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Consulente

Tecnico d’Ufficio
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Corso CTU
Docente: dott. ing. Valentina Daffonchio
SOMMARIO

1 IL CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU


1.1 Normativa di riferimento
1.2 Chi è il CTU
1.3 L’Albo dei CTU
1.3.1 Come ci si iscrive all’Albo dei CTU: la domanda di iscrizione.
1.3.2 La speciale competenza
1.3.3 La specchiata moralità
1.4 Cosa fa il CTU
1.5 Accettazione o ricusazione dell’incarico
1.6 Le responsabilità del CTU
1.7 La nomina del CTU
1.8 Il giuramento del CTU
1.9 Il quesito
1.10 Inizio delle operazioni peritali 2

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1.11 Svolgimento delle operazioni peritali


1.12 Accesso ai luoghi
1.13 Acquisizione di informazioni e atti
1.14 Intervento di personale specializzato
1.15 Intervento della forza pubblica
1.16 Collaboratori del CTU
1.17 Sospensione delle operazioni peritali
1.18 Proroga del termine delle operazioni peritali
1.19 La relazione di consulenza tecnica d’ufficio
1.20 Deposito della relazione tecnica d’ufficio
1.21 Osservazioni alla relazione del CTU
1.21 Richiamo del CTU
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1.22 Il CTU nell’accertamento tecnico preventivo


1.22.1 Tentativo di conciliazione da parte del CTU
1.22.2 Il quesito nell’accertamento tecnico preventivo
1.22.3 Osservazioni delle parti nell’accertamento tecnico preventivo
1.23 Il CTU nelle esecuzioni immobiliari
1.23.1 Il quesito nell’esecuzione immobiliare
1.23.2 Inizio e svolgimento delle operazioni peritali
1.23.3 Contenuti della relazione di consulenza
1.23.4 Deposito della relazione – riflessioni

2 IL CONSULENTE TECNICO DI PARTE – CTP


2.1 Chi sono i consulenti tecnici di parte – CTP
2.2 Il rapporto tra il CTU e il CTP
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3 IL PERITO
3.1 Albo dei periti presso il tribunale
3.2 Formazione e revisione dell'albo dei periti
3.3 Requisiti per la iscrizione nell'albo dei periti
3.4 Sanzioni applicabili agli iscritti nell'albo dei periti
3.5 Procedimento per l'applicazione delle sanzioni
3.6 Reclamo avverso le decisioni del comitato
3.7 Nomina del perito
3.8 Astensione e ricusazione del perito
3.9 Conferimento dell'incarico
3.10 Relazione peritale
3.11 Oggetto della perizia
3.12 Incapacità o incompatibilità del perito
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3.13 Provvedimenti del giudice


3.14 Nomina del consulente tecnico
3.15 Accompagnamento coattivo di altre persone
3.16 Attività del perito
3.17 Comunicazioni relative alle operazioni peritali
3.18 Attività dei consulenti tecnici
3.19 Sostituzione del perito
3.20 Liquidazione del compenso al perito
3.21 Consulenza tecnica fuori dei casi di perizia
3.22 Consulenti tecnici del pubblico ministero
3.23 Accertamenti tecnici non ripetibili
3.24 Citazione di testimoni, periti e consulenti tecnici
3.25 Esame dei periti e dei consulenti tecnici
3.26 Esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici
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3.27 Provvedimenti conseguenti all'ammissione della perizia nel dibattimento
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NORMATIVA DI RIFERIMENTO

- Codice di Procedura civile


- Disposizioni di attuazione del Codice di Procedura Civile
- Codice di Procedura Penale
- Disposizioni di attuazione del Codice di Procedura Penale
- Legge 8 luglio 1980, n. 319 - Compensi spettanti ai periti, ai consulenti
tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite a richiesta
dell’autorità giudiziaria.
- DPR 30 maggio 2002, n. 115 - Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di spese di giustizia.
- DM 30 maggio 2002 - Adeguamento dei compensi spettanti ai periti,
consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su
disposizione dell'autorità giudiziaria in materia civile e penale.
- Ingegneri e Architetti: Legge 24 giugno 1923, n. 1395, Regio Decreto 23
ottobre 1925, n. 2537 7

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Chi è il C.T.U.

Il Consulente Tecnico d’Ufficio

(di seguito - per brevità - denominato CTU)

opera nell’ambito del processo civile qualora il giudice manifesti la

necessità di disporre di competenze specialistiche per risolvere una

controversia.

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Non si tratta dunque di un obbligo del giudice, ma di una facoltà volta ad

integrare la cognizione tecnica della questione.

Rif. Codice di Procedura Civile - art. 61 – Consulente tecnico


Comma 1 - Quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento
di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare
competenza tecnica.

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Di norma la scelta del CTU deve avvenire nell’ambito di esperti iscritti

nell’appositi albi del tribunale in base alla categoria professionale.

Rif. Codice di Procedura Civile - art. 61 – Consulente tecnico


Comma 2 - La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le
persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione al
presente codice.

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 22. Distribuzione degli incarichi.

Tutti i giudici che hanno sede nella circoscrizione del tribunale debbono affidare
normalmente le funzioni di consulente tecnico agli iscritti nell'albo del tribunale
medesimo.
Il giudice istruttore che conferisce un incarico a un consulente iscritto in albo di
altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, deve sentire il presidente e
indicare nel provvedimento i motivi della scelta.

Le funzioni di consulente presso la corte d'appello sono normalmente affidate agli


iscritti negli albi dei tribunali del distretto. Se l'incarico è conferito ad iscritti in
altri albi o a persone non iscritte in alcun albo, deve essere sentito il primo
presidente e debbono essere indicati nel provvedimento i motivi della scelta.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 23. Vigilanza sulla distribuzione degli
incarichi.
Il presidente del tribunale vigila affinché, senza danno per l'amministrazione della
giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nell'albo in modo
tale che a nessuno dei consulenti iscritti possano essere conferiti incarichi in
misura superiore al 10 per cento di quelli affidati dall’ufficio, e garantisce che sia
assicurata l’adeguata trasparenza del conferimento degli incarichi anche a mezzo
di strumenti informatici.
Per l'attuazione di tale vigilanza il presidente fa tenere dal cancelliere un registro
in cui debbono essere annotati tutti gli incarichi che i consulenti iscritti ricevono e i
compensi liquidati da ciascun giudice.
Questi deve dare notizia degli incarichi dati e dei compensi liquidati al presidente
del tribunale presso il quale il consulente è iscritto.
Il primo presidente della corte di appello esercita la vigilanza prevista nel primo
comma per gli incarichi che vengono affidati dalla corte.
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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - art. 13. Albo dei consulenti tecnici.
Presso ogni tribunale è istituito un albo dei consulenti tecnici.
L'albo è diviso in categorie. Debbono essere sempre comprese nell'albo le
categorie:

1. medicochirurgica;
2. industriale;
3. commerciale;
4. agricola;
5. bancaria;
6. assicurativa.

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Albo dei CTU

L’albo è tenuto dal Presidente del Tribunale;

le decisioni relative sono assunte da un Comitato, composto da un

magistrato, un Procuratore della Repubblica e un rappresentante

dell’Ordine professionale e/o della Camera di Commercio.

Il Comitato si riunisce annualmente, con eventuali sessioni straordinarie.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art.14. Formazione dell'albo.

Comma 1 - L'albo è tenuto dal presidente del tribunale ed è formato da un comitato


da lui presieduto e composto dal procuratore della Repubblica e da un
professionista iscritto nell'albo professionale, designato dal consiglio dell'ordine, o
dal collegio della categoria, cui appartiene il richiedente l'iscrizione nell'albo dei
consulenti tecnici.

Omissis…

Comma 3 - Quando trattasi di domande presentate da periti estimatori, la


designazione è fatta dalla camera di commercio, industria artigianato e
agricoltura.

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DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 18. Revisione dell'albo.

L'albo è permanente.

Ogni quattro anni il comitato di cui all'articolo deve provvedere alla revisione
dell'albo per eliminare i consulenti per i quali è venuto meno alcuno dei requisiti
previsti nell'articolo o è sorto un impedimento a esercitare l'ufficio.

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Tuttavia – trattandosi di una incarico fiduciario - al giudice è consentita

anche una maggiore discrezionalità.

Nel caso in cui il giudice volesse incaricare un professionista iscritto

all’albo di un altro tribunale oppure non iscritto, deve assolvere un duplice

adempimento:

1) Sentire il Presidente del Tribunale

2) Motivare la scelta in maniera congrua nel provvedimento di nomina.


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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art.14. Formazione dell'albo.

Comma 2 - Il consiglio predetto ha facoltà di designare, quando lo ritenga


opportuno, un professionista iscritto nell'albo di altro ordine o collegio, previa
comunicazione al consiglio che tiene l'albo a cui appartiene il professionista stesso.

…Omissis…

Comma 4 - Le funzioni di segretario del comitato sono esercitate dal cancelliere del
tribunale.

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Come ci si iscrive all’Albo dei CTU: la domanda di iscrizione.

La domanda di iscrizione va presentata, nei giorni e nelle ore di ufficio,


all’ufficio c.t.u. del Tribunale. Ad essa vanno allegati i documenti di cui
all’art. 16 disp. att. c.p.c., ad eccezione del certificato generale del
casellario giudiziario, che viene richiesto d’ufficio.

I dati anagrafici e quelli risultanti da atti dello stato civile possono essere
sostituiti da dichiarazione dell’interessato.

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DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 16. Domande d'iscrizione.

Coloro che aspirano all'iscrizione nell'albo debbono farne domanda al presidente


del tribunale.
La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:
1. estratto dell'atto di nascita;
2. certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre
mesi dalla presentazione;
3. certificato di residenza nella circoscrizione del tribunale;
4. certificato di iscrizione all'associazione professionale;
5. i titoli e i documenti che l'aspirante crede di esibire per dimostrare la sua
speciale capacità tecnica.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 17. Informazioni.

A cura del presidente del tribunale debbono essere assunte presso le autorità di
polizia specifiche informazioni sulla condotta pubblica e privata dell'aspirante.

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Esempio: domanda di iscrizione all’Albo dei CTU

Tribunale Ordinario di …..


marca bollo € 16,00

AL COMITATO PER LA FORMAZIONE DELL’ALBO DEI C.T.U. PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO


DI …..
(indirizzo Tribunale)
TEL. FAX E-MAIL:

La domanda può essere trasmessa per posta o presentata direttamente in Tribunale,


all’ufficio CTU

Il/la sottoscritto/a
...................................................................................………………………………
Nato/a …………………………………………….. il
……………………………............................. Codice fiscale
………………………………………………...............................................................
email……………………………………PEC………………………………………………

Art. 7 D.M. n° 44 del


21/02/2011 - Processo
Civile telematico 22

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Nel quadro del Processo civile telematico, i Consulenti Tecnici d’Ufficio


sono tenuti ad iscriversi al Registro Generale degli Indirizzi elettronici
(Reginde) per poter procedere alla consultazione e al deposito in via
telematica di atti, istanze e relazioni scritte relativi al processo in cui
avranno assunto la veste di ausiliari del giudice. I professionisti non iscritti
ad un Albo Professionale (e quelli per i quali l’Ordine di appartenenza non
abbia ancora curato la trasmissione delle informazioni necessarie per
l’iscrizione al Reginde) dovranno provvedere in proprio, con le modalità
indicate sul sito del Ministero della Giustizia alla pagina Registro Generale
degli Indirizzi Elettronici. 23

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http://pst.giustizia.it/PST/it/pst_1_0.wp?previousPage=pst_1_2&contentId
=SPR376

Software per generazione busta telematica (elenco indicativo, non esaustivo


dal sito del Ministero di Giustizia)

http://pst.giustizia.it/PST/it/pst_28.wp

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Rif. D.M. n° 44 del 21/02/2011 - Art. 7. Registro generale degli indirizzi elettronici

1. Il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della


giustizia, contiene i dati identificativi e l’indirizzo di posta elettronica certificata
dei soggetti abilitati esterni di cui al comma 3 e degli utenti privati di cui al
comma 4.
2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato, il
registro generale degli indirizzi elettronici è costituito mediante i dati contenuti
negli elenchi riservati di cui all’articolo 16, comma 7, del Decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito nella legge del 28 gennaio 2009 n. 2, inviati al
Ministero della giustizia secondo le specifiche tecniche di cui all’articolo 34.

