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i

A GUISA Dl BIGINO 1. Realismo della psicoanalisi metodo psicoanalitico realista, punta qualcosa reale del soggetto
A
GUISA
Dl
BIGINO
1.
Realismo
della
psicoanalisi
metodo
psicoanalitico
realista,
punta
qualcosa
reale del
soggetto
seguen
III
è
a
di
do
il
piano
inclinato
della
verità:
dire
qualunque
fa
al
soggetto
cosa
gli
passi
per
la
mente senza censurarla:
così
anche piccole cose qualunque
della vita quotidiana
(lap—
sus,
atti
mancati.
dimenticanze,
sogni
ecc.)
rivelano tracce
una trama di
pensieri
si
inconsci,
ma
già
articolati,
su
questioni
importanti
e
vitali
del
soggetto:
essere
vivo
o
morto,
maschio
o
femnnna,
avere
un
corpo,
essere
qualcuno,
avere
una
madre,
un
I
padre,
ecc,
pensieri inconsci non
sono irrazionali,
conseguono
rirn
al
fatto clic
l’uo
mo
è
un
essere
di
parola
e
di
linguaggio
quindi
di
rapporti,
quanto
e
anche
al
di
di
egli
può riconoscere.
L’essere
dell’uomo appare così
fatto da
urgenze
di
soddisfazione
e
da
desideri
in
rapporto
con
l’Altro
clic
possianio
decifrare
fondo
for
delle
al
mazioni
dell’inconscio,
tra
le
quali
sogni.
Così
possiamo
ricostruire
formazione
i
ia
i
delle
vie
per
quali
soggetto
cerca
soddisfazione
anche
senza
saperlo,
modi
il
la
e
1c
in
ha
strutturato
suoi
desideri.
Sintomi,
inibizioni,
angosce:
servitù
ipoteche
cui
e
i
inconsce
sul
soggetto.
Piacere
godimento:
realtà
incontrata
dal
punto
e
la
è
di
vista
della
soddìsfiizionej.
Il
primo
motivo
di
interesse
della
pratica
psicoanalitica
è
suo
reali
il
smo,
permet
il
metodo realistico secondo
il
quale essa
è
costruita,
e
che
le
te (li
mirare
a
qualcosa del
soggetto
che
è
reale aldilà di
quanto
il
soggetto
stesso
in
un
dato momento
può riconoscere:
essa è
fatta
precisamente per
tiir
incontrare
questo
reale
al
soggetto
nell’ambito
della
cura in
un
modo
non
patologico
e
clic
gli
permetta di
trattare
diversamente questo reale.
Come
essa
opera
ciò?
Giova
ricordare
qual
è
regola
fondamentale
la
ii
vigore
nel
lavoro
analitico
e
sulla
quale poggia l’essenza
del
dispositivo
pratico dell’analisi: la regola dalla
cosiddetta
‘‘associazione libera’’,
cioè del
dire
tutto
quello
che
viene
in
mente
senza
omettere
nulla,
senza
cioè
far
prevalere criteri
di
selezione che
sostituiscano
criterio che
si
al
è
supposto
già
insito ìnconscianiente nel
discorso,
che
è
supposto già tramare
incon—
scianiente
la
rete delle
associazioni di
idee e pensieri.
La
regola
orientata
è
a
far sospendere
per un
momento
al
soggetto l’esercizio della decisione
su
ciò
che
è
importante
o
urgente
dire
(esercizio
che
rivela
così
proprio
il
lato
volontaristico
e
nioralistico)
per
fidarsi
di
e
dare
parola
la
a
ciò
che
invece
già si
articola in
lui
e
che
altrimenti resterebbe rimosso
nell’incon
scio:
la
regola
dunque orienta
il
parlare
nell’analisi
ad
una verità che
è
già
in
atto
benché
noti
riconosciuta
nel
dire,
negli
atti
o
nei
sintomi
del
soggetto,
e
che
si
tratta di
riconoscere.
13
A QiliSil (li IilQilIO Questa realtà però installato nell’in è la realtà di qualcosa d’altro clic
A
QiliSil
(li
IilQilIO
Questa realtà
però installato nell’in
è la realtà di qualcosa d’altro clic
è
timo
del
soggetto:
e
il
soggetto
in
effetti
accorge
si
che
solo
certi
muta—
menti
di
situazione
nei legami
con
gli
altri
(d’amore,
di
lavoro,
sociali)
possono
volte
influire
a
sull’insistenza
del
sintomo,
sia
per aggravarlo
che
LI
per alleggerirlo.
sintomo
è
perciò
vissuto
dal
soggetto come
l’insistenza
di
un’esigenza
“altra”
che
si
soddisfa
a
spese
del
soggetto
stesso,
come
se
godesse di
una sorta di
usufrutto,
di
daino
di qodiniento,
di
servitù
o
di
In:tFiIo
o
di
ipoteca posta
sulla
vita del
soggetto
o
qualche
sua
parte.
Il
non
vuole
semplicemente
sbarazzarsi
del
sintomo:
soetto
se
così
fosse
troverebbe
già
da
il
niodo
di
liberarsene:
in
realtà
egli
ha
un
rap
porto più
contraddittobo con
esso:
vede clic
anche per un
si
verso
egli
ci
tiene.
come
se
vi
trovasse una
forma
“soddisfacimento” odi
“izodimen—
to”
non possiamo che usare un
termine di questa serie
che per quanto
limitato
e
fastidioso
egli
non
riesce
di
fitto
ad
abbandonare.
Queste
considerazioni
ci
permettono
di
sottolineare un
altro
concetto
fondamentale:
il
soggetto dell’inconscio,
del
sogno,
soggetto pratico
il
del
desiderio
ultimamente definito
è
e
mosso dal
suo rapporto con
la
ricerca
e
il
conseguimento
della
soddisfazione.
Se il
senso
del
sogno
come
è
abbia—
nio detto
desiderio,
senso
senso del senso
il
il
del desiderio,
il
(il
nsea,iing of
iiieaniii della riflessione logica)
sta nella soddisfazione.
Questa soddisfazione
è
ciò
che
chiamiamo
con
termini
tradizionali di
cui
la
psicoanalisi
ha
rin
novato
la
problematica
e
il
senso, piacere e
‘odz,,,e,,to.
Detto sinteticaniente,
chianiianio piacere
il
lato della soddisfazione
mi
surato
e
in
certo
modo
misurabile,
calcolabile,
limitato,
proporzionato
al
mantenimento
equilibrato della
vita,
alla
‘‘gestione’’,
potremmo
dire,
dei
beni
della
vita
nella
diniensione dell’utile;
e
godiniento
invece
quel
ver
sante della
soddisfazione per
cui
essa
può
essere
cercata non per rispondere
ad
un
calcolo,
ad
un’esigenza di
equilibrio vitale,
ma anzi
viene
cercata
al
di
dei piaceri
e
dei beni possibili,
come quella soddisfazione estrema clic
possa
dare
una
consistenza
ultima
al
soggetto,
in
cui
starebbe
veramente
il
suo
essere,
in
cui
soggetto
può
giocare
il
tutto
il
per tutto,
per
la
quale
può
nscliiare
tutto
o
ptiò
dare tutto:
un
fattore che per questo
presenta,
si
Osiam
o
dire,
come
no;i
,,c’oziabile.
E
per questo
che
Freud
connette
questo
godimento
che
è
aldilà
della
dimensione del piacere
con quella clic egli
chiama pulsione di
morte,
con
la
tendenza
alla
morte,
alla
fine,
all’aldilà
della
vita.
godimento
Il
in
questo
senso
è
anzitutto un
‘‘posto’’:
sogget
è
definitivo
il
posto ultimo
e
cui
a
il
to
può
porre
o
attendersi
una soddisfazione
il
posto
in
cui,
come
direbbe
15
MARIO BINASCO sogni esemplifica nel modo più chiaro Il lavoro di interpretazione dei libera associazione, appare
MARIO
BINASCO
sogni
esemplifica nel
modo
più
chiaro
Il
lavoro
di
interpretazione
dei
libera
associazione,
appare
effettiva—
quanto
detto:
il
sogno,
attraverso
la
immagini,
di
allusioni
e
riti—
niente
come
un
testo
costruito
di
parole
e
ricordi
rimenti
a
situazioni
in
cui
il
soggetto
si
è
trovato
trova,
a
o
a
O
51
o
combi
pensieri non detti,
in cui un elemento
si
sostituisce
ad un altro
si
attraverso
la
funzione
dell’analista
dando
soggetto
anche
na
con
esso,
al
di
cui
inconsciamente si
tratta
cui
il
sogno
parla,
di
ciò
l’idea
di
ciò
di
sogno,
permettendo
dunque di
leggere
ciò
che
nella messa
in
scena
del
e
ud
sogno
si
presenta
come cifrato.
fondo,
significato
del
sogno,
è
sempre
Ora,
ciò
che
risulta
essere
il
il
o
meno
desiderio:
aspettativa,
augurio
più
buo
leggibile
in
termini
di
punizione
ecc,,
è
sempre
qualcosa
delusione,
ostacolo,
falliniento,
no.
modo
cui
sono
costruiti
e
dei
movimenti
di
desiderio
del
soggetto,
del
in
rivela
all’opera
nella
costruzione
del
sogno
connessi
i
suoi
desideri
clic
si
come
formazioni
dell’inconscio:
lapsus,
atti
mancati,
ecc.)
