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OMBRE

di
Lucia Di Pierro

PREMESSA

Le ombre hanno contribuito allo sviluppo della conoscenza umana. Dall'antica Grecia al
Rinascimento, da Platone a Galileo, passando per Cristoforo Colombo, lo studio delle
ombre ha permesso, tra l'altro, di calcolare le distanze tra i pianeti, disegnare il tempo con
le meridiane, di studiare la forma della Terra, di scoprire le propriet delle proiezioni
matematiche ecc.
Lo studio dell'ombra ha per secoli impegnato filosofi, letterati, artisti e scienziati, ognuno
dei quali ha cercato di dare una logica spiegazione ad una cos affascinante visione. Si pu
affermare che le problematiche relative al concetto di ombra e alla sua interferenza con la
pratica pittorica hanno percorso l'intera storia della pittura: se l'ombra stata dapprima
intesa quale strumento e ausilio per la riproduzione della realt, nel tempo essa ha
acquistato un sempre pi esplicito significato simbolico. Le ombre hanno interessato
studiosi e artisti fin da tempi lontani, nel trentacinquesimo libro della sua
Naturalis historia, Plinio descrive accuratamente la tecnica che avrebbe dato luogo alla
prima pittura: Tutti comunque concordano che nacque dall'uso di tracciare con delle
linee il contorno dell'ombra umana.

Un antico mito racconta che prima dellalba la fanciulla di Corinto con la lanterna in una
mano e un carboncino nellaltra riprendeva sul muro di casa lombra dellamato in
partenza per la guerra, il padre Butade, vasaio di Sicione, ne avrebbe ricavato una stele da
porre nel tempio. In quellombra il mito pone la nascita dellarte nella citt occidentale che
si popola presto di magnifiche statue in cui il cittadino si riconosce con fierezza.
L'arte trova le sue origini nella riproduzione della proiezione del modello. Le ombre
seducono, sono immateriali, prive di consistenza. Crescono e decrescono, scompaiono e
ricompaiono, sono attaccate al corpo ma non si lasciano catturare. Sono una
rappresentazione incompleta di un oggetto, una silhouette in cui solo il contorno viene
rappresentato. Possono fare le veci dell'oggetto che le proietta diventandone un
duplicato. Platone si occup dell'analisi dell'ombra.
"Le ombre sono diminuzioni degli oggetti che le proiettano. Sono piatte, incorporee e senza
qualit, senza colore. Ma soprattutto sono assenze, cose negative. Un'ombra mancanza di
luce... se la luce lo strumento della visione, l'ombra sar il suo grande antagonista" 1.
Roberto
Casati
Le ombre sono a met strada tra percezione e pensiero.

1Roberto Casati,La scoperta dell'ombra. Da Platone a Galileo la storia di un enigma


che ha affascinato le grandi menti dell'umanit, Mondadori, Milano, 2000

Con questo breve scritto si cercato di uscire dagli stereotipi della rappresentazione
dell'ombra, cercando di ricrearla in modo originale, ovviamente accennando le teorie
delle ombre.

OMBRA[m-bra]: significato e archetipo

1 Oscurit pi o meno intensa prodotta su una superficie da un corpo opaco che intercetti
una fonte luminosa, dal latino Umbra.
-Ombra portata, quella che un corpo opaco proietta su una superficie -Ombra propria,
parte di un corpo che resta oscura perch opposta alla fonte luminosa
2 Figura, immagine, sagoma che un corpo opaco, intercettando la luce, proietta su una
superficie
3 Ombre cinesi, gioco che consiste nel produrre per mezzo delle mani, su una parete o
altro schermo, delle ombre che rappresentano figure diverse.
3 Immagine non ben distinguibile di persona o cosa, per oscurit, nebbia, fumo o altra
causa
4 Zona pi scura, alone: l'ombra di una macchia su un tessuto
5 Spirito, spettro, fantasma; anima: evocare le ombre dei trapassati; il regno delle ombre
6 Assenza di luce, oscurit, tenebra
7 Nel disegno, in pittura, nelle arti grafiche, parti di tono scuro che d rilievo alle immagini,
contrastando con le parti di tono pi chiaro: le ombre e le luci di un quadro caravaggesco

