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Elementi di Sintesi Sottrattiva e Sintesi per Modulazioni

Enrico Cosimi

Elementi di Sintesi Sottrattiva


e Sintesi per Modulazioni

Enrico Cosimi

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Elementi di Sintesi Sottrattiva e Sintesi per Modulazioni

Indice
01 Intro: Premessa. La struttura didattica. Lambiente di lavoro. Riferimenti. Non solo
sintetizzatori. Sintesi sottrattiva (per ora). Allinterno di un sintetizzatore. Navigare nella
struttura di un sintetizzatore. Un ultimo avvertimento.
Parte I Sound Sources
02 Oscillatori. Frequenza. Gate Modulation sulla frequenza.
03 Forme donda. Sinusoide. Triangolare. Dente di Sega. Quadra. Impulsiva ed Impulsiva Variabile.
04 Pulse Width Modulation. Dual Saw. Shapable Waves.
05 Modulazione di Frequenza. Modulazione di Frequenza Esponenziale in banda sub audio.
Modulazione di Frequenza Esponenziale in banda audio. Intonazione percepita nella FM
esponenziale. Modulazione di Frequenza Lineare in banda sub audio. Modulazione di Frequenza
Lineare in banda audio. Intonazione percepita nella FM lineare. Inquadramento storico. Rapporto
di frequenza costante Cf : Mf. Cosa succede quando c uninversione di fase? Spettri armonici e
spettri inarmonici. In pratica.
06 Hard Sync. Soft Sync. Implementazioni analogiche. Da un punto di vista tecnico. Phase
Modulation.
07 Modellazione fisica delle corde pizzicate. Timbriche percussive.
08 Noise Generator. Rumore bianco, rumore rosa, rumore rosso, rumore a bassa frequenza. Dal
punto di vista tecnico. Rumore come sorgente di modulazione.
Parte II Sound Modifiers
09 Filtri. Filtri: concetti di base. Inversione di fase. Filtri Statici e Filtri dinamici. Mode. Low Pass
Filter. High Pass Filter. Band Pass Filter. Band Reject Filter.
10 Cutoff. Resonance.
11 Slope. Rapporto dNB/Oct, poli ed ordini. Variazioni nella pendenza. Una conseguenza nella
distribuzione dei poli. Envelope Amount. Interazione tra cutoff ed envelope amount. Kybd Track.
Diverse inclinazioni.
12 Filtraggio passa banda selettivo. FM Lineare sulla Cutoff Frequency. Modo variabile nel filtro
Wah. Un filtro vocale.
13 Il Vocoder come banco di filtri. Funzionamento. Nel dettaglio. Analysis. Synthesis.
Ricostruzione del segnale. Equalizzatore parametrico. Equalizzatore grafico.
14 I filtri All Pass ed il Phaser. Dal filtro All Pass al Phaser. Network di All Pass: strutture
peak/notch. Filtro a pettine.

