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Gruppo di lavoro

Facciate degli edifci


Linee Guida Facciate
Gruppo di Lavoro
Facciate degli edifci
Sommario
Introduzione
1 La normativa delle facciate
2 Il capitolato speciale dappalto sulle facciate
3 Lelenco prezzi delle facciate
4 Statica dei sistemi di facciata
5 Il vetro
6 Il fuoco
7 Facciate non standard
8 Le facciate verdi
9 Prestazioni delle facciate
10 Prestazioni acustiche delle facciate
11 Schermature solari
12 Posa in opera delle facciate
13 Verifica e controllo delle facciate
14 Certificazione energetica
15 Recladding delle facciate
16 Impiego, durabilit e manutenzione
17 Formazione sulle facciate
Profilo dei redattori
Colophon
TIS innovation park | 3
INTRODUZIONE
a cura di Carlo Battisti
Linvolucro diventato ormai il sottosistema
pi importante di un edifcio, per tutti gli aspetti
architettonici e di durabilit ad esso legati, ma
soprattutto per lo scambio energetico tra inter-
no ed esterno che esso rappresenta. E evidente
quindi quanto sia importante conoscere al me-
glio le sue prestazioni reali e saper disegnare,
calcolare, ingegnerizzare, produrre, realizzare e
infne gestire le facciate degli edifci moderni in
modo da ottenere uneffettiva corrispondenza
tra prestazioni reali e requisiti di progetto.
Su questo tema lavora dal marzo 2012, presso il
Cluster Edilizia del TIS innovation park di Bolza-
no, il Gruppo di Lavoro Facciate degli Edifci, che
comprende i pi importanti operatori del settore
altoatesino delle facciate: aziende general con-
tractor, fornitori specializzati, progettisti, com-
mittenti, centri di ricerca e laboratori, universit.
Specie in un territorio come quello dellAlto Adi-
ge, fatto di piccole e medie imprese, linnovazio-
ne in cooperazione quanto mai importante e i
partner del Gruppo stanno percorrendo questa
strada con soluzioni indirizzate alla sostenibilit, al
risparmio energetico e alla qualit architettonica.
Nellambito delle tre tematiche principali alle
quali sta lavorando il Gruppo (formazione sul-
le facciate, normativa e capitolati prestazionali
delle facciate, retroft energetico delle facciate)
emersa lesigenza di fare il punto sullo stato
dellarte nel settore delle facciate, con un par-
ticolare riferimento alle competenze sviluppate
localmente. Lambizione era di raggruppare in un
unico documento tutte le principali informazioni
ritenute necessarie per una vasta platea di tecni-
ci (ma non solo) interessati: progettisti di edifci
con facciate complesse, aziende produttrici di si-
stemi e componenti delle facciate, committenti,
studenti e ricercatori, e cos via.
Dopo il primo documento pubblicato nel 2012
(il Gruppo di Lavoro Facciate degli Edifci, con
le schede sui partner, i prodotti innovativi e le
principali attivit del Gruppo) pubblichiamo
pertanto questo secondo documento Linee
Guida sulle Facciate, che non pretende di esse-
re esaustivo, ma piuttosto di essere un manuale
sintetico in grado di orientare i tecnici attraverso
le principali tematiche legate alla progettazione
e realizzazione delle facciate. Si va pertanto dal
quadro normativo di riferimento, alle prestazio-
ne energetiche, agli aspetti di verifca, controllo,
manutenzione, risanamento, fno a facciate inno-
vative come quelle verdi o free-form. Il lettore
trover quindi, in modo facilmente accessibile e
in unico documento, le principali informazioni
utili sulle varie tematiche cos come i riferimenti
per approfondirle. Il documento stato scritto a
pi mani da molti componenti del Gruppo Fac-
ciate, ai quali va il nostro ringraziamento. Un
ringraziamento inoltre va ad UNCSAAL (Unione
Nazionale Costruttori Serramenti Acciaio Allu-
minio e Leghe) per avere messo a disposizione
i principali documenti elaborati per i propri soci,
e a UNI (Ente Nazionale Italiano di Unifcazione),
del quale il Cluster Edilizia del TIS rappresenta
il centro regionale di consultazione, divulgazio-
ne, informazione e formazione sulla normazione
tecnica.
Bolzano, settembre 2013.
Perch delle Linee Guida sulle Facciate, dove per facciate
intendiamo soprattutto le facciate tecnologiche e
complesse di edifci nuovi o da risanare?
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Questo documento si propone di elencare le
principali normative in uso per lesecuzione di
una facciata, ovvero di quelle opere che devono
essere conformi alle pi aggiornate normative
italiane ed europee in materia di facciate conti-
nue e serramenti (leggi, regole e norme tecni-
che, direttive comunitarie etc.). I prodotti ed i
materiali invece, soggetti obbligatoriamente a
marcatura CE, devono essere accompagnati, pri-
ma della loro posa in opera, dalla relativa dichia-
razione di conformit resa da parte del produt-
tore in conformit alle relative norme europee
armonizzate di prodotto.
1.1
Le norme ed i relativi
organismi riconosciuti
Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22
giugno 1998: norma la specifca tecnica ap-
provata da un organismo riconosciuto a svolge-
re attivit normativa per applicazione ripetuta o
continua, la cui osservanza non sia obbligatoria e
che appartenga ad una delle seguenti categorie:

a. norma internazionale (ISO)
b. norma europea (EN)
c. norma nazionale (UNI)
Le norme, oltre che da numeri, sono identifcate
da sigle. Dalla sigla si pu capire da chi stata
elaborata la norma e qual il livello di validit. Le
principali sigle che caratterizzano le norme sono:
UNI: contraddistingue tutte le norme nazio-
nali italiane e nel caso sia lunica sigla presente
signifca che la norma stata elaborata diret-
tamente dalle Commissioni UNI o dagli Enti
Federati;
EN: identifca le norme elaborate dal CEN
(Commissione Europea di Normazione). Le
norme EN devono essere obbligatoriamente
recepite dai Paesi membri CEN e la loro sigla
di riferimento diventa, nel caso dellItalia, UNI
EN. Queste norme servono ad uniformare la
normativa tecnica in tutta Europa, quindi non
consentita lesistenza a livello nazionale di
norme che non siano in armonia con il loro
contenuto;
ISO: individua le norme elaborate dallISO
(International Organization for Standardiza-
tion). Queste norme sono un riferimento ap-
plicabile in tutto il mondo. Ogni Paese pu
decidere se rafforzarne ulteriormente il ruolo
adottandole come proprie norme nazionali,
nel qual caso in Italia la sigla diventa UNI ISO
(o UNI EN ISO se la norma stata adottata an-
che a livello europeo).
ETAG: Per i prodotti per i quali non ancora
possibile predisporre una norma, vi una stra-
da alternativa alle EN armonizzate, costituita
dal rilascio di un Benestare Tecnico Europeo
(ETA), ossia unapprovazione dellidoneit
allimpiego, coerente con linee guida detta
ETAG ovvero Guide per il Benestare Tecnico
Europeo predisposte anchesse su Mandato
CE da unapposita organizzazione europea
lEOTA (European Organisation for Techni-
cal Approvals) composta da Amministrazioni
Nazionali e Istituti competenti alla valutazione
dellIdoneit tecnica di prodotti innovativi.
1.2
Le facciate
A livello di normazione europea, la norma EN
13830 Curtain walling - Product standard
defnisce la facciata continua come: Curtain
walling - Normalmente essa costituita da un
reticolo di elementi portanti verticali ed orizzon-
tali tra di loro connessi ed ancorati alla struttura
delledifcio, al fne di sostenere un rivestimento
di facciata continuo e leggero che ha il compito
di garantire tutte le funzione tipiche di una pa-
rete perimetrale esterna comprese la resisten-
1
LA NORMATIVA DELLE FACCIATE
a cura di Francesco Giovine
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za agli agenti atmosferici, la sicurezza nelluso,
la sicurezza ed il controllo ambientale, ma che
comunque non contribuisce alle caratteristiche
portanti della struttura delledifcio. Sulla base
di quanto indicato dalla norma europea UNI EN
13119 Facciate continue - Terminologia (ad
esclusione quindi delle facciate ventilate e del-
le coperture trasparenti inclinate) pu essere
proposta una classifcazione delle tipologie di
curtain wall in relazione ai principali schemi di
funzionamento che attualmente possono essere
individuati allinterno del panorama produttivo
di questo specifco settore.
Con il termine facciata, si intende identifcare:
Facciate continue a montanti e traversi;
Facciate continue ad elementi (cellule);
Facciate continue a fssaggio puntuale;
Facciate continue ad incollaggio strutturale;
Facciate continue a doppia pelle;
Facciate e strutture speciali
La terminologia da utilizzarsi valida per tutte le
tipologie di prodotti di cui sopra, ed contenuta
nelle seguenti norme:
UNI EN 13119 Facciate continue - Terminologia;
UNI 7959 Edilizia. Pareti perimetrali verticali.
Analisi dei requisiti;
UNI 8369/1 Edilizia. Chiusure verticali. Clas-
sifcazione e terminologia;
UNI 8979 Edilizia. Pareti perimetrali verticali.
Analisi degli strati funzionali.
Cuscino ETFE
Serraggio
Guarni zi o-
Distanziale
Struttura portante
Guarnizione
Studio per facciata doppia per EXPO 2015,
Padiglione Italia Milano - ABeC
Studio per copertura in EFFE per EXPO 2015,
Padiglione Italia Milano - ABeC
Passerella Camminamento/Ispezione
Piastra/Staffa
Telaio contenimento modulo Ductal
Pannello cm 5 Ductal
Piastra/Fissaggio Ductal
Montante
Sigilatura strutturale
vetrocamera
copertina
cm 5
ETFE
trasmittanza
2 Layer/1 cuscino
U = 2,9 w/m
2
K
3 Layer/2 cuscini
U = 1,9 w/m
2
K
4 Layer/3 cuscini
U = 1,4 w/m
2
K
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1.3
Il focus delle norme
Quando parliamo di facciate le normative che
maggiormente ci interessano sono quelle che re-
golano: la sicurezza in uso, gli aspetti prestaziona-
li, il comportamento al fuoco ed il comportamento
dei materiali che costituiscono la facciata stessa.
La sicurezza in uso delle facciate
continue
La sicurezza in uso riguarda i seguenti aspetti:
vento, peso proprio, carichi accidentali, resisten-
za agli urti, deformazioni strutturali delledifcio
e tolleranze, movimenti termici. In base alla di-
rettiva europea prodotti da costruzione (CPD
89/106), al nuovo Regolamento per i Prodotti da
Costruzione 305/2011 (CPR), ed alla norma di
prodotto UNI EN 13830 gli elementi strutturali
costituenti la facciata devono essere considerati
strutturali esclusivamente in relazione alla faccia-
ta e non in riferimento alledifcio, in quanto non
infuiscono in alcun modo sulle caratteristiche
portanti dellintero edifcio. Comunque, in quan-
to elemento dotato di funzione statica autonoma,
la facciata deve essere correttamente verifcata.
Al fne di garantirne la rispondenza al requisito
fondamentale di Sicurezza in uso prescritto dalla
CPD, necessario che tali verifche siano condot-
te nei confronti sia dello stato limite di esercizio
(SLE) sia dello stato limite ultimo (SLU) in riferi-
mento alle azioni agenti su di essa (vento, urti,
azione sismica, azioni orizzontali di esercizio, pesi
propri). Ad ogni modo, nel panorama legislativo
Italiano ed Europeo non esiste una norma tecnica
di riferimento specifca per il calcolo statico delle
facciate continue; quindi necessario utilizzare e
mutuare le informazioni e i processi di calcolo e
verifca riportati nel corpo delle norme tecniche
a disposizione, relative agli elementi strutturali
delledifcio. Le normative di riferimento sono
le NTC 2008 Norme tecniche per le costruzioni
di cui al DM 14 gennaio 2008 e la Circolare ap-
plicativa 2 febbraio 2009 n. 617, gli Eurocodici,
in particolare la UNI EN 1991-1-1 sulle azioni in
generale e la UNI EN 1999-1-1 sulle strutture in
alluminio. Ovviamente la facciata continua deve
garantire, in condizioni di servizio, la sua piena
funzionalit non solo nei confronti della sicurez-
za degli occupanti, ma anche nei confronti di
quei requisiti che connotano la corretta fruizione
dellimmobile (controllo della permeabilit alla-
ria, resistenza al vento e tenuta allacqua).
Aspetti Prestazionali
Sempre pi gli aspetti legati al comportamen-
to della facciata ed alla sua relativa prestazione
sono oggetto di interesse da parte delle norme.
Tra essi annoveriamo le prestazioni energetiche
e termiche, le prestazioni acustiche, le prestazio-
ni di tenuta allacqua/aria/vento e le prestazioni
igrotermiche (come condensa superfciale e in-
terstiziale).
Comportamento al fuoco
Riguardano prevalentemente le modalit co-
struttive dellattacco tra solaio e facciata e della
trasmissione del fuoco tra un piano e laltro.
Comportamento dei materiali
Riguardano il vetro, i sigillanti, lalluminio e lac-
ciaio, gli accessori e pi in generale i materiali di
rivestimento.
1.4
Le normative recenti
UNI/ TR 11463 Vetro per edilizia
E stato pubblicato ad ottobre 2012 il Rapporto
Tecnico UNI TR 11463 Vetro per edilizia Deter-
minazione della capacit portante di lastre in vetro
piano applicate come elementi vetrari aventi fun-
zione di tamponamento Procedura di calcolo.
Il TR, sigla che sta per Rapporto Tecnico fornisce
i criteri e le procedure per determinare, median-
te il calcolo, la capacit portante delle lastre in
vetro ai carichi agenti. Esso si applica a lastre di
vetro piano in strutture secondarie e aventi fun-
zione di tamponamento e riguarda limpiego di
vetrazioni coperte dai mandati M101 (porte, f-
nestre, chiusure, cancelli e relativi accessori per
serramenti) e M108 (sistemi di facciata).
LUNI/TR 11463 il frutto dellimpegno, dura-
to oltre 2 anni, del gruppo di lavoro GL1 Vetro
Piano della Commissione Vetro di UNI che ha
analizzato in modo approfondito le norme in es-
sere negli altri paesi della Comunit Europea (Au-
stria, Germania, Francia) oltre che il lavoro svolto
dal gruppo di lavoro della Commissione Europea
CEN/TC/129, Working Group 8, da tempo im-
pegnata alla predisposizione della prEN 13474
Glass in building - Determination of the load resi-
stance of glass panes by calculation and testing.
Il rapporto tecnico la risposta italiana alla prEN
13474 che costituisce la base tecnica per il calcolo
e verifca delle vetrazioni con funzione di tampo-
namento che abbiano almeno 2 lati in appoggio
(non sono contemplate le vetrazioni a fssaggio
puntuale). Il gruppo di lavoro UNI ha conseguen-
temente chiesto il ritiro della UNI 7143:1972 per-
ch sostituita appunto dalla UNI TR 11463:2012
ed pertanto da ritenersi superata.
Le principali novit introdotte:
La tensione di progetto ridotta tramite co-
effcienti di sicurezza del materiale propri del
tipo di vetrazione (M) e tramite un fattore di
durata del carico (kmod)
Valuta uno spessore equivalente della ve-
trazione stratifcata al fne di tener conto del
contributo dellintercalare tramite il coeff-
ciente di trasferimento dello sforzo
Considera collaboranti entrambe le lastre
della vetrocamera ripartendo lazione attra-
verso il rapporto di rigidezza delle singole
lastre oltre che considerare la sollecitazione
interna alla vetrocamera (pressione isocora)
CNR DT 210/2012 Commissione
CNR vetro strutturale
(Istruzioni per la Progettazione,
lEsecuzione ed il Controllo di Costruzioni
con Elementi Strutturali di Vetro)
Questo documento ha lobiettivo integrare
quanto previsto dalle NTC al fne di fornire del-
le basi comuni ai progettisti per il dimensiona-
mento e la verifca di elementi strutturali in ve-
tro, quali travi, pinne, solai come pure facciate,
parapetti e piani di calpestio. Il mandato M108
Curtain walling esplicita chiaramente che le
facciate sono prodotti privi di alcuna funzione
strutturale in quando non partecipano alla sta-
bilit delledifcio, ma rispondono unicamente al
Requisito Essenziale 4 Sicurezza in uso, in accordo
con la CPD. Il lavoro si basa sul rispetto degli Eu-
rocodici (EN 1990), ma anche della prEN 13474,
uffcialmente licenziata dal TC 129/WG8. Al fne
di rispettare le classi di conseguenza stato con-
dotto un lavoro di calibratura dei coeffcienti che
porta ad ottenere un coeffciente di sicurezza del
materiale pari a M = 2,15 a differenza di quanto
proposto nella prEN 13474 (M = 1,80). Lazione
della folla non rientra in combinazione dei carichi,
ma rimane una verifca locale, come previsto dalle
NTC. Allo stato attuale le lastre presenti nelle fac-
ciate, nei parapetti e nei piani di calpestio, anche
se aventi funzione di tamponamento, rientrano
nellapplicazione del documento e sono pertanto
considerati elementi strutturali, anche se di classe
di conseguenza 1. La classe di conseguenza con-
sente di defnire quando possibile accettare la
riduzione del fattore di sicurezza sulle azioni, in
quanto il collasso delle strutture secondarie o dei
pannelli di tamponamento non ha lo stesso effetto
in termini economici e/o di vite umane del collas-
so delle strutture principali.
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1.5
Le normative in fase
di revisione
UNI 7697 Criteri di sicurezza
nelle applicazioni vetrarie
I lavori della commissione si sono resi necessari
per integrare le applicazioni gi previste e per
chiarire alcuni dubbi interpretativi.
prEN 13474 Calcolo e dimensionamento
delle lastre di vetro
La prEN 13474, cio la bozza della norma stata
scritta, riscritta, messa in pubblica inchiesta, riti-
rata per la sua complessit e quindi ripresentata
da parte del CEN TC 129. La nuova versione
stata uffcialmente licenziata e posta a fne 2012
in pubblica inchiesta defnitiva.
Mentre la versione precedente era risultata trop-
po complicata, questa si semplifcata ed ha lo-
biettivo di fornire al progettista e allapplicatore
(facciatista, serramentista e vetraio) i principi
base della progettazione degli elementi vetrati
(in accordo con gli Eurocodici). Infatti i princi-
pi ed i metodi di calcolo del progetto di norma
sono in accordo con lEurocodice EN 1990: Ba-
sis of structural design, mentre le azioni sono in
accordo con lEurocodice EN 1991: Action on
structures.
1.6
Le commissioni tecniche
al lavoro
CEN/TC 33/WG6: Curtain walling
In seno al CEN esistono una serie di commissio-
ni tecniche (Technical Commission) a loro volta
suddivise in gruppi di lavoro (Working Group).
Il gruppo TC33/WG6, il cui mandato ancora
in essere, ha il compito di armonizzare le norme
sulle facciate continue.
Gruppo di lavoro facciate
strutturali SSGS
Attualmente le facciate con sistema strutturale di
incollaggio del vetro sono escluse dallambito di
applicazione EN 13830 e non sono coperte da al-
tra norma di prodotto armonizzata. Esiste lETAG
002 che tuttavia propone una procedura lunga e
complicata e la norma di prodotto EN 13022 rela-
tiva al solo componente sigillante. Il sistema SSGS
trasversale alle tipologie di prodotto: facciate e
serramenti. Si deciso quindi di approntare una
norma di supporto relativa al sistema SSGS che
possa essere richiamata nelle specifche norme di
prodotto (EN 13830 e EN 14351): i mandati M101 e
M108 non escludono infatti i sistemi SSGS. I grup-
pi di lavoro coinvolti in seno al Cen sono: TC33/
WG6 (facciate), TC33/WG1 (serramenti), TC129/
WG6 (vetro). Lintento comunque quello di in-
cludere nella EN 13830 gli SSGS, rimandando alla
specifca norma di supporto. Per queste facciate
possibile, ad oggi, richiedere un benestare tecnico
europeo (ETA) sulla scorta delle linee guida ETAG
002 predisposte dallEOTA. Il benestare tecnico
copre i sistemi per facciate continue SSGS, men-
tre, ad ogni modo, possibile marcare secondo la
EN 13830 le singole facciate continue che includo-
no anche lapplicazione di incollaggio strutturale
delle vetrazioni. Lattuale versione in vigore della
EN 13830:2003 prevede i seguenti requisiti:
1. Reazione al fuoco
2. Resistenza al fuoco
3. Propagazione allincendio
4. Resistenza al carico di vento
5. Resistenza al peso proprio (carico permanente)
6. Resistenza allurto
7. Resistenza ai carichi orizzontali
8. Permeabilit allaria
9. Tenuta allacqua
10. Isolamento acustico
11. Trasmittanza termica
12. Permeabilit al vapor dacqua
13. Resistenza allo shock termico
14. Durabilit
Attualmente la EN 13830 in corso di revisione
per un suo allineamento al CPR, cogliendo an-
che loccasione di aggiornarne i requisiti a fronte
delle nuove esigenze costruttive e del panorama
normativo in materia soprattutto di calcolo stati-
co e termico. Sono pertanto state inserite le se-
guenti caratteristiche:
Resistenza allazione sismica;
Resistenza allazione della neve;
Propriet radiative (trasmissione luminosa e
fattore solare).
Altri requisiti sono stati eliminati (es. resistenza
allo shock termico, permeabilit al vapore ac-
queo) o aggiornati (es. resistenza ai carichi oriz-
zontali lineari, resistenza allazione del vento). La
nuova versione della EN 13830 sar disponibile,
salvo rallentamenti nel processo di approvazio-
ne, verso la met del 2013.
