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VENERD 20 APRILE 2012

CULTURA R2CULTURA
Un saggio del Nobel mette sotto accusa tutta la nostra civilt In Spagna ha fatto molto discutere: lo scrittore spiega le sue tesi

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Lintervento dellanalista nel dibattito sullo statuto delle terapie

LA SOFFERENZA E LA PSICOANALISI
LORENA PRETA
aro direttore, intervengo sollecitata dalla lettera di Gilberto Corbellini sulla psicoanalisi. Si tratta di problemi che riguardano: primo, una precisa idea di cosa significhi fare scienza; secondo, di cosa voglia dire curare, e non ultimo, quale sia limmagine delluomo che queste idee sottendono. Chi mai potrebbe negare che il cervello alla base di ogni nostra attivit di pensiero e della vita emotiva, il problema semmai capire in che modo queste aree si determinino a vicenda al punto tale da costituire un intreccio inestricabile che porta alla costituzione di quel fenomeno umano che Freud ha chiamato psiche. In questo processo complesso ogni separazione corpo/mente, IL DIBATTITO ragione/affetto, diventa fuorvianSu te e semplicistica. Certamente Repubblica quando si vuole capire o intervenidel 22 re sulla realt di una sofferenza fifebbraio sica o psicologica, necessario eflinizio fettuare una separazione provvidel dibattito soria che aiuti a definire il campo aperto dagli di studio e di intervento, ma quepsicoanalisti sto non pu annullare la coscienza che al di l di questa divisione vi sia minato dagli affetti, non esiste un tessuto comune che compren- scienza che possa prescindere de pi aspetti. dalle passioni che spingono la riProprio per questa ragione c cerca. Sta alle comunit scientifibisogno di strumenti dindagine che fare in modo che questa ibririgorosi ma non rigidi, capaci di dazione di piani non diventi il depassare da un ordine allaltro lirio di qualcuno o la confusione mantenendo la coerenza. E quel- babelica delle lingue. Nessun analo che successo alla nascita della lista che pensi la teoria psicoanalipsicoanalisi: Freud era un neurofi- tica ma che soprattutto faccia prasiologo intriso della scienza delle- tica terapeutica, potrebbe fare poca, ma sapeva che il suo oggetto lerrore di credere che una soffedindagine presupponeva lin- renza possa essere solo fisica o psivenzione di un metodo dosser- chica, essere trattata solo con i farvazione adeguato. Questo non maci o solo con le parole, solo codiverso da quello che sempre me un problema dellindividuo successo nella vita scientifica e da senza pensare allambiente circoquello che tuttora accade. Si pro- stante. Sono necessari dei sistemi ducono immagini, si creano ipote- integrati che rispecchino questo si, si lavora per formalizzarle e ren- intreccio, la psicoanalisi lo sa, la derle coerenti, si annullano idee clinica quando necessario lo preprecedenti, spesso si utilizzano di vede. La cura delle patologie gravi fa nuovo. E un ciclo vitale che qualsiasi pensiero umano deve prati- parte integrante della ricerca psicare, pena lasfissia e quindi la coanalitica che si muove tra elaborazione teorica ed esperienza con morte. La scienza degli ultimi trentan- i pazienti. I criteri di valutazione ni, stata fortemente caratterizza- dellefficacia degli interventi terata dalla coscienza di questo intrec- peutici non sono certo applicabili cio inestricabile e dellimportanza in base alle leggi della fisica o della determinante dellosservatore. E biologia o secondo i parametri di invece che la ricerca assoluta della guarigione adoperati per un corpo riduzione dellincertezza evocata malato, ma si giustificano seconda Corbellini, ha messo al centro do le regole che la cura psicoanalidella sua riflessione linstabilit, la tica prevede non diverse da quelle contingenza e quindi la storia, che delle altre scienze, fatte di falsicaci consegnano un mondo caotico bilit dellinterpretazione, di rigoma allo stesso tempo governato da re del setting, di evoluzione e di traleggi imprescindibili. Si tratta di sformazione del sistema costituiuna scienza critica, flessibile co- to dalla coppia analitica. La scienme si augurava Stephen Jay Gould. za un organismo vivo che ha coNon viene il sospetto che a questa me suoi organi le comunit sciennuova ondata di pensiero abbia tifiche e come tessuto la cultura dato un contributo la psicoanalisi, sociale nella quale trapiantata, denunciando la presenza delle- necessario tenerne conto per libemozione dietro alla ragione, del rarsi dal pregiudizio. E in gioco pensiero anche nel mondo bizzar- non solo la sofferenza delle persoro dei sogni, della psiche l dove ne, ma la visione stessa delluomo. sembrava esserci solo un corpo (Lautrice appartiene alla Societ psicoanalitica italiana) dolente? Non esiste pensiero non conta RIPRODUZIONE RISERVATA

