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Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.

1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Olanda - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Inghilterra 4,70

Settimanale di politica cultura economia - www.lespresso.it

N. 48 anno LXI 3 dicembre 2015

Chi
combatter
Cosa fa
lItalia
Tre mesi per distruggere il Califfato. Ecco il piano francese.
Ma la coalizione militare cresce a fatica. E Renzi prende
tempo. Mentre da noi si temono gli attacchi di lupi solitari

Altan

3 dicembre 2015

Sommario

3 dicembre 2015 - N. 48
Altan
Luigi Vicinanza
Roberto Saviano
Michele Serra
Bruno Manfellotto
Leonardo Maugeri
Massimo Riva
Michele Ainis
Marco Damilano
Sergio Staino
Denise Pardo
Umberto Eco

16
Prima Pagina

Chi combatter, cosa fa lItalia

Rubriche
Glocal
Visioni
Tavola
Lettere

Tre mesi per distruggere il Califfato. Ecco il piano francese.


Ma la coalizione militare cresce a fatica. E Renzi prende tempo
di Marco Damilano e Gigi Riva

News

LItalia teme i lupi solitari

30

di Lirio Abbate
Internet, arma a doppio taglio

32

Potrebbero agire nelle cittadine meno sorvegliate


Come i social media tradiscono i soldati dellIs
di Gianluca Di Feo e Francesca Sironi
Riconvertiamo gli estremisti

Cos si previene la radicalizzazione in Europa


di Giovanni Sabato
Fanatici a Roma: pochi ma ci sono

36
38

Ecco come si pu gestire il timore degli attentati


di Paolo Legrenzi
Rispettate il Paese che ci ospita

41

di Brahim Maarad
Alle banlieue pensiamo noi

47

A Centocelle i religiosi invitano alla calma


Parla il leader del partito musulmano francese

Culture

A bordo con Umberto

86

di Wlodek Goldkorn
Sotto i generi c un tesoro

90

di Sabina Minardi
Eliasson, la meraviglia

94

Gli autori capitanati da Eco raccontano la loro


impresa lontano da Mondadori-Rizzoli

Lartista pi spettacolare dei nostri anni si racconta

Viaggio nei quartieri pi a rischio della capitale


di Giovanni Tizian e Stefano Vergine
Sconfiggiamo la paura con la logica

di Stefano Vastano
Che sfiga, sono innamorata

Gli amori sfortunati secondo


la blogger Chiara Rapaccini
di Beatrice Dondi

Copertina
Foto: Valerie Hache
AFP / Getty Images

colloquio con Najib Azergui di Alessandra Bianchi


Per amore della mia Parigi
51

Una scrittrice italiana a Le Carillon


di Ilaria Gaspari
Storia di Antoine, eroe di LuxLeaks

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102
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110

Le nicchie editoriali che sfidano il mercato


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5
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101

www.lespresso.it
Festival dei Popoli
Il mondo in 100 documentari

A Firenze dal 27 novembre


al 4 dicembre la rassegna
con oltre 100 titoli in
programma. Lo speciale
video sul nostro sito

Film
Le streghe son tornate

54

La fuga disperata di due


ladri e lincontro con
le temibili streghe
di Zugarramurdi

Parla luomo che ha svelato i patti anti-tasse tra


corporation e governi: e ora rischia il carcere

colloquio con Antoine Deltour di Stefano Vergine


Con i miei film vi mando dallanalista
64

Il regista di In Treatment spiega le sue storie


pensate per mettere a disagio lo spettatore

colloquio con Saverio Costanzo di Stefania Rossini

74
Reportage
Ghiacciai addio

VatiLeaks

Diario di un imputato

Il nostro cronista racconta il suo processo


di Emiliano Fittipaldi

14

Il riscaldamento globale in
Italia, sotto i nostri occhi

di Fabrizio Gatti,
Sandro Iannacone
e Simone Valesini
3 dicembre 2015

Luigi Vicinanza
Editoriale www.lespresso.it - @vicinanzal

Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori


dei libri sugli affari del Vaticano, sono colpevoli solo
di aver fatto il loro mestiere scrivendo la verit

Quel processo
una farsa
UNA CORTINA DI MINACCIOSO silen-

zio sta calando sulle segrete cose del


Vaticano. Con il processo intentato
ai due giornalisti colpevoli di aver
scritto libri di successo - Avarizia
il nostro Emiliano Fittipaldi e Via
Crucis Gianluigi Nuzzi di Mediaset - si intende lanciare un avvertimento intimidatorio urbi et orbi,
valido per loggi e per il futuro:
vietato raccontare quel che accade
nei palazzi protetti dOltretevere.
Sia che si tratti di contrasti tra cardinali e monsignori, sia che si tratti
di sperperi e cattivo uso dellingente
patrimonio vaticano, nulla deve
trapelare allesterno. Pena il carcere.
Lunica verit ammessa quella di
Stato, distillata giorno dopo giorno
dalle fonti ufficiali.

IL PROCESSO INQUISITORIO avviato

dalla Citt del Vaticano, Stato sovrano con norme e princpi in materia di libert di stampa in contrasto
con la Costituzione italiana, non
dunque solo un atto illiberale e anacronistico, come limputato Fittipaldi testimonia con il suo racconto
(a pagina 14). Quel processo un
bavaglio preventivo imposto a giornalisti e scrittori che, con altrettanto
coraggio, possano avere la tentazione di esercitare il diritto-dovere di
fare una buona e corretta informazione sugli affari della curia romana
e di chi li amministra. imbarazzante dirlo, ma il senso di una vicenda

senza senso appare proprio questo:


colpirne due, per educarne una moltitudine.
AI LIBRI DI FITTIPALDI E NUZZI non
viene contestato di contenere notizie
false. Anzi, lesatto contrario. Vanno
messi allindice, e gli autori rischiano
una pena da quattro fino a otto anni
di carcere, perch rivelano verit
sgradite, che sarebbero dovute rimanere sotto chiave. Che invece proprio il compito di un giornalista in
qualsiasi paese libero: raccontare ci
che di interesse pubblico, a maggior
ragione quando il potere - qualsiasi
sia la sua natura e forma - tende a
occultarne la diffusione. E non c da
discutere nemmeno un minuto sulla
rilevanza delle informazioni raccolte
da Fittipaldi consultando e incrociando molteplici fonti. In principio
sono state pubblicate in una serie di
articoli su lEspresso, poi sistemate e ampliate nel libro Avarizia. I
lettori leggendolo possono farsi
unopinione. E giudicare.
QUESTA VICENDA appare ancor pi

fuori tempo, alla luce del pontificato


di Francesco. la contraddizione
che non ti aspetti. Un comportamento da papa-re assolutista in stridente contrasto con la figura del pastore carismatico intenzionato a ribaltare gli equilibri infidi di una nomenclatura ecclesiastica impicciata in
troppi affari terreni. Dove il control-

lo della roba pi importante dellesercizio della fede.


Papa Bergoglio un pastore giustamente amato, dalla comunicazione diretta, visionario come solo i
profeti sanno esserlo, coraggioso al
punto di non rinviare il viaggio nel
cuore dellAfrica nera (e islamica).
E misericordioso. Se si dovesse arrivare fino alla condanna dei due giornalisti - e degli altri tre imputati la
cui posizione pi delicata dal momento che hanno comunque contratto vincoli di fedelt con il Vaticano - non escluso che prima o poi
possa arrivare il perdono e quindi la
grazia. Accadde cos per Paolo Gabriele, il maggiordomo di Benedetto
XVI. Ma il perdono si concede a chi
ha commesso una colpa.
NEL CASO DI FITTIPALDI, va detto con
chiarezza, non c colpa da espiare
n perdono da invocare. colpevole solo di aver fatto bene il suo lavoro. Lo stesso si pu dire di Nuzzi.
un mondo allincontrario: chi svela
le malefatte altrui, finisce sotto accusa. Chi ha lucrato sulla beneficenza dei fedeli, resta impunito. Un
grave errore per chi propugna i valori della giustizia sociale e la sobriet nei comportamenti del clero.
EVIDENTEMENTE lermeneutica del
complotto ha prevalso sulla ragione
e sul buon senso. Quel processo va
annullato. una tragica farsa.
3 dicembre 2015

Roberto Saviano
Lantitaliano www.lespresso.it

Buona parte degli introiti del califfato vengono


dal traffico di droga e dal riciclaggio di denaro.
Uneconomia parallela che nessuno vuole stroncare

Cos le nostre mafie


finanziano Daesh
IL NEW YORK TIMES di fronte alle

questioni pi imperative apre la Room


for Debate dove chiede il parere di esperti su argomenti di attualit. La scorsa
settimana mi stato chiesto di rispondere a questa domanda: possibile minare
lIs attaccando il suo segmento economico? Sembra una domanda lineare, eppure la risposta non lo affatto. Prima di
tutto bisognerebbe individuare il segmento economico da colpire, quello che
realmente potrebbe portare a un indebolimento dellorganizzazione. Poi bisognerebbe comprendere linutilit degli
attacchi aerei contro Daesh in Siria se,
come accade, i canali attraverso cui raggiunge il resto del mondo sono pressoch
liberi, non presidiati e spesso anche non
riconosciuti come tali. Come ogni organizzazione strutturata, Daesh cresciuta
proprio perch riuscita a differenziare
i canali di ingresso dei capitali. Droga,
petrolio, finanziamenti da privati, contrabbando di reperti archeologici: bloccare le fonti che irrorano le casse di Daesh significherebbe ripensare la nostra
economia. La Francia ha tristemente
pagato - come accaduto agli Stati Uniti - un prezzo altissimo per non aver
contrastato la presenza di una economia
nazionale parallela, floridissima, che si
basa essenzialmente sul traffico di droga
e sul riciclaggio di denaro. Combattere e
sconfiggere Daesh significa combattere
un nemico che vicinissimo e si annida
nelle nostre economie nazionali, non
andare a combattere altrove lennesima
guerra che avr come conseguenza il
rafforzamento di gruppi estremisti.

Come indebolire Daesh economicamente stato chiesto anche al giornalista siriano Hassan Hassan che, da una
prospettiva diversa dalla mia, ha aggiunto un dato complementare. In Siria
vige una economia di guerra e con i
bombardamenti nella zona Est del
paese, quella sotto il dominio di Daesh,
non si distruggono solo i convogli di
petrolio dello Stato Islamico, ma anche
il lavoro di molte famiglie che con il
contrabbando di petrolio guadagnano
non solo da vivere, ma mantengono la
loro libert di resistere allIs. Stiamo
parlando di regole differenti da quelle
che vigono nel nostro Occidente, stiamo parlando di una economia dove il
contrabbando pu essere vita. Hassan
Hassan dice una cosa semplice: gli attacchi aerei non colpiscono solo Daesh
ma distruggono anche le attivit di
tutte quelle persone che provano a resistere a Daesh. Tutti quelle comunit
che, piegate dagli attacchi e ridotte
senza mezzi, sono spesso costrette a
cedere figli allesercito dello Stato Islamico per poter sopravvivere.
BASTA DARE UNO SGUARDO ai numeri.

Da quando Palmyra stata sottratta alle


forze del regime si sono arruolati pi di
mille uomini, spesso giovanissimi (tra i
15 e i 40 anni) provenienti da famiglie
senza speranza ai quali lIs ha dato prospettive di sopravvivenza. Quello che mi
colpisce quanto in comune abbiano le
organizzazioni criminali e i gruppi terroristici, somiglianze che vanno oltre il
credere nei giovani e dare loro speran-

za di miglioramento e, aggiungerei, certezza di morte.


NON ESISTE GRUPPO militare che non si

sia finanziato attraverso il traffico di


droga (e il Captagon altro petrolio per
Daesh). Non esiste gruppo militare che
non sia in contatto con organizzazioni
criminali. Non esiste gruppo militare che
non condivida con le organizzazioni
criminali rotte testate e rese sicure per il
narcotraffico e attraverso cui possono
passare armi, soldati e denaro.
Lo dicono decine di inchieste in tutto
il mondo e lo dice da anni lex Presidente di Unocd Antonio Maria Costa:
Guardate i talebani in Afghanistan, i
gruppi terroristici in Kosovo, le Farc in
Colombia, lIra in Irlanda o Sendero
Luminoso in Per... tutti questi gruppi
sono stati finanziati da organizzazioni
dedite al commercio di droga. Anche le
bombe dell11 marzo 2004 a Madrid
sono state finanziate dal narcotraffico
in Spagna.
Fino a quando non capiremo che le
strade che il terrorismo percorre per
colpire al cuore le nostre democrazie non
sono presidiate e che coincidono con
quelle utilizzate dalle organizzazioni
criminali, il cui contrasto non mai
considerato una priorit, fino a che non
capiremo che le organizzazioni criminali in cambio di droga e soldi offrono armi
e logistica ai gruppi terroristici, saremo
esposti. Mortalmente esposti. Combattere Daesh significa cambiare le nostre
regole interne, semplice a dirsi, impossibile da mettere in pratica.
3 dicembre 2015

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Michele Serra
Satira preventiva www.lespresso.it

I consigli del generale Obice. E gli intellettuali


di destra denunciano: i nostri giovani non hanno
ideali in nome dei quali sgozzare la gente

In guerra nel deserto


spegnete il cellulare
SIAMO RAMMOLLITI dal benessere,

Foto: Filippo Milani

dal relativismo etico, dal sesso, dallo


champagne e dalle automobili spider.
Secondo alcuni analisti, lOccidente
vulnerabile soprattutto a causa del
suo stile di vita imbelle e vizioso. In
alcune prove simulate con volontari
reclutati nei quartieri della movida di
Parigi, Barcellona, Milano e Londra,
la maggior parte del campione si
rivelata incapace di reagire a unaggressione perch aveva paura, nella
colluttazione, di rovesciare il gin tonic. Altri, che avevano appena finito
il gin tonic, hanno chiesto al kamikaze se poteva interrompere per un attimo la sparatoria e portargliene un
altro. Solo pochi animosi sono passati al contrattacco, lanciando il gin
tonic contro il nemico.

I VALORI FORTI La mancanza di valori forti sotto accusa. Possibile - si


chiedono i pi autorevoli intellettuali di destra - che nessuno dei nostri
giovani abbia un ideale per il quale
valga la pena decapitare qualcuno, o
farsi esplodere in una gelateria, o
dare fuoco a un asilo nido? Il filosofo
francese Jules Drastique, ex militante
dellestrema sinistra e oggi appassionato oppositore del multiculturalismo, ha appena dato alle stampe il
durissimo libello La Francia con le
gobbe, nel quale si sostiene che andando di questo passo sar obbligatorio in tutto il paese luso del cammello. A chi lo accusa di incoerenza,

di essere passato dallinternazionalismo proletario al nazionalismo becero, da Marcuse a Depardieu, lui risponde di essere perfettamente coerente: Ero un bilioso fanatico allora,
lo sono anche adesso, non vedo dove
stia il problema.
LEDITORIA Il Corriere della Sera

ripropone lopera omnia di Oriana


Fallaci, nella nuova ristampa su carta mimetica. Disponibile, per i lettori
vip, anche una tiratura limitata con
copertina antiproiettile. Chiarelettere annuncia il libro inchiesta
Meccaleaks sui misteri e gli scandali della Mecca. I diritti dautore
saranno devoluti alla vedova e agli
orfani dellautore. Il quotidiano Libero, nel corso della tre giorni di
studi internazionali intitolata Gli
arabi hanno il naso grosso, ma solo
quello, ha promosso una raccolta di
firme per radere al suolo le moschee
e costruire al loro posto dei bowling,
per riaffermare i valori occidentali.

ALTRI INTELLETTUALI Sul Giornale

il generale Obice, reduce di El Alamein, convinto fautore dellintervento sul terreno, suggerisce le tecniche
pi efficaci per marciare nel deserto
senza farsi avvistare dal nemico, cogliendolo di sorpresa. Oltre alla tuta
color sabbia, il casco color sabbia, le
scarpe color sabbia, le armi color
sabbia, fondamentale la cover del
cellulare color sabbia. Molti soldati

occidentali hanno tradito la loro


presenza estraendo smartphone argentati o rosa confetto. Ricordarsi
anche di non scegliere, per la suoneria, le modalit Popcorn e Rolling
Tone, particolarmente rumorose.
GLI INGLESI Invadere lIraq per
esportare la democrazia: la proposta fatta dal governo inglese sulla
base del piano Repetita juvant, che
propone di rifare pari pari la stessa
identica cazzata fatta nel 2003. Il
fatto che le cose non siano andate
come previsto, e che gli iracheni non
si siano dotati, come da noi richiesto,
di una Camera dei Lord e di orti botanici allaltezza delle aspettative,
non significa che lidea fosse sbagliata, spiega il premier Cameron.
Dobbiamo riprovarci con pazienza,
anche parecchie volte, certo aggiornando ai tempi i nostri strumenti
politici. Per tracciare i nuovi confini
degli Stati, per esempio, non useremo
pi una vecchia matita copiativa, che
tra laltro rischia di sbavare sulla
cartina geografica, ma una avveniristica matita laser.
IL MONDO ARABO Voi occidentali
non volete rendervi conto che il vero
problema la mancanza di giustizia
sociale, ha dichiarato il principe
saudita Farik Faruk in occasione
della presentazione alla stampa della
sua collezione di Bentley. Si poi
unito alle risate degli astanti.
3 dicembre 2015

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VatiLeaks

Diario di un imputato

Un interrogatorio surreale. Le carte dellaccusa arrivate solo allultimo


momento. Inquisito per un libro-verit il cronista racconta il suo processo

di Emiliano Fittipaldi

NIZIAMO. LEI EMILIANO FITTIPALDI?. La voce del

cancelliere del tribunale vaticano, un uomo con la


faccia simpatica e la testa pelata, appena percettibile. lei quello che ha scritto il libro Avarizia?.
Faccio su e gi con la testa. 16 novembre, la notte
precedente non ho chiuso occhio. Forse perch avevo
deciso a cena - dopo aver saputo di essere imputato
dal Vaticano per aver diffuso documenti riservati che mettono a rischio la sicurezza dello stato - di presentarmi al
primo interrogatorio con il magistrato del papa. Non ho
nulla da nascondere, ho fatto solo il mio lavoro di cronista.
Voglio capire di che cosa mi si accusa.
Nel grande salone siamo solo in tre. Io, il mio avvocato
(rotale, gli unici accettati dalla giustizia pontificia) e il
cancelliere. Il ticchettio dei tasti del computer si diffonde
tra fregi di angeli e bassorilievi. Bene. Come si chiamano
i suoi genitori?. Perch lo vuole sapere?. Dottore qui
in Vaticano la regola. Oltre il nome dellimputato dobbiamo conoscere anche quello dei suoi genitori. Le sembrer strano, ma la prassi. Come si chiamano?. Arturo
e Ornella De Miro, rispondo. Il cancelliere digita lentamente le nuove informazioni.
In Avarizia ho raccontato dettagli ed evidenze di scandali
economici e finanziari della Chiesa ai tempi di papa Francesco.
Storie imbarazzanti di lussi, sprechi e corruzioni deflagrate sui
media di mezzo mondo
quando, a due giorni dalla
pubblicazione, Bergoglio ha
dato il suo beneplacet allarresto di due presunte fonti. I
corvi, li chiamano in Italia
con disprezzo. Mentre penso
alla similitudine tra i romanzi
di Kafka e la vicenda in cui
sono finito, sul fondo della
stanza si apre di scatto una
porta di legno. Entrano a passo svelto una mezza dozzina
di persone: il comandante
della gendarmeria, gli uomini
che hanno condotto linchiesta su di me, in ultimo il pro-

14

3 dicembre 2015

motore di giustizia, colui che nellordinamento vaticano ha il


ruolo della pubblica accusa. Si avvicinano tutti alla scrivania,
e mi salutano.
Allora dottor Fittipaldi, lei imputato per un reato molto
grave. Diffusione di notizie e documenti riservati. Pena prevista da 4 a 8 anni, ormai lo so a memoria. Capisco il vostro
punto di vista rispondo ma il mio mestiere quello di pubblicare i segreti che il potere, qualsiasi potere, vuole tenere
nascosti. Faccio il giornalista, e ho scritto solo la verit. Nessun
rigo delle 212 pagine diAvarizia stato smentito, o sbaglio?.
Il promotore sorride, prende un foglio e una penna. Ora le
far qualche domanda. Vuole conoscere il nome delle mie
fonti. Chiede come mai i documenti segreti dello Ior, la banca
vaticana, sono finiti in mio possesso. Chi mi ha aiutato a procurarmi le carte dellApsa, lente che amministra tutto il patrimonio immobiliare della Santa Sede. Chi e come ho avuto relazioni segrete sulle case dei cardinali e sui business milionari
del Bambin Ges, della fabbrica dei Santi o della compravendita di tabacco e gasolio.
Non posso dirvi nulla. Alle vostre domande sono costretto
a opporre il segreto professionale. In Italia abbiamo la libert
di stampa, tutelata dalla Costituzione. E regole deontologiche
che mi permettono di tenere riservate le mie fonti. In Vaticano
non avete leggi sul diritto di cronaca?. Linterrogatorio finisce
qui. Il magistrato mi avverte che linizio del processo contro di
me fissato dopo una sola
settimana. Capisco che Oltretevere vogliono fare in
fretta, e chiudere tutta la vicenda prima che inizi il giubileo della misericordia. Entro l8 dicembre sar tutto
finito, mi dico.
Uscendo non c nessuno:
io e il mio avvocato siamo
entrati da un ingresso laterale, quello del Perugino, proprio perch non volevamo
dare nellocchio. Guarda
Emiliano in genere sono ottimista, stavolta lassoluzione sar obiettivo pi difficile

Foto: Tania - A3, S. Carofei - AGF

Cardinali durante
una messa.
A sinistra:
Emiliano
Fittipaldi

del solito, mi spiega Lucia Musso. Il giorno dopo comincio


a compulsarla di telefonate, chiedendo di andare a prendere
il prima possibile le carte dellaccusa. Passano tre giorni prima
che arrivi il decreto di rinvio a giudizio, in tutto dieci pagine
che mi citano solo due volte: Riguardo al ruolo svolto dai
giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi esso emerge chiaramente dalle dichiarazioni di monsignor Balda nel
corso del confronto con la Chaouqui del 17 novembre, laddove il monsignore specifica di aver subito pressioni e sollecitazioni dai predetti per avere i documenti riservati. Quando leggo quasi trasecolo, perch pressioni o minacce di
sorta non ne ho mai fatte in vita mia. Nemmeno nel traffico
romano, figurati a un prelato che ho incontrato in tutto due
volte quando ormai avevo quasi finito il volume. Stai tranquillo, un classico, po di macchina del fango, sai come
funziona, dico tra me e me.
il 20 novembre, e i fascicoli con tutte le carte dellaccusa
non sono ancora arrivati. Arriveranno solo il 23, a poche ore
dallinizio del processo. La notte prima del dibattimento, per
cercare di capire cosa ci aspetta lindomani, io e i miei legali
ordiniamo tre maxi burger e patatine per tirare fino a tardi. I
fogli sono tanti, i messaggi WhatsApp scaricati dal cellulare di
Balda sono centinaia: ci sono le conversazioni con me, con i
colleghi Gianluigi Nuzzi e Paolo Mondani di Report (estraneo
allinchiesta), quelli con Francesca Chaoqui. Poi interrogatori,
memorandum, sms. Leggendo ogni riga arriviamo fino alle due
di notte, e linsieme probatorio conferma quello che gi sapevo:
io ho fatto solo il mio lavoro, e al processo non ho nulla da
temere. Ci sono colloqui con il sottoscritto sulla fabbrica dei
santi e sul rischio di riciclaggio allo Ior, sulla societ finanziaria
che i nuovi uomini che gestiscono la banca vaticana vogliono
aprire in Lussemburgo (idea poi bocciata da papa Francesco),
sul Bambin Ges (Profiti l controllava tutto, devo fare inda-

gine ufficiale, mi scrive il prelato). Nei verbali c, soprattutto,


la storia dei contrasti interni alla Cosea (la commissione pontificia di cui Balda era segretario e la Chaouqui membro effettivo) e i contrasti tra la lobbista e il presidente Joseph Zahra,
finanziere maltese vicinissimo al cardinale George Pell.
Il 24 il giorno del giudizio. O meglio, dellinizio del dibattimento. Io e Nuzzi decidiamo di incontrarci qualche minuto
prima dellappuntamento davanti la corte vaticana, anche
perch - nonostante siamo imputati di aver divulgato notizie
riservate in concorso tra noi - non ci siamo mai visti e sentiti prima doggi in vita nostra. Prendiamo un caff, ci raccontiamo impressioni e pareri sui nostri due libri, e dopo dieci minuti entriamo insieme dallingresso del Perugino. Oltre la stazione di controllo della gendarmeria si apre un altro mondo. Silenzioso e sconosciuto. Per arrivare al Palazzo del Tribunale
passo davanti a Santa Marta, la residenza dove Bergoglio vive
in 50 metri quadri, e poi al Palazzo San Carlo, dove il cardinal
Bertone vive in un appartamento di 300 metri quadri ristrutturato (almeno in parte) con oltre 200 mila euro provenienti
dai fondi della Fondazione Bambin Ges, denari destinati teoricamente ai bimbi malati. Noto sulla destra anche la mitica
pompa di benzina del Santo Padre: in Avarizia ho svelato che
il distributore incassa 27 milioni di euro lanno, vendendo
carburante a prezzo ribassato a un numero enorme di persone
che non avrebbero diritto di approvvigionamento, ma che
hanno ottenuto (grazie a raccomandazioni e amicizie) il tesserino vaticano che permette di fare acquisti tax-free. Un Paese
che si vuole democratico tutela la libert di stampa. Ho scritto
notizie verificandole una ad una, incrociando dati e tabelle,
parlando con decine di fonti, non ho nulla da rimproverarmi,
penso mentre entro in aula. Eppure, in uno Stato dove le norme
sulla libera stampa non hanno finora mai trovato un codice che
le accogliesse, nulla pu essere scontato. n
3 dicembre 2015

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La guerra / Scenari

Scacco al califfo.
In tre mesi
16

3 dicembre 2015

La Tour Eiffel, simbolo di Parigi, visitata ogni anno


da oltre sette milioni di turisti

il tempo necessario per vincere la guerra contro lo Stato islamico secondo


gli stati maggiori. Che hanno come primo obiettivo Raqqa, la capitale
di Gigi Riva foto di Mark Power
3 dicembre 2015

17

La guerra / Scenari
E i parigini si arruolano

resta della Siria rimasta sotto il controllo del governo centrale. E poi la geografia umana di Raqqa, dove abitano 250
mila persone e dove i miliziani fondamentalisti usano i civili come scudi
umani per proteggersi. Un eventuale
alto tributo di sangue della popolazione
potrebbe alienare il consenso gi minato dalla diffidenza nel caso che i liberatori delle genti sunnite fossero gli
storici avversari curdi. Pur con tutte
queste difficolt, Raqqa a portata di
mano: espugnarla, darebbe un colpo
fatale allo Stato terrorista.
POI MOSUL

I FRANCESI CORRONO ad arruolarsi


e, dopo il 13 novembre, affollano i Cipra
(Centro di informazione e reclutamento
forze armate) per presentare domanda
ed entrare nellArme. La carneficina
di Parigi ha triplicato il numero di
richieste giornaliere, salito da 500 a
1500. Anche i cittadini della capitale,
solitamente i pi restii ad indossare
la divisa, stanno rispondendo come
non era mai successo in passato ed
raddoppiato il numero di chi vorrebbe
scegliere la vita militare: da 15 a 30
domande al giorno. Tanto da far
sembrare inutili i manifesti
pubblicitari che erano stati affissi
nelle metropolitane per favorire
larruolamento.
Il presidente Franois Hollande
dopo gli attentati di Charlie Hebdo
e Vincennes di gennaio aveva deciso
di rinunciare ai tagli alla difesa che
erano gi stati annunciati tanto che
nellintero 2015 dovrebbero essere
in totale 15.000 le nuove reclute.
Per lanno prossimo il numero dovrebbe
salire a 16.000 e fino al 2019 stato
deciso di soprassedere a tutti i tagli
che erano stati previsti in un piano
di spending review ormai obsoleto.

Laltra capitale dello Stato islamico


Mosul, in Iraq, lantica Ninive. Sar
la madre di tutte le battaglie. Anche
perch quella pi difficile e, in prospettiva, finale. La recente conquista di
Sinjar da parte dei peshmerga curdi
iracheni e degli yazidi che ne furono
cacciati (e fu un vero tentativo di genocidio) nellagosto 2014, ha permesso
di interrompere i collegamenti sullasse Raqqa-Mosul. La coalizione mira
anzitutto a isolare completamente lobiettivo ma al momento incontra difficolt ad allestire un esercito di terra locale
che possa reggere un conflitto tanto impegnativo. Proprio
dopo Sinjar sono esplose le rivalit tra due diverse fazioni
curdo-irachene che insieme avevano raggiunto lintento. Il
vice-segretario di Stato americano Antony Blinken volato
a Erbil per cercare di risolvere il contenzioso. AllEliseo

C sicuramente un fattore emotivo


che incide in questo slancio. Ma anche
una voglia di partecipare attivamente
alla sicurezza del Paese. il terzo
motivo, quello presente non da oggi,
, per le classi pi svantaggiate,
la ricerca di un impiego fisso.
Let media dei volontari di 25 anni,
alta la percentuale delle ragazze.
Nel settore della sicurezza, oltre
allesercito, si aprono anche altre
prospettive di lavoro. Hollande ha
annunciato la creazione di 5.000 posti
supplementari nella polizia e nella
Gendarmeria, 2.500 nella giustizia
e 1.000 nelle dogane.
Anche i privati sono alla ricerca di
personale: le societ che forniscono
guardie del corpo sono subissate di
richieste da parte di vecchi e nuovi
clienti. La societ Securitas ha
ammesso: Dal 13 novembre abbiamo
mandato 800 agenti in rinforzo ma dal
luned successivo non siamo riusciti
pi a soddisfare tutte le richieste.
Dunque altre assunzioni.
C anche chi, meno militarista, pensa
allaiuto delle persone. La Croce Rossa
e la Croce bianca hanno ricevuto il 30
A.B.
per cento di domande in pi.

minimizzano: Fosse questo il problema.... Mentre mostrano assai pi ansia circa lesito dello sforzo, a loro avviso doveroso, per costringere sotto lo stesso comando i
peshmerga e il disastrato esercito regolare iracheno, ancora fiaccato dalle disastrose sconfitte subite ad opera degli
islamisti. Ricostruire delle unit combattenti efficaci a
Baghdad un compito davvero arduo, riconoscono a
Parigi, dopo la sconcertante fuga di massa dei
soldati davanti allavanzata su Mosul delle truppe del califfo (era il giugno del 2014). Proprio
per questo una delle richieste pi pressanti, allItalia e non solo, quella di istruttori (gi ne abbiamo dislocati da tempo alcuni) che possano
addestrare e motivare i militari da impiegare
nelloperazione Mosul. Mentre gli americani
insistono sui carabinieri per un analogo lavoro
con le forze di polizia delle citt sunnite ancora
sotto il controllo dellautorit centrale.
A nessuno piace evocarlo, anche perch sino a ieri
faceva parte dellasse del male (copyright, George W. Bush). Ma lIran la carta di riserva sinora fantasma, da usare con cautela e in caso di assoluta necessit. In nome della fratellanza sciita
controlla gran parte del sud Iraq e ha uninfluenza
decisiva sul governo di Baghdad. Dopo laccordo

20

3 dicembre 2015

Foto: Magnum / Contrasto

LALLEATO SCOMODO

sul nucleare Teheran stata sdoganata ma non troppo, rientrata nel consesso internazionale ma non del tutto. I suoi
militari sono gi stati usati con parsimonia in funzione anti-Is a causa dello storico conflitto sciiti-sunniti che li rende
invisi nelle aree da riconquistare. Il loro prepotente ingresso
sulla scena segnerebbe il definitivo riconoscimento del regime degli ayatollah come potenza regionale, un incubo per
Israele, un calcio ai gi precarissimi equilibri. Per e vero
che diverse autorit dellUnione europea sono corse in Iran
per saggiarne le intenzioni. E avrebbero strappato un s a
mezza bocca allipotesi di abbandonare al suo destino il
protetto siriano Bashar Assad, in vista di un ridisegno complessivo dellarea pi turbolenta del mondo: e in Siria al
momento, a fianco del dittatore, si battono almeno duemila
iraniani. Ma questo uno scenario futuribile.
LALLEATO POSSIBILE

Chi ancora non molla Assad la Russia di Vladimir Putin.


Il contributo dello zar considerato talmente prezioso dalla Francia che Hollande ha rinunciato allidea tanto sbandierata in passato di porre il cambio di regime a Damasco
come base di trattativa. Parigi sente Mosca pi vicina non
solo perch sono i due Stati pi colpiti dagli attacchi dei
terroristi ma anche perch sono i Paesi da cui partito il
maggior numero di combattenti stranieri per il califfato.
Estremisti che potrebbero portare, domani, la guerra in
casa. Inoltre gli aerei russi sono fondamentali per farla fini-

ta in tempi brevi con al-Baghdadi.


Certo sar difficile, per lEliseo,
mettere a uno stesso tavolo Obama
e Putin per quellalleanza trasversale mondiale la pi vasta possibile che si vagheggia. E labbattimento del jet russo da parte della
Turchia complica le buone intenzioni. Washington non pu e non
vuole rinunciare ad Ankara che
vede materializzarsi, negli sconvolgimenti annunciati, lincubo di uno Stato curdo trasversale a Siria, Iraq e Turchia
che amputerebbe una parte del suo territorio.

Larco allingresso
del giardino delle
Tuileries. A sinistra:
lentrata allo Stade
de France sulla via
Jules Rimet dove
si fatto esplodere
un kamikaze

LE BOMBE. E DOPO?