3. Per i soggetti abilitati esterni non iscritti negli albi di cui al comma 2, il registro
generale degli indirizzi elettronici è costituito secondo le specifiche tecniche
stabilite ai sensi dell’articolo 34.
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Esempio: domanda di iscrizione all’Albo dei CTU

CHIEDE
di essere iscritto/a all’albo dei C.T.U nella categoria:
……………………………………………………………………………………..….. (*)
con la speciale competenza nella seguente materia
………………………………………………………………………………………………
………………………………(da indicare in via generica.
Successivamente, nella seconda fase dell’iscrizione, si potrà specificare in via analitica le
proprie competenze attraverso apposito form)

ALLEGA

1.fotocopia del documento di identità in corso di validità;


2.fotocopia del codice fiscale;
3.il curriculum vitae, eventualmente corredato da copia dei lavori effettuati (a campione),
elenco delle pubblicazioni e degli incarichi ecc., copia degli eventuali titoli e documenti
attestanti la propria esperienza specifica, va presentato in formato pdf da trasmettersi nella
seconda fase dell’iscrizione allo scopo di consentire al Comitato di valutare il possesso, da
parte del richiedente, della "speciale competenza tecnica " richiesta dalla legge (art. 15 disp.
att. c.p.c. e art. 69 disp. att. c.p.p.).

La “speciale competenza” nelle materie per le quali si richiede l’iscrizione è


requisito fondamentale ed indefettibile perché possa procedersi a quest’ultima.
La speciale competenza si presume carente, fino a prova contraria, da fornirsi a
cura dell’istante, in chi è iscritto al rispettivo albo professionale da meno di cinque
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anni.

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La speciale competenza

La prova del possesso della speciale competenza deve essere rigorosa. Tale
prova può essere fornita, in particolare, attraverso la dimostrazione:

- di avere eseguito prestazioni professionali di particolare complessità;

- di avere pubblicato monografie, articoli, saggi, note;

- di essere stato relatore o docente in istituti universitari, scuole di


specializzazione, corsi di aggiornamento;

- di avere svolto e svolgere continuativamente e da un apprezzabile arco di


tempo l’attività professionale.
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La prova del possesso della speciale competenza non può essere desunta
dai seguenti elementi, se non confermati da altro soggetto:

- attività professionale risalente nel tempo, o svolta in modo non


continuativo;

- mera partecipazione quale discente a corsi di aggiornamento;

- mera partecipazione ad attività professionali “di gruppo” (es., studi


associati), ove non si dimostri il tipo e l’entità dell’apporto fornito
dall’istante alle singole prestazioni professionali.

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Nel valutare il possesso della speciale competenza, il Comitato seguirà un


criterio quanto più oggettivo possibile. A tal fine, nei casi dubbi, procederà
assegnando un punteggio alla documentazione esibita dall’interessato, in
base ai seguenti valori:

(a) dimostrata esecuzione di prestazioni professionali di particolare


complessità: da 2 a 5 punti per ognuna di esse;

(b) pubblicazione di monografie su temi inerenti le materie per le quali si


chiede l’iscrizione: 3 punti per ciascuna di esse;

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(c) pubblicazione di saggi brevi, articoli, note, inerenti le materie per le


quali si chiede l’iscrizione:

da 0,5 a 1 punto per ciascuna di esse;

(d) dimostrato svolgimento di attività professionale intensa e continuativa:


5 punti per ogni anno di attività.

La speciale competenza si presume posseduta da chi, in applicazione dei


criteri di cui al presente articolo, totalizzi un punteggio superiore a 30.

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Nel caso in cui non sia esibita documentazione che comprovi il possesso
della speciale competenza, il Comitato rigetta immediatamente la domanda
di iscrizione.

Nel caso in cui sia esibita documentazione insufficiente, il Comitato invita


l’istante ad integrare gli elementi di prova, rinviando l’esame della
domanda ad altra adunanza.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 15. Iscrizione nell'albo.

Comma 1 - Possono ottenere l'iscrizione nell'albo coloro che sono forniti di


speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale
specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali.

Comma 2 - Nessuno può essere iscritto in più di un albo.

Comma 3 - Sulle domande di iscrizione decide il comitato indicato nell'articolo


precedente.

Comma 4 - Contro il provvedimento del comitato è ammesso reclamo, entro


quindici giorni dalla notificazione, al comitato previsto nell'articolo.

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Esempio: domanda di iscrizione all’Albo dei CTU

DICHIARA

sotto la propria responsabilità (ai sensi degli artt. 38 e 46 DPR 445/2000 – dichiarazione sostitutiva
di certificazione)
1. di essere nato a ………………………………………………..……………il …...………….; 2.
di essere residente in ……………………………………………………….…………………;
3. di essere iscritto all’Ordine Professionale …………………………………………………… di
………………………….. a far data dal …………………………………………. OVVERO di
essere iscritto al ruolo Periti Esperti della C.C.I.A. di ……………….………. dal
……………………;
4. che, per quanto di sua conoscenza, nei suoi confronti non è stata emessa alcuna condanna penale
OVVERO che nei suoi confronti sono state emesse le seguenti condanne
………………………………………………………................................................................

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 15. Iscrizione nell'albo.

Comma 1 - Possono ottenere l'iscrizione nell'albo coloro che sono


forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia,
sono di condotta morale specchiata e sono iscritti nelle rispettive
associazioni professionali. 33

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La specchiata moralità

La specchiata moralità, ai sensi dell’art. 15 disp. att. c.p.c., è requisito


fondamentale ed indefettibile perché possa procedersi all’iscrizione
nell’albo.

La specchiata moralità non si identifica con la incensuratezza, ma consiste


in una condotta professionale e di vita corretta, onesta e proba.

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L’assenza di specchiata moralità si presume, fino a prova contraria da


fornirsi a cura dell’istante, in chi abbia riportato condanne, anche se in esito
a riti alternativi o non passate in giudicato, a pene detentive superiori a tre
mesi.

Nel caso in cui sia stata ottenuta la riabilitazione, il Comitato valuterà caso
per caso il possesso del requisito in questione.

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Durante la fase istruttoria che precede l'esame della domanda da parte del
comitato di valutazione, la presidenza del tribunale è tenuta ad acquisire
dalle autorità di polizia dettagliate notizie sulla condotta pubblica e privata
del richiedente.

Per tale ragione, l'aspirante consulente tecnico d'ufficio può essere


convocato presso la questura o presso il commissariato di polizia più vicino
al suo domicilio per sostenere un colloquio finalizzato alla raccolta delle
informazioni necessarie.

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SEGNALA
฀ di presentare contestualmente domanda di inserimento nella “sezione riservata”di interesse
Esempio: domanda di iscrizione all’Albo dei CTU

del giudice dei minori


฀ di presentare contestualmente domanda di iscrizione all’Albo Periti A Torino
฀ di aver già presentato domanda e di essere in attesa di iscrizione all’Albo Periti,
฀ di essere già iscritto all’Albo Periti

Chiede
di essere altresì inserito/a nella sezione riservata ai Consulenti Tecnici con competenza riferibile
alle categorie di specifico interesse del Giudice dei minori ( “Biologia, psichiatria, antropologia
criminale, pedagogia, psicologia” come previsto dall’art.2 del R.D.L. n. 1404/ 1934, nonché di ogni
altra materia relativa ai problemi propri dell’età evolutiva (circolare C.S.M. n.89/97 comm.6°))

CHIEDE che nell’Albo sia indicato il seguente recapito:

via ………………………………....................................................................................................
CAP ………………..Città ………………………………...............................................................
Tel………………………………Fax ………………………Cell. …………………………......... e-
mail …………………………..
Torino …………………………….

………………………………………………….
(firma leggibile)

(*) indicare l’ordine professionale di appartenenza


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Cosa fa il consulente tecnico d’ufficio.

Il CTU svolge un’attività di chiarimento tecnico, di ausilio al giudice


nell’accertare, rilevare e analizzare fatti inerenti il caso specifico della
controversia in risposta ai quesiti che il giudice affida.

Il compito del CTU non è di decidere, ma di far conoscere al giudice la


verità grazie alla capacità tecnica di esaminare i fatti e di esporli in maniera
chiara, corretta e più oggettiva possibile.

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 62 – Attività del consulente

Il consulente compie le indagini che gli sono commesse dal giudice e fornisce, in
udienza e in camera di consiglio, i chiarimenti che il giudice gli richiede a norma
degli artt. 194 ss. e degli artt. 441 e 463.

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Accettazione o ricusazione dell’incarico


Il professionista che viene chiamato a svolgere il ruolo di CTU ha l'obbligo
di accettare e svolgere la funzione per la quale è stato designato.
Ci possono tuttavia essere delle condizioni ostative che non gli consentono
di accettare la nomina: in tali casi egli deve rassegnare apposita istanza
motivata dalla quale il giudice può riconoscere che ricorrono giuste ragioni
di astensione dall'incarico.
Tale istanza deve essere presentata non più tardi di tre giorni prima
dell'udienza di comparizione.
I motivi di astensione possono essere vari:
- incompatibilità professionale,
- parentela con una delle parti
- incompetenza rispetto alla materia oggetto del quesito
40
- gravi ragioni di convenienza e opportunità.
Corso CTU
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Quest'ultimo motivo di astensione ricorre quando il CTU individua la


sussistenza di potenziali fonti di preconcetti o condizionamenti (forte
inimicizia, rapporti economici, legami affettivi, liti pendenti, ecc.), che
potrebbero pregiudicare i requisiti di imparzialità, obiettività e serenità di
valutazione che il tecnico deve sempre assicurare all'organo giudicante.

L'istanza di astensione può essere proposta, nei termini stabiliti, nell'usuale


forma scritta o mediante dichiarazione verbalizzata dalla cancelleria del
giudice che ha disposto la nomina.

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Corso CTU
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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 63 – Obbligo di assumere l'incarico e


ricusazione del consulente

Il consulente scelto tra gli iscritti in un albo ha l'obbligo di prestare il suo


ufficio, tranne che il giudice riconosca che ricorre un giusto motivo di astensione.

Il consulente può essere ricusato dalle parti per i motivi indicati nell'art. 51.

Della ricusazione del consulente conosce il giudice che l'ha nominato.

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CODICE DI PROCEDURA CIVILE

Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 192. Astensione e ricusazione del consulente.

L'ordinanza è notificata al consulente tecnico a cura del cancelliere, con


invito a comparire all'udienza fissata dal giudice.

Il consulente che non ritiene di accettare l'incarico o quello che, obbligato a


prestare il suo ufficio, intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al
giudice che l'ha nominato almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione;
nello stesso termine le parti debbono proporre le loro istanze di ricusazione,
depositando nella cancelleria ricorso al giudice istruttore.

Questi provvede con ordinanza non impugnabile.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 89. Ordinanza sull'astensione o


ricusazione del consulente tecnico.

L'ordinanza sull'astensione o sulla ricusazione del consulente tecnico prevista


nell'articolo 192 del Codice è scritta in calce al ricorso del consulente o della
parte.

Il ricorso e l'ordinanza sono inseriti nel fascicolo d'ufficio.

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Tribunale di …
Esempio di istanza All’Ill.mo Sig. Giudice Dott.
per astensione Procedimento civile di cui al R.G.C. n° 0000/00
incarico tra le parti
XXXXX , parte attrice (Avv. WWWWW)
contro
YYYYYYY, parte convenuta (ZZZZZZZ)
Istanza per astensione incarico
Il sottoscritto …………………………… prescelto dalla S.V. Ill.ma C.T.U. nella procedura
giudiziaria in epigrafe e invitato a comparire nell’udienza del ………… per il conferimento
dell’incarico e la formulazione dei quesiti come da ordinanza di nomina del …………
IN CONSIDERAZIONE
Che si trova nelle condizioni di doversi astenere dall’incarico, così come regolato dall’art.51 c.p.c. in
ragione di (spiegare brevemente le motivazioni)
CHIEDE
Alla S.V. ill.ma di essere esonerato dall’incarico.
Ringraziando per la fiducia accordata.
Data….
Con osservanza 45
IL C.T.U. prescelto
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Responsabilità del CTU


Il consulente nominato dal giudice è una persona incaricata di un pubblico
servizio, attività disciplinata dalle forme della funzione pubblica per quanto
priva dei poteri tipici di quest'ultima.

