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PRINCIPI CONTABILI E

ARMONIZZAZIONE

Alessandro Nieri
(Comune di Camaiore-LU)

1
In quel tempo…era il 2011

- Crisi dello spread


- Difficoltà della finanza pubblica
- Deficit eccessivo
- Mancanza di informazioni verso reporting EU (es. debiti)

2
Le risposte alla crisi

Modifica articoli 81 e 119 Costituzione (Fiscal Compact e indebitamento


EL)

Art. 81 – il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di


considerare gli effetti del ciclo economico e […] adottato a maggioranza
assoluta

Principio dell’equilibrio di bilancio (EP > SP)

3
Le risposte alla crisi

- Tagli risorse agli EL


- IUC (imposta unica comunale) ma unica non è
- TARI / IMU / TASI
- Spinta su misurazione degli elementi utili al bilancio EU (avanzo,
FPV)
- Riduzione della spesa (FCDE – limiti di spesa – controllo sulle
partecipate – ecc)

4
In pratica
- introduzione dei nuovi principi di contabilità armonizzata e necessità di rivedere il modo di
contabilizzare le entrate;
- introduzione del DUP;
- introduzione del Fondo crediti e necessità di rivedere tutte le principali voci di spesa al fine
di ridurre la spesa effettiva;
- introduzione della fattura elettronica;
- potenziamento della Piattaforma Certificazione Crediti e necessità di continui
aggiornamenti di dati, spesso con attività manuali;
- introduzione del meccanismo della scissione dei pagamenti e continui cambiamenti nelle
normative tributarie;
- introduzione del Pareggio di bilancio, che ha determinato un vero e proprio cambio
culturale nella programmazione delle attività, ulteriormente reso più complesso da continui ritocchi
normativi e principi validi pro tempore;
- notevoli difficoltà operative nella nuova formulazione delle variazioni di bilancio;
- introduzione nel principio di programmazione delle opere pubbliche, che di fatto ha
determinato una riduzione degli investimenti;
- introduzione della contabilizzazione dei vincoli di cassa, con enormi difficoltà interpretative
da parte degli Uffici e molteplici complicazioni operative nei confronti della software house e
dell’istituto cassiere;
- introduzione del concetto degli accantonamenti per rischi e spese potenziali, che ha
costretto gli Uffici ad allungare le tempistiche di esame dei dati;
- maggiore complicazione nella procedura di riaccertamento dei residui di fine anno;
- introduzione della contabilità economico-patrimoniale;
- introduzione del bilancio consolidato.

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Quindi

- Deficit ridotto attraverso minori spese e diversa organizzazione


contabile
- Quantificazione del debito (commerciale) attraverso PCC e
fattura elettronica e FPV

+ manovre «specifiche» come iva split

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I principi contabili

• Non si trova facilmente una definizione universale

• I principi contabili costituiscono quell’insieme di regole che trasformano i


fatti in scritture contabili e, alla fine, in documenti di sintesi, attraverso un
linguaggio codificato (partita doppia, movimenti semplici, ecc.)

Elenco di scritture Documenti di sintesi


Fatti reali
contabili

• Le scritture contabili sono e resteranno sempre una approssimazione della


realtà fattuale, sia nella quantità che nella qualità
• Quantità è impossibile codificare tutti i fatti: ne devo scegliere un
sottoinsieme (es. fatti di esterna gestione, entrate/spese, movimenti di
magazzino, ecc.)
• Qualità lo stesso fatto (ritenuto rilevante) può essere rappresentato in modi
diversi a seconda del linguaggio, dello scopo finale, delle stime, ecc.
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I principi contabili

• L’obiettivo ultimo dei principi contabili è favorire l’uniformità dei


comportamenti all’interno della classe di operatori che si vuole disciplinare

• Ogni sistema contabile ha dei postulati che servono per darci delle
indicazioni generali, per esempio da usare nei casi dubbi (es. principio della
prudenza)

• I principi contabili dipendono dall’ambito di applicazione e/o dallo scopo


finale

• Esempio
– principi OIC nazionali rendere prudenti le stime in modo da garantire la
continuità aziendale e la solidità economico/patrimoniale (ad esempio «tenendo basso»
il risultato)
– IAS evidenziare il valore economico dell’impresa in un’ottica di crescita e di
sviluppo delle transazioni finanziarie
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I principi contabili

Le famiglie di principi contabili:


- Cassa pura
- Competenza finanziaria
- Competenza finanziaria rinforzata (o armonizzata)
- Competenza economico-finanziaria in ambito pubblico
- OIC nazionali
- IAS

9
I principi contabili
Sta Regimi Scuole, Comuni, Università Imprese Società quotate,
to forfettari parchi, province, ASL contabilità società con
altri EP regioni, altri ordinaria bilancio
EL consolidato, EIP
Cassa pura X X

