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V CONGRESSO NAZIONALE DI BIOETICA - Kiev 2013

Il concetto di scienza e l'etica nella ricerca scientifica all'inizio del XXI secolo
Gualtiero A.N. Valeri, Segretario Generale del CIFA Vincenzo Isabella Valenzi, Presidente del CIFA Bellinzona (CH) www.cifafondation.org Quel che sappiamo il principale ostacolo allacquisizione di ci che non sappiamo ancora (Claude Bernard)

Il concetto di scienza ha subito varie trasformazioni nel tempo. Oggigiorno si tende troppo facilmente a classificare come lecita sul piano della ricerca scientifica l'indagine su alcune classi di fenomeni, mentre a classificare sbrigativamente come pseudoscienza le ricerche focalizzate su altri fenomeni che, rispetto ai primi, sono solo meno conosciuti o di pi difficile classificazione. Questo, ad esempio, il caso delle ricerche che furono condotte tra gli altri da Giorgio Piccardi, John Eccles e Jacques Benveniste; oggi da Brian Josephson, Luc Montagnier e molti altri, i fenomeni oggetto delle quali sono stati osservati da vari ricercatori oltre a quelli citati, ma la cui origine deve essere ancora oggi completamente spiegata. Per giustificare questo rifiuto, si invocano i presupposti sperimentali e matematico-analitici postulati secondo questa opinione da Galileo Galilei e da Isaac Newton. In effetti Galilei quando, ad esempio, enuncia il principio d'inerzia, immagina un esperimento ideale non certo riproducibile in laboratorio, soprattutto coi mezzi di cui egli disponeva allora, e che pertanto viene meno al principio di sperimentabilit in laboratorio e riproducibilit. Quando poi osserva per primo le macchie solari, si limita a constatare il fenomeno, ma non certo in grado di spiegarne l'origine e l'evoluzione. Mezzo secolo dopo, Newton preciser meglio le enunciazioni di Galilei, e dar loro una forma matematica. Ma quando enuncier la legge di gravitazione universale, egli la dar come una legge empirica basata su evidenze sperimentali; inoltre, introducendo una forza immateriale e di origine ignota, egli compir un'operazione in aperto contrasto con lo spirito del tempo, che presupponeva che una azione fosse derivata da una qualche causa fisica osservabile. Le stesse leggi di Johannes Kepler da cui Newton partiva per le sue analisi, Kepler non le deduceva su basi fisico-matematiche, ma da una ipotesi teologica e pitagorica. Da questi (ed altri) casi si deduce che la ricerca scientifica progredisce per approssimazioni successive che non necessitano affatto che un fenomeno, nel momento in cui descritto, sia stato osservato in ogni suo aspetto e che sia spiegato in termini fisico-matematici. La ricerca scientifica deriva dalla necessit per l'Uomo di ampliare la conoscenza di s stesso e del mondo che lo circonda, e di darsi una spiegazione, almeno provvisoria, di quanto osserva. Non pertanto possibile accettare che l'indagine scientifica si limiti ai fenomeni che possiamo, ora e subito, riprodurre a volont in laboratorio, n a quelli per i quali siamo in grado di inquadrare subito nell'ambito delle attuali conoscenze fisico-matematiche, perch questo conduce inevitabilmente a limitare il campo e la libert di indagine scienfica e della conoscenza in generale. Prima di parlare del dominio etico della ricerca scientifica, dobbiamo, innanzitutto, definire qual' l'ambito della scienza, e le sue relazioni con la tecnologia e la cultura in generale.

Gualiero A.N. Valeri Il concetto di scienza e l'etica nella ricerca scientifica all'inizio del XXI secolo, Lugano, 21/9/2013

