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2 Consapevole
Consapevole
aprile/giugno 2011
Anno VIII numero 25
Editore
Macro Societ Cooperativa
Ideatore
Giorgio Gustavo Rosso
Direttore Responsabile
Marianna Gualazzi
redazione@ilconsapevole.it
Responsabile di redazione
Romina Rossi
info@ilconsapevole.it
Responsabile settore salute
Valerio Pignatta
Altri componenti
della redazione
Angelo Francesco Rosso
f.rosso@ilconsapevole.it
Elena Parmiggiani
elena@ilconsapevole.it
Grafca e Uff. Abbonamenti
Editing snc
Servizi Editoriali - Cesena (FC)
abbonamenti@ilconsapevole.it
Uffcio commerciale
Enrico Fedrigo
commerciale@ilconsapevole.it
Hanno collaborato alla
realizzazione di questo
numero
Sergio Abram
Ellen Bermann
Andrea Bizzocchi
Grazia Cacciola - Erbaviola.com
Sara Cargnello
Luigi Compagnoni
Sig. Gil - Geca Spa
Andrea Magnolini
Lucilla Satanassi
Clara Scropetta
Immagini
http://www.sxc.hu
http://www.shutterstock.com
http://www.dreamstime.com
Stampa
Geca industrie grafche
www.gecaonline.it
Perch l eggere
Vivi Consapevole?
Vivi Consapevole una rivista trimestrale illustrata, edita dal Gruppo
Editoriale Macro, casa editrice presente sul mercato dal 1987 e oggi
leader nei settori delle terapie alternative, dellalimentazione
naturale e nel body mind spirit.
Il Consapevole viene pubblicato dal 2004 e porta avanti un progetto
culturale importante.
Autosuffcienza, permacultura, decrescita,
cultura della transizione,
abitudine alle buone pratiche,
risparmio energetico, riciclaggio dei rifuti,
bioarchitettura e bioedilizia, terapie naturali,
genitorialit sono i nostri temi, le parole chiave
che ci guidano
nel lavoro quotidiano,
la nostra inesauribile
fonte di energia.
Lapprofondimento con cui
trattiamo gli argomenti, la
ricchezza delle informazioni, lo
sguardo rivolto alle novit del
panorama internazionale, il
contatto diretto con i gruppi,
le associazioni, i movimenti
e le persone sono i punti di
forza che ci contraddistin-
guono dalle altre riviste
che puoi trovare in edico-
la e in abbonamento.
Noi rispettiamo lambiente! Usiamo
Carta certifcata FSC
e inchiostri vegetali!
Diventa
uno di noi...
abbonati!
Vedi pag. 80
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Consapevole 3
Editoriale
T
utti sono
capi, tutti
si credono
superiori
a qualche
cosa: gli uomini si credono
superiori alle donne, la gente di
citt a quella di campagna, gli
adulti ai bambini, gli umani agli
animali e alle piante. [] La
competizione, la contabilit, la
produzione in massa di oggetti
inutili, le guerre, il nucleare,
la distruzione della natura, le
malattie senza rimedio: la prei-
storia insomma.

La Terra vista da lontano,
dallalto, da lass: da una pro-
spettiva extra terrestre lucida
che ci offre unanalisi impietosa
dei rapporti tra luomo, i suoi
simili e la natura.
La Terra vista dal Pianeta Verde
appare immersa in un Medioevo
senza speranza: caos, disordi-
ne, inquinamento la fanno da
padrone. E mentre sul Pianeta
Verde gli abitanti si riuniscono
per ascoltare i concerti di silen-
zio, sulla terra il rumore del
traffco stradale della Parigi di
fne millennio non lascia tregua.
Il Pianeta Verde un bel flm di
Coline Serrau, datato 1996: un
flm che si rivede con piacere
pi e pi volte e che utilizza
lironia per tratteggiare una
spietata critica della societ
contemporanea.
Gli abitanti del Pianeta Verde
vivono in armonia con la terra
e i frutti che essa offre, hanno
attraversato anche loro lepoca
industriale dellinquinamento
e del proftto, ma sono passati
oltre: non hanno moneta, non
hanno automobili, non hanno
macchine, non hanno case e
citt. Vivono ai margini dei
laghi, dormono nellerba, comu-
nicano telepaticamente avendo
imparato ad utilizzare ben pi
di quel 3% del cervello che
ancora caratterizza gli abitanti
della Terra. Non si ammalano e
vivono oltre 250 anni, morendo
di morte naturale alla fne della
loro pacifca e quieta esistenza.
Quando Mila unabitante del
Pianeta si reca sulla Terra,
si trova di fronte il mondo che
noi tutti conosciamo: quello
ben rappresentato, ad esempio,
dalla recentissima tragedia
delle centrali nucleari giappo-
nesi danneggiate dallo tsunami
dello scorso marzo. Il viaggio
di Mila sulla Terra ha lo scopo
di disconnettere il maggior
numero possibile di persone,
ossia di renderle consapevoli
dellassurdit della vita che
stanno conducendo: una presa
di coscienza imprescindibile
per salvare il pianeta e i suoi
abitanti.
Ci sono due cose nel flm che
mi hanno molto colpito. La
prima il fatto che Mila, sulla
Terra trovandosi impossibi-
litata a consumare lacqua e il
cibo del nostro pianeta perch
troppo inquinato per il suo orga-
nismo si ricarica tenendo in
braccio per alcune ore un neo-
nato: un forte contrasto rispetto
a una societ, la nostra, che
risulta fortemente fobica rispet-
to ai legami, agli affetti e che
vede nella separazione precoce
tra madre e bambino un pilastro
fondamentale della sua prose-
cuzione.
La seconda lusanza, sul
Pianeta Verde, che prevede lo
svolgimento dellassemblea
annuale dei villaggi in cima a
una montagna perch dopo
aver camminato due ore in salita
si ragiona meglio: mi ha fatto
venire in mente i vari G7, 8 e
20 con citt blindate e grande
mobilitazione di mezzi e perso-
ne e tutti gli ausilii che la nostra
societ ci propone per evitare la
fatica, la stanchezza, il dolore,
le pause, la quiete.
E se camminare tutti i giorni
due ore in salita ci aiutasse dav-
vero a trovare soluzioni inno-
vative e ad avere pensieri pi
chiari e lucidi? Forse tempo di
mettersi in marcia
Marianna Gualazzi
Il Pianeta
Verde
Cosa leggere
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
Thoreau
Camminare
Se sei un uomo libero,
allora sei pronto a metterti
in cammino
Mondadori, 2009
Film
Coline Serrau
Il Pianeta Verde
(La Belle Verte)
Francia, 1996
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4 Consapevole
10 Lintervista
La storia delle cose, per vivere oltre il consumismo
Intervista a Annie Leonard
Andrea Bizzocchi
Comunit consapevole
50 Dal sogno alla realt con il
Dragon Dreaming
Ellen Bermann

Rifiuto riuso riciclo
54 Carte ecologiche e riciclate
Sig. Gil - Geca Spa
Saper Fare
57 Larte dellintreccio
Andrea Magnolini
Curarsi da s
62 Ipotiroidismo, lemergenza ignorata
Romina Rossi
Bambini e genitori
65 Vieni, c un asilo nel bosco...
Marianna Gualazzi
68 Scuola familiare
Clara Scropetta
Eco viaggi
72 Ecovillaggi per tutte le tasche!
Romina Rossi
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Consapevole 5
76 Botta e risposta
Speciale
Ritorniamo raccoglitori
Rubriche
18 Raccogliamo erbe ma rispettia-
mo la biodiversit
La Redazione
20 Raccogliere gemme
Lucilla Satanassi
24 Cercare le erbe di primavera
Traduzione di Romina Rossi
29 Men a base di erbe di primavera
30 I mille usi della tifa
Elena Parmiggiani
33 La Rosa Canina
Dove cresce e come si utilizza in ftoterapia
Sergio Abram
38 Frutti di bosco essicati
Sara Cargnello
42 Amico Lombrico
La Redazione
45 Permacultura sulle Alpi
Ellen Bermann
8 Coltivare e coltivarsi nellorto
9 60 secondi di saper fare
75 Cosa leggere
76 Eventi, corsi, formazione
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6 Consapevole
A
llinizio di
febbraio ho avuto
lopportunit di
essere ospitato in
una micro casetta
vicino ai boschi, nelle colline
austriache. Per tre giorni vi
ho abitato da solo, e il terzo
giorno non mi sono neanche
mosso per andare a comprare
da mangiare: solo la casetta,
un paio di passeggiate nel
bosco e i miei ritmi. stata
unesperienza molto importante,
di incontro con me stesso, con
la sensazione di essermi sentito
a casa molto pi che in tante
altre occasioni.
Le passeggiate nel bosco sono
state molto istruttive: dato
che la temperatura era sempre
vicino allo zero cera ancora
una decina di centimetri di
neve, e ho camminato senza
mai incontrare nessuno. Ho
iniziato ad ascoltare il silenzio,
gli alberi, me stesso. E la vita
gradualmente cambiata,
mi sono calmato, mi sono
ascoltato, mi sono amato! Ho
trovato il mio posto e la mia
armonia con la natura intorno
a me, ho comunicato le mie
emozioni e ho ascoltato risposte,
suggerimenti, condivisioni,
tanto amore e tanta saggezza.
Sono passate alcune settimane
e lamore sempre pi
presente nella mia vita. Tante
persone, avvenimenti, animali,
piante, natura si aprono e
mi permettono di aprirmi e
scoprire che sono avvolto in
un universo di amore. Quando
non percepisco lamore in
cui sono immerso solo
perch mi chiudo, mi rifugio
nella paura e nel ricordo
(conscio o inconscio) di eventi
ed esperienze di dolore e
sofferenza, che mi hanno spinto
a rinunciare a vivere e ad amare
per paura di essere ferito e
soffrire.
Mi risuona sempre pi spesso
una frase che ho sentito: Non
amare per non soffrire come
non vivere per non morire.
Per questo sempre pi spesso,
di fronte alle scelte che devo
compiere, scelgo lamore! Che
signifca: scelgo lamore e la
gentilezza prima di tutto verso
me stesso Ama il prossimo
tuo come te stesso e poi
verso gli altri. Aprirsi allamore
signifca scegliere di togliersi
la corazza e la prigione che
ci costruiamo per paura della
sofferenza: pu essere proprio
la sofferenza il passaggio verso
la gioia e la libert infnite.
Sto scoprendo che il pianto
una terapia miracolosa, forse
ancor pi potente della risata.
Accettare e mostrare i miei
punti deboli e vulnerabili
un incredibile atto di amore e
di forza che compio verso me
stesso: non c pi nulla da
nascondere e posso mostrarmi
in tutta la mia verit.
Se osservo la mia vita, mi
accorgo della gran frequenza
di occasioni in cui mi sono
adattato alle circostanze
esterne, e a ci che le persone
si attendevano da me, o che io
credevo si attendessero da me:
una lunga serie di sconftte
rispetto a ci che sono e che
voglio essere. Nel momento in
cui scelgo lamore e prima
di tutto lamore per me stesso
tutto questo cambia e mi trovo a
vivere una vita completamente
Chi la persona pi
importante del mondo?
Giorgio Gustavo Rosso
C un urlo, un richiamo profondo
allinterno dei nostri cuori che vuole
essere ascoltato.
Karina Schelde
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Consapevole 7
Parola alleditore
diversa ed entusiasmante, dove
le priorit non sono pi dettate
dal mondo esterno, ma dalla
realizzazione di ci che sono
e voglio essere! La vita, con
tutte le sue innegabili diffcolt,
pu essere unavventura
straordinaria e meravigliosa
quando decidiamo di viverla al
massimo delle nostre forze e
capacit, scegliendo di amarci e
di amare il mondo.
Prova ad immaginare di essere
la persona pi importante del
mondo: in realt lo sei, per
te stesso. Come tratteresti la
persona pi importante del
mondo se ti venisse a far visita?
Ma se tu sei la persona pi
importante del mondo, perch
non ti tratti di conseguenza,
con tutto lamore, il rispetto, la
gentilezza e le cure che merita
la persona pi importante del
mondo?
Dato che il passato non esiste
e il futuro neppure, ci che
esiste solo lattimo che stiamo
vivendo. Lattimo successivo
ha infnite possibilit a nostra
disposizione: le solite che
gi conosciamo, oppure le
straordinarie possibilit che
possiamo scegliere quando
decidiamo di essere la persona
pi importante ed eccezionale
del mondo!
Una volta che decidi di essere
gentile e amorevole verso te
stesso, diventa inevitabile esserlo
con chi ti sta vicino, e diventa
inevitabile ricercare il contatto
con la natura e la Terra, rendendo
grazie per i grandi doni che ci
offrono quotidianamente.
Solo quando ci siamo perduti, in altre
parole, solo quando abbiamo perduto
il mondo, cominciamo a trovare noi
stessi, e a capire dove siamo, e linfinita
ampiezza delle nostre relazioni.
Henry David Thoreau, Walden, ovvero
La vita nei boschi
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8 Consapevole
Coltivare e coltivarsi nellorto
I mesi pi ricchi...
di nuovi progetti!
MAGGIO
Semina in semenzaio
Broccoli, broccoletti, cavolfiori, cavolini
di bruxelles, cavoli cappucci, cavolo rosso,
cavolo verza, cicoria bionda, lattuga.
Semina in vaso
Tutte le cicorie, fagioli bianchi, finocchi,
indivia, lenticchie, anguria, barbabietola,
bietole, carote, cetrioli, cicorie, fagiolini,
fagioli, lattuga, melone, peperone, piselli,
pomodori, porri, prezzemolo, rape, ravanelli,
scorzonera, zucca, zucchine.
Trapianti
Broccoli, broccoletti, cardi, cavolfiori,
cavolini di bruxelles, sedano rapa, anguria,
basilico, cavolo cappuccio estivo, cetriolo,
cipolla, indivia, lattuga, melanzana, melone,
peperoni, pomodori, porri, scarola, sedano.
Raccolta
Aglio, catalogna, finocchi, patate novelle,
taccole, tutte le verdure da foglia pronte.
GIUGNO
Semina in semenzaio
Broccoli, broccoletti, catalogna, cavolfiore,
cavolino di bruxelles, cavolo cappuccio tar-
divo, cavolo verza, cicorie.
Semina in vaso
Barbabietola rossa, basilico, bietola da coste,
carota, cavolo cinese, cetriolo, fagiolini,
fagioli bianchi e rossi, indivia, lattughe,
porri, prezzemolo, sedano, zucca, zucchina.
Trapianti
Cavolfiore, cavolini di bruxelles, cavolo verza,
cicorie, lattughe, melanzane, porri, scarola, sedano.
Raccolta
Si raccoglie tutto quello che pronto,
siamo nel mese pi produttivo dellanno.
Soprattutto pomodori, zucchine, cetrioli e
insalate vanno raccolti quotidianamente. Per
i frutti da mandare a maturazione per otte-
nere i semi per lanno seguente, opportuno
non superare un frutto per pianta da manda-
re a completa maturazione.
LUGLIO
Semina in semenzaio
Broccoli, broccoletti, catalogna, cavolfiore,
cipolle estive.
Semina in vaso
Barbabietole, bietole, carote, cavolo cinese,
cicoria o radicchio, indivia, fagiolino, fagiolo
bianco, finocchi, lattughe, porri, prezzemolo,
rape, zucchine.
Trapianti
Broccoli, broccoletti, catalogna, cavolfiore,
cavolini di bruxelles, cavolo rosso, cavolo
verza, cicorie bionde, cicorie rosse, radicchi,
sedano.
Raccolta
Angurie, meloni, fagioli rampicanti, melanza-
ne, aglio invernale, tutte le verdure da foglia,
pomodori, peperoni.
Esperta di agricivismo e ecosostenibilit, autrice di articoli
e saggi sugli stili di vita consapevoli, tra cui Coltivare naturale.
Agricoltura biologica, biodinamica, sinergica e permacultura e
Lorto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti, entrambi
di Edizioni FAG. Ha lasciato la citt per la campagna, dove da
anni conduce un orto e un terrazzo con tecniche esclusiva-
mente naturali. Da anni impegnata nella divulgazione della
filosofia di decrescita e del ritorno allautoproduzione.
Grazia Cacciola (www.erbaviola.it)
A cura di Grazia Cacciola - erbaviola.com
L
inverno questan-
no non stato
clemente in molte
zone dItalia ma
bello anche cercare
di coglierne i lati positivi: grazie
alle nevicate ci sar meno siccit
e produzioni pi interessanti qua-
litativamente e quantitativamente
per tutti quegli arbusti e alberi
da frutto che amano la sferzata
fredda invernale. Inevitabilmente,
dopo un inverno cos rigido, ci
si ritrova qualche pianta dan-
neggiata, qualcunaltra che ci ha
abbandonati. la Natura, che
noi rispettiamo profondamente.
Cos, dopo aver salutato il vecchio
amico che ci ha donato i suoi frutti
per anni, sar il momento di pen-
sare al nuovo ingresso nellorto
o nel frutteto: un meraviglioso
momento per riflettere e ripro-
grammare quello spazio coltivato,
scegliendo variet che si adattino
meglio al clima della propria zona,
per esempio scegliendo le variet
antiche locali. Perch allora non
riscoprire, nelle zone del nord e
nel preappenninico i vecchi peri
cotogni, che vanno scomparendo
ma che regalano ottimi frutti per
conserve. O le giuggiole, un melo
che non sia il solito fuji o renetta
da supermercato, magari addirit-
tura donarsi qualcosa di insolito
anche nellorto: il rabarbaro, dal
fogliame esuberante e colorato, la
calendula, che avr anche il com-
pito di attirare api e insetti utili
allimpollinazione, la stevia, con
cui fare zucchero naturale a zero
calorie adatto persino ai diabetici.
Tante raccolte materiali nellorto
in questi mesi, come dalla scheda
a seguire, ma anche tante raccolte
di pensieri e contatti per rendere il
proprio pezzetto di terra, dal vaso
sul balcone allorto di campagna
un piccolo mondo felice, consape-
vole e biodiverso.
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Consapevole 9
60 secondi di saper fare
Elena Parmiggiani
I l l i evi t o madr e nat ur al e
buono come il pane
Fare il pane con il lievito naturale
divertente e facile, e il prodotto che
ne risulta pi digeribile e rimane buono
per parecchi giorni, molto di pi
di quello industriale
M
ettete luvet-
ta secca nel
vaso di vetro
e copritela di
acqua naturale,
quindi chiudete il coperchio
per bene. Lasciate riposare per
5 giorni. Una volta al giorno
scuotete il vasetto di vetro, apri-
telo (al terzo giorno comincer
a fermentare) e poi richiudetelo
fino al giorno dopo. Al quinto
giorno, filtrate il liquido con
un colino e tenetelo da parte
(dovrebbe somigliare ad un
vinello frizzante). Luvetta
di scarto e potete metterla nel
compost.
Misurate mezza tazza di liquido
ottenuto e mescolatelo a una
di tazza di farina, fate riposare
circa 3 ore nel vasetto di vetro
senza chiudere il coperchio
completamente, lasciando che il
lievito respiri. Questa la prima
fase del lievito naturale. Dopo
le 3 ore noterete che limpasto
raddoppiato di volume (anche
triplicato) e che sulla superficie
ci sono molte bollicine. Il lievito
madre pronto per essere usato.
Potete conservare il lievito in
frigorifero nel contenitore gi
usato, avendo laccortezza di
rinfrescarlo o di fare il pane una
volta a settimana. Ricordatevi di
lasciare il coperchio del conte-
nitore solo appoggiato, di modo
che il lievito respiri sempre.
Il lievito di madre naturale pu
essere usato per fare il pane
senza impasto.
Potete trovare la ricetta sul
nostro sito:
www.ilconsapevole.it.
OCCORRENTE
n 1 vasetto di
vetro con
coperchio
(possibilmente da 500
ml)
n 50 gr. di uvetta
secca