8 -Terra d'ombra, variet di ocra gialla di color bruno, usata in pittura per dare le ombre,
i chiaroscuri
9 -Senza n ombre n luci, di stile spec. letterario monotono, piatto

LOmbra un archetipo potente, il contenitore di tutto quello che ci mancato nel bene
e di tutto quello che abbiamo ricevuto nel male. il nostro Alter Ego, il Nemico,
lAntagonista, quello che nei miti e nelle fiabe interpreta il ruolo del cattivo e che spesso
viene rappresentato sotto forma di mostro, drago o demone. Ogni nostra sofferenza
deriva dal venire sopraffatti dallaspetto negativo di un archetipo (il lato Ombra) che
dobbiamo imparare prima a vedere e riconoscere, e poi a dominare, contrastare, opporgli
resistenza. La maggior parte della nostra Ombra deriva dalla repressione delle emozioni
che scivolano nellinconscio e diventano sempre pi potenti perch non le viene
permesso di esprimersi: lIo deve imparare a riconoscere le emozioni negative ed
esprimerle in qualche modo (catarsi, sport, arte, ecc.), perch solo cos pu contattare le
emozioni positive che si trovano ad un livello pi profondo. LOmbra la parte di noi che
dobbiamo riconoscere e integrare poich senza di essa non saremo completi.

CHE COS'E' L'OMBRA?

Senza ombre, gli oggetti sono privi di spessore, sembrano fluttuare staccati
dallambiente, mancano di consistenza. Senza ombre gli enti si smaterializzano in schemi
formali. Con ombre sbagliate invece gli oggetti diventano implausibili, paradossali. Le
ombre rendono il nostro mondo ricco, sfumato e piacevolmente complesso. Tante
certezze sembrano per svanire alla domanda: cos unombra, le ombre non
sembrerebbero trovare posto. Esse non sembrano oggetti fisici, pur avendo fisicit, si
estendono nello spazio e, di solito, durano nel tempo. Le ombre possono essere proprie o
portate. Le ombre proprie coprono direttamente gli oggetti dalla cui forma, orientamento
spaziale e distanza dalla sorgente di luce, vengono create. Le ombre portate sono gettate da
un oggetto su un altro, o da una parte dell'oggetto sopra un'altra parte dello stesso. Dal
punto di vista fisico, i due tipi di ombre hanno la stessa natura e appaiono in quei punti
dell'ambiente dove la luce scarsa; ma dal punto di vista percettivo sono molto diverse.
L'ombra propria parte integrante dell'oggetto, tanto che nell' esperienza quotidiana di
solito non si nota, ma serve soltanto a definire il volume; (.), le ombre portate

conferiscono agli oggetti il misterioso potere di emettere oscurit. Questo simbolismo per
diventa artisticamente attivo solo quando la situazione percettiva resa comprensibile
all'occhio. Due sono le cose che l'occhio deve capire: primo, l'ombra non appartiene
all'oggetto su cui vista; secondo, essa appartiene ad un altro oggetto che per non
ricopre.2

Le ombre,R.Arnheim, Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano,1962

ESPRESSIVITA' DELLA LUCE E DELL'OMBRA

Luci e ombre coinvolgono emotivamente sia l'esecutore e il fruitore dell'opera. Come la


linea, le forme il colore e tutti i codici visivi, luci e ombre possono essere usate per
comunicare messaggi. L'ombra e la luce hanno possibilit espressive infinite. Violenti
contrasti chiaroscurali inducono sensazioni percettive drammatiche, nelle colonne
doriche il forte contrasto creato dalle scanalature tagliate ad angolo vivo creano
imponenza, forza, virilit. Contrasti meno accentuati e pi soffusi rendono valori pi
intimi e malinconici. Una luce smagliante, che domina senza quasi creare o lasciare
ombre, perche assorbe in se ogni cosa e quasi annulla il contorno e il contrasto dei colori,
rende l'idea dello spazio infinito a carattere quasi trascendentale .

Tempio di Poseidone edificato intorno al 450 a.C stile dorico

Un aspetto importante della base della colonna il gioco delle ombre orizzontali la
modanatura che le determina la scozia. In greco questa parola abbastanza
significativa, visto che Scota il nome della dea della oscurit e del mondo sotterraneo.
L'oscurit e l'ombra erano percepite dagli antichi non come mera assenza di luce ma
come una sostanza palpabil e un vapore scuro perch fitto di anime dei morti, simili a
granelli di polvere.