La funzione è inoltre quella di pubblico ufficiale, esercitando il CTU una


pubblica funzione a carattere giudiziario. In tal senso resterebbe pertanto
soggetto al corrispondente regime penalistico.

Alla figura del consulente tecnico d'ufficio si applicano pienamente le


disposizioni del codice penale che, per i profili disciplinari, sono statuite
per i periti. Esse prevedono sanzioni molto serie che possono arrivare alla
comminazione di pene detentive e pecuniarie.
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È anche possibile la sospensione o l'interdizione dalla professione per il


professionista che in modo fraudolento ottenga l'esenzione dall’obbligo di
comparire o di prestare le funzioni per le quali è stato nominato ovvero si
rifiuta di prestare giuramento o, infine, si rifiuta di assumere o adempiere al
compito affidatogli.

Nel caso in cui si accerti colpa grave del consulente nell'esecuzione degli
atti richiesti, il medesimo è tenuto al risarcimento del danno causato alle
parti e può subire la sospensione dalla professione per un periodo da 15
giorni a due anni.

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Le responsabilità del CTU sono considerevoli, in quanto nello svolgimento


delle sue funzioni in veste di pubblico ufficiale Ausiliario del magistrato,
viene sottoposto ad un sostanziale controllo sul proprio operato da parte dei
difensori delle parti.

Il primo capoverso dell’art. 64 fa riferimento al peculato, al rifiuto o


all’esenzione fraudolenta della comparizione e alla falsa perizia o
interpretazione.

Mentre le prime due fattispecie sono facili da riconoscere e


conseguentemente semplici da evitare, la falsa perizia e la falsa
interpretazione richiedono maggiore attenzione e alcune riflessioni.

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La falsa perizia o interpretazione ricorre quanto il CTU descrive e fornisce


indicazioni in parte o del tutto differenti dal vero, ma anche quando il CTU
omette di riportare fatti e situazioni pertinenti il proprio mandato.

Eventuali affermazioni in palese oggettivo contrasto con quanto indicato


dalle parti necessitano di una opportuna motivazione per essere sconfessate.

Su tale motivazione si fonda, in generale, la bontà del giudizio del CTU che
argomenta la sua tesi spiegando le proprie divergenze rispetto a quanto
sostenuto da una o più parti.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 19. Disciplina.

La vigilanza sui consulenti tecnici è esercitata dal presidente del tribunale, il quale,
d'ufficio o su istanza del procuratore della Repubblica o del presidente
dell'associazione professionale, può promuovere procedimento disciplinare contro i
consulenti che non hanno tenuto una condotta morale specchiata o non hanno
ottemperato agli obblighi derivanti dagli incarichi
ricevuti.

Per il giudizio disciplinare è competente il comitato indicato nell'articolo.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 20. Sanzioni disciplinari.

Ai consulenti che non hanno osservato i doveri indicati nell'articolo precedente


possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:
1. l'avvertimento;
2. la sospensione dall'albo per un tempo non superiore ad un anno;
3. la cancellazione dall'albo.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 21. Procedimento disciplinare.

Prima di promuovere il procedimento disciplinare, il presidente del tribunale


contesta l'addebito al consulente e ne raccoglie la risposta scritta.

Il presidente, se dopo la contestazione ritiene di dovere continuare il procedimento,


fa invitare il consulente, con biglietto di cancelleria, davanti al comitato
disciplinare.

Il comitato decide sentito il consulente. Contro il provvedimento è ammesso


reclamo a norma dell'articolo ultimo comma.

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CODICE DI PROCEDURA CIVILE

Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 196. Rinnovazione delle indagini e


sostituzione del consulente.

Il giudice ha sempre la facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e,


per gravi motivi, la sostituzione del consulente tecnico.

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 68. Altri ausiliari

Nei casi previsti dalla legge o quando ne sorga necessità, il giudice, il cancelliere o
l'ufficiale giudiziario si può fare assistere da esperti in una determinata arte o
professione e, in generale, da persona idonea al compimento di atti che non è in
grado di compiere da sé solo.

Il giudice può commettere a un notaio il compimento di determinati atti nei


casi previsti dalla legge.

Il giudice può sempre richiedere l'assistenza della forza pubblica.

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La nomina del CTU


Il giudice nomina il CTU generalmente con la stessa ordinanza con cui
ammette l’assunzione della consulenza stessa come mezzo di valutazione.
L’ordinanza deve recare:
- Nome e cognome del professionista
- Data dell’udienza di comparizione per il giuramento

La consegna avviene per mezzo di ufficiale giudiziario a cura della


cancelleria che si occupa anche di emettere l’apposito avviso di notifica a
cui l’ordinanza stessa viene allegata.
La notifica deve contenere:
- Numero di ruolo della causa, del giudice istruttore e delle parti in causa
- La data dell’udienza e l’orario fissato per la comparizione 55

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 191. Nomina del consulente tecnico.

Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai
sensi dell’articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina
un consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza nella quale il consulente deve
comparire.

Possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o


quando la legge espressamente lo dispone.

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Corso CTU
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Il giuramento del CTU


Con l’udienza di conferimento d’incarico inizia l’attività formale del CTU.

Nell’udienza l’atto formale con il quale il CTU assume l’impegno ad


assolvere pienamente, onestamente, consapevolmente, con l’impegno delle
sue capacità professionali e intellettuali, il proprio incarico è quella del
giuramento.

L’art. 193 riporta letteralmente la formula del giuramento che recita


«Giuro di bene e fedelmente adempiere alle funzioni affidatemi al solo
scopo di far conoscere al giudice la verità ».

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Corso CTU
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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 193. Giuramento del consulente.

All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza


delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e
fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai
giudici la verità.

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Corso CTU
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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc Art. 161 – Giuramento dell’esperto e


dell’estimatore

L'esperto nominato dal giudice a norma dell'articolo 568 ultimo comma del Codice
presta giuramento di bene e fedelmente procedere alle operazioni affidategli.

L'ufficiale giudiziario che per la stima delle cose da pignorare si avvale dell'opera
di uno stimatore, prima che questi incominci le sue operazioni, deve raccoglierne il
giuramento di bene e fedelmente procedere alla stima.

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Corso CTU
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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Attualmente i consulenti tecnici di ufficio sono rimasti gli unici soggetti a


formulare il giuramento (i testimoni si “limitano”, infatti, a recitare una
dichiarazione d’impegno);

Il giuramento sottolinea l’importanza del ruolo e dell’impegno e


responsabilità che il consulente assume con il conferimento dell’incarico.

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Corso CTU
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Il quesito
Il quesito del giudice è il punto cruciale della consulenza: si tratta
dell’insieme di domande, accertamenti e indagini tecniche richieste dal
giudice per meglio comprendere i fatti.

Per quanto anticipato nell’ordinanza di nomina, il CTU dovrà acquisire una


piena cognizione della situazione presenziando all’udienza per il
giuramento e per il conferimento dell’incarico e prestando la massima
attenzione all’operato del giudice ed alle dichiarazioni delle parti.

E’ pertanto buona norma richiedere di poter avere copia del verbale di


procedimento in cui viene esplicitato il quesito.

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Inizio delle operazioni peritali

L’inizio delle operazioni peritali, se fissato in udienza, si presume noto a


tutte le parti (presenti o assenti che fossero all’udienza) e il CTU in questo
caso non deve inviare alcun avviso. Se nell’udienza di conferimento
dell’incarico l’inizio delle operazioni non viene stabilito ed il giudice ha
lasciato al CTU la facoltà di scegliere la data, quest’ultima deve essere
debitamente comunicata alle parti, attraverso una qualsiasi forma scritta
che consenta la verifica dell’avvenuta ricezione.
I recapiti si trovano nelle notifiche che l’ufficiale giudiziario allega
all’originale del ricorso.
Il CTU redige apposito verbale in merito.

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Corso CTU
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Svolgimento delle operazioni peritali


Attraverso le operazioni peritali il CTU svolge gli accertamenti e le azioni
necessarie per dare risposta ai quesiti del giudice.

Le attività si possono sommariamente dividere in:


- operazioni che il consulente svolge presso il proprio ufficio, come studi,
deduzioni e valutazioni con la presenza delle parti o dei loro
rappresentanti (consulenti tecnici di parte)
- attività da svolgere presso i luoghi di causa, uffici e Pubbliche
amministrazioni.

Le attività sono dirette ad acquisire tutti gli elementi di conoscenza e


d’indagine indispensabili per il compimento dell’incarico.
63

Corso CTU
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Svolgimento delle operazioni peritali


Attraverso le operazioni peritali il CTU svolge gli accertamenti e le azioni
necessarie per dare risposta ai quesiti del giudice.

Le attività si possono sommariamente dividere in:


- operazioni che il consulente svolge presso il proprio ufficio, come studi,
deduzioni e valutazioni con la presenza delle parti o dei loro
rappresentanti (consulenti tecnici di parte)
- attività da svolgere presso i luoghi di causa, uffici e Pubbliche
amministrazioni.

Le attività sono dirette ad acquisire tutti gli elementi di conoscenza e


d’indagine indispensabili per la redazione e deposito dell’elaborato peritale
nei termini fissati dal giudice. 64

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 194. Attività del consulente.

Il consulente tecnico assiste alle udienze alle quali è invitato dal giudice
istruttore;
compie, anche fuori della circoscrizione giudiziaria, le indagini di cui all'articolo
62, da sé solo o insieme col giudice secondo che questi dispone.

Può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere


informazioni da terzi e a eseguire piante, calchi e rilievi.

Anche quando il giudice dispone che il consulente compia indagini da sé


solo, le parti possono intervenire alle operazioni in persona e a mezzo dei
propri consulenti tecnici e dei difensori, e possono presentare al consulente,
per iscritto o a voce, osservazioni e istanze.
65

Corso CTU
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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 46. Forma degli atti giudiziari.

I processi verbali e gli altri atti giudiziari debbono essere scritti in carattere chiaro
e facilmente leggibile, in continuazione, senza spazi in bianco e senza alterazioni o
abrasioni.

Le aggiunte, soppressioni o modificazioni eventuali debbono essere fatte in


calce all'atto, con nota di richiamo senza cancellare la parte soppressa o
modificata.

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Corso CTU
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Rif. disposizioni di attuazione del cpc - Art. 90. Indagini del consulente senza la
presenza del giudice.

Il consulente tecnico che, a norma dell'articolo 194 del Codice, è autorizzato a


compiere indagini senza che sia presente il giudice, deve dare comunicazione alle
parti del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni, con dichiarazione inserita
nel processo verbale d'udienza o con biglietto a mezzo del cancelliere.

Il consulente non può ricevere altri scritti defensionali oltre quelli contenenti le
osservazioni e le istanze di parte consentite dall'articolo 194 del Codice.

In ogni caso deve essere comunicata alle parti avverse copia degli scritti
defensionali.

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Corso CTU
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Accesso ai luoghi
Il CTU è autorizzato ad accedere ai luoghi oggetto di accertamenti ogni
volta che lo ritenga necessario.
Benché l’espressione da parte del magistrato dell’autorizzazione possa
apparire superflua, possono presentarsi casi in cui essa si rende necessaria.
Il CTU infatti, per compiere le attività richieste, deve poter accedere alle
proprietà sia delle parti in causa che a quelle di soggetti estranei al
procedimento giudiziario.
Se chi consente l’accesso è parte costituita nel procedimento, in genere non
ci sono problemi.
Se però una parte rifiutasse l’accesso al CTU, benché questi dotato
dell’autorizzazione del giudice istruttore e della veste di pubblico ufficiale,
il consulente non potrebbe fare molto a causa dell’istituto dell’inviolabilità
del domicilio, sancito dall’art. 14 della Costituzione della Repubblica. 68

Corso CTU
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L’unico modo per procedere, in tali casi, non volendo rinunciare


all’incarico, è riportare la situazione al giudice, richiedere di potersi
avvalere della forza pubblica ovvero di personale specializzato (per
esempio di un fabbro per l’apertura di una porta) con la relativa
autorizzazione a sostenere le maggiori spese.

Se inoltre durante un sopralluogo una delle parti negasse l’accesso non al


CTU, ma alla parte avversa o al consulente tecnico od al legale di
quest’ultima, il consulente può sospendere le operazioni di sopralluogo e
rassegnare la situazione al giudice: in questo caso infatti non si riuscirebbe
a garantire il diritto di contraddittorio e di difesa.
Tale situazione potrebbe essere contestata alla prima udienza utile ed il
giudice potrebbe dichiarare nullo il sopralluogo (con conseguente necessità
di ripeterlo).
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Corso CTU
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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 613 – Difficoltà sorte nel corso
dell’esecuzione

L’ufficiale giudiziario può farsi assistere dalla forza pubblica e deve chiedere al
pretore le opportune disposizioni per eliminare le difficoltà che sorgono nel corso
dell’esecuzione.
Il pretore provvede con un decreto.