n farina biologica
(potete sperimentare
con tutte le farine che
contengono glutine:
farro, grano, spelta,
segale).
Luvetta e le farine
bio contengono
ancora fermenti e lieviti
naturali che aiutano
nella lievitazione che
andremo a fare.
Le farine integrali
lievitano meno, quindi
le prime volte provate
ad usare le farine
raffinate. r
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10 Consapevole
The Story of Stuff un video dal
successo straordinario che
mostra come gli oggetti di uso
comune, dallestrazione delle
risorse fino al loro smaltimento,
siano responsabili della enorme
devastazione ambientale a cui
abbiamo sottoposto il nostro
pianeta negli ultimi decenni.
Intervista esclusiva ad Annie
Leonard, deus ex machina del
progetto
Annie, vorrei partire chieden-
doti: chi Annie Leonard e
qual il tuo background?
Sono cresciuta a Seattle, a quei
tempi una citt verde e bellissi-
ma. La mia famiglia passava le
estati in tenda facendo campeg-
gio. Siccome a quel tempo le
macchine non avevano schermi
per i dvd che rincretiniscono i
bambini nei sedili posteriori, io
guardavo sempre il paesaggio
fuori dal finestrino. Anno dopo
anno mi rendevo conto di come
i boschi lasciassero spazio a
centri commerciali e abitazioni;
presi a domandarmi dove fosse-
ro andati a finire quei boschi e
cosa potessi fare io perch non
scomparissero completamente.
Poi andai al college a New York
City. Ogni mattina facevo a
piedi i sei isolati dal campus al
dormitorio e notavo pile e pile
di sacchi di immondizia. Mi
venne la curiosit di vedere cosa
cera nei bidoni dellimmondi-
zia: soprattutto carta. Ecco dove
andavano a finire i miei amati
boschi! Negli Stati Uniti il 42%
dei nostri boschi diventa carta
e infatti circa il 40% dellim-
mondizia carta, che potrebbe
benissimo essere riciclata se si
facesse raccolta differenziata.
Potremmo ridurre del 40% la
nostra immondizia e anche
la nostra necessit di tagliare
boschi aiutando cos la lotta al
riscaldamento globale.
Dopo aver scoperto che quasi
la met della nostra immondi-
zia carta, cio boschi, volevo
scoprire dove andava a finire
quella carta, che nel frattempo
era diventata immondizia. Cos
andai a visitare la discarica
di Fresh Kills a Staten Island,
grande circa dodici chilometri
quadrati, una delle pi grandi al
mondo.
A parte quelle abusive, soprat-
tutto sulle coste dellAfrica
Occidentale, dove lOccidente
scarica la sua immondizia
S, purtroppo cos. Comunque
quello che vidi andava al di
l di ogni immaginazione.
Ovunque guardassi cerano
divani, frigoriferi, scatole, tele-
visori, computer, abiti, insomma
stuff (roba). Ebbi l, in quel
momento, la percezione che
il nostro sistema era comple-
tamente fuori controllo. Una
montagna di risorse naturali
trasformate in rifiuti. Ma venti
anni fa ancora non si parlava di
queste cose e cos mi resi conto
che cera qualcosa di sbagliato
ma non capivo cosa. Per decisi
di scoprirlo.
Dopo il college lavorai per dieci
anni ad una campagna di pres-
sione internazionale per fermare
lo smaltimento dei rifiuti dei
Paesi occidentali in quelli pove-
ri. Ho girato il mondo visitando
le fabbriche del Terzo Mondo
dove la nostra roba viene pro-
dotta e le discariche in cui va a
finire. Ho incontrato comunit
che hanno perso le loro riserve
dacqua ora necessaria per le
fabbriche che dovevano pro-
durre per lOccidente e che
stavano ammalandosi sempre
pi a causa dellinquinamento
industriale. Capii allora che le
nostre abitudini consumistiche
sono la causa prima dei proble-
mi ambientali, sociali, di salute
in tutto il mondo. Cos iniziai
La storia delle cose, per vivere
oltre il consumism0
Intervista ad Annie Leonard, autrice del video The Story of Stuff
Andrea Bizzocchi
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Consapevole 11
Mi venne la curiosit di vedere cosa
cera nei bidoni dellimmondizia:
soprattutto carta. Ecco dove andavano
a finire i miei amati boschi!
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12 Consapevole
a pensare a un modo di portare
la gente a conoscenza di ci
che avevo scoperto e capito.
Ma non volevo spaventare nes-
suno. Volevo semplicemente
dire: Hey gente, qui abbiamo
un problema. Stiamo trasfor-
mando il pianeta in unimmensa
pattumiera e per farlo dobbia-
mo lavorare come dei pazzi.
Rimbocchiamoci le maniche e
costruiamo un mondo migliore
per noi e per i nostri figli.
Ed qui che hai avuto lidea
del video?
Ho fatto conferenze sul tema
per anni. Capitava sempre pi
spesso che alla fine delle con-
ferenze qualcuno suggerisse di
farne un film, un video; per cui
ho iniziato a ragionare su questa
cosa finch ho fatto un video
con un amico con una piccola
videocamera. Credo che il film
abbia avuto successo perch
ha un format simpatico, quasi
comico, e condensa in una
ventina di minuti una quantit
enorme di informazioni dando
una panoramica completa del
problema. Ha avuto cos tanto
successo che come sai abbiamo
fatto altri film, tutti disponibili
gratuitamente sul sito www.
storyofstuff.org. Il mio obiettivo
era generare consapevolezza
sullassurdit del nostro sistema
di produzione e di consumo e
direi che lobiettivo stato rag-
giunto anche se continuiamo a
lavorare per fare sempre meglio.
Il film spiega come
praticamente ogni cosa
che usiamo nel nostro
quotidiano implica estrazione,
produzione, distribuzione,
acquisto/consumo e infine
eliminazione dei rifiuti.
stato difficile far passare
questo messaggio?
Pensavo lo sarebbe stato.
Dopotutto c unindustria pub-
blicitaria multimiliardaria che
lavora per finalit opposte. E
non che i media aiutino ovvia-
mente. Quanti degli articoli che
lodano lultimo gadget tecnolo-
gico spiegano e mostrano, maga-
ri con foto, le miniere a cielo
aperto dove si scavano i mate-
riali e le discariche dove vanno
a finire? Quando il film usc nel
dicembre 2007 speravo lo guar-
dassero 50.000 persone. Pensavo
sarebbe stato un gran successo.
Invece stato visto da pi di 12
milioni di persone, tradotto in
dodici lingue e ha ispirato dibat-
titi, articoli e addirittura canzoni
e un musical. Evidentemente c
molta gente pronta a recepire
questo genere di messaggi.
Paradossalmente il consumi-
smo ci fa avere delle cose ma
non ce le fa apprezzare...
S. Io non sono contro gli ogget-
ti ma non ha senso avere tante
cose se poi non le apprezzi. E
dovremmo avere anche maggior
consapevolezza. Quando sai
quanto materiale, quanta energia,
quante persone hanno lavora-
to per un tal prodotto, il fatto
che poi andr a finire in una
discarica criminale. Ho una
bicicletta da trentanni e rifaccio
fare la suola alle mie scarpe.
Negli Stati Uniti la vita media
di un cellulare di un anno. Un
anno!?! Materie prime, energia,
lavoro, spesso anche sfruttamen-
to e tu lo cambi dopo un anno?
Dobbiamo anche far capire
che vivere con meno cose
qualcosa di positivo, che
migliora la qualit della vita.
Assolutamente s. Essere inca-
strati nel meccanismo lavora
e spendi un circolo vizioso.
Consumare meno non significa
fare il martire ma essere liberi.
C anche unemergente scienza
della felicit, se cos la possia-
mo chiamare, che spiega bene
come una volta che abbiamo
soddisfatto i nostri bisogni basi-
lari, ci che ci rende felici sono
la qualit delle nostre relazioni
sociali, il tempo con gli amici
e la famiglia ecc. Per cui pi
stacchiamo la spina da uno stile
di vita consumista pi stiamo
meglio, noi e il pianeta.
chiaro che il consumismo
un problema ma noi siamo
oltre il consumismo. Siamo al
super-consumismo, alliper-
consumismo. Sei daccordo?
S, e questo ha a che fare con
il rapporto che abbiamo con
il consumo. Chiunque deve in
qualche maniera consumare per
vivere.
Intervista ad Annie Leonard
C unemergente scienza della felicit
che spiega bene come una volta che
abbiamo soddisfatto i nostri bisogni
basilari, ci che ci rende felici sono la
qualit delle nostre relazioni sociali,
il tempo con gli amici e la famiglia
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Consapevole 13
Nessuno lo discute. Ma oggi
abbiamo quattro grossi problemi
con il nostro tipo di consu-
mo. 1) Consumiamo troppo.
Consumiamo pi risorse di
quante la Terra riesce a produr-
re. 2) Consumiamo troppa roba
chimica che ci fa ammalare.
un processo silenzioso, giorno
dopo giorno, ma nessuno in
questo mondo pi sano. 3) La
distribuzione del consumo del
tutto iniqua; c chi ha troppo
e chi niente. Questo del tutto
immorale. 4) Confondiamo
lavere con lessere. Compriamo
cose per dimostrare la nostra
identit. La gente che ha mac-
chine, case, vestiti si crede
migliore di chi non ha. Di posi-
tivo c che i quattro punti sono
tutti risolvibili.
Quando sento dire che la
globalizzazione una cosa
buona mi vien da ridere. Ci
che davvero globalizziamo il
nostro stile di vita frenetico e
la nostra infelicit.
Penso che una globalizzazione
dellamicizia, delle idee, della
musica ecc. possa essere positi-
va. Ma quella che in atto, cio
la globalizzazione economica,
ha a che fare con la sottomis-
sione delle comunit locali,
dellambiente e della diversit
culturale. E questa globalizza-
zione un disastro.
Per molti anni, tenendo in
mano un oggetto, non riuscivo
a non pensare alla distruzione
che esso aveva causato. Hai
mai avuto questa sensazione?
Costantemente! Non posso fare a
meno, quando ho un oggetto tra
le mani, di pensare alle miniere
o alle foreste dove la sua vita
cominciata, a coloro, spesso
sfruttati, che hanno lavorato per
costruirlo, ai trasporti necessari
per farlo arrivare ai negozi e
infine alle discariche dove andr
a finire. Una soluzione, almeno
parziale, a questo problema,
comprare locale, biologico ed
etico e soprattutto solo ci di cui
si ha veramente bisogno.
Intervista ad Annie Leonard
Hey gente, qui abbiamo un proble-
ma. Stiamo trasformando il pianeta
in unimmensa pattumiera e per farlo
dobbiamo lavorare come dei pazzi.
Rimbocchiamoci le maniche e
costruiamo un mondo migliore
per noi e per i nostri figli
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14 Consapevole
La pubblicit oggi non ha pi
a che fare con il prodotto che
viene pubblicizzato, comera
allinizio, ma piuttosto con
sensazioni e sentimenti e desi-
deri che abbiamo perduto. Il
messaggio della pubblicit
: Fai schifo. Vai a comprare
unaltra macchina e non farai
pi schifo. Questo significa
che siamo una societ profon-
damente insicura.
Purtroppo cos. difficile riu-
scire a superare totalmente que-
sta cosa quando vivi in un Paese
cos consumista come gli Stati
Uniti o ovunque in Occidente.
Per posso dare due consigli:
primo, non guardare la pubbli-
cit. Non solo quella televisiva
ma anche quella cartellonistica,
quella che trovi nelle riviste.
Ogni genere di pubblicit. La
pubblicit ha messaggi sublimi-
nali che agiscono sul nostro sub-
conscio per cui anche se credi di
non esserne condizionato inevi-
tabilmente lo sei. Anche coloro,
come me, che sono ferocemente
contrari al consumo.
In secondo luogo, dobbiamo svi-
luppare un metro di valutazione
interiore su da cosa dipende la
nostra felicit o soddisfazione,
perch come ti dicevo il nostro
cervello, a nostra insaputa,
paragona costantemente i nostri
vestiti, la nostra macchina, la
nostra tv a quella del nostro
amico, del nostro vicino di casa,
del nostro collega. E se le cose
dellaltro sono pi nuove, pi
belle, pi cool, allora spesso ci
sentiamo inadeguati.
E andiamo a comprare.
Attenzione, questo un proces-
so inconscio. Non lo dico io
ma uninfinit di studi. Quindi
avere piena consapevolezza di
cosa ti rende veramente felice
e soddisfatto, beh, quello un
mezzo di difesa per liberarsi
dalla trappola del comprare per
sentirci bene.
I nostri corpi sono pieni di
sostanze chimiche e metalli
pesanti
Questa roba viene dal cibo che
mangiamo, dai prodotti di igie-
ne che usiamo, dai nostri vestiti,
dai mobili di casa, dallacqua
che beviamo, dallaria che
respiriamo. LEnvironmental
Working Group (EWG) ha veri-
ficato che nel cordone ombeli-
cale di un neonato ci sono oltre
200 sostanze chimiche di uso
comune in industria e in agricol-
tura. La stragrande maggioranza
di queste sostanze provoca
cancro, problemi neurologici,
di impotenza e altri svariati
problemi di salute. La verit
che impossibile conoscerne
limpatto totale. Ma penso che
se un bambino nasce avvelenato,
allora possiamo dire con ragio-
nevole certezza che arrivato il
momento di dire basta.
Molti fanno affidamento sulla
politica, altri sul cambiamento
personale. Tu come la vedi?
Penso che si debba attaccare questo
sistema da ogni possibile posizione.
Luna cosa non esclude laltra.
In Italia il consumismo e la
necessit di smaltire i rifiuti
hanno portato alla realizzazio-
ne degli inceneritori (chiamati
furbescamente termovaloriz-
zatori).
Avete questo problema negli
Usa?
Certo. Comunque li si chiami, gli
inceneritori sono qualcosa di ter-
ribile. Consumano enormi quan-
tit di energia, inquinano laria
riempiendola di agenti inquinanti
e per costruirli ci sono enormi
stanziamenti di denaro pubblico.
Ovviamente presuppongono di
continuare a consumare e creare
rifiuti perch altrimenti che ci
stanno a fare? Sul fatto che se ne
trae energia: quanta energia stata
necessaria per tutti quei prodotti
che nutrono un inceneritore? Se
invece il problema rifiuti venisse
affrontato a livello locale attra-
verso programmi di riduzione,
riutilizzo e riciclo, migliorerebbe
la qualit dellaria, si creerebbero
Intervista ad Annie Leonard
Attivista statunitense e autrice del documentario online La storia delle cose, che mostra i costi
sociali ed ambientali del nostro sistema di produzione e consumo.
Attualmente la direttrice del progetto La storia delle cose. Recentemente, Annie ha coordinato
il gruppo dei Finanziatori per la Produzione e il Consumo Sostenibile, che cerca di affrontare gli
impatti nascosti sullambiente e sul sociale dellattuale sistema consumistico basato sul fare, usare
e gettare oggetti durante tutto larco della vita.
Abbiamo intervistato Annie Leonard
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Consapevole 15
molti pi posti di lavoro e soprat-
tutto ci sarebbe un risparmio
energetico. Per chi interessato
allargomento pu consultare il
sito www.no-burn.org.
Alla fine di tutti i discorsi
leconomia dipende total-
mente dallecologia, per cui
invece di misurare leconomia
dovremmo misurare lecolo-
gia. Come si fa?
Bisogna adottare un metro che
misuri la qualit dellaria e delle
acque, la biodiversit, le foreste
che assorbono anidride carboni-
ca, e anche la nostra salute.
Julia Butterfly Hill (si veda
intervista sul numero 24)
sostiene che tutti i nostri mali
hanno una radice comune
che lei chiama malattia della
disconnessione. Cio siamo
sconnessi dal fatto che noi e
la terra siamo la stessa cosa, e
quindi far del male alla Terra
significa far del male a noi
stessi. Il fatto che mentre la
Terra pu benissimo vivere
senza di noi, noi non possiamo
vivere senza una Terra sana.
Sei daccordo?
S, ovviamente sono daccordo
che siamo disconnessi dalla
Natura. Altrimenti come puoi
provocare disastri come quello
della piattaforma petrolifera nel
Golfo del Messico e poi mangiare
anche il pesce che viene dallo
stesso oceano? Io credo che quella
sia una posizione giustissima
ma molto profonda, difficile
da comprendere per la maggior
parte della gente. Dal mio punto
di vista abbiamo anzitutto due
problemi sui quali dobbiamo e
possiamo agire subito: il primo
Confondiamo lavere con lessere.
Compriamo cose per dimostrare
la nostra identit. La gente che ha
macchine, case, vestiti
si crede migliore di chi non ha
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16 Consapevole
il sistema capitalista imperniato
sulla crescita del Pil per il quale
la crescita economica viene prima
di tutto, prima anche della salute
del Pianeta e dei suoi abitanti. Il
secondo grande problema la
concentrazione di potere nelle
mani delle multinazionali le
quali hanno cos tanto potere
che determinano anche le scelte
politiche dei governi attraverso il
Wto e altri accordi internazionali
di commercio che bypassano
gli interessi nazionali. E questo,
virtualmente, un problema
di ogni Paese al mondo. Per
cui dobbiamo impegnarci per
far uscire le multinazionali dai
processi democratici e rimettere
al centro la gente. Negli Usa
appena uscito un film su questo
tema. Guardate il sito: www.
storyofcitizensunited.org.
Quale messaggio vuoi dare ai
lettori di Vivi Consapevole?
Anzitutto voglio ringraziare te
e tutto lo staff per contribuire a
diffondere una consapevolezza
su queste problematiche cos
importanti per il nostro futuro. Poi
vorrei dire ai lettori che assoluta-
mente possibile cambiare le cose
e costruire una societ sana, felice
e giusta. Ah, vorrei anche farvi
i complimenti per il nome che
avete scelto per la rivista: la con-
sapevolezza il passo pi impor-
tante per il cambiamento e questa
nostra chiacchierata un gradino
importante in quella direzione.
Si interessa in particolare di ecologia profonda e popoli nativi.
Vive tra lItalia e la Costa Rica. appena uscito il suo terzo
libro, Pura Vida e altri racconti raminghi (Terra Nuova edizio-
ni), una raccolta di racconti di viaggi vissuti in prima persona.
Andrea Bizzocchi
Avere piena consapevolezza di cosa ti
rende veramente felice e soddisfatto
un mezzo di difesa per liberarsi
dalla trappola del comprare
per sentirci bene
Curiosit
www.thestoryofstuff.org
il sito nato nel 2007 in
cui la Leonard post il
documentario
della durata di 20 minu-
ti che in pochi mesi
fece il giro del mondo.
Allinterno vi si possono
trovare, oltre al docu-
mentario storico, anche i
documentari sulla storia
di una bottiglia dacqua,
la storia dellelettronica,
la storia dei cosmetici e
molto altro.
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Consapevole 17
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18 Consapevole
U
n tempo le erbe
spontanee rappre-
sentavano uno dei
principali mezzi
di sostentamento
delluomo: i popoli primitivi vive-
vano di una nutrizione equilibrata
grazie al consumo dei vegetali
selvatici per gran parte dellanno.
I nostri antenati erano abili nel
riconoscere le diverse erbe, le loro
propriet, e sapevano in che modo
raccogliere prendendo dalla Natura
solo lo stretto necessario facendo
in modo che nulla venisse sprecato
o danneggiato. Oggi la fitoalimur-
gia cio la conoscenza delluso
delle specie vegetali a scopo ali-
mentare non ha pi la funzione di
risorsa alimentare, ma molti, grazie
anche al maggior tempo libero a
disposizione, stanno riscoprendo
i molteplici vantaggi di andar per
verdure. La Natura ha infatti molto
da offrire, tante variet di piante
commestibili in grado di arricchire
i nostri menu con i loro sapori, ma
le sue risorse vanno amministrate
con saggezza. Prima di partire
alla ricerca di erbe e piante bene
prepararsi e seguire qualche buona
norma per evitare di danneggiare il
delicato equilibrio dellecosistema:
bastano pochi minuti per rovinare
per sempre il sottobosco e i suoi
componenti. Anche quello che noi
pensiamo essere solo erbacce, in
realt parte del grande patrimonio
della biodiversit con una preziosa
e specifica funzione.
Dove e come raccogliere
Prima di partire per la nostra
raccolta, molto importante docu-
Raccogliamo erbe ma rispettiamo
la biodiversit
Prima di andar per erbe bene seguire qualche accorgimento
La Redazione
Il luogo in cui si raccolgono le erbe va
rispettato: non si raccoglie tutto,
non si sradica la pianta, n si strappano
rami o radici
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Consapevole 19
mentarsi, sia sul tipo di ambiente
nel quale ci recheremo per la pas-
seggiata, sia sulle singole piante.
Improvvisarsi raccoglitori pu
provocare danni a noi e allambien-
te. In commercio esistono molte
valide pubblicazioni sullargomen-
to, ricche di informazioni e con
descrizioni dettagliate di ciascuna
specie, oltre a fotografie e disegni
delle varie parti della pianta. Questo
aiuter anche a distinguere le pian-
te, tralasciando quelle con sostanze
che potrebbero avere effetti molto
potenti sullorganismo umano e
addirittura tossiche.
I posti migliori per raccogliere le
erbe selvatiche sono i campi abban-
donati, gli argini dei fossi, i bordi
dei sentieri, la macchia e i boschi.
Vanno invece evitate le zone vici-
ne alle strade trafficate, le fonti
di inquinamento (canali di scolo,
allevamenti animali, discariche),
i centri abitati o le fabbriche e i
campi trattati con pesticidi ed erbi-
cidi; pi in generale i campi che
non si conoscono.
La raccolta non sempre semplice
perch molte erbe vanno raccolte
quando sono ancora piccole e tene-
re e si nascondono tra le piante. Un
buon consiglio da tenere a mente
e mettere in pratica quello di
osservare le piante nei vari stadi di
crescita (germoglio, pianta adulta,
fiore, semi) per imparare a ricono-
scerle facilmente anche nella vege-
tazione fitta. Va tenuta ben a mente
anche la zona in cui si trovano le
erbe, perch molto probabilmente
lanno successivo le ritroverete
nello stesso luogo.
In genere difficile trovare una
pianta completamente comme-
stibile; normalmente si possono
mangiare solo alcune parti, come
ad esempio:
1. Foglie, germogli, midollo
e corteccia;
2. Radici, rizomi, tuberi e
bulbi;
3. Fiori, nettare e polline;
4. Frutti, bacche, noci e
semi;
5. Funghi.
Si raccolgono le foglie delle piante
giovani, appena germogliate oppure
di quelle adulte che hanno emesso i
nuovi germogli laterali e comunque
prima della fioritura. Con lavanzare
della maturit, infatti, la verdura
diventa pi dura, perde loriginario
sapore e diventa amara e poco
gradevole. La raccolta delle verdure
si fa con laiuto di un coltello per
tagliare i germogli o i fusti mentre
i fiori si possono staccare con le
mani. Le parti raccolte andrebbero
deposte in cestini o panieri
evitando i sacchi di plastica cos
da non schiacciarle o mescolarle
nel corso della passeggiata e non
essere costretti a buttarle una volta
arrivati a casa.
Il luogo in cui si raccolgono le
erbe va rispettato: non si raccoglie
tutto, non si sradica la pianta, n si
strappano rami o radici. In questo
modo si consente alle piante di
riprodursi e di poter raccogliere i
germogli nella stagione successiva.
Si dovrebbe raccogliere solo un
terzo delle piante e lasciare il resto
al ciclo naturale. Chi non molto
esperto della raccolta si concentri
solo su alcune piante, tralasciando
quelle su cui non ci si sente sicuri.
Quando andiamo per erbe
bene imparare a rispettare tutto
il mondo vegetale, perch esso
ci ricompenser largamente.
Quando ci si immerge nella
Natura bisognerebbe abbandonare
un atteggiamento tipico del
comportamento umano: quello di
agire, modificare, lasciare tracce
nella storia, cambiare il mondo,
arrivare primi Proviamo
invece a mettere in atto uno degli
insegnamenti di una cultura nativa
dellAmerica del Nord: una persona
non dovrebbe mai lasciare orme
cos profonde che il vento non le
possa cancellare.
Speciale Ritorniamo raccoglitori
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20 Consapevole
In primavera i boschi e i prati offrono una enorme quantit di
piante e fiori con i quali preparare prodotti per la cura
del corpo, buoni anche per la salute
Lucilla Satanassi
Raccogliere
gemme
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Consapevole 21
I
l momento della raccolta non
coincide solo e propriamente
con il gesto con cui si prende
la pianta o la parte di pianta
interessata e la si porta con
noi; se la raccolta circoscritta a
questo un po come rubare, por-
tare via, appropriarsi. Raccogliere
invece il momento culminante
di un incontro durante il quale ci
si scambia qualcosa. Come tutti
gli incontri importanti va prepara-
to, studiato, capito e seguito.
La prima domanda che bisogna
farsi per prepararsi : cosa incon-
tro? Per questo fondamentale
avere libri, foto o maestri a porta-
ta di mano per evitare spiacevoli
incomprensioni o equivoci fatali.
Vi consiglio libri con belle foto e
spiegazioni semplici e comprensi-
bili, capaci di descrivere la pianta
con parole comuni. Non diffici-
le riconoscere le erbe, che si sono
impegnate al massimo per dif-
ferenziarsi le une dalle altre; sta
a voi saperle guardare, annusare,
osservare forma e movimento.
chiaro che occorrono il tempo
necessario, la passione e latten-
zione per conoscerle. Il tutto e
subito di solito in Natura non
funziona mentre larte dellosser-
vazione ripaga sempre.
Celebrare la raccolta
Prima della raccolta importante
avere un buon atteggiamento
mentale che ci aiuti a trarre il
massimo giovamento da quello
che raccogliamo. Sembra incredi-
bile ma latteggiamento emotivo
ci a cui le piante reagiscono di
pi. Il mondo delle piante vivo
e intessuto di modalit che non
sempre coincidono con quelle a
cui siamo abituati. Per esempio le
piante avvertono e reagiscono alle
nostre intenzioni molto pi che ai
nostri gesti materiali. Escono dal
nostro modo umano di intendere
la vita, che sia pi piacevole pren-
dere che dare: la loro ragione di
vita quella di donare. il loro
compito, che svolgono con obbe-
dienza e fa s che questo tipo di
vita sia possibile sul pianeta Terra.
Se ritorniamo bambini ed andia-
mo per campi curiosi e attenti,
capaci di farci contaminare dalla
vita che pulsa nella Natura, allo-
ra inizieremo a sperimentare lo
stato dellanimo della commossa
meraviglia. Se cercheremo den-
tro di noi questo atteggiamento,
sar naturale diventare raccogli-
tori. Nel tempo ho imparato ad
entrare nei luoghi della raccolta
in punta di piedi, chiedendo per-
messo come quando vado nelle
case di amici. Entro nel bosco con
riverenza e rispetto, salutando gli
abitanti del luogo: animali, pietre
e tutte le atmosfere che sussurra-
no canti e melodie; non sempre
per la Natura apre le sue porte.
Anche il modo di raccogliere
importante: le erbe non si strap-
pano, non si sradicano; le maestre
migliori sono state le capre al
pascolo che spiluccano qua e l
senza accanirsi mortalmente sulle
erbe. Quindi raccolgo solo un
po, pensando che dopo di me
passeranno altri a raccogliere e
che giusto che qualcosa rimanga
alla pianta stessa o al gruppo di
piante. In piedi di fronte a un bel
cespuglio di Biancospino fiorito,
accovacciata su una rosetta fresca
di Radicchio selvatico, arrampica-
ta ad una Vitalba su una scarpata,
sempre, nel momento in cui le
forbici, il coltello o le dita entrano
in azione nellaria, ripeto lo stesso
ritornello: Tu vieni da me, io
vengo con te.
Per la nostra raccolta sceglieremo
giornate di sole, quando leven-
tuale rugiada si sar dispersa
nellaria. Il periodo migliore per
le piante si chiama anche tempo
balsamico: questo varia da pianta
a pianta ed a sua volta condi-
zionato dalla parte di pianta che
si raccoglie. La raccolta forte-
mente cadenzata anche dalla luna
e dai giorni della settimana. Per
esempio: se vogliamo raccogliere
i fiori di Calendula dei campi,
sceglieremo una bella domenica
di tiepido sole primaverile durante
la fase di luna crescente o piena.
La Calendula essendo governata
dal sole sprigioner al massimo
le sue qualit, il suo colore acceso
si manterr una volta essiccata
come se fosse appena colta.
Preziose gemme di primavera
Ora vediamo qualche semplice
raccolta tipicamente primaverile,
che pu essere impiegata per alcu-
ne preparazioni casalinghe.
LAbete bianco si trova nei
boschi di alta montagna e pi spo-
radicamente anche sullAppenni-
no: il classico albero di Natale
del Nord. Si tratta di una conifera
sempreverde di forma conica. La
sua capacit di vivere allombra
gli permette di nascere sotto il
Faggio e lAbete rosso. Stabilizza
Speciale Ritorniamo raccoglitori
Nel tempo ho imparato ad entrare
nei luoghi della raccolta in punta di
piedi, chiedendo permesso come
quando vado nelle case di amici
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22 Consapevole
le pendici
delle montagne
e le protegge
dallerosione. Gli
aghi sono piatti, di
un bel verde scuro
e con due linee
argentate e incon-
fondibili sulla pagina
inferiore. Le gemme
si aprono verso la fine
di aprile e linizio di
maggio, mostrando i
loro pennacchi verde-vita
che sbocciano. Le gemme
andrebbero raccolte poco
prima della schiusa, ma
non un problema se duran-
te la raccolta vi lasciate con-
vincere anche della tenerezza
dei giovani getti. Il giorno
migliore per la raccolta
il sabato: tutte le conife-
re sono primariamente
governate da Saturno,
poich hanno una cre-
scita relativamente
lenta, una struttura
pietrificata, una
maturit ses-
suale che
arriva piut-
tosto tardi,
attorno
ai
trentanni. Le nostre giovani
gemme, appena raccolte, vanno
messe a macerare nel miele
che deve essere di ottima qua-
lit, meglio se fluido. Posate
le gemme dentro un barattolo
di vetro, aggiustatele per bene
e coprite completamente con il
miele. Chiudete ermeticamente
e lasciate macerare per almeno
un mese al sole o vicino a una
fonte di calore. Il gemmamiele
di Abete cos ottenuto pu essere
gustato a cucchiaini, e ci stupir
per il suo sapore balsamico, capa-
ce di aprire il respiro, di calmare
la tosse, di donarci una sensa-
zione di freschezza e di ampie
vedute.
Scendendo pi in basso, dal
punto di vista altimetrico, trovia-
mo unaltra conifera comune: il
Pino. Ne esistono di tante specie,
ma le propriet si equivalgono. Vi
consiglio di soffermarvi su quelle
pi semplici da raccogliere e da
trovare, come il Pino silvestre o
il Pino nero. Gli aghi del Pino
crescono a coppie e la corteccia
ha tonalit rossastre che sfumano
verso il grigio marrone alla base;
rilasciano una grande quantit di
resina aromatica e collosa, che
potrete rimuovere dalle mani fini-
ta la raccolta con del buon olio
doliva o olio essenziale di aran-
cio. Le gemme sono cilindriche
e cicciotte, e proprio su queste
ultime vi consiglio di porre la
vostra attenzione. Le possiamo
macerare nel miele usando la
stessa modalit descritta sopra
per le gemme di Abete. Il miele
di gemme di Pino ha propriet
balsamiche e stimola le ghiandole
cortico-surrenali, ottimo quindi
per aiutarci nelle convalescen-
ze, negli stati di debilitazione o
quando non riusciamo a mettere
in moto le energie dopo un lungo
inverno.
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Consapevole 23
Pi a valle, fino in pianura, tro-
viamo il Pioppo nero: anche
la variet cipressina usata come
abile frangivento prima dellarri-
vo della Luna di primavera gonfia
le gemme appuntite, che proprio
in questo tempo trasudano di cere
e propoli. su questi alberi che
le api principalmente raccolgono
il prezioso materiale. Il procedi-
mento lo stesso descritto sopra.
Dopo un mese circa il miele cos
arricchito sar un ottimo disin-
fettante del cavo orale, del tratto
gastro-intestinale, delle vie urina-
rie e un eccellente stimolante del
sistema immunitario. Lo potremo
usare in caso di afte della bocca,
nelle tossi secche e nelle conge-
stioni della trachea, in cistiti acu-
tizzate da un colpo di freddo.
Sempre nel periodo primaverile,
se spostiamo lo sguardo dalla
cima degli alberi verso il verde
di prati e pascoli, incontriamo
la Pratolina, delicata e comune
composita. Il suo nome scientifi-
co Bellis perennis. una pianta
perenne, con foglie obovate e a
forma di spatola. I fiori sono i
classici capolini e nel linguaggio
comune evocano grazia e bont.
La sua presenza nei prati diventa
massiccia quando il terreno tende
a essere acido, o quando manca
calcio nel terreno. Le ceneri di
questa pianta sono ricchissime di
calcio. La pianta fresca contiene
acido ascorbico, malico, fuma-
rico, tartarico, caffeico, ossalico
e acetico, oli grassi, zuccheri,
inulina, mucillagini e polline.
Tutti questi elementi la rendono
una pianta commestibile: vi con-
siglio di aggiungere alle insalate
qualche fiore fresco. Abbinata al
Tarassaco e alla Fumaria ottima
come depurativo, diuretico e per
stimolare e tonificare fegato e
reni. La Pratolina ha anche ottime
propriet cosmetiche: molto utile
lestratto in olio. La prepara-
zione semplice: raccogliete due
belle manciate di fiori non umidi
di rugiada o di pioggia. Appena
colti sistemateli in un vaso di
vetro tanto da riempirne la met.
Passate un cucchiaio di grappa
sui vostri fiori, copriteli ben bene
con olio di jojoba e chiudete.
Tenete il vasetto al caldo, se pos-
sibile esposto al sole, almeno per
una lunazione (28 giorni circa),
agitandolo quotidianamente. La
Pratolina una pianta governata
dalla luna, e il vostro preparato
godrebbe di questo influsso se
riusciste a raccogliere i fiori in
una notte a ridosso della luna
piena e a toglierlo dalla macera-
zione durante la fase di luna piena
successiva. Dopo la macerazione,
bisogna torchiare o strizzare con
una garza e il vostro oleolito di
Bellis perennis pronto. Si man-
tiene per due anni, se conservato
in vetro al fresco. Con poca spesa
avrete un tonico cutaneo eccellen-
te, capace di ridonare compattez-
za e tonicit, modellare e tendere
la pelle che tende a perdere ela-
sticit. Ideale per pelli affaticate
che mancano di elasticit e com-
pattezza. gradevolmente profu-
mato di tenera primavera e viene
assorbito benissimo dalla pelle.
Lho provato anche sulle pelli
arrossate dei bimbi, da quella del
viso provata dal freddo a quella
del culetto arrossato durante la
dentizione ed ottimo.
Ogni volta che guardo i prati ric-
chi di verde vita della primavera
mi rendo conto del grande tesoro
che custodisce.
Le foto di questo articolo sono pubblicate su
gentile concessione dellautrice
importante anche il nostro modo di
raccogliere: le erbe non si strappano,
non si sradicano
Ha collaborato con la rivista Erbe e insegnato alla scuola di fitotera-
pia di Riza. Nel 1992 insieme a Hubert Bsch fonda Remedia, una
piccola impresa nellAppennino Tosco-Romagnolo realizzando il
sogno di praticare lerboristeria coltivando e trasformando fiori ed
erbe. Conduce incontri e corsi nel suo giardino per divulgare il mes-
saggio delle piante con particolare interesse alla cura del corpo e
della Terra. Per maggiori informazioni: www.remedia.it, mail: info@
remediaerbe.it.
Lucilla Satanassi
Cosa leggere
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www.macrolibrarsi.it
Hubert Bosch, Lucilla Satanassi
Manuale di fiori ed erbe
Humus, 2007
Speciale Ritorniamo raccoglitori
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24 Consapevole
Cer car e l e
erbe di primavera
Dopo un lungo e buio inverno, Steve Andrews condivide il pia-
cere di cercare le erbette di campo con le quali preparare sem-
plici piatti primaverili
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Consapevole 25
Estratto da Permaculture
Magazine n. 59
Traduzione di Romina Rossi
L
a primavera pu ben
evocare immagini
di agnelli nei campi,
campanule nei boschi,
narcisi baciati dal sole
e uccelli che costruiscono il nido,
ma a me la parola fa venire in
mente il profumo dellAglio orsi-
no (Allium ursinum). In marzo,
o anche a met dellinverno, i
boschi sono spesso coperti dalle
rigogliose foglie verdi di questa
pianta pi che utile, e sono sicuro
che ognuno di voi ha respirato il
delizioso e appetitoso profumo
che emana. Ricordo i boschi loca-
li che visitavo da bambino con i
miei genitori, talmente tanto che
nella mia mente laglio orsino
o aglio selvatico, com anche
chiamato, rimanda a tutto ci che
associato alla primavera. una
pianta che salta subito allocchio,
stuzzicando la vista, il naso e lo
stomaco. Ogni parte dellaglio
selvatico commestibile ed
buono proprio come la variet
che si coltiva, se non addirittura,
ancora pi buono.
Le foglie possono essere rac-
colte e mangiate fresche nelle
insalate, nei sandwich, con del
formaggio o, se siete come me,
potete divorarle nei boschi dove
crescono. Potete anche cuocerle
come gli spinaci o aggiungerle
a zuppe, torte salate o a piatti di
pasta: infatti si pu usare al posto
dellaglio comune.
Laglio selvatico, come il parente
coltivato, ha anche molte pro-
priet curative. formidabile per
abbassare la pressione sanguigna
e aiutare a mantenerla nei valo-
ri normali ed utile anche per
ridurre il tasso di colesterolo nel
sangue. Stimola le ghiandole,
un antibiotico e agisce anche
come diuretico.
I grappoli di fiori di un bianco
lucente si formano da aprile
in poi e anchessi aggiungono
molto gusto allinsalata, sebbene
il loro sapore sia un po pi forte
di quello delle foglie. Quando la
pianta sfiorisce e crea la semen-
za, muore e diventa di nuovo un
bulbo, che giace fino alla prima-
vera successiva, e poich sembra
apparentemente scomparsa, lascia
che altre piante dei boschi occu-
pino il suo posto. Questo periodo
di riposo, di sicuro, ci permette di
raccogliere aglio selvatico tutto
lanno. Laglio selvatico solo
una delle delizie della primavera
che si pu trovare girando un po.
Ci sono molte altre erbe che si
possono cucinare a mo di verdura.
LOrtica (Urtica dioica) una
delle piante selvatiche commesti-
bili pi comuni e i suoi germogli
freschi possono essere preparati
come gli spinaci. Vi far piacere
sapere che non appena sono cotti
perdono miracolosamente il loro
effetto urticante, anche se sarebbe
meglio indossare i guanti quando
li si raccoglie. Lautore del libro
Food for Free, Richard Mabey,
suggerisce la seguente ricetta:
Come una qualsiasi verdura,
le foglie di ortica dovrebbero
essere bollite a fuoco basso in
una pentola con il coperchio per
circa quattro minuti, in non pi
acqua di quella che scola dalle
foglie dopo che sono state lavate.
Filtrate bene lacqua, aggiungete
dellolio di oliva e condimenti
a volont (e anche, se la gradi-
te, cipolla tritata finemente), e
lasciate cuocere a fuoco lento per
altri cinque minuti, mescolando e
girando per tutto il tempo.
Lautore continua dicendo che
poich sente che il piatto che ne
viene fuori piuttosto insipido,
la cosa migliore usare le foglie
dellortica con altra verdura
o piatti a base di verdure. La
buona notizia che ci sono molte
altre variet di erbe selvatiche
fra cui poter scegliere: forse il
modo migliore preparare una
misticanza di erbe primaverili,
lasciando spazio al gusto persona-
le e a un po di sperimentazione.
Unaltra erba che pu essere cuci-
nata pi o meno allo stesso modo
il Luppolo (Humulus lupulus).
Si possono raccogliere le foglie
tenere e i germogli, che si trova-
no trovare fra le siepi o ai limiti
del bosco dove crescono le piante,
ma accertatevi di non andarci
dopo maggio, quando cio sono
troppo duri da mangiare.
Continuando la vostra escursione
nei viottoli erbosi e nei boschi
in primavera sarete sicuri di
incontrare lAllaria o Lunaria
selvatica (Allaria officinalis) con
i suoi grappoli di fiori bianchi e
il forte profumo e sapore che la
rendono unaltra eccellente pian-
ta da aggiungere ai sandwich o
allinsalata e pu allietare anche
un mix di erbe primaverili.
Unaltra erba comune che si trova
nei boschi a primavera, fra le
siepi e nei viottoli di campagna
il Prezzemolo selvatico o
Cerfoglio selvatico (Anthriscus
sylvestris), che ha delle foglie
picciolate a contorno triangolare
e, da aprile in poi, regge grappoli
di fiori bianchi che sembrano
pizzi, con steli che possono rag-
giungere unaltezza di 1,2 metri.
Le foglie sono unottima aggiunta
alle insalate, alle omelette, alle
zuppe e ad altri piatti; sono anco-
ra commestibili nel tardo autunno
e in inverno.
Fate attenzione a non raccogliere
la velenosissima Cicuta (Conium
maculatum), che ha foglie simili,
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26 Consapevole
ma si differenzia per essere molto
pi grande, lo sgradevole odore
e le macchie rosso vino visibili
per tutta la lunghezza del fusto.
Unaltra pianta simile ma molto
pericolosa la Cicuta aglina o
Cicuta minore (Aethusa cyna-
pium), che per molto pi bassa,
tende a crescere preferibilmente
in campi arati e nelle terre incolte.
In genere se ne trova un esempla-
re unico.
Altri fiori selvatici che si possono
trovare e che si possono usare per
cucinare sono la Sambuchella
(Aegopodium podagraria),
il Panace o Spondilio
(Heracleum sphon-
dylium), la Tossilaggine
comune (Tussilago farafara), il
Centocchio comune (Stellaria
media), il Tarassaco comune
(Taraxacum officinale), il Caglio
asprello o Attaccamani (Galium
aperine), la Ellera terrestre
comune (Glechoma hederacea),
lAcetosa (Rumex acetosa) e
lAchillea millefoglie (Achillea
millefolium).
Le foglie di tutte queste piante
possono essere usate come quelle
Frittelle di ortica
Raccogliete un bel mazzo di
foglie di ortiche fresche e,
dopo averle lavate, gettatele
nellacqua bollente. Una volta
cotte, sciacquatele nellacqua
fredda in modo che man-
tengano il colore verde, poi
fatele scolare su un tovagliolo
da cucina. Tritate lortica e
aggiungetela in una terrina
con un uovo sbattuto. Condite con sale, pepe e un pizzico di
noce moscata. Formate delle piccole frittelle tonde e infarina-
te bene. Friggete in una padella con abbondante olio bollente
girando spesso le frittelle e servite.
A pagina
24: Cerfoglio
Selvatico
In queste pagine:
( A e B) Aglio orsino,
(C) Ortica,
(D) Luppolo,
(E) Lunaria selvatica,
(F) Sambuchella,
(G) Tarassaco comune,
(H) Centocchio comune,
(I) Tossilaggine comune,
(J) Caglio asprello,
(K) Spondilio.
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degli spinaci, ma se usate lacetosa
consigliabile non esagerare perch
le sue foglie sono ricche di acido
ossalico, che pu aggravare e causa-
re lartrite e la gotta. anche racco-
mandabile, mentre giro-
vagate fra i campi,
portare
con voi un
buon libro
sulle piante
selvatiche per
essere sicuri di
identificare bene la
pianta che trovate; e ricordate di
non mangiare mai nessuna erba spo-
natanea a meno che non siate certi di
che pianta sia.
Mangiare le foglie
I boccioli e le giovani foglie del
Biancospino comune (Crataegus
monogyna) sono un tipico prodotto
di campo che si man-
gia da secoli, tanto che
la pianta conosciuta
anche come pane e
formaggio, sebbene
non abbia ancora
compreso la
somiglianza
con questi cibi.
Comunque,
hanno un
sapore piace-
volmente fre-
sco e profuma-
to e si possono
mangiare mentre
state camminando
fra i boschi oppure rac-
colti e aggiunti allinsa-
lata. Oltre al biancospino,
un altro albero con foglie commesti-
bili in primavera il Faggio selvati-
co (Fagus sylvatica). In aprile, le gio-
vani foglie sono delicate e tenere e
brillano al sole. Si possono mangiare
fresche o aggiunte per dare variet
allinsalata di stagione.
La primavera senzaltro la stagio-
ne in cui le rane, i rospi e le sala-
mandre ritornano a popolare stagni
e laghi. Se le vostre passeggiate vi
portano nelle vicinanze delle
tane di questi anfibi, potete
incappare anche in unal-
tra pianta verde ottima da
aggiungere allinsalata: il
Crescione, o Veronica (Veronica
beccabunga). Questa pianta della
famiglia delle Scrofulariacee ha
dei piccoli e graziosi fiori di colore
azzurro, cresce tutto lanno e si trova
prevalentemente lungo i fossi con
acqua corrente, vicino alle sorgenti,
ai laghi, a sponde e terreni umidi
per le infiltrazioni sorgive. Sebbene
abbia un sapore leggermente ama-
rognolo, il crescione ampiamente
usato nelle insalate o per aromatiz-
zare le salse. I giovani germogli e le
foglie raccolte prima della fioritura
dovrebbero essere lavate accurata-
mente prima di essere mangiate.
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28 Consapevole
Gli scien-
ziati sta-
tunitensi
lodano la
sottospecie
americana
in questo
modo:
Una pianta
da insalata simile al crescione da
giardino. Delizioso per il sapore,
salutare ed efficace nella preven-
zione dello scorbuto.
Spero cos che questa breve
occhiata ad alcune delle piante
selvatiche possa aiutarvi a diver-
tirvi maggiormente durante le
vostre passeggiate primaverili e
che possiate trovare alcune pian-
te primaverili per arricchire le
vostre delizie culinarie.
Nota: le foto di queste pagine vogliono
illustrare larticolo ma non vi si deve
fare affidamento per lidentificazione
finale della pianta.
(L) Acetosa,
(M) Ellera terrestre comune,
(N) Faggio selvatico,
(O) Achillea millefoglie,
(P) Biancospino comune,
(Q) Veronica.
Insalata di veronica
Raccogliete una quantit di
giovani germogli. Lavateli bene
e mischiateli a una cipolla fine-
mente affettata. Fate una salsa
usando 2 cucchiai di aceto di
vino bianco, 2 cucchiai di olio
doliva, 1 cucchiaino di senape
calda, sale e pepe per insaporire.
Poi adagiate la veronica e la
cipolla nella salsa, lasciate ripo-
sare per circa unora e guarnite
con uova sode affettate.
Cosa leggere
Cercali su:
www.macrolibrarsi.it
Stefania Del Principe,
Luigi Mondo
Erbe selvatiche per
Cucinare e Star Bene
Fag Milano, 2010
AA.VV.
Cucinare con le erbe
selvatiche
Giunti Demetra, 2008
Cristina Michieli
Piante spontanee in
cucina. Come riconoscere,
raccogliere e utilizzare a
scopo alimentare le erbe
selvatiche pi comuni
Amm Terra Nuova Edizioni, 2008
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Antipasto
Bruschette con pesto di aglio orsino
10 fette di pane per bruschette
100 g di foglie di aglio orsino
100 g di mandorle
300 g di olio doliva
sale - peperoncino
Preparazione
Lavate molto bene le erbe poi
aggiungetevi le mandorle, lolio,
il sale e il peperoncino.
Pestate tutto con molta calma,
fno a ridurre in una purea.
Scaldate le fette di pane e
tostatele su ambo i lati. Spalmare
il pesto ottenuto sulle fette e
servire.
Primo piatto
Gnocchi di patate con erbe
selvatiche
750 g di gnocchi di patate
700 g di erbe selvatiche miste
(ortica, bietole selvatiche,
borragine, radicchietto selvatico)
2 spicchi di aglio intero
qualche foglia di maggiorana fresca
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
50 g di pecorino abruzzese o
romano grattugiato
sale
Preparazione
Lessate le erbette per 20
minuti in poca acqua bollente e
salata, scolatele, tritatele molto
fnemente.
Fate scaldare lolio in una padella
ampia, che possa contenere
anche gli gnocchi, e mettetevi ad
appassire per 10 minuti, a fuoco
basso, le erbette assieme agli
spicchi di aglio e alla maggiorana.
A fne cottura rimuovete laglio.
Lessate gli gnocchi e tenete
una tazzina di acqua di cottura.
Pescate gli gnocchi col mestolo
forato e passateli nella
padella con le erbette.
Saltate gnocchi e verdure
a fuoco vivace per mezzo
minuto aggiungendo uno
o due cucchiai di acqua di
cottura.
Travasate nel piatto di
portata e spolverate con
parmigiano grattugiato.
Secondo piatto
Polpette di farro, legumi e
tarassaco
1 tazza di erbe di campo
(tarassaco, senape), oppure
2 mazzetti di spinaci
2 cucchiai di farro
2 cucchiai di orzo perlato
2 cucchiai di lenticchie rosse
2 cucchiai di lenticchie gialle
1 peperoncino verde
(facoltativo)
2 uova
100g parmigiano grattugiato
sale

