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Novation Mininova Synthesizer prima

parte
Written by Antonio Antetomaso on 21 giugno 2014. Posted in Gear
Mininova, ovver il mini synth-vocoder di casa Novation, uscito sul mercato ormai da un po di tempo, una
macchina che ha trovato sin da subito il favore di schiere di musicisti, complici (si dice in rete e in giro), la
elevata versatilit, lottimo rapporto qualit prezzo, lottima qualit timbrica e una manifattura di tutto
rispetto.
di Antonio Antetomaso
Non nego che tale apparecchio abbia suscitato di recente un interesse sempre crescente da parte del
sottoscritto, fino a rendere i livelli di GAS cos poco sostenibili da costringere il medesimo sottoscritto ad
approvvigionarsene.
Dato che ormai un pochino che la uso come parte integrante del mio setup compositivo, penso di
conoscerla abbastanza da propinarvi, se vi va, una bella passeggiata nei meandri delle sue prerogative, se
non altro per capire se la fama di questo giocattolino davvero ben giustificata.
Inutile dirvi che di roba da dire ce n tanta, forse troppa per chiudere la questione in ununico
appuntamento. Pertanto, vorrei proporvi il seguente tour guidato:
1. Caratteristiche di massima del synth, organizzazione dellinterfaccia e delle connessioni;
2. Filtri, inviluppi e sorgenti di modulazione;
3. Vocoder, arpeggiatore/step sequencer, editor VST/AU, considerazioni finali.
Il tutto ovviamente corredato con tipsn tricks, video, demo audio e, se fate i bravi, un piccolo regalino. Vi
aggrada il tutto? Benissimo, zaini in spalla, seguite la bandierina.
Direi di rompere subito il ghiaccio parlando di come si presenta la confezione e cosa contiene, che ne dite?


Per 400 euro e spicci vi portate a casa un box contenente: sintetizzatore, alimentatore (e non da tutti),
manuale cartaceo (e non da tutti), cavo USB, microfono per il vocoder e, scusate se poco, una discreta
carrellata di software a corredo:
1. Software per gestire le patches (Mininova Librarian)
2. Editor VST/AU (e non da tutti)
3. Ableton Live! lite
4. 1GB di loops Loopmaster
5. Bass station software
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Non tutto: date unocchiata qui. Sissignore, la Novation mette a disposizione dellutente diverse librerie
di suoni aggiuntivi da scaricare e caricare sulla macchina a vostro piacimento Il set in continua
espansione e come se non bastasse, essendo il motore di sintesi (di cui parleremo) lo stesso dellUltranova,
potete scambiarvi suoni con i possessori di questaltra tastiera, altrettanto valida.

Iniziamo a segnalare le specifiche tecniche dello strumento, rimandando allapposita sezione sul sito
Novation, non vorrete mica farmi fare copia e incolla dellelenco brutale, vero?
Come primo punto di approfondimento, partiamo senza indugio con lanalisi dellinterfaccia offerta al
musicista. A proposito, se ancora non si dovesse essere capito stiamo parlando di mini tasti: se avete la
mano di Lizard (acerrimo nemico di Spiderman), lasciate perdere

Da sinistra verso destra:

Quello che risalta subito allocchio il generoso (a dispetto delle dimensioni dello strumento) display di
colore azzurro, dai caratteri ben leggibili e definiti. Il prezzo da pagare per leggere bene sul display un
numero di caratteri ridotto, cosa che induce inevitabilmente allo scorrimento e che potrebbe infastidire gli
accaniti utenti dal vivo dove vale la regola del tutto e subito.
Alla sua sinistra troviamo lalloggiamento per il microfono con cui comandare il vocoder, i controlli
dellarpeggiatore (velocit, on/off e abilitazione modalit latch ovvero il perdurare delle note anche dopo il
rilascio dei tasti corrispondenti), e i selettori di ottava per un massimo di 4 ottave in su e in gi.
Ogni pulsante si illumina alla pressione e in taluni casi assume colori diversi ad indicare uno dei possibili
stati della funzionalit comandata; ad esempio il selettore di ottava assume 4 colori diversi secondo se si
sale/scende di unottava, due, tre o quattro.
Spostandoci pi a destra, immediatamente sotto al display abbiamo i i pulsanti per accedere ai parametri di
editing offerti dallo strumento: selettori di categoria, sotto categoria e parametro, abilitazione della
modalit di editing (MENU), tasto di conferma (OK), tasto di salvataggio.

