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foto di Antonio Squeo

S iamo tutti nati da una donna. Quando


Gustave Courbet, nel 1866, dipinse L'ori-
trimonio cattolico, sebbene secondo il
codice di diritto canonico non ne sia più il
principale, sembra essere disatteso dai
tarci per disinteresse, paura della diversità
e, soprattutto, per ignoranza. A questi
andrebbero aggiunte le persone Queer,
gine del mondo, oggi esposto al Museo cattolici allo stesso modo di chi cattolico che sono quelle che rifiutano ogni incasel-
d’Orsay a Parigi, aveva profondamente non si reputa. Da molti decenni ormai, ed lamento in un genere sessuale. Ma
ragione a ritrarla nelle forme dell’organo in questo le lotte femministe e di emanci- l’amore si identifica forse con un genere?
genitale femminile. Se il primo imperativo pazione femminile sono state determinan- La lirica che segue è di Saffo, poetessa
di ogni specie vivente è sfidare la morte ti, la sessualità ha costruito un proprio dell’isola di Lesbo, vissuta nel 600 a.C.
con la riproduzione, si capisce benissimo spazio autonomo, entro il quale è stato
l’enfasi che ogni cultura ha attribuito alla possibile elaborare nuovi concetti. Si è A me pare uguale agli dèi
riproduzione ed alla sessualità, che ne cominciato, ad esempio, a distinguere tra chi a te vicino così dolce
rappresenta il veicolo naturale. Crescete e il sesso, determinato dalla natura biologi- suono ascolta mentre tu parli
moltiplicatevi, prima ancora che un pre- ca del maschile e del femminile e quindi
cetto biblico, è una legge biologica. Ma riferito alla dimensione del corpo, dal e ridi amorosamente. Subito a me
se, indubbiamente, la riproduzione umana genere, che, invece, si riferisce a modelli il cuore si agita nel petto
(tralasciamo per comodità le tecniche sociali, culturali, relazionali che prescin- solo che appena ti veda, e la voce
assistite) non può prescindere dalla sessu- dono dal fattore fisico. E allora, mentre i
alità, non vale assolutamente il rapporto sessi rimangono due, i generi possono si perde nella lingua inerte.
inverso, secondo il quale l’espressione esprimere una maggiore varietà. Si può Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
della sessualità deve avere come unico semplificare dicendo che, mentre il sesso e ho buio negli occhi e il rombo
fine la riproduzione. è un elemento dato, il genere è un elemen- del sangue nelle orecchie.
La tradizione culturale classica greco- to che, come la personalità di cui è parte,
romana e quella orientale, a differenza di viene quotidianamente costruito da cia- E tutta in sudore e tremante
quella giudaico-cristiana, non hanno ela- scuno di noi, sulla base di innumerevoli come erba patita scoloro:
borato una morale fondata sulla sovrappo- variabili che attingono alla sfera affettiva, e morte non pare lontana
sizione dell’idea del sesso con quella della sociale, ambientale, relazionale. a me rapita di mente.
prole. Ma come interpretare il bassissimo Attualmente con la sigla LGBT si riassu-
livello di natalità di un paese, come il mono le principali tendenze di genere. Da Lirici greci, traduzione di
nostro, che indubbiamente è stato e conti- Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali, Salvatore Quasimodo
nua a definirsi cattolico? Il bonum prolis, sono “ comodi” contenitori di realtà mino-
rimasto uno dei fini fondamentali del ma- ritarie con cui spesso evitiamo di confron-

arcobaleno
l'arcobaleno Supplemento a Sicilia Libertaria N° 291 - gennaio 2010. Direttore responsabile: Giuseppe Gurrieri. Registrazione
Tribunale di Ragusa n° 1 del 1987. fotocopiato presso Fast Service Digital Photo– Catania . La Redazione, compo-
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2
SottiglIezze della lingua italiana
Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta
Un massaggiatore: un Kinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta
Un professionista: un uomo che conosce la sua professione
Una professionista: una mignotta
Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta
Un uomo senza morale: un politico
Una donna senza morale: una mignotta
Un uomo pubblico: un uomo famoso
Una donna pubblica: una mignotta
Un uomo facile: un uomo con il quale è facile vivere
Una donna facile: una mignotta
Un intrattenitore: un uomo socievole affabulatore
Una intrattenitrice: una mignotta
Un adescatore: un uomo che coglie al volo le situazioni
Un'adescatrice: una mignotta
Un uomo molto disponibile: un uomo gentile
Una donna molto disponibile: una mignotta

L ’oggetto qua sopra è un tintinnabulum. Si trova al British Museum di Londra. Vi sono appese cinque campanelline di
bronzo che, al minimo movimento, tocco, soffio di vento, producevano un piacevole ed argentino rumore. La cosa strana
non è il sonaglino, del resto usatissimo ancora oggi per utilità o decorazione, ma la sua forma. I Romani consideravano il
fallo un simbolo di fertilità ed avevano addirittura un dio, Priapo, che si preoccup ava di fecondazione, tanto di persone
quanto di animali e vegetali. Per ricambiare la sua protezione, i contadini erigevano altarini agli incroci dei viottoli di cam-
pagna (bivi, quadrivi ed anche trivi), ne affrescavano le immagini all’ingresso delle cas e, a mo’ di benvenuto, e addirittura
componevano canti e poesie in suo onore, i Carmina priapea. Adesso non crediamo più nelle facoltà p rotettrici del fallo, o
delle sue proiezioni in personaggi e divinità. E’ la scienza, con sementi, concimi, interventi sui geni, inseminazione omolo-
ga, eterologa, in vitro, a sopperire quasi sempre alle defi cienze ed agli insuccessi dell’attività riproduttiva. Questo tintinna-
bulum, questo tipo di sonaglino, è però rimasto. Ce ne sono poche centinaia sparse p er i musei di tutto il mondo, ma molte
centinaia di milioni, probabilmente qualche miliardo, conficcati dentro la testa di esseri umani, quasi sempre anagrafica-
mente maschi. Quando si tratta di mettere in discussione l’esercizio del potere, il privilegio, le certezze elaborate attraverso
la cultura della sopraffazione del più debole, il tintinnabulum si agita e strepita, e, grazie al rumore, finge di non capire.

In questo numero:
Editoriale p.2
Sottigliezze della lingua italiana p.3
Esiste una 'lingua delle donne' e una 'lingua degli uomini'? p.3
Sesso e mafia: analogie del potere p.6
“Maschio e femmina li creò” p.8
Il matriarcato e la sindrome di Rapa nui p.10
Castrati, ma al servizio di Dio p.12
Un castrato come modello? p.14
Gino La Monica p.15
Ermafrodito e Salmacide p.16
Lezioni di un certo genere: il Fiocco Bianco p.18
Le donne e la doppia giornata lavorativa: come le mura domestiche uccidono le capacità p.20
Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa p.21
I generi sessuali e le loro rappresentazioni nell'arte p. 22
La solidarietà tra diversi. L’ebreo e l’omosessuale durante il fascismo p. 25
Le primule vanno pazze per il Glam Rock p. 26
Quando nell'Orlando Furioso lo facevano “ strano” p. 28
Una foto una storia: maschile e femminile p. 30
Da uomo a uomo p. 31

3
Esiste una 'lingua delle donne' e una
'lingua degli uomini'?
di E. A.

G li studi di neurobiologia e di psi-


colinguistica hanno dimostrato come i
fondamenti biologici del linguaggio
siano comuni a uomini e donne. In
altre parole, per quanto riguarda i pro-
cessi linguistici, il cervello dell’uomo
e il cervello della donna “funzionano”
allo stesso modo. T uttavia appartiene
alla nostra esperienza quotidiana di
parlanti notare delle differenze negli
atteggiamenti e nei comportamenti
linguistici dei due sessi. Queste diffe-
renze possono essere più o meno rile-
vanti fino ad assumere, in culture di
epoche e luoghi lontani dai nostri, ca-
ratteristiche macroscopiche.
È’ possibile, dunque, parlare di una
“ lingua degli uomini” e di una “lingua
delle donne”, ma in questo caso è in-
nanzitutto opportuno operare una di- lare degli uomini e delle donne dando rentale sono presenti nella lingua degli
stinzione tra i termini sex (‘sesso’) e luogo a modalità esclusive per ciascun Yana e degli abitanti delle isole To-
gender (‘genere’), che vanno ricondot- sesso. briand, nell’Oceano Pacifico.
ti a due distinti ordini di differenze.
Mentre il concetto di ‘sesso’ si riferi-
sce a distinzioni biologiche, quello di
U Fino alla prima metà del XX secolo le
n caso significativo fu osservato ricerche continuano a incentrarsi sulla
presso gli Yana (California settentrio- descrizione delle differenze strutturali
‘genere’ indica il sesso “ socialmente nale), dove gli uomini impiegavano un della lingua: di ordine lessicale (come
costruito”. In questo senso la variabile modello maschile riservato alla comu- negli esempi già discussi); di ordine
genere (o variabile diagenica) sembra nicazione con altri uomini e un model- grammaticale (nella lingua degli Yana
rivelarsi significativa per spiegare i lo femminile per rivolgersi a una don- la varietà maschile, più antica rispetto
fatti sociali, culturali e psicologici na. La donna poteva usare le forme a quella delle donne, utilizzava voca-
connessi all’essere uomo o donna e il maschili solo per citare le parole di un boli più lunghi per l’aggiunta del suf-
loro riflesso sul comportamento lin- uomo (ad esempio, raccontando un fisso –na) e di ordine fonologico
guistico dei parlanti. mito in cui due personaggi maschili (pronunce diverse). Differenze di pro-
La differenza di genere risulta chiara- parlano tra loro) o per narrare racconti nuncia legate alla differenza di sesso
mente più significativa nelle culture su uomini. Analogamente nelle Picco- vennero osservate dal linguista Franz
dove la discriminante sessuale è so- le Antille gli uomini usavano parole o Boas in alcune tribù eschimesi e da
cialmente organizzata. Non è un caso espressioni che le donne non impiega- Regina Flannery presso i Gros Ventre
che, in Europa, le prime osservazioni vano e, viceversa, le donne usavano del Montana; fenomeni simili furono
sistematiche sulle differenze linguisti- parole ed espressioni che, in bocca agli rilevati in alcuni dialetti australiani,
che legate al sesso datino a partire dal uomini, sarebbero suonate inappro- nella Siberia nord-orientale e in alcuni
XVII e XVIII secolo, ad opera di e- priate e ridicole. In alcune lingue afri- dialetti ucraini e russi (quando
sploratori, missionari e antropologi c ane, ame rin diane e a bor igen e nell’URSS si aprirono scuole in cui
che, nei loro racconti di viaggio, riferi- d’Australia il tabù linguistico poteva l’insegnamento era impartito in čukči,
scono di lingue primitive caratterizzate esprimersi nel divieto di nominare in le bambine arrossivano e si rifiutavano
da differenze sensibili tra lingua ma- modo diretto i parenti acquisiti: alle di leggere parole contenenti il suono
schile e femminile. donne era proibito chiamare col loro “r” – la cui pronuncia era ritenuta in-
Le popolazioni primitive d’Asia, vero nome i familiari del marito e do- decente per le donne – sostituendolo
d’Africa, d’Australia e d’America era- vevano, pertanto, usare parole dal suo- con “c” o “sci”). Si è discusso fin qui
no infatti organizzate in microsocietà no simile all’originale o comunque di società in cui il linguaggio di uomi-
dove i ruoli sessuali, rigidamente di- modificare la struttura fonica del nome ni e donne presenta forme “esclusive”
stinti, agivano anche nel modo di par- proibito. Esempi di terminologia pa- per ciascun sesso.

4
I primi studi sulla varietà femminile
e maschile nelle lingue europee sono
secondo due diversi orientamenti: nell’impostazione e nella organizza-
quello della dominanza e quello della zione dell’interazione linguistica. I
diversità culturale. riscontri condotti sul linguaggio delle
condotti nell’ambito della dialettologi-
a. Per quanto, nella società occidenta- I donne ricevono, perciò, una diversa
l primo orientamento interpreta la interpretazione.
le, la differenza sessuale non produca
lingue esclusive per i due generi, ma
p iuttosto forme e d e spr e ssion i
varietà femminile come conseguenza
della dominanza maschile e di stereoti- S econdo questo modello di analisi,
pi culturali che inducono le donne a l’uso più esteso di segnali discorsivi
“preferite” da ciascun sesso, anche nei comportamenti cortesi, deferenti, non (cioè, sai, vero? d’accordo?) e di for-
dialetti italiani sono state riscontrate assertivi, portandole a operare scelte me attenuative (aggettivi diminuitivi e
tracce di un ‘linguaggio delle donne’ e linguistiche di subordinazione. Una vezzeggiativi, esitazioni, litoti) viene
di un ‘linguaggio degli uomini’. Il ca- studiosa molto rappresentativa del ricondotto alla diversa modalità di
so più eclatante è stato individuato, nel periodo, Robin Lakoff, parlerà di un socializzazione e alla tendenza a stabi-
1963, dal dialettologo Giovanni Tro- vero e proprio ‘registro femminile’, lire e rafforzare il rapporto comunica-
pea in area messinese: a Caronia e, in caratterizzato da molte forme di corte- tivo con uno stile più “ supportivo”.
parte, a Mistretta, la “ doppia L” inter- sia, espressioni titubanti, esitazioni, Questo è solo un piccolo esempio ma
vocalica del latino diventava, sistema- f orm ule v uote di signif ic ato . vale a farci comprendere come quella
ticamente, -dd- per gli uomini, -tr- per L’approccio della diversità culturale che a primo acchito può sembrare una
le donne (es.: COLLUM ‘collo’ e CA- assume invece i due sessi come due divergenza linguistica, in realtà sia
PILLUM ‘capello’ diventano rispetti- culture, due mondi distinti riflessi nel- invece l’espressione di una diversa
vamente coddu e capiddu nelle pro- la lingua e si concentra non tanto sulla modalità di interazione con l’altro. In
nunce maschili, quotru e capitru nelle ricerca dell’uguaglianza e dell’ omolo- altre parole la differenza tra “lingua
pronunce femminili). A Caronia, la gazione, quanto sulla ricerca della dif- delle donne” e “lingua degli uomini”
distinzione era presente già nei bambi- ferenza e dell’autonomia. Secondo viene a sovrapporsi a quella tra identi-
ni. Intorno agli anni ‘50 del secolo questa nuova ottica, la diversità tà femminile e maschile. La tendenza
scorso prende l’avvio un filone di ri- “ uomo/donna” non consiste tanto in attuale è quella di interpretare la co-
cerca che incrocia l’analisi delle strut- microfenomeni linguistici, troppo municazione fra i due sessi non più in
ture sociali e delle strutture linguisti- spesso coincidenti con gli stereotipi ottica antropocentrica, né sotto
che al fine di coglierne gli influssi re- della retorica popolare sul linguaggio l’aspetto del conflitto tra identità di-
ciproci - sociolinguistica-. L'interdi- femminile, quanto piuttosto in una verse, quanto piuttosto sotto l’aspetto
pendenza tra ‘genere’ e linguaggio diversa weltanschauung (visione del della comunicazione interculturale.
viene studiata e interpretata da un nuo- mon do) ch e si riflette an ch e
vo angolo di osservazione che coglie,
nel suo insieme, gli effetti prodotti
sulla lingua da cause esterne ad essa.

