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Caesar van Everdingen, Natura morta con Busto di Venere, 1665 - Olio su tela, Mauritshuis, L’Aia

giornale per studenti, insegnanti ed altri esseri pensanti

2€
d ic . - g en.
2009/2010
A n n o III n. 4
memoria
l‘arcobaleno

editoriale
2

L
a Repubblica italiana riconosce il
ggiorno 27 gennaio,
g data dell’abbattimento
dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Me-
moria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico),
le leggi
gg razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, glig italiani che
hanno subììto la deportazione, la prigionia,
g la morte, nonché coloro che, anche in
campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto
g di sterminio, ed a rischio della
propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
g E’ l’articolo 1 della legge
20 luglio
g 2000 n° 211 che istituisce la giornata g della memoria. Come per le più ggra-
vi malattie, anche per i totalitarismi esistono efficaci mezzi profilattici: si chiamano
informazione, interesse, senso critico, partecipazione, memoria. Ma il senso di un nu-
mero del giornale
g dedicato interamente alla memoria non si esaurisce nella, pur assolu-
ta e inderogabile,
g necessità di non dimenticare le più immani tragedie g del secolo scorso.
I Greci dell’età arcaica fecero della memoria una dea, la chiamarono Mnemosine e la de-
signarono
g come madre delle nove muse, concepite assieme a Zeus. Il poeta è l’uomo della
memoria, ricorda il passato e prefigura g il futuro. La letteratura e la poesia, figlie g esse stesse
del ricordo, si sono nutrite di memoria in ogni g epoca e regione.
g Riaffiorano alla nostra me-
moria di studenti le pagine g in cui Ulisse o Enea raccontano le loro appassionanti vicende;
oppure quelle, altrettanto indimenticabili, in cui Dante lascia che Paolo e Francesca, Fari-
nata, Ulisse, Ugolino,
g Pier delle Vigne, g Pia dei Tolomei e tante altre figure, g si abbandonino
all’umanissima dolcezza e sofferenza del ricordo. E, per restare nelle aule scolastiche, come
non ricordare Leopardi? Lui, il poeta delle ricordanze, è senza dubbio il più ggrande evo-
catore di immagini, g fissate in un passato nel quale, molto facilmente, i giovani g riescono
a specchiarsi. Il motivo lo spiega p g egli g stesso nello Zibaldone: Il passato, a ricordarsene,
è più
i bello del presente,come
p il futuro
f a immaginarlo.
g Perchéé? Perché il solo presente ha la sua
vera forma
f nella concezione umana; è la sola immagine g del vero; e tutto il vero è brutto.
Fuori dalla dimensione poetica, nell’economia prosaica della forza, il passato
lo scrive chi ha il potere nel presente. E allora si tenta di riscrivere la sto-
ria, provando a negare g l’Olocausto, come da decenni provano a fare i
cosiddetti storici negazionisti.
g Oppure, dato che erano giovani,
forti e sono morti, mettendo sullo stesso piano chi è morto
per la libertà di tutti e chi è morto per la supremazia di
una razza o per il dominio di un duce. Ricor-
dare è resistere, ricordare è esistere.

Tobia Ravà, Memoria del futuro, Memoria universale – 2007


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Quando mi guardi
i miei occhi sono chiavi,
il muro ha segreti,
il mio timore parole, poesie.
Solo tu fai della mia
memoria
una viaggiatrice affascinata,
un fuoco incessante.

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Al di là di sei fiumi e tre catene di montagne sorge Zora, città che chi l’ha vista una
volta non può più dimenticare. Ma non perché essa lasci come altre città memorabili
un’immagine fuor del comune nei ricordi. Zora ha la proprietà di restare nella memoria
punto per punto, nella successione delle vie, e delle case lungo le vie, e delle porte e delle
finestre nelle case, pur non mostrando in esse bellezze o rarità particolari. Il suo segreto
è il modo in cui la vista scorre su figure che si succedono come in una partitura musicale
nella quale non si può cambiare o spostare nessuna nota. L’uomo che sa a memoria com’è
fatta Zora, la notte quando non può dormire immagina di camminare per le sue vie e
ricorda l’ordine in cui si succedono l’orologio di rame, la tenda a strisce del barbiere, lo
zampillo dai nove schizzi, la torre di vetro dell’astronomo, l’edicola del venditore di co-
comeri, la statua dell’eremita e del leone, il bagno turco, il caffè all’angolo, la traversa che
va al porto. Questa città che non si cancella dalla mente è come un’armatura o reticolo
nelle cui caselle ognuno può disporre le cose che vuole ricordare: nomi di uomini illustri,
virtù, numeri, classificazioni vegetali e minerali, date di battaglie, costellazioni, parti del
discorso. Tra ogni nozione e ogni punto dell’itinerario potrà stabilire un nesso d’affinità 3
o di contrasto che serva da richiamo istantaneo alla memoria. Cosicché gli
uomini più sapienti del mondo sono quelli che sanno a mente Zora.
Ma inutilmente mi sono messo in viaggio per visitare la città: obbligata poesia e
a restare immobile e uguale a se stessa per essere meglio ricordata, Zora
languì,
g , si disfece e scomparve.
p La Terra l’ha dimenticata.
racconto
[
[

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

La scomparsa
o p della memoria
senza
memoria
e le sue conseguenze
pare identificarsi col mostrare indif- i più ggiovani l’estraneità non si basaa
4 ferenza per qualunque immagine di su alcuna esperienza negativa,
g non si
di Graziella Priulla ‘politica buona’. fonda su alcun ragionamento
g pessi-
La lontananza dalle istituzioni è il mistico. Semplicemente non c’è mai
primo dato che colpisce, in misura stato posto per questo ambito, nellaa

I
l distacco crescente dalla politica inimmaginabile
g per una generazione
g loro vita. Levolvere del sistema di
e dalla sfera pubblica costituisce come la mia: è da ricordare, tuttavia, valori verso le sfere della socialità ri-
un punto centrale della riflessio- che la maggioranza
gg della popolazione stretta e della vita privata era ggià ma-
ne contemporanea sulla condizione dei sistemi occidentali nutre senti- turo quando sono nati. Non ne hanno
conosciuto un altro. Già il mainstream
della politica come cosa sporca eraa
patrimonio diffuso del senso comu-
ne. Loro non erano ancora alle ele-
mentari neglig anni di Tangentopoli,
g e
infatti nella loro memoria non ne è
rimasta traccia.
In un simile contesto non ci si può
stupire se la memoria storica è de-
stinata a svanire. Il passato è tutto
allineato su una sola linea, definibile
come ciò che non è ppiù (e allora a che
serve?). Senza queste coordinate, è
inevitabile che il presente si appiatti-
sca sulla biografi
g a individuale.
Dai dati di lettura dei giornali
g sap-
piamo che lo stesso diritto all’infor-
mazione - a suo tempo conquistato
a così caro prezzo e ggiunto a questi
ragazzi
g senza alcuno sforzo - pare
loro superfluo, assorbito nell’indiffe-
renza. Gli avvenimenti del mondo e
dell’Italia e le ragioni
g che li fondano
si rivelano al contempo insopportabi-
li e incomprensibili, in un’indistintaa
successione di immagini g irrilevanti.
Democristiani? socialisti? comuni-
sti? Riferimenti sfocati o muti, perr
la loro esperienza. Da sempre riten-
ggono l’occuparsi della cosa pubblicaa
appannaggio
gg di una categoria
g che de-
finiscono ‘i politici’: ggeneralizzazione
che usano comunemente, conden-
sandovi un po’ di separatezza, un po’
di disprezzo.
La storia recente del paese è per i più
terra ignota.
g Quando arrivano alle ggio-
vani orecchie distratte, le sue vicende
risultano monche, decontestualizzate
tessere di un puzzle impossibile e inu-
tile da ricomporre.
p Alla maggioranza
gg a
Thomas Todd, Inna dei miei studenti (universitari, e per p r
di più iscritti a Scienze politiche) ri-
ggiovanile. Mentre l’ideale democra- menti di apatia e di disinteresse nei sulta difficile datare anche approssi-
tico sarebbe quello di una comunità confronti delle procedure democra- mativamente eventi come la Libera-
di individui consapevoli e politica- tiche, come le ricerche politologiche zione (“da che?”), il referendum sullaa
mente attivi, molti dei nostri ragazzi
g ormai da tempo segnalano.
g monarchia, la Costituzione, la legge gg
tendono a sentirsi orgogliosi di ciò C’è tuttavia una signifi
g cativa differen- sul divorzio, la nascita del centro-si-
per cui noi avremmo provato vergo- g za: se per le ggenerazioni precedenti si nistra, il rapimento e l’assassinio di
ggna: vivere nell’epoca post-ideologica tratta di delusione e disincanto, per Aldo Moro, gli anni di piombo e il
terrorismo. Fatti collocati in un gge- ce e perché sono inseriti in reti sociali cose non era apprezzato e le agenzie
g
nerico passato, vaghi g per molti, senza organizzative
g e valoriali. Quando non di socializzazione - i partiti, i sinda-
nessuna eco per moltissimi. dispongono
g di questo codice, quan- cati, la scuola pubblica, spesso la fa-
La guerra
g fredda era quella che si do mancano reti che li includano, o miglia
g - si adoperavano per combat-
combatteva nei paesi del nord. Mao si estraniano o scelgono
g le soluzioni terlo, per prevenire il malessere o per
fforse è il diminutivo di Maometto. più ovvie: la politica personale, le pa- canalizzarlo, per far esprimere le sue
Non sono battute, ma risposte vere, role d’ordine più semplici, i richiami ragioni.
g Invece, al presente, disincan-
serie, agli
g esami. populistici. to ed estraneità non solo sono diven-
Ormai abbiamo deciso di dare per Per la formazione degli g orientamen- tate le pulsioni prevalenti, ma è sta-
scontato che la storia del dopoguerra
g ti politici è cruciale il periodo che va to lasciato loro un spazio tale, sono
sia terreno vergine
g (“a scuola ci fer- dai 15 ai 25 anni: è la fase della socia- state così abilmente alimentate, che
mavamo alla prima gguerra mondiale” lizzazione nel corso della quale si co- hanno acquisito un dichiarato valore
- e adesso le ore di storia sono state struisce l’appartenenza sociale. Nel positivo, nella nota spirale che si au-
ulteriormente ridotte): non hanno nuovo millennio questa coorte appa- toalimenta.
mai sentito nominare De Gasperi o re ripiegata
g su se stessa, alla ricerca di Parlare di battaglia
g perduta è facile:
Togliatti; molti collocano il fascismo un’identità cui sembra impedita una individualisti insofferenti di regole,
g
“tanto tempo fa. ”Quanto?” “Un se- maturazione signifi
g cativa. votati a un consumismo irriflesso …
colo, forse due”. Anche a casa non ne Non riescono, perché mancano loro Ma saranno classe dirigente,
g rappre-
hanno parlato mai. il contesto, i riferimenti, gli strumen- sentano il risicato futuro di questo
D’altronde ben pochi sanno dire chi
ha governato
g “prima di Berlusconi”,
che costituisce la loro unica compe-
tenza diretta ed è comunemente rite-
nuto spartiacque e svolta rispetto a un
passato “di sinistra” (l’idea che “prima”
ci fossero stati sempre al governo
g “i
comunisti” è passata con incredibile
facilità, e mi guardano diffidenti - “ma
lei è di parte” – quando, per dimostra-
re che non è vero, azzardo una storia
del potere nel dopoguerra).
g
Le parole stesse della politica intrec-
ciano una rete di territori sconosciu-
ti, in cui hanno paura di perdersi.
Un piccolo episodio. Qualche mese
fa il trentunenne Tommy, y ascoltando
una popolare trasmissione di Radio
DeeJay, y non trovandosi d’accordo
con quanto detto dal conduttore, Fa-
bio Volo, ha pensato bene di scriver-
ggli: “Comunista! Comunista! Comu-
nista!”. Volo, perplesso, lo ha contat-
tato, domandandogli g cosa intendesse
per “comunista”, visto che non c’en-
trava niente col tema della trasmis-
sione. Tommyy ha cercato di ggiustifi-
carsi: “Ma gguarda...sinceramente ...
comunista è come dire interista!... è
un insulto, così ... la definizione della
parola, esatta, non la so”. Dato che il Francesca Woodman, foto da House series, 1976
radioascoltatore divagava,
g Volo lo ha
riportato alla domanda iniziale: “Ma
cosa vuol dire essere comunista?”. ti, i criteri, a vedere un nesso tra la paese di vecchi!
Risposta: “Mah... votare... c’è anco- vita e la politica. Persuasi di essere In ggioco non sono l’inno di Mameli, il
ra Cossutta?”. Volo ha invitato il suo deboli e indifesi in un mondo com- tricolore che torna a sventolare. Il de-
interlocutore a riflettere: “Tommy, y plesso, immersi in scenari complessi- ficit parte dall’ignoranza
g civile. Una ri-
hai 31 anni, non puoi farti dire dagli g vi di insicurezze, demandano ad altri cerca condotta per conto dell’Istituto
altri cosa devi pensare. Bisogna g che la ggestione della loro esistenza. Cattaneo su seimila maturandi italiani
tu pensi le cose che dici; puoi anche Tutto intorno a loro, da che hanno - dieci anni fa - rilevava che oltre laa 5
dirmi ‘comunista’, ma devi almeno l’uso di ragione,
g ha fatto capire
p che metà dei giovani,
g che magari avrebbe-
sapere cosa signifi
g ca!”. le macrodimensioni (ciò che è collet- ro preso all’esame 58 o 60, non sapevaa
Sono segni
g di un complessivo smot- tivo, ciò che è ppubblico, ciò che è so- rispondere alla domanda: “quali sono
tamento dell’ambiente simbolico: ciale) nascondono insidie e inganni,
g i rami del Parlamento?”. Figuriamoci
g
chi è stato nutrito fin da bambino a sono pericolose e ostili. Meglio rifu- con che occhi sgranati
g leggono
ggg di “bi-
Nutella e circensi la fa registrare con ggiarsi nel proprio orticello. cameralismo perfetto”, o di “presiden-
maggiore
gg evidenza. Anche in passato la vita democrati- zialismo alla francese”.
La politica è un codice, e per giunta
g ca contava un numero consistente di Ma votano.
complesso. I cittadini partecipano ignari,
g di delusi, di scontenti, di in- Un popolo sovrano che di politica non saa
perché qualcuno li socializza al codi- differenti. Allora però questo stato di e non vuol sapere nulla, che sovrano è?

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
utilizzate per mantenere in allena- molto più complessi e che coinvol-
mento la memoria, considerata, a ggono varie zone dell’encefalo.
ragione, il fulcro della nostra capa-
p Ma il terzo contenitore come riceve
cità di conoscere (o, ancora meglio,
g le informazioni?
di riconoscere). Se volessimo utiliz- Tutto il meccanismo della memoriaa
zare una definizione mediandola dal si articola intorno al sistema lim-
mondo dell’informatica, potremmo bico (gruppo
g di strutture cerebrali
memoria e dire che la memoria è la capacità
di acquisire, elaborare e rievocare
che formano i margini g interni dellaa
corteccia cerebrale). Esso rappresen-
cervello un’informazione.
In realtà, quando utilizziamo il ter-
ta la zona del cervello che gesti-
sce le emozioni. Di questo sistemaa
6 mine memoria, compiamo una fa parte l’ippocampo ed è proprio
di Rosario Coco* semplificazione linguistica, poiché questa parte del sistema che sele-
si dovrebbe, più correttamente, par- ziona le informazioni da trasfe-
lare di memorie, ognuna
g delle quali rire nel terzo contenitore, ovvero laa
rappresenta una serie di sistemi in- memoria a lungog termine (secondaria).

