Sei sulla pagina 1di 84

SVN

Vite in viaggio
Vivere scrivendo
portolani
Nuovi modelli

lavelanelweb GT 35
Presentazione
Charter Solaris 58
12 risposte sul
noleggio occasionale

Taccuino
Il centro velico e
di deriva

Mete da scoprire
Montenegro

Il pannello
fotovoltaico
1
www.solovela.net - www.solovela.net - www.solovela.net
www.solovela.net
il primo marina low cost a 5 stelle

zi flessibili assistenza servizi tranquillità privacy prezzi flessibili assisten

posti barca 12 gommoni 20 ormeggiatori 3 ristoranti 3 bar auto di corte

Costa Smeralda
Sardegna

www.solovela.net2
EDITORIALE

Tutto il mondo
è paese
Quest’anno la Francia batte l’Italia. Saranno
i cugini d’oltralpe a mettere la tassa più di-
scussa dell’anno sul turismo nautico e per
una volta i nostri politici non saranno sotto
i riflettori Maurizio Anzillotti

Il 10 marzo scorso il Parlamento francese ha votato un emendamento


che alza il costo della sosta in rada nelle aree protette della Corsica;
l’importo non è stato ancora definito, ma si parla di 20 euro al metro
lineare, il che equivarrebbe a dire: “Cari signori, accomodatevi in
Sardegna, è bella tanto quanto e costa di meno”, se non fosse che
anche in Sardegna qualche politico ha proposto l’introduzione di una
tassa d’ingresso sull’isola di 10 euro a persona perché l’isola è bella e
per vederla è giusto che si paghi (Centro democratico e Sel).
Più volte la storia contemporanea ha dimostrato che le tasse sui luoghi
turistici servono solo a far perdere soldi alla popolazione che lavora e
di turismo vive, allo Stato e/o alla regione. Le tasse purtroppo vanno
poste in capo a chi non può scegliere, a chi non può scappare, ovvero,
al cittadino. Il turista, fin tanto che rimane tale, è un uomo libero, può
decidere di andare in un luogo piuttosto che in un altro.
Con la tassa Soru prima e quella Monti poi, abbiamo visto che sceglie-
re è quello che fa ogni turista ogni volta che sente odore di tasse, e la
sua scelta è sempre e solo una: andare altrove. In Corsica, la nuova
tassa allontanerà la nautica da diporto. Difficilmente si può immagina-
re un 15 metri pagare 300 euro a notte per dormire in rada. Il prossimo
anno ci si renderà conto del disastro che si è creato e si correrà ai ripari
abolendo la tassa, come sistematicamente è già successo sia in Italia
sia in Francia.
Lo stesso, se mai la tassa sull’ingresso in Sardegna dovesse passare,
accadrà da noi. I bottegai, i ristoratori, i gestori dei bar, degli alberghi,
delle spiagge, i gelatai, gli edicolanti e tutte le persone che vivono di
turismo da una parte e dall’altra delle Bocche di Bonifacio perderanno
soldi e rinvieranno ancora di un anno la tanto sospirata ripresa. Tutti
insieme ringrazieranno le classi politiche delle due nazioni per la dimo-
strazione d’intelligenza e perspicacia di cui, ancora una volta, hanno
voluto dare prova.

Maurizio Anzillotti

m.anzillotti@solovela.net
3
Sommario
Vita da viaggiatori

30
Andare in pensione e
navigare per scrivere
portolani

Montenegro
Cosa c’è al di là del

32 mare Adriatico

Container pericolosi
Diecimila container abban-
38

donati in mare mettono in di-


scussione la sicurezza

GT 35
44

Come fanno le barche


in Inghilterra

Taccuino: centro
velico e di deriva
52

Il centro velico e di
deriva in breve
4
www.solovela.net
SVN 22
n. 22
aprile - maggio 2015

Direttore responsabile
I Marina Maurizio Anzillotti

nella crisi m.anzillotti@solovela.net

54
Tel. 348.3363363

Collaborano con la redazione


Saverio Carli
Gianfranco Malfatti
Edoardo Sennati

Prezzi che calano e nuove strutture Federico Sensi


redazione@mpe-multimedia.com

Solaris 58 Organizzazione
Andrea Freschi
a.freschi@solovela.net

62
Web Information Architect
Nadia Allera
n.allera@solovela.net

Grafica e impaginazione
Visita a un top quality fast cruiser Color Service

Progetto grafico
Come va il Giuseppe Cianci

mercato Provider

68
Alfanet S.r.l.
Viale Europa ,62
Roma

Ufficio pubblicità
Conferme e sorprese dal mercato Walter Allera
w.allera@solovela.net
Tel. 339.4308881
Il pannello Gestione sito solovela.net
fotovoltaico M.p.e. S.r.l.

72
P.iva 07880661009

Contatti
info@solovela.net
Skype: solovelanet

Energia a bordo in autonomia Tutto il materiale inviato in redazione non sarà


restituito se non su esplicita richiesta da parte
del mittente da effettuare prima dell’invio. In
La vita del mare News barche ogni caso le spese di spedizione per la

06 16 restituzione sono a carico del destinatario.

finito d’impaginare 20.03.2015


Facebook News
14 22
Accessori Noleggio
10 60
5
www.solovela.net
la vita del mare

Burrasca
I l termine burrasca in mare, spesso, è usato a
sproposito. Questo indica uno stato specifico
del mare e del vento e ha ragione di essere usa-
to solo nel momento in cui entrambi gli elementi
raggiungono un’intensità tale da permettere di
parlare di burrasca.
Gli errori che i marinai fanno più spesso rispet-
to al termine burrasca e che li induce a usarlo
in modo non appropriato sono due, il secondo
peggiorativo del primo.
Il primo errore è determinare lo stato di burrasca
basandosi solo sul vento senza tenere in consi-
derazione l’altezza delle onde; il secondo errore,
che si somma al primo, è quello di considerare il
vento apparente e non quello reale.
Si parla di burrasca quando il vento è a forza 8
della scala Beaufourt, ovvero tra i 34 e i 40 nodi, e
il mare può essere descritto come “molto agitato”
secondo la scala Douglas (grado 6 del mare).
6
www.solovela.net
7
www.solovela.net
Lettere al non trasferibile intestato alla società di brokeraggio
per cui il mediatore lavora. Lei, forse preso dall’en-
tusiasmo, non ha seguito le regole e ora dimostrare

Direttore
quello che afferma sarà molto difficile.

risponde Maurizio Anzillotti


Direttore Responsabile di
“SVN, la vela nel web”
m.anzillotti@mpe-multimedia.com

Data di consegna sempre incerta


Vorrei sapere perché nessun cantiere è disposto a
mettere sul contratto di acquisto della barca una data
certa.
Vorrei andare in vacanza in barca quest’estate, perciò
sto cercando di acquistarne una, ma nessun cantiere,
di quelli da me interpellati, è disposto a mettermi per
iscritto una data di consegna certa e improrogabile.
Mi può spiegare il perchè?
Spiaggia a Marina di Pisa Fausto Norimberga

Il finto broker Purtroppo la costruzione di una barca è un affare


Caro direttore, (...) le scrivo per raccontarle una mia molto complesso, i pezzi necessari a completare
disavventura e avere da lei un consiglio. Due mesi fa l’opera sono molti e solo una parte sono prodotti in
ho visto un’imbarcazione, di cui mi sono innamora- cantiere. Ciò fa sì che il cantiere sia soggetto a ritardi
to, presso uno dei tanti cantieri di Marina di Pisa. Ho nella consegna delle forniture. Inoltre in un cantiere
chiesto al proprietario del rimessaggio informazioni l’attività si può fermare per le cause più varie. Non
sulla barca e lui mi ha indirizzato verso un suo colla- si possono biasimare i cantieri se non amano impe-
boratore che mi ha dato tutte le informazioni del caso. gnarsi con date certe, a meno che queste non siano
Ho trattato la barca e alla fine ho fatto la mia offerta. programmate con largo anticipo.
Il broker ha voluto che lasciassi dei contanti perché
diceva che facendo così avrei risparmiato parte
dell’iva, visto che la barca era intestata alla società.
Come si dice “ho abboccato all’amo “ e gli ho lascia-
to cinquemila euro. Non avendo più notizie di questo
signore dopo dieci giorni sono tornato al cantiere e il
proprietario di questo mi ha detto che neanche lui lo
aveva più visto. Ho chiesto in giro, ma nessuno mi ha
saputo dire nulla. E’ possibile che io debba perdere i
miei soldi così?
Edoardo Celli

Purtroppo penso che lei non rivedrà mai più i suoi


soldi. Tuttavia sono certo che lei sa che, in fondo,
buona parte della colpa di quanto accaduto sia sua.
Sun Odyssey 469
Solitamente ad un broker si da sempre un assegno
8
www.solovela.net
Alla ricerca degli Sweden
Grazie a voi ho acquistato una bellissima barca,
uno Sweden 34. Vorrei sapere perché in Italia se ne
trovano giusto un paio, eppure sono delle barche
veramente eccezionali.
Salvatore Baldini

Lei ha ragione, gli Sweden sono delle barche vera-


mente molto belle, purtroppo il loro prezzo è propor-
zionato alla loro qualità che è, per dirla con lei,
“eccezionale”.
Come altre barche di questo livello, il loro mercato
è internazionale e se si vuole acquistarne una sul
mercato dell’usato si potrà provare a contattare
qualche broker inglese o olandese.

Skipper al timone

Guadagno da skipper
Mi piacerebbe intraprendere la carriera di skipper e
vorrei sapere quanto questa figura professionale può
guadagnare e cosa bisogna fare per intraprenderla.
Paolo Ferraro

Per rispondere alla sua domanda ci vorrebbe molto


più del poco spazio a nostra disposizione, quindi
sarò forzatamente sintetico. Iniziamo dalla fine: per
diventare skipper deve fare un esame in Capitaneria
di Porto e iscriversi nell’apposito registro. L’esame
non è tra i più impegnativi e, sinceramente, ha ben
poco a che vedere con l’attività di skipper: le chiede-
ranno una prova di nuoto e una di canottaggio. Per
quanto riguarda i guadagni possibili, questi oscil-
lano fortemente. Uno skipper stagionale di quelli
che si imbarcano sulle piccole unità da charter può
percepire 150 euro giorno al lordo delle commissio-
ni dovute all’agente, mentre, il comandante di unità
maggiori, i grandi superyacht, può avere riconosci-
menti che vanno dai 5.000 ai 10.000 euro al mese.
Infine lo skipper imbarcato su barche medie, in
media guadagna tra i 2.000 e i 3.500 euro al mese
durante la stagion estiva e raramente è in regola con
i contribuiti pensionistici.
9
www.solovela.net
Accessori
Egret One, il monopattino elettrico Il frullino
Egret One è uno scooter elettrico
che unisce design e tecnologia. Il
mezzo, diversamente dai monopat-
tini tradizionali, viene mosso da un
piccolo motore elettrico alimentato
a batteria con cui può raggiungere
una velocità di 25 chilometri ora con
un autonomia di 25 chilometri.
L’Egret One può essere l’ideale per
muoversi in un porto durante una
sosta, andare a fare la spesa o visi-
tare il luogo che si è raggiunto in La Karver, società francese produttrice di at-
barca. Si piega facilmente, non pesa trezzatura di coperta molto innovativa, ha pre-
molto e si alza con una mano. Le sentato un nuovo avvolgitore, il KF Furles.
sue dimensioni permettono Il KF è un frullino adatto ad avvolgere vele per
di riporlo in un gavo- barche dai 6 metri sino ai superyachts. Dispo-
ne. Esiste un modello nibile in sette diverse misure, il KF ha la partico-
S, più potente, che larità di poter bloccare il tamburo dal pozzetto.
raggiunge i 35 chilo- L’avvolgitore ha anche un sistema per ammor-
metri ora. tizzare i colpi di fine apertura della vela che po-
Prezzi: da € 899 per trebbero dare problemi all’albero.
il modello base a €1249 per il www.karver-systems.com
modello S
Termoisolante in ceramica
Distribuito in Italia da www.powerzon.net

Komino, organizer della Karver

La Marine DTM ha creato un rivestimento


in grado di isolare termicamente la barca di
metallo e di abbattere la condensa. Il Mascoat
Komino è un prodotto novità della Karver e, come tutti i è un composto a base di ceramica. Si stende
prodotti di questa giovane azienda, anche lui nasce all’in- come una semplice vernice e non ha bisogno
segna dell’originalità. di manutenzione, sostituisce in modo efficace
Si tratta di un organizer per ordinare i rinvii che scendono gli altri tipi di isolanti come schiuma o lana di
dall’albero e indirizzarli verso le batterie degli stopper. vetro con un importante guadagno in termini
Il Komino è in alluminio ed è modulare, quindi non ha un di peso. Al momento Mascoat è utilizzato da
limite di utilizzo. I bordi dei fori di passaggio delle cime oltre 1500 unità commerciali e da diporto tra
sono stondati e l’interno è in materiale ad alto scorrimento. l’Alaska e l’Antartico.

www.karver-systems.com www.mascoat.com

10
www.solovela.net
Tender Stazione del vento wireless

Furuno propone il nuovo


autopilota NAVpilot 711C che
presenta, oltre alle caratte-
ristiche degli altri autopiloti
Furuno, un nuovo display a
colori e il design rinnovato
che lo rende ideale per ogni
esigenza. Il display NAVpilot
711C è in linea con l’esteti-
ca delle nuove generazioni di
apparati come le serie NAVnet TZT 14 e TZT 9 e i
Il costruttore di gommoni Gipsy ha prodotto una monitor Furuno MU150/190 e Hatteland Serie X per
gamma di soli tender e li ha chiamati King Light apparati Blackbox. L’apparato dispone di LCD a
per evidenziare la sua caratteristica maggiore: la colori 4.1” (QVGA 320x240) ultra sottile - inferiore
leggerezza. Manovrare un tender a bordo, soprat- a 10 mm una volta incassato in plancia - con alta
tutto quando va scaricato e caricato, gonfiato e luminosità da 700 cd e la possibilità di regolazione
lavato, è sempre molto faticoso. Per alleggerire “day/night” per garantire una visibilità ottimale in
il carico, la Gipsy ha realizzato questi tender che ogni condizione.
sono proposti in 4 misure diverse, con i paglioli Il menù dello strumento è semplice ed intuitivo
gonfiabili e arrotolabili, in modo che, prima di sgon- e consente di accedere facilmente alle funzio-
fiare il tender, si possa levare il pagliolo gonfiabile ni, anche grazie ai tasti diretti PORT/STBD e alla
e quindi provvedere a chiudere il tender che con il manopola girevole Rotokey che offre un accesso
fondo morbido sarà molto più leggero e gestibile. I istantaneo a tutti i comandi. Dotato di uno speciale
tender King Light sono prodotti nella misura di 1,60 filtro anti appannamento, permette un’installazione
mt; 1,80 mt; 2,00 mt e 2,49 mt. ad incasso su foro 95 mm e ghiera di fissaggio.

http://www.gfn.it www.furuno.it

La televisione a bordo
piccole, la nuova antenna TV SAT Intellian modello
i3L si colloca nel settore entry level della gamma.
Questo modello è stato espressamente sviluppa-
to per offrire ad un prezzo molto competitivo una
versione con parabola 37 cm che garantisce una
visione ottima sia in Europa che in America.
L’interfaccia utente, molto semplice ed intuitiva, ne
facilita notevolmente l’installazione.

Caratteristiche
Sistema di ricerca satellitare automatico a 2 assi
Un’unica uscita RF
C’è chi passa molti mesi a bordo e avverte il biso- Dimensioni compatte
gno di vedere i programmi televisivi, che, però, Antenna ad elevate prestazioni
non sono sempre visibili con le antenne tradizio- Sistema di ricerca satellite WRS per un’acquisizione
nali da barca. La Intellian per risolvere il proble- piu veloce
ma propone Inetellian i3, l’antenna satellitare che GPS integrato per migliorare la ricerca del segnale
permette di avere di vedere anche i canali HD. Wi-Fi integrato per poter controllare i parametri di
Intellian i3 ha un peso di 9 chili, tra le più leggere antenna direttamente da PC, laptop o smartphone
della categoria, e un diametro di 44 centimetri.
Dedicata al mercato delle imbarcazioni più www.intelliantech.com/sattv/i-Series/i3
11
www.solovela.net
Accessori
Rig Angel, la trattenuta del boma Boating, la nuova app Navionics

Con i nuovi aggiornamenti dell’App Navionics


Una strambata violenta può causare seri danni alla Boating da adesso si può visualizzare un
barca sino al limite di determinarne il disalberamento. ecoscandaglio/fishfinder sullo schermo dello
Rig Angel è un sistema molto semplice, ma effica- smartphone o del tablet Android.
ce per ammortizzare una strambata. Lo strumento SonarPhone è una nuova funzionalità dell’app
consiste in un nastro di Dyneema chiuso in conteni- che permette di vedere sul dispositivo mobile sia
tore e posto tra il bozzello del paranco di scotta e il l’ecoscandaglio sia le carte Navionics. La nuova
punto di mura di questo sul boma. funzione SonarPhone è inclusa nella versione 4.3
L’involucro di Rig Angel è concepito in modo da delle app Navionics Boating per Android, oltre ad
aprirsi quando il boma scarta violentemente da una iPhone e iPad. Per usare la funzione SonarPhone
parte. Una volta aperto, ammortizza la fine della è necessario equipaggiarsi con SonarPhone
corsa del boma impedendogli di fare danni al rig. T-BOX, l’ecoscandaglio portatile che si collega
Rig Angel è disponibile in diverse misure. allo smartphone o tablet via Wi-Fi.

http://www.osculati.com http://www.sonarphone.mobi/pages/navionics

Il ferma ratti
L’idea della swi-Tec per proteggere le barche dai
topi che spesso si aggirano lungo le banchine dei
rimessaggi, soprattutto quelli posti lungo i fiumi, è
semplice e deriva dal vecchio sistema di far passare
le cime di ormeggio attraverso un piatto di plastica
per disturbare il topo quando cammina sulla cima
per arrivare alla barca. Al posto del piatto di plastica
che si distrugge sotto il peso del topo, la swi –Tec ha
creato un disco di plastica che ruota intorno a una
boccola attraverso cui passa la cima. Il fatto che il
disco oltre a non piegarsi possa ruotare con facilità
è utile a far perdere l’equilibrio ai topi che riescono
a scavalcarlo.

www.swi-tec.it

12
www.solovela.net
fast sailing
EASY cruISIng

Nato dalla collaborazione tra lo studio Humphreys Yacht Design


PERFORMAnCE e l’ufficio tecnico Elan, l’Elan 5 è costruito in infusione sottovuoto
CRUIsIng (VAIL), è caratterizzato dalla doppia pala dei timoni in acqua e
dallo scafo a spigolo, con un piano velico messo a punto per
offrire superbe prestazioni con estrema facilità di conduzione,
permettendo ad ogni equipaggio di godere la vela ad un nuovo livello.