U no dei caposcuola di questo nuo-


vo indirizzo, William Labov, rileva
una correlazione fra sesso e pronuncia
di determinati foni dell’ angloamerica-
no, evidenziando la propensione delle
donne verso le forme più accurate e un
comportamento linguistico più con-
trollato rispetto a quello degli uomini.
Ne individua le cause nel timore di
incorrere nella sanzione sociale che
colpisce le pronunce regionali e i regi-
stri bassi della lingua, in forza di uno
stereotipo culturale che lega le donne a
certi cliché di educazione ed eleganza.
(A volerci riflettere è pur vero che,
sentendo parlare qualcuno in modo
rozzo e trascurato, il nostro giudizio
tende a essere più benevolo se si tratta
di un uomo, più sanzionante se si tratta
di una donna.)
A partire dagli anni ’70, con la nascita
dei primi movimenti femministi, gli
studi sull'interrelazione tra ‘genere’ e
lin gua g gio v e n go no c en t r at i El Greco, 1541-1614, Epimeteo e Pandora, legno policromo -
sull’individuazione della “ specificità”, Granada, Collezione Conde de la Infantas.

5
Sesso e mafia: analogie del potere
di Giovanni Abbagnato

fermato intuizioni investigative che


pure lasciavano alcune perplessità in-
terpretative anche agli inquirenti che
rappresentavano le migliori memorie
storiche del contrasto alla mafia sici-
liana.
Q uesti si chiedevano come mai un
uomo come Buscetta, considerato, an-
che all’interno di cosa nostra, uno de-
gli affiliati di maggiore prestigio ed
intelligenza criminale, non ricoprisse
formalmente ruoli particolarmente im-
portanti, nonostante il rispetto, o il ti-
more, che si sapeva incutesse nei boss,
amici e nemici. La spiegazione, a detta
dello stesso don Masino e di altri im-
Dede e Billie Pierce, foto di Lee Friedlander (USA, 1934) portanti “pentiti”, stava, prevalente-
mente, nelle sue trasgressioni ufficiali

R ecentemente la cronaca di un
giornale titolava: “Cade un altro tabù
ma l’immagine convenzionale del ma-
fioso, irreprensibile sul piano della
fedeltà alla famiglia e alla moglie, che
al codice comportamentale mafioso
con l’abbandono della moglie legittima
e la conduzione ufficiale di relazione
della mafia, l’omosessualità”. Un tito- non è possibile mettere in discussione con altre donne, poco affidabili sul
lo giornalistico che, pur non riuscendo senza rischiare gravi contraccolpi san- piano della mentalità, come l’ultima
a inscrivere un dato significativo di zionatori, fino all’espulsione dalla più compagna brasiliana del boss palermi-
novità all’interno della complessità del ampia famiglia mafiosa. In realtà, la tano. Si tenga conto che il mafioso che
fenomeno mafioso, poneva un proble- coerenza del mafioso con l’ afferma- nella stagione delle stragi fu considera-
ma attinente, più che al contenuto so- zione esteriore dei suoi comportamenti to il boss dei boss di cosa nostra sici-
stanziale della notizia, ad un interes- è molto intrisa, come nel resto della liana, Totò Riina, per evitare il con-
sante problema di comunicazione. società, di quella ipocrisia da conven- fronto con Buscetta - tra i tanti argo-
Il tema dei comportamenti privati degli zioni sociali che, come in altri campi, menti che poteva utilizzare e dopo es-
affiliati a “cosa nostra”, in rapporto al regola la sua vita coniugale e sessuale. sere stato lui in un primo tempo a ri-
ferreo codice “morale” dell’ organizza-
zione criminale, non rappresenta certo
una novità, anche in termini di con-
L a moglie “istituzionale” va tenuta
su di un piedistallo e gode, al di là del
chiedere con baldanzosa insistenza il
confronto - sceglie quello della presun-
ta morale coniugale dichiarando plate-
traddizioni presenti nella gestione delle suo coinvolgimento diretto negli affari almente: “Presidente io con Buscetta
relazioni personali di boss e picciotti. mafiosi, del riconoscimento pubblico non parlo. E’ un uomo senza morale,
E’ noto che una presunta impermeabi- di donna del boss. Di contro, le non uno che nella sua vita ha avuto tante
lità assoluta delle cosche rispetto alla improbabili relazioni extraconiugali, mogli. Non intendo abbassarmi al suo
delazione non impediva ai più impor- ufficialmente ignorate, rappresentano livello”. E’ evidente che quello che
tanti capi mafia di essere degli abituali nella realtà, più che relazioni a sfondo premeva maggiormente in quel fran-
confidenti delle Questure e dei Carabi- passionale, una delle forme del domi- gente al famigerato Totò “u curtu” era
nieri, all’interno di un “vischioso” rap- nio dell’uomo temuto e riverito perché evitare di affrontare quella che, a detta
porto di potere che prevedeva il reci- potente. Il rapporto del boss con la sua di tutti gli attori del processo, era la
pro co r icono scim ento di r uo li donna “ufficiale”, regolarmente sposa- straordinaria capacità del cosiddetto
all’interno di uno scenario sociale in ta all’altare anche in stato di latitanza, “boss dei due mondi” di sistematizzare
cui la mafia rappresentava un fenome- è tanto esibito all’esterno quanto riser- e selezionare la gran mole di informa-
no fisiologico. vato sul piano dei rapporti intimi che zioni su cosa nostra di cui era in pos-
Del pari, il rigore del mafioso rispetto devono essere molto “tradizionali” e sesso. Tuttavia, è comunque significa-
alla sfera dei rapporti sentimentali e mai travalicare il limite delle pratiche tiva la presa di distanza del boss corle-
sessuali appare molto rigido, come si sessuali “particolari” che possono es- onese dal più famoso dei collaboratori
evince da una ricerca pubblicata nel se r e im po ste so lo a d am ant i di giustizia affermata sul piano di quel-
2003 dal Professore Girolamo Lo Ver- “ illegittime”e mantenute. Il più famoso la credibilità familiare che è conside-
so dell’Università di Palermo con il dei cosiddetti pentiti, Tommaso Bu- rata tra gli elementi fondanti del codice
titolo “La psiche mafiosa” che confer- scetta, anche in questo campo, ha con- morale di cosa nostra.

6
E sistono anche altri esempi in cui
degli affiliati che si mostravano impu-
stenziale di un giovane rampol-
lo di famiglia mafiosa che,
percependo la “diversità” del
nemente con donne diverse dalla suo orientamento sessuale,
“propria”, qualcuno anche dopo avere cadeva in una condizione di
interrotto ufficialmente il rapporto grave disagio psichico perché
coniugale, venivano redarguiti e ri- consapevole della inaccettabili-
chiamati all’ordine dai loro capifami- tà assoluta della sua inclinazio-
glia che, pur non escludendo la possi- ne da parte della sua famiglia
bilità di relazioni extraconiugali, pre- di sangue e di quella mafiosa.
St. Patricks, foto di William Klein, (USA 1928)
tendevano che fossero intrattenute
dall’uomo d’onore “ammucciuni” (di
nascosto). Ovviamente, le “cose”
L ’inconciliabilità della omosessua-
lità con lo status di uomo d’onore si
ta vendetta da parte del suo clan di
appartenenza, all’epoca dominato dai
nell’universo mafioso si complicano dimostra un dato strutturale del codice terribili boss Gotti. Nel merito furono
maledettamente quando i rapporti in- culturale mafioso che, infatti, riguarda espressi dei dubbi circa la sincerità
trattenuti da boss ed affiliati non sono anche altre mafie come, per esempio, della rivelazione del Mormando per-
considerati “naturali” secondo la mo- la co sa no stra ame rican a, la ché si obiettava che, essendo esso già
rale comune e attengono, per esempio, ‘ndrangheta calabrese e la camorra giunto al processo con lo status di col-
al mondo delle relazioni omosessuali, campana, all’interno delle quali si so- laboratore dell’Fbi, la sua condanna a
considerate inaccettabili dagli uomini no rivelati episodi di gestione violenta morte da parte del tribunale mafioso
d’onore che, come scrivono Il Profes- di casi di omosessualità di alcuni affi- era già scontata e, quindi, l’elemento
sore Girolamo Lo Verso e il suo più liati. L a r e gola è conf ermata della omosessualità veniva considerato
vicino collaboratore Gianluca Lo Co- dall’eccezione verificatasi negli Stati un semplice escamotage strumentale
co, considerano i gay come del tutto Uniti in cui un mafioso di New York per un migliore trattamento nel proces-
inaffidabili perché “viziosi e privi di della potente famiglia dei Gambino, so.
una precisa identità che ne determini
una forte appartenenza al vincolo ma-
fioso”.
tale Robert Mormando, per ottenere
uno sconto di pena in un processo a
carico, non esitava a dichiararsi omo-
T uttavia, al di là della fondatezza
dell’una o dell’altra tesi, nessuna della

L e interviste fatte dai due studiosi a


dei collaboranti, appartenenti a co-
sessuale per consentire al suo legale di
sostenere il valore, anche morale, della
collaborazione del suo cliente che,
quale del tutto scevra da limiti di ana-
lisi perché sostanzialmente fondati su
di una contrapposizione processuale, il
sche, anche di notevole spessore cri- dichiarando la sua particolare tenden- fatto in sé assume un grande rilievo,
minale, hanno rivelato il dramma esi- za sessuale, si esponeva ad una spieta- anche se nell’ambito della eccezionali-
tà, perché tende a portare all’interno
dell’universo mafioso le contraddizio-
ni presenti nell’intera società, relative
alla libertà di manifestare e vivere le
tendenze sessuali, anche quelle consi-
derate anomale e “diverse”. Insomma,
probabilmente si può affermare che i
valori del codice mafioso conservano
ancora una loro attrattiva perché non
sono poi tanto diversi da alcuni valori
perbenistici delle società dei cosiddetti
benpensanti che, pur rifiutando la nor-
malità delle relazioni omosessuali,
vivono, in forme più o meno evidenti,
le contraddizioni proprie di ogni mora-
le imposta.
Anzi, appaiono “disegnati” sulla tradi-
zione dei canoni ufficiali di una pre-
sunta morale della coesione sociale e
familiare, spesso basata essenzialmen-
te su ipocrisie e conformismi, se è ve-
ro com’è vero, che su questi temi mol-
to spesso ricorrono, anche in ambienti
apparentemente diversissimi, due mas-
sime dialettali d’indubbia efficacia
espositiva, non solo in Sicilia:
“ si fa ma nun si rici” e
Screen, foto di Emmet Gowin, (USA 1941) “u cumannari è megghiu ru futtiri”.

7
“Maschio
Maschio e femmina
li creò”
di Agata Coco

N alcune recenti scoperte confermano


el libro della Genesi il racconto pratiche omosessuali in molte specie.
della creazione è forse il passo più fa- Ma soffermiamoci sulla specie umana.
l’uomo pensa, si chiede chi sia e quale
sia il proprio fine, si muove per uno
scopo e in base a ciò orienta le proprie
miliare e anche chi non ha ricevuto
un’educazione religiosa lo ha sentito L ’essere umano appartiene al regno
risuonare fin dall’infanzia. Spesso se animale, ma, nonostante ormai si ten-
azioni.

D unque affermare che ciascuno


ne è conservata l’eco dentro di noi co- dano a smussare le differenze (vedi deve agire secondo il proprio senti-
me di una bella favola, un mito assimi- animali trattati con maggior cura degli mento, o peggio ancora secondo il pro-
labile a tanti altri, di altri prio istinto, nega la
popoli e culture a noi Max B eckmann (1884-1950) : Uomo e Donna dignità della persona,
lontani e sconosciuti, ma che si fonda sul rispet-
che tramanda, sebbene in to dell'o rdine essenzia-
forme diverse, la creazio- le della sua natura, e
ne dell’uomo e della perciò quello che
donna; in altre parole l’uomo ha di più caro
prende atto dell’esistenza e prezioso, cioè la ra-
in natura di due generi gione. Si potrebbe o-
specifici: quello maschile biettare che l’azione
e quello femminile, un dell’uomo dovrebbe
dato oggettivo, al di là essere volta alla ricer-
delle tendenze che i sin- ca della propria felicità
goli soggetti possano poi e che ciascuno la ricer-
manifestare. All’interno ca in modo del tutto
di una concezione reli- personale. Ma a questo
giosa, specificatamente punto bisognerebbe
cristiana, la presenza chiedersi cosa sia la
dell’uomo e della donna felicità e che rapporto
è voluta dall’amore di abbia con la ricerca
Dio creatore che chiama della propria identità e
gli esseri umani a com- con il compimento del
partecipare, con la reci- proprio destino.
proca donazione di sé, Durante un corso di
alla creazione, attraverso preparazione al matri-
la generazione dei figli. monio, si discuteva su
T uttavia, senza voler quale significato aves-
necessariamente scomo- se l’atto di Dio di e-
dare le “alte sfere”, è strarre la costola di
a n co r a un a v o lt a Adamo per ricavarne
l’evidenza che parla: la la donna. Si riteneva
natura si serve dei due che ciò volesse indi-
generi sessuali per perpe- carne l’inferiorità o
tuare le specie. comunque la sua di-
Ciascun essere vivente pendenza dall’uomo.
nasce ovviamente con La risposta era meno
determinate caratteristi- scontata: in realtà, se-
che sessuali e dal proprio condo la concezione
genere trae quelle carat- del tempo, la cassa
teristiche di ordine biologico e psicolo- uomini o a cui si attribuiscono compor- toracica era parte fondamentale del
gico che attraverso un cammino di pro- tamenti e sentimenti umani, se non corpo perché custodiva il “cuore”, cioè
gressiva maturazione rendono specifi- addirittura un’anima), si distingue per la vita. La donna ricavata dalla costola
catamente uomo o donna. Certo in na- la propria natura razionale e cognitiva, è dunque posta a custodia della vita
tura si osservano fenomeni diversi, a differenza della natura istintiva degli dell’uomo. Si pone allora un problema
relativi al comportamento animale, e animali. Per dirla in modo semplice di identità.

8
privi di fondamento.

