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Garibaldi entra a Napoli - Litografia di Ratellier & Co., New York.

Pubblicata a New York da George Ward Nichols - 1860.

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rivista per studenti, insegnanti ed altri esseri pensanti

1860 - 2010
150 anni dopo lo sbarco
larcobaleno
chi non si accoda a questo unanimismo fatto le spese le plebi meridionali.
celebrativo, dato luso strumentale della I briganti diventano i nuovi eroi della
epopea garibaldina, deve necess aria- rivoluzione sociale e il massacro dei
mente passare per un nostalgico antiuni- contadini di Bronte la testimonianza
tario: quindi, a scelta, o neoborbonico o che il potere s empre contro gli s frutta-
neocleri cale. Simbolo di uno stato che, ti. Sullo sfondo, ancora una volta, Gari-
in modo vigile e rigido, esercita il suo baldi. Arrivano gli anni 80 e Giovanni
potere dalle Alpi al Lilibeo, Garibaldi Spadolini, leader del partito repubblica-
viene eletto a nume tutelare del regime no, primo Presidente del Consiglio non
fascista. Il regime ha bisogno di una democristiano, presidente del Senato,
retorica fatta di condottieri, eroismo, storico, fa di Garibaldi una specie di
guerra, abnegazione, sangue: chi meglio santo laico. Poi la volta del socialista,
dellEroe dei due mondi? Non un caso pi volte Presidente del Consiglio, infi-
che limpulso pi forte alla storiografi a ne latitante in Tunisia Bettino Craxi,
garibaldina ed alla pubblicazione dei appassionato di cimeli garibaldini alme-
suoi scritti sia venuto a ridosso delle no quanto di denaro e di potere. Nel ten-
celebrazioni del cinquantenario della tativo di smarcarsi dallallora prevalent e
morte, nel 1932. Una decina danni do- cultura marxista, Craxi prima prova ad
po Garibaldi diventa il simbolo della accreditarsi come un discepolo della-
riscossa antifascista. Le brigate das- narchico francese Proudhon, poi, consi-
salto denominate Garibaldi sono tra le derata lenormit della pret esa, ripiega

L ultima di copertina mostra un Ga-


ribaldi in veste pop art. Non stato un
componenti pi importanti dellintero
movimento partigiano. Tre anni ancora
e arriva la sospirata liberazione: alle
anche lui sullinossidabile, indistruttibi-
le, multiuso e multitasking Garibaldi.

capriccio dellultimo momento, ma una elezioni politiche del 48 la sua icona


scelta a lungo meditata. Ci siamo chie- diventa il simbolo elettorale del Fronte
sti, noi dellarcobaleno, se, in Italia, popolare.
effettivament e esiste unicona nazional-
popolare, una figura capace di riassume-
re, nellimmaginario collettivo, ci che
normalmente si sintetizza in un simbo-
lo, in una bandiera. La risposta che pos -
siamo dare che, se questicona esiste,
ha la facci a di Garibaldi. In questi giorni
ricorre il 150 anniversario della spedi-
zione dei Mille e di quel percorso che
porter allUnit. Siamo pronti, ormai,
ad essere subissati dalla marea delle
celebrazioni garibaldine e sulla forma-
zione dello Stato unitario. Le celebra-
zioni quasi mai, per, si accompagnano
alle cerebrazioni, cio alle attivit cere-
brali. Queste ultime rifuggono dagli
squilli di tromba e dagli sventolii di
bandiere: magari prendono spunto da un E adesso? Le pagine web, per il 150
annivers ario, m a subit o ri entrano anniversario della spedizione dei Mille,
nellassillo quotidiano di studiare i do- brulicano come non mai di notizie cla-
cumenti, fare ipotesi, veri ficarle, rimet- morose. Peccato che quest e notizie sia-
terle in discussione, cercare altre fonti e Prima fas cista, poi partigiano, adesso no, quasi tutte, delle non notizie, o per-
ricominciare da capo. Solo a questo socialcomunista. La scuola degli anni ch gi note da sempre o perch palese-
dovrebbero servire gli anniversari. Sicu- 50 e 60, in piena guerra fredda, non mente false. Questo numero ha lambi-
ramente non a fare da trampolino di trova di meglio che aggrapparsi alla zione di rappresentare un punto di par-
lancio di qualche campagna ideologica tematica neorisorgimentale. Fioccano le tenza, abbastanza affidabile, per spunti
al servizio del padrone o del potente di poesie a memoria (e a bacchettate sulle ulteriori di ricerca e di ri fl essione, da
turno, o a fungere da terreno di scontro mani) di Arnaldo Fusinato, Aleardo Ale- avviare preferibilmente in classe, coin-
politico. Le parole accorate del Presi- ardi e Luigi Mercantini, grondanti una volgendo studenti, insegnanti ed altri
dente della Repubblica (a favore dellu- retorica della patria che varca senza esseri pensanti.
nit nazionale, contro le dichiarate deri- ritegno i limiti delloverdose. Gli anni Perch questo il compito che ci siamo
ve secessionistiche dei leghisti del nord 70, politicizzati e inclinanti a sinistra, dati per questanno scolastico che volge
e quelle ancora larvate degli autonomisti si interrogano sui guasti di un boom al termine. Con un cordiale grazie a
del sud) usano Garibaldi e limpresa economico costruito a spese di una sem- chiunque, a qualunque titolo, si lascia-
dei Mille per una precisa, probabilmente pre pi irrisolta ed irrisolvibile questio- to coinvolgere in questa impresa, spe-
non meschina, esigenza politica ed isti- ne meridionale. Lunit nazionale viene rando che possa raggiungere il traguar-
tuzionale: ma Napolitano non che lul- riletta nella chiave della piemontesi zza- do dei Mille (lettori). Magari a partire
timo, in ordine di tempo. Il rischio che zione e di un colonialismo di cui hanno dal prossimo settembre. Arrivederci!

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INDICE
Editoriale, p. 2

Indice, p. 3

Avvertenza, p. 3

Francesco Mancini, Il successo dellimpresa dei Mille tra caso e necessit, pp. 4-5

Natale Musarra, Lo sbarco dei Mille: la diretta attraverso le fonti diplomatiche, pp. 6-10

AS , Linno di Garibaldi, p. 11

Manuel Atrarsa, Una famiglia di rivoluzionari vista da vicino: i Damiani di Marsala, pp. 12-14

Mara S aturnale, I mille misteri dei Mille, p. 15

S tefania Lucia Zammataro, Miti darte, pp. 16-17

Katia Perna, Giuseppe Cesare Abba: da Quarto al Volturno tra memoria e letteratura, pp. 18-19

Giuseppe Garibaldi, Alla giovent italiana, pp. 20-21

Pietra Pomice, Gli inglesi, le navi, il marsala e la rivoluzione, pp. 22-23

Arc, Giuseppe Nuvolari, molto garibaldino, poco eroe, p. 24

Arc, Eliodoro Lombardi, p.25

Natale Musarra, Balcone con vista sulla battaglia di Calatafimi, pp. 26-28

Antonio S queo, Una su mille, p. 29

Anteo Quisono, Baciamani proibito e bambini soldato, pp. 30-31

Avvertenza:
Questo numero non sarebbe stato possibile, cos come stato realizzato, senza la cortese disponibilit del Centro Internazio-
nale Studi Risorgimentali Garibaldini e di Natale Musarra, rispettivamente editore e curatore del volume Marsala e lUnit
dItalia. Molti articoli di questo numero si basano, infatti, sulla documentazione, perlopi inedita, raccolta nel detto volume.

Supplemento a Sicilia Libertaria n295 - maggio 2010. Direttore responsabile: Giuseppe Gurrieri. Registrazione
Tribunale di Ragusa n 1 del 1987. Fotocopiato presso Fast Service Digital Photo, via Antonino Longo n. 36/a
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ca: rivistalarcobaleno@gmail.com.
Sul sito htpp://rivistalarcobaleno.blogspot.com possibile leggere e scaricare i numeri arretrati e gli approfondimenti tematici.

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Il successo dellimpresa
dei Mille
tra caso e necessit
Il Lombardo, una delle navi che trasportarono i Mille a Marsala

L a lettura delle cronache, anche non


particolarm ente romanzate o patriotti-
se, si era ri fugiato a Palermo sotto la
protezione della flotta inglese, scontran-
dosi con la feudalit siciliana, fort e delle
vocazione al martirio ed allimmolazio-
ne pu del resto ritenersi dimostrato,
avendo egli in un primo momento ri-
che, della spedizione che port nel 1860 prerogative garantite dalla Costituzione. nunciato allimpresa, in seguito alle
alla conquista del regno delle Due Sici- Nel 1815, ripreso il controllo del Mez- notizie pervenutegli circa i rovesci subi-
lie tale da suscitare meraviglia ed in- zogiorno, il re aveva riunito i preesisten- ti nellisola dalle bande di rivoltosi al
durre a meditare sui fattori che resero ti due Stati nellunico regno delle Due comando di Rosolino Pilo. Sembra che
possibile quellimpresa tanto temerari a Sicilie, con capitale Napoli, assumendo si sia deciso a partire solo a seguito di
da rasent are lassurdo. Certament e furo- il nome di Ferdinando I. Aveva inoltre una diversa, pi favorevole e forse frau-
no fondament ali per il suo successo abolito la Costituzione siciliana ed este- dolenta interpret azione dei messaggi
labilit tattica e strategica del condot- so allisola gli ordinamenti amministra- ci frati ricevuti. Sia come sia, la disposi-
tiero, il suo prestigio e carisma e la leg- tivi vigenti sui territori continentali del zione favorevole della popolazione nei
genda vivente che rappres entava, unita- regno, improntati al modello napoleoni- confronti degli invasori e laiuto delle
mente allo straordinario coraggio fisico, co dellaccentramento. Non erano man- bande di picciotti si rivelarono fattori
che egli stesso ed i suoi uomini dimo- cati, di conseguenza, in Sicilia, tentativi rilevanti e decisivi per il successo
strarono. Al momento dello sbarco a insurrezionali e rivolte, che erano andati dellimpresa. Ci non toglie che, come
Marsala si era di fronte, n pi n meno, anzi infittendosi negli ultimi tempi, pur gi accennato, al momento dello sbarco
al tentativo disperato di 1.089 uomini, se con esiti negativi per gli insorti. a Marsala essa si presentasse oggettiva-
armati ed organizzati in maniera appros - mente pressoch disperata. Oltretutto,
simativa, contro un intero esercito nonostante lestrema imparit delle for-
allapparenza piuttosto agguerrito, di ...fra loro cerano circa 250 avvocati, ze in campo, erano proprio i garibaldini
recente potenziato in vista di possibili 100 medici, 20 farmacisti, a dover attaccare, per dimostrare la loro
invasioni dal confine settent rionale. Si 50 ingegneri, 50 capitani di mare, determinazione e capacit di battere il
trattava di 60-80.000 soldati, con una 100 commercianti, una decina nemico. Le tecniche da guerriglia del
marina da guerra di 22 navi a vapore e di artisti, pittori e scultori mordi e fuggi, peraltro anchesse di
10 a vela, che incrociavano a guardi a e qualche prete. esito incerto, non avrebbero prodotto
delle coste della Sicilia, ove erano dislo- una risonanza adeguata alla fama del
cati 25.000 uomini, di cui 20.000 a pre- generale ed alle attese del popolo sici-
sidio della citt di Palermo, con cavalle- Fu, perci, tuttaltro che casual e la scel - liano e delle bande di picciotti. quindi
ria ed artiglieria, appoggiati a munite ta di Garibaldi di iniziare dalla Sicilia il da ritenersi determinante, nel senso pre-
fortezze. Il maggior punto di forza del tentativo di conquista del regno. Egli, detto, lesito del primo scontro con le
tentativo garibaldino era fors e nellav- infatti, faceva affidamento non solo sul truppe borboniche, a Calatafimi, in cui
versione, nutrita dal popolo siciliano, malcontento ed il sentimento antiborbo- gli attaccanti garibaldini subirono perdi-
verso il governo borbonico ed il suo nico della popolazione, con il conse- te pi gravi dei loro avversari, ma rima-
esercito, visti sostanzialmente come guente supporto logistico che poteva sero padroni del campo. Gli storici ten-
forze straniere di occupazione. Va ram- derivargliene, ma anche sul contributo dono ad escludere che il generale abbi a
mentato, al riguardo, che, fino allinizio militare delle bande armate di rivoltosi verament e pronunciato la famosa fras e:
dellOttocento, la Sicilia era stata un operanti sul territorio siciliano. In tal Bixio, qui si fa lItalia o si muore,
regno indipendente, unito a quello di senso, limpresa di Garibaldi, pur nella quando il suo luogotenente, impressio-
Napoli nella persona del re, e aveva sua estrema audaci a, aveva taluni solidi nato dalle perdite subite, propose di
avuto istituzioni proprie, rivenienti dalla fondamenti, che erano mancati del tutto, ritirarsi. Si ritiene per che egli abbia
sua storia, ed un Parlamento. Dal 1806 ad esempio, nei tentativi dei fratelli comunque rimarcato lassurdit di una
al 1815 Ferdinando IV di Borbone, Bandiera e di Carlo Pisacane. ritirata, che non avrebbe avuto in realt
scacciato da Napoli dallesercito france- Che il generale non soffrisse di alcuna alcun senso, dato che in ogni caso si