(e
delle altre
suo
senso
e
significato decifrabile.
che la
lettura
dell’inconscio
messa
in
atto
nell’analisi
Perciò
il
soggetto
cioè un soggetto
ci
mostra,
è
anzitutto un
soggetto pratico, o drammatico:
è
bloccata
patologicamente)
quando
questa
e
immerso
nell’azione
(anche
dei
suoi
desideri
(in
buona
impegnato
(o
spesso
impigliato)
nella
tensione
pane non
riconosciuti) e
delle
loro difficoltà
e
conflitti.
dire,
le
difficoltà
sono
anzitutto
quelle
clic
il
soggetto
Ma
per
meglio
azioni che
compie:
sono
prova
e
trova
nella
sua
vita,
negli
atti
o
nelle
inibizioni e
angosce)
e
clic
possono
chiamano shstonii
(più
con
quelle che si
durlo
alla
cura psicoanalitica:
modi di
comportamento o di patire,
nel
suo
parlare e
nell’amare,
clic il
soggetto
corpo o
nel
suo pensiero,
nel
suo
11011
tuttavia
può fare a
meno di
ripetere o
di
inconeiwl o inciampan’i, e che
il
tutto
come propri,
come voluti da
lui,
in
un
del
soggetto non
riconosce
come ciò
clic
non va di lui
stesso,
del
suo
non si
compiace,
ma
che
sente
esistere
concreto e
singolare.
modo di
cui
sog
però qualcosa su
il
Il
sintomo
(con
l’inibizione e
l’angoscia)
è
un
potere diretto,
qualcosa
che
non
scom
getto
sperimenta di
non
avere
comanda,
se
cerca
di
non
pensarci
o
se
fa
finta
di
pare
se
lui
glielo
lui,
che
capita
a
lui, clic
noi,
niente:
è
qualcosa di
intimamente incollato a
è
una
fonte
di
disagio
che
lui
non vuole,
eppure
dovrebbe
esserci
perché
anzi
lui
torna
regolarmente
come
ad
un
appuntamento a
clic
c’è e
a
cui
di
più
inesplicabilmente si
tiene:
dunque è qualcosa,
paradossalmente,
cui
reale
del
soggetto
stesso,
qualcosa clic gli
inipone la propria realtà e clic
lo
lega
intimamente a questa realtà.
14

i

i2

A di e’’ I’rù,o cioè iii un ordine del tutto speciale, irriducibile, di realtà, di causalità,
A
di
e’’
I’rù,o
cioè
iii
un
ordine
del
tutto
speciale,
irriducibile,
di
realtà,
di
causalità,
di
relazioni
e
di
legami,
di
esperienza
del
corpo:
legame
il
di
discorso
con
l’Altro
anche
è
ciò
clic
lega
soggetto
il
alla
realtà
propria
tanto
a
quanto
quella sociale.
Non
si
tratta
di
condizioni
artificiosaniente
imposte
all’esperienza,
ma
di
una
nie,sa
in
esercizio
e
una
Valorizzazione,
certo
regolata
non
e
qua
lunque,
di
un
aspetto
radicale
della
natura
del
soggetto
(un
modo
parti
colare
di
vercitris)
ciò
che lui
actits
dice,
quel
dire
è
che
lui
per
inter—
rogarne
da
li
la
realtà:
e
cosa
interessante
la
che
realtà
risponde,
è
sono
la
possibili
una
serie
di
trasformazioni,
per esempio
lo
scioglimento, almeno
parziale,
di
sintomi,
mutamento
il
di
posizioni soggettive.
Risponde però non
tanto
alla
magia
di
un
comando.
di
una
suggestio
ne,
ma
al
fatto
che
vengono
toccati
dei
nodi
si
della
struttura
potrebbe
osare dire:
della
natura
—:
questa
è
l’etica realista
si
della psicoanalisi
di
cui
diceva,
che
non
vuole procedere
per
via
cosmetica,
di
aggiuntarbitrarie
clic
coprano
o
modifichino
l’aspetto,
“per
via
porre”,
di
ma
“per
via
di
levare”2,
mettendo
a
più
nudo per
soggetto
il
suo
rapporto
con
il
l’Altro,
con
l’oggetto
e
con
reale.
il
Attraverso
il
suo
metodo,
il
suo
dispositivo pratico,
l’analisi
riscopre
e
tratta
nel
campo
delle pratiche scientifiche
quasi
come
scien
e
fosse
una
za
della
natura
proprio
ciò
che
della
realtà
umana
è
stato
più difficile
includere
nel
discorso
scientifico moderno
soggettività
il
per
la
quale
si
e
è
creata
la
dicitura
di
scienze
dello
spirito
si
o
poi
di
scienze
umane,
e
lione
oltre
distinzione
la
tra
spieaziont’
e
comprensione.
Infatti
essa
non
può
clic
rilevare
come
ttitto
ciò
che sarebbe
‘‘naturale’’
(in
senso
moderno)
nell’uomo,
e
accostabile
per esempio
con
ne—
biologia
la
o
l’etologia,
è
cessarianiente
coinvolto
trasfonuato
e
dall’inserzione
e
dall’appartenenza
dell’iitnno
all
‘ordine
del
linguaggio,
della
parola
del
discorso,
e
clic
un
ordine
a
è
suo
modo
altrettanto
oggettivo
cd
effettivo,
ma
completamente
Altro,
ha
proprie
leggi.
Essa
pone
si
nella prospettiva
della
spiegazione,
ma
la
causalità
clic
essa
cerca
invoca,
e
causalità psichica,
la
anch’essa
non
sarà
esterna
all’ordine
del
simbolico,
ma
anzi
sarà in
certo modo
una causalità
del
lnigtiaggm,i
propria
all’
essere
parlarne:
una
causalità
che
altri
tipi
di
studio
del
linguaggio
della
comunicazione
e
hanno ricollegato
alla
dimen
sione
I;raIIrlnca
di
questì
ulnnu,
alla
dimensione
degli
aus
1!tSPeedi.
nmlinctn
Michelangelo
la
e
la
differenzia
tra
loro
pittura
da
Freud
li>
al
scultura,
ripreso
che
applita
su
psicoanalitico:
è
st
nmetodo
quest’ultinio
per Freud
alla
affine
ultur,,
perché procede
anch’esso
“per
via
levare”
di
censure,
ecc, clic
(le
le
riniozioin,
inascheratiti
il
inconscio),
pelisiero
divenmiientc
Vi,,
dall’ipnosi clic
procede
per
di
porre
(le
suggestjo,ij
dell ‘ipnorista).
17
MARIO BiNasco S.Tommaso, una soddisfazione a ultinio fine’’’, e cui qualcuno ‘‘/zaberiir Pro può porre qualunque
MARIO
BiNasco
S.Tommaso,
una
soddisfazione
a
ultinio
fine’’’,
e
cui
qualcuno
‘‘/zaberiir
Pro
può
porre
qualunque
cosa
come
il
proprio
fine
ultimo.
La
clinica
mostra
molte
figure
del
godimento:
una
delle
più
facilmente percepibili
quella
è
del pci-verso che, per quanti beni o
soddisfazioni possa avere nella sua vita,
tuttavia sente
che
il
godimento,
quello
“vero”
in
cui
troverebbe
il
suo
“essere”
sta
altrove
da
tutto
questo,
sta
nel
passaggio all’atto
perverso
al
quale ritorna più
o
meno spesso.
