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Claudio DellAnna

AIRTeNN
Associazione Italiana per la Ricerca sulle Terapie Neurali e laNeuromodulazione Neuromodulazione

Claudio DellAnna

AIRTeNN

Claudio DellAnna

neuromodulazione, terapie neurali e neuralterapia con anestetici locali


dicembre 2004

Claudio DellAnna

AIRTeNN

per ovvie necessit la vasta materia medica che argomento della trattazione sar affrontata nelle pagine seguenti in forma molto sintetica. L Utente che desideri ricevere ragguagli pi approfonditi su aspetti specifici consultando

www.airtenn.it
potr continuamente aggiornarsi con sempre nuove informazioni, avere notizia di eventi di carattere scientifico, accedere alle fonti bibliografiche e prendere contatto con le numerose figure professionali che svolgono attivit clinica e di ricerca presso AIRTeNN.

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introduzione

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Importanti ricerche iniziate negli anni Ottanta del secolo appena concluso hanno provato che, in particolari situazioni, alcune attivit nervose concorrono in modo determinante a generare condizioni numerose e varie di malattia mentre il pensiero medico era ancora fermo allidea che la funzione del sistema nervoso nei confronti della malattia fosse esclusivamente di tipo omeostatico (cio finalizzata al mantenimento dello stato di salute). Tanto ampie sono state le conferme a questo dato che oggi non c branca specialistica della Medicina che non contempli quale oggetto di ricerca la partecipazione nervosa alle malattie che ricadono sotto la propria area di competenza. La anatomofisiologia degli ultimi duecento anni ci aveva consegnato un sistema nervoso strutturato come una organizzazione piramidale fortemente gerarchizzata. Si era imposta cos la convinzione che tutte le sue attivit dovessero svolgersi esclusivamente in senso ascendente (informazioni nervose dalla periferia tessutale al cervello) e discendente (comandi nervosi dal cervello ai tessuti). Lidea che ne era scaturita di un cervello intelligente e di una vastissima periferia somatica che gli era supinamente assoggettata come uno strumento meccanico con semplici funzioni di esecuzione dei suoi comandi ha lungamente condizionato lo sviluppo di molte conoscenze e la possibilit di godere della disponibilit di nuovi strumenti per la terapia clinica.

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Da poco invece sappiamo che anche la periferia somatica gode di una certa autonomia funzionale ( attivit di rete ) preposta alla soddisfazione delle esigenze biologiche locali ed alla connessione in senso orizzontale di apparati, organi e tessuti fino alle singole cellule. Anche piccole ferite, banali flogosi o cicatrici della estrema periferia somatica che interessino lattivit di rete (col tempo e con la sommazione di altri stimoli) possono determinare profonde modificazioni in vasti settori del sistema nervoso fino a coinvolgere lo stesso cervello, il sistema endocrino ed il sistema immunitario. Abbiamo oggi di fronte una grande sfida sul piano della complessit: riuscire a comprendere al meglio il senso ed il segno delle numerose e diversificate attivit verticali e orizzontali che, in modo integrato e spesso simultaneo, vengono espresse dal sistema nervoso. Alla luce delle evidenze non pu essere confutato che: in stretto concorso coi sistemi immunitario ed endocrino il sistema nervoso pu suscitare o mantenere condizioni varie di malattia a carico di ogni organo, tessuto e apparato; qualora riceva uno stimolo nocivo esso pu agire nella direzione di incrementarne gli effetti (anzich ridurli) e perpetuarli nel tempo (anzich estinguerli) comportandosi di fatto come un complesso manipolatore ed amplificatore di grandezze spazio/temporali nei processi patogenetici.

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La comprensione di questi eventi passa attraverso la formulazione di concetti nuovi come infiammazione neurogenica ed eccitotossicit nervosa che compaiono sempre pi di sovente nelle pubblicazioni mediche senza che le strutture didattiche riescano sempre a stare agevolmente al passo e a soddisfare le legittime esigenze di modelli e di strumenti pi moderni. Si tratta di una realt complessa: eventi diversi (traumi,infezioni, cicatrizzazione, ecc.) possono suscitare nei neuroni attivit capaci di generare a loro volta nuove condizioni morbose. E ancora, come se non bastasse, le stesse attivit patologiche suscitate nei neuroni possono assumere forme varie e articolate. Ad un certo stadio per tanta complessit viene semplificata poich, per quanto numerose e varie, tutte le attivit nervose patologiche esitano sempre e comunque in ununica condizione di eccitazione anomala: la depolarizzazione. Lo sviluppo di questo modello neurofisiopatologico ha permesso di elaborare strategie terapeutiche completamente nuove. Mentre le comuni terapie farmacologiche tendono ad opporsi a ci che i sistemi biologici esprimono come sintomi (e questo troppo spesso a costi non irrilevanti: malattie iatrogene, farmacodipendenza, elevate spese sociosanitarie ) la possibilit di agire direttamente sulla depolarizzazione significa cessare di rincorrere i sintomi e correggere ci che li genera.

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Infatti, nei tanti casi in cui la depolarizzazione pu essere corretta, accade non di rado che le dinamiche patogenetiche a sostegno di molte malattie perdono la capacit di autoalimentarsi e di svilupparsi (o almeno riducono di molto la loro aggressivit) con rilevanti ricadute sul piano del recupero dello stato di salute. Tutto ci introduce agevolmente al concetto di neuromodulazione: stabile correzione del profilo funzionale di alcune attivit nervose (anzitutto la depolarizzazione) che realizzano o concorrono alla realizzazione delle condizioni di malattia. Anche se il concetto di neuromodulazione implica sicuramente anche altri aspetti oltre a quelli citati, sar qui di fatto impiegato col significato di correzione della depolarizzazione nervosa.