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sarebbe dovuto poi attaccare di nuovo il pros ecuzione dellimpresa. A part e sione a cambiare tutto perch nulla cam -
nemico, in condizioni infinitament e quanto gi rilevato, va detto che, senza biasse. N va sottaciuto, in general e, il
peggiori e, per giunta, vanifi cando il nulla togliere allabilit militare di Gari- tras formismo delle classi dirigenti del
sacri ficio dei caduti. In altri termini, non baldi, il successo della sua impresa fu regno delle Due Sicilie ed una certa loro
aveva senso lasciare il campo al nemico, dovuto anche allazione di alcuni poten- tendenza ad accorrere in soccorso del
perch non cera un posto dove ritirarsi, ti alleati. Fra di essi, il pi importante fu vincitore o del pi forte o del pi ricco e
mentre proprio lobbligo di essere co- certam ente il caso favorevole o, se si generoso. Pure importanti furono il ruo-
raggiosi, per il fatto di essersi cacci ati in preferisce, la fortuna. Per mandare a lo del nascente fenomeno mafioso, che
una avventura tanto spericolata e dispe- monte limpresa gi al momento dello si rafforz nel caos determinato dalle-
rata, poteva considerarsi forse il mag- sbarco a Marsala sarebbe, infatti, basta- popea garibaldina, e quello della camor-
giore punto di forza dellimpresa. Peral- to che i borbonici che vi assistettero da ra, che consent a Garibaldi di occupare
tro, i volontari erano in grande maggio- bordo delle loro navi da guerra non si Napoli praticament e senza colpo feri re.
ranza estranei al territorio siciliano e, foss ero fatti prendere da irresolutezza ed improbabile che il general e ed i suoi
per estrazione sociale, difficilment e inconcludenza e avessero affondato a luogotenenti non si fossero resi conto
adattabili alla vita da briganti che avreb- cannonat e le navi dei garibaldini. Ana- della natura e delloperare delle forze,
be comportato il ripiegamento nellin- logamente, tutto sarebbe finito se nella del resto tuttaltro che occulte, che sup-
terno, per dar luogo ad unattivit di battaglia di Calatafimi qualcuna delle portavano la loro impresa. Sembra inne-
guerriglia verosimilmente di lunga dura- pallottole sparate dai soldati borbonici gabile che abbiano invece inteso avva-
ta. Essi venivano, infatti, in gran parte avesse messo fuori combattimento il lersene, ritenendo che le condizioni di
dallItalia settentrionale e comprendeva- generale, mentre con sprezzo del perico- inferiorit imponessero una certa spre-
no meno di cento sudditi borbonici; fra lo svolgeva in prima linea la sua decisi- giudicatezza, quale quella dimostrata
loro cerano circa 250 avvocati, 100 va funzione di incoraggiamento dei vo- con la liberazione di migliaia di detenuti
medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri, 50 lontari. Ancora nello stesso senso, durante la battaglia di Palermo, con
capitani di mare, 100 commercianti, una lattacco a Palermo avrebbe preso conseguenti pesanti problemi di ordine
decina di artisti, pittori e scultori e qual- tuttaltra piega per i garibaldini, se il pubblico. Tuttavia, sarebbe forse ecces -
che prete. Dopo la battaglia di Calatafi - colonnello svizzero Von M echel foss e sivo ed ingiusto rimproverare ai capi
mi, il generale conferm il suo grande arrivato con le sue truppe prima dellar- della spedizione garibaldina una man-
acume tattico, effettuando ancora una mistizio e non poco dopo, come invece canza di preveggenza o la sottovaluta-
volta la scelta vincente di non ridursi al avvenne. Il colonnello, i cui battaglioni zione del fenomeno delle associazioni
rango di bri gant e, i nolt randos i comprendevano mercenari austriaci e malavitose.
nellinterno dellisola, e mirando invece bavaresi, si era gi dimostrato un sog- Costituirebbe, del resto, un troppo co-
decisamente al bersaglio grosso, ossia getto alquanto deciso e pericoloso, sba- modo alibi attribuire ai loro errori
alloccupazione di Palermo. Certamente ragliando gli insorti di Rosolino Pilo, lascesa, la rilevanza e la capacit di
il fattore decisivo per la vittoria fu la rimasto ucciso nella circostanza; ma, persistere, evolversi e modernizzarsi di
mossa strategica di dividere il nemico e come suol dirsi in questi casi, la storia organizzazioni in grado di costituire
di rot t arne una part e ri l evant e non si fa con i se. Inoltre, come gi ac- tuttora un fattore di forte condiziona-
allinseguimento, sulla via per Corleo- cennato, al successo dellimpresa contri- mento delle attivit politiche, affaristi-
ne, di una colonna di circa 50 artiglieri buirono il sentimento antiborbonico che e finanzi arie legali ed illegali.
pi 150 picciotti aggregatisi in soccorso della nobilt siciliana e la sua propen- Francesco Mancini
dei volontari. Il grosso della spedizione
di Garibaldi, invece, forte dei residui
circa 750 uomini pi alcune migliaia di
componenti le squadre di siciliani arri-
vati a supporto dellimpresa, si diresse a
marce forzate ad attaccare Palermo di
notte e dalla parte pi sguarnita della
citt. I circa tremila uomini dei batta-
glioni, abilmente seminati alla cacci a
della colonna direttasi verso Corleone,
rallentati nei loro movimenti per il fatto
di operare in mezzo ad una popolazione
ostile, raggiungeranno Palermo solo
dopo la stipula dellarmistizio fra attac-
canti e di fensori della citt. I garibaldini
approfittarono della tregua per rafforza-
re le loro posizioni e lappoggio della
popolazione, tanto che i soldati borboni-
ci, scoraggiati ed impauriti, prima capi-
tolarono e poi finirono per abbandonare
del tutto la citt. La conquista di Paler- Manifesto murale, affisso dai cospiratori antiborbonici, apparso a Marsala nel
mo comport un tale afflusso di uomini,
1859, nel quale si dice: fratelli Siciliani siate tutti fermi e pronti senza timore
armi e soldi, letteralmente da mezzo giacche il giorno di ultimare e quasi arrivato non timete di arresti che fr giorni
mondo, da comportare un radical e mu- di nuova liberi. La Polizia fa le suoi spiunaggi la provincia e tutta la Sicilia in
tamento del rapporto tra le forze in cam- movimento coraggio senza timore.
po e rendere ass ai meno problematica l a

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Lo sbarco dei Mille:
la diretta attraverso
le fonti diplomatiche

Lo sbarco dei Mille a Marsala in una litografia di Matania del 1884

S iamo cos abituati allidea di segui-


re in diretta eventi di portata storica,
Marsala 13. Maggio 1860
Dalla Delegazione Consolare di S.M.
Sarda in Marsala al Signore Sig. r Ca-
a scanso di qualunque mia responsabili-
t mi rivolgo a Lei per che possa dare le
conveni enti disposizioni, onde il Piro-
che quasi non ci facciamo pi caso. Le pitano del Porto di Marsala scafo fosse ben custodito, e non avvenis-
troupe televisive si appostano l dove sero altri furti.
previsto che avvenga levento, facendo Signore La prego accusarmene recezione
la gara a chi annuncia per prima che la Il Piroscafo che trovasi in Porto nella Il R. Delegato Consolare
guerra cominciata o caduta la prima giornata 11. corrente disbarcava in di S. M. Sarda Sebastiano Lipari
vittima. Quando i fatti da narrare sono questa la massa che si dice comandata
accaduti nel passato, la televisione si dal Generale Garibaldi e che venne qui
sobbarca ben volentieri il peso dellana- secondo si vuole per impugnare le armi Marsala 14. maggio 1860
cronismo, somministrandoci la sbobba contro il Governo di Sicilia, si appartie- Dalla R. Delegazione Consolare di
della ricostruzione storica. Noi, che non ne alla Societ Rubbattino di Genova e S.M. Sarda in Marsala allIll. mo Si-
amiamo le fiction, siamo in grado, gra- fu preso violentemente dal Porto di Ge- gnore Sig. r Gaetano Rocca, Console
zie alle fonti archivistiche messe a di- nova ove trovatasi ancorato, e ci con- Sardo a Palermo
sposizione dai nostri solerti collabora- forme a quanto mi hanno dichiarato i
tori, di documentare lo sbarco cos come componenti lEquipaggio dello stesso. Signore
apparve ai contemporanei, agli attori avuto conoscenza intanto che sul Pi- Formo la presente alloggetto di farle
protagonisti di quella scena storica. Ri- roscafo suddetto sono avvenuti dei furti, conoscer e che il giorno 11. alle ore 12.
portiamo, di seguito, i testi delle lettere e sia che potrebbe appartenere al Go- a.m. approdarono in questo Porto due
che il vice-console del Regno di Sarde- verno di Sicilia come buona presa, sia Vapori con Bandiera Sarda, che condu-
gna di stanza a Marsala, Sebastiano che potr essere reclamato dal Governo cevano il Generale Garibaldi con il suo
Lipari, manda a diversi destinatari. Ne Sardo per restituirsi al proprietario, io esercito da circa mille e quattrocento
abbiamo una descrizione immediata, trovo sempre ben r egolare che fosse Soldati Italiani, e sbarcava immantinen-
pulsante, viva, fatta sotto limperversare vietato lo spoglio del legno suddetto, e te, ad onta della sorveglianza di tre
degli eventi. che quindi fosse ben custodito. perci Vapori ed una Fregata da Guerra Na-

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politani, che costeggiavano apposita-
mente in questi dintorni; dopo disbarca-
ta la truppa il Generale Garibaldi, il
medesimo ordin che li stessi Vapori
fossero affondati. Vennero quindi delle
Lance Napolitane difese da Cannoneg-
giamento dei legni stessi accui apparte-
nevano, e che si trovavano fuori del
Porto, e saliti a bordo ai due Vapori,
levavan la bandiera, che faceva veder e
essere Nazionale e vi han messo quella
Napolitana. La notte fu levata lacqua
dai Marinari della stessa flotta napoli-
tana, e portato ciascuno dei Vapori
chiamato il Piemonte e rimase in
Porto affondato laltro il Lombardo.

Formo la presente alloggetto


di farle conoscere che il giorno
11. alle ore 12. a.m. approdarono
in questo Porto due Vapori
con Bandiera Sarda,
che conducevano
il Generale Garibaldi
con il suo esercito da circa mille
e quattrocento Soldati Italiani...

La mattina del dodici, Garibaldi fecemi


chiamare per farmi unatto di conse-
gnaria iscritto di detti due Vapori di cui
ne le acchiudo Copia informe e quindi
verso le ore 8. a.m. tutto lesercito con
il suo Generale part per lInterno; frat-
tanto partiti questi, e la flotta Napolita-
na allontanatasi dal Porto, nacquero
subito sul Vapore rimasto dei furti, per
cui mi credetti in dovere di farne la pro-
testa che trovar [sic] acchiusa in Co- Sebastiano Lipari, console sardo a Marsala
pia nel presente rapporto.Dallacchiu-
sa Copia di Officio dellAjutante di zioni nelle quali osserver quanto han- Marsala li dodici Maggio 180sessanta
Campo del Generale Garibaldi, e dal no manifestato. Nellattualit, non a- Innanzi Noi Sebastiano Lipari Regio
Capo dello Stato Maggiore, il primo ha vendo altri mezzi di farle giungere il Delegato Consolare di S.M. Sarda di
lasciato diversi marinari, e fuochisti che presente mio rapporto, essendo chiuse Marsala, e sue dipendenze,
appartenevano allequipaggio dei due tutte le vie, profitto dello stesso vapore Si sono presentati Francesco Rinforzi
Vapori il Lombardo, ed il Piemonte Inglese qui ancorato che parte tantosto dispensiere, Raniero Bonao 2 Fochi-
predati, il secondo lasci pure allo Spe- per Cost, e ci per la di Lei Superiore sta, Lorenzo Pelerano Fochista, Luigi
dale tre uomini due ammalati, ed un intelligenza, e per mio discarico. Ma- de Pasquale Camariere, Dizzio Grami-
ferito raccomandandosi tanto luno, che spetto i di Lei saggi schiarimenti cosa gnano Fochista, Giovanni Zignaso fo-
laltro di vigilarsi s di essi. Tutte le dovrei pratticare in quanto concerne le chista, Vaggi Benedetto Carbonaro,
cure in questa circostanza mi presi per mie attribuzioni per mio regolamento. Donaberti Michele Carbonaro, Musto
imbarcarsi il Corpo de Marinari, forni- E con la protesta della mia servit ho Giovan Battista Marinaro, Bartoletti
ti la maggior parte di Matricola, e quel- lonore di essere Giuseppe Giovinotto, Francesco Cattel-
li pure dello Spedale che questa mattina Il Regio Delegato Consolare lini Carbonaro, Raffaele Ravasetti ma-
andavano meglio, per mezzo del Vapore di S.M. Sarda Sebastiano Lipari rinaro, Rossetti Carlo Cammeriere, e
Inglese qui ancorato, perche [sic] si Facini Andrea marinaro formante parte
credeva di portarli in Malta; furono dellEquipaggio del Piroscafo Il Lom-
tutte inutili le preghiere esternate al Quella che s egue la dichiarazione giu- bardo il quale disse che era comandato
Comandante dello stesso legno, per rata dellequipaggio del Lombardo da- dal Capitano Andrea dOdero apparte-
levare questi disgraziati da questa, e vanti al vice console di Sardegna a Mar- nente alla marina mercantile di Genova
metterli in luogo di sicurezza, perche sala. Questa descrive con chiarezza la di propriet dellamministrazione Ru-
[sic] se venisse un Corpo di truppa presa di possesso del vapore e la rotta battino dei Vapori Nazionali, e ci hanno
certo che fossero in grave pericolo, seguita fino allo sbarco. richiesto formalmente che io avessi ri-
mentr e apparis cono illegiti mament e cevuto una di loro dichiarazione relati-
[sic] sbarcati [?] Le soccarto pure Co- Dichiarazione del Piroscafo Lombardo va al fatto per il quale essi con il sud-
pia conforme delle rispettive dichiara- Sardo detto Piroscafo che montavano furono

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si disbarcarono le persone armate insie-
me alle provvisioni da guerra.
Quindi ha soggiunto che trovasi qui
insieme ad una parte dei suoi compagni
tanto delluno, che dellaltro equipag-
gio senza mezzi di vivere, ed anche in
istato a non poter ritornare con gli stes-
si Piroscafi, perch uno stato preso da
un Vapore Napolitano, e laltro trovasi
affondato in questo porto.
Francesco Rinforzi
Continuament e chiamato lun dopo
laltro i suddetti Raniero Bonao, Loren-
zo Pelerano, Luigi de Pasquale, Dizzio
Gramignano, Giovanni Zignaso, Vaggi
Benedetto, Donaberti Michele, Musto
Giovan Battista, Bartoletti Giuseppe,
Emmanuele Banchi ere [recte: Banche-
ro], Francesco Cattellini [recte: Castel-
lini], Raffaele Ravasetti, Rossetti Carlo,
e Facini Andrea, che formano parte
dellequipaggio del Piroscafo Lombar-
do, ed inteseli [sic] separatamente han-
no confermato la dichiarazione come
sopra fattami da Francesco Rinforzi
della quale abbiamo dato a ciascuno
corrispondente lettura. Dietro di che si
chiuso il presente verbale firmato dal-
li sudetti dichiaranti cio da quelli che
non sono letterati si fatto il segno del-
la croce, e da Noi.
Rossetti Carlo = Musto Giovan Battista
+ Vaggi Benedetto + = Banchiere Em-
manuello = Elisio Gramignani = Facini
Andrea + = Luigi de Pasquale + = Raf-
faele Rivasetti [sic] = Dunaberti Miche-
le [sic] = Bartolotti Giuseppe + Gio-
Lettera autografa con la quale Garibaldi vanni Zignasio [sic] + = Raniero Bona-
consegna al vice console sardo o = Lorenzo Pelerano =
il Piemonte ed il Lombardo. Il Regio Delegato Consolare di Sua
Maest Sarda = Sebastiano Lipari (LS)

...erano le ore 11. di sera quando una


quantit di lance, e barchette assal il
con violenza tolti dal Porto di Genova chette assal il Piroscafo suddetto, la Piroscafo suddetto, la gente armata
ove trovavasi ancorato, e furono forzati gente armata che le montavano salirono che le montavano salirono sul bordo,
quindi ad ancorare in questo porto di sul bordo, e minacciando tutti la vita e minacciando tutti la vita con le armi
Marsala. Non volendosi prestare a tale con le armi che impugnavano, li obbli- che impugnavano, li obbligarono ad
accendere il fuoco, dare movimento
domanda abbiamo fatto rimanere in- garono ad accendere il fuoco, dare mo-
alle macchine, e partire tantosto
nanzi noi uno dei medesimi, e dietroc- vimento alle macchine, e partire tanto-
ch a nostra dimanda ci ha detto chia- sto, ignorando pur dove dovevano dirig-
marsi Francesco Rinforzi dispensiere, ci gersi, lasciato per il porto di Genova il Unanaloga dichiarazione viene fatta
ha riferito dietro il giuramento prestato Generale Canibaldi [sic] da quanto anche dallequipaggio del Piemonte.
nelle nostre mani, che il Piroscafo sud- intesero era sul Piroscafo il Piemonte, Quella che segue , invece, la trascrizio-
detto Lombardo appartenente alla so- che trovandosi nel detto posto contem- ne della lettera autografa di Garibaldi,
ciet Rubattino di Genova il quale era poraneamente al Piroscafo il Lombardo riprodotta in questa pagina:
addetto per viaggi di Livorno, Civita- soffr luguale assalto, ordin di dirig- Marsala 12 Maggio 1860
vecchia, e Napoli, trovasi ancorato nel gere la prora per Talamone in Toscana, Dal Generale Giuseppe Garibaldi al
porto di Genova, nella notte del 5. il dove giunti il giorno sette corrente si Signor Lipari Sebastiano, Console
Comandante del suddetto Piroscafo era fece provvisione di munizione da guer- Sardo in Marsala
a terra con una parte dellEquipaggio, ra, e da bocca, quindi si approd a San-
ed il dichiarante con i di sopra notati to Stefano ove si fece provvista di Car- Ill. mo Sig. Console
individui si trovavano sul bordo del bone per la macchina, e da Santo Stefa- Ho lonore di prevenire a V.S. che i due
detto legno, erano le ore 11. di sera no per questa ove si giunse circa le ore piroscafi, il Piemonte, ed il Lombardo -
quando una quantit di lance, e bar- 12 a.m. del giorno undici corrente, dove di cui mi sono servito per il trasporto

