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UN LIBRO INGANNATORE

Come il vino bianco fresco in estate:

MOLESTIE MORALI
Di Marie France HIRIGOYEN
A cura di 4
Editing a cura di 35
S ar ora p resen tata u n an alisi d el testo M O LE S T IE M O R A LI d ella p sich iatra,
psicoanalista e psicoterapeuta familiare Marie France HIRIGOYEN (M. France
H IR IG O Y E N : M olestie M orali, E d . Giulio Einaudi, Torino, 2000 Tit. Or.: Le
harclement moral: la violence perverse au quotidien Editions La
Dcouverte et Syros, Paris, 1998).
D ata lim p ostazion e d i su p p orto a u n lavo ro di auto-aiuto del sito, non
verranno recensiti i due capitoli sul mobbing aziendale, nonostante siano
estremamente significativi per il lettore e 4 ne suggerisca uno studio
approfondito a chi toccato dal fenomeno.
Il campo di studio del libro indicato d allA u trice fin d alle p rim e rig h e, con le
seg u en ti p arole: Piccoli atti p erversi son o q u otid ian i al p u n to d a sem b rare la
n orm a. T u tto com in cia con u n a sem p lice m an ca n za d i risp etto, con u n p o d i
falsit o un accenno di manipolazione. Ci sembra insopportabile solo se ne
veniamo colpiti direttamente. Poi, se il gruppo sociale in cui simili
comportamenti si manifestano non reagisce, subentrano gradualmente
condotte apertamente perverse, che hanno gravi conseguenze sulla salute
psicologica delle vittime. Poich non sono sicure di venire capite, tacciono e
soffrono in silenzio. La difficolt delle trascrizioni cliniche sta nel fatto che ogni
parola, ogni intonazione, ogni allusione ha importanza. Tutti i dettagli, presi
separatamente, paiono insignificanti, m a n ellin siem e d an n o o rig in e a u n
processo distruttivo. La vittima viene trascinata in questo gioco mortifero e
pu darsi che reagisca a sua volta, di rimando, con perversione, perch
ognuno di noi pu servirsi di tale modalit relazionale a scopo difensivo.
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quello che a torto porta a parlare di complicit della vittima con il suo
aggressore. Le aggressioni sono sottili, non esistono tracce tangibili e i
testimoni tendono a interpretare come semplici rapporti conflittuali o
passionali tra due persone quello che un tentativo violento di distruzione
m orale e ad d irittu ra fisico, q u alch e volta riu scito (p ag g . 5 -7).
4 d esid era m ettere su b ito in g u ard ia il lettore: M olestie M o rali p u d are
lim p ression e d i u n lib ro facile, p erch scorrevole n ella lettura, vivacizzato
da moltissimi esempi clinici di grande interesse psicologico pratico, non
oppresso da troppe citazioni tecniche.
M a u n errore: il lib ro d i M .F. H irig oyen tu ttaltro ch e sem p lice d a
assimilare.
Leggere questo libro significa infatti assimilarlo, perch chi lo prende tra le
m an i h a evid en tem en te in teresse p er larg om en to, m a an ch e n ecessit d i
impararne i principi fondamentali per liberarsi dalla sua personale forma di
molestia morale. un manuale di sopravvivenza, dunque.
Quando si soli, e si vuole sopravvivere, essere superficiali pu significare
morire; essere attenti a sfruttare ogni elemento utile pu voler dire la
salvezza.
Il p ericolo ch e il lettore p u correre n on p iccolo. Le p rim e 5 0 p ag in e (La
violen za p rivata) afferran o la sua attenzione, con il rischio di un progressivo
allen tarsi, p ag in a d op o p ag in a, p er la sco rrevolezza d ellesp osizion e, la
ricch ezza d i esem p i ch e p osson o d are lillu sion e d i p u ri in serti n arrativi
(anzich i drammatici resoconti di tristi storie cliniche). Gli esempi di vita
vissuta svolgono la funzione di illustrazione emotiva dei concetti teorici esposti
poco prima, che vengono fatti penetrare nella mente del lettore grazie alla
loro forza emozionale, cosicch - con un meccanismo di analogia ognuno
pu ricondurli alla propria situazione.
S e, tu ttavia, il lettore h a p rob lem i p erson ali allin tern o d ella cop p ia e n on h a
esp erien ze d i lavoro in azien d a p u p u p en sa re ch e la sezion e M olestie in
azien d a n on lo rig u ard i. In vece u n esten sion e m acroscop ica della violenza
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privata a due, e pu fornire al lettore insegnamenti importanti proiettando i


p rob lem i tra d u e in d ivid u i su l g ran d e sch erm o d i u n azien d a.
Anche pi avanti, il lettore pu continuare a leggere rapidamente le fluide
pagine della seconda pa rte (Il rap p orto p erverso e i p rotag on isti) sen za
ren d ersi con to d i q u an to q u este 8 0 p ag in e sian o u n esp o sizion e p ian a e
lineare degli stessi concetti che altri precedenti testi riferivano con linguaggio
ard u o d a co m p ren d ere p er lu so d i term in i p sicoan alitici oscuri al profano.
E p p u re u n a sem p lice o cch iata allin d ice lo con vin cereb b e ch e i tem i son o g li
stessi:
1. La seduzione perversa
2. La comunicazione perversa
3. La violenza perversa
4 . Lag g ressore
5. La vittima
per questo che 4 h a d efin ito M olestie M orali u n lib ro in g an n atore co m e u n
vin o b ian co fresco d estate: il p iacere d el refrig erio d issetato lo fa b ere con
una facilit che appanna poi la lucidit della mente.
Infine, il lettore affrettato pu scorrere velocemente le ultime 60 pagine del
testo della Hirigoyen pensando che ci che legge gli gi noto e non pu
essergli di particolare utilit. Quindi pu nuovamente trascurare i capitoli
C on sig li p ratici in azien d a e lA p p en d ice (n ella q u ale valen ti esp erti italian i
parlano di violenza intrafamiliare, di mobbing lavorativo e di aspetti giuridici
d elle m olestie m o rali). M a q u esto lu ltim o, e forse il p i g rave, d i u n a serie
d i erro ri p erch p u p o rtarlo a trascu ra re la p ro fon d it d ellosservazion e ch e la
Hirigoyen fa quasi alla conclusion e d elle sezion i su lla violen za p rivata: C on u n
p erverso n on la si h a m ai vin ta. T u ttal p i si p u im p arare q u alcosa su d i s.
Allo scopo di difendersi forte, per la vittima, la tentazione di fare ricorso agli
stessi m etod i d ellag g resso re. E p p u re, se ci si ritrova nella condizione di
vittima, vuol dire che si il meno perverso dei due. Non si vede come la
situ azion e p otreb b e rib altarsi. U sare le stesse arm i d ellavversa rio
d ecisam en te scon sig liab ile; in realt, lu n ico rim ed io la leg g e (p ag . 1 8 1 ).
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Intenzionalmente 4 h a volu to far con clu d ere lillu strazion e d el d ifficile ritratto
del perverso narcisista alle importanti considerazioni della Hirigoyen.
Gli altri studi hanno illustrato meccanismi inconsci complessi e sottili,
permettendo al lettore di formarsi un patrimonio di concetti per interpretare il
comportamento del perverso. Comprendere vuol dire potersi sottrarre poich
questi non pi come misterioso, ma razionalmente comprensibile.
La H irig oyen n on si d ilu n g a a p arlare d ellin con scio d el p erverso, ma sceglie di
descriverne, con attenta precisione, le forme di comportamento nella vita di
ogni giorno. Questo ne fa un manuale di sopravivenza di eccezionale valore
pratico per chi sia stato catturato come vittima. Per questo motivo 4 ha
scelto di lasciare alla H irig oyen lon ore e lon ere d i d ire su l p erverso n arcisista
le ultime parole, quelle che restano nella memoria, penetrano nel cuore e
generano azioni nuove.
Nel libro, il tessuto di osservazioni psicologiche significative cos esteso da
far correre il rischio che esse siano sottovalutate. Per analizzare il libro, 4 ha
quindi deciso di seguire uno schema che permetta di avere in immediata
su ccession e u n id ea ab b astan za ch iara d i d u e elem en ti op p o sti.
S ar rip ortato lin d ice d el testo, cita to per sezioni per sezione in modo da
forn ire il q u ad ro g en erale d ellop era; d op o og n i sezion e sa r rip ortata u n a
serie di citazioni prese dal testo del capitolo relativo allo scopo fornire un
sondaggio attraverso lo spessore dei concetti illustrati.
Iniziam o lesp o sizion e con u n a serie d i osservazion i in trod u ttive, ch e
comprendono anche riferimenti al rapporto del perverso con i bambini,
allin tern o d el n u cleo fa m iliare.
Parte prima. La violenza perversa nella vita quotidiana.
I. La violenza privata

La violenza perversa nella coppia


- Il condizionamento
- La violenza
- La separazione
La violenza perversa nelle famiglie
- La violenza indiretta
- La violenza diretta
- Lin cesto laten te
La violenza perversa nella coppia
Il condizionamento.
A llin tern o d ella coppia il processo perverso si attiva quando manca
lelem en to affettivo, op p u re q u an d o log g etto a m ato trop p o vicin o.
Leccessiva vicin an za p u fa re p au ra e, p rop rio p er q u esto, ch i p i in clin e
allin tim it d iven ter og g etto d ella p i g ran d e violen za . Un individuo narcisista
im p on e il su o ascen d en te p er tratten ere laltro, m a h a p au ra ch e g li si avvicin i
troppo, che arrivi a invaderlo. Si tratta allora di mantenerlo in una relazione di
dipendenza o addirittura di propriet, per verificare la propria onnipotenza. Il
partner, invischiato nel dubbio e nel senso di colpa, non in grado di reagire.
Il m essag g io n on d etto Io n on ti am o, m a vien e n a scosto p erch laltro n on
se ne vada; a esso si ispira, per, il comportamento. Il partner deve restare
dov p er ven ire fru strato in p erm an en za; con tem p oran eam en te b isog n a
anche impedirgli di pensare, perch non prenda coscienza del processo. Il
condizionamento viene messo in atto da un individuo narcisista che vuole
paralizzare il suo partner mettendolo in uno stato di indeterminazione e di
incertezza. Ci gli consente di non impegnarsi in un rapporto di coppia che lo
sp aven ta. G razie a q u esto p rocesso m an tien e laltro a d istan za, en tro con fin i
ch e n on g li p aion o p ericolosi. S e n on vu ole ven ire in vaso d allaltro, gli fa
comunque subire quello che non vuole subire lui, soffocandolo e tendendolo a
disposizione. Una coppia guidata da un perverso narcisista costituisce
u n asso ciazion e m o rtifera: la d en ig razion e e g li attacch i sotterran ei son o
sistem atici. S olo leccessiva tolleranza da parte del partner rende possibile
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tale processo. una tolleranza che gli psicoanalisti spesso interpretano come
dovuta ai vantaggi inconsci, sostanzialmente masochisti, che la vittima pu
ricavare da legami di questo tipo. Si tratta, come vedremo, di
u n in terp retazion e p arziale e p ericolosa: p arziale p erch alcu n i n on avevan o
manifestato in precedenza tendenze auto punitive e non ne avrebbero
manifestate in seguito; pericolosa perch, contribuendo a rafforzare il senso di
colpa del partner, non lo aiuta affatto a trovare i mezzi per uscire da questa
situ azion e d ifficile. M olto p i sp esso lo rig in e d i tale tolleran za si rin traccia in
u n a lealt fam iliare ch e con siste, ad esem p io, n el rip rod u rre lesp erien za
vissuta da uno dei genitori, op p u re n ellaccetta re u n ru olo rip aratore d el
n arcisism o d ellaltro, u n a so rta d i m ission e alla q u ale ci si d eb b a sacrificare
(pagg. 7-9).
La violenza.
La violen za p erversa si m an ifesta n ei m om en ti d i crisi, q u an d o u n in d ivid u o
che ha strumenti perversi di difesa non capace di assumersi la
responsabilit di una scelta difficile. Essa allora indiretta e consiste
essen zialm en te n el n on risp ettare laltro. Il rifiu to d ella resp on sab ilit d i u n
fallim en to con iu g ale sp esso allorig in e d i u n altalen a p erversa. Un individuo
con un forte ideale di coppia presenta relazioni apparentemente normali con il
suo partner fino al giorno in cui deve scegliere tra questo rapporto e un nuovo
incontro. La violenza perversa sar tanto pi forte quanto pi grande era
lid eale d i cop p ia. N on p ossib ile accettare la resp on sab ilit, ch e laltro a
d over p orta re in teram en te su lle p rop rie sp alle. S e lam ore vien e m en o, se n e
considera responsabile il partner, per un errore che avrebbe commesso e che
non viene detto. Nella mag g ior p arte d ei casi si n eg a a p arole ch e lam ore si
sia spento, anche se ci si comporta come se lo fosse. Prendere coscienza della
manipolazione porta inevitabilmente la vittima in uno stato di terribile
angoscia, che non pu sfogare perch non ha interlocutori. Oltre alla rabbia,
le vittime a questo stadio provano vergogna per non essere state amate, per
avere accettato umiliazioni, per avere subito.