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Nell'opinione corrente, molto spesso, non si fanno particolari distinzioni tra la ricerca scientifica e la ricerca tecnologica, in quanto tra i due ambiti almeno nella storia moderna c' una forte correlazione: tanto frequente che nuove scoperte aprano la via a sviluppi della tecnologia o della medicina, che oramai considerato naturale che una ricerca scientifica abbia un esito di questo tipo. Come, d'altra parte, in generale, le attivit produttive e la pratica medica hanno sempre fornito spunto all'indagine scientifica. Per contro, si tende sempre a distinguere nettamente la scienza e la tecnologia dalla cultura umanistica, sebbene lo stimolo alla ricerca ed alla conoscenza del letterato o dell'artista il medesimo che sospinge l'uomo di scienza od il tecnologo: quello di andare oltre ci che oggi conosciuto e/o di proseguire l'opera creatrice della Natura. La scienza si pone come obbiettivo di dare un ordine e di inserire in un quadro logico e razionale la molteplicit di informazioni che raggiungono continuamente i nostri sensi, di rendere interpretabili ed, in una certa misura, prevedibili le manifestazioni della Natura e dell'Uomo. Dalla pi remota antichit si inizi ad indagare sul destino degli uomini, il moto degli astri, il succedersi delle stagioni, il moto delle acque, i terremoti ed i vulcani. All'inizio si stabilirono correlazioni biunivoche tra i fenomeni della Natura e le passioni umane; man mano si separ la filosofia naturale dall'ambito della psiche e della teologia. Ma in tutto questo, necessario non dimenticare che al centro dell'indagine scientifica l'Uomo, e che la scienza fatta dall'Uomo e per l'Uomo, non l'Uomo per servire una scienza astratta e disumanizzata. La tecnologia apparentemente pi facile da definire: cio come soddisfacimento delle necessit materiali, e pi o meno quotidiane, dell'Uomo. Ma in effetti anche essa nasconde delle pulsioni situate nel profondo della nostra psiche: queste possono essere il mito della Torre di Babele di biblica memoria (competere con il Creatore stesso), oppure il mito del Golem (ovvero creare un altro essere a propria immagine e somiglianza, anche questa una prerogativa propria ed esclusiva del Creatore). Circa la cultura in generale, una dissociazione tra cultura umanistica, conoscenza scientifica e tecnologica, alquanto artificiosa. Se studiamo un popolo antico, nel definire la sua civilt, consideriamo congiuntamente quale fu la sua produzione letteraria (se conosciuta), la visione che questo aveva della cosmologia, dei miti ed insieme lo sviluppo delle sua manifestazioni artistiche (scultura, ceramica, pittura, orificeria...), dell'architettura, della medicina, ecc. E riteniamo naturale che una cosa influenzi ed integri l'altra. Il problema di cui vogliamo parlare, in un certo senso, principia da qui. Il campo di indagine e di studio del filosofo, del letterato o dell'artista in generale comunemente accettato che sia libero e pressoch illimitato, a meno che esso non contraddica alcuni valori oggi universalmente (o quasi) reputati irrinunciabili, quali i diritti naturali dell'Uomo. Altres, come si accennava all'inizio, oggi il campo dell'indagine scientifica appare, almeno in alcuni casi, sottoposto a limitazioni severe, dove in anticipo viene definito cosa lecito studiare ed affermare e cosa, invece cade al di fuori dei confini del scientificamente corretto. Possiamo dire che il risultato di ogni indagine ed ogni ipotesi, oggi, vengono misurate sulla base di una sorta di letto di Procuste. Passano il giudizio se sono confrontabili e conformi ad un certo insieme di nozioni e teorie date per indiscutibili, vengono irrevocabilmente respinte se qualche elemento non si riesce ad inquadrare in queste. All'inizio si fatto cenno alla nascita della meccanica classica e la scoperta della gravitazione da parte di Galilei e Newton; per gli esempi sono innumerevoli. Non solo un personaggio posato ed uno scienziato rigoroso come Galilei ed altri suoi contemporanei danno
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impulso alla rivoluzione scientifica del Rinascimento che sfocier nella nuova scienza dell'Illuminismo, ma in essa ha un ruolo non secondario anche un geniale visionario come Paracelso, scienziato, medico, teologo ed avventuriero. Paracelso, nella sua epoca, entra in polemica con tutti, nelle sue opere mescola tranquillamente la medicina, le scienze naturali, la magia, la teologia, fatti reali e brillanti intuizioni indimostrabili all'epoca, medicina popolare ed una fervida immaginazione. Per i suoi pirotecnici scritti contengono idee ed intuizioni che segnano profondamente l'indagine scientifica dei secoli a seguire, aprendo la strada a ricerche sistematiche ed accurate, che spesso, magari a distanza di uno o due secoli, portano a scoperte e teorie importanti. Se facciamo un parallelo, un personaggio come Wilhelm Reich presenta molte similitudini con Paracelso. Anche Reich sospinto in avanti da un impeto di conoscenza e da una geniale intuizione, che lo portano continuamente verso nuove ricerche e brillanti intuizioni, senza, tuttavia, preoccuparsi troppo della collocazione nel quadro delle conoscenze scientifiche del suo tempo di quanto va scoprendo. Scienziato ed un poco profeta (come anche Paracelso), in lui innovazione scientifica e sociale divengono quasi parte di una stessa rivoluzione culturale. Le idee di Reich suscitano oggi in noi le medesime reazioni che suscitavano nel XVII e nel XVIII secolo le idee di Paracelso: entusiasmo e censura, fascino e repulsione. Tuttavia, anche al di l di questi due casi, gli ultimi tre secoli hanno visto sorgere nuove teorie che hanno completamente rovesciato la nostra visione di molti fenomeni: scomparsa la teoria del flogisto e la generazione spontanea, materia ed energia formano un tutt'uno e si trasformano una nell'altra, teoria della Relativit e meccanica quantistica hanno completamente cambiato la nostra interpretazione del mondo fisico, la teoria dell'evoluzione delle speci viventi ha mutato la nostra visione della biologia, ecc. Sino alla fine del XIX secolo, la materia si conservava in quantit e natura, indubitabilmente. Sino alla scoperta della radioattivit e delle trasmutazioni nucleari. Sino a Lamark e Darwin le speci viventi erano come noi le conosciamo dall'origine del mondo, senza alcuna possibilit di dubbio. I fossili erano scherzi di natura. Queste, e molte altre ipotesi scientifiche innovative, per anni o decenni, sono state considerate azzardate, improponibili od in aperto contrasto con il senso comune. Tuttavia possiamo ancora osservare che, dopo che negli ultimi cinque secoli il nostro modello della Natura e del Cosmo stato completamente rivoltato da scoperte e teorie precedentemente impensabili, ancora oggi esistono forti resistenze, sia nell'ambiente della ricerca scientifica che nella cultura in generale, ad accettare che ogni nostra conoscenza provvisoria e necessita di essere continuamente verificata e confrontata a quanto si va, via via, scoprendo. Qui insorge un problema etico: oggi possibile ritenere giusta ed accettabile una limitazione all'indagine scientifica ponendo artificiose distinzioni tra ci che ritenuto scienza ufficiale e ci he esce da tale definizione? Il problema grave anche sotto il profilo di quelli che oggi sono considerati, ed universalmente (o quasi) accettati, come diritti naturali dell'Uomo. Riprendo tre passaggi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo data il 10 dicembre 1948: ...Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'Umanit, e che l'avvento di un mondo in cui gli