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Ultimi commenti
Emiliano Girolami
20 giugno 2014 | #
Solo per rettificare i valori di
headroom riportati nel testo. Il
valore massimo di segnale in
input prima della distorsione
sarebbe 24dBu che il limiter
riduce a 20dBu.
Enrico Cosimi
20 giugno 2014 | #
cos, a memoria, non ho sentito
differenze sostanziali
Francesco
20 giugno 2014 | #
Bella recensione complimenti!
Ho una domanda: c una reale
differenza sonora tra analog
keys e analog four? Or those
slightly tweaked components
is just about marketing?
Attilio De Simone
18 giugno 2014 | #
Onestamente, il risultato che si
ottiene con Pianoteq 5 il
migliore che abbia mai sentito,
soprattutto strabiliante
limpatto molto contenuto
sulla CPU. Le sfumature
esecutive che si possono
ottenere sono maggiori della
migliore libreria di campioni e
la ram resta intatta. Pianoteq
(di cui sto scrivendo la
recensione, pazientate ancora
un poco) uno strumento
molto piacevole da suonare e
offre un suono che si avvicina
sempre di pi al suono reale.
Cosa sia giusto o sbagliato dal
punto di vista tecnologico ha
sempre un valore relativo,
soprattutto perch stiamo
parlando di sintesi virtuale, in
cui teoricamente qualsiasi
strada teoricamente
possibile, ci sono tanti approcci
differenti, ogni sviluppatore ha
in mente la sua idea di suono e
cerca la soluzione migliore per
ottenere quel suono. Pianoteq
guarda a quei musicisti che il
Le patches sono organizzate per categoria e mediante il generoso controllo rotativo di ottima robustezza
possibile selezionare la categoria desiderata. Mediante il selettore metallico possibile ordinare in ordine
alfabetico o per numero di locazione di memoria. I pulsanti avanti e indietro nonch il controllo
rotativo Data consentono di scorrere le patches in modo rapido. Inutile dirvi che i pulsanti di selezione
patches di cui sopra operano allinterno della categoria selezionata. Abbastanza classico come meccanismo
e ormai consolidato.
Ecco, se oltre a tutti questi selettori avessero trovato il modo di infilarci quattro pulsantini, uno per il
banco e gli altri tre per accedere direttamente alla zona di memoria desiderata, sarebbe stato il giusto
corredo di uninterfaccia di organizzazione delle timbriche efficiente, a mio avviso. Pazienza.
Il tasto FAVORITE infine consente di memorizzare in 8 locazioni accessibili mediante gli otto pulsanti
quadrati sulla destra, 8 timbriche particolarmente da noi predilette. In un contesto live, strumenti come
questo possono rivelarsi preziosi, anche se forse nel medesimo contesto live 8 timbriche possono apparire
un po pochine. Accontentiamoci, non dimenticandoci che comunque si tratta di un mini synth, prezioso,
cio, proprio perch piccolo e compatto.