OMBRE IN SCULTURA E ARCHITETTURA

luci e ombre hanno notevole importanza per la progettazione e realizzazione di opere


scultoree e architettoniche. Nella fase progettuale e obbligo tenere conto degli effetti di luce e
di ombra che genereranno nello spazio in cui andranno collocate. Piani e volumi hanno lo
stesso ruolo di colori e segni per la pittura, pieni e vuoti disegnano le forme rendendole pi
caratteristiche visionando le stesse da pi punti di vista. Per esempio nelle opere di Henry
Moore sono state progettate da essere viste da pi punti di vista, creando ogni volta grazie a
pieni e vuoti luci e ombre forme opere nuove. Anche i materiali usati amplificano o limitano la
visione delle opere. Per esempio il bronzo non assorbe la luce, ma la rimanda, la riflette. Si
creano cosi giochi taglienti e meno plastici di quelli che si ottengono dalle sculture in pietra.
Oppure l'alabastro che passa attraverso la luce creando effetti scenografici. La pietra e il
marmo creano effetti chiaroscurali differenti grazie alla loro textures, per esempio nelle opere

di Michelangelo la parte levigata raggiunge risultati chiaroscurali molto sfumati,


to

parte lavorata lasciata con la gradina crea contrasti pi sottili pi vibranti, Medardo Rosso,
usa il chiaro scuro come i suoi contemporanei pittori impressionisti, la luce uno dei punti
salienti della poetica dellartista: ha la funzione di realizzare la continuit dinamica formaspazio-vita. una luce guidata, prestabilita, che egli documenta in riprese fotografiche,
definita dalle sue parole: Come la pittura, anche la scultura ha la possibilit di vibrare, di
animarsi per via di mille sbattimenti di ombre e di luci pi o meno violenti. I confini tra la
pittura e la scultura sono superati perch con la luce limmagine diventa mobile e mutevole,
perdendo consistenza plastica nel gioco dei riflessi.

In questo schizzo preparatorio/studio di forme di Henry Moore, il chiaroscuro non usato


per leggere le luci e le ombre, ma il chiaroscuro scultore per rendere il volume
graficamente e per poter leggere le altezze pieni e vuoti

H.Moore Model for Three Piece Vertebrae 1968

OMBRA NELLA STORIA DELLARTE


Molti artisti nel corso del loro percorso, hanno incontrato l'ombra, come gi inserito nella
premessa, l'ombra e la sua rappresentazione trovano origine nella riproduzione della
proiezione del modello. Alcuni esempi si possono gi ritrovare nella antichit, molti esempi
sono nelle opere a mosaico del II sec. E nelle raffigurazioni parietali romane.

Heraclitus da Sosos da Pergamo,Resti di un pasto, II sec. dopo Cristo

Il filosofo greco Anassimandro con meridiana,II sec. dopo Cristo

Pittura parietale pompeiana

Parlando di ombra importante confrontare la rappresentazione di Adamo ed Eva d Masaccio


e di Masolino, il secondo propone una scena idilliaca: le figure sono idealizzate, ultraterrene,
hanno una psicologia indefinita, dialogano fra loro con gli sguardi. Il disegno molto morbido,
curvilineo, il colore addolcisce i corpi che hanno forme delicate, proporzioni longilinee e
un'anatomia appena accennata. Sono atteggiate con grazia e sembrano molto leggere,
addirittura sembra che i piedi non poggiano a terra. L'opera di Masaccio pi violenta: c' una
resa drammatica concreta, reale grazie anche al pi vivo contrasto di luce-ombra da cui
nascono le forme dei corpi, l'anatomia reale, le ombre sono reali, il loro peso del peccato
originale reale e reso evidente anche nelle tragiche espressione dei volti con tratti appena
accennati, ma in cui si fissa una maschera di dolore.

Adamo ed Eva Masaccio e Masolino

Nell'opera il bacio di Hayez la figura maschile bacia la sua amata, appoggiando la gamba sul gradino,
comunicando che prossimo alla partenza, La scelta dell'artista di celare i volti dei giovani scoraggia,
dando importanza all'azione e le ombre che si possono scorgere dietro al muro, nella parte sinistra del
quadro, indicano un oscuro presagio.

