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LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLV n. 215 (47.053)

Citt del Vaticano

luned-marted 21-22 settembre 2015

Nel primo giorno della visita a Cuba il Papa incoraggia il processo di normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti

Esempio di riconciliazione
Ai religiosi raccomanda spirito di povert e ai giovani chiede di non perdere la capacit di sognare

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Lurgenza
della pace
Per la terza volta in meno di un
ventennio il Papa a Cuba: nel
gennaio 1998 il primo fu Giovanni Paolo II, poi nel marzo 2012
arrivato Benedetto XVI, mentre
ora la volta di Francesco, il primo Pontefice americano, che ha
voluto congiungere in questo
viaggio due Paesi Cuba, appunto, e gli Stati Uniti i quali
dopo mezzo secolo di tensioni e
contrasti anche molto aspri sono
finalmente tornati, con laiuto
della Santa Sede, ad avvicinarsi.
Grazie anche allimpulso, nei rispettivi episcopati, di quanti hanno saputo prendere sul serio le
parole di Wojtya rilanciate da
Bergoglio al suo arrivo allAvana,
in un pomeriggio umido e caldissimo: Cuba si apra al mondo e il
mondo si apra a Cuba.
Loccasione della visita duplice, come ha ricordato il Pontefice: il centenario della proclamazione della Vergine della carit
del Cobre come patrona di Cuba
decisa da Benedetto XV ma richiesta dai veterani della guerra
dindipendenza dalla corona di
Spagna e lottantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche
tra il Paese e la Santa Sede, relazioni mai interrotte ha significativamente voluto sottolineare il Papa con unaggiunta al testo preparato per il saluto allarrivo. Accolto dal presidente Ral Castro,
poi presente anche alla messa celebrata nella capitale, Bergoglio
ha rivolto il suo saluto a Fidel
Castro, visitato poco dopo in forma privata, e a tutte quelle persone che, per diversi motivi, non
potr incontrare ha detto.
Menzionando poi la vocazione
naturale di Cuba come punto di
incontro, il Papa ha ricordato il
processo di normalizzazione con
gli Stati Uniti. Avvenimento di
prima importanza nel panorama
internazionale, il nuovo corso intrapreso con coraggio dai due
Paesi stato additato da Bergoglio come un segno della vittoria
della cultura dellincontro ed
esempio di riconciliazione per il
mondo intero. Un mondo che
ha bisogno di riconciliazione in
questa terza guerra mondiale a
tappe, ha improvvisato il Pontefice che, parlando ai giornalisti in
volo verso LAvana, aveva ancora
una volta insistito sullurgenza
della pace.
E la stessa preoccupazione risuonata, dopo la grande messa
nella piazza della Rivoluzione,
nellappello del Papa a favore di
una definitiva riconciliazione e di
una pace duratura in Colombia,
dove decenni di conflitto armato
il pi lungo attualmente in corso hanno versato il sangue di
migliaia di persone. Per favore,
non abbiamo il diritto di permetterci un altro insuccesso in questo
cammino ha implorato, sostenendo apertamente la via della
trattativa.
Le parole del Pontefice sono
arrivate al termine di una celebrazione durante la quale, nellomelia, aveva disegnato i contorni
della grandezza secondo il brano
evangelico appena letto: chi vuole
essere grande deve servire gli altri
e non servirsi degli altri. Dove
servire ha spiegato significa
aver cura delle persone fragili,
battendosi per la dignit dei fratelli e guardando il loro volto:
Per questo il servizio non mai
ideologico, dato che non si servono le idee ma le persone, trascurate da progetti che pure possono
apparire seducenti.
g.m.v

Il Papa a Cuba per esortare i responsabili


politici a sviluppare tutte le potenzialit del
Paese, al servizio della pace, del benessere del
popolo e della riconciliazione. Appena atterrato allAvana, sabato pomeriggio, 19 settembre,
Francesco ha subito chiarito i temi che caratterizzano il decimo viaggio internazionale del
Pontificato, ponendovi al centro il suo desiderio di pace. E se la parola pace aveva cominciato a echeggiare gi nel tradizionale saluto ai
giornalisti, durante il volo da Roma allisola
caraibica, con maggiore enfasi stata riproposta dal Papa al suo arrivo, insieme con linco-

raggiamento a portare avanti il processo di


normalizzazione dei rapporti con gli Stati
Uniti. Un appello lanciato alla presenza del
presidente Ral Castro, che lo ha accolto
allaeroporto della capitale e ha partecipato
anche alla messa domenicale celebrata da
Francesco lindomani mattina nella piazza della Rivoluzione. In quelloccasione il Pontefice
ha ricordato il grande paradosso di Ges,
spiegando che la logica evangelica esige di servire gli altri e non servirsi degli altri. Un messaggio che vale non solo per Cuba ma per tutta lAmerica latina, ai cui orizzonti Francesco

ha guardato nellAngelus successivo, segnato


dallinvito alla pacificazione della Colombia.
La mattinata si conclusa con un incontro
privato con Fidel Castro.
Ancor pi fitta di appuntamenti stata la
seconda parte della giornata, durante la quale
il Papa si recato in visita al palazzo presidenziale, ha compiuto un piccolo fuori programma con una sosta nella chiesa del Sacro Cuore
officiata dai gesuiti e infine ha incontrato i religiosi e i giovani. In entrambi gli appuntamenti il primo in cattedrale, il secondo nel
vicino Centro culturale intitolato a padre Flix

Varela Francesco ha messo da parte i testi


preparati e ha pronunciato a braccio due discorsi, raccomandando ai consacrati lo spirito
di povert e alle nuove generazioni di non
perdere la capacit di sognare.
Luned 21 il Papa ha lasciato la capitale cubana e ha raggiunto Holgun per celebrarvi la
messa e impartire la benedizione alla citt, prima del trasferimento a Santiago de Cuba, terza e ultima tappa del soggiorno nellisola.
PAGINE

DA

Altri naufragi nellEgeo orientale

Strage di innocenti in mare


ATENE, 21. Una bambina dellapparente et di cinque o sei anni lultima vittima restituita dal mare, in un
nuovo capitolo delle tragedia di profughi e migranti. Il corpicino stato
trovato ieri dalla Guardia costiera
greca al largo dellisola di Lesbo. La
piccola, al contrario di altri bambini
che in questi giorni hanno subito la
stessa sorte, potrebbe restare senza
nome, perch non stato possibile
accertare in quale naufragio tra Turchia e Grecia abbia perso la vita.
Solo ieri in quelle acque dellEgeo
orientale si sono consumate altre
due stragi. Tredici persone, compresi
quattro bambini, sono annegate

quando un traghetto turco ha urtato


un barcone carico di profughi e migranti al largo della citt portuale
occidentale turca di Canakkale. Era
buio, abbiamo visto la nave che veniva verso di noi. Abbiamo provato
a fare dei segnali con le torce e i telefonini, ma non ci hanno visti, ha
raccontato uno degli otto superstiti
allagenzia greca Ana.
Un altro barcone con 46 persone
a bordo si rovesciato nella notte al
largo di Lesbo: venti dei suoi occupanti sono stati soccorsi dalla Guardia costiera greca, ma gli altri ventisei risultano dispersi in mare,

unespressione che di fatto significa


perduti.
E per quanti in Grecia riescono
ad approdare si profilano, nei Balcani sempre pi nel caos, barriere di filo spinato, eserciti mobilitati e rifiuti
sempre pi diffusi. LUngheria ha rimosso ieri i blocchi dal valico di
Horgos 1 lungo lautostrada tra Belgrado e Budapest. Ma resta chiuso
quello di Horgos 2, mentre il flusso
di profughi si sposta verso la Croazia venticinquemila arrivi in quattro giorni e la Slovenia. Le autorit di Zagabria hanno a loro volta inviato treni e autobus a Tovarnik, vi-

cino al confine serbo, per caricare i


migranti e portarli comunque alla
frontiera ungherese. Secondo un
portavoce del Governo di Budapest,
con questa iniziativa, la Croazia
partecipa de facto al traffico illegale di esseri umani.
Dalla frontiera ungherese con la
Croazia, comunque, altri autobus
stanno trasportando queste migliaia
di sventurati in Austria. Dopo i
10.500 arrivati sabato, le autorit
viennesi ne attendevano ieri altri settemila, ma gi a met giornata si
capito che sarebbero stati di nuovo
oltre diecimila.
Da parte sua, la Slovenia ha incominciato a innalzare una barriera al
valico di Bregana, alla frontiera con
la Croazia. Lobiettivo dichiarato
evitare che profughi e migranti entrino illegalmente e in modo indiscriminato nel Paese attraverso campi e
boschi, invece di restare in attesa
nellaccampamento realizzato al confine.
Anche la Romania, non ancora
coinvolta dal fiume umano, ha mobilitato i militari e realizzato due
centri temporanei di accoglienza
ipotizzando il caso di emergenza.
In attesa di decisioni europee, si
muovono intanto gli Stati Uniti annunciando di essere pronti ad accogliere centomila profughi nel 2017,

per lo pi siriani, oltre agli 85.000


previsti per il 2016.
Non accenna a diminuire neanche
il flusso della rotta mediterranea verso le coste italiane. Oltre duemila
persone soccorse nelle ultime ore tra
la Libia e il canale di Sicilia sono
sbarcate a Crotone, Reggio Calabria,
Porto Empedocle. Altri 272 migranti
sono invece stati soccorsi dalla
Guardia costiera libica e riportati indietro. Cos come i 17 fermati al largo delle coste egiziane e riportati a
terra, verso un destino forse ancora
pi incerto.

NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
della Diocesi di DebrecenNyregyhza (Ungheria), presentata da Sua Eccellenza
Monsignor Nndor Bosk, in
conformit al canone 401 1
del Codice di Diritto Canonico.

Provvista di Chiesa
Elezioni in Grecia

Rivincita
di Tsipras
Una bambina appena giunta sullisola greca di Lesbo (Epa)

PAGINA

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo di Debrecen-Nyregyhza (Ungheria) Sua Eccellenza Monsignor Ferenc Palnki,
trasferendolo
dalla
Chiesa titolare di Fidolma e
dallUfficio di Vescovo Ausiliare di Eger.

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pagina 2

luned-marted 21-22 settembre 2015

Alexis Tsipras assiste


alla diffusione dei risultati (Reuters)

Visita ufficiale nel segno della cooperazione

Il segretario della Nato


a Kiev

In Grecia le elezioni segnate dal forte astensionismo e dallaffermazione dellestrema destra

Rivincita di Tsipras
ATENE, 21. Alexis Tsipras ha vinto
ancora, ed stata la sua vittoria pi
difficile. Syriza, lievemente favorita
alla vigilia ma sulla quale pesava la
disillusione di molti elettori e laggravarsi dellincertezza politica ed
economica, si aggiudicata oltre il
35 per cento dei voti e 145 seggi parlamentari. Gli ex alleati di governo,
i nazionalisti greci indipendenti
(Anel), avrebbero invece ottenuto il
3,7 per cento e dieci seggi. I due, si
saputo subito dopo le indicazioni
sul vincitore, riproporranno la stessa
alleanza di governo nata a gennaio,
forti di una maggioranza di 155 seggi su 300. Incontrer Alexis Tsipras, inizieremo la nostra nuova
prova e formeremo il nuovo Governo, ha subito confermato Panos
Kammenos, leader di Anel.
Ma il dato forse pi significativo
quello dellastensionismo che ha
fortemente segnato la tornata elettorale. Laffluenza ai seggi infatti calata notevolmente e su questo secondo i commentatori pesa la disillusione diffusasi nel Paese negli
ultimi mesi e in particolare dopo il
referendum estivo sulle condizioni

del salvataggio internazionale. La


partecipazione al voto sembra comunque attestarsi intorno al 55 per
cento.
Si trattato dunque di una rivincita per il leader della sinistra, che
dopo le sue dimissioni ad agosto
aveva visto i suoi consensi sgretolarsi nei sondaggi. In un solo colpo
Tsipras ha respinto lassalto dei conservatori di Nuova democrazia (che
si fermano al 28 per cento), ha visto
i suoi ex compagni ribelli di partito di Unit popolare fallire nel loro
intento di entrare in Parlamento, ed
ora si prepara a governare di nuovo
la Grecia, con la promessa di mitigare lausterit per le classi meno abbienti e tenere i riflettori accesi sulla
rinegoziazione del debito greco. Diventano dunque inutili i richiami dei
piccoli partiti socialdemocratici, Pasok e Potami, che speravano di essere decisivi per una nuova maggioranza.
Un altro dato eloquente lennesimo exploit del partito di estrema
destra Alba Dorata, che, secondo le
proiezioni, non solo si conferma terzo partito ma aumenta i propri con-

sensi fino al 7,1 per cento. Il successo di Alba Dorata, mostrano le statistiche, particolarmente notevole
proprio tra le fasce pi deboli della
popolazione e in particolare tra i disoccupati.
Ci aspetta una strada di duro lavoro e lotta, ha commentato Tsipras su Twitter non appena sono
passati i primi dati che certificavano
la sua vittoria. E a lui sono arrivati
subito i complimenti dello sconfitto
leader di Nuova democrazia, Vangelis Meimarakis: Congratulazioni a
Tsipras. Ora pu fare il Governo
che crede. Io voglio ringraziare chi
ha lavorato con noi in queste elezioni. Pensavano fossimo finiti, invece
siamo ancora qui, e forti. Alla notizia delle proiezioni che confermavano il dato gi largamente positivo
degli exit poll, esplosa la gioia tra
i supporter di Syriza radunati nel
centro di Atene.
E stasera stessa Tsipras giurer
nelle mani del presidente della Repubblica greca, Prokopis Pavlopoulos, mentre lEsecutivo dovrebbe
prestare giuramento domani, secondo quanto si apprende da fonti vici-

ne al premier eletto. Previsto anche


un incontro con il leader di Anel.
Secondo fonti di stampa, i due stanno valutando la possibilit di mantenere nel nuovo Esecutivo alcuni
dei membri del Governo ad interim.
In particolare a Giorgos Chouliarakis ministro pro-tempore delle Finanze potrebbe essere assegnato il
delicato nuovo ministero per lAttuazione del memorandum (lintesa
raggiunta con i creditori internazionali), mentre Yannis Mouzalas resterebbe ministro per lImmigrazione.
E proprio allimmigrazione sar
dedicato uno dei primi summit ai
quali prender parte Tsipras, il quale
ha gi annunciato la propria partecipazione al vertice straordinario
dellUnione
europea,
dedicato
allemergenza profughi, in programma per mercoled prossimo. In fondo, come ha commentato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, le sfide dellUnione europea nel suo complesso sono le
stesse che ha di fronte la Grecia: la
crisi dei rifugiati e la creazione di
una crescita sostenibile.

Si incontrano a Quito i presidenti Santos e Maduro

Attesa per il vertice con Obama

Intesa difficile
tra Colombia e Venezuela

Xi Jinping
negli Stati Uniti

BO GOT, 21. Restano incerte le prospettive di soluzione della crisi in


atto tra Colombia e Venezuela, che
ha portato nelle scorse settimane alla chiusura della frontiera. Oggi ci
sar a Quito, la capitale dellEcuador, latteso incontro tra il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, e quello venezuelano, Nicols

Il 25 per la visita del Papa

La prima volta
della bandiera
della Santa Sede
allOnu
Dopo consultazioni con la Santa
Sede, le Nazioni Unite isseranno
per la prima volta la bandiera
della Santa Sede la mattina del
25 settembre, cos che sia esposta
allarrivo di Papa Francesco al
Palazzo di Vetro di New York.
La Santa Sede e il Segretariato
delle Nazioni Unite hanno concordato che la bandiera verr issata senza alcuna cerimonia. Il
personale delle Nazioni Unite la
isser in quel giorno insieme con
le altre bandiere. La bandiera
quella ufficiale della Santa Sede
dal 1929.