Facciate ventilate
Su questa tipologia di facciata lUNCSAAL sta
elaborando attraverso apposito gruppo di la-
voro, un documento operativo dal titolo Linee
guida per la progettazione e la posa in opera
delle facciate ventilate . Il documento conterr
le indicazioni per progettare le facciate ventilate
(termica, acustica, etc.) e sar principalmente ri-
volto ai progettisti. Questi alcuni tra i principali
documenti presi come riferimento dal gruppo di
lavoro:
ETAG 034 Guideline for European technical
approval of kits for external wall claddings -
Part I: ventilated cladding elements and as-
sociated fxing devices;
Norma UNI 7959:1988 Edilizia. Pareti peri-
metrali verticali. Analisi dei requisiti;
Norma UNI 11018:2003 Rivestimenti e si-
stemi di ancoraggio per facciate ventilate a
montaggio meccanico - Istruzioni per la pro-
gettazione, lesecuzione e la manutenzione -
Rivestimenti lapidei e ceramici;
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Elenco norme
Leggi e Decreti
Regolamento prodotti da costruzione
305/2011 (CPR) e marcatura CE
Decreto del Presidente della Repubblica 21
Aprile 1993, n. 246 - Regolamento di attua-
zione della Direttiva 89/106/CEE relativa ai
prodotti da costruzione
Sicurezza in uso
Decreto del Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti del 14 gennaio 2008 Norme
Tecniche per le Costruzioni e circolare appli-
cativa 2 febbraio 2009 n. 617
DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n.
81 Attuazione dellarticolo 1 della legge 3
agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della
salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
DL 19 settembre 1994 n626 Attuazione
delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE,
89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE,
90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE -
riguardanti il miglioramento della sicurezza e
della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
DL 19 marzo 1996 n242 - Modifche ed in-
tegrazioni al decreto legislativo 19 settembre
1994 n626, recante attuazione di direttive
comunitarie riguardanti il miglioramento del-
la sicurezza e della salute dei lavoratori sul
luogo di lavoro.
CNR-DT 207/2008 - Istruzioni per la valu-
tazione delle azioni e degli effetti del vento
sulle costruzioni;
UNI EN 1999-1-1, Eurocodice 9, Progettazio-
ne delle strutture di alluminio, Parte 1-1: Re-
gole strutturali generali;
Rendimento energetico in edilizia
Legge 9 gennaio 1991 n. 10 - Norme per
lattuazione del Piano energetico nazionale
in materia di uso razionale dellenergia, di
risparmio energetico e sviluppo delle fonti
rinnovabili di energia.
DPR 2 aprile 2009, n. 59, Regolamento di attua-
zione dellarticolo 4, comma 1, lettere a) e b), del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, con-
cernente attuazione della direttiva 2002/91/CE
sul rendimento energetico in edilizia.
Decreto Legislativo 29 dicembre 2006, n.
311, Disposizioni correttive ed integrative
al DLGS 19 agosto 2005, n. 192, recante at-
tuazione alla direttiva 2002/91/CE relativa al
rendimento energetico nelledilizia;
Decreto 2 aprile 1998 - Modalit di certifca-
zione delle caratteristiche energetica degli
edifci e degli impianti ad essi connessi
DDG n. 14009 del 15.12.2009 - Approvazione
della procedura operativa per la realizzazione
dei controlli sulla conformit degli attestati di
certifcazione energetica redatti ai sensi della
DGR 5018/2007 e successive modifche;
DGR VIII/8745 del 22 giugno 2008 - Deter-
minazioni in merito alle disposizioni per lef-
fcienza energetica in edilizia e pe la certifca-
zione energetica.
Acustica in edilizia
Decreto Ministeriale 1 marzo 1991 - Limiti
massimi di esposizione al rumore negli am-
bienti abitativi e nellambiente esterno.
Decreto del Presidente del Consiglio dei Mi-
nistri del 5/12/97. Determinazione dei requi-
siti acustici passivi degli edifci.
Legge 26 ottobre 1995, n. 447 - Legge qua-
dro sullinquinamento acustico
D.P.C.M. 31/03/98 - Atto di indirizzo e co-
ordinamento recante criteri generali per le-
sercizio dellattivit di tecnico competente in
acustica, ai sensi dellart. 3, comma 1, lettera
b), e dellart. 2, commi 6, 7 e 8, della legge 26
ottobre 1995, n, 447.
Prevenzione incendi
Lettera circolare prot. n 5643 del 31 marzo
2010 emanata dalla Direzione Centrale per
la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica - Guida
tecnica per la determinazione dei requisiti di
sicurezza antincendio delle facciate negli edi-
fci civili.
Decreto 16 febbraio 2007 - Classifcazione
di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi
costruttivi di opere da costruzione.
Decreto 9 marzo 2007 - Prestazioni di resi-
stenza al fuoco delle costruzioni nelle attivit
soggette al controllo del Corpo nazionale dei
Vigili del Fuoco.
Decreto 10 marzo 2005 - Classi di reazione
al fuoco per i prodotti da costruzione da im-
piegarsi nelle opere per le quali prescritto
il requisito della sicurezza in caso dincendio.
Decreto 15 marzo 2005 - Requisiti di reazione
al fuoco dei prodotti da costruzione installati
in attivit disciplinate da specifche disposi-
zioni tecniche di prevenzione incendi in base
al sistema di classifcazione europeo.
Norme tecniche
Facciate ventilate
UNI 11018 Rivestimenti e sistemi di anco-
raggio per facciate ventilate a montaggio
meccanico - Istruzioni per la progettazione,
lesecuzione e la manutenzione - Rivestimenti
lapidei e ceramici.
ETAG 034 - Part 1 Guideline for European
technical approval of kits for external wall
claddings Ventilated cladding elements and
associated fxing devices, edizione febbraio
2008.
ETAG 034 - Part 2 Guideline for European
technical approval of kits for external wall
claddings Ventilated cladding elements and
associated fxing devices, subframe and pos-
sible insulation layer, edizione febbraio 2008.
Acustica
UNI 8204 Serramenti esterni - Classifcazione
in base alle prestazioni acustiche.
UNI EN ISO 717-1 Acustica Valutazione
dellisolamento acustico in edifci e di elementi
di edifci Isolamento acustico per via aerea.
UNI EN ISO 10140-3 Acustica Misurazione
dellisolamento acustico in edifci e di ele-
menti di edifcio Misurazione in laboratorio
dellisolamento acustico per via aerea di ele-
menti di edifcio
UNI EN ISO 10140-5 Acustica Misurazio-
ne dellisolamento acustico in edifci e di
elementi di edifcio Misurazioni in opera
dellisolamento acustico per via aerea degli
elementi di facciata e di facciate.
ISO 10140-10 Acustica Misurazione delli-
solamento acustico in edifci e di elementi di
edifcio Misurazioni di laboratorio delliso-
lamento per via aerea di piccoli elementi di
edifcio.
ISO 140-10
UNI EN ISO 140-5 (2000) Acustica. Misu-
razione dellisolamento acustico in edifci e di
elementi di edifcio. Misurazioni in laborato-
rio dellisolamento acustico per via aerea de-
gli elementi di facciata e delle facciate.
UNI EN ISO 140-14:2004 Acustica - Misura-
zione dellisolamento acustico in edifci e di
elementi di edifcio Parte 14: Linee guida
per situazioni particolari in opera
UNI/TR 11175 Acustica in edilizia - Guida alle
norme serie UNI EN 12354 per la previsione
delle prestazioni acustiche degli edifci - Ap-
plicazione alla tipologia costruttiva nazionale
UNI EN 12354-1 Acustica in edilizia - Valu-
tazioni delle prestazioni acustiche di edifci
a partire dalle prestazioni di prodotti - Isola-
mento dal rumore per via aerea tra ambienti.
UNI EN 12354-3 Acustica negli edifci Va-
lutazione delle prestazioni acustiche degli
edifci a partire dalle prestazioni dei prodotti
Isolamento al suono aereo contro i rumori
provenienti dallesterno.
UNI EN 12758 Vetro per edilizia - Vetrazioni e
isolamento acustico per via aerea Descrizioni
del prodotto e determinazione delle propriet
14 | TIS innovation park TIS innovation park | 15
UNI EN ISO 717-2:2007 Acustica - Valuta-
zione dellisolamento acustico in edifci e di
elementi di edifcio - Parte 2: Isolamento del
rumore di calpestio
ISO 20140-9, 1993. Acoustics - Measure-
ment of sound insulation in buildings and of
building elements - Part /IX: Laboratory me-
asurements of room to room airborne sound
insulation of a suspended ceiling with a ple-
num above it (ISO 140-9, 1985).
Lastre in gres ceramico
UNI EN ISO:10545, parti da 1 a 13: Piastrelle
ceramiche
UNI EN 14411 Piastrelle di ceramica - Defnizio-
ni, classifcazione, caratteristiche e marcatura
Lastre in pietra naturale
UNI 8458 Edilizia - Prodotti lapidei - Termino-
logia e classifcazione
UNI 9724/2 Materiali lapidei - Determinazio-
ne della massa volumica
UNI 9724/4 Materiali lapidei - Confeziona-
mento sezioni sottili e lucide
UNI 9724/6 Materiali lapidei - Determinazio-
ne della microdurezza Knopp
UNI 9724/8 1.92 Materiali lapidei - Determi-
nazione del modulo elastico semplice (mono-
assiale)
UNI 9725 Prodotti lapidei - Criteri di accetta-
zione
UNI 9726 Prodotti lapidei (grezzi e lavorati)-
Criteri per linformazione tecnica
UNI EN 1926 Metodi di prova per pietre natu-
rali - Determinazione della resistenza a com-
pressione
UNI EN 1936 Metodi di prova per pietre natu-
rali - Determinazione della massa volumetrica
reale e apparente e della porosit totale aperta
UNI EN 12372 Metodi di prova per pietre
naturali - Determinazione della resistenza a
fessione sotto carico concentrato.
UNI EN 12407 Metodi di prova per pietre na-
turali - Esame petrografco
Facciate continue, fnestre e porte
UNI EN 13830 Facciate continue - Norma di
prodotto
UNI EN 14351/1 Finestre e porte - Norma di
prodotto, caratteristiche prestazionali - Par-
te 1: Finestre e porte esterne pedonali senza
caratteristiche di resistenza al fuoco e/o di
tenuta al fumo
UNI EN 13241/1 Porte e cancelli industriali,
commerciali e da garage Norma di prodotto
- Prodotti senza caratteristiche di resistenza
al fuoco o di controllo del fumo
UNI EN 13561 Tende esterne - Requisiti pre-
stazionali compresa la sicurezza
UNI EN 13659 Chiusure oscuranti - Requisiti
prestazionali compresa la sicurezza
ETAG 002 - Part 1 Guideline for European
technical approval for structural sealant gla-
zing systems (SSGS) - Part 1: Supported and
unsupported systems
ETAG 002 - Part 2 Guideline for European
technical approval for structural sealant gla-
zing systems (SSGS) - Part 2: Coated Alumi-
nium Systems
ETAG 002 - Parte 3
ETAG 002 - Part 3 Guideline for European
technical approval for structural sealant gla-
zing systems (SSGS) - Part 3: Systems incor-
porating profles with a thermal barrier
UN EN 12207 Finestre e porte fnestre - Per-
meabilit allaria - Classifcazione
UNI EN 12208 Finestre e porte fnestre Te-
nuta allacqua - Classifcazione
UNI EN 12210 Finestre e porte fnestre Re-
sistenza al carico del vento Classifcazione
UNI EN 1026 Porte e fnestre - Permeabilit
allaria - Metodo di prova
UNI EN 1027 Porte e fnestre - Tenuta allac-
qua - Metodo di prova
UNI EN 12211 Porte e fnestre - Resistenza al
carico di vento - Metodo di prova
UNI EN 12152 Facciate continue. Permeabilit
allaria. Requisiti prestazionali e classifcazione
UNI EN 12207 Finestre e porte. Permeabilit
allacqua. Classifcazione
UNI EN 12154 Facciate continue. Tenuta allac-
qua. Requisiti prestazionali e classifcazione
UNI EN 13116 Facciate continue. Resistenza al
vento. Requisiti prestazionali e classifcazione
UNI EN 12153 Facciate continue. Permeabili-
t allaria. Metodo di prova
UNI EN 1026 Finestre e porte. Permeabilit
allaria. Metodo di prova
UNI EN 12155 Facciate continue. Tenuta
allacqua. Metodo di prova in laboratorio sotto
pressione statica
ENV 13050 Facciate continue. Tenuta allac-
qua. Metodo di prova in laboratorio sotto
condizioni dinamiche di pressione daria e
spruzzo dacqua.
UNI ENV 13051 Facciate continue. Tenuta
allacqua. Prova in sito
UNI EN 12179 Facciate continue. Resistenza
al vento. Metodo di prova.
UNI EN 947 Porte incernierate o imperniate -
Determinazione della resistenza al carico ver-
ticale
UNI EN 948 Porte incernierate e girevoli -
Determinazione della resistenza alla torsione
statica
UNI EN 949 Finestre e facciate continue,
porte e chiusure oscuranti - Determinazione
della resistenza delle porte allurto con corpo
molle e pesante
UNI EN 950 Ante di porta - Determinazione
della resistenza allurto con corpo duro
UNI EN 13049 Finestre - Urto da corpo molle
e pesante - Metodo di prova, requisiti di sicu-
rezza e classifcazione
UNI EN 13115 Finestre - Classifcazione delle
propriet meccaniche - Carico verticale, tor-
sione e forze di azionamento
UNI 9723 Resistenza al fuoco di porte ed altri
elementi di chiusura. Prove e criteri di classi-
fcazione.
UNI EN 1634-1 Prove di resistenza al fuoco
e di controllo della dispersione del fumo per
porte e sistemi di chiusura, fnestre apribili
e loro accessori costruttivi - Parte 1: Prove
di resistenza al fuoco per porte e sistemi di
chiusura e fnestre apribili.
UNI EN 1364-3 Prove di resistenza al fuoco
per elementi non portanti - Parte 3: Facciate
continue - Confgurazione in grandezza reale
(assemblaggio completo);
UNI 1364-4: Prove di resistenza al fuoco per
elementi non portanti - Parte 3: Facciate con-
tinue - Confgurazione parziale;
UNI EN 14608 Finestre - Determinazione del-
la resistenza al carico verticale
UNI EN 14609 Finestre - Determinazione del-
la resistenza alla torsione statica
UNI EN 1192 Porte - Classifcazione dei requi-
siti di resistenza meccanica
UNI EN 1522 Finestre, porte e chiusure oscu-
ranti Resistenza al proiettile Requisiti e
classifcazione
UNI EN 14019 Facciate continue - Resistenza
allurto - Requisiti prestazionali
UNI EN 107 Metodi di prova delle fnestre
Prove meccaniche
Comportamento termico
UNI EN 13947 Facciate continue Calcolo del-
la trasmittanza termica Metodo semplifcato
UNI EN ISO 10077-1 Trasmittanza termica di f-
nestre, porte e schermi - Calcolo della trasmit-
tanza termica - Parte 1: Metodo semplifcato
UNI EN ISO 10077-2 Prestazione termica di f-
nestre, porte e chiusure - Calcolo della trasmit-
tanza termica - Metodo numerico per i telai
UNI EN ISO 12567-1 Isolamento termico di
fnestre e porte - Determinazione della tra-
smittanza termica con il metodo della camera
calda - Finestre e porte complete
UNI EN 14500 Tende e chiusure oscuranti -
Benessere termico e visivo - Metodi di prova
e di calcolo
UNI EN 13363/1 Dispositivi di protezione
solare in combinazione con vetrate - Calcolo
della trasmittanza solare e luminosa - Parte 1:
16 | TIS innovation park TIS innovation park | 17
Metodo semplifcato
UNI EN 13363/2 Dispositivi di protezione
solare in combinazione con vetrate - Calcolo
della trasmittanza solare e luminosa - Parte 2:
Metodo dettagliato.
UNI EN ISO 6946:2008 Componenti ed ele-
menti per ledilizia Resistenza termica e tra-
smittanza termica Metodo di calcolo
UNI EN ISO 13788 Prestazione igrotermica
dei componenti e degli elementi per edilizia -
Temperatura superfciale interna per evitare
lumidit superfciale critica e condensazione
interstiziale - Metodo di calcolo
Acustica
UNI 8204 Serramenti esterni - Classifcazione
in base alle prestazioni acustiche.
UNI EN ISO 717-1 Acustica Valutazione
dellisolamento acustico in edifci e di elementi
di edifci Isolamento acustico per via aerea.
UNI EN ISO 140-3 Acustica Misurazione
dellisolamento acustico in edifci e di ele-
menti di edifcio Misurazione in laboratorio
dellisolamento acustico per via aerea di ele-
menti di edifcio
UNI EN ISO 140-5 Acustica Misurazio-
ne dellisolamento acustico in edifci e di
elementi di edifcio Misurazioni in opera
dellisolamento acustico per via aerea degli
elementi di facciata e di facciate.
ISO 10140-10 Acustica Misurazione delli-
solamento acustico in edifci e di elementi di
edifcio Misurazioni di laboratorio delliso-
lamento per via aerea di piccoli elementi di
edifcio.
ISO 10140-10
UNI/TR 11175 Acustica in edilizia - Guida alle
norme serie UNI EN 12354 per la previsione
delle prestazioni acustiche degli edifci - Ap-
plicazione alla tipologia costruttiva nazionale
UNI EN 12354-1 Acustica in edilizia - Valu-
tazioni delle prestazioni acustiche di edifci
a partire dalle prestazioni di prodotti - Isola-
mento dal rumore per via aerea tra ambienti.
UNI EN 12354-3 Acustica negli edifci Valu-
tazione delle prestazioni acustiche degli edi-
fci a partire dalle prestazioni dei prodotti
Isolamento al suono aereo contro i rumori
provenienti dallesterno.
UNI EN 12758 Vetro per edilizia - Vetrazioni e
isolamento acustico per via aerea Descrizioni
del prodotto e determinazione delle propriet
Vetrazioni
UNI 7143 Vetri piani. Spessore dei vetri piani
per vetrazioni in funzione delle loro dimen-
sioni, dellazione del vento e del carico
UNI 7697 Vetri piani Vetrazioni in edilizia
Criteri di sicurezza
UNI 7144 Vetri piani Isolamento termico
UNI 7170 Vetri piani Isolamento acustico
UNI EN 410 Vetro per edilizia Determina-
zione delle caratteristiche luminose e solari
delle vetrate
UNI EN 572/2 Vetro per edilizia Prodotti a
base di vetro di silicato sodo-calcico Vetro
foat
UNI EN 673 Vetro per edilizia Determina-
zione della trasmittanza termica (valore U)
Metodo di calcolo
UNI EN 12600 Vetro per edilizia - Prova del
pendolo - Metodo della prova di impatto e
classifcazione per il vetro piano
UNI EN ISO 12543-1 Vetro per edilizia Vetro
stratifcato e vetro stratifcato di sicurezza
Defnizioni e descrizione delle parti compo-
nenti
UNI EN 12150-2 Vetro per edilizia - Vetro di
silicato sodo-calcico di sicurezza temprato
termicamente - Parte 2 - Valutazione della
conformit/Norma di prodotto.
UNI EN 14179-1 Vetro per edilizia - Vetro di si-
curezza di silicato sodo calcico temprato ter-
micamente e sottoposto a heat soak test -
Parte 1: Defnizione e descrizione
UNI EN 14179-2 Vetro per edilizia - Vetro di si-
curezza di silicato sodo calcico temprato ter-
micamente e sottoposto a heat soak test -
Parte 2: Valutazione della conformit/Norma
di prodotto
UNI EN 1279-1 Vetro per edilizia - Vetrate iso-
lanti - Parte1: Generalit, tolleranze dimen-
sionali e regole per la descrizione del sistema
UNI EN 13022-1 Vetro per edilizia - Vetrate
strutturali sigillate - Parte 1: Prodotti vetrari
per sistemi di vetrate strutturali sigillate per
vetrate monolitiche supportate e non e vetra-
te multiple
UNI EN 13022-2 Vetro per edilizia - Vetrate
strutturali sigillate - Parte 2: Regole di posa
UNI/ TR 11463 Vetro per edilizia Determina-
zione della capacit portante di lastre in vetro
piano applicate come elementi vetrari aventi
funzione di tamponamento Procedura di
calcolo.
Alluminio e leghe di alluminio
UNI EN 573-1 Alluminio e leghe di alluminio.
Composizione chimica e forma dei prodotti
semilavorati. Sistema di designazione sulla
base dei simboli chimici.
UNI EN 573-3 Alluminio e leghe di alluminio
Composizione chimica e forma dei prodotti
semilavorati Composizione chimica
UNI EN 755-1 Alluminio e leghe di alluminio -
Barre, tubi e proflati estrusi - Condizioni tec-
niche di fornitura e collaudo
UNI EN 755-2 Alluminio e leghe di alluminio -
Barre, tubi e proflati estrusi - Caratteristiche
meccaniche
UNI 8634 Strutture di leghe di alluminio.
Istruzioni per il calcolo e lesecuzione.
UNI EN 14024 Profli metallici con taglio ter-
mico - Prestazioni meccaniche - Requisiti, ve-
rifche e prove per la valutazione
Accessori per serramenti
1 UNI 9158 + FA 1 Edilizia. Accessori per f-
nestre e porte fnestre. Criteri di accettazio-
ne per prove meccaniche sull insieme serra-
mento-accessori.
UNI EN 1154 (+prA1) Accessori di serramenti
Dispositivi di chiusura controllata della porta
Requisiti e metodi di prova
UNI EN 1155 (+prA1) Accessori di serramen-
ti Dispositivi elettromagnetici ferma porta
per porte girevoli Requisiti e metodi di pro-
va
UNI EN 1158 (+prA1) Accessori di serramenti
Dispositivi per il coordinamento della se-
quenza di chiusura delle porte - Requisiti e
metodi di prova
UNI EN 179 (+A1) Accessori per serramenti
Dispositivi per uscite di emergenza azionati
mediante maniglia a leva o piastra a spinta
Requisiti e metodi di prova
UNI EN 1125 (+A1) Accessori di porte fnestre
Dispositivi per uscite di emergenza coman-
dati da barra orizzontale Requisiti e metodi
di prova.
UNI EN 1935 Accessori per serramenti Cer-
niere ad asse singolo - Requisiti e metodi di
prova.
Acciaio
UNI 7958 Prodotti fniti di acciaio non legato
di qualit laminati a freddo. Lamiere sottili e
nastri larghi da costruzione.
UNI EN 10079 Defnizione dei prodotti di ac-
ciaio e a quelle di riferimento per gli specifci
prodotti.
UNI 10163-1 Condizioni di fornitura relative
alla fnitura superfciale di lamiere, larghi piat-
ti e proflati di acciaio laminati a caldo. Prescri-
zioni generali
UNI 10163-2 Condizioni di fornitura relati-
ve alla fnitura superfciale di lamiere, larghi
piatti e proflati di acciaio laminati e a caldo.
Lamiere e larghi piatti.