Competenza X X
finanziaria
Competenza X
finanziaria
rinforzata
Competenza X X
economico-
patrimoniale
pubblicistica
OIC X

IAS X

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Uno sguardo nel mondo societario

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Contabilità pubblica

• RD 2440-1923
• RD 827-1924

Norme fondamentali per l’amministrazione del Patrimonio e per la contabilità


generale dello Stato
– beni (demaniali, patrimoniali, ecc)
– contratti pubblici (aste, capitolati, ecc.)
– bilancio di previsione
– rendiconto

- Altre tappe recenti


- DPR 194/1996 (schema previgente)
- Introduzione del controllo di gestione

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Introduzione dell’armonizzazione in ambito pubblico

• Parte dall’osservazione della realtà contabile in ambito pubblico,


caratterizzata da:
- sistemi contabili diversi
- schemi di bilancio diversi
- principi contabili non uniformi
- impossibilità di misurare elementi contabili fondamentali (in primis
i DEBITI)

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Armonizzazione

• Introdotta con la legge 31 dicembre 2009 n. 196 articolo 2

• Scopi della legge:


– Omogeneità
– Confrontabilità
– Aggregabilità

• Leggi diverse per comparti diversi

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Armonizzazione – principi comunitari

COFOG (classificazione europea)

Missioni (Cofog I livello) e programmi (Cofog II livello): è l’elemento


richiesto a tutti gli enti

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Armonizzazione per gli Enti locali

• L’uniformità è data da:


- Principi di redazione comuni
- Schemi comuni

• Pertanto:
– Per le PA in COFI fare anche la COEP
– Per le PA in COEP fare anche bilancio di
previsione e rendiconto in COFI

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Armonizzazione per gli Enti locali

• Norma fondamentale – D .lgs. 118/2011

• Struttura
– A chi si rivolge
– Art. 2 – omogeneità dei sistemi
– Principi contabili applicati (1-2-3-4) con altrettanti allegati
– Commissione
– Piano dei conti integrato
– La transazione elementare
– Schemi e allegati uniformi
– Articolazione per missioni e programmi (anche chi è in COEP)
– Sistema di indicatori di bilancio
– SSN e Regioni
– Modifiche al TUEL

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Armonizzazione per gli Enti locali

• Soggetti:
RGS
COMUNI-PROVINCE-REGIONI-UNIONI DI COMUNI-
ENTI/ISTITUZIONI
CORTE DEI CONTI

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• Una curiosità: la composizione della Commissione Arconet (45)

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Armonizzazione per gli Enti locali

• Gli allegati al D. lgs. 118/2011


– Programmazione
– Contabilità finanziaria
– Contabilità economico-patrimoniale
– Bilancio consolidato

• Tutta la documentazione è reperibile al sito Arconet/RGS

NB: tutti i principi sono legati fra loro

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Armonizzazione per gli Enti locali

Il sistema è pensato per una contabilizzazione omogenea e, in parte, automatizzata

PDCI - PIANO DEI CONTI INTEGRATO

Struttura del piano dei conti integrato (arconet)

COFI
• Gli enti possono decidere autonomamente decidere il dettaglio dei capitoli
ma devono essere coerenti con il PDCI
• Ok situazioni M M; 1 1; M 1
• Da aggiustare situazioni di tipo 1 M: in questi casi l’ente deve
«spacchettare» il capitolo nel numero di dettagli necessario (es. Arretrati al
personale TD + TI)
21
Armonizzazione per gli Enti locali

Il PDCI
- previsto solo per le amministrazioni in contabilità finanziaria;
- costituito dall’elenco delle voci del bilancio gestionale finanziario e dei conti
economici e patrimoniali, definito in modo da consentire la rilevazione unitaria
dei fatti gestionali;
- unico e obbligatorio per tutte gli EL;
- elaborato anche in funzione delle esigenze del monitoraggio della finanza
pubblica.

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Armonizzazione per gli Enti locali

COEP
• Se l’impostazione COFI è fatta bene, tramite il PDCI si determina
in automatico la scrittura COEP

Es. capitolo di spesa corrente


Capitolo costo

• Costo D / Voce di debito A

Quando si paga
Voce di debito D / Banca A

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Gerarchia contabile
•Bilancio per missioni/programmi unità di approvazione (vale
per tutti gli enti)
• Macroaggregati (per natura)
• Capitoli/articoli (da schematizzare all’interno del PDC
integrato) sono considerate strutture gestionali e non
«decisionali»

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Dizionario comunale italiano
Linguaggio comunale Italiano (per addetti ai lavori)

Bilancio Bilancio di previsione Bilancio ai sensi del codice civile

Budget ? Bilancio di previsione

Liquidazione Procedura amministrativa Pagamento


di cui all’art.
Accertamento Procedura amministrativa Accertamento fiscale
di cui all’art.

