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POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

sabato 19 aprile 2014

Papa Francesco celebra la messa in cena Domini e lava i piedi a dodici disabili di don Gnocchi

Dalla croce alla risurrezione

Servi per eredit

Il ladrone
in paradiso
Noi dobbiamo essere servitori gli
uni degli altri. Lo ha ricordato Papa Francesco durante la messa in cena Domini presieduta nel pomeriggio del 17 aprile, gioved santo, nel
centro Santa Maria della Provvidenza, della fondazione don Gnocchi, a
Roma. Durante la celebrazione, alla
quale hanno partecipato gli ospiti
accompagnati dai loro familiari, gli
operatori, i volontari e il personale
responsabile, il Pontefice ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a
dodici disabili: otto uomini e quattro donne tra 16 e 86 anni, nove italiani e tre di origine straniera, uno
dei quali di fede musulmana.
Un gesto che lo stesso Papa Francesco ha spiegato nella breve omelia
pronunciata a braccio: un gesto
ha detto di congedo. come
leredit che ci lascia. Lui Dio e si
fatto servo, servitore nostro. E questa leredit: anche voi dovete essere servitori gli uni degli altri. E lui
ha fatto questa strada per amore: anche voi dovete amarvi ed essere servitori e nellamore.
Questa ha ribadito leredit che ci lascia Ges. E fa questo gesto di lavare i piedi, che un gesto
simbolico: lo facevano gli schiavi, i
servi ai commensali. Anche noi,
dunque, dobbiamo essere servitori
gli uni degli altri.
PAGINA 8

Uccisi quarantotto civili sfollati

Base dellOnu attaccata in Sud Sudan

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JUBA, 18. Non meno di 48 sfollati


sono stati uccisi nellassalto di uomini armati a una base dellUnmiss, la
missione dellOnu in Sud Sudan,
dove avevano cercato scampo dal
conflitto civile che da oltre quattro
mesi dilania il Paese. accaduto ieri
a Bor, la capitale dello Stato orientale sudsudanese dello Jonglei, dove la
base dellOnu ospita circa cinquemila civili fuggiti dopo linizio, a met
dicembre scorso, del conflitto tra i
reparti dellesercito fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit e quelli
che si sono ribellati sotto la guida
dellex vicepresidente Rijek Machar.
Nellassalto sono stati feriti alcuni
caschi blu di nazionalit indiana.
I particolari della vicenda sono
stati riferiti allagenzia Misna da un
portavoce dellUnmiss, Toby Lanzer,
responsabile del programma di aiuti
umanitari della missione. Di fronte
agli assalitori, i caschi blu hanno
prima esploso colpi di avvertimento
e poi risposto al fuoco ma non bastato, ha detto il portavoce. In precedenza, ieri pomeriggio, le notizie
riferite dal sindaco di Bor, Nhial
Majok, erano solo di 14 persone ferite in una sparatoria fuori della base
tra i caschi blu e giovani armati che
protestavano per la presenza dei soldati dellOnu in citt. Lo stesso
Lanzer, in un primo momento, si era
limitato a esprimere indignazione
per lattacco di giovani armati ai
danni di civili che tentavano di rifugiarsi allinterno della base di Bor.
Sullidentit degli aggressori non
ci sono ancora notizie certe, ma sembra escluso che si sia trattato di
unazione dei reparti militari belligeranti. Il conflitto in Sud Sudan, peraltro, ai prioritari motivi politici ed
economici, affianca ormai anche una
componente etnica, che anche in
questo caso sembrerebbe essere stata
determinante. In tutto il Paese da
mesi si segnalano violenze vicende-

voli tra gruppi armati di etnia dinka,


quella maggioritaria nel Paese e alla
quale appartiene Salva Kiir Mayardit, e di etnia nuer, quella di Rijek
Machar. Nello Jonglei, in particolare, si aggiunge un annoso contrasto
tra i nuer e i merle per il controllo
dei pascoli e delle risorse idriche.

Componenti etniche sfociate in feroci violenze, anche con esecuzioni


sommarie di prigionieri, sono state
sottolineate questa settimana riguardo ai combattimenti di particolare
asprezza intorno a Bentiu, la capitale dello Stato petrolifero settentrionale di Unity al confine con il Su-

Cautela di Obama

Primo accordo sullUcraina


GINEVRA, 18. Russia e Ucraina, con
la mediazione di Stati Uniti e
Unione europea, hanno raggiunto
un rapido e sorprendente accordo
ieri a Ginevra, volto a disinnescare
la peggior crisi tra est e ovest dai
tempi della guerra fredda. Per ora
solo una speranza di svolta, come
ha ammonito con estrema cautela
Barack Obama, ribadendo che lopzione militare non sul tappeto,
ma anche che gli Stati Uniti continuano a coordinarsi con gli alleati
europei e a preparare eventuali ulteriori sanzioni contro la Russia se le
intese non dovessero trovare attuazione concreta. E, malgrado laccor-

do, rimane alta la tensione nellest


dellUcraina, in particolare a Donetsk e a Slaviansk dove anche oggi
si sono avuti scontri armati.
Il documento approvato a Ginevra prevede il disarmo dei gruppi
armati illegali, la restituzione di tutti gli edifici occupati, lamnistia per
quanti accetteranno tali condizioni,
tranne quelli accusati di reati gravi.
Un disarmo bilanciato, sorvegliato
e coadiuvato dagli osservatori
dellOsce. Inoltre, Kiev ha accettato
di riformare la Costituzione nazionale, apportandovi emendamenti
che tengano conto delle richieste e
delle aspirazioni di tutti i cittadini.

Centanni
e poco pi
A PAGINA

stata una buona giornata di


lavoro, a patto che si passi presto
dalle parole ai fatti, ha sintetizzato
il segretario di Stato americano,
John Kerry, che ha negoziato laccordo con il ministro degli Esteri
russo, Serghiei Lavrov, quello ucraino, Andriy Deshchytsia, e lalto
rappresentante per la Politica estera
e di sicurezza comune dellUnione
europea, Catherine Ashton.
Il segretario generale dellO nu,
Ban Ki-moon, si detto ieri incoraggiato dal fatto che tutte le parti
sono state in grado di accordarsi su
una serie di misure concrete e urgenti volte ad allentare le tensioni,
aggiungendo per che la situazione
in Ucraina rimane estremamente
volatile e si aspetta che tutte le parti ora mostrino la seria intenzione
di impegnarsi ad adottare le misure
decise a Ginevra.

NOSTRE
INFORMAZIONI

La morte di Gabriel Garca Mrquez

CLAUDIO TOSCANI

dan. Notizie certe sono comunque


difficili da ottenere, anche perch la
battaglia per il controllo di Bentiu
ancora in corso e lesito resta incerto. I ribelli sostengono di aver ripreso la citt, mentre le forze governative affermano di aver respinto la loro
offensiva.

Manifestazione filo-ucraina a Donetsk (Epa)

Il Santo Padre ha accettato la


rinuncia al governo pastorale
dellAbbazia territoriale di
Montevergine (Italia), presentata dal Reverendissimo Padre Abate Dom Umberto Beda Paluzzi, O.S.B., in conformit al canone 401 2 del
Codice di Diritto Canonico.

Deposizione dalla croce, evangeliario siriaco di Mor Gabriel (XIII secolo)

di MANUEL NIN
l venerd e il sabato santo sono
scanditi nella tradizione bizantina da tropari che celebrano
tutta lopera salvifica di Cristo:
Oggi si canta nel mattutino di
venerd appeso al legno colui
che ha appeso la terra sulle acque;
oggi il re degli angeli cinto di
una corona di spine; oggi avvolto
di una finta porpora colui che avvolge il cielo di nubi; riceve uno
schiaffo, colui che nel Giordano ha
liberato Adamo; inchiodato con
chiodi lo sposo della Chiesa; trafitto da una lancia il figlio della
Vergine. Adoriamo, o Cristo, i tuoi
patimenti! Mostraci anche la tua
gloriosa risurrezione. I diversi
oggi del tropario, cantato accompagnando la croce verso il centro
della chiesa per la venerazione dei
fedeli, danno al testo e alla liturgia
una forza che rende presente
lamore di Dio.
Due tropari accostano Adamo al
buon ladrone, il Calvario come
nuovo giardino e la Chiesa stessa:
Per un albero Adamo fu esiliato
dal paradiso, ma per lalbero della
croce il ladrone ha preso dimora in
paradiso. Adamo infatti, mangiando il frutto, trasgred il comando
del creatore, ma laltro, sulla croce
con lui, ha confessato il Dio nascosto, gridando: Ricordati di me nel
tuo regno. Il tuo fianco vivificante,
o Cristo, come fonte che zampilla
dallEden, bagna la tua Chiesa,
spirituale paradiso, e di l, come da
principio, si divide nei quattro vangeli. Sei stato crocifisso per me,
per far scendere su di me il perdono; hai avuto il fianco trafitto, per
far scaturire per me fonti di vita.
Sabato santo i testi descrivono la
discesa di Cristo nellAde spalancato da colui che vi scende vittorioso.
E due tropari mettono in bocca
della madre di Dio, e di tutta la
Chiesa, la meraviglia e lo stupore
di fronte al figlio sofferente: Maria lagnella, vedendo il proprio
agnello trascinato al macello, lo seguiva assieme ad altre donne, consumata dal dolore, gridando a lui
cos: Dove vai, o Figlio? Per chi
hai intrapreso questa corsa veloce?
Forse ci sono altre nozze a Cana, e
ti affretti per mutare di nuovo lacqua in vino? Vengo con te, o figlio,

o piuttosto resto con te? Donami


una parola, o tu che sei la Parola,
non passare accanto a me in silenzio, tu che mi hai serbata pura: tu
sei infatti il mio figlio e Dio. I testi sono percorsi quasi da una fretta nel correre verso la risurrezione
di Cristo: Vedendoti, o Cristo, appeso al legno, te, Dio e creatore di
tutte le cose, colei che senza seme
ti ha generato amaramente esclamava: Figlio mio, dove tramontata la bellezza della tua figura? Non
posso vederti ingiustamente crocifisso! Affrettati, dunque, risorgi,
perch anchio veda la tua risurrezione dai morti il terzo giorno.
Un terzo tropario viene messo in
bocca a Giuseppe di Arimatea di
fronte a Pilato, quando gli chiede
il corpo di Ges: Vedendo il sole
nascondere i suoi raggi, e il velo
del tempio lacerato alla morte del
Salvatore, Giuseppe and da Pilato, e cos lo pregava: Dammi questo straniero, che ha saputo accogliere poveri e stranieri. Dammi
questo straniero, che per invidia
stato estraniato dal mondo. Dammi
questo straniero, perch io lo seppellisca in una tomba, giacch, come straniero, non ha ove posare il
capo. Dammi questo straniero, al
quale la madre, vedendolo morto,
gridava: O figlio e Dio mio, anche
se sono trafitte le mie viscere e il
mio cuore dilaniato al vederti morto, tuttavia ti magnifico, confidando nella tua risurrezione.
In un ultimo tropario Giuseppe
di Arimatea e Nicodemo quasi
concelebrano la sepoltura di Cristo: Giuseppe insieme a Nicodemo depose dal legno te, che ti avvolgi di luce come di un manto; e
contemplandoti morto, nudo, insepolto, inizi il lamento pieno di
compassione, e dolente diceva:
Ahim, Ges dolcissimo! Poco prima il sole, vedendoti pendere dalla
croce, si ammantava di tenebra; la
terra si agitava per il timore, si lacerava il velo del tempio; ma ecco,
io ora ti vedo per me volontariamente disceso nella morte. Come
potr seppellirti, Dio mio? Come ti
avvolger in una sindone? Con
quali mani toccher il tuo corpo
immacolato? Magnifico i tuoi patimenti, inneggio alla tua sepoltura
insieme alla tua risurrezione, acclamando: Signore, gloria a te.

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pagina 2

sabato 19 aprile 2014

Il virus non stato importato da altri Paesi africani

Dagli studenti e dai settori radicali dellopposizione

di un ceppo totalmente nuovo


lebola in Guinea

Unamnistia
richiesta
in Venezuela

CONAKRY, 18. Il virus di tipo ebola


che ha scatenato lepidemia in Guinea di un ceppo totalmente nuovo
e non stato importato da altri Paesi africani. Lo hanno stabilito le analisi, pubblicate dal New England
Journal of Medicine, coordinate
dallInstitute for Tropical Medicine
di Amburgo. I ricercatori dellistituto tedesco si sono basati sullanalisi
genetica di trenta campioni di sangue prelevati in Guinea. Dal confronto con quelli conosciuti emerso
che il ceppo autoctono, anche se
ancora non si conosce la fonte precisa del contagio. Il virus non lo
stesso che ha colpito il Congo
scrivono gli autori e probabilmente si evoluto parallelamente agli altri a partire da un antenato comune.
Continuiamo la ricerca di quale possa essere il serbatoio, probabilmente
animale, da cui si sviluppata lepidemia.
La notizia da un lato rassicura,
dato che la Guinea si trova a migliaia di chilometri dalla regione dei
Grandi Laghi dove il virus si era finora manifestato (la malattia prende
il nome dalla cittadina congolese di
Ebola dove apparve per la prima
volta). Le precedenti epidemie erano
sempre state virulente, con il 90 per
cento di casi mortali, ma sostanzialmente limitate nel tempo e anche
nella diffusione. Stavolta, invece, si

Un centro per il trattamento della malattia a Conakry (Afp)

era temuto un contagio dilagante,


dato che oltretutto sono stati segnalati casi oltre i confini della Guinea,
in Liberia, Sierra Leone e Mali.
Daltro lato, nonostante percentuali
di mortalit minori, tale aspetto resta preoccupante, come dimostra il

Negoziati politici
proposti
per il nord
del Mali
BAMAKO, 18. Il primo ministro del
Mali, Moussa Mara, al termine della
prima riunione del nuovo Governo
da lui guidato, ha annunciato ieri la
prossima nomina di un capo negoziatore incaricato di portare avanti
negoziati politici sullAzawad, la
parte settentrionale del Paese. Moussa Mara ha specificato che i negoziati devono aprirsi in tempi brevi con
tutte le comunit delle regioni settentrionali, e devono riguardare lo
statuto territoriale di tali regioni.
Elemento di novit per quanto riguarda il dialogo con i movimenti
dellAzawad la decisione delle autorit di organizzarlo sul territorio
nazionale e non pi allestero, come
sempre accaduto in passato.
Un primo accordo politico tra
lallora Governo di transizione a Bamako e i gruppi ribelli tuareg e arabi del nord era stato stato siglato a
Ouagadougou, in Burkina Faso, nel
giugno 2013, quando sintravedeva la
fine di una crisi protrattasi per diciotto mesi. Allinsurrezione dei tuareg nel nord nel gennaio 2012 era seguito in marzo il colpo di Stato militare a Bamako che aveva rovesciato
il presidente Amadou Toumani Tour. Nei mesi successivi il controllo
delle regioni settentrionali era stato
assunto da gruppi armati islamisti,
in gran parte formati da miliziani
stranieri, e a fine anno contro questi
ultimi cera stato lintervento armato
della Francia.
A giudizio di molti osservatori,
laccordo di Ouagadougou fu determinante per consentire di organizzare le elezioni, vinte dallattuale presidente Ibrahim Boubacar Keta, con
le quali la comunit internazionale
giudic conclusa la transizione. Da
allora, peraltro, il processo di pace si
pressoch fermato, cos come non
si interrotto il conflitto nel nord,
dove restano attivi i gruppi islamisti,
nonostante la presenza dei caschi
blu e delle truppe francesi, un anno
dopo la data del loro annunciato ritiro che avrebbe dovuto completarsi
nellaprile 2013.
Proprio ieri, soldati del contingente francese di stanza in Mali hanno
liberato cinque operatori umanitari,
tutti di nazionalit maliana, che erano stati sequestrati l8 febbraio scorso, secondo quanto reso noto da un
comunicato congiunto delle presidenze francese e maliana.

