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Il No B. day del 5 dicembre si far a San Giovanni, la piazza pi grande di Roma. Buon segno. Bersani ci sar?

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www.ilfattoquotidiano.it

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Mercoled 2 dicembre 2009 Anno 1 n 61


Redazione: via Orazio n 10 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

1,20 Arretrati: 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

FINI CAPO DELLOPPOSIZIONE


In un fuorionda parla di Berlusconi e Spatuzza Parole pesantissime che il Partito democratico non osa dire
Pd, che brutta svolta
di Antonio Padellaro

Fuorionda in casa pd
di Marco Travaglio

Il premier confonde il consenso con limmunit. Si crede un monarca, ma gli ho detto: ricordati di quelli a cui hanno tagliato la testa

Quel pentito una bomba atomica. Berluscones allattacco: il presidente della Camera un ingrato, ora deve chiarire pag. 3 z

dc

difficile che il fuorionda di Gianfranco Fini possa peggiorare i suoi gi pessimi rapporti con Silvio Berlusconi. Vedremo come giornali e giornalisti padronali (alani da riporto li ha definiti Eugenio Scalfari) ne approfitteranno per azzannare il presidente della Camera che ha comunque il merito di non nascondere la propria crescente disistima nei confronti del premier. Sia sotto voce che ad alta voce. Parole e comportamenti che colpiscono di pi se paragonati alle parole e ai comportamenti che giungono dai vertici del Pd, da quello che cio dovrebbe essere il principale partito dellopposizione. Il condizionale (sullopposizione) obbligato dopo le oblique affermazioni di Enrico Letta, prontamente vidimate dal segretario Bersani che autorizzano Berlusconi a difendersi dai processi e non nei processi. Come dire: una sorta di licenza a scappare dai giudici quando e come meglio desidera. Una svolta sconcertante nella linea del Pd, adottata da Bersani e Letta dopo un colloquio con il presidente Napolitano e senza alcuna discussione interna. A questo punto crediamo che gli elettori del Pd abbiano diritto a pi di una spiegazione e a pi di una risposta. Il garantismo di nuovo conio nei confronti dellimputato Berlusconi risponde (come sostiene il Foglio) a una esplicita richiesta del Quirinale? Esso spiana la strada a unintesa con il Pdl sulle cosiddette riforme della giustizia: il superinciucio auspicato da Sergio Romano e Piero Ostellino sul Corriere della Sera? E in nome di questa conversione a U ( anzi a B.) che Bersani e il nuovo gruppo dirigente non battono ciglio di fronte a un riformatore della tempra di Renato Schifani, oggi presidente del Senato e ieri avvocato di fior di mafiosi (trascorsi leciti, per carit, ma che poco si addicono alla seconda carica dello Stato)? Del tutto pleonastico a questo punto chiedere e chiedersi come mai Bersani e il nuovo gruppo dirigente del Nazareno abbiano deciso di disertare la piazza antiberlusconiana del 5 dicembre. Insomma, cari amici del Pd, il nostro titolo di oggi su Fini capo dellopposizione davvero cos assurdo? Scriviamo ci senza alcun intento polemico. Sappiamo che molti dei nostri lettori votano per il Pd. E anche chi scrive non si vergogna certo di aver partecipato con passione a tutte le primarie che da Prodi a Veltroni a Bersani hanno contribuito a radicare il nuovo partito nelle speranze di tante persone. E poich non viviamo sulle nuvole ci rendiamo anche conto delle necessit della politica. Ma oggi nel Pd accade qualcosa che ci sfugge. E che non ci piace per niente.

Udi Gian Carlo Caselli


FALCONE, I PENTITI E I POTENTI
Finch indaghi Riina C isurisiamo.o Provenzanonvai bene. Ma quando face do il tuo dovere passi a occuparti, ricorrendone i presupposti in fatto e in diritto, anche di imputati eccellenti, devi mettere in conto che cominciano i guai. pag. 18 z

ANTIMAFIA x Conti fittizi per Savino e Began

Riciclaggio: coinvolte a Bari le amiche del cavaliere


Massari pag. 5 z

Udi Gianni Barbacetto


SMOG, INDAGATI FORMIGONI E LA MORATTI
desiE ccolo, eccolo. Il tantopresiderato, agognato, scongiurato avviso di garanzia al dente Roberto Formigoni arrivato. Il Celeste d lannuncio con enfasi, sventolando il foglio arrivato dalla Procura di Milano. pag. 5 z

Elvira Savino (FOTO ANSA)

Sabina Began

TERNI x La vittima un operaio

ALLA THYSSEN SI CONTINUA A MORIRE


democratici n

A due anni dal rogo di Torino, un giovane ucciso dalle esalazioni nello stabilimento umbro dellazienda Reguitti pag. 9 z

fiat n

Giustizia: Tonini contro Enrico Letta


Telese pag. 7z

La rivolta di Termini Imerese


Franchi pag. 11z

CATTIVERIE

Il viceministro Castelli chiede linserimento della croce nella bandiera italiana. Lidea di crocifiggere il tricolore poteva venire solo a un leghista (Bandanas)