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Corso CTU
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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Prima di ogni sopralluogo, anche se ai sensi della norma è previsto dare


avviso alle parti solo in occasione dell’inizio delle operazioni peritali,
bisogna preoccuparsi che sia garantito il diritto di difesa e di
contraddittorio: pertanto è consigliato dare comunicazione alle parti prima
di ogni sopralluogo.

E’ necessario anche considerare, per contro, che i sopralluoghi possono


essere fonte di disturbo per il possessore e pertanto è necessario cercare di
raccogliere le informazioni necessarie in un numero ragionevole di visite,
eventualmente avvalendosi degli opportuni strumenti e/o di collaboratori.

Di ogni sopralluogo deve essere redatto apposito verbale.


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Corso CTU
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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Ci possono essere inoltre casi di inaccessibilità materiale dei luoghi: in


questi casi è necessario che il CTU valuti se l’impossibilità di accedere
comporti effettivamente una limitazione nell’esercizio della propria
funzione.

Se così fosse, egli deve informare il giudice proponendo soluzioni e


contemporaneamente richiedere la sospensione delle operazioni peritali.

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Corso CTU
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Acquisizione di informazioni e atti

Per svolgere gli accertamenti necessari allo svolgimento del proprio


compito, l’attività del CTU comprende la ricerca di atti, documenti,
elaborati presso uffici pubblici e privati.

Anche se non esplicitato nei quesiti, tale insieme di attività rientra a pieno
titolo nel programma del consulente per poter acquisire gli elementi di
conoscenza utili da rappresentare nella propria relazione.

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Corso CTU
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Rientrano in questo caso le richieste di:


• Visure e planimetrie catastali presso gli sportelli dell’Agenzia del
Territorio;
• Fascicoli amministrativi in merito a licenze, concessioni, autorizzazioni
edilizie presso gli uffici tecnici comunali e/o gli archivi;
• Istanze presso studi notarili per copia di atti di compravendita o di
successione;
• Istanze presso amministratori di condominio per ottenere tabelle
millesimali, regolamenti, ecc;
• Richieste ai professionisti per ottenere copia di elaborati progettuali di
dettaglio eventualmente non richiesti dall’Amministrazione concedente
(e quindi non reperibili presso gli uffici tecnici comunali poiché non
depositati) e facenti parte del progetto costruttivo dell’edificio in
indagine (as built). 74

Corso CTU
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Le modalità di accesso agli atti pubblici sono regolate dalla L. 241/90 in


merito alla trasparenza della Pubblica Amministrazione.
E’ sempre possibile a qualsiasi soggetto con giusto titolo o concreto
interesse (com’è evidentemente il consulente tecnico incaricato) consultare
ed ottenere copia di atti di un fascicolo amministrativo, a meno che l’iter
relativo al procedimento non sia ancora concluso (e quindi ufficializzato).
In tal caso il CTU può far presente la situazione al giudice ed ottenere
relativi provvedimenti (p.e. proroghe).
Quando la fonte delle informazioni è di natura privata, il CTU è tenuto a
qualificarsi come incaricato di pubblico servizio ed è pertanto autorizzato a
richiedere le informazioni necessarie.
Se l’interlocutore privato si rifiuta di collaborare, il giudice potrà valutare
la necessità di pronunciare ordine di esibizione oppure di ispezione.
La fonte dell’informazione deve sempre essere esplicitata in relazione. 75

Corso CTU
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Intervento di personale specializzato


L’intervento a personale specializzato potrebbe essere richiesto nel caso
precedentemente citato in cui il giudice autorizzi un accesso forzato ad un
luogo: pertanto ci si potrebbe avvalere dell’opera di artigiani come fabbro,
falegname, muratore, ecc.

Oltre a questo caso, il personale specializzato viene chiamato quando un


esame visivo o strumentale dei luoghi risulti insufficiente per l’acquisizione
dei dati necessari al CTU.
Alcuni esempi sono:
- Indagini non distruttive sulle strutture
- Indagini distruttive sulle strutture

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Corso CTU
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Le indagini distruttive sulle strutture possono costituire un problema perché


alterano in maniera definitiva lo stato dei luoghi, con eventuale
cancellazione di prove o impossibilità di reperire informazioni con indagini
specifiche.
Pertanto tali procedure devono essere opportunamente descritte al giudice,
motivando le ragioni della loro indispensabilità per il quadro conoscitivo,
in modo che il magistrato possa autorizzarle o meno con completa
cognizione di causa.
Non bisogna inoltre trascurare il fatto che tali interventi hanno spesso costi
piuttosto sostenuti, in merito ai quali è buona prassi relazionare al giudice
in fase di richiesta di autorizzazione.

Ovviamente anche questo caso consente di richiedere al giudice la proroga


del termine per la consegna della relazione. 77

Corso CTU
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Intervento della forza pubblica


L’intervento della forza pubblica risulta necessario quando una o più parti
assumano atteggiamenti che ostacolano o ritardano senza motivi validi
l’accesso ai luoghi della causa.
Il CTU è tenuto in questi casi a rappresentare la situazione al giudice
richiedendo l’assistenza della forza pubblica.
Una volta ottenuta l’autorizzazione il CTU potrà accordarsi con la Polizia
locale o con i Carabinieri.

Se invece la necessità di intervento dovesse essere immediata poiché la


situazione mette in pericolo la sicurezza delle persone, per esempio a causa
di violenza o aggressività anche solo verbale fra le parti, il CTU non deve
esitare e può chiamare direttamente il 113 o il 112.
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Corso CTU
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Collaboratori del CTU


Con il termine di collaboratori del CTU si intendono sia gli assistenti che
svolgono mansioni di collaborazione, sia esperti in una materia specifica.

Ovviamente mentre coloro che svolgono mansioni ausiliarie costituiranno


una voce di spesa implicitamente ammissibile e pertanto non richiederanno
particolare formalità o autorizzazione preventiva, nel caso di esperti in
specifiche materie oggetto dei quesiti si porrà un problema specifico.

Infatti essi verranno richiesti nel momento in cui al CTU sfuggano


competenze specialistiche e pertanto sia necessario l’affiancamento di uno
specialista ovvero di una struttura specializzata. In tal caso il costo potrebbe
anche essere considerevole.
79

Corso CTU
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Alcuni esempi sono:

- Supporto di laboratori specializzati per prove sui materiali,


- Supporto di commercialisti o ragionieri per problematiche contabili di
condominio
- Supporto di topografo o geometra per misurazioni fondiarie
- Supporto di geologo per prove sulla natura del terreno

In tali casi vale il principio di diligenza e governo delle spese demandato al


CTU che valuterà se richiedere la relativa autorizzazione al giudice e
incaricare i collaboratori scelti in base a comprovati requisiti di fiducia e
professionalità.

80

Corso CTU
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Eventuali prestazioni d’opera di ausiliari dotati di specifiche attrezzature


autonomamente autorizzati dal CTU non possono essere equiparati all’uso
di strumentazione propria e le relative spese non saranno riconosciute dal
giudice.

Ovviamente, se l’intervento dello specialista comporta l’allungamento dei


tempi necessari allo svolgimento delle attività, è consentito al CTU di
richiedere al giudice la proroga del termine per la consegna della relazione.

81

Corso CTU
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Sospensione delle operazioni peritali


La sospensione delle operazioni peritali può essere richiesta dal CTU
quando sussistano motivi tali da non consentire la prosecuzione delle
attività necessarie all’espletamento dell’incarico conferito.
Nelle procedure di stima immobiliare, ad esempio, ciò potrebbe accadere se
si riscontrasse un errore nell’indicazione del titolo o degli identificativi
catastali oppure incongruenze negli atti, che non consentano quindi una
chiara individuazione dell’immobile oggetto di valutazione.
Altro esempio ricorre quando non è consentito accedere ad immobili che
risultano posseduti o detenuti da altra persona rispetto a quella che lo
possiede o detiene effettivamente che, non essendo stato chiamato in causa,
si oppone.
In tutti questi casi si palesa la necessità di un chiarimento e quindi di una
sospensione delle attività peritali in attesa del provvedimento del giudice. 82

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Proroga del termine delle operazioni peritali

Il termine per il deposito della relazione di consulenza è ordinatorio.


Esso, quindi, può essere prorogato, ma soltanto prima della scadenza.
Il CTU il quale non riesca a terminare la relazione nel termine fissato dal
giudice, ha l’obbligo di chiedere una proroga, prima della scadenza del
termine.
Il CTU, in questo caso, deve allegare e, se necessario, dimostrare le cause
che gli hanno impedito di rispettare il termine.
Senza un giustificato motivo, la proroga non può essere concessa.
È consentita anche una seconda proroga, ma in questo occorre la
sussistenza di motivi “particolarmente gravi” (art. 153 c.p.c.).

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 153. Improrogabilità dei termini perentori.

I termini perentori non possono essere abbreviati o prorogati, nemmeno


sull’accordo delle parti.
La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non
imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini.
Il giudice provvede a norma dell’articolo 294, secondo e terzo comma.

Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 294. Rimessione in termini.


Omissis…
Il giudice, se ritiene verosimili i fatti allegati, ammette, quando occorre, la prova
dell'impedimento, e quindi provvede sulla rimessione in termini delle parti.
I provvedimenti previsti nel comma precedente sono pronunciati con ordinanza.

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La relazione di consulenza tecnica d’ufficio


La relazione di consulenza tecnica d’ufficio è volta a rispondere ai quesiti
posti dal giudice e ad essi deve attenersi scrupolosamente.

Devono pertanto essere evitati:


- dilungamenti su questioni irrilevanti ai fini della risposta al quesito
- trattazione di questioni pacifiche tra le parti
- trattazione di argomenti non pertinenti rispetto alla materia del
contendere.
- Riepilogo dell’andamento del processo o del contenuto degli atti di parte,
i quali si presumono noti al giudice.
- il silenzio in merito a questioni essenziali ai fini della risposta al quesito.
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Devono invece essere riportati in relazione:


- le osservazioni dei CTP, a meno che il CTU non le condivida: in questo
caso egli non deve ignorarle, ma piuttosto prendere debita posizione in
merito in modo da consentire al giudice di comprendere l’iter logico con
cui è arrivato alla conclusione avversa rispetto al CTP.

La descrizione di luoghi, cose o persone, deve essere accurata e dettagliata,


e corredata da adeguata documentazione fotografica o video.
Deve essere chiara la distinzione tra la descrizione e la valutazione.
Ove la relazione contenga una parte valutativa, il CTU dovrà descrivere il
ragionamento logico alla base delle proprie conclusioni.
Le valutazioni del CTU non potranno essere di tipo giuridico in relazione ai
fatti di causa.
86

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In letteratura la relazione ideale è divisa in quattro parti:


1 - parte epigrafica contenente gli estremi della causa, del giudice, delle
parti, e riassumere le operazioni compiute, indicando quali parti siano state
presenti;
2 - parte descrittiva contenente gli accertamenti o le ricostruzioni in fatto da
lui personalmente compiuti;
3 - parte valutativa contenente le risponde ai quesiti con relativa
motivazione;
4 - parte riassuntiva contenente un riepilogo sintetico delle risposte a tutti i
quesiti.

Il criterio fondamentale è che la relazione sia chiara e intelligibile,


pertanto è auspicabile il supporto di illustrazioni, schemi, grafici che
possano aiutare nell’esposizione chiara del contenuto. 87

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc Art. 173 bis - Contenuto della relazione di
stima e compiti dell'esperto.

L'esperto provvede alla redazione della relazione di stima dalla quale devono
risultare:
1) l'identificazione del bene, comprensiva dei confini e dei dati catastali;
2) una sommaria descrizione del bene;
3) lo stato di possesso del bene, con l'indicazione, se occupato da terzi, del titolo in
base al quale è occupato, con particolare riferimento alla esistenza di contratti
registrati in data antecedente al pignoramento;
4) l'esistenza di formalità, vincoli o oneri, anche di natura condominiale, gravanti
sul bene, che resteranno a carico dell'acquirente, ivi compresi i vincoli derivanti da
contratti incidenti sulla attitudine edificatoria dello stesso o i vincoli connessi con
il suo carattere storico‐artistico;
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DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE

5) l'esistenza di formalità, vincoli e oneri, anche di natura condominiale, che


saranno cancellati o che comunque risulteranno non opponibili all'acquirente;

6) la verifica della regolarità edilizia e urbanistica del bene nonché l'esistenza


della dichiarazione di agibilità dello stesso previa acquisizione o aggiornamento
del certificato di destinazione urbanistica previsto dalla vigente normativa.