Allestrema destra, i controlli veramente peculiari di questo strumento. La sezione in alto, davvero geniale
nella sua organizzazione, consente di regolare rapidamente la frequenza di taglio del filtro multi modo e,
attraverso il suo meccanismo matriciale, di accedere in modo arci rapido e ultra intuitivo a sei categorie di
quattro parametri ciascuna.
Le prime due categorie in alto sono programmabili e consentono di controllare 4 parametri selezionati
dallutente per la patch in oggetto, rispettivamente per il motore di sintesi e per la sezione effetti. La terza
sezione consente di controllare il filtro nella risonanza, nel tracking, nel modo di filtraggio e nella quantit
di overdrive applicata al segnale in ingresso, per timbriche davvero ruggenti.
La quarta e la quinta sezione controllano gli inviluppi ADSR di amplificatore e filtro rispettivamente e
lultima sezione controlla i parametri di hard sync e il numero di copie delle forme donda generate,
relativamente agli oscillatori 1 e 2.
Il selettore di sinistra assegna i quattro potenziometri in basso ad una delle sei categorie. Insomma, tutto
quello che serve per fare male tanto e subito ce lavete in questa sezione. Davvero geniale non c che
dire.
In basso, 8 pulsanti retro illuminati con cui comandare altrettante variazioni della patch caricata al fine di
rendere pi interessante e vivace lesecuzione. I medesimi pulsanti possono essere usati per richiamare uno
delle otto timbriche favorite nonch, rullo di tamburi, per abilitare/inibire gli otto step
dellarpeggiatore/step sequencer interno.
Su cosa operano gli otto pulsanti lo decide il selettore alla loro sinistra, patch piuttosto che arpeggiatore.

pianoforte lo conoscono per
davvero e in modo approfondito
(i pianisti classici) e da loro sta
ottenendo i migliori riscontri.
Per ora Pianoteq rappresenta la
soluzione pi efficace per chi
cerca un suono pianistico
approfondito e ha bisogno di
tutte quelle sfumature sonore
ed esecutive contro cui si va a
scontrare la tecnologia
concorrente delle librerie di
campioni. Lobiettivo raggiunto
da Pianoteq era impensabile
nemmeno dieci anni fa. Cera
qualche tencnologia (come
quella di AAS) che aveva
tentato lapproccio, ma
oggettivamente il peso sulla
cpu era importante a fronte di
un risultato assolutamente non
fedele.
Enrico Cosimi
18 giugno 2014 | #
Se mi parli di strategia di
modellazione da seguire, sono
possibilista, anche se mi
piacerebbe sentire qualcosa di
altrettanto funzionale. Sono
rimasto piacevolmente sorpreso
dal funzionamento del Physis
Piano sviluppato qui in Italia
spero abbia il successo
commerciale che merita.
Sullidea di ricostruire il
corpo dello strumento, ho
qualche dubbio ma non il
mio campo (lavoro con tecniche
di sintesi pi semplici) di
sicuro, se il funzionamento
dello strumento acustico parte
proiettando un martelletto
contro una, due o tre corde,
probabilmente quella la
strada per modellarlo in
maniera funzionale
Tornando al Pianoteq, parlo da
pianista classico, mi sembra
molto soddisfacente, di sicuro
pi vero sotto le dita di quello
che puoi ottenere ammassando
inutilmente giga di
campionamenti nelle varie
sound libraries.
Efrem
17 giugno 2014 | #
Erano invidiosi di Korg
appunto
Sun King
17 giugno 2014 | #
Questo tipo di approccio alla
ricostruzione virtuale di un
pianoforte porta in un vicolo
cieco.
E sbagliato partire dalla
ricostruzione della singola nota
del singolo tasto premuto che
La tastiera a tre ottave e sono offerti i controlli di pitch bending e modulation. Diamo uno sguardo al lato
B dello strumento.

Alimentatore, selettore di alimentazione (USB o ESTERNA), attacco USB, MIDI IN e OUT (peccato per il MIDI
THRU), pedale di SUSTAIN (niente pedale di espressione e, ahim, un po la mancanza si sente, viste le
possibilit di modulazione), cuffie, uscite destra e sinistra e ingresso audio per usare il motore di filtraggio
ed editing a danni del segnale audio in ingresso, meccanismo di locking Kensington, a prova di furto.
Lo strumento trasmette MIDI su USB naturalmente, ma non implementa proprio tutto tutto. Qui trovate
limplementazione MIDI al momento supportata dalla versione del firmware disponibile. E comunque
generosa e, tutto sommato, in linea con lo stato dellarte per questa categoria di synth.
Caveat Emptor
Lo strumento allo stato dellarte non class compliant con liPad: se provate a collegarlo al tablet di casa
Cupertino, il dispositivo vi segnaler il consueto messaggio di eccessivo assorbimento. E allora? Uso
lalimentatore e collego lUSB no? Si potrebbe fare, peccato che lo strumento trasmetta MIDI su USB solo se
la modalit di alimentazione impostata su USB nel pannello posteriore.
Comunque, come diceva un vecchio saggio, a tutto c rimedio, tranne che alla morte: basta usare due
coassiali, un adattatore da coassiale a USB (io uso la ottima ESI MIDI MATE II) e il CCK o il Lightning to USB
adapter e la vita torner a sorridere al musicista errante, provato di persona.