opo il fuorionda di Gianfranco Fini che, al Premio Borsellino, elogia i ragazzi di Ammazzatecitutti e commenta le rivelazioni dei pentiti, il Fatto entrato in possesso di una conversazione rubata ad alcuni dirigenti del Pd al Premio Maria Angiolillo. Massimo: e poi, diciamo, ci sono questi preti antimafia che ci accusano di trascurare la questione morale. Pensassero a dare le estreme unzioni come una volta, invece di impicciarsi di politica. Lo Stato laico, diciamo. Pierluigi: Soccmel, sono poco riformisti, non dialogano. E poi sempre contro, sempre anti: mi sa che al nostro tavolo per il dialogo fra mafia e antimafia non ci vengono. Giorgio: State buoni, se potete. E i giudici devono starsi zitti. Massimo: S, grazie nonno, adesso per lasciaci lavorare. Enrico: Ora ci si mettono pure i ragazzi antimafia di Ammazzatecitutti. Massimo: Li chiamerei Limortacciloro, diciamo. Sono i nipotini di Micromega, quelli che mi fecero saltare la Bicamerale. Ah i Latorre, i Velardi, i Rondolino: quelli erano ragazzi giudiziosi. Pierluigi: Non sono cattivi, ma soccmel, non dialogano, sono poco riformisti. Sempre l a difendere la Forleo e De Magistris. Massimo: Possibile che i genitori non glinsegnino a farsi i fatti loro e che la piazza un brutto posto?. Enrico: Gi fatichiamo a educare i nostri elettori al garantismo e al diritto a difendersi dai processi. E quelli ce li scatenano contro, cos poi votano Di Pietro. Pierluigi: Per pure tu, Enrico, soccmel. Chi te lha fatto fare di dire quelle cose al Corriere? Non lhai ancora capito che i panni sporchi si lavano al Quirinale, non sul giornale?. Enrico: Lascia perdere, me lha gi detto lo zio Gianni: stava andando tutto cos bene, ci eravamo accordati per salvare Silvio dai processi, poi tu e Violante andate a vantarvene in piazza. Luciano: Gi, e mica son fesso: se non andavo a dire a Ballar che per salvare la democrazia bisogna salvare Berlusconi, il merito se lo prendeva qualcun altro. Invece lidea mia, il pacco a Natale spetta a me. Giorgio: State buoni, se potete. E i giudici devono starsi zitti. Massimo: Ok, nonnetto, ora lasciaci lavorare. Ma li hai sentiti, quei facinorosi? Dicono che nessun politico eterno. Ma parlassero per s: io sono qui da quando avevo i calzoni corti e qua resto per i prossimi centanni. Pierluigi: Solo se Silvio resiste, soccmel! Metti che salti e arrivi Fini: e chi ci vota pi senza la paura delluomo nero? Manco col fucile puntato alla nuca ci rivotano. Luciano: Mica son fesso: apposta ho proposto di immunizzare le alte cariche. Manca pure che si dimetta Silvio e ci lasci qua con le pezze al culo. Pierluigi: Figurati che i nostri rimpiangono persino Prodi, solo perch ha battuto Berlusconi due volte su due, soccmel. Massimo: Bella forza: intanto lui sta a casa e noi che abbiamo sempre perso siamo sempre qui, freschi come rose. Enrico: Ma come si fa con Spatuzza e Ciancimino? Parlano e i giudici li lasciano parlare. Massimo: Dai retta a chi sta qua dai tempi dellasilo. Basta fare come me quando mi han beccato al telefono con Consorte: ho lasciato il Pd a Walter per due anni in prestito duso, e quando la gente s dimenticata tutto me lo sono ripreso. Andreotti faceva cos e s sempre trovato bene. Enrico: Ma si parla di trattative Stato-mafia durante le stragi. Massimo: Trattative, che paroloni. Si dice dialogo: vedi che suona subito meglio? A proposito: devo lasciarvi, mi vedo con Cuffaro per dialogare con lUdc. Giorgio: Ecco, ragazzi, dialogo. E i giudici devono starsi zitti. Enrico: Veramente non osano pi nemmeno respirare. Massimo: Fa niente. Zitti e muti a prescindere. E zitti pure voi: se no gli elettori capiscono che non siamo come Fini, che dice in privato quel che dice in pubblico. Poi vengono a cercarci a casa e ci tocca iscriverci al Popolo della Libert.

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Mercoled 2 dicembre 2009

Palermo, il concorso esterno di DellUtri e il superpentito

GUERRA A DESTRA
deporre il superpentito Gaspare Spatuzza, che ha fornito nuove rivelazioni sulla trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato e sui referenti dei boss. In particolare di fronte ai magistrati della Procura di Firenze che indagano sui mandanti esterni degli eccidi del 93 a Roma, Firenze e Milano il pentito ha sostenuto che tra i boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano, Berlusconi e DellUtri, ci furono contatti diretti per avere una sorta di copertura politica dei piani stragisti. Spatuzza parler venerd 4 dicembre a Torino. La decisione di ascoltare Spatuzza nel capoluogo piemontese stata decisa dalla Corte per motivi di sicurezza.

di concorso esterno in associazione mafiosa laccusa che pesa su Marcello DellUtri nellambito del processo dAppello che si sta celebrando a Palermo. In primo grado il senatore del Pdl stato condannato alla pena di nove anni di reclusione. Ed proprio nel processo DellUtri che sar chiamato a

DALLA STRAGI AL GRANDE PATTO: ILpentito in aula: Giuseppe Graviano mi disse: B. BUCO NERO CHE INCHIODA Venerd il
quelli sono affidabili e ora abbiamo il paese nelle nostre mani
di Marco Lillo Gaspare Spatuzza (FOTO ANSA)

uel pentito una bomba. Parola di Gianfranco Fini. Le parole del collaboratore di giustizia che tira in ballo Berlusconi e DellUtri su una presunta trattativa con Cosa nostra, per il presidente della camera devono essere verificate. Altro che pentito ridicolo che lancia solo accuse infamanti, come dice il ministro degli esteri Franco Frattini. Basta un fuori onda che riporta per una volta nel dibattito politico un lampo di verit per suscitare un vespaio in un mondo abituato alle bugie. Per la terza carica dello stato le parole di Gaspare Spatuzza, il collaboratore che parla di Berlusconi, non sono necessariamente false. A due giorni dallaudizione del pentito, il fuori onda di Fini funziona da detonatore per la bomba atomica che continua a ticchettare sotto la politica italiana. Per capire perch non c altro modo per definire i verbali del collaboratore basta leggerli e inquadrarli nel contesto. Spatuzza non un picciotto di mezza tac-

