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Quindicinale - 22 giugno 2009 - Anno 18 - Numero 9

il Ducato
il Ducato online: www.uniurb.it/giornalismo

Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino

Il sindaco rieletto e il nuovo rettore affrontano i problemi della città e il suo futuro

Corbucci e Pivato, le nuove sfide


Distribuzione gratuita Spedizione in a.p. 45% art.2 comma 20/b legge 662/ 96 - Filiale di Urbino

Le grandi opere fondamentali per lo sviluppo. L’Ateneo deve superare le angustie economiche
Franco Corbucci e Stefano
Pivato si preparano alle nuove
sfide. Sono i protagonisti della
Ulisse sbarca alla rotonda New York
vita di Urbino, in una fase in cui
la città tenta di risolvere gli
antichi problemi e di rilanciar-
si. Corbucci è stato eletto sin-
Le mille facce
daco per la seconda volta. Il
suo nome è uscito dalle urne al
che nascondono
primo turno, anche se questa
volta ha sfiorato il ballottaggio.
L’opposizione è arrivata al 45
la Grande Mela
per cento dei voti. Le interviste
del Ducato. a pagina 14

Dice il sindaco: “Bisogna pun- Beirut


tare ancora sulle grandi opere,
perché Urbino ha bisogno di
una serie di robuste infrastrut-
ture”. Impegno convinto per Minigonne
allevare la nuova classe diri-
gente. Fra i primi progetti, l’i-
dea di abolire la commissione
e Hezbollah
consiliare che si occupa di edi-
lizia: “Inutile”. Il lavoro per arri- a pagina 12
vare alla formazione della giun-
ta.
Londra
Dice il rettore: “C’è ancora la
questione dei finanziamenti,
ma ci sono molte cose da fare”,
Secondo Pivato, storico e
Mick Jagger
appassionato di Medio Oriente,
“gli studenti non sono clienti, e il tesoro
devono sentirsi a casa”.
Proporrà a Corbucci che uno
studente prenda parte al
del gelataio
Consiglio comunale, senza
diritto di voto. Carlo Bo? “L’ho a pagina 13
on c’è sirena che tenga. Con L’ “Ulisse” scolpito da Giuliano Vangi Urbino non può perdere l’orientamento.
conosciuto. Lui era un mito”.
N La statua in granito realizzata dal Maestro fiorentino domina, da qualche tempo, lo spazio espositivo ideato
dagli stilisti Piero e Giacomo Guidi alla rotatoria tra la strada statale e viale Di Vittorio. Punto di riferimento per Industria
alle pagine 2 e 3 la scultura contemporanea, dal 2005 ha ospitato, a rotazione, le opere dei più importanti maestri del Novecento.
A Fabriano
l’azienda felice
Q
uesto è un “Ducato” più largo hanno lavorato
diverso. Di solito a
giugno il giornale non
c’è. Le lezioni si interrompo-
Quando il giornale anche allievi degli anni scorsi
che così tracciano fili che
vanno e vengono tra Urbino e i
a pagina 7

L’Aquila
no e gli allievi lasciano
Urbino per spostarsi nelle
redazioni dei quotidiani, dei
si fa diverso centri del giornalismo.
Non sappiamo se il nuovo
rettore e il nuovo sindaco Dopo-terremoto
settimanali, delle radio e sibilità di alzare l’asticella di presente, la forza di parlare saranno capaci di scalare il
delle televisioni. Abbiamo,
invece, deciso di essere pre-
un progetto civile. E intanto
spira su Urbino un vento
lontano. Propone un model-
lo? Forse. Viene in mente lo
cielo e riportare giù, nella
vita quotidiana delle perso-
tra pessimismo
senti, prima dell’estate, per
partecipare a un nuovo inizio
favorevole sotto le ali di
Raffaello.
sbarco della
nell’America di Obama.
Fiat ne, l’utopia di Urbino. C’è un
vantaggio: qui non si sogna,
e rassegnazione
della città che prende corpo Si esce dall’orizzonte dome- Anche in quel caso un capo- ma si parte dal reale. Non a pagina 15
proprio adesso. E’ stato stico, con successo, proprio volgimento rispetto alle vec- appare impossibile avere
appena eletto nuovo Rettore quando altrove davanti alla chie formule. Lavori in corso una comunità dove nessuno Banca Marche
dell’Università Stefano crisi economica ci si chiude. per una economia diversa. resta indietro e nessuno ha
Pivato e i cittadini hanno Mentre la cultura e il sapere, Non è poi un caso se gli artico- paura del futuro. Anche gli
rimesso, con il voto, al gover- la scuola e l’università, per- li che leggerete in questo ultimi. Certo, se questo si Parla Michele
no del Comune, Franco dono risorse, qui si concre- numero sono scritti da altre farà, si potrà mostrare una
Corbucci. Il primo porta un tizza il contrario. E’ come se città italiane, da capitali estere strada agli altri. Fuori dai Ambrosini
progetto di un orizzonte più Urbino scoprisse in sé, nel a opera di chi si sta formando a confini del Ducato.
aperto. Il secondo ha la pos- proprio passato e nel proprio Urbino. E a questo “Ducato” direzione.ilducato@uniurb.it a pagina 6
il Ducato

Franco Corbucci, rieletto sindaco, parla dei primi progetti. “Servono giovani validi”

Il futuro nelle grandi opere


“Sono sempre più convinto che la città abbia bisogno di forti infrastrutture”. Già al lavoro per la Giunta

GIORGIO BERNARDINI mento dell'efficienza della


macchina comunale, ci vuole

L
o stesso entusiasmo di sicuro meno burocrazia. Poi,
di quattro anni fa. guardando più in là, vorrei tan-
Quando la sua vita to lavorare per realizzare un
cambiò e smise di la- nuovo grande piano regolato-
vorare per sei ore al re".
giorno come farma- E c'è anche un primo intento
cista. Dall'estate del 2004, pe- pratico: "Voglio eliminare
riodo della sua prima elezione, completamente la commissio-
Franco Corbucci cominciò ad ne edilizia, le sue lungaggini
impiegarsi per il doppio del servono obiettivamente a po-
tempo: "Dodici ore al giorno", co. Il parere degli uffici può in Il sindaco
come dice lui, "al servizio di questi casi essere più che suffi-
una città che amo". E la città lo ciente per dirimere questioni Franco
ha ricambiato al primo turno, urbanistiche, naturalmente te- Corbucci
votandolo e riconfermandolo. nendo conto dei pareri della
"Sono davvero contento per- soprintendenza all'interno del
durante
ché questa vittoria è importan- centro storico". Sulla compo- la campagna
te per tanti motivi, è un ciclo sizione del nuovo governo del- elettorale.
che si completa". Il sindaco, gli la città "ha le idee chiare", dice.
urbinati, lo chiamano tutti per Ma non fa neanche un nome, Ha vinto
nome: Franco. Del resto lui non anche perché nonostante l'o- al primo
smettte di esprimere la sua ap- stentata tranquillità c'è un il turno
partenenza alla città in ogni solito grande trambusto attor-
modo: le sue passeggiate per il no alle poltrone di giunta. Sicu- (Foto LUCA
centro e quelle parole in dialet- ramente l'assessorato alla cul- TONI)
to che si fa scappare quando sa tura e turismo, avamposto cru-
di parlare con i suoi concittadi- ciale nelle logiche cittadine,
ni lo rendono affabile, meno non sarà più guidato dalla pro-
distante di altri politici. fessoressa Lella Mazzoli, unica
"Un successo", dice commen- tecnica del primo governo Cor-
tando la sua rielezione. E a chi bucci, che ha pubblicamente
gli fa notare che è arrivato a po- rinunciato pubblicamente a ri-
chi passi da un ballottaggio lui coprire ancora questo ruolo
replica schietto: "Consideran- nei prossimi quattro anni. Alla
do l'arretramento del Pd a livel- fine, accompagnato da un so-
lo nazionale e dovendo com- spiro e un tono di sollievo, il
battere con una lista per così sindaco lancia un messaggio
dire interna, questo risultato si alle nuove leve: "Il mio compi-
può considerare ottimo". La li- to da oggi è soprattutto quello
sta "per così dire interna" è di fare da traghettatore per la
quella di Maurizio Gambini, nuova classe dirigente della
che si è candidato contro di lui città: farò di tutto per fa sì che i
al ruolo di primo cittadino do- giovani validi emergano e lavo-
po una lunga permanenza nel rerò col cuore perché possano
consiglio comunale urbinate assumersi responsabilità im-
nelle file del Pd. Ma alla fine l'- portanti".
ha spuntata lui, "Franco", che giorgiobernardini@hotmail.it
ha raccolto più della metà dei
voti ancora una volta.
Quando ha preso possesso del-
le chiavi della città per la prima
Per la prima volta fuori dal Consiglio comunale l’estrema sinistra
volta i suoi sogni erano le gran-
di opere. Oggi di pari passo con

L’opposizione è più agguerrita


quell'entusiasmo che dice non
essere mutato, cresce la sua
convinzione, vero punto di
scontro con le due liste civiche
che siederanno in consiglio co-
munale. "Il mio progetto è
chiaro e ne sono sempre più
convinto: le grandi opere pos-

F
alce, martello e scudo crociato van- ma anche al leader del centro Campo-
sono garantire un futuro di cre-
scita per la città, quell'Urbino no in soffitta. Per la prima volta dal Bonelli: “Spingeremo giani non è riuscito di superare il 3,6%, ri-
che io sono orgoglioso di rap- dopoguerra rimangono fuori dal manendo inesorabilmente fuori dai gio-
presentare. C'è anche la pro-
spettiva di dotarsi di infrastrut-
consiglio comunale urbinate gli eredi di-
retti dei partiti di massa della prima re-
la maggioranza, chi. Questo non impedisce a Campogia-
ni di dire la sua sul futuro dell’ammini-
pubblica: neanche un seggio per Rifon- strazione: “L’insieme delle candidature
ture fondamentali per l'acco-
glienza dei turisti, che va di pa- dazione e Pdci, stessa solfa per l’Udc. oggi siamo più forti” di opposizione sfiora il 45%, di questo
ri passo con l'esigenza di una Questa la squadra del consiglio comuna- l’amministrazione dovrà tenere conto
struttura commerciale nuova. le: undici consiglieri indossano la casac- ta poco sotto il 24%: il candidato sindaco nelle scelte del prossimo futuro”.
Santa Lucia, la Fornace e l'ex ca del Pd e compongono la maggioranza Bonelli non è comunque riuscito a por- Il leader di “Liberi per Cambiare” Mauri-
Consorzio agrario". assieme a un socialista e a un verde; l’op- tare Franco Corbucci al ballottaggio. Da zio Gambini si candida invece a l ruolo di
La voce del sindaco si fa più de- posizione è composta da 4 consiglieri parte sua il sindaco ha registrato il 54% garante: “Sappiamo che i cittadini sono
bole quando ripete la filastroc- della lista “Per Urbino” (che raccoglie an- delle preferenze raccogliendo i frutti con noi, quello ottenuto è un risultato
ca delle tre opere che per lui so- che il Pdl) e 3 di “Liberi per cambiare”, dell’alleanza con Verdi, Idv, socialisti e esorbitante. E per non tradire la fiducia
no una vera e propria missione. guidata dalla new entry del dissidente Pd comunisti. Questi ultimi, PdCi e Rifon- che la gente ha riposto in noi, ogni due
Lo avrà ripetuto mille volte, il Maurizio Gambini. Proprio l’exploit del- dazione, avevano addirittura unito le mesi faremo un resoconto su ciò che non
suo slogan ed il suo sogno coin- la sua lista è il dato più sorprendente di forze associando i propri candidati sotto verrà realizzato in base alle promesse
cidono ancora con gli obbietti- queste elezioni comunali: il 17% dei cit- un unico simbolo. Ma non è servito a nul- fatte dalla coalizione di Corbucci in cam-
vi del nuovo mandato: realiz- tadini ha votato per una lista civica nata la: nonostante facessero parte della co- pagna elettorale. Sarò un notaio”. Bonel-
zare questi grandi punti ne- a pochissimi giorni dall’inizio delle ele- alizione vincitrice delle elezioni il 3,4% li è laconico: “Ho contribuito a far perde-
vralgici per la città. "All'oriz- zioni. conseguito (316 voti in totale), non è sta- re 19 punti percentuali a questa maggio-
zonte ci sono anche altre sfide, La lista “Per Urbino”, che raccoglieva an- to sufficiente a garantire un seggio alla ranza. L’opposizione, che sarà adesso
come quella che cercherò di che le istanze politiche della precedente sinistra radicale. più forte, metterà il governo della città di
combattere per il migliora- opposizione di centro-destra, si è ferma- L’Udc correva da solo per la prima volta, fronte a tutti i problemi”. (G.B.)

2
PRIMO PIANO

Il nuovo rettore Pivato, una vita per la storia

“Qui gli studenti


si sentano a casa”
Finanziamenti e collaborazione con il Comune, queste le priorità
ma ancora non sappiamo nulla.
Come si raggiunge quella si-
nergia tra ateneo, città ed Ersu
di cui ha parlato così spesso in
campagna elettorale?
Un buon terreno potrebbe esse- Stefano
re quello dell'edilizia. Faccio un
esempio: quando finiranno i la- Pivato
vori di ristrutturazione, la Data nella
diventerà un importante centro sua casa
culturale di Urbino. Perché non
riservare uno spazio anche al- di Rimini.
l'università? Poi penso ai collegi Il nuovo
e alle sale studio, che potrebbe- rettore si
ro rimanere aperte anche di se-
ra per favorire la socializzazione insedierà
tra i ragazzi. Con il Comune, poi, a ottobre
ho un paio di idee e ne sto par-
lando con il sindaco Corbucci.
Penso a un rappresentante degli
studenti che assista alle sedute
del consiglio comunale. Questa
figura non avrebbe diritto di vo-
to ma potrebbe intervenire du-
FEDERICO FORMICA passo”. Le tre parole con le quali rante le sedute per farsi porta- che già c'è e miglioriamolo. I Ci tenevano molto a congratu-
ha convinto il 64% dei votanti a voce delle istanze degli studen- progetti Socrates ed Erasmus, larsi con me. Ma la cosa più pia-

I
mpegnatissimo. Non- scapito del prorettore Mauro ti. Allo stesso modo penso a un ad esempio, funzionano bene cevole l'ho vista su internet: al-
ostante al suo insedia- Magnani. La campagna eletto- delegato del Comune che si oc- ma hanno bisogno di una spin- cuni ragazzi hanno creato un
mento manchi ancora rale è finita, e si avvicina il mo- cupi dei rapporti con l'universi- ta in più. Un buon modo per at- gruppo su Facebook che si chia-
qualche mese, per il retto- mento di trasformare le parole tà. Le due istituzioni di Urbino tirare gli studenti stranieri è ma “Gli amici di Stefano Pivato”
re Stefano Pivato il lavoro in fatti, le bozze in progetti con- devono parlarsi di più. quello di attivare alcuni corsi in e lì mi hanno scritto una cin-
è già partito da tempo. creti. Negli ultimi anni il numero de- lingua inglese. Pensiamo a un quantina di messaggi di compli-
Mentre lo intervistiamo nel suo Ora che è stato eletto, quale sa- gli iscritti è calato. L'impressio- ragazzo tedesco che deve sce- menti. Mi ha fatto un enorme
studio, al pianterreno della casa rà il primo obiettivo che tente- ne è che questa città non abbia gliere tra Urbino, dove si inse- piacere.
dove vive con la famiglia a pochi rà di raggiungere? più molto da offrire a uno stu- gna solo in italiano, e un ateneo Quali sono gli hobby e gli inte-
passi dal lungomare di Rimini, La priorità è quella di ottenere dente. del nord Europa, dove l'inglese è ressi del nuovo rettore?
Pivato riceve diverse telefonate più finanziamenti dallo Stato. È anche una questione di men- la lingua corrente. Ho sempre dedicato molto tem-
da Urbino. Dopo il nostro collo- Almeno al livello delle altre uni- talità. Gli universitari non de- Lei conosceva piuttosto bene po allo studio e alla ricerca. Per
quio l'ormai ex preside di Lin- versità marchigiane. Per essere vono essere solo “clienti” ai Carlo Bo. Che prova, oggi, a ri- me la storia contemporanea
gue e Letterature straniere an- considerati “virtuosi”, gli atenei quali vendere prodotti e servi- coprire la sua stessa carica? non è solo un lavoro ma una
drà a Pesaro per parlare, nean- non possono usare più del 90% zi. Chi viene a Urbino per stu- Se mi sentissi un successore di grande passione. Nei prossimi
che a dirlo, di università. Ci par- del Fondo di finanziamento or- diare, spesso da città lontane, Bo commetterei un grave erro- mesi, comunque, penso che
la delle sue passioni al di là del- dinario per assumere personale deve anche sentirsi un po' a ca- re, un peccato di presunzione. avrò poco tempo per dedicarmi
lo studio, i complimenti ricevu- di ruolo. Urbino è al 102%. Su sa. Noto che il giovedì sera è Lui era un mito. Con lui avevo un a questa materia. Mi piace mol-
ti via Facebook da allievi ed ex questo c'è ancora molto da la- sempre meno tollerato dalla rapporto di ammirazione ma to anche viaggiare. Il Medio
allievi. E confessa: “Con il mio vorare. cittadinanza. Ma i ragazzi non non posso negare che mi sentis- Oriente è la mia meta preferita.
predecessore Giovanni Bogliolo Pensa che la riforma dell'uni- possono solo studiare, hanno si in soggezione di fronte a lui. Israele, Libia ma soprattutto il
mi sento spesso. È normale e versità del ministro Gelmini anche altre esigenze tra cui lo Sono diventato preside nel 2000 Marocco: uno dei pochi paesi
giusto chiedere consiglio a un possa limitare ancora di più le svago. e ho fatto a tempo ad assistere che non mi fa sentire un turista.
uomo con otto anni di rettorato risorse della Carlo Bo? Internazionalizzazione: un'al- solo a qualche seduta del Sena- Non mi sono mai piaciuti i viag-
alle spalle”. In realtà è ancora presto per ca- tra parola chiave del suo pro- to accademico presieduta da gi organizzati. Quando sono a
La sua visione di università, na- pire quali conseguenze avrà la gramma. Quali strumenti uti- Bo. Rimini, poi, amo fare passeggia-
turalmente, è sempre quella ri- riforma. Spero che non siano lizzerà? Dopo la sua vittoria come han- te in bicicletta.
assunta nello slogan “Cambio di previsti tagli al nostro ateneo, Anzitutto partiamo da quello no reagito gli studenti? federico.formica@gmail.com

3
il Ducato
Cambierà la busta della spesa nei supermercati

Va in pensione
il killer di plastica
Alternative al sacchetto: biodegradabile, di carta, o da usare sempre

l’umido. “Siamo avvantaggiati - giorato”.


SILVIA SACCOMANNO spiega Giulio Boccioletti, posi- I sacchetti, però, sono una mi-
omodo e resistente. zione organizzativa per i rifiuti

C
nima parte degli imballaggi che
Ma nemico del- - A Urbino c’è un impianto di andrebbero eliminati perché
l’ambiente. Il sac- compostaggio: serve a trasfor- nocivi e costosi. Le iniziative
chetto di plastica è mare l’umido, ossia la compo- ecologiche dovrebbero essere
nato negli anni ‘70 e nente organica, in terriccio ve- finalizzate anche ad altri pro-
con lui la stagione getale riutilizzabile in natura. dotti, come i pannolini, altri se-
dell’usa e getta non si è più con- Non tutti hanno la certificazio- rial killer ambientali e tutto il
clusa. Gli affezionati non pos- ne per uso biologico come noi”. packaging di plastica che utiliz-
sono farne a meno e c’è chi ri- Quanti sacchetti in mater-bi ziamo, dalle vaschette ai flaco-
esce a portarne tre o quattro per vengono effettivamente rici- ni e barattolini.
mano. A tutte queste persone clati oggi? “Riusciamo a smalti- Ma se a livello nazionale la si-
forse dispiacerà sapere che il re circa 10 mila tonnellate di tuazione è ferma, si può fare
loro compagno di acquisti non umido all’anno che è composto qualcosa nel locale? «Con il
avrà lunga vita. Se non per leg- da scarti di cucina uniti alle po- nuovo assessore all’ambiente
ge, per coscienza ecologica dei tature degli alberi _ spiega Re- sicuramente valuteremo come
consumatori. nato Dini, responsabile ufficio agire, ma credo che le soluzioni
E non a torto. Basti pensare che tecnico della Comunità monta- migliori siano la comunicazio-
in Italia ne consumiamo due na -. Anche i sacchetti di bater- ne, il buon esempio e la forma-
miliardi al mese, 400 a testa in bi vanno riciclati come umido, zione – spiega Boccioletti - Le
un anno, un quarto di quelli che ma ancora non ce ne sono mol- sanzioni non servono. E poi
si producono in tutta Europa e ti in mezzo ai rifiuti. A volte in- qualcosa si sta già muovendo».
con i quali si potrebbe ricoprire vece troviamo plastica o vetro Carrefour ha già tutte le alter-
la Valle D’Aosta. Per fabbricare in mezzo all’umido. E’ abba- native e se un sacchetto ecolo-
queste quantità servono 430 stanza raro perché la maggior gico si rompe, rifornisce il
mila tonnellate di petrolio: il parte dei cittadini sa far bene la cliente gratuitamente. Coop proporre soluzioni diverse, ma tempo si usciva da casa con una
consumo di 160 mila automo- raccolta differenziata. Noi ab- Adriatica entro la fine dell’anno per ora alle casse c’è solo il sac- borsa in tessuto, pronta per es-
bili che percorrono 30 mila km. biamo comunque una conven- arriverà a eliminare il polietile- chetto killer. sere riempita di spesa. Oggi al
Ragionando con numeri più zione con le società per cui ri- ne. Crai e Despar hanno anche Le alternative ecologiche pur- supermercato si va di corsa e ci
piccoli il calcolo è ugualmente chiediamo un 5% di purezza dei shopper ecologici ma fanno troppo sono svantaggiate e co- si scorda di portare qualcosa
spaventoso. Servono 10 chili di rifiuti altrimenti li inviamo in- scegliere al cliente. Esselunga stano. Da 80 centesimi a un eu- con sé. Il classico sacchetto è
petrolio per 100 sacchetti da 10 dietro o li smaltiamo nelle dis- ha addirittura 19 alternative. Gs ro perché si tratta di una produ- davvero utile in questi casi.
grammi l’uno. cariche normali a prezzo mag- è in coda: l’intento è quello di zione di nicchia. Inoltre un silviasaccomanno@email.it
Ma le particolarità non si esau-
riscono con la modalità di pro-
duzione. E’ altrettanto interes-
sante pensare che come ogget-
to utile dura circa 12 minuti, poi
diventa un rifiuto che inquina
La piccola rivista è stata pensata per i lettori di Internet
l’ambiente per 200 anni. Meno

Open House, il web è in stampa


di tre su dieci sono riciclati e per
smaltire gli altri pompiamo
nell’atmosfera 200 mila tonnel-
late di anidride carbonica al-
l’anno.
Proprio per queste ragioni, l’ul-
timo governo Prodi aveva pen- MATTEO FINCO tuzioni ma non abbiamo avuto riscontri. con l'Ersu, con cui i ragazzi della rivista
sato di eliminarli dal commer- Per coprire le spese di stampa andiamo hanno ideato il concorso musicale Mau

U
cio a partire dal 1° gennaio del n progetto nato come tesi di lau- alla ricerca di sponsor, ed è dura. Con i Festival. A breve un nuovo rapporto, con
2010 rispettando la scadenza rea nel settembre del 2008. Un commercianti che inseriscono la pub- la web tv Apes.tv, creata dai ragazzi del-
suggerita da una direttiva co- piccolo gruppo di tre creativi, gio- blicità si trovano spesso anche altre for- l'Accademia di Belle Arti.
munitaria. Poi niente. Nessun vani e volenterosi: il laureando e padre me di collaborazione: diventano partner Tano, facciamo una valutazione fino a
decreto attuativo ha definito i del progetto, il grafico e l’addetta al set- del progetto, li coinvolgiamo negli even- questo punto?
modi o previsto sanzioni. tore commerciale. Dopo 4 mesi e molto ti che organizziamo, diamo loro una ma- “Dopo tre numeri, Openhouse ha una
Per ora ognuno fa un po’ come lavoro, il 21 gennaio il primo numero di no ad essere visibili e presenti online”. sua identità specifica. La visuale di par-
crede seguendo la propria co- Openhouse veniva distribuito in tutta L’organizzazione del lavoro è semplice, tenza è sempre la realtà urbinate, con
scienza ecologica. Ma che suc- Urbino. nonostante ormai i collaboratori siano l’attenzione alle problematiche e alle
cederà nei supermercati di Ur- Siamo a giugno, e i numeri usciti di que- una cinquantina. “Una volta al mese c’è iniziative degli studenti. Poi però è fon-
bino? Sembra proprio che i cit- sta rivista, dal formato insolitamente la riunione generale. Ci si vede al centro damentale l'attualità, raccontata attra-
tadini dovranno lentamente piccolo (10x15 cm, tascabile), sono or- Golem e si buttano giù le basi per il nu- verso le interviste e gli approfondimenti.
adeguarsi a veder scomparire il mai tre. Alta la tiratura: 5.000 copie a ogni mero successivo. Ognuno porta le sue Finora abbiamo intervistato Michele
piccolo killer di plastica. uscita. Ormai la distribuzione travalica idee, liberamente, e si cerca una linea co- Serra, Ascanio Celestini, Peter Gomez,
Nella gara alla salvaguardia del le mura della città ed è arrivata nei poli mune. Stabilite le tempistiche, il resto Antonio Albanese. La realtà della città
pianeta, Auchan è in testa a tut- accademici di Pesaro e Fano, in provin- del lavoro si svolge online tramite la mai- ducale è atipica, e crediamo che la nostra
ti. Dal 1° luglio alle casse si tro- cia, e si sfruttano le occasioni particola- ling list della rivista. Quando i pezzi sono missione di raccontarla e aprire un con-
veranno solo le 4 alternative ri: eventi culturali, mostre, sagre, con- pronti si scelgono le foto. Il tutto poi vie- fronto tra residenti e studenti sia apprez-
salva-ambiente. Sacchetto bio- certi e festival. Ma ancora prima della ri- ne spedito al grafico che si occupa del- zata”.
degradabile al 100% fatto con vista cartacea, il progetto ha preso forma l’impaginazione”. Cosa ti aspetti dal futuro?
amido di mais, grano e patata. online, dove si possono trovare tutti i Un aspetto particolare, insieme al for- “L'idea è quella di crearsi un lavoro. La
Più fragile e dispendioso, ma contenuti dell’edizione stampata. E pro- mato ridotto, è la grafica. “I lettori - pro- speranza, di portare avanti il progetto a
molto meno dannoso. Poi quel- prio sui social network, tramite facebook segue Tano - sono abituati ormai ai tem- Urbino, perché qui è nato e qui le poten-
lo di carta, quello di tessuto re- e myspace sono arrivate le richieste di pi di lettura del web, e il nostro formato zialità della popolazione universitaria
sistente e gli scatoloni di carto- collaborazione di molti dei nuovi autori permette di ritrovare le caratteristiche potrebbero e dovrebbero essere sfrutta-
ne. L’alternativa di Conad per di Openhouse. del web su carta. Volevamo che la grafica te al meglio. Crediamo che ci sia un po-
ora è lo shopper in plastica ri- Trovare le risorse economiche per una ri- rispettasse i canoni tipici del web: accat- tenziale di cultura e partecipazione che
utilizzabile all’infinito, ma da vista non è facile, soprattutto se alle spal- tivante e con pochi fronzoli”. non ha ancora trovato la sua giusta val-
luglio comparirà anche il ma- le non c’é editore né budget. “Abbiamo Alto l’interesse per le attività culturali. vola di sfogo. Openhouse vorrebbe es-
ter-bi (da patate, mais e grano) provato - dice Tano Rizza, ideatore del Da subito è nata la collaborazione con la serlo, ma ancora la strada è lunga”.
che dopo l’uso va riciclato nel- magazine - a chiedere una mano alle isti- web radio d'Ateneo, Urca, poi a marzo fincomatteo@gmail.com

4
CITTÀ

“Pineta” snobbato dagli urbinati, ignorato dai turisti italiani, gettonato all’estero

Camping, paradiso degli stranieri


La titolare: “Quest’anno previste due novità: la piscina e il solarium. In futuro, idromassaggio e ristorante”

KATIA ANCONA Tavoli e tende


nel Camping

A
pprezzato dai turisti
stranieri e sottovalu- “Pineta”
tato da quelli italiani sui monti
il campeggio di Urbi- delle Cesane.
no non solo esiste da
32 anni ma ogni esta- In basso
te ospita centinaia di silenziosi vi- l’Orto
sitatori che da una delle colline più Botanico
alte del Montefeltro dominano
l’intera città ducale.
Il Camping “Pineta” si trova sui
monti delle Cesane in via San Do-
nato. Lo gestisce Ortensia Fini che
per questa stagione annuncia sor-
prese: “I nostri clienti troveranno
tante novità al loro arrivo nel cam-
peggio a partire dalla piscina e dal
solarium”. Lunga 20 metri per 10 e
profonda circa un metro e trenta la
piscina, che non è dotata di tram-
polino, è la prima di una serie di in-
novazioni che la signora Fini spera
di offrire nei prossimi tempi ai
campeggiatori: “Probabilmente a
breve avremo anche la vasca idro-
massaggio e nei prossimi anni vo-
gliamo predisporre pannelli solari
per scaldare l’acqua della piscina,
una serie di bungalow al posto del-
le piazzole per le tende e spero an-
che un ristorante”. La struttura è
dotata di bagni, lavandini, lavelli,
lavatoio, docce calde e fredde, fon-
tane e torrette e ha anche un bar.“Il
nostro è un progetto grande e am-
bizioso, speriamo di farcela”. viso, Sondrio,Trentino Alto Adige”. camper o roulotte che è in totale di paga un supplemento. Per pubbli- Olanda perché è da qui che arriva
Il camping passa inosservato. Chi Alla “Pineta” la colazione è inclusa 14 euro. In alta stagione invece si cizzare il suo campeggio la signora la nostra clientela, parliamo della
arriva da Pesaro o da Fano trova il nel prezzo. In bassa stagione il pagano 9 euro a testa più la piaz- Fini ogni anno partecipa alle Fiere nostra offerta e di Urbino che, in
cartello marrone con la scritta prezzo è di 8 euro a testa più il prez- zola a 16 euro. Sono ammessi an- del turismo, soprattutto all’estero: questi posti, è amatissima”.
“campeggio” alla prima rotatoria. zo della piazzola per tenda, auto, che animali domestici per i quali si “Andiamo in Germania, Francia, katia.ancona@gmail.com
Gli urbinati in vacanza vanno al-
trove: “A volte abbiamo gli scout,
poche settimane fa c’è stato il ra-
duno provinciale, sono venuti qui
perché avevano bisogno di un po-
sto che li contenesse tutti”.
Si celebrano i duecento anni dell’orto botanico di via Bramante
Gli studenti spesso ignorano l’esi-

Quel giardino antico e nascosto


stenza del campeggio ma la Fini
spiega che un tempo non era così:
“Quando più di trent’anni fa ho in-
trapreso questa attività venivano
tantissimi studenti. Frequentava-
no i cosiddetti corsi estivi, che du-
ravano almeno un mese, quindi botanico è il professor Antonio Ricci men- lezza alcuni grandi alberi, tra cui un leccio,
avevano bisogno di trovare un al- EMY INDINI tre la responsabile scientifica è la professo- un acero, un frassino e un tasso. Sono loro i

U
loggio economico. Ora i corsi esti- n giardino segreto nel cuore della cit- ressa Giovanna Giomaro. testimoni degli ultimi due secoli di vita del-
vi o non ci sono più oppure dura- tà. Un’oasi da scoprire in un viaggio Nel “giardino segreto” che cresce all’ombra la città. Non lontano dai loro tronchi cente-
no meno e quindi di studenti non che coinvolge i cinque sensi attra- dei Torricini è possibile trovare oltre cin- nari ci sono due piccole serre, due vasche
ne vediamo più”. verso un suggestivo percorso tra arte e na- quemila esemplari di piante disposte in con specie acquatiche e un settore dedica-
Ma allora chi sono i campeggiato- tura. to alle piante medicinali e aromatiche lo-
ri della Pineta? “Sono stranieri, noi L’Orto botanico di via Bramante, che cali particolarmente interessante a sco-
lavoriamo soprattutto con olan- compie duecento anni, appartiene al- po didattico nei corsi di studio di Farma-
desi, tedeschi e inglesi – spiega - di l’Urbino nascosta, quella che si cela die- cia e Tecniche erboristiche (l’Orto bota-
solito prenotano dall’anno prece- tro i portoni, dietro i cancelli, tra le anti- nico fu ceduto dai frati all’Università de-
dente e poi a febbraio ci danno la che corti e gli stretti vicoli. Quella che, gli studi di Urbino “Carlo Bo” nel 1826).
conferma. Tra luglio e agosto, ad una volta superata la soglia, svela magie Il secondo e il terzo terrazzamento sono
esempio, arriva un gruppo di olan- rare e bellezze inestimabili. Sono circa strutturati in numerose e strette aiuole
desi che da noi era già stato l’anno 2.200 metri quadrati in cui crescono dove crescono circa 2.300 piante erbacee
scorso”. La fascia di età è ampia: specie di piante acquatiche e medicina- di vario genere. Tra i 112 alberi presenti,
“Abbiamo dai più giovani agli an- li, esplodono colori e profumi inebrian- spicca il Re dell’Orto per età e dimensio-
ziani, il camping è una sorta di ri- ti, si coltiva e si studia l’orto dei “sempli- ni: un magnifico liriodendro. Notevole la
fugio per tutti coloro che hanno bi- ci”, si ergono alberi secolari. Creature collezione di piante grasse che nel perio-
sogno di pace e tranquillità, per che potrebbero raccontare, perchè l’- do estivo viene esposta sul muro di cin-
quelli che vogliono rilassarsi al- hanno vissuta, la storia della città duca- ta. Oggi l’istituto è diventato un punto di
l’ombra della pineta e per quelli le. riferimento per gli studiosi ed è dotato,
che vogliono fare tappa a Urbino L’istituzione dell’Orto botanico, intito- tra l’altro, di un modernissimo laborato-
per poi spostarsi sulla Riviera ro- lato alla professoressa Piera Scaramella rio di gas-cromatografia. Non solo. Pun-
magnola”. Petri che lo dirisse appassionatamente to di forza è anche la collaborazione con
Di italiani, da queste parti, se ne ve- fino al 1981, risale, infatti, al 1809 ad le scuole, fortemente voluta e sostenuta
dono pochi.“Non dimentichiamo opera del botanico Giovanni de Brigno- dalla responsabile scientifica Giovanna
che Rimini è a soli 50 chilometri da li. Fu lui che realizzò il primo grande orto nel un’area inclinata suddivisa in tre terrazza- Giomaro. Sono stati proprio l’Isia e l’istitu-
qui e molti preferiscono passare la convento di San Francesco e la sua fonda- menti. Nel primo, adibito in parte ad arbo- to d’arte a realizzare il progetto grafico del-
vacanza in Riviera, noi non possia- zione ebbe una grande risonanza nelle vi- reto, è presente in posizione centrale la la brochure che illustra l’antica istituzione
mo competere. Qualche italiano cissitudini della città. grande serra per il ricovero e la coltivazione dell’Orto botanico in occasione del bicen-
viene intorno a Ferragosto. Di soli- E oggi questa antica istituzione ha ritrovato di piante che necessitano del riparo inver- tenario della fondazione.
to sono del nord est, Venezia, Tre- il suo originario splendore. A dirigere l’Orto nale. Nel retro si ergono in tutta la loro bel- emyindini@hotmail.com

5
il Ducato
Intervista ad Andrea Montelpare, fondatore dell’azienda di calzature fermana

“Qualità e gioco di squadra”


“Basta lamentarsi della crisi. Il piccolo funziona ma occorre un prodotto di eccellenza oppure operare in rete”

LUCA MORICONI dotta delle piccole imprese. Mol-


ti hanno fatturati troppo bassi e

“P
iccolo è an- continuano a intestardirsi nel vo-
cora bello, ler proseguire da soli contro un
ma solo se mercato che, per forza di cose,
messo in re- oggi richiede ben altri sforzi. E’ fi-
te”. Andrea nita l’epoca dei rappresentanti
Montelpare, che girano con i campionari alla
leader dell’omonima azienda ricerca di negozi disposti a com-
calzaturiera fermana, spiega i prare. Si devono esplorare nuove
motivi della crisi del settore: “Da strade, respirare nuove forme di Andrea
soli non si va avanti, occorre un mercato, conoscere realtà che fi- Montelpare,
gioco di squadra”. no a ieri pensavamo inesistenti e
Se gli parli di crisi lui sorride: “La poi tentare di inserirsi all’interno 45 anni di Fermo
crisi c’è da 10 anni – risponde - ma di esse. E’ cambiato il cliente, so- è amministratore
nessuno si è mai preoccupato di no cambiate le abitudini. Prima
capire come aggirarla”. Montel- si comparava sotto casa, oggi hai unico della
pare non ha dubbi: uscire da una mille modi in più di fare acquisti. Montelpare srl,
situazione di stallo si può, basta Se non si aprono gli occhi è diffi- azienda fondata
smettere di ragionare in piccolo, cile poi evolversi”.
coltivare “l’orticello sotto casa” Se però per fare questo occorro- dal padre, portata
(“sono finiti i tempi di chi produ- no soldi e le banche non li conce- da lui al successo
ceva in garage”), e iniziare a respi- dono siamo punto a capo…
rare l’aria del mercato interna- “Chiediamoci allora perché le internazionale
zionale. Un giovane con la mente banche non si fidano di prestare i
brillante, le idee chiare, la giusta soldi. A volte si sentono rivolgere
intraprendenza: tutte qualità che richieste assurde basate su idee
gli hanno permesso di trasforma- vecchie e inutili. Un piccolo im-
re quella che all’inizio era la pic- prenditore, quando va a chiedere chiudere le frontiere. Possiamo
cola bottega di famiglia, in un’a- un prestito, dovrebbe fare un al- però combattere con quello che
zienda leader nella produzione tro tipo di ragionamento: se fosse di più grande abbiamo, la tradi-
di scarpe di alta qualità per bam- lui a trovarsi nella situazione di zione del nostro lavoro. Produrre
bini. Tra i suoi clienti Andrea an- vendere il proprio prodotto a chi qualcosa di irrealizzabile altrove.
novera Madonna, Robert De Niro poi non paga? Quando si scelgo- Poi anche l’Unione Europea do-
e Maria Grazia Cucinotta. La sto- no i commercianti a cui affidare vrebbe fare un passo avanti e ga-
ria della Montelpare srl parte dal determinate linee di abbiglia- rantirci una reciprocità di tratta-
fermano, il territorio della calza- mento lo si fa anche in virtù della mento con questi Paesi: va bene
tura e dei cappelli, e arriva all’e- forza economica di certi negozi. Schengen, ma che non valga solo
stero con negozi a Parigi, New Pensi allora a una banca che da- per gli altri che vogliono portare i
York, Mosca. Una linea di pro- vanti si trova un’impresa con un loro prodotti da noi”.
prietà, la Bumper, e poi almeno piccolo fatturato e una debole ca- Mi sta dicendo che non esportia-
altri sei marchi in concessione, pitalizzazione. E’ chiaro che poi mo abbastanza?
cioè grandi stilisti che si sono af- non concedano prestiti”. “No, come calzaturieri non pos-
fidati a lui per produrre le proprie Detta così allora, secondo lei, i siamo lamentarci. Ma in mercati
calzature. Perché è questa la piccoli artigiani sono destinati a che funzionano come la Russia e
chiave del successo oggi: “Biso- sparire… i Paesi dell’est, ancora riscontria-
gna dare alla gente qualcosa di “Assolutamente no. Sta qui la ve- mo molti problemi. Troppa bu-
unico, fare le cose bene e non la- ra questione. I piccoli artigiani della propria bottega e poi si ven- Eppure c’è chi dice che ormai an- rocrazia. E’ inevitabile che poi si
mentarsi in continuazione di una hanno sempre avuto la soluzione deva in giro per l’Italia il proprio che i grandi hanno smesso di af- finisca per mollare il colpo”.
crisi diffusa e di banche che non tra le mani ma l’hanno ignorata. prodotto. Dobbiamo pensare di fidarsi ai piccoli e ai locali: molti In sintesi, oggi pensare di creare
concedono credito ”. Per sopravvivere hanno due stra- collaborare tutti quanti per rilan- preferiscono manodopera a un marchio che diventi leader
Molti suoi colleghi più piccoli de: o realizzano un prodotto ciare il settore calzaturiero no- bosso costo come quella cine- nel mercato, come Tod’s o Ho-
però non sono d’accordo con lei. d’eccellenza, una nicchia nella strano, ognuno con le nostre pe- se… gan, è impossibile?
Dicono che la voglia di partire c’è nicchia amo definirla. Oppure culiarità. Altrimenti ci sarà sem- “E’ un falso mito. L’Italia è un pae- “Nulla è impossibile se tanti pic-
ma poi davanti ci sono mille dif- fanno la cosa che sanno fare me- pre chi andrà avanti e chi resterà se evoluto e ha le carte in regola coli aghi, come li chiamo io, si
ficoltà economiche e nessuno glio: produrre bene, a costi mo- al palo. Per dirla più brutalmente, per fare prodotti di altissimo li- uniscono per formare un grande
disposto a dar loro fiducia… derati e poi legarsi a scuderie più ci saranno sempre grandi azien- vello. Dobbiamo puntare su que- spillo. Senza perdere la propria
“Diciamo che non hanno sempre ampie. Giocare di squadra senza de che ormai hanno il loro brand sto e non accanirci nella ricerca identità ma organizzando una
ragione. Vede, questa è una crisi avere troppa fretta di buttarsi su- e fanno fatturati stratosferici, e impossibile di porre limiti al mer- catena produttiva davvero fun-
che al suo interno ha tante altre bito sul mercato e poi, inevitabil- piccole imprese risucchiate ogni cato cinese. La Cina c’è, produce zionale. Sono finti i tempi, mi
crisi. La prima, vista anche la real- mente, soccombere. Il piccolo è anno da questi giganti. Il proble- a costi contenuti e questo è un da- scusi il gioco di parole, in cui si
tà che vivo io - il mondo calzatu- ancora bello oggi, ma solo se ma è che poi fa più notizia una to di fatto. Ma che vogliamo fare? cercava di farsi le scarpe l’uno
riero del fermano - è proprio le- messo in rete. Sono finiti i tempi fabbrica che chiude che un’a- Non possiamo andare da loro e con l’altro”.
gata alla dimensione troppo ri- in cui si faceva da soli all’interno zienda che riesce a crescere ”. imporre una nostra visione né lucamoriconi@gmail.com

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REGIONE MARCHE
Michele Ambrosini, eletto presidente di Bancamarche

Piùcredito a ricerca,
nuoveidee e progetti
L’obbiettivo: energie alternative, territorio e produzione di sapere
Michele Ambrosini (Foto CHRISTIAN BALLARINI)

LUIGI BENELLI Marche. In tutto ciò le universi- le e medie imprese) in cui il ri- nanzieremo progetti di ricerca bile in 72 mesi. Abbiamo pro-
tà ci possono aiutare creando schio di credito ai piccoli arti- sull’innovazione e la speri- posto la stessa convenzione
progetti, strutture per l’otti- giani per una banca è altissi- mentazione tecnologica. E in con la Camera di commercio di

U
na ricetta tutta mizzazione dei processi di ac- mo. In tutto il mondo il credito questo ci terrei che l’università Pesaro e credo che la ratifica
urbinate quella quisto in cui ci possa essere è ammalato, per cui dobbiamo di Urbino diventasse nostra sarà questione di giorni. Par-
per uscire dalla una vendita di un intero pac- intercettare la domanda attra- collaboratrice per questo tipo liamo di 250 mila euro per ogni
crisi, che passa chetto complessivo. Questo è verso i confidi delle associazio- di progetti. Potrebbe pensare a progetto in cui imprese, arti-
per le università un modo per superare la crisi ni categoria. Possiamo aiutare progetti relativi al mobile, la giani e università possono in-
e la commercia- insieme alle altre imprese. il tessuto produttivo facendo cantieristica, il metalmeccani- serirsi.
lizzazione di nuovi prodotti. Le imprese locali chiedono di credito ai confidi che lo rivol- co. Lo spazio per collaborare La cultura e l’arte come si col-
Michele Ambrosini, 61 anni, nuovo liquidità alle banche e gono successivamente alle c’è e l’università può diventare loca in questi progetti?
sposato e padre di tre figli, vive meno burocrazia. pmi. E in questo dobbiamo un centro informatico per co- Si può analizzare la conoscen-
ed esercita a Urbino, dove inse- Intanto bisogna capire che le puntare sulla qualità del pro- ordinare l’insieme delle attivi- za e commercializzarla. Ci so-
gna Procedura penale. E’ stato banche sono assoggettate a dotto e convertire alcune pro- tà del territorio. no presenze culturali uniche
da poco eletto presidente della normative internazionali. Re- duzioni. Ci sono già progetti concreti? nelle Marche e Urbino ha enor-
Banca delle Marche, ma ha già gole che mal si adattano al no- Parlava del ruolo delle univer- Con Macerata abbiamo già mi potenzialità per comunica-
tracciato il percorso. Presiden- stro sistema economico. Ovve- sità… aperto un credito di 4 milioni di re e produrre cultura”.
te della Camera Penale di Urbi- ro una ragnatela di pmi (picco- Prima di tutto va detto che fi- euro a tasso agevolato restitui- luigibenelli@gmail.com
no, già tesoriere e segretario
dell’ordine degli avvocati, Am-
brosini anticipa anche una im-
minente convenzione con la
All’azienda di Fabriano riconoscimenti in Italia e in Europa
camera di commercio di Pesa-

Elica: l’oasi del lavoro felice


ro e Urbino che vedrà protago-
nista il territorio e l’università
ducale.
Quali sono le linee guida che
intende seguire nel suo man-
dato?
“Io credo in una banca che sia
la guida della geografia econo- d’arte che la fondazione Casoli (Ermanno Casoli è il fonda-
MATTEO MARINI tore di Elica) ha donato all’azienda.
mica del territorio, autonoma e
che trovi il supporto delle asso- Una politica che non si ferma agli aspetti esteriori. Per il

L
ciazioni di categoria, delle uni- a sede dell’azienda si trova proprio all’entrata di Fa- suoi 2.300 dipendenti Elica ha messo a punto un sistema di
versità e dei risparmiatori. Sa- briano. Dopo aver attraversato l’ingresso, simile alla “welfare supplementare” garantendo diversi contributi e
rà importante poter fare siner- reception di un albergo di lusso, si apre un’ampia sa- agevolazioni che, soprattutto in tempi di crisi economica,
gie con le piccole e medie im- la, simile a una piazza, che rendono più facile arrivare alla
prese e le associazioni artigia- ospita un bar, tavolini e diva- fine del mese. Per contratto so-
ne. Lo slogan potrebbe essere netti. Alle pareti opere d’arte no previste infatti coperture per
pensare globalmente e operare contemporanea, seduti a le spese dei libri scolastici per i
territorialmente. Non a caso chiacchierare negli ultimi figli dei dipendenti, tessere
siamo la prima banca in campo scampoli di pausa pranzo ci so- sconto per la spesa e acquisti in
nazionale completamente au- no i lavoratori del gruppo Elica, diverse tipologie di esercizi
tonoma”. discutono, leggono libri e rivi- commerciali, un contributo in
Come interverrà per combat- ste. Sorridono. Sono i dipen- denaro per la nascita del primo
tere la crisi? denti più felici d’Italia. bimbo e permessi speciali per
Dobbiamo tener conto delle La società fabrianese (leader madri e padri in maternità. In-
differenze fra economia finan- nel settore della produzione di terventi che si vanno ad aggiun-
ziaria e quella reale, ovvero cappe per cucina, con oltre cin- gere a quello che è già previsto
quella che passa per lo sforzo que milioni di cappe prodotte per legge. Una strategia che ha
produttivo dei lavoratori e del- ogni anno e un fatturato che permesso a Elica di aggiudicar-
le famiglie. Negli anni l’econo- supera i 380 milioni di euro) si è si anche il premio Etica e Im-
mia è stata assoggettata alla fi- piazzata quinta nella classifica presa 2008. Un attestato confe-
nanza e in questa trasforma- del Great place to work institu- rito da diverse sigle sindacali,
zione epocale vanno ricercati te Italia 2009, prima tra le che hanno riconosciuto all’a-
nuovi prodotti. aziende tutte italiane, dietro zienda marchigiana il grande
Quali? solo a sedi di multinazionali impegno nei confronti dei di-
“Non possiamo restare anco- straniere come Fater, Cocacola pendenti e di miglior contratta-
rati solo alla produzione di mo- e Microsoft. Stessa soddisfa- zione aziendale.
bili, yacht, scarpe, eccellenze zione per quanto riguarda l’Eu- Con dei “padroni” così, anche i
per il territorio, ma va ripensa- ropa, dove ha ottenuto il venti- rapporti con il sindacato non
ta una produzione su settori novesimo posto come miglior poteva che essere ottimo. An-
diversi come il territorio, le posto di lavoro tra le grandi che quando la crisi ha fatto sen-
energie alternative, qualità aziende del continente, ancora tire la sua morsa: “Abbiamo do-
della vita, cultura e la produ- la migliore tra le italiane. Gra- vuto tagliare circa 450 posti –
zione di sapere”. duatorie che partono per così ammette Marco Scippa, diret-
Si spieghi meglio. dire dal basso, visto che sono tore del personale – ma siamo
“Questi sono i nuovi beni che proprio i dipendenti, compi- riusciti, tra prepensionamenti
vanno comunicati e commer- lando appositi questionari, a e ricollocazione a contenere i
cializzati. Pensiamo al turi- decretarne il successo in que- disagi. Il tutto senza mezzora di
smo, all’entroterra della regio- sta speciale competizione. sciopero”. Questo tenuto conto
ne o alle invenzioni dei piccoli Ma il segreto qual è? Semplice a che la sigla sindacale maggior-
artigiani. Bisogna avere il co- dirsi: coccolare i dipendenti, in mente rappresentata all’inter-
raggio di brevettarle e lanciarle tutti gli aspetti della vita, sia al- Dipendenti di Elica nella “Agorà”, lo spazio comune no di Elica è la Fiom, una delle
sul mercato. E noi dobbiamo l’interno dell’ambiente di la- più intransigenti per quanto ri-
essere al loro fianco, indiriz- voro che fuori. A cominciare dall’ufficio. La sede di Fabria- guarda i diritti dei lavoratori. “Per fare un esempio emble-
zarli, sostenerli con l’accesso no, ristrutturata di recente, consiste di ambienti ampi, matico – conclude Scippa – a Natale abbiamo rinunciato
al credito agevolato per affron- aperti e luminosi. Uno spazio centrale, che ha preso il no- alla festa aziendale, preferendo distribuire 50 euro per le
tare il mercato e proporre il me di Agorà, luogo di incontro per scambio di idee o per un spese di fine anno a ogni dipendente”.
marchio di eccellenza per le semplice caffè. Il resto è vetro, superfici moderne e opere mariniteo@gmail.com

7
il Ducato
La mostra rimarrà aperta fino al 12 luglio

Raffaello supera
quota 100 mila
Ma per gli albergatori è un successo a metà: “Poca informazione”
I visitatori affollano Palazzo Ducale (Foto LUCA TONI)

ANNALICE FURFARI della struttura ricettiva - e so- ci, madre del titolare dell'Hotel l'amministrazione comunale, tuali di incremento delle pre-
prattutto grazie a gruppi orga- Raffaello: "Rispetto all'anno che non si è impegnata nel pub- senze si attestano intorno al

T
rascorsi due mesi nizzati. L'incremento totale del- scorso, c'è stato un calo incredi- blicizzare a dovere la mostra. 20%, un 20% che vale un po' di
dall'apertura della le presenze si aggira attorno al bile di affluenza nel nostro al- Eventi di questo tipo vanno pro- più se si considera che bisogna
mostra su Raffaello, 20-30%. Abbiamo avuto, per lo bergo e la mostra ha prodotto un mossi con maggiore anticipo ed fare i conti con la crisi.
per Urbino è già più, clienti provenienti dal Nord aumento di appena il 10-15%. efficienza. Non si può puntare Le conclusioni dei titolari dei ri-
tempo di bilanci. Le Italia, di mezza età o anziani. Nel Non c'è certo paragone con l'e- tutto sulle recensioni dei gior- storanti sono anche più pessi-
aspettative erano suo piccolo, la mostra ci ha aiu- sposizione su Piero Della Fran- nali, perché la gran parte della mistiche. "I clienti individuali
elevate, soprattutto da parte de- tati a battere la crisi, ma si pote- cesca, ospitata da Urbino nel gente non li legge. Al contrario, sono aumentati di appena il
gli esercenti, fiduciosi nella ca- va fare di più. Spero che eventi di 1995, che ci aveva regalato un ve- una locandina messa nei punti 10%, mentre l'afflusso dei grup-
pacità dell'esposizione di far questo tipo non siano episodici, ro e proprio pienone. Questa strategici (all'uscita della me- pi non è mutato", ammette Aldo
sentire con minore intensità la mi auguro che se ne organizzino volta si è fatto un buco nell'ac- tropolitana, per esempio) o un Pasotto, proprietario de La Ba-
morsa della crisi. più spesso, in modo tale che Ur- qua. Le presenze a Palazzo Du- catalogo ben fatto colpiscono lestra. Paolo Lonzi, titolare de Il
I numeri parlano chiaro: con un bino venga pubblicizzata di più. cale sono determinate soprat- l'attenzione di tutti. Finché la coppiere è dello stesso avviso:
totale di 104.005 visitatori (dati Molti turisti scoprono le nostre tutto dalle gite scolastiche o dai città continuerà a non avere una "Rispetto agli anni passati, non
aggiornati al 14 giugno), una bellezze solo una volta arrivati, viaggi organizzati, che contem- mentalità imprenditoriale, la si- c'è una grande differenza nel
media giornaliera di circa 1.500 quasi per caso: una città come plano Urbino come meta di un tuazione del turismo 'mordi e numero dei clienti, eccezion
affluenze e più di 50.000 preno- questa meriterebbe una mag- solo giorno e non incrementano fuggi' non cambierà e i tesori di fatta per quelli individuali, du-
tazioni, di cui circa 39.000 già en- giore visibilità, in Italia e nel il giro di affari di noi esercenti. La Urbino rimarranno nascosti rante le festività. Ma mi aspetta-
trati (al 9 giugno), "Raffaello e mondo". responsabilità di questa occa- agli occhi del mondo". vo molto di più".
Urbino" è una delle mostre di Pessimista è, invece, Nadia Pec- sione mancata va attribuita al- Anche negli altri hotel le percen- annalice.f@libero.it
maggior successo in Italia. Nella
classifica di Repubblica si piazza
al settimo posto, dopo città d'ar-
te del calibro di Roma e Venezia. In un libro la difficile alleanza tra i ducati di Urbino e Firenze
È un risultato che riempie di or-
goglio Lorenza Mochi Onori, cu-

L’età d’oro nei ritratti del Maestro


ratrice della mostra: "Si tratta di
un record assoluto per una città
come Urbino. Soprattutto nei
weekend, Palazzo Ducale è stato
sempre strapieno e non avrebbe
potuto ospitare un numero di vi-
sitatori più elevato. Sono molto
soddisfatta, spero e credo che VERONICA ULIVIERI della Rovere, a raccomandare Raffaello a
anche la città lo sia". Firenze presso un illustre personaggio del-

U
L'entusiasmo della sovrinten- na morte prematura e un'unica di- la signoria. E sarà papa Giulio II, fratello di
dente, però, sembra non aver scendente femmina che non può Giovanni della Rovere, ad accogliere Raf-
contagiato gli esercenti. Alme- ereditare il potere pongono fine al- faello a Roma, per affrescare le stanze pri-
no, non del tutto. I proprietari la dinastia dei Della Rovere, succeduta nel vate dei Palazzi Vaticani. "Il pittore - spie-
degli hotel credevano che il suc- 1508 a quella dei Montefeltro, e all'auto- ga Montinaro - deve la sua fortuna a Roma
cesso della mostra avrebbe fatto nomia del ducato di Urbino. Nel 1623 il a Giulio II, che gli offre la possibilità di
riempire le loro strutture, risol- giovane Federico Ubaldo della Rovere vie- esprimersi al meglio. E' questo il presup-
levandoli da un periodo di ma- ne trovato morto nella sua camera; otto posto per i buoni rapporti con papa Leone
gra. Ma le loro aspettative sono anni dopo, quando anche il padre France- X, che veniva dalla famiglia dei Medici".
state deluse, perché il boom di sco Maria II muore, il ducato passa sotto il Quando Leone X sale al soglio pontificio,
visite a Palazzo Ducale non è co- controllo dello Stato pontificio. Invano i Urbino e Firenze non si parlano ancora. Il
inciso con un boom di prenota- Medici cercano di estendere il loro potere papa punta al controllo della città ducale,
zioni negli alberghi. La colpa è, sul Montefeltro. Vittoria della Rovere, uni- gioiello rinascimentale e centro di potere,
ancora una volta, del turismo ca erede, torna a Firenze con la madre e "impone a Urbino un duca fiorentino,
"mordi e fuggi", fenomeno con Claudia de' Medici, per sposare un altro Lorenzino de' Medici, che però rimane al
cui gli esercenti di Urbino fanno membro della famiglia fiorentina, Ferdi- potere per soli tre anni, dal 1516 al 1519,
i conti da sempre. nando II, e rinsaldare così l'alleanza tra i quando tornano i della Rovere".
Uno degli albergatori più ottimi- due casati. L'anno successivo, nel 1520, Raffaello
sti è Maddalena Montebovi, ti- Gianluca Montinaro, dottore di ricerca al- muore. Ha solo 37 anni. Urbino si avvia
tolare dell'Albergo Italia: "Nel l'Istituto di Filologia moderna dell'univer- gradualmente verso il declino: ormai la
nostro hotel le presenze, rispet- sità di Urbino, ha ripercorso nel suo libro corte non risiede più stabilmente nella cit-
to agli anni passati, sono au- "Fra Urbino e Firenze. Politica e diploma- tà ducale, che da fulcro della cultura rina-
mentate dal 20 al 40%, soprat- zia nel tramonto dei della Rovere (1574- scimentale diventa "attore comprimario"
tutto nel mese di maggio. Il mio 1631)" gli ultimi decenni di vita del duca- e poi, dal 1631, solo un punto periferico
rammarico, però, è che la mo- to, segnati dall'alleanza tra le due città, dello Stato pontificio. Come avviene il pas-
stra non sia stata pubblicizzata inaugurata da Guidobaldo II della Rovere, saggio dall'atmosfera luminosa della cor-
all'estero. Mentre gli italiani nonno di Federico Ubaldo. te dei Montefeltro e di Francesco Maria
chiamano e chiedono informa- Quando il ducato passa ai della Rovere, si- della Rovere a quella più cupa dei decenni
zioni sull'esposizione, di cui so- gnori di Senigallia, nel 1508, la famiglia, successivi? "E' un passaggio inevitabile -
no già venuti a conoscenza, gli che non ha legami con Urbino, trasferisce Ritratto di Francesco Maria della Rovere spiega Montinaro - che coinvolge tutti gli
stranieri lo scoprono per caso, la corte a Pesaro. Per la città ducale inizia stati italiani del tardo Rinascimento. Fran-
quando arrivano qui. Un evento un'epoca di graduale e lento declino. " La teo per la vita a corte. Castiglione descrive cesco Maria II è cupo, introverso, sospet-
di questa portata va pubbliciz- famosa rivolta degli urbinati - racconta Urbino come 'la città dell'utopia', 'una città toso, ossessionato dalla conservazione del
zato a dovere in Europa. Non Montinaro - non è causata solo dal'au- in forma de palazzo'". Raffaello ha dato un potere. Per lui, le cose possono cambiare
averlo fatto è stato un vero pec- mento delle tasse, ma anche dal fatto che i volto ai personaggi di quell'età dell'oro: suoi solo in peggio, per questo bisogna mante-
cato, anche perché avremmo cittadini di Urbino si sentono defraudati sono i ritratti di Elisabetta Gonzaga, di Bal- nere tutto com'è".
avuto di certo un numero di del loro ducato". dassarre Castiglione e di Francesco Maria Urbino riacquista una posizione di centra-
clienti più consistente". Ma com'era il ducato ai tempi dei Monte- della Rovere. E le sembianze di Francesco lità solo durante il pontificato dell'urbina-
Anche al Mamiani si parla di feltro, quando Raffaello era giovane e vive- Maria si ritrovano anche in un personaggio te Papa Clemente XI, nei primi due decen-
successo a metà. "Da aprile a va ancora a Urbino? "Era una città aperta, della scuola di Atene, noto dipinto dei Palaz- ni del 1700. Per un anno, dal 1717 al 1718,
ora, abbiamo riempito l'hotel accogliente, piena di cultura; basti pensa- zi Vaticani, segno dello stretto legame che Palazzo Ducale ospita un altro sovrano in-
solo nel fine settimana, in parti- re che fu la corte di Guidobaldo II ed Elisa- univa l'artista al signore della sua città. troverso e malinconico, Giacomo III
colare nel mese di maggio - dice betta Gonzaga a ispirare a Baldassarre Ca- Urbino porta fortuna a Raffaello. E' Gio- Stuart, in esilio dall'Inghilterra.
Martina Paolucci, dipendente stiglione 'Il cortegiano', una sorta di gala- vanna da Montefeltro, moglie di Giovanni veronica_ulivieri@katamail.com

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CULTURA E SPETTACOLI

Il centro inaugurato a Varea a maggio è ancora chiuso: colpa della burocrazia

Chi ha fermato la musica?


Apertura ritardata per le elezioni e un’infiltrazione d’acqua, in attesa del nuovo assessore competente

U
n centro di aggre- nici che sicuramente avranno
gazione per fare temporeggiato in attesa del nuovo
musica e stare in assessore competente”.
compagnia. È stato Secondo l’ex assessore alle politi-
inaugurato all’ini- che sociali, Maria Clara Muci, “gli
zio di maggio per operatori già ci sono e si stanno
essere pronto a far cantare, suona- organizzando per iniziare. Non è La sede
re e divertire i ragazzi. Ma quella stato rimandato niente. Sarà un
che doveva essere la “Casa della centro di aggregazione e un punto della “Casa
musica”, edificio appena ristruttu- di riferimento significativo per della musica”
rato in località Varea tra il boccio- socializzare. E naturalmente que-
sto spazio sarà a disposizione dei
a Varea
dromo e la piscina di Urbino, è
rimasta chiusa e silenziosa. gruppi che vogliono suonare”.
“Ci sono problemi A breve quindi la
tecnici alla strut-
tura – sostiene
Sarà un punto Casa della musica
realizzerà le aspet-
tative dei suoi pro-
Stefano Gambelli,
ufficio politiche
di ritrovo motori, diventan-
giovanili - Perché do la risposta alle
è comparsa un’in- per giovani, difficoltà e ai disagi
filtrazione d’ac- della popolazione
qua in un muro immigrati g i o v a n i l e .
che deve essere All’interno dell’e-
sistemato. In teo- e ragazzi dificio sono state
ria le attività dove- allestite due sale
vano iniziare que- diversamente insonorizzate, una
sta settimana, ma per le prove e una
fino a quando chi abili per la regia con
si occupa dei strumentazione
lavori non ci riconsegnerà la strut- per la registrazione, una sala di
tura, non si possono fare previsio- ascolto con 35 posti e tutta la tec-
ni sull’apertura del centro”. nologia audio e video necessaria,
un ufficio, una sala di aggregazio-
GLI APPUNTAMENTI
“In realtà il problema è di poco
conto – precisa l’architetto Mara ne e due per le lezioni di musica
Mandolini, ufficio tecnico del cen- con tanto di strumentazione Utopia di Raffaello
tro - si tratta di una banale rottura domotica. Si tratta di un sistema 27 giugno-11 luglio Negli ultimi giorni della mostra, i turisti e gli appassionati
di un tubo e di una saldatura salta- che permette di gestire la regola-
ta. L’apertura del centro non è zione termica, l’accendimento e lo potranno conoscere l’artista attraverso i palazzi, le atmosfere e i sapori che
stata rimandata per questo moti- spegnimento della luce e il carica- hanno legato l’artista alla città dove è nato.
vo considerando che mi sono mento della musica in mp3.
accorta di questa infiltrazione solo Le attività del centro saranno
una settimana fa. C’è già stato un rivolte anche a 40 ragazzi diversa- Festival musica antica
sopralluogo tecnico e il problema mente abili e 60 immigrati: “E’ un 18-27 luglio Un appuntamento storico, giunto alla sua 41a edizione, che offrirà
sarà presto risolto. Credo che i centro dedicato ai giovani – spiega un percorso attraverso la storia della musica dal Medio evo in avanti nei sug-
ritardi dipendano più da problemi Gambelli - ma non è escluso che
logistici e burocratici. Ad esempio parteciperanno anche gli adulti. gestivi spazi di Palazzo Ducale e nelle chiese urbinati.
ancora non è attaccato il telefono. Alcuni corsi saranno gratuiti e altri
Poi con le elezioni tutto è stato a pagamento e si dovrà versare Vacanze musicali
rimandato”. una piccola quota per l’uso delle
strumentazioni musicali o la sala 24-30 agosto L’iniziativa offrirà stage, concerti e incontri per approfondire la
“Che io sappia il centro doveva
essere operativo da metà maggio – di registrazione. Potranno parteci- propria conoscenza musicale. È aperta a strumentisti, cantanti e compositori
spiega Gabriele Cavalera, ufficio pare tutti. Per ora abbiamo preso senza limiti d’età. Quota di partecipazione 60 euro, iscrizioni fino al 31 luglio.
stampa del Comune - ed erano contatti anche con il Centro
previsti 6 mesi di sperimentazio- Francesca che si occupa di ragazzi
ne, così che dal 2010 l’attività diversamente abili e con il centro Festa dell’aquilone
sarebbe stata indirizzata meglio a di aggregazione di Ponte 6-7 settembre A chiudere l’estate urbinate ci sarà la classica sfilata di aquilo-
seconda delle esigenze e dei pro- Armellina con il quale collaborere-
blemi riscontrati. Il ritardo credo mo per far partecipare anche gli ni, una vera e propria tradizione (54 edizioni) che ha il suo momento più emo-
sia imputabile alle elezioni. Con la stranieri alle iniziative. Si farà o zionante nella gara tra le contrade sui monti delle Cesane.
Giunta da rinnovare il lavoro è ascolterà musica e questo sarà il
passato in gestione agli uffici tec- filo conduttore”. (S.S.)

9
il Ducato ECONOMIA

La mostra è anche un evento economico e aiuta i commercianti a guadagnare

La crisi? La scaccia Raffaello


Alcuni settori soffrono lo stesso. Male l’abbigliamento. Quarantatre i lavoratori messi in cassa integrazione
SIMONE CELLI rere. “Che la mostra di Raffaello
non sia solo un grande evento
i piega ma non si spez- culturale ma anche economico

S
za. Soffre ma coi dovuti è un fatto oggettivo, l'enorme
distinguo. E’ la Urbino flusso di visitatori – afferma - ha
della crisi e delle tante certamente dato ossigeno al
facce di una congiun- settore turistico e commerciale,
tura difficile ma non e indica la strada che bisogne-
troppo. Perché la città ducale ha rebbe seguire per il suo svilup-
il suo asso nella manica, e senza po: un grande evento interna-
nemmeno volerlo lo ha giocato zionale, accompagnato da
proprio nel momento migliore. eventi di qualità distribuiti lun-
Una carta di nome Raffaello. De- go tutto l'arco dell'anno”.
terrente, scaccia-crisi. Almeno Neanche il mondo del lavoro
per certe categorie di commer- soffre più di tanto i colpi della
cianti. crisi. Secondo i dati di Cgil, sono
Quasi nessuno è immune alle 5 le aziende dell’urbinate che
difficoltà di questo periodo, e hanno fatto ricorso alla cassa
Urbino non è da meno. Ma l’eco- integrazione, per un totale di 43
nomia ha molte braccia, e ognu- dipendenti. “In generale – affer-
na di queste ha le sue caratteri- ma il segretario Torelli - Urbino
stiche e i suoi problemi. “I fatto- sta risentendo in modo meno
ri sono tanti, dare un giudizio pesante della crisi, in quanto è
uniforme è molto difficile”, af- una città in cui il lavoro dipende
ferma il segretario provinciale di in buona parte da enti pubblici.
Confesercenti, Domenico Pas- Mentre per quanto riguarda il
seri. settore privato, la fabbrica più
L’abbigliamento incarna da solo grande, la Benelli Armi, aveva
tutta la complessità di un siste- già da tempo avviato un proces-
ma fatto di tante differenze. “E’ so di ridimensionamento del
uno dei settori che più risente personale”.
della crisi, qualche mese fa ab- krakka@libero.it
biamo fatto un sondaggio – pre-
cisa Passeri - e tra quelli del cen-
tro storico alcuni erano soddi-
sfatti, mentre altri si lamentava- L’emittente dell’Accademia punta al web e alla semplicità
no”. Sembra non esistere una re-
gola, anche se pare che a soffrire
di più siano i negozianti che trat-
tano articoli più classici. Ma il
commercio ha anche la sua iso-
la felice, dove non è comunque
facile far crescere i guadagni. Ep-
pure, eguagliare i risultati di un
anno fa, quando ancora la crisi
Apes.tv, un’informazione diversa
U
non era così invasiva, sembra na tv in rete, appena inaugurata, zione diversa. Come la scimmia è venuta gente comune. Poche domande.
non essere un’impresa poi così che sfrutta non solo il sito prima dell’uomo, così l’informazione L’intenzione era capire come la gente
impossibile. Sono gli esercizi dell’Accademia di Belle Arti, ma che Apes.tv vuol fare è essenziale, imme- percepisce e recepisce l’informazione
pubblici come bar, pizzerie, ri- anche i vari canali offerti dal web 2.0. diata, semplice e diretta. Soprattutto, mainstream e i singoli temi della comu-
storanti e tutte le altre strutture Youtube per intenderci, ma anche che parta dai vissuti, dalle storie vere nicazione attraverso una rete televisiva
legate al turismo che in linea di Vimeo, e, ovviamente, i social network, delle persone. sul web.
massima si salvano dalla reces- Facebook su tutti. Così hanno fatto gli allievi del professor Questa è solo la prima serie di interviste.
sione grazie a Raffaello, star del- Inoltre, una proiezione d’eccezione al Emanuele Bertoni. Dopo aver pensato il Altre ne verranno. Nonostante il budget
la cultura ma anche dell’econo- festival del cinema di Pesaro: tre minuti, format e messo a punto il cammino si ridottissimo e la stanchezza i ragazzi e il
mia urbinate di questo 2009. Per un assaggio del lavoro che ha tenuto sono divisi i compiti secondo le proprie professore sono soddisfatti.
Egidio Cecchini, segretario Con- impegnate più di venti persone un anno attitudini (intervistatore, testi e conte- “Noi siamo straottimisti” dice Arianna,
commercio Urbino, “la mostra intero. E che le ha portate a realizzare nuti, art director riprese e montaggio, che ha ricoperto il ruolo di intervistatri-
permette un sollievo a tutto il una serie di interviste a riunirle in un fotografie, redazione web) e sono usciti ce. “Il lavoro è stato interessante, abbia-
comparto, e si tratta di un’inizia- documentario di 50 minuti. dai laboratori per incontrare la gente di mo imparato moltissimo”. La consape-
tiva da non far cadere nel vuoto”. Il nome del progetto è emblematico. Urbino. volezza che i giovani reporter e artisti
Anche il segretario di Cgil Urbi- “Apes” significa “scimmie”. Vuol dire che Il tema: la crisi economica. Hanno inter- hanno maturato è chiara: la necessità di
no Luigi Torelli è dello stesso pa- questo è il tentativo di fare un’informa- vistato i cosiddetti esperti ma anche la un’informazione diversa. (M.F.)

10
UNIVERSITA’

Dopo gli esami estivi, l’evento chiude l’anno

Fortezza Albornoz,
studenti in festa
Venti addetti alla sicurezza per evitare problemi come alla Notte bianca

al 25 al 27 giugno, ha ferito due ragazzi di 21 e 22 que, venti addetti alla sicurez-

D
tre serate di mu- anni sparando con un fucile ad za (tutti ragazzi del comitato
sica dopo gli ulti- aria compressa dalla finestra organizzatore) controlleran-
mi esami estivi. di casa. In più una rissa al Mer- no che tutto fili per il verso giu-
La Festa dello catale, una decina di ragazzi sto.
Studente alla for- ricoverati per rischio di coma Saranno aiutati da tre pattu-
tezza Albornoz, giunta all'otta- etilico e due giovani arrestati glie: una dei carabinieri, una
vo anno, è ormai un appunta- per spaccio di droga. della polizia e una dei vigili ur-
mento fisso per gli universitari Un bollettino di guerra che, bani. In più, l'evento sarà co-
urbinati. Una full immersion di tuttavia, non spaventa gli or- perto da un'assicurazione che
concerti prima di tornare a ca- ganizzatori: "Nella vita non si garantirà tutti gli spettatori da
sa per le vacanze estive e pre- può mai dire nulla con certez- qualsiasi tipo di danno.
parare i primi esami di settem- za - mette le mani avanti Puor- Gli organizzatori giurano che
bre. ro - ma negli ultimi sette anni il livello di sorveglianza è esat-
Organizzata dalla Confedera- non si è mai verificato un pro- tamente lo stesso degli anni
zione degli studenti, l'edizione blema di ordine pubblico e precedenti. "Anzi - dicono -
2009 conserverà l'impronta di non vedo perché dovremmo quest'anno ci sarà anche qual-
sempre: un mix tra band emer- cominciare proprio stavolta". che addetto in meno". Dun-
genti e artisti affermati. "Tutti Di certo non si faranno le ore que, niente psicosi da disordi-
gli anni riceviamo molte ri- piccole: per evitare di distur- ni. E la casa in piazza delle Er-
chieste da giovani gruppi mu- bare il meno possibile, le tre be di Guido Silli, l'ex agente
sicali che chiedono di suonare serate musicali si conclude- che aveva sparato durante la
in fortezza - dice Roberto Puor- ranno a mezzanotte e mezzo. notte bianca, è a distanza di si- In alto, Daniele Silvestri canta durante la scorsa edizione.
ro, presidente della Confedera- Per ogni evenienza, comun- curezza. (F. F.) Sopra, gli studenti scatenati sotto il palco della festa
zione - la Festa dello Studente
ormai è una vetrina piuttosto
ambita e noi siamo ben con-
tenti di dare visibilità a chi se lo
Il consorzio favorisce incontro tra i laureati e le aziende in cerca
merita".

L’ateneo approda su Alma Laurea


Il 25 giugno apriranno gli Echo-
time, un gruppo heavy-metal
nato nel 2003. La band si ispira
alle sonorità del nord Europa e
ai gruppi più virtuosi degli Sta-
ti Uniti. Dopo sei anni di attivi-
tà, gli Echotime si presentano
con una nuova formazione e un quantatreesima università proprio ateneo. Ho inviato una sono sia statali, sia privati.
GIOVANNI PASIMENI italiana che fa parte di Alma- lettera a molte università ita- “Non facciamo discriminazio-
cd demo alle spalle. La festa di

T
Urbino potrebbe essere un oc, toc. È l’Università Laurea e la seconda delle Mar- liane per invitarle a entrare. ni - spiega il direttore di Alma-
buon trampolino di lancio. “Carlo Bo” di Urbino l’ul- che dopo l’Università degli Tra queste c’era anche la «Car- Laurea - perché non ha senso
Non ha certo bisogno di ulte- timo ateneo italiano e il Studi di Camerino (Mc), primo lo Bo»”. L’Università di Urbino precludere l’accesso alla co-
riore popolarità Stefano Ligi, secondo marchigiano che ha centro universitario marchi- ha accolto l’invito. “Urbino - noscenza della documenta-
che dedicherà un tributo a Ri- varcato la porta d’ingresso di giano entrato in AlmaLaurea prosegue Cammelli - è un’uni- zione statistica relativa a ogni
no Gaetano, l'artista calabrese AlmaLaurea, il Consorzio Inte- nel 2005 - è stato approvato versità di primaria importan- università. Per questo abbia-
e romano d'adozione morto in runiversitario nato nel 1994 su nell’ultima assemblea di Alma za nel panorama culturale na- mo accolto sia università sta-
un incidente d'auto nel 1981. iniziativa dell’Osservatorio Laurea, il 26 maggio. Fra i quat- zionale e internazionale. Sa- tali come quelle di Camerino e
Ligi, che durante la notte del 26 Statistico dell’Università di Bo- tro centri universitari della Re- rebbe stato un peccato se fos- Urbino, sia private come la
giugno sarà profeta in patria (è logna e sostenuto dal Ministe- gione mancano ancora all’ap- se rimasta ancora fuori. Credo Lumsa di Roma o lo Iulm di Mi-
urbinate doc), ha già parteci- ro dell’Istruzione, dell’Univer- pello l’Università Politecnica che Urbino - puntualizza lano”. Non sono richiesti pre-
pato al festival di Sanremo, ha sità e della Ricerca. delle Marche di Ancona e l’U- Cammelli - non sia entrata pri- requisiti particolari per entra-
prodotto l'album "Io e la mia “AlmaLaurea nasce - spiega il niversità degli Studi di Mace- ma in AlmaLaurea a causa dei re in AlmaLaurea. “Basta -
compagna" e ha collaborato direttore Andrea Cammelli, rata. Entrambe, infatti, al mo- numerosi problemi che ha spiega Cammelli - la richiesta
più di una volta con Lucio Dal- professore di statistica all’Uni- mento non hanno ancora ade- avuto per completare il lungo e del Rettore dell’Università che
la. versità di Bologna - per fornire rito. complesso processo di stata- vuole aderire e il consenso de-
Gli ospiti più attesi dagli stu- in tempo reale la documenta- “Chi ha scelto AlmaLaurea - lizzazione che di recente l’ha gli organi accademici”.
denti urbinati sono i Modena zione sul profilo dei laureati e precisa il direttore - vuole ren- vista protagonista”. I 53 atenei AlmaLaurea pubblica due
City Ramblers, che chiuderan- in tempi brevi quella sui lau- dere trasparente i risultati del che fanno parte di AlmaLaurea Rapporti annuali: uno sul pro-
no la festa con il concerto del 27 reati in uscita dall’università. Il filo dei laureati e l’altro sulla
giugno. La band, attiva dal nostro obiettivo è favorire l’in- loro condizione occupaziona-
1991, ha alle spalle undici al- contro tra domanda e offerta e STAGE DI SEMIOTICA le dopo la laurea. I primi dati
bum (l'ultimo, "Onda Libera", democratizzare l’accesso dei sull’Università di Urbino -
è uscito nell'aprile scorso) e laureati nel mondo del lavoro, spiega Cammelli - con ogni
una serie di successi che l'han- promuovendo la conoscenza Il Centro Internazionale di Semiotica e di Linguistica probabilità saranno pubblica-
no portata ad essere una delle delle singole performance del- dell'Università di Urbino organizza dal 10 al 17 settem- ti da AlmaLaurea nel 2010, con
più amate d'Italia. le diverse realtà universitarie bre 2009 un ciclo di convegni, seminari e tavole roton- l’uscita del prossimo Rappor-
Gli organizzatori si aspettano italiane che hanno aderito al to, il XII°.
di eguagliare il numero di pre- nostro progetto”. de sul tema delle teorie e delle pratiche semiotiche. “È importante - ha concluso
senze del 2008, quando afflui- AlmaLaurea mette a disposi- All’evento parteciperanno studiosi delle università italia- Cammelli - che le Marche, co-
rono (durante le tre serate) zione online sul proprio sito in- ne e straniere. L'intero corso costa 70 euro. Un singolo me hanno fatto regioni come
15.000 ragazzi. ternet (www.almalaurea.it) ol- l’Emilia Romagna, si possano
Insomma, alla fortezza Albor- tre 1.200.000 curriculum vitae convegno 30 euro. Gli interessati devono inviare dotare di un osservatorio re-
noz sarà grande festa. Anche se di laureati provenienti da 53 domanda di iscrizione (scaricabile all'indirizzo internet gionale completo sulla base
l'ultima occasione per fare bi- atenei italiani. Ma Cammelli http://www.uniurb.it/semiotica/docs2009/Dep.09.pdf) dell’analisi dei dati statistici di
sboccia in città non è stata del- avverte che nella banca dati di tutte le università presenti nel-
le più felici. AlmaLaurea “entrano soltanto al Centro di Semiotica e Linguistica (Piazza la Regione. Mi batterò sino al-
Gli urbinati, infatti, ricordano gli studenti di università che Rinascimento 7, 61029 Urbino) entro il 5 settembre la fine dei miei giorni affinché
ancora molto bene la notte hanno aderito e dall’anno in 2009. Le domande di borsa si studio, invece, dovranno questo Paese ci dia risposte di
bianca dello scorso 23 maggio cui l’università in questione ha sistema, altrimenti resteremo
quando un poliziotto in pen- deciso di entrare”. essere inviate entro il 15 agosto 2009. sempre ai margini”.
sione, infastidito dal chiasso, L’ingresso di Urbino - la cin- giovannipasimeni@virgilio.it

11
il Ducato

Il ricordo delle bombe israeliane e l’odore del fosforo bianco sono ancora vivi

Beirut dalla doppia identità


Macchine sportive e ragazze in minigonna nella città Est, palazzi distrutti e donne con lo hijab a Ovest
ERNESTO PAGANO minando nelle strade senza divisa nei manifesti, le sue re- Medio Oriente ad aver fatto sulmani”.
asfalto di Dahye, capire perché gole e la sua polizia, addestrata manifestazioni pubbliche e a Ma sono soprattutto cristiani
la “resistenza” fa tanto presa e stipendiata da Hezbollah. essersi organizzata in un’asso- quelli che manifestano più fa-

B
eirut, città degli sulla gente. Il fratello di Zeynab, appena di- ciazione legalmente ricono- cilmente le loro tendenze ses-
estremi, da Hez- Il ricordo delle bombe israelia- ciottenne, le iniziali del nome sciuta. “Il governo non deve suali. Come sono in prevalenza
bollah al movi- ne e l’odore del fosforo bianco tatuate sulla mano, guida con avere nulla a che fare col nostro cristiani i giovani che affollano
mento gay. Il pul- sono ancora vivi nella memo- aggressività un fuoristrada dai letto” recita uno dei messaggi i locali notturni del centro e che
mino numero 4 at- ria delle persone. vetri scuri facendo lo slalom tra affissi ai muri del teatro Babel. sembrano vivere in un altro
traversa Beirut da Nella zona del Murabba (il qua- le bancarelle del suk e le perso- Sulle scale all’entrata, un grup- paese rispetto ai passeggeri del
est a ovest, allacciando nel suo drato), già residenza dei vertici ne che affollano i vicoli angusti po di ragazzi coi jeans attillati e pulmino numero 4.
percorso i due estremi, geogra- di Hezbollah, sorgono gli sche- del quartiere. “E’ un combat- i piercing su labbra e sopracci- “Quando nel 2006 Israele bom-
fici e culturali, della città: la letri dei grattacieli in costru- tente” dice Zeynab indicando glie, scherzano, discutono, si bardava i ponti di Dahye, a due
Beirut est, dalle macchine zione. Nel 2006 il quartiere è con ammirazione il fratello al- baciano senza vergogna. “Nel chilometri da qui, noi guarda-
sportive e le ragazze in mini- stato completamente raso al la guida. Fa parte delle milizie nostro paese è normale vedere vamo la guerra in televisione.
gonna e la Beirut suolo dagli F16 sciite dunque? “Milizie non è uomini che ten- Era come vedere
gono in mano la partita dei
ovest, dai palazzi
distrutti e le don-
Le elezioni israeliani
adesso è un im-
e una bella parola – risponde la
giovane aggiustandosi il velo – una pistola, ma In Libano mondiali”, rac-
menso cantiere noi preferiamo la parola resi- è considerato conta un ragazzo
ne che indossa-
no lo hijab scuro. non hanno tutto a marchio stenza”. “Siamo tutti pronti alla anormale vede- il movimento palestrato men-
Al capolinea di “Waad Ricostru- resistenza” le fa eco il fratello re uomini che si tre beve un Cuba
Dahye, il quar- intaccato zioni”, la società mentre tiene la mano premuta tengono per omosessuale Libre. La sua ra-
tiere-metropoli edile finanziata sul clacson per far spostare i mano”, dice con gazza che ha visi-
controllato dal la popolarità dall’Iran. “Per pedoni. un sorriso Ra- è uscito bilmente labbra
partito sciita mesi in questa Nel pulmino numero 4 spesso bih, uno dei co- e naso rifatti, non
Hezbollah, ci so- del leader zona non ci si la radio è sintonizzata sul cana- ordinatori del- allo scoperto sembra interes-
no ovunque ri- poteva avvici- le di Hezbollah e i passeggeri, l’associazione sarsi minima-
tratti del leader del Partito nare per la puz- studentesse con lo hijab e ope- gay Helem, che da appena mente a quello
Hassan Nasral- za del fosforo rai senza denti e con le mani vuol dire “so- che è accaduto
lah – barba e tur- di Dio bianco”, raccon- callose, ascoltano con espres- gno” in arabo,
ma che è anche
due anni nel 2006, ma ci
tiene a dire che i
bante neri – ap- ta Zeynab, gio- sione grave gli appelli alla resi-
pese a dei fili legati ai balconi vane giornalista del quotidia- stenza e alla giustizia sociale l’acronimo per associazione li- suoi le hanno regalato l’opera-
delle case. Le elezioni parla- no “al Akhbar” e simpatizzante proclamati da Nasrallah. Forse banese per la protezione di gay, zione di chirurgia plastica do-
mentari del 7 giugno, che han- del partito sciita Amal, alleato nessuno di loro sa che a pochi lesbiche e transgender. po la laurea.
no deluso Il Partito di Dio che di Hezbollah. “Il governo non metri dal capolinea di Hamra, Il movimento gay è uscito allo Per molti passeggeri del pulmi-
sperava di trasformare in mag- ha mai messo piede da queste dove ragazze in minigonna e scoperto quando l’anno scorso no numero 4, le elezioni parla-
gioranza la sua coalizione parti e non ha investito un sol- tacchi alti fanno shopping nei due ragazzi sono stati picchiati mentari libanesi del 7 giugno
d’opposizione, non hanno in- do per la ricostruzione. Siamo i negozi alla moda di Hamra a sangue e poi arrestati dalla scorso, dovevano rendere me-
taccato di una virgola la popo- rinnegati della città e ci siamo street, c’è il teatro d’avanguar- polizia perché sorpresi a ba- no distanti le due estremità di
larità di Nasrallah tra gli sciiti. organizzati da soli” conclude dia “Babel” dove si parla in altri ciarsi sotto un edificio di piaz- Beirut, facendo trionfare la
Il suo cavallo di battaglia è il con amarezza. termini di giustizia sociale. za Sassine, nel cuore cristiano causa della “resistenza”. Ma per
concetto di resistenza (sottin- Il quartiere di Dahye è una se- Abolire la legge 534 che con- di Beirut. “A noi non interessa il momento, l’unica resistenza
teso a Israele), parola mille vol- conda Beirut, col suo milione e danna i rapporti sessuali “in- di che religione sei - conlude che sembra trionfare in Liba-
te ripetuta durante i suoi dis- mezzo di abitanti, i suoi ritmi, i naturali” è la sfida della comu- Rabih – la nostra battaglia co- no, è quella al cambiamento.
corsi pubblici. Ed è facile, cam- suoi martiri di guerra ritratti in nità gay di Beirut, l’unica in involge cristiani quanto mu- er_pagano@yahoo.it

12
DAI NOSTRI INVIATI

Un ambulante napoletano rifiuta di vendere il suo furgone a Mick Jagger

Londra, il tesoro del gelataio


“Ho fatto una promessa a mia figlia e non cambio idea neppure davanti a 100 mila sterline dei Rolling Stones”

GIULIA AGOSTINELLI

R
ifiuta un assegno di
100.000 sterline,
quasi 118.000 euro,
firmato dalla rock
star Mick Jagger per-
ché preferisce te-
nersi il suo camioncino vintage
dei gelati con cui ha promesso Foto grande
alla figlia di accompagnarla al- il furgoncino
l'altare. È successo a Londra e a “conteso”
dire di no al cantante dei Rolling
Stones è stato Giuseppe Della e il cantante
Camera, un gelataio napoleta- Mick Jagger.
no. Foto piccola
Giuseppe ha 34 anni, una moglie
e tre figli e da 10 anni vende gela- il gelataio
ti in un parco a sud di Londra con napoletano
il suo furgoncino Morris J-type Giuseppe
del 1954. Se la sua storia assomi-
glia alle parole della canzone di Della
Lucio Battisti "il carretto passa- Camera
va e quel l'uomo gridava gelati",
anche quello che gli è successo
qualche settimana fa potrebbe
essere raccontato con un'altra
canzone. "I can't get no satisfac-
tion" (non posso essere soddi-
sfatto) è quello che, infatti, avrà
pensato Mick Jagger dopo che si
è visto rifiutare la vendita del ca-
mioncino dei gelati. Lui stesso
che cantò per la prima volta que-
sta canzone nel 1965.
"Stavo lavorando nel parco di
Wandsworth Common - ha rac-
contato Giuseppe Della Camera
- quando il signor Mick è arriva-
to con suo figlio e ha comprato
dei gelati. Mi ha detto che si era
innamorato del mio camionci-
no e sono rimasto sbalordito
quando mi ha offerto 100.000
sterline per comprarlo. Jagger ha
sette figli e ho pensato che pro- di venderlo ma poi gli ho detto cino dei gelati tutto arrugginito.
babilmente voleva il mio fur- che era impossibile, non potevo Era rimasto fermo lì per 28 anni
goncino per far giocare i nipoti". tradire la promessa fatta a mia fi- e il contadino lo usava per farci
Di fronte a questa generosa of- glia". dormire le sue galline. Quando
ferta fatta da una delle rockstar Il suo Morris J-type del '54 Giu- chiesi al signore se lo potevo
più famose e ricche del mondo, seppe lo ha comprato qualche comprare lui mi rispose che co-
Giuseppe non ha però dimenti- anno fa da un contadino inglese stava sulle 2.000 sterline e che lo
cato la promessa che ha fatto a che lo usava come pollaio e ha avrei dovuto pagare entro il gior-
sua figlia Alessia. La bambina, speso ben 35.000 sterline, più di no successivo perché stava par-
che ora ha 12 anni, ha chiesto di 40.000 euro, per restaurarlo. "Ho tendo per le vacanze".
essere accompagnata all'altare iniziato a vendere gelati con un "Vendo coni gelato italiani a 1.50
con il furgoncino vintage del pa- carretto. Poi un giorno - ha rac- sterline l'uno - ha concluso - ma
dre e, per questo motivo, Giu- contato il gelataio napoletano - non potrei sopportare l'idea di
seppe non ci ha pensato due vol- mentre stavo guidando nella vedere il mio amato camioncino
te a rifiutare la proposta. campagna vicino a Stonehenge, al signor Mick, neanche per
"Devo ammettere che, di fronte ho visto in un campo di un con- 100.000 sterline".
a quella cifra, sono stato tentato tadino questo vecchio camion- g.agostinelli@libero.it

13
il Ducato
Numerose sfumature differenti si confondono in un solo e unico meccanismo

Le mille facce di New York


Tassisti, senzatetto, ragazze in bikini, sessantenni con il giornale elettronico: è lo spirito della Grande mela

MANUELA BALDI

Q
uando ci si prepa-
ra a vedere New
York per la prima
volta, si ha la sen-
sazione di cono-
scerla già. Si è
convinti di aver letto sui gior-
nali o visto in televisione tutto
quello che di importante c'è da
sapere sulla Grande Mela.
In Sex & the City, la popolare se-
rie tv, la protagonista passa il
tempo fra negozi d'alta moda e
“vernissage” per pochi eletti.
Neanche a dirlo, vive a Man-
hattan e si muove solo in taxi.
Ma di chi vede la serie, quanti
sanno chi è, che vita fa un tas-
sista medio a New York? Ce ne
sono 12 mila, di tassisti, a New
York. Quasi tutti afroamerica-
ni, indiani, cinesi e coreani. Al-
cuni ancora non parlano bene
l'inglese, ma gli incroci li cono-
scono come se qui ci avessero
sempre vissuto. Uno di questi è
Philip, un 52enne di origine ci-
nese che vive qui da quando
aveva 6 anni. “Manhattan è fa-
cile, non ti puoi sbagliare, sono
tutti quadrati. Una volta impa-
rati i quadrati, è fatta. Non so-
no tutti uguali, ognuno ha la
sua natura. Little by little an-
che tu li distinguerai. E poi
orientarsi con il nord e il sud è
facile: guarda tutti quei gratta-
cieli. Lì è Midtown. Il cuore del- musicisti, che da Manhattan si illuminate animano queste tre A sinistra
la città”. sono spostate in periferia tra- o quattro vie del centro. Spring,
Si parla per “incroci”, a New scinando con sé centinaia di Prince, Lafayette street. Alle e in alto,
York. “Portami a Broadway, fra giovani alla ricerca delle ulti- undici di sera non uno, ma de- ”homeless”
Bleeker e Houston”. Lui capisce me avanguardie culturali. Gal- cine di senzatetto dormono di New York.
al volo. Le vie sono arterie trop- lerie d'arte, locali che suonano sotto quelle vetrine illuminate.
po lunghe, e i numeri civici una musica sperimentale dal vivo, Sono gli “homeless” di New In fondo,
perdita di tempo. ristoranti etnici: da Soho si è York: donne, uomini e bambini i taxi
Philip dice che non ha paura di passati a Williamsburg, a due che vivono ai margini della so- affollano
lavorare di notte, che Manhat- passi dal ponte omonimo, l'a- cietà. Poi ce ne sono 36 mila
tan è sicura. Ma quando gli par- nima più hippie di Brooklyn; che dormono negli shelters, i gli incroci
li di attraversare il ponte, ma- poi da lì al Bronx. ricoveri cittadini. Diecimila della
gari per andare nel Queens, Quando è buio, comunque, sono famiglie. Solo negli ultimi Grande
scuote la testa e dice che fino a non serve arrivare nei sobbor- sei mesi, anche per via della
lì quando è tardi non vuole an- ghi malfamati per vedere l'al- crisi economica, l'aumento è mela
dare. Eppure molti newyor- tra faccia della città. Nolita stato del 13%, i livelli più alti
chesi sono d'accordo: ormai (che sta per NOrth of Houston dell'ultimo quarto di secolo.
quella zona, insieme al Bronx, – LIttle ITAly) è un piccolo Agli inizi di maggio scorso il
non è più pericolosa come un quartiere, uno dei più alla mo- Comune di New York aveva co-
tempo. Ad aiutare il recupero da di New York: ristoranti di gri- minciato a far pagare l'affitto
di queste aree sono state alcu- do e stilisti emergenti, vetrine degli shelters alle famiglie che
ne piccole comunità di artisti e coloratissime e perennemente lavorano, in forza di una legge
del 1997 che non era mai stata
applicata fino a quel momen- senzatetto di New York, ha lan- che sente. La nuova tendenza?
to. Si sarebbe dovuto versare ciato uno spot che denuncia gli Quando fa caldo le ragazze
un importo da valutare in base sprechi del Governo e i tagli sui escono di casa in costume da
al tipo di abitazione e al lavoro servizi dedicati a chi non ha bagno. Non al mare, ma a Soho,
svolto, e comunque non supe- una casa. Un video fa la paro- nel cuore di Manhattan.
riore al 50% dello stipendio. Le dia della famosa pubblicità La metropolitana è la sintesi di
proteste hanno attraversato della MasterCard: “I due nuovi tutto questo. In un unico vago-
tutta la città, coinvolgendo stadi del baseball di New York ne siedono uno accanto all'al-
non solo i diretti interessati, (Yankees e Mets, ndr), un mi- tro il ragazzo del Bronx, tuta
ma anche i gestori dei ricoveri: liardo e 300 milioni di dollari; acetata fluorescente, scarpe da
per una famiglia in difficoltà un piano di salvataggio di Wall ginnastica, collanone d'oro e
pagare l'affitto di uno shelter Street, 750 miliardi di dollari; il maxi cuffie alle orecchie; il ses-
avrebbe significato non uscir- taglio sui centri di accoglienza santenne in gessato grigio che
ne mai più, non potersi mai ai senzatetto, non ha pietà”. Un torna dal lavoro e legge le ulti-
permettere di risparmiare sarcasmo che non va per il sot- me notizie sul giornale elettro-
qualcosa e avere una casa “nor- tile, ma che rende l'idea. nico (il “Kindle”); la modella
male”. Dopo sole tre settimane, New York non è solo Sex & the anoressica vestita all'ultima
il 22 maggio l'amministrazio- City, questo è certo. Ma nel ma- moda che digita frenetica mes-
ne Bloomberg ha fatto marcia re di contraddizioni di una saggi sull'iPhone. A nessuno di
indietro, sospendendo tempo- grande metropoli si distinguo- loro interessa sapere chi è se-
raneamente il programma di no anche le sfumature più duto al suo fianco. Eppure per
riscossione degli affitti. Quello gioiose. Persone e culture che un'alchimia tutta particolare,
che si chiamerebbe un “lieto fi- non sembrano avere nulla, ma che forse solo qui a New York
ne”. proprio nulla in comune fra lo- esiste, alla fine tante anime dif-
In questi giorni però Coalition ro, si “accavallano”. L'abbiglia- ferenti si confondono in un so-
for the Homeless, una delle più mento non ha regole e confor- lo grande meccanismo.
grandi associazioni a tutela dei mismi, ognuno indossa quello manuelabaldi@hotmail.com

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DAI NOSTRI INVIATI

Oltre alle case il terremoto ha lasciato ferite profonde anche nelle persone

L’Aquila, così cambiano le anime


La scossa del 6 aprile come quelle del 1461 e del 1703: “Da allora, pessimismo e rassegnazione nel capoluogo”

ALBERTO ORSINI di Centofanti, il dopo-terremoto se: solo in quella di San Domeni- si effetti, materiali e “psichici”, di
nel Quattrocento fu gestito me- co ci furono 800 morti, quasi un quello del 1703. “È stato disastro-
ov i m e n t o d i glio di quello nel Settecento. “Al terzo del totale”. Era la sera della so - spiega Centofanti - deva-