V ARGAS LLOSA
JAN MARTNEZ AHRENS
ario Vargas Llosa aveva da un po di tempo la sgradevole sensazione che lo stessero prendendo in giro. Cominci a provarla visitando mostre e biennali, nellassistere ad alcuni spettacoli, nel vedere determinati film e programmi tv, e gli accadeva anche quando si adagiava in poltrona a leggere certi libri o riviste. In quei momenti, come lui stesso racconta, lo coglieva la sensazione, poco definita al principio, di essere indifeso di fronte a una sottile cospirazione per farlo sentire incolto o stupido, per fargli credere che una frode era arte; un imbroglio, cultura. Da quella sensazione sorta una convinzione e da questa un saggio, La civilizacin del espectculo, edito in Spagna da Alfaguara. Nelle sue pagine, il Nobel per la Letteratura disseziona la trasformazione della cultura in un caos nel quale poich non c modo di sapere che cosa sia cultura, tutto cultura e pi nulla ormai lo . Questo dissolvimento di gerarchie e punti di riferimento una conseguenza, per Vargas Llosa, del trionfo della frivolezza, del dominio dellintrattenimento. Ma gli effetti di questo clima di banalizzazione estrema non si limitano alla cultura. Lei sostiene che la cultura diventata banale, che lerotismo sconfitto a favore della pornografia, che il postmoderno , in parte, un essere preso in giro. Da quando? un processo, non succede alesperimento fallito C una limprovviso. Ma ricordo lo shock scappatoia? Si pu senzaltro sperare in un che fu per me, qualche anno fa, virinnovamento della vita culturale sitare la Biennale di Venezia, che e che essa abbandoni il tratto sem- era un vetrina del prestigio e della pre pi frivolo, superficiale, che modernit, dello sperimentale. A una delle sue caratteristiche prin- un certo punto, dopo averla percipali oggi. Non lunica, perch ci corsa per un paio dore, giunsi alsono eccezioni alla regola, per for- la conclusione che l cera molta tuna. Questa banalizzazione ha pi frode e imbroglio che seriet, delle conseguenze non solo nel che profondit. Per me fu unecampo della cultura, ma in tutti gli sperienza piuttosto importante, altri. Per questo nel libro mi riferi- che mi port a riflettere. Alla fine sco alla politica, alla vita sessuale, del saggio, racconto come abbia ai rapporti umani. Tutte queste arricchito la mia vita leggere buocose possono essere molto colpi- ni libri, conoscere la grande tradite se la cultura vive nella banaliz- zione pittorica, il mondo della zazione, nella frivolizzazione musica, come questo abbia dato un senso, un ordine, unorganizpermanente. Questo le d la sensazione di zazione al mondo. Me lo ha reso