UNI 10163-3 Condizioni di fornitura relati-
ve alla fnitura superfciale di lamiere, larghi
piatti e proflati di acciaio laminati e a caldo.
Proflati.
UNI EN 10025 Prodotti laminati a caldo di ac-
ciai non legati per impieghi strutturali. Condi-
zioni tecniche di fornitura.
UNI EN 10142 Lamiere e nastri di acciaio a
18 | TIS innovation park TIS innovation park | 19
basso tenore di carbonio, zincati a caldo in
continuo, per formatura a freddo Condizio-
ni tecniche di fornitura
Acciaio inox
UNI EN 10088-1 Acciai inossidabili Parte 1:
Lista degli acciai inossidabili
UNI EN 10088-2 Acciai inossidabili Parte 2:
Condizioni tecniche di fornitura delle lamiere
e dei nastri per impieghi generali.
Finiture superfciali
UNI 3952 Alluminio e leghe di alluminio - Ser-
ramenti di alluminio e sue leghe per edilizia -
Norme per la scelta, limpiego e il collaudo
dei materiali.
UNI 10681 Alluminio e leghe di alluminio -
Caratteristiche generali degli strati di ossido
anodico per uso decorativo e protettivo.
UNI EN 12206-1 Pitture e vernici - Rivestimen-
ti di alluminio e di leghe di alluminio per appli-
cazioni architettoniche - Parte 1: Rivestimenti
preparati a partire da materiali in polvere
UNI ISO 2081 Rivestimenti metallici. Rivesti-
menti elettrolitici di zinco su ferro o acciaio.
UNI ISO 22063 Rivestimenti metallici ed altri
rivestimenti inorganici. Metallizzazione ter-
mica a spruzzo. Zinco, alluminio e loro leghe.
UNI 4720 Trattamenti superfciali dei mate-
riali metallici. Classifcazione, caratteristiche
e prove dei rivestimenti elettrolitici di cadmio
su materiali ferrosi.
UNI EN 12540 Protezione dei materiali metal-
lici contro la corrosione - Rivestimenti elettro-
depositati di nichel, nichel pi cromo, rame
pi nichel e rame pi nichel pi cromo
UNI EN 12540 Protezione dei materiali metal-
lici contro la corrosione - Rivestimenti elettro-
depositati di nichel, nichel pi cromo, rame
pi nichel e rame pi nichel pi cromo
Direttive del marchio di qualit QUALICOAT
dellalluminio verniciato (con prodotti liquidi
o in polvere) impiegati in architettura
Guarnizioni
UNI 9122-1 Guarnizioni per serramenti. Clas-
sifcazione e collaudo.
UNI 9122-2 Edilizia. Guarnizioni per serra-
menti. Limiti di accettazione per guarnizioni
compatte mono estruse
UNI 9729-1 Guarnizioni a spazzolino per ser-
ramenti. Classifcazione e terminologia
UNI 9729-2 Guarnizioni a spazzolino per ser-
ramenti. Criteri di accettazione per tipi senza
pinna centrale.
UNI 9729-3 Guarnizioni a spazzolino per ser-
ramenti. Criteri di accettazione per tipi con
pinna centrale.
UNI 9729-4 Guarnizioni a spazzolino per ser-
ramenti. Metodi di prova.
UNI EN 12365-1 Accessori per serramenti -
Guarnizioni per porte, fnestre chiusure e fac-
ciate leggere - parte 1 Requisiti e classifcazione
UNI EN 12365-2 Accessori per serramenti -
Guarnizioni per porte, fnestre chiusure e
facciate leggere - parte 2 Prova della forza di
chiusura
UNI EN 12365-3 Accessori per serramenti -
Guarnizioni per porte, fnestre chiusure e fac-
ciate leggere - parte 3 Prova di deformazione
(Defection recovery test method)
UNI EN 12365-4 Accessori per porte e fne-
stre Guarnizioni per porte, fnestre chiusure
e facciate leggere parte 4 Prova di deforma-
zione a lunga durata (Long term recovery test
method).
Sigillanti
UNI EN ISO 9047 Edilizia - Sigillanti - Deter-
minazione delle propriet di adesione in con-
dizioni di temperatura variabile.
UNI 9611 Edilizia. Sigillanti siliconici mono-
componenti per giunti. Confezionamento.
UNI EN ISO 10563 Costruzioni edili - Sigillanti
per giunti - Determinazione della variazione
in massa e volume.
UNI EN ISO 10590 Costruzioni edili - Sigillan-
ti - Determinazione delle propriet di adesio-
ne/coesione in condizioni di estensione man-
tenuta dopo immersione in acqua.
UNI EN ISO 10591 Costruzioni edili - Sigillan-
ti - Determinazione delle propriet di adesio-
ne/coesione dopo immersione in acqua.
UNI EN ISO 11431 Edilizia - Prodotti per giun-
ti - Determinazione delle propriet di adesio-
ne/coesione dei sigillanti dopo esposizione al
calore, allacqua e alla luce artifciale attraver-
so il vetro.
UNI EN ISO 11432 Costruzioni edili - Sigillanti -
Determinazione della resistenza a compres-
sione.
UNI EN ISO 11600 Edilizia - Prodotti per giun-
ti - Classifcazione e requisiti per i sigillanti
ISO 13640 Building construction - Jointing
products - Specifcations for test substrates.
UNI EN 26927 Edilizia. Prodotti per giunti. Si-
gillanti. Vocabolario.
UNI EN 28339 + A1 Edilizia. Sigillanti per
giunti. Determinazione delle propriet tensili.
UNI EN 28340 Edilizia. Prodotti per giunti. Si-
gillanti. Determinazione delle propriet tensili
in presenza di trazione prolungata nel tempo.
EN 28394 Edilizia. Prodotti per giunti. Deter-
minazione dellestrudibilita dei sigillanti mo-
nocomponenti.
UNI EN 29046 Edilizia. Sigillanti. Determina-
zione delle propriet di adesione/coesione a
temperatura costante.
UNI EN 29048 Edilizia. Prodotti per giunti.
Determinazione dellestrudibilita dei sigillan-
ti per mezzo di un apparecchio normalizzato.
UNI EN 15434 Vetro per edilizia - Norma di
prodotto per sigillante strutturale e/o resi-
stente ai raggi UV (per impiego in vetrate
strutturali sigillate e/o in vetrate isolanti con
sigillante esposto).
Materiali isolanti
UNI EN 13162:2009 Isolanti termici per edili-
zia - Prodotti di lana minerale (MW) ottenuti
in fabbrica - Specifcazione
UNI EN 13165:2009 Isolanti termici per edi-
lizia - Prodotti di poliuretano espanso rigido
(PUR) ottenuti in fabbrica Specifcazione.
20 | TIS innovation park TIS innovation park | 21
2.
IL CAPITOLATO SPECIALE
DAPPALTO SULLE FACCIATE
a cura di Carlo Noselli
Il capitolato speciale dappalto un documento
di grande importanza nellesecuzione di unope-
ra, sia essa pubblica o privata: contiene infatti le
norme e le prescrizioni di natura amministrativa
e tecnica che regolano lesecuzione di uno spe-
cifco contratto dappalto. Il D.P.R. 5/10/2007 n.
207 - Regolamento di esecuzione ed attuazione
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Co-
dice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/
CE e 2004/18/CE) costituisce un buon riferi-
mento per la defnizione del capitolato speciale
dappalto e ne tratta i contenuti, nellambito
delle opere pubbliche, allArt. 43 individuando
essenzialmente due parti: la prima contiene in
genere tutte le indicazioni ritenute necessarie
per una completa defnizione dellappalto (di
tipo amministrativo, economico ecc.) mentre la
seconda comprende la descrizione delle moda-
lit di esecuzione, le norme di misurazione delle
singole lavorazioni, i criteri di accettazione dei
materiali, la modalit di esecuzione di eventuali
prove, essenzialmente quindi la specifcazione
delle prescrizioni tecniche. Volendo richiamare il
citato articolo del D.P.R. 207/2007:
Nella prima parte tutti gli elementi necessari per
una compiuta defnizione tecnica ed economica
delloggetto dellappalto, anche ad integrazione
degli aspetti non pienamente deducibili dagli
elaborati grafci del progetto esecutivo;
Nella seconda parte le modalit di esecuzione
e le norme di misurazione di ogni lavorazione,
i requisiti di accettazione di materiali e compo-
nenti, le specifche di prestazione e le modalit
di prove nonch, ove necessario, in relazione alle
caratteristiche dellintervento, lordine da tenersi
nello svolgimento di specifche lavorazioni; .
Il capitolato speciale dappalto quindi un docu-
mento di natura contrattuale che normalmente
viene compilato dal progettista sulla base di
schemi tipo o modelli predisposti dalla stazio-
ne appaltante o da editori specializzati. I tecnici
possono quindi avvantaggiarsi di documenti che
raccolgono esperienze e conoscenze di settore
di alto livello, senza per sottrarsi dallonere di
integrarne i contenuti ove necessario, in relazio-
ne alle peculiarit dellopera di cui stanno curan-
do la progettazione.
Tra i documenti disponibili quelli della Provincia
Autonoma di Bolzano costituiscono strumento
di sicuro interesse e utilit: in particolare la se-
conda parte ovvero le Disposizioni Tecnico-
Contrattuali (DTC). Frutto di un recente e signi-
fcativo lavoro dellAmministrazione provinciale
raccolgono le esperienze dellattivit locale e di
area tedesca e vengono aggiornate con una cer-
ta frequenza. Allo stato attuale vige la versione
2011 approvata con D.G.P. del 25.06.2012 n.
963 disponibile sul sito www.provincia.bz.it/edi-
lizia/temi/uffcio-appalti.asp).
Il complesso sistema delle DTC della Provincia
parte integrante dei singoli contratti della Provin-
cia anche se non materialmente allegate - con-
tiene oltre alle DTC Regole generali per lavori
di costruzione di qualsiasi tipologia, 63 capitoli,
ciascuno dei quali si riferisce ad una ben precisa
lavorazione o gruppo di lavorazioni affni o omo-
genee. Lorganizzazione delle singole Disposi-
zioni tecnico contrattuali sempre la medesima
ed articolata in 6 punti:
Istruzioni per la redazione del progetto
Campo di applicazione
Materiali elementi costruttivi
Esecuzione
Prestazioni accessorie e prestazioni particolari
Contabilizzazione
Il tema delle facciate viene trattato in un docu-
mento specifco lavori per facciate ma sono poi
numerosi i capitoli di sicuro interesse che posso-
TIS innovation park | 23 22 | TIS innovation park
no o meglio devono essere presi in considerazio-
ne: dalle opere da vetraio, alle opere metalliche,
ai lavori in pietra naturale ecc. che completano il
quadro complessivo.
Il campo di applicazione della DTC Lavori per
facciate riguarda le facciate continue in gene-
rale e i rivestimenti ventilati, comprende quin-
di due elementi costruttivi di natura non omo-
genea che spesso per si interfacciano tra loro.
Viene quindi trattato linvolucro di facciata con
riferimento per ad ulteriori capitoli che tratta-
no diffusamente aspetti maggiormente specifci
come ad esempio le opere da vetraio.
Di particolare rilevo appare in questa sede il
punto 0 che, pur non costituendo clausola con-
trattuale, contiene le istruzioni ritenute presup-
posto essenziale per la corretta redazione del
progetto. Il capitolato individua con chiarezza
alcuni contenuti signifcativi del progetto che
dovr quindi contenere precise indicazioni sul
cantiere, sullesecuzione, su eventuali difformi-
t rispetto alle DTC, sulle prestazioni accessorie
e su quelle particolari e sulle unit di misura.
Questo aspetto appare particolarmente innova-
tivo e signifcativo nellambito della realizzazione
dellopera affdando centralit e precise carat-
teristiche al progetto quale presupposto per la
realizzazione a regola darte.
Di sicuro interesse sono poi i documenti proposti
da UNCSAAL - Unione Nazionale Costruttori Ser-
ramenti Acciaio Alluminio e Leghe - in particolare
il documento denominato UX27 Capitolato spe-
ciale per facciate continue elaborato in accordo
con la norma di prodotto UNI EN 13830 nel 2009
UNCSAAL partner effcace ed affdabile per i
progettisti e, in generale, per i committenti del
comparto dellinvolucro edilizio: i documenti,
elaborati con la partecipazione dei principali at-
tori del settore si caratterizzano per specifcit e
precisione dei contenuti e sono reperibili sul sito
www.uncsaal.it.
In particolare il documento UX 27 Capitolato
speciale per facciate continue si propone come
guida per la stesura di un capitolato tecnico per la
richiesta di fornitura e posa di facciate continue
che pu essere utilizzato come parte speciale di
un capitolato generale oppure separatamente
ed indipendentemente da questultimo. E uti-
lizzabile sia nel contesto di un intervento edilizio
ampio e di carattere generale sia in quello di una
situazione pi specifca dove la fornitura e/o la
posa in opera delle facciate continue costituisca
lunico capo dopera oggetto del contratto.
Nel documento sono reperibili supporti utili
per defnire caratteristiche e prestazioni che
le facciate continue dovranno possedere e che
dovranno essere calibrate sulle effettive esigen-
ze progettuali e sulla conformit alla normativa
vigente. Per ogni requisito o caratteristica viene
pertanto suggerita la voce di capitolato (fre-
quentemente esemplifcata con un prospetto) e
in corsivo sono riportati note, commenti, richia-
mi alle regolamentazioni e alle norme UNI appli-
cabili a questa categoria di opere. Il documento
non quindi unopera compiuta ma, piuttosto,
uno strumento dinamico di guida.
Ulteriori elementi di interesse possono essere
reperiti nella cospicua produzione documenta-
le di UNCSAAL. Il documento denominato UX
60 Guida alla posa in opera delle facciate con-
tinue elaborato recentemente (2012) tratta ad
esempio in modo dettagliato le problematiche
della posa in opera che deve essere effettuata
in modo tale da garantire il rispetto dei principali
requisiti tecnologici per i quali i rispettivi livelli di
prestazione sono gi stati individuati nellambito
del progetto (resistenza meccanica, tenuta allac-
qua, allaria, isolamento termico, acustico ecc.).
Vengono infne trattate le modalit di controllo,
di prova e collaudo in opera.
1,00 [Pt:1648, Nd:5380]
0,24
-0,34
-0,91
-1,48
-2,05
-2,63
-2,82 [Pt:151, Nd:216]
Plate Disp:DZ (mm)
Deformata delle sollecitazioni delle vetrate della scuola superiore per professioni
sociali Marie Curie. Nuovo accesso palestra Risanamento facciate Landhaus 2, Bolzano
24 | TIS innovation park TIS innovation park | 25
3.
LELENCO PREZZI DELLE FACCIATE
a cura di Francesco Giovine
3.1
Le facciate e limportanza del
giusto prezzo
Il ruolo di un prezziario delle facciate quello
di descrivere in maniera univoca loggetto della
fornitura e le relative prestazioni da richiedere,
con lobiettivo di avere un parametro economi-
co attendibile e per questo utile a progettista e
committente. Le informazioni necessarie al for-
nitore sono essenzialmente di quattro tipologie:
descrittive (che defniscono le caratteristiche ge-
nerali delle opere oggetto del capitolato), tecno-
logiche (relative ai materiali, ai componenti, alle
fniture e alla posa in opera), prestazionali (che
individuano i livelli di qualit attesa dei prodotti)
e contrattuali (relative a competenze, responsa-
bilit e oneri dei vari attori che intervengono nel
processo edilizio in oggetto).
Le caratteristiche e prestazioni che le facciate
oggetto di una gara devono possedere, neces-
sitano di essere pertanto calibrate sulle effettive
esigenze progettuali e sulla conformit alla nor-
mativa vigente: solo in questo modo la determi-
nazione del prezzo pu essere realistica. Questo
ci porta a ritenere di estrema importanza la spe-
cifca tecnica riferita alla nostra tipologia di fac-
ciata in quanto diversamente, ovvero in presen-
za di una descrizione omnicomprensiva e cio
con la presunzione di poter descrivere le diverse
tipologie di prodotti oggi presenti sul mercato,
si rischia di creare ampi varchi interpretativi con
ripercussioni deleterie e non veritiere per pro-
gettista e cliente.
Classifcazione e criteri di scelta delle
facciate continue: un problema di termini
La suddivisione del curtain wall in diverse tipolo-
gie e sistemi costruttivi una problematica non
trascurabile in quanto non si in presenza di
ununivocit terminologica e conseguentemente
di prezzo; inoltre la stessa evoluzione tecnologi-
ca del settore introduce di continuo termini nuo-
vi e specifci, in buona parte comprensibili solo
agli addetti ai lavori. La defnizione di curtain
wall, come categoria particolare di pareti ester-
ne non portanti, composti da elementi modulari
ripetuti, eseguiti in offcina e montati in opera, a
cui vengono affdate tutte e sole le funzioni di se-
parazione tra interno ed esterno, di per s non
suffciente a defnirne correttamente gli aspetti
tecnologici e funzionali in quanto tale defnizio-
ne si applica in generale alle facciate di tipo leg-
gero. In accordo con la norma di prodotto UNI
EN 13830, con il termine facciate continue si in-
tendono infatti diverse tipologie di prodotti che
possono distinguersi principalmente tra metallici
e non-metallici. La facciata continua un prodot-
to metallico se realizzato con la combinazione di
metallo, vetro ed altri materiali di rivestimento
supportati o dotati di un telaio metallico. La fac-
ciata non metallica invece una parete qualun-
que, di qualunque materiale, non progettata per
sostenere carichi verticali e collocata allesterno
delle solette di piano.
Ma vediamo meglio le loro distinzioni:
1. Facciata continua metallica a montanti
e traversi: facciata continua costituita da un
telaio portante in montanti e traversi metallici,
con partizioni vetrate apribili o no, con pan-
nello cieco di parapetto (spandrel) con faccia
esterna in vetro oppure metallica, pietra natu-
rale o altro materiale di fnitura esterna.
2. Facciata continua metallica a telai: facciata
continua costituita da unossatura portante in
montanti e traversi metallici e da tamponamen-
ti (del tutto simili a quelli del caso precedente)
intelaiati e prefabbricati in offcina e successi-
vamente collegati in opera al reticolo di facciata
mediante accoppiamento meccanico.
TIS innovation park | 27 26 | TIS innovation park
3. Facciata continua metallica ad elementi o
celle: facciata continua costituita da elementi
di telaio a montanti e traversi metallici, dotata
di una partizione vetrata apribile o fssa e dallo
spandrel; tutti i pezzi, in alcuni casi anche la
vetrazione, vengono assemblati interamente
in offcina e poi montati in opera.
4. Facciata continua strutturale: facciata
realizzata con tamponature vetrate apribili o
fsse, con struttura a montanti e traversi me-
tallici; le lastre di vetro sono incollate al telaio
metallico tramite luso di sigillanti strutturali.
Una facciata continua strutturale pu essere
realizzata sia con la tecnologia a montanti e
traversi, che a telai oppure a elementi.
Sigillatura strutturale
Serraggio
con farfalla
Montante
facciata
5. Facciata continua semi-strutturale: fac-
ciata realizzata con tamponature vetrate apri-
bili o fsse, con struttura a montanti e traversi
metallici (del tutto simile a quella del caso
precedente) solo che le lastre di vetro sono
fssate al telaio metallico con luso di sigillan-
ti strutturali e con accessori di trattenimento
meccanico su due o su quattro lati.
Facciata montante - traverso per Parco Aquatico Santa Chiara, Rende (CS) - ABeC Studio per facciata strutturale per EXPO 2015, Padiglione Italia Milano - ABeC
28 | TIS innovation park TIS innovation park | 29
3.2
Descrizione e prescrizioni
particolari del prezziario
Il documento descrittivo della nostra faccia-
ta, affnch possa essere univocamente letto e
ragionato dal fornitore/costruttore, deve con-
tenere tutti i dati informativi e gli obiettivi tec-
nico-prestazionali. Occorre precisare le norme
di riferimento e i valori prestazionali, loro classi
e metodi di prova, le prove richieste in sito se
presenti, la presenza di elementi antieffrazione
e campionature al vero: tutti questi fattori pos-
sono determinare una sensibile oscillazione di
prezzo se non esattamente individuate nel testo
al quale legato il prezziario. Esaminiamo quali
sono allinterno di ogni singola tipologia gli altri
fattori che possono incidere sul prezzo unitario
della nostra facciata:
1 Modulazione del reticolo di facciata (Ovvero
interasse verticale ed orizzontale)
2 Tipologia e dimensioni dellapertura infsso (a
battente apribile verso linterno, a vasistas, a
sporgere ecc.)
3 Presenza di caratteristiche formali architet-
toniche rilevanti (Sporgenze, raccordi vertica-
li e/o orizzontali)
4 Interfacce con opere al contorno
5 Attacchi (al piano terra, al corpo scale, alla co-
pertura)
6 Raccordo a sofftto e al pavimento, logge, spi-
goli e altri elementi
7 Collegamento della facciata agli elementi
strutturali delledifcio
8 Attacchi alla struttura portante (tipologia e
consistenza delle staffe di sostegno)
9 Finiture superfciali dei telai metallici (spesso-
re, resa, codici di riferimento)
10 Vetrazioni
Questultime sono estremamente importanti. Di
seguito elenchiamo alcuni tra i punti che occorre
sempre indicare:
se si tratta di tamponamenti opachi, oppure
trasparenti fssi, o apribili
la tipologia di vetro (vetrocamera o vetro sin-
golo)
se trattasi di vetro piano, curvo, foat, stratif-
cato, armato, temprato
spessori (se trattasi di vetrocamera oltre allo
spessore delle singole lastre costituenti deve
essere indicato anche lo spessore dellinter-
capedine e leventuale riempimento)
se basso emissivo e/o a controllo solare e re-
lativa faccia interessata dal coating
i parametri termo-energetici e acustici
Un prezziario razionale e facile
da leggere a tutela della stazione
appaltante
Il fatto di avere ununica descrizione che com-
prenda le varie tipologie rischia di diventare
approssimativo come metodo. La costruzione
di un sistema che per mezzo di parametri e ca-
sistiche contempli tutte le condizioni al contor-
no, potrebbe invece avere maggiore effcacia.