A volte non si tratta di un impulso perverso transitorio, ma di una perversit


fino a quel momento nascosta, ch e si rivela. Lo d io m asch erato vien e in p ien a
luce, molto simile a un delirio di persecuzione. I ruoli cos si invertono,
lag g ressore d iven ta lag g red ito e il sen so d i colp a rim an e sem p re d alla stessa
parte. Perch la cosa sia credibile, bisogna scred itare laltro sp in g en d olo a
com p orta rsi in m od o co n d an n ab ile (p ag g . 1 4 -15).
In sintesi, i perversi che non riescono ad assumersi la responsabilit della
rottu ra fan n o in m od o ch e il p artn er p ren d a lin iziativa caccian d olo via e
diventando il responsabile del fallimento della coppia, il capro espiatorio con
ogni colpa possibile (le reazioni esagerate sono segno di pazzia, la
depressione noiosa, ecc.). Invece il perverso riesce a non mettersi in
d iscu ssion e, m ai. E se h a avviato u n altra relazion e, con tinua a massacrare il
partner precedente, come se nella propria perversione potesse amare
q u alcu n o soltan to od ian d o q u alcu n altro. Lid ealizzazion e d el n u ovo p a rtn er
consente di proiettare tutto quanto cattivo sul partner precedente, che
d iven ta lod iato cap ro esp iatorio. Il n u ovo rap p orto d am ore si fon d a su llod io
del partner precedente.
M a se q u estu ltim o stato aiu tato ad accettare ch e, q u alu n q u e co sa fa ccia,
sar sem p re og g etto d i od io p er laltro e ch e n o n p u fare n ien te p er ca m b iare
il rapporto, accettando cos la propria impotenza, allora questa nuova
immagine di s sufficientemente buona gli permetter di non rimettere in
discussione la propria identit dinanzi alle aggressioni del perverso.
Smettendo di avere paura del suo aggressore, esce dal gioco.
La separazione.
Nelle separazioni o divorzi si manifestano spesso aspetti perversi, anche in
casi normali. Si entra nella patologia se la perversione ripetitiva o
unilaterale, quindi distruttiva.
Latto d ella sep arazion e scaten a lim p u lso p ersecu to rio nel perverso, prima
controllato: sentendo che la vittima si sta allontanando, scatena e intensifica
la violenza.
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Questa passa attraverso i figli (se ve ne sono), coinvolti ora in modo pesante.
Oppure si verificano appostamenti e pedinamenti assillanti verso lex p artn er
(allu scita d al lavoro, co n telefon ate g iorn o e n o tte, sp esso con m in acce). Il
campo legale trasformato dal perverso in un campo di battaglia (lettere
raccomandate, azioni legali attraverso avvocati, cause intentate soltanto per
dare fastid io allaltro). Il p erverso n on m olla la su a vittim a e la b racca
attraverso gli strumenti della procedura legale. Pi il bisogno di
appropriazione inconscio forte, pi forti sono il risentimento e la rabbia,
talora lod io.
La vittima si difende male, spesso oppressa da errati sensi di colpa per aver
osato recu p era re u n p o d i p ace con la lib ert; u sa m ale la p rotezion e d ella
leg g e; sp esso com m ette lerrore d i essere tolleran te con il p erverso, sp eran d o
cos di rabbonirlo. Invece il perverso freddamente e spietatamente ne
ap p rofitta. A n zi, sp esso riesce a sp in g ere lex p a rtn er a p erd ere il con tro llo e a
sbagliare, volgendo tali errori a proprio vantaggio. In queste situazioni
estreme anzi, se possibile, ancora di pi in esse lob iettivo d el p erve rso
d estab ilizzare lin terlocu tore e fa rlo d u b itare d i s, d eg li altri, d i og n i cosa,
usando ogni mezzo (dalle affermazioni pi inverosimili alle menzogne pi
spudorate). Per sopravvivere la vittima deve stare continuamente in guardia
nei confronti del perverso, non deve avere il minimo dubbio su di s e sulle
proprie decisioni e deve riuscire a non tener conto delle aggressioni.
La violenza perversa nelle famiglie
Lasp etto trag ico d ella violen za p erversa n elle fa m ig lie la su a in afferra b ilit,
per cui essa ten d e a tra sm ettersi d a u n a g en erazion e allaltra. Q u esto n on
soltanto perch tale violenza sfugge alla vigilanza degli strumenti sociali e
legali, ma forse ancora di pi per il fatto che assume la maschera
d elled u cazion e. La H irig oyen fa riferim en to al con cetto d i p ed ag og ia n era (A .
Miller), cio quel tipo di educazione familiare che si propone di spezzare la
volont del bambino per farne una creatura docile e obbediente. Giacch
d in an zi alla forza e allau torit d ei g en itori il b am b in o in d ifeso, questi non

ribatte e addirittura perde coscienza della situazione traumatica che gli adulti
gli hanno creato attorno.
La Hirigoyen cita le forme di maltrattamenti psicologici nei confronti dei
m in ori, elen cati d alla C on ven zion e in tern azion ale d ei d iritti d el b am b in o
(vedi testo integrale nelle prime sezioni del sito www.auto-therapy.it):
- violenze verbali
- comportamenti sadici e tesi a svalutare
- rifiuto affettivo
- p retese eccessive o sp rop o rzion ate risp etto allet del bambino
- compiti e obblighi educativi contradditori o impossibili da eseguire.
Restando sempre nel campo del rapporto tra il perverso e la famiglia, questa
violenza sul partner e sui bambini che assistono pu essere indiretta o colpirli
direttamente.
Violenza indiretta
In assenza del partner, la violenza del perverso si trasferisce sui figli.
I bambini sono presenti in casa e non possono allontanarsi. Sono aggrediti in
q u an to fig li d el p artn er, su b iscon o tu tta lostilit d estin ata allaltro g en ito re.
Purtroppo pu anche accadere che il partner ferito, non riuscendo a
com b attere con il p erverso, riversi su i fig li lag g ressivit ch e n on h a p otu to
scaricare.
C om u n q u e, in g en erale, q u an d o il g en itore p erverso d en ig ra laltro, ai b am b in i
non resta che isolarsi. Perderanno cos, sottolinea la Hirigoyen, ogni possibilit
di individuazione e di pensiero autonomo. E, cosa ancor peggiore, porteranno
in s una sofferenza incompresa e inespressa, che tenderanno a scaricare in
futuro su altri innocenti, con un trasferimento di odio e di distruttivit da una
g en erazion e allaltra.
Sulle devastanti ripercussioni psichiche che la violenza del perverso crea
n ellam b ien te d ella fam ig lia attorn o a s, la H irig oyen sottolin ea alcu n i p u n ti,
nel corso della sua esposizione:
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Come possibile pensare rettamente quando un genitore ti dice che devi


p en sare in u n m od o e laltro ti d ice esattam en te il con trario? S e n on vien e
eliminata da parole ispirate al buon senso e pronunciate da un altro
adulto, questa confusione pu porta re il b am b in o o lad olescen te a u n a
fatale auto distruttivit. Molto spesso, in quegli adulti che sono stati
vittime della perversione di un genitore (come nel caso delle vittime di
incesto) si constatano alternanze di anoressia e di bulimia, o altri
comportamenti addizionali. Le allusioni e le osservazioni perverse sono un
condizionamento negativo, un lavaggio del cervello. I bambini non si
lamentano dei maltrattamenti subiti, sono anzi alla costante ricerca di un
improbabile riconoscimento da parte del genitore che li rifiuta. Hanno
in teriorizzato lim m ag in e n eg ativa d i s (N on valg o n u lla) e laccettan o
com e se lavessero m eritata (p ag g . 3 6 -37).
Il g en itore h a sottom a n o u n og g etto vivo, d isp on ib ile e m an ip olab ile, a
cui pu fare subire le umiliazioni che lui stesso ha subito in passato o che
continua a subire. Non si sopporta che il bambino sia felice. Lo si vessa
q u alu n q u e cosa faccia, q u alu n q u e cosa d ica. C u n a sorta d i n ecessit d i
farg li p ag are la sofferen za ch e si vissu ta in p rim a p erson a (pag. 38).
M an ip olare i b am b in i facilissim o, p er coloro ch e am an o essi cercan o
sempre delle scuse. La loro tolleranza non ha limite, sono pronti a
perdonare tutto ai loro genitori, ad assumere su di s la colpa, a
comprendere, a cercare di capire perch la madre o il padre scontento.
Un metodo frequentemente usato per manipolare un figlio il ricatto
attraverso la so fferen za (p ag . 3 9 )1.
Il con iu g e d ellag g ressore, con d izion ato an ch eg li, solo d i rad o p u aiu tare
i figli, ascoltarne le sofferenze senza g iu stificare laltro, sen za fa rsi su o
avvocato. I bambini percepiscono molto presto la comunicazione perversa
1

La Hirigoyen fa qui verosimilmente riferimento implicito al concetto di terrorismo


della sofferenza, presentato gi nel 1932 da Sandor Ferenczi nel notissimo studio sul
tem a C o n fu sio n e d elle lin g u e tra ad u lti e b am b in i.

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ma, poich dipendono dai loro genitori, non sono in grado di definirla. La
situ azion e si ag g rava q u an d o laltro g en itore, n el d esid erio d i p roteggersi,
si allon tan a e lascia il fig lio ad affron tare d a solo il d isp rezzo o il rifiu to
(pag. 40).
Violenza diretta
La violen za d iretta il con tra sseg n o d i u n rifiu to, con scio o in con scio, d el
bambino da parte di uno dei suoi genitori. Questi si giustifica spiegando che
agisce nel suo interesse, a scopo educativo, ma la realt che quel bambino
gli d fastidio e che deve distruggerlo interiormente per preservare se stesso.
Solo la vittima pu avvertirlo, ma la distruzione reale. Il bambino infelice,
ma non ha oggettivamente ragione di lamentarsi. Se lo fa, si lamenta di gesti
o di parole banali. Dice soltanto che non sta bene con se stesso. Eppure,
sussiste una reale volont di annullarlo.
Il bambino maltrattato viene considerato un bambino persecutore. Si dice che
u n a d elu sion e, ch e resp on sab ile d elle d ifficolt d ei g en itori: Q u esto
bambino difficile, non ne fa una giusta, rompe tutto, appena giro le spalle fa
d elle sciocch ezze. Q u esto b am b in o d elu d en te n on corrisp on d e alle
rappresentazioni del figlio ideale che i genitori hanno nel loro immaginario.
Disturba perch occupa un posto particolare nella problematica parentale (a
es.: bambino non desiderato, responsabile di una coppia che non voleva
essere tale), oppure perch mostra una differenza (malattia o ritardo scolare).
La sua semplice presenza rivela e riattiva il conflitto parentale. un bambino
bersaglio, di cui si devono correggere i difetti perch righi diritto. una spirale
assurda: si bistratta il bambino perch maldestro e non come si deve; lui
diventa sempre pi maldestro e sempre pi lontano da come il genitore lo
vorrebbe. Non lo si svaluta perch maldestro: diventato maldestro perch
lo si svalutato. Il genitore che rifiuta cerca, e trova inevitabilmente, una
giustificazione (una pip a letto, un cattivo voto a scuola) alla violenza che
sen te d en tro, m a a scaten are tale violen za lesisten za d el b am b in o, n on il
suo comportamento.

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Una maniera molto banale per esprimerla in modo perverso consiste


n ellaffib b iare al b am bino un soprannome ridicolo. Quindici anni dopo, Sarah
non pu dimenticare che, quando era piccola, i suoi genitori la chiamavano
p attu m iera p erch aveva u n g ran d e ap p etito e svu ota va sem p re i p iatti. Per
via del suo eccesso di peso, non corrispondeva alla figlia che i genitori
avevano sognato. Invece di aiutarla a regolare il suo appetito, avevano
cercato di annullarla ancora di pi.
Succede anche che un bambino abbia qualcosa di pi rispetto a suo padre o a
sua madre: troppo dotato, troppo sensibile, troppo curioso. Si cancella
quello che ha di meglio per non vedere le proprie lacune. Le affermazioni
assu m on o lasp etto d i p red icati: S ei u n b u on o a n u lla!. Il b am b in o fin isce
per diventare insopportabile, stupido o caratteriale, perch il genitore abbia
u n a b u on a rag ion e p er m altrattarlo. C on il p retesto d elled u cazion e, si sp eg n e
nel proprio figlio la scintilla vitale che non si possiede, si spezza la sua
volont, si distrugge il suo spirito critico e si fa in modo che non possa
giudicare il genitore.
In tutti i casi, i bambini avvertono molto bene di non corrispondere a quello
che i loro genitori desiderano o, molto semplicemente, di non essere stati
voluti. Sono colpevoli di deluderli, di farli vergognare, di non essere
abbastanza bravi per loro. Se ne scusano perch vorrebbero riparare al
n arcisism o d ei loro g en itori. Fatica sp recata (p ag g . 4 1 -43).
La p erversion e p ro vo ca d an n i con sid erevoli n elle fam ig lie; sp ezza i leg am i e
distrugge ogni individualit, senza che se ne acquisisca consapevolezza. I
perversi sanno contraffare cos bene la loro violenza da riuscire spesso a dare
d i s u n ottim a im m ag in e. Il p rocesso d iscred itan te p u ven ire attu ato in
m od o an co ra p i p erverso facen d o ag ire u n terzo, in g en ere laltro g en itore,
an ch eg li con d izion ato, a su a in sap u ta (p ag . 4 4 ).
Poich n on si p u u ccid ere d avvero il b am b in o fisicam en te, si fa in m od o ch e
non sia niente, lo si annulla psichicamente. Si pu conservare cos una buona
immagine di s, anche se in questo modo il bambino perde ogni coscienza del
p rop rio valore (p ag . 4 5 ).

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A n ch e q u an d o la violen za d ei g en itori an co ra p i evid en te, n on la si p u


d en u n ciare g iu rid icam en te, p erch essa n on sem p re vien e ricon osciu ta (p ag .
46).
I b am b in i vittim e d i ag g ression i p erverse h an n o com e u n ica via d i u scita
meccanismi di scissione protettiva, e si ritrovano portatori di un nucleo
p sich ico m o rto. T u tto q u an to n on stato m eta b olizzato d u ran te lin fan zia,
viene continuamente riprodotto in et adulta. Anche se non tutti i bambini
maltrattati diventano genitori che maltrattano, si d origine a una spirale
distruttiva. Ognuno di noi pu arrivare a riprodurre sugli altri la sua violenza
interiore. Alice Miller ci dimostra che, con il tempo, i bambini o le vittime
soggette a condizionamento dimenticano le violenze subite basta togliere
loro la volont di sapere -, ma le riproducono su se stessi o sugli altri. I
g en itori n on trasm etton o ai loro fig li solo q u alit p ositive com e lon est e il
rispetto per gli altri, possono anche insegnare loro a diffidare e ad aggirare
leg g i e reg ole sotto la cop ertu ra d ella cap acit d i cavarsela. la leg g e d el p i
furbo. Nelle famiglie in cui la perversione la regola, non raro che si trovi
un antenato trasgressore, che tutti conoscono anche se viene tenuto
nascosto, che fa la fig u ra d elleroe g razie alla su a fu rb izia. S e ci si verg o g n a d i
lui non perch ha trasgredito la legge, ma perch non stato furbo
ab b astan za d a n on fa rsi p ren d ere (p ag . 4 7 ).
L in ce sto laten te
La Hirigoyen parla anche, tra le forme di violenza perversa, di quelle situazioni
n elle q u ali vi u n atm osfera m orb osa in fam ig lia (sg u ard i eq u ivoci,
toccamenti indiscreti, allusioni sessuali, violazioni di privatezza a danno dei
fig li), com e u n a ssen za d i b arriere tra i fig li e i g en itori in vasivi in m an iera
sottile m a p esan te, sotto u n ap p aren za d i b an alit. il q u ad ro ch e R aca m ier
d efin isce d i in cestu alit (u n atm osfera d ove si resp ira aria d i in cesto sen za
ch e vi sia m aterialm en te lin cesto). I b am b in i n on son o lasciati essere
bambini, ma costretti a essere testimoni o ascoltatori della vita sessuale degli
adulti, senza rispetto del loro mondo interiore. Le eventuali proteste del
figlio/figlia sono bollate come falsit o pensieri morbosi che male interpretano
13

i san i atteg g iam en ti ed u cativi d el g en itore , in teressato u n icam en te al b en e e


alled u cazion e d el g iovan e.
Gli esempi sono infiniti:
- la madre che racconta alla figlia i fallimenti o pochezze sessuali del padre
- il p ad re ch e p o rta con s la b am b in a q u an d o va d allam an te
- il padre che controlla la b ian ch eria in tim a ch e la fig lia in d ossa, p er ved ere
se le sta b en e
- il padre che ha sfacciati atteggiamenti seduttivi verso le compagne di classe
della figlia
- il patrigno che dal mare invia alla figlioccia cartoline di donne nude e scrive
T i p en so tan to
- madre o padre che con la scusa di prendere un oggetto - entrano in bagno
mentre il figlio di sesso opposto sta espletando le proprie funzioni fisiologiche.
La giovane vittima, al sentire respinte le sue proteste, obbligata ad
accettare, per non impazzire, atteggiamenti che sente come invasivi e
violenti, e finisce per perdere la capacit di percepire la realt con chiarezza,
di conseguenza sfuma per lei ogni possibilit di porre fine alla violenza.
Vediamo ora una presentazione molto pi analitica e particolareggiata del
rapporto perverso, esaminando le caratteristiche dei due protagonisti. Le
considerazioni riportate sono riferite fondamentalmente al rapporto tra due
individui adulti.
1-A. La seduzione perversa
1. La seduzione
2. Lin flu en zam en to
3. Il condizionamento
4. Lesercizio d el p otere
1-B. Le conseguenze del condizionamento per la vittima
1. La rinuncia
2. La confusione
3. Il dubbio
14