L'esperto, prima di ogni attività, controlla la completezza dei documenti di cui


all'articolo 567, secondo comma, del codice, segnalando immediatamente al
giudice quelli mancanti o inidonei.

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DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE

L'esperto, terminata la relazione, ne invia copia ai creditori procedenti o


intervenuti e al debitore, anche se non costituito, almeno quarantacinque giorni
prima dell'udienza fissata ai sensi dell'articolo 569 del codice, a mezzo posta
elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo
posta ordinaria.

Le parti possono depositare all'udienza note alla relazione purché abbiano


provveduto, almeno quindici giorni prima, ad inviare le predette note al perito,
secondo le modalità fissate al terzo comma; in tale caso l'esperto interviene
all'udienza per rendere i chiarimenti.

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Deposito della relazione di consulenza tecnica d’ufficio


Il CTU ha l’obbligo di depositare la relazione nel termine fissato dal
giudice e non entro la data dell’udienza successiva a quella in cui fu
conferito l’incarico.

Il rispetto del termine fissato dal giudice consente infatti alle parti di avere
la certezza che, dopo una certa data, troveranno nel fascicolo la relazione di
consulenza senza l’onere di recarsi in cancelleria, per verificare l’avvenuto
deposito.
Quindi se il CTU deposita la relazione peritale dopo la scadenza del
termine all’uopo fissato dal giudice, egli è considerato in mora,
indipendentemente dal fatto che abbia depositato prima dell’udienza
successiva a quella del giuramento.
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Osservazioni alla relazione del CTU


Nella detta categoria rientrano tutte valutazioni di carattere metodologico,
scientifico e tecnico proprie della fase d’intervento dell’esperto.
Esempi sono le memorie predisposte dai consulenti di parte.
La differenza sostanziale tra istanza e osservazione è che l’istanza impone
all’esperto di dover dare seguito da una precisa azione in virtù di una
motivazione proposta dalla parte istante, l’osservazione determina nel
consulente del giudice la necessità di riflettere sugli aspetti e circostanze
richiamate dalla parte, dovendo essere seguita da una assunzione motivata.
È il caso proprio delle osservazioni avanzate al CTU durante i lavori
peritali, che per il rispetto del contraddittorio e diritto alla difesa, quando
trasmessi alla controparte, debbono essere considerati nelle valutazioni
dall’esperto fornendone relativa e motivata risposta nei propri assunti
conclusivi del lavoro peritale. 92

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Pur nel rispetto delle garanzie previste dal codice di procedura civile il
CTU deve fare molta attenzione a non recepire documentazione, atti e
elementi di carattere innovativo e probatorio mai presentati dalle parti e
quindi non contenuti nei fascicoli di causa e rilevanti per i fatti storici
principali della causa.
E a tale situazione è legato il dubbio ricorrente che molti esperti del giudice
continuano a sollevare; ossia quale condotta si debba attuare nell’ipotesi
che i consulenti di parte nell’ambito del proprio intervento introducano
documentazione non ritualmente producibile.
Ed è molto probabile che ciò accada. Sia per la necessità delle parti di
“portate acqua al proprio mulino” nella fase della CTU e, si consenta,
contando sulla scarsa conoscenza delle regole dello stesso ausiliario sia
perché si sfrutta il canale della CTU per introdurre documentazione che per
dimenticanza, negligenza o perché non ancora in possesso, non si è
prodotto nei termini. 93

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La eventuale produzione di documentazione fotografica da parte del


consulente di parte, di natura innovativa ed esclusiva, volta a colmare la
carenza degli elementi d’indagine, nel caso che i reperti fotografici non
siano stati acquisiti agli atti del processo ritualmente e vengano rifiutati da
controparte, deve essere debitamente censurata dal consulente tecnico di
ufficio.
Evidentemente ciò assume diversa rilevanza nella ipotesi che questa
repertazione fotografica sia allegata alla documentazione di progetto
depositata presso l’ufficio tecnico comunale e quindi acquisibile d’ufficio
dal consulente del giudice o sia integrativa di quella già depositata (magari
a colori rispetto a quella depositata in bianco e nero).
Tale condizione porta a distinguere la documentazione da considerare da
parte del consulente tra quella da lui acquisita a mezzo del proprio ufficio e
quella invece depositata direttamente dalle parti.
94

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Richiamo del CTU

Il richiamo del CTU può avvenire qualora sia necessario fornire


personalmente e direttamente al giudice chiarimenti oppure per consentire
le sue controdeduzioni alle osservazioni dei contendenti.
Il CTU potrà rispondere sia verbalmente che per iscritto, a seconda della
complessità della questione e dell’eventuale necessità di approfondimento,
richiedendo al giudice un termine breve per il nuovo adempimento.
Se i chiarimenti richiesti fossero particolarmente complessi e richiedessero
ulteriori indagini, al CTU potrà essere concesso di consegnare una
relazione integrativa con relativa integrazione sia della nota spese che
dell’onorario.

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 195. Processo verbale e relazione.

Delle indagini del consulente si forma processo verbale, quando sono compiute con
l’intervento del giudice istruttore, ma questi può anche disporre che il consulente
rediga relazione scritta.
Se le indagini sono compiute senza l'intervento del giudice, il consulente deve farne
relazione, nella quale inserisce anche le osservazioni e le istanze delle parti.
La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine
stabilito dal giudice con ordinanza resa all’udienza di cui all’articolo 193. Con la
medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono
trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine,
anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in
cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle
stesse.

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 197. Assistenza all'udienza e audizione in


camera di consiglio.

Quando lo ritiene opportuno il presidente invita il consulente tecnico ad assistere


alla discussione davanti al collegio e ad esprimere il suo parere in camera di
consiglio in presenza delle parti, le quali possono chiarire e svolgere le loro ragioni
per mezzo dei difensori.

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 198. Esame contabile.

Quando è necessario esaminare documenti contabili e registri, il giudice


istruttore può darne incarico al consulente tecnico, affidandogli il compito
di tentare la conciliazione delle parti.

Il consulente sente le parti e, previo consenso di tutte, può esaminare anche


documenti e registri non prodotti in causa.
Di essi tuttavia senza il consenso di tutte le parti non può fare menzione nei
processi verbali o nella relazione di cui all'articolo 195.

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Il CTU nell’accertamento tecnico preventivo


L’introduzione dell’accertamento tecnico preventivo trova il suo
fondamento nel fatto che molto spesso le cause si risolvono dopo
l’intervento del CTU.

A fronte di ciò la Legge n. 80/2005 (entrata in vigore nel 2006) prevede la


possibilità che una delle parti richieda al giudice di nominare un consulente
per accertare e determinare i crediti derivanti dalla mancata o inesatta
esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 696. Accertamento tecnico e ispezione


giudiziale.

Chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato di luoghi o la qualità o
la condizione di cose può chiedere, a norma degli articoli 692 e seguenti, che sia
disposto un accertamento tecnico o un'ispezione giudiziale.
L'accertamento tecnico e l'ispezione giudiziale, se ne ricorre l'urgenza, possono
essere disposti anche sulla persona dell'istante e, se questa vi consente, sulla
persona nei cui confronti l'istanza è proposta.
L'accertamento tecnico di cui al primo comma può comprendere anche valutazioni
in ordine alle cause e ai danni relativi all'oggetto della verifica.
Il presidente del tribunale o il giudice di pace provvede nelle forme stabilite negli
articoli 694 e 695, in quanto applicabili, nomina il consulente tecnico e fissa la
data dell'inizio delle operazioni.
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Tentativo di conciliazione da parte del CTU

Prima del deposito della relazione inoltre lo stesso CTU potrà avviare un
tentativo di conciliazione.

Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 696 - bis - Consulenza tecnica preveniva ai
fini della composizione della lite.

L'espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, può essere richiesto


anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'articolo 696, ai fini
dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla
mancata inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.
Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo 696.
Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile,
la conciliazione delle parti. 101

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Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della conciliazione.

Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai


fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di
ipoteca giudiziale.

Il processo verbale è esente dall'imposta di registro.

Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte può chiedere che la relazione


depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito.

Si applicano gli articoli da 191 a 197, in quanto compatibili.

102

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 199. Processo verbale di conciliazione.

Se le parti si conciliano, si redige processo verbale della conciliazione, che è


sottoscritto dalle parti e dal consulente tecnico e inserito nel fascicolo d'ufficio.

Il giudice istruttore attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al


processo verbale.

103

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 200. Mancata conciliazione.

Se la conciliazione delle parti non riesce, il consulente espone i risultati delle


indagini compiute e il suo parere in una relazione, che deposita in cancelleria nel
termine fissato dal giudice istruttore.

Le dichiarazioni delle parti, riportate dal consulente nella relazione, possono


essere valutate dal giudice a norma dell'articolo 116 secondo comma.

104

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Il quesito nell’accertamento tecnico preventivo

Data la finalità della nomina del consulente nel caso di accertamento


tecnico preventivo, il giudice non postula espressamente un quesito al CTU
ma dispone che lo stesso verifichi la fondatezza della richiesta del
ricorrente.
Pertanto le domande sono implicitamente inserite nel ricorso stesso: il
compito del CTU è appunto dimostrare che le motivazioni risultino fondate
o meno.
Il CTU procederà dunque di seguito ritirando gli atti del ricorso depositati
in cancelleria, dando inizio con verbale scritto alle operazioni peritali e
stilando un programma di lavoro finalizzato alla consegna dell’elaborato
entro i termini previsti dal giudice.
105

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Osservazioni delle parti nell’accertamento tecnico preventivo

Poiché nel caso dell’accertamento tecnico preventivo ci si trova nella fase


preliminare rispetto al giudizio, i CPT devono presentare le proprie
osservazioni durante lo svolgimento delle operazioni peritali (e non dopo la
consegna della relazione come succederebbe in un normale giudizio).

Per evitare tuttavia problematiche di ordine pratico (osservazioni presentate


all’ultimo momento, ecc) è bene che il CTU, seppur non obbligato, preveda
un termine per la consegna delle osservazioni del CTP.

106

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Il CTU nelle esecuzioni immobiliari


Nel caso in cui un creditore, al fine di recuperare il proprio credito,
proponga al giudice di vendere i beni pignorati al debitore, ci si trova in un
caso di espropriazione forzosa.

Nelle procedure di esecuzione immobiliare il magistrato è il Ges (giudice


dell’esecuzione) che, previa istanza da parte del creditore, emette ordinanza
ammissiva e nomina il CTU per la valutazione immobiliare dei beni
pignorati.

In questo caso l’attività del CTU si svolge prima dell’udienza di apertura,


in modo da velocizzare l’espropriazione e passare alla vendita del bene. 107

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Essendo la nomina precedente all’udienza, il giuramento può avvenire alla


sola presenza del giudice oppure in presenza anche del creditore.

In questo caso la consulenza del CTU non è finalizzata a «far conoscere al


giudice la verità» per risolvere una controversia, ma serve per valorizzare
un bene al fine di poterlo liquidare e restituire al creditore il dovuto.

Il quesito nell’esecuzione immobiliare

Come nel caso dell’accertamento tecnico preventivo, anche nell’esecuzione


immobiliare al CTU non verrà posto un vero e proprio quesito, ma verrà
richiesto di verificare tutti gli elementi indispensabili per poter
commercializzare il bene pignorato senza problemi dovuti ad irregolarità di
alcun genere. 108

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Inizio e svolgimento delle operazioni peritali

In genere l’inizio delle operazioni peritali viene fissato direttamente


nell’udienza di giuramento.
Il CTU controllerà il fascicolo d’ufficio relativo all’immobile da periziare
ed indicherà eventuali problemi.
Di norma tale documentazione preliminare è composta da:
- Visura ed estratto catastale
- Certificati delle iscrizioni e trascrizioni effettuati nei vent’anni precedenti
il pignoramento
- Titolo di derivazione del credito
- Titolo di proprietà del bene pignorato
- CDU (certificato di destinazione urbanistica) per i terreni 109

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In sostituzione può essere presente un certificato notarile che attesti


l’effettuazione delle visure presso l’Agenzia del Territorio.