Il bacio, Hayez

Nell'arte contemporanea, spesso la ricerca dell'ombra si avvicina alla ricerca dello


spazio, come per esempio nelle opere di Lucio Fontana, nelle sue composizioni ha
creato delle i praticando dei tagli e dei buchi alla tela per oltrepassarla, superarla,
lo spazio delle sue opere non quindi rappresentato sulla tela, ma attraversata
dallo spazio stesso. Anche la Dadamaino (fig. n4) prosegue in questa ricerca
spaziale,ne i suoi Volumi, tele dai grandi fori ellittici, si avverte linfluenza di
Fontana, l'artista si concentra sui materiali sintetici e sullesplorazione dei volumi
come via per il superamento della bidimensionalit della pittura tradizionale.
Dello stesso periodo Enrico Castellani (fig.n5) capace di condurre
unoperazione di riduzione analitica della tradizione pittorica sino ai suoi minimi
termini fenomenologici, utilizzando luce e ombra come fondamentali strumenti
tecnico-espressivi.

Lucio Fontana ha creato delle composizioni praticando dei tagli e dei buchi alla
tela per oltrepassarla, superarla, lo spazio delle sue opere non quindi
rappresentato sulla tela, ma attraversata dallo spazio stesso, con ombre vere e
e proprie che rappresentano la fisicit dei tagli

L. Fontana, Concetto Spazial

Enrico Castellani, personalit di importanza cruciale nella storia dell'arte astratta, anche sotto il
profilo teorico, capace di condurre unoperazione di riduzione analitica della tradizione
pittorica sino ai suoi minimi termini fenomenologici, utilizzando luce e ombra come
fondamentali strumenti tecnico-espressivi.

E.Castellani,Superficie bianca

La ricerca di Dadamaino si concentra sui materiali sintetici e sullesplorazione dei volumi come via per il
superamento della bidimensionalit della pittura tradizionale.

Dadamaino Volume bianco-elissi

Conical Intersect" (1975). Rue Beaubourg, Paris. courtesy of David Zwirner, NY and the
Estate of Gordon
Matta-Clark incomincia a creare tagli, bucature e fratture all'interno di oggetti
tridimensionali messi a disposizione da vari musei. Nel frattempo applica gli stessi tagli a
solai, muri e intere case, creando una riflessione sul concetto di riempimento e di svuotamento
dello spazio in architettura.

Ettore Spalletti-Gam Torino

Larte di Ettore Spalletti solca i confini tra pittura, scultura e spazio, trasformando il colore e la
geometria in unintensa esperienza percettiva, ci che visivo diventa tattile e viceversa: non
soltanto, infatti, il colore concepito in maniera scultorea in quanto forma, sostanza e volume,
ma lidea della pittura estesa allo spazio, come articolazione di piani e presenza oggettuale.

CHRIS DRURY

- LA STANZA DEL CIELO

Il lavoro rende omaggio alle montagne che si affacciano sulla valle e alle Dolomiti che possono
essere osservate ad Ovest. Allinterno della stanza del cielo funziona come una camera oscura;
chiudendo la porta, limmagine delle montagne e del cielo apparir capovolta, grazie ad un
piccolo foro posto sul lato sud. Rimani alcuni minuti seduto; se il giorno luminoso,
appariranno i colori e le nuvole scivoleranno sul pavimento. Questo lavoro costruito utilizzando
il calcare delle nostre montagne in stretta relazione con la Cattedrale Vegetale: si tratta
sostanzialmente di un luogo dove rimanere in tranquillit e contemplare uno spazio interiore

