Sei sulla pagina 1di 62

Guido Musco

Gli Occhiali di
Galilei

editore
Dio cre in principio Cieli e Terra.
La Bibbia, costituita da 66 libri (39 fanno parte del Vecchio Testamento
e 27 del Nuovo Testamento) il testo sacro dei Cristiani (anche degli
Ebrei, solo per la parte del Vecchio Testamento).

Il primo libro, Genesi, comincia cos: In principio Dio cre i cieli e la


terra. Ora la terra risult essere informe e vuota e cerano tenebre sulla
superficie delle acque dellabisso; e la forza attiva di Dio si muoveva
sulla superficie delle acque. E Dio diceva: Si faccia luce. Quindi si
fece luce. Dopo ci Dio vide che la luce era buona, e Dio oper una
divisione fra la luce e le tenebre. E Dio chiamava la luce Giorno, ma
chiam le tenebre Notte. E si faceva sera e si faceva mattina, un primo
giorno. (1:1-5)

E poco pi avanti: E Dio prosegu dicendo: Si facciano luminari nella


distesa dei cieli per fare una divisione tra il giorno e la notte; e
dovranno servire come segni e per le stagioni e per i giorni e per gli
anni. E dovranno servire come luminari nella distesa dei cieli per
risplendere sopra la terra. E cos fece. E Dio faceva i due grandi
luminari, il luminare maggiore per dominare il giorno e il luminare
minore per dominare la notte, e anche le stelle. Cos Dio li pose nella
distesa dei cieli per splendere sopra la terra, e per dominare di giorno e
di notte e per fare una divisione tra la luce e le tenebre. Quindi Dio vide
che era buono. E si faceva sera e si faceva mattina, un quarto giorno.
(1:14-19)

pag. 6
Si faccia luce disse. E venne il Giorno
perch si confrontasse con la Notte,
destata dalle tenebre profonde.

pag. 7
Allora mise in cielo un luminare
che, risplendendo ardente, desse luce
ed un secondo, piccolo ed opaco,
che pallido apparisse nottetempo.
Entrambi serviranno come lumi
e guida per la vita sulla Terra

Dio disse e continu con il creato.


Il sole allorizzonte di levante
da quel momento apparve la mattina,
e quindi in mezzo al cielo a mezzogiorno,

pag. 12
allimbrunire allorizzonte opposto
per poi sparire ed apparir di nuovo
il giorno dopo al solito orizzonte.

pag. 13
Se in una giornata limpida ci alziamo allalba e guardiamo il cielo, vediamo il
sole spuntare basso sullorizzonte. Man mano che il tempo trascorre, lo vediamo
spostarsi fino ad arrivare, a mezzogiorno, alto, proprio in mezzo alla porzione di
cielo che abbiamo davanti ai nostri occhi. Qualche ora dopo, esso si spostato
ancora, e lo vediamo via via abbassarsi fino a scomparire dalla parte opposta a
quella da cui era sorto.

Viene dunque spontaneo pensare che sia il sole a muoversi e girarci attorno.
Tant che nel linguaggio comune, siamo soliti usare frasi del tipo: il sole nasce,
il sole cammina, il sole si spostato, il sole tramonta...

Ed quanto pensarono gli antichi, i quali si erano semplicemente affidati ai loro


sensi. Credettero pertanto che la Terra fosse ferma in mezzo al cielo e il sole le
girasse attorno, illuminandola e determinando lalternarsi del giorno e della
notte.

pag. 16
edendo lAstro andare a spasso in cielo,
credettero gli antichi che girasse
attorno a loro ed alla Terra, e questa
al centro del creato fosse ferma.

pag. 17
Stagira (lodierna Stavro) unantica
citt della Macedonia, nota soprat-
tutto perch nel 384 a. C. vi nacque
Aristotele, considerato il pi grande
filosofo dellantichit, assieme al suo
maestro Platone.
Aristotele aveva 17 anni quando si
trasfer ad Atene nella scuola di
Platone, chiamata lAccademia: vi
rimase per venti anni, fino alla morte
del maestro.

Nel 343 bisogna ricordare che prima


di Cristo (a. C.) gli anni si contano in
senso inverso Aristotele divenne
precettore del tredicenne Alessandro
che, sette anni pi tardi, sar re di
Macedonia, conosciuto poi come
Alessandro Magno, uno dei pi grandi
generali e conquistatori della Storia.

Ad Atene Aristotele fond una scuola,


detta Liceo, allinterno della quale cera
un grande viale, che si chiamava
Perpato: il nome significa luogo per
passeggiare. Lungo il Perpato
Aristotele e i suoi allievi erano soliti
passeggiare, discutendo di filosofia,
scienza, arte e morale. Per questo
furono chiamati peripatetici.

Se nellambito del mondo naturale


Aristotele dimostr capacit di
osservazione analisi e catalogazione,
nel campo dellastronomia egli si lasci
influenzare dalla propria visione
filosofica. Era convinto della perfezione
e della finitezza delluniverso, cos
dedusse che esso avesse una forma
sferica, ritenuta la forma pi perfetta, e
avesse un centro, rappresentato dal
centro della Terra. La Terra dunque si
trovava al centro delluniverso e tutti gli altri corpi celesti le ruotavano attorno.
Luniverso era poi racchiuso da unultima sfera, quella delle Stelle Fisse.

Le opere e il pensiero di Aristotele influenzarono il pensiero e la visione delluniverso


per molti secoli e furono in un secondo momento accettate anche dalla Chiesa cattolica.

pag. 18
Tolomeo fu un astronomo e matematico
greco vissuto nel secondo secolo dopo
Cristo (100-178 ca.) noto per aver
descritto luniverso in termini geometrici
e matematici ed aver costruito il sistema
geocentrico, con la Terra al centro
delluniverso e gli altri corpi celesti
(Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte,
Giove, Saturno) ruotanti attorno ad essa
in orbite circolari.

Lopera nella quale descritto tale sistema


che dal suo nome viene anche detto
tolemaico fu scritta in greco e tradotta
in arabo col nome di Al-Majisti (Grande
Composizione) da noi conosciuta come
Almagesto. Essa rappresent lunico
modello del mondo fino al 1500.

Anche per Tolomeo, come per Aristotele,


luniverso finito ed racchiuso allinterno del cielo delle stelle fisse.

