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Prof. Francesco DAgostino.

70362 DAgostino F. Filosofia del diritto matrimoniale

1. Filosofia e filosofia del diritto. Cosa il diritto.


2. Integrazioni teologiche: il diritto nella storia della salvezza. Lalleanza.
3. Maschile e femminile nellesperienza della familiarit.
4. Che cosa il matrimonio. Prospettive storiche e teoriche.
5. Matrimonio e fertilit.
6. Il tab dellincesto.
7. Matrimonio tra omosessuali?
8. Prospettive di diritto positivo e di diritto comparato.

Testo consigliato:
- F. DAgostino, Una filosofia della famiglia, nuova edizione riveduta ed ampliata, Giuffr,
Milano 2003 (trad. spag.: Elementos para una filosofia de la familia, Rialp, Madrid 20022 ).
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- oppure: F. DAgostino, Credere nella Famiglia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2010.
- Si consiglia altres la lettura di: F. DAgostino, Un Magistero per i giuristi. Riflessioni sugli
insegnamenti di Benedetto XVI, San Paolo, Cinisello Balsamo 2011.

1. Filosofia e filosofia del diritto. Cosa il diritto.

Bisogna capire che cosa significhi per noi fare filosofia e in particolare del matrimonio e della
famiglia. Nellesperienza di matrimonio e di famiglia si gioca a fondo lidentit della persona
umana. Altre esperienze umane non compromettono lidentit umana, oppure si possono dominare o
controllare. Lesperienza famigliare non qualcosa di dato e che noi dobbiamo elaborare, cio lo
gestiamo a nostro piacimento. Pensare cos un errore.
Ci vuole unintelligenza per capire, cio aperta al voler capire. La comunicazione ha un fondamento
etico-morale, perch ci vuole disponibilit per aprirsi allaltro.
La filosofia non altro che un invito alla comunicazione.
NellIslam non pu un musulmano chiedersi se la legge del Corano giusta o meno, va
semplicemente osservata; invece nella tradizione giudeo-cristiana ci viene chiesto E perch non
giudicate da voi stessi ci che giusto? (Lc 12,57), rispettare la volont di Dio orientarsi al bene
della persona, perch la legge che Dio ci d per il bene dei figli. Come quando un padre comanda
qualcosa al figlio lo fa per il suo bene e non perch n tragga piacere.
Per questo nellIslam Dio no adorato come padre.
Il nostro scopo studiare matrimonio e famiglia dalla prospettiva del diritto, partendo dalla
esperienza umana didentit. Il diritto non una possibilit che si offre alluomo, un modo di vita da
scegliere o da non scegliere, ma il diritto luomo in una certa prospettiva della sua identit, infatti
luomo animale giuridico, oltre che famigliare, politico, estetico, morale, lunico animale a
sposarsi. Matrimonio e famiglia sono dimensioni antropologiche e giuridiche fondamentali.
A che serve il matrimonio? Stessa domanda che riguarda il diritto, perch gli uomini hanno bisogno
del diritto? La difficolt del capire il diritto che un nostro modo di vivere, non solo un insieme
di norme, regolamenti, ordinanze, ma il diritto siamo noi che viviamo giuridicamente, il nostro
vivere insieme in un certo modo.
Questo inizio a capirci nel 800 quando nasce letnologia. Si arrivati a vedere che per capire una
cultura necessario studiare: religione, linguaggio e sistema giuridico famigliare.
Il diritto oggi lacerato da due prospettive:
- I diritti umani fondamentali;
- Il diritto collegato al potere.
Queste due prospettive a volte cercano di venirsi incontro, ma ogni stato geloso del suo diritto,
anche se appartiene allONU.
Famiglia, categoria ritenuta auto-evidente fino al 1800, tanto che una categoria di famiglia
difficile da trovare.
I grandi classici della filosofia parlano del matrimonio ma non della famiglia, il primo ad averne
parlato stato Hegel.

Dalla meta del 1900 in poi comincia un processo di dematrimonializzazione (demarriage), dove
non c pi il bisogno di sposarsi. La crisi del matrimonio legale, cio aumento di convivenze non
legalizzate ha un significato umano e antropologico, oltre che demografico, sociologico e di politica
sociale.
Gli antichi romani queste relazioni le chiamavano concubinato. Il matrimonio nel diritto romano era
concepito molto diversamente da come lo concepiamo noi oggi. I romani utilizzavano tre parole per
definire le relazione tra uomo e donna:
- Matrimonio: nel diritto romano il matrimonio si costituiva con la convivenza stabile di un
uomo e una donna caratterizzata dall'affectio maritalis (volont costante di vivere insieme in
unione, solo, al proprio coniuge).
- Contubernio, rapporto sessuale nelle taverne regolato dai soldi.
- Concubinato, relazione senza laffectio, dove non cera un rapporto di vita comune ma
cera un buon accordo reciproco.

