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SCUOLA ITALIANA DI IPNOSI E PSICOTERAPIA ERICKSONIANA

Non c Tempo per Star Male

Tesi di specializzazione Stefano Trasei

Indice

Premessa

Pag. 2

Tempo: il Concetto

Pag. 5

Luomo e il Tempo

Pag. 9

LAccelerazione del Tempo

Pag. 13

Tempo di Terapia

Pag. 15

Il Tempo di Milton Erickson

Pag. 19

Bibliografia

Pag. 31

Premessa

Formula di Lorentz sulla relaitivit del tempo.

Per quanto ci possibile osservare ed analizzare, tutto in continuo cambiamento ed in evoluzione,lo da sempre. Panta Rei il celebre aforisma attribuito ad Eraclito che scriveva: Non si pu discendere due volte nel medesimo fiume e non si pu toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosit e della velocit del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. Se vero che fin da quanto esiste la materia tutto scorre, nellepoca attuale questo processo ha subito una variazione, pi esattamente un accelerazione. Tutto defluisce, procede ed incede ma in maniera quanto mai rapida ed affrettata. Ad esempio pensiamo alla moda, nel secolo scorso una tendenza in voga rimaneva tale per un decennio, o alla tecnologia, settore nel quale, uninnovazione veniva sfruttata per molti anni prima di venir sostituita con una pi evoluta; oggi, ogni stagione vede le sue nuove mode ed ogni rivoluzione tecnologica destinata ad invecchiare in tempo breve, addirittura in pochi mesi. In un era cos dinamica e scattante, che vede gli uomini in continuo affanno per poter sopravvivere e portare a termine con soddisfazione la giornata, non

c il tempo per permettersi neanche un piccolo malanno, neanche un raffreddore. Ed per questo che tutti custodiamo in dispensa grandi scorte di rapidissime soluzioni mediche, quali aspirine, antidolorifici, antinfiammatori e cos via; soluzioni che hanno un comune denominatore: velocit di utilizzo ed immediatezza delleffetto. Basterebbe digitare su un motore di ricerca, in internet, guarire in fretta per verificare quale quantit di suggerimenti e di rimedi per una rapida guarigione vengono elargiti. Questa cultura consumistica e tecnologica, tesa com a conquistare spazio e ad accrescere il proprio potere su di esso, rischia di operare unaccentuazione unilaterale della dimensione dello spazio a scapito della dimensione del tempo. Il tempo arriva perfino a essere intravisto come il grande nemico allinterno di una cultura e di una societ dominate dai miti dellefficienza e della produttivit, traversate dallo slogan del tutto e subito. Una collettivit caratterizzata, inoltre, dalla velocizzazione dei ritmi sociali e di lavoro a scopi redditizi, e dallossessione di occupare ed organizzare il tempo libero individuale. Ma questa societ segnata dalla lotta verso il tempo e dalla corsa contro il tempo, rischia di confinare le aspirazioni umane nellambito del tempo stesso, configurandosi come societ in cui non si ha pi tempo: non posso ordinare il mio tempo, di conseguenza il tempo schiavizza me. Perso atto di ci, non bisogna assolutamente considerare che il disagio della mente, i sintomi psicologici ed i disturbi nevrotici in generale, siano fuori dal binario della frenesia e del rapido recupero della salute. Chi ne soffre , come abbiamo visto, anche schiavo del tempo, pertanto, ha lesigenza di soluzioni leste nellutilizzo e immediate nelleffetto. Lesigenza della velocit si sposa dunque con lesigenza della guarigione, con lo stare bene.

Le psicoterapie a lungo termine sono, nellipotesi di questo lavoro, totalmente fuori tempo, anacronistiche, obsolete, inadeguate ai tempi e alle esigenze dei pazienti di oggi. Analizzeremo alcune visioni filosofiche del concetto tempo, da quelle classiche fino a quelle pi moderne. Ci occuperemo del tempo in terapia, delle sue influenze nel processo terapeutico e dei suoi possibili utilizzi. Infine scopriremo quanto Milton Erickson era consapevole del tempo, della percezione umana del suo scorrere e delle sue naturali ed ipnotiche distorsioni. E soprattutto vedremo quanto egli riuscisse a vedere nel tempo, anzich un nemico o un avverso fattore contro cui lottare, un alleato, un suo assistente.

"Se non mi chiedono cosa sia il tempo lo so, ma se me lo chiedono non lo so". S.Agostino Tempo: il Concetto Il tempo la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi. Tutti gli eventi possono essere descritti in un tempo che pu essere passato, presente o futuro. La complessit del concetto da sempre oggetto di studi e riflessioni filosofiche e scientifiche da parte dell'uomo. Alla fine degli anni Sessanta, lo statunitense Alexander Marshak,teorizz che gi nel Paleolitico Superiore, ossia dal primo Aurignaziano al tardo Magdaleniano, vigeva un sistema di annotazioni dello scorrere del tempo basato sulle osservazioni delle fasi lunari. Il ciclo lunare era analizzato, memorizzato ed utilizzato per scopi pratici ben 15.000 anni prima dell'invenzione dell'agricoltura. In tutte le antiche civilt si attribuisce al tempo, dal punto di vista religioso, un valore sacrale, mentre nelle mitologie spesso equiparato a un flusso vitale soventemente dell'acqua. I paradossi di Zenone sfidavano in modo rappresentato dallo scorrere

provocatorio la nozione comune di tempo. Il paradosso pi celebre quello di Achille e la tartaruga: secondo il suo ragionamento, attenendosi strettamente alle regole logiche, l'eroe greco, detto "piede veloce" in quanto

