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La Grecia esce dallEuro?

Ascesa Pacifica in Oriente Stupro Etnico in Bosnia Il Suicidio di Lombardini


N6 Luglio-Agosto 2012 ilpetardo.altervista.org

Stragi di Stato
Per 15 anni una guerra occulta ha insanguinato lItalia I mandanti ieri come oggi continuano ad essere protetti

BIMESTRALE NON AUTORIZZATO DI METAPOLITICA

Anno II n6
Luglio/Agosto 2012

Direttore Editoriale
Giovanni Pili

Collettivo di Redazione
Andrea Pili Daniele Florian Fabio Cuzzola Francesco Tortora Igor Carta Jo Forma Roberto Musiu Simona Rabboni

Hanno collaborato in questo numero


Alfredo Sgarlato Claudio Truglio Roberto Rotunno

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Collettivo Culturale Anarchy in The UK

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Sommario

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Editoriale

La Contesa Pillole

61 Strage di Brindisi

Un pazzo isolato?

18 Il Bosone Incompreso 44 Avete Rotto i Coglioni!

Lettere

62 Qualcuno vol sul nido del cuculo:

Finanza creativa

Sviluppo Insostenibile
14 Sugli ultimi sviluppi in Grecia

Blogroll

64 Le industrie muovono le industrie 68 Lultimo terrestre e gli ultimi cinefili 70 Romanzo di una Strage

Misteri di Stato

Terza di Copertina
72 Rivoluzione in Siria

07 Il Caso Quirra 20 Strategia della Tensione (1^parte) 28 Gioia Tauro 34 Il Golpe Borghese 38 Strategia della Tensione (2^parte)

Rivoluzioni

53 Ascesa Pacifica

Italian Style

46 Il suicidio del giudice Lombardini

Femminismo

50 Lo Stupro etnico in Bosnia

Manganelli
E il momento delle scuse ai cittadini

Si figuri dottore, sono cose che capitano

Editoriale

La tanto attesa sentenza del 5 luglio sui crimini contro lumanit commessi nel complesso delle scuole Diaz e nella caserma di Bolzaneto non delude le nostre aspettative. Una sentenza ipocrita figlia di una legislazione che tra i suoi vuoti mai colmati e vari cavilli, assicura limpunit per qualsiasi eventuale misura violenta ai danni dei cittadini. Vittime e parenti hanno dovuto aspettare dieci anni per far si che Manganelli scendesse dalle nuvole e chiedesse scusa. C da pensare malignamente, perch siamo cattivi e dunque comunisti che questo novello San Paolo avrebbe potuto evitare di farle se non ci fosse stato alcun processo; i vari tentativi di depistaggio e insabbiamento sono falliti. Le minacce ai giudici invece hanno sortito il giusto effetto. Le esternazioni di Cicchitto (ex loggia P2, quella che depistava le indagini sulla strage di Bologna) e di Borghezio (quello che disinfettava i treni dove si sedevano gli stranieri) fanno parte della vecchia commedia allitaliana del fingersi scontenti, perch se una cosa non piace a nessuno in Italia fico. In sostanza dopo un decennio i dirigenti di polizia e dei servizi nel frattempo provvidenzialmente promossi saranno ufficialmente interdetti dai pubblici uffici per 5 anni. Condannati quasi tutti a 4 anni (con sconto di 3 per via dellindulto del 2006) non vedranno un giorno di carcere e continueranno a percepire uno stipendio. Siccome gli tocca anche pagare i danni hanno ben pensato di ricorrere a Strasburgo. Dovrebbe essere una iniziativa delle vittime. In Italia non contemplato il reato di tortura che per la sua natura dovrebbe essere imprescrittibile come lomicidio chi lanno prossimo andr a votare si assicuri che il suo candidato di riferimento proponga di inserire questo reato. Perch vedete, sostenere che i poliziotti non sono tutti uguali una banalit melensa, pi adatta ai ragazzini che si tenta di recuperare nei carceri minorili. Noi non siamo bimbi sociopatici. Noi conosciamo la statistica ed il buon senso. Trecento erano i criminali che si prestarono a questa infamia, irrompendo quella notte nella Diaz. Per non parlare degli aguzzini della caserma di Bolzaneto. Di loro non possiamo conoscere i nomi; eppure qualcuno ce li avr mandati, una bufala sostenere che non si possono identificare. Ma anche se si facesse non servirebbe a niente, perch il reato per le violenze inflitte ormai prescritto. Un po come succedeva prima per gli stupratori. Tutta questa gente continua ad indossare la divisa, sparsa nel territorio italiano. Danno saggi consigli ai loro colleghi, tutti sanno che alla luce dei fatti ancora oggi, semmai volessero sfogare qualche loro frustrazione ammazzando di botte qualcuno o meglio ancora rovinargli la salute per sempre, potrebbero farlo. Non gli succederebbe niente. Sembra un problema per la nostra sicurezza, no? Il discorso della mela marcia nel cesto vale fino a un certo punto, nella misura in cui esiste la certezza della pena. Altrimenti per quale motivo si dovrebbero arrestare i rapinatori o gli assassini? Lasciamoli liberi, tanto la maggior parte delle persone onesta. Perch preoccuparsi? Sono solo mele marce, che non devono pregiudicare la nostra fiducia nella gente. Questo mistificare e distorcere continuo una nota di fondo che continua imperterrita almeno dai tempi della strage di Piazza Fontana. Lo si nota anche in momenti insignificanti e marginali. Be la stampa che da presenza ai fatti. Non si pu pensare davvero che un intero popolo abbia scarsa memoria. Come si pu ricordare ci che non viene divulgato, o se lo si fa, attraverso distorsioni e frasi fatte? Ci fa specie un commento del sottosegretario alleconomia Polillo su La7. Questo vanta le lodi di Milton Friedman, considerandolo un grande economista. Se lo pu permettere, perch nessuno sa chi sia. Noi ne abbiamo gi parlato nel primo numero. Si trattava (grazie a dio morto) di un criminale, ch stato responsabile con la sua economia dei disastri degli episodi pi efferati della storia contemporanea, mandando in rovina leconomia dei paesi succubi degli Stati Uniti. Dal golpe di Pinochet alla Russia degli oligarchi. Il governo Monti ed in generale i bocconiani, sono allievi di Friedman? Chiediamoglielo, rimasto qualche giornalista nei paraggi?

Editoriale

Giovanni Pili

Misteri di Stato Roberto Musiu

Il Caso Quirra
Sardegna: sole e mare, nellisola felice al centro del Mediterraneo

Quirra: regione sud-orientale dellisola, famosa nel mondo per essere una terra di centenari. Immersa nella verde macchia mediterranea, la cui economia agro-pastorale ha permesso alla popolazione di vivere in armonia con la terra, conservando i saperi di una civilt che ha sempre saputo guardare avanti, senza mai dimenticare i valori essenziali della comunit. Percorrendo la strada che da Cagliari porta a Muravera, Villaputzu e poi su, fino a Perdasdefogu, passando tra i tipici canneti del Sarrabus, sembra quasi di sentire riecheggiare il suono delle Launeddas, lo strumento tradizionale distintivo della Sardegna, ha origine in questa zona. Furono oggetto di studio del grande musicologo danese Andreas Fridolin Weis Bentzon, il quale dedic la sua vita alla ricerca su questi antichi strumenti, suonati nellisola fin dal periodo nuragico.

Servit militari in Sardegna

Un territorio a grande vocazione turistica, la cui necessit fondamentale per mantenere la sua specificit, quella di non cedere mai a barattare la sua struttura endemica, in cambio di un progresso legato a regole prettamente economiche che escludono qualsiasi attitudine naturale. Sembra quasi di essere catapultati fuori da un sogno, quando si apprende che il territorio di Quirra ospita il Poligono militare Interforze

pi grande dEuropa. Presente dal 1956, teatro di addestramenti militari e sperimentazioni belliche. Con una superficie di 130 kmq a terra, si somma a quella marina e aerea (Capo San Lorenzo) che ha un estensione di 28400 kmq, superiore alla dimensione dellintera Sardegna (24083 chilometri quadrati). La Sardegna anche il territorio dello Stato italiano con una maggiore presenza di servit militari. Con 24000 ettari di suolo demaniale dedicati alla Difesa Militare, rappre-

senta il 66% dei 40000 ettari totali. La militarizzazione della terra sarda, avvenuta a seguito degli accordi tra i paesi del Trattato del Nord Atlantico dopo la seconda guerra mondiale, ha portato con s, non solo soldati e armi, ma anche tutti i rischi e gli svantaggi che accompagnano gli eserciti. Sono conosciute, ad esempio, come Sindrome del Golfo e Sindrome dei Balcani quella serie di malattie che colpiscono i veterani delle missioni militari nel Golfo Persico e nellex

Misteri di Stato
Jugoslavia: a essi vengono riscontrati disordini al sistema immunitario, sviluppano malformazioni genetiche che si ripercuotono nei loro figli, contraggono linfomi di Hodgkin e non Hodgkin e altre forme di cancro e leucemia. Parallelamente, identiche patologie si riscontrano tra la popolazione civile che vive nei pressi del PISQ (Poligono Interforze Salto di Quirra) e tra i militari che vi hanno prestato servizio. Tra linizio degli anni 80 e la fine dei 90 sono state registrati ad Escalaplano (un paese di poco pi di 2 mila abitanti) 14 casi di bambini nati con gravi malformazioni. A Villaputzu l11% della popolazione muore per varie forme tumorali. La prevalenza e lincidenza di queste malattie nella popolazione, cos alto che si arrivato a parlare di Sindrome di Quirra. Diverse analisi e studi indipendenti, eseguiti anche grazie alla collaborazione dei medici operanti nella zona, portarono allattenzione dellopinione pubblica i risultati di anni di lotta aperta contro chi ancora cercava di occultare la polemica sulle basi e sulle malattie ad esse connesse, accusando le famiglie degli stessi ammalati, di agire per interessi economici. Si trattava di una battaglia coraggiosa: chi si esponeva veniva isolato e minacciato pesantemente, chi faceva troppe domande veniva invitato ad occuparsi daltro. Antonio Pili, ex sindaco di Villaputzu e oncologo, nel 2001 chiese accertamenti sullaltissimo numero di linfomi riscontrati nellarea del suo Comune, venne improvvisamente estromesso dalla vita pubblica. Fu la prima, coraggiosa denuncia. Sempre a Villaputzu, un anno dopo, la Marcia contro la guerra vide una grande partecipazione popolare. Tra gli abitanti della zona, anche associazioni e comitati seguivano il corteo, guidato da quattro fantasmi: quattro donne sotto un lenzuolo bianco denunciavano ai megafoni ci che accadeva a Quirra, rompendo definitivamente il muro di silenzio. I movimenti popolari intrapresero un iter di azioni sistematiche che miravano allinformazione e alla sensibilizzazione, imputando la responsabilit per le gravi malattie registrate in Sardegna alle attivit belliche esercitate loro paesi che i militari trascorrono la libera uscita, usufruiscono dei servizi e comprano i souvenir. Forse a causa di questo velato ricatto che non mai stato facile per i gruppi sensibili alla causa, cogliere il loro favore. Ma gli interessi che gravitano intorno al Poligono sono molto alti, non solo a livello locale. Oltre che dalle forze militari internazionali, il PISQ vede tra i suoi clienti anche le maggiori industrie belliche mondiali. Al prezzo di 1.200.000 euro al giorno (50.000 euro lora), multinazionali produttrici di armi come: Oerlikon-Contraves, Aerospatiale, Finmeccanica, Alenia, Oto Melara, Iveco ecc, utilizzano il Poligono per le loro

La militarizzazione della terra sarda ha portato con s tutti i rischi e gli svantaggi che accompagnano gli eserciti
nei poligoni sardi. La questione di carattere puramente politico, in atto dagli anni 60 e 70, pass quindi ad un problema sanitario e ambientale. Nonostante le morti, le malattie, il continuo transito di aerei da guerra e il pericolo dei bombardamenti a due passi dalle abitazioni, la popolazione appariva inizialmente stranamente quieta e, con fatica, si riuscito a costruire un significativo fronte comune. Il poligono militare viene considerato lunica opportunit di lavoro per gli abitanti di Villaputzu e paesi limitrofi. Infatti li che molti di loro vengono assunti tra il personale civile della base, nei sperimentazioni belliche. Perdasdefogu ricava dalla concessione per lutilizzo del suo spazio comunale, circa 600/700 milioni di euro allanno. Il segreto militare e il segreto industriale hanno sempre arrestato il fervore dei familiari delle vittime, dei movimenti e delle persone che chiedevano che si facesse chiarezza sulla vicenda. Per avvalorare la tesi che vedeva nella presenza militare il motivo di una cos alta incidenza di tumori e alterazioni genetiche, era necessario poter provare scientificamente questi dati. Nello specifico, con riferimento ad altri studi

effettuati dagli scienziati americani sui reduci delle guerre nei Balcani, in Medio Oriente e in Somalia, si ipotizzava la causa delle malattie nellutilizzo di armi alluranio impoverito, non tanto per le radiazioni emanate da questi prodotti dellindustria nucleare, quanto per le polveri composte da nanoparticelle metalliche, prodotte dalle esplosioni delle cariche. La dottoressa Antonietta Gatti, tra i massimi esperti di nano-patologie, ha condotto studi approfonditi a riguardo. Afferma che queste nanoparticelle, hanno la capacit di insidiarsi addirittura allinterno delle cellule e del loro nucleo. Questo tipo di polveri non possono che essere un prodotto dellattivit industriale e, nella zona di Quirra, questo tipo di inquinamento pu scaturire esclusivamente dallattivit bellica svolta allinterno del Poligono: lo stesso inquinamento che venne prodotto durante le guerre balcaniche e mediorientali, da cui sono nate le medesime patologie. Tutto trova conferma nellin-

dagine anamnestica svolta dai veterinari delle ASL che, dallesame sugli allevamenti ovini, rileva linsorgere contemporaneo di problematiche genetiche (malformazione) negli animali e gravi malattie tumorali nelle persone che si occupano della conduzione degli allevamenti intorno alla zona perimetrale della base militare di Capo San Lorenzo nei territori di Quirra. Con il trascorrere del tempo, i dati interessano percentuali sempre maggiori della popolazione. Per anni queste polveri contenenti torio, piombo, bario, cromo e altri metalli pesanti, si sono propagate nellaria e nei terreni militari che, nei periodi in cui non sono previste esercitazioni o sperimentazioni, vengono aperte al pascolo delle greggi. In questo modo la catena alimentare risulta contaminata e gli effetti sono immediatamente riscontrabili negli animali da allevamento: il feto non si completa - afferma un allevatore della zona, nascono agnelli con due teste o altre gravi malformazioni. Nel lungo periodo, il rischio

tende addirittura ad aumentare: le sostanze radioattive, infatti, esprimono la loro massima potenzialit dopo 35 anni dalla contaminazione. Le autorit competenti, in questi anni hanno continuato a nominare commissioni parlamentari di inchiesta e disporre monitoraggi sul territorio, finanziati con milioni di soldi pubblici, per verificare la possibilit di un nesso tra le morti che accomunano i militari che hanno riscontrato la Sindrome dei Balcani, con quelle avvenute nella zona di Quirra. In questo contesto il Ministero della Difesa appare sempre nelle vesti del controllato sia del controllore e i risultati prodotti si rivelano continuamente insoddisfacenti, definiti dalle associazioni popolari: infiniti e mirati a non trovare quello che si vuole non trovare. Tutto sembrava fosse trascinato nel tempo solo per tenere a bada lopinione pubblica e la stampa, che gi iniziava a divulgare interviste e dossier, con laiuto di chi da sempre lottava per avere delle risposte.

Misteri di Stato

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Per anni queste polveri contenenti torio, piombo, bario, cromo e altri metalli pesanti, si sono propagate nellaria e nei terreni militari
Grazie al grande interesse e la costante mobilitazione dei comitati come Gettiamo le Basi, guidato dalla irriducibile Mariella Cao; delle associazioni degli ammalati civili e militari; dei movimenti indipendentisti come iRS e Sardigna Natzione; il Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, sta finalmente riuscendo a districare la matassa. La Procura di Lanusei apre uninchiesta per omicidio plurimo con dolo, violazioni ambientali, omissione di atti dufficio per mancati controlli, uso e detenzione ille-

gale di armi da guerra. Nel PISQ sequestra due discariche abusive di materiale bellico e del materiale radioattivo (uranio 238, trizio e radio 226) custodito illegalmente nei magazzini del Poligono e nei depositi delle aziende private. Vengono acquisite documentazioni, fino a quel momento protette dal segreto militare e industriale.

Perdasdefogu Walter Mura; il responsabile del servizio di prevenzione del poligono Walter Carta. Il sospetto quello di una macchinazione atta a negare linquinamento del Poligono, con controlli ambientali manovrati e un sistema di consulenze e incarichi, nominati per garantire la copertura. Oltre che dallutilizzo di missili Milan, contenenti sostanze altamente dannose, linquinamento sarebbe stato provocato anche dallo smaltimento di residui bellici, ufficialmente fatti brillare per laddestramento degli artificieri. Molte sostanze cancerogene avrebbero, inoltre, contaminato il terreno e le falde acquifere, a causa della creazione di discariche abusive (come quella di Is Pbiris), finendo nei fiumi utilizzati per labbeveraggio delle mandrie e dei pastori e determinandone la morte. Nelle ossa delle salme di questi pastori, riesumate per le indagini, stato trovato torio radioattivo.

Per il momento, sono 20 gli indagati per i quali stato chiesto il rinvio a giudizio, fra i quali: i generali Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci; i colonnelli Gianfranco Fois e Fulvio Ragazzon; i componenti della Commissione Difesa Giuseppe Di Donato, Vittorio Sabbatini, Vincenzo Mauro; i docenti universitari Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni, Antonello Di Lella; i chimici Sgs Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani; il medico Pierluigi Cocco; lex sindaco di

Tutto questo conferma lesistenza della Sindrome di Quirra. La richiesta di rinvio a giudizio per falso ideologico allomissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri, e ancora allostacolo aggravato alla difesa da un disastro, riportano inconfutabilmente ad una causa certa e provata. Nel palcoscenico politico non mancano i primi slanci per sfruttare loccasione di candidarsi a salvatori della patria. I palesi sentori di una soluzione drastica per il Poligono, portarono gi il Parlamento italiano a promettere la chiusura qualora risultasse un collegamento tra le attivit militari e lincidenza di tumori, ignorando spudoratamente il principio di precauzione, e dando avvio quella serie di inutili e fasulli monitoraggi ambientali. Ora, la formula apparentemente decisiva quella celebrata dal senatore del PD Gian Piero Scanu, approvata allunanimit dalla commissione parlamentare dinchiesta sulluranio impoverito, di bonificare e riconvertire il Poligono militare trasformando un rischio per la salute delle persone e degli animali e di inquinamento ambientale, in una grande opportunit - si legge ne LUnione Sarda con la riconversione di quei siti a fini industriali, nei quali favorire linsediamento di aziende di caratura nazionale e internazionale fortemente connotate dalla propensione a investire in alta tecnologia, anche a scopi militari, per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di sistemi di difesa elettronica e aerospaziale. Si passer, quindi, dal lancio di missili, alla simulazione di guerra elettromagnetica e laddestramento alla guida degli aerei drone telepilotati, per 4 dei quali nel 2008 sta-

to contrattato lacquisto dalla Difesa italiana, per 330.000 milioni di Dollari. Ma linchiesta della Procura di Lanusei ha gi messo in evidenza anche la pericolosit dei Radar, alla cui esposizione a certe frequenze si potrebbe incorrere al danneggiamento delle cellule umane in maniera irreversibile.