A questo punto il CTU dovrà verificare:


- I dati identificativi catastali
- La provenienza dei dati catastali (atti da cui sono derivati)
- I confini
- Eventuali iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli
- Eventuali sequestri
- Eventuali precedenti pignoramenti
- Eventuale esistenza e nominativi di comproprietari
- Eventuale esistenza e nominativi di soggetti che godono di diritti reali di
godimento sull’immobile 110

Corso CTU
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Se la documentazione risultasse incompleta il CTU dovrà avvisare il


giudice richiedendo, come precedentemente richiamato, la sospensione
delle attività peritali.
Il giudice, a seconda della situazione, potrà richiedere dalla semplice
integrazione dei documenti fino all’estinzione della procedura.

Se la documentazione è regolare il CTU in secondo luogo dovrà eseguire


un sopralluogo dell’immobile producendo documentazione fotografica,
video, rilievi e quanto occorra allo scopo.
Qualora si presentino impedimenti, il CTU procederà come
precedentemente descritto a seconda della situazione, segnalando al giudice
lo stato di occupazione (a giusto titolo o meno) ed ostruzioni che richiedano
una ordinanza di liberazione, eventualmente tramite l’intervento delle forze
dell’ordine o di artigiani specializzati. 111

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Contenuti della relazione di consulenza


La relazione dovrà contenere:
- un riepilogo di tutte le attività svolte per la definire il bene
- la stima del bene (preferibilmente con l’indicazione del procedimento
adottato)
Per quanto riguarda le attività di ricerca svolte per determinare il «giusto
prezzo», si riporta un elenco indicativo, ma non esaustivo, che dovrà
essere adeguato a seconda del caso particolare:
Attività svolte
- relazione di sopralluogo con foto, video, elaborati grafici e quanto altro
occorra per descrivere l’immobile;
- descrizione dello stato di possesso del bene con in allegato ogni
documento/atto/contratto che attesti la presenza di diritti di godimento da
parte di terzi e loro nominativi 112

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- vincoli, oneri e trascrizioni pregiudizievoli


- estremi dei titoli abilitativi all’edificazione
- dimostrazione della coerenza (o meno) del fabbricato con i titoli
abilitativi rilasciati con elenco dettagliato delle eventuali difformità
- in caso di difformità, evidenza della procedura per la regolarizzazione
con relativi costi
- estremi del certificato di agibilità/abitabilità/usabilità o indicazione della
mancanza (o della revoca dello stesso)
- nel caso di terreni CDU (certificato destinazione urbanistica)
- Certificazione dell’amministratore di condominio in merito a millesimi di
proprietà e pagamenti relative quote di spesa;
- Visure catastali e ipotecarie aggiornate
- Ricevuta di avvenuto aggiornamento della situazione catastale degli
113
immobili colpiti dal pignoramento
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- evidenza di eventuali frazionamenti resi necessari per l’esproprio


- ove siano stati richiesti saggi o indagini specialistiche con istanza di
preventiva autorizzazione al giudice in fase di espletamento delle
operazioni peritali, copia degli esiti;
- risultato delle indagini di mercato (con relative fonti)
- ogni altra verifica messa in atto
stima del bene
- determinazione del giusto prezzo (con indicazione della procedura di
stima)

In caso di successiva presentazione di osservazioni, il CTU dovrà


partecipare all’udienza di autorizzazione alla vendita per rispondere alle
richieste di chiarimenti.
114

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 567. Istanza di vendita.

Comma 1 - Decorso il termine di cui all'articolo 501, il creditore pignorante e


ognuno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere la
vendita dell'immobile pignorato.

Comma 2 - Il creditore che richiede la vendita deve provvedere, entro centoventi


giorni dal deposito del ricorso, ad allegare allo stesso l'estratto del catasto, nonché
i certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all'immobile pignorato effettuate
nei venti anni anteriori alla trascrizione del pignoramento;

tale documentazione può essere sostituita da un certificato notarile attestante le


risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari.

115

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Comma 3 - Il termine di cui al secondo comma può essere prorogato una sola volta
su istanza dei creditori o dell'esecutato, per giusti motivi e per una durata non
superiore ad ulteriori centoventi giorni.

Un termine di centoventi giorni è inoltre assegnato al creditore dal giudice, quando


lo stesso ritiene che la documentazione da questi depositata debba essere
completata.

Se la proroga non è richiesta o non è concessa, oppure se la documentazione non è


integrata nel termine assegnato ai sensi di quanto previsto nel periodo precedente,
il giudice dell'esecuzione, anche d'ufficio, dichiara l'inefficacia del pignoramento
relativamente all'immobile per il quale non è stata depositata la prescritta
documentazione.

116

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L'inefficacia è dichiarata con ordinanza, sentite le parti.

Il giudice, con l'ordinanza, dispone la cancellazione della trascrizione del


pignoramento. Si applica l'articolo 562, secondo comma.

Il giudice dichiara altresì l'estinzione del processo esecutivo se non vi sono


altri beni pignorati.

117

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 568. Determinazione del valore


dell’immobile.

Agli effetti dell'espropriazione il valore dell'immobile si determina a norma


dell'articolo 15 primo comma.

Per il diritto del direttario, il valore, agli effetti indicati, si determina in base agli
otto decimi di quello calcolato a norma dell'articolo 13 ultimo comma.

Se il bene non è soggetto a tributo diretto verso lo Stato o se per qualsiasi ragione
il giudice ritiene che il valore determinato a norma delle disposizioni precedenti sia
manifestamente inadeguato, il valore è determinato dal giudice stesso sulla base
degli elementi forniti dalle parti e di quelli che gli può fornire un esperto da lui
nominato.
118

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Rif. Codice di Procedura Civile Art. 569. Provvedimento per l’autorizzazione della
vendita.

A seguito dell'istanza di cui all'articolo 567 (istanza di vendita) il giudice


dell'esecuzione, entro trenta giorni dal deposito della documentazione di cui al
secondo comma dell'articolo 567 (estratto del catasto, certificati delle iscrizioni e
trascrizioni nei venti anni anteriori alla trascrizione del pignoramento oppure
certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri
immobiliari), nomina l'esperto convocandolo davanti a sé per prestare il
giuramento e fissa l'udienza per la comparizione delle parti e dei creditori di cui
all'articolo 498 che non siano intervenuti.

Tra la data del provvedimento e la data fissata per l'udienza non possono decorrere
più di centoventi giorni.

119

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All'udienza le parti possono fare osservazioni circa il tempo e le modalità della


vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le opposizioni agli atti esecutivi,
se non sono già decadute dal diritto di proporle.
Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l'accordo delle parti
comparse, il giudice dispone con ordinanza la vendita, fissando un termine non
inferiore a novanta giorni, e non superiore a centoventi, entro il quale
possono essere proposte offerte d'acquisto ai sensi dell'articolo 571.

Il giudice con la medesima ordinanza stabilisce le modalità con cui deve essere
prestata la cauzione, fissa, al giorno successivo alla scadenza del termine, l'udienza
per la deliberazione sull'offerta e per la gara tra gli offerenti di cui all'articolo 573
e provvede ai sensi dell'articolo 576, per il caso in cui non siano proposte offerte
d'acquisto entro il termine stabilito, ovvero per il caso in cui le stesse non siano
efficaci ai sensi dell'articolo 571, ovvero per il caso in cui si verifichi una delle
circostanze previste dall'articolo 572, terzo comma, ovvero per il caso, infine, in cui
la vendita senza incanto non abbia luogo per qualsiasi altra ragione. 120

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Con la stessa ordinanza, il giudice può stabilire che il versamento della cauzione,
la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei casi
previsti, l'incanto, nonché il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità
telematiche.

Se vi sono opposizioni il tribunale le decide con sentenza e quindi il giudice


dell'esecuzione dispone la vendita con ordinanza.

Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale essa deve
essere notificata, a cura del creditore che ha chiesto la vendita o di un altro
autorizzato, ai creditori di cui all'articolo 498 che non sono comparsi.

121

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 699 – Istruzione preventiva in corso di


causa.

L'istanza di istruzione preventiva può anche essere proposta in corso di causa e


durante l'interruzione o la sospensione del giudizio.

Il giudice provvede con ordinanza.

122

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Deposito della relazione - riflessioni

Il periodo massimo consentito tra la nomina del consulente e l’udienza di


autorizzazione alla vendita è 120 giorni (art. 567 c. 2 sopra richiamato)
Inoltre, il CTU deve inviare ai creditori precedenti, a quelli intervenuti ed al
debitore la relazione definitiva 45 giorni prima della stessa udienza.
Se ne deduce che, a meno di posticipazioni dovute agli impegni del
giudice, il CTU ha 75 giorni utili per completare le operazioni peritali e
redigere la relazione.

Ovviamente è sempre valida la possibilità di richiedere proroga per validi


motivi.

123

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Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 700. Condizioni per la concessione (del
provvedimento d’urgenza)

Fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato
motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via
ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può
chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza, che appaiono, secondo
le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione
sul merito.

124

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 92. Questioni sorte durante le indagini
del consulente

Se, durante le indagini che il consulente tecnico compie da sé solo, sorgono


questioni sui suoi poteri o sui limiti dell'incarico conferitogli, il consulente deve
informarne il giudice, salvo che la parte interessata vi provveda con ricorso.

Il ricorso della parte non sospende le indagini del consulente.

Il giudice, sentite le parti, dà i provvedimenti opportuni.

125

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 93. Assistenza alla persona sottoposta
all'ispezione

Chi è sottoposto ad ispezione corporale può farsi assistere da persona di sua


fiducia che sia riconosciuta idonea dal giudice.

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Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 94. Istanza di esibizione.

L'istanza di esibizione di un documento o di una cosa in possesso di una parte o di


un terzo deve contenere la specifica indicazione del documento o della cosa e,
quando è necessario, l'offerta della prova che la parte o il terzo
li possiede.

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc Art. 95. Notificazione dell'ordinanza di


esibizione.

Il giudice, nell'ordinanza con la quale dispone l'esibizione di un documento o di


una cosa in possesso di una parte contumace o di un terzo, fissa il termine entro il
quale l'ordinanza deve essere notificata e indica la parte che deve provvedere alla
notificazione.

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc Art. 96. Informazioni della pubblica
amministrazione.

La nota contenente le informazioni, che la pubblica amministrazione fornisce su


richiesta del giudice a norma dell'articolo 213 del Codice, è inserita nel fascicolo
d'ufficio.

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 612 – Provvedimento

Chi intende sostenere l’esecuzione forzata di una sentenza di condanna per


violazione di un obbligo di fare o non fare, dopo la notificazione del precetto, deve
chiedere con ricorso al pretore che siano determinate le modalità di esecuzione.
Il pretore provvede, sentita la parte obbligata.
Nella sua ordinanza designa l’ufficiale giudiziario che deve procedere
all’esecuzione e le persone che debbono provvedere al compimento dell’opera non
eseguita o alla distruzione di quella compiuta.

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CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO - CTU

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 614 – Rimborso delle spese

Al termine dell’esecuzione o nel corso di essa, la parte istante presenta al pretore la


nota delle spese anticipate vistata dall’ufficiale giudiziario con domanda di decreto
d’ingiunzione.
Il pretore, quando riconosce giustificate le spese denunciate, provvede con decreto
a norma dell’art. 642.

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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

Chi sono i consulenti di parte CTP

Ai sensi dell’art. 201 del Codice di Procedura Civile il giudice istruttore


con l'ordinanza di nomina del consulente assegna alle parti un termine entro
il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere un
loro consulente tecnico.
Di solito il termine per nominare i consulenti tecnici di parte viene fissato
dal giudice non oltre l’apertura delle operazioni peritali.
Nel secondo comma dell’ art. 91 delle Disposizioni di attuazione del C.P.C.
spetterebbe al cancelliere dare comunicazione al CTP regolarmente
nominato delle indagini predisposte dal consulente d'ufficio perché vi possa
assistere a norma degli stessi articoli 194 e 201 del codice di procedura
civile.
132

Corso CTU
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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

Generalmente però la nomina del consulente di parte, oltre ad essere fatta


nel verbale di udienza nel giorno del conferimento dell'incarico al
consulente tecnico, può essere contenuta nella relazione scritta d’inizio
delle operazioni peritali del consulente d'ufficio dietro presentazione diretta
del consulente di parte alle operazioni peritali.