“U
no – pruno, due – bue, terconnessi complessi, con scopi e Perché succede questo? Per com-
tre – re, quattro – gatto, comportamenti molto diversi. prendere questo fenomeno bisogna g a
cinque – propinque, sei A sostegno
g di quanto detto, ci soc- ricordare che tutte le componenti
– pigmei,
g sette – saette, otto – ot- corrono ggli studi di fisiologia,
g che del sistema limbico hanno il com-
tentotto, nove – piove, dieci – ceci” dimostrano come tutte le informa- pito di regolare
g i comportamenti re-
questa filastrocca, che ricorda quel- zioni da noi acquisite vengono
g im- lativi ai bisogni
g primari, esssenzia-
le ascoltate nei ggiochi dei bambini, magazzinate
g in tre depositi differen- li per la sopravvivenza dell’individuo
in realtà non è altro che un sistema ti da cui vengono di volta in volta e della specie: il mangiare,
g il bere, il
mnemonico popolare, che sfrutta richiamate. procurarsi cibo, le relazioni sessua-
una tecnica per ricordare una se- Alla luce di queste acquisizioni di- li, ed anche, per una specie evolutaa
quenza di dieci parole, nell’ordine stinguiamo: come l’uomo, la capacità di interpre-
appropriato. • una memoria sensoriale-im- tare i segnali
g provenienti dagli altri e
E’ solo una delle tantissime tecniche mediata a che utilizza i cinque sensi dall’ambiente.

... TU SEI QUELL


(udito, tatto, ggusto, vista, olfatto) e
permette di conservare le informa-
p
A questo punto è facile compren-
dere perché la memoria risentaa
Alexander Sterzel, Senza titolo (part.)

zioni pper un tempo brevissimo (po- notevolmente delle emozioni siaa


chi secondi). positive sia negative,
g che tendono
• una memoria a breve termine ad influenzare l’apprendimento.
che conserva p per un tempop p poco ppiù Questo ci spiega, ad esempio, per-
lungo
g (qualche minuto) le informa- ché, se si prova insofferenza perr
zioni ricevute dalla memoria senso- una materia scolastica, sarà scarsa laa
riale, dopo averle elaborate. possibilità di apprenderla, mentre,
• una memoria a lungo g termine di contro, un approccio positivo riu-
dove vengono
g conservate per anni o scirà a stimolare il ritmo di trasfe-
decenni alcune informazioni, elabo- rimento nella memoria secondaria.
rate in modo ancora più complesso e E’ da rilevare, inoltre, che un atteg-
trasformate in ricordi stabili. giamento positivo può nascere spon-
Per essere ancora più chiari, sfor- taneamente, ma p può anche essere
ziamoci di considerare questi tre notevolmente incrementato (come
depositi come dei contenitori co- succede talora p per alcuni studenti
municanti fra loro: possiamo, allora, più volenterosi!), cercando e trovan-
affermare che la memoria sensoriale do delle motivazioni e, soprattutto,
- immediata trattiene per pochi atti- stimolando l’auto-motivazione.
mi le informazioni provenienti dagli g Per completare la comprensione dei
organi
g di senso, eliminandone circa meccanismi della memoria, è impor-
il 75%. Del rimanente 25%, soltanto tante sapere che non esistono zone
poco meno dell’1% viene trasmesso del cervello dove vengonog memo-
e conservato nella memoria a breve rizzati singoli
g dati, come in un disco
termine (primaria), che è il deposito fisso di un computer, ma che ogni g
più limitato dell’encefalo. informazione viene distribuita attra-
E’ ovvio che la suddetta schematizza- verso un intero complesso di cellule
zione serva a rendere più facilmente della memoria. Pertanto, succederàà
comprensibili
p una serie di pprocessi che,, se si richiama alla memoria un
dato, può essere sufficiente presen- riferire, ad esempio, che una donna
tare una ppiccola pparte del modello di età superiore ai 65 anni presenta
(una associazione) per ottenere il difficoltà nel ricordare quello che
modello nella sua interezza. è successo, o i nomi delle persone

Andrew Polushkin, Reconstruction of Memory (part.)


La complessità, peraltro solo accen- che normalmente frequenta o an-
nata, dei sistemi fisiologici
g coinvolti che i nomi delle cose che utilizza
nei meccanismi della memoria ci fa comunemente, può indurre a ipo-
comprendere, pertanto, come anche tizzare una fase iniziale di malattia
i più banali disturbi della memoria di Alzheimer.
possano rappresentare un segnale
g di Oltre l’invecchiamento, anche l’alco-
allarme per un possibile danno cere- lismo (che sta diventando un proble-
brale. ma sempre p piùp concreto in ambito
La perdita parziale o totale della me- ggiovanile) ed altre encefalopatie tos-
moria va sotto il nome di amnesia. siche e carenziali possono causare
Diverse sono le cause che pos- severi disturbi della memoria.
sono provocare una perdita, to- Si può intervenire sulla perdita di
tale o parziale, della memoria. memoria? A parte l’intervento far-
Fra le cause naturali che abitual- macologico,
g qualcosa può essere fat-
mente determinano questo evento, to in fase di prevenzione; è impor-
va sicuramente annoverato l’invec- tante, ad esempio, il mantenimento
chiamento. di un’attività intellettuale che possa
A tal proposito però occorre ricorda- favorire un costante impegno,
g anche
re come Cicerone sostenesse che ggli in età avanzata; altrettanto impor-
anziani ricordano ciò che interessa e tante è mantenere degli g stili di vita
che perdono la memoria solo se non adeguati:
g l’attività fisica, bere in ma-
la esercitano. Opinione più o meno niera moderata, evitare il fumo (an-
condivisa dai ggeriatri moderni che che se per un certo periodo sembra-
definiscono questa condizione con va p
potesse p proteggere
gg dall’insorgen-
g
il termine di “amnesia senile be- za della demenza!), seguire una dieta

LO CHE
nigna”:
g le cose importanti vengono
g
ricordate e, in realtà, si dimenticano
RICORDI...
corretta. Garantire un adeguatog
porto gglucidico al cervello, mangiare
g
ap- che stiamo vivendo, dando così un
valore a tutto ciò che ci circonda,,
n

i dettagli
g ma non l’insieme. Ad enfa- molta frutta e tanta verdura come dalle cose, agli
g ambienti, alle perso--
tizzare l’importanza della memoria fonte di antiossidanti, che proteg- g ne; riesce a farci conoscere la nostraa
nell’invecchiamento, Norberto Bob- ggono contro il deterioramento e le identità, dando un senso logicog allaa
bio afferma che: malattie legate
g all’invecchiamento. nostra vita psichica, aglig eventi ed d
“Il mondo dei vecchi, di tutti i vec- Grassi entro certi limiti (sotto il 30% alla nostra storia personale. Ci per--
chi, è il mondo della memoria. Si dice, delle calorie totali) per mantenere mette la comprensione di tutto ciò ò
alla fine, tu sei quello che hai pensa- un ggiusto peso, evitando il rischio di che ci circonda ed interagisce
g con n
to, amato, compiuto. Aggiungerei tu malattie come diabete ed iperten- noi; di collegare
g il nostro tempo e
sei quello che ricordi”. sione, che possono favorire la per- il nostro spazio, di comprenderee
Tuttavia, il malfunzionamento della dita di memoria. Per la formazione l’attimo presente come una logica g a
memoria nella persona anziana - che di acetilcolina, neurotrasmettitore evoluzione del nostro passato ed è,,
potremmo definire “non normale”, coinvolto nei meccanismi della me- in definitiva, una premessa neces--
ma “nella norma” - può subire una moria, utilizzare alimenti quali tuor- saria del nostro futuro. Senza laa
velocizzazione considerevole ed un lo d’uovo, soia e legumi
g in ggenere. memoria è come se tutto diventassee
tangibile
g aggravamento
gg a seguito
g di Utilizzare pproteine daglig alimenti di un incomprensibile ggroviglio
g di no--
particolari condizioni patologiche.
p g origine
g animale (carne, p pesce, uova, zioni senza alcuna possibilità di un n
È ciò che accade in alcune malattie latte e derivati) che sono anche fonti senso logico
g e si perdesse progres-
g - 7
degenerative (malattia di Alzhei- di vitamina B12. sivamente la capacità di svolgere g e
mer, malattia di Parkinson, depres-p Ma non si può concludere un ra- le più comuni attività quotidiane..
sione, demenze vascolari, ecc.) o in ggionamento sulla memoria senza Non ci sarebbe più nessuna possi--
seguito
g ad alcuni eventi patologici g comprenderne il significato
g emo- bilità di interagire
g con ggli altri, non n
che p provocano specifici danni a li- zionale, che va ben oltre l’aspetto riuscendo più a distinguere tra per--
vello cerebrale (ictus, trauma crani- fisio-patologico:
g infatti, la memo- sone conosciute o sconosciute, traa
co, ecc.). ria rappresenta un filo sottile che quelle che per noi hanno una ggran--
Pertanto, diventa importante per lega
g tutte le nostre azioni, le nostre de importanza e quelle che invecee
i medici riconoscere quelle situa- sensazioni, i nostri sentimenti e le non hanno alcun significato.
zioni iniziali, apparentemente sfu- nostre emozioni. Ci permette di
mate,, di scarso significato.
g Sentirsi collegare
g i fatti accaduti con ciò *medico ggeriatra

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
Nel medioevo, la struttura stessa del- comunicativa, osserva, riflette, ricor-
la chiesa, per il popolo analfabeta che da. Il meccanismo della memoria si
non poteva comprendere la messa in attiva in un duplice senso: memoriz-
latino, diventava un libro di pietra ri- za il fatto rappresentato e contempo-
coperto da bassorilievi raffiguranti i raneamente arricchisce concetti giàà
fatti della Bibbia. All’immagine scul- impressi nella memoria.
memoria torea e pittorica (pensiamo ai graffiti
preistorici), prima ancora che alla pa-
Il pedagogista Piaget spiegava il mec-
canismo di arricchimento continuo
e arte rola scritta, è stato affidato il compito
di far ricordare. Il linguaggio iconico
dei concetti già costituiti nella me-
moria, con i termini di assimilazione
8 è sempre più immediato ed incisivo e accomodamento, meccanismi essen-
di Stefania Lucia Zammataro del linguaggio scritto ed ha una va- ziali per l’apprendimento, quindi, perr
lenza pedagogica maggiore. l’adattamento all’ambiente e per laa
Qualche esempio? Due opere subli- sopravvivenza.
mi: La fucilazione del 3 maggio di Tutto il sapere di un popolo dipende

L
a memoria è ciò che ci concede Goya e Guernica di Picasso. Il fatto dalla memoria. Nel momento in cui
di possedere per sempre quello storico sociale è preciso, freddo, cru- un gruppo umano elabora una formaa
che il tempo ci ha tolto. do. Entrambi gli artisti si affidano al di scrittura, crea la sua possibilità di
L’arte è la forma linguistica attraverso linguaggio cromatico per suscitare tramandare un numero di informa-
cui il pensiero, quindi la memoria, si nello spettatore sgomento e orrore. zioni maggiori rispetto al sistema di
concretizza e prende forma attraver- Il modo è soggettivo: colore caldo trasmissione orale. La memoria col- l
so immagini. e violento per Goya, tetro bianco e lettiva di un popolo, da cui deriva laa
E’ stata la pittura, prima che la foto- nero per Picasso. Il colore e la parola propria mentalità, è la sintesi
intes delle
ggrafia “impressionasse” in un foto- sono strumenti limitati, le loro com- esperienze tramandate e delle con-
ggramma un’immagine da ricordare, binazioni sono invece infinite, come suetudini di vita ad esse correlate. Laa

LOPERA DARTE COME SP


a fermare nel tempo volti e cose. I infinite sono le suggestioni produci- storia
sto a è memoria, anche se memo-
ggeneri iconografici del ritratto e del bili. La capacità di produrre opere ria selezionata. Ognuno di noi sa di
soggetto storico nascono dall’esi- altamente comunicative dipende
ende dal- essere esistito e di esistere grazie allaa
ggenza di tramandare e diffondere de- l’ampiezza del bagaglio mnemonico
moni e memoria.
terminati valori. L’immagine, roman- culturale di colui che ne costruisce
i la Il concetto di memoria è legato al
tica, passionale o violenta, con la sua struttura. concetto di tempo. La memoria ren-
capacità di suscitare emozioni pro- Nel momento in cui lo spettatore si de il tempo relativo: un evento può,
fonde, sottolinea e rafforza la parola. pone di fronte ad un’opera
un’op altamente per la sua peculiarità, rimanere per
sempre nella nostra memoria e per
sempre esistere.
Il concetto di memoria è anche le-
gato al concetto d’inconscio. Nell’in-
conscio si formano immagini mentali
profondamente impresse nella nostraa
memoria, che agiscono e ci condizio-
nano a nostra insaputa. Nella corrente
artistica del Surrealismo, l’inconscio
assume i contorni del mondo onirico.
L’apparente “irragionevolezza” del
mondo do ppoetico di De Chirico, è l’ir-
ragionevolezza
onevolezza del mondo onirico. Il
quadro, per l’artista
ta surrealista, è un
no
spazio entro il quale l’uomo esprime
prim
la suaa libertà, oltrepassando le strut-
ture ben definite del mondo reale.
Con la poetica surrealista si crea unaa
frattura tra arte e società, tra mondo
esteriore e mondo interiore, tra fan-
tasia e realtà.
Francisco Goya, La fucilazione del 3 di maggio, 1808 Il surrealismo trae spunto dalla psica-
Museo del Prado, Madrid nalisi pper una ricerca sulle origini
g del
Pablo Picasso, Guernica, 1937 - Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid
pensiero e delle ideologie dell’uomo, primari, piatti, la linea è scultorea, la gruppo surrealista; è l’affermazionee
basata sempre sul dialettico confron-
n luce
l è immateriale; anche le ombre di valori soggettivi, unici, che valoriz--
to tra memoria storica e individualle. so
sono marcate, ma non rispondono a zano l’uomo nella sua autenticità. È
La memoria è conoscenza, base per nessuna logica di chiaroscuro; nes- una rivolta sociale che non si consu--
la formazione della coscienza. L’uo- suna luce le produce, servono solo a ma nelle piazze gracidanti di slogan n