--
Nawralinente
del
rapporto
col
godimento
non
c’è
solo
la
modalità
perversa:
basta per ora sottolineare che ciò che l’analisi fa
emergere
e
tratta
sono le
modalità concrete, reali secondo
le
quali un
soggetto ha
impostato
il
suo
rapporto
con
della
soddisfazione
del
godimento,
a
la
questione
e
partire dalla
boscaglia incolta
ma
non
informe
delle
sue
pulsioni
ed
al
modo in
cui
questa
si
è
più
o
meno ordinata nella
storia infantile dei rap
porti
con
l’Altro e
delle
connesse esperienze di
soddisfacimento.
2.
La
funzione
della
parola,
il
campo
del
linguaggio
III
soggetto,
pur nella
singolarità
del
suo
rapporto colla
soddisifizione,
in
quanto
e
parlarne
non
è isolato,
ma
originanaineiite in
rapporto
con
l’Altro:
‘analisi
ritrova
e
ripercorre i
nodi
e
i
modi di
questo
rapporto mettendoli in
esercizio
in
atto
nella
cura.
Essa
scopre
e valorizza una
causalità psichica
delle
situazioni
soggettive,
per
esempio
sintoniatiche:
in
esse
mette in
luce
la
collaborazione
inconscia del
soggetto
al loro sorgere
e
al loro
nunteniniento).
Qui
appare
un
altro
elemento
fondamentale messo
in
luce
dall’espe
rienza analitica,
che
è
implicito in
ciò
che
abbiamo detto, ma
che
convie
ne
esplicitare.
Se la
regola
fondamentale
dell’analisi
è
quella di
tutto
(lire
ciò
clic
ecc.,
vediamo
subito:
1)
che
l’esperienza
sottomette
al
dire, al
parlare,
tutto
ciò
che
può essere
scoperto e
che
può
prodursi
nel
suo
corso;
2)
clic
il
parlare
implica
il
rivolgersi
all’Altro,
implica
dimensione
la
dell’Alterità nel
modo
specificamente
umano
in
cui
la
parola
liii—
e
il
guaggio
la
consentono o
la
costituiscono.
Prese insieme queste
il
due condizioni significano che
soggetto dell’ana
lisi,
benché considerato nella
singolarità
del
suo
rapporto colla
soddisfazio
ne e
col
godimento,
non è
però considerato come
isolato,
ma
è
preso
dall’inizio
come
sociale,
come
chiamato all
‘essere
nel
legame
dall’Altro,
chiamato
al
legame
con
l’Altro,
questo
in
quanto
parlante,
e
in
quanto
e
strutturato.
costituito dal
suo
essere
parlante.
costituito nel lii’i5maggio,
T
mu M,4s0
D’AQ
VINO,
Sunnua
la
‘flwidot’iic.
I
la,
Il
q.
a.2, ad 2.
,
16
i ,qsiisi 1i hgiuo agli inizi della vita. Prima della nascita del bambino le relazioni dei
i
,qsiisi
1i
hgiuo
agli
inizi della
vita.
Prima
della
nascita
del
bambino
le
relazioni
dei
genito
e
ri
tra loro
con
gli
altri
sono organizzate
e
si
dalla parola,
situano
nel qua
dro
delle
leggi del linguaggio
leggi
la
che non riguardano
solo
lingua
nel’
senso
del
codice
comunicazione,
di
ma
informano
anche
la
struttura
dei
legami
ulaiani
come
l’antropologia culturale
dimostra:
leggi
filiazio
della
ne
e
della parentela,
ripartizioni
e
appartenenze
fàmiliari,
sociali,
di
grup
po
attraverso
i
ecc.
circostanze concrete,
,jwi,j,
Le
contingenti,
clic
hanno
presieduto
all’incontro
del padre
della
madre,
la
e
loro storia, formano
già
una
“costellazione”
clic
l’antecedente
è
del
suo
stesso
concepimento
In
questo
discorso
clic
lo
circonda
il
bambino
è
“stato
parlato”
in
molti
modi:
ad
esempio
egli
stato
è
aspettato, con
speranza
oppure
con
timore;
si
egli
impone
da
oppure
sé,
viene
a
rispondere
ad
una
richiesta
pressante,
il
genitore
può aver affidato
al
la
caso
sua nascita,
o
averlo “pro
grammato”,
o
può
aver chiesto
alla
scienza medica
aiutare
di
a generarlo.
Il
posto
clic
il
bambino
occupa
nell’ordine
della
figliolanza
non
è
senza
effetti,
a
seconda
che
sia
un
primo
figlio.
o
un
secondo,
destinato
o
ad
essere
ultimo:
perché
questo
posto
assume
per
il
genitore
un
significato
particolare:
per
esempio
il
bambino
se
ha
una
differenza
d’età
dal
figlio
maggiore che
viene
a
significare
per il
genitore
una
difficoltà
o
una
litazione,
un
evento
passato della sua
vita.
Il
momento
poi
del
suo
arrivo
non
è
indiffrente:
secondo
che
accada
dopo
la
qualcuno,
di
un
milorte
altro
figlio,
di
cui
si
trovi
a
poter
la
la
poter/non
colmare
mancanza,
o
morte
di
un
parente,
oppure dopo
un
altro
evento
fausto
infiusto,
co
o
munque
drammatico:
la
una
nomina
perdita
un
lavoro.
o
di
un successo
o
un
insuccesso,
ecc.
Inoltre
gli
sarà
dato
un
nome
quale
i
sul
genitori realizzeranno
bene
o
niale,
comunque
necessariamente
in un
modo
particolare
e
una scelta
un
accordo,
esplicito
o
tacito,
con
dimensioni
clic
vanno
aldilà
della scelta
consapevole.
Egli
dunque
viene
al
mondo
non solo preceduto
da,
ma
certo modo
in
per
rìspondere
per
intervenire
a,
dentro,
tutta
una
storia
generazioni,
(li
di
narrazioni
Liniiliari
di
invocazioni,
compiti
di
clic
attendono,
lo
di
speranze
più
o
meno
chiaramente
formulate
o
forniulabili.
Egli
nasce
im—
nierso
in
questa
specie
di bgno,
che però
tutto
fuor
è
che
indifferenziato,
ma
è
appunto
strutturato
dal
linguaggio
il
(senza
quale
non
c’è
storia),
che
e
lui
si
troverà
a
dover
“soggettivare”:
cioè
la
e
fare
propria
sua
storia
per
trovan’isi
o
ritrovan’isi
Questo
luogo,
clic
nel
suo
insieme
inschve
tutte
le
condizioni
reali
e
smnboliclie
veicolate
nella
lingua
e
nel
discorso
che
si
rivolge
al
soggetto
appunto
è
detto
il
luogo
dell’Altro:
è
luogo
quanto
il
in
soggetto
si
vi
colloca
per
parlare
con
altri, ed
gli
Altro
perché
è
19
Manro BINASCO Questo realismo dunque constata del soggetto che, pur non essendo tutto di lui risolvibile
Manro
BINASCO
Questo
realismo
dunque
constata
del
soggetto
che,
pur
non
essendo
tutto
di
lui
risolvibile nel
linguaggio
e
nella parola,
non
c’è
nulla però
di
lui
che
si sinai,
si
determini nel
suo
posto,
nella
sua relazione col
resto,
se
non
a partire dal
linguaggio e
è
dalla parola, dal
discorso in
cui
il soggetto
impegnato
con l’Altro.
3.
Rapporto
con
l’Altro
Gli
effetti
della causalitù
psichica
mostrano
che
tutto
l’ordine dei
bisogni
e
del
le
ha
tendenze nell’nonio
non
ha
autosufficienza
naturalistica:
l’uomo
non
istinti
sesso:
trutrurati
in triodo
da valere
come
legge
di condotta.
Ciò
vale
anche
per
il
nell’uomo
non
ci sono
istinti
sessuali
propriamente
detti,
strutturari.
E
il
rapporto
con
l’Altro
con
i
suoi discorsi,
con
le
sue
attese
e
le
sue
vicende,
la
sui
storia,
a
tracciare
le vie
dell’identificazione,
e cioè
del
Lire
sapere clic cosa
e
come
fare,
an
che nella
questione sessuale,
Il narcisismo
o
di
sé,
amor proprio,
l’immagine ideale
lo stadio
dello
specchio,
i
di dvalid,
di
di
rapporti” nnnaginari”
prestanza
e
parata
seduttiva
e aggressiva:
registro
in
fondamentale dell’esperienza,
cui
si radicano
i
fan—
tastiri di desrdetiof.
Fondamentale
nell’apporto
psicoanalitico
è
la scoperta
la
e
considera
zione del
modo in
cui
tutto l’ordine dei bisogni, delle
tendenze,
nell’esse
re
umano noti sia
dotato di
alcuna
autosufficienza naturalistica, biologica:
non c’è
istinto
che valga
come legge
per
l’uomo.