Maduro, promosso congiuntamente


dalla
Comunit
degli
Stati
dellAmerica latina e dei Caraibi
(Celac) e dallUnione delle Nazioni
sudamericane (Unasur). In un messaggio diffuso ieri su Twitter, Santos ha scritto di recarvisi con le
migliori intenzioni, ma senza aspettative. In un altro messaggio, comunque, il presidente colombiano
ha ringraziato quelli dellEcuador,
Rafael Correa, e dellUruguay, Tabar Vzquez presidenti di turno
rispettivamente della Celac e
dellUnasur per i loro buoni uffici. Correa e Vzquez parteciperanno allincontro di oggi a palazzo
Carondelet, sede della presidenza
dellEcuador.
Da parte sua, Maduro ha dichiarato che nellincontro con Santos
affronter la questione del traffico
di droga e che intende chiedergli se
il Governo colombiano stia o meno
combattendolo e voglia impedire
tutti i voli di narcotrafficanti in partenza dalla Colombia.
La crisi esplosa lo scorso 19
agosto, quando Maduro ordin la
chiusura del principale valico di
frontiera, quello tra le localit venezuelane di San Antonio e Urea e
la citt colombiana di Cucuta, spiegando la sua decisione con la lotta
al contrabbando e con linfiltrazione di paramilitari colombiani. La
chiusura fu poi estesa ad altri passaggi di confine, mentre il Venezuela ordin lespulsione di diversi cittadini colombiani.

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GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Giuseppe Fiorentino
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

WASHINGTON, 21. La visita del presidente cinese, Xi Jinping, che inizia domani negli Stati Uniti, rafforzer la fiducia reciproca e la cooperazione tra i due Paesi, secondo
il ministro degli Esteri di Pechino
Wang Yi. In un intervento largamente riportato nel fine settimana
dai media cinesi, Wang sottolinea
che la visita di Xi, la sua prima da
capo di Stato, nellinteresse della
cooperazione amichevole tra la Cina e gli Stati Uniti ma anche
nellinteresse della pace mondiale e
dello sviluppo.
La stampa statunitense ha nei
giorni scorsi messo in evidenza i
principali motivi di disaccordo tra
le due potenze, in particolare lo
spionaggio cybernetico e le dispute
territoriali nel Mar della Cina meridionale tra la Cina e alcuni Paesi
alleati degli Stati Uniti. Nel suo intervento, il ministro Wang afferma
che il suo Paese non ha alcuna ragione di contestare lordine internazionale basato sulla vittoria nella
seconda guerra mondiale.
Xi Jinping venerd 25 incontrer
il presidente Barack Obama e nei
giorni successivi parteciper alle celebrazioni del 70 anniversario delle
Nazioni Unite.
Secondo quanto ha scritto ieri il
quotidiano New York Times,
Stati Uniti e Cina stanno negoziando un accordo per il controllo degli
armamenti nel cyberspazio, impegnandosi a non utilizzare per primi
armi informatiche. I colloqui
stando a quanto riferisce il giornale
statunitense si sono accelerati in

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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KIEV, 21. Il segretario generale della


Nato, Jens Stoltenberg, atteso oggi in Ucraina per una visita ufficiale di due giorni durante la quale
prender parte a una riunione del
Consiglio di sicurezza di Kiev. Nella regione occidentale di Leopoli,
Stoltenberg assister assieme al presidente ucraino, Petro Poroshenko,
allo svolgimento di manovre congiunte Ucraina-Nato per simulare
risposte a situazioni di emergenza.
Durante la visita del segretario
Stoltenberg sar inoltre firmato un
documento per la creazione di una
rappresentanza diplomatica Nato in
Ucraina e saranno lanciati due programmi di cooperazione tra Kiev e
lAlleanza atlantica: uno per le operazioni di sminamento e laltro per
lo sviluppo delle comunicazioni
strategiche.
La visita di Stoltenberg a Kiev
avviene sullo sfondo di una fragile
tregua nel sud-est ucraino. A sei
mesi dagli accordi di Minsk-2
dopo che si sono registrati quotidiani e violenti scontri armati tra
lesercito e i ribelli separatisti filorussi si assiste a una parziale riduzione della tensione. Il Parlamento di Kiev ha dato il via libera
allatteso progetto di legge per concedere uno statuto speciale alle regioni orientali filorusse.
Certo non mancano le difficolt
per attuare pienamente gli accordi
di Minsk-2, firmati nella capitale
della Bielorussia il 12 febbraio da

questi giorni con lobiettivo di annunciare un accordo nel corso della


visita del presidente cinese a Washington.
Anche se laccordo allo studio
mira a neutralizzare attacchi a centrali elettriche, sistemi bancari, rete
di telefonia mobile e ospedali, potrebbe non contenere un accenno
specifico e dettagliato al divieto di
attaccare infrastrutture critiche.

Ucraina, Russia, Francia e Germania (il cosiddetto Quartetto Normandia) che prevedono, oltre al
cessate il fuoco, il ritiro delle armi
pesanti di tutte le parti in conflitto,
la creazione di zone cuscinetto sul
fronte ucraino, larghe 50-70 chilometri, il rispetto della sovranit e
dellintegrit territoriale dellUcraina e la concessione di maggiore autonomia alle province orientali separatiste filorusse.
Per favorire lattuazione di questi
accordi e cercare di trovare una soluzione diplomatica al conflitto nel
sud-est dellUcraina che secondo
fonti dellOnu ha provocato oltre
8000 vittime il presidente ucraino, Petro Poroshenko, il cancelliere
tedesco, Angela Merkel, il capo dello Stato francese, Franois Hollande, e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, si incontreranno il prossimo 2 ottobre a Parigi. Secondo i
leader la tregua in Ucraina sta reggendo e lincontro sar utile per assicurare la pace nel Donbass.
Daltra parte, il conflitto rischia
di aggravare ulteriormente la
situazione
umanitaria
della
popolazione civile. Secondo lO rganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa gli abitanti
dellest del Paese rischiano di passare linverno senza acqua potabile n
calda a causa dei combattimenti
che hanno danneggiato le infrastrutture.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg (Ap)

Indennizzi di guerra in Sri Lanka


per favorire la riconciliazione
COLOMBO, 21. Prosegue limpegno
del Governo di unit nazionale dello Sri Lanka (uscito dalle elezioni
del 17 agosto scorso) per chiudere
definitivamente i conti con leredit
del conflitto trentennale, conclusosi
nel maggio 2009. Una guerra che
ha lasciato conseguenze tragiche in
termini di vite umane (pi di
100.000 morti) e devastazione, ma
che sotto il nuovo presidente Maithripala Sirisena, sta ritrovando vera democrazia e diritti. Diritti rivendicati anche dai tamil sconfitti,
che a sei anni dalla pace imposta
dai militari restano minoranza
emarginata e impoverita.
LEsecutivo ha comunicato che
sta pianificando un buon numero
di provvedimenti, tra cui un ufficio

Segreteria di redazione

telefono 06 698 83461, 06 698 84442


fax 06 698 83675
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Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

per gli indennizzi di guerra e una


commissione per la verit. Lo ha
confermato il ministro degli Esteri,
Mangala Samaraweera, intervenuto
la scorsa settimana a Ginevra al
Consiglio delle Nazioni Unite per
i diritti umani.
Nei giorni scorsi, lo stesso Consiglio ha diffuso latteso rapporto
sui crimini di guerra compiuti
sullisola asiatica durante il sanguinoso conflitto che oppose i guerriglieri tamil (soprattutto le Tigri
per la liberazione dellEelam) alle
forze governative e in cui furono
numerosi i casi di scomparsa di
persone ed esecuzioni extra-giudiziarie, come pure ampi abusi delle
forze armate sulla popolazione civile. Reati finora mai perseguiti.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
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fax 06 69885164, 06 698 82818,
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Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

A Mosca il ministro
degli Esteri
giapponese
MOSCA, 21. Il ministro degli Esteri
giapponese, Fumio Kishida,
giunto ieri in Russia per una visita
di due giorni. Il capo della diplomazia di Tokyo incontra oggi il
ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, con il quale ha in
programma colloqui sui Territori
del Nord del Giappone e la situazione in Ucraina. Domani Kishida
parteciper anche come co-presidente alla XI seduta del comitato
intergovernativo russo-nipponico
su questioni commerciali ed economiche. Il ministero degli Esteri
di Tokyo ha espresso la speranza
che i colloqui migliorino le relazioni bilaterali.

Concessionaria di pubblicit

Aziende promotrici della diffusione

Il Sole 24 Ore S.p.A.


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Ivan Ranza, direttore generale
Sede legale
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Ospedale Pediatrico Bambino Ges
Banca Carige
Societ Cattolica di Assicurazione
Credito Valtellinese

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luned-marted 21-22 settembre 2015

pagina 3

Distribuzione dacqua
in un campo di sfollati nigeriani (Afp)

Sanguinosi
scontri tribali
nel sud
della Libia

Sembra meno rigida la posizione statunitense nei confronti di Bashar Al Assad

Civili siriani e iracheni


in ostaggio delle violenze
DAMASCO, 21. Tra gli aspetti che accompagnano lapertura di un nuovo
dialogo tra Russia e Stati Uniti sugli sviluppi militari in Siria, c un
allentamento della posizione tenuta
finora da Washington riguardo alla
necessit che il presidente siriano,
Bashar Al Assad, alleato di Mosca,
lasci il potere. Durante la missione
che lo ha visto impegnato nel fine
settimana a Londra, il segretario di
Stato americano, John Kerry, ha infatti parlato delluscita di scena di
Al Assad non pi come di una precondizione per aprire negoziati di
pace, ma di un auspicabile sviluppo
del negoziato stesso.
La crisi siriana e il coinvolgimento militare russo saranno argomento
anche dei colloqui, oggi a Mosca,
tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il primo ministro israeliano,
Benjamin Netanyahu.

Nel frattempo, in Siria e in Iraq,


principali teatri dellazione del cosiddetto Stato islamico (Is), le popolazioni restano ostaggio sia delle
violenze jihadiste sia degli scontri
delle forze locali e straniere.
Nel fine settimana si sono intensificati i combattimenti ad Aleppo,

Il direttore
dellAiea
in missione
a Teheran
TEHERAN,
21.
Il
direttore
dellAgenzia internazionale per
lenergia atomica, Yukiya Amano,
giunto ieri in Iran dove gli
ispettori dellagenzia stanno completando le indagini concordate
con il Governo di Teheran nel
quadro dellaccordo siglato a
Vienna nel mese di luglio. Amano ha incontrato il presidente iraniano, Hassan Rohani, e il responsabile dellagenzia nucleare
iraniana, Ali Akbar Salehi. Uno
dei principali passaggi dellindagine dellAiea rimane lispezione,
che dovrebbe essere completata
nelle prossime settimane, del
complesso militare di Parchin,
presso Teheran. E, come riferisce
oggi un comunicato dellAiea,
limpianto di Parchin stato visitato da Amano e dal capo degli
ispettori Tero Varjoranta.
Nel frattempo, il ministro degli
Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha nominato Mohammad Hassan Habibollahzadeh incaricato daffari di Teheran a
Londra. La decisione segue la
riapertura, il 23 agosto scorso,
dellambasciata del Regno Unito,
chiusa per quattro anni dopo un
attacco di manifestanti filogovernativi. Lo stesso giorno stata
riaperta anche lambasciata di
Teheran a Londra. La ripresa delle relazioni diplomatiche tra i
due Stati era seguita alla firma
dellaccordo sul nucleare iraniano
raggiunto tra Teheran e il gruppo
cinque pi uno.

Un abitante di Aleppo tra le macerie della sua


casa (Afp)

contesa tra forze governative siriane


e ribelli. Bombardamenti sferrati ieri
da questi ultimi alla periferia occidentale della citt hanno provocato
almeno quattordici morti tra gli abitanti, compresi sette bambini. Sul
bilancio concordano gli organi di
informazione statali e lO sservatorio
siriano per i diritti umani (Ondus),
espressione dellopposizione.
Sempre ieri, lOndus ha sostenuto
che settantacinque miliziani siriani
addestrati dagli Stati Uniti sono entrati nel nord della Siria, attraversando il confine con la Turchia su
mezzi equipaggiati con mitragliatrici, per combattere contro lIs. La
notizia sembra peraltro contraddire
quanto dichiarato nei giorni scorsi
dal generale James Austin, responsabile del Centcom, il comando delle operazioni statunitensi in Iraq e
Siria. In unaudizione al Congresso,
Austin aveva ammesso un sostanziale fallimento del piano di addestramento statunitense dei ribelli siriani,
costato finora mezzo miliardo di
dollari, che avrebbe dovuto entro
questanno portare a impiegare 5400
miliziani in Siria appunto contro
lIs, ma anche in funzione antigovernativa. In realt, ha riferito Austin, i combattenti sul terreno non
sarebbero pi di quattro o cinque.
Anche sui fronti iracheni, intanto,
alle azioni contro il gruppo jihadista
si affiancano operazioni militari con
finalit diverse. In particolare, fonti
di stampa turche hanno riferito nel
fine settimana di raid aerei condotti
dallaviazione di Ankara su postazioni dei militanti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) nel
nord dellIraq. Secondo lagenzia di
stampa privata Dogan, sono stati
uccisi almeno 55 miliziani del Pkk.
Lesercito turco non ha confermato.

Altri raid
sulla capitale yemenita
SANAA, 21. Aerei della coalizione a
guida saudita hanno compiuto questa mattina altri raid su Sanaa contro le postazioni dei ribelli huthi
dove gli insorti hanno invitato la
popolazione a manifestare nel primo anniversario della loro conquista
della capitale yemenita.
I bombardamenti hanno colpito
un deposito di armi nel quartiere di
Noqom a est di Sanaa. La base militare, che controllata da miliziani
fedeli allex presidente Ali Abdullah
Saleh, alleati degli huthi, stata attaccata a pi riprese da fine marzo,
da quando la coalizione internazionale a guida saudita ha lanciato
unoffensiva contro i ribelli huthi
che nel frattempo avevano conquistato buona parte del Paese e costretto allesilio il presidente Hadi.

Inoltre, undici persone sono morte e oltre 50 sono rimaste ferite, tra
miliziani e civili, nel corso di attacchi aerei della coalizione a guida
saudita contro una roccaforte degli
huthi e una prigione dei ribelli nella
provincia occidentale di Ibb.
Intanto, sei cittadini stranieri che
erano tenuti in ostaggio a Sanaa da
oltre cinque mesi sono stati rilasciati. I sei tre americani, due sauditi
e un britannico sono giunti in
Oman, che ha negoziato la loro liberazione. La Casa Bianca ha ringraziato per questo le autorit
dellOman. Rappresentanti dei ribelli huthi si sono rifiutati di fornire
le ragioni del loro sequestro, ma almeno uno di loro un giornalista
che hanno detto entrato nel
Paese illegalmente.