Cos pensava pure il grande greco,


filosofo e scienziato di Stagira,
il cui pensiero influenz le menti
e la cultura fino al Cinquecento.

E Tolomeo, pi tardi, mise a punto


un tipo di sistema planetario
geocentrico chiamato, per il quale
al centro c la Terra e tuttintorno

vi girano pianeti, sole e luna


in orbite del tutto circolari,
ed allestremo margine sestende
il Cielo a volta delle Stelle Fisse.

pag. 19
La Commedia, definita Divina dal
Boccaccio, un poema scritto da
Dante Alighieri tra il 1307 e il 1321.
composto in endecasillabi (versi
di 11 sillabe) concatenati tra loro in
terzine:

Nel mezzo del cammin di nostra vita


mi ritrovai per una selva oscura
ch la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era cosa dura


esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Il poema si compone di tre cantiche


(Inferno, Purgatorio e Paradiso)
ciascuna di 33 canti (lInferno ne ha
34: il primo viene considerato un
canto-proemio) ed scritto nella
lingua volgare fiorentina, che la
base della lingua italiana.

Il poeta, a met della sua vita, immagina di aver perso la strada e di trovarsi in un bosco, da
cui si avvier per compiere un viaggio nelloltretomba, accompagnato dal poeta Virgilio nei
luoghi dellInferno e del Purgatorio, e da Beatrice, la donna per la quale egli prov un
profondo amore non ricambiato, nei cieli del Paradiso.

LInferno, immaginato come un imbuto la cui parte pi stretta finisce al centro della Terra, si
trova sotto Gerusalemme. Dante e Virgilio, dopo aver attraversato il primo fiume infernale,
lAcheronte, sulle cui acque il guardiano infernale Caronte trasporta con la sua barca le anime
dannate, scendono nei vari gironi nei quali i dannati scontano le pene per i peccati commessi
in vita. L Dante incontra vari personaggi con i quali si intrattiene a dialogare.

Usciti dallInferno attraverso un budello naturale, Dante e Virgilio si ritrovano nellemisfero


terrestre opposto, laustrale, che un tempo si credeva interamente ricoperto di acqua: in mezzo
al mare si leva la montagna del Purgatorio che i due poeti lentamente saliranno, incontrando
anche qui numerose anime, prima di trovarsi in cima al monte, dove si estende il Paradiso
terrestre tra due fiumi, il Lete, che fa dimenticare i peccati e lEuno, che restituisce la
memoria del bene compiuto in vita.

Adesso Dante purificato dai suoi peccati e pu ascendere ai cieli del Paradiso, condotto
dalla sua guida spirituale, Beatrice. Il Paradiso composto da nove cerchi concentrici, al cui
centro sta la Terra. In ciascuno di questi cieli, dove si trova un pianeta, si trovano i beati. Al di
l del cielo delle stelle fisse lEmpireo, dove la luce divina cos forte da non poter essere
guardata.

Linfluenza del sistema tolemaico, come pu vedersi, chiaramente presente nella costruzione
dantesca.

pag. 20
Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265.
Amante dei classici latini e greci, ebbe una
formazione poetica e filosofica.
Durante la giovinezza strinse amicizia con
alcuni poeti, Guido Cavalcanti, Cino da
Pistoia, Lapo Gianni, con i quali fece parte
del gruppo dei poeti del dolce stil novo.
Questi trattano il tema dellamore verso la
donna, la quale la sola protagonista della
loro poesia: la donna-angelo, che Dante dir
venuta da cielo in terra a miracol mostrare.
Beatrice, che Dante avrebbe incontrato per la
prima volta quando aveva nove anni e poi a
diciotto, la su musa ispiratrice.

Grazie anche al matrimonio con Gemma


Donati, famiglia molto influente nella
Firenze di allora, Dante viene nominato
Priore della citt nel 1300. Tenta una
pacificazione tra le fazioni che lottavano per
il dominio comunale, allontanando i
rappresentanti pi facinorosi di entrambi i
partiti (guelfi bianchi e neri). La mossa gli si
ritorcer contro quando, rientrati in Firenze
con laiuto di Carlo di Valois, fratello del re di Francia Filippo il Bello, , i guelfi neri lo
citano in giudizio e lo condannano a due anni di confino, a una multa di 5000 fiorini e
allinterdizione perpetua dai pubblici uffici. In quel momento Dante si trova a Roma in
missione presso il papa Bonifacio VIII e non si presenta per scontare la pena. La condanna
viene allora tramutata in pena di morte sul rogo. lanno 1302, il poeta rimarr in esilio fino
alla morte, avvenuta per febbre malarica a Ravenna nel 1321.

Financo Dante prese a suo modello


per la Commedia, detta poi Divina,
lo schema tolemaico, oltre il quale
doveva avere sede il Paradiso.

Secondo papi, preti e cardinali,


la Bibbia confermava tutto questo.
Sembrava il cosmo a posto e s perfetto
che cera ormai ben poco da scoprire.

pag. 21
Niccol Copernico considerato il
fondatore dellastronomia moderna
ed il suo nome legato alla teoria
eliocentrica.

Nacque a Toru! in Polonia nel 1473.


Rimasto orfano quando era ancora
bambino, fu adottato da uno zio
materno, vescovo, e allet di diciotto
anni entr alluniversit di Cracovia,
dove si appassion allastronomia e
alla matematica.
Successivamente si trasfer in Italia,
dove approfond gli studi di filosofia,
teologia, medicina e astronomia nelle
universit di Bologna, Roma, Ferrara
e Padova.

Rientrato in Polonia, nel 1505 si fece prete (a quei tempi era un modo per dedicarsi agli
studi e fare una vita tranquilla). Divenne canonico della cattedrale di Frauenberg, dove
trascorse il resto della vita, studiando in una torre vicino alla cattedrale (oggi conosciuta
col nome di torre copernicana e nella quale sono ancora conservati gli strumenti del suo
lavoro).

Allora gli astronomi sapevano di alcune stranezze legate al movimento dei pianeti Marte,
Giove e Saturno: era come se a un certo punto essi si fermassero e cominciassero a girare
in senso inverso.

Proprio studiando questo fenomeno, Copernico si era reso conto che era pi semplice
spiegare i movimenti apparentemente complicati di quei pianeti, partendo dal
presupposto che fosse il sole e non la Terra, immobile al centro delluniverso. Ma il
sistema tolemaico era ormai accettato da ben 14 secoli, per questo motivo la teoria
copernicana non ebbe molta fortuna tra gli studiosi del suo tempo.