C’è
evidentemente
del
bisogno,
legato
al suo
essere
corporeo:
ma
destino,
trattamento
e
conse
guenze del
bisogno sono legati
e
dipendenti dall’immersione
e dall’incon
tro
dell’individuo con
l’ordine del
linguaggio, del
simbolico,
cioè dal
suo
rapporto con
quello che
abbiamo chiamato l’Altro.
Passare
per questi
concetti
serve
a
chi
voglia
capire lo
status
della
sts—
sualità
nell’uomo:
la sessualità
che
nell’animale
è
appunto legata
e
rego
lata da
ciò
che
supponiamo
e chiamiamo
istinto, che cosa
può
diventare
nell’uomo
in
cui l’istinto manca?
Certo, in
quanto legata
al corpo,
in
essa
c’è
del
bisogno:
ma sul
carattere
primario di
questo bisogno
si
è sempre
discusso:
perché nel
vivente
umano
l’individuo rivela
per certi
aspetti
di
avere
un’esistenza
superiore
a
quella
della
specie
(proprio come
conse
guenza de!
suo
essere
parlarne singolare e
inftingibile),
e
la
sessualità
non
riguarda
la
conservazione dell’individuo. Inoltre, non solo
l’esercizio delle
tendenze sessuali
può essere
sospeso
e inibito, ma
queste
possono incon
trare una
sene di
difficoltà anche dirinienti nello
strutturare
una forma per
la loro messa
in
esercizio,
L’esperienza
analitica ci
ha
fitto rilevare qualcosa che
peraltro
è
anche
esperienza
comune:
l’antenorità
e
la preminenza
dell’Altro
sul
soggetto,
... A g:usci di hft’irsi suoi ai giochi, di rivalità, di prestanza, di parata seduttiva amorosa:
...
A
g:usci
di
hft’irsi
suoi
ai
giochi,
di
rivalità,
di
prestanza,
di
parata
seduttiva
amorosa:
il
e
modo
in
cui
l’Altro
conferma
permette,
incoraggia,
piuttosto
e
o
frena
ostacola
narcisismo
del bambino
e
il
4
Anche
nell’anior
nome
proprio
tradizionale
di
quello
clic
in
psico
analisi
studiato
come
si
è
come
;:arcjsjspn,
o
relazione immaginaria,
che
costituisce
tutto
questo registro
e
della realtà umana
ha bisogno
provazione
si
dell’ap
del
e
nconoscimento
da
parte
dell’Altro
per
sostenersi
oltre
che
per
mettersi
in
gara
o
in
tensione
con
un
simile,
per
evitare
proprio
caduta
la
depressiva
la
e
colpa:
l’abbandono,
la
critica
il
o
tradimento
da
parte dell’Altro che
incarna
l’ideale dell’lo
del
soggetto,
possono avere
conseguenze anche
le
più
estreme
sulla capacità del
soggetto
continuare
di
a
desiderare
o
ad
agire,
a
sentirsi
qualcuno dotato
di
qualche
valore,
senza,
ad
esempio,
essere
schiacciato
dal
senso
di
colpa
o
indegnità.
di
4.
Bisogni,
domande,
desideri
bisogni
non appaiono
(1
mai allo
stato
“puro”,
un
senupre
nuediati
dalla
relazione
di
linguaggio:
nell
il
‘uoIuio
bisogno
è
trasthrniato
perché
messo
in
forma
nella
pa
rola
articolata
nel
linguaggio,
e
la
soddisfazione
del
bisogno,
l’oggetto,
conta
meno
dei
suoi
modi.
l)onuaiida
d’amore:
fonnulazione
del
bisogno
indirizzata
all’Altro,
(lie chiede
la
ultlluualuieyite
sua
presenza
come
dono,
più
clic
‘‘cose’
chiede
segni
dell
‘aiuiore
(vedi
anoressia).
Il
desiderio:
via
particolare
di
ricerca
al
dell’essere
nuan—
clic
(a
soggetto,
e
che
egli
persegue
a
partire
e
da
chi
se
è
(stato)
lui
nel
desiderio
dell’Altro
dal
modo
è
in
cu
egli
ne
separato, cioè
e
distinto
il
di
sganciato:
modo
desi
suo
derare
(anche
in
campo
sessuale)
&
resta
marcato
da
questo indice.
e
può
la
L’Altro
venir
]iiuiitato
merlo,
parola può
mentire,
l’Altro
non
una garanzia
assoluta,
ultima,
del
valore
del
soggetto:
la
verità
non può
essere
detta
tutta:
i]
soggetto
neces—
rischia
sananiente
nei
suoi
atti.
Potersi
separare dall’Altro,
lasciar
perdere,
per
poter
e
desiderare
agire
proprio”, Non
“iii
c’è
un
di
etolowa
uinaiua,
questione
responsabilità
soggetto,
il
soggetto
del
c’entra
sempre,
o
modo
in
un
nell’altro,
in
in
ciò
che
accade
nel
modi,
si
gli
cui
struttura
e
I.
l’osta
la
preiuuinenza
dell’Altro
nella
nascita
del
soggetto,
vedere
Ora
come
è
importante
i
bisogni
le
tendenze
soggetto
e
del
umano
mutano
statuto
mutuano
e
condizioni
e
a
partire
da
questa
preminenza.
Prendianu<,
il
di
bisogno:
il
concetto
bisogno
ha
un
fondamento
bio
logico,
oggettivail
è
una
mancanza
reale
legata
corpo
ed
vita
al
facilmente
alla
sua
siamo
in
grado
di
indicare
dei
bisogni:
mangiare, bere,
dormire
Ma
pensiamo
al
se
in
cui
questi
bisogni
si
modo
espriinoilo
alle
e
mod,m]iLÌ
di
soddisfuziotie
clic
nella vita
umana
vediamo
che
incontrano
non
incontriamo
mai
il
bisogno
uno
ad
stato
che
ritenere
puro’
:
soggettii
potremmo
al
stesso
i
bisogni
manifestano
si
in
sensazioni,
certo,
ma
21
... Msnio BiNasco il soggetto non Io inventa, ma lo trova ed entra nell’interlocuzione, nel rapporto
...
Msnio
BiNasco
il
soggetto
non
Io
inventa,
ma
lo
trova
ed
entra
nell’interlocuzione,
nel
rapporto linguistico e
di parola con
esso.
Si
vede già
da
quanto
detto
che
il
linguaggio
qui appare ben
più
che
comprensione
come mezzo di comunicazione e
dei messaggi. appare come
ciò la
cui
funzione essenziale
è quella di
ide,:tifrarc
sq’ctto:
il
e
d’altra parte
si vede
bene che è
questo
effetto
di
identificazione che
gli
peniiettenì
di
contai-si
lui
stesso
come
parte
di
un
ordine
simbolico
e
perciò
prendere
un
posto nella realtà umana,
collocarsi
(e
pensarsi)
come mortale
come
e
sessuato, in
modi che
preciseremo parlando del
desiderio.
Una prima,
fondamentale fonna
organizzata
tappa sulla via di
questo
e
processo
di
costituzione
soggettiva,
proposta
da
un
analista3
partire
da
a
lavori
di
psicologi
sperimentali, è
quello
che
si
è
chiamato
“stadio
dello
specchio”.
e
che è
il punto
critico,
chiave nello
stabilirsi
per l’individuo
di
quel
registro
dell’esperienza
chiamato
narcisistico,
o
immaginario,
che
contribuisce a determinare molti effetti cimici,
perché riguarda
rapporto
il
dell’io
con l’altro in quanto
simile e
le
vicende dell’immagine
di
sé.
in
esso
il bambino,
ancora infms, e
prematuro,
immaturo
per quanto
riguarda
l’appercezione
della
propria
unità
(immaturo
nei
suoi
schemi
motori) si
coglie
allo
specchio
contenuto
un’immagine realizzata
in
e
totalizzata di
stesso, la
propria
immagine
speculare.
Questa figura
si
presenti dunque
come immagine ideale di
se
stesso
che lo
entusiasma, lo
cattura
in
una
giubilazione
che celebra
un
compimento,
una
riuscita
immaginaria
però, perché questa
immagine
non può che
sottrarsi
alla
sua
presa,
non
può essere da
lui
presi
rcal,,sciite,
e
lui
può solo
“riconoscersi”,
identificarsi
in
essa
senza
mai
raggiungerla:
questa
stnitttira
si
ntroverà
sempre
poi
nelle
esperienze
clic mettono
in
gioco
un
altro
ideale
a
cui
vorrebbe essere
simile o
migliore, e
un’immagine ideale di sé
in
base
alla
quale
misurare
la propria adeguatezza.