Oggi il grande problema per tutti i giuristi regolare le nuove forme di convivenza, perch il
giurista abituato a patti chiari, e tra i conviventi di fatto non c questo. Adesso non si sa pi cos
la famiglia n il matrimonio.
Separando lamore dal dovere distruggiamo la figura delluomo. Per Kierkegaard, il vero amore si
trova in quello coniugale e non in quello del Don Giovanni che ama tutte le donne senza rispettare
veramente una.
Ci interessa unantropologia orientata alla filosofia del diritto, ci sono tanti tipi di antropologie
perch lo studio delluomo inesauribile, non c una scienza che lo possa esaurire. Questo perch
siamo stati creati ad immagine di Dio.
Tutto ci che possiamo sapere delluomo limitato. Potremo studiarlo in quanto animale politico,
ma possiamo anche dire che luomo un animale giuridico ma anche familiare.
La sua comune appartenenza a un gruppo familiare si fa attraverso i legami del matrimonio, perch
i membri possano essere oggettivati dal diritto.
Se diciamo che luomo un animale politico per la sua relazione con gli altri, cosa che in
principio il diritto, perch se penso al diritto penso automaticamente allaltro.
Ma che cos la relazione?
Luomo relazione, intrinsecamente un soggetto in relazione e questo non dipende dal diritto ma
dalla sua natura.
Il mistico, leremita, lasceta che abbandona la vita comune per isolarsi lo fa per stare in una
relazione pi profonda e intima con Dio. Luomo soggetto in relazione, anche se in solitudine.
Robinson Crusoe, un personaggio di un romanzo di Daniel Defoe, un giovane marinaio inglese,
che naufraga su unisola deserta nellAtlantico e vi resta per quasi ventotto anni; durante questo
periodo, avr tempo e occasione di mettere alla prova tutte le sue capacit di adattamento
allambiente, vivendo al tempo stesso grandi avventure. Con abilit e intelligenza organizza
un'esistenza accettabile, ma col trascorrere del tempo avverte il peso della solitudine, riscopre il
sentimento religioso e si dedica alla lettura della Bibbia, cerca di mantenere la sua identit, il
controllo del tempo, il vestirsirimane legato alla sua dignit dinglese in relazione con la sua
comunit. Noi abbiamo bisogno dellaltro: Dio, cultura, comunit.
Siamo soggetti in relazione perch Dio ha voluto ad ognuno di noi per se stesso, siamo i suoi figli,
quest la radice teologica abissale della relazionalit. Ma se non vogliamo solo questo come base
del perch della relazionalit, possiamo dire che siamo in relazione perch la nostra costitutivit
lessere stati messi al mondo, gratuitamente, da una donna. Siamo soggetti in relazione perch nati
da una relazione.
Certo col suicidio possiamo toglierci la vita: un gesto emblematico, perch interpretato come una
libera decisione di rinunciare alla vita (a parte i casi di psicopatologia), un gesto che
caratteristicamente opera contro la relazionalit: io mi uccido per uscire dal mondo, cio in un solo
gesto rinuncio a tutte le relazioni che mi costituiscono come persona. Il suicidio contraddittorio
perch una negazione vana della costitutivit della relazione. Da qui viene leutanasia, perch la
chiede chi si sente abbandonato sia socialmente, affettivamente, economicamente e per tanto crede
di non avere altra uscita che la morte. Ogni suicidio sintomo della carenza della relazione.