Questo si potrebbe ottenere riferendosi in
parte allottimo lavoro in tal senso gi svolto da
UNCSAAL, affnandone ulteriormente il metodo
nello specifco per la provincia di Bolzano. Tale
lavoro preparatorio al prezziario, consentirebbe
di classifcare e catalogare i vari raccordi e coro-
namenti nelle loro molteplici combinazioni e per-
metterebbe una facilitazione della stima econo-
mica da parte degli operatori. Lobiettivo futuro
infatti realizzare un documento suddiviso nelle
5 tipologie individuate dalla norma di prodotto
UNI EN 13830, e parametrizzato secondo le 3 di-
mensioni tipiche del modulo/reticolo di facciata
in larghezza (cm 90, 120, 150), con una descri-
zione specifca, individuando poi un metodo che
consenta -per interpolazione lineare- di quotare
le altre dimensioni non comprese. Distinguendo
poi tra intervento ex-novo e tra intervento sul pa-
trimonio edilizio esistente, si riuscirebbe a essere
ancora pi precisi nella stima (questo per i diversi
aspetti logistici e di cantierizzazione da conside-
rare nei 2 casi in menzione).
A chi rivolto
Il futuro nuovo prezziario sar rivolto ai Progetti-
sti e gli Enti Committenti privati e pubblici della
provincia di Bolzano nella fase di computazione
dei lavori e nelle gare di appalto.
I prezzi presenti nel listino dovranno derivare
dalla raccolta di dati omogenei, ovvero saranno
riferiti ad elementi con le medesime caratteristi-
che tecniche, provenienti da aziende distribuite
su tutto il territorio provinciale oltre che nazio-
nale e rappresentative sia della produzione di
Serramenti sia di quella delle Facciate Continue.
Compito del Gruppo facciate in seno al TIS po-
trebbe essere infne quello di una successiva
elaborazione secondo metodologia statistica e
sulla scorta della banca dati che si andr a cre-
are. Attraverso apposite tabelle sar possibile
classifcare le varie tipologie in modo semplice
e sintetico e ci aiuter gli operatori del settore
nella stima economica dei lavori.
A tal proposito particolarmente interessante
come punto da cui partire il prezziario elabo-
rato da UNCSAAL impegnata da anni in un lavo-
ro di diffusione del listino presso le Camere del
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura
italiane che, in molti casi, lo assumono come par-
te integrante dei propri prezziari.
I prezzi di facciate continue aventi caratteristiche
diverse da quanto indicato nelle descrizioni e
nel capitolo Specifche tecniche andranno co-
munque valutati di volta in volta. Ci vale anche
per quelle facciate che, per esigenze estetiche o
strutturali, richiedono proflati con dimensioni
che comportano pesi superiori a quelli indicati
nelle descrizioni delle singole tipologie.
La facciata continua in molti casi dotata di pan-
nelli inseriti allinterno del reticolo di facciata di
cui deve essere indicato il materiale dello strato
esterno, la densit, la conducibilit termica, la
fnitura superfciale esterna e una trasmittan-
za termica complessiva. Tipi e posizione delle
opere accessorie sono pure determinanti. Ad
esempio i sistemi di protezione dallirraggiamen-
to solare, di pulizia facciata, i dispositivi di ven-
tilazione, zoccolini, velette o canaline per tende
concorrono tutti a modifcare i costi della facciata
e devono essere specifcati. I raccordi con pila-
stri, divisori e controsofftto, le soglie su muret-
ti o davanzali, i mobiletti copri fan-coils, come
pure le controfodere interne o le canalizzazioni
per passaggio impianti, sono opere accessorie le
cui fniture spesso vanno a incidere sui costi della
manodopera.
Discorso assai delicato quello sulla Sicurezza in
caso di incendio che tradotto in termini econo-
mici pu far alzare i valori economici delle nostre
facciate. La richiesta di questa prestazione deve
essere valutata in funzione delluso previsto del
prodotto e della destinazione duso delledifcio.
Qualora specifcatamente richiesto, la facciata
continua dovr essere di classe di resistenza al
fuoco nei riguardi della propagazione verticale
dellincendio in facciata continua. A tal proposito
in corrispondenza del collegamento con i solai,
dovr essere completata da idonei elementi ta-
glia fuoco aventi classe di resistenza opportuna.
Anche gli isolanti e le guarnizioni, in questo caso
dovranno essere di classe di reazione al fuoco e
avranno costi maggiori.
Insomma tanto pi generica e succinta la no-
stra descrizione di facciata tanto pi relativo sar
il valore di prezzo a esso associato; per questo,
il lavoro che il gruppo facciate si propone di fare
sar utile a individuare il giusto budget oltre che
a contenere danni e inutili dispendi monetari.
30 | TIS innovation park TIS innovation park | 31
4.
STATICA DEI SISTEMI DI FACCIATA
a cura di Francesco Giovine e Roland Rossi
4.1
Processo progettuale
Punto di partenza dellanalisi strutturale dellin-
volucro risulta la sua concezione strutturale ov-
vero la denizione del ruolo che questo deve
assolvere allinterno del sistema-edicio. Questo
vuol dire individuare perfettamente quali sono le
azioni che andranno ad agire su di esso e come
queste verranno assorbite o ridistribuite o trasfe-
rite alla struttura portante delledicio.
Generalmente le azioni che possono interessare
linvolucro sono le seguenti:
peso proprio degli elementi costruttivi (pro-
li, pannelli, lastre, moduli, elementi di ssag-
gio e di collegamento, elementi di nitura,
accessori)
carico del vento (pressioni e depressioni, di-
vergenza torsionale, fenomeni del distacco
dei vortici,
fenomeni di sincronizzazione, oscillazioni ga-
loppanti, utter, bueting)
azioni di uragani, tifoni, grandine, calamit
naturali
azioni sismiche
dilatazioni termiche
movimenti dierenziati tra i componenti
interazione involucro/struttura
carico neve
azioni da manovre di apertura/chiusura
atti vandalici
azioni intrusive
attentati terroristici
bomb-blast
azioni belliche
ssaggio di schermature solari (tende a rullo
esterne, brise-soleil, ecc.)
ssaggio di sporti o pensiline
supporto di insegne
operazioni di trasporto e montaggio
operazioni di manutenzione, riparazione, so-
stituzione e pulizia
Accanto alle azioni sopra indicate esistono pro-
blematiche di ultima generazione legate a pro-
blemi molto specici come:
shock termici
problemi di aerodinamicit
problemi di ottimizzazione strutturale (form-
nding)
azioni dovute alla presenza di doppie pelli
problemi di isolamento (tasselli a taglio termico)
vibrazioni
fatica
failure, fessure, rotture
comportamento post-rottura (fail-safe)
In particolare il processo di progettazione strut-
turale pu essere schematizzato come una se-
rie di operazioni che vanno dallindividuazione
e dalla quantizzazione delle azioni agenti sulla
struttura, allanalisi delle tensioni e delle defor-
mazioni generate, al dimensionamento delle se-
zioni e degli spessori in funzione delle tensioni e
delle deformazioni calcolate, alla determinazione
della sicurezza strutturale con opportuni fattori
di sicurezza, per giungere alla produzione dei
documenti e degli elaborati graci di progetto
necessari per trasmettere in maniera esaustiva
e dettagliata i risultati. Lanalisi e il dimensiona-
mento strutturale dellinvolucro deve essere
strettamente collegata alle altre fasi del progetto
(progetto architettonico, progetto della struttura
portante, progetto degli impianti) al ne di ve-
ricare simultaneamente che tutte le esigenze
siano soddisfatte. La progettazione strutturale
viene cos a interessare diverse fasi del progetto
nel suo complesso, che vanno dalla concezione
iniziale, alla modellazione, allanalisi strutturale,
alla denizione dei sistemi di ssaggio e ancorag-
gio, no alla produzione delle tavole esecutive di
progetto, confrontandosi continuamente con le
esigenze architettoniche e impiantistiche.
In fase di progettazione strutturale dellinvolucro
bene individuare la corretta suddivisione dei
compiti che devono assolvere i diversi compo-
32 | TIS innovation park TIS innovation park | 33
nenti. Per questo motivo necessario ricorrere
a precisi schemi gerarchici che permettano di
individuare il ruolo che i vari elementi strutturali
sono chiamati a ricoprire (prediction). La nali-
t quella di eliminare sovradimensionamenti e
appesantimenti della struttura pur nel manteni-
mento dei pressati livelli di sicurezza.
Altro fattore molto importante nella progetta-
zione strutturale la creazione di ridondanze,
ovvero di sistemi che permettano di supplire
strutturalmente a eventuali decienze strutturali
o rotture di componenti (per esempio elementi
di ssaggio, lastre di vetro, ecc.) durante le condi-
zioni di esercizio senza negare la possibilit di uti-
lizzo delledicio o di sostituzione di componenti
o parti di struttura in condizioni di sicurezza.
Le fasi di progettazione strutturale devono
inoltre prevedere le analisi delle strutture nelle
diverse condizioni transitorie di trasporto e mon-
taggio (o smontaggio) valutando sia il compor-
tamento post-rottura che analizzando le azioni
che potrebbe innescare la rottura di una lastra
vetrata sul resto del sistema-struttura.
La progettazione richiede pertanto accurate mo-
dellazioni e calcoli, necessitando anche delluso
di software e programmi FEM sia per le analisi
globali che di dettaglio al ne di simulare e ve-
ricare il comportamento dellinvolucro nelle
diverse condizioni di esercizio. Le fasi attraverso
le quali andare a progettare staticamente una
facciata sono:
1. acquisizione dei dati di progetto;
2. analisi dei carichi e loro combinazioni;
3. denizione schema strutturale;
4. analisi strutturale;
5. statica di dettaglio (nodi, ancoraggi, ecc.)
I principali metodi di dimensionamento possono
essere cos riassunti:
dimensionamento secondo il metodo delle
tensioni ammissibili
dimensionamento secondo la probabilit di
rottura
dimensionamento secondo il metodo degli
stati limite (ultimo e di esercizio)
Il metodo delle tensioni ammissibili consiste nel
vericare che le tensioni presenti su tutti i punti
del materiale non superino un pressato valore
ammissibile, considerando compromessa la sta-
bilit della struttura nel momento in cui anche
un solo punto entra in crisi. Il dimensionamento
secondo la probabilit di rottura analizza invece
il comportamento a rottura e il variare delle sol-
lecitazioni in funzione del tempo, permettendo
cos di considerare lo sviluppo delle tensioni che
agiscono per lungo tempo e su grandi superci
in maniera negativa. Inne il metodo di dimen-
sionamento secondo gli stati limite considera di-
verse situazioni limite o scenari di cedimento del-
la struttura. In questo modo vengono considerati
sia la probabilit di un carico, sia il ruolo dellele-
mento nella stabilit della struttura in generale
oltre che leetto del cedimento dellelemento.
Nel caso della progettazione strutturale di invo-
lucri in vetro, risulta particolarmente importante
analizzare il cosiddetto post rupture behaviour.
Risultando infatti il vetro un materiale fragile, in
cui sono peraltro possibili rotture spontanee,
sar necessario analizzare il comportamento
post-rottura al ne di garantire comunque il
funzionamento dellintera struttura senza pre-
giudicarne la stabilit e la sicurezza (fail-safe). Da
quanto detto emerge come sia piuttosto com-
plesso concepire strutturalmente linvolucro.
Questo proprio perch i compiti che deve assol-
vere sono sempre pi complessi e sosticati e le
prestazioni che devono essere raggiunte sono
sempre pi severe.
4.2
Resistenza meccanica e
sicurezza in uso
Sono 2 i documenti che richiamano questi due
importanti concetti: La direttiva europea 89/106/
CEE e la UNI EN 13830.
La direttiva europea 89/106/CEE: comunemente
detta CPD (Construction Products Directive)
una direttiva europea del 21.12.1988. E rimasta in
vigore no al 24.02.2011 mentre dal 24 aprile 2011,
entrato in vigore parzialmente il Regolamento
dei Prodotti da Costruzione (CPR - Construction
Products Regulation). Poich lentrata in vigore
del CPR solo parziale (vedi art. 68 del CPR stes-
so) la direttiva ha ancora parte della sua validit.
Il 1 luglio 2013 il CPR avr piena applicazione e
la direttiva non sar pi applicabile. La CPD ha
lobiettivo di assicurare che i prodotti da costru-
zione che vengono immessi sul mercato siano
costruiti o realizzati in modo che lopera di co-
struzione nella quale sono integrati rispetti alcuni
requisiti ritenuti essenziali per la sicurezza, la sa-
lute e altre esigenze di ordine collettivo delluten-
za. Ci signica che in quanto elemento dotato
di funzione statica autonoma, la facciata deve es-
sere correttamente progettata e vericata sotto
il prolo del suo comportamento meccanico. La
direttiva - recepita con il DPR n. 246 del 21 aprile
1993 allallegato A parla del requisito essenziale
4, che descrive il concetto di resistenza meccani-
ca di una facciata continua come rispondente al
requisito pi generale di sicurezza in uso.
La norma di prodotto UNI EN 13830: denisce
la facciata continua come insieme di elementi
strutturali verticali e orizzontali collegati insieme
e ancorati alla struttura portante delledicio e
tamponamenti, a formare un involucro leggero
continuo che garantisce tutte le funzioni normali
di una parete esterna, ma che non assume alcu-
na delle caratteristiche portanti della struttura
delledicio.
4.3
Parete esterna e facciata
La dierenza fondamentale tra una facciata con-
tinua e una generica parete esterna consiste nella
relazione con la struttura delledicio. La faccia-
ta continua assolve tutte le funzioni proprie di
una parete esterna ad esclusione del supporto
di carichi verticali trasmessi dai solai, funzione
assolta esclusivamente dalle strutture verticali
delledicio. Le facciate continue essendo porta-
te dalla struttura delledicio, non contribuiscono
alla stabilit delledicio. Lesclusione della funzio-
ne di supporto dei carichi verticali ha consentito la
realizzazione di sistemi di facciata leggeri, faccia-
te con orditura metallica ed elementi di tampona-
tura opachi o trasparenti, composti con dierenti
materiali e tecnologie. Il sistema viene denito
leggero proprio perch soggetto a carichi per-
manenti limitati al peso proprio dei componenti
la facciata: lorditura metallica, gli elementi di
tamponatura ssi e apribili, gli elementi accessori,
elementi aventi peso proprio contenuto rispetto
agli elementi costituenti le pareti in muratura e le
pareti portanti in genere. Gli elementi strutturali
costituenti la facciata devono essere considerati
strutturali esclusivamente in relazione alla facciata
e non in riferimento alledicio, in quanto non in-
uiscono in alcun modo sulle caratteristiche por-
tanti dellintero edicio.
4.4
Le verifche da effettuare
Per garantire il requisito fondamentale relativo alla
sicurezza in uso prescritto dalla CPD, necessario
che tali veriche siano condotte nei confronti sia
dello stato limite di esercizio (SLE) sia dello stato
limite ultimo (SLU) in riferimento alle azioni agenti
sulla facciata (pesi propri, urti, azione sismica, ven-
to, azioni orizzontali di esercizio). Cosa altro deve
34 | TIS innovation park TIS innovation park | 35
garantire la facciata in condizioni di servizio? La
piena funzionalit: non solo nei confronti della si-
curezza degli occupanti, ma anche nei confronti di
quei requisiti che deniscono la corretta fruizione
dellimmobile (permeabilit allaria, resistenza al
vento e tenuta allacqua). Nel vericare SLU e SLE
in conseguenza alle diverse combinazioni delle
azioni, occorre valutare anche la combinazione si-
smica e quella accidentale ove richiesto. La verica
allo SLU una verica di sicurezza mentre la veri-
ca allo SLE invece una verica di corretto fun-
zionamento che consiste nella valutazione che la
deformazione sotto carico rientri nei limiti previsti
dalle norme (UNI EN 13830):
deformazione limite del montante soggetto
ad azione orizzontale: L/200 o comunque
non superiore a 15 mm;
deformazione limite del traverso soggetto ad
azione orizzontale: L/200 o comunque non
superiore a 15 mm;
deformazione limite del traverso soggetto ad
azione del solo peso proprio verticale: L/500
o comunque non superiore a 3 mm.
4.5
Le norme di riferimento
Nel panorama legislativo italiano ed europeo
non esiste una norma tecnica di riferimento
specica per il dimensionamento statico delle
facciate continue; quindi necessario utilizzare e
mutuare le informazioni e i processi di calcolo e
verica riportati nel corpo delle norme tecniche
a disposizione, relative agli elementi strutturali
delledicio. Tra le norme tecniche che trovano
applicazione per le facciate continue, necessa-
rio ricordare principalmente:
NTC 2008, Norme Tecniche per le Costruzioni
di cui al DM 14 gennaio 2008 e circolare n. 617;
CNR-DT 207/2008 - Istruzioni per la valutazio-
ne delle azioni e degli eetti del vento sulle
costruzioni;
UNI EN 1999-1-1, Eurocodice 9, Progettazione
delle strutture di alluminio, Parte 1-1: Regole
strutturali generali;
UNI EN 13830 Facciate continue Norma
di prodotto (norma armonizzata relativa alla
marcatura CE).
4.6
Azioni e sollecitazioni
Al ne di ottimizzare e rendere ecace la proget-
tazione strutturale dellinvolucro bene indivi-
duare le azioni e le sollecitazioni che andranno ad
agire su di esso. Azioni che naturalmente dovran-
no essere strettamente legate al contesto geogra-
co nel quale ledicio andr collocato.
Tra geograa e calcolo strutturale esiste infatti un
forte legame dovuto principalmente al fatto che
la localizzazione determina speciche azioni di
carattere sismico, carichi neve e del vento, caratte-
ristiche geologiche, condizioni climatiche, oltre a
richiedere eventuali prestazioni speciali come per
esempio in caso di zone politicamente instabili
(zone a forte presenza terroristica, zone di guerra,
ecc.). Non ultimo la localizzazione geograca de-
termina le normative di riferimento che andranno
rispettate in fase di progetto e gli standard ener-
getici ai quali fare riferimento. Ci che rimane in-
variato risulta essere il processo di progettazione
strutturale, ovvero le varie fasi di concezione, pro-
gettazione, calcolo e verica dellinvolucro stesso.
Le azioni da considerare principalmente nel cal-
colo della sollecitazione di una facciata continua
sono di 2 tipi: permanenti e variabili.
a) Permanenti
peso proprio dellorditura della facciata (reti-
colo in alluminio, staaggi e accessori);
peso portato dalla facciata (tamponamenti
ciechi e trasparenti, schermature);
b) Variabili
vento: azione espressa in kN/m2 (calcolata
in conformit con il Paragrafo 3.3 delle NTC
2008 e alla Circolare applicativa 2 febbraio
2009 n. 617) o CNR-DT 207/2008 - Istruzioni
per la valutazione delle azioni e degli eetti
del vento sulle costruzioni);
neve: applicabile nel caso di inclinazioni com-
prese tra 60 e lorizzontale, azione espressa in
kN/m2 (calcolata in conformit con il Paragra-
fo 3.3 delle NTC 2008).
E bene ricordare inne che ai ni della marcatura
CE, necessario che il Produttore sottoponga un
prototipo della facciata a una serie di prove speri-
mentali di laboratorio nalizzate a certicarne le
prestazioni (resistenza al vento, permeabilit alla-
ria e tenuta allacqua) in condizioni sia di esercizio
che di sicurezza. Particolare importanza assume
la prova di resistenza al vento che permette di
vericare sperimentalmente il comportamento
deformativo e di resistenza della facciata conti-
nua sia in condizioni di esercizio, sotto lazione
del carico di progetto del vento, che di sicurezza
attraverso lapplicazione di un carico incrementa-
to di un fattore di sicurezza pari a 1,5. *
36 | TIS innovation park TIS innovation park | 37
5.
IL VETRO
a cura di Roland Rossi
5.1
Anforderungen und
Bemessung von Glas
Der Trend hin zu transparenten, ligranen, leicht
wirkenden Strukturen und lichtdurchlssigen
Bauwerken wird immer strker. Glas gehrt zu
den Materialien im Bauwesen, die Architekten
seit jeher besonders faszinieren. Neue Entwic-
klungen in der Glastechnologie und -verarbei-
tung sowie mit den mittlerweile sehr guten
Dmmwerten ist es mglich innovative und
bisweilen khne Entwurfskonzepte fr Gebu-
dehllen umzusetzen. Genau hier kann die
Projektgruppe TIS Fassaden ansetzen und als
Schnittstelle zwischen Architektur und den In-
genieurdisziplinen, zwischen Architektur und
Glasindustrie, zwischen Normung und Praxis
fungieren. Hier werden die Aktivitten mehre-
rer Institutionen, Hersteller und Dienstleister, die
sich auf hohem wissenschaftlichem und techno-
logischem Niveau mit dem Werksto Glas be-
schftigen, ezient vernetzt.
Um diesen Anforderungen gerecht zu werden
braucht es Regelwerke zur Bemessung von Gla-
skonstruktionen und qualitativen bzw. experi-
mentellen Beurteilungen.
Auf nationaler Ebene gab es letzthin folgende
Dokumente die Bewertungs-, Bemessungs- bzw.
Konstruktionsregeln fr Flachglas zum Inhalt hat-
ten:
UNI/TR 11463: 2012
Vetro per edilizia - Determinazione della capacit
portante di lastre piane di vetro utilizzate come
elementi di tamponamento
UNI/TR 11404: 2011
Vetro isolante con ottima qualit ottica utilizzato
per i serramenti
CNR-DT 210/2012
Istruzioni per la Progettazione, lEsecuzione e il
Controllo, di Costruzioni con Elementi Strutturali
di Vetro
UNI 7697 2007 . in berarbeitungsfase
Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie
pr EN 16612:2013 . in inchiesta pubblica (ex
prEN 13474-1)
Glass in building Determination of the
strength of glass panes by calculation and te-
sting
Die Bemessung und Konstruktion von Verglasun-
gen soll durch diese neue Normengeneration
auf eine neue Grundlage gestellt werden. Der
vorliegende Text gibt eine bersicht ber den
derzeitigen Stand der Regelwerke und deren
wichtigsten Inhalte.
Dabei ist zu erwhnen, dass auch im Glasbau
bei der statischen Bemessung auf das Teilsi-
cherheitskonzept umgestellt wird. In der aktuel-
len Fassung der UNI/TR 11463:2012, welche sich
an die prEN13474 anlehnt, wird das neue Si-
cherheitskonzept eingefhrt und ist somit kon-
form mit dem NTC 2008 Norme tecniche per le
costruzioni.
Der europische Normungsentwurf des CEN/
TC129/WG8 fr die Bemessung im Glasbau
prEN 16612:2013 hat das Ziel der Schaung ei-
ner einheitlichen Bemessungsregelung fr Glas.