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cordone sanitario che diversi Paesi


hanno deciso alle frontiere terrestri e
aeree per ogni arrivo dalla Guinea.
Questo, sebbene lultimo rapporto
dellOrganizzazione mondiale della
sanit (Oms) non ritenga necessarie,
al momento, restrizioni ai movimenti

di merci e persone nei Paesi interessati. Secondo lOms, sono 168 le


persone colpite dal virus in Guinea e
108 i morti. In Liberia ci sono 26 casi con 13 morti mentre Mali e Sierra
Leone per ora non hanno casi confermati.

CARACAS, 18. Gli studenti e i settori radicali dellopposizione in Venezuela che rifiutano il dialogo con il
Governo di Nicols Maduro hanno
detto di volere una legge di amnistia per i detenuti, arrestati durante
le proteste antigovernative che si
susseguono da oltre due mesi (con
un bilancio di oltre quaranta morti): tale legge, hanno affermato,
rappresenterebbe lunico segnale
chiaro della volont politica di
una riconciliazione fra venezuelani.
Carlos Bello, uno dei dirigenti
del movimento studentesco che ha
lanciato la protesta di piazza
allinizio di febbraio, ha dichiarato:
Non possibile che il Governo
dica che sta dialogando mentre
continuano ad arrestare i nostri
compagni e rifiutano ogni possibilit di amnistia. Bello ha quindi
ribadito le condizioni poste dagli
studenti per un dialogo costruttivo
con lEsecutivo: il confronto ha
detto citato dallagenzia Ansa
deve essere trasmesso in diretta da
tutti i canali televisivi, in presenza
del nunzio apostolico, dei rappresentanti della Conferenza episcopale venezuelana e del settore studentesco che ha lanciato la proposta.
Il secondo incontro tra Governo
e opposizione, svoltosi mercoled,

aveva fatto registrare progressi, seppure timidi. Infatti i rappresentanti


dellopposizione si sono detti disponibili ad aprire una discussione
sul piano di pacificazione nazionale proposto a Maduro.
Ramn Guillermo Aveledo, segretario generale del Mud (Ufficio
dellunit democratica, organismo
che raccoglie diversi gruppi di opposizione), ha dichiarato che il piano sar nei prossimi giorni posto al
vaglio, sottolineando che vi saranno fatte aggiunte in materia di sicurezza, prevenzione e sanzione dei
reati in modo da arricchirlo.

Diplomatico dellOnu espulso dopo un rapporto che denuncia il rischio di genocidio

Destano allarme in Burundi le tensioni


politiche ed etniche
BUJUMBURA, 18. La tensione politica, sociale e anche etnica in Burundi
dove il presidente in carica, Pierre
Nkurunziza, sta tentando di far modificare la Costituzione per potersi
candidare a un terzo mandato nel
2015 aumentata con la rivelazione di un rapporto confidenziale dell'Onu nel quale si denuncia la consegna di armi agli imbonerakure, i

Smentito
il rilascio
delle studentesse
nigeriane
ABUJA, 18. stata smentita la notizia, data dallesercito nigeriano,
della liberazione delle studentesse
rapite nella notte tra luned e
marted nel dormitorio di una
scuola a Chibok, nello Stato nordorientale del Borno, considerato
la roccaforte di Boko Haram, il
gruppo fondamentalista islamico
responsabile da quattro anni di
attacchi e sistematici atti di terrorismo che hanno provocato migliaia di morti, in massima parte
civili. Di 115 delle 129 studentesse
rapite non si hanno notizie, ha
detto la direttrice della scuola,
Asabe Kwanbura, secondo la
quale sono false le dichiarazioni
dellesercito che aveva parlato di
121 tornate libere, mentre rispondono a verit quelle del governatore del Borno, Kashim Shettima,
secondo il quale sono state ritrovate solo 14 ragazze, comprese tre
riuscite a fuggire e a tornare a
Chibok attraversando la foresta
di Sambisa. Le altre 115 si trovano presumibilmente ancora nelle
mani dei rapitori, dei quali sembra accertata lappartenenza a
Boko Haram.
Shettima ha anche promesso
una ricompensa equivalente a
308.000 dollari a chiunque sia in
grado di offrire informazioni utili
a rintracciare e trarre in salvo le
ragazze.

giovani militanti del partito al potere. Il rapporto, destinato al Segretario generale dellOnu, Ban Kimoon, stato firmato dal responsabile dellufficio dellOnu in Burundi, (Bnub) Parfait Onanga-Anyanga, ed era appunto riservato, ma la
stampa locale ne venuta in possesso. Il capo del Bnub, costituito al
termine della guerra civile e che entro questanno sar chiuso, si spinge
a paventare la possibilit di un nuovo genocidio, a ventanni da quello
in Rwanda che vide coinvolte le
stesse etnie del Burundi, cio hutu e
tutsi. Il Governo di Bujumbura, che
ha ordinato lespulsione di un altro
diplomatico dellOnu, Paul Debbie,
ritenendolo lispiratore del rapporto,
ha denunciato le potenziali gravi
conseguenze in termini di instabilit
e divisioni sociali deplorando che
un documento su un argomento
cos sensibile sulla presunta distribuzione di armi per commettere un
ipotetico genocidio, sia stato stilato
senza alcuna collaborazione delle
autorit e senza averle messe a conoscenza. Sia lopposizione, accusata dal Governo di aver ispirato il
rapporto con testimonianze false, sia
alcuni parlamentari di maggioranza
avevano chiesto una Commissione
internazionale indipendente incaricata di indagare sulle accuse
dellOnu, ma dal Governo venuto
un secco no.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

direttore generale

Il principale mercato di Bujumbura

turca, ledificio di culto somiglier


alla famosa moschea Ortaky di
Istanbul, nel distretto di Beikta, la
cui struttura ben si adatta, a suo
giudizio, allarchitettura del centro
storico della citt cubana.
La costruzione della nuova moschea sar interamente finanziata
dalla Diyanet un organo governativo istituito nel 1924, che amministra gli affari religiosi e gestisce i
luoghi di culto e soddisfer le esigenze spirituali di circa tremilacinquecento musulmani che vivono nel
Paese caraibico.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

BRASILIA, 18. La polizia militare


dello Stato brasiliano di Bahia
ha accettato di porre fine allo
sciopero a tempo indeterminato
per rivendicare aumenti salariali.
La decisione stata presa ieri
nel corso di una riunione nella
capitale, Salvador, dopo aver accolto una proposta del Governo.
Poco prima, la giustizia federale
aveva ordinato linterruzione immediata dello sciopero. In caso
contrario, il pubblico ministero
avrebbe imposto il pagamento
di una multa giornaliera pari a
1,4 milioni di reais (circa
450.000 euro).
Fonti governative locali hanno reso noto che durante lo
sciopero della polizia militare
sono stati commessi 21 omicidi,
con un aumento del 250 per
cento rispetto alla media giornaliera del 2013: sei omicidi al
giorno, 2.213 durante tutto lanno. Gli omicidi sono stati commessi nonostante linvio da parte del Governo federale di 6.000
soldati per garantire lordine
pubblico. Salvador una delle
12 citt dove si giocheranno alcune partite (sei) dei prossimi
campionati mondiali di calcio.

Corsa a tre
per le presidenziali
a Panam

Progetto turco
per la costruzione di una moschea allAvana
LAVANA, 18. Il progetto di una moschea a Cuba, in altri tempi impensabile, potrebbe essere realizzato a
breve dalle autorit turche.
Lo ha scritto ieri il sito del quotidiano turco Hrriyet, spiegando
che una delegazione ufficiale della
direzione generale degli Affari religiosi (Diyanet) volata nei giorni
scorsi allAvana per concludere un
accordo con le autorit locali sulla
costruzione di una moschea nel centro della capitale cubana. Come ha
spiegato alla stampa Mustafa Tutkun, che ha guidato la delegazione

Concluso
lo sciopero
della polizia
bahiana

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

La moschea che sorger allAvana


fa parte di una campagna molto pi
ampia che la Turchia sta portando
avanti negli ultimi mesi in tutti i
Caraibi e che prevede, tra laltro,
anche la costruzione di un luogo di
culto ad Haiti.
La Turchia sta inoltre contribuendo alla costruzione di altre moschee
in Kazakhstan, in Kyrgyzstan e in
Albania, mentre in Somalia gli
esperti della direzione generale degli
Affari religiosi sono gi al lavoro
per un progetto di restauro di un
importante tempio islamico.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

PANAM, 18. corsa a tre per le


presidenziali del 4 maggio a Panam. La sfida sar tra il vice
presidente uscente, Juan Carlos
Varela, del Partido Panameista,
Juan Carlos Navarro, del Partido Revolucionario Democrtico,
entrambi allopposizione, e il
candidato dello schieramento di
Governo, Partido Cambio Democrtico, Jos Domingo Arias.
Nei sondaggi si profila il cosiddetto empate tcnico, pareggio
tecnico, con in testa Arias e Navarro, entrambi con il 32 per
cento, seguiti da Varela con il 26
per cento. Il resto dei candidati
non supera il 6 per cento delle
intenzioni di voto. Circa due
milioni di panamensi sono chiamati alle urne per eleggere il
successore di Ricardo Martinelli.
Al nuovo capo dello Stato sar affidata la presidenza per un
mandato quinquennale, in un
Paese in cui non esiste la possibilit di un ballottaggio. Sul
vincitore del voto peser lonere
di mantenere gli alti livelli di
crescita, frenare laumento dei
prezzi dei generi di prima necessit e la violenza, oltre a garantire che si completi correttamente,
e senza eccessivi ritardi, lampliamento del Canale.

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Alfonso DellErario, direttore generale


Romano Ruosi, vicedirettore generale

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sabato 19 aprile 2014

pagina 3

Appello di Brahimi a salvaguardare i civili

In attesa dei risultati delle presidenziali lopposizione parla gi di brogli

La battaglia di Homs
al vaglio dellO nu

Scarsa affluenza in Algeria

NEW YORK, 18. Il Consiglio di sicurezza dellOnu si sta confrontando


sugli ultimi sviluppi della situazione
a Homs, la citt siriana dove si sono
bruscamente riaccesi i combattimenti dopo alcuni mesi di relativa tregua. Nei giorni scorsi, fonti concordi avevano riferito che la citt, considerata dai ribelli il cuore dellinsurrezione contro il presidente Bashar Al Assad, era tornata nelle mani dellesercito governativo. Ancora
ieri, per, linviato speciale dellO nu
e della Lega araba, Lakhdar

Altro
diplomatico
rapito
in Libia
TRIPOLI, 18. Nonostante i ministri del Governo ad interim di
Tripoli abbiamo approvato mercoled scorso piani per rafforzare
la sicurezza per i diplomatici
stranieri in Libia, ieri si sono perse le tracce di un consigliere
dellambasciata tunisina. Lo riferiscono responsabili del ministero
degli Esteri.
Larousi
Kontassi,
secondo
quanto dichiarato allagenzia Afp
da una fonte dei servizi di sicurezza, stato rapito. Informazione confermata, tra laltro, anche
da una fonte tunisina a Tripoli,
che non ha fornito ulteriori dettagli in merito. Tre giorni fa nella
capitale era stato rapito in pieno
giorno lambasciatore della Giordania, Fawaz Al Itan.
D allinizio del 2013 altri diplomatici sono stati vittime di sequestri, tra i quali cinque funzionari
egiziani, un addetto commerciale
dellambasciata sudcoreana, mentre un impiegato dellambasciata
tunisina, rapito il mese scorso a
Tripoli, rimane ancora nelle mani
dei suoi sequestratori.
Altri diplomatici sono stati invece vittime di attacchi o attentati. Nel mese di settembre 2012
lambasciatore americano Christ
Stevens e tre collaboratori furono
uccisi nellassalto al consolato degli Stati Uniti di Bengasi. A gennaio 2013 il console italiano, Guido De Sanctis, fu attaccato sempre nella seconda citt libica,
mentre nel giugno 2013 un ordigno fu piazzato sotto unauto
dellambasciata italiana.
A causa di frequenti episodi di
violenza contro ambasciate, il
personale di molte sedi diplomatiche stato ritirato e il rimanente stato trasferito in alcuni hotel della capitale. Il Governo del
dimissionario premier Abdullah
Al Thini si era impegnato mercoled ad adottare le misure necessarie per proteggere tutte le missioni diplomatiche. Anche il segretario generale della Lega araba, Nabil Al Arabi, ha chiesto alle autorit libiche di adottare le
misure necessarie per proteggere
tutte le missioni diplomatiche
arabe e straniere nel Paese.

Brahimi, ha lanciato un appello per


la ripresa dei negoziati tra i belligeranti, chiedendo di porre fine allassedio della citt, dove restano arroccati miliziani ribelli e, soprattutto,
restano bloccati migliaia di civili
esposti ai combattimenti. In un comunicato di Brahimi si legge che
Homs tornata a essere un teatro
di morte e si sollecita limmediato
ritorno al tavolo dei negoziati per
chiudere laccordo che stava per essere firmato ed stato invece brutalmente bloccato. La riunione del
Consiglio, annunciata ieri dalla presidenza di turno nigeriana, stata
chiesta dalla Francia.
I combattimenti sembrano intensificarsi anche alla periferia di Damasco, dove sono stati segnalati
venti morti, e ad Aleppo. Su questo
fronte, a quanto si appreso, ribelli
islamisti del Fronte al Nusra avrebbero tentato di penetrare in citt attraverso un tunnel sotterraneo scavato fino al quartiere di Hanano.
Losservatorio siriano per i diritti
umani ha parlato di venti morti e
trenta feriti tra le truppe governative
e di tredici miliziani islamisti uccisi.
Lagenzia di stampa ufficiale siriana
Sana riferisce da parte sua che
lesercito ha frustrato un tentativo di
attacco ad Hanano, uccidendo un
gran numero di terroristi, espressione con la quale le autorit siriane

Urna semivuota in un seggio di Algeri (Afp)

ALGERI, 18. stata del 51,7 per cento laffluenza alle


elezioni presidenziali in Algeria. Lo ha reso noto oggi il
ministro dellInterno, Tayeb Belaiz, citato dal sito del
quotidiano locale El Khabar. Secondo Belaiz, il dato
pi alto si registrato nella provincia occidentale di
Relizene, dove ha votato l82 per cento degli aventi diritto, mentre il pi basso nella provincia a maggioranza
berbera di Tizi Ouzou, dove laffluenza si fermata al
20 per cento. Secondo il quotidiano algerino, i primi risultati parziali indicano, come ampiamente previsto,

una vittoria del presidente uscente e candidato per un


quarto mandato, Abdelaziz Bouteflika.
Il principale sfidante dopposizione nelle elezioni
presidenziali, Al Benflis, ha reso noto che non riconoscer i risultati elettorali ufficiali che verranno dati nelle
prossime ore dalle autorit di Algeri. Durante un incontro avvenuto questa notte con alcuni giornalisti, Benflis
ha spiegato che ci sono stati evidenti brogli durante le
operazioni di voto in favore del presidente Bouteflika.
Lotter per proteggere la volont elettorale dalle frodi.