4. Lo stress
5. La paura
6. Lisolam en to
1-C. Gli strumenti della seduzione
1. Il rifiuto della comunicazione diretta
2. Il linguaggio usato
3. La menzogna larvata o esplicita
4. Sarcasmo, derisione, disprezzo
5. Il paradosso
6. La squalifica
7. Lim p osizion e d el p otere
2. La violenza perversa
1. Il m an ifestarsi d ellod io
2. La violenza diventa azione
3. La vittima alle strette
3. I due personaggi
3-A . Lag g ressore
1. La perversione narcisistica
2. La megalomania
3. La vampirizzazione
4. Lirresp on sab ilit
3-B. La vittima
1. La vittima oggetto
2. Perch accettano la loro sorte?
3. Gli scrupoli
4. La vitalit
5. La trasparenza
4. Le conseguenze a lungo termine
1. Lo choc
15

2. Lo scompenso
3. La separazione
4. Levolu zion e
LA SEDUZIONE PERVERSA

La seduzione

Per effetto della seduzione, la vittima attratta


irresistibilmente, ma anche corrotta e fuorviata. Distolta
dalla realt, nascostamente destabilizzata, raggirata mai
frontalmente ma sempre in modo indiretto, perde poco a
poco la fiducia in se stessa e progressivamente viene
influenzata fino a essere privata di ogni libert.
Il perverso seduce la vittima sfruttandone gli istinti
protettivi. La seduzione a senso unico: il perverso
esercita il suo fascino senza lasciarsi coinvolgere.
La seduzione non veramente una cosa reale, concreta,
ma appartiene al mondo dei segnali, dei rituali, usati a
scopo malefico. Infatti confonde, cancella i limiti tra ci
ch e s e ci ch e a ltro, a scop o d istru ttivo (il
p erverso m ira a in corp o rare laltro, ch e sen te com e u n a
minaccia).

Lin flu en zam e n to Influenzare indurre qualcuno a pensare, scegliere o fare


diversamente da come avrebbe fatto spontaneamente.
Per mezzo della seduzione e della manipolazione la
vittima viene in realt assoggettata, perch prima
privata della sua capacit critica e della sua libert, poi
privata di ogni difesa, a opera del perverso, la cui abilit
manipolativa fa s che la vittima creda di essere libera. In
16

realt invece le viene sottilmente precluso di prendere


coscienza del processo, le viene impedito di discutere e di
ribellarsi. Tutto ci avviene a sua insaputa, con una
manovra che si svolge sul piano inconscio,
destabilizzandola e confondendola. un vero e proprio
inganno morale.

Il
Il con d izion am en to avvien e n ellam b ito d i u n rap p orto d i
condizionamento dominio: il potere del perverso (fatto non soltanto di
ascendente psicologico, ma anche di intimidazioni) induce
la vittima a ubbidire per dipendenza o acquiescenza o
sottomissione, indebolendola per farle accettare le idee
del dominatore. Spesso un vero e proprio lavaggio del
cervello realizzato mediante prolungate manovre di
continue correzioni e indottrinamenti. una violenza che
si esercita soltanto l dove vi una relazione.
La vittim a vien e im m ob ilizzata in u n a tela d i rag n o,
tenuta a disposizione, psicologicamente incatenata,
an estetizzata. N on co n sap evole d elleffrazion e
avven u ta (p ag . 9 9 ).
I desideri della vittima sono annullati, essa non ha pi
u n id en tit su a: il con d izion am en to q u in d i, sen za alcu n
dubbio, un atto di distruzione.
La vittim a ved e rid u rsi a p oco a p oco, p er erosion e, la
sua resistenza e la sua capacit di opposizione. Perde
ogni possibilit di critica. Non essendo in grado di reagire,
letteralm en te sb alord ita, fin isce col d iven tare com p lice d i
chi la opprime. Ci non costituisce in alcun caso un
con sen so: la vittim a cosificata, trasfo rm ata in u n u n a
cosa, non pi capace di avere un pensiero autonomo,
deve pensare come il suo aggressore. Non pi altro in
17

tutto e per tutto, non pi un alter ego. Subisce senza


accon sen tire, o ssia sen za p artecip are (p ag g . 9 9 -100).
Lesercizio d e l
potere

Il p erverso n on d istru g g e la vittim a allin izio, la tiene a


portata di mano e la sottomette a poco a poco, con
manovre dapprima insignificanti poi sempre pi violente
se la vittim a si op p on e. Laltro soltan to u n og g etto, ch e
deve restare al suo posto ed essere utilizzato, senza mai
reagire. Quando il perverso nei paraggi (e spesso anche
quando distante, ma in qualche modo ha a che fare con
la vittima) tutte le vittime hanno difficolt a concentrarsi,
non riescono a pensare, provano un forte malessere, si
sentono oppresse, sono in uno stato di tensione
penosissimo.Il perverso invece sembra essere
perfettamente a suo agio.
A llin izio le vittim e ob b ed iscon o p er fare p iacere al
persecutore (quindi per amore, o per consolarlo oppure
aiutarlo). Ma il perverso d poco e pretende molto,
colpevolizzando ricattatoriam en te laltro se n on riceve (ed
un processo senza fine perch la sua perversione lo
rende mai appagato). Alla fine quindi la vittima obbedisce
p erch h a p au ra d ellab b an d on o e d sem p re d i p i p er
essere (almeno spera) un poco amata.
Ma - con apparente paradosso - proprio questa forza
interiore, questa generosit che capace di dare senza
limiti fanno sentire al perverso che la sua vittima gli
su p eriore p er n atu ra, e n e scaten an o lin vid ia e con essa
la violen za d ellod io d istru ttivo.
A llin izio d ella relazione, e per un certo periodo di tempo,
il rapporto tra i due come bloccato, congelato in un
equilibrio di forze tra lottatori che si afferrano e si
18

spingono con pari forza. Ci, beninteso, appare in


superficie, e solo nei casi in cui la vittima resta tranquilla,
non si ribella, si lascia avvolgere nella ragnatela della
dipendenza. Ma la vittima mantenuta dal perverso in
uno stato di tensione permanente a causa della
situ azion e terrib ilm en te stressan te. A llestern o n on si
vede nulla, gli osservatori estranei non colgono nessun
segnale (anche quelli per altro evidenti agli occhi di chi
esperto di queste situazioni). Solo la vittima comprende il
valore delle continue allusioni destabilizzanti, conoscendo
a fondo la situazione e i sottintesi. Se reagisce, non solo il
perverso, ma anche gli estranei, la giudicano
negativamente.

LE CONSEGUENZE DEL CONDIZIONAMENTO PER LA VITTIMA


La rinuncia

Nella fase di condizionamento entrambi i personaggi


rinunciano a scatenare un conflitto aperto, per motivi
inconsci differenti.
Il perverso lancia stoccatine indirette e sottili per
d estab ilizzare laltro, m a sen za p ro vo care u n o scon tro
aperto. La vittima si sottomette per paura di un contrasto
che condurrebbe alla rottura con il perverso (con il quale
da subito chiaro che non si pu trattare perch non
cede). In un illusorio impulso altruista, la vittima si
rassegna a sottostare agli abusi del perverso, e pur
lamentandosi dei suoi comportamenti - deve continuare a
idealizzarne altri aspetti (onest, intelligenza, ecc).
Grazie a questa tacita alleanza, il rapporto si stabilizza
definitivamente: uno sempre pi dominante e sicuro del
19

p otere, laltro sem p re p i sp en to e d ep resso.


La confusione

Q u an d o il con d izion am en to in atto le vittim e son o


confuse; non osano e non sono in grado di lamentarsi.
Sono come anestetizzate, si lamentano di avere la testa
vuota e difficolt a riflettere, descrivono un vero e proprio
impoverimento, un parziale annientamento delle loro
facolt, u n am p u tazion e d i q u an to d i vivo e spontaneo
avevano. Anche se qualche volta hanno la sensazione di
su b ire u n in g iu stizia, so n o con fu se al p u n to d i n on p oter
reagire in alcun modo. Infatti di fronte a un perverso
narcisista, se non si nello stesso registro, non
p ossib ile avere lu ltim a p arola; lu n ica via d i u scita
consiste nel sottomettersi. Nel corso di questo conflitto
psichico le vittime sono svuotate della loro sostanza e
rinunciano alla propria identit. Perdono ogni valore ai
propri occhi, ma anche a quelli del loro aggressore, che
n on d eve far altro ch e b u ttarle via, p erch n o n c p i
n ien te d a p erd ere (p ag . 1 6 4 -165).

Il dubbio

Q u an d o la violen za (ch e era m asch erata d al


condizionamento) si manifesta apertamente, compie una
sorta di effrazione nello psichismo, il quale non era
preparato perch lo stato di soggezione lo anestetizzava.
Si tratta di un processo che per la vittima impensabile.
Le vittime e gli eventuali testimoni non riescono a credere
a quello che avviene sotto i loro occhi perch, se non si
a propria volta perversi, non si pu immaginare una
violenza del genere, senza traccia di compassione. Si
ten d e ad attrib u ire allag g resso re sen tim en ti (sen so d i
20

colpa, tristezza, rimorsi) di cui del tutto privo. Non


potendo capire, la vittima si ritrova sbalordita a
negare che esista ci che non in grado di vedere. Non
possibile che sia successo, non pu essere.
Di fronte a questo rifiuto violento, avvertito ma negato a
parole, le vittime cercano invano di capire e di darsi
spiegazioni. Cercano delle ragioni per ci che succede e,
poich non le trovano, perdono sicurezza, diventano
irritabili o sempre aggressive e chiedono in
con tin u azion e: C h e cosa h o fatto p er essere tra ttata
cos?.
Ci sar pure una ragione. Cercano spiegazioni logiche,
mentre il processo autonomo, non ha pi nulla a che
vedere con loro. Dicono spesso al loro aggressore:
D im m i ch e cosa m i rim p roveri, d im m i ch e co sa d evo fa re
p erch il n ostro rap p o rto m ig liori e q u esti risp on d e
in variab ilm en te: N on c n ien te d a d ire, cos.
Comunque, tu n on cap isci n ien te!.
Lim p oten za la p eg g iore d elle con d an n e.
Anche se le vittime sanno di avere una parte di
resp on sab ilit n ellin stau razion e d ella violen za, ved on o
anche che innescano il processo distruttivo per il solo
fatto di essere come sono. S olo loro h an n o colp a, laltro
sempre scagionato. Liberarsi da questa relazione
d ifficile, p erch i colp i in ferti allin izio h an n o scaten ato u n
alienante senso di colpa. Una volta assunto il ruolo di
colpevoli, le vittime si sentono responsabili della natura
del rapporto. Il loro senso di colpa non tiene affatto conto
d ella realt. H an n o in teriorizzato ci ch e le ag g red isce
(pagg. 165-166).

21

Lo stress

La vittima sopporta questa sottomissione (non


scontentare il perverso, calmarlo quando nervoso,
sforzarsi di non reagire) a prezzo di una tensione
interiore molto forte, che causa stress. Lo stress, a sua
volta, causa alterazioni ormonali e nei trasmettitori degli
impulsi nervosi, deprime il sistema immunitario
in d eb olen d o le d ifese g en erali d ellorganismo. I primi
disturbi che compaiono come conseguenza di queste
alterazioni globali sono palpitazioni, senso di oppressione
e di affanno, stanchezza, disturbi del sonno, nervosismo,
irritabilit, mal di testa, disturbi di stomaco e di intestino,
e spessissimo ansia.
Mentre il perverso aggressore resta apparentemente
tranquillo perch scarica la sua tensione sulla vittima alla
quale attribuisce la responsabilit di ogni suo problema,
le vittim e n on h an n o via d u scita, p erch n on cap iscon o
il processo in corso. Niente ha pi senso, si dice una cosa
e poi il suo contrario, si negano le evidenze. Le vittime si
sfiniscono nel dare risposte inadeguate che esasperano la
violenza, logorano e infine causano una disfunzione
n eu ro veg etativa (p ag g . 1 6 7 -168).

La paura

Le vittim e d escrivon o tu tte u n a sen sazion e d i p au ra.


Sono costantemente sul chi vive, a spiare lo sguardo
d ellaltro o u n a rig id it d ei g esti, u n ton o g elid o, ch e
p otreb b ero m asch era re u n ag g ressivit n on esp ressa.
Temono la reazione del partner se non sono conformi alle
sue attese, la sua tensione o la sua freddezza,
osservazioni offensive, sarcasmi, disprezzo, derisione.
Che le vittime, terrorizzate, si sottomettano oppure
reagiscano, hanno torto comunque. Nel primo caso i
22

perversi, e forse anche lam b ien te circo stan te, d iran n o


che sono proprio delle vittime nate. Nel secondo, se ne
sottolineer la violenza, le si accuser di essere
responsabili del fallimento del rapporto e anche di tutto
quello che non va, a dispetto di ogni verosimiglianza. Per
sottrarsi a questa violenza, le vittime tendono a essere
sem p re p i g en tili, p i con cilian ti. S i illu d on o ch e lod io
p ossa , m ag a ri, d issolversi n ellam ore e n ella b en evolen za.
Il che non accade, perch pi si generosi nei confronti
di un perverso, pi lo si destabilizza. Sforzandosi di
sembrare benevoli, non gli si fa altro che fargli vedere
quanto gli si superiori, il che naturalmente - ne
riattiva la violenza.
Q u an d o lag g red ito, p er reazion e, com in cia a od iare, i
perversi sono contenti. Ci li giustifica: N on so n o io ch e
lo/la od io, lu i/lei ch e m i od ia (p ag g . 1 6 8 -169).
Liso lam en to

N ellaffron tare tu tto ci, le vittim e si sen ton o sole. C o m e


p arlarn e allestern o ? La d istru zion e sotterran ea
in d icib ile. C om e d escrivere u n o sg u ard o ca rico d odio,
una violenza che si manifesta solo con sottintesi non
detti? La violenza evidente solo agli occhi del partner
perseguitato. Come potrebbero gli amici immaginare
q u ello ch e su cced e? Q u an d an ch e ven issero a con oscen za
della realt delle aggressioni, non farebbero che
rimanerne turbati e inorriditi a loro volta. In genere, i
conoscenti e gli amici, anche i pi stretti, si tengono a
d istan za: N on vog liam o im m isch iarci.
Le vittime dubitano delle proprie percezioni, non sono
sicure di non esagerare. Quando le aggressioni si vedono
di fronte a testimoni, succede che le vittime, che
23

proteggono sempre il loro aggressore, considerino


eccessive le proprie reazioni e si trovino nella situazione
paradossale di difendere chi le aggredisce, per non
soffiare sul fu oco (p ag . 1 6 9 ).