Tre esplosioni scuotono Maiduguri

Sinaspriscono gli attacchi


di Boko Haram
ABUJA, 21. Smentendo voci circolate
la scorsa settimana di una possibile
disponibilit a trattare un disarmo,
il gruppo jihadista Boko Haram intensifica gli attacchi terroristici nel
nord della Nigeria. Tre esplosioni
hanno scosso nella serata di ieri la
citt di Maiduguri, capitale dello

Ancora senza esito


la mediazione
in Burkina Faso
OUAGAD OUGOU, 21. Non ha ancora ottenuto risultati il tentativo
della Comunit economica degli
Stati dellAfrica occidentale (Cedeao) per riportare lordine democratico in Burkina Faso dopo
il colpo di Stato militare guidato
dal generale Gilbert Diender.
Non sembra infatti convincere le
parti la bozza presentata dal presidente senegalese, Macky Sall,
che guida la missione della Cedeao, bozza che prevede di restaurare il presidente Michel Kafando in cambio di unamnistia.
La proposta secondo fonti
dellagenzia Misna che segue costantemente la vicenda stata
accolta con freddezza anche dai
rappresentanti della societ civile. Soprattutto perch include un
rinvio delle elezioni e la possibilit di candidarsi per i politici vicini allex presidente Blaise
Compaor, scartati da una legge
approvata nei mesi scorsi dal
Parlamento ad interim. Diender, che di Compaor era considerato un fedelissimo, da parte sua
ha annunciato che non intende
lasciare il potere prima dello
svolgimento del voto. Un invito
alla saggezza e a un dialogo
franco e rispettoso dei valori per
i quali il popolo burkinab insorto venuto dalla Conferenza
episcopale che ha messo in guardia dalle ambizioni personali o
corporative.

Si intensificano le azioni armate da parte degli insorti talebani in Afghanistan

Strage di bambini a Ghazni


KABUL, 21. sempre pi alto il numero di civili, soprattutto donne e
bambini, vittime del conflitto in Afghanistan. Proprio due minori sono
rimasti uccisi e altri quattro feriti
nellesplosione di un razzo lanciato
dai talebani nella provincia di
Ghazni, nellAfghanistan orientale.
Lo ha reso noto oggi il vicegovernatore provinciale, Mohammad Ali
Ahmadi. Un razzo sparato dai talebani ha colpito il villaggio di
Alam Qala nel distretto di Deyak
luned mattina uccidendo due bambini innocenti e ferendo altre sette
persone, tra cui quattro bambini,
due donne e un uomo, ha detto
Ahmadi. Il funzionario ha aggiunto
che stata aperta uninchiesta.
Secondo quanto riporta un documento dellUnama (Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan) nei primi sei mesi del

2015 le vittime tra i bambini sono


aumentate del 13 per cento rispetto
allo stesso periodo dello scorso anno. Anche il numero delle donne rimaste uccise o ferite cresciuto del
23 per cento rispetto al 2014.
E almeno 28 persone sono rimaste ferite ieri nella provincia orientale afghana di Kunar per lo scoppio
di una bomba magnetica in un affollato bazar. Lo riferisce lagenzia
Pajhwok.
Nel frattempo, le autorit pakistane hanno arrestato 22 sospetti in relazione allattacco sferrato la scorsa
settimana da Tehrik-e-taliban Pakistan (Ttp) contro una base aerea a
Badhaber, circa sei chilometri da
Peshawar, nel nord-ovest del Paese,
nel quale sono morte 42 persone.
Lo hanno riferito i media locali,
precisando che tra gli arrestati figurano otto afghani.

Due bambini alla periferia di Kabul (Ap)

Stato nordorientale del Borno,


quello dove Boko Haram ha le sue
principali roccaforti. Bilanci ufficiali delle conseguenze degli attentati
non sono stati forniti dalle autorit
locali, ma fonti citate dalla Bbc riferiscono di almeno otto morti e
cinquanta feriti, specificando che le
deflagrazioni sono avvenute nei
quartieri di Gomari, Ajilari e Binta
Sugar.
Sempre ieri, un duplice attentato
suicida aveva colpito lestremo nord
del Camerun, uccidendo tre persone a Mora. Dallinizio di settembre
si tratta della terza serie di doppi
attentati suicidi in questa zona camerunense frontaliera con la Nigeria. Il Camerun, insieme con il Benin, il Ciad e il Niger, uno dei
Paesi dove soprattutto nellultimo
anno si sono estesi gli attacchi e gli
attentati di Boko Haram, la cui
azione nellultimo quinquennio ha
provocato tra le popolazioni della
Nigeria decine di migliaia di vittime e quasi due milioni e mezzo di
sfollati, per oltre la met bambini.
Solo negli ultimi cinque mesi, secondo rapporti concordanti delle
agenzie dellOnu e di altre organizzazioni umanitarie, si sono registrati altri ottocentomila sfollati, compresi mezzo milione di bambini.
Proprio Benin, Camerun, Ciad e
Niger forniscono contingenti a una
forza africana di circa ottomila soldati inviata allinizio dellanno nel
nord-est della Nigeria contro il
gruppo jihadista.

Scuole
chiuse
nel Kenya
NAIROBI, 21. Il Governo del Kenya
ha disposto oggi la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private, in
conseguenza di uno sciopero degli
insegnanti in corso da ormai tre settimane. Lo riferisce, in apertura
della sua edizione in rete, il quotidiano The Nation.
A partire da questa mattina, circa
dodici milioni di studenti saranno
costretti a restare a casa, con leccezione di quanti dovranno sottoporsi
agli esami di Stato, previsti il prossimo mese. La chiusura delle scuole
stata motivata dallEsecutivo di
Nairobi con limpossibilit di garantire il regolare svolgimento delle
lezioni.
Allorigine dello sciopero, la richiesta da parte degli insegnanti di
incrementi salariali compresi tra il
50 e il 60 per cento. Nonostante la
Corte suprema abbia giudicato legittime le richieste dei docenti, il
Governo sostiene di non disporre
delle risorse finanziarie necessarie.
Secondo il Governo, un tale aumento degli stipendi degli insegnanti rischierebbe di acuire la crisi
finanziaria in corso nel Paese africano. Molti studenti si sono detti
preoccupati che lo sciopero possa
pregiudicare lesito degli esami di
ottobre e hanno detto alla Bbc che
gli alunni hanno davvero bisogno
di tornare a scuola.
Gi allinizio dellanno, gli esiti
negativi dei negoziati tra il Governo e i sindacati degli insegnanti
avevano provocato un lungo sciopero dei docenti.

TRIPOLI, 21. Almeno trenta persone sono rimaste uccise e altre 12


ferite in scontri tra la trib dei tebu e la locale zwai ieri a Kufra,
nella Libia sudorientale. Lo riferisce il quotidiano Libya Herald.
Secondo il portavoce del consiglio
cittadino, Mohammad Khalil, uomini armati a bordo di venti veicoli hanno tentato di assaltare la
citt da nord, ma gli abitanti locali sono riusciti a respingerli distruggendo alcuni dei loro mezzi.
Ancora caos dunque in Libia: e
si tratta della conseguenza del
vuoto di potere che si di fatto
creato nel Paese dopo la caduta,
nel 2011, del regime di Muammar
Gheddafi. Oltre agli scontri tribali
la Libia minacciata dalla presenza di miliziani jihadisti alleati del
cosiddetto Stato islamico (Is).
Per questo, le cancellerie mondiali auspicano un rapido accordo
tra le varie fazioni libiche che si
stanno confrontando in queste ore
a Skhirat, in Marocco, grazie alla
mediazione portata avanti dal rappresentante speciale dellOnu per
la Libia, Bernardino Len.
A Skhirat, la missione delle Nazioni Unite in Libia ha annunciato di aver iniziato a preparare il
testo di un accordo politico modificato in base alle proposte delle
parti libiche e anche la proposta
di una rosa di candidati al Governo di unit nazionale da sottomettere al voto. Lo riferisce lagenzia
Mena. Samir Ghattas, portavoce
della missione Onu, ha poi sottolineato come larrivo nella citt
marocchina della delegazione del
Congresso generale nazionale indichi la volont di Tripoli di lavorare per giungere a una soluzione.
Saremo fiduciosi se ci sar
laccordo, queste sono ore nelle
quali dobbiamo moltiplicare gli
sforzi per dare un messaggio a
tutte le parti libiche che il tempo
ormai limitatissimo e chi si tira
fuori dalle proposte di accordo
naturalmente compie un atto di
cui poi si assumer la responsabilit: quanto ha affermato oggi
il ministro degli Esteri italiano,
Paolo Gentiloni, a proposito dei
negoziati in corso in Marocco tra
le diverse fazioni libiche per arrivare a un accordo di pace nella
nazione.
Certamente la comunit internazionale unita nel sostenere la
mediazione: gli esiti li capiremo
nel corso di questi giorni, adesso
ci sar una proposta credo conclusiva dellinviato delle Nazioni
Unite e poi sar valutata dalle diverse parti nel corso della settimana, ha aggiunto Gentiloni.

Operazione
contro i jihadisti
nel Sinai
IL CAIRO, 21. Lesercito egiziano
ha ucciso, nel fine settimana, 74
miliziani ribelli nel corso di
unoperazione antiterrorismo condotta nel nord del Sinai. Lo ha reso noto ieri sera un portavoce militare in un comunicato, aggiungendo che 52 sospetti sono stati
arrestati, mentre altri 64 sono stati
rilasciati perch non coinvolti in
attivit terroristiche. Nel corso
delloperazione sono stati distrutti
decine di rifugi e mezzi dei miliziani ribelli e sono stati neutralizzati anche diversi ordigni piazzati
sulle strade. Sempre ieri, un ufficiale della polizia egiziana stato
ucciso in un agguato nel distretto
di Al Arish, nel nord della penisola del Sinai.
E, intanto, unesplosione nei
pressi di un ufficio distaccato del
ministero degli Esteri egiziano, nel
quartiere Mohandessin al Cairo,
ha causato il ferimento di tre militari e di un civile. Secondo testimoni alla televisione di Stato, gli
attentatori erano a bordo di una
moto. Danneggiata anche unauto.
Una fonte del ministero degli
Esteri ha riferito alla Mena che
lesplosione non ha ferito alcun
funzionario dellufficio perch
avvenuta dopo lorario di lavoro.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

luned-marted 21-22 settembre 2015

Papa Francesco giunto a Cuba accolto dallentusiasmo della gente

dal nostro inviato


GAETANO VALLINI
Un avvenimento che riempie di speranza. Cos Papa Francesco, appena
giunto allAvana, ha definito sabato
pomeriggio il processo di normalizzazione delle relazioni tra Cuba e
Stati Uniti. Un processo di cui stato uno degli artefici. Per questo dalla capitale cubana ha chiesto ai responsabili di proseguire in questo alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace. Quella pace richiamata subito dopo la partenza da Roma, salutando i giornalisti
che lo accompagnano in questo decimo viaggio internazionale mentre
laereo sorvolava il Mediterraneo.
Parlando dei migranti che fuggono
dalle guerre in cerca di pace, ha confidato di essersi emozionato tanto
perch a salutarlo alla partenza, davanti a Casa Santa Marta, cerano i
profughi siriani che sono stati accolti
dalla parrocchia vaticana di SantAnna. Poi ha salutato singolarmente
ogni rappresentante dei media a bordo.
Pace stata dunque la prima parola chiave di questo viaggio, il pi
lungo. Un viaggio molto atteso qui
a Cuba. Nelle scorse settimane il
presidente Ral Castro aveva invitato ad accogliere Papa Francesco con
affetto, rispetto e ospitalit, come
merita. Ma gi dal calore e dallentusiasmo del benvenuto dato al Padrecito blanco lungo il tragitto che lo
portava dallaeroporto internazionale

Ventata
di aria nuova

Jos Mart alla nunziatura, dove risiede qui allAvana, si capito come
sarebbe stata laccoglienza che i cubani stanno riservando al Pontefice
durante la permanenza nellisola.
Perch sanno, cattolici e non, che a
lui si deve in gran parte il nuovo
corso apertosi nel Paese. E cos lungo i diciotto chilometri percorsi in

Al catholicos patriarca della Chiesa assira dO riente

Preghiera
e solidariet
Solidariet a quanti soffrono a causa della tragica situazione
in Medio Oriente in particolare i cristiani e le altre
minoranze religiose in Iraq e in Siria stata espressa
dal Papa in un messaggio al nuovo catholicos patriarca
della Chiesa assira dOriente, Mar Gewargis, eletto lo scorso
16 settembre e succeduto a Mar Dinkha IV, morto il 26 marzo.
Di seguito una nostra traduzione dallinglese del messaggio.
Sua Santit Mar Gewargis
Catholicos Patriarca
della Chiesa
assira dO riente
Ho accolto con gioia la notizia della sua elezione, Santit, a Catholicos Patriarca
della Chiesa assira dO riente. Volentieri estendo a lei e
al clero e ai fedeli della
Chiesa assira dOriente i
miei buoni auspici e la mia
orante solidariet, chiedendo allo Spirito Santo di ef-

fondere le sue abbondanti


benedizioni sul suo alto ministero. Prego affinch lei,
Santit, possa essere un pastore che ispiri il gregge affidato alle sue cure e un costruttore di pace e di armonia instancabile, servendo il
bene comune e il bene di
tutto il Medio Oriente. Mi
unisco a lei, Santit, nella
preghiera e nella solidariet
con tutti coloro che soffrono a causa della tragica situazione in Medio Oriente,
specialmente i nostri fratelli
e le nostre sorelle cristiani e
le altre minoranze religiose
in Iraq e in Siria. Insieme a
lei, chiedo al Signore di
concedere loro la forza perch possano perseverare nella loro testimonianza cristiana. Esprimendo gratitudine
a Dio Onnipotente per i
vincoli di fraternit tra la
Chiesa cattolica e la Chiesa
assira dOriente, spero e
prego che la nostra amicizia
e il nostro dialogo costanti
possano essere sviluppati e
approfonditi ancora di pi.
Possa il nostro Padre celeste
colmare lei, Santit, di pace
e di forza per il nobile compito che lattende.
FRANCESCO PP.