Il Governo punta sul dialogo nonostante i talebani abbiano interrotto la tregua

Islamabad non rinuncia


ISLAMABAD, 18. Il Governo di Islamabad non rinuncia, va avanti per la
sua strada, pur lungo una strada
sempre pi in salita, con il dialogo
con i talebani. Subito dopo lannuncio, da parte dei miliziani, della volont di non estendere il cessate il
fuoco, durato quaranta giorni, mettendo cos a repentaglio la gi fragi-

Intesa tra Qatar


e le monarchie
del Golfo persico
RIAD, 18. Le monarchie arabe
del Golfo persico hanno raggiunto ieri sera un accordo per
porre fine alle tensioni fra tre
di esse Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein e
il Qatar. Lintesa stata raggiunta al termine di una riunione a Riad tra i ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo
persico. Il 5 marzo scorso, con
un gesto senza precedenti,
lArabia Saudita, gli Emirati
Arabi Uniti e il Bahrein avevano richiamato gli ambasciatori
a Doha, accusando il Qatar di
ingerenza.

Una bambina in una scuola di Islamabad (Reuters)

Come affondato il traghetto


sudcoreano
SEOUL, 18. Si aggravano di ora in
ora le conseguenze del naufragio
del traghetto Sewol, affondato mercoled mattina al largo dellisola di
Byeongpung, nellestremo meridione della Corea del Sud, con 475
persone a bordo, di cui 325 studenti
in gita. Le vittime sono salite a 29,
con ancora 268 dispersi, in gran
parte adolescenti.
Lunit di crisi del Governo ha
reso noto che altri 17 cadaveri sono
stati recuperati nelle operazioni
notturne e di stamane. Circa 550
persone sono impegnate nelle attivit di soccorso, rese molto difficili
dalle cattive condizioni meteo e
dalle forti correnti. Emergono, intanto, particolari inquietanti su
quanto accaduto. La procura generale ha infatti dichiarato che al momento dellincidente al timone del
traghetto cera un giovane ufficiale
e non il comandante. Molti testi-

hanno sempre definito tutti i ribelli,


ma che negli ultimi tempi lo stesso
presidente Al Assad ha usato con
particolare insistenza per quelli di
matrice fondamentalista islamica.
Sempre losservatorio ha sostenuto oggi che quasi quindicimila bambini sono stati uccisi nei raid governativi dallinizio del conflitto, che
oltre due milioni sono in stato di
grave malnutrizione e che tre milioni e mezzo sono stati costretti a lasciare la scuola. I dati sono sostanzialmente in linea con quelli dei
rapporti dellOnu, che per fanno
riferimento allazione di tutti i belligeranti, esercito e gruppi ribelli, tra
laltro spesso in lotta tra loro.
Nel frattempo, fonti del Consiglio del popolo, il Parlamento siriano, hanno confermato che luned
prossimo il presidente dellorganismo, Mohammed Jihad Lahham,
annuncer la data delle elezioni presidenziali che, in base alla Costituzione adottata nel 2012 saranno, per
la prima volta nella storia del Paese,
multipartitiche. Tuttavia, non sono
ammesse candidature di quanti non
siano vissuti in patria negli ultimi
decenni, una norma che molti osservatori ritengono studiata apposta
per escludere tutte le principali personalit dellopposizione, da tempo
in esilio volontario.

moni oculari hanno inoltre confermato che lo stesso comandante


avrebbe abbandonato la nave sulla
prima scialuppa di salvataggio, malgrado almeno 300 dei 475 passeggeri fossero ancora a bordo. Apparsa lacunosa anche la gestione
dellemergenza da parte dellequipaggio. Proprio per questo, tre
mandati di arresto sono stati disposti oggi a carico del comandante e
di due membri dellequipaggio.
Le cause dellincidente non sono
ancora state chiarite. Alcuni superstiti hanno raccontato di avere sentito un forte rumore, forse limpatto
con uno scoglio, dopo il quale il
traghetto si fermato di colpo per
poi inabissarsi. emerso inoltre
che il traghetto avrebbe preso una
rotta diversa da quella consigliata:
una scelta presa forse per guadagnare il tempo perso alla partenza,
avvenuta con tre ore di ritardo.

le struttura dei negoziati, le autorit


pakistane hanno ribadito che non c
alternativa al dialogo: di conseguenza, pur di fronte a obiettive difficolt, il Governo ha messo in chiaro
che non intende mollare la presa,
nella consapevolezza che il processo
di riconciliazione avrebbe fiato corto
se non coinvolgesse anche lelemento
talebano. Primo sostenitore di questa strategia lo stesso primo ministro, Nawaz Sharif, il quale sin dal
giorno del suo insediamento, nel
maggio scorso, ha sottolineato lesigenza di giungere a un accordo con
i miliziani cos da ripristinare nel
territorio un sufficiente livello di sicurezza. Ieri si tenuta una riunione
del Comitato per la sicurezza nazionale. Durante lincontro stato comunque stabilito che pur rimanendo
prioritario lobiettivo del dialogo, le
forze di sicurezza riceveranno precise disposizioni su come rispondere
adeguatamente qualora i talebani
dovessero compiere atti di terrorismo.
Il premier pakistano, in pi occasioni, non ha fatto mistero circa limportanza di riuscire a stabilire unintesa con i talebani, da lui vista come
un passaggio obbligato per conferire
al Pakistan un ruolo credibile come
intelocutore nel vasto scenario della
politica estera. Del resto il Paese ha
un peso strategico nella regione e la
capacit di gestire una situazione cos delicata e complessa rappresenterebbe unimportante credenziale agli
occhi della comunit internazionale.

Dopo gli scontri tra forze governative e i guerriglieri

Ombre sullaccordo di pace filippino


MANILA, 18. Nuovi, violenti scontri
a fuoco tra le forze governative delle Filippine e i gruppi di guerriglia
dellisola meridionale di Basilan
stanno gettando nelle ultime ore pesanti ombre sulla tenuta dellaccordo di pace firmato solo due settimane fa tra Manila e il Fronte islamico
di liberazione Moro (Milf).
Fonti locali hanno confermato alla stampa che i guerriglieri islamici
del Milf hanno supportato le attivit degli estremisti islamici appartenenti al gruppo terroristico Abu
Sayyaf, movimento minoritario indipendente formatosi negli anni novanta con fondi di Al Qaeda e responsabile degli attacchi pi violenti avvenuti negli ultimi trentanni
nel Paese asiatico (bombardamenti,
attacchi con esplosivi, rapimenti, assassinii ed estorsioni). Per gli analisti, la collaborazione degli uomini

del Fronte islamico di liberazione


Moro sembra motivata da legami di
parentela che uniscono i due gruppi, e non per decisione presa dai loro comandanti. Ghazali Jaafar, vice
presidente del Milf, ha condannato
gli scontri e le uccisioni e ha chiesto
la formazione di una commissione
congiunta per verificarne le cause. Il
gruppo di guerriglia Abu Sayyaf,
che vuole istituire uno stato islamico
nelle regioni meridionali filippine,
oggi ridotto ad un manipolo di criminali che cerca di sopravvivere seminando violenza e non ha preso
parte alle recenti trattative di pace.
Il gruppo figura nella lista nera degli Stati Uniti delle organizzazioni
terroristiche.
Le forze governative stanno cercando di riuscire a ripristinare la
stabilit nellarea, fino ad ora fuori
da ogni controllo. Anche gli scontri

di questi giorni, in cui 5 ribelli e 2


militari sono rimasti uccisi e 18 feriti, sono stati provocati da un intervento armato contro un gruppo
coinvolto in estorsioni.
Laccordo di pace tra il Governo
di Manila e il Milf firmato lo
scorso 27 marzo al termine di negoziati andati avanti per anni prevede la creazione di una zona autonoma musulmana (a sud dellisola di
Mindanao, che prender il nome di
Bangsamoro), il disarmo dei guerriglieri ed elezioni regionali per un
Parlamento autonomo nel maggio
del 2016.
Mindanao, la seconda isola pi
grande del Paese, la base delle attivit del Milf, che per anni ha chiesto lindipendenza totale, ma che di
recente ha attenuato le posizioni, limitandosi a chiedere solo maggiore
autonomia.

Gesto eroico
di un soldato
iracheno
BAGHDAD, 18. Gesto eroico in
Iraq. Ieri un soldato iracheno ha
sacrificato la propria vita afferrando un attentatore suicida e facendosi esplodere con lui per salvare
decine di giovani che erano in fila
per arruolarsi nellesercito.
Il fatto accaduto in una localit situata nella provincia di
Diyala. Il militare, Raad Kadhim,
ha notato lattentatore che stava
per azionare il giubbetto esplosivo
che portava indosso. Trascinando
lattentatore fuori dalla fila e facendo scudo con il proprio corpo,
Kadhim ha salvato molte delle reclute.
Sempre ieri dodici soldati sono
stati uccisi in un attacco compiuto
dai ribelli contro una postazione
militare nel nord del Paese. Nellassalto, che ha avuto luogo nella
zona di Mahallabiyah, a ovest della citt di Mossul, sono rimasti feriti anche quindici soldati.

Madre iraniana
salva
lomicida del figlio
TEHERAN, 18. Aveva gi il cappio
al collo, la morte era una questione di attimi. Eppure, allultimo
momento, arrivato linsperato
perdono da parte della famiglia
della vittima, che ha scongiurato
lesecuzione pubblica in Iran.
Balal Abdullah era stato condannato a morte per aver ucciso a
coltellate un suo coetaneo durante
una rissa in strada, sette anni fa.
Marted era prevista lesecuzione
in piazza, in una citt del nord
del Paese, Noshahr.
Quando tutto sembrava gi
scritto, la madre della vittima, invece di spingere via la sedia su cui
si sorreggeva il condannato come
suo diritto previsto dalla sharia, lo
ha risparmiato. Prima, lo ha
schiaffeggiato, poi lo ha perdonato, e il marito gli ha tolto il cappio.
La donna, che aveva perso un
altro figlio in un incidente stradale, ha raccontato a un giornale di
aver sognato il figlio tre giorni
prima, che le diceva di non vendicarsi, assicurandole di trovarsi in
un posto tranquillo: Lassassino
piangeva chiedendomi perdono,
io lho schiaffeggiato, cosa che mi
ha calmato, e poi gli ho detto: cos ti punisco per il male che mi
hai fatto.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

sabato 19 aprile 2014

La morte di Gabriel Garca Mrquez

Centanni e poco pi
quando, nella sua pagina, si scontrano Norman Mailer e Truman Capote come in
Crnica de una muerte anunciada, ad esempio
a monte, e nella mente, gi si erano fusi in
lui, anche se non del tutto pacificamente,
materiali di provenienza faulkneriana ed hemingwayana.
Mentre a Roma, Garca Mrquez si
iscrive ai corsi di regia cinematografica al
Centro sperimentale capitolino. E quando il
dittatore colombiano Rojas Pinilla fa chiudere El Espectador, Garca Mrquez ripara
a Parigi, vivendo di espedienti. Ma intanto
scrive, ponendo se stesso di fronte alla sua
vocazione di narratore.
Scrive ma non impegna pi di tanto il panorama letterario, tant che solo allirrompervi, nel 1967 di Centanni di solitudine si
determina loperazione di recupero dei suoi
precedenti e tuttaltro che trascurabili libri:
da La hojarasca (1955) a El coronel no tiene
quien le escriba(1961); da Los funerales de la
Mam Grande (1962) a La mala hora (dello
stesso anno). Non solo, ma si mette anche in
moto per lui una imponente industria culturale alla ricerca di tutta una letteratura perduta o quasi: la sudamericana,
appunto, che ha in quegli anni
insperati boom editoriali, diraNonostante tutto egli rester sempre
mata influenza e, diciamo pure,
il fulgido autore del mitico
effetto-moda su autori di tutto
il mondo.
Centanni di solitudine
Garca Mrquez stesso ha paSaga e simbolo che segnarono il successo
lesato qualche sforzo per uscire
di un autore nuovo
dallo stato di simbiosi con questa sua opera, quando al confee di una narrativa secolarmente in ombra
rimento del Nobel (1982) secondo pi giovane destinatario
delliperboreo alloro svedese
di gesuiti a Bogot, dove trascorre anni sen- dopo Camus disse: La cosa peggiore che
za brillare (n ricordare). Neanche luniversi- pu capitare a un uomo che non ha la vocat risulta decisiva, bench lo spinga alla zione per il successo letterario, in un contiscrittura dei suoi primi racconti. Il lavoro gli nente che non era preparato ad avere scrittoverr dai giornali, e soprattutto da El ri di successo, che i suoi libri si vendano
Espectador, dove pubblica centinaia di re- come hot-dog. Detesto trasformarmi in uno
censioni. Gira il mondo come reporter ed spettacolo pubblico.
Dichiarazione buona per quegli anni pi
anche a Roma, per seguire la morte di Pio
che per i suoi ultimi, giacch dopo i meritati
XII, che lo deluder restando in vita.
Se con i primi racconti procede bene, lo successi di El otoo del patriarca (1975), e di
fa con i propri maestri nelle ossa, e niente di Crnica de una muerte anunciada (1981), Garcolombiano alle spalle. Infatti, un inven- ca Mrquez pare inseguire quel successo
tario di morti quello che Garca Mrquez che lo sorprese e lo inquiet, ma che non
definisce relativamente alla tradizione del seppe tenere in pugno con altrettanta saldezproprio Paese, salvo per le categorie del ba- za inventiva e tematica allorch la sua birocco e del meraviglioso. Qui sta la fonte di bliografia creativa venne annoverando, nel
ci che di contradditorio c in lui, perch in tempo, El amor en los tiempos del clera
lui si formato un invaso culturale tra pi (1985), El general en su laberinto (1989), Doce
mondi, dentro il quale si muovono luniver- cuentos peregrinos(1992), Del amor y otros deso Petrarca e il siglo de oro, Kafka e Graham monios (1994), per finire ai volumi di raccolte
Greene, Camus e Neruda. E se di quando in cronistiche, o giornalistiche (in prevalenza
di CLAUDIO TOSCANI

e molti uomini hanno una doppia


vita, alcuni scrittori hanno una
doppia morte: una anagrafica e
una letteraria. Gabriel Garca Mrquez, nato ad Aracataca in Colombia nel 1928, beneficer senza dubbio di un
perdurante ricordo dopo la sua morte (a
Citt del Messico il 17 aprile) perch nonostante abbia perso nerbo e riserbo negli ultimi anni della sua vita, egli rester pur sempre il fulgido autore di quel mitico Cien aos
de soledad (1967), saga e simbolo familiari e
plurigenerazionali, autoctoni e universali.
Saga e simbolo che segnarono, tra tempo,
memoria e magia, il successo di un autore
nuovo e, tra storia, leggenda e metafora,
quello duna narrativa secolarmente in ombra.
Nasce nella provincia colombiana di Santa
Mara che si affaccia allAtlantico, Garca
Mrquez, e passa la sua infanzia in una vecchia casa ascoltando le fiabe della nonna
(una delle tante, antiche e maieutiche madri dautore). Nel 1940 studia in un collegio

recensioni), francamente sovraesposte dai suoi editori rispetto alla loro


intrinseca validit.
E c anche il Garca Mrquez
inatteso, quando proclama che in
America latina e nei Caraibi gli artisti faticano a rendersi credibili,
tra fantasia e immaginazione, perch luna una frottola e laltra
solo creazione artistica. Sicch
la lente di un realismo magico
di bontempelliana memoria
usata da noi a suo riguardo
non corretta, essendo lui inventivo, s, ma magico e mitico:
creatore della realt storica dei
miti, della loro intersezione
con la contemporaneit, della
loro archetipa presenza nelle
infinite allegorie della letteratura, della loro
rediviva remotezza in forma di istanze formative e perpetue delluniversale conoscenza. Proprio perch eterna e moderna insieme
letica dei grandi nodi esistenziali
dellumanit: lamore, lonore, la morte.
ci che Garca Mrquez, fino a un certo
punto almeno, esteticamente inscena ma anche moralmente rappresenta. Ed ci che lo
scrittore, fino a un certo punto almeno, oltre
lumida asma dei suoi tropici ridondanti di
gesta e foreste, e lungo illimitati chilometri
doceano profilato di rena, fa balzare alto su

