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DALLA FEDE ANTICA ALLUOMO TECNOLOGICO DI Hans Jonas pgg.

98-102
Da alcuni secoli noi occidentali viviamo in una condizione rivoluzionaria. Quando la
chiamiamo rivoluzione scientifico-tecnologica ne delineiamo limpulso centrale. Iniziata
come evento locale, limitato allEuropa, essa ora divenuta globale. ia via che proced!,
d" nuova forma alle condizioni esterne del nostro essere # cio, al mondo in cui viviamo$
d" %uindi nuova forma ai nostri modi di vivere$ infine # o forse in primo luogo # d" nuova
forma ai nostri modi di pensare. In breve, ci& che viene rivoluzionato e 'ambiente, il
comportamento e il pensiero delluomo. Questo durato per molto tempo. (ossiamo
concepire una )rivoluzione che duri a lungo* +oi parliamo di rivoluzione %uando il
mutamento in %uestione # un mutamento globale degli affari umani # ha un carattere
radicale, e di ampia portata e si compie in breve tempo, una caratteristica, %uestultima,
che distingue la rivoluzione dallevoluzione. -n mutamento radicale %uando coinvolge i
fondamenti stessi di ci& che muta, e non semplicemente la superficie$ di ampia portata
%uando incide su molteplici aspetti della vita, e non semplicemente su un fenomeno
isolato. II terzo criterio riguarda i tempi e i modi, piuttosto che la sostanza, %uel carattere
teatrale che il mutamento assume solo concentrandosi nel tempo. mentre levoluzione si
compie in archi di tempo molto lunghi e procede per gradi impercettibili, il termine
)rivoluzione fa pensare a un inizio improvviso e a un corso violento. Questo pi. di un
tratto morfologico, il suo aspetto soggettivo consiste nel fatto che gli uomini coinvolti nel
mutamento lo esperiscono come una rottura con il passato, come ci& che rovescia 'ordine
stabilito delle cose, che addirittura sostituisce %ualsiasi ordine stabilito con 'a condizione
del mutamento stesso e %uindi come %ualcosa che sconvolge la loro vita. E cosi che viene
percepita Iessenza della rivoluzione. Questa violenza del mutamento /diversa dalla
violenza fisica che accompagna in particolare le rivoluzioni politiche0 dun%ue in massima
parte una funzione della mera velocit" del cambiamento, anche il mutamento pi. profondo
e di pi. ampia portata, in grado di incidere su tutti gli aspetti citati, non considerato una
rivoluzione se solo pi. lento. 1a che cosa la velocit" e cosa la lentezza* Quale
intervallo di tempo lungo, e %uale breve* Qual il criterio con cui lo misuriamo*. 2orse
la .differenza tra lento e veloce, e %uindi tra evoluzione e rivoluzione, non del tutto
relativa, e perci& arbitraria* 3elativa lo , ma non arbitraria. Infatti, essa relativa a
%ualcosa che in s! assoluto, a una naturale unit" di misura, larco della vita umana
individuale, la durata di una generazione. E %uesto un buon test, che ognuno pu& fare
%uando giunge la sua ora, se un uomo al culmine dei suoi giorni, $alla fine. della sua vita,
pu& trasmettere la saggezza dellesperienza accumulata a chi viene dopo di lui$ se ci& che
ha imparato in giovent., arricchito ma non abbandonato nella maturit", ancora gli serve in
tarda et" $ ed ancora un insegnamento valido per chi giovane in %uel momento #
%uesto significa che la sua non era unet" di rivoluzioni, se si escludono naturalmente
%uelle fallite. Il mondo in cui i suoi figli entrano ancora il suo mondo, non perch! egli
non sia affatto cambiato, ma perch! i cambiamenti occorsi sono stati per lui abbastanza