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15 Cenni sulla teoria dei filtri digitali. Caratteristiche principali dei filtri digitali. Convenzioni e
standards. Il filtro Low Pass digitale. Il filtro High Pass digitale. Altri filtri digitali. Sostituzione dei
coefficienti di filtraggio. Filtri FIR Finite Impulse Response. Filtri IIR Infinite Impulse Response ETA.
Filtro IIR ETA High Pass. Filtro IIR del secondo ordine con comportamento Band Pass. Pregi e
difetti dei filtri FIR e IIR. Filtri Comb. Filtro Comb FIR Positive Summing. Filtro Comb FIR Negative
Summing. Filtro Comb IIR. Filtro All Pass nel dominio digitale.
16 Mixer. Panpot. Crossfader.
17 Amplificatore. Comportamento lineare ed esponenziale. Input Gain. Amplitude Control.
Peculiarit nelle tecniche di modulazione. Modulazione: differenza tra somma e moltiplicazione
delle sorgenti. Somma di modulazioni. Moltiplicazione di modulazioni.
18 Ring Modulation. Amplitude Modulation. Amplitude Modulation in banda sub audio. Amplitude
Modulation in banda audio. Identit di frequenza tra Carrier e Modulator.
19 Distorsione non lineare. Waveshaping. I trattamenti pi comuni. Clip. Overdrive. Saturate.
Shaper Exponential. Wave Wrapper. Rectifier.
20 Chorus, Phaser e Flanger. Raddoppi di segnale, sovrapposizioni e sfasamenti. Stereo Chorus.
Phaser. Flanger. Bit Reduction. Sampling Rate Reduction.
21 Variazioni di intonazione con Pitch Shifter e Frequency Shifter. Pitch Shifter. Funzionamento del
Frequency Shifter. Differenze tra FS e PS.
22 Linee di ritardo. Cosa una linea di ritardo. Linee di ritardo statiche e modulabili. Linee di
ritardo ricircolanti. Linee di ritardo multitap. Delay Stereo.
Parte III Control Sources
23 Keyboard. CV, Gate, Trigger. La tastiera. Controllo di voltaggio CV. Gate. Trigger. Mono note
priority Low, Last e High. Tap Tempo.
24. LFO. Oscillatore a bassa frequenza. Parametri e funzioni. Frequency. Wave. Shape Modulation.
Output Type e Offset. Mono Mode/Poly Mode. Reset. Phase.
25 Random Generator.
26 Generatore di Inviluppo. Il generatore di inviluppo digitale nel 1962. Evoluzione dellinviluppo
analogico. Successive evoluzioni dellinviluppo. Gate Envelope. Envelope D. Envelope AD. Envelope
AR, Envelope AHR. Envelope ADSR. Envelope DADSR. Envelope ADR. Envelope ADDSR.
Envelope ADSRR. Envelope Multi.
27 Generatore di Inviluppo: parametri significativi. Struttura. Curve Selezionabili. Differenza tra
Tempo e Livello. Subordinazione a Gate o a Trigger. Modo Normal o Reset. Unipolarit, Bipolarit
ed Inversione. Mode One Shot o Ciclico. Loop Globale o Selettivo.

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28 Interruttori. Comandare pi interruttori contemporaneamente. Multiplexer. Switch subordinati


a condizioni esterne. Level. Generazione di valori costanti.
29 Step Sequencer. Step e Row. Controllo sullarticolazione. Controllo sul contenuto dei singoli
step. La sincronizzazione elementare.
30 Il Sequencer come generatore di forme donda. Rapporto Step/Forme donda. Rapporto
Step/Frequenza. Sequenze multiple in parallelo. Sequenze multiple in serie.
Parte IV Control Modifiers
31 Control Modifiers. Quantizzazione. Tipi di quantizzazione. Glide e Portamento.
32 Interruttori controllati. Controllo dello switch in base ad un valore esterno. Windowing
Switch.
33 Sample & Hold. Teoria. Track & Hold.
34 Level Adder e Level Multiplier. Offset sulle modulazioni. Moltiplicazione delle modulazioni.
Operatori Logici. Clock Divider.
35 Riferimenti Bibliografici.