Tuttavia Copernico, convinto della giustezza del sua intuizione, continu gli studi, che
furono pubblicati solo un anno prima della morte, avvenuta nel 1543, col titolo De
Revolutionibus orbium coelestium (La Rivoluzione delle Sfere celesti).

Nella sua opera, oltre alla teoria eliocentrica, si afferma che la Terra ruota sul proprio
asse per la durata di una giornata e compie un giro intorno al sole nellarco di un anno.
Viene inoltre affermato che la Terra, ruotando, effettua una precessione sul proprio asse,
cio oscilla come una trottola.

pag. 24
l moto dei pianeti, tuttavia,
lasciava spazio a dubbi e incongruenze
e luomo, per natura assai curioso
e razionale, spinto ad indagare.

Pertanto intorno al mille e cinquecento


il giovane Copernico Nicola,
astronomo polacco, affascinato
dalluniverso con i suoi misteri,

per rimediare a quelle bizzarrie


suppose che la Terra coi pianeti
facesse il girotondo attorno al sole.
Che questo poi sembrava si spostasse

da un orizzonte allaltro, era apparenza


dovuta alla terrestre rotazione.

pag. 25
Copernico aveva terminato la sua opera principale nel 1530 ma aveva
evitato di pubblicarla per timore che potesse incorrere nella censura
religiosa. La Chiesa di Roma infatti sosteneva che alcuni passi della
Bibbia facevano intendere che la Terra fosse immobile al centro
delluniverso:
Fu allora che Giosu parlava al Signore, il giorno che il Signore abbandon gli
Amorrei ai figli dIsraele, e diceva davanti agli occhi dIsraele: Sole, resta
immoto su Gabaon, e Luna, sul bassopiano di Aialon. Pertanto il sole
rimase immoto e la luna in effetti si ferm, finch la nazione pot far vendetta
dei suoi nemici. (Giosu, 10:12-13)

Per prudenza Copernico dedic lopera a papa Paolo III, scrivendo che la
sua era una teoria tra le altre e se cerano quelle di Aristotele e Tolomeo,
se ne poteva accettare anche una terza.

Sebbene gli ecclesiastici in un primo momento avessero lasciato andare la


cosa, alcuni anni pi tardi il libro venne relegato tra le opere proibite.

pag. 26
La tesi del polacco scardinava
credenze e conoscenze secolari
che avevano creato sicurezza:
non era punto facile accettarla.

Ed ebbe infatti il Nostro tutti contro:


la Chiesa, i professori dAccademia ...
per una cosa aveva dalla sua:
la verit, e questa vince sempre.

Copernico studi per molti anni


nei quali ebbe modo di capire
che la sua tesi aveva un fondamento.
Ma non os diffondere gli appunti

temendo la censura religiosa.


Il libro suo sul moto dei pianeti
per merito di amici fu stampato
soltanto poco prima che morisse.

!"

pag. 27
er quasi settantanni il suo sistema,
col nome di eliocentrico ben noto,
rimase sulla carta e nel silenzio
finch non venne un giovane inventore,

scienziato e matematico di Pisa


che con due lenti messe in una canna
riusc a vedere cose assai lontane
nel cielo, come fossero vicine.

pag. 30
Pisa una citt della Toscana.
Nella foto accanto, il duomo
con la caratteristica torre pen-
dente nella piazza di Campo
dei Miracoli.

Si racconta che un giorno il


piccolo Galileo, trovandosi
allinterno del duomo, sia
stato attratto dalla lampada
che dondolava pendendo dal
soffitto. Egli not che, sebbene
lampiezza delle oscillazioni
diminuisse, poich la lampada
tendeva a fermarsi, il loro tempo era sempre uguale. Questa osservazione lo port a pensare
che era possibile misurare lo scorrere del tempo. Da qui, linvenzione dellorologio a
pendolo, attribuita al matematico e astronomo olandese Christiaan Huygens nel 1656.

Il cannocchiale uno strumento ottico col quale possibile osservare


oggetti lontani e vederli ingranditi. costituito da un tubo cilindrico,
dotato di due lenti: una ad unestremit del tubo che va avvicinata
allocchio (oculare) e laltra posta allaltra estremit (obiettivo).

Linvenzione del cannocchiale opera di un occhialaio olandese, Hans


Lippershey (1608) ma fu Galilei a perfezionare lo strumento e renderlo
idoneo allosservazione dei corpi celesti.

Oggi i corpi celesti si osservano mediante il


telescopio. Per semplificare, possiamo dire che
una delle differenze tra cannocchiale e telesco-
pio consiste nel fatto che col primo si osservano
realt presenti sulla Terra (quindi verificabili),
col secondo si riesce ad osservare oggetti che
si trovano nello spazio esterno della Terra.

pag. 31
Pisa la citt natale di Galileo Galilei. Vi
nacque nel 1564, figlio di Vincenzo, com-
positore e suonatore di viola, il quale
avrebbe voluto che il figlio seguisse
la sua stessa carriera. Ma Galileo,
predisposto per la matematica e la
fisica, si dedic a quegli studi,
dimostrando ben presto le sue doti.
Nel 1583, a 19 anni, rese pubblici i
risultati dei suoi studi sullisocroni-
smo delle oscillazioni del pendolo.
Poi linvenzione della bilancia idrosta-
tica, che permetteva di calcolare il peso
specifico dei solidi, gli permise di insegna-
re matematica alluniversit di Pisa, nono-
stante non fosse ancora laureato.
Durante questo periodo si dedic agli studi di mecca-
nica e di astronomia e nel 1592 ottenne la cattedra di matematica alluniversit di Padova.
L approfond gli studi astronomici e perfezion il cannocchiale (che, come abbiamo
visto, era stato inventato dallolandese Hans Lippershey nel 1608) aumentando il potere
di ingrandimento e rendendolo adatto allosservazione dei corpi celesti.
Nel corso di tali osservazioni Galilei giunse alla conclusione che la Terra fosse rotonda e
ruotasse attorno al sole.
Gi Niccol Copernico aveva fatto tale affermazione, ma il merito di Galilei sta nel fatto
di avere dimostrato scientificamente quella teoria.