PERFORMAnCE
EnhAnCEd infusione
sottovuoto
doppia pala
dei timoni
scafo
a spigolo

IMPORTATORE UFFICIALE PER L’ITALIA:


ADRIA SHIP SRL _ Testata Mosconi, 34073 Grado (GO)
Tel. + 39 0431 83504 _ Fax + 39 0431 876066
Email: adriaship@adriaship.it _ www.adriaship.it
Rivenditori:
Roma: roma@adriaship.it • Catania: catania@adriaship.it
Scarlino: dario@parallelo43.it
Info points:
Aregai: s.goria@sailing2b.it • Gallipoli: giangi@professionemare.it
Lago Maggiore: g.spinella@evenmoreyachting.com
Garda: gyc@mail.gyc.it • S. Benedetto del Tronto: nautica@forteksrl.it www.elan-yachts.com
13
www.solovela.net
Socialnetwork

Facebook
incubatore di velisti

P
er quanto il mondo virtuale di Facebook ni si sentono depositari della verità assoluta.
possa sembrare lontano da quello molto In Italia si muovono su Facebook circa 230.000
pratico della vela dove, come nella mag- appassionati di vela; molti di questi sono iscritti a
gior parte degli sport, sono le azioni che diverse pagine. Le più frequentate sono quelle dei
contano, Facebook si sta dimostrando un giornali, anche perché questi, come accade per So-
ottimo incubatore di nuovi velisti. lovelaNet, spesso hanno delle redazioni dedicate
Ci sono molte persone che sono entrate in contatto che alimentano le pagine costantemente.
con il mondo della vela e della navigazione prima nel Tuttavia, la differenza di comportamento dei giornali
virtuale di Facebook per poi passare al mondo reale. europei riguardo al mondo dei social è forte.
Affascinati dalle fotografie di vela, dai luoghi di navi- Da una parte ci sono i nuovi media, i media solo digi-
gazione, una buona parte dei nuovi velisti che ogni tali che vedono i social come parte integrante del loro
anno si aggiungono al sempre più nutrito popolo del- modo di comunicare, e dall’altra molti giornali tradi-
le barche, arriva in banchina attraverso Facebook. zionali che per quanto facciano non riescono a istau-
È su questo social network che spesso gli appassio- rare un rapporto chiaro con i nuovi sistemi di comuni-
nati si conoscono e si scambiano informazioni. Meno cazione. Oltre ai giornali italiani che hanno difficoltà
settario di un forum, Facebook si apre al confronto, a capire le opportunità offerte da un utilizzo pro-
ma in modo meno aggressivo di quello che avviene fessionale dei social, ci sono giornali europei come
nei circoli virtuali per velisti, dove gli iscritti più anzia- Yacht.de, la principale rivista cartacea tedesca, che
14
www.solovela.net
www.marinadivinglampedusa.com
La
Subacquea
A Lampedusa
by Aqua Inn

Classifica testate
europee su facebook
1 Yachts&Yachting
2 SolovelaNet MARINA
DIVING
3 Voiles et Voiliers CENTER

su Facebook ha poco meno di 6000 like, e soprattutto il


giornale di vela più noto al mondo, YachtingWorld, che nella
sua pagina Facebook, nel momento in cui scriviamo, è a
5900 like. I like delle pagine Facebook rappresentano l’in-
teresse che un utente dimostra per quell’argomento, la vo-
lontà di seguire e di partecipare alle pubblicazioni dei post
di quella pagina e proprio per questo Facebook, con l’obiet-
tivo di rendere l’audience della pagina più precisa, dal 12 di
marzo sta facendo le grandi pulizie eliminando dalle pagine
aziendali gli account inattivi. Un’operazione importante che
il team di Facebook ha intrapreso per permettere di com-
prendere con più precisione l’effettivo grado di attività delle
pagine, di gradimento e di crescita. Le pagine Facebook più
Photo © Elio Nicosia

colpite saranno quelle che per crescere velocemente con


il numero dei mi piace hanno acquistato per pochi dollari
‘like’ fasulli, le altre subiranno un calo fisiologico legato agli
account disattivati o con il tempo diventati inattivi, ma si sa
nell’era digitale i trucchi hanno le gambe ‘corte’.
15
www.solovela.net
diving center
Barche

Sirena Marine

Azuree 33C
L.f.t. m 9,99
L.galleggiamento m 9,56
Baglio massimo m 3,66
Pescaggio m 1,90
Dislocamento kg 5.156
Zavorra kg 1.550
Costruzione mq Vinilester
Motore hp 21

16
www.solovela.net
A ll’Eurasia Boat Show di Istanbul di febbraio, è
stato presentato il nuovo modello del cantiere
turco Sirena Marine, l’Azuree 33C. La barca, che
ripropone lo scafo disegnato da Giovanni Cecca-
relli nel 2009, ha una tuga completamente nuova,
più sportiva ed elegante e degli interni totalmente
rivisti.
La barca è molto bella. La nuova tuga segna un
deciso passo in avanti in quanto a stile e gli interni
sono molto curati.
Come già accaduto per altri cantieri, anche Sirena
Marine ha deciso di presentare una barca modu-
labile con diverse soluzioni che, partendo da uno
scafo base con degli interni semplici e un prezzo
basso, permettono di arricchire l’imbarcazione
con più mobili e attrezzature sino ad arrivare alla
classica versione da crociera. In questo modo si
potrà decidere che tipo di imbarcazione si vuole,
un veloce fast cruiser con il quale regatare o una
comoda barca da crociera con tutto ciò che aiuta
a vivere comodi a bordo.

17
www.solovela.net
Barche

Revolution 29

Revoltuion 29
L.f.t. m 8,90
Baglio massimo m 3,40
Pescaggio m 1,70
Randa mq 33,00
Fiocco mq 23,00
Omologazione B

18
www.solovela.net
D i certo non si può accusare David Raison di di-
segnare barche che non hanno carattere. I suoi
Revolution sono veramente unici. Caratterizzati dalla
prua tonda e larga e dalla costruzione in alluminio,
queste barche sono inconfondibili. Il primo, il 22,
quando partecipò alla Mini Transat nel 2011 vincen-
dola, suscitò molto interesse. Dopo quell’esperien-
za il cantiere della La Rochelle, in Francia, ha voluto
replicare con dimensioni maggiori e ha presentato i
rendering di un 29 piedi. Se il 22 nasceva come barca
da regata, questo 29 nasce come barca da crociera
veloce. La prua tonda e larga, “a naso schiacciato”
come la definiscono i suoi costruttori, rende gli in-
terni molto spaziosi. In pratica, a livello di volumetrie
interne è come se la barca fosse un 33 piedi.
Il Revolution 29, che a giudicare dai rendering resi
pubblici, ha abbandonato la spartanità del 22, si pre-
senta come una barca da crociera molto comoda,
con ampi spazi per quattro persone. Il layout inter-
no prevede un open space con un letto di prua, due Dal punto di vista della navigazione il 29 conserva le
divani contrapposti con al centro un tavolo ad ante caratteristiche del 22 ed è una barca che può essere
apribili, una cucina a L molto grande, una cabina di condotta da una sola persona. Una carena potente,
poppa separata e un bagno. Considerando che il ba- facile alla planata, offre una grande stabilità di forma
glio massimo è di 3,40 metri, tra i 40 e i 50 centimetri e con la chiglia retrattile permette di usare la barca
più largo di un 29 piedi medio, si può immaginare ovunque.
che la barca internamente offra molto spazio vivibile. www.afep-marine.com

The Comet Cat 37 designed by Marc


Lombard is the first work of a range that
includes 3 other larger models, is a
concentrate of innovations that, in the
ambition of the shipyard, it will be "the
point of reference" to the market in its
category.

Le Comet Cat 37, dessiné par Marc


Lombard, est le premier modéle d’une
gamme qui en comprend 3 autres de
dimensions supérieures. Ce bateau est un
concentré d’innovations qui, dans
l’ambition du chantier, ce veut étre une
référence sur le marché dans sa catégo-
rie.

19
www.solovela.net
Comar - Viale Traiano 27 00054 Fiumicino (RM) Italy tel +39 066522012 fax +39 0665029816 info@comaryachts.it www.comaryacht.com
Barche
Dehler 42
E’ stato annunciato il nuovo Dehler 42 che vedremo al
prossimo salone di Genova. La barca, che sarà il terzo
modello della nuova gamma Dehler, nasce dallo scafo
del Dehler 41 rivisto, un modello di appena 3 anni fa.
La coperta e gli interni sono stati disegnati ex novo
e rispondono ai canoni estetici e di efficienza della
gamma già composta dal Dehler 38 e dal 46, model-
li che stanno segnando un momento di forte rilancio
per questo marchio. Con il 42, la Dehler inaugurerà
una nuova politica di vendita che andrà controcorren-
te a quanto stanno facendo gli altri cantieri. Si partirà
con un modello base già completo di tutto ciò che è
necessario a navigare e dove il termine optional sia declinato per la sua vera natura, ovvero, un qualcosa che serve
a completare, ma che non sia indispensabile. Anche la politica dei prezzi sarà molto aggressiva e la Dehler Italia ha
messo a punto un pacchetto di condizioni particolari per la barca che andrà al prossimo salone di Genova.

Dehler Italia
Maxi 140 Deltania 25

Il cantiere Allures, specializzato in costruzioni in allu- Nuovo modello per il marchio tedesco Deltania,
minio, ha iniziato la realizzazione di un nuovo 140 piedi, si tratta di un 25 piedi costruito in Polonia per
il Maxi 140. La barca disegnata da Marc Lombard è conto della Deltania Yachts, un brand con base
pensata per un cliente che vuole una barca veloce, ma in Germania. La barca è studiata per poter essere
soprattutto comoda e sicura. La carena è stata dise- trasportata facilmente su strada. La chiglia retrattile
gnata prendendo spunto dalle esperienze di barche da e una larghezza di 2,5 metri, gli permettono di esse-
regata realizzate dallo studio Lombard. Il baglio molto re caricata facilmente su di un carrello e poter esse-
largo imprimerà alla barca una forte stabilità di forma. re trainata senza bisogno di permessi particolari.
Gli slanci di prua e poppa sono appena accennati e La barca che internamente è particolarmente rifi-
la carena verso prua diventa particolarmente stretta e nita, dispone di un letto di prua a V, due divani che
sottile. La poppa a U fornisce un’ampia superficie di fungono anche da cuccette e tra questi un ampio
planata. Il tutto si esercita su di un dislocamento molto tavolo da pranzo con doppia anta abbattibile. Nella
contenuto. La zona pozzetto è divisa in tre macro zona di poppa, sotto il tambuccio, si ha a destra il
aeree: un’ampia zona ospiti con divani e tavoli davanti locale wc e a sinistra il mobile della cucina. Infine,
all’entrata della barca, una zona destinata alle mano- sotto il pozzetto una cuccetta del navigatore.
vre e all’equipaggio e infine una grande zona situata a Numerosi gli stipetti per riporre il necessario alla
poppa dove si trova una piattaforma da bagno partico- crociera.
larmente grande. Deltania.de
20
www.solovela.net
PERFORMANCE 39
COMFORT E STILE UNICO.

PERFORMANCE 39 43 47 50 54 58 LONG CRUISE LC46

UNA STORIA ITALIANA DAL 1974

C A N T I E R E D E L P A R D O S . p . A . - I T A LY - w w w . g r a n d s o l e i l . n e t
21
www.solovela.net
Notizie Olbia, 129 nuovi ormeggi

Marina di Portisco applica l’IVA al 10%

Passa il vaglio della Conferenza di servizi convocata


dall’Autorità portuale che da il via libera al rilascio
della concessione demaniale marittima per la posa di
quattro nuovi pontili galleggianti all’interno sul fronte
mare di uno dei quartieri più popolati di Olbia. Uno
Marina di Portisco ha annunciato che nella prossima spazio di enorme pregio ambientale e paesaggisti-
stagione i suoi prezzi avranno l’iva al 10% invece del co, quello che va dal cantiere nautico dei F.lli Moro
22% perché il Marina utilizzerà le facilitazioni previste per fino al ponte stradale che collega la zona di “Poltu
i Marina Resort. La riduzione determinata dalla minore Quadu”, un tempo spiaggia degli olbiesi, oggi in fase
aliquota iva si aggiunge ai sensibili cali realizzati l’anno di riqualificazione. La concessione sarà rilasciata a
scorso con l’introduzione del nuovo sistema di prezzi favore della neonata Associazione Sportiva Dilettan-
flessibili basato sul concetto dei prezzi delle compagnie tistica Marina della Sacra Famiglia. La concessione è
aeree low cost. Sistema che con un’altra lunga serie di condizionata all’assegnazione dei posti barca ai resi-
novità, ha determinato il forte rilancio del porto. I prezzi denti. “Dopo la concessione all’associazione Marina
di Portisco, con questo ultimo ritocco, dal 2013 sono di Tilibbas, che ha restituito 120 posti barca per la
calati tra il 30% e il 50%. Il sistema prezzi di Portisco è nautica sociale alla città - spiega Nunzio Martello,
unico nel nostro paese e parte da un prezzo molto vicino commissario straordinario dell’Autorità Portuale del
al prezzo di costo del posto d’ormeggio che sale al salire Nord Sardegna - oggi, grazie al parere favorevole
della percentuale di posti occupati in quel determina- della Conferenza di Servizi, Olbia si prepara ad avere
to giorno. Un software determina il prezzo minuto per altri 129 punti d’ormeggio ben regolamentati e gestiti
minuto. da un’altra compagine locale.”

L’Andrea Doria torna a casa

Il cacciatorpediniere lanciamissili della Marina Militare Andrea Doria,


dopo essere stato impegnato in un’intensa attività di contrasto alla
pirateria nell’Oceano Indiano, si appresta al rientro nella base italia-
na di Taranto. L’Andrea Doria, partita da Taranto lo scorso 22 luglio
al comando dell’ammiraglio Guido Rando, ha ricoperto sino al 13
febbraio il ruolo di flagship della missione europea Eunavfor Atalanta,
per garantire la sicurezza del traffico marittimo in un’area strategica
per gli interessi nazionali. L’equipaggio sotto il comando del capita-
no di vascello Angelo Virdis, è composto da militari e integrato dagli
specialisti del gruppo operativo subacquei, dai marinai della Brigata
Marina San Marco e dal personale del primo e del terzo Gruppo Elicotteri di La Spezia e di Catania. Il cacciatorpedi-
niere, terminato il suo impegno europeo nella missione di antipirateria, dal 22 al 26 febbraio ha preso parte all’IDEX
2015 di Abu Dhabi (International Defence Exhibition and Conference), la più importante fiera internazionale nell’in-
dustria della difesa in cui vengono esibite le ultime tecnologie nel settore della difesa terrestre, marittima e aerea.
In 233 giorni di attività, la nave Andrea Doria ha percorso 42.852 miglia ed effettuato 4.150 ore di moto.

22
www.solovela.net
Dall’Artico a Istanbul su una strana barca

di un rompighiaccio della Guardia Costiera accorso in


suo aiuto dopo che Altan Girl, la sua barca, era rimasta
prigioniera dei ghiacci ed era stata assalita dagli orsi
polari tenuti a distanza facendo chiasso su alcune latte.
Dall’Artico Erkan è passato nel Mar d’Irlanda dove ha
affrontato una pericolosa burrasca. La Guardia Costie-
ra Irlandese, vista la barca sui suoi schermi radar ha
creduto che con quel mare, la piccola vela di 36 piedi
avesse bisogno di aiuto e ha mandato da prima un aereo
e poi una motovedetta a soccorrerla, ma Erkan ha ringra-
ziato della visita e ha continuato per la sua strada. La
Erkan Gursoy dopo un viaggio di 3.000 miglia iniziato con Guardia Costiera ha comunque monitorizzato la barca
il passaggio a Nord Ovest del Mar Artico è arrivato a Istan- sino a quando questa non ha raggiunto la costa.
bul dove è stato accolto come un eroe nazionale. Il fabbro Dall’Irlanda, il fabbro turco ha disceso l’Atlantico, si è
oggi 68enne emigrato nell’occidentale provincia canadese infilato nello stretto di Gibilterra e dopo una breve sosta
della Columbia Britannica quaranta anni fa, dove ha iniziato a Malta, ha raggiunto la Turchia, dove, come detto, è
a costruire barche in alluminio dalla forma di gommone, è stato accolto da eroe.
voluto tornare in patria da eroe e ci è riuscito. Dopo essersi Nonostante l’Altan Girl sia fuori da ogni canone di costru-
costruito una discutibile barca a vela in alluminio, anch’essa zione navale e come dice il suo stesso skipper e costrut-
a forma di gommone, Erkan Gursoy ha navigato nel Mare tore, “a vela va malissimo”, è stata in grado di soppor-
Artico, dove lo abbiamo incontrato la prima volta quando tare da prima la morsa del ghiaccio e poi la violenza di
abbiamo pubblicato la notizia del suo salvataggio da parte diverse burrasche sia in Atlantico, sia in Mediterraneo.

The Comet Cat 50 by Comar Yachts,


is the new model of catamaran
range, where technology meets
handmade in interior design and
finishing, to due a confortable and
safety sailing with a racy aime.