Dimensioni: 22 cm di lunghezza, 2 di altezza, 10 di profondit per un peso di due chili e mezzo.
Prima di lasciarvi vi mostro come si presenta leditor di patches, il Mininova Librarian:

e come si presenta il preziosissimo editor VST/AU

che user abbondantemente nella prossima puntata quando analizzeremo il motore di sintesie
ascolteremo qualcosa.
Restate sintonizzati.

batte su pi o meno corde.
Si deve partire dalla
ricostruzione inerziale del
corpo dello strumento e dalla
sua capacit e qualit massima
di emissione sonora.
Poi a scendere si estrae
quello che il singolo tasto
riesce ad eccitare nel contesto
generale.
Solo cos si potr riprodurre il
pianoforte e tutti gli altri
strumenti che hanno un corpo
unico emettitore.
Un passo decisamente in avanti
questo Pianoteq 5 ma se non si
cambia algoritmo credo che pi
di questo non si possa avere
Enrico Cosimi
17 giugno 2014 | #
calcola che MX61 ha un motore
volutamente semplificato
nellaccesso ai parametri;
probabilmente, loro
intenzione indirizzare lutenza
full pro verso la famiglia motif
Enrico Cosimi
17 giugno 2014 | #
speriamo di vedere presto
leditor!!!
(certo che, nel 2014, scrivere
software solo per PC triste)
Enrico Cosimi
17 giugno 2014 | #
non ancora
Nicola
16 giugno 2014 | #
qualcuno ha avuto modo di
provarla?
Paolo
15 giugno 2014 | #
Bellissimo il Timeline, lho da
parecchio tempo e ha una
qualita sonora eccelsa,
senzaltro uno dei migliori in
circolazione, tra il path dry
analogico e la qualita degli
algoritmi e dei convertitori.
Dove la Strymon ha mancato
(anche confrontando prodotti
di analoghe funzionalita) e
nellinterfaccia utente. Infatti
lo trovo molto poco intuitivo e
per niente facile da editare e
usare. E hanno mappato tutto
via midi e sysex ma manca un
editor proprietario La Strymon
ha faticosamente partorito un
librarian per alcuni suoi
prodotti, ma serve solo a
salvare e riorganizzare le patch.
Non penso di essere il solo che
ha queste difficolta duso con i
prodotti top di gamma della
Strymon (si trovano lamentele
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Tags: MiniNova, novation
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simili in rete), e quindi
cercando, proprio poco fa ho
trovato un ragazzo che sta (con
il beneplacito della Strymon)
proprio scrivendo un editor
completo per il Timeline e altri
pedaloni Strymon. Maggiori
info qui:
http://www.gearslutz.com/board/so-
many-guitars-so-little-
time/922006-strymon-
editors.html
Nick
15 giugno 2014 | #
Ti ringrazio, ho giusto risposto
ad Enrico un secondo fa! Non
trovavo il comando perch
smanettavo solo sui controlli
della singola voce, mentre mi
stato detto appunto che in
realt si trova come
impostazione globale della
macchina!
Nick
15 giugno 2014 | #
Non ho trovato nulla sul
manuale ma ho avuto la
risposta da un utente di una
pagina Facebook dedicata ai
tastieristi a cui sono iscritto,
c limpostazione della
velocity nelle Utility, per si
tratta di un controllo globale
mentre io avrei preferito
poterla regolare in modo
diverso per ciascuna voce. Poco
male!
Ne approfitto per farti i
complimenti per la tua
immensa competenza, ho visto
tutto il giro dei sintetizzatori in
80 giorni e lho trovato ottimo
(tra laltro da laureando in
ingegneria elettronica proprio
il mio campo). Complimenti