Mario

Perch siamo entrati nellera della cultura frivola


molto pi interessante, ricco, stimolante. Credo che sarebbe una tragedia se proprio in unepoca in cui c un progresso tecnologico, scientifico e materiale straordinario, la cultura si trasformasse in puro intrattenimento, in qualcosa di superficiale, lasciando un vuoto che niente pu riempire, perch nulla pu sostituire la cultura quando si tratta di dare un senso pi profondo alla vita. La sua opera non un esempio del fatto che la capacit di autocritica sopravvive? S, ma preoccupante che la ricchezza pi grande sia nel passato pi che nel presente. E c un altro aspetto. Oltre alla frivolizzamodelli culturali. possibile? Non tutti possono essere colti alla stessa maniera, non tutti vogliono essere colti alla stessa maniera e non tutti dovrebbero essere colti alla stessa maniera, ci mancherebbe. Ci sono dei livelli di specializzazione che sono spiegabili, a condizione che la specializzazione non finisca col voltare le spalle al resto della societ, perch allora la cultura smette di impregnare linsieme della societ, scompare quel consenso, quei denominatori comuni che ti permettono di discriminare tra ci che autentico e ci che posticcio, tra ci che buono e ci che cattivo, tra ci che bello e ci che brutto. Lei estende la sua critica alla cucina o alla moda che stanno entrando a far parte dellalta cultura. Questa, infatti, una delle manifestazioni di quella frivolezza.

Laltro problema loscurantismo bugiardo che identifica loscurit con la profondit


zione, c un oscurantismo bugiardo che identifica la profondit con loscurit e che ha portato la critica a degli estremi di specializzazione che la mettono al margine rispetto al cittadino comune, alluomo mediamente colto al quale prima la critica serviva per orientarsi davanti a unofferta cos enorme. Ma lei propone di tornare a dei

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VENERD 20 APRILE 2012

PER SAPERNE DI PI mvargasllosa.com www.treccani.it

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Il libro letto da Repubblica in anteprima


Intrattenimento

Sarebbe molto triste se proprio in questa epoca tanto ricca tutto diventasse solo intrattenimento puro, lasciando cos un vuoto che non si pu riempire
Banalizzazione

UN REQUIEM PER IL 900


CONCITA DE GREGORIO
a un grande giornalista spagnolo Juan Carlos Ruiz, uomo di cultura sempre col suo lapis e il suo taccuino che Mario Vargas Llosa dedica il saggio in cui decreta la fine della cultura nellaccezione che a questa parola abbiamo dato sino ad oggi e, in subordine, la scomparsa degli intellettuali, laffievolirsi della letteratura, il tramonto della politica, la morte dellarte e in specie dellarte visuale e plastica, il fallimento delleducazione scolastica. anche da quella dedica, mi pare, che prende luce il senso del lavoro che lo scrittore peruviano ha intrapreso allindomani del Nobel: La civilt dello spettacolo una cronaca del tramonto del Novecento, un omaggio e insieme un saluto ultimo ad un tempo apparentemente prossimo eppure ormai remoto in cui le parole avevano laccezione che abbiamo dato loro sinora, i giornalisti un taccuino, i pittori una tela, le parole il primato sulle immagini, lintelligenza sullingegno, il valore sul prezzo. Il saggio, lungi dallessere un pamphlet apocalittico accusatorio e nostalgico, si svolge piuttosto come un reportage pacato, una cronaca a tratti persino didascalica nella minuziosa osservazione delloggetto osservato: la morte di una forma di civilt, la nascita di unaltra. In definitiva, avrebbe detto Ortega y Gasset, la mutazione dello spirito del tempo. La democratizzazione della cultura, nata da