La guerra si far. Al di l di ipotesi di scuola come la successiva nascita di nazioni su base etnica, una sorta di
balcanizzazione del Medio Oriente, nessuno ha ad oggi
unidea precisa di come gestire il dopoguerra, tallone dAchille delle avventure belliche recenti. Lurgenza francese
quella di vendicare la Ville Lumire, togliere agli jihadisti
interni, annientandolo, lidea di potersi immolare in nome
di uno Stato di riferimento, unagghiacciante terra promessa totalitaria e terrorista dove vige la legge della Sharia.
AllHtel de Brienne le energie sono tutte tese alla costruzione dellimpresa militare indispensabile. Poi si vedr:
Intanto liberiamoci di questi assassini. n
3 dicembre 2015

21

Bruno Manfellotto
Questa settimana www.lespresso.it - @bmanfellotto

Hollande vorrebbe i governi alleati al suo fianco


nella risposta militare allIs. Ma, come su economia
e immigrazione, ognuno va per la sua strada

Foto: Massimo Sestini

Gli Stati
Disuniti dEuropa
APERTE VIRGOLETTE. Qualora uno
Stato membro subisca unaggressione
armata nel suo territorio, gli altri Stati
membri sono tenuti a prestargli aiuto
e assistenza con tutti i mezzi in loro
possesso... Gli impegni e la cooperazione in questo settore rimangono conformi agli impegni assunti nellambito
della Nato che resta, per gli Stati che
ne sono membri, il fondamento della
loro difesa collettiva e listanza di attuazione della stessa. Chiuse virgolette. Sperava Franois Hollande che,
invocando - per la prima volta - il paragrafo 7 dellarticolo 42 del Trattato
di Lisbona, sarebbe riuscito a fare
dellEuropa un esercito comune. Contro il Daesh, neonato stato islamico dei
sunniti duri e puri. Ma cos non stato.
Almeno finora.
O meglio. Tutti i paesi dellUe sono
pronti a collaborare, ci mancherebbe
altro; ma di lanciare bombe su Raqqa o
di spedire soldati a caccia di bandiere
nere, manco a parlarne. Alla Germania
di Angela Merkel basta e avanza il precedente di Afghanistan e Iraq. Alla faccia della storica alleanza franco-tedesca. In quanto alla Gran Bretagna, pi
sta lontana dallEuropa pi Cameron
contento, e comunque laburisti e pure
un bel po di conservatori gi hanno
votato contro un impegno diretto inglese. Magari cambieranno idea, ma occorre tempo per passare di nuovo da
Chamberlain a Churchill. E lItalia?
la saga della prudenza: lotta (al terrorismo) s, guerra no; bombardieri s, ma
senza bombe; in Afghanistan s, in Siria

no. E pure il trionfo del realismo: che


cosa pu fare un paese che non riuscito a fermare i raid francesi in Libia,
propaggine italica in terra africana?
Da tutti, massima cautela. Pesano i
guai combinati a Tripoli e con la Guerra del Golfo, madre di tutti i disastri
successivi: raffica di bombe, boots on
the ground e dopo? E cos Hollande
stato costretto alla pi innaturale delle
alleanze, quella con la Russia di Putin,
lo stesso che sta con Iran e Siria, che ha
sfidato lEuropa con loperazione
Ucraina, che non ha mai nascosto le sue
simpatie per Marine Le Pen, appena
finanziata con nove milioni di euro da
una banca che gravita nellorbita di zar
Vladimir. Realpolitik. Al punto da
spingere il presidente francese a mutare strategia, perfino a cancellare il siriano Assad dalla lista dei nemici e a
iscriverlo dufficio, pro tempore, in
quella degli amici da aiutare.
GRANDE CONFUSIONE. E improvvisi
campi di passo. Ma limpressione che
a menare la danza sia pi Putin che
Hollande, o almeno che luno costringa laltro a stargli dietro. Certo ora non
aiuta labbattimento di un caccia russo
da parte degli F16 di Ankara che fa
gridare alla pugnalata nella schiena e
tornare alla mente ostilit che si perdono nella notte dei tempi, ma di sicuro
costringer gli attori sulla scena a pronunciarsi. E a schierarsi. Con la Russia
alleata della Francia, e dunque dellEuropa, o con la Turchia che combatte i
curdi, gli unici in lotta contro il Daesh,

ma che a pieno diritto membro della


Nato? Quarantanni dopo Enrico Berlinguer, ci sentiremmo pi sicuri sotto
lombrello della Nato o sotto quello di
Putin ansioso di partecipare da protagonista al Grande Gioco?
GI, LA NATO. La fine dellequilibrio in
Medio Oriente, a lungo garantito dagli
Usa, e la filosofia non interventista di
Obama dovrebbero essere bilanciati
oggi da un ruolo pi marcato dellAlleanza, dietro la quale lEuropa ha spesso
ritrovato in passato coraggio di agire e
unit di facciata. Ma cos non , e alle
prudenze dei democratici americani
scottati dal disastro Iraq e preoccupati
dalla prossima campagna elettorale,
fanno eco le cancellerie dEuropa sempre pi chiuse entro i loro confini e
dietro nuovi muri. Stati disuniti dEuropa. Come lo sono in economia, divisi tra nord e sud del continente, e sul
dramma delle migrazioni intorno al
quale non si riusciti a trovare uno
straccio di visione comune.
Consoliamoci con i Roma Talks, che
fanno eco ai Syrian Talks di Vienna di
un mese fa, e che il 10 dicembre richiameranno nella citt del Giubileo il
gotha della diplomazia e della finanza
mondiale, re e ministri, Kerry e Lavrov
(verr?), banchieri e professori. Occasione di dialogo politico-diplomatico-economico dalle grandi pretese,
tentativo di mettere insieme una coalizione almeno in un centro congressi.
Inviti diramati da Matteo Renzi. Meglio padroni di casa che niente.
3 dicembre 2015

23

La guerra / LItalia

Perch Matteo non


si mette lelmetto
Una conferenza
sul Mediterraneo.
Un vertice Ue a gennaio
dei sei paesi fondatori.
E un maggiore impegno
militare in Libano.
Le mosse diplomatiche
di Renzi per dire di no
alla chiamata alle armi
di Hollande

di Marco Damilano
foto di Mark Power

LA GUERRE COMME

la guerre. In tutta Europa nel nome della


guerra, che si chiami
cos, come fa Franois
Hollande, oppure no,
come preferisce Matteo Renzi, si scompongono e si ricompongono le alleanze, si pianificano
cambi di leadership impensabili fino a
poche settimane fa, effetto di una catena di eventi che costringe tutti a riscrivere lagenda delle priorit e delle urgenze. La prima met del 2015, per
esempio, stata interamente condizionata dalla Grexit, leventualit che la
Grecia potesse lasciare larea delleuro,
fino al referendum del 5 luglio e alla

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3 dicembre 2015

Il piazzale del
Louvre deserto
pochi giorni dopo
la strage: 130
persone sono
state uccise
dai commando
jihadisti

successiva marcia indietro di Alexis


Tsipras. E le regole venivano dettate da
Berlino e dalla diarchia Angela Merkel-Wolfgang Schuble, severi custodi
del rigore nei conti pubblici del continente. E ora, invece? In un momento
cos tragico il presidente Hollande ha
ritrovato unimmagine di forza che
aveva perduto, risponde lex presidente del Consiglio Mario Monti, oggi
a guida del gruppo che studia a Bruxelles la riforma delle risorse proprie
dellUnione europea. Il suo paese il
destinatario di unondata emotiva senza precedenti, lagenda della politica
europea si sposta sulle questioni della
sicurezza e sul piano della reazione
militare su cui strutturalmente e congiunturalmente la Francia in prima
linea. La Germania sullaccoglienza
dei rifugiati si comportata in modo
positivo, anche agli occhi dei Paesi
dellEuropa del Sud. Ma una politica
che potrebbe ritorcersi contro la cancelliera. Ma il passaggio di leadership, dalla Germania alla Francia, di
breve periodo. Non credo sia un riequilibrio durevole, ragiona Monti.
prima di tutto loccupazione di uno
spazio visivo da parte della Francia.
Romano Prodi, ex premier ed ex
presidente della Commissione Ue, vede
unaccentuazione del ruolo francese,
ma non un cambio di leadership: In
Europa la Francia ha sempre fatto il
ministro della Difesa, la Merkel il presidente del Consiglio e Schuble il ministro dellEconomia. Certo, il ruolo di
ministro della Difesa per Hollande in
unEuropa impaurita diventa pi importante, ma la Francia senza lappoggio degli Stati Uniti non pu fare molto. Per Prodi la via maestra resta
laccordo tra Usa e Russia: da questo
punto di vista la Turchia che abbatte il
caccia russo prova a impedire il dialogo tra Obama e Putin.
Unanalisi condivisa dal premier in
carica. Non ripeteremo lerrore
3 dicembre 2015

25

stro degli Esteri Paolo


Gentiloni, ma sul valore
aggiunto che lItalia sarebbe disposta a offrire per
dimostrare la sua solidariet alla nazione ferita le
prospettive sono vaghe.
Pi addestratori sul terreno? Pi aerei da ricognizione? Escluso lintervento in scenari dove lItalia
non presente, come la
Siria. Anche un impegno
in Mali, per alleggerire le
truppe francesi, viene
smentito. Piuttosto avanza lidea dello scambio, un
maggiore numero di forze
in Libano (dove lItalia
gi presente con 1.100 solIl locale nei pressi dello Stade de France dove si fatto esplodere uno dei kamikaze di Parigi
dati) per compensare un
disimpegno delle truppe
francesi, da ricollocare a ridosso del
rella, in continuit con Giorgio Napocompiuto in Libia nel 2011, ha ripeCaliffato. E sul piano diplomatico una
litano, appare pi preoccupato del
tuto Renzi alla vigilia dellincontro di
doppia iniziativa in calendario: il verpremier di non perdere il contatto con
Parigi con Hollande del 26 novembre.
tice sul Mediterraneo a Roma previsto
gli alleati francesi impegnati nella lotta
Un riferimento non casuale: quattro
per il 10 dicembre, con il ministro degli
contro il terrorismo. Vista da Palazzo
anni fa furono i francesi e gli inglesi a
Esteri russo Sergej Lavrov e forse il
Chigi o dalla Farnesina, invece, la guertrascinare lItalia nel conflitto. Alleposegretario di Stato americano John
ra di Hollande una reazione comca i tentennamenti del governo BerluKerry. E un vertice dei sei Paesi fondaprensibile ma che va arginata. Se la
sconi furono vinti anche dalla determitori della comunit europea (oltre allIFrancia ci chiede di pi siamo in grado
nazione del Quirinale. E oggi il presitalia, Francia, Germania, Belgio, Olandi metterlo in campo, ripete il minidente della Repubblica Sergio Mattada, Lussemburgo: larea
pi sottoposta allattacco
del terrorismo jihadista)
programmato per met
gennaio a Roma, senza
una data definita e un ordine del giorno, nelle intenzioni dovrebbe servire
a cominciare a discutere
di nuove regole di convivenza europea, una nuova
Enrico Letta
Mario Monti
Romano Prodi
governance. Quella vecchia, dopo il 2015, non
DOPO I TANTI
DOPO IL TAGLIO
LITALIA NON DEVE
esiste pi. La guerra contro lIs svela una volta per
DANNI PROVOCATI
DELLE TASSE
SEGUIRE IL SUO
tutte la fragilit delle istiDA DECISIONI
PER RILANCIARE
TRADIZIONALE
tuzioni continentali: leuro-gruppo non unentit
IMPRUDENTI, LA
CERCHIOBOTTISMO. I CONSUMI, VANNO
politica, i 28 della Ue sono
pura astrazione. E la FranCAUTELA ITALIANA
TROVATE RISORSE
LORA DI STARE
cia tentata di fare da sola.
L E u r o p a a p p a r e
PER LA SICUREZZA DOBBLIGO
CON LA FRANCIA
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3 dicembre 2015

Foto: Magnum - Contrasto, Agf (3)

La guerra / LItalia

La guerra / LItalia

alle spese per la sicurezza (pi un altro


miliardo per leducazione), rimandando
al 2017 il taglio dellIres. Letta pi
dubbioso: LItalia in bilico: seguire la
sua antica tradizione cerchiobottista significa rompere con la solidariet europea e con la Francia. Sarebbe una furbizia
irresponsabile. il momento di mettersi
con decisione al fianco della Francia
Renzi, spesso critici con il premier.
colpita. Il che non vuol dire, sia chiaro,
una politica saggia: dopo tanti danni
mandare i nostri soldati a Raqqa.
provocati da decisioni imprudenti la
Unipotesi mai esistita, a Palazzo
cautela dobbligo, benedice Prodi.
Chigi, dove fanno notare che la guerra
Una posizione assennata e condivisidi Hollande non passata: n in Italia,
bile, aggiunge Monti. Piuttosto bison in Spagna e forse neppure in Inghilgna chiedersi se una politica rivolta
terra. Tutti sanno che unoperazione
esclusivamente a rilanciare i consumi
di guerra va preparata in accordo con
privati, il benessere individuale e delle
i turchi, gli iraniani e soprattutto i
singole famiglie, ad esempio con la rirussi. E non si possono progettare soduzione delle tasse, con accenti quasi
luzioni militari senza aver gi immagireaganiani, non sia in contrasto con la
nato lo scenario post-bellico. Per la
necessit di rilanciare e di finanziare
Siria che un mosaico di minoranze si
beni pubblici come la sicurezza, interna
ipotizza un modello come quello della
e esterna: intelligence, forze dellordine,
Bosnia nella ex Jugoslavia. In Libia, il
controllo delle frontiere. Taglio delle
paese di pi diretta influenza italiana,
tasse e maggiori spese non vanno daclinteresse nazionale il controllo delle
cordo: come dimostra la decisione del
coste. E a Roma scommettono che alla
governo Renzi di destinare un miliardo
fine il governo di unit si
Il monumento di Place de la Rpublique coperto di fiori e messaggi per ricordare le vittime
far: Le fazioni libiche
stanno litigando su aspetti
secondari, la lista dei ministri, i vice-presidenti....
LItalia va la guerre,
ma senza fare la guerra.
Con il discorso del Campidoglio Renzi ha disarmato la destra (pi soldi
per la sicurezza) e quel che
resta del pacifismo (pi
soldi per educazione e periferie). Ma sul piano internazionale la sua cautela
rischia di portare allirrilevanza. E sul piano interno
c il pericolo di rappresentare gli italiani spaventati dal terrorismo, ma per
nulla impazienti di arruolarsi per combattere lIs.
Come conclude Parisi:
Non vorrei che al pacifismo si sostituisse uno scetticismo e un cinismo di
massa: sarebbe la fine. n
bypassata dagli avvenimenti. Hollande tratta direttamente con i paesi del
consiglio di sicurezza Onu. Ed vero
che nei prossimi mesi ci sar il tentativo di un cambio al vertice dellEuropa.
La Germania avr locchio rivolto
allinterno, spiega da Parigi lex premier Enrico Letta. Eppure sarebbe un
grave errore considerare lEuropa solo
come un impedimento. La strage di
Parigi dimostra che la sicurezza non
pu essere garantita da un singolo
paese, Francia e Belgio non si sono
scambiati le informazioni, eppure sono
paesi fratelli. Gli Stati nazionali pensano di costruire presso le loro opinioni
pubbliche uno storytelling di successo
se fanno da soli, ma vero il contrario.
Serve un Fbi europea, un sistema di
coordinamento sovranazionale. In
questi giorni sento pi la voce del passato francese che quella del futuro europeo, osserva Arturo Parisi, ministro
della Difesa dal 2006 al 2008, quando
lItalia costru la missione in Libano.
La prudente strategia del governo italiano piace ad alcuni predecessori di

28

3 dicembre 2015

Foto: Magnum - Contrasto

SUL FRONTE INTERNO


SCHIERA DUE MILIARDI
PER CULTURA E SICUREZZA
MA PALAZZO CHIGI SUL
PIANO INTERNAZIONALE
RISCHIA LIRRILEVANZA

La guerra / Il fronte interno

E lItalia teme
i lupi solitari
Gli investigatori danno la caccia
sul Web ai sostenitori del jihad.
E non ritengono possibili assalti su
larga scala come a Parigi. Ma sono
preoccupati per il rischio di attacchi
nelle cittadine meno sorvegliate

di Lirio Abbate
foto di Massimo Berruti e Augusto Casasoli per lEspresso

L TERRORE IN ITALIA VIENE ALIMENTATO e coperto da

Internet. Perch sul Web che si svolge lattivit di


proselitismo con messaggi e testi di natura jihadistica.
E attraverso i social network e le chat i fondamentalisti nel Bresciano entrano in contatto e si scambiano
informazioni e messaggi di morte: Questo non un
gioco ma 25 o 30 anni di carcere se scoprono la nostra
vera identit! Che Allah possa amarvi ed aiutarvi ad ucciderli!. Lo scriveva in una chat coperta un marocchino,
venticinquenne, residente in Lombardia, in regola con il
permesso di soggiorno, assunto a tempo indeterminato da
una piccola impresa. Lo hanno scoperto le Digos di Cagliari e Brescia. Ma non il solo a servirsi della Rete, anche alcuni albanesi, che abitavano in provincia di Brescia, attraverso proclami on line arruolavano giovani per mandarli
a combattere con lIs. Nelle chat individuate dagli investigatori i fautori della guerra santa, che esortavano a massacrare gli infedeli, scrivevano: Se incitare le persone a
farlo terrorismo, e se uccidere quelli che uccidono i nostri
figli terrorismo, allora lascia che la storia sia testimone che
noi siamo terroristi.
Ci sono un migliaio di potenziali jihadisti nel nostro Paese che da cinque anni sono continuamente controllati e

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3 dicembre 2015

Soldati
presidiano
piazza
Risorgimento,
a pochi metri
dal Vaticano

monitorati da investigatori dellantiterrorismo e dellintelligence. un elenco di nomi che stato compilato dal 2010
a oggi grazie al controllo dei contatti ai siti fondamentalisti
provenienti dallItalia. Migliaia di visite che si sono trasformate in piste informatiche fino ai computer sparsi nel
nostro paese. Completata una prima scrematura per eliminare curiosi e visitatori occasionali, lattenzione si focalizzata su quei soggetti che mostravano un reale interesse
per i sermoni carichi di violenza: persone localizzate in di-

Foto: A3

verse citt del Centro e del Nord. Cos dalla traccia fornita
da Internet sono partite le indagini tradizionali, per ricostruire frequentazioni e pericolosit di questi sostenitori del
jihad. Per alcuni di loro gli accertamenti sono scaturiti in
accuse penali riconosciute da diverse procure. Ma le richieste di arresto spesso non sono state accolte dai giudici che
non hanno ritenuto esistessero indizi per contestare il reato
che punisce larruolamento con finalit di terrorismo anche
internazionale o addestramento ad attivit con finalit di

terrorismo anche internazionale. Sono rimasti in libert e


per evitare ulteriori pericoli la polizia ha fatto ricorso in
diversi casi alle espulsioni, soprattutto verso quei paesi del
Nord Africa che collaborano con i nostri investigatori.
Lattivit di prevenzione da noi stata meno complicata
per le caratteristiche della comunit musulmana, che conta
solo un milione e mezzo di fedeli contro i pi di sette milioni che vivono in Francia e Belgio. Anche la natura delle
nostre periferie, con una presenza di immigrati provenien3 dicembre 2015

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La guerra / Il fronte interno


Internet, arma a doppio taglio
A RAQQA li chiamano Internet
soldiers. Fondamentalisti, ma
con lo smartphone in mano.
Salafiti, ma sempre connessi.
Gli ostaggi sopravvissuti alle
loro prigioni raccontano che
i carcerieri erano incollati ai
telefonini: Seguono le notizie
in maniera ossessiva, ha detto
Nicolas Hnin. Laccesso a
Internet, per i miliziani del
Califfato fra Siria e Iraq un
bene essenziale. Per questo
appena conquistata Mosul nel
2014, la Rete stata una delle
prime infrastrutture di cui si
sono occupate le truppe di alBaghdadi. Il Web vitale per i
tagliagole del Daesh 2.0 non
solo come fonte di scambio e
informazione, ma anche come
stagno per la propaganda
jihadista fra Twitter, Facebook
e YouTube. Lo strumento che
permette di sedurre nuovi
ragazzi e garantire le reclute per
lesercito con la bandiera nera.

di Gianluca Di Feo e Francesca Sironi

Ma perch lOccidente non


stacca Internet allo Stato
islamico? Possibile che non
esista un modo per oscurare
il Web nel Califfato e sradicare
le centrali on line che inondano
il pianeta di proclami
fondamentalisti? In Afghanistan
la Nato ha condotto una caccia
spietata alle antenne issate dai
talebani per potenziare le loro
comunicazioni. Era la missione
affidata ai bombardieri italiani
Amx, che abbattevano i tralicci
con ordigni a guida laser. Invece
nel territorio dellIs i siti
prosperano. E non un caso.
Perch Internet unarma
a doppio taglio. Diffonde nel
mondo il verbo della guerra
santa. Ma lunico strumento
che hanno i comandi alleati
per stanare le postazioni
dellarmata di al-Baghdadi.
Nello scorso maggio il generale
Hawk Carlisle, numero uno
dellAir Combat Command

ti da continenti diversi mentre nelle banlieue la composizione etnica pi compatta, permette di approfondire i controlli. Ma i segnali di pericolo restano forti anche da noi. E
arrivano soprattutto da Internet.
I jihadisti navigano in Rete e rendono indecifrabili i loro
messaggi attraverso luso del programma Tor o i software
criptati elaborati dagli stessi mujaheddin. Accorgimenti semplici per diffondere documenti che inneggiano agli attentati
contro gli infedeli ed esaltano le azioni suicide. Gli investigatori hanno scoperto manuali jihadisti che spiegano come

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3 dicembre 2015

statunitense, si vantato:
Grazie a un post su un social
network siamo riusciti a radere
al suolo il quartiere generale
dellIs in meno di 24ore. Le
coordinate catturate dallanalisi
di un selfie hanno svelato la
posizione della base, subito
distrutta dai caccia: lennesima
preda per il 361mo squadrone,
il reparto dellaviazione che
scova i jihadisti spiandoWeb
e onde radio. la macchina
da guerra pi efficace del
Pentagono: nel 2012 ha
condotto 31.180 missioni
permettendo alle forze speciali
larresto di 3.980 terroristi
e luccisione di altri 1.210.
La frenesia da social media
infatti spesso tradisce
i miliziani, trasformando
i cinguettii dal deserto in
strumenti affilati per i loro
nemici. Un dettagliato studio di
J.M.Berger e Jonathon Morgan
per la Brookings Institution ha

dimostrato ad esempio usi,


geografie e relazioni di oltre
40 mila account su Twitter di
sostenitori dellIs, analizzati
durante linverno scorso. L1,5
per cento circa di questi si era
dimenticato di togliere la geolocalizzazione dalle proprie app,
permettendo cos di tracciare
informazioni preziose quanto il
vederli attivi fra la Siria centrale,
Ramadi o Baghdad in Iraq
(insieme il 28 per cento del
totale) ma soprattutto a Riyadh
e dintorni in Arabia Saudita:
da sola rappresentante del
27 per cento degli account
pi estremisti pro-Is.
GLI STRATEGHI del Califfato
conoscono questo punto
debole. Ricorrono a tecniche
di crittografia per cifrare
i messaggi e occultarne la
provenienza, si ipotizza persino
che abbiano creato un call
center per istruire i loro uomini.
Di certo, hanno diffuso un

usare armi ed esplosivi. Ci sono informazioni pratiche e dimostrazioni concrete per maneggiare di tutto, inclusi ordigni
chimici o batteriologici. E poi ancora nozioni sulle tecniche
di aggressione violente, sulla resistenza agli interrogatori,
consigli per i sopralluoghi su obiettivi sensibili.
Gran parte dei sostenitori del jihad in Italia sarebbero
dunque individuati: i nostri apparati di intelligence conoscono quasi tutto di questi fanatici, a cominciare dalla formazione terroristica alla quale si ispirano o tentano di collegarsi. I progetti per costituire cellule operative finora sono
stati sempre bloccati. E le inchieste hanno evidenziato
unaltra differenza rispetto allEuropa centrale: in Italia i
fondamentalisti fanno fatica a reperire armi. Da noi gli arsenali clandestini sono in mano alla criminalit organizzata
e le mafie evitano qualunque rapporto con questi soggetti.
Anche per questo motivo, secondo gli analisti, la pianificazione di attentati come quelli di Parigi, che prevedono la
partecipazione di un gruppo rilevante di complici, non potrebbe passare inosservata agli apparati investigativi e di
intelligence italiani. Elementi che spingono gli inquirenti
della Procura nazionale antiterrorismo, guidata da Franco
Roberti, a ritenere che sono in pochi a credere ad una
eventuale replica a Roma del massacro del venerd 13
nella capitale francese. unipotesi di rischio fanno sapere gli inquirenti che coordinano il lavoro degli investigatori,
i quali insistono nel sottolineare come la situazione romana
diversa da quella parigina.

manuale con i consigli per


navigare a volto coperto.
Nonostante questo, i loro
avversari non hanno
alternative. Nel regno del
Terrore, con continue
esecuzioni di spie reali o
presunte sulla pubblica piazza,
pochi hanno il coraggio di
rischiare la vita per aiutare gli
occidentali. Il Califfato inoltre
ostacola i contatti con lesterno
dei semplici cittadini. Dopo
lavanzata in Iraq a novembre
ha disabilitato le torri per la
telefonia mobile, riducendo
al silenzio i cellulari privati.
Nelle stesse settimane il
governo di Baghdad ha
bloccato ogni accesso a server
e host da Mosul, per stroncare
la propaganda integralista.
Ma il blocco stato aggirato
presto dallIs con i satelliti.
VIA SATELLITE avviene la
maggioranza delle connessioni
dai territori dellIs in Siria.

In parte perch i cavi sono


danneggiati da bombardamenti
e mancata manutenzione, in
parte perch i miliziani non si
fidano ad agganciarsi al Web
attraverso la banda controllata
dalla Ste, la societ del governo
di Damasco, ovvero il regime di
Assad. Ma le comunicazioni
satellitari restano per pochi: a
luglio i censori del Daesh a Deir
Ezzor e a Raqqa hanno proibito
i wi-fi casalinghi ai residenti,
bloccando la rete fuori dagli
Internet caf ed esigendo il
controllo dei contenuti e dei
log-in, spiega Pierluigi Paganini
di Security Affairs.
Ad Aleppo invece la vicinanza
con la Turchia ha permesso a
lungo ai ribelli della Free Syrian
Army e agli integralisti di alNusra o di Is di surfare su
Google e postare messaggi su
Facebook sfruttando il 3G delle
compagnie telefoniche turche.
Il centro di ricerca britannico

Dyn ha per monitorato


ugualmente un buco nelle
connessioni da Aleppo a partire
da marzo del 2015, riprese
nelle ultime settimane grazie
alle antenne turche e al
ripristino di alcuni servizi da
Damasco. Oltre ai cinque
satelliti, europei o arabi perch
di quelli americani non si
fidano, che fanno da ripetitore
spaziale al Califfato.
LA CACCIA ALLUOMO sul
Web il volto pi moderno
della guerra globalizzata. Viene
definito Somint ossia Social
Media Intelligence: il controllo
in tempo reale dei social media
per le operazioni degli 007. La
grande idea che rivoluzioner
lo spionaggio, come ha
profetizzato nel febbraio 2014
James Clapper, direttore della
super-agenzia americana Dni.
Gi oggi i servizi segreti Usa
setacciano oltre 20 milioni di
siti in 30 lingue diverse. E una

falange di algoritmi elabora


queste informazioni
trasformandole in coordinate
geografiche e profili di
potenziali bersagli che vengono
pedinati attraverso la Rete.
A questa ragnatela si
aggiungono le notizie captate
nelletere dalla nuova
generazione di aerei spia, che
intercettano qualunque forma
di comunicazione alla ricerca
di una singola voce: una volta
agganciata, ne seguono la pista
elettronica ovunque. I pi
potenti sono le Sentinelle
E-3G statunitensi, che hanno
appena ricevuto un
aggiornamento di software e
apparati costato 2,7 miliardi
di dollari. Cinque giorni dopo
la strage di Parigi, il primo di
questi quadrireattori stato
spedito nei cieli del Califfato.
Pronto a tramutare ogni selfie
jihadista in un raid dei
bombardieri.

Foto: Agence Vu, A3

Musulmani davanti alla


moschea di Tor Pignattara.
A sinistra: controlli della
polizia nella capitale

Non tutti i magistrati che si occupano di antiterrorismo


nelle procure distrettuali sono dello stesso avviso, tanto che
rimarcano il fatto che Roma resta sempre un obiettivo logico e storico a prescindere dal Giubileo che si aprir nelle
prossime settimane. Tutti concordano per nel temere so-

prattutto lazione del singolo e imprevedibile jihadista, del lupo solitario


che potrebbe agire senza alcuna organizzazione.
Agli investigatori italiani viene in
mente ci che accaduto lo scorso
febbraio a Nizza, quando la Francia
tornata per la prima volta a tremare dopo la strage nella redazione di
Charlie Hebdo a Parigi. Il tentato
omicidio a Nizza di tre militari di
guardia a un palazzo che ospita associazioni ebraiche, accoltellati da
Moussa Coulibaly che si scagliato
contro di loro con una lama di 20
centimetri. Dopo questo assalto la
Francia si resa conto di dovere fronteggiare un terrorismo fai da te. E sono emerse le crepe
dellintelligence transalpina. La Dgsi (Direzione generale per
la sicurezza interna) aveva interrogato Coulibaly solo pochi
giorni prima dellaggressione. Era pi di un sospettato: si
era imbarcato ad Ajaccio con un volo di sola andata per
3 dicembre 2015

33

La guerra / Il fronte interno

Istanbul, come tanti candidati alla guerra santa in Siria e


Iraq. Una volta atterrato in Turchia, stato espulso, ma
quando rientrato in Francia ed stato interrogato, la Dsgi
ha ritenuto di non avere sufficienti motivi per fermarlo.
Dalle indagini emerso che il jihadista aveva fatto scalo a
Roma in entrambi i viaggi. E a Nizza ha agito contro i militari con il preciso intento di ucciderli. Perch abbia voluto
fermarsi a Roma non ancora stato chiarito da chi indaga.
Sono i lupi solitari che fanno dunque paura. I singoli
episodi che non si possono prevenire. Per questi volontari del terrore non poi cos difficile, come spiegano gli
investigatori, procurarsi lesplosivo. Anzi, realizzare lesplosivo. Basta entrare in un negozio di ferramenta con
venti euro e uscire con tutti gli elementi necessari per
costruire una bomba o una cintura esplosiva, sottolineano gli analisti che si occupano dellIs. Si chiama perossido di acetone ed quello utilizzato dai kamikaze degli
attentati a Parigi. Si ottiene mescolando acqua ossigenata, acetone e acido solforico. Poi nelle cinture letali si
aggiungono bulloni di acciaio per accentuare leffetto
dirompente. A Milano sei anni fa un ingegnere libico, da
anni residente in Italia, si fatto saltare in aria davanti a
una caserma con un ordigno confezionato in casa: il composto detonato solo in parte, ferendo lattentatore e un
soldato di guardia che ha cercato di fermalo.
34

3 dicembre 2015

E oggi lattenzione dellantiterroriNot in my


smo italiano non puntata solo sulla
name:
capitale. Secondo quanto ha appreso
i musulmani
lEspresso da fonti investigative,
italiani
potrebbero essere a rischio chiese e
manifestano a
monumenti storici di cittadine del
Roma. A destra:
Centro e del Nord, dove la sorvecarabinieri
glianza potrebbe essere minore riin San Pietro
spetto a Roma e quindi anche le maglie delle forze dellordine risultano pi larghe.
C un altro fronte caldo per la prevenzione: le carceri, che
in tutto il mondo spesso sono diventate le centrali di reclutamento dei fondamentalisti. Nelle ultime settimane sono
stati eseguiti controlli, in particolare nelle celle di detenuti
jihadisti, e sono state potenziate le attivit di intercettazione.
Vengono attenzionati tutti i soggetti che seguono la preghiera musulmana. Un sistema di monitoraggio nei penitenziari era gi partito dopo la strage di Charlie Hebdo: un
modo per vigilare sui germogli del radicalismo estremo. La
procura nazionale viene informata di ogni movimento o
eventuale commento raccolto negli istituti di pena.
Per il Giubileo la protezione della capitale sar assicurata da
duemila uomini nelle strade, pattuglie anche sugli autobus e
controlli elettronici nei principali luoghi a rischio, da San Pietro
allo stadio Olimpico, passando per il Colosseo, oltre ad una

Riconvertiamo gli estremisti

Foto: Agence Vu, A3

MASSIMA ALLERTA A
ROMA PER IL GIUBILEO
CON LA METROPOLI
DIVISA IN TRE FASCE DI
SICUREZZA E CONTROLLI
ANCHE NELLE PIAZZE
DELLA MOVIDA

APPROVARE LEGGI DURE FACILE,


il difficile fare qualcosa di incisivo.
Noi abbiamo scelto unaltra via non per
ideologia, ma perch funziona. Parole di
Allan Aarslev, a capo del ramo poliziesco
di un programma deccellenza nella
prevenzione dellestremismo: quello
di Aarhus, la seconda citt danese. La
Danimarca era una delle maggiori fonti di
jihadisti diretti in Siria. Molti da Aarhus.
La citt per da un paio danni ha avviato
un programma ad ampio spettro di
prevenzione e recupero. Preben
Bertelsen, lo psicologo che lo guida, ha
constatato che i suoi giovani concittadini
non si distinguevano dai tanti estremisti
studiati nei decenni passati. Lidea
consolatoria che si tratti di squilibrati o
psicopatici da tempo sconfessata. N
la miseria economica o culturale spiega
tutto: molti sono benestanti e istruiti. I
meccanismi psicologici sono complessi,
e includono molti elementi della normale
ricerca di identit dei giovani, come
il bisogno dappartenenza, di rilevanza
e di conforto esistenziale. Perch a volte
ci deragli verso il fanatismo violento
non del tutto chiaro. Spesso per
conta la marginalit sociale. Avvertita
di persona, come nel ricordo dinfanzia
di un attentatore francese: un passante
urtato per sbaglio dalla sorella ha sputato
a terra con disprezzo chiamandola
sporca araba. Allora ho capito cosa
sarei diventato, ha raccontato.
La municipalit ha coinvolto scuole,
famiglie, assistenti sociali, associazioni
giovanili, comunit religiose, polizia. Si
istruito chi era a contatto coi ragazzi sui
segni di radicalizzazione: un improvviso
interesse religioso, la frequentazione

no-fly zone sullintera metropoli. un


piano di sicurezza varato da questore e
prefetto che sar attivo durante i dodici
mesi dellAnno Santo della Misericordia.
La citt verr divisa in tre zone: da quella pi esterna a quella di massima sicurezza. Tutti i servizi di videosorveglianza saranno potenziati. Con unintensificazione della vigilanza sulle vie di accesso dei trenta milioni di pellegrini attesi in
Vaticano ma anche sui luoghi di ritrovo
pi frequentati, dallo stadio alle arene
per i concerti, fino alle piazze della movida. Il questore non esclude di ricorrere
a perquisizioni casuali, come deterrente
contro potenziali attacchi. Perch gli
assalti di Parigi hanno dimostrato che la
ferocia religiosa dellIs pronta a colpire
chiunque, anche nei momenti del divertimento pi laico.
Ai duemila uomini al lavoro nella
quotidianit dellAnno Santo, se ne
aggiungeranno altri durante gli eventi
di maggior richiamo, come lesposizione della salma di Padre Pio o la
santificazione di Madre Teresa di Calcutta. Come spiega il prefetto Franco
Gabrielli:Nessuno nega che il nostro
Paese sia un possibile obiettivo. Ma un conto la minaccia,
un conto che le cose possano poi verificarsi.
A Milano, invece, attenzione massima e misure di sicurezza potenziate ma nessun riscontro oggettivo di pericoli incombenti. Nonostante lallerta lanciato dallintelligence
americana, dalla prefettura fanno sapere che non sono
emersi elementi specifici e riscontri oggettivi di pericoli incombenti sul capoluogo lombardo. Tuttavia stata confermata la massima elevazione del sistema di sicurezza generale e linnalzamento dellattenzione sui servizi in corso e il
potenziamento delle misure gi in atto. Insomma, in tutto
il paese le forze dellordine stanno facendo di pi. Sapendo
che non ci sono le stesse condizioni che hanno fatto precipitare la Francia e il Belgio nel terrore, ma che nessuno pu
sentirsi al riparo dalloffensiva globale dello Stato islamico. n

assidua di certi siti, cambi daspetto,


amicizie. Pur a fatica, si collaborato
con una moschea incline al
fondamentalismo, che ha cambiato
atteggiamento. Ai giovani a rischio o
radicalizzati, incluso chi rientra dalla
Siria, si offre un tutor sia per i problemi
pratici sia per dubbi politici e religiosi.
Senza discutere le convinzioni religiose,
ma per evitare ossessioni totalizzanti.
Puoi batterti per qualsiasi ideale, ma
non con la violenza il messaggio.
E pare funzioni: nel 2012 e 2013 l si
erano arruolata una trentina di jihadisti,
nel 2014 solo uno.
QUESTO IL MODELLO VINCENTE,
uneccellenza anche fra le realt del
Nord Europa. Nel Sud siamo in ritardo,
ma lItalia ha iniziato a muoversi,
spiega Luca Guglielminetti, membro del
Radicalisation Awareness Network (Ran)
istituito dallUe nel 2011 per mettere a
sistema le realt europee. Col ministero
della Giustizia abbiamo formato i quadri
e gli operatori di prima linea. A Torino
a maggio abbiamo creato un gruppo
con amministrazioni pubbliche, carceri,
questura, polizia municipale, gruppi che
lavorano con i migranti, scuole, comunit
religiose. E ora cerchiamo di esportare
il modello. Il ministero dellInterno
partito a febbraio, per lavorare fra laltro
su comunicazione e aiuto alle famiglie.
Restano per iniziative un po
sporadiche. Manca un coordinamento
tra istituzioni e societ civile. I soldi
ci sono, anche dallEuropa. Ora va
costruita in ogni citt una rete capace di
interventi su misura. un lavoro lungo.
Ma per questo dobbiamo partire subito.
Giovanni Sabato

3 dicembre 2015

35

La guerra / Periferie

Fanatici a Roma:
pochi ma ci sono
Viaggio nei quartieri della capitale pi a rischio per linfiltrazione
fondamentalista. Dove la maggioranza dei musulmani vive in pace.
Per avvisa: attenti, gli estremisti sono attivi anche in queste strade

di Giovanni Tizian e Stefano Vergine Foto di Massimo Berruti e Augusto Casasoli per lEspresso
36

3 dicembre 2015

Foto: Agence Vu, A3

HIARA LAMATRICE ha

scelto il nome di Aisha,


come una delle spose
del profeta Maometto.
Fino a dieci anni fa,
ricorda, ero una fervente cattolica, poi
qualcosa cambiato. Oggi la sua Mecca a Centocelle, il quartiere della periferia est di Roma dove ha sede la seconda moschea pi grande della citt. Niente minareti, nessun megafono per amplificare il richiamo alla preghiera del
muezzin. Il centro islamico Al Huda un
garage ricoperto di tappeti, un vecchio
parcheggio sotterraneo stretto fra palazzine figlie della speculazione edilizia,
parrucchieri tunisini, macellerie halal,
ristoranti che servono t e cous cous.
Aisha, ventotto anni, il viso incorniciato
da un velo bord, fa parte dei diecimila
italiani convertiti allIslam. Sono andata in chiesa fino a 14 anni, racconta,
poi a scuola ho visto suore che picchiavano mio fratello e sono rimasta delusa.
A 17 anni una ragazza pachistana, la mia
prima vera amica, mi ha invitato a trascorrere con lei il Ramadan. Cos iniziata la mia conversione. Il Corano la
fa sentire meno sola, parte di una comunit. SullIs e gli oltre 50 combattenti
partiti dallItalia, Aisha ha le idee chiare:
Chi va in Siria non un credente, la
nostra una religione di pace, per alcune cose vanno ricordate. Ad esempio che
la Francia, fra le vignette di Charlie
Hebdo e i bombardamenti in Siria, se
l cercata. E pure lItalia lo sta facendo,
alleandosi con Parigi. Io sono contro
tutte le guerre, ma credo che il rischio di
attentati esista anche qui da noi.
Centocelle, Tor Pignattara, Torre Angela: incrociando i rapporti degli investigatori italiani e stranieri, sono questi i
quartieri italiani pi a rischio per linfiltrazione di radicali. Questione di probabilit, visto che queste sono anche le
zone abitate dalle comunit pi numerose di musulmani, dove quindi pi facile trovare appoggi e protezioni. A una
settimana dagli attacchi terroristici di
Parigi, lEspresso ha trascorso due
giorni in questi sobborghi. Per chiedere

ai musulmani dItalia cosa pensano del


cosiddetto Is, del terrorismo. E per provare a capire se anche nelle nostre periferie si nascondono potenziali kamikaze.
VOGLIAMO UNA VITA NORMALE

Venerd 20 novembre, ore 13.30: la


preghiera pi importante della settimana appena finita. Il Mercato arabo
un alimentari situato a pochi passi dalla
moschea di Centocelle e Hassan, nato a
Napoli ventisei anni fa da padre marocchino e madre tunisina, lo gestisce insieme alla sua famiglia. Ci sono giornalisti
e politici, si infervora, che sono sciacalli: sfruttano situazioni drammatiche
per creare odio e identificano i terroristi
con lIslam, ma per noi musulmani inconcepibile farsi saltare in aria come
hanno fatto quei ragazzi. Quelli fortunatamente sono una minoranza, la maggioranza siamo noi che lavoriamo e vogliamo vivere una vita
normale. Suo fratelSoldati
lo, Ibrahim, aspetta
di guardia
che Hassan abbia finia Roma.
to di parlare, poi interA sinistra:
preta un sentimento
la scuola
diffuso nel quartiere:
religiosa di
Tutti i morti sono da
una moschea
condannare, invece a
sulla via
leggere certi giornali
Casilina

sembra che ci siano i morti di serie A e di


serie B. Quelli di Parigi da una parte,
quelli di Beirut e Gaza dallaltra. Ci sono
stati pi articoli sulla morte del cane
Diesel a Parigi che su quelli di Beirut. Ma
noi musulmani non possiamo protestare, altrimenti i vari Salvini dicono che
siamo complici dei terroristi. Complici? Il proprietario del Mercatino Casablanca, una macelleria affacciata
sulla chiesa di Piazza San Felice, non
vuole rivelare il suo nome, ma dice di
vivere a Centocelle da 18 anni e risponde
secco alla domanda: Io sono musulmano e vi assicuro che gli assassini di Parigi
li ammazzerei con le mie mani.
DALLE BR AD AL QAEDA

Nella zona pi araba di Roma, italiani e


stranieri sembrano convivere senza troppi problemi. Anzi, c chi pensa che qui i
tempi bui sono passati da un bel po. E
in effetti in queste strade sono cresciuti
diversi brigatisti rossi. Come conferma
Giuseppe, 50 anni, ledicolante di via dei
Castani, una strada che taglia in due il
quartiere: Ma te pare che cho paura,
ride, io ho vissuto gli anni di piombo e
questo niente a confronto. E poi, diciamocelo, lIslam una cosa e i pazzi che
si fanno saltare in aria unaltra. Una
distinzione, questa, fondamentale

3 dicembre 2015

37

La guerra / Periferie

ancor di pi per limam della moschea


del quartiere, il tunisino Mohamed Ben
Mohamed: Queste stragi, ci spiega,
colpiscono soprattutto noi, perch alcune persone non distinguono pi tra
islamici e terroristi, e noi che siamo cittadini di questo Paese abbiamo paura.
Che il fanatismo possa attecchire tra i
giovani di Centocelle un sospetto
dellintelligence, ma ritenuto un rischio
anche da tanti musulmani. Daltronde
gli indizi non mancano. Quattro anni fa,
nel quartiere, stata scoperta una fabbrica di documenti taroccati: uno degli indagati era sospettato di terrorismo. E
stando alla black list stilata lo scorso 19
novembre dallFbi e dal Tesoro americano, qui, per un periodo, ha abitato El
Sayed Abdelkader, egiziano, ucciso da un
drone nel 2012 in Pakistan: un vero e

proprio ambasciatore di Al Qaeda in


Italia, secondo lintelligence americana.
Anche in questo quartiere si possono
incontrare persone con idee radicali,
ammette limam Ben Mohamed. Che
per invita a diffidare della tesi secondo
cui le moschee sono il luogo di ritrovo di
queste persone: I giovani coinvolti han-

no alle spalle un passato di criminalit e


droga. Il carcere spesso il posto in cui
si risveglia un sentimento di fede che non
viene coltivato in moschea ma sul web,
senza una guida vera, oppure seguendo
lupi solitari che nulla hanno a che fare
con lIslam. Pensate che noi imam moderati veniamo etichettati come miscredenti da queste persone.

