Sei sulla pagina 1di 3

Assoenologi

Nel 1876 nasceva a Conegliano (Treviso) la prima Scuola di viticoltura e di enologia d'Europa. Nel
1891 Arturo Marescalchi, enotecnico diplomato alla Scuola enologica di Conegliano, con 46 colleghi
fond la "Societ degli Enotecnici Italiani", cio la progenitrice dell'attuale Associazione Enologi
Enotecnici Italiani (Assoenologi). Con l'avvento del fascismo l'Associazione si sciolse per essere
ricostituita nel 1946, per opera dell'enotecnico Giuseppe Asnaghi che, alla Scuola enologica di Alba,
trasform la "Societ degli Enotecnici Italiani" in "Associazione Enotecnici Italiani".
Con il 1993 l'Europa ha aperto le frontiere non solo alle merci ma anche alle attivit intellettuali e
quindi alle professioni. A fine anni '80 nacque quindi la necessit di individuare i tecnici vitivinicoli
italiani e di equipararli ai pi alti livelli di quelli degli altri Paesi. Questa esigenza coincise anche
con la necessit di far riconoscere in Italia il titolo di enologo, visto che era assurdo che uno dei
maggiori Paesi vitivinicoli del Mondo non avesse un professionista riconosciuto, ma solo una
qualifica professionale, quella di enotecnico, cio di perito agrario specializzato in viticoltura ed
enologia.
Per risolvere questi problemi e dare nel contempo una giusta cornice alla consolidata
professionalit dell'enotecnico, l'Associazione Enologi Enotecnici Italiani promosse la
promulgazione della legge atta a riconoscere in Italia il titolo di enologo, fissandone la sua
preparazione a livello universitario, cos come sancito dalle direttive comunitarie e stabilendone
l'ordinamento professionale.
Il passaggio da "Associazione Enotecnici Italiani" ad "Associazione Enologi Enotecnici Italiani"
avvenne in occasione del 46 Congresso nazionale, celebrato a Trento nel 1991 quando, con i primi
cento anni di vita si festeggi l'approvazione della agraria legge 10 aprile 1991 n.129,
caparbiamente voluta dall'Associazione, che riconosce ufficialmente il titolo di enologo ed apre
cos ai tecnici vitivinicoli italiani le porte professionali dell'Europa. Per questa ragione, da quella
data il tecnico del vino in Italia diventato l'enologo.

Prima del 1991 il tecnico del vino in Italia era


rappresentato dall'enotecnico, cio dal
professionista formato attraverso un corso
sessennale specifico, svolto da dieci istituti
superiori, di cui nove statali, con ordinamento
speciale per la viticoltura e l'enologia. Per
dimostrare il ruolo che questo tecnico ha avuto
per il miglioramento e il progresso della
vitienologia e che ha nell'attuale gestione del
comparto, basta sinteticamente ripercorrere le
principali tappe che hanno caratterizzato, negli
ultimi cento anni, la trasformazione del settore.
Tra la met e la fine dell'Ottocento, la vite e quindi il vino rischiarono di scomparire dall'Europa a
causa dell'avvento dall'America di tre gravi parassiti: l'oidio, la fillossera e la peronospora. La
viticoltura europea usc da questo trauma profondamente turbata, ma consapevole che il suo
futuro era legato alla ricerca, alla sperimentazione, ad una tecnologia capace di sopperire ad