Complessit e ambivalenza della relazione


Luomo soggetto in relazione e la relazione sempre ambivalente, cio veicola in s diverse
modalit. La relazione non mai semplice, perch costitutivamente complessa, tanto che a noi
appare come ambivalenza, ambiguit, cio possibilit di capovolgimento del significato: lamore
pu diventare odio, e viceversa (ad esempio Paolo con Cristo dopo la conversione). Ogni relazione
contiene in s la possibilit di capovolgimento. Le forze dellumanit sono volte a contrastare la
negativit della relazione e per rinforzare la positivit, cio per contrastare il male nel mondo, di cui
segno una relazione che si spezza. La relazione sempre bipolare, cio si muove tra due estremi:
accettazione e rifiuto dellaltro, una situazione che non si pu modificare.
Adamo tradisce Eva: La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho
mangiato (Gen 3,12). Dio punisce entrambi, non soltanto a lei. Il comportamento di Eva
coniugale; quello di Adamo no, perch rompe lunit coniugale del matrimonio. Perch la sua
intenzione di farla franca palese, invece Eva va da lui per condividere tutto lo fa anche dopo il
peccato.
Fin dallinizio della storia della umanit esistono le bipolarizzazioni della relazionalit.
- Chi uccide il fratello. Odio- peccato.
- Chi d la vita per i fratelli. Amore- Dio.
Tutta la vita sar caratterizzata da questa bipolarit della relazione.
Il peccato originale non vuole rinunciare alla parte di noi che taglia la carne dellaltro, anche
utilizzando il sarcasmo possiamo ferire laltro. Il male simboleggiato massimamente
dallomicidio: Caino uccide Abele, pur essendo fratelli, e la loro relazionalit la massima
possibile, ma lodio si frappone fra loro.
Si tratta sempre di relazioni aperte alla possibilit del male, anche se strutturalmente aperte al bene.
Non si parla di necessit del male, bens di possibilit. Se non si capisce questo, non di capisce nulla
della condizione umana.
Attualmente non prendiamo il male sul serio. Per un filosofo tedesco il vero problema della cultura
moderna e contemporanea non lateismo, che non si crede al diavolo. Alcune filosofie cercano
di cancellare il male dicendo che non esiste che frutto di una cattiva organizzazione sociale,
secondo i sociologisti, o forse solo il prodotto di una nevrosi, e se non cadessimo preda delle
nevrosi saremmo tutti buoni. La presenza del male, invece, endemica nel mondo, sempre e da
sempre. Lolocausto una concretizzazione storica eclatante del male, ma ce ne sono state molte,
perch la pienezza del male luccisione dellinnocente, anche se fosse uno solo.

Fenomenologia della relazione


Noi ne vedremo solo 4, cio amicizia, diritto, politica e amore/carit/agape. Perch proprio queste
4? Esse riguardano tutte matrimonio e famiglia e sono utili per capire il fenomeno matrimonio e il
fenomeno famiglia: si presentano spesso congiunte insieme tutte e 4, infatti matrimonio e famiglia
sono relazioni complesse caratterizzate da vincoli di diversa natura. Iniziamo dallamicizia perch
la pi immediata delle esperienze relazionali proprie degli uomini.