Le Comet cat 50 est le nouveau


modèle de Comar Yachts pour qui la
Technologie des méthodes constructi-
ves est le fruit d’une longue expérien-
ce artisanale dans le design et les
finitions des aménagements. ( pour
une navigation sure et confortable )

Comar - Viale Traiano 27 00054 Fiumicino (RM) Italy tel +39 066522012 fax +39 0665029816 info@comaryachts.it www.comaryacht.com
23
www.solovela.net
Notizie
Catamarano scompare in mare, appello internazionale per la ricerca

esperti, Anthony Murray, skipper di 58 anni, Reg Robertson


di 59 anni e Jaryd Payne di 20 anni.
La barca era attesa a Phuket per 12 febbraio scorso.
Quando la barca non è arrivata è stato lanciato l’allarme
e sono iniziate le ricerche, ma l’ultima comunicazione con
la barca era avvenuta molti giorni prima e il tratto di mare
compreso tra l’ultima posizione conosciuta e Phuket è
molto vasto.
L’Australian Maritime Safety Authority ha lanciato un allarme
a tutte le navi in navigazione nel tratto di mare interessato,
allarme che rimarrà in vigore sino a fine marzo. Dalla barca
Le famiglie dei tre uomini dispersi in mare dal 12 non è mai partito nessun segnale di allarme nonostante a
febbraio scorso su di un Leopard 44, lanciano un bordo ci fosse un Epirb. Se la barca fosse affondata l’Epirb
appello affinché il maggior numero di persone possi- si sarebbe attivato automaticamente lanciando almeno un
bili nel mondo possa dedicare un po’ del suo tempo paio di segnali.
alla ricerca del catamarano Sunsail RC044-978 L’imbarcazione ha a bordo provviste e acqua per 65 giorni
usando il sistema Tomnod. di navigazione.
Tomnod è un sistema aperto a tutti facile da usare e In alto il
molto efficace. In pratica permette di scandagliare le modello di
immagini satellitari dell’intero globo in modo siste- catamarano
disperso in
matico e si usa da casa propria sul proprio computer. Pacifico, di
Il Sunsail RC044-978, un catamarano Leopard 44 lato, un’im-
della nota società di charter Sunsail, doveva essere magine del
portato da Cape Town alla base della Sunsail di sito www.
Phuket, in Thailandia. Il trasferimento è stato effet- Tomnod.com
tuato da un equipaggio di tre uomini, di cui due molto

Matteo MIceli perde la chiglia, salvato da un cargo a 600 miglia dal Brasile

Un cargo si sta già avvicinando alla sua posizione.


Matteo Miceli è partito il 19 ottobre 2014 dal porto di
Riva di Traiano in provincia di Roma per il suo giro del
mondo in solitaria a bordo della sua nuova barca Eco 40,
un Class 40 da lui costruito. Miceli dopo aver circumna-
vigato il globo in solitario girando intorno all’antartico
farà ritorno a Riva di Traiano. Il giro senza assistenza
e non stop avrà la partico-
larità di essere in autosuffi-
cienza alimentare. La rotta
L’Eco 40 di Matteo Miceli ha perduto la chiglia in Atlan- complessiva è di circa 25.000
tico, quando si trovava a circa due giorni dal passaggio miglia e dovrebbe richiedere
dell’Equatore. Matteo è riuscito ad uscire dalla barca un tempo di percorrenza che
rovesciata ed ora è a bordo della zattera di salvatag- varia dai 4 ai 5 mesi.
gio vicino alla barca. E’ riuscito a portare con se cibo, In alto Matteo Miceli durante il
acqua, il telefono satellitare e l’iPad, con il quale riesce naufragio. Qui di lato, Miceli,
ad avere la propria posizione e comunicarla ai soccorsi. qualche giorno prima il naufragio
24
www.solovela.net
Uni Door System
T Speed
Speed Keel
Importatore per l‘Italia Fast Cruising Laminate
Nautigamma | Lignano | Tel: +39-0431-720 500 | info@dehler.it
Dealers Network
Perchinaviga | Marina Aregai | Tel: +39-0184-481117 | perchinaviga@dehler.it
Wind Yachts | Cala Galera | Tel: +39-347-3602 934 | windyachts@dehler.it
Sail & Rigging | Roma | Tel: +39-334-8330 610 | sailandrigging@dehler.it
Yacht and Boats | La Spezia | Tel. +39-0187-1582124 | r.grosso@dehler.it

29 32 35SQ 38 41 new
46 / proceed with speed / smart perfection / german engineering www.dehler.com 25
www.solovela.net
Notizie

Corsica, tassa per la rada Batterie al litio, il prezzo scenderà del 30%

La scorsa settimana il Parlamento francese ha appro-


vato un emendamento a una proposta di legge sull’ap- Elon Musk, l’istrionico cofondatore di Pay Pal e di un’
plicazione di un’imposta d’ormeggio nelle aree marine altra decina di mega aziende di successo tra le quali
protette di Francia. L’emendamento prevede l’applica- la Tesla Motors, gigante impegnato nella produzione
zione di un’imposta per l’ormeggio d’imbarcazioni da di autovetture elettriche, di cui Musk è anche il CEO,
diporto in Corsica, nella zona delle Bocche di Bonifa- ha dichiarato che la ‘giga fabbrica’ di batterie al litio
cio e nella riserva di Scandola. Molto simile al disegno di Tesla, un investimento da 5 miliardi di dollari, sarà
di legge iniziale, l’emendamento presentato è stato pronta nel 2017 ed è in costruzione nella zona di Reno
approvato il 4 marzo scorso con 43 voti favorevoli e nel Nevada. Una volta terminata, la fabbrica sarà in
27 contrari e interesserà gli ormeggi d’imbarcazioni grado di far crollare il prezzo delle batterie al litio del
da diporto nelle aree marine protette. L’importo della 30%, il che aprirebbe un mercato nuovo anche per
tassa, inizialmente proposto per 20,00 euro a metro questo tipo di accumulatore che oggi ha delle difficol-
lineare di scafo, non è stato ancora confermato e sarà tà a salire sulle barche per via dei costi decisamente
oggetto di un successivo decreto. La legge è la ripro- elevati. La fabbrica di Tesla produrrà la stessa quantità
posizione di un’analoga legge che andò in vigore nel di batterie al litio che sono in grado di produrre tutti gli
2010 e che fu poi abolita. Sebbene la legge si dovreb- impianti del mondo oggi in funzione.
be applicare solo alle coste della Corsica, la comunità
nautica francese teme fortemente che il provvedimento OneSails si fa in 5
finirà per interessare tutte le zone marittime protette in Il network della
Francia, con una superficie di 88,000sq km - ovvero il veleria OneSails in
24% delle coste della Francia continentale e il 50% della Italia si ingrandisce
costa della Corsica. Ad oggi, in Corsica già si paga per sino a coprire l’inte-
sostare la notte nelle aree protette, ma il prezzo dell’or- ro territorio nazio-
meggio va dai 20 ai 40 euro a notte. L’introduzione della nale. I loft storici di
tassa a 20 euro a metro lineare provocherà certamente Verona e La Spezia
una fuga dalla Corsica a vantaggio della vicina Sarde- sono stati raggiunti
gna un moto contrario a quanto avvenuto con la tassa da altri 3 loft, quello
Monti sulla nautica che provocò un esodo dalla Sarde- di Lecce affidato ai fratelli Sandro e Paolo Montefusco,
gna alla Corsica. Diffuso inoltre il timore sul possibile quello di Olbia, affidato a Mauro Albonico e quello di
impatto negativo sul turismo interno ed estero e più in Ragusa affidato a Paolo Giummarra.
generale dell’immagine della Francia nel mondo della Nomi importanti per un network importante che così
nautica internazionale. La federazione francese dell’in- allargato è in grado di attuare una copertura capillare
dustria nautica (fin), in un comunicato stampa, conside- su tutto il territorio.La veleria OneSails è nata nel 2007
ra questa misura adottata dal parlamento francese una e oggi è costituita da 30 loft in 23 nazioni.
tassa ‘tout court’, in quanto non è prevista l’offerta di
alcun servizio in cambio. OneSails
26
www.solovela.net
Catamarani per passione!

27
www.solovela.net
Mini serie “La Grecia in breve”

GRECIAin breve Tre articoli che tracciano tre


percorsi per altrettante
crociere estive in una delle
zone più belle del
Mediterraneo.

Il Peloponneso
Creta
Le Cicladi
Indicazioni sintetiche
asciutte per costruire in poche
righe un’idea di viaggio

Una miniserie da scaricare e


tenere nella propria libreria
digitale

Da fine aprile con le newsletter


di SVN

28
www.solovela.net
Mini serie “La Grecia in breve”
di Raffaello Merli e Mario Alessandro Puppo

da fine aprile 2015 con le newsletter di

GRECIA
www.solovela.net
in breve
29
Vita da viaggiatori
Raffaello e Mario sono due appassionati di vela che raggiunta la
pensione hanno deciso che stare a casa era noioso e hanno iniziato
una nuova avventura
di Nadia Allera

C
i sono alcune persone che raggiunta l’e- tolani Magnamare, che scriveva a un suo amico che
tà della pensione si sono date alle gran- gli sarebbe piaciuto pubblicare un portolano della
di navigazioni, come Manfred Marktel al Grecia. A me i portolani Magnamare sono sempre
quale abbiamo dedicato una lunga col- piaciuti molto, li trovo un prodotto molto valido. Mi
lana. C’è chi invece sceglie di non sali- sono quindi proposto, ci siamo incontrati, ne abbia-
re più in barca, ma preferisce mettere i piedi sotto mo parlato e, raggiunto l’accordo, il progetto è ini-
una scrivania e cominciare a scrivere di mare come ziato. Devo dire che l’assistenza ricevuta da Sonia,
lo ricorda lui, viaggiando con la fantasia, e poi, infi- la geografa della casa editrice, è stata perfetta.
ne, c’è chi ha voluto unire le due cose. Questo è il
SVN - Cosa facevate prima di andare in giro per il Me-
caso di Raffaello Merli e Mario Alessandro Puppo.
diterraneo a raccogliere informazioni per il vostro por-
Ex dirigente dell’Eni il primo ed ex credit manager
tolano?
il secondo, arrivati alla pensione hanno deciso di
prendere una strada originale per coltivare la loro R.M. - Io ero un dirigente dell’Eni e Mario lavorava
passione: diventare scrittori di portolani. È su questo presso un’azienda olearia come credit manager. La-
loro primo lavoro che si basano gli articoli della mini voro d’ufficio intercalato appena possibile da navi-
serie “Grecia in breve” che comincerà a maggio con gazioni in Adriatico, prevalentemente Croazia, Mon-
le newsletter della domenica. Il loro primo portolano tenegro, Grecia ionica. Mario ha tuttora la sua barca,
è uscito in questi giorni per le edizioni Magnamare un catamarano, in Croazia.
nella collana 777 con il titolo “Mar Egeo”.
SVN - Cosa significa fare un portolano?
Abbiamo incontrato e intervistato Raffaello Merli, che
ci ha raccontato cosa significa scrivere un portolano. R.M. - Significa passare tanto tempo in barca, scri-
vere molto, prendere appunti d’ogni cosa, studiare
ogni posto nel minimo particolare.
SVN - Come vi è venuta l’idea di iniziare una nuova
carriera e scrivere portolani? SVN - Quanto tempo navigate in un anno?
R.M. - Casualmente. Ho intercettato su Facebook R.M. - Da quando abbiamo lasciato le aziende in cui
un messaggio di Piero Magnabosco, editore dei por- lavoravamo, mediamente passiamo in barca quattro,
30
www.solovela.net
cinque mesi l’anno. Nel 2015 prevedo di trascorrer-
ci circa sei mesi. Le miglia non sono molte, perché
un portolano richiede lunghe soste nei posti visitati.
Sono circa 1000-1500 miglia l’anno.
SVN - Su che barca navigate?
R.M. - Tutto il lavoro di ricognizione in mare, per
complessivi nove mesi, durante il 2012, 2013 e 2014,
è stato effettuato con un Dufour 41 classic, mono-
scafo armo Marconi e strallo mobile di serie per la
trinchetta, vela estremamente utile con i forti venti
estivi di Meltemi, il tipico vento dell’Egeo. La bar-
ca è del 2000 ed è stata acquistata da me nel 2008.
Fren, questo è il nome della barca, in questi anni ha
dimostrato di essere solida, veloce, con buone doti
marine e, non ultimo, comoda. Quando si sta in mare
per mesi la comodità non è da sottovalutare.
SVN - Cinque mesi in mare non sono pochi, riuscite
ad andare sempre d’accordo?
R.M. - Credo che il dato più significativo di tutti que-
sti mesi di navigazione assieme sia stato l’assoluto
affiatamento fra Mario e me. Siamo arrivati al punto
di manovrare, ormeggiare, senza neanche guardarci:
un automatismo perfetto. Da non sottovalutare che a
me piace molto cucinare in barca ma odio rassettare,
mentre Mario odia cucinare ma trova rilassante lavare
piatti e stoviglie. Anche questo, che poteva essere mo-
tivo di tensione, si è dimostrato un punto d’incontro.
SVN - E le vostre famiglie, come gestiti i rapporti fa-
miliari?
R.M. - Le nostre compagne, Micaela e Manuela, ci
hanno raggiunto più di una volta e con loro abbiano In alto Raffaello Merli, qui sopra
navigato nelle Cicladi, in Dodecaneso e a Creta. Mario Alessandro Puppo

SVN - Scrivere portolani è un lavoro che può dare da Il portolano


vivere?
Il portolano “Mar Egeo” per la collana 777 è uscito
R.M. - Purtroppo no, almeno per noi che siamo all’i- in lingua inglese e in italiano. Nel libro, oltre a tut-
nizio. Finora, la rimessa è consistente e per recupe- te le informazioni classiche da portolano, si pro-
pongono informazioni
rare i costi dovremmo vendere un buon numero di
777 porti e archeologiche, storiche
copie. Dopo inizierà il guadagno, ma si tratta di cifre ed enogastronomiche
ancoraggi
modeste. Speriamo. Noi ce l’abbiamo messa tutta che rendono bene l’i-
per fare un buon prodotto. dea del luogo dove si
Mar Egeo sta navigando. Il lavoro
SVN - Pensate che questa carriera da scrittori di por- per la realizzazione di
Peloponneso
tolani avrà un seguito? Cicladi
questo portolano, di-
Grecia Egea
con 546 piani Creta sponibile sia in formato
R.M. - Sì, come dicevo, tutto il 2015 e i primi mesi e 104 carte
note sulla Golfo di Corinto cartaceo che digitale,
del 2016 saranno dedicati al portolano. Poi inizierà la meteorologia
e sull’ambiente
Golfo di Saronico ha visto all’opera da
fase di manutenzione, perché un portolano invecchia marino
una parte gli autori e
rapidamente e dev’essere costantemente aggiorna- dall’altra il team di Ma-
to. A me piacerebbe fare anche quello della Turchia. gnamare per integrare
Sonia Florian
Raffaello Merli
1ª ital 15

Mario Puppo
le informazioni fornite
ed ian
izi a

Vedremo.
on

dagli autori.
20

Edizioni Magnamare

31
www.solovela.net
Mete da scoprire

Montenegro
A poche miglia dalle nostre coste si apre una terra
affascinante e sconosciuta, il Montenegro
di Nadia Allera

32
www.solovela.net
S
tefano il Nero, principe di Zeta, fu il
capostipite di una delle numerose di-
nastie che si alternarono al trono del
principato. Sembra che proprio dal suo
nome derivi l’odierna denominazione
dell’antico principato: Montenegro.
Terra di alte montagne e grandi laghi, il Montene-
gro sembra, da una parte, essersi perso nella sto-
ria e, dall’altra, tendersi verso il futuro. Le notizie
su queste terre sono rare. Basta digitare il nome
su Google per vedere quanto questo paese sia
poco conosciuto specialmente in Italia.
In un alternanza di guerre, alleanze, migrazioni,
sottomissioni e infine indipendenza, il Monte-
negro, nell’ultimo secolo è rimasto chiuso in se
stesso e solo ora, in questi ultimi anni, sembra
essere impegnato in un grande sforzo per aprirsi
al mondo.
33
www.solovela.net
La sua indipendenza attuale risale al 2006, quando,
con una votazione popolare tenutasi in accordo con
il Consiglio d’Europa e l’accettazione forzata da par-
te della Serbia, il popolo montenegrino, sancì l’usci-
ta del paese dalla federazione Serba Montenegrina.
L’anno successivo, nel 2007, fu varata la prima carta
costituzionale del Montenegro che diede il via alla
sua apertura verso il mondo. Il Montenegro è il pri-
mo paese europeo a sancire nella sua costituzione la
sua posizione di paese ecologico.

Per moneta l’Euro


Nel 1996, il Montenegro , nel tentativo di allentare i
legami con la Serbia, intraprese una sua politica eco-
nomica indipendente con il fine di avvicinarsi all’Eu-
ropa e ai suoi mercati. Per far ciò decise di adottare
come conio ufficiale, il marco tedesco. Quando, poi,
nel 2002, il marco fu sostituito dall’euro, il Monte-
negro si adeguò e fu il primo paese dei Balcani ad
avere come moneta ufficiale l’euro.