Le bombe del 93, i contatti e quegli imprenditori alla fine entrati in politica
ca ma il braccio destro dei boss protagonisti della stagione delle stragi al nord nel 1993: Giuseppe e Filippo Graviano. E lui luomo che ha organizzato londata di sangue nel continente: Firenze (via dei Georgofili, 5 morti); Roma (basilica di San Giovanni e chiesa del Velabro) e Milano (padiglione di arte contemporanea a via Palestro, 5 morti). Quella stagione di sangue doveva servire per obbligare la politica a scendere a patti con la mafia per addolcire il regime di isolamento dei boss carcerati. Prima del grande botto finale, la strage

dellOlimpico che doveva esserci durante una partita a fine gennaio del 1994 e che poi salt, Spatuzza viene convocato a Roma al bar Doney di via Veneto da Giuseppe Graviano. Il boss aveva incontrato qualcuno prima di lui e non stava nel cappotto blu dalla gioia. Racconta Spatuzza: era

euforico e gioioso. Sprizzava felicit. Di solito era controllato ed era difficilissimo che si lasciasse andare in quel modo. Secondo Spatuzza, Graviano gli parl della trattativa con il gruppo Berlusconi: mi disse: tutto si chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo. Le persone che

hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti (furbetti, in dialetto siciliano ndr) dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Queste sono persone affidabili. E chi sono gli interlocutori affidabili dei boss? A quel punto, prosegue Spatuzza, Graviano mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5; poi mi dice che c anche un paesano nostro e mi fa il nome di DellUtri. Poi mi dice che comunque occorre fare lattentato allOlimpico perch serve a dare il colpo di grazia e afferma anche che ormai abbiano il Paese nelle mani. Spatuzza, per dare credibilit alle sue affermazioni aggiunge: effettivamente ho poi verificato che questi imprenditori sono entrati in politica per al momento del colloquio non avevo conoscenza di questo dato. Il pentito verbalizza anche una sua deduzione: non so come Graviano potesse essere entrato in contatto con questi personaggi. Deduco che il contatto ci fosse pensando a vicende quali la Standa (tre super-

VOCI FUGGITE

DA BUTTIGLIONE A LATORRE: INTERCETTAZIONI E PIZZINI


di Silvia

DOnghia

fu Rocco Buttiglione, leaI n principioquandodopo1994, primaex uno der del Ppi, nel di speciale del Tg4 sul elezioni, propose ad Antonio Tajani, Forza Italia: Voi dovete fare unalleanza. Dobbiamo fare un partito non con Fini, con noi. Cos Fini per un verso si ridimensiona, per laltro fa la pulizia che deve fare. Adesso troppo forte e troppo sporco. Affermazioni intercettate da Striscia la notizia e mandate in onda. Da allora fuorionda, intercettazioni e pizzini hanno mietuto molte vittime, e non soltanto nel centrodestra. Un anno dopo, primo febbraio 1995, lancora per pochi giorni ministro della Giustizia Alfredo Biondi, forzista, fu sorpreso mentre si confidava con Vittorio Sgarbi: Odio Andreatta, un fesso qualunque, Montanelli un cretino, Berlusconi non una cima. Nel 1997 sempre Striscia la notizia riporta le parole dellex ministro Franco Frattini allex sindaco craxiano di Milano Piero Borghini: Ho sentito tanta gente del Ccd, sono dei cialtroni. E, a proposito di Dini e di Rinnovamento italiano: Ha preso il 2,2. morto. Ma la lunga lista comprende anche gli sfoghi dei leader con i collaboratori. Nel 1999 lallora presidente del Consiglio Massimo DAlema, poco prima del suo discorso a reti unificate sullintervento dellItalia al fianco della Nato in Kosovo, inveisce contro il suo portavoce dellepoca, Claudio Velardi: Hai scelto male il posto! Questa sedia floscia. Nel 2005 Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa e Altero Matteoli, intercettati in una caffetteria davanti ad un cappuccino, definirono bollito proprio Gianfranco Fini. 11 febbraio 2006, aula Giulio Cesare del Campidoglio, Roma. Giornata del ricordo in memoria delle vittime delle Foibe. Sullo scranno pi alto, lallora sindaco della ca-