PAZIO DELLA MEMORIA


mo crea così il suo libero pensiero. creare suggestioni psicologiche. Lo di protesta, ma che opera in sordina,,
Nei quadri di De Chirico la memoria spazio è inabitato
ato e inabitabile, è ric- con strumenti silenziosi, che costrin--
prende forma di immagini sognanti, co di simboli: è lo sp
spazio della memo- gono lo spettatore a introiettarsi nell
remote, individuali, che cercano di ria più profonda, quella dell’inconscio quadro come dentro ad uno specchio,,
liberarsi da secoli di sovrastrutture, di Freud e della psicanalisi. Il tempo e a riconoscersi in quelle immaginii
convenzioni e inibizioni sociali, per è, insieme, eterno e immutabile. Ra- oniriche dissacratorie, proprio dellaa
ritrovare l’uomo nella sua autenti- ramente l’uomo è presente:
resen un treno vergognosa falsità e ipocrisia di lui,
cità. Dato che il sogno occupa nella che passa in lontananza,
nza una
u bambina il buon pensante borghese che li staa
vita dell’uomo una porzione di tem- che gioca in primo piano. osservando.
po importante, nel sogno l’uomo vive La componente classica presente
una vita parallela dove il tempo e lo nelle sue opere non è storicismo,
icism ma
spazio sono relativi, in cui soddisfa la trasposizione della nostrastra antica
pienamente i suoi desideri reinter- tradizione in una dimensione meta-
pretando le esperienze vissute duran- fisica a senza tempo, in cui la nostra
te lo stato di veglia. memoria storica, la nostra cultura, a, ri-
La surrealtà à è un luogo in cui gli vivono in una dimensione psicologica
ogica
elementi razionali della veglia, tro- scevra da canoni, in cui il pensiero
vano un punto d’incontro con gli fluttua libero e reinventa la storia.
elementi contraddittori del sogno. Nella dimensione dell’inconscio ogni
Nei quadri di De Chirico si mesco- relazione è logica, plausibile. Gli
lano elementi architettonici apparte- oggetti, gli uomini, si liberano della 9
nenti ad epoche storiche differenti,
ne funzione logica e del ruolo che li le-
remote
emote e recenti.
rece Statue solitarie, gano alla realtà; tutto viene ribaltato:
architetture fantastiche e impossi- dimensione, materiale, funzione, per
bili, colonnee greche, torri medievali, assumere di vovolta in volta significa-
portici rinascimentali, ciminiere dii ti nuovi, soggettivi, liberi dal con-
fabbriche moderne. Ogni elemento trollo sociale
le che li ha prod
prodotti, dal
architettonico sembra vivere di vita buon senso, dalla morale le bborghese.
propria, ogni funzionalità razionale è È un sentimento di autentica ribel-
ribaltata, come è ribaltata ogni logica lione sociale quello che alberga nelle Giorgio De Chirico,
relazione dimensionale. I colori sono opere
p di De Chirico e dei p pittori del Le Muse inquietanti, 1918

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
storia della musica in p particolare, ggenerazione di sbagliato? g

senza storia
del costume e della società in gge- Non abbiamo memoria
nerale, non dell’intera storia di un storica? Devo credere ad
popolo.
p p E dire che di ggrandi cose Hobsbawm quando q dice
ne sono successe nel 1991:
99 la gguerra che la maggior ggg parte dei gio- g
del Golfo, la fine dell’Apartheid,
p lo vani è cresciuta in una sorta
scioglimento
g dell’URSS, ggli agguati
gg di ppresente ppermanente, nel
memoria della banda della Uno bianca… Forse
ero troppo
pp p piccola… pproviamo con
qquale manca ogni
organico
g
g rapporto
con il passato
p
pp
storico
dei tempi qualcosa di più vicino…. Una cosa
q
che mi colp pì molto fu l’elezione di
del tempo p in cui essi vivono?
Cerchiamo su internet, di
10 Dannyy Mendez a miss Italia. Era
forse la p
prima donna nera che avessi
solito si trova tutto… ma-
ggari ad una certa età cam-
di Eleonora Spadaro mai visto. Che anno era? Controllia- bia il tipo p di memoria…
mo su Wikipedia…1996.
p 99 Ed ecco che Leggendo
gg q
qua e là capisco
p
l’ho fatto di nuovo. Evento epocale,
p che nei soggetti gg anziani
s’intende, ma sempre di costume e viene compromessa la me-
moria recente e resta atti-
va quella remota. A q quan-

I
eri sera mio nonno mi to pare è un fattore biolo-
raccontava di q quella ggico: ppiù si invecchia, p più
volta che col carretto, si perdono
p neuroni e così
con alcuni parenti, andò diminuiscono il p peso del
a trovare uno zio appena pp cervello ed il numero dei
tornato dalla campagna p g dendriti, ovvero i collega- g
d’Africa e trasferito in una menti tra un neurone ed
caserma a Siracusa. Era il un altro. In p poche p parole,
1935, lui aveva dieci anni mio nonno non ricorda
e oggi, che ne ha quasi quello che ha mangiato
q g
ottantacinque,q ancora ri- ieri a p
pranzo, ma di sicuro
corda q quella lunghissima
g ricorda q quello che ha fat-
notte di viaggio,
gg i racconti to nel maggiog g del ’32.
dello zio sull’Africa, l’orec- Ma non è q questo il p pun-
chio di Dionisio e la fonte to. Qui si p parla di un
Aretusea, che q quel giorno
g problema sociale: non
vide p proprio
p p
per la p prima nasciamo senza esperien- p
volta. Provo a p pensare za, qqualcuno ce la lascia
quale mio ricordo dell’in-
q in eredità. Forse questo
fanzia p possa compararsi
p lascito è così vasto e ric-
ad un evento storico di co che non lo si sa ggesti-
quella p
q portata, ma l’unico re, non si sa q qual è il suo
che mi viene in mente è la posto designato;
p g si relegag
morte di Freddie Mercury, y in soffitta p perché sembra
avvenuta nel 1991. Avevo un marchingegno g g stra-
cinque
q anni e me ne ricor- no e non si capisce p bene
do bene, p perché mia ma- a cosa serva. Mi hanno
dre era una ggrande fan dei sempre insegnato che le
una memoria

Queen e q quel ggiorno era cose p preziose si tengo- g


veramente dispiaciuta
p p
per no bene, si rispolverano
l’accaduto. Cerco q qualche continuamente p per non
altro evento, ma nella mia far pperder loro la lucen-
mente riaffiorano solo società si tratta. E anche il 1996 p pro- tezza, che non vanno dimenticate
eventi storici che vanno pone fatti di rilevanza storica non
p dove capita,
p ma custodite. Qual è
dal compimento
p dei miei comuni, come la visita di Castro in la causa di q questo scempio? p
dodici anni in poi, quando Vaticano. Addirittura, a Portopalo p Forse i mezzi di comunicazio-
ormai ero in cammino ver- di Capo
p Passero, a 40 kilometri da ne rendono la storia un p piatto del
so il flagello
g della pubertà,
p dove vivo, si comp pì p
proprio
p quell’an-
q ggiorno che non viene riportato p nel
incredibilmente vicina ma no la “Strageg di Natale”, q quasi tre- menu, da “mangiare” g solo oggigg per
p
paradossalmente lontana
p cento immigrati
g morti, la ppiù ggrande poi cancellarlo dalla lavagnetta
p g p
per
dall’infanzia. tragedia
g del Mediterraneo dei nostri riscriverne un altro il giorno g dopo?
p
Perché mio nonno ricor- tempi,
p e io non ne sapevop nulla fino È forse il metodo di insegnamento g
da momenti che hanno aqqualche tempo p fa! La domanda di- scolastico, che impediscep di collega-
g
segnato
g la storia dell’Ita- venta un mantra nella mia mente, re gli
g eventi e li presenta
p ai ragazzi
lia e del mondo e io solo adesso voglio
g p proprio
p sapere
p p
perché come fossero situazioni a sé stanti,
la morte di un cantante la storia ha fatto così ppoco parte del- indipendenti
p e radicalmente scisse
inglese?
g Per carità, non la mia vita di bambina. da tutto il resto, come se non ci fos-
voglio
g sminuire l’impor-
p Non credo di esser la sola a non ri- sero cause e conseguenze, g ma solo
tanza e le ripercussioni
p cordare fatti di risonanza gglobale “fatti”? Non so esattamente il per- p
che ha avuto la p prematu- della mia infanzia. Credo sia come ché, ho solo prove p indiziarie e ipo- p
ra scomparsap di Freddie un virus che impedisce
p di immagaz-
g tesi da verificare. Ma oggi gg mi sento
Mercury, y ma ggli strascichi zinare la storia nelle nostre testoli- artefice della storia e testimone al
della morte di q quest’uo- ne come q qualcosa da ricordare in tempo stesso, e di questo q mi ricor-
mo hanno riguardato la un prossimo futuro. Cos’ha la mia derò di sicuro per tutta la vita.
A
cianciana
nnidati nel cuore dell’entro-
terra. Siamo chi fummo. Chi
ricordiamo di essere stati.
Vite ingoiate.
Zingari e rumeni e albanesi e
musulmani. Italiani e siciliani prima.
Pronti a desiderare, sognare e persino
rubare cieli altrui. Un esercito di
uomini che lascia la propria casa,
abbandona il proprio nome, per terre
assai lontane. Una lunga marcia da
non dimenticare, ora che l’Italia sta
vivendo al contrario quel percorso:
da paese di emigranti a nazione di
immigrati.
E allora il teatro sceglie di aiutare a
ricordare il dimenticato e così tre
giovani attori siracusani, Angelo Abela,
Eugenio Vaccaro e Marco Pisano della
Compagnia Esiba Teatro con il loro
spettacolo Ciancianaa portano alla luce
un pezzo di storia caduto nell’oblio,
raccontano una Sicilia primitiva in cui
di Giorgia Landolfo
pane, lavoro, strade e fognature erano
un lusso per pochi. La drammaturgia,
curata da Milena Viscardi, liberamente
ispirata al romanzo-inchiesta Terra di
rapinaa di Giuliana Saladino è la contro
storia dell’isola, una partitura narrativa dei nuovi cammini della speranza con un addio che è un grido di dolore, di
polifonica capace di accogliere stralci le valigie di cartone. E quello stesso generazioni costrette a lasciare casa,
di testi burocratici della legge Gullo, sole sulla pelle e negli occhi. patria e famiglia per una possibilità
pezzi giornalistici degli anni ‘40, poesie Le lotte contadine furono un momento di vita. Un tempo che sembra ormai
di Ignazio Buttitta, canzoni popolari della storia in cui la modernità civile lontano anni luce, quasi risucchiato dal
di Rosa Balistrieri, testimonianze degli in Sicilia si giocò le sue carte, come silenzio e che torna ad essere rievocato
anziani dell’entroterra agrigentino altrove le aveva giocate, ma perse. dal talento di tre giovani attori
e frammenti lirici dei poeti arabi Ciancianaa mette in scena così tra capaci di commuovere e divertire,
di Sicilia, per raccontare il grande commozione e brio, trovate comiche tenendo gli spettatori incollati alla
movimento delle lotte contadine, le e spunti lirici, un itinerario comune scena. Passione comune, il teatro per
speranze infrante, il sudore e la fame, a molti italiani. Nascere al sud, figli questi giovani attori siracusani, nata
la possibilità di scelta, comunque di contadini, a spaccarsi le schiene negli anni inquieti dell’adolescenza,
esistente seppur offuscata, tra legalità sulle zolle sempre uguali, vivere la raccolta e riunita insieme nel 2004
e crimine. Un’esistenza sempre in fame e la miseria, essere obbligati con la nascita di Esiba Teatro all’interno
bilico fra una terra madre che in un ad andare via, a cercare riscatto dell’associazione Esiba Arte che sceglie
certo senso respinge ed una matrigna e un futuro migliore lì su al nord. di affrontare attraverso il linguaggio
che mai accoglie davvero. A Cianciana, Dove gli zingari, cinquant’anni fa teatrale temi storici, sociali, attuali.
paese mai raggiunto dalle lotte e più, eravamo noi. Guardare loro In scena allora si impone l’impegno. Si
contadine, non c’era ricchezza, ma una è come guardarci nello specchio di vede tornare il teatro alla sua originaria
miseria antica, tramandata da padre in ieri e dell’altro ieri. Eppure spesso funzione di critica politica e sociale. E si
figlio insieme al patrimonio genetico e siamo inclini a dimenticare. Presto e assiste ad uno spettacolo che si rischia
accettata con fatalistica rassegnazione. volentieri, come se periodicamente di ricordare, perché si fa strumento,
Così Giuseppe Di Maria, ragazzo di ci contagiasse un’amnesia collettiva, contro la rimozione e l’oblio, di un
Cianciana, frantumate le speranze di pronta a cancellare realtà storiche utili futuro che per essere progettato ha
un imminente cambiamento, rapisce il per costruire il futuro. Ma senza la bisogno di voltarsi indietro e recuperare
figlio di un barone, colpisce l’universo memoria non saremmo né sapremmo un passato che appartiene a tutti noi. 11
dei padroni pur di avere ciò che gli chi siamo.
spetta di diritto e finisce per trovarsi
cucito addosso il ruolo del criminale.
La memoria: ovvero l’io o il noi.
Possiamo pure immaginarla come
memoria e
Erano gli anni della massiccia
immigrazione dal sud, anni in cui
un serbatoio, più o meno capiente,
provvisto di un tubo di deflusso dal
teatro
i contadini aspettavano la riforma regime variabile, a seconda dell’età.
agraria, gli zolfatai scontavano la loro In Cianciana convergono la memoria
condanna nell’inferno delle terre altrui collettiva e il passato recente,
e il popolo piangeva l’esodo dei suoi risuonano mille voci che da brusio si
figli. Erano gli anni dei treni del sole e trasformano nel rumore assordante di

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
razioni di uomini e donne. le organizzazioni dei cosiddetti fascii
T h l h f i ili i d i l i e dicono che il
-
-
-
e
memoria d
-

civile o
-

12 i
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LA MEMORIA
DELLA STORIA
LA S T O R I A
DELLA MEMORIA
C
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è, essenzialmente, memoria dell’uma- l’individualismo e dell’indolenza, so- loro dichiarata nemica e naturale allea-
nità. prattutto nella dimensione sociale ta del ceto padronale, fautrice dellaa
Già i classici, con Cicerone, sostene- e collettiva, non senza un qualche conservazione dell’iniquo assetto
vvano che la memoria è custode di tutte le fondamento attribuito ai siciliani, sociale storicamente imposto dai la-
cose e a questo assioma onnicompren- e si confrontino in una prospettiva tifondisti agrari. Ma significa, anche,
sivo si collega un’acquisizione molto storica. Si fa molta fatica ad immagi- gratificare con il ricordo riconoscen-
più recente proposta dallo scrittore nare che questa terra è stata capace, te i milioni di siciliani ai quali non fu
Forster che concretizza il concetto dalla fine dell’800 fino ad arrivare agli sottratta la vita, ma la speranza. Tutti
principale sostenendo che se non ri- anni successivi al secondo conflitto quegli uomini e quelle donne ai qua-
cordiamo non possiamo comprendere. mondiale, di esprimere movimenti li, dopo avere assistito al soffocamento
Forse in un’affermazione del genere di rivendicazione sociale di dimen- nel sangue delle speranze che con le
sta il senso prospettico della storia sioni impressionanti. Le stime, as- loro lotte avevano acceso, non rima-
che è memoria di quello che è stato in solutamente affidabili sul piano della se altro che la strada dell’emigrazione
un divenire dinamico che ha deciso, e verifica storica, parlano di centinaia che, a più riprese, interessò milioni
continua a decidere,, i destini di ggene- di migliaia
g di partecipanti
p p attivi nel- di siciliani,, determinando,, di fatto,, laa
devastante tendenza all’affermazione
di relazioni umane e sociali basate su
egoismi e forme aggiornate di preva-
ricazione. Nel solco antico di questo
retaggio positivo dovrebbe essere
possibile ripensare, in senso auten-
ticamente libero e democratico, l’as-
setto socio-economico della Siciliaa
ed un sistema condiviso di valori. Un
orizzonte civile entro il quale non do-
vrebbe esserci spazio, tra l’altro, per
egoismi e indifferenza verso gli “ulti-
mi” del mondo in una terra che, pur-
troppo, conosce bene il dolore che
sta dietro l’emigrazione. Cosa c’entraa
con una visione prepotente e bellige-
rante della storia, una terra, come laa
Sicilia, che negli anni ‘80 ha saputo
rivelare la sua vocazione pacifista ed
internazionalista, dando vita ad un
imponente movimento di resistenzaa
all’installazione di devastanti arma-
menti, segni di una distruttiva cultura
di guerra? Cosa c’entra il nostro pa-
trimonio ideale, maturato in decenni
di emigrazione, con i lager, ipocrita-
mente chiamati Centri di Permanenza
Temporanea, oggi perfino superati dai
Centri di Identificazione ed Espulsione??
In una tragica escalation di barbarie,
d
desertifi cazione sociale della Sicilia. ristico e mafioso continua intanto a gli attuali respingimentii hanno trasfor-
Ma fare memoria nel senso dinami- tessere le sue trame e a dettare le sue mato i nostri mari in immensi cimi-
co prima richiamato significa anche leggi nella società e nelle istituzioni. teri per i disperati dei nostri giorni.
aprire una prospettiva di cambiamen- Ma ancora, fare memoria, significa ac- Adesso questi nuovi migranti non
to delle attuali condizioni di vita della cendere speranze a partire dalle espe- hanno diritto nemmeno alle dolorose
Sicilia che, pur non essendo più terra rienze del passato, che ci raccontano umiliazioni toccate ai nostri emigra-
di latifondo e avendo inevitabilmen- di una Sicilia capace di rappresenta- ti in tutte le Ellis Islands presenti nei
te mutato la propria identità sociolo- re un centro universale di cultura e Paesi, spesso ostili, dove furono co-
ggica, mantiene un assetto profonda- d’integrazione tra popoli diversi per stretti ad andare per guadagnare du-
mente ingiusto. Le vecchie e le nuove provenienza, interessi, convinzioni ramente il riscatto dei loro figli. Per
povertà s’intersecano e mentre i gio- sociali e credo religioso. molti di loro non ci sarà nemmeno
vvani, in forme talvolta diverse, hanno Quindi, una terra e il suo popolo che un’accoglienza dura e ostile, ma solo
ripreso, da tempo e massicciamente, hanno nel loro DNA la potenzia- il rifiuto totale di applicazione dei
ad emigrare, il sistema politico-affa- le capacità di resistere alla diffusa e principi minimi di solidarietà da par-
te di società incapaci di comprendere
che non riconoscere l’umanità degli
altri significa negare la propria.
Eppure, in questi tempi bui in cui
laa memoria sembra non interessi più
nessuno o, nella migliore delle ipote-
si, sembra sia considerata un retaggio
di un passato di avanguardie mino-
ritarie, ormai dimenticato, forse c’è
ancora spazio per credere in un’uma- 13
nità artefice del bene comune, anche
attraverso un impegno collettivo e
creativo. In questo senso, possiamo
sperare che anche ai nostri giorni ab-
biano ancora un senso le convinzioni
di Giambattista Vico che sostenevaa
che “la speranza e il coraggio di pochii
lasciano tracce indelebili” e che “la fan-
tasia altro non è che memoria o dilatata
o composta”
p .

