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Il giallo in Italia Detective story, noir, thriller, polizie, whodunnit, mistery novel, novela negra: in Italia, semplicemente, giallo

. Giallo come il colore di copertina di quella celeberrima collana della Mondadori, I libri gialli appunto che dal 1929 ha connotato il genere poliziesco nel nostro paese. Giallo : un colore abbinato ad una delle pi fortunate idee editoriali mai sviluppate in Italia, capace di emancipare e delineare un genere fino ad allora relegato in dispense popolari da strabilianti eroi, positivi o negativi, impegnati nello stupire i lettori con storie fantastiche a discapito del lavoro letterario. La fortuna non gir subito dalla parte dei giallisti nostrani: gi dalle loro prime esperienze, a cavallo tra gli anni Trenta e i Quaranta, si scontrarono con le censure imposte dal Minculpop, il Ministero della cultura fascista , che ritenne poco opportuno ambientare delitti e oscuri traffici nel Bel Paese. Molto meglio farli accadere negli Stati Uniti, o magari in Francia. Fu cos che due dei maggiori autori dellepoca, lagrigentino Ezio DErrico e il milanese Giorgio Scerbanenco, si videro costretti a far agire i loro detective, Emilio Richard e il timido antieroe Arthur Jennings, rispettivamente nella Suret parigina e nellarchivio della polizia i Boston. E non fin qui: nel 1941, dopo che alcuni rapinatori imputarono alla funesta influenza esercitata dai gialli la responsabilit dei loro crimini, lo stesso ministero imped la pubblicazione di libri di delitti, decisione che port ad un parossistico rogo dei romanzi polizieschi nel 1943. Ma il giallo resistette, nonostante i detrattori e il persistente dubbio sulla sua reale appartenenza alla Letteratura , e nel Dopoguerra gli editori cominciarono ad interessarsene di nuovo, anche grazie al grande successo di pubblico. Nel 1957 Carlo Emilio Gadda pubblic unopera che fu salutata come capolavoro letterario : Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, un giallo atipico e potente ambientato in una Roma di nuovi immigrati e di vecchia borghesia, che fa della ricerca ambientale e dialettale uno dei suoi punti di forza. Il 1966 fu lanno della pubblicazione di Venere Privata romanzo con cui il caposcuola Scerbanenco torn al giallo dopo unescursione nel genere rosa. Protagonista ne il malinconico Duca Lamberti : rivoluzionario perch non si tratta pi di un poliziotto, ma di un medico che stato in prigione per aver praticato leutanasia su unanziana donna e che ora collabora on la polizia, un uomo controverso e timido che si aggira in una Milano cupa e rattrappita. Cominciano cos ad evidenziarsi sempre con maggior forza alcune delle caratteristiche principali del giallo italiano e presenti non solo nel giallo italiano: lattenzione alla realt sociali, ambientali, anche regionali: luso dellindagine di fantasia come strumento per investigazioni di altro tipo e di ampio raggio;lo studio del linguaggio particolare e contestualizzato come potente mezzo comunicativo; la sostanziale ambivalenza dei protagonisti. In questo senso si orient anche Sciascia che fin dagli anni 60 fece della sua terra natale ( la Sicilia) e di uno dei suoi fenomeni noti ( la mafia) la sua principale area di indagine. Riprendendo le parole di Umberto Eco nelle sue postille a Il nome della Rosa potremmo tentare di chiederci: perch piace il giallo? In che cosa consiste? E rispondere : E che il romanzo poliziesco rappresenta una storia di congettura, allo stato puro. Ma anche una diagnosi medica, una ricerca scientifica,anche una interrogazione metafisica sono casi di congettura. In fondo la domanda di base della filosofia la stessa del romanzo poliziesco . di chi la colpa ?