Ordinazione Ordine di pagamento Ordine di acquisto al fornitore


all’istituto cassiere

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Principio 1
La programmazione

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Principio della programmazione 1

4.2 Gli strumenti della programmazione degli enti locali


Gli strumenti di programmazione degli enti locali sono:
a) il Documento unico di programmazione (DUP), presentato al Consiglio,
entro il 31 luglio di ciascun anno, per le conseguenti deliberazioni.
Considerato che l’elaborazione del DUP presuppone una verifica dello
stato di attuazione dei programmi, contestualmente alla presentazione di
tale documento si raccomanda di presentare al Consiglio anche lo stato di
attuazione dei programmi, da effettuare, ove previsto, ai sensi dell’articolo
147-ter del TUEL ;
b) l’eventuale nota di aggiornamento del DUP, da presentare al Consiglio
entro il 15 novembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni;
c) lo schema di bilancio di previsione finanziario, da presentare al
Consiglio entro il 15 novembre di ogni anno. A seguito di variazioni del
quadro normativo di riferimento la Giunta aggiorna lo schema di bilancio
di previsione in corso di approvazione unitamente al DUP. In occasione del
riaccertamento ordinario o straordinario dei residui la Giunta aggiorna lo
schema di bilancio di previsione in corso di approvazione unitamente27 al
DUP e al bilancio provvisorio in gestione;
Principio della programmazione 2

d) il piano esecutivo di gestione e delle performances approvato dalla


Giunta entro 20 giorni dall’approvazione del bilancio ;
f) il piano degli indicatori di bilancio presentato al Consiglio unitamente al
bilancio di previsione e al rendiconto;
g) lo schema di delibera di assestamento del bilancio, il controllo della
salvaguardia degli equilibri di bilancio, deliberarsi da parte del Consiglio
entro il 31 luglio di ogni anno;
h) le variazioni di bilancio;
i) lo schema di rendiconto sulla gestione, che conclude il sistema di
bilancio dell’ente, da approvarsi entro il 30 aprile dell’anno successivo
all’esercizio di riferimento .

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Principio della programmazione

NB
Tutti i documenti sono collegati tra loro

DUP bilancio di previsione


Piano delle opere / acquisti / razionalizzazione DUP
Fabbisogno del personale DUP
Preconsuntivo bilancio di previsione
Rendiconto bilancio di previsione

1 - Dal generale al particolare


2 - Procedura simile al bilancio dello Stato
3 – Necessità di coerenza tra i vari documenti

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Breve excursus sul principio 4-1

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Il calendario contabile degli EL

PROGRAMMAZIONE GESTIONE CONSUNTIVAZIONE

Riaccertamento
Rendiconto
31/3/n+1
COEP
Approvazione
31/7/n+1
DUP e bilancio 30/9/n+1
SCHEMA Variazioni ord.
di previsione Ultima
DUP In corso d’anno variazione
31/7/n-1 31/12/n-1 31/3/n 31/7/n 30/4/n+1
30/11/n
31/1/n+1

15/11/n-1
Variazione Assestamento e
Aggiornamento DUP
riaccertamento salvaguardia
e presentazione del Variazioni di
bilancio di previsione aggiustamento Rendiconto Bilancio
in Giunta anno n COFI consolidato
Il calendario contabile degli EL

PARERE DEI REVISORI


PROGRAMMAZIONE GESTIONE CONSUNTIVAZIONE

Riaccertamento

Rendiconto
31/3/n+1
COEP
Approvazione
31/7/n+1
DUP e bilancio 30/9/n+1
SCHEMA Variazioni ord.
di previsione Ultima
DUP In corso d’anno variazione
31/7/n-1 31/12/n-1 30/4/n 31/7/n 30/4/n+1
30/11/n
31/1/n+1

15/11/n-1
Variazione Assestamento e
Aggiornamento DUP
riaccertamento salvaguardia
e presentazione del Variazioni di
bilancio di previsione aggiustamento Rendiconto Bilancio
in Giunta anno n COFI consolidato
Revisori di EL e armonizzazione – pareri principali

Competenza di base – art. 240 tuel


1) Collaborazione con il Consiglio Comunale
2) Pareri in materia di bilancio di previsione, variazioni di
CC, partecipate, indebitamento, finanza innovativa,
DFB, transazioni, regolamenti, delibere di salvaguardia
equilibri
3) Vigilanza sulla regolarità contabile (anche con tecniche
di campionamento)
4) Rendiconto ordinario e consolidato
5) Referto in caso di gravi irregolarità
6) Verifiche di cassa