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Bench siano capaci di esprimere funzioni molto varie e sofisticate tutti i neuroni (le cellule nervose) possono precipitare in un grave stato di sofferenza a seguito di stimoli nocivi numerosi e assai diversi:

trauma

ipossia

infezione infiammazione cicatrizzazione

neurone

ustione elettrocuzione

ecc.

causticazione

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Una delle prime tappe di questa condizione di sofferenza del neurone costituita dalla cosiddetta depolarizzazione

trauma

ipossia

infezione infiammazione cicatrizzazione

neurone

ustione elettrocuzione

ecc.

causticazione

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La depolarizzazione si verifica per ingresso eccessivo del sodio e del calcio nel neurone e per luscita del potassio. In tal modo la membrana cellulare perde il suo fisiologico potenziale elettrico e, per lappunto, si depolarizza.

trauma
sodio

ipossia
potassio

infezione infiammazione cicatrizzazione

neurone
calcio sodio

ustione elettrocuzione

causticazione

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Poco dopo il suo esordio la depolarizzazione induce a carico dello stesso neurone ulteriori complessi processi di sofferenza detti processi eccitotossici. Questi si attivano perch il neurone depolarizzato esprime sostanze che, oltre un certo limite, gli risultano nocive. Esse sono il glutammato e i derivati reattivi dellossigeno.

sodio

potassio

neurone

glutammato
derivati dellO2

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Oltre che aggravare lo stato di salute dello stesso neurone che aveva dato avvo alla descritta serie di eventi questo processo tende poi a coinvolgere un numero crescente di altri neuroni. Si verifica cos la progressiva estensione della eccitazione patologica e della depolarizzazione anche a neuroni molto distanti da quelli in cui la dinamica aveva preso origine.

sodio

potassio

neurone

glutammato
derivati dellO2

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Ma c ancora altro! Tra sistema nervoso e sistema immunitario esistono relazioni funzionali strettissime che fino a poco fa non conoscevamo: i due sistemi comunicano mediante una complessa messaggeria biochimica (citochine, prostaglandine, neurotrasmettitori, ecc) con la quale sono in grado di attivarsi reciprocamente !

sodio

potassio

neurone
calcio sodio

sistema immunitario

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La depolarizzazione nervosa pu cos suscitare e perpetuare facilmente forme numerose e quanto mai diversificate di infiammazione neurogenica in ogni organo, tessuto, apparato e persino nellambito dello stesso sistema nervoso. Ecco il motivo per cui correggere la depolarizzazione nervosa pu consentire il controllo di tanti processi infiammatori, spesso pi efficacemente di qualsiasi farmaco. sodio potassio

neurone
calcio sodio

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Le recenti evidenze scientifiche non fanno che confermarci che alla depolarizzazione nervosa seguono frequentemente (e non eccezionalmente!) complesse sollecitazioni immunitarie che a loro volta possono rappresentare causa di malattia.

sodio

potassio

neurone
calcio sodio

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Le recenti evidenze scientifiche non fanno che confermarci che alla depolarizzazione nervosa seguono frequentemente (e non eccezionalmente!) complesse sollecitazioni immunitarie che a loro volta possono rappresentare causa di malattia.
Questo spiega perch, da ora in poi, potremo impiegare il concetto di neuromodulazione come equivalente a quello di neuro-immuno-modulazione.

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Spesso operanti in forma reciprocamente intrecciata (luna pu sostenere laltra) eccitotossicit e infiammazione neurogenica possono assumere la forma di sistemi ricorsivi autoalimentati:
esse possono restare perfettamente attive anche quando la causa che inizialmente le aveva innescate sia stata rimossa !

eccitotossicit

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Ci avviene tanto pi facilmente quanto pi alcune dinamiche cellulari (come la depolarizzazione nervosa) permangono attive.
In forza di questi meccanismi ricorsivi e autoalimentati una banale e occasionale infezione acuta pu innescare una grave malattia cronica. Lo stesso accade per ferite anche dopo che siano cicatrizzate o per un dente precedente curato.

eccitotossicit

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Chiudono il cerchio della patogenesi alcuni processi che sono definiti di plasticit neuronale. In pratica essi congelano le descritte dinamiche morbose nella condizione di cronicit.

plasticit neuronale

eccitotossicit

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Cos aspetti importantissimi della patogenesi delle malattie e dei meccanismi della cronicizzazione, di cui precedentemente sapevamo molto poco, sono stati svelati dai formidabili recenti progressi delle scienze nervose e immunologiche!

plasticit neuronale

eccitotossicit

sistema immunitario

infiammazione neurogenica

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Adesso risulta chiaro che la depolarizzazione nervosa non genera solo quelle malattie che definiamo canonicamente neurologiche ma anche tante altre che ricadono nelle competenze di tutte le specialit mediche!

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Adesso risulta chiaro che la depolarizzazione nervosa non genera solo quelle malattie che definiamo canonicamente neurologiche ma anche tante altre che ricadono nelle competenze di tutte le specialit mediche! Direttamente, e/o con il concorso delle numerose e varie dinamiche che essa pu suscitare, la depolarizzazione nervosa pu dunque generare e mantenere una grande variet ed un grande numero di forme morbose.

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Adesso risulta chiaro che la depolarizzazione nervosa non genera solo quelle malattie che definiamo canonicamente neurologiche ma anche tante altre che ricadono nelle competenze di tutte le specialit mediche! Direttamente, e/o con il concorso delle numerose e varie dinamiche che essa pu suscitare, la depolarizzazione nervosa pu dunque generare e mantenere una grande variet ed un grande numero di forme morbose.