Durch die Komplexitt der Regeln und die be-
sonderen Eigenschaften des Werkstos Glas
sowie der Zwischenschichten, ist eine prakti-
sche Dimensionierung kaum mglich und bei
einfachsten Verglasungen bedarf es aufgrund
der vielen Lastfallkombinationen bereits speziel-
ler Software. Die UNI/TR11463 hat zum Ziel, die
wesentlichen und besonderen Parameter des
Werkstos Glas wie z. B. die Zeitabhngigkeit
der Festigkeit von Floatglas, Isolierglaseekte,
TIS innovation park | 39 38 | TIS innovation park
Schubverbund bei Verbundsicherheitsglas, etc
... fr die Bemessung so zu erfassen, dass sie
angemessen bercksichtigt werden, aber noch
praktisch handhabbar sind.
Weiters ist zu erwhnen, dass bei Verbundsi-
cherheitsglser zustzlich zur bekannten Zwi-
schenschicht aus Polyvinylbutyral (PVB) neuar-
tige Zwischenlagen entwickelt wurden, wie
z.B. SentryGlas Plus der Firma Dupont, wo eine
baurechtliche Anerkennung der teilweisen
Bercksichtigung des Verbundes bei der stati-
schen Bemessung vorliegt. Die Tragfhigkeit von
VSG Einheiten ist mageblich von der zeit- und
temperaturabhngigen Verbundwirkung der Fo-
lien beeinusst. Der Schubmodul von PVB-Folien
ist im Wesentlichen abhngig von der Lastdauer
und der Folientemperatur.
5.2
Statische Anforderungen:
Neben den Wind, Verkehrs- und Eigenlasten sind
die Klimalasten ein typischer Lastfall fr Isolier-
glas. Sie entstehen wegen des luftdicht abge-
schlossenen Scheibenzwischenraums aus den
Luftdruck- und Temperaturdierenzen zwischen
Herstell und Einbaubedingungen und werden
nach UNI/TR 11463 bercksichtigt.
Damit Isolierverglasungen die wrmetech-
nischen Kenngren beibehalten ist eine
dauerhafte Abdichtung der Scheiben durch den
Randverbund notwendig. Dieses Konstruktion-
sprinzip ermglicht keinen Druckausgleich mit
den sich ndernden ueren Bedingungen.
Diese Druckunterschiede bewirken ein Aus- und
Einbauchen der Glasscheiben, sprich eine Ver-
drehung am Randverbund.
Diese klimatischen Lasten werden magebend
vom Gasvolumen im Scheibenzwischenraum
bestimmt. Die Belastung auf Glas und Randver-
bund wird umso grsser je mehr Gas im Zwi-
schenraum ist, je steifer der Scheibenaufbau
ist und je geringer die Isolierglasabmessungen
sind. Daher ist der Klimabelastung bei Dreifach-
Isolierglas mit groen Scheibenzwischenrumen
und mglichen asymmetrische steifen Aufbau-
ten wegen Absturzsicherung, Betretbarkeit und
Schallschutz besonderes Augenmerk zu widmen
und darauf zu achten, dass die Tragfhigkeit und
Dauerhaftigkeit gewhrleistet ist.
Erhhte Belastungen durch Aufheizen des Schei-
benzwischenraumes sind auch durch Verwen-
dung von integrierten Sonnenschutzsystemen
und Scheiben mit hohen Absorptionsgrad zu
erwarten.
5.3
Resttragfhigkeit:
Kann die vllige oder teilweise Zerstrung eines
tragenden Glasbauteiles nicht ausgeschlossen
werden, so ist der Nachweis der Resttragfhigkeit
zu fhren. Die Resttragfhigkeit beschreibt die
Tragfhigkeit nach dem Glasbruch, wodurch
keine akute Gefhrdung fr Menschenleben ent-
stehen darf. Die zerstrte Tragstruktur muss eine
fr den konkreten Fall als hinreichend erachtete
Reststandzeit gewhrleisten, die es ermglicht,
in angemessener Zeit entsprechende Sicherung-
smanahmen zu ergreifen oder das Bauteil au-
szutauschen. In der neuen Fassung der UNI 7697
Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie
wird der Begri der Resttragfhigkeit eingefhrt
und beschrieben.
Der Nachweis der Resttragfhigkeit kann
durch geeignete Glaswahl und durch Bemes-
sungsanstze im auergewhnlichen Lastfall
erbracht werden. So empehlt es sich bereits in
Leistungsverzeichnissen die Mindeststandzeit
und die experimentellen Nachweise vorzugeben.
Zu den verbreiteten Irrglaube die Verwendung
von Glasscheiben mit der Klassizierung 1(B)1
laut UNI EN 12600 wrde ausreichen, um die
ntige Absturzsicherung und im weiteren Sin-
ne die Resttragfhigkeit zuweisen, sei folgendes
erwhnt:
Die Prfnorm UNI EN 12600 sieht eine Klassi-
zierung des Glases ber deren Verhalten bei
Stossbeanspruchung und dem daraus folgen-
den Bruchverhalten vor. Der Pendelschlagver-
such in einem denierten Versuchsrahmen mit
den Abmessungen 847 x 1910 mm, erbringt ge-
genber den meisten Einbau- und Lagerungs-
situationen der Glasscheiben ein vllig anderes
Versuchsergebnis. Aus dieser 4-seitig gelager-
ten Normprfung eines Einzelbauteils kann
nicht zwingend auf das Materialverhalten in der
tatschlichen Einbau- und Belastungssituation
geschlossen werden. Eine ausreichende Aus-
sage ber das wirkliche Tragverhalten und die
Tragfhigkeit der gesamten Scheibe kann durch
eine rechnerische Simulation des Pendelschlags
mit den tatschlichen Einbau- und Belastungs-
situation gemacht werden oder durch einen
Pendelschlagprfung am eingebauten Element
durch eine akkreditierte Prfstelle.
Fr eine fachgerechte Dimensionierung der
Glasdicken bei Isolierglser sind neben dem
statischen Anforderungen immer huger auch
bauphysikalische Angaben, wie z. B. Beschichtun-
gen, Schallschutz, Sonnen- oder Blendschutz zu
bercksichtigen.
40 | TIS innovation park TIS innovation park | 41
6.
IL FUOCO
a cura di Marco Becarelli
6.1
La sicurezza antincendio
nelle facciate
Le facciate rivestono una notevole importanza
nella prevenzione incendi di un edicio, e in par-
ticolare se questo si sviluppa su pi piani.
Infatti in generale necessario congurare la fac-
ciata in modo da perseguire tre obiettivi:
1. Limitare la propagazione di un incendio origi-
natosi allinterno delledicio.
2. Limitare lincendio della facciata stessa a causa di
un incendio originatosi allesterno delledicio.
3. Evitare o limitare la caduta di parti di facciata
in caso dincendio.
Questi tre obiettivi si conseguono ponendo re-
quisiti sia di resistenza al fuoco che di reazione
al fuoco. Gli edici civili (civile abitazione, scuo-
le, alberghi, ospedali ecc.) sono quelli che mag-
giormente si sviluppano su un numero elevato
di piani ed per questo che il Ministero dellIn-
terno ha emesso (prot. n. 0005043 del 15/4/2013)
un aggiornamento della precedente (2010) linea
guida sui requisiti di sicurezza antincendio nelle
facciate degli edici civili con altezza antincen-
dio superiore a 12 m. Tale linea guida continua
a rivestire carattere volontario. Ciononostante
quasi inevitabile considerarla obbligatoria, anche
perch gli obiettivi generali sopra citati sono da
sempre contenuti nelle disposizioni relative a
queste attivit: quando si richiede che ogni pia-
no costituisca un compartimento a s stante,
evidente che tale requisito comporti anche de-
terminate caratteristiche della facciata; il fatto
che levacuazione degli occupanti e lintervento
delle forze di soccorso possano avvenire in con-
dizioni di sicurezza (quindi senza crolli improvvisi
della struttura o della facciata) una condizione
basilare, richiesta dalla direttiva europea sui pro-
dotti da costruzione (CPD). Non applicare questa
linea guida possibile eettuando una precisa
valutazione del rischio cui si va incontro e pren-
dendo comunque i provvedimenti necessari per
ridurre al minimo il rischio stesso.
6.2
Resistenza al fuoco
Per facciate semplici (si intendono come tali
anche quelle rivestite in aderenza con cappotti
termici e quelle in mattoni con camera daria per
isolamento termico) e curtain wall (facciate ester-
ne non portanti e ssate alla testa dei solai e dei
muri trasversali) la resistenza al fuoco si ottiene
mediante fasce realizzate in elementi costrutti-
vi almeno E60 in corrispondenza di ogni solaio
e muro trasversale; per le curtain wall anche le
giunzioni con solai e muri trasversali devono es-
sere EI60. La verica dei requisiti di resistenza al
fuoco per le facciate semplici si pu eettuare o
mediante prove (norma EN 1364-1) o mediante
soluzioni tipo cio con prodotti certicati o valori
tabellari; per le curtain wall sono ammesse solo
le prove.
Per facciate a doppia parete (due pareti separate
da intercapedine) esistono diversi casi:
Doppia parete ventilata non ispezionabile (cio
con circolazione daria nellintercapedine con
spessore massimo di 60 cm): se la parete esterna
chiusa e vi sono elementi di interruzione in-
combustibili intorno alle nestre e in corrispon-
denza dei solai, la parete interna deve rispettare i
requisiti delle facciate semplici; se la parete ester-
na aperta, allora la parete interna deve essere
interamente EI30 se i materiali isolanti sono di
classe superiore a Bs3d0 o dotata degli elementi
di interruzione delle facciate semplici se gli iso-
lanti sono Bs3d0.
Doppia parete ventilata ispezionabile (cio con
intercapedine avente spessore da 60 a 120 cm):
se la parete esterna chiusa si applicano le re-
gole delle facciate semplici purch lintercapedi-
ne sia interrotta da solai o setti E60; se la parete
TIS innovation park | 43 42 | TIS innovation park
esterna aperta, lintera parete interna deve es-
sere EW30
possibile non rispettare i requisiti di cui sopra
se viene realizzato un impianto automatico di
spegnimento ad acqua nellintercapedine con
densit di scarica almeno 10 l/min m sulle pare-
ti dellintero perimetro del compartimento, con
funzionamento contemporaneo di tutti gli ugelli
del piano immediatamente superiore a quello
interessato dallincendio, per una durata di 60
minuti; inoltre deve esserci un sistema di evacua-
zione dei fumi dallintercapedine.
Reazione al fuoco
In ogni caso i materiali esposti in vista sulle fac-
ciate devono essere incombustibili o al massimo
dicilmente combustibili: classe B-s3-d0. Nel
caso di isolanti termici non direttamente espo-
sti si ammettono le seguenti classi di reazione
al fuoco (purch una fascia di larghezza 0,6 m
intorno a porte e nestre e i primi tre metri di fac-
ciata a partire dal livello terreno restino in classe
B-s3-d0):
classe C-s3-d2 se protetti con materiali alme-
no di classe A2;
classe E se protetti con elementi almeno di
classe A1 con uno spessore di almeno 15 mm.
7.
FACCIATE NON STANDARD
a cura di Massimo Colombari
44 | TIS innovation park TIS innovation park | 45
7.1
Introduzione
Questo documento si propone di elencare e de-
scrivere sinteticamente le principali tipologie di
involucri edilizi NON standard. Per facciate NON
STANDARD si intendono tutte quelle tipologie di
involucro che consentono di raggiungere elevati
valori prestazionali o particolari eetti architet-
tonici e che si discostino per prestazione o tec-
nologia realizzativa dalle soluzioni standard di
facciate continue.
Si possono elencare nelle seguenti macro-cate-
gorie:
Facciate a doppia pelle;
Facciate a ragni (spider);
Involucri a forma libera;
etc.
Tali categorie hanno a loro volta diverse possibili-
t tecnologiche di realizzazione (prefabbricazio-
ne a cellule, M&T, etc.).
7.2
Facciate a doppia pelle
La particolarit di questa tipologia di facciate
quella di soddisfare requisiti di elevato isolamen-
to termico invernale ed elevata prestazione sola-
re estiva. Il principio base su cui fonda il concetto
di questa tipologia di facciate di avere due pelli
di vetro; la prima pelle interna realizza le tenu-
te vere e proprie della facciata allaria e allacqua
delledicio. La seconda esterna realizza una ca-
vit (ventilata), allinterno della quale operano le
protezioni solari.
In virt delle propriet del vetro, che risulta tra-
sparente alla luce visibile e opaco allinfrarosso,
questa tipologia di facciata induce leetto ser-
ra tra le due pelli di vetro mediante limpiego di
schermature solari e con la ventilazione (naturale
o forzata) il calore in eccesso viene rimosso ed
espulso (o recuperato in inverno)
Tale facciata consente di avere fattori solari molto
performanti (<15%) quando necessario, consen-
tendo daltro canto la massima trasparenza in
assenza di carichi solari. Consente in sostanza di
avere una facciata ad assetto variabile.

Il comportamento invernale di questa tipologia
di facciata consente trasmittanze termiche Ucw
< 1,2 W/(m2K), in quanto la presenza dello scher-
mo esterno vetrato determina un eetto tampo-
ne termico.
Altri vantaggi di questo tipo di facciata la prote-
zione delle schermature solari che possono ope-
rare anche in condizione di vento forte. Questo
risulta particolarmente utile in edici di notevole
altezza. Le schermature risultano inoltre protette
da polvere e altri agenti atmosferici e i tempi di
manutenzione e pulizia si allungano, determi-
nando minori costi di gestione complessivi.
La valutazione termica ed energetica di tali fac-
ciate necessita lutilizzo di software sosticati
non utilizzati nei normali calcoli FEM per facciate
standard.
Generalmente in queste tipologie di facciata la
gestione delle schermature pu essere realizzata
in modo intelligente mediante solar ray-tracing,
adattandone cio la congurazione alle situazio-
ni di carico solare.
Sede Iguzzini a Recanati Arch. Varratta
46 | TIS innovation park TIS innovation park | 47
7.4
Involucri a forma libera
(free form envelopes):
Sempre pi frequentemente il panorama archi-
tettonico contemporaneo propone e sviluppa
la realizzazione di involucri edilizi a forma libera
(Free Form Architecture). Architetti quali Frank
o Gehry, Zaha Hadid, Jean Nouvel, Massimilia-
no Fuksas ed altri del medesimo valore e fama
hanno determinato un modo nuovo di fare ar-
chitettura, facendo nascere vere e proprie scuole
di pensiero e di stile architettonico. Conseguen-
temente la realizzazione di Forme Libere si dif-
fusa crescentemente anche presso committenze
minori e per opere medio-piccole.
In questo scenario la tecnologia dellinvolucro si
dovuta adattare alle nuove esigenze, sia in ter-
mini puramente geometrici (curvature doppie,
punti di esso, cuspidi, etc.) che in termini di ma-
teriali (Zinco Titanio, Vetro, Corian , etc.).
Generalmente per la realizzazione di involucri
di forma libera vengono dapprima realizzati gli
stampi che facciano da negativo per il materiale
di riempimento, oppure vengono realizzate delle
apposite dime per curvare gli elementi.
Esempi di tecnologie attualmente in uso per la
realizzazione di tali strutture sono ad esempio:
Rivestimenti in alluminio;
Rivestimenti in vetro;
Rivestimenti in Alucobond;
Rivestimenti in CORIAN (Du Pont); (con
stampi)
Superci realizzate in vetro curvato o trian-
goli;
il GRC (con stampi)
Vetroresina (con stampi).
7.3
Facciate spider:
Le facciate strutturali a ragni sono realizzate me-
diante il ssaggio dei vetri senza telai perimetra-
li, ma ssate mediante stae denite spider in
quattro punti, a loro volta ssati a una struttura
retrostante. Si veda schema riportato.
Tali facciate consentono la realizzazione di faccia-
te particolarmente ardite dal punto di vista archi-
tettonico mantenendo un aspetto di leggerezza
strutturale dato dallassenza di proli tra i vetri.
La struttura retrostante poi pu essere di diver-
se tipologie, struttura tradizionale, struttura con
lame in vetro strutturali, tensostruttura a cavi, etc.
Gli schemi strutturali possono essere diversi. Le
lastre di vetro sono sempre appese e ssate ai ra-
gni mediante schemi di dilatazione e movimenti
come illustrato in gura. Un punto sso e dilata-
zioni consentite nelle altre direzioni.
48 | TIS innovation park TIS innovation park | 49
8.
LE FACCIATE VERDI
a cura di Anita Tschigg
8.1
Introduzione
Facciate verdi costituiscono gi da epoche un
elemento di progetto dellarchitettura ma spesso
stato usato sostanzialmente come elemento
decorativo e la crescita e sviluppo del verde sulle
pareti stato concesso alla natura sola. Oggi lin-
tegrazione del verde nellarchitettura assume un
valore pi tecnologico. Anche i contesti in cui le
pareti verdi vengono inserite sono cambiati. Non
pi solo la casa unifamiliare ma molto pi spes-
so si vedono progetti di pareti verdi nelle grandi
metropoli su hotel di lusso, ristoranti famosi e
strutture museali.
Il presente documento da principalmente indi-
cazioni sulla progettazione, esecuzione e manu-
tenzione di facciate verdi integrate nellinvolucro
edilizio.
8.2
Descrizione di facciate verdi
integrate nellinvolucro edilizio
Facciate verdi integrati nellinvolucro edilizio ven-
gono montante direttamente sul muro esterno
delledicio tramite una sottostruttura. La faccia-
ta integrata nellinvolucro edilizio e una tipologia
di facciata ventilata. applicata su una sottostrut-
tura e proprio per questo sono sistemi adatti per
zone urbane, dove spesso troviamo maggior-
mente superci sigillate e quindi poco spazio per
la piantumazione di vegetazione sul suolo.
8.3
Funzioni e impatto ambientale
Funzioni urbanistiche ed estetici
La facciata verde uno strumento creativo
naturale per progettisti e contribuisce a mi-
gliorare il volto delle nostre citt.
una componente dellurbanistica moderna,
il suo uso migliora lambiente abitativo e lavo-
rativo creando degli angoli di relax e di riposo.
Possibilit di identicazione della costruzione
attraverso linverdimento diversicato di edi-
ci di costruzione monotona
Funzione di protezione
La facciata protegge ledicio dagli agenti at-
mosferici:
raggi UV, dagli sbalzi termici, dalle intemperie
come la grandine, protegge dal rumore;
Funzione microclimatica ed
ecologica
Miglioramento del microclima attraverso i pro-
cessi di evaporazione e evapotraspirazione
il fogliame della vegetazione trattiene polve-
re e sostanze inquinanti
Compensazione ambientale attraverso la cre-
azione di ulteriori spazi verdi
Creazione di nuovi habitat per ora e fauna in
zone urbane
Contribuisce allannodamento degli spazi ver-
di e a mantenere la biodiversit
Funzione economica
Ottimizzazione dello spazio attraverso la cre-
azione di spazi verdi
Aumento del valore economico dellimmobile
Risparmio energetico
Protezione della facciata
8.4
Criteri per la scelta
della vegetazione
La scelta della vegetazione deve essere proget-
tata in base ai seguenti fattori:
Esposizione della facciata
Sito della facciata
TIS innovation park | 51 50 | TIS innovation park
Dimensione della facciata
Intensit di manutenzione
8.5
Requisiti relativi alla sicurezza:
Stabilit
Resistenza al vento
Resistenza alla corrosione
Comportamento al fuoco
Sicurezza alle intrusioni
8.6
Considerazioni per
la progettazione
Il muro destinato a verde deve supportare il
peso della facciata verde;
Il muro deve essere fornito di abbastanza luce
da garantire la fotosintesi;
Il muro non deve essere in prossimit a trop-
pa luce riessa da altri materiali (p. es. vetro,
acciaio, pietre)
Impianti tecnici devono essere considerati
nella progettazione di facciate verdi, perch
potrebbero condizionare la crescita della ve-
getazione;
Liquidi, materiali solidi e polvere non sono
dannosi se si presentano in piccole quantit.
Non devono creare unescursione termica
troppo elevata (shock).
Nella progettazione della posizione della fac-
ciata verde si devono considerare i seguenti
punti: lurina, atti vandalistici, smog ecc.
Deve essere progettato un idoneo dispositivo
di smaltimento acqua;
Deve essere disponibile uno spazio idoneo,
per lalloggiamento della centralina dellim-
pianto di irrigazione;
8.7
Ulteriori indicazioni
Tutti elementi che compongono la facciata
devono essere ssati (non appesi);
Il sistema di facciata verde deve essere es-
sibile a eventuali distorsioni/estensioni del
muro oggetto di una facciata verde;
Il sistema deve contenere una componente
di accumulo idrico per garantire un consumo
contenuto di acqua;
La componente di accumulo idrico deve es-
sere composta di materiale minerale;
Substrato deve corrispondere ai requisiti mini-
mi della norma UNI 11235 substrato intensivo;
La sostituzione della vegetazione deve avve-
nire senza lo smontaggio del sistema di fac-
ciata o senza intervento che potrebbe dan-
neggiare il sistema di facciata;
Il sistema di irrigazione e i tubi irrigui devono
essere accessibili;
Il sistema di facciata verde deve essere provvisto
di un impianto di irrigazione e fertilizzazione so-
sticato con programma irriguo invernale;
I tubi irrigui devono essere protetti dalle radici
della vegetazione;
8.8
Manutenzione
Il fornitore/posatore di una facciata verde,
anche se essa precoltivata, deve eseguire
una manutenzione per il primo anno dopo
listallazione assumendo le spese di eventuali
sostituzioni della vegetazione salvo diverse
indicazioni dalla committenza
Il grado di copertura di 80 % (al m) deve
essere raggiunto dopo 12 mesi se la facciata
prevede linverdimento totale;
Il fornitore deve avvisare la committenza della
manutenzione annuale e degli eventuali costi
correlati (per esempio concime, sostituzione
piante, mezzi di sollevamento ecc).
52 | TIS innovation park TIS innovation park | 53
54 | TIS innovation park TIS innovation park | 55
9.