secondo la mitologia greca era "il pi veloce tra i mortali, non raggiungerebbe mai una tartaruga. Secondo il maestro di Zenone, Parmenide, la vera essenza della realt eterna, in cui coesistono presente, passato e futuro. Quindi il mutamento e lo spostamento sarebbero solo mere illusioni degli esseri umani. Anche Platone stato influenzato da questa concezione. Secondo la sua celebre definizione il tempo "l'immagine mobile dell'eternit". Per Aristotele, invece, la misura del movimento secondo il "prima" e il "poi", per cui lo spazio strettamente necessario per definire il tempo. Solo Dio motore immobile, eterno ed immateriale. Le idee di Sant'Agostino nel 400, e di San Tommaso nel 1200, condizionarono le teorie su quest'argomento sino al secolo del Barocco. Cos il tempo, per un lungo periodo, fu inteso in maniera escatologica, si era convinti che il destino dell'umanit fosse gi segnato sin dall'origine del tempo e si sarebbe compiuto nel tempo. Questa la concezione classica del tempo. Un cambiamento di prospettiva pi moderno, in cui troviamo i primi fondamenti scientifici post-aristotelici, si trova negli studi di Galilei e successivamente nella meccanica di Newton (1642-1727), secondo il quale il tempo, al pari dello spazio, "sensorium Dei" (senso di Dio) e scorrerebbe immutabile, sempre uguale a se stesso. Il tempo, una serie infinita d'istanti omogenei. Nell'opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, Newton considera il tempo come una dimensione reale e lo suddivide in due ordini essenziali: il tempo assoluto e il tempo relativo. Il tempo assoluto il tempo reale, matematico, che scorre uniformemente senza relazioni con nulla di esterno, mentre il tempo relativo apparente, volgare, solo una misura della durata per mezzo del moto, ed utilizzato al posto del tempo vero.

Un altro grande progresso del pensiero stata la formulazione della teoria della relativit di Einstein, secondo la quale il tempo non assoluto, ma dipende dalla velocit e dal riferimento arbitrario che si prende in considerazione. Secondo Einstein pi corretto parlare di spazio-tempo, perch i due aspetti, quello cronologico e quello spaziale, sono inscindibilmente correlati tra loro; esso viene modificato dai campi gravitazionali, che sono capaci di deflettere la luce e di rallentare il tempo. E ancora, secondo la relativit ristretta, il tempo di un osservatore uguale a quello di un altro osservatore solo se viene moltiplicato per un certo fattore che dipende dalla velocit relativa dei due osservatori. Detto in breve, Einstein tent di risolvere la questione affermando che il tempo un'illusione dei nostri sensi e introdusse una cosmologica compatibile con un modello di universo eterno dove il tempo non ha principio n fine. Qualunque sia la natura del tempo, sembra che la temporalit sia una caratteristica di tutti gli organismi. La cronobiologia indica che gli esseri viventi sono soggetti a variazioni periodiche, oggi prevedibili, apparentemente sincronizzati con il succedersi del giorno e della notte, con il susseguirsi delle settimane, dei mesi e degli anni. Fu Linneo, nel XVIII secolo, ad ipotizzare una sorta di temporizzazione interna nel mondo vegetale. Il ritmo circadiano sembra presiedere a numerosi processi biologici, manifestazioni comportamentali e addirittura ad alcuni cicli vitali: tra questi uno dei pi analizzati l'alternarsi sonno-veglia. Per verificare negli esseri umani la possibile esistenza endogena del ciclo circadiano alcuni volontari si sono fatti rinchiudere per mesi, e da soli, in grotte o abitacoli sotterranei. Durante la loro permanenza non hanno avuto nessun contatto con l'esterno. Erano inoltre privi di orologi. I primi esperimenti sono stati condotti nel 1962. I ricercatori J. Aschoff e R. Wever sperimentarono di chiudere dei volontari in una grotta sotterranea per due mesi. La grotta attrezzata con diverse apparecchiature scientifiche collegate con l'esterno permise di studiare il

comportamento delle persone che si prestarono a rimanere sottoterra. Durante i due mesi si registrata la comparsa spontanea di un ciclo attivit-riposo del periodo di circa 25 ore. Lo stesso esperimento fu ripetuto nel 1964 da S. Siffre, il quale ottenne risultati simili. Questa breve esposizione stata solo una piccolissima rassegna dei contributi scientifici e filosofici pi significativi, a mio avviso, che testimoniano linteresse umano nella comprensione dellessenza del tempo. I contributi in letteratura sono decisamente abbondanti, alcuni dei quali di straordinario valore. Quello che si evince chiaramente, da quanto esposto, che, sino ad oggi, non esiste una definizione del concetto di tempo che soddisfi appieno ogni suo aspetto. Qualunque sia la risposta alla domanda cos il tempo, bisognerebbe interrogarsi su quali siano le cause per le quali, la filosofia, la psicologia, la fisica, nonch tutte le discipline in cui il tempo assume un significato peculiare, non sono ancora riuscite a descrivere appieno la sua natura e a darne una spiegazione che soddisfi tutte le sue sfaccettature, a darne almeno una definizione condivisa. probabile che Einstein colse nel segno, quando scrisse, in una delle sue ultime lettere: la gente come noi, che crede nella fisica, sa che la distinzione fra passato, presente e futuro solo un'ostinata e persistente illusione.

Luomo e il Tempo

Tu non chiedere, non lecito saperlo, quale sorte a me, quale a te gli dei abbiano dato, o Leuconoe, e non consultare i calcoli babilonesi. Quanto sarebbe meglio accettare ci che verr! Sia che Giove ci abbia assegnato molti inverni, sia questultimo, che ora sta fiaccando il mar Tirreno contro gli opposti scogli: sii saggia, versa il vino poich lo spazio della vita breve e tronca una speranza troppo lunga. Mentre parliamo, il tempo invidioso sar gi passato: cogli lattimo fuggente, confidando il meno possibile nel futuro. Carpe Diem (Orazio, Ode I,11)

