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Dott. Giuseppe Vitale Dott.ssa Francesca Modonese http://medicinanaturale.oneminutesite.it/

GLI ANTIOSSIDANTI Un aiuto dalla natura per mantenere in piena efficienza il nostro corpo

Il corpo umano una macchina meravigliosa, riflesso della Natura che ci circonda, in cui tutte le funzioni biochimiche, dalle pi strutturate alle pi semplici, partecipano al mantenimento dell'omeostasi cellulare (dal greco - simile stabilit). Non ancora luogo comune, per, riconoscere al corpo anche la capacit di auto-ripararsi grazie ad un modello esatto, unico e in continuo rinnovamento, in cui alcune cellule muoiono e vengono rimpiazzate da altre, grazie a dei precisi sistemi di protezione endogeni. In particolare ci possono essere delle reazioni biochimiche anomale all'interno della cellula che portano danni ai lipidi, i costituenti delle membrane cellulari, con conseguenti alterazioni sia delle funzioni enzimatiche che tessutali, danneggiando il materiale genetico, le proteine strutturali (collagene, acido ialuronico, ) e quelle regolatorie (enzimi, ormoni, ), portando danni strutturali e funzionali alla cellula.

La cellula quindi soggetta ad un complicato meccanismo biochimico che prende il nome di stress ossidativo che non d luogo a manifestazioni cliniche proprie, n soggettive n oggettive, ma che, per mancanza di sufficienti difese antiossidanti o per eccessiva produzione di radicali, subisce lattacco delle specie reattive dellossigeno facendo fatica a ripararsi. E evidente quindi che un'azione antiossidante sufficientemente elevata aiuterebbe i naturali sistemi di difesa contro l'attacco dei radicali e la capacit di autoripararsi. Inquinamento ambientale, dieta sbilanciata, fumo di tabacco, droghe, alcol, scarsa attivit fisica e stress psico-emotivo sono sicuramente fattori che inficiano in maniera assolutamente negativa la nostra barriera antiossidante predisponendoci all'attacco dei radicali liberi e quindi all'insorgenza di uno squilibrio dei fisiologici e naturali sistemi di regolazione di base cui sottende il benessere del nostro organismo.

Ma cosa sono i radicali liberi? Nelle cellule del corpo umano, cos come in ogni organismo aerobico, avvengono processi biochimici che consumano ossigeno per la generazione di energia. Dal processo di utilizzazione dellossigeno (ossidazione), si producono tuttavia dei prodotti di scarto potenzialmente dannosi: i radicali liberi. I radicali sono composti instabili e altamente reattivi, in quanto presentano uno o pi elettroni spaiati nellorbitale pi esterno responsabili del danno ossidativo a carico di macromolecole biologiche, come DNA, carboidrati e proteine. Questi composti agiscono come ossidanti, ovvero sono in grado di donare latomo di ossigeno instabile ad altre molecole che, di conseguenza, diventano a loro volta instabili e cercano un altro elettrone da altre molecole, innescando cos un meccanismo di instabilit a catena. Lalta reattivit dei radicali liberi pu causare reazioni spesso indesiderate e lesive per le cellule e, quindi, per i tessuti e per gli organi (Mitscher et al.,1997; Cestaro, 1994; Wisemann et al., 1996; Berliner et al., 1996).

Tra le molecole altamente reattive rientrano le specie reattive dellossigeno (ROS), come lanione superossido, il radicale idrossilico, il radicale perossidico e lossido dazoto, nonch specie non radicaliche, come il perossido didrogeno, lossigeno singoletto, lacido ipocloroso e lozono. Il radi -

cale idrossilico il ROS pi reattivo e dannoso nei sistemi biologici. Tale radicale generato dalla reazione dello ione ferroso (Fe++) con il perossido didrogeno. In questo processo, noto come reazione di Fenton, la quantit di radicale prodotto direttamente proporzionale alla concentrazione di ferro o rame. I ROS sono continuamente prodotti nellorganismo come conseguenza dei normali processi metabolici. Esistono varie specie di ROS, che possono essere distinti in:
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Radicali: molecole che contengono almeno un elettrone spaiato Non-radicali: composti reattivi capaci di ossidare biomolecole