Rif. Disposizioni di attuazione del cpc - Art. 91. Comunicazioni a consulenti di


parte

Nella dichiarazione di cui all'articolo 201 primo comma del Codice deve essere
indicato il domicilio o il recapito del consulente della parte.

Il cancelliere deve dare comunicazione al consulente tecnico di parte, regolarmente


nominato, delle indagini predisposte dal consulente d'ufficio, perché vi possa
assistere a norma degli articoli 194 e 201 del Codice. 133

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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 194. Attività del consulente.


…omissis….
Anche quando il giudice dispone che il consulente compia indagini da sé solo, le
parti possono intervenire alle operazioni in persona e a mezzo dei propri consulenti
tecnici e dei difensori, e possono presentare al consulente, per iscritto o a voce,
osservazioni e istanze.

Rif. Codice di Procedura Civile - Art. 201. Consulente tecnico di parte.


Il giudice istruttore, con l'ordinanza di nomina del consulente, assegna alle parti un
termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal
cancelliere, un loro consulente tecnico.
Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell'articolo 194 alle
operazioni del consulente del giudice, partecipa all'udienza e alla camera di
consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e
svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle
134
indagini tecniche.
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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

La perizia stragiudiziale
La perizia stragiudiziale è un parere tecnico scritto, preventivo rispetto alla
causa (di solito) ed emesso dal CTP, cioè da un consulente tecnico di
parte.
La perizia stragiudiziale è quindi un documento a supporto della difesa che
però non può essere considerato una prova, nemmeno se giurata presso la
cancelleria.
Si fa presente che il CTP , essendo nominato dal difensore, non ha
l’obbligo di essere iscritto a particolari albi (salvo l’ordine professionale di
riferimento) e non ha nemmeno l’obbligo di effettuare il giuramento.
Il suo scopo è quello di fornire una memoria dei fatti e dimostrare
tecnicamente che essi hanno un fondamento: sarà poi compito
dell’avvocato difensore costruirvi intorno le argomentazioni per la difesa.
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Corso CTU
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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

Rapporto tra CTU e CTP


Il consulente tecnico di parte svolge, rispetto al CTU, un compito simile a
quello del legale, perché assiste chi lo ha nominato, ma dal punto di vista
tecnico anziché legale.
Il CTP è deve:
– presenziare alle udienze in presenza del CTU;
– presenziare alla camera di consiglio in presenza del CTU;
– assistere alle operazioni peritali condotte dal CTU;
– presentare osservazioni e istanze nel corso delle attività peritali, qualora
lo ritenga opportuno ai fini della difesa.

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Corso CTU
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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

La funzione del CTP è formalmente quella di garantire gli istituti del


contraddittorio e diritto alla difesa.
Il CTP deve quindi partecipare direttamente alle attività peritali svolte dal
CTU, ricevendo da quest’ultimo avviso per poter presenziare a garanzia del
diritto di contraddittorio e di difesa.
Ciò deve avvenire anche quando gli accertamenti specialistici vengano fatti
attraverso uno specialista del settore.
E’ essenziale che i CTP vengano invitati a presenziare agli accertamenti di
natura istruttoria, cioè laddove si acquisiscano notizie o si svolgano rilievi
funzionali all’attività del CTU.
Non è necessaria la presenza per le attività di natura accessoria: quindi è
necessario ad esempio che il CTP sia presente nel caso di un rilievo, ma per
un semplice sopralluogo non risulta essenziale. Si consiglia comunque al
CTU di inviare sempre la comunicazione scritta. 137

Corso CTU
Docente: dott. ing. Valentina Daffonchio
I CONSULENTI DI PARTE - CTP

Quindi il CTU deve informare sempre i consulenti di parte di ogni


iniziativa intrapresa o che si intenda intraprendere connessa ai quesiti.
Tale azione è anche volta eventualmente a consentire una conciliazione.
Inoltre i CTP devono poter presentare istanze in merito all’attività peritale
sia nel corso di svolgimento che in previsione della stessa.
Tale opportunità non deve essere considerata dal CTU una sorta di
pressione, ma semplicemente un’attività di confronto volta alla riflessione,
al tentativo di conciliazione.
Laddove infatti il CTU non ritenga di dover condividere l’osservazione,
non potrà ignorarla, ma dovrà motivare puntualmente le ragioni che lo
portano a ragionare con una differente logica.

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Corso CTU
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I CONSULENTI DI PARTE - CTP

Il CTU deve consegnare sempre tutta la documentazione acquisita durante


le operazioni peritali alle parti per consentire loro di lavorare sulla base
delle stesse conoscenze, compresa copia della relazione nei tempi previsti
dal giudice (art. 195 cod. proc. civ. – come riformato dalla legge 69/2009)
per consentire ai CTP di emettere le proprie osservazioni.
In tal modo si minimizzeranno anche le richieste di chiarimenti dalle parti.

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IL PERITO

La figura del perito nel procedimento penale


In ambito penale la figura di consulente del giudice è ricoperta dal perito.
Differentemente rispetto al processo civile, nel rito penale la possibilità di
disporre della perizia non è lasciata alla discrezionalità del giudice, ma è
sempre ammessa quando le indagini richiedano specifiche competenze
tecniche, scientifiche o artistiche.

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 67 – Albo dei periti presso il tribunale
1. Presso ogni tribunale è istituito un albo dei periti, diviso in categorie.
2. Nell'albo sono sempre previste le categorie di esperti in medicina legale,
psichiatria, contabilità, ingegneria e relative specialità, infortunistica del
traffico e della circolazione stradale, balistica, chimica, analisi e
comparazione della grafia interpretariato e traduzione.
3. Quando il giudice nomina come perito un esperto non iscritto negli albi,
designa, se possibile, una persona che svolge la propria attività
professionale presso un ente pubblico.
4. Nel caso previsto dal comma 3, il giudice indica specificamente
nell'ordinanza di nomina le ragioni della scelta.
5. In ogni caso il giudice evita di designare quale perito le persone che
svolgano o abbiano svolto attività di consulenti di parte in procedimenti
collegati a norma dell'articolo 371 comma 2 del codice. 141

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 68 – Formazione e revisione dell'albo dei periti

1. L'albo dei periti previsto dall'articolo 67 è tenuto a cura del presidente


del tribunale ed è formato da un comitato da lui presieduto e composto dal
procuratore della Repubblica presso il medesimo tribunale, dal presidente
del consiglio dell'ordine forense, dal presidente (dell'ordine, del collegio
ovvero delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle
professioni non regolamentate) a cui appartiene la categoria di esperti per
la quale si deve provvedere ovvero da loro delegati.

2. Il comitato decide sulla richiesta di iscrizione e di cancellazione


dall'albo.

142

Corso CTU
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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE

3. Il comitato può assumere informazioni e delibera a maggioranza dei voti.


In caso di parità di voti, prevale il voto del presidente.

4. Il comitato provvede ogni due anni alla revisione dell'albo per cancellare
gli iscritti per i quali è venuto meno alcuno dei requisiti previsti
dall'articolo 69 comma 3 o è sorto un impedimento a esercitare l'ufficio di
perito.

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 69 – Requisiti per la iscrizione nell'albo dei periti

1. Salvo quanto previsto dal comma 3, possono ottenere l'iscrizione


nell'albo le persone fornite di speciale competenza nella materia.

2. La richiesta di iscrizione, diretta al presidente del tribunale, deve essere


accompagnata dall'estratto dell'atto di nascita, dal certificato generale del
casellario giudiziale, dal certificato di residenza nella circoscrizione del
tribunale e dai titoli e documenti attestanti la speciale competenza del
richiedente.

144

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE

3. Non possono ottenere l'iscrizione nell'albo le persone:


a) condannate con sentenza irrevocabile alla pena della reclusione per
delitto non colposo, salvo che sia intervenuta riabilitazione;
b) che si trovano in una delle situazioni di incapacità previste dall'articolo
222 comma 1 lettere a), b), c) del codice;
c) cancellate o radiate dal rispettivo albo professionale a seguito di
provvedimento disciplinare definitivo.

4. La richiesta di iscrizione nell'albo resta sospesa per il tempo in cui la


persona è imputata di delitto non colposo per il quale è consentito l'arresto
in flagranza ovvero è sospesa dal relativo albo professionale.

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 70 – Sanzioni applicabili agli iscritti nell'albo dei periti

1. Agli iscritti nell'albo dei periti che non abbiano adempiuto agli obblighi
derivanti dal conferimento dell'incarico possono essere applicate, su
segnalazione del giudice procedente, le sanzioni dell'avvertimento, della
sospensione dall'albo per un periodo non superiore a un anno o della
cancellazione.
2. E' disposta la sospensione dall'albo nei confronti delle persone che si
trovano nelle situazioni previste dall'articolo 69 comma 4 per il tempo in
cui perdurano le situazioni medesime.
3. E' disposta la cancellazione dall'albo, anche prima della scadenza del
termine stabilito per la revisione degli albi, nei confronti degli iscritti per i
quali è venuto meno alcuno dei requisiti previsti dall'articolo 69 comma 3.
4. Competente a decidere è il comitato previsto dall'articolo 68. 146

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 71 – Procedimento per l'applicazione delle sanzioni

1. Ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 70, il


presidente del tribunale contesta l'addebito al perito mediante lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, invitandolo a fornire deduzioni
scritte entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della raccomandata.
Decorso tale termine e assunte se del caso informazioni, il comitato
delibera a norma dell'articolo 68 comma 3.

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 72 – Reclamo avverso le decisioni del comitato

1. Entro quindici giorni dalla notificazione, contro le decisioni del comitato


può essere proposto reclamo sul quale decide una commissione composta
dal presidente della corte di appello nel cui distretto ha sede il comitato, dal
procuratore generale della Repubblica presso la corte medesima, dal
presidente del consiglio dell'ordine forense, dal presidente dell'ordine o del
collegio professionale cui l'interessato appartiene ovvero da loro delegati.

2. Della commissione non possono far parte persone che abbiano


partecipato alla decisione oggetto del reclamo.

3. La commissione decide entro trenta giorni dalla ricezione degli atti.


148

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 221 – Nomina del perito

Il giudice nomina il perito scegliendolo fra gli iscritti negli appositi albi o
tra persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina.
Quando la perizia è dichiarata nulla, il giudice cura, ove possibile, che il
nuovo incarico sia affidato ad altro perito.
Il giudice affida l’espletamento della perizia a più persone quando le
indagini e le valutazioni risultano di notevole complessità ovvero
richiedono distinte conoscenze in differenti discipline.
Il perito ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, salvo che ricorra uno dei
motivi di astensione previsti dall’art. 36.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 223 – Astensione e ricusazione del perito


Quando esiste un motivo di astensione, il perito ha l'obbligo di dichiararlo.

Il perito puo' essere ricusato dalle parti nei casi previsti dall'articolo 36 a
eccezione di quello previsto dal comma 1 lettera h) del medesimo articolo.
La dichiarazione di astensione o di ricusazione puo' essere presentata fino a
che non siano esaurite le formalita' di conferimento dell'incarico e, quando
si tratti di motivi sopravvenuti ovvero conosciuti successivamente, prima
che il perito abbia dato il proprio parere.
Sulla dichiarazione di astensione o di ricusazione decide, con ordinanza, il
giudice che ha disposto la perizia.
Si osservano, in quanto applicabili, le norme sulla ricusazione del giudice.

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Corso CTU
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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 226 – Conferimento dell'incarico

1. Il giudice, accertate le generalità del perito, gli chiede se si trova in una


delle condizioni previste dagli articoli 222 e 223, lo avverte degli obblighi e
delle responsabilità previste dalla legge penale e lo invita a rendere la
seguente dichiarazione: "consapevole della responsabilità morale e
giuridica che assumo nello svolgimento dell'incarico, mi impegno ad
adempiere al mio ufficio senza altro scopo che quello di far conoscere la
verità e a mantenere il segreto su tutte le operazione peritali".

2. Il giudice formula quindi i quesiti, sentiti il perito, i consulenti tecnici, il


pubblico ministero e i difensori presenti.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 227 – Relazione peritale


1. Concluse le formalità di conferimento dell'incarico, il perito procede
immediatamente ai necessari accertamenti e risponde ai quesiti con parere
raccolto nel verbale.