Tutto questo avviene per una evidenza molto semplice ed assolutamente inconfutabile: tutti i tessuti biologici sono innervati !

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malattie neurologiche

malattie dolorose

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malattie osteoarticolari malattie oculistiche malattie otorinolaringoiatriche

depolarizzazione

malattie dermatologiche

malattie infiammatorie e reumatiche

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Si pu ora comprendere come la scoperta della responsabilit nervosa nei processi patogenetici abbia aperto la strada a nuove strategie di terapia basate sulla ricerca razionale della correzione della depolarizzazione (neuromodulazione)

depolarizzazione

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Si pu ora comprendere come la scoperta della responsabilit nervosa nei processi patogenetici abbia aperto la strada a nuove strategie di terapia basate sulla ricerca razionale della correzione della depolarizzazione (neuromodulazione)
Ottenuta mediante applicazione di specifiche terapie neurali la neuromodulazione sempre pi si dimostra estremamente valida nel contrasto di numerose malattie, anche di alcune contro le quali prima non si disponeva di terapie efficaci.

depolarizzazione

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Tra le terapie neurali che si distinguono per efficacia clinica devono certamente essere menzionate le

procedure chirurgiche di neuromodulazione

sodio

potassio

depolarizzazione calcio sodio

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procedure chirurgiche di neuromodulazione


In queste procedure la prima fase prevede necessariamente alcune sofisticate indagini radiologiche per decidere dove e come collocare un elettrodo neurostimolatore. sodio potassio

depolarizzazione calcio sodio

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procedure chirurgiche di neuromodulazione


Segue latto neurochirurgico finalizzato a insediare nel modo migliore possibile lelettrodo stimolatore presso la sede del sistema nervoso che era stata prescelta nel singolo caso. sodio potassio

depolarizzazione calcio sodio

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procedure chirurgiche di neuromodulazione


Lenergia elettrica erogata corregge lattivit della cellula nervosa ripolarizzandola e ripristinando cos condizioni certamente pi fisiologiche rispetto alle precedenti. sodio potassio

ripolarizzazione calcio sodio

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Malattie gravissime e resistenti ad altre cure possono essere finalmente controllate efficacemente con questa metodica:
il morbo di Parkinson farmacoresistente

le distonie del tronco (praticamente incurabili altrimenti)


i dolori cronici a localizzazione pelvica e perineale alcuni disordini circolatori a carico degli arti.

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Malattie gravissime e resistenti ad altre cure possono essere finalmente controllate efficacemente con questa metodica:
il morbo di Parkinson farmacoresistente

le distonie del tronco (praticamente incurabili altrimenti)


i dolori cronici a localizzazione pelvica e perineale alcuni disordini circolatori a carico degli arti. Per queste ragioni in tutto il mondo nuove importanti societ scientifiche si sono recentemente costituite sul grande tema della neuromodulazione. Per queste stesse ragioni Ministeri della Salute, Fondazioni ed Enti di tutto il mondo occidentale stanziano ingenti risorse in questa direzione supportati dalle aziende di bioingegneria e di bioinformatica e dagli ambienti che operano attorno alla chirurgia di eccellenza.

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Per la solidit del background scientifico e per la grande efficacia clinica dimostrata quella della neuromodulazione viene oggi considerata una delle pi avanzate frontiere della Medicina e va conquistando sempre maggiore interesse nel panorama internazionale.

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Per la solidit del background scientifico e per la grande efficacia clinica dimostrata quella della neuromodulazione viene oggi considerata una delle pi avanzate frontiere della Medicina e va conquistando sempre maggiore interesse nel panorama internazionale. La pi ampia diffusione della neuromodulazione mediante procedure chirurgiche per ostacolata da alti costi economici e biologici tanto che i casi clinici devono ancora sottostare ad una severa selezione e si ancora molto lontani da una larga offerta di queste prestazioni da parte della Sanit Pubblica.

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Per la solidit del background scientifico e per la grande efficacia clinica dimostrata quella della neuromodulazione viene oggi considerata una delle pi avanzate frontiere della Medicina e va conquistando sempre maggiore interesse nel panorama internazionale. La pi ampia diffusione della neuromodulazione mediante procedure chirurgiche per ostacolata da alti costi economici e biologici tanto che i casi clinici devono ancora sottostare ad una severa selezione e si ancora molto lontani da una larga offerta di queste prestazioni da parte della Sanit Pubblica. I costi economici sono giustificati dalla biotecnologia, dalle attivit radiologiche, neurochirurgiche e di continuo controllo post-operatorio. I costi biologici sono connessi al fatto che i pazienti devono dapprima sopportare interventi neurochirurgici e poi convivere con uno stimolatore, dei cavi e una pila nel corpo.

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Nel contrasto di tante altre malattie (diverse da quelle che abbiamo elencato a proposito delle procedure chirurgiche) la neuromodulazione pu essere efficacemente conseguita mediante applicazione di altre forme di terapia.

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Nel contrasto di tante altre malattie (diverse da quelle che abbiamo elencato a proposito delle procedure chirurgiche) la neuromodulazione pu essere efficacemente conseguita mediante applicazione di altre forme di terapia.