pitale Walter Veltroni; alla sua destra, il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini. In aula, una folla di esuli. A un certo punto i giornalisti notano che tra i due inizia uno scambio di messaggi su un foglio di carta intestata del Campidoglio. Corrispondenza rapida, che va avanti per qualche minuto. Dopo unora, la cerimonia finisce e i due se ne vanno. Ma quel foglietto, caduto a terra, viene raccolto da un giornalista del Corriere della Sera e il giorno dopo fa il suo bello sfoggio sul giornale. Comincia Veltroni: Come sono i sondaggi per te?. Risponde Casini: Mi sembrano decenti. Ma non mi faccio illusioni. Prendere il 5-6% senza preferenze e con la polarizzazione che c gi un mezzo miracolo. Qual invece il vero sondaggio destra-sinistra?. Veltroni: Mi dice Fassino + 5 per il centrosinistra. Comunque sono tutti matti. E il Paese, comunque, non uscir dai guai. N con Caruso n con Borghezio. il momento di scelte alte, coraggiose. Ma non mi sembra questo lo spirito del tempo. Infine Casini: Fino al 9 aprile non pu succedere nulla di diverso. Poi vedremo. Perch se il centrodestra migliorer un poco ancora (-3 per es.) il Senato sar imballato. Roba da compagni di scuola. Ma il pizzino che rimarr nella storia forse quel suggerimento del senatore Pd Nicola Latorre al deputato Pdl Italo Bocchino, durante una puntata della trasmissione Omnibus, su La7. Novembre 2008: accanto a Latorre, lIdv Massimo Donadi attacca la maggioranza per la mancata elezione di Leoluca Orlandi alla Vigilanza Rai. Latorre vede forse Bocchino in difficolt e gli suggerisce una risposta: Io non lo posso dire. E la Corte Costituzionale? E Pecorella?. Il dibattito salvo.

Nicola Latorre

Accordicchi politici, sondaggi e suggerimenti agli avversari: tutti i live smascherati

mercati palermitani della catena, allora di Berlusconi, secondo Spatuzza, come abbiamo rivelato su Il Fatto Quotidiano, avevano sede in palazzi di un prestanome dei Graviano Ndr). Secondo Spatuzza, Graviano parl di dellUtri come di un paesano nostro intendendo che non era un semplice conoscente ma una persona che, anche se non affiliata, vicinissima a cosa nostra. Lobiettivo delle parole di Graviano, era convincere il suo braccio operativo dellutilit delle stragi, per la prima volta organizzate non contro magistrati in Sicilia ma al nord e contro obiettivi civili. Spatuzza fa notare al boss: l non c c la mentalita mafiosa. Ma Graviano, secondo lui, replica che le stragi non sono un suo capriccio e che egli ha un accordo politico e che le stragi devono andare avanti. Spatuzza aveva gi parlato con Graviano qualche settimana prima dellincontro al Doney. Lui e il boss erano a Campofelice di Roccella in Sicilia. E il resoconto del boss nellincontro romano era un aggiornamento della situazione. Come Spatuzza spiega ai pm di Firenze: Berlusconi e DellUtri per quel p che Graviano mi ha detto, e che io non sono poi andato troppo a scavare, sono i nostri interlocutori. E se a Campofelice (settimane prima ndr) cera una trattativa, a Roma (quando ne riparlano al Doney Ndr) era chiuso tutto. Ai pm che gli contestano la vaghezza delle parole di Graviano, il pentito offre una lezione di mafiosit: Voglio precisare che forse puo apparire strano il fatto che questi colloqui vengano effettuati a mezze frasi. Ma queste sono le abitudini di Cosa nostra, unorganizzazione nella quale attraverso le mezze frasi si fanno i palazzi. O si distruggono le vite e magari anche gli stati.

LEGITTIMI IMPEDIMENTI

di Carlo Tecce

Silvio capostazione in versione Bolt

uel povero uomo che scappa dai processi, costretto a volare in Bielorussia (il luned sera) e a pranzare in prefettura a Milano (il marted mattina), presto correr pi forte della luce. Ecco a voi Silvio B. Il cognome puntato sta per Bolt, il primatista dellatletica leggera. Non per Berlusconi. Chi ha ammaestrato la velocit, riuscendo a mescolare trapianti di capelli con il botulino alle guance, riesce anche a rallentare. Nel momento opportuno. Sabato laspettano per linaugurazione della linea che collega Milano con Torino: in Frecciarossa, un viaggetto di unora scar-

sa. Lavvocato Ghedini in cerca del codice civile in uso ai Maya: avranno predetto un lieto evento o una catastrofe per il 5 dicembre! No B. day a parte. Oppure c il piano B di Bondi: assaggiare lItalia reale, riesumare il presidente capostazione, lanciare rose rosse dai finestrini. Lemergenza saffronta di petto. Con unattraversata olimpionica da Siracusa a Milano venti ore pi ritardo fisiologico sui sedili sventrati dellEspresso Trinacria: accanto ai pendolari del meridione, tra le zecche animali protetti dalle Ferrovie dello Stato e i cessi inondati. E poi gi, sino alle valli di Torino.

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Da Mills ai diritti Mediaset fino alle ombre di mafia: i guai del premier

ovunque si giri, lato penale e lato civile (lodo Mondadori), Berlusconi ha guai giudiziari. Lato penale: imputato di frode fiscale al processo Mediaset sui presunti costi gonfiati per lacquisto dei diritti tv. Per laccusa sarebbero stati accantonati soldi in nero allestero e sarebbe stata falsata limmagine della societ per agevolare la quotazione in Borsa, nel 96.

GUERRA A DESTRA
In questo processo si tolto altre imputazioni con una delle leggi ad personam: la depenalizzazione del falso in bilancio. Prescrizione (grazie allex Cirielli), aprile 2012. Da una costola dellinchiesta Mediaset nata Mediatrade-Rti. Si aspetta lavviso di conclusione delle indagini, che lanticamera della richiesta di rinvio a giudizio. Il premier anche imputato, per corruzione in atti giudiziari. accusato di aver comprato il testimone David Mills, gi condannato, per lui il lodo Alfano non era compreso, in primo grado e in appello. Prescrizione a marzo 2011. Il timore pi grosso per il Cavaliere arriva dalle Procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta che stanno indagando sulle stragi del 92-93 e sulla trattativa Stato-Cosa Nostra.