GLI STRUMENTI DELLA SEDUZIONE


Per con d izion are la vittim a, il p erverso u sa tecn ich e ch e d an n o lillu sion e d ella
com u n icazion e, m a in realt con fon d on o e p a ra lizzan o laltro, allo scop o d i
usarlo. La manipolazione avviene principalmente (ma non soltanto)
verbalmente, attraverso sottintesi, accenni e reticenze. Proprio perch
nascosta e sotterranea, questa violenza portatrice di angoscia.
Il rifiuto della
comunicazione
diretta

Quando si pone loro una domanda, i perversi la eludono.


Dato che non si espongono mai, fanno la figura di sapere
e d i essere im p ortan ti. A ttorn o a loro n on c
comunicazione, essi danno solo stoccatine destabilizzanti,
lascian d o tu tto sottin teso. U n alzata d i sp alle, u n o
sguardo al cielo, un sospiro, una smorfia alla bocca.
La vittim a ten ta in van o d i cap ire, ch ied en d osi ch e cosh a
fatto di sbagliato. Qualunque cosa dica poi, il perverso la
critica e la rinfaccia, dato che non aveva detto nulla di
preciso.
Il perverso aggredisce la vittima, ma nega di aggredirla;
non solo rifiuta di parlare chiaramente, ma rifiuta di
ammettere il conflitto; rifiuta di discuterne e di trovare
u n a solu zion e com u n e. Lo scop o d i im p ed ire allaltro d i
pensare, quindi di capire, e poi reagire. Con ci paralizza
la vittima, la quale non pu difendersi. Astutamente il
perverso, non parlando, si sottrae al conflitto e lo scarica
su llaltra p erson a (alla q u ale, sen za p arlare, p ro clam a in
24

faccia: Io n on ti ascolto n em m en o . N on m i in teressan o


n le tue idee n te stesso. Per me tu non esisti!.
Il linguaggio
usato

Q u an d o si rivolg e alla su a vittim a, il p erverso le p arla


con una voce piatta, incolore, fredda, senza tono
affettivo. una voce che raggela e inquieta, o addirittura
scatena la paura; una voce che lascia affiorare nelle
parole pi insignificanti il disprezzo o la derisione. Molto
spesso il perverso non fa lo sforzo di articolare le parole,
op p u re m o rm ora q u alco sa q u an d o lin terlocu tore si trova
in u n altra stan za, costrin g en d olo co s a sp o starsi; op p u re
a trovarsi, domandandogli di ripetere, nella condizione di
chi deve chiedere. facile, poi, fargli notare che non
ascolta. Il messaggio di un perverso deliberatamente
vago e impreciso, tale da alimentare la confusione. Pu
d ire N on h o m ai d etto q u esto ed evitare q u alunque
rimprovero. Servendosi di allusioni, lancia messaggi
senza compromettersi. Oppure invia messaggi oscuri e
rifiuta di esplicitarli.
A una suocera che chiede al genero un piacere
in sig n ifican te: N o, n on p o ssib ile - Perch ? D ovreb b e sap erlo - N o, n on cap isco - A llora ci p en si.
Sono parole aggressive, ma pronunciate con un tono
normale, calm o, q u asi d isteso. Lin terlocu tore di cui
viene disinnescata la risposta violenta h a lim p ression e
d i reag ire in m arg in e. D i fron te a in sin u azio ni del
genere, logico andare in cerca di che cosa si sia detto o
fatto di male e colpevolizzarsi, sempre che non ci si
arrabbi e si apra il conflitto. una strategia che
raramente fallisce, perch non si sfugge al senso di colpa,
a meno che non si sia a propria volta perversi. In quello
che il perverso dice, importa pi la forma della sostanza,
25

d are lim p ression e d i sap ere p er stan ca re lavversa rio.


Spesso viene usato un tono dottorale. Queste
interpretazioni psicanalitiche selvagge raggiungono lo
scopo d i d isorien tare lin terlocu to re, ch e raram en te in
grado di replicare per ribaltare la situazione a proprio
vantaggio. Le vittime dicono spesso che gli argomenti del
loro aggressore sono talmente incoerenti che dovrebbero
riderne, ma una malafede cos grande le fa arrabbiare.
Un altro procedimento perverso consiste nel parlare delle
in ten zion i d ellaltro o n ellin d ovin are i p en sieri n asco sti,
com e se si sap esse m eg lio d i lu i cosa p en sa: S o
perfettamente che detesti i Tali e che cerchi un modo per
non incon trarli! (p ag g . 1 0 5 -108).
La menzogna
larvata o
esplicita

Pi ch e u n a m en zog n a d iretta, il p erverso u tilizza


innanzitutto un insieme di sottintesi, di non detti, volti a
costruire un malinteso, da sfruttare poi a proprio
vantaggio. Si dice senza dire, sp eran d o ch e lin terlocu to re
abbia capito il messaggio senza bisogno di chiamare le
cose con il loro nome. Nella maggior parte dei casi questi
messaggi possono essere decodificati solo a posteriori.
Dire senza dire un modo ingegnoso per far fronte a
qualunque situazione. Questi messaggi indiretti sono
in sig n ifican ti, g en erici o larvatam en te ag g ressivi Le
d on n e son o p ericolose, Le d on n e ch e lavoran o n on fan n o
g ran ch in casa , co sa ch e vien e p oi corretta se il p artn er
p rotesta: N on lo d icevo p er te . Ma quanto sei
su scettib ile, a volte!.
Un altro tipo di menzogna indiretta consiste nel
rispondere in modo impreciso o marginale, o con un
attacco diversivo. A una donna che esprimeva dei dubbi
26

su lla su a fed elt, il m arito risp o se: Per d ire u n a co sa d el


g en ere b isog n a ch e tu a b b ia q u alcosa d a rim p ro verarti.
La menzogna pu anche attaccarsi ai dettagli: alla moglie
che gli rimproverava di essere andato otto giorni in
cam p ag n a con u n a rag a zza, il m arito risp on d e: S ei tu la
bugiarda. Innanzitutto non erano otto giorni ma nove, e
p oi n on si trattava d i u n a rag azza m a d i u n a d o n n a!.
Qualunque cosa si dica, i perversi trovano sempre un
modo per avere ragione, tanto pi che la vittima gi
destabilizzata e non prova, a differenza del suo
aggressore, alcun piacere a polemizzare. Il turbamento
indotto nella vittima conseguenza della confusione
permanente tra verit e menzogna.
La menzogna, nei perversi narcisisti, si fa diretta solo
nella fase distruttiva. Si tratta allora di una menzogna a
dispetto di ogni evidenza. soprattutto e prima di tutto
u n a m en zog n a con vin ta ch e con vin ce laltro. P er q u an to
sia enorme, il perverso vi si aggrappa e finisce con il
p ersu ad ere lin terlocu tore. V erit o b u g ia, ai p erversi
poco importa: vero quello che dicono in quel dato
istan te (p ag g . 1 0 8 -109).

Sarcasmo,
derisione,
disprezzo

Il disprezzo si scarica sul partner odiato, su ci che pensa


o fa, ma anche su quelli che lo circondano. Disprezzo e
derisione sono spessissimo rivolti contro le donne, sia
come individui singoli, sia come genere femminile, con
battute che le ridicolizzano (anche facendo leva su
ascoltatori compiacenti).
Nella derisione, con la quale il perverso si fa beffe di
tutto, la comunicazione viene portata su un piano non pi
autentico e non umano.
27

In oltre ch i u sa la d erision e m ira a d are lim p ression e d i


sap ere tu tto su llarg om en to; h a d u n q u e il d iritto d i farsi
beffe di qualcuno o qualcosa; trasforma il suo
in terlocu tore in u n alleato. Pu ag ire in m od o d iretto (M a
an d iam o, n on sai ch e !) o in d ire tto (H ai visto
com era ?). N on raro ch e la vittim a p ren d a in sen so
letterale le critiche del perverso sulle persone che la
circondano e finisca per credere che siano giustificate. I
sarcasmi o i rilievi aspri sono accettati come il prezzo da
pagare per conservare il rapporto con un partner
affascinante ma difficile.
Per ten ere la testa fu o ri d allacq u a, il p erverso h a b isog n o
d i affon d are laltro. A tale scop o p ro ced e con sto ccatin e
destabilizzanti, preferibilmente in pubblico, a partire da
un dettaglio insignificante, talvolta intimo, descritto con
esagerazione, magari prendendo un alleato tra i presenti.
Q u ello ch e con ta m ettere laltro in im b arazzo.
S i p ercep isce lostilit, m a n on si sicu ri ch e si tratti d i
uno scherzo. Sembra che il perverso stuzzichi, mentre
attacca nei punti deboli: il naso grosso, i seni piatti, la
d ifficolt ad esp rim ersi. Lag g ression e si co m p ie facen d o
poco rumore, con allusioni, sottintesi, senza che si possa
dire in quale momento sia cominciata e se ci sia
veramente. Chi attacca non si compromette, spesso anzi
ribalta la situazione additando le intenzioni aggressive
d ella su a vittim a: S e p en si ch e io ti ag g red isca p erch
sei ag g ressivo tu !.
Come abbiamo gi visto prima, un comportamento
perverso usuale consiste nellaffib b iare allaltro u n
soprannome ridicolo, che si fonda su un difetto o una
difficolt: la cicciona, la checca, la lumacona, il
polentone. Questi soprannomi, per quanto offensivi,
28

vengono spesso accettati da amici e conoscenti che,


complici, ne ridono. Tutti i rilievi sgradevoli costituiscono
ferite non compensate da manifestazioni di gentilezza. Il
dispiacere che ne deriva viene stornato dal partner, che
lo volge in ridere.
Il perverso narcisista, come abbiamo detto, ama la
controversia. capace di sostenere adesso un punto di
vista e difendere le idee opposte domani, giusto perch la
d iscu ssion e si ravvivi o n ellin ten to d elib erato d i
scioccare. Se il partner non reagisce abbastanza,
su fficien te esag era re u n p o con la p rovocazion e. Il
partner vittima di questa violenza non reagisce perch
ten d e a scu sa re laltro, m a an ch e p erch la violen za si
instaura in modo ingannevole. Se un atteggiamento
ag g ressivo d el g en ere sop rag g iu n g esse allim p rovviso,
potrebbe suscitare solo rabbia, invece il fatto che sia
messo in atto a poco a poco smorza ogni reazione. La
vittim a ricon osce lag g ressivit d el m essag g io solo
q u an d o d iven tato q u a si u n ab itu d in e (p ag g . 1 1 0 -113).

Il paradosso

In u n ag g ression e p erversa si assiste a u n ten tativo d i


far vacillare laltro, di farlo dubitare dei suo pensieri, dei
suoi sentimenti. La vittima perde cos la sensazione della
propria identit. Non capace di pensare, di capire. Lo
scopo di negarla paralizzandola, in modo da evitare
lin sorg ere d i u n con flitto. p ossib ile attaccarla senza
perderla. Rimane a disposizione. Si raggiunge questo
obiettivo con una sollecitazione duplice: si dice una cosa
a livello verbale e si esprime quella opposta a livello non
verbale. Il discorso paradossale costituito da un
messaggio esplicito e da uno sottinteso, di cui
29

lag g ressore n eg a lesisten za. u n m ezzo m olto efficace


p er d estab ilizzare lin terlocu tore.
Un tipo di messaggio paradossale consiste nel seminare il
dubbio su fatti pi o meno insignificanti della vita
quotidiana. Il partner finisce per vacillare e non sa pi chi
ha torto e chi ha ragione. Basta dire, per esempio, che si
d a ccord o su u n a su a p rop osta e con tem p ora n eam en te
dare a intendere, a gesti, che si tratta solo di un accordo
di facciata. Si dice qualcosa che immediatamente si nega,
m a la traccia resta, sotto form a d i d u b b io: H a volu to d ire
q u esto o son o io ch e in terp reto tu tto m ale?. S e la
vittima cerca di parlare dei suoi dubbi, viene trattata da
paranoica che interpreta tutto per inverso sbagliato.
Il paradosso nasce, il pi delle volte, dal divario tra le
parole dette e il tono con cui le si pronuncia. Questa
sfasatura induce i testimoni a fraintendere
completamente la portata del dialogo.
Il p arad o sso con siste an ch e n el fa re avvertire allaltro
tensione e ostilit senza che nulla venga espresso in
proposito. Si tratta di aggressioni indirette, in cui il
perverso se la prende con delle cose. Magari sbatte porte,
lan cia og g etti, e p oi n eg a lag g ression e.
U n d iscorso p a rad o ssale fa rim an ere lin terlocu tore
perplesso. Non pi sicuro di ci che prova e tende allora
a ridere del proprio atteggiamento, o a scusarsi.
Non facile riconoscere i messaggi paradossali. Chi li
lancia ha lo scopo di destabilizzare confondendo, in modo
d a con serva re il con trollo in visch ian d o linterlocutore in
sensazioni contraddittorie: lo si mette in una situazione
precaria e ci si assicura di potergli dare torto.
Nella maggior parte dei casi, i partner dei perversi, per
spirito di conciliazione, scelgono di accettare tutto quello
30

che viene detto in senso letterale, negando i segnali non


verb ali con trad d ittori: Q u an d o m in accio d i an d arm en e,
mio marito dice che tiene al nostro rapporto di coppia.
Anche se offensivo, umiliante, deve pur essere vero in
q u alch e m od o.
A differenza di un conflitto normale, con un perverso
n arcisista n on c vero scon tro, m a n ean ch e
riconciliazione possibile. Non alza mai il tono, mostra
soltanto una fredda ostilit, che nega se gliela si fa
n otare. Laltro si in n ervosisce o g rid a. A llora facile farsi
beffe della sua collera e renderlo ridicolo.
Anche nei casi di conflitto apparentemente aperto, non si
m en zion a m ai larg om en to reale d ella d iscord ia, p erch la
vittima non sa in che situazione si trova. Si sente sempre
messo da parte e accumula rancore. Come parlare di
impressioni vaghe, di intuizioni, di sensazioni? Nulla
mai concreto.
Bloccando la comunicazione con messaggi paradossali, il
p erverso n arcisista m ette il sog g etto n ellim p ossib ilit d i
dare risposte appropriate, dato che non capisce la
situazione. Si sfinisce nella ricerca di soluzioni, in ogni
caso inadatte, e quale che sia la sua resistenza non
p u evitare lem erg ere d ellan g oscia o d ella d ep ression e.
Altro punto: il trasferimento del senso di colpa. Tramite
un fenomeno di transfert, il senso di colpa viene fatto
p rop rio d alla vittim a, ch e lo in troietta ( tu tta colp a
m ia), m en tre il p erverso n arcisista lo p roietta a l d i fu ori
d i s, riversan d olo su llaltro ( colp a su a) (p ag g . 1 1 3 117).