1. La relazione di amicizia
Amicizia rapporto affettivo che unisce due persone, cio relazionalit che unisce due persone.
Aristotele nellEtica Nicomachea dedica 2 libri allamicizia, mentre 1 libro alla giustizia, perch
lamicizia la dimensione pi complicata nella vita morale delle persone.
Quasi impossibile trovare una persona che non sappia cosa sia lamicizia. In un contesto
relazionale, lamicizia la pi immediata, non ha bisogno di mediazioni per essere capita.
Che cos lamicizia? facendo una piccola fenomenologia, cio quel modo di riflettere sulla realt,
sulle cose, che non parte da concetti astratti ma di una attenta osservazione di ci che succede nel
mondo; ci che appare; il mondo doggi ci presenta molti fenomeni (fenomeno= ci che appare a
un osservatore che osserva), viviamo in un mondo fenomenico che ci offre una serie di datti che
vengono recepiti antropologicamente nel senso che ragioniamo su di essi e ci lasciamo modellare
dellamicizia.
Qual una prima parola fenomenologica dellamicizia? Quando incontriamo laltro sempre
personale, non posso evitare un fenomeno nuovo da l scelgo come rapportarmi. Lamicizia richiede
sempre un rapporto personale, faccia a faccia, rapporto diretto senza nessuna mediazione. Se questo
non avviene, lamicizia non sar possibile. Ma la qualit del rapporto si sviluppa in diverse variet.
Il matrimonio un rapporto personale di amicizia senza limiti, un rapporto fisico e spirituale. Se
manca lamicizia, il matrimonio pu essere valido, ma li manca questo fondamento amicale che d
senso totale al rapporto matrimoniale. Ma non tutte le amicizie devono diventare matrimoniali. Se
totale, non posso avere che uno. Per questo la monogamia che non una esigenza religiosa, ma
antropologica. Quando si percepisce il carattere dellamicizia nel matrimonio si capisce la necessit
della monogamia. Non la religione che qualifica la monogamia ma la forza di amicizia che
unisce gli sposi. Lamicizia ha altre modalit di manifestazioni. Perch si manifesti non necessario
che condividano tutto. necessario che compartano una dimensione della vita, ma pienamente.
Carattere proprio dellamicizia:
- Il rapporto personale pu essere di vicinanza fisica o di lontananza. Di solito per lamicizia
richiede la vicinanza degli amici, e che ciascuno coltivi in modo diretto e personale il
rapporto, perch lamicizia non tollera listituto giuridico della rappresentanza.
- Lamicizia un rapporto caldo che va alimentato continuamente, infatti non sopravvive per
forza propria, ma per la costante volont degli amici di mantenerla, altrimenti scompare.
Lentamente, senza colpe, lamicizia pu venir meno, o pu crescere nel tempo e diventa
sempre pi forte, coinvolgente e personale.
- Il carattere personale dellamicizia ci dice che un rapporto duale, a due, non collettivo o di
gruppo, e non si pu massificare.
- Lamicizia un rapporto a due, cio chiuso, cio non tollerabile la presenza di una terza
persona che entri nelle dinamiche di quel rapporto, come sar poi il rapporto monogamico.
Nellamicizia il rapporto a due perch linvestimento umano forte, ma richiede
corrispondenze che si possono dare soltanto fra due persone, perch si condividono
esperienze, affetti Chi trova un amico trova un tesoro, dice che il tesoro ho paura di
perderlo, perci non voglio che alcuno me lo porti via, cio implicata la gelosia.
Stiamo facendo un discorso fenomenologico, non morale. Lamicizia impegno morale perci non
unoccasione che capita, perci va coltivata.
Lamicizia collegata con lamore. la dimensione iniziale dellamore. amicizia una relazione
personale forte, calda e che chiede di essere approfondata e alimentata. Pu indebolirsi e morire.
C una svolta negativa dentro di una amicizia, il tradimento. A volte segno che non ha mai
esistito vera amicizia. Ma anche come influsso del male. Si corrompe con il male. Apre una ferita
nellanima che molte volte insanabile. Il vero tradimento quello che si colloca dentro di una vera
amicizia. Amicizia esposta ad una banalizzazione e a la possibilit del tradimento. una
esperienza difficile, e ci non vuol dire che sia non immediata, ma lo perch tanto quanto
camminiamo nella vita, capiamo il quanto difficile condividere le esperienze della vita. Vivere
lesperienza di perdere un amico, qualcosa di insostituibile. preziosa in tutte le et della vita e
specialmente alla fine, perch mantiene attiva la dimensione affettiva. Quando si perde questa
dimensione, si perde qualcosa di fondamentale. pu essere anche pericolosa, perch crea complicit.
E si pu creare delle ingiustizie. Non si pu ignorare la giustizia in nome dellamicizia. Posso e
devo essere giusto verso tutti. Ma lamicizia non universale, mentre la giustizia s. Lamicizia non
giustifica tutto. Non pu giustificare il male. Mai usare lamicizia come primo criterio di
discriminazione sociale. Ges ebbe delle preferenze e questo dimostra la sua vera umanit. Ma
scelse quello che era pi giusto e non la preferenza dellamicizia per la questione del primato. Non
esiste per creare e favorire privilegi. fonte di privilegio che uccide la giustizia. E inevitabilmente
inquina lamicizia. Lamicizia ammirevole quando ci porta alla giustizia.

Matrimonio e famiglia in prospettiva relazionale, individuare quelle forme di relazionalit che pi ci


aiutano a descrivere la famiglia.
Amicizia:
- rapporto personale, o diretta e personale o non lo .
- rapporto caldo. In cui la dimensione affettiva, emotiva e psicologica ha una importanza
- chiuso e duale, non vuol dire che non posso avere tanti amici, solo che con ognuno unico e
autonomo.
- rapporto raro, rara perch difficile la condivisione, che laspetto fondamentale dellamicizia.

Ogni matrimonio chiede al marito e alla moglie di condividere tutto nella vita, quando questo
accade si da la forma pi alta di amicizia e si vede il loro impegno per la perfezione. Molti
matrimoni non arrivano a questo livello di amicizia. Condivisione di qualsiasi esperienza, anche
quelle non buone.
La poligamia non un rapporto amicale autentico: un uomo con pi mogli perde necessariamente la
totalit del rapporto, cio la totale condivisione di esperienza suddivisa fra le diverse mogli,
quindi la poligamia unesperienza coniugale imperfetta.