La Sardegna ha una grossa rilevanza strategica per lo Stato italiano. Chiss quante commissioni dinchiesta dovranno ancora essere istituite, perch anche i sardi che ci abitano possano vedere rispettati i loro diritti umani fondamentali e gli venga restituita la loro terra, pulita.

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Andrea Pili

Sullorlo del baratro, ma forse una via duscita c

Grecia

Le elezioni legislative greche dello scorso 17 giugno hanno consegnato il governo nelle mani di Nea Demokratia (ND, partito di maggioranza relativa) e del Pasok; gli stessi partiti responsabili della crisi greca hanno ricevuto la delega per far uscire il paese dalla stessa. Il partito della sinistra radicale Syriza divenuto il secondo del paese, avendo perso soprattutto a causa della demonizzazione messa in atto dalla Santa Alleanza Europeista, dallapparato ideologico di Stato oltre che dellostracismo degli altri partiti della Sinistra (Dimar nella maggioranza di governo e gli stalinisti del Kke, per il quale Alexis Tsipras sarebbe una sorta di traditore e arrivista).

Sviluppo Insostenibile
A vincere le elezioni greche stata non solo lirrazionalit insita in tutte le elezioni politiche occidentali della alternanza democratica tra i partiti di sistema ma anche luso del terrore come arma contro lavversario politico: se vince Syriza la Grecia uscir dallEuro e dunque il paese andr incontro ad una catastrofe (come se la Grecia non ci fosse gi dentro). A nulla servito il fatto che Tsipras abbia sempre negato di voler portare il paese fuori dallEuro, mantenendosi, invece, fermo sul rifiuto dei piani dausterit e la rinegoziazione del debito. La Sinistra radicale greca ha spaventato i detentori dello status quo europeo a causa di alcuni punti del suo programma, veramente alternativi: aumento delle imposte a grandi imprese e redditi oltre il mezzo milione di euro; proibire i derivati finanziari speculativi; combattere la fuga di capitali allestero; nazionalizzazione delle banche; nazionalizzazione delle ex-imprese pubbliche; sottoporre a referendum vincolanti i trattati europei; ritiro delle
Samaras: attuale capo del governo greco

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truppe greche allestero; abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele; uscita dalla NATO e chiusura di tutte le basi militari straniere. Tuttavia, i greci hanno scelto di continuare con le stesse politiche che hanno messo in ginocchio il paese. Ma il pericolo uscita dallEuro veramente scongiurato? Ovviamente no. Significativo latteggiamento del nuovo

come si fatto nei due anni precedenti, si prosegue con lausterit e con i prestiti vincolati ad essa, al fine di far credere ai mercati che lUnione ha la situazione sotto controllo
governo Samaras, il quale ha chiesto una proroga fino al 2016 per raggiungere lequilibrio dei conti pubblici senza riduzione di salari, pensioni ed investimenti pubblici; Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha rifiutato di discutere la questione. Ma cosa prevede Pare evidente che le attuali politiche stiano danneggiando leconomia della Grecia, le previsioni per questanno sono eloquenti: -5% del Pil, 20% di disoccupazione, -20% dei redditi di lavoro privato (gi nel 2011 fu -25% rispetto al 2010). Come mai sono stati elaborati dei programmi eco-

il piano di rientro della troika? Ulteriori tagli in cambio di 130 miliardi; come si fatto nei due anni precedenti, si prosegue con lausterit e con i prestiti vincolati ad essa, al fine di far credere ai mercati che lUnione ha la situazione sotto controllo. In sostanza, necessario ufficializzare il fallimento della Grecia al pi tardi possibile, attendendo che lItalia e la penisola iberica si mettano a posto, evitando il contagio.

Nessuno pu dire con certezza cosa succederebbe se la Grecia ritornasse alla dracma
nomici che anzich risolverli stanno aggravando i problemi della Grecia, tanto da condannarla consapevolmente alla recessione? La risposta ce la fornisce Paul Krugman, economista premio Nobel nel 2008 e che, allinizio del secolo, aveva previsto limminente avvento di una crisi economica; secondo lui, gli economisti contemporanei sono stati relegati alla funzione di psicologi spiccioli, impegnati non per migliorare leconomia di un paese ma per elaborare delle politiche che tranquillizzino gli investitori. Cos, in nome del Mercato, val bene distruggere la Grecia. Lo stesso Krugman, in un recente pensiero espresso nel New York Times, ha espresso disappunto per la vittoria di ND, affermando - inoltre che la Grecia uscir dallEuro lo stesso; noi possiamo solo dargli ragione, visto che difficilmente una Grecia produttivamente a pezzi potr rispettare i parametri europei, specie dopo lirruzione del Fiscal Compact. paese prosegu per molti anni tra gravi problemi. Tuttavia, a differenza dellopinione convenzionale per cui chi parla di uscita dallEuro sarebbe uno svitato o un ignorante, vi sono autorevoli economisti che sostengono tale prospettiva. Questi sostengono che lunico modo per risollevare la situazione dei paesi critici sia una svalutazione controllata, la quale farebbe ripartire leconomia nazionale rilanciando le esportazioni e ponendo fine a questa continua discesa nella povert; questa la posizione di economisti controcorren-

te come Serge Latouche o Loretta Napoleoni, ma anche di economisti che a fatica potremmo considerare rivoluzionari, come Paolo Savona o Kenneth Rogoff. Questultimo stato capo economista del Fondo Monetario Internazionale ed un grande studioso delle crisi finanziarie; intervistato da Der Spiegel sostiene che la crisi contemporanea sia soprattutto una crisi del debito e ritornare ad una moneta svalutata significherebbe ridare vigore alleconomia con un debito nel groppone decisamente meno grave; inoltre sarebbe possibile rimanere dentro lUnione pur essendo fuori dallEuro, in tal modo si potrebbe usufruire degli aiuti necessari e anche ritornare nella moneta unica

Tsipras: il leader di fatto dellopposizione greca

Uscire dallEuro sarebbe una catastrofe? Nessuno pu dire con certezza cosa succederebbe se la Grecia ritornasse alla dracma, non essendoci alcun precedente e dato che lo stesso processo di integrazione nella moneta unica considerato irreversibile, luscita dallEuro non contemplata dalle attuali norme europee. Forse lunico precedente cui ci si pu rivolgere quello dellArgentina di venti anni fa, la quale sotto il governo Alfonsin emesse una nuova moneta (lAustral) svalutata; il risultato non fu dei migliori, visto che si gener uniperinflazione ed il

Sviluppo Insostenibile

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una volta che i paesi si saranno stabilizzati. Recentemente il trio Monti-Rajoy-Hollande riuscito ad imporsi ed a convincere lEurogruppo ad attuare il cosiddetto scudo antispread; ci prevede che il fondo salva stati debba intervenire nellacquisto di titoli di Stato dei paesi critici al fine di diminuire il livello di spread. Tale misura pu essere attuata solo a favore di quei paesi che hanno elaborato dei piani dausterit e di riassetto dei conti pubblici. Proprio questo vincolo attenua lefficacia che un tale provvedimento potrebbe avere sulla Grecia: si pagherebbero meno interessi sul debito ma continuando nella distruzione delleconomia reale. La situazione greca in continua evoluzione. Conti-

nueremo a seguirla. Possiamo solo dire che se la soluzione quella del ritorno alla dracma, occorre fare presto e con decisione. Infatti, recenti crisi come quella messicana o asiatica insegnano che non si risolverebbe nulla con una svalutazione tardiva e tenue.

Francesco Tortora

Il Bosone Incompreso
scoperto il bosone di Higgs ma il libretto di istruzioni in svedese
tratta delle solite semplificazioni giornalistiche, in Italia alquanto frequenti, proprio perch c poca istruzione scientifica: un cane che si morde la coda, da una parte si chiedono spiegazioni molto semplici, allo stesso tempo, ci si lamenta delle esemplificazioni eccessivamente piatte in ambito scientifico. In tutto questo, ci sono gli editori i quali per vendere qualche copia di pi in edicolaspingono i propri collaboratori ad usare perifrasi e costruzioni Si verbali immaginifiche al punto di coniare slogan sempre pi risibili come- questa volta- la definizione di particella di Dio, scomodando lAltissimo, il quale pure aveva scritto nelle Tavole della Legge il Secondo Comandamento Non pronunciare il nome di Dio invano. Tant vero che sia Peter Higgs, che aveva immaginato lesistenza di questa particella (che ora porta il suo nome) gi nellestate del 1964 (solo con carta e penna e nella incredulit spocchiosa degli scienziati), sia tutta la Comunit Scientifica internazionale, si sono giustamente lamentati di tale definizione che svilisce limportanza della scoperta ed il valore umano insito in tali sforzi indirizzati allambito della cosiddetta ricerca di base. Si tenga conto del fatto che solo per catturare limpronta del bosone di Higgs c voluto lacceleratore di particelle pi potente del mondo, il Large Hadron Collider, un tunnel sotterraneo lungo 27 chilometri, che lambisce il lago di Ginevra e le pendici del Giura, che

Pillole
ha iniziato a scagliare protoni incessantemente luno contro laltro nel 2008, dopo 20 anni di costruzione e 10 miliardi di spesa. Scrive in tal proposito www. repubblica.it: La lunga attesa per mettere nel sacco il bosone di Higgs dovuta in buona parte alla necessit di costruire questo gioiello della tecnologia, in cui lEuropa ha nettamente scavalcato gli Stati Uniti e a cui lItalia partecipa con 3mila dei circa 10mila scienziati attraverso lIstituto nazionale di fisica nucleare. Tre dei quattro esperimenti che studiano i frammenti di particelle generati dalle collisioni fra i protoni sono attualmente guidati da fisici italiani. Fabiola Gianotti in particolare responsabile di Atlas, un gigante da 7mila tonnellate e 48 metri capace di individuare il passaggio di particelle di dimensioni infinitesime. Questo rivelatore, insieme al gemello Cms, ha dato la caccia per 18 mesi alle impronte lasciate dal bosone di Higgs. Sempre www. repubblica.it chiarisce limportanza di questa particella: Senza quel minuscolo frammento di materia teorizzato dal fisico scozzese in appena tre settimane estive del 1964, tutte le particelle elementari delluniverso sarebbero infatti state prive di massa. Ma la massa sorgente di forza di gravit. E senza la forza di gravit descritta da Newton non c attrazione fra gli atomi, le molecole, le stelle, i pianeti e gli esseri viventi. Il bosone di Higgs appena scoperto al Cern una sorta di colla che tiene insieme luniverso, ed anche per questo che si guadagnato il soprannome di particella di Dio, con un termine poco amato dai fisici e giudicato dallo stesso Higgs inutilmente offensivo nei confronti di alcuni credenti, ma ormai diventato irreversibilmente popolare. Ecco, quindi, limportanza del Bosone di Higgs: tenere insieme la Materia e darle una massa. Senza questa essenza intrinseca, la materia stessa sarebbe solo una brodaglia universale, anzi, una nuvola di molecole e particelle che vagherebbero per sempre nellInfinito, senza alcun addensante e quindi dispersa nellUniverso, nel Tutto (o nel Nulla, dipende dai punti di vista).

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Giovanni Pili

Strategia della Tensione (1^parte)


prove tecniche di golpe

12 dicebre 1969 Piazza Fontana Quel che avviene quel venerd alle 16:30 a Milano in Piazza Fontana passato alla storia come la madre di tutte le stragi. Si discute anche su Portella della Ginestra come possibile banco di prova, ma un tutto dire. Dalla testimonianza del tassista, Cornelio Rolandi, che lo ha condotto in prossimit della Banca dellAgricoltura quel giorno, luomo che porta la borsa una Mosbach & Gruber nera vestito come il protagonista di un romanzo di Le Carr: impermeabile e cappello. Sa come muoversi e come non dare nellocchio.

Misteri di Stato
La banca ancora aperta nonostante sia passato lorario di chiusura perch c il mercato agricolo. Lesplosione potentissima, crea un fosso e squarcia la cupola di vetro. Il tavolo ottagonale al centro della hall si polverizza; due persone volano fuori in mezzo alla strada. Le schegge della cupola investono i passanti. Poco lontano in Corso Vittorio Emanuele un uomo coperto di ferite e ustioni corre disperato. in stato di shock. Dentro la banca brandelli di corpi dappertutto, alcuni sono ancora vivi, urlano, chiamano la mamma. Ci sono persone che sono state letteralmente liquefatte. 16 morti, pi 1 altro a seguito dei traumi riportati quel giorno. 86 feriti, tra cui un bambino che riversa in gravi condizioni; si salver ma vivr per sempre senza una gamba. Da quel giorno in poi, le stragi di stato si riconoscono anche per i clich inaugurati da inquirenti e depistatori. Prima si pensa allesplosione di una caldaia (ipotesi riciclata anche per la strage di Bologna) poi tocca agli anarchici (eterno jol-

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gli autori di questi attentati si aspettavano la creazione di uno stato di emergenza che preparasse il terreno per un golpe
ly della polizia politica) il motivo per cui vengono sempre tirati fuori dipende anche dal fatto questa storia ne una dimostrazione che alcuni militanti dellestrema sinistra altro non sono che agenti in incognito o semplicemente degli squilibrati manovrati, tenuti sotto osservazione, a cui si lascia fare. Magari il sospetto che qualche pesce ti scivoli dalle mani resta. Se poi si mette di mezzo una parte deviata dello stato, le cose si complicano. Ci dispiace, cose che capitano . E un periodo caldo. Ad un anno dal 68, la DC ha gi dovuto cambiare tre governi. Forse gli autori di questi attentati si aspettavano la creazione di uno stato di emergenza che preparasse il terreno per un golpe. Solo ipotesi, illazioni. Sta di fatto che come da copione si indaga subito sugli anarchici. 150 militanti di estrema sinistra vengono arrestati, le loro abitazioni perquisite. Forse un eventuale golpista si sarebbe aspettato arresti pi massicci in tutta Italia? Chi lavrebbe detto che il pressapochismo delle istituzioni potesse rivelarsi una valida arma contro minacce autoritarie. Il vice commissario Luigi Calabresi interroga i militanti del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, in Via Scaldaso-

Lo stesso giorno, alla stessa ora, scoppiano altre tre bombe a Roma; due nellaltare della patria e una in una banca. In tutto 18 feriti e nessun morto. Una quinta bomba viene trovata invece, sempre a Milano, nella Banca Commerciale della Scala. Verr fatta scoppiare altrove dagli artificieri, vanificando ogni possibilit di raccogliere indizi importanti.

Il commissario Luigi Calabresi

le. Sono caricati tutti su di un cellulare della polizia politica (odierna DIGOS); Giuseppe Pinelli, il pi anziano del gruppo, li segue in moto. Gran parte di loro verranno trasferiti immediatamente in carcere. Pinelli verr trattenuto tre giorni, quando muore il suo fermo Lanarchico Giuseppe Pinelli era scaduto gi da 24 ore. Ci dispiace, cose che capitano . Che si fosse buttato dalla finestra di sua iniziativa o che lo avessero aiutato nella decisione poco importa. Sappiamo per certo che se Pinelli fosse stato rilasciato a mandato scaduto, se gli fosse stato concesso di dormire, non sarebbe successo. I responsabili impuniti di questa nella migliore
Pietro Valpreda

delle ipotesi induzione a suicidio sono i carabinieri Sabino Lograno (tenente) e i brigadieri Mainardi, Mucilli, Caracuta e Panessa. Anche Calabresi ha la sua quota di responsabilit, non essendosi accorto dello scadere del fermo. Inoltre si tentato di mettere pesantemente in crisi lo stato mentale di Pinelli facendogli presente una fantomatica confessione del compagno Pietro Valpreda.

Sospettato anche per i precedenti attentati (le bombe del 25 aprile 1969 e gli attentati ai treni dellestate 1969) Valpreda viene prelevato con la forza in modo del tutto gratuito senza la possibilit di chiamare un avvocato. Come del resto capitato anche a Pinelli e ai suoi compagni. Aveva fondato il circolo 22 marzo. E lo stesso nome del circolo i cui militanti si occuparono della Strage di Gioia Tauro. (cfr. articolo di Fabio Cuzzola, pag. 28) Ma le somiglianze non finiscono qui, infatti in entramMario Merlino

Misteri di Stato
bi i circoli risulter un infiltrato della destra eversiva, con tanto di precedente presenza ad una delegazione, guidata da Pino Rauti, nella Grecia dei Colonnelli. Nel caso del circolo di Valpreda si tratta di Mario Merlino. Altre illazioni, colpi di paranoia. Pu darsi. Siamo al 16 dicembre, per un giovane Bruno Vespa non ci sono dubbi: stato Valpreda, sbraita entusiasta per lo scoop. Non il solo. Tutta la stampa si allinea in questa campagna denigratoria. Il giornalista Giorgio Zicari del Cor- Stefano Delle Chiaie: Avanguardia Nazionale riere della Sera il pi zelante, anni preziosi. sempre sul pezzo, sembra quaFa pensare si che anticipi le mosse degli inche proprio quirenti. Infatti, come si scopriGiorgio Zicar in seguito, Zicari un uomo ri il giornadei servizi segreti. Il tassista lista sempre Rolandi viene chiamato per un sul pezzo confronto allamericana: Valcolui che aiupreda stravolto dagli interta fortemente rogatori, i vestiti sgualciti, non questa svolta ha potuto nemmeno radersi. delle indagini, Gli altri accanto a lui sono tutti trovando il depoliziotti della politica, rasati posito darmi di fresco in giacca e cravatta. che sarebbe A Rolandi era stata fatta gi stato usato vedere una foto di Valpreda, dagli attentache a quanto pare presentava tori (come vequalche somiglianza con latdremo dopo, tentatore da lui trasportato. E si tratt di una cos che verr incastrato. segnalazione di Marco PozNel circolo di Valprezan) e lo stesso da oltre a Merlino, ex fascista tassista Rolan conoscente di Stefano Delle di. Eppure in Chiaie (Avanguardia Nazionaquesto mare le) col quale partecip alla gi c o n fo r m i sta citata delegazione in Grecia della stampa troviamo anche Andrea Ippoliti italiana diver(poliziotto infiltrato) e Serpieri, si intellettuali uomo del SID, lorgano che cocome Bocca, ordina i servizi segreti. Pansa, Staia Emb? . no, e diversi altri, non ci Nonostante Valpreda stanno e per avesse un alibi (era a letto mala prima volta lato, con linfluenza cinese) e pronunciano Giovanni Ventura ci fossero chiari elementi che il concetto di Strage di Stato. invalidassero il metodo del riconoscimento, si perdono due La vera svolta alle inda-

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gini (ed questo un bivio importante senza il quale Valpreda sarebbe ancora in galera) si deve al professore trevisano Guido Lorenzon, segretario locale della DC. amico di Giovanni Ventura, piccolo editore di estrema destra. Questo gli confida di essere implicato nelle bombe ai treni, cos gli rivela di essere stato lui ad aver messo la bomba di Piazza Fontana. Secondo Ventura il suo gruppo stava preparando un golpe militare. Questi dati sono corroborati dallindagine parallela che sta nel frattempo svolgendo il commissario Iuliano nei confronti di due amici di Ventura; Franco Freda (della Libreria Ezzelino) e Massimiliano Facchini (consigliere del Movimento Sociale). Iuliano arriva a loro dopo aver sorpreso un loro militante in possesso di una granata. Questo per accusa il commissario di avergliela fornita un suo uomo davanti allingresso di casa. Scatta una campagna denigratoria per mezzo stampa anche contro Iuliano, che nel mentre viene sospeso dal servizio. Il custode del palazzo dove risiede il militante, il carabiniere in pensione Alberto Muraro, scagiona il commissario, sostenendo di aver visto il ragazzo uscire senza incontrare nessuno. Questo in un secondo momento ritratta, ma il magistrato non gli crede e lo convoca ugualmente. Due giorni prima di presentarsi per essere interrogato, Muraro cade dalla tromba delle scale e muore. Ci dispiace, cose che capitano . Intanto Iuliano viene reintegrato e trasferito lontano, molto lontano. Luniverso dei movimenti di estrema destra era

Secondo Ventura il suo gruppo stava preparando un golpe militare


1943 e riorganizzato nel marzo 1949; sciolto ufficialmente nel 1965, ma attivo ancora fino al 66, verr rimpiazzato dal SID) e dallo Stato Maggiore della Difesa. Gladio, NATO, SID, CIA. Organizzazioni che si compenetrano come in una matriosca. Nel 1951 in tutti i paesi della NATO viene attuato il piano denominato Stay Behind. Ribattezzato dai servizi italiani come Gladio. E qualcosa di pi, una organizzazione di mezzi e persone. In Italia il piano si concretizza nel 1956 con un accordo tra il SIFAR e la CIA. Doveva arruolare diversi volontari di provata fede anticomunista; da addestrare per una eventuale guerriglia e azioni di sabotaggio in difesa dello status quo. Emblematica

molto variegato, tre dominavano su tutti: il Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese; Ordine Nuovo di Pino Rauti; Avanguardia Nazionale di Stefano delle Chiaie. Sappiamo che un anno dopo Borghese tenter un colpo di stato (cfr. articolo di Igor Carta, pag. 34). Tutti questi gruppi si ispirano al regime dei colonnelli in Grecia. Nel 1965 lIstituto Luigi Polio per gli Affari Strategici tiene un convegno sulla minaccia del comunismo. Ci sono anche Merlino e Rauti. Si parla anche di una eventuale cintura di regimi fascisti che unisse i governi di Lisbona, Spagna, Italia e Grecia. Il convegno finanziato dal SIFAR (di origine mussoliniana, venne acquisito dagli americani l8 settembre

Pino Rauti: Ordine Nuovo. Il suo nome compare sempre.

la scelta del nome Gladio, dal momento che il SIFAR composto da ex-fascisti ed il gladio sostituiva le stellette nelle divise dei militari della Repubblica di Sal. Il generale De Lorenzo, capo del SIFAR arruoler pi di 600 gladiatori il numero esatto

Junio Valerio Borghese: Capo del Fronte Nazionale. Secondo la pista golpista potrebbe essere stato uno dei mandanti della strage.