La squalifica

S q u alificare con siste n el tog liere a qualcuno ogni qualit,


31

nel dirgli e ripetere che non vale niente, fino a indurlo a


pensare che sia davvero cos. Come abbiamo visto, ci
accade dapprima in modo latente, sul piano della
comunicazione non verbale: sguardi di disprezzo, sospiri
esagerati, sottintesi, allusioni destabilizzanti o malevole,
osservazioni scortesi, critiche indirette dissimulate in una
battuta, pettegolezzi. Nella misura in cui si tratta di
aggressioni indirette, difficile considerarle chiaramente
come tali e quindi difendersene.
Per poco che le parole facciano eco a una identit fragile,
a una preesistente mancanza di fiducia, o che si rivolgano
a un bambino, vengono incorporate dalla vittima, che le
accetta com e verit: S ei solo u n b u on o a n u lla, S ei u n a
tale nullit (o S ei cos m esch in o) ch e n essu n o , a p a rte
me, vorrebbe saperne di te. Senza di me resteresti
com p letam en te solo!. Il p erverso travolg e laltro e g li
impone la propria visione falsata della realt.
A partire da questa frase espressa direttamente o
sottin tesa: T u sei u n a n u llit, la vittim a assorb e q u esto
d ato (S on o u n a n u llit), e d ivien e effettivam en te tale.
La frase non viene criticata in se stessa. Si diventa una
n u llit p erch laltro h a d ecretato ch e lo si .
La sq u alificazion e attraverso lu so del paradosso, della
menzogna e di altri procedimenti, si estende dal bersaglio
designato al suo ambiente, a famiglia, amici e
con o scen ti: C on osce so lo fessi.
Tutte queste strategie sono destinate a fare cadere in
b asso lin terlocu tore p er m ettersi m eg lio in risalto (p ag g .
117-118).

Lim p o sizio n e

S iam o n ellam b ito d i u n a log ica d i ab u so d i p otere, in cu i


32

del potere

il p i forte sottom ette laltro. Il p otere si p ren d e con la


p arola. D are lim p ression e d i sap ern e d i p i , d i d eten ere
una verit, LA Verit. Il discorso del perverso
totalizzante: enuncia proposizioni che sembrano
u n iversalm en te vere. Il p erverso sa, h a rag ion e, e cerca
d i trascin are laltro su l su o terren o , in d u cen d olo ad
accettare q u ello ch e d ice. A esem p io, in vece d i d ire T izio
non m i p iace, d ice : T izio u n fesso, lo san n o tu tti e tu
n on p u oi n on p en sarlo. Poi g en eralizza, cio trasfo rm a
questo discorso in una premessa universale.
Lin terlocu tore p en sa: D eve avere rag ion e, h a laria d i
sap ere q u ello ch e d ice. In q u esto m od o i perversi
narcisisti attirano partner insicuri di s, che tendono a
pensare che gli altri ne sappiano di pi. I perversi sono
rassicuranti per partner pi fragili.
Si instaura un processo di dominazione: la vittima si
sottomette, soggiogata, controllata, travisata. Se si
rib ella, n e verr sottolin eata lag g ressivit e la cattiveria.
In ogni caso si aziona un meccanismo totalitario, fondato
su lla p au ra e ch e m ira a otten ere u n ob b ed ien za p assiva:
laltro d eve ag ire com e vu ole il p erverso, d eve p en sare
secondo le sue regole. Non pi possibile alcuno spirito
critico. Laltro esiste solo n ella m isu ra in cu i resta n el
ruolo assegnato di doppione. Si tratta di annullare, di
negare qualunque differenza.
Lag g resso re stab ilisce q u esto rap p o rto con d izion an te a
proprio vantaggio e a detrimento degli interessi altrui.
La relazione si colloca nel registro della dipendenza: la si
attribuisce alla vittima, ma il perverso a proiettarla fuori
da s. Ogni volta che il perverso narcisista esprime
consciamente bisogni di dipendenza, fa in modo che non
li si possa soddisfare: o la richiesta supera le capacit
33

d ellaltro e il p erverso n e ap p rofitta p er sottolin earn e


lim p oten za, o la rich iesta fatta in u n m om en to in cu i
non vi si pu rispondere. Il perverso sollecita il rifiuto
perch lo rassicura vedere che la vita proprio come
aveva p en sato ch e fo sse (p ag g . 1 2 0 -121).

LA VIOLENZA PERVERSA
Il manifestarsi
d ello d io

Lod io si m an ifesta scop ertam en te q u an d o la vittim a


reag isce e cerca d i con q u istare u n p o d i lib ert (con uno
scatto di protesta perch in qualche modo si resa conto
della propria schiavit). Quando la vittima incomincia a
esistere come individuo e tenta di dire ci che pensa, il
perverso - preso dal panico perch la sua preda sta
sfuggendogli - invaso dalla rabbia e si scatena: la
vittima deve essere fatta tacere. una fase di odio allo
stato puro estremamente violenta, dice la Hirigoyen, fatta
di colpi bassi e di ingiurie, di parole che sminuiscono,
u m ilian o, si b effan o d i tu tto ci ch e laltro ha di pi
in tim o. LA u trice sottolin ea ch e n on si tratta d i am ore ch e
si muta in odio: invidia che si trasforma in odio.
Il meccanismo ha richiesto del tempo:
* allin izio, vi era n on -amore camuffato da desiderio, non
per la persona in s, ma per quello che ha in pi e di cui
il perverso vorrebbe appropriarsi;
* p oi vi stata la fase d ellod io n asco sto, ch e n asce d alla
fru strazion e d i n on otten ere d allaltro q u an to si vo rreb b e;
* q u an d o lod io si esp rim e ap ertam en te, si accom p ag n a
al desiderio di distruggere la vittima, di annientarla.
Neanche col tempo il perverso vi rinuncer.
34

La violenza
diventa azione

S i tratta d i u n a violen za fred d a, verb ale, fatta d i


denigrazione, di sottintesi ostili, di manifestazioni di
con d iscen d en za e d i in g iu rie. Leffe tto distruttore deriva
dalla ripetizione di aggressioni apparentemente
insignificanti ma continue, che non avranno mai fine. Si
tratta d i u n ag g ression e a vita. O g n i in g iu ria fa eco alle
ingiurie precedenti e impedisce di dimenticare, cosa che
le vittime vorreb b ero, m a ch e lag g resso re rifiu ta. In
superficie non si vede niente o quasi niente. un
cataclisma che fa implodere le famiglie, le istituzioni o gli
individui. Raramente la violenza fisica, e in tal caso la
conseguenza di una reazione troppo vivace da parte della
vittima. Da questo punto di vista si tratta di un delitto
perfetto.
I segnali di ostilit non compaiono nei momenti di
irritazione o di crisi. Sono costantemente presenti in
forma di stoccatine, tutti i giorni o pi volte alla
settimana, per mesi, addirittura per anni. Non vengono
espressi con tono irto, ma con un tono freddo, che
en u n cia u n a verit o u n evid en za. U n p erverso in g rad o
di misurare la propria violenza: se capisce che di fronte a
lu i c ch i reag isce, fa a b ilm en te m arcia indietro.
Lag g ression e vien e d istillata a p iccole d osi q u an d o ci
sono testimoni. Se la vittima reagisce e cade nella
trappola della provocazione alzando la voce, sembra
violen ta lei e lag g ressore si atteg g ia a vittim a. I
sottintesi fanno riferimento a situazioni precedenti, a
ricordi di fatti passati che solo le vittime sono in grado di
individuare.
Si tratta di quella che il professor Emil Concaro, in uno
35

stu d io su lla b iolog ia d ellag g ressivit, h a d efin ito


aggressivit predatrice. Riguarda individui che
scelg on o la loro vittim a e p rem ed itan o lattacco q u asi
come un animale predatore fa con la sua preda.
Lag g ression e solo lo stru m en to ch e p erm ette
allag g ressore d i otten ere ci ch e d esid era . an ch e in
questo caso una violenza asimmetrica. In quella
simmetrica i due avversari accettano il confronto e la
lotta; qui, al contrario, chi la pratica si definisce
esisten zialm en te su p eriore allaltro, cosa accettata in
genere da chi subisce. Questo tipo di violenza insidiosa
stata definita da Reynaldo Perrone violenza punitiva.
N on ci son o p au se e n o n c ricon ciliazion e ch e
mascherano questa violenza intima. Nessuno degli attori
p arla con lestern o . C h i in flig g e la sofferen za p en sa ch e
laltro la m eriti e ch e n o n ab b ia il d iritto d i lam en tarsi. S e
la vittima reagisce e cessa cos di comportarsi come un
docile oggetto, viene considerata minacciosa o
ag g ressiva. C h i allin izio h a d ato avvio alla violen za si
atteggia a vittima. Il senso di colpa interrompe allora la
reazione difensiva della vittima vera. Ogni reazione
em otiva o d i d olore, in d u ce n ellag g resso re u n a escalation
di violenza o una manovra di diversione (indifferenza,
finta sorpresa.).
Quando un perverso ha designato una preda, non la
m olla p i . M olto sp esso lo d ich iara ap ertam en te: O rm ai
il solo scopo d ella m ia vita sar d i im p ed irle d i vivere. E
si impegna perch il suo scopo diventi realt.
Il processo circolare, una volta innescato, non pu
fermarsi da solo, perch il registro patologico di ciascuno
si amplifica: il perverso diventa sempre pi umiliante e
violento, la vittima sempre pi impotente e ferita.
36

Nulla interviene a provare ci che si realmente subito.


Q u an d o c violen za fisica, g li elem en ti estern i son o l a
testimoniare: referti medici, testimoni oculari,
accertamenti della polizia. In u n ag g ression e p erversa
n on c alcu n a p ro va. u n a violen za p u lita. N on si ved e
n ien te (p ag g . 1 2 5 -128).

La vittima alle
strette

N ella fase d i con d izion am en to, lazion e d el p erverso


narcisista sulla sua vittima consiste sostanzialmente
n ellin ib irn e il pensiero.
Nella fase successiva suscita in lei sensazioni, atti,
reazioni attraverso meccanismi di ingiunzione.
S e laltro h a d ifese p erverse su fficien ti p er g iocare al
rilancio, si scatena una lotta perversa che avr fine solo
con la resa del meno perverso dei due.
Il perverso cerca di spingere la sua vittima ad agire
con tro d i lu i, p er p oi d en u n ciarla com e cattiva.
Lim p ortan te ch e la vittim a sem b ri resp on sab ile d i
quello che le capita.
Lag g resso re si serve d i u n a su a d eb olezza una
tendenza alla d ep ressio n e, allisteria o alla cara tterialit
per farla cadere nel ridicolo e indurla a discreditarsi da
sola. S p in g ere laltro allerro re con sen te d i criticarlo e d i
sminuirlo, ma soprattutto ci gli d una cattiva immagine
di s e rafforza cos il suo senso di colpa.
Quando la vittima non ha sufficiente controllo, basta
esagerare con la provocazione e il disprezzo per ottenere
una reazione che le si potr rimproverare in seguito. A
esempio, se la reazione la collera, si fa in modo che
questo comportamento aggressivo venga notato da tutti,
al punto che anche un osservatore estraneo possa essere
37

indotto a chiamare la polizia.


S i ved on o an ch e p erversi in citare al su icid io: Povera
ragazza mia, non hai da aspettarti niente dalla vita, non
capisco perch n on ti sei b u ttata g i d alla fin estra!. Per
lag g ressore facile, d o p o, p resen ta rsi n el ru olo d ella
vittima di un malato mentale.
Di fronte a una persona che blocca qualsiasi tipo di
comunicazione, la vittima si trova costretta ad agire. Ma,
impedita dal condizionamento, pu farlo solo in un
soprassalto violento allo scopo di recuperare la propria
libert. Un osservatore esterno considera patologica ogni
azione impulsiva, soprattutto se violenta. Chi reagisce
alla provocazione sembra responsabile della crisi.
Lag g red ito, g i colp evole p er il p erverso, ag li osservato ri
estern i sem b ra essere lag g ressore. C i ch e essi n on
vedono che la vittima viene messa in una condizione
tale per cui non ha pi la possibilit di rispettare un
modus vivendi che per lei una trappola. Tra due fuochi,
qualunque cosa faccia, non pu cavarsela. Se reagisce
accende il conflitto; se non reagisce, lascia che la
distruzione mortifera si espanda. Il perverso narcisista
prova un piacere tanto maggiore nel sottolineare la
debolezza d ellaltro o n ellin n esca rn e la violen za, q u an to
pi lo induce a rinnegare se stesso: lo porta a non essere
fiero di s. A partire da una reazione specifica gli affibbia
letich etta d i caratteriale, d i alcolizzato, d i su icid a. La
vittima si sente disarmata, cerca di giustificarsi come se
fosse effettivamente colpevole. Il perverso prova doppio
piacere: nel mistificare o umiliare la sua vittima, poi nel
ricord a rle in seg u ito lu m iliazion e.
Poich non stato detto nulla e non stato mosso
nessun rimprovero, allora non possibile alcuna
38

g iu stificazion e. Per tro vare u n a via d u scita a q u esta


situazione impossibile, pu accadere che la vittima ceda
alla ten tazion e d i reag ire an ch essa con n on d etti e
manipolazioni. La relazione si fa equivoca: chi
lag g ressore e ch i lag g red ito?
Per il p erverso , lid eale fa r s ch e laltro d iven ti il
cattivo, trasformando la malignit in una condizione
n orm ale, con d ivisa d a tu tti. C erca d i in iettare n ellaltro
quello che di cattivo vi in lui. Corrompere lo scopo
su p rem o. N on c p er lu i sod d isfazion e p i g ran d e d i
quando induce il proprio bersaglio a diventare distruttivo
a sua volta, o quando spinge pi individui ad annientarsi
a vicenda.
Tutti i perversi, che siano sessuali o narcisisti, cercano di
portare gli altri nel loro registro, poi di indurli a sovvertire
le reg ole (p ag g . 1 2 8 -130).
.
I DUE PERSONAGGI