Preparazione
Portare a ebollizione mezzo litro
di acqua salata e versarvi orzo,
farro, lenticchie rosse e gialle.
Cuocere per altri 45-50 minuti,
fnch legumi e cereali non
saranno ben cotti. Nel frattempo
saltare in padella le erbe di campo
con poco olio e il peperoncino
tagliato a fettine, fnch non si
ammorbidiscono. Scolare molto
bene legumi e cereali, unirvi le
erbe e tritare tutto con il robot
da cucina, fno a ottenere un
composto granuloso. Sbattere
le uova con il parmigiano e
unire al composto di verdure.
Formare delle piccole polpette
della dimensione di una noce
e friggere in olio fnch non
sono ben dorate.
Servire con salsa tartara.
Dessert
Fragole alla borragine
fragole
fori di borragine freschi
prosecco
Preparazione
Tagliate le fragole a spicchi o a
met, mescolatele con una uguale
quantit di fori di borragine,
coprite con il prosecco, tenete in
frigorifero fno al momento di
servire.
Qualche fragola con qualche fore,
pu essere messa nel prosecco
come aperitivo.
Men a base di erbe
di primavera
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30 Consapevole
L
a tifa (Typha
Latifolia) unerba-
cea perenne, acqua-
tica, tipica delle
zone temperate con
unaltezza che varia da 1,2 a
3 metri. Di solito cresce rigo-
gliosa sulla riva di fossi, stagni,
laghi e zone umide dove forma
grandi gruppi. Adattata a cresce-
re in luoghi dove lacqua rista-
gna tutto lanno, mal sopporta
periodi, anche brevi, di terreno
asciutto. Le foglie larghe dai
2 ai 4 cm lunghe ed acumina-
te presentano nervature parallele
che corrono lungo tutta la lun-
ghezza.
Gli scapi fiorali sovrastano il
fogliame e vengono impollinati
dal vento. proprio il fiore, la
cui parte maschile posta nella
parte sovrastante mentre quella
femminile in quella sottostante,
che d il nome alla pianta: maz-
zasorda. Collocato su un gambo
legnoso, inizialmente di
colore verde; giunto a matura-
zione assume, invece, un colore
marrone scuro. I semi una volta
maturi si staccano facilmente
e formano batuffoli di peluria
densa (pappi): un singolo fiore
ne pu contenere pi di 3000.
La radice un rizoma allungato,
dal quale ogni anno spuntano
nuove radici e fusti, che muoio-
no poi in autunno.
Parti eduli: polline, giovani getti,
radice, giovani foglie
Rizomi/Radici
Tracce di radice di tifa ritrovate
in macine preistoriche fanno
pensare che fosse utilizzata
come cibo gi 30.000 anni fa.
Il periodo migliore per il rac-
colto varia dal tardo autunno
fino allinizio della primavera
poich in questo periodo il
rizoma pi ricco di amido. La
radice contiene circa l80% di
carboidrati (30-46% di amido)
e il 6-8% di proteine. Un ettaro
di questa pianta in grado di
produrre 8 tonnellate di farina
ottenuta dal rizoma.
Le radici possono essere bol-
lite e mangiate come le patate
o macerate e poi bollite per
produrre uno sciroppo dolce.
Possono anche essere essiccate
e macinate, la polvere ricca di
proteine e pu essere miscelata
con farina di frumento per la
preparazione di pane, biscotti
ecc. I rizomi sottoposti a tor-
refazione erano utilizzati come
surrogato del caff.
Giovani germogli in primavera
Usati come sostituto degli aspa-
ragi, hanno il sapore del cetrio-
lo. I germogli possono essere
utilizzati fino a quando laltezza
raggiunge i 50 cm.
Steli maturi
Si consiglia di rimuovere la
parte esterna del gambo e di uti-
lizzare solo la parte pi interna,
poich le foglie vecchie sono
troppo dure.
Scapo fiorale immaturo
Crudo, cotto alla brace o cotto
in una zuppa, ha un sapore
dolce come il mais.
Semi/Pappi
Il seme piuttosto piccolo e
poco pratico da utilizzare, ma
ha un gradevole sapore di noc-
ciola se arrostito. Pu anche
essere macinato in una farina e
usato per fare torte ecc. Dalla
spremitura invece si ottiene un
olio alimentare.
Polline
Pu essere utilizzato come addi-
tivo della farina, per la produ-
zione del pane ecc., o mangiato
con i fiori immaturi, il che lo
rende ancora pi facile da uti-
I mille usi
della tifa
Utili consigli sullutilizzo di una pianta che ci accompagna
dalla notte dei tempi
Elena Parmiggiani
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Consapevole 31
lizzare. Usato da solo ottimo
per fare le crepes, oppure come
addensante al posto della gela-
tina.
Il polline ricavato scuotendo
in un sacchetto il fiore maschi-
le. Pu anche essere raccolto
mettendo lo stelo fiorito in un
contenitore ampio ma poco
profondo e quindi picchiettando
delicatamente il gambo e spaz-
zolando il polline con un pen-
nello sottile sulla parte femmini-
le. Ci contribuir a impollinare
i fiori e a garantire cos che
sia possibile raccogliere sia il
polline che i pappi e i semi a
maturazione.
Usi medicinali: radice, pappi,
fiori freschi
La tifa ha propriet anticoa-
gulanti, astringenti, diuretiche,
emmenagoghe (favoriscono
il ciclo mestruale), galattoge-
ne (stimola la produzione di
latte materno), emostatiche,
rinfrescanti, sedative, toniche,
vulnerarie, per questo molto
usata in erboristeria.
Rizomi/Radici
La radice ridotta in poltiglia
utilizzata come cataplasma
per ustioni e piaghe, foruncoli,
ferite, croste, infiammazioni e
pustole; la consistenza gelati-
nosa delle radici pestate utile
come cataplasma per ferite,
tagli, foruncoli, piaghe, infiam-
mazioni, ustioni e scottature.
In passato i rizomi bolliti sono
stati utilizzati come diuretico,
mentre il decotto di radici
stato utilizzato nel trattamento
della pertosse. Le radici sono
diuretiche, galattogene, refri-
geranti e tonificanti.
Foglie
Hanno propriet diuretiche;
ridotte in poltiglia e mescolate
con olio vengono utilizzate
come cataplasma sulle ferite.
Semi/Pappi
I pappi ancora verdi vengono
usati (in poltiglia) per trattare
le ustioni e le piaghe e per evi-
tare le irritazioni nei neonati.
Scapo fiorale immaturo
I fiori immaturi possono esse-
re ingeriti per contrastare la
diarrea. Una volta secchi sono
immangiabili e provocano irri-
tazione e asma. Sono utilizzati
Speciale Ritorniamo raccoglitori
La tifa ha propriet anticoagulanti,
astringenti, diuretiche, emmenagoghe,
galattogene, emostatiche, rinfrescanti,
sedative, toniche, vulnerarie, per questo
molto usata in erboristeria
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32 Consapevole
nel trattamento di una vasta
gamma di disturbi tra cui dolori
addominali, amenorrea, cistite,
disuria, metrorragia e vaginite.
Polline
Il polline astringente, diuretico,
emmenagogo, emostatico, refri-
gerante, sedativo, suppurativo
antinfiammatorio e vulnerario
cicatrizzante. Una volta essiccato
ha propriet anticoagulanti, ma
se arrostito con carbone diventa
emostatico. usato internamen-
te nel trattamento dei calcoli
renali, emorragie, mestruazioni
dolorose, sanguinamento uterino
anomalo, dolori post-partum,
ascessi e cancro del sistema
linfatico. Non deve per essere
usato dalle donne in gravidanza.
Esternamente, utilizzato nel trat-
tamento della tenia, della diarrea e
delle lesioni.
Altri usi
Anticamente le foglie pi dure
della tifa venivano usate per
confezionare stuoie e impagliare
fiaschi e damigiane. In alcune
localit si utilizzava addirittura
nella costruzione delle imbar-
cazioni.
Le spighe femminili vengono
utilizzate dai fioristi per le
composizioni floreali secche;
va tenuto presente infatti che in
alcune zone dItalia la raccolta
dei fiori vietata per proteggere
la specie.
I pappi pressati vengono usati
per imbottire materassi e cusci-
ni (si raccomanda di usare una
stoffa molto spessa e a maglia
stretta, altrimenti la lanugine
fuoriesce e crea irritazione).
Linfiorescenza secca unotti-
ma esca per accendere il fuoco.
Inoltre si utilizza lo stelo del
fiore sia come punta che come
base (tagliato in due a mo di
tavoletta) dellaccensione di un
fuoco ad arco. ottima come
isolante dal freddo: basta inse-
rire i pappi nelle intercapedini
dei muri.
Per la sua capacit di resiste-
re a elevate concentrazioni di
inquinanti chimici, biologici
e ai metalli pesanti, la tifa
spesso usata negli impianti di
fitodepurazione: ha quindi una
grande importanza ecologica.
Pu inoltre essere usata come
fonte di etanolo, grazie allaltis-
simo contenuto di carboidrati, al
posto dei cereali col vantaggio
di non richiedere alcuna manu-
tenzione.
Poich la tifa accumula metalli pesanti e tossine, preferibile scegliere piante che cre-
scano in ambienti non inquinati. Inoltre, prima di raccogliere qualsiasi pianta selvatica
che non conoscete, fatevi aiutare da un esperto, altrimenti rischiate di confondere il
fogliame con piante tossiche o velenose.
I pappi e i semi della tifa, essendo molto piccoli e numerosissimi, possono causare irri-
tazioni cutanee e asma. La farina di tifa contiene glutine perci non adatta a celiaci
e intolleranti. Inoltre, pur non essendo una pianta tossica per gli esseri umani, lo per
alcuni animali da allevamento.
Attenzione
Carta di identit
della tifa
Nome scientifico: Typha
Latifolia
Famiglia: Typhaceae
Nomi comuni:
Mazzasorda, Pampano,
Biodo, Lisca maggiore,
Sala, Stiancia, Tifa
Diffusione: luoghi tempe-
rati, 0-1.000 m, in acque
poco profonde fino ai 15
cm, predilige il pieno sole
Fioritura: giugno-agosto
Riproduzione: divisione
radicale, semi. Per germi-
nare i semi necessitano di
substrato umido, bassa con-
centrazione di ossigeno ed
elevate temperature
Distribuzione in Italia:
Presente in tutto il terri-
torio. una specie pro-
tetta a livello regionale
(Lombardia, Toscana,
Molise, Campania)
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Consapevole 33
Sergio Abram
L
a rosa canina (Rosa
canina), rosa di mac-
chia comune o rosa
selvatica comune
la pi diffusa delle
circa 30 specie di rose diffuse
allo stato selvatico sul territorio
italiano.
Forma cespugli intricati e
impenetrabili, alti anche fno
a oltre 3 metri e larghi fno a
circa 4 metri con rami lunghi
e ricadenti, legnosi, glabri e
dotati di robuste spine incurvate,
spesso appaiate, lunghe fno a
circa 10 millimetri. Lapparato
radicale serpeggiante e pene-
tra in profondit nel terreno
per circa 1 metro. Le sue foglie
sono decidue, composte da
5-7-(9) foglioline ellittiche od
ovali, dentate, glabre su ambo
i lembi e sul picciolo, stipolate.
I fori, singoli o riuniti in info-
rescenze allestremit dei rami,
sono bianchi, bianchi-rosati o
rosa, larghi fno a circa 5-(7) cm
con 5 petali. Dopo la foritura
i sepali (le foglie che formano
il calice del fore) si ripiega-
no verso linterno e, quando i
cinorrodi (i frutti) sono maturi,
si seccano e tendono a cadere.
Limpollinazione soprattutto
entomofla e avviene ad opera
di imenotteri (api, bombi, vespe
ecc.), coleotteri e altri insetti.
I cinorrodi, falsi frutti entro cui
sono racchiusi gli acheni (semi),
sono ovoidali allungati, lunghi
fno a circa 2,5 cm, variabili
nella forma, lisci, carnosi, rossi
aranciati e poi rossi brillanti con
buccia coriacea e polpa acidula,
commestibili. I semi sono spigo-
losi, giallastri, coriacei, lunghi
fno a circa 5 millimetri e avvolti
da peluria argentea.
Dove si trova
Cresce spontaneamente in
Europa (fno alla Scandinavia
meridionale), in Siria, nel
Caucaso, in Iran, in Asia cen-
trale, nelle Canarie, a Madera e
nellAfrica nord-occidentale.
La si rinviene un po ovunque,
soprattutto ai margini dei boschi,
nelle aree boscate luminose
e nelle chiarie di quelle pi
ftte, nelle aree incolte e ai loro
margini, ai bordi di sentieri,
strade, campi, fossi, fumi e
altre aree umide, nelle siepi,
normalmente in associazione
con diverse piante arbustive e
arboree. Come altre specie
una pianta pioniera, che appa-
re quando il terreno non pi
lavorato o nelle aree alberate, in
cui sono avvenuti schianti per il
forte vento o per le abbondanti
nevicate. Si adatta a crescere in
La Rosa Canina
Dove cresce e come si
utilizza in fitoterapia
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34 Consapevole
diversi terreni, climi e microcli-
mi, ma preferisce aree calde e
soleggiate su suoli mediamente
asciutti, basici o poco acidi,
dal piano al monte, fno a oltre
1.600 metri.
una pianta rustica, che pu
vivere anche fno a oltre 300 anni
e che resiste alla siccit e a molte
delle comuni malattie che nor-
malmente affiggono le essenze
arbustive. utilizzata per scopi
diversi, tra cui ornamentali, come
pianta da siepe o per comporre
macchie, spesso impenetrabili
per la fttezza dei suoi rami e per
la presenza delle spine.
messa a dimora anche su ter-
reni poveri e asciutti, dallautun-
no alla primavera, in flari sin-
goli o doppi a circa 2-3 metri di
distanza tra le piante. Assieme
ad altre essenze spinose, dispo-
ste su pi fle come prugnolo,
biancospini, olivello spinoso,
crespino pu formare siepi
per il contenimento di animali
domestici e selvatici.
Merli, tordi, tordele, cesene,
gazze, ghiandaie, cornacchie,
gracchi, taccole, verdoni, froso-
ni, scoiattoli, ghiri, topi, arvico-
le, volpi, tassi, martore, faine e
altri animali ne trasportano e/o
ne mangiano i cinorrodi o i
semi, contribuendo alla sua dis-
seminazione.
Tra i suoi rami spinosi, protetti
dallattacco di alcuni predatori,
spesso collocano il nido il merlo,
la capinera, la sterpazzola e le
averle. Queste ultime inflzano
le loro prede in soprannumero,
in attesa di essere divorate, nelle
spine pi lunghe. Queste riserve
alimentari si notano spesso nelle
siepi e sono collocate anche su
altre essenze vegetali, come cre-
spino (Berberis vulgaris), azze-
ruolo (Crataegus azarolus), falsa
acacia (Robinia pseudoacacia).
Come si usa
La rosa canina nelle sue varie
parti trova impiego nella rea-
lizzazione di prodotti offcinali,
alimentari, di profumeria, oltre
che nelle attivit vivaistiche per
la realizzazione di giardini e
parchi.
Per la preparazione dei diversi
prodotti, i semi devono essere
scartati, anche perch, a lungo
andare o assunti in quantit
elevata, possono infuire negati-
vamente sul cuore e sul midollo
spinale. Anche i peli che avvol-
gono i semi vanno eliminati
nella realizzazione di diversi
preparati, perch hanno un effet-
to urticante.
La rosa canina in ftoterapia
Fiori e boccioli
Raccolti appena sbocciati, stac-
cati, privandoli della linguetta
basale, essicati allombra;
contengono acido galico (olio
essenziale) e rosa-quercitina,
entrambi con azione astringente,
balsamica, leggermente lassati-
va, oftalmica, rimineralizzante,
rinfrescante, tonica: sono con-
sigliati nelle diarree croniche
infantili.
Con i fori della rosa canina si
realizza uno dei rimedi foreali
messi a punto dal medico bri-
tannico Edward Bach, che cos
lo descrisse: Per coloro che si
rassegnano agli eventi senza una
ragione suffciente e sembrano
scivolare attraverso la vita, la
prendono come viene, senza
sforzarsi di migliorare le cose e
di cercare gioie e piaceri. Hanno
rinunciato a combattere, senza
lamentarsi.