ancora, grandissimo
Attilio De Simone
15 giugno 2014 | #
Salve, la risposta della velocity
dovrebbe essere gestibile. Ho
dato un occhio al manuale e c
scritto: you can: set the
velocity response (normal
voice). Non ho visto i dettagli,
ma lopzione prevista. se
approfindisci il paragrafo
dovresti trovare le info che
cerchi.
Enrico Cosimi
15 giugno 2014 | #
che dice il manuale?
clod
15 giugno 2014 | #
Complimenti
articolo interessantissimo!
Nick
14 giugno 2014 | #
Salve a tutti, ho acquistato la
macchina in oggetto qualche
mese fa. La trovo molto
soddisfacente sia come timbri
che come immediatezza nei
passaggi da un preset allaltro.
Si possono regolare molte
impostazioni su ciascuna delle
due voci quindi renderle
esattamente come si desidera e
salvare tutto. Lunica cosa che
non sono riuscito ancora a fare
banalmente modificare (o
meglio, annullare) la key
velocity, caratteristica che
sicuramente un pianoforte
acustico deve avere ma che
estremamente fastidiosa
quando suono ad esempio un
fraseggio rapido con un
sintetizzatore (i timbri di synth
peraltro in questa macchina
sono molto buoni e abbastanza
customizzabili). Il mio
problema quindi banale ma
non riesco a risolverlo. Davo per
scontato che in una macchina
come questa fosse possibile
regolare la curva di key velocity
o quantomeno escluderla ma a
questo punto non so se sia
possibile help please!
Paolo Cocco
14 giugno 2014 | #
Antonio, ho trovato strano
vedere un simile flame in una
discussione, sia pure tecnica,
incentrata sulla musica. E una
situazione che mi potrei
aspettare di trovare in un sito
dove si parla di calcio. In
epoche pre-internet ho
assistito a disquisizioni tra chi
preferiva (ad esempio) Roland a
Korg, ma il tutto era sempre
caratterizzato dalla
correttezza; mai si sarebbe
arrivati a dare dellimbecille,
anche in modo velato, a chi
preferiva il suono di un filtro
rispetto ad un altro.
Per questo non posso che
concordare con quello che dici
tu, e lattacco ad Attilio
avrebbe dovuto essere una pi
civile manifestazione.
Aggiungo due piccole cose:
- magari esistesse un ipad che
da solo ti consenta di fare J.M.
Jarre! Ma solo una questione
di tempo
- credo che un qualsiasi
strumento musicale
tecnologico (o assimilato tale)
deva rispondere ai comandi
MIDI, ancora di pi se per uso
professionale o semi.
Paolo Cocco
14 giugno 2014 | #
Attilio, chiedo scusa per la
mancata replica al tuo post, in
quel periodo ho avuto problemi
che mi hanno tenuto lontano
dal potermi documentare;
qualche mese pi tardi, quando
sono tornato, mi sono
dimenticato completamente
del thread (ah, la vecchiaia
A tale proposito, perch non
implementare (come su molti
forum) una notifica via email
della avvenuta pubblicazione di
una risposta?
A parte ci, se vuoi darmi la
lista di plugin da te testati e
che non creano Forte-
problemi, ti ringrazio. Ho visto
che parli di live con app iOS,
quindi potrebbe anche essere
che Forte3 non lo usi pi, ma
poich credo di non sbagliare
dicendo che c molta pi
abbondanza di plugin VST,
propendo ancora per questa
soluzione, quindo valuter
lupgrade (sono ancora fermo
alla v2.2.35.2122).
Se hai la possibilit di vedere
lindirizzo email puoi usare
tranquillamente quello, oppure
te lo pubblico in un reply,
oppure dimmi tu
Grazie
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