papamobile, Francesco ha vissuto il


suo primo bagno di folla: un cordone quasi ininterrotto di gente festante oltre centomila persone con
bandierine cubane e vaticane, lo ha
accompagnato fino a destinazione
nonostante il caldo afoso e il cielo
plumbeo, che minacciava pioggia.
Un preludio di quanto avvenuto
lindomani alla messa in piazza della
Rivoluzione.
LAvana si cos mostrata al Pontefice in tutto il suo decadente
splendore, con gli antichi palazzi in
stile coloniale segnati dal tempo e
da un triste abbandono che il recente maquillage non riesce a celare del
tutto, testimonianza di un passato di
fasti ormai perduti. Ma anche se con
questa veste dimessa, la citt ha risposto attraverso lentusiasmo dei
suoi abitanti.
Laereo A330 dellAlitalia con a
bordo il Pontefice atterrato poco
prima delle 16, con qualche minuto
di anticipo sul programma. Come
consuetudine, a bordo sono saliti il
nunzio apostolico e il capo del protocollo. Quindi Francesco ha sceso

la scaletta, terzo Papa a toccare il


suolo cubano dopo Giovanni Paolo
II (1998) e Benedetto XVI (2012). Ad
accoglierlo il presidente Castro, e il
cardinale arcivescovo di San Cristbal de La Habana, Ortega y Alamino, mentre una piccola folla di giovani lo acclamava con slogan, sventolando bandierine. Dopo i saluti e
lomaggio floreale da parte di alcuni
bambini, il Pontefice e il presidente
si sono diretti verso il podio. La cerimonia di benvenuto proseguita
con lesecuzione degli inni, le tradizionali ventuno salve di cannone, i
discorsi del presidente e del Papa. Al
termine ci sono stati la presentazione
delle rispettive delegazioni e dei cinque decani regionali del corpo diplomatico, nonch gli onori militari
allospite. Erano presenti autorit civili e presuli guidati dal presidente
della Conferenza episcopale Garcia
Ibez.
Prima di intrattenersi per alcuni
minuti nella sala donore dellaerostazione insieme con il presidente,
Papa Francesco ha salutato un gruppo di persone in rappresentanza delle diocesi dellisola. Tra loro una famiglia composta da genitori, figli e
nonni, e un religioso e una religiosa
in rappresentanza dei missionari presenti a Cuba. Subito dopo in auto il
trasferimento nella sede della nunziatura apostolica. Allesterno si radunato un gruppo di giovani che
hanno continuato ad acclamare il
Papa, fino a che dopo cena non
uscito dal palazzo per salutarli, intrattenendosi con loro una quindicina di minuti.
Il secondo incontro ufficiale con
le autorit cubane si poi svolto nel
pomeriggio di domenica, con la visita di cortesia al capo dello Stato al
Palacio de la Revolucin. Dopo aver
percorso in automobile quattro chi-

lometri, allarrivo Francesco stato


accolto dal presidente Ral Castro,
che lo ha accompagnato al primo
piano, dove presso il Sole dAmerica, si sono svolti i diversi momenti
protocollari: la presentazione delle
delegazioni, lincontro privato durato circa 50 minuti e la successiva
presentazione della famiglia del presidente, lo scambio dei doni. Un
mosaico raffigurante la Virgen de la
Caridad del Cobre quello del Pontefice, un pezzo unico realizzato dallo
Studio del mosaico vaticano. Quello
di Castro, un crocifisso realizzato
dallartista contemporaneo Kcho
(Alexis Leiva Machado) con pezzi di
remi intrecciati con delle corde, ispirato alla tragedia dellimmigrazione.
Nel frattempo il cardinale segretario
di Stato accompagnato dal sostituto e dal nunzio ha avuto un colloquio con il vicepresidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei
ministri, Miguel Mario Diaz - Canel
Bermdez. Al termine degli incontri
il Papa e Castro si sono affacciati
dallingresso principale del palazzo
per salutare i rappresentanti dei media giunti da ogni parte del mondo.
A Cuba, dunque, si respira una
ventata di aria nuova, e lo si colto
anche dallatmosfera di festa di queste ore. Se la storica, prima visita di
Wojtya aveva consolidato una prima

Lutti nellepiscopato
Monsignor Giovanni De Vivo, vescovo di Pescia, morto domenica mattina, 20 settembre, dopo
una lunga malattia.
Il compianto presule era nato a
Siena il 24 marzo 1940 ed era stato ordinato sacerdote il 15 marzo
1964. Eletto a Pienza il 18 dicembre 1993, aveva ricevuto lordinazione episcopale il 23 gennaio
1994. Le esequie saranno celebrate
gioved 24 settembre alle ore 16 a
Pienza.
Monsignor Georg Eder, arcivescovo emerito di Salzburg, in Austria, morto sabato mattina, 19
settembre in una casa di riposo a
Mattsee.
In questo paese dellarcidiocesi
salisburghese era nato il 6 marzo
1928. Ordinato sacerdote il 15 luglio 1956, era stato eletto a Salzburg il 17 gennaio 1989. Ricevuta
lordinazione episcopale il successivo 26 febbraio, aveva rinunciato
al governo pastorale dellarcidiocesi il 23 novembre 2002. Le esequie saranno celebrate venerd
prossimo, 25 settembre, alle 11 nel
duomo di Salisburgo.

La Direzione e il Personale della Sala


Stampa della Santa Sede partecipano
al dolore di Stefano Argentino Storino
che piange la perdita di sua madre

MARIA
e si stringono attorno al collega con affetto e nella preghiera a Dio perch doni la felicit eterna alla defunta e il
conforto ai familiari.

ripresa di dialogo tra il Governo e la


Chiesa, e quella successiva di Benedetto XVI aveva sancito la fase nuova
nei rapporti, quella di Francesco
punta al consolidamento, con il riconoscimento chiaro dellapporto imprescindibile della religione nellambito sociale e pubblico in un Paese
in cui fino a qualche anno fa vigeva
il divieto di manifestare pubblicamente la propria fede ed era inimmaginabile che si potessero aprire
scuole cattoliche, diffondere pubblicazioni a carattere religioso e costruire luoghi di culto.
Ora, dopo che Natale e Venerd
santo sono diventate festivit riconosciute dallo Stato, di recente, per la
prima volta dal 1959, stata concessa
lautorizzazione per ledificazione di
tre nuove chiese. Di una gi iniziata la costruzione: sorger nel quartiere Bahia, allAvana, e sar intitolata a San Juan Pablo II. La prima
pietra, stata posta lo scorso 18
marzo. Le altre due saranno edificate a Santiago e a Pinar del Rio.
Inoltre, negli ultimi anni il Governo
ha avviato il processo per la restituzione di ottanta edifici, tra chiese e
cappelle, che erano state destinate a
fini civili. Alcune sono gi tornate
alla Chiesa, molte ancora mancano,
ma probabilmente ora la strada sar
in discesa.

Nomina
in Ungheria
La nomina di oggi riguarda la
Chiesa in Ungheria.

Ferenc Palnki vescovo


di Debrecen-Nyregyhza
Nato l11 marzo 1964 a Balassagyarmat, dopo il liceo ha conseguito un diploma in telecomunicazioni allIstituto superiore di
Gyr (1987). Ha quindi compiuto
gli studi filosofici e teologici
nellIstituto superiore di teologia
a Esztergom e ottenuto la licenza
alla facolt di diritto canonico
dellUniversit cattolica Pter
Pzmny di Budapest. Ordinato
sacerdote il 18 giugno 1994, stato viceparroco a Balassagyarmat
(fino al 1996), parroco a Doroghza (dal 1996 al 2000) e a Pspkszilgy (dal 2000 al 2005),
direttore spirituale nel seminario
di Vc (dal 2005 al 2010), difensore del vincolo presso il tribunale
diocesano (1999-2010), direttore
spirituale del seminario centrale a
Budapest nel 2010. Il 27 dicembre
dello stesso anno stato nominato vescovo titolare di Fidolma e
ausiliare dellarcidiocesi di Eger,
ricevendo lordinazione episcopale il 26 febbraio 2011, anno dal
quale era anche parroco a Miskolc-Mindszent. Dal 2013 inoltre
era vicario generale dellarcidiocesi di Eger. In seno alla Conferenza episcopale membro della
commissione giuridica, di quella
per i laici e di quella per il clero e
la vita consacrata.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 21-22 settembre 2015

pagina 5

Allarrivo a Cuba il Papa incoraggia il processo di normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti

Esempio
di riconciliazione per il mondo
Papa Francesco giunto a Cuba nel pomeriggio di sabato 19 settembre. Laereo
con a bordo il Pontefice atterrato poco prima delle 16 (quando in Italia erano
quasi le 22) allaeroporto dellAvana, dove si svolta la cerimonia di benvenuto.
Dopo il saluto rivoltogli dal presidente Ral Castro, il Papa ha pronunciato
il discorso che pubblichiamo in una traduzione italiana.
Signor Presidente,
Distinte Autorit,
Fratelli nellEpiscopato,
Signori e Signore,
molte grazie, Signor Presidente, per
la Sua accoglienza e le Sue cortesi
parole di benvenuto a nome del Governo e di tutto il popolo cubano. Il
mio saluto va anche alle Autorit e
ai membri del Corpo Diplomatico
che hanno avuto la cortesia di rendersi presenti in questa circostanza.
Ringrazio per la loro fraterna accoglienza il Cardinale Jaime Ortega
y Alamino, Arcivescovo di La Haba-

Saluto del presidente Ral Castro

Globalizzare la solidariet
I popoli dellAmerica latina e dei Caraibi aspirano ad
avanzare sulla strada dellintegrazione, in difesa dellindipendenza, della sovranit sulle risorse naturali e della
giustizia sociale. Lo ha detto il presidente cubano Ral
Castro nel salutare Papa Francesco allarrivo nellisola.
Il capo dello Stato ha poi fatto notare come nella regione permangano disuguaglianze nella distribuzione
della ricchezza. E in proposito ha detto di aver seguito
con molta attenzione lesortazione apostolica Evangelii
gaudium, riguardo ai temi sociali, e lenciclica Laudato
si, che fa riferimento al futuro e alla cura del pianeta
e allumanit. Entrambe, ha assicurato, sono state oggetto di profonda riflessione e saranno documenti di riferimento per il prossimo incontro sullAgenda di sviluppo post-2015, che avr luogo allOnu, e per la XXI
Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici
del prossimo dicembre a Parigi.
Castro ha poi sottolineato come comincino ad avere
uneco crescente nel mondo le analisi del Pontefice
sulle cause di questi problemi, cos come i suoi appelli
alla salvaguardia del pianeta per la sopravvivenza
dellumanit. Inoltre il presidente ha invitato alla cessazione dellazione predatoria dei Paesi ricchi e delle
grandi multinazionali, e alleliminazione dei pericoli
che riguardano tutti in materia di esaurimento delle
risorse e di perdita della biodiversit.
Ha poi ricordato il discorso di Fidel Castro a Rio
de Janeiro nel 1992, durante la conferenza delle Nazioni Unite sullambiente e lo sviluppo, in cui espose
la necessit di salvare lumanit dallautodistruzione,
di distribuire meglio la ricchezza, la conoscenza, la
scienza e le tecnologie per lo sviluppo sostenibile. Il
presidente ha quindi sottolineato come il sistema internazionale attuale sia ingiusto e immorale. Ha globalizzato il capitale ha detto e convertito nel suo
idolo il denaro. Rende i cittadini meri consumatori.
Invece di diffondere la conoscenza e la cultura, li aliena con modelli di comportamento che solo servono
gli interessi dei loro padroni. Castro ha anche fatto
notare come la profonda e permanente crisi si scarichi con brutale crudezza sui Paesi del Terzo mon-

na, Mons. Dionisio Guillermo Garca Ibez, Arcivescovo di Santiago


di Cuba e Presidente della Conferenza Episcopale, gli altri Vescovi e
tutto il popolo cubano.
Grazie a tutti coloro che si sono
prodigati nella preparazione di questa visita pastorale. Vorrei chiederLe,
Signor Presidente, di trasmettere i
miei sentimenti di speciale considerazione e rispetto a Suo fratello Fidel. Vorrei inoltre che il mio saluto
giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi
motivi, non potr incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo.
Come Lei, Signor Presidente, ha
ricordato, in questo anno 2015 si celebra l80 Anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche
ininterrotte tra la Repubblica di Cuba e la Santa Sede. La Provvidenza

mi permette di arrivare oggi in questa amata Nazione, seguendo le indelebili orme del cammino aperto
dai memorabili viaggi apostolici che
hanno compiuto in questIsola i miei
due predecessori, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. So che il loro
ricordo suscita gratitudine e affetto
nel popolo e nelle Autorit di Cuba.
Oggi rinnoviamo questi legami di
cooperazione e amicizia perch la
Chiesa continui ad accompagnare ed
incoraggiare il popolo cubano nelle
sue speranze, nelle sue preoccupazioni, con libert e tutti i mezzi necessari per far giungere lannuncio
del Regno fino alle periferie esistenziali della societ.
Questo viaggio apostolico coincide inoltre con il primo Centenario
della proclamazione della Vergine
della Carit del Cobre quale Patrona
di Cuba, da parte di Benedetto XV.
Furono i veterani della guerra dindipendenza, mossi da sentimenti di
fede e di patriottismo, che chiesero
che la Vergine mambisa [cubana] fosse la patrona di Cuba come Nazione
libera e sovrana. Da quel momento,

do. Neppure sfuggono da essa ha aggiunto gli


esclusi nel mondo industrializzato, le minoranze, i giovani disoccupati e gli anziani invalidi, quelli che cercano rifugio dalla fame e dai conflitti. Il presidente ha
poi detto che quello che succede con gli immigrati e i
poveri offende la coscienza umana. Infatti, questi sono
gli indignati del mondo che reclamano i loro diritti
e la fine di tanta ingiustizia. In proposito ha fornito
dati dellimpegno cubano nel mondo. Milioni di persone ha detto hanno recuperato la salute grazie alla cooperazione cubana. Pi di trecentoventicinquemila collaboratori hanno lavorato in 158 Paesi. Oggi,
pi di cinquantamila operatori cubani in ambito sanitario prestano i loro servizi in 68 Nazioni. Grazie al
programma Io s posso, circa nove milioni di persone sono state alfabetizzate in 30 Stati e pi di sessantottomila studenti stranieri di 157 Paesi si sono laureati a Cuba.

Ai giornalisti durante il volo verso LAvana

Il grande ponte della pace


Durante il volo verso LAvana il Papa ha
salutato i giornalisti a bordo dellaereo. Ecco
le sue parole
Grazie per il benvenuto! Buongiorno. Vi
auguro un buon viaggio e un buon lavoro. Se non sbaglio, credo che questo sia il
[viaggio] pi lungo che io faccio, un giorno in pi di quello in Brasile... Avrete lavoro! Vi ringrazio tanto, tanto per il lavoro che fate e che farete. Padre Lombardi
ha detto una parola: pace. Credo che og-

gi il mondo sia assetato di pace. Ci sono


le guerre, i migranti che fuggono, questa
ondata migratoria che viene dalle guerre,
per fuggire dalla morte, per cercare la vita... Oggi mi sono emozionato tanto perch a salutarmi davanti alla Casa Santa
Marta cera una delle due famiglie che sono in Vaticano, accolte l, siriani, profughi... Si vedeva nel volto il dolore di questo! Quella parola: pace... Io vi ringrazio per tutto quello che voi farete nel vostro lavoro per fare ponti: piccoli ponti,

piccoli, ma un piccolo ponte e un altro e


un altro e un altro, fanno il grande ponte
della pace.
Buon viaggio, buon lavoro. Pregate per
me. Grazie.
Unultima cosa, di cui padre Lombardi
ha parlato, e che uno di voi mi ha sottolineato, questa: giusto che io dica e
mandi un saluto grande a tanti vostri colleghi che in questo momento stanno lavorando e lavoreranno negli uffici.