La celebre copertina delledizione del 1967


di Cien aos de soledad

un orizzonte umano di stoiche fatalit e di


sopraffatti eroismi. Non illuminati da redenzione alcuna. Ma che sopra il gioco del caso, della ventura e sopra le inesauste litanie
del sangue e del sesso e di tantaltre dionisiache irruzioni dei sensi, usa la parola per
rendere reale la vita e usa la metafora come
radice della parola, non come tormento denotativo ma per impiantarvi i fili del simbolo: quello, per intenderci, che volta a volta
lingua, arte, religione.
La biblica fluvialit dei Centanni, liperbolica tela dai mille personaggi che accampano
miti preistorici, storie leggendarie e leggende
storiche, apocalissi finali e ancestrali ipocondrie, fatali attitudini (lincesto, per esempio)
e labirinti della razza, delletnia, del rito e
del tab: il grande romanzo, insomma, il
moderno ed eterno romanzo dellAmerica
Latina si impone, a quelle meridionali latitudini, come lepico e ariostesco e rabelaisiano
frutto del senso della vita. Per luomo del
Sud in ogni Sud del mondo, ma anche per
ogni altro uomo che sia visto e narrato sullo
sfondo tragico di un divenire di decadenza e
di morte, nel cerchio di un incessante calendario di giorni che d al presente, e persino
al futuro, la sua prospettiva di passato. Una
solitudine totale, dove nessuna delle millenarie e pagane divinit dei luoghi lascia intravvedere una diversa latitudine religiosa e dove, ci nonostante, religiosa la geologia
temporale stessa che accatasta epoca su epoca e sbocca in frangenti che non sono pi
storici, n folclorici, n di numi n di costumi, ma di primordiale sacralit della creazione.
Dopo i Centanni, per, il grande Garca
Mrquez divent per troppi versi un ricordo.
Ricordo di incommensurabili e telluriche pagine, emblematiche per la letteratura di uno
e di tutti i popoli, di uno e di tutti i tempi e

Paesi, oggetti e soggetti di arte


e di poesia.
Mi viene il dubbio disse
un po imbarazzato nel 1976
che agli editori non interessi tanto il merito del testo
quanto il nome con il quale
firmato e che, molto mio
malgrado, spesso quello
di uno scrittore di moda.
Ebbene, uno scrittore di
moda aveva voluto diventarlo lui stesso. Con Cronaca, per esempio, cascame ritagliato dai Centanni, dove nullaltro merita
lonore delle armi se
non la scorrevolezza del
testo, la tramatura del
destino del protagonista di cui nulla e nessuno riescono a impedire lassassinio. Con
lo stesso Autunno del
patriarca, venduto a
valanghe, dove si
narra il potere come
sostituto dellamore, poema in prosa di musicali risonanze, tra pastose e metalliche, tradizionali ed espressioniste. Perch Garca
Mrquez non era scrittore di colore indio o
cangaeiro, n di selve tropicali. Piuttosto, di
selve umane sotto tiranni (e pi volte gli fu
rimproverato di essere stato muto davanti alle colpe di alcuni intollerabili regimi della
politica real-socialista latinoamericana, e
fermo a una concezione vetero-classista della
societ).
E non parliamo troppo della ripresa dopo
la malattia, a partire dal 2000 a oggi, anni
nei quali, dopo una afasia scrittoria, Garca
Mrquez inaspettatamente torna a inondare
il mercato librario. Con i ricordi tra 1955 e
1960 (De Europa y Amrica , 2001) e con Vivir para contarla (2002), primo volume della
sua autobiografia. O ancora con la raccolta
di reportages. Libri pi o meno di risulta,
ma anche libri nuovi. Fino al 2010 con il
saggio Yo no vengo a decir un discurso.
E recentemente aveva dichiarato: Con
una pratica come la mia potrei scrivere un
altro romanzo senza problemi, per la gente
se ne accorgerebbe subito che non ci ho
messo lanima.

Nella comunit agricola di Sekem in Egitto


di ROSSELLA FABIANI
Era il 1977 quando in Egitto Ibrahim
Abouleish, una laurea in chimica e una in
medicina, cominci a realizzare la sua visione: una comunit agricola nel deserto
dove persone di ogni Paese e cultura potessero vivere e lavorare insieme sulla base
di un principio di sviluppo olistico. Oggi
la sua visione una realt. Importante. E
quella che prima era soltanto unenorme
area di sabbia e deserto nella provincia di
Belbais governatorato di Sherqeia a
circa settanta chilometri dal Cairo diventata una piccola Svizzera in terra egiziana

con alberi, campi verdi, fiori e giardini.


Con il suo lavoro e la sua forza Abouleish
ha dato vita a uninnovativa realt economica e a una dinamica vita sociale e culturale. Si tratta di una realt unica al mondo
che Abouleish ha chiamato Sekem, che in
egiziano antico significa vitalit dal sole.
Un sogno diventato realt quello di questo

Deserto in fiore
illuminato imprenditore sociale che dopo
quasi venti anni trascorsi tra Austria e Germania, torna in Egitto e acquista dallo Stato settanta ettari di deserto a nord-est del
Cairo e inizia a trasformarli, assieme ai
suoi collaboratori, in terreni rigogliosi e
fertili, seguendo i principi dellagricoltura
biodinamica fondata su sistemi sostenibili
per la produzione e coinvolgendo nel progetto anche i beduini che vivevano nella
zona vicina. Oggi a Sekem lavorano migliaia di persone
sia egiziani che europei impegnate in diverse aziende che
operano nei settori dellorticoltura, dellallevamento di bestiame, della coltivazione di cereali,
cotone ed erbe officinali, della
trasformazione di prodotti alimentari, del tessile e del farmaceutico. Demeter, la prima
azienda agricola biologica di
Sekem, festeggia questanno 37
anni di produzione biodinamica. Verdura, frutta, sia fresca
che secca, spezie, t e infusi,
succhi di frutta, marmellate, cereali, olio, semi e prodotti di
bellezza che vengono esportati
in Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Usa. E limprenditore egiziano per la
sua attivit stato insignito del Right Livelihood Award, il Nobel alternativo, assegnato ogni anno a persone e gruppi che si
sono distinti nello sforzo per una societ
migliore e uneconomia pi giusta, e ha anche ricevuto il premio di Imprenditore so-

Unica discriminante la passione e la voglia di partecipare allo sviluppo della terra


e degli esseri umani. Gli obiettivi di Sekem sono di recuperare e mantenere la vitalit del suolo e del cibo, cos come la
ciale dellanno dalla Schwab Foundation biodiversit della natura attraverso la soste(Klaus Schwab il fondatore del World nibilit e lagricoltura biologica e il supporEconomic Forum di Davos).
to dello sviluppo sociale e culturale.
I profitti di Sekem vengono in parte
Nel 1990, Abouleish riesce a dare vita al
messi in un fondo pensione e in parte inve- Centro di Agricoltura Biologica in Egitto,
stiti nei settori dellistruzione e della cultu- che oggi controlla aziende anche in Iran e
ra. Allinterno della comunit agricola ci in Sudan. In quegli anni Sekem decide di
sono anche un centro medico, scuole a pe- produrre anche cotone biologico. La conversione comport una riduzione nelluso di pesticidi sintetici in Egitto di olDopo quasi ventanni trascorsi in Europa
tre il novanta per cento, e
un aumento della resa meIbrahim Abouleish acquist
dia di cotone grezzo di
settanta ettari di sabbia a nord-est del Cairo
quasi il trenta per cento.
Sekem crea allora la socieE li trasform in terreni fertili
t Conytex per la lavoraseguendo i principi dellagricoltura biodinamica
zione di cotone biologico
attraverso processi meccanici anzich chimici. Nel
dagogia steineriana con allievi di cultura 2005 lorganizzazione, con una rete di oltre
sia islamica che cristiana, centri di avvia- 2.000 agricoltori e organizzazioni associate
mento professionale e di alfabetizzazione in Egitto, ha iniziato a estendere la sua
per adulti, unaccademia per le arti appli- esperienza ad altri Paesi come India, Senecate e le scienze e attivit di servizio.
gal, Turchia e Sud Africa, questultima in
Da qualche anno, Abouleish ha aperto collaborazione con la Fountain Foundaununiversit, la prima in Egitto che, pur tion.
essendo privata, reinveste tutti i suoi introiAnche il sultano dellEmirato di Sharjah,
ti nelluniversit stessa. Per rendere possibi- Mohammed Al Qasimi, recentemente ha
le questo stato necessario introdurre una voluto incontrare Abouleish per una coonuova regola nel codice civile egiziano. perazione con Sekem per sviluppare
La Heliopolis University racconta nellemirato unagricoltura biologica che
Abouleish ha tre facolt, Ingegneria, non utilizzi fertilizzanti chimici o pesticidi
Farmacia, Economia e commercio per lo come soluzione alle sfide ambientali, sociasviluppo sostenibile. Qui possono studiare li e alimentari del nostro tempo e per cogiovani provenienti da tutto il mondo e ap- struire ponti tra le universit di Sharjah e
partenenti a tutte le confessioni religiose. luniversit americana di Heliopolis.

Scoperto pianeta
gemello
della Terra
Si chiama Kepler-186f, si trova
nel nostro stesso angolo
della Via Lattea, anche se non
nel Sistema solare, ed stato
identificato dallocchio del pi
celebre cacciatore di pianeti
della Nasa, il telescopio
spaziale Kepler, da cui ha
preso il nome; il primo
pianeta roccioso di dimensioni
simili a quelle della Terra sul
quale potrebbe scorrere acqua
(condizione fondamentale per
poter ospitare forme di vita).
Le sue caratteristiche sono
riassunte in una dettagliata

carta didentit pubblicata


sulla rivista Science. Kepler186f il pi esterno di cinque
pianeti che ruotano intorno a
una nana rossa distante 500
anni luce da noi. Secondo i
calcoli della Nasa, Kepler-186f
completa la sua orbita in 130
giorni, e la distanza che lo
separa dalla sua stella pari a
quella che c tra il Sole e
Mercurio. Nella Via Lattea i
sosia della Terra potrebbero
essere pi comuni del
previsto: secondo le stime pi
recenti il 22 per cento delle
stelle simili al Sole potrebbe
ospitare un mondo simile al
nostro.

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 19 aprile 2014

pagina 5

Carlo Ceresa
Piet
(1640, chiesa di San Marco a Sentino)

Le donne
non si arrendono
neanche davanti alla fine
Tengono in piedi legami
come fanno certi acrobati
con una pila di piatti
in cima a unasticella
Una delle testimonianze
pi forti
quella di Maria

di GIULIANO ZANCHI
e donne non si arrendono
neanche morte. Tengono
in piedi legami come fanno certi acrobati con una
pila di piatti in cima a
unasticella. La loro spesso una fedelt fatta di niente. Tengono in vita
relazioni, affetti, vincoli umani, custodendone la vitalit con lostinata
inerzia di una fedelt unilaterale, anche contro ogni evidenza della fine.
Le donne non perdono mai veramente nessuno. La perdita per loro
solo il dilatarsi di una distanza il cui
spazio va riempito con una smisurata forza di volont. Sanno persino
trattare la morte con naturale scaltrezza, come si viene a patti con un
odioso mercante, cui si strappa
allultimo momento una clausola,
una deroga, uneccezione. Allora basta un oggetto, una immagine, la
misera superficie di un luogo, per
tenere in piedi la traballante impalcatura di un amore che ha apparentemente smarrito la presenza del suo
interlocutore.
Maria ma anche le altre donne
del vangelo si accontenterebbe del
cadavere. Dellimperturbabile stabilit della tomba. Il resto sarebbe capace di mettercelo lei. Grazie a Dio
non finir cos.
Il risvolto di questa caparbia tenacia femminile sarebbe, come spesso
succede a molte madri che hanno
perso un figlio, la prigionia interiore
di una ossessione feticistica e di una
religione mortuaria. Chi non accetta
la morte perde anche la vita.
Questa sottile tensione emotiva
stata incisa dalla tradizione cristiana
nel tema della piet. Essa una in-

Carlo Ceresa e la Piet di Sentino

Chi non accetta la morte


perde anche la vita
condizionata celebrazione degli affetti umani, con tutta la loro intrigante potenza simbolica, visti dal lato della loro impotenza a durare. Lo
strazio della separazione, lattrazione
fatale dellassenza, la percezione del
vuoto.
A tutta questa gamma di insondabili esperienze del distacco la cultura
cristiana ha offerto la sponda di una
struggente inconsunta icona, ricevendola direttamente dalla consistenza
umana della rivelazione di Dio. Al
cuore della fede cristiana sta il pianto di una madre per la morte del figlio. Allarte toccato il compito di

trasformare quellicona in pane quotidiano per gli occhi.