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
dal Senato - faceva parte delle pene cora sopravviveva, ma anche perché
che potevano essere inflitte ad una il Papa, alquanto superstizioso, era
maiestas e prevedeva la abolitio nomi- ossessionato dai corvi che volteggia-
gg
nis: il praenomen del condannato non vano sul noce secolare. Egli g era ter-
si sarebbe tramandato in seno alla fa- rorizzato dall’idea che quei corvi fos-
miglia,
g e sarebbe stato cancellato da sero demoni in attesa della reincar-
tutte le iscrizioni. Inoltre, comporta- nazione dell’imperatore Nerone, da
memoria va l’abbattimento di statue e monu- secoli identificato come l’anticristo.
menti onorari e lo sfregio dei ritratti Anche l’imperatore
p Geta, della fa-
popolare presenti sulle monete. miglia
g dei Severi (193-235 d.C.), fu, in
A volte, la pena, in caso di voto po- questo caso, una vittima della damna-
14 sitivo del Senato, era seguita
g dalla tio.
di VIncenza Iannelli rescissio actorum, ossia dalla completa Dipinto nel tondo della famiglia,g in-
distruzione di tutte le opere realizza- sieme al padre Settimio Severo, alla
te dal condannato nell’esercizio della madre Giulia Domna e al fratello
propria carica, poiché era ritenuto un maggiore
gg Caracalla, la sua faccia fu

A
nche nell’antica Roma, come pessimo cittadino. Se tale atto avve- cancellata a causa della damnatio me-
oggi,
gg c’era chi si meritava niva in vita, allora - dal punto di vista moriae ordinata da Caracalla, che lo
di essere ricordato e chi no, ggiuridico - esso rappresentava una aveva fatto assassinare, e sostituita
c’erano imperatori, ggenerali, po- vera e propria morte civile. dalle parole optimis fortissimisque prin-
litici, amati o odiati, rispettati o La morte civile consisteva nella pri- cipibus.
disprezzati, adorati come fossero vazione della capacità ggiuridicaa come I rapporti tra i due fratelli furono
divinità o damnati, ossia perfino conseguenza di una condanna giudi- sempre difficili e basati su rivalità

LA MEMO ORIA A ROVESCIO


O
tra damnaatio e finta apotheosis
cancellati dalla memoria. ziale, nella generale
g perdita di tutti i e ggelosie.
La damnatio memoriae era una pratica diritti civili e nel conseguente allon- Quando Settimio Severo morì, Ca-
in uso nell’antica Roma che consiste- tanamento dalla società. racalla e Geta furono proclamati in-
va nel cancellare dai documenti, dalle In età imperiale, la damnatio memoriae sieme imperatori ma, molto presto,
iscrizioni, dall’arredo urbano il nome ebbe un processo di degenerazione
g Caracalla si sbarazzò del fratello.
di quei cittadini che avevano mostra- ggiungendo
g a colpire, anche dopo la Dopo l’assassinio di Geta, Caracal-
to, con il loro operato, di essere ne- loro morte, persino la memoria degli la infangò
g la sua memoria ed ordinò
mici della città e del senato. Alcuni imperatori spodestati o uccisi. che, oltre alla sua faccia, come gi gà
imperatori, come Caligola
g e Nerone, Tra gli
g imperatori che subirono un’on- detto, il suo nome fosse rimosso da
ne furono colpiti a causa della loro ta simile ci fu, gguarda caso, Nerone tutte le iscrizioni.
condotta efferata. (54-68 d.C.), fautore, ad eccezione Il contrario della damnatio memo-
In età repubblicana, a Roma, tale dei primi cinque anni di regno,g di un riae era l’apoteosi (latino: apotheo-
sanzione - generalmente prescritta dispotismo tirannico, assertore di un sis) o deificazione (latino: deifi ficatio)
potere teocratico, sull’esempio delle che signifi
g cava “divinizzazione”, o,
monarchie orientali, affetto da me- più in ggenerale, “glorifi
g cazione”, di
ggalomania ggaloppante, atteggiamenti
gg solito intesa ad un livello divino o
che lo resero inviso un po’ a tutti, alla semidivino.
classe senatoriale, ai cristiani, ecc. Nell’antica Roma, questi termi-
La sua discutibile condotta ed altre ni si riferivano al processo con cui
motivazioni che assomigliano
g tanto un imperatore veniva riconosciuto
a certe credenze popolari, gli valsero come divinità, solitamente dopo la
una meritata damnatio: papa Pasqua- morte.
le II, agli
g inizi del XII secolo, inter- Ottaviano Augusto
g (27 a.C.-14 d.C),
ruppe la tradizione di portar fiori al dopo la sua morte venne divinizza-
mausoleo dei Domizi-Enobarbi, ri- to; l’imperatore della pax si meritò
tenuto la tomba di Nerone, fece ra- questo onore.
dere al suolo il mausoleo e tagliare
g il Anche l’imperatore
p Claudio (41-
noce secolare piantato nelle adiacen- 54.d.C) venne divinizzato ma non
ze della tomba. Al loro posto, venne fu altrettanto meritevole, almeno a
eretta una cappella: nucleo originario
g detta di Seneca il filosofo, il quale,
di quella che oggi,
ggg dopo varie trasfor- per vendicarsi di essere stato da lui
mazioni e ampliamenti, è la basilica esiliato, dopo la morte dell’impera-
di Santa Maria del Popolo, in Piazza tore, scrisse un’ opera satirica, dal ti-
del Popolo a Roma. tolo fortemente emblematico: Apo- p
Il tutto non solo per eliminare la me- kolokyntosis
y (invece di Apotheosis)
Ner moria popolare di Nerone che, ad divi Claudii o Ludus de morte Claudii,
oltre un millennio dalla morte, an- che, tradotta, significa: “La zucchi-
ve chiama Ercole, che aveva ggirato il VI
mondo in lungo g e in largog e doveva
conoscere tutti i popoli, e gli
g dice di E l’avrebbe data a bere a Ercole, che
andar lui e veder di scoprire di che non è punto malizioso, se là non ci
razza fosse. Ercole, al primo veder- fosse stata la Febbre, che sola era ve-
lo, ne ebbe sgomento,
g accorgendosi
g nuta con lui, lasciando il proprio tem-
che ancora non aveva finito di avere pio: tutti gli
g altri dèi erano rimasti a
a che fare coi mostri. Appena si tro- Roma. “Costui, disse, ti racconta frot-
vò davanti quel ceffo di nuovo stam- tole belle e buone. Te lo dico io, che
po, quel modo di camminare strano, son vissuta tanti anni con lui: è nato
quella voce che non era di animale a Lione, ti presento un concittadino
terrestre, ma come quella dei mostri di Planco. Ti ripeto, è nato a sedici
marini, cavernosa e cincischiata, miglia da Vienna, è un Gallo di razza.
ebbe paura che fosse venuta la sua E così, da buon Gallo, si impadronì
tredicesima fatica. Guardandolo poi di Roma. Costui ti ggarantisco che è
più attentamente, ci trovò una par- nato a Lione, proprio dove regn g ò tan-
venza di uomo. Allora ggli si avvicinò ti anni Licino. Tu che hai battuto più
e, cosa molto facile per un greculo, contrade d’un mulattiere di profes-
lo apostrofò
f in ggreco: sione, devi conoscere quelli di Lione
“Chi, d’onde sei? dove mai a te sono e sapere che dallo Xanto al Rodano
patria e famiglia?”
g ci corrono molte miglia”. g A questo
Claudio si sente allargare
g il cuore, punto Claudio piglia g fuoco e si sfo-
che ci siano là dei classicisti, e spera gga facendo più chiasso che può. Che
di trovare accoglienza
g per le sue sto- cosa dicesse, non lo capiva nessuno;
rie. Allora, volendo indicare, con un ma intanto lui voleva che mettessero
verso omerico anche lui, di essere a morte la Febbre, con quel suo ggesto
ficazione dell’imperatore
p Claudio” Cesare, rispose: della mano tremolante, abbastanza
(intesa come deificazione di una “L’aure da Troia ai Cìconi traspor- ferma soltanto per il cenno con cui
zucca o di uno zuccone, di uno tando m’han spinto”. mandava la gente
g al taglio
g della testa.
sciocco, qual era Claudio). Più vero sarebbe stato il verso se- L’ordine di mozzarle il collo lo aveva
La nozione di apoteosi viene inte- guente, non meno omerico: dato; ma si sarebbe detto che lì fosse-
ramente parodiata: Claudio non va “Là per me la città fu distrutta, e ro tutti liberti suoi, tanto nessuno gli
nell’Olimpo e non viene assunto perduta coi suoi”. dava retta.
tra ggli dei ma viene mandato negli g
inferi dove diventa prima schiavo
del nipote Caligola,
g in seguito
g del
liberto Menandro ed affronta molte
vicissitudini umilianti.
Questa opera satirica non solo ir-
rideva il fatto che il notoriamente
ggoffo Claudio potesse essere una
divinità, ma rivelava una certa irri-
verenza nei confronti dell’idea del
culto del ggovernante, diffusa tra le
classi benestanti di Roma.
A seguire,
g un passaggio tratto dal-
l’Apokolokyntosis
’ , capp .5-6:

V
Quel che successe poi sulla terra è
superfluo riferirlo. Lo sapete benis-
simo, e non c’è pericolo che esca di
mente quello che la ggioia popola-
re ha segnato
g bene nella memoria:
nessuno si dimentica della propria
felicità. Sentite piuttosto quello che
accadde in cielo: la conferma la tro-
verete nella mia fonte.
Annunciano a Giove l’arrivo di un 15
personaggio
gg di statura discreta, e
discretamente imbiancato: doveva
avere chi sa che brutte intenzioni,
perché tentennava continuamente
la testa e strascicava il piede destro.
Gli avevano domandato di che paese
fosse, e lui aveva borbottato qualco- Ton
sa con suoni inarticolati e indistin-
ti, ma la sua lingua non la capivano: con
non era né ggreco né romano, né di rim
aaltro
t oppaese co
conosciuto.
osc uto. Allora
o aGGio-
o