Ella ha accompagnato la storia del


popolo cubano, sostenendo la speranza che custodisce la dignit delle
persone nelle situazioni pi difficili
e difendendo la promozione di tutto
ci che conferisce dignit allessere
umano. La devozione crescente verso la Vergine della Carit del Cobre
una testimonianza visibile della
presenza della Vergine nellanima
del popolo cubano. In questi giorni
avr loccasione di recarmi al Santuario del Cobre come figlio e come
pellegrino, a pregare nostra Madre
per tutti i suoi figli cubani e per
questa amata Nazione, perch percorra sentieri di giustizia, di pace, di
libert e di riconciliazione.
Geograficamente, Cuba un arcipelago che si affaccia verso tutte le
direzioni, con uno straordinario valore come chiave tra nord e sud,
tra est e ovest. La sua vocazione naturale quella di essere punto dincontro perch tutti i popoli si trovino in amicizia, come sogn Jos
Mart, oltre le strettoie degli istmi e
le barriere dei mari (Conferenza
Monetaria
delle
Repubbliche
dAmerica, in Obras escogidas II, La
Habana 1992, 505). Questo stesso
desiderio fu di san Giovanni Paolo
II con il suo ardente appello affinch Cuba si apra con tutte le sue
magnifiche possibilit al mondo e il
mondo si apra a Cuba (Discorso
allarrivo, 21 gennaio 1998, 5).
Da alcuni mesi, siamo testimoni
di un avvenimento che ci riempie di
speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli,
dopo anni di allontanamento. un
processo, un segno del prevalere
della cultura dellincontro, del dialogo, del sistema della valorizzazione
universale... sul sistema, morto per
sempre, di dinastia e di gruppo, diceva Jos Mart (ibid.). Incoraggio i
responsabili politici a proseguire su
questo cammino e a sviluppare tutte
le sue potenzialit, come prova
dellalto servizio che sono chiamati a
prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, e di tutta
lAmerica, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero. Il
mondo ha bisogno di riconciliazione
in questa atmosfera di terza guerra
mondiale a pezzi che stiamo vivendo.
Affido queste giornate allintercessione della Vergine della Carit del
Cobre, dei Beati Olallo Valds e Jos Lpez Pieteira e del venerabile
Flix Varela, grande propagatore
dellamore tra i cubani e tra tutti gli
esseri umani, perch accrescano i nostri legami di pace, solidariet e rispetto reciproco.
Di nuovo, molte grazie, Signor
Presidente.

Telegrammi a Capi di Stato


Nel sorvolare la Francia, la Spagna, il Portogallo, il territorio insulare degli Stati
Uniti dAmerica e le isole Bahamas, il Pontefice ha inviato telegrammi di saluto ai
rispettivi capi di Stato o Governatori. Pubblichiamo i testi dei messaggi (quelli inviati
al presidente della Repubblica italiana, al presidente della Repubblica francese e al re
di Spagna sono stati riportati dal nostro giornale nelledizione del 20 settembre).
His Excellency
Anibal Cavaco Silva
President
of the Portuguese Republic
Lisbon
Upon entering Portuguese airspace, I
extend cordial greetings to your excellency and your fellow citizens. I pray
that almighty God may bless the Nation with peace and well-being, as I invoke upon you the blessing of almighty
God.
FRANCISCUS

PP.

The Honorable
Barack H. Obama
President
of the United States of America
Washington
Lincontro con i gesuiti nella chiesa del Sacro Cuore dopo la visita di cortesia al palazzo presidenziale

As I fly over the airspace of the United


States on my way to Cuba, I send cor-

dial greetings to you, mr President, and


to your fellow citizens. Anticipating with joy my visit to the United States, I
invoke divine blessings upon you all,
and I pray that peace and well-being
may flourish in the Nation.
FRANCISCUS

PP.

Her Excellency Dame Marguerite


Pindling
Governor-general of the
Commonwealth of the Bahamas
Nassau
I send cordial greetings to your Excellency and your fellow citizens as I fly
over your country on my way to Cuba
for a pastoral visit. Invoking divine
blessings upon you all, I ask almighty
God to grant the Nation well-being
and peace.
FRANCISCUS

PP.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

luned-marted 21-22 settembre 2015

Con un discorso a braccio


sullimportanza dei sogni Papa
Francesco si rivolto ai giovani
incontrati domenica sera, 20 settembre,
a conclusione della seconda giornata
trascorsa allAvana. Nella piazza
antistante il centro culturale intitolato
a padre Flix Varela attaccato alla
cattedrale il Pontefice ha ricevuto il
saluto del rettore e di un giovane ai
quali ha risposto mettendo da parte il
testo preparato e pronunciando le
parole che pubblichiamo di seguito in
una nostra traduzione dallo spagnolo.
Voi siete in piedi e io sto seduto.
Che vergogna! Ma, sapete perch
sto seduto? Perch ho preso appunti
di alcune cose che ha detto il nostro
compagno e delle quale voglio parlarvi. Una parola si imposta con
forza: sognare. Uno scrittore latinoamericano diceva che noi uomini abbiamo due occhi, uno di carne e uno
di vetro. Con locchio di carne vediamo ci che guardiamo. Con locchio di vetro vediamo ci che sogniamo. Bello, vero?
Nellobiettivit della vita deve entrare la capacit di sognare. E un
giovane che non capace di sognare
recintato in s stesso, chiuso in
s stesso. Tutti sognano cose che
non accadranno mai... Ma sognale,
desiderale, cerca orizzonti, apriti,
apriti a cose grandi. Non so se a
Cuba si usa la parola, ma noi argentini diciamo no te arrugues, non tirarti indietro, apriti. Apriti e sogna.
Sogna che il mondo con te pu essere diverso. Sogna che se darai il
meglio di te, aiuterai a far s che
questo mondo sia diverso. Non lo
dimenticate, sognate. A volte vi lasciate trasportare e sognate troppo, e
la vita vi taglia la strada. Non importa, sognate. E raccontate i vostri
sogni. Raccontate, parlate delle cose
grandi che desiderate, perch pi
grande la capacit di sognare e
la vita ti lascia a met strada , pi
cammino hai percorso. Perci, prima
di tutto sognare.

Ai giovani il Papa chiede di aprire il cuore agli altri per costruire una cultura dellincontro

Con locchio che sogna


Hai detto una piccola frase che
avevo scritto qui durante lintervento, ma lho sottolineata e ho preso
qualche appunto: che sappiamo accogliere e accettare chi la pensa diversamente. In realt noi, a volte, siamo
chiusi. Ci mettiamo nel nostro piccolo mondo: O cos, o niente. E
sei andato oltre: che non ci chiudiamo nelle conventicole delle ideologie
o delle religioni. Che possiamo crescere di fronte agli individualismi.
Quando una religione diventa conventicola, perde il meglio che ha,
perde la sua realt di adorare Dio,
di credere in Dio. una conventicola. una conventicola di parole, di
preghiere, di io sono buono, tu sei
cattivo, di prescrizioni morali. E
quando io ho la mia ideologia, il
mio modo di pensare e tu hai il tuo,
mi chiudo in questa conventicola
dellideologia.
Cuori aperti, menti aperte. Se la
pensi in modo diverso da me, perch non ne parliamo? Perch stiamo
sempre a litigare su ci che si separa, su ci in cui siamo diversi? Perch non ci diamo la mano in ci che
abbiamo in comune? Dobbiamo avere il coraggio di parlare di quello

che abbiamo in comune. E dopo


possiamo parlare di quello che di diverso abbiamo o pensiamo. Ma dico
parlare. Non dico litigare. Non dico
chiuderci. Non dico spettegolare,
come hai detto tu. Ma ci possibile solo quando ho la capacit di parlare di ci che ho in comune con

laltro, di ci per cui siamo capaci di


lavorare insieme. A Buenos Aires
in una parrocchia nuova, in una zona molto, molto povera un gruppo di giovani universitari stava costruendo alcuni locali parrocchiali. E
il parroco mi ha detto: Perch non
vieni un sabato e cos te li presen-

Sulle orme
di padre Varela

Il cammino della speranza


Questa la traduzione dallo spagnolo
del discorso consegnato ai giovani cubani.
Cari amici,
Provo una grande gioia nel poter stare con
voi proprio qui in questo Centro Culturale,
cos significativo per la storia di Cuba.
Rendo grazie a Dio per avermi concesso
lopportunit di avere questincontro con
tanti giovani che, col proprio lavoro, studio e preparazione, stanno sognando e anche gi realizzando il domani di Cuba.
Ringrazio Leonardo per le sue parole di
saluto, e specialmente perch, pur potendo
parlare di molte altre cose, certamente importanti e concrete, come le difficolt, le
paure, i dubbi tanto reali e umani , ci

ha parlato di speranza, di quei sogni e


aspirazioni che sono fortemente impressi
nel cuore dei giovani cubani, al di l delle
loro differenze di formazione, di cultura, di
fede e di idee. Grazie, Leonardo, perch io
stesso, quando guardo voi, la prima cosa
che mi viene nella mente e nel cuore la
parola speranza. Non posso concepire un
giovane che non si muova, che rimanga
bloccato, che non abbia sogni n ideali,
che non aspiri a qualcosa di pi.
Ma qual la speranza di un giovane cubano in questepoca della storia? N pi
n meno che quella di qualsiasi altro giovane di qualsiasi parte del mondo. Perch la
speranza ci parla di una realt che radicata nel profondo dellessere umano, indipendentemente dalle circostanze concrete e
dai condizionamenti storici in cui vive. Ci
parla di una sete, di unaspirazione, di un
anelito di pienezza, di vita realizzata, di un

misurarsi con ci che grande, con ci che


riempie il cuore ed eleva lo spirito verso
cose grandi, come la verit, la bont e la
bellezza, la giustizia e lamore. Senza dubbio, questo comporta un rischio. Chiede di
essere disposti a non lasciarsi sedurre da
ci che passeggero e caduco, da false
promesse di felicit vuota, di piacere immediato ed egoista, di una vita mediocre, centrata su se stessi, e che lascia nel cuore solo
tanta tristezza e amarezza. No, la speranza
audace, sa guardare oltre la comodit
personale, le piccole sicurezze e compensazioni che restringono lorizzonte, per aprirsi a grandi ideali che rendono la vita pi
bella e dignitosa. Io chiederei a ciascuno
di voi: Cos che muove la tua vita? Cosa
c nel tuo cuore, in cui abitano le tue
aspirazioni? Sei disposto a rischiare sempre
per qualcosa di pi grande?
Qualcuno di voi potrebbe dirmi: S,
Padre, lattrazione per questi ideali grande. Sento il loro richiamo, la loro bellezza,
lo splendore della loro luce nella mia anima. Ma, nello stesso tempo, la realt della
mia debolezza e delle mie poche forze
molto pesante perch io riesca a decidermi
a percorrere il cammino della speranza. La
meta molto alta e le mie forze sono poche. Meglio accontentarsi di poco, di cose
forse meno grandi per pi realiste, pi alla portata delle mie possibilit. Comprendo questa reazione, normale sentire il peso di quanto arduo e difficile, tuttavia,
attenti a non cadere nella tentazione della
delusione, che paralizza lintelligenza e la
volont, e a non lasciarci prendere dalla
rassegnazione, che un pessimismo radicale di fronte ad ogni possibilit di raggiungere i nostri sogni. Questi atteggiamenti alla fine sfociano o in una fuga dalla realt
verso paradisi artificiali o in un trincerarsi
nellegoismo personale, in una specie di cinismo, che non vuole ascoltare il grido di
giustizia, di verit e di umanit che si leva
intorno a noi e dentro di noi.
Ma che fare? Come trovare vie di speranza nella situazione in cui viviamo? Come fare perch questi sogni di pienezza, di
vita autentica, di giustizia e verit, siano
una realt nella nostra vita personale, nel
nostro paese e nel mondo? Penso che ci
sono tre idee che possono essere utili per
tenere viva la speranza.
La speranza, un cammino fatto di memoria
e discernimento. La speranza la virt di
colui che in cammino e si dirige da qualche parte. Non dunque un semplice camminare per il gusto di camminare, bens ha
un fine, una meta, che quella che d senso e illumina la strada. Nello stesso tempo,
la speranza si nutre della memoria, comprende con il suo sguardo non solo il futuro ma anche il passato e il presente. Per

to?. Si dedicavano a costruire il sabato e la domenica. Erano ragazzi e


ragazze delluniversit. Sono andato
e li ho visti, e me li hanno presentati: Questo larchitetto, ebreo,
questo comunista, questo cattolico praticante, questo .... Erano
tutti diversi, ma tutti stavano lavorando insieme per il bene comune.
Questa si chiama amicizia sociale,
cercare il bene comune. Linimicizia
sociale distrugge. E una famiglia si
distrugge per linimicizia. Un paese
si distrugge per linimicizia. Il mondo si distrugge per linimicizia. E
linimicizia pi grande la guerra.
Oggigiorno vediamo che il mondo si
sta distruggendo per la guerra. Perch sono incapaci di sedersi e parlare: Bene, negoziamo. Che cosa possiamo fare in comune? In quali cose
cederemo? Ma non uccidiamo altra
gente. Quando c divisione, c
morte. C morte nellanima, perch
stiamo uccidendo la capacit di uni-

camminare nella vita, oltre a sapere dove


vogliamo andare, importante sapere anche chi siamo e da dove veniamo. Una
persona o un popolo che non ha memoria
e cancella il suo passato, corre il rischio di
perdere la sua identit e rovinare il suo futuro. necessaria pertanto la memoria di
ci che siamo, di ci che costituisce il nostro patrimonio spirituale e morale. Credo
che questa sia lesperienza e linsegnamento di quel grande cubano che stato Padre
Flix Varela. Ed necessario anche il discernimento, perch essenziale aprirsi alla
realt e saperla leggere senza timori e pregiudizi. Non servono le letture parziali o
ideologiche, che deformano la realt affinch entri nei nostri piccoli schemi prestabiliti, provocando sempre delusione e disperazione. Discernimento e memoria, perch
il discernimento non cieco, ma si realizza
sulla base di solidi criteri etici, morali, che
aiutano a discernere ci che buono e
giusto.
La speranza, un cammino accompagnato.
Dice un proverbio africano: Se vuoi andare in fretta, vai da solo; se vuoi andare
lontano, vai in compagnia. Lisolamento
o la chiusura in s stessi non generano mai
speranza, invece la vicinanza e lincontro
con laltro s. Da soli non arriviamo da
nessuna parte. E con la esclusione non si
costruisce un futuro per nessuno, neanche
per s stessi. Un cammino di speranza esige una cultura dellincontro, del dialogo,
che superi i contrasti e il confronto sterile.
Perci fondamentale considerare le differenze nel modo di pensare non come un
rischio, ma come una ricchezza e un fattore di crescita. Il mondo ha bisogno di questa cultura dellincontro, ha bisogno di giovani che vogliano conoscersi, che vogliano
amarsi, che vogliano camminare uniti e costruire un paese come lo sognava Jos
Mart: Con tutti e per il bene di tutti.
La speranza, un cammino solidale. La cultura dellincontro deve condurre naturalmente a una cultura della solidariet. Apprezzo molto quanto ha detto Leonardo
allinizio quando ha parlato della solidariet come forza che aiuta a superare ogni
ostacolo. Effettivamente, se non c solidariet non c futuro per nessun Paese. In
cima a qualsiasi altra considerazione o interesse, ci devessere la preoccupazione
concreta e reale per lessere umano, che
pu essere mio amico, mio compagno, o
anche qualcuno che la pensa in modo diverso, che ha le sue idee, ma che un essere umano e un cubano tanto quanto me.
Non basta la semplice tolleranza, occorre
andare oltre e passare da un atteggiamento
diffidente e difensivo a uno di accoglienza,
di collaborazione, di servizio concreto e di
aiuto effettivo. Non abbiate paura della so-