Cinorrodi (falsi frutti)
Raccolti preferibilmente in
autunno-inverno, dopo le prime
gelate, che ne inteneriscono la
polpa; molto ricchi di vitamina
C, contengono anche vitami-
na B, E, K, PP, provitamina A
(carotene), acido citrico, malico,
tannino, pectina (20-25%), glu-
cosio, resina.
Vengono impiegati in confet-
ture, decotti, infusi, liquori,
marmellate, polvere, sciroppi;
hanno propriet antianemiche,
antirachitiche, antiscorbutiche,
astringenti, emostatiche, diu-
retiche, lassative, depurative,
toniche, vermifughe, vitami-
niche. Consigliati per anemie,
ascaridiosi, astenie, avitaminosi,
crampi di stomaco, digestioni
diffcili, dissenterie, emorragie,
leucorree, nausee. 100 grammi
contengono una quantit di vita-
mina C pari a quella contenuta
in un kg di limoni.

Foglie
Raccolte da maggio a luglio-
agosto ed essiccate allombra
hanno effetto astringente, tonico,
cicatrizzante (da applicare fresche
a mo di cataplasmi)
La si rinviene un po ovunque, soprat-
tutto ai margini dei boschi, nelle aree
incolte e ai loro margini, ai bordi
di sentieri, strade, campi, fossi, fiumi
e altre aree umide, nelle siepi
Speciale Ritorniamo raccoglitori
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Consapevole 35
per piaghe, scottature, tumefazio-
ni, foruncoli. Consigliate per diar-
ree, calcoli renali e vescicolari.

Galle (chiamate anche bedegar
sono malformazioni a carattere
escrescente che si formano sulle
foglie, sui rami, sul tronco e
sulle radici dei vegetali dovute
alla parassitosi di funghi, batteri,
insetti o acari)
Raccolte durante lestate, stac-
cate dai rami o dalle foglie, poi
lasciate seccare allombra. Infusi
e decotti hanno azione antisudo-
rifca, astringente, diuretica, toni-
ca; polverizzate sono un rimedio
contro i vermi intestinali.
Ricercatore, sperimentatore, fotografo, scrittore e divulgativo
naturalistico. lideatore del termine e dellagricoltura eco-
consapevole e del metodo Aula Abram, unaula didattica
naturalistica allaperto. anche ricercatore e sperimentatore
in ambito florofaunistico-ambientale e divulga le proprie espe-
rienze in scritti, conferenze e corsi. un sostenitore della
biodiversit ovunque.
Tra i suoi libri, tutti editi da Edizioni del Baldo, ricordiamo
Fruttiferi. Melo e pero (scritto con Leopoldo Tommasi), Animali
da cortile e Dio tutto, tutto Dio: tutti acquistabili su
macrolibrarsi.it.
Per info e contatti:
www.sergioabram.altervista.org;
sergioabram50@gmail.com
Sergio Abram
Carta didentit
della rosa canina
Classifcazione sistematica
Classe: Magnoliopsidi
(Dicotiledoni)
Ordine: Rosali
Famiglia: Rosacee
Nomi stranieri
Inglese: Dog-rose,
Common briar
Tedesco: Hunds-Rose,
Heckenrose
Francese: Rosier des chiens,
Eglantier commun
Etimologia del nome sistematico
Rosa, per il colore del fore;
canina, perch un tempo si
credeva che la sua radice
fosse capace di guarire dal
morso dei cani idrofobi,
quindi dalla rabbia.
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38 Consapevole
R
ibes, fragole, more,
mirtilli e lampo-
ni rappresentano
una fonte di cibo
meravigliosa per
sperimentare una vera connes-
sione con la terra. Oggigiorno
possibile reperire facilmente
frutti di bosco coltivati, tuttavia
la ricchezza dei frutti allo stato
selvatico immensa e questi
ultimi andrebbero preferiti sem-
pre, quando possibile. I frutti
completamente selvatici e natu-
rali che non sono mai stati col-
tivati dalluomo non hanno mai
subito alterazioni. Essi sono
molto pi ricchi di minerali in
tracce e contengono pochi zuc-
cheri rispetto alla frutta com-
merciale: sono frutti primitivi.
Pi naturale e selvatico il cibo
che mangiamo, pi naturali e
selvatici diverremo noi, dove
con il termine selvatico si inten-
de uno stato di connessione con
Madre Natura particolarmente
intenso e profondo, una sinto-
nizzazione con lambiente che
ci circonda che non siamo pi
abituati a provare.
Varrebbe la pena, ogni tanto, di
concedersi qualche escursione
nei boschi alla ricerca di questi
piccoli doni della natura. Le
specie pi comuni che possiamo
trovare nelle nostre zone sono
i mirtilli (neri, rossi e blu), le
fragoline, i lamponi, le more
di rovo, i ribes e luva spina.
Proveniente dal Tibet invece
la bacca di Goji, che vogliamo
per menzionare in quanto
estremamente benefica e meri-
tevole quindi di essere cono-
sciuta. Si pu trovare essiccata
in alcuni negozi di alimenta-
zione naturale e vale la pena di
essere provata.
Mirtillo
Il mirtillo (Vaccinium Myr-
tillus) generalmente cresce in
zone boscose di montagna e
si presenta come un piccolo
arbusto alto circa 50 cm. Si
distingue in tre diverse specie:
mirtillo nero, rosso e blu.
I pigmenti che conferiscono
colorazione alle variet di mir-
tillo sono gli antociani, che
proteggono la pianta dai radicali
liberi e dai raggi ultravioletti e
che servono al nostro organi-
smo come vaso- protettori. Inol-
tre il mirtillo contiene vitamina
B
9
, tannini e acido ossalico che
conferisce il tipico sapore aspri-
gno.
Questo frutto molto utilizzato
in erboristeria per curare sia i
disturbi intestinali sia la ten-
denza alle emorragie dovute a
fragilit dei capillari, disturbi
della circolazione in genere e
per i problemi alla vista. Laci-
do idroccinnamico presente nel
mirtillo molto importante per
il nostro organismo, in quanto
in grado di neutralizzare le
sostanze cancerogene prodotte
nellapparato digerente.
In campo oculistico, il con-
sumo di mirtillo favorisce la
produzione della rodopsina, una
proteina che migliora notevol-
mente la capacit di vedere in
condizioni di luce bassa e ne
migliora ladattamento alloscu-
rit. Infine, il succo fresco di
mirtillo migliora la diuresi.
More di rovo
Le more di rovo sono frutti
della famiglia delle Rosacee, di
colore viola scuro ed facile
trovarle nelle nostre campa-
gne e nei boschi, solitamente
lungo il bordo delle strade.
Oltre alla ricchezza in anto-
cianine e flavonoidi che, come
gi espresso, sono pigmenti
Frutti di bosco
essiccati
Come preparare deliziosi spuntini con luso dellessiccatoio
Sara Cargnello
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Consapevole 39
presenti nei frutti di bosco in
grado di inibire nellorganismo
umano la crescita delle cellule
tumorali, le more hanno anche
propriet depurative, diuretiche,
antireumatiche e dissetanti; non
solo, aiutano anche a combat-
tere le malattie cardiovascolari
mantenendo pulite ed elastiche
le arterie, poich contribuisco-
no ad eliminare il colesterolo
cattivo dal sangue. Le more
contengono anche buone dosi di
acido folico (vitamina B
9
) molto
utile per le donne in gravidanza.
Lamponi
Rubus Idaeus il nome scien-
tifico della pianta del lampone,
un arbusto appartenente alla
famiglia delle Rosaceae, comu-
ne nei nostri boschi e colline.
Ricco in minerali (magnesio,
sodio, fosforo, potassio, zinco,
ferro, manganese, rame e cal-
cio) e vitamine (A, B
1
, B
2
,
B
3
, B
5
, C, E, K e J) i lamponi
sono noti in particolare per le
loro propriet antinfiamma-
torie. Alcuni studi pubblicati
sulla rivista scientifica Cancer
Research da parte del ricerca-
tore Gary D. Stoner dimostre-
rebbero che i lamponi hanno
effetti considerevoli sui geni
coinvolti nello sviluppo del
cancro. Pare inoltre che les-
siccazione aumenti di ben dieci
volte le propriet antitumorali
dei lamponi, che diventano cos
dei veri e propri agenti di che-
mioprevenzione.
Il processo di essiccazione a
bassa temperatura ci permette
quindi di conservare a lungo
quanto raccolto tra i rovi, con-
centrandone le propriet e ren-
dendo disponibili nella nostra
dispensa questi frutti speciali
per tutto lanno.
Le bacche di Goji
Le bacche di Goji (Lycium
Barbarum) non sono facilmente
reperibili nei nostri mercati ma
sono un alimento largamente
consumato dalle popolazioni
dellHimalaya e del Tibet. Per
i suoi benefici per la salute e
le propriet antinvecchia-
mento sono state denominate
da esperti e nutrizionisti la
fonte di cibo pi sana esisten-
te sulla Terra. Considerate
un elemento essenziale nella
medicina tradizionale cinese,
vengono usate per curare una
vasta variet di disturbi.
Dal sapore simile a quello
del mirtillo e dal colore rosso
vivo, le bacche contengono
elevatissime quantit di beta
carotene e ferro, nonch ben
21 tracce di minerali, inclu-
so il germanio un potente
minerale efficace nella lotta
contro i tumori e che rara-
mente si trova in altri alimenti
naturali. Le bacche di Goji
contengono 18 aminoacidi,
Vitamina E, e 500 volte la
quantit di Vitamina C con-
tenuta nelle arance, Vitamine
B
1
, B
2
e B
6
che facilitano la
costruzione di nuove cellule e
il funzionamento del sistema
nervoso.
Speciale Ritorniamo raccoglitori
Ribes, fragole, more, mirtilli e lamponi
rappresentano una fonte di cibo
meravigliosa per sperimentare una vera
connessione con la terra
Che cos un essiccatore
Un essiccatore uno
strumento che rimuove
lacqua contenuta nei cibi
utilizzando una ventola
a bassa temperatura,
essiccandoli appunto senza
cuocerli. Questo permette
di conservare e cambiare
anche la consistenza di
molti alimenti, senza per
alterarne le propriet,
distruggere vitamine ed
enzimi come succede con la
comune cottura a fuoco. Pu
essere molto utile nei periodi
in cui c abbondanza di
alcuni cibi (una raccolta di
frutta o verdura in piena
stagione) e la necessit di
conservarli per utilizzarli
nelle stagioni fredde, ma
anche per divertirsi in cucina
creando ricette nuove ed
insolite. Gli essiccatori
sono reperibili nei negozi di
casalinghi pi forniti.
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40 Consapevole
Consigli di utilizzo
Il modo migliore di consumare
il nostro raccolto di frutti selva-
tici quello di utilizzarli freschi
in tempi brevi, cos come sono,
oppure sotto forma di macedonie,
frullati o anche succhi centrifuga-
ti al momento. Tuttavia ci non
sempre possibile se le quantit
sono abbondanti.
Un ottimo sistema di conserva-
zione rappresentato dallessic-
cazione, che permette alle virt di
questi frutti di essere conservate
e addirittura concentrate, anzich
rovinate o distrutte da metodi
di cottura come nel caso della
comune preparazione di marmel-
late e conserve. I frutti si possono
quindi essiccare cos come sono
oppure trasformare in buonissi-
mi snack. Un sistema ottimale e
gustoso per utilizzare e conser-
vare una certa quantit di frutti
di bosco quello di preparare le
sfoglie di frutta, che sono estre-
mamente golose e rappresentano
uno snack energetico e veloce. Si
conservano a lungo in frigorifero
avvolte nella carta da forno.
Sfoglia di more
Ingredienti
More a piacere
2 banane
4 datteri (o pi, se si desidera
una sfoglia pi dolce)
Vaniglia
Procedimento
Frullare tutti gli ingredienti sino
ad ottenere una crema liscia.
La purea ottenuta si stende
sulla lastra dellessiccatore
rivestita di carta da forno e
si fa essiccare il tutto fino
ad ottenere una sfoglia di
consistenza morbida ma non
pi umida.
Barrette di bacche di Goji,
cocco e mirtilli
Oltre alle sfoglie di frutta
possiamo preparare delle
barrette energetiche, ottime per
chi fa sport o nelle merende.
Ingredienti
Due manciate di datteri
Una manciata di mandorle
Una manciata di semi di zucca
o di girasole
Un cestino di mirtilli (circa 200 gr)
Una manciata di bacche di Goji
Farina di cocco q.b.
La scorza grattata di mezza
arancia
Un cucchiaio di succo di
limone
Un pizzico di sale marino
Procedimento
Frullare gli ingredienti tra
loro, aggiungendo la farina di
cocco per ultima e dosandola
a seconda dellumidit del
composto: se troppo umido
ed appiccicoso aggiungere del
cocco sino ad ottenere una
pasta lavorabile. Formare delle
barrette ed essiccare finch
asciutte. Conservare avvolte in
carta da forno ed in frigorifero.
Si conservano per diversi mesi.
Sfoglia di lamponi e fragole
Ingredienti
Lamponi
Fragoline di bosco
3 pere
4 datteri oppure succo di agave
a piacere
Un pezzetto di scorza di limone
grattugiata
Procedimento
Frullare tutti gli ingredienti sino
ad ottenere una crema liscia.
La purea ottenuta si stende
sulla lastra dellessiccatore
rivestita di carta da forno e
si fa essiccare il tutto fino
ad ottenere una sfoglia di
consistenza morbida ma non
pi umida.
laureata in Scienze Ambientali allUniversit C Foscari
di Venezia. Salutista da sempre, vegetariana da 20 anni e
crudista da 7. Si appassionata di nutrizione allet di 12 anni,
successivamente ha collaborato allapertura di un ristorante
biologico, ha lavorato nel settore erboristico, stata guida
naturalistica e attualmente si occupa di Educazione Ambientale.
Tornata sui libri per studiare nutrizione presso una scuola di
naturopatia, gestisce il primo sito internet italiano interamente
dedicato al crudismo Crudismo.com dove si pu leggere anche
il suo blog www.missvanilla.eu e si diletta nella creazione di
elaborate ricette senza lutilizzo dei fornelli.
Sara Cargnello
Cosa leggere
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
Stefano Moment,
Sara Cargnello
Solo crudo
Cucina naturale
integrale
Macro Edizioni, 2010
Speciale Ritorniamo raccoglitori
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Consapevole 41
Latte di mandorla
per 2 porzioni
tazza di mandorle
tazza di pinoli
240 ml di acqua di sorgente o
fltra ta (oppure ionizzata alcalina,
se si possiede uno ionizzatore
dacqua)
Tenete a mollo le mandorle e i
pinoli per 12 ore. Mettete poi
in un frullatore e centrifugate.
Aggiungete gradualmente lacqua,
mentre continuate a frullare ad alta
velocit. Filtrate quanto ottenuto
con un colino a trama ftta o un
pezzo di tela indiana (potete usare
la polpa di mandorle per uno scrub
della vostra pelle). Questo latte si
conserva per 3 o 4 giorni. ottimo
su cereali caldi, quali quinoa,
grano saraceno, miglio o amaranto.
Se preferite, potete allungare il
latte con pi acqua.
Latte veloce tahini
per 1-2 porzioni
Il tahini una pasta burrosa
derivata dai semi di sesamo
decorticati, usato solitamente
come farcitura. Costituisce anche
un latte molto nutriente con un
elevato contenuto di calcio e
proteine.
2-4 cucchiai di tahini (crudo)
240 ml di acqua
Unite 2 cucchiai di tahini con
lacqua in un frullatore. Frullate
accuratamente e assaggiate.
Aggiungete dellaltro tahini e
frullate ancora per un latte pi
corposo. Questo latte si conserva
per 3 o 4 giorni.
Latte setoso fresco
di mandorla
per ca. 1 litro
4 tazze di mandorle crude fresche
Acqua
Stevia, quanto basta (facoltativa)
Ammollate le mandorle durante
la notte in una ciotola con
acqua, quanto basta per coprirle
completamente. Scolate e
trasferite in un frullatore fno
a riempirlo per un terzo (ca. 2
tazze), poi riempite la caraffa del
frullatore con acqua (se desiderate
una crema di mandorle pi densa,
non usate molta acqua). Frullate
ad alta velocit fno a ottenere
un composto bianco e cremoso.
Versate attraverso un colino a
maglia ftta in una scodella o in
un tegame. Premete con le mani,
affnch fuoriesca tutto il liquido.
Aggiungete un po di stevia per
addolcire. Il latte di mandorla si
mantiene fresco per circa 3 giorni
nel frigorifero.
Cucina che ti passa
Latte di mandorla e di tahini:
prepararli in casa
Cosa leggere
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
Robert O. Young,
Shelley Redford Young
Il Miracolo del pH
Alcalino
BIS Edizioni, 2010
Freschi e fatti in casa: vi presentiamo tre ricette facili e veloci
per preparare alcuni tipi di latte vegetale. Le ricette sono tratte
dal libro Il miracolo del pH alcalino (BIS edizioni, 2010): non solo
unimponente raccolta di preparazioni, ma un vero e proprio
programma alimentare per creare un ambiente corporeo alcalino
e ritrovare la salute, la giovinezza, la forza e lenergia perdute.
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42 Consapevole
S
emplice, inodore,
a basso costo, a
chilometro zero:
la lombricoltura
rappresenta un
metodo facile, economico e
sostenibile per trasformare
rifuti organici in terriccio
fertile. Se praticata su larga
scala, potrebbe aiutare a
ridurre il volume della fra-
zione organica (umido, sfalci
e potature) del rifuto solido
urbano, fornendo allo stesso
tempo una valida alternativa a
concimi e fertilizzanti chimici.
Abbiamo approfondito questo
interessante tema intervistando
Luigi Compagnoni, titolare
dellomonima lombricoltura e
allevatore di lombrichi a tempo
pieno.
Che cosa si intende per
lombricoltura?
La lombricoltura un metodo
pratico, semplice e alla portata
di tutti (dallo studente alla
massaia, dallimpiegato al
professionista) che permette
di trasformare i rifuti di natura
organica (letami animali di
ogni genere, erba, fogliame,
residui di potatura, scarti
dellorto, carta, cartone,
cassette di frutta e verdura da
ortomercati, segatura, umido da
cucina, sansa delle olive, resti
di industrie conserviere, scarti
agro-industriali) in terriccio con
un processo ecologico, naturale
al 100% e del tutto gratuito.
Attraverso linstancabile opera
del lombrico lo spazzino del
mondo che si alimenta di tutto
ci che marcisce si accelera
la trasformazione degli scarti
che vengono arricchiti dai suoi
succhi gastrici e resi inodore.
Per quali scopi viene allevato
il lombrico?
La funzione naturale del
lombrico la produzione
di vermicomposta, prezioso
concime organico comunemente
conosciuto come humus. Il
lombrico anche un ottimo cibo
per animali e viene utilizzato
come integratore proteico per lo
svezzamento di polli, anguille,
uccelli e animali esotici (il
70% della carne di lombrico
costituito da proteine).
conosciuto e rinomato anche
come esca da pesca, usato da
migliaia di pescatori.
Che cos lhumus?
Lhumus (o vermicomposta)
un terriccio ricco di sostanza
organica indispensabile per
mantenere e reintegrare la
stessa nel terreno (la quale
diminuisce continuamente per
gli asporti colturali), non
ottenibile solo con fertilizzanti
chimici. Lhumus pronto
per limmediato nutrimento
delle piante, in quanto ha gi
subito tutte le trasformazioni
chimiche e microbiologiche.
Utilizzandolo si hanno piante
pi sane e forti, prodotti genuini
e pi saporiti; inoltre si usano
meno concimi chimici e meno
antiparassitari. Lhumus di
lombrico rappresenta un valido
aiuto allambiente contro
limpoverimento dei suoli e la
conseguente desertifcazione.
Lombricoltura: trasformare i rifiuti in humus, semplicemente
Amico
lombrico
La Redazione

- 1-2 mq in un angolo del
giardino, a contatto diretto
con il terreno
- scarti di natura organica
provenienti dallorto e dalla
casa
- un investimento in lombrichi
che va dai 50 ai 200 euro
- una forca, una cariola, un
badile
Lombricoltura casalinga
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Consapevole 43
Speciale Ritorniamo raccoglitori
A livello domestico, come
possiamo utilizzare in maniera
pratica il lombrico?
Si dedicano degli appositi
spazi (1-2 mq) in un angolo
del giardino o dellorto
(direttamente sul terreno), dove
convogliare tutti gli scarti di
natura organica. In questo
modo otteniamo due importanti
risultati: ordine e pulizia
nellorto e giardino (in quanto
abbiamo un luogo in cui mettere
tutti gli scarti); produzione
in casa di ottimo terriccio e
(da non sottovalutare) per i
pescatori, produzione di ottime
esche da pesca (lombrichi).
Questo processo richiede
pochissimo impegno, quasi
nullo, non produce odori e ci
permette di disporre di ottimo
humus. I costi per lacquisto
dei lombrichi necessari per un
allevamento domestico
sono molto bassi: si va dai
50 ai 200 euro circa, per
uno spazio di 1-2 mq. In
questo caso non ci sono
altre spese: non servono
strutture di alcun genere
o attrezzature particolari,
bastano una forca, una
carriola e un badile.
Lutilizzo del lombrico
per il trattamento
dei rifuti pu avere
un impiego anche su
larga scala? Ci sono
amministrazioni e
imprese che stanno
investendo in questo
senso?
Lutilizzo della
lombricoltura su larga
scala una soluzione
semplice ed effcace,
Carta didentit
del lombrico
un anelide ermafrodita,
si feconda ogni 10 giorni
e produce una capsula
che si dischiude dopo 20
giorni, dando vita da 2 a 20
piccoli che diventeranno
sessualmente maturi dopo
3 mesi. Il lombrico Rosso
della California utilizzato
per la produzione di humus
vive fno a 16 anni e si
raddoppia ogni tre mesi,
raggiungendo una lunghezza
da 2 ad 8 centimetri.
Possiede 5 cuori e 6 reni
e mangia ogni giorno il
doppio del proprio peso.
Si alimenta di tutti i rifuti
di natura organica e, in
particolare, di letami di
qualsiasi tipo: questi ultimi
rappresentano il suo cibo
preferito.
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44 Consapevole
oltre che non onerosa, per il
trattamento di tutti gli scarti di
natura organica. Si diminuisce
la quantit di rifuti da mandare
in discarica, si abbattono i
costi di trasporto e relativo
inquinamento da emissione da
fumi di scarico. Si consuma e
si produce scarto sul posto, che
poi si trasforma e si usa, sempre
sul posto; non si hanno costi di
smaltimento: possiamo dunque
parlare di chilometro zero e
fliera corta. Ci sono diverse
imprese che stanno investendo
sulla lombricoltura come
mezzo per trasformare i propri
scarti e riutilizzarli allinterno
dellazienda. Largomento
di pressante attualit e stiamo
collaborando con diverse
Amministrazioni Comunali e
Provinciali con lappoggio
delle Universit e di Istituti di
Ricerca per lapplicazione
pratica di questo metodo nel
trattamento di grosse quantit di
FORSU (Frazione Organica del
Rifuto Solido Urbano).

