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Medico Chirurgo
Specialista in Biologia Clinica
Studio: Via Monte Santo, 20 Tel. 0773,694986 329,1099740
Docente al Master in Osteopatia (ASL TP9)

PICCO GLICEMICO POST-PRANDIALE
NEMICO NUMERO UNO

Obiettivo della nostra terapia quello di combattere il nemico numero uno: il picco glicemico
post-prandiale. Ovviamente per non innescare un picco glicemico necessario innanzitutto
evitare lassunzione di alimenti ricchi di Carboidrati ad alto Indice Glicemico (IG), che introdotti
in eccesso innalzerebbero troppo la glicemia. E stupido pensare di risolvere un picco glicemico
mangiando carboidrati ad alto Indice Glicemico e assumendo contemporaneamente
ipoglicemizzanti orali o addirittura iniettando insulina. Tale approccio a malattie metaboliche
come il Diabete Alimentare (tipo II) , riflettendoci, un controsenso. Ma lo stesso comportamento
perverso quello dellobeso ormai insulino-resistente che pensa di risolvere la sua fame
mangiando Carboidrati ad alto IG; a poca distanza dal pasto avr nuovamente fame. Obiettivo
quindi prima di tutto evitare il picco glicemico con una dieta Low Carb. Inoltre, con laiuto
auricoloterapico puntiamo a nutrire il corpo e con esso il centro della saziet aumentando il letto
vascolare e, quindi, rendendo disponibile glucosio (cibo) a tutte le cellule, in particolare, a quelle
muscolari. Laumentata utilizzazione periferica del glucosio lobiettivo primario
dellapplicazione dei dispositivi auricoloterapici. Una dieta che non innalzi la glicemia affiancata
da una maggiore utilizzazione periferica del glucosio il miglior traguardo con cui noi possiamo
migliorare il nostro stato di salute e soprattutto contrastare malattie metaboliche come il diabete e
lobesit. Il nostro programma terapeutico quindi basato su un principio fondamentale evitare
di innescare il picco glicemico post-prandiale. E chiaro che questo obiettivo primario lo
raggiungiamo grazie alleliminazione dei Carboidrati ad alto IG e dei grassi saturi, che a loro
volta sono antagonisti recettoriali per linsulina. Per questo, basiamo la nostra alimentazione
quotidiana su una dieta a basso IG o Low Carb. Cos facendo evitiamo addirittura linnesco del
picco. La nostra dieta (Anabolica Fasica) suddivisa in due fasi in cui la prima vede i formaggi
light come apportatori privilegiati di proteine, senza grassi saturi, in quanto, oltre alle proteine,
apportano il lattosio che un carboidrato a lento rilascio di glucosio favorendo il mantenimento di
una glicemia costante. Questo evita la richiesta di glucostato al fegato, soprattutto nelle fasi
iniziali, spesso assente nei soggetti obesi (Insulinoresistenti) e nei Diabetici di tipo II
(Insulinoresistenti) e nei Cardiopatici ove la condizione di Insulinoresistenza sempre presente..
Dopo la prima fase si passa gi dopo soli sette giorni alla seconda fase ove lapporto di
carboidrati fornito principalmente dall yogurt e dalle verdure, in quanto carne e pesce sono
alimenti privi di carboidrati, evitando in modo sicuro linnesco del picco glicemico post-prandiale.
Tutto il nostro intento terapeutico basato sullauricoloterapia e soprattutto sullimpiego corretto
del farmaco pi potente in assoluto, nel trattamento delle malattie metaboliche: il cibo,
lalimentazione. Purtroppo, ci troviamo a trattare, soprattutto, pazienti scettici, vittime di continui
fallimenti terapeutici mirati al controllo del loro metabolismo. Tali pazienti affetti da malattie
metaboliche o da conseguenze di un alterato metabolismo: obesit, Diabete, Cardiopatie e/o
problematiche cardiovascolari quali pressione arteriosa, trigliceridi, colesterolo, ecc., hanno
difficolt a comprendere limportanza del ruolo primario di una corretta alimentazione e soprattutto
di un corretto metabolismo in grado di disinnescare quel pazzesco circolo vizioso che i farmaci
stessi inducono portando allIR (InsulinoResistenza) che ovviamente il miglior alleato del