graduali e limitati da poter essere assimilati e via via accettati. 4uttavia, se un uomo in et"
avanzata deve rivolgersi ai propri figli, o nipoti, per sapere da loro che cosa sta accadendo
se la sua conoscenza e comprensione non gli sono pi. .daiuto$ se alla fine dei suoi giorni
egli si scopre anti%uato invece che saggio # allora possiamo definire la velocit" e
lampiezza del mutamento che lo ha colto cos5 di sorpresa come )rivoluzionario. 6e si
adotta %uesto criterio - lunico naturale per esseri finiti e mortali %uali noi siamo -
sensato e del tutto legittimo parlare di una rivoluzione che si protrae per generazioni e
addirittura per secoli, ci& esattamente %uello che facciamo %uando individuiamo 'inizio
della condizione rivoluzionaria in cui viviamo, di volta in volta, nella (rima 7uerra
1ondiale, nella 3ivoluzione Industriale, nella 3ivoluzione 2rancese e infine nella nascita
della nuova scienza e della cosmologia nei secoli sedicesimo e diciassettesimo, con cui
tutto ebbe inizio # davvero una rivoluzione su scala secolare. 8 dire il vero, il susseguirsi
degli eventi durante %uei secoli non era sempre cosi frenetico come lo ora, e la
straordinaria accelerazione esponenziale del movimento complessivo un fatto
abbastanza recente. 1a %uesto movimento era rivoluzionario dallinizio, per sua intrinseca
natura, e produceva periodicamente nuove, improvvise svolte, %uel genere di movimenti
pi. brevi e intensi che chiamiamo abitualmente )rivoluzioni. 8d un esame retrospettivo,
riconosciamo %ueste ultime come parti, come fasi critiche di %uel continuo movimento in
avanti che una rivoluzione nella sua interezza. 3iprendiamo la definizione iniziale del
significato di una rivoluzione. 8bbiamo detto che si tratta di un mutamento globale degli
affari umani, radicale, di ampia portata e rapido$ abbiamo anche detto che esso riguarda
lambiente, il comportamento e il pensiero delluomo. 9ccorre per& una precisazione. (er
essere definito una rivoluzione, il mutamento devessere opera del'uomo, deve avere
insomma origine in noi stessi. +on onoreremmo col nome di )rivoluzione un mutamento
nelle faccende umane determinato da %ualche evento cosmico, unimprovvisa variazione
nel clima, o %ualcosa del genere. Dobbiamo essere soggetti, agenti del mutamento, per
%uanto alta sia anche la possibilit" di costituirne gli oggetti. +aturalmente, diventiamo
inevitabilmente tali se il mutamento soggettivo efficace, se cio produce effetti pratici,
influendo di conseguenza sulle condizioni di vita. :e opere delluomo ricadono su di lui, ed
nella natura delle cose umane che, in termini globali, colui che agisce divenga la
creatura, forse la vittima, della propria azione. 8ffermare che la rivoluzione ha origine
nelluomo significa affermare che essa ha origine nel pensiero. Da principio, pu& anche
essere solo ed esclusivamente una rivoluzione del pensiero, una trasformazione del modo
di vedere le cose, molto prima di diventare anche una rivoluzione dellazione, del modo di
trattare le cose. In effetti, %uesta la se%uenza della rivoluzione scientifica e tecnologica,
a cui sono dedicate %ueste riflessioni. :a rivoluzione scientifica ha cambiato i modi di
pensare delluomo per mezzo del pensiero, prima di cambiare materialmente, o anche di
condizionare, i suoi modi di vivere. ;a costituito un mutamento nella teoria, nella visione
del mondo, nella prospettiva metafisica, nella concezione e nel metodo della conoscenza.