La produzione endogena di ROS ha luogo principalmente nei mitocondri, dove avvengono i processi ossidativi con trasporto di elettroni (respirazione cellulare) nei quali l'ossigeno funge da accettore finale di elettroni per la produzione di energia. L'ossigeno, quando svolge azione ossidante, viene esso stesso sottoposto ad una serie di riduzioni in cui sottrae elettroni ad altre molecole, dando luogo ad una serie di intermedi radicalici. I ROS sono prodotti anche dal metabolismo degli acidi grassi poliinsaturi a partire dall'acido arachidonico, durante la produzione degli eicosanoidi (prostaglandine, trombossani e leucotrieni), molecole che svolgono importanti funzioni a livello dell'apparato vascolare. Un altro caso in cui la produzione di radicali liberi considerata fisiologica ed utile all'organismo quello che si realizza nei macrofagi, in cui il radicale superossido viene utilizzato come "killer" contro batteri e virus patogeni. Oltre ai meccanismi en dogeni, i fattori che causano la produzione di radicali liberi sono: stress, diete sbilanciate, alcool, fumo, intenso esercizio fisico, inquinamento e raggi solari. Un eccesso cellulare di ROS contribuisce ai processi di invecchiamento (Van Der Loo et al., 2003) ed implicato nello sviluppo del cancro e di malattie croniche, neurodegenerative e cardiovascolari, quali ischemia, sclerosi multipla, arteriosclerosi, cataratta, diabete, epatiti, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, dermatiti e distrofia muscolare. (Halliwell et al.,1990; Ames et al., 1992; Cestaro, 1994; Chen et al., 1995; Stocker, 1999; Benzie, 2000).

E gli antiossidanti? Gli antiossidanti costituiscono un insieme chimicamente eterogeneo di sostanze capaci di contrastare o annullare lazione ossidante dei radicali liberi e delle specie chimiche a questi correlati. Per antiossidante intendiamo quindi qualsiasi sostanza che, presente in concentrazione molto bassa rispetto a quella di un substrato ossidabile, in grado di ritardare o inibire significativamente los sidazione di quel substrato (Halliwell & Gutteridge, 1989). In base alla natura della loro origine, i sistemi enzimatici antiossidanti possono essere suddivisi in endogeni o esogeni, a seconda che rispettivamente vengano prodotti dal nostro organismo o debbano essere introdotti dallesterno, per esempio attraverso lalimentazione.

Antiossidanti endogeni Sono endogeni, anzitutto, i tre principali enzimi schierati contro leccesso dei radicali liberi dellossigeno superossido-dismutasi (SOD), glutatione perossidasi (GPx), catalasi (CAT) ed una serie di agenti idrosolubili o liposolubili distribuiti sia allinterno delle cellule che nei uidi extracellulari, quali il glutatione, la lattoferrina, la trasferrina, la ceruloplasmina, lalbumina, la bilirubina e lacido urico, tutti normali prodotti del metabolismo corporeo. Il GLUTATIONE (L-glutatione) il pi potente ed importante fra gli antiossidanti prodotti dallorganismo. Il glutatione una combinazione dei tre aminoacidi (tripeptide) cisteina, acido glutammico e glicina. Combatte linvecchiamento attraverso due vie principali : lintestino ed il sistema circolatorio. E' un potente antiossidante, cio un disattivatore di radicali liberi con una spiccata azione anti-invecchiamento, protegge le cellule, i tessuti e gli organi del corpo riuscendo a mantenerlo giovane.

Il glutatione ha, inoltre, una grande capacit disintossicante grazie alla sua facolt di chelare i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio; li trasporta via eliminandoli dal corpo. In alcuni studi fatti sugli animali stata dimostrata un'azione antitumorale del L-glutatione. Il glutatione aiuta il fegato a disintossicarsi ed a prevenire possibili danni causati dall'eccessivo consumo di alcool. E' pi efficace della vitamina C nel migliorare l'utilizzo e la biodisponibilit del ferro, neutralizzando gli effetti tossici di alcuni agenti esogeni come i nitriti, nitrati, clorati, derivati del benzolo, derivati del toluolo, anilina etc. Questi elementi danneggiano l'organismo con un meccanismo insidioso: producono un'ossidazione del ferro trasformandolo dalla sua naturale forma ferrosa (Fe2+) nella forma ferrica (Fe3+) rendendo cos il sangue incapace di trasportare l'ossigeno, causando inoltre un aumento della meta-emoglobina (dal 1/2% fino ad un livello a volte mortale del 20/30%). Il processo di compromissione dell'emoglobina porta ad una sindrome ipossica che causa la morte di tutte le cellule per asfissia, compresi i linfociti T4.