I GIOVANI CON IDEE


RADICALI SPESSO
VENGONO DAL CARCERE E
COLTIVANO LA LORO FEDE
SUL WEB O SEGUENDO
I LUPI SOLITARI

QUELLI DELLA ROTTA BALCANICA

Sconfiggiamo la paura con la logica


DOBBIAMO AVERE PAURA di
attentati terroristici in
occasione del Giubileo
a Roma? Dobbiamo avere
paura degli immigrati siriani?
Il quesito preliminare : come
funziona la paura, anzi le
paure? La prima cosa da dire
che, in linea generale, la paura
fa parte dei nostri stati danimo
perch nel lungo passato
della nostra specie stata
unemozione adattiva. Ci ha
fatto sopravvivere e ci ha
permesso desplorare mondi
sconosciuti. I nostri antenati
erano spesso costretti a
decidere in fretta. Meglio
provare paure, anche
infondate, ma evitare pericoli
forse mortali. Shakespeare,
nel Sogno duna notte di
mezza estate, fa dire a Teseo:
e di notte un pensiero
di spavento pu far s che un
cespuglio sembri un orso!.
Immaginiamo di tornare
indietro di 23mila anni.
I nostri progenitori si mettono

38

3 dicembre 2015

in cammino, partendo
dalla Siberia e raggiungono
il Cile circa 10mila anni dopo.
I recenti progressi della
genetica e dellarcheologia
ci mostrano in dettaglio come
questa discesa da nord a sud
sia avvenuta in condizioni
difficili, in ambienti pericolosi
(Science, 20/11/2015).
In questi scenari, la paura era
un ingrediente necessario nel
ventaglio delle emozioni utili
alla sopravvivenza, via via che
ci sinoltrava in terre
sconosciute. La paura serviva a
isolare i pericoli, memorizzarli,
comunicarli agli altri, e cos
prevenirli. Spesso lambiente
di vita era talmente pericoloso
da richiedere laiuto di
santoni di un qualche tipo.
Vero, ci raccontavano balle. Ma
erano balle in cui loro stessi
credevano, e tutti insieme ci
facevamo un po di coraggio.
Mantieni la calma e va avanti
diceva il tenace Winston
Churchill ai britannici durante

Anche Salameh Ashour, presidente della


comunit palestinese di Roma e del Lazio, sostiene che lindottrinamento non
avviene quasi mai nei luoghi di preghiera. Lo incontriamo davanti alla moschea
Al Huda, dove appena venuto a inginocchiarsi vestito in giacca e cravatta.
In genere, spiega, i gruppi di fanatici
si riuniscono lontano da questi centri.

di Paolo Legrenzi

la seconda guerra mondiale.


La paura unemozione che
si pu contrastare solo con
emozioni di segno contrario: la
calma e il coraggio. E lesempio
degli altri di grande aiuto.
Le emozioni sono contagiose,
nel bene e nel male.
Oggi i nostri ambienti di vita
sono diventati molto meno
pericolosi. Le probabilit di
finire la vita per morte violenta
si sono ridotte in modo
drastico. Persino le trincee del
Carso di un secolo fa erano pi
sicure rispetto alla vita degli
antenati migranti dalla Siberia
al Cile. Per gli ambienti
di vita contemporanei, rispetto
a quelli di allora, sono pi
complessi e difficili da capire.
Le paure tendono a perdere la
loro funzione originaria anche
perch la complessit
favorisce un nuovo tipo di
santone che sfrutta le paure
al solo scopo di far credere
davere le ricette giuste.
Per un tragico paradosso,

la paura, da emozione
benefica che ci proteggeva,
finisce per generare pericoli
invece di farceli evitare.
Possiamo provare paure
pure, cio stati dansia in
assenza di cause. Il racconto
Soffia il vento di Alice Munro
comincia cos: Di soprassalto
molto spaventata si
sveglia. successo qualcosa
di molto spaventoso. No non
successo niente. solo il
vento che scuote la casa .
Qui la paura irrompe
improvvisa, un attimo di panico,
poi svanisce appena si capisce
da che cosa stata innescata.
Pi difficile individuare le
cause quando queste sono
dentro di noi, e non fuori come
nel caso del vento e della
finestra. Ed qui che si annida
il meccanismo micidiale che ci
conduce ad avere paura delle
cose paurose e non di quelle
pericolose.
Consideriamo un caso
classico, super studiato, quello

Foto: Agence Vu

Fedeli
musulmani
durante la
preghiera del
venerd nella
moschea
romana di
Centocelle

dei voli aerei. Dal 1970 a oggi,


i passeggeri trasportati sono
aumentati di sette volte,
mentre gli incidenti aerei sono
diventati, nel complesso, circa
un terzo (World Bank). In un
confronto omogeneo, viaggiare
in aereo diventato sempre
meno pericoloso rispetto a
muoversi in macchina perch
gli incidenti sulle strade non
sono calati con la stessa
frequenza. E tuttavia
lincremento complessivo della
sicurezza dei viaggi aerei ha
reso percentualmente pi
rilevanti, e quindi pi evidenti
e impressionanti, gli incidenti
causati da terroristi. I viaggi
aerei, diventando sicuri, hanno
fatto risaltare, per contrasto,
una fonte di pericolo:
nellultimo anno le morti
causate da attentati sono
state quasi la met del totale.
Una volta, insomma, viaggiare
in aereo era pi pericoloso,
ma per molti meno pauroso.
Anche in altri campi un
meccanismo analogo ha
generato un divario tra ci che

oggettivamente pericoloso
e ci che soggettivamente
pauroso. Per esempio, nelle
abitazioni statunitensi, cadere
per le scale la causa pi
frequente dincidenti, ma molti
hanno paura di eventuali
aggressori. Cos ci si dota
di armi, in realt pericolose
pi per chi sta in casa che per
gli estranei malintenzionati.
E ancora, nel caso delle scelte
mediche dei cittadini: alcuni
genitori rifiutano i vaccini
e questa paura provoca
un reale pericolo per i figli.
Come riuscire a smontare la
distanza psicologica tra pericoli
e paure? In primo luogo non
dobbiamo vergognarci delle
nostre emozioni, e tanto meno
delle nostre paure. Dobbiamo
riconoscerle e tenerle a bada.
Sempre con la guida di Alice
Munro, in Violet: Non mi
vergogno affatto delle mie
emozioni! Ma le tengo in un
cassetto e le tiro fuori solo ogni
tanto, come dei vasetti di
marmellata molto speciale.
C un cassetto giusto per

le paure? Consideriamo
le domande iniziali sul Giubileo
o sugli immigrati. Su queste
domande dobbiamo esercitare
quella che Armando Massarenti
ed io chiamiamo la buona
logica, cio il pensiero
che ha effetti benefici, che
ci fa diventare buoni cittadini.
Laltro giorno ho sentito da un
presunto esperto di sicurezza
una stima del 30 per cento
di probabilit di un atto
terroristico durante il Giubileo.
Apparentemente questa stima
sembra analoga a quella del
meteorologo che ci dice che
domani ci sono 30 per cento
di probabilit di pioggia. Se il
giorno dopo piove, la previsione
era giusta o sbagliata? La
previsione era corretta solo se,
dopo 100 giornate come quella
della previsione, abbiamo
pioggia il giorno dopo nel 30
per cento dei casi. Ora nessuno
conosce la percentuale di atti
terroristici in 100 giubilei
del passato: lanalogia
fuorviante. Il pericolo difficile
da stimare, e proprio per

questo sorge la paura. Ecco


intervenire i nuovi santoni.
Le paure, per, col tempo,
passano. Le vergogne invece
restano, e gli statunitensi oggi
non sono certo fieri dei
sondaggi del 1939 che
mostrano come meno di un
quarto di loro fosse favorevole
a ospitare diecimila bambini
ebrei in fuga dai nazisti
(American Institute of Public
Opinion). Evocare quella
vergogna ci aiuta nel pensare
criticamente le paure di oggi.
Come nel 1939 solo un quarto
degli statunitensi favorevole a
ospitare diecimila siriani in fuga
dalla morte. Purtroppo molti
politici repubblicani speculano
sulle paure e queste non sono
facili da vincere. Lantidoto vero
viene prima, ed la buona
logica, riflettere cio su quanto
pericolo c veramente dietro
a quella paura. Altrimenti
corriamo un rischio doppio,
come nel caso dei vaccini:
ci concentriamo sulle nostre
paure e tralasciamo
i pericoli veri.
3 dicembre 2015

39

La guerra / Periferie
Limam: rispettate il Paese che ci ospita
Nelle sacche di emarginazione dei quartieri pi poveri, proprio come questo,
predicatori autodidatti pescano disperati e inculcano loro lodio verso lOccidente, utilizzando termini ormai desueti,
ragionando ancora con schemi che furono del colonialismo. Ashour, convinto
che sia giusto contrattaccare il cosiddetto Stato Islamico con le armi, dice di
essere preoccupato per alcuni personaggi che simprovvisano predicatori fuori
dalle moschee. Il pericolo si annida dunque tra le strade. In scantinati e piccoli
bar, giardinetti e appartamenti privati.
Lhanno intuito anche gli investigatori,
che sospettano di un gruppo salafita
formato da albanesi e kosovari, i cui
tentacoli arrivano fin dentro a Centocelle. Li chiamano quelli della rotta balcanica: gente che agisce nellombra, evitando luoghi troppo scoperti come, appunto, le moschee. Hanno il compito di
selezionare, indottrinare e inviare in Siria
e Iraq carne fresca pronta al sacrificio nel
nome di Allah. Una sorta di agenzia interinale del terrore capace di fornire

Foto: Agence Vu

Aisha, 28 anni, italiana


convertita allIslam,
prega nella moschea
di Centocelle

di Brahim Maarad

VENERD ED MEZZOGIORNO. Il
muezzin sta recitando ladan, il richiamo
alla preghiera. Alla moschea di
Centocelle in tanti hanno risposto. Oltre
ottocento i fedeli al primo turno. Pi di
trecento quelli al secondo. Molti con gli
abiti da lavoro. Approfittano della pausa
pranzo per assolvere lobbligo da
musulmano. In mezzo a loro i giornalisti
per raccontare questo sermone. Il
primo dopo la strage di Parigi. Limam,
Mohamed Ben Mohamed, invita chi
l per pregare a non sentirsi a disagio.
Sono qui per trasmettere il nostro
messaggio, spiega, dobbiamo
esserne felici. La gente deve sapere.
Le persone non conoscono la nostra
religione, che Allah ha definito mediana
perch contro gli estremismi.
Il sermone dedicato ai fatti che
hanno sconvolto lEuropa. Non poteva
essere altrimenti. stato cos in buona
parte dei centri islamici. Uccidere una
persona innocente uno dei peccati
pi gravi, ha subito sottolineato
limam. LIslam ci ordina la
misericordia e la clemenza, non
solo verso gli umani ma anche verso
gli animali. Il messaggero raccont
di una donna castigata perch tenne
segregato un gatto. Questo lIslam.
Il profeta afferm che chi uccide una
persona che gode di protezione, quindi
con cui sono in vigore dei patti, non
potr sentire il profumo del paradiso.
Ancora: Chi uccide un uomo, che non
abbia ucciso a sua volta o diffuso la
rovina sulla terra, come se avesse
ucciso lumanit intera. Si parla sempre
di uomo, senza specificare
la sua religione. Vale quindi per
chiunque. I riferimenti riportati sono
diversi. Se siamo in questo paese
perch ci sono dei patti tra noi e
lo Stato, ricorda la guida spirituale.
Patti rappresentati, ad esempio,
dal visto dingresso e dal permesso
di soggiorno. Non vanno traditi. Allah
ha reso illecito il tradimento persino
durante la guerra, e quindi ancor di pi
in periodo di pace. Il giorno del giudizio
saremo tutti interrogati sui patti che
abbiamo preso. Il musulmano ha degli
obblighi da rispettare, deve seguire
la legge del paese che lo ha ospitato.

Un Paese a cui limam esprime


riconoscenza. Lo dobbiamo
ammettere, qui abbiamo diritti che nei
nostri Stati musulmani non abbiamo.
Possiamo professare la nostra
religione, pregare e digiunare
in assoluta libert, grazie anche
alla nostra bellissima Costituzione.
Abbiamo la possibilit di lavorare
e vivere in pace. Manca per ancora
qualcosa. LIslam non riconosciuto
come religione ufficiale da parte dello
Stato. Anche questo un nostro diritto
perch noi facciamo parte a tutti gli
effetti di questo paese. Se la gente ha
paura di noi anche perch la maggior
parte delle moschee si trova nascosta
sotto terra. Non abbiamo luoghi
di culto degni di rappresentare nel
modo giusto la nostra religione.
Le raccomandazioni pi importanti
limam le ha per i fedeli. Siate
allaltezza dellIslam, ammonisce.
Dovete dimostrarlo ogni giorno, nel
quotidiano, essendo fedeli a questo
Paese, onesti nel vostro lavoro,
rispettosi del prossimo. LIslam
raccomanda lunione nel bene
e di non prendere parte al male.
Non siamo venuti qui per togliere
nulla a nessuno. Non lo vogliamo
e non accettiamo che qualcuno
lo faccia. Loro possono avere paura,
ma voi avete il dovere di fare in modo
che questa paura venga vinta,
rassicurandoli con le buone parole
e le buone azioni. E poi bisogna avere
pazienza. In questo periodo
i musulmani sono sotto processo,
continuamente sotto pressione.
Dovete resistere e cercare di
rispondere sempre con il bene. Cos
faceva il nostro profeta. Le persone
vi devono capire e molti lo stanno
facendo. Diversi italiani, tra cui alcuni
nostri vicini, sono venuti a trovarci nei
giorni scorsi per esprimerci solidariet
e vicinanza. Loro ci conoscono.
Dopo la preghiera, linvito alla
manifestazione nazionale,
sabato 21 novembre in centro
a Roma, per condannare lattentato
di Parigi e dissociarsi dallideologia
dellIs: Dobbiamo essere in tanti
per non lasciare nessun dubbio.
3 dicembre 2015

41

La guerra / Periferie

mi ragazzi subsahariani. Kabir Mohammad, 39 anni, bengalese, il tesoriere del


Centro. in Italia da
18 anni e fa il pizzaiolo. Sono venuto in
Europa per migliorare
la mia vita e voglio vivere in pace. Poi racconta di come sia facile, per potenziali
radicali, inserirsi in queste moschee di
periferia: Qui la gente viene, prega e se
ne va. Spesso non sappiamo neanche chi
sono. Nei giorni scorsi arrivata la polizia, ci ha chiesto di avvisarli se passa
qualcuno di sospetto e noi siamo contenti di farlo: stiamo bene in Italia e vogliamo vivere tranquilli.
Kabir sabato pomeriggio doveva lavorare, poi tornare a casa e badare al figlio
disabile. Per questo non si unito ai suoi
fratelli che hanno manifestato in piazza Santi Apostoli, a Roma. Non si uccide nel nome di Allah, hanno urlato
dal palco gli organizzatori. Tra i musulmani presenti cera anche Chiara Aisha
Lamatrice, la ragazza italiana convertitasi allIslam. Quando la incrociamo tra
la folla, i suoi occhi sono lucidi: Ho
pianto quando gli oratori hanno detto
che lIslam contro la guerra, perch so
che ci in cui credo non centra con la
violenza. Il Corano ha salvato Aisha
dalla solitudine. Ha trovato buoni maestri, lei. Ma nelle periferie non mancano
predicatori fanatici. Pronti a trasformare le debolezze in odio, come nelle
banlieue di Bruxelles e Parigi. n

un servizio all inclusive al califfo Al-Baghdadi, compresa la realizzazione di


documenti falsi e lorganizzazione del
viaggio verso lantica Mesopotamia.
Anche a Tor Pignattara, una decina
di minuti dauto da Centocelle, c una
nutrita comunit islamica rappresentata da quattro moschee: qui la maggioranza dei fedeli arriva dal Bangladesh, ma anche tra loro gli investigatori temono che possano infiltrarsi dei
radicali. In via Della Rocca, a fianco
ad una piccola sartoria dove un uomo
sta cucendo a macchina un paio di
pantaloni, c il Torpignattara Muslim Center. Fino a un anno fa era un
supermercato, ora un salone adibito
a moschea e scuola coranica. Alle
10.30 di sabato mattina incontriamo
un gruppetto di ragazze velate intente
a studiare arabo, poco pi in l i maschi sono indaffarati a risolvere problemi di geometria, mentre quattro
bambine leggono il libretto illustrato
Cosa dice il piccolo musulmano,
una sorta di catechismo in pillole.
Mohamed Abul Hashem, bengalese,
da 10 anni in Italia, ci apre le porte del
Centro e accenna alla presenza nella
zona di imam itineranti, figure temute dallantiterrorismo perch difficilmente tracciabili: Queste persone, racconta, arrivano e dicono di
voler entrare in moschea per insegnare il Corano. Noi glielo impediamo
perch abbiamo paura che tra loro ci
possano essere dei fanatici.
42

3 dicembre 2015

TRECENTOCINQUANTA IN UN GARAGE

Musulmani ce ne sono tanti, in questo


sobborgo un tempo meta degli immigrati meridionali. Ognuno ha la sua storia e
il suo parere su quanto avvenuto a Parigi. Hossain, diciassettenne bengalese con
laccento romano, chiede chi stato il
primo ad attaccare: Se stata la Francia
a bombardare la Siria, dice, allora gli
altri rispondono. Mentre Sahak, 42
anni, rifugiato afgano, alla vendetta
preferisce il perdono. mio fratello,
spiega indicando la foto di un ragazzo
sul cellulare: Era nelle forze di sicurezza
afgane, tre mesi fa stato ucciso dal
Daesh vicino a Kabul. Quando penso
alla sua morte provo rabbia e sono sicuro che i familiari delle vittime di Parigi
provano lo stesso sentimento.
Da Tor Pignattara, proseguendo verso
est per dieci chilometri, superiamo il
raccordo anulare e arriviamo a Torre
Angela, uno dei quartieri pi poveri di Roma,
sede del garage-moschea Al Manar. uno
dei centri islamici considerati a rischio dagli
investigatori: un vecchio scantinato umido,
nascosto fra due villette
fatiscenti, dove il venerd vengono a pregare
fino a 350 persone. Dentro, oggi, ce ne sono solo
sei: due asiatici, due magrebini, due giovanissi-

Foto: Agence Vu, A3

La preghiera
nella
moschea di
Centocelle.
Sotto:
controlli
dei soldati
nelle strade
di Roma

Leonardo Maugeri

Senza frontiere www.lespresso.it - Leonardo_Maugeri@hks.harvard.edu

A conti fatti, gli introiti del commercio di greggio


sono di circa 91 milioni di dollari allanno:
molti meno di quanto si sempre sostenuto

Ma lo Stato Islamico
non va a petrolio
DOPO GLI ATTENTATI DI PARIGI, la reazione militare internazionale contro lo
Stato islamico ha mirato con particolare determinazione a colpire il petrolio e
i traffici petroliferi controllati dallorganizzazione terroristica. Secondo molte
analisi, infatti, il petrolio una delle
principali risorse a cui il Califfato pu
attingere per finanziare la sue strategia
del terrore. Analisi apparentemente
rafforzate da dati allarmistici spesso
basati sullaneddotica raccolta da fonti
giornalistiche e non, sfruttando improbabili (e non verificabili) testimoni locali - piccoli trader, guidatori di camion
e altri mezzi con cui il petrolio dellIs
lascia la Siria e lIraq, principalmente
diretto verso la Turchia, da sempre
terreno di contrabbando di greggio
proveniente dai due Paesi confinanti.
Testimonianze corroborate anche da
video e altre immagini che mostrano
carovane di automezzi diretti verso le
frontiere turche, e perfino uomini che
trasportano a mano barili di plastica
contenenti il prezioso oro nero. Tuttavia, molti dei dati e dellaneddotica che
circolano a livello internazionale sono
infondati e ingannevoli.
Forse, in alcuni mesi del 2014, lo
Stato islamico era davvero riuscito a
procurarsi introiti significativi - ma
non faraonici - dalle vendite di petrolio: ma adesso difficile che le cose
stiano nei termini preoccupanti con
cui vengono spesso presentate. Vediamo perch, scendendo nel dettaglio dei
vari paesi attualmente ostaggio - almeno in parte - dellIs.

44

3 dicembre 2015

Per inquadrare meglio i numeri forniti da questo esame, necessario ricordare ai meno esperti che oggi la produzione mondiale di petrolio si aggira sui
98 mbg (milioni di barili al giorno), e la
capacit produttiva supera i 102 mbg.
SIRIA. LUNICO GIACIMENTO di discrete proporzioni controllato dallIs
quello di al-Omar, la parte pi grande
della formazione Furat, un tempo operata dalla Shell. Nel loro insieme, i
giacimenti di Furat producevano circa
90.000 barili al giorno (bg), prima di
colare a picco a causa della guerra civile. In particolare, al-Omar raggiungeva i 50.000 bg, poi la sua produzione
crollata a 20.000 bg. Gli attacchi
aerei lanciati da francesi, russi e americani nelle ultime settimane hanno
ulteriormente ridotto la sua capacit,
che adesso sarebbe di 6-7.000 bg. Il
Califfato controlla anche quantit pi
modeste di produzione petrolifera siriana: circa 2.000 bg del giacimento di
Deir al-Zour (prima operato da Total),
circa 1.000 bg dal Blocco 26 del giacimento Gulf Sands, nonch modesti
volumi di gas naturale e condensati del
giacimento occidentale di Shaar. Nel
migliore dei casi, quindi, lo Stato islamico potrebbe controllare 10.000 bg
di petrolio in Siria.
IRAQ. NUMERI ANALOGHI anche in

Iraq. Fino al 20 novembre, lIs controllava principalmente le produzioni di


alcuni giacimenti piuttosto piccoli:
al-Qayyarah e Najmah nel nord, in

prossimit di Mosul, in area curda;


Himrin e Ajil, al centro-nord, vicino
alla citt natale di Saddam Hussein,
Tikrit. Altri piccoli giacimenti produttivi occupati in precedenza erano stati
riconquistati dalle forze curde o resi
inagibili da operazioni militari.
A met del 2014, al momento della
massima produzione, Ajil e al-Qayyarah toccavano rispettivamente i 25.000
bg e i 20.000 bg; gli altri oscillavano tra
i 10.000 bg e i 2.000 bg. Tuttavia, gi
prima dei raid aerei post-attentati di
Parigi, la produzione di tutti questi
giacimenti era stata compromessa. Oggi Ajil e al-Qayyarah non superano i
3.000 bg (ma ci sono dubbi sulla continuit produttiva di Ajil). Nel complesso, le analisi pi accurate indicano che
gli uomini del Califfo controllano tra i
6.000 (pi probabile) e i 15.000 barili
al giorno (bg) in Iraq, Paese che produce 4,1 milioni di barili al giorno (mbg).
Oltre il 90 per cento di questa produzione proviene dal sud del Paese, roccaforte degli sciiti simpatizzanti dellIran
e nemici giurati del Califfato sunnita.
LIBIA. QUASI NULLA la produzione finora controllata dallIs in Libia, anche
se nel paese la situazione pi delicata.
L80 per cento delle riserve petrolifere
si trova nella parte orientale, mentre
gran parte delle riserve e delle infrastrutture di gas naturale (tra cui quelle
che consentono lesportazione di gas
libico in Italia) nella parte occidentale.
Come noto, a est e ovest vi sono due
governi diversi (Tobruk e Tripoli), che

Foto: D.Rose-PANOS/Contrasto

tuttavia non hanno un controllo effettivo sulle due regioni, dominio di milizie indipendenti. Questa atomizzazione del controllo del
territorio, insieme alla relativa dispersione dei giacimenti
petroliferi, rende pi elevato
il rischio che una porzione
significativa della capacit
petrolifera del Paese possa
cadere in futuro nelle mani
del Califfato. In ogni caso,
lintera produzione libica
ridotta ai minimi termini,
Uomini dello Stato islamico raffinano artigianalmente il greggio vicino a Raqqa
circa 400.000 bg (contro un
potenziale di 1,7 mbg), e far
uscire il petrolio da un Paese in mano a
Inoltre, lattuale struttura del mercare tenute sotto controllo e colpite.
milizie differenti che ha i suoi sbocchi
Lautofinanziamento originato
to mondiale del petrolio rappresenta
sul Mediterraneo non facile.
dalloro nero, tuttavia, solo una facun altro ostacolo: c troppo petrolio
cia del rapporto tra Is e petrolio. Da
nel mondo, e i prezzi delloro nero
molto tempo, le varie agenzie di intelcontinuano a essere deboli. A peggioUN PO DI MATEMATICA. LIs riesce a
ligence statunitensi valutano la possirare le cose, leccesso di offerta tende a
vendere il petrolio che controlla a un
bilit che lo Stato islamico possa colprolungarsi per effetto di investimenti
prezzo fortemente scontato, dovendo
pire impianti, oleodotti, giacimenti di
in nuova capacit produttiva in via di
ricorrere al contrabbando o a piccoli
tanti Paesi, soprattutto arabi. In questo
completamento. Di fronte a questa sitrader fuori dal mercato ufficiale. Lo
modo, lIs potrebbe destabilizzare il
sconto supera talvolta il 50 per cento
tuazione, occorrerebbero azioni di
mercato mondiale del greggio, facendel prezzo ufficiale, e pertanto nelle
vasta portata militare contro grandi
done di nuovo schizzare i prezzi alle
ultime settimane si aggirato sui 20-25
centri nevralgici del petrolio per ribalstelle e colpendo un nervo sensibile
dollari a barile. Assumendo che tra Sitare il senso del mercato. Certo, non si
delle economie occidentali. Ma questo
pu escludere una forte spinta sui prezria, Iraq e Libia il Califfato possa conobiettivo particolarmente complicazi di un attentato di minore dimensiotrollare e vendere un massimo di 20.000
to da conseguire.
ne, soprattutto per gli effetti psicologibarili al giorno al prezzo scontato di 25
ci che questo comporterebbe. Ma sadollari a barile, lintroito petrolifero
rebbe un effetto di breve durata.
giornaliero dellorganizzazione sarebDAGLI ANNI SETTANTA a oggi, ogni
Allarmismo ingiustificato? S, a breve,
be di 500.000 dollari. Pi probabile che
movimento arabo-islamista che abbia
ma attenzione a guardare oltre. Questa
la produzione venduta non superi i
fatto ricorso al terrore come strumenbreve ricostruzione suggerisce che diffi15.000 bg, con un introito giornaliero
to di lotta ha sempre considerato
cilmente il petrolio pu rappresentare
di 375.000 dollari. Su base media anlarma del petrolio un elemento
unarma decisiva per lIs, almeno a breve
strategico in chiave anti-occidentale.
nua, i numeri scendono ulteriormente
termine. Ma attenzione. Poich quella
Tuttavia, nessuno di quei movimenti
- rispettivamente a 10.000 bg e 250.000
con lIs una guerra di lungo termine,
riuscito a sguainare larma perch le
dollari al giorno, ovvero poco pi di 91
impossibile scartare il rischio che il Caistallazioni petrolifere dei Paesi arabi
milioni di dollari lanno. Una bella fonliffato - prima o poi - possa riuscire l
- a partire dallArabia Saudita - sono
te dentrate, non c dubbio, soprattutto
dove i suoi predecessori hanno fallito.
obiettivi difficili da colpire: in generaconsiderando che organizzare un attenTutto dipender da come evolveranno
tato e finanziare una cellula terroristica
le, sono presidiate da ingenti apparati
nel tempo le capacit militari e organizpu costare poche migliaia di dollari.
di sicurezza e si estendono su vaste
zative dellIs stesso: se dovesse restare
Ma non certo un reddito che - di per s
aree con impianti multipli riparabili
soltanto unorganizzazione di guerriglia
- pu permettere al Califfato di condurin tempi brevi. In altri termini, solo
- come al Qaeda - avrebbe difficolt a
operazioni militari di maggiori dire una lunga guerra di occupazione su
utilizzare larma del petrolio. Se divenpi fronti e una guerra santa globale. In
mensioni potrebbero provocare danter qualcosa di diverso, allora lo scenaaltri termini, oltre al petrolio sono ben
ni veramente esiziali, non il singolo
rio potrebbe cambiare radicalmente.
altre le fonti di entrata che devono esseattentato di una cellula.
3 dicembre 2015

45

La guerra / Lintervista

Alle banlieue pensiamo noi


Siamo tra i pochi a poter dialogare con la giovent perduta. Parla il leader
del partito musulmano di Francia. Che si presenta alle prossime elezioni
colloquio con Najib Azergui di Alessandra Bianchi

OPO CHARLIE HEBDO non siamo riusciti,

come francesi, a compattarci, a creare ununit nazionale. Non ci si chiesto, davvero e


nel profondo, a tutti i livelli, come mai dei
figli della Rpublique, nati e cresciuti in Francia hanno scelto lorrore e compiono massacri... Parla Najib Azergui, origini franco-marocchine, fondatore e segretario nazionale dellUdmf, lUnione democratica dei musulmani di Francia, il partito nato tre
anni fa, nel novembre del 2012, che si presenta per la prima
volta alle elezioni, le regionali in due turni in programma i
prossimi 6 e 13 dicembre. Cio in un momento molto delicato, a ridosso del massacro di Parigi del 13 novembre scorso.
Najib insiste sul fatto che, nonostante la carneficina di gennaio in Francia non ci si posti le domande giuste.

Foto: S. Ghizzoni - Contrasto

Najib Azergui, quali sono le domande giuste che la societ


francese non si posta?

Proprio poco tempo fa Nadine Morano (partito dei Repubblicani, la destra di Sarkozy, ndr) ha fatto dichiarazioni incredibili: La Francia un paese di razza bianca dalle radici
cristiane. Non voglio che la Francia diventi un Paese musulmano, i musulmani che si trovano in Francia devono limitare
la loro propaganda. Sono frasi scioccanti, che feriscono e
che vengono dalla bocca di un ex-ministro, uneletta della
Repubblica. Dopo gli attentati del 13 novembre ci sono dei
piromani della Repubblica che sostengono che bisogna
chiudere le moschee, i luoghi di culto. Ancora una volta non
ci si pone le domande giuste. Non si parla di dignit nazionale. Non si dice che i cittadini
di origine musulmana sono
cittadini come gli altri. Li si
considera persone a parte.
Non credo che tutto questo
porti il nostro Paese nella
giusta direzione, anzi creer
purtroppo terreno fertile per
la radicalizzazione dello
scontro. Lestremismo da
una parte e dallaltra si rafforza anche a causa dei propositi irresponsabili di certi
politici. Ci sono molti sociologi o pseudo specialisti che
parlano in tv e cercano di
decrittare i fatti ma non conoscono nulla di certi quar-

tieri a rischio e di quello che succede in quei


luoghi. Noi dellUdmf siamo forse gli unici
a essere vicini a questi giovani che non si
riconoscono n in unidentit francese n in
quella dei Paesi dorigine delle loro famiglie.
una giovent sperduta e smarrita. Bisogna
dare loro dei punti di riferimento per permettergli di ritrovarsi, di ritrovare il loro
senso dentro la nostra nazione. Sinora tutto
questo non stato fatto.

Najib
Azergui.
Sotto: via
del centro
di Marsiglia

E voi cosa state facendo per contrastare il terrorismo?

Un lavoro pedagogico. Cerchiamo di spiegare che siamo


francesi e cittadini della Repubblica come gli altri. Quando
organizziamo dibattiti, spieghiamo cos la Repubblica,
cos la laicit. Al contrario di quanto sentiamo dire in giro,
la laicit secondo noi non uno strumento contro le religioni ma un principio che serve a lottare contro le discriminazioni e le ingiustizie, per proteggere le persone e le loro libert individuali, fondamentali e di fede. Le istituzioni devono essere neutre in materia di religione. E il cittadino ha
invece il diritto di mostrare la sua fede in pubblico e in privato, come previsto dalla Costituzione e dalla Dichiarazione dei diritti delluomo.
I giovani che incontrate come reagiscono a questo discorso?

I giovani ribattono che da troppo tempo subiscono ingiustizie. E che si sentono insultati e umiliati da dichiarazioni come quelle di Morano. La quale non la sola.
Prima cerano state le uscite di Claude Guant, segretario
generale della presidenza
della Repubblica durante
lera Sarkozy, di Christian
Estrosi, sindaco di Nizza,
di Robert Mnard, il sindaco di Bziers eletto coi voti
del Front National di Marine Le Pen. Ogni giorno
porta la sua dose di insulti.
Se si continuano a tenere
certe posizioni si fa il gioco
di chi vuole il terrore. In
certi quartieri ci sono giovani che si sentono perduti.
Quando c qualcuno che
va in questi luoghi e dice
Che fate qui? Vi insultano
da anni, vi umiliano, bi3 dicembre 2015

47

La guerra / Lintervista

Avrete, si spera, degli argomenti con cui ribattere.