L a crisi dei generi è dovuta proprio


alla confusione imperante che scaturi-
sce dalla incapacità di obbedire alla
realtà di se stessi, di riconoscere e ac-
cettare il compito che ci è stato asse-
gnato per il fatto stesso di esistere;
basti pensare alle donne che assumono
atteggiamenti, ritenuti finora prerogati-
va maschile, e uomini sempre più assi-
milati, anche fisicamente, alle donne.
Certamente, però l’identità sessuale
non può più essere ricondotta a modelli
del passato in cui il potere e la forza
erano discriminanti del sesso maschile,
né il ruolo femminile può ridursi solo a
Michelangelo, La creazione di Adamo, particolare della Cappella Sistina (1508-1512) quello di “ angelo del focolare domesti-
co”o madre amorevole, ma è innegabi-

A l di sopra dell’istinto c’è un livel-


lo in cui si colloca la domanda di cia-
N ell’antica Grecia, per esempio,
era autorizzata e incoraggiata, la rela-
le che ciascuno debba porsi la doman-
da su quale sia il proprio compito spe-
cifico nel rapporto con se stessi e con
scun essere umano sul proprio essere, zione tra un uomo maturo e un adole- gli altri.
sul perché nasca con determinate carat- scente e questo tipo di rapporto costi- Molti oggi sostengono che non si possa
teristiche e quale fine abbiano, quali tuiva per quest’ultimo un rito di pas- trovare nella natura umana alcuna nor-
siano i valori peculiari dell'uno e saggio all’età adulta: queste relazioni ma assoluta e immutabile. In realtà le
dell'altro sesso e sul perché ci siano avevano, perciò, soprattutto un valore relazioni essenziali di ogni persona
state date da Dio o “assegnate” dalla educativo. Altre epoche hanno affron- umana trascendono le contingenze sto-
natura. L'uomo e la donna, infatti, sono tato la questione che ha, però, assunto riche, poiché ci sono esigenze insop-
uguali in quanto persone e comple- sempre una connotazione più culturale primibili che rivelano l’esistenza di
mentari in quanto maschio e femmina. che naturale. Forse oggigiorno è pro- leggi inscritte nella natura umana che
E’ forse altrettanto innegabile afferma- prio l’identità personale (naturale) che si manifestano identiche in tutti gli
re che in ciascun essere umano il ma- è stata messa in crisi da modelli falsi e esseri dotati di ragione.
schile e il femminile coesistano. Spes-
so, a sostegno della tesi che vorrebbe
fin dall’infanzia la manifestazione di
determinate tendenze sessuali, si citano
esempi di preferenze ludiche del sesso
opposto o di attrazioni particolari verso
esponenti del proprio sesso, ma più
semplicemente è da ritenere che in età
infantile, fatta eccezione per casi gene-
tici o patologici molto rari, i due generi
debbano ancora trovare la propria defi-
nizione e che gusti e preferenze dipen-
dano da fattori contingenti e non og-
gettivi. E’ anche vero, però, che
un’educazione vera è quella che fa
emergere ciò che siamo originariamen-
te, ciò per cui siamo. L’azione educati-
va è quella che aiuta, soprattutto in età
adolescenziale, a sviluppare la propria
identità pienamente, a capire ed inte-
grare nella vita le specificità che ci
contraddistinguono siano esse femmi-
nili o maschili. Certo, nella storia della
civiltà, molte condizioni concrete ed
esigenze della vita umana sono mutate
e l’evoluzione dei costumi ha varia-
mente interpretato il rapporto fra i ge-
neri.
Mastro Niccolò, Creazione di Eva, Duomo di san Zeno, Verona, XII secolo

9
P er dirl a con le parole con cui il
compi anto p rofessor Cipolla ap riva un
(uomini d’affari e finanzieri, così com e
i manager, i medi a e gli uomini politici
al loro servizio) traggono indiscutibil-
suo arci famoso trattat ello non del tutto mente cospi cui profitti e vantaggi dal
scherzoso, Le faccende umane si trova- fatto di s egare il ramo s u cui sono se-
no, per unanime cons enso, in uno stato duti insieme all’intera um anità.
deplor evole. Questa p eraltro non è una Si potrebb e di re, forse più correttam en-
novità. Per quanto indi etro si ries ca a te, peraltro in linea con il b rano cit ato
guardar e, ess e sono s emp re stat e in in esordi o, che si a piuttosto da conside-
uno stato deplorevol e. Il pes ante far - rare stupida l a m aniera i n cui l e societ à
dello di guai e miseri e che gli ess eri umane sono organi zzate, ossia le loro
umani devono sopp ortare, sia come istituzioni e la loro indi fferenza, impo-
individui che come membri della socie- tenza o compli cità risp etto alle forze
tà organizzata, è sostanzialment e il sostanzialm ente i rrazionali che ne ledo-
risultato del modo estr emamente im- no le basi.
probabile – e oserei dire stupido – in
cui la vita fu organizzata sin dai suoi
inizi. Pericoli, minacce ed emergenze
I n altri termini, la stupidità delle isti-
tuzioni affaristiche, finanziarie e politi-
vengono tanto variam ente individuati e che delle societ à svilupp ate consiste-
classi fi cati in ordine di importanza e rebb e nel loro ess ere inadeguat e, incon-
gravit à, che qualunque loro el encazione grue, inapp rop riat e, non interessat e
assai di fficilm ent e s fuggi rebbe ad accu- rispetto alla necessità di limitare in
se di incompletezza o soggettività. Si- maniera decis a l’avidità, l’ aggressivit à
curam ente, oltre a sovrappopol azione, e la distruttività dei propri componenti,
fam e, miseria e mal attie, sono da com - anche quando essi minacci ano la loro
prendersi l’inqui nam ento, l’ effetto- stessa esistenza e quell a dell’intera col -
serra, le mut azioni climati che, la defo- lettività. Insomm a, l’umanità nel suo
res t a zi one, l a des e rt i fi ca zi one, compl esso evidenzi a una tendenza o
l’erosione e la degradazione del suolo, sindrom e suicida, perlopiù inconsape-
la scarsità di acqua. vole, anche se non del tutto, sostanzial -
Anche l e caus e di t ali fenom eni vengo- mente analoga a quella che causò la
no variam ent e el encat e e graduate. scomp ars a della civiltà dell’Isol a di
Quell e più frequentem ente ri chi amat e Pasqua o Rap a nui in lingua polinesia-
sono il consumismo, l’ineguale rip arti- na, con l a di fferenza che p er il genere
zione dell a ricchezza, lo sviluppo eco- Venere di Lespugue (23.000 a. C.) umano non ci s arebb e un’altra terra in
nomico, l’introduzione e di ffusione di cui poter sopravvivere.
nuove tecnologi e. Perlopiù, maggior-
mente sotto accus a sono gli eccessi e
gli sprechi del consumismo, a front e
sona che causa un danno ad un’altra
persona o gruppo di persone senza nel U
rgerebbe, p ert anto, correre ai ri-
cont empo realizzare alcun vantaggio pari, che, in tutta evidenza, non consi -
della minacci a di morte p er fam e e del - per sé od addirittura subendo una per - stono nella ri cerca di rimedi e soluzio-
la miseri a di gran parte degli abit anti dita. ni, perfettam ente noti e tecni cam ent e
del terzo e quarto mondo. disponibili o facilment e ottenibili ed

Il matriarcato
e la sindrome di Rapa nui
di Franco Mancini

D ’altra p arte, p er ci ò che concerne


la gravissim a crisi attualm ente in atto,
S e si guarda solo al b reve termine
ed all’interess e immediato del singolo
applicabili, ma nella sostituzione dell e
attuali strutture di potere, che non mo-
strano alcuna int enzi one o int eresse a
app are del tutto innegabile la responsa- individuo o di classi di individui, anzi- porli in atto. Forse una soci età più pre-
bilità della fi nanza cosiddett a creativa e ché all e prosp ettive future, al lungo occupat a del futuro e della p rop ria so-
di quanti hanno determinat o il formarsi periodo ed all’um anità nella sua tot ali- pravvivenza potrebb e essere vista in
e l’espandersi delle b olle sp ecul ative e tà, comp res e le nuove generazioni, la una organi zzazione soci ale di tipo ma-
dei valori e strum enti finanzi ari. defini zione app are di ffi cilmente appli- triarcale, ossia controll ata e modellat a
Nel suo saggetto il professor Cipolla cabil e ai gravi problemi del mondo dal princi pio femminil e, vale a dire
dava dello stupido la s eguente defini - cont emporaneo. Infatti, i singoli indivi - dalla p arte dell’umanit à protagonista e
zione: Una persona stupida è una per - dui e tal une s peci fi che categori e soci ali maggiormente coinvolt a nella gest azio-

10
un progress o risp etto all’eterismo pri - tarie, affaristi che e finanziarie, su cui le
mitivo, non sarebbe il momento più moderne s oci età sviluppat e o in vi a di
alto di organizzazione soci ale. sviluppo fondano la loro forza.

T ale valutazione può ess ere frutto di


un p regiudi zi o ant i fem m i ni l e o
N on semb ra comunque giusti fi cato,
allo stato attual e dell e conos cenze, ri-
dell’idea ottimistica, fors e tipicam ent e condurre la suppost a sup eriorità moral e
ottocentes ca, secondo cui il passaggio delle societ à cosiddett e primitive ad
del tempo è fatto coinci dere con il pro- una p reval enza, m agari p as s at a,
gress o, sicché ciò che viene dopo, an- dell’elem ento femminile. Anal ogam en-
cor più se cont emporaneo, deve costitu- te, nulla garantis ce che una gestione
ire necess ari amente un miglioramento matri arcal e delle societ à umane effetti-
rispetto al p ass ato. L’ipotesi di una vam ente p ossa comportare il supera-
storica o preistorica esistenza del ma- mento degli attuali probl emi e vicoli
triarcato è stata successivamente mess a ciechi. E tuttavia, allo stato dei fatti,
seri amente in dubbio e perlopiù fatt a considerato il disastro in atto e quelli
derivare da una scorretta identi fi cazio- prevedibili o imminenti, non si vede il
ne fra matri arcato e mat rilinearità. In motivo per cui una tal e vi a non debb a
epoca pi ù recent e, studiosi di ant ropo- essere t entat a. In ogni caso, l’ applica-
logia hanno rilevato in talune soprav- zione del principio mat riarcale s arebb e
vissute soci età cosiddette primitive inutile, se non comport asse il drasti co
caratt eri di serenit à, stabilità, sicurezza ridimensionam ento degli attuali livelli
e pace, che sarebb e, per molti impor- di accentramento del potere politico,
tanti asp etti, assai problem atico rit enere affaristico e finanziario e la sua di ffu-
Venere di Willendorf (24.000 a.C. inferiori ris petto a quelli rilevabili nell e sione e disp ersione nel corpo soci ale, in
societ à umane attualm ente dominanti. modo da renderlo il più possibile inof-
ne e nella m essa al mondo delle nuove
generazi oni. Allo studioso svi zzero
Johann Jakob Bachofen, singolare
U na somm ari a des crizione della
struttura soci ale di queste popol azioni
fensivo ed asservito agli interessi vitali
delle soci età umane e di ciò che rest a
dell’ambiente natural e. Nell e vigenti
fi gura ottocentes ca di storico delle reli- si trova, ad esempi o, nel libro di Thor- condi zioni di potere accentrato ed e-
gioni, sociologo, archeologo, psicologo stein Vebl en La teoria della class e sclusivo, non s arebb e, infatti, evitabil e
e mitologo, si deve la formulazione di agiata: il perpetuarsi di situazioni di sfrutta-
una teori a organica del matriarcato, Quest e comunità che s ono s enza una mento, corruzione, repressione, preda-
inteso com e una fase necessaria di svi- classe agiata definita si rassomigliano zione ed int rinseca fraudolenza dell e
luppo dell e societ à umane. anche in al cuni altri tratti della l oro istituzioni politiche, monet arie, crediti-
La sua grande op era Il diritto matriar - struttura sociale e della loro mani era zie, affaristiche e finanziarie.
cale: un s aggio sulla ginecocrazia del di vita. Esse sono piccoli gruppi e di
mondo anti co nella sua natura religio- struttura sempli ce (arcaica); sono u-
sa e giuridi ca è dedicata alla ri costru- sualmente pacifiche e sedentarie; sono
zione dell’anti co mondo m editerraneo povere; e la pr opriet à individuale non
negli asp etti che attesterebb ero il pre- è la nota caratteristi ca del loro sistema
valere dell’ archetipo femminil e. economi co. Nello st esso tempo non ne

S econdo la teori a di Bachofen, pri-


ma di giungere all’organizzazione pa-
cons egue che ess e siano le più piccol e
fra le comunità esist enti o che la l oro
struttura social e sia sotto tutti i rispetti
triarcale, l’umanit à sarebb e passat a la meno differenziata; né la loro cate-
attraverso due stadi: uno st adio origina- goria include necessariamente tutte le
rio di promiscuità sess ual e (afrodismo comunità primitive che non hanno nes -
o eterismo) e uno st adio m atri arcal e sun sistema definito di propri età indivi -
caratt eri zzato dalla s erenità, dall a stabi - duale. Ma è da notar e che la categ oria
lità, dalla sicurezza e dalla pace. comprende i più pacifi ci gruppi primi -
Il matri arcato, ossia un sist ema social e tivi di uomini – forse tutti quelli carat-
in cui la donna, come madre e capo di teristicament e pacifici. Difatti, il tratto
famigli a, avrebb e es ercit ato il dominio più notevole comune ai membri di tali
sul gruppo, sarebb e stato, quindi, uno comunità è una cert a amabil e ineffi-
stadio interm edio tra l’afrodismo e il cienz a quando si trovano di fronte alla
patri arcato, che egli considerava supe- forza e alla frode. Per altro verso, que-
riore all’eterismo ma inferiore al patri - ste comunità appaiono invece del tutto
arcato, fas e nell a quale l’aut orità s areb - prive, indi fferenti o disinteress ate all a
be p assat a definitivament e nelle m ani maggior part e delle conoscenze e com -
degli uomini. Per B achofen, pertant o, il petenze sci enti fi che, tecnol ogiche ed
potere femminile, pur rappresentando industriali, per non dire di quell e mone- Venere di Vestonicka (30.000 a.C.)

11
Castrati, ma al servizio di Dio
di Pietra Pomice

C hi ha la ventura di studiare Fosco-


lo, nel carme Dei Sepolcri incontra, ad
San Paolo: mulier taceat in ecclesia
(la donna taccia in chiesa, prima lettera
ascoltò per la prima volta il castrato
Girolamo Rosini (detto Rosino), rima-
un certo punto, alcuni versi in cui Mi- ai Corinzi, 14, 34). Nel 1599 furono se così estasiato dalla soavità del suo
lano, la città di Parini, viene descritta appositamente rivedute le norme per canto che, a poco a poco, si sbarazzò
come lasciva, d'evirati cantor alletta- l'ammissione al coro, per permettervi dei cantori non evirati per sostituirli
trice. Scopo di queste note è spiegare l'ingresso ai castrati. Fu così che Pietro definitivamente coi castrati. Da quel
chi sono questi cantori e perché veni- Paolo Folignato e Girolamo Rosini momento l'o rchiectomia viene ammes-
vano evirati. Il Dizionario e Biblio- vennero ammessi nel coro della Cap- sa "al servizio di Dio". L'asportazione
grafia della Musica di Pietro Lichten- pella Sistina, la cappella privata del dei testicoli era praticata sui fanciulli
thal, pubblicato a Milano nel 1826, alla papa. dagli otto ai dieci anni, prima che il
voce CASTRATO riporta: sostantivo
maschile. Cantante di Soprano o di
Contralto, il quale nella sua infanzia
S i dice che Clemente VIII, quando
bambino subisse il cambiamento nel
tono di voce.

fu privato degli organi della genera-


zione, affinché serbasse sempre una
voce acuta di ragazzo, mentre in fatti
la voce si conserva quale si trova al
momento in cui vien fatta quella ope-
razione. L'origine di sì orribile uso
della mutilazione degli uomini, è anti-
chissima. Ammiano Marcellino asseri-
sce che la Regina Semiramide fu la
prima che abbia introdotto una sì cru-
dele operazione. Non sembra però che
il Canto sia stato la cagione dell'o r-
chiotomia ne' primi tempi, ma bensì la
gelosia, il fanatismo religioso, e forse
anche qualche vantaggio terapeutico.
Si adoperavano gli eunuchi come cu-
stodi di castità, acciò vegliassero sulla
fedeltà delle giovani spose.