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

La mee
memoria
irripetibile
16 o
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D
urante una delle mie scorrerie fuori dalla casa, dove ggli avevano det- quello uno sforzo, che la Natura non n
in Rete mi sono imbattuto in to che lo aspettavano due ggiovani, ma può sostener lungamente”.
g Rassicura--
un libro abbastanza singolare. non trovò nessuno. Intanto la sala da ta in questo modo la quasi totalità deii
Pubblicato nel 1815, non si può certo pranzo era crollata, schiacciando tut- nostri ggiovani lettori, segnaleremo
g o
dire che sia un capolavoro, né per la ti i convitati, così miseramente che i loro che il Cancellieri, tra centinaia dii
ggenialità del suo autore, Francesco loro corpi non erano più riconoscibili. figgure del passato, annovera un caso o
Cancellieri, né per l’argomento,
g una Simonide, salvato dal suo amore per esemplare di memoria e di erudizio--
dissertazione sulla dote umana della Castore e Polluce -erano infatti pro- ne a lui contemporaneo, dimostran--
memoria. In effetti, il mio interesse prio loro i due ggiovani, autori di un do di avere un fiuto da scopritore dii
per il Cancellieri, uno storico, biblio- così atroce scherzetto- riuscì, ggrazie talenti. Eccone la descrizione: Perr
tecario ed erudito romano, vissuto tra alla sua prodigiosa
g memoria, a iden- mezzo del cultissimo Sig. g Marchese Carlo o
il 1751 ed il 1826, sta nell’interesse che tificare le informi spoglie,
g ricostruen- Teodoro Antici, i che mi onora della suaa
dimostra di provare per il tema della do esattamente la disposizione dei pregevolissima
g amicizia, è pervenuto nel--
memoria. Per essere più precisi, egli g commensali. Si dice che da questa le mie mani un nitidissimo Ms. intitolato,
non discute propriamente di memo- circostanza trasse l’insegnamento
g che Porphyriiy De Vita Plotini, et Or--
ria, ma parla degli
g uomini che ne sono non c’è nulla che ggiovi alla memoria dine Librorum ejus j Commenta--
stati ggrandemente dotati oppure che più dell’ordine. Nel libro si raccon- rius g graece, et latine, ex versionee
l’hanno persa, in una prospettiva mol- ta, ancora, sulle orme di Seneca, che Marsilii Ficini emendata. Graeca a
to attenta ai risvolti pratici. Non a un ambasciatore di Pirro, un certo emendavit, et Latina emendavitt
caso, infatti, vi compaiono una ricca Cinea, il ggiorno dopo il suo arrivo a Jacobus Leopardi 1814. Questo suoo
bibliografi
g a sopra la memoria arti- Roma, avesse imparato a memoria il Nipote, e che è Primogenito
g dell’ornatiss.
ficiale, quella che oggi gg chiamiamo nome di tutti i senatori. E se fin qui Sig. Conte Monaldo Leopardii, senzaa
mnemotecnica, una sintesi di un nuo- le lodi sono per le doti naturali, non avere avuto Maestro alcuno di Lin--
vo metodo, quello del sig. g Looke, pub- mancano esempi, riportati dal Can- gua Greca,
g a ha ultimato in Recanati,
blicato a Pesaro nel 1771, ed infine una cellieri, di memorie d’elefante “pro- sua Patria, questo egregio
g g lavoro, a’ 31 dii
biblioteca degli scrittori del giuoco degli curate con varie efficaci bevande”, Agosto
g dello scorso anno 1814, in ettà di solii
scacchi. come quelle dei re Ciro e Mitridate. anni sedici, mesi due, e ggiorni due. Egli
g inn
Secondo Ammiano Marcellino il pri- capo a sei mesi l’avea recato dal ggreco inn
mo ggiunse a numerare ad uno ad uno Italiano, col Libro di Esichio Milesio o
tutti i soldati dei suoi numerosi eser- de Viris doctrina claris, s di cui abbia--
citi, mentre il secondo, a dir di Valerio mo la versione Latina di Adriano Giu--
Massimo, aveva imparato le lingue g di nio (…) Ma avendo considerato, che le il--
ventidue Nazioni a lui soggette.
gg lustrazioni, delle quali voleva arricchirlo,
Dagli
g esempi finora riportati si capisce sarebbero state quasi inutili in italiano,
che, per il nostro erudito, la memoria, ridusse l’opera in latino. Poi in poco piùi dii
quando viene utilmente applicata, è un mese, compose un’altra Opera dde Vitis,
un importante strumento di eserci- et Scriptis Rhetorum quorundam, m
zio di potere. Pico della Mirandola, alla quale aggiunse
gg alcuni Opuscoli greco
g o
in ggrado di ripetere parola per paro- latini illustrati. Ora si occupa intorno add
la, in ordine naturale o inverso, inte- un’altra Opera più g intitolata Frag-
i lunga, g-
re pagine
g di un libro appena sentito menta Patrum secundi Saeculi, ett
leggere, gli appare probabilmente un Veterum Auctorum de illis testi--
caso meno interessante. Più intriganti
g monia collecta, et illustrata, a chee
sono i casi di bambini dotati di me- conterrà
r le Vite de’ Padri istessi, compostee
moria prodigiosa,
g come il caso di un da’ passi di antichi Autori, recati tutti inn
certo Jacopo Martino, nato a Budrio latino, con nuova versione, ed i fframmentii
Tra i primi autori della mnemotec- nel 1639, forse perché vi si adombra delle loro Opere perdute con osservazionii
nica, il Cancellieri annovera il poeta una possessione diabolica. A propo- critiche, collocate a’ loro luoghi,
g e sparsee
ggreco Simonide. Costui, invitato a sito dei ragazzi,
g il Nostro rileva che, per tutta l’Opera. Quali progressi
g non do--
cena con molti altri commensali in crescendo, spesso le straordinarie ca- vranno aspettarsi in etàt più
i matura da unn
casa del ricco Scopa, cantò dei versi pacità vengono
g meno, “confermando Giovine di merito sì straordinario?
in sua lode, inserendovi, però, anche in tal modo l’osservazione da altri ggià
lodi per i semidei Castore e Polluce. fatta, che comunemente i Fanciulli, Per chi volesse scaricare il libro, l’indirizzo è:
Scopa, irritato, disse a Simonide che i quali troppo presto cominciano a http://books.google.it/books?id=KP0QAQA A
del compenso pattuito ggli avrebbe pa- dar pruova di straordinario ingegno,
g g AIAAJ&printsec
ggato solo metà, consigliandogli
g g di farsi o sono da immatura morte rapiti, o
dare l’altra metà dai Gemelli Dioscu- col crescere deglig anni divengon
g qua- di Antonio Squeo
ri. Poco dopo Simonide fu chiamato si stupidi, ed insensati, come se fosse
17
prodigi e
memoria
-FMPHJPEFMMBNFNPSJB
VUPEFM UBMF
FEJMmV DPVU
MFOUTD
l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

18

,gORRORE NON PUÛ ESSERE DESCRITTO ,E PAROLE NON


BASTANO
%NEANCHEPUÛESISTEREUNGRIDOCOSÖACUTODASQUAR
CIARELORROREDELLOSTERMINIO
$EILAGERNAZISTI DEIGUALGSTALINIANI DELLEFOIBETITINE
DEI GENOCIDI CAMBOGIANI RUANDESI SERBI BOSNIACI
CROATI DELLASISTEMATICAELIMINAZIONEDEGLIOPPOSITORI
NELLEDITTATUREENELLEhDEMOCRAZIEv
0UÛ ESSERE SOLO UN URLO MUTO CHE COLPISCE I CUORI
ANCORACAPACIDIUMANITÌ
,ASCIAMOCHEPARLINOQUESTEIMMAGINI SPERANDOCHE
AFFIORINOSEMPREALLANOSTRACOSCIENZA
#HENONANNEGHINONELGRANDEOCEANODELLERAPPRE
SENTAZIONIEDELCONSUMODOVE TRAUNOSHOWEDUNO
SPONSOR ILMALEÒNORMALEELgORROREDIVENTABANALE

OCCHIALI

FORNICREMATORI
CAPELLI

19

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

I MINATORI
I DI FAVARA
disegno di Guglielmo Manenti

musica
20

NON C’ENTRANO NIENTE


(con il ballo del qua qua)
L’
altro giorno, con la scusa di controllare se tutto fosse in disordine, se le tribù di topi stessero tutte bene,
se la polvere e le ragnatele avessero bisogno di qualcosa, ho pensato che forse era il caso di dare un’occhia-
ta in soffitta. Tra le cianfrusaglie ho trovato un carrettino siciliano tutto solo che mi guardava con un’aria
triste. Mi ha fatto tenerezza: così l’ho preso e l’ho portato a casa. Là, almeno, avrebbe trovato qualcuno con cui
parlare.
Il carrettino era completo di lucine intermittenti e di un carillon che suonava un tralallallero allegro che sem-
brava uno jingle di Paperissima. Solo che il motivo che aveva subito questo trattamento non c’entrava niente
con il ballo del qua-qua spacciato per tarantella. Era una canzone antica, cantata dai minatori di Favara, un canto
intriso di dolore, di disperazione per la vita che sfugge, di morte e che invece, per uno strano destino, è diventata
la marcetta che tutti conosciamo.
Da qua si potrebbe partire per parlare della memoria che è una cosa importante, non solo in musica. Importante
perché – come ripete sempre la mia felce, quella che sta in cucina sulla mensola - senza radici le ali non crescono;
e bisogna che queste radici sprofondino in una terra ricca, nutrita e nutriente.
Poi ho anche pensato che ognuno di noi ha la casa piena di memorie. Dischi, foto, cartoline, oggetti: tutto
conservato per chissà chi e per chissà quando. Così ogni tanto uno dà una sfogliata all’album dei ricordi, si vede
com’era e si rassicura del fatto di esistere; o, perlomeno, di essere già esistito.
Per non farla tanta lunga, siccome ho tirato in ballo la storia del motivetto del carillon, arrivati a questo punto,
dovrei anche raccontarla. E dire anche di quale canzone si tratta.
La cosa è iniziata l’altro giorno ancora, quando, dopo aver piazzato il carrettino in casa, mi sento bussare ad
p
una spalla: è la felce che p
pretende un duro confronto con il sottoscritto causa mancato rifornimento acqua. q In
la pianta si è tranquillizzata e ha attaccato bottone con la solita tiritera che tirano fuori tutte le piante, quando
non sanno più cosa dire: cioè quella cosa su ali, radici, ecc. Ho iniziato subito a sbadigliare pesantemente, che i
discorsi intelligenti mi fanno venire il sonno.
- Io l’ho già sentita questa storia – si è intromessa la micia. Non era il titolo di un album dei Gang del ’91,
“Le Radici e le Ali”?
- Non ricordo, ma se è per questo è anche il titolo dell’ultimo disco di Eros Ramazzotti: “Ali e Radici”. Lo
avete ascoltato? – ho detto tutto contento.
Nella stanza è sceso un silenzio che si poteva tagliare col coltello. La micia e la felce si sono scambiate un’occhia-
ta d’intesa, hanno sospirato e, poiché sono persone per bene, hanno fatto finta di niente.
- Storia vecchia, sì: ma mai compresa - ha replicato la gatta.
- Gentile amico: prenda, ad esempio, il carrettino siciliano con carillon che suona “Vitti na crozza” che lei
ha piazzato in casa come oggetto d’arredamento – ha iniziato la felce che, siccome ama le buone manie-
re, mi dà sempre del lei.
- Lasci stare il carrettino che è un ricordo di mia zia, quella che al ritorno dai suoi viaggi portava sempre
come souvenirs gondole, torri di Pisa, colossei – l’ho interrotta subito.
- Vero: tutte rigorosamente di plastica e tutte con le lucine. Per non parlare poi dei quadretti con scritto
”a quel paese andai, a te pensai e questo ricordo ti portai”, con i quali riempiva le case dei parenti – ha
aggiunto perfida la gatta.
- Comunque, il carrettino si può sempre riciclare come regalo di Natale per quelli dell’Arcobaleno. Tanto
quelli si bevono tutto: gatte che parlano e felci che filosofeggiano comprese – ho tagliato corto io.
- Beh, diciamo che tra lucine e carillon, è un oggetto che potrebbe anche definirsi “pittoresco” – ha detto
la felce, con tono conciliante.
- “Il visitatore cadde morto, colpito dal pittoresco”, diceva Jacob – ha insistito sogghignando la gatta, che
non è un tipo molto accomodante.
Io, tanto per cambiare, me ne sono uscito con la solita sparata che non c’entra niente. Colpa della memoria as-
sociativa, come direbbe la mia felce, che è un’appassionata di neuroscienze e psicologia cognitiva.
- Jacob chi, quello del film Twilight?
- No, quello si chiama Jacob Black ed è un licantropo. Il Jacob che dico io è Max Jacob, il poeta – ha repli-
cato la gatta.
- Non è che ci sia poi tutta questa differenza, tra lupi mannari e poeti. Entrambi, appena vedono la luna,
incominciano a farneticare - ho detto io, sbuffando.
Nel frattempo la discussione si era accesa. La felce teneva banco su “Vitti na crozza”, che dice che aveva letto
la vera storia della canzone in un libro. Solo che si ricordava la copertina, che dice era bellissima; rammentava
vagamente il titolo, che era una cosa tipo la musica è proprio scema, o troppo stupida; ma, assolutamente, non
aveva presente chi fosse l’autore.
- Pazienza, - ho detto io – sopravviveremo lo stesso. Sai quanto ce ne frega di chi scrive libri: tutta gente
che non ne ha mai letto uno. O leggi, o scrivi: non puoi fare due cose contemporaneamente.
La micia mi ha guardato inorridita. Io non ci ho fatto caso; anzi ho pensato che questa cosa delle felci che leg-
gono libri e delle gatte che citano i poeti francesi è una storia che va bene per un cartone animato, non certo per
un articolo su memoria e musica.
- Signori, per piacere, ritorniamo a noi - ha fatto la felce con pazienza. - Veda, caro amico, “Vitti na crozza”
è il perfetto esempio per spiegare quello che le stavo dicendo poco fa: se si dimenticano le radici, la pianta
muore. Una canzone con un testo che più tragico non si può, dove si parla di un corpo mangiato dai vermi,
ridotta ad un carillon per carrettini siciliani e con un tralallallero appiccicato addosso che grida vendetta.
L’hanno fatta diventare un canto da gita fuoriporta, hanno cambiato le parole, la musica, c’è stato perfino
chi ne ha rivendicata la paternità. Nessuno ricorda più di cosa parlasse questa canzone; e quando si perde la
memoria delle cose, tutto è possibile: cambiare il senso, i fatti, il ricordo, la storia stessa. Chi non sa ricordare
il passato è condannato a ripeterlo, diceva Santayana.
- Santayana chi, quello di Samba Pa Ti? – ho chiesto io, sempre vittima della memoria associativa.
- No, quello si chiama Carlos Santana e suona latin rock – ha detto la micia infastidita da queste mie asso-
ciazioni che vengono fuori sempre a sproposito.
- Questo Santayana si chiamava Georges – ha precisato la felce. - Ha presente il realismo magico? 21
- Credo di averne sentito parlare in qualche sala d’aspetto… oppure ho visto il film? Forse il film, ma non
ricordo bene – ho annaspato cercando di darmi un tono.
- Lascia perdere – ha tagliato corto la gatta. - Considerato questi tuoi vuoti di memoria, mi sa che dovresti
fare qualcosa per tenerla in allenamento. C’è un libro scritto da un dottore algerino, un certo Agostino. Si
chiama “Le confessioni”, una specie di diario a luci rosse, perlomeno nella prima parte. Poi il tipo diventa
buono e lo fanno pure santo. La solita storia di sesso e redenzione. Comunque, al capitolo dieci ci sono delle
tecniche mnemoniche che potrebbero servirti.
- Scusate se m’intrometto – ha detto la felce. - Ma, invece di perdere tempo con questi manuali new-age
perché, amico mio, come esercizio per la memoria non prova a fare qualcosa d’utile? Ad esempio, ricordarsi
di innaffiarmi?

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

L A’, NELLA TERR A


DE LLE ILLUSIONI
memoria e ... e delle delusioni
rivoluzione ed ….. ecco quello che cercavo, qua-
lunque cosa sia, completo di partico-
santa, quando in Italia cominciarono a
scoppiare le bombe? Piazza Fontana,
22 lari e di immagini.
g
Non so perché, ma la mia mente fun-
Piazza della Loggia,
ragazza
g
gg l’Italicus? Ero unaa
ma ricordo il mio sconcerto
di A. L. D. ziona per opposizione ed i cassettini e quello del mio contesto. Avevamo
si aprono prevalentemente su questa sempre pensato che le bombe potes-