LA G G R E S S O R E .
La perversione
narcisistica

Precisiamo anzitutto che la nozione di perversione implica


una strategia di sfruttamento e poi di distruzione
d ellaltro, sen za alcu n sen so d i colp a.
I p erversi n arcisisti son o con sid erati p sicotici sen za
sintomi, che trovano il loro equilibrio scaricando su
qualcun altro il dolore che non provano e le contraddizioni
interiori che si rifiutano di percepire. Non lo fanno
apposta a ferire, ma non sanno fare altro per esistere.
Sono stati feriti a loro volta da piccoli e cercano di
mantenersi in vita cos. Questo transfert di dolore
p erm ette loro d i valorizzarsi a sp ese altru i (p ag . 1 3 3 ).
39

U n N arciso, n el sen so d el Narciso di Ovidio, una


persona che crede di trovarsi guardandosi allo specchio.
La sua vita consiste nel cercare il proprio riflesso nello
sg u ard o d eg li altri. Laltro n on esiste in q u an to in d ivid u o,
ma in quanto specchio. Un Narciso un guscio vuoto che
n on h a esisten za p rop ria; u n o p seu d o, ch e cerca d i
ingannare per mascherare il suo vuoto. Il suo destino
un tentativo di evitare la morte. qualcuno che non
mai stato riconosciuto come essere umano e che stato
obbligato a costruirsi un gioco di specchi per darsi
lillu sion e d i esistere. C o m e u n caleid oscop io, q u esto
gioco di specchi ha un bel ripetersi e moltiplicarsi, ma
q u ellin d ivid u o resta co stru ito su l vu oto.
Il passaggio alla perversione.
Il N arciso, p oich n on h a so stan za, si in n esta su llaltro e
come una sanguisuga cerca di aspirarne la vita.
Essendo incapace di una relazione vera, pu farlo solo in
u n reg istro p erverso , d eviato, d i cattiveria d istru ttiva.
Incontestabilmente i perversi provano un piacere
estremo, vitale, di fron te alle sofferen ze d ellaltro e ai
suoi dubbi, cos come prendono gusto ad asservirlo e
umiliarlo.
T u tto com in cia e si sp ieg a con il N arciso vu oto ,
costruzione di riflesso, al posto di se stesso e con niente
dentro. Come un robot, costruito per imitare la vita e
averne tutte le apparenze e prestazioni, senza per la
vita.
La sregolatezza sessuale o la cattiveria sono solo le
conseguenze ineluttabili di questa struttura vuota. Come i
vampiri, il Narciso vuoto ha bisogno di nutrirsi della
sostanza altrui. Quando non si ha vita, si deve cercare di
appropriarsene o, se impossibile, di distruggerla perch
40

non ve ne sia in nessun luogo.


I perversi narcisisti vengono invasi da un altro, di cui non
possono fare a meno. Questo non un doppione, con
u n esistenza: solo un riflesso di se stessi. Ecco perch
le loro vittime hanno la sensazione di venire negate nella
loro individualit. La vittima non un individuo diverso,
ma soltanto un riflesso. Qualunque situazione in grado di
rimettere in discussione questo sistema di specchi, che
maschera il vuoto, non pu che suscitare una reazione a
catena di furore distruttivo. I perversi narcisisti sono
soltanto macchine che funzionano per riflessi, che
cercano invano la loro immagine nello specchio degli altri.
Sono insensibili, privi di affetti. Come potrebbe una
macchina, che funziona per riflessi, essere sensibile? Cos
non soffrono. Soffrire presuppone una carne,
u n esisten za. E ssi n on h an n o sto ria p erch son o assen ti.
Solo chi presente al mondo pu avere una storia.
Se i perversi narcisisti si rendessero conto della propria
sofferenza, comincerebbe qualcosa per loro. Ma sarebbe
qualcosa di nuovo, la fine del modo in cui funzionavano
p rim a (p ag g . 1 3 1 -136).

LA G G R E S S O R E .
La megalomania

I perversi narcisisti sono megalomani che si presentano


come campioni della verit e della valutazione del bene e
del male, traendo in inganno gli altri, con il presentare
una buona immagine di s, nel mentre che giudicano tutti
come malvagi. Quindi, anche se essi non dicono nulla,
lin terlocu tore si sen te sem p re colto in fallo.
M an ifestan o u n a totale m an can za d i in teresse e d i
empatia per gli altri, ma desiderano che ci si interessi di
loro. Tutto loro dovuto. Criticano chiunque, ma non
41

ammettono di essere messi in causa o di venire


rimproverati. Di fronte a questo universo di potere la
vittima per forza di cose in un universo di debolezze.
Mostrare quelle degli altri un modo per non vedere le
p rop rie, p er d ifen d ersi d a u n an g oscia d i ord in e p sicotico.
I perversi entrano in relazione con gli altri per sedurli.
Spesso li si descrive come persone affascinanti e brillanti.
U n a volta p reso il p esce si d eve solo ten erlo allam o
fin ch se n e h a b isog n o . Laltro n on esiste, n on vien e
visto o ascoltato, solamente utile. Nella logica perversa
non esiste la nozione di rispetto per il prossimo. La
seduzione perversa non comporta nessuna affettivit,
perch il principio stesso del funzionamento perverso di
evitare ogni affetto. Lo scopo non avere sorprese. I
perversi non si interessano delle emozioni complesse
altrui. Sono impermeabili al prossimo e alla sua diversit,
a meno che non abbiano la sensazione che li possa
danneggiare.
la totale n eg azion e d ellid en tit d ellaltro, ch e d eve
avere atteggiamenti o pensieri conformi allim m ag in e ch e
loro, i perversi, si fanno del mondo.
La forza dei perversi lin sen sib ilit . Non conoscono
alcun scrupolo di ordine morale. Non soffrono. Ogni loro
attacco avviene nella totale impunit perch anche se
di rimando i partner usano difese perverse, sono stati
scelti per non raggiungere mai quella virtuosit che
potrebbe proteggerli.
Pu accadere che i perversi si appassionino a una
p erson a, u n attivit o u n id ea, m a si tratta d i fiam m ate
che restano molto in superficie. Ignorano i sentimenti
veri, in particolare quelli di tristezza e di dolore. I
fallimenti suscitano in loro collera o risentimento e un
42

desiderio di rivalsa. Questo spiega la rabbia distruttiva


che si impadronisce di loro in caso di separazione.
Quando un perverso subisce una ferita narcisistica
(sconfitta, rifiuto) avverte un desiderio sconfinato di
prendersi una rivincita.
Non si tratta, come in un individuo collerico, di una
reazione passeggera e disordinata, un rancore
inflessibile al quale il perverso applica tutte le sue
cap acit d i rag ion am en to (p ag g . 1 3 6 137).
LA G G R E S S O R E .
La
vampirizzazione

Il partner esiste non in quanto persona, ma in quanto


supporto di una qualit di cui i perversi cercano di
im p ad ron irsi. E ssi si n u tron o d ellen erg ia d i ch i su b isce il
loro fascino. Tentano di fare proprio il narcisismo
g ratifican te d ellaltro, in vad en d o il su o territorio p sich ico.
Il perverso narcisista ha il problema di ovviare al proprio
vuoto. Per non doverlo affrontare (cosa che coinciderebbe
con la sua guarigione), i Narciso si proiettano nel suo
opposto. Diventa perverso nel senso originario del
termine pervertire (cambiare o far cambiare direzione): si
distoglie dal proprio vuoto (mentre chi non perverso lo
affronta). Di qui il suo amore e il suo odio per una
personalit m atern a, lim m ag in e p i esp licita d ella vita
interiore. Il Narciso ha bisogno della carne e della
sostanza altrui per riempirsi, ma incapace di nutrirsene,
perch non ha neanche un briciolo di sostanza, che gli
permetterebbe di accogliere, di aggrapparsi e di fare
p rop ria q u ella d ellaltro. T ale sostan za d iven ta il su o p i
pericoloso nemico, poich gli rivela che vuoto.
I p erversi n arcisisti n u tron o u n in vid ia in ten sissim a n ei
confronti di chi sembra possedere le cose che loro non
43

hanno o di chi, semplicemente, trae piacere dalla vita.


Lap p rop riazion e p u essere sociale, e con sistere a
esempio nel sedurre un partner che introduce in un
ambiente ambito: alta borghesia,circolo intellettuale o
artistico. Il van tag g io d i u n op erazion e d el g en ere ch e si
ha un partner che permette di accedere al potere.
S i attaccan o p oi allau tostim a, alla fid u cia ch e laltro h a d i
s, allo scopo di incrementare il proprio valore. In una
parola si appropriano del narcisismo altrui.
Per ragioni attinenti alla loro storia, nei primi stadi della
vita i perversi non hanno potuto realizzarsi. Notano con
invidia che altri hanno ci di cui si ha bisogno per
realizzarsi. Quando una persona soddisfatta passa loro
accanto, cercano di distruggere la felicit che li sfiora.
Prigionieri delle loro rigide difese, tentano di distruggere
la libert. Non essendo capaci di godere pienamente del
proprio corpo cercano di impedire agli altri anche ai
propri figli di godere del loro. Poich non sono capaci di
amare, cercano di distruggere col cinismo la semplicit di
un rapporto naturale.
Per accettarsi, i perversi narcisisti devono trionfare su
qualcun altro, sentendosi superiori. Gioiscono della
sofferenza altrui. Per affermarsi, devono distruggere.
In loro vi una esacerbazione della funzione critica, la
quale fa s che trascorrano il loro tempo a biasimare tutto
e tutti. In questo modo si mantengono in posizione di
on n ip oten za: S e g li altri son o n u llit, io son o p er fo rza
m ig liore d i loro.
Il m oto re d el n u cleo p erverso lin vid ia, lo scopo
lap p rop riazion e. Lin vid ia u n sen tim en to d i cu p id ig ia, d i
irritazion e ven ata d od io alla vista d ella felicit e d ei
vantaggi altrui. Si tratta di una mentalit subito
44

aggressiva, che si basa sulla percezione di quello che una


certa persona ha e ch e lin vid ioso n on p ossied e e
vorrebbe.
La p ercezion e d ellin vid ioso sog g ettiva, p u essere
ad d irittu ra d eliran te. Lin vid ia com p orta d u e
atteg g iam en ti op p osti: d a u n lato leg ocen trism o,
d allaltro la m alevolen za, accom p ag n ata d al d esid erio d i
danneggiare la persona invidiata. Questo presuppone una
sensazione di inferiorit nei confronti di chi possiede ci
ch e si d esid era. A llin vid ioso d isp iace ved ere ch e laltro h a
beni materiali o morali, ma pi che acquisirli, desidera
distruggerli. Se li avesse, non saprebbe che farsene: non
ha risorse per questo. Per colmare lo scarto che separa
lin vid ioso d allog g etto d esid erato, b a sta u m iliare laltro,
avvilirlo, fargli assumere le sembianze di un demonio o di
una strega.
Ci che i perversi invidiano nel prossimo , prima di tutto,
la vita. Invidiano la riuscita degli altri, che li mette di
fronte alla propria sensazione di fallimento, poich non
sono pi contenti degli altri di quanto lo siano di se
stessi; niente va mai bene, tutto complicato, tutto
una prova.
Impongono agli altri la loro visione pessimista del mondo
e la loro cronica insoddisfazione della vita.
Smorzano ogni entusiasmo intorno a s, cercano prima di
tutto di dimostrare che il mondo cattivo, che la gente
cattiva, che il partner cattivo. Con il loro pessimismo,
inducono chi hanno accanto a deprimersi, per poi
rimproverarglielo.
Il d esid erio d ellaltro e la su a vitalit m etton o in lu ce le
loro m an can ze. R itroviam o q u i lin vid ia, com u n e a m olti
esseri umani, del legame privilegiato della madre con il
45

suo bambino. Per questa ragione, nella maggior parte dei


casi, i perversi scelgono le loro vittime tra persone piene
di energia e che hanno gioia di vivere, come se
cercassero di accaparrarsi un poco della loro forza. Lo
stato di servit, di soggezione della vittima alle loro
esigenze, la dipendenza, testimoniano in modo
in con testab ile ch e lap p rop riazion e avven u ta d avvero .
Lap p rop riazion e la co n seg u en za log ica d ellin vid ia. I
beni di cui qui si tratta sono raramente beni materiali.
Sono qualit morali, difficili da sottrarre: gioia di vivere,
sensibilit, qualit comunicative, creativit, doti musicali
o lettera rie. Q u an d o il p artn er esp rim e u n id ea, le cose
van n o in m od o tale p er cu i lid ea n on resta p i su a, m a
diventa del perverso. S e lin vid ioso n on fosse a ccecato
d allod io p otreb b e, in u n rap p o rto d i scam b io, im p arare
come acquisire una parte di queste doti. Ma ci
presuppone una modestia che i perversi non hanno.
I p erversi n arcisisti fan n o p rop rie le p assion i d ellaltro
nella misura in cui si appassionano per lui o, pi
esattamente, si interessano a lui nella misura in cui ha
qualcosa che potrebbe appassionarli. Li si vede
appassionarsi, poi respingere con brutalit e
irrimediabilmente. Amici e conoscenti non capiscono
come una persona possa essere portata alle stelle un
giorno ed essere demolita il giorno dopo senza nessun
apparente motivo di risentimento. I perversi assorbono
len erg ia p ositiva d i q u an ti li circon d an o, se n e n u tron o e
rigenerano, poi fanno ricadere su di loro tutta la propria
energia negativa.
La vittima d molto, ma non mai abbastanza.
Non essendo mai contenti, i perversi narcisisti sono
sem p re n ella p osizion e d i vittim e e la m ad re (o log g etto
46

su cui hanno proiettato la madre) sempre considerata


responsabile. I p erversi ag g red iscon o laltro p er u scire
dalla condizione di vittima che hanno conosciuto da
piccoli. In una relazione, fare la vittima seduce un partner
che vuole consolare, riparare, prima che gli si affibbi il
ruolo del colpevole.
Nel caso di separazioni, i perversi si atteggiano a vittime
abbandonate, il che permette loro di recitare la parte di
maggior prestigio e di sedurre un altro partner, propenso
a consolare (pagg. 138-141).
LA G G R E S S O R E . I perversi non si considerano responsabili perch non
Lirre sp o n sab ilit hanno una vera soggettivit. Assenti a s stessi, lo sono
altrettanto agli altri. Se non sono mai dove li si attende,
se non vengono mai catturati, semplicemente perch
non ci sono. In fondo, quando accusano gli altri di essere
responsabili di quello che succede, fanno una
constatazione. Poich loro non possono essere
resp on sab ili, allora lo laltro. G ettare la colp a su d i lu i,
parlarne male facendolo passare per malvagio, permette
non soltanto di sfogarsi, ma anche di scagionarsi. Mai
responsabili e mai colpevoli: tutto ci che va male
sempre colpa degli altri.
Si difendono con meccanismi di proiezione: addossare al
prossimo ogni loro difficolt e ogni loro fallimento e non
chiamarsi in causa. Si difendono anche negando la realt
o eludono il dolore psichico trasformandolo in negativit.
un rifiuto costante, anche nelle piccole cose della vita
quotidiana, anche se la realt prova il contrario. La
sofferenza bandita, il dubbio anche. Sono gli altri a
doverne portare il peso. Aggredire il loro mezzo per
47

evitare il dolore, la sofferenza e la depressione.