OMBRA COME MARCATORE DI TEMPO

L'uomo da sempre si interroga sulla natura del tempo, il tempo non rilevabile da nessun
organo sensoriale, si pu percepire la luce e tramite essa possiamo avere una visione della
struttura spaziale del mondo, si possono ascoltare suoni, percepire il caldo e il freddo ma non
possiamo sentire il tempo. L'uomo pu solo contare intervalli di tempo, i cicli del giorno e
della notte, le stagioni, il battito dl cuore. L'uomo ragiona sul tempo e si spaventa dal suo
scorrere, pensa al passato che non torna, allo sfuggevole presente e al nebuloso futuro,
proviamo ad immaginare a quanti miti e racconti si sono creati sull'alternanza del giorno e della
notte del passare delle stagioni, qui nasce il sogno dell'uomo di afferrare il tempo. Gi l'uomo
primitivo tent di afferrare il tempo illudendosi di imprigionarlo con riti e simbologie che
sopravvivono ancora oggi come ad esempio i segni zodiacali. Attorno ai ritmi ha costruito la
musica che la prova di come si pu scandire e gestire il tempo, partendo molto probabilmente
dal ritmo cardiaco e dai suoni della natura adattandoli e manipolandoli in forma d'arte toccando
il cuore in forma di sensazioni e sentimenti.

Il tempo anche l'alternanza delle azioni quotidiane, il lavoro, la caccia, il lavoro nei campi e la
vita sociale, quindi gi l'uomo primitivo tenta di rappresentare questo inevitabile flusso con
calendari scanditi da cicli regolari. Si pu immaginare che il primo strumento di osservazione del
passare del tempo fu proprio l' uomo e la sua ombra, proiettata al suolo si allunga e si accorcia
grazie al passaggio del sole e dalla sua luce sfuggevole come il tempo stesso. L'osservazione e
lo studio del passaggio degli astri diventa fondamentale per iniziare a creare ed elaborare i
primi strumenti di calcolo del tempo. Questi strumenti prenderanno il nome di Meridiane o
pi propriamente Orologi Solari grazie all'approfondimento di questi studi.
A partire da questo momento edifici, castelli case si popolano sulle proprie facciate di questi
strumenti che silenziosamente continuano il loro inesorabile scandire del tempo, l'ombra
diventa quindi lo strumento pi diffuso per segnare il tempo fino all'avvento dei primi orologi
meccanici, causando per un lento declino dell'orologio solare. Il calcolo astronomico per
rimane fondamentale anche per la regolazione degli attuali orologi atomici non perdendo la
sua funzione essenziale. Dal XX secolo in poi con la continua ristrutturazione degli edifici, le
Meridiane, vengono gradualmente cancellate dalle pareti ritenute ormai oggetti obsoleti e
inutili, fortunatamente in tempi recenti grazie al fascino di questi strumenti ritornato un

graduale interesse, restaurando le preesistenti e realizzandone di nuove. Grazie alle nuove


tecnologie quindi ci si pu affidare in maniera pi naturale allo scorrere del tempo dato dalle
linee d'ombra, lasciandosi trasportare dall'infinito scorrere dei ritmi naturali.

Interno del monumento Newgrenge-Solstizio d'inverno

newgrengeBend of the Boyne (Ansa del Boyne),la necropoli di Newgrange , si


pensa che sia il pi grande il pi antico orologio solare

LA GNOMONICA
La Gnomonica quel ramo dellAstronomia e della Matematica che studia i principi degli orologi
solari, comunemente detti meridiane o quadranti solari. La gnomonica affonda le sue radici in
un passato molto antico; i primiquadranti solari non sono stati neppure costruiti, ma
semplicemente estrapolati da qualche configurazione naturale: un pendio ben esposto e
percorso quotidianamente dallombra di un rilievo. Larchitettura monumentale dellantichit,
preistorica e storica si basava sulla concezione dello scorrere del tempo,le piramidi egizie o
precolombiane erano tutte sapientemente orientate. LEuropa cosparsa di monumenti
preistorici come i menhir ed i dolmen; la pi famosa di queste strutture Stonehenge in
Inghilterra la cui funzione astronomica era innanzi tutto quella di determinare con esattezza
solstizi ed equinozi (calendario). I Greci ereditarono il patrimonio culturale dellEgitto e della
Mesopotamia ed in particolare la Gnomonica, lAstronomia e la Geometria. I Romani furono gli
eredi della scienza greca, come, lo furono mille anni dopo i popoli arabi. Per questo la
gnomonica, durante tutto lImpero romano, fu niente altro che ladozione di idee e teorie
vecchie di secoli. Levoluzione degli orologi solari si possono trovare comunemente in tutta la