Il fuorionda: esplosive le dichiarazioni di Spatuzza Il premier confonde il consenso con limmunit


di Alessandro Ferrucci

LATOMICA DI FINI
con i ragazzi non parli con le parole ma con gli esempi Fini:Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (il pentito Gaspare Spatuzza, ndr) ... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perch una bomba atomica Trifuoggi:Assolutamente s... non ci si pu permettere un errore neanche minimo Fini: S perch non sarebbe solo un errore giudiziario, una tale bomba che... lei lo sapr .. Spatuzza parla apertamente di Mancino (riguardo a questo passaggio, ieri il portavoce di Fini ha specificato: Si riferiva a quanto emerso sulla stampa relativamente alle dichiarazioni di Brusca, Ciancimino e Spatuzza, ndr) che stato ministro degli Interni, e di ... uno vice presidente del CSM e l'altro il Presidente del Consiglio... Trifuoggi:Pare che basti, no... Fini:Pare che basti Trifuoggi:Per comunque si devono fare queste indagini Fini:E ci mancherebbe altro Fini continua: No ma lui, luomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunit nei confronti di... qualsiasi altra autorit di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome eletto dal popolo... Trifuoggi: nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare limperatore romano Fini:Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta.... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto. Il video galeotto - e soprattutto laudio - provengono dagli studi di Vincenzo Cicconi, titolare di Pacot Video. Quel giorno del Premio Borsellino, Cicconi era munito di due telecamere, una (con microfono) era fissa su Fini. Quando il contenuto registrato viene scaricato e montanto, quindi almeno quattro giorni dopo il convegno, Cicconi saccorge del fuori onda, della bomba. Avverte il presidente del Premio Borsellino, Leo Nodari e, dopo aver consultato gli avvocati, decidono di diffondere il video. Prima, per, vengono tagliati una trentina di secondi che contengono frasi di Fini che non riguardano Berlusconi. Nodari ammette la censura: Non il video integrale, stato filtrato, ma ci sono le frasi pi significative e talvolta simpatiche.

e Carlo Tecce
iamo a Pescara. il 6 novembre. Si celebra la giornata conclusiva del Premio Borsellino. Sala gremita, clima rilassato, un nugolo di telecamere (due di Pacot Video), pacche sulle spalle e ampi sorrisi: al tavolo della cerimonia il presidente della Camera, Gianfranco Fini, siede accanto al procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi e al sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia. Ma lattenzione dellex leader di Alleanza nazionale dedicata soprattutto al primo, con il quale parla, scherza, ricorda, si confronta. Rivela. Fini: A Scampia c un altro sacerdote che si chiama Don Aniello e di cognome Mancaniello, ed un personaggio come questo (Don Luigi Merola, sul legio in quel momento, ndr). Una volta venuto un guappo e lui gli ha detto 'Io non sono un prete, so un mancaniello! Applausi nella sala

Un momento del colloquio tra Gianfranco Fini e Nicola Trifuoggie (

Fini: Qualche giorno fa rileggevo un libro sull'Italia giolittiana. E a Giolitti, che era considerato il ministro della malavita, un oppositore gli disse: 'Lei rappresenta lo Stato... participio passato del verbo essere'. Efficace, no?" Trifuoggi: Potrebbe essere riesumata Fini:Infatti non escludo di farlo, citando la fonte... prima o poi lo faccio Pausa nella conversazione Fini: Lui un creativo nato (si riferisce ad Aldo Pecora, in quel momento sul legio, ndr), perch il movimento lo ha chiamato 'Ammazzateci tutti'... e s... il talento quello Pecora nel suo discorso afferma: Noi siamo di passaggio... qua nessuno eterno, non si vive in eterno Fini commenta: ... se ti sente il Presidente del Consiglio si incazza Altra pausa Fini: Sono un ragazzaccio io... come dicevano i greci... poco se mi giudico molto se mi confronto... cos, sembra una battuta invece una massima di vita. l'umilt e nello stesso tempo la consapevolezza di vivere Silenzio Fini: Per i ragazzi come questi (e indica ancora Pecora, ndr) .. chiaro che una delusione a 23 anni, non alla nostra et, ti toglie qualunque possibilit di credere nella vita Trifuoggi scuote la testa e annuisce Fini, rivolgendosi a Pecorache ha appena finito il suo discorso: Con la giacca e la cravatta sei ancora pi bravo Fini ad Albore Mascia: che

Il presidente della Camera in un convegno: il pentito coinvolge anche Mancino. Poi la precisazione