Le grandi contraddizioni
Antico e moderno si fondono tra le alte montagne del
Montenegro; qui l’Europa occidentalizzata sembra es-
sere lontanissima e a fianco dei tanti pannelli solari
Un volta dentro il fiordo di Kotor si è costantemente circon- che sempre più spesso si vedono sui tetti o vicino alle
dati dalle montagne. All’interno del fiordo non sono rare le pic- case, convivono aratri trainati da cavalli.
cole isole sormontate da chiese o monasteri Musulmani, cristiani ortodossi e cattolici condividono
34
www.solovela.net
CR
OA MONTENEGRO
ZIA
Perast
Risan
Kotor

Herceg
Novi
MA
RA Tivat
DR
IAT
In alto uno scorcio della baia di Kotor in cui si ICO
vede l’isola di San Giorgio e l’isola dello Scoglio

la stessa terra facendo bene attenzione a tenere sotto Per entrare in Montenegro
la cenere le loro divergenze e le brutte storie che a
volte li hanno visti su trincee opposte. Tante sono le
contraddizioni di questo paese, ma nel suo insieme
P er navigare nelle acque montenegrine oc-
corre un documento, chiamato Vignetta,
per l’ingresso nelle acque territoriali dello Sta-
l’atmosfera che vi si respira è quella classica di un pa- to. Si può scegliere di acquistare la Vignetta
ese emergente. Entusiasmo e speranza per il futuro. (ottenibile in un porto di ingresso che faccia
dogana) per un periodo di una settimana, un
mese, tre mesi, sei mesi o un anno. Il prezzo
La vela nella terra di Zeta dipende dalla lunghezza della barca. I docu-
Sino a qualche anno fa qui, le barche a vela si vede- menti necessari sono: la licenza di naviga-
vano solo passare all’orizzonte, sulla loro rotta per zione della barca, la licenza dello skipper, la
la Grecia, ma ormai da qualche anno, il Montenegro procura (in caso lo skipper non sia l’armatore
sta diventando la meta di quei velisti che cercano dell’imbarcazione)
luoghi lontani e un po’ isolati. La costa incastonata
tra Croazia a nord e Albania a sud, si estende per
293 chilometri. A settentrione il primo porto è quello
di Castelnuovo (Herceg Novi) all’interno della grande
baia di Bocche di Cattaro, mentre a meridione, è il
porto di Dulcigno (Ulcinj).
Prevalentemente di natura rocciosa, la costa mon-
tenegrina è frastagliata e offre diverse baie e rade,
in maggioranza aperte a maestrale. Numerose sono
le spiagge, di cui alcune molto lunghe e belle, pur-
troppo qui il turismo balneare è arrivato molto prima
delle barche a vela e diversi luoghi assomigliano alle
spiagge di Rimini. Una delle zone costiere più belle è
quella settentrionale che fa capo alla baia delle Boc-
che di Cattaro (Boka Kotorska).

In alto, una vista


dall’alto di Hergec
Novi. Di fianco, una
piazza di Kotor e di
lato a sinistra, una
bella immagine del-
la baia di Kotor la
mattina presto

35
www.solovela.net
Boka Kotorska
La baia è molto grande, penetra nell’entroterra per
15 miglia e lungo il suo perimetro si aprono diversi
centri abitati. Questa è divisa in quattro bacini.
L’entrata è delimitata a ovest da Punta d’Ostro (Oštri
Rt) che costituisce anche la punta più meridionale
della Croazia, mentre a est, in territorio montenegri-
no, troviamo Punta d’Arza.
Una volta entrati nella baia si incontra un primo bacino
dominato dalla città di Castelnuovo (Herceg Novi). Si
tratta di una cittadina con un borgo storico che con-
templa anche due fortezze. Intorno alla città ci sono
diverse spiagge di ciottoli, dove per permettere ai tu-
risti di prendere il sole sono stati costruiti dei pontoni
di cemento. Si consiglia di arrivare a Castelnuovo con
i serbatoi d’acqua pieni perché la località è nota per
i suoi problemi di approvvigionamento idrico. Navi-
gando verso est, si attraversa il canale di Combur che
permette l’accesso al secondo e più grande bacino di
forma triangolare: la baia di Teodo.
In questo bacino si affaccia, oltre alla cittadina che
In queste immagini una serie di gli dà il nome, Teodo, appunto, anche la bella città
scorci di Kotor, il paese che da di Tivat, sede di uno dei due aeroporti internazio-
il nome alla grande baia sulla nali del Montenegro e dell’unico marina veramente
quale si affaccia attrezzato della regione: Porto Montenegro.
Tivat vale sicuramente una visita, qui è collocato il ma-
36
www.solovela.net
rina di Montenegro. Si tratta di una cittadina medieva-
le molto ben preservata, piena di scorci suggestivi e
di bellissime piazze.
Da Tivat, proseguendo verso nord, si arriva allo stret-
to delle Catene, un lungo canale di oltre un miglio,
largo circa 300 metri. Percorrendolo, si raggiunge-
ranno gli ultimi due bacini in un paesaggio meravi-
glioso. Qui le coste sono dominate dalle Alpi Dina-
riche che svettano sino a quota 1.800 metri. I due
bacini prendono il nome dalle rispettive città che vi
si affacciano: il golfo di Risano a nord ovest e il golfo
del Cattaro a nord est. Risano (Risan), è un paesino
molto bello che possiede uno dei borghi storici me-
glio conservati della zona e Cattaro, non è da meno.
Entrambi i luoghi valgono una visita. Purtroppo, l’a- Marina Montenegro
qua di questi bacini, essendo molto all’interno e non
avendo grandi canali per il ricambio, non è partico- N ella suggestiva cornice della Baia di Kotor, antica
base navale austro-ungarica, si apre il marina Mon-
tenegro. La struttura copre una superficie di 24 ettari e
larmente limpida, ma un bagno sotto le grandi mon-
dispone di 650 ormeggi, di cui 150 per superyacht di di-
tagne è comunque un’esperienza indimenticabile. mensioni superiori ai 24 metri. I servizi sono di ottimo
livello, ma i prezzi non sono quelli che ci si aspetterebbe
Qui sotto il grande fiordo di Kotor che dal da un economia come quella del Montenegro. Si con-
mar Adriatico si protrae nell’entroterra per di- siglia dichiedere un preventivo prima di entrare. Un al-
versi chilometri. Il fiordo di Kotor è considerato tro problema è che il marina nasce per i superyacht e
uno dei porti naturali più sicuri del Mediterra- l’atteggiamento del personale nei confronti dei normali
neo e, in effetti, per quanto il vento a volte pos- diportisti lascia a desiderare
sa scendere con potenti raffiche dalle monta-
gne non riesce mai ad alzare mare

37
www.solovela.net
Pericoli in mare

Container pericolosi
Ogni anno si perdono in mare 10.000 container, un
danno economico enorme, ma sopratutto un danno
ecologico e un pericolo per la navigazione

di Federico Sensi

38
www.solovela.net
N
el luglio 2011 Patricia Kelsoe e Dou-
glas Merrell, una coppia dell’Oregon,
stavano navigando in oceano per tor-
nare a casa quando udirono una gros-
sa botta sotto la loro barca. Il loro 30
piedi aveva urtato contro un container da 20 pie-
di. Uno scatolone di ferro praticamente invisibi-
le, nascosto sotto il pelo dell’acqua. A una prima
ispezione non sembrò che il container avesse fat-
to alcun danno, ma dopo un paio di giorni, i due
si ritrovarono con la barca che faceva sempre più
acqua e con il timone danneggiato che non gli
permetteva di governare l’imbarcazione; erano
a 630 miglia da San Diego. Quelle non erano le
condizioni ideali per affrontare la burrasca che il
bollettino aveva annunciato e così furono costret-
ti a chiedere soccorso. I due furono salvati poche
ore dopo da un cargo cinese. La stessa avventura
l’ha vissuta Andrew Segal con il suo ketch di 53
piedi sulla rotta fra Newport e Bermuda; anche lui
ha urtato un container, ma fortunatamente l’urto è
avvenuto a una velocità e con un’angolazione che
non hanno creato danni.
L’avventura della collisione con uno di questi
scatoloni di ferro la sintetizza bene Robert
Redford nel film All is Lost, quando il protago-
nista va a finire contro un container in mezzo
all’oceano.
39
www.solovela.net
1 2

3 4

L’evoluzione Incidenti di questo tipo accadono a decine durante


un anno: le vittime più frequenti dei container sono
Nell’immagine qui sopra si vede l’evoluzione le imbarcazioni da diporto, ma a volte anche navi di
delle navi porta container negli ultimi 40 anni. medie dimensioni ne fanno le spese. Una nave che
Queste sono passate da essere delle piccole arriva a 18 nodi contro uno scatolone di ferro lungo
navi che portavano 2.450 container agli attua- 12 metri e pesante qualche tonnellata, può riportare
li giganti che trasportano 18.000 container per
volta. Il cambiamento è stato tale che si è do- danni gravi.
vuto rifare il canale di Panama per permettere a
questi giganti moderni di passare dall’Atlantico Quanti sono
al Pacifico Se ci si chiede quanto sia reale il pericolo dei contai-
ner alla deriva, visti i numeri, la risposta è una sola:
nome anno n° molto. Un rapporto del Marine Sanctuaries Conser-
nave costrruzione container vation Series, un organismo del NOAA americana
1 Kamakura 1973 2.450 che sovraintende alla salvaguardia dei parchi marini,
ipotizza che ogni anno finiscano in mare circa 10.000
2 Lexa 2001 4.045
container da 20 e da 40 piedi. Il rapporto specifica
3 Emma 2006 11.000 che non è possibile asserire con certezza il nume-
Malacca 2010 18.000 ro esatto di perdite in mare, ma più organismi sono
4
concordi 10.000 unità perse in mare sia un nume-
ro realistico. Un numero enorme che interessa tutti
i mari del mondo, incluso il Mediterraneo. Questa
quantità di container corrisponde a 41,5 tonnellate
di metallo flottante in mare.

Perché
I container cadono in mare prevalentemente a causa
di burrasche. Un’indagine compiuta su 158 incidenti
in mare nel golfo di Biscaglia, che hanno visto la per-
dita di 1251 tra il 1992 e il 2008, ha riscontrato che
l’83% di questi è avvenuto nei mesi tra novembre e
febbraio, ovvero, quando le condizioni meteo sono
peggiori. Tuttavia, la colpa della perdita dei container
Ci sono container che trasportano merce inoffensiva e non può essere attribuita solo alle condizioni meteo:
altri che trasportano merce pericolosa che vanno comun- una burrasca non dovrebbe essere sufficiente a far
que rintracciati e recuperati perdere il carico a una nave se questo fosse assicu-
rato bene. Il problema è che la gestione del carico
40
www.solovela.net
La storia del container Il 30 piedi di Patricia Kelsoe e
Douglas Merrell che è entrato in
Lo scopo del container è quello di muovere collisione con un container. Nell’in-
delle merci senza mai doverle trasbordare da cidente ha perso l’uso del timone e
un mezzo all’altro. È il container che cambia riportato una grave falla
mezzo di trasporto, ma le merci rimangono
costantemente al suo interno. L’idea del con- rato bene. Il problema è che la
tainer venne agli uomini della Malcolm McLe- gestione del carico non sempre
an nel 1956. La Malcolm McLean è una azien- è accurata. Negli ultimi quindici
da leader nei trasporti in America. Inizialmente anni le capacità di carico delle
si provò a disegnare un camion che potesse
essere caricato e scaricato facilmente dalle portacontainer sono passate da
navi, ma questo sistema apparve subito poco 4000 pezzi a 15.000 pezzi, e con
pratico. Si sprecava molto spazio e si caricava l’aumentare del carico sono au-
molto peso inutile, così rapidamente si arrivò mentati anche i problemi. Oggi
all’idea di caricare sulla nave solo la scatola una nave porta colonne da nove
che conteneva la merce, il container. container sotto coperta e colon-
Il primo carico di container avvenne nel 1956
quando 58 container vennero spediti su di una ne da otto container sul ponte.
nave da Newark (New York) a Houston (Texas). Uno qualunque di questi contai-
Le società di trasporti videro subito che i con- ner che cede sotto il peso degli altri fa collassare
tainer permettevano di muovere i carichi venti l’intera colonna, che a sua volta fa collassare quel-
volte più velocemente dei sistemi tradizionali le vicino innescando un effetto domino disastroso.
e che con questo sistema i costi di trasporto
Spesso accade che le navi, all’ultimo momento, ac-
crollavano. A questi vantaggi si aggiungeva
anche un minor rischio derivante dallo scari- cettino dell’extra carico dopo che hanno terminato le
co e carico delle merci: nei container le merci operazioni di carico, le quali sono avvenute secondo
venivano stivate una sola volta alla partenza, un piano prestabilito che prevede che i container più
i container venivano chiusi e, nella maggior pesanti siano sotto e quelli più leggeri siano sopra.
parte dei casi, venivano riaperti solo una vol- L’extra carico quindi va a finire sopra ai container più
ta giunti a destinazione. I vantaggi erano così
tanti che nel breve giro di un paio di decadi, il
leggeri indipendentemente da quanto pesi. I con-
container si era diffuso ovunque. tainer che soffrono di più dei movimenti della nave
sono quelli posti più in alto, ovvero gli ultimi a essere
imbarcati; questo fa sì che quelli più in alto siano
anche i primi a cedere mettendo in pericolo gli altri.
A questo problema si aggiunge spesso il sistema
di aggancio dei container l’uno all’altro. I
sistemi sono due: uno semiauto-
matico dove è necessario
l’intervento dell’essere
umano e uno completa-

41
www.solovela.net
1 Una nave ha perso il suo
1 2 carico, il danno ambienta-
le è drammatico
2 Per quanto la popolazio-
ne delle aree colpite da
disastri di questo tipo
intervenga insieme ai
volontari, per riportare
l’ambiente a quello che
era prima del disastro ci
vogliono anni
3 Ogni container contiene
tonnellate di merce che
si disperdono in mare o
3 4 sulle spiagge
4 Degli uomini hanno
recuperato delle botti di
whisky fuoriuscite da un
container perso in mare
5 Il cattivo stato di conser-
vazione dei container è
uno dei motivi della loro
perdita in mare
6 Container caduti da una
nave
7 Una nave sta per perdere
5 6 7 parte del suo carico in
mare

più sicuro, ma anche il più lento da mettere in prati-


ca e quindi il più costoso; il secondo, che si chiama
FAT, è il meno sicuro ma il più economico, ed è per
questo che molte navi lo adottano. Il terzo proble-
ma principale è che la quantità di merci trasportate
su nave sui mari del mondo sta crescendo in modo
esponenziale e in alcuni momenti di picco c’è penu-
ria di container, quindi, sono usati anche quelli che
di solito sono lasciati a terra perché non in buone
condizioni: container arrugginiti o con i sistemi di
aggancio difettosi.

Perché galleggiano
I container purtroppo non affondano velocemente,
Una nave di queste dimensioni trasporta specie se sono pieni e il loro carico non è parti-
sino a 12.000 container di cui una buona colarmente pesante. Per affondare il container si
parte sul ponte. Come si vede in questa deve riempire d’acqua, ma se all’interno ci sono
immagine, nelle file basse alcuni container delle merci queste con il loro volume impedisco-
più vuoti di altri hanno ceduto sotto il peso e no l’entrata di una quantità d’acqua sufficiente a
determinato il dissesto di tutto il carico
farli affondare. I container vuoti, invece, affondano
42
www.solovela.net
molto più velocemente. Un container può rimanere
a galla per settimane e, se si è fortunati e contie-
ne un carico particolarmente leggero, rimane ben
sopra il livello del mare, quindi è facilmente visibi-
le. Se invece contiene merce più pesante, affon-
da sino a pelo d’acqua e a quel punto è una vera
e propria mina navigante: vederlo, soprattutto di
notte, è impossibile.

In Mediterraneo
Anche in Mediterraneo come in tutti i mari del mon-
do ci sono le burrasche e le navi. Le due cose in-
Il Solvay Harvester sieme portano alla perdita di container e vista la
concentrazione di traffico che c’è in queste acque,
L’11 gennaio del 2000, il peschereccio Solvay
Harvester, una motobarca di 58 piedi in ferro, la pericolosità dei container alla deriva nelle acque
mentre stava rientrando verso l’Irlanda dal- del Mare Nostrum è molto elevata. Nel contempo
la sua zona di pesca entrò in collisione con però è proprio l’intensità del traffico che protegge i
un container di 12 metri pieno di scatoloni di diportisti che qui navigano sotto costa. Infatti, se in
sacchetti di maionese. Il container pesava oceano, quando una nave perde il carico a centinaia
diverse tonnellate. Nell’urto il peschereccio
di miglia da costa, nessuno può farci nulla, in Medi-
sfondò il container e riportò una grande falla
sullo scafo che ne determinò l’affondamento terraneo, in particolare nelle nostre acque e quelle
quasi immediato. Nel naufragio perirono tutti dei paesi a noi confinanti, se avviene un incidente,
e sette gli uomini dell’equipaggio, che non eb- le capitanerie intervengono e organizzano il recupe-
bero il tempo di mettere a mare alcun mezzo ro dei container persi, proprio perché qui sarebbero
di salvataggio. Quando i soccorsi perlustraro- particolarmente pericolosi.
no la zona alla ricerca del peschereccio che
non era rientrato, individuarono la zona del
disastro perché sulla superficie del mare gal-
leggiavano migliaia di confezioni di maione-
se uscite dal container. Il peschereccio fu poi
recuperato. La sorte volle che dopo quattro
mesi anche la nave gemella del Solvay Har-
vester affondasse nello stesso tratto di mare.