P
er qualunque essere adulto e modalità, che ho imparato a nascon- sero esplodere in altri Paesi, che si
pensante, e tanto più per un’ n in- dere: non sembra politically correct trattasse di cose lontane da noi, quasi
segnante
g ancorché ex, memoria contrapporsi sempre. mitiche, da libri. E invece qui da noi? E
è sinonimo di diffi fficoltà: come trasmet- Sembra che il passato, ad esempio, poi cominciò lo stillicidio delle mor-
tere qualcosa di altissimo valore a provochi in tutti, eccetto me, senti- ti, delle esecuzioni mirate. Le notizie
persone che non glieneg danno alcuno? menti di rimpianto. Anche e soprat- erano inquietanti, le fotografig e di quei
E cioè le generazioni
g successive? Il tutto in chi non ne ha memoria: tra i corpi riversi, di quelle strisce di sangue
g
problema non è certo nuovissimo ma miei studenti, che continuavano negli avevano dell’incredibile. Sembrava un
sembra che, oggi, sia diventato dram- anni, ottusamente, a dirmi che ‘‘un tem- brutto sognog da cui non riuscivamo a
matico. po si stava meglio’.
g Ho sempre chiesto svegliarci.
g
Talvolta non si tratta tanto di memo- in quale periodo storico si collocasse E l’esterno non era da meno. Il sogno g
ria ma di testimonianza, non tanto e questo ‘meglio
‘ ’’, senza mai avere una ri- del Cile, l’idea che si potesse coniuga- g
non solo sui nudi fatti, che si possono sposta precisa.. re giustizia
g sociale, diminuzione delle
trovare su qualunque libro di storia, Così, cominciavo a fare degli g esempi. insopportabili disparità socio-econo-
ma su come quei fatti furono vissuti dai Lasciavo che i cassettini si aprissero a miche con la democrazia. E la bruta-
ggiovani di allora. Forse, così, possono caso, un po’ alla rinfusa, senza un or- le fine del sogno, la morte di Allende,
assumere la forma di vita vissuta, can- dine preciso, seguendo
g l’estro del mo- quell’uomo così normale, così ragionevo-
cellando distanza ed estraneità. Così, mento e le loro reazioni. Incredule, g Non riuscivo a
le che incarnava il sogno.
provo e per un periodo particolar- nella maggior
gg parte dei casi, dato che capire come i cileni potessero mani-
mente denso. l’informazione sulla storia recente ha festare contro di lui. Come la sinistraa
Sono una di quelle persone fortunate sempre
p brillato per p l’assenza tra giova- cilena potesse osteggiarlo
gg tanto. Ero
che hanno un’ n ottima memoria. ni (e meno giovani).
g ggiovane, non avevo ancora capito il cu-
Mi sono sempre chiesta che cosa fos- Beh, durante la guerrag e l’immediato pio dissolvi delle sinistre. E la sfronta-
se, in realtà, la memoria. dopoguerra
g certo no. tezza del potere, rappresentato in quel
Immagino
g la mia come uno schedario Negli
g anni Sessanta, quando nei quar- caso dall’appoggio
gg dato dall’aviazione
formato da un numero indefinibile di tieri popolari i bambini andavano scal- americana al golpe
g cileno. E le esecu-
cassettini, tutti dotati di un pulsante. zi e non si sognavano
g neanche di an- zioni, gli
g omicidi, i missing. g
Appena sfiorato, un cassettino si apre dare a scuola? Alla fine degli anni Ses- E poi il Vietnam, la Cecoslovacchia,
Berlino. Si parlava di guerra
g atomica,
di fine dell’umanità. Si parlava d’inver-
no nucleare, della sopravvivenza solo
degli
g insetti che avrebbero ereditato
la Terra. Si parlava di una guerra
g che
poteva scoppiare per errore e che sa-
rebbe andata avanti senza che nessu-
no potesse fermarla. C’erano dei film
‘The dayy after’, ‘l’ultima spiaggia’
gg che
rappresentavano la fine del mondo,
anzi dell’umanità. Perché i tempi dellaa
Terra sono ben altri ed è solo l’uma-
nità che rischia di auto-distruggersi.
gg
Gaia si darebbe una scrollatina e con-
tinuerebbe con altre modalità, con
altre forme di vita, senza questi fasti-
diosi e presuntuosi, ma in definitivaa
irrilevanti, omuncoli.
Ricordo la mia gioiag quando comin-
ciarono a Parigi g gli
g incontri per por-
re fine all’orribile guerra
g del Vietnam,
con l’infinita serie d’orrori, le gabbie
g
di tigre,
g Mai Lai, il dramma di una ge- g
nerazione distrutta sia in Vietnam siaa
Foto 1 negli
g States.
Esecuzione di un guerrigliero comunista per strada a Saigon Ed il mio sconforto quando la discus-
durante la Guerra del Vietnam. Foto di Eddie Adams/Associated Press sione interminabile doveva decide-
r
re….. la forma del tavolo. rimpiangerete’
g ed io che rido di lui. E g
guerriglia
g senza p pietà, che si concluse
Gli incontri di Parigi g non portarono qualcuno accanto a me che dice ‘ha ra- con la sconfitta dei governativi
g (il re
un ggranché, a parte l’eleganza di Ma-
u ggione’, lasciandomi incredula. E l’Iran era ovviamente in salvo in Occidente)
dame Bin. che diventa una Repubblica islamica, in e con la vittoria di quei guerriglieri
g g
La guerra
L g in Vietnam finì, in realtà, per cui il potere politico è sottoposto al- che si rifacevano alla tradizione Kh-
lla pressione dell’opinione pubblica in- l’autorità religiosa,
g cioè al dispotismo mer e che volevano riportare il Paese
terna ed internazionale contraria alla degli ayatollah.
y Ed in cui si instaura al passato. Gli stranieri, soprattutto
gguerra. Ma ci vollero così tanti anni! Si una ggiustizia islamica, basata su processi ggiornalisti, furono tutti espulsi dal
lleggeva gg di giovani
g vietnamiti che non senza avvocato difensore che durano Paese che si riempì di campi di riedu-
conoscevano altro che la guerra g che dieci minuti, seguiti g dall’esecuzione cazione e fosse comuni poco dopo.
andava avanti ormai da…. sempre, per immediata!! E le donne sono costrette Però c’era anche qualcosa di bello: in
lloro. Prima i giapponesi,
g poi i francesi al chador ed i pasdaran la fanno da pa- Cecoslovacchia scoppiò la Primavera
ed infine gli g americani, in un intermi- droni per le strade, arrestando e fru- di Praga.
g Che meraviglia, g un sociali-
nabile susseguirsi.
n g stando quelle che disobbediscono o smo dal volto umano, il massimo. Che
E quali uomini tornano a casa dalla mostrano un ciuffo di capelli. Perché l’orrido sistema dell’Est europeo po-
gguerra? si sa, la donna è il diavolo! E sono pas- tesse diventare accettabile? Dubcek
Guardate la foto 1, guardate
g l’uomo a sati 30 anni ed è ancora così! ci credeva. Che il socialismo reale, in
sinistra che sorride! Saranno norma- E intanto il Vietnam, dopo la libera- realtà un capitalismo di stato, potes-
lli, dopo? Si può tornare normali dopo zione, è diventato un Paese così libero se evolvere in un sistema più umano?
aver ucciso un uomo in modo così sbri- che, a migliaia,
g i vietnamiti diventano ‘Ma la nostra non è vera democrazia,’
ggativo? Ma non è un uomo, è un ne- boat people, cioè persone che, pur mi rispondevano i compagni/e. g E allo-
m
mico! Sono io che non posso capire! di scappare, finiscono in massa nelle ra tanto vale avere una sana dittatura,
E, per equilibrio, gguardate la foto 2, è bocche dei pescicani. Che schifo di ancorché del proletariato, che poi a
Mai Lai, opera di giovani americani.
M mondo! Com’ m è possibile che cambi me sembrava SUL proletariato. Ma io
Cosa avranno raccontato questi giova- g solo in peggio? gg E fu lì che cominciai ero la solita sporca borgheseg deviata.
nni americani, tornando a casa? Ma che ad odiare la frase che così spesso sen- Durò ben poco e la Teoria della So-
erano solo musi ggialli, no? tivo sulla bocca dei miei compagni/e g vranità Limitata ebbe subito il suo
E la rivoluzione iraniana, con i suoi ‘Tanto, peggiogg di così non può andare’. spazio.
p Qualcuno ricorda Jan Palach
freddi bollettini: sentivo la notizia del Ognig ggiorno mi accorgevo g che sì, peg-
g (foto 3)? Io sì.
ggiorno ‘oggi
gg mille morti’ (mitragliava-
g ggio di così poteva andare! E che dire Ma torniamo in Italia dove, dopo
no la folla con gli
n g elicotteri e la folla della disgraziata
g Cambogiag nelle mani bombe e massacri vari, infuriava la
continuava a raccogliersi
g con disu- dei Khmer rouges? g Non hanno ancora Teoria degli g Opposti Estremismi,
mano coraggio)
m gg e le dichiarazioni di finito, a decenni di distanza, di trovare che accogliemmo
g come un n’ennesima
Khomeini, dalla sua tranquilla Parigi,
K fosse comuni. provocazione delle reazionarie forze
“non possono ucciderci tutti”. UC- Ah, spero che Nixon bruci in un infer- dell’ordine in accordo con i reaziona-
CIDERCI! Ricordo anche le analisi no che temo non esista! La Cambogia g ri magistrati.
g Molto dopo dovemmo
dei giornali, che leggevo avidamente, era un tranquillo paese rurale prima ammettere che era vera! Allora scop-
L‘Espresso, Europeo, Panorama. No, che gli
g aerei americani cominciassero piavano bombe qua e là dal lato nero e
l’Iran è un Paese ormai secolarizzato, a bombardarlo alla ricerca dei covi di dall’altro giudici,
g giornalisti e manager
con una classe media forte ed accul- vietcongg che non esistevano. Ma tur- erano oggetto
gg d’affettuose cure sotto
turata, non potrà diventare un Paese bare un equilibrio, imparai allora, può forma di pallottole. Le Brigate g Rosse
teocratico. Ok, non può accadere. E portare conseguenze
g terribili. Perché imperversavano con i loro deliranti
poi lo Shah che scappa dicendo ‘Mi
p la Cambogia diventò teatro di una messaggi,
gg in cui parlavano di SIM,
Stato Imperialista delle Multinaziona-
li assieme ad una serie d’altre sigleg mi-
ste che avevano scelto la lotta arma-
ta. Facevo politica attiva, allora, ed i
miei compagni/compagne
g g trovavano
che le BR avessero un certo fascino.
Ah, una bella rivoluzione che mandas-
se tutto sottosopra! Che distruggesse gg
ogni
g equilibrio, che cambiasse tutto il
mondo marcio in cui vivevamo. Dove-
vamo forse morire democristiani? Tanto
gg di così non poteva andare! Possi-
peggio
bile che i miei compagni g della sinistra
non imparassero NIENTE? Il Viet-
nam, la Cambogia, g l’Iran, la Cecoslo-
vacchia non avevano forse dimostrato 23
il contrario? Non avevo voglia g di liti-
gare con gente
g che già
g mi considerava
una sporca borghese
g e non parlavo del
mio orrore all’idea che i militanti stu-
diassero il soggetto
gg e preparassero quel-
la che per me era un n’esecuzione. Mi ha
sempre fatto schifo anche l’idea a della
pena di morte.
Foto 2 Pensavo: “dormono la sera prima, pri-
a Mai Lai durante la Guerra del Vietnam il 16 marzo 1968 furono ma di andare a sparare ad un uomo
massacrati 347 civili inermi, principalmente vecchi, donne, bambini inconsapevole e soprattutto disarma-

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
Franca fu costretta ad emigrare, g ma la
Foto 3, Jan Palach Sicilia non fu più la stessa. Ed anche
l’Italia, in cui cominciò un’ n evoluzione
culturale che portò all’abolizione delle
norme più ripugnanti,
g il delitto d’ono-
re, il matrimonio che assolve dai reati,
la patria potestà, e poi all’elaborazione
di un nuovo diritto di famiglia g che
poneva finalmente sullo stesso piano
i due coniugi. g
Per una decente legge gg sulla violenza
24 sessuale, che NON considerasse più
lo stupro un reato contro la morale ma
contro la persona, ci vollero molti anni
ancora e molte manifestazioni.
Le ggiovani d’oggi, che dichiarano con
orgoglio
g g ‘io non sono femminista’,
non sanno quanto ci devono! Perché
l’immagine
g di se stesse è comunque
t radicalmente diversa, nonostante tut-
r to. Oggi
gg nessuna ragazza
g accetterebbe
m di essere strutturalmente considerata
ri, si fa per dire? Pensavo alla conver- inferiore o almeno lo spero. Eppure
sazione tra un comunista ed un ebreo Proudhon ha fatto dei calcoli precisi
libertario in un lager g nazista, da un Ah, quello sì che fu un bel periodo! che arrivano alla conclusione che, per
libro di E.M. Remarque, autore che Perfino il mio animo scettico si com- equivalere un uomo, ci volessero tre
mi ha accompagnato negli anni più mosse, di fronte ad una rivoluzione donne e sette ottavi o giù g di lì. Anche
teen, oggi
gg purtroppo sparito. L’ebreo culturale così profonda! Stavamo la mia memoria arrotonda le frazioni.
dice all’altro ‘se usciamo fuori di qui, cambiando il mondo, cambiandolo ra- Ricordo però questa serie di libretti
TU metterai ME in un altro tipo di dicalmente e soprattutto in modo non del Movimento Femminista, ‘Ridiamo
lager’
g ‘È probabile’, risponde l’altro violento. Non ho imparato molto nella su….’ E le ridicole affermazioni sull’al-
freddamente.’ I combattenti che aveva- mia ormai lunga g vita, ma una cosa sì: le tra metà del cielo di Proudhon, Hegel
no scelto la lotta armata mi facevano rivoluzioni violente portano solo altra ecc. Grandi uomini, certo, ma….
tutti orrore. Anche se c’era un’ n inne- violenza e distruggono
gg i propri figli.
g Sì, lo so, la rivoluzione femminista
ggabile differenza tra terrorismo di de- E sfociano nelle dittature. Guardate non ha avuto un totale successo, ha
stra e di sinistra: i neri sparavano nel la rivoluzione francese, russa, cubana. solo modifi ficato il mondo. Certo non
mucchio, volevano il più alto numero Non mi viene in mente UNA rivolu- era questa realtà quella per cui ci bat-
di vittime, i rossi facevano uccisioni zione che non abbia avuto un prezzo tevamo! Per non deprimermi troppo
mirate. Insomma il numero di vittime di sangue
g a dir poco eccessivo. Per evito di guardare
g la Tv ma le immaginig
era minore. Non che questo cambias- non parlare di quella che allora passò dei giornali
g non posso evitarle. E mi
se molto. Diciamo che la quantità di in Occidente come una rivoluzione viene in mente la campagna che pro-
dolore provocata nei familiari era mi- incruenta e poi, molto più tardi, ne vammo a fare: ‘questo manifesto off ffen-
nore. Ricordo un bellissimo manifesto scoprimmo i prezzi: la Rivoluzione de le donne’. Oggi,gg pressoché TUTTI
del mio partito di allora, che non c’è Culturale Cinese. i manifesti offendono le donne che,
più, Democrazia Proletaria. Era tutto Ah, sono decisamente contraria alle ahiloro, NON si offendono più. Ed è
ggrigio,
g con solo il rosso del sangue g su rivoluzioni, credo SOLO alla lenta questo il dramma.
un corpo in divisa, riverso, e sotto la evoluzione. Quando c’è, perché non Nonostante tutto, però, sono conten-
scritta: è mica detto. Ci sono anche le dege- g ta di aver partecipato e penso davvero
Sparano alle divise, ma dentro la nerazioni della storia, le involuzioni. che tante cose siano cambiate. Allora
divisa c’è un uomo. Ogni riferimento all’Italia d’oggi è….. sentivo le alunne che dicevano ‘no,
Sparano alla democrazia, spara- puramente causale! non mi farei operare da un chirurgo g
no a TE! Ma alla rivoluzione femminista crede- donna, no, non è possibile, non vorrei
Era orribile vivere con il terrorismo, i vo, e credo ancora, in parte. che una donna diventasse Presidente
cui unici risultati erano il varo di leggi
gg Le ragazze
g d’oggi
gg non possono nean- della Repubblica.’
sempre più repressive, di un numero che immaginare
g l’importanza di una Oggi,
gg nel Paese gguida dell’Occidente,
di morti sempre maggiore.gg Perché Franca Viola. E della sua famiglia. g una donna è stata candidata alla pre-
non è che le forze dell’ordine restasse- Qualcuno ricorderà che fu rapita e sidenza. Sì, non ha vinto, però anche
ro indietro! Chi si ricorda di Annama- violentata da uno sporco figuro g che la candidatura è una specie di rivolu-
ria Mantini, una donna che fu uccisa non voleva accettare un rifiuto. Era zione. Culturale e non violenta come
dalla polizia che sparò attraverso la por- un mafioso e la sua virilità fu offesa da ho sempre voluto che fosse.
ta d’ingresso
’ g ? Di Georgiana
g Masi forse un diniego.
g Così, seguendo
g un costu- E quindi, non tutto è stato negativo g
qualcuno si ricorda. Ma io ricordo an- me secolare, la rapì, pensando di ob- anche se temo che sia sempre la sto-
che un articolo di Panorama in cui si bligarla ad accettarlo. Era sempre stato ria del bicchiere mezzo pieno. D’altra
elencavano tutti i morti per un errore così. C’era un’
n orribile legge
gg in base alla parte, il bicchiere mezzo vuoto ci fa
delle forze dell’ordine, per un colpo quale il matrimonio cancellava ogni g forse stare meglio?
g
sparato per sbaglio.
g Dalle armi dei po- reato per tutti i rei, anche i complici. A parte l’Italia, in cui lo squallore do-
liziotti, in quel periodo, le pallottole Ma Franca Viola, appoggiatagg dalla fa- mina sovrano, mi sembra che il mon-
andavano a spasso assai di frequente. miglia,
g rifiutò il matrimonio riparatore do non sia poi peggiorato.
gg E, data la mia
Lunica memoria che non mi dia i
L’ e tutti gli
g schifosi autori del rapimen- idea base, forse è il massimo che si
brividi è il periodo del femminismo. to furono condannati. La famiglia di possa sperare.
so e il miglioramento della società. i luoghi e gli ambienti del racconto,,
Veicola verità che in quegli anni molti i tempi e i temi della vicenda e deii
intellettuali, e Leonardo Sciascia fra suoi personaggi. Qui, infatti, l’ariaa
questi, non sono disposti ad accetta- di euforia e di libertà che si respiraa
re. Per Bassani, invece, polemico nei alle soglie del boom economico e chee
confronti della “lagna neorealista” e fa da sfondo a una visita alla necro--
l
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4OMËSIDI,AMPEDUSA
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progres-
g limita solo a comunicare in anticipo
p