Nel 1610 a Venezia, pubblic i risultati dei suoi studi nel Sidereus Nuncius (Annunciatore
celeste) in cui si parla anche della scoperta di quattro satelliti di Giove (che Galilei chiam
pianeti medicei) delle montagne e dei crateri della luna e delle macchie solari.
Nello stesso anno Cosimo de Medici gli confer la carica di matematico primario dello
studio di Pisa, senza lobbligo di tenere lezioni, n di risiedere. Galilei pot cos
trasferirsi a Firenze e dedicarsi completamente alla ricerca.

Tuttavia la pubblicazione del Sidereus Nuncius gli procur lostilit della Chiesa
Cattolica e nel 1616 il Santo Uffizio condann la teoria copernicana come eretica e
Galilei fu convocato a Roma per dare giustificazione delle sue opinioni.
Egli sostenne che la teoria eliocentrica non era in contrasto con la Bibbia: questa infatti
era scritta in un linguaggio che doveva essere comprensibile agli uomini del suo tempo.
Galilei, inoltre, invit alcuni prelati a guardare attraverso il cannocchiale per rendersi
conto de visu di quanto lui asseriva. Nulla da fare! Luomo di scienza fu diffidato
dalloccuparsi ancora di quegli argomenti.

Galilei per non abbandon le sue osservazioni astronomiche e nel 1623 pubblic uno
dei suoi scritti pi importanti Il Saggiatore, dove vengono tracciate le linee della ricerca
scientifica. Quindi nel 1632 pubblic il Dialogo sopra i due massimi Sistemi del Mondo,
nella quale dimostr la fondatezza del sistema copernicano rispetto a quello tolemaico.
A questo punto lo scienziato venne di nuovo convocato a Roma, processato e giudicato
colpevole.

pag. 32
Galilei avrebbe voluto portare avanti le sue
idee, ma non ce la fece. (Secondo alcuni
storici, nel corso del processo dovette pure
subire la tortura). Sotto la minaccia della
scomunica, fu costretto a sconfessare i suoi
studi e le sue teorie e abiur, affermando di
essersi sbagliato: la Terra non era rotonda e
non girava attorno al sole.
Pare che alla fine del processo, qualcuno lo ud mormorare una frase poi divenuta famosa:
Eppur si muove! intendendo che era la Terra a muoversi e ruotare attorno al sole.

Galilei fu comunque condannato alla prigionia a vita anche se, a motivo della sua abiura,
la pena fu commutata nellisolamento, che egli trascorse a Siena e poi nella villa di Arcetri
(oggi sede di un osservatorio astronomico) vicino a Firenze, dove, cieco e malato, mor nel
1642.

Cos col cannocchiale Galilei


pot provare al mondo che la tesi
di Niccol Copernico era giusta:
la Terra non ferma ma si muove

e gira attorno al sole, come pure


il resto dei pianeti. Poi le stelle
non stanno fisse in cielo in una sfera
ma viaggiano, tra loro ben distanti.

!"

pag. 33
e emerite scoperte del pisano,
basate su reali osservazioni,
indussero la Chiesa a condannare
le tesi di Copernico e, per giunta,

il celebre scienziato fu ammonito


a non dar corso a quelle conclusioni
ma anzi a rigettarle come false.
Sperava Galilei che lingiunzione

venisse in qualche modo abbandonata.


Non fu cos. Ben presto il Santo Uffizio
impose allo scienziato di abiurare.

pag. 36
Invano Galilei si di da fare
per conciliarsi coi prelati e il papa,
mostrando loro ci che si vedeva

col cannocchiale nello spazio immenso.


Nemmeno levidenza fu per quelli
motivo per mutare atteggiamento.

La congregazione del Santo Uffizio fu creata nel 1542 da papa Paolo III. Era anche
chiamata Santa Inquisizione. Il Santo Uffizio consisteva in una assemblea di
cardinali e alti prelati, che dipendevano direttamente dal papa e il suo compito era
quello di mantenere e difendere lintegrit della fede, esaminare e proscrivere gli
errori e le false dottrine.
Nel 1558 esso si arrog anche il diritto di istituire un Indice dei Libri Proibiti, libri
e pubblicazioni che dovevano essere messi al bando. Tale indice fu soppresso nel
1966 con la fine dellinquisizione romana, sostituita dalla Congregazione per la
Dottrina della Fede.

pag. 37
IL TESTO DELLABIURA DI GALILEO GALILEI

....Io Galileo, figliuolo del quondam Vincenzo Galileo di Fiorenza,


dellet mia danni 70, costituto personalmente in giudizio, e
inginocchiato avanti di voi Eminentissimi e Reverentissimi Cardinali, in
tutta la Republica Cristiana contro leretica pravit generali Inquisitori;
avendo davanti glocchi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le
proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con laiuto di
Dio creder per lavvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la
Santa Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma perch da questo S. Offizio, per
aver io, dopo dessermi stato con precetto dallistesso giuridicamente
intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia
centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del
mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere n insegnare in
qualsivoglia modo, n in voce n in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo
dessermi notificato che detta dottrina contraria alla Sacra Scrittura,
scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto listessa dottrina gi
dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza
apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto
deresia, cio daver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e
imobile e che la terra non sia centro e che si muova. Pertanto volendo io
levar dalla mente delle Eminenze Vostre e dogni fedel Cristiano questa
veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e
fede non finta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e
generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla
Santa Chiesa; e giuro che per lavvenire non dir mai pi n asserir, in
voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil
sospizione; ma se conoscer alcun eretico o che sia sospetto deresia lo
denonziar a questo S. Offizio, o vero allInquisitore o Ordinario del
luogo, dove mi trovar. Giuro anco e prometto dadempire e osservare
intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo
S. Offizio imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e
giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi
che sono da sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro
simili delinquenti imposte e promulgate. Cos Dio maiuti e questi suoi
santi Vangeli, che tocco con le proprie mani. Io Galileo sodetto ho
abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del
vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia
abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della
Minerva, questo d 22 giugno 1633.
Io, Galileo Galilei, ho abiurato come di sopra, mano propria.

pag. 38
Il dotto venne indotto ad affermare:
Abjuro maledico ergo detesto
con cuor sincero et fede non falsata

li errori miei su detti et le heresie


e sottoscrisse pure il documento
per evitare la condanna al rogo.