U n uso “canoro” della castrazione


è testimoniato presso l'impero bizanti-
no, ma i collegamenti più diretti con
l'esperienza italiana sono da stabilire
con una certa tradizione spagnola del
canto in falsetto. Spagnoli sono, infatti,
i nomi dei primi castrati che si incon-
trano nelle corti principesche del Cin-
quecento. Giovanni Pierluigi da Pale-
strina, grande compositore di musica
liturgica e direttore del coro della Basi-
lica di San Pietro dal 1576 al 1594,
probabilmente avrà diretto cantanti
castrati, come avranno fatto molti suoi
colleghi, tra i quali Heinrich Schütz,
maestro di cappella alla corte di Mona-
co. L'evento che facilitò enormemente
la diffusione dei castrati fu il veto di
Papa Sisto V all'esibizione pubblica Corrado Giaquinto (1694-1765) , Ritratto di Carlo Broschi, detto Farinelli,
delle donne in tutto lo Stato Pontificio, 1753, Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna
proibizione che attuava il precetto di
12
I n questo modo si impediva alla la-
che prevedevano ruoli interpretati da
castrati. Verso la fine del Seicento que-
riuscito ad ammaliare addirittura Na-
poleone Bonaparte.
ringe di subire le trasformazioni tipi-
che della maturazione sessuale e, di
conseguenza, veniva fissata per sempre
sti ruoli soppiantarono del tutto le voci
maschili. Nei primi decenni del Sette-
cento, al culmine di questo fenomeno,
C on l'Unità d'Italia (1861), la ca-
strazione viene dichiarata illegale e nel
l'estensione vocale della preadolescen- che ormai dilagava anche fuori dall'Ita- 1878 papa Leone XIII proibisce il re-
za. La carenza di testosterone rendeva lia, si calcola che venissero mutilati clutamento di castrati da parte della
le ossa più lunghe ed elastiche, circo- circa 4000 ragazzi all'anno. Molti di chiesa, permettendone tuttavia la per-
stanza che permetteva, anche grazie ad essi, di famiglia povera, venivano ven- manenza nella Cappella Sistina e in
un duro allenamento, di avere una duti a personaggi dell'ambiente musi- altre basiliche papali. A fine Ottocento
grande capacità polmonare. Le corde cale nella speranza di riuscire a rag- nel coro della Sistina ci sono ancora
vocali rimanevano quelle di un bambi- giungere il successo economico. sette castrati, ma per la conclusione di
no e le voci erano anche straordinaria-
mente flessibili, abbastanza differenti
sia dall'equivalente di una voce femmi-
L a castrazione, seppure con finalità
musicali, rimaneva un'orribile mutila-
questo capitolo nero della storia della
cultura bisogna attendere il 22 novem-
bre 1903, quando Pio X promulga un
nile adulta, sia dai registri più acuti zione che, come tale, contrasta non proprio provvedimento sulla musica
delle voci di maschi non castrati. Tra- solo con l'attuale sensibilità per il dirit- sacra, nel quale afferma che Se dunque
lasciamo gli scabrosi dettagli dell'o pe- to all'integrità fisica e psichica di ogni si vogliono adoperare le voci acute dei
razione: basti dire che era effettuata da essere, ma anche con quella che poteva soprani e contralti, queste dovranno
norcini, cioè macellai, e barbieri, senza essere tre o quattro secoli addietro. Il essere sostenute dai fanciulli, secondo
alcuna anestesia, in condizioni igieni- l'uso antichissimo della Chiesa. Con lo
che tali da non garantire alcun esito. stesso provvedimento la donna veniva
Anzi spesso il risultato non era quello ammessa al canto liturgico, dapprima
sperato, mentre altissima era la morta- solo sul sagrato e poi nel presbiterio.
lità, sia durante l'intervento, sia per le
infezioni che ne seguivano. Per un ca-
strato che assurgeva alla fama, agli
L a voce senza sesso, privata artifi-
cialmente dei suoi caratteri sessuali,
onori ed alle ricchezze, ve n'erano cen- perdeva così il privilegio che la chiesa
tinaia che non riuscivano ad emergere, le aveva attribuito nel dialogo con il
rimanendo per sempre relegati in una divino, il soggetto asessuato per anto-
condizione di sofferenza e di frustra- nomasia. C'è da chiedersi come sia
zione, nell'ombra dell'anonimato. stato possibile che, per oltre tre secoli,
La formazione professionale e cultura- pratiche così cruente, crudeli e disuma-
le dei ragazzi castrati era estremamente ne, per giunta finalizzate unicamente
dura. Ad esempio, in una scuola roma- ad un aspetto estetico, cosmetico, cer-
na, nel Settecento, durante la mattinata tamente non sostanziale, siano state
erano previste un'ora di canto, altre due ammesse da un'istituzione che, come la
ore di difficili esercizi vocali, un'altra Chiesa, sostiene di fondarsi sull'amore.
ora di canto alla presenza di maestri e Non sono, ovviamente, mancate voci
di fronte a uno specchio, per imparare fortemente critiche, come quella di
una corretta postura del corpo, un'ora Peter Browe, un gesuita, storico della
di studio di letteratura. Nel pomerig- Chiesa, che nella sua Storia dell'evira-
gio, mezz'o ra era dedicata alla teoria zione, del 1936, ha scritto: I papi sono
musicale, due ore alla scrittura ed alla stati i primi che alla fine del XVI seco-
dettatura di un testo musicale e un'altra lo hanno introdotto o tollerato nelle
ora allo studio della letteratura. Dove- loro cappelle i castrati, quando erano
vano poi trovare il tempo per esercitar- Logo della campagna contro le ancora sconosciuti nei teatri e nelle
si al clavicembalo e per comporre mu- mutilazioni genitali femminili chiese italiane. Dopo aver proibito alle
sica vocale. Sottoposti ad un program- cantanti e alle attrici di calcare le sce-
ma così rigoroso, i giovani castrati, se
diritto canonico, infatti, per questi atti ne, dovevano avere completamente
dotati di sufficienti capacità musicali,
prevedeva la pena più grave, cioè la perduto il senso della realtà per non
erano in grado di cominciare la loro scomunica. Un tentativo di arginare il rendersi conto che sarebbero stati i
carriera sin da adolescenti, ma con unafenomeno era stato tentato da Benedet- castrati ad assumere i loro ruoli. Di-
tecnica e con una voce che nessuna to XIV nel 1748, ma era stato abban- fendere i papi è dunque impossibile. E
donna o uomo avrebbero potuto imita- donato perché avrebbe provocato un aggiunge: Di questo “fenomeno di mi-
re. Grazie a questo “vantaggio”, le voci
crollo nella partecipazione popolare seri fenomeni” la Chiesa porta la re-
dei castrati rimpiazzarono ben presto le
alle liturgie cantate. Alle soglie dell'Ot- spon sabilità mora le in quan to
voci bianche e quelle dei falsettisti. tocento il mutamento del gusto musi- “committente” consapevole; senza le

I cale e operistico segnarono il tramonto


l successo fu tale che, da allora in della figura degli evirati cantori, nono-
poi, vennero addirittura scritte opere stante qualcuno di essi, si dice, fosse
richieste papali non ci sarebbe stato
“commercio”.

13
O ggi, dentro il XXI secolo, non
dobbiamo pensare di essere immuni da
aggiungersi alle loro madri e sorelle.
Anche nel caso delle MGF ci sono
pareri discordanti nell'interpretazione
che dovrebbero essere alla radice di
ogni comunità. Allora parlerebbero di
uguaglianza, di giustizia, di libertà, di
queste forme criminali di mutilazione. delle norme “ divine” da parte delle solidarietà, di rispetto per qualunque
Le stesse preoccupazioni “estetiche”, autorità religiose. Il risultato è che si persona fisica. Il sesso, allora, sarebbe
“culturali” e “ religiose” che erano po- continua a mutilare in nome di un dio un'espressione di ciascuna persona,
ste a giustificare la castrazione, conti- oppure, magari in nome dello stesso una scelta individuale, libera, matura,
nuano ad essere invocate per la pratica dio, a proibire le mutilazioni. Quanto consapevole e insindacabile. Solo che,
delle mutilazioni genitali femminili, sarebbe meglio se questi funamboli del in questo modo, queste sedicenti auto-
MGF, che interessano ancora tra 100 e pensiero divino, questi prestidigitatori rità sarebbero spodestate, disoccupate,
140 milioni di donne. Ogni anno, se- dei testi sacri, questi professionisti a costrette ad occuparsi solo della pro-
condo le stime dell'UNICEF, si calcola tempo pieno della morale pubblica, si pria sessualità, magari turbandosene o
che tre milioni di bambine vadano ad limitassero a predicare solo le norme vergognandosene molto.

Un castrato come modello? di Pietra Pomi-

S in dal XVII secolo questo quadro ha suscitato incertezze


sul genere sessuale del cantante. Nell’inventario delle opere e
italiana, dei castrati, ed è proprio un castrato, secondo le più
recenti ipotesi, il modello che ha posato per l’artista. Il suonato-
re di liuto ha un viso dolce, capelli spessi e scuri, le labbra
nelle parole di Giovanni Baglione, pittore e storico contempora- schiuse in modo imbronciato; ha un’espressione pensosa sotto-
neo di Caravaggio, si tratta di un ragazzo. Per Giovanni Pietro lineata da sopracciglia folte e marcate. La camicia bianca è a-
Bellori, altro contemporaneo, storico dell’arte, si tratta di una perta sul petto, alla maniera femminile. Una sorta di fiocco at-
ragazza. Ci sono diverse ragioni perché sussista tale confusione. torno ai capelli ne sottolinea caratteristiche da androgino. Canta
Una è data dal fascino esercitato dagli androgini sul Rinasci- una canzone d’amore dal madrigale Voi sapete ch ['io v'amo]
mento. Al riguardo basti pensare che negli stessi anni Shake- del compositore fiammingo Arcadelt. Di fronte a lui, un violino
speare, in As You like it, darà vita al personaggio di Rosalinda, ed un archetto invitano chi guarda a formare un duetto. I fiori,
che si trasforma in Ganimede, e di Viola, che in Twelfth Night la frutta, la verdura, e certamente la musica stessa, sottolineano
assume il nome di Cesario. Un’altra ancora è la moda, tutta un’armonia ed una complicità tipica degli amanti.

CARAVAGGIO (1571-1610, Suonatore di liuto, c. 1596, olio su tela, Museo dell’Hermitage, St. Pietroburgo

14
Gino La Monica di Dario D’Angelo

Foto di Antonio Squeo

G ino La Monica u vavveri era preciso nelle sue cose che da quasi trentanni dopo la pisciata mattutina e la tolet-
ta sistemato larnese in mezzo alle cosce si mitteva i causi belli stritti e nisceva per la sua passeggiata quotidiana
fino al lavoro. T utto questo accuminciava puntualmente alle sei che già alle sette meno tre era davanti alla porta di
casa e alle sette precise fuori dal cancello.
Da nico non era stato mai molte volte a giocare insieme a noi dopo la scuola che lui preferiva altre cose e del resto
con il tempo a capemu tutti questassenza che a non conoscerlo come dice la bibbia erano rimasti in pochi nella no-
stra via.
Gino ciaveva sempre tenuto alla precisione e alla pulizia e allo sport macari che anche ora a cinquantanni pareva un
carusiddu tutto friscu e azzimato. Niente a che vedere con gli altri nostri compagni che tra panze e malatie parunu
nisciuti quasi tutti da un filmi dellorrore.
Ogni tanto quando mi veniva la fantasia di pigghiari un cafè al bar aspettavo lora giusta e lo fermavo. Lui per que-
ste cose era un po' di testa che alli voti lo vedevo che mi avissa mannatu volentieri affanculu e altre che si dimostra-
va tutto contento di fermarsi con me. Io comunque ho sempre cercato di non dargli tanto fastidio che non mi è mai
sembrato giusto inquietare la gente se quella non vuole. In genere parlavamo di minchiate o di ricordi che poi è lo
stesso. A volte però ultimamente ci vedevo passare nella faccia strani pinseri che però non ce lho mai chiesto il mo-
tivo che pensavo che me ne avrebbe parlato lui se voleva.
Aieri proprio mi ero deciso ad aspettarlo che ci volevo chiedere una informazione e un piacere per un cosa che ave-
vo visto in un negozio che avevano iammato vicino al suo. Era uno di quelli che ci vendono tutte le cose a uneuro e
io passando avevo alluccato una iaggia nuova per il canarino epperò non mero potuto fermare che ciavevo unap-
puntamento. Per questo ci volevo chiedere a lui che ci veniva di sicuro più semplice.
Quando visti passari lorario un poco mi allarmai che non era mai successo prima. Dopo però mi misi il cuore in
pace che pensai che anche se era vero che non era mai successo questo non voleva dire che uno non si ammala mai.
Fu al telegiornale allora di pranzo che finalmente riuscii a conoscerlo il motivo di quellassenza. A capire.
Un pugno di carusazzi lo aveva aspettato alluscita il giorno prima e ciavevano livato tutti i soddi. E ciavevano detto
cose come Frocio e Ghei di merda. E lavevano pistato a sangue che ancora era ospitali.
Il giornalista parlava veloce che subito dopo cera un servizio sullultimo cantante del festival e lintervista a quello
macari ma io comunque ciarriniscii a riconoscerlo che era lamico mio che me lo immaginai dal nome della strada.

15
Ermafrodito
e Salmacide di Vincenza Iannelli

Ermafrodito dormiente, copia romana di un capolavoro ellenistico di Policle nel II secolo a.C.. Parigi, Museo del Louvre.

E rmafrodito era un personaggio


della mitologia greca, figlio di Mercu-
androgino, nome in cui sono ancora
una volta presenti parole greche: ảνήρ
(uomo) e γυνή (donna).
re...” (v.316). Elogia la bellezza del
giovane, il quale non conosce l’amore
“(…) nescit, enim, quid amor…” (v.
rio (Ermes) e Venere (Afrodite), da Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.), con il suo 330), ma, al contrario della ninfa, è
cui prese il nome. Egli nacque come poema, le Metamorfosi, è una fonte dedito alla caccia. La naiade, dopo
divinità maschile e, successivamente, importantissima per conoscere la storia essere stata scacciata, si nasconde die-
essendosi fuso con una ninfa, Salmaci- di questa divinità mitica e della trasfor- tro i cespugli, e, quando il giovane si
de, diventò una divinità ibrida che pos- mazione a cui fu soggetto, come epilo- spoglia ed inizia a nuotare nella limpi-
sedeva tratti fisici di entrambi i sessi. go di una intollerabile situazione di dissima acqua del lago, rapita da
Per alcuni, ermafrodito è sinonimo di amore non ricambiato, quello della un’irrefrenabile brama, si getta su di
ninfa Salmacide verso di lui. Non oso lui “(… ) vixque moram patitur, vix
immaginare cosa succederebbe oggi se iam sua gaudia differt, iam cupit am-
si ricorresse ad un sistema simile per plecti, iam se male continet a-
imporre il proprio sentimento a qualcu- mens...” (vv 350-351), che tenta inve-
no! Nel IV libro, vv 285-388, Ovidio ce di scacciarla.
narra, dunque, di questo giovinetto,
Ermafrodito, il quale, lasciato a quindi-
ci anni il monte Ida, dove era stato
S almacide, allora, invoca gli dei
affinché lei ed Ermafrodito restino
allevato, inizia a peregrinare per vede- uniti per sempre: “Ita, di, iubeatis, et
re luoghi nuovi. Arrivato in Caria, ve- istum nulla dies a me nec me deducat
de un lago limpidissimo, che si scopre ab isto” (vv 371-372). Gli dei esaudi-
essere il regno di Salmacide, l’unica scono questo desiderio, creando una
ninfa devota a Diana a non praticare la creatura né totalmente uomo, né total-
caccia ma impegnata a trastullarsi e a mente donna, che ha l'aspetto di ambe-
godere dei piaceri dell’amore. Salma- due e di nessuno dei due: “vota suos
cide, quando vede Ermafrodito, decide habuere deos; nam mixta duorum
di “possederlo”: “(...) cum puerum corpora iunguntur, faciesque induci-
vidit visumque optavit habe- tur illis una , nec duo sunt et forma