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Revisori di EL e armonizzazione – pareri principali

- DUP e allegati (schema CNDC)


- Fabbisogno del Personale
- Bilancio di Previsione (schema CNDC)
- Variazioni di bilancio di competenza CC (non le altre!)
- Utilizzo avanzo presunto in sede di esercizio provvisorio
- Riaccertamento ordinario (anche se è una pratica di GM)
- Rendiconto - tutto insieme COFI e COEP – tranne deroghe -
(schema CNDC)
- Salvaguardia equilibri
- Consolidato (schema CNDC)

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Revisori di EL e armonizzazione – controfirma

- Rispetto limite di finanza pubblica a consuntivo (2 fasi:


provvisorio e definitivo) MEF
- Siquel preventivo e consuntivo CORTE DEI CONTI
- Certificato al preventivo e consuntivo MIN INTERNO
- UNICO e 770 NB: sottoscrivono quelli in carica al momento
della consegna (non si applica il criterio delle società per cui
firma il revisore che ha espresso il parere sul bilancio di
competenza)

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Principio 2
La contabilità finanziaria

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Gli schemi di bilancio finanziario sono articolati in missioni e programmi
coerenti con la classificazione economica e funzionale individuata dagli
appositi regolamenti comunitari in materia di contabilità nazionale.

Il bilancio di previsione ha natura:


- Giuridica carattere autorizzatorio
- Programmatico-politica indirizzo dell’amministrazione (NB:
attenzione alla differenza tra poste comprimibili e non)

I Programmi sono individuati nel rispetto dei criteri stabiliti per il


consolidamento della spesa pubblica associando ad essi anche il raccordo
con la codifica COFOG di secondo livello.

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L’articolazione delle spese per missioni/programmi è l’unità elementare di
approvazione da parte dell’organo politico. Gli elementi sottostanti
(capitoli) sono modificabili con provvedimenti di rango inferiore, purchè
rispettino l’assegnazione per missione/programma.

I macroaggregati sono un’articolazione dei programmi secondo la natura


economica della spesa. Sono rappresentati nel PEG e nel rendiconto a
consuntivo.

Situazione simile per le entrate:


- Titoli/tipologie sono elementi di approvazione (anche se non sono
autorizzatori in senso stretto)
- Categorie-capitoli sono rappresentati ai fini della gestione (ma non
vanno in Consiglio Comunale)

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GLOSSARIO MISSIONI-PROGRAMMI

Al fine di fornire agli enti coinvolti nella riforma un supporto per


rappresentare in maniera omogenea la finalità della spesa e in attuazione
delle disposizioni degli articoli 11, 12 e dell’art. 36, comma 2, del decreto
legislativo 118/2011, è stato definito uno strumento, simile a quello
predisposto per il bilancio dello Stato. Il glossario delle missioni e dei
programmi degli enti territoriali costituisce una guida per la classificazione
delle spese secondo la finalità della spesa stessa; inoltre, come avviene per
il bilancio dello Stato, e come previsto per tutte le altre amministrazioni
che compongono il settore delle amministrazioni pubbliche, che
costituiscono l’ambito di riferimento della legge 196/2009, ai programmi
di spesa viene associata la codificazione COFOG di secondo livello, che
può prevedere una corrispondenza uno a uno o una corrispondenza uno a
molti. Il Glossario è l’allegato n. 14 del “nuovo” DLgs n. 118/2011

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Il PC 2 contiene le regole principali di registrazione in contabilità
finanziaria.

COMPETENZA FINANZIARIA RINFORZATA

Il criterio di registrazione delle operazioni di accertamento e di impegno


con le quali vengono imputate agli esercizi finanziari le entrate e le spese
derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate (attive e passive).

Le obbligazioni giuridiche perfezionate sono registrate nelle scritture


contabili al momento della nascita dell’obbligazione, imputandole
all’esercizio in cui l’obbligazione viene a scadenza. La scadenza
dell’obbligazione è il momento in cui l’obbligazione diventa esigibile. La
consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione definisce come
esigibile un credito per il quale non vi siano ostacoli alla sua riscossione ed
è consentito, quindi, pretendere l’adempimento. Non si dubita, quindi,
della coincidenza tra esigibilità e possibilità di esercitare il diritto di
credito. 45
ENTRATE

Sono accertate per l’intero importo del credito anche le entrate di dubbia
e difficile esazione, per le quali non è certa la riscossione integrale, quali
le sanzioni amministrative al codice della strada, gli oneri di
urbanizzazione, i proventi derivanti dalla lotta all’evasione, ecc..
Per i crediti di dubbia e difficile esazione accertati nell’esercizio è
effettuato un accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità,
vincolando una quota dell’avanzo di amministrazione.