Antiossidanti esogeni La nutrizione svolge un ruolo fondamentale nel mantenere lefficacia delle difese enzimatiche antiossidanti. Molti oligoelementi essenziali, tra cui selenio, rame, manganese e zinco sono coinvolti nella struttura molecolare o nellattivit catalitica di questi enzimi. Un supplemento di questi oligoelementi potrebbe essere utile in caso di documentate carenze dietetiche. Esogeni, quindi come piante medicinali e/o integratori. Si suddividono in 3 gruppi principali - Preventivi: prevengono la formazione di CRS (specie reattive chimiche), prevengono i danni in modo indiretto - Scavenger: bloccano la propagazione delle reazioni ossidative; prevengono la formazione di radicali liberi agendo da agenti chelanti dei metalli. Ioni metallici, quali ferro o rame, sono potenti proossidanti che accelerano lenergia di attivazione delle reazioni di iniziazione dellossidazione lipidica, generando radicali alchilichi a partire da acidi grassi o inducendo la formazione di ossigeno sin goletto (molto pi reattivo del normale ossigeno tripletto presente nellaria che respiriamo) mediata dallanione superossido.

- Chain-breaker: riparano il danno e ricostruiscono la membrana. Agiscono da inattivatori di radicali liberi donando idrogeno o trasferendo un singolo elettrone alle specie radicaliche. Sono composti che, grazie al potenziale di riduzione negativo, sono in grado di fornire ai radicali liberi gli 8elettroni di cui sono privi, ripristinando cos l'equilibrio chimico del sistema in cui agiscono.

Ciascun di questi in grado di bloccare la sequenza indesiderata di eventi chimici che innescata da agenti esogeni (sici, chimici o biologici) e/o endogeni (attivit metabolica) conduce allevento morboso associato allo stress ossidativo (invecchiamento precoce e/o malattie). In particolare, gli antiossidanti preventivi sono agenti che, attraverso vari meccanismi, quali la chelazione dei metalli di transizione (es. EDTA, penicillamina) o il quenching dellossigeno singoletto (es. carotenoidi ascorbato, tocoferoli, carotenoidi, bioflavonoidi, ecc. ) impediscono a monte la generazione di SCO (specie chimiche ossidanti/reattive); in questo modo la sequenza delle reazioni radicaliche a catena non viene proprio innescata. Gli scavenger ed i chain breaker, funzionalmente assimilabili tra loro, sono sostanze chimicamente eterogenee alcune idrosolubili, altre liposolubili, generalmente a basso peso molecolare, che formano, a sostegno della prima linea di difesa, estremamente specica, costituita dagli enzimi (SOD, GPx e CAT), una seconda barriera difensiva, pi aspecica, ma non per questo poco efciente, nei confronti delle SCO. Quindi cedendo equivalenti riducenti(ossia elettroni o atomi di Idrogeno) alle SCO si evita che queste li sottraggano ad altri componenti biochimici essenziali. Alcuni antiossidanti sono, inoltre, in grado di aumentare i livelli delle difese antiossidanti endogene aumentando, ad esempio la trascrizione dei geni che codificano la produzione di enzimi antiossidanti. Tra le pi comuni forme di ossidazione che si osservano in natura vi sono quelle presiedute dal ferro (conversione ferroso-ferrico) e dallacido ipocloroso, e si pu valutare il potere o la capacit antiossidante di qualsiasi soluzione, come il plasma, determinando labilit di questa di riportare il ferro dalla forma ferrica a quella ferrosa (azione riducente) ovvero di contrastare lazione ossidante dellacido ipocloroso.