8llinizio # e per molto tempo # essa non si occupata della sfera della pratica, anche se
alcuni dei pi. elo%uenti profeti-filosofi le hanno assegnato %uesto ruolo abbastanza presto$
%uesta stessa attribuzione e avvenuta nella sfera del pensiero. <he la scienza moderna in
%uanto tale non si ponesse allinizio obiettivi tecnologici si pu& dedurre dal fatto che essa
inizio principalmente con la riforma della cosmologia da parte degli astronomi, e il cosmo,
'universo stellare, non si presta alla manipolazione. :a tecnologia, storicamente parlando,
costituisce 'effetto ritardato della rivoluzione scientifica e metafisica con cui ha inizio
'eta moderna. 6oltanto il mutamento teoretico merita a pieno titolo il nome di
rivoluzione, anche senza %uesto successivo, rivoluzionario effetto. 4ale effetto, in ogni
caso, fu tuttaltro che accidentale o estraneo rispetto alla causa. In un modo o nellaltro, la
svolta tecnologica impressa successivamente alla rivoluzione speculativa era nellordine
delle cose fin dallinizio, e %uei primi profeti filosofi 'avevano percepito pi. chiaramente
degli stessi pionieri della scienza. :a stessa concezione della realt" implicita nella scienza
moderna favorita dal suo sviluppo, cio il nuovo concetto di natura, si prestava ad
essere manipolata nel suo nucleo teoretico e, nella forma di esperimento, comportava una
vera e propria manipolazione nel processo investigativo. +on che 7alileo e gli altri si
dedicassero ai loro esperimenti con un intento pratico, il loro scopo era ac%uisire
conoscenza$ ma il metodo della conoscenza stessa, fondato sul rapporto attivo con
'oggetto, ne anticipava 'utilizzazione per fini pratici /e non pu& che sorprenderci,
guardando indietro, la %uantit" di tempo occorsa perch! %uestultima si diffondesse0. :a
tecnologia fu cosi introdotta come possibilit" nella metafisica della scienza moderna, ed
esercitata come pratica nei suoi procedimenti. :a sua comparsa finale nella sfera
e=trateoretica della volgare utilit", come strumento di potere su vastissima scala, cio
nella sfera pubblica, non fu che la conseguenza delle premesse intellettuali stabilite dalla
rivoluzione scientifica. 6tando cosi le cose, la stessa odierna tecnologia globale delluomo
presenta essa stessa un aspetto metafisico in aggiunta al pi. evidente aspetto pratico
(ertanto, il significato della rivoluzione tecnologica e parte del significato metafisico della
rivoluzione scientifica, anzi, lo completa, :a metafisica della scienza venuta allo
scoperto. (rima di dedicarsi agli inizi, necessaria unaltra osservazione sulla se%uenza
nel suo insieme. 6e la rivoluzione iniziata nel pensiero, allora iniziata nella libert" e
come esercizio della libert" umana. I suoi pionieri, uomini come <opernico, 7alileo,
Descartes, si distinsero per la capacit" di pervenire alla loro nuova concezione con
autonomia e determinazione. 4occ& a loro farla finita con i vecchi modi di pensare e
capovolgere punti di vista rimasti a lungo ben saldi. Questi primi innovatori, perci&, non
solo provocarono una rivoluzione con ci& che fecero # essi furono rivoluzionari per ci& che
erano. 1a pi. il loro punto di vista si diffondeva, pi. diventava difficile sfuggire al
movimento cui essi avevano dato inizio, e i suoi successivi esponenti, coinvolti in esso per
un accidente storico, non vi parteciparono pi. per libera scelta. Inoltre, %uando entr& in
gioco il fattore tecnologico, si svilupp&, mutando le condizioni esterne della vita, una
necessit" che si alimentava da s! e che dal di fuori, per cosi dire, si impadron5 via via del
processo$ grazie a %uesto )motore ulteriore, il movimento $ac%uista continuamente
nuovo slancio, portando con s! coloro che lo perpetuano come suoi strumenti peculiari.