Adesso c una banalizzazione che ha conseguenze in tutti i settori: i valori vengono confusi e si sacrifica la visione a lungo termine per limmediato
DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

volont altruista ed egualitaria, ha portato ad una superficialit dei prodotti giustificata in ragione di arrivare al maggior numero. Letteratura light. Arte-scandalo fatta con cacca di elefante. La cultura in cui viviamo immersi scoraggia lo sforzo. Cucina e moda occupano buona parte delle sezioni cultura. Gli chef e gli stilisti hanno ruolo da protagonisti, stelle tv e calciatori hanno linfluenza di teologi e filosofi. Non in virt delle loro idee, che potrebbero essere anche interessanti, ma della loro presa mediatica. Scomparsa la critica alla pubblicit va il magistero decisivo di gusti sensibilit immaginazione e costumi. Nella civilt dello spettacolo il comico sovrano. Woody Allen occupa il posto di Orson Welles, Andy Warhol di Van Gogh, Dario Fo di Ibsen. Fra i giornali cresce solo la stampa scandalistica e del cuore. Trasformare linformazione in uno strumento di svago aprire le porte della legittimit allo scandalo, al pettegolezzo, alla violazione della privacy quando non, nei casi peggiori, a invettiva calunnia e infondata maldicenza. Oggi diremmo alla fabbrica del fango, che dispone di siti Internet specializzati e popolarissimi perch non vero che quel tipo di curiosit sia di una minoranza, i consumatori dello scandalo sono la vasta maggioranza di quella che chiamiamo opinione pubblica. Massimo successo mediatico hanno i crimini in specie con aggravante di sadismo e perversione, pedofilia e delitti familiari. Una fame di morbosit che non si sazia, col cibo, ma cresce. Unorazione funebre del Novecento, nellera delliPad e delle-book, della cultura globale e della democrazia di rete. Quel che di tutti, dice Vargas Llosa, o non pi di nessuno o gi qualcosaltro. Se si tratti di progresso i posteri diranno.
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IL LIBRO
Vargas Llosa ha pubblicato in Spagna La civilizacin del espectculo (Alfaguara, pagg. 232, euro 17,50) Il libro uscir in Italia tradotto da Einaudi

Non ho nulla contro la moda, ma non credo che possa prendere il posto della filosofia, della letteratura, della musica colta, come referente culturale. E questo ci che sta accadendo. Oggi parlare di cucina e parlare della moda molto pi importante che parlare di filosofia o di musica. Questa una deformazione pericolosa e una manifestazione di frivolezza terribile. Che cos la frivolezza? avere un quadro di valori completamente confuso, il sacrificio della visione a lungo termine per quella a breve termine, per limmediato. Lo spettacolo proprio questo. Questa prospettiva non racchiude unidealizzazione eccessiva del passato? Non sono un conservatore in

quel senso, proprio no, e so che nel passato, al tempo stesso di Cervantes e di Shakespeare, esisteva la schiavit, il razzismo pi spaventoso, il dogmatismo religioso, lInquisizione, i roghi per i dissidenti So benissimo che il passato porta con s tutto questo, ma al tempo stesso non si pu negare che in quel passato cerano cose molto ammirevoli, che hanno segnato profondamente il presente, che hanno arricchito la vita delle persone, la sensibilit, limmaginazione. E quella era un funzione che aveva lalta cultura, e oggi non si pu nemmeno parlare di alta cultura, perch sarebbe scorretto, politicamente scorretto. C una difesa molto interessante dellerotismo nel libro, come opera darte di fronte al sesso crudo. Lerotismo stato nel mondo dellesperienza la conversione di un istinto in qualcosa di creativo, in una vera opera darte e questo stato possibile grazie alla cultura. E qui cito molto Georges Bataille, che ha sempre difeso lerotismo proprio come una manifestazione di civilt, e che stato molto reticente riguardo alla permissivit totale perch credeva che avrebbe ucciso le forme e alla fine si sarebbe giunti, di nuovo, a una specie di sesso primitivo, selvaggio. Qualcosa del genere accaduto nel nostro tempo. Cita una giovent apatica,

chiusa nellostilit sistematica. Fenomeni come quello degli indignados o di Occupy Wall Street, non le danno speranza? S, un po s. Sempre che non si orientino nel senso sbagliato. Perch c un certo conformismo nella protesta. Foucault ha scritto delle cose interessanti su questo. Tuttavia, credo che ci siano dei fermenti tra i giovani. Le cose possono cambiare per il meglio. Ma su alcuni aspetti importante una critica molto radicale di un fenomeno che rappresenta una decadenza.