Queste altre forme di terapia prendono origine:

dalla scienza della riabilitazione funzionale da procedure di terapia manuale dalla scienza dellalimentazione dalla esperienza dellagopuntura (che in questa sede non sar oggetto di trattazione)

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Riabilitazione Funzionale e neuromodulazione


Il riabilitatore, figura professionale che traccia ed applica strategie per il recupero di funzioni perdute a seguito di ictus, traumi, interventi chirurgici, ecc. (che ne sia o meno consapevole) interferisce fatalmente con le dinamiche nervose che costituiscono il bersaglio della neuromodulazione. In molti casi si pu addirittura sostenere che egli faccia neuromodulazione. Ci dipende dal fatto che, nel suo lavoro, pu suscitare processi nervosi capaci di regolare durevolmente altre attivit che si esprimono allinsegna della eccitazione nervosa patologica e dalla depolarizzazione. Al contrario, quando la riabilitazione funzionale sembra paradossalmente peggiorare la condizione del paziente, verosimilmente loperatore ha adottato una strategia che non ha tenuto conto delle necessit di neuromodulazione del caso in esame.

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Osteopatia, Posturologia e neuromodulazione


L osteopatia, complessa metodica di terapia manuale di numerose affezioni muscolo-scheletriche e viscerali, spesso capace di indurre ampie e stabili modificazioni di varie funzioni biologiche. Sono proprio la stabilit e lampiezza delle risposte che si esprimono a seguito dei trattamenti osteopatici (oltre alla evidenza che esse si manifestano con la mediazione del sistema nervoso) a indicare che per questa via si possono conseguire importanti effetti terapeutici di neuromodulazione e ci si rende spesso evidente nella cura di problematiche posturali. Sia per la riabilitazione funzionale che per losteopatia e la posturologia auspicabile che i recenti e veloci sviluppi delle conoscenze sui meccanismi della neuroimmunomodulazione possano contribuire a corroborarne il background metodologico ed a favorire una loro pi organica integrazione a fianco di altre metodiche di terapia clinica.

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alimentazione e neuromodulazione
Negli ultimi anni la scienza dellalimentazione si avvalsa sempre pi delle importanti conoscenze provenienti dalla immunologia e dalla neuro-endocrinologia. Tutto questo ha consentito di identificare rilevanti processi immuno-neuroendocrini che, a partenza dal canale alimentare, possono far ricadere i loro effetti su numerose e differenti funzioni biologiche. Inoltre si registrato un forte aumento delle conoscenze su processi fisiopatologici cellulari legati al cosiddetto stress ossidativo. E divenuto possibile cos controllare gravi infiammazioni (artrite reumatoide, colite ulcerosa, sclerosi multipla, ecc) mediante lapplicazione di razionali strategie nutrizionali.
Dal campo della prevenzione delle malattie e dei suggerimenti sugli stili di vita la scienza dellalimentazione sta dunque estendendo le sue competenze allarea della medicina clinica con il legittimo esercizio della diagnosi, della prognosi e della terapia (modulazione immuno-neuroendocrina).

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Parliamo adesso di neuralterapia.
Per conseguire la neuromodulazione disponiamo anche di un altro strumento, poco invasivo, largamente sperimentato, molto versatile, efficace contro tante forme morbose, affidabile e sicuro e col grande pregio dei costi economici estremamente contenuti:

gli

anestetici locali (AL)

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Parliamo adesso di neuralterapia.

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gli

anestetici locali (AL)

L impiego terapeutico (non anestesiologico) degli AL non si pu dire che rappresenti una novit in senso assoluto: impostosi empiricamente e con la forza dei suoi risultati clinici nei primi decenni del Novecento esso rappresenta ancora oggi materia di normale insegnamento universitario. Gi da tempo rappresenta pertanto un robusto ramo della Dottrina Medica Internazionale anche se purtroppo ancora largamente sottoutilizzato e per lo pi circoscritto nellambito della terapia del dolore (terapia antalgica).

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Ma oltre che i noti effetti antalgici, gli AL esprimono anche un prezioso e potente effetto di neuromodulazione:
infatti, gi a basse dosi ed a concentrazioni molto modeste, possono correggere stabilmente la depolarizzazione nervosa grazie ad attivit specifiche sui canali membranari del sodio

gli

anestetici locali (AL)

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Ma oltre che i noti effetti antalgici, gli AL esprimono anche un prezioso e potente effetto di neuromodulazione:
infatti, gi a basse dosi ed a concentrazioni molto modeste, possono correggere stabilmente la depolarizzazione nervosa grazie ad attivit specifiche sui canali membranari del sodio

gli

anestetici locali (AL)

E stato cos possibile realizzare numerosi e articolati protocolli di neuromodulazione che viene conseguita grazie alla applicazione di terapia neurale con anestetici locali. Il medico che disponga delle necessarie competenze pu cos contrastare efficacemente molte malattie afferenti a numerose specialit della Medicina Clinica.

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie:

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie:

infiammatorie e reumatiche

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari
respiratorie

neurologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari
respiratorie

neurologiche

gastroenteriche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari
respiratorie

neurologiche

gastroenteriche urologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari
respiratorie

neurologiche

gastroenteriche urologiche dermatologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari
respiratorie

neurologiche

gastroenteriche urologiche dolore dermatologiche

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terapia neurale con anestetici locali


pu curare efficacemente malattie: otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche oculistiche cardiologiche

vascolari
respiratorie

neurologiche

gastroenteriche urologiche dolore dermatologiche

ortopediche e traumatologiche

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terapia neurale con anestetici locali


oculistiche cardiologiche

otorino laringoiatriche infiammatorie e reumatiche

vascolari

neurologiche

il momento di illustrare alcuni casi clinici

respiratorie gastroenteriche urologiche

ortopediche e traumatologiche dolore

dermatologiche

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crush syndrome
(sindrome da schiacciamento)

Fratture multiple di tibia e perone con grave disordine vascolare e sofferenza dei tessuti molli a seguito di sinistro stradale in soggetto adulto di sesso maschile. Le cure di rito a base di antibiotici, antinfiammatori ed antitrombotici si dimostrarono insufficienti e ad ogni tentativo di atto chirurgico riparativo seguiva un grave peggioramento.