Ma
l’importante
è
ancora
che,
perché lo
stadio dello
specchio
sia
ope
rante,
bisogna
che ci
sia
un
Altro
(per
esempio
la
madre)
che
dia
un
contesto,
un
quadro
a
rapporto del
questo specchio,
che
“situi”
questo
bambino
con l’immagine di sé,
che lo •garantisaa
e
lo
avalli:
questo quadro,
questo
avallo
non può essere
a
sua
volta
flutto
di
immagini,
che
a questo
punto si
rimanderebbero
l’una all’altra
all’infinito, ma
deve essere
ed
è
di
ordine
SH,lbohico:
l’Altro
qui dà
una garanzia esterna
e
simbolica
rapporto
al
tra
il bambino e
la sua
immagine che egli
riconosce
e
assume.
E
l’archi
tettura
simbolica nell’Altro
che
ordina
e
organizza
il
immaginario
mondo
nel
quale
il
soggetto necessariamente si
aliena,
regole
limiti
e
che
le
e
i
Mi
riferisco
a Jacques Lacan,
gli
psicologì
sono
H.Wallon
e
I&.Zazzo.
20

23

isa (li A , I nostra la presenza anche se priva di povera. oggetto, Tanto che
isa
(li
A
,
I
nostra
la
presenza
anche
se
priva
di
povera.
oggetto,
Tanto
che
ci
situazioni
sono
cliniche
l’anoressia,
come
in
cui
rifiutato
il
cibo
è
proprio
in
quanto
un
considerato
che
oggetto
disumano,
alla
non risponde
domanda
rivolta
d’amore
all’Altro
dell’amore,
appunto
come
se’i;o
dono,
come
ma
come
uno
strumento
reale
clic
l’Altro
a
ha
disposizione
soffocare
per
o
liberarsi
dalla
richiesta
d’amore:
clic
l’unico
e
di
desiderare
lasciato
modo
al soggetto
è
quello
dunque
di
di
esserne
rifiutano,
“libero”
e
“superiore”,
passando
dal
si
vive
“non
di
solo
vive
solo
pane”
al
“si
rifiutando il
una
cosa,
si
pane”,
rifiutando
vive cioè
del
desiderio
di
niente,
vivere
desiderando
di
un
niente
certo
introdotto
nella propria vita.
(Nei rapporti
del
con
bambino
madre
piccolo
la
questo prende
sua
portata.)
tutta la
Questo
caso,
cui
in
stesso
essere preso
il
niente
può
causa
che
come
desiderio
la
orienta
del
il
nella
soggetto,
paradossalità
pur
sua
negativa
ci
mostra degli
aspetti
essenziali della
del
desiderio,
incluso
quello
funzione
sessuale:
ci
mostra
clic
sembri
per
quanto
esso
spuntare irrazionalmente
nella
vita
del
soggetto
cioè
al
di
fuori
del
esso
irrazionale
simbolico
è
tutt’al
più
—‘
lo
certi
come
sono
quelli
detti
numeri,
irrazionali,
appunto
che
non per
fuori
questo
del
campo
cadono
di
una
disciplina
raziona
le
come
desiderio
la
matematica
in
Il
senso
propriamente
ha
in
umano
realtà
origine
nell’incontro
del
con
desiderio
soggetto
dell’Altro,
aldilà
il
della
d’amore,
domanda
nel
e
modo
in
cui
il
stesso
terrà
soggetto
conto,
farà
conti
con
il
i
dell’Altro
desiderio
traccia
questo
e
porterà
di
nel
suo
di
desiderare personale,
modo
partire
dalla
propria
esigenza
a
di
separarsi
dal
desiderio
dell’Altro.
da
un
se
lato
Perciò
clic
c’è
nel
desiderio
è
vero
qualcosa che
si
presenta
al
soggetto come
già
in parte
un po’
lì, come
“Al
rispetto
tro”
alla
sua
volontà,
ciò
avviene
proprio
suo
desiderio
perché
il
è
ciò
che
rimane depositato
nell’inconscio
del
suo legame
precisamente
e
con
rapporto
desiderio dell’Altro
il
e
risposta inconscia
come
del
alla
questione
di
quel
desiderio,
Il
soggetto
desiderio perciò non
del
è
tutto
all’analisi
opaco
al contrario
se
riesce
ad
analizzarlo
si
quale
si
può ricostruire
su
risposta
desiderio
al
dell’Altro
si
appoggia:
del
“se
clic
desideri,
tipo
così
.illora
ecco
è
clic
io
desiderare
devo
a
partire
di
Dunque
conseguenza
prima
e
radicale
clinicamente
della
natura
par
larne
del
soggetto
che
è
soddisfazione,
rap—
il
soggetto non può
trovare
portarsi
al
godimento
il
di
ftiori
dell’Altro,
dai
legami con
I
Altro:
prescindendo
non
se
altro
il
perché
perfino
godimento
autoerorico
o
autistico
egli
addirittura
lo
cercherà
nel
coniunqtie
dell’altro:
il
suo
corpo non
campo
stesso
è
solo
“suo”,
ma
in
parte
quanto
della realtà
rapporti
fa
dai
con
strutturata
gli
altri
per
lui
anche
un
è
Altro,
luogo
terreno
fondamen—
tue
dove
si
gioca
il
suo
il
con l’Altro.
rapporto
... PvlAuLo BiNAsco che già hanno trovato una forma dentro catene complesse e strutturate di pensieri
...
PvlAuLo
BiNAsco
che già
hanno trovato
una forma dentro
catene complesse
e strutturate
di
pensieri
parole
di
una
certa
con
Altro.
e
e
all’interno
relazione
qualche
L’oggetto
del
bisogno
è
insieme
specifico.
non
sostiruibile
(il bisogno
di
dormire
non
si
soddisfa
bevendo),
ma
anche
qualche
misura
in
indiffe—
renziato:
al
bisogno
della
sete
si
con
acqua o
con
vino,
può rispondere
e
dando
da bere
in
un bicchiere
alla
propria tavola
oppure
facendo
bere
da
un rubinetto
o
da una bottiglia:
le fonne
e
le
modalità della
soddisfazione
del bisogno
essere
possono
le più diverse. li fitto è
che
nella vita
il bisogno
umana, per quanto
basilare e
reale esso
sia,
entra in
azione
necessariamen
te
mediato
dalla
perciò nella forma
relazione di linguaggio, ed appare
della
e
del
desiderio,
due concetti
essenziali
per
la
nostra tematica.
la
domanda
consiste nell’atto di formulazione del bisogno,
la
sua
mes
sa
in
parole
o
in
segni equivalenti,
dunque
sua
originaria
la
traduzione
nell’ordine
simbolico:
la
caratteristica decisiva è
che
questa
fonnulazione
è
indirizzata
all’Altro
che
possa rispondere
alla
richiesta
soddistiire
e
il
bisogno: perciò
nella domanda
il
bisogno
viene
messo
in
forma,
dun
que ri—fonnulato, articolato
in elementi
significanti che
seguono
le
leggi
universali del simbolico,
e
dunque
in quanto
bisogno particolare
esso
resta
obliterato,
reso opaco,
il
che
come vedremo
sarà
una
condizione
del sor
gere del
desiderio.
La
domanda
una
sorta di
perdita
nel
dunque produce
bisogno
come
tale:
essa mette
in gioco
l’Altro della
relazione di parola, in
un
rapporto
in
cui
si introduce
una
diversa dimensione
dove
ciò
che
non
importa
è
tanto
ciò
che
si dà,
ma chi
lo dà,
l’Altro,
l’oggetto particolare,
appunto
e
a chi
lo
dà, appunto il
soggetto.
Ecco
perché
la domanda
nel
suo
fondo
è
sempre doi,rarrda
(I ‘aurore.
se
stessa
!ntti
‘‘la
domanda
in
porta
su
qual
cosa
d’altro
rispetto alle
soddisfazioni
che
perché
essa richiede
e invoca”,
rivolgendosi
all’Altro
“essa
è
domanda
di
una
presenza o
un’assenza
Essa
costituisce l’Altro
comeavente
‘privilegio’
soddisfare
biso
già
il
di
i
gni,
il
potere
di
privarli
dell’unica cosa
attraverso cui
sono
che significa il
soddisfatti”4,
cioè appunto
l’amore,
la
presenza
e
l’ascolto dell’Altro
per il
soggetto come
tale.