- Il mitocondrio sede di produzione dei ROS -

E importante per ricordare che il danno ossidativo da ROS non si esplica solo a livello di biomole cole importanti, ma anche a livello di processi regolatori del genoma e del sistema immunitario. Studi su popolazioni, studi clinici e ricerca di base forniscono dati sempre pi convincenti in favore del ruolo degli antiossidanti nella prevenzione e nella terapia di alcune condizioni morbose. Un aumento dellassunzione dietetica di antiossidanti potrebbe essere particolarmente utile in sottogruppi quali le donne in gravidanza, i neonati, i bambini, gli anziani e gli sportivi. Inoltre, grazie al sistema antiossidante che lorganismo umano ha sviluppato esiste la possibilit che diversi composti antiossidanti interagiscano fra loro producendo un effetto sinergico (ad esempio i polifenoli dei semi duva, le antocianidine del riso nero e i fenoli del resveratrolo). La maggior parte degli antiossidanti che si conoscono appartengono al regno vegetale. Molte piante sintetizzano questi composti per soddisfare varie necessit fisiologiche: la difesa contro parassiti, agenti tossici, condizioni ambientali inadeguate, raggi ultravioletti; l'attrazione degli impollinatori (gli antociani e i flavonoidi sono responsabili della colorazione di fiori e foglie); il supporto strutturale (lignina e tannini); la regolazione mediante fitormoni (flavonoidi ed altre sostanze fenoliche semplici). Una funzione particolarmente importante del metabolismo secondario la protezione da stress ossidativo, infatti le piante che hanno uno spiccato metabolismo secondario sono tendenzialmente pi ricche in sostanze antiossidanti.

Gli antiossidanti naturali, ampiamente presenti in alimenti, quali frutti e vegetali, ricadono essenzialmente in tre grandi gruppi: le vitamine, i composti fenolici e i carotenoidi. Lacido ascorbico ed i fenoli sono i pi noti tra gli antiossidanti idrofili, i carotenoidi tra quelli lipofili (Halliwell, 1996). An che alcuni minerali (selenio, rame e zinco), come gi detto sopra, svolgono indirettamente funzioni antiossidanti, poich partecipano alla regolazione di enzimi coinvolti nel meccanismo di difesa antiossidante. I polifenoli sono i principali antiossidanti vegetali ad attivit scavenger e sono presenti nel regno vegetale in numero assai elevato; questa variet dipende dalle numerose reazioni di idrossilazione, glicosilazione, metilazione e polimerizzazione che avvengono durante il processo di biosintesi. Fenoli semplici. Sono caratterizzati dalla presenza di un solo anello benzenico e pertanto rappresentano le strutture pi semplici dei composti fenolici. Tipici di questa categoria troviamo gli acidi idrossiben zoici ,tra cui acido gallico e acido ellagico, questultimo presente nella buccia del Melograno (Punica grana tum), che favoriscono il rallentamento della perossidazione lipidica, la diminuzione dellapoptosi da stress ossidativo ed un attivit scavenger per i radicali liberi.

Tra altri fenoli semplici, ce n uno appartenente alla classe degli stilbeni di nome resveratrolo, un efficace antiossidante a doppio meccanismo d'azione, perch agisce sia come chelante sia come scavanger. Le sue propriet sono superiori a quelle della vitamina C, della vitamina E e del beta carotene, con le quali inoltre mostra unazione antiossidante sinergica. Il resveratrolo maggior mente presente oltre che nelluva anche nelle bacche di Acai (Euterpe oleracea)e nel Poligonum cuspidatum, questultima unantichissima pianta cinese.

Ma oltre al resveratrolo i pi potenti polifenoli ad azione antiossidante sono contenuti negli acini dei semi duva, con una spiccata attivit antilipoperossidante che aumenta la protezione e la riparazione dei fosfolipidi delle membrane cellulari e che inibisce la formazione di jaluronidasi un enzima rilasciato durante i processi infiammatori capace di degradare lacido ialuronico contenuto nei tessuti. Inoltre questi polifenoli oltre ad avere un effetto antistaminico rafforzano le membrane dei macrofagi e dei basofili prevenendo cos lipersensibilizzazione ad inquinanti ambientali. Ultimo ma non per ordine dimportanza loleuropeina, fenolo complesso presente nelle foglie di Ulivo, con ottima capacit di radical scavenger. Riassumendo possiamo dire che lattivit antiossidante dei polifenoli legata allelevato potenziale redox, che consente loro di agire come agenti riducenti, donatori di idrogeno e spegnitori(quencher) dellossigeno singoletto (Kahkonen et al., 1999). In aggiunta, possono agire come chelanti dei metalli (Rice-Evans et al., 1995). La loro attivit antiossidante considerata molto pi grande di quella delle vitamine (Wang et al., 1996).