Insistiamo sulla coesione nazionale, sulla necessit di vivere


insieme e di costruire insieme il futuro. Che poi il nostro
obiettivo. I nostri valori quelli di dignit e di unit. Se si continua a dire che il problema sono i musulmani e bisogna chiudere le moschee si ottiene leffetto contrario e si crea il terrorismo.
Dobbiamo fare fronte comune contro il terrorismo. Chi
stato colpito il 13 novembre? La nazione. Sono morti musulmani, cristiani, ebrei. Tutta la Repubblica stata colpita. Alcuni, come si sente dire da giorni, vorrebbero che i musulmani si
scusassero: mi sembra unoffesa, un insulto insopportabile.
Quello che successo mi ha scioccato come persona, come
cittadino, come padre di famiglia. Non come musulmano ma come essere umano.
La coesione nazionale che lei
invoca ha bisogno di tempo per
essere costruita. Non si crea
dalla sera alla mattina. Nellattesa, dobbiamo rassegnarci a
vivere in questa situazione
precaria, con la sicurezza di
tutti costantemente a rischio?

necessario avere una vera visione proiettata verso il


domani, il futuro. E contemporaneamente proteggere
tutti i cittadini. La classe
politica, dal presidente
Franois Hollande al primo
ministro Manuel Valls, dalla maggioranza allopposizione, dovrebbe percorrere
lideale dellunit in una situazione eccezionale. Purtroppo dopo il 13 novembre
non successo e sono coIl museo del Louvre a Parigi
minciati, da subito, i distinguo. Peccato. Perch di unit ci sarebbe grande bisogno.
Oggi pi di ieri: la realt peggiora ogni giorno.
I musulmani dovrebbero essere i primi a condannare con fermezza gli attentati, a impedire che i fondamentalisti possano trovare seguaci, a isolarli...

Ricordo che in Francia la maggior parte dei musulmani


perfettamente integrata, partecipa attivamente alla vita economica e politica del Paese. Poi c una piccola parte che si
radicalizzata. Il problema che non bisogna fare di tutta
lerba un fascio, non mettere insieme Islam e terrorismo.
questa sovrapposizione ingiusta che sta provocando uno
squilibrio nella societ. Perch si tramuta in una forma di odio
indiscriminato. Evitiamo di trovare dei responsabili dove non
ci sono. La maggior parte delle moschee in Francia fa un la48

3 dicembre 2015

voro di prevenzione, pedagogico: non puntiamogli il dito


contro come invece succede dallinizio del 2015, cio dalla
carneficina di Charlie Hebdo. Gli atti di intolleranza contro
gli islamici e le moschee sono aumentati, sono letteralmente
esplosi in Francia. E questo non fa altro che ingigantire lodio.
Ci sono francesi che hanno paura di ci che rappresenta lIslam e lo attaccano o colpiscono chi ci crede, pensando di
commettere dei gesti patriottici. Invece dobbiamo tenerci per
mano, tutti insieme: sono i nostri figli che sono morti, le nostre
donne. il Paese intero che in lutto.
A febbraio volevate presentare delle vostre liste alle elezioni
amministrative ma avete desistito anche a causa delle minacce
contro vostri candidati. Era poco dopo Charlie. Ora invece avete deciso di essere in lizza alle regionali di dicembre. Cosa
cambiato da allora?

Ci presentiamo nellIle de
France, la regione di Parigi,
dove siamo un po ovunque. Ci sono 225 persone
che fanno campagna per
noi. Il nostro motto Fare
insieme unIle de France
che ci somigli. Perch non
solo questione di vivere
insieme ma di agire insieme. Il nostro capolista
Nizzarr Bourchada (in precedenza gi in politica con
il partito centrista Unione
dei democratici, ndr). In
questi mesi abbiamo lavorato, abbiamo arricchito la
nostra esperienza e a noi si
sono aggiunte persone che
possono aiutarci con la loro competenza. Siamo un
partito pi forte rispetto a
febbraio, c un nuovo dinamismo. E siamo tra i pochi partiti che possono andare nei quartieri caldi, difficili, precari, a parlare di politica. Bisogna agire e non essere spettatori. Ma agire, intendo, da cittadini: stiamo ridando voglia di mettersi in gioco
a una fetta consistente di popolazione.
Quanti iscritti avete e quale risultato pensate di raggiungere?

Il numero di simpatizzanti in tutta la Francia aumentato.


Su Facebook sono in seimila quelli che ci seguono. Quanto
agli iscritti, sono 1200 quelli che pagano la quota di 20
euro. Certo, non un gran numero per un partito politico
ma siamo giovani, abbiamo solo tre anni di vita. Sul territorio c una crescente attesa per il nostro lavoro. Ed ci che
conta veramente. Speriamo che al primo turno delle regionali ci siano molte schede con contrassegnato il simbolo
dellUnione democratica dei musulmani di Francia. n

Foto: T. Dworzak - Magnum Photos / Contrasto

sogna prendere le armi purtroppo trova terreno fertile per


fare del proselitismo.

La guerra / Il racconto

I fiori davanti
al ristorante
Carillon:
uno dei luoghi
del massacro
a Parigi

Per amore
della mia Parigi
La festa di laurea al Carillon ora violentato dagli
spari. I ricordi del tempo di prima, la paura del
dopo. Lomaggio di una scrittrice alla Ville Lumire

Foto: Magnum Photos / Contrasto

di Ilaria Gaspari foto di Mark Power

UANDO HO FINITO la tesi,

la festa labbiamo fatta


al Carillon. Ci siamo riparati l perch fuori diluviava. So che c un
gradino prima di entrare
in bagno e com inclinato il pavimento. Com la luce dei lampioni vista da dentro, quando sei seduto
fra i tuoi amici e i bicchieri che cozzano
e fuori piove nellalone del lampione. Il
padrone ci ha anche un po sgridati, facevamo rumore. Devo avere delle foto da
qualche parte, di quella sera, quando
aprivo i regali degli amici che una notte,

non molto tempo dopo quella tesi, mi


avrebbero scritto sto bene, sto bene stai
tranquilla. E come sono strane le parole,
quando devono proprio voler dire quello
che vogliono dire. Non so se le riguarder
mai pi, le foto di quella sera.
Ero in Italia, quando mi sono piovute
addosso quelle altre foto, del Carillon,
quelle che non esistevano ancora, che
non si potevano nemmeno pensare la
sera della festa, mentre chiacchieravamo
in una lingua che mescolava inflessioni e
accenti e parole che allora potevano
anche non voler dire quello che vogliono
dire, perch non poteva succedere niente

di irreparabile. Ero in Italia


e ho pianto come una vite
tagliata, per giorni, senza
smettere, e mi sono consumata gli occhi per cercare di
cancellare i lenzuoli bianchi
fra le sedie che conoscevo, le
sedie su cui mi ero seduta
tante volte, la sera della festa
e altre sere. strano perdere
linnocenza, e rendersi conto
del privilegio che stata,
quellinnocenza, per tanto
tempo, quando nemmeno ti accorgevi
che fosse quello che era - incoscienza.
Sto per fare i biglietti per tornare a
Parigi, un viaggio che ho fatto mille volte. Stavolta voci ansiose mi chiedono se
sono sicura, se davvero necessario, se
devo proprio, e sono le stesse voci che
fino a qualche aereo fa, fino a qualche
viaggio fa, mi dicevano beata te, mi dicevano salutami Parigi e tutte le cose belle
che si dicevano fino a pochi giorni fa ogni
volta che si nominava Parigi, con quellaria sognante che faceva assomigliare un
po tutti, nello sguardo, quando si nominava Parigi, e che ora stata sostituita da
unaltra aria - che anche questa fa assomigliare un po tutti, ma non mi piace
per niente. unaria di paura, di ansia,
di risolutezza, qualche volta di rabbia,
quella che fa assomigliare un po tutti
quando si nomina Parigi adesso. Unaria
di passioni tristi, come la paura la rabbia
e lorgoglio della rabbia, la chiamerei - a
Parigi ci sono andata per studiare Spinoza, alla Sorbonne.
A Parigi ho fatto met del mio dottorato, e ora mi trovo a dirmi che stata
una fortuna e un privilegio di cui non mi
sono resa conto fino in fondo, perch
diventato una fortuna e un privilegio da
quando ha preso delle tinte che non
avrebbe dovuto prendere.
Ho amato tanto, a Parigi, quellaria
3 dicembre 2015

51

La guerra / Il racconto
Ilaria Gaspari
e la copertina
del suo libro

stropicciata, quella sensazione di dissiparsi piano, che ritrovi in certi caff


screpolati, e ti dici, ma possibile che mi
piacciano tutte queste cose da cartolina,
banalotte, trite e ritrite?, e guardi il cielo
gonfio di nuvoloni, i profili grigi degli
abbaini, le tende rosse dei bistrot, la
vernice cupa dei portoni, e annusi lodore delle pietre lavate dalla pioggia, e ci
sono pure quegli incomprensibili rigagnoli dacqua lungo i marciapiedi, dove
ristagnano le cartacce e le cicche di mille
sigarette, perch a Parigi tutti fumano
sulle terrasses, tutti fumano e bevono e
sono agitati. E, s, un po trito e ritrito,
ma a me piaceva tanto prima quando era
innocente che mi piacesse, e continuer
a piacermi ancora, senza bisogno che mi
senta francese, senza bisogno che mi
senta parigina, perch sono sempre stata
una privilegiata, anche quando non ci
pensavo, e per me vagare a Parigi non
mai stata una cosa che richiedesse altro
passaporto che quello europeo - e anche
questo non pi tanto innocente.
Mi rendo conto ora che una poesia di
Ungaretti, del 16, che fra poco compie
centanni e che per qualche motivo mi
avevano fatto studiare a scuola, e affiorava spesso nella mia testa da qualche
recesso mezzo dimenticato, mentre camminavo per Parigi e inciampavo nel selciato di una strada in discesa, non lavevo mai capita. Non lavevo mai capita
nel dolore che descriveva, perch lavevo
imparata con linnocenza di quando ero
stupidamente insouciante e privilegiata. Me la sono ripetuta tante volte, in
questi ultimi giorni. In fondo non so
perch: non capisco cosa possa voler
dire associata a quello che successo, ma
il dolore che distilla, forse quello inizio a
capirlo ora, con ridicolo anacronismo.
Dice, quella poesia, Si chiamava/Moamed Sceab//Discendente/di emiri di nomadi/suicida/perch non aveva pi/Patria//Am la Francia/e mut nome//Fu
Marcel/Ma non era francese. E poi dice,
E non sapeva/sciogliere/il canto/del suo
abbandono. E nemmeno io lo so sciogliere, da quando, una notte, le parole hanno
dovuto voler dire quello che vogliono
dire. Questa poesia si intitola In memoria; lho imparata a memoria a scuola, in
52

3 dicembre 2015

HO VISSUTO IL PRIVILEGIO
DELLINCOSCIENZA NELLA
CITT DOVE NESSUNO SI
SENTE IN ESILIO E DOVE
BELLO ANCHE IL BANALE
Italia. Me la sono ripetuta nella mente
tante volte, mentre passavo per rue des
Carmes, appassito vicolo in discesa. Mi
sempre piaciuta, ma forse la capisco
solo ora, ora che camminare per un vicolo in discesa sembra, allimprovviso,
qualcosa di diverso.
Ho studiato a Parigi e non mi sono
mai sentita in esilio. Non mi sono mai
sentita straniera, tranne quando qualcuno mi diceva: sento un accento, e
cercava di indovinare che accento fosse.
Qualche volta dicevo s, vero, sono
russa; ma per scherzare, perch essere
stranieri sembrava solo un gioco innocente da giocare a Parigi, dove nessuno
lo trova strano, negli ambienti che ho
frequentato e che ora mi sembrano cos
privilegiati, e invece forse sono solo
come dovrebbe essere sempre, com
realmente Parigi, con i suoi cimiteri di
nomi scritti in alfabeti diversi, ideogrammi incisi in oro, cirillici di un secolo fa, tutti insieme a fare una Parigi in
cui essere stranieri non significa dire
non sono in guerra con voi, anche se mi
ha commossa sentire la Marsigliese, io
non sono in guerra.
Ho abitato a Parigi, che cara; ho
mangiato pasta in bianco compiacendomi che con un solo euro ci si potessero
fare cinque piatti. Ho partecipato a cene
allegre, seduta su una valigia nei corridoi
fuori dagli appartamenti, perch a Parigi
si vive in case minuscole e se inviti pi di
tre persone spesso ci si deve allargare al

corridoio e le sedie non sempre bastano; per fortuna ci


sono le valigie. Ho anche lavorato, a Parigi, quando mi
finita la borsa di studio.
Ho fatto amicizia con persone lontane da casa, vicine a
casa, tutti ad arrabattarsi come succede a quelli della mia et, tutti
con qualcosa per la testa e spesso lavori
precari ma presi sul serio. stata, nonostante tutto, fino a qualche giorno fa, una
bohme confortevole: e ora che lo sappiamo non cos facile accettarlo.
Non mi sono mai sentita un cervello
in fuga. Prima di tutto perch mi difficile sentirmi un cervello, mi viene in
mente Frankenstein Junior e vedo sotto
il mio cervello unetichetta che dice A. B.
Normal. Non mi sono mai sentita in
fuga: ero a due passi dallItalia e non ho
mai avuto intenzione di esiliarmi, nonostante le difficolt, la crisi e le cose che
non vanno. Ho solo avuto la fortuna di
poter studiare, di fare un dottorato met
in Italia e met in Francia con una borsa,
per, italiana. Ho sempre pensato che
avrei vissuto fra i due Paesi, senza drammi, come molti miei amici, cercando di
studiare seriamente per arrivare a essere
in grado di restituire qualcosa ai due
Paesi cui sono grata per leducazione che
mi hanno dato. Semplicemente mi sentivo una cittadina del mondo, di un mondo che ora mi pare colpevolmente privilegiato.
Ho abitato a Belleville, intorno a casa
mia i negozi esponevano frutti lucenti e
mai visti, e per me mai nominati, soprattutto, perch i cartelli con il nome sono
in cinese, e pure i prezzi. Con i negozianti, e con i miei vicini di casa, parlavamo
un francese fatto di strane inflessioni; ci
capivamo. Con i vicini ci sorridevamo
nelle scale, che erano le scale di casa. Ho
abitato da sola, a Parigi. Non ho avuto
mai paura. Ma prima, non era una questione di coraggio; era solo un privilegio
dellincoscienza, dellinnocenza che ora
sembra stupida.
Adesso chiss se trover il coraggio di
riguardarle, quelle foto di una sera in cui
il padrone del bar ci aveva anche sgridati, per il rumore. n

Segreti di Stato

Storia di Antoine,
eroe di LuxLeaks
Ha svelato i patti tra le multinazionali e il Lussemburgo
per eludere il fisco. E per questo ora rischia cinque anni
di carcere. A lEspresso dice: Assurdo, ma lo rifarei

colloquio con Antoine Deltour di Stefano Vergine


ICE DI NON VOLER ESSERE PARAGONATO a
Bradley Manning o Edward Snowden, le
talpe che hanno rivelato al mondo i segreti
dellintelligence americana. E sostiene che la
sua vita, da un anno a questa parte, non poi
cambiata tanto: Vivo a casa, mi posso muovere liberamente, ho la mia privacy: lunica
differenza quel processo. Il processo in questione quello
per cui Antoine Deltour rischia di finire in carcere per cinque
anni. I magistrati del Lussemburgo lo accusano di parecchi
reati: furto, violazione di segreto commerciale, violazione del
segreto professionale, riciclaggio. Il ventinovenne francese
luomo che ha rivelato lo scandalo LuxLeaks, gli accordi fiscali segreti siglati dal Lussemburgo per permettere a centinaia di
multinazionali di pagare tasse bassissime. Un terremoto che ha
fatto tremare il palazzo della Commissione europea, a Bruxelles, e ha attirato lira di parecchi governi sul Granducato, la
nazione con il livello di ricchezza personale pi alto al mondo.
Il paradosso che nonostante questi accordi siano stati
ormai resi pubblici, Jean-Claude Juncker, che stato primo
ministro lussemburghese per 18 anni, rimasto presidente
della Commissione europea. Invece io rischio di finire in prigione, racconta Deltour. Il giovane francese lavorava alla
PricewaterhouseCoopers, meglio nota come Pwc, una delle
regine globali della consulenza finanziaria: con Ernst & Young,
Kpmg e Deloitte si spartisce un mercato che lanno scorso valeva 120 miliardi di dollari. Prima di licenziarsi, nel 2010, lex
senior auditor della Pwc ha scaricato sul suo computer migliaia di documenti sui tax rulings, gli accordi fiscali stretti
tra il governo di Juncker e 340 multinazionali. Pubblicati un
anno fa in maniera congiunta da alcuni giornali internazionali, e in Italia da lEspresso, i documenti hanno dimostrato
come il Lussemburgo sia riuscito nel tempo a diventare il paradiso fiscale preferito dalle pi famose multinazionali. Un
successo ottenuto attirando le grandi imprese attraverso imposte bassissime. Che hanno fatto perdere, al contempo, miliardi

54

3 dicembre 2015

di euro di entrate fiscali ai governi delle nazioni in cui queste


multinazionali operavano prevalentemente.
A dicembre 2014 Deltour finito sotto processo in Lussemburgo: rischia un massimo di cinque anni di carcere e
una multa da 1,2 milioni di euro. Al telefono, luomo che ha
smascherato i trucchi della grande elusione fiscale ha la
voce sottile e il tono fermo. Parla un inglese fluente, con un
marcato accento francese. Pondera le risposte, aspetta sempre qualche secondo prima di parlare. Ribatte immediatamente solo quando gli si chiede se ne valsa la pena.
STATO UN ATTO DI GIUSTIZIA FISCALE

Se tornassi indietro? Lo rifarei sicuramente, dice, il mio


stato un atto di giustizia fiscale: i tax rulings fatti dal
Lussemburgo hanno sottratto risorse fiscali ad altre nazioni,
alcune delle quali hanno poi subito politiche dausterit, e
sono stati concessi solo ad alcune aziende, quelle grandi,
mentre quelle piccole sono costrette a pagare pienamente le
tasse. Deltour oggi vive a Epinal, una cittadina nel nord est
della Francia, e lavora a Nancy, nella pubblica amministrazione, a due ore di macchina dal Lussemburgo. Sul suo at-

Foto: D.Schwelle/laif/Contrasto

tuale impiego non aggiunge altro. La Francia lo ha protetto


offrendogli un lavoro, il Granducato ha fatto di tutto per
non farlo diventare un caso mediatico. Niente a che vedere
con i casi di Snowden e Manning, i whistleblower che hanno
messo in imbarazzo il governo degli Stati Uniti, additati da
Washington come traditori della patria e costretti al carcere
(Manning) o allesilio (Snowden). Deltour finora ha tenuto
un profilo basso. Poche parole con la stampa, qualche conferenza in giro per il mondo, un comitato che lo sostiene sul
Web a cui partecipa tra laltro leconomista Thomas Piketty.
Ero consapevole dei rischi, ammette, anche se non pensavo di arrivare a rischiare cinque anni di prigione.
Il Parlamento dellUe lo ha appena nominato cittadino

europeo dellanno, ma al di l dellatto


Una veduta
simbolico qualcosa successo davvero
del quartiere
da quando lallora ventiquattrenne
di Kirchberg, in
francese ha copiato dai computer della
Lussemburgo. A
sua ex azienda i file dei tax rulings.
sinistra: Antoine
La conseguenza lhanno sentita per ora
Deltour, 29 anni
Fiat e Starbucks. A fine ottobre le due
multinazionali sono state punite dalla Commissione europea con sanzioni da oltre 20 milioni di euro. Motivo? I tax
rulings firmati rispettivamente con i governi di Lussemburgo e Olanda avevano lo scopo di ridurre artificiosamente
lonere fiscale, ha spiegato la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, che ha definito questi accordi
3 dicembre 2015

55

Segreti di Stato
Un anno fa la nostra copertina

240 MILIARDI DI TASSE ELUSE

Dopo LuxLeaks, la Commissione europea ha pubblicato alcune proposte per


riformare il sistema fiscale. Il progetto
che dovrebbe per cambiare radicalmente le cose si chiama Beps. un piano
dazione basato su 15 punti e scritto
dallOcse, lorganizzazione che raccoglie
le maggiori economie avanzate. Il documento prevede, tra
laltro, che gli Stati si scambino automaticamente informazioni sui tax rulings, e che ogni multinazionale con un fatturato
annuo superiore ai 750 milioni di dollari presenti un documento con i risultati principali raggiunti in ogni Paese in cui opera
(il country by country reporting). La riforma, dicono allOcse, se recepita dagli Stati abbatter di molto lelusione, oggi
stimata dagli stessi economisti dellorganizzazione parigina tra
i 100 e i 240 miliardi di euro allanno.
Il progetto Beps davvero, come sostiene lOcse, rivoluzionario? Deltour risponde che certamente un passo in avanti, ma non sufficiente per cambiare radicalmente le cose. E
punta il dito sui grandi consulenti fiscali: La riforma,
spiega, mantiene in piedi un sistema fiscale molto complesso,
Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Ue

56

3 dicembre 2015

inferiore alluno per cento sui profitti


dichiarati in Lussemburgo. A dicembre
dellanno scorso il consorzio Icij ha
pubblicato una nuova lista di tax
rulings, ottenuti da varie societ nel
Granducato. Questi ultimi documenti
hanno dimostrato che oltre alla Pwc - la
societ per cui lavorava Antoine Deltour
- anche gli altri grandi gruppi della
consulenza finanziaria (come Ernst &
Young, Kpmg, Deloitte) hanno avuto un
ruolo rilevante nella vicenda. Qui sotto
riprodotta la copertina del numero 46
del 2014 de lEspresso, dedicata alle
rivelazioni sui LuxLeaks
e a Jean-Claude Juncker, il
politico che stato premier
del Lussemburgo per ben
18 anni - compresi quelli
dei tax rulings - per poi
diventare, proprio dal primo
novembre 2014, presidente
della Commissione
Europea.

comprensibile solo da pochissimi esperti. Sono sempre le


stesse societ che finora hanno condotto il gioco: Pwc, Deloitte, Ernst & Young, Kpmg. Questi gruppi fanno da consulenti sia ai governi che alle multinazionali a caccia di buchi
nella legge per risparmiare sulle tasse. Questo il grande
problema, e la riforma Ocse non lo risolve. Qualche merito,
al progetto, Deltour lo attribuisce. Lo scambio di informazioni fra i vari Stati sui tax rulings e sui country by country
reporting sono novit positive. Esistono per anche limiti
evidenti. Il fatto, ad esempio, che il country by country reporting valga solo per le multinazionali con un fatturato
superiore a 750 milioni, tetto che ne lascia fuori nove su
dieci. O limpossibilit per il pubblico di avere queste informazioni, che saranno note unicamente alle autorit dei singoli Paesi: una scelta sbagliata, perch solo con la conoscenza
pubblica si pu creare pressione su governi e multinazionali
per una maggiore giustizia fiscale.
Una soluzione per fermare lelusione Deltour ce lha, anche
se ammette che realizzarla molto difficile. Lunica via veramente efficace la creazione di ununione fiscale europea,
se non addirittura globale. Lo stesso Juncker ha detto che 22
dei 28 Paesi europei usano i tax rulings. vero, cos. Bisogna aggiungere che un patto fiscale in s non ha niente di
sbagliato, un accordo attraverso cui uno Stato fornisce ad
una societ i parametri legali attraverso cui questa verr
tassata. Il problema quando diventa un modo per permettere allazienda di evadere le tasse. Io credo che questo tipo di
cose avvenga ancora oggi in tutta Europa e il motivo semplice: siamo in una situazione di competizione fiscale. Finch
non verranno armonizzate le imposte, almeno allinterno
dellUnione europea, le aziende continueranno a spostare i
profitti dove sono meno tassati. n

Foto: H.C.Plambeck/laif/Contrasto

aiuti di Stato. Deltour ricorda che


stata la stessa Vestaeger a dire che i files
di LuxLeaks sono stati usati nellinchiesta su Fiat e Starbucks, e anche su
quelle che ora riguardano Apple e
Amazon. La cosa strana, aggiunge
Deltour, che i proventi delle sanzioni andranno nelle casse del Lussemburgo e dellOlanda, gli stessi Paesi responsabili per le violazioni, non in
quelle delle nazioni in cui queste societ hanno effettivamente fatto quei
profitti.

RIVELATI A NOVEMBRE dellanno


scorso dal Consorzio Internazionale
dei Giornalisti Investigativi (Icij)
e pubblicati per la prima volta in Italia
da lEspresso, i LuxLeaks sono gli
accordi siglati tra il 2002 e il 2010
dal governo lussemburghese con circa
340 multinazionali tra cui Ikea, Pepsi,
Coca Cola, Deutsche Bank, Barclays,
Volkswagen, Amazon, Apple.
Nellelenco ci sono anche una trentina
di aziende italiane, da Finmeccanica
a Telecom, da Intesa Sanpaolo a
Unicredit. I tax rulings sono accordi
segreti, architetture
finanziarie complesse che
possono avere lobiettivo
di garantire alla societ
che lo sottoscrive
labbattimento del carico
fiscale. In alcuni casi
emerso che le
multinazionali hanno
goduto di unaliquota

Massimo Riva
Avviso ai naviganti www.lespresso.it

Le richieste del premier Cameron ridurrebbero


la Ue a ununione doganale. ora che un nucleo
ristretto di paesi acceleri invece sullintegrazione

Lasciamo che Londra


vada per la sua strada
SEGNALI TEMPESTOSI si addensano

sullorizzonte europeo e non solo a


causa del terrorismo dellIslamic
State. Un nemico, certo non sanguinario ma di sicuro ben pi insidioso,
opera ormai apertamente allinterno
dellUnione. Ne fornisce la prova, in
termini pi che mai espliciti, la lettera ufficiale con la quale il premier
britannico pone le sue condizioni per
la permanenza di Londra nellUnione. Altro che attardarsi a soppesare
i pro e i contro di uneventuale
Brexit, la posta in gioco diventata ben pi alta: in discussione ormai
lavvenire stesso di quel grande
progetto federale che politici saggi e
lungimiranti avevano concepito sessantanni fa sulle macerie fumanti
dellultima guerra civile europea.
David Cameron non si limita a
confermare che il suo paese intende
continuare ad essere la nave pi lenta dellintero convoglio continentale. No, stavolta, il messaggio che
viene da Downing Street spazza via
anche gli ultimi margini di dubbio
interpretativo sui suoi reali obiettivi.
Cameron chiede e pretende che Londra abbia in permanenza mano libera quanto a moneta e fisco, segua
regole proprie in materia di immigrazione e possa esercitare attraverso il
suo parlamento una sorta di diritto
di veto sulle decisioni comunitarie
sgradite con validit erga omnes.
In altre parole, se non piace a Westminster, non se ne fa nulla per tutti:
come si usava nei rapporti con i

dominions della corona ai tempi


del Commonwealth. Insomma, un
solenne funerale per quegli Stati Uniti dEuropa, vagheggiati nel 1945
niente meno che da Winston Churchill.
Cornice darroganza a parte, quel
che pi deve allarmare la visione
dEuropa che traspare da queste pretese. Il primo dato evidente di natura economica: Londra concepisce
lUnione come niente di pi che unarea di libero scambio ovvero unassociazione doganale, nella quale tuttavia ciascun socio resti libero di
farsi la guerra con gli altri sul terreno
della moneta e del regime fiscale. Il
secondo e pi grave dato politico:
Cameron manda dire che di progressi verso una reale integrazione federale del continente nemmeno si dovr pi parlare e, anzi, si dovr fare
pure qualche passo indietro laddove
si sia seppur timidamente tentato di
farne in avanti. Nessuno finora aveva
mai lanciato un siluro cos spudoratamente mirato contro il progetto di
uno Stato federale europeo.
CI SI PU ANCHE non stupire di que-

sto passo da parte del governo di


Elisabetta II. Fin dal suo sbarco a
Bruxelles, Londra ha operato per
troncare, sopire, frenare qualunque
slancio di maggiore integrazione
europea. Pi di recente poi ha colto
al balzo lopportunit offerta dal
tracollo sovietico per favorire un
allargamento massivo e concitato

dellUnione ai paesi dellEst europeo. Con il non esplicito ma ben


praticato obiettivo di gettare sabbia
nei meccanismi decisionali del sistema fino a provocarne lattuale patente paralisi. Calcolo senzaltro ben
riuscito, dato che proprio in alcuni
paesi dellEst - dalla Polonia allUngheria - si manifestano ora i maggiori fattori di renitenza e disgregazione
dellideale europeo. Ed a questa
Europa resa flaccida, obesa e impotente che oggi Londra si accinge ad
assestare il colpo finale.
IN QUESTO SCENARIO minaccioso

chi abbia ancora a cuore il sogno


federale ha il dovere di gettarsi alle
spalle le futili retoriche unitarie e di
rimettere i piedi nella realt. In primo
luogo riconoscendo che la sopravvivenza del progetto antico rende necessaria per lUnione attuale una
severa seppur dolorosa dieta dimagrante. Gli sforzi per far muovere
assieme 28 paesi sono diventati insostenibili. Occorre ritornare e presto
alla formazione di un nucleo ristretto di Stati che, accelerando sul cammino della reciproca integrazione,
forzino il passo verso la meta storica
della federazione. Tocca, in particolare, ai maggiori paesi che hanno gi
messo in comune la loro moneta ritrovare quellaudacia di scelte che
propria della grande politica. Si spalanca per lItalia una straordinaria
opportunit di iniziativa: Matteo
Renzi ne consapevole?
3 dicembre 2015

59

News Economia
Riqualificazioni

Biblioteche,
mense e giardini
nelle stazioni Fs
dismesse
CAPISTAZIONE NON ce ne sono
quasi pi, perch il loro lavoro
lo fanno i software; anche i bigliettai sono scomparsi, sostituiti dai distributori automatici.
Oggi, in circa duemila piccole
stazioni italiane, non lavora pi
nessuno. Gli uffici, le residenze,
le sale daspetto, sono rimasti
vuoti, segno dellabbandono dei
piccoli Comuni da parte delle
Ferrovie dello Stato.
Per non sprecare questi spazi
il gruppo Fs ha da tempo deciso
di mettere le stazioni impresidiate a disposizione di associazioni e gruppi no profit, concedendole in comodato duso per
progetti sociali o turistici. A oggi
ne sono state assegnate 345, altre
dovrebbero esserlo in futuro. I
casi di successo non mancano: a
Orta Miasino, in Piemonte,
sorto un giardino botanico
mentre a Castelraimondo, nelle
Marche, lex stazione stata
trasformata in una biblioteca.
Lo scalo di Cervia, in Romagna,
oggi la sede di una mensa per
senza tetto mentre quella varesina di Luino ospita Fiocco Rosa,
uno sportello di aiuto per giovani e donne.
Luciana Grosso

Addio alla Land Rover Defender


Un design senza compromessi.
Per 70 anni la Land Rover Defender ha fatto
di questa scelta la sua carta vincente, puntando
sulle linee squadrate e zero concessioni al
comfort. A gennaio, per, la produzione nella
fabbrica di Solihull, nelle Midlands, cesser. Il
gruppo indiano Tata, che possiede Land Rover
e Jaguar, ha promesso che prima o poi il
fuoristrada torner, senza per dire quando.
FUORISTRADA

DIPENDENTI PUBBLICI

Il governo studia un ritocco degli aumenti salariali


SI APRE UN VARCO per gli statali in

attesa del rinnovo del contratto da sei


anni. Il governo - che nella Legge di
Stabilit ha previsto uno stanziamento
di 300 milioni per rispettare la
sentenza della Corte Costituzionale
che ha imposto un adeguamento .

60

3 dicembre 2015

potrebbe mettere sul piatto altri


200 milioni, per un totale di mezzo
miliardo. il ministro della Funzione
Pubblica, Marianna Madia, a spingere
per laumento mentre il collega del
Tesoro, Pier Carlo Padoan, si sarebbe
convinto a concederlo per rispondere

alle lamentele dei sindacati, secondo


i quali i 300 milioni annunciati si
tradurrebbero in un aumento beffa
di 10 euro al mese a testa. Non tutta
la maggioranza per daccordo
ed lNcd di Angelino Alfano, su tutti,
ad opporsi.
Michele Di Branco

La Centrale Finanziaria

Il nuovo manager
spegne il blog

28,3%

TELECOM ITALIA

Finisce in tribunale la societ


che imbarazza il Tesoro

ORMAI SCONTRO totale tra

i soci della societ La Centrale


Finanziaria Generale, holding
di partecipazioni presieduta
da Giancarlo Elia Valori. Dopo
un articolo de lEspresso di
qualche mese fa, che denunciava
un affare immobiliare tra uno
dei fondi gestiti dalla holding e la
Consap, la concessionaria statale
guidata da Mauro Masi, alcuni
azionisti importanti de La
Centrale hanno deciso di

Foto: Corbis, C. Minichiello/Agf

APPENA NOMINATO a capo degli

Affari Regolamentari di Telecom Italia, ha provveduto a chiudere il proprio blog dove da anni
commentava con una certa libert di pensiero gli affari della telefonia italiana. Basta andare sul
sito archive.org, tuttavia, per
scoprire quel che sosteneva fino
a poco tempo fa Cristoforo Morandini, il manager con una forte esperienza del settore ( stato
co-fondatore dellosservatorio
di ricerca Between, di recente
acquisito dalla Ernst & Young)
che da novembre ha assunto il
delicato incarico, visto che dovr
dipanare limbrogliata matassa
degli investimenti necessari per
dotare lItalia di una rete di comunicazioni in linea con le esigenze di un Paese avanzato.
Si pu apprendere cos che, lo
scorso maggio, Morandini si diceva a favore di una rete completa in fibra ottica, a tendere
sostitutiva di quella in rame . Ma
se da un lato i nuovi investitori
e gli attori pubblici sono favorevoli a questa soluzione, avvertiva il manager, dallaltro il
proprietario della rete in rame
(Telecom, ndr) propende per una
migrazione programmata, salvaguardando il pi possibile
lasset esistente (il rame, ndr) e il
flusso di ricavi attuale. Questo
conflitto, era la valutazione di
allora, rallenta linnovazione del
Paese, la quale coincide invece
con lavere una rete tutta in fibra.
In un articolo di febbraio Morandini era altrettanto esplicito:
Inutile nasconderlo, la soluzione pi semplice ed efficace sarebbe affidarsi ad ununica rete,
una strada su cui per, in altri
interventi, si diceva ormai pessimista. E ora? Alessandro Longo

Mauro Masi, presidente Consap.