Padre Flix Varela y Morales fu


il primo che ci insegn a pensare
come cubani, eminente educatore
dei valori civici e cristiani. Lo
ha ricordato, nel saluto rivolto al
Papa, padre Yosvany Carvajal,
rettore del Centro culturale
dellAvana intitolato allo stesso
Varela. Attualmente listituzione
ha sede nellantico collegio
seminario di San Carlo, che ha
spiegato Carvajal porta il nome
di uno dei cubani pi insigni
della storia patria.
Successivamente ha preso la
parola il giovane Luciano, che ha
presentato idealmente al
Pontefice i sogni e le speranze
dei suoi coetanei, chiedendogli
preghiere per le famiglie cubane,
per gli amici e i conoscenti che
vivono nel Paese o sono emigrati.
Il giovane ha poi invitato il Papa
a incoraggiarli a crescere,
studiare, lavorare, camminare ed
essere felici in questa complessa
realt che ci toccato vivere,
augurandosi di ricavare
dallincontro con Francesco la
capacit di saper interpretare i
segni dei tempi e di collaborare
insieme per costruire un Paese
secondo i desideri delleroe
nazionale Jos Mart e di padre
Flix Varela.

lidariet, del servizio, del dare la mano


allaltro in modo che nessuno sia lasciato
fuori dalla strada.
Questa strada della vita illuminata da
una speranza pi alta: quella che ci viene
dalla fede in Cristo. Egli si fatto nostro
compagno di viaggio, e non solo ci incoraggia ma ci accompagna, sta al nostro
fianco e ci tende la sua mano di amico.
Egli, il Figlio di Dio, ha voluto farsi uno
come noi, per percorrere anche la nostra
strada. La fede nella sua presenza, il suo
amore e la sua amicizia, accendono e illuminano tutte le nostre speranze e illusioni.
Con Lui, impariamo a discernere la realt,
a vivere lincontro, a servire gli altri e a
camminare nella solidariet.
Cari giovani cubani, se Dio stesso entrato nella nostra storia e si fatto uomo
in Ges, si caricato sulle spalle la nostra
debolezza e il nostro peccato, non abbiate
paura della speranza, non abbiate paura
del futuro, perch Dio scommette su di
voi, crede in voi, spera in voi.
Cari amici, grazie per questo incontro.
La speranza in Cristo vostro amico vi guidi
sempre nella vostra vita. E, per favore, non
dimenticatevi di pregare per me. Il Signore
vi benedica!

re. Stiamo uccidendo lamicizia sociale. Questo vi chiedo oggi: siate


capaci di creare lamicizia sociale.
Poi c unaltra parola che hai detto. La parola speranza. I giovani sono la speranza di un popolo. Questo lo sentiamo dire dappertutto. Ma
che cos la speranza? essere ottimisti? No. Lottimismo uno stato
danimo. Domani ti alzi col mal di
fegato e non sei ottimista, vedi tutto
nero. La speranza qualcosa di pi.
La speranza sofferta. La speranza
sa soffrire per portare avanti un progetto, sa sacrificarsi. Tu sei capace di
sacrificarti per un futuro o vuoi solo
vivere il presente e che quelli che
verranno si arrangino? La speranza
feconda. La speranza d vita. Tu sei
capace di dare vita, o diventerai un
ragazzo o una ragazza spiritualmente sterile, incapace di creare vita per
gli altri, incapace di creare amicizia
sociale, incapace di creare patria, incapace di creare grandezza? La speranza feconda. La speranza si d
nel lavoro. Voglio ricordare qui un
problema molto grave che si sta vivendo in Europa, cio il gran numero di giovani che non ha lavoro. Ci
sono Paesi in cui la percentuale dei
giovani dai 25 anni in gi disoccupati del 40 per cento. Penso a un
Paese. In un altro paese del 47 per
cento, e in un altro ancora del 50
per cento. chiaro che un popolo
che non si preoccupa di dare lavoro
ai giovani, un popolo e quando
dico popolo non dico governi , un
intero popolo che non si preoccupa
della gente, che questi giovani lavorino, questo popolo non ha futuro.
I giovani entrano a far parte della
cultura dello scarto. E tutti sappiamo che oggi, in questo impero del
dio denaro, si scartano le cose e si
scartano le persone. Si scartano i
bambini perch non li si vuole o
perch li si uccide prima che nascano. Si scartano gli anziani sto parlando del mondo, in generale , si
scartano gli anziani perch non producono pi. In alcuni Paesi, c la
legge sulleutanasia, ma in tanti altri
c uneutanasia nascosta, occulta. Si
scartano i giovani perch non si d
loro lavoro. Allora, che cosa resta a
un giovane senza lavoro? Se un Paese non inventa, se un popolo non
inventa possibilit di lavoro per i
suoi giovani, a quel giovane restano
solo o le dipendenze o il suicidio, o
andare in giro a cercare eserciti di
distruzione per creare guerre. Questa
cultura dello scarto sta facendo del
male a tutti noi, ci toglie la speranza. Ed quello che hai chiesto per i
giovani: vogliamo speranza. Speranza che sofferta, laboriosa, feconda. Ci d lavoro e ci salva dalla
cultura dello scarto. E questa speranza convoca, convoca tutti, perch
un popolo che sa autoconvocarsi per
guardare al futuro e costruire lamicizia sociale come ho gi detto,
anche se si pensa in modi diversi ,
questo popolo ha speranza.
E se io incontro un giovane senza
speranza lho gi detto una volta
quel giovane un pensionato.
Ci sono giovani che sembrano andare in pensione a 22 anni. Sono giovani con una tristezza esistenziale.
Sono giovani che hanno puntato la
loro vita sul disfattismo di base. Sono giovani che si lamentano. Sono
giovani che fuggono dalla vita. Il
cammino della speranza non facile
e non si pu percorrere da soli. C
un proverbio africano che dice: Se
vuoi andare in fretta, vai solo, ma se
vuoi arrivare lontano, vai accompagnato. E io voglio che voi, giovani
cubani, anche se la pensate in modo
diverso, anche se avete punti di vista
diversi, andiate in compagnia, insieme, cercando la speranza, cercando
il futuro e la nobilt della patria.
Abbiamo iniziato con la parola
sognare, e voglio concludere con
unaltra espressione che mi hai detto
e che io uso spesso: la cultura dellincontro. Per favore, non dividiamoci
tra noi. Andiamo insieme, uniti, anche se la pensiamo diversamente, anche se sentiamo diversamente. Ma
c qualcosa che superiore a noi,
la grandezza del nostro popolo, la
grandezza della nostra patria, ed a
questa bellezza, a questa dolce speranza della patria, che dobbiamo arrivare. Grazie.
Bene, vi saluto augurandovi ogni
bene, augurandovi... tutto quello che
vi ho detto. Ve lo auguro. Pregher
per voi. E vi chiedo di pregare per
me. E se qualcuno di voi non credente e non pu pregare perch
non credente che almeno mi auguri cose buone. Che Dio vi benedica, vi faccia procedere lungo questo
cammino di speranza verso la cultura dellincontro, evitando quelle conventicole di cui ha parlato il nostro
compagno. E che Dio vi benedica
tutti.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 21-22 settembre 2015

pagina 7

Ai sacerdoti e ai religiosi Francesco raccomanda spirito di povert e misericordia

Chi
il pi piccolo
un dovere, perch i beni sono un
dono di Dio; ma quando quei beni
entrano nel cuore e incominciano a
dirigere la tua vita, allora hai perso.
Non sei pi come Ges. Hai la tua
sicurezza dove laveva il giovane triste, quello che se ne and rattristato.
Per voi, sacerdoti, consacrati, consacrate, credo che possa essere utile
ci che diceva santIgnazio e questa non propaganda pubblicitaria
di famiglia! , lui diceva che la povert il muro e la madre della vita
Il Cardinale Jaime [Ortega y Alami- consacrata. La madre perch genera
no] ci ha parlato di povert, e la so- pi fiducia in Dio. E il muro perch
rella Yaileny [Suor Yaileny Ponce la protegge da ogni mondanit.
Torres, Figlia della Carit] ci ha par- Quante anime distrutte! Anime gelato dei pi piccoli: Sono tutti nerose, come quella del giovane inbambini. Io avevo pronta unomelia tristito, che sono partite bene e poi
da dire ora, in base ai testi biblici, si sono attaccate a quella mondanit
ma quando parlano i profeti e ricca, e sono finiti male. Vale a dire,
ogni sacerdote profeta, ogni bat- mediocri. Sono finiti senza amore
tezzato profeta, ogni consacrato perch la ricchezza impoverisce, ma
profeta bene ascoltare loro. E impoverisce male. Ci toglie il meglio
dunque consegno lomelia al Cardi- che abbiamo, ci rende poveri
nale Jaime perch la faccia arrivare a dellunica ricchezza che conta, per
voi e sia pubblicata. Poi la meditere- farci riporre la sicurezza in altre
te. E adesso parliamo un po su cose.
quello che hanno detto questi due
Lo spirito di povert, lo spirito di
profeti.
spogliazione, lo spirito di lasciare
Il Cardinale Jaime ha dovuto pro- tutto, per seguire Ges. Questo lanunciare una parola molto scomoda, sciare tutto non lo invento io. Ricorestremamente scomoda, che va an- re pi volte nel Vangelo. Nella chiamata dei primi che lasciarono le barche, le reti, e lo seguirono. Quelli
che lasciarono tutto per
seguire Ges. Una volta
mi raccontava un vecchio prete saggio, parlando di quando lo spirito di ricchezza, di mondanit ricca, entra nel
cuore di un consacrato,
La Chiesa che vive in Cuba una
di un sacerdote, di un
Chiesa povera e la testimonianza disinvescovo, di un papa, di
teressata di povert dei nostri sacerdoti
chiunque, diceva che
diocesani o religiosi e delle persone
quando uno incomincia
consacrate ammirabile. Lo ha detto
ad accumulare denaro, e
il cardinale Jaime Ortega y Alamino, arper assicurarsi il futuro,
civescovo dellAvana, nel saluto al Papa
certo, allora il futuro
nella cattedrale. Ed proprio la povernon sta in Ges, sta in
t, ha aggiunto il porporato, quella che
una compagnia di assiforse contribuisce in modo singolare
curazione di tipo spirialla solidariet e alla fraternit tra tutti.
tuale, che io controllo.
Non ci sono qui spazi facili per la comDunque, quando, per
petitivit o lemulazione che non siano
esempio, una congregaquelli del servizio e del dono di s. Il
zione religiosa mi dicardinale ha poi fatto notare come
ceva lui incomincia ad
quanti vengono a Cuba come missionari
accumulare denaro e a
e tutti quelli che vi rimangono per il
risparmiare, risparmiare,
servizio pastorale del popolo devono esDio cos buono che le
sere necessariamente poveri, soprattutto
manda un economo dinel modo di vita quotidiano.
sastroso, che la manda in
Successivamente Suor Yaileny Ponce
fallimento. Sono tra le
Torres, figlia della Carit, ha raccontato
migliori benedizioni di
la sua esperienza di servizio nella Edad
Dio per la sua Chiesa,
gli economi disastrosi,
de oro, una istituzione che ospita dueperch la rendono libera,
cento tra uomini e donne affetti da dila rendono povera. La
verse patologie collegate a encefalopatie
nostra
Santa
Madre
croniche. La sua testimonianza ha dato
Chiesa povera, Dio la
riconoscimento al lavoro assistenziale,
vuole povera, come ha
caritativo, missionario, formativo e di
voluto povera la nostra
preghiera al quale si donano generosaSanta Madre Maria.
mente le comunit religiose maschili e
Amate la povert come
femminili. La vita religiosa a Cuba,
una madre. E semplicecon i suoi differenti carismi, nellazione
mente vi suggerisco, se
e nella contemplazione ha sottolineaqualcuno di voi vuole
to la religiosa cerca di avvicinarsi con
farlo, di domandarvi: coamore di misericordia ai malati, bambime va il mio spirito di
ni, anziani, portatori di handicap come
povert? Come va la mia
riconoscimento della dignit di ogni
spogliazione
interiore?
persona e come parte inseparabile della
Credo che possa far bebuona novella del Vangelo.
ne alla nostra vita consacrata, alla nostra vita
presbiterale. Dopo tutto,
non
dimentichiamoci
che la prima delle Beache controcorrente rispetto a tutta la titudini: Beati i poveri in spirito,
struttura culturale, tra virgolette, del quelli che non sono attaccati alla ricmondo. Ha detto: povert. E lha chezza, ai poteri di questo mondo.
ripetuta pi volte. E penso che il SiE la sorella ci parlava degli ultimi,
gnore ha voluto che la ascoltassimo dei pi piccoli. Anche se sono granpi volte e la accogliessimo nel cuo- di, alla fine li trattiamo come bambire. Lo spirito mondano non la cono- ni perch si presentano come bambisce, non la vuole, la nasconde, non ni. Il pi piccolo. Questa
per pudore, ma per disprezzo. E se unespressione di Ges. E sta nel
deve peccare e offendere Dio perch protocollo sul quale saremo giudicanon venga la povert, lo fa. Lo spiri- ti: Quello che avete fatto al pi picto del mondo non ama la via del Fi- colo di questi fratelli, lavete fatto a
glio di Dio, che spogli s stesso, si me (cfr. Mt 25). Ci sono servizi pafece povero, si fece nulla, si umili, storali che possono essere pi gratifiper essere uno di noi.
canti dal punto di vista umano, senLa povert che fece paura a quel za essere cattivi o mondani; ma
ragazzo cos generoso: aveva osser- quando uno cerca di dare preferenza
vato tutti i comandamenti, e quando interiore al pi piccolo, al pi abGes gli disse: Ecco, vendi tutto bandonato, al pi malato, a quello
quello che hai e dallo ai poveri, si che nessuno considera, che nessuno
fece triste, ebbe paura della povert. vuole, al pi piccolo, e si mette al
La povert, cerchiamo sempre di servizio del pi piccolo, costui sta
sfuggirla, sia per cose ragionevoli, servendo Ges nel modo pi alto.
ma sto parlando di sfuggirla nel Tu [si rivolge alla suora] sei stata
cuore. Saper amministrare i beni mandata dove non volevi andare. E
Nel tardo pomeriggio di domenica
20 settembre, dopo la visita di cortesia
al presidente Castro, Papa Francesco
si recato nella cattedrale dellAvana,
dove ha presieduto i vespri con
i religiosi. Al saluto rivoltogli
dal cardinale arcivescovo e da una
religiosa, il Pontefice ha risposto
mettendo da parte il testo preparato e
pronunciando a braccio il discorso
che pubblichiamo di seguito in una
nostra traduzione dallo spagnolo.