Lira del capo: ora basta, deve spiegare


di Wanda Marra

ono contro le S fuorionda.tra intercettazioni, figuriamoci se commento i Parere insolitamente sobrio quello di Giorgio Stracquadanio, i pi fedeli pasdaran di Berlusconi. In effetti le dichiarazioni rubate di Fini sembrano fare pi effetto di quelle pubbliche e sparigliare la guerriglia tutta interna al Pdl. Fino a che punto, resta da capire. Anche se dopo il vuoto di dichiarazioni che colpisce nel pomeriggio, il partito, attraverso il portavoce Capezzone, fa un passo avanti. I fuorionda, non si commentano, recita un comunicato, uscito da una serie di riunioni dei vertici gi previste, capitate per al momento giusto, ma il Presidente della Camera a questo punto deve spiegare. Nellultimo ufficio di presidenza del Pdl ci siamo espressi allunanimit sull'utilizzo dei cosiddetti pentiti, sull'uso politico della giustizia, sul tentativo in atto di ribaltare il risultato delle ultime elezioni politiche. Quel documento per tutti noi esprime la linea di fondo del Pdl. Tocca ora al presidente della Camera spiegare il senso delle sue parole e se con quelle ragioni ancora daccordo". Tradotto: non andiamo dietro a conversazioni private, ma Fini deve dire se ancora daccordo con la linea del partito. "Tirando in ballo Mancino - d invece voce ai sospetti il deputato del Pdl Giancarlo Lehner - Fini dimostra di sapere cose sconosciute ai comuni mortali sulle accuse di Spatuzza". Nessun commento ufficiale da parte di Berlusconi, che per secondo chi gli vicino sarebbe nauseato e avrebbe oscillato per tutto il giorno tra la voglia di far esplodere la rabbia, soprattutto per il tono confidenziale usato dalla terza carica dello Stato nel criticarlo con un procuratore della Repubblica, e la consapevolezza di dover andare avanti. Tace anche il Presidente della Camera, e lascia parlare il suo portavoce Fabrizio Alfano (Fini dice in privato esattamente quanto afferma poi pubblicamente"). Nessuna reazione alla richiesta ufficiale di chiarimento da parte del suo partito. Ma in difficolt soprattutto i finiani. Granata si rifugia sottolineando lassoluta dimostrazione di coerenza da parte di Fini. E Della Vedova: Se qualcuno volesse strumentalizzare le parole rubate e processare su questa base il presidente della Camera, dimostrerebbe di non avere a cuore n le sorti del governo n il futuro del Pdl". Chi prova a tirare acqua al suo mulino Di Pietro, che si spinge a dire prendiamo atto che anche il presidente della Camera, in privato, dice quello che l'Idv da sempre sta dicendo in pubblico. Una provocazione che fa un certo effetto mentre cresce la distanza tra dipietristi e Pd (Niente di nuovo, dichiara solo Bersani). Come dire, che Fini ormai praticamente in forza allopposizione.

IL RICORDO DEL PROCURATORE

TRIFUOGGI E LA FRASE SUL VOTO MAFIOSO


di Sandra Amurri

titolare delle N ino Di Matteo,trattativasuopm indagini sulla e nel processo Cuffaro, nel intervento al convegno incriminato ha definito sorprendenti le dichiarazioni di autorevoli esponenti istituzionali secondo cui indagare su certi fatti costituisce uno spreco di risorse, aggiungendo che un dovere imprescindibile accertare se lo Stato e la mafia - due entit che devono sempre restare contrapposte - in alcuni momenti storici abbiano dialogato e stretto patti. Parole seguite allintervento di Fini: ricordare Borsellino un vuoto esercizio retorico se non si parte da una considerazione: essere grati alla ma-

Il magistrato era al fianco dellex leader di An: Non farei votare le regioni del sud

gistratura e a ci che oggi sta facendo per continuare la sua opera. Al convegno seduto accanto a Fini cera il procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, con cui il presidente della Camera ha scambiato le battute finite nel fuorionda. Una conversazione tra amici divenuta di dominio pubblico. Sorpreso? Amareggiato? In verit era la prima volta che incontravo il Presidente Fini. Non siamo amici? - precisa il Procuratore che con gentilezza parla per ristabilire la verit dei fatti e non apparire come il depositario di un disegno politico .?Prima del dibattito abbiamo avuto una piacevole conversazione sullo stato della criminalit e della corruzione nella pubblica amministrazione, e gli ho spiegato che esisteva un premio intitolato a mia figlia, morta due anni fa di cancro. Poi mi sono trovato seduto al suo fianco e Fini ha fatto delle considerazioni rispetto a ci che ascoltavamo. Sono sorpreso che siano state captate dai microfoni, parlava cos a voce bassa che a malapena riuscivo a sentirlo. Si trattato di una conversazione riservata che correttezza e anche codice penale avrebbero imposto che restasse tale e non perch Fini mi abbia fatto alcuna con-

fidenza. Dal video invece viene fuori un ragionamento, mentre erano riflessioni a ci che dicevano i relatori - soprattutto il collega di Palermo - che Fini ha particolarmente apprezzato. Augurandosi che le indagini sulle stragi vadano a buon fine... S. Ho condiviso la necessit che si faccia chiarezza perch il Paese non pu pi convivere con questi dubbi. Nel video trasmesso non c, ma Fini ha anche detto: Se fosse per me non farei votare le regioni del sud.? Di fronte al quadro che emergeva dagli interventi si trattato di una battuta quasi scontata. Se per questo ha anche aggiunto che occorre rifiutare i voti appoggiati dalle organizzazioni criminali? Si pu, forse, non condividere che la politica debba rifiutare i voti mafiosi? Al termine del convegno, ci racconta una ragazza delle associazioni antimafia, Fini andato a stringere la mano a Di Matteo invitandolo a continuare con la tenacia e la determinazione di un vero pm.

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Mercoled 2 dicembre 2009

Presi 11 Provenzano boys sulla rotta Palermo-Spagna

GUAI DEL PREMIER


Piergiorgio Morosini, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Gli arrestati devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dall'associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, alla detenzione di armi, all'intestazione fittizia di beni. Il personaggio di maggiore spicco coinvolto nell'inchiesta Simone Castello, 60 anni, di Villabate (Palermo), gi condannato per associazione mafiosa e sottoposto a misure di prevenzione, che stato arrestato in Spagna, nei pressi di Madrid, dalla Guardia Civil in collaborazione con i carabinieri. Nelle penisola iberica Castello gestiva una societ di import-export di frutta e ortaggi, del valore di 2,5 milioni di euro, che stata sottoposta a sequestro preventivo. Simone Castello stato condannato per mafia con sentenza definitiva nel 2005

resi 11 presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria. Loperazione stata portata a termine dai carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Palermo e da agenti della Squadra Mobile della Questura. I provvedimenti restrittivi, che colpiscono esponenti di Cosa Nostra riconducibili alla rete di favoreggiatori del boss Bernardo Provenzano, sono stati firmati dal gip

Quando Silvio invocava i processi e Bettino sibil: Anche i suoi?