Di lato, il video di una nave che perde il carico du-


rante una tempesta con onde paurose. Nel video si vede
come il carico perso non era assicurato alla nave.
Sotto un’immagine del film All is Lost

43
www.solovela.net
Mercato

GT 35
regina del canale
Costruita dalla Gt-Yachts in Inghilterra,
questo modello uscito quest’anno ben
rappresenta la cantieristica di sua maestà
di Saverio Carli

44
www.solovela.net
45
www.solovela.net
I
cantieri costruttori di barche a vela d’oltremanica
sono distanti per canoni estetici e di performan-
ce dai costruttori che lavorano a sud del canale
della Manica. Le ragioni di questa differenza sono
da attribuirsi al mare in cui gli inglesi si trovano
a navigare che non è tra i più amichevoli, e al senso
estetico molto conservatore che caratterizza i cantie-
ri di queste latitudini. In queste pagine troviamo una
delle barche più moderne della produzione inglese di
barche a vela, il GT 35. Il GT 35 è il primo modello del
cantiere, aperto nel 2011, dall’intraprendente archi-
tetto navale Conrad Cockburn. Appassionato velista,
Conrad viene dal settore dei superyacht, al quale era
arrivato da quello delle navi mercantili.
Cockburn ha affidato il progetto della sua prima bar-
ca a Stephen Jones, disegnatore inglese che ha al
suo attivo diversi disegni per Northshore, il Southerly
32 e 38, per Oyster, il 41 e il 43 disegnati rispettiva-
mente nel 1980 e nel 1983 e alcuni modelli di Rustler.
Il disegno del GT 35 è l’interpretazione inglese della
barca mediterranea adattata alle esigenze di questi
mari.
Nelle 4 immagini di questa
pagina il GT 35 di bolina
La barca
La barca ha un pozzetto molto profondo e ben pro-
tetto, ma anche piccolo, cosa comune in barche che
46
www.solovela.net
devono navigare nei mari del nord, perché un poz-
zetto piccolo contiene poca acqua e anche se viene
inondato da un’onda, si svuota rapidamente. Sem-
pre per questioni di sicurezza, la poppa è chiusa; per
fare il bagno, al centro dello specchio di poppa c’è
un portello che si abbatte e si trasforma in piatta-
forma da bagno. Sopra di questo c’è una sezione
della seduta poppiera del timoniere che è amovibile,
anche se, essendo grande e pesante, è scomoda da
gestire. La timoneria è unica con una sola colonnina
centrale. Davanti a questa la rotaia del trasto, che
corre da una parte all’altra del pozzetto all’altezza
dei piani delle sedute delle panche; una soluzione
che, in pratica, taglia in due il pozzetto.
Per il resto, la coperta è tutta pensata all’insegna della In alto il GT 35
sicurezza e della comodità in navigazione: i passavan- procede a motore. Di
ti sono molto larghi sino a poppa. I winch del circuito lato, il grande passa-
della randa sono a portata di mano del timoniere; la uomo nascosto dalla
rotaia del trasto che corre a circa 50 centimetri dal pa- panca del pozzetto,
che una volta aperto
gliolato è scomoda per muoversi all’interno del poz-
assicura un impor-
zetto, ma comoda per manovrare il carrello. tante ricambio d’aria
A prua si trova il verricello elettrico che è all’esterno, alla cabina di poppa.
sul ponte. Subito a poppavia di questo, c’è il portello Sotto, il GT 35 esce
che da accesso al cala vela e al pozzo della catena. dal cantiere per il
Il piano velico di 67 metri quadri prevede un fiocco varo
a bassa sovrapposizione, il che consente di avere le

47
www.solovela.net
1 2

rotaie del carrello del fiocco sopra la tuga, lasciando


così liberi i passavanti.

Gli interni
Gli interni sono molto ben realizzati e si avvicinano
molto di più di quanto faccia la parte esterna ai canoni
3 4
ai quali siamo abituati noi che navighiamo prevalen-
temente in Mediterraneo. La falegnameria è di buon
1 Il pozzetto livello con un ampio uso di masselli. Il layout è unico
Il pozzetto, per questioni di sicurezza, è piccolo e profondo. Questo permette
all’equipaggio, quando è al suo interno, di essere molto protetto. La minore
con due cabine e un grande bagno con box doccia
grandezza del pozzetto significa che si svuoterà molto rapidamente nel caso separato. In dinette si possono avere tre diverse si-
un’onda dovesse allagarlo tuazioni: a) due divani lineari contrapposti; b) un diva-
no a L e due poltroncine sull’altro lato; c) due divani
2 La poppa contrapposti di cui quello di dritta ha alle spalle una
La poppa è chiusa per motivi connessi con la sicurezza. Per fare il bagno, cuccetta di guardia. Avendo due cabine, la barca non
c’è la sezione centrale dello specchio di poppa che si abbatte e forma la
piattaforma da bagno ha gavone sotto la panca del pozzetto che si trova so-
pra alla cabina di poppa, cosa che fa sì che il celetto
3 Triangolo di prua di questa sia molto alto; ciò dà molta aria ed elimina
Sul triangolo di prua c’è il portello che da l’accesso al calavele e al pozzo la sensazione di chiuso che si ha su barche munite di
delle ancore, mentre il verricello elettrico è all’esterno sul ponte gavone, il fondo del quale invade il volume della sot-
tostante cabina. L’assenza di gavone permette anche
4 I winch di avere un bel passauomo che si apre sotto il piano di
La barca ha di serie un’attrezzatura di coperta studiata per la crociera, ma
una barca così merita di essere armata con un’attrezzatura un po’ più sofisti- seduta della panca e lascia passare molta aria.
cata come quella che si vede in questa fotografia dove ci sono winch Harken
tipo race e una nutrita batteria di stopper Conclusioni
Nell’insieme, a noi è parsa una gran bella barca an-
5 Seduta timoniere che se un po’ diversa da quello a cui siamo abituati.
La parte centrale della seduta del timoniere è amovibile per permettere il
passaggio alla piattaforma da bagno. Se lo sportello che si apre a formare Forse non è la barca ideale per chi deve navigare
la piattaforma di poppa è facile da gestire e non particolarmente pesante, il in Mediterraneo nella bella stagione, ma può esser-
pezzo centrale della seduta del timoniere, è molto ingombrante e piuttosto lo per chi si vuole avventurare in mari un po’ meno
pesante amichevoli.
48
www.solovela.net
GT 35
Lunghezza scafo m 10,70
Lunghezza gall. m 10,00
Larghezza m 3,60
In alto la
dinette del GT Pescaggio m 1,95
35 con il tavo- Dislocamento kg 7.500
lo aperto. Di Cabine 2
lato, in alto, la
cabina di pop- Bagni 1
pa e, in basso, Acqua lt 230
il tavolo da Carburante lt 230
carteggio
Motore hp 20
Superficie Velica mq 67
Progettista S. Jones
Prezzo Ste 245.000
49
www.solovela.net
Taccuino

CENTRO VELICO
E DI DERIVA
Le note del nostro taccuino per ricordare
le cose fondamentali che bisogna sapere
sull’equilibrio della barca

di Gianfranco Malfatti

50

GENNAKER - BALUMINA - MURA - BUGN


www.solovela.net
I’equilibrio
L a capacità di avanzare contro vento di una bar-
ca dipende dall’equilibrio delle forze che su di
questa si esercitano. Conoscere questo equilibrio e
sapere come lo si può raggiungere è la condizione
indispensabile per saper portare una barca a vela.

Modificare il centro velico


Il centro velico si può modificare soprattutto in due
modi:
A – Intervenire sull’assetto dell’albero: semplificando
molto, cazzando le manovre di regolazione dell’albero, il
centro velico arretra; lascandole, il centro velico avanza.
B – Regolare le vele: se si lasca la vela di prua e si fa
portare bene la randa, il centro velico arretra, al contra-
rio, avanza.

Elementi in equilibrio
Le forze che devono raggiungere un equilibrio in una
barca a vela che procede di bolina sono due: il centro
velico e il centro di deriva.
Centro velico: Il centro velico è la somma geometrica
del centro di applicazione delle forze su di ogni singola
vela esposta al vento. In uno sloop, la randa e il fiocco.
Centro di deriva: Il centro di deriva è il punto di appli-
cazione di tutte le forze che insistono sulla superficie
della deriva e dell’opera viva.
Forze oposte: Le risultanti delle forze del centro
velico e del centro di deriva hanno direzioni opposte e
formano una leva.
La raffica
La leva: Quando il centro velico è in verticale sul centro
Un elemento che può rompere l’equilibrio che faticosa-
di deriva, la coppia di forze che forma la leva si annulla mente si è creato fra le diverse forze che si esercitano
e la barca è in equilibrio. Allo spostarsi di una delle due sulla barca quando questa avanza di bolina, è la raffica.
forze, si forma nuovamente una leva e la barca tenderà Una raffica, essendo un’accelerazione del vento, cambia
alla poggia o all’orza a seconda di come si sono sposta- temporaneamente l’angolo con il quale questo investe le
te le forze. La forza che si sposta è il centro velico che vele. La raffica sposta indietro il centro velico, aumenta
lo sbandamento e rende la barca orziera. Per ristabilire
varia al variare di diversi elementi dinamici. il giusto equilibrio si può lavorare sulla randa, trasto o
scotta, o con il timone riportando la barca alla poggia
per ritrovare il giusto angolo con il vento. Tutto ciò
finché dura la raffica, perché come questa cala bisogne-
rà tornare rapidamente alla situazione precedente.

NA
www.solovela.net
l’equilibrio
VENTO Taccuino
Una barca che non è in equilibrio è lenta e
faticosa da portare. Quando si avverte qualco-
sa che non va con la barca, ci si chieda se le
vele sono in equilibrio con il centro di deriva.

VENTO

Tendenza alla poggia


Il centro velico è a proravia del centro di deriva, la barca
tenderà alla poggia, il timoniere sarà costretto a lavorare
sul timone aprendo la pala che frenerà la barca: bisogna
ristabilire l’equilibrio. Tendenza all’orza
Il centro velico si è portato in avanti perché si è data
Il centro velico è a poppavia del centro di deriva, la
una mano di terzaroli senza ridurre il fiocco. Il fiocco va
barca tenderà all’orza, il timoniere sforza il timone
ridotto, in questo modo il centro velico tornerà in dietro.
per correggere la tendenza della barca ad andare a
Il centro velico può avanzare anche perché:
fermarsi contro il vento.
A – il fiocco sta portando mentre la randa no.
Il centro velico si è portato in dietro perché il fiocco
B – si è di bolina stretta, il vento è teso e manovre quali
è stato ridotto, senza fare altrettanto con la randa.
paterazzo e vang sono lasche.
Dando una mano di terzaroli alla randa, o riaprendo
il fiocco, si ritroverà l’equilibrio e la barca tornerà a
essere leggera e facile da manovrare.
Il centro velico può avanzare anche perché:
A – la randa è a segno, mentre il fiocco no.
B – paterazzo, vang e paranco di scotta, sono state
regolate in modo da dare maggiore potenza alla
randa che ha spostato indietro il centro velico.
C – il carrello di scotta del fiocco non è regolato a
Il centro velico è a proravia del centro dovere e questo fa portare male il fiocco che perde
di deriva, la barca tende alla poggia
potenza e sbilancia la barca a favore della randa.

Taccuino
Alcune barche sono disegnate per avere una
leggera tendenza all’orza che aiuta il timonie-
re in regata. Una barca per lunghe navigazioni
Il centro velico è a poppavia del centro
d’altura, invece, deve essere neutra per non di deriva, la barca tende all’orza
sforzare il pilota automatico

52
www.solovela.net
Taccuino
Quando si sente il timone duro, significa che
la barca è fuori equilibrio
Se si fatica a tenere la rotta, si deve lavorare
sulla randa se la barca tende alla poggia e sul
fiocco se tende all’orza.
La raffica porta la barca alla poggia, si pre-
venga lascando un po’ di randa o lavorando
sul trasto, prima di essere raggiunti dalla
raffica.

CD

Perchè si sposta il
centro di deriva
Spostare il centro di deriva è molto più
difficile che spostare il centro velico.
Il CD (centro di deriva) è il punto di
applicazione di tutte le forze che si
esercitano sulla parte immersa
della barca. Il CD dipende dalla
superficie e dal profilo della
deriva e dalle parti immerse
della barca. Lo sbilancia-
mento sul piano longi-
tudinale della barca
avrà degli effetti sul
centro di deriva.

www.solovela.net
SVN53
lavelanelweb
I marina privati

I marina oltre la crisi


Il parco barche italiano si è ridotto di oltre il 20%, come
fanno i marina a sopravvivere? Tutti i segreti per fare
business al tempo della crisi
di Maurizio Anzillotti

54
www.solovela.net
Marina di Portisco

L
’Italia è uno dei paesi costieri con il mag-
gior numero di marina di qualità. Ci sono
altri paesi che si affacciano sul Mediter-
raneo che hanno un numero consistente
di marina privati, ma pochi sono quelli
che hanno delle strutture al nostro livello. Come
architettura e servizi i nostri marina sono tra i mi-
gliori d’Europa. Tale eccellenza alza i costi di ge-
stione e di riflesso i prezzi degli ormeggi. In perio-
di di economia florida, il problema dei prezzi alti
provoca molti mugugni, ma i porti continuano a
essere pieni perché la domanda eccede l’offerta.
In periodi di economia debole come quelli degli
ultimi anni, molti armatori preferiscono portare le
proprie barche in paesi dove i costi dei marina
sono più bassi e la burocrazia meno invaden-
te e questo manda in crisi le strutture. Non tutti
i marina hanno sofferto la crisi, ma sicuramente
la maggioranza di questi l’hanno sentita molto.
I marina oggi non possono più chiedere i prezzi
che vogliono senza tenere di quanto fa la concor-
renza perché i clienti sono calati drasticamente e
oggi, ogni barca va conquistata allettando gli ar-
matori con offerte e servizi che una volta non era-
no necessari. In questa battaglia per assicurarsi
il cliente ci sono vinti e vincitori. I vincitori hanno
un minimo comune denominatore, la creatività.
Situazioni come Portisco in Sardegna o Varazze
in Liguria hanno, chi più e chi meno, superato con
successo la crisi perché hanno saputo reinven-
tarsi e hanno saputo girare a loro favore elementi
che rischiavano di essere veri ostacoli. Portisco
ha segnato un grande successo con novità come
i prezzi flessibili o i punti premio, Varazze ha sa-
puto sfruttare la sua posizione e la sua architettu-
ra molto particolare per reinventarsi come luogo
di aggregazione. Nella nostra indagine sui marina
italiani volta a capire come questi hanno saputo
affrontare la crisi, abbiamo raccolto due contri-
buti, quello di Vasco De Cet, comandante di Por-
tisco, e quello di Renato Marconi, amministratore
delegato di Marinedi, una società che possiede
diversi marina privati fra i quali Procida e il co-
struendo porto di Anzio.
55
www.solovela.net
I marina e il loro futuro
Intervista a Renato Marconi, Amministratore delegato
di Marinedi Group

R enato Marconi è l’amministratore delegato di


Marinedi Group, una società che riunisce sette
porti turistici tra i quali Cagliari, Marina di Procida,
R.M. – È vero, ma è anche vero che prima della crisi
in Italia si contavano circa 140.000 unità naviganti
sufficientemente grandi da avere bisogno di un posto
Marina di Villasimius e Marina d’Arechi. Marinedi è barca contro una disponibilità di posti barca di circa
anche la società che dovrebbe cominciare a costru- 90.000 unità, cifra che negli ultimi tre/quattro anni
ire il nuovo porto di Anzio. Marconi è anche l’ex am- non è cambiata. Ora, si consideri che circa 25.000
ministratore delegato di Italia Navigando ed è uno imbarcazioni si sono trasferite all’estero in seguito
dei massimi esperti italiani in fatto di porti turistici. a diversi eventi (tasse e pressioni del fisco, N.d.R.)
e siamo a 115.000 barche, altre 25.000/30.000 unità
SVN – Non è facile capire la dinamica dei prezzi dei
o sono state dismesse, o i proprietari preferiscono
posti barca nei marina; sembra che in alcuni ci sia stato
non utilizzarle e tenerle a terra. Ne rimangono cir-
un vero e proprio crollo, mentre in altri i prezzi sono
ca 85.000/90.000 unità, proprio quello che serve per
rimasti invariati o sono diminuiti di poco.
rendere remunerativi i marina italiani.
R.M. – Penso che la dinamica dei prezzi sia legata
SVN – In pratica quello che una volta era un gran-
alla qualità del marina. Nei marina di qualità i prezzi
de problema, ovvero la penuria di posti barca, è il
non sono scesi perché non è scesa la richiesta; in
motivo per cui i marina hanno potuto passare attra-
altri marina con problematiche diverse connesse al
verso la crisi con danni minori di altri comparti della
territorio o al livello dei servizi i prezzi sono scesi, in
nautica.
alcuni casi sono scesi di molto.
R.M. – Esattamente.
SVN – In questi giorni si parla dell’inizio dei lavori per il
porto di Anzio vicino a Roma. Le possibilità di raggiun- In alto, Marina
gere un break even e di andare in attivo sono legate d’Arechi il giorno
a una ripresa o i vostri conti sono stati fatti sulla base dell’inaugurazione
dell’attuale situazione di mercato? Di lato, l’ingegnere
Renato Marconi,
R.M. – I nostri calcoli, e quindi la decisione di pro- Amministratore de-
cedere con i lavori, sono basati sull’attuale situazio- legato di Marinedi
ne di mercato che, nonostante tutto, permettere di Group
pensare che un’opera come questa possa andare in
attivo nei tempi stabiliti.
SVN – Eppure la crisi è forte e ha colpito la nautica in
particolare.
56
www.solovela.net
12 articoli per
Manfred Marktel
Da dirigente di azienda si è trasformato in navigatore solitario. Ha navigato
l’Atlantico in lungo e largo facendoci sognare con i suoi articoli su Solovela.
Una collana ne ricorda la sua capacità di fare, da uomo normale, cose ec-
cezionali.
“ 12 articoli per Manfred” è un appuntamento da non perdere. I migliori arti-
coli di Manfred Marktel raccolti in una collana che gli rende omaggio.