I perversi narcisisti hanno difficolt a prendere decisioni
nella vita di tutti i giorni e hanno bisogno di qualcuno che
si assuma la responsabilit al loro posto. Non sono
assolutamente autonomi, non possono fare a meno degli
altri, infatti assumono comportamenti appiccicosi e
temono la separazione; oppure pensano che sia il partner
a sollecitarla. Rifiutano di vedere che il loro modo di
rapportarsi cannibalesco poich potrebbero percepire la
propria immagine in modo negativo. Ci spiega la
violenza che manifestano di fronte a un partner troppo
benevolo o consolatore. Se invece il partner
indipendente, viene percepito come una persona ostile e
che respinge (pagg. 141-142).
La fa se violen ta , d i p er s, u n p rocesso d i scom p en so
p aran oico: laltro d eve essere d istru tto p erch
pericoloso. Bisogna attaccare prima di essere attaccati a
propria volta. Come abbiamo visto, la perversione
narcisista un sistema che permette di evitare lan g oscia
p roiettan d o allestern o tu tto ci ch e cattivo. S i tratta d i
una difesa contro la disintegrazione psichica. Attaccando
laltro, i p erversi cercan o p rim a d i tu tto d i p roteg g ersi.
Dove potrebbe apparire il senso di colpa nasce
u n an g oscia psicotica insopportabile, che viene proiettata
con violenza sul capro espiatorio. La vittima il
ricettacolo di tutto quello che il suo aggressore non
capace di sopportare.
Dato che anche loro, per proteggersi, hanno dovuto
ap p ren d ere fin d allin fan zia a separare in s le parti sane
da quelle ferite, i perversi continuano a funzionare in
modo frammentario. Il loro mondo diviso in bene e
male.
48

Proiettare tutto il male su qualcun altro consente loro di


essere migliori nella loro vita, e garantisce una relativa
stabilit. Sentendosi impotenti, i perversi temono
lim p oten za ch e su p p on g on o n el p rossim o. In u n m od o
q u asi d eliran te, n e d iffid an o, g li attrib u iscon o u n ostilit
ch e p oi la p roiezion e d ella loro p rop ria ostilit (p ag g .
143-144).
LA VITTIMA.
La vittima
oggetto

La vittima tale perch stata designata dal perverso.


Diventa capro espiatorio, responsabile di tutto il male.
S ar d ora in p oi il b ersag lio d ella violen za e risp arm ier
al suo aggressore di cadere in depressione o di rimettersi
in discussione.
La vittima, in quanto tale, innocente del crimine per cui
p ag h er. E p p u re an ch e i testim on i d ellag g ression e
nutrono sospetti nei suoi confronti. come se una vittima
innocente non potesse esistere. Si pensa che acconsenta
tacitamente, o che sia complice consciente o meno
d ellag g ression e ch e su b isce.
Perch stata scelta? Perch era l e, in un modo o
n ellaltro, h a com in ciato a d are fa stid io. N on h a n ien te d i
p articolare p er lag g ressore. u n og g etto
intercambiabile, che stava l al momento sbagliato, ma
anche giusto, e che ha avuto il torto di lasciarsi sedurre e
a volte di essere troppo lucida. Al perverso interessa
solo quando utilizzabile e accetta la seduzione. Diventa
og g etto d od io d al m om en to in cu i si sottrae o n on h a p i
niente da dare.
Poich solo un oggetto, importa poco chi . Ci
n on d im en o lag g resso re evita ch iu n q u e p otreb b e m etterlo
in pericolo. cos che si guarda scrupolosamente
49

d allop p orsi ad altri p erversi n arcisisti o ai p aran oici,


troppo simili a lui. Quando perversi e paranoici si
asso cian o, ci n on fa ch e d ecu p licare leffetto d istru ttivo
sulla vittima designata. quello a cui si assiste
soprattutto nei gruppi e nelle aziende. pi divertente
disprezzare o prendersi gioco di qualcuno davanti a uno
spettatore che incoraggiare! Senza farne per questo dei
complici, non raro che i perversi ricevano una tacita
approvazione da parte di testimoni che hanno prima
destabilizzato, poi pi o meno convinto.
tipico di un attacco perverso prendere di mira le parti
vu ln erab ili d ellin terlocu tore, l d ove c u n a d eb olezza o
una patologia. Ogni individuo presenta un punto debole,
che diventer per il perverso qualcosa a cui aggrapparsi.
Come un alpinista si aggrappa alle fenditure della parete
per avanzare, i perversi si servono delle pecche
d ellin terlocu tore p er scalarn e la stru ttu ra d i p erson alit.
S on o m olto ab ili n ellin tu ire i p u n ti d eb oli, n ello sco vare i
m od i in cu i laltro p otreb b e accu sare il colp o ed essere
ferito. Pu darsi che la pecca in questione sia proprio una
cosa ch e laltro rifiu ta d i ved ere in se stesso. La ttacco
perverso allora una dolorosa rivelazione. Pu trattarsi di
u n sin tom o ch e lin terlocu tore si sfo rza d i b an alizzare, d i
m in im izzare, e ch e lag g ressore p erverso riattiver . La
violenza perversa mette la vittima a confronto con le
p rop rie caren ze, con i trau m i d im en ticati d ellin fan zia.
Risveglia la pulsione di morte che in germe in ogni
in d ivid u o. I p erversi van n o alla ricerca , n ellaltro, d el
seme di autodistruzione, che basta poi attivare con una
comunicazione destabilizzante. Il rapporto con i perversi
narcisisti funziona come uno specchio che rimanda
immagini capovolte. La buona immagine di s
50

trasformata in immagine di non-amore.


Dire che la vittima complice del suo aggressore non ha
senso nella misura in cui, a causa del condizionamento
che ha subito, non ha avuto le risorse psichiche per fare
altrimenti: era paralizzata.
Il fatto che abbia partecipato passivamente al processo
n on tog lie n u lla alla su a p osizion e d i vittim a: Se ho
vissu to con u n u om o ch e n on m i am ava, lh o fa tto p er
qualche ragione; se non mi sono accorta di niente,
quando sono stata ingannata, lo si deve alla mia storia;
ma, poi, il modo in cui andata la separazione una
cosa che non si poteva prevedere e a cui non era
possibile adattarsi. Anche se ora capisco che
q u ellatteg g iam en to n on era rivolto a m e p erson alm en te,
p en so ch e si tratti d i u n ag g ression e m orale terrib ile, u n
ten tativo d i om icid io p sich ico.
La vittima non in s masochista o incline alla
depressione. I perversi sfrutteranno la parte depressiva o
m aso ch ista ch e in lei (p ag g . 1 4 5 -147).

LA VITTIMA.
Ci che a prima vista sorprende che le vittime accettino
Perch accettano la loro sorte.
la loro sorte?
Le parole dei perversi narcisisti sono totalitarie e negano
la sog g ettivit d ellaltro. Il fu n zion am en to p erverso
consiste invece nello spegnere ogni traccia di libido e di
energia emotiva vitale. Ora, la libido la vita. Bisogna
quindi spegnere ogni traccia di vita e ogni desiderio,
anche quello di reagire.
N el rap p o rto con il p erverso n on c sim m etria, m a solo
d om in io d ellu n o su llaltro, e la p erson a sottom essa n on
ha la possibilit di reagire e di fermare lo scontro. per
51

questa ragione che si tratta effettivamente di


u n ag g ressio ne. Il condizionamento realizzato in via
preliminare ha tolto il potere di dire di no. Non possibile
negoziare: tutto viene imposto. La vittima trascinata in
questa situazione perversa suo malgrado. stata
sollecitata nella sua parte masochista, che esiste in ogni
individuo. Si ritrovata invischiata in un rapporto
distruttivo senza avere i mezzi per sottrarvisi. Il perverso
si aggrappato proprio al suo punto debole, che si tratti
di una debolezza costituzionale o di reazione. Secondo F.
R ou stan g o gnuno oscilla tra il desiderio di indipendenza,
d i d om in io d i s e d i resp on sab ilit d a u n lato, e d allaltro
il bisogno infantile di trovarsi in una condizione di
d ip en d en za, d i irresp on sab ilit e d u n q u e d i in n ocen za.
La vittima ha sostanzialmente la colpa di non essere stata
diffidente e di non avere considerato i messaggi violenti
non verbali. Non ha saputo tradurre questi messaggi e ha
preso alla lettera ci che gli si diceva.
Quello che distingue le vittime di un perverso dai
masochisti il fatto che quando, a prezzo di un immenso
sforzo, riescono a separarsi, hanno la sensazione di
liberazione. Sono sollevate perch la sofferenza in s non
le interessa. Si sono lasciate coinvolgere dal gioco
perverso, magari per un lungo periodo, perch sono
piene di vita e vogliono dare la vita, anche assumendo
lin carico d isp erato d i d arla a u n p erverso: C on m e
cam b ier!.
Il loro dinamismo si accompagna a una certa fragilit.
Lan cian d osi n ellim p resa im p ossib ile d i resu scitare d ei
morti, manifestano qualche incertezza sulle proprie forze.
Si insinua nel loro agire qualcosa che sa di sfida. Sono
forti e dotate, ma devono provare a se stesse di esserlo;
52

sono vulnerabili perch non sono sicure delle proprie


capacit. questo, senza dubbio, a renderle sensibili alla
fase deduttiva, durante la quale il perverso non trascura
di valorizzarle. In seguito, la loro ostinazione pu essere
pericolosa. Non rinunciano perch non possono
immaginare che non ci sia niente da fare e che non ci si
possa aspettare nessun cambiamento. Come si vedr, si
sentirebbero responsabili se abbandonassero il loro
partner.
Esiste un dubbio: se il masochismo una caratteristica
tanto fondamentale della vittima, perch non si
manifestato in un altro contesto, e scompare dopo la
sep a razion e d alla g g resso re? (p ag g . 1 4 7 150).

LA VITTIMA.
Gli scrupoli

La d eb olezza d el p artn er, a cu i i p erversi si ag g rap p an o,


si manifesta nella maggior parte dei casi come
svalutazione e senso di colpa. Un comportamento che
m ira ch iaram en te a d estab ilizzare laltro consiste
n ellin d u rlo a colp evolizzarsi. La vittim a id eale u n a
persona coscienziosa, naturalmente propensa a
colpevolizzarsi.
S on o p erson e ch e ten g o n o allord in e, sia in cam p o
lavorativo che nelle relazioni sociali, che si dedicano a
quanti stanno loro vicino e accettano raramente piaceri
d ag li altri. Lattaccam en to allord in e e la p reo ccu p azion e
di far bene spingono queste persone a sobbarcarsi una
mole di lavoro superiore alla media, cosa che le fa sentire
con la coscienza tranquilla, e da cui nasce anche la
sensazione di essere oppresse dal lavoro e da incarichi al
limite del possibile.
I p red ep ressi con q u istan o lam ore d ellaltro m etten d osi a
53

disposizione, e provano una grande soddisfazione nello


stare al suo servizio o nel fargli piacere. I perversi
narcisisti ne approfittano.
Soggetti di questo tipo mal sopportano i malintesi e le
goffaggini, che cercano di correggere. In caso di
difficolt, intensificano gli sforzi, si sovraccaricano di
lavoro, si sentono superati dagli eventi, si colpevolizzano,
lavorano il doppio, si affaticano, divengono meno
efficienti e, per un circolo vizioso, si colpevolizzano
sem p re d i p i . S i p u arrivare allau to accu sa: colp a
m ia se il m io p artn er n o n con ten to o se ag g ressivo.
Se viene commesso un errore, tendono ad attribuirselo.
Questa coscienza esagerata legata alla paura di
sb ag liare, p erch la p ression e d ellerro re, i rim orsi,
generano in loro una sofferenza troppo grande. Sono
anche vulnerabili ai giudizi e alle critiche altrui, per
quanto infondate. Ci li porta a giustificarsi
ininterrottamente. I perversi, percependo tale debolezza,
p rovan o p iacere n ellin stillare il d u b b io: N on sa r p er
caso colpevole di quello che mi si rimprovera, anche se
n on n e son o con sap evole?. S e le accu se si rivelan o false,
queste persone non sono comunque pi sicure del fatto
loro e si chiedono se non dovrebbero, malgrado tutto,
assumersi la colpa.
Lag g resso re e lag g red ito fu n zion an o secon d o lo stesso
m eccan ism o totalizzan te. In en tram b i i casi c
u n esacerb azion e d elle fu n zion i critich e: verso lestern o
nel caso dei perversi, verso se stessi in quello delle
vittime.
Le vittime, in realt, fanno propria la colpevolezza
d ellaltro. H an n o in teriorizzato ci ch e le ag g red isce: lo
sguardo, i gesti, le parole. Per un fenomeno di proiezione,
54

i perversi narcisisti riversano sulla loro vittima la propria


colp evolezza. N el caso d i u n ag g ression e, ai p erversi
basta negare perch le vittime entrino nel dubbio.
per questa ragione che alcune vittime sono ricorse a
stratagemmi per verificare a posteriori la realt della
violenza. Conservano copie di lettere, si organizzano per
avere un testimone nascosto, oppure registrano le
conversazioni telefoniche.
Si ritrova in loro, del resto, una sensazione latente di
inferiorit, che riescono in genere a compensare, a
con d izion e ch e n on si fo rn isca loro lo ccasion e d i sen tirsi
in torto. Questa vulnerabilit al senso di colpa costituisce
una fragilit di fronte alla depressione. Non costituisce
uno stato depressivo, caratterizzato da tristezza e apatia,
ma , al contrario, uno stato che porta la persona a
d iven tare ip erattiva, in forte in terazion e con la societ
(pagg. 150-153).
LA VITTIMA.
La vitalit

Le vittim e su scitan o lin vid ia p erch si m etton o


esageratamente in mostra. Non sanno fare a meno di
evocare il piacere che provano a possedere questa o
quella cosa, non sanno fare a meno di ostentare la loro
felicit.
Le vittime ideali dei perversi sono quelle che, non avendo
fiducia in s, si sentono costrette a fare troppo, per dare
a tutti i costi una migliore immagine di s. Le vittime
sono quindi trasformate in preda dalla stessa loro energia
vitale. Hanno bisogno di dare e i perversi narcisisti di
prendere: non si pu immaginare incontro pi ideale.
Lu n o rifiu ta og n i sen so d i colp a, laltro ha una naturale
propensione a colpevolizzarsi.
55

Perch il gioco valga la candela, bisogna che la vittima


allin izio sap p ia resistere, p er ced ere in seg u ito (p ag g .
153-154).
LA VITTIMA.
La trasparenza