Questa diventa
più
essenziale
dell’oggetto
da
dare,
e
viene domandata
al
di
13
di
ogni oggetto, tanto
che
sono gli
oggetti
a
valore di
prendere il
prova e
segni
dell’amore: per
questo
l’amore è,
limite,
più
“dare ciò
al
che
si ha’’
clic
ciò
che si
possiede,
appunto si
manifesta
limite
non
al
non
non ciò
che abbiamo
disposizione
degli
oggetti,
nel
dare
a
realmente,
ma
J
LACAN,
La
siquifraflo,s
dri
(traduzione
pliallius,
in
Écrits,
Seni!,
Paris
1966,
69!
.
nhia).

i

A j’iiis,i 1’’e’’’ (ti un dire vero non può e mai sostituire rendere superflua un’incarnazione della
A
j’iiis,i
1’’e’’’
(ti
un
dire
vero
non
può
e
mai
sostituire
rendere
superflua
un’incarnazione
della verità
dal
in
un
rischio preso
soggetto,
in
un
atto.
La
clinica
mostra,
nelle
sue
svariate
forme
sintomatiche,
gli
esiti
della
difficoltà per il
soggetto
di
sciogliersi per esempio
o
soli
dalla fedeltà
dalla
darietà clic
inconsciamente
ritiene
dovuta
irrinunciabilmente
ad un Altro
con
cui
ha
un
legame patologico,
la
difficoltà
a
relativizzarlo,
a
renderlo
uno
tra
altri,
a
daJla
passare
necessità
creduta
e
sostenuta
del
suo
legame
alla
con
lui,
contingenza
di
questo
alla
legame,
di
cioè
lasciare
perdere
possibilità
quel
legame:
difficoltà
a
basata
volte
sull’angoscia
di
distruggere
così
facendo
l’Altro,
che
ritiene
necessario
sé.
egli
per
Questo
legame
lo
si
individua
per esempio
come
movente
inconscio
di
un
certo
desiderio
è
del
soggetto:
non
necessariamente
il
legame
di
una
vita in
comune,
dato che
l’Altro
in
questione potrebbe
essere
anche
mor
o
to
(un
genitore
o
un avo)
aver abbandonato
il
soggetto:
è
ma
un legame
che
il
soggetto
vive
nei
e
suoi pensieri
e
atti,
che può cercare
di
realizzare
concretamente
per esempio
con un’identificazione:
facendo
cioè qualcosa
in
un
determinato
modo
proprio
se
come
essa
realizzasse
con
quel
certo
rapporto
o
con
o
l’Altro;
ripetesse
coinmemorasse
quella
certa partnership
avvenuta
un
tempo
e
o
ora
“ereditata”,
o
magari
solamente
desi
pensata
derata.
In
questo
caso,
proprio come
cori
un
sogno,
l’analisi
può
districare
e
isolare
i
fili
(simbolici,
reali,
immaginari)
clic
convergono
di
nel
nodo
quella
identificazione
ricostruire
le
condizioni
la
clic
mantengono
attua
e
le,
iiiettere
il
soggetto
nella
condizione
di optare”5
di
una
certa
“libertà
(Freud)
per
una
soluzione
diversa.
Dunque,
riassumendo
questo primo
excursus
nei
concetti
psicoanali
tici
voleva
documentare
il
di
modo
approccio
alla
clinico
analitico
realtà
soggettiva: un
modo
realista,
che
prende
il
soggetto
direi
“oggettivamen
te”,
ma
nell’oggettivut,j
discorso
del
suo
lo
clic
perciò
include
proprio
come soggetto,
evidenziando
loro
le
nella
particolarità
concreti
egli
risposte
che
ha
dato
al
problema
etico che
oggettivamente
e
incar
egli
vive
fin
na
dalla
nascita:
quello
del
come
perseguire
la
sua
soddisfizione
nel
rapporto
con
l’Altro
clic
e
gli
parla
a
al
di
cui
parla,
fuori
perciò
ogni
binario
segnato dall’istinto,
da
ogni
la
sicurezza etologica:
clinica analitica
&mostra
che
c’è
rimasta,
non
etokia
di
e
Parlo
risposte
di
problema
etico
oggettivo
e
incarnato
nomi
per
dire
evidentemente
che
la
esaurisca
problematica
etica
del
soggetto,
ma per segnalare che
la
non
problematica
etica
inizia
nel umuiemito
in
cui
un
soggetto
si
mette
sua
a
riflettere
sulla
S.
e
ERLUI,
L’1’
(1922),
I’i:
in
Opere
IX,
978,
i
512
a.
‘o?.
Boringhieri,
Torino
25
MARIO BINASCo Insistendo, come stiamo ficendo, sull’importanza dei rapporti con que sto Altro, di e potremmo
MARIO BINASCo
Insistendo,
come
stiamo ficendo, sull’importanza dei rapporti con que
sto
Altro,
di
e
potremmo suggerire
un’idea idealizzata
esso
del
suo ruolo:
sottolineiamo che
è piuttosto
il soggetto
e
incon
ad idealizzare l’Altro
ad
trare però
il suo limite:
i1
desiderio dell’Altro
è
una
forma dì limite, perché
desiderare
di
qualcosa:
decisivo
è
vuoI dire mancare
proprio l’incontro col
limite
radicale dell’Altro
anche
iii
e
una forma particolare clic vedremo
che
si chiama
in
psicoanalisi “castrazione’’.
Così,
come
è
essenziale
l’alle—
siaziosie
nell’Altro in
cui
si nasce,
altrettanto
è decisivo
per
lo
sirutturarsi
del
desiderio
del
soggetto
il
movimento di
separazione
rispetto
all’Altro:
quanto
è
appena detto sull’anoressia ne
una certa dimostrazione.
Giova ripetere che
‘legame’
significa legame sociale fondato sulla
paro
la: ma
la parola porta sempre con
come un’ombra due limiti
fondamen
tali:
primo
la menzogna, secondo
il
fitto che
la verità non può mai
essere
detta interamente (sincronia)
e definitivamente
(diacronia).
La menzogna:
la parola può
mentire,
l’Altro
può
mentire,
il
soggetto
può
mentire,
l’amore può tradire;
l’Altro
non
è così
assoluto
come viene
invocato
dall’amore,
se entra
nella
parola
subisce
il
limite
radicale
della
condizione umana:
chi
garantisce
la
sua
veridicità?
O
le
sue
buone
inten
zioni?
Chi
garantisce
che lui sappia
davvero quello
che dice
al soggetto?
O
ciò
clic
vuole da
lui?
Come mostra
sempre l’espenenza del
bambino,
l’Altro
(materno,
paterno,
sociale,
ecc.)
a
un
certo
punto
appare fragile,
incompleto
perché
manca
della
cosa
essenziale
e ultima
che
il soggetto
gli
chiede
e cioè
la realizzazione di
se stesso,
e
inconsistente,
perché può
i
dargli solo segni
(d’amore,
di presenza,
doni, parole ecc.) tra
quali ce
n’è
sempre almeno
uno divergente dagli altri
agli
occhi del
soggetto.
Perciò
più
il soggetto/bambino
si
aliena nell’Altro, ne
vuole dipendere nella pro
pria
si pone per lui
il problema
di
separarse—
domanda d’amore, più
come
ne,
di clic
fare
dei
limiti
dell’Altro, del
fatto
che l’Altro
che lo
sostiene
è
insieme l’Altro
che lo
mina,
clic
è appunto
usi
Altro,
non
è
mai
assoluto:
i
si pone
il problema
di
che cosa
c’entra lui
vantaggi
e
svantaggi
con
desideri
che l’Altro ha
su di
lui,
con ciò
che lui
è
per l’Altro nel
desiderio
di quest’ultimo:
è
il problema
di come lui
sia
separabile
o
meno
dall’Al
tro,
dato clic
l’Altro
può mancare:
può
morire in
senso
stretto, certo, ma
anche può morire
la verità
di certe sue
parole
o
l’attendibilità dell’atto con
cui egli
garantiva qualcosa
al soggetto.
Interessa
particolarmente
il nostro
tema
il
fitto che in
modo speciale
l’Altro tace,
o mente,
o non riesce
a rispondere
se
non in
modo limitato,
proprio
su che cos’è
il sesso
(per
il soggetto, ma
anche
per l’Altro stesso):
di
la questione del
sesso
viene qui
al posto di
questo
punto
di
mancanza
garanzia.