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
Corporation, per acquisire il dato
aggiornato relativo ai fallimenti ban-
cari negli Stati Uniti a partire dal 1°
ottobre 2000.
Vi si legge che nei primi otto mesi
del 2009 i fallimenti bancari erano
già 84, contro 26 dell’intero 2008, di
cui 22 nel secondo semestre, e solo 3
nell’intero 2007, mentre nel 2006 e
nel 2005 non se ne sono verificati e
26 nella restante parte del periodo con-
siderato se ne sono registrati solo 24,
di cui 11 nel 2002.
Nel terzo quadrimestre del 2009 laa
morìa degli istituti di credito è con-
tinuata di gran lena, registrando unaa
notevole accelerazione, tanto che
alla data del 20 novembre se ne era-
no aggiunti altri 41, per un totale di
125, compreso il fallimento del Cit
Group, quinto per importanza nellaa
storia degli Stati Uniti.
Per strano che possa sembrare, questi
eventi non sembrano aver suscitato
alcun particolare interesse né volontàà
di approfondimento nelle loro moti-
vazioni ed implicazioni, quasi si trat-
di Francesco Mancini

"OLLESPECULATIVEECRISIFINANZIARIE
TRAIMPASSEDELLAMEMORIA
ECOAZIONEARIPETERE
… generalmente la memoria, quando non quasi all’unanimità economisti, gior- tasse di una bazzecola o la cosa fosse
ssia aiutata, è oggi tanto debole che si cono- nalisti economici e governanti, essa si semplicemente sfuggita di mente.
ssce il passato poco meglio del futuro … sarebbe trasferita all’economia reale, Oltre alla memoria a breve termine,
ossia ai ricavi e profitti delle imprese nell’occasione ha fatto difetto anche

C
osì si esprimeva il grande eco- di produzione ed ai livelli di occupa- quella remota, in particolare per ciò
nomista britannico Keynes nel zione degli impianti e della mano- che si riferisce alla grande crisi del
dicembre del 1921, riferendosi dopera e non riguarderebbe più gli 1929.
alle fluttuazioni dell’opinione pubbli- aspetti finanziari. Anche in quella occasione, l’anno
ca ed alla manipolazione della stessa Può darsi che dopo la crisi concla- successivo al crac della borsa di Wall
da parte degli uomini politici. mata del fondo sovrano del Dubai, Street, il 1930, fu caratterizzato daa
A distanza di tanti anni, non si può con ovvie conseguenze negative sulle una certa ripresa dell’economia, men-
certo dire che la situazione sia cam- borse ed i sistemi bancari di tutto il tre il crollo del sistema bancario e fi-
biata, se non forse in peggio. mondo, la smettano con la loro tiri- nanziario degli Stati Uniti si verificò
Particolarmente labile appare, poi, tera priva di fondamento. nell’inverno del 1933, più di quattro
la memoria in materia di speculazio- Comunque, già prima del crac della anni dopo l’inizio della crisi.
ni, bolle e crisi finanziarie, tanto che Dubai World, non c’era motivo al- Lo ricorda l’economista studioso del-
non solo gli eventi più remoti vengo- cuno di affermare che ciò che veniva le crisi finanziarie Hyman Minsky, in
no rimossi, ma anche quelli recenti, a definita la fase finanziaria della crisi un saggio del 1963 intitolato signifi-
prescindere dalla loro gravità. fosse stata definitivamente superata cativamente Potrebbe ripetersi?, con
La pesante crisi economico-finanzia- e che fossero in atto un deciso rallen- ovvio riferimento alla grande depres-
ria, ufficialmente iniziata nel terzo tamento della crisi dell’economia ed sione avviatasi nel 1929, fornendone
trimestre del 2007, anche se ne erano un inizio di timida ripresa dei livelli una descrizione e spiegazione nei ter-
stati avvertiti i prodromi già all’inizio produttivi. mini seguenti:
di quello stesso anno, è poi deflagra- Tale posizione, infatti, appare stu- Questa implosione fu il risultato finale dii
ta a settembre 2008, con la crisi della pefacente perfino ad una verifica un processo deflazionistico cumulativo ill
banca d’affari Lehman Brothers, ed è superficiale dei dati di realtà, men- cui inizio può essere identificato per co-
tuttora in corso. tre basta consultare il sito www.fdic. moditàt con il crollo del mercato dei titolii
Attualmente,, hanno affermato finora gov della Federal Deposit
A p Insurance alla fine del 1929.
9 9 Q Questo pprocesso defl
fla-
z
zionistico prese la forma di una massiccia degli Stati Uniti e del mondo intero titoli del debito pubblico, dei deriva-
iinadempienza dei contratti da parte sia era profondamente mutato, a segui- ti, del petrolio, dell’oro, delle materie
ddelle unittà finanziarie che di quelle non to del cosiddetto Nixon shock del 15 prime e così via.
finanziarie, nonché di una brusca caduta agosto 1971, ossia della sospensione Paradossalmente, sono proprio i go-
ddel reddito e dei prezzi. della convertibilità del dollaro in oro, verni e le autorità monetarie a forni-
In quell’occasione, alla causa di fon- da allora non più ripristinata. re, prestandole a tassi irrisori, le ri-
do individuata da Minsky, si aggiun- In pratica, da quel momento in poi, sorse finanziarie necessarie a porre in
se l’elemento scatenante costituito nel sistema monetario internazio- atto operazioni che spesso si insiste
dall’immobilismo e dall’impotenza nale, la moneta ha cessato di essere a non voler definire speculative, ben-
derivanti dai contrasti fra il presiden- una merce, forse per sempre, ed è ché provochino rilevanti aumenti dei
te uscente Hoover ed il subentrante stato eliminato ogni residuo vincolo prezzi pur in presenza di drastici cali
Roosevelt, nella fase di passaggio dei o limite all’emissione di banconote della domanda reale.
poteri dall’uno all’altro.
p e titoli del debito pubblico da parte Sarebbe scorretto ed ingiusto nella
Il saggio di Minsky traeva spunto da delle autorità monetarie e governa- fase attuale attribuire il riprodursi
un brusco calo dei titoli verificatosi
u tive statunitensi. delle bolle all’avidità ed alla credulità
nella primavera del 1962, cosa che al-
n Ciò ha reso, nello stesso tempo, più delle persone comuni, ossia a lavora-
ll’epoca costituiva un evento ancora facile ogni manipolazione e manovra tori, pensionati e piccoli investitori,
piuttosto raro.
p monetaria da parte delle autorità sta- né sarebbe giusto riesumare i moniti
Nel 1982 Minsky pubblicò, col me-
N tunitensi, ma anche più fragile e vul- classici, per cui coloro che non sanno
desimo titolo, una ampia trattazione nerabile il sistema monetario inter- ricordare il passato sono condannati
sullo stesso tema, comprensiva del nazionale, ormai soggetto al costante a ripeterlo.
saggio originario, in cui rammentava pericolo di rigetto del dollaro, oltre Più che di perdita della memoria del-
che, a partire dal 1966, le oscillazioni che delle altre monete, da parte del la crisi, nella fase attuale dei sistemi
e gli andamenti ciclici dell’economia, pubblico. economici appare opportuno parlare
specie nei suoi aspetti finanziari e In altri termini, il valore e l’affidabilità di coazione a ripetere.
vvalutari, erano andati infittendosi ed delle monete dipende ora unicamente Dovrebbe essere chiaro, infatti, che
approfondendosi: dalla credibilità delle autorità mone- gli uomini d’affari e della finanza non
Nonostante questa turbolenza, l’economia
N tarie e governative e dal livello di fidu- rinunciano da soli né sono in grado di
hha continuato ad andare bene, dal momen- cia nelle loro scelte e strategie. autolimitarsi nella ricerca del più alto
tto che non vi è stata alcuna depressione Ad un anno dall’inizio della crisi in profitto ad ogni costo, e il modo più
ggrave. L’insuccesso ha riguardato invece atto, le imprese affaristiche e finan- facile ed efficace per ottenerlo consi-
lla stabilittà del livello dei prezzi, i tassi di ziarie hanno sostanzialmente ripreso ste nella creazione di valori monetari
ddisoccupazione e il «miglioramento» per- le pratiche che la originarono, con e prodotti finanziari dal nulla o usan-
ccepito del tenore materiale di vita. Sono la creazione sistematica di bolle nei do mezzi altrui.
sstati questi i fallimenti che hanno spiana- mercati azionari, obbligazionari e dei L’unica maniera per ostacolare real-
tto la strada al rigetto da parte di Reagan
ddel sistema esistente di istituzioni e di in-
t
terventi.
Minsky svolse una analisi fortemente
M
critica della politica reaganiana di co-
siddetta deregulation e di ridimensio-
namento del ruolo dei poteri pubblici
n
nell’economia, ma, forse perché essa
n
era ancora troppo blanda rispetto a
quelle attuate dai successivi presi-
denti, non intravide rischi di ritorno
della depressione:
Un’economia in cui il settore pubblico spen-
dde per assicurare la formazione di capitale
ppiuttosto che per sostenere il consumo è in
ggrado di avvicinarsi a una condizione di
pprogresso tranquillo piiù di quanto non
ssia possibile con le nostre attuali politiche
disegno di M. C. Escher

eeconomiche. Cosìì, sebbene l’esteso settore 27


ppubblico assicuri virtualmente che non si
ppossa verificare di nuovo una grande de-
ppressione, il recupero di un progresso tran-
qquillo dipende da una ristrutturazione del
ssettore pubblico che accresca lo sviluppo
ddelle risorse. Se da una parte è necessaria
uuna riforma radicale, dall’altra la strada
ddi Reagan non è purtroppo quella giusta
pper arrivarci.
Nel frattempo
N p l’assetto monetario

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
mente la creazione di bolle, valori e il padre fondatore dell’economia poli- siasi particolare branca del commercio o
prodotti finanziari, con l’ingiusto e tica, nella sua opera La ricchezza delle dell’industria, è sempre in qualche aspetto
intrinsecamente fraudolento trasferi- nazioni, oltre a manifestare la più to- differente e persino opposto a quello dell
mento di ricchezza che essa comporta, tale diffidenza verso le società finan- pubblico.
consiste nell’assoggettare gli interessi ziarie, ammoniva a non fidarsi degli … La proposta di ogni nuova legge o re-
delle attività affaristiche e finanziarie uomini d’affari e delle loro proposte: golamentazione commerciale proveniente
alle esigenze delle attività produttive. … il saggio di profitto non aumenta, come da questa classe dovrebbe sempre essere
Ciò si realizza con la stretta regola- la rendita e i salari, con la prosperità
t né si ascoltata con grande cautela e non dovreb-
mentazione e limitazione delle attività t . Al con-
riduce con il declino della società be mai essere adottata prima di lungo e at-
degli uomini d’affari, del credito e del- trario,, esso è naturalmente basso tento esame, cioè considerata non soltanto
28 la finanza, anche a rischio della drasti- nei paesi
p ricchi ed elevato nei pae- p con la più
i scrupolosa ma con la più i sospet-
ca flessione dei livelli di profitto. si ppoveri,, ed è sempre p pi più elevato tosa attenzione. Essa viene da una classe
Del resto, già gli economisti classici nei ppaesi che stanno andando pi pi ù di persone il cui interesse non coincide maii
parlavano di tendenza secolare alla rapidamente
p in rovina. L’interesse di esattamente con quello del pubblico, la
caduta del tasso di profitto in corri- questa terza classe non ha quindi la stessa quale ha generalmente interesse a ingan-
spondenza dell’aumento dei livelli di relazione con l’interesse generale della so- nare e persino a opprimere il pubblico, e
ricchezza e di benessere delle nazioni. cietà
t di quello delle altre due. la quale di fatto, in molte occasioni l’ha
Non a caso, Adam Smith, considerato … l’interesse dell’uomo d’affari in qual- ingannato e oppresso.

.FNPSJB di Dario D’Angelo


g

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supplemento a Sicilia Libertaria N° 290 - dicembre 2009. Direttore responsabile: Giuseppe Gurrieri.
l‘arcobaleno Registrazione
g Tribunale di Ragusa
g n° 1 del 1987.
9 7 Fip.
p - Progetto
g ggrafico Marina La Farina.
Il “Comitato di reLazione” si riunisce periodicamente. Chiunque, condividendo i princìpi antifascisti, antirazzisti ed antisessisti propri
di q
questo ggiornale, p
può proporsi
p p come collaboratore o può inviare contributi all’indirizzo di posta elettronica:
giornalelarcobaleno@gmail.com sul nostro sito http://giornalelarcobaleno.blogspot.com è possibile reperire
i numeri arretrati e gli approfondimenti tematici.
29
cibo e
classici
latini

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno
tato alla causa della libertà dall’azio- ze e la pratica del più bieco furore
ne dei partigiani e degli antifascisti, razzista..... avevano predicato e per-
glorificare i Caduti e perpetuarne la seguito, con lo sterminio, la “razza
memoria; promuovere studi intesi a eletta” che doveva schiavizzare l’inte-
mettere in rilievo l’importanza della ra umanità. Per riscattare, sul piano
guerra partigiana; battersi affinché i etico e sostanziale, gli efferati atti di
memoria principi informatori della Resistenza
divengano elementi essenziali nella
negazione della libertà e della dignitàà
umana sistematicamente operati con
resistente formazione delle giovani generazioni;
concorrere alla piena attuazione del-
la violenza prima della conquista del
potere e durante la ventennale ditta-
30 la Costituzione Italiana, frutto della tura fascista. Non solo. Grazie alle
di Claudio Longhitano e Guerra di Liberazione, in assoluta fe- lotte della Resistenza è stata creata laa
Domenico Stimolo deltà allo spirito che ne ha dettato gli Costituzione repubblicana, che
articoli. per la prima volta dall’Unità d’Italiaa
(dell’A.N.P.I. Catania)
Uno degli scopi dell’A.N.P.I., quindi, ci ha permesso di godere di un regi-
è quello della conservazione della me libero e democratico.
memoria storica a dell’antifascismo La Resistenza merita il costante im-
e della Resistenza nel nostro Paese. pegno di tutti per comprendere e