Nelle dittature c pi corruzione. Ma l che la lotta degli intellettuali acquista pi senso. Assolutamente. un fenomeno al quale stiamo assistendo in Cina: interessantissimo il caso di Ai Weiwei. Si tratta di una figura che oggi rappresenta lo spirito di resistenza, la volont di apertura, di modernizzazione, di democratizzazione. Quando parla di degrado dei valori, comprende anche il sensazionalismo della stampa. Lei crede che lautoregolamentazione possa essere un modo per li-

mitarlo? Credo che sia lunico. Che la stampa stessa debba assumersene la responsabilit. Non una cosa che si risolve con sistemi di censura, ci mancherebbe. Penso che il sensazionalismo sia espressione di una cultura. E c un effetto moltiplicatore con le nuove tecnologie. Di fronte alle quali ti puoi difendere molto male. Ne ho fatto lesperienza tempo fa, in Argentina. Una signora si congratul con me per un testo che laveva molto commossa, mi disse, un omaggio

Un convegno alla Treccani

LUMANESIMO NELLA SOCIET DI OGGI


ROMA Il declino della cultura umanistica segnalato su fronti diversi ed un fenomeno non solo italiano ma coinvolge anche il mondo anglosassone, dove a proposito delle discipline umanistiche non si esita a parlare di specie in via di estinzione. Humanities oggi: che fare? il titolo del convegno organizzato oggi alla Treccani. Per rimettere al centro la cultura umanistica, da sempre motore di crescita civile e sociale da qui partono Lisa Roscioni e Michele Dantini, promotori dellincontro per necessario ripensare i percorsi formativi universitari, che oggi producono masse di laureati privi di capacit critiche e competenze indispensabili. Sar allora necessario definire criteri di valutazione per queste discipline, le pi tardive nellaccettare regole condivise in base alle quali essere giudicate. Su questi temi dopo lapertura di Giuliano Amato si confronteranno gli studiosi, da Tullio De Mauro ad Andrea Graziosi, da Franco Benigno a Carlo Ossola, da Francesco Cataluccio a Giulio Sapelli, da Claudio Giunta a Tomaso Montanari. I corsi delle facolt umanistiche, sostengono Roscioni e Dantini, dovrebbero essere concepiti in un modo nuovo, e integrare le competenze. Pensiamo a come da circa quattro decenni lanalisi testuale abbia congiunto metodo filologico e prospettive critiche maturate allinterno di discipline quali letnografia, la sociologia, lecologia politica e sociale. Pensiamo al ruolo civile svolto dagli studi sullimmigrazione o sulle politiche della memoria. Anche le discontinuit storiografiche possono produrre innovazione.

alla donna. Le dissi che la ringraziavo molto, ma non avevo scritto nessun omaggio alla donna. Pensai che se lo fosse inventato, o che si fosse confusa. Un po di tempo dopo mi mandano il mio elogio della donna, comparso su Internet. Un testo di un cattivo gusto tale che mi sono vergognato per chi lha scritto, firmato da me e lanciato nello spazio a motivo di non so cosa. Come fai a difenderti?. Bisogna per riconoscere che Internet e i social network permettono ad artisti e intellettuale di esprimersi allistante. Facendosi beffe di tutti i sistemi di censura; questo un progresso. Ma al tempo stesso anche un altro tipo di confusione che

Non sono un conservatore nostalgico: dico certe cose proprio per cambiarle
ha effetti molto negativi sulla cultura. Leccesso di informazioni significa anche la scomparsa delle gerarchie, delle priorit. Si colloca tutto a uno stesso livello di importanza per il semplice fatto di stare sullo schermo. El Pas 2012 (Traduzione di Luis E. Moriones)
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