Si dice che alluscita dal processo


avesse sussurrato Galilei:
Eppur si muove! per significare

che la rinuncia sua non discuteva


la verit dei fatti: che la Terra
girasse attorno al sole e no il contrario.

!"

pag. 39
Galilei considerato il padre della scienza moderna. Fu lui
infatti a vedere la scienza come un mezzo oggettivo affidabile
verificabile e condivisibile per conoscere la realt.

Il metodo scientifico da lui ideato consiste da una parte nella


raccolta di dati attraverso losservazione e lesperimento,
dallaltra nella formulazione di ipotesi e teorie che dovranno
essere di nuovo sperimentate.

Prima di Galilei la conoscenza avveniva attraverso la ragione


che, osservado la realt, deduceva la regola oppure ci che
veniva considerata una verit di fede assumeva i tratti della
verit, come era accaduto col sistema tolemaico.

pag. 40
pag. 41
Roberto Bellarmino (1542-1621) Papa Giovanni Paolo II (1920-2005)

IL VATICANO CANCELLA LA CONDANNA DI GALILEO


Orazio La Rocca, La Repubblica, pag. 21 - 30 ottobre 1992

CITT DEL VATICANO - Dopo ben 359 anni, 4 mesi e 9 giorni


Galileo Galilei torna ad essere nuovamente un "figlio legittimo"
della Chiesa cattolica. Domani, infatti, il Vaticano canceller
definitivamente la storica condanna "al silenzio" inflitta allo
scienziato pisano il 22 giugno 1633 dal Sant Uffizio retto, a
quel tempo, dal cardinale Roberto Bellarmino. Una condanna
decisa nel vano tentativo di tappare la bocca al fondatore dell
astronomia e della fisica moderne, accusato di aver sposato
quelle tesi copernicane che, in contrapposizione alle autorit
ecclesiastiche di allora, sostenevano che la Terra, insieme agli
altri pianeti, a girare intorno al sole, e non viceversa. Galileo
Galilei, come si sa, per salvarsi fu costretto a pronunciare la
storica "abiura" davanti al tribunale vaticano, diventando
automaticamente l esempio tangibile di una delle pi grandi
ingiustizie perpetrate dalle autorit ecclesiastiche. Dopo quasi
360 anni da quella iniqua condanna la Chiesa corre ai ripari,
ammettendo pubblicamente i propri errori. E lo far in maniera
solenne, ufficiale e definitiva, con una cerimonia, presenti i
membri della Pontificia accademia delle scienze, presieduta da
Giovanni Paolo II, il papa che tra i primi atti compiuti all
inizio del suo pontificato pose proprio la soluzione del caso-
Galileo. (...)

pag. 44
i son voluti secoli di storia
perch dal Vaticano si levasse
la voce di un pontefice a difesa
dello scienziato e uomo Galilei.

Pubblicamente stato chiesto scusa.


Non altrettanto a tutte le migliaia
di uomini e di donne arse vive
per eresia o per stregoneria.

Ai tempi della Santa Inquisizione


bastava che qualcuno sopponesse
ai canoni dettati dalla Chiesa
che in nome del Signore andava al rogo!

Secondo Pietro Tamburini, autore di una Storia generale


dellInquisizione, tra il III secolo e il primo quarto del XIX,
furono messe a morte oltre 17.000.000 di persone.
Voltaire, scrittore e filosofo francese (1694-1778) ha scritto:
Le streghe hanno smesso di esistere nel momento in cui
abbiamo smesso di bruciarle.

pag. 45
Ma Dio non ha bisogno di avvocati
che inducano la gente ad aver fede,
e meno di carnefici togati
che infliggono giustizia con la croce!

pag. 46
Esecuzione di Arnaldo da Brescia Il rogo di Savonarola a Firenze.

Ai tempi dellinquisizione era considerato eretico chiunque si opponesse alle


norme dettate dalla Chiesa di Roma con scritti o con semplici discorsi. Gli
argomenti che maggiormente venivano ritenuti eretici riguardavano i dubbi sulla
santissima Trinit, sulla verginit della Madonna, sul suo essere madre di Ges e,
come abbiamo visto per Galilei, professare teorie che potessero mettere in dubbio le
verit della Bibbia, ritenute tali dalla Chiesa.

Un altro motivo che portava alla condanna al rogo era la denuncia che veniva fatta
nei confronti dei vizi degli uomini di Chiesa (lussuria, ingordigia, potere temporale).
A tal proposito bastano due nomi: il canonico agostiniano Arnaldo da Brescia
(1090-1155) e il frate domenicano Savonarola (1452-1498).

Veniva messo al rogo anche chi era sospettato di stregoneria. Giovanna dArco
(1412-1431) sub la condanna per aver affermato di poter comunicare
direttamente con Dio senza la mediazione della Chiesa.

Il frate domenicano Giordano Bruno (1548-1600) sub la condanna al rogo per le


sue idee sulla natura di Dio,

Una volta ritenuti colpevoli, gli eretici avevano la possibilit di abiurare, cio
ritrattare le proprie convinzioni, quasi sempre sotto tortura. Solo in questo caso lo
sventurato poteva avere salva la vita.

pag. 47
Quello che si pu conoscere di Dio manifesto (...) poich le sue
invisibili qualit, perfino la sua sempiterna potenza e divinit si
vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, poich si
comprendono dalle cose fatte (Romani, 1:19-20)

Iddio, per chi ci crede, lo si trova


in tutto ci che esiste e ci circonda:
nellarmonia, nellordine che regna
nellinfinito micro e macrocosmo

nel misterioso e magico universo


di onde particelle e forze opposte,
nel vuoto che sorregge Terre e Soli
che vagano spediti nello spazio

nel numero infinito di galassie,


nei palpiti dellalba e dei tramonti

nel sole che ci scalda e d la vita


nellacqua che purifica e disseta
nellaria che ci avvolge silenziosa
e nella madre terra che ci nutre

Per microcosmo si intende il mondo dellinfinitamente piccolo,


spesso non visibile a occhio nudo.
Per macrocosmo si intende luniverso inteso nella sua totalit e
considerato come un grande organismo vivente. (N. Zingarelli,
Vocabolario della lingua italiana)

pag. 48
Dove a occhio nudo non vediamo qualcosa di solido, siamo portati a dire
che c il vuoto. E usiamo pure il linguaggio di conseguenza: un
paracadutista da un aereo o una persona da una rupe si dice che si lancia nel
vuoto; alziamo gli occhi al cielo e, guardando il sole, la luna, le stelle,
diciamo che sono sospese nello spazio, immaginando che siano sospese nel
vuoto. Ma davvero vuoto ci che vediamo?
Per vuoto si intende generalmente una parte di spazio privo di materia. Se
cos, il vuoto vero e proprio, cio lo spazio privo di qualunque tipo di
materia o elemento piuttosto raro e le porzioni di vuoto sono piccolissime.
Laria che ci circonda non vuota, costituita da particelle di gas (azoto,
ossigeno, anidride carbonica ...).
Anche il vuoto interplanetario uno spazio occupato da gas molto rarefatti,
cio poco densi (soprattutto idrogeno e elio) e perfino nelle zone pi
vuote delluniverso, tra una galassia e laltra, sono sempre presenti atomi
di idrogeno e elio.