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crush syndrome
(sindrome da schiacciamento)

lamputazione venne scongiurata ed il processo di recupero venne garantito da un robusto ciclo di terapia neurale con anestetici locali iniettati nei gangli ortosimpatici lombari

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infarto rosso capsulare (ictus cerebrale)

9 giorno

Importante contenimento dellestensione della lesione ischemica encefalica e netto miglioramento della prognosi funzionale ottenuto grazie ad un precoce trattamento di neuromodulazione con anestetici locali (neuralterapia) iniettati nel ganglio stellato omolaterale alla lesione.

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ictus cerebrale

Grave emorragia encefalica determinata dal cedimento della parete di aneurisma dellarteria comunicante anteriore in soggetto maschio sessantacinquenne. Il paziente (non trattato con steroidi perch sofferente di ulcera gastrica) ha tuttavia potuto superare egregiamente levento acuto di sofferenza encefalica emorragica ed il delicato intervento chirurgico finalizzato alla riparazione del danno vascolare grazie ad un ciclo intensivo di terapia neurale con anestetici locali.

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ictus cerebrale

Il paziente, la cui prognosi per la vita era stata riservata e quella per la validit era stata dichiarata assolutamente infausta, conduce attualmente una vita serena e attiva.

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encefalite
prima RMN

quarta RMN (22 gg dopo)

Vasto infiltrato infiammatorio cerebrale in giovane maschio.

carico di un

emisfero

Dopo la prima settimana di tentativi di cura farmacologica senza risultati apprezzabili venne effettuato un ciclo di neuromodulazione con anestetici locali col risultato di un veloce riassorimento della lesione nellarco di pochi giorni ed un netto miglioramento della prognosi.

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encefalite
prima RMN

quarta RMN (22 gg dopo)

Levidenziatore giallo che sottolinea i margini delle lesioni aiuta a rilevare la grande differenza volumetrica tra la prima risonanza magnetica e la seconda, effettuata 22 giorni dopo.

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leucoencefalopatie infiammatorie
1^ RMN cranio (16/10/1999)

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Esordio acuto di leucoencefalopatia infiammatoria in donna di 33 anni. Quadro radiologico caratteristico di una forma aggressiva e dalla evoluzione veloce che predilige soggetti giovani di sesso femminile. Sintomatologia prevalentemente sensitiva e lieve deficit di forza a carico dellemisoma destro.

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leucoencefalopatie infiammatorie
1^ RMN cranio (16/10/1999)

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2^ RMN cranio (29/10/1999)

Curata con successo in passato con la terapia neurale con anestetici locali per unaltra grave forma morbosa che non si era dimostrata sensibile ad altro genere di cura, la donna espresse la volont di essere trattata nuovamente con la stessa metodica. Gi le prime sedute dimostrarono una rilevante efficacia antinfiammatoria (come documentarono i controlli radiologici effettuati poco pi di dieci giorni dopo la prima RMN).

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leucoencefalopatie infiammatorie
1^ RMN cranio (16/10/1999)

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2^ RMN cranio (29/10/1999)

5^ RMN cranio (02/07/2004)

Dopo sei anni dallesordio il quadro radiologico dimostra che dopo la terapia neurale non si ripet alcuna crisi. Oggi la donna conduce una vita normale e senza alcun handicap (solo una sensazione di debolezza allarto inferiore destro allarrivo del primo freddo).

Claudio DellAnna

leucoencefalopatie infiammatorie
1^ RMN cranio (16/10/1999)

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2^ RMN cranio (29/10/1999)

5^ RMN cranio (02/07/2004)

Il caso fa parte di uno studio tuttora in corso che comprende casi di leucoencefalopatia infiammatoria che non rispondono alle cure steroidee e con interferone e casi trattati solamente con protocolli di neuromodulazione (neuralterapia) per espressa volont dei pazienti.

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traumatologia osteoarticolare

Frattura radiale scomposta e complicata da lesione della capsula articolare e dei tegumenti esterni ridotta con intervento di osteosintesi in giovane tennista agonista. Il trattamento con anestetici locali del ganglio stellato consent di ottenere un netto miglioramento del decorso post-operatorio, delle funzioni motorie e del dolore, cosa che permise alla donna di tornare sul campo di tennis dopo due soli mesi.

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traumatologia osteoarticolare

Trauma sportivo in giovane donna giocatrice di tennis: tecnica di piazzamento dellago per linfiltrazione in sede pericapsulare di anestetici locali nella regione posteriore dellarticolazione scapolo-omerale.

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traumatologia osteoarticolare

Grave lesione capsulo-legamentosa a carico del ginocchio sinistro in giovane donna a seguito di incidente sciistico. Allintervento riparativo di chirurgia ortopedica aveva fatto seguito uno stato infiammatorio locale insensibile alle cure farmacologiche. Tecnica di iniezione di anestetici locali (neuralterapia) in sede pericapsulare.

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traumatologia osteoarticolare

Insufficiente processo di riparazione di frattura traumatica del femore sn in giovane motociclista a cui lequipe di ortopedici aveva collocato un chiodo centromidollare trenta giorni prima.

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traumatologia osteoarticolare

Dopo tentativi infruttuosi con farmaci disolfonati si tent con la neuralterapia: il soddisfacente consolidamento delle rime di frattura ossea venne ottenuto dalla neuromodulazione con anestetici locali dei gangli ortosimpatici lombari.

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traumatologia osteoarticolare

Nella terza immagine illustrata la tecnica di piazzamento degli aghi per il trattamento con anestetici locali dei gangli della catena del sistema simpatico lombare.