16
SCARSELLINO, (1550-1620), Salmacide e Ermafrodito, c. 1585, olio su legno - Galleria Borghese, Roma

duplex, nec femina dici nec puer ut possit, neutrumque et • ad essere dedito alla caccia è Ermafrodito e non
utrumque videntur”(vv373-379). Ermafrodito, a sua volta, Salmacide, per di più ninfa del corteo di Diana;
sconvolto dalla terribile sorte, invoca i genitori affinché • è la donna ad essere infiammata da amore ed a
chiunque si getti nel lago subisca il suo stesso destino “ (...) vincere la ritrosia dell’innamorato che la respingeva.
quisquis in hos fontes vir venerit, exeat inde semivir et Come non pensare, per citare solo alcuni esempi, agli
tactis subito mollescat in undis! (...)” (vv 385-386). Nel innamorati ed ai corteggiatori precedenti ad Ovidio
racconto ci sono alcuni elementi innovativi rispetto alla come Catullo, Cornelio Gallo, o a lui coevi, come Ti-
tradizione; molto comuni, invece, alle usanze odierne: in- bullo e Properzio, ed a tutti gli autorevoli esponenti
nanzitutto è la donna a corteggiare e, in questo caso, a non dell’elegia dell’età di Cesare e di Augusto?
essere ricambiata. Salmacide si mostra, inoltre, sfacciata
nell’esternare le sue pulsioni ed i suoi desideri, come quan- A seguire, la parte del brano in latino e in traduzione italia-
do propone ad Ermafrodito di “ …thalamumque ineamus na (vv 373-388), in cui avviene la metamorfosi del giovi-
eundem”, (v.328), e cioè di andare a mettersi nello stesso netto e la successiva preghiera da lui rivolta ai genitori:
letto! C’è anche un capovolgimento dei ruoli:
(…) nam mixta duorum “(…) i due corpi uniti
corpora iunguntur, faciesque inducitur illis si fondono annullandosi in un'unica figura.
una. velut, si quis conducat cortice ramos, Come vedi saldarsi, mentre crescono, due rami e svilupparsi
crescendo iungi pariterque adolescere cernit, insieme, se li unisci sotto la medesima corteccia,
sic ubi conplexu coierunt membra tenaci, così, quando le loro membra si fusero in quel tenace abbraccio,
nec duo sunt et forma duplex, nec femina dici non furono più due, ma un essere ambiguo che femmina non è
nec puer ut possit, neutrumque et utrumque videntur. o giovinetto, che ha l'aspetto di entrambi e di nessuno dei due.
Ergo ubi se liquidas, quo vir descenderat, undas Quando Ermafrodito s'accorge che il corso d'acqua, in cui uomo
semimarem fecisse videt mollitaque in illis s'era immerso, l'aveva reso maschio a metà e aveva infiacchito
membra, manus tendens, sed iam non voce virili le sue membra, tendendo le mani, ma con voce che ormai
Hermaphroditus ait: "nato date munera vestro, più non è virile, esclama: "Padre mio, madre mia, a vostro figlio,
et pater et genetrix, amborum nomen habenti: che porta il nome di entrambi, concedete una grazia:
quisquis in hos fontes vir venerit, exeat inde ogni uomo che scende in questa fonte ne esca dimezzato,
semivir et tactis subito mollescat in undis!" s'infemminisca non appena s'immerge in queste sue acque!".
motus uterque parens nati rata verba biformis Commossi dalle parole del figlio ermafrodito, i genitori
fecit et incesto fontem medicamine tinxit. esaudirono il voto versando nella fonte un filtro malefico”.

17
Lezioni di un certo
genere:
il Fiocco Bianco Gianluca Ricciato
maschileplurale.scuole@email.it

N egli anni ’80 era molto in voga la


pubblicità di un dopobarba maschile, il
forza, perché chi è forte non ha biso-
gno di chiedere aiuto; l’essere vincen-
te, cosa fondamentale specie in una
con il nome Fiocco Bianco, grazie
all’impegno del Centro Antiviolenza
Artemisia di Firenze e di molte altre
cui slogan era “Per l’uomo che non società competitiva come la nostra. associazioni di settore, che hanno per-
deve chiedere mai”. Evidentemente è Aggiungerei l’ottusità, perché uno che messo di diffonderla in varie città ita-
uno slogan che ci ha segnati, se nessu- non sa chiedere, che non sa dimostrare liane e di avviare l’attività didattica in
no della mia generazione lo ha dimen- la propria fragilità, che non sa chiedere molte scuole, sui temi della violenza
ticato. Ad esempio se ne è ricordato aiuto non può che rimanere rinchiuso contro le donne e degli stereotipi di
anche il cantautore Caparezza, che nella sua ottusità. Che rapporto c’è tra genere che favoriscono la violenza.
nella canzone La mia parte intolleran- questo stereotipo e la violenza, in par- L’ideatore della White Ribbon Cam-
te, dice di detestare “ il cliché ticolare la violenza contro le donne? paign, Michael Kaufmann, sostiene
dell’uomo che non deve chiedere mai, Lo stereotipo di maschio forte, virile, che “ gli uomini non sono violenti per
perché se non chiedi non sai”. autosufficiente favorisce la diffusione natura. Ci sono state società dove la
Sembra una banalità, ma in realtà que- di modelli violenti? Le risposte non violenza non esisteva o le sue manife-
sto cliché racchiude buona parte di sono scontate, perché ci sono molti stazioni erano minime. Studi effettuati
nel secolo scorso, hanno
dimostrato che nella mag-
gior parte delle società tri-
bali prese in esame la vio-
lenza sulle donne, sui bam-
bini o tra gli uomini non
esisteva o era presente in
misura minima. Inoltre,
anche oggi, in molti paesi la
maggior parte degli uomini
non ricorre all’uso della
violenza fisica o sessuale.”

L a campagna del Fiocco


Bianco nasce in Canada in
seguito ad un efferato epi-
sodio di violenza ricordato
come il massacro di Mon-
treal. Il 6 dicembre 1989,
un ventenne dal burrascoso
passato familiare di nome
Marc Lépine, entrò armato
nell’Ècole Polytechnique,
Le ragazze e i ragazzi della 3E mettono in scena la “Storia di Pietro e Carla” l’Università di Montreal, e
uccise quattordici studen-
tesse dopo averle separate
quello che possiamo definire lo stereo- fattori in questione: l’educazione con dai maschi, in nome della “ battaglia
tipo di genere dell’identità maschile, cui si cresce, le idee che la società vei- contro il femminismo”. Subito dopo si
cioè l’insieme di modelli, attributi col- cola attraverso i media, gli aspetti inte- tolse la vita. Michael Kaufmann, insie-
legati tra loro, prerogative varie che un riori di ogni persona. me ad altri uomini canadesi, decise di
maschio dovrebbe avere per essere un
vero uomo: l’autosufficienza, cioè il P avviare una campagna nel mondo che
er affrontare questi temi è nato il si rivolgesse principalmente agli uomi-
non dover mai chiedere aiuto, soprat- White Ribbon, campagna internazio- ni, nella consapevolezza che la mag-
tutto ad altri maschi, il non doversi mai nale partita in Canada agli inizi degli gior parte degli uomini non sono vio-
dimostrare fragile, debole, insicuro; la anni ’90 e arrivata in Italia nel 2006 lenti ma che questo spesso non basta

18
per estirpare la violenza contro le don- e “ che cos’è una vera donna?” nel no- allo stesso tempo hanno cercato una
ne. Occorre infatti lavorare sull’humus stro immaginario, sono le domande di evoluzione possibile in positivo. Se in
dentro il quale cresce la violenza, un partenza attraverso le quali articoliamo un primo momento il gruppo si era
humus fatto di discriminazioni sessua- gli interventi didattici. focalizzato sul comportamento di Car-
li, di non accettazione delle differenze,
di paura da parte dei maschi di perdere Q uello che abbiamo notato innanzi- la, sulla sua mancanza di fermezza nel
dire no a Pietro o su un suo possibile
i privilegi che la storia ha loro riserva- tutto è che questi stereotipi non sono ripensamento che aprisse le porte ad
to e che sono stati messi in discussione più così definiti come un tempo, ma una relazione con lui, durante la di-
dal femminismo degli ultimi iniziano ad oscillare e spesso le due scussione ci si è resi conto che il pro-
quarant’anni. E spesso anche di com- “ scatole” del vero uomo e della vera blema più grande era di Pietro, non di
plicità femminile alla violenza e alle donna hanno dei punti di intersezione e Carla.
discriminazioni, perché se è vero che il
femminismo ha rivoluzionato la nostra
società e ha messo in discussione il
degli attributi non sempre coerenti tra
loro. Questo è sicuramente un fenome-
no da indagare, ma nonostante tutto
P erché si sente così male nell’essere
rifiutato? È solo perché è perdutamente
sistema patriarcale tradizionale, è an- rimangono forti le caratteristiche gene- innamorato oppure c’è dell’altro, c’è
che vero che è impossibile eliminare in rali dell’uomo che deve essere sempre un’incapacità di accettare un rifiuto,
qualche decennio una cultura che ab- forte e sicuro di sé e della donna che per paura di non essere all’altezza? Su
biamo dentro da secoli, una cultura deve essere sempre bella, seducente e questo ad esempio la 3E ha elaborato
fondata sulla superiorità dell’uomo disposta ad essere conquistata. uno sviluppo risolutivo attraverso
rispetto alla donna e sulla divisione Nella recente esperienza con le classi l’intervento degli amici maschi di Pie-
delle attività umane in base ai due poli 3A e 3E della scuola media Dozza di tro: attraverso il dialogo sono riusciti a
maschile/femminile. Bologna, abbiamo lavorato su un epi- farsi raccontare i sentimenti di Pietro,
sodio di fantasia, la storia di Pietro e cioè cosa sentiva e perché non riuscis-
È difficile per chiunque e occorre
innanzitutto partire da sé, cioè capire
Carla, tratto dal Manuale del Fiocco
Bianco, in cui viene descritta una si-
se ad accettare di non poter avere una
storia con Carla, e in questo modo a
quanto ognuno e ognuna di noi si porta tuazione verosimile tra un ragazzo e riportarlo in sé e a ragionare sul suo
dentro di questa eredità. una ragazza: Pietro si invaghisce di comportamento assillante sfociato in
A Bologna, il gruppo didattico del Carla, tenta di corteggiarla ma senza violenza. E chissà che in futuro…
Fiocco Bianco è composto dalle opera- successo, lui non accetta le sue risposte Nonostante l’apparente semplicità
trici della Casa delle donne per non negative e alla fine perde il controllo e dell’episodio, in realtà il possibile
subire violenza e da educatori la spinge contro il muro davanti agli cambiamento di Pietro e dei tanti Pietri
dell’Associazione Maschile Plurale. La occhi increduli di amici e amiche di presenti nella nostra società è secondo
sinergia tra le due esperienze, Casa entrambi. La scelta di questa storia è noi la chiave di svolta, da iniziare a
delle donne e Maschile Plurale, ci ha legata al tentativo di far emergere, at- praticare fin da giovani: imparare a
permesso di affrontare le problemati- traverso un piccolo episodio tra adole- confrontarsi, a scambiarsi i vissuti e-
che legate alla didattica di genere da scenti, una tra le tante motivazioni che motivi tra maschi senza paura di dimo-
angolazioni diverse. Ognuna e ognuno portano alla violenza, cioè la mancanza strare la propria insicurezza; imparare
di noi ha un’esperienza professionale e di accettazione della volontà femminile a non agire da dominatori nei confronti
politica su questi argomenti, ma so- da parte di un uomo. I dati in possesso dell’altro sesso, uscendo dalla dinami-
prattutto un vissuto personale sessuato, ci dicono che la maggior parte delle ca “ uomo-predatore, donna-preda”
cioè legato al proprio sesso biologico e violenza contro le donne sono agite da nelle relazioni di qualsiasi tipo; soprat-
agli stereotipi di genere della società in uomini che hanno o hanno avuto con tutto, imparare che ogni differenza va
cui viviamo. loro un legame sentimentale: mariti o rispettata, ogni essere umano ha una
Sappiamo che l’argomento delle rela- compagni che portano la loro aggressi- sua caratteristica che non è scontata e
zioni tra i generi durante il periodo vità nella relazione, ex-mariti o ex- che solo l’apertura e la curiosità verso
dell’ adolescenza è importante e deli- fidanzati che non accettano la fine di ogni altro e ogni altra può farci cresce-
cato, e quindi va trattato con attenzio- una storia, o in generale uomini in pre- re e capire cosa c’è fuori di noi. Proce-
ne. Il nostro tentativo è di raccontare e da a gelosie o a nevrosi varie che ven- dere domandando, oltre l’uomo che
farci raccontare molte situazioni legate gono sfogate attraverso la violenza. non deve chiedere mai e che non capi-
a questi vissuti, partendo dall’idea ge- Nel caso specifico, gli alunni e le alun- sce e non accetta cosa c’è fuori di sé.
nerale che abbiamo di maschile e di ne hanno dimostrato di cogliere molto
femminile: “ che cos’è un vero uomo?” bene il senso della storia affrontata, e

19
Le donne e la doppia giornata lavorativa:
come le mura domestiche uccidono le capacità
di Giacomo Pisani

D a anni, le istituzioni liberali tra-


scurano il valore della “ cura” nei
esse possano esprimere le proprie
facoltà immaginative e cognitive è
fortemente ridotto. Nella maggior
ritmi familiari, le donne sono chiama-
te a lavorare dalle necessità assordan-
ti di chi non può vivere senza l’aiuto
confronti dei soggetti deboli, affidan- parte delle famiglie – non sono esclu- dell’altro. Ma il richiamo dei soggetti
do le sue pratiche alle donne, senza se quelle occidentali - sono loro ad deboli, l’importanza di valorizzare la
che queste ultime abbiano un minimo occuparsi delle persone in condizioni loro dignità, di farli vivere in un
riconoscimento. La cura, infatti, vie- di estrema dipendenza, senza che tale mondo a misura delle loro facoltà,
ne spesso considerata come un fatto attività sia considerata una forma di che non blocchi la libertà, non può
privato, emozionale e sentimentale, e lavoro vero e proprio. restare inascoltato, facendo affida-
prop rio per que sto di nat ur a
“femminile”. All’interno delle fami-
glie, è quasi scontato che le attività di
L
e capacità di gran parte di queste
donne restano così inespresse, chiuse
mento sulla disponibilità delle donne.

N on si può legittimare tale disin-


accudimento dei soggetti bisognosi nella gabbia degli impegni, bloccate teresse con una vaga definizione che
siano svolte dalle donne, che “per sotto il peso dei pregiudizi. fa appello ad una presunta inclinazio-
natura” sono più inclini ad un atteg- Per quanto giuridicamente “ uguali” ne delle donne al sentimentalismo
giamento empatico nei confronti di agli uomini, le mura domestiche con- poco razionale e calcolatore. Per que-
tali individui. A questa concezione, tinuano a sottomettere le donne alle sto, come afferma la Nussbaum, è
ancora in voga, ha contribuito molto necessità degli uomini, che possono necessario superare la dicotomia, in-
probabilmente l’interpretazione della dedicarsi con tranquillità al proprio trodotta da alcune teoriche femmini-
psicologa nordamericana Carol Gilli- lavoro, inseguendo la propria carriera ste, tra etica dei diritti ed etica della
gan. Quest’ultima, nel libro “Con senza preoccupazioni di ogni sorta. cura. Questa distinzione, piuttosto
voce di donna”, opponeva ad una L’ambito della cura, non essendo che valorizzare le differenze specifi-
morale individualistica, basata sui incluso nel quadro dei diritti e della che di genere, non fa che giustificare
diritti e su norme universali, un’eticagiustizia, non mette in discussione la marginalità della cura nelle politi-
della cura, fondata sull’ affidamento tale eguaglianza nominale, facendo che nazionali e l’emarginazione so-
e sulla responsabilità. La cura, per larimanere tale oppressione una “cosa ciale delle donne che sono costrette a
Gilligan, è collegata ad attitudini af-privata”. Del resto, come ricorda praticarla. Nella cura è presente una
f ettive strettament e dipen dent i Ma rtha Nussbaum ne l libr o forte componente razionale e cogniti-
dall’esperienza della maternità. “ Giustizia sociale e dignità umana”, va che va tenuta in considerazione
La personalità femminile, per questo, l’approccio centrato sui diritti umani nel quadro di un processo educativo
si definisce in rapporto agli altri, alha ignorato i problemi di giustizia che valorizzi la nostra immaginazio-
contrario di quella maschile, più indi-presenti nella famiglia, come la di- ne morale.
vidualistica e razionale. Evidente-
mente, questa concezione moralistica
della cura ha favorito un pericoloso
stribuzione di risorse e di opportunità
fra i suoi membri e il riconoscimento
del lavoro familiare femminile come
U n approccio che includa la con-
siderazione delle capacità individuali
stereotipo della donna, che continua lavoro vero e proprio. La famiglia, nel riconoscimento dei diritti permet-
ad essere relegata, da sola, nella ma- quindi, continua ad essere vista come te a ciascuno di godere realmente, e
ternità e nella cura. L’etica dei diritti,
un nucleo omogeneo, e in questo mo- non solo formalmente, delle libertà
f o n da t a sulla r a z io n a lit à edo restano ignorate le disugua glianze individuali. La libertà, infatti, è un
sull’universalità, può in questo modo presenti all’interno di essa. Il senso concetto esigente: essa è vissuta solo
continuare ad escludere la cura da comune, che inscrive le caratteristi- se sono disposte le condizioni adatte
un’istituzionalizzazione necessaria, ch e delle donn e n e gli ar gin i alla sua possibilità di esistenza. Fin-
legittimando l’oppressione delle don- dell’empatia, del sentimentalismo, ché le donne saranno costrette a vive-
ne all’interno delle famiglie. del moralismo, condanna le manife- re nei margini dell’ esistenza altrui,

L stazioni irripetibili della personalità


a “ doppia giornata lavorativa” individuale ad arrestarsi per adeguar-
somma la fatica del lavoro esterno si al decoroso, al corretto, al
portando il peso della libertà degli
uomini, le loro capacità continueran-
no a perdersi negli scenari desolanti
alla completa responsabilità del lavo- “femminile”. della quotidianità, facendosi strumen-
ro domestico e della cura dei bambi-
ni. Così, i momenti ricreativi in cui S
offocate dai bisogni imposti dai
ti di un mondo estraneo, pesante, op-
pressivo.