Anche Carlo Ceresa galleggia, come un tronco abbandonato alla corrente, lungo il corso di questa tradizione. Per la chiesa di San Marco in
Sentino dipinge questa piet che dovette stare a lungo su un altare dedicato allAddolorata. Lalfabeto iconografico tutto sommato consueto.
Come sterpi piegati dal vento le
figure pendono oblique verso la sinistra della morte. In uno spicchio
della scena la lontana lugubre apparizione del calvario. Abbandonato
nelloscurit, Ges dorme il sonno
della morte, in uno scroscio di stof-

fa. Langioletto, piccolo serioso maggiordomo, va ricoprendolo con infantile premura. Maria sfoga nel corpo lo strazio dellanima. In questa
rappresentazione del dolore assente ogni esibizione di rivolta. Si tratta
di un dolore tenuto a bada dalla dignit.
La cultura spirituale che ha generato la nostra iconografia ha sostato
a lungo e giustamente su questa
scena madre del dolore universale.
Non solo per la sua capacit di catalizzare lidentificazione generale di
un dolore comune. Ma costringere
anche la fede a sostare nel silenzio
del sabato. Tenere gli occhi belli

puntati sulla sconcertante evidenza


della morte umana del figlio di Maria che una facile devozione del
trionfo soprannaturale scavalcherebbe volentieri per andare dritta alla
messa cantata del mattino.
Sorvolare sulla tragedia umana
della morte di Ges stata una vera
tentazione per molte eresie cristiane
in difficolt nellaccettare il mistero
dellincarnazione. Ma continua a esserlo per annunci pasquali sciorinati
con leggera sprovvedutezza spirituale. La tradizione ha invece sempre
voluto meditare a lungo sullimmagine del Cristo morto come documento da incidere negli occhi per non

oltrepassare il realismo e la radicalit


della sua fine umana.
Al tempo di questa morte va data
tutta lampiezza che corrisponde alla
sua natura decisiva. Soprattutto perch la morte di Ges conserva qualcosa di esclusivo. Ges non muore
come ogni uomo. Solo luomo Ges
poteva morire da Figlio di Dio.
Morte esclusiva. Unica. Per questa
ragione morte che salva. Morte capace di scendere perfino alle porte
degli inferi. Ma nonostante ci morte vera. Inequivocabile. Indiscutibile. Affettivamente non meno straziante di qualsiasi perdita umana.

La scena del compianto tra Achille, Meleagro e Cristo

E il Rinascimento ebbe la culla in una tomba


di MARCO BECK
Non c turista colto che non abbia visitato, almeno una volta nella vita, il duomo di Orvieto: capolavoro di arte gotica il cui unico difetto di essere troppo
compresso nel catino di una piazza non
sufficientemente spaziosa per poter gustare nella giusta prospettiva la visione
della facciata con le sue molteplici, preziose decorazioni.
E a va sans dire non c turista che,
varcato il portale dingresso, non si sia
immerso in unaccurata visita di entrambi i capolavori minori racchiusi allinterno del capolavoro maggiore, in corrispondenza dei due transetti: a sinistra
la Cappella del Corporale, a destra la
Cappella di San Brizio con il tripudio
figurativo di Signorelli.
Ammaliato da tanto splendore, il visitatore rischia di lasciarsi sfuggire un ulteriore capolavoro incuneato, come a
continuare un gioco di scatole cinesi,
nello spessore della parete destra.
Si tratta, in sostanza, di una nicchia,
denominata Cappellina dei corpi santi,
dove Signorelli dipinse un intenso Compianto di Cristo: sul Crocifisso deposto
si chinano la Vergine e la Maddalena;
assorti in preghiera, ai lati, i santi orvietani Faustino e Parenzo. Sullo sfondo, il
pittore di Cortona ha proiettato con il
realismo di un trompe-lil la sagoma di
un sarcofago marmoreo dove nella formella sinistra spicca, dipinto secondo la
tecnica della cosiddetta grisaille, un finto bassorilievo che rappresenta, miniaturizzata, una scena di trasporto funebre.
Proprio su questo dettaglio, tanto significativo quanto sibillino per uno sguardo non specialistico, hanno focalizzato
la loro attenzione due studiosi di livello
internazionale, Salvatore Settis, archeologo e storico dellarte gi direttore della Normale di Pisa, e Carlo Ginzburg,
docente di storia moderna in vari atenei
statunitensi, poi nella stessa Normale. I
rispettivi saggi, Ars moriendi: Cristo e
Meleagro, e Le forbici di Warburg, rappre-

termine e il concetto di Pathosformel,


formula di pathos, per designare alcuni stilemi figurativi intesi a esprimere
con particolare efficacia, secondo i contesti, emozione, dolore, disperazione, rigor mortis, cordoglio
Torniamo ora al doppio compianto
affrescato da Signorelli nella Cappellina
dei corpi santi e analizzato a fondo da
Settis. Il dettaglio che pi vistosamente
accomuna i due cadaveri di Cristo e,
in piccolo formato monocromo, di Meleagro quello che Settis definisce
braccio della morte: larto superiore,
sinistro nella giacitura
di Cristo, destro nel
trasporto di Meleagro,
A distanza di secoli e alla luce della fede
che pende inerte, formando quasi, nella griLuca Signorelli reinterpreta
saille dedicata alleroe
lantica pietas verso i defunti
greco, un angolo retto
che aveva ispirato gli artigiani pagani
con il resto del corpo.
Siamo in presenza
come conferma Ginzburg, esperto esegeta
ne Catoni, illustrando i criteri della sua di Warburg di una tipica Pathosforcuratela nel mostrare come tre figure mel.
La miniatura pseudo-marmorea una
apparentemente eterogenee quali Achille, Meleagro e Ges di Nazaret si siano sorta di citazione: rinvia esplicitamente
nel tempo sovrapposte fino a intrecciar- al repertorio mitologico utilizzato nella
si nellinterpretazione iconica della la- seconda met del II secolo presso officimentazione per la loro morte; Achille, ne romane dove scalpellini di notevole
in realt, piange su Patroclo ucciso da talento istoriavano sarcofagi con soggetti mortuari fra cui primeggiavano i riti
Ettore.
Tre sono i fili principali dipanati dai funebri in onore di Patroclo (Luca Giuquattro co-autori: i sarcofagi romani del liani li riconnette alle Tabulae Iliacae, rilievi con immagini della guerra di
II secolo, fonte primaria o secondaria di
moduli scultorei ideati per rappresen- Troia) e di Meleagro.
Ma perch proprio la morte e il funetare il trasporto e il compianto di un
eroe defunto; i pittori e gli scultori che rale di questo mitico eroe, uccisore del
nel tardo Medioevo e nel Rinascimento terribile cinghiale calidonio? Qui entra
riusarono quelle formule iconografiche in gioco la fortuna di Ovidio lungo il
adattandole a soggetti diversi, come la medioevo. In particolare, le Metamorfosi,
deposizione di Cristo, la crocifissione o sterminato catalogo romanzesco di miti
la strage degli innocenti, gli studi di greco-romani, vennero lette in chiave reAby Warburg (1866-1929), il geniale sto- ligiosa, grazie soprattutto alla cristiarico e critico dellarte tedesco, per lungo nizzazione operata da un anonimo del
tempo vissuto a Firenze, che apr la Trecento, autore dellOvide moralis, difstrada a questo genere di concatenazio- fuso anche in volgare italiano. Signorelli
ni analogiche. Fu Warburg a coniare il rivela, nella Cappella di San Brizio, di
sentano i pezzi pi pregiati di un volume comprendente altri due pregevoli
contributi, di Luca Giuliani, che insegna archeologia classica a Berlino e di
Maria Luisa Catoni (insegnante di storia dellarte antica e archeologia presso
lInstitute for Advanced Studies di Lucca): Tre figure: Achille, Meleagro, Cristo
(Milano, Feltrinelli, 2013, pagine 144,
euro 25).
Lassunto di questo originale dibattito allincrocio tra arte, letteratura, antropologia culturale e iconografia sacra,
consiste come spiega nellintroduzio-

conoscere almeno alcuni episodi del Trinita di Firenze (ante 1485), unaltra
poema ovidiano. In vari riquadri ap- Pathosformel warburghiana: la formula
paiono scene ispirate, per esempio, alla della donna che corre in avanti gettanliberazione di Andromeda da parte di do le braccia indietro (Maria Luisa
Perseo e alla discesa agli inferi di Orfeo Catoni).
per riportare in vita Euridice. Non imUna dolente pietas verso i defunti
probabile, dunque, che laffrescatore aveva ispirato i committenti e gli artidella cappella abbia tenuto presente la giani che, ancora avvolti nelle tenebre
versione ovidiana, altamente ricca di p- del paganesimo, avevano onorato i dethos, della morte di Meleagro, che lOvi- funti impreziosendo i fianchi degli avelli
dio moralizzato presentava come allegori- in pietra. A distanza di secoli quello
ca figura di Cristo (Metamorfosi VIII, 511 stesso sentimento, sublimato e potenziae seguenti): il suo spirare nel momento to dalla fede nel Cristo crocifisso e riin cui la madre Altea, sconvolta in seguito alluccisione
dei propri fratelli
per mano del figlio
che si rifiutava di
cedere loro le spoglie del cinghiale
volendo
piuttosto
donarle ad Atalanta, gett nel fuoco
il fatale tizzone alla
cui conservazione le
Parche avevano legato la sopravvivenza di Meleagro.
Certo , comunque,
che Signorelli vide
qualche sarcofago
romano con rilievi
Luca Signorelli, Compianto di Cristo
nei quali campeg(1502, Orvieto, Cappella dei corpi santi, particolare)
giava il trasporto
del cadavere di Meleagro in un lenzuolo, e lo assunse a modello. Ne venne sorto, primizia di coloro che sono
influenzato, come dimostra persuasiva- morti, diede vita a creazioni di sommi
mente Settis, persino il Raffaello della artisti rinascimentali collegate, per alcusmagliante Deposizione custodita nella ni elementi gestuali, allinventiva di quei
Galleria Borghese e meglio nota come lontani predecessori.
Pala Baglioni.
Ecco dunque il senso di una frase paAnalogo percorso segu, dal compianradossale che Andr Jolles, uno studioto per Meleagro dei lapicidi romani alla
disperazione delle madri straziate so olandese della cerchia di Warburg,
dalleccidio degli innocenti sul pulpito scrisse in una lettera del 1921 indirizzata
di Nicola Pisano nel duomo di Siena al connazionale Johan Huizinga e
(1265-68), fino allangoscia per la morte recuperata da Salvatore Settis: Il
di Francesco Sassetti nel rilievo su sar- Rinascimento ebbe la sua culla in una
cofago di Giuliano da Sangallo in Santa tomba.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

sabato 19 aprile 2014

Nel cuore
i poveri
e i preti
di Roma

Pasqua in Gran Bretagna e nel mondo

La data
pi importante

di GIUSEPPE MANI
Pubblichiamo, in una nostra traduzione, il testo del videomessaggio che il
primo ministro britannico ha diffuso
in occasione della Pasqua sul sito in
rete del Governo.
di DAVID CAMERON
La Pasqua la data pi importante
del calendario cristiano ed un
tempo assai speciale per la gente in
Gran Bretagna e nel mondo. Il mese scorso sono stato a Gerusalemme e a Betlemme e mi sono recato
a vedere di persona i luoghi in cui
Ges nato e morto. Trovarmi nei
posti in cui iniziata una parte cos grande della storia stata
unesperienza straordinaria.
Oggi, dopo duemila anni, la Pasqua non solo un tempo di riflessione per i cristiani nel nostro Paese, ma anche un tempo affinch
lintero Paese rifletta sullapporto
che il cristianesimo d alla Gran
Bretagna. Ogni giorno, nel Regno
Unito, vengono compiuti tanti gesti di generosit da quanti credono
in Cristo e lo seguono. Ama il
prossimo tuo lessenza del cristianesimo, e milioni di persone lo
vivono concretamente. Penso ai
corsi Alpha tenuti nelle nostre
carceri, destinati ai detenuti per dare loro una nuova vita dentro e
fuori dal carcere, o alle mense e ai
rifugi per i senzatetto gestiti dalle
chiese.

E abbiamo osservato questo stesso spirito durante i terribili temporali che hanno colpito la Gran Bretagna allinizio dellanno. Dal Somerset al Surrey, da Oxford a Devon, le chiese sono diventate rifugi,
offrendo protezione e cibo, le congregazioni hanno raccolto fondi e
si sono unite, i parroci hanno perfino attraversato i paesi in canoa per
soccorrere i residenti. Hanno dimostrato ancora una volta che la fede
della gente li spinge a compiere
opere buone. una cosa che questo Governo sostiene e plaude, ed
per questo che abbiamo annunciato pi fondi per il programma
Near Neighbours, che riunisce
ancora pi fedi in molte pi citt
per svolgere azioni sociali.
E, mentre celebriamo la Pasqua,
pensiamo anche a coloro che non
possono farlo, ai cristiani nel mondo che subiscono ostracismo, vengono insultati perfino assassinati
solo per la loro fede. La libert
di religione un diritto umano
fondamentale, assoluto. La Gran
Bretagna impegnata a tutelare e a
promuovere tale diritto, sostenendo
i cristiani e altre minoranze, in patria e allestero. I nostri cuori sono
rivolti a loro, specialmente in questo momento particolare dellanno.
Quindi, mentre ci avviciniamo a
questa festa, desidero augurare a
tutti, cristiani e non, una felice Pasqua.

Nella chiesa della Nativit a Betlemme

Le memorie di un cardinale vicario

Quella volta con Wojtya


di UGO POLETTI
Giovanni Paolo II il Papa pi amabile, pi semplice, autentico e fedele
alla sua storia, alla sua indole e alla
sua formazione. Di s ha scritto egli
stesso nel suo libro autobiografico
Varcare la soglia della speranza: narra
le sue convinzioni di fede; la sua
aperta cultura; la sua vita lineare e
protesa verso il mondo che ha bisogno di Dio, di speranza e di pace.
Di lui ognuno potrebbe scrivere libri
di episodi, di singolarit, di opere,
di rapporti; ma non sarebbe riguardoso e, forse, neppure giusto. Egli
quello che : fedele a se stesso, alla
sua cultura, alla sua gioia di vivere,
alla sua fede, spontanea e colta; al
suo amore alla vita senza riserve, che
ne fa il missionario, levangelizzatore della vita.
Molti, col gusto della curiosit, rischiano di falsarne la personalit
schietta, forte, spontanea, marcata
da convinzioni autentiche e incrollabili. Sarebbe grave mancanza da
parte mia rompere il doveroso riserbo che custodisce la mia venerazione
per lui, Pontefice; la rispettosa e fraterna amicizia che ci unisce; lintima
e profonda comprensione che non
ha bisogno di molte parole per
esprimersi; quella comunione di
pensieri e di sentimenti, di preghiera
a cui basta uno sguardo per intendersi. Il Papa grato a me per laiuto che gli ho dato nel conoscere e
comprendere Roma e la diocesi della
quale Vescovo, sorpreso ogni volta
per la mia conoscenza di luoghi, di
situazioni, di persone; io sono grato

Messaggio del World Council of Churches

Testimoni della risurrezione


GINEVRA, 18. Celebrando la Pasqua
nella stessa giornata le Chiese cristiane di tradizione orientale e occidentale avranno unopportunit
per una testimonianza comune della risurrezione: quanto ha sottolineato il reverendo Olav Fykse
Tveit, segretario generale del World
Council of Churches (Wcc), in un
messaggio in occasione della Pasqua. qualcosa che dovrebbe accadere ogni anno, per il bene
dellunit dei cristiani e per la comune testimonianza nel mondo,
ha aggiunto Tveit, invitando le
Chiese a portare avanti con maggiore determinazione la ricerca di
una via da seguire per il riconoscimento di una data comune per
questa festivit.
Il responsabile del Consiglio ecumenico delle Chiese ha ricordato la
consultazione di Aleppo (e il relativo documento), nel 1997, durante la
quale si sottoline che, celebrando
questa importante solennit in giorni diversi, le Chiese danno una testimonianza divisa di un aspetto
fondamentale della fede apostolica,
compromettendone la credibilit e
lefficacia nellannunciare il Vangelo
al mondo.
Nel suo messaggio Tveit ha poi
puntato lattenzione sulla Siria e sul
Vicino Oriente, sulle regioni del
mondo che soffrono a causa di devastazioni di origine naturale o
umana, e ha esortato tutte le Chiese
a pregare affinch si ponga fine

alle violenza in Ucraina, Sud Sudan, Nigeria e Repubblica Centroafricana. In particolare, ha auspicato una soluzione politica e pacifica per lUcraina assicurando il sostegno della sua organizzazione.
Il segretario generale del World
Council of Churches ha ricordato le
parole di un teologo luterano tedesco, Dietrich Bonhoeffer, a lungo
detenuto e poi giustiziato in un
campo di concentramento pochi
giorni prima della fine della seconda guerra mondiale: Vivere nella
luce della Risurrezione: questo il
significato della Pasqua. Parole

ha detto il reverendo Tveit che


sono state scritte durante la primavera del 1944 da Bonhoeffer. In
una lettera a un amico, il giovane
teologo e prigioniero di coscienza
sottolineava che ci di cui abbiamo pi bisogno nella nostra vita
la Risurrezione di Cristo per rinvigorire e purificare il mondo di oggi. La preghiera comune delle
Chiese, per questa Pasqua, ha concluso Tveit, dunque che i cristiani possano diventare un segno di
pace e di unit per tutti i popoli
che lottano per la giustizia e per la
pace.