A sinistra: un Defender nel Namib

ITALIA
Quasi una
persona su
tre a rischio
povert
Nel 2014 non
cambiato
il numero
di persone
residenti in
Italia a rischio
di povert o
esclusione
sociale, pari al
28,3 per cento
del totale
(era il 28,5
nel 2013). Lo
calcola lIstat.
Al Nord il tasso
pari al 17,9
per cento, al
centro al 22,1,
al Sud e nelle
isole al 45,6.

rivolgersi ai giudici del tribunale


di Milano. Si tratta delle
Acciaierie Valbruna della famiglia
Amenduni, di Beniamino Itri
e di Cesare Mozzi, che insieme
controllano oltre il 37 per cento
del capitale della societ: in un
ricorso i tre soci delusi spiegano
di aver definitivamente
maturato il fondato sospetto
che gli amministratori abbiano
perpetrato gravi irregolarit nella
gestione a danno della societ.
La prima udienza fissata per
il 4 dicembre. Alcuni azionisti
della societ guidata da Valori,
che in consiglio vede la presenza
come vice-presidente anche del
finanziere tunisino Tarak Ben
Ammar, avevano gi impugnato
il bilancio del 2013 per
violazione dei criteri di
redazione, e avevano rilevato,
nel corso dellassemblea
del 2 luglio scorso, lassenza
di informazioni adeguate anche
in relazione al bilancio 2015.
A dispetto di queste credenziali,
sotto la gestione di Masi la
Consap - controllata dal Tesoro ha di recente deciso di vendere
a un fondo della Centrale
un tesoretto di 594 immobili,
sottoscrivendo in cambio quote
del fondo.
Emiliano Fittipaldi

RICERCA EBAY

I regali di Natale? Li riciclo on line


COSA FARSENE dei regali di Natale indesiderati? Da tempo anche

in Italia si diffusa lusanza di venderli sul sito di aste eBay, uno dei
grandi operatori del commercio via Web di prodotti nuovi e usati.
Questanno eBay ha fatto un sondaggio su un campione di 2.061
italiani. venuto fuori che per i regali si spenderanno in media 195
euro a testa, una cifra simile al 2014. Comera immaginabile
i viaggi sono il regalo preferito, seguito tra le donne da accessori
e vestiti e tra gli uomini dai gadget elettronici. Curioso lelenco dei
doni indesiderati, dominato dai capi intimi per gli uomini, dai Dvd
per le donne: veri classici del last minute. La ricerca dice che il 46
per cento del campione nel 2014 ha avuto almeno un dono che non
voleva. Cos, se riciclare regali ritenuto poco carino, facile
intuire dove, a Santo Stefano, sono finiti mutande e Dvd.
T.M.
3 dicembre 2015

61

Michele Ainis
Legge e libert www.lespresso.it
michele.ainis@uniroma3.it

C una parte della Costituzione rimasta sempre


inattuata. Quella sulle rappresentanze sindacali.
Dopo le riforme, una legge ancora pi urgente

Di cosa malata
la democrazia economica
IN ITALIA LA DEMOCRAZIA politica

non in buona salute; ma la democrazia economica giace in un letto


dospedale. Eppure sulla prima saffolla uno stuolo di dottori, mentre
alla seconda non sinteressa nemmeno un infermiere. Male, perch non
esiste luna senza laltra. Malissimo,
perch la crisi della democrazia economica dipende da unillegalit costituzionale. Anzi da una doppia
violazione della nostra Carta, che si
protrae da tempo immemorabile.
Innanzitutto c il fantasma della
legge sindacale. Prescritta dallarticolo 39 della Costituzione, per garantire la democraticit dei sindacati,
stabilendo in cambio lefficacia obbligatoria dei contratti di lavoro. Ma
sta di fatto che quella legge non ha
mai visto luce, dal momento che vi si
sono opposte le stesse organizzazioni
sindacali, ben poco entusiaste allidea di controlli pubblici sul loro ordinamento interno. In secondo luogo
c il fantasma del Cnel. Concepito
dai costituenti come luogo istituzionale di confronto tra lo Stato e le
categorie produttive, e perci dotato
di poteri dimpulso sulla legislazione
economica e sociale; si invece trasformato in un ospizio per vecchi
sindacalisti ormai in disarmo, il pi
inutile fra gli enti inutili. Sicch adesso la riforma Boschi lo sopprime,
senza lasciare vedove piangenti attorno alla sua salma.
Anche gli altri canali di comunica-

zione fra economia e politica, per,


risultano ostruiti. il caso delle audizioni in Parlamento: elargite con il
contagocce, quasi sempre senza risultati pratici, dopo una scelta arbitraria
di quali rappresentanze dinteressi
consultare, infine senza garanzie di
pubblicit, a differenza delle hearings
americane. il caso, inoltre, dellAir,
ovvero dellanalisi dimpatto della
regolamentazione. Obbligatoria dal
1999, imporrebbe al governo dascoltare imprese e sindacati, prima di
decidere ogni nuovo intervento normativo; ma gli uffici legislativi dei
ministeri se ne infischiano, troppa
fatica. E troppa opacit sullazione
dei gruppi di pressione, dato che in
Italia manca una legge sulle lobby.
Negli Usa il Lobbying Act risale al
1946, e viene aggiornato di continuo;
leggi analoghe sincontrano in Europa come in Canada, in Australia, in
Argentina; il nostro Parlamento, viceversa, fin qui ha ignorato 55 proposte di regolazione.
IN PASSATO tutte queste lacune venivano colmate in via di fatto, attraverso la prassi della concertazione.
Ora siamo entrati nellepoca della
disintermediazione, sicch il presidente del Consiglio fa spallucce
quando Squinzi o la Camusso gli
chiedono un incontro. E allora Confindustria e sindacati sarrangiano
da soli: da qui laccordo firmato nel
maggio 2013. Un protocollo per

misurare la rappresentativit di ciascuna organizzazione sindacale, con


uno sbarramento del 5% e con una
serie di sanzioni verso chi non rispetti gli impegni sottoscritti. Tuttavia
quellaccordo saffida a un ente di
certificazione ormai defunto (il
Cnel) e comunque vincola soltanto i
contraenti. Dunque non i sindacati
dei lavoratori diversi dai tre confederali, non i sindacati dei datori di
lavoro diversi dalla Confindustria.
SERVE UNA LEGGE, insomma. Quel-

la gi promessa dallAssemblea costituente, sulla democrazia interna


delle organizzazioni sindacali. Regolando i diritti degli iscritti, la formazione del gruppo dirigente, la
trasparenza delle attivit associative
(per esempio attraverso lobbligo
del bilancio sociale). Quella sulla
democrazia esterna, per stabilire
procedure e luoghi di confronto con
lo Stato. Ne consapevole anche
Renzi, parrebbe di capire. Per le sue
dichiarazioni battono sempre sui
limiti al diritto di sciopero, quando
a esercitarlo sia un sindacatino. Pu
essere utile porre qualche freno, come no. Ma se la nuova legge sesaurisse in un verbale di contravvenzione, tanto varrebbe farne a meno. Se
metti una toppa su un abito sdrucito,
lo rendi ancora pi cencioso. E alla
democrazia economica serve ormai
un abito nuovo, possibilmente tagliato da un buon sarto.
3 dicembre 2015

63

Incontri ravvicinati
di Stefania Rossini

Con i miei film vi


mando dallanalista

Racconta storie per mettere lo spettatore a disagio. Avrebbe


voglia di scomparire. Il regista di In Treatment si confessa

Saverio Costanzo,
40 anni, regista

colloquio con Saverio Costanzo

EL SUO PRIMO FILM, PRIVATE, Saverio


Costanzo faceva sognare a un giovane
palestinese un futuro da kamikaze, un gesto speciale che lo rendesse eroe ai propri
occhi e a quelli della sua gente. Anche per
questo lombra delle stragi di Parigi si insinua presto in unintervista che intendeva
esplorare il suo percorso di uomo e di regista in occasione
della programmazione della seconda stagione televisiva di
In Treatment, da lui diretta. Ma c da credere che, anche
senza la tragica attualit, Costanzo ci avrebbe portato
ugualmente a toccare quellarea dove si muovono i protagonisti dei suoi film, soli, egocentrici, svuotati di senso,
alla ricerca apparente di un ideale, ma in realt tesi soltanto a fare della propria vita unimpresa.
infatti in quel confine tra mondo esterno, osservato con
gli strumenti della sua formazione sociologica, e mondo
interno di cui si rivela frequentatore assiduo, che Costanzo
ha collocato un cinema diverso dalla normale produzione
italiana e sorprendente per qualit e densit. Pu sembrare quindi strano che si proponga di nuovo come regista di
una serie importata dallestero, sia pure incentrata sulla
psicoanalisi.
Costanzo, eccola di nuovo in tv con una fiction scritta da altri.
una scelta che non le somiglia.

Infatti stato un salto. Ho voluto fare un passo indietro rispetto al mio cinema molto personale. Qui ho potuto lavorare
come un pittore dicona, che per mestiere replica opere altrui,
ma che impone il suo tratto, sia pure in minuscoli dettagli.
Non sar stato attirato anche da tutto quel tormento interiore
tra analista e pazienti?

No. Perch, anche se una delle cose migliori mai realizzate


per la tv, resta comunque uno show televisivo che per sua
natura orizzontale. La tv non pu mai andare veramente a
fondo. Questa la sua forza.
64

3 dicembre 2015

Eppure ha dichiarato che guardare In Treatment


pu diventare una terapia.

In realt una cosa che penso possibile soltanto


per il cinema. La tv pu toccare delle corde, far riflettere. Ma il cinema che, se fatto con onest,
produce immagini che entrano nel nostro immaginario, si immagazzinano nella memoria e ci aiutano
ad evolvere. La bellezza ha sempre questo effetto.
Il suo cinema per spesso spiazzante, difficile da
sopportare.

Me lo auguro. La mala educazione cinematografica induce a vedere ci che gi si conosce, per


rassicurarsi o per cercare le differenze. Io tento di
creare limprevedibile e mettere a disagio lo spettatore. Non lo faccio con la ragione, ma per un
istinto che mi fa scegliere la tragedia rispetto allepica. I mie personaggi sono sempre tesi verso
lalto e di conseguenza verso il basso. Non sanno
camminare orizzontalmente.
Ma qualcuno pu davvero identificarsi con quei suoi
protagonisti desolati che cercano strade improbabili per poi finire sconfitti?

Credo di s, perch parlo di una societ danneggiata che induce a perseguire laffermazione del proprio Io in tutti i modi possibili. Sia che si chiudano in un
convento, anelino alla purezza assoluta o si facciano
saltare in aria, i miei personaggi usano ideologie radicali,
non per cambiare il mondo, ma per la loro autoaffermazione. Da questo punto di vista i terroristi di Parigi non
sono diversi da quelli che 15 anni fa spararono a raffica
in una scuola a Columbine.
Unaltra sua costante la famiglia, per lo pi rappresentata
come un horror sentimentale.

Mi crede se le dico che non so perch? Mi accorgo solo


in seguito di averla raccontata cos. Forse c un legame

Dalla sociologia
al set
1975 Saverio Costanzo nasce
a Roma il 28 settembre,
secondogenito di Maurizio Costanzo
e della giornalista Flaminia Morandi.
2000 Si laurea in Sociologia alla
Sapienza di Roma con una ricerca
sul campo condotta in un bar
italo-americano di Brooklyn, che poi
diventer il suo primo documentario
Caff mille luci.
2004 Il lungometraggio desordio,
Private, storia della convivenza
forzata tra una famiglia palestinese
e militari israeliani, una sorpresa
che gli fa vincere numerosi premi,
tra i quali il David di Donatello.
2007 Esce In memoria di me,
girato interamente in un convento.
Intanto, dallunione con Sabrina
Nobile nasce Bernardo, al quale
due anni dopo si aggiunge Tito.
2010 Con La solitudine dei numeri
primi, liberamente tratto dal
romanzo di Paolo Giordano,
compone un horror dei sentimenti
umani apprezzato da pubblico
e critica.
2014 Dirige la prima serie italiana
di In Treatment
2015 Il suo ultimo film Hungry
Hearts, interpretato dalla sua
attuale compagna Alba Rohrwacher,
lo conferma tra i migliori autori
del nostro cinema.
te. Essere il figlio di Maurizio Costanzo
stata unopportunit?

Che mi si creda o no, non ho mai


chiesto niente a mio padre, mai un favore, mai un aiuto, in maniera non
solo radicale, ma violenta.
Perch? Che c di male a farsi aiutare
da un genitore?

con il desiderio di scomparire che mi incolla ogni settimana a Chi lha visto. Sono un grande fan di quella trasmissione, e mi mette cos in tensione che non riesco a vederla
se sono solo a casa.
Foto: N. Guerin - Getty Images

Sarebbe mai capace di scomparire davvero?

unidea che mi attrae e mi fa paura. Non potrei mai prescindere dai miei figli, di cui mi occupo costantemente, anche
se coltivo il sogno conradiano di un viaggio verso una terra
sconosciuta. Poi penso che ormai il mondo diventato piccolo e non c pi niente da scoprire. Il mio solo modo di
fare un vero viaggio quello di rimanere fermo.
C per anche una famiglia di origine, con un padre ingombran-

Sono stato educato a pensare che essere figlio di una persona famosa fosse una
responsabilit. Mia madre, quando eravamo ragazzini diceva
a me e a mia sorella: Voi avete un occhio di bue addosso
perci dovete essere pi bravi degli altri.
andata cos?

Dalle elementari alluniversit, non mi sono mai socializzato come figlio di Costanzo. Certo, lo sapevano tutti, e questo
mi creava dei problemi. Che il pregiudizio nei confronti di
mio padre fosse positivo o negativo, per me era lo stesso. Non
mi sono mai sentito quello che la gente vedeva in me e piano
piano ho fatto in modo che se ne dimenticassero.
In effetti, non si pensa a lei come un figlio darte. Anche suo padre
sembr sorpreso dal suo primo film, tanto da dire: Mi sento
3 dicembre 2015

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Incontri ravvicinati
Di nuovo sul lettino
Anche la seconda stagione
della versione italiana
di In Treatment affidata
alla faccia credibile di Sergio
Castellitto e alla regia
sapiente di Saverio Costanzo.
Dopo il successo della prima
stagione, che ha contribuito,
insieme a Gomorra di
Stefano Sollima, a fare di Sky
la rete innovativa delle serie
tv, lo psicoterapeuta
Castellitto-Mari sar alle
prese con vecchi e nuovi
pazienti per 35 puntate dal
luned al venerd (su Sky

atlantic Hd alle 19,40 e alle


23,10, e su Sky Cinema Hd
alle 20,30).
Il pi celebre tra i nuovi arrivati
Michele Placido, manager
tormentato da attacchi
di panico, ma c anche il
debutto di Alba Rohrwacher,
Greta Scarano e Giovanna
Mari, che mostreranno altri
segni del comune disagio
di vivere chiamando lo
spettatore a una facile
identificazione. La fortuna
della serie, che si ispira a un
format israeliano reso celebre

dalla versione americana


interpretata da Gabriel Byrne,
sta nel felice adattamento
di ogni episodio a situazioni
tipicamente italiane.
Cadenzato sul ritmo di
sedute verosimili, anche se
con qualche libert rispetto
al rigore del setting, la serie
ha il pregio di mostrarci
anche la fragilit umana
e le incertezze dello
psicoterapeuta che, una volta
alla settimana, chiede
a sua volta aiuto a una
collega pi esperta.

Saverio Costanzo, a destra,


con Sergio Castellitto
sul set durante le riprese
di In Treatment

Lei credente?

Guardi, mica lo so. Mi sembra tutto talmente in divenire che


non posso n affermarlo n negarlo.

Lo so, lo so. Cerco di farlo


un po meno e nel mio ultimo
film, Hungry Hearts ambientato a New York, ho girato molte scene allaperto. Ma
temo che anche un deserto o
un oceano ripresi da me sembrino luoghi chiusi. Io stesso
non so che pensarmi dentro le
24 ore: c la notte, il giorno,
poi di nuovo la notte. Un tempo breve che mi permette di
dare un senso a quello che
succede. Non di essere sopraffatto dalle cose.
Perch pensa che io sia stato
in analisi?.

Certo, ma anche una battuta, di quelle sue tipiche. Per


voglio che si sappia che leducazione al lavoro lho assunta
frequentando mio padre, il
quale, rispetto a questo, una
persona molto seria.

Lapporto teorico e teologico della sceneggiatura tutto suo.


E forse io non ne ho usato appieno la forza. Per preparare il
film, avevo partecipato agli esercizi spirituali di SantIgnazio
che lei stava conducendo e ne ero rimasto molto colpito. Ma
fare quei percorsi in modo strumentale, pensando a uno scopo specifico, non d la profondit necessaria. Anche se aiuta
a trovare il concreto dentro limmateriale.

Lei, al contrario, d al suo cinema un tono piuttosto claustrofilico: piccole stanze, corridoi,
armadi...

Questo un risultato della sua


analisi?

come un autore di variet che


scopre che suo figlio Ibsen.
un bel complimento.

Ha anche una madre teologa


che lha aiutata a scrivere In
memoria di me, ambientato
in un convento.

Bose un posto pieno di belle


persone, un posto adatto anche
per un ateo perch aperto,
senza tracce di claustrofobia.

Perch finora non abbiamo parlato daltro.

Forse vero, ma non le risponder. Mi sembra volgare raccontare esperienze condivise con persone che forse
leggeranno questa intervista.
Invece che della mia, vorrei
parlare dellanalisi di tutti.
Che cosa intende?

triste che soltanto chi ha i mezzi finanziari possa fare


un percorso di questo tipo. Lo Stato dovrebbe darne la
possibilit a tutti. Se ne gioverebbe lintera societ. La
vita caotica e le persone stanno meglio quando riescono
a non perdere niente di quello che gli capita. La psicoanalisi uno degli strumenti necessari, ma anche leggere
un libro, guardare davvero un film, ascoltare musica,
sono modi di assumere il bello e mettere ordine nella
propria vita.
Sta gi pensando a un nuovo film?

E tutto quellassoluto che si respira nei suoi film?

una dedizione. La stessa che a Flaubert mi fa preferire


istintivamente Dostoevskij. I suoi personaggi sono febbricitanti, hanno sempre lambizione di tendere verso qualche
cosa di alto.

Forse. Prima o poi vorrei riuscire a fare un film aperto, fiducioso. Penso a Cassavetes, non soltanto per limpianto
produttivo indipendente, ma per la sua leggerezza anche
nella tragedia e per la sua fiducia nellessere umano. Io ci ho
provato, ma alla fine non riesco a non infilarmi in un incubo.

il motivo per cui va nella comunit monastica di Bose?

Sente questo come un limite?

Ci vado a trovare una delle mie migliori amiche, una monaca.


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3 dicembre 2015

Se vuole la verit, io sento me stesso come un limite. n

Il rispetto del divieto la prima regola da seguire.

Glocal
a cura di Riccardo Bocca e Stefano Livadiotti
GIAPPONE

Operazione Luna
TOKYO Il Giappone ha annunciato che nel 2019 intende inviare
sulla Luna una missione senza
astronauti. Sarebbe il quarto Paese al mondo a farlo, dopo Urss,
Stati Uniti e Cina. La navicella
verr progettata con una nuova
tecnologia che, applicando il sistema di riconoscimento facciale
alla superficie lunare, le dovrebbe
permettere di toccare il suolo nel
punto previsto con una precisione mai ottenuta prima. (D. C. P.)

Stati Uniti

Fuga
di mormoni
WASHINGTON Circa 1.500 fedeli

hanno abbandonato la Chiesa di


Ges Cristo dei Santi degli Ultimi
Giorni, pi nota come mormone,
per protesta contro la sua nuova
politica anti gay. Lo hanno comunicato alla sede di Salt Lake City
con una lettera in cui criticano la
decisione di escludere dal battesimo i bambini di coppie omosessuali sposate e di espellere chi contrae
matrimoni gay.
(D. C. P.)

Marco Damilano Selfie e Contenti

Effetto collaterale Cicchitto

Effetti collaterali della guerra contro lIs. Fabrizio Cicchitto a 75


anni torna al comizio di piazza. Fu socialista, domand di iscriversi
alla loggia P2, stato berlusconiano, oggi alfaniano. Ha praticato
lo scontro di civilt: contro i comunisti e le toghe, i rossi. Ora
arringa la piazza multicolore dellIslam italiano contro il terrore,
nelle prime file c una felpa della Fiom, rossa. E a Cicchitto piace.

INDONESIA

Foto: A. Di Meo - Ansa, G. Celeste - Insidefoto

Mister Thohir,
tycoon olimpico
GIACARTA Il patron dellInter, Erick Thohir, il nuovo presidente
del Comitato olimpico indonesiano: 59 i voti in suo favore contro i 46 ottenuti dal rivale. Una
nuova sfida dunque per il tycoon
indonesiano - che possiede anche
la squadra di Washington, il DC
United - con due obiettivi ben
precisi: i Giochi olimpici di Rio
2016 e i Giochi asiatici del 2018,
che si disputeranno proprio in
Indonesia.
(G. Pagl.)

Erick Thohir,
nominato
presidente
del comitato
olimpico
indonesiano

Veneto

SCOZIA

Evasori
oltre la Finlandia

Record
eolico

PADOVA Nella citt veneta si evade

EDIMBURGO In Scozia nascer il

lIva pi che in tutta la Finlandia.


A sostenerlo uno studio della
Confapi, lassociazione locale delle piccole e medie imprese, che ha
incrociato dati di Commissione
europea e Agenzia delle Entrate.
LImposta sul valore aggiunto elusa dalle aziende della citt veneta
stimata in 892 milioni di euro,
pi di quanto succeda in Stati come Finlandia (812 milioni) o Lettonia (721 milioni).
(D. C. P.)

parco eolico offshore pi grande


al mondo. Il governo di Nicola
Sturgeon ha infatti concesso alla
Statoil la licenza per installare al
largo della costa di Peterhead
cinque turbine galleggianti, in
grado di generare 135 Gigawatt
di energia elettrica allanno: sufficienti ad alimentare 20 mila
case. Un progetto in cui la societ
petrolifera norvegese investir
214 milioni di euro.
(G. Pagl.)
3 dicembre 2015

69

Glocal

EUROPA

Violazioni
in banca
LONDRA Otto grandi banche
hanno violato le nuove norme
europee sui tetti ai bonus dei
manager, che non possono pi
superare il 100 per cento del salario. A scoprirlo stata lAutorit bancaria europea, che ha
analizzato le politiche di 35 istituti - alcuni dei quali non hanno
per ancora fornito informazioni sufficienti - e ha imposto alle
otto che non sono risultate in
regola di prendere subito provvedimenti.
(D. C. P.)

Polonia

Profughi
da combattimento
VARSAVIA Il nuovo ministro degli
Esteri polacco Witold Waszczykowski ha proposto la creazione
di un esercito di profughi che
torni in Siria per combattere contro lIs. Secondo Waszczykowski,
del partito di destra Legge e Giustizia, bisogna evitare una situazione in cui noi mandiamo i
nostri soldati a combattere in Si-

ITALIA

sprofondato
il welfare scolastico
ROMA Il welfare scolastico? Lo
pagano gli alunni. La denuncia
contenuta nel Rapporto sulla condizione studentesca stilato dal
portale web Skuola.net: negli ultimi 15 anni gradualmente diminuito il Fondo integrativo statale
per le universit e sono aumentate
a dismisura (al Sud del 100 per
cento) le tasse regionali, che sono
state utilizzate per finanziare borse di studio e aiuti economici ai
meno abbienti.
(A. Mas.)

Albania

Questo soccorso
fa acqua
TIRANA Lacquedotto pugliese

giunge in soccorso della capitale


albanese, alle prese con unimportante crisi idrica. Il governatore della Puglia Michele Emiliano, azionista unico di Aqp spa, e

il sindaco di Tirana Erion Veliaj


hanno infatti firmato il seguente
accordo: Aqp realizzer un audit
sul sistema idrico della citt e
fornir poi servizi di ingegneria
per la costruzione di nuove infrastrutture.
(G. Pagl.)

Laereo
da trasporto
tattico
A400M
Atlas

GERMANIA

Risarcimento
tra le nuvole
BERLINO Airbus dovr risarcire
con 13 milioni di euro laviazione tedesca a causa dei ritardi per
la consegna dellaereo da trasporto tattico A400M Atlas. Il
veivolo, un quadrimotore turboelica da trasporto pensato per
competere con i grandi aerei
russi e americani, risultato difettoso, e per questo la societ ha
riconosciuto un indennizzo che
per rappresenta solo il 10 per
cento del suo prezzo.
(S. G.)

Sergio Staino

Foto: J. Saget - Afp / GettyImages

Ecce Bobo

ria, mentre centinaia di migliaia


di siriani bevono il caff nei boulevard di Berlino.
(D. C. P.)

3 dicembre 2015

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Glocal

Denise Pardo
Pantheon www.lespresso.it
@pardo_denise

Una veduta
delle Dolomiti

Bugno con le ali


A FURIA DI SALIRE E SALIRE, arrivata
allAlitalia come Vice president public affairs
della compagnia presieduta da Luca di
Montezemolo. La pomposa carica, diramata in
inglese anche in Ciociaria, la nuova missione
di Claudia Bugno, in trekking dalta quota (rosa).
ESPONENTE QUARANTENNE della generazione
R, nel senso di renziana, in cui tutto fa brodo, con
curriculum che va di qua e di l, Bugno va a ruba
fra i componenti della simpatica gran ribollita
del potere sullasse Milano-Roma.
LA NEO VICE PRESIDENT vanta esperienze al
Parlamento e allUnione Ue, prima di approdare
alla Camera di commercio di Milano, lato Promos,
per la promozione di piccole e medie imprese,
il cui presidente lhomo berlusconianus Bruno
Ermolli. Da l in poi un incarico dopo laltro,
allinizio nel girone capitolin-industrial-laziale di
Aurelio Regina, fino ad approdare poi con ruoli
dirigenziali al ministero dello Sviluppo economico,
dove si sussegue un pot-pourri di ministri:
Scajola, Berlusconi (ad interim), Romani,
Passera, Zanonato...
NON LE MANCA LADESIONE ad Aspen. N una
spruzzata di Bocconi (Osservatorio sulle
partnership tra pubblico e privato), che non guasta
mai. E nemmeno la presenza in multiformi cda:
Prelios, Popolare di Milano, Popolare dellEtruria
(poi commissariata), dove il vice presidente era
Pier Luigi Boschi, padre di cotanta figlia.
FATTO STA, incuranti di voci malvage sul legame
tra lei e il ministro delle Riforme, che a marzo
Bugno, secchiona, molto diligente e mai mondana,
scelta da Renzi e da prestigiosi esponenti del
sempiterno potere, Montezemolo e il presidente del
Coni, Giovanni Malag, per la poltrona di direttore
generale del Comitato per la candidatura olimpica
di Roma 2024. In meno di otto mesi Montezemolo,
anche presidente del Comitato 2024, la coopta
nella compagnia aerea. Bugno con le ali.

BOSNIA ED ERZEGOVINA

VENEZUELA

SARAJEVO Via libera al primo

CARACAS Il governo venezuelano ha vietato la messa in onda di


una narco telenovela. Ispirata al
romanzo Regina del sud dello
scrittore spagnolo Arturo PrezReverte (con protagonista una
narcotrafficante messicana), la
fiction doveva andare in onda su
Telemundo, dopo aver avuto
grande audience in Messico,
Spagna e Usa. Ma stata bloccata perch promuove antivalori
che attentano alla famiglia venezuelana.
(A. Mas.)

Acconto
per Srebrenica

Narco telenovela
fuorilegge

risarcimento per leccidio di Srebrenica dell11 luglio 1995. Il


premier serbo Aleksandar Vucic,
tornando al cimitero di Potocari
per rendere omaggio alle 8 mila
vittime delle truppe del generale
Ratko Mladic, ha disposto il pagamento di 5 milioni di euro come riparazione. Per la Bosnia,
per, che attende un indennizzo
di oltre 30 milioni, quello ottenuto solo un acconto.
(Cl. Pi.)

Trentino-Alto Adige

Unione europea

In carrozza
sulle Dolomiti

BOLZANO Alto Adige, bellunese e


Svizzera uniti dal treno delle Dolomiti. Questo il sogno del presidente del Veneto, Luca Zaia, e di
quello della Provincia di Bolzano,
Arno Kompatscher, racchiuso in
un protocollo che grazie alla via
ferrata punta a sviluppare il turismo. Per le Dolomiti si apre un
nuovo capitolo, ha dichiarato
Zaia. Magari inserendo il progetto in quelli per i Mondiali di Cortina 2021.
(Cl. Pi.)

Agrumi
condannati

BRUXELLES Il tribunale Ue ha re-

spinto un ricorso dellItalia contro


la Commissione e condannato il
nostro Paese a restituire 72 milioni
di euro di fondi agricoli, ricevuti tra
il 2004 e il 2009. Secondo i giudici
europei, lItalia non avrebbe predisposto un sistema efficace di controlli fisici, amministrativi e contabili sui produttori, in particolare nel settore della trasformazione
degli agrumi.
(A. Mas.)

Foto: Pessina - Sintesi, S. Caleo

Guido Quaranta Banana Republic


Capezzone non evangelizza pi
FORSE QUALCUNO, a quattro anni
di distanza, lo ricorda perch Daniele
Capezzone (romano, 43 anni, deputato)
stato un personaggio anche sul video.
Era quel giovane evangelizzatore bruno,
con gli occhiali e labito blu che, nei tg
delle 20, si materializzava sui marciapiedi
romani di via Condotti, suo pulpito

preferito, per cantare le lodi del Signore


(il premier Berlusconi) e demonizzarne
gli avversari politici. stato lo zelante
portavoce di Forza Italia, il fervoroso
pupillo di Silvio, uno straripante
affabulatore, un assiduo frequentatore
di Palazzo Grazioli: bei tempi. Poi,
dimprovviso, scomparso: ora fa

il gregario in un partitino sconosciuto


(Conservatori e Riformisti), non compare
mai in tv, non affabula pi. Si dice che
a Berlusconi fosse caduto dal cuore;
stava sullo stomaco ai berlusconiani doc;
persino Dud, il barboncino di Francesca
Pascale, gli abbaiava dietro.
Sic transit gloria mundi.
3 dicembre 2015

73

Dossier Clima

Ghiaia, sabbia, massi


in Valmalenco: il deposito
lasciato dal ghiacciaio
Ventina che, dopo lultima
fase di avanzamento nel 1983,
minacciato dalle estati
sempre pi calde in quota

Qui prima
cerano
i ghiacciai

Il riscaldamento della Terra non


unopinione: un fatto accertato. Le cui
conseguenze sono sotto i nostri occhi,
anche in Italia. Da nord a sud, siamo
andati a vedere che cosa sta succedendo
di Fabrizio Gatti
foto di Simone Donati per lEspresso

3 dicembre 2015

75

Dossier Clima
IN VALMALENCO SPUNTANO LE PRIMULE A NOVEMBRE.
E I NOCCIOLI FIORISCONO SULLE EX PISTE DA SCI
ABBANDONATE DI PIAN DEL TIVANO, VICINO A COMO

DOVE TUTTO COMINCIATO

Floriano Lenatti, 55 anni, tra le


guide alpine pi famose in Valmalenco, in Lombardia. Per diciannove anni ha gestito il rifugio Marco
e Rosa a 3.609 metri nel massiccio
del Bernina. E si ricorda bene quando il caldo ha cominciato a inseguire la neve sui monti: Nel 1987, gli
stessi giorni di luglio durante lalluvione in Valtellina, abbiamo visto
per la prima volta piovere a 3.600
metri. Prima dell87, quando cam76

3 dicembre 2015

Il ghiacciaio della
Brenva ai piedi del
Monte Bianco: nel
2004, per laumento
delle temperature,
la lingua a valle
ricoperta di detriti si
staccata dal bacino
di alimentazione,
riducendosi cos a
un ghiacciaio fossile
condannato alla
completa fusione

biava il tempo destate, non era mai piovuto sul rifugio


Marco e Rosa. Magari tempestava e poi subito cadeva la
neve. Da allora lo zero termico va sempre pi in alto, sopra i
quattromila. E piove. Questanno piovuto parecchio.
stata unestate molto calda anche in quota, come quella record del 2003.
Lalluvione in Valtellina e in Valmalenco del 1987 il primo
di una serie di eventi estremi che in Italia annunciano il nuovo corso climatico: lo zero termico per giorni a pi di quattromila metri, piogge torrenziali dai ghiacciai gi fino in
valle, 53 morti, migliaia di sfollati. Da allora i ghiacciai non
sono pi guariti. Dopo un decennio di progressiva espansione, riprende proprio in quellanno la loro rapida ritirata.
GHIACCIO NERO

Anche lo Scerscen inferiore ai piedi del Bernina, dove trentanni fa si ritrovavano le squadre di sci ad allenarsi in agosto, ha
lasciato spazio a sentieri di pietre e roccia. Non lo si vede da
quaggi, nel ripido fondovalle. Lo nasconde una parete oltre
i tremila metri completamente senza neve. Saliamo la mattina presto con il fotografo Simone Donati. La meta un altro
ghiacciaio: il Ventina, sul versante opposto, ai piedi del monte Disgrazia. La sua espansione massima lha raggiunta diciottomila anni fa. Di quel periodo glaciale, il Ventina e gli
altri ghiacciai del Disgrazia hanno lasciato un souvenir a
pochi chilometri da Monza, il Sasso di Guidino, gigantesco
masso erratico che si pu ancora ammirare a Besana Brianza.
Nel frattempo, il ghiaccio si ritirato di oltre centotrenta
chilometri. Oggi si arriva comodi in auto a Chiareggio, lultimo paese della Valmalenco, dove da autunno a primavera
il sole resta basso dietro le montagne. Nonostante lombra
permanente, lora del mattino e i 1.600 metri di quota, il 16
novembre la giornata comincia con 6 gradi. Non c un solo
cristallo di brina sullerba. Lacqua scorre abbondante nei
torrenti. Il Ventina ci attende a due ore e mezzo di cammino.
Ma il cartello forse precedente al 2014, perch dopo la
netta ritirata degli ultimi due anni, serve unaltra mezzora
tra i massi instabili della morena per mettere i piedi sul ghiaccio. Il riscaldamento globale e la sua recente accelerazione li
si potrebbero misurare in passi. Dal 1910 fino al 1941 sarebbe bastata poco pi di unora per toccare il ghiacciaio. E chi
si arrampicato fin qui nel 1980 ricorda che trentacinque
anni fa ci volevano due ore a piedi, non di pi. Una parete
bianca e azzurra, spezzata dai seracchi, si affacciava su questa
splendida valle che il Servizio glaciologico lombardo ha
trasformato, con segnali e cartelli, in museo a cielo aperto.
Adesso dallAlpe Ventina, a circa 1.500 metri, la fronte avanzata del ghiacciaio non si vede pi. Si ritirata dietro un avvallamento. Tra lerba secca del pianoro spuntano invece le
primule. Una rana va a ripararsi sotto un sasso. Controlu-

Foto: TerraProject

ERA UNA VOLTA LAUTUNNO. Sulle


Alpi i ghiacciai erano bianchi di
freddo. La nebbia nascondeva alla
vista i fiumi e le prime brinate indurivano la pianura. Cera una volta,
s. Un mondo al passato. Perch anche il 2015 conferma che quellautunno non esiste pi. I ghiacciai sono colate nere a rischio destinzione. La campagna
un prato verde colorato di fiori appena
sbocciati. Germogliano i noccioli a un mese da Natale. E in
cima al Muro di Sormano, la faticosa salita del Giro dItalia
che fu, il sole riscalda i visitatori con una temperatura da
maniche corte: 22 gradi a oltre millecento metri di quota, ma
il 18 novembre. Perfino Gastone, focoso maschio di anatra
muschiata, non sembra badare pi al calendario. La stagione
dellaccoppiamento finita da mesi. Lui e la femmina immobilizzata sotto il suo becco, per, se la spassano con vigore
sullaia della Cascina Sguazzarina, deliziosa fattoria che
ospita scolaresche e famiglie a Castel Goffredo, in provincia
di Mantova.
Se potesse parlare alla XXI Conferenza sul cambiamento
climatico, convocata dalle Nazioni unite domenica 29 novembre a Parigi per obbligare gli Stati a provvedimenti
concreti, il baldanzoso papero direbbe sicuramente che per
lui il riscaldamento globale va bene cos com. Eppure se ci
fermiamo a guardarlo da vicino, in Italia il paesaggio gi
inesorabilmente cambiato. Solo trentanni fa, il bisnonno di
Gastone avrebbe aspettato aprile. Allora non si andava in
calore con linverno alle porte. Era una contraddizione:
sia per le regole di madre natura sia per i centigradi del
termometro. Eccoci in viaggio nelle follie di questo ennesimo
autunno in corsa per essere tra i pi caldi della storia. Pi
del record 2014, secondo un andamento che dal 1992 registra temperature annuali sempre al di sopra della media del
trentennio 1961-1990, scelto come periodo di riferimento.

3 dicembre 2015

77

Dossier Clima

Quelle vette
diventate marroni
In senso orario: il fianco
morenico del Miage, il
ghiacciaio nero sul Monte
Bianco; Giacomo Pedretti,
44 anni, agricoltore di
Castel Goffredo (Mantova);
Pian del Tivano (Como)
dove da 25 anni non
si scia pi per la mancanza
di neve: oggi il bosco
ha riconquistato le piste
e gli impianti di risalita e
a novembre la temperatura
pu raggiungere i venti
gradi; Francesco Cecere,
48, naturalista e
responsabile della riserva
Le Bine sul fiume Oglio

ce sullacqua del ruscello volano sciami di moscerini, mosche


e piccole farfalle. Potrebbe essere primavera.
Non c in giro nessuno nel raggio di chilometri. E quass.
a quota 2.500, il Ventina evaporato. Si sgonfiato e in
trentacinque anni arretrato di centinaia di metri. Ma pi
che larretramento, colpiscono la perdita di volume su tutta
la sua lunghezza e il colore nero della superficie, sotto il millimetrico strato di neve. Allinizio del pomeriggio, nonostante il sole non abbia mai illuminato il versante precario del
sentiero, la temperatura di molto sopra lo zero. Il termometro appoggiato su un sasso oscilla tra gli 8 e i 9 gradi e dalla
pancia sotto il ghiaccio risale il fragore dellacqua che, pur
con linverno meteorologico alle porte, continua a scorrere
abbondante. Al tramonto torniamo ai 13 gradi del fondovalle. Ora Floriano Lenatti gestisce destate il rifugio Gerli
Porro ai piedi del ghiacciaio e di questo lento addio un
silenzioso testimone: Dai rilievi del Servizio glaciologico
lombardo, nellultimo anno il Ventina si ritirato di altri 55
metri e abbassato di 5. Un record senza precedenti. Il fatto
che ora il ghiacciaio sia nero, significa che andata via tutta
la copertura nevosa. E ogni metro di ghiaccio richiede almeno dieci metri di neve fresca per riformarsi.
GLI ALBERI CONQUISTANO IL BIANCO

Lasciamo la Valmalenco e il Monte Bianco ci accoglie con i


16 gradi di una mattina piena di sole a Courmayeur, 1.224
metri, marted 17 novembre. Stessa temperatura alla base del
ghiacciaio della Brenva. limmensa colata candida immortalata in tutte le fotografie della vetta pi alta. Anche se
candida non pi. Sotto i 3.800 il ghiaccio senza neve grigio.
Pi gi, completamente nero. I ghiacciai adesso sono due.
Dieci anni fa il ripido collegamento con il bacino di alimentazione si interrotto. E la lingua a fondovalle ai piedi del
santuario di Notre-Dame de Gurison diventata un ghiacciaio fossile. Se le temperature non caleranno, nel giro di
qualche decennio scomparir. Intanto arretra estate dopo
estate. Cos come si sgonfia, anno dopo anno, il Miage, il pi
grande ghiacciaio nero del Bianco e di tutte le Alpi. Dal bordo della morena, che segna il suo spessore massimo, il salto
verticale ormai di una trentina di metri. Ma il ghiaccio non
si vede. Guardando su, fino in quota, sepolto da metri di
pietre e massi. Lacqua di fusione se ne va verso lAdriatico.
Le rocce restano.
Arretra lo zero termico, avanza la vegetazione. Anche ai
bordi dei ghiacciai i larici, un tempo umili piante alte non pi
di quaranta centimetri, diventano alberi. la riscossa del
bosco. Come a Pian del Tivano, provincia di Como, mille
metri di quota oltre larrampicata ciclistica del Muro di Sormano, dove da diversi giorni a met novembre il termometro
supera i 20 gradi. Noccioli e betulle hanno occupato le piste
da sci. Gli impianti di risalita fermi da venticinque anni sono
reperti archeologici del clima che fu. Tra le capre di un recinto accanto alla biglietteria dello skilift, una gallina ha appena
concluso la cova e ora porta a spasso una manciata di
3 dicembre 2015

79

Dossier Clima

Mare caldo,
pesci in fuga
A sinistra: il torrente
Bisagno a Genova,
dove i lavori di pulizia
del letto sono ancora in
corso, dopo le ultime
tragiche alluvioni.
A destra: la torre
di Calafuria vicino
a Livorno, durante
la burrasca di sabato
21 novembre.
Sotto: riparazione delle
reti sul peschereccio
Anastasia in
navigazione nellAlto
Tirreno, in Toscana:
qui la temperatura
dellacqua in superficie,
oltre i 18 gradi in
novembre, sta tenendo
lontani dalla costa
orate e calamari

DOVE VENTANNI FA SI PATTINAVA


SUI CANALI GHIACCIATI, ADESSO UN
PANTANO PER TUTTO LINVERNO
pulcini. Diego Monti, 48 anni, proprietario della baita La
Colma, si ricorda quando ogni pomeriggio almeno quindici pullman salivano dalla Brianza per portare i bambini alla
scuola di sci. Nel febbraio 2014, racconta, in una notte
ha messo gi 70 centimetri di neve. Poi ha cominciato a piovere e in quattro giorni s sciolta tutta. La neve a volte arriva ancora. Quello che manca il freddo per conservarla.
GERMOGLI DINVERNO

Un prato ancora pieno di fiori fuori stagione e oltre il piccolo ponte sul canale, ecco la Cascina Sguazzarina nella campagna di Castel Goffredo. Come tutte le fattorie della pianura Padana, anche questa ha la sua popolazione di mosche
e zanzare. Il gelo serviva da regolatore. Pi faceva freddo
dinverno, meno larve e parassiti si risvegliavano in primavera. Ora che la temperatura media aumentata, gli insetti
e non solo il papero Gastone si sentono pi arzilli. Quando
avevo dieci anni, ricorda Giacomo Pedretti, 44 anni, agricoltore, pattinavamo sui canali ghiacciati. Oggi raro vedere gli alberi bianchi di brina. Lagricoltura deve per
forza adattarsi: In questa zona si arava in autunno, poi
pioveva e si lasciava che il gelo rompesse le zolle, spiega
80

3 dicembre 2015

Pedretti davanti alla sua fattoria didattica: Adesso si ara


dieci giorni prima della semina, perch se lo facciamo in
autunno le zolle si riempiono dacqua e, senza gelo, restano
inzuppate fino in primavera. Questa unarea ricca dacqua.
Ma in quarantanni la campagna non si era mai allagata.
Negli ultimi tre anni, successo due volte. Nel bosco accanto al recinto degli animali, gli alberi si avvicinano allinverno con nuovi germogli e foglie ancora verdi. Stesso paesaggio alla riserva Wwf Le Bine, sul fiume Oglio al confi-

ne tra le province di Cremona e Mantova. Il caldo ha portato qui una libellula che prima abitava soltanto nel Sud
Italia e in Africa. E largine, tra il fiume e la palude, profuma
di artemisia appena cresciuta. Anche se oggi, 19 novembre,
gli steli dovrebbero essere gi secchi da un pezzo.