Misteri di Stato
non lo sapremo mai probabilmente erano molti di pi. Dal momento che si temeva una eventuale invasione sovietica, tenendo conto anche del fatto che in Italia esisteva il pi potente partito comunista dellOccidente e che registrasse un avanzamento nei consensi elettorali, il punto ideale dove raccogliere risorse umane era il Nord Est, in diretto contatto con la Cortina di Ferro. Tra il 1959 ed il 63 proprio in queste regioni che verranno allestiti il maggior numero di depositi darmi di Gladio. Secondo Indro Montanelli queste erano custodite in contenitori a chiusura ermetica Si trattava di fucili automatici, esplosivi, munizioni, bombe a mano, pugnali, mortai da 60 millimetri, cannoncini da 57 millimetri, radio riceventi e trasmittenti Gladio avrebbe dovuto operare in sei branche: informazioni, sabotaggio, propaganda e resistenza generale, radiocomunicazioni, cifra, [criptazione e decriptazione (Nda)] sgombero di persone e materiali. Una base esterna di ripiegamento era stata approntata in Sardegna (cfr. Montanelli, Cervi, Storia dItalia del Novecento, Fabbri Editori, 1998, pag. 445. Grassetto e quadre del sottoscritto). Questi depositi venivano denominati Nasco, si stima che fossero in tutto 139, di questi ne verranno scoperti 127. Di tutti gli altri non si sa niente; alcuni possiamo immaginare come sono stati utilizzati. Curiosa la presenza dellex nazista Garrin Serrac in Italia in quei giorni. Dirige la AGI Interpress a Lisbona, ufficialmente una agenzia di stampa, in realt si trattava di una cellula della CIA. Non lunica stranezza; a Castel Franco Veneto, in un edificio in ristrutturazione, viene trovato uno di quelli che solo oggi conosciamo essere uno dei 139 Nasco di Gladio. In questo locale si trova un istituto per ciechi diretto da Marco Pozzan il quale fa delle rivelazioni importanti: secondo lui le armi sarebbero appartenute a Giovanni Ventura, nel suo istituto sarebbero avvenuti degli incontri dove si pianificarono gli attentati ai treni a Milano e a Roma. Tra i presenti spiccano i nomi di Pino Rauti (che riesce a fornirsi un alibi grazie alla testimonianza dei colleghi di redazione) e di un fantomatico giornalista. Salta fuori poi, che Franco Freda risulta aver acquistato 60 timer per lavastoviglie, identici a quelli usati per gli attentati.

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Il neonazista Franco Freda in aula per il processo sulla strage di Piazza Fontana

Si tratta dello stesso Freda su cui indagava il commissario Iuliano. Che volesse convertire la sua libreria in una lavanderia? . Non solo, gli inquirenti si mettono anche a indagare riguardo le valigie utilizzate. Le Mosbach & Gruber sono valigie molto pregiate, non se ne trovano tante in giro. Vengono fabbricate in Germania. Cos lavorando per esclusione salta fuori che una partita di cinque valigie (quattro nere e una marrone) risultano essere state acquistate da una stessa persona in un negozio di Padova. Quando contattano il negoziante questo sa gi perch si interessano a quella vendita, che lui ben ricorda, anzi, erano anni che aspettava quella telefonata! Aveva gi fatto tre anni prima una segnalazione alla polizia, che rimase inascoltata. Eppure agenti della polizia politica andarono

a sentirlo; probabilmente solo per assicurarsi che quel dettaglio non fosse divulgato. Il loro rapporto per esiste ancora, era rimasto a fare la polvere negli archivi dellufficio affari riservati. Intanto Giovanni Ventura crolla e comincia a parlare. E in possesso di documenti dei servizi segreti e a quanto sostiene sarebbe stato ingaggiato da un certo Agente Z. Si tratta del giornalista Guido Giannettini, (quel fantomatico giornalista di cui parla Marco Pozzan, dellistituto per ciechi) autore assieme a Pino Rauti del saggio Le mani rosse sulle forze armate ed era presente anche lui al convegno tenuto dallIstituto Polio allHotel dei Principi. Sar Andreotti a bruciarlo assieme ad un altro collega, quel Zicari del Corriere di cui abbiamo gi accennato. Dopo tre anni di buio totale una improvvisa ventata di indizi e prove, che si corroborano tra loro, ma presentano ancora numerose falle. Una sola cosa certa: gli attentati sono opera di militanti neofascisti appoggiati da pezzi deviati dei servizi segreti. Pino Rauti nei limiti di quel che sappiamo moralmente responsabile. Sia Pozzan che Giannettini spariscono nel nulla. Non una magia, si tratta di una prassi che nel gergo dei servizi si chiama esfiltrazione (il contrario di infiltrazione) ad effettuarla sar Antonio La Bruna, capitano dei servizi, dirige la Turris Cinematografica a Roma. Solo una copertura. Il processo si apre nel

si pu ipotizzare anche una guerra nei servizi; il SISMI e la CIA contro pezzi deviati dellex SIFAR e del SID
1977 e si protrarr fra alti e bassi fino al 2004 senza concludere niente. Restano in carcere Freda e Ventura, ma solo per gli attentati ai treni. Si pu ipotizzare a questo punto che prima di Piazza Fontana questi gruppi facessero azioni spontanee, che gli hanno fatto conquistare volenti o nolenti lattenzione dei servizi e degli uomini di Stay Behind.

Intanto il giudice Guido Salvino conduce una inchiesta su Ordine Nuovo, movimento dal quale Pino Rauti si era nel frattempo allontanato. . Torni a bordo cazzo!

Entra in gioco un nuovo personaggio ex ordinovista; Vincenzo Vinciguerra, che sta in galera, perch reo confesso della strage di Peteano, compiuta assieme a Carlo Cicuttini nel 1972. Fece quellattentato perch in polemica con la linea intrapresa dai suoi camerati, i quali avevano legami con pezzi delle istituzioni. Effettivamente molto strano (ma comodo e remunerativo) pretendere di fare la rivoluzione a braccetto coi carabinieri. Vinciguerra fa i nomi di altri agenti dei servizi, infiltrati dentro Ordine Nuovo. Uno di questi Martino Siciliano, esfiltrato a Parigi dal 79. Lo trovano e confessa di essere stato un agente del SISMI, il servizio di controspionaggio militare. Laltro agente era Carlo Di Giglio, nome in codice Erodoto, informatore della CIA. Aveva come copertura la qualifica di dirigente del poligono di

Misteri di Stato
Mestre, si sa anche che fosse esperto di esplosivi. Anche lui non si fa pregare ed ammette il suo ruolo. Ora le cose si fanno pi interessanti, ma anche pi complicate, nel senso che si pu ipotizzare anche una guerra nei servizi; il SISMI e la CIA contro pezzi deviati dellex SIFAR e del SID assieme ai principali movimenti eversivi di estrema destra. Oppure i primi avrebbero inquinato questi ultimi facendogli credere a pi riprese della possibilit di attuare un colpo di stato. Col semplice scopo di gettare lopinione pubblica nello sconforto, spingendoli a volgere le preferenze elettorali verso i partiti moderati, isolando gli estremismi opposti. Evidentemente tanto una dittatura comunista (credibile a malapena solo nel primo ventennio del dopoguerra) quanto una fascista in Italia, non erano ben visti allinterno della NATO. Cio dagli americani. A questo punto entrano in scena gli ultimi personaggi. Edgardo Bonazzi, in galera per lomicidio di un membro di Lotta Continua si sente con Giannettini durante lora daria nel penitenziario di Nuoro, questo gli avrebbe confidato che a mettere la bomba a Piazza Fontana, come nei treni, sarebbe stato Delfo Zorzi. Questo personaggio verr ripescato dagli inquirenti anche per la bomba alla stazione di Bologna, dove oltre al clich della caldaia troviamo anche quello dalla valigetta esplosiva. Certo si pu pensare che dietro le due stragi ci siano uno o pi autori in comune. Quello su cui non ci capacitiamo come un agente dei servizi come Giannettini sia cos ingenuo da confidare cose del genere a un ergastolano. C da dire comunque che le rivelazioni di Bonazzi sono corroborate da quelle di Di Giglio, linformatore CIA. E ancora ci chiediamo se sia un lavoro di controspionaggio pulito, o se va inteso nellottica di un inquinamento informativo, come gi ipotizzato sopra. Zorzi dal 74 vive in Giappone a Tokyo, un miliardario ed ha la cittadinanza giapponese dal 1984, ha cambiato il suo nome in Hagen Roi. Con lui vengono imputati anche gli ex ordinovisti Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Condannati allergastolo nel 2001 e assolti nel 2004. La sentenza riconosce comunque la connivenza di tutti gli organizzatori e partecipanti del convegno dellIstituto Polio. Freda e Ventura restano gli unici colpevoli, ma essendo stati gi assolti in via definitiva non si possono pi condannare. Per la legge sono responsabili solo delle bombe ai treni che precedono quelle a Milano e Roma. Sono ancora vive, e riverite, le persone che possono dare una vera svolta alle indagini stabilendo una volta per tutte quel che successo, per non parlare di tutti gli uomini dei servizi che contribuirono ai vari depistaggi. Non succeder mai, perch questo il paese dove la verit lunica ragione di stato . Ed effettivamente pi si conosce la verit, pi brillante sar la carriera politica. La verit di per s prescinde da ogni cosa. Il problema sta nelluso e negli interessi impliciti. Nel modo di divulgarla.

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Delfo Zorzi ieri e oggi: accusato di essere stato lui a preparare le bombe di Piazza Fontana e della stazione di Bologna

Fabio Cuzzola

Gioia Tauro
la strage dimenticata

Il 22 luglio del 1970, pochi giorni dopo lesplosione violenta della Rivolta di Reggio Calabria, alle ore 17.10, a settecentocinquanta metri dalla stazione di Gioia Tauro deraglia il Palermo-Torino, il Treno del Sole, che carico di passeggeri risale la penisola riportando in Piemonte centinaia di emigranti che avevano goduto della prima fase delle vacanze. Il deragliamento avviene allaltezza della zona scambio, questo particolare indurr subito a pensare ad una sciagura ferroviaria. Sul colpo muoiono sei passeggeri, sessantasei rimangono feriti, dodici di essi sono in gravi condizioni.

Misteri di Stato
Al momento del disastro, il convoglio che trainava ben diciassette vagoni, viaggiava ad una velocit vicina ai 100 km. Orari. Le indagini condotte dalla procura della Repubblica di Palmi, e seguite dal sostituto procuratore Paolo Scopelliti, sembrano non lasciare spazio a dubbi. Lipotesi di un disastro ferroviario sembra quella pi convincente. Carrera Emilio, Iannelli Riseppe, Guido Emanale, Crea Francesco, dipendenti delle ferrovie dello stato e macchinisti del convoglio, vengono imputati di omicidio colposo e plurimo. Parallelamente allinchiesta giudiziaria, proprio le ferrovie procedono con una propria indagine interna. Il tribunale di Palmi nomina un collegio peritale di esperti, e fa richiesta di una perizia balistica, affidata al generale di brigata Antonio Mannino e al professor Giuseppe Ortese: Questa la via che ha portato alla conclusione unanime che la pi probabile causa che ha dato luogo allincidente di Gioia Tauro sia stata causa estranea allesercizio ferroviario e pi concretamente allo scoppio di una carica esplosiva dolosamente posta nei pressi del binario. 1 Un mese dopo viene depositato anche il risultato dellindagine amministrativa che gi il 1 giugno del 71 afferma con chiarezza: la commissione inquirente sottoscritta, esaminate tutte le possibili ipotesi in base agli elementi di giudizio raccolti dichiara che:; - che non sussistono

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Sar Lotta Continua il primo movimento che collegher lepisodio di Gioia con la morte misteriosa dei cinque giovani anarchici che per altre vie avevano fatto luce sulla strage
responsabilit a carico del personale ferroviario, di stazione, di macchina, di scorta e della linea; i ripetuti rinvenimenti di candelotti di dinamite lungo i 35 chilometri che separano la stazione di Gioia Tauro da quella di Villa San Giovanni. C di pi: si tratta di una scoperta che stata fatta quasi casualmente poche ore dopo il disastro: Circa duecento metri dal punto in cui il Treno del sole uscito dai binari, un chilometro e mezzo prima della stazione prima della stazione di Gioia Tauro, c un piccolo ponte di ferro. Si tratta di ununica travata metallica, lunga 18 metri, la quale ancorata alle spalle di calcestruzzo mediante alcuni grossi bulloni.

- che fra le ipotesi esaminate la pi congrua quella che fa risalire la causa dellincidente ad un fatto anomalo e doloso, connesso con i disordini che, allepoca turbarono la citt e la provincia di Reggio Calabria.2 Non trascorso neppure un anno e lipotesi che sembra chiara da subito a tutti, ovvero una strage, viene debitamente insabbiata. Sar Lotta Continua il primo movimento che in ordine di tempo collegher lepisodio di Gioia con la morte misteriosa dei cinque giovani anarchici che per altre vie avevano fatto luce sulla strage.3 Di quelle strane manovre che portarono a nascondere la strage, ne rese testimonianza due giorni dopo anche il giornalista, specialista ferroviario del Corriere della Sera, Mario Righetti: Purtroppo con il trascorrere delle ore si fa strada negli inquirenti un atroce sospetto che non basato unicamente su uno stato danimo, comprensibile del resto dopo

Questi bulloni sono stati trovati allentati e per questa operazione sono necessari tempo ed una attrezzatura adatta, perch si tratta di bulloni fortemente stretti ai perni. E evidente che il ponticello in ferro stato sabotato e i tecnici ferroviari si chiedono come abbiano potuto passare su di esso vari convogli senza uscire dai binari. La gravissima scoperta stata comunicata alle autorit e al magistrato che sta conducendo linchiesta. Sono stati informati anche i ministri degli Interni e dei Trasporti.4 La mattina successiva alla comparsa dellarticolo, Righetti convocato dal caporedattore del suo giornale, che gli dice: Non mi hai fatto

1 Atti dellindagine sulla Strage di Gioia Tauro, doc. Napoli 1 giugno del 1971

2 Sentenza della Corte di Assise di Palmi n 3/96 del 27/2/2001 3 Lotta Continua del 5 novembre 1972; per LAvanti si veda larticolo: Riprende il lavoro a Reggio C. ma i fascisti non disarmano del 7 agosto del 1970.

Mario Righetti Non si deve sapere che un attentato Corriere della Sera 24 luglio del 70, oggi anche in Libert di stampa anno zero.

ca di Palmi, dottor Scopelliti, dispose telegraficamente che lufficio politico della questura di Milano interrogasse il giornalista autore del pezzo per sapere a quali fonti aveva attinto per formulare chiaramente lipotesi dellattentato. Al tempo stesso il magistrato diffidava lautore dell articolo a desistere da scrivere ulteriori pezzi se non voleva essere incriminato seduta stante per diffusione di notizie tendenziose a turbare Gli Anarchici della Baraccca. Uccisi molto probabilmente dagli stessi autori della strage. lordine pubblico. Del colloquio, Stavano infatti indagando su quanto accaduto a Gioia Tauro. che chi scrive queste righe ebbe con il funzionario dellufficio politico della Questura di Milano, fu redatto verbale alla procura di Palmi. dallaltro cerca di allentare la tensione affermando a riguardo dellepisodio di Gioia: Per carit non diffamiamo la Calabria!. Fatto sta che a distanza di anni, al termine dellinchiesta condotta dalle Ferrovie, Righetti pubblic sul Corriere un articolo dal titolo: Perch si conosciuta solo adesso la verit sullattentato di Gioia Tauro, dove fra laltro afferma: Superfluo aggiungere che il giornalista rifiut di fare il nome delle persone presso le quali aveva attinto le notizie relative al disastro ferroviario.5 Pressioni che hanno contribuito per anni ad offuscare la ricerca della verit. Testimonianza di quanto acclarato al tempo, e poi tenuto debitamente nascosto, un episodio che ha visto protagonista il giudice Macr. Il procuratore antimafia, impegnato nella seconda met degli anni novanta nelloperazione Olimpia, richiede al Ministero degli Interni il faldone della documentazione riguardante Gioia Tauro nellambito delle inchieste che partendo dallo strano incidente nel quale morirono gli anarchici reggini, conduce direttamente al filone della Strage di Stato. Sul dorso del fascicolo la scritta che classifica i documenti, e lamara sorpresa: 22 luglio 1970:

dormire per tutta la notte. Ma cosa ti saltato in mente di scrivere. Adesso comunque dimenticati di Gioia Tauro e non ne parliamo pi. Non dato sapere cosa accadde in quella notte a Via Solferino, fatto sta che nella seconda edizione un nuovo articolo sulla vicenda in questione, ribalta lipotesi di Righetti, titolando in seconda pagina: A Reggio Calabria fonti ufficiali escludono lipotesi di un atto doloso. confermando cos la versione ufficiale fornita dai carabinieri, non esiste al-

Non siamo ancora alla guerra civile, ma alla sua anticamera

cun elemento che autorizzi la presunzione di un atto doloso. Pesano sicuramente le parole del questore Santillo, che se da un lato si lascia andare a dichiarazioni del tono: Non siamo ancora alla guerra civile, ma alla sua anticamera,

Perch al cronista fu impedito di andare a fondo alla faccenda? Possiamo - ora che levento delittuoso appare oramai scontato - fare una rivelazione. Tre giorni dopo la pubblicazione dellarticolo sul Corriere, il 27 luglio, il sostituto procuratore della repubbli-