In allegato con le newsletter di SolovelaNet, (accertati di essere iscritto)

collana offerta
57da
www.solovela.net Cecchi- vernici
Il caso di Marina di Portisco
Marina di Portisco nel giro di due anni azzera le perdite
e passa a fare attivi diventando il Marina del momento

Nella fotografia, un angolo di Marina di


Portisco. Nella foto nel riquadro, Vasco De
Cet, comandante del Marina

dal turismo e pensarci, invece, albergatori odorosi


di salsedine.
SVN – Ci faccia degli esempi.
V.D.C. – Una delle cose che hanno più suscitato

M arina di Portisco quest’anno è venuto agli onori


della cronaca per gli ottimi risultati che ha otte-
nuto modificando profondamente il modo di gestire il
l’interesse degli utenti sono stati i prezzi flessibi-
li. In pratica abbiamo applicato ai prezzi del porto
la dinamica dei prezzi delle compagnie aeree low-
porto. Di Portisco e del suo Direttore, il Com.te Vasco cost. Il prezzo del posto barca varia al variare delle
De Cet, ci eravamo già occupati qualche anno fa de- prenotazioni, del riempimento del porto. Questo si-
scrivendo un’intelligente modo di programmare gli in- gnifica che è possibile che in un giorno d’agosto un
gressi in porto durante i momenti di altissima stagio- determinato posto barca costi meno di quanto co-
ne quando il porto si trovava a gestire anche 400/500 sterebbe in un altro periodo dell’anno, perché in quel
barche in entrata o uscita nel giro di poche ore. giorno le prenotazioni sono poche. Questo sistema
Oggi torniamo a interessarci di De Cet per chieder- ci permette di coprire i periodi di minor affluenza e
gli a cosa è dovuto il successo ottenuto dal marina propone al cliente sempre i prezzi migliori. La preno-
e abbiamo scoperto qualcosa che potrà interessare tazione si può fare anche direttamente via internet
tutti i lettori. entrando nel nostro sito.
SVN – Comandante, come è riuscito a riportare Por- SVN – Un’idea originale, e avete avuto dei riscontri
tisco in attivo nel giro di due stagioni? positivi.
V.D.C. – Cambiando il modo di guardare al Mari- V.D.C. – Abbiamo veicolato questa idea su mezzi
na. Nell’ultimo anno, con i nuovi Amministratori della quali la vostra piattaforma e abbiamo avuto un ritor-
Società ed il Team del Porto abbiamo rianalizzato no immediato. Ma soprattutto, abbiamo aumentato
attentamente la situazione ed abbiamo capito che il numero di barche medie e a vela, segmento del-
serviva un cambiamento profondo, culturale. Do- la domanda che sembrava particolarmente “afflitto”
vevamo smettere di vederci come portuali ingentiliti dalla crisi.
58
www.solovela.net
SVN – Sappiamo che avete lavorato anche molto
sul lato dei servizi.
V.D.C. – Sì, abbiamo messo al centro il nostro clien-
te e creato intorno a lui una serie di servizi finalizzati
a farlo sentire a casa, comodo e coccolato. Abbiamo
ampliato il servizio gratuito di Wi-Fi che ora copre
tutto il porto con numerosi hotspot. Abbiamo creato
un servizio di accoglienza che permette allo skipper
della barca di non scendere a terra per venire in di-
rezione a registrarsi.
Tutta l’operazione la fa a bordo della barca una no-
stra hostess che mediante un iPad entra nel sistema
del porto, registra la barca e fa firmare il contratto di Prezzi flessibili e punti premio
ormeggio al comandante della barca senza che que-
sto si debba spostare da bordo, fare la fila o portare Portisco ha dimostrato come con la creatività si pos-
con sé i documenti. sano creare le condizioni per aumentare il giro di af-
fari anche in periodi di crisi.
SVN – Quindi vi siete concentrati sulle barche me- Al Marina di Portisco, le operazioni simbolo di questa
die, questo significa che avete pochi superyacht. creatività sono i “Prezzi flessibili” e i punti premio.

V.D.C. – No, le banchine dei superyacht sono piene, Prezzi flessibili – È un sistema di prezzi che somi-
anzi quest’anno abbiamo creato altri due posti da glia molto a quello delle compagnie aeree low-cost.
40 metri per rispondere a tutte le richieste. Abbia- I prezzi partono molto bassi e salgono al salire del-
la richiesta, quindi, se per esempio il 18 agosto è un
mo solo deciso che il porto va sfruttato in tutte le
giorno di bassa affluenza al porto perché è il giorno in
sue potenzialità e non solo per una parte di queste. cui una parte delle barche comincia a tornare verso il
Abbiamo fatto molte cose anche per i superyacht. continente, il sistema dei prezzi flessibili proporrà un
Per esempio, in rada davanti al porto ci sono sem- prezzo molto più basso della media. Due giorni dopo,
pre diverse decine di superyacht che producono una invece, è il giorno di arrivo delle barche che fanno
grande quantità di rifiuti che devono essere scaricati la seconda parte del mese e i prezzi torneranno alti.
Sarà possibile stare tre giorni a Portisco e pagare tre
e che rappresentano un problema per il comandante prezzi diversi. Logicamente i prezzi si conosceran-
dell’imbarcazione. Abbiamo creato un servizio per il no in anticipo quando si farà la prenotazione. Stes-
quale il tender del superyacht arriva in banchina con so dicasi per le prenotazioni molto anticipate. Se si
i rifiuti e trova un nostro mezzo che li carica e li smal- prenota con anticipo, il sistema applicherà un prezzo
tisce. Come questi, abbiamo creato molti altri servizi che varierà al variare del numero delle prenotazioni in
che prima non esistevano. quei giorni, più queste sono, più il prezzo aumenta.

SVN – Qual è ora il suo prossimo obiettivo? Punti premio – L’altra idea vincente applicata a Porti-
sco sono i punti. Per ogni giorno di ormeggio in Ma-
V.D.C. – Allungare la stagione. Creare occasioni rina si ottengono dei punti; questi possono essere
per far vivere il porto anche in quei mesi dove tra- utilizzati per voli aerei dal continente a Olbia o per
dizionalmente l’attività è minore. Vogliamo ospitare soggiorni in porto.
regate, manifestazioni agonistiche di pesca, open
day di cantieri, qualunque cosa che ci permetta di
portare persone in porto, presentargli la struttura e Marina di Por-
poi aspettarli, quando passeranno di qui con la loro tisco, la piazzetta
barca, per accoglierli. dove si affacciano
alcuni dei bar e
SVN – Ma è vero che se mi fermo a Portisco e voglio dei ristoranti di
andare a fare compere a Porto Rotondo voi mi date cui dispone il
una macchina? porto

V.D.C. – Sì, è uno dei nostri servizi. Chi ormeggia a


Portisco può usufruire di una nostra vettura di cor-
tesia in modo gratuito per tre ore al giorno. Le ho
detto, abbiamo messo il cliente al centro della nostra
attenzione.
59
www.solovela.net
In poche parole

12 DOMANDE
sul noleggio occasionale
Il noleggio occasionale può essere un’occasione
per ammortizzare i costi della barca. Abbiamo
raccolto in dodici domande e altrettante risposte
tutto quello che c’è da sapere sull’argomento
di Gianfranco Malfatti

U
na norma introdotta dal Governo Monti
dispone che un privato cittadino possa
esercitare, con la propria imbarcazione,
un’attività di noleggio occasionale pa-
gando sui ricavi di tale attività una cedo-
lare secca del 20%. Il limite, che in un primo tempo
era di carattere pecuniario, oggi è di tipo temporale.
In totale l’armatore non potrà noleggiare la propria
imbarcazione per un periodo superiore a 42 giorni
in un anno.
Successivamente la norma è stata estesa alle socie-
tà che non hanno nello statuto l’attività di noleggio o
locazione d’imbarcazioni.
60
www.solovela.net
1 Chi può fare noleggio occasionale ?
L’armatore di una barca da diporto o una so-
7 E’ possibile dedurre le spese inerenti al noleggio
stesso, carburante, ormeggi, trasporti?
cietà armatrice della stessa, a condizione che No, non si può dedurre alcuna spesa, l’imposta so-
la società nel suo oggetto sociale non abbia stitutiva è pagata sull’intero importo del noleggio.
il noleggio o la locazione di unità da diporto.

2 Posso fare noleggio occasionale con un na- 8 Coma va dichiarato a livello fiscali il noleggio occa-
sionale?
tante ? Va dichiarato nella dichiarazione dei redditi.
No, il noleggio occasionale si può fare solo
con imbarcazioni o navi da diporto.
9 Come si fa a dimostrare quanto si è percepito per il

3
noleggio occasionale?
Per noleggiare un’imbarcazione privata con il Chi sceglie di assoggettare i proventi derivanti
noleggio occasionale che titoli deve avere lo dall’attività di noleggio occasionale all’imposta so-
skipper della barca? stitutiva deve conservare (fino al decorso dei termini
Nessun titolo particolare. Bisogna avere la di decadenza dell’attività di accertamento delle im-
patente nautica. poste sui redditi e delle relative addizionali):
L’originale del modello di comunicazione (in atte-
4 Cosa bisogna fare a livello burocratico per ef-
fettuare il noleggio occasionale?
sa dell’attivazione della procedura).
La ricevuta dell’invio del modello all’Agenzia delle
A Bisogna dare comunicazione all’Agenzia Entrate.
delle Entrate (“si comunica all’Agenzia delle I documenti comprovanti i pagamenti ricevuti per
entrate che si effettua del noleggio occasio- l’attività di noleggio occasionale effettuata (boni-
nale al fine di poter pagare sul ricavo l’imposta fici, vaglia, copia degli assegni).
sostitutiva”). La comunicazione consiste in un
modulo che si può scaricare da questa pagi-
na. Il modulo va compilato in tutte le sue parti 10 Come si versa l’imposta sostitutiva?
L’imposta sostitutiva va versata utilizzando il mo-
e quindi inviato in formato “.pdf”, “.gif”, “.tiff” dello F24 con codice tributo 1847. Comunicazione
o “.jpg”, allegato a una e-mail all’indirizzo dell’Agenzia delle Entrate sull’F24 per il versamento
dc.acc.noleggio@agenziaentrate.it. dell’imposta sostitutiva. Clicca qui
B Bisogna dare comunicazione scritta all’uf-
ficio della Capitaneria di Porto competente
nell’area di navigazione dove si effettuerà il 11 Può il locatario di un contratto di leasing fare del no-
leggio occasionale con l’imbarcazione oggetto della
locazione?
noleggio occasionale.
Le copie delle comunicazioni, con le relative Sì, lo può fare sottostando alle stesse direttive valide
ricevute di trasmissione, e dei contratti di no- per il proprietario di un’imbarcazione da diporto.
leggio, devono essere tenute a bordo dell’im-
barcazione o nave da diporto, a disposizione
delle autorità di controllo. 12 È vero che l’importo massimo ricavabile dal noleggio
occasionale è di 30.000 euro?
Il limite dei 30.000 era stato introdotto nella prima
stesura della norma, ma successivamente è stato

5 E’ obbligatoria una assicurazione particolare?


Non è obbligatoria l’estensione dell’assicu-
sostituito dal limite temporale di 42 giorni. Il limite di
giorni riguarda la somma di tutti i contratti di noleg-
razione per il noleggio, ma vivamente consi- gio all’interno di un anno.
gliata. Si consideri che in caso d’incidente,
l’assicurazione potrebbe rifiutarsi di pagare
i danni nel caso non fosse stata sottoscritta
l’estensione al noleggio occasionale.

6 Quanto si paga di tasse sui ricavi da noleggio


occasionale?
modello comunicazione noleggio occasionale
L’imposta sostitutiva è pari al 20% di quanto
percepito per il noleggio. F 24 - dichiarazione redditi da noleggio occasionale

61
www.solovela.net
La presentazione

Solaris 58
una barca da ammirare
Un’altra barca da ammirare prodotta da uno dei migliori cantieri
italiani, la Serigi di Aquileia. Una barca pensata e realizzata
per una selezionata elite di armatori che amano e possono
concedersi il meglio in fatto di barche

di Federico Sensi

I
n Italia non abbiamo una grande produzione di
barche a vela in termini quantitativi, ma è indub-
bio che produciamo alcune delle barche più bel-
le e di qualità più elevata al mondo. Delle per-
le rare che si pongono molto al di sopra degli
standard della produzione industriale. I modelli della
Solaris Yacht appartengono a questa ristretta pro-
duzione che annovera pochissimi cantieri.
Il Solaris 58 che vediamo in queste pagine è un
esempio classico di quello che questo cantiere è
in grado di realizzare. La barca è scesa in acqua a
maggio 2014 ed è stato esposto nei più importanti
saloni autunnali. Disegnato da Javier Soto Acebal, il
noto progettista argentino, il 58 è un fast cruiser dal-
le grandi doti di navigabilità e solidità, oltre a essere
una barca particolarmente elegante.
Lo scafo, che s’ispira alle barche della Volvo Ocean
Race, è particolarmente slanciato. La poppa è mol-
to larga, mentre la prua è leggermente reversa. La
carena ha uno spigolo molto alto che in navigazione
difficilmente entra in acqua, ma che ha permesso al
progettista di disegnare una poppa con una curva-
tura ampia che evita il trascinamento di questa in
acqua a velocità elevate.
62
www.solovela.net
63
www.solovela.net
La costruzione
La barca è realizzata in sandwich di Airex, un mate-
riale particolarmente adatto alla costruzione navale
perché è in grado di riempire eventuali spazi vuoti
espandendosi e impedendo in questo modo l’accu-
mulo d’acqua e la formazione di zone di stagnazione.
La coperta è in infusione, mentre lo scafo è laminato
a mano (in infusione su richiesta). La paratia maestra
(quella vicina all’albero) e la paratia antisfondamento
sono realizzate in composito sottovuoto, mentre le
altre sono in compensato marino. Le paratie sono
interamente resinate allo scafo. I longheroni e i ma-
dieri, diversamente da quanto accade solitamente,
sono realizzati intorno a un’anima di Airex e strati-
ficati in infusione sottovuoto. Le resine usate sono
tutte viniliche. La deriva è costituita da una lama di
ghisa con un siluro finale in piombo.

Coperta
La coperta ha una tuga centrale corta che termina
In alto il Solaris 58 visto di
poppa. Sopra, al centro, il ponte di poco prima dell’albero e ha, nella sua parte anterio-
tuga con il garage per lo sprayhood. re, una lunga e bassa vetrata frontale. Sulla tuga, il
Di lato la prua leggermente reversa. recesso che accoglie lo sprayhood quando è chiuso
Sopra i due winch con la batteria di ha un coperchio rifinito in teak. Il ponte di prua è
stopper che servono i rinvii, posti libero da ostacoli e offre ampi spazi liberi per il relax.
davanti alla timoneria
Il pozzetto è molto largo. Tra le due panche c’è un
64
www.solovela.net
tavolo centrale ad ante abbattibili che funge anche
da puntapiedi. I puntapiedi del timoniere, invece,
sono amovibili. La poppa è aperta ed è protetta da
un pulpito centrale che spezza le draglie. Lo spec-
chio di poppa è abbattibile e, una volta aperto, forma
una grande piattaforma da bagno attrezzata. Da qui
si accede al garage, dove è possibile ricoverare un
tender senza bisogno di sgonfiarlo. Il garage ampio
che ospita il tender gonfio è importante perché fa-
cilita l’utilizzo del mezzo ausiliario, che può essere
riposto nel garage velocemente.

Le attrezzature
Inutile dire che tutte le attrezzature sono perfetta-
mente proporzionate agli sforzi richiesti per ridurre al
massimo il lavoro dell’equipaggio. Acebal ha lavora-
to molto per far sì che la barca potesse essere con-
dotta con equipaggio ridotto. I winch e i rinvii sono
posti davanti alle colonnine del timoniere, al termine
del paramare, dove questi può arrivare con facilità.
Il paterazzo è sdoppiato e le sartie atterrano a bordo

In alto la poppa del Solaris 58


aperta mostra l’ampio garage. Di
lato un particolare del garage. Sotto
la barca in navigazione di bolina

65
www.solovela.net
scafo. Il fiocco, che è a bassa sovrapposizione, con-
sente di avere una rotaia del carrello di scotta corta
e posta in prossimità dell’albero. Il paranco di scotta
ha un punto fisso sul piano di calpestio del pozzet-
to, non c’è trasto, mentre l’avvolgitore ha il tamburo
sottocoperta.
In alto la dinette.
Si noti subito a
Gli interni
proravia della
divaneria, su di La barca è un semi-custom dove l’armatore ha am-
un piano legger- pia possibilità di scelta e può adattare la barca alle
ment epiù basso, sue esigenze. Dalla scelta del legno, alla sua lavora-
la cucina posta in zione, nel Solaris 58, come in tutti i modelli di questo
senso trasversale. cantiere, il particolare è curato in modo maniacale.
Riquadro, una
panoramica della
Le finiture sono di livello molto elevato e quando si
dinette. Di lato, uno entra nella barca si ha una piacevole sensazione di
dei tre bagni lusso senza che nulla sia mai sopra le righe.
Il layout standard è tre cabine, tre bagni e a prua c’è
un locale marinaio con un bagno. La dinette è a cen-
tro barca, mentre la cucina è posta trasversalmente
fra i divani e la cabina di prua. Questa soluzione am-
plifica molto lo spazio della dinette e della cucina e
nel contempo garantisce una maggiore privacy alla
cabina armatoriale a prua.
Molta attenzione è stata data all’illuminazione, in
pozzetto. Sui paramare ci sono diversi oblò che illu-
minano le cabine sottostanti.
66
www.solovela.net
Scheda tecnica Qui sotto, una delle cabine ospiti. A piè di
pagina, due fotografie della cabina armatoriale
L.f.t. m 17,45
Lunghezza gall. m 16,06
baglio massimo m 5,05
Pescaggio m 3,20
Dislocamento kg 19.500
Zavorra kg 6.800
Cabine 3
Bagni 3
Acqua lt 700
Carburante lt 500
Motore hp 75
Superficie Velica mq 188,00
Randa mq 98,00
Genoa mt 90,00
Anno progetto 2014
Progettista Soto Acebal
Interior designer Lucio Micheletti

67
www.solovela.net
Mercato

Come va il mercato
Dietro le nuvole si vede il sole, ma la
burrasca sul mercato nautico è ancora in
atto e solo in pochi sono riusciti a riparare
in porto. I numeri, però, dicono che la vela
sta cambiando e che il futuro forse sarà più
interessante del passato.

di Gianfranco Malfatti

A
febbraio si è tenuto presso il
Seatec di Massa Carrara, l’an-
nuale appuntamento con il sa-
lone dell’accessorio nautico, un
convegno della CNA dove il re-
latore, l’ingegner Lorenzo Pollicardo ha avu-
to modo di fare un quadro molto dettagliato
della situazione del mercato nautico attra-
verso un’attenta analisi che ha preso in con-
siderazione tutti gli aspetti dell’andamento
economico del settore, tra i quali anche di-
versi temi che riguardano il comparto vela.
Partendo dai dati del rapporto del CNA,
tracciamo un quadro sintetico della situa-
zione del settore della vela in un momento in
cui la ripresa inizia a consolidarsi.

Il crollo
Il primo elemento che colpisce nel rapporto
del CNA, nonostante siano dati già cono-
sciuti, è l’entità dei danni causati dalla crisi
economica. In pratica il settore nautico ha
perso in sei anni quello che aveva costruito
nei nove anni precedenti (grafico 1).
68
www.solovela.net
La grande parte di questa perdita, in termini assoluti, Fatturato complessivo del comparto nautico
ha riguardato i costruttori di barche a motore, molti
dei quali non hanno resistito alla crisi e hanno chiuso
la loro attività. In termini di percentuali però, anche il
mercato della vela ha sofferto enormemente con un
calo che è andato ben oltre il 60%.