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Premessa
Per sua natura, la Musica Elettronica fortemente interdisciplinare: a differenza di quanto succede
con un qualsiasi strumento acustico per il quale lesecutore deve essere a conoscenza del
repertorio, della tecnica esecutiva e delle principali linee evolutive che hanno portato alla forma
attuale del suo strumento, nella Musica Elettronica il musicista dovrebbe (il condizionale, come si
vedr, dobbligo) muoversi con disinvoltura nei confronti dellAcustica, della Fisica,
dellIngegneria, dellElettronica Fisica, dellAnalisi Numerica, e poi ancora del repertorio, della
tecnica esecutiva, nella Composizione, delle principali linee evolutive, dellestetica elettronica, delle
diverse tecniche di sintesi, di sincronizzazione, di campionamento, di trasmissione dati seriale e
parallela
Un insieme di conoscenze che molto difficilmente trovano egual spazio allinterno del patrimonio
culturale dei diversi musicisti; laddove non dimostrato che uno scienziato sappia comporre
musica di qualit superiore a quella concepita da un manovale, comunque dimostrato che la
conoscenza consapevole della tecnologia e della cultura musicale ad essa afferente permette di
abbreviare sensibilmente i tempi necessari al raggiungimento di una determinata consistenza nei
risultati pratici.
Come dire che per non cadere nelle prime tradizionali, amabili, banalit da neofita necessario
dare unocchiata a quello che gli altri hanno fatto in alcuni casi meglio in altri semplicemente prima
di noi: occorre imparare dalle precedenti esperienze e plasmarle secondo le nostre esigenze.
Come al solito, per fare questo, necessaria uninsostituibile dose di curiosit nei confronti della
materia; la stessa curiosit deve muovere tanto il musicista militante quanto colui che (per scelta o
per ruolo istituzionale) si trova nella posizione di dover trasmettere ad altri le conoscenze
necessarie.
Le pagine che seguono vogliono essere, nei loro inevitabili limiti, un semplice strumento per
facilitare lapprendimento e la verifica passo dopo passo delle peculiarit tecniche che governano il
funzionamento di una struttura di sintesi tipo. I concetti affrontati sono facilmente esportabili da
un ambiente interamente hardware come quello degli apparecchi anni 70 alle strutture virtuali
attualmente diffuse; ma non difficile verificarne lapplicabilit anche allinterno dei linguaggi di
programmazione musicale pi comuni.
E superfluo dire che ciascuno degli argomenti trattati pu essere approfondito a dismisura; in linea
di massima, si cercato di fornire una giusta quantit di informazioni, adatte a trasmettere la
tecnica ed a suscitare linteresse di chi debba apprenderla. Insomma: di quello che c, serve tutto;
poi, volendo, si possono aumentare le dosi a seconda delle necessit personali.
Con cadenza costante, sono stati inseriti nel testo esempi di programmazione (le patches di
normale utilizzo nella pratica della sintesi) corredati di istruzioni passo dopo passo per la loro
realizzazione e verifica operativa.
In coda al testo, viene fornita una bibliografia (cartacea e web) per un adeguato approfondimento
dei temi affrontati.

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La struttura didattica
Imparare la Musica Elettronica, ovvero approfondire lestetica del linguaggio elettronico - su un
piano teorico e la pratica della tecnica necessaria richiede una quantit di mezzi a dir poco
sconsolante: per sua natura, il mezzo elettronico vive solo dove c sufficiente tecnologia; una
tecnologia che pu costare cifre limitate solo dalla decenza o dalla disponibilit contingente.
In queste pagine, abbiamo scelto come medium il sistema virtual analog prodotto da Clavia e
commercializzato come Nord Modular G2 Demo.
Disponibile come shareware al link http://www.clavia.se/products/nordmodular/demo.htm, il
programma sfrutta le capacit di calcolo del processore Mac o PC per generare una voce
monofonica con struttura modulare, ovvero lascia allutente la capacit di assemblare il percorso di
sintesi desiderato scegliendo tra pi di duecento moduli/istruzioni disponibili al suo interno.

La reperibilit a costo zero di questo software, la sua interfaccia grafica di impostazione tradizionale
(contrapposta alla meno familiare astrazione di altri linguaggi di programmazione basati sulle
vecchie famiglie Music X) e lenorme diffusione di patches (cio di timbriche) gi disponibili in rete,
rendono il Nord Modular G2 Demo uno strumento significativo per la didattica e per
lapprendimento della Musica Elettronica.
Purtroppo, c sempre un compromesso con cui necessario fare i conti: la versione Demo del
programma monofonica, cio pu sintetizzare una sola voce per volta; inoltre il programma
volontariamente chiuso nei confronti del mondo esterno, riceve informazioni MIDI dalle eventuali

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periferiche MIDI/USB collegate al Mac/PC, ma non permette il trattamento di segnali audio esterni
o la registrazione dei suoni prodotti rimanendo allinterno del dominio digitale.

Queste limitazioni sono assenti dalla versione hardware del prodotto, commercializzato in tre
diverse versioni (con tastiera a cinque ottave, a tre ottave o in formato rack/sound engine), che
offre una notevole connettivit Audio/MIDI ed una facile integrazione allinterno di network
musicali pre esistenti. Nella versione hardware, la generazione sonora affidata ai quattro
processori Motorola contenuti nello strumento, mentre lEditor viene fatto girare sul computer
collegato mediante cavo USB e permette la programmazione dettagliata del percorso di sintesi.
Lambiente di lavoro
La versione Demo del Clavia Nord Modular G2 ripropone linterfaccia utente impiegata per
lEditor della versione full function. Lutente pu assemblare la propria struttura di sintesi
scegliendo tra sedici diversi gruppi di moduli.