5 Righetti Mario op. cit.

Misteri di Stato
Strage di Gioia Tauro . Trenta anni di silenzio! Conclusioni che ribaltano le ipotesi avanzate in un primo momento che, come abbiamo visto, vedevano indagati per disastro colposo i macchinisti e che sono state accuratamente celate nellimmediatezza dei fatti e poi mai rivelate neanche con il trascorrere degli anni. Sul luogo al momento dellaccaduto, accorrono precipitosamente da Reggio il questore Santillo e il procuratore di Palmi Scopelliti, la scena del caos manda su tutte le furie il funzionario di polizia, gi alle prese con la rivolta. Santillo dallalto della sua esperienza ha capito cosa successo. La chiave di volta per la ricostruzione dei rapporti fra la ndrangheta e la politica rappresentata dal corpus di dichiarazioni rilasciate dal pentito Giacomo Ubaldo Lauro, proprio a riguardo della strage del Treno del Sole. Io sono stato arrestato nel settembre del 1970 proprio in rapporto ai moti di Reggio Calabria, sono stato preso in questa morsa in quanto battezzato ed ero scritto alla Federazione Giovani Italiani Comunisti, con tanto di tessera. Io di estrazione ero socialista, ma poi ovviamente quando uno fa un giuramento alla ndrangheta e viene un saggio compagno di ndrangheta vale di pi quel giuramento che gli altri. Sono uscito dopo ventitre giorni allepoca fui costretto diciamo ad aderire a questo patto tra la destra eversiva e la mafia, perch nella mia posizione di malandrino non mi potevo permettere di dire di no.6 Il pentito Lauro un ciclone che si abbatte sulla politica locale del panorama calabrese; quando le sue dichiarazioni vengono rese pubbliche scatenano una serie di querele, prese di posizione e veleni, che hanno caratterizzato il proseguio delle indagini giudiziarie e dei processi susseguitisi per la strage di quel 22 luglio. Negli anni, storici ed osservatori si sono soffermati sulla rivolta di Reggio senza spiegarsi come fosse stata possibile unorganizzazione di massa al sud di quella portata, in grado di tenere testa allo stato centrale per cos tanto tempo. Le nuove testimonianze acquisite a met degli anni novanta hanno fatto luce anche in questa direzione, dando corpo a quanto era gi noto nella vulgata popolare. I finanziatori erano il Commendatore Mauro ed Amedeo Matacena (....), a me risulta che davano i soldi per le azioni criminali per la ricerca delle armi e dellesplosivo. Esplosivo, esplosivo noi gli davamo, le armi le avevano. Esplosivo che purtroppo nelloccasione di Gioia Tauro.....ho procurato io nella quantit di 50 chilogrammi. Io lho consegnato a Ciccio Silverini a Giovanni Moro e Vincenzino Caracciolo e vi dir che ho preso allepoca tre milioni ed altri due se li sono divisi tutti e tre.7 Tritolo, gelignite, micce e polvere da sparo, insomma tutto quanto era necessario per terrorizzare chi si fosse schierato contro londa durto del Comitato dAzione, veniva dai rifornimenti della criminalit organizzata. Lelenco degli attentati un triste rosario di bombe, cominciato come gi visto prima dei moti, la cui reale paternit stata rilevata solo in tempi recenti. Agli anarchici reggini, capri espiatori di professione come avrebbe detto Daniel Pennac, sono stati attribuiti gli attentati del 69 in citt, quando in una notte saltarono in aria la Standa e unala della parrocchia di San Brunello. Ancora oggi nonostante siano sta-

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6 Giacomo Ubaldo Lauro. Vebale dellinterrogatorio del 16.11.94 DIA Reggio Calabria.
Angelo Casile. Uno degli Anarchici della Baracca.

Ibidem

ti accertati gli esecutori di quei misfatti, persiste una memoria distorta di quellepoca, dando credito a quel vecchio adagio che recita: una bugia ripetuta per mille volte finisce con lessere recepita come una verit. Questo meccanismo diventa pi efficace nel distorcere la verit, quanto pi mancano per tanti anni verit storiche e giudiziarie chiare. Solo le recenti attivit giudiziarie hanno consentito di venire a capo di una vera e propria strategia del terrore che ha segnato le notti reggine della rivolta. La ndrangheta al servizio dei moti pronta a giocare il suo ruolo sporco di manovalanza. Le sedi del PCI, della DC e del PSI, sono nel mirino del tritolo, e dopo un primo periodo vengono presidiate giorno e notte. La strage di Gioia Tauro lepisodio spartiacque

tratta di Gioia Tauro, a moti inoltrati, non so erano passato qualche mese dai moti, due mesi, non ricordo la data precisa. La bomba stata messa da Silverini Vito e Vincenzo Caracciolo. Mi dissero che non era loro intenzione far saltare il treno, ma far saltare i binari e che per pura fatalit successe il disastro questo mi risposero, ma credo che rimasero male pure loro perch era un treno

In merito al disastro di Gioia Tauro del 22.7.1970, posso confermare che non si tratt di un errore dei ferrovieri, ma di un attentato riconducibile allambiente dei Boia chi molla. Quella sera eravamo a Reggio Calabria ed arrivarono dalla zona di Goia Tauro Vito Silverini, detto Ciccio il biondo, e Giuseppe Scarcella i quali addussero quale motivo della loro presenza in quella zona a delle riunioni politiche.

della rivolta, un punto di non ritorno che indurr molti nel tempo a credere di potersi fare ascoltare alzando il prezzo del terrore. La ndrangheta invece si muove, con progetti di azione immediata e di lunga prospettiva per garantirsi gi un ricambio di potere nel dopo rivolta: Glielo dato io lesplosivo, la bomba al treno sulla

passeggeri.

Un riscontro incrociato a quello del Lauro, viene da Carmine Dominici, storico pentito del neofascismo ed appartenente nel 70 al gruppo dirigente reggino di Avanguardia Nazionale. Dominici ha confermato le confidenze sullepisodio ricevute da Vito Silverini ed ha aggiunto altre notizie in suo possesso su tale attentato:

Nellambiente vi furono insistenti voci circa una loro corresponsabilit nellepisodio. ceduti. Entrambi ora sono de-

8 Giacomo Ubaldo Lauro

Posso anche dire questo e cio che nel 1979 io mi trovavo detenuto a Reggio Calabria nella cella n.10 insieme a Giacomo Lauro, Silverini ed altri due calabresi, entrambi poi uccisi per vicende di malavita comune.

Misteri di Stato
Restammo insieme in carcere per circa 11 mesi. Silverini, ad un certo momento, ci disse che era stato lui a compiere lattentato di Gioia Tauro in un contesto in cui io gli parlavo delle mie motivazioni politiche ed egli rispose che anche lui faceva riferimento in parte alla politica ed al movimento dei Boia chi molla per conto dei quali egli aveva fatto lattentato.9 La concitazione allarrivo della notizia della strage, lascia intendere non solo il clima di confusione e panico in atto a Reggio ormai dal 14 di luglio; tuttavia avvengono una serie di episodi ancora oggi inspiegabili. Quando si seppe la notizia, immediatamente, io mi trovavo al Roof Garden e l arriv con il cuore in gola Gaudio, (capo della squadra mobile di Reggio Calabria) dicendo: Hanno messo una bomba!! Hanno messo una bomba a Gioia Tauro!! Ci sono decine di morti!! Nello stesso tempo arriv il Questore Santillo, che poi io non mi spiegai perch arrivarono al Roof Garden, questo non me lo sono mai spiegato. Poi da l sulle macchine partimmo tutti, mi recai pure io verso Gioia Tauro, ma poi girai la macchina e me ne tornai.10 Lo stesso pentito Lauro riesce a ricostruire i tasselli dellaccaduto solo dopo vari anni: Nel 1979 ero in carcere con Silverini, mi raccont che aveva portato la bomba insieme a Vincenzo Caracciolo sulla moto ape di questultimo e che li stesso aveva confezionato lordigno, composto da candelotti di dinamite con accensione a mezzo miccia. Silverini era pratico della preparazione di ordigni esplosivi, perch come lui stesso mi aveva detto, aveva fatto il militare presso il Genio di Bolzano. Mi disse che si era nascosto nei pressi del luogo ove aveva collocato la bomba per vedere gli effetti della stessa e di aver visto il Questore Santillo, giunto poi sul luogo, che gridava infuirato. Lattentato era avvenuto in ore diurne e cio nel pomeriggio, tra le 16 e le 18, e questo aveva consentito a lui e a Caracciolo di osservare senza difficolt dallalto la scena.11 Ed anche a quanti hanno mosso dei dubbi sulla sua credibilit, peraltro confermata dalle inchieste, Lauro ha ribattuto con decisione, lanciando anche accuse a quanto allora servitori dello stato, con motivazioni varie, hanno tentato di nascondere la verit: Nessuna rivendicazione, ma la rivendicazione lhanno fatta le istituzioni, fino allultimo dicendo: Ma quale bomba? Ma che dite?, Quali idiozie dite? Qui ci sono le perizie che stato un deragliamento dovuto allalta velocit!!12. Di certo c che allo stato attuale, si sono celebrati due processi per la strage di Gioia Tauro. Le sentenze hanno fatto luce solo sugli esecutori materiale dellattentato, peraltro come noto deceduti, mentre nulla a riguardo della verit giudiziaria stato confermato per quanto concerne i mandanti. In cassazione poi, il reato di strage non prescrivibile secondo il nostro codice penale, stato derubricato ad omicidio plurimo, confermando le condanne. Unaltra beffa per le vittime di quel 22 luglio del 1970.

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9 Carmine Dominici 10 Giacomo Ubaldo Lauro

11 Ibidem 12 Ibidem

Igor Carta

Golpe Borghese
prove tecniche di regime

Qualcuno, in seguito ed evidentemente dotato di poca lungimiranza lo ha chiamato il golpe dei pensionati, e con un nomignolo del genere vien subito da pensare ad un branco di attempati in vena di goliardate stile Amici miei. Ma a ben leggere i nomi dei soggetti coinvolti che emersero dalla successiva inchiesta lo capisce chiunque che quello che si tent di attuare nella notte tra il 7 e l8 dicembre 1970 fu il pi serio tentativo di colpo di stato che si tent di attuare nella storia italiana, almeno finch non si aprir il minimo spiraglio in quello di cui parl il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi che venne tentato a suo dire nel 1993, durante il suo governo tecnico che precedette lo sciagurato ventennio berlusconiano.

Misteri di Stato
Del Golpe Borghese o golpe dellImmacolata, cos stato denominato dai pi ragionevoli analisti, rappresenta uno dei tanti episodi, per la stragrande maggioranza, oscuri della storia italiana, quella repubblicana in particolare, episodio che come tanti altri d unidea delle molteplici e poliedriche intelligenze che gestiscono il nebbioso sottobosco del segreto di Stato, servizi segreti nazionali e non, organismi paramilitari, massoni e quantaltro. Il periodo quello solito, quello in cui venne intrapresa la nero, Junio Valerio Borghese. Nome forte e rispettato, comandante di sommergibili e gruppi incursori durante la seconda guerra mondiale, comandante della X MAS dallarmistizio del 1943 al 1945, fondatore del movimento di estrema destra Fronte Nazionale; fu suo il famoso ordine che blocc lintera operazione mentre questa era in pieno svolgimento, un ordine di cui non si conoscono n motivazione ne leventuale mandante. Lopinione pubblica venne informata dei fatti solo nel marzo del 1971. Il processo Difficile che un personaggio come Borghese, gi veterano di guerra che ebbe certo il suo ruolo nella creazione di Stay Behind, e quindi in diretto contatto con i vertici militari, e di rimando della massoneria, si lasciasse coinvolgere in una impresa promossa in memoria dei bei tempi passati rimembrando le gesta di DAnnunzio a Fiume. E forte infatti il sospetto che Borghese potesse essere solo un mezzo, ovvero un personaggio di calibro non indifferente posto come condottiero per garantire determinate ade-

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cosiddetta strategia della tensione, il mezzo gi previsto nellimmediato dopoguerra per impedire la presa del potere da parte del partito comunista che allora era, quello italiano, il pi forte dellEuropa occidentale. Il piano era gi messo a punto ed i gruppi erano gi stati creati nel 1969. Il piano prevedeva loccupazione del Viminale, del Ministero della Difesa, il rapimento del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e lomicidio del Capo della Polizia Angelo Vicari. Gruppi armati avrebbero dovuto inoltre impossessarsi delle sedi della RAI per permettere la lettura, ad operazione avvenuta, del proclama da parte del promotore principale dellimpresa, il principe

Oltre a Borghese, vi sono forti indizi che lazione godette dellappoggio di Gladio, dei membri della P2 di Licio Gelli e dei vertici della mafia siciliana
inizi nel 1977 e si concluse nel 1984 con lassoluzione in appello di tutti i 46 imputati perch il fatto non sussiste, ma nella sentenza venne comunque rilevato che laccaduto non fu certamente riconducibile a uno sparuto manipolo di sessantenni. Junio Valerio Borghese se ne era gi andato, mor a Cadice, in Spagna nel 1974, dove ripar nelle ore immediatamente successive al fallito golpe. Il fatto che se ne parli poco non significa che fu un episodio da barzelletta, tantomeno in un paese come lItalia, dovrebbe anzi stupire il contrario, ma visti i soggetti e le entit coinvolte si tratt certo di un fatto da non prendere sottogamba.

sioni, dei militari in primis, e la riuscita del piano ma di cui eventualmente sbarazzarsi quanto prima a cose fatte. Oltre a Borghese, vi sono forti indizi che lazione godette dellappoggio di Gladio, dei membri della P2 di Licio Gelli e dei vertici della mafia siciliana nelle persone dei boss Gaetano Badalamenti e Stefano Bontate, oltre che del silenzio assenso del capo del SID (Servizio Informazioni Difesa) generale Vito Miceli e di ambienti del Dipartimento di Stato americano. Stando alle dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta furono i due boss ad ordinare il rapimento del cronista siciliano Mauro De Mauro, sequestrato nel settembre 1970 e mai pi tornato a casa. De-

Luciano Berti, alla testa di inquirenti che indagavano un gruppo di 187 allievi casulle stragi di Piazza Fontadetti del Corpo Forestale na del 1969 di della staziopart da Citt Ducale e si apne Bologna del 1980. Per post nei pressi della sede i fatti di Piazza Fontana su della RAI, azioni simili erano Delle Chiaie fu spiccato un gi previste a Venezia, Milamandato di cattura internano, Reggio Calabria, Verona, zionale, visto che allepoca in Toscana ed in Umbria. faceva la spola tra Spagna e Tutto sembrava pronto, si Sud America dove continuaattendeva solo il segnale va lattivit eversiva ed ebbe convenuto, quel Tora Tora inoltre loccasione di conoispirato dallattacco giapscere il generale Pinocht. Il giornalista Mauro De Mauro, rapito nel settemponese a Pearl Harbour nel bre 1970. Aveva raccolto informazioni importanti Estradato in Italia nel 1987 1941, le sedi dei movimenti, venne processato e assolto riguardo i preparativi di golpe. il centro operativo e quelda tutte le accuse. Il giornalo politico; al Viminale, gi lista Andrea Barbato disse di preso, si attendeva la distrilui: Lei un imputato parMauro, ottimo cronista di buzione delle armi da parte ticolare, o un colpevole cronaca ed ex combattente del tenente dei par Sanmolto fortunato o un indella Decima Mas era gi nel dro Saccucci, che in seguito nocente molto sfortunato. mirino di Cosa Nostra per allordine si sarebbe mosAi militanti di Avanguardia le sue indagini sulla morte so con altri congiurati per Nazionale si sarebbero agdi Enrico Mattei, ma la sua operare gli arresti eccellenti giunti anche quelli del gi sorte sarebbe stata segnata previsti in una lista vidimata citato Fronte Nazionale di dal presunto scoop sul golpe dallo stesso Borghese , che Borghese e del Movimento dellImmacolata, su cui pare sarebbero stati poi imbarPolitico Ordine Nuovo, fonsapesse parecchio, e sul cati su una nave per essere dato da Pino Rauti e poi pasquale non manc di vantarsi trasportati alle Isole Lipari. sato nelle mani di Clemente con i colleghi di redazione. Graziani e Sandro Saccucci E a questo punto dopo il rientro di Rauti nelAlloperazione non che si verific il colpo di scelMSI manc ovviamente lappogna, invece dellordine tanto gio degli altri movimenti di atteso Borghese ordin il riAnche dagli amestrema destra come Avanentro immediato dellintera bienti militari non manc il guardia Nazionale, fondato supporto alloperanel 1960 da Stefano Delle zione, tra i luogote-Stefano Delle Chiaie: Avanguardia Nazionale. Chiaie, movimento gi pronenti di Borghese tagonista degli scontri noti vi erano il generacome Battaglia di Valle Giule dellAeronautica lia. Lo stesso Delle Chiaie Giuseppe Casero e il venne accusato, al processo colonnello Giuseppe per il golpe dellImmacolaLoVecchio presero ta, di aver guidato il primo posizione nei pressi manipolo di golpisti dentro del Ministero della il Viminale, accusa infondaDifesa garantendo ta visto che lo stesso Delle di avere il benplaciChiaie dimostr che allepoto del Capo di Stato ca dei fatti si trovava in SpaMaggiore dellAerogna. Il suo nome attir nuonautica, il generale vamente lattenzione degli Fanali. Il maggiore

Alloperazione non manc ovviamente lappoggio degli altri movimenti di estrema destra come Avanguardia Nazionale

Misteri di Stato
operazione. A tuttoggi nessuno conosce con certezza i motivi di tale decisione, lunico fatto certo fu che Borghese certamente obbed ad ordini superiori, ma egli si rifiut fino alla morte di parlarne con chiunque, compresi i suoi pi stretti collaboratori. Il processo non ha chiarito ci e tantomeno come sia stato possibile che tale disegno sia stato concepito in maniera cos meticolosa e senza il minimo intoppo. Le ipotesi si sprecano: da un lato si pensa al mancato appoggio, che venne a mancare ad operazione in corso da parte di uno dei pezzi pi grossi del disegno, Arma dei Carabinieri, P2 e CIA sono le pi accreditate; per controparte si sospetta che Borghese, fin dal principio, avesse previsto di non portare a termine il colpo di stato, un avvertimento ad amici e nemici con il solo scopo di stabilizzare lo status quo presente. Ma questultima ipotesi appare la meno consistente; stando alle dichiarazioni di un suo stretto collaboratore difficilmente Borghese si sarebbe lasciato non coinvolgere, ma essere addirittura primo esponente delloperazione senza i giusti e verificati appoggi, quello degli americani in primis, con cui il principe nero vantava contatti di primordine. Un altro collaboratore, il chirurgo Adriano Monti, dichiar che loperazione aveva come contatto diretto con il presidente Nixon un giovane industriale, Ugo Fenwich, nome suggerito da Otto Skorzeny, lufficiale che liber Mussolini sul Gran Sasso in seguito divenuto, a suo dire, agente della CIA. Lunica condizione posta dagli Stati Uniti per lappoggio alloperazione fu la nomina a presidente, dopo il golpe, diIl generale Amos Spiazzi Giulio Andreotti. Interessante al riguardo fu la posizione assunta dal generale dellesercito Amos Spiazzi. Secondo i sostenitori dello scenario del golpe allo stato puro la notte egli mosse da Milano con una colonna di militanti con lo scopo di occupare Sesto San Giovanni; a suo dire invece, a Borghese fu tesa una trappola, il golpe sarebbe stato utilizzato dalla DC per emanare leggi speciali, e fu lui stesso a telefonare a Borghese avvisandolo dellimminente pericolo, in quanto lesercito aveva gi avviato la cosiddetta Esigenza Triangolo, a supporto delle forze dellordine contro eventuali disordini. Ma ancora pi interessante, nelle dichiarazioni di Spiazzi, fu come egli defin le Stragi di Stato, che sarebbero state espressamente volute ed organizzate da servizi segreti stranieri, inquadrabili in un gioco pi sporco e pi grande di quello che la politica locale riusciva ad osservare dal suo limitato orizzonte: un gioco a danno della popolazione civile inerme ed inconsapevole ordinato da interessi internazionali facenti capo a Washington ed a direttive nazionali - nella figura della Democrazia Cristiana che rispecchiavano in pieno la sudditanza italiana allAlleanza Atlantica. Le forze politiche nazionali pi legate e devote agli Stati Uniti volevano e dovevano continuare a governare lItalia a qualunque costo e con qualunque mezzo. Le minacce di colpi di stato erano un pericolo inventato, un modo per poter tenere in piedi un sistema di polizia. In breve, una dittatura pluripartitocratica, a detta di Spiazzi, da sessantanni governa lItalia non tenendo conto del volere dei cittadini; Solo elucubrazioni di un arzillo pensionato in vena di goliardate? Che mattacchione!! Peccato che i pi grandi disastri del nostro paese, Piazza Fontana, Ustica, Bologna, Moby Prince tanto per fare qualche nome, sono sospesi nella nebbia davvezione, nessun colpevole ma la classica ouverture, ovvero gli inquirenti seguono la pista anarchica, quella non manca mai, lunica certezza in questi casi.