Foto: TerraProject

CALAMARI INTROVABILI

Francesco Cecere, 48 anni, responsabile della riserva, mostra i fiori appena spuntati sui rami di nocciolo. Uno
studio su venticinque anni di temperatura alle Bine,
spiega, dimostra un aumento della media delle massime
nei mesi caldi. cambiata anche la distribuzione delle
piogge, ora pi concentrata in alcuni periodi. E anche le
alluvioni, che fino a ventanni fa avevano un periodo di
ritorno di circa dieci anni: oggi si ripetono con frequenza
di due o tre anni intervallate da secche pi lunghe. Ma non
detto che le alluvioni dipendano solo dal clima. Spesso
si d colpa al riscaldamento, per far passare gli errori
delluomo. probabilmente il caso di Genova, dove con
i 18 gradi del 20 novembre ancora primavera. Le ruspe
lavorano da mesi alla pulizia del torrente Bisagno dopo la

serie di tragiche piene. La principale causa che blocca


lacqua per sempre l: la ridotta altezza disponibile
dove il corso stato interrato, proprio sotto viale Brigate
partigiane, dalla stazione di Brignole alla Foce. Non sembra esistano alternative: o si riapre il torrente o ci si prepara a futuri disastri.
A fine settimana, scende da Nord la prima vera perturbazione. Nel porto di Livorno i pescatori rinforzano gli
ormeggi. Sabato 21 novembre, temperatura dellaria e
dellacqua sono uguali: 18 gradi. Ma le raffiche di vento
toccano i cento allora. S, sono irriconoscibili anche le
stagioni del mare, ammette Michele Vitiello, 40 anni,
comandante del peschereccio Anastasia: Il Tirreno
ancora caldo. Orate e calamari che in autunno si avvicinavano alla costa, restano pi a lungo in profondit.
cambiata anche la rapidit con cui arriva il brutto tempo.
Ora bastano poche ore e ti trovi con una burrasca addosso. Lultima tappa riporta a Milano. Piove sullAutostrada del Sole. Dopo Piacenza lorizzonte buio rischiarato
dai fulmini di un temporale. Mancano poche ore a domenica 22 novembre e sembra una notte di fine luglio. n
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Dossier Clima

Addio frumento
crescono banane

Le coltivazioni tradizionali sostituite da frutta


tropicale. Mentre gli ulivi arrivano fino alla
Valtellina. E le zanzare portano malattie africane.
Ecco come laumento delle temperature sta gi
modificando flora e fauna del nostro Paese

di Sandro Iannaccone e Simone Valesini

VICINI ALLA SOGLIA CRITICA Gli effetti dei cambiamenti


climatici sono particolarmente evidenti in Italia, perch il
bacino del Mediterraneo una delle zone in cui il riscaldamento globale ha iniziato a mostrarsi precocemente. A partire dall800, la temperatura nel nostro paese salita in media
di un decimo di grado ogni 10 anni, e negli ultimi decenni il
fenomeno si velocizzato: lItalia, oggi, di un grado pi
calda rispetto agli anni Sessanta. Nel 2014 si segnato il record
di sempre (1,45 gradi in pi rispetto alla media) e il 2015
sembra destinato a confermare il trend: il luglio appena trascorso stato infatti il pi torrido della storia, con 3,6 gradi
oltre la media di questo decennio. Quando laumento di
temperatura sar stabilmente oltre i due gradi in pi rispetto
allera pre-industriale, ammonisce lIntergovernmental Panel
on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite, i cambiamenti climatici potrebbero diventare irreversibili.

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RADDOPPIANO
LE MORTI PER ASMA

Dengue e febbre del


West Nile sono malattie comuni nelle
zone tropicali, ma
probabilmente dovremo farci labitudine anche dalle nostre
parti. Trasmesse da
zanzare e altri insetti
che prosperano grazie
al caldo, queste nuove
patologie si stanno
infatti radicando anche nel nostro paese. Nel 2008 erano 12 i casi di dengue registrati in Italia, ma sono aumentati velocemente passando a 51
nel 2010 e a 74 nel 2012. Simile la situazione anche per la
malattia neuroinvasiva da West Nile, originaria dellAfrica
Orientale: 8 casi nel 2008, saliti a 44 nel 2013. Anche le allergie
si fanno sempre pi comuni a causa del global warming, che
ha allungato la stagione di fioritura di molte piante, come la
parietaria o il cipresso, aumentando da 10 a 100 volte la concentrazione dei pollini nellaria. Il risultato, spiega Vincenzo
Patella, direttore della Task Force sui cambiamenti climatici
della Societ italiana di allergologia, asma ed immunologia
clinica, che negli ultimi dieci anni il numero di allergici
raddoppiato: oggi sono il 20 per cento della popolazione italiana, e si prevede che diventino il 60 per cento nel 2050.
Anche lasma sempre pi frequente: i casi sono aumentati del
60 per cento rispetto agli anni Ottanta, e le morti raddoppiate.

Illustrazione digitale tratta da Il temporale sotto la cima - Le trentasei


vedute del monte Fuji, di Katsushika Hokusai (1831-33)

ANANE DI SICILIA, olio extravergine delle


Alpi, pomodori padani. Ma anche febbri
tropicali, litorali scomparsi, stambecchi senza
cibo. I mutamenti climatici stanno cambiando
i connotati dellItalia e del mondo. E minacciano di farlo ancora pi significativamente
nei decenni a venire: alla vigilia della ventunesima Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni
Unite, da cui dovrebbe arrivare la firma del primo accordo
universale e vincolante sul clima, ormai chiaro che il nostro
paese un hot spot del cambiamento climatico, un luogo nel
quale gi oggi si registrano pesanti influenze dellaumento
delle temperature su agricoltura, alimentazione, salute, turismo. Ecco quello che sta gi accadendo.

Alto Adige -30%

Veneto -43%

C
1960

Trentino -33%

+0,5

MENO UN TERZO Variazioni della


superficie dei ghiacciai italiani
rispetto agli anni Sessanta**

Lombardia -24%

+1

Valle dAosta -26%

media globale
Italia

+1,5

Piemonte -48%

UN GRADO IN PI Anomalie della


temperatura media globale e in Italia
rispetto ai valori climatici normali
(tratteggio)*

2014

Totale Italia

-156,98 km2 di ghiacciai

-30%

*Fonte: Ispra **Fonte: rielaborazione su dati del catasto CGI-CNR (1962) e del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani

QUANDO NON CRESCER PI IL FRUMENTO Non una criti-

ca alla politica nazionale, ma una constatazione agricola.


Laumento delle temperature ha permesso infatti di avviare la
coltivazione di frutti tropicali, un tempo assenti in Italia, e la
Sicilia si rivelata particolarmente adatta per le banane,
tanto che a Palermo ha oggi sede il pi grande produttore
del paese. Ma non solo. Come spiega Stefano Masini, responsabile dellArea Ambiente di Coldiretti, lintero paesaggio agricolo del nostro paese ad essere mutato radicalmente. La coltura della vite si spostata sempre pi a nord:
nei comuni di Morgez e La Salle, in Valle dAosta, a circa
1.200 metri di quota, oggi si producono ad esempio i vini
pi alti dEuropa. Lulivo, dal canto suo, ha raggiunto la
Valtellina, mentre pomodori da conserva e grano, che prima
si fermavano pi o meno in Toscana, oggi sono coltivati con

successo in tutta la pianura Padana. Oltre a mutare la geografia delle colture, i cambiamenti climatici stanno portando nei
nostri campi batteri e insetti tropicali infestanti, che trovano
le temperature perfette per proliferare: come il punteruolo
rosso, un parassita delle palme di origine africana, e la drosofila del ciliegio, originaria del continente americano. O
ancora la temuta Xilella fastidiosa, che ha devastato gli
ulivi del Salento anche grazie alle temperature estremamente miti dello scorso inverno. Nei prossimi decenni, limpatto sullagricoltura italiana rischia di essere pesantissimo,
spiega Domenico Pignore dellIstituto di genetica vegetale
del Cnr di Bari. Un buon esempio, aggiunge lesperto, il
grano, pianta simbolo della cultura italiana. Le coltivazioni oggi si stanno spostando progressivamente verso il nord,
ma se non interverremo, nei prossimi 50 anni il frumento
3 dicembre 2015

83

Dossier Clima

rischia di sparire dalla nostra penisola, con danni incalcolabili da un punto di vista culturale ed economico.
PI PAPPAGALLI, MENO STAMBECCHI Abita i boschi e le
pianure in quota delle Alpi, e per proteggersi fa affidamento
sulla sua pelliccia: bianca in inverno, per mimetizzarsi con la
neve, e bruno rossastra in estate, come le rocce e le piante tra
cui si muove. Con le stagioni ormai impazzite, lermellino si
trova per ad indossare sempre pi spesso la pelliccia sbagliata quando si sciolgono le nevi, in primavera, divenendo facile
bersaglio dei suoi predatori. Un altro caso emblematico
quello dello stambecco: le piante di cui si nutre germogliano
anticipatamente, e sono povere di sostanze nutritive fondamentali. La conseguenza un forte aumento della mortalit durante lo svezzamento, passata dal 50 per cento degli anni Ottanta
a pi del 75 per cento dei giorni nostri. Sono alcuni degli
esempi contenuti nellultimo report del Wwf, che evidenzia gli
effetti nocivi dei cambiamenti climatici sulla fauna italiana. Tra
questi, i pi evidenti sono la diffusione di specie non autoctone,
solitamente di origine tropicale, come i pappagalli ormai di
casa nelle citt del Centro-Sud, o le meduse che sempre pi
spesso invadono le acque e le spiagge italiane. Come nel 2013,
quando un enorme banco di Pelagia noctiluca, piccola medusa
di colore violetto estremamente urticante, ha letteralmente
invaso le spiagge dellIsola dElba, mettendo in fuga i bagnanti e provocando diversi ricoveri a causa delle sue punture.

tri quadrati, una superficie pari a quella del lago di Garda; a


oggi se ne sono persi oltre 160 chilometri quadrati, pi o meno
quanto il lago di Como. Lacqua dei ghiacciai, continua
Smiraglia, passata dallo stato solido allo stato liquido e poi
non stata sostituita, perch le nevicate sono diventate sempre
pi rare. Un fenomeno che sta modificando notevolmente la
biodiversit dellorizzonte alpino: la vegetazione - soprattutto
aghifoglie e larici - sale sempre pi di quota, colonizzando gli
spazi una volta occupati dai ghiacci e alterando gli equilibri
naturali dellecosistema. Invertire la tendenza sembra molto
difficile, se non impossibile: Anche se riuscissimo a stabilizzare le emissioni di gas serra, ammonisce Smiraglia, ci vorranno decenni prima che latmosfera reagisca di conseguenza. Nel
frattempo, probabilmente, la maggior parte dei ghiacciai italiani sar scomparsa: non resteranno che pochi lembi di ghiaccio, parzialmente coperti da detriti, alle quote pi alte.

VERSILIA SOTTACQUA Venezia, Versilia, le saline di Trapani,


il cagliaritano: sono solo alcune delle 33 zone che corrono il
rischio di essere allagate entro il 2100, a causa dellinnalzamento del livello del Mediterraneo. A raccontarlo uno studio di
Fabrizio Antonioli, del Centro Ricerche Casaccia dellEnea, e
le previsioni dellIpcc, secondo cui le acque italiane si solleveranno di 50 centimetri nei prossimi cento anni per effetto dei
soli cambiamenti climatici. A questi andr sommato labbassamento della superficie terrestre, per un aumento netto di
quasi un metro. Tutto perch, a causa delle temperature sempre
pi calde, le calotte polari si sciolgono e riversano in mare
CERANO UNA VOLTA LE ALPI INNEVATE Riscaldamento gloaperto enormi masse dacqua allo stato liquido, che innalzano
bale vuol dire (anche) addio ghiacciai. Un fenomeno cui lItalia
il livello degli oceani e mettono a repentaglio intere zone conon immune, come spiega Claudio Smiraglia, professore di
stiere. Negli ultimi cento anni, per effetto dei soli cambiamengeografia fisica e geomorfologia allUniversit degli Studi di
ti climatici (cio al netto di altri fattori, come il movimento
Milano e coautore del Nuovo catasto dei ghiacciai italiani,
della crosta terrestre), il livello del mare salito, nel mondo, di
il documento che raccoglie e cataloga le informazioni relative
quasi venti centimetri. Se dalle nostre parti le cose vanno legai sistemi glaciali del nostro paese: Siamo di fronte a un colgermente meglio (linnalzamento registrato nel Mediterraneo
lasso: per tutti i ghiacciai dellarco alpino, cos come per i due
di tredici centimetri e mezzo) solo grazie alleffetto diga
piccoli ghiacciai del Gran Sasso, si registrato un regresso del
esercitato dallo stretto di Gibilterra, ma c poco da stare sere30-33 per cento rispetto agli anni Sessanta. Poco pi di mezzo
ni: I cambiamenti climatici stanno influenzando pesantemensecolo fa, i ghiacciai delle Alpi si estendevano su 370 chilomete il Mediterraneo, racconta Sandro
Carniel, dellIstituto di Scienze Marine
Quanto ci costa il consumo di suolo
del Cnr di Venezia, in termini di temperatura, salinit, circolazione e livello del
FRANE E ALLUVIONI Quasi quattromila morti, oltre 2.500 feriti, un centinaio
mare. Come evidenziato nellultimo
di dispersi, danni per 61,5 miliardi di euro. il bilancio del dissesto idrogeologico
documento messo a punto dal Ministero
italiano dal 1944 al 2012 secondo lultimo rapporto Ance Cresme: il risultato
dellAmbiente, per esempio, nel periodo
di bombe dacqua, grandinate, periodi interminabili di siccit, frane e alluvioni.
1904-2006 la temperatura superficiale
Eventi meteorologici estremi diventati sempre pi frequenti (anche) per colpa
dellacqua aumentata di 0,85 gradi nel
dei cambiamenti climatici. Con conseguenze spesso catastrofiche, complice
Mediterraneo occidentale, di 0,92 nello
anche la cattiva pianificazione urbanistica. Daltra parte il consumo del suolo,
Ionio e di ben 1,45 nellAdriatico. Laucio la cementificazione e la costruzione indiscriminate, aumentato del 156 per
mento del livello delle acque nellintero
cento dagli anni Cinquanta a oggi, modificando in modo irreversibile le superfici
bacino del Mediterraneo, invece, stato
naturali e rendendole meno resistenti alleffetto delle precipitazioni. Risultato:
stimato essere di 2,1 millimetri lanno nel
oggi il 9,6 per cento del territorio italiano - 4,2 milioni di edifici su oltre seimila
periodo 1992-2005, sebbene con qualcomuni, in cui abitano 5,8 milioni di persone - a rischio frane e alluvioni per
che variabilit locale. n
il dissesto idrogeologico. E la stagione delle piogge sta iniziando solo adesso.

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TropItalia
Alcuni effetti sullItalia
dellaumento delle temperature:
si va dalla diffusione degli ulivi
in Valtellina e delle meduse nel
Tirreno, fino alla crescita delle
zanzare e quindi di malattie
tropicali come la febbre
West Nile.

Sondrio 100 mila


piante di ulivo
(10 anni fa
nessuna pianta)

Alpi Ermellini
pi vulnerabili ai
predatori

Lombardia,
Veneto, Emilia
Romagna
Casi di febbre
West Nile

Elba Invasione
meduse Pelagia
noctiluca (2013)
Parco Nazionale
Gran Paradiso
Ogni anno, meno
200 stambecchi

Illustrazione digitale tratta da Negro attaccato da un giaguaro, di Henri Rousseau (1910)

Puglia Casi di
febbre West Nile

Palermo Oltre
700 banani

Illustrazioni di Valeria Ghion


Fonti: European Centre for Disease Prevention and Control; Ministeri dellAmbiente, della Salute e delle Politiche Agricole; Societ Italiana di Allergologia; Wwf.

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85

Editoria

A bordo con Umberto

Sottrarsi alla morsa della fusione Mondadori-Rizzoli. Ecco perch Elisabetta Sgarbi
e un gruppo di autori capitanati da Eco lasciano la Bompiani. E fondano una casa
editrice, La nave di Teseo. Qui raccontano che cosa li spinge alla nuova impresa

di Wlodek Goldkorn

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3 dicembre 2015

A FOTOGRAFIA DEL GRUPPO improvvisa

e improvvisata. Alla fine di un incontro, nel


bel salotto della casa milanese di Elisabetta
Sgarbi, in un palazzo molto borghese, dallaspetto molto solido e che fin dalla sua architettura, massiccia, con tanto di decorazioni,
stucchi, balconi, finestre stilizzate, deve dare
unimpressione di sicurezza e che esclude ogni avventura e ogni
troppo audace volo di fantasia (bellezza di un mondo fin de sicle
convinto di evitare, grazie allestetica, la catastrofe), alla fine
dunque di questo incontro, mentre i partecipanti stanno uscendo di casa, qualcuno si ricorda che manca una foto doccasione.
Tutti tornano nel salotto, si mettono in posa: chi in piedi chi pi
in basso, sulle eleganti sedie, ma non c fotografo n una macchina fotografica a disposizione. Cos, un gruppo di scrittori,
intellettuali, editori, imprenditori, capitanati da Umberto Eco,
viene immortalato con luso del pi postmoderno e pi effimero e immateriale dei
mezzi tecnici di produzione e riproduzione
delle immagini, con tablet e smartphone.
Il gruppo: Eco, appunto, il pi famoso
intellettuale italiano; Tahar Ben Jelloun,
autore francese di chiara fama e indiscussa
qualit; Sandro Veronesi e Edoardo Nesi,
scrittori venuti fuori dalloperosa provincia
toscana (Prato) letti da un pubblico vasto e
dai gusti non facilissimi; Furio Colombo,
Pietrangelo Buttafuoco, Nuccio Ordine,
uno dei pochi filosofi e critici di letteratura
capaci di sfornare bestseller (Lutilit dellinutile, quasi 70 mila copie vendute e traduzioni in numerose lingue) e altri, tra editor
e manager (primo fra tutti Mario Andreose),
ha appena sviscerato il pi attuale dei problemi di strettissima cronaca: la questione
dellidentit. No, non si tratta di un seminario filosofico, o almeno non in apparenza.
Nel salone di Elisabetta Sgarbi stato semplicemente dato annuncio della nascita di
una nuova casa editrice, fondata da transfughi di Bompiani, che facendo parte della
galassia Rcs Rizzoli finita nelle mani di
Mondadori. E il gruppetto reduce dalla
registrazione dei relativi atti presso un notaio. Di filosofico, ma anche di attualissimo,
la nuova impresa ha il nome. Si chiama La
nave di Teseo, leditore che a partire dal
maggio 2016 pensa di sfornare una cinquantina di libri lanno, tra narrativa, saggistica e con ogni probabilit, poesia.
Con un pizzico di esagerazione si pu
dire che La nave di Teseo una risposta, la
pi radicale possibile allondata dellintegralismo che ci sta sommergendo. Spiega-

Foto di gruppo con azionisti


Agile, come la trireme
ateniese che sconfisse
i Persiani a Salamina.
Indipendente: unimpresa
di soli editori e autori. Con un
obiettivo chiaro: svincolarsi
dal gigantismo di Mondazzoli,
ribadendo autonomia in uno
scenario dal pluralismo
a rischio.
Salpa una nuova realt
editoriale, La Nave di Teseo.
Con un azionariato,
a percentuali variabili,
distribuito tra il nocciolo duro
del catalogo, e dellanima,
Bompiani, a partire da
Umberto Eco. Con lui Furio
Colombo, Sandro Veronesi,
Edoardo Nesi, Sergio Claudio
Perroni. Tutti fondatori,
e azionisti: come leditor
Eugenio Lio e Mario
Andreose, una trentina danni
in Bompiani. Al comando,

naturalmente, Elisabetta
Sgarbi che della nuova realt
sar direttore generale
ed editoriale. A supporto
un gruppo di imprenditori:
in loro rappresentanza, nelle
pose ufficiali, c il finanzierescrittore Guido Maria Brera.
Tra gli investitori - a titolo
personale - anche gli editori
Jean Claude e Nicky
Fasquelle, che con le edizioni
Grasset&Fasquelle
pubblicano, in Francia, i libri
di Eco. Sono loro i soci di
partenza. Alliniziativa si
aggiungono, come autori,
Tahar Ben Jelloun,
Pietrangelo Buttafuoco,
Susanna Tamaro, Michael
Cunningham, Hanif Kureishi.
E al varo della Nave,
a primavera 2016, lelenco
sar ancora pi lungo.
Sabina Minardi

In alto in piedi, da sinistra: Guido Maria Brera,


Tahar Ben Jelloun, Eugenio Lio, Elisabetta Sgarbi, Sergio Claudio
Perroni, Nuccio Ordine, Pietrangelo Buttafuoco.
Seduti: Furio Colombo, Edoardo Nesi, Anna Maria Lorusso, Mario
Andreose, Umberto Eco, Sandro Veronesi.

zione. La nave di Teseo, come sottolinea Eco e ribadisce Ordine un paradosso filosofico. Il vascello del mitico re e condottiero ateniese, durante la navigazione perdeva pezzi: per usura,
incidenti, imprevisti. E ogni pezzo veniva sostituito con un
altro, simile ma non identico. E allora alla fine: la nave era la
stessa o unaltra? Domanda cui i fondamentalisti, gli integralisti, i cultori della purezza delle origini e delle incontaminate
identit danno una risposta univoca: no, la nave non pi la
medesima (salvo poi sparare nel mucchio o chiedere di chiudere i negozi kebab, con tutte le dovute differenze tra i due tipi
dazione); mentre per persone civili, la risposta alla stessa
3 dicembre 2015

87

Editoria

Elisabetta Sgarbi

E Veronesi, da par suo fa unaffermazione importante: Ho


deciso di lasciare Bompiani e lanciarmi in questa avventura
perch tengo famiglia. Sospira: Ho cinque figli, un giorno si
chiederanno che cosa ha fatto il loro padre. La mia adesione a
La nave di Teseo la risposta a questa ipotetica ma inevitabile
domanda. Il conterraneo Nesi, cantore della decadenza delle
industrie pratesi, spiega quanto una casa editrice sia una questione di persone e quindi di etica e morale e non di soldi e apparati industriali, appunto. Dice: Io sono qui perch voglio
continuare a lavorare con Elisabetta Sgarbi. Per molti anni i miei
libri non vendevano bene, ma lei non me lha mai rimproverato,
domanda opposta. La nostra identit, questo il significato
n ha mai chiesto che mi adeguassi ai gusti pi commerciali.
della Nave di Teseo, si modifica nel tempo. Per rimanere se
Ben Jelloun, sullo stesso registro, spiega quanto il rapporto tra
stessi bisogna partire, lasciare la casa, rischiare, affrontare
autore e editore sia personale ed erotico, perfino. Dice: Lo
venti e marosi, esplorare terre ignote, ma senza perdere la
scrittore come un bambino o un amante. Ha bisogno di essere
memoria di ci che siamo.
rassicurato, sedotto. Un casa editrice fatta da persone, non
E per tornare coi piedi per terra. Il nuovo editore parte con un
un call center, dove un numero corrisponde a un reparto. Poi
capitale di cinque milioni di euro. Gli azionisti pensano di arriracconta come lasci la sua precedente casa editrice francese nel
vare a un pareggio di bilancio nel giro di tre anni. Nella distrimomento in cui venne comprata da un profumiere. E rimarca:
buzione dei libri possono contare sullappoggio della rete delle
Ma di che cosa posso parlare io con un profumiere?.
librerie Feltrinelli e delle Messaggerie (che fanno capo al gruppo
E se il profumiere , nella fattispecie, Berlusconi? Insomma,
Gems di Mauri e Spagnol). Gli azionisti sono poi gli stessi autolabbandono di Bompiani e la nuova avventura ha indubbiari, ma non una cooperativa, sottolineano in coro e pi volte,
mente a che fare con il passaggio della medesima nelle mani
come per ribadire che loro sono s pieni di entusiasmo, ma
dellex primo ministro. C per un per, che almeno in tre volimpresa verr gestita coi criteri di un sano capitalismo. Ognugliono sottolineare. Cominciamo con Eco: Il problema non
no ha contribuito, a seconda delle proprie possibilit, dice Eco,
tanto Berlusconi, quanto la concentrazione editoriale. Mondazquasi a sottolineare invece un aspetto morale e collettivistico
zoli avr ora il 40 per cento del mercato librario. Significa che
dellimpresa. Si dice che la sua quota sia di due milioni, ma il
nessun autore sar pi libero. E poi, lui che di Bompiani ai
semiologo non conferma. Oltre agli scrittori e alla stessa Sgarbi
tempi di Valentino Bompiani fu la mente, torna sullaspetto
che per 25 anni ha lavorato in Bompiani e che ha diretto con un
morale. Quando Bompiani vendette nel 1972 la sua casa edicerto successo la casa finita nella pancia del mostro Mondazzotrice e me lo comunic, io dissi allo zio
li (Mondadori che si mangiata Rizzoli),
Val che mi dimettevo. Perch io non ero
tra gli azionisti c leditore francese Jean
in vendita. E ancora: Tornando alla
Claude Fasquelle (ha pubblicato Oltralpe
concentrazione editoriale, anche se ci
le opere di Eco ma anche Cyrano de
fosse Nichi Vendola a controllare quel 40
Bergerac, insomma il signore delle
per cento del mercato, sarebbe lo stesso
edizioni Grasset). E poi tra i promotori c
Quote del mercato librario nel 2014
uno scandalo. Veronesi ricorda quanto
il finanziere Francesco Micheli (ci ha
(esclusi e-book, editoria scolastica
in nessun Paese civile ci sia un simile regiaffittato per la somma simbolica di un
e professionale)
euro lanno, la sede di via Jacini a Milano,
me di monopolio, mentre Buttafuoco
Rcs
Mondadori
dice Eco). Un altro 20 per cento del capiaggiunge: Qui si sta facendo il deserto.
12,1%
26,5%
Spariscono perfino le librerie, che come
tale proviene dalla societ civile (defipresidio del territorio sono importanti
nizione di Elisabetta Sgarbi). Tra gli scritquanto le caserme dei carabinieri.
tori stranieri che hanno aderito al progetIn soldoni: La nave di Teseo salpa per
to ci sono Hanif Kureishi e Michael Cun38,6%
Gruppo
fuggire dalla catastrofe e chiss quali
ningham, tra i nostri, Susanna Tamaro e
Gems
nuovi continenti ci far scoprire e gustare,
Mauro Covacich. Direttore generale ed
10,2%
ossia quanti nuovi scrittori ci porter in
editoriale ovviamente la stessa Sgarbi.
casa. E la catastrofe la possiamo solo inSi detto che la casa editrice che parte
Giunti
allavventura rispecchia lo spirito del
tuire, perch una delle ipotesi che fanno
6,1%
tempo e in fin dei conti affronta i problemi
gli addetti ai lavori questa: Mondadori
ultimi che di solito sono di competenza di
ha comprato Rizzoli per poi vendere il
De Agostini Feltrinelli
Altri
letterati e filosofi. una questione di
tutto al miglior offerente. E la cultura
2,3%
4,6%
38,2%
moralit, torna a insistere Eco mentre
italiana non sar pi la stessa. Che i venti
guarda dritto negli occhi Sandro Veronesi. Fonte: Aie
ti siano favorevoli, Nave di Teseo. n
88

3 dicembre 2015

Foto: pagine 86 - 87 L. Cendamo - LuzPhoto, M. Chianura - Agf

Il colosso dei libri

Libri

Sotto i generi c un tesoro

Album da colorare. Guide


vegane. Graphic novel. Ci
sono nicchie che soffrono
meno la crisi di mercato.
Grazie allintuito degli
editori indipendenti

di Sabina Minardi
90

3 dicembre 2015

LI ITALIANI NON

leggono. Ma luniverso editoriale ha


un lato b. Una faccia
nascosta dietro i segni meno: meno
libri venduti, meno
pubblicati, meno editori, moria di librerie e diaspora di lettori. una faglia
dove la sfida non allultimo bestseller o
su generi tradizionali. Ma un terreno di
piccoli recinti e microsegmenti, dove si
ritrovano il manager stressato e il neofita vegano, il patito di graphic novel e il
ciclista dilettante. E bambini, ormai da
anni il solo settore editoriale con il segno
pi: cresciuto questanno del 6 per
cento sia per titoli che per quota di mercato, allultima Buchmesse ha rappresentato il 45 per cento dellexport. Leditoria italiana per ragazzi tra le miglio-

ri al mondo. Corraini, Il castoro, Babalibri, Orecchio Acerbo sono eccellenze


apprezzate anche allestero, scandisce
Fabio del Giudice, direttore di Pi libri
pi liberi, Fiera della Piccola e Media
editoria, che torna, dal 4 all8 dicembre,
a Roma (plpl.it) per celebrare lorgoglio
degli editori indipendenti, ostinati baluardi di cultura per amore dei libri:
tra laboratori sui linguaggi e incontri con
i protagonisti, dai pi affermati ai meno
noti. I pi sorprendenti sono due youtubers da milioni di visualizzazioni: The
Pills e Alessandro Shooter Hates you,
sperimentatori di stili e di forme espressive. Non a caso, la parola pi utilizzata
tra i piccoli editori avanguardia: fare
scouting di autori, tendenze, delle letterature di domani. Un destino per sopravvivere, e persino per avere la meglio sui
giganti. Perch un pianeta nuovo, addi-

rittura con valori in


crescita, c. Lo conferma il Rapporto Aie
sullo Stato delleditoria presentato a Francoforte: Siamo una
societ differenziata,
molecolare, ad alta
soggettivit, piena di
narcisismi. Se vogliamo cercare indicatori in crescita dobbiamo entrare nei
segmenti dei segmenti. Lo ribadiscono,
live, le librerie, che alle novit spalancano
le porte: come ai colouring book, non
album da colorare per bambini, ma antistress per adulti, terapia del colore per
tempi grigi. Un fenomeno con estimatori dal Brasile alla Corea e, secondo The
Financial Times, lultima mania di insospettabili professionisti. I pi famosi
sono quelli di Johanna Basford - diversi
milioni di libri venduti via Amazon - che
propone intricati disegni a china come
Il giardino segreto e La foresta incantata: in Italia li ha portati leditore
Gallucci e i due titoli hanno gi superato
le 35 mila copie . E se ora Mondadori
a cavalcare il trend col terzo volume
della Basford, Gallucci insiste: con Daria
Song, Yves Saint Laurent, Andy Warhol.
I piccoli editori svolgono un grande
lavoro di scouting e di approfondimento tematico. A volte, accade che lesperienza maturata si sposi con le istanze
di una fase storica, dice Antonio Monaco, presidente del Gruppo Piccoli
editori dellAie e editore di Sonda, nata
26 anni fa per rappresentare leditore
che non c, e specializzata in animalismo e veganesimo: lavoro duro, titoli
forti (come i testi di Peter Singer), ora si
godono il vantaggio. Perch con il 6,5
per cento di italiani vegetariani e lo 0,6
per cento di vegani, c un nutrito pubblico da soddisfare. Tre anni fa i nostri
titoli vegani erano 43, dice Monaco:
Due anni fa 120, questanno ne abbiamo pubblicati 240. E lAie conferma:
leditoria vegana tra i segmenti col
segno pi. Sottoinsieme delleditoria
gastronomica da un milione e mezzo di
potenziali lettori: non a caso il Salone
del Libro di Torino le ha dedicato unarea, Casa CookBook. E ora che il boom

Foto: L. Narici - Agf

Unimmagine
da Pi libri
pi liberi. La
14 edizione
si svolge
a Roma
dal 4 all8
dicembre

si arrestato. il segmento, per quanto in


misura modesta (+0,8 per cento) ancora cresciuto. I libri sulla cultura alimentare erano 500-600 allanno, dice
Monaco: Dal 2010 sono circa 1000.
Ci sono segmenti della narrativa
geoterritoriale, legata a una zona o a
una lingua, che subiscono meno gli effetti della crisi, nota Giovanni Peresson,
responsabile Ufficio Studi Aie: Penso a
E/O, a Ponte 33 che traduce iraniani, a
Voland. Il punto di svolta costruire
mondi narrativi, che diano al lettore il
senso di appartenenza a una realt di
qualit: come Iperborea, che propone
corsi di lingua e un festival sugli autori
del Nord. I Boreali, tra musica, cinema
e arte. Occasioni che saldano il rapporto
tra lettori e editori. Come i circoli di lettura promossi da Sur, da Neri Pozza. O i
temporary shop di fumetti in citt, con
autori a portata di autografo, di Bao
Publishing: il primo a rilanciare il graphic
novel e a imporlo come forma narrativa
da premio Strega. Non che lItalia non
avesse gi avuto Hugo Pratt o Andrea
Pazienza. Ma dietro Zerocalcare e tutti
gli altri c lintuizione di Michele Foschini, che non ha solo ragionato sui titoli da
proporre. Ma ha promosso quel senso di
comunit che rende Bao, alle fiere e ai
saloni, letteralmente presa dassalto. E i
dati confermano: il graphic novel cresciuto del 27,4 per cento in quattro anni,
tanto da rappresentare l8,9 per cento
dellofferta annuale di fiction.
La narrativa generalista scende (-5,9
per cento)? Ragionare per segmenti conforta: resiste il giallo (rispetto al 2013
+1,9, ma in netto calo rispetto al 2010:
-17,7); cresce la romantic fiction (nel
2014 di un altro 24,2, dopo leffetto
Sfumature del 2013). Queste case

Forte identit. Qualit.