Che
la verità non possa
essere mai
detta tutta significa
anche che
24
A (‘i i uso Ma per cogliere bene la di natura questo posto, che corrisponde al
A
(‘i
i uso
Ma per cogliere bene
la
di
natura
questo posto,
che corrisponde al
po
sto
che
essa
ha
nell’esperienza
umana
tout
court.
fare
bisogna
attenzione
al
modo
complesso
in
cui
essa
si
introduce
nel
i
discorso analitico.
Come
dunque
essa
si
introduce? Come
di
fatto
una realtà,
e
di
diritto,
di
siero:
e
pen
realtà
una
clic
non
pacifica,
non
clic
apporta
spiega,
risposte,
non
ma
piuttosto
suscita
a
problemi
e
costringe
elaborare
ma
delle soluzioni:
appunto
realtà
una
clic
incontrata,
era
non
immaginabile
o
deducibile,
che non
già
è
mai
ma clic
‘normale’,
provoca draniniaticamente la capaci
;ionnofjpa
dell’essere umano:
e
inEitti nel
bambino
essa
è
(o era?)
pensata
come oggetto
di
da
un sapere
segreto
scoprire
ed acquisire.
Anzitutto
cosa
che
nei
scopre Freud?
Che
dei
in anali
discorsi
pazienti
si
la questione
sessuale
ricorre,
del
anche
più
prevedibile,
insistente, anche
nei
e
nelle
sogni
formazioni
dell’inconscio,
dove
essa
era
già
si
mostra che
sorta
della
prima
del
volontà
soggetto.
In
secondo
luogo,
sessuale
che la
questione
posta
si
è
al
soggetto
non
nell’attualità,
tua nell ‘infanzia:
sorprendentemente essa
si è
posta
al
sogget
to
bambino,
cioè
al
soggetto
apparentemente
“non
pronto”,
a
non
il
adatto
recepirla:
clic
che significa
egli
non
la
incontra
inizialmente
a partire
dalla
propria
sessuale
maturità
biologica:
questa,
la
pubertà,
costituirà
il
realtà
secondo incontro con la
e la
del sesso,
questione
clic
secondo tempo
alle
apre
ma
scelte
realtà
decisive,
sessuale
era
la
stata
incontrata
e
pensata
molto
prima.
Questo
è
ciò
clic
della
si
è
chiamato
sessualità
la
scoperta
da
infantile
parte
di
Freud:
la
scoperta
nel
che prima
che
nell’adulto
è
bambino
che il
problema
sessuale
pzlsiooi
si
presenta:
come
che cercano
soddisfazione,
ma
non
contengono
alcun
di
modello
condotta,
questioni
clic
allora
e
come
il
bambino
si
pone
ed
alle
elabora
attorno
condizioni
di
essa.
Dunque
la
sessualità
è
di
qualcosa
poco
costmtujto
nell’uomo,
che
nosi va
da
sé:
e
tuttavia
e
in
fondo
proprio
per questo
essa
lui
è
via
per
di
una
introduzione
reale:
al
esiste
il
e
non
solo
di
reale
ciò
che
è
pieno
e
si
impone
e
esiste
funziona
reale
anche
vuoto
o
di
il
del
ciò
che
manca
o
anzi
necessariamente),
ciò
cu
il
che manca
noi)
al
posto a
soggetto
fare
a
può
meno
logicamente
di
essere
attenderselo,
può
molto
più
rea/e
e
dsverliare
il
soggetto
a/k
rea/id
di
clic
più
lui
una presenza
può
di
cercare
riassorhìre,
di
“normalizzare”
e
così
rendere
In
effetti,
virtuale.
se ci
fosse
un
rapporto
con
o
rcaliz,mto
l’altro
totilnlente
determinato
dal
“ses”
clic cosa
ci
permetterebbe
di
even
to,
considerarlo
un
qualcosa
che
è
accaduto,
un
sarebbe piu
atto per esempio,
un
incontro?
Nulla:
non
evento
o
incontro
sono
del
due modalità
di
lo
(che
sia
reale)
quanto
il
portare
qualcosa
alla
o
testa,
bocca
il
wattarsi
la
o
una
contrazione
27
MARIO BINASCO condotta possibile in rapporto mora a qualche se la ideale morale, come le fosse
MARIO
BINASCO
condotta possibile
in rapporto
mora
a qualche
se la
ideale morale,
come
le
fosse solo
una
questione
di
coniando
dei
propri
atti:
mostrare
c’è
che
tutto un
tempo
(infanzia
e oltre)
in
cui
nell’inconscio
si
tratta,
si pensa,
è
in gioco,
ciò
che
l’a/e per
il
soggetto
(in termini
di
piacere,
di
amore,
di
desiderio,
di godimento,
di legge),
ciò
o è obbli
che il soggetto preferisce
gato
a volere,
o che
lo determina
nei
suoi atti,
o
che ne produce la
colpa,
o
lo inclina
iniperativamente,
angosciosamente,
o piuttosto
liberamente,
mi
pare importante
per non peccare
di idealismo
o moralismo.
Il soggetto
non
è davanti
alle
sue inclinazioni
e
ai
suoi
atti
come
un
padrone
(in
re—
altà sen’o)
davanti
ad
a
senso
un materiale bruto
cui dare
arbitrariamente:
dentro
e quegli
atti
di
quelle inclinazioni
si
è •qià
hnocato
un
priiiio
registro
soggettivazione e
di umanizzazione,
drammatica,
un primo
orientamento
del soggetto
nel
reale: ori,
di questo
reale
Li
pane ciò
che
chiamiamo,
in
modo più
o
sessualità.
meno soddisfhcente,
5.
Quale realtà ha
il
sesso
nell’uomo?
sessualità
una
realtà
incontrata dal
bambino,
e
(La
è
clic
riguarda
il
suo
essere
e Tessere
dell’Altro.
Realtà
non
iiuiuaginabule
deducibile,
non
pacifica
o
“nor—
male”,
ma
strana,
stranamente
inquietante
oltre
che
iliteressan te,
che
o
on
spiega
e costringe
La
o
risponde,
pone
questioni
e
problemi
ma
ad
elaborare soluzioni.
questione sessu;ile
si
pone
al
soggetto
nell’infmzia anche
piccolissima,
e
pensieri
i
costruzioni
fhntasmatiche
con
quali
risponde
dopo
primi
anni
(li
e
le
i
egli vi
già
i
vita
restano alla
base
delle scelte
inconsce che egli
colopirà
in
proposito
pubertà.
alla
è
nel
secondo
iiioinento di
incolitro col
reale sessuale.
Il
sesso
per
il
soggetto
poco
‘dato’’
e molto
soprattutto
“elaborato” con l’inconscio (anche una nota
pornodi—
va,
‘‘il
è
Moana l’ozzì.
diceva clic
sesso
nella testa’’):
a partire
dalla
propria anatoiiiia
sessuale
e dai
discorsi
dell’Altro clic
riguardano
il
sesso
suo
e
degli altri:
dalla
propria
anatonna
il soggettO
può
dedurre in
nessun
modo
che cosa
egli
può
e
Lirsene
11011
che cosa
può
significare
concretamente
e
operativaniente per
lui
essere
‘maschio’’
o
non garantisce:
vedi
il transessualisnio
la
o
psicosi).
‘‘femmina” (l’anatomia
Neaii—
clic le
parole
e gli
ideali degli
altri
però
sono
sufficienti: egli
deve
metterci del
suo,
compiere un
lavoro
inconscio. Perciò
la psicoanalisi
parla
dì’’
scelta
sessuale’’,
di
O
‘posizione” soggettiva ne1
sesso,
o di
“.sessuazione”,
indicando
il
processo attraverso
propria
la realtà dei sessi,
e
quale
modo
e
il quale
il
soggetto arriva
a far
in
con quali
conseguenze sul
suo essere, sulla sua
azione
e
sui
suoi
rapporti.
Una
“presidi posizio
ne’’
nei
confronti della realtà dei sessi.
La
dimensione dell’allo
nelle
questioni sessuali
Anche
il concetto di
identificazione non
bastai.
Con questo
ciò
intro
accenno abbordiaino
che
non
abbiamo
ancora
dotto
nel
discorso esplicitamente:
la
sessualità,
clic essa ha
benché
sia noto
un
posto essenziale
nell’esperienza analitica.
26
4 di bi’j,n, t’isa essi intrattengono tra loro, e di compresa una certa intimità un certo
4
di
bi’j,n,
t’isa
essi
intrattengono
tra
loro,
e
di
compresa
una
certa intimità
un
certo cor
po
a
corpo.