Come pu l'uomo gestire il tempo, un tempo che fornisce lessenza della propria esistenza terrena e, contemporaneamente, minaccia la sua stessa esistenza? L'idea del tempo, il senso del suo fluire dal passato al futuro ed il connesso senso di causalit fra gli eventi, sono certamente fra le pi fondamentali delle esperienze umane. Per millenni luomo ha notato i movimenti ciclici del sole, della luna e, in alcuni casi, di numerosi astri celesti; si visto imporre il freddo ed il caldo, la

pioggia ed il sole, la germogliazione delle piante e la caduta delle foglie. Luomo, per sua natura, da senso alle cose, e cos non poteva non accorgersi dello scorrere del tempo, non poteva non simbolizzare la ciclicit delle stagioni e quella del giorno e della notte, non poteva non scandire in senso matematico la crescita di un organismo, per prevederne gli sviluppi e la sua aspettativa di vita. Non poteva non datare gli eventi importanti, per ricordarli. Non poteva non misurarlo. La percezione del tempo la presa di coscienza che la realt di cui siamo parte si materialmente modificata. Se osserviamo una formica che si muove, ad esempio, la diversit delle posizioni assunte certifica che trascorso un intervallo di tempo. Evidenzio "intervallo" a significare che il tempo sempre una durata, ovvero, nella concezione umana, ha sempre un inizio ed una fine. Per dirlo in una frase: i cambiamenti materiali e spaziali regolati dalla chimica e dalla fisica determinano, grazie all'osservazione, il corso del tempo. Il tempo viene normalmente concepito dalluomo come una realt

unidimensionale disgiunta ed indipendente dallo spazio tridimensionale. Nello spazio si ha il controllo di tutte e tre le dimensioni, invece nel tempo si pu operare soltanto nel fuggevole presente, mentre il passato solo un ricordo e del futuro si possono formulare soltanto previsioni.
Secondo il filosofo Immanuel Kant, se se gli esseri umani non fossero capaci di

avvertire lo scorrere del tempo, non sarebbero neanche capaci di percepire il mondo sensibile ed i suoi oggetti. Una variabile fondamentale che influenza la percezione del tempo da parte

delluomo, la cultura di appartenenza. Vi sono due idee culturali macroscopiche nodali del tempo:

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Pensiero cronometrico occidentale: il tempo viene visto come un'entit lineare e misurabile. Questa visione risponde alla necessit di ottimizzare il proprio tempo e dipende dall'organizzazione economica.

Tempo ciclico e puntiforme: nelle societ tradizionali il tempo viene scandito attraverso il passare delle stagioni o secondo eventi contingenti, ad esempio il mercato della domenica.

Molte societ possono adottare entrambe i regimi temporali simultaneamente. C' quindi un tempo qualitativo, legato all'esperienza, che dipende dalla necessit di alcune societ di ripartire il tempo in base alle circostanze, istante dopo istante, ed un tempo quantitativo, astratto si, ma matematicamente frazionabile e misurabile, che sta man mano, con la globalizzazione, diventando dominante. Appreso che la percezione della dimensione tempo da parte degli uomini correlata alla cultura di appartenenza, bisogna prendere atto che i cambiamenti che si riversano su una tale cultura cambiano di conseguenza gli effetti della percezione temporale. Un uomo che aveva trentanni agli inizi del secolo scorso aveva lo stesso rapporto con il tempo di un uomo che ha trentanni oggi? Sappiamo tutti che la risposta assolutamente no. Vedremo il perch nei prossimi paragrafi. Esistono poi, numerosissimi casi atipici individuali dell'idea del fluire del tempo. La letteratura medica riporta molti casi di persone che, a causa delle particolari condizioni di salute in cui versano, oppure a causa di particolari fasi della loro esistenza, ad esempio esperienze di prossimit alla morte, oppure perch assumono droghe, o ancora perch praticano la meditazione profonda, descrivono idee insolite dello spazio e del tempo. Il tempo, in queste specifiche condizioni, generalmente delineato come espanso o contratto e, talvolta, come fortemente

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discontinuo o frammentato. In alcuni casi estremi, tratteggiato come se si fermasse del tutto o si espandesse senza limiti (senso di eternit o di atemporalit). Anche la percezione dello spazio riferita come fortemente alterata, tanto che lo spazio sembra apparire amplificato o compresso, condensato o rarefatto, e perfino con un numero differente di dimensioni. Pu, per esempio, diventare bidimensionale, acquistare altre dimensioni, o pu essere anche pensato come un semplice punto. Le caratteristiche alterazioni della percezione del mondo reale, specie negli stati di psicopatologia della coscienza, distorcono l'idea del tempo in un modo che non certamente compatibile con il tempo indicato dalla fisica, un tempo lineare e, lo ricordiamo, formato da una sequenza di istanti tutti eguali. Vedremo nei prossimi paragrafi le possibilit e gli usi in ipnosi di tali distorsioni, intese l come capacit, o meglio come potenzialit terapeutiche ed auto terapeutiche per risolvere patologie e disagi di vario tipo.

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L Accelerazione del Tempo L'accelerazione rappresenta la variazione di velocit nell'unit di tempo. Pu essere reale o percepita. Let moderna incarna la pi sorprendente variazione dei vissuti legati al tempo a cui il genere umano abbia mai assistito. Questo processo esordito durante la rivoluzione industriale, grazie alla quale, venivano generati sistemi meccanizzati e processi seriali che consentivano di abbattere i tempi di produzione in maniera evidente. Questa positiva accelerazione dei tempi ha generato non pochi vantaggi, soprattutto economici. Per questo motivo la ricerca tecnologica, lingegneria, l imprenditoria, la distribuzione, e tutto ci che ruotava intorno al campo della produzione, ha impiegato le proprie energie per sveltire i processi. Il taglio dei tempi continuava a dare vita a risultati sempre pi positivi, a ricchezza, pertanto, la scalata del metronomo, non si mai fermata. E non poteva fermarsi aggiungerei, non esiste vetta o traguardo quando lobiettivo quello di ridurre un qualcosa che per sua natura irriducibile, assoluto, perenne ed infinito come , appunto, il tempo. Siamo tutti testimoni della frenesia della velocit dei giorni nostri: chi non afferma o sostiene tutti i giorni di non avere abbastanza tempo? Chi non ha mai usato lespressione vorrei un po pi di tempo per me? Chi non prova un disagio straordinariamente insopportabile quando rivela un rallentamento imprevisto nei tempi di esecuzione di un qualsiasi compito o lavoro. Andare di fretta, in continuazione, cercare i modi pi efficienti , pi spediti, rapidi e veloci per