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del corpo Cacciatori delle Alpi sono
vapor i s ardi, ed appart engono
allamministrazione Rubattino di Geno-
va dei Vapori Nazionali.
Io consegno a V.S. i suddetti piroscafi
acciocch abbia la bont di farli rimet-
tere a tempo dovuto alla societ pro-
prietaria
Con tutta considerazione ho lonore di
professarmi
Dev.mo
G. Garibaldi

La lettera che segue, oltre a fornire ulte-


riori dettagli sullo sbarco, riporta noti-
zie su Salemi e sugli scontri di Calatafi-
mi:
Marsala 16. maggio 1860.
Dalla Regia Delegazione Consolare di
S.M. Sarda in Marsala allIll. mo Sig.r
A. dAste, Comandante la R. Pirofre-
gata Sarda Governolo, Rada di
Palermo

Signore Pregiatis. mo
Onorato del di lei pregiatis. foglio del
15 corrente n 21 vengo ad informarla
degli avvenimenti pi importanti suc-
cessi in questa Piazza, perch la S.V.
Ill.ma possa informarne il Governo del
Re.
Nella mattina del 11. corrente verso le
12. a.m. a vista di due vapori da guerra
Inglesi che trovavansi ancorati vicino tra partita aveva di gi abbattuto il Te- per la posizione in cui trovavansi i due
questo Porto, e la puoca distanza de legrafo ad Asta, ed altra era gita nel piroscafi, lo spavento di questa popola-
legni da guerra Napoletani che consi- Percettore erariale, e si fece render e i zione per lo inatteso disbarco arriv al
stevano di tre vapori, ed una fregata, li valori esistenti con rilasciarne ricevuta colmo quando da Legni Napoletani si
quali bordegiavano [sic] per la crociera in apposito verbale. Domentre questi diede mano allo Bombardamento; quin-
in questi mari, mettevan fondo entro il fatti si consumavano e le truppe di Ga- di non puoche famiglie abbandonavano
porto due Piroscafi coverti di bandiera ribaldi avevano di gi invaso lintiero la Citt disperdendosi per le Campa-
Piemontese, ed appena ancorati si diede Paese, i Vapori e la Fregata Napoleta- gne, mentre per le truppe di Garibaldi
mano al disbarco di gente darmi che li na, i quali quasi furono presenti al di- mantenevano l interno del paes e
montavano, i quali in parte erano emi- sbarco incominciarono un fuoco contro lordine, e la quiete.
grati Siciliani, e la magior [sic] parte la Citt, e contro la moltitudine che
Il General Garibaldi disponeva le sue
erano i cos detti Cacciatori delle alpi stavano [sic] alla spiaggia, puochi furo- genti alla partenza per il domani, e
sotto le armi del General Garibaldi. Il no i danni che dal Cannoneggiamento, e con effetto al far del giorno verso le
disbarco di queste truppe, e delle prov- dal Bombardamento avvennero, due soli 8. a.m. dopo chera provveduto de
visioni da guerra f eseguito in un bale- piemontesi furono feriti leggermente, i mezzi di trasporto di animali da tiro,
no, e di lancio una partita di detti Cac- quali insieme ad un altro naturalmente e provvisioni da bocca
ciatori entrati in Citt al grido di Viva ammalato trovansi in questa, ed una prese la volta di Salemi,
LItalia Una, e del Re Vittorio Emma- Casa in Citt colpita da una bomba
nuele, simpossessarono della Stazione venne fortemente danneggiata. Il Gene- Il General Garibaldi disponeva le sue
del Telegrafo Elettrico, ove avendo rin- ral Garibaldi allora disponeva genti alla partenza per il domani, e con
venuto gi spedito un dispaccio, con cui laffondamento de due Piroscafi, nomi- effetto al far del giorno verso le 8. a.m.
non so da chi, si dava lavviso dellav- nati il Lombardo, ed il Piemonte, e gli dopo chera provveduto de mezzi di
venuto disbarco, fu imposto allimpie- riusc pur bene, ma perch lasciata trasporto di animali da tiro, e provvisio-
gato Tecnico di far conoscere allAuto- [sic] senza alcuna guardia furono sul ni da bocca prese la volta di Salemi, ove
rit stessa cui il primo dispaccio era momento preda de Soldati Napoletani secondo mi si riferito giungeva verso
diretto che gi i Vapori Napoletani ave- discesi dal bordo de loro legni, i quali le ore 6. p.m., ed ove anche come mi si
vano avuto il destro di disperdere l e tolta la bandiera Piemontese ne inalbe- detto si fermo [sic] sino il giorno di jeri.
truppe di Garibaldi che tutto era tran- rono [sic] quella di re Francesco II, e fu Egli il Generale Garibaldi volle meco
quillo, e quieto; fatto ci simpatro- allora che una cinquantina di Piemonte- un abboccamento e in tale circostanza
nirono [sic] delle macchine, e res ero si fecero una scarica s i [sic] soldati mi fece consegna de due piroscafi sum-
inoperosa la stazione. Impertanto unal- napoletani, i quali ne scanzarono i colpi mentovati, e due piemont esi feriti, e

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menti interessanti come di uno scontro Mi manca il tempo di potere raggua-
che si dice avvenuto tra le truppe di gliare al Console di Cost, perch il
Garibaldi, e le truppe Regie Napoletane vapore sollecito a partire, e per ci
fra le campagne di Vita, e Calatafime prego Ella di voler compiacersi di ren-
[sic], pure meritano conferma perch i dergli ostensibile il presente rapporto.
rapporti che se ne sono fatti non sono Profitto delloccasione per protestarle
uniformi, e sembrano di avere la mia servit, e col piacere di vedermi
dellesaggerato [sic]. sempre onorato de comandi di V.S.
Siamo a 18. del corrent e della mattina, lll.ma, in tutto quello che potr esser
e si conosce con sicur ezza che la batta- dutile per queste parti, in servizio del
glia avvenuta tra Vita e Calatafime Nostro Augusto Sovrano, ho il bene di
[sic] ebbe effetto con la perdita numere- essere
vole dalla parte de Regii, i quali erano Il Regio Delegato Consolare
5/mille, e che gli furono dalle truppe di di S. M. il Re di Sardegna
dellaltro ammalato, non che lEqui - Garibaldi presi quattro cannoni, e che Sebastiano Lipari
paggio degli stessi piroscafi, ma domen- poi dandosi alla fuga verso Alcamo P.S.
tre egli lasciava questa Citt uno de furono nuovamente aggrediti da altre La perdita deglItaliani ascende a due
[sic] vapori napoletani si prese al ri- squadre popolari e li distirparono tutti. morti, e quarantanove feriti.
morchio il vapore Il Piemont e che Si dice che larmata di Garibaldi in- Lipari
nella notte era stato vuotato dacqua, e grossata da dieci a quindici mila uomini V. Console Sardo
lo port via lasciando laltro che anco- e marcia alla volta di Palermo. Si vuole
ra trovasi allimboccatura di questo ancora che sia stato fatto uno sbarco di
Porto; jeri per una Fregata, ed un emigrati a Girgenti prov.e da Malta. Natale Musarra
vapore nap. no tentarono di rialzarlo, e
non essendovi riusciti si presero s econ-
do mi si disse per mezzo di questo Capi-
tano del Porto quanto poterono ricupe-
rare non solo doggetti chesistevano
nel legno, quanto di quelli che nerano
stati involati, e che per le proteste da
me dirette alle locali autorit erano
state messe [sic] in salvo.

Siamo a 18. del corrente della


mattina, e si conosce con sicurezza
che la battaglia avvenuta tra
Vita e Calatafime ebbe effetto
con la perdita numerevole
dalla parte de Regii, i quali erano
5/mille, e che gli furono dalle truppe
di Garibaldi presi quattro cannoni,
e che poi dandosi alla fuga verso
Alcamo furono nuovamente
aggrediti da altre squadre popolari e
li distirparono tutti.

Credo bene anco soggiungerle che una


parte de marinari degli Equipaggi de
due Piroscafi, vedendo inutile ogni ten-
tativo per ottenere una imbarcazione, si
sono diretti a seguir le armi di Garibal-
di, altri tre sono partiti questa mattina
per lInghilterra su di un legno mercan-
tile Inglese, le ne rimangono ancora
altri cinque per i quali mi sono dato
tutta la premura segretament e dimbar -
carli sopra tre bombarde inglesi mer-
cantili per Malta, e cos potranno rim-
patriare, e restano i tre soldati de quali
sopra ho tenuto discorso.
Ecco il tutto degli avvenimenti che pos -
sono attirare lattenzione del Governo
del Re di Sardegna (N Signore) trala-
sciando di riferirle tutte altre dicerie da
trivio, che tutto che alludono ad avveni-

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Inno di Garibaldi
Si scopron le tombe, si levano i morti
i martiri nostri son tutti risorti!
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
la fiamma ed il nome d'Italia nel cor:
corriamo, corriamo! S, giovani schiere,
s al vento per tutto le nostre bandiere
S tutti col ferro, s tutti col foco,
s tutti col nome d'Italia nel cor.

Va' fuori d'Italia, va' fuori ch' l'ora!


Va' fuori d'Italia, va' fuori o stranier!

La terra dei fiori, dei suoni e dei carmi


ritorni qual'era la terra dell'armi!
Di cento catene le avvinser la mano,
ma ancor di Legnano sa i ferri brandir.
Bastone tedesco l'Italia non doma,
non crescono al giogo le stirpi di Roma:
pi Italia non vuole stranieri e tiranni,
gi troppi son gli anni che dura il servir.

Va' fuori d'Italia, va' fuori ch' l'ora!


Va' fuori d'Italia, va' fuori o stranier!

Le case d'Italia son fatte per noi, Luigi Mercantini (1821-1872) e la sua famiglia
l sul Danubio la casa de' tuoi;
tu i campi ci guasti, tu il pane c'involi, Gloria a Luigi Mercantini! Le parole del suo magico inno
i nostri figlioli per noi li vogliam. furono incise da Garibaldi con la punta della spada liberatrice,
Son l'Alpi e tre mari d'Italia i confini, consacrate dal sangue di mille giovani cuori nellebbrezza
col carro di fuoco rompiam gli Appennini: delle battaglie, nell'esultanza della vittoria, nel rapimento del
distrutto ogni segno di vecchia frontiera, sagri ficio supremo per la libert.
la nostra bandiera per tutto innalziam. I vecchi le ripetono ora col tremito e con le lagrime nella voce;
rivivono per esse le ore del nazionale risorgimento.
Va' fuori d'Italia, va' fuori ch' l'ora! I giovani le ascoltano come voci di giganti riecheggiate da una
Va' fuori d'Italia, va' fuori o stranier! sfera ormai desert a, ma glorificata perennem ente di uno splen-
dore immortale.
Se ancora dell'Alpi tentasser gli spaldi, Riaccendete, o giovani d'Italia, gli entusiasmi dei vostri padri;
il grido d'allarmi dar Garibaldi, fate il fas cio di tutte le vostre energie; pugnate con magnanima
e s'arma -allo squillo che vien da Caprera- costanza contro la bestia trionfante nello stato, nella scuola,
dei Mille la schiera che l'Etna assalt. nella famiglia; cacciate fuori d'Italia le arpie maledette che
E dietro alla rossa avanguardia dei bravi tentano oscurare con le immonde ali la luce divina dei vostri
si muovon d'Italia le tende e le navi: nuovi Ideali !
gi ratto sull'arma del fido guerriero, Mario Rapisardi
l'ardito destriero Vittorio spron.

Va' fuori d'Italia, va' fuori ch' l'ora!


Va' fuori d'Italia, va' fuori o stranier!
N el 1907, in occasione del centenario della nascita di Ga-
ribaldi, Mario Rapisardi scrive queste righe per le onoranze a
Luigi Mercantini. Il poeta catanese vede nel poeta ligure, auto-
Per sempre caduto degli empi l'orgoglio re dellInno di Garibaldi e de La spigolatrice di Sapri, la voce
a dir: Viva l'Italia, va il Re in Campidoglio! poetica che accompagna il gesto militare, il messaggio di un
La Senna e il Tamigi saluta ed onora profeta che annunci a una resurrezione laica. Le tombe che si
l'antica signora che torna a regnar. scoprono, i morti che si levano, i martiri che risorgono, sono i
Contenta del regno, fra l'isole e i monti, simboli di una palingenesi, di un rinnovamento totale, mate-
soltanto ai tiranni minaccia le fronti: riale e spirituale della societ. Dopo quasi cinquantanni, Ra-
dovunque le genti percota un tiranno, pisardi vedeva gi spegnersi quella fiammat a che aveva acceso
suoi figli usciranno per terra e per mar! entusiasmi e speranze della generazione del Risorgimento. Ed
ecco il suo appello a riaccenderl e, cominciando dalla lotta
Va' fuori d'Italia, va' fuori ch' l'ora! contro la bestia trionfante nello stato, nella scuola, nella
Va' fuori d'Italia, va' fuori o stranier! famiglia. La bestia di cui parla il clericalismo. Neanche oggi
di fficile, se si vuole, capire chi siano le arpie maledette che
Luigi Mercantini (1858) tentano oscurare con le immonde ali la luce divina dei vostri
nuovi Ideali ! Il fatto che si sono moltiplicate AS

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Una famiglia di rivoluzionari
vista da vicino:
i Damiani di Marsala:

L e rivoluzioni le fa il popolo, ma a
idearle sempre chi, essendo riuscito a
Camera nel 1893, senatore del Regno
nel 1898. Fu anche alto dignitario mas -
sonico. Mor a Marsal a il 20 marzo
lettere, dandole un carattere pi sci enti-
fi co e popolare rispetto al passato.
AllAccademia associ tutti gli ingegni
soddisfare i bisogni primari, pu per- 1905. Suo padre Giuseppe, nato nel locali, a prescindere dal sesso, dalla
mettersi il lusso di pensare. Non 1798, discendente da un patrizio geno- condizione soci ale e dallet. Vi entra-
certam ente una novit che il movimento vese, cominci la sua attivit politica rono cos le prime donne, tra cui la poe-
antiborbonico, cos come quello garibal- nei primi anni 20, prima come Decurio- tessa Rosaria (Sara) Giaconia; poeti
dino, risorgimentale, democratico e ri- ne (membro dell'amministrazione co- dialettali e contadini, come i notissimi
voluzionario abbia tratto la propria linfa munale) e poi, per tre volte, come Con- Baldassare Li Vigni e Filippo Zizzo;
dalla borghesia, se non dalla nobilt e giovanissimi, come lo stesso Abele Da-
dal clero. Le ricerche sui singoli perso- Giuseppe Damiani corrispondeva miani, non ancora maggiorenne. Giu-
naggi, pur se non rappresent ano uno allepoca con numerose istituzioni seppe Damiani corrispondeva allepoca
spaccato fedele di una societ e delle culturali nazionali ed estere; con numerose istituzioni culturali nazio-
sue problematiche, riescono tuttavia ad era socio dellAccademia Peloritana, nali ed estere; era socio dellAccademia
dellInstitut Homopatique di Parigi,
illuminarne aspetti significativi, addirit- dellAccademia Zelantea,
Peloritana, dellInstitut Homopatique
tura esempli ficativi di un modo di pen- dellAccademia Pergusea di Parigi, dellAccademia Zelant ea,
sare e di agire. Le notizie che qui si ri - e della Societ Economica di Trapani; dellAccademia Pergusea e della Socie-
portano si riferiscono alla famiglia Da- scriveva di filosofia, di religione, t Economica di Trapani; scriveva di
miani, una delle pi eminenti della citt di economia e statistica filosofia (definendosi discepolo di
di Marsala. Abele Damiani, nato nel Kant), di religione (criticava listituzio-
1835, fu figura di spicco della resistenza sigliere Provinciale, occupandosi princi - ne chiesastica ed ebbe una feroce pole-
antiborbonica nel trapanes e. A capo del palmente di educazione. Sostenne mica con i gesuiti), di economia (si bat -
comitato segreto di Marsala, dovette limpianto di scuole lancasteriane (in teva indi fferentem ente contro i dazi e
fuggire a Malta dopo linsurrezione del queste scuole si attuava linsegnamento contro la crittogama, malattia della vite)
7 aprile 1860. Sbarcato a Pozzallo il 1 reciproco fra gli alunni. Il pi bravo in e statistica (del giugno 1853 un suo
giugno successivo con la spedi zione di ogni materia insegnava agli altri, e cos importante studio sulle Produzioni del
Nicola Fabri zi, fu m aggiore nelleserci - un solo maestro poteva curare vari e territorio marsalese). Conosceva vari e
to garibaldino. Dimessosi volontaria- classi contemporaneamente), propugn lingue europee e parlava correttament e
mente dopo il Plebiscito, inizi una fol - listruzione elementare alle fanciulle, il latino (lingua nella quale scriveva l e
gorante carriera politica che lo vide as- nonostante le resistenze e lo scandalo sue prolusioni per lAccademia Lilibeta-
sessore e sindaco di Mars ala nel 1861, che questo suscitava nei benpensanti, si na), il greco e linglese. Un intellettuale
deputato nel 1865, commissario della occup della Biblioteca Comunale spen- di spessore, insomma, che dai figli pre-
Giunta per linchiesta agraria nel 1881, dendo del proprio per abbellirla e dotar- tendeva il massimo impegno nello stu-
sottosegretario di Stato per gli Affari la di volumi; infine ri fond e ri form dio. E difatti, non appena ebbero com -
Esteri nel 1889, vi ce president e della lAccademia Lilibetana di s cienze e piuti 9 anni, li mand a studiare fuori da

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Marsala: il primo, Antonino, a Malta; il eloquente, gioconda, e costante amica, idee liberali con leducazione impartita,
secondo, Abele, al Seminario di Mazara irreprensibile cittadina, buona, bella, le scuole frequentate, i libri consigliati,
e la terza, Angelina, nellesimio istituto elegante, che aveva una trentina danni ecc. Il pi precoce tra i giovani Damiani
della Signora Giulia Scalia a Palermo. al momento delle nozze e una vedovan- in fatto di liberalismo e anche oltre fu
Ad Angelina, la cocca di famiglia, e alle za alle spalle, che condivise le idee del Antonino. Nato a Marsala nel 1833,
fanciulle in genere, dedic questo elen- marito, piuttosto costose, in fatto di edu- Antonino Damiani aveva studiato a
co di precetti, in 14 punti, che ci giun- cazione, e che mor improvvisamente Malta, in un collegio inglese, ed era
to in bozze. Questi moniti ci dimostrano l8 ottobre del 1851. Giuseppe Damiani tornato in patria allo scoccare della rivo-
che essere membri di prestigiose acca- la raggiunse, dopo una lunga m alattia luzione del 48. Portava con s la tradu-
demie, conoscere lingue straniere ed
avere convinzioni rivoluzionarie non
sono suffi cienti vaccini contro il pregiu-
dizio sessista:
Mie Care Fanciulle
1 Adorate Iddio, onorate i Parenti, ed ubbi-
dite alle leggi.
2 Voi siete deboli per condizione, e per et e
temete quindi, io vi assicuro che la Provvi-
denza ha messo nella timidit la salvezza
delle donne.
3 Voi non potete esser felici senza la consi-
derazione degli altri, ora tanto i buoni che i
cattivi non rispettano che le donne onorate;
siate quindi persuase che nel buon nome
stabilita la prima risorsa vostra.
4 Considerate che una disgrazia il non
essere istruite, e molto pi il non saper leg-
gere e scrivere, ma principio sicuro di una
estrema calamit il non essere economiche
ed assintate in casa.
5 Siate modeste sempre e rassettate, e parti-
colarmente con i vostri genitori, voi sarete
per tal modo sommamente amate ed avrete
fatto un gran corso per la vostra felicit.
6 Siate indulgenti con tutte le persone della
vostra casa, e siatelo poi amorosamente con
i vostri fratelli, e colle vostre sorelle.
7 Il bene della patria sta connesso in gran
parte al vostro costume, ed alle pratiche
vostre, adempite quindi a quanto da voi si
aspetta per la pubblica fortuna.
8 Voi siete insufficienti a conoscere i perico-
li che vi circondano, ubbidite quindi rigoro-
samente coloro ai quali la Provvidenza vi ha
confidate.
9 Vi raccomando temperanza nel mangiare e
nel bere, la smodatezza, mie amate ragazze,
guasta il costume e sollecita la morte.
10 Pensate abbastanza pria di parlare e di
agire, voi scanserete cos il pubblico di-
sprezzo e i dolori del pentimento
11 Guardatevi dallo riso scomposto, e dal
parlare audace, il primo delle sciocche, e
laltro delle pazze. Abele Damiani (il primo a sinistra) con due patrioti
12 Siate rette, aderenti per tutto quanto
polmonare di cui nas cose la gravit ai zione di un classico del pensiero liberta-
senza affettazione corrisponde al volere di
figli, che si trovavano lontani da cas a, il rio dogni tempo, il Discorso sulla ser-
Dio al bene della vostra salute e vi fa trova-
30 gennaio 1855, con universale ulula- vit volontaria di tienne de la Botie,
re il buono incontro nelle creature vostre
compagne. to. Fece per in tempo a patire che fino ad allora era stato tradotto, per
lamarezza del genitore che vede i pro-
13 Vi raccomando di misurare col tempo le quanto si sa, soltanto unaltra volta, a
pri figli incarcerati. Dalle sue lettere
vostre occupazioni, questo il modo di non Napoli in et giacobina. Il primogenito
risulta che condividesse le idee dei figli.
mancare in parte alcuna ai proprii doveri. dei Damiani sottopose questo testo
N avrebbe potuto essere altrimenti dato
14 Pensate infine che la vita preziosa e allattenzione di un amico del padre,
deve custodirsi con ogni stento, ma dessa
che egli stesso, nel 48, aveva rivestito Pietro Lanza principe di Scordia e di
peggiore della morte se non si gode vivendo
importanti cariche nel governo rivolu- Butera, celebre letterato, membro auto-
la grazia di Dio, e la stima de buoni.zionario di Marsal a: membro dapprima revole del governo rivoluzionario in cui
del comitato generale, presidente poi del ricopriva la cari ca di ministro dellistru-
Di Giacoma Curatulo, la madre di Abele comitato delle finanze, il principale tra zione e dei lavori pubblici. Non risulta
Damiani, sappiamo ben poco, oltre al
quelli in cui era suddivisa lamministra- che il lavoro di Antonino Damiani si a
fatto che era ottima moglie, e madr e zione. Era poi stato lui ad avviarli alle mai stato pubblicato, in opuscolo o in

13
rivista. Ma le simpatie politiche che La Lira, il Mondo Comico, Il Portafo- autorevole che, nonostante la giovane
rivela indicano chiaramente per qual e glio. Solo un articolo di Abele rimasto et, gli toccher assumere tra i cospira-
via egli si accost alla cospirazione anti- conservato tra le carte e i giornali del tori al suo rientro a Marsala. Questo
borbonica, nella cui rete fin ben presto suo archivio. Sintitola Scienza dei fatti avverr nellestate del 1854, per la ne-
impigliato anche il fratello Abele. ed apparso sul Segesta, giornale paler- cessit di aiutare il padre m alato nella
Questultimo stava rapidamente accultu- mitano del 1853. conduzione del vigneto che la famiglia
randosi presso il seminario arcivescovi - Cos esordisce: possedeva. Al tempo stesso, per, Abele
le di Mazara, ricettacolo e centro di di f- Noi siamo in gran parte quel che gli dovr intervenire a sbrogliare una ma-
fusione delle idee liberali, accudito da avi ci fecero; scriveva uno storico Ita- tassa di cui ci sfuggono ancora i contor-
professori del calibro di un Nicola Bian- liano, la ragione del presente st nel ni. Sembra che lispettore di polizia, che
co e di un Simone Corleo, i quali desi- passato, e chi a quello non riguarda, dal 1852 aveva stabile sede presso il
deravano riforme politiche, e davano ai non potr ordinare che Costituzioni Giudicato Regio con lo speci fico incari -
giovani libert di pensare. In un registro inesperte; ed io, pi direi, non potr che co di sorvegliare i patrioti marsalesi, si
di polizia degli anni 1850-1851 i due scavare un abisso alla Umanit, ove foss e invaghito della bella Angelina.
fratelli risultano sorvegliati speci ali. Di con lei dovranno rovinare tutte le invisi- Giovanni Salemi, questo il nome
l a poco, come racconter Abele, avreb- bili reliquie che spandono la vita della dellIspettore, forte della sua autorit,
bero subito i primi provvedimenti re- societ vigente, e che non usate era giunto a ricattare l a famiglia Damia-
strittivi. Erano infatti rimasti coinvolti collocchio della ragione derivata da ni minacciando gravi conseguenze s e
nelle indagini relative a una vasta cospi- una analisi positiva su di tutte le traccie non gli fosse stata concessa la mano
razione antiborbonica che avevano avu- percorse dagli uomini, dovranno perde- della ragazza. Fatto sta che nei mesi ed
to inizio proprio a Marsala alla fine del re i futuri anni seguenti i Damiani attribuirono al -
49. Abele Damiani raggiunse il fratello un procl ama politico, mascherato da lispettore le persecuzioni che, per ricat -
Antonino e la sorella Angelina a Paler- rifl essione storico-filosofi ca, che risent e to o per vendetta, colpirono i due fratel -
mo nel 1852, con lintenzione di studia- del dibattito in corso allinterno del mo- li. Vi fu in realt, nellottobre del 1854,
re in quella universit. Ben poco dato vimento antiborbonico palermitano. Se unaltra grossa ondata di arresti, dopo
conoscere circa lambiente, che sindo- il giovane Abele si esprimeva solita- quella del 1850-51, scatenat a in part e
vina culturalmente e politicamente viva- mente in quel modo, lapparizione di dal rinvenimento addosso a Vincenzo
ce, che frequentarono, e delle gazzette ogni suo articolo doveva essere un av- Patti, un corriere inviato da M alta e tro-
letterari e a cui collaborarono: Il Segesta, venimento. Il che spiegherebbe il ruolo vato misteriosamente ucciso, di alcune
lettere comprom ettenti. Ne fece le spes e
anche Antonino Damiani che fu tratte-
nuto a Palermo a domicilio forzoso,
nonostante una brutta malattia ai polmo-
ni gli provocasse continue emottisi. A-
bele, contrariam ente a quanto si temeva,
non venne inquietato. Antonino potr
rientrare a Mars ala solo in occasione
della morte del padre. La mal attia non
imped che venisse nuovamente arresta-
to, ma insieme al fratello, il 10 dicembre
1856, su denuncia anonima per la fallita
insurrezione promossa da Frances co
Bentivegna nei comuni di Villafrati,
Ventimiglia e Ciminna. Mentre Antoni-
no veniva trasport ato allOspedale Civi-
co, dove rimas e vigilato da due guardi e
per alcuni mesi, Abele fin al forte della
Colombaja di Trapani, carcere duro, in
attesa che venisse istruito il processo.
Sar s carcerato il 20 febbraio 1857. Un
anno dopo moriva il frat ello Antonino.
Anche la sorella Angelina, prima di
essere prostrata dalla prem atura mort e
di una figlia, si era distinta, tra le signo-
re patri zie mars alesi, per la sua dedizio-
ne alla caus a garibaldina e per linfatua-
zione nutrita nei confronti della persona
di Garibaldi. Notevole impegno aveva
dimostrato nella raccolta di fondi desti-
nati allesercito garibaldino, sia durant e
la campagna del 60, che per quella
dAspromonte.