a lui per la forza di fiducia e di Congregazione della Santa Sede, il


aperto sostegno che sempre mi ha caso di un sacerdote romano, fondatore dellIstituto Redemptor homicomunicato.
Come non ricordare le visite alle nis accusato di gravi colpe inesiparrocchie che, fin dalla prima stenti, da parte di una famiglia
udienza che mi concesse, disse di (qualche anno dopo, questa riconobvoler riservare a s come espressione be con me di avere sbagliato). Ne fu
visibile e concreta dellamore, che il riferito personalmente al Papa, il
Vescovo
di
Roma,
buon Pastore, intendeva dare al suo popolo,
attraverso un rapporto
diretto, palpabile, personale? Lo accompagnai in 179 visite (lultiCento anni fa, il 19 aprile 1914, nasceva a
ma il 16 dicembre
Omegna (Novara) Ugo Poletti, vicario
1990). La visita della
generale per la diocesi di Roma con Paolo VI
parrocchia prescelta ine con Giovanni Paolo II che lo volle anche
cominciava con linpresidente della Conferenza episcopale
contro del clero, il
italiana dal 6 marzo 1973 al 17 gennaio
mercoled a mensa col
1991. Nelloccasione pubblichiamo uno
Papa. Io presentavo la
stralcio di sue memorie raccolte in un libro
parrocchia nella sua siappena uscito (Da una finestra romana. Uno
tuazione
territoriale,
sguardo retrospettivo... dal vero, Roma,
ambientale, sociale e
Edizioni Viverein, 2014, pagine 464, euro 30)
religiosa; il parroco e i
e una testimonianza dellarcivescovo emerito
suoi collaboratori dedi Cagliari, che del porporato, scomparso il
scrivevano poi i parti25 febbraio 1997, stato a lungo uno stretto
colari della parrocchia
collaboratore.
stessa, in un colloquio
libero, sciolto, confidenziale. La domenica
seguente, dalle ore 16
alle 20, il Papa visitava la parroc- quale un giorno mi disse: Lei deve
chia, passando lungo le transenne, sospendere a divinis quel sacerdote.
dando la mano alla gente; celebrava Gli risposi: Padre Santo, da anni
la messa, incontrando poi i diversi conosco perfettamente il caso: so
gruppi: dai bambini agli adulti, ai che quel sacerdote innocente; non
giovani, alle associazioni. Il Papa era mi sento di punirlo ingiustamente.
felicissimo e accostabile; la gente era Dica alla Congregazione che, se crede, proceda direttamente. Il Papa
commossa fino alle lacrime.
Ricordo con profonda emozione tacque e non successe nulla. Credo
la visita del Santo Padre alla Sinago- che la fiducia del Papa in me sia anga degli ebrei il 13 aprile 1986, esem- che aumentata.
plare per la cordialit dellaccoglienza; edificante per il calore e la grande paternit del Papa; significativa
per il contenuto e lo stile dei discorsi dambo le parti.
Voglio ricordare, infine, nei miei
rapporti franchi e sinceri col Santo
Padre, un episodio che mi pose
nellimbarazzo di un esplicito rifiuto
di obbedienza. Da tempo era dibattuto in Roma, specialmente in una

A cento anni dalla nascita

Uomo di fede e di profonda vita


interiore, il cardinale Ugo Poletti
non era un bigotto ma un autentico devoto: devoto a Dio, alla
Madonna e al Papa che serviva
con profonda onest e fedelt,
per questo fu uomo di fiducia incondizionata di Paolo VI e di
Giovanni Paolo II. Ero presente a
un dialogo piuttosto serrato tra
Papa Wojtya e il suo vicario durante il quale il Pontefice chiedeva che un sacerdote, ben noto,
fosse sospeso a divinis. Il cardinale difese il sacerdote e resistette
con grande garbo, ma decisione
alle richieste del Papa. Quando
rimasi solo col cardinale mi complimentai per il coraggio e lui,
stringendomi il braccio mi disse:
Don Giuseppe, devoto sempre,
servile mai. Credo che questo
stile fosse ci che lo faceva apprezzare dal suo superiore.
La sua caratteristica fondamentale era il continuo contatto col
popolo: ogni giorno dalle otto
del mattino alle quattordici era a
completa disposizione nel suo ufficio in Vicariato per ricevere
chiunque volesse incontrarlo. Riceveva tutti senza appuntamento.
Aveva il dono di una memoria di
ferro per cui era capace di riallacciare un discorso interrotto tanto
tempo prima. Questo suo stile gli
permetteva di essere informato su
tutto, tanto che alla sua morte
Giovanni Paolo II disse di non
averlo mai trovato scoperto n su
una situazione n su alcuna persona.
I preti occupavano la sua massima attenzione. Li conosceva
personalmente e sapeva scegliere
luomo giusto per il posto giusto.
Cominciava dal seminario a conoscere personalmente i seminaristi
che familiarizzavano con lui.
Ogni mese dedicava una serata ai
suoi seminaristi: con loro celebrava la messa, si fermava a cena e
riceveva tutti quelli che volevano
incontrarlo. In tempo di piena
crisi ebbe la gioia di vedere rifiorire il seminario con tante vocazioni e assistere al restauro generale della struttura. Del seminario
cominciava a conoscere non soltanto i suoi preti, ma anche le loro famiglie con cui manteneva un
rapporto che risult utilissimo per
i giovani sacerdoti.
Nella sua pastorale diede un
posto preferenziale ai poveri promuovendo la Caritas diocesana
che nacque nei suoi anni. La sua
scelta per i poveri, mai propagandata ma reale, gli fece promuovere la costruzione di nuove parrocchie e grandi centri pastorali nelle
periferie, inviando personale qualificato, intervenendo personalmente nelle situazioni di particolare emarginazione portando soprattutto in queste situazioni
quellequilibrio che non concedeva niente alla pubblicit. Affront
personalmente e direttamente le
situazioni che vennero a crearsi
dopo il 1968 e che gli procurarono non poche sofferenze e umiliazioni, ma che accett con estrema
dignit come prezzo da pagare
per un servizio che non permetteva la latitanza. Per questa sua
scelta per i poveri lo tacciarono di
filocomunismo, etichetta che rifiut sempre, ma che non lo fece
desistere dalle sue scelte. Con la
politica ebbe un rapporto rispettoso ma chiaro, senza dispensarsi
da critiche precise e circostanziate
e, che, ovviamente, suscitarono
anche pesanti reazioni che gli
procurarono difficolt e prove.
Anim una pastorale di grande
respiro. Aveva chiara lidea che
Roma la casa di tutti e nella
Chiesa di Roma doveva esserci
posto per tutti quelli che cercavano il bene. Per questo apr alle
nuove esperienze ecclesiali rappresentate dai movimenti laicali
fino a quel momento visti con sospetto o addirittura osteggiati e
proibiti. Il suo spirito di accoglienza e di apertura interpretava
nella maniera migliore luniversalit del cuore del Papa.

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 19 aprile 2014

pagina 7

William Blake
Il tradimento di Giuda (1803-1805)

Nellomelia del predicatore della Casa Pontificia durante la celebrazione della Passione del Signore

Il grande vecchio
dietro le quinte del mondo
di RANIERO CANTALAMESSA
Dentro la storia divino-umana della
passione di Ges ci sono tante piccole storie di uomini e di donne entrati nel raggio della sua luce o della
sua ombra. La pi tragica di esse
quella di Giuda Iscariota. uno dei
pochi fatti attestati, con uguale rilievo, da tutti e quattro i vangeli e dal
resto del Nuovo Testamento. La primitiva comunit cristiana ha molto
riflettuto sulla vicenda e noi faremmo male a non fare altrettanto. Essa
ha tanto da dirci.
Giuda fu scelto fin dalla prima
ora per essere uno dei dodici.
Nellinserire il suo nome nella lista
degli apostoli levangelista Luca scrive Giuda Iscariota che divenne
(egeneto) il traditore (6, 16). Dunque Giuda non era nato traditore e
non lo era al momento di essere
scelto da Ges; lo divenne! Siamo
davanti a uno dei drammi pi foschi
della libert umana.
Perch lo divenne? In anni non
lontani, quando era di moda la tesi
del Ges rivoluzionario, si cercato di dare al suo gesto delle motivazioni ideali. Qualcuno ha visto nel
suo soprannome di Iscariota una
deformazione di sicariota, cio appartenente al gruppo di zeloti estremisti che agivano da sicari contro
i romani; altri hanno pensato che
Giuda fosse deluso dal modo con
cui Ges portava avanti la sua idea
del regno di Dio e che volesse
forzargli la mano ad agire anche sul
piano politico contro i pagani. il
Giuda del celebre musical Jesus
Christ Superstar e di altri spettacoli e
romanzi recenti. Un Giuda che si
avvicina a un altro celebre traditore
del proprio benefattore: Bruto che
uccise Giulio Cesare per salvare la
Repubblica!
Sono ricostruzioni da rispettare
quando rivestono qualche dignit
letteraria o artistica, ma non hanno
alcun fondamento storico. I vangeli
le uniche fonti attendibili che abbiamo sul personaggio parlano di
un motivo molto pi terra terra: il
denaro. A Giuda era stata affidata la
borsa comune del gruppo; in occasione dellunzione di Betania aveva
protestato contro lo spreco del profumo prezioso versato da Maria sui
piedi di Ges, non perch gli importasse dei poveri, fa notare Giovanni,
ma perch era un ladro e, siccome
teneva la cassa, prendeva quello che
vi mettevano dentro (12, 6). La sua
proposta ai capi dei sacerdoti
esplicita: Quanto siete disposti a
darmi, se io ve lo consegno? Ed essi
gli fissarono trenta sicli dargento
(Matteo, 26, 15).
Ma perch meravigliarsi di questa
spiegazione e trovarla troppo banale? Non stato forse quasi sempre
cos nella storia e non ancora oggi
cos? Mammona, il denaro, non
uno dei tanti idoli; lidolo per antonomasia; letteralmente, lidolo di
metallo fuso (cfr. Esodo, 34, 17). E
si capisce il perch. Chi , oggettivamente, se non soggettivamente (cio
nei fatti, non nelle intenzioni), il vero nemico, il concorrente di Dio, in
questo mondo? Satana? Ma nessun
uomo decide di servire, senza motivo, Satana. Se lo fa, perch crede
di ottenere da lui qualche potere o
qualche beneficio temporale. Chi ,
nei fatti, laltro padrone, lanti-D io,
ce lo dice chiaramente Ges: Nessuno pu servire a due padroni: non
potete servire a Dio e a Mammona
(Matteo, 6, 24). Il denaro il dio
visibile (W. Shakespeare, Timone
dAtene, atto IV, sc. 3.), a differenza
del Dio vero che invisibile.
Mammona lanti-dio perch crea
un universo spirituale alternativo,
cambia oggetto alle virt teologali.
Fede, speranza e carit non vengono
pi riposte in Dio, ma nel denaro.
Si attua una sinistra inversione di
tutti i valori. Tutto possibile a chi
crede, dice la Scrittura (Marco, 9,
23); ma il mondo dice: Tutto possibile a chi ha il denaro. E, a un
certo livello, tutti i fatti sembrano
dargli ragione.
Lattaccamento al denaro dice
la Scrittura la radice di tutti i
mali (1 Timoteo, 6, 10). Dietro ogni
male della nostra societ c il denaro, o almeno c anche il denaro. Es-

Come tutti gli idoli, il denaro


falso e bugiardo: promette la sicurezza e invece la toglie; promette libert e invece la distrugge. San
Francesco dAssisi descrive, con una
severit insolita, la fine di una persona vissuta solo per aumentare il suo
capitale. Si avvicina la morte; si fa
venire il sacerdote. Questi chiede al
moribondo: Vuoi il perdono di tutti i tuoi peccati?, e lui risponde di
s. E il sacerdote: Sei pronto a soddisfare ai torti commessi, restituendo
le cose che hai frodato ad altri?. Ed
egli: Non posso. Perch non
puoi?. Perch ho gi lasciato tutto
nelle mani dei miei parenti e amici.
E cos egli muore impenitente e appena morto i parenti e gli amici dicono tra loro: Maledetta lanima
sua! Poteva guadagnare di pi e lasciarcelo, e non lha fatto! (cfr. San
Francesco, Lettera a tutti i fedeli 12,
Fonti Francescane, 205).
Quante volte, di questi tempi, abbiamo dovuto ripensare a quel grido
rivolto da Ges al ricco della parabola che aveva ammassato beni a
non finire e si sentiva al sicuro per il
resto della vita: Stolto, questa notte stessa
lanima tua ti sar ridomandata; e quello
che hai preparato, di
chi sar? (Luca, 12,
20)!. Uomini colloNel pomeriggio del 18 aprile, venerd
cati in posti di responsanto, Papa Francesco ha presieduto
nella basilica vaticana la celebrazione
sabilit che non sapedella Passione del Signore. Dopo
vano pi in quale banla proclamazione del Vangelo
ca o paradiso fiscale
di Giovanni (18, 1 - 19, 42) il
ammassare i proventi
predicatore della Casa Pontificia
della loro corruzione
ha tenuto lomelia che pubblichiamo
si sono ritrovati sul
integralmente in questa pagina.
banco degli imputati,
o nella cella di una
prigione,
proprio
quando stavano per
loro dipendenze e che alzino la voce dire a se stessi: Ora godi, anima
appena si profila leventualit di do- mia. Per chi lhanno fatto? Ne valever rinunciare a qualcosa, in vista di va la pena? Hanno fatto davvero il
bene dei figli e della famiglia, o del
una maggiore giustizia sociale?
Negli anni Settanta e Ottanta, per partito, se questo che cercavano?
spiegare, in Italia, gli improvvisi ro- O non hanno piuttosto rovinato se
vesciamenti politici, i giochi occulti stessi e gli altri? Il dio denaro si indi potere, il terrorismo e i misteri di carica di punire lui stesso i suoi adoratori.
ogni genere da cui era afflitta la
Il tradimento di Giuda continua
convivenza civile, si and affermannella storia e il tradito sempre lui,
do lidea, quasi mitica, dellesistenza Ges. Giuda vendette il capo, i suoi
di un grande Vecchio: un perso- seguaci vendono il suo corpo, pernaggio scaltrissimo e potente che da ch i poveri sono membra di Cristo.
dietro le quinte avrebbe mosso le fila Tutto quello che avete fatto a uno
di tutto, per fini a lui solo noti. solo di questi miei fratelli pi piccoQuesto grande Vecchio esiste dav- li, lavete fatto a me (Matteo, 25,
vero, non un mito; si chiama De- 40). Ma il tradimento di Giuda non
continua solo nei casi clamorosi che
naro!