Testimonianza
disinteressata

hai pianto. Hai pianto perch non ti


piaceva, e questo non vuol dire che
sei una suora piagnona, no! Dio ci
liberi dalle suore piagnone, che stanno sempre a lamentarsi... Questo
non lo dico io, lo diceva santa Teresa, alle sue monache. Viene da lei.
Guai a quella suora che va in giro
tutto il giorno a lamentarsi che mi
hanno fatto uningiustizia. Nel linguaggio castigliano dellepoca diceva: Guai alla suora che va dicendo:
mi hanno trattato senza ragione. Tu
hai pianto perch eri giovane, avevi
altre aspettative, pensavi forse che in
una scuola potevi fare pi cose, e
che potevi organizzare un futuro per
la giovent... E ti hanno mandato l:
Casa di Misericordia: dove la tenerezza e la misericordia del Padre si
fa pi evidente, dove la tenerezza e
la misericordia del Padre si fa carez-

za. Quante religiose, e quanti religiosi, bruciano e ripeto il verbo:


bruciano la loro vita accarezzando
materiale di scarto, accarezzando
quelli che il mondo scarta, quelli che
il mondo disprezza, che il mondo
preferisce non ci siano; quello che il
mondo oggi, con metodi di analisi
nuovi che esistono, quando si prevede che pu venire con una malattia
degenerativa, si propone di mandarlo indietro, prima che nasca. il pi
piccolo. E una ragazza
giovane, piena di aspettative, incomincia la sua vita
consacrata rendendo presente la tenerezza di Dio
nella sua misericordia. A
volte non lo capiscono,
non lo sanno, ma com
bello per Dio, e quanto
bene pu fare, per esempio, il sorriso di uno spastico, che non sa come farlo, o quando ti vogliono
baciare e ti sbavano la faccia. la tenerezza di Dio,
la misericordia di Dio. O
quando sono arrabbiati e
ti danno un colpo... E
bruciare la mia vita cos,
con materiale di scarto
agli occhi del mondo, questo non parla solamente di
una persona; ci parla di
Ges, che, per pura misericordia del Padre, si fece
nulla, si annient, dice il
testo della Lettera ai Filippesi, capitolo 2. Si fece
nulla. E questa gente a cui
tu dedichi la tua vita, imitano Ges, non perch lo

hanno voluto, ma perch il mondo li


ha portati a questo. Sono nulla e li
si nasconde, non li si mostra, o non
li si visita. E se possibile, e se si arriva in tempo, li si manda indietro.
Grazie per quello che fai, e a voi,
grazie a tutte queste donne e a tante
donne consacrate, al servizio di ci
che inutile, perch non si pu fare
nessuna impresa, non si possono
guadagnare soldi, non si pu portare
avanti assolutamente nulla di costruttivo, tra virgolette, con questi
nostri fratelli, con i minori, con i pi
piccoli. L risplende Ges. E l risplende la mia scelta per Ges. Grazie a te a tutti i consacrati e le consacrate che fanno questo.
Padre, io non sono suora, io non
mi curo di malati, io sono prete, e
ho una parrocchia, o aiuto un parroco. Chi il mio Ges prediletto?
Chi il pi piccolo? Chi che mi
mostra di pi la misericordia del Padre? Dove lo posso trovare?. Naturalmente, ritorno sempre al protocollo di Matteo 25. L trovate tutti: laffamato, il carcerato, il malato... L
potete trovarli. Ma c un posto privilegiato per il sacerdote dove si manifesta lultimo, il minimo, il pi
piccolo, ed il confessionale. E l,
quando quelluomo, o quella donna,
ti mostra la sua miseria attenzione!, che la stessa che hai tu e da
cui Dio ti ha salvato, per non farti
arrivare fino a l! quando ti mostra
la sua miseria, per favore, non sgridarlo, non punirlo, non castigarlo.
Se non hai peccato, tira la prima
pietra, ma solo a questa condizione.
Altrimenti, pensa ai tuoi peccati. E

pensa che tu puoi essere quella persona. E pensa che tu, potenzialmente, puoi arrivare ancora pi in basso.
E pensa che tu, in quel momento,
hai un tesoro tra le mani, che la
misericordia del Padre. Per favore
ai sacerdoti : non stancatevi di perdonare. Siate perdonatori. Non stancatevi di perdonare, come faceva Ges. Non nascondetevi dietro paure o
rigidit. Come questa suora, e tutte
quelle che fanno il suo stesso lavoro,
non perdono la calma quando trovano il malato sporco e messo male,
ma lo servono, lo puliscono, lo curano, cos voi, quando arriva il penitente, non essere maldisposto, non
essere nevrotico, non cacciarlo dal
confessionale, non sgridarlo. Ges lo
abbracciava. Ges lo amava. Domani festeggiamo san Matteo. Come
rubava quello! E poi, come tradiva il
suo popolo! E dice il Vangelo che,
la sera, Ges and a cena con lui e
altri come lui. SantAmbrogio ha
una frase che mi commuove molto:
Dove c misericordia, c lo spirito
di Ges. Dove c rigidit, ci sono
solo i suoi ministri.
Fratello sacerdote, fratello vescovo, non abbiate paura della misericordia. Lascia che scorra attraverso
le tue mani e il tuo abbraccio di perdono, perch colui o colei che sta l
il pi piccolo. E perci Ges.
Questo quello che mi viene da
dire dopo aver ascoltato questi due
profeti. Il Signore ci conceda queste
grazie che loro hanno seminato nei
nostri cuori: povert e misericordia.
Perch l c Ges.

Desiderio di prossimit
Di seguito la traduzione dallo spagnolo del
discorso preparato per i religiosi e consegnato
loro durante lincontro.
Ci siamo riuniti in questa storica Cattedrale
di La Habana per cantare con i salmi la fedelt di Dio verso il suo Popolo, e ringraziarlo per la sua presenza e la sua infinita
misericordia. Fedelt e misericordia fatte memoria non solo nelle mura di questa casa, ma
anche in alcuni che hanno i capelli bianchi,
un ricordo vivente, attualizzato, del fatto che
infinita la sua misericordia e la sua fedelt
dura in eterno. Fratelli, ringraziamo insieme
il Signore!
Ringraziamo per la presenza dello Spirito
con la ricchezza dei diversi carismi nei volti
di tanti missionari che sono venuti in queste
terre, diventando cubani tra i cubani, segno
delleterna misericordia del Signore.
Il Vangelo ci presenta Ges in dialogo con
il Padre, ci pone nel centro dellintimit tra il
Padre e il Figlio divenuta preghiera. Quando
si avvicinava la sua ora, Ges preg il Padre
per i suoi discepoli, per quelli che stavano
con Lui e per quelli che sarebbero venuti
(cfr. Gv 17, 20). Ci fa pensare il fatto che,
nella sua ora cruciale, Ges ponga nella sua
preghiera la vita dei suoi, la nostra vita. E
chiede al Padre che li mantenga nellunit e
nella gioia. Ges conosceva bene il cuore dei
suoi, conosce bene il nostro cuore. Perci
prega, chiede al Padre che non li prenda una
coscienza che tende ad isolarsi, a rifugiarsi
nelle proprie certezze, sicurezze, nei propri
spazi, a disinteressarsi della vita degli altri,
chiudendosi in piccole aziende domestiche,
che rompono il volto multiforme della Chiesa. Situazioni che sfociano nella tristezza individualista, in una tristezza che a poco a
poco lascia spazio al risentimento, alla continua lamentela, alla monotonia; questo non
il desiderio di Dio per noi, questa non la
vita nello Spirito (Esort. ap. Evangelii gaudium, 2) alla quale Lui vi ha chiamato, alla
quale ci ha chiamato. Per questo Ges prega,
chiede che la tristezza e lisolamento non
prevalgano nel nostro cuore. E noi vogliamo
fare lo stesso, vogliamo unirci alla preghiera
di Ges, alle sue parole per dire insieme:
Padre, custodiscili nel tuo nome... perch

siano una sola cosa, come noi (Gv 17, 11) e


la vostra gioia sia piena (Gv 15, 11).
Ges prega e ci invita a pregare perch sa
che ci sono cose che possiamo ricevere solamente come dono, cose che possiamo vivere
solo come un regalo. Lunit una grazia
che pu darci solo lo Spirito Santo, a noi
spetta chiederla e mettere a disposizione il
meglio di noi stessi per essere trasformati da
questo dono.
frequente confondere unit con uniformit, con un fare, sentire e dire tutti le stesse
cose. Questo non unit, ma omogeneit.
Questo significa uccidere la vita dello Spirito, uccidere i carismi che Egli ha distribuito
per il bene del suo Popolo. Lunit si vede
minacciata ogni volta che vogliamo rendere
gli altri a nostra immagine e somiglianza. Per
questo lunit un dono, non qualcosa che
si possa imporre a forza o per decreto. Sono
lieto di vedervi qui, uomini e donne di diverse generazioni, contesti, esperienze di vita
differenti, uniti per la preghiera in comune.
Chiediamo a Dio che faccia crescere in noi il
desiderio di prossimit. Che possiamo essere
prossimi, stare vicini, con le nostre differenze, propensioni, stili, per vicini. Con le nostre discussioni, le nostre litigate, parlando
di fronte e non alle spalle. Che siamo pastori
vicini al nostro popolo, che ci lasciamo mettere in discussione, interrogare dalla nostra
gente. I conflitti, le discussioni nella Chiesa
sono auspicabili e, oserei dire, addirittura necessarie. Segno che la Chiesa viva e lo Spirito continua ad agire e continua a renderla
dinamica. Guai a quelle comunit dove non
c un s o un no! Sono come quegli sposi
che non discutono pi perch hanno perso
linteresse, hanno perso lamore.
In secondo luogo, il Signore prega perch
noi siamo riempiti della stessa gioia perfetta che Egli possiede (cfr. Gv 17, 13). La gioia
dei cristiani, e specialmente dei consacrati
un segno molto chiaro della presenza di Cristo nella loro vita. Quando ci sono volti tristi
un segnale di allarme, di qualcosa che non
va bene. E Ges fa questa richiesta al Padre
nientemeno che prima di recarsi allorto degli
ulivi, quando deve rinnovare il suo fiat.
Non dubito che tutti voi dobbiate portare il
peso di non pochi sacrifici e che per alcuni,
da decenni, i sacrifici siano stati duri. Ges

prega, anchEgli a partire dal suo sacrificio,


perch noi non perdiamo la gioia di sapere
che Egli vince il mondo. Questa la certezza
che ci spinge giorno dopo giorno a riaffermare la nostra fede. Egli con la sua preghiera, sul volto del nostro Popolo ci permette di alzare la testa e ricominciare, con
una tenerezza che mai ci delude e che sempre pu restituirci la gioia (Esort. ap. Evangelii gaudium, 3).

Quanto importante, che preziosa testimonianza per la vita del popolo cubano
quella di irradiare sempre e dappertutto questa gioia, nonostante le stanchezze, gli scetticismi, a volte anche la disperazione, che
una tentazione molto pericolosa che atrofizza
lanima!
Fratelli, Ges prega perch siamo una cosa
sola e la sua gioia rimanga in noi. Facciamo
la stessa cosa: uniamoci gli uni agli altri in
preghiera.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

Durante la messa allAvana il Papa spiega il grande paradosso di Ges

Nella mattina di domenica 20


settembre, XXV del tempo ordinario,
Papa Francesco ha celebrato la messa
allAvana in piazza della Rivoluzione.
Di seguito una nostra traduzione
dellomelia pronunciata dal Pontefice
in spagnolo.
Ges rivolge ai suoi discepoli una
domanda apparentemente indiscreta:
Di che cosa stavate discutendo per la
strada? (Mc 9, 33). Una domanda
che anche oggi Egli pu farci: Di
cosa parlate quotidianamente? Quali
sono le vostre aspirazioni? Essi
dice il Vangelo tacevano. Per la
strada infatti avevano discusso tra loro
chi fosse pi grande (Mc 9, 34). Si
vergognavano di dire a Ges di cosa
stavano parlando. Come nei discepoli di ieri, anche in noi oggi si pu
riscontrare la medesima discussione:
Chi il pi grande?.
Ges non insiste con la sua domanda, non li obbliga a dirgli di che
cosa parlavano per la strada; eppure
quella domanda rimane, non sono
nella mente, ma anche nel cuore dei
discepoli.
Chi il pi grande?. Una domanda che ci accompagner per tutta la vita e alla quale saremo chiamati a rispondere nelle diverse fasi
dellesistenza. Non possiamo sfuggire a questa domanda, impressa nel
cuore. Ho sentito pi di una volta in
riunioni famigliari domandare ai figli: A chi volete pi bene, al pap
o alla mamma?. come domandare: chi pi importante per voi?
Questa domanda davvero solo un
semplice gioco per bambini? La storia dellumanit stata segnata dal
modo di rispondere a questa domanda.
Ges non teme le domande degli
uomini; non ha paura dellumanit,
n dei diversi interrogativi che essa
pone. Al contrario, Egli conosce i
recessi del cuore umano, e come
buon pedagogo sempre disposto
ad accompagnarci. Fedele al suo stile, fa propri i nostri interrogativi, le
nostre aspirazioni e d loro un nuovo orizzonte. Fedele al suo stile, riesce a dare una risposta capace di
porre una nuova sfida, spiazzando le
risposte attese o ci che era apparentemente gi stabilito. Fedele al
suo stile, Ges pone sempre in atto
la logica dellamore. Una logica capace di essere vissuta da tutti, perch per tutti.
Lontano da ogni tipo di elitarismo, lorizzonte di Ges non per
pochi privilegiati capaci di giungere
alla conoscenza desiderata o a distinti livelli di spiritualit. Lorizzonte di Ges sempre una proposta
per la vita quotidiana, anche qui,
nella nostra isola; una proposta
che fa sempre s che la quotidianit
abbia un certo sapore di eternit.

luned-marted 21-22 settembre 2015

Al servizio di persone e non di idee

Chi il pi grande? Ges semplice nella sua risposta: Se uno


vuole essere il primo ossia il pi
grande sia lultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9, 35). Chi vuole
essere grande, serva gli altri, e non si
serva degli altri!
E questo il grande paradosso di
Ges. I discepoli discutevano su chi
dovesse occupare il posto pi importante, su chi sarebbe stato il privilegiato ed erano i discepoli, i pi vi-

cini a Ges, e discutevano di questo!


, chi sarebbe stato al di sopra della
legge comune, della norma generale,
per mettersi in risalto con un desiderio di superiorit sugli altri. Chi sarebbe asceso pi rapidamente per
occupare incarichi che avrebbero dato certi vantaggi.
E Ges sconvolge la loro logica
dicendo loro semplicemente che la
vita autentica si vive nellimpegno
concreto con il prossimo, cio servendo.
Linvito al servizio presenta una
peculiarit alla quale dobbiamo fare
attenzione. Servire significa, in gran
parte, avere cura della fragilit. Servire significa avere cura di coloro
che sono fragili nelle nostre famiglie,

nella nostra societ, nel nostro popolo. Sono i volti sofferenti, indifesi
e afflitti che Ges propone di guardare e invita concretamente ad amare. Amore che si concretizza in azioni e decisioni. Amore che si manifesta nei differenti compiti che come
cittadini siamo chiamati a svolgere.
Sono persone in carne e ossa, con la
loro vita, la loro storia e specialmente la loro fragilit, che Ges ci invita
a difendere, ad assistere, a servire.
Perch essere cristiano comporta servire la dignit dei fratelli, lottare per
la dignit dei fratelli e vivere per la
dignit dei fratelli. Per questo, il cristiano sempre invitato a mettere da
parte le sue esigenze, aspettative, i
suoi desideri di onnipotenza davanti
allo sguardo concreto dei pi fragili.