Manuel Atrarsa
Foto di Garibaldi con dedica ad Abele Damiani

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I mille misteri
dei Mille
Presa di Palermo a Porta Termini - Litografia Rossetti, Milano

L impresa dei Mille una delle im-


prese pi strabilianti della storia dItalia.
cratico, un fatto ormai acquisito, cos
come il tornaconto che ne ricav, ben
superiore a quanto esso stesso prevede-
ma di smobilitazione gi presente nelle
retrovie borboniche, egli cons egu sicu-
ramente qualche successo. Tuttavia una
Questo spiega lalone di mistero che da va e che lincapacit politica, la litigio- parte di quei soldati si comportarono
sempre lha avvolta. I borboni ci, scon- sit e gli ostacoli incontrati dalle altre ben al di l del loro dovere, e le batta-
fitti, furono i primi ad avanzare e di f- forze in campo gli consentirono di rea- glie di Sicilia (ferm a restando lirrever-
fondere dubbi e spiegazioni fant asiose lizzare. Per quel che riguarda il presunto sibilit della caduta del regime di Napo-
sulla regolarit dellimpresa, riprese aiuto degli inglesi baster dire che non li) furono decise sul campo a costo di
da pi parti ai giorni nostri. Va precisa- mai stato provato; anzi furono essi stessi numerose perdite umane dalluna e
to, per, che la stragrande parte di questi ad accus are i comandanti borbonici di dallaltra parte. Gli errori tattici e strate-
dubbi e ricostruzioni, anche se avvalora- imperizia. Molto si detto, poi, sui fi- gici non mancarono n dalluna n
te da studiosi di fama, non sono fondat e nanziamenti dellimpresa. A Garibaldi dallaltra parte. Gli es empi portati in-
sulla conoscenza puntuale dei fatti, cos ne pervennero da tutto il mondo, ma ben nanzi per sminuire il valore di Garibal-
come emergono dalle fonti archivistiche pochi di essi furono utilizzabili fino alla di, dei garibaldini, delle squadriglie e
e dalla sterminata pubblicistica esisten- conquista di Palermo, dopo l a qual e dei resistenti siciliani, e svalutare quindi
te. Sette segrete (massoneria in primo Garibaldi pot accedere alle casse del la loro causa ideale, i cui esiti definitivi
luogo), finanziamenti improbabili, aiuto Banco di Sicilia (ad es clusione dei de- essi non potevano conoscere, sembrano
di potenze estere, tradimenti di generali, positi dei privati cittadini), che gli con- avere unimportanza appena marginal e
ed altre cause ancora sono ipotesi tipi- sentirono lacquisto di armi, vapori, nelleconomia complessiva degli eventi.
che, che abbondano ancora oggi nei libri ecc. s enza dover dipendere da qualsi- In ogni caso i singoli fattori non sono
della part e sconfitta e dei loro emuli. In asi generos a offerta est erna. Il governo stati tali da poter esercitare uninfluenza
realt tutte queste cose ebbero una parte, di Torino, da sempre noto, indennizz determinante sulle battaglie, sulle fortu-
come in qualunque impresa militare di lautamente la societ di navigazione ne, sulle decisioni principali dei prota-
rilievo nella storia umana, ma in misura Rubattino della perdita del Piemonte, gonisti, e infine sulla simpatia genera-
molto ridotta rispetto a quanto si vuole del Lombardo e del Torino, ma solo ad lizzata con cui le popolazioni accolsero
far credere. Su queste circostanze, alcu- impresa finita. Rimane ancora contro- i liberatori e parteciparono allinsurre-
ne delle quali non furono mai negat e dai verso il ruolo dello stesso Rubattino e zione in tutta lisola. Non sta a noi spie-
protagonisti, esistono, da sempre, docu- del suo procuratore ed amministratore gare qui come i tempi della diplomazia,
menti pubblici. Tra i garibaldini, ad Fauch nella concessione dei vapori, in della politica nazionale e del cons enso
esempio, vi erano certamente dei mas - cosa questa consistesse e con quale cor- popolare, fossero maturi, e come l a di-
soni, ma il loro numero era estremamen- rispettivo, dato che tra i due scoppi una nastia borbonica, da tutti i commentatori
te esiguo. La m assoneria in Italia, e an- polemica, che dur anni, con conse- dellepoca anche quelli della stess a
cor meno in Sicilia, non era ben svilup- guente licenziamento del Fauch da parte borbonica fosse data per spac-
pata, e anche quando lo s ar, negli anni amministratore delegato della naviga- ciata. Queste poche righe rappresent ano
seguenti, si trover divisa e in conflitto zione generale italiana. Riguardo al tra- un tentativo per riportare a pi giuste
perenne al suo interno. Lo stesso discor- dimento dei generali e alla dis erzione proporzioni i fattori misteriosi del
so vale per le massonerie est ere; inoltre delle truppe nemiche, questo uno dei successo di Garibaldi in Sicilia. Che
il carattere della m assoneria solo in mi- primari obbiettivi di un esercito combat- daltronde non di un vero e proprio suc-
sura ridotta poteva confondersi con tente. Garibaldi, noto, non risparmi i cesso si sia trattato Naturalmente,
quella di un gruppo di pressione, coe- proclami ai fratelli napoletani (e ai sici - nel presupposto che vi sia buona fede,
rente e motivato su obbi ettivi politici liani) che combattevano nelle file dei che i dati siano reali e non inventati di
comuni. Che il governo di Cavour ap- borboni. Sia per la sua capacit di con- sana pianta, che la docum entazione si a
poggiasse limpresa, nei limiti consenti- vincimento, sia per le tradizioni demo- disponibile e ampiamente diffusa.
tigli dalla diplomazia internazionale e cratiche di parte di quellesercito, e in
dalla di ffidenza verso lelemento demo- particolare, degli uffi ciali, sia per il cli- Mara Saturnale

15
Miti
darte

N el linguaggio pittorico sono stati


ideati speci fici repertori dimmagine,
I ritratti, volutamente di piccolo forma-
to, potevano essere portati in viaggio,
anche per combinare matrimoni tra i
sino portaerei! Per analizzare i ritratti
che sono riportati nel testo seguiremo
tre livelli tassonomici dindagine:
chiamati generi iconografici. Ogni ge- rampolli delle ri cche famiglie. La fun- liconico, in cui identificheremo le im-
nere iconografico propone una tematica zione preval ente del ritratto, in quanto magini; liconografico, in cui le imma-
precisa e nas ce dalle esigenze comuni- linguaggio visivo, era ed di natura gini prenderanno signi ficato attraverso
cative propri e dellepoca stori ca che lo esortativa, perch la comunicazione le linee, le form e, i colori, i simboli;
ha generato. Nel religiosissimo Medioe- centrat a sul destinatario, su colui che liconologico, in cui identifi cheremo il
vo, ad esempio, si di ffonde il genere osserva, allo scopo di creare suggestioni rapporto tra lopera e il contesto socio-
della Nativit; nellOttocento si afferm a influenzando s celte o idee sul soggetto culturale, determinante per il modo in
il tema storico social e, tra Otto e Nove- ritratto. Se nostra intenzione compiere cui lartista si serve del codi ce visivo.
cento, con gli impressionisti, interessati unanalisi dettagliata di unopera visiva,
ai fenomeni della luce e dei colori, pre- non possiamo prescindere dallindivi-
domina il paesaggio. Il ritratto , forse, duare lemittente (lartista), il destinata-
tra i generi iconografi ci, il pi antico. rio dellopera, il messaggio, il codice
Nelle citt della valle dellIndo, nellan- usato (fotografi a, pittura, cinema) e il
tico Egitto, presso i greci e poi i romani, contesto storico e social e che lha pro-
era un lusso riservato ad imperatori, dotta. Nellarte esistono figure leggen-
nobili e condottieri famosi. Nel Quattro- darie che meritano unanalisi attenta e
cento il genere del ritratto si diffonde dettagliata per quello che ancora oggi
presso la nascent e ricca borghesia. Il continuano a rappres entare. Il mito di
ritratto, allora, diventa lo status symbol Garibaldi, ad esempio, stato alimenta-
del potere borghese. to dagli innumerevoli ritratti, molti da
lui stesso voluti, e dalle descrizioni ro-
mantiche che ne sono state fatte dai suoi
molti ammiratori, fra i quali Alessandro Al primo livello dindagine, quello ico-
Dumas. Il personaggio del ritratto, si sa, nico, cogliamo il punto di vista semanti-
deve essere idealizzato, ed il fisico deve co, cio il rapporto tra il significante e il
corrispondere al ruolo rivestito. Garibal- significato, ossia tra limmagine rappre-
di, nei ritratti, rappresentato con gli sentata e il signi ficato o cont enuto as -
occhi azzurri tendenti al viola, di media sunto. Il ritratto di Garibaldi rimanda
statura, ben costruito, con larghe spalle alleroe che combatte per l a libert. Nei
e petto quadrato. Nella realt Garibaldi ritratti oggetto della nostra analisi ci
aveva gli occhi castani ed era piuttosto sono pochi elementi semantici, ma for-
basso; fin da giovane, inoltre, soffriva di temente comunicativi. Gli elementi se-
terribili reumatismi. In moltissime abita- mantici sono segni distintivi particolari
zioni di proletari, borghesi e nobili che ci aiutano a comprendere il messag-
illuminati il ritratto delleroe figurava gio dellopera pittorica e si distinguono
accanto a quelli di famiglia, accostato in denotativi e connotativi. I segni deno-
talvolta alle immagini del santo protet- tativi si riferiscono allabbigliamento, ai
tore. Il mercato, naturalmente, lo adott colori, allespressione del volto, al ta-
subito come marchio commercial e di glio compositivo, al rapporto figura-
sicuro successo; cos le botteghe hanno sfondo. I segni connotativi sono i con-
avuto in vetrina scatolette di tonno, mar- cetti o contenuti comunicati attraverso i
sala, sigari, paste alimentari, caff, mar- segni denotativi, quali il ruolo e latti-
mellate; oltre a trattorie, alberghi e per- vit del soggetto, lappartenenza alla

16
ze di coraggio e sacri ficio (s egno con-
notativo), Si saputo poi che la scelta
fu casual e: quella tela rossa era una par-
tita di stoffa a buon mercato, comprat a
dalleroe a Montevideo e destinata in
origine alle divise dei macellai di Bue-
nos Aires.
Ma a quel colore sispir la povera gen-
te per rendere important e e ricco di sim-
boli persino l'inno di Garibaldi, un piat-
to livornese realizzato con gli avanzi del
giorno prima, utilizzando la ross a con-
serva di pomodoro. Mai leroe, legato ai
valori duguaglianza social e, avrebbe
indossato ununiforme borghese. La
camicia ross a, quindi, diventa segno
connotativo dellEroe dei due mondi.
Mito che nasce quando Garibaldi, a
capo di un gruppo di marinai dorigine
prevalent emente italiana, combatte con
valore per di fendere lUruguay nel con-
Silvestro Lega, 1861 flitto contro lArgentina. La storiografi a venturoso, amante della purezza e
uffi ciale e il linguaggio pittorico ci han- delletica della politica, mitico Liberta-
massoneria, lepoca storica, il contesto no trasmesso di Garibaldi la visione dor in America Latina e sostenitore in
socio-culturale, il patriottismo, la liber- eroica di un uomo animato dallideale patria degli ideali del Risorgimento, in
t. Il primo segno denotativo evidente forse pi alto, quello della libert poche parole un mito. Un mito che
nei ritratti di Garibaldi lespressione delluomo contro ogni forma di sopraf- ritratto in solitudine, assorto negli alti
del volto, tuttaltro che affabile, con uno fazione; un eroe coraggioso, capace di pensieri che possono balenare nella testa
sguardo penetrant e che incut e rispetto e rischiare la propria vita. Si tentato di di un Padre della Patri a, ma che ha, im-
timore. Leroe sempre in uni form e denigrare la figura di Garibaldi perch mancabilmente, la mano saldament e
garibaldina (segno denotativo), perch corsaro e spesso autore di atti di violen- appoggiata alla spada. Se Giuseppe
egli il ruolo che ricopre (segno conno- za, ma il mito di Garibaldi talment e Mazzini il binomio Pensiero e Azione
tativo). Dietro al personaggio c sem - radicato nella storia italiana, che nean- lo ha teorizzato, questi quadri ci di cono
pre un fondo chiaro che serve a far risal - che la storiografia negativa, non ufficia- che un altro Giuseppe, Garibaldi, lo ha
tare i colori accesi delluniforme: un le, riuscito a scal fi rlo. Lopera darte, reso finalmente concreto. Lo sfondo, sia
paio di pantaloni blu e una camicia ros - per essere pienamente compresa, deve esso un porto, unansa di fiume, un oriz-
sa. I pantaloni di tela blu di Genova, gli essere rapportata al contesto storico che zonte o un fondal e azzurrognolo, comu-
attuali blue jeans (segno denotativo), lha prodotta, attraverso unindagine di nica lidea che lEroe si trova in quel
poveri ma resistenti, erano in uso tra i tipo iconologico. NellOttocento non si punto solo per caso, che in procinto di
marinai e furono indossati dallEroe dei era ancora radi cata una mentalit paci fi - partire per altri e s conosciuti approdi,
due mondi durante lepopea dei Mille in sta e antimilitarista: un uomo, per essere che a lui si addicono non le poltrone e le
Sicilia. Al colore della camicia garibal - tale, doveva saper usare bene unarma e scrivanie dei burocrati, ma gli intermi-
dina rosso accesa (s egno denotativo), si dice che Garibaldi abbia detto ad Ani- nati spazi che il pensiero disegna per
scelto da Garibaldi per le divise dei suoi ta: Tu dilli alle donne italiane, che lavventura umana. E questo spieghe-
soldati, sono da sempre attribuite valen- disprezzino gli italiani codardi, rebbe il fatale innamoramento che il
glitaliani sbigottiti e che riserbino i Generale suscita in ragazzi e giovani .
loro baci per i valorosi che saranno Stefania Lucia Zammataro
redimere la nostra terra. Per Garibaldi
la guerra era importante quanto la politi-
ca o vi era strettament e connessa. In
essa aveva trovato una causa nella qual e
credeva e per la quale valeva di battersi.
Diceva di s, scrivendo ad un amico:
Io son fatto per romper i coglioni a
mezza umanit; e lho giurato; s! Ho
giurato per Cristo! Di consacrare la
mia vita allaltrui perturbazione.. Si
legge ancora nelle sue M emorie: certo
non prov tanta soddisfazione Colombo
nella scoperta dellAmerica come ne
provai io al ritrovare chi si occupass e
della redenzione patria. Quel che oggi
rimane nel nostro immaginario, lo di-
mostrano le innumerevoli mostre a lui
Sebastiano Melchiorre Fanelli, 1866 dedicate, il Garibaldi romantico, av- Gerolamo Induno, 1861

17
Giuseppe Cesare Abba:

da Quarto al Volturno
tra memoria e letteratura
A nche di fronte agli eventi pi com-
plessi della grande storia allo studente
Garibaldi partir, ed io sar nel nume-
ro dei fortunati che lo seguiranno

pi restio alla memorizzazione di date e e si evince la composizione sociale,


nomi pu sembrare interessant e scoprire let e la provenienza dei garibaldini:
i volti, leggere i pensieri, sondare le
emozioni di chi quegli eventi li ha vis- Si odono tutti i dialetti dell'alta Italia,
suti. Pu accadere, allora, che dalle pa- per i Genovesi e i Lombardi devono
gine di un libro compaiano allimprov- essere i pi. All'aspetto, ai modi e anche
viso 1089 uomini, per lo pi giovanissi- ai discorsi la maggior parte sono gent e
mi, che 150 anni fa salparono da Quarto colta. Vi sono alcuni che indossano
per giungere in Sicilia, inseguendo divise da soldato: in generale veggo
lidea di unItalia unita, guidati da un faccie fresche, capelli biondi o neri,
uomo dai contorni leggendari, Giuseppe giovent e vigore. Teste grigie ve ne
Garibaldi. Qual cuno di loro cons egn sono parecchie; ne vidi anche cinque o
alla letteratura il ri cordo di quellespe- sei affatto canute; ho notato sin da sta-
rienza. Certo, non si tratt quasi m ai di mane qualche mutilato. Certo sono vec-
racconti spontanei, di appunti di viag- chi patriotti, stati a tutti i moti da
gio o di impressioni estemporanee, ma trent'anni in qua () I siciliani a bordo
piuttosto di narrazioni meditate, non erano in quarantacinque; novecento e
sempre prive di retorica e spesso finaliz- pi erano lombardi, veneti, liguri e to-
zate ad esaltare in m aniera acritica scani. Professionisti e intellettuali in
limpresa compiuta. Ci non toglie, tuno anni il giovane Cesare, quando dal gran parte, il resto operai e artigiani.
tuttavia, che tra le righe di queste opere, suo paesino ligure si rec a Genova per
spesso troppo sbrigativamente liquidate imbarcarsi sul Lombardo, il piroscafo Cesare Abba pros egue raccont ando
nella sezione memorialistica dei ma- che insieme con il Piemonte salp giorno per giorno il viaggio verso la
nuali scolastici, si conservi il sapore di nella notte tra il 5 e il 6 maggio dallo Sicilia. Ma il suo non voleva essere un
sensazioni genuine, di ideali giovanili, scoglio di Quarto. Dalle parole di Cesa- semplice diario. Aveva aspirazioni lette-
di ansie, paure e convinzioni che anima- re Abba si percepisce lentusiasmo di rarie, il giovane Cesare, e per questo
rono la spedizione dei Mille. Capola- chi si accingeva a compiere limpresa: lavor alla sua opera per pi di venti
voro di questo genere minore conside- anni, limando e perfezionando forma e
rato Da Quarto al Volturno scritto da Garibaldi non lascier la Sicilia senza contenuti. Loperazione di riscrittura
Cesare Abba, uno dei Mille. Aveva ven- aiuto. I pi generosi hanno indovinato. tolse probabilmente fres chezza e spon-