so il Moloch di biblica memoria, a


cui venivano immolati giovani e fanciulle (cfr. Geremia, 32, 35), o il dio
Azteco, cui bisognava offrire quotidianamente un certo numero di cuori umani. Cosa c dietro il commercio della droga che distrugge tante
vite umane, lo sfruttamento della
prostituzione, il fenomeno delle varie mafie, la corruzione politica, la
fabbricazione e il commercio delle
armi, e perfino cosa orribile a dirsi
alla vendita di organi umani tolti
a dei bambini? E la crisi finanziaria
che il mondo ha attraversato e che
questo Paese sta ancora attraversando, non dovuta in buona parte
allesecranda bramosia di denaro,
lauri sacra fames, (Virgilio, Eneide, 3.
56-57) da parte di pochi? Giuda cominci con sottrarre qualche denaro
dalla cassa comune. Dice niente questo a certi amministratori del denaro
pubblico?
Ma senza pensare a questi modi
criminali di accumulare denaro, non
gi scandaloso che alcuni percepiscano stipendi e pensioni cento volte
superiori a quelli di chi lavora alle

A San Pietro

ho evocato. Sarebbe comodo per noi


pensarlo, ma non cos. rimasta
famosa lomelia che tenne un Gioved santo don Primo Mazzolari su
Nostro fratello Giuda. Lasciate
diceva ai pochi parrocchiani che
aveva davanti che io pensi per un
momento al Giuda che ho dentro di
me, al Giuda che forse anche voi
avete dentro.
Si pu tradire Ges anche per altri generi di ricompensa che non siano i trenta denari. Tradisce Cristo
chi tradisce la propria moglie o il
proprio marito. Tradisce Ges il ministro di Dio infedele al suo stato, o
che invece di pascere il gregge pasce
se stesso. Tradisce Ges chiunque
tradisce la propria coscienza. Posso
tradirlo anchio, in questo momento
e la cosa mi fa tremare se mentre predico su Giuda mi preoccupo
dellapprovazione delluditorio pi
che di partecipare allimmensa pena
del Salvatore. Giuda aveva unattenuante che noi non abbiamo. Egli
non sapeva chi era Ges, lo riteneva
solo un uomo giusto; non sapeva
che era il Figlio di Dio, noi s.
Come ogni anno, nellimminenza
della Pasqua, ho voluto riascoltare la
Passione secondo San Matteo di Bach.
C un dettaglio che ogni volta mi fa
trasalire. Allannuncio del tradimento di Giuda, l tutti gli apostoli domandano a Ges: Sono forse io,
Signore? Herr, bin ichs?. Prima
per di farci ascoltare la risposta di
Cristo, annullando ogni distanza tra
levento e la sua commemorazione, il
compositore inserisce un corale che
inizia cos: Sono io, sono io il traditore! Io devo fare penitenza!,
Ich bins, ich sollte ben. Come
tutti i corali di quellopera, esso
esprime i sentimenti del popolo che
ascolta; un invito a fare anche noi
la nostra confessione di peccato.
Il vangelo descrive la fine orrenda
di Giuda: Giuda, che laveva tradito, vedendo che Ges era stato condannato, si pent, e riport i trenta
sicli dargento ai capi dei sacerdoti e
agli anziani, dicendo: Ho peccato,
consegnandovi sangue innocente.
Ma essi dissero: Che cimporta? Pensaci tu. Ed egli, buttati i sicli nel
tempio, si allontan e and a impiccarsi (Matteo, 27, 3-5). Ma non diamo un giudizio affrettato. Ges non
ha mai abbandonato Giuda e nessuno sa dove egli caduto nel momento in cui si lanciato dallalbero
con la corda al collo: se nelle mani
di Satana o in quelle di Dio. Chi
pu dire cosa passato nella sua

anima in quegli ultimi istanti?


Amico, era stata lultima parola rivoltagli da Ges nellorto ed egli
non poteva averla dimenticata, come
non poteva aver dimenticato il suo
sguardo.
vero che, parlando al Padre dei
suoi discepoli, Ges aveva detto di
Giuda: Nessuno di loro andato
perduto, tranne il figlio della perdizione (Giovanni, 17, 12), ma qui, come in tanti altri casi, egli parla nella
prospettiva del tempo non delleternit. Anche laltra parola tremenda
detta di Giuda: Meglio sarebbe per
quelluomo se non fosse mai nato
(Marco, 14, 21) si spiega con lenormit del fatto, senza bisogno di pensare a un fallimento eterno. Il destino eterno della creatura un segreto
inviolabile di Dio. La Chiesa ci assicura che un uomo o una donna proclamati santi sono nella beatitudine
eterna; ma di nessuno essa stessa sa
che certamente allinferno.
Dante Alighieri, che, nella Divina
Commedia, colloca Giuda nel profondo dellinferno, narra della conversione allultimo istante di Manfredi,
figlio di Federico II e re di Sicilia,
che tutti a suo tempo ritenevano
dannato perch morto scomunicato.
Ferito a morte in battaglia, egli confida al poeta che, nellultimo istante
di vita, si arrese piangendo a colui
che volentier perdona e dal Purgatorio manda sulla terra questo
messaggio che vale anche per noi:
Orribil furon li peccati miei; ma la
bont infinita ha s gran braccia, che
prende ci che si rivolge a lei (Purgatorio, III, 118-123).
Ecco a cosa deve spingerci la storia del nostro fratello Giuda: ad arrenderci a colui che volentieri perdo-

Il silenzio del sabato santo

Sulla soglia
di INOS BIFFI
Il sabato santo segnato dal silenzio. Sembra
che tutto sia terminato senza possibilit di cambiamento; dopo che uno morto, ogni progetto
suo o a suo riguardo finisce. E anche Ges
morto; resta da portarlo al sepolcro. Ora la sua
salma nelle mani di una persona buona e
giusta, Giuseppe di Arimatea. Lufficio pietoso
che egli compie estremamente semplice, normale: Lo cal dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella
roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Solo mancava che gli aromi imbalsamassero Ges, e ne conservassero la salma il pi
possibile intatta: unattesa precaria, poich alla
consumazione del tempo e alla sua voracit non
resiste, alla fine, nulla; allimbalsamazione
avrebbero provveduto le donne intente a osservare dove veniva deposto.
In ogni caso il suggello conclusivo e pesante: un masso contro lentrata del sepolcro. Sino a questo estremo il Figlio di Dio ha voluto
condividere la sua similitudine con noi. Ci che
adesso disponiamo di lui sensibilmente il corpo esangue, che la piet ha amato rappresentare, prima della deposizione nella tomba, nella
deposizione del grembo della madre, dellAddolorata, nella quale la fede raggiungeva il vertice
della prova e della verit.
Lintensa contemplazione di Paul Claudel
commenta: Qui la Passione finisce e la Compassione continua. Cristo non pi sulla Croce,
con Maria che lha accolto: cos come lo accolse, promesso, lo riceve, consumato. Cristo,

che ha sofferto agli occhi di tutti, nuovamente


nascosto nel seno di sua Madre. Non si potr
capire lamore accondiscendente di Dio se non
si tocca il Corpo morto del Figlio, se non si
piange sulla morte di Dio, che non una teoria insipiente della teologia di questi ultimi anni, ma il mistero della salvezza come esperien-

Jean Guitton, Le tre donne al sepolcro (1960)

za umana estrema di tale Figlio divino, per cui,


per qualche giorno, ce lo ritroviamo tra i nostri
morti, come in una delle tombe dei nostri cimiteri, dove immaginiamo scritto: Ges di Nazaret. Una tomba vigilata da un inquieto presentimento o da una diffusa insicurezza: infatti i
sommi sacerdoti e i farisei andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.
La liturgia ci offre un giorno intero perch ci
dedichiamo a queste meditazioni, per poter capire la vicinanza di Dio, la sua identit con
noi e con le peripezie della nostra sorte mortale.
Il corpo di Ges nel sepolcro non ha nulla a
che vedere con il corpo eucaristico. Adesso siamo ancora nellitinerario della condiscendenza
che si arresta dove non pu pi continuare: al
marmo inoperoso, come dice Manzoni.
Da questa soglia limite avviene la risurrezione,
che non un ritorno. Cristo non viene alla vita
di prima ma passa attraverso la morte, consumandola e non semplicemente regredendo alla
condizione della vita che precede la morte. Cristo non ritornato osserva san Bernardo ma
risorto; non venuto qui nuovamente ma
passato trasmigrato, non rientrato. E proprio
perch passato in una vita nuova ci invita al
passaggio. Quella di Ges non come la risurrezione di Lazzaro: il Risorto scaturisce dal dissolvimento della morte. Anche il sabato santo ci
offre motivi e sostanza per la meditazione e la
preghiera: la preghiera specialmente perch non
ci siano assenze e sepolture per le quali ci lasciamo vincere dalloppressione, che impaurisce e ci
disanima nellincredulit.

na, a gettarci anche noi tra le braccia


aperte del crocifisso. La cosa pi
grande nella vicenda di Giuda non
il suo tradimento, ma la risposta che
Ges d a esso. Egli sapeva bene cosa stava maturando nel cuore del
suo discepolo; ma non lo espone,
vuole dargli la possibilit fino allultimo di tornare indietro, quasi lo
protegge. Sa perch venuto, ma
non rifiuta, nellorto degli ulivi, il
suo bacio di gelo e anzi lo chiama
amico (Matteo, 26, 50). Come cerc
il volto di Pietro dopo il rinnegamento per dargli il suo perdono,
chiss come avr cercato anche quello di Giuda in qualche svolta della
sua via crucis! Quando dalla croce
prega: Padre, perdona loro perch
non sanno quello che fanno (Luca,
23, 34), non esclude certamente da
essi Giuda.
Che faremo dunque noi? Chi seguiremo, Giuda o Pietro? Pietro ebbe rimorso di quello che aveva fatto,
ma anche Giuda ebbe rimorso, tanto
che grid: Ho tradito sangue innocente! e restitu i trenta denari.
D ov allora la differenza? In una
cosa sola: Pietro ebbe fiducia nella
misericordia di Cristo, Giuda no! Il
pi grande peccato di Giuda non fu
aver tradito Ges, ma aver dubitato
della sua misericordia.
Se lo abbiamo imitato, chi pi chi
meno, nel tradimento, non lo imitiamo in questa sua mancanza di fiducia nel perdono. Esiste un sacramento nel quale possibile fare una
esperienza sicura della misericordia
di Cristo: il sacramento della riconciliazione. Quanto bello questo sacramento! dolce sperimentare Ges come maestro, come Signore, ma
ancora pi dolce sperimentarlo come
Redentore: come colui che ti tira
fuori dal baratro, come Pietro dal
mare, che ti tocca, come fece con il
lebbroso, e ti dice: Lo voglio, sii
guarito! (Matteo, 8, 3).
La confessione ci permette di sperimentare su di noi quello che la
Chiesa dice del peccato di Adamo
nellExultet pasquale: O felice colpa che ci ha meritato un tale Redentore!. Ges sa fare di tutte le colpe
umane, una volta che ci siamo pentiti, delle felici colpe, delle colpe
che non si ricordano pi se non per
lesperienza di misericordia e di tenerezza divina di cui sono state occasione!
Ho un augurio da fare a me e a
tutti voi, venerabili padri, fratelli e
sorelle: che il mattino di Pasqua possiamo destarci e sentire risuonare nel
nostro cuore le parole di un grande
convertito del nostro tempo, il poeta
e drammaturgo Paul Claudel:
Mio Dio, sono risuscitato e sono
ancora con Te! Dormivo ed ero steso
come un morto nella notte. Hai detto: Sia la luce! E io mi sono svegliato come si getta un grido! [...]
Padre mio che mi hai generato prima dellAurora, sono alla tua presenza. Il mio cuore libero e la bocca
mondata, corpo e spirito sono a digiuno. Sono assolto di tutti i peccati, che ho confessati uno ad uno.
Lanello nuziale al mio dito e il
mio volto pulito. Sono come un
essere innocente nella grazia che mi
hai concessa (P. Claudel, Prire
pour le Dimanche matin, in uvres
potiques, Gallimard, Paris, 1967, p.
377).
Questo pu fare di noi la Pasqua
di Cristo.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

sabato 19 aprile 2014

Papa Francesco celebra la messa in cena Domini tra i disabili di don Gnocchi

Servi
per eredit
Noi dobbiamo essere servitori gli uni
degli altri. Lo ha ricordato Papa Francesco durante la messa in cena Domini
presieduta nel pomeriggio del 17 aprile,
gioved santo, nel centro Santa Maria
della Provvidenza, della fondazione don
Gnocchi, a Roma. Prima di compiere il
rito della lavanda dei piedi a 12 disabili,
il Pontefice ha pronunciato a braccio
lomelia.
Abbiamo sentito ha detto il Santo
Padre quello che Ges ha fatto
nellultima Cena. un gesto di congedo. come leredit che ci lascia. Lui
Dio e si fatto servo, servitore nostro.
E questa leredit: anche voi dovete
essere servitori gli uni degli altri. E lui
ha fatto questa strada per amore: anche
voi dovete amarvi ed essere servitori e
nellamore.
Questa ha proseguito il Pontefice
leredit che ci lascia Ges. E fa
questo gesto di lavare i piedi, che un
gesto simbolico: lo facevano gli schiavi,
i servi ai commensali, alla gente che veniva a pranzo, a cena perch in quel
tempo le strade erano tutte di terra e
quando entravano in casa era necessario
lavarsi i piedi. E Ges fa un gesto, un
lavoro, un servizio di schiavo, di servo.
E questo lo lascia come eredit tra
noi.
Noi ha detto ancora dobbiamo
essere servitori gli uni degli altri. E per
questo la Chiesa, nel giorno di oggi,
quando si commemora lultima Cena,
quando Ges ha istituito lEucaristia,
anche fa, nella cerimonia, questo gesto
di lavare i piedi, che ci ricorda che noi
dobbiamo essere servi gli uni degli altri.
Adesso ha concluso Papa Francesco io far questo gesto, ma tutti noi,
nel cuore nostro, pensiamo agli altri e
pensiamo allamore che Ges ci dice
che dobbiamo avere con gli altri. E
pensiamo anche come possiamo servire
meglio le altre persone, perch cos Ges ha voluto da noi.