BOBO RICOSTRUISCE I RAPPORTI TRA CRAXI E BERLUSCONI
di Francesco Bonazzi

na volta, di fronte a Silvio Berlusconi neo-premier che invocava la celebrazione dei processi, a Bettino Craxi scapp una battuta fulminante: Anche i suoi?. Suo figlio Bobo, ex sottosegretario agli Esteri nellultimo governo Prodi, ha accettato di rispondere alle domande del Fatto sulla nascita di Forza Italia. E di fronte alle nuove inchieste di Milano ha una posizione laica: Mi sembrano comunque un segno positivo, come la voglia di sobriet che c nel Paese. Allora, davvero il 4 aprile del 1993 Craxi incit Berlusconi a creare un nuovo contenitore politico, in grado di attirare gli ex elettori del pentapartito? Questa la ricostruzione contenuta nei libri di Ezio Cartotto, che oggi viene rimessa in circolazione per affermare una qualche primogenitura di Bettino Craxi sulla nascita di Forza Italia. Per quanto ricordo io, Forza Italia stata solo il frutto del suo fondatore unico. Quindi ci pu stare, a distanza di anni, di sostenere che mio padre non scoraggi Berlusconi. Ma non era affatto convinto che avrebbe avuto successo, e in questo caso devo dire che la sua previsione politica si poi rivelata errata. E poi guardi che Forza Italia non spuntata dal nulla. Prima c stato tutto un clima favorevole alla sua nascita. C stata Mani Pulite, a partire dal 92. Le televisioni di Berlusconi cavalcarono ampiamente quella stagione e forse suo padre si sent tradito dallamico Silvio Non parlerei di tradimento, ma di colpevole inerzia e di opportunismo. Nel Paese stava crescendo un clima anti-partiti e

cera la sensazione diffusa che le inchieste di Tangentopoli godessero di un ampio consenso popolare. A parziale difesa della Fininvest, va detto che allepoca non era neppure lontanamente immaginabile un qualche equilibrio di potere, anche mediatico, tra le ragioni dellaccusa e quelle della difesa, e quindi cavalcarono londa montante. I telegiornali dellepoca per se li ricorda. Non erano quelli berlusconiani a tirare la volata ai Pm? Me li ricordo eccome. La Rai per sua natura pi graduale nei suoi spostamenti, e anche in quelloccasione si mise a vento con maggior lentezza rispetto

Non ha scoraggiato la nascita di Forza Italia, ma non era convinto che avrebbe avuto successo
alle tv commerciali. Giornalisti come Brosio e Pamparana divennero famosi. Ma non furono solo i telegiornali ad assecondare quel clima. La medesima aria tirava in programmi di punta come Striscia la notizia e negli show di Gianfranco Funari. Lo stesso avvenne nei settimanali della Mondadori e ricordo ancora una copertina di Sorrisi&Canzoni che diceva Di Pietro vai avanti. Scusi linsistenza, ma suo padre non si sent tradito dallamico Berlusconi, che in fondo molto gli do-

veva? Guardi, in politica il tradimento una categoria che non esiste, quanto allamicizia quella unaltra cos . Certo, sino alla fine si sent deluso. Ci sono gli interessi e la politica anche somma di interessi e quelli del gruppo Berlusconi sono molto corposi. La Fininvest aveva ed ha rapporti con tutti, perfino con il Pci e con il Pri, che stavano allopposizione. Insomma con Bettino Craxi cera un rapporto di amicizia, ma non era un rapporto esclusivo. Va bene, suo padre non si sent tradito perch era un uomo che conosceva le regole del gioco, ma non gli scapp mai neppure una battuta sullamico Silvio, durante Mani Pulite? Ricordo una volta che di fronte a un Berlusconi neo-primo Ministro che invocava la celebrazione dei processi, mio padre sibil Anche i suoi?. Ma a parte questo, non possiamo nasconderci il fatto che quando poi divent lui il presidente del Consiglio, i magistrati iniziarono a prenderlo di mira. E anche questo singolare. Insomma, alla fine che idea si fatto della nascita di Forza Italia? Se non nata per motivi politici e su consiglio di suo padre, sar stata creata per tutelare gli interessi di unazienda in difficolt come la Fininvest? Unazienda che aveva un mare di debiti e non

avendo pi referenti politici in Rai rischiava di pagare a caro prezzo la concorrenza sui palinsesti. Sono daccordo solo in parte con questa ricostruzione. Come ho detto prima, la politica somma di interessi e vale anche per lingresso in politica di Berlusconi. Certo, lui aveva interessi da tutelare e non avendo pi punti di riferimento si esposto personalmente per creare un cordone sanitario per il suo gruppo. Ma io credo che Berlusconi volesse davvero fare qualcosa di politico, occupare uno spazio vuoto, e possibilmente entrare nella storia dItalia. E gli ultimi quindici anni dimostrano che, bene o male, ce lha fatta. Con conseguenze spesso negative Tra inchieste giudiziarie e litigi interni alla maggioranza, ritiene che anche la stagione di Berlusconi stia finendo? Questo francamente credo che non possa dirlo nessuno. Siamo certamente verso il giro di boa.
Bobo Craxi
(FOTO GUARDARCHIVIO)