2. La relazione di gruppo- politica


Dobbiamo confrontarci con un problema di linguaggio. Pu significare equivoci. Politica lo
riferiamo allo stato e gli uomini politici sono coloro che hanno un incarico pubblico. Questo modo
di usare il termine lecito, ma descrive un solo aspetto della politica. Ci interessa studiare il
fenomeno politica in un termine molto pi ampio e generale. Questo senso nacque con la scienza
politica. Dicono che lessenza della politica sta nelle unioni degli uomini, nel fatto che le persone
vivono in comunit, in gruppi, che chiamiamo gruppi politici.
Aristotele luomo un animale politico. una qualit il fatto che non vive isolato, ma vive di
relazioni sociali. Utilizzo la parola polis. Tradure polis come citt, non il senso dei greci. Non
lurbe = aspetto fisico. Invece, fa riferimento alle persone che vivono. I latini utilizzavano civitas =
insieme dei cittadini. Per i greci, non c alternativa alla polis. Non c vita fuori della polis. Si
parlava di selvaggi. Anche i popoli che non vivono in una urbe, vivono in comunit. La pena
dellesilio era la pi forte, era una condanna alla morte. Quindi, parlare di politica parlare del
bisogno degli uomini di vivere insieme. La possiamo chiamare sociologia fondamentale.
Il matrimonio non un rapporto politico, un rapporto amicale in due. Ma la famiglia s un
gruppo politico. I gruppi possono essere diversi, ma la struttura antropologica uguale.
Come identificare un gruppo politico?
- unitario non casuale. Unificato da un principio oggettivo non solo estrinseco. Ci vuole
un principio che d unit al gruppo.
- Il rapporto politico istituzionale, non personale. Unit politica non deriva da un rapporto
faccia a faccia, creato dalla volont di un e dellaltro che creano una amicizia. Invece il
rapporto politico ha un fondamento oggettivo.
- La politica non arbitraria. Risponde a dei principi costitutivi, istituzionali, identitari.
Luomo un animale politico e la mia identit dipende dal gruppo politico, o dal insieme dei
gruppi politici, che costituiscono la mia identit. Il nome proprio mio, ma il nome
famigliare mi identifica con un gruppo politico, la mia famiglia. Il nome proprio tropo
poco per identificarmi. Allora devo aggiungere un qualcosa che midentifichi. Cos,
Tommaso dAquino. La nostra identit complessa a tal punto che abbiamo bisogno di dare
altri nomi. Il principio didentit molto forte e presente. Diamo nomi agli animali.
Abbiamo bisogno di una identit politica, che non arbitraria. Non posso cambiare da un
momento allaltro il gruppo politico al quale appartengo. Lo posso fare, ma richiede un
processo, un adattamento.
- Il vincolo politico oggettivo e questa oggettivit si manifesta in diversi modi. Ci sono
vincoli deboli, altri forti. La lingua madre, ad esempio, mi d una identit e un vincolo
politico molto forte. Madre lingua la madre che insegna a parlare. Il padre insegna la
terra. In qualche modo la nostra prima realt ci viene dal rapporto con la madre.
Non posso negare sia lamicizia che la politica. I vincoli politici sono anche pi autentici e profondi
quanto pi caldi siano. Creano solidariet. Tende a farmi sentire solidario, affratellarmi. Anche i
vincoli politici sono chiusi crea sempre separazione e distinzioni tra gruppi. Facciamo
ordinariamente parte di vari gruppi politici allo stesso tempo, ma si richiede una coerenza, devono
essere compatibili. Ma in tutti i casi, esiste una separazione. Fa parte della politica la separazione.
Questo non vuol dire che la differenza sempre conflittuale. Ma non c conflitto senza differenza.
Si porta dietro questo problema, quello che divide, ma lo fa per unire.
La solidariet calda. Il vincolo unitario diventa fonte di divisione. Lunit va promossa, ma non
pu toccare e far venir meno lidentit del gruppo. I gruppi politici sono dinamici. Cambiano con la
storia. Anche nei vincoli politici ci sono tradimenti. Le religioni sono gruppi politici chiusi anche,
visti dal di fuori. Ma visto dal di dentro, il messaggio per tutti. Tutti hanno il diritto di essere
battezzati. Chi si riconosce cristiano, lo fa come una comunit aperta. La Chiesa cattolica
unesperienza di gruppo, con appartenenza forte ( riconoscersi nel Papa, in Ges Cristo in un Dio
personale). La Chiesa cattolica per si chiama universale, cio cattolica.