Cinquantacinque anni, Master in Direzione Aziendale alla Bocconi di Milano, stato tra i primi a
credere nello sviluppo dellattivit incentrata sul lombrico ed lunico allevatore in Italia a tempo pieno.
relatore presso Universit, Centri di Ricerca, Scuole, in convegni e simposi sul compostaggio e sulle
problematiche dei rifuti. Ha scritto tre libri editi da De Vecchi (tradotti anche in francese e spagnolo)
sulla lombricoltura e lhumus.
Per info: www.lombricolturacompagnoni.it
Abbiamo intervistato Luigi Compagnoni
Lombricolture in Italia
Mandello del Lario (LC):
lombricolturacompagnoni.it
Manduria (TA):
lombricoamico.com
Ponte Lambro (CO):
tardonatopaolo.wordpress.
com
Campagna (SA):
lombriculturabuccella.com
Cosa leggere
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
David Squire
Concimazione Organica
Il Castello, 2009

Renata Rogo
Compostaggio e
Concimazione Organica
Giunti Edizioni, 2005
Speciale Ritorniamo raccoglitori
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Consapevole 45
Per macul t ur a
sulle Alpi
Sepp Holzer, conosciuto come il ribelle delle Alpi austriache
apre le porte del Krameterhof, il pi grande esempio in Europa
di permacultura applicata in climi temperati
Ellen Bermann
S
epp Holzer, uno dei
maggiori esperti
di permacultura,
ha cominciato a
praticarla allet di
5 anni, anche se il termine lo ha
conosciuto solo alcuni decenni pi
tardi. Oggi ormai settantenne, il
contadino ribelle che vive nel Lun-
gau, la cosiddetta Siberia dAustria,
non ha smesso di praticare lagri-
coltura insieme alla Natura, con
un approccio aperto al gioco e alla
sperimentazione.
I risultati del suo operato sono
visibili nella sua fattoria, Der Kra-
meterhof, un vero e proprio eden,
dove coltiva piante che diffcil-
mente si troverebbero a una tem-
peratura media annuale di 4,2 C e
a unaltitudine di circa 1500 metri
s.l.m. Pur in queste condizioni geo-
climatiche, Holzer riuscito a far
crescere di tutto: dalle albicocche
alleucalipto, dai fchi ai kiwi, dalle
pesche al grano. Come ha fatto?
Ha applicato i principi della per-
macultura, lavorando con la natura
in modo da risparmiare soldi e
lavoro e non degradare lambiente
naturale, ma anzi valorizzandolo.
Non viene fatto uso di prodotti
chimici e il lavoro lasciato al
minimo; ogni tanto per Holzer
usa macchinari e non disdegna
ausili tecnologici: per la creazione
di laghetti, fossati e terrazzamenti,
dispense seminterrate si affda
allutilizzo di una scavatrice a
noleggio. Il suo approccio oggi
preso ad esempio da una dozzina
di altri Paesi, che utilizzano gli
Il suo approccio preso ad esempio da
una dozzina di altri Paesi, che utilizzano
gli stessi metodi semplici e a bassa
tecnologia. Il segreto? Osservare ed
emulare i sistemi naturali invece di tentare
di controllarli
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46 Consapevole
stessi metodi semplici e a bassa
tecnologia. Il segreto? Osservare
ed emulare i sistemi naturali inve-
ce di tentare di controllarli.
Larte del non fare
Holzer spiega il suo approccio in
modo molto semplice: Una volta
che ho piantato non faccio asso-
lutamente nulla: niente diserbanti,
niente potatura, niente irrigazione,
niente fertilizzanti, niente pestici-
di. Sembra impossibile che con
questa flosofa si possano ottenere
dei risultati, eppure la terra su cui
sorge la sua fattoria, un tempo
molto povera, oggi conta un rigo-
glioso sistema di circa 70 laghetti a
stagni, che alimentano diverse cen-
trali idroelettriche e che gli garanti-
scono lautosuffcienza energetica,
e di oltre 9.000 alberi da frutto (tra
cui anche agrumi e piante subtro-
picali) che vivono in associazione
con una comunit di piante. Holzer
coltiva con successo anche trenta
tipi di patate (coltivate anche da
seme), diversi cereali di cui molti
di origine antica, ortaggi, erbe e
fori selvatici crescono ovunque
nella foresta e sui pendii scoscesi
o in mezzo alle pietre, sui sentieri
come intorno agli stagni.
un approccio il suo, che ha cam-
biato il modo di pensare non solo
dei contadini locali, che inizial-
mente lo consideravano un pazzo
e che ora invece fanno la fla per
imparare le sue tecniche, ma anche
delle autorit austriache, che dopo
diverse multe e pene detentive,
hanno compreso la bont della flo-
sofa di Holzer, tanto da cambiare
alcune delle leggi in vigore sulla
piantumazione e il terrazzamento.
Un nuovo modo di fare scuola
Secondo Sepp Holzer, il nostro
sistema scolastico ha una grande
responsabilit sul modo in cui le
persone si avvicinano allagricol-
tura: i bambini infatti vengono
appiattiti da troppa (e discutibile)
teoria senza permettere loro di
seguire un apprendimento espe-
rienziale e creativo. Una volta
adulti, questi bambini quindi
faranno molta fatica ad abbracciare
un approccio invece pi creativo
e pratico. Per non parlare poi dei
problemi legati alla visione diffu-
sa dalle scuole di agraria: Non
riuscivo a capire come mai nella
scuola di agraria tutti ci raccon-
tavano dellutilit dei prodotti
chimici: se si seguono queste infor-
mazioni si avranno solo problemi
e il portafogli vuoto oltre che
unenormit di lavoro e un sistema
naturale devastato da veleni. Io
non voglio rovinare la mia terra
con questi veleni!. Lagricoltura
convenzionale, inoltre, rende le
piante dipendenti dai fertilizzanti
e pesticidi. come se la carota e
la mela che mangi crescessero in
una casa di drogati! Non si tratta di
assumere alimenti vitali ma sem-
Diversit
La coltivazione di alberi da frutta non limitata alle
mele, ma include anche limoni, arance, fchi e ciliegi
che danno frutta in abbondanza da giugno a settembre.
Troviamo anche zucche, patate dolci e altre coltivazioni,
alberi quali querce, aceri e ontani, e una incredibile
variet di funghi tra cui il porcino e gli shiitake.
Diversit una parola chiave per Holzer che rende
anche sul piano economico: vende infatti alberi da
frutta, frutta, cereali, verdure, pesce, funghi e semi.
Pietre e massi come massa termica
Sassi e grossi massi non sono di disturbo, anzi,
vengono apprezzati per la massa termica che
costituiscono, sia allinterno dei laghetti che altrove, e
che serve a creare dei microclimi adatti anche a piante
pi sensibili.
Acqua
Lacqua considerata la fonte di vita. Inizialmente
Holzer aveva solo alcune piccole sorgenti sul proprio
terreno e negli anni ha rilevato un buon numero di
La permacultura di Holzer
Speciale Ritorniamo raccoglitori
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Consapevole 47
Speciale Ritorniamo raccoglitori
plicemente riempire lo stomaco.
Il cibo dovrebbe invece essere la
nostra medicina.
Quindi invece di seguire la via chi-
mica, Holzer semplicemente osser-
va la natura e scopre quali piante si
benefciano a vicenda. In autunno
raccoglie i semi, li conserva e al
momento opportuno li risemina,
sempre in miscuglio, sulle terraz-
ze e sui sentieri, creando sempre
ambienti ad alta diversit. Non ci
sono piante o animali indesiderati.
Nel pianifcare le coltivazioni
lascia per esempio specie vegetali,
come la lattuga, a disposizione di
ospiti, come daini e conigli, che
altrimenti danneggerebbero i suoi
raccolti e i suoi frutteti. Lombrichi
e maiali sono i collaboratori pi
importanti: sono loro ad aver inse-
gnato a Holzer come fosse possi-
bile installare degli stagni senza
lutilizzo di teli impermeabili.
Rinomato oggi anche ben oltre i
Paesi di lingua tedesca e ricercato
come consulente in diversi progetti
a livello mondiale, Holzer con-
vinto che le nostre vite, la salute
e il futuro dipendono da quanto
saremo in grado di fermare la
distruzione del suolo che avanza in
proporzione allavanzare delle col-
tivazioni monoculturali ad ampia
scala alla quale lindustria agro-
alimentare ci ha condannati.
.
La permacultura di Holzer
sorgenti della zona, convogliando lacqua nella sua
propriet. I laghetti artifciali hanno altres la funzione di
coadiuvare il particolare microclima oltre a offrire habitat
a molte specie animali e permettere lallevamento di
diversi pesci: carpe, trote, lucci e carpe koi, che riescono
ad autoalimentarsi nel sistema creato.
Orti a monticello e terrazzamenti
Ogni volta che Holzer rileva un nuovo terreno, la prima
cosa che fa terrazzarlo in modo da trattenere lhumus,
evitare le frane, creare terrazze atte alla coltivazione e
zone con microclimi differenti in base allesposizione
dei venti e del sole. Queste terrazze poi vengono
piantumate con alberi di frutta di vari associati con
fori, erbe e ortaggi. Anche gli orti a monticello, disposti
perpendicolarmente ai venti dominanti, permettono la
creazione di microclimi particolari tanto che anche in
pieno inverno si possono ancora raccogliere, malgrado le
gelate, ravanelli e patate.
Speciale estate 2011:
Corso di 4 giorni al Krameterhof
Per lestate prossima previsto
il corso teorico-pratico condotto
da Sepp Holzer o dal fglio
Josef Andreas Holzer, che si
svilupper nel seguente modo.
Giorno 1 (dalle 10 alle 17)
Introduzione alla flosofa della
permacultura sviluppata al
Krameterhof, e ad alcuni principi
di base (orto a monticello, zone
microclimatiche ecc.).
Parte pratica: la costruzione di
un orto a monticello.
Giorno 2-4 (dalle 9 alle 17)
Teoria e pratica su terrazzamenti
e acquacoltura. Studio
dei sistemi agro-forestali
e coltivazione di funghi.
Introduzione alla coltivazione e
lavorazione di erbe medicinali.
Alla fne del corso i
partecipanti otterranno
un Certifcato e riceveranno
in omaggio una delle
pubblicazioni di Holzer
(libri, dvd ecc.). prevista
la traduzione dal tedesco
allitaliano del corso.
Dove si svolge:
Krameterhof, Ramingstein,
Austria.
Date del seminario:
dal 28 al 31 luglio 2011 (partenza
il 27/7 e rientro l1/8).
Quota di partecipazione: 550.
Per chi prenota entro il 15/5
prevista una riduzione speciale
di 100.
La quota non comprende:
viaggio da e per lItalia (verr
facilitato il car pooling tra i
partecipanti) e vitto e alloggio
(presso piccole pensioni
convenzionate).
Per info e contatti:
Elena Parmiggiani
cell. 348 2818219
mail: elena@autosuffcienza.com
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50 Consapevole
Non dubitate mai che un piccolo
gruppo di persone impegnate
possa cambiare il mondo, in
effetti lunica cosa che labbia
mai fatto. Margareth Mead
Come si fa a far avverare i
sogni? A fare in modo che
lenergia che si sprigiona
durante le fasi di costituzione
di un qualche progetto non solo
sia contagiosa ma sia anche
duratura? Perch, nonostante i
mille sforzi, solo un sogno su
mille diventa realt? E perch
quando riusciamo finalmente a
mettere in piedi organizzazioni
o progetti invece di essere al
settimo cielo ci sentiamo esau-
sti e intrappolati dalle strutture
di potere? Come fare quando
portare avanti il nostro progetto
sembra unimpresa utopica?
In realt, esistono principi,
metodi e strumenti che vengono
sviluppati ovunque nel mondo,
che cercano consapevolmente
di aiutare questi momenti dorati
ma molto fragili: ingredienti
importanti per far fiorire la cre-
ativit umana e permettere al
sogno di diventare realt.
Uno di questi metodi il
Dragon Dreaming, messo a
punto da John Croft, che permet-
te di realizzare i nostri sogni tra-
sformandoli in progetti di enorme
successo. Sperimentato per oltre
20 anni in Australia, il metodo
Dal sogno alla realt
con il Dragon Dreaming
Il metodo messo a punto da John Croft aiuta le organizzazioni e i
progetti a maturare e ad avverarsi, nel segno della grande svolta
La fase di sogno con il circolo dei sogni
Ogni progetto un incontro tra lemissario di un sogno
e lambiente che lo circonda, tra teoria e pratica. Se si
considera un progetto come un flusso di energia, ini-
zialmente il principale flusso sar dal sognatore verso
lambiente. Man mano che il progetto avanza e si con-
cretizza, lambiente inizia a rispondere. Questo anche
il modo per capire se la direzione che si intrapresa
quella giusta: a seconda della reazione calorosa o tiepida
dellambiente possiamo capire se arrivato il momento
di lanciare il progetto oppure rivederlo prima di passare
alla fase successiva.
Le possibili domande che vengono poste in questa
fase sono per esempio: cosa succederebbe se? Come
potrebbe essere un progetto come questo? Riesci ad
immaginare una citt con ? Non pensi che se le per-
sone potessero avere accesso a , sarebbe veramente
fantastico?
La fase della pianificazione e la costruzione del
Karabbirdt (tabellone di gioco)
la fase della pianificazione; il momento in cui lidea
viene esaminata in dettaglio e si svolge la ricerca neces-
saria. Lidea inizia ad assumere concretezza, coinvolge
il mondo esterno e fa i conti con la realt. il momento
giusto per confrontarsi, mettendo in evidenza se ci sono
gi idee simili e vedere se queste hanno funzionato o
meno.
Le domande che accompagnano questa fase di progetto
sono: come possiamo realizzare tutto questo? Dove
stabiliamo la nostra sede operativa? Cosa dobbiamo
considerare? Chi progetter? Cosa coster e come ci
finanziamo? Di quante persone abbiamo bisogno? Di
quali competenze disponiamo e cosa ci manca?
Il progetto del Dragon Dreaming in pratica
Ellen Bermann
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Consapevole 51
oggi diffuso anche in Africa, Usa
ed Europa. Abbiamo chiesto a
John Croft in che cosa consiste.
Cos esattamente il Dragon
Dreaming?
Il Dragon Dreaming un pro-
cesso sperimentato in Australia
Occidentale per assistere indi-
vidui, organizzazioni comuni-
tarie e aziende ecologicamente
responsabili nello sviluppo e
nella realizzazione di progetti di
enorme successo. Si ispira alle
teorie del caos, della complessi-
t, a quella sistemica, alla fisica
quantistica e alla saggezza degli
aborigeni australiani. Ad oggi
ha realizzato oltre 600 progetti
attraverso un metodo di gioco
tramite il quale i partecipanti
realizzano i propri sogni.
Quali obiettivi hanno questi
sogni e come funziona?
Il Dragon Dreaming lavora su
tre obiettivi, stabiliti dalla Gaia
Foundation Australia, che sono:
a. un progetto di crescita perso-
nale un impegno per lauto-
guarigione e lautostima;
b. un progetto che contribuisce
a costruire la comunit;
c. un progetto che a servizio
della Terra a beneficio della
vita e del benessere in generale.
Sostieni che le forme di orga-
nizzazioni che utilizziamo per
nostri progetti sono spesso
la causa dei nostri problemi.
Cosa significa?
Molte delle nostre organizzazio-
ni sono basate sulla violenza e
Comunit consapevole
Il progetto del Dragon Dreaming in pratica
La fase del fare
il momento in cui lidea viene implementata.
Qualcosa di reale e tangibile inizia a vedersi. Quello che
stato sognato e pianificato viene creato. Tutta la pia-
nificazione, se completa e corretta, viene trasposta in
realt. Gli sforzi vengono premiati: solo facendo le cose
si mettono in pratica.
finito il tempo delle domande e anche se possono
sempre essere apposti dei cambiamenti al piano,
tempo di fare. Si sono firmati i contratti, reclutati i lavo-
ratori, installate le linee telefoniche e il vostro sogno sta
per nascere. La teoria diventata pratica.
La fase della celebrazione e della valutazione
Nella fase finale si celebra il successo di un progetto e si
esaminano i fallimenti e le difficolt, e il ciclo ricomincia.
Quindi si ricomincia con il sogno, si pianifica, si fa e si
celebra. Questo processo pu continuare finch ogni fase
del progetto viene realizzata. un processo frattale ogni
fase contiene tutte le parti del processo.
Le domande che bene porsi sono: il progetto ha rispo-
sto alle aspettative? Ha raggiunto gli obiettivi? Cosa ha
funzionato bene? Quali fasi sono state difficili? Tutti
sono stati adeguatamente ricompensati? stato un
progetto divertente? Le risorse sono state sufficienti? Il
lavoro era distribuito in modo equo oppure gran parte
del carico era su una persona sola? Le persone che ci
hanno lavorato hanno imparato qualcosa di nuovo e
sono soddisfatte?
Una volta risposto a queste domande e finito la fase
introspettiva, la prossima fase pu avere inizio.
La prossima volta andr ancora meglio e sar sempre
pi creativa. Si pu osare di pi e realizzare qualcosa
di ancora pi grande, se questo che si vuole. Un ciclo
continuo a spirale di successi.
Il Dragon Dreaming, messo a punto
da John Croft, permette di realizzare i
nostri sogni trasformandoli in progetti di
enorme successo
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52 Consapevole
Comunit Consapevole
utilizzano strutture militaristiche
e di commando e controllo che
possono anche aver funzionato
in passato ma che non sono
appropriate per il XXI secolo. I
problemi con cui ci dobbiamo
confrontare oggi come il picco
del petrolio, il cambiamento cli-
matico, linsicurezza economica,
la fame nel mondo e la perdita
di biodiversit sono lindice che
si sta giocando una partita in cui
alla fine tutti perdono. Tutti sof-
frono. Dobbiamo andare oltre
i sistemi educativi che sono
incapaci di apprendere e cam-
biare, i sistemi sanitari malati, i
sistemi di giustizia che stanno
diventando criminali e ingiusti,
i governi incapaci di governare,
le economie incapaci di econo-
mizzare. Fortunatamente per
disponiamo di approcci che
invece si possono rivelare vin-
centi per tutti.
Nel Dragon Dreaming fai
riferimento alla saggezza
degli aborigeni australiani
per quanto riguarda il sogno.
Perch il sogno importante?
Viviamo in una cultura che ha
gravemente danneggiato i pro-
pri sistemi di supporto alla vita,
ma siamo convinti che questo
sia progresso. una forma di
malattia che porta al suicidio, ma
per noi normale. Come recu-
periamo quindi la nostra salute?
Possiamo farlo solo guardando
al di fuori di noi stessi e oltre il
nostro stile di vita. Gli aborigeni
australiani hanno sviluppato,
attraverso il concetto delle linee
di canzoni del tempo di sogno,
una cultura sostenibile che dura
da 70.000 anni e che pu inse-
gnarci molto. La cultura aborige-
na basata sulla consapevolezza
che la saggezza del gruppo
sempre maggiore di quella indi-
viduale e per prendere le migliori
decisioni abbiamo bisogno di
profonde strutture egualitarie
in modo da captare la saggezza
collettiva pur sostenendo gli
individui nelle proprie attivit.
Noi consideriamo le risorse, la
terra, lacqua e laria come beni
di propriet privata. Gli aborige-
ni sanno che questo totalmente
malsano, in quanto noi apparte-
niamo alla Terra e non il contra-
rio. Solo se includiamo questa
consapevolezza in ogni nostra
attivit e progetto possiamo vera-
mente avere successo. Il sogno
nella nostra cultura viene visto
come una fantasia soggettiva,
mentre gli aborigeni sanno che
allorigine della coscienza collet-
tiva della realt e della creativit
e innovazione. Il tempo dei sogni
non collocato nel passato, ma
nel 4 tempo, logniquando,
dove passato, presente e futuro
coesistono e si intersecano.
Australiano, nato nel 1949, consulente per lo sviluppo organizzativo e la gestione di
progetti, co-fondatore di Gaia Foundation Australia. Ha lavorato nellambito dello svi-
luppo comunitario in Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Africa, USA e Europa.
Insegna presso scuole e universit, e svolge seminari su sviluppo organizzativo, ecolo-
gia profonda, cambiamento climatico e picco del petrolio.
Per informazioni sui seminari che John Croft tiene in Italia contattare dragon-dreaming-
italia@googlegroup.com e navigare sul sito di Transizione Italia.
Abbiamo intervistato John Croft
Se una persona volesse fare la differen-
za e aiutare ogni giorno unaltra perso-
na, che a sua volta facesse altrettanto
con unaltra persona e cos via, baste-
rebbero 33 giorni per raggiungere ogni
essere umano del pianeta. Poco pi di
un mese per cambiare il mondo
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Consapevole 53
Comunit Consapevole
Perch si fa riferimento al
circolo dei sogni? I sogni
non sono troppo volatili e
personali per basarci dei pro-
getti?
La cultura aborigena australiana
sapeva che tramite i sogni si
accede alla coscienza collettiva
dellumanit, unidea che poi
venne ripresa da C.G. Jung.
Tendiamo a vedere i sogni come
fenomeni fluttuanti, effimeri,
individuali e soggettivi e consi-
deriamo la nostra visione lineare
del tempo come realt ogget-
tiva. La meccanica quantistica
e la nuova fisica ci insegnano
che questa visione newtoniana
del tempo obsoleta, ma se
continuiamo a considerare il
tempo come se fosse denaro e
lefficienza come guadagnare
tempo, la nostra cultura conti-
nuer ad accelerare luccisione
delle nostre comunit, degli eco-
sistemi, fino ad uccidere i nostri
corpi, se persiste laumento dei
cancri e delle allergie. Tramite
il sogno possiamo accedere
alla dimensione senza tempo,
logniquando, e creare quindi
uno spazio creativo e diverso,
necessario se vogliamo trovare
soluzioni a enormi problemi
come il cambiamento climatico,
lesaurimento delle risorse, la
pressione demografica e consu-
mistica, la perdita di biodiversit
e crescente violenza.
Quali sono le connessioni tra
il Dragon Dreaming e le
Transition Towns?
Il movimento delle Transition
Towns guarda ai problemi che
stiamo affrontando non tanto
come problemi insormontabili
ai quali resistere ma come sti-
molo e opportunit per un evo-
luzione personale, comunitaria
e planetaria. Stimola la nostra
curiosit, il nostro entusiasmo,
la riscoperta del nostro potere
collettivo in modo da offrire
un contributo positivo al futu-
ro. Quello che fa il Dragon
Dreaming fornire validi stru-
menti per ideare e condurre
progetti comunitari di grande
successo in questo senso.
Quale impatto pu avere que-
sto sulla societ globale?
Mi ricordo che anni fa vidi un
fumetto con una persona che
dice: Sono solo un individuo,
cosa posso fare?. Poi una
seconda vignetta con 10 o 15
persone che dicevano tutte:
Sono solo un individuo ..., e
una terza vignetta con migliaia
di persone che dicono: Sono
solo un individuo....
Il mito dellimpotenza personale
accompagna le nostre vite e
permette che le persone siano
controllate e accettino condizio-
ni di vita e di lavoro distruttive.
Se una persona volesse fare la
differenza e aiutare ogni giorno
unaltra persona, che a sua volta
facesse altrettanto con unaltra
persona e cos via, basterebbero
33 giorni per raggiungere ogni
essere umano del pianeta. Poco
pi di un mese per cambiare il
mondo. Un impatto incalcola-
bile, ma chiaro che una tale
mobilitazione planetaria sta
diventando necessaria per porre
fine a guerre sempre pi diffuse,
per risolvere la crisi delle risor-
se e climatica, per riformare
il nostro sistema economico
autodistruttivo e impegnarsi a
preservare il sistema complesso
di vita del nostro pianeta.