(ertanto se la rivoluzione fu avviata dai rivoluzionari, ora, bench! sia ancora una
rivoluzione, essa viene continuata dag'i ortodossi. <i& che ha avuto inizio con atti di
suprema e audace libert" ha determinato la propria necessit" e segue il suo corso come
una seconda natura # non meno deterministica per il fatto che opera delluomo. :a mia
tesi, una volta di pi., che levento davvero importante sia costituito dagli inizi teoretici -
ci& che possiamo chiamare il passo avanti ontologico compiuto allinizio dellet" moderna,
le fondamenta sui cui stato costruito ledificio della scienza moderna. (er comprendere
%uesto evento storicamente occorre tornare ai secoli sedicesimo e diciassettesimo. 2u
unepoca non solo ricca, ma anche consapevole di s e assetata di cambiamenti. E
caratterizzata da %uello spirito polemico che rifiuta il vecchio in nome del nuovo e
applaude alla rottura con il passato. -n segno di %uesto dilagante stato danimo il
ricorrere continuo alla parola >nuovo?, che dal sedicesimo secolo in poi abbiamo incontrato
in tutta Europa /e molto prima in Italia0come attributo elogiativo. <he ')esser nuovo sia
una %ualit" positiva non affatto la regola nella storia delle culture$ in realt" fu %uesto
stesso fatto a costituire un segnale e una novit" assoluta. +el mondo grecoromano, per
esempio, che di tutte le epoche passate e per molti aspetti la pi. simile a %uella moderna,
la %ualit" pi. preziosa di un punto di vista, di una massima o di una verit" era la sua
supposta antichit". 7li antichi poeti e profeti, i saggi dEgitto e @abilonia, i miti del proprio
passato o del passato ancora pi. remoto dell9riente, erano chiamati a testimoniare la
verit" dellinsegnamento dellepoca. <i& non condizionava affatto lo stile del rinnovamento
intellettuale poich! il metodo allegorico permetteva di ricavare %uasi ogni significato voluto
dalla velata testimonianza del passato. 1a 'esser nuovo non era una %ualit" positiva, era
piuttosto il contrario, e la sua comparsa fu generalmente ignorata. <ertamente non fu
%uasi mai una %ualit" riconosciuta apertamente. Questo, fatto, e i' corrispondente ricorso
allantichit", si ritrovano molte epoche. 8nche le civilt" avanzate, i' cui alto livello era
risultato delle audaci innovazioni che si erano susseguite a partire dai loro lontani inizi,
tendevano a occultare %uesto aspetto della loro origine. :antichit" serviva a legittimare la
validit" e la verit" delle credenze sulla natura delle cose. :origine della verit" si deve agli
antichi, pi. vicini ag'i dei e pi. in armonia con la limpida voce del mondo. :a loro verit"
ha retto alla prova del tempo$ occorre riappropriarsene, perch! essi parlavano enigmi$ ma
si tratta di una verit" antica e salda. 3aramente prima dellinizio dellepoca moderna,
uniniziativa audace o unintuizione sono state accolte con favore per il fatto di essere
nuove. 4utto %uesto mut& profondamente verso la fine del 1edioevo. :a grande svolta e
segnata dalluso sempre pi. fre%uente dellattributo elogiativo )nuovo per una variet"
sempre pi. ampia di iniziative umane # nellarte, nellazione o nel pensiero. Questa moda
linguistica, seria o frivola a seconda dei casi, ci dice molte cose. :elevazione del termine
ad attributo elogiativo tradisce una certa stanchezza, persino insofferenza, nei confronti
dei modi di pensare e di vivere a lungo dominanti. 8l rispetto per la saggezza del passato
si sostituisce il sospettodi un errore inveterato e la diffidenza nei confronti di unautorit"
inerte. 8 ci& si accompagna una nuova fiducia in noi stessi la salda convinzione che noi
moderni siamo meglio attrezzati degli antichi # certamente meglio dei nostri immediati