I corpi celesti sono senza dubbio molto pi pesanti delle particelle di


idrogeno ed elio presenti nello spazio. Allora come fanno a rimanere
sospesi e non cadere?
Ci sar capitato di vedere qualche filmato in cui degli astronauti lavorano
nello spazio, fuori o dentro una navicella. Nel primo caso avremo notato
che lastronauta era ben ancorato a una fune: serviva perch non si perdesse
nello spazio. In entrambi i casi, comunque, abbiamo visto luomo fluttuare
nel vuoto come se non avesse peso. Perch accade questo?
stato scoperto che nelluniverso agiscono alcune forze.
Isaac Newton, uno scienziato inglese, vissuto a cavallo tra il XVII e il
XVIII secolo, scopr la forza di gravit: una forza che attrae due corpi o
particelle qualsiasi. Essa si trova in tutto luniverso e permette che i corpi,
celesti e non, non vaghino in modo disordinato nelluniverso.
Cos la Terra, attratta dal sole, tende a girargli attorno e rimanere ben salda
nella sua orbita. Noi, attratti dalla Terra, resti-
amo con i piedi ben piantati sul nostro pianeta,
senza andarcene in giro per lo spazio.

Laria, il fuoco, lacqua e la terra erano considerati


dai filosofi greci i quattro elementi che formavano il
mondo. Dalla loro mescolanza si aveva ogni forma
di esistenza.
Questa idea venne considerata scientificamente
valida fino allinizio del XIX secolo quando, con la
scoperta dellossigno, nacque la chimica moderna.

pag. 49
nellovulo fecondo di una madre
che attende di potersi fare uomo
Come abbiamo visto parlando di Aristotele e Tolomeo, anticamente luniverso
era considerato una struttura abbastanza piccola e chiusa: cera la Terra al
centro e attorno ad essa ruotavano, in ordine di vicinanza e in orbite circolari,
la luna, Mercurio, Venere, il sole, Marte, Giove e Saturno. Oltre si estendeva
la volta celeste che sosteneva le stelle ed era come linvolucro dellintero
universo.

Via via per gli astronomi notarono delle stranezze: innanzitutto, se i pianeti
descrivevano delle orbite circolari attorno alla Terra, non ci doveva essere
alcuna variazione; e invece Venere e Marte a volte apparivano pi luminosi.
Poi Marte, Giove e Saturno in certi periodi dellanno sembrava che si
fermassero nel cielo per mettersi a girare al contrario.

Cos, per spiegare tali incongruenze, gli studiosi avevano cominciato a


correggere la teoria aristotelica, facendo degli aggiustamenti e apportando
continue modifiche. Nel XV secolo pertanto, le cose erano talmente
ingarbugliate che quella teoria serviva solo a prevedere la posizione degli
astri nel cielo.

Ci volle lintuizione di Copernico per risolvere alcuni fenomeni: era il sole al


centro delluniverso, mentre la Terra e gli altri pianeti vi giravano attorno.

pag. 52
Ma se cos fosse stato, luniverso doveva essere molto pi vasto e profondo di
quanto si potesse immaginare e le stelle molto pi distanti, sia perch la loro
posizione nel cielo non cambiava nel corso dellanno, nonostante il moto della
Terra attorno al sole, sia perch alcune di loro apparivano meno luminose di
altre.

Le idee di Copernico trovarono conferma nelle osservazioni di Galilei il


quale col cannocchiale riusc a vedere una moltitudine di stelle che,
guardando a occhio nudo, non si scorgevano. Inoltre nella profondit dello
spazio, lo scienziato pisano scopr un fittissimo addensamento di stelle che
sembrava dividere in due la volta celeste.

Nel tentativo di dare un significato a quella presenza, nel 1750 lastronomo


inglese Thomas Wright espresse lipotesi che potesse trattarsi di un unico
sistema di stelle che comprendeva anche il sole e la Terra, assieme agli altri
pianeti.

Tra laltro, esplorando il cielo con telescopi via via pi potenti, erano state
individuate qua e l delle chiazze luminose e soffuse, che vennero chiamate
nebulose, perch avevano laspetto di nubi lontane. Alcune erano di forma
irregolare, altre somigliavano a dei dischi, fornitii di braccia a spirale.

pag. 53
La teoria pi accreditata era
che si trattasse di gigantesche
superstelle.

Nel 1755 Immanuel Kant, un


filosofo tedesco appassionato
di fisica e astronomia, intu
che quelle chiazze lattiginose
(furono chiamate galassie, dal
greco galax, latte) potessero
essere qualcosa di simile al
sistema di stelle immaginato
da Wright. Poteva dunque
trattarsi di altre galassie simili
alla nostra, che apparivano piccole e nebulose perch molto lontane.

Tale ipotesi, verso la fine del Settecento, trov conferma nelle osservazioni
dellastronomo tedesco Wilhelm Herschel il quale, per mezzo di un telescopio molto
potente per la tecnica di allora (12,2 metri di lunghezza e un metro e 22 cm di apertura)
da lui stesso costruito, fece un conteggio delle stelle in prossimit della nostra galassia, la
Via Lattea, individuando anche delle stelle nelle spirali di altre nebulose.