Quando un credito è dichiarato definitivamente ed assolutamente


inesigibile, lo si elimina dalle scritture finanziarie e, per lo stesso importo
del credito che si elimina, si riduce la quota accantonata nel risultato di
amministrazione a titolo di fondo crediti di dubbia esigibilità.

Excursus sulle principali voci di entrata

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SPESE
La nuova nozione di impegno

L’impegno costituisce la prima fase del procedimento di spesa, con la


quale viene registrata nelle scritture contabili la spesa conseguente ad una
obbligazione giuridicamente perfezionata, avendo determinato la somma
da pagare ed il soggetto creditore e avendo indicato la ragione del debito
e costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell’ambito della
disponibilità finanziaria accertata con l’apposizione del visto di regolarità
contabile attestante la copertura finanziaria.

Pur se il provvedimento di impegno deve annotare l’intero importo della


spesa, la registrazione dell’impegno che ne consegue, a valere sulla
competenza avviene nel momento in cui l’impegno è giuridicamente
perfezionato, con imputazione agli esercizi finanziari in cui le singole
obbligazioni passive risultano esigibili.

47
SPESE
La nuova nozione di impegno

NB: il perfezionamento è «determinato» dal principio attraverso il


verificarsi di particolari eventi.
Esempi

- Trattamento accessorio
- Spese legali
- Acquisto di beni e servizi

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SPESE
La nuova nozione di impegno

Il Fondo Pluriennale Vincolato

5.4 Il fondo pluriennale vincolato è un saldo finanziario, costituito da


risorse già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive
dell’ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui
è accertata l’entrata.

In pratica è una specie di fondo per opere/servizi in corso di


completamento. Il principio base è che l’impegno va contabilizzato in
ciascun esercizio di esecuzione più simile alla nozione di debito

49
SPESE

Il Fondo Pluriennale Vincolato

NB: il FPV si determina unicamente a certe condizioni. Di volta in volta


si deve valutare se si sono realizzate le condizioni del PC; in caso
contrario si forma «avanzo vincolato» e non FPV

50
IL RIACCERTAMENTO ORDINARIO DEI RESIDUI

La ricognizione annuale dei residui attivi e passivi consente di


individuare formalmente:
a) i crediti di dubbia e difficile esazione;
b) i crediti riconosciuti assolutamente inesigibili;
c) i crediti riconosciuti insussistenti, per l’avvenuta legale estinzione
o per indebito o erroneo accertamento del credito;
d) i debiti insussistenti o prescritti;
e) i crediti e i debiti non imputati correttamente in bilancio a seguito
di errori materiali o di revisione della classificazione del bilancio, per i
quali è necessario procedere ad una loro riclassificazione;
f) i crediti ed i debiti imputati all’esercizio di riferimento che non
risultano di competenza finanziaria di tale esercizio, per i quali è
necessario procedere alla reimputazione contabile all’esercizio in cui il
credito o il debito è esigibile.

51
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 3, comma 4 del presente
decreto, attraverso una delibera di Giunta, si procede come segue:
- nel bilancio dell’esercizio in cui era imputato l’impegno cancellato,
si provvede a costituire (o a incrementare) il fondo pluriennale
vincolato per un importo pari a quello dell’impegno cancellato;
- nel primo esercizio del bilancio di previsione si incrementa il fondo
pluriennale iscritto tra le entrate, per un importo pari all’incremento
del fondo pluriennale iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente, tra
le spese;
- nel bilancio dell’esercizio cui la spesa è reimputata si incrementano o
si iscrivono gli stanziamenti di spesa necessari per la reimputazione
degli impegni.

52
Focus 1
I limiti di finanza pubblica

53
C’era un volta…il patto di stabilità
La logica scelta dal legislatore finora (2018) è quella del doppio
binario

Limiti e vincoli nella Viene posto uno speciale


redazione del bilancio di vincolo aggiuntivo alle
previsione (per esempio: risorse spendibili – fermi
mantenimento rimanendo TUTTI gli altri
dell’equilibrio corrente, dei vincoli
fondi vincolati, saldo di
cassa positivo a fine anno,
limite indebitamento, ecc)

54
Esempi di questo vincolo aggiuntivo
- Patto di stabilità (fino al 2015) + E correnti (accertamenti)
- S correnti (impegni)
SALDO CORRENTE

+ Incassi conto capitale

- Pagamenti conto capitale


SALDO FINALE

+ E correnti (accertamenti)
- Pareggio di bilancio (2016-2018) - S correnti (impegni)
SALDO CORRENTE
FPV entrata c/cap (al
netto della quota
+ finanziata con mutui)
Entrate in conto capitale
+ (al netto di mutui)
- Impegni di spesa c/cap
FPV spesa c/cap (al
netto della quota
- finanziata con mutui)
SALDO FINALE
- ? (2019 in poi) 55
C’era un volta…il patto di stabilità
La logica scelta dal legislatore finora (2018) è quella del doppio
binario