20
Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa
Strasburgo, 18 gennaio 2006
Il Parlamento europeo,
A. considerando che l'omofobia può essere definita come una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay,
lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo,
B. considerando che l'omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla
discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di ugua-
glianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezio-
ne di coscienza,
C. considerando i recenti eventi preoccupanti verificatisi in vari Stati me mbri, ampiamente segnalati dalla stampa e dalle ONG, che vanno
dal divieto di tenere marce per l'orgoglio gay o per l'uguaglianza all'uso di un linguaggio incendiario, carico di odio o minaccioso da parte di
esponenti politici di primo piano e capi religiosi, la mancata protezione e, addirittura, la dispersione di dimostrazioni pacifiche da parte della
polizia, le manifestazioni violente di gruppi omofobi e l'introduzione di modifiche costituzionali espressamente mirate a impedire le unioni
tra persone dello stesso sesso,
D. considerando, nel contempo, che in taluni casi si sono registrate reazioni positive, democratiche e tolleranti da parte della popolazione,
della società civile e delle autorità locali e regionali che hanno manifestato contro l'omofobia, nonché da parte della magistratura che ha pre-
so provvedimenti contro le discriminazioni più sensazionali e illegali,
E. considerando che in alcuni Stati me mbri i partner dello stesso sesso non godono di tutti i diritti e le protezioni riservati ai partner sposati
di sesso opposto, subendo di conseguenza discriminazioni e svantaggi;
F. considerando, al tempo stesso, che in un numero crescente di paesi europei si stanno adottando iniziative intese a garantire pari opportu-
nità, integrazione e rispetto e ad offrire protezione contro la discriminazione basata sull'orientamento sessuale, l'espressione di genere e l'i-
dentità di genere, nonché ad assicurare il riconoscimento delle famiglie omosessuali,
G. considerando che la Commissione ha dichiarato il suo impegno ad assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali
nell'UE ed ha istituito un gruppo di Commissari responsabili in materia di diritti umani;
H. considerando che non tutti gli Stati membri hanno introdotto nei loro ordinamenti misure atte a tutelare le persone GLBT, come invece
richiesto dalle direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE, e che non tutti gli Stati membri stanno combattendo le discriminazioni basate sull'orienta-
mento sessuale e promuovendo l'uguaglianza,
I. considerando che occorrono ulteriori azioni a livello dell'UE e degli Stati membri per eradicare l'omofobia e promuovere una cultura della
libertà, della tolleranza e dell'uguaglianza tra i cittadini e negli ordinamenti giuridici,

1. condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale;


2. chiede agli Stati me mbri di assicurare che le persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi d'odio e da atti di violenza
omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società;
3. invita con insistenza gli Stati me mbri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni
all'odio e alla violenza e a garantire l'effettivo rispetto della libertà di manifestazione, garantita da tutte le convenzioni in materia di diritti
umani;
4. chiede alla Commissione di far sì che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale sia vietata in tutti i settori, completando il
pacchetto antidiscriminazione fondato sull'articolo 13 del trattato, mediante la proposta di nuove direttive o di un quadro generale che si e-
stendano a tutti i motivi di discriminazione e a tutti i settori;
5. sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante un'azione pedagogica, ad esempio
attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d'informazione, e anche per via amministrativa, giudizia-
ria e legislativa;
6. reitera la sua posizione relativa alla proposta di decisione che istituisce l'Anno europeo delle pari opportunità per tutti, secondo la quale la
Commissione deve garantire che tutte le forme di discriminazione di cui all'articolo 13 del trattato e all'articolo 2 della proposta siano consi-
derate e trattate in maniera equilibrata, come indicato nella posizione del P arlamento del 13 dicembre 2005 sulla proposta(4) , e ricorda alla
Commissione la sua promessa di seguire da vicino questa materia e di riferire in merito al P arlamento;
7. esorta vivamente la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri abbiano recepito e stiano correttamente applicando la direttiva
2000/78/CE e ad avviare procedimenti d'infrazione contro gli Stati membri inadempienti; chiede inoltre alla Commissione di assicurare che
la relazione annuale sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE comprenda informazioni complete ed esaustive sull'incidenza di atti crimino-
si e violenze a carattere omofobico negli Stati membri;
8. insiste affinché la Commissione presenti una proposta di direttiva riguardante la protezione contro tutte le discriminazioni per i motivi
menzionati nell'articolo 13 del trattato, con lo tesso campo di applicazione della direttiva 2000/43/CE;
9. esorta la Commissione a prendere in considerazione il ricorso alle sanzioni penali per i casi di violazione delle direttive basate sull'artico-
lo 13 del trattato;
10. chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all'omofobia e alla discriminazione basata
sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici;
11. sollecita gli Stati me mbri ad adottare disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso
in materia di successione, proprietà, locazione, pensioni, fiscalità, sicurezza sociale ecc.;
12. plaude alle iniziative recentemente intraprese in numerosi Stati membri volte a migliorare la posizione delle persone GLBT e decide di
organizzare il 17 maggio 2006 (Giornata internazionale contro l'omofobia) un seminario finalizzato allo scambio delle buone pratiche;
13. reitera la sua richiesta avanzata alla Commissione di presentare proposte che garantiscano la libertà di circolazione dei cittadini dell'U-
nione e dei loro familiari nonché del partner registrato di qualunque sesso, come indicato nella raccomandazione del P arlamento del 14 otto-
bre 2004 sul futuro dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia(5) ;
14. chiede agli Stati membri interessati di riconoscere finalmente che gli omosessuali sono stati tra i bersagli e le vittime del regime nazista;
15. incarica il suo P residente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e ai governi degli Stati membri e dei paesi in via di
adesione e candidati.

21
I generi sessuali e le loro
rappresentazioni nell'arte di Stefani a Lucia Zammataro

L a figura umana è stata la protago-


nista indiscussa delle manifestazioni
Padov a, mostra i corpi dei dannati
drammaticamente nudi, senza possibi-
lità di salvezza, relegati al rango di be-
componente maschile traeva origine dal sole,
quella femminile dalla terra, e quella che
partecipava di entrambi i generi, dalla lu-
artistiche in tutte le epoche storiche. Il stie. “La nascita di Venere” di Botticelli,
Botticelli na, dal momento che la luna partecipa del
corpo è stato oggetto di attenzione da rimanda all’ideale di bellezza greca, sole e della terra.
parte degli artisti, ma raramente come simbolo di perfezione dell’essere divi- Freud,
Freud in Significato opposto delle parole
esaltazione della bellezza fine a se stes- no, sempre bello, giovane e forte. Bot- primordiali, del 1909, sottolinea la ten-
sa, come invece accade oggi, utilizzata ticelli è però un uomo del Rinascimen- denza all'unione degli opposti anche
dai mass media, morbosamente, per to: la ragione domina il corpo e quindi nella lingua. Nelle lingue antiche, so-
attirare le masse. Nelle opere d’arte il la bellezza della Venere è quella dell’ stiene, il rapporto tra i due significati
corpo umano ha quasi sempre avuto un anima: la bellezza esteriore è il riflesso opposti veniva espresso con un'unica
significato simbolico profondo, spesso della bellezza interiore. parola.

N
circondato da animali e piante, cariche E’ la visione della bellezza ideale teo-
anch’esse di significato. Pensiamo alle rizzata da Plat one . ella mitologia greca, l’essere an-
figure di Adamo ed Eva, rappresentate
nella loro nudità anche nell’epoca me- Q uesto filosofo aveva anche soste- drogino s’incarna nelle sembianze di
Ermafrodito,
Ermafrodito mitico figlio di Marte e di
dievale. La nudità dei nostri progenito- nuto l'origine androgina dell'uo- Venere. La sua bisessualità derivava dal-
ri, nell'Eden, è il simbolo della bellezza mo. Nei Dialoghi si legge: In principio la sua congiunzione con la ninfa Salma-
spirituale e dell’armonia del creato. tre erano i sessi del genere umano, e non due cide che, innamorata di lui, aveva otte-
Dopo l’atto del peccato, Adamo ed come ora, maschile e femminile, ma ve ne nuto dagli dei di essergli unita in un
Eva provano vergogna davanti a Dio, la era anche un terzo comune ad entrambi, di solo corpo. Il nudo maschile nell’arte
loro nudità diviene sporca, volgare, da cui è rimasto il nome, mentre esso è scompar- conosce un periodo d’oro presso la
nascondere anche ai propri occhi. so; questo era allora il genere androgino,
androgino e il cultura greca, quando le divinità ma-
Giotto,
Giotto in quel suo “Giudizio universa- suo aspetto e il suo nome partecipavano di schili domineranno all’interno del
le” che è la Cappella degli Scrovegni di entrambi, del maschile e del femminile. La Pantheon, soppiantando le divinità

Giotto, Giudizio Universale, particolare, Padova, Cappella degli Scrovegni, 1306

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femminili delle civiltà più antiche, dai
grandi seni e dai glutei poderosi, sim-
bolo di fecondità. Nell’Olimpo gli dei
sono rappresentati quasi sempre nudi,
mentre le dee sono rigorosamente ve-
stite. Questa ossessiva adorazione del
corpo maschile, presso i greci, è testi-
moniat a da curiose realizzazioni artisti-
che di artisti ignoti, come alcune figure
virili con attributi sessuali ipertrofici,
precursori del dio Priapo dal membro
smisurato.
Quando, nel Rinascimento, lo sguardo
si volgerà verso l’arte classica greca,
Michelangelo renderà immortali le
forme maschili in fantastici archetipi
della bellezza e della perfezione. Come
per Botticelli,
Botticelli il nudo si carica di sim-
bologia spirituale. Le perfette propor-
zioni del David incarnano la perfezione
morale di chi sa di agire per il bene,
mentre le sensuali e virili contorsioni
dei Prigioni, che rimandano alle sensua-
li contorsioni del Laoconte ellenistico,
simboleggiano l’anima che tenta di
liberarsi dalla prigione del corpo, quin-
di, dal peccato.
Sul clamoroso Giudizio Universale, do-
minato dalla figura di un Cristo vigoro-
so e muscoloso, al centro di un viluppo
concentrico di corpi nudi e palestrati, lo
scandalo e la censura operarono un
lavoro di imbrachettamento, che non
riuscì, però, a soffocare la palpitante
energia erotica dell’opera.

Mattia Preti, San Sebastiano, c. 1660 - olio su tela,


Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

t r afi t t o dal l e fr e cc e r i manda alizzazione delle forme umane, ritrarrà


all’esaltazione classica del corpo. Dal con crudo realismo modelli presi dalla
Quattrocento in poi, il santo diviene strada. Contro l’immoralità imperante
l’equivalente degli dei e degli eroi greci della chiesa del seicento, Caravaggio,
celebrati per la loro bellezza, come con atto provocatorio, farà scendere la
Apollo e Adone; lo splendore della Madonna e il Cristo sulla terra, ridan-
possanza fisica del santo si carica do loro un corpo terreno e riportandoli
dell’ideale platonico della bellezza fisi- nel luogo in cui sono vissuti durante la
ca come manifestazione esteriore della loro vita carnale, tra la gente comune e
spiritualità. Bellezza spirituale o meno, peccatrice. La sua è un’arte pervasa da
resta il fatto che di fronte a tali opere autentica fede religiosa, non si raggiun-
non si può fare a meno di rimanere ge il cielo senza sguazzare prima nel
turbati, come accadde ad alcune mona- peccato. “Dai diamanti non nasce niente,
che di Napoli, che preferirono rifiutare dal letame nascono i fiori”, cantava De
un San Sebastiano dipinto da Mattia Andrè in “Via del campo”. Libero da
Statua di Ermafrodito, sec. III a.C.,
da Pergamo, Istanbul-Museo archeologico. Preti , piuttosto che reprimere conti- ogni preconcetto borghese, Caravaggio
Foto G. Dall'Orto nuame nte i pensieri sensuali suscitati, indaga la natura umana nella sua essen-
durante la preghiera, dalla vista di un za, per trovare la scintilla divina che

A così splendido corpo.


nche il tema del San Sebastiano Caravaggio,
Caravaggio contro l’ipocrisia dell’ ide-
alberga in ogni essere. Dato che la scin-
tilla divina risiede nell’anima, sede del-

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le emozioni e del sentire, Caravaggio una profonda pratica ascetica, fu rag- ogni aspetto femminile del divino; Ka-
indaga anche sulla natura maschile e giunto dalla freccia della passione di li, la forza disgregatrice e trasformatri-
femminile. Kama e s’innamorò di Parvati, la figlia ce. Come Annapurna, la sostentatrice, è
Nell’opera “Il fanciullo con canestro di della montagna di Himavat, che diven- “colei che è ricca di cibo”. Santoshi, è
frutta”, il fanciullo è emblema dell’ i- ne sua sposa. L’energia femminile di l’aspetto della Madre prodiga di doni
dentità maschile, ma è nel contempo Shiva espressa nella coppia Shiva- della terra. Sri Kamaksi, è l’aspetto di
femminile quando esibisce le sue sensa- Parvati è posta in evidenza a sostegno colei che tiene la mente e i sensi sotto
zioni e le sue emozioni, rese visibili dai del principio dell’unità dei sessi, ove controllo, purificatrice del cuore. Ed è
simbolici frutti, le foglie e l’uva. Il fan- per tale principio si intende l’ integra- Sri Minaksi dagli occhi di pesce, cioè
ciullo rappresenta l’integrazione tra le zione di ogni aspetto duale del pensie- amorevoli, come emblema del princi-
abilità percettive femminili e cognitive ro umano, quale uomo-donna, nascita- pio dell’Amore.
maschili, perfettamente integrate nella
figura dell’ermafrodito, emblema spiri-
morte, inzio-fine, bene-male, schiavitù-
liberazione e così via. A nche Hapi, dio del Nilo, personi-
tuale di chi è in grado di fondere le
qualità di entrambi i sessi. L'Ermafr o-
dito individua uno stadio superiore di
L a dea rappresenta la sposa cui Shi-
va è sottoposto e senza la quale sareb-
ficazione della fertilità dell'Egitto, è
iconograficamente ermafrodita, uomo
coi seni penduli. Infine, si ricordi che
consapevolezza in cui si fondono la be un corpo inerte; di conseguenza si anche la tradizione giudaica e cristiana
Realtà visibile ( i fatti) e invisibile (i sen- incarna in tutti gli aspetti possibili ha riservato un posto d’onore al mito
timenti umani): per tutti gli esseri che dell’esistenza e ha molti nomi. Nei suoi dell’ermafrodito, incarnata nella figura
si identificano nel proprio sesso, la aspetti terrifici è Durga, l’invincibile dell’angelo, pervenuta dalla tradizione
strada è preclusa. Ermafrodito non è nemica dei demoni; Devi, sintesi di popolare, senza sesso determinato.
l'unica divinità ibrida uomo-donna di
ogni tempo e del mondo.