PRESTAZIONI DELLE FACCIATE
a cura di Stefano Avesani e Roberto Lollini
9.1
Perch un capitolato
prestazionale delle facciate
La facciata la lettera di presentazione di un edi-
cio. Dai punti di vista geometrico, strutturale, delle
niture, delle aperture, degli ombreggiamenti, della
circolazione dellaria, della produzione di energia,
dei materiali, etc., le complessit della facciata sono
dicilmente riassumibili e catalogabili. Basti pen-
sare alle dierenze tra un tamponamento in mura-
tura tipico di un edicio residenziale multifamiliare
degli anni 60-80 e una facciata con doppia pelle
vetrata ventilata di un edicio contemporaneo per
il settore terziario. Inoltre, molti concetti di facciata
di ultima generazione puntano allintegrazione
di componenti con funzioni speciche quali, per
esempio, quelli per la produzione di energia da fon-
te solare, la schermatura ottimizzata e responsiva, la
ventilazione decentrata, etc. Tuttavia, relativamente
ad alcune prestazioni, dal punto di vista progettua-
le e normativo, tutte le tipologie di facciata sono
attualmente trattate in egual maniera. Le funzioni
che devono assolvere, i relativi indicatori e le soglie
di valore obbligatori, o consigliati, sono gli stessi e
sono spesso poco esaustivi rispetto ai compiti che
una facciata eettivamente svolge. Tali funzioni
sono qui di seguito elencate: (i) creare uno spazio
connato (separare ambiente interno ed esterno),
(ii) garantire che lo spazio interno possa essere
usato in funzione del suo scopo nel rispetto dei re-
quisiti normativi, (iii) garantire un ambiente interno
confortevole in termini di aspetti termici, igrometri-
ci, illuminotecnici, igienici, acustici, (iv) trasferire al
suolo i carichi propri ed, eventualmente, delledi-
cio, (v) regolare i ussi di energia riducendo i consu-
mi di risorse delledicio ma mantenendo i livelli di
comfort desiderati (contrattabili), (vi) proteggere dal
deterioramento strutture e niture e (vii) integrare
ledicio in un contesto urbano e socio-culturale
esterno. I riferimenti normativi agli indicatori e alle
relative soglie di valore sono riportati nel Capitolo 1.
Dal punto di vista delle prestazioni energetiche e
del comfort per lintero edicio, lapproccio pi fre-
quente si basa sulle trasmittanze termiche (valuta-
te in condizioni stazionarie), sul fattore solare g e
sulla tenuta allaria (ermeticit). Una progettazione
maggiormente attenta considera anche le presta-
zioni della facciata in termini di comfort visivo e di
controllo delle dinamiche termiche. In Tabella 1
sono riportati alcuni indicatori prestazionali comu-
nemente considerati per facciate.
Indicatori propri della facciata
Trasmittanza termica U parte opaca
Trasmittanza termica U parte trasparente
Trasmittanza termica U serramento
Fattore solare g e trasmissione nel visibile dei sistemi
schermanti completi delle schermature
Tenuta allaria
Trasmittanza termica periodica
Inuenzati in maniera
signicativa dalla facciata
Qualit dellambiente indoor (IEQ)
Fattore di luce diurna
Abbagliamento
Consumi energetici delledicio (guadagni solari, perdite per
trasmissione e per inltrazione)
Produzione di energia dalla facciata
Tab. 1 Indicatori maggiormente frequenti nella progettazione e
per la verifca prestazionale delle facciate
TIS innovation park | 57 56 | TIS innovation park
Considerando facciate anche con un minimo
livello di complessit tecnologica, come tenere
conto dei beneci delleventuale ventilazione
delle intercapedini o dellelevata variabilit del
fattore solare grazie a sistemi schermanti che si
adattano ai carichi climatici? O nel caso di vetra-
ture con strati assorbenti, come valutare il rischio
di surriscaldamento?
Il tentativo di rispondere a queste domande
porta alla proposta dintroduzione nei capitolati
dappalto di un set di indicatori prestazionali che
consentano di apprezzare adeguatamente gli
eetti dellinvolucro edilizio sul comfort e i con-
sumi energetici delledicio stesso. Lobiettivo
di denire una metodologia eciente ed ecace
(come congiunzione tra semplicit e accuratez-
za) da utilizzare per la verica prestazionale della
facciata, sostenendo in modo quantitativo una
progettazione consapevole degli eetti delle di-
verse possibili scelte tecnologiche, incentivando
la comunicazione tra gli attori coinvolti.
9.2
Defnizione del capitolato
prestazionale
La collaborazione tra Provincia di Bolzano, EU-
RAC, TIS e LUB potr consentire di elaborare un
capitolato prestazionale per le tipologie pi fre-
quenti di facciate allinterno di una metodologia
di progettazione volta a garantire il rispetto delle
prestazioni richieste dal committente.
Lidea di base della metodologia proposta parte
dai due seguenti concetti.
a. Uso di strumenti di verica capaci di valutare
le prestazioni di sistemi complessi e la loro in-
terazione con ledicio: per lanalisi dei sistemi
di facciata necessario tenere in considera-
zione le numerose e complesse interazioni
tra la facciata e il resto del sistema edicio-
impianto. Un primo possibile strumento un
modello numerico delledicio da utilizzare
per la conduzione di simulazioni energetiche
dinamiche. Grazie a questo, possibile valu-
tare le condizioni di comfort e di consumi
energetici per edici di riferimento e quanti-
care il miglioramento o peggioramento di
diverse soluzioni di facciata. Queste simula-
zioni numeriche hanno il grande vantaggio di
poter calcolare le prestazioni energetiche (e
non solo) in funzione di diverse geometrie di
edici, proli di utilizzo, condizioni climatiche,
etc. come denito dal committente. A anco
dei modelli numerici, le prove in laboratori
avanzati permettono di valutare in dettaglio,
per condizioni al contorno controllate, le pre-
stazioni reali dei provini di facciata. Possono
essere infatti misurati i parametri e calcolati
gli indicatori di riferimento sia in condizio-
ni stazionarie, sia in condizioni dinamiche. Il
vantaggio dei test in laboratorio rispetto alle
simulazioni che le misure eettuate permet-
tono di apprezzare il reale funzionamento del-
la facciata compresi tutti i fenomeni sici che
risultano complicati da modellare numerica-
mente.
b. Uso di indicatori prestazionali relativi alla fac-
ciata e allimpatto su edici di riferimento: una
volta a disposizione strumenti sucientemen-
te adeguati per apprezzare i diversi aspetti
prestazionali di una facciata, necessario
riferirsi a indicatori di prestazione altrettanto
adeguati. Tali parametri di riferimento saranno
studiati e valutati nel corso del progetto e si
riferiranno sia alla facciata sia allimpatto della
stessa su stanze di riferimento (diverse a se-
conda del tipo di edicio).
Il capitolato prestazionale diventa quindi uno
strumento nelle mani dei committenti per ri-
chiedere e vericare le prestazioni della facciata
in esame. Gli attori coinvolti nel processo di pro-
gettazione e realizzazione dellopera sono quin-
di inseriti in un processo di design che prevede
diversi passi:
Il committente denisce i valori di soglia ri-
chiesti per gli indicatori prestazionali ai quali
interessato, dopo aver eettuato dei calcoli
iniziali sulla base di simulazioni.
Tali indicatori e i relativi valori richiesti sono
inseriti nel bando di gara a anco alla spiega-
zione di come questi indicatori sono deniti e
saranno vericati.
I soggetti interessati al bando partecipano e
hanno a disposizione lo strumento di simu-
lazione dinamica utilizzato dal committente
grazie al quale possono vericare che i con-
cetti di facciata proposti siano in linea con le
richieste del committente.
Una volta terminata la progettazione concet-
tuale, i soggetti partecipanti ai bandi veri-
cheranno attraverso simulazioni e/o con test
in laboratorio le prestazioni delle soluzioni
proposte. Potr esistere un budget a dispo-
sizione dei soggetti partecipanti al bando
come investimento del committente, che
risparmia i successivi aggiustamenti o costi
operativi eccessivi per un livello prestazionale
non adeguato.
Il committente potr scegliere il soggetto vin-
citore del bando anche sulla base della con-
formit delle prestazioni agli indicatori.
Tale processo di progettazione accresce
le competenze della stazione appaltante,
dellappaltatore e delle gure professionali
di collegamento e supporto alla stesura del
bando, alle gure preposte al controllo e al
commissioning, gettando i presupposti per
un lavoro di qualit e soddisfazione reciproca
di committente e fornitore (stazione appal-
tante e appaltatrice).
58 | TIS innovation park TIS innovation park | 59
10.
PRESTAZIONI ACUSTICHE
DELLA FACCIATE
a cura di Astrid Schartmller
CasaClima Nature valutazione della sostenibili-
t (vedi capitolo 14)
La certicazione CasaClima Nature una valuta-
zione di sostenibilit globale delledicio che pu
essere richiesta sia per edici residenziali, che per
edici non-residenziali. La certicazione CasaCli-
ma Nature pu essere applicata volontariamente
a integrazione della certicazione energetica.
La valutazione di sostenibilit si articola nella
verica quantitativa di:
impatto ambientale dei materiali utilizzati per
la costruzione delledicio
impatto idrico
qualit dellaria interna
illuminazione naturale
comfort acustico
protezione dal gas radon
Per lottenimento della certicazione CasaClima
Nature devono essere vericate le prestazioni
acustiche delledicio attraverso misurazioni fo-
nometriche in opera.
Per il comfort acustico la facciata di un edicio
deve soddisfare i seguenti requisiti:
Rif. Direttiva CasaClima Nature, Tabella N7: Limiti di fonoisolamento per edifci
Categorie ai sensi della classifcazione degli ambienti abitativi del DPCM 05/12/1997
Signifcato Simbolo Edifci
residenziali
e ricettivi
Cat. A, C
Uffci,
attivit
commerciali
e ricreative
Cat. B-F-G
Ospedali,
casa di cura
Cat. D
Scuole
Cat. E
acustico
normalizzato
di facciata
D2m,nT,w > 40 dB > 42 dB > 45 dB > 48 dB
Limiti di fonoisolamento da rispettare:
TIS innovation park | 61 60 | TIS innovation park
11.
SCHERMATURE SOLARI
a cura di Giuliano Venturelli
Tra i requisiti pi richiesti agli edifci di nuova
generazione vi sicuramente la massima traspa-
renza, intesa non solo come elemento caratteriz-
zante dellopera architettonica ma anche come
mezzo e strumento per ottenere il maggiore ap-
porto di luce naturale.
Questo ha portato alla progettazione di edifci do-
tati di superfci trasparenti sempre pi grandi, per
divenire in alcuni casi completamente vetrati, ma
ha anche evidenziato come per il raggiungimento
di buoni livelli di comfort e benessere sia necessa-
rio ricorrere a sistemi di schermatura e controllo
solare per evitare fenomeni di surriscaldamento
per irraggiamento o abbagliamento.
Le possibilit riguardo ai possibili sistemi da
adottare sono notevoli e ciascuna di queste pu
contribuire a migliorare le prestazioni energeti-
che e fsico-tecniche delledifcio in maniera dif-
ferente.
I sistemi di schermatura possono essere classif-
cati in fssi o mobili, esterni o interni.
La principale differenza tra schermature esterne e
interne sta nel fatto che il posizionamento esterno
permette unazione di scudo termico che proteg-
ge la superfcie vetrata dallirraggiamento con la
conseguente riduzione della trasmissione di ca-
lore allinterno, mentre il posizionamento interno
della schermatura consente soprattutto lazione
di controllo della trasmissione luminosa, atte-
nuando le azioni dovute allirraggiamento solare
diretto ed evitando fenomeni di abbagliamento
particolarmente fastidiosi nei luoghi di lavoro.
Le schermature vengono poi distinte in fsse o
mobili.
Le schermature fsse vengono posizionate gene-
ralmente allesterno delledifcio e possono esse-
re integrate nella struttura stessa (per esempio
balconi, aggetti, portici) oppure possono essere
elementi non strutturali come pale frangisole o
schermi metallici (integrati o meno nel sistema di
facciata).
Gli stessi elementi non strutturali quando pos-
sono essere movimentati variando posizione o
assetto vengono defniti schermature mobili.
Il grande vantaggio offerto dai sistemi di scher-
matura mobili quello di massimizzare leffcacia
dellazione schermante in funzione di parametri
quali lorientamento delledifcio, le diverse sta-
gioni dellanno, le diverse ore del giorno, le con-
dizioni climatiche, rendendo cos estremamente
fessibile e modulabile lapporto di luce e di calo-
re con notevoli contributi in termini di risparmio
energetico.
Naturalmente la scelta dei sistemi schermanti da
adottare non pu essere casuale o addirittura es-
sere considerata un optional, tanto vero che il
contributo apportato dagli elementi di protezio-
ne, insieme alla composizione della vetrazione,
deve essere attentamente considerato in fase di
progettazione e dimensionamento degli impianti.
In particolare devono essere perfettamente co-
nosciuti oltre a tutti i parametri geografci (lati-
tudine, longitudine, orientamento delledifcio,
posizionamento geografco) e microambientali
(tipo di clima, presenza di vegetazione, presenza
di altri edifci), tutte le caratteristiche dellinvo-
lucro e in particolare, come detto, del vetro da
adottare (o adottato).
Parametri come la trasmittanza, la trasmissione
luminosa, la rifessione luminosa e il fattore sola-
re sono infatti determinanti per la scelta del tipo
di schermatura da impiegare, ma anche per veri-
fcare il comportamento energetico del sistema
involucro (facciata+schermatura) e i conseguenti
consumi.
Linvolucro dunque nella sua complessit,
chiamato a essere elemento a cui sono affdati i
compiti di controllo energetico e ambientale, di-
venendo un sandwich tecnologico composto
da pi strati i quali devono
essere pensati per poter lavorare in serie e non
autonomamente. Ciascun elemento deve infatti
rivestire un particolare ruolo allinterno del si-
stema involucro e contribuire per la parte che
gli propria a rendere effcace
lazione di protezione e controllo sia dagli agenti
TIS innovation park | 63 62 | TIS innovation park
esterni che interni evitando ridondanze (laddove
non esplicitamente richieste) ma anche reciproci
annullamenti (elisioni).
Il concetto di suddivisione per strati o elemen-
ti non nuovo n tanto meno inedito, ma trova
spesso applicazioni in natura basti pensare alle
diverse funzioni attribuite ai vari strati che com-
pongono la pelle umana (epidermide, derma e
ipoderma) a cui pu essere applicato un ulterio-
re strato (per esempio di crema per protezione
solare con determinate caratteristiche) o ai di-
versi compiti complementari che sono assolti nel
meccanismo occhio da ciascuno dei seguenti
elementi: retina, pupilla, palpebra, ciglia, soprac-
ciglia, arcata sopraccigliare e occhiali da sole.
Il controllo solare pu dunque essere affdato
non ad un solo elemento, ma a un insieme di
elementi chiamati ad agire autonomamente o in
sincronia per il raggiungimento contemporaneo
di requisiti di:
contenimento energetico,
controllo luminoso,
comfort e benessere.
Il ruolo del sistema di protezione solare dunque
demandato a elementi esterni e/o interni, fssi o
mobili, che possono, o meno, essere integrati o
applicati al sistema di facciata.
Questo compito risulta essere articolato in quan-
to sono molteplici le funzioni demandate di volta
in volta alla schermatura solare:
ombreggiamento
oscuramento
controllo dellilluminazione naturale
protezione dallirraggiamento
contenimento energetico
comfort ambientale
Oltre a queste prestazioni poi, i sistemi di prote-
zione devono soddisfare requisiti di:
impatto estetico
possibilit di pulizia e manutenzione
resistenza meccanica alle azioni esterne
(neve, vento, azioni sismiche oltre al peso
proprio e alle dilatazioni termiche)
facilit di movimentazione (per schermature
mobili)
facilit di montaggio e fssaggio (ma anche di
smontaggio)
Le possibilit e le scelte sono dunque varie,
pertanto bisogna valutare attentamente tutti gli
aspetti sopra esposti ponendo particolare atten-
zione ai sistemi di fssaggio dei sistemi scher-
manti alla struttura e agli eventuali sistemi di mo-
vimentazione (manuali o automatici).

12.
POSA IN OPERA DELLE FACCIATE
a cura di Francesco Giovine
64 | TIS innovation park TIS innovation park | 65
12.1
Perch parlare di posa in opera
Quanto importante la posa in opera di una
facciata? Tanto. Lo dimostra il fatto che sempre
pi i progettisti ricorrono al mock-up, richiedono
una campionatura al vero della facciata prima di
procedere con la costruzione dellopera perch
spesso questa ci dice cose che molti documenti
e disegni non sono in grado di raccontarci. Dalla
posa riusciamo a riconoscere la qualit dellope-
rato del costruttore di facciata, ovvero lassenza
di vizi e difetti, riscontriamo la precisione di fu-
ghe, delle siliconature, gli allineamenti, in due
parole lestetica della nostra facciata: capiamo
cio se lopera eseguita a regola darte.
Ma che cosa signifca in concreto regola darte?
Secondo il Vocabolario Zanichelli: Norma, pre-
scrizione frutto dellesperienza o della consuetu-
dine fatto a regola darte: privo di difetti. E
dove risiede la regola dellarte? Nellesperienza,
nella capacit della mano dopera, ma anche in
una buona progettazione: quindi un bagaglio
di conoscenze che pu essere trasmesso oral-
mente oppure pu essere trascritto in procedure
quali norme, linee guida, codici di pratica.
Di una cosa siamo certi, nel processo edilizio
possiamo progettare correttamente un invo-
lucro, circondarci dei pi rinomati consulenti e
scegliere i migliori prodotti, possiamo preve-
derne tutte le interfacce ma alla fne tutto pu
essere vanifcato da una cattiva posa in opera.
La posa assume unimportanza notevole specie
perch pu infuire sulle prestazioni delledifcio
che si progettato, in modo assai signifcativo.
In sintesi la posa in opera responsabile di quel-
lo che, nella teoria della qualit, si chiama non
qualit che, tradotto in termini pratici, vuol dire
difetti e vizi delle opere. Sostanzialmente costi,
necessari per ripristinare la qualit attesa delle
opere. In tema di responsabilit dei vizi, gli unici
riferimenti che abbiamo li troviamo nel Codice
Civile e pi precisamente nei seguenti articoli:
art. 1667 Difformit e vizi dellopera, art. 1668
Contenuto della garanzia per difetti dellopera,
art. 1669 Rovina e difetti di cose immobili e art.
1670 Responsabilit dei subappaltatori.
La non qualit delle facciate continue una
problematica che coinvolge la cosiddetta regola
dellarte, cio le modalit operative ma anche
le responsabilit tra i diversi operatori che inter-
vengono nel processo costruttivo e che sono:
progettista;
impresa di costruzioni
costruttore di serramenti, nel suo ruolo di
fornitore del prodotto ed eventualmente di
posatore
installatore
12.2
Perch unerrata posa
in opera pu compromettere
le prestazioni
In generale le problematiche di posa in opera
non possono essere disgiunte da quelle ricondu-
cibili a una corretta progettazione che sappia an-
ticipatamente tenere conto delle problematiche
esecutive e di cantiere. Le facciate continue si
caratterizzano per essere un prodotto a elevata
complessit funzionale e costruttiva che com-
prende linterfacciamento di diversi componenti
che in alcuni casi si concretizzano unicamente
in sede di posa in opera. In buona sostanza il
risultato fnale pu differire da quello inziale (ve-
rifcato e testato in sede di laboratorio) per una
carenza di attenzione durante la posa in opera
che principalmente riguarda i seguenti requisiti
tecnici:
Resistenza meccanica e stabilit ai pesi propri
e ai carichi accidentali;
Tenuta allacqua e allaria;
Comportamento termico;
Comportamento acustico;
Sicurezza in uso;
Comportamento in caso dincendio.
Le prestazioni di una facciata continua dipen-
dono in modo essenziale dallinterfacciamen-
to fsico e funzionale di componenti e prodot-
ti aventi caratteristiche prestazionali tra loro
diverse. Esso normalmente riguarda:
linterfacciamento geometrico inteso come
la defnizione e il rispetto delle tolleranze di-
mensionali relativamente alla produzione e
posa in opera delle facciate ed anche delle
tolleranze di costruzione delle opere murarie;
linterfacciamento meccanico-deformativo
legato alle caratteristiche meccaniche e di
deformazione della facciata e del supporto al
quale collegata;
linterfacciamento chimico-fsico legato a
quelle caratteristiche che di per s non coin-
volgono aspetti meccanici: ad esempio lac-
coppiamento di materiali metallici tra di loro
galvanicamente compatibili.
La funzione di collegamento affdata al giun-
to, il quale concettualmente pu essere defnito
come la soluzione di continuit tra due com-
ponenti od elementi tra loro prestazionalmente
separati. Il giunto, nella posa delle facciate con-
tinue, ricopre una serie di compiti che funzional-
mente possono essere riassunti in:
garantire lassorbimento dei movimenti diffe-
renziati di natura termica, igrometrica e strut-
turale di un componente o di un elemento
rispetto allaltro;
permettere il necessario accomodamento tra
struttura edilizia e facciata;
garantire una soluzione di continuit soddi-
sfacente, dal punto di vista estetico, tra ma-
teriali e componenti tra loro in realt separati;
impedire, o meglio controllare, il passaggio
dellacqua, dellaria, del calore e del rumore.
12.3
La Marcatura CE e
la Posa in Opera
Lorientamento della giurisprudenza italiana e
comunitaria quello di considerare le prestazio-
ni del prodotto inteso posato in opera e non
a pi dopera. La marcatura CE dei serramenti
infatti copre la commercializzazione dei prodotti
ma non la posa in opera e tuttavia il produttore
tenuto a fornire indicazioni in merito alla corretta
installazione oltre alluso dei prodotti. Dunque
la marcatura CE dei serramenti rappresenta un
livello minimo di qualit per poter commercializ-
zare i prodotti ovvero un potenziale livellamento
di questi. La qualit della posa in opera per-
tanto un elemento importante rispetto al quale
confrontare la qualit complessiva del prodotto.
In che modo per? Altri paesi europei stanno gi
lavorando su marchi di qualit e strumenti che
siano in grado di coprire la posa in opera.
12.4
Qualit dei prodotti e
norme tecniche
I principali paesi europei hanno da tempo co-
difcato la regola dellarte in norme tecniche. A
fronte di unindiscussa qualit intrinseca nei pro-
dotti, il mercato italiano soffre di un progressivo
decadimento della qualit della posa in opera e
i tempi sono maturi perch anche in Italia si ar-
rivi a una norma in materia. Liniziativa pu na-
scere dalla provincia di Bolzano (magari anche
in collaborazione con UNCSAAL) per poi essere
trasferita facilmente in ambito UNI per dar vita a
un codice di pratica per la posa dei serramenti e
facciate.