18
taneit alla narrazione, ma pu aver del Bronte e degli altri paesini etnei in cui Meridione.
tutto oscurato lo spirito con cui lautore per un attimo si era sognata la rivoluzio- Un altro garibaldino, Ippolito Nievo, era
sal su quella nave? Quello spirito per ne: stato capace di raccont are in uno splen-
cui limpresa dei Mille fu percepita per dido romanzo, Le confessioni di un
molti anni come potenzialmente Dopo Bronte, Randazzo, Castiglione, Italiano, unepoca di grandi ideali e di
rivoluzionaria? Regalbuto, Centorbi, altri villaggi lo sottolineare limportanza di unItalia
Forse in parte. Ci piace immaginare, videro, sentirono la stretta della sua unita, senza rinunciare per a valutare la
tuttavia, che gli occhi con cui egli guar- mano possente, gli gridarono dietro: situazione italiana con uno sguardo cri-
d quella terra da liberare, ignota e Belva! Mai niuno os pi muoversi . Sia tico e a individuare i probl emi che il
temuta, fossero ancora pieni di immagi- pur lontano quanto ci porter la guerra, Risorgimento doveva affrontare. Anche
ni e sensazioni quando descrisse il suo il terrore di rivederlo nella sua collera lui lasci una cronaca della spedizione
arrivo in Sicilia: [...] baster a tener e quieta la gent e in Sicilia, nulla di pi di una serie di
dellEtna. note che culminavano nella conquista di
La Sicilia! La Sicilia! Pareva qualcosa Palermo.
di vaporoso laggi nell'azzurro tra ma- La narrazione di Cesare Abba rimane
re e cielo, ma era l'isola santa! (). Nel paesino etneo, infatti, le quindi, per il lettore di oggi, lunica che
proteste dei contadini in sostegno
Come si conoscono gli esuli siciliani! con tutti i suoi limiti ci raccont a
della riforma agraria proposta dal
Eccoli l a prora tutti affollati. In que- liberale Nicola Lombardo, furono limpresa dei Mille attraverso le voci
sto momento non vivono che cogli oc- sedate nel sangue. Con un processo dei suoi protagonisti, che cerca di tra-
chi. Saranno una ventina, di tutte le et. sommario cinque rivoltosi furono smetterci lo spirito ideale che guid chi
()Eccola l Marsala, le sue mura, le condannati a morte, pur non voleva unire lItalia, che ci fa immagi-
sue case bianche, il verde de' suoi giar- essendo responsabili delle violenze nare un giovane ligure che guarda con
dini, il bel declivio che ha innanzi. Nel avvenute durante gli scontri. gli occhi accecati dal sol e i paes aggi di
porto poco naviglio; una nave da guer - unisola sempre meno lontana
ra sta alla bocca e si tutta pavesata. dallItalia.
La mano possente quella di Nino Bi- Katia Perna
e il suo ingresso a Catania: xio, plenipotenziario generale delleser-
cito di Garibaldi, che ordin la repres -
Credeva d'entrare in una citt di Ci- sione violenta della rivolta di Bronte.
clopi, ma appena oltre la porta minac- Nel paesino etneo, infatti, le proteste dei
ciosa per i massi di cui formata, ecco contadini in sostegno della riforma agra-
la via lunga fino al mare, ampia, lavata, ria proposta dal liberale Ni cola Lombar-
fresca come vi dovesse passare la pro- do, furono sedate nel sangue. Con un
cessione del Corpus Domini. Eravamo processo sommario cinque rivoltosi, tra
un drappello che pr ecedemmo la briga- cui lo stesso Nicola Lombardo, che ave-
ta e i primi fiori gli avemmo noi. In va avuto la colpa di associare alla libe-
piazza dell'Elefante una sentinella chia- razione della Sicilia dal giogo borbonico
m la guardia, dieci o dodici giovinotti un ideale di giustizia sociale, furono
balzarono a schierarsi, presentarono condannati a morte, pur non essendo
l'armi facendo le faccie fiere. Sono gen- responsabili delle violenze avvenut e
te del paese intorno, raccolta da Nicola durante gli scontri.
Fabrizi.() Ho bell'e visto; questi per
noi sono gli ozi di Capua, Catania ha Stridono le parole di Cesare Abba quan-
dei profumi che addormentano. Siede do confrontat e con l e urla incredul e di
come Venere nella conchiglia, spossata un contadino, immaginate da Verga
dal godimento d'un ci elo, d'una campa- (che certo un rivoluzionario non era!) a
gna, d'un mare, che sembrano fondersi conclusione della novella Libert:
insieme in una sola vita per farle deli-
zia. Si sente una soavit d'aura anacre- Dove mi conducete? in gal era? O per -
ontica, su, vino e rose! Lampeggiano gli ch? Non mi toccato neppure un pal -
occhi delle donne uscenti dai templi mo di terra! Se avevano detto che cera
come Dee, colle vesti bianche, i manti la libert!. Giuseppe Cesare Abba nacque a Cairo Mon-
neri di seta fluttuanti dalle trecce per l e tenotte (Savona) nel 1838 e mor a Brescia
spalle. E noi guardiamo, noi beviamo Sulle speranze tradite dei democratici nel 1910. Amante dei classici, studi con
l'incanto ammirando. siciliani e della classe cont adina, Cesare passione la filosofia, accostandosi ai poeti
Abba tace. Nessuna ri flessione critica, romantici come Giovanni P rati e Aleardo
Pi meditata, e diremmo oggi politica- dunque, sul corso che limpresa garibal - Aleardi. Nel 1859 si arruol tra i cavallegge-
mente scorretta, invece l a frettolosa dina prese, sui comprom essi raggiunti ri di Pinerolo, ma prima di terminare l'adde-
trattazione di alcuni avvenimenti incre- con i grandi propri etari, sulla rivoluzio- stramento partecip alla seconda guerra di
indipendenza. Nel 1860 si un ai volontari
sciosi, che segnarono la svolta antide- ne tradita, per dirla con Gramsci, sa- per la spedizione nel Regno delle Due Sici-
mocratica di un movimento, quello gari- cri ficata sullaltare della real politique lie: il 5 maggio, dallo scoglio di Quarto si
baldino, che aveva fatto sognare ai con- da chi non volle raccogliere le istanze imbarc con i Mille per la Sicilia, dove ebbe
tadini siciliani una nuova societ, pi dei contadini e avviare una ri forma a- il battesimo del fuoco combattendo nella
giusta e pi equa. Cos, infatti, Cesare graria che avrebbe consentito il supera- battaglia di Calatafimi. Dopo la guerra torn
Abba rapidament e liquida la vicenda di mento dellarretratezza economica del a P isa dove scrisse il suo pi celebre lavoro.

19
L e pagine sotto riportate sono la prefazione al libro I
Mille che Garibaldi pubblic nel 1874. La prefazione,
dedicata Alla Giovent Italiana, unamara riflessione
di un combattente deluso dalla piega che hanno preso gli
eventi. Ormai vecchio, - e poco pi atto o nulla allazione
materiale - Garibaldi si rivolge ai giovani porgendo loro
dei consigli. Come quello di doversi occupare della politi-
ca, che significa affare dei molti, dove i molti sono quelli
che menan le braccia, interessati a sapere se la barca va
negli scogli o a salvamento. Non mancano gli strali del
suo mai sopito anticlericalismo, che insorge quando il
denaro pubblico, anzich sconfiggere lanal fabetismo,
come in Francia o in Germani a, finanzia i vescovi e simili
agenti delle tenebre!

20
21
Gli inglesi, le navi,

il marsala e la rivoluzione
Allepoca dei fatti di cui parliamo quil la cit tadi na agri col a, divenne Marsala non tale da farmi sentire
lInghilterra la principale potenza im- uneffervescent e realt industriale. Allo- tranquillo per la sicurezza dei sudditi e
periale e coloniale del pianeta. La sua ra le navi inglesi a Marsala, al di l del delle propriet britanniche senza la
presenza nel Mediterraneo ed in Sicilia loro potenziale signifi cato bellico e stra- presenza di qualche nave da guerra
rappresenta unassoluta normalit. Che tegico, stanno a presidio di ben precisi britannica nelle vicinanze. In realt di
a Marsal a, poi, diventa dimestichezza, interessi economici. Ecco perch im- recente non vi sono stati disordini in
visti i saldi rapporti commerciali e gli portante ascoltare gli umori di parte citt e sono stati arruolati 600 o 700
stabilimenti di produzione vinicola. Non inglese di fronte alle vicende rivoluzio- uomini nella guardia nazionale per
si deve dimenticare, infatti, che la fortu- narie. In una lettera del vice console mantenere la sicurezza pubblica; ma
na del vino marsala nasce dallintui- inglese, scritta il 19 giugno, si coglie pi della met degli uomini sono senza
zione avuta da John Woodhouse, nel nettamente un senso di preoccupazione armi da fuoco e lo spirito di parte
1773, di aggiungere acquavite ad un derivante dallincertezza della situazio- causa di contrasti tra gli ufficiali. Oltre
antico metodo locale di produzione. Il ne politica. trascorso oltre un mes e a ci, un generale sentimento di mal-
suo successo richiam a Marsala molti dallo sbarco: il vice console rileva che i contento sembra prevalere fra gli abi-
altri imprenditori inglesi, come Corlett, disordini sono ormai alle spalle, ma tanti in ordine alla leva ed all'organiz-
Wood, Payne, Hoppes. Tra questi Ben- acutament e coglie un senso di delusione zazione della milizia, come su diversi
jamin Ingham, assieme al nipote Joseph e di malcontento che affiora tra la gente, altri argomenti di importanza notevole.
Whitaker, si distinse per la capacit di specialmente riguardo alla leva. Il popo- Nello stabilire e mantenere l'ordine
ammodernare gli stabilimenti ed am- lo non ha torto a preoccuparsi. Tra me- pubblico nulla stato fatto a Marsala,
pliare i flussi di esportazione ben oltre i no di venti giorni, il decreto n. 87, ema- nonostante gli energici ordini che pro-
confini dEuropa. Marsala, in questo nato da Garibaldi, ora dittatore, prende- vengono dalle autorit di Palermo. La
modo, anche grazi e agli inglesi, nel bre- r a cazzotti la logica, dichiarando ob- gente qui sembra essere sotto l'influenza
ve volgere di qual che decennio, da tran- bligatorio il servizio dei volontari du- di un basso egocentrismo, che esclude
rante la guerra. Per il vice console il
cruccio pi grande quello dellordine
pubblico, ma non avr molti motivi per
dolersene ancora. Gli effetti del decreto
dittatoriale n 12 cominciano gi a dare
i primi effetti...

Vice Consolato Britannico


Marsala, 19 giugno 1860
Dal Vice Console inglese a Marsala a
John Goodwin H.B.M. Consul -
Palermo
Signore,
ho l'onore di informarLa di avere rice-
vuto la sua del 18 corrente e la informo,
in risposta, che lo stato delle cose a

22
ogni tipo di spirito pubblico e lo stesso
sentimento paralizza il Consiglio. La
carica di Governatore locale a Marsala
stata abolita pochi giorni addietro in
virt di un ordine generale che poneva
le diverse citt dell'isola sotto l'imme-
diata giurisdizione del Governatore di
ogni distretto. Marsala fa parte di quel-
lo di Trapani. Cos pure l'amministra-
zione locale degli affari pubblici dei
centri cittadini all'interno del Consiglio
civico e il delegato alla pubblica sicu-
rezza. Il Presidente del Consiglio ha
rassegnato le sue dimissioni due giorni
fa e sono stato informato che le autorit
locali non hanno aperto subito le lettere
ufficiali, arrivate con l'ultima posta.
Stando cos le cose la serenit del luogo
dipende interamente dalla Naziona-
le ...... discussione che sorge dallo spiri-
to di parte .......

Il tenore dell a lett era che segue,


dellanno successivo, ben pi rassicu-
rante. Con il proverbiale senso pratico
degli inglesi, il funzionario passa sinte-
ticamente in rassegna quelle variabili,
economiche o istituzionali, che mag-
giormente gli sembrano in grado di e-
sprimere uno stato di cose. Il risultato
non ambiguo: la rivoluzione non ha
cambiato nulla, il distretto tuttavia
perfettamente tranquillo...