P resso la religione induista, la Tri-


murti (dal sanscrito, avente tre for-
me), indica i tre principali aspetti divi-
ni, manifestati nelle forme di tre im-
portanti archetipi: Brahma, il Principio
di creazione, Vishnu, il Principio di
preservazione, Shiva, il Principio di
distruzione e trasformazione.
Lo schema della triade rappresenta un
archetipo connaturato all’essere, così
come nella religione cristiana o in mol-
te divinità indoeuropee, la tripartizio-
ne del simbolo numerico del Tre, è la
radice dell’Uno, che si manifesta nel
molteplice. Nell’iconografia classica
induista, la Trimurti è rappresentata
con tre teste in un solo corpo o con
una testa dai tre volti. I tre guna costi-
tuiscono secondo i Veda (testo sacro
induista) la materia primordiale, dal cui
rimestamento scaturisce l’ordine co-
smico. Questa energia primordiale in
azione è identificata come la Madre
divina, la natura femminile dell’Uno.
L’aspetto femminile di Brahma è la sua
sposa Sarasvati dea della conoscenza, la
Madre dei Veda, Signora della scienza
e dell’arte, dea del linguaggio. Nei testi
sacri si narra delle origini del mondo
sorto dal vortice del mare di latte. Una
goccia del mare di latte cadde sul petto
di Vishnu e assunse la forma della dea
Sri, sua spos a e controparte femminile,
dea della prosperità, della buona sorte,
della bellezza, della fertilità. La Trimurti: Brahma (a sinistra) il Creatore, Vishnu (al centro) il Sostegno
La storia narra che Shiva, immerso in del mondo, Shiva (a destra) il Distruttore

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La solidarietà tra diversi.
L’ebreo e l’omosessuale durante il fascismo.
di Lorenzo Cat ania

liers dapprima evita Fadigati e poi sulla sua pelle l’intolleranza antisemita
corrisponde alle sue avances, senza della città di Ferrara.
per questo rinunciare a scatti d’ira,
aggressioni, provocazioni e insulti ai
danni del dottore, dietro i quali uno
L a condizione di escluso
all’interno della città un tempo amata
studioso ha intravisto “ le forme di un e ora ostile avvicina lo studente ebreo
paradossale corteggiamento”, una o- alla persona del dottore e fa scattare
mosessualità repressa. La via crucis di nel più giovane la simpatia umana, la
Fadigati inizia quando questi non rie- solidarietà della vittima del pregiudi-
sce a tenere nascosta la sua omosessu- zio antiebraico per Fadigati, discrimi-
alità che da discreta diventa visibile, nato per la sua diversità sessuale. Il
esponendolo alle discriminazioni. finale sconsolato del romanzo, con il

E così, quando il dottore preso


completamente dall’amore per il suo
giovane che non si riconosce nella
logica del padre e dei suoi correligio-
nari, fiduciosi che il fascismo non li
giovane compagno dà pubblico scan- avrebbe mai perseguitati davvero, e in
dalo, comparendo nell’estate del 1937 cuor suo desideroso (come fanno pre-
insieme al bellissimo Deliliers sulla sagire i suoi viaggi in treno verso Bo-
spiaggia di Riccione, affollata di ferra- logna alla ricerca di nuove amicizie ed
resi, la falsa tolleranza dei suoi concit- esperienze) di allontanarsi fisicamente

N el febbraio del 1958 Giorgio


Bassani pubblica sulla rivista
tadini per la sua diversità, prima dissi-
mulata, viene meno. La buona borghe-
sia, che in precedenza, per calcolo
e culturalmente da un luogo chiuso e
meschino, rimanda alla biografia esi-
stenziale e politica di Bassani.
“Paragone-Letteratura” il romanzo
breve “ Gli occhiali d’oro”, edito poi in
volume presso la casa editrice di Giu-
moralistico e politico, si era mostrata
comprensiva nei riguardi del dottore,
permettendogli di raggiungere la “ più
M aturato (traumatizzato) dalla
vicenda legata alle persecuzioni raz-
lio Einaudi nello stesso anno. Succes- invidiabile delle carriere”, a poco a ziali, il Ferrarese, a differenza del dot-
sivamente stampato con varianti, “ Gli poco gli fa perdere il rispetto e la tor Fadigati, saprà vincere la dispera-
occhiali d’oro” compare in versione clientela, condannandolo a una solitu- zione e riscattarsi dalla sua condizione
definitiva nel “ Romanzo di Ferra- dine senza scampo. Assalito dai sensi di inerzia per rinnovare la vita e poi
ra”(1980). Ne “ Gli occhiali d’oro” un di colpa, incapace di affrontare il di- dare materia autentica e significato
giovane ebreo studente di lettere, nel sprezzo e l’ostracismo della società alla sua opera di scrittore: “ …gli anni
quale è raffigurato lo scrittore stesso, omofoba, Fadigati, dopo il vano tenta- dal ’37 al ’43, che dedicai quasi del
racconta a posteriori la storia tragica tivo di accettare la dignità della pro- tutto all’attività antifascista clandesti-
del dottor Athos Fadigati, ambientata pria natura, si uccide gettandosi nelle na […] furono tra i più belli e i più
nella Ferrara del 1937, che registra i acque del Po: “Tornai a chinare il viso intensi dell’intera mia esistenza. Mi
primi annunci delle leggi razziali. Oto- sul giornale. Ed ecco, in fondo alla salvarono dalla disperazione a cui an-
rinolaringoiatra di mezza età, Fadigati, pagina di sinistra, di riscontro a quella darono incontro tanti ebrei italiani,
approdato a Ferrara dalla nativa Vene- sportiva, gli occhi mi caddero su un mio padre compreso, col conforto che
zia dopo la grande guerra, è il titolare titolo di media grandezza. Diceva: mi dettero di essere totalmente dalla
di uno studio ben avviato, frequentato NO TO PRO FESSIONISTA FER- parte della giustizia e della verità […]
dalla buona società del tempo. RARESE ANNEGATO NELLE Senza quegli anni per me fondamenta-

D istinto, affabile, colto e raffinato,


Fadigati, incline a frequentazioni omo-
ACQUE DEL PO PRESSO PON-
TELAGOSCURO
li, credo che non sarei mai diventato
uno scrittore”.

sessuali, finisce per fare amicizia con […] Respirai profondamente. E adesso
un gruppo di giovani universitari (la capivo, sì, già prima che cominciassi a
maggior parte ex pazienti del suo am- leggere il mezzo colonnino sotto il
bulatorio privato), che la mattina in titolo, il quale non parlava affatto di
treno lasciano Ferrara per raggiungere suicidio, s’intende, ma, secondo lo
Bologna. Durante i viaggi bisettimana- stile dei tempi, soltanto di disgrazia”.
li tra Ferrara e il capoluogo emiliano, Parallela alla storia di Fadigati, si svol-
Fadigati si invaghisce del giovane E- ge la vicenda dell’io narrante ebreo,
raldo Deliliers, cinico e sfrontato com- che, quando si avvertono le prime av-
pagno di studi dell’io narrante. Deli- visaglie delle leggi razziali, sperimenta
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Le primule vanno
pazze per il Glam
Rock di Aldo Migliorisi
(www.http://aldomigliorisi.blogspot.com)

L 'altro giorno avevo messo a scongelare una bella orata e, dopo aver risolto così il dilemma tra carne e pesce che la
cena conteneva in sé, stavo facendo una passeggiata quando dal fioraio vedo una primula molto carina, con fiori di un
bel rosa molto sexy. “ Ciao, bello” mi fa strizzando l'occhio. Mi sono guardato in giro, e sì: ce l'aveva proprio con me.
Non ci ho pensato due volte: ho tirato fuori il portafoglio, pagato il riscatto al fioraio e, tra le tante, l'ho scelta. Sapete
come vanno queste cose: molto spesso ci crediamo cacciatori e invece siamo solo prede. La famosa guerra tra i sessi, per
dirla alla Maria De Filippi.
Appena arrivato a casa, nella cassetta delle lettere trovo un cd con su scritto “ascuta”. Che, detto così, potrebbe sembrare,
ed è, il nome di un terribile ragno australiano. Solo che siccome il cd l'avevano spedito quelli dell'Arcobaleno e, conside-
rato che da quelle parti – come purtroppo sanno sulla loro pelle gli sfortunati lettori di questo giornale - l'italiano, al pari
del mistero delle piramidi, è ancora enigma da svelare, “ascuta” significa “ascolta”. In catanese, fra l'altro, il che è tutto
dire.
Appena messo il disco sul lettore è partita una voce molto sensuale, che non si capiva se fosse di uomo o donna, ma
dall'inconfondibile accento pugliese: “ Ciao, sono io. Il prossimo numero sarà sui generi sessuali. Non farmi aspettare
troppo, tesoro: tira fuori il tuo articolo, non vedo l'o ra di averlo tra le mani. Avviso per gli ascoltatori: tra trenta secondi
questo cd si autodistruggerà”.
• Ma per favore, sembra l'inizio di Missione Impossibile! - ha sbuffato la micia.
• Era un modo come un altro per iniziare. Scrittura creativa, ti dice qualcosa? Comunque, quelli dell'Arcobaleno
ancora non hanno capito che io sono uno scrittore di un certo livello e non posso perdere tempo con le loro stupidate
– ho risposto cercando di darmi un tono.
• Mi sa che quegli squinternati dei tuoi amici si sono messi in testa di fare un numero a luci rosse. Come se non
bastassero le cronache politiche e di costume di questi ultimi mesi.
• Comunque, secondo me, considerato gli scarsi riferimenti culturali che animano buona parte della redazione,
questa scelta editoriale potrebbe invece avere a che fare con la recente dichiarazione di Lady Gaga: “Sono bisessua-
le”. L'opinione pubblica mondiale ne è rimasta sinceramente sconvolta – ho concluso con voce di circostanza.
• A me, invece, non ha fatto ne' caldo ne' freddo – si è intromessa la primula.

N on bastava la gatta con i suoi sproloqui, adesso ci mancava solo la piantina parlante.
• Ora basta! Questa casa sembra un talk show! Tutti che parlano! Bestie, vegetali, sedie vuote! Neanche da Bruno
Vespa! Un po' di silenzio, per favore: debbo scrivere un saggio sull'uso della punteggiatura nel Settecento inglese.
• Le tue sono solo esclamazioni speciste, bello - ha ribattuto la pianta.
• Speci-che? - Ho fatto io sempre più alterato.
• Lascia perdere, che poi ti viene il mal di testa. – ha detto la micia - Piuttosto tira fuori, ehm, l'articolo che se no
quelli là iniziano con le telefonate mute alle tre di notte .
Vero. Bisognava sbrigarsi, se si voleva stare tranquilli: quelli dell'Arcobaleno non mollano tanto facilmente. Così mi
sono diretto al reparto dischi, pronto per la Missione Impossibile di questo mese. I dischi di glam erano lì in fila che an-
cheggiavano sui loro tacchi alti, il fard sulle guance, gli occhi pieni di rimmel. Sotto, suoni potenti e maschie chitarre
hard rock.
• Si, va be', se per un articolo sui generi sessuali tiri subito fuori il glam rock, partiamo bene – ha storto il muso la
micia. - Arrivati a questo punto ti manca solo che citi Ziggy Stardust, i Ragni di Marte, le New York Dolls e le So-
relle Bandiera.
Giusto: da Esquerita a Little Richard, dal rimmel di Bobby Solo al vocione di Amanda Lear, dalle zeppe degli Sweet alle
tutine dei Cugini di Campagna, nel rock c'era una sfilza di nomi che bastavano a riempire un girone dell'inferno, un cam-
po di concentramento o un ospedale psichiatrico. Dipende da chi comanda, chiaro. Solo che certe rockstar con l'ambigui-
tà ci marciavano. Anzi: ci mangiavano.
• Bravo – ha fatto la primula – Hai proprio ragione, bello.
• Grazie, – ho risposto arrossendo un po' - i giochi di parole scemi mi vengono sempre bene. Ma com'è che una

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pianta carina come te s' interessa di glam?
• Che c'è di strano? – si è intromessa la micia lasciando perdere per un po' l'involucro con il quale armeggiava e
che, a dire la verità, sembrava che puzzasse di pesce – Non lo sai come funzionano le cose con le primule?
• Scusa, che c'entrano le piantine con Ziggy Stardust?
• Ti sei mai chiesto perché a loro piace un sacco il glam?
Ora, arrivati a questo punto, io potevo tirare in ballo la tradizionale, strabollita tiritera su, a scelta: 1.l'identità sessuale dei
giovani alla fine del secondo millennio; 2. la teoria dei generi; 3. l'ermafroditismo dal mito greco alla psicologia analitica
junghiana; 4. la scuola fenomenologica tedesca: Husserl e la sua nozione di “ epochè”. Ero disposto a tutto, pur di farla
finita con quest'articolo. Invece me ne sono uscito con i soliti luoghi comuni che infestano la cosiddetta stampa specializ-
zata:
• Lustrini, scarpe sgargianti, eye-liner e cappotti di pelliccia? L’immagine carismatica che sovrasta il genere musi-
cale e si guarda allo specchio per controllare se ogni capello è al suo posto? La lezione del passato che rivive attra-
verso la trasgressione patinata?
A salvarmi in calcio d'angolo è arrivata la primula.
• A me veramente piacciono i Tokio Hotel – hanno detto i pistilli della pianta, mentre si sistemavano il rossetto.
• Chi, quelli che hanno il cantante che sembra un manga? - ho subito preso la palla al balzo, cercando di sviare la
conversazione.
• Bello, guarda che i Tokio fanno musica tosta e Bill, il cantante, scrive testi che parlano della sua infanzia infeli-
ce. Come questo: “Molti vedono quello che che sembri, pochi capiscono ciò che sei” - hanno concluso i pistilli con
tono appassionato.
• Veramente questa è una frase di Machiavelli – è intervenuta la micia, pulendosi i baffi.
• Machiavelli chi, quello che scriveva i testi per Prince? - ho fatto io. Nella stanza è sceso un silenzio gelido: era
chiaro che ne avevo sparato un'altra delle mie. Colpa sicuramente del penoso stato in cui versa la pubblica istruzio-
ne, ho pensato per rincuorarmi.
• Io, invece, preferisco Shakira e le sue gambe – sono intervenuti gli stami con una voce profonda, accarezzandosi
la barba di due giorni.
• Aspetta, cos'è questa storia della doppia voce? Non ne bastava già una? - ho detto alla primula – Non è che per
caso sei posseduta da qualche anticrittogamico di seconda generazione?
• No, bello: io ho due sessi. Sono maschio e femmina contemporaneamente – ha risposto la piantina ammiccando
– Stami e pistilli, pisellino e fiorellino...ti ricordano qualcosa?
• Un disturbo di genere? Conosco un esorcista molto bravo, ti posso dare il suo numero di telefono. - Quando le

tavola di
Guglielmo
Manenti

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• – Stami e pistilli, pisellino e fiorellino...ti ricordano qualcosa?
• Un disturbo di genere? Conosco un esorcista molto bravo, ti posso dare il suo numero di telefono. - Quando le
situazioni si complicano, di solito faccio il possibile per complicarle ancora di più.
• Niente di tutto questo– mi ha interrotto la gatta. - Nelle piante a volte i generi si confondono, si sovrappongono,
si mischiano, convivono. Come nel rock, o in altre forme d'arte .
• Vuoi dire che il jazz rock è una musica da ermafroditi?
• Da sfigati, più che altro – ha risposto lei, con il tono di chi odia il Miles Davis degli anni ottanta. – Troppo rock
per essere jazz e troppo jazz per essere rock. Né carne né pesce.
• Questione di gusti – ho tagliato corto, volendo evitare l'ennesima noiosa discussione sul transex jazz. - A propo-
sito, perché non ci mangiamo l'orata che a forza di parlare di disturbi di genere mi è venuta fame?
• Mi sa che te la puoi scordare, bello. La tua gatta, quella che “o jazz o rock, o carne o pesce”, se l'è pappata tutta,
mentre noi parlavamo.
• E' vero? -ho chiesto arrabbiato.
• Volevo solo accertarmi se fosse vero che anche le orate passano dal sesso maschile a quello femminile e nono-
stante tutto rimangono sempre buone. Non c'è bisogno che alzi la voce – ha risposto offesa la gatta – Se proprio hai
fame ti puoi sempre fare un piatto di spaghetti con le telline.
• Guarda che anche loro sono bisessuali, bella - l'h a interrotta la primula. – Quasi come il tuo jazz rock.
• Vuoi dire che se mi mangio un piatto di tagliolini ai frutti di mare posso diventare come Bill dei Tokio Hotel? -
ho chiesto allarmato.
• Sempre meglio di Platinette – hanno replicato acidi i pistilli, guardandomi storto.
• Sarà, ma io continuo a preferire Shakira – hanno tagliato corto gli stami, dandosi una robusta grattata alle parti
basse.