Ciascun gruppo contiene una quantit variabile di unit logiche moduli che possono essere
organizzate secondo i collegamenti decisi dallutente; linterfaccia grafica riproduce il normale
comportamento dei vecchi sintetizzatori analogici e, pertanto, offre uscite ed ingressi audio, uscite
ed ingressi di modulazione, controlli modificabili, switch eccetera.

Le connessioni tra un modulo e laltro vengono realizzate mediante la consueta tecnica di click and
drag con il mouse. Unuscita pu essere collegata ad infiniti ingressi, ma un ingresso pu accogliere
solo un unico segnale.

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Come per qualsiasi applicativo di sintesi, consigliabile partire da uno schema a blocchi di massima
che faciliti la navigazione allinterno della significativa mole di opzioni offerte al musicista: seguendo
lo schema a blocchi, sar pi agevole verificare la consistenza e la congruit delle connessioni via
via realizzate.
La superficie di lavoro divisa in due aree: Voice Area e FX Area. I moduli instanziati nella prima
area vengono calcolati indipendentemente per ciascuna voce di polifonia richiesta; i moduli instanziati
nella FX Area (quale che essi siano) vengono calcolati una sola volta per lintera patch.
Attenzione ! La distinzione significativa nella gestione delle CPU interne allo strumento
hardware; nella versione Demo, rigorosamente monofonica, la cosa meno significativa.
Per ciascuna patch elaborata dallutente o fornita come esempio, possibile salvare otto possibili
variations, cio corredi differenti di valori parametrici che sfruttano la stessa struttura di sintesi.
Riferimenti
Anche se in lingua inglese, caldamente consigliabile la lettura del manuale di riferimento del Nord
Modular; di seguito vengono forniti i link per il suo download.
Clavia Nord Modular G2 DEMO homepage
http://www.clavia.se/products/nordmodular/demo.htm
Clavia Nord Modular G2 DEMO 1.40 Windows
http://www.clavia.se/G2/V1_40/SetupModularG2Demo_V140.zip
http://www.clavia.se/G2/V1_40/ReadMeDemo.txt
Clavia Nord Modular G2 DEMO 1.40 Mac
http://www.clavia.se/G2/V1_40/DemoModularG2_V140.dmg
http://www.clavia.se/G2/V1_40/ReadMeDemo.txt
Clavia Nord Modular G2 Manual
http://www.clavia.se/G2/V1_40/G2Manual_V1_4.pdf

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Non solo sintetizzatori


La Musica Elettronica si sviluppa seguendo una linea evolutiva che, con significativi ricorsi, alterna
hardware e software; oggi possibile lavorare nel dominio preferito, potendo scegliere
letteralmente qualsiasi aspetto peculiare della struttura che si vuole realizzare.
Tanta libert, ovviamente, ha un costo in denaro ed un costo in termini di monte ore necessario
allapprendimento del funzionamento; a parziale consolazione dellutente, ricordiamo che, come
per la bicicletta, una volta acquisito il nucleo dei concetti fondamentali, tutte le biciclette sono
uguali e buona parte degli strumenti elettronici hanno comportamenti ricorrenti, siano essi
implementati allinterno di una struttura software o realizzati con puro hardware.
Sintesi Sottrattiva (per ora)
Oggi lavoriamo principalmente (ma non solo) con strutture di sintesi che ricalcano il
funzionamento delle prime macchine analogiche a struttura modulare; la tecnica di sintesi pi
facilmente utilizzabile senza dubbio quella definita come Sintesi Sottrattiva, che conferisce
estrema importanza alla ricchezza armonica delle sorgenti sonore disponibili ed allefficacia dei
trattamenti ad esse applicati per ottenere il risultato desiderato.
Non lunica tecnica di sintesi esistente (il loro elenco si allunga quasi costantemente con il
progredire delle ricerche) ma sicuramente una delle pi immediate.
Si noter che, passata la fascinazione della sintesi imitativa, appare presto evidente come il
sintetizzatore in sintesi sottrattiva sia particolarmente adatto a sviluppare timbriche da
sintetizzatore.
Nelle pagine che seguono, oltre a passare in rassegna i comportamenti tipici della tecnica
sottrattiva, verranno affrontate anche le peculiarit pi significative delle cosidette tecniche di
sintesi per modulazioni (AM, RM, FM lineare) che possono essere facilmente implementate
allinterno di una struttura analogica o virtual analogica.
Allinterno di un sintetizzatore
Negli ultimi quaranta anni, levoluzione degli strumenti musicali elettronici ha visto la perenne
riconferma dei pi importanti concetti operativi sviluppati dai pionieri della sintesi e la codifica di
precise categorie operative con cui indicare i ruoli svolti allinterno della struttura di sintesi.
E quindi possibile parlare di:

Sorgenti Sonore (Sound Sources): sono gli elementi che, di fatto, generano il suono che
viene successivamente trattato e processato nel circuito di sintesi; gli oscillatori audio, il
generatore di rumore e leventuale ingresso per segnali esterni sono esempi banali di unit
appartenenti a questa categoria.
Modificatori per le Sorgenti Sonore (Sound Modifiers): sono gli elementi utilizzati per
alterare creativamente il comportamento delle sorgenti sonore; il filtro che elimina
determinate armoniche, lamplificatore che moltiplica il livello del segnale passante, un
mixer o un modulatore ad anello appartengono a questa categoria.
Sorgenti di Controllo (Control Sources): sono gli elementi interni alla struttura di
sintesi o veri controller esterni che permettono di pilotare nel dominio del tempo,
dellampiezza e della frequenza il comportamento delle sorgenti sonore e dei modificatori

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per le medesime; il controller pi banale per uno strumento musicale elettronico la


tastiera musicale.
Modificatori per le Sorgenti di Controllo (Control Modifiers): al pari dei sound
modifiers, i control modifers permettono di alterare il comportamento dei controllers in
base alle necessit del musicista. Il glide di tastiera appartiene a questa categoria.

Le pagine che seguono rispetteranno questa divisione concettuale.


Navigare nella struttura di un sintetizzatore
Inevitabilmente, le prime esperienze con la Musica Elettronica vengono compiute lavorando con
strutture di sintesi progettate da altri; a prescindere dalla loro complessit, importanti riuscire
ad identificare senza errori i comportamenti dei diversi componenti, guadagnando cos a colpo
docchio, unimpressione di massima sulle potenzialit che la struttura pu offrire.
Successivamente, con lesperienza, si raggiunger la fase inversa, in cui sar possibile ipotizzare la
struttura di sintesi necessaria partendo dal compito sonoro che gli si intende affidare; la fase della
progettazione non pu comunque prescindere da un primo stadio di acquisizione pratica con
sistemi pre configurati.
Di seguito, si riportano quattro schemi a blocchi di diversi strumenti in sintesi sottrattiva
commercialmente diffusi. In tutti gli schemi, sono evidenziate in azzurro le sound sources, in giallo
i sound modifiers, in verde le control sources; mancano i control modifiers perch inevitabilmente
la loro azione considerata troppo specifica per essere riportata allinterno di uno schema per sua
natura tendente alla semplificazione.
Il primo esempio un sistema generico in sintesi sottrativa.

Il secondo esempio riproduce la struttura (molto generalizzata) del polifonico analogico Alesis A6
Andromeda.

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Il terzo schema riproduce la struttura di uno dei quattro program unit instanziabili nel KORG
Radias.

Lultimo schema riproduce la struttura del monofonico analogico Moog Music Little Phatty.

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Un ultimo avvertimento
Nelle pagine che seguono, ogni argomento preceduto dallindicazione del modulo funzionale e
(per facilitarne il reperimento) della famiglia cui appartiene; in questo modo, dovendo
sperimentare le peculiarit del controllo di frequenza sulloscillatore, lutente gi sensibilizzato a
cercare nel gruppo OSC il modulo OSC B, e cos via.
In coda ad ogni argomento significativo sono posizionate le patches esplicative, con la riproduzione
grafica dei collegamenti effettuati e le note che ne guidano il funzionamento.
I files veri e propri delle patches sono raggruppati nella cartella corrispondente disponibile per il
download.

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