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Skorzeni con Mussolini: fu incaricato da Hitler di comandare la missione sul Gran Sasso per aiutare all fuga il dittatore italiano.

Giovanni Pili

Strategia della Tensione (2^parte)


schegge impazzite

Il 17 maggio 1973 alla questura di Milano il presidente del consiglio Mariano Rumor scopre il busto alla memoria del commissario Calabresi, ucciso da (o sotto istigazione di) esponenti di Lotta Continua. Non appena Rumor abbandona via Fatebenefratelli, sede della questura, Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano sulla folla. Quattro morti e 52 feriti. Bertoli viene facilmente immobilizzato ed arrestato. Si dichiarer anarchico stirneriano. Un veneto, appena tornato da un kibutz israeliano. In realt un infiltrato del SID dentro il movimento anarchico; gi informatore del SIFAR.

Misteri di Stato
Strage della questura di Milano
Lo confermeranno, in tempi diversi i camerati Carlo di Giglio, Martino Siciliano, Vincenzo Vinciguerra e lagente del SISMI Niccol Pollari. Dalle loro rivelazioni sappiamo che Bertoli sarebbe stato armato da Ordine Nuovo e pezzi dei servizi per punire Rumor, il quale dopo Piazza Fontana non chiese la proclamazione dello stato di emergenza. Questo implicherebbe che lallora capo del governo fosse complice di un disegno golpista il che fa abbastanza ridere non da escludere piuttosto che queste voci girassero negli ambienti di estrema destra e che questi militanti usati come pedine fossero stati disillusi. Fa parte delle tecniche dei servizi usare le motivazioni minori di gruppi eversivi per soddisfare motivazioni superiori; si chiama nel gergo triangolazione. Del resto Rumor se nera gi andato quando stata lanciata la bomba. Forse stata solo una intimidazione? Tutto fa pensare che dopo Piazza Fontana la strategia della tensione fosse ancora da finire; questo contraddice il parere di alcuni intellettuali che vorrebbero lo stragismo di stato plausibile solo per le vicende di Portella della Ginestra e della Banca Nazionale della Agricoltura. Il fatto che Bertoli abbia fatto questo nella consapevolezza di essere arrestato e condannato toglie comunque consistenza a questi ragionamenti. Questo fa della suddetta strage, la pi enigmatica. Concludo il paragrafo invitandovi a considerare comunque lutilit che possono avere i malati mentali nei servizi segreti: possono essere molto professionali quando gli si affida un compito preciso; possono vedere nellufficiale a cui passano le informazioni una figura paterna, lamico di cui hanno bisogno; hanno motivazioni e comportamenti illogici, cosa che molto utile per spiazzare le ricostruzioni dei magistrati, per esempio una persona affetta da disturbo narcisistico della personalit potrebbe pure addossarsi colpe, farsi la galera, ecc., e questo soddisferebbe comunque il loro amor proprio. Le pedine ideali insomma, anche se difficilissimo trovare i pi adatti e soprattutto suscettibili di essere inquadrati. strage della questura di Milano abbiamo un altro episodio che fa pensare ad una fase in cui cellule impazzite dellestrema destra volessero vendicarsi dello stato, perch non c stata nessuna svolta autoritaria, perch si sono sentiti usati, ecc.; queste almeno erano le motivazioni di Vincenzo Vinciguerra, autore assieme a Carlo Cicuttini della strage di Peteano avvenuta un anno prima, nel giugno del 1972. Tre stragi a distanza di un anno luna dallaltra. Lunico coinvolgimento dei servizi in questo caso meramente volto a depistare. Tanto pi che gli autori delle prime due sono reo confessi. Per nascondere connivenze inconfessabili con quanto avvenne tra il dicembre del 1969 e il dicembre del 1970. Nelle settimane antecedenti la strage di Piazza della Loggia si susseguono numerosi attentati, per mezzo di ordigni esplosivi, nel bresciano. I responsabili sarebbero i camerati delle SAM (Squadre Armate Mussolini); colpiscono un super mercato Coop, la Chiesa delle Grazie, la sede del PSI in Largo Torre Lunga e la sede della CISL. Uno di questi attentatori era Silvio Ferrari, esplode sulla sua vespa mentre trasportava una bomba il

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gia

Piazza della LogDopo un anno dalla

Il sedicente anarchico Bertoli, bloccato subito dopo aver lanciato una bomba a mano durante la commemorazione di Calabresi.

elementi importanti per le indagini. Un gesto idiota, che pu anche spiegarsi con leterna ignoranza dei pubblici ufficiali italiani. Che dire allora delle lettere minatorie inviate da vari mitomani neofascisti; dei cestini svuotati dalla nettezza urbana e mai pi analizzati; i frammenti nei corpi delle vittime estratti in ospedali e spariti nel nulla. dati! . Ci dispiace, che sba-

18 maggio 1974. La comunit organizza cos una manifestazione, attraverso il Comitato Permanente Antifascista. Alle ore 10:00 il corteo dei manifestanti si riunisce in Piazza della Loggia, prende la parola Franco Castrezzati. Dodici minuti dopo lordigno esplode sotto i portici, dove solitamente avrebbero dovuto esserci i carabinieri. Era stato gettato in un cestino attaccato ad una delle colonne. Deflagrano 7 etti di esplosivo. Otto morti, tutti quelli che vi si trovavano attorno, che funsero da scudo per gli altri. 94 i feriti. Tutte le tracce, gli indizi vengono lavati via per ordine della questura dai vigili del fuoco. Cio il luogo del delitto stato immediatamente ripulito di

destra, lo avevano trovato in possesso di divise militari, documenti falsi e ordigni esplosivi. Il MAR aveva contatti anche con i SAM e Ordine Nero (nato dal disciolto Ordine Nuovo). Non solo, il SID trova un campo paramilitare di addestramento tenuto da militanti neofascisti nel bosco di Pian del Rascino; dopo un conflitto a fuoco coi carabinieri vengono catturati. Rimane a terra ucciso Giancarlo Esposti. Muore in modo strano, lo trovano in ginocchio con un colpo di pistola alla nuca. Apparteneva a Ordine Nero ed era vicino al MAR di Fumagalli. Nonostante ci le indagini di Delfino, dopo la strage, vanno in unaltra direzione. Si concentrano su Ermanno Buzzi, uno psicopatico neonazista accusato di aver plagiato un gruppo di ragazzi. Per gli inquirenti un noto confidente e pederasta. Il risultato di tutto questo che tra i presunti attentatori, comandati da Buzzi ci sarebbe anche Andrea Arcai, figlio di un magistrato che sta indagando sui MAR. Ovviamente gli toglieranno lindagine. Il capitano Delfino strappa rivelazioni, confessioni, tra le

Eppure qualcosa di rilevante era successo gi prima dellattentato. Gli inquirenti a capo dellallora capitano dei carabinieri Francesco Delfino avevano a disposizione elementi importanti. Erano stati fermati Kim Borromeo, responsabile della bomba alla sede del PSI; Giorgio Spedini, che se ne andava in giro con tritolo e denaro nel bagagliaio; Carlo Fumagalli, capo del MAR (Movimento Armato Rivoluzionario) organizzazione di estrema

Misteri di Stato
sue fonti anche Ugo Bonati, il principale testimone ai danni di Buzzi. Il suo complice sarebbe stato Angelo Papa. Verranno condannati nel 77; scagionati nel 82 assieme ad Arcai. Dieci anni buttati, intanto Bonati sparito, letteralmente nel nulla. Eppure era sotto stretta sorveglianza da parte dei carabinieri. Di lui non si sapr pi niente. Buzzi invece morto in carcere assassinato lo stesso anno due giorni dopo il trasferimento nel carcere di Novara. I suoi assassini Mario Tuti, del Fronte Armato Rivoluzionario e Pier Luigi Concutelli, di Ordine Nuovo, gi assassino del magistrato Vittorio Occorsio che stava indagando sulla Strage di Piazza Fontana. Che sfiga . C stato anche un secondo depistaggio operato da detenuti eccellenti: Sergio Calore del gruppo Costruiamo lAzione; Angelo Izzo e Gianni Guido, neofascisti autori della Strage del Circeo; Ivano Bongiovanni, confidente delle carceri. Sar proprio Bongiovanni a un certo punto ad ammettere che quelle rivelazioni non valevano niente. Il modo in cui stato fatto il depistaggio comunque molto interessante; Avevano fatto il nome di Cesare Ferri come autore della strage, che effettivamente era stato riconosciuto da un testimone, Don Gasparotti il quale lo vide il giorno della strage. lei si recupereranno in un secondo momento pochi frammenti. Era la prima volta che capitava un fenomeno simile. La memoria delle stragi precedenti ancora fresca, bench lultima strage di stato fosse avvenuta il 4 agosto del 1974. Stiamo parlando del treno Italicus, in provincia di Bologna. C stato per un altro evento terrificante molto pi recente (27 giugno 1980: meno di due mesi prima); la caduta vicino allisola di Ustica di un DC9 Itavia e una ventina di giorni dopo il misterioso ritrovamento di un Mig23 libico nella Sila. Cos gli inquirenti non possono per lennesima volta tirare fuori la storia dei bombaroli anarchici, bench il clich dellesplosione di una caldaia sia tornato per qualche giorno tra le possibili cause. Esistono gi diversi rapporti della DIGOS su Ordine Nuovo e organizzazioni neofasciste affini, come i NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari). C poi linchiesta del giudice Mario Amato che indagava a Roma sui gruppi di estrema destra, ma stato assassinato due mesi prima.

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Strage della Stazione di Bologna


Di tutti gli attentati precedenti bene o male siamo in grado di farci unidea del movente, possiamo anche stilare una rosa dei possibili mandanti, per non abbiamo dei colpevoli. Quel che avvenne a Bologna quel 2 agosto 1980 ha tre colpevoli ufficiali, confermati a tutti i gradi di giudizio. Manca il resto (ammesso e non concesso che siano stati loro); qui il lavoro di depistaggio stato impeccabile. Esplode nella sala daspetto della stazione di Bologna una valigia imbottita di esplosivo ad alto potenziale. Muoiono 85 persone, 200 i feriti. Sar ricordata come la strage pi devastante. Emblematico il caso di Maria Fresu, letteralmente disintegrata. Di

Come prima cosa vengono spiccati 50 mandati di cattura e un agente in incognito, dagli uffici del SISMI di Firenze, fa una telefonata anonima sostenendo che i NAR fossero gli autori dellattentato. Un agente dei servizi francesi (detenuto in Svizzera per reati comuni) Elio Ciolini incolpa Stefano Delle Chiaie di Avanguardia Nazionale, questo avrebbe ordito lattentato assieme al Gruppo Hoffman, formato da neonazisti tedeschi. un nome che compare gi in mezzo ai fatti di Piazza Fontana e persino nelle vicende del golpe Borghese. Il tutto viene confermato dal giornalista Andrea Barberi su Panorama, bruciando lagente del SISMI Francesco Pazienza il quale si sarebbe incontrato col generale Santovito (iscritto alla P2). Pazienza era indicato col nome in codice Super S. Si ipotizza che questo termine indicasse una rete particolare, una sorta di super SISMI legata alla P2 di Licio Gelli. S, Pazienza ammette di essere un agente del SISMI, solo che il resto sono mere illazioni. Lo stesso Ciolini sar denunciato per calunnia. Si tratta di un depistaggio. Non sar lunico. Il 13 gennaio 1981 sullespresso Taranto-Milano viene trovato un arsenale vero e proprio, nonch lo stesso tipo di esplosivo usato per la strage di Bologna. Gi 4 giorni prima Santovito e Pazienza avevano consegnato a Musumeci (vice direttore del SISMI) un rapporto dove si attenzionavano dei terroristi internazionali (francesi, tedeschi e neofascisti italiani). Un altro depistaggio: Licio Gelli si sarebbe incontrato con Elio Cioppa del SISDE concordando di deviare le indagini verso una pista internazionale. Il colonnello Belmonte dei carabinieri sarebbe stato lorganizzatore di questo depistaggio del treno. Anche lui era iscritto alla P2.

Lultimo capitolo di questa vicenda porta alla testimonianza del pentito Massimo Sparti e si torna ad incolpare i NAR, nella persona di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Non riescono a fornire degli alibi convincenti e finiranno per essere riconosciuti come gli esecutori della strage. Perch la P2 interessata a deviare le indagini verso una pista internazionale? Cosa centrano i servizi francesi? Chi si sta cercando di coprire? Alla luce di quanto gi scritto, anche nella prima parte di questo articolo, viene da pensare che i movimenti della destra eversiva siano stati usati come pedine inconsapevoli in una guerra occulta tra servizi anche di diversa nazionalit in un periodo storico difficile, dove alla minaccia sovietica si somma per la prima volta quella islamica di Gheddafi e Khomeini. Israele col suo Mossad (il servizio segreto pi potente del mondo) e i suoi nemici filo-palestinesi erano attivi nellEuropa occidentale. Per ammissione dello stesso presidente Cossiga sappiamo che potrebbero essere stati i francesi ad abbattere per sbaglio il DC9 dellItavia nel tentativo di stanare un traffico di Mig dalla Jugoslavia alla Libia ed i servizi italiani chiudevano un occhio concedendo loro il passaggio, sfruttando i punti deboli della difesa aerea. Riusciremo mai a sciogliere questa matassa? Il dopo tuttaltro che in discesa. Gi dalla strage del rapido 904, il 23 dicembre 1984, vediamo per la prima volta (dopo Portella della Ginestra), linizio delle stragi di mafia cos come confermato anche dalla Commissione Stra-

gi ed in seguito scopriremo dellesistenza di una trattativa stato-mafia. Un po come se queste schegge impazzite, tradite ed usate, si fossero messe al servizio della malavita organizzata per meglio vendicarsi. Ma cos caliamo nel romanzesco. Capita quando una verit viene negata per troppi anni. Si sente a tutti i costi il bisogno di trovarla questa verit; tanto pi che non stiamo parlando di quesiti metafisici. Stiamo parlando di persone come tutti noi, che sono morte o che hanno perso di punto in bianco i loro parenti, la loro intera famiglia. Non dovrebbero essere cose che capitano. no. Non in uno stato sovra-

Misteri di Stato

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Francesco Tortora

Avete Rotto i Coglioni!


sessantanni di risse in parlamento
Si tratta di scene alle quali si assiste anche in altre zone del Mondo, non necessariamente nel solo cosiddetto Terzo Mondo. Per quanto riguarda il caso italiano, vi una divertentissima lettura per approfondire largomento degli insulti nelle Aule parlamentari, aspetto che stato analizzato e storicizzato da Sabino Labia, nel suo volume intitolato Tumulti in Aula. Il Presidente sospende la seduta. Sei un cesso corroso ! Sei una merda. Sei una merda. Sei una merda! (Un senatore della Repubblica Italiana a un collega.) Da de Gasperi a Berlusconi, Da Togliatti a Prodi, Sessantanni di risse in Parlamento, Aliberti Editore. Nella recensione a tale prestigioso volume www.panorama.it scrive: il 24 gennaio 2008: durante il voto di fiducia che sancisce la caduta del governo di Romano Prodi, il senatore di Annino Strano, fra i banchi di Palazzo Madama, dopo aver sventolato un paio di fette di mortadella se le infila in bocca per celebrare la caduta dellesecutivo di centrosinistra. solo una della lunghissima serie di scene che hanno costellato la storia parlamentare nel corso dei sessantanni di repubblica e che, talvolta, hanno trasformato la politica in unarena nella quale gli onorevoli hanno dato il peggio di s come protagonisti di risse senza esclusione di colpi. Sceneggiate come quella che ha avuto come protagonista Nino Strano (che prima di assaporare in diretta televisiva la mortadella si era rivolto al collega dellUdc Nuccio Cusumano, apostrofandolo con un Sei un cesso corroso) non erano rare, sebbene con un lessico differente, agli albori del Parlamento repubblicano. In aula si fronteggiavano uomini che, in gran parte, avevano combattuto la Seconda guerra mondiale, che avevano imbracciato un fucile (qualcuno lo conservava ancora sotto il letto) e quindi non si facevano scrupoli ad affrontare un avversario politico con le parole o con le mani. Per esempio, durante il dibattito per ladesione dellItalia al Patto atlantico, nel marzo 1949, durato 52 ore vivacizzate da uninterminabile sequela di insulti e aggressioni. Oppure in occasione dellapprovazione al Senato della cosiddetta legge truffa nel marzo del 1953: dopo 70 ore di seduta ci fu una rissa

Pillole
di 40 minuti che vide Sandro Pertini rivolgersi al presidente Meuccio Ruini con un Lei non un presidente, una carogna! Un porco!. O ancora, sempre nella stessa seduta, il senatore Elio Spano (Pci) affront a muso duro il giovane sottosegretario Giulio Andreotti, che in quel momento aveva in testa il cestino della carta per proteggersi dagli oggetti che piovevano dai banchi ed al suo dito medio (mostrato ai parlamentari del PD, ha chiarito lo stesso Barbato, e non certo al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, pur essendo questi allo stesso tempo: 1-Presidente della Camera dei Deputati, 2-guida politica di un Partito, ovvero Futuro e Libert ed infine 3- essendo noto sostenitore del Governo Monti). Quando Umberto Bossi era Ministro della parlamentare italiana. In buona sintesi, si possono contestare i metodi dellonorevole Franco Barbato. Credo per ci sia da riflettere su quello che ha detto e sui fatti che addita, compreso il malessere dei giovani italiani, prima offesi come bamboccioni e sfigati, poi trattati come illusi nel caso in cui credano ancora alla favola del posto fisso (oltretutto noioso secondo Monti nominato Senatore a Vita, bont sua) ed oggi tenuti fuori dalla vita civile e sociale ed infine costretti nella carcerazione a vita del precariato e della disoccupazione. Visti i comportamenti e le decisioni intraprese dal Governo dei cosiddetti Professori guidati da Monti, c parecchio da riflettere su tutto questo e non certo su quel che semplicemente ha indicato lonorevole Franco Barbato. In fondo, cosa mai gli si potrebbe imputare, di aver detto che il Re nudo?