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soddisfare un desiderio o per risolvere un conflitto, per tener fede ad un obbligo, per far rispettare un proprio diritto, per accomodare un bisogno o anche per placare un vizio. unindubbia ossessione: last minute, home bancking, vacanze mordi e fuggi, megabyte di velocit virtuale, ferrovie ad alta velocit, strade ad alto scorrimento, telepass per non fare code. Le mode sfuggono rapidamente, lultima versione di un hardware risulta obsoleta dopo neanche un anno. E ancora, comprendiamo che i centri commerciali accorpano i negozi per far si che con una sola sosta si possano visionare ed acquistare pi prodotti, le casse sono rapide, il caff espresso, i fast & food servono a nutrirsi senza perdere tempo. Un mal di testa viene risolto con un Moment, i navigatori satellitari servono a trovare un luogo senza perdite di tempo, il tempo danaro. Il check inn si fa al cellulare mentre si va allaeroporto, per risparmiare tempo ovviamente, le-mail sostituisce la lettera per ovvie differenze di tempi e vi sarebbero altre migliaia di altri esempi da elencare. Il tempo ha subito un accelerazione reale, dettata, come abbiamo gi visto, dalle esigenze, ma anche unaccelerazione della sua percezione da parte delluomo. Le due alterazioni, combinate, stanno creando innumerevoli problemi allindividuo moderno, primo fra tutti lo stress. Se un nostro coetaneo, ipoteticamente, ci osservasse dal secolo scorso inveire contro il nostro personal computer, o contro il nostro gestore di rete, perch, per scaricare una lettera contenente delle foto appena scattate negli Stati Uniti, impieghiamo 40 secondi e non 15 come dovrebbe, ci troveremmo di fronte ad unincompatibilit incalcolabile nella gestione e percezione del tempo. Reale e percepita, la moderna velocit, viene da noi incorporata, tra laltro, come se fosse una nostra personale esigenza. La terapia medica, e soprattutto la psicoterapia, sono immuni allaccelerazione fin qui esposta?

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Tempo di Terapia Riflettiamo preliminarmente sullimportanza della variabile tempo in psicoterapia. Intraprendiamo questo percorso dal pi ovvio degli argomenti: la durata di un trattamento terapeutico. Intorno a questa domanda naufragano talvolta le buone intenzioni di chi medita di rivolgersi allo psicologo, ma spaventato da unimpresa, di solito, troppo lunga o costosa. Nel nostro immaginario collettivo c anche lo spettro dell analisi interminabile, e di quella inutile. Ricordiamo la celebre battuta di W. Allen, "provo ancora un anno con la psicoanalisi, poi vado a Lourdes". Laspirante paziente, quando arriva in terapia, pone sempre la domanda preoccupata circa la durata del trattamento e rimane quasi sempre senza una risposta precisa. In realt, la risposta ad una simile domanda pu essere formulata in modo attendibile, solo se essa risulti complessa, articolata, possibilista. La durata della psicoterapia , infatti, assai variabile e dipende da una somma di fattori. Anzitutto bisogna distinguere tra i diversi tipi di psicoterapia, che differiscono tra di loro in modo sostanziale, anche per ci che riguarda la durata. In secondo luogo, la stessa durata dipender molto dal tipo di disturbo e dalla reattivit individuale. C poi da considerare, come fattore influente, la combinazione del carattere del terapeuta con quello del paziente, la loro sensibilit, le competenze specifiche, in una solo parola dal rapport. Per quanto riguarda il tipo di psicoterapia, esistono terapie che, tradizionalmente, risultano di durata modesta ed altre che tendono ad avere una durata pi consistente proprio nella struttura contrattuale e di intervento. La durata

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pluriennale e lo sconfinamento in tempi troppo lunghi, da qualche anno, comportano un giudizio di scarsa efficacia terapeutica, e questo dovuto proprio alle attese dettate dai tempi moderni, come stiamo appunto vedendo. per questo motivo che oggi, anche nel campo delle terapie analitiche a lungo termine, si sente il bisogno di offrire percorsi abbreviati, in sintonia con le richieste di molti pazienti. Non dimentichiamo che la psicoterapia deve comunque tendere anzitutto alla risoluzione dei sintomi e alla rimozione del disagio con modalit concordate con i pazienti e con contratti terapeutici. Sebbene risulti possibile interpretare la fretta di "risolvere il problema" come un inquietante segno dei tempi, nei quali sempre pi vengono ridotti gli spazi di riflessione a favore di una certa ansiet del vivere quotidiano, labbreviazione dei tempi di terapia un valore importante in campo clinico ed i benefici economici non possono essere ignorati. Propriamente in questo campo lespressione il tempo denaro risulta particolarmente appropriata. Per concludere brevemente questo tema diciamo che in una buona psicoterapia, la via duscita sempre a portata di mano, e gli obiettivi fondamentali devono essere raggiunti in un tempo breve. Fra le altre variabili legate al tempo che si possono analizzare in psicoterapia opportuno dedicare spazio al tempo della relazione. Quella terapeutica una relazione reale tra due persone che interagiscono in uno spazio condiviso. Il rapporto tra terapeuta e paziente va considerato una corrispondenza autentica che si svolge nel qui ed ora, dunque un rapporto tra due individui che si impegnano, ciascuno con il proprio ruolo e con le proprie specifiche esperienze e capacit, a lavorare per un obiettivo comune. Ciascuno con i propri tempi, aggiungerei, per creare il tempo comune del cambiamento.

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La relazione terapeutica ha i suoi tempi di nascita, di maturazione, di sviluppo e di crescita; lavorando e modificando questi tempi e le variabili emotive ad essi associate, la coppia terapeutica opera e mette in atto il cambiamento. C un ulteriore tempo significativo, molto specifico ed importante che appartiene a questo tipo di relazione: il tempo della separazione. Una buona psicoterapia deve prevedere nel suo contratto terapeutico un training alla separazione in un tempo ben definito, questo fa parte del successo terapeutico e la breve durata nel raggiungere tale atto in maniera matura e soddisfacente, lo ricordiamo, unesigenza non pi ignorabile al giorno doggi. La variabile tempo viene affrontata, in riferimento al setting, anche in merito al ritmo delle sedute, uno o pi incontri a settimana, e alla durata di ogni singola seduta, che pu essere rigorosa di 50 minuti o variabile di volta in volta secondo le esigenze ed i casi. Aggiungiamo che i pazienti che hanno terminato un ciclo di psicoterapia si domandano quasi sicuramente che effetti potr avere il tempo sui risultati della terapia. Si domandano quanto durer il cambiamento, se sar eterno o se ci saranno delle ricadute a breve o a lunga distanza. Dopo questa breve riflessione sui tempi di terapia, vorrei notificare il fatto che laccelerazione, di cui abbiamo discusso prima, investe anche il campo della salute, delle terapie mediche e della psicoterapia. Un paziente bersagliato e martellato assiduamente dalla fretta, ossessionato dal muoversi velocemente, che si affretta senza sosta , che impaziente per parcheggiare, per acquistare il pane e per qualsiasi altra cosa, come pu accettare che per uscire dal suo disturbo dansia generalizzato, o dalla sua fobia, dovr intraprendere un percorso terapeutico a lungo termine, e che occorreranno alcuni mesi per pianificare correttamente