Italo-tedesca, laureata in Scienze Geologiche, ha fatto della
sostenibilit la sua mission personale e professionale. co-
fondatrice dellAssociazione Transition Italia che ha come prin-
cipale obiettivo quello di diffondere lapproccio britannico sul
territorio italiano. particolarmente interessata alla dimen-
sione del cambiamento culturale che sta alla base di tutte
le ipotesi di decrescita e stili di vita sostenibili e ai metodi
di facilitazione. Ha collaborato come docente con diverse
Universit Italiane ed altri istituti di formazione.
Ellen Bermann
Viviamo in una cultura che ha grave-
mente danneggiato i propri sistemi di
supporto alla vita, ma siamo convinti
che questo sia progresso
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54 Consapevole
Q
uando parliamo
di carte ecolo-
giche occorre
fare una premes-
sa, valida per
qualsiasi settore: ogni attivit
umana anche la pi naturale
lascia un segno sullambiente.
Questo segno viene chiamato
impronta ecologica, ed un
modo di misurare gli effetti
dellinterazione degli uomini
con il proprio ambiente e con
lecosistema. Produrre merci,
ma anche spostarsi o nutrirsi,
sono attivit che modificano
inesorabilmente lambiente cir-
costante.
Le carte ecologiche non sono
pertanto tali perch non pro-
ducono effetti sullambiente,
quanto perch sono il frutto di
procedimenti produttivi che
puntano a tenere sotto controllo
questi effetti, tentando di ridurre
quelli negativi.
Focalizzando lo sguardo sul
settore editoriale utile elenca-
re innanzitutto gli attori della
filiera. Le macro categorie in
cui possibile suddividere le
numerose e differenti tipologie
di carte green dipendono infatti
dal punto della supply chain in
cui interviene il comportamen-
to virtuoso. Semplificando, la
catena produttiva che trasforma
un albero in un libro (o in una
rivista) composta dai gestori
delle foreste, dalle cartiere,
dagli stampatori, dagli editori
e, infine, dai lettori.
Le certificazioni forestali
Partendo dallinizio della cate-
na (cio le foreste), una prima
categoria di carte green riguarda
quelle in possesso di una cer-
tificazione di corretta gestione
forestale. I due standard di cer-
tificazione oggi pi diffusi sono
gli schemi FSC e PEFC. La cel-
lulosa delle carte identificate da
questi loghi proviene da foreste
gestite in modo responsabile.
La gestione di una foresta cer-
tificata in base a questi criteri
tiene conto del rispetto delle
leggi locali e internazionali,
tutela i diritti dei lavoratori e
delle popolazioni che dipendo-
no dalla foresta, garantisce la
biodiversit, la tutela del pae-
saggio e la conservazione della
foresta stessa, punta a gestire
le piantagioni forestali in modo
da limitare lo sfruttamento delle
foreste naturali. Alla base delle
certificazioni FSC e PEFC
c lintegrit della Catena di
Custodia (Chain of Custody):
tutti gli attori coinvolti nella tra-
sformazione della materia prima
certificata devono essere a loro
volta in possesso di certificazio-
ne, in modo da garantire la trac-
Breve guida sulle diverse tipologie di carte amiche delle foreste
Sig. Gil Geca Spa
Le carte ecologiche non sono tali per-
ch non producono effetti sullambiente,
quanto perch sono il frutto di procedi-
menti produttivi che puntano a tenere
sotto controllo questi effetti, tentando di
ridurre quelli negativi
Carte ecologiche
e riciclate
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Consapevole 55
ciabilit, evitando di mescolare
prodotti certificati con prodotti
non certificati. La certificazione
della catena di custodia viene
rilasciata da enti terzi e indipen-
denti, che effettuano verifiche
periodiche sul sistema di gestio-
ne delle aziende certificate.
Le certificazioni legate
al processo produttivo
Se spostiamo lattenzione dalle
foreste alle cartiere, troviamo
altre due categorie di carte
ecologiche: quelle realizzate
allinterno di processi produt-
tivi controllati da un punto di
vista del rispetto ambientale e
quelle contenenti fibre ricicla-
te. Nel primo caso, i marchi di
certificazione pi noti sono ISO
14001, Nordic Swan, Der Blaue
Engel e Ecolabel. Nonostante
siano schemi di certificazione
differenti, il tratto comune
rappresentato dal fatto che que-
sti marchi vengono rilasciati a
prodotti realizzati con un mix
di soluzioni legate agli aspetti
produttivi: presenza di fibre
riciclate, assenza (o forte limita-
zione) di sbiancanti ottici, bassa
emissione di inquinanti, rispar-
mio di energia, materie prime e
acqua, rispetto degli standard di
sicurezza. Esistono inoltre carte
di tipo ECF o TCF. Si tratta di
carte la cui fibra stata sbianca-
ta senza lutilizzo di biossido di
cloro (ECF, Elemental Chlorine
Free) o completamente priva
di cloro (TCF, Total Chlorine
Free).
Le carte riciclate
Infine, il panorama delle carte
ecologiche si completa con la
presenza delle carte riciclate.
possibile suddividere questo
gruppo di carte in due categorie:
carte prodotte con il 100% di
cellulosa pre-consumer oppure
post-consumer. Nel primo caso,
si tratta di carte provenienti da
scarti di produzioni industriali
(tipografie, legatorie ecc.) o
dalle copie invendute dei gior-
nali. Le carte con fibre riciclate
post-consumer sono invece il
risultato della raccolta e del
trattamento di scarti di origine
domestica, ovvero ci che viene
differenziato negli appositi
cassonetti: giornali e riviste,
Rifiuto, riuso, riciclo
La deforestazione una delle maggiori cause del rilascio di gas serra nellatmosfera. Le
foreste del pianeta preservano nel suolo unenorme quantit di carbonio, stimabile intorno
ai 500 miliardi di tonnellate, di cui gran parte si trova nelle foreste pluviali tropicali. Questa
immensa quantit di carbonio supera lintera massa dei carburanti bruciati in tutto il mondo
nellultimo secolo.
La distruzione delle foreste va avanti a un ritmo crescente: negli ultimi centanni oltre
un terzo delle foreste stato distrutto. Possiamo per fermare questo incubo. Come?
Riciclando, eliminando consumi eccessivi o non necessari, usando prodotti certificati FSC.
Non solo per quanto riguarda libri e riviste ma anche per lacquisto di carta igienica, rotoloni,
tovaglioli e fazzoletti usa e getta. Potete consultare la guida completa allacquisto su
www.greenpeace.org, dove trovate anche la lista degli editori amici delle foreste.
Missione: deforestazione ZERO
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56 Consapevole
dpliant, fotocopie, scatole di
cartone, sacchetti di carta ecc.
Una volta raccolta, la carta
da riciclare viene sottoposta a
diversi trattamenti: dopo averla
suddivisa in base allorigine, si
procede allo spappolamento
aiutandosi con additivi e inchio-
stri e quindi alleliminazioni
delle impurit. A questo punto
occorre rimuovere gli inchiostri
e le colle presenti: questa la
fase che ha limpatto pi grande
sullambiente, essendo neces-
sario utilizzare molta energia e
numerose sostanze chimiche.
Pi questa fase energica e
pi si otterr una carta riciclata
con un punto di bianco simile
alla carta non riciclata.
Detto in altre parole: la carta
riciclata pi bianca, meno
green. Una volta depurata e
sbiancata, la carta riciclata
sottoposta a procedimenti simili
alle carte provenienti da fibre
vergini.
Editori, stampatori, lettori
Anche nella parte finale della
filiera possibile svolgere un
ruolo al fine di sensibilizzare
sul consumo di carte green. Nel
caso delle certificazioni forestali
come lFSC, per esempio, tutti
gli attori della catena sono coin-
volti. Noi di Geca siamo stati tra
i primissimi stampatori europei
a ottenere la certificazione FSC
e abbiamo svolto unimportante
attivit di coinvolgimento rivol-
ta agli editori, che hanno in gran
parte accolto con entusiasmo la
nostra politica ambientale. La
presenza della certificazione,
infatti, permette di stampare
sul libro o sulla rivista il mar-
chio che identifica i prodotti
provenienti da foreste gestite in
maniera responsabile. Grazie
a questo marchio, i lettori e i
consumatori possono a loro
volta orientare le proprie scelte
a favore di produzioni amiche
delle foreste, dando cos un
ulteriore contributo al diffon-
dersi di pratiche e sistemi pro-
duttivi maggiormente rispettosi
dellambiente.
I lettori e i consumatori possono orien-
tare le proprie scelte a favore di produ-
zioni amiche delle foreste, dando cos
un ulteriore contributo al diffondersi di
pratiche e sistemi produttivi maggior-
mente rispettosi dellambiente
Geca Spa una litografia industriale dal 1979 con sede a
Milano e Parigi; il sig. Gil il simpatico personaggio che d
volto al loro servizio Tre giorni, tutto incluso, dedicato agli
editori di narrativa e saggistica.
Convinta che la responsabilit sociale e la seriet di
unazienda si misurino anche dal rispetto che essa porta
allambiente e alla comunit di cui parte, Geca stata
tra le prime tipografie europee ad ottenere la certificazione
FSC e utilizza solo inchiostri a base vegetale.
Lo stabilimento di Cesano Boscone (MI) dotato di impianti
produttivi che non producono scarichi.
Per maggiori informazioni: www.gecaonline.it.
Sig. Gil - Geca spa
Rifiuto, riuso, riciclo
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Consapevole 57
M
i preparo
per rac-
cogliere il
materiale:
inverno
e siamo in luna calante. Osser-
vo il clima, le gelate, le brezze
marine, mi vesto con giacca da
lavoro impermeabile, stivali per
il fango, una berretta calda per le
orecchie, dei guanti per le mani
e forbici da potare. Scendo le
scale di casa ed inizio a cammi-
nare in cerca di salici, vitalbe e
quantaltro. Oramai so gi dove
andare, ho ricercato contadini e
vignaioli (era tradizione legare le
viti con i salici), chiesto ad anzia-
ni cestai della zona, curiosato
in case abbandonate in cerca di
rampicanti e vitalbe, passeggiato
per boschi, ma il mio sguardo
sempre attento, alla ricerca di
qualche nuova pianta utile.
Tornata a casa, inizio a selezio-
nare, pulire, scortecciare, suddi-
videre il materiale per tipologia
e per differenti lunghezze. Ora
posso immagazzinare il materia-
le raccolto, in un luogo asciutto e
buio, in modo che secchi adegua-
tamente senza muffe.
Passano i mesi. anche questo
tempo di attesa che rende magico
questo mestiere, come quello del
contadino: unattesa lenta e atten-
Larte
dellintreccio
Come realizzare un cesto artigianale: i primi passi
Andrea Magnolini Ecoistituto di Cesena
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58 Consapevole
ta carica di silenzi e riposi necessari. Prima
di iniziare a intrecciare, metto il materiale
raccolto e seccato in ammollo in una vecchia
vasca da bagno posta al lato dellorto per circa
una settimana. Passano i giorni e fnalmente
il materiale pronto: inizio a creare forme, a
disegnare, ad allenare le mie mani, a rilassar-
mi in questo lento movimento dellintreccio.
Scelgo rametti, cambio colore, cambio trama
e di volta in volta tesso qualcosa di differente:
un cesto piccolo, un cesto con manico, una
lampada, un quadro.
Se dovessi consigliare a qualcuno un rimedio
contro la noia e la sterilit creativa tipica di
questi tempi, lo rimanderei alla natura: lei
solo sa come placare gli animi umani e lei
solo sa parlare del tempo, della storia e della
cultura del nostro popolo Elena Campacci.
Elena come molte altre persone ha incon-
trato larte dellintreccio, una pratica antica
Come realizzare un fondo tondo
1. Tagliare sei bastoncini (che saranno i portanti) un po
pi grossi dei rametti che andranno a tessere. Puntare
il coltello in mezzo al salice e girare in modo da aprire
3 fessure su 3 portanti dove incastreremo gli altri 3
portanti in modo da formare una croce.
2. Inflare due tessitori (rametti sottili e fessibili) nella
fessura dei portanti. Piegare A a destra davanti e B die-
tro prendendo tutti e tre i portanti. Poi parte B davanti e
A dietro fno a formare un quadrato.
3. Continuare con un intreccio a 2 torto come in fgura
attorno ad ogni montante cercando di allargare i portan-
ti e averli infne con la stessa distanza uno dallaltro.
Fig. 1a
Fig. 2b
Fig. 1b
Fig. 2a
Fig. 3a
Fig. 3b
Fig. 3c
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Consapevole 59
quasi quanto luomo, tanto
vecchia da sembrare una novit,
qualcosa di esotico o di apparte-
nente a un popolo estinto. Nella
nostra epoca dominata dal con-
sumismo, il non acquistare nulla
per produrre un oggetto che dura
anche sessantanni (a dispetto
della plastica), un aspetto inno-
vativo.
Cesti e piante da non perdere
I cesti che si trovano oggi nei
negozi per pochi euro non sono
in grado di raccontarci quasi
nulla della loro storia, delle mani
che li hanno fatti, dei materiali o
dellannata climatica. Imparare
a realizzare artigianalmente un
oggetto signifca riallacciare un
legame profondo tra luomo e la
natura, e tra luomo i suoi ante-
nati e le sue tradizioni.
In Italia presente la met della
biodiversit vegetale e animale
europea. Per fare un esempio,
delle 300 variet di salice, in
Italia ne abbiamo 150. La variet
sembra essere la vera ricchezza
del Belpaese che si coniuga in
senso genetico, linguistico (con
oltre cento dialetti) e culturale/
materiale.
Anche la cesteria non fa ecce-
zione: ceste, panieri, nasse,
gerle di vimini, di canna e
ulivo, olmo, sanguinella, giunco
spinoso, giunco di palude, tifa,
ginestra, castagno, asparto. Cesti
semplici e cesti complicatissimi,
essenziali o robusti, costruiti con
tecniche differenti. Alcune delle
piante utilizzate per la cesteria
sono coltivate e lintreccio
unattivit complementare e
conseguente alla potatura, altre
si possono incontrare per fumi o
boschi. Se si prelevano i ributti
giovani, i succhioni o i polloni
non si arreca nessun danno alla
pianta in quanto li rigenera ogni
anno. Se si aggiunge il fatto che
la lavorazione produce solo scarti
compostabili possiamo dichia-
rare la cesteria locale unattivit
pienamente ecologica.
Oggi limportazione ha quasi
sterminato questo mestiere e con
esso le piante coltivate a quello
scopo: per esempio i salici par-
ticolarmente lunghi e fessibili
tramandati di talea in talea da
secoli vengono sradicati perch
intralciano i trattori.
Eppure esempi positivi ci sono:
in Catalunia unassociazione
composta inizialmente da quattro
persone ha creato libri, poster,
corsi, feste a tema con inviti
internazionali e oggi conta pi
di 140 iscritti (hobbisti e profes-
sionisti) e fra la gente si diffusa
nuovamente la cultura della tra-
dizione e la passione per la bont
e la durata dei materiali locali. In
Francia c una scuola nazionale
di intreccio e fere di alto livello.
In Danimarca la cesteria gode
di una notevole rinascita ed
popolare persino fra i giovani i
giovanissimi.
Imparare a realizzare artigianalmente un
oggetto significa riallacciare un legame
profondo tra luomo e la natura
Pedagogista, educatore ambientale, esperto di
costruzioni naturali e artigiano ha dato vita, insieme ad
un gruppo di giovani che gravitano attorno allEcoistituto
di Cesena, al sito passileggerisullaterra.it un luogo di
incontro virtuale e non in cui si ricercano, praticano e
sviluppano stili di vita alternativi: dagli orti scolastici
alla realizzazione di strutture viventi, dalla cesteria
allutilizzo della terra cruda, dalla bioedilizia ruspante
allautocostruzione di stufe.
Andrea Magnolini - Passeggerisullaterra.it

Cesteria allEcoistituto
di Cesena
Facciamo parte
dellEcoistituto di
Cesena e stiamo
cercando di imparare
tecniche, prendere e
trapiantare variet di
salici (preziosi come un
frutto antico) donati dai
contadini; in tre province
ne abbiamo trovate
una ventina. Inoltre
proponiamo corsi di
intreccio per principianti
ed esperti, di cesteria
tradizionale e artistica.
Per info: www.
tecnologieappropriate.it
Saper fare
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I pot i r oi di smo,
lemergenza ignorata
La ridotta attivit tiroidea una delle malattie pi diffuse. Molto
spesso per anche quella meno riconosciuta
Romina Rossi
Secondo stime mediche si calcola che
ben il 30% della popolazione italiana
abbia un qualche problema alla tiroi-
de,mentre i noduli tiroidei sarebbero
presenti almeno nel 10% degli ita-
liani.Ma la pi frequente patologia
tiroidea sicuramente lipotiroidismo.
Bench sia una malattia nota da
oltre un secolo,per,non sempre
facile riconoscerne i sintomi.Il dottor
Raul Vergini,autore di Ipotiroidismo.
Un emergenza ignorata,ci spiega
quali rischi pu causare una ghian-
dola mal funzionante
C
he cos la tiroi-
de e perch
un organo cos
importante?
La tiroide una
ghiandola endocrina, cio una
ghiandola le cui secrezioni (defi-
nite ormoni) sono immesse diret-
tamente nel sangue. Gli ormoni
sono dei messaggeri chimici che
viaggiano nel circolo sanguigno
partendo dalle ghiandole che li
producono fino ad arrivare alle
cellule bersaglio. Ogni ormone ha
unazione specifica su certe cellule
o tessuti e ne regola lattivit o il
metabolismo. Giunti in prossimit
delle loro cellule bersaglio, gli
ormoni vengono riconosciuti da
particolari molecole chiamate
recettori. Una volta che il recettore
ha legato lormone, la cellula ha,
per cos dire, ricevuto il messaggio
e pu dare inizio a quella partico-
lare attivit funzionale. La tiroide
produce vari ormoni, ma i pi
importanti sono il T3 ed il T4, che
vengono prodotti unendo degli
atomi di iodio a un amminoacido
chiamato tirosina. La funzione
degli ormoni tiroidei quella di
regolare i processi metabolici, cio
la produzione e lutilizzo di energia
allinterno delle singole cellule e di
conseguenza nellintero organismo.
Nella prima parte della vita questa
ghiandola ha anche una funzione
di controllo sulla crescita in quanto
favorisce la crescita tissutale e lo
sviluppo fisico e mentale.
Quali sono le patologie pi
comuni che possono interessa-
re la tiroide?
Le patologie che colpiscono
la tiroide sono principalmente
lipotiroidismo (cio una ridotta
attivit tiroidea), lipertiroidismo
(una aumentata attivit tiroidea), le
tiroiditi (infiammazioni alla tiroide),
la formazione di noduli ed infine
i tumori della tiroide. Fra questi,
quella di gran lunga pi comune
lipotiroidismo, che secondo le
statistiche ufficiali interesserebbe
circa il 5% della popolazione, men-
tre altri autori (fra cui il sottoscritto)
sono convinti che invece interessi,
in un modo o nellaltro, ben oltre il
50% della popolazione.
Quali sono i sintomi dellipoti-
roidismo?
I sintomi dellipotiroidismo sono
moltissimi e a volte possono
simulare quelli di altre patologie
e questo rischia di portare fuori
strada il medico che non sia molto
La funzione degli ormoni tiroidei quella
di regolare i processi metabolici, cio la
produzione e lutilizzo di energia
allinterno delle singole cellule e
di conseguenza nellintero organismo
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Consapevole 63
esperto di questa patologia, specie
nei casi (purtroppo frequenti) in cui
gli esami di laboratorio non sono
in grado di rivelare il problema. La
facilit ad aumentare di peso o la
difficolt a perderne, la freddolo-
sit costante, la stanchezza fisica
e/o mentale, il colesterolo alto, la
stitichezza, la pelle secca e i capelli
che cadono, lumore depresso o
malinconico, la facilit alle infezioni
delle vie respiratorie, i problemi
mestruali o di fertilit, i dolori arti-
colari e muscolari, la temperatura
corporea bassa, la cefalea o lemi-
crania e le allergie sono solo alcuni
dei numerosi sintomi che possono
essere determinati da un mal funzio-
namento della tiroide. Nel libro si
trova un elenco molto pi esaustivo.
Perch una malattia cos peri-
colosa?
Oltre a creare sintomi pi o meno
fastidiosi, lipotiroidismo una
malattia che pu accorciare drasti-
camente la nostra prospettiva di vita
aumentando la possibilit di essere
colpiti da patologie degenerative
come il cancro o le malattie cardio-
vascolari. Cos come pu impedire
il concepimento o il portare avanti
una gravidanza. Insomma, essa pu
rendere la nostra vita un inferno.
Ed ancora pi pericolosa proprio
per il fatto che troppo spesso non
viene correttamente diagnosticata
e quindi trattata adeguatamente, e
anche quando viene riconosciuta, la
terapia consigliata non sempre la
migliore.

Oggi si fa un gran parlare di
prevenzione e la tiroide un
organo conosciuto da oltre un
secolo. Come mai allora molte
volte la disfunzione tiroidea e
pi nello specifico lipotiroidi-
smo, sono ignorati dai medici,
tanto da poter essere considera-
ta unemergenza ignorata?
Ritengo che sia una vera emer-
genza in quanto questa patologia
pu condizionare e rendere diffi-
cile la vita di un gran numero di
persone, ma ignorata perch il
medico, ma anche lo specialista
endocrinologo, troppo spesso non
in grado di diagnosticarla perch
per farlo si basa solo sui risultati
di un paio di esami di laboratorio
che sappiamo essere in molti casi
assolutamente inadeguati per la
diagnosi. Per questa ragione vorrei
che il mio libro fosse letto non
solo da coloro che gi sanno di
soffrire di un problema di questo
tipo, ma soprattutto da coloro che
non lo sanno, ma che vagano da
un medico allaltro senza riuscire a
risolvere i loro problemi.
Che cosa la bio-endocrinologia?
Il termine bio-endocrinologia
un neologismo che ho creato
per cercare di tradurre il concetto
espresso dallacronimo inglese
BHRT (Bio-Identical Hormone
Replacement Therapy) cio
terapia ormonale sostitutiva con
ormoni bioidentici ma anche per
indicare un approccio in generale
pi naturale alle problematiche di
origine endocrina.
In realt il termine terapia sosti-
tutiva in questo caso non sarebbe
corretto, perch qui non si tratta
di sostituire gli ormoni prodotti
dal corpo stesso (endogeni) con
ormoni esterni (esogeni) come ad
esempio fa la pillola anticoncezio-
nale che blocca la produzione di
ormoni sessuali per sostituirli con
ormoni sintetici. Nella maggior
parte delle terapie ormonali natu-
rali, infatti, si tratta semplicemente
di aggiungere piccole quantit di
ormoni a quelle gi prodotte dal
corpo con lo scopo di raggiungere
un livello fisiologico ottimale. In
realt un certo grado di soppres-
sione, e quindi di sostituzione, si
realizza comunque ma, in media,
solo una piccola parte della pro-
duzione naturale soppressa e
questa soppressione comunque
temporanea.
Per questa ragione dovremmo
forse usare il termine terapia
correttiva invece di terapia
sostitutiva.
La terapia ormonale correttiva con
ormoni bioidentici si basa due pre-
supposti fondamentali:
1) lutilizzo degli ormoni nella
stessa forma naturale prodotta ed
utilizzata dal nostro organismo;
2) luso di questi in dosi fisiolo-
giche.
Il nostro scopo quello di copiare
il pi possibile la natura, in modo
da ottenere il massimo effetto col
minimo rischio.
Questi due punti differenziano
questo approccio da quello della
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64 Consapevole
Curarsi da s
terapia ormonale classica che
utilizza spesso derivati sintetici
degli ormoni naturali (ad esempio
estro-progestinici o corticosteroidi
sintetici) e li prescrive anche in
dosi farmacologiche (o supra-fisio-
logiche) come terapia (spesso solo
sintomatica) per alcune patologie e
non come ripristino dellequilibrio
fisiologico di questi ormoni.
Gli ormoni bioidentici (come del
resto le vitamine e tutte le sostanze
naturali) sono molecole non bre-
vettabili che quindi destano poco
interesse nelle aziende farmaceu-
tiche che preferiscono sviluppare
derivati sintetici non esistenti in
natura che per possano essere
brevettati e commercializzati in
esclusiva consentendo profitti
molto maggiori. Purtroppo questo
non sempre coincide con il miglior
interesse dei pazienti.
Quindi luso della L-tiroxina
sempre da evitare preferendo
invece un ormone bio-identico?
Sicuramente la tiroide secca (che
altro non che ghiandola tiroidea
di maiale essiccata e confezionata
sotto forma di compresse) ha
dimostrato in quasi un secolo di
uso di essere in grado di com-
pensare perfettamente una tiroide
ipofunzionante, ed ha sempre dato
ottimi risultati fino a quando non
stata sostituita, negli anni 70 del
secolo scorso, dalla tiroxina (T4)
sintetica che lindustria farmaceu-
tica ha ritenuto (senza che fossero
fatti seri studi al riguardo) superio-
re alla tiroide secca e sufficiente
per trattare lipotiroidismo.
La tiroide secca, proprio perch
ghiandola intera, contiene non solo
T4 (che in realt solo un precur-
sore), ma anche T3 (che la forma
attiva dellormone stesso), oltre
ad altri fattori meno conosciuti ma
probabilmente importanti per un
buon equilibrio tiroideo. Questo
insieme di sostanze in grado di
compensare in maniera pi armo-
nica e soprattutto pi efficace della
sola tiroxina una eventuale caren-
za di ormoni tiroidei.
Comunque il trattamento dellipo-
tiroidismo in realt un po pi
complesso della diatriba fra tiroide
secca o tiroxina sintetica, e spesso
entrano in gioco anche altri fattori,
come la carenza di certi nutrienti
o la presenza di sostanze tossiche
che rendono difficile il funziona-
mento della ghiandola o dei suoi
ormoni. Per questo noi crediamo
che lutilizzo degli ormoni tiroidei
sia sempre lultima scelta, e che
prima si debba cercare per quanto
possibile di mettere la ghiandola
nelle condizioni di poter lavorare al
meglio, fornendole i nutrienti di cui
ha bisogno e stimolandola oppor-
tunamente in modo naturale. Nei
casi in cui questo approccio non
sia sufficiente o non dia i risultati
sperati si provveder a considerare
una terapia ormonale correttiva
che preferibilmente preveda luso
della tiroide secca invece che la
tiroxina sintetica perch questa ha
dimostrato una maggiore efficacia
ed una migliore tollerabilit.
Leggi lintervista completa su:
www.ilconsapevole.it.
Si occupa da oltre ventanni di omeopatia, medicina natu-
rale, integrazione nutrizionale e anti-aging. Da diversi anni
si occupa anche di bioendocrinologia, cio del riequilibrio
ormonale mediante luso di dosi fisiologiche di ormoni bio-
identici. In passato ha pubblicato il primo libro divulgativo
italiano sulluso del magnesio. Ha scritto inoltre diversi arti-
coli e ha tenuto conferenze in Italia e allestero.
Abbiamo intervistato
Raul Vergini
Secondo le statistiche ufficiali lipotiroi-
dismo interesserebbe il 5% della popo-
lazione, mentre altri autori sono convinti
che interessi, in un modo o nellaltro,
ben oltre il 50% della popolazione
Cosa leggere
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
Raul Vergini
Ipotiroidismo
Unemergenza ignorata
Come riconoscere e
trattare il pi diffuso
disturbo della tiroide
Macro Edizioni, 2010
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Consapevole 65
C
he il contatto
con la natura sia
benefco per il
corpo, la mente
e lo spirito ormai
lo sappiamo bene, cos come
possiamo costatare personal-
mente come i nostri bambini ne
siano sempre pi spesso privati.
La maggior parte dei bambini
del mondo occidentale scrive
il nostro amico e collaboratore
Valerio Pignatta passa ormai
la stragrande maggioranza della
propria vita in ambienti chiusi,
artifciali che non conservano
alcuna traccia della natura e dei
suoi abitanti: animali, piante,
insetti, sassi, terra, fori. Alcuni
ricercatori sono arrivati alla
conclusione che questo distac-
co dalla natura scatena nei bam-
bini di citt, che da generazioni
ormai ne sono completamente
separati, un vero e proprio
disturbo che provoca sintomi e
malesseri ben precisi, riassunti
in una cosiddetta sindrome da
defcit di natura (nature defcit
disorder).
Secondo il ricercatore statuni-
tense Richard Louv (pedagogo,
consigliere del National Scien-
tifc Council, fondatore del
Children and Nature Network,
editorialista del New York Times
e del Christian Science Monitor
nonch autore di vari libri) que-
sto disturbo sarebbe addirittura
endemico nelle nostre societ.
I ragazzi occidentali passano
in media qualcosa come 44 ore
delle propria vita settimanale
davanti alla tv o ai media elet-
tronici. Tolte le ore di sonno,
questa percentuale di videodi-
pendenza costituisce in pratica
una buona parte della giornata
tipo di un giovane (circa sei ore
e mezza).
Vieni, c un
asilo nel bosco
Marianna Gualazzi
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66 Consapevole
Danimarca, Svizzera, Germania
Unico antidoto per i bambini
espropriati del mondo natura-
le, altro non pu essere che un
ritorno alla natura: e perch non
cominciare proprio dalla scuola
materna?
Vieni, c una casa nel bosco
diceva una vecchia canzone, la
cui reinterpretazione in chiave
contemporanea potrebbe essere
Vieni, c un asilo nel bosco.
Lasilo nel bosco se lo sono
inventati in Danimarca circa
mezzo secolo fa si sa che i
popoli nordici la sanno lunga.
Ben presto questa esperienza si
diffusa in tutto il nord Euro-
pa, in particolare in Svizzera
soprattutto nei territori di lingua
tedesca e in Germania. Berli-
no ha visto nascere negli ultimi
anni numerose esperienze di
questo tipo, che prendono corpo
nei boschi ai confni della citt:
sulla scia della capitale, oggi in
Germania si contano pi di 300
asili nel bosco. E potrebbe non
essere neppure un caso, visto
che proprio tedesco il nome
con cui lasilo si chiama in tutto
il mondo: Kindergarten, giardi-
no dinfanzia.

Coltellino svizzero e mantello
da pioggia
Ma che cos questo fantomati-
co asilo nel bosco? Non pensate
che si parli di asilo nel bosco
quando una classe va a farci una
passeggiata una volta a settima-
na per due ore. No, allasilo nel
bosco ci si va tutti i giorni, con
il sole e con la pioggia. Non
c un luogo chiuso, una classe:
al massimo c una tettoia o
comunque una costruzione di
fortuna da utilizzare nei casi in
cui il tempo si metta veramente,
ma veramente, al brutto. Allasi-
lo nel bosco il pranzo non lo
porta il catering: lo si prepara
in loco accendendo il fuoco,
mettendo lacqua a bollire e le
salsicce a rosolare. I bambini
aiutano nella preparazione del
pranzo: tagliano e sbucciano la
verdura con coltelli veri, utiliz-
zando tronchi tagliati come base
di appoggio, a mo di tagliere.
E i giochi? Allasilo nel bosco
non si portano giocattoli, alme-
no non quelli che i bambini
hanno a disposizione tutti i gior-
ni nelle loro case. I giochi sono
quelli offerti dalla natura stessa:
scoperta di luoghi, osservazione
di animali, piante, insetti. Oppu-
re si possono costruire: coltelli-
no svizzero e sega alla mano, i
bambini possono tagliare, sega-
Bambini e genitori
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Consapevole 67
re, legare rami, arbusti, bastoni.
E il materiale didattico? In parte
lo fornisce la natura con i sas-
solini si impara a contare in
parte viene portato dagli educa-
tori su un carrello di legno (libri
naturalistici, carta e colori per
ritrarre gli elementi nel mondo
naturale).
Allasilo nel bosco non c nep-
pure la campanella: alloccor-
renza i bambini vengono richia-
mati con lausilio di un fauto.
Sembra incredibile, non sembra
vero: eppure lo fanno. Lo volete
vedere? Il bravissimo fotografo
Alberto Bernasconi ha docu-
mentato per immagini la vita
in alcuni asili nel bosco della
Svizzera tedesca, in particolare
Zurigo e San Gallo. Vi invito
caldamente a visitare il suo sito
e guardare le fotografe: rimar-
rete piacevolmente stupefatti
(http://albertobernasconi.photo-
shelter.com).
Meno malattie, pi collabora-
zione
I vantaggi di fare scuola mater-
na allaperto sono stati studiati,
a pare proprio che non ci sia
paragone con il tradizionale
asilo collocato in un edifcio
scolastico standard.
I bambini che frequentano un
waldkindergarten sono meno
soggetti a infezioni respirato-
rie, mal di gola e infezioni alle
orecchie (fno all80% in meno
rispetto ai bambini che frequen-
tano le materne tradizionali).
Sono meno aggressivi, pi col-
laborativi e autonomi, e si fanno
male pi raramente. La natura
inoltre un validissimo stru-
mento per prevenire e attenuare
alcuni problemi comportamen-
tali come la Sindrome da Defcit
di Disattenzione e Iperattivit
(ADHD): quindi s al bosco, no
agli psicofarmaci!