Lipotesi per il 2013 potrebbe essere la formazio-
ne di un tavolo tecnico in seno al Gruppo Faccia-
te del TIS per la predisposizione di un codice di
pratica, con lo scopo di defnire un atlante delle
66 | TIS innovation park TIS innovation park | 67
problematiche comuni e specifche dei singoli
prodotti: cio le regole comuni e condivise per
la posa in opera. Si potrebbe far tesoro di quanto
gi fatto da UNCSAAL e spingersi oltre, dato che
la qualit costruttiva dellAlto Adige encomia-
bile oltre che del tutto difendibile e riconoscibile
al punto che se ne potrebbe creare un marchio:
il marchio della posa appunto. Laltro problema
la formazione: corsi di qualifcazione e formazio-
ne un patentino di qualifca per gli installatori,
esattamente come stato fatto, per esempio,
per gli impianti di riscaldamento con la fgura
delloperatore certifcato e autorizzato.
Un valido strumento tecnico sulla posa costitu-
ito dalla guida UX60 di UNCSAAL, che si propo-
ne anche come aiuto ai progettisti che vogliono
apprendere appieno le problematiche della posa
in opera delle facciate continue e valutarle atten-
tamente sin dalle prime fasi di progetto.
Per concludere potremmo dire che sovente
allatto della posa in opera, assistiamo ad un
peggioramento delle prestazioni delle facciate
continue rispetto a quanto atteso in sede di pro-
getto ed anche nei confronti di quanto misurato
durante i test di laboratorio o rispetto ai calcoli.
E infatti importante sottolineare che le procedu-
re di posa in opera infuenzano trasversalmente
tutto il processo produttivo delle facciate con-
tinue, dal progetto allinstallazione. Le idonee
modalit di posa devono dunque essere stabili-
te prima in sede di progetto e successivamente
attuate, nei limiti delle reciproche responsabilit
e competenze, da tutti gli operatori coinvolti in
cantiere con lobiettivo di mantenere, nel modo
pi effcace possibile, le prestazioni previste.

13.
VERIFICA E CONTROLLO DELLE FACCIATE
a cura di Massimo Colombari
68 | TIS innovation park TIS innovation park | 69
Check list prestazionale e
relativi controlli
13.1
Introduzione
Durante lattivit di progettazione di una faccia-
ta continua, fn dalle prime fasi di concepimento
del sistema che verr poi realizzato, vanno con-
siderati numerosi parametri prestazionali. Alcuni
di essi sono cogenti in quanto prescritti da leggi
nazionali o da capitolati prestazionali, altri sono
parametri di qualit che non hanno valori limite
di rispetto, ma che possono conferire allinvolu-
cro una maggiore o minore prestazione.
Lobiettivo di questo capitolo di riassumere in
una tabella sintetica questi parametri, le norma-
tive di riferimento e le peculiarit di ciascuno, sia
nella fase progettuale, che nella successiva fase
di controllo del prodotto realizzato.
Tale capitolo va letto congiuntamente agli altri
capitoli che precedono e descrivono in modo pi
esteso ciascuno degli aspetti qui esposti.
Fase di progettazione Laboratorio Cantiere
Parametro Simbolo U.M. Normativa di riferimenti Note Prove Norma Note Prove Norme
Carico vento qv [kPa] Norme Tecniche 2008 Eurocodice 1 Prove in galleria del vento
Carico a parapetto qp [kN/m] Norme Tecniche 2008 Test in opera
Inerzia profli Jx [cm4] Norme Tecniche 2008 Eurocodice 9 Test al vento UNI EN 13116 Prove statiche/collaudi in opera
Dimensionamento vetri
(spessore e composizione lastre)
Sp [mm] Test al vento UNI EN 13116
13.2
Statica
70 | TIS innovation park TIS innovation park | 71
Fase di progettazione Laboratorio Cantiere
Parametro Simbolo U.M.
Normativa
di riferimenti
Note Prove Norma Note Prove Norme
Isolamento acustico di facciata D2m,NT [dB]
DM 05.12.97
e UNI EN 12354
Misura di componenti Rw UNI EN 12140-3
Misura in opera di
D2mnT e Rw
UNI EN 12140-5
Isolamento acustico interpiano
(Vertical Flanking transmission)
Dn f
Isolamento acustico tra due
ambienti (Horizontal Flanking
transmission)
Dn f
Fase di progettazione Laboratorio Cantiere
Parametro Simbolo U.M.
Normativa
di riferimenti
Note Prove Norma Note Prove Norme
Trasmittanza termica del telaio Uf [W/(m
2
K)] UNI EN 10077 Misura in camera climatica Termografa ad infrarossi
Trasmittanza termica del
vetro isolante
Ug [W/(m
2
K)] UNI EN 673 Termografa ad infrarossi
Fattore solare g [%] UNI EN 410 Misura .
Misure in opera di
fattore solare
Trasmissione luminosa TL [%] UNI EN 410 Misura -
Shock termico [MPa]
NF P78-201-
1_A1
(DTU 39)
Verifca software che
i vetri non siano
soggetti a tensioni
differenziali dovute a
differenza di temperatura
permeabilit allaria EN 12153 EN 12152
Tenuta allacqua EN 12155 EN 12154 Hose Test
13.3
Prestazioni
13.4
Acustica
72 | TIS innovation park TIS innovation park | 73
13.5
Fuoco
Fase di progettazione Laboratorio Cantiere
Parametro Simbolo U.M. Normativa di riferimenti Note Prove Norma Note Prove Norme
Compartimentazione
tra facciata continua e
solaio
[min]
Generalmente
si tratta di divisioni
EI 60 o EI 120
Compartimentazione
tra piani
Circolare GUIDA TECNICA
su: Requisiti di sicurezza
antincendio delle facciate negli
edifci civili Prot. n. 0005643
del 31/03/2010
Evacuatori di fumo
- Prove di resistenza al calore
- Determinazione SUA
EN 12101-2
74 | TIS innovation park TIS innovation park | 75
14.
CERTIFICAZIONE ENERGETICA E
IL SIGILLO FINESTRA QUALIT
CASACLIMA
a cura di Astrid Schartmller
Direttiva tecnica
casaclima agosto 2011
La direttiva tecnica CasaClima (DT) la linea gui-
da che deve essere utilizzata per lottenimento
della certifcazione energetica, in conformit ai
requisiti di qualit stabiliti dallAgenzia CasaClima.
Lobiettivo della linea guida di standardizzare il
metodo di calcolo, il controllo dellesecuzione in
cantiere, il controllo fnale e lemissione del certi-
fcato energetico.
Ai fni della certifcazione energetica CasaClima
richiesto il calcolo delleffcienza energetica
dellinvolucro e delleffcienza complessiva del
sistema edifcio-impianto. Il calcolo deve essere
elaborato utilizzando il programma di calcolo Ca-
saClima in cui devono essere inseriti tutti i dati ne-
cessari per caratterizzare il comportamento ter-
mico statico della struttura nel periodo invernale.
La trasmittanza termica degli elementi dellinvo-
lucro il parametro fondamentale per il calcolo
delle dispersioni termiche per trasmissione nel
periodo invernale.
In particolare, per quanto riguarda gli elementi
trasparenti, nel calcolo CasaClima richiesto di
specifcare separatamente le propriet del vetro
isolante e del telaio, inserendo la trasmittanza
termica del telaio Uf e la trasmittanza termica del
vetro isolante Ug.
I dati di trasmittanza termica inseriti devono es-
sere comprovati per mezzo della documentazio-
ne sotto indicata.
importante tenere in considerazione che, oltre
ai requisiti della certifcazione energetica, devono
sempre essere rispettate le prescrizioni legislative.
Bolzan, 21.06.2013 Versione 1.3
Direttiva Tecnica
CasaClima
Agosto 2011
TIS innovation park | 77 76 | TIS innovation park
Il valore Uf, per la certifcazione CasaClima
delledifcio, pu essere ricavato da:
Un certifcato di calcolo secondo EN 10077-
1 o EN 10077-2 elaborato da un laboratorio
notifcato
Un certifcato di prova secondo la EN 12412-2
(Isolamento termico telaio - Determinazione
della trasmittanza termica con il metodo della
camera calda)
Il valore di trasmittanza del telaio Uf dellalle-
gato D della DT
Il valore Ug, per la certifcazione CasaClima
delledifcio, pu essere ricavato da:
Valore Ug segnato sul distanziale o in modo non
rimovibile su unetichetta della battuta del pro-
dotto, a conferma di quanto dichiarato nella fase
di calcolo CasaClima.
Valore Ug secondo la Tabella C.2 della EN
10077 1: 2007, Thermal transmittance of
double and triple glazing flled with different
gases for vertical glazing
Valore Ug tratto secondo la EN 673 elaborato
da un laboratorio notifcato.
Il valore g, per la certifcazione CasaClima
delledifcio, pu essere ricavato da:
Il fattore solare g, deve rispettare la norma
EN 410
Regolamento 01.0
fnestra qualit casaclima
La concessione al sigillo di qualit
I sigilli di qualit la Finestra Qualit CasaClima e
la Porta Qualit CasaClima
saranno assegnati a prodotti da costruzione in
conformit alla norma di prodotto
la EN 14351-1 e la marcatura CE.
La caratteristica innovativa di questo sigillo di
qualit , che oltre i requisiti tecnici del prodot-
to, viene richiesta anche la posa in opera a regola
darte.
I requisiti di qualit sono specifcati nel
Regolamento 01.0 la concessione al sigillo di
qualit Finestra Qualit CasaClima e nel
Regolamento 02.0 la concessione al sigillo di
qualit Porta Qualit CasaClima.
I requisiti principali per la Finestra Qualit Ca-
saClima sono riportati nelle tabelle 1+2 sotto-
stanti.
coeffciente di trasmittanza termica massimo Laboratorio
Classe di
qualit
Uf (*)
W/(mK)
Ug EN 673
W/(mK)
Up(**)
W/(mK)
interna esterna
T h e t a
1
Theta 2
B 1.4 1.1 1.1
20,0C
0,0C

12,5C
16C A 1.2 1.1 1.1
Gold 1.0 0.6 0.6 - 10,0C
Tabl. 1: Prestazioni energetiche
Tabl. 2: Requisiti minimi
Prestazione
(ITT)
Norma di
riferimento
per la prova
Norma di
classifcazione
del risultato
FinestraQualit CasaClima
Finestra Modulo I+II
(chiuso e bloccato) EN 1026 EN 12207 classe 4 classe 4
Tenuta allacqua EN 1027 EN 12208 classe 8A classe 6A
Resistenza al carico
del vento
EN 12211 EN 12210 classe 4B classe 3B
Capacit portante dei
dispositivi di sicurezza
EN 14609 EN 14351-1 conforme (non per Modulo II)
Sostanze dannose EN 14351-1 EN 14351-1 Nessuna (ambiente interna)
Resistenza agli urti
sul vetro
EN 13049 EN 13049 non richiesto classe 3
prove effettuate da un laboratorio notifcato Etichette fnestre
78 | TIS innovation park TIS innovation park | 79
15.
RECLADDING DELLE FACCIATE
a cura di Giuliano Venturelli
15.1
La sfda della riqualifcazione
La sfda per i prossimi anni, nel comparto delle
costruzioni, riguarder soprattutto il recupero
del patrimonio edilizio esistente.
La riqualifcazione, e con essa la gestione e ma-
nutenzione, degli edifci esistenti saranno i temi
su cui si confronteranno progettisti e mercato
immobiliare, oltre a committenti pubblici e priva-
ti, gruppi bancari e investitori.
Involucro e impianti saranno dunque gli elementi
su cui si focalizzer sempre pi lattenzione (cosa
che peraltro sta gi avvenendo) contribuendo
a determinare e indirizzare le scelte strategiche
nella progettazione degli interventi di manuten-
zione e di ristrutturazione.
In particolare il miglioramento del comporta-
mento energetico, lisolamento termico delle-
difcio con leliminazione (sin dalle prime fasi di
progetto) dei ponti termici, leffcienza energe-
tica, la riduzione dei consumi, il miglioramento
del comfort e la sostenibilit saranno alcuni dei
principali drivers che guideranno le scelte per i
futuri interventi.
Tali azioni permetteranno non solo di migliorare
le performance delledifcio con notevoli rispar-
mi energetici sulle bollette, ma consentiranno
peraltro di riposizionare limmobile sul mercato
immobiliare con incrementi del suo valore (sia in
termini di rendita fnanziaria che di afftto).
Tra le diverse tipologie di involucro oggetto di
interventi di riqualifcazione sicuramente gli in-
volucri trasparenti sono quelli che richiedono
maggiore cura e attenzione (impiegando sem-
pre pi spesso il supporto di software per analisi
energetiche e simulazioni in regime dinamico, sia
estivo che invernale) visto che spesso risultano
essere i punti pi vulnerabili delledifcio. Sono
proprio le facciate continue infatti gli elementi
che possono determinare il successo o linsuc-
cesso di un intervento contribuendo a rendere
pi o meno effciente il comportamento energe-
tico dellintero edifcio.
Da quanto detto risulta chiaro come le facciate
debbano essere oggetto di attenta analisi e ac-
curata valutazione nella fase del progetto di re-
cupero di un edifcio; non solo per garantire le
necessarie prestazioni funzionali ma anche per-
ch queste devono rispondere a precise norme
sia relativamente al comportamento statico e di-
namico (vento e azioni sismiche) che in termini di
isolamento termico e acustico.
Molto spesso questo obbliga committenti e
progettisti a dover ripensare completamente la
facciata esistente procedendo cos a un vero e
proprio up-grade dellinvolucro stesso.
15.2 Interventi parziali
Naturalmente la facciata non sempre risulta es-
sere un elemento da rimuovere ed eliminare o
sostituire. Talvolta infatti pu essere oggetto di
parziali interventi di manutenzione oppure di
sostituzione di componenti con eventuali imple-
mentazioni di determinate prestazioni o ancora
dotata di dispositivi integrati di nuova generazio-
ne (si pensi a pannelli fotovoltaici BIPV, scherma-
ture solari, elementi per la ventilazione, motoriz-
zazioni e automazioni, ecc.) che consentono tra
laltro un aggiornamento degli aspetti architetto-
nici della facciata stessa.
Pi dettagliatamente potremmo parlare di ma-
nutenzione della facciata, distinguendo tra ma-
nutenzione ordinaria (ripristino funzionale ed
estetico) e straordinaria (adeguamento presta-
zionale).
Gli interventi di ripristino funzionale ed esteti-
co possono prevedere la pulizia della facciata e
dei suoi componenti (elementi vetrati, metallici
e plastici) oltre ad interventi di regolazione e
ripristino (sia sugli organi di manovra che sugli
elementi plastici, come guarnizioni e sigillature).
Gli interventi di adeguamento prestazionale par-
tono invece dallanalisi del comportamento dei
TIS innovation park | 81 80 | TIS innovation park
singoli componenti, al fne di valutarne il peso
specifco e la loro effcacia allinterno del siste-
ma facciata continua. Si pu procedere con
lanalisi strutturale della vetrata per valutarne la
rispondenza alle norme vigenti, oppure effet-
tuare lanalisi della trasmittanza termica di profli,
vetrate e sistema facciata sia della soluzione esi-
stente che valutando nuove combinazioni di ve-
tri e nuove soluzioni progettuali, con lobiettivo
di migliorarne leffcacia sia nel periodo invernale
che in quello estivo.
Attenzione particolare deve essere posta, nella
fase di scelta delle vetrazioni, allanalisi del fat-
tore solare relativo a diverse combinazioni di ve-
tri in abbinamento a schermature solari interne,
esterne e integrate.
Il progetto di recupero pu inoltre prevedere sia
il ripristino delle prestazioni originali della faccia-
ta, che a seguito di invecchiamento, cicli di gelo
e disgelo, stress termici, decadimento prestazio-
nale di alcuni suoi componenti, guasti, rotture,
si sono perdute (creando danni, discomfort,
infltrazioni dacqua, scarsa tenuta allaria, ecc.)
che un loro miglioramento, attraverso strategie
di intervento che consentono di raggiungere no-
tevoli incrementi prestazionali (up-grade)
Questi interventi possono prevedere la sostitu-
zione di guarnizioni, il rifacimento di sigillature
con materiali pi performanti e duraturi, un mi-
glioramento dellinterfaccia facciata struttura,
unanalisi puntuale delle condizioni al contorno
della facciata per eliminare la formazione di ponti
termici, la sostituzione di vetri con nuove vetra-
zioni pi performanti.
15.3 Retroftting
A questi possono essere aggiunti anche inter-
venti di retroft, pensati per le diverse zone cli-
matiche, che oltre a migliorare le prestazioni
dellinvolucro possono diventare anche degli
elementi in grado di contribuire alla confgura-
zione architettonica fnale delledifcio divenen-
do non solo componenti tecnologici e funzionali,
ma anche architettonici ed estetici, sino a tra-
sformarsi in alcuni casi estremi in veri e propri
elementi di design.
E il caso di facciate fotovoltaiche con pannelli
integrati, facciate solari, sistemi di schermatura
solare integrati nella facciata (brise-soleil, tende
a rullo esterne, reti metalliche), sistemi di venti-
lazione naturale, facciate a doppia pelle, media
facade, facciate dinamiche, sistemi di illumina-
zione integrata, sistemi di controllo e building
automation, ecc.
Il retroft delle facciate in alcuni casi pu addirit-
tura diventare lo strumento per ripensare lintero
involucro e lintero edifcio contribuendo alla (ri)
progettazione di edifci di nuova generazione
con facciate e involucri intelligenti e adattivi mi-
rati a un comportamento sempre pi energetica-
mente autosuffciente e dinamico dellinvolucro,
in grado cio di modifcare il proprio comporta-
mento in funzione delle azioni esterne e interne
come la temperatura, la luce, lumidit.
16.
IMPIEGO, DURABILIT E MANUTENZIONE
a cura di Giuliano Venturelli
82 | TIS innovation park TIS innovation park | 83
16.1
Patalogie delle facciate
La facciata continua, durante il suo ciclo di vita,
soggetta a degrado e decadimento prestazio-
nale. Le cause sono da ricercarsi nelle condizioni
ambientali e climatiche, negli stress subiti nelle
fasi di esercizio, nel naturale deperimento dei
materiali, nelleventuale messa in opera errata e
utilizzo scorretto da parte dellutenza.
Una classifcazione delle patologie di una faccia-
ta continua pertanto un punto fondamentale
nelloperazione di controllo prestazionale del
sistema, in quanto ne sottolinea le vulnerabilit
e le criticit oltre ai punti deboli e ai particolari su
cui il progettista deve porre attenzione. Questo
sia al fne di ottenere una soluzione adatta alle
nuove restrittive richieste normative che per il
raggiungimento delle prestazioni richieste at-
tualmente alle facciate.
Le patologie possono riguardare i diversi compo-
nenti che costituiscono la facciata come vetro, al-
luminio, acciaio, guarnizioni, sigillanti, sistemi di
apertura e ventilazione, eventuali sistemi scher-
manti o apparecchi elettrici o elettronici.
Il vetro il componente principale del sistema
facciata continua e, conseguentemente, anche
lelemento sottoposto alle sollecitazioni maggiori
da parte dellambiente esterno. Possiamo trova-
re difetti dovuti alla natura stessa del materiale,
cos come difetti dovuti alla fase di produzione.
Vi sono poi patologie riconducibili allusura e alla
mancata manutenzione e pulizia delle lastre ve-
trate durante tutta la vita nominale delledifcio.
Per il vetro le patologie possono essere:
inclusioni di solfuro di nichel,
stress termico,
corrosione (corrosione del rivestimento del
vetro, corrosione per scorrimento dacqua,
attacco chimico, ciclo asciutto-bagnato),
condensazione,
rotture
difetti estetici.
Vi sono poi patologie degli elementi metallici che
compongono la facciata come ad esempio:
la corrosione degli elementi metallici stessi,
lincompatibilit,
problemi di taglio termico,
difetti nel sistema di fssaggio.
Gli elementi plastici, ovvero guarnizioni e sigil-
lanti, sono i componenti di completamento del
sistema a facciata continua e garantiscono la
tenuta allacqua e allaria degli infssi, cos come
il corretto posizionamento delle componenti ve-
trate allinterno del telaio metallico. Il materiale
plastico di cui sono composti per sua natura
deperibile e, se non adeguatamente protetto e
mantenuto, pu andare incontro a una perdita
considerevole delle sue propriet meccaniche
ed estetiche. I problemi possono riguardare in-
compatibilit (con macchiatura o perdita di ade-
sione) e infltrazioni.
Vi sono inoltre problemi che riguardano i sistemi
di apertura e ventilazione.
In generale, le cause di uno scorretto funziona-
mento degli organi di manovra o ventilazione
da ricercarsi in:
utilizzo scorretto della struttura da parte
dellutenza;
urti accidentali di origine antropica o animale;
difetti di fabbricazione;
degrado dei materiali e delle parti motorizzate;
usura dei meccanismi;
vibrazioni del sistema facciata dovute ai cari-
chi del vento o del sisma;
otturamento dei canali di defusso dellaria.
Le diverse patologie possono portare a guasti o
difetti e quindi una perdita di prestazioni della
facciata, come riduzione di tenuta allaria o scar-
sa tenuta allacqua con conseguenti fenomeni di
infltrazione.
In particolare i fattori causanti la penetrazione
dellacqua possono essere cos elencati:
presenza di acqua sulla superfcie esterna del
serramento;
presenza di acqua sulla guarnizione esterna;
fenomeni di capillarit tra guarnizione e inter-
capedine interna;
gradiente di pressione fra intercapedine e
zona esterna;
movimenti daria nellintercapedine;
presenza dacqua nellintercapedine;
presenza dacqua sulla guarnizione interna;
capillarit tra guarnizione e ambiente interno;
assenza di elemento di raccolta e allontana-
mento dellacqua.
16.2
Schedatura delle patologie della
facciata continua
Al fne di facilitare la diagnosi della facciata ed il
riconoscimento delle patologie si propone la loro
classifcazione e schedatura.
Uno degli obiettivi quello di fornire un suppor-
to concreto al professionista che vuole valutare
il quadro patologico di una facciata continua.