La produzione nazionale

1
Il numero di cantieri costruttori di barche a vela rima-
sti in Italia e che erano operativi prima della crisi si Il crollo
è molto ristretto. Molti cantieri minori hanno dovuto Questo grafico ci dà un’idea precisa di
soccombere alla crisi. Cantieri che sino al 2008 pro- quanto è accaduto negli ultimi sei anni:
ducevano 11 – 12 imbarcazioni l’anno, numeri piccoli la nautica ha perso la crescita che aveva
ma sufficienti a mantenere in attività cantieri a con- faticosamente ottenuto nei nove anni pre-
duzione familiare, hanno visto ridursi gli ordini sino a cedenti
livello zero. Oggi la produzione italiana consolidata,
ovvero quella dei cantieri storici e strutturati, quali
Del Pardo, Comar, Solaris Yacht, Vismara, Adria Sail
e pochi altri si è confermata su livelli qualitativi mol-
Mercato interno
Quel poco che si è salvato del nostro settore

2
to alti, livelli che continuano costantemente a cre-
scere e che permette a questi di sopravvivere con le nautico l’ha fatto grazie alla capacità di esporta-
esportazioni. Il prodotto italiano si configura sempre re e all’apprezzamento che si è sempre avuto dei
prodotti italiani su alcuni mercati internazionali.
più come prodotto di qualità elevata con alti livelli di
Sul fronte del mercato interno, invece, le vendite
personalizzazione.
d’imbarcazioni hanno subito un crollo dramma-
tico come si evince da questo grafico
I cantieri
La crisi ha cambiato molto i rapporti di forza tra i vari
cantieri presenti in Italia. Un cantiere come Beneteau, Fatturato cantieri export/mercato interno
che sino a qualche anno fa era reputato il leader indi-
scusso del mercato, oggi ha perso diverse posizioni,
mentre cantieri come Dufour che non più tardi di due
anni fa erano in procedura fallimentare, sono risorti e
hanno segnato dei record di vendite. Ma quello che
più colpisce è la percezione che il pubblico ha dei
diversi cantieri. Anche in questo caso i leader di ieri
non sono quelli di oggi. È significativa la classifica
delle barche più cliccate del 2014 pubblicata sul no-
stro annuario del 2015. La classifica analizza barche

2013
e cantieri e si fonda su quasi 100.000 click effettuati
dai lettori in un anno di pubblicazione, probabilmente
la statistica più imponente mai registrata nel mondo
della vela. Dalla classifica appare chiaro come a es-
sere il più apprezzato è il cantiere tedesco Hanse,
seguito subito dalla Dufour e quindi dai cantieri del
colosso della nautica, il gruppo Beneteau. Il primo tra
i cantieri italiani è il Cantiere del Pardo.
673 unità
Il mercato immatricolate
294 a vela
Oltre a subire un vero crollo, il mercato si è anche
modificato profondamente. Prima della crisi l’inci-
denza delle barche a vela sul venduto nazionale era
del 19%; questa percentuale nel 2013 è salita al 43%,
oltre il doppio. Questo significa che da una parte i
69
www.solovela.net
velisti hanno continuato a comprare b arche più di
quanto hanno fatto i diportisti di barche a motore,
dall’altra che molte delle persone che in altri momen-
ti avrebbero comprato una barca a motore, oggi pre-
feriscono comprare una barca a vela. Questa osmosi
del motore trova origine in due elementi: uno econo-
mico, le barche a vela costano molto di meno delle
barche a motore e consumano circa un decimo, e
uno fiscale, la barca a vela, fiscalmente, suppone un
reddito che è la metà di quello che suppone la dispo-
nibilità di una barca a motore di pari grandezza.

Il caso del Pardo


Il Cantiere del Pardo all’inizio della stagione 2014- l’intero settore. Il successo di del Pardo è stato de-
2015 ha registrato il sold out. Tutte le barche pro- terminato dalla lungimiranza del suo management
grammate per l’intera stagione sono state vendute che ha saputo innovare il cantiere, compresi i mezzi
nei primi mesi dell’anno nautico 2014-2015. Anche di comunicazione. Il Pardo è stato l’unico cantiere,
le unità che il cantiere ha aggiunto al piano di pro- insieme a Dufour, a virare decisamente verso le nuo-
duzione sono state vendute velocemente. Il dato in- ve forme di comunicazione privilegiando il digitale.
teressante, non è tanto il numero di barche vendute
in assoluto, ma il fatto che il 60% di queste siano Le patenti nautiche
state vendute in Italia, un segnale molto positivo per Tornando ai dati del rapporto del CNA, quando si
parla di patenti rilasciate in Italia si nota come, dopo
una repentina caduta dal 2007 al 2012, nel 2012 e
Rapporto tra vela e motore sino al 2009 nel 2013 il numero sia rimasto costante e dalle an-
ticipazioni sull’andamento dello scorso anno (2014)
19% sembra che il numero delle patenti al primo rilascio
nelle Capitanerie di Porto, sia tornato a crescere. La
caduta repentina del numero di patenti rilasciate in-
Vela dica come nel settore siano entrati molti meno nuovi
Motore diportisti (le patenti oltre le 12 miglia sono state ap-
pena 4172 nel 2013).
81%
Il diportista
Il diportista medio nel periodo della crisi, come era
Rapporto tra vela e motore nel 2013
da aspettarsi, ha contratto notevolmente la sua spe-
sa per il divertimento in barca. Le notti passate in
43% porto durante la crociera estiva sono calate drastica-
mente mentre sono aumentate le barche che passa-
no, tempo permettendo, la notte in rada. In partico-
lare è evidente come questo fenomeno ora riguardi
anche le barche a motore, che notoriamente non
Vela amano passare la notte in rada. Molti, soprattutto
57% Motore in concomitanza con la prima stesura della tassa di
Incidenza della vela stazionamento fatta dal governo Monti, hanno por-
tato la barca all’estero, in Croazia, Grecia, Turchia, e
La proporzione tra vela e motore sta cam- non l’hanno riportata più in Italia. Altri hanno preferito
biando. Il dato storico ci dice che la vela

3
rinunciare a mettere in acqua la barca, un po’ per le
incide sul mercato per il 19%, ovvero su spese che avrebbero dovuto sostenere, e molto per
ogni 100 barche immatricolate in Italia,
la disaffezione nei confronti della barca creata dalla
19 erano barche a vela. Tutt’altra storia ci
racconta il dato del 2013 quando su cen- Guardia di Finanza con i continui fermi in mare. Que-
to barche immatricolate vendute, 43 sono sto ha portato un calo dei posti barca occupati nei
state a vela Marina del 26% e del 34% dei posti al transito.
70
www.solovela.net
Il noleggio Divisione del mercato per tipologia
Il charter è un altro settore che è stato fortemente
5%
penalizzato. Questo ha perso il 21% del suo fattura-
to negli anni della crisi e molte società hanno chiu- 3%
so. Qui si è modificato soprattutto l’approccio dell’u- 11%
tente italiano al charter. Se prima della crisi l’utente
italiano aveva iniziato a prenotare la sua vacanza 26%
con largo anticipo, oggi arriva alla prenotazione con
molto ritardo: in molti prenotano 15-20 giorni prima Cruiser
della partenza. La mancanza del cliente italiano ha Performance
penalizzato le società di charter, in quanto questo Custom
occupava dei periodi tradizionalmente non occupati Racer
dal cliente nord europeo, come il mese di agosto che 55%
Blu Ocean
per i nord europei è considerato troppo costoso e
troppo caldo.
fonte statistica solovelanet, dato rilevato sull’annuario di SVN
2014 con 90.000 click
Parco nautico Europeo

7
Tipologie
Il grafico illustra la divisione dei click
effettuati dai nostri lettori sulle barche
dell’annuario del 2014 suddivise per ca-
tegorie di progetto, dal cruiser al blue
ocean

5
Un Italia piccola e pesante
Il mercato italiano oggi, per quanto ri- Patenti nautiche nuove Capitaneria
dotto, vale il 10% del mercato europeo.
Un dato sicuramente non lusinghiero,
ma che comunque fa del nostro paese
uno dei grandi mercati europei

Fatturato settore

8
5,6% Patenti nautiche
Andamento delle patenti nautiche rila-
sciate per la prima volta dalle Capitanerie
di Porto. Dopo un periodo di rapida cadu-
ta, la situazione si è stabilizzata e per il
2014 è previsto un ritorno alla crescita
Vela
81% Motore

Incidenza sul fatturato Rapporto CNA

6 9
Per quanto la vela salga in numero di Cliccando sulla copertina del
unità vendute in confronto a quelle a CNA “Dinamiche e prospettive di
motore, il valore del fatturato di questo mercato della filiera nautica del
settore è basso perché le unità a vela diporto”, si potrà scaricare l’in-
hanno costi molto minori di quelle a tero documento dal quale sono
motore tratti i dati qui riportati
71
www.solovela.net
Tecnologia a bordo

Il pannello
fotovoltaico in barca
Produrre energia elettrica per la barca senza inquinare,
in assenza di rumore e a basso costo è una sfida che il
fotovoltaico avanzato sta vincendo. In questo articolo una
guida alla scelta del pannello giusto per la barca a vela
di Maurizio Anzillotti

72
www.solovela.net
L
a barca è una divoratrice di energia: fri-
goriferi, pompe di sentina, strumentazio-
ne elettronica, luci interne ed esterne ri-
chiedono corrente elettrica. Energia che
ci si deve portare dietro stivata dentro le
batterie. Per ricaricare gli accumulatori, gli unici
mezzi in dotazione a una barca sono l’alternatore
del motore e il caricabatterie da collegare in ban-
china, ma questo rappresenta un grande limite
che costringe o a entrare in porto o a fare molte
ore di motore. Oggi però il diportista ha delle al-
ternative per generare energia elettrica in autono-
mia senza ricorrere al motore principale. Si può
scegliere tra diversi sistemi, dal generatore die-
sel, quello eolico, a trascinamento, per arrivare
al pannello fotovoltaico. Tra tutti i sistemi senza
dubbio il più economico, sicuro e piacevole da
usare è il pannello fotovoltaico.
Il pannello fotovoltaico non ha movimenti mecca-
nici, quindi ha meno probabilità di rompersi di un
generatore diesel, non è rumoroso, non pesa e
tra tutti i sistemi disponibili ha il miglior rappor-
to costo–efficienza-durata. Si consideri che un
pannello fotovoltaico, a terra, è garantito per
20/25 anni all’80% del rendimento, ovvero, si
garantisce che dopo 20/25 il pannello ha ancora
un rendimento minimo pari all’80% del rendimen-
to a nuovo.

Diversi tipi di celle


La tecnologia del pannello fotovoltaico, per
quanto sia ancora in rapida evoluzione, è ben co-
nosciuta. I pannelli fotovoltaici che si trovano in
commercio sono realizzati con celle fotovoltaiche
di silicio. È il cristallo di silicio lavorato e purifi-
cato che è in grado di trasformare l’energia che
riceve dal sole in energia elettrica, ma non tutte
le celle fotovoltaiche hanno lo stesso rendimento.
Le celle dei pannelli fotovoltaici possono essere
divise in tre categorie che dipendono dal tipo di
cristallo di silicio utilizzato per realizzarle e la sua
disposizione sul pannello:
a) silicio monocristallino – Il silicio monocristalli-
no è un cristallo unico derivato da un primo taglio
e fortemente purificato.
73
www.solovela.net
I cristalli sono disposti in modo ordinato e la loro
quantità è uniforme su tutta la superficie della cella.
Il parametro più importante della cella è il suo rendi-
mento “η” (o efficienza) che rappresenta il rapporto
fra la massima potenza Pmax[Wp] che si ottiene dal-
la cella e la potenza totale della radiazione incidente
sulla superficie frontale.
Il livello del rendimento diminuisce all’aumentare della
temperatura delle celle, poiché la temperatura osta-
cola il passaggio degli elettroni nel semiconduttore.
Per efficienza di cella s’intende quindi il rapporto fra
la sua potenza nominale e il prodotto dell’irraggia-
mento solare standard (1000 W/m2) per la superficie
complessiva della cella.

L’efficienza cella:
In alto due ∏=Imp Vmp/Ps
piccoli pannelli
della Tregoo. dove Ps è la potenza della luce solare
Sopra una barca
attrezzata con i Queste celle hanno un grado di elevata purezza del
vecchi pannelli materiale e garantiscono le migliori prestazioni in
rigidi con vetro e termini di efficienza avendo il rendimento che può
cornici di allumi-
arrivare al 19% - 20%.
nio. Di lato uno dei
tanti utilizzi che si Si presentano di colore blu scurissimo uniforme e
possono fare di un hanno forma circolare o ottagonale, di dimensione
pannello fotovol- dagli 8 ai 12 cm di diametro e 0.2 -0.3
taico. In questo mm di spessore.
cat, il pannello b) silicio policristallino – In alter-
fornisce l’energia
per accendere le
nativa al silicio monocristallino,
luci di via. Di lato a l’industria del fotovoltaico
sinistra, una cella usa anche il silicio policri-
monocristallina stallino che ha costi di pro-
duzione decisamente più bassi

74
www.solovela.net
e nel quale i cristalli si presentano aggregati e di-
sposti con forme e orientamenti differenti. Oggi le
tecniche utilizzate per la produzione di silicio policri-
stallino sono così avanzate che consentono di ave-
re prestazioni elettriche poco al di sotto del silicio
monocristallino.
Le celle in silicio policristallino hanno una purezza
minore rispetto alle mono, condizione che comporta
una minor efficienza, ossia il loro rendimento si ag-
gira tra l’17 e il 18%. Si presentano di un colore blu
intenso cangiante dovuto alla loro struttura policri-
stallina. Hanno forma quadrata e spessore analogo
al precedente tipo. Rilevamento consumi
Nel comporre la scheda dei consumi dove si annotano
c) silicio amorfo – Un materiale amorfo presenta una tutte le utenze e il loro assorbimento, i dati vanno pre-
struttura chimica analoga a quella che si trova in un si o sul libretto delle istruzioni o direttamente sull’eti-
cristallo, con la differenza che il reticolo risulta del chetta del prodotto. I dati che si trovano sui depliant
tutto disordinato. Il silicio amorfo è una forma allo- pubblicitari non sono affidabili
tropica (diverso aspetto ma stessa sostanza) non
cristallina del silicio. La cella fotovoltaica in silicio riceve la radiazione solare incidente. Il primo strato
amorfo è senz’altro quella più economica, ma anche amorfo è realizzato con una lega di silicio-carbonio
quella con il minor rendimento e più soggetta a un drogata con boro, segue poi lo strato costituito da
degrado del rendimento nel tempo. solo silicio amorfo che è responsabile della genera-
La cella viene deposta su un substrato coperto da un zione di corrente. Il rendimento dei pannelli fotovol-
ossido (SnO2) trasparente e conduttore che costitu- taici in silicio amorfo va dal 6 al 10% circa, ma, nei
isce l’elettrodo frontale della cella, ossia quello che primi due mesi di vita, il rendimento diminuisce di
circa il 20% per poi rimanere stabile nel tempo.

Diversi tipi di pannelli


I primi pannelli che si sono visti montare sulle barche
erano pannelli fotovoltaici per uso terrestre adattati;
questi erano ingombranti, rigidi e poco efficienti. Nei
cinquant’anni di storia del pannello fotovoltaico (la
prima cella fu realizzata dalla Sharp nel 1963), il pan-
nello si è molto evoluto e oggi ne esistono di molti
tipi. Quello che interessa i velisti è un pannello che
deve avere delle caratteristiche molto precise: peso,
flessibilità, resistenza all’urto, efficienza.
Per avere queste caratteristiche è fondamentale l’in-
volucro che ospita le celle. I pannelli per uso terrestre
sono realizzati con supporti rigidi chiusi in cornici di
La flessibilità alluminio e sigillati con lastre di vetro. La svolta per
La qualità di un pannello da istallare su di una il pannello fotovoltaico in barca si è avuta quando la
barca è costituita da tre elementi: Enecom, il leader mondiale in questo tipo di pannelli,
La qualità del supporto, che dev’essere molto ha creato il primo pannello flessibile. Il pannello della
flessibile e resistente, si deve poter flettere in Enecom significa potersi adattare a diverse situazio-
tutte le direzioni per potersi adattare facilmente ni. L’eliminazione del vetro e delle cornici di allumi-
alla forma delle superfici della barca. nio liberò il pannello fotovoltaico dalla gabbia rigida
La qualità della cella, che dev’essere composta che lo teneva a terra. Il passo successivo fu quello
da cristalli monocristallini molto purificati. di rendere la cella fotovoltaica resistente agli urti e
Lo spessore; meno è spessa la cella, più è adat-
all’usura. Ancora oggi la società fiorentina commer-
tabile il pannello
cializza i pannelli con il più elevato grado di elasticità
presenti sul mercato mondiale. Sempre alla Enecom
75
www.solovela.net
In alto il moderno impianto
della Enecom per la produzione di
pannelli flessibili. Di lato un mo-
mento della lavorazione delle celle
fotovoltaiche a opera di un robot.
Nella lavorazione delle celle la puli-
Sfruttare la luce zia ambientale è fondamentale