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della sinistra, urlandogli: Dopo il voto avrete un nuovo piazzale Loreto!. DallAssemblea costituente a oggi nel Parlamento italiano le seconde linee dei partiti, quelli che non decidono le sorti del Paese ma che sono nei banchi di Camera e Senato a cercare il loro momento di notoriet, si sono resi protagonisti di esibizioni degne dei migliori attori di B movie: battute, lanci di oggetti, riprese di boxe, salti fra i banchi. Tutto per scagliarsi lancia in resta contro lavversario di turno, magari farsi giustizia per unoffesa ricevuta. Veniamo ora ai nostri tempi, quindi alle affermazioni di Franco Barbato (Italia dei Valori)

Repubblica Italiana (un altro controsenso in termini costituzionali visto che la Lega Nord professa la Secessione) pronunci la nota frase Col Tricolore mi ci pulisco il culo!, durante un comizio del 26 luglio 1997 a Cabiate (Como). Bossi fu condannato in primo grado dal giudice di Como a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, per vilipendio della bandiera tricolore. La sentenza per fu impugnata dalla difesa e il gennaio 2002 la Camera dei Deputati neg lautorizzazione a procedere. Successivamente fu salvato per un indulto intervenuto a sanare la cosa. Questa stata la risposta della casta

Igor Carta

Il suicidio del giudice Lombardini


apologia di un magistrato

Un colpo di pistola riecheggi sinistro nel palazzo di giustizia di Cagliari nellafosa serata dell11 giugno 1998. Per il giudice Luigi Lombardini fu il giorno pi lungo, oltre che lultimo. Quella mattina si presentarono al palazzo di giustizia di Cagliari i colleghi della Procura di Palermo, Giancarlo Caselli, Vittorio Aliqu, Antonio Ingroia, Lia Sava e Giovanni DiLeo. Stando a quanto emerso dalle indagini sul sequestro di Silvia Melis, imprenditrice di Tortol rapita il 12 febbraio 1997 e liberata l11 novembre dello stesso anno, il giudice Lombardini si sarebbe macchiato dei reati di estorsione, tentata estorsione, falso e calunnia; lui sarebbe inoltre il vertice di una struttura occulta da lui stesso creata per la gestione dei sequestri di persona, parallela a quella prevista dalla legge.

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Secondo la Procura di Palermo le ipotesi di reato sono confutate da elementi di prova inoppugnabili; il principale accusatore sarebbe limprenditore Tito Melis, padre di Silvia, secondo il quale, dopo aver gi versato un miliardo per la liberazione della figlia, gli vengono fatte ulteriori richieste da parte di un sedicente avvocato civilista in un appuntamento che si sarebbe svolto nei pressi dellaeroporto di Cagliari. Il misterioso personaggio usa modi bruschi, lostaggio rischia la vita, perci esige un altro miliardo di lire che sarebbe stato recapitato ai rapitori tramite lavvocato Antonio Piras di Gavoi; vuole inoltre la sua firma su una lettera liberatoria per Piras, in cui lo stesso Tito Melis avrebbe dovuto affermare il falso, ovvero che la Procura di Cagliari autorizzava la trattativa e il pagamento. I magistrati di Palermo arrivano al Tribunale di Cagliari per procedere allinterrogatorio di Luigi Lombardini e di Antonio Garau, legale della famiglia Melis, assistiti entrambi dallavvocato Luigi Concas. Linterrogatorio e la successiva messa a verbale si protraggono fino a pomeriggio inoltrato con alcune pause per caff e pranzo. A questo punto il colpo di scena, i magistrati di Palermo, chiedono al magistrato cagliaritano di essere accompagnati nel suo ufficio; il magistrato fa strada ma giunto sulla soglia si barrica allinterno e prima che qualcuno possa intervenire si spara un colpo di pistola in bocca.

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Perch finirla cos? Chi o cosa ha costretto ad un gesto tanto estremo lo sceriffo della Barbagia?
Perch finirla cos? Chi o cosa ha costretto ad un gesto tanto estremo Lo sceriffo della Barbagia? Le accuse si incrociano fin da subito: il procuratore capo di Cagliari, Francesco Pintus, accus subito e senza mezzi termini i metodi usati nellinterrogatorio dal pool di Caselli, ben sei ore di domande, sempre le stesse identiche domande a cui Lombardini avrebbe risposto pi volte. Per tali dichiarazioni Pintus stato querelato ed passato per diversi gradi di giudizio, tutti vinti compreso quello della Cassazione. Particolare attenzione i pm siciliani pongono alle agende dellavvocato Antonio Garau, una delle principali prove a carico di Lombardini. Da loro emergerebbe infatti che il misterioso avvocato civilista di cui parla Tito Melis sarebbe proprio Luigi Lombardini. La chiave del mistero sarebbe per nel foglio che Lombardini stringeva nella mano sinistra anche dopo il suicidio, un foglio imbrattato diSilvia Melis sangue recante leffige della Procura di Palermo e una data, 5 agosto 1998. I colleghi di Lombardini sostengono che si tratti di un ordine di perquisizione a cui sarebbe certamente seguito larresto, sarebbe stato tutto deciso con largo anticipo, ma Caselli e il pool si difendono sostenendo che si tratta di un errore, un equivoco. Nellinchiesta, oltre a Lombardini, sono coinvolti il gi citato avvocato Antonio Piras e il noto imprenditore Nichi Grauso, allora patron di Videolina, la maggiore emittente televisiva della Sardegna. Piras, deceduto nel 2007, sarebbe uno dei maggiori e pi rispettati mediatori della struttura occulta creata da Lombardini per la gestione dei sequestri, una fitta rete di esponenti dellAnonima che il giudice cagliaritano avrebbe posto al servizio della magistratura attraverso benefici di vario genere. Avvocato di grossa caratura, presidente di SardaLeasing, socialista laico e fiero massone, sar anche lui assolto con formula piena dalle accuse di estorsione. Nichi Grauso viene coinvolto nella vicenda secondo la sua stessa confessione, ovvero, da-

Limprenditore Nicola Grauso

vanti al rifiuto di Tito Melis di pagare un ulteriore miliardo di riscatto, sarebbe stato lo stesso Grauso a versarlo ai rapitori sfruttando la mediazione dellavvocato Piras. Numerose voci vorrebbero tale gesto come frutto di semplice carit, mentre altre e ben pi insistenti lo vedono come un gesto tuttaltro che disinteressato, visto che Grauso si stava preparando per la discesa in politica. La storia dei sequestri di persona in Sardegna sempre stata caratterizzata da molteplici facce ma rimasta quasi sempre nelloblio; quello di Silvia Melis rimarr lultimo sequestro eseguito in Sardegna prima della pi nota vicenda di GiamBattista Pinna, liberato dopo 9 mesi di prigionia, il cui processo ancora in corso, ma dalle modalit tuttaltro che chiare. Unaltra rapita, Vanna Licheri, non far mai pi ritorno a casa. Rapita ad Abbasanta nel 1995 e mai pi tornata a casa, morta probabilmente di stenti in una caverna del

la storia dei sequestri di persona in Sardegna sempre stata caratterizzata da molteplici facce ma rimasta quasi sempre nelloblio
ri ormai braccati dalle forze dellordine . Il marito, Gino Leone, s p a r aLavvocato Antonio Piras a zero sulle proced u r e previste per legge in caso di sequestro. R a c conta dellossessiva presenza delle forze dellorcome quello Licheri appunto, o quello di Paolo Ruiu e

Supramonte o, secondo una intercettazione telefonica di un basista, uccisa dai rapito-

dine che rendeva difficile sia trovare emissari che i contatti coi rapitori, di come, una volta messa assieme la somma per il riscatto questo abbia dovuto eludere controlli strettissimi allungando i tempi al punto che agli emissari coi soldi in mano i rapitori abbiano risposto troppo tardi. Leone sposa la linea dello stesso Tito Melis che chios lapidario dovessi trovarmi nuovamente in una situazione simile eviterei di fare denuncia, solo, completamente solo ma senza nessuno ad ostacolare la mia azione. Forse proprio in tale clima e dallesperienza di sequestri tragici

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di Giuseppe Sechi, inghiottiti dalloblio, che il giudice Lombardini decise di creare la famosa zona grigia avvalendosi di un professionista navigato e profondo conoscitore del mondo barbaricino come Piras, reclutando di volta in volta le persone giuste in modo da salvaguardare sia la vita dellostaggio che lonore dello Stato. Le accuse di estorsione della Procura di Palermo sono cadute nel nulla, possibile che Lombardini sia stato incastrato? Nichi Grauso si tolse i sassolini dalle scarpe solo dopo lassoluzione con formula piena dallaccusa di estorsione arrivata nel 2010, e raccont i meccanismi che portarono alla liberazione di Silvia Melis prima e al suicidio di Lombardini poi. Lombardini era inviso a suo dire nella magistratura a livello medio alto, le sue candidature alle Procure pi ambite come Milano e Palermo venivano puntualmente bloccate con cavilli di basa lega. Grauso racconta della situazione di stallo creatasi a circa 9 mesi dal sequestro, una situazione che poteva portare alla morte dellimprenditrice ogliastrina, e pens di farsi carico della vicenda. Tito Melis aveva gi versato un miliardo ma pretendeva che lo Stato versasse il resto come era successo nel caso di Farouk Kassam. Si rivolse a Lombardini ma ricevette un secco rifiuto, parl con lavvocato Piras che non sapeva per come muoversi dato il regime di stretta sorveglianza a cui era sottoposto, cos Grauso si fece carico di entrambi i problemi, consegnando la seconda tranche del riscatto ai rapitori nelle campagne di Esterzili. La Procura di Cagliari neg il pagamento, ma le stesse modalit della liberazione di Silvia Melis, fuggita in un momento di distrazione dei banditi, sembrerebbe dargli ragione. Non ha per mai chiarito chi lo mise in contatto con la banda, e viste le crescenti richieste di denaro, come mai non hanno approfittato di una simile occasione per trarre in sequestro lo stesso Grauso, fondatore di Videolina, Radiolina, editore de LUnione Sarda e mentore di Video On Line, primo provider internet globale dItalia che in seguito Telecom Italia far diventare Tin. it? Lo stile unico delloperato dellAnonima rende ancora pi complessa la comprensione dei meccanismi che tuttora si celano nella storia di questa non organizzazione che risponde solamente ai rigidi dettami di quello che lUniversit di Cagliari defin Codice Barbaricino. Ogni sequestro rappresent una storia a s, casi eclatanti come quello di Fabrizio DeAndr e Dori Ghezzi, di forte impatto emotivo come quello di Farouk Kassam, mediatico come avvenne per Silvia Melis e Ferruccio Checchi o tragici e dimenticati come i casi di Vanna Licheri, Paolo Ruiu, Giuseppe Sircana e Giuseppe Sechi. E che dire dei processi? Eterni, di minimo interesse giornalistico e con imputati che non tradiscono la minima emozione, atteggiamento da colpevole in attesa di punizione o da innocente rassegnato al ruolo di capro espiatorio, sempre in silenzio.

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Jo Forma

Stupro Etinco
il corpo delle donne come obiettivo militare
Nel 1992 il conflitto bosniaco appena agli inizi, niente far prevedere che a due passi dallEuropa cosiddetta civilizzata accadranno avvenimenti di una portata devastante con pi di 100.000 morti, campi di concentramento, un milione e mezzo di sfollati, pulizia e stupri etnici sistematici; niente far presagire tre lunghi anni di guerra nazionalista e spietata soprattutto nei confronti dei musulmani bosniaci.
Tre anni dopo, nel 1995, laccordo di Dayton mette fine alla sanguinosa guerra civile e verr avviata unopera di pacificazione difficilissima che vedr contrapporsi parenti, vicini di casa, amici, in nome di una ricostruzione che per molti dei protagonisti e delle protagoniste dei singoli eventi sar impossibile da realizzare. Dal 1992 al 1995 si calcola che le vittime di stupro etnico in Bosnia oscillino tra le 20.000 e le 50.000, un numero stimato dallorganizzazione Amnesty International che denuncia da anni la mancata statistica e casistica di questo dramma con cifre e testimonianze precise. Lo stupro etnico, dal mitico Ratto delle Sabine al giorno doggi, sempre stato collegato alla guerra come fattore collaterale, come un danno inevitabile a cui andare incontro in caso di conflitto, come conseguenza naturale della conquista e della sopraffazione: basti pensare alla naturalezza con cui la canzone faccetta nera entrata nel canzoniere italiano, stupro colonialista ed etnico che vedr poi la controparte nelle marocchinate subite dalle donne italiane. Corpi di donne quindi come terreno di scontro, corpi da abusare e distruggere come in Congo, Darfur, Afghanistan. Unimpresa di cui vantarsi, di cui essere fieri e poter cantare nelle canzoni: Muslimanka sva u krvi, srbin joj je bio prvi, donna musulmana tutta insanguinata, il serbo stato il primo per lei, un progetto pianificato a tavolino con lintento di annientare il nemico. E proprio questo che accade dopo la fine del conflitto bosniaco: le Nazioni Unite per la prima volta riconoscono la violenza sessuale come crimine di guerra e quindi come genocidio. La propaganda nazionalista criminale dei serbi difatti produce e crea in quegli anni lo stupro di massa allo scopo di colpire la capacit riproduttiva e la trasmissione genetica del nemico etnico, in particolar modo le comunit di fede musulmana. A testimonianza della sistematicit dellatto le migliaia di testimonianze di donne tenute prigioniere nei campi di sterminio (pi di trecento nellex Jugoslavia) o nei bordelli delle citt e dei villaggi fino ad uno stato avanzato di gravidanza affinch non fosse pi possibile il ricorso allaborto. La pianificazione dello stupro di massa diventa evidenza oggettiva (fino al riconoscimento di crimine contro lumanit) anche nel massacro di Srebrenica, dove

dal 1992 al 1995 si calcola che le vittime di stupro etnico in Bosnia oscillino tra le 20.000 e le 50.000

Femminismo
lintera comunit maschile viene cancellata (8000 uomini) e dove si palesa chiaramente lidea che il genere maschile sia quello generativo nonch capo della gens: lintenzione serba era infatti quella di uccidere gli uomini e violentare le donne per far nascere figli serbi e incidere etnicamente sul nemico. Le donne costrette a portare a termine le gravidanze perch segregate venivano restituite alle famiglie poco prima del parto oppure accompagnate agli ospedali a maternit molto avanzata. La maggioranza delle donne che non riuscir ad abortire lascer il figlio allospedale o lo abbandoner per tentare di ricominciare una vita, di essere accettate dalle famiglie dorigine (lo stigma della violenza nelle famiglie musulmane molto forte) e dalla societ. Molte di loro si suicideranno non riuscendo ad affrontare le drammatiche conseguenze delle violenze subite, altre verranno ripudiate da mariti e famiglia, la totalit non sar assistita n psicologicamente n economicamente nel recupero post traumatico. Le donne stuprate bosniache non sono riuscite in questi 20 anni, neppure attraverso le numerose e battagliere associazioni, a ricevere dallo Stato un minimo di riconoscimento come vittime di guerra e il diritto allassistenza sociale e sanitaria. Il Tribunale Penale Internazionale dellAja stato il primo, gi nel 2001 con il verdetto sui fatti della citt di Foca, a gettare luce e perseguire lo stupro etnico come tortura e crimine contro lumanit, come arma sistematica di pulizia etnica, condannando per la prima volta tre stupratori a 12, 20 e 28 anni di carcere (uno di loro, Dragoljub Kunarac, violent pi di 105 donne), fatto che non era mai avvenuto in precedenza, neppure nel famosissimo processo di Norimberga. Sar solo nel 2008 che lOnu ratificher la violenza carnale come genocidio, in colpevole ritardo rispetto agli avvenimenti di Bosnia, del Kosovo, del Sudan, del Ruanda e di molti altri paesi in cui lo stupro etnico diventa unarma per lo sterminio di massa. Un ritardo che vede molte delle forze di pace coinvolte negli stupri stessi in quegli anni e nel conflitto bosniaco, in quei soldati canadesi che abusavano di donne bosniache nel dopoguerra, nei frequentatori dei bordelli (ossia i luoghi di segregazione delle donne abusate incinte) che venivano frequentati quotidianamente dai caschi blu. Nel museo del genocidio di Potocari una delle immagini pi famose proprio il disegno di una donna violentata da un carro armato, eseguito da un soldato olandese: nulla di pi realistico e vero se si pensa che perfino il comandante delle forze internazionali in Bosnia, il generale canadese Lewis MacKenzie, come riportato dal New York Times ha abusato delle donne bosniache tenute prigioniere nel bordello locale Sonja. Ad oggi nessuna giustizia invece riconosciuta in campo non internazionale alle donne bosniache che hanno subito quelle atroci violenze, buona parte di loro vive con 18 euro al mese e non ha diritto a nessun tipo di assistenza. Ma la parte pi difficile spetta a quelle donne che convivono con i loro stessi aguzzini, che sono costrette a vedere i loro carnefici nelle vie delle loro citt e paesi, che decidono di andare avanti e unirsi in associazioni di donne stuprate, continuando a battersi ferocemente per il loro riconoscimento ricevendo ancora oggi minacce di morte.

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Francesco Tortora

Ascesa Pacifica
Cina e Sud Est asiatico si alleano dandosi la mano nel nome dellArmonia

Le diverse risposte alla crisi globale: lOccidente impaurito e rintanato, in ginocchio, si lecca le ferite e pensa che la soluzione sia risanare i conti. LEstremo Oriente si organizza e pianifica il futuro in modo organico, puntando a nuove frontiere nella produzione e nella distribuzione, potenziando la domanda interna.