cultura europea nellimmagine della meridiana. Fantasma ombra gigantesca che incute
timore. Lombra di per s fugace. In molte culture lombra , loscurit e la tenebra vengono
spesso associate al male, in contrapposizione alla luce che simboleggia il bene. Cos per
esempio gli angeli sono solitamente ritratti vestiti di bianco, mentre i diavoli di nero.
Nascondersi nellombra un modo di dire che si associa solitamente a chi ha cattive
intenzioni. Aver paura della propria ombra essere insicuri, aver paura di noi stessi. Nella
psicologia analitica il termine ombra indica principalmente il lato oscuro della personalit,
contrapposto allIo cosciente. La complessit del pensiero non permette, tuttavia, di fornire
una definizione univoca di ombra, ma ci introduce in una dimensione relazionale pi vicina al
rapporto con le immagini che evoca il contrasto (ma anche il rapporto complementare) tra luce
e ombra, tra chiaro e scuro. Esistono alcune esperienze psichiche ed esistenziali
profondamente contraddistinte da un contrasto analogo a quello luce/ombra. Lombra
rappresenta in qualche modo lopposto complementare della coscienza, ci che rifiutiamo di
riconoscere come parte di noi stessi. Il confronto con lombra, allora, sar non soltanto un
problema di carattere psicologico, ma assumer valore morale: Lombra un problema morale
che mette alla prova lintera personalit dellIo. Ci significa riconoscere come

realmente presenti gli aspetti oscuri della personalit: atto che costituisce la base
indispensabile di qualsiasi forma di conoscenza di s.

meridiana

STONEHENGE E KUKULCAN

Tra i vari esempi di architettura usati nell'antichit come marcatori di tempo quasi
obbligatorio parlare di Stonehange e della piramide di Kukulkan, entrambe seppur
lontane sia nei secoli che per ubicazione e tipo di civilt, trovano analogie comuni
soprattutto nella demarcazione del passaggio delle stagioni. Visti per antonomasia come
siti archeologici del mistero ancora oggi ci poniamo domande sulla logica e la modalit di
costruzione e di progettazione. L'ingresso delle stagioni portava con se una serie di rituali
dalle radici profonde legate all'equinozio e al solstizio. Come tutte le feste dell'anno
legate al passaggio delle stagioni e del risveglio della natura attira a se usanze e riti sia
pagani che cristiani. Nell'Inghilterra rurale, ancora oggi, si associa all'equinozio di
primavera una serie di appuntamenti volti a propiziare il nuovo inizio. la ricorrenza
che festeggia Eostre, dea sassone della fertilit, alla quale ci si rivolge per un buon
raccolto. Per tradizione e curiosit ogni anno per l'equinozio di primavera, all'alba, Druidi
e pagani si riuniscono per accogliere il Sole tra le pietre del complesso megalitico di
Stonehenge. Dotati di una grande osservazione dei fenomeni naturali gli antichi si

accorsero di un generale allungamento e accorciamento delle ombre e delle giornate in


base alle varie posizioni che il sole assume all'orizzonte. Quando le giornate si allungano il
Sole si sposta lungo lorizzonte passando per lEst, l'equinozio di primavera, appunto.
Quando si accorciano, il Sole si sposta nel verso opposto ripassando per lest il 23
settembre, ossia quando si verifica l'equinozio dautunno. Per le civilt megalitiche, tale
sinergia tra Sole e Natura faceva della ricorrenza la data pi importante poich significava
il rinnovamento e la rinascita per qualsiasi aspetto della normale vita quotidiana. Al lato
opposto del mondo, i Maya nel giorno dell'equinozio di primavera, a Chichen Itza, nella
penisola dello Yucatn, ancor oggi si ripete lo spettacolo del Tempio Maya di Kukulkan. Al
tramonto, sulla scalinata nord, si disegna una trama di luci e ombre che creano l'immagine
di un grande serpente piumato, chiamato proprio Kukulkan, creata dai triangoli invertiti
sotto la luce che cade gi dai gradoni della piramide. Come noto, la civilt Maya aveva
una schiera tra sacerdoti ed astronomi molto capaci nei calcoli calendariali e
nell'osservazione degli astri, oltre che a abilissimi costruttori e ingenieri in grado di
progettare costruzioni imponenti e tecnicamente complicatissime. I sacerdoti
attribuivano una grande importanza a Venere, alle Pleiadi e alla stella polare, non in senso
prettamente astrologico ma in quello religioso e scientifico. Ad ogni equinozio decine di