Limiti e vincoli nella redazione del bilancio di Viene posto uno speciale vincolo aggiuntivo alle
previsione (per esempio: mantenimento dell’equilibrio risorse spendibili – fermi rimanendo TUTTI gli altri
corrente, dei fondi vincolati, saldo di cassa positivo a vincoli
fine anno, limite indebitamento, ecc)

Patologie

DISAVANZO MANCATO RISPETTO

56
C’era un volta…il patto di stabilità
La logica scelta dal legislatore finora (2018) è quella del doppio
binario

Limiti e vincoli nella redazione del bilancio di Viene posto uno speciale vincolo aggiuntivo alle
previsione (per esempio: mantenimento dell’equilibrio risorse spendibili – fermi rimanendo TUTTI gli altri
corrente, dei fondi vincolati, saldo di cassa positivo a vincoli
fine anno, limite indebitamento, ecc)

Patologie

DISAVANZO MANCATO RISPETTO

Sanzioni

OBBLIGO DI RECUPERO DEL - DIVIETO DI ASSUNZIONI A


DISAVANZO NEGLI ANNI QUALUNQUE TITOLO
SUCCESSIVI DELLA - PENALIZZAZIONE NEI
CONSILIATURA(MAX 3) TRASFERIMENTI
- SANZIONI PECUNIARIE AD
AMMINISTRATORI E DIRIGENTE
57
FINANZIARE
DISAVANZO MANCATO RISPETTO

Sanzioni

OBBLIGO DI RECUPERO DEL - DIVIETO DI ASSUNZIONI A


DISAVANZO NEGLI ANNI QUALUNQUE TITOLO
SUCCESSIVI DELLA - PENALIZZAZIONE NEI
CONSILIATURA(MAX 3) TRASFERIMENTI
- SANZIONI PECUNIARIE AD
AMMINISTRATORI E DIRIGENTE
58
FINANZIARE

Quale vi sembra più importante?


Principio 3
La contabilità economico-patrimoniale

59
Schema di conto economico e stato patrimoniale

Si noti che:
- Lo schema è pensato per gli enti locali
- C’è una colonna di correlazione col bilancio civilistico

60
La competenza economica…applicata agli enti locali

Il principio della competenza economica consente di imputare a


ciascun esercizio costi/oneri e ricavi/proventi.
La competenza economica dei costi e dei ricavi direttamente
conseguenti a operazioni di scambio sul mercato (acquisizione e
vendita) è riconducibile al principio contabile n. 11 dell’Organismo
Italiano di Contabilità (OIC) che stabilisce che “l’effetto delle
operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed
attribuito all’esercizio al quale tali operazioni si riferiscono e non a
quello in cui si concretizzano i relativi movimenti di numerario
(incassi e pagamenti).

61
Costituiscono eccezione a tale principio:
- i costi derivanti dai trasferimenti e contributi (correnti, agli investimenti
e in c/capitale) che sono rilevati in corrispondenza dell’impegno della spesa;
- le entrate dei titoli 5 “Entrate da riduzione di attività finanziaria”, 6
“Accensione di prestiti”, 7 “Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere” e 9
“Entrate per conto terzi e partite di giro”, il cui accertamento determina solo la
rilevazione di crediti e non di ricavi.
- le spese del titolo 3 “Spese per incremento attività finanziarie”, 4
“Rimborso Prestiti”, 5 “Chiusura Anticipazioni ricevute da istituto
tesoriere/cassiere” e 7 “Uscite per conto terzi e partite di giro”, il cui impegno
determina solo la rilevazione di debiti e non di costi<,
- le entrate e le spese relative al credito IVA e debito IVA, il cui
accertamento e impegno/liquidazione determinano la rilevazione di crediti e
debiti;
- la riduzione di depositi bancari che è rilevata in corrispondenza agli
incassi per Prelievi da depositi bancari ;
- l’incremento dei depositi bancari che è rilevata in corrispondenza ai
pagamenti per Versamenti da depositi bancari.

62
La COEP in pratica:

- La maggior parte dei movimenti viene elaborata a partire dalle


scritture COFI attraverso il PDCI
- Altre sono tratte dal sistema inventariale (ammortamenti, nuovi
investimenti, alienazioni, ecc.)
- Altre sono scritture manuali (svalutazione crediti, ricavi e oneri
straordinari)
- Valutazione delle partecipazioni
- Relazioni base tra COFI e COEP
- Crediti commerciali: residui attivi – FCDE
- Debiti commerciali: residui passivi
- Debiti finanziari: indebitamento

63
La nozione di patrimonio netto

Per le amministrazioni pubbliche, che, fino ad oggi, rappresentano il


patrimonio netto all’interno di un’unica posta di bilancio, il patrimonio
netto, alla data di chiusura del bilancio, dovrà essere articolato nelle
seguenti poste:
a) fondo di dotazione;
b) riserve;
c) risultati economici positivi o (negativi) di esercizio.