Rivoluzioni
A fronte della crisi globale che attanaglia ormai lintero Pianeta, il Mondo Occidentale e lAsia rispondono in modo ben differente. Gli Stati Uniti, vertice iniziale della crisi nata soprattutto nel contesto finanziario, sta cercando nel potenziamento dellapparato produttivo la propria risposta, sebbene buona parte del proprio debito sia proprio nelle mani della finanza cinese. LEuropa s tutta concentrata nel dare manda e correlativamente nel tentativo di irrobustire il mondo del lavoro e della produzione, si passati ad una logica interpretativa nord/europea (per certi versi di Scuola monetarista) caratterizzata da varie forme di riequilibrio del bilancio nazionale, Stato che si allontana dalla vita produttiva nazionale, strenua ricerca di logiche di bilancio al punto di obbligare gli Stati Membri ad inserire il pareggio di bilancio della Costituzione ambito finanziario che nel settore dichiaratamente produttivo e stabilendo una sorta di patto di non aggressione con lASEAN, Association of South-East Asian Nations ovvero Associazione delle Nazioni Asiatiche del Sud Est. Gli attuali membri ASEAN sono: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Myanmar, Cambogia. LIndia tenuta fuori da questa prospettiva, un competitor ritenuto troppo ingom-

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la Cina si proposta come Nazione-Capofila nel coordinare una risposta omogenea nei confronti della crisi globale
la propria visione alla crisi globale, cercando di trovare differentemente dagli USA- le proprie soluzioni nel pareggio di bilancio, nella risoluzione dei debiti pubblici degli Stati Membri UE, cercando di attuare tutte le forme possibili di risparmio. Secondo gli osservatori di cose economiche e finanziarie, da una logica sud/europea caratterizzata da economie keynesiane, a sostegno delle forme di intervento pubblico nelleconomia nazionale, per sostenere la donazionale. Gli effetti di questa diaspora in atto nel Vecchio Continente sotto gli occhi di tutti. In Asia, invece, la Cina si proposta come Nazione-Capofila nel coordinare una risposta omogenea nei confronti della crisi globale, di fatto ri-disegnando gli assetti estremo-orientali, escludendo in una qualche forma il competitor principale cio il Giappone, troppo caratterizzato da uneconomia che agisce pi in brante dalla Cina, avversario diretto sulla scena economica mondiale, oscillante in quello che stato definito il suo swing power attraverso alleanze talvolta con gli Stati Uniti talvolta con la Cina, secondo le convenienze specifiche ed i tempi pi o meno opportuni. Non a caso il discorso tenuto dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Hu Jintao in occasione del Summit finanziario dei leader G20 tenutosi a Londra nellaprile 2009 era

intitolato Cooperare mano nella mano. In un periodo di turbolenze. In realt la Cina aveva gi disegnato attraverso le parole di Hu Jintao- lo scenario attuale nel quale siamo oggi tutti come intrappolati. Ed allo stesso tempo aveva mostrato la via cinese per contrastare landamento sempre pi asfissiante delle spire del serpente denominato Crisi Globale, spostando sempre pi lasse del proprio interesse non tanto sulla produzione, punto cardi-

ne dellapparato produttivo ed economico cinese fino a quel momento, quanto piuttosto nel sorreggere e dare fiato ai consumi, visto il rallentamento anchesso progressivo del Pil cinese, a fronte della sempre pi ridotta capacit dacquisto delle Nazioni occidentali, ormai sempre pi prede della carenza di liquidit. Tra le soluzioni esperite in clima comunitario tra Cina ed ASEAN vi la definizione dellaccordo denominato CAFTA (China ASE-

AN Free Trade Area) dando cos vita alla pi popolosa area di libero scambio con circa due miliardi di abitanti ed un volume complessivo di scambi commerciali che saggira intorno ai due miliardi di dollari USA. Tra gli aspetti pi importanti vi quello della riduzione dei dazi doganali (immaginando di poter cos procedere nel tempo- fino alla loro totale eliminazione), la soluzione di ogni misura restrittiva finora applicata, la facilitazione di ogni via utile per il

vengono ad essere privilegiati i prodotti dellarea, pur restando ogni Paese aderente del tutto libero di continuare a mantenere i propri rapporti commerciali con Nazioni terze

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miglioramento dello scambio e della circolazione dei prodotti originari dei Paesi aderenti nellarea dove laccordo CAFTA vigente. Si tratta quindi di una forma di integrazione economica dove vengono ad essere privilegiati i prodotti dellarea, pur restando ogni Paese aderente del tutto libero di continuare a mantenere i propri rapporti commerciali con Nazioni terze. In merito alla stipula di tale accordo, il membro dellIstituto cinese di ricerche sulle moderne relazioni internazionali Zhang Xuegang afferm: Sotto limpatto della crisi finanziaria, la firma dellaccordo da parte di Cina e Asean dimostra che la Cina promuove la cooperazione con i Paesi circostanti e con quelli dellAsean persistendo coerentemente nei principi di parit, mutuo vantaggio e cooperazione win to win. Non attueremo il protezionismo a

causa dellimpatto della crisi finanziaria, ma promuoveremo ulteriormente questo mercato aperto e la cooperazione commerciale bilaterale, il che riveste un grande significato, sia simbolico che concreto. Tra gli aspetti positivi che derivano da questo

mica mondiale. Oltretutto, si tratta di misure intraprese per rendersi pi indipendenti proprio dalle strategie poste in essere da USA, Europa e Giappone. Si immagina persino di usare una moneta unica di riferimento e la Cina ovviamente crede si possa usare lo yuan come mone-

si immagina persino di usare una moneta unica di riferimento e la Cina ovviamente crede si possa usare lo yuan
contesto organico disegnato da Cina ed ASEAN vi il rapido abbattimento dei dazi doganali tra i Paesi aderenti e gi si pensa di vederli del tutto eliminati entro il 2015. Laccelerazione impressa dallaccordo frutto della volont di ridurre le politiche protezioniste cos tanto care in Occidente ed adottate nellattuale crisi econota CAFTA. Ma vi sono difficolt in termini di mancata conversione della moneta cinese di non semplice risoluzione. La nuova realt economica -prima ancora che geopolitica- porta vantaggi a tutte due le parti. La Cina si approccia a un vasto parterre di materie prime a basso costo delle quali il suo apparato produttivo ha letteral-

mente fame. I Paesi membri ASEAN si ritrovano ad avere come partner pi alla propria portata -soprattutto in termini di produzione industriale- i gruppi industriali ed il numero di potenziali acquirenti per i propri prodotti, tra i primi in termini di numerosit e spessore a livello mondiale. Resta sul terreno, per, il rischio di subordinazione rispetto al colosso cinese di tutta larea sud est asiatica ed estremoorientale. La Cina, infatti, dispone a proprio favore di una graniticit politico/amministrativa difficilmente ravvisabile nel resto dellarea, dove spesso si hanno turbolenze e incertezze poli-

tiche fino a raggiungere casi estremi come il Myanmar (nei cui confronti ancora pendono restrizioni da parte di USA e UE che vogliono ancora aspettare prima di effettuare ulteriori aperture favorevoli al governo birmano, dopo la cancellazione della carcerazione alla quale stata costretta per 15 anni circa il leader Aung San Suu Kyi), tanto per fare un esempio. Nel frattempo, il nuovo contesto commerciale ora in fase avanzata nellespansione dellarea stessa rivolgendosi ad altre Nazioni gi coinvolte per forza di cose- in questo quadro, come accade con Nuova Zelanda, Australia e

Corea del Sud ma anche India, laltro colosso asiatico di riferimento unitamente alla Cina. Questultima, invece, agisce anche su un pedale pi globale rivolgendo le proprie attenzioni commerciali ed in ambito lavorativo verso Sud America, Africa ed ovviamente Sud Est Asia. LUE direttamente interessata per gli scambi commerciali sino ad ora sviluppati, per effetto del sistema delle preferenze generalizzate di cui i Paesi ASEAN sono destinatari, con lesclusione, al momento, soltanto del Myanmar. Il Reg. (CE) n. 2454/1993 dedica la Sezione 1 del Capitolo 2 alle regole che disciplinano il

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trattamento preferenziale nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, per effetto del quale i prodotti sono considerati originari del Paese beneficiario, sia quelli ivi interamente ottenuti, sia quelli ottenuti utilizzando materiali originari degli altri Paesi del gruppo, le cui lavorazioni o trasformazioni, conferiscono lorigine. E la regola del cosiddetto cumulo regionale dellorigine, finora in essere soltanto nellambito delle preferenze generalizzate. I prodotti ottenuti possono essere esportati verso la Comunit e fruire del trattamento tariffario favorevole, anche se nella loro fabbricazione sono stati utilizzati materiali non originari sottoposti a lavorazione o trasformazione nel Paese esportatore. Si pensi ai prodotti ottenuti,

ad esempio, nelle Filippine, di cui acquistano lorigine nellambito del CAFTA, pur avendo impiegato materiali cinesi per effetto del CAFTA. (CAFTA: libero scambio tra Cina e Paesi ASEAN, www. mglobale.it). La Cina quindi, presa visione della debolezza e dellincapacit dellOccidente di venir fuori dalle paludi del debito, intende attuare una strategia commerciale, economica e geopolitica tutta giocata su un doppio pedale, il soft e lhard power. Lhard power, quello dello strapotere militare, missilistico ma anche produttivo, pi recentemente monetario, economico-finanziario, borsistico roba da Guerra Fredda, fa parte di un bagaglio vetusto gravemente compromesso in termini dimmagine e sostanziali-

dalla sanguinaria repressione dei giovani manifestanti in Piazza TianAnmen nel giugno 1989. Quel punto di svolta ha gettato una luce inquietante sulla Cina, I cui effetti in termini di restrizione della fiducia da parte dellOccidente nei confronti della modernizzazione della Cina- si fanno notare ancora oggi. A differenza di tutto ci, Il soft power la faccia nascosta del potere che consente di influenzare la volont altrui per via indiretta, attraverso la fascinazione culturale e lattrattiva. Dopotutto, sono proprio le risorse di soft power come la cultura, i valori politici e la diplomazia a costituire una potenza globale. (Ecco come la Cina pu avere la meglio sullAmerica, Maria Dolores Cabras in www.thepostinternazionale.it).

sono proprio le risorse di soft power come la cultura, i valori politici e la diplomazia a costituire una potenza globale
volta soft) forte del suo essere detentrice del 25,67% (1.152,5 miliardi di dollari) del debito americano non sul terreno dello strapotere nei confronti degli Usa o dellEuropa ma su quello di un rinnovato appealing sulla scena mondiale. un mondo armonioso governato dalla pace e dalla prosperit quello in cui la Cina intende radicare e potenziare lo sviluppo economico per imporsi come grande potenza nellarena globale. A Pechino la chiamano he-

Quindi, a fronte di un sistema mondiale che gi oltre il multipolarismo, gi nella dimensione delladdensamento dei poli verso alcune realt che tendono ad omogeneizzarsi al proprio interno, vanno consolidandosi alcuni nuclei di potenza geopolitica, con correlative nuove alleanze, sinergie, strategie comuni. Questo lo scenario nel quale saggira la Cina che intende porre la sua sfida (talvolta hard tal-

ping jueqi, lascesa pacifica, nodo centrale della nuova dottrina strategica cinese, propugnata per la prima volta durante il Forum di Boao nel 2003, poi ufficializzata con la pubblicazione del Libro bianco per lo sviluppo pacifico della Cina nel 2005 e messa infine in risalto nei discorsi di Hu Jintao e Wen Jiabao come chiave di volta per la crescita del Paese. Lumanit ha una sola casa: la terra. Costruire un mon-

pre pi va facendosi strada tutto il repertorio e larmamentario confuciano cos strenuamente censurato ed ostracizzato nel periodo di Mao e delle Guardie Rosse. Paradossi della Storia. C addirittura chi, come lintellettuale Yan Xuetong, ha fatto un tuffo nel passato fino al periodo delle Primavere e degli autunni e dei Regni combattenti per far resuscitare i fondatori della dottrina confuciana e del legismo, convinto che rispolverare antichi valori come lumanit (ren), la rettitudine (yi), lautorit morale (zhi), la condotta e la disciplina dei riti (li), sia un passo obbligato per rendere la Cina la nuova potenza egemone. Per costruire un ordine mondiale pacifico, hexie shijie, Pechino deve prima trasformare la societ cinese a partire dalla famiglia, la primitiva unit associativa, armonizzandola attraverso la morale confuciana. Poi, deve anteporre lautorit umana a quella economica, cancellando vizi e degenerazioni come la corruzione e le disuguaglianze, per ottimizzare il benessere collettivo. La campagna di conquista del Beijing-consensus attraverso lesercizio del soft

do armonioso, sostenere la pace e la prosperit comune un desiderio collettivo dei popoli di tutto il mondo, ma riflette anche lambizioso obiettivo della Cina di intraprendere la strada dello sviluppo pacifico. (Maria Dolores Cabras, ibidem). Gli intellettuali cinesi (pi o meno organici) stanno quindi individuando nel cosiddetto soft power la via maestra per guadagnare simpatie a livello mondiale, stante la permanente forza militare degli USA e sem-

power dovrebbe essere rivolta prioritariamente allinterno dei confini nazionali. in primo luogo nelle regioni la cui maggioranza della popolazione appartenente a minoranze etniche nazionali diverse dagli han, come in Xinjiang o in Tibet, che la Cina deve costruire il suo consenso e deve esercitare il suo potere seduttivo. Lestensione territoriale e la pluralit etnica, culturale e linguistica della Cina, prospettano lesistenza di molte sfaccettature allinterno di uno Stato che si propone come unitario e armonico ma che preminentemente molteplice e differenziato (Maria Dolores Cabras, ibidem). LItalia, per, nel suo provincialismo e nei suoi piccoli media ancor pi provinciali ed abitati da operatori dellinformazione anchessi attentamente selezionati per nepotismo e scarsa sagacia- non sembra aver sviluppato conoscenze adeguate sul tema, o peggio, sembrerebbe non aver coscientizzato nulla di quel che si dovrebbe sapere in tal proposito. Un esempio ulteriore, da questo punto di vista, lo ha offerto lattuale Premier italiano, Ma-

Pechino deve prima trasformare la societ cinese a partire dalla famiglia, la primitiva unit associativa, armonizzandola attraverso la morale confuciana
rio Monti, il quale andato anchegli in Cina col cappello in mano, chiedendo umilmente ai cinesi di acquistare titoli di debito pubblico italiani, ricevendo una risposta ben tiepida per usare un eufemismo: il colosso bancario cinese Bank of China infatti ha comunicato il 30 Marzo 2012, durante la presentazione del bilancio 2011, di non detenere alcun titolo di debito emesso da Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia. Il che la dice lunga su quanta poca stima lItalia riceva dai vertici bancari cinesi nei tempi correnti. A peggiorare lintero quadro c per un altro aspetto. La decisioni dellistituto di credito non sarebbero legate alla fase iniziale della crisi italiana, quella compresa fra il maggio e il settembre scorsi, quando quindi al governo cera Silvio Berlusconi. Fonti bancarie spiegano a Linkiesta che sarebbero invece arrivate a cavallo di novembre e dicembre, in vista della chiusura dellanno commerciale, cio quando Mario Monti si era gi insediato a Palazzo Chigi. Colpa di una mancata sicurezza sullItalia o sulleurozona in generale? Lecito pensare la prima, dato che Bank of China avrebbe deciso di chiudere le posizioni italiane solo dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna. Bank of China ha chiuso diverse posizioni in Europa, mantenendone per Regno Unito, Germania, Olanda, Francia e Svizzera. Di conseguenza, lesposizione passata dai 15,7 miliardi di dollari di fine 2010 ai 12,9 miliardi di fine 2011. Sono quindi 2,8 i miliardi di dollari che il colosso bancario ha tagliato sui Paesi delleurozona periferica, Italia compresa. E dai vertici, non sono state date indicazioni su eventuali riacquisti nel prossimo futuro (Fabrizio Goria www.linkiesta.it). In poche parole: sono cinesi, non fessi.

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Blog di Andrea Arancini: http://andreacarancini.blogspot.it/2012/05/la-scena-del-crimine-di-brindisi.html

La Contesa

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Strage di Brindisi

Un caso isolato?

Jo Forma
Il tentativo di strage nella scuola femminile di Brindisi stato gi in parte dimenticato. Passano i giorni e si abbassano i riflettori su ci che per diversi giorni ha tenuto alta lattenzione: stata la mafia, si diceva, nessun altro avrebbe il potere o il coraggio di compiere unazione simile contro delle ragazzine minorenni, contro una scuola. E invece a me venuto subito in mente la scuola come luogo di esperimento criminale nellomicidio di Marta Russo, che guarda caso era una ragazza e si trovava proprio alluniversit. E mi sono venuti in mente diversi episodi poco edificanti legati al mondo della scuola, quel luogo in cui ci si dovrebbe sentire al sicuro, come in una famiglia. Una famiglia e una scuola che mietono vittime quotidianamente in maniera meno strombazzata e mediaticamente di basso profilo rispetto alla tentata strage di Brindisi. Le vittime di femminicidio dallinizio del 2012 sono gi 84 ma lattentato alla scuola MorvilloFalcone riscuote unattenzione diversa per i media rispetto a tante donne e bambine massacrate tra le mura domestiche dai loro compagni, mariti, padri. Eppure sono tutte vite stroncate per motivi banalissimi, per il possesso dellaltro, per rivalsa, spesso vendetta, come nel caso di Melissa Bassi l davanti a quella scuola. Corpi femminili come vittime da sacrificare silenziosamente in una guerra dove non esiste nessuna organizzazione criminale, n mafie n Al Qaeda di sorta che possano reggere il passo di tutti questi omicidi di donne, considerate vittime ideali perch pi indifese, meglio se minorenni, ancora pi sacrificabili. Trattate alla stregua di oggetti nella mercificazione mediatica allo stesso modo pi facili da deumanizzare per qualunque soggetto che intenda compiere un certo tipo di crimine, le donne diventano semplici pedine da eliminare: protagoniste dei gialli mediatici (Yara Gambirasio, Sarah Scazzi) o pezzi di carne da macello da fotografare, queste sono le uniche soluzioni proposte dai media. Lunica consolazione sembra essereil mostro in s, cos lontano dalla famiglia, dalle rassicuranti mura della scuola, dalla vita di tutti i giorni, un essere che non ci tocca, rabbioso sicuramente, covo di un odio che non appartiene a nessuno. Eppure la banalit del male proprio evidente in Vantaggiato, nelle sue futili pretese, nelle sue elucubrazioni egoistiche e potrebbe essere un nostro amico, un nostro parente, un nostro congiunto, niente di pi facile a pensarci bene.

Giovanni Pili
Proprio mentre scrivo mi giunge la notizia che i reperti raccolti a Brindisi sarebbero andati perduti in un incendio. Questi erano stati gi analizzati, non di meno sar impossibile verificare la correttezza delle stesse. Pensate alle perizie multiple fatte per Ustica, per il Mig23 sulla Sila, sul corpo di Pasolini. A pensarci bene non c strage

No

che presenti delle analisi decenti al primo colpo in Italia. Ci fa specie che questo incendio sia scoppiato ufficialmente per combustione spontanea. Hanno avuto la decenza di non dirlo proprio in questi termini. Gli inqirenti cos oggi si trovano ad avere a che fare - dopo la scoperta del bosone di Higgs - anche con una nuova legge fisica: destate fa caldo.

Durante le indagini ci hanno risparmiato di divulgare la storia della pista anarchica. Sebbene gli inquirenti lavessero effettivamente presa in considerazione. Non si poteva evitare di indagare sui mafiosi, anche perch malavitosi della sacra corona unita avrebbero avvicinato gli inquirenti promettendo di trovare il colpevole. Non credo si possa parlare di strage di stato, mentre invece pi probabile ipotizzare una nuova trattativa stato-mafia. Quando lo scrissi di Brindisi nel blog (cfr. http://tinyurl.com/858b8b3) feci due predizioni; ovvero scrissi cosa sarebbe potuto accadere nei giorni successivi: il video non sarebbe stato pi preso in considerazione e la legge sulla corruzione semplice sarebbe stata resa effimera. Sono avvenute entrambe le cose. Limpunit dei colletti quanto il Fatto Quotidiano (isolato da tutti i colleghi) ha divulgato le settimane scorse; le intercettazioni di diverse conversazioni uscite dal Colle che dimostrerebbero lesistenza di una trattativa in corso.

bianchi serve anche a Berlusconi, senza bisogno di disturbare i mafiosi. Trovo comunque interessante

Oltre a questo provvidenziale incendio che rischia di salvare Vantaggiato - unico reo confesso per il momento - restano anche diverse lapalissiane stranezze: cosa ne sa la sacra corona unita di chi ha commesso la strage? Come ha fatto questo imprenditore a fare tutto da solo? con la moglie al telefono che lo assecondava pure. E un caso il fatto che quella scuola si chiamasse Morvillo-Falcone? E un caso che gli indizi di una strage

prendano fuoco per cause naturali?

Fate attenzione a ci che scrivete nei commenti al blog Anarchy in the UK, nelle pagine che condividono la nostra rivista o nelle bacheche dei nostri autori: i migliori commenti potrebbero finire nei SUOI artigli...

Silvio Cossu
Sulle vignette di Staino in difesa di Napolitano : Che vergogna, un satiro di parte ha perso il senso del suo ruolo e quindi non ha pi senso che esista. Vada pure in pensione. Ha fallito la sua missione.