nemico numero uno che il picco glicemico post-prandiale. Qualunque farmaco, che induca IR,
gioca unazione contraria allo scopo che ci prefiggiamo ossia abbattere il muro dellIR, per
aumentare lutilizzazione periferica del glucosio. Nutrire il corpo, senza mettere in allarme il
cervello (fame), lo scopo fondamentale della nostra terapia. Per elencare i farmaci che inducono
IR in modo diretto od indiretto, non sarebbe sufficiente un lungo elenco. La nostra attenzione sar
rivolta solo ad alcuni farmaci e prima di tutto ad alcune strategie terapeutiche che, a nostro avviso,
risultano penalizzanti nel tempo. Ad esempio, il trattamento del Diabete di tipo II che permette al
paziente di assumere Carboidrati ad alto IG e poi fornisce Insulina o Ipoglicemizzanti per
disinnescare farmacologicamente, ci che il cibo stupidamente ha innescato. Oggi, sappiamo che
controllare lIR pi importante del controllo della glicemia. LIR determina infiammazione delle
arterie, pi di una glicemia leggermente alta. Lo stesso, vale per i farmaci anti-ipertensivi che
innescano un braccio di ferro con la muscolatura delle arterie portando ad ispessimento della
tonaca media. Ci che noi vogliamo con lazione del farmaco induce resistenza (reazione) da
parte dei vasi: ispessimento della tonaca media = Arteriosclerosi. Tutti i giorni osserviamo pazienti
ipertesi trattati farmacologicamente che non pongono la dovuta attenzione al loro giro vita.
Eliminare ladiposit viscerale talvolta sufficiente a far normalizzare i valori pressori. Talvolta,
sar sufficiente evitare i picchi glicemici per un certo periodo. Infatti, sbalzando la glicemia con
essa sbalza la pressione, fino a che laumento dellIR indotta dal sistema protettivo cerebrale:
Cortisolo, non bloccher la pressione a valori essenziali.
Chiaramente, utilizzando un farmaco anti-ipertensivo, mentre abbassiamo la pressione (azione= 2
principio della Dinamica), il letto vascolare si opporr: reazione (3 principio della Dinamica).
Risultato: aumento della tonaca media delle arterie = Arteriosclerosi.
Con il cortisolo che attiva IR, gonfiore, scarsa nutrizione muscolare, fame, ecc. diverranno tutti pi
pancioni.
Una semplice osservazione: guardate il giro vita di chi in terapia cardiovascolare con farmaci anti-
ipertensivi da alcuni anni e scoprirete che supera i valori consentiti (102 cm. uomo 88 cm. donna).
Per gli ormoni (anticoncezionali, tiroidei, cortisonici, ecc.) vale un discorso equivalente che vede il
punto di partenza in un aumento dellIR . Questo aumento di IR, ben presto, si tradurr in fame,
aumento pressorio e tachicardia, nonch stato ansioso conseguenza dellallarme rosso che si
accende ogni volta che dallesterno cerchiamo di modificare farmacologicamente gli equilibri
interni. Come minimizzare, ad esempio, gli effetti collaterali (danni) nellassunzione degli ormoni
tiroidei? Semplice: suddividendo la posologia del farmaco stesso nellarco della giornata. Infatti,
assumendo ununica compressa per trattare lipotiroidismo, al mattino, si potrebbe determinare un
eccesso farmacologico che viene registrato dal corpo con una risposta esagerata quale tachicardia,
affanno, sudorazione, ecc. che ovviamente inducono il soggetto a ridurre il dosaggio o addirittura a
dover assumere altri farmaci per compensare soprattutto le eventuali problematiche cardiologiche.
Per ovviare a tutti questi inconvenienti buona regola prima di tutto procedere ad unassunzione
suddivisa in almeno quattro dosi giornaliere. Per cui, la compressa viene opportunamente
suddivisa in quattro parti da assumersi al mattino, a pranzo, a met pomeriggio e la sera allora di
cena. Questa accortezza permette di evitare linsorgenza di tachicardia ed affanno tipici della
somministrazione unica. Inoltre, questa somministrazione riduce il gonfiore e tutti gli inconvenienti
legati allassunzione di farmaci che inducono InsulinoResistenza.

NEMICO NUMERO UNO


Glicemia Costante
Cortisolo