Vice Consolato Britannico


Marsala 15 ottobre 1861
Dal Vice Console inglese a Marsala
a John Goodwin H.B.M. Consul -
Palermo
Signore,
ho il piacere di ricevere la sua lettera o di avere avuto qualche influenza a riuscito. Un nuovo tentativo di ricosti-
circolare dell'8 corrente, con la quale Mars al a, tr anne l'abol izi one del tuzione stato fatto, ma la maggior
mi informa che, siccome sulla stampa macinato, che ha prodotto grande e parte degli ufficiali nominati dal Gover-
non apparsa alcuna descrizione degna generale soddisfazione. natore della provincia ha rassegnato le
di fede sull'attuale stato della Sicilia, Ordine sociale. C' sicurezza di vita e dimissioni. Il distretto tuttavia perfet-
ritiene necessario inviare in Inghilterra propriet sia per i residenti che per i tamente tranquillo.
il pi velocemente possibile una relazio- viaggiatori e di recente non ho sentito Pietra Pomice
ne completa sull'isola fondata su rap- di ruberie per mare, che erano molto
porti ufficiali... frequenti pochi mesi addietro.
Buon governo. Vi sono carabinieri per
La rivoluzione non ha nulla a che la prevenzione del crimine e per arre-
fare con questi problemi e non sem-
bra avere fatto n bene n male o di
stare i criminali, ma i giudici trovano
avere avuto qualche influenza a molto difficile condannarli a causa del-
Marsala, tranne l'abolizione del la mancanza di prove e della riluttanza
macinato, che ha prodotto grande dei testimoni a farsi avanti, per cui la
e generale soddisfazione. maggior parte dei criminali fugge senza
punizione e non sembra esservi rimedio;
Gli agricoltori erano prosperi e diven- sotto il governo costituzionale la gente
tavano ricchi. La pesca del tonno non sta bene ma non sembra apprezzarlo.
stata produttiva per scarsit del pesca- Le leggi civili sono meglio amministrate
to. Il sale attualmente ha un prezzo mol- e in modo pi soddisfacente di quelle
to basso per mancanza di richiesta per penali.
l'esportazione. La rivoluzione non ha La Guardia Nazionale di Marsala John Woodhouse
nulla a che fare con questi problemi e stata sciolta alcuni mesi addietro e il
non sembra avere fatto n bene n mal e tentativo di riorganizzarla a luglio non

23
Giuseppe
Nuvolari,
molto
garibaldino
poco eroe

Siamo cos abituati a considerare le vicende dei Mille con


uninevitabile contorno di eroismo, che le memorie di Giu-
seppe Nuvolari ci appaiono improvvisamente umane, del
tutto umane. Il brano che segue tratto dalla seconda edizio-
ne di Come la penso, G. Ambrosoli e C. edit., Milano 1881.
Come dice il titolo, una delle aggiunte apportate alle Me-
morie. Il racconto si svolge a Marsala e narra particolari,
come quello della consegna della porta, o dellorologio della
citt, che sono senza dubbio comici e ricordano lironia anti-
militarista de Il buon soldato Sc'vik di Haek. In altri, come
la descrizione dellabbigliamento, il non sapere di una rivo- Cosa gli doveva consegnare? La Porta che non poteva portare con
luzione che pure era accaduta proprio l, appena un mese pri- me? Davvero che questaneddoto mi aveva tutta laria di un aned-
ma, il mal di mare dei bergamas chi, la sbronza di vino marsa- doto di Capitan Fracassa. Del Lanfossi non ne seppi poi pi nulla.
Lo lasciai, e mi diressi ove stava lo Stato Maggiore. Strada facendo
la, ci si avvicina, invece, ad una dimensione antieroica, asso- ci fermammo in una taverna, ove cerano altri, e domandammo da
lutamente inusuale. mangiare: non cera nulla. Un soldato, che mi conosceva, mi diede
Arc allora un pezzo di pan duro ed una cipolla. E questo fu il mio pasto
della giornata. Arrivato finalmente ove era lo Stato Maggiore, che
Aggiunta Settima risiedeva in un casone, che mi pareva il Municipio, mi fermai sulla
Torniamo a Marsala. E, se me lo si permette, voglio dire le mie porta. Quandecco ne esce il colonnello Cenni: vedermi e dirmi che
impressioni del primo giorno. facessi sentinella alla porta fu tuttuno. Dopo mezzora fu di ritorno,
Io fui dei primi a sbarcare, e, appena sbarcato, mi fu ordinato di e mi disse che a mezzanotte andassi a svegliarlo, perch doveva
andare con 8 uomini a Porta Trapani: col arrivato, misi una senti- andare a far una ronda. []
nella a 100 metri fuori della Porta, e cogli altri formai un picchetto Come dissi, aveva la consegna di svegliare a mezzanotte il bravo
sotto latrio della Porta stessa. Si avvicina un signore e chiese chi Cenni: ma come fare, se non poteva sapere le ore? Cera, vero,
eravamo e cosa facevamo; aveva rivolto a me le sue domande per- lorologio della citt che suonava le ore; ma le suonava con un
ch io vestiva luniforme di guida a cavallo, listata col grado di sistema tutto diverso dal nostro, ed io non ci capiva dentro niente.
sergente e aveva la spada al fianco; gli altri, meno uno, erano vesti- Del mio poi non poteva servirmi, perch si era fermato al momento
ti in borghese. Mi fece diverse domande, ed io altre gliene feci a lui, dellimbarco, ed era fermo ancora. Ad ogni modo pressa poco tirai
chiedendogli informazioni della rivoluzione siciliana del 4 aprile, a indovinare: montai le scale, girai dei grandi saloni tutti dormi-
della quale tanto si era parlato. Mi rispose che non ne sapeva nulla, vano. Guardai ma il Cenni non lo vedeva. In una sala vidi Crispi
e che soltanto, un mese prima, sera visto un giorno una bandiera che passeggiava: gli chiesi se sapeva ove era Cenni: mi rispose:
sopra una torre o un campanile per qualche ora e poi scomparve. Non cercatelo; vado io in vece sua. E allora me ne andai, ma
Mi disse che presentemente a Trapani cera una forte guarnigione, e compresi che anche al Cenni aveva forse fatto male il vino di Mar-
che in Marsala non cerano nemmeno gendarmi. Gli chiesi poi dove sala, come male aveva realmente fatto a quasi tutti. N poteva esse-
si poteva trovare del vino; ed egli gentile e premuroso corse alla re diversamente, se si considera che nessuno o ben pochi erano
sua casa, che era l vicina, e torn con due vasi pieni di vino; io abituati a quella razza di vino, e che tutti poi avevano sofferto in
volli pagarlo, ma egli non volle nulla. viaggio. Che abitudini da marinai potevano infatti avere, per esem-
Poco dopo, sento il cannone: mando Cariolato, perch sinformi dei pio, i Bergamaschi? e dico Bergamaschi perch questi furono quelli
nostri e venga a riferirmi, ed egli mi sta via tutto il giorno e non si che diedero il contingente maggiore alla prima spedizione []
lasciato vedere che alla sera. Rimproveratolo, a sentir lui, aveva Come fu lunga per me quella notte! Non vedeva proprio che lora e
torto io! E il cannone continuava [] il momento che spuntasse lalba. Dormire mi fu impossibile; ma
Alla sera venne a rilevarmi al posto di Porta Trapani la compagnia credo che anche il Crispi non abbia potuto chiudere occhio. Oh
di Lanfossi [sic], il quale voleva a tutti i patti che gli facessi la con- come desideravo una boccata daria aperta e libera! Intanto andava
segna per iscritto. pensando che noi forse fra qualche ora, in sul far del giorno, sarem-
Tutta la mia consegna era di non lasciar uscire alcuno e di lasciar mo stati circondati dalla truppa che era a Trapani. Non ci sarebbe
entrare chi lo voleva. rimasto altro partito che quello di gettarci in mare!

24
Eliodoro
Lombardi
I gnazio (Eliodoro) Lombardi (Trapani, 5 aprile 1834 - Palermo, 16 marzo 1894) trascorre gli anni delladolescenza e della
prima formazione letterari a tra Palermo, dove frequ enta luniversit, e Marsala. Frequenta gli ambienti della cospirazione
antiborbonica e, dalla met degli anni 50, calca le scene dei principali teatri di Sicilia, improvvisando versi irriverenti e pa-
triottici. La fama di poeta della rivoluzione lo accompagna sulle barricate di Palermo e sui campi di battaglia del 60 e del
66. La sua poesia e le sue idee intanto evolvono: la vena romantica subisce lattrazione della scapigliatura, con accenti addi-
rittura pre-futuristici e, accantonati i temi patriottici, affronta la grande questione social e. Sempre pi critico verso il naziona-
lismo e le guerre, abbracci a infine linternazionalismo e lantimilitarismo libertari. Linno Garibaldi in Sicilia circol clan-
destino in tutta lIsola fin dal 18 maggio 1860 e costitu il pi pregiato esempio di poesia finalizzata alla propaganda rivolu-
zionaria. La cont emporaneit del componimento rispetto agli avvenimenti, circostanza comune ad altri poeti, come lo stesso
Manzoni, rispecchia unidea militante della poesia ed attribuisce al poeta il ruolo di rivoluzionario. Non sarebbe certo un
male se questo anniversario riuscisse a riportare al rango di materia di studio poeti come il Lombardi. Forse non si scoprireb-
bero altri Manzoni (il metro il decasillabo di Marzo 1821), ma sarebbe interessante studiare se esiste un legame tra la
sesta strofa dellinno ed il decreto dittatoriale del 17 giugno 1860, con il quale Garibaldi sopprimeva la Compagnia di Ges.

Ma non senti? - Gi lira divina


Garibaldi in Sicilia Rugge accolta sul capo al Borbone
Gi la casa dAsburgo ruina
di Eliodoro Lombardi Pur del Tebro il tiranno cadr
Sol, vegliante, il Sabaudo Leone
Colla Croce e col Brando star.

Non sogno! sul lido sicano E voi Giuda sbucati dAverno


Stampa lorma il famoso Guerriero, Nera stirpe del Santo Lojola,
Lhan veduto, baciata han la mano Che del Cristo a sagrilego scherno
Che allo schiavo fa libero il pi. II suo nome tentaste usurpar.
Riedi al brando, riprendi il cimiero, Oh! .. tremate!... lipocrita Scuola
Garibaldi, o Sicilia, con te. caduta qual piombo nel mar.

Quei che frange dei despoti il soglio Simoniaci!.. voi lara vendeste,
Come turbo che i cedri sfracella, Sciagurati! la Patria tradiste,
Quei che allAustro fiaccava lorgoglio, Tracotanti!.. col piede premeste
Luno, il prode, cui pari non . Croce! Italia! Fratelli ed Onor!
Nuovo Scipio dItalia novella Profanaste, tramaste, rapiste;
Garibaldi, o Sicilia, con te. Or del Nume vi ha colto il furor.

Come voce di Arcangiol finale Su fratelli! dallAlpi al Boeo


Spezza i marmi, gli estinti ridesta Un sol voto ci stringa, un pensiero:
Tale Ei grida: Dal freddo guanci ale Una Italia! fia questo il trofeo
Sorgi, o Bella che dormi sul mar Che dei martiri il sangue ci di.
Come a danza di Libera festa Un sol Patto, un Vessillo, un Impero,
Tutta Italia tinvita a pugnar. Una Patria, un sol Brando, un sol Re.

Del servaggio lo spettro increscioso Generoso!.. linvitta parola


Ti grav con incubo di morte; Fiamma e vita alle sicule genti;
Quella morte ei chiamava riposo, No per Dio! chi allappello non vola,
Chiam pace lincubo di orror: No dItalia pi figlio non !
Fu ragion la ragione del forte, Noi sperammo! son pieni gli eventi,
E giustizia fu detto il dolor. Una Patria, un sol Brando, un sol Re. Arc

25
Balcone con vista
sulla

battaglia di Calatafimi
A lmirante Antonino Teodosio, attor
giovane e capocomico di una compagnia
Oltremodo cara mi giunse la sua affet-
tuosa e pregiata lettera del 26 giugno,
ma dolorosa perch mi apprese la di lei
di Viva lItalia, e Vittorio Emmanuele,
e il Generale Garibaldi impavidi, a
passo accelerato si portarono sino al
itinerante di teatranti siciliani, ebbe la malattia, che ora spero sia cessata del centro della vallata, ed incominciarono a
ventura di trovarsi in provincia di Tra- tutto. [...] Eccole i pi minuti particolari salire sotto una grandine di palle, e que-
pani nei mesi antecedenti e successivi della battaglia di Calatafimi [...]. sti prodi non erano altro che due compa-
allo sbarco dei Mille. Per conto di Lio- gnie dei Cacciatori delle Alpi: ed essen-
nardo Vigo egli aveva assunto lanno ...quando dopo pochi minuti do arrivati a tiro cominciarono anche
prima lincarico di smerciare, nelle loca- Garibaldi disse loro loro a far fuoco; ma moderato e sempre
lit attraversat e dalla compagni a, la animo, caricate alla baionetta avanzando sulla dritta, unaltra compa-
Raccolta dei Canti Popolari Siciliani viva LItalia essi risposero gnia cominci ad operarci sulla sinistra,
dello stesso Vigo. Aveva cominciato a intuonando linno di Garibaldi, e le squadre faceano qualche cosa ad
farlo egregiamente a Marsal a nel giugno e balzando in piedi cominciarono a intervalli, or dietro muri, ora dietro gli
del 1859 e continuava a farlo un anno guadagnar lerta alberi: sicch il fuoco cominci a farsi
senza pi tirare un colpo,
dopo, dal giugno allottobre del 1860, quasi generale.
a calate baionetta...
epoca alla quale risale la lettera qui par- Intanto a tutto galoppo venivano staffet-
zialmente pubblicata. Vi si racconta lo te dal campo al generale di momento in
svolgimento della battaglia del 15 mag- Il Campo distava dal paes e due miglia e momento, ed egli finalmente si decise a
gio 1860, che Almirante aveva potuto pi, daria, uno. Io mi trovava in un partire con tutto il corpo, e col capitano
osservare dal balcone della casa di Cala- balcone da cui distinguevasi tutto, e dArmi di Alcamo che venne con lui, i
tafimi in cui era alloggiato. La lettera poteva vedere quello spettacolo doloro- cui compagni, per parentisi [sic], servi-
assai interessant e perch, oltre a fornirci so e magni fico ad un tempo, col cuore vano di guida ai soldati, lasciando i due
unaltra, insolita, diretta dei fatti, rive- in tumulto, collansia del naufrago che pezzi sul pi alto punto del paese, che
la anche dettagli solitamente censurati cerca afferrare la terra, pendendo da tutti guardava il campo, e circa 300 soldati in
dalle fonti storiografiche, come le vio- i movimenti dei combattenti, i colpi dei custodia del paese che si era prefisso
lenze ed i saccheggi operati da alcuni quali echeggiavano fortem ente in un serbarsi per la ritirata. I Cacciatori delle
individui del posto addirittura ai danni petto Italiano! I nostri non avendo pi Alpi, a mett della salita, stanchi dalla
degli stessi feriti in battaglia! fl emma daspettarli a pi fermo, comin- corsa bisognavano riposarsi, protetti da
ciarono a discendere e sattacc il fuoco, una muraglia, sempre sotto un fuoco
Castelvetrano 5 Luglio 1860 gagliardo, ostinato, spaventevole; i no- vivo; quando dopo pochi minuti Gari-
Da Antonino Almirante stri servendosi delle sole artiglierie, baldi disse loro animo, caricate alla
al Benemerito Cittadino Sig.r Cav. r quelli anche della moschetteria, in gra- baionetta, viva LItalia essi risposero
Lionardo Vigo Calanna (Aci-Reale) zia del lungo tiro: da ci speravano vinta intuonando linno di Garibaldi, e bal-
Carissimo Sig. re Vigo la battaglia coloro; ma no, che al grido zando in piedi cominciarono a guada-