Asilo nel bosco, in fotografa
Il fotografo Alberto Berna-
sconi ha documentato per
immagini la vita in alcuni
asili nel bosco della Sviz-
zera tedesca, in particolare
Zurigo e San Gallo.
Per vedere le foto: http://
albertobernasconi.photo-
shelter.com
Andai nei boschi perch desideravo
vivere con saggezza, per affrontare solo
i fatti essenziali della vita, e per vedere
se non fossi capace di imparare quanto
essa aveva da insegnarmi, e per non
scoprire, in punto di morte, che non ero
vissuto Henry David Thoreau
E in Italia?
Lesperienza del
waldkindergarten si sta
timidamente affacciando anche
in Italia, anche se per ora le
realt sono poche e non hanno
quel carattere di continuit
durante tutto il corso dellanno
scolastico tale da renderle una
reale alternativa alla scuola
materna tradizionale. Ma
anche se si tratta di un paio di
pomeriggi a settimana, o di
unopportunit in pi rispetto
al classico centro estivo, sono
comunque i segnali di un
qualcosa che si sta muovendo e
che speriamo possa svilupparsi
e prosperare a breve.
Ecco alcune realt:
La Piemontesina, Agrinido di
Chivasso Chivasso (To), tel.
3473037284,
lapiemontesina@tele2.it
Agriasilo di Pignano (Pisa),
tel. 3387344527 (Pushpa)
Libera scuolina di campagna
Fioretta Mazzei provincia
di Firenze,
benedetta214@virgilio.it
Asilo nel bosco (Povo Trento),
www.asilonelbosco.it
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
Cosa leggere
Henry David Thoreau
Walden ovvero Vita nei
boschi
BUR
Anna Pfeiffer
Il Mio Primo Libro del
Bosco
Macro Junior, 2009
Bambini e genitori
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68 Consapevole
L
a Redazione ha rice-
vuto una mail da una
lettrice che ha alcuni
dubbi sulla legislazio-
ne relativa alla scuola
familiare e che si trova a fare i
conti con le richieste da parte
di una scuola pubblica statale
di dovere sostenere esami a fne
anno e della iscrizione ad una
scuola pubblica.
Clara Scropetta gi autrice per
noi di un articolo molto appro-
fondito sullhome schooling (cfr.
Consapevole n. 16) chiarisce i
termini della questione.
Salve,
mi chiamo Anna e vivo a Pan-
telleria. Per i primi quattro anni
delle elementari ho insegnato
allultima dei miei fgli a casa,
poi per sua richiesta ha voluto
provare ad andare alla scuola
statale. Ha completato la scuola
elementare e poco dopo linizio
della prima media a dicembre
2010 abbiamo deciso di ripren-
dere la scuola a casa.
A met dicembre abbiamo avuto
la visita nella nostra scuoletta
del preside, della vicepreside
e di altri quattro professori. Ci
hanno detto che alla fne di ogni
anno scolastico obbligatorio
fare un esame e che nostra fglia
deve essere iscritta ad una scuola.
Volevo accertarmi se effettiva-
mente sussistono questi obblighi.
Vorrei continuare la scuola fami-
liare per soddisfazione mia e di
mia fglia: insegnare a mia fglia
mi ha aperto molte porte e ha
risposto a tante domande. Nella
speranza di una risposta, la salu-
to di cuore.
Anna
Cara Anna,
dal punto di vista legale, la situa-
zione molto semplice da rias-
sumere. Tutti parlano di scuola
dellobbligo e c la tendenza a
pensare che la frequenza di una
scuola pubblica, o di una scuola
equiparata, sia obbligatoria. Non
cos. In Italia a essere obbliga-
toria listruzione, per un periodo
di dieci anni. Dopo lacquisizione
della licenza media, previsto
che si acquisiscano le compe-
tenze del biennio di una scuola
superiore oppure di un istituto
professionale. diritto di ogni
genitore organizzarsi liberamente,
provvedendo di persona, o con
lausilio di precettori o ancora
aggregandosi ad altre famiglie in
un progetto comune di scuola.

Cosa dice la Costituzione
Recita la Costituzione:
Art. 30: dovere e diritto dei
genitori mantenere, istruire ed
educare i fgli, anche se nati
fuori del matrimonio. Nei casi
dincapacit dei genitori, la legge
provvede a che siano assolti i loro
compiti.
Art. 33: () Enti e privati
hanno il diritto di istituire scuole
ed istituti di educazione, senza
oneri per lo Stato. La legge, nel
fssare i diritti e gli obblighi delle
scuole non statali che chiedono
la parit, deve assicurare ad esse
piena libert e ai loro alunni un
trattamento scolastico equipollen-
te a quello degli alunni di scuole
statali. prescritto un esame di
Stato per lammissione ai vari
ordini e gradi di scuole o per la
conclusione di essi e per labilita-
zione allesercizio professionale.
Art. 34: Listruzione inferiore,
impartita per almeno otto anni,
obbligatoria e gratuita.
Obbligo di segnalazione
C lobbligo di segnalare la pro-
pria scelta di scuola familiare alla
direzione scolastica di competenza
(la pi vicina alla propria residen-
za anagrafca) entro i termini pre-
visti di solito fne febbraio, ma
sempre bene verifcare in anticipo.
La comunicazione, per iscritto, va
inoltrata tramite raccomandata con
ricevuta di ritorno oppure va con-
segnata personalmente.
Ecco cosa specifca lArt. 111
del Decreto Legislativo 297/94
Modalit di adempimento
dellobbligo scolastico:
Scuola
familiare
Obblighi di legge e non: come districarsi?
Clara Scropetta
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Consapevole 69
1. Allobbligo scolastico si
adempie frequentando le scuole
elementari e medie statali o le
scuole non statali abilitate al rila-
scio di titoli di studio riconosciuti
dallo Stato o anche privatamente,
secondo le norme del presente
testo unico;
2. I genitori dellobbligato o
chi ne fa le veci che intendano
provvedere privatamente o diret-
tamente allistruzione dellobbli-
gato devono dimostrare di averne
la capacit tecnica o economica
e darne comunicazione anno per
anno alla competente autorit.
Questo decreto legge, come pure
il Decreto Legislativo n. 76 del
15 aprile 2005, e la Circolare
n. 93 Prot. n. 2471/Dip./segr.
del 23/12/2005, chiariscono e
ribadiscono che i genitori che si
avvalgono della facolt loro rico-
nosciuta di ricorrere allistruzione
paterna, per assolvere lobbligo
rispetto la scolarizzazione dei
propri fgli, non possono effet-
tuare tale scelta una tantum,
ma devono confermarla anno per
anno. Tale conferma periodica
fnalizzata a consentire alle
autorit competenti di disporre
verifche.
Recentemente una circolare
ministeriale, lultima di cui sono
a conoscenza la C.M. n.35 del
26.3.2010, sancisce che chi si
avvale dellistruzione parentale
debba sostenere un esame di
idoneit ogni anno e suggerisce
delle linee guida in merito alle
modalit di tale esame, oltre a
fssare la data entro la quale va
presentata liscrizione allesame
(in carta semplice e corredata di
programma svolto). Le circolari
ministeriali, per, servono unica-
mente a diffondere disposizioni,
linee guida e non sono testo di
legge. Non sono stata in grado di
reperire nessun articolo di legge
che si pronunci sullobbligatorie-
t di questo esame.

Alcune testimonianze: i pro e i
contro
Un dirigente scolastico ha dichia-
rato: Forse i tagli fnanziari che
arrivano alle scuole pubbliche
e il bosco di leggi, decreti e cir-
colari che regolano molti aspetti
della vita scolastica ce lo fanno
Non ho ricette pronte su come
affrontare i colloqui e come formulare le
dichiarazioni scritte, ma raccomando di
ispirarsi ai principi della comunicazione
non violenta
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70 Consapevole
dimenticare, ma ogni istituzione
scolastica autonoma per legge.
Quindi le modalit di un esame a
bambini provenienti dalla scuola
privata e/o familiare vanno con-
cordati con il Dirigente scolastico.
Il Consiglio di Circolo o di Istitu-
to potrebbe enunciare dei criteri
generali, ai quali il dirigente sco-
lastico si dovrebbe poi ispirare.
quindi al Presidente del Consiglio
di Circolo o di Istituto che la
famiglia interessata dovrebbe
scrivere, facendo presente con
serenit (mai muro contro muro)
le sue rifessioni e le sue richieste.
La richiesta dovrebbe riferirsi
allenunciazione di criteri gene-
rali che riguardino: la presenza
o meno di testimoni, la tipologia
di programma di minima accet-
tato, la tipologia delle prove
desame, la possibilit o meno di
differenziare il possesso di com-
petenze a seconda che il bambino
continui la scuola familiare o
chieda di essere inserito nella
scuola pubblica. Le circolari ser-
vono a defnire in pratica quello
che la legge dice in linea di prin-
cipio, ma la legge in questo caso
quella che sancisce lobbligo
scolastico fno a 16 anni, da cui
discende la necessit per lo Stato
di verifcare se le famiglie che
scelgono listruzione non pubbli-
ca stanno tenendo fede allimpe-
gno assunto. Il come verifcare
defnito nelle Circolari oppure
negli accordi e nelle procedure
delle singole scuole, come dicevo
prima.
Raffaella Cataldo, della sua
esperienza di precettore racconta:
Lesame annuale non obbli-
gatorio, a prevederlo non una
legge ma una circolare che non
ha valore legislativo. Lesame
consigliabile quello di quinta
elementare [...]; il dirigente e
gli insegnanti possono battere i
pugni sul tavolo e urlare, ma per
legge non possono costringere
a fare nulla, se non rispettare
listruzione familiare, come ogni
genitore per legge pu pestare
i piedi per terra per chiedere il
rispetto garantito dalla Costitu-
zione Italiana.

Limportanza del dialogo
Da un punto di vista pratico, instau-
rare un dialogo e trovare un accor-
do con le istituzioni pu non essere
cos facile, anche se indispensa-
bile, sia per rispettare le normative
in vigore sia per tutelare i ragazzi.
Dovrebbe essere tuttavia possibi-
le trovare un accordo sulla libert
di programma e sulle modalit
della verifca, senza ricorrere a un
esame annuale in tutte le mate-
rie. Lobiettivo potrebbe essere
quello di allearsi in uno scopo
comune, il bene dei bambini e
dei ragazzi, nutrendo la reciproca
curiosit verso i molteplici modi
di raggiungerlo.
Non ho ricette pronte su come
affrontare i colloqui e come for-
mulare le dichiarazioni scritte,
ma raccomando di ispirarsi ai
principi della comunicazione non
violenta: esprimersi onestamente
in prima persona, senza incolpare
n giudicare, riportare le azioni
concrete che contribuiscono o
meno al proprio benessere, condi-
videre come ci si sente rispetto a
queste azioni, esprimere i bisogni
che stanno causando i propri sen-
timenti e richiedere con chiarezza
ci che potrebbe arricchire la pro-
pria vita, senza pretenderlo.
Certo, pu risultare utile espri-
mersi al positivo rispetto i motivi
della propria scelta, inquadran-
dola nella propria realt specifca,
piuttosto che al negativo, come
rifuto della scuola convenzionale,
che di per se stessa non n bene
n male: sono innumerevoli infat-
ti gli esempi di istituti e insegnan-
ti che portano avanti con passione
e competenza il loro lavoro.
Segnaliamo lincontro Accom-
pagnare nella crescita che Clara
Scropetta animer nei pressi di
Modica il 25 e 26 giugno.
Per informazioni sabinavindi-
gni@gmail.com
Rete Italiana Scuola Familiare
Per aderire alla Rete Italiana
Scuola Familiare, un network di
genitori e operatori attivi nellho-
meschooling, si consiglia di
contattare Francesco DIngiullo
fgliodelnibbio@libero.it

Nata nel 1966 a Trieste, laureata in Chimica e Tecnologia
Farmaceutiche e madre di tre fgli. Grazie allesperienza
diretta personale e allo studio autodidatta multidisciplinare,
si specializzata nella fsiologia della maternit. Promuove
attivamente il sostegno alla madre, il concepimento
consapevole, il parto e la nascita indisturbati, il contatto
continuo, lallattamento a richiesta a termine, ligiene
naturale del bambino, limmunit naturale, lapprendimento
spontaneo, ma anche una coscienza ecologica integrale.
Per contatti: clara_scropetta@hotmail.com
Clara Scropetta
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Consapevole 71
Lo yoga per i disturbi
della gravidanza

Lo yoga per la gravidanza
un DVD da poco uscito presso
leditore Bonomi: un videocorso
tenuto da Alessandra Siliquini
che si struttura come una guida
semplice agli esercizi di yoga adatti
alla gravidanza, dalla gestazione al
dopo parto, pensati anche per dare
sollievo ai pi comuni disagi che
lattesa pu portare.
Alessandra guida la futura
mamma attraverso le posizioni e
i movimenti per alleviare nausee,
mal di testa, bruciori e pesantezza
di stomaco, emorroidi, mal di
schiena e sciatalgie, pubalgie,
gonfori e insonnia.

Alessandra Siliquini
Lo yoga per la gravidanza
Bonomi, 2010
E se poi prende il vizio?
Amarlo, coccolarlo, contenerlo,
abbracciarlo quando piange: quante
mamme si sono sentite dire da
amici e parenti sedicenti psicologi
dellultima ora la fatidica
frase non prenderlo in braccio
perch lo vizi appena uscite dal
reparto maternit? Nel libro E
se poi prende il vizio? (Leone
Verde) Alessandra Bortolotti
vuole liberare i genitori che
compiono scelte di accudimento
basate sullamore incondizionato
e sullimportanza primaria della
relazione affettiva coi propri
bambini. Una lettura fondamentale
per tutti coloro che cercano una
strada personale rispetto al compito
genitoriale, lontana dai luoghi
comuni dellaffettivit negata, della
produttivit, del consumo.

Alessandra Bortolotti
E se poi prende il vizio?
Il Leone Verde, 2010
Babyshopping ecologico!
Scarpine Pluk
Scarpine in pelle naturale da 0 a
24 mesi.
http://www.wix.com/scarpine/pluk
Universo ecologico
Shop on-line di pannolini lavabili e
prodotti ecologici e naturali.
http://www.universoecologico.it/
BambiGioi
Come e perch portare i bimbi: il
sito di Jacqueline Jimmink offre
spunti interessanti e la possibilit
di acquistare le fasce.
http://www.jacquelinejimmink.com
I piccolissimi
Articoli naturali per bambini e
adulti.
http://www.ipiccolissimi.it/
Babymio
Vendita di prodotti per la prima
infanzia: pannolini lavabili,
fasce, mei tai, cosmesi naturale e
biologica.
http://www.babymio.it/
Dire, fare, giocare
So che non tutto roseo,
che le difficolt, per molti,
sono numerose.
So, perch lho osservato
quotidianamente, che
la vita moderna non ci
protegge
dalle miserie materiali e
ancor meno da quelle
affettive.
Ma queste miserie non
sono sempre esistite? E
hanno mai costituito degli
ostacoli?
Una civilt che non ama i
bambini una civilt che si
spegne.
E quando in una civilt le
donne abbandonano il loro
ruolo di madri
o non lo sanno pi
affrontare,
questa civilt in pericolo.
Jean-Pierre Relier
primario del reparto
di medicina neonatale
dellospedale Port-Royal
di Parigi
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72 Consapevole
Torri Superiori Liguria
A vederlo da lontano, Torri
Superiori sembra una car-
tolina del passato: il piccolo
villaggio medievale situato
ai piedi delle Alpi liguri, a
pochi chilometri dal mar
Mediterraneo e dal confne
francese, un piccolo gio-
iello di architettura. Strette
stradine e scalette a passaggi
uniscono fra di loro i tre corpi
di cui il villaggio si compo-
ne: 160 stanze ospitano i
20 membri permanenti della
comunit.
Il villaggio in gran parte
restaurato ed ora aperto
allecoturismo, per corsi,
incontri e programmi di edu-
cazione ambientale, e offre
anche una struttura ricettiva
per soggiorni e vacanze.
il luogo ideale per chi alla
ricerca di una vacanza in un
ambiente ricco di suggestioni
e per chi vuole fare escursio-
nismo. Si pu soggiornare in
camere singole o doppie, a
un prezzo di circa 50 euro per
notte e per persona. Il pran-
zo extra e costa 12 euro.
Il soggiorno gratuito per i
bambini fno a 3 anni.
Per info: www.torri-superiore.
org; info@torri-superiore.org;
tel. 0184 215504.
Tamera Portogallo
Situato nel sud del Portogallo,
nella regione dellAlentejo
vicino a Odemira, lecovillag-
gio Tamera nasce con linten-
to di essere una base per una
forza di pace planetaria. Il
progetto, che sorge
su 134 ettari di terra acqui-
stati nel 1995, gi ben col-
laudato. Al momento ci sono
circa 200 abitanti, di cui 20
bambini scolarizzati in loco.
Tante sono le attivit pratiche
che si svolgono allinterno di
Tamera: da corsi di arte e cul-
tura a giardinaggio, dalla per-
macultura a workshop sulle
tecnologie solari, dai corsi
di ippica a corsi di ecologia
pratica. Due sono i modi per
soggiornarvi: chi volesse una
camera pu prenotare presso
la Guesthouse situata sulla
sponda del grande lago,
con un costo che varia fra i
45 e i 90 euro per notte per
la doppia; oppure pu deci-
dere di soggiornare in tenda,
durante la stagione estiva, o
in sistemazioni in comune
nei mesi pi freddi; tenda e
lenzuoli non sono per forniti.
In ogni caso ai visitatori si
chiede di prenotare con largo
anticipo. Gli animali non sono
ammessi. I genitori che voles-
sero portare bambini al segui-
to sono pregati di contattare
la struttura.
Per info: www.tamera.org;
offce@tamera.org;
tel. +351 283 635306
Prezzi Bassi
Ecovillaggi
per tutte le tasche!
6 soluzioni per vivere una vacanza a contatto e nel rispetto della natura
Prezzi Medi
Romina Rossi
Torri Superiori Liguria
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Consapevole 73
Prezzi Medi
Huttopia Francia
Huttopia riuscita a sposare
la frugale vita del campeggio
con una vacanza di lusso:
dormendo in casette di legno
o in tenda, si pu mantenere
il contatto con la natura, man-
giare frutta e verdura e bere
acqua di sorgente. Lidea
piaciuta talmente che al
momento in Francia si conta-
no 6 villaggi ecologici targati
Huttopia, nella regione della
Loira, Versaille e nella foresta
di Ramboullet.
Lo slogan di questo cam-
peggio di lusso, ideato nel
2005 da due coniugi francesi
non lasciare segni nella
natura, per questo le casette
sono costruite su palaftte o
su ruote in modo che si pos-
sano smontare o spostare,
senza danneggiare il suolo.
Allinterno dellecovillaggio le
strade non sono asfaltate e
le auto non possono entrare,
una scelta che lo rende ancora
pi sicuro per le famiglie con
bambini. Nellecovillaggio di
Rambouillet si pu usufruire
di un piscina naturale che
consente il fltraggio dellac-
qua grazie a piante speciali
e minerali, senza lutilizzo di
composti chimici.
Durante il giorno si possono
praticare numerose attivit che
permettono di scoprire la regione,
i suoi prodotti e le sue tradizioni.
I prezzi per lafftto della cana-
dese si aggirano intorno ai
60 euro al giorno, mentre il
soggiorno nelle casette pu
variare dai 90 ai 130 euro per
notte, con picchi fno a 200
euro al giorno in periodi di alta
stagione.
Per info: www.huttopia.com.
Campeggio in Quebec
Oltreoceano, Huttopia si
parecchio diffusa nella regione
canadese del Quebec, dove
allinterno del Parco Nazionale
sono sorte 14 aree di campeg-
gio, situate vicino a foreste,
laghi e fumi, in uno scenario
unico in quanto a panorama e
paesaggio. Le piazzole su cui
sono sistemate le tende sono
spaziose e sono dotate di un
tavolo da pic nic e una buca
per il fuoco. I bagni sono poco
distanti (le docce si possono
usare solo a pagamento, un
piccolo stratagemma che
permette di risparmiare acqua
potabile); mentre le tende, in
legno e materiale imperme-
abile, consentono di ospitare
fno a 5 persone (ma fno a 4
adulti). Allinterno vi si trova-
no materassi che possono
formare 2 o 4 letti, e tutto
ci che serve per preparare i
pasti; allesterno, una stufa da
campo, un tavolo e un depo-
sito che contiene un piccolo
frigorifero, piatti e utensili da
cucina. Durante il giorno si
possono scegliere tante atti-
vit da poter fare con laiuto
dei ranger o delle guide locali
oppure da soli immersi in un
panorama mozzafato e a con-
tatto con la rigogliosa natura.
Il noleggio delle tende costa
circa 90 euro al giorno.
Per chi volesse noleggiare
lenzuola e cuscini il costo
di circa 13 euro a persona,
mentre per poter accedere al
parco si paga un extra di 2,50
euro al giorno.
Per info: www.huttopia.com;
canada@huttopia.com.
Eco viaggi
Huttopia Francia
Huttopia Francia
Huttopia Francia
Huttopia Canada
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74 Consapevole
Prezzi Alti
Eco viaggi
Mnemba Island Lodge
Tanzania
Mnemba unisoletta privata,
abitata solo dagli ospiti della
struttura e dallo staff che
se ne prende cura, a qual-
che chilometro da Zanzibar,
famosa per essere una delle
pi romantiche della costa
africana con le sue spiagge
bianche, il sole accecante e
magnifche barriere coralline
che creano un meraviglio-
so mondo sottomarino. In
questo paradiso sorgono 10
bandas (i tipici cottage della
zona) che hanno un basso
impatto ambientale sullam-
biente circostante: oltre a
limitare luso dei combustibili
fossili e a utilizzare energie
rinnovabili, viene fatto uso di
acqua marina desalinizzata.
La collaborazione instaurata
con i pescatori locali serve a
proteggere la barriera coralli-
na, mentre si portato avanti
un programma di protezione
delle antilopi dellisola.
I prezzi sono stellari: una
notte costa dai 1100 euro ai
1500 euro (i pasti, le bevande,
il servizio lavanderia e alcune
attivit acquatiche immer-
sioni, surf, snorkeling, pesca,
gite in kayak e molto altro
ancora sono incluse nel
prezzo).
Per info: www.mnemba-
island.com.
Inkaterra Reserva
Amazonica Per
Situata sulle sponde del fume
peruviano Madre de Dios, lIn-
katerra Reserva Amazonica
composta da 34 cabaas
(capanne) con tetto in paglia e
una grande capanna centrale.
Qui larredamento di lusso si
sposa con cibo delizioso e
la semplicit dei particolari
(come lilluminazione a lanter-
ne). Le capanne sono issate
su delle palaftte e sono dis-
seminate nella propriet.
La struttura adiacente al
Parco Nazionale di Tambopata,
e permette agli ospiti di cono-
scere la ricchezza della fora
e della fauna della regione:
il resort offre diversi tipi di
escursioni (divisi per diffcolt:
da quelle adatte ai bambini
fno al trekking estremo nella
foresta). Oppure si pu deci-
dere di praticare massaggi e
trattamenti per il corpo.
Allinterno della riserva, il
Fauna Rescue Center gesti-
sce una struttura dove pro-
teggere e gestire la fauna e
le specie animali confscate
nella aree urbane che qui
possono invece vivere indi-
sturbate. Anche i prezzi sono
di lusso: una notte nella
splendida palaftta costa da
500 euro a persona fno a
oltre 1.200 euro.
Per info: www.inkaterra.com;
sales@inkaterra.com.
Prezzi Alti
Mnemba Island Lodge Tanzania
Inkaterra Reserva Amazonica Per
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Consapevole 75
P
ur continuando ad
assistere su tutto il
territorio nazionale
alla nascita di comi-
tati contro vari tipi
di centrali energetiche (a carbone,
geotermiche, nucleari) ogni due
mesi tutti i valenti attivisti di comi-
tato (io per primo) passano alluf-
fcio postale a pagare la bolletta a
Enel. Cercando quindi soluzioni
al problema che fossero radicali e
defnitive, ho preso in esame due
testi usciti da poco sulla questio-
ne: Lenergia che ho in mente, a
cura di un gruppo di ingegneri,
pubblicato da Altreconomia, e
Energia verde in Italia scritto dal
noto giornalista scientifco Roberto
Rizzo e uscito per i tipi di Edizione
Ambiente.
I due libri affrontano la questione
della disponibilit di energia verde
nel nostro Paese, cosa si intende
con questo termine, chi la vende,
come si compra, come scegliere il
proprio fornitore e come districarsi
tra le offerte per risparmiare dena-
ro e tutelare lambiente.
Sulle energie verdi della grande
distribuzione energetica per-
lomeno dal quadro che emerge
da questi testi non si possono
riporre grandi speranze. Sulle circa
trenta societ analizzate (che sono
le maggiori e che possono fare da
referenti sul mercato nazionale)
non ci sono scelte etiche coerenti
praticabili a cuor leggero. Trion-
fa larte del compromesso, ma
niente di veramente innovativo
brilla sotto il sole: Quasi tutti gli
operatori si limitano a offrire ener-
gia verniciata di verde, usando
i certifcati RECS (Renewable
Energy Certifcate System, ndr) il
cui utilizzo rende lenergia un po
meno costosa ma non porta alcun
miglioramento diretto alla qualit
dellambiente (Lenergia che ho
in mente, p. 33). I RECS sono titoli
validi in tutta Europa che attestano
la produzione di energia elettrica
da fonte rinnovabile per una taglia
minima pari a 1 MWh. Immessi e
scambiati sui mercati internaziona-
li e poi venduti, i RECS diventano
un ricavo aggiuntivo per questo
tipo di generazione, cos da render-
la pi competitiva rispetto alla pro-
duzione con fonti fossili o nucleare.
In realt si tratta, nella quasi tota-
lit dei casi, di energia prodotta in
centrali idroelettriche vecchie di
anni e il consumatore non ha alcu-
na garanzia che con la sua scelta
lambiente venga migliorato.
I produttori di energia verde
analizzati sono societ (spesso
multinazionali) intrecciate tra
loro da interessi vari. Possiamo
avere lillusione di cambiare, ma
se si aprono le scatole cinesi delle
propriet nulla cambia: nucleare,
carbone, rifuti fanno capolino
ovunque, perch queste multina-
zionali producono primariamente
e in grande quantit energie di
questo tipo. Probabilmente lunica
vera alternativa energetica (oltre
al risparmio, ovviamente da pra-
ticare selvaggiamente) quella
di prodursi lenergia che serve da
s, ma il percorso non di facile
realizzazione per tutti e forse solo
lincrocio tra la ricerca tecnologica
indipendente e gli stili di vita potr
aiutarci a fare il grande passo del
decentramento della produzione e
dellautogestione dellenergia.
Cosa Leggere
Energia verde: esiste
davvero in Italia?
Valerio Pignatta
Cosa leggere
Cercalo su:
www.macrolibrarsi.it
Gruppo Elettrogeno (a cura del)
Lenergia che ho in mente
Altreconomia, 2010
Roberto Rizzo
Energia verde in Italia
Edizioni Ambiente, 2009
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76 Consapevole
Eventi, Corsi, Formazione
Aprile/ giugno 2011
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EVENTI
12 / 15 maggio
RiminiWellness
Lenergia prende corpo
Rimini
Si accendono i motori di RiminiWellness,
la grande kermesse regina del fitness,
benessere e sport organizzata da Rimini
Fiera. Levento si svilupper su 14 padi-
glioni espositivi del quartiere fieristico
riminese e sulla riviera romagnola (50
km di costa in movimento coinvolta).
Da questanno, allinterno della mani-
festazione si svolger anche Thermalia
Salone del Turismo Termale, una
sezione dedicata al vasto comparto
dellindustria termale nazionale ed inter-
nazionale. E torna RIABILItec, la sezio-
ne dedicata alle scienze e alle tecnolo-
gie per la riabilitazione e la rieducazione
motoria, giunta alla terza edizione. Vivi
Consapevole sar presente allinterno
dello stand del Gruppo Editoriale Macro;
venite a visitarci!
Per info e contatti: 0541 744255
oppure infovisitatori@riminifiera.it
20 / 22 maggio
Terra Futura
Firenze, Fortezza da Basso
Prende il via lVIII edizione di Terra
Futura, la manifestazione che vuol far
conoscere e promuovere tutte le inizia-
tive che gi sperimentano e utilizzano
modelli di relazioni e reti sociali, di
governo, di consumo, produzione, finan-
za, commercio sostenibili: pratiche che,
se adottate e diffuse, contribuirebbero a
garantire la salvaguardia dellambiente
e del pianeta, e la tutela dei diritti delle
persone e dei popoli. Vieni a cercare
lo stand del Gruppo Editoriale Macro
in fiera.
Per informazioni e contatti:
www.terrafutura.it.
20 aprile
Corso di Yoga Kundalini
Cesena (FC)
Anna Santoro (Dharma Kaur) terr una
serata introduttiva sullo Yoga Kundalini
mercoled 27 aprile 2011 presso la
sede del Gruppo Editoriale Macro, in
via Bachelet 65 a Cesena. Lo yoga
Kundalini intenso movimento, musica
e danza, canti e mantra, respiro consa-
pevole, meditazione, mudra e molto altro.
Questa pratica in grado di risvegliare
energie addormentate e rivitalizza, toni-
fica e rinforza organi, ghiandole, muscoli
e tessuti grazie a tecniche ed esercizi.
Dopo la serata introduttiva esperienziale
gratuita del 20 aprile, chi interessato
a proseguire lesperienza dello Yoga
Kundalini potr iscriversi allincontro set-
timanale che si terr ogni mercoled a
partire dal 27 aprile, in due diverse fasce
orarie: dalle 18.00 alle 19.30 oppure
dalle 20.00 alle 21.30. Le lezioni prose-
guiranno fino alla fine di giugno.
Per info, contatti e costi: 0547 345238
eventi@macroedizioni.it
25 / 29 maggio
Progettare un orto sinergico
Fattoria dellAutosufficienza
Paganico, Bagno di Romagna (FC)
Antonio De Falco, insegnante della Scuola
di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip,
membro dellAssociazione Basilico, terr
un interessante corso di cinque gior-
ni su come costruire un orto sinergico.
Lagricoltura sinergica un metodo di
coltivazione elaborato dallagricoltrice spa-
gnola Emilia Hazelip e si basa sul principio
che, mentre la terra fa crescere le piante,
le piante creano suolo fertile attraverso i
propri residui organici che lasciano e la
loro attivit chimica, insieme a microrga-
nismi, batteri, funghi e lombrichi. Il corso
che si terr presso la Fattoria dellAutosuf-
ficienza sulle colline dellAppennino roma-
gnolo si strutturer con lezioni pratiche sul
campo e lezioni teoriche allinterno della
yurta. Per partecipare richiesta liscrizio-
ne allassociazione.
Per info e contatti: Elena Parmiggiani, cell.
3482818219; elena@autosufficienza.com.
25 giugno / 8 luglio
Corso di progettazione in Permacultura
Fattoria dellAutosufficienza
Paganico, Bagno di Romagna (FC)
Saviana Parodi, John Button, Maria Luisa
Bisognin e Luca Denti terranno un corso
suddiviso in 14 giornate alla fine del quale
sar rilasciato un certificato internaziona-
le riconosciuto. Durante il corso, che si
tiene nella Fattoria dellAutosufficienza a
Paganico, nei pressi di Bagno di Romagna
(FC), i partecipanti potranno imparare a pro-
gettare un campo secondo i principi della
Permacultura, il metodo di progettazione
di eco-sistemi umani sostenibili. Riguarda
gli abitanti e gli abitati, le coltivazioni, la pro-
duzione e il divertimento. La Permacultura
mira a rendere stabili i sistemi produttivi,
prevedendo, per i bisogni umani, lintegra-
zione armonica della terra con i suoi abitanti.
Per partecipare al corso necessaria liscri-
zione allassociazione.
Per info e contatti: Elena Parmiggiani, cell.
3482818219; elena@autosufficienza.com.
26 giugno / 3 luglio
Settimana selvatica a Brai Loi
La fattoria didattica Il Giardino di
Pimpinella organizza un seminario pra-
tico ed esperienziale in una zona ancora
intatta e selvatica della Sardegna meri-
dionale, presso lazienda erboristica
Brai Loi, che sorge a pochi passi dal
mare. Le giornate saranno scandite da
passeggiate, arborizzazioni, meditazio-
ni, laboratori pratici con le erbe locali. In
particolare in questo periodo sar possi-
bile raccogliere e impiegare lelicriso, la
ruta, lagnocasto, il mirto, il lentisco, la
maggiorana, il timo e tanti altri fiori ed
erbe officinali.
Per info e iscrizioni: info@pimpinella.it
oppure chiamare Laura al 389 9703212.
CORSI
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Consapevole 77
v Cosa facciamo
Da anni Vivi Consapevole porta avanti un progetto culturale
importante. Autosuffcienza, permacultura, decrescita, cultura
della transizione, abitudine alle buone pratiche, risparmio
energetico, riciclaggio dei rifuti, bioarchitettura e bioedilizia,
terapie naturali, genitorialit sono i nostri temi, le parole chiave
che ci guidano nel lavoro quotidiano, la nostra inesauribile fonte
di energia.
Lapprofondimento con cui trattiamo gli argomenti, la ricchezza
delle informazioni, lo sguardo rivolto alle novit del panorama
internazionale, il contatto diretto con i gruppi, le associazioni, i
movimenti e le persone sono i punti di forza che ci contraddistin-
guono dalle altre pubblicazioni periodiche di matrice ecologista
presente nel panorama editoriale italiano.
vIl nostro pubblico
Un pubblico sempre pi vasto si sta avvicinando ai temi della decresci-
ta, dellautosuffcienza e della permacultura, temi che nellimmediato
futuro conosceranno un notevole aumento dinteresse anche da parte
delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni. I singoli individui
sensibili al tema ecologico nel senso pi ampio del termine; i gruppi
come i GAS (gruppi di acquisto solidali) e i RES (reti di economia
solidale); le associazioni impegnate nella diffusione di nuove forme di
agricoltura (agricoltura sinergica, permacultura, biodinamica); le reti
di diffusione della decrescita; i comuni virtuosi; le citt in transizione;
le imprese completamente rivolte allo sviluppo di economie rispettose
dellambiente sono il pubblico cui Vivi Consapevole si rivolge in
maniera privilegiata.
Scegliendo Vivi Consapevole come partner per la tua pubblicit scegli una realt vita-
le, in grande espansione e in continuo miglioramento; un grande pubblico attento e
ricettivo ad argomenti come la permacultura, lautosuffcienza e lecologia; appoggi
e sostieni il nostro lavoro di divulgazione culturale.
Vivi Consapevole si presenta: ecco la nostra carta didentit!
Vivi Consapevole una rivista trimestrale a colori e illustrata, edita dal Gruppo Edi-
toriale Macro, casa editrice presente sul mercato dal 1987 e oggi leader in Italia nei
settori delle terapie alternative, dellalimentazione naturale e nel body mind spirit.
Alla rivista cartacea si affanca il visitatissimo sito internet
www.ilconsapevole.it con tantissimi iscritti alla newsletter!
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78 Consapevole
ABRUZZO
Avezzano (AQ) - Libreria Panella - via Marconi 50
Chieti - Libreria De Luca - via De Lollis 12/14
Chieti - Adea
Giulianova (TE) - Libreria Ianni - via Gorizia 25
Lanciano (CH) - Cartolibreria Cipolla - via Dalmazia 34/36
LAquila - Libreria Colacchi - via Bafle 17
Ortona (CH) - Moderna - corso Da Tamarete Zona Industriale
Pescara - Naturista Libreria - via Ancona 66
Spoltore - Biopolis - via Europa 4/6