Le vittime sembrano ingenue, credulone. Poich non sono


cap aci d i im m ag in are ch e laltro sia sostan zialm en te
distruttivo, cercano di trovare delle spiegazioni logiche e
ten tan o d i evitare og n i m alin teso: S e g li sp ieg o, cap ir e
si scu ser d el su o com p ortam en to. C h i n on p erverso,
non pu immaginare tanta manipolazione e malevolenza.
Per liberarsi del loro aggressore, le vittime si impongono
di essere trasparenti e tentano di giustificarsi. Quando
una persona trasparente si apre con una che diffida,
p rob ab ile ch e q u estu ltim a p ren d a il p otere. T u tte le
chiavi che le vittime consegnano ai loro aggressori non
fanno altro che incrementare il disprezzo che essi
m an ifestan o n ei loro co n fron ti. D i fron te allattacco
perverso, le vittime si mostrano dapprima comprensive e
cercano di adattarsi, capiscono o perdonano per amore o
am m irazion e: S e cos, p erch in felice. Lo
rassicu rer. Lo g u arir.
Come per un sentimento di protezione materna, pensano
di doverlo aiutare perch sono le uniche a capirlo.
V og lion o riem p ire laltro d an d og li la p rop ria so stan za,
talvolta si sentono addirittura investite da una missione.
Pensano di poter capire tutto, perdonare tutto,
giustificare tutto.
Convinte che parlando troveranno una soluzione,
permettono ai perversi che rifiutano qualunque dialogo
di metterle in scacco come vogliono. Le vittime
alim en tan o la sp eran za ch e laltro cam b i, ch e ca p isca la
56

sofferenza che infligge, che si penta. Sperano sempre che


le loro spiegazioni e giustificazioni elimineranno i
malintesi e si rifiutano di rendersi conto che, per quanto
si possa comprendere intellettualmente e affettivamente,
non si deve per questo sopportare tutto.
Mentre i perversi narcisisti sono bloccati nella loro
rigidit, le vittime cercano di adattarsi, di capire che cosa
voglia il loro persecutore, consciamente o
inconsciamente, e vanno alla ricerca di quale sia la loro
parte di colpevolezza.
La manipolazione riesce tanto meglio se si tratta di una
persona a cui la vittima aveva concesso fiducia (padre o
madre, coniuge, principale): il perdono delle vittime o la
loro mancanza di rancore le mette in una posizione di
p otere. Lag g resso re n o n riesce a tollerarlo, p erch u n a
cosa ch e sottolin ea la rin u n cia d ella vittim a: N on vog lio
p i g iocare con te. Lag g ressore fru strato, la su a
vittima un rimprovero vivente, cosa che non pu che
indurlo a odiarla ancora di pi.
Pare che sia possibile diventare vulnerabili al
con d izion am en to fin d allin fan zia. C i si ch ied e sp esso
perch le vittime non reagiscano. Vediamo che soffrono,
che rinunciano alla propria vita, eppure restano dove
sono e temono anche di essere abbandonate. Sappiamo
che andarsene le salvaguarderebbe, ma non possono
farlo finch non si sono liberate dal trauma infantile.
A lice M iller h a d im ostrato ch e u n ed u cazion e rep ressiva,
m irata a u ccid ere u n b am b in o p er il su o b en e, n e
spezza la volont e lo porta a reprimere i sentimenti veri,
la creativit, la sensibilit, la ribellione. Secondo lei,
questo tipo di educazione predisporrebbe a qualsiasi
nuova soggezione, sia essa individuale da parte di un
57

perverso narcisista, sia collettiva in una setta o in un


partito politico totalitario. Spinta in questo senso fin
d allin fan zia, u n a p erson a si far m an ip olare n ellet
adulta.
Quanti, in un clima repressivo o incestuale, saranno
riusciti a preservare la capacit di reagire a parole o con
la rabbia alle vessazioni e alle umiliazioni, riusciranno in
et adulta a proteggersi meglio di fronte a un perverso
n arcisista (p ag g . 1 5 4 -156).
LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE

Lo choc

Lo ch o c si p rod u ce q u an d o le vittim e prendono coscienza


d ellag g ression e. Fin o a d allora n on d iffid avan o, fo rse
erano addirittura troppo fiduciose. Anche se persone
esterne avessero fatto notare loro quanto erano
sottomesse e tolleranti di fronte a una palese mancanza
di rispetto, si sarebbero rifiutate di riconoscerlo.
Brutalmente, capiscono ora di essere state vittime di una
manipolazione.
Si ritrovano disorientate, ferite. Tutto crolla.
Il traumatismo grave, a causa della sorpresa e della
loro impreparazione, conseguenza del condizionamento.
Al momento dello choc emozionale, dolore e angoscia si
mescolano. una sensazione di violenta effrazione, di
abbattimento, che alcune vittime descrivono come
u n ag g ression e fisica: com e u n a p u g n alata, M i d iceva
p arole terrib ili e io h o lim p ressione di essere un pugile
messo al tappeto, che continua a essere pestato di santa
rag ion e.
58

Stranamente raro assistere a moti di collera o di


ribellione, anche dopo che le vittime hanno deciso di
separarsi. Eppure, la rabbia permetterebbe loro di
liberarsi. Le vittime sanno puntare il dito contro la propria
sorte ingiusta, ma non sono tuttavia capaci di ribellarsi.
La rabbia arriver solo pi tardi e si tratter, nella
maggior parte dei casi, di una collera censurata e quindi
inefficace.
Per provare davvero una collera liberatrice, le vittime
dovranno uscire dal condizionamento. Quando prendono
coscienza della manipolazione, le vittime si sentono prese
in giro, come chi appena stato truffato. Si ritrova
sempre la stessa sensazione di essere stati imbrogliati,
ingannati, di non essere stati rispettati. Scoprono troppo
tardi di essere vittime, che ci si presi gioco di loro.
Perdono la stima di s e la propria dignit. Si vergognano
d el m od o in cu i h an n o reag ito alla m an ip olazion e: A vrei
dovuto reagire prim a, Perch n on m i son o accorto d i
n ien te?. S i verg og n an o q u an d o p ren d on o coscien za d ella
p rop ria com p iacen za p a tolog ica, ch e h a au to rizzato laltro
a essere violento. A volte desiderano vendicarsi, ma nella
maggior parte dei casi sono in cerca di una riabilitazione
e di un riconoscimento della loro identit.
Aspettano delle scuse, che non riceveranno, da parte del
loro ag g resso re. S e rip arazion e c, la otten g on o m olto
pi tardi e da parte dei testimoni o dei complici passivi
che, manipolati dal perverso, hanno partecipato
allag g ression e (p ag g . 1 7 1 -172).

Lo scompenso

Le vittim e, in d eb olite n ella fase d i con d izion am en to, si


sentono ora aggredite direttamente. Le capacit di
59

resistenza di un individuo non sono illimitate, a poco a


poco si erodono e portano a un esaurimento psichico.
Oltre una certa quantit di stress non pu pi esserci
lavoro di adattamento, ma solo scompenso. Si attivano
d istu rb i p i d u revoli (p ag . 1 7 2 ).

La separazione

D i fron te a u n a m in accia ch e si m an ifesta sem p re p i


chiaramente, le vittime possono reagire in due modi:
1. sottomettersi e accettare la dominazione, con
lag g ressore ch e - a partire da quel momento - pu
portare avanti tranquillamente la propria opera di
distruzione;
2. ribellarsi e lottare per andarsene.
Soggette a un condizionamento troppo forte e di lunga
data, certe persone non sono in grado n di fuggire n di
combattere. A volte vanno a consultare uno psichiatra o
uno psicoterapeuta, ma avvertono subito che non
vogliono mettere radicalmente in questione nulla.
Vogliono soltanto tenere duro, sopportare la condizione di
asservimento in cui si trovano, senza mostrare sintomi di
cedimento e continuare a fare bella figura. A una lunga
psicoterapia, persone di questo tipo preferiscono di solito
un trattamento farmacologico. Tuttavia, quando gli stati
depressivi si susseguono, pu verificarsi un abuso di
farmaci ansiolitici o di sostanze tossiche (per esempio,
alcool) e lo psichiatra sar costretto a proporre di nuovo
una psicoterapia. Quando in atto la molestia, infatti,
raro che si interrompa se la vittima non se ne va, e non
sono i farmaci a salvarla.
Nella maggior parte dei casi le vittime reagiscono quando
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p osson o ved ere la violen za in atto su u n altra p erson a o


quando hanno avuto la possibilit di trovare un alleato o
un appoggio esterno.
La separazione, quando pu realizzarsi, riguarda le
vittime, mai gli aggressori. Questo processo di liberazione
si com p ie allin seg n a d el d olore e d el sen so d i co lp a,
perch i perversi narcisisti si atteggiano a vittime
abbandonate e trovano in ci un pretesto per essere
violenti. Nella separazione i perversi pensano sempre di
essere danneggiati e diventano cavillosi, approfittando
del fatto che la loro vittima, nella fretta di farla finita,
disposta a qualunque concessione.
Nella coppia, il ricatto e la pressione si esercitano
attraverso i bambini, quando ci sono, o in procedure che
riguardano i beni materiali. In campo professionale non
raro che venga intentato un processo contro la vittima,
sempre colpevole di qualcosa (ad es. di essersi portata a
casa un documento importante). In ogni caso,
lag g ressore si lam en ta d i aver su b ito u n d an n o, m en tre
la vittim a ch e p erd e tu tto (p ag g . 1 7 5 -176).

Levo lu zio n e

A n ch e se le vittim e, d o p o aver fatto lo sforzo d i


separarsi, perdono ogni contatto con il loro aggressore,
non si possono negare le conseguenze drammatiche di un
periodo di vita in cui sono state ridotte alla condizione di
oggetto.
A partire da questo momento, ogni ricordo e ogni nuovo
avvenimento assumer un nuovo significato, legato
allesp erien za vissu ta.
In u n p rim o tem p o , lallon tan am en to d allag g resso re
rap p resen ta u n a lib erazion e p er le vittim e: Po sso
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fin alm en te resp irare!. S u p erata la fase d i ch oc ricom p are


lin teresse p er il lavoro o p er le attivit d el tempo libero,
una curiosit per il mondo o per le persone, tutte cose
fino a quel momento bloccate dalla dipendenza. Tuttavia
le difficolt non mancano.
Tra le vittime di molestia, alcune se la cavano senza
conseguenze psichiche, a parte un brutto ricordo ben
dominato (questo vero soprattutto quando la violenza
extrafamiliare e di breve durata), ma molte sperimentano
spiacevoli fenomeni di reminiscenza della situazione
traumatica, accettandola.
I tentativi di dimenticare provocano, nella maggior parte
dei casi, la comparsa di disturbi psichici o somatici
ritardati, come se la sofferenza fosse rimasta un corpo
estraneo nello psichismo, attivo e inaccessibile.
La violenza vissuta pu lasciare tracce benefiche,
compatibili con la prosecuzione di una vita sociale
praticamente normale. Le vittime sembrano
psichicamente indenni, ma permangono sintomi meno
specifici, che rappresentano un tentativo di eludere
lag g ression e su b ita. Pu tratta rsi d i an sia g en eralizzata,
di affaticamento cronico, di insonnia, di mal di testa, di
dolori molteplici o di disturbi psicosomatici (ipertensione
arteriosa, eczema, ulcera gastroduodenale), ma
soprattutto di comportamenti di dipendenza (bulimia,
alcolismo,tossicomania). Quando queste persone
consultano il loro medico generico si fanno prescrivere un
farmaco sintomatico o un ansiolitico. Non vengono messi
in relazione, perch la vittima non parla della violenza
subita e dei sintomi che presenta.
Succede che le vittime si lamentino, a posteriori, di
u n ag g ressivit in con trollab ile: u n resid u o d ellep oca in
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cui non avevano la possibilit di difendersi e che pu


essere anche interpretata come una violenza trasmessa.
Le aggressioni o le umiliazioni sono impresse nella
memoria e vengono rivissute attraverso immagini,
pensieri, emozioni intense e ricorrenti, sia di giorno (con
la sensazione improvvisa che una situazione identica sta
per verificarsi), sia durante il sonno (causando insonnia o
incubi). Le vittime hanno bisogno di parlare degli episodi
traumatizzanti, ma ricordare il passato suscita ogni volta
manifestazioni psicosomatiche che corrispondono alla
paura. Presentano disturbi della memoria o della
con cen trazion e. A volte, p erd on o lap p etito o h an n o al
contrario comportamenti bulimici, aumentando il
consumo di alcol o di tabacco.
A lu n g o term in e, la p au ra d i affron tare lag g ressore e il
ricordo della situazione traumatica inducono un
comportamento elusivo. La vittima mette in atto strategie
p er n on p en sare allep isod io stressan te e p er evitare tu tto
ci che potrebbe richiamare quel ricordo doloroso. Questo
distacco, realizzato per cercare di sfuggire a una parte dei
ricordi, causa a volte anche una netta diminuzione
d ellin teresse p er attivit altrim en ti im p ortan ti o u n a
limitazione degli affetti. Permangono intanto segnali
neurovegetativi quali disturbi del sonno o ipervigilanza.
Quasi tutte le persone che sono state vittime di molestia
descrivono queste reviviscenze dolorose, ma alcune
riescono a liberarsene impegnandosi in attivit esterme,
professionali o di volontariato.
Con il tem p o, lesp erien za vissu ta n on si d im en tica, m a si
pu fare in modo da condividerla sempre meno. Come
p otreb b ero , le vittim e, d ire ch e d op o d ieci o ven tan n i
continuano ad avere una sensazione di pericolo quando si
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ricordano improvvisamente del loro persecutore? Anche


se hanno ricominciato a vivere in modo armonico, questi
ricordi possono sempre provocare una sofferenza
folgorante. Dopo anni, tutto ci che richiamer da vicino
o da lontano quello che hanno patito le far fuggire,
perch il traumatismo avr sviluppato in loro una
capacit di riconoscere gli elementi perversi di un
rapporto.
Succede anche che, quando le vittime non riescono a
liberarsi del condizionamento, la vita si arresti a questo
traumatismo: lo slancio vitale smorzato, la gioia di
vivere scompare e non possibile alcuna iniziativa
personale. Non fanno che lamentarsi di essere state
abbandonate, ingannate, beffate. Diventano acide,
su scettib ili, irritab ili, ten d on o allisolam en to so ciale e a
rimuginare tristemente. Sono vittime che ritornano
sempre sugli stessi argomenti e quanti sono loro vicino le
sop p o rtan o a fatica: u n a vecch ia storia, d ovresti
p en sare a q u alcosaltro (p ag g . 1 7 6 -180).

Cos termina questa lunga analisi, volutamente dettagliata ed estesa perch il


messaggio dei concetti espressi da Marie France HIRIGPYEN potesse
penetrare a fondo nella mente di coloro che sono stati vittime di un perverso,
per liberarsene.
A questo punto 4 pu finalmente abbandonare il malefico territorio dei
perversi narcisisti, lasciando al lettore del sito il monito di Dante Alighieri
(Paradiso - Canto X, 25):
M esso th o in n an zi: o m ai p e r te ti cib a!

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