L’
Associazione Nazio- Viene, pertanto, spontaneo ad un mantenere vivo il ricordo di quellaa
nale Partigiani d’Italia giovane porsi questa domanda ap- indomita gioventù
g che ne fu il nerbo.
(A.N.P.I.) è stata costituita parentemente semplice: che cos’è la È più che mai necessario e doveroso,
a Roma nel 1944, quando ancora il memoria storica? E’ importante per oggi, tenere alto e forte il vessillo del-
Nord Italia era sotto l’occupazione le giovani generazioni la sua conser- la memoria di fronte alla rinnovataa
nazifascista, dai partigiani
g che aveva- vazione? offensiva del ggoverno più reaziona-

M EMORIA E
no partecipato alla Resistenza nelle
regioni del centro. Dopo la libera-
zione di tutto il territorio nazionale,
l’Associazione si è estesa in tutto il
L
La Resistenza è stato quell’evento ir-
ripetibile nella storia d’Italia in segui-
to al quale, grazie all’apporto di tutte
le classi sociali e al sacrificio di tanti
IBERTA’
rio che la storia repubblicana ricordi.
Mai come in questi ultimi anni stiamo
assistendo al tentativo sistematico di
cancellare la memoria storica dellaa
Paese, anche al sud, dove gli episodi giovani, uomini e donne che immo- Resistenza e delle sue conquiste, che
di resistenza sono stati sporadici, ma larono il bene più prezioso: la vita, è viene effettuato in tanti modi, nei
dalle cui regioni provenivano molti stato possibile liberare il nostro Pae- mass media, nella scuola con la mo-
dei partigiani che avevano fatto parte se dall’occupazione nazifascista che difica dei testi scolastici, attraverso
delle formazioni del centro-nord e al- tanti lutti, rovine e barbarie aveva l’uso politico della storia, in parti-
l’estero (Jugoslavia, Albania, Grecia, causato. Con lo scatenamento della colar modo equiparando i partigiani
Francia). Il 5 aprile del 1945, l’A.N.P.I. guerra, la più devastante e distruttiva che hanno lottato per la libertà con
è stata costituita in Ente Morale. I della storia umana, l’invasione della i nazifascisti che hanno lottato per il
suoi scopi statutari sono, tra gli altri: stragrande parte degli stati europei; trionfo della loro ideologia di morte e
vvalorizzare il contributo effettivo por- con l’avvelenamento delle coscien- di sopraffazione. Quando espressioni
simbolo, di indipendenza, giustizia Memoria e Libertà. Questo è il
ed unità. ruolo e l’impegno dell’A.N.P.I., oggi,
Mai come ora sembra esserci bisogno in Italia. Memoria, fonte di insegna-
di un richiamo forte a queste radici mento, dando il giusto riconosci-
democratiche e dunque resistenziali mento e la necessaria valorizzazione
dell’Italia. Ecco, quindi, che la me- ai patrioti, ai martiri partigiani che
moria storica della Resistenza e del- si batterono per la Liberazione. Li-
l’antifascismo deve essere intesa non bertà, per salvaguardare e difende-
come nostalgico reducismo, ma come re, sempre, la nostra democrazia e
coscienza critica capace di garantire e realizzare una società realmente più
di promuovere quelle mete di libertà, equa e solidale.
di democrazia e di progresso sociale Anche l’A.N.P.I. di Catania è impe-
che costituirono il tema di fondo e gnata a conservare la memoria dei ca-
l’aspirazione più autentica della Lot- tanesi che diedero il loro contributo
ta di Liberazione. Ecco, quindi, che durante la Lotta di Liberazione.
se possiamo concepire la Resistenza Chiunque può rivolgersi per informa-
anche come sanzione della conquista zioni presso l’indirizzo di posta elet-
irrevocabile di un’estensione di dirit- tronica anpicatania@yahoo.it.
ti che il fascismo aveva negato e vio-
lentemente repressi, allora possiamo
affermare che la conservazione della
memoria storica assume per il futuro
delle giovani generazioni una impor-
tanza fondamentale.
La Memoria a di ieri si raccorda stret-
tamente con la realtà dell’oggi. Attra-
versato da tante rilevanti contraddi-
zioni e spinte interessate e devianti
che vorrebbero strutturalmente mo-
dificare i principi fondativi della no-
stra Repubblica democratica, sanciti,
dopo gli orrori del fascismo, dalla
Costituzione italiana:
ripudio della guerra, libertà di espressione,
nei rapporti sociali e nelle rappresentazio-
ni politiche; diritti umanitari, solidarietà,
accoglienza, multiculturalità e “fratellan-
za” tra gli esseri umani; diritto al lavoro,
all’equa retribuzione, a dignitose condi-
zioni di vita, alla giustizia; diritti e do-
veri comuni di civile cittadinanza e delle
pubbliche strutture istituzionali; diritto
alla salute, all’istruzione, alla casa......
Sono questi valori fondamentali di
tutti, dell’umanità, come specificati
come «sotto il fascismo non si stava dalla “Dichiarazione Universale
poi così male», «i partigiani erano as-
p dei Diritti dell’Uomo” dopo le im-
sassini e terroristi», «i fascisti della mane tragedie determinate dai nazi-
Repubblica di Salò avevano dei valori fascisti con la 2° guerra mondiale.
e credevano nella patria» diventano Nel suo preludio la Dichiarazione
sempre più ricorrenti (chi non le ha proclama: “tutti gli esseri umani nasco-
mai sentite pronunciare in televisio-
m no liberi ed eguali in dignità e diritti”.
ne, o a volte in famiglia o peggio da
n Ciò non è, purtroppo, per tantissimi
qualche insegnante?), allora si com- concittadini del nostro mondo. Col- 31
prende che l’obiettivo è quello di
p piti dagli egoismi sfruttatori dei paesi
cancellare le radici antifasciste della ricchi; attraversati da guerre;lacerati
nostra repubblica.
n dalla fame, da regimi vessatori e dal-
Proprio i partigiani riscattarono la
P le sempre più pressanti devastazioni
Patria e l’onore civile, con la Lotta
P ambientali.
di Liberazione, totalmente sven- Riflettere, quindi, ed impegnarsi.
dute ai nazisti invasori. Non è certo Partecipando attivamente alla vita
““un caso” che l’A.N.P.I. nel suo stesso sociale, per svolgere una reale funzio-
stemma fondativo si fregi del trico- ne di cittadino democratico. Tutti, a
l ; nato nell’epopea
lore p p risorgimentale,
g , partire dai giovani.
p g

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

32

Oświęcim (Auschwitz), Particolare della recinzione elettrificata del campo - foto di Antonio Squeo
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e
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memoria
in
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rare le informazioni in entrata , che avamposti isolati nell affrontare un ri
vverranno successivamente depositate
p levante problema
p sociale con risposte
p

l‘arcobaleno
l‘arcobaleno

cinema
C A UNA VOLTA LA
C’ERA
E
e memoria
C’E’
- quando
uando n
ANCORA
ando il cinema
nee
OGGI
era più lungimirante de
G
della politica
politic -
I
ggli intrallazzi di un potente latifon-
g
M
gioni del mafioso e fare emergere e
poi mettere in risalto l’intransigenza
etico-civile del pretore che, oppo-
g a
dista e la mafia locale aglig ordini di nendosi a un borghesiag e a un ceto
34 massaro Turi Passalacqua. latifondista corrotti e ambigui g così
di Lorenzo Catania A differenza di certe fiction di oggi gg come all’arroganza
g della mafia e ai
dedicate alla mafia, mosse da un im- suoi riti anacronistici e selvaggi,
gg cer-

Q
uando il film di Pietro Germi perativo innanzitutto spettacolare ca di restituire dignità,
g diritti civili e
“In nome della legge”
gg appar- e che si concludono spesso con una fiducia a un popolo da secoli abituato
ve sugli
g schermi nel lontano specie di onore delle armi tra il de- a vivere nella condizione del suddito.
1949, da noi non c’era la televisione, tective che dà la caccia e il boss di Lo sprona a un esame di coscienza, a
nelle case degli
g italiani la lettura dei turno abile a sfuggire
gg alla ggiustizia, conoscere la realtà e a combattere
ggiornali e dei libri non era un’abitu- “In nome della legge
gg ” è un’opera dal- per non abbandonarsi all’indifferen-
dine diffusa e pochissimi conosceva- la struttura narrativa originale,
g ani- za, all’omertà e allo scetticismo. Uti-
no la parola mafia. Allora il cinema mata da forte impegno,
g anticipatrice lizzando il cinema come mezzo per
era una finestra sul mondo e spesso del cinema “civile” che si svilupperà svolgere,
g fra l’altro, una funzione di
raccontava meglio
g della letteratura e in Italia negli
g anni ’60. direzione etica e di coscienza criti-
del teatro la società italiana e i suoi Nel film di Germi, infatti, il ricono- ca della società, Germi dialogava g a
cambiamenti in corso. Attraverso scimento reciproco tra il capomafia con il pubblico e la classe dirigenteg
film non esenti da approssimazioni, massaro Turi Passalacqua
q e il p pretore del Paese. Denunciava le ambiguità g à
ingenuità
g e contraddizioni, il cinema Guido Schiavi (che anni dopo ispirerà che ggravavano sulla Repubblica ita-
ci faceva capire chi siamo e da dove certe pagine
g del romanzo di Leonar- liana appena nata e la fragilità
g dellaa
vveniamo. Ci rivelava problemi e real- do Sciascia “Il ggiorno della civetta”, nostra democrazia, messe in risalto
tà che magari molti non sentivano vi- dove si fronteggiano il mafioso don dalla figura del giovane magistrato,

Mariano Arena e il capitano


p dei cara- che spesso si muove come un eroe
“La mafia – ha dichiarato Maria Fal- binieri Bellodi, fedele alle istituzioni) solitario sullo sfondo della campa-
cone, sorella del ggiudice Giovanni uc- è funzionale alla rappresentazione di ggna siciliana fotografata
g in manieraa
ciso in un tratto dell’autostrada Punta due personalità forti che esprimono stupenda da Leonida Barboni.
Raisi-Palermo – non sapevamo cosa punti di vista e valori di riferimento Oggi,
gg a sessant’anni di distanza e no-
fosse. Lunica volta che ne parlammo assai diversi. Uno, il capomafia, appa- nostante i numerosi film di denunciaa
in famiglia
g ricordo che fu in coinci- rentemente uomo giusto
g e leale, pa- sul fenomeno mafioso, la mafia, al-
denza con l’uscita del film ‘In nome ternalista, in realtà inflessibile e abi- l’epoca ancora contadina e limitataa
della legge’.
gg Ma anche in quel caso si tuato a praticare la violenza. Laltro, solo ad alcune parti della Sicilia, faa
rivelò un discorso su un problema che il rappresentante della legge,
gg uomo sentire la sua presenza invasiva in
non sentivamo vicino a noi”. Girato solo e determinato a raddrizzare le diverse regioni
g italiane, perché, igno-
g
a Sciacca (Ag) g e dintorni neglig anni storture e le ingiustizie
g di una società rando glig interessi collettivi, il clien-
che registrano
g l’assassinio del sinda- spietata con i deboli e a fare preva- telismo di massa e i comportamenti
calista Accursio Miragliag e le imprese lere i poteri dello stato senza i quali illegali
g proposti dall’alto si sono dif-
del bandito Salvatore Giuliano, “In non c’è vera democrazia. fusi nella società come modelli di
nome della legge”gg racconta l’espe- Il confronto che si delinea fra questi vita, frustrando il diritto di molti a
rienza di un giovane
g pretore mandato due personaggi gg è abilmente utiliz- un “altro” stato, a un altro modo di
nel paesino
p siciliano di Capodarso
p a zato dal regista
g p
per vanificare le ra- stare al mondo.
C
om’è noto, in Italia da un tren- paziente e di questa noi siamo fatti::
p

Paul Klee, Angelus Novus 1920


tennio si tende a trascurare, dove la paz p -
per indifferenza, arroganza,
p struzione è i
ignoranza
g o altro, l’insegnamento.
g inorgoglirci
g g ,
Forse a molti sembra che l’esperien- dovremmo e
za altrui debba sminuire l’ego, g ossia spalle
p di giga
gg -
l’ingigantita
gg p
percezione che molti rienza uman -
hanno di sé e che porta p tanti, troppi,
pp zione all’esp p
a pensare
p che tutto il mondo esista L’Etica dovr i
solo perché
p si possa approfittare bru- pensiero, att
p -
talmente d’ogni g cosa. tiva del “far ,
Ma nell’epocap della tecnica vendu- preludio al f
p
ta al p profitto, ggli uomini forzano la La miglior
g p -
natura, incuranti delle conseguenze. g di la conosc o
Per sottolineare i rischi che compor- p erano p prepo
p
ta il conferimento dei poteri p è utile, Oggi
gg la scu :
nel rispetto
p della memoria, ritorna- strategie
g p per -
re alla mitologia g ggreca, che tanto ha re il senso p pe e
dato anche in Sicilia. sui cittadini o
Epimeteo,
p colui che riflette dopo, p per omologa
p g
aveva donato agli g animali, trascuran- La memori o
do glig umani, alcuni poteri p diversi e apparire
pp sem -
specializzati,
p ma Prometeo, colui che giornati,, ma - di Vincenzo Milone*
riflette prima
p ed è amico degli g uomi- ti”), vogliam -
ni, ( una delle interpretazioni
p del mito rire “a tutti a m di di denti,,
sostiene che li avesse,, infatti,, plasmati
p mercificazio a i sere””
con la creta e resi simili agli g dei) cerca la nostra im i b li al--
di rimediare, sottraendo dalla casa di fermino a g - t è im--
Atena uno scrigno g in cui sono riposte p ci semplicem
p ” p ata.
memoria e intelligenza g e donandole e dimentica o S mo dii
agli
g uomini. Zeus, irritato, punisce
p gli il mezzo vi , “ ere o
uomini togliendo
g loro il fuoco. il p
pittore si a c
Prometeo riportap il fuoco agli
g umani, collezione d a M posi--
p
ma Zeus lo p punisce e fa costruire nel- dipingere,
p g p - z a l’in--
la fucina di Vulcano una catena per p cisticament i f divisaa
legarlo
g ad una rupe p nel freddo Cau- eccita solo p n r
caso, dove un’aquila q ogni
g ggiorno gli g per la donna
p i N sca--
rode il fegato,
g che si riforma durante vivere di rel - t età e
la notte. Tremila anni dopo, p Eracle ticci. Il coll e q bile”,,
libera Prometeo. Se continueremo a della collezi a c anzee
perdere la memoria, a noi umani non
p fruizione agg a c sano o
basteranno tremila anni p per liberarci finalità dell a f entee
dalle torture che l’uso dissennato del- conservazio a i enzaa
la tecnica, governata
g solo dal profit- a disposizio
p - d nchee
to, p produce. no fruire. I , n assa--
Per utilizzare la tecnica in modo ra- che nascon n t ossi--
ggionevole non si può p prescindere
p dal- cassaforte, v , b
l’esperienza, che è una costruzione amplifi
p care o P quan--
q
detentore d n d puree
p
hanno e dell , p sarioo
nega
g la frui . v capi-
p-
Ma se una c a r ,pperr
cosa è “aver e o artiree
o Essere). Pe o c conn
che tutti d - una ritrovata capacità
u p direzionale chee
te rinunziare a tutto, pproprio
p p perchèè cci permetta
p di riprendere
p in mano il ti--
non tutti siamo come San Francesco,, mone e ritrovare la rotta.
m
si dovrebbe, come suggerisce
g
gg Kant,
fruire di ciò che possediamo
p ma sem- *Vincenzo Milone ha pubblicato
p re--
pre tenendoci p
p pronti, q
quindi capaci,
p centemente: “Architettura e Tempo.
p Ill
a rinunciare a ciò che abbiamo in caso olandese nell’età contemporanea”..
qualsiasi momento, di saperne fare a (vimilo@tiscali.it) 35

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l‘arcobaleno