Sebbene queste scoperte sembrassero dare ragione allintuizione di Kant, la questione


rimase aperta per pi di un secolo, finch non venne risolta definitivamente nel 1924
dalle osservazioni dellastronomo statunitense Edwin Hubble il quale, riuscendo a
determinare la distanza delle nebulose osservate e dimostrando che si trovano a milioni
di anni luce dalla nostra galassia (un anno-luce la distanza che la luce percorre in un
anno viaggiando a 300.000 km al secondo), defin che si trattava di altre galassie esterne
alla nostra. Tra laltro, Hubble scopr che il sole era una delle miliardi di stelle che
compongono la via lattea.

Qualche anno pi tardi, nel


1929, lastronomo americano
not pure che le radiazioni
luminose provenienti dalle
galassie tendevano al rosso e,
tanto pi distante era una
galassia, tanto pi il rosso
diventava marcato. Dedusse
quindi che le galassie non
fossero ferme ma si spostas-
sero, allontanandosi sempre
pi luna dallaltra. Non solo,
venne formulata lipotesi che luniverso fosse in espansione.

pag. 54
Con la costruzione di telescopi pi
potenti, gli astronomi riuscirono a
osservare luniverso ancora pi a
fondo. Cos furono scoperti gruppi
di galassie, detti ammassi, che
distano tra loro decine di anni luce.
(Una galassia un insieme di stelle,
sistemi planetari, gas e polveri).
Anche la nostra galassia, la Via
Lattea, sembrerebbe far parte di un
ammasso, costituito da una ventina
di galassie, distribuite in un raggio di tre milioni di anni luce.

Perch le galassie dovrebbero allontanarsi e quindi perch luniverso in espansione?


A questa domanda gli astronomi e gli astrofisici hanno cercato di rispondere, formulando
delle ipotesi sullorigine delluniverso.
Quella che attualmente sembrerebbe la pi accreditata la teoria del Big Bang, cio la
grande esplosione verificatasi 13.700.000 anni fa.
Secondo questa teoria luniverso era inizialmente racchiuso in un uovo cosmico che,
esplodendo a causa della sua instabilit e delle altissime temperature, avrebbe lanciato
nello spazio particelle, gas, raggi. La temperatura avrebbe cominciato via via a scendere,
permettendo alle particelle instabili di trasformarsi in altre pi leggere e stabili, fino a
formare nuclei di elio e deuterio, due gas molto leggeri.

Col continuo abbassarsi delle temperature, luniverso in formazione, ormai divenuto una
nube caldissima di idrogeno e elio, ha continuato a espandersi per milioni di anni,
trasformandosi via via in nubi pi piccole, fino a formare le singole stelle che, rimanendo
aggregate tra loro, hanno formato le galassie.

Con il progressivo raffreddamento e


passaggio a elementi sempre pi
pesanti, parti di stelle hanno perso la
loro caratteristica di astri, assumendo
aspetto e propriet di pianeti e
satelliti (corpi celesti, molto appe-
santiti che non producono pi luce e
calore propri).

Va ripetuto che quanto fin qui detto


solo una delle ipotesi sulla nascita
e levoluzione delluniverso.
Rimanendo nel campo delle ipotesi,
un giorno lespansione potrebbe
fermarsi e luniverso tornare ad addensarsi in uno spazio piccolissimo.

pag. 55
Il sorriso un comportamento
tipico della specie umana.
Interessa lintera espressione
del volto, in particolar modo la
bocca e gli occhi. spontaneo
in tutti i bambini e, dopo sei
mesi di vita, diventa un modo
per comunicare e socializzare.
Esso manifesta serenit, benes-
sere e apertura nei confronti di
unaltra persona.

nel candido sorriso di un bambino


Non si cura di chiedervi se
abbiate torto o ragione ; non si
preoccupa affatto se abbiate
fortuna o no , se siete ricco o
povero, ignorante o istruito,
peccatore o santo. Siete il suo
compagno e ci gli basta.
Egli sar accanto a voi per
confortarvi, proteggervi e dare,
se occorre, per voi la sua vita.
Egli vi sar fedele nella fortuna
come nella miseria ... un
cane! (Jerome K. Jerome)
negli occhi buoni e semplici di un cane

Il gabbiano un uccello marino


dal piumaggio bianco, grigio o
nero, becco lungo e robusto e
zampe palmate. Si nutre gene-
ralmente di pesci e avanzi
prodotti dalluomo. Proprio per
questo abituato a seguire la
scia delle navi.
Negli ultimi anni ha preso
anche a nidificare sui tetti delle
case in citt, a motivo degli
scarti alimentari che vi trova.

nellampio e lieve volo di un gabbiano

pag. 56
Pur essendo un pesce, il delfino
un mammifero (cio partorisce la
prole e la allatta).
Ha un corpo affusolato che gli per-
mette di nuotare e predare in velo-
cit. Il suo cervello, che dimostra
unintelligenza superiore a quella di
altri pesci, dotato di un organo
utilizzato per lorientamento e la
ricerca di cibo.
Il delfino possiede un sistema di
comunicazione che rappresenta un
vero e proprio linguaggio, basato
su ultrasuoni e movimenti parti-
colari.
nel tenero richiamo di un delfino

Lalbero una pianta affascinante


perch, pi di ogni altra, affonda le
sue radici profondamente nella terra
(oltre un metro dal suolo) e si erge
maestoso con i suoi rami e le sue
chiome: come se volesse collegare
Terra e Cielo.
Ha un tronco generalmente robusto
e legnoso che gli permette grande
stabilit.
Il pi grande albero che si trova
sulla Terra la sequoia: vive negli
Stati Uniti (anche se esistono
esemplari importati in Gran Breta-
gna) e pu superare laltezza di
cento metri, come un grattacielo di
trenta piani.
Anche il tronco enorme: pu
arrivare a una circonferenza di
trenta metri.
La sequoia pu vivere oltre i
duemila anni.

nellalbero che unisce cielo e terra

pag. 57
nel modo in cui germoglia lesistenza
con la sua vasta gamma di colori,
di forme, di sapori odori e suoni,
perfino nella morte che trasforma ...

Gli esseri viventi percepiscono lambiente esterno attraverso gli


organi di senso. Esiste per una differenza tra loro: una pianta, ad
esempio, percepisce in modo diverso da un animale e questo da
un essere umano.

Questi possiede cinque sensi: la vista, ludito, il gusto, lolfatto,


il tatto. Essi raccolgono le informazioni provenienti
dallambiente esterno e le inviano per mezzo di impulsi nervosi
alla corteccia cerebrale, situata nel cervello, dove vengono
trasformate in sensazioni precise e coscienti. Il tutto avviene
istantaneamente.