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cervicoalgia (disordini posturali)


Grave cervicoalgia con verticalizzazione cervicale e dolore irradiato allarto superiore sinistro in maschio di 48 anni. Anamnesi di colpo di frusta in occasione di sinistro della strada, sinusiti frontomascellari e otite purulenta. La risposta alle cure farmacologiche e fisioterapiche convenzionali si era dimostrata insoddisfacente.

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cervicoalgia (disordini posturali)


Il secondo radiogramma mostra leffetto realmente correttivo (e non solo antalgico !) della neuromodulazione conseguita con un ciclo di terapia neurale con anestetici locali.

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periartrite scapolo-omerale

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Stato infiammatorio (versamento periarticolare) in sede scapolo-omerale con dolore specialmente notturno e globale riduzione delle escursioni articolari in donna di 56 anni. Il quadro, prima discreto e sensibile a periodiche cure farmacologiche, era peggiorato velocemente a seguito di una banale caduta e non si dimostrava pi suscettibile di controllo con le terapie di rito.

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periartrite scapolo-omerale

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La paziente miglior sensibilmente e durevolmente grazie ad un ciclo di terapia neurale con anestetici locali.
Nellimmagine liniezione del nervo soprascapolare. di anestetici locali nella sede

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sindrome del tunnel carpale


n. mediano sensitivo n. mediano motorio

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Sofferenza del nervo mediano destro a livello del tunnel carpale in donna di 53 anni. Recita il primo referto: anomalie della conduzione distale del nervo mediano bilateralmente compatibili con diagnosi di sindrome del tunnel carpale di grado medio-grave a dx ed iniziale a sn.

Claudio DellAnna

sindrome del tunnel carpale


n. mediano sensitivo n. mediano motorio n. mediano sensitivo

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n. mediano motorio

06/12/2004

Sofferenza del nervo mediano destro a livello del tunnel carpale in donna di 53 anni. Recita il primo referto: anomalie della conduzione distale del nervo mediano bilateralmente compatibili con diagnosi di sindrome del tunnel carpale di grado medio-grave a dx ed iniziale a sn. A seguito di un ciclo di terapia neurale con anestetici locali la condizione clinica migliorava sensibilmente. Il controllo effettuato dopo 4 mesi dallo stesso operatore evidenziava: drastico miglioramento della conduzione distale del nervo mediano bilateralmente rispetto allesame del 27/08/2004

Claudio DellAnna

spondilite anchilopoietica

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Grave malattia progressiva dal tipico quadro radiologico detto colonna a canna di bamb per la fusione dei corpi vertebrali, concomitante deterioramento discale e grave cifosi dorsale. Documentazione radiologica di maschio ventottenne afflitto da due anni da rapida perdita di tutti i movimenti della colonna e dolore. Nessuna cura aveva prodotto vantaggi apprezzabili (come di regola in questa malattia).

Claudio DellAnna

spondilite anchilopoietica

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Grave malattia progressiva dal tipico quadro radiologico detto colonna a canna di bamb per la fusione dei corpi vertebrali, concomitante deterioramento discale e grave cifosi dorsale. Documentazione radiologica di maschio ventottenne afflitto da due anni da rapida perdita di tutti i movimenti della colonna e dolore. Nessuna cura aveva prodotto vantaggi apprezzabili (come di regola in questa malattia).

Claudio DellAnna

spondilite anchilopoietica

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Notevolissimo recupero della capacit motoria globale della colonna (sia nella torsione che nella flesso-estensione) con importante e stabile riduzione della sintomatologia dolorosa grazie ad un congruo ciclo di terapia neurale con anestetici locali.

Claudio DellAnna

spondilite anchilopoietica

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E evidente che lespressione clinica, in questa come in tante altre malattie, rappresenta il risultato della combinazione della predisposizione genetica (DNA) e di processi neuroimmunologici che possono innescarsi sin dopo la nascita. Questi possono fortunatamente dimostrarsi molto sensibili a protocolli terapeutici di neuromodulazione.

Claudio DellAnna

CRPS (Complex Regional Pain Syndrome) in mano traumatizzata di interesse chirurgico

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Giovane donna con grave trauma a carico del 2 e 3 dito della mano sinistra (fratture delle falangi, sofferenza dei tessuti molli, disordini vascolari). Superata la fase acuta e il rischio di amputazione comparve una CRPS con edema, dolore, disturbi circolatori e trofici che rendeva impraticabile la soluzione chirurgica in senso riparativo e ricostruttivo.

Claudio DellAnna

CRPS (Complex Regional Pain Syndrome) in mano traumatizzata di interesse chirurgico

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Un ciclo di terapia neurale con anestetici locali si dimostr la strategia pi adeguata a risolvere la CRPS permettendo alla paziente di affrontare il necessario atto chirurgico. La seconda immagine illustra levidente miglioramento della condizione circolatoria e trofica, la riduzione delledema e ladeguata riparazione della lesione. La paziente pu addirittura flettere le prime due falangi del secondo dito.

Claudio DellAnna

CRPS (Complex Regional Pain Syndrome) in mano traumatizzata di interesse chirurgico

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Tecnica di iniezione nel ganglio stellato destro in donna di 59 anni affetta da grave forma di CRPS a carico della mano. La terapia neurale offr un grado di neuromodulazione sufficiente a consentire alla paziente di affrontare i necessari atti chirurgici ricostruttivi che, altrimenti, avrebbero potuto rappresentare occasioni di ulteriore sofferenza dolorosa, distrofica e disfunzionale.