eventuali nuove calamit . Il pericolo e le preoccupazioni che i tre parassiti suscitarono fecero capire
che non si poteva andare avanti con le tecniche colturali tramandate da padre in figlio, bens che
si doveva studiare e ricercare le cause che stanno alla base di ogni fenomeno.
Nel 1876 nasceva cos a Conegliano (Treviso) la prima Scuola di enologia d'Italia, con lo scopo di
assicurare uomini specializzati, preparati, in grado di seguire e far proseguire, su basi scientifiche, il
settore vitivinicolo nazionale. L'enotecnico venne a costituire il fattore determinante su cui si
sarebbe basata tutta la vitienologia. Vini migliori, senza difetti significarono mercati pi facili,
crescita delle richieste e, per i viticoltori, produzioni pi remunerative. Nacquero le prime cantine
sociali, dirette da enotecnici. La tecnologia di cantina, grazie agli enotecnici, si evolse in modo
strabiliante, tanto che oggi la pi diffusa al Mondo.
E questa profonda metamorfosi ha avuto ed ha a livello tecnico, un protagonista principale:
l'enotecnico, oggi enologo. Non a caso da oltre cent'anni la quasi totalit delle cantine italiane di
una certa importanza si affida, direttamente indirettamente, a questo professionista. Per rendersi
conto del ruolo che questo professionista ha acquisito, basta andare a vedere chi il direttore il
responsabile di produzione delle principali entit vitivinicole ed enologiche italiane, cio sfogliare
le pagine dell' Annuario degli enologi enotecnici italiani.
Dall'Enotecnico all'Enologo Fino al 1991 il tecnico del vino in Italia era rappresentato
dall'Enotecnico; dal 1993 diventato l'Enologo. Con il 1993 infatti l'Europa ha aperto le frontiere
non solo alle merci ma anche alle attivit intellettuali e quindi alle professioni. A fine anni '80
nacque quindi la necessit di individuare i tecnici vitivinicoli italiani. Questa esigenza coincise
anche con la necessit di far riconoscere in Italia il titolo di enologo, visto che era assurdo che uno
dei maggiori Paesi vitivinicoli del mondo non avesse un professionista riconosciuto, ma solo una
qualifica professionale, quella di enotecnico, cio di perito agrario specializzato in viticoltura ed
enologia.
Per risolvere questi problemi e dare nel contempo una giusta cornice alla consolidata
professionalit dell'enotecnico, l'Associazione Enologi Enotecnici Italiani promosse la
promulgazione di una legge atta a riconoscere in Italia il titolo di enologo, fissandone la sua
preparazione a livello universitario, cos come sancito dalle direttive comunitarie e stabilendone
l'ordinamento professionale.
Essa fu approvata dal Parlamento italiano il 10 aprile 1991 con il n. 129 e venne pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale il 17 aprile dello stesso anno. L'articolo 1 di detta legge non solo sancisce
attraverso quali percorsi universitari l'enologo deve essere formato, ma stabiliva che gli enotecnici
con tre anni di attivit specifica e continuativa nel settore potevano acquisire, dopo il vaglio di una
Commissione interministeriale, il titolo di enologo. Questa commissione, nominata con decreto il 26
luglio 1991, era formata da cinque membri, di cui quattro in rappresentanza dei Ministeri
dell'universit , della pubblica istruzione, dell'agricoltura e della sanit e uno dell'Assoenologi. Essa
valut quasi 3.500 pratiche, riconoscendo il titolo di enologo a 2.953 professionisti ovviamente tutti
gi attivamente impegnati nel settore. I suoi lavori terminarono il 31 dicembre 1993 e, per questa
ragione, da quella data il tecnico del vino in Italia diventato l'enologo.
La legge 3 febbraio 2006 n. 27 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 5
dicembre 2005, n. 250", ha emandato il comma 1 dell'articolo 1 della 129/91, adeguandola alla
riforma dell'Universit che ha trasformato le lauree triennali da lauree di primo livello, pi
comunemente note come "lauree brevi", in "lauree piene".
26 Luglio 2015

17 Luglio 2015
15 Luglio 2015
4 Luglio 2015
La polizza Ritiro patente/diaria della Cattolica Assicurazioni pu essere sottoscritta
dall'azienda/datore di lavoro assicurando i propri dipendenti, soci, amministratori, dipendenti,
collaboratori per i quali l'uso dell'automobile funzionale alla loro attivit . Per ogni giorno di
sospensione della patente delle persone assicurate l'azienda percepisce una diaria di, a scelta, 60
110 .
La polizza valida sia durante l'attivit lavorativa sia durante il tempo libero. Possono assicurarsi
sia soci di Assoenologi che non.