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I Flavonoidi derivati del benzo--pirone, sono formati da due anelli aromatici (A e B) e da un eterociclo di collegamento In base al tipo di eterociclo, ai suoi sostituenti ed ai sostituenti degli anelli benzenici, i flavonoidi sono suddivisi in: - Antocianidine - Flavonoli - Flavani - Flavanoni - Flavoni - Isoflavoni - Tannini idrolizzabili A tutto il gruppo dei flavonoidi viene spesso dato il nome di vitamina P, vista la loro capacit di ri durre la permeabilit e la fragilit capillare, e leffetto benefico contro la cellulite e la ritenzione idrica. Le antocianidine sono caratterizzate da una carica positiva sullossigeno delleterociclo ossigenato e dal fatto che tutti gli atomi di carbonio sono insaturi. Sono i responsabili della pigmentazione di molti fiori e frutti, in quanto hanno la caratteristica di essere colorati in modo diverso a seconda del pH del mezzo in cui si trovano. Tra le antocianidine pi comuni si ricorda la cianidina, la delfini dina, la peonidina, la pelargonidina, la petunidina e la malvidina. Le loro formule di struttura si dif ferenziano per il tipo di sostituente legato alla struttura base. Sono molto presenti nel Riso nero (Oryza sativa).

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I flavonoli, conosciuti anche come antoxantine, hanno formula C6-C3-C6 e sono caratterizzati da un eterociclo di tipo -pirone. In molti casi sono glicosilati. Il legame glicosidico si forma sul gruppo ossidrile in posizione 3. Le strutture monoglicosilate pi diffuse sono, nellordine: 3-glucoside, 3galattoside, 3-ramnoside e 3-glucoronide. Sono stati isolati pi di 200 agliconi; tra questi, la quercetina, il kemferolo, la miricetina e lisoramnetina sono i pi diffusi (Fig. 9). Il kamferolo e la quercetina glicosilati sono i pi abbondanti in natura, seguiti da rutina, quercetina 3-rutinoside e kemferolo 3-rutinoside. La Qercetina principio attivo presente in ippocastano (Aesculus ippocastanum), iperico

(Hypericum perforatum), semi duva, mirtillo (Vaccinum myrtillus), cappero (Capparis spinosa)pianta che ne contiene la maggior quantit e t verde (Camelia sinensis) considerato un inibitore naturale di vari enzimi intracellulari, tra cui i mediatori dellinfiammazione ed in grado di ripristinare il tocoferolo (vitamina E) dopo che questo si trasformato in radicale libero. Per tali propriet stata estensivamente studiata in campo oncologico sperimentale, nella delucidazione dei meccanismi di proliferazione cellulare e della cancerogenesi, soprattutto a livello prostatico. I flavani hanno formula C6-C3-C6 con leterociclo rappresentato dal pirano. Si distinguono in flavan-3-oli o catechine e flavan-3,4-dioli o leucoantocianidine. A differenza degli antociani, le catechine non sono legate a molecole glucidiche e non hanno gruppi metossili come sostituenti dellanello B. I flavan-3-oli costituiscono il gruppo di flavonoidi pi diffusi nel mondo vegetale. Poich gli atomi di carbonio in posizione 2 e 3 sono asimmetrici, presentano 4 forme otticamente attive e 2 forme racemiche dette catechine ed epicatechine. I Carotenoidi sono molecole lipofile, molte delle quali derivanti dalla struttura isoprenica a 40 ato mi di carbonio. Presentano quindi un sistema di doppi legami coniugati alle cui estremit sono pre senti gruppi ciclici, che possono essere sostituiti da gruppi funzionali contenenti ossigeno. I carotenoidi si distinguono in caroteni, quando la loro struttura presenta solo atomi di carbonio e idrogeno, e xantofille, se possiedono anche funzioni ossigenate. Solo piante, funghi, batteri e alghe sono in grado di sintetizzarli. Tra i pi considerati al momento il Lycopene, un carotenoide a catena lineare presente nel Pomodoro(Solanum lycopersicum), dalla cui ciclizzazione, ad un estremo, si origina l-carotene, mentre per ciclizzazione su entrambe le estremit si ottiene il -carotene, inoltre tra i carotenoidi maggiormente e naturalmente presente nel sangue umano. LAstaxantina,