Come abbiamo visto esistono tre diversi tipi di cella fo- va attribuito lo studio per ridurre lo spessore dei
tovoltaica, quelle monocristalline, quelle policristalline pannelli. I pannelli della Enecom sono, con i loro
e quelle amorfe. Le migliori in fatto di rendimento sono 1,7 millimetri, tra i più sottili sul mercato. Lo spes-
le monocristalline e sono anche quelle che si trovano sore molto contenuto del pannello, unito alla sua
sui pannelli di maggiore qualità e di maggior costo, ma flessibilità e soprattutto alla loro calpestabilità, ne
non tutte le loro caratteristiche vanno a loro favore. La permette un vasto uso sulle imbarcazioni. Il prossi-
capacità di assorbire luce in condizioni diverse dall’ir- mo passo prevede l’istallazione del pannello foto-
raggiamento perpendicolare diminuisce all’alzarsi della voltaico al momento della costruzione della barca.
qualità del cristallo di silicio usato. Ciò significa che
una cella monocristallina per funzionare deve ricevere Quale potenza
la luce solare in modo perpendicolare, mentre una cel- Per decidere quali pannelli fotovoltaici acquistare
la realizzata con materiale amorfo può fornire elettricità
è fondamentale sapere di quanta energia elettrica
anche se la luce non la raggiunge perpendicolarmente;
in effetti lo può fare anche se la luce è diffusa e non si ha bisogno a bordo. Determinare il fabbisogno
diretta. Per questa ragione i mini generatori solari de- elettrico di bordo non è un’operazione semplicissi-
gli apparecchi elettrici di largo consumo sono realizzati ma. L’errore che spesso si compie è quello di som-
con questo tipo di cella. Tuttavia, si è visto che anche se mare l’assorbimento delle utenze e assumere che
la cella amorfa può sfruttare meglio la luce e utilizzarla l’energia che occorre è pari al risultato della somma
per periodi più lun- dei diversi assorbimenti. Nella realtà non si usa mai
ghi della giornata, il winch elettrico per issare la randa contempora-
alla fine la differenza neamente al salpancore per dare fondo in rada, il
di rendimento con la compressore del frigorifero non rimane acceso ven-
cella monocristallina tiquattro ore e le luci di via si usano solo in navi-
è tale da far sì che gazione. Uno dei diversi sistemi che si può usare
quest’ultima produca è controllare quanto si scaricano le batterie in un
molta più elettricità
giorno. Annotando il dato per una decina di gior-
di quanto possa fare
la cella di materiale ni di crociera si può determinare il consumo medio
amorfo. giornaliero e regolarsi di conseguenza. Un altro si-
Pannelli a celle amorfe
stema è usare la propria conoscenza della barca e
del proprio modo di usarla. Lo skipper sa bene per
76
www.solovela.net
quanto tempo usa le luci di via in media, quanto il
verricello elettrico del salpancore, conosce il frigo-
rifero che ha a bordo e sa quante volte viene aperto
durante il giorno, sa per quanto tempo usa l’auto-
clave. Sulla base di queste conoscenze può deter-
minare quale è il tempo di uso medio di ogni utenza
e, dividendo l’assorbimento in Ah di ogni utenza per
il suo tempo di uso, ottiene il suo assorbimento me-
dio per giorno. Una semplice somma aritmetica gli
darà il fabbisogno giornaliero in termini energetici. Il
conto non sarà mai preciso perché i fattori in gioco
sono moltissimi: basta avere a bordo un ospite in più
che apre il frigorifero, si fa la doccia e legge un libro In queste due
la sera in cuccetta e i consumi varieranno anche in fotografie dei
modo consistente, ma sicuramente un calcolo così pannelli fotovol-
fatto darà un’idea di quello che serve per tenere cari- taici della Tregoo
montati su di un
che le batterie. Se il fabbisogno complessivo è di 50 bimini top
Ah, non servirà acquistare un pannello fotovoltaico
in grado di darci questo tipo di energia (un pannello
riesce a caricare le batterie per il 50% del suo valore I produttori italiani e i loro partner
nominale: un pannello da 100 watt fornirà 50 watt). Le aziende che producono pannelli fotovoltaici flessibili
Si potrà comprare un pannello in grado di fornire una non sono molte nel mondo e sono concentrate negli Stati
carica da 6 Ah, il quale nell’arco di otto ore fornirà i Uniti, Canada, Cina e Italia. L’Italia è il leader del settore
50 Ah (esattamente 48 Ah) necessari a ricaricare la per quello che concerne i pannelli flessibili (Enecom è il
batteria. In linea di massima possiamo dire che un primo produttore mondiale) e detiene molti brevetti con-
pannello da 120/130 watt è l’ideale per la maggior nessi con la tecnologia delle celle e dei supporti.
parte delle imbarcazioni.
Nella ricerca connessa alla tecnologia delle energie
rinnovabili, fotovoltaico e non, le università e i centri
di ricerca svolgono un ruolo essenziale. Assicurarsi la
Istallazione collaborazione delle migliori università e centri di ricer-
Istallare un pannello fotovoltaico flessibile è sempli- ca, per una società produttrice di elementi per le energie
ce. Sia la Enecom che li ha inventati, sia altre case rinnovabili, è essenziale.
produttrici come Solbian, Solopower, Gioco Solu- In Italia le maggiori società del settore sono:
tion, Power Film, suggeriscono diversi sistemi per
fissare i pannelli a bordo. Enecom – La società che ha creato il pannello fles-
A) Si possono legare - quando si compra il pannello sibile e la sua tecnologia che collabora con i seguenti
si chiede di avere delle istituti:
brancarelle sul pannello CREAR – Centro Interdipartimentale di Ricerca per le
di supporto, dei semplici Energie Alternative e Rinnovabili dell’Univ. di Firenze
occhielli in acciaio inox. CRIACIV – Centro di Ricerca Interuniversitario di Aero-
Il pannello legato può es- dinamica delle Costruzioni ed Ingegneria del Vento
sere posto fra i due pa- DESTeC – Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei
terazzi di poppa se si ha Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni – Università di
il paterazzo sdoppiato, Pisa
o può essere legato alle
draglie. Solbian – Conosciuta per essere partecipata dal navi-
B) Si possono fissare con gatore Giovanni Soldini. La Solbian collabora con il:
il biadesivo - il pannello CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche
può anche essere fissato
sulla coperta della bar- Gioco Solution – che collabora con il:
ca, con del biadesivo. SUCAI (Sottosezione Universtià CAI Torino)
In questo caso, però, bi- Politecnico di Torino
Pannello Enecom sogna tenere conto che
da 130 w
77
www.solovela.net
Un momento della
lavorazione delle
celle fotovoltaiche

per potervi camminare sopra, il pannello dev’essere


a contatto con la coperta su tutta la sua superficie,
pena la rottura delle celle e dei supporti. Per otte-
nere il contatto su tutta la superficie del pannello, è
fondamentale che questo sia molto flessibile. Più è
flessibile più si adatta alle forme della barca. Più è
sottile, più è flessibile.
C) Fissaggio a mezzo cerniera - il pannello può esse-
re dotato di cerniere da chiudere sul bimini top.
Tra tutti i sistemi di fissaggio, quello con biadesivo
sulla coperta è senz’altro il più comodo, perché una
volta messo il pannello non si deve togliere più. Se lo
si lega ai paterazzi o alla draglia, in caso si alzasse il
vento, bisognerà levarlo e, inoltre, essendo vertica-
le il suo periodo d’irraggiamento durante la giornata
sarebbe molto contenuto. I pannelli che si mettono e
Gli strati del pannello tolgono al bisogno rischiano maggiormente la rottu-
ra e sono ingombranti da stivare.
Un pannello fotovoltaico è composto da cinque strati o
livelli. Partendo dal lato posteriore del pannello, il primo Il regolatore
strato è detto back sheet ed è l’elemento di protezione Il regolatore è quello strumento che ha il compito
che deve assicurare l’isolamento elettrico del “sandwich” di abbassare la tensione della corrente proveniente
sul quale si poseranno le celle fotovoltaiche; è realizzato dal pannello fotovoltaico fino a 14,4 volt, che è la
con polimeri termoplastici (policarbonato) flessibili. La tensione corretta per ricaricare le batterie. Questi si
Enecom ha studiato un suo polimero in collaborazione basano su diverse tecnologie; quelle più usate sono
con una grande azienda del settore con il quale realizza i PWM e MPPT. Il primo è un semplice riduttore di ten-
suoi back sheet; è proprio questo che permette alla Ene- sione, il secondo oltre a ridurre la tensione aumenta
com di vantare i pannelli più flessibili tra quelli presenti
l’intensità della corrente, supplendo in questo modo
sul mercato. A seguire viene interposto uno strato di ma-
teriale “incapsulante”. Trattasi di tecno polimero poliu- ad alcuni problemi del pannello o migliorandone le
retanico in grado di sciogliersi al raggiungimento di una prestazioni.
certa temperatura e inglobare perfettamente i due strati Il regolatore non è mai prodotto dal produttore di
di materiale adiacenti. pannelli fotovoltaici. La Enecom, che come abbiamo
Il terzo strato è quello dove si trovano le celle fotovol- detto è il leader di questo settore, ha compiuto una
taiche, realizzate in forma di stringhe e composte da “n” serie di test per i quali appare evidente che la dif-
celle saldate e interconnesse con ribbon (nastro di rame ferenza di resa tra un pannello sul quale è montato
ricoperto di stagno e argento). Il suo spessore è di circa un regolatore PWM e lo stesso pannello sul quale
200 micron, che corrisponde allo spessore di cella. è montato un regolatore MPPT, è poco rilevante e
Il quarto strato prevede ancora il foglio di materiale “in- non giustifica la differenza di prezzo (un MPPT costa
capsulante” che completerà l’inglobamento della parte circa cinque volte un regolatore basato su tecnolo-
frontale di pannello con le celle.
gia PWM). Tuttavia, gli utenti sono liberi di utilizzare
Infine c’è il front sheet; anche questo è un polimero, ma
questa volta si tratta di un polimero trasparente con ca- il regolatore che preferiscono; l’importante è tenere
ratteristiche di “trasmittanza energetica” elevata simili a presente che la qualità del pannello non è data dal
quelle del vetro fotovoltaico (> 90%). regolatore che monta. Tutti i pannelli possono mon-
Una volta accoppiati questi cinque strati si ottiene il pan- tare entrambi i regolatori. La qualità del pannello è
nello. Una cattiva qualità dei diversi materiali o una non data dalla qualità delle celle al silicio, dalla flessi-
corretta laminazione possono essere l’eventuale causa di bilità del supporto sui quali queste sono montate,
malfunzionamenti potrebbero compromettere definitiva- dallo spessore e dalla capacità produttiva a monte
mente l’efficienza del pannello. del regolatore.
78
www.solovela.net
Dove va il fotovoltaico
Il direttore generale di Enecom ci parla di quello che l’azienda fiorentino,
leader di settore, sta studiando e progettando nel mondo del fotovoltaico

C ome abbiamo detto


la En-Ecom è la so-
cietà leader nel settore
SVN – Perché un cantiere dovrebbe integrare un
pannello fotovoltaico nella propria barca.
A.P. – Perché se vuole continuare a mettere optio-
dei pannelli fotovoltaici
nal che richiedono energia e vuole che le sue barche
flessibili. Per capire a
siano sempre più comode, deve necessariamente
che punto è lo sviluppo
affrontare il problema dell’indipendenza energetica
di questa tecnologia ab-
e il pannello fotovoltaico è il mezzo più economico,
baio intervistato il suo
più ecologico e più pratico per raggiungere questa
direttore generale il dot-
indipendenza. Lei pensi a quanti velisti amano pas-
Alessandro Patrizi tore Alessandro Patrizi.
sare la notte in rada, ma non lo possono fare per-
SVN – Voi siete riconosciuti come i primi produtto- ché hanno bisogno di acqua e elettricità. Oggi con
ri mondiali di pannelli fotovoltaici flessibili, come vi quantità di energia modesta si riescono a far fun-
siete conquistati un mercato di questa importanza. zionare degli apparecchi che sino a qualche anno
fa avevano bisogno di molta energia, mi riferisco a
A.P. – Siamo stati i primi a studiare le problemati-
desalinatori, frigoriferi e anche impianti di aria con-
che dei pannelli flessibili e lo abbiamo fatto potendo
dizionata. Una quantità di energia che è facilmente
contare su partner di eccellenza, questo ci ha dato
producibile con il fotovoltaico. Per questo credo che
il vantaggio sulla concorrenza che ancora abbiamo.
il pannello fotovoltaico molto presto sarà presente
SVN – Il mercato del pannello fotovoltaico per le nella lista degli accessori dei cantieri più importanti.
barche è ancora contenuto, lei crede che si espan- Cosa che del resto già avviene in altri settori, i modu-
derà in un futuro prossimo. li Enecom sono infatti montati di serie da alcuni anni
sui camper e sui caravan di alcuni costruttori leader
A.P. – Si , ne sono certo, lo farà non appena i can-
di mercato.
tieri cominceranno a dotare le loro imbarcazioni di
pannelli fotovoltaici. Uno scenario al quale ci stiamo SVN – Lei, quindi, è convinto che il pannello foto-
preparando da tempo. voltaico possa risolvere il problema energia a bordo.

79
www.solovela.net
A. P. – In parte già lo sta facendo, gli utenti che com- Quanto costano i pannelli
prano e istallano un nostro pannello sulle loro bar-
Abbiamo fatto un confronto con i prezzi delle tre aziende
che, se scelgono bene la potenza del pannello e lo
italiane più conosciute nel settore dei pannelli fotovoltai-
posizionano nella giusta posizione, lo risolvono, ma,
ci flessibili: En-eco (Tregoo); Solbian e Gioco Solution,
non è il pannello da solo che risolve. Il pannello deve tra le tre, solo la prima espone i prezzi dei propri prodotti
lavorare insieme a batterie più efficienti e utenze che nel sito della sua business unit commerciale, la Tregoo.
consumano poco. Una barca indipendente dal punto Per non fornire prezzi non attendibili, prezzi di listino da
di vista energetico, è a portata di mano, le tecnologie scontare, abbiamo cercato i prodotti della Solbian e della
ci sono e non sono costose, il pubblico le chiede, Gioco Solution on line dove li abbiamo trovati scontati.
serve solo di cominciare a montarle a bordo. Il problema non si pone per la En-eco perché, in questo
Per rispondere a questa esigenza crescente di instal- caso, i prezzi sono fissi.
lazione di privati, abbiamo deciso, a livello di gruppo
industriale, di vendere online tramite il brand Tregoo, Abbiamo messo a confronto i pannelli di potenze simili
proponendo kit completi di pannello solare, regolato- intorno ai 130 watt perché pensiamo che questa sia la
re di carica e cavi marini. potenza ideale per una barca media

SVN – Lei prima ha detto che vi state preparando


al momento in cui i cantieri inizieranno a mettere i
pannelli fotovoltaici sui loro prodotti da tempo, cosa
significa.
TL 130 - 130 watt
A.P. - Significa che abbiamo studiato dei pannelli Monocristalli
particolarmente sottili e particolarmente flessibili, 3 metri di cavo con connettori mc4
proprio per poterli adattare alle esigenze di un can- regolatore PWM (valore circa €15,00)
tiere che li vuole integrare sui propri prodotti. Siamo
inoltre gli unici produttori che oltre ad una gamma € 599,00
standard offrono ai costruttori la possibilità di rea-
lizzare modelli “custom”, elemento fondamentale
per una perfetta integrazione funzionale, tecnica ed
estetica con l’imbarcazione.
SVN – In un futuro un po’ più lontano cosa vede.
A.P. – Vedo il superamento del silicio per arrivare al
biologico. Al momento stiamo studiando un avveni- CP 125 - 128 watt
ristica vernice che sfruttando il sistema di fotosintesi Monocristalli
è in grado di creare energia. 5 metri di cavo con connettori mc4
regolatore MPPT (valore €39,49)
SVN – Una Vernice per fare cosa.
A.P. - Trasformare una vela in una centrale elettrica, € 665,00
dipingere un palazzo, o anche tutta la barca. Doma-
ni qualsiasi superficie esposta al sole potrà produrre
energia elettrica.
SVN – La Enecom Srl è una business unit di un
gruppo tutto incentrato verso le energie rinnovabili.
A.P. – Siamo parte di En-Eco SpA, gruppo specia-
lizzato nelle energie rinnovabili in tutte le loro ecce- GSC 150 - 150 watt
zioni. Costruiamo dagli impianti a pale eoliche alle Monocristalli
tegole fotovoltaiche per i tetti delle abitazioni, dal 0 metri di cavo
pannello fotovoltaico da regolatore
mettere in barca, al carica
iPad fotovoltaico da tene- € 680,90
re in borsa. Il Made in Italy
è la nostra forza.
80
www.solovela.net
METEO
1 2 3 4 5
5 lezioni per conoscere

le basi della meteo


Le basi della meteo - un corso semplice e facile da
seguire che vi porterà a comprendere i concetti
fondamentali della meteorologia

una collaborazione

18
settembre
1° uscita
Gratuitamente, una volta al mese, con la newsletter di
SOLOVELANET

81
www.solovela.net
se vuoi ricevere “Le basi della meteo” clicca qui e iscriviti alla newsletter
SVN
lavelanelweb
Edicola

3 fastcruiser a Cosa è l’AIS Collisione con la


confronto balena

la vela ti aspetta Controlli salva-


barche
Cima a terra Eliche moderne

iscriviti Video - lezioni di vela: IO NAVIGO

alla newsletter di IO NAVIGO 1


Come dare fonda in
rada. Controllare la

SolovelaNet
ruota, controllare la
tenuta dell’ancora

IO NAVIGO 2
Ormeggio in porto di
poppa e all’inglese

IO NAVIGO 3
Come preparare
l’ormeggio. Posi-
zionare i parabordi,
preparare la cime

SVN
lavelanelweb
news - speciali - rivista digitale - video - articoli - inchieste - sondaggi - news - speciali
I numeri digitali

Annuario SVN 21 SVN 20 Meteo 1 Meteo 2

Gli articoli verticali

12 articoli per
Manfred Marktel
Da dirigente di azienda si è trasformato in navi-
gatore solitario. Ha navigato l’Atlantico in lungo
e largo facendoci sognare con i suoi articoli su
Solovela.
I costi del 50 anni di Straorzare e
recupero Dufour strapoggiare Una collana ne ricorda la sua capacità di fare,
da uomo normale, cose eccezionali.

“ 12 articoli per Manfred” è un appuntamen-


to da non perdere. I migliori articoli di Manfred
Marktel raccolti in una collana che gli rende
omaggio.
In allegato con le newsletter di SolovelaNet
(accertati di essere iscritto) collana
offerta da

I file Grib Issare lo Spy Lo spurgo del


motore I nostri video

RM 1260 Tofinou 16

Dehelr 38 Dufour 310 GL Dufour 335 GL Dufour 410 GL Bavaria 46


Vision

Centurion 57 Nautitech 482

Elan 350 Hanse 345 Nautitech 482 Grand Soleil Tofinou 12 Sun Odyssey 469 Comet 41S
43

Potrebbero piacerti anche