2. Se, per la complessità dei quesiti, il perito non ritiene di poter dare
immediata risposta, può chiedere un termine al giudice.

3. Quando non ritiene di concedere il termine, il giudice provvede alla


sostituzione del perito; altrimenti fissa la data, non oltre novanta giorni,
nella quale il perito stesso dovrà rispondere ai quesiti e dispone perchè ne
venga data comunicazione alle parti e ai consulenti tecnici.

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Corso CTU
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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

4. Quando risultano necessari accertamenti di particolare complessità, il


termine può essere prorogato dal giudice, su richiesta motivata del perito,
anche più volte per periodi non superiori a trenta giorni. In ogni caso, il
termine per risposta ai quesiti, anche se prorogato, non può superare i sei
mesi.

5. Qualora sia indispensabile illustrare con note scritte il parere, il perito


può chiedere al giudice di essere autorizzato a presentare, nel termine
stabilito a norma dei commi 3 e 4, relazione scritta.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 220 – Oggetto della perizia

La perizia è ammessa quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o


valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o
artistiche.
Salvo quanto previsto ai fini dell’esecuzione della pena o della misura di
sicurezza, non sono ammesse perizie per stabilire l’abitualità o la
professionalità del reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la
personalità dell’imputato e in genere le qualità psichiche indipendenti da
cause patologiche.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 222 – Incapacità o incompatibilità del perito


Non può prestare ufficio di perito, a pena di nullità:
a) il minorenne, l'interdetto, l'inabilitato e chi è affetto da infermità di
mente;
b) chi è interdetto anche temporaneamente dai pubblici uffici ovvero è
interdetto o sospeso dall'esercizio di una professione o di un'arte;
c) chi è sottoposto a misure di sicurezza personali o a misure di
prevenzione;
d) chi non può essere assunto come testimone o ha facoltà di astenersi dal
testimoniare o chi è chiamato a prestare ufficio di testimone o di interprete;
e) chi è stato nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in
un procedimento connesso.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 224 – Provvedimenti del giudice


1. Il giudice dispone anche di ufficio la perizia con ordinanza motivata,
contenente la nomina del perito, la sommaria enunciazione dell'oggetto
delle indagini, l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo fissati per la
comparizione del perito.
2. Il giudice dispone la citazione del perito e da' gli opportuni
provvedimenti per la comparizione delle persone sottoposte all'esame del
perito. Adotta tutti gli altri provvedimenti che si rendono necessari per
l'esecuzione delle operazioni peritali.*
*(La Corte Costituzionale con sentenza 27 giugno - 9 luglio 1996, n. 238 (in G.U. 1a s.s.
17/07/1996, n. 29) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 224, comma 2, nella
parte in cui consente che il giudice, nell'ambito delle operazioni peritali, disponga misure che
comunque incidano sulla libertà personale dell'indagato o dell'imputato o di terzi, al di fuori
di quelle specificamente previste nei "casi" e nei "modi" dalla legge."

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 225 – Nomina del consulente tecnico

1. Disposta la perizia, il pubblico ministero e le parti private hanno facoltà


di nominare propri consulenti tecnici in numero non superiore, per ciascuna
parte, a quello dei periti.

2. Le parti private, nei casi e alle condizioni previste dalla legge sul
patrocinio statale dei non abbienti, hanno diritto di farsi assistere da un
consulente tecnico a spese dello Stato.

3. Non può essere nominato consulente tecnico chi si trova nelle condizioni
indicate nell'articolo 222 comma 1 lettere a) , b) , c) , d).

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 113 – Accompagnamento coattivo di altre persone

Se il testimone, il perito, il consulente tecnico, l’interprete o il custode di


cose sequestrate, regolarmente citati o convocati, omettono senza un
legittimo impedimento di comparire nel luogo, giorno e ora stabiliti, il
giudice può ordinarne l’accompagnamento coattivo e può altresì
condannarli, con ordinanza, a pagamento di una somma da euro 51 a euro
516 a favore della cassa delle ammende nonché alle spese alle quali la
mancata comparizione ha dato causa.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 228 – Attività del perito

1. Il perito procede alle operazioni necessarie per rispondere ai quesiti. A tal


fine può essere autorizzato dal giudice a prendere visione degli atti, dei
documenti e delle cose prodotti dalle parti dei quali la legge prevede
l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento.

2. Il perito può essere inoltre autorizzato ad assistere all'esame delle parti e


all'assunzione di prove nonché a servirsi di ausiliari di sua fiducia per lo
svolgimento di attività materiali non implicanti apprezzamenti e
valutazioni.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

3. Qualora, ai fini dello svolgimento dell'incarico, il perito richieda notizie


all'imputato, alla persona offesa o ad altre persone, gli elementi in tal modo
acquisiti possono essere utilizzati solo ai fini dell'accertamento peritale.

4. Quando le operazioni peritali si svolgono senza la presenza del giudice e


sorgono questioni relative ai poteri del perito e ai limiti dell'incarico, la
decisione è rimessa al giudice, senza che ciò importi sospensione delle
operazioni stesse.

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Art. 229 – Comunicazioni relative alle operazioni peritali

1. Il perito indica il giorno, l'ora e il luogo in cui inizierà le operazioni


peritali e il giudice ne fa dare atto nel verbale.

2. Della eventuale continuazione delle operazioni peritali il perito da'


comunicazione senza formalità alle parti presenti.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 230 – Attività dei consulenti tecnici


1. I consulenti tecnici possono assistere al conferimento dell'incarico al
perito e presentare al giudice richieste, osservazioni e riserve, delle quali è
fatta menzione nel verbale.
2. Essi possono partecipare alle operazioni peritali, proponendo al perito
specifiche indagini e formulando osservazioni e riserve, delle quali deve
darsi atto nella relazione.
3. Se sono nominati dopo l'esaurimento delle operazioni peritali, i
consulenti tecnici possono esaminare le relazioni e richiedere al giudice di
essere autorizzati a esaminare la persona, la cosa e il luogo oggetto della
perizia.
4. La nomina dei consulenti tecnici e lo svolgimento della loro attività non
può ritardare l'esecuzione della perizia e il compimento delle altre attività
processuali. 162

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 231 – Sostituzione del perito

1. Il perito può essere sostituito se non fornisce il proprio parere nel termine
fissato o se la richiesta di proroga non è accolta ovvero se svolge
negligentemente l'incarico affidatogli.

2. Il giudice, sentito il perito, provvede con ordinanza alla sua sostituzione,


salvo che il ritardo o l'inadempimento sia dipeso da cause a lui non
imputabili. Copia dell'ordinanza è trasmessa all'ordine o al collegio cui
appartiene il perito.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

3. Il perito sostituito, dopo essere stato citato a comparire per discolparsi,


può essere condannato dal giudice al pagamento a favore della cassa delle
ammende di una somma da lire trecentomila a lire tre milioni.

4. Il perito è altresì sostituito quando è accolta la dichiarazione di


astensione o di ricusazione.

5. Il perito sostituito deve mettere immediatamente a disposizione del


giudice la documentazione e i risultati delle operazioni peritali già
compiute.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 232 – Liquidazione del compenso al perito

1. Il compenso al perito è liquidato con decreto del giudice che ha disposto


la perizia, secondo le norme delle leggi speciali.

165

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 233 – Consulenza tecnica fuori dei casi di perizia

1. Quando non è stata disposta perizia, ciascuna parte può nominare, in


numero non superiore a due, propri consulenti tecnici. Questi possono
esporre al giudice il proprio parere, anche presentando memorie a norma
dell'articolo 121.
1-bis. Il giudice, a richiesta del difensore, può autorizzare il consulente
tecnico di una parte privata ad esaminare le cose sequestrate nel luogo in
cui esse si trovano, ad intervenire alle ispezioni, ovvero ad esaminare
l'oggetto delle ispezioni alle quali il consulente non è intervenuto. Prima
dell'esercizio dell'azione penale l'autorizzazione è disposta dal pubblico
ministero a richiesta del difensore. Contro il decreto che respinge la
richiesta il difensore può proporre opposizione al giudice, che provvede
nelle forme di cui all'articolo 127.
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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

1-ter. L'autorità giudiziaria impartisce le prescrizioni necessarie per la


conservazione dello
stato originario delle cose e dei luoghi e per il rispetto delle persone.

2. Qualora, successivamente alla nomina del consulente tecnico, sia


disposta perizia, ai consulenti tecnici già nominati sono riconosciuti i diritti
e le facoltà previsti dall'articolo 230, salvo il limite previsto dall'articolo
225 comma 1.

3. Si applica la disposizione dell'articolo 225 comma 3.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 359 - Consulenti tecnici del pubblico ministero

1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi


segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per
cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di
consulenti, che non possono rifiutare la loro opera.

2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a


singoli atti di indagine.

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI
PROCEDURA PENALE
Art. 73 – Consulente tecnico del pubblico ministero

1. Il pubblico ministero nomina il consulente tecnico scegliendo di regola


una persona iscritta negli albi dei periti. Per la liquidazione del compenso al
consulente tecnico si osservano le disposizioni previste per il perito.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 360 - Accertamenti tecnici non ripetibili

1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone,


cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero
avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa
dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il
conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici.

2. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 2.

3. I difensori nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno


diritto di assistere al conferimento dell'incarico, di partecipare agli
accertamenti e di formulare osservazioni e riserve.
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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

4. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle


indagini formuli riserva di promuovere incidente probatorio, il pubblico
ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se
differiti, non possano più essere utilmente compiuti.

5. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla


persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate
nell'ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli
accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati nel
dibattimento.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 468 - Citazione di testimoni, periti e consulenti tecnici

1. Le parti che intendono chiedere l'esame di testimoni, periti o consulenti


tecnici nonché delle persone indicate nell'articolo 210 devono, a pena di
inammissibilità, depositare in cancelleria, almeno sette giorni prima della
data fissata per il dibattimento, la lista con la indicazione delle circostanze
su cui deve vertere l'esame.
2. Il presidente del tribunale o della corte di assise, quando ne sia fatta
richiesta, autorizza con decreto la citazione dei testimoni, periti o
consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell'articolo 210,
escludendo le testimonianze vietate dalla legge e quelle manifestamente
sovrabbondanti.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Il presidente può stabilire che la citazione dei testimoni, periti o consulenti


tecnici nonché delle persone indicate nell'articolo 210 sia effettuata per la
data fissata per il dibattimento ovvero per altre successive udienze nelle
quali ne sia previsto l'esame. In ogni caso, il provvedimento non pregiudica
la decisione sull'ammissibilità della prova a norma dell'articolo 495.

3. I testimoni e i consulenti tecnici indicati nelle liste possono anche essere


presentati direttamente

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 501 – Esame dei periti e dei consulenti tecnici

1. Per l’esame dei periti e dei consulenti tecnici si osservano le


disposizioni sull’esame dei testimoni, in quanto applicabili.

2. Il perito o il consulente tecnico hanno in ogni caso la facoltà di


consultare documenti, note scritte e pubblicazioni, che possono essere
acquisite anche di ufficio.

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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 502 – Esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici

1. In caso di assoluta impossibilità di un testimone, di un perito o di un


consulente tecnico a comparire per legittimo impedimento, il giudice, a
richiesta di parte, può disporne l'esame nel luogo in cui si trova, dando
comunicazione, a norma dell'articolo 477 comma 3, del giorno, dell'ora e
del luogo dell'esame.

2. L'esame si svolge con le forme previste dagli articoli precedenti, esclusa


la presenza del pubblico.
L'imputato e le altre parti private sono rappresentati dai rispettivi difensori.
Il giudice, quando ne è fatta richiesta, ammette l'intervento personale
dell'imputato interessato all'esame.
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ESTRATTO DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Art. 508 – Provvedimenti conseguenti all'ammissione della perizia nel


dibattimento
1. Se il giudice, di ufficio o su richiesta di parte, dispone una perizia, il
perito è immediatamente citato a comparire e deve esporre il suo parere
nello stesso dibattimento. Quando non è possibile provvedere in tale modo,
il giudice pronuncia ordinanza con la quale, se è necessario, sospende il
dibattimento e fissa la data della nuova udienza nel termine massimo di
sessanta giorni.

2. Con l'ordinanza il giudice designa un componente del collegio per


l'esercizio dei poteri previsti dall'articolo 228.

3. Nella nuova udienza il perito risponde ai quesiti ed è esaminato a norma


dell'articolo 501. 176

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