Berlusconi, con la sua personalizzazione della politica e il rapporto diretto con lelettorato, mediato solo dai mezzi dinformazione, ha fatto scuola in tutto lOccidente. Quanto alle vicende giudiziarie del premier, non voglio entrare nel merito. Per prendiamo anche solo tutto il tormentone delle ragazze. Ecco, prendiamolo Non sono storie che mi appassionino, per credo che abbiano risvegliato nella gente comune una certa voglia di sobriet. Intanto a Milano sono tornati a fioccare gli avvisi di garanzia. Solo ieri, Formigoni, Podest e la Moratti. Per non parlare dellinchiesta sulle

bonifiche. Siamo a un passo da una nuova Tangentopoli? Potrei dirle che stando a Roma non posso certo annusare laria che si respira a Milano, che comunque fetida in tutti i sensi... Ma non voglio sottrarmi alla domanda. Siamo alla vigilia delle Regionali ed naturale che tutta lattenzione sia sui politici locali. In pi, con la crisi economica in atto, i veri centri di spesa ormai sono le Regioni. Per credo che sia ancora presto per parlare di una nuova Tangentopoli. Le ripeto, sento che il Paese ora ha voglia di una maggiore sobriet nei comportamenti e queste inchieste mi sembrano comunque un segno positivo.

BENI CONFISCATI ALLA MAFIA

LUe: riconvertirli a fini sociali

a Commissione europea ha deciso di investire 64 milioni di euro fino al 2013 per riconvertire a fini sociali i beni confiscati alle organizzazioni criminali. Tracciando una linea molto precisa e controcorrente rispetto a quella del Governo italiano, che preferisce metterli all'asta. Lidea dell'Ue che il recupero dei beni inneschi un circolo virtuoso, coinvolgendo associazioni e cooperative, e abbia anche un valore simbolico oltre che materiale. Gli europarlamentari Luigi de Magistris e Rita Borsellino condividono la posizione. Il bene riconvertito a finalit sociali dice de Magistris come sosteneva Pio La Torre offre possibilit preziose di lavoro in terre spesso martoriate dal crimine oltre ad inviare un messaggio sociale di speranza. La Borsellino parla anche di uno schiaffo da parte dellUe contro chi, in Italia, lavora per mettere allasta e riconsegnare ai boss un patrimonio sottratto alla criminalit.

LINTERROGATORIO

CIANCIMINO JR E QUEI NUOVI PIZZINI SUL SENATORE


daco di Palermo condannato per mafia stato sentito dai pm palermitani e nisseni che indagano, rispettivamente, sulla trattativa Stato-Cosa nostra e sulla strage di via dAmelio. Allinterrogatorio erano presenti il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, gli aggiunti Domenico Gozzo e Amedeo Bertone, i sostituti Nicol Marino, Stefano Luciani e Giovanni Di Leo, oltre il sostituto della Dda di Palermo, Antonino Di Matteo. Erano presenti anche ispettori della Dia di Caltanissetta impegnati nel riscontro della dichiarazioni di Ciancimino ma anche di quelle del superpentito Gaspare Spatuzza. Le carte affidate alle mani dei magistrati sarebbero unintegrazione dei documenti depositati nelle scorse settimane in procura e coperti da segreto. Documenti simili ai precedenti, in cui Vito Ciancimino chiama in causa un senatore al quale il boss Provenzano avrebbe chiesto una sorta di amnistia. Lipotesi che il politico in questione possa essere proprio Marcello DellUtri, gi condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e il cui processo dappello vedr la testimonianza, venerd prossimo a Torino, di Gaspare Spatuzza. Ciancimino jr ieri si soffermato anche su alcuni investimenti immobiliari fatti a Milano nel periodo degli anni settanta e ottanta che vedono protagonisti Antonino Buscemi e Franco Bonura, costruttori a loro volta coinvolti proprio in inchieste di mafia. Intanto, a Palermo, le indagini sulla trattativa proseguono e incassano i primi riscontri sulle dichiarazioni di Ciancimino e Spatuzza. I pm palermitani, dopo la visita al comando generale del Ros dei carabinieri a Roma e al centro dei servizi di informazione, attendono che questi ultimi sciolgano la loro riserva sulla consegna di una serie di documenti richiesti dai magistrati per avere ulteriori riscontri. Ad avvalorare limpianto delle indagini, per, potrebbe essere proprio lassenza di alcuni documenti dagli archivi.

Massimo Ciancimino (FOTO ANSA) di Andrea

Cottone

pizzini e le letI tere di di ProvenzanocuiMassiDon Vito in si fa riferimento a DellUtri. mo Ciancimino tornato a parlare con i magistrati siciliani consegnando nuovi documenti provenienti dalla cassetta di sicurezza di famiglia nel Lichteinstein. Un interrogatorio durato oltre tre ore dove il figlio dellex sin-

Il figlio di don Vito ieri 3 ore davanti ai magistrati: ha consegnato nuovi documenti

Ci sarebbero riferimenti a un politico referente di Provenzano Il ruolo di DellUtri

Mercoled 2 dicembre 2009

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Le donne di Berlusconi tra matrimoni e feste a Villa Certosa

POLITICA E AFFARI
Grazioli. Entrambe, poi, sono molto amiche di Gianpaolo Gianpi Tarantini, luomo che present al premier lormai famosa Patrizia DAddario. I nomi della Savino e della Beganovic compaiono nellindagine dellantimafia firmata dal pm della dda barese Elisabetