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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLV n. 218 (47.056)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

venerd 25 settembre 2015

A Washington il Pontefice indica le linee di impegno comune

Come difendere i pi deboli


Per la prima volta il Papa parla al Congresso statunitense

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Incontro
e dialogo
Laccoglienza alla Casa Bianca da
parte del presidente Barack Obama, lincontro con i vescovi nella
cattedrale di Washington, la canonizzazione del missionario Junpero Serra nel santuario nazionale dellImmacolata: cos iniziata lattesissima visita negli Stati
Uniti di Papa Francesco, che
Obama aveva voluto salutare gi
allarrivo del volo da Cuba. In
giorni di incontro e dialogo
durante i quali il Pontefice presentatosi come figlio di immigrati
e dunque come un fratello in un
Paese che tanto deve al contributo dellimmigrazione si augura
di ascoltare e di condividere speranze e sogni degli americani.
Nella costruzione di una societ che respinga ogni forma di discriminazione ha detto innanzi
tutto Bergoglio davanti alla Casa
Bianca proprio come buoni
cittadini i cattolici statunitensi si
attendono il rispetto della libert
religiosa, che rimane uno dei beni
pi preziosi della loro societ. Il
Papa ha poi di nuovo espresso la
sua preoccupazione per il cambiamento climatico, questione ormai
ineludibile di giustizia sociale, e
salutato invece con favore i passi
che nelle relazioni internazionali
sono stati da poco compiuti verso
la riconciliazione, la giustizia e la
libert, riallacciando rapporti interrotti e aprendo nuove porte al
dialogo.
Preceduto da un saluto non
previsto agli ebrei nellimminenza
dei giorni solenni del Kippur, il
discorso ai vescovi nella cattedrale
di Washington stato una lunga
meditazione, a tratti commovente,
sulla vita cristiana: Allargare il
cuore per testimoniare che Dio
grande nel suo amore la sostanza della missione del successore
di Pietro. Che accompagna e sostiene ognuno dei suoi fratelli vescovi, poggiando sulle loro mani
la sua, ormai vecchia e rugosa
ma, per grazia di Dio, ancora capace di sostenere e di incoraggiare. Parlando, come vescovo di
Roma, gi nella vecchiaia chiamato da Dio da una terra anchessa
americana, per custodire lunit
della Chiesa universale.
Non forestiero in America, il
Papa dunque intervenuto come un fratello tra fratelli: pur di
fronte a molte sfide e spesso in
ambienti ostili, siamo fautori
della cultura dellincontro e il
dialogo il nostro metodo, non
per astuta strategia, ma per
fedelt a colui che non si stanca
mai di passare e ripassare nelle
piazze degli uomini. E in un
mondo segnato dalla frammentazione, la missione episcopale
che svolgiamo in comunione, in
modo collegiale ha scandito il
Pontefice primariamente cementare lunit, con il fine di
offrire agli Stati Uniti dAmerica
lumile e potente lievito della comunione.
In perfetta continuit con il
lungo discorso allepiscopato statunitense, nel santuario nazionale
dellImmacolata concezione il
Pontefice ha poi proclamato santo un grande missionario del Settecento americano, il francescano
spagnolo Junpero Serra, presentato da Bergoglio come testimone
della gioia del Vangelo, autentico
protagonista di una Chiesa che
esce per condividere la tenerezza
riconciliatrice di Dio. Solo nella
missione infatti ha ripetuto
Papa Francesco possibile vivere la parola di san Paolo che invita a rallegrarsi sempre nel Signore. E sperimentare in questo
modo la pienezza, il senso e la
gioia della vita.
g.m.v.

Il presidente Santos e il leader delle Farc sincontrano allAvana e annunciano unintesa definitiva entro sei mesi

Passi di pace colombiani


LAVANA, 24. Il pi annoso conflitto
armato nellAmerica Latina, quello
che si protrae da oltre mezzo secolo
tra il Governo di Bogot e le Forze
armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), sembra finalmente
volgere al termine, dopo un negoziato gi durato quasi tre anni con
la mediazione di Cuba e Norvegia.
Le due parti sono infatti riuscite a
rimuovere
lultimo
significativo
ostacolo che si frapponeva a unin-

tesa finale, la cui firma stato annunciato dovr avvenire entro il


23 marzo del 2016.
Il presidente colombiano, Juan
Manuel Santos, e il comandante
delle Farc, Rodrigo Londoo Echeverri, meglio noto con i nomi di
battaglia di Timoshenko e Timolen Jimnez, lo hanno confermato
ieri durante una cerimonia allAvana, in presenza del presidente cubano Ral Castro.

Domenica scorsa, dopo la preghiera mariana dellAngelus recitata


allAvana, Papa Francesco aveva rivolto il pensiero allamata terra di
Colombia, consapevole dellimportanza cruciale del momento presente, in cui, con sforzo rinnovato e
mossi dalla speranza, i suoi figli
stanno cercando di costruire una societ pacifica. Poi lauspicio che
il sangue versato da migliaia di innocenti durante tanti decenni di
conflitto armato, unito a quello di
Ges Cristo sulla Croce, sostenga
tutti gli sforzi che si stanno facendo, anche qui in questa bella isola,
per una definitiva riconciliazione.
Infine lappello diretto alle parti
coinvolte nel negoziato: Per favore
non possiamo permetterci un altro
fallimento in questo cammino di
pace e riconciliazione.
Il Papa ci ha detto che non possiamo permetterci di fallire e non
intendiamo fallire, arrivata lora
della pace ha dichiarato il presidente Santos che insieme con il leader delle Farc ha ieri annunciato un
ulteriore accordo specifico dopo
quelli raggiunti nelle sessioni negoziali precedenti, cio lintesa sulla
delicata questione delle conseguenze giudiziarie del conflitto.
Laccordo prevede unampia amnistia per i reati politici e la creazione di una giurisdizione speciale
per la pace" con magistrati colombiani assistiti da giuristi stranieri
che dovr processare gli imputati
per gli altri crimini, compresi quelli
di lesa umanit. la prima volta
nella storia che un Governo e un
gruppo armato illegale creano un sistema di questo tipo, dentro al proprio sistema giudiziario nazionale,
ha detto Santos, precisando comunque che laccordo sar sottoposto al
giudizio degli elettori colombiani.

Oltre settecento morti

Timoshenko da parte sua ha sottolineato che il sistema giudiziario


creato per garantire che non vi sia
impunit al termine di un conflitto
tanto lungo dovr occuparsi non
solo della guerriglia, ma anche degli
altri protagonisti delle violenze, come le forze di sicurezza e le organizzazioni paramilitari. Una volta
chiuso il negoziato con un accordo
definitivo di pace, le Farc dovranno
deporre le armi entro 60 giorni.
Larcivescovo di Villavicencio e
vicepresidente dellepiscopato colombiano, monsignor scar Urbina
Ortega, gi allannuncio dellincontro tra Santos e Timoshenko aveva
espresso soddisfazione, sottolineando limportanza di realizzare tra le
parti una fiducia indispensabile a
una vera riconciliazione.

PAGINA 3

PAGINE

DA

Sulla stampa internazionale

Un dono
spirituale e culturale
PAGINA 4

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della
Diocesi di Goya (Argentina),
presentata da Sua Eccellenza
Monsignor Ricardo Oscar Faifer,
in conformit al canone 401 1
del Codice di Diritto canonico.
Gli succede Sua Eccellenza
Monsignor Adolfo Ramn Canecn, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
dellArcidiocesi di Guayaquil
(Ecuador), presentata da Sua
Eccellenza Monsignor Antonio
Arregui Zarza, in conformit al
canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

Tragica ressa alla Mecca


La stretta di mano tra il presidente colombiano, quello cubano e il leader delle Farc (Reuters)

Con un triplice invito a costruire


una societ che sia veramente tollerante ed inclusiva, a difendere i diritti degli individui e delle comunit,
e a respingere qualsiasi forma di ingiusta discriminazione Papa Francesco si rivolto alla nazione americana durante il primo discorso pronunciato in pubblico sul territorio
statunitense. E non un caso che il
luogo fosse la Casa Bianca, uno dei
luoghi simbolo dellidentit a stelle e
strisce. Mercoled mattina, 23 settembre, nel giardino della residenza
presidenziale a Washington il primo
Papa latinoamericano stato ricevuto dal primo presidente afroamericano degli Stati Uniti, in unatmosfera
di grande cordialit.
Ambiente, libert religiosa e tutela
dei pi deboli al centro dei due discorsi, con lauspicio da parte del
Pontefice che tutti gli uomini e le
donne di buona volont di questa
Nazione sostengano gli sforzi della
comunit internazionale per proteggere i pi deboli e di promuovere
modelli integrali ed inclusivi di sviluppo, cos che i nostri fratelli e sorelle possano conoscere la pace e la
prosperit. Pi pastorali i successivi
appuntamenti di Francesco nella capitale statunitense. Nella tarda mattinata il Pontefice ha incontrato i vescovi e nel pomeriggio ha celebrato
la messa per la canonizzazione di
Junpero Serra, la prima in questo
Paese.
Nel lungo e articolato discorso rivolto allassemblea dellepiscopato il
Papa ha assicurato vicinanza umana
e spirituale, chiedendo ai confratelli
di non sottrarsi alle sfide del nostro
tempo. Ha quindi espresso loro gratitudine e incoraggiamento per
lopera di accoglienza degli immigrati, e ha accennato alla questione
degli abusi. So quanto ha pesato in
voi la ferita degli ultimi anni ha
detto e ho accompagnato il vostro
generoso impegno per guarire le vittime, esortando a continuare a
operare affinch tali crimini non si
ripetano mai pi.
Nella giornata di gioved Francesco si reca al Congresso primo Papa a rivolgersi ai parlamentari statunitensi nella loro sede istituzionale
e poi si trasferisce a New York.

Il Santo Padre ha accettato la


rinuncia al governo pastorale

dellArcidiocesi metropolitana di
Messina - Lipari - Santa Lucia
del Mela (Italia), presentata da
Sua Eccellenza Monsignor Calogero La Piana, S.D.B., in conformit al canone 401 2 del Codice di Diritto Canonico.
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
della Diocesi di Alba (Italia),
presentata da Sua Eccellenza
Monsignor Giacomo Lanzetti, in
conformit al canone 401 2 del
Codice di Diritto Canonico.

Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato
Arcivescovo di Guayaquil (Ecuador) Sua Eccellenza Monsignor
Luis Gerardo Cabrera Herrera,
O.F.M., finora Arcivescovo di
Cuenca.

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venerd 25 settembre 2015

Il presidente della Commissione Ue


Jean-Claude Juncker insieme al cancelliere
tedesco Angela Merkel
al vertice di Bruxelles (Afp)

Xi Jinping a Seattle rassicura gli imprenditori statunitensi

Avanti con le riforme


per far crescere la Cina

BRUXELLES, 24. Sembrano almeno


per il momento accantonati i contrasti allinterno dellUnione europea
sulla vicenda dellaumentato afflusso
di profughi e migranti. Il vertice dei
capi di Stato e di Governo dei ventotto Paesi, concluso a tarda notte a
Bruxelles, a quanto dichiarato dal
presidente del Consiglio europeo
Donald Tusk, ha raggiunto lobiettivo di ricucire le spaccature evidenziate nelle ultime settimane di fronte
a quella che nel documento finale
dellincontro viene definita una crisi senza precedenti.
Una crisi dalle terrificanti conseguenze per migliaia tra quanti cercano nel Mediterraneo di raggiungere
le coste europee e che continua a
sfociare in tragedie anche sul territorio dellUnione. Lultima si consumata in nottata allingresso francese
dellEurotunnel, il collegamento ferroviario sotto la Manica. Un giovane
dellapparente et di ventanni stato travolto da una navetta ferroviaria
della manutenzione, secondo quanto
riferito dallemittente Bfm Tv.
D allinizio dellestate ci sono stati altri dieci morti in analoghi tentativi
di raggiungere la Gran Bretagna.
Nel vertice a Bruxelles, anche Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria
e Romania, che marted avevano votato contro il piano di ridistribuzione dei profughi, approvato a maggioranza qualificata, hanno avallato
stavolta le decisioni. Latmosfera
stata migliore delle mie attese. Sono

Passi in avanti dellUe sulla questione dei profughi e migranti

Contrasti accantonati
soddisfatto, ha dichiarato il presidente della Commissione europea,
Jean-Claude Juncker, mentre Tusk
ha parlato di momento simbolico
perch si messo fine al gioco rischioso del biasimo reciproco.
Fra le misure decise c quella di
realizzare entro il mese di novembre
al pi tardi, i cosiddetti hotspot i
centri nei quali le istituzioni comunitarie e le agenzie internazionali assi-

Il territorio
bosniaco
ancora infestato
dalle mine

Per la vicenda dei motori diesel truccati

Si dimette
lad della Volkswagen

Il dimissionario amministratore delegato di Volkswagen (Reuters)

BERLINO, 24. Serve un nuovo inizio, ma non ho mai fatto niente


dillegale. Lo ha dichiarato Martin Winterkorn, lamministratore
delegato della Volkswagen, dimessosi ieri sera dopo il tracollo della
fiducia a seguito della vicenda legata alle manipolazioni delle norme anti-inquinamento dei motori
diesel venduti negli Stati Uniti.
Gi domani il consiglio di amministrazione
del
gruppo
di
Wolfsburg discuter del successore
di Winterkorn: al primo posto c
Matthias Mller, attuale numero
uno della Porsche (la casa che, con
una quota del 31,5 per cento, prima azionista della Volkswagen), seguito da Herbert Diess, un ex dirigente della Bmw scelto questanno
per guidare la nuova divisione
brand della Volkswagen, e da
Rupert Stadler, responsabile del
marchio Audi. E dopo le dimissioni di Winterkorn, il titolo Volkswagen volato oggi a pi 8,2 per
cento alla Borsa di Francoforte. Ieri ha chiuso positivo di oltre il 5
per cento, dopo aver oscillato tra
meno 8 per cento e pi 7 per cento. Nei due giorni precedenti aveva
bruciato oltre venticinque miliardi
di euro. Il marchio resta comunque
sotto forte pressione: lagenzia di
rating statunitense Fitch lo ha infatti messo sotto osservazione, con
possibili tagli in vista per i danni
alla reputazione.

E dopo gli Stati Uniti, dove


scoppiato lo scandalo, anche il
Messico vuole accertare se la
Volkswagen ha venduto nel Paese
auto con i motori diesel truccati
per alterare i risultati sui gas di
scarico.

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steranno le autorit dei Paesi di arrivo di profughi e migranti. Qui ci saranno identificazione e registrazione
e saranno organizzate sia la ridistribuzione sia i rimpatri. Soddisfazione
ha espresso, tra gli altri, Matteo
Renzi, presidente del Consiglio dei
ministri dellItalia, il Paese dopo la
Grecia dove maggiori sono gli arrivi.
I leader europei chiedono anche
di rispondere alle esigenze urgenti

SARAJEVO, 24. Con decine di migliaia di mine collocate durante la


guerra del 1992-1995, e ancora disseminate su oltre il due per cento
del territorio, la Bosnia ed Erzegovina il Paese europeo pi infestato da questi ordigni. Lo ha
ricordato ieri il ministro bosniaco
per gli Affari civili, Adil Osmanovic, aprendo un incontro con potenziali donatori. Dalla fine della
guerra, le mine hanno ucciso 1737
persone. Secondo il Centro bosniaco per lo sminamento (Mac),
in novemila localit ci sono ancora 120.000 mine inesplose.
Osmanovic ha ammesso che il
processo di sminamento, che nelle
previsioni dovrebbe concludersi
nel 2025 si arenato. Tra laltro,
il direttore del Mac stato arrestato e accusato di corruzione. Il
Governo sta cercando di convincere i donatori che i nuovi dirigenti gestiranno in modo trasparente i fondi di un impegno
straordinariamente complesso e
costoso che la Bosnia ed Erzegovina non pu sostenere da sola.

dei rifugiati nella regione aiutando


lalto commissario dellOnu per i rifugiati, il Programma alimentare
mondiale e le altre agenzie dellO nu
con almeno un milione aggiuntivo.
Fuori dai confini europei prevista lassistenza per il Libano, la
Giordania, la Turchia, il cui presidente sar a Bruxelles il 5 ottobre, e
gli altri Paesi alle prese con la crisi
dei rifugiati siriani, anche attraverso
un aumento sostanziale del fondo
dedicato.
Si punta inoltre ad assistere i Paesi dei Balcani occidentali a gestire i
flussi di rifugiati, ad aumentare i
fondi per affrontare le cause delle
migrazioni nei Paesi di origine. A
questo si aggiunge la necessit di
rafforzare la sorveglianza ai confini
lattuale caos alle nostre frontiere
esterne deve finire. Siamo tutti daccordo sulla necessit di recuperare il
controllo dei nostri confini, ha detto Tusk , di attivare immediate misure per il piano dei rimpatri e di
aumentare i fondi destinati alle tematiche connesse allasilo e alle migrazioni.

WASHINGTON, 24. Leconomia cinese continuer a crescere e Pechino sta preparando un vasto pacchetto di riforme, alla luce del recente rallentamento economico. Lo
ha detto ieri a Seattle il presidente
cinese, Xi Jinping, incontrando gli
imprenditori americani nel suo primo appuntamento ufficiale della
visita in corso negli Stati Uniti.
Lotta alla corruzione? Non siamo House of Cards. Xi Jinping
cerca di conquistare gli uomini
daffari statunitensi e lo fa con una
battuta, rara per un leader cinese,
riferendosi alla popolare serie televisiva statunitense sul potere e
lambizione per ricordare la campagna anticorruzione del suo Governo contro i funzionari disonesti.
E una cena con alcuni dei pi
importanti leader della comunit
imprenditoriale e finanziaria statunitense, tra cui Satya Nadella, capo
esecutivo alla Microsoft, e il suo
fondatore Bill Gates, servita a
rassicurare gli imprenditori americani sulle riforme e sul cyberspazio, argomento questo al centro
dellagenda dei colloqui tra il presidente Barack Obama e Xi, in programma domani alla Casa Bianca.
Il leader cinese ha ribadito che
Pechino accelerer i suoi sforzi per
costruire uneconomia aperta e non
arretrer sul fronte del processo
delle riforme, anche se non ha fornito dettagli a questo proposito:
affronteremo le questioni legittime degli imprenditori stranieri in
maniera tempestiva, proteggeremo i
loro diritti e interessi e lavoreremo
sodo per provvedere un ambiente
aperto, legale e trasparente, ha
detto alla platea, aggiungendo anche di non preoccuparsi per la
Borsa asiatica, il cui crollo in estate
ha provocato uno scossone mondiale.
Xi ha difeso lintervento del suo
Governo, sostenendo che Pechino

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Giuseppe Fiorentino
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va


Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


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TOKYO, 24. Il premier giapponese, Shinzo Abe, che stato


oggi ufficialmente rieletto alla
presidenza del partito Liberaldemocratico (Ldp), si appresta ad
annunciare un piano per leconomia con lobiettivo di far crescere il Pil fino a 600.000 miliardi di yen, pari a circa 5.000
miliardi di dollari. I parlamentari Ldp hanno riaffidato la leadership al premier che, a sua
volta, si appresta a procedere
allassegnazione delle cariche al
vertice del partito e allavvio di
un rimpasto di Governo nel periodo che va dal 4 al 10 ottobre.
Abe illustrer i piani su partito
ed Esecutivo nel corso di una
conferenza stampa. Le linee guida dovrebbero puntare a una
forte economia, al sostegno
delleducazione dei figli e alla
sicurezza sociale, in aggiunta ai
tre pilastri del rilancio economico finora noto come Abenomics.

Il collasso dei ghiacciai himalayani


NEW DELHI, 24. Un miliardo di persone soffriranno per la scarsit di
acqua dovuta alla perdita dei ghiacci
himalayani. Sette grandi fiumi tra
cui Brahmaputra, Gange, Indo,
Mekong sono, infatti, alimentati
dai ghiacciai della catena montuosa
asiatica. Il 40 per cento del pianeta

vanno avviate entro fine anno se


vuole sbloccare la nuova tranche
di prestito da 3 miliardi, parte del
pacchetto da 86 miliardi in tre anni. Solo una volta superato questo
scoglio, in base agli accordi del
terzo memorandum, la Grecia potr avviare la cruciale trattativa per
alleggerire il debito, che strangola
la sua crescita. Uno dei fronti pi
complessi quello del bilancio e
fiscale. LEsecutivo deve varare
una finanziaria supplementare per
il 2015, preparare il budget per il
2016 e delineare una strategia economica a medio termine 20162019. In questo capitolo ci sono la
spinosa cancellazione delle agevolazioni fiscali per gli agricoltori e
lasta delle frequenze televisive.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va

Piano
per leconomia
in Giappone

Un miliardo di persone soffriranno per la scarsit di acqua

coperto da ghiacci e manti nevosi.


Superfici che a causa dellinnalzamento delle temperature (tre gradi
nellultimo mezzo secolo) stanno
rapidamente
diminuendo,
come
segnala lultimo rapporto stilato dal
World Wildlife Fund For Nature
(Wwf).

Sfide economiche
per il nuovo Governo greco
ATENE, 24. Dopo il giuramento di
ieri, il nuovo Governo greco ha
subito incominciato ad affrontare
gi le sfide delleconomia, con
lobiettivo finale di rinegoziare il
debito. Euclid Tsakalotos, tornato
alla guida del ministero delle Finanze, ha elencato le priorit del
nuovo Esecutivo guidato da Alexis
Tsipras: ricapitalizzazione delle
banche, stabilit economica, conclusione della verifica degli accordi con i creditori e inizio delle discussioni sul debito.
Secondo gli analisti, il Governo
ha di fronte a s la necessit non
solo di fare molte riforme di peso,
ma anche di farle in tempi molto
stretti molte entro met ottobre,
quando avverr la verifica, altre

ha adottato misure per stabilizzare


il mercato e contenere il panico in
Borsa che hanno evitato un rischio
sistematico.
Nel frattempo, la Boeing si aggiudicata una maxicommessa da 38
miliardi di dollari dalla Cina, per
lacquisto di 300 velivoli. Il presidente cinese ha visitato ieri un impianto della casa costrittirce aeronautica, salendo anche su uno dei
nuovi aerei.

Unimmagine dellEverest con i ghiacciai ridotti (Ap)

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I ghiacciai sono fondamentali per


agricoltura e industria. Lo scenario
peggiore al 2100, secondo quanto rilevato dagli esperti dellIntergovernmental Panel on Climate Change
(Ipcc, Gruppo intergovernativo di
esperti sul cambiamento climatico),
prevede un innalzamento del livello
dei mari da 52 a 98 centimetri. Il fenomeno avrebbe pesanti ripercussioni sulla societ umana: il 60 per cento della popolazione si trova infatti
concentrato sulle zone costiere del
mondo entro i cento chilometri dalla
costa. Diverse grandi citt rischiano
di essere sommerse, tra cui Shanghai, Bangkok, Mumbai, mentre alcune isole del Pacifico sono destinate a scomparire per sempre.
Il riscaldamento climatico sta costando caro anche allAntartide: l87
per cento dei suoi ghiacciai si sono
ritirati e ben nove piattaforme di
ghiaccio hanno subito un significativo collasso. Gli esperti prevedono
che prima della met del secolo il
mare Artico sar praticamente privo
di ghiacci nei mesi estivi. La lettura
del quadro dinsieme impressionante, dichiara il Wwf, confermando che il 2015 sar un anno cruciale
per le decisioni che la comunit internazionale dovr prendere, a partire dal summit dellOnu per gli
Obiettivi di sviluppo sostenibile per
i prossimi 15 anni (New York 25-27
settembre) e la Cop21 di Parigi sul
cambiamento climatico di fine anno.
Uscire dai combustibili fossili, a
partire dal carbone la condizione
per cercare di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei
2C e scongiurare gli scenari pi catastrofici, conclude il Wwf.

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venerd 25 settembre 2015

pagina 3

Medici e personale della difesa civile saudita


soccorrono i feriti della strage alla Mecca (Afp)

Annunciate manovre navali russe mentre restano divergenze su una soluzione politica del conflitto

La Siria che divide

Almeno 717 morti e centinaia di feriti

Tragica ressa alla Mecca


RIAD, 24. di almeno 717 morti, secondo le ultime notizie fornite al momento in cui andiamo in stampa dalle
autorit saudite, il bilancio della ressa di fedeli nella
valle di Mina, a 15 chilometri circa di distanza dalla
Mecca, dove si sta svolgendo il pellegrinaggio annuale,
lhaji. Altre centinaia di persone sono rimaste ferite. La
folla premeva per raggiungere il luogo non lontano dalla citt santa dellislam, per partecipare alla cerimonia
simbolica della lapidazione di Satana, che segna la fase
finale del pellegrinaggio. In questo momento, secondo
le autorit saudite, ai riti alla Mecca partecipano tre mi-

lioni di persone. Le resse, durante le concitate fasi della


cerimonia, non sono rare. Tra i precedenti pi gravi,
lincidente del gennaio 2006 che provoc 364 morti.
La tragedia accaduta poco dopo le 7 di mattina,
quando i fedeli si spostavano dai campi dove pernottano al luogo dove si svolge il rito della lapidazione delle
tre colonne, che simbolizzano le tentazioni del diavolo,
al terzo giorno del pellegrinaggio. Lincidente segue di
pochi giorni quello avvenuto l11 settembre, quando una
gru precipit sulla grande moschea della Mecca: morirono 107 persone e 238 rimasero ferite.

BRUXELLES, 24. Nella comunit internazionale permangono divisioni


riguardo al conflitto siriano. Il dialogo, anche sul piano militare, avviato tra Stati Uniti e Russia sul
modo di sconfiggere il cosiddetto
Stato islamico (Is) sconta al momento le divergenze di valutazione
sul Governo del presidente Bashar
Al Assad, per Mosca un alleato e
per Washington uno dei responsabili della tragedia siriana.
Ancora nelle ultime ore, il segretario di Stato americano, John Kerry, ha ribadito la necessit di una
transizione politica in Siria che allontani Al Assad.
Su questa linea non ha per trovato sostegno tra alcuni importanti
alleati europei, come emerge da dichiarazioni rilasciate in margine al
Consiglio europeo concluso in nottata a Bruxelles. Secondo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, dobbiamo parlare con molti protagonisti coinvolti nella crisi siriana, e tra
questi Al Assad ed anche altri. Non
solo con gli Stati Uniti dAmerica o
la Russia, ma anche con altri impor-

tanti partner regionali, inclusi lIran


e i Paesi sunniti come lArabia Saudita.
Da parte sua, il presidente francese, Franois Hollande, ha ricordato,
rispondendo a una domanda sul
ruolo che pu svolgere in Siria il
presidente Putin, che qualsiasi
strada possibile per trovare una soluzione deve essere percorsa. Hollande ha tuttavia ribadito di ritenere
impensabile che Al Assad resti al
potere dopo la fine della guerra.
In precedenza, in un incontro tra
lo stesso presidente francese e il primo ministro britannico, David Cameron, si era ribadito che i voli di
ricognizione effettuati in Siria
dallaviazione francese potranno essere seguiti da attacchi contro le postazioni dellIs.
Di interventi russi in questo senso, anche senza alcun accordo o
coordinamento con la coalizione
guidata dagli Stati Uniti impegnata
contro lIs in Iraq e in Siria, ha parlato lagenzia Bloomberg, attribuendo linformazione a fonti del

Sempre pi tesi i rapporti diplomatici tra Caracas e Bogot

Mentre le fazioni libiche trattano su un Governo di unit nazionale

Maduro militarizza
la frontiera venezuelana

Scontri alla periferia di Tripoli

CARACAS, 24. Sempre pi tesa la situazione al confine tra Venezuela e


Colombia. Dopo qualche giorno di
relativa calma, il contenzioso tra i
due Paesi sudamericani riesploso
ieri con rinnovata intensit.
Il presidente del Venezuela,
Nicols Maduro, ha infatti deciso
di estendere la militarizzazione della frontiera del suo Paese con la
Colombia anche allo Stato meridionale di Amazonas. Con questo
provvedimento, lo stato di emergenza, decretato il 20 agosto scorso,
in vigore su tutto il confine occidentale venezuelano.
Il presidente venezuelano ha annunciato la misura nel suo programma televisivo settimanale En
contacto con Maduro, durante il
quale ha spiegato che la militarizzazione di tutto il confine con la Colombia non compromette in nessun
modo laccordo di principio siglato
con il suo omologo di Bogot, Juan
Manuel Santos, luned scorso a
Quito, capitale dellEcuador.
Secondo Maduro, saranno necessari almeno sei mesi per normalizzare la situazione alla frontiera, a
partire dal lavoro svolto nelle riunioni bilaterali che iniziano oggi a
Caracas.
Durante il programma televisivo,
il presidente venezuelano ha anche
parlato della disputa con la Guyana, sulla frontiera orientale, respin-

gendo le accuse del presidente,


David Granger, secondo il quale
Caracas sta concentrando truppe
sul confine. Lei mente, signor
Granger, mente e mente, ha detto
Maduro. Caracas rivendica la sua
sovranit sulla regione della Guayana Esequiba, che Georgetown amministra dal 1966, in base a un accordo siglato a Ginevra.

tre, intensi combattimenti si registrano anche nella citt di Bengasi.


Secondo quanto riporta lemittente televisiva Al Arabiya, il culmine
di questi scontri avvenuto ieri
quando sono state usate le armi pesanti nel quartiere di Al Fallah. Secondo gli osservatori locali questi
combattimenti sono il risultato degli
scontri in corso allinterno del Con-

Proteste e feriti
in Messico
CITT DEL MESSICO, 24. Nove
persone sono rimaste ferite ieri
nello Stato meridionale messicano di Guerrero nei violenti scontri tra poliziotti e studenti della
Escuela Normal Rural di Ayotzinapa. Gli incidenti sono avvenuti a pochi giorni dallanniversario della scomparsa dei quarantatr giovani dello stesso istituto.
Secondo le prime ricostruzioni i
disordini sono scoppiati quando
gli agenti hanno bloccato dei
pullman carichi di studenti che
intendevano raggiungere Chilpancingo, capitale del Guerrero,
per chiedere verit e giustizia.

Liberati 241 donne e bambini


ostaggi di Boko Haram
ABUJA, 24. Lesercito nigeriano ha
liberato ieri sera duecentoquarantuno donne e bambini rapiti dai miliziani fondamentalisti di Boko Haram. La liberazione avvenuta al
termine di vaste operazioni militari
condotte nei villaggi di Jangurori e
di Bulatori, nel nord-est del Paese
africano, divenuti dei veri e propri
campi di addestramento dei miliziani jihadisti. Lo riferisce il sito della
Cnn, citando fonti ufficiali delle
forze armate di Abuja.
Nei raid sono stati arrestati circa
cinquanta militanti del gruppo terrorista tra cui Bulama Modu, uno
dei principali comandanti.
Un portavoce militare ha detto al
al quotidiano locale Punch che
nel corso delloperazione sono state
sequestrate anche delle armi e delle
munizioni, alcune delle quali erano
state sepolte dai miliziani nel tentativo di occultarle ai soldati.

TRIPOLI, 24. Mentre i Parlamenti rivali di Tripoli e Tobruk stanno esaminando la bozza messa a punto
dalle Nazioni Unite per giungere a
un accordo definitivo su un Governo di unit nazionale, si registrano
in questi giorni scontri a fuoco tra
milizie rivali operative allinterno
della coalizione Alba della Libia
(Fajr) alla periferia di Tripoli. Inol-

Gli analisti ricordano che fra le


azioni terroristiche di Boko Haram
assieme agli attentati dinamitardi
e ai ripetuti attacchi suicidi contro
mercati, chiese, moschee e altri luoghi di raduno ci sono i rapimenti. Quello pi noto, compiuto lanno scorso, riguarda il sequestro delle oltre duecento ragazze da una
scuola della citt nord-orientale di
Chibok. Delle giovani da mesi non
si hanno pi notizie certe.
Nei giorni scorsi lesercito aveva
rivelato che sono in corso trattative
con il Governo del nuovo presidente Buhari per ottenere la liberazione delle ragazze, ma persistono difficolt a concludere positivamente il
negoziato.
Dal 2009, il gruppo estremista
nigeriano, che vuole istituire uno
Stato islamico e minaccia anche
Ciad, Niger e Camerun, ha ucciso
almeno quattordicimila persone.

La zona dei combattimenti nella capitale libica (Ansa)

Acquistate dallEgitto le navi francesi


commissionate dalla Russia
IL CAIRO, 24. LEliseo ha ieri annunciato che lEgitto acquister le
due navi da guerra francesi Mistral,
inizialmente commissionate dalla
Russia, il cui contratto andato definitivamente a monte a causa
dellembargo per la crisi in Ucraina. Secondo Parigi, Il Cairo si
dunque impegnato ad acquisire le
due portaelicotteri costruite nei
cantieri navali di Saint-Nazaire.
Hollande, si legge in una nota,
ha avuto un colloquio con il presidente egiziano Al Sisi. Insieme
hanno deciso il principio e le modalit per lacquisizione da parte
dellEgitto delle due Mistral. Il
Governo transalpino ha nei giorni
scorsi affermato che lannullamento
della consegna alla Russia delle
portaelicotteri di ultima generazione costato alla Francia quasi un
miliardo di euro in risarcimenti. Il
ministro dellEconomia, Michel Sa-

pin, ha recentemente spiegato in televisione che la ricerca di un nuovo


acquirente era importante non
tanto per guadagnarci qualcosa, ma
almeno per andarci in pari.
Intanto, da Mosca, il Governo
russo si detto pronto a fornire al
Cairo gli elicotteri Kamov Ka-52
progettati appositamente per le Mistral. Altri a Mosca sostengono che
un accordo in tal senso gi stato
siglato e prevede che il Governo
russo venda allEgitto 50 elicotteri
Ka-52, eventualmente anche nella
versione adatta alle Mistral se il
Governo egiziano lo chieder.
Nel frattempo, i due giornalisti
di Al Jazeera Mohammed Fahmi e
Baher Mohammed, che hanno beneficiato ieri di un provvedimento
di grazia da parte del presidente
egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, sono
usciti dal carcere. Lo ha annunciato
allagenzia Dpa la moglie di Fahmi.

gresso nazionale libico, in particolare fra coloro che sostengono il dialogo con il Governo di Tobruk (riconosciuto dalla comunit internazionale) e chi invece contrario.
Questi ultimi sono capeggiati dalla corrente parlamentare guidata da
Belqasem Qazit, di Misurata, che
tenta in ogni modo di ostacolare il
dialogo. I capi delle sue milizie hanno rapito nei giorni scorsi alcuni capi delle milizie di Misurata legati a
chi sostiene il dialogo. Queste ultime stanno cercando da tre giorni di
riprendere il controllo della situazione nella zona di Al Falla, di Wadi
Rabia e di altri quartieri di Tripoli
in mano ai ribelli. per questo che
le milizie di Misurata hanno ritirato
i loro uomini posti a protezione della via costiera che collega Tripoli
con Zawiya per inviarli nelle zone
dove sono in corso scontri, in particolare lungo la via che porta allaeroporto di Mitiga e a Wadi Rabia.
Nel frattempo, il testo di accordo
politico accompagnato dai suoi allegati, presentato dal rappresentante
speciale delle Nazioni Unite per la
Libia, Bernardino Len, costituisce
un nuovo, importante passo in
avanti dei negoziati verso la formazione di un Governo di concordia
nazionale, ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri italiano, Paolo
Gentiloni, aggiungendo che le parti libiche che partecipano al negoziato hanno compiuto uno sforzo per
avvicinarsi a un compromesso.

Golpe terminato
pacificamente
nel Burkina Faso
OUAGAD OUGOU, 24. Il colpo di
Stato finito: con queste parole il
generale Gilbert Diendr ha confermato ieri la fine del golpe che la
settimana scorsa aveva deposto il
presidente ad interim, Michael Kafando, e il premier, Isaac Zida, tornati ora al potere. Alla base delloffensiva cera un certo numero di
ragioni, ma abbiamo capito che
la gente non era favorevole, ecco
perch abbiamo abbandonato il
progetto, ha spiegato il militare
golpista, che con il sostegno della
guardia presidenziale ha tentato di
rovesciare il Governo. Una delegazione di sei capi di Stato della Comunit economica degli Stati
dellAfrica Occidentale (Ecowas)
ha partecipato ai negoziati per riportare la pace nel Paese africano e
reinsediare il Governo civile di
transizione.

Cremlino e del ministero della difesa russo citate in forma anonima.


invece ufficiale linformazione
diffusa oggi dallo stesso ministero
che a breve nel Mediterraneo orientale saranno condotte manovre navali russe.

Attentato
in una moschea
nella capitale
yemenita
SANAA, 24. di almeno 25 morti
e 30 feriti il bilancio dellattentato contro la moschea sciita di
Blili, nella capitale yemenita Sanaa. Lo ha riferito oggi lemittente Al Jazeera, citando testimoni. Stando alle ricostruzioni delle
televisioni satellitari arabe, due
attentatori suicidi si sono fatti
esplodere tra i fedeli riuniti per
la preghiera dellEid Al Adha, la
Festa del Sacrificio, che si celebra
oggi nel mondo islamico. Il primo allinterno della moschea,
mentre il secondo attentatore ha
azionato la sua cintura imbottita
di esplosivo allingresso delledificio, mentre i fedeli tentavano di
fuggire. La moschea situata vicino a unaccademia di polizia.
Negli ultimi mesi si sono registrati numerosi attentati, rivendicati dal cosiddetto Stato islamico
(Is), contro moschee sciite a Sanaa, che dallo scorso settembre
sotto il controllo dei ribelli huthi.
Lattacco odierno non stato finora rivendicato.
La notizia della strage arriva a
due giorni dal rientro ad Aden,
nel sud del Paese, del presidente
Abd Rabbo Mansour Hadi, dopo sei mesi di esilio in Arabia
Saudita. Presto libereremo anche Sanaa dalloccupazione dei
ribelli huthi, ha affermato ieri il
ministro degli Esteri yemenita,
Riad Yasin. Intervistato da Al Jazeera, Yasin ha spiegato che
larrivo di Hadi ad Aden la
prova della nostra avanzata sul
campo e del fatto che controlliamo buona parte del Paese. Non
vero ci che dicono i ribelli sciiti
che Aden diventata la base di
Al Qaeda. Il capo della diplomazia yemenita ha annunciato
che nei prossimi giorni Hadi partir per New York per lAssemblea generale dellO nu.

Tensione
tra palestinesi
e israeliani
TEL AVIV, 24. Scontri si sono verificati ieri a Hebron tra giovani
palestinesi e soldati israeliani, dopo il funerale della diciottenne
Hadeel Salah al-Hashlamun, gravemente ferita marted a un posto di blocco e poi deceduta
allospedale di Gerusalemme. Migliaia di persone hanno partecipato alle esequie.
Secondo le autorit israeliane,
la studentessa avrebbe tentato
di accoltellare un soldato, provocando la reazione dei suoi
commilitoni.
LAutorit palestinese ha chiesto unindagine internazionale,
sottolineando che dalle foto si
vede chiaramente che la vita del
soldato, che le ha sparato solo
perch era di fronte a lui, non
era in pericolo e che quindi la
versione delle autorit israeliane
sul tentato accoltellamento
falsa.
Poche ore prima, sempre nella
zona di Hebron era morto un altro giovane palestinese, il ventunenne Diyaa Talahmeh, ucciso
dallesplosione di un ordigno che
aveva intenzione di lanciare contro un veicolo militare.

LOSSERVATORE ROMANO

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venerd 25 settembre 2015

Specie per i non cattolici


scrive Vivian Yee
sullInternational New York Times
il Pontefice sta rivestendo un ruolo decisivo
nel colmare il vuoto di una leadership
che dovrebbe occuparsi
dei grandi problemi che assillano il pianeta

Il fascino della santit

Quella luce
negli occhi
re per la verit percorrendo la via
della purificazione del proprio cuore. Infatti, i puri di cuore vedranno Dio (Matteo, 5, 8). E lattrazione e il fascino di Dio sono avvertiti
da un cuore puro e docile che impara da Ges e dalla sua scuola.
Ricordo limpressione che mi fece
lomelia del Papa quando and a
visitare la parrocchia di San Tommaso a Roma. Francesco diceva:
Cosa c nel nostro cuore: c
amore? Pensiamo: io amo i miei genitori, i miei figli, mia moglie, mio
marito, la gente del quartiere, gli
ammalati? (...) Amo? C odio? Io
odio qualcuno? Perch tante volte
noi troviamo che c odio, no? Io
amo tutti tranne questo, questo e
questa (...) Cosa c nel mio cuore,
perdono? C un atteggiamento di
perdono per quelli che mi hanno
offeso, o c un atteggiamento di
vendetta (). Dobbiamo domandarci cosa c dentro, perch questo
che c dentro viene
fuori e fa il male, se
male; e se buono,
Come la bellezza, anche la santit
viene fuori e fa il bene.
ha bisogno di essere vista
Evidentemente
il
Bambini, giovani e adulti ne sono attratti
cuore purificato dalla
grazia e dalla nostra
quando la vedono incarnata nelle persone
capacit di cercare la
Quando la incontrano nei testimoni
verit, ci fa assaporare,
per quanto possibile
su questa terra, la pretassero in noi uninfluenza che con senza di Dio, la sua bellezza e la
il tempo dava frutti. Poi, divenuti sua azione redentrice. Ci fa entrare
adolescenti, ci davano da leggere, nella santit di Dio e partecipare
Quo Vadis, Fabiola e Ben Hur, che della gioia filiale del suo Amore.
per noi erano proprio dei mattoni,
I santi, sono questi: coloro che
ma comunque ci piacevano e ce li hanno cercato di aprirsi allincontro
facevano commentare insieme e, an- con Dio, di lasciarsi sedurre dal suo
dando avanti con gli anni, leggeva- fascino. Cos diceva santAgostino,
mo anche vite impegnative di santi. nel sermone 34.7: Fratelli, interroIo, ricordo, ero attratta
dalle sante mistiche, senza capire nulla della loro
esperienza, capivo per
che Dio era affascinante.
Anche oggi, nonostante
tutto, succede qualcosa di
simile. Ai bambini e ai ragazzi piacciono ancora i
fatti concreti e mi meraviglio sempre che nei nostri
corsi di formazione i laici
collaboratori della missione, professionisti ma anche operai, sono affascinati dalle esperienze concrete di missionari e missionarie, di persone impegnate fino a dare la vita,
e si commuovono a sentire parlare vecchie religiose che raccontano qualcosa della loro vita.
Ultimamente abbiamo
avuto un gruppo di professionisti australiani in
un corso di formazione,
qui in Italia. Non tutti
erano cattolici e alcuni
non si riferivano a nessun
credo. Lultimo momento
del loro incontro stata
una visita alle suore anziane anche abbastanza
Lobolo della vedova
ammalate. Nella loro va(Basilica di SantApollinare Nuovo, Ravenna)
lutazione questi signori,
alla fine di dieci giorni
durante i quali avevano
riflettuto su vari temi biblici, teolo- gate il vostro cuore, analizzate il
gici ed ecclesiali, alla domanda su vostro intimo, vedete quanto amore
cosa era rimasto loro pi impresso, si trova in voi, e accrescetelo ().
hanno risposto allunanimit: lin- Cos pi prezioso dellamore? Secontro con le suore anziane perch condo voi qual il suo prezzo e cohanno visto brillare nei loro occhi me stabilirlo? Il denaro e i beni che
possiedi costituiscono il valore del
la loro fede.
Anche nelle chiese, nelle prediche tuo patrimonio. Lamore che hai
e nei momenti forti della liturgia, dentro di te costituisce il valore delprima sentivamo parlare di santit, la tua stessa vita.
Il nostro cuore e i pensieri del
qualche volta, vero, in modo un
po astratto, ma era un tema ricor- nostro cuore hanno molto a che verente: i cristiani, si diceva, devono dere con la santit: questo stato di
lottare per arrivare a essere santi. libert interiore in cui Dio lavora
Papa Francesco ne parla spesso, alla nostra trasformazione facendoci
specialmente quando fa memoria aspirare a ci che buono, giusto e
dei santi e ci fa capire che non dob- vero. Il desiderio di questa libert
biamo pensare a cose straordinarie insito dentro di noi e leducazione
allinteriorit potrebbe aiutare a
per essere santi.
Ma bisogna cominciare dallin- scoprire questo immenso tesoro che
fanzia, dai famosi fioretti, dalledu- si nasconde nellintimo di noi stessi
cazione spicciola che ci insegna a e potrebbe davvero essere la chiave
occuparci degli altri, dei vicini e dei della felicit. Diceva infatti Etty
pi deboli, a saper superare le anti- Hillesum: C in me un pozzo
patie, a saper tollerare le persone molto profondo e in questo pozzo
moleste e, soprattutto, a saper lotta- c Dio.
di MARIA BARBAGALLO

ome la bellezza, la santit esercita un certo fascino sulle persone. E,


come la bellezza che
colpisce quando la si
vede o si sente, la santit ha bisogno di essere, in certo modo, vista.
Mi colpisce il fatto che sia i bambini che i giovani e gli adulti vengono attratti dalla santit quando la
vedono incarnata nelle persone e
quando si presentano loro dei testimoni.
Quando noi pi adulti eravamo
bambini, eravamo attratti dai fattarelli di santi che ci raccontavano le
catechiste. Andavamo alloratorio
perch organizzavano il teatrino e,
pi tardi ci facevano vedere qualche
film che, in genere, era sulla vita
dei santi. Pedagogicamente era normale che si imprimessero nella nostra mente certe figure e che eserci-

La visita di Papa Francesco negli Stati Uniti nei commenti della stampa internazionale

Un dono
spirituale e culturale
l Papa parla e milioni di persone
lo ascoltano, al di l del credo religioso. Siano essi musulmani o battisti, hindu o atei, tutti lo ascoltano. Nellarticolo di apertura, lInternational New York Times di gioved
24 sottolinea come Francesco abbia la capacit di svolgere un ruolo unificatore in
un mondo cos vario e tanto ricco di sfumature. Penso che il Papa sia pi di un
leader religioso, ovvero sia un leader mondiale afferma Sasha Datta, un hindu,
mettendo in rilievo la sua apertura su tante questioni delicate, nonch la sua abilit
nel non tirarsi mai indietro di fronte a esse. Quando vedo Francesco mi si accende la speranza aggiunge Datta.
Nellarticolo, Vivian Yee evidenzia che
Papa Francesco, con il dipanarsi del pontificato, gi diventato un ineludibile

The Washington Post evidenzia le tre


parole chiave della visita del Papa: clima,
povert, immigrazione, nella consapevolezza che su questi tre fronti che si misura principalmente la capacit della comunit internazionale di gestire emergenze di portata globale.
Un significativo elogio del Papa stato
tessuto da David Brooks, nel commento
pubblicato sempre sullInternational
New York Times del 23 settembre. Ci
che si apprezza maggiormente di questo
Pontefice, scrive Brooks, la sua straordinaria capacit di ascolto. Un atteggiamento questo che costituisce un passaggio indispensabile se si intende favorire reali
progressi in un mondo che, al contrario,
si configura come autoreferente, non disposto a confrontarsi con laltro, radicato
nei suoi falsi convincimenti. Per Brooks la

suo particolare peso, sottolinea il quotidiano della capitale statunitense, poich


Obama sta da tempo ingaggiando un serrato confronto su questi temi.
Sullincontro tra il Papa e Obama si
sofferma anche The Guardian evidenziando la comune preoccupazione per la
libert religiosa, constantemente minacciata in pi parti nel mondo.
Vittorio Zucconi su la Repubblica
del 24 settembre, commenta: Sono tutti
e due americani, figlio di europei luno e
di africani laltro, di persone venute da
lontano nella speranza, per loro divenuta
realt, che oltre loceano ci sarebbe stato
quello che le terre natali non avrebbero
potuto offrire: loccasione di costruire una
vita migliore. La celebrazione dellimmigrazione e della multietnicit rappresentata dallincontro fra un kenyano-americano
e un italo-argentino entrambi assurti per
merito al massimo soglio impensabile delle proprie vocazioni, non poteva avvenire
in un momento pi intenso, mentre i continenti dai quali provengono, Africa, Europa, le due Americhe, sono squassati da
migrazioni epocali.
Sergio Rubn sul Clarn oltre a
contare le tante bandiere bianche e azzurre che sventolavano in mezzo alle quindicimila persone in festa nei giardini della
Casa Bianca sottolinea la convergenza
con il presidente degli Stati Uniti dAmerica sui temi dellimmigrazione e dei cambiamenti climatici.
Migliaia di persone a Washington hanno accolto Francesco piangendo di commozione. Entusiasmo effimero, ma gioia
eterna, chiosano Yolanda Monge e Joan
Faus su El Pas.

morta Phyllis Tickle

Contro lavarizia

punto di riferimento sia per il mondo spirituale che per quello secolare: una figura
globale di cui si apprezza anzitutto il calore umano. Nello stesso tempo visto
come un timoniere che guida la rotta attraverso difficili acque, rese agitate da tante questioni, tra le quali la diffusa povert, la lotta ai cambiamenti climatici, la
tensione verso unautentica giustizia sociale. E prosegue Vivian Yee specie per i
non cattolici il Papa sta rivestendo un
ruolo decisivo nel colmare il vuoto di una
leadership che dovrebbe esercitare una vera e illuminante autorit riguardo ai grandi problemi che assillano il pianeta.
LInternational New York Times sottolinea quindi la calorosa accoglienza ricevuta dal Papa negli Stati Uniti, un Paese
in transizione su pi versanti, e proprio
per questo desideroso di riconoscere in
Francesco un riferimento saldo cui rivolgersi e ispirarsi. Dal canto suo, invece,

visita del Papa negli Stati Uniti rappresenta un evento non solo spirituale, ma
anche culturale. Nello stesso tempo, per il
Paese un vero e proprio dono, perch la
sua presenza e la sua parola confermano
un tratto distintivo del suo magistero: ovvero lopposizione allideologia, a ogni sistema intellettuale astratto. E ci a beneficio anzitutto dei pi poveri e dei pi sofferenti.
Molti commenti si soffermano quindi
specificatamente sullincontro tra Bergoglio e il presidente Obama. The Wall
Street Journal di gioved 24, ad esempio,
focalizzandosi su questo momento, mette
in rilievo linvito di Francesco ai cattolici
statunitensi a impegnarsi per costruire
una societ inclusiva e tollerante, che rigetti ingiuste discriminazioni. Si evidenzia
poi lapprezzamento del Pontefice per gli
sforzi di Obama nella lotta ai cambiamenti climatici. Un apprezzamento che ha un

Tra i suoi bersagli preferiti figurava


lavarizia, uno dei grandi mali capaci
di corrodere alle fondamenta la
societ: morta il 23 settembre, a 81
anni, a Millington, nel Tennessee, la
saggista statunitense Phyllis Tickle,
autrice di numerosi testi divulgativi
di religione e teologia. Lei stessa
amava definire i libri di religione
pastori portatili. Tra le sue opere
di maggior spicco The Divine Hours
(2003) e The Great Emergence. How
Christianity is Changing and Why
(2008). Membro e ministro
eucaristico della Chiesa episcopale,
la scrittrice, madre di sette figli,
stata stimata opinionista sui temi
religiosi per periodici e quotidiani,
come Newsweek, Time, The
New York Times, Usa Today.
Vasta eco suscit il saggio Greed: The
Seven Deadly Sins (2006):
levoluzione dellavarizia nei secoli
seguita attraverso un suggestivo
confronto tra opere darte e romanzi.

LOSSERVATORE ROMANO

venerd 25 settembre 2015

Non solo la condivisione della lotta alla


corruzione e al terrorismo fondamentalista
di Boko Haram principali obiettivi della
politica governativa ma anche lallarme
per lemergenza sociale costituita da una
disoccupazione ormai fuori controllo.
Questi i punti centrali del messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale della Nigeria al termine dellassemblea plenaria
svoltasi nei giorni scorsi a Igwuruta, nel
Rivers State, nel sud del Paese. Documento che, per, trova la sua chiave di lettura
nellinvito, rivolto sia ai fedeli che ai semplici cittadini, a una rinnovata conversione dei cuori, con lindizione di una speciale preghiera per la nazione, che si dispiegher questa lindicazione nellarco dei prossimi sei mesi, a iniziare da ottobre, con il rosario nelle famiglie (ogni
sabato sera) e ladorazione eucaristica nelle parrocchie (ogni ultima domenica del
mese).
I presuli nigeriani tornano dunque a
esprimere preoccupazione per le maggiori
emergenze del Paese, il pi popoloso del
continente, un tempo buon esempio di
convivenza tra credenti di diverse fedi
musulmani e cristiani e ormai da qualche anno sconvolto e dilaniato dalla violenza terroristica di Boko Haram. Su questo tema intervenuto anche il cardinale
John Onaiyekan, il quale, in unintervista
allassociazione Aiuto alla Chiesa che soffre ha suggerito di offrire lamnistia a chi
volesse uscire da quellorganizzazione
estremista. Secondo il porporato, se ci
avvenisse la maggior parte dei miliziani
deporrrebbe le armi. Anche i vescovi, nel
corso della plenaria. hanno sottolineano la
necessit di uno sforzo coordinato, da
parte delle istituzioni statali, delle organizzazioni umanitarie e della Chiesa stessa,

pagina 5

Indetta dai presuli una speciale preghiera per la nazione

Al cuore della Nigeria


per la riabilitazione, la ricostruzione e la
riconciliazione delle vittime e delle loro famiglie. Lemergenza da affrontare vastissima. Basti ricordare che secondo un
recente rapporto dellUnicef, il fondo delle Nazioni Unite per linfanzia, sono ormai oltre un milione e quattrocentomila
cinquecentomila solo negli ultimi cinque
mesi i bambini costretti a lasciare le loro
case, in molti casi da soli, dopo aver perso
i genitori a causa degli attacchi della setta
fondamentalista. La maggioranza di loro,
oltre un milione e duecentomila, si trovano nei tre Stati nordorientali nigeriani dove pi intensa da anni lazione di Boko
Haram, cio il Borno, dove il gruppo jihadista ha le proprie principali roccaforti, lo
Yobe e lAdamawa.

Nel messaggio dei presuli si ritiene fondamentale anche limpegno contro la corruzione, definito battaglia per lanima e
lessenza stessa della nazione. La lotta alla corruzione (proprio in questi giorni finito sotto processo il presidente del Senato, Bukola Saraki), assieme al contrasto
dellestremismo terrorista, stato uno dei
punti centrali della campagna elettorale
del presidente Muhammadu Buhari, in carica dal 29 maggio scorso. Per i vescovi
tutti i nigeriani dovrebbero partecipare a
questa lotta a tutti i livelli, affinch possiamo recuperare le nostre opportunit
perdute. La corruzione considerata infatti una delle maggiori cause della povert, che attanaglia il 40 per cento dei 179
milioni di nigeriani. Secondo dati del
Global Financial Integrity, 157 miliardi di

dollari sono stati trasferiti illegalmente


dalla Nigeria allestero solo nellultimo decennio. Per non dire che la Nigeria al
centotrentaseiesimo posto (su 176) nellindice di percezione della corruzione (ovviamente i Paesi collocati al vertice della classifica sono ritenuti i pi virtuosi).
Ampio spazio, nel messaggio dei presuli, dedicato anche a uneconomia in
sofferenza soprattutto a causa del brusco
calo dei ricavi delle esportazioni di petrolio. La disoccupazione denunciano i
vescovi andata fuori controllo, spingendo molti dei nostri cittadini, in particolare i pi giovani, a emigrare sia allinterno della Nigeria che allestero. Secondo lepiscopato, bisogna contrastare le
sperequazioni sociali, ponendo fine al paradosso di una grande maggioranza in

D allepiscopato ferma condanna del tentativo di golpe

Lettera pastorale dei vescovi ugandesi in vista delle elezioni presidenziali

Pace
per il Burkina Faso

La democrazia
anche una ricerca spirituale

OUAGAD OUGOU, 24. Ferma condanna del tentativo di golpe avvenuto


il 17 settembre in Burkina Faso
stata espressa, mercoled, dai vescovi, che hanno lamentato il clima di
tensione creatosi nel Paese africano,
a seguito di un evento che, hanno
sottolineato i presuli, ha messo
brutalmente fine al processo di
transizione e alle attese di un intero
popolo. Lepiscopato ha ricordato
con dolore le violenze e le loro
conseguenze funeste: perdite di vite
umane, feriti e distruzioni di beni
e hanno offerto condoglianze sincere alle famiglie delle vittime.
Dopo gli scontri i golpisti sono
tornati nelle loro caserme, accettando di ristabilire nelle sue funzioni il
presidente in carica, Michel Kafando, mentre i militari lealisti si sono
impegnti a posizionare le proprie
truppe a cinquanta chilometri dalla
capitale, Ouagadougou e ad assicurare lincolumit dei golpisti e dei
loro familiari. Questi, in sintesi, i
punti dellaccordo raggiunto per
mettere fine alla crisi nel Paese, alla
cui origine c il tentativo di prendere il potere da parte del Rgiment Scurit Prsidentielle (Rsp),

lunit dlite incaricata della protezione del deposto presidente Blaise


Compaor. Gli accordi sono stati
raggiunti grazie alla mediazione
della Comunit economica degli
Stati dellAfrica occidentale (Cedeao) e di Mogho Naaba, leader tradizionale dei mossis, la principale
etnia del Paese.
Nel loro messaggio, i vescovi
hanno avvertito che se il golpe
avesse avuto successo, lUnione
africana avrebbe imposto sanzioni
economiche nei confronti del Burkina Faso con conseguenze nefaste su
una popolazione che vive gi di
stenti e nella precariet. Per questo,
il documento si conclude con linvito alla preghiera per la pace nel
Paese, e con lappello alle parti
coinvolte affinch risolvano la crisi
con un dialogo vero, chiaro, franco e rispettoso dei valori per i quali
il popolo insorto.
In vista delle elezioni presidenziali, che si terranno il prossimo 11
ottobre, i vescovi hanno sottolineato limportanza di un cambiamento di mentalit, per avere elezioni
pacifiche, libere e trasparenti.

Elezioni libere ed eque: la nostra


missione comune per il consolidamento delle conquiste democratiche in Uganda: questo il titolo
della lettera pastorale che la Conferenza episcopale ugandese ha
scritto in vista delle presidenziali
che si terranno il prossimo anno.
Nel testo, che porta la firma del
presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Gulu,
monsignor John Baptist Odama, i
presuli sottolineano che le prossime elezioni sono un appuntamento che solleva tante aspettative
e ansie e che richiede una gestione
efficace, oltre a un alto senso di
responsabilit da parte di tutte le
parti coinvolte. Nel riconoscere e
apprezzare i progressi compiuti
dal Paese negli ultimi anni, i vescovi si dicono soddisfatti e invitano tutti a prestare attenzione e a
fare tesoro di quanto imparato in
passato.
Lepiscopato ugandese non ha
dubbi nellaffermare che le elezioni rappresentano un aspetto importante della democrazia perch
forniscono ai cittadini il mezzo
pi diretto e importante per esprimere le proprie preferenze e le
proprie opinioni in materia di leadership politica e di governance.
anche un modo per garantire la
partecipazione attiva di tutti i cittadini alle cose che riguardano direttamente il loro benessere e la
loro felicit. Inoltre spiegano i
vescovi le elezioni garantiscono
la pace, la stabilit e la prosperit
in quanto offrono percorsi per
idee alternative e approcci per lo
sviluppo della societ. Spetta,
quindi, a tutti i cittadini del nostro Paese garantire che le elezioni
riflettano questi importanti valori
fondamentali.
Nella lettera pastorale si fa cenno anche ad alcuni partiti politici
che da diverso tempo sono stati
coinvolti da lotte intestine, in gran
parte derivanti da processi democratici interni deboli. In proposito i vescovi esprimono la propria
preoccupazione che la democrazia possa essere compromessa da
toni non democratici e da conflittualit che sembrano caratterizzare
le attivit di alcuni partiti. La storia ci insegna che molto spesso le
lotte politiche intestine portano a
gravi crisi politiche, e ci potrebbe
accadere in uno Stato giovane co-

me il nostro. Crediamo che gli incidenti avvenuti negli anni passati


siano ancora un vivo ricordo nella
mente di alcuni dei nostri attuali
attori politici, che hanno continuato a ignorare quella che potrebbe presto diventare una situazione esplosiva evitabile.
Secondo la Conferenza episcopale importante che vi sia pace
e armonia sia prima che dopo le
consultazioni elettorali. A questo
proposito si fa cenno alle intimidazione degli avversari, alluso di
un linguaggio offensivo e al furto
di voti, che sono allordine del
giorno.
importante, continuano i presuli, che i soggetti interessati non
perdano di vista questi problemi:
devono risolverli tutti insieme.
Non dobbiamo risparmiarci nella
nostra ricerca di elezioni pacifiche,
libere ed eque.
Per questo motivo, i vescovi ritengono importante fornire gi ora
a tutte le parti interessate alcune
linee guida per le consultazioni
che si terranno nel 2016: Si tratta
di principi che hanno una forte
base nella nostra coscienza, nella
nostra cultura, nella Costituzione
e nelle altre leggi nazionali che disciplinano lo svolgimento delle
elezioni in Uganda. Anche la fe-

de deve fare da guida, tanto nella


scelta elettorale quanto nellattivit
politica, in modo che quanti sono
chiamati a governare lo facciano
avendo sempre come riferimento
Dio, perch senza di Lui tendiamo a indulgere in comportamenti
inappropriati che possono far
sprofondare il nostro Paese nella
violenza e nell'ingiustizia.
Pertanto, i presuli incoraggiano
gli elettori a cercare le qualit
dellumilt, dellamore e del rispetto per il prossimo nei candidati e, a eleggere le persone che dimostrano limpegno verso le nostre aspirazioni comuni.
I vescovi si ritengono soddisfatti per linteresse di molte persone
a candidarsi. Questo per noi
scrivono un segno che lattuale contesto politico sta agevolando, piuttosto che limitare, le libert politiche. Il nostro consiglio a
tutti i candidati di osservare il
pi alto standard morale possibile
durante questo periodo. Ai media ugandesi infine, lepiscopato
ricorda di svolgere con accuratezza e imparzialit il ruolo fondamentale di informare lelettorato
durante la campagna elettorale.
(francesco ricupero)

condizioni di povert e di unlite di funzionari e dirigenti che guadagnano enormi somme di denaro. Anche in questottica i vescovi esprimono apprezzamento
per il desiderio del Governo di reinvestire nel comparto agricolo e di cercare alternative al petrolio e al gas naturale, rispetto ai quali nel passato recente sono emerse
tante difficolt. Di qui anche la sottolineatura, da parte dei presuli, dellimportanza della recente enciclica Laudato si,
con cui Papa Francesco ha invitato alla
cura del creato. Infatti, la crisi ecologica
che oggi sperimentiamo chiama le nazioni,
la comunit internazionale, i cristiani, i
musulmani, le persone di altre religioni, le
comunit locali, le famiglie, gli individui,
tutte le persone di buona volont, non solo alla responsabilit della giustizia, ma
anche a una profonda conversione spirituale ed ecologica.
Da parte dei presuli nigeriani si svolta
anche una riflessione sulla famiglia, in vista soprattutto dellormai imminente sinodo, in cui si riafferma la sua validit come comunit divinamente istituita, composta da un uomo e una donna che si
aprono alla vita nellamore. (fabrizio contessa)

Il Burundi
attende
la medicina
del vero dialogo
BUJUMBURA, 24. Per evitare il ritorno
alla guerra civile occorre aprirsi a un
vero dialogo che non escluda nessuno. I vescovi del Burundi tornano a
esprimere estrema preoccupazione per
il clima di violenza del Paese, che, come noto, sta vivendo la peggiore crisi
dalla fine della guerra civile nel 2003.
Domenica scorsa in tutte le chiese
stato letto un messaggio del presidente
dellepiscopato, il vescovo di Ngozi,
Gervais Banshimiyubusa, nel quale si fa
appello alla ripresa del dialogo quale
antidoto alla malattia della violenza.
Dobbiamo accettare di sederci insieme, senza escludere nessuno, al fine di
diagnosticare tutte le malattie che ci affliggono e trovare il rimedio appropriato. necessario che i veri attori del
conflitto, che lottano per il potere, si
incontrino senza indugio. Nel Paese la
situazione precipitata, con omicidi e
atti criminali ormai allordine del giorno, dopo che, nel luglio scorso, il presidente Pierre Nkurunziza stato rieletto
per un terzo mandato in violazione della Costituzione. Dando lavvio a una
crisi che, secondo alcuni rappresentanti
dellOnu, rischia anche di innescare un
pi ampio conflitto su scala regionale
nella zona dei Grandi Laghi.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

venerd 25 settembre 2015

Libert religiosa, ambiente e tutela dei pi deboli al centro del discorso del Papa alla Casa Bianca

Per una societ


giusta e inclusiva
La seconda giornata di Papa Francesco
negli Stati Uniti iniziata alla Casa
Bianca, dove nella mattina di mercoled
23 settembre si svolta la cerimonia ufficiale
di benvenuto, seguita dalla visita di cortesia
al presidente Barack Obama. Di seguito
una traduzione italiana del discorso rivolto
in inglese dal Pontefice al presidente
statunitense.

Buongiorno!
Signor Presidente,
sono grato per il benvenuto che Ella mi
ha rivolto a nome di tutti gli Americani.
Quale figlio di una famiglia di emigranti,
sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili. Mi accingo con gioia a que-

Nel saluto del presidente

Grazie per il dono della speranza


Un leader la cui autorit morale non deriva
solo dalle parole, ma anche dai fatti: cos il
presidente Obama ha definito Papa Francesco
nel saluto rivoltogli alla Casa Bianca. Le dimensioni e lo spirito dellincontro odierno
ha esordito sono solo un piccolo riflesso
della profonda devozione della settantina di
milioni di cattolici americani. Rispecchia anche il modo in cui il messaggio di amore e di
speranza del Pontefice ha ispirato tante persone nella nostra nazione e in tutto il mondo. Del resto, ha proseguito Obama, la visita
del Papa rivela anche quanto tutti gli americani, di qualsiasi provenienza e fede, apprezzano il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica. Dai
tempi in cui lavoravo nei quartieri poveri a
Chicago, fino ai miei viaggi come presidente,
ogni giorno ha ricordato ho constatato in
prima persona come comunit cattoliche, sacerdoti, religiose e laici, danno da mangiare
agli affamati, curano i malati, offrono riparo ai
senzatetto, educano i nostri figli. Dalle strade
affollate di Buenos Aires ai villaggi remoti del
Kenya, le organizzazioni cattoliche servono i
poveri, assistono i detenuti, costruiscono scuole e case, gestiscono orfanotrofi e ospedali. E
come la Chiesa stata accanto a quanti lottavano per spezzare le catene della povert, cos
spesso ha dato voce e speranza a quanti tentavano di sottrarsi a violenza e oppressione.
Il capo di Stato si inoltre detto convinto
che lentusiasmo che circonda la visita pontificia non vada attribuito soltanto al ruolo di
Bergoglio come Papa, ma anche alle sue qualit uniche come persona. Nella sua umilt,
nel suo abbraccio di semplicit, nella gentilezza delle sue parole e nella generosit del suo
spirito vediamo un esempio vivente degli inse-

gnamenti di Ges. Infatti, ha aggiunto, lei


ci ricorda che il messaggio pi potente del Signore la misericordia. Ci significa accogliere lo straniero con cuore aperto, dal profugo
che fugge da terre lacerate dalla guerra, allimmigrante che lascia la propria casa in cerca di
una vita migliore. Significa mostrare compassione per gli emarginati e gli esclusi, per quanti hanno sofferto e quanti hanno causato sofferenza e cercano redenzione. Ci ricorda il costo
della guerra, specialmente per chi inerme e
indifeso; e ci esorta alla pace.
Da qui la gratitudine di Obama nei confronti di Francesco
per il suo inestimabile sostegno
al nostro nuovo inizio con il popolo cubano. Una gratitudine
espressa anche per la sua voce
appassionata contro i conflitti
che distruggono la vita di tanti
uomini, donne e bambini; e per
il suo invito alle nazioni a risolvere le dispute attraverso la diplomazia.
Infine il presidente ha accennato ai temi della libert religiosa
sottolineando che in questo
momento, ci sono figli di Dio,
tra cui cristiani, che vengono addirittura uccisi per la loro fede
e della protezione del pianeta.
Appoggiamo il suo invito a sostenere le comunit pi vulnerabili ai cambiamenti climatici e a
riunirsi per preservare il nostro
prezioso mondo ha detto, concludendo con un grazie per il
grande dono della speranza.

sti giorni di incontro e di dialogo, nei


quali spero di ascoltare e di condividere
molti dei sogni e delle speranze del popolo americano.
In questa mia visita avr lonore di rivolgermi al Congresso, dove spero, quale
fratello di questo Paese, di dire una parola
di incoraggiamento a quanti sono chiamati a guidare il futuro politico della Nazione nella fedelt ai suoi principi fondativi.
Mi recher pure a Filadelfia, per l8 Incontro Mondiale delle Famiglie, il cui scopo quello di celebrare e sostenere le istituzioni del matrimonio e della famiglia, in
un momento critico della storia della nostra civilt.
Signor Presidente, assieme ai loro concittadini, i cattolici americani sono impegnati a costruire una societ che sia veramente tollerante ed inclusiva, a difendere i
diritti degli individui e delle comunit, e a
respingere qualsiasi forma di ingiusta discriminazione. Assieme a innumerevoli altre persone di buona volont di questa
grande democrazia, essi si attendono che
gli sforzi per costruire una societ giusta e
sapientemente ordinata rispettino le loro
preoccupazioni pi profonde e i loro diritti inerenti alla libert religiosa. Questa libert rimane come una delle conquiste pi

preziose dellAmerica. E, come i miei fratelli Vescovi degli Stati Uniti ci hanno ricordato, tutti sono chiamati alla vigilanza,
proprio in quanto buoni cittadini, per preservare e difendere tale libert da qualsiasi
cosa che la possa mettere in pericolo o
compromettere.
Signor Presidente, trovo promettente
che Lei abbia proposto uniniziativa per la
riduzione
dellinquinamento
dellaria.
Considerata lurgenza, mi sembra chiaro
anche che il cambiamento climatico un
problema che non pu pi essere lasciato
ad una generazione futura. La storia ci ha
posto in un momento cruciale per la cura
della nostra casa comune. Siamo, per,
ancora in tempo per affrontare dei cambiamenti che assicurino uno sviluppo sostenibile e integrale, poich sappiamo che
le cose possono cambiare (Enc. Laudato
si, 13). Cambiamenti che esigono da parte
nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai
milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate. La nostra casa comune stata parte di questo gruppo di
esclusi che grida al cielo e che oggi bussa
con forza alle nostre case, citt, societ.
Riprendendo le sagge parole del Reverendo Martin Luther King, possiamo dire
che siamo stati inadempienti in alcuni impegni, ed ora giunto il momento di onorarli.
Per fede sappiamo che il Creatore non
ci abbandona, non fa mai marcia indietro
nel suo progetto di amore, non si pente di
averci creato. Lumanit ha ancora la capacit di collaborare per costruire la nostra casa comune (ibid., 13). Come cristiani animati da questa certezza, cerchiamo
di impegnarci per la cura consapevole e
responsabile della nostra casa comune.

Da figlio di immigrati nella nazione del Melting Pot


dal nostro inviato GAETANO VALLINI
Ci tengo a farle sapere che di solito il nostro giardino non cos affollato. Barack
Obama usa una battuta rivolgendosi a Papa
Francesco per sciogliere subito il clima davvero solenne nel South Lawn della Casa
Bianca. Ma anche una sottile sottolineatura
dellonore che ha voluto tributare a un ospite
di cui ha unaltissima considerazione e stima,
accogliendolo ufficialmente nella sua residenza con tutti gli onori e dopo essere andato a
riceverlo personalmente la sera prima allarrivo. E in effetti nella mattina di mercoled 23,
nel giardino della White House tutto era ordinatamente spettacolare. Un apparato che
raramente viene dispiegato per le personalit
giunte qui in visita. Sul prato erano schierati
plotoni di tutte le forze armate in alta uniforme e un drappello di militari con la storica
divisa rossa e bianca; altri soldati portavano
bandiere vaticane e statunitensi, in un tripudio di colori accesi per la bella giornata di
sole. Un quadro reso ancora pi imponente
dalla presenza di oltre quindicimila invitati,
sistemati sul prato e su grandi tribune, anchessi con bandierine bianche e gialle e a
stelle e strisce. Insomma, una bella giornata, ha detto Obama, una di quelle da ricordare, non solo per il clima.
Francesco il terzo Papa a essere accolto
alla Casa Bianca. Prima di lui Giovanni Paolo II, il 6 ottobre 1979, salutato da Jimmy
Carter, e Benedetto XVI il 16 aprile 2008,
giorno del suo genetliaco, ricevuto da George W. Bush, che gli fece trovare anche una
torta di compleanno. Ma Francesco il primo Pontefice del continente latinoamericano
e anche questo contribuisce a rendere particolarmente significativa questa visita. Storica,
come scrive in prima pagina il Wall Street
Journal.
Quando poco dopo le 9 lauto con a bordo il Pontefice ha varcato il cancello del numero 1600 di Pennsylvania Avenue e ha raggiunto il South Lawn, si levato un fragoroso e lungo applauso. Qui ad attenderlo cerano il presidente e la consorte Michelle, che

lo hanno accompagnato sul podio, alla cui


destra si trovavano il vice presidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry con le
consorti. Molte le autorit politiche e civili
presenti unitamente ai componenti del seguito papale, ai cardinali e alla presidenza della
conferenza episcopale, nonch ai vescovi ausiliari di Washington.
La cerimonia iniziata con lesecuzione
degli inni nazionali da parte della banda del
corpo dei Marines. Subito dopo ha preso la
parola Obama, che ha dato allospite il benvenuto a nome di tutti gli americani, rivolgendosi a lui come a unautorit morale e
sottolineando che lentusiasmo che accompagna la sua visita dovuto non solo al suo
ruolo, ma anche alle sue qualit personali. Il
presidente ha poi affrontato alcuni argomenti
di attualit, ringraziando Francesco per i suoi
appelli a resistere alle sirene della guerra, ad
accogliere chi fugge da essa e dalla povert,
per linestimabile sostegno nella svolta nei
rapporti con Cuba, per il richiamo forte alla
difesa dellambiente, per aver scosso la societ dalla pigrizia.
Temi, questi, richiamati nel suo discorso
anche dal Pontefice che, parlando in inglese,
si presentato come figlio di immigrati
passaggio applaudito particolarmente da un
gruppo di argentini e come ospite di una
nazione in gran parte edificata da immigrati.
In particolare sul tema della difesa dellambiente Francesco ha lodato liniziativa del
presidente per la riduzione dellinquinamento
dellaria passaggio sottolineato dallapplauso pi lungo, come era avvenuto per Obama
richiamando la responsabilit di lasciare
un mondo migliore alle future generazioni,
ma anche ai milioni di persone sottoposte a
un sistema che li ha esclusi. E lo ha fatto citando Martin Luther King. Quindi, auspicando che tutti sostengano gli sforzi della comunit internazionale per proteggere i pi
deboli e promuovere uno sviluppo giusto, ha
terminato con il tradizionale God bless America.
Un canto eseguito dal coro gospel di Saint
Augustin di Washington ha concluso la ceri-

monia di benvenuto ed iniziata la visita di


cortesia di Francesco ad Obama. Dal portico
sud i due sono entrati nella Casa Bianca e si
sono affacciati da un balcone al primo piano,
presente anche la first lady. Li ha accolti
unovazione da stadio.
Allinterno si quindi svolta la presentazione delle delegazioni con la successiva firma del libro doro nella Blue Room. Poi
Francesco e Obama, attraverso un portico
del pianterreno, si sono incamminati conversando verso lo Studio ovale, dove hanno incontrato un ristretto gruppo di giornalisti e
di fotografi. Giusto il tempo per qualche
scatto e per una domanda su quali argomenti
stessero trattando. Stavamo parlando di come vi state comportando particolarmente bene oggi, ha risposto il presidente con un
sorriso. Il colloquio privato tra i due durato circa tre quarti dora e per decisione comune nulla di quanto stato detto stato riferito.
Si sa, invece, di cosa si trattato nel concomitante incontro, nella Cabinet Room, tra
il segretario di Stato americano John Kerry, e
il cardinale Parolin, presenti il sostituto Becciu, il segretario per i rapporti con gli Stati,
Gallagher, e il nunzio apostolico, Vigan. Si
parlato dellembargo a Cuba, per il quale
stata ribadita la posizione contraria della
Santa Sede, della situazione in Medio oriente
e del problema dei rifugiati, di cui si auspicata una soluzione.
Successivamente, prima delle foto ufficiali
e della presentazione di familiari e collaboratori, c stato il tradizionale scambio dei doni. Il Papa ha regalato al presidente Obama
una formella in bronzo che riproduce la medaglia commemorativa dellVIII incontro
mondiale delle famiglie. Obama ha fatto dono a Francesco di una statua di una colomba
che punta al cielo. Realizzata in metallo, la
scultura incorpora una barra dellarmatura
originale della Statua della libert. Il presidente ha anche donato una chiave della casa
in Maryland di Elizabeth Ann Seton, la prima cittadina americana proclamata santa.
Lasciata la Casa Bianca, Francesco ha raggiunto su unauto scoperta la cattedrale di

San Matteo per il primo momento dedicato


alla Chiesa locale: lincontro con i vescovi
statunitensi. E lungo il percorso ha raccolto
il saluto di migliaia di persone, accorse fin
dalle prime ore dellalba ai bordi delle strade
percorse dal corteo papale, in particolare sul
National Mall, dove i cancelli di accesso erano stati aperti alle 4 di mattina. Qui il Papa
si soffermato a salutare alcuni bimbi. Fra
questi Sophie Cruz, di cinque anni, che
riuscita a superare le transenne e ad abbracciarlo. Figlia di emigrati irregolari messicani,
gli ha anche consegnato una lettera nella
quale racconta la condizione della sua famiglia. Dopo la cerimonia alla Casa Bianca, per
molti media qui negli States lei la notizia
del giorno legata alla visita del Papa. Che
torna nuovamente sulla copertina del settimanale Time nel numero in edicola dal 5
ottobre con il titolo Pope Francis meets America (Papa Francesco incontra lAmerica)
dopo ledizione di dicembre 2013 che lo definiva persona dellanno.

Signor Presidente, gli sforzi compiuti di


recente per riconciliare relazioni che erano
state spezzate e per lapertura di nuove vie
di cooperazione allinterno della famiglia
umana rappresentano positivi passi avanti
sulla via della riconciliazione, della giustizia e della libert. Auspico che tutti gli
uomini e le donne di buona volont di
questa grande e prospera Nazione sostengano gli sforzi della comunit internazionale per proteggere i pi deboli nel nostro
mondo e di promuovere modelli integrali
ed inclusivi di sviluppo, cos che i nostri
fratelli e sorelle ovunque possano conoscere le benedizione della pace e della prosperit che Dio desidera per tutti i suoi
figli.
Signor Presidente, ancora una volta La
ringrazio per il Suo benvenuto e guardo
con fiducia a queste giornate nel Suo Paese. Dio benedica lAmerica!

Incontro con i vescovi

Al servizio
degli ultimi
La nostra Chiesa porta il nome
di san Matteo apostolo, la cui
esperienza di amore di Dio e la
sua chiamata sono espresse nel
suo motto Miserando atque eligendo. Cos il cardinale Wuerl, arcivescovo di Washington, ha salutato Papa Francesco durante lincontro svoltosi nella cattedrale di
Washington
alla
presenza
dellepiscopato statunitense.
In futuro, ha aggiunto il porporato, quando guarderemo al
grande mosaico di san Matteo ci
ricorderemo della sua preoccupazione per noi, mentre inizia la visita pastorale alla nostra nazione
e a questa arcidiocesi. Il cardinale ha poi presentato larcivescovo Kurtz, presidente della Conferenza episcopale statunitense, che
ha dato il benvenuto al Pontefice
evidenziando che le preghiere di
ogni vescovo e di ogni parrocchiano sono con lei durante il suo
viaggio a Washington, New York
e Philadelphia. Mentre sta visitando queste tre citt, il nostro
benvenuto la raggiunge attraverso
il Paese.
Larcivescovo ha poi sottolineato che la Chiesa negli Stati Uniti
dAmerica viva in Ges Cristo
ed desiderosa di accompagnarla
nel servizio al pi piccolo dei nostri fratelli e sorelle. Come nazione fondata da immigrati che cercavano la libert religiosa e lopportunit economica, abbiamo
una speciale responsabilit nel garantire la promessa di una nazione, al cospetto di Dio, in cui libert e giustizia per tutti rimangano un sogno americano accessibile a ognuno.
Monsignor Kurtz ha quindi rimarcato che i cattolici, come fedeli membri della Chiesa e cittadini della nazione, lavorano ogni
giorno per essere quellospedale
da campo che fascia le ferite degli individui e delle famiglie. La
grazia di Cristo ha detto fasci le nostre ferite affinch possiamo diventare servi che assomigliano sempre pi al buon pastore.
Larcivescovo ha infine evidenziato come lumile testimonianza
del Papa mostri che nessuno
escluso dalla forza salvifica della
misericordia e dellamore di Cristo. Siamo contenti ha concluso che incontrer la nostra gente, i potenti, i dimenticati e tutti
gli altri. Le loro vite sono la grande storia americana. Ognuno
unico, ma collettivamente unito
per formare una delle pi variegate nazioni nel mondo.

LOSSERVATORE ROMANO

venerd 25 settembre 2015

pagina 7

Ai vescovi il Papa assicura vicinanza e chiede di non sottrarsi alle sfide del nostro tempo

In compagnia di un fratello
Gratitudine e incoraggiamento per lopera di accoglienza degli immigrati
I vescovi statunitensi si sono riuniti
mercoled mattina, 23 settembre,
nella cattedrale di San Matteo
apostolo, a Washington, per
la celebrazione dellOra media
presieduta dal Papa. Al termine
Francesco ha rivolto loro in italiano
il discorso che pubblichiamo di seguito.
Carissimi fratelli nellEpiscopato,
prima di tutto vorrei inviare un saluto alla comunit ebraica, ai nostri
fratelli ebrei, che oggi celebrano la
festa dello Yom Kippur. Il Signore li
benedica con la pace, e li faccia andare avanti nella via della santit, secondo questo che oggi abbiamo sentito dalla sua Parola: Siate santi,
perch io sono Santo (Lv 19, 2).
Sono lieto di incontrarvi in questo
momento della missione apostolica
che mi ha condotto nel vostro Paese.
Ringrazio vivamente il Cardinale
Wuerl e lArcivescovo Kurtz per le
gentili parole che mi hanno rivolto
anche a nome di tutti voi. Ricevete
per favore la mia gratitudine per
laccoglienza e per la generosa disponibilit con la quale il mio soggiorno stato programmato e organizzato.
Nellabbracciare con lo sguardo e
con il cuore i vostri volti di Pastori,
vorrei abbracciare anche le Chiese
che amorosamente portate sulle spalle; e vi prego di assicurare che la
mia vicinanza umana e spirituale
raggiunge, per mezzo di voi, lintero
Popolo di Dio disseminato su questa
vasta terra.
Il cuore del Papa si dilata per includere tutti. Allargare il cuore per
testimoniare che Dio grande nel
suo amore la sostanza della missione del Successore di Pietro, Vicario
di Colui che sulla croce ha abbracciato lintera umanit. Che nessun
membro del Corpo di Cristo e della
nazione americana si senta escluso
dallabbraccio del Papa. Ovunque
affiori sulle labbra il nome di Ges,
l risuoni pure la voce del Papa per
assicurare: il Salvatore!. Dalle
vostre grandi metropoli della costa
orientale alle pianure del midwest,
dal profondo sud allo sconfinato
ovest, dovunque la vostra gente si
raccoglie nellassemblea eucaristica,
il Papa non sia un mero nome abitudinariamente pronunciato, ma una
tangibile compagnia volta a sostenere la voce che si eleva dal cuore della Sposa: Vieni Signore!.
Quando una mano si tende per
compiere il bene o portare al fratello
la carit di Cristo, per asciugare una
lacrima o fare compagnia ad una solitudine, per indicare la strada ad
uno smarrito o risollevare un cuore
ormai infranto, per chinarsi su uno
che caduto o insegnare a chi assetato di verit, per offrire il perdono o guidare ad un nuovo inizio in
Dio... sappiate che il Papa vi accompagna, il Papa vi sostiene, poggia
anchEgli sulla vostra la sua mano
ormai vecchia e rugosa ma, per grazia di Dio, ancora capace di sostenere e di incoraggiare.
La mia prima parola di rendimento di grazie a Dio per il dinamismo del Vangelo che ha consentito
la notevole crescita della Chiesa di
Cristo in queste terre, e ha permesso
il generoso contributo che essa ha
offerto e continua ad offrire alla societ statunitense e al mondo. Apprezzo vivamente e ringrazio commosso per la vostra generosit e solidariet verso la Sede Apostolica e
verso levangelizzazione in tante sofferenti parti del mondo. Sono lieto
per lindomito impegno della vostra
Chiesa per la causa della vita e della
famiglia, motivo preminente di questa mia visita. Seguo con attenzione
lo sforzo ingente di accoglienza e di
integrazione degli immigrati che
continuano a guardare allAmerica
con lo sguardo dei pellegrini che approdarono alla ricerca delle sue promettenti risorse di libert e prosperit. Ammiro il lavoro con cui portate
avanti la missione educativa nelle
vostre scuole a tutti i livelli e lopera
caritativa nelle vostre numerose istituzioni. Sono attivit condotte spesso senza che si comprenda il loro valore e senza appoggio e, in ogni caso, eroicamente mantenute con
lobolo dei poveri, perch tali iniziative scaturiscono da un mandato soprannaturale al quale non lecito

disobbedire. Sono consapevole del


coraggio con cui avete affrontato
momenti oscuri del vostro percorso
ecclesiale senza temere autocritiche
n risparmiare umiliazioni e sacrifici,
senza cedere alla paura di spogliarsi
di quanto secondario pur di riacquistare lautorevolezza e la fiducia
richiesta ai Ministri di Cristo, come
desidera lanima del vostro popolo.
So quanto ha pesato in voi la ferita
degli ultimi anni, e ho accompagnato il vostro generoso impegno per
guarire le vittime, consapevole che
nel guarire siamo pur sempre guariti,
e per continuare a operare affinch
tali crimini non si ripetano mai pi.
Vi parlo come Vescovo di Roma,
gi nella vecchiaia chiamato da Dio
da una terra anchessa americana,
per custodire lunit della Chiesa
Universale e per incoraggiare nella
carit il percorso di tutte le Chiese
particolari, perch progrediscano
nella conoscenza, nella fede e
nellamore di Cristo. Leggendo i vostri nomi e cognomi, osservando i
vostri volti, conoscendo la misura alta della vostra consapevolezza ecclesiale e sapendo della devozione che
avete sempre riservato al Successore
di Pietro, devo dirvi che non mi sento tra voi un forestiero. Provengo,
infatti, da una terra anchessa vasta,
sconfinata e non di rado informe
che, come la vostra, ha ricevuto la
fede dal bagaglio dei missionari.
Ben conosco la sfida di seminare il

gia. Non sono venuto per giudicarvi


o per impartirvi lezioni. Confido
pienamente nella voce di Colui che
insegna ogni cosa (cfr. Gv 14, 26).
Consentitemi soltanto, con la libert
dellamore, di poter parlare come un
fratello tra fratelli. Non mi sta a
cuore dirvi cosa fare, perch sappiamo tutti quanto ci chiede il Signore.
Preferisco piuttosto ritornare ancora
su quella fatica antica e sempre
nuova di domandarsi circa le strade da percorrere, sui sentimenti da
conservare mentre si opera, sullo spirito con cui agire. Senza la pretesa
di essere esaustivo, condivido con
voi alcune riflessioni che ritengo opportune per la nostra missione.
Siamo Vescovi della Chiesa, Pastori costituiti da Dio per pascere il
suo gregge. La nostra gioia pi
grande essere Pastori, nientaltro
che Pastori, dal cuore indiviso ed
una irreversibile consegna di s. Bisogna custodire questa gioia senza
lasciare che ce la rubino. Il maligno
ruggisce come leone cercando di divorarla, rovinando cos quanto siamo
chiamati ad essere non per noi stessi,
ma per dono, al servizio del Pastore
delle nostre anime (1 Pt 2, 25).
Lessenza della nostra identit va
cercata nellassiduo pregare, nel predicare (cfr. At 6, 4) e nel pascere
(cfr. Gv 21, 15-17; At 20, 28-31).
Non una preghiera qualsiasi, ma
lunione famigliare con Cristo, dove
incrociare quotidianamente il suo

Vangelo nel cuore di uomini provenienti da mondi diversi, spesso induriti dallaspro cammino percorso prima di approdare. Non mi estranea
la storia della fatica di impiantare la
Chiesa tra pianure, montagne, citt e
suburbi di un territorio spesso inospitale, dove le frontiere sono sempre provvisorie, le risposte ovvie non
durano e la chiave dingresso richiede di saper coniugare lo sforzo epico
dei pionieri esploratori con la prosaica saggezza e resistenza dei sedentari che presidiano lo spazio raggiunto. Come ha cantato un vostro poeta: ali forti ed instancabili, ma anche la saggezza di chi conosce le
montagne [Quando ero giovane, /
avevo ali forti e instancabili, / ma
non conoscevo le montagne. /
Quando fui vecchio, / conobbi le
montagne, / ma le ali stanche non
tennero pi dietro alla visione. / Il
genio saggezza e giovent
(ED GARD LEE MASTERS, Antologia di
Spoon River)].
Non vi parlo da solo. La mia voce
si pone in continuit con quanto i
miei Predecessori vi hanno donato.
Infatti, sin dagli albori della nazione
americana, quando allindomani
della rivoluzione venne eretta la prima diocesi a Baltimora, la Chiesa di
Roma vi sempre stata vicina e non
vi mai mancata la sua costante assistenza ed il suo incoraggiamento.
Negli ultimi decenni, tre dei miei venerati Predecessori vi hanno fatto visita, consegnandovi un notevole patrimonio dinsegnamento tuttora attuale, di cui avete fatto tesoro per
orientare i lungimiranti programmi
pastorali con cui guidare questamata Chiesa.
Non mia intenzione tracciare un
programma o delineare una strate-

sguardo per sentire rivolta a noi la


sua domanda: Chi mia madre e chi
sono i miei fratelli? (Mc 3, 32). E potergli serenamente rispondere: Signore, ecco tua madre, ecco i tuoi
fratelli! Te li consegno, sono quelli
che Tu mi hai affidato. Di una tale
confidenza con Cristo si nutre la vita
del Pastore.
Non una predicazione di complesse dottrine, ma lannuncio gioioso di
Cristo, morto e risorto per noi. Lo
stile della nostra missione susciti in
quanti ci ascoltano lesperienza del
per noi di questannuncio: la Parola
doni senso e pienezza ad ogni frammento della loro vita, i Sacramenti li
nutrano di quel cibo che non possono procurarsi, la vicinanza del Pastore risvegli in loro la nostalgia
dellabbraccio del Padre. Vegliate
perch il gregge incontri sempre nel
cuore del Pastore quella riserva di
eternit che con affanno si cerca invano nelle cose del mondo. Trovino
sempre sulle vostre labbra lapprezzamento per la capacit di fare e costruire nella libert e nella giustizia
la prosperit di cui prodiga questa
terra. Non manchi per il sereno coraggio di confessare che bisogna
procurarsi non il cibo che perisce ma
quello che dura per la vita eterna (Gv
6, 27).
Non pascere s stessi ma saper arretrare, abbassarsi, decentrarsi, per
nutrire di Cristo la famiglia di Dio.
Vegliare senza sosta, ergendosi alti
per raggiungere con lo sguardo di
Dio il gregge che solo a Lui appartiene. Elevarsi allaltezza della Croce
del suo Figlio, il solo punto di vista
che apre al Pastore il cuore del suo
gregge.

Non guardare verso il basso nella


propria autoreferenzialit, ma sempre verso gli orizzonti di Dio, che
oltrepassano quanto noi siamo capaci di prevedere o pianificare. Vegliare pure su noi stessi, per sfuggire alla tentazione del narcisismo, che acceca gli occhi del Pastore, rende la
sua voce irriconoscibile e il suo gesto sterile. Nelle molteplici strade
che si aprono alla vostra sollecitudine pastorale, ricordate di conservare
indelebile il nucleo che unifica tutte
le cose: lo avete fatto a me (Mt 25,
31-45).
Senzaltro utile al Vescovo possedere la lungimiranza del leader e
la scaltrezza dellamministratore, ma
decadiamo inesorabilmente quando
scambiamo la potenza della forza
con la forza dellimpotenza, attraverso la quale Dio ci ha redenti. Al Vescovo necessaria la lucida percezione della battaglia tra la luce e le tenebre che si combatte in questo
mondo. Guai a noi, per, se facciamo della Croce un vessillo di lotte
mondane, dimenticando che la condizione della vittoria duratura lasciarsi trafiggere e svuotare di s
stessi (Fil 2, 1-11).
Non ci estranea langoscia dei
primi Undici, chiusi tra i loro muri,
assediati e sgomenti, abitati dallo
spavento delle pecore disperse perch il Pastore era stato colpito. Ma
sappiamo che ci stato donato uno
spirito di coraggio e non di timidezza. Pertanto non ci lecito lasciarci
paralizzare dalla paura.
So bene che numerose sono le vostre sfide, e che spesso ostile il
campo nel quale seminate, e non poche sono le tentazioni di chiudersi
nel recinto delle paure, a leccarsi le
ferite, rimpiangendo un tempo che
non torna e preparando risposte dure alle gi aspre resistenze.
E, tuttavia, siamo fautori della
cultura dellincontro. Siamo sacramenti viventi dellabbraccio tra la
ricchezza divina e la nostra povert.
Siamo testimoni dellabbassamento e
della condiscendenza di Dio che
precede nellamore anche la nostra
primigenia risposta.
Il dialogo il nostro metodo, non
per astuta strategia, ma per fedelt a
Colui che non si stanca mai di passare e ripassare nelle piazze degli
uomini fino allundicesima ora per
proporre il suo invito damore (Mt
20, 1-16).
La via pertanto il dialogo: dialogo tra voi, dialogo nei vostri Presbiteri, dialogo con i laici, dialogo con
le famiglie, dialogo con la societ.
Non mi stancherei di incoraggiarvi a
dialogare senza paura. Tanto pi
ricco il patrimonio, che con parresia
avete da condividere, tanto pi sia
eloquente lumilt con la quale lo
dovete offrire. Non abbiate paura di
compiere lesodo necessario ad ogni
autentico dialogo. Altrimenti non
possibile comprendere le ragioni
dellaltro n capire fino in fondo che
il fratello da raggiungere e riscattare,
con la forza e la prossimit dellamore, conta pi di quanto contano le
posizioni che giudichiamo lontane
dalle nostre pur autentiche certezze.
Il linguaggio aspro e bellicoso della
divisione non si addice alle labbra
del Pastore, non ha diritto di cittadinanza nel suo cuore e, bench sembri per un momento assicurare
unapparente egemonia, solo il fascino durevole della bont e dellamore
resta veramente convincente.
Bisogna lasciare che perennemente risuoni nel nostro cuore la parola
del Signore: Prendete il mio giogo
sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime (Mt 11, 2830). Il giogo di Ges giogo damore e perci garanzia di ristoro. Alle
volte ci pesa la solitudine delle nostre fatiche, e siamo talmente carichi
del giogo che non ricordiamo pi di
averlo ricevuto dal Signore. Ci sembra solo nostro e quindi ci trasciniamo come buoi stanchi nel campo
arido, minacciati dalla sensazione di
aver lavorato invano, dimentichi della pienezza del ristoro collegata indissolubilmente a Colui che ci ha
fatto la promessa.
Imparare da Ges; meglio ancora,
imparare Ges, mite e umile; entrare
nella sua mitezza e nella sua umilt
mediante la contemplazione del suo

agire. Introdurre le nostre Chiese e


il nostro popolo, non di rado schiacciato dalla dura ansia di prestazione,
alla soavit del giogo del Signore.
Ricordare che lidentit della Chiesa
di Ges assicurata non dal fuoco
dal cielo che consuma (Lc 9, 54), ma
dal segreto calore dello Spirito che
sana ci che sanguina, piega ci che
rigido, drizza ci che sviato.
La grande missione che il Signore
ci affida, noi la svolgiamo in comunione, in modo collegiale. gi tanto dilaniato e diviso il mondo! La
frammentazione ormai di casa
ovunque. Perci, la Chiesa, tunica
inconsutile del Signore non pu lasciarsi dividere, frazionare o contendere.
La nostra missione episcopale
primariamente cementare lunit, il
cui contenuto determinato dalla
Parola di Dio e dallunico Pane del
Cielo, con cui ognuna delle Chiese a
noi affidate resta Cattolica, perch
aperta e in comunione con tutte le
Chiese Particolari e con quella di
Roma che presiede nella carit.
un imperativo, pertanto, vegliare per
tale unit, custodirla, favorirla, testimoniarla come segno e strumento
che, di l di ogni barriera, unisce nazioni, razze, classi, generazioni.
Limminente Anno Santo della
Misericordia, introducendoci nella
profondit inesauribile del cuore divino, nel quale non abita alcuna divisione, sia per tutti occasione privilegiata per rafforzare la comunione,
perfezionare lunit, riconciliare le
differenze, perdonarsi a vicenda e
superare ogni divisione, cos che risplenda la vostra luce come la citt
costruita sul monte (Mt 5, 14).
Tale servizio allunit particolarmente importante per la vostra amata Nazione, le cui vastissime risorse
materiali e spirituali, culturali e politiche, storiche e umane, scientifiche
e tecnologiche impongono responsabilit morali non indifferenti in un
mondo frastornato e faticosamente
alla ricerca di nuovi equilibri di pace, prosperit ed integrazione. ,
pertanto, parte essenziale della vostra missione offrire agli Stati Uniti
dAmerica lumile e potente lievito
della comunione. Sappia lumanit
che lessere abitata dal sacramento di
unit (Lumen gentium, 1) garanzia
che il suo destino non labbandono e la disgregazione.
E tale testimonianza un faro che
non pu spegnersi. Infatti, nel denso
buio della vita, gli uomini hanno bisogno di lasciarsi guidare dalla sua
luce, per essere certi del porto che li
aspetta, sicuri che le loro barche non
si schianteranno sugli scogli n saranno in balia delle onde. Perci,
Fratelli, vi incoraggio ad affrontare
le sfide del nostro tempo. Nel fondo
di ciascuna di esse sta sempre la vita
come dono e responsabilit. Il futuro della libert e della dignit delle
nostre societ dipende dal modo in
cui sapremo rispondere a tali sfide.
Le vittime innocenti dellaborto, i
bambini che muoiono di fame o sotto le bombe, gli immigrati che annegano alla ricerca di un domani, gli
anziani o i malati dei quali si vorrebbe far a meno, le vittime del terrorismo, delle guerre, della violenza e
del narcotraffico, lambiente devastato da una predatoria relazione
delluomo con la natura, in tutto ci
sempre in gioco il dono di Dio,

del quale siamo amministratori nobili, ma non padroni. Non lecito


pertanto evadere da tali questioni o
metterle a tacere. Di non minore importanza lannuncio del Vangelo
della famiglia che, nellimminente
Incontro Mondiale delle Famiglie a
Filadelfia, avr modo di proclamare
con forza insieme a voi e a tutta la
Chiesa.
Questi aspetti irrinunciabili della
missione della Chiesa appartengono
al nucleo di quanto ci stato trasmesso dal Signore. Abbiamo perci
il dovere di custodirli e comunicarli,
anche quando la mentalit del tempo si rende impermeabile e ostile a
tale messaggio (cfr. Evangelii gaudium, 34-39). Vi incoraggio ad offrire, con gli strumenti e la creativit
dellamore e con lumilt della verit, tale testimonianza. Essa ha bisogno non soltanto di proclami e annunci esterni, ma anche di conquistare spazio nel cuore degli uomini e
nella coscienza della societ.
A questo fine, molto importante
che la Chiesa negli Stati Uniti sia
anche un focolare umile che attira
gli uomini mediante il fascino della
luce e il calore dellamore. Come Pastori ben conosciamo il buio e il
freddo che ancora c in questo
mondo, la solitudine e labbandono
di tanti anche dove abbondano le
risorse comunicative e le ricchezze
materiali , conosciamo anche la
paura di fronte alla vita, le disperazioni e le molteplici fughe.
Perci, solo una Chiesa che sa radunare attorno al fuoco resta capace di attirare. Non certo un fuoco
qualsiasi, ma quello che si acceso
al mattino di Pasqua. il Signore risorto che continua a interpellare i
Pastori della Chiesa attraverso la voce timida di tanti fratelli: Avete
qualcosa da mangiare? Si tratta di riconoscere la sua voce, come fecero
gli Apostoli sulla riva del mare di
Tiberiade (cfr. Gv 21, 4-12). Ed ancora pi decisivo consegnarsi alla
certezza che le braci della sua presenza, accese al fuoco della passione,
ci precedono e non si spengono mai.
Venendo meno tale certezza, si rischia di diventare cultori di cenere e
non custodi e dispensatori della vera
luce e di quel calore che capace di
riscaldare il cuore (cfr. Lc 24, 32).
Prima di concludere, consentitemi
ancora di farvi due raccomandazioni
che mi stanno a cuore. La prima si
riferisce alla vostra paternit episcopale. Siate Pastori vicini alla gente,
Pastori prossimi e servitori. Questa
vicinanza si esprima in modo speciale verso i vostri sacerdoti. Accompagnateli affinch continuino a servire
Cristo con cuore indiviso, perch solo la pienezza riempie i ministri di
Cristo. Vi prego, pertanto, non lasciate che si accontentino delle mezze misure. Curate le loro sorgenti
spirituali affinch non cadano nella
tentazione di diventare notai e burocrati, ma siano espressione della maternit della Chiesa che genera e fa
crescere i suoi figli. Vegliate affinch
non si stanchino di alzarsi per rispondere a chi bussa nella notte, anche quando gi si pensa di aver diritto al riposo (cfr. Lc 11, 5-8). Allenateli affinch siano pronti a fermarsi, chinarsi, versare balsamo, farsi carico e spendersi in favore di chi,
per caso, si trovato spogliato di
quanto credeva di possedere (cfr. Lc
10, 29-37).
La mia seconda raccomandazione
si riferisce agli immigrati. Chiedo
scusa se in qualche modo parlo quasi in causa propria. La Chiesa statunitense conosce come poche le
speranze dei cuori dei migranti. Da
sempre avete imparato la loro lingua, sostenuto la loro causa, integrato i loro contributi, difeso i loro diritti, promosso la loro ricerca di prosperit, conservato accesa la fiamma
della loro fede. Anche adesso nessuna istituzione americana fa di pi
per gli immigrati che le vostre comunit cristiane. Ora avete questa
lunga ondata dimmigrazione latina
che investe tante delle vostre diocesi.
Non soltanto come Vescovo di Roma, ma anche come Pastore venuto
dal sud, sento il bisogno di ringraziarvi e di incoraggiarvi. Forse non
sar facile per voi leggere la loro
anima; forse sarete messi alla prova
dalle loro diversit. Sappiate, comunque, che possiedono anche risorse da condividere. Perci accoglieteli senza paura. Offrite loro il
calore dellamore di Cristo e decifrerete il mistero del loro cuore. Sono
certo che, ancora una volta, questa
gente arricchir lAmerica e la sua
Chiesa.
Dio vi benedica e la Madonna vi
custodisca! Grazie!

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

venerd 25 settembre 2015

Francesco proclama santo il francescano spagnolo Junpero Serra

Testimone
di una Chiesa in uscita
Il francescano spagnolo Junpero Serra,
missionario in Messico e poi nel territorio
dellattuale California durante il XVIII secolo,
stato proclamato santo dal Papa nel corso della
celebrazione svoltasi mercoled pomeriggio, 23
settembre, nel santuario nazionale
dellImmacolata Concezione, a Washington. Di
seguito la traduzione italiana dellomelia
pronunciata dal Pontefice in spagnolo.
Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto:
siate lieti (Fil 4, 4). Un invito che colpisce
fortemente la nostra vita. Siate lieti, ci dice
san Paolo, con una forza quasi imperativa. Un
invito che si fa eco del desiderio che tutti sperimentiamo di una vita piena, di una vita che
abbia senso, di una vita gioiosa. come se
Paolo avesse la capacit di ascoltare ciascuno
dei nostri cuori e desse voce a quello che sentiamo, che viviamo. C qualcosa dentro di
noi che ci invita alla gioia e a non adattarci a
palliativi che cercano sempre di accontentarci.
Ma, a nostra volta, viviamo le tensioni della
vita quotidiana. Sono molte le situazioni che
sembrano mettere in dubbio questo invito. La
dinamica a cui molte volte siamo soggetti
sembra portarci ad una rassegnazione triste
che a poco a poco si va trasformando in abi-

Il saluto del cardinale Wuerl

Riflesso di ogni razza e cultura


La Chiesa negli Stati Uniti abbraccia
persone di ogni continente e numerose
etnie e culture. Cos il cardinale Wuerl,
arcivescovo di Washington, si rivolto a
Francesco durante la canonizzazione di
Junpero Serra.
Il porporato ha affermato che nella
comunit cristiana del Paese riflesso il
volto dellAfrica, del centro e del sud
America, dellAsia, dellEuropa, come
dei nativi americani e di quelli che affondano le loro radici in persone giunte
con le ondate migratorie nel corso dei
secoli. Larcivescovo di Washington ha
quindi ricordato che nel 1634 i primi
cattolici iniziarono gli sforzi evangelizzatori. Ancora oggi, ha aggiunto, uniti

nella fede cerchiamo sempre di crescere


nella gioia del Vangelo.
Riguardo alla canonizzazione, il cardinale ha detto che Serra offre un esempio di instancabile zelo per diffondere il
Vangelo. Grazie a lui ha aggiunto
oggi cerchiamo di arricchire la cultura
umana con il grande comandamento
dellamore di Dio e del prossimo. Cerchiamo anche di prenderci cura della
nostra casa comune, la buona terra.
Infine il porporato ha concluso con
un riferimento allappello della Laudato
si ad affrontare le sfide dei nostri giorni
nel rispetto della dignit di ogni persona, nella preoccupazione per laltro,
specialmente gli emarginati e i poveri.

tudine, con una conseguenza letale: anestetizzarci il cuore.


Non vogliamo che la rassegnazione sia il
motore della nostra vita o lo vogliamo?
Non vogliamo che labitudine si impossessi
delle nostre giornate o s? Per questo possiamo domandarci: come fare perch non si
anestetizzi il nostro cuore? Come approfondire la gioia del Vangelo nelle diverse situazioni
della nostra vita?
Ges lo ha detto ai discepoli di allora e lo
dice a noi: Andate! Annunciate! La gioia del
Vangelo si sperimenta, si conosce e si vive solo donandola, donandosi.
Lo spirito del mondo ci invita al conformismo, alla comodit. Di fronte a questo spirito
umano occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo
una responsabilit verso gli altri e verso il
mondo (Enc. Laudato si, 229). La responsabilit di annunciare il messaggio di Ges. Perch la fonte della nostra gioia sta in quel desiderio inesauribile di offrire misericordia,
frutto dellaver sperimentato linfinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva
(Esort. ap. Evangelii gaudium, 24). Andate da
tutti ad annunciare ungendo e ad ungere annunciando. A questo il Signore ci invita oggi
e ci dice:
la gioia il cristiano la sperimenta nella missione: andate alle genti di tutte le nazioni;
la gioia il cristiano la trova in un invito: andate e annunciate;
la gioia il cristiano la rinnova e la attualizza
con una chiamata: andate e ungete.

Ges vi manda a tutte le nazioni. A tutte le


genti. E in questo tutti di duemila anni fa
eravamo compresi anche noi. Ges non d
una lista selettiva di chi s e chi no, di quelli
che sono degni o no di ricevere il suo messaggio, la sua presenza. Al contrario, ha abbracciato sempre la vita cos come gli si presentava. Con volto di dolore, fame, malattia, peccato. Con volto di ferite, di sete, di stanchezza.
Con volto di dubbi e di piet. Lungi
dallaspettare una vita imbellettata, decorata,
truccata, lha abbracciata come gli veniva incontro. Bench fosse una vita che molte volte
si presenta rovinata, sporca, distrutta. A tutti,
ha detto Ges, a tutti andate e annunciate; a
tutta questa vita cos com e non come ci piacerebbe che fosse: Andate e abbracciate nel
mio nome. Andate agli incroci delle strade,
andate... ad annunciare senza paura, senza
pregiudizi, senza superiorit, senza purismi a
tutti quelli che hanno perso la gioia di vivere,
andate ad annunciare labbraccio misericordioso del Padre. Andate da quelli che vivono
con il peso del dolore, del fallimento, del sentire una vita spezzata e annunciate la follia di
un Padre che cerca di ungerli con lolio della
speranza, della salvezza. Andate ad annunciare che gli sbagli, le illusioni ingannevoli, le incomprensioni, non hanno lultima parola nella
vita di una persona. Andate con lolio che lenisce le ferite e ristora il cuore.
La missione non nasce mai da un progetto
perfettamente elaborato o da un manuale
molto ben strutturato e programmato; la missione nasce sempre da una vita che si sentita
cercata e guarita, trovata e perdonata. La mis-

sione nasce dal fare esperienza una e pi volte


dellunzione misericordiosa di Dio.
La Chiesa, il Popolo Santo di Dio, sa percorrere le strade polverose della storia attraversate tante volte da conflitti, ingiustizie e
violenza per andare a trovare i suoi figli e fratelli. Il Santo Popolo fedele di Dio non teme
lo sbaglio; teme la chiusura, la cristallizzazione in lite, lattaccarsi alle proprie sicurezze.
Sa che la chiusura, nelle sue molteplici forme,
la causa di tante rassegnazioni.
Per questo, usciamo, andiamo ad offrire a
tutti la vita di Ges Cristo (cfr. Esort. ap.
Evangelii gaudium, 49). Il Popolo di Dio sa
coinvolgersi perch discepolo di Colui che
si messo in ginocchio davanti ai suoi per lavare loro i piedi (cfr. ibid., 24).
Oggi siamo qui, possiamo essere qui perch
ci sono stati molti che hanno avuto il coraggio di rispondere a questa chiamata, molti che
hanno creduto che la vita si accresce donandola e si indebolisce nellisolamento e nella
comodit (Documento di Aparecida, 360). Siamo figli dellaudacia missionaria di tanti che
hanno preferito non rinchiudersi nelle strutture che danno una falsa protezione [...] nelle
abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre
fuori c una moltitudine affamata (Esort.
ap. Evangelii gaudium, 49). Siamo debitori di
una Tradizione, di una catena di testimoni
che hanno reso possibile che la Buona Novella del Vangelo continui ad essere di generazione in generazione Nuova e Buona.
Ed oggi ricordiamo uno di quei testimoni
che ha saputo testimoniare in queste terre la
gioia del Vangelo: Padre Junpero Serra. Ha
saputo vivere quello che la Chiesa in uscita, questa Chiesa che sa uscire e andare per
le strade, per condividere la tenerezza riconciliatrice di Dio. Ha saputo lasciare la sua terra,
le sue usanze, ha avuto il coraggio di aprire
vie, ha saputo andare incontro a tanti imparando a rispettare le loro usanze e le loro caratteristiche.
Ha imparato a generare e ad accompagnare
la vita di Dio nei volti di coloro che incontrava rendendoli suoi fratelli. Junpero ha cercato
di difendere la dignit della comunit nativa,
proteggendola da quanti ne avevano abusato.
Abusi che oggi continuano a procurarci dispiacere, specialmente per il dolore che provocano nella vita di tante persone.
Scelse un motto che ispir i suoi passi e
plasm la sua vita: seppe dire, ma soprattutto
seppe vivere dicendo: Sempre avanti. Questo stato il modo che Junpero ha trovato
per vivere la gioia del Vangelo, perch non si
anestetizzasse il suo cuore. stato sempre
avanti, perch il Signore aspetta; sempre
avanti, perch il fratello aspetta; sempre avanti per tutto ci che ancora gli rimaneva da vivere; stato sempre avanti. Come lui allora,
che noi oggi possiamo dire: sempre avanti.

Con i discendenti dei nativi


dal nostro inviato GAETANO VALLINI
Nella prima messa presieduta in terra statunitense Francesco ha iscritto nellelenco
dei santi il francescano di origine spagnola Junpero Serra. stata anche la prima
canonizzazione celebrata negli Stati Uniti.
Il rito si svolto nel pomeriggio di mercoled 23 al santuario nazionale dellImmacolata Concezione, dedicato nel 1959
alla patrona degli Stati Uniti e la cui cupola e il campanile dominano la zona
nordorientale di Washington.
Un momento molto atteso di gioia e di
festa per la Chiesa di questa nazione, rappresentata da tutti i vescovi, accompagnati
da moltissimi sacerdoti e religiosi, e da
quindicimila fedeli che hanno gremito
lampio piazzale alla sinistra della basilica
dove era stato allestito il palco papale

e la scalinata che porta al sagrato. Sono


arrivati da diverse diocesi, soprattutto dalla California. Perch padre Serra, missionario tra gli indios del Nuovo mondo nel
Settecento, stato il grande evangelizzatore di quella terra, fondatore di missioni in
villaggi oggi diventati moderne citt.
La sua storia stata ripercorsa brevemente allinizio della celebrazione dal postulatore Vincenzo Criscuolo. Unavventura apostolica il cui primo tassello fu
lapertura della missione di San Fernando
de Vellicat, cui seguirono, pi su, lungo
la fascia costiera del Pacifico settentrionale, il Cammino Real, nove missioni principali, tra cui San Diego e San Francisco.
Senza dimenticare Los Angeles, inizialmente un villaggio di coloni, fondato in
onore del giubileo della Porziuncola.
A gennaio, sul volo che da Manila lo riportava a Roma, Papa Francesco aveva rivelato il suo desiderio
di voler elevare agli altari il francescano, e
anche di volerlo fare l
dove svolse la sua missione evangelizzatrice.
Ieri quellintenzione si
realizzata nella capitale degli Stati Uniti.
Arrivato nella piazza, il Pontefice ha fatto il giro tra i fedeli,
che lo hanno accolto
con calore e entusiasmo. Un momento
sottolineato dalle musiche solenni della
grande orchestra e dal
coro, formati da diversi gruppi musicali.
Allingresso
laterale,
Francesco stato accolto dal rettore. Ad
attenderlo, allinterno
della basilica, circa
quattromila tra seminaristi e novizi che
hanno poi seguito la
messa dagli schermi
allestiti allinterno del

tempio, dove, giunto allaltare con limmagine dellImmacolata, il Papa ha deposto


un omaggio floreale.
Iniziata la celebrazione, accanto allaltare sono state collocate le reliquie del beato: un osso dellavambraccio. E quando, il
cardinale Wuerl ha chiesto di iscrivere il
nome di padre Junpero Serra nellelenco
dei santi, il Papa ha pronunciato in spagnolo le parole As decretamos. Dalla folla
dei fedeli si levato un lungo applauso,
mentre lo sguardo di molti si rivolgeva
verso il grande drappo con limmagine del
nuovo santo sullabside orientale.
La messa alla quale ha partecipato il
vicepresidente statunitense Biden e che ha
avuto unampia copertura mediatica
quindi proseguita con la liturgia della Parola. La prima lettura stata proclamata
nella lingua nativa americana. La seconda,
in inglese, stata letta da una ragazza con
la sindrome di Down. Il salmo in inglese
e in spagnolo, che stato usato poi per il
Vangelo. Nella preghiera dei fedeli sono
risuonati alcuni degli idiomi che testimoniano quella mescolanza di lingue e culture che compongono il caratteristico melting pot della nazione. Una variet che da
sempre ha attratto gente da ogni parte del
mondo. Le intenzioni sono state elevate in
coreano, vietnamita, tagalog (che si parla
nelle filippine), igbo (espressione della
cultura africana) e creolo (testimonianza
delle antiche colonie europee, parlato in
particolare in Louisiana). Una stata proclamata anche con la lingua dei segni.
Il Papa nellomelia ha ricordato i tratti
caratteristici di padre Serra, che ha saputo
testimoniare la gioia del Vangelo, rispettando usi e caratteristiche della comunit
nativa, difendendone la dignit, proteggendola da quanti ne avevano abusato. E
un gruppo di venti persone, discendenti
di quelle comunit, ha potuto poi salutare
il Pontefice. Prima della benedizione larcivescovo di Washington ha rivolto parole
di ringraziamento a Francesco, che ha deposto un rosario doro davanti alla statua
dellImmacolata accanto allaltare.
Lasciato il santuario mariano, il Papa si
diretto in auto verso il vicino seminario

diocesano San Giovanni Paolo II, dove ad


attenderlo alla scalinata dingresso cerano
una cinquantina di seminaristi. Ma prima
c stato un fuori programma: la visita alla
casa delle Piccole sorelle dei poveri, dove
si trattenuto per alcuni minuti.
Raggiunto il seminario, Francesco ha
salutato i seminaristi, posando con loro
per la foto ricordo. Poi ha svelato una targa commemorativa e firmato il libro doro.
Infine il ritorno in nunziatura, non prima
di un ultimo bagno di folla davanti allingresso.
Lincontro con la Chiesa locale aveva
avuto un prologo nella mattinata, dopo la
cerimonia alla Casa Bianca. Il Papa si era
recato con unauto scoperta alla cattedrale
di San Matteo per lincontro con i vescovi. Nella sua visita del 2008 Benedetto XVI
aveva trovato una Chiesa ancora scossa
dallo scandalo degli abusi e cercava di curare quelle ferite sia al suo interno che in
quanti le avevano subite. Oggi ad accogliere Francesco stata invece una comunit ecclesiale che guarda al futuro con
maggiore speranza. Amare la nostra
missione, si legge nel logo dellincontro
mondiale delle famiglie a Philadelphia.
Ma i vescovi 457, di cui 270 ordinari in
carica lo hanno fatto proprio, per sintetizzare il senso dellintera visita papale negli Stati Uniti. La nazione conta oltre 71
milioni di cattolici, il 22 per cento della
popolazione. E il trenta per cento di loro
sono ispanici. Quasi i 27.000 sacerdoti
diocesani e quelli 12.000 religiosi, oltre
18.000 i diaconi permanenti, 4.200 i religiosi non sacerdoti, circa 50.000 le religiose professe, 4.700 i seminaristi.
In cattedrale, dove il Papa stato accolto dal rettore, monsignor W. Ronald Jameson, lincontro si aperto con i saluti
del cardinale Wuerl e dellarcivescovo
Kurtz, presidente della Conferenza episcopale. Dopo la lettura di un brano delle
scritture e la recita della preghiera
dellOra media in latino, ha preso la parola il Pontefice. Che ha tenuto il suo discorso in italiano, iniziando con un pensiero alla comunit ebraica che festeggiava

Yom Kippur. Francesco ha ringraziato i


vescovi, e attraverso loro la Chiesa che
negli Stati Uniti, per la presenza nella societ, per la testimonianza della carit. E,
citando anche lAntologia di Spoon River di
Edgar Lee Masters, ha voluto condividere
con i confratelli alcune riflessioni su come
svolgere la missione oggi.
Al termine, prima di ritornare in nunziatura, nelladiacente Thomas Sin Lee
Memorial Hall, Francesco ha incontrato
benefattori e collaboratori della cattedrale.

Nomina episcopale
in Ecuador
La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Ecuador.

Luis Gerardo Cabrera


Herrera
arcivescovo di Guayaquil
Nato ad Azogues l11 ottobre 1955,
ha frequentato il seminario minore
francescano e la Pontificia universit
cattolica dellEcuador, e ha ottenuto
il dottorato allAntonianum di Roma. Ordinato sacerdote dei frati minori il 3 settembre 1983, ha ricoperto
numerosi incarichi nel suo ordine, fino a divenire provinciale per lEcuador e vicepresidente della Conferenza dei religiosi, e poi definitore
dellordine e delegato del ministro
generale per le province di America
latina e Caribe. Il 20 aprile 2009
stato nominato Arcivescovo di Cuenca, ricevendo lordinazione episcopale il successivo 4 luglio. Dal 2001 al
2014 stato vice-presidente della
Conferenza episcopale ecuadoriana.