26
gnar lerta senza pi tirare un colpo, a
calate baionetta, lasciando dietro di essi
i martiri della libert, in un momento di
divino entusiasmo: il che scorag [sic]
totalmente i Soldati regi, vedendoli a-
vanzarsi senza far fuoco. Gi si scaglia-
vano quei mastini sui nemici che ancora
fulminavangli coi loro fucili, quando un
pugno di prodi fra cui il figlio di Gari-
baldi che portava la bandiera si gettaro-
no sur una schiera di Borboni di triplice
numero e simpegn una lotta ineguale,
allorch fu ferito il figlio di Garibaldi in
una mano, e non ostante ferito lottava
con due Soldati che volevano togliergli
la bandiera: allora accorse un capitano
dei nostri, fece riparo del suo corpo al
Valoroso giovane, si fece cedere la ban-
diera, e in quel momento ricev cinque
fucilate di sopra e cadde!
Contemporaneam ente, alla sinistra, un
altro drappello degli Italiani si gettava
sui cannoni, e dopo breve resistenza s e
ne impadron! Questo fu il segnale della
vittoria; i Soldati del borbone non mo-
strarono nessuna ferm ezza a resistere
alla baionetta, e incominciarono a fuggi -
re, ad essere inseguiti, a perdere quella
forte posizione, ma sempre a fuggire
precipitosamente, ch le loro trombe
non suonavano altro che la ritirata! Noi
dal balcone li vedevamo correre per la
china della montagna velocemente, e
giunsero al paese trafelati, e con le fac-
cie verament e patetiche, ed ebbero la
somma impudenza dentrarvi gridando Lionardo Vigo Calanna marchese di Gallodoro (Acireale, 1799 1879)
Viva il Re ma dovevano aggiungere
con pi coscienza, evviva le nostre gam-
be che ci han salvati! Ora necessario le fornisca alcuni anne- gli si domandava! ma quanti erano?
doti [sic] sulloggetto. Sotto il balcone risposero Qualche sei mila, ed avevano
dovio era, vi stava una sentinella, e forte cavalleria: ma quello che ci sbalor-
Un soldato pass
correndo e saltellando
mentre nel campo cominci la tromba a d si fu il sentire che cera Garibaldi!
grottescamente suonare la ritirata, essa tentenn il capo Mamm mia, per S. Gennaro un dia-
sotto la finestra malcontento, alla seconda volta, comin- volo incarnato! ec. ec. Se vorrei tra-
di mia sorella, ci a passegiare [sic]: alla terza, si volt scriverle altre bagattelle non mi baste-
dicendo a noi ma che suona, la ritirata? Quasi rebbe un altro foglio di carta, passiamo
non sono morto ingenuamente. Alla quarta disse in col- innanti
questa volta lera e sempre tentennando il capo ma Il Combattimento dur due ore e mezzo:
non moro pi! che, non fanno altro che suonare la riti- i feriti dei nostri furono circa 80; i morti
Non sono morto
rata!!! Un soldato pass correndo e circa 20 dei soldati morti 65. feriti ne
questa volta
non moro pi!!
saltellando grottescamente sotto la fine- restarono 35 in Calatafimi allospedale,
stra di mia sorella, dicendo non sono cinque carri pieni se ne trasportarono i
morto questa volta non moro pi! Non Regi alla partenza. Due feriti delle squa-
E sventolando la bandiera tolta ai nostri, sono morto questa volta non moro dre, oltre il Sig. r Stefano Santanna,
su cui era scritto Dono delle donne pi!! Altri dicevano, form andosi a oggi P res i dent e del m uni ci pi o
Genovesi al Prode Garibaldi ma era crocchio con paes ani, (perch quei sol- dAlcamo, e Governatore del Distretto,
una grande e ricca bandiera! Dopo co- dati poi sono di buona pasta E chi ve e due morti.
minciarono a trasportare i feriti napole- lo pu dire? Ce ne erano di cento nazio- A mezzora di notte la truppa cominci
tani, poi si chiam lappello, indi distri- ni! E come si battevano come Leoni a partire dal paes e in perfettissimo silen-
buirono il presto [?] ed il pane, e comin- (non erano pi conigli! ) e poi cera il zio, senza n trombe, n tamburri, ne
ciarono a farsi i preparativi per la fuga, monaco! come si gettava con quel [sic] alitare! Persino ai cavalli furono
cio, per la partenza! Perdoni se sono trombone! quello poi che ti faceva poste le scarpe per non far rumore, tanto
lungo e le riesco noioso; ma a mio cre- senso si era che avanzavansi dicendoci, che molti dei paesani ignoravano la loro
dere non posso passar sotto silenzio tira, tira, e loro non sparavano. Mamma partenza, n sapevanla se non se quelli
alcune cose. mia, erano tanti diavoli!! Altri, a cui che li vedevano s filare, ch non furono

27
uditi dalcuno. Insomma fu una evacua-
ta vergognosissima! AllAlba del 16
entrarono i nostri prodi!
E sino il terzo d dal combattimento si
trasportavano feriti Il paese fu tiepi-
do freddo in proporzione di ci

E sino il terzo d dal combattimento


si trasportavano feriti
Il paese fu tiepido
freddo in proporzione
di ci che doveva fare!
Quei Valorosi non ebbero
lOspitalit,
non dico che meritavano,
ma che poteva offrirgli il paese
su ci non mi dilungo
perch io che fui
attore e testimonio di molti fatti,
ho ripugnanze a narrarli
forse lo far di presenza,
se il Signore mi conceder
questo piacere ancora!

che doveva fare! Quei Valorosi non


ebbero lOspitalit, non dico che merita-
vano, ma che poteva offrirgli il paese
su ci non mi dilungo perch io che fui
attore e testimonio di molti fatti, ho ri-
pugnanze a narrarli forse lo far di
presenza, se il Signore mi conceder
questo piacere ancora! Non dir come
alcuni di quei prodi giovani svenuti dal-
le ferite, furono indegnamente svaligia-
ti, saccheggiati, spogliati da villani ed
assassinii di quei contorni, che anzi da
alcuni delle stesse squadre! Tiriamo un
velo su ci, e si contenti chio non alzi
un lembo di questo lenzuolo dinfamia
tiriamo avanti. Verso 15 ore comin-
ciarono a veni re le squadre dei comuni
vicini, e destarono qualche brio, e furo-
no quelle di S. Ninfa, Partanna, Monte
Vago, S. Margherita, Poggio Reale,
Monte di Trapani, indi quelle di Castel-
vetrano, Sciacca, Menfi, Mazzara, Cam-
pobello ec. ec. sicch alla era il paese non li avess ero tratti di l. Ma so luogo, e di tanto in tanto la sera se ne
avea preso altro aspetto! Insomma il 17 questottimo Presidente, Sig. r Amari, sentono, e qualche individo [sic] mor-
Part Garibaldi con i suoi, e le squadre, un uomo forte e di gran coragio [sic] to, o ferito Anche prima di questo
to. le circa 2,000. Rest il Colonello Od- civile, n si lasciato imporre, che anzi succedeva qualche omicidio. Perci qu
do, altri Uffiziali e qualche compagnia, alla testa dei buoni cittadini prosiegue pi alcuna speranza di recitare, mezzi di
che provvidero i carri di alcuni pezzi, ad arrestare i malevoli, e notte e giorno fare un viagio [sic] non ne abbiamo, e la
casse di cartucce, munizioni ec. ec. e sta sotto larmi: il paese non pi tran- mia malattia ha portato disturbo a me,
verso il d 20 o 21 partirono anchessi quillo, perci abbasso il teatro Pazien- alla famiglia, alla compagnia, perch
con altri pochi di squadre.- [...] za! Mi dimenticava: il dopo pranzo non si prende alcuna risoluzione. Il no-
In questa abbiamo fatto quattro recite, e del 2 si era riunito molto popolo sotto il stro stato non brillante!!!
dai 2 Luned sera, si chiuso il teatro palazzo della comune, e cominci a Gradisca i rispetti di tutti i miei, ostensi-
per una turbolenza avvenuta. Si sono gridare abbasso tizio, abasso [sic] fila- bili per tutta la sua famiglia. Mi coman-
fatti molti arresti di facinorosi che vole- no, abasso alcuni consiglieri del Muni- di senza riserba, mi conservi il suo amo-
ano compromettere il paese, anzi credo, cipio ec. Vi fu un momento che si stava re e mi creda per tutta la vita
far sorgere lanarchia, quellanarchi a venendo alle armi, fortunat amente non 7. Luglio 60 Aff. mo amico
tanto cara al governo degli ex Borboni: sucesse [sic]. Si chiese che il Cancellie- Antonino Almirante
si figuri che si sono fatte due barricat e re Giudiziario del passato governo foss e
lateralmente alla prigione, che in tal partito in fra 24 ore, si promise, e poi si Natale Musarra
modo resta chiusa dai quattro lati, e ci esegu ma il paese rest commosso;
perch il partito era grosso e si temeva la sera vi furono due fucilate nello stes-

28
loro presenza intrecciat a ad un proget -
to cospirativo riguardante la Sicilia. Gli
viene dato un foglio di via e si spostano
a Parigi. Anche da qui sono ben presto
espulsi e riparano a Londra. Nel 1859,
durante la seconda guerra dindipen-
denza, tornano in Italia e nel marzo del
1860 Rose si imbarca per la Sicilia per
favorire lo sbarco di Rosalino Pilo, ri-
tornando poi a Genova in tempo per
imbarcarsi a Quarto. Nella spedizione,
Rose si distingue come infermiera, spe-
cie a Calatafimi, dove i soldati prendono
a chiamarla Rosalia, nome che conser-
ver per sempre. Dopo i sacrifici della
guerra seguono i fasti della bella vita,
con il trasferimento in uno splendido
palazzo nella nuova capitale, Firenze.
Qui comincia la caduta di Rosalia. La
stiratrice non regge il confronto con il
brillante consorte. Crispi dice di averl a
sorpresa ubriaca, le rimprovera di non
avergli dato un figlio, la accusa di avere
origini oscure. E mentre si fa pi folgo-
rante lascesa del marito, pi cupo di-
venta il declino di Rosalia. Crispi ha
unaltra donna, la giovane, bella e bor-
bonica Lina Barbagallo, dalla quale ha
avuto una bambina. Crispi la sposa nel
1878, ma il matrimonio provoca uno
scandalo, specie dopo che la Regina
Margherita ha preso visione dellatto di
matrimonio celebrato a Malta con Rosa-
lia. Lo scandalo porta ad un processo
per bigamia, ma Crispi viene assolto,
perch i giudici accertano che il matri-
monio celebrato a Malta nullo in
quanto il prete era stato sospeso a divi-
nis a causa della sua attivit patriottica.
Rosalia viene convinta ad accettare l a
situazione per amore del marito, della
sua carriera e per del denaro che pu
strapparla allindigenza. Il dissidio tra
Rosalia ed il suo antico amore nasce
forse dalla spregiudicat ezza del politico
che abbandona i repubblicani per schie-
rarsi con i monarchi ci: una scelta che
per la visione semplice di Rosalia equi-
vale al tradimento di un ideal e e di tanti
compagni di lotta. Intanto Rosalia scen-
de precipitosament e gli ultimi gradini di

Una su Mille una vita ormai priva di significato. I


vecchi compagni provano vergogna per
lei. Continua a vivere a Roma, sopravvi-
vendo con la pensione assegnat a ai Mil-
le. Muore, povera, nel 1904, dimenticata
da tutti, anche da quel mondo risorgi-
Rose Montmasson, detta Rosalia, nata Palazzo Madama. Proprio l incontra mentale che, se non le doveva la vita, le
nel 1825 in Savoia, allora parte del Re- Frances co Crispi, detenuto politico in doveva almeno un tributo di riconoscen-
gno di Sardegna, passata alla storia seguito al fallimento della rivoluzione za. La sua salma viene tumulata in un
come lunica donna ad aver fatto part e indipendentista siciliana del 1848. Do- semplice loculo, concesso gratuitament e
della spedizione dei Mille. Di famiglia po la fallita cospirazione mazziniana a dal comune nel cimitero del Verano,
povera e di gradevole aspetto, Rose si Milano, Crispi deve riparare a Malta, ove tuttora riposa.
reca a Torino per guadagnarsi da vivere dove Rose lo seguir. A Malta i due si Antonio Squeo
stirando la biancheria delle prigioni di sposano, ma gli inglesi scoprono che la

29
Baciamani proibito e bambini soldato
Con il decreto n 1, emanato a Salemi il 14 maggio 1860,
Garibaldi assume, in nome di Vittorio Emmanuele, la funzio-
ne di dittatore della Sicilia. Con altro decreto, n 140 del 3
agosto, anche la Sicilia adotta lo Statuto Albertino, la Costi-
tuzione gi vigente nello stato sabaudo. Con il successivo
decreto 257, del 15 ottobre 1860, il Dittatore Garibaldi di-
chiara che le due Sicilie fanno parte integrante dellItalia, e
che egli deporr la Dittatura nelle mani del Re. Allinterno
dei limiti temporali fissati da questi atti, si svolge lattivit
legislativa del dittatore Garibaldi. Dal 14 maggio al 26 no-
vembre del 1860, direttamente o attraverso i prodittatori, il
Generale emana ben 340 atti, quasi due al giorno. In questa
sede non si pu certamente affrontare unanalisi puntuale
della produzione giuridica: si vuole solo suscitare qualche
rifl essione. Lesigenza di dare segnali di svolta sociale sugge-
risce il decreto n 5 del 17 maggio, che abolisce la tassa sul
macinato, o il n 16 del 2 giugno, che regola la ripartizione
dei demani comunali a favore dei combattenti. La logica della

30
rinascita economica suggerisce lo sviluppo delle infrastruttu-
re: ecco allora il decreto 58, non unico, sulla costruzione delle
ferrovi e. Si d spazio alla ricostruzione di un tessuto cultura-
le: e allora via a nuove cattedre universitarie, istituite, tra gli
altri, dal decreto n 80. Ma questo terreno, per Garibaldi, va
sgomberato da quelli che considera gli agenti delle tenebre:
subito arriva il decreto n 45 che scioglie ed espelle Gesuiti e
Redentoristi. Il Dittatore consapevole che i comportamenti
sono una spia della natura dei rapporti umani e che un bacia-
mano ha lo stesso peso di un vincolo feudale. Il decreto n 35
abolisce il titolo di Eccellenza e il baciamano, specificando
per, da uomo ad altro uomo, e salvando cos lo spazio per la
galanteria. facile, cogliendo fior da fiore, enfatizzare la por-
tata liberatoria e libertaria di questi atti normativi. Quando,
per, unofferta appare un po troppo speciale, bisogna subito
chiedersi dov la fregatura. Il decreto n 12, sicuramente
sotto lassillo del mantenimento del necessario ordine pubbli-
co, statuisce la pena di morte per i reati di furto, di omicidio e
di saccheggio di qualunque natura. Il decreto n 87, con
grande sprezzo del ridicolo, afferma che il servizio dei volon-
tari obbligatorio durante la guerra. Il decreto n 52, consi-
derando che listituzione di un battaglione di adolescenti pro-
mette i pi belli risultati per la futura organizzazione
dellesercito, perch dar ai battaglioni individui sin dalla
tenera et avvezzi alla severa disciplina, al comando, alla
istruzione ed alle manovre militari, lo istituisce immediata-
mente, regolandolo con il successivo decreto n 53.
Allarticolo 8 si specifica che al compimento di anni dicias-
sette ed un giorno glindividui di tal corpo saranno spediti
nei diversi Battaglioni dellesercito, ove obbligatoriamente, Le giustificazioni per caus a di forza maggiore, come quelle
se in guerra, e volontariamente in tempo di pace, debbono che invocano la ragione di stato, non sempre sono le pi
servire pel numero di anni fissati per lesercito nazionale. convincenti. Vediamo un ultimo decreto, il n 221 del 29
Evidentemente linteresse per la militarizzazione delladole- settembre, fi rmato dal prodittatore Mordini. Prevede
scenza deve essere particolarment e sentito, tanto che ci si listituzione di Commessioni per rivedere le opere teatrali.
ritorna sopra con la legge 331 del 3 novembre 1860. Il batta- Con queste, formate da tre individui commendevoli per
glione dadolescenti prende il nome di Istituto militare Gari- probit e dottrina, si vuole evitare che il Teatro, destinato
baldi ed composto da 1200 ragazzi. Il limite inferiore let per la sua origine a formar la mente e il cuore del popolo e
non minore di 10 anni, quello superiore, che era di 17, viene tener vivo il sentimento nazionale, non divenghi fomite di
abbassato a 14! Qual cuno potr obiettare che erano altri tem- corruzione e non serva a traviare la pubblica opinione.
pi, che si diventava grandi molto prima, che anche tra i volon- Non sar forse il caso di parlare di censura?
tari garibaldini si erano intrufolati un bel numero di ragazzi. Anteo Quisono

31
Antonio Squeo, Garibart , Elaborazione su fotografia di Gustave Le Gray, 2010