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esseri umani godano della libert di parola e di credo e della libert dal timore e dal bisogno stato proclamato come la pi alta aspirazione dell'Uomo;... Articolo 19 - Ogni individuo ha diritto alla libert di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. Articolo 27 / Comma 1 - Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunit, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Sono tre passaggi in cui espresso chiaramente che la libert della ricerca scientifica assimilata alla libert di espressione del proprio pensiero in generale, e che fa parte delle manifestazioni della propria personalit costituenti un diritto fondamentale ed inalienabile dell'Uomo. Tali libert, se non contrarie alla Legge, alla Morale ed all'ordine pubblico (secondo quanto definito nello stesso documento) non posso essere limitate in alcun modo ed in alcuna forma e sotto alcun pretesto. Questi principi sono la pi alta conquista dell'Umanit da quando, nel 1210, fu data la Magna Charta Libertatum, e sono dati come irrinunciabili per la nostra Civilt. Ci nonostante, anche dopo il 1948, non sono mancati in ogni parte del mondo, anche in quello Occidentale, innumerevoli attacchi, sia da parte della politica, che dell'informazione, che nel mondo scientifico stesso, che hanno ridotto al silenzio, od hanno cercato di farlo, liberi ricercatori od appartenenti al mondo accademico, indistintamente. Limitare la libert di ricerca scientifica, in ogni forma ed in ogni modo, un attacco alla libert fondamentali dell'Uomo e costitituisce non solo un pregiudizio alla sua Libert e Dignit, ma anche al cammino ed allo sviluppo della Conoscenza dell'Umanit intera. Desideriamo concludere chiedendo che gli Organismi Internazionali, come i singoli Governi, si facciano difensori, assieme alle altre libert sancite dalla Dichiarazione Universale, anche della libert da ogni limitazione e condizionamento della ricerca scientifica e della libera diffusione del pensiero scientifico. Oppure il processo a Galileo Galilei non ci ha insegnato abbastanza?

Lugano, 21 settembre 2013

Gualiero A.N. Valeri Il concetto di scienza e l'etica nella ricerca scientifica all'inizio del XXI secolo, Lugano, 21/9/2013

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