NB: il controvalore dei beni demaniali/patrimonio indisponibile deve


essere iscritto in una riserva non disponibile. Il fondo di dotazione può
essere negativo.

Altri casi particolari


- Ratei e risconti (contributi per investimenti)
64
Scritture contabili relative ai risconti per contributi per investimenti

ANNO N
CONTRIBUTI C/IMPIANTI AVERE 1.000
BANCA DARE 1.000

IMPIANTI DARE 1.000


FORNITORI AVERE 1.000

31.12.N
AMM.TO IMPIANTI DARE 200
F.A. IMPIANTI AVERE 200

RISCONTI PASSIVI AVERE 800


CONTRIBUTI C/IMPIANTI DARE 800

1.1.N+1
RISCONTI PASSIVI DARE 800
CONTRIBUTI C/IMPIANTI AVERE 800

31.12.N+1
AMM.TO IMPIANTI DARE 200
F.A. IMPIANTI AVERE 200

RISCONTI PASSIVI AVERE 600


CONTRIBUTI C/IMPIANTI DARE 600 65
Focus 2
Enti, organismi e società partecipate

66
Aspetti finanziari legati alle partecipate
1) Contributi (di fatto vietati dal 2012)
2) Corrispettivi
3) Ripiano di disavanzi o ricapitalizzazioni (2447)
4) Dividendi
5) Alienazione di partecipazioni (d. lgs. 175/2016)

67
Il TUEL distingue tre situazioni (artt. 112-113-113bis-114)

- SPL a rilevanza economica (113)


- SPL con leggi speciali (distribuzione gas, tpl, impianti di risalita)
- SPL privi di rilevanza economica (113 bis e 114)

SPL a rilevanza economica (113) – gestione attraverso concessione a


terzi
Società in house
Imprese individuate tramite gara (semplice o a doppio oggetto)

SPL privi di rilevanza economica (113 bis e 114)


Gestione attraverso affidamento diretto a:
- Istituzioni
- Aziende speciali
- Società in house

NB: la differenza è intuitiva ma non giuridicamente netta 68


Aziende speciali Istituzioni

Ente strumentale con personalità giuridica Organismo strumentale (solo per servizi
sociali)
Possono essere consortili (ossia: tra più Non prevista l’opzione consortile
enti)
Alto grado di autonomia Autonomia gestionale (attraverso
«imprenditoriale» trasferimenti)

Si deve uniformare ai principi del d. lgs. Stesso sistema contabile dell’ente


118/2011 ma lavora con la contabilità
aziendale

Ha un proprio bilancio con consistenti Rendiconto secondo lo schema COFI 118


entrate proprie (con obbligo di deposito (con obbligo di deposito alla CCIAA) +
alla CCIAA) rendiconto consolidato

Ha un organo di revisione e «forme Controllato dai revisori dell’ente


autonome di verifica della gestione»

69
Rendiconto consolidato (art. 11 commi 8-9 d.lgs. 118/2011)
8. Le amministrazioni di cui al comma 1 articolate in organismi strumentali come
definiti dall'art. 1, comma 2, approvano, contestualmente al rendiconto della gestione di
cui al comma 1, lettera b), anche il rendiconto consolidato con i propri organismi
strumentali. Il rendiconto consolidato delle regioni comprende anche i risultati della
gestione del consiglio regionale.

9. Il rendiconto consolidato di cui al comma 8, predisposto nel rispetto dello schema


previsto dal comma 1, lettera b), e' costituito dal conto del bilancio, dai relativi
riepiloghi, dai prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e la verifica degli
equilibri, dallo stato patrimoniale e dal conto economico, ed e' elaborato aggiungendo
alle risultanze riguardanti la gestione dell'ente, quelle dei suoi organismi strumentali ed
eliminando le risultanze relative ai trasferimenti interni. Al rendiconto consolidato sono
allegati i prospetti di cui al comma 4, lettere da a) a g). Al fine di consentire
l'elaborazione del rendiconto consolidato l'ente disciplina tempi e modalita' di
approvazione e acquisizione dei rendiconti dei suoi organismi strumentali.