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lipotesi e addirittura diversi anni per strutturare una soluzione definitiva? una scarsa attinenza ai tempi odierni, nellipotesi di questa tesi, proporre un piano terapeutico cos prolungato . Il paziente del terzo millennio cerca soluzioni mediche sui motori di ricerca internet e, tra laltro, legge solo la prima o al massimo la seconda pagina dei risultati, altrimenti perderebbe tempo; tiene in dispensa una certa quantit di farmaci che promettono rapidit di utilizzo ed immediatezza delleffetto; si spaventa di avere linfluenza soprattutto perch perderebbe troppi giorni a riguardarsi e stare a letto; come al solito ha fretta di guarire. Ma se iniziasse a soffrire di ansia prestazionale o di attacchi di panico, accetterebbe un training senza orizzonte e metterebbe volentieri in cantiere un progetto di cambiamento cosi durevole? Credo proprio di no. Per quanto fin qui esposto, credo di poter teorizzare, che le psicoterapie a lungo termine, e quelle interminabili, che fino a qualche decennio fa erano la soluzione maestra dei disagi della mente, sono attualmente anacronistiche ed incompatibili con le esigenze culturali ed individuali di questi tempi. Il terapeuta deve saper rispondere alle esigenze del paziente, deve osservarlo e rispecchiarlo, e poich il paziente ha fretta, anche il terapeuta deve averne. La psicoterapia, pi in generale, deve incorporare gli schemi di risposta e di conclusione lesti, agili e spediti che caratterizzano questepoca, la terapia un micro mondo riflesso della realt nel quale avvengono i cambiamenti; non pu e non deve essere fuori tempo.

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Il Tempo di Milton Erikson Sono molte le angolazioni dalle quali Milton Erickson ha affrontato, analizzato ed utilizzato la variabile tempo. In questo paragrafo analizzeremo la visione del tempo in maniera frammentata solo a scopo di studio; Erickson integrava le varie sfaccettature della sua visione temporale in un unico e sorprendente processo. Il valore temporale pi evidente che salta agli occhi quando si studia Erickson lassoluta e straordinaria brevit dei suoi interventi. Questa breve durata della terapia, che prender il nome di terapia breve, ha rappresentato una sorta di rivoluzione copernicana nel campo della psicoterapia orientando l'intervento terapeutico verso la effettiva e rapida soluzione delle problematiche presentate dai pazienti, dimostrando che, anche se i problemi e le sofferenze umane possono essere estremamente persistenti, complicate e sofferte, non necessariamente richiedono le soluzioni ugualmente prolungate nel tempo e complicate. Erickson conosciuto da tempo sia per i suoi peculiari approcci terapeutici, sia per i suoi notevoli successi nellaiutare gli altri a vivere una vita felice, piena e produttiva. Dal lavoro di Erickson nasce la terapia breve: ecco, questa la terapia breve. terapia senza insight. senza questo andare a scavare nel passato e rimuginarlo di continuo, senza fine. Nel passato, non c nulla che si possa cambiare. Si vive domani, la settimana prossima, il mese venturo, speriamo lanno venturo e si va avanti cos, chiedendosi cosa c dietro il prossimo angolo, e godendosi la vita,

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mentre si va avanti. Vedete, il passato non pu essere cambiato. Lo potete esaminare in innumerevoli modi, e non arrivare da nessuna parte. Non facile spiegare la capacit di Erickson di escogitare rapide soluzioni per problemi complicati e cronici, necessario portare i pazienti a fare qualcosa, soleva ripetere Erickson, ed questa la cosa importante della terapia trovare le possibilit alla portata dei vostri pazienti e spingerli a metterle in atto affinch i pazienti possano vivere una esperienza emozionale correttiva e una volta che li avete riorientati, che gli avete messo il muso sulla strada, vanno. Cos, i resoconti del lavoro di Erickson con i propri clienti, traboccano di esempi di persone alle quali vengono fornite esperienze che sembrano avere poco o nessun rapporto con la loro richiesta di aiuto originale, ma che alla fine si dimostrano del tutto efficaci nellottenere i cambiamenti ricercati, il tutto in un tempo veramente succinto, brevissimo. Con le parole di Jay Haley, suo grande allievo, Milton Erickson stato il primo terapeuta strategico. A Milton Erickson si deve il merito di aver inventato l'espressione terapia breve in relazione alla sua abitudine di affrontare e di risolvere i problemi, appunto, con un numero relativamente breve di sedute. Riportiamo ora alcuni fra i numerosissimi esempi clinici di interventi brevi di Milton Erickson, per saggiare come lintervento breve, se messo a punto in maniera magistrale, possa essere assolutamente efficace, solido e durevole nel tempo. Ad esempio si pu citare il caso di un uomo adulto che soffriva di enuresi notturna da ben 29 anni. Vista la lunga durata della problematica lamentata, si presume di aver a che fare con un sintomo ben strutturato. Luomo era molto debilitato dalla sua disfunzione , viveva in una dependance, non poteva andare in vacanza, si negava anche di star fuori per una sola notte in hotel e, a causa della vergogna,