Attenzione al senso
di comunit. Le piccole
case editrici puntano
a costruire interi
mondi narrativi

editrici lavorano su pubblici specializzati, dice Peresson: C una correlazione


tra trend turistici e libri venduti. Se in un
certo momento anche luoghi remoti diventano una destinazione, la ricaduta
nelleditoria si nota. Nel mondo dello
sport il fenomeno si ripete: Ediciclo ha,
per le pubblicazioni sul ciclismo, una
quota di mercato superiore a quella di
Mondadori. E dalla non fiction pratica
a quella generale la situazione non cambia: perde la saggistica (-3,6 per cento tra
il 2013 e il 2014), ma quella religiosa
mostra la flessione meno accentuata di
tutte: -3,1 per cento. L effetto Francesco si assestato; leditoria cattolica
sconta la perdita di grandi firme passate
alle major delleditoria, ma restano gli
spazi per gli autori di qualit. Come
quelli della valdese Claudiana o la Morcelliana di Brescia, dice Peresson. Dinamiche simili per la saggistica professionale: in calo (-19, 1), con il 40 per cento
di dirigenti che dichiara allIstat di non
aver letto in un anno neppure un libro.
E nicchie in incremento: come i manuali
per gestire le entrate familiari. Primi segnali di quella manualistica self-help che
negli Usa una miniera doro.
Si stanno formando nuove abitudini
di lettura. Nuove forme di narrazione
emergono da Facebook e da Twitter. Il
grande romanzo moderno minacciato
da formule pi avvincenti: uno che vede
House of Cards un non lettore, o sta
sperimentando una diversa forma di
lettura?, provoca Peresson.
La sfida aperta: la lettura sta cambiando. Il mercato degli audiolibri ci
racconta la consapevolezza che leggere
ascoltando aggiunga gusto e sia un modo
di apprendere con leggerezza, spiegano
da Emons Libri&Audiolibri, 180 titoli e
un incremento di vendite, nellultimo
anno, del 20 per cento. Cambiano i modi, le posture, i luoghi, i tempi di lettura:
La felicit di leggere, indagine del
Cesmer per il Gruppo Gems, questo, tra
laltro, racconta: che non si legge pi sui
mezzi pubblici, ma in casa, dalle 19
alluna di notte. Tra ebook, self publishing, social network, una rivoluzione
antropologica in atto: a coglierla senza
pregiudizi non si mai letto cos tanto. n
3 dicembre 2015

91

News Culture
Sfide aperte

Airbnb alla prova


della Grande Mela
TURISMO La battaglia contro

Airbnb si sposta a New York.


Dopo aver vinto il referendum a
San Francisco, dove la maggioranza dei cittadini ha bocciato la
proposta di limitare a 75 il numero massimo di notti in cui
possibile affittare il proprio appartamento in un anno, ora la
societ che mette in contatto
turisti e proprietari di case attraverso il Web, in cambio di una
commissione, deve affrontare la
Grande Mela. Sono sul piede di
guerra i grandi gruppi alberghieri e alcuni consiglieri municipali
di New York, per motivi diversi:
i primi accusano la startup, fondata nel 2008 a San Francisco e
pilastro della sharing economy
dal valore di 25 miliardi di dollari, di aver soffiato loro una
fetta importante del business.
Non solo: secondo uno studio
la crescita tumultuosa di Airbnb
- nellultimo anno ha realizzato
nella Grande Mela ricavi per
oltre 450 milioni di dollari, cifra destinata quasi a raddoppiare nel 2018 - causa anche un
danno ingente alleconomia
della citt: ben 2,1 miliardi di
dollari, calcolati sommando la
perdita di fatturato degli hotel,
i mancati ricavi di cibi, le tasse
di soggiorno non versate.

A spasso col commissario Ricciardi


Allindomani di Anime
di vetro, in una domenica di settembre
del 1932, il talento narrativo di Maurizio de
Giovanni fotografa il commissario Ricciardi
e gli altri personaggi della serie. Le loro voci,
i loro ricordi e i loro sogni diventano una
guida attraverso Napoli, per i suoi vicoli, le
botteghe, i mercati, le piazzette, in un percorso
reso ancora pi
affascinante da
magnifiche immagini
depoca. Arriva
in libreria, edito
da Skira, con una
prefazione di Paolo
Mieli e la preziosa
ricerca iconografica
curata da Stefania
Negro e Luca Sorbo,
Una domenica con
il commissario
Ricciardi. Un tour
nella memoria
di una citt.

GUIDE DAUTORE

Emanuele Coen

Letture facoltative

Ci vuole fantasy per raccontare il Big Bang


DIVULGAZIONE. Basta fantasy

e fantasia, questa volta Licia


Troisi parla di scienza: di stelle
e galassie, di pianeti e orbite, di
Big Bang e radiazioni cosmiche.
Ma lo fa con il piglio da
romanziera che ne ha fatto una

92

3 dicembre 2015

delle scrittrici italiane pi lette


e tradotte. In Dove va a finire
il cielo (Mondadori), lautrice
delle saghe del Mondo
emerso, della Ragazza
Drago e dei Regni di Nashira
smette le vesti di autrice fantasy

per indossare quelle di


astrofisica, che era poi il suo
mestiere per dieci anni: Fino
al giorno in cui ho scoperto che
le storie che scrivevo nel tempo
libero non divertivano solo me,
ma anche chi le leggeva. A.C.P.

Una foto di Olaf


Becker. A sinistra:
Festa di
Piedigrotta, Giulio
Parisio, anni
Trenta. In basso:
la scrittrice
Licia Troisi

Foto: A. Cristofari - A3

Il mondo in formato fotografico


MOSTRE. Cultura, societ, luoghi
lontani, omaggi a grandi artisti e
inediti. Ecco gli appuntamenti
fotografici pi interessanti della
stagione.
GENOVA. Da vedere Il senso
della vita. Ho fotografato per
capire, la mostra con scatti di
Lisetta Carmi, fino al 31 gennaio
nella Loggia degli Abati, a
Palazzo Ducale. Oltre 200 foto,
un viaggio tra lItalia del costume
degli anni Sessanta e Settanta fino
allAmerica Latina e lIndia.
LA SPEZIA. Lincertezza del
futuro e di unidentit sociale,
politica, religiosa e culturale da
difendere e preservare. questo il
fil rouge di Back to the future,
in mostra alla Fondazione
Carispezia dal 27 novembre al 21
febbraio 2016, del fotografo
armeno-siriano Hrair Sarkissian.
MILANO. Arriva nelle sale di
Forma Meravigli Vivian Maier.
Una fotografa ritrovata:
in mostra fino al 31 gennaio
120 scatti in bianco e nero, una
selezione di immagini a colori
e alcuni filmati in super 8.
ROMA. Ilulissat un piccolo
villaggio avvolto da iceberg e

ghiaccio, in Groenlandia, che


Olaf Otto Becker ha raccontato
in uno dei suoi viaggi
documentari riprendendolo
a distanza, viaggiando su un
piccolo gommone Zodiac. Il
risultato stato uno stupefacente
reportage, Ilulissat, descrittivo
e poetico, che sar in mostra, dall
11 dicembre al 5 marzo 2016,
alla galleria Anteprima DArte
Contemporanea.
FERRARA. Lo spazio un museo
di storia; il tema la metafisica.
Su questo concetto ha lavorato
lartista Mustafa Sabbagh in
mostra fino al 10 gennaio 2016
al Palazzo dei Diamanti con Ens
Rations, un viaggio tra
fotografie, installazioni e video
con collegamenti evidenti allarte,
alla letteratura e allattualit.
VERONA. La generazione 2.0 dei
nativi americani, tra tradizione e
modernit. La racconta Carlotta
Cardana con The Red Road
Project esposta, fino al 6
dicembre, alla Fonderia 20.9
con una raccolta di ritratti della
popolazione indigena della trib
Lakota di Standing Rock.
Silvia Parmeggiani

KARAWAN
Il sorriso
del cinema
migrante
Il meglio di
Bollywood, i
talenti del sudest asiatico e il
Bangladesh per
il IV Karawan
Fest (Roma, 2729 novembre),
dedicato alle
commedie dal
mondo. Focus
sul tema del
viaggio, tra
corti dalla Siria
e la satira del
marocchino
Andalousie
Mon Amour,
omaggio agli
harragas che
sognano
lEuropa.
RIVER TO
RIVER
LIndia
sullArno
Con Beeba
Boys, sullo
scontro tra
bande indocanadesi,
Deepa Mehta,
nota per la
Trilogia degli
elementi,la
star del 15
River to River
Florence Indian
Film Festival
(Firenze, 5-10
dicembre). 30
i film previsti.
E un omaggio
a Pasolini con
Appunti per un
film sullIndia.

Sincretismi

Bit crea
un ponte fra
le generazioni
CANTAUTORI Alex Giordano

lo ha definito un progetto
culturale che lancia un ponte
tra generazioni. Lui, Giordano,
fondatore del collettivo Ninja
Marketing e tra i massimi esperti
di social innovation. La sua
riflessione tutta per Bit
Generation di Lello Savonardo:
libro (Franco Angeli, 2013), ciclo
di seminari con i maggiori artisti
e gruppi musicali italiani,
e adesso anche album con
La Canzonetta Record.
Ad accompagnare il sociologo e
cantautore napoletano in questi
tredici brani c una bella lista
di nomi del panorama italiano.
Edoardo Bennato scrive il testo
de LEquilibrista e suona
larmonica in due canzoni.
Poi ci sono Gennaro T
e Mario4mxFormisano
(Almamegretta) con il featuring
di Messaggi segreti e, ancora,
il percussionista Ciccio Merolla,
il bluesman Gennaro Porcelli e
il Premio Tenco Giovanni Block.
Copertina e grafica arrivano
dalla matita di Alessandro Rak,
premiato agli European Film
Awards per Larte della felicit,
mentre la voce ospite di Always
on quella di Derrick de
Kerckhove, guru della
comunicazione digitale.
Negli anni Sessanta,
commenta Savonardo, Beat
esprimeva ribellione, battito e
ritmo. Oggi, Bit connessione,
condivisione e partecipazione.
Questo concept-album racconta
i mutamenti sociali e culturali,
parla delluomo contemporaneo,
descrive il gap generazionale,
le trib e i nuovi padroni.
Emanuele Tirelli
3 dicembre 2015

93

Arte

ORRENTI VERDE-MELA

e cascate che scrosciano verso lalto. Soli artificiali, arcobaleni e


tunnel caleidoscopici
nei musei. Ma leffervescenza di
Olafur Eliasson non si ferma qui: a
Reykjavk ha costruito la nuova facciata dellauditorium; e a Copenhagen un nuovo ponte. Larte si muove
tra architetture, ricerca scientifica ed
ecologia, inizia a spiegarci il 48enne
artista in questa intervista esclusiva
per lEspresso, limportante caricare la societ con nuovi impulsi
democratici e creativit. Lui, Eliasson, nato da genitori islandesi a Copenhagen, un oceano di creativit.
Al Moderna Museet di Stoccolma ha
appena portato (sino al 17 gennaio) le
sue Reality machines. E al Belvedere
Eye see
di Vienna in corso
you di Olafur
Baroque BaroEliasson
que, un suo serrato
dialogo con lo spirito del Barocco,
cos fiducioso nelle possibilit dellarte e delle tecnologie. Proprio come si
respira nel mio atelier, ci dice lui
accogliendoci sorridente nel suo gigantesco studio (una ex birreria) nel
cuore di Berlino.

di Eliasson il fin
la meraviglia

Un sole che tramonta. Una cascata che scorre verso


lalto. Un iceberg che si scioglie. Lartista pi spettacolare
dei nostri anni si racconta nella sua factory berlinese

A proposito, quanti ingegneri e architetti


lavorano nel suo atelier?

Al momento ho 90 assistenti, 25 si
occupano di architettura; altri 25 di
storia dellarte e teorie filosofiche. Poi
c il team della ricerca scientifica e 30
artigiani che sperimentano materiali e costruiscono i vari modelli e strutture delle opere.

Foto: Studio Olafur Eliasson

Opere quindi che dovrebbero essere firmate Studio Eliasson...

Certo, il nostro un lavoro collettivo. Larte nel 21 secolo non si fissa su


un oggetto, ma linsieme delle relazioni tra lidea della mia opera, le fasi
di realizzazione e il contesto in cui
agisce. Per questo lartista oggi definibile dalla energia delle sue opere,
dalle conseguenze della sua creativit
nel sociale.
Con Ai Weiwei lei forse la star pi famosa dellarte contemporanea. Ha capi-

colloquio con Olafur Eliasson di Stefano Vastano


to le ragioni del successo?

Non saprei dire cos il successo artistico. S, sono orgoglioso di esporre


da ventanni nei musei, ma per me
unopera ha successo se ha lenergia
necessaria per infondere negli altri
nuovi pensieri.
Tipo quel suo gigantesco sole che, nel
2003 alla nuova Tate Modern, ha attratto
oltre due milioni di visitatori. Lartista
deve saper coinvolgere le masse?

Raggiungere due milioni di persone


non significa che la tua sia arte di qualit.
Certo, molte delle persone che alla Tate
hanno visto Weather Project entravano forse per la prima volta in un museo,

e questo testimonia di quella forza con


cui lopera investe il pubblico.
per raggiungere questo investimento
che le sue opere sono un mix tra test
scientifico e happening?

Ci sono entrambi questi fattori, non


per raggiungere effetti ipnotici, ma di
rispecchiamento. Alla Tate la gente si
identificava con lopera perch quel
sole risvegliava pensieri ed emozioni
sconosciute.

Lei un Mago o un Maestro che vuole


spiegarci come vediamo quel che vediamo...

No, larte non magia, e lartista non


fa trucchetti da prestigiatore n spet3 dicembre 2015

95

Arte
Lartista danese
Olafur Eliasson
nel suo studio a Berlino

Il barocco per ha due anime: si sente pi


vicino ai calcoli e agli strumenti di Galileo
e Newton o alle fantasie che dagli alchimisti e poeti del barocco portano alla
Teoria dei colori di Goethe?

Raggiungere milioni di
persone non significa che
la tua opera sia di qualit.
Per me limportante
suscitare emozioni nuove
tacoli in un circo o a Las Vegas. E poi
basta col mito del Maestro: oggi larte
non pi oggetto sublime n marginale, ma creazione di relazioni culturali in
cui pulsa il cuore e non solo la pelle
della societ.
Ha creato torrenti verdi, cascate rovesciate, cieli e venti in una stanza: la Natura del 21 secolo ingegneria pi spettacolo?

Basta parlare di clima o di atmosfera


per capire che la natura porta limpronta delluomo. Ogni processo naturale costruzione umana e proiezione culturale. Per questo la mostra a
Stoccolma sintitola Reality machines: la natura una realt che va costruita: Timothy Morton, uno dei filosofi che pi mi ispira, parla di realismo
speculativo.

Speculativo anche nel senso di riflesso


allo specchio: lera digitale, cos artificiale e virtuale, un ritorno al Barocco?

Il Barocco lepoca della Metafora


vivente. Il periodo in cui in Europa gli
artisti, gli artigiani e la gente hanno pi
96

3 dicembre 2015

Come il mio atelier, il Barocco una


fluida officina di realt: fabbro o poeta,
alchimista o scienziato, quel secolo
sforna nei laboratori una scintillante
Realt come Modello tecnico-artistico
del mondo. Il che significa che cos reale il mondo non , ma sempre surplus
speculativo, una bella illusione in cui
per crediamo.
Per Walter Benjamin questo risvolto illusorio il dramma del Barocco, delle sue
vuote allegorie e della melanconia del
600. Anche per questo il 21 secolo
barocco?

La melanconia oggi diffusa non


quella cos produttiva raffigurata da
Drer: no, oggi la gente si sente sola e
in preda a paure. lorizzonte di un
Noi che manca e che richiama i populisti con le loro subdole offerte di
nazionalismo, razzismo e fondamentalismo religioso. In questo contesto,
arte e cultura sono chiamate a installare ponti per traghettare fiducia alla
gente. Ecco la traccia viva della metafora barocca.
Nella nostra era cos mesta e digitale
lartista fa le veci dellassistente sociale?

Opero nel settore culturale e ne sono


orgoglioso. Nella mia cassetta degli
attrezzi si trovano teorie scientifiche,
test neurofisiologici, architetture e
azioni ecologiche. Ma tutto finalizzato
a creare momenti che parlino alla gente ed ispirino energia. Altrimenti che
senso avrebbe fare arte?
Sbaglio o si sente il Leonardo da Vinci del
nuovo millennio?

Sbaglia, assurdo paragonarsi al suo

genio! E poi Leonardo e il Rinascimento hanno reso visibile il mondo, ma


operavano in unera centralizzata, con
ruoli gerarchici e militari del sapere.
No, la sensibilit pragmatica del Barocco ci pi vicina: Leonardo studiava la
meccanica dei muscoli e dellarte, a me
interessa pi il riflesso psico-sociale
dellarte e della natura. Per questo costruisco ponti e facciate di edifici che
abbattono distanza tra la gente e favoriscano inclusione.
Si riferisce alla facciata dellauditorium di
Reykjavk e al nuovo ponte a Copenhagen?

S, e in particolare al fatto che non


avrei mai potuto realizzarli senza il
supporto di matematici e ingegneri che
hanno calcolato al millimetro quelle
opere. Anche questo processo collettivo un segno barocco, di sana fiducia tra i vari talenti e dialogo tra arte,
sapere scientifico e costruzione della
natura.
Ora il suo barocco atelier sta costruendo, sullacqua, un nuovo edificio nei pressi di Copenhagen...

S, la nuova sede della Fondazione


Kirk a Veyle sar il nostro primo vero
edificio, vi lavoreranno 120 persone e
quindi devo rispettare tutte le norme e
creare spazi funzionali. Ma anche questa resta ai miei occhi una grande installazione o scultura.
Il 29 novembre, installa a Parigi il suo
Eis-Watch. Perch?

Per mostrare alla gente di che cosa


trattano scienziati e politici al prossimo
vertice parigino sul clima. A Parigi
porter 12 purissimi blocchi di ghiaccio dalla Groenlandia che, nel giro
duna settimana, si scioglieranno. La
gente pu cos vedere e toccare con
mano ci che gi sa sulleffetto-serra,
ma ancora non ha davvero percepito.
Se la sua arte sotto il segno della riproducibilit tecnologica, perch si interessa allambiente?

Perch larte un cannocchiale puntato su diverse lune. Se di ambiente ne


parlano politici o voi giornalisti la
gente resta scettica e apatica, mentre
Eis Watch ha un impatto che trasporta alla gente contenuti, idee e soprattutto pi credibilit.n

Foto: M. Jaeger - Laif / Contrasto

sentito il fascino della creativit. Trovo


fantastica la disposizione delluomo
barocco a credere alle decorazioni sul
soffitto, a scambiare putti per realt pur
sapendo che sono ghirigori. la mancanza di fiducia nellarte e nella scienza
ci che deprime lEuropa di oggi. Con
le mie opere provo a ricreare il momento barocco nella ricostruzione
estetica della realt.

News Scienze&Tecno
Miti sfatati

No, il latte
non salva le ossa
AGLI OVER 5O NON SERVE Inte-

re generazioni sono invecchiate


pensando che latte e latticini,
fonti di calcio, fossero una garanzia a protezione delle ossa.
davvero cos? Secondo una
revisione sistematica pubblicata sul British Medical Journal, le persone over cinquanta
che consumano pi latte, formaggio e yogurt, hanno lo stesso rischio di fratture di coloro
che assumono poco calcio. E
questo vale anche per chi prende integratori di calcio e vitamina D. E non sono pochi: in
alcuni paesi occidentali fino a
met della popolazione anziana
assume supplementi di calcio, si
legge nella revisione (su www.
bmj.com), nonostante alcuni studi abbiano riportato effetti collaterali. Lanalisi, pubblicata da
Mark Bolland, docente presso
il Dipartimento di medicina
dellUniversit di Aukland,
Nuova Zelanda, ha preso in
considerazione gli studi sullargomento e concluso che non ci
sono evidenze scientifiche per
affermare che un maggior consumo di calcio sia utile a prevenire le fratture delle ossa.

Jessica on line contro le molestie


Si chiama Jessica Ladd e a
17 anni ha subito molestie sessuali al college.
Ora che unimprenditrice digitale ha fondato
Callisto (projectcallisto.org), il primo sito
di denuncia, monitoraggio e autoaiuto per
studentesse molestate. Lidea piaciuta anche a
Google che lha finanziata con 400 mila dollari.

PROGETTO CALLISTO

Daniela Condorelli

Diagnosi precoci

Cani addestrati per annusare il tumore


OLFATTO Alcune malattie
si possono diagnosticare
dallodore. Lo avevano gi
dimostrato i due pastori
tedeschi addestrati a
riconoscere il tumore della
prostata dal Centro militare
veterinario di Grosseto.
Ora la ricerca si sta
concentrando sulla

98

3 dicembre 2015

possibilit di riconoscere
grazie allolfatto il tumore
dellovaio, ancor oggi
diagnosticato troppo tardi
quando si manifestano
i primi sintomi. Ci sta
lavorando lUniversity
Pennsylvania Working Dog
Center mettendo alla prova
il pastore tedesco Tsunami.

Nove volte su dieci, Tsunami


individua, tra quelli sani,
il campione di sangue
di una donna che ha un
cancro ovarico. Il passo
successivo avvalersi
di nasi elettronici costituiti
da sensori che rispondono
alle diverse sostanze
chimiche. Ci sono riusciti

i ricercatori del Technion


Israel Institute of Technology
and Carmel Medical center
di Haifa, in Israele. I sensori
messi a punto hanno testato
il respiro di 43 volontarie,
tra cui 17 donne con tumore
allovaio. Nell82 per cento
dei casi stato possibile
D. Con.
rilevare il cancro.

A sinistra:
Jessica Ladd.
In basso a
destra: la nuova
Subaru Outback

Big data

Quei segnali
del genocidio

Foto: E. Herman/The New York Times/Contrasto

COGLIERE LODIO Si possono

prevenire genocidi e violenze di


massa? Il Museo dellOlocausto
di Washington scommette di s.
Da anni il museo interpreta il
suo ruolo in chiave propositiva:
coltivare la memoria degli orrori serve anche a evitare che si
ripetano. Cos ora lancia una
nuova iniziativa: lEarly Warning Project (www.earlywarningproject.com), un programma per cogliere sul nascere i
segni delle violenze e lanciare un
allarme tempestivo alle opinioni pubbliche. Gli studi delle
atrocit passate ci mostrano che
si possono coglierne i segni premonitori e, se la politica reagisce con prontezza, fermarle prima che deflagrino spiegano. Il
Progetto raccoglie analisi statistiche e valutazioni di team di
esperti dei diversi contesti, che
rendono le valutazioni pi tempestive e flessibili, per esempio
in caso si osservi un cambiamento repentino della situazione. Ovviamente un tentativo,
ma su basi solide e collaudate.
Solo il tempo ci dir se funziona
e come migliorarlo, includendo
altri fattori importanti ma su cui
non abbiamo ancora dati storici sufficienti, come gli effetti del
clima o delle campagne di incitamento allodio, dicono i responsabili del progetto.
Giovanni Sabato

BILANCI
Mortalit
infantile
meno 45%
Bene il Bhutan,
che ha ridotto
la mortalit
infantile di oltre
tre quarti in
25 anni; male
Guyana e
Bahamas, dove
aumentata.
Il bilancio
mondiale
buono (meno
45 per cento
dal 90) ma
lobiettivo Onu
entro il 2015
era del 75.
UNIVERSIT
Atenei italiani
troppo cari
Un rapporto
Ue sbugiarda
il ministro
Giannini:
luniversit
italiana tra
le pi care
dEuropa.
Costa meno
che in
Inghilterra, ma
(ad esempio)
pi che in
Francia,
Danimarca,
Norvegia,
Svezia e
Finlandia.
Il quadro
peggiora
nel sostegno
economico allo
studio, dove
siamo ultimi
con la Croazia.

Un bestione da guidare in relax


Maurizio Maggi
AUTO Quattro mesi. Tanto ci

vuole per farsi consegnare una


nuova Subaru Outback.
Colpa degli americani, dicono
sottovoce i concessionari italiani.
La politica non centra, sia
chiaro. Gli Stati Uniti sono un
mercato coccolato dalla marca
giapponese, che anno dopo anno
fa il record di vendite negli Usa.
Ci sta, quindi, che i clienti
europei debbano aspettare un
po per mettere le mani sulla
quinta generazione della
crossover, una familiare quasi
Suv. La macchinona - abitacolo
spazioso e bagagliaio gigante -
capace di divertire, col suo agile
cambio automatico che si
manovra pure con le palette
al volante, oltre che di stupire
coi suoi effetti speciali.
Il pezzo forte il sistema
chiamato EyeSight,
dotato di doppia telecamera.
Un marchingegno in grado
di riconoscere gli ostacoli fino a
50 allora - un primato - e dare
indicazioni al meccanismo di
frenata automatica di emergenza
e al cruise control, che si mettono

al lavoro quando la vettura


si avvicina a un altro mezzo.
Altri congegni accendono
autonomamente i fari e il
tergicristallo. Gli ingegneri
nipponici, oltre ad aver riservato
la solita cura alla rinomata
trazione integrale, hanno dunque
sensibilmente rinforzato il
plotone di aiutini che vuol
rendere pi rilassata la vita di chi
sta al volante. In Giappone il
pacchetto EyeSight viene fatto
pagare circa mille euro. In Italia
compreso nel prezzo: forse per
consolarci dopo la lunga attesa.

Subaru Outback 2.0D-S


Lineartronic Unlimited
Prezzo: 43.350 euro
Cilindrata: 1.998 centimetri cubi
Motore: quattro cilindri turbodiesel
Potenza massima: 150 cavalli
Velocit massima: 192 km/ora
Trazione: integrale
Cambio: automatico Cvt a 7 marce
Consumo medio: 16,4 km/litro
Emissioni di CO2: 159 g/km
Lunghezza: 4,82 metri
Bollo annuale:
da 296,70 a 326,60 euro
3 dicembre 2015

99

Sentimenti & Web

Che sfiga, sono innamorata

Un blog de lEspresso sugli amori femminili sfortunati diventa un caso: e una


community di oltre 100 mila persone. Parla la sua ideatrice, Chiara Rapaccini

di Beatrice Dondi

I VA DI USCIRE CON ME?

chiede lei speranzosa.


Compatibilmente coi
miei impegni, risponde lui
dallalto della sua seriosit.
Come dire, un appuntamento sfigato, un
amore che non andr da nessuna parte,
in cui lei soffrir come da copione e lui
gonfier il petto in ufficio. questo il
racconto cinico e irresistibile che Chiara
Rapaccini detta Rap regala tutti i giorni
con Amori Sfigati, un blog per lEspresso e una pagina Facebook che
diventata luogo di incontro e di scambio
di reciproche esperienze fallimentari,
risate e consigli. Un qualcosa di pi di
lettori fedeli: una community vera e
propria che ha superato il numero di
centomila mi piace, e si merita un
brindisi in grande stile.
Per questo Rapaccini, illustratrice,
pittrice, scultrice, autrice e altro, quando
ne parla usa sempre il plurale. Noi
siamo una redazione che lavora sodo,
vogliamo festeggiare il nostro traguardo,
il piacere che diffondiamo, la risposta che
riceviamo. In molti pensano che dietro ci sia un gruppo di venticinquenni dediti
a mettere il dito nella piaga
dei sentimenti con questa
satira di costume in forma
grafica. E in fondo la realt
non cos lontana. Perch gli
Amori Sfigati, un segno
netto in una vignetta con un
cuore al contrario che in-

www.lespresso.it
Amori Sfigati: goffaggini,
gaffes e sfortune degli
innamorati e di quelli che
credono di esserlo.
Con una vignetta al giorno

combe e racconta, nasce dalla testa di


Rap ma si nutre del mondo che gira.
Sulla pagina i fan scrivono, chiedono,
suggeriscono. Le donne, soprattutto,
come sempre. Sono capaci di prendersi
in giro, di mettere in piazza le loro sfighe
e soprattutto di riassumerle in una battuta fulminante. Il maschio invece no,
non solo non possiede abbastanza autoironia, ma se parla damore noiosissimo, sbrodola, si incarta. La femmina
taglia corto e arriva al punto. Quindi,
nasi appuntiti e seni in bella vista, qualche baffo e una cravatta e la vignetta va
in scena per raccontare con una battuta
un amore che davvero non va.
Ti amo dice lei. Sei uterina risponde lui. Cosa ti piace di me? Il
portamento. Possiamo vederci tra un
mese per un caff a Termini? Ti accolli. E cos via. Negli amori sfigati sono
(quasi) sempre le donne che inseguono e
gli uomini che scappano. Una sorta di
categoria senza speranza, sembrerebbe.
Io sono femminista nel profondo, dice
Rap, ma le femministe, incredibile a

dirsi, non mi amano perch questa cosa


che prendo in giro le donne alla continua
ricerca dellamore eterno proprio non gli
va gi. Ma inevitabile: il retaggio per
cui una donna tale in quanto accompagnata duro da smontare, dobbiamo
farci i conti. E poi le donne che soffrono
per amore fanno pi ridere. Ho provato
a invertire i ruoli, ma non c niente da
fare, non funziona. E lo garantisco io, che
sono la capa degli sfigati.
Non a caso lidea della battuta quotidiana nasce proprio da una storia andata male. Esatto, nasce proprio dallamore sfigato per eccellenza, quello del
triangolo. Lui era sposato e quando la
storia finita ho pianto disperatamente.
Fino a che un giorno ripensando a quelle situazioni cos dolorose mi venuto da
ridere. E lho disegnato. Per Chiara
Rapaccini non ha avuto solo amori sfigati. Ah, certo che no! Lamore con
Monicelli non era sfigato per niente.
Quello che mi ha sempre colpito era
come Mario e tutta la sua generazione
avesse unenorme grazia nellinnamorarsi, con naturale generosit; poi ti lasciavi
in modo crudele, anche, ma tutto veniva
dichiarato. Non cera
la paura di essere considerati meno virili se
amavi una donna, la
esibivi, festeggiavi con
lei, eri felice. Oggi gli
uomini camminano a
testa bassa pur di evitare le emozioni. E
niente pu uccidere un
Paese come levitamento delle emozioni. Se nel tuo orto non
ci metti i sentimenti
non crescer nulla, neanche i carciofi. n
3 dicembre 2015

101

Visioni Spettacoli
Altri film

A Bigger
Splash

Sono Mastandrea, risolvo problemi


Emiliano Morreale
FILM Fin dallinizio di questo film, che

mostra sinuosi movimenti di macchina,


tempi sospesi e musica costante in sottofondo, lo spettatore intuisce che non
si tratta n di una commedia normale,
n di cinema dautore alleuropea. Piuttosto, siamo dalle parti di certa commedia indie americana, con lo sguardo del
regista che aderisce allo spaesamento
del personaggio.
In La felicit un sistema complesso di Gianni Zanasi, Enrico (Valerio
Mastandrea) un liquidatore di societ,
uno che toglie le aziende dalle mani di
proprietari incapaci che le porterebbero
al fallimento, e le avvia a ristrutturazioni anche dolorose. Un giorno, due eventi inaspettati gli cambiano la vita: larrivo improvviso in casa di una ragazza
israeliana, mollata da suo fratello, e
lincontro con due adolescenti eredi di
unazienda, intenzionati a mantenere
saldi i principi etici che governavano
loperato dei genitori.
Per carit, si capisce subito dove si
andr a parare, alcuni personaggi sono scontati, alcune zeppe ben visibili
(il padre di Enrico era a sua volta un
imprenditore scappato in Canada, e
poi ci sono il tuffo in piscina, lepilogo

102

3 dicembre 2015

in montagna eccetera). Nel complesso, era pi fresca e contagiosa laltra


commedia sulla crisi, Non pensarci,
sempre con Mastandrea, di cui questo
una specie di seguito ideale. Ma La
felicit... conserva la simpatia e la
freschezza che sono sempre state le
migliori doti del regista, fin dai tempi
di Nella mischia, oltre ventanni fa.
Piuttosto inconsueta anche la simpatia per i giovani, priva di paternalismo
(anche se i due ragazzini sono piuttosto sfocati). La musica forse sovrabbondante, oltre ai brani composti da
Niccol Contessa alias I Cani, usa
per certi classici del rock, dai Rolling
Stones ai Turtles, come allusione a uno
spirito di libert inafferrabile.
Il film, poi, ovviamente Valerio Mastandrea: uno dei migliori attori italiani,
e non da adesso. Fin dalla prima apparizione, muto in discoteca, tiene la scena
e porta il film per mano. Ha il dono dei
tempi comici e della sfumatura malinconica, non esagera col sottotono, e qui
trova una spalla deliziosa in Hadas
Yaron, Coppa Volpi a Venezia tre anni
fa per La sposa promessa.
La felicit un sistema complesso
di Gianni Zanasi, Italia, 112 aaacc

di Luca Guadagnino, Francia Usa - Italia, 125 aaacc


Per unora e mezza, il miglior
film di Guadagnino, regista fin
troppo cool, che qui, con giusta
squisitezza di regia, rende il vuoto
di ricchi artisti e meno artisti,
stile un po Io ballo da sola a
Pantelleria. Ma poi limbarazzante
mezzora finale, con svolta thriller,
indagini del commissario Guzzanti
e allusioni ai migranti, rovina
linsieme.

The Visit
di M. Night Shyamalan,
Usa, 94 aaabc
Il regista del Sesto senso,
dopo una serie di infortuni
commerciali, torna a una storia
horror con sorpresa, girata nello
stile paradocumentario in voga
da anni. Due adolescenti si
filmano mentre trascorrono una
settimana coi nonni, che vedono
per la prima volta: i due vecchietti,
da subito, sembrano
insolitamente sinistri. Semplice
e impeccabile, ovviamente
con toni da fiaba e da apologo
malinconico sulla famiglia.

Visioni
Cinema . Tv . Web . Teatro

Monte
Bianco
su
Raidue.
A destra:
Liturgia
zero
a Napoli

Tanta montagna poche emozioni


Riccardo Bocca
TELEREALITY Caterina Balivo

un errore. Non in senso personale o assoluto, sia chiaro. Ma


almeno per quanto riguarda la
sua conduzione di Monte
Bianco, cio il gioco avventura
che Raidue propone ogni luned
in prima serata. Lei graziosa e
spigliata, ma anche purtroppo
per tutti di categoria extra-light, e proprio per questo stride
con il programma che le stato
affidato. Lidea dello show, infatti, quella di mettere otto
personaggi pubblici di varia
estrazione (dal giornalista molto Libero Filippo Facci fino
allultra-modella Dayane Mello) nelle condizioni di scalare e
confrontarsi con la dea Montagna. Un percorso a met strada
tra la sociologia da Bar Sport
applicata ai rapporti tra concorrenti (eredit evidente di
troppi anni a base di Grande
fratello) e la profondit reale
che madre natura impone a
chiunque le si avvicini (persino
in presenza delle telecamere).
Nulla che lady Balivo sappia
elaborare e rappresentare, e
tantomeno poi interpretare in
chiave credibile per conto del
pubblico. Affiancata da un fuoriclasse delle vette mondiali
come Simone Moro, tende
piuttosto a trasformare le sfide
verticali in trampolini di lancio
per commenti e interazioni orfane di fascino. Che, scritto con
sincerit, un piccolo peccato.
Perch cos va perso il riverbero
delle emozioni provate dagli
aspiranti alpinisti. Ossia il cin-

quanta per cento del senso della trasmissione, che per mostrarsi comunque brillante si
rifugia senza incertezze nelle
alchimie del montaggio. Altra
scorciatoia tecnicamente esatta, ma poco propedeutica al
maturare delle emozioni.
www.gliantennati.it

Pazzi allarmi
Wil Nonleggerlo
DOPO LE STRAGI di Parigi i falsi allarmi
dilagano lungo la Penisola,in chiave di
tragicommedia allitaliana. Su Twitter.
9. Allarme bomba in Lazio-Palermo:
ma era la merenda di una bambina
(@Gazzetta_it).
8. Fidenza, espone la bandiera Isis:
arrivano i carabinieri, ma era il vessillo
degli All Blacks (@Rep_Bologna).
7. Halla scritto sulla lavagna: dieci
mamme ritirano i figli da un asilo di Alba
(@La_Stampa).
6. Valigia sospetta fatta brillare dagli
artificieri: conteneva solo vestiti
(@ComuneComo).
5. A Cuneo scatta lallarme per strane
scritte in arabo apparse su un muro,
ma erano solo lopera di un writer,
e nemmeno in arabo (@TargatoCn).
4. Roma, bloccata la metro: si trattava
di un narghil (@FattoQuotidiano).
3. Falso allarme terrorismo a Latina:
erano rumeni che trasportavano ferro
(@LatinaOggi).
2. Allarme attentato su WhatsApp,
la madre: Avevo paura che mia figlia
uscisse, ho inventato (@Rep_Roma).
1. @La_Stampa: Rapinano una banca e
dicono: Tranquilli, non siamo dellIsis.
Lo stupidario su www.lespresso.it

Liturgie
da roulette
Rita Cirio
TEATRO Viene da San Pietroburgo il
regista Valery Fokin, direttore artistico
dellAlexandriskij, il pi grande degli
85 teatri di quella citt, ma sa bene
apprezzare e far interagire con luci
e mezze luci la magnificenza del San
Carlo di Napoli dove ha portato la sua
versione di Il giocatore (1866) di
Dostoevskij, Liturgia zero. Scritto in
28 giorni, guarda caso per sanare debiti
di gioco, il romanzo ambientato nell
immaginaria citt di Rulettenburg, dove
il giocatore Alexey Ivanovic precettore
in casa di un generale circuito da
avventurieri francesi mentre il
protagonista doppiamente dominato
dalla passione per la roulette e per
Polina, figliastra del generale.
Adattamento piuttosto fedele,Liturgia
zero abitata da un imponente
dispositivo scenico, una immensa
roulette di piattaforme concentriche e
rotanti intorno a un perno su cui si erge
un tenorile croupier. Il perno anche
fonte termale a cui si abbeverano, o
forse dovrebbero purificarsi, i giocatori.
Sedie grigie in midollino, da spiaggia
baltica e termale, numerate per il gioco,
accolgono lazione e nei momenti di
delirio del protagonista fiches e palline
umane, in occhiali scuri da Blues
Brothers, si accalcano in corsa sulle
piattaforme. Unatmosfera in bianco
e nero quasi felliniana, infermieri e
accappatoi e orchestrina dal vivo come
in 8 , non disperde la lucida follia
da esaltazione dellazzardo in cui viene
travolta anche la vecchia Babuska, la
zia che dovrebbe risanare lambiente e
che invece finisce per dare fondo a un
patrimonio. Era Ziganshina (Babuska)
e il flessuoso Alexandr Polamishev
(Ivanovic) emergono in un contesto
attoriale di gran classe.
3 dicembre 2015

103

Visioni Musica&Arte
Meno Leporello,
pi Pulcinella
Giovanni Carli Ballola

Dan in concerto,
energia e divertimento
Alberto Dentice
ROCK & CO. Lenergia, linsolenza e la libert unite alla passione
per il blues e per il rock dei vecchi
tempi. Parliamo del concerto
degli Arcs, il progetto parallelo
di Dan Auerbach, leader dei
Black Keys, che si tenuto allAlcatraz di Milano la settimana
scorsa, unica data italiana. Il disco, Yours Dreamily, uscito
a settembre per la Nonesuch, ma
dal vivo che questo magnifico
outsider e la sua band, amici dai
tempi della scuola, originari di
Akron (Ohio), scoprono davvero le loro carte. Un rincorrersi di
varie influenze che coinvolge e
seduce come tutti i giochi fatti
per puro divertimento. A cominciare dal suono: un misto irriverente di blues, sostenuto dai riff
ipnotici della chitarra elettrica
che Auerbach maneggia con ruvida maestria richiamando lo

104

3 dicembre 2015

stile del grande e misconosciuto


Junior Kimbrough, cui si aggiungono echi di psichedelia, di soul
e di rock anni Sessanta in un
sorprendente gioco di specchi
dove si rimescola il vasto armamentario vintage.
Originale anche la struttura
della band che annovera ben due
batteristi e perfino un trio mariachi al femminile (Mariachi Flor de
Toloache). Sul palco Auerbach
sprigiona il magnetismo e lenergia del fuoriclasse senza indulgere
in atteggiamenti da rockstar. Semplice e diretto come le sue canzoni:
Outta My Mind, Put a Flower
in Your Pocket, Stay in My
Corner,Pistol Made of Bones,
Velvet Ditch e gli altri (gi) piccoli classici di questo primo album
degli Arcs che esplorano con giocosa irriverenza le infinite possibilit dellamore e della giovinezza.