C un servizio che serve gli altri; per dobbiamo guardarci dallaltro servizio, dalla tentazione del
servizio che si serve degli altri.
Esiste una forma di esercizio del servizio che ha come interesse il beneficiare i miei, in nome del nostro.
Questo servizio lascia sempre fuori i
tuoi, generando una dinamica di
esclusione.
Tutti siamo chiamati dalla vocazione cristiana al servizio che serve e
ad aiutarci a vicenda a non cadere
nelle tentazioni del servizio che si
serve. Tutti siamo invitati, stimolati
da Ges a farci carico gli uni degli
altri per amore. E questo senza
guardare accanto per vedere che cosa il vicino fa o non fa. Ges ci dice:
Se uno vuole essere il primo, sia

AllAngelus appello per la fine del conflitto armato nel Paese latinoamericano
Al termine della messa il Papa
ha guidato la preghiera mariana
dellAngelus. Di seguito una nostra
traduzione delle parole pronunciate
dal Pontefice in spagnolo prima
di impartire la benedizione conclusiva.
Ringrazio il Cardinale Jaime Ortega y Alamino, Arcivescovo di
LAvana, per le sue parole fraterne,
come pure i miei fratelli Vescovi,
sacerdoti, religiosi e fedeli laici. Saluto anche il Signor Presidente e
tutte le autorit presenti.
Abbiamo ascoltato nel Vangelo
come i discepoli avevano paura di
interrogare Ges quando parlava
della sua passione e della sua morte. Li spaventava e non potevano
comprendere lidea di vedere Ges
soffrire sulla croce. Anche noi siamo tentati di fuggire dalle nostre
croci e dalle croci degli altri, di al-

Pace in Colombia
lontanarci da chi soffre. Al termine
della Santa Messa, in cui Ges si
nuovamente donato a noi con il
suo corpo e sangue, rivolgiamo ora
il nostro sguardo alla Vergine, nostra Madre. E le chiediamo che ci
insegni a stare vicino alla croce del
fratello che soffre. Che impariamo
a vedere Ges in ogni uomo sfinito
sulla strada della vita; in ogni fratello affamato o assetato, che
spogliato o in carcere o malato. Insieme alla Madre, sotto la croce,
possiamo capire chi veramente il
pi grande, e che cosa significa
essere uniti al Signore e partecipare
alla sua gloria.

Riconciliazione per tutti


Grazie per aver favorito il processo di rinnovamento nelle relazioni
tra Cuba e Stati Uniti di cui tanto beneficer il nostro popolo. Cos
il cardinale Jaime Ortega y Alamino, arcivescovo dellAvana, nel saluto
al Papa al termine della messa. Il porporato ha detto di sperare che il
suo richiamo alla pace si estenda non solo agli alti livelli politici, ma
giunga anche ai popoli delle due nazioni e specialmente del popolo
cubano che vive qui e negli Stati Uniti per raggiungere in spirito cristiano di perdono e di misericordia lanelata riconciliazione tra tutti i
cubani.

Impariamo da Maria ad avere il


cuore sveglio e attento alle necessit degli altri. Come ci ha insegnato
alle Nozze di Cana, siamo solleciti
nei piccoli dettagli della vita, e non
smettiamo di pregare gli uni per gli
altri, perch a nessuno manchi il
vino dellamore nuovo, della gioia
che Ges ci offre.
In questo momento mi sento in
dovere di rivolgere il mio pensiero
allamata terra di Colombia, consapevole dellimportanza cruciale
del momento presente, in cui, con
sforzo rinnovato e mossi dalla speranza, i suoi figli stanno cercando
di costruire una societ pacifica.
Che il sangue versato da migliaia
di innocenti durante tanti decenni
di conflitto armato, unito a quello
di Ges Cristo sulla Croce, sostenga tutti gli sforzi che si stanno facendo, anche qui in questa bella
Isola, per una definitiva riconciliazione. E cos la lunga notte del dolore e della violenza, con la volont
di tutti i colombiani, si possa trasformare in un giorno senza tramonto di concordia, giustizia, fraternit e amore, nel rispetto delle
istituzioni e del diritto nazionale e
internazionale, perch la pace sia
duratura. Per favore, non possiamo
permetterci un altro fallimento in

questo cammino di pace e riconciliazione. Grazie a Lei, Signor Presidente, per tutto ci che fa in questo lavoro di riconciliazione.
Vi invito ora ad unirci nella preghiera a Maria, per mettere tutte le
nostre preoccupazioni e aspirazioni
presso il Cuore di Cristo. E in modo particolare la preghiamo per coloro che hanno perso la speranza, e
non trovano motivi per continuare
a lottare; per quanti soffrono lingiustizia, labbandono e la solitudine; preghiamo per gli anziani, i
malati, i bambini e i giovani, per
tutte le famiglie in difficolt, perch Maria asciughi le loro lacrime,
li consoli con il suo amore di Madre, restituisca loro la speranza e la
gioia. Madre santa, ti affido questi
tuoi figli di Cuba: non abbandonarli mai!
Dopo la Benedizione finale:
E, per favore, vi chiedo di non
dimenticarvi di pregare per me.
Grazie!

lultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9, 35). Costui diventa il primo. Non dice: Se il tuo vicino desidera essere il primo, che serva.
Dobbiamo guardarci dallo sguardo
che giudica e incoraggiarci a credere
nello sguardo che trasforma, al quale
ci invita Ges.
Questo farci carico per amore non
punta verso un atteggiamento di servilismo, ma al contrario, pone al
centro la questione del fratello: il
servizio guarda sempre il volto del
fratello, tocca la sua carne, sente la
sua prossimit fino in alcuni casi a
soffrirla, e cerca la promozione del
fratello. Per tale ragione il servizio
non mai ideologico, dal momento
che non serve idee, ma persone.
Il santo Popolo fedele di Dio che
vive a Cuba un popolo che ama la
festa, lamicizia, le cose belle. un
popolo che cammina, che canta e loda. un popolo che ha delle ferite,
come ogni popolo, ma che sa stare
con le braccia aperte, che cammina
con speranza, perch la sua vocazione di grandezza. Cos lhanno seminata i vostri antenati. Oggi vi invito a prendervi cura di questa vocazione, a prendervi cura di questi doni che Dio vi ha regalato, ma specialmente voglio invitarvi a prendervi cura e a servire la fragilit dei vostri fratelli. Non trascurateli a causa
di progetti che possono apparire seducenti, ma che si disinteressano del
volto di chi ti sta accanto. Noi conosciamo, siamo testimoni della forza
incomparabile della risurrezione
che produce in ogni luogo germi di
questo mondo nuovo (Esort. ap.
Evangelii gaudium, 276. 278).
Non dimentichiamoci della Buona
Notizia di oggi: la grandezza di un
popolo, di una nazione; la grandezza di una persona si basa sempre su
come serve la fragilit dei suoi fratelli. E in questo troviamo uno dei
frutti di una vera umanit.
Perch, cari fratelli e sorelle, chi
non vive per servire, non serve per
vivere.

Le braccia aperte del popolo cubano


dal nostro inviato
GAETANO VALLINI
Una festa della fede, animata da
canti e preghiere e dallentusiasmo
delle centinaia di migliaia di persone
radunatesi domenica mattina per la
messa di Papa Francesco in Plaza de
la Revolucin allAvana. Un luogo
fortemente simbolico a Cuba, teatro
di grandi adunanze civiche, sulla
quale campeggia dalla facciata di un
palazzo lenorme effigie di un altro
argentino, Che Guevara. Uno spazio
che tornato a ospitare una celebrazione religiosa presieduta da un
Pontefice, come era gi accaduto nel
1998 con la messa celebrata da Giovanni Paolo II e nuovamente nel
2012 con Benedetto XVI. Ieri toccato a Francesco salire sul palco, di
fronte al quale, per loccasione,
stata innalzata una gigantografia del
Cristo della Misericordia con la
scritta Vengan a mi che ricopre gli
oltre dieci piani della Biblioteca nazionale. Sul lato opposto una grande immagine con madre Teresa di
Calcutta e il motto della visita Misionero de la misericordia. E il missionario della misericordia venuto da
Roma ha rivolto parole di incoraggiamento alla moltitudine radunatasi
per ascoltarlo. Quello cubano, ha
detto, un popolo che cammina,
canta e loda, ama la festa, ma ha pure delle ferite; e ciononostante sa
stare con le braccia aperte.
Le braccia aperte e laffetto dirompente di quella stessa folla, cominciata a giungere quando era ancora buio da ogni parte dellisola, e
che lo ha accolto con inni e slogan,
sventolando bandierine vaticane e
cubane. Arrivato poco dopo le 8,
Francesco ha iniziato in papamobile

il giro nella piazza sulla quale si staglia il monumento a Jos Mart, fondatore nel 1892 del Partito rivoluzionario cubano, considerato un padre
della patria. Lungo il percorso il
Pontefice ha riconosciuto tra la folla
un sacerdote di Buenos Aires, Abel
Ugo Gaspar. Dopo averlo salutato,
lo ha voluto sul palco per la messa.
Raggiunto il canale centrale, Francesco sceso dallauto per salutare una
vecchina in sedia a rotelle: si chiama
Ofelia e ha 101 anni. Poi ha salutato
uno a uno tutti i malati presenti.
Quindi, indossati i paramenti liturgici, ha raggiunto processionalmente laltare, dove erano state poste una statuetta della Virgen de la
Caridad del Cobre e una pi grande
del Cristo risorto. Qui ha celebrato
la messa la prima delle tre in programma sullisola durante la quale
ha amministrato la prima comunione
a cinque bambini. Un significativo
segno del rifiorire della Chiesa cubana. Hanno concelebrato i porporati

e i presuli del seguito, i vescovi


dellisola e circa trecento sacerdoti.
Erano presenti, tra gli altri, i cardinali OMalley, di Boston, e McCarrick, emerito di Washington, larcivescovo Thomas Gerard Wenski, di
Miami, la citt statunitense pi vicina a Cuba e dove si trovano molti
esuli cubani. Al rito ha presenziato il
presidente Ral Castro. Accanto a
lui anche la presidente della Repubblica argentina, Cristina Fernndez,
e la primera dama di Panam, Lorena Castillo de Varela. La celebrazione stata animata da un coro di 260
voci e dallOrchestra sinfnica de la
Universidad de las artes.
Prima della recita dellAngelus
nel quale il Pontefice ha rivolto un
appello alla pace in Colombia il
cardinale Ortega y Alamino ha pronunciato un breve saluto al Papa,
ringraziandolo per il suo intervento
nella ripresa del dialogo tra Cuba e
Stati Uniti. Quindi, dopo essersi
congedato dalle autorit presenti, il
Pontefice ha incontrato brevemente
alcuni rappresentati di altre confessioni.
Subito dopo la messa, Francesco
si recato allabitazione di Fidel Castro al quale aveva rivolto un pensiero allaeroporto subito dopo larrivo per un incontro privato. Il colloquio, molto cordiale e svoltosi alla
presenza della consorte e di altri familiari, durato oltre trenta minuti
nel corso dei quali sono stati affrontati in particolare temi legati allambiente. Vi stato poi uno scambio
di doni. E ricordando la richiesta
fatta da Castro a Benedetto XVI di
fargli avere dei libri, Francesco gli
ha regalato una copia della Evangelii
gaudium e della Laudato si, oltre a
due volumi di don Alessandro Pron-

zato e a un libro di padre Armando


Llorrente, che di Castro fu educatore
nel collegio gesuita di Beln. E
lospite ha donato al Pontefice un libro con dedica, che riporta sue conversazioni con frei Betto.
Nel pomeriggio, dopo la visita di
cortesia al palazzo presidenziale, il
Pontefice si recato nella cattedrale
della Virgen Maria de la Concepcin
Inmaculada per la recita dei vespri
con i sacerdoti, i religiosi e le religiose, e i seminaristi. Lungo il percorso ha fatto una breve sosta nella
chiesa del Sacro Cuore, nota come
chiesa de la Reina dal nome della
strada in cui sorge. Officiata dai padri gesuiti, il Papa vi ha ricevuto un
omaggio floreale da alcuni bambini
e ha fatto una foto ricordo con venti
sacerdoti.
Poi larrivo in cattedrale, in un
pomeriggio caldo e umidissimo. Un
momento significativo, per una
Chiesa che ha vissuto momenti difficili, ma che negli ultimi anni, a partire dalla visita di Giovanni Paolo II,
ha iniziato una fase nuova. Malgrado mezzo secolo di ateismo di Stato,
l80 per cento della popolazione afferma di avere credenze religiose. I
cattolici battezzati sono quasi sette
milioni, ovvero il 60 per cento della
popolazione, e i praticanti sono circa
il 20 per cento, che possono contare
su 305 parrocchie con 357 sacerdoti e
776 religiosi in esercizio, e 96 comunit religiose in larga parte femminili
(70). Ma anche sulle 230 Case della
missione, luoghi che suppliscono
alla carenza di strutture parrocchiali,
dove si organizzano momenti di preghiera, di formazione e di carit vicendevole.
Quella che si presenta oggi oggi a
Francesco, come ha evidenziato il

Un momento dellincontro con Fidel Castro in una foto scattata da uno dei figli del leader cubano

cardinale Ortega y Alamino nel breve intervento che ha aperto lincontro, una Chiesa povera. Una povert che per contribuisce a una solidariet e a una fraternit singolari.
Una Chiesa al servizio soprattutto
dei pi bisognosi. Come ha testimoniato suor Yaileny Torres, delle Figlie della Carit, che ha raccontato il
suo servizio tra i malati psichici, persone tra i 17 e i 71 anni le cui capacit motorie e intellettive sono molto
compromesse, tanto che chi li assiste
li chiama nios. Ha raccontato le difficolt ma anche le gioie di questo
servizio. Una testimonianza, quella
di suor Torres, con la quale si voluta rappresentare il grande lavoro
caritativo, assistenziale, missionario e
formativo compiuto quotidianamente da tanti consacrati al servizio degli ultimi, siano essi malati o poveri,
anziani o persone abbandonate.
Dopo la preghiera dei vespri ha
preso la parola il Papa, che, come fa
spesso in circostanze analoghe, ha
messo da parte il discorso preparato,
parlando a braccio di povert e di
misericordia.
Al termine del rito, il Pontefice
uscito dal retro della cattedrale per
raggiungere ledificio collegato del
vecchio seminario di San Carlos e
San Ambrosio, ove ora ha sede il
Centro culturale intitolato a Padre
Flix Varela, considerato uno dei
fondatori della nazione cubana e a
cui intitolata la maggiore onorificenza del Paese. Il centro gestito
da unorganizzazione di volontariato, legalmente riconosciuta, che partendo dal pensiero umanista educa

alla responsabilit ambientale per


promuovere un modello di sviluppo
economico e sociale sostenibile.
Francesco vi ha incontrato circa cinquemila giovani radunati nel piazzale antistante lingresso. Un momento
importante svoltosi sotto una
pioggerellina insistente che non ha
spento lentusiasmo travolgente e
contagioso dei presenti per un
Paese in cui la popolazione diminuisce e invecchia a causa del basso tasso di natalit e dellincremento
dellemigrazione, soprattutto giovanile. Il direttore del centro, don
Yosvany Carvajal, ha rivolto alcune
parole di presentazione delle attivit,
poi ha preso la parola Leonardo, che
ha raccontato al Papa cosa significhi
essere giovani a Cuba, tra le difficolt economiche e la speranza di un
futuro diverso, in una societ in cui
crescono individualismo e indifferenza. Sono studenti o lavoratori che
nonostante tutto non perdono la
gioia di vivere e la voglia di sognare.
Sogni che hanno consegnato simbolicamente al Papa, chiedendogli di
aiutarli a rinnovare la loro speranza.
E Francesco ha risposto, mettendo
nuovamente da parte il discorso preparato, invitandoli a non rinunciare
a sognare e a rendere concreta la
speranza non arrendendosi alle ingiustizie, lavorando per la cultura
del dialogo e per il bene comune.
Nel corso dellincontro il Pontefice
ha anche benedetto una croce che
accompagner i momenti di preparazione alla prossima giornata mondiale della giovent di Cracovia.