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non andava a trovare parenti ed amici che vivevano fuori citt. Erickson ottenne la sua attenzione dicendogli si, posso fare qualcosa ma non penso che le piacer. Comunque pu provare ad ascoltarmi. Dopo tre mesi di riflessione il paziente si ripresent da lui affermando che adesso si sentiva pronto. Erickson gli disse semplicemente: ho scoperto che lei odia camminare, anche solo attraversare la strada lei del tutto dipendente dalla sua auto e odia camminare. Lei bagna il letto ogni notte in un ora compresa tra mezzanotte e luna. Prosegue con dettagliata descrizione del suo rituale compulsivo associato allenuresi e poi mette a segno lintervento conclusivo: per le prossime tre settimane si procuri una sveglia e la punti a mezzanotte, oppure a mezzanotte e mezzo, oppure alluna; per me assolutamente lo stesso. Quando la sveglia suona, lei si sveglier, e indipendentemente dal fatto che il letto sia asciutto o bagnato, si deve vestire e fare una camminata di quaranta isolati, ogni notte per tre settimane. Alla fine delle tre settimane si potr prendere una vacanza di una settimana, ma la prossima volta che trova il letto bagnato avr da scontare unaltra condanna a tre settimane di camminata di quaranta isolati nel cuore della notte. Erickson riferisce che il paziente scont la prima condanna dopodich il sintomo svan completamente. Da notare la brevit assoluta, e cio che il caso stato trattato in meno di quattro mesi con due sole sedute, e la brevit relativa, ancor pi sorprendente, e cio che un sintomo radicato da ben 29 anni viene eliminato in cos breve tempo. Esemplificativo il caso della coppia che usava parole difficili. La coppia si present nello studio di Erickson in modo ampolloso, rigido e formale. Vestiti inamidati, espressione del viso rigida, persino modo di sedersi rigido. Luomo raccont nel modo pi riservato possibile, che si sono incontrati ad un ballo, si sono innamorati a prima vista e subito fidanzati. Ora sono sposati da tre anni, desiderosi di avere figli ma ci siamo impegnati nel rapporto coniugale, sia di

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notte che di giorno a scopi procreativi con pienezza di acme fisiologica ma senza successo. Erickson pose poche semplici domande circa il loro lavoro, il modo di vestirsi la casa e cos via. Ogni risposta era definita ed argomentata con parole complesse, articolate ed insolitamente ampie. Erickson intervenne affermando in realt penso sar facile risolvere il vostro problema. Propose una terapia dello shock, ma gli chiese prima di pensarci bene. Loro, dopo un po, affermarono che avevano discusso a lungo la cosa e che erano arrivati alla conclusione di accettare la terapia dello shock. Ora tenetevi forte perch sto per darvi la terapia di shock. Riassunse nuovamente il problema lamentato e concluse dicendo, in maniera totalmente opposta al loro stile comunicativo, quindi con parole dirette e semplici, perch non vi mettete a per il vostro piacere! E mentre lo fate, pregate tutti i santi che lei non rimanga incinta. Andate a casa e fatelo solo per il vostro piacere! Dopo tre mesi, riferisce Erickson, la donna rimase incinta. Questo un esempio di brevit e potenza terapeutica davvero straordinario, la stile rigido personale e di coppia, causa della loro sintomatologia, stato frantumato in una seduta, in poche frasi. Erckson commenta che se avesse impiegato un approccio garbato e consono al loro stile la terapia sarebbe durata molto a lungo, invece con un solo colloquio, bastato uno shock a portarli a uno stato di benessere. Questa affermazione dimostra che Erickson, precursore dei tempi moderni, mirava volontariamente alla brevit delle sue terapie. Citiamo infine il caso di Cathy, ricordando che queste brevi citazioni sono state prese da un universo estesissimo di casi trattati in forma breve da Erickson. Cathy aveva 36 anni, era stata trattata con tutto ci che era possibile dal punto di vista chirurgico, medico e farmacologico per alleviare il suo dolore causato da cancro. Erickson la visit a domicilio, la trov sdraiata sul fianco destro, rannicchiata con gli occhi chiusi che cantilenava in continuazione non farmi male, non farmi male, non spaventarmi, non farmi male. Erickson la ascolt pazientemente per

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trenta minuti, cercando di cogliere le sottolineature ed il ritmo dei suoi lamenti e delle sue cantilene. Dopodich, paradossalmente, cominci a cantilenare insieme a lei ti far male, ti far male, ti spaventer, ti far male. Erickson mantenne questo ritmo per dieci minuti, Cathy apr gli occhi, lo guard e gli chiese il perch volesse fargli male. Lui ripose voglio anche aiutarti, e lei riprese a lamentarsi. Poi, dopo un po, chiese in che modo mi farai male? Lui rispose insegnandoti qualcosa e cos ripresero a cantilenare. Fra una cantilena e laltra Erickson le chiese di immaginare di girarsi nel letto di un quarto e lei lo fece, poi di un altro quarto. Disse ho voluto insegnarti che se posso farti del male posso anche smettere di fartelo; e se io posso smettere di fartelo, posso gradualmente far si che tu smetta di far male a te stessa. Voleva che la ascoltasse e che comprendesse veramente che le conveniva fare le cose che lui le suggeriva. A questo punto le sugger che doveva farsi venire un prurito tremendo sotto la pianta del piede destro. Lei si impegn ma le venne un intorpidimento del calcagno destro. Erickson stabilizz quellintorpidimento e lo diffuse, molto lentamente e con una pazientissima progressione aritmetica in tutto il corpo. Poi concluse che in un piccolo punto, dove cera una cicatrice, non sarebbe riuscito a toglierle il dolore. Questo per non eliminare il sintomo del tutto, lasciare un po del suo significato. Lutilizzo dei tempi in questo caso molto singolare, lintervento di una brevit indiscutibile ma applicato con straordinaria pazienza. Ascoltare per trenta minuti la cantilena lamentosa di un malato terminale per agganciarsi al suo ritmo e poi concludere il caso nella stessa seduta denota una singolare capacit di manovrare e gestire i tempi terapeutici. Anche qui la brevit del processo stata voluta e vantata dallautore che scrive mi ci vollero quattro ore per ottenere il tutto. La prima volta che ero andato a trovare Cathy era il 26 febbraio, la vidi un paio di settimane pi tardi a marzo per circa unaltra ora, e poi la vidi ad aprile per circa venti minuti. Non la vidi pi fino a luglio, ad agosto Cathy mor.