Lobiettivo quello di creare un database, sia
cartaceo che informatico, che riunisca le schede
dei principali degradi.
Di seguito riportiamo degli esempi relativi alla
schedatura delle patologie riportando un possi-
bile modello di scheda di rilievo
84 | TIS innovation park TIS innovation park | 85
DG01
Accumulo dacqua
infltrazioni o ristagno dacqua
DG07
Corrosione
corrosione di elementi metallici, vaiolatura
e distacco dello strato anodizzato,
formazione di ruggione, crateri, sfaldamento
della superfcie
DG02
Allentamento unioni
imbullonate
riduzione delle forze di serraggio tra
elementi metallici di collegamento
DG08
Rottura della specchiatura
rottura di vetro
DG03
Alterazione cromatica
variazione dei parametri che defniscono
il colore (tinta, chiarezza, saturazione)
DG09
Delaminazione del vetro
scollamento delle lastre dal PVB per
ingresso di umidit
DG04
Alterazione della fnitura
superfciale
variazione della fnitura superfciale accom-
pagnata in genere da aumento di rugosit
DG10
Ringonfamento
deformazione e rigonfamento
dellelemento
DG05
Danni da impatti e
sollecitazioni meccaniche
impronte o ammaccature dei profli,
abrasioni localizzate delle fniture
DG11
Degrado dei giunti
sigillanti, guarnizioni
decoesione, distacco, perdita di elasticit
del materiale
DG06
Alveolizzazione
formazione di cavit di forme e
dimensioni variabili
DG12
Disgregazione
stato avanzato di decoesione con perdita di
materiale, peggioramento delle caratteristi-
che meccaniche e aumento della porosit
86 | TIS innovation park TIS innovation park | 87
DG13
Distacco
espulsione dalla sede di parti del componen-
te
DG19
Opacizzazione del vetro
formazione di condensa e aloni nellinterca-
pedine delle vetrate isolanti o sulla superfcie
delle specchiature
DG14
Efforescenza
formazione cristallina di sali solubili sulla su-
perfcie, generalmente biancastre e poco co-
erenti
DG20
Patina biologica
strato sottile, morbido ed omogeneo, aderente
alla superfcie, costituito prevalentemente da
microrganismi, di colore variabile
DG15
Fessurazione
formazione di soluzioni di discontinuit
del materiale con distacchi macroscopici
delle sue parti
DG21
Perdita di tenuta ed elasticit
alterazione delle caratteristiche di
elasticit delle guarnizioni, che porta ad
indurimento del materiale gommoso e
alla perdita della prestazione di tenuta
allacqua e allaria
DG16
Funzionamento anomalo
della camera di ventilazione
insuffcienza o assenza di ventilazione
DG22
Decoesione
diminuzione della coesione con aumento
della porosit e peggioramento delle carat-
teristiche meccaniche
DG17
Infltrazione di umidit
infltrazione di acqua e di umidit nella
camera di ventilazione o tra le lastre del
vetro stratifcato
DG23
Crosta
deposito superfciale di spessore varia-
bile, duro e fragile, soggetto e staccarsi
spontaneamente lasciando la superfcie
sottostante disgregata e pulverulenta
DG18
Lippage
scostamento della complanarit tra le
lastre adiacenti, maggiore di 1/2 della
larghezza del giunto di separazione
DG24
Infestazione dinsetti
presenza di insetti allinterno delle
componenti
88 | TIS innovation park TIS innovation park | 89
DG25
Deformazione/rottura del siste-
ma di ancoraggio
deformazione per scorrimento o rottura delle
staffe o dei morsetti verso il basso
DG26
Deposito superfciale/polvere
accumulo di pulviscolo atmosferico urbano o
di altri materiali estranei, di spessore variabile,
poco coerente e poco aderente alla superfcie
DG27
Degrado degli organi di manovra e di
movimentazione
corrosione ed ossidazione degli elementi metallici,
cedimenti, deformazioni, inceppamenti degli organi di
chiusura. Malfunzionamento dei meccanismi e delle
motorizzazioni per il movimento delle parti mobili
DG28
Macchie e graffti
imbrattamento delle superfcie con sostan-
ze macchianti
DG29
Guano animale
deposito superfciale di materiale orga-
nico
DG30
Difetti di produzione
formazione di bollle daria tra le lastre
DG 01
Accumulo dacqua
Tipologia di danno:
Fisico/termico/meccanico
Perdita dii comfort
Manifestazione:
Infltrazione e ristagno dacqua allinterno del
telaio
Cause:
Linfltrazione il risultato della presenza simulta-
nea di tre principali condizioni:
un imperfetto giunto di guarnizione
una differenza di pressione dellaria tra inter-
no ed esterno
presenza di acqua.
Quando si verifcano contemporaneamente le
tre condizioni, lacqua che scorre allesterno
della facciata vetrata viene risucchiata allinter-
no delle guarnizioni difettose dalla differenza di
pressione dellaria.
Possibili interventi
Per evitare il degrado necessario controllare
accuratamente il sistema di tenuta della facciata
continua, in particolare le guarnizioni plastiche.
Un comune intervento migliorativo consiste nel
sostituire o riparare le guarnizioni esterne della
facciata. Tuttavia questa spesso una soluzione
temporanea.
Se risulta pi utile agire sulla prevenzione del fe-
nomeno, esistono tre metodi principali per evita-
re infltrazioni allinterno di una facciata continua.
Il primo metodo consiste semplicemente nellim-
pedire allacqua di superare la prima barriera
difensiva della struttura. Il secondo consiste nel
prevedere un sistema di drenaggio dellacqua
per allontanare le infltrazioni accidentali. Il terzo
cerca di evitare la differenza di pressione della-
ria tra interno ed esterno, causa del risucchio
dellacqua allinterno della facciata.
Sistema di cavit drenati
Sistema Pressure-equalized
Compartimentazione

Esempio di scheda di rilievo
Retino associato
90 | TIS innovation park TIS innovation park | 91
La schedatura delle patologie viene strutturata
nel seguente modo:
Barra colorata (posizionata in alto)
Consente, associando il colore alla relativa cate-
goria, di ricondurre immediatamente la tipologia
di danno allinsieme di patologie di cui essa fa
parte. Nel caso esemplifcativo in esame, il colo-
re azzurro richiama un degrado dovuto allacqua.
Nome della patologia
Icona
Licona rappresenta visivamente il degrado in
oggetto e viene utilizzata nel database informa-
tico sviluppato in ambiente Android per stru-
menti portatili quali tablet e telefoni di ultima
generazione. Si reputato opportuno fornire un
semplice strumento informatico che raccoglies-
se facilmente tutte le schede di degrado. Ci
favorisce il lavoro di redazione del rilievo patolo-
gico, evitando di portarsi appresso tutta la docu-
mentazione cartacea.
Retino CAD
Il retino associato al degrado permette di segna-
lare grafcamente sul fle di disegno la zona o il
particolare di facciata coinvolti dal decadimento
prestazionale.
Tipologia di danno
Indica brevemente la tipologia di danno (struttu-
rale, estetico, termico,).
Cause
Si riportano le principali cause che possono aver
scatenato la comparsa del degrado in oggetto.
Esse sono comunque indicative e servono da
aiuto e supporto al professionista, il quale dovr
comunque svolgere unulteriore fase di indagi-
ne qualora le eventuali cause fossero diverse da
quelle proposte.
Possibili interventi
La scheda propone alcuni possibili interventi atti
a ottenere un ripristino delle condizioni iniziali
della facciata e a evitare la ricomparsa della pa-
tologia.

17.
FORMAZIONE SULLE FACCIATE
a cura di Carlo Battisti
92 | TIS innovation park TIS innovation park | 93
17.1
La formazione come
azione strategica
La formazione tecnica sulla tematica delle faccia-
te strategica per lattivit del Gruppo Facciate
del TIS. A tale proposito da marzo 2012 attivo
il tavolo tecnico TT1 Formazione che si occupa
specifcamente di rilevare il fabbisogno formativo
locale e analizzare possibili risposte in tal senso.
Lesigenza di formazione emersa in due ambiti
specifci. Nel primo caso levoluzione moderna
del settore ha messo al centro del processo pro-
gettuale e costruttivo linvolucro, conferendo a
questo le principali funzioni di protezione dagli
agenti atmosferici e di scambio energetico tra
linterno e lesterno delledifcio. Larchitettura
si spinge continuamente verso soluzioni sempre
pi innovative, anche a livello locale, se si pensa
agli edifci pubblici realizzati negli ultimi ventan-
ni a cura della Ripartizione Edilizia e Servizio
Tecnico della Provincia Autonoma di Bolzano.
necessario pertanto che i progettisti posseg-
gano il know-how necessario e comprendano il
funzionamento delle varie tipologie, anche com-
plesse, di facciate.
Dallaltra parte vi la necessit, da parte delle
aziende locali della fliera delle facciate, di forma-
re il proprio personale tecnico (progettisti, calco-
latori, responsabili della produzione, installatori,
manutentori) per garantire e mantenere quel
know-how necessario per soddisfare i requisiti
prestazionali pi elevati richiesti dai progettisti.
Esistono, al di l dei corsi universitari di ingegneria
e architettura e degli interventi di aggiornamento
organizzati dalle aziende (produttori di sistemi e
componenti per facciate), offerte formative speci-
fche di alta specializzazione sulla progettazione e
realizzazione delle facciate complesse per edifci?
Abbiamo cercato in ambito italiano ed europeo
raccogliendo le informazioni sui centri descrit-
ti pi avanti. Ci sono alcune universit e scuole
superiori in area tedesca e nel Regno Unito, con
offerte formative che vanno dalla formazione pro-
fessionale al master post universitario. La lonta-
nanza di queste sedi formative non consente un
agevole accesso alle aziende e ai professionisti
del nostro territorio. E per questo che il Gruppo
di Lavoro Facciate ha pensato di progettare e or-
ganizzare un corso di formazione sulle facciate
destinato ad architetti e ingegneri locali e tecnici
delle aziende della fliera altoatesina delle facciate.
Il corso, della durata di 220 ore e fnanziato dalla
Ripartizione Europa della Provincia Autonoma di
Bolzano, intitolato FACE | Faades Architectu-
re Construction Engineering, iniziato ad apri-
le 2013 e si concluder con la discussione dei
project work a giugno 2014.
Corso di alta formazione in 11 moduli (per un to-
tale di 220 ore, da aprile 2013 a maggio 2014),
frequentabile parallelamente allattivit profes-
sionale.
Destinatari: liberi professionisti (architetti e in-
gegneri) e collaboratori delle aziende del settore
facciate e della relativa fliera edilizia.
Partecipanti selezionati sulla base del curricu-
lum.
Il corso affronta le principali tematiche relative
allideazione, progettazione, calcolo, produzio-
ne, installazione, manutenzione delle facciate
complesse degli edifci.
Fortemente orientato alla pratica.
Tutti i contenuti sono elaborati su misura per le
piccole e medie imprese del settore.
Sede del corso: Bolzano.
Sono previsti viaggi studio a Milano e Delft.
I relatori sono esperti della materia e molto cono-
sciuti nel settore.
Lingua del corso: italiano.
Programma generale del corso:
1 Introduzione sulle tipologie
di facciate e possibili applicazioni 8 ore
2 Aspetti normativi e marcatura CE 16 ore
3 Vetro 6 ore
4 Sistemi schermanti 4 ore
5 Materiali innovativi 4 ore
6 Aspetti strutturali 10 ore
7 Infuenza sulle prestazioni energetiche,
acustiche e comfort delledifcio 14 ore
8 Progettare una facciata 18 ore
9 Facciate innovative 8 ore
10 BiPV 6 ore
11 Facciate multifunzionali 8 ore
12 Processi produttivi 10 ore
13 Project Management 8 ore
14 Installazione 8 ore
15 Patologie e manutenzione 12 ore
16 Retroftting 8 ore
17 Sostenibilit e ciclo di vita 12 ore
18 Centri di ricerca e laboratori 20 ore
19 Edifci e cantieri 8 ore
20 Project Work 32 ore
Totale 220 ore
Il corso FACE
Faades Architecture Construction Engineering.
94 | TIS innovation park TIS innovation park | 95
Schweizerische
Metallbautechnikerschule Basel
c/o Allgemeine Gewerbeschule
Vogelsangstrasse 15
Postfach
CH-4005 Basel
Tel. +41 (0) 61 695 63 72
Fax +41 (0) 61 695 63 66
peter.hornung@edubs.ch
www.agsbs.ch
Hochschule Luzern
Technik & Architektur
CC Fassaden- und Metallbau
Dr. Andreas Luible
Technikumstrasse 21
CH-6048 Horw
Tel. +41 41 349 34 79
www.hslu.ch
Altre opportunit di alta formazione
sulle facciate per edifci in ambito
europeo:
Die Schweizerische Metallbautechnikerschu-
le HF Metallbau (SMT) hat ein umfassendes
Berufsbildungsangebot sowohl im Bereich
der hheren Fachschule (Technikerschule) als
auch auf den Stufen der eidgenssischen Be-
rufsprfungen und der hheren Fachprfungen.
Hhere Fachschule (Technikerschule)
Dipl. Techniker/in HF Fachrichtung Metall-
bau mit eidg. Diplom
Berufs- und Hhere Fachprfung
Metallbauwerkstatt- und Montageleiter/in
mit eidg. Fachausweis
Metallbaukonstrukteur/in mit eidg. Fa-
chausweis
Metallbaumeister/in mit eidg. Diplom
Metallbauprojektleiter/in mit eidg. Diplom
Kompetenzzentrum Fassaden- und
Metallbau (CC FM)
Unternehmern, Planern oder Bauherren steht
das Kompetenzzentrum Fassaden und Metall-
bau bei Fragen rund um die Gebudehlle zur
Verfgung. Das Kompetenzzentrum testet,
analysiert und forscht abgestimmt auf den
Rhythmus der Industrie.
Fr konstruktive Glas- und Fassadenbauteile
besteht ein breites Test- und Analyseangebot.
Ausgezeichnete hauseigene Labors und Instru-
mente sowie mobile Prfeinheiten stehen In-
dustriepartnern zur Verfgung. Gerne werden
weitere kundenspezifsche Dienstleistungen
entwickelt und das bestehende Angebot ausge-
baut.
Einen berblick ber die im CCFM durchgefhr-
ten Arbeiten und Projekte fnden Sie unter Quic-
klinks, Rubrik Projekte.
Die neuesten Informationen aus dem CCFM
bekommen Sie in der Rubrik Aktuelles.
96 | TIS innovation park TIS innovation park | 97
Studiengangsleitung BW
Fassadentechnik
c/o Duale Hochschule
Baden-Wrttemberg
Mosbach
Oberer Mhlenweg 2-6
D-74821 Mosbach
Raum: D/1.05
Tel: +39 06261 / 939-0
Fax: +39 06261 / 939-504
www.dhbw-mosbach.de
Fassadentechnik, in der Branche auch gerne als
Metallbau bezeichnet, ist als bergreifender Stu-
diengang fr Fenster- und Fassadenkonstruktio-
nen in allen Rahmenmaterialien Metall, Kunst-
stoff, Holz und Aluminiumverbundwerkstoffe
zu sehen. Architektonische Kreativitt wird in
die Praxis umgesetzt. Auer den grundlegen-
den technischen Studieninhalten werden
betriebswirtschaftliche Fcher, Rechtswis-
senschaften, Fremdsprachen (Englisch) und
wichtige Schlsselqualif kationen vermittelt.
Moderne Gebude sind geradezu eine He-
rausforderung fr Ingenieure des Studienganges
Bauwesen - Fassadentechnik. Als zwei Beispiele
seien hier stellvertretend das Mercedes-Benz-
Museum in Stuttgart oder die BMW-Welt in
Mnchen erwhnt.
Bei vielen Fassaden existiert kein Bauteil dop-
pelt, d.h. sowohl in der Konstruktion als auch in
Logistik und Projektmanagement werden hohe
Ansprche gestellt.
Interessenten, die ein entsprechendes Studium
aufnehmen wollen, werden derzeit stark ge-
sucht.
Ttigkeitsfelder und Partnerfrmen
Absolventen verfgen ber gute Kon-
struktionskenntnisse und sind in der Lage, archi-
tektonische Kreativitt technisch umzusetzen.
Neben den Fhigkeiten, Projekte vom Entwurf
bis zur Fertigstellung zu planen und durchzufh-
ren, verfgen sie auch ber kaufmnnische
Kenntnisse sowie ber Fhrungswissen.
Firmen, die mit uns ausbilden, kommen aus der
gesamten Bundesrepublik und einigen Anrainer-
staaten. Gemeinsam haben alle Ausbildungsfr-
men, dass sie im Ingenieurfassadenbau ttig
sind und gut ausgebildete Ingenieure fr ihre
Konstruktionsteams und Projektmanagemen-
tgruppen bentigen.
CWCT Centre for Window
and Cladding Technology
University of Bath (UK)
Claverton Down
Bath BA2 7AY
Tel. +44 (0) 1225 386541
Fax: +44 (0) 1225 386556
cwct@bath.ac.uk
www.cwct.co.uk
CWCT is located at the University of Bath but
is a national and international resource. Events
and courses are held in Bath, London and el-
sewhere in the U.K. and CWCT hosts a biennial
international conference. Founded in 1989 it is
now supported by over 280 member compa-
nies. Non-members are welcome to participate
in CWCT courses and purchase CWCT publi-
cations
Courses CWCT provides training for many pe-
ople involved in the design, specifcation and
construction of building envelopes. This com-
prises standard programmes, one-off seminars
and in-house training bespoke to companies
particular needs. Standard courses have been
developed with input from industry under the
guidance of the CWCT Education and Training
Committee to ensure the courses are relevant
to the intended audience.
Most courses are delivered by CWCT, some
with input from speakers from industry. The
MSc in Facade engineering is run by the Uni-
versity of Bath. Training for installers is provi-
ded in industry using training schemes develo-
ped by CWCT.
CPD (Continuing Professional Development)
certifcates are issued for each course.
University of Bath
MSc Architectural Engineering:
Facade Engineering
This MSc provides the theoretical basis for a
sound understanding of all the disciplines in-
volved in the performance of facades. It exa-
mines the complex inter-relationships between
those different aspects through a consideration
of existing constructions. Knowledge of mate-
rials, methods of manufacture and installation
are considered as essential elements in the suc-
cessful design of facades and are given a promi-
nent place in the programme.
The programme provides advanced understan-
ding of the different aspects of analysis, design
and construction of cladding of buildings. It le-
ads students to re-appraise basic physical con-
cepts so that they may be imaginatively applied
to the engineering of building facades.
Graduates are qualifed to pursue careers in
the design, management, manufacture or con-
struction of facades and as specialists in archi-
tectural and engineering practices.
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Stefano Avesani
Ricercatore junior allIstituto per le Energie Rinnovabili dellEU-
RAC nel settore delleffcienza energetica negli edifci. Studente di
dottorato presso lUniversit di Innsbruck con una tesi nel settore
del risanamento degli edifci esistenti con facciate multifunzionali
prefabbricate.
Carlo Battisti
Ingegnere civile, consulente per linnovazione sostenibile. Dal 2009
Project Manager presso il Cluster Edilizia del TIS innovation park,
dove assiste le aziende del settore delle costruzioni in progetti di
ricerca e sviluppo. Coordina il Gruppo di Lavoro Facciate degli
Edifci del TIS.
Marco Becarelli
Ingegnere, da 23 anni Direttore dellUffcio Prevenzione incendi
della Provincia Autonoma di Bolzano, che si occupa del rispetto dei
requisiti antincendio nelle costruzioni. Ha precedenti esperienze
lavorative nella sicurezza del lavoro e dei trasporti.
Massimo Colombari
Ingegnere civile, ricercatore presso la Facolt di Architettura di Fi-
renze. Capo del reparto di Faade Engineering di Stahlbau Pichler.
Ha seguito svariati progetti di ricerca e sviluppo in collaborazione
con aziende e universit nazionali e internazionali.
Francesco Giovine
Architetto e professore a contratto presso il Politecnico di Milano
e la Facolt di Ingegneria di Innsbruck. Si occupa di involucri edilizi
evoluti e tecnologie di facciata tramite ABeC, attiva nel facade
engineering, societ di cui socio fondatore. Scrive sulle principali
riviste del settore.
Carlo Noselli
Ingegnere civile edile con dottorato in modellazione, conservazio-
ne e controllo dei materiali e delle strutture. Libero professionista,
direttore tecnico e socio di Ennequadro engineering. Ha svolto
attivit di supporto alla didattica e collaborato con la Facolt di
Ingegneria dellUniversit di Trento.
Roland Rossi
Titolare dello studio dingegneria GFE (Glass Faade Engineering).
Referente dellAgenzia CasaClima di Bolzano. Membro del Gruppo
di Lavoro GL 1 Vetro piano della Commissione Vetro di UNI.
Esperto giudiziario nel settore vetro e facciate.
Astrid Schartmller
Ingegnere civile. Ha lavorato in diversi studi dingegneria principal-
mente nel settore della progettazione strutturale. Lavora presso
lAgenzia CasaClima di Bolzano dove responsabile per i Prodotti
di Qualit.
Anita Tschigg
Dottoressa in Scienze della Comunicazione. Socio e responsabile
vendite e progettazione di Climagrn, impresa specializzata in
costruzioni a verde e facciate vegetali.
I REDATTORI
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Impressum
Proprietario ed editore:
TIS innovation park
Via siemens 19 | I-39100 bolzano | www.tis.bz.it
Redazione e coordinamento:
Carlo Battisti
Grafca & progetto
W13 Designkultur
Testi
Gruppo di lavoro / Facciate degli edifci
Carlo Battisti
Stampa
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Crediti foto
Copertina TIS, A. Filz
pag. 2 - Frener & Reifer | Hills Place, London, Arch. Amanda Levete
pag. 6 - Alpewa | Municipio Brunico (Bz), Arch. Abram & Schnabel
pag. 8 e 9 - Stahlbau Pichler | Maciachini Center, Milano, Progetto Sauerbruch & Hutton
pag. 28 e 29 - Inpek | Quartiere Casanova, Bolzano, Arch. Wilfried Moroder Arch. Roberto Palazzi
pag. 35 - Expan | Iprona, Lana (Bz), Arch. Wilfried Moroder
pag. 36 - Stahlbau Pichler | De Cecco, Pescara, Arch. Massimiliano
Settembre 2012 presso TIS innovation park - Cluster Edilizia
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