Ai piedi
degli ultimi
di GAETANO VALLINI
Quanta tenerezza pu essere racchiusa in uno sguardo? Quanto
amore si pu esprimere anche nel
compiere un rito? impossibile da
raccontare. Bisognava guardare gli
occhi di Papa Francesco, fissi, anche
se solo per un attimo, in quelli delle
persone verso le quali aveva appena
rinnovato il gesto di Ges con la lavanda dei piedi, e la delicatezza di
quellatto semplice e umile, per accorgersi del di pi che pu trasformare un memoriale in concreta vicinanza. Ed questo che il Pontefice
ha voluto testimoniare durante la
messa in cena Domini celebrata gioved pomeriggio tra i malati ospiti
del centro Santa Maria della Provvidenza della fondazione Don Gnocchi, in via di Casal del Marmo, alla
periferia ovest di Roma, luogo che
per una singolare coincidenza si trova non lontano dal carcere minorile
che fu scelto lo scorso anno dal Papa per lanalogo rito del primo gioved santo del Pontificato.
Una decisione, quella di vivere
questo momento significativo dei riti pasquali tra persone in difficolt
o che versano in situazioni di particolare disagio, in continuit con una

A colloquio con larcivescovo Bregantini sulle meditazioni della Via crucis al Colosseo

I nuovi crocifissi
di NICOLA GORI
Gli innocenti che muoiono per linquinamento nella Terra dei fuochi;
gli immigrati che affogano quando
sono ormai in vista della sponda
della speranza; i bambini, le donne,
i nuovi schiavi vittime della tratta
degli esseri umani; quanti cercano
nella morte la salvezza dalla disperazione di non poter portare il pane
a casa; i cristiani perseguitati e torturati per la loro fede; i detenuti
nelle carceri superaffollate; i malati
terminali sulla cui pelle spesso altri
speculano. Sono loro i nuovi Cro-

Auguri da Di Segni

Valori comuni
e condivisi
La frequente coincidenza delle
nostre feste in questi giorni ,
nella nostra generazione, un richiamo ai valori comuni e condivisi, in primo luogo la fede nella
presenza divina nella storia che
promuove la liberazione delluomo dalloppressione e impegna
gli uomini a questo compito. Lo
ha scritto il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, rispondendo al messaggio inviatogli da
Papa Francesco per la festa ebraica di Pesach. Nel testo Di Segni
sottolinea fra laltro il significato
della canonizzazione di Giovanni
XXIII e di Giovanni Paolo II,
due grandi papi che hanno
cambiato positivamente la storia
delle relazioni della Chiesa con
lebraismo, definendo lavvenimento un segno di speranza per
tutti. Infine accenna allimminente viaggio di Papa Francesco
in Terra santa, auspicando che
esso possa contribuire significativamente a una pace politica e
religiosa.

cifissi dice convinto monsignor


Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano, autore delle meditazioni per la Via crucis
presieduta dal Papa questa sera, 18
marzo, Venerd santo, al Colosseo
loro i protagonisti della vere meditazioni della Via crucis proposte da
Papa Francesco nel suo ministero
quotidiano. Larcivescovo ne ha
parlato in questa intervista al nostro
giornale.
questa la chiave lettura che possiamo dare alle meditazioni?
Ho cercato di mettere in evidenza
il volto di Cristo e il volto delluomo. Di far risaltare, cio, la dignit
della persona ferita dal peccato, dal
dolore e dalla morte, illuminata per dal volto di Ges. Ogni stazione,
infatti, concentrata attorno a una
ferita del mondo di oggi. Ho descritto proprio alcune situazioni
concrete. Alla luce delle singole stazioni possiamo trarre una forza
grande per affrontare in maniera
piena le varie difficolt e attingervi
coraggio e speranza per il futuro.
Temi particolari?
Sono tutti temi tratti dallesortazione apostolica Evangelii gaudium.
il filo conduttore di tutto il cammino. In effetti, la vera meditazione
della Via crucis la fa Papa Francesco
con la sua catechesi quotidiana, con
i suoi interventi e con i suoi gesti.
Ho cercato di farmi interprete di alcuni problemi di oggi, vissuti alla
luce della fragilit umana: il peso
della crisi, gli immigrati, i malati,
specialmente quelli terminali e
quanti muoiono per linquinamento
della Terra dei fuochi. Ma anche
lesperienza del carcere, della tortura, della solitudine. Realt di ogni
giorno redente per dalla croce portata da Ges.
Luomo crocifisso oggi si riflette nel
Cristo Crocifisso?
Ci sono alcune situazioni in cui
luomo contemporaneo nuovamente crocifisso. Nelle meditazioni
proposte ho cercato proprio alcune

similitudini. In particolare ho messo


in evidenza i grandi momenti nei
quali Ges ha avuto sostegno e conforto: laiuto, simboleggiato dal cireneo, la femminilit che risana in
gratuit, nellesempio della Veronica, la presenza delle donne che confortano Ges, con Maria che lo
prende tra le braccia sotto la croce.
Ho cercato di far risaltare il fatto
che oltre ai drammi c la speranza
pronta a cambiare la nostra storia e
a renderla storia di fiducia.
Quanto si riflette la sua esperienza pastorale in questa Via crucis?
In maniera indiretta possiamo
trovarvi riferimenti molto delicati.
In particolare, alla realt del carcere
ho dedicato una stazione intera. Ho
affrontato questo problema attraverso la presenza del cireneo, che prende la croce e la porta insieme agli
altri. indirettamente un grazie vivissimo a chi fa volontariato in carcere, a chi sostiene quanti portano
la croce.
Qual il messaggio che vuole trasmettere la Via crucis?
La Via crucis una catechesi vivente intorno a un volto sfigurato
per amore. questa la sua bellezza.
E questo volto eloquente e parla
ai ragazzi come ai nonni. il volto
della vita, della storia, del dolore,
ma anche della sapienza. Il volto di
Cristo, infatti, illumina il volto
delluomo. Questi due volti si incrociano stazione per stazione, declinandosi secondo situazioni sempre
nuove.
La Via crucis diventa quindi catechesi?
Ve n unaltra per la quale nutro
un grande amore. Si tratta della pia
pratica che si faceva un tempo il Venerd santo, cio la meditazione delle sette parole di Ges sulla croce.
Credo che quelle meditazioni vadano recuperate, perch sono una catechesi vivente e progressiva davanti
al dolore. Sono un capolavoro dellitinerario di speranza. A esse dedicata la dodicesima stazione, quan-

do Ges prima di morire pronuncia


le sette parole.
E come le ha riproposte?
Ho ritoccato un po lordine. Sono partito dalla quarta: Dio mio,
Dio mio perch mi hai abbandonato?. Poi sono passato al Donna
ecco tuo figlio, dove il dolore diventa redento. Quindi, al ricordo
del passato quando Ges dice:
Tutto compiuto e la proiezione
al futuro: Ho sete. Si passa poi al
mistero del perdono: Padre perdona loro per sfociare infine nellesperienza grandissima: Nelle tue
mani, Padre, affido il mio spirito.
Questa pia pratica si faceva nelle
ore del pomeriggio del Venerd santo, quasi accompagnando parola per
parola quelle strazianti tre ore di
agonia. La si faceva spesso con laccompagnamento musicale, perch si
veniva coinvolti ancor di pi in questo mistero di dolore crescente verso
la luce. Si parte, infatti, dalla disperazione per arrivare al mistero dolcissimo della fiducia: Nelle tue
mani affido il mio spirito.

consuetudine pastorale che vedeva


larcivescovo di Buenos Aires recarsi
il gioved santo nelle situazioni pi
marginali dellumanit, a lui ben
note e sempre presenti nella sua
missione quotidiana. Papa Francesco prosegue dunque lincontro con
quelle che ha definito le piaghe di
Ges nelluomo di oggi. Lo scorso
anno erano state le ferite di vite giovani ma gi segnate dal disagio. Ieri
le piaghe nella carne, provocate da
patologie invalidanti: quelle di dodici pazienti accolti nei centri della
Fondazione Don Gnocchi otto
uomini e quattro donne tra 16 e 86
anni, nove italiani e tre di origine
straniera, uno dei quali di fede musulmana con disabilit temporanea o cronica con cui convivono
dalla nascita o fin da giovanissimi.
Il Pontefice arrivato al centro
alle 17.15, accompagnato dallarcivescovo Angelo Becciu, sostituto della
Segreteria di Stato. Ad accoglierlo il
cardinale vicario Agostino Vallini, il
presidente della fondazione, monsignor Angelo Bazzari, il direttore del
centro, Salvatore Provenza, ma soprattutto il caloroso e festante abbraccio di ospiti, operatori e volontari, con i loro familiari, giunti anche da altre strutture della fondazione per questo inatteso incontro, di
cui avevano avuto notizia solo qualche giorno fa, e radunatisi fin dal
primo pomeriggio, ennesima testimonianza dellaffetto che circonda
Papa Francesco. Il quale, come sempre, non si sottratto allabbraccio,
salutando quanti lo attendevano
lungo il breve tragitto verso la chiesa, dove ha presieduto la messa,
concelebrata dal cardinale Vallini,
dallarcivescovo Becciu, da monsignor Bazzari e dal cappellano del
centro, don Pasquale Schiavulli.
Lomelia del Papa stata breve:
pochi pensieri, a braccio, per spiegare il significato del gesto che si
accingeva a compiere, svolto dagli
schiavi, ha precisato, ma che Ges
ha lasciato ai suoi discepoli in eredit nellultima cena. E cos, indossato
il grembiule, si inginocchiato dinanzi a ciascuno dei dodici ammalati, ha lavato, asciugato e baciato loro i piedi. E li ha guardati in viso,
con unespressione che era come
una carezza, raccolta e ricambiata
con commozione. Mi ha colpito il
modo in cui mi ha guardato; cera
qualcosa... Mi veniva da piangere,
dice alla fine Osvaldinho, il pi giovane, originario di Capo Verde ma
da tempo a Roma; la scorsa estate
un malaugurato tuffo in mare ne ha
straziato unadolescenza fin l normale con un esito devastante: tetraplegia immediata. Quando ho saputo che il Papa veniva qui e che
ero stato scelto aggiunge ancora
incredulo sono rimasto senza pa-

Nel gioved santo

Il Papa a pranzo con dieci preti


Nel giorno in cui la Chiesa celebra listituzione delleucaristia e del sacerdozio ministeriale Papa Francesco ha voluto condividere il pranzo
con dieci preti romani. Alla fine della mattinata del 17 aprile, gioved
santo, il Pontefice si recato nellabitazione dellarcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, dove ha trascorso oltre unora e
mezza con parroci e sacerdoti di Roma che poco prima avevano partecipato alla messa crismale nella basilica di San Pietro. Si dunque rinnovata liniziativa presa lo scorso anno pochi giorni dopo lelezione di Bergoglio quando, sempre in occasione del gioved santo, il sostituto ospit
a pranzo il Papa e sette presbiteri romani. Lincontro si svolto dalle ore
13 alle 14.30, in un clima di semplice cordialit. In questo modo il vescovo di Roma ha potuto meglio conoscere le esperienze di alcuni dei suoi
preti, soprattutto di quelli impegnati in situazioni di particolare disagio.
I dieci hanno parlato delle loro realt e Papa Francesco ha ascoltato con
grande attenzione quanto gli veniva riferito, incoraggiando i sacerdoti
nella loro missione.

role, come oggi: avrei voluto dirgli


qualcosa ma sono rimasto muto.
Ero troppo emozionato. Questo incontro lo porter con me per sempre.
Con lui cerano Pietro e Angelica,
i pi anziani, con difficolt motorie
dovute a malattie degenerative il
primo e post traumatiche la seconda; Walter, 59 anni, affetto da sindrome di Down; Stefano e Daria,
49 e 39 anni, colpiti da gravi patologie neonatali che li hanno relegati
su una sedia a rotelle; Marco, 19 anni, che dallo scorso ottobre lotta
con una neoplasia cerebrale; Gianluca, 36 anni, operato pi volte per
meningiomi che lo affliggono da
quando ne aveva 14. E ancora Giordana, 27 anni, originaria dellEtiopia, affetta da tetraparesi spastica in
seguito a paralisi cerebrale infantile.
Aveva avuto modo di parlare con
Giovanni Paolo II nel 2002 per la
beatificazione di don Gnocchi. Aveva preparato un breve testo da leggere. Non ci riuscita, ma lo ha
consegnato a Papa Francesco, certa
che lo legger.
Quindi Orietta, 51 anni, colpita
dal vaiolo che le provoca unencefalite in tenera et; come Samuele, 66
anni, che a tre anni si ammalato
di poliomielite e che al centro Santa
Maria della Pace, laltra struttura romana della fondazione, ha trovato
non solo le necessarie cure mediche
ma anche istruzione e formazione
professionale prima, lavoro come
operatore e finanche la compagna
della sua vita dopo. stata una
gioia immensa dice questo inatteso e straordinario incontro. Indescrivibile. In questo Papa rivedo
don Gnocchi, con il suo darsi ai pi
deboli, ai sofferenti. Gli ho detto
che pregher per lui.
E cera anche Hamed, 75 anni,
musulmano, originario della Libia,
che porta i segni di un incidente
stradale e che da quindici anni vive
qui. Sorpreso dallinvito racconta ho accettato di partecipare perch ho grande rispetto per la religione cattolica. E rispetto questo
Papa, la sua intelligenza, il suo modo di parlare e di agire. Sono un
credente e non posso fare differenze.
Storie e provenienze diverse, tutte
accomunate dalla sofferenza. Come
pure dalla speranza che deriva non
solo dalla professionalit, ma anche
dalla passione e dalla disponibilit
degli operatori e dei volontari che
lavorano nei centri, circa trenta, della fondazione Don Gnocchi in diverse citt. Perch chi vive a contatto con queste persone, non pu che
operare con amore.
Amore, parola chiave del Vangelo
della carit, quello richiamato dal
Papa, che a conclusione della messa
ha portato lEucaristia allaltare della reposizione, sostandovi poi in silenziosa adorazione. Quella carit
sottolineata anche dalle parole di saluto e di ringraziamento successivamente rivolte al Pontefice da monsignor Bazzari, e testimoniata dallo
stile di vita di questa Chiesa del
grembiule, che vuole servire e partire davvero dagli ultimi. Una Chiesa ha aggiunto il presidente della
Fondazione che nasce dalla carit,
che si nutre di carit, che vive per la
carit. Per noi stato meraviglioso e
immeritato dono della sua presenza,
del suo gesto generoso, simbolico.
stata una carezza alla sofferenza,
non soltanto per la Don Gnocchi
ma per tutto il mondo del dolore.
Sono questi gli ultimi della classifica nella valutazione meritocratica, la
maglia nera di un certo efficientismo, ma evangelicamente questi sono i primi. Sono, come diceva don
Gnocchi, le nostre reliquie, che sono degne di culto e di venerazione. Non a caso, come ci aveva detto il cappellano, la domenica, quando si celebra lEucaristia, sullaltare
non c la croce. E quella grande, di
vetro rosso, alle spalle del celebrante
non ha il crocifisso, perch i crocifissi sono loro, i malati.
Ringrazio tutti voi per laccoglienza. Vi ringrazio ha risposto il
Papa per la vostra buona volont,
la vostra pazienza, la vostra fede, la
testimonianza della vostra speranza.
Il Signore risorto vi visiti, vi consoli
e sia in mezzo a tutti voi. questo
il mio desiderio di una buona e santa Pasqua. Quindi ha salutato uno
a uno tutti i malati: per ciascuno
una benedizione, una carezza, una
parola di conforto. E lo stesso, prima di ripartire per il Vaticano alle
19.30, con gli operatori, i volontari,
le religiose. Tutti porteranno nel
cuore la gioia e il senso di questo
incontro speciale.