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Come accennato allinizio di questo paragrafo, il rapporto di Erickson con il tempo non riguardava soltanto la sua capacit di interventi stupefacenti in tempi concisi, ma anche laver compreso che il tempo del calendario o del metronomo, il tempo reale cio, pu essere cambiato. Il tempo effettivo viene modulato, regolato, variato, contratto o dilatato a seconda delle esigenze dei pazienti e della soluzione delle loro problematiche. Il concetto del tempo viene ribaltato, e questo in funzione del benessere psichico individuale. Erickson sapeva che bench la percezione del tempo sia un fenomeno fondamentale delle esperienze umane, essa soggetta ad ampie variazioni. Sapeva che nel sogno, ad esempio il trascorrere onirico di diverse ore avviene in realt in qualche minuto, che le persone che sono in pericolo di vita hanno una visualizzazione lentissima di determinate scene della loro vita, ma questo avviene in pochissimi decimi di secondo, che ci sono disturbi della modalit temporale in nevrotici, in psicotici, in soggetti con lesioni cerebrali e anche a causa dell abuso di determinate sostanze. Sapeva che il piacere pu dare limpressione che il tempo si accorci e che il dolore che si allunghi. Insegnava che se aspettiamo larrivo di un autobus alla fermata in una giornata fredda e piovosa, e magari ci stiamo recando ad un appuntamento, due soli minuti di ritardo sembrano veramente troppo lunghi, poi sembra che lautobus proceda con estrema lentezza e che a ogni fermata lautista impiega molto tempo. Invece in una giornata di sole, se aspettiamo lautobus e una bella ragazza si avvicina e ci parla, giureremo che lautobus arrivato con dieci minuti di anticipo. Questa la distorsione temporale. Erickson diceva che ogni bambino piccolo pu insegnarvi una quantit enorme di cose sul tempo. Il domani , per il bambino, uneternit. Chiedetegli di aspettare un minuto; lui vi guarda, aspetta un minuto ma gli sembra una vita e non disposto ad aspettare ancora.Erickson analizz con attenzione la distorsione temporale naturale e scopr come utilizzarla a scopi terapeutici, con modalit ipnotiche. Per espansione temporale intendeva cos un

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periodo di tempo realmente breve, se misurato con lorologio, ma avvertito soggettivamente come un lungo periodo di tempo, e per condensazione temporale intendeva il suo inverso, cio un lungo periodo dellorologio percepito come un attimo, un istante. Tali distorsioni possono accadere naturalmente come gi detto, ad esempio una lunga infanzia ricordata in brevissimi istanti, possono verificarsi in stati mentali alterati, come sonno, droghe, psicosi ecc., e possono essere indotte tramite ipnosi. Vediamo lutilizzo che ne fa Erickson nellesempio del medico ottantaduenne. Questo paziente si rivolse ad Erickson perch, con la precisione di un orologio (perdonate la metafora), provava un terribile, spasmodico e tagliente dolore ogni venti minuti. Erickson, avendo misurato la durata reale dellattacco, che andava da cinque a dieci minuti, insegn la distorsione temporale e permise al paziente di sperimentare il momento doloroso come molto breve, e la pausa silente con straordinariamente lunga. Questo trattamento del ritmo dolore/assenza di dolore con distorsione temporale oggi molto utilizzato nella sindromi algiche. Erickson utilizzava sempre la distorsione temporale per affrontare il dolore, affermava infatti che il valore temporale del dolore si accresce enormemente e dovete essere pronti ad insegnare al paziente quanto sia importante abbreviare questo tempo. Una metodologia esemplificativa di suggestione indiretta di distorsione temporale, di dire al paziente di fissare lattenzione sullaspettativa che il dolore sar cos breve che potrebbe addirittura non notarlo. Fissando lattenzione sul fatto che potrebbe non notarlo, il paziente lo noter sicuramente ma implicato che sar veramente breve. Erickson rispetto al dolore e alluso del tempo, teorizza anche che il dolore attuale si amplifica a causa dei ricordi dei dolori del passato e della previsione dolorante del futuro. Cos, con il medico ottantaduenne che abbiamo citato prima, opera anche un altro tipo di intervento. Si occup di scomporre il dolore del paziente suggerendogli di provare solo il dolore attuale, quello presente effettivamente in

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questo momento: io penso che lei possa essere gi molto, molto occupato dal dolore che sta provando oggi. Ha veramente bisogno di sapere che domani, ogni venti minuti, prover quel dolore acuto. Questo un intervento molto significativo che utilizza la variabile tempo per debellare un sintomo indesiderato. Ma Erickson aggiunge: e una volta avuto un attacco, penso sia bellissimo dimenticarlo semplicemente, relegarlo in un passato dimenticato. Qui induce un amnesia utilizzando ancora una volta il tempo, in questo caso il passato. Erickson si interess al fenomeno della distorsione temporale nel 1950 quando il dottor Linn Cooper, convinto che lipnosi potesse costituire uno strumento utile per investigare i modi in cui fosse possibile manipolare la percezione del tempo, lo contatt. Dalla loro collaborazione ne risult un testo interamente dedicato alla distorsione temporale: Time Distrortion in Hypnosis pubblicato nel 1954. Suscit un notevole interesse, tanto che nel 1959 usc una seconda edizione ancor pi ricca di sperimentazioni sulla dilatazione temporale. Altre attente valutazioni del rapporto fra Erickson, tempo e terapia, le troviamo nel secondo volume dei seminari, La Ristrutturazione della vita con lipnosi. Qui Erickson fa delle considerazioni temporali sullipnosi ed afferma: troppo spesso pensate che lipnosi debba essere unoperazione che prende tempo: il tono della vostra voce, il modo in cui cominciate a parlare, la vostra reazione allorologio sulla scrivania; tutto indica che vi aspettiate che richieda un certo lasso di tempo. Invece dovete dare al paziente la sensazione che gli darete tutto il tempo che vuole, tutto il tempo di cui ha bisogno, tutto il tempo necessario. Poi aggiunge una strategia per abbreviare il tempo di terapia dando la sensazione di aver concesso tutto il tempo necessario. Afferma cio che un terapeuta deve riconoscere tre livelli del suo paziente: uno come persona, uno come paziente e uno come presentatore di un problema. La chiarezza nel riconoscere questi tre livelli vi aiuta ad abbreviare la durata della visita, e vi permette di dare al