Claudio DellAnna

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calcolosi e colica ureterale


Urografia in soggetto maschio di 26 anni sofferente di coliche ureterali subcontinue. Evidenza di riduzione del flusso a livello della transizione pielo-ureterale per presenza di grossa concrezione litiasica.

Claudio DellAnna

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calcolosi e colica ureterale


Liniezione di anestetici locali sul plesso celiaco destro e sul primo ganglio simpatico lombare condusse ad una rapida soluzione del dolore colico e, grazie alla caduta del tono della muscolatura anulare ureterale, alla veloce discesa del calcolo verso la vescica. I protocolli di terapia neurale con anestetici locali possono rappresentare una grande risorsa (a costi molto contenuti) anche nella medicina durgenza.

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meralgia parestesica
Trattamento standard di neuromodulazione con anestetici locali (neuralterapia) del nervo femoro-cutaneo laterale della coscia in giovane maschio sofferente di meralgia parestesica (quadro doloroso cronico a carico del lato esterno della coscia).

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nevralgia trigeminale

Donna ottantaduenne sofferente di nevralgia a carico della seconda branca trigeminale: trattamento di neuromodulazione con anestetico locale del ganglio sfeno-palatino. La paziente assolutamente vigile e collaborante: oltre che efficace e sicura evidente che, in mani esperte, la metodica non suscita esperienze dolorose o particolarmente spiacevoli.

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caso clinico linfoadenite

cronica

Giovane donna sofferente di cronica linfoadenopatia (stato infiammatorio a carico dei linfonodi) iniziata dopo una banale patologia dentaria e aggravatasi a seguito di una mononucleosi infettiva. In particolare un linfonodo del collo era rimasto molto turgido e dolente producendo costante tensione dei muscoli cervicali e rendendo dolorosa la deglutizione.

Claudio DellAnna

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caso clinico linfoadenite

cronica

Mentre le cure di rito (a base di antinfiammatori e di antibiotici) avevano prodotto solo benefici transitori e parziali un ciclo di neuromodulazione con anestetici locali del ganglio stellato determin una apprezzabile e durevole riduzione dello stato infiammatorio come dei parametri volumetrici.

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complicanze della chirurgia vertebrale


Intervento di stabilizzazione della colonna in donna di 67 anni sofferente di spondilolistesi L5. Dopo i primi giorni di favorevole decorso post-operatorio comparve dolore lombare che nei giorni successivi si fece sempre pi severo e accompagnato da progressiva incapacit alla deambulazione e stato febbrile.

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complicanze della chirurgia vertebrale


Indagini radiologiche evidenziarono la presenza di raccolta liquida nella sede dellintervento chirurgico. Il liquido era sieroso e ricco di linfociti (infiammazione). Nei primi otto giorni di cura antibiotica e antinfiammatoria non si ottenne alcun risultato apprezzabile.

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complicanze della chirurgia vertebrale


Dal nono al diciottesimo giorno si ottenne una notevole regressione della raccolta ed un miglioramento funzionale veloce grazie a un ciclo breve ed intenso di neuromodulazione con anestetici locali (neuralterapia).

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basale

asma bronchiale
Stato asmatico scarsamente sensibile a broncodilatatori e cortisone in soggetto femminile trentaseienne.

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dopo 7 ore

gain: 20 %

basale

asma bronchiale
Lefficacia della neuromodulazione con anestetici locali oggettivata dal confronto tra la spirometria basale e quella eseguita dopo 7 ore dal trattamento con evidente guadagno (del 20%) della capacit respiratoria.

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disturbi del trofismo tessutale

Grave ulcera trofica insorta in una giovane donna dopo un atto chirurgico allarticolazione tibio-calcaneale per borsite cronica (inopportunamente effettuato prima che linfiammazione fosse posta sotto controllo). La paziente ha sopportato la lesione, che tendeva ad estendersi continuamente e a non rispondere ad alcun tipo di cura, per pi di un anno e mezzo.

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disturbi del trofismo tessutale

Un congruo ciclo di neuromodulazione con anestetici locali (neuralterapia) ha potuto consentire la riparazione della lesione nellarco di quaranta giorni.

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conclusioni
I progressi scientifici pongono oggi le problematiche biologiche della neuromodulazione alla crescente attenzione dei medici e offrono le terapie neurali quali potenti risorse contro numerose forme morbose oggetto di studio delle varie Specialit in Medicina Clinica. Pur traendo prevalente alimento dalle neuroscienze e dalla ricerca immunologica esse, saldamente fondate sui recenti sviluppi della fisiopatologia di base, di fatto costituiscono materie generalistiche e di interesse decisamente trans-specialistico. La terapia neurale con anestetici locali rappresenta una sintesi felice tra elementi della Dottrina Medica fruiti da tempo e gi storicamente confermati (limpiego terapeutico degli AL) e quanto di pi moderno venga oggi proposto dalla ricerca clinica e sperimentale (la scienza della neuromodulazione). Il bersaglio della metodica va identificato nelle numerose attivit inscritte nei processi fisiopatologici di base (note alle moderne neuroscienze come eccitotossicit nervosa, infiammazione neurogenica e plasticit neuronale) che costituiscono la base di tante malattie croniche o ritenute fino ad oggi incurabili.

Claudio DellAnna

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Ai nostri giorni non suscita sorpresa il rilievo che metodiche di terapia clinica che non prevedano il consumo di farmaci o limpiego di macchinari dai costi elevati possano trovarsi ai margini ( se non addirittura al di fuori ) dei meccanismi di finanziamento della ricerca, di promozione della formazione medica e dellinformazione pubblica. Tuttavia (data la razionalit, la rigorosa aderenza a tante evidenze scientifiche, lineccepibilit sul piano etico ed il rapporto assai favorevole tra risultati clinici e costi economici e biologici) riteniamo che la terapia neurale con anestetici locali sia destinata gi nel prossimo futuro ad una maggiore diffusione presso la classe medica cos come ad un ben pi ampio grado di popolarit presso chi fa quotidianamente i conti con la malattia.