M
terra, certo. Ma momento del sisma del 1461 - Candelora. E quel Carnevale è di- stante e sottostimato. La città do- Da sinistra,
è un movimen- spiega - la città era al suo apogeo ventata la “festa crudele” che dà vrebbe essere ricostruita con de- vigili del fuoco
to anche di ani- economico e culturale, il gover- il titolo al libro di Centofanti. cine di miliardi di euro, che inve-
mi, un terremo- no comunale e quello religioso Le similitudini tra il sisma del ce non sono stati messi sul tavo- al lavoro
to come quelli erano di grande qualità. Come Settecento e quello del 2009 sono lo. Al di là delle fantasie sulla ri- tra le macerie
che hanno colpito L’Aquila que- poi nel 1703 e anche quest’anno, molte. “Proprio come allora - at- costruzione, la città verrà e la Prefettura
st’anno, o trecento anni fa, o tre- la sequenza sismica fu caratte- tacca Centofanti - è mancata la smembrata in dozzine di “villag-
cento anni prima. 1461, 1703, rizzata da scosse premonitrici, prevenzione: l’addestramento getti”. Il centro verrà ristruttura- devastata
2009. Il copione è simile: la scos- prima di quella rovinosa. Il Co- della popolazione, l’istituzione to, ma solo in qualche punto: dal sisma
sa colpisce, distrugge edifici e vi- mune fu risoluto, vietando dopo di punti di ritrovo, e certo, anche “funghi” bellissimi in mezzo alle (Foto RENATO
te umane, poi c’è la ricostruzio- i primi terremoti riunioni in luo- il fare a meno di costruire edifici macerie, una Disneyland del ter-
ne. Quello che cambia è però la ghi pubblici come le chiese. sopra una faglia. Inoltre le scosse rore. Effetti simili sulla sostanza VITTURINI).
psiche degli aquilani, che di ge- Quando ci fu la scossa maggiore, premonitrici sono state ignorate materiale potrebbero avere una Di seguito, una
nerazione in generazione e ahi- la distruzione fu molta ma le vit- dalla Commissione grandi ri- nuova implicazione sulla psiche casa distrutta
mè, di terremoto in terremoto, time furono solo 80”. Diverso il schi, con i risultati che ora tutti degli aquilani. Purtroppo al mo-
sono diventati sempre più pessi- caso del 1703: “La gente - ricorda sappiamo”. mento tutto va in questa direzio- a Onna
misti e rassegnati. È questa la te- Centofanti - in quel caso era as- Impossibile sapere ora se que- ne”.
si di fondo che da tempo porta sembrata proprio dentro le chie- st’ultimo terremoto avrà gli stes- alberto.orsini@gmail.com
avanti Errico Centofanti, giorna-
lista e scrittore del capoluogo
abruzzese, ma anche in passato
fondatore del Teatro stabile d’A-
bruzzo e direttore del festival “Ri-
Celso Cioni, commerciante, abitava nel paese più colpito
nascimenti” di Urbino. Una tesi
scritta in un volumetto, “La festa
crudele”, uscito nel 2003, a tre-
cento anni esatti da quello che
allora era l’ultimo e che invece
oggi purtroppo è diventato il pe-
nultimo terremoto a colpire pe-
santemente L’Aquila.
Via da Onna, salvato dal trasloco
“Volevo raccontare - spiega Cen-
tofanti - cosa accadde in occasio-
ne della scossa del 1703 e soprat-
Q uaranta morti su trecento. Con il suo
spaventoso bilancio di vittime, il pae-
se di Onna è diventato subito uno dei
Le scosse principali del terremoto aquilano
tutto quali furono le conseguen- più noti e tristi simboli del terremoto che lo
ze. La prima, certo, la distruzione scorso 6 aprile ha devastato l’Aquilano. Vici-
quasi completa della città. Il go- nissimo all’epicentro della scossa più forte,
verno di allora, che era il Regno di quella delle 3.32 del mattino, lo storico cen-
Napoli, intendeva abbandonare tro abitato è stato segnato pesantemente dal
la zona e rifare L’Aquila altrove, sisma: 350 erano gli abitanti prima dell’even-
ma per l’opposizione della citta- to, 41 è il conto esatto delle vittime che ci so-
dinanza e della municipalità il no state.
pericolo fu scongiurato. La se- “A Onna ci ho vissuto quattordici anni e mai
conda conseguenza fu invece ho pensato potesse accadere una sciagura
psichica, nella mentalità collet- del genere: di solito quando tornando a casa
tiva degli aquilani. La gravità del- superavo il passaggio a livello, mi sganciavo
la distruzione e delle vittime, la cintura di sicurezza: in mezzo al paese mi
2.500 a fronte di una popolazio- sentivo al sicuro”.
ne allora di appena 11 mila abi- È uno che Onna la conosce molto bene Celso
tanti, segnarono le generazioni, Cioni, commerciante aquilano, direttore
che anche dopo non si sono mai della Confcommercio provinciale ed ex as-
riprese. L’Aquila fu ricostruita e sessore provinciale. È scampato alle scosse,
anche con magnificenza, ma il ma di quel paese preso particolarmente di
carattere degli aquilani ha con- mira dal sisma sa davvero molto. Anche per-
servato un’impronta di scettici- ché è andato via da Onna solo pochi mesi pri- lunedì tornavo per giocare a calcetto con i ra- una maestra”. Attorno alla casa il paese, in cui
smo e rassegnazione”. Quella ma del terremoto. gazzi del posto”. Cioni è consapevole che l’a- ci si conosceva tutti, “tanto che potevi lascia-
che Centofanti nel libro defini- La sua famiglia è cresciuta lì, il cuore è rima- ver cambiato casa qualche mese fa, probabil- re la chiave infilata nel portone di casa”.
sce mentalità del “chi te lo fa sto sotto le macerie. “Mia figlia Camilla - ri- mente, gli ha salvato la vita. Lo confessava Eppure in quell’ambiente ristretto e familia-
fa’?!”: una frase dialettale abba- corda - si trovava a Onna la sera del sisma, vi- sconvolto pochi giorni dopo il terremoto, ai re, c’era qualcuno che ignorava che l’ex asses-
stanza chiara (“Chi te lo fa fa- sto che spesso ci dormiva e ci è molto legata. conoscenti incontrati in area di servizio, sul- sore provinciale è discendente di una celebre
re?!”) e che indica appunto lo Ha frequentato l’asilo delle suore: la figura di la strada verso la costa. Se ne è reso conto più famiglia aquilana di fornai, tanto che ancora
scetticismo intriso di rassegna- suor Alberta per lei è stata importantissima, violentemente tornando a vedere in che con- oggi esiste un punto vendita omonimo.
zione che spessissimo, perfino e poi è cresciuta per i vicoli e la piazza di que- dizioni era la sua vecchia casa. “Quindici anni fa - ricorda Cioni - durante il
nelle generazioni attuali, zavor- sto paese. Così nei primi giorni di emergenza “Esternamente - racconta - è rimasta in pie- mio primo giorno a Onna la signora Dina mi
ra ogni buon aquilano che ne ve- ha voluto fare la volontaria”. di, ma dentro è tutto crollato. Non so quale sia regalò un filone di pane. Quando seppe le mie
da un altro dedicarsi a qualsiasi Un paese che Cioni ricorda ricco di vita: “C’e- stata la sorte della nuova inquilina, sorella di origini addirittura si scusò, ma le risposi che
attività umana. rano - spiega - continue iniziative della pro una signora che abitava nelle vicinanze è che per me era il miglior regalo possibile; pur-
E le cose nel corso dei secoli sono loco e del centro anziani. Inoltre, anche dopo purtroppo nel sisma è deceduta. Era una ca- troppo neanche lei ce l’ha fatta. In frigo ho an-
peggiorate. Tanto è vero che in che io e la mia famiglia ci eravamo trasferiti a sa non grandissima ma con un bel giardino e cora le ultime uova che mi aveva dato. Le con-
base alle ricostruzioni storiche Gignano (altra frazione aquilana, n.d.r.), ogni la casetta per i bambini. Era appartenuta a serverò per sempre”. (A.O.)

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il Ducato MASS MEDIA
Il difficile mestiere del cronista che per un mese racconta la corsa in bicicletta

Giro, una lotta tra giornali e tv


Nel ciclismo il rapporto tra giornalisti e atleti è più diretto, senza i filtri imposti dagli sport più ricchi

LUIGI PERNA

I
n una vecchia foto degli
anni Sessanta, c'è il re del
quiz Mike Bongiorno che
intervista in moto la ma-
glia rosa più celebre del-
l'epoca: Felice Gimondi.
E' passato molto tempo e anche
il ciclismo è cambiato. Il Giro Nel maggio
d'Italia ha tagliato il traguardo 2008
simbolico del Centenario. Oggi il Giro
sulla moto della Rai, accanto ai
cronisti abituali, c'è l'olimpio- d’Italia
nico Paolo Bettini, che è appena è tornato
passato dalla bici al microfono. a Urbino
Le uniche voci che si ascoltano
sono quelle dei direttori sporti- con una
vi dalle "ammiraglie", le auto tappa a
delle squadre. Le interviste in cronometro
gara ai corridori sono vietate
dall'articolo 4 del regolamento:
si fanno solo a pedali fermi, cioè
prima e dopo le tappe.
Al mattino i corridori sfilano
sotto il palco per la "firma" del
foglio di partenza: quella di so-
lito è la prima occasione. Dopo
l'arrivo, invece, scatta il si-sal-
vi-chi-può per cogliere le rea-
zioni a caldo dei protagonisti,
che di solito vengono portati al
riparo nel box dietro al podio,
dove ha accesso per contratto
solo la tv di Stato, in attesa di es-
sere dati in pasto a televisioni,
radio e giornali, in rigoroso or-
dine.
Raramente i campioni come
Armstrong, Basso e Cunego si
fermano a parlare, se non sono
obbligati dal cerimoniale. Per-
ciò se si vuole cercare qualcosa
in più, la cosiddetta "esclusi-
’’
’’
va", bisogna andare altrove.
Dove? Ai pullman delle squa-
dre, in cui i corridori si rifugia-
no dopo la tappa per una doccia
Cosa significa seguire i corridori per tanto tempo?
ristoratrice e il successivo viag-
gio verso l'albergo. Primo: non stare mai fermi. Secondo: non avere orari.
Il problema è arrivarci, a questi
pullman. Perché possono esse- Terzo: non considerare la fatica.
re lontani anche quindici chilo-
metri dall'arrivo, se il traguardo Il Giro è una prova fisica anche per chi lo racconta
è in cima a una salita alpina o
dolomitica. Per questioni logi-
stiche, i motorhome si fermano le pareti di un Palazzetto. Si pra- per chi lo racconta. Ogni sera un nei Comuni, nelle scuole ele- al Giro 2001, quando duecento
ai piedi della montagna. Allora tica all'aperto, sfidando i ca- albergo diverso. Ogni giorno mentari, nei rifugi alpini, perfi- agenti perquisirono per nove
bisogna industriarsi: saltare al pricci della natura. Si segue in una città di partenza, una di ar- no nelle case. Una volta, nel ore le stanze d'albergo dei cor-
volo su un'ammiraglia che auto, anticipando il serpentone rivo e una in cui dormire. Circa 1995, la tappa di Briancon fu ac- ridori e la corsa rosa conobbe
scende a valle, supplicare un dei corridori, mangiando al vo- settemila chilometri da percor- corciata per una slavina sul Col- (mai come allora) l'incubo del
passaggio su un'auto qualsiasi lo un panino e fiondandosi al- rere. Nella valigia c'è di tutto: le dell'Agnello e l'arrivo posto a doping.
della carovana rosa, oppure l'arrivo per vedere le riprese dal moncler al costume da ba- Pontechianale. Lo storico diret- In agguato ci sono sempre peri-
aspettare la fine della corsa dall'elicottero degli ultimi tren- gno. Perché si va da Plan de Co- tore Candido Cannavò e i gior- coli e tragedie. L'ultima è stata
ospiti proprio su uno di questi ta o quaranta chilometri della rones a Pizzo Calabro e si può nalisti della Gazzetta dello la morte di Fabio Saccani, 69 an-
motorhome, complice la fratel- tappa. Gli attori che vi recitano passare, in una sola tappa, dal Sport bussarono a una porta e ni, uno dei motociclisti più
lanza di strada con qualcuno sono vivi. Con loro è ancora livello del mare ai 2.600 metri chiesero ospitalità a una signo- esperti al seguito del Giro, vitti-
dei massaggiatori delle squa- possibile avere quel rapporto del Gavia. Senza contare il fred- ra, che diede loro asilo fino a se- ma il 19 maggio di un incidente
dre. diretto e senza filtri, che è inve- do e il caldo, la neve e il sole. Co- ra. Quest'anno, sull'Alpe di Siu- mentre andava al raduno di
Rispetto agli altri sport, il cicli- ce vietato nel calcio o in Formu- me quest'anno, nella tappa si, una parte dei giornalisti del- partenza di Cuneo, dopo il gior-
smo conserva questo spirito la 1. marchigiana con il Monte Ne- la Gazzetta (compresi quelli di no di riposo passato a casa con
nomade e zingaresco che affa- Ma che cosa vuol dire lavorare rone, il Monte Catria e l'arrivo a Internet, che producevano vi- la famiglia. Il suo corpo è rima-
scinò scrittori come Achille un mese seguendo questa gio- Monte Petrano: una delle più deo di notevole complessità) è sto sull'asfalto, a pochi metri
Campanile e Alfonso Gatto, stra itinerante? Primo: non sta- "infuocate" delle ultime edizio- rimasta a lavorare ai piedi della dal percorso. La gara era già
grandi firme del giornalismo re mai fermi. Secondo: non ave- ni, in cui i corridori hanno be- funivia, occupando i tavoli di partita. Scriverne, per chi l'ha
come Aldo Buzzati, Indro Mon- re orari. Terzo: non considerare vuto nove litri d'acqua a testa. un ristorante. visto, è stato come piangere un
tanelli, Orio Vergani e Gianni la fatica. Al Giro si vive di espedienti. Le In certi casi non si dorme. Come amico.
Brera. Non ci sono uno stadio o Il Giro è una prova fisica anche sale stampa sono organizzate nella notte del blitz di Sanremo lperna@rcs.it

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