CONCERTO Tra Tirso de Molina e Molire con


spettacoli, film, corsi accademici e letture, il Don
Giovanni festival nato a Pisa dallUniversit
e dal Teatro Verdi si concluso con un notevole
ragguaglio operistico, valso a porre in luce
almeno tre dei numerosi spartiti nati in epoche
e luoghi diversi, prima, durante e dopo lavvento
mozartiano, che fece piazza pulita. Sono titoli
e nomi dimenticati, cui andrebbe riconosciuto
un certo credito. Variamente esplorato vi risulta
comunque il mito del Dissoluto punito,
personaggio dai molti volti, sfuggente in tutto
tranne che nella finale resa dei conti ai piedi della
statua di un Commendatore imperterrito nelle
esortazioni ad un pentimento sempre rifiutato.
Nel Convitato di pietra, farsa intonata nel 1783
da Giacomo Tritto su libretto di Giovan Battista
Lorenzi - due napoletani che la sapevano lunga - il
prossimo, garbato Leporello mozartiano cede
le carte a un Pulcinella matricolato, tutto battute
triviali e tarantelle ballate a sbafo con le donne
del suo padrone. Tutto sembra a portata
di mano nella meraviglia di quegli scorci di palazzi
barocchi partenopei dove il regista Renato
Bonajuto ha ambientato la vicenda e il
costumista Arrigo ha sontuosamente addobbato
i personaggi. Grazie alla direzione di Carlo Ipata,
la partitura di quello che fu un rinomato
contrappuntista del suo tempo rivelava raffinate
bellezze; volonteroso il cast costituito da Vladimir
Reutov, Piotr Wolosz, Natalizia Carone, Elisabetta
Farris, Gelsomina Troiano, Valentina Iannone
e Daniele Piscopo, lepido Pulcinella.

Il convitato di pietra a Pisa. A sinistra: Dan


Auerbach. A destra dallalto: Balthus, Joan
Mir e Dolores (1939); Adrin Villar Rojas;
Bianchetti, Lautostrada un fiume (1973)

Visioni

Germano Celant
ARTE Lambiguit erotica, specialmente

riguardo alle figure di bambine, nude o


vestite, in posizioni provocanti una caratteristica della pittura di Balthazar Klossowski de Rola, in arte Balthus (19082011). Sostenitore di unarte affidata alle
tecniche tradizionali del dipingere, questo
protagonista del Novecento ricorre a una
connotazione ambigua del rappresentare
perch essa gli permette di essere, appunto,
poetico e polivalente. Non intende essere
esplicito ma costruisce le sue scene dinterni cos da far emergere il contesto psicologico, storico e sociologico.
Ogni dipinto offre varie possibilit di lettura, e include molti elementi in sospensione.
Pur nel suo vigore emotivo ed espressivo
(Scuderie del Quirinale e Villa Medici, Roma,
fino al 31 gennaio 2016), Balthus rende fa-

miliari i protagonisti, adolescenti e adulti,


mediante gesti che possono sollecitare proiezioni sensuali e libidiche. Queste rimandano
sempre a un altrove in cui lo spettatore pu
specchiarsi. Sono una forma di scambio o di
dialogo che induce uninterpretazione inconscia, cos da sottoporre il soggetto che guarda
a unidentificazione. Difficile rimanerne
estranei. La tentazione erotica si fonde con
larte: il nucleo perverso non sta nel dipinto,
ma latente in ciascun osservatore. Pittura
come stimolo a oggettivare la ricezione inconscia e linvestimento conseguente, da cui derivano i suoi significati instabili e aleatori,
virtualmente infiniti: scene di desideri che
fanno affiorare linfimo interiore.

Prove di comunit italiana

Foto: G. Stewart - Redferns / GettyImages

Luca Molinari
ARCHITETTURA Comunit Italia.
Architettura Citt Paesaggio 1945-2000,
mostra presso la Triennale di Milano a cura
di Alberto Ferlenga e Marco Biraghi, un
tentativo coraggioso di guardare
criticamente alla nostra storia recente
senza cadere nello stanco gioco delle
famiglie stilistiche e delle sequenze dettate
dalla storiografia militante.
Gi la scelta di usare il termine comunit
guardando alla chiassosa ed eterogenea
famiglia degli architetti italiani appare come
una provocazione interessante, perch
facciamo fatica a individuare un linguaggio
vincente, o al predominio di un unico modo
di fare architettura. Nella visione dei due
curatori emerge piuttosto lidea di una
comunit imperfetta di autori che si
identificata con un territorio che ha vissuto
negli ultimi sessantanni una delle
metamorfosi pi radicali e problematiche
della nostra Storia.
La condizione di crisi permanente con cui
si confronta la nostra architettura e a cui
prova a dare forma da abitare una delle

sfide di quello che viene definito utopico


realismo, ovvero la capacit di produrre
futuro guardando attentamente al presente
instabile che preme. La mostra costruita
attraverso famiglie tematiche, pi che
sequenze rassicuranti: larte, il design,
i cantieri, gli archivi, leditoria, le scuole,
le istituzioni, il disegno, la fotografia, i Piani.
Mentre al centro unItalia composta di
modelli darchitetture ci racconta di un
Paese che ormai diventato ununica,
grande citt, tutta da rileggere e capire.

Art box
Alessandra Mamm
IL MONDO IN UNA STANZA
Adrin Villar Rojas.
Fino al 28 febbraio.
Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo. Torino
Da vedere due volte. Di notte
(ogni gioved dalle 20 alle 23)
e di giorno (meglio se al
mezzogiorno). La luce solare,
come la chimica, la biologia, la
materia rocciosa gi scultura
nelle potenti mani di Villar
Rojas. Prometeico artista che
sottrae il fuoco agli antenati,
ai maestri, alla storia dellarte
e ai segreti della natura per
restituirlo in questa messa in
scena di monumentali rocce,
composizioni di frutta che si
decompongono sotto i nostri
occhi, oggetti comuni che
acquistano potenza simbolica,
immobile teatro dellesistente.
Da vedere due volte. E forse
anche tre, quattro

Classica . Rock . Mostre . Architettura

Balthus, difficile
rimanere estranei

NEURONI ALLO SPECCHIO


Mirror Images.
Fino al 3 aprile.
Museum der Charit. Berlino
Metti un neuroscienziato
californiano (Andrew World) e
una curatrice italiana di stanza
a Berlino (Alessandra Pace) ed
ecco una complessa mostra
che indaga scientificamente
sullarte come conoscenza
e allargamento dei confini del
mondo. Il ruolo dei neuroni a
specchio, le illusioni ottiche,
il caleidoscopio ritornano qui
tra le opere di importanti artisti
come Vito Acconci, Dan Graham,
John Baldessarri e molti altri.
3 dicembre 2015

105

Visioni Lettura

Dellarte
di truffare

Come far ridere in


un mondo stupido

Mario Fortunato
IL LIBRO Da qualche tempo,
nelle pieghe dei suoi libri, Hanif Kureishi (1954) prova a
riflettere sul mistero che presiede alla creazione letteraria,
cercando di definirne i contorni. E poich uno scrittore
e non un accademico, lo fa
raccontando storie che sono in bilico tra
fiction e non fiction, dimostrando, senza
avere bisogno di teorie, che il romanzesco
ha rapporti complessi e non a senso unico
con la realt. La sua ultima fatica ne una
prova lampante. Si intitola Un furto. Come
il mio consulente finanziario mi ha truffato
(Bompiani, traduzione di Ivan Cotroneo,
pp. 78, 9) e, nella sua brevitas, dimostra
che la letteratura non che un furto o, meglio, una truffa ai danni di quella mortificante struttura psichica che chiamiamo io.
La storia questa: Jeff Chandler, consulente finanziario di un certo successo,
fa sparire con vari artifici i risparmi dello
scrittore, che glieli aveva affidati perch
fruttassero una buona rendita. Kureishi
non lunica vittima del farabutto, a ogni
modo si lega a lui di una strana fascinazione, quasi che il delinquente sia in
fondo un amico, di cui seguire con trepidazione il destino stravagante e insieme
disgraziato. Masochismo a parte, ecco il
colpo di genio dello scrittore, che dribbla
il facile moralismo: anche chi inventa
storie un truffatore, perch sostituisce
alla realt un simulacro, fatto di verit e
menzogne. Da qui, lattrazione per il
delinquente che diventa in altri termini
una specie di doppio.
questa intuizione a
fare del breve racconto
di Kureishi un perfetto
apologo sui nostri tempi bugiardi e ingenui.
Una questione rimane
tuttavia in sospeso:
lautore ha poi rivisto i
suoi novantamila finiti
nel nulla?

106

3 dicembre 2015

Marco Belpoliti

Operatori alla
Borsa di Londra.
A destra: Giulia
Maria Crespi

Controvento

Bruno tra
le donne
LA NOTIZIA che Bruno Vespa
si sta concentrando molto sulla
femmina delluomo. Lultimo
suo tomo per Mondadori,
Donne dItalia, ha lo
stupefacente sottotitolo Da
Cleopatra a Maria Elena Boschi,
storia del potere femminile (il
ministro Boschi, pur lusingata,
si fatta, ci dicono, unallegra
risata, e tra laltro Cleopatra
era donna dEgitto). Il penultimo
era La signora dei segreti
(Rizzoli) in cui Vespa, insieme
a Candida Morvillo, raccontava
mirabilia di Maria Angiolillo e
del suo salotto romano. Lanno
scorso, invece, si era associato,
in ghiottoneria, ad Antonella
Clerici, per un libro di ricette
italiane. Insomma, s, anche per
un giornalista cattolico arriva,
in et matura, il tempo delle
donne. Chi sar la prossima
a interessarlo: Agnese Renzi?
O troppo poco vanitosa per
tornargli utile?

ROMANZI Paolo Nori un narratore


aspettuale, ovvero uno che lavora sulle
differenti scansioni temporali degli
avvenimenti che va raccontando, sul
modo di svolgimento dei fatti, sul loro
aspetto. Fa ampio uso dellimperfetto
quale tempo verbale; in questo modo
focalizza eventi che durano nel presente,
e insieme sono perfettamente
indeterminati. La chiave della sua
comicit, prima ancora che nei paradossi
logici messi in scena, consiste in
questazione congiunta di determinato e
indeterminato. Nori prima ti racconta una
cosa che accaduta al suo personaggio
(un suo alter ego), poi sfuma il tutto,
quindi lo rovescia. Ogni frase smentisce
la precedente. Si ride della coerenza
incoerente dei suoi personaggi.
Ermanno Baistrocchi, il protagonista
di Manuale pratico di giornalismo
disinformato (Marcos y Marcos, pp. 207,
15), suo ultimo romanzo (se la parola
ha un senso), si muove in una foresta
di tempi imperfetti che evidenziano la
continua inconcludenza del suo modo di
essere, di agire (e di pensare), per quanto
nel corso della storia limperfezione
diventa lunica perfezione possibile.
A suo modo Nori-Baistrocchi un monaco
zen che combatte la propria battaglia
quotidiana con un mondo impiegabile
e stupido, che lui vorrebbe ricondurre
a ununit coerente; ma se fosse davvero
cos, lui sarebbe il primo a fuggire. Il caos
emotivo e intellettivo dei personaggi di
Nori quasi da manuale psichiatrico;
proprio per questo fanno ridere, ma anche
commuovono. Questultimo libro contiene
unevoluzione rispetto ai precedenti:
una costruzione narrativa pi coerente,
meno centripeta, meno incentrata sul
personaggio stesso; apre finestre sul
mondo. Storia irraccontabile, dalla trama
inesistente, si legge con gusto unico e
piacere crescente. Da non perdere.

Visioni
Narrativa . Saggistica

Una patriota del paesaggio


Enrico Arosio
AUTOBIOGRAFIE Per anni, Giulia Maria

Crespi raccolse sassi dalle spiagge, spinta dal gusto estetico e dallamica Tatia
Franchetti moglie di Cy Twombly, lartista americano. Quando se ne pent,
smise per sempre, perch alla natura
non si deve rubar nulla: Non forse
impoverire il creato?. Ecco, anche in
questa vicenda minima si condensano
la personalit e il profilo etico di Giulia
Maria Crespi. Questa sua fluviale autobiografia, Il mio filo rosso (Einaudi,
pp. 454, 22), sottotitolo Il Corriere
e altre storie delle mia vita, un testo
personalissimo, in molti punti aneddotico, che rivela precoci intuizioni e svagatezze, e non cela voglie di comandare
e sublimi snobismi.
Del Corriere della Sera come luogo
di potere, Giulia Maria fu lerede imposta e, parole sue, impreparata (la contabilit, per me, peggio del greco).
Dopo anni di fatiche, nel 1974 vendette
ai Rizzoli, e il sogno borghese-illumina-

to del grande giornale


aperto a sinistra soffoc nelle aspre manovre di Eugenio Cefis,
Montedison e Democrazia cristiana per
ricomporre gli equilibri minacciati. I
conflitti di via Solferino occupano la
parte centrale del libro, dal punto di
vista di una giovane donna schiacciata
da troppa responsabilit e figure prevaricanti, Gianni Agnelli, Giovanni Spadolini, Indro Montanelli, i Rizzoli, i
Moratti. Ed la pi amara, perch
certifica, con onest, una sconfitta. Pi
godibili sono la prima parte, con le
madeleines di una giovinezza fiabesca,
per ricchezze familiari e fascino dei
luoghi, da Capri alle Eolie. E la terza,
con Giulia Maria patriota del paesaggio
che scopr la natura in Sardegna, lei
steineriana e wagneriana, e dal nulla
cre il Fondo Ambiente Italiano facendone una solida realt. Perch Madre
Terra fu data alluomo in custodia.

In viaggio con la violenza

Foto: Reuters/Contrasto, J.C.Jones/Contrasto

Fabio Gambaro

ROMANZI Di fronte alla violenza e


allingiustizia lazione umanitaria pu
restare neutrale? Alle vittime di un
conflitto occorre fornire cibo e medicine
o invece i mezzi per difendersi? Attorno
a questo dilemma Jean-Christophe Rufin
ha costruito il suo ultimo avvincente
romanzo, Check Point (traduzione di
Alberto Bracci Testasecca, e/o, p. 299,
18 ). Lo scrittore francese sa di cosa
parla. stato tra i fondatori di Mdecins
Sans Frontires e ha condotto molte
missioni in zone di guerra. Ad esempio
in Bosnia, nei primi anni Novanta,
quando infuriava il conflitto scatenato
dai serbi contro le altre comunit.
Proprio la ex Jugoslavia in preda alla
violenza lo scenario su cui si muovono
i cinque giovani protagonisti, quattro
uomini e una donna alla guida di due

camion carichi di
materiale umanitario.
Solo che ciascuno di
loro ha intrapreso quel
viaggio pieno dinsidie
per motivi diversi. E alla fine, di fronte
alle dolorose contraddizioni della guerra,
dovr fare i conti con scelte in
precedenza inimmaginabili. Il viaggio
umanitario si trasformer cos in una
lotta allultimo sangue. A met strada
tra romanzo davventura e romanzo di
guerra, Check Point - che a tratti evoca
le tese atmosfere di un classico come Il
salario della paura - tiene il lettore con
il fiato sospeso e lo costringe, tra colpi
di scena e identit nascoste, a seguire
la lenta evoluzione dei protagonisti alle
prese con le loro coscienze, le loro paure
e le loro illusioni.

Troppi cuori

Stefano Bartezzaghi

COME DIRE Facebook, Twitter e social


media in genere possono essere visti
come tecnologie, come business,
come ambienti sociali o come
dispositivi di raccolta dati. Sono
ognuna di queste cose e lo si vede
quando non funzionano bene.
Twitter, per esempio, non si
ingrandisce, non fa fare soldi (in
birignao: non crea valore), si teme
che sia incominciata la sua curva
calante. In questi casi incominciano
ritocchi (in birignao: restyling)
intesi a dare un po di potere magico
alla formula che sembra diventata
inerte. Un ritocco di Twitter stata la
sostituzione delle stelline con i cuori.
Non parliamo di biscotti o formati
di pasta in brodo. Per segnalare il
proprio apprezzamento a un tweet
altrui prima si cliccava su una stellina,
che si illuminava; ora c un cuoricino.
Di melenso sinora Twitter aveva avuto
solo il nome cinguettante. Adesso
il cuore che approva magari
una battuta cinica o una severa
asserzione politica.
Grandi le lamentele, magari dagli
stessi che riempiono di emoticon
cardiache i loro tweet. La pi bizzarra
quella di chi non sa che verbo usare
per lazione di accendere il cuore:
come se il verbo precedente
(stellinare) fosse un bijou della
lingua italiana. C chi ha gi messo
in uso cuoriciare, qua e l si vede
cuorare. Un verbo esisterebbe, a
dire il vero: rincuorare. dolcemente
ambiguo: tocca e consola, clicca
e conforta, illumina e defibrilla.
Poi fate come volete.
Anagrammi: Social media = moda
silicea; Cuori e stelline = esecro
linutile.
3 dicembre 2015

107

Tavola Visioni
Gusto

La bottiglia
SE OGGI IL COMPRENSORIO pugliese
di Gioia del Colle merita lappellativo
di Grand Cru delluva primitivo, una
cospicua parte di merito spetta a Nicola
Chiaromonte (www.tenutechiaromonte.
com), vignaiolo esuberante e
appassionato. Salvaguardando una
decina di ettari di vecchi alberelli coltivati
su terreni rossi e rocciosi,
produce vini che coniugano
potenza e misura, calore e
sapidit. Nella ricca gamma,
spicca il Primitivo Contrada
Barbatto: seducente il 2012,
solido il 2010, goloso il 2009.
Francesco Falcone

Jonnie, gloria d Olanda


lo chef di punta dei
Paesi Bassi. Un tipo
inclassificabile, di
grande talento, che ha
imparato tutto da s
Enzo e Paolo Vizzari
QUELLA DI JONNIE BOER una

storia che si racconta a partire da


due amori: quello verso Thrse,
sua moglie e socia da ormai
trentanni, e laltro (con lei condiviso) verso le placide campagne
che stanno alle porte di Amsterdam. Se sul primo idillio c poco
da dire e niente da spiegare, la
passione di Jonnie per lOlanda
assume invece tinte curiose nel
momento in cui decide di farsi
cuoco e puntare in alto, senza
tuttavia prendere nemmeno in
considerazione lipotesi di un
percorso formativo allestero.
Nasce cos la sua idea di cucina
locale, ispirata a distanza dalla
scuola francese classica per fondi di carne e salse al burro, ma
pure da quella nordica contemporanea con fermentazioni e utilizzo di radici. In sintesi si tratta
di una rilettura gastronomica
talmente libera da non suggerire
rimandi a nessun collega, che ha
fatto di lui il cuoco pi rispettato

dOlanda e nellarco degli anni


gli ha permesso di trasformare
una piccola osteria nata sui ruderi di un monastero del 400 in
uno dei ristoranti con maggiore
risonanza dEuropa. Non un caso, dunque, che Joselito (anche
conosciuto come il miglior prosciutto del mondo) abbia scelto
di coinvolgere proprio Boer nel
terzo capitolo del suo Joselito
Food Lab, facendo seguito alle
collaborazioni degli anni passati
con Ferran Adri e Massimiliano
Alajmo, e chiedendogli di concepire alcuni piatti a partire dai
suoi prodotti di surreale delicatezza. Il risultato dellintreccio
sono creazioni che dimostrano
la sua libert espressiva quasi
naf, dallelegante aragosta con

t kombucha, chorizo e fagioli,


alla pi nordica coda di rospo
con lomo, mirtilli ed estratto di
cavolo fermentato, passando per
dei clamorosi ravioli di poisses
con succo di patata, rognone di
coniglio e chorizo...Tutti piatti
presenti di consueto in carta,
semplicemente rimaneggiati per
accogliere ognuno un tocco Joselito. Spesa sotto i 200 euro, per
unesperienza imparagonabile
nel mondo parallelo di un cuoco
unico maestro di se stesso.

A sinistra:
lingresso
di De Librije,
ristorante
di Zwolle,
in Olanda

DE LIBRIJE
Zwolle (Olanda), Spinhuisplein 1
Tel. +31 (0) 38 421 2083
Chiusi domenica e luned
www.librije.com
guide@espressoedit.it

Altre tavole
Box Caff

Osteria La Vecchia Posta

Padova, Prato della Valle 12


Tel. 049 5916852. Sempre aperto
Locale dallo spirito dinamico affacciato
sul Prato della Valle. Cucina sempre pronta
che propone piatti contemporanei
o di tradizione rielaborata con fantasia
e intelligenza, come le non convenzionali
lasagnette alla bolognese, la carbonara
o gli ottimi hamburger. Bella carta dei vini.
Conto sui 35 euro.

Trevi (Pg), Piazza Mazzini 14


Tel. 0742 381690. Sempre aperto
Osteria semplice e curata, proprio sulla
piazza principale del paese. E menu
in linea, con proposte che recuperano
(ingentilendoli) i sapori forti delle tradizioni
locali umbre. E allora: strangozzi alla
trevana, focaccia con verdure di campo,
spezzatino di cinghiale in bianco...
Cantina minima. Sui 30 euro.
3 dicembre 2015

109

Lettere

N. 48 - 3 dicembre 2015

Risponde Stefania Rossini

LESPRESSO
Via C. Colombo, 90, 00147 Roma.
E-mail: letterealdirettore@espressoedit.it
precisoche@espressoedit.it
Altre lettere e commenti su
www.lespresso.it

stefania.rossini@espressoedit.it

Ricordiamoci dei bambini


Cara Rossini, unaltra notizia, oltre al terrorismo islamico, mi ha
spaventato in questi giorni. Mi arrivata addosso mentre assistevo
attonita alle cronache dei massacri e mi medicavo il cuore guardando
i miei bambini, troppo piccoli per capire quanto sta accadendo, che si preparano al Natale
con la loro lista dei desideri. La notizia che in Italia, nellanno di grazia 2015, un bambino
su dieci vive nellassoluta povert, uno su venti non ha un paio di scarpe decenti e non
fa almeno un pasto proteico al giorno. Questi bambini, dimenticati da un welfare che non
c pi, non possono partecipare alle gite scolastiche, non possiedono giochi, non hanno
mai fatto una vacanza e non sono mai andati al cinema. Sembra incredibile, ma tutto
documentato da un rapporto dellorganizzazione Save the Children che sono corsa a
leggere su Internet. E, mentre nella loro stanzetta ben arredata i miei piccoli trascorrevano
una tranquilla giornata della loro infanzia, ho capito che davvero niente sar pi come
prima, neanche per loro che oggi hanno tutto. Il mondo sta facendo una corsa allindietro
e io vedo il futuro come un vecchio film in bianco e nero.
Sara Guzzoni
Il sentimento che la nostra lettrice esprime in modo cos intenso, ci attraversa
un po tutti in questi giorni. Siamo sbalorditi e ancora increduli di fronte alle
esplosioni sanguinarie che sembrano venire dai periodi pi bui della storia.
Ma forse proprio questa nuova vulnerabilit pu aiutarci a mettere a fuoco
realt sulle quali avevamo sorvolato o fatto spallucce. I bambini, che la
retorica indica come il capitale umano pi prezioso di ogni comunit, sono
anche in Italia i pi colpiti dalla crisi economica e dalle ingiustizie sociali.
Non mai troppo tardi per accorgersene e per ricordarsi che quei bambini
saranno gli adulti di domani e che le esperienze dellinfanzia segneranno
comportamenti e sentimenti futuri. Save the Children calcola in pi di
quattro milioni i minori vittime della deprivazione ricreativo-culturale, a cui
vanno aggiunti le decine di migliaia di piccoli migranti sbarcati negli ultimi
quattro anni. Fosse solo per spirito di sopravvivenza, occupiamoci di loro.

Se i morti si pesano

Nel luglio 1945 il presidente degli


Usa Truman fu informato che la
bomba atomica era pronta. Chiese ai vertici militari quanto mancasse alla resa del Giappone e con
quali perdite. Seppe che potevano
mancare due-tre mesi e che si
potevano quantificare le presunte
perdite in 10-12 mila soldati americani. E decise il lancio che distrusse Hiroshima e Nagasaki
con terribili conseguenze anche
nei decenni seguenti. In quel caso
10 mila americani ebbero peso
maggiore di centinaia di migliaia
di giapponesi. Oggi, di fronte ai
tragici attentati di Parigi costati
la morte di oltre 130 cittadini
europei, i quotidiani hanno dedicato pagine su pagine, i tg edizio110

3 dicembre 2015

ni non-stop, mentre sulla Rete


una valanga di cittadini interveniva. Solo la scorsa estate, nel
naufragio di un barcone, moriro-

Amori Sfigati Chiara Rapaccini

no 500 migranti preceduti e seguiti da continui naufragi nel


Mediterraneo portando i morti
della stagione a una cifra a tre
zeri. Le notizie sono state date
anche in questo caso. Ma hanno
provocato pi paura che indignazione, tanto che diversi Stati europei hanno eretto muri.
Guido Novaro Fraz. Calderina 19
Diano Marina (Im)

Effetto Parigi
sui money transfer
C voluta la carneficina di Parigi per far riflettere su quanto
possa essere pericoloso lutilizzo
di somme in contante non tracciabili. Peccato che la riflessione
sia stata fatta solo sui money
transfer e non su quello che succede per esempio nelle sale scommesse, nei compro oro. Rimane
quindi il limite di mille euro per
linvio di denaro in patria da
parte dei lavoratori di origine
straniera. Troppo alto il rischio
che attraverso i canali del money
transfer, insieme ai sudati risparmi dei lavoratori stranieri in Italia, viaggino anche soldi sporchi.
Quel limite rischiava di saltare
con il disegno di legge di stabilit 2016 varato dal governo, attualmente allesame del Senato,
che innalza fino a 3 mila euro la
soglia dei pagamenti che possono essere effettuati in contante.
Luca Soldi Prato

Mannheimer,
il giudizio ai lettori
Leggiamo con sorpresa la rubrica Controvento titolata
Che faccia tosta, Mannheimer (lEspresso n. 45). Anzitutto Jaca Book non nata
da Comunione e Liberazione:
nasce prima, nel 1965. Non

La copertina
dellEspresso
n. 47 del
26 novembre
2015

In edicola la prossima settimana


FABIO MASI

pubblica Giussani dal 1992,


quando ne ha ceduto gratuitamente i diritti. Jaca Book sempre stata e continua ad essere
una casa editrice totalmente
indipendente da poteri politici
ed economici, lontana da condizionamenti ideologici: il suo
catalogo lo testimonia. E poi
perch Mannheimer avrebbe
una faccia tosta? Il nostro
autore, a differenza di altri, non
ha negato le sue responsabilit
e ha concluso il suo percorso
giudiziario, come avete ricordato. Ma le sue vicende fiscali
non inficiano la sua credibilit
e autorit scientifica. Mannheimer dovrebbe smettere di scrivere e fare ricerca?
Edia Manente
Ufficio stampa Jaca Book

Su don Giussani ricordiamo che


Jaca Book leditore delle
Opere 1966-1992 in due volumi. Su Mannheimer lasciamo
il giudizio ai lettori.

Il Decalogo di Vasco
FILM DOCUMENTARIO IN DIECI CAPITOLI. Il Vasco-pensiero-eimmagine in un surreale viaggio in auto. Mentre la radio canta
le sue canzoni, il paesaggio cambia e lascia spazio a visioni
di straordinaria quotidianit. Nei sogni (capitoli) Vasco rivede
il suo vissuto e incontra se stesso, il suo inconscio che gli parla...
Venerd 4 dicembre Dvd a 12,90 euro in pi con lEspresso

MUSEI VATICANI

Laocoonte e gli altri


ALBERTO ANGELA racconta
Larmonia dellarte classica
guidandoci tra le sculture
dei Musei Vaticani a partire
R.C.
dal Laocoonte.
Sabato 28 novembre 3 Dvd
a 9,90 euro in pi con lEspresso

Augias - Magrelli
La poesia italiana

Ungaretti

Mercoled
2 dicembre
11 Dvd a
9,90 in pi

CLAUDIO ABBADO - MAURIZIO POLLINI

Schumann - Schnberg
BERLINER PHILHARMONIKER.
Robert Schumann: Concerto per
pianoforte e orchestra op 54. Arnold
Schnberg: Concerto per pianoforte
R.C.
e orchestra op 42.
Mercoled 2 dicembre sesto Cd
a 9,90 euro in pi con lEspresso

A cura di Eco e Fedriga

Storia della
filosofia - Testi

Luned
30 novembre
13 volume
a 9,90 euro
in pi

TUTTI I FILM DI NANNI MORETTI

Solidariet
a Fittipaldi
Il Comitato di redazione esprime
piena solidariet e sostegno
al collega dellEspresso Emiliano
Fittipaldi e al collega di Mediaset
Gianluigi Nuzzi, sottoposti a
processo dalle autorit vaticane
per aver portato alla luce notizie
scomode e costretti a difendersi
solo per aver svolto il loro lavoro
di giornalisti. In una societ che ha
nella libert di espressione e nel
diritto di critica due valori fondanti
e condivisi, appare intollerabile
che sotto accusa finisca chi svela
ai lettori fatti di interesse pubblico
anzich chi di quei fatti
responsabile.
Il Cdr dellEspresso

La stanza del figlio


IL DOLORE SCONFINATO per
la morte del figlio durante una
sfortunata immersione subacquea
stravolge lesistenza di Giovanni e
della sua famiglia. Vincitore della
R.C.
Palma doro a Cannes.

Short Stories

Joyce Carol Oates


Venerd
4 dicembre
19 volume
a 2,90 euro
in pi

Sabato 28 novembre 9 Dvd a 8,90 euro in pi

PIERGIORGIO ODIFREDDI RACCONTA

Oltre la terza
dimensione

COSA C oltre le tre dimensioni di


lunghezza, larghezza e profondit?
Una risposta nel nuovo concetto di
iperspazio descritto dallamericano
Thomas Banchoff nel libro Oltre la
R.C.
terza dimensione.

Zagor Speciale

Il sepolcro
dello stregone
Gioved
3 dicembre
12 volume
a 6,90 euro
in pi

Venerd 4 dicembre 9 Dvd a 7,00 euro in pi


3 dicembre 2015

111

DIRETTORE RESPONSABILE: LUIGI VICINANZA


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N. 48 - ANNO LXI - 3 DICEMBRE 2015


TIRATURA COPIE 217.100

3 dicembre 2015

113

Umberto Eco

La bustina di Minerva www.lespresso.it

Boulevard Richard Lenoir: lindirizzo del commissario


a due passi dal Bataclan. La Parigi
che amiamo anche quella del nostro immaginario

Dove abitava Maigret


LA NOTTE DEL MASSACRO parigino

sono rimasto incollato alla televisione, come tanti altri. Conoscendo bene
la mappa di Parigi cercavo di capire
dove si stessero svolgendo quegli avvenimenti, e calcolavo se nei pressi
abitasse qualche amico, quanto quei
luoghi fossero distanti dalla mia casa
editrice, o dal ristorante dove vado
abitualmente. Mi rassicuravo pensando che erano lontani, tutti sulla riva
destra, mentre il mio personale universo parigino sulla riva sinistra.
Questo non toglieva niente allorrore e allo sgomento, ma era come sapere che tu non eri salito sullaereo appena precipitato chiss dove. N in
quella notte si era ancora iniziato a
pensare che forse questo sarebbe potuto accadere anche nelle nostre citt.
Tragedia era, e non chiedetevi per chi
suona la campana: ma pur sempre
tragedia altrui.
E tuttavia ho iniziato a provare un
vago malessere quando mi son detto
che quel nome, Bataclan, lo conoscevo. Finalmente mi sono ricordato: era
infatti l che circa dieci anni fa era
stato presentato un mio romanzo, con
un bellissimo concerto di Gianni Coscia e Renato Sellani. Quindi era un
posto dove ero stato e avrei potuto
essere ancora. Poi - anzi, non poi,
bens quasi subito - ho riconosciuto
lindirizzo di Boulevard Richard Lenoir: era dove abitava il commissario
Maigret!
Mi direte che non lecito, di fronte
a eventi cos spaventosamente reali,

114

3 dicembre 2015

fare entrare in scena limmaginario.


Eppure no, e questo spiega perch il
massacro parigino abbia colpito il
cuore di tutti, anche se tremendi massacri erano avvenuti in altre citt del
mondo. che Parigi la patria di
moltissimi di noi proprio perch nella
nostra memoria si fondono citt reale
e citt immaginaria, come se entrambe ci appartenessero, o in entrambe
avessimo vissuto.
C una Parigi tanto reale quanto il
Caf de Flore, quella, che so, di Enrico
IV e di Ravaillac, della decapitazione
di Luigi XVI, dellattentato dellOrsini a Napoleone III, o dellentrata delle truppe del generale Leclerc nel
1944. Ma anche di questi fatti, diciamo la verit, ricordiamo pi levento
(cui non abbiamo partecipato) o la
sua rappresentazione romanzesca e
cinematografica?
Parigi liberata labbiamo vissuta
sugli schermi con Parigi brucia?
cos come una Parigi pi remota labbiamo vissuta vedendo Les enfants
du Paradis, cos come entrare di
notte (realmente) in place de Vosges
ci fa avvertire fremiti che avevamo
provato solo su molti schermi, cos
come riviviamo luniverso di Edith
Piaf, anche se non labbiamo mai
conosciuta, e sappiamo tutto di rue
Lepic perch ce lha raccontata Yves
Montand.
NELLA REALT che passeggiamo
lungo la Senna soffermandoci davanti alle cassette dei bouquinistes, ma

anche l riviviamo tante passeggiate


romantiche di cui abbiamo letto, e
guardando da lontano Notre Dame
non possiamo non pensare a Quasimodo e a Esmeralda. Appartiene alla
nostra memoria la Parigi del duello
dei moschettieri ai Carmelitani Scalzi,
la Parigi delle cortigiane di Balzac, la
Parigi di Lucien de Rubempr e di
Rastignac, di Bel Ami, di Frdric
Moreau e Madame Arnoux, di Gavroche sulle barricate, di Swann e di
Odette de Crcy.
LA NOSTRA PARIGI vera quella

(ormai solo immaginata) della Montmartre ai tempi di Picasso e Modigliani, o di Maurice Chevalier, e mettiamoci pure Un americano a Parigi di
Gershwin e la sua dolciastra eppure
memorabile rivisitazione con Gene
Kelly e Leslie Caron, e anche quella di
Fantomas fuggiasco lungo le fogne e,
appunto, del commissario Maigret di cui abbiamo vissuto tutte le nebbie,
tutti i bistrot, tutte le notti al Quai des
Orfvres.
Dobbiamo riconoscere che molte
delle cose che abbiamo capito sulla
vita e sulla societ, sullamore e sulla
morte, ci sono state insegnate da
questa Parigi immaginaria, fittizia e
tuttavia realissima. E quindi stata
colpita casa nostra, una casa in cui
abbiamo vissuto a lungo pi che ai
nostri indirizzi legali. Ma tutte queste
memorie ci fanno tuttavia sperar
bene, perch ancora la Seine roule
roule.