QUINDI
RENDICONTO CONSOLIDATO < > BILANCIO CONSOLIDATO
70
Principio 4
Il bilancio consolidato

71
Obiettivi del consolidato

a) sopperire alle carenze informative e valutative dei bilanci degli


enti che perseguono le proprie funzioni anche attraverso enti strumentali e
detengono rilevanti partecipazioni in società, dando una rappresentazione,
anche di natura contabile, delle proprie scelte di indirizzo, pianificazione
e controllo;
b) attribuire alla amministrazione capogruppo un nuovo strumento
per programmare, gestire e controllare con maggiore efficacia il proprio
gruppo comprensivo di enti e società;
c) ottenere una visione completa delle consistenze patrimoniali e
finanziarie di un gruppo di enti e società che fa capo ad
un’amministrazione pubblica, incluso il risultato economico.

72
3.4 IL BILANCIO CONSOLIDATO

La disomogeneità dei bilanci è determinata anche dal fenomeno delle


esternalizzazioni, ossia dal trasferimento, attraverso contratti o
convenzioni, dello svolgimento di funzioni, servizi e attività strumentali
di propria competenza ad altri soggetti;

A causa dell’esternalizzazione i bilanci dei singoli enti possono fornire


informazioni incomplete, non rappresentative delle attività e delle
funzioni complessivamente svolte e, a parità di servizi resi alla
collettività, presentano situazioni del tutto differenti

73
Nozione di GAP

Costituiscono componenti del “gruppo amministrazione pubblica”:


1. Gli organismi strumentali
2. Gli enti strumentali
3. Le società

Fase 1 – individuazione del GAP

Fase 2 – individuazione del perimetro di consolidamento

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Ai fini dell'inclusione nel bilancio consolidato, si considera qualsiasi:
- ente strumentale
- azienda
- societa' controllata e partecipata,

indipendentemente dalla sua forma giuridica pubblica o privata, anche se le


attivita' che svolge sono dissimili da quelle degli altri componenti del gruppo, con
l'esclusione degli enti cui si applica il titolo II (nota: settore sanitario).

NB: non serve citare gli organismi strumentali perché sono già dentro il
rendiconto dell’ente.

75
Nozione di ente strumentale (art. 11-ter d. lgs. 118/2011)

Si definisce ente strumentale controllato di una regione o di un ente locale di cui all'art. 2
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l'azienda o l'ente, pubblico o privato, nei cui
confronti la regione o l'ente locale ha una delle seguenti condizioni:
a) il possesso, diretto o indiretto, della maggioranza dei voti esercitabili nell'ente o
nell'azienda;
b) il potere assegnato da legge, statuto o convenzione di nominare o rimuovere la
maggioranza dei componenti degli organi decisionali, competenti a definire le scelte
strategiche e le politiche di settore, nonche' a decidere in ordine all'indirizzo, alla
pianificazione ed alla programmazione dell'attivita' di un ente o di un'azienda;
c) la maggioranza, diretta o indiretta, dei diritti di voto nelle sedute degli organi
decisionali, competenti a definire le scelte strategiche e le politiche di settore, nonche' a
decidere in ordine all'indirizzo, alla pianificazione ed alla programmazione
dell'attivita' dell'ente o dell'azienda;
d) l'obbligo di ripianare i disavanzi, nei casi consentiti dalla legge, per percentuali
superiori alla propria quota di partecipazione;
e) un'influenza dominante in virtu' di contratti o clausole statutarie, nei casi in cui
la legge consente tali contratti o clausole. I contratti di servizio pubblico e di
concessione, stipulati con enti o aziende che svolgono prevalentemente l'attivita‘ oggetto
di tali contratti, comportano l'esercizio di influenza dominante.
76
Nozione di ente strumentale (art. 11-ter d. lgs. 118/2011)

Pertanto si devono considerare fondazioni, aziende speciali, associazioni ecc

Vedere punti 2 e 3 del PC 4-4

77
Attenzione

All’ente locale sono attribuite anche le responsabilità di coordinamento


- Armonizzazione dei pc / esercizio / tempistica
- Sollecito
- Riclassificazione dati (si pensi ai diversi schemi: bilancio abbreviato,
ordinario, schema comune)
- Richiesta di dati aggiuntivi (dati per IG)
- Elaborazione dati

78
I bilanci della capogruppo e dei componenti del gruppo, rettificati
secondo le modalità indicate nei paragrafi precedenti sono aggregati voce
per voce, facendo riferimento ai singoli valori contabili, rettificati
sommando tra loro i corrispondenti valori dello stato patrimoniale (attivo,
passivo e patrimonio netto) e del conto economico (ricavi e proventi, costi
e oneri):
- per l’intero importo delle voci contabili con riferimento ai bilanci degli
enti strumentali controllati e delle società controllate (cd. metodo
integrale);
- per un importo proporzionale alla quota di partecipazione, con
riferimento ai bilanci delle società partecipate e degli enti strumentali
partecipati (cd. metodo proporzionale).

79