Claudio DellAnna

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terapia neurale con anestetici locali

caratteristiche:
grande efficacia terapeutica (anche in malattie croniche e gravi)
estrema versatilit e vastissimo campo di azione grande tollerabilit con quasi totale assenza di rischi iatrogeni ed effetti collaterali (se praticata da mani esperte) possibilit di essere associata ad altre cure (mediche, chirurgiche e riabilitative) possibilit di essere praticata in ambulatorio e con semplici strumenti sterili monouso costi economici di gestione estremamente contenuti

Claudio DellAnna

Questa comunicazione redatta a cura di

AIRTeNN
Associazione Italiana per la Ricerca sulle Terapie Neurali e la Neuromodulazione

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Questa comunicazione redatta a cura di

AIRTeNN
Associazione Italiana per la Ricerca sulle Terapie Neurali e la Neuromodulazione AIRTeNN nasce il 18/11/2004, come spazio per lo studio interdisciplinare ed il confronto tra scienziati e clinici, in risposta al crescente bisogno di conoscenze puntuali e fruibili sulla neuromodulazione e le terapie neurali. In questa direzione conduce e stimola la ricerca clinica e sperimentale, la formazione e linformazione.

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Associazione Italiana per la Ricerca sulle Terapie Neurali e la Neuromodulazione AIRTeNN nasce il 18/11/2004, come spazio per lo studio interdisciplinare ed il confronto tra scienziati e clinici, in risposta al crescente bisogno di conoscenze puntuali e fruibili sulla neuromodulazione e le terapie neurali. In questa direzione conduce e stimola la ricerca clinica e sperimentale, la formazione e linformazione. AIRTeNN svolge le sue attivit verso:

il pubblico ed i malati; i Medici e gli Operatori Sanitari; gli Enti e le Istituzioni italiane e internazionali; le Associazioni di Volontariato, ONLUS, ONG.

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Associazione Italiana per la Ricerca sulle Terapie Neurali e la Neuromodulazione

Attivit presso il pubblico ed i malati


AIRTeNN promuove attivit di divulgazione mediante conferenze, articoli scientifici su stampa, radio, televisione, internet, ecc., per informare sulle potenzialit terapeutiche che derivano dalle nuove conoscenze in tema di neuromodulazione. Questo perch molte patologie (sia acute che croniche) fino ad oggi scarsamente o per nulla curabili possono trarre notevoli benefici dalle terapie neurali.

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Attivit presso i Medici e gli Operatori Sanitari


AIRTeNN si rivolge ai Medici di Base, ai Medici Specialisti ed agli Operatori Sanitari che esercitino in ambulatorio, in strutture ospedaliere, universitarie ed in cliniche private allo scopo di approfondire e condividere la cultura della neuromodulazione e la prassi delle terapie neurali. A questo fine organizza corsi di formazione teorica e pratica, seminari, conferenze e corsi monografici, tirocini di carattere pratico-clinico, redige articoli scientifici, cura gli aggiornamenti e offre un forum per dibattiti in rete.

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Enti ed Istituzioni
AIRTeNN conduce opera di sensibilizzazione presso Enti e Istituzioni (Universit, ASL, Regioni, ecc.) verso la problematica della neuromodulazione e delle terapie neurali segnalandone gli aspetti che ricadono sulla pubblica utilit: lefficacia terapeutica, il rapporto estremamente favorevole tra rischi biologici e costi economici da un lato ed i risultati terapeutici dallaltro, la solidit delle basi scientifiche e la ineccepibilit sul piano etico. Tutto questo allo scopo di sollecitare lingresso della scienza della neuromodulazione nella didattica sia universitaria che post-universitaria e laccesso delle terapie neurali nei servizi del Sistema Sanitario Nazionale.

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Associazioni di Volontariato, ONLUS, ONG, ecc.


AIRTeNN intende offrire a questi soggetti il maggior numero possibile di risorse didattiche e formative al fine di rendere disponibili le terapie neurali (segnatamente la terapia neurale con anestetici locali) anche in quelle aree depresse del mondo ove le cure farmacologiche e chirurgiche disponibili nei paesi a pi alto sviluppo rappresentano voci di spesa insostenibili o attivit materialmente impraticabili.

Claudio DellAnna

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Questa comunicazione scientifica stata realizzata dal dottor Claudio DellAnna per conto di AIRTeNN. I casi che vi sono illustrati sono estratti dalla sua ventennale casistica clinica. Alcuni di essi sono gi stati presentati nellambito di attivit formative, di articoli, di pubblicazioni e di convegni di carattere medico scientifico. Altri provengono da ricerche cliniche tuttora in corso e dal materiale didattico di AIRTeNN. Sono stati qui tutti proposti nel rigoroso rispetto del D.L. 196/2003 (legge sulla privacy).

Questo prodotto di propriet di AIRTeNN ed protetto dalle leggi internazionali sul copyright. Riproduzione e distribuzione non autorizzate possono essere perseguite a termini di legge.

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Associazione Italiana per la Ricerca sulle Terapie Neurali e la Neuromodulazione PresidenteClaudio DellAnna VicepresidenteCarlo de Michele ConsiglieriMarianna Amicone Fabrizia Setta Luca Frascari Via Nomentana 13 (00161) Roma
tel.: 06/44291734

335/1803551

fax: 06/44252790 335/1803559

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