Lettere

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La satira di Staino

Il ruolo dei disegnatori di vignette satiriche, soprattutto in Italia, davvero molto delicato. Memorabile

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ra to
batteva a sinistra, con Ingrao, Pintor, Minucci, Terracini. Per poi successe una cosa di cui capii il senso solo a distanza di molti anni. Cio che a chiamarci a collaborare con lUnit furono proprio loro: cominciai con Macaluso direttore, continuai con Chiaromonte. Forse perch avevano pi chiara una cultura liberale dei diritti? S. Ho capito solo molto dopo di essere stato utilizzato da Macaluso per dare una svolta in chiave volterriana, per instillare quel dubbio laico che la politica dovrebbe sempre coltivare. Ma qual stato poi per Staino il Napolitano migliore, dal punto di vista della satira: il leader migliorista, il responsabile Esteri del Pci, il ministro Nel Pci Napolitano esisteva in quanto punto di vista filosofico, aveva visibilit scarsa in quanto leader, era Amendola che aveva il vero physique du rle. Bisogn aspettare che diventasse ministro. E oggi? Staino spiega che il Napolitano presente in effetti in lui muove pi altre corde che quelle della satira: Da Presidente lho difeso da Di Pietro perch non sono sempre daccordo con lui, ma mi sembra dimostri una saggezza notevole. S, vero, qui il satiro Staino depone la matita: Nelle nostre sfortune mi sembra una stellina luminosa conclude. Pu un vignettista dimettersi da se stesso? Mi sembra alquanto improbabile. Certo, perde in credibilit su questo concordo con Silvio Cossu.

la querela di Massimo dAlema nei confronti di Forattini, per una cifra astronomica di tre miliardi delle vecchie lire, in parte abbonata dopo un ulteriore atto di sottomissione pubblica del vignettista il quale per, da allora, non ha mai pi lavorato per il quotidiano la Repubblica. Per quanto riguarda Staino su Napolitano, lo si poteva presuppore, le sue simpatie per lex Ministro degli Interni nel Governo Romano Prodi Primo, Giorgio Napolitano, era gi nota. Scrive Maria Serena Palieri sulla Rivista Reset: Ed ecco Sergio Staino, il cui Molotov ha avuto per tante vignette e tanti decenni borbottii di fuoco contro la destra del Pci: Napolitano faceva parte del gruppo dei miglioristi. Allepoca, giovane, io per loro provavo una certa diffidenza. Il mio cuore

Co. xus Ne

Claudio Truglio

Le industrie muovono le industrie


http://tinyurl.com/ckk9ljs
concentrando, in potenti gruppi economici, gli utili commerciali. Tutto ci provoca danni alla popolazione. Dai minatori intrappolati dalla negligenza di una societ, lanno scorso, alle vittime di frane e inquinamento, si aggiunge che nella Caimanes, i suoi abitanti si sono ribellati per via di tutti i danni e impatti causati dalla Minera del Grupo Luksic, gli stessi proprietari del Banco de Chile, tra le altre grandi aziende; e cerano persone che hanno mantenuto uno sciopero della fame prolungato, cominciata il 27 settembre 2011 contro lestrazione, mettendo a rischio la propria vita. Oggi la miniera giudica chi si oppone ai loro compiti. interessante notare che i Caimanes sono una piccola popolazione del Cile. Nelle vicinanze, si trova anche la miniera di Los Pelambres. Questo miniera, a inquinamento gi provocato, ha imposto un arginamento di materiali sterili: ci significa depositare 1,7 milioni di tonnellate di materiali tossici al di sopra delle acque sotterranee, che sono lunica fonte di acda Fear To Sleep Il modello economico del Cile basato nel neoliberismo che promuove gruppi economici dal profitto insaziabile a livelli di depredazione e sfruttamento causato dalle industrie estrattive ed energetiche, in particolare minerario, idroelettrica e forestale - cellulosa. Le forme di tale modello sono leredit della dittatura militare e molto ben gestite dalla democrazia co-governata con le imprese dellultra-destra e che oggi, il governo di Sebastin Piera, sta cercando di espandere ulteriormente, con la missione principale a favore dei datori di lavoro e a scapito della maggioranza. I. - Lespansione depredatoria dellindustria mineraria in Cile La morte e linquinamento sono il risultato della principale attivit economica in Cile, le Miniere, che perforano violentemente la terra, generando milioni di tonnellate di rocce distrutte e contaminando con migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, seccando i fiumi e i campi per via delluso dellacqua indiscriminata e qua potabile per questa popolazione. importante sottolineare che, tra lindustria mineraria e la sua espansione nel nord del Cile, esiste una stretta relazione con lespansione della Mega Centrales Hidroelctricas, geotermias e termoelectricas che ha continuano a colpire vaste aree in Cile nel fornire energia alle imprese minerarie, e che agiscono in maniera parassita, in quanto non sono in grado di mantenere la loro autosufficienza energetica e sperano che il protezionismo statale e la collusione con gli altri gruppi economici, mantengano stabili i vari commerci depredatori. Infine, con larrivo di multinazionali come la Barrick Gold, ci si rende conto che non c una sovranit nazionale in Cile e che conflitti come Pascua Lama o el Morro, sono dei tentativi nel mettere gli interessi dei gruppi economici al di sopra dellinquinamento, della depredazione e dei danni che essi procurano. II -. Lindustria forestale in Cile e le sue conseguenze Il taglio delle foreste native, la

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perdita delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, sono una delle continue lamentele tra la IXa e la Xa regione (le monocolture esotiche agiscono come delle pompe per lacqua); luso indiscriminato di pesticidi e dellinquinamento degli ecosistemi; le lamentele delle comunit rurali sulle monocolture; distruzione di strade rurali e linquinamento dei macchinari pesanti, soprattutto al momento del raccolto; la perdita di flora e fauna (incluse le piante medicinali e quelle commestibili) per lo spostamento degli ecosistemi forestali autoctoni; le terre per lallevamento e per coltivazioni, sostituite con lintroduzione di coltivazioni di alberi per lindustria della cellulosa e che ha portato tutto ci alla perdita della sovranit e della sicurezza alimentare; trasgressione dei luoghi sacri; aumento della migrazione (lofferta di lavoro diminuisce) e povert nei luoghi in cui vi sono queste piante per essere usate nelle industrie della cellulosa. Seguendo questo modello, lindustria distruttiva della cellulosa si sta espandendo, ed di propriet degli stessi gruppi economici come Angelini, Nueva Aldea, Celco, Licancel, Constitucin, Arauco, Valdivia, Grupo Matte, Laja, Santa Fe, Pacfico-Mininco; sono un esempio di queste conseguenze, i cui effetti si cominciano a vedere. Lespansione dellindustria nelle terre dei contadini e delle comunit. Considerando che il patrimonio forestale delle grandi compagnie si sta praticamente esaurendo nelle regioni VII e X, essi si espandono, in modo da incorporare i terreni dei contadini e dei Mapuche e trasformarli in foreste usate per lindustria della cellulosa; e per questo scopo, vi stata la proroga del Decreto Legge 701. In questo senso lo Stato ha dato il consenso a essi, rendendosi complice di questo gruppo economico. Il Decreto-legge considera certe modifiche che potenziano lerogazione di incentivi per questa attivit, incentivo del 90% per i piccoli proprietari nel corso dei primi 15 ettari, 75% per i medi proprietari e il 50% per i grandi proprietari, come riportato da CONAF. Questa estensione stata sostenuta da diverse fazioni politiche dellAlleanza per il Cile e dalla Coalizione, ed stato considerato un beneficio importante e di opportunit, secondo le osservazioni di diversi legislatori, in quanto ne beneficeranno prevalentemente proprietari di piccole e medie. interessante notare che il decreto 701, stato installato nel 1974 durante la dittatura militare: era volto a fornire dei benefici fiscali alle casse dei principali gruppi economici del paese (Matte e Angelini). La Corma (Corporacion de la Madera) organo di coordinamento del settore forestale cileno, ha riconosciuto che gli investimenti dipenderanno dai tassi di imboschimento. Jorge Seroni, di ExpoCorma, ha richiamato, nel 2005, il fatto che il forte aumento nel valore della terra negli ultimi 20 anni, poco redditizio per le aziende forestali che acquistano terreni forestali per il rimboschimento, cominciato, da quelli gi avviati, da pi di due decenni. Inoltre ha aggiunto, sopra la proiezione delle cartiere, che se si costruiscono, saranno una per ogni 150 ettari di foreste. Questa versione imprenditrice segnala che lo Stato deve ora creare strategie e strumenti per gli attuali proprietari di queste terre che possono entrare nel settore forestale, con un orizzonte dai 15 ai 25 anni. Ci sono circa 4 milioni di ettari tra la VII, VIII e IX regione: superficie che pu essere usata per limboschimento. Al momento, come politica di Stato si pretende di destinare pi di 3.000 ettari per limboschimento, a partire da oggi fino al 2025. Conflitto forestale con i Mapuche interessante notare che uno dei motivi principali del conflitto tra queste industrie e la comunit Mapuche per il possesso della terra. Una parte importante del territorio che viene rivendicato, detenuto dalla Societ, con tutto che vi sono i reclami ancestrali o di denuncia di usurpazione contemporanea. Inoltre, lespansione di questo tipo di foreste nel territorio ancestrale dei mapuche, un affronto alla loro Diritto Proprio, alla Visione del mondo e Cultura Mapuche. Lassalto dellindustria diventato un simbolo di neo colonialismo e di inquinamento sociale. Inoltre, decine di persone mapuche sono state, e/o sono tuttora, perseguite dai tribunali civili e dai procuratori militari per la partecipazione a manifestazioni, nelle aree urbane e rurali, nel conflitto con le aziende forestali. Oltre a questo, si aggiungono anche ordini di detenzione e prigionieri tra lVIII e la X regione. Decine di ministri speciali e numerosi procuratori militari

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hanno incaricato di investigare su questi atti di violenza -dalla fine del 1997-, in quanto parte dei conflitti territoriali. Decine di dirigenti Mapuche e membri della comunit stanno sperimentando, in diversi casi, le leggi dello Stato, quale la legge 12.927 sulla sicurezza di Stato e la legge 18.314 o Antiterrorista, creata dalla dittatura militare e che sono state applicate attivamente nei governi passati e presenti come forma di controllo sociale delle proteste dei Mapuche. In questa applicazione, si aggiungono anche numerose persone mapuche che devono affrontare il sistema di procedura penale, entrato in vigore nel 2000. Nel 2002, dopo lassassinio del giovane mapuche Alex Lemn, ucciso da un poliziotto in unarea che la comunit reclamava dallimpresa forestale Mininco, era cominciato un paziente piano -con la collaborazione di enti pubblici e privati- nellattaccare queste proteste e, di conseguenza, smobilitarle. Leffetto di questa repressione, stata che le zone rurali dei Mapuche in Ercilla, Traigun, Lumaco, Chol Chol, Imperial, Collipulli, Purn, Tira, Lebu, Caete, hanno affrontato numerose incursioni e operazioni di polizia, con gravi conseguenze per la vita sociale, culturali e psicologiche, ripetute fino ad oggi. Lultimo stato il sollevamento dei mezzi di comunicazione del governo cileno nel contesto degli incendi boschivi e di chi, irresponsabilmente, rilascia sciatte dichiarazioni pubbliche, come quelle del Presidente della Repubblica del Cile, Sebastin Piera, il suo ministro degli interni, Rodrigo

Hinzpeter, e delle autorit regionali designati, che affermavano che gli incendi boschivi che interessano diversi territori Mapuche nel Cile meridionale, aveva unorigine causale, terrorista, e che hanno accuato le organizzazioni mapuche di tali atti, annunciando lattuazione della Legge AntiTerrorismo solo nella regione di Araucania, quando la maggior parte dei principali incendi sono stati nella regione di Bio Bio Altos, nascondendo che, a causa della piaga che avevano diverse piantagioni, si era usato il fuoco. I principali gruppi economici forestali MATTE Il Grupo Matte, della famiglia Matte (Eliodoro, Bernard e Patricia), nel 2010 ha avuto una fortuna d di 8.100 milioni di dollari, e oggi ha una fortuna di oltre 10.400 milioni di dollari. Le sue principali attivit economiche si basano sullespansione delle foreste e sullindustria della cellulosa (carta). Alcune delle aziende sono: Empresas CMPC (55,4% della propriet): azienda forestale integrata, con prodotti di legname, polpa, carta e altri prodotti industriali e di consumo massivo. LEmpresas CMPC ha una capitalizzazione di mercato di oltre US $ 7.200 milioni. Insieme con la cellulosa, che delle sua attivit principali, gestita dalla Forestal Mininco. Per lenergia vi la Colbn (49% della propriet), che una delle pi grandi societ di produzione di energia in Cile, con una capacit installata di 2.521 MW, e una capitalizzazione di mercato di circa US $ 2.600 milioni. La Banca Comercial (Banco BICE): banca commerciale corporativa con un patrimonio di circa US $ 2.700 milioni, che ha attivit anche nel

leasing, factoring, mutui e commercio estero. Sono invischiati anche nel settore delle assicurazioni vita, sicurezza privata e investimenti immobiliari. ANGELINI LAngelini trae la sua fonte di accumulazione di ricchezza da Anacleto Angelini, ora deceduto, che nel 1990 entr nella classifica dei pi ricchi del mondo secondo la rivista Forbes. Nel 2006, Forbes lha classificato nel 181 posto nella classifica mondiale e 10 in tutta lAmerica Latina, mente nel 2007 stato classificato, nella classifica mondiale, al 119 posto, il che lo rende il pi grande milionario del Cile e del Sud America. La sua fortuna stimata in 6.000 milioni di dollari; tuttavia, non chiaro esattamente la sua fortuna, n quella che viene trattata, e che sar distribuito tra la vedova e il nipote, Roberto Angelini, che gestisce il business. Attualmente il gruppo Angelini uno dei maggiori produttori mondiali di farina di pesce, controllando anche il terreno dei combustibili e delle foreste. La sua pi grande risorsa, Empresas COPEC, oggi, una societ diversificata, con una partecipazione importante nel settore forestale, attraverso il suo controllo nella filiale della Celulosa Arauco, anche la pi grande societ cilena capitalizzata sul mercato. Antar Cile unaltra impresa filiale della COPEC, dove lattuale presidente Piera suo azionista (idem nel COPEC).

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Pa ata Cag una ta n ole Vi o lan Mi Alfredo Sgarlato

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Lultimo terrestre e gli ultimi cinefili


http://tinyurl.com/cw2w3uz
Leggo su una rivista che alcuni critici, dopo la visione del film Lultimo terrestre di Gipi, presentato alla scorsa Mostra del cinema di Venezia, non si chiedono se bello o brutto, ma come mai malgrado il fortissimo battage pubblicitario sia stato un flop, e quindi se tutto il sistema cinema abbia ancora senso. Da parte mia, vedendo il film, mi sono chiesto se fosse brutto o orribile. Brutto perch un film fallito, che non mantiene quello che promette (cio fondere fantascienza, commedia e satira sociale). Orribile perch dopo unora e mezza di cattivismo protervo e fine a s stesso gli viene appiccicato un finale buonista e consolatorio (insomma, Feltri che diventa veltroniano, tanto per non far nomi). soliti idioti odiato dai critici con leccezione dellultrasnob Maria Rosa Mancuso che lha amato perch, a suo dire, un film politicamente scorretto che non piace ai radical chic. Io I soliti idioti non lho minimamente preso in considerazione. Non per radicalchicchismo, chi mi segue sa quanto mi piacciono J.J. Abrams o i polizieschi francesi (ne ho appena visto uno bellissimo: Non dirlo a nessuno di Guillame Canet). Semplicemente mi capita di guardare I soliti idioti su MTV prima che cominci South park (questo si che

Quanto al battage, se non erro stato fatto da uno stesso gruppo che possiede cinema, televisioni, giornali e persino un ex premier: per quanto il pubblico sia ingenuo, se un film brutto non ci casca. Sempre che al pubblico di quel gruppo mediatico di un film come Lultimo terrestre possa fregare qualcosa, bello o brutto che sia. Al contrario il successo dellanno, stato un imprevisto: I

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politicamente scorretto, e divertentissimo) e mi fa sorridere una scenetta su dieci. E non sono cos snob- o masochista- da andare a vedere un film orribile solo perch non piace a qualcun altro. Se poi vogliamo fare i veri critici diciamo che I soliti idioti noncinema.

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Oddio, anche certi pastrocchi dei Dardenne o di Lars von Trier sono non-cinema, eppure tanti critici ci cascano. Ma il cinema non pu essere solo due comici che si agitano davanti a una telecamera. Il cinema devessere qualcosa di grande, invenzione, liberazione dellinconscio, sfida a Dio sul suo terreno, come diceva Fellini. Ultimamente lo sempre meno, ma chi cerca trova.

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Roberto Rotunno

Romanzo di una Strage


http://tinyurl.com/bsby7ln

2012, Giordana.

Marco

Tullio

Lo stesso regista milanese Marco Tullio Giordana, allora studente diciannovenne, era in tram vicino Piazza Fontana alle 16:47 del 12 dicembre 1969, abbastanza da sentire londa durto dellesplosione e potersi immediatamente recare a vedere cosera successo alla sede della Banca Nazionale dellAgricoltura. Vicenda che dopo 43 anni lui per primo, scrivendola insieme agli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia, ha deciso di raccontare, oggi che questa strage ... ha dei colpevoli ma non dei condannati (parole di Giordana che sottoscrivo). Da wiki: Il 3 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha assolto definitiva-

mente gli ultimi indagati (Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, militanti di Ordine Nuovo condannati in primo grado allergastolo) scrivendo per nella sentenza che con le nuove prove - emerse nelle inchieste successive al processo milanese nel 1972 e alla definitiva assoluzione nel 1987 - gli ordinovisti veneti Franco Freda e Giovanni Ventura sarebbero stati entrambi condannati. Attualmente non vi alcun procedimento giudiziario aperto in quanto la condanna arriva tardiva, oltre al terzo grado di giudizio.. Diviso per capitoli come appunto un romanzo, si parte dallautunno del 1969 passando per il famoso 12 dicembre, poi al 15 dicembre

quando dopo tre giorni dinterrogatorio in questura senza n mangiare n dormire Giuseppe Pinelli cadde da un ufficio del 4 piano nel cortile, per finire al 17 maggio 1972 quando Luigi Calabresi venne assassinato da militanti di Lotta Continua dopo una feroce campagna accusatoria a mezzo stampa attuata nei suoi confronti. Raccontare tutta la vicenda ora sarebbe opera lunghissima, eppure il film ci riesce bene a condensare in poco pi di 2 ore un notevolissimo numero di protagonisti diretti e indiretti, in un contesto corale che rende le cose, sempre molto complicate, veramente semplici da seguire. E un grandissimo merito. Aver incentrato la vi-

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cenda soprattutto sulle figure di Calabresi e Pinelli (ottimamente interpretati nellordine da Valerio Mastandrea e Pierfrancesco Favino), entrambi vittime a posteriori della Strage, stato intelligente e storicamente interessante. Non sapevo, come penso buona parte degli italiani, che i due si conoscessero bene, da prima del 12 dicembre. Emerge tra loro non certo unamicizia, ma una forma di rispetto reciproco, in un certo qual modo di fiducia, avallata da un fatto che documentato: Pinelli, durante la retata che fecero degli anarchici la sera stessa dellattentato, si rec in questura col suo motorino, seguendo il cellulare della polizia che non aveva pi posto per ospitarlo. Le storie di due uomini sono pi facili da ricordare che non un guazzabuglio di intrighi semplicemente enunciati. A sottolineare lintento la rappresentazione della loro vita familiare con le rispettive mogli. Anche in questo caso, per quanto brevi, ottime le prestazioni di Lau-

ra Chiatti e Michela Cescon nei panni di Licia Pinelli e Gemma Calabresi. (Merita ricordare che le due donne sincontrarono nel maggio 2009 grazie ad uniniziativa del presidente Giorgio Napolitano, un evento che personalmente mi commosse profondamente). Non voglio farla troppo lunga. Film eccezionale, con un grandissimo cast di attori italiani tutti al loro meglio. Regia e sceneggiatura di livello assoluto, nelle scene di azione come nei dialoghi. Da cineteca a mio parere tutta la rappresentazione dellattentato. Un meraviglioso ritorno del cinema che fa inchiesta, che si espone, narra fatti difficili e scomodi, come se ne faceva una volta. Per idee personali non posso dargli lOlimpo, causa una omissione importante: non si fa cenno della scandalosa Lettera aperta a lEspresso sul caso Pinelli. Certo, qualcosa pu sfuggire con tante cose da raccontare, ma questa lettera proprio non poteva, e citarla,

prima di vedere steso in terra Calabresi, era fondamentale secondo me.

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