La politica come dinamica di gruppo ci serve per capire la famiglia come gruppo politico, perch in
essa si trovano gli elementi strutturali tipici di qualunque altro gruppo politico, infatti i membri sono
uniti non per amicizia, ma si riconoscono uniti da un vincolo di parentela, un vincolo naturale,
incancellabile, originati da un comune antenato, e ci al di l della frequentazione abituale. Ci
possono essere anche rapporti di ostilit che non cancellano la comune appartenenza o identit
famigliare dei fratelli o parenti.
Il carattere politico della famiglia ci dice che come ogni gruppo politico la famiglia un gruppo
chiuso. Ogni famiglia porta con s una certa conflittualit come gruppo, perch nella politica si
trova la ragione del conflitto e soprattutto delle forme sue pi estreme, la guerra. Metaforicamente
si usa guerra fra due persone, ma propriamente un conflitto fra gruppi di persone e come
esperienza tipicamente umana, infatti per gli animali la guerra ancora metaforica. Quanto pi un
gruppo si chiude in se stesso tanto pi diventa ostile a gruppi analogabili a s; cos la famiglia
assume un atteggiamento di distanza da tutte le altre famiglie. La famiglia arbitrariamente ostile
verso altri gruppi famigliari. Si assiste al fenomeno del divieto dellendogamia in questa situazione.
Endogamia= matrimonio di due persone unite da vincoli famigliari.
Esogamia= matrimonio fra persone di gruppi famigliari diversi.
Antropologicamente lendogamia sempre vista in modo negativo e in alcuni casi proibita
strettamente, cio il divieto dellincesto per persone unite da vincoli famigliari primari, cio fratelli
fra loro e genitori con i figli. Lincesto un divieto ferreo perch ogni famiglia deve rinnovarsi ad
ogni generazione, cio ad ogni generazione la famiglia deve morire e rinascere da nuovi vincoli
famigliari. La chiusura del matrimonio porta a non entrare nellendogamia, la quale ci porta
allincesto, il quale proibito in tutte le culture e da tantissimo tempo. La vocazione alla chiusura
della famiglia la porterebbe a riprodursi al suo interno, ma non cos perch la famiglia aperta a
conoscere persone con cui sposarsi in altre famiglie, si creano cos nuove esperienze coniugali e
famigliari. La endogamia sconfitta dalla esogamia.

Il tab dellincesto
Il tab dellincesto non una privazione naturalistica, c un impegno umano contro lincesto, ma
anche mangiare carne umana considerato come un orrore e lumanit si rivela contro il
cannibalismo e non la natura.
Lincesto un rapporto non casto, ma la parola incesto non descrive il fenomeno solo una
metafora che apre un orizzonte ma non definisce un granch. Il mito greco ha espresso il
turbamento dellincesto nella vicenda di Edipo, il quale dopo aver risolto lenigma della sfinge
salito al trono e si sposato con Giocasta, non sapendo che questa sua madre n lei che lui fosse il
figlio, consumandosi cos un matrimonio incestuoso. Meglio non conoscere che conoscere, gli dice
lindovino. I greci hanno sempre avuto un senso pratico della verit del mondo, ritenendo fossi
meglio non conoscere che conoscere. Il cristianesimo ha rovesciato questo, ritenendo da sempre che
appartiene alla dignit umana conoscere e che lignoranza volontaria colpevole. Cos la
confessione chiede prima un esame di coscienza approfondito, prima conoscere per poi chiedere
perdono. Capovolgendo questa maniera di pensare, il cristianesimo lha fatto a nostro favore perch
non c colpa cos grande da non essere perdonata.
Aristotele nellEtica Nicomachea dice che che latto del vedere sia perfetto in qualunque momento
della sua durata, giacch non manca di nulla, che sia la massima gioia dunque il non poter vedere
la pi grande infelicit, per questo Edipo trafisse i suoi occhi, togliendosi la vista si castiga.
Lincesto uno scandalo antropologico immenso, sia o meno consapevole. Soggettivamente Edipo
innocente, latrocit intrinseca dellincesto che crea problemi. Se non capiamo questo non
capiremo perch lincesto sia proibito, secondo diversi ambiti, da tutte le culture.