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paziente lidea che il tempo che gli avete assegnato sar il tempo giusto, desiderato, adeguato. Diciamo anche che Erickson utilizza la variabile tempo in un tipo particolare di doppio legame che definisce doppio legame temporale. Ad un paziente resistente o impaurito, ad esempio, chiede quando pensi ti piacerebbe ti fissassi il tuo appuntamento? Non lo decidere ravvicinato, postponilo esattamente quando vuoi. Il paziente si concentra sulla libert temporale ma si lega ad accettare un appuntamento. Milton Erickson era solito riorientare le persone nel tempo attraverso un processo che portava a ricreare le immagini, i suoni, le sensazioni, i pensieri ed i sentimenti che avevano formato lambiente e latmosfera del periodo passato nel quale era pi utile che la persona tornasse. In questo modo, ad esempio, poteva consentire alle persone, colpite da amnesia riguardo a eventi clinicamente rilevanti, di ricordare quegli eventi in ogni dettaglio. Questo ovviamente soltanto uno dei possibili utilizzi della regressione d'et. Una volta in trance qualsiasi cosa pu essere utilizzata come pretesto per regredire ad un periodo precedente della vita. Un esempio mirabile di psicoterapia attraverso la regressione ipnotica Erickson lo offre nel celeberrimo caso dell'Uomo di Febbraio. Nel passo che segue riporto uno stralcio di induzione di regressione d'et, o meglio di rivivificazione, in cui Erickson utilizza come pretesto per permettere alla sua paziente di regredire, la stretta di mano: "In un modo o nell'altro ti renderai conto di essere protetta, di essere al sicuro, che c' qualcuno che conosci e di cui ti puoi fidare, e che puoi riconoscere che sar con te, con il quale potrai parlare e al quale potrai stringere la mano. Hai imparato a stringere la mano da piccola. Hai visto gli adulti stringersi la mano, non forse vero? terribilmente difficile ricordare la prima volta che l'hai visto e che hai capito di che cosa si trattava.. terribilmente

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difficile ricordare la prima volta che hai stretto la mano a qualcuno.. molto difficile ricordarlo, il giorno dopo aver stretto la mano a qualcuno per la prima volta. Se dimentichi un certo numero di cose che ti sono accadute dalla prima volta che hai stretto la mano a qualcuno, ti avvicinerai sempre di pi a quel ricordo, no? Adesso vorrei che cercassi di indovinare qualcosa. Pensi di sapere in che mese siamo?" Il semplice fatto di parlare in ipnosi della prima volta che si stretta la mano a qualcuno, pu avviare una ricerca inconscia di quel ricordo. Questa ricerca inconscia, messa in atto dal paziente, facilita e struttura il processo di regressione d'et in ipnosi a quel periodo specifico. Linduzione della regressione d'et, in genere, mira a riportare gli individui a un periodo precedente della loro vita in maniera tale che il fatto di ricollocarli costituisca un riorientamento basato su ricordi come tali, attraverso un processo mentale chiamato ipermnesia, oppure un riorientamento nel passato come realt immediata, con levocazione degli atteggiamenti e del comportamento che corrisposero al periodo specifico del passato; questo secondo processo chiamato rivivificazione. Nel primo caso il soggetto vede e ricorda il passato con la sua personalit presente. Nel secondo, invece, il soggetto dimentica il suo stato presente e assume atteggiamenti ed espressioni del passato. Pi specificamente assume gli schemi mentali del passato dimenticando gli apprendimenti cognitivi ed emotivi conquistati dopo il momento rivivificato. Commentando un caso in cui ha utilizzato la regressione det, Erickson scrive, non si pu non pensare a quanto tempo avrebbe richiesto una terapia effettuata con altri metodi. N si pu fare ameno di chiedersi come sia riuscita in 20 secondi a venire a capo di una rimozione tanto massiccia. Questo commento d prova dellinterrelazione fra due punti del particolare approccio di Erickson al tempo, cio distorsione del tempo e terapia breve. Utilizzare una distorsione del tempo per

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effettuare una terapia in breve tempo dimostra lagio nel quale erickson si muove lungo lasse di questa complessa dimensione. Erickson sostiene che uno degli aspetti pi ricchi di informazione del comportamento umano la questione del vedere le cose retrospettivamente. In effetti quante volte utilizziamo lespressione se solo avessi saputo che le cose sarebbero andate cos! Oppure perch non mi sono reso conto che sarebbe andata cos? Cos Erickson cap che si poteva utilizzare in terapia questa analisi fatta solitamente a posteriori dagli individui, variandone, appunto, alcuni valori temporali. Lo pseudo - orientamento nel futuro la capacit, indotta grazie alla trance ipnotica, di vedere le cose retrospettivamente sotto forma di previsione. Infine vorrei citare la suggestione post-ipnotica come tecnica di indiscutibile efficacia terapeutica legata, anchessa al tempo. Consiste nel suggerire, al soggetto in trance, di effettuare un azione, di produrre un pensiero o persino di provare un emozione in un tempo determinato nel futuro. Spesso si ancora il tempo futuro a qualcosa di prevedibile, ad esempio quando ti sederai a tavola per mangiare. Si utilizza, dunque, lo stato presente di particolare ricettivit del paziente per prolungare gli effetti dellintervento terapeutico. La volont che alcune manifestazioni si estendano, si rimandino o semplicemente si ripetano, una tecnica che vede di nuovo il tempo come assoluto protagonista. Il tempo, per noi terapeuti, spesso un nemico, si vede negli sforzi che facciamo per fare le cose in tempo, per adeguarci ai tempi dei pazienti, per far durare nel tempo i nostri interventi e cos via. Milton Erickson, letto in questo modo, ci insegna che il tempo invece un alleato terapeutico, basto farlo scorrere a nostro piacimento.

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Vogliate perdonarmi se alcune parti potevano essere ancor pi approfondite ma non cera abbastanza tempo.

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