predecessori # per scoprire la verit" e migliorare molte cose. :a fiducia che il nuovo
rappresenti un miglioramento rispetto allantico si accompagna ad una nuova valutazione
delle epoche delluomo. 2ino ad allora, era naturale credere che uno sguardo retrospettivo
al passato e%uivalesse a guardare a unepoca pi. grande e matura. +oi ultimi arrivati
siamo gli eredi di epoche pi. luminose, i destinatari di una saggezza molto pi. antica di
noi stessi. In %uesta credenza agiva unillusione prospettica, singolarmente persuasiva, ci&
che giunge fino a noi dal remoto passato ha ac%uistato la superiorit" di una grande epoca
per il fatto di essere stato trasmesso cos5 a lungo, e 'epoca della cosa trasmessa
trasferita, in un modo o nellaltro, alla causa che lha prodotta. 2u una scoperta ovvia, ma
curiosamente sorprendente, %uella che fecero i moderni del sedicesimo e diciassettesimo
secolo, cio che noi moderni siamo i pi. vecchi$ che 'umanit", nelle epoche passate, era
pi. giovane, e %uindi pi. in incline agli errori dellinfanzia$ che da parte nostra c una
maggior maturit", e che noi, edotti e disincantati dagli errori del passato, siamo meglio
attrezzati per affrontare i problemi connessi alla natura e alluomo. +asce cos5 la nuova
valutazione positiva della modernit". invece di assumere la connotazione negativa di
destino degli epigoni, essa viene celebrata come 'opportunit" di farla finita con gli antichi
idoli e permettere allumanit" di imboccare la giusta via. -na sfiducia crescente
nellautorit" storica e, a dire il vero, in %ualun%ue autorit" nelle %uestioni relative alla
verit", si unisce alla fiducia delluomo contemporaneo nella sua capacit" di fare da 6!, e di
scoprire da solo verit" e valore. Questa combinazione di sfiducia e fiducia in se stessi
imprime il marchio rivoluzionario sul movimento di pensiero iniziato nel suo segno. :a
rottura col passato in %uanto tale fu parzialmente coperta dalla riappropriazione del
passato pi. remoto dell 8ntichit" classica, allora entusiasticamente riscoperta, come
alleata nella rottura con il passato prossimo del 1edioevo. 1a nonostante limportanza
rivestita dalla lezione dellantichit" pre-cristiana, secolare, nelle fasi iniziali /e tutto ci&
che era stato dimenticato doveva semplicemente essere reimparato0, 8lla fine anche la
sua eredit" fu inclusa nel generale verdetto sul passato, e i grandi capi della rivoluzione,
una volta divenuti pienamente coscienti di s!, poterono disdegnare i puntelli forniti dagli
8ntichi. Quella saggezza che noi abbiamo ereditato principalmente dai 7reci non altro
che 'infanzia della conoscenza, dice 2rancis @acon allinizio del suo +ovum 9rganum. Il
fatto veramente unico, che tale rottura non fu un evento isolato, un evento in cui
linnovazione ha luogo soltanto allinizio. In tutte le altre grandi rotture della storia, di cui
la pi. grande era stata lirruzione del <ristianesimo nel mondo antico, lautorit" dei
promotori di rivoluzioni si consolid& in una nuova ortodossia. :a rottura allinizio dellet"
moderna incarn& un principio di rinnovamento in s!, che rese ineluttabile il suo ulteriore,
costante attuarsi. Di conseguenza, il rapporto di ciascuna fase col suo passato prossimo #
esso stesso una fase della rivoluzione # rimasto %uello della critica e del superamento in
vista di un ulteriore passo in avanti. +el segno del progresso permanente, la storia intera
diventa ci& che +ietzsche pi. tardi chiamo )storia critica. Questa, come accennavamo,
pu& costituire un genere di )ortodossia, cio una routine consolidata, ma sicuramente
un genere dialettico di ortodossia. Essa rese la rivoluzione permanente,
indipendentemente dal fatto che i suoi promotori continuassero ad essere rivoluzionari.