Quando dunque nel linguaggio comune diciamo che vediamo con


gli occhi o sentiamo con le orecchie, facciamo unafferma-zione
scientificamente errata perch occhi e orecchie, come anche gli
altri mezzi di percezione, rappresentano delle aperture da cui
passano le informazioni per essere elaborate dal cervello.

I sensi appena descritti sono quelli di cui si parla normalmente.


Ma c ancora un altro importante senso, quello dellequilibrio,
recepito da minuscoli peli, immersi in un liquido, che si trovano
nelle cavit dellorecchio e si muovono a ogni piccolo sposta-
mento del capo.

Se vogliamo, esisterebbe unaltra capacit che abbiamo a volte,


ed quella di avere la percezione di qualcosa che sta per
accadere. In tal caso parliamo abitualmente di sesto senso.

pag. 58
Nessun occhiale questo pu vedere,
nessuna verit si pu scoprire
se non con lumilt, la mente aperta
e il cuore bendisposto al vero amore.

!"

pag. 59
Indice delle Illustrazioni

in cop.: Camille Flammarion, da Latmosphre: metorologie populaire, 1888


pag. 5: William Blake, Il Vecchio dei Giorni
pag. 7: Gustave Dor, Creazione della Luce
pag. 8: Sole, foto
pag. 9: Luna, foto
pag. 11: Vasilij Kandinskij, composizione
pag. 12: Alba, foto
pag. 13: Tramonto, foto
pag. 14: Luna che sorge, foto
pag. 16: Andreas Cellarius: Sistema tolemaico, da Harmonia Macrocosmica, 1660
pag. 18: Raffaello Sanzio, Aristotele, da: La Scuola di Atene, 1511
pag. 19: Anonimo: Ritratto medievale di Claudio Tolomeo
pag. 20: La struttura delloltretomba dantesco
pag. 21: Sandro Botticelli, Ritratto di Dante Alighieri, 1495
pag. 24: Ritratto di Niccol Copernico, conservato nel museo di Toru!
pag. 25: Disegno del sistema eliocentrico
pag. 26: Gustave Dor, Giosu ferma il sole
pag. 30: Andreas Cellarius: Sistema copernicano, da: Harmonia Macrocosmica, 1660
pag. 31: Pisa, il Duomo con la Torre pendente, foto
pag. 31: Il cannocchiale di Galilei
pag. 32: Justus Sustemans, Ritratto di Galileo Galilei, 1636
pag. 33: Disegno della luna di Galilei e accanto foto della luna
pag. 33: Disegni della luna di Galilei, dal Sidereus Nuncius, 1610
pag. 36: Galilei mostra il telescopio ai cardinali
pag. 37: Robert Fleury, Il Processo di Galilei, XIX sec.
pag. 40: Disegni della luna di Galilei
pag. 41: Due pagine del Sidereus Nuncius, con due disegni della luna di Galilei
pag. 44: Ritratto del cardinale Roberto Bellarmino
pag. 44: Foto di papa Giovanni Paolo II
pag. 45: Unimmagine della morte sul rogo
pag. 46: Due immagini di tortura da parte della Santa Inquisizione
pag. 46: Francisco Goya, Scena di Inquisizione
pag. 47: Due immagini di morte sul rogo: Arnaldo da Brescia e Girolamo Savonarola
pag. 49: Aria Acqua Terra Fuoco, Zoi graphic design
pag. 49: Immagini di fecondazione di un ovulo e di un feto
pag. 52: Immagine della Terra col sole e la luna
pag. 53: Immagine di un ammasso galattico fotografato dal telescopio Hubble
pag. 54: Immagini di galassie
pag. 55: Immagine della Via Lattea
pag. 55: Immagine di un ammasso galattico fotografato dal telescopio Hubble
pag. 56: Immagini di un bambino, un cane, un gabbiano
pag. 57: Immagini di un delfino e di una sequoia
pag. 59: Michelangelo, La Creazione di Adamo, Cappella Sistina

!"
Indice dei nomi

Accademia 18 Giovanna dArco 47


Acheronte 20 Giovanni Paolo II 44
Alessandro Magno 18 Gran Bretagna 57
Almagesto 19 Guelfi 21
Arcetri 33 Herschel Wilhelm 54
Aristotele 18, 19, 26, 52 Hubble Edwin 54
Arnaldo da Brescia 47 Huygens Christiaan 31
Atene 18 Inquisizione 37, 45, 47
Beatrice 20, 21 Jerome K. Jerome 56
Bellarmino Roberto 44 Kant Immanuel 54
Bibbia 6, 21, 26, 32, 47 La Rocca Orazio 44
Boccaccio Giovanni 20 Lapo Gianni 21
Bologna 24 Liceo 18
Bonifacio VIII 21 Lipperhey Hans 31, 32
Carlo di Valois 21 Macedonia 18
Caronte 20 Nuovo Testamento 6
Cavalcanti Guido 21 Padova 24
Chiesa Cattolica 18, 26, 32, Paolo III 26, 37
36, 44, 47 Peripato 18
Cino da Pistoia 21 Pisa 30, 31, 32
Citt del Vaticano 44 Platone 18
Copernico Niccol 24, 25, 26, Polonia 24
27, 32, 33, 36, 52, 53 Ravenna 21
Cosimo de Medici 32 Roma 21, 24, 32
Cracovia 24 Santo Uffizio 32, 36, 37, 38, 44
Cristiano 6 Savonarola 47
Dante Alighieri 20, 21 Sistema eliocentrico 24, 30
Dio 5, 6, 11, 46, 47, 48 Sistema geocentrico 19, 20
Divina Commedia 20, 21 Sistema tolemaico 19, 40
Donati Gemma 21 Stagira 18, 19
Ebrei 6 Stati Uniti 57
Ferrara 24 Tamburini Pietro 45
Filippo il Bello 21 Tolomeo 19, 26, 52
Firenze 21, 32, 33 Toru! 24
Galilei Galileo 31. 32, 33, 36, Toscana 31
37, 38. 39, 40. 44, 45, 53 Vaticano 44, 45
Galilei Vincenzo 32, 38 Vecchio Testamento 6
Genesi 6 Venezia 32
Gerusalemme 20 Virgilio 20
Giordano Bruno 47 Voltaire 45
Giosu 26 Wright Thomas 23, 24

!"