Il
bambino
sa
che
quel
reale
dell’anatomia
deve
essere
simbolizzato,
e
che
le
parole
‘‘sei
del
tipo
e
un
maschio
non
una
feniniina’’
riguardano
questa
simbolizzazione:
ma
ciò
non
basta
assolutamente
la
per
dargli
ri
sposta
che
cerca:
sostanzialmente
perché
(e
alle
parole
agli
altri)
non
egli
chiede
solo un
significato
e
astratto
generale,
dizionario,
da
un
significato
che
semplicemente
e
classifichi
la
descriva
realtà,
ma
egli
chiede
che
gli
diano
uno
statuto
e
stia
una
legge
della
vita
singolare.
Perciò,
che
“ma
schio’’
significhi
che
lui
possiede
un
pene,
è
per
tautologico:
Itu
ciò
clic
è
se
gli
interessa
è
questo
una fortuna
o
una sfortuna, per
lui
o
per qualcun
se
altro,
questo
gli
permetterà
una
soddisfazione
se
in
più
meno,
o
in
sarà
amato
o
di
meno
per questo,
e
come
di
più
fare
per
legare
assieme
il
suo
e
sesso
il rapporto
con l’Altro.
se
Gli
interessa
e
che
può
e
cosa
fare
dei
suoi
organi
sessuali,
che
cosa
c’entra
ciò
clic
ne
può
fare
con
il
suo
rapporto
e
con
l’Altro,
con
quali
e
Altri,
specialmente con
sesso.
se
l’Altro
Gli
interessa
questo
uno
ha
statu
to
legale
o
simbolico,
se
il
godimento
connesso
ha
un
senso
oppure
no,
in
qual
modo
riguarda
gli
altri tipi
di
legame
con
gli
Altri ecc.
Qui interviene
il
fatto
che
è
ciò
che
legato
organi
è
agli
sessuali
prilnariamente
incluso
come
problema
nella
dimensione
legale,
normativa,
dell’esistenza,
non
la
solo
perché
differenza
sessuale
struttura
la
la
società
e
umana,
parentela
la
generazione/filiazione,
ma
la
delle
anche perché
n’sposte
ai/turo
mauro
sesso,
iii—
(mine
suoi
risposte che
dunque
il
soggetto
può
solo rischiare,
non
senza
ragioni
esempi,
ovviamente.
Accenniamo
solo
passaggio
al
di
fatto
clic
perfino
l’appartenenza
al
proprio
sesso
può
essere messa
causa,
mostrando
la
in
che
per
esem
realtà,
pio
quella
anatomica,
non costituisce
per
di
una
garanzia
ultima.
I_a
clinica
del
transessualisino
presenta proprio
soggetti abitati
da
una
certezza
di
appartenere
ad
un
sesso
diverso
da
quello indicato
dalla
loro anatomia,
certezza
che
è
non
per
nulla
scalfita
dal
fatto
“evidente”
del
sesso
anato
mico:
perché
questo
fatto
viene
considerato
come
coni—
da essi
un
errore
messo
dalla
realtà,
errore
che
si
può cercare
di
correggere chirurgicamente
avvicinando
il
corpo
apparente
a quello
della
certezza
soggettiva: certezza
peraltro
che
si
alimenta
e
proviene
da
qualcos’altro
che
non
da
fatti
reali
Ossen’aliili
Certo il
caso
del
transessualismo
è
un
caso
estremo,
e
che
spesso
rivela
parentele
con
la
psicosi,
proprio
per
il
modo
giocano
la
in
cui
certezza
(Para—delirante)
e
il
tipo
di
riferimento
al
è
reale:
tuttavia
sufficiente per
mostrare
come anche
nel
caso
di
quella
componente
che
consideriamo
29
MARIo BIN.ksco muscolare. In fondo nell’esperienza umana l’atto sessuale è atto proprio Uil perché il soggetto
MARIo
BIN.ksco
muscolare.
In
fondo nell’esperienza umana l’atto
sessuale
è
atto
proprio
Uil
perché il soggetto
sa
di non eseguire con
esso
la routine
di uil
programma
automatico
che
non
lo
cambia
come
soggetto,
ma
invece
di
compiere
qualcosa che non
è
‘ià
scritto,
nè forzato,
di fare un salto, un passo in
certo
modo
più
lungo
della
gamba,
di
scavalcare
uno
iato,
una
differenza,
di
prendere
il rischio che
ci
sia qualcos’altro, qualcosa in
più
nel reale,
e
che
io
cambia
in
certo
modo
ineversibilmente,
per
quanto
egli
si
racconti
che
è qualcosa di
banale
e ordinario
(Tra parentesi,
stupisce
notare come
tutti
i tentativi dei
governi
per controllare o
influenzare i
comportamenti
sessuali,
per
esempio
nel
senso
di
eliminare
dei
“rischi”
di
gravidanze,
o
di
contagio epidemico, o
comunque per
“prevenire” conseguenze, igno
rano
ostinatamente
questa
dimensione
dell’atto,
cile
soggetti
possono
voler conservare
nell’atto
sessuale
come
una
delle poche occasioni rima
ste
di
compiere
Uil
atto
personale
propriamente
detto;
dimensione
che
può cercare di
mantenersi o
di
garantirsi
proprio attraverso
il
“rischio”
di
una
conseguenza reale
dell’atto
stesso.
Così
facendo
i
governi sembrano
considerare
programmaticamente
gli
individui
tanto
più
“diseducati”
o
“incivili”
quanto più
si rifiutano,
anche
se
in
modi patologici, di
ridurre
i
loro
atti
all’esecuzione
routìnien
di
“comportamenti”
suggeriti.
Non ne
ricaviamo
almeno
il sospetto
che
siano
i
poteri
di
governo
a
considera
re
e
a propone o
impone
ai cittadini,
per esempio,
il
come ideale
sesso
virtuale?).
Abbiamo
detto
che
la sessualità è incontrata come reale dal
bambino:
è
incontrata da
un
lato
nel
proprio
corpo, come
anatomia
sessuale
che
segna
comunque una
condizione
reale
del
destino
vitale
e psichico
del
bambino,
oltre che
come
esperienze
di
piacere
e
di
godimento connesse
agli
organi
sessuali;
ed
è incontrata,
dall’altro
lato,
nell’Altro
nella
foniia
della
dijTcrcuza sessnale
interessante ciascuno degli Altri
importanti per
e
lui
i
loro stessi
rapporti (nel caso
della
madre
e del
padre),
e
nella
fonua delle
differenze delle
parole
che
nella
lingua
e
nel
discorso
sociale
definiscono
diversamente i
soggetti di
sesso
diverso
e
veicolano
aspettative
e prescri
zioni
e uniscono
i
generiche differenti che
separano
loro
destini.
Incontrare
conie reale
vuoi dire clic
si
sa
ci ri
che c’è
qualcosa
che
guarda,
che
ci tocca, ma
che
ioo;:
si
sa
ancora
clic
cosa s(o,’uiflca per noi
e per
gli
altn,
e cioè quali
conseguenze ha
quel fatto
per
il soggetto,
che cosa
gli
permette o
gli
vieta,
che cosa
gli
dice
del
suo
posto nella
realtà.
ecc.
di
In questo caso
il bambino
sa che
il
sesso
è
legato
a
qualche promessa
di
godimento:
lo
sa separatamente dalle
esperienze
sia autoeroticlie che
cura
e da
ciò
che
vede negli Altri,
per
es.
padre
e madre, nei
quali vede
che
la loro
differenza sessuale
è interessata in
certi
legami
particolari che
2$
guùa (li lJiQùia .1 L’uso del termine di “posizione” a è particolarmente indicato proposito della questione
guùa
(li
lJiQùia
.1
L’uso del
termine
di
“posizione”
a
è particolarmente
indicato
proposito
della
questione
de) sesso
che
è
“questione”
perché
si potrebbe
solo
formulare
non
come
“sono uomo
o
ma
*
sono donna?”,
anche
soprattutto
posso
come
cosa
“che
fare
o
devo
ire
o
conie uomo
come
Coniun—
donna?”.
l’adesione
que anche
al
proprio
sesso,
far
il
proprio
il
destino
anatomico,
l’esercizio
implica
di
un
saper
cosa
fare
nella
con
l’altro
relazione
(del)
sesso
che
un
si
appoggi
su
orientamento
del
desiderio.
nfatn
I
se
clic
deducianio
“sessualità”
la
in
una