QUANDO NELL'ORLANDO FURIOSO


LO FACEVANO “STRANO”
di Antonio Squeo

S iamo nel canto 25°, uno dei meno “ scolastici” del ca-
polavoro dell'Ariosto. Giocato tra ambienti naturali e do-
mestici, con un intreccio intrigante, il canto comprende
diversi spunti che si riferiscono esplicitamente a forme par-
ticolari di sessualità.
Bradamante e Ricciardetto sono sorella e fratello, gemelli,
distinti solo per il nome, il sesso e la lunghezza dei capelli.
Un giorno Bradamante, nonostante sia protetta da un'arma-
tura, viene ferita dai Saraceni. E' costretta quindi a tagliarsi
i capelli a mezza orecchia, per sanare d'una piaga ria ch'a -
vea con gran periglio ne la testa. Intanto vaga per la foresta
e, giunta ad una fonte, vi si addormenta. Sopraggiunge
Fiordispina, la figlia del re Marsilio, che si trova nel bosco
per una battuta di caccia. La principessa viene attirata dalle
sembianze del cavaliere, che è tutto coperto dall'armatura,
eccetto che nel viso. Immediatamente se ne innamora, lo
invita a caccia, e cerca di trovare con lui un momento di
intimità. Non appena le è possibile,
Con gli occhi ardenti e coi sospir di fuoco
(la cifra tra
le mostra l'a lma di disio consunta. parentesi si
Or si scolora in viso, or si raccende; riferisce al nume- Tiziano Vecellio (1490-1576), Uomo con manicotto blu, già
tanto s'arrischia, ch'un bacio ne prende. (29) ro dell' ottava). ritratto di Ludovico Ariosto, c. 1510, olio su tela,
National Gallery, Londra
Bradamante si accorge che Fiordispina è stata ingannata
dalle apparenze; decide quindi di rivelare subito di esser Fiordispina si dispera e impreca contro Amore che l'h a con-
donna. Ma ormai è troppo tardi: dotta in quella condizione, appellandosi al principio gene-
Per questo non si smorza una scintilla rale della eterosessualità che governa i comportamenti tanto
del fuoco de la donna inamorata. degli esseri umani che degli animali:
Questo rimedio all'a lta piaga è tardo: Né tra gli uomini mai né tra l'armento,
tant'avea Amor cacciato inanzi il dardo. (32) che femina ami femina ho trovato:

28
non par la donna all'altre donne bella, spacciandosi per sua sorella. Ipocritamente finge di farsene
né a cervie cervia, né all'a gnelle agnella. (35) qualche scrupolo:
Faccio o nol faccio? Al fin mi par che buono
Questo amore irrefrenabile che sente per un'altra donna lo sempre cercar quel che diletti sia. (51)
vive con un tale senso di colpa che, al confronto, le sembra-
no più accettabili i rapporti incestuosi che Semiramide ebbe Naturalmente l'accoglienza va al di là di ogni previsione:
con il figlio, o Mirra con il padre, o addirittura l'unione be- Le belle braccia al collo indi mi getta,
stiale tra Pasifae, moglie di Minosse, ed il toro, da cui sa- e dolcemente stringe, e bacia in bocca.
rebbe nato il Minotauro. In questi casi, infatti, rimugina Tu puoi pensar s'allora la saetta
Fiordispina, si tratta pur sempre di rapporti tra maschi e dirizzi Amor, s'in mezzo il cor mi tocca.
femmine. Mentre si consuma d'amore, sopraggiunge la not- Per man mi piglia, e in camera con fretta
te. Fiordispina invita Bradamante a passare la notte a casa mi mena; e non ad altri, ch'a lei, tocca
sua. La riveste di feminil gonna lasciando che tutti la rico- che da l'elmo allo spron l'a rme mi slacci
noscano per donna. Spera in questo modo, in cuor suo, di e nessun altro vuol che se n'impacci. (54)
riuscire a ricacciare indietro quell'amore che è nato veden-
dola in abiti maschili. Ma è tutto inutile: Fiordispina è, indiscutibilmente, innamorata di una donna.
Commune il letto ebbon la notte insieme, Adesso non c'è più l'equivoco del travestimento. In questo
ma molto differente ebbon riposo; momento è felice che il suo amore sia stato ricambiato e
che l'una dorme, e l'altra piange e geme accetta senza nessuna remora la sua condizione affettiva …
che sempre il suo desir sia più focoso. e sessuale. I riferimenti alla camera ed ai lacci che cadono
E se 'l sonno talor gli occhi le preme, via, dall'elmo, fin giù, allo sperone, non lasciano infatti
quel breve sonno è tutto imaginoso: molto spazio ad altre interpretazioni. Per non parlare di
le par veder che 'l ciel l'abbia concesso questi altri due versi:
Bradamante cangiata in miglior sesso. (42) ella m'invita per sua cortesia,
che quella notte a giacer seco io stia. (57)
Il sogno che Bradamante sia stata cangiata si infrange al
risveglio, quando Per Ricciardetto c'è da spiegare, adesso, la differenza, di
Si desta; e nel destar mette la mano, non poco conto, che lo distingue dalla sorella. E allora si
e ritrova pur sempre il sogno vano. (43) inventa la storia di una ninfa, da lui salvata dalle grinfie di
un fauno crudele, che per ricompensarlo, gli offre di esau-
Fiordispina ha passato la notte pregando e facendo voti dire un suo desiderio. Naturalmente, la finta Bradamante
perché gli dei mutassero in maschile il sesso di Bradaman- racconta a Fiordispina che, per amor suo, ha chiesto di
te, ma non ha ottenuto niente, anzi forse ancora il ciel ridea cambiare sesso. Sarebbe roba da non credere, se non fosse
di lei. Adesso si fa giorno, per Fiordispina il dolore aumen- così semplice verificare, dice Ricciardetto, e così fa in mo-
ta, sapendo che l'amata Bradamante deve partire. Ma non do ch'ella istessa trovi con man la veritade espressa. Fatta
può trattenerla: le regala un veloce cavallo ed una soprave- la verifica, Fiordispina non riesce tuttavia ancora a capa-
sta che riccamente ha di sua man contesta. Grazie al veloce citarsi, temendo di sognare; ma il sogno è così dolce che:
cavallo, Bradamante riesce a ritornare a casa il giorno stes- - Fa, Dio (disse ella), se son sogni questi,
so, accolta festosamente dalla madre e dai fratelli. Vedendo ch'io dorma sempre, e mai più non mi desti. - (67)
i capelli tagliati in modo mascolino ed i vestiti di stile di-
verso dal consueto, i parenti le chiedono cosa le fosse acca- Come in un film campione di incassi al botteghino, il lieto
duto. E Bradamante racconta della battaglia, del ferimento, fine è assicurato. La morale, un poco maltrattata da un pas-
dei capelli tagliati, di Fiordispina che l'aveva soccorsa e del sato mitologico di incesti e di amori zoofili, viene messa
sentimento che la salvatrice aveva manifestato per lei. Nel ancora in pericolo dalle apparenze, che a volte falsificano
sentire il nome di Fiordispina, Ricciardetto, il fratello ge- la realtà. Con quale nome contemporaneo, se non travestiti,
mello, si ricorda di averla già vista: potremmo chiamare Bradamante che indossa la virile arma-
Di Fiordispina gran notizia ebb'io, tura da guerriero, o Ricciardetto che ride di quelli che non
ch'in Siragozza e già la vidi in Francia, sappiendo ciò che sotto gonne si nascondesse valido e ga-
e piacquer molto all'a ppetito mio gliardo, mi vagheggiavan con lascivo sguardo? Oppure la
i suoi begli occhi e la polita guancia: morale viene insidiata dalle occasioni, che permettono all'i-
ma non lasciai fermarvisi il disio, stinto ciò che, invece, la norma deve assolutamente contra-
che l'amar senza speme è sogno e ciancia. stare. Come definire, se non lesbico, il rapporto tra Fiordi-
Or, quando in tal ampiezza mi si porge, spina e Bradamante? Ma questi attacchi alla morale forse
l'antiqua fiamma subito risorge. (49) altro non sono, per Ariosto, che piccoli sassi che rendono
torbide per un attimo le acque di un grande lago. Un lago
Con una solenne faccia tosta, Ricciardetto dice che, fino a quieto, capace di tenere sempre in equilibrio le acque che
quando le speranze di essere riamato erano scarse, non ave- scendono dalla montagna con quelle che vanno al mare.
va avuto grande interesse per i begli occhi di Fiordispina. Fiordispina non è mai stata innamorata di Ricciardetto, sap-
Adesso, invece, sa che le sue possibilità sono enormi, dal piamo addirittura che è stata da lui ingannata, ma adesso sta
momento che Fiordispina è innamorata di Bradamante, con lui, solo perché Dio maschio e femmina li creò
identica quasi in tutto a lui. E ci fa un pensierino. Pensa (Genesi, 1, 28).
allora di andare da Fiordispina e di cacciarsi nel suo letto L'ordine morale è ristabilito. I “ buoni” hanno vinto ancora.
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Maschile e femminile, foto di Antonio Squeo
Da uomo a uomo da Maschile Plurale:
http://www.maschileplurale.it/
in occasione del 25 novembre - Giornata internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne

S diffusa richiesta di ordine e sicurezza,


ono un uomo e vedo la violenza la crescente ondata di disumanizzazio-
del corpo delle donne e l'autocontrollo
perbenista.
maschile intorno a me. Vedo anche, ne dei migranti, il razzismo, l'egoismo
però, il desiderio di cambiamento di dilagante, abbiano a che fare con le
molti uomini. Scelgo di guardare in relazioni tra i sessi: la paura e il di-
A l potere preferiamo la libertà, la
libertà di incontrare il desiderio libero
faccia quella violenza e di ascoltare sprezzo verso le differenze sono una delle donne, compreso, eventualmente,
quel desiderio di cambiamento. So che tossina che avvelena la nostra società. il loro rifiuto. Quando il disprezzo per
quel desiderio è una risorsa per sradi- Ogni giorno sento il richiamo verso le donne, l'o stentazione del potere e le
care quella violenza. Di fronte alle ogni uomo ad essere complice di que- minacce contro i gay e gli stranieri
storie di mariti che chiudono diventano modelli di virilità da
le mogli in casa o le ammaz- usare a scopi politici, capisco e
zano di botte, di fidanzati che sento che devo e dobbiamo rea-
uccidono per gelosia le pro- gire: come uomini prima ancora
prie ragazze, di uomini che che come cittadini. Sentiamo la
aggrediscono o stuprano don- responsabilità di impegnarci,
ne in un parco o in un gara- come uomini, contro la violenza
ge, non penso "Sono matti, che attraversa la nostra società e
ubriachi o magari i soliti im- le nostre relazioni. Non voglia-
migrati !", non mi viene da mo limitarci alle "buone manie-
dire: "Quella se l'è cercata!". re" e al "politicamente corret-
T utto questo mi riguarda, ci to".Non ci sentiamo "protettori"
riguarda. Quando sento giu- né "liberatori". Sappiamo che le
dicare gli immigrati come donne non sono affatto
una minaccia alle "nostre "deboli". La loro libertà, la loro
donne" ricordo che la violen- autonomia, nel lavoro, nelle
za contro le donne non nasce scelte di vita, nella sessualità,
nelle strade buie, ma all'inter- non sono una minaccia per noi
no delle nostre case, ed è uomini e nemmeno una conces-
opera di tanti uomini, italiani sione da far loro per dovere.
e non, che picchiano e ucci- Sono un'opportunità per vivere
dono le "proprie" donne. insieme una vita più libera e
Quando osservo l'ironia, il ricca. Non ci basta dire che sia-
disprezzo, la discriminazione mo contro la violenza maschile
che precedono la violenza sulle donne. Desideriamo e cre-
contro lesbiche e gay non Francis Picabia, Cocolo, 1936-38 diamo in un'altra civiltà delle
penso: "Facciano quel che gli relazioni tra persone, una diver-
pare, ma a casa loro". So che mi ri- sta cultura e ad aderire all'ideologia sa qualità della vita, libera dalla paura
guarda, ci riguarda: quell'ironia e quel della mascolinità tradizionale. Sono e dal dominio. Vogliamo vivere una
disprezzo li conosco fin da piccolo, stanco della retorica della patria, del sessualità che sia altro dalla conferma
sono una minaccia per chi non si com- nemico e dell'onore, della virilità mu- della propria virilità e del proprio pote-
porta "da uomo". La libertà di amare scolare e arrogante. re. Molti uomini hanno finora vissuto
chi vogliamo e come vogliamo o è di
tutti o non è di nessuno. Quando penso Q uando assisto all'o stentazione di sé
questo tentativo di cambiamento indi-
vidualmente, cercando un modo nuovo
alle donne, spesso straniere, costrette a da parte di chi usa soldi e potere per di essere padre, una diversa relazione
prostituirsi, prive di diritti, alla ricerca disporre delle donne, sento che quell'o - con la propria compagna, un modo
di difficili vie di uscita, non penso che stentazione è misera, squallida e anche diverso di stare con gli altri uomini, un
"rovinano il decoro delle città". Vedo triste. Sono secoli che gli uomini com- rapporto diverso con il lavoro. Questa
nella loro vita l'effetto di un razzismo prano, impongono, ricattano e scam- ricerca è però spesso rimasta solitaria e
che avanza. La prostituzione, scelta od biano sesso per un posto di lavoro o invisibile, senza parole. Vogliamo e-
obbligata, parla innanzitutto dei nove per denaro. La novità sta nel vantarse- sprimerci in prima persona, vogliamo
milioni di clienti italiani e della sessua- ne, strizzando l'occhio agli altri uomini che il desiderio di libertà e di cambia-
lità maschile ridotta alla miseria dello in cerca di complicità. Non ci stiamo, e mento di migliaia di uomini diventi un
sfogo e del consumo. Credo che la vio- non per invidia o moralismo. Non ci fatto collettivo, visibile, capace di par-
lenza contro omosessuali e trans, la interessa l'alternativa tra il consumo lare ad altri uomini.

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Francesco Laurana, (1430– 1502) - Busto di donna, 1487-88 - marmo policromo, Kunsthistorisches Museum, Vienna