migliaia di persone assistono ai fenomeni della piramide di Kukulkan e i vari siti


archeologici di tutto il Messico dove, al passaggio delle stagioni, si fanno ancora rituali
tradizionali. L'equinozio di primavera avviene quando l'equatore sullo stesso piano del
sole e il giorno e la notte sono entrambi di 12 ore. I popoli pre-ispanici conoscevano bene
questi fenomeni. Per questo sono stati in grado di edificare i loro edifici in funzione
dell'equinozio e del solstizio. E, anche per i Maya, l'equinozio indicava loro i tempi adatti
per piantare i campi, andare in guerra o tenere incoronazioni.

La Piramide di Kukulcan, Chichen Itza, lantica citt maya

Veduta aerea del complesso megalitico di Stonehenge Wiltshire, in Inghilterra

OMBRE CINESI

Parlando di ombre opportuno inserire una delle forme narrative pi antiche ovvero le
ombre cinesi, la parte sotto citate sono state estrapolate da un articolo di Repubblica.

Si possono comporre con una mano, con due mani o con l' aiuto di sagome manovrate
come fossero marionette (ma dal basso). Si possono realizzare con un' arcaica candela o
con pi aggiornate, e meno tremolanti, fonti luminose. Si possono proiettare alla buona
contro un muro, a casa, o pi professionalmente sul retro di uno schermo. Si possono
esibire per il divertimento di un bambino che riconoscer il cane, il cigno, il coniglio,
oppure per una platea teatrale gremita di spettatori paganti. Sono le ombre cinesi, una
semplice e antichissima forma di gioco e di spettacolo che - come accade con tutti gli
incanti durevoli nella storia dell' umanit - ha certamente a che fare con qualche archetipo
pi profondo e molto pi complesso della forma che lo esprime. Le chiamiamo "cinesi",
ed possibile che le ombre con cui si gioca, si fa teatro e illusionismo siano state davvero
inventate in Cina: ma propriamente sicura solo la loro origine orientale.

Ombre con la carta: Paper-cut- Kirigami -Origami

Kirigami,Origami e Paper-cut, sono delle antiche tecniche orientali di intaglio e piegatura


della carta per ottenere forme tridimensionali a partire da un unico foglio, senza
asportare pezzi, fanno parte della tradizione decorativa cinese, usate ancor prima
dell'invenzione della carta e applicata su molti materiali, su pelle, seta , lamine di metalli
preziosi ( argento e oro). Queste tecnica consentono agli artisti di enfatizzare la
presentazione visuale dell'opera salvaguardando la semplicit e la pulizia delle linee. Oggi
molti artisti e designer usano tecniche di piegatura della carta nel loro lavoro per rendere
le forme tridimensionali da fogli bidimensionali di tessuto, cartone, plastica, metallo e
molti altri materiali pieghevoli Spesso il materiale carta viene sottovalutato come
materiale per creare la dimensione, ma basta poco per crearla, dalle lezioni dello
spazialismo di Lucio Fontana, basta creare una piccola incisione o foro per realizzare uno
spazio tridimensionale. Con la carta possibile realizzare uno spazio tridimensionale,

giochi d'ombre .Il foglio a tutti gli effetti un elemento tridimensionale, vi una altezza e
una larghezza e uno spessore, anche se nel foglio una misura minima. Partendo dall'idea
che il foglio di carta non soltanto una superficie su cui disegnare o scrivere, ma anche
un elemento da manipolare,incidere tagliare, a tutti gli effetti ha le stesse possibilit
scultoree plastiche di altri materiali usati nella scultura tradizionale.

Libro papercut di Yousuke Ono

Bibliografia

-Roberto Casati,La scoperta dell'ombra. Da Platone a Galileo la storia di un enigma che ha


affascinato le grandi menti dell'umanit, Mondadori, Milano, 2000

-E.Gombrich, Ombre:la rappresentazione dell'ombra portata nell'arte occidentale Giulio


Einaudi, 1996
-R.Arnheim, Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano,1962
-F. Caviglia e G. Bosca, Meridiane e orologi solari, Il castello