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carotenoide della famiglia delle xantofille, pigmento rosso presente in numerosi organismi animali e vegetali. I carotenoidi agiscono contro due tipi di ROS: lossigeno molecolare allo stato di singo letto (1O2) ed i radicali perossilici. Inoltre sono effettivi disattivatori di molecole coinvolte nella ge nerazione di radicali liberi e ossigeno singoletto (Truscott, 1990; Young et al., 2001). I carotenoidi agiscono contro lO2 con effetto quenching intervenendo sul trasferimento di energia tra le molecole. Infatti, i carotenoidi sono in grado di ricevere lenergia molecolare dellossigeno singoletto producendo ossigeno stabilizzato e caroteni eccitati allo stato di tripletto. Lefficacia dei carotenoidi come quencher relazionata al numero di doppi legami; pertanto, il -carotene, la zeaxantina,la criptoxantina, l-carotene e, soprattutto, il licopene sono molecole particolarmente attive. La vitamina C comunemente nota come acido ascorbico (-lattone dellacido 2-chetogulonico), caratterizzata da uno spiccato potere riducente. Il suo prodotto di ossidazione lacido L-deidroascorbico. Le piante come Camu camu (Myrciaria dubia), Rosa canina, Kiwi (Actinidia deliciosa), Acerola (Malpighia glabra) ed alcuni organismi animali sono in grado di sintetizzarla apartire dai glucidi, mentre luomo deve introdurla con gli alimenti. Nelle piante coinvolta, insieme alla glutatione-perossidasi, nella detossificazione del perossido didrogeno nei cloroplasti. La vitamina C il pi potente antiossidante idrosolubile presente nel plasma sanguigno e agisce anche come rigene ratore di vitamina E (Niki etal.,1995) e di specie cationiche radicaliche di carotenoidi (Mortensen et al., 2001). Enoto leffetto sinergico delle vitamine E, C e del -carotene come scavengers nei confronti di specie reattive dellazoto (Bhm et al., 1998). Dal punto di vista delle funzioni biologiche, lacido L-ascorbico agisce da cofattore enzimatico, da radical scavenger, nonch da donatore/accettore nel trasporto di elettroni nelle membrane plasmatiche. UBIQUINONE o Coenzima q10 una molecola del gruppo degli ubiquinoni che oltre a diminuire con linvecchiamento la sua produzione risente di tutte le terapie anticolesterolo. una molecola molto lipofila presente in tutte le cellule dellorganismo che interviene nella produzione di energia cellulare. Lorganismo in grado di sintetizzarla attraverso alcuni cibi, come la carne, il pesce, i semi oleaginosi e gli spinaci; viene assorbito in maniera efficace se assunto insieme con un pasto ricco di gras si.

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Lavora in sinergia con le vitamine del gruppo B e la vitamina C facilitando lassimilazione di altri antiossidanti. Uno scarso apporto di vitamine o di altri cofattori indispensabili alla sua corretta sin tesi pu essere causa di una sua carenza. La si trova nei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, dove funge da trasportatore di idrogeno e assicura la corretta respirazione cellulare riducendo il rischio di ossidazione. Partecipa inoltre alla produzione di energia trasportando lidrogeno nelle catene di ossidoriduzione. . . La sua assunzione ben tollerata ed tradizionalmente riconosciuto come un utile coadiuvante in caso di diverse sintomatologie. A dosaggi molto alti viene utilizzato anche per il trattamento di alcune patologie degenerative. Viene considerato una sostanza antiaging per la sua azione contro i perossidi che attaccano il collagene e l'elastina e per la conseguente efficacia contro la perdita di elasticit e quindi la formazione di rughe. un elemento molto importante per la salute di tutti quei tessuti dove maggiore il consumo di energia, come il cuore, i reni e il cervello; essendo un importante cofattore nella produzione di energia cellulare utile per lesercizio fisico, aiuta a mi gliorare la resistenza fisica e la capacit aerobica e contribuisce al mantenimento di un metaboli smo attivo.

LATTOFERRINA una proteina globulare multifunzionale presente nelle secrezioni mucose di tutto l'organismo ed contenuta ad alte dosi nel colostro materno. Come antiossidante endogeno ha svariate propriet, tra cui anche quella di antiossidante preventivo. Svolge la sua potente attivit grazie alla sua capacit di chelare (sequestrare) il ferro libero, impedendo che esso reagisca con i perossidi e li trasformi in radicali liberi altamente lesivi.