BASILICATA
Matera - Libreria Di Giulio - via Dante 61 f/g/h
Potenza - Libreria Mondadori - via Pretoria 212
CAMPANIA
Avellino - Libreria Guida - piazzale A. Guarino 15/19
Aversa (CE) - Quarto Stato - via Magenta 78/80
Benevento - Alisei Libri - viale dei Rettori 73/f
Benevento - Libreria Guida - via Francesco Flora 13/15
Caserta - Libreria Guida - via Caduti sul Lavoro 29/33
Cava de Tirreni(SA) - L Orto Biologico - via V.Veneto, 318
Ischia Porto (NA) - Imagaenaria - via Giovanni da Procida,13
Napoli - Libreria Guida - via PortAlba 20/23
Napoli - Loffredo Luigi Editrice Libraria - via Kerbaker 19/21
Napoli - Libreria Ghedini - via M.Pietravalle 5
Napoli - Libreria Guida - via Merliani 118/120
Salerno - Libreria Guida - corso Garibaldi 142 b/c
Salerno - LOrto Biologico - viale Luigi Settembrini, 26
Salerno - Ar Libreria - Largo Dogana Regia
Salerno - Libreria Arechi - Largo Cassa Vecchia 6
San Giorgio a Cremano (NA) - Consorzio Vesuvio Libri - via Cavalli di Bronzo 24
Sorrento (NA) - Libreria Tasso - via San Cesareo 96
Sorrento (NA) - La Capsa Libreria - corso Italia 259/D
Torre Del Greco (NA) - Alfabeta Libreria - corso V.Emanuele 134

EMILIA ROMAGNA
Bellaria (RN) - Libreria Papiro - viale Paolo Guidi 118 Bologna(BO)
Libreria Esoterica - Via Castiglione 31
Bologna - Feltrinelli - P.zza Ravegnana
Bologna - Melbook - Via Rizzoli 18
Bologna - Feltrinelli - Via dei Mille
Bologna - Ibis - via Castiglione 31
Bologna - Libreria Irnerio - via Irnerio 27
Bologna - Naturista New-Age - via Degli Albari 2
Borgonovo Val Tidone (PC) - Edicola Tabacchi di Rigoni Paolo - Castelnovo Val
Tidone, 26
Carpi (MO) - La Fenice - via Mazzini 15
Castel San Pietro (BO) - Atlantide - via Mazzini 93
Cesena - Natura e Vita - Via Cavalcavia,805
Cesena - Libreria Bettini - Via Vescovado 5
Cesena - Cappelli Libri - via Carducci 27
Cesenatico (FC) - Katie King - via Da Vinci 26
Cesenatico (FC) - Librincontro - viale Roma 89
Comacchio - Erboristeria Il Fiordaliso - Via Sambertolo,17
Faenza (RA) - Incontro - corso Saff 19/a
Ferrara - Feltrinelli - Via Garibaldi 30/A
Ferrara - MelBookStore - piazza Trento e Trieste 24
Fidenza (PR) - Laura Carandini - via Berenini 74
Forl - Libreria Mega - via Porta Cotogni 18/a
Imola - Libreria Palazzo Monsignani - Via Emilia 71
Lido degli Estensi (FE) - Libreria Le Quercie - via delle Quercie 22
Lugo(Ra) - La Bottega della Natura - vicolo del Teatro, 18
Mantova - Nautilus - piazza 80Fanteria 19
Mirandola (MO) - LAsterisco - via Circonvallazione 4
Modena - Feltrinelli - Via Cesare Battisti 17
Modena - Terra e Sole - via Albinelli, 13/a
Modena - Libreria Nuova Tarantola - via Canalino 35
Modena - Scienza dei Magi - viale Storchi 339/341
Parma - Feltrinelli - Strada della Repubblica 2
Parma - Sessanta BPM - via Balestrieri 2
Piacenza - Scrivani Antonella - via Stradella 27/a
Piacenza - Lalbero del Pane - via X Giugno, 80
Piacenza - Libreria Internazionale Romagnosi - via Romagnosi 31
Porretta Terme (BO) - L Arcobaleno - via Mazzini 58
Ravenna - Libreria Gulliver - via Diaz 17-19-21
Ravenna - Modernissima - via Ricci 35
Ravenna - Macrolibrarsi Point - Gruppo Anima - via Ravegnana 146
ReggioEmilia - Associazione Mag 6 - Via Vincenzi 13/A
ReggioEmilia - Libreria allArco - Via L. C. Farini 1
Reggio Emilia - Libri e Libri - piazza della Vittoria 1/c
Repubblica San Marino - Isola del Libro - via 3 Settembre 17
Riccione (RN) - Libreria Mondadori - viale Gramsci 1
Rimini - Terra e Sole - via Bramante, 7/a
Rimini - Libreria Giardino Libri - corso Augusto 205
Rimini - Il Libro e la Vela - largo Boscovich 1
Rosola di Zocca - Campeggio Montequestiolo
Salsomaggiore (PR) - Libreria Mondadori
Sassuolo (MO) - Incontri - p.zza Libert 29
Serravalle (RSM) - Leonardo - via Moretti 23
Vignola (MO) - La Quercia dellElfo - via Bonesi 1/b
Villalta di Cesenatico - Leonardo - Via del Tigli 1/c
FRIULI VENEZIA GIULIA
Cividale del Friuli (UD) - La Libreria - via Manzoni 3 Gorizia Antonini - corso
Italia 51/a
Gorizia - Libreria del Centro - via Codelli 1
Gorizia - Antonini - via Mazzini 16
Monfalcone (GO) - Rinascita - viale San Marco 29
Santa Croce(TS) - Naturalia - Loc.Santa Croce,204
Torreano di Martignacco (UD) - Libreria Mondadori - centro Comm. Fiera
Trieste - Libreria Borsatti - via Ponchielli 3
Trieste - La Bancarella - via dellIstria 14
Trieste - Libreria Svevo - c.so Italia 9
Trieste - New Age Center - via Nordio, 4/c
Trieste - La Fenice - via Battisti 6
Udine - Carducci - piazza XX Settembre 16
Udine - Cebi Centro Ecobiologico - Via Tricesimo,254 Udine
Udine - Aurora - Via Bersaglio,7
Udine - Moderna - via Cavour, 13
Udine - Librincentro - via Viola 2

LAZIO
Albano Laziale (RM) - Il Cartolibro - via Donizetti 14/A
Frascati (RM) - Libreria Cavour - piazza S.Pietro 10
Genzano (RM) - The Book di Ventucci - viale Buozzi 15
Ladispoli (RM) - Libreria Scritti e Manoscritti - via Ancona 180
Latina - Cartoleria LApprodo - corso Matteotti 3
Nettuno (RM) - Misteri Libri - via De Gasperi 5
Ostia (RM) - Libreria Europa - via Delle Baleniere 167
Rieti - Libreria Gulliver - via Roma 61
Roma - Arion Euroma 2 - Centro Commerciale Euroma 2
Roma - Il Salice - via Reggio Emilia, 61/a
Roma - Arion Porta di Roma - Centro Commerciale Porta di Roma
Roma - Arion Prati - via Pierluigi da Palestrina 1-3-5
Roma - Libreria Gabi International - via Gabi 30/a
Roma - Il Mercatone del Libro - via Mingazzini 1/b
Roma - Shanti Libreria - via dei Gergofli 67
Roma - La Romanina - via E.Ferri
Roma - Libreria Arethusa - via della Primavera 89/101
Roma - Libreria Doppiagi - via Duccio di Boninsegna 30
Roma - Libreria Eritrea - viale Eritrea 72/m-n
Roma - Libreria Minerva - piazza Fiume 57
Roma - Libreria Mondonuovo - Centro Comm. Cinecitt 2
Roma - Libreria Mt. Cicerone - sottopassaggio Largo Chigi -
Roma - Libreria Nuova Europa - via Mario Rigamonti 100
Roma - Libreria Scuola e Cultura - via Ugo Ojetti 173
Roma - Libreria Scuola e Cultura - CC Dima Shopping - via della Bufalotta 548
Roma - Libreria Tiburtina - via Tiburtina 541
Roma - Libreria Village - viale Parco de Medici 131
Roma - Libreria La Conca DOro - via Conca dOro 337/339
Viterbo - Libreria dei Salici - via Cairoli 35

LIGURIA
Albenga (SV) - Libreria San Michele - via Episcopio 1
Arenzano (GE) - Libreria Capello Sabina - via Capitan Romeo 75-77-79
Chiavari (GE) - Ars Nova - piazza Roma 48-49
Diano Marina (IM) - Biblos - via Colombo 22
Finale Ligure(SV) - Cento Fiori - via Ghiglieri, 1
Genova - Assolibro - via San Luca 58/r
Genova - Synestesia - via M Novaro,2, 4, 6
Genova - Buenos Aires - corso Buenos Aires 5/r
Genova - Cadorna - sottopassaggio Cadorna
Genova - Porto Antico Libri - area porto Antico
Imperia - Assolibro - via Bonfante 42
La Spezia - Contrappunto - via Galilei 17
Recco (GE) - Libreria Capurro - passo Assereto 5
Sanremo (IM) - Garibaldi - corso Garibaldi 26
Sarzana(SP) - Il Raggio Verde - Piazza Matteotti,36
Savona - Leggio - via Montenotte, 34
Savona - Moneta - via Boselli 8/r

LOMBARDIA
Bergamo - Shesat - via San Bernardino 15/c
Brescia - Il Velo di Maya - via Rodi 73
Busto Arsizio (VA) - Libreria Boragno - via Milano 4
Castiglione delle Stiviere - Mare Nostrum - via Desenzani, 1
Como - Meroni - via Vittorio Emanuele II - 71
Cremona - Spotti - corso Matteotti 41
Lecco - Internazionale Cavour - via Cavour 48
Lodi - Libreria Del Sole - via XX Settembre 26/28
Lugano (CH) - Waelti - quartiere Maghetti
Mantova - Libreria Nautilus
Milano - Farmacia Tolstoi - via Tolstoi 17
Milano - Gruppo Anima - galleria Unione 1
Milano - Hoepli - via hoepli 5
Milano - Libreria Alternativa - via dei Transiti 27
Milano - Libreria Ecumenica - piazza San Babila Stazione MM
Milano - Libreria Lirus - via Vitruvio 43
Milano - Puccini - via boscovich 61
Monza - Libri e Libri - via Italia 22
Pavia - Loft 10 - piazza Cavagneria 10
Punti Vendita in cui trovi la rivista
Vivi Consapevole distribuito per abbonamento, in libreria e in punti vendita selezionati
(negozi di alimentazione biologica e naturale, di arredamento ecologico, erboristerie etc.)
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Consapevole 79
Sondrio - Libreria Esoterica Il Faro - via De Simoni 63 -
Tirano - Karlik - via M. Quadrio, 3
Varese - Libreria Del Corso - c.so Matteotti 22/24
Vedano-Olona - Studio profess. Di Binotto Alberto - via Patrioti, 5

MARCHE
Ancona - Libreria Fogola - piazza Cavour 4/5/6
Ascoli - Rinascita - piazza Roma 7
Civitanova Marche (MC) - Libreria Ranieri - p.zza XX Settembre 22
Falconara Marittima (AN) - Libri e Libri - via Flaminia 508
Jesi (AN) - Libreria Incontri - costa Mezza Lancia 1
Macerata - Cavour - via 24 Maggio 3
Osimo (AN) - Non Solo Libri - via Marco Polo 124
Pesaro -Libreria Bonali - viale Repubblica 36
Pesaro - Pesaro Libri - piazzale I Maggio 4
Porto San Giorgio (AP) - Don Chisciotte - viale Cavallotti 145
San Benedetto del Tronto (AP) - La Bibliofla - via Ugo Bassi 38
Senigallia (AN) - Sapere Uffcio - via Maierini 10
Serra de Conti - Urluberl srl - via Mannucci, 10

MOLISE
Isernia - Libreria della Corte - via Giovanni Berta
Termoli (CB) - Libreria Il Ponte - corso Nazionale 178
PIEMONTE
Alessandria - Libreria Fissore - piazza Libert 26
Arona (NO) - Librami - corso della Repubblica 106
Asti - Parola di Passo - via XX Settembre 26
Biella - Il Libro - via Losana 6/c
Cuneo - Libreria Janus - p.zza Europa 24
Cuneo - LIppogrifo - c.so Nizza 1
Ivrea (TO) - La Libreria - corso Cavour 11
Novara - La Libreria - via Rosselli 13
Torino - Libreria Orsa maggiore - Corso Giulio Cesare, 56/bis
Torino - Arethusa - via Po 2
Torino - Psiche 2 - via Monginevro 11/a
Torino - Setsu Bun - via Cernaia 40/m
Torino - Verde Libri - via Nizza 133
Verbania - Margaroli - corso Mameli 55
Vercelli - Nutrilamente Libri e non Solo - corso Libert 131/a
Villar Dora - Erboristeria le Tre Nature - via SantAmbrogio, 94

PUGLIA
Bari - Libreria Roma - piazza Aldo Moro 13
Andria (BA) - Libreria Guglielmi - via G. Bovio, 76
Bari - Libreria La Terza - via Sparano 136
Bari - Nuova Editoriale Scientifca - Viale Ennio 10/B
Bari - Quintiliano Libreria - via Arcidiacono Giovanni 9
Cosenza - Nova Domus Luce - corso dItalia 74/84
Fasano (BR) - Libri e Cose - via del Calvario 29
Foggia - Dante Libreria - via Oberdan 1
Gioia Del Colle (BA) - Minerva Libreria - via Carlo Soria, 25
Lecce - Libreria Liberrima - corte dei Cicala 1
Locorotondo (BA) - LApprodo - piazza Mitrano 5
Lucera (FG) - Libreria Catapano - viale Dante,1
Maglie (LE) - Universal Service - via Ospedale 24
Manduria (TA) - Caforio - via Borsellino 7/13
Martina Franca (TA) - Libreria Colucci - via Paisiello, 27
Sava(TA) - Bottega del Mondo - via Vittorio Emanuele, 68
Taranto - Dickens Libreria - via Mezzetti 17
Taranto - Filippi Libreria - via Nitti 8c
Trani (BA) - La Maria del Porto - via Statuti Marittimi 44
SARDEGNA
Cagliari - Il Portale - viale Regina Margherita 63
Alghero (SS) - Libreria Il Manoscritto - via Pascoli 43/45
Cagliari - Libreria Piazza Repubblica - piazza Repubblica 23
Cagliari - Ecopharm srl - via Giaime Pintor, 17/17a
Cagliari - Libreria Succa - via Grazia Deledda 34/36
Carbonia - Bottega dello Studente - via Gramsci 12
La Maddalena (OT) - Libreria dell Isola - corso Vittorio Emanuele 14
Nuoro - Libreria Novecento - via Manzoni 26
Nuoro - Liber Libreria - via Deffenu 49
Olbia - Libreria dell Isola - corso Umberto I - 154
Oristano - Libreria Canu - via De Castro 20
Sassari - Libreria Max 88 - via G.Asproni 26/b
Sassari - Messaggerie Sarde - piazza Castello 11
Sassari - Koin Libreria Internazionale - via Roma 137
Tempio Pausania (OT) - Libreria Max 88 - piazza Gallura 1
SICILIA
Agrigento - De Leo - via XXV Aprile 210
Agrigento - Libreria Traversa - Via Dante, 29
Alcamo (TP) - Edicola Libreria Pipitone - viale Europa 68
Bagheria (PA) - Libreria Interno 95 - prosecuzione via Dante 95
Barcellona P. di G. (ME) - Gutenberg - vicolo San Sebastiano 24
Catania - Libreria Cavallotto - viale Ionio 32
Catania - Libreria Cavallotto - corso Sicilia 91
Enna - Minerva - via Roma 383
Giarre (CT) - La Senorita - corso Italia 132
Marsala - Libreria Mondadori - piazza della Repubblica 5
Messina - Libreria Bonanzinga - via dei Mille 110
Messina - Libreria Ciofalo - p.zza Municipio 67
Noto (SR) - Liber e Liber - via Ruggero Settimo 17
Palermo - Libreria Campolo - via Campolo,86/90
Palermo - Libreria Pegaso - via Notarbartolo 9/f
Palermo - Voglia di Leggere - via Pacinotti 42
Palermo - La Rosa dei Sapori - piazza Diodoro Siculo 1-1/A
Palermo - Modus Vivendi - via Quintino Sella 79
Ragusa - Flaccavento - via Rapisardi 99
Reggio Calabria - Nuova Ave - corso Garibaldi 106
Siracusa - Diana - corso Gelone 57
Trapani - Libreria Lo Bue - via Fardella 72
Trapani - Libreria Salve - via Manzoni,15
Trapani - Del Corso - corso Vittorio Emanuele 61
TOSCANA
Arezzo - Edison Bookstore - via G. Verdi 22
Arezzo - Sapore di Sole - via Po, 30
Cast. Della Pescaia - Erboristeria della Maremma - via Porto Canale, 9
Cecina (LI) - Lucarelli - corso Matteotti 93
Cerbaia(FI) - Il flo di Paglia - via Empolese, 220/A
Empoli (FI) - Libreria Rinascita - via Ridolf 53
Firenze - Libreria Edison - piazza Repubblica 27
Firenze - Libreria Martelli - via Martelli 22/r
Firenze - La Tua Erboristeria - via C. Franceschi F. 12/R
Grosseto - Biblioth - via Cavour 9
Grosseto - Erboristeria il Cielo Stellato - via Solferino 10
Grosseto - Palomar - Corso Carducci 67/b-c
Livorno - Belforte - via Grande 91
Livorno - Gaia Scienza - via Di Franco 12
Lucca - Lucca Libri - corso Garibaldi 54
Lucca - Edison Bookstore - via Roma ang. via Cenami
Lucca - Libreria Mondadori - via Fillungo 211
Massa - Libri in Armonia - via Angelini 19
Montecatini T. (PT) - Vezzani - via Solferino 9
Orbetello (GR) - Libreria Bastogi - corso Italia 25
Piombino (LI) - Bancarella - via Tellini, 21
Piombino (LI) - La Fenice - via Petrarca 16/a
Pisa - Pietrobelli - via B. Croce 71
Pistoia - Edison Bookstore - via degli Oraf 64
Pistoia - Libreria Orsini - via Fiorentina, 69
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Belluno - Libreria del Centro - piazza dei Martiri 14/a
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Pordenone - Le Risorgive - Piazzale S.Lorenzo,14
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Pordenone - Libreria Al Segno - via Oberdan 7
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Portogruaro (VE) - Libreria Al Segno - calle delle Beccherie 8
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Treviso - Supermercato del Libro - via Castellana 37/l/m
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Venezia - Goldoni - calle dei Fabbri 4742/43
Verona - Il Cerchio della Luna - via Bassani 84
Verona - Libreria Gheduzzi - corso S.Anastasia 7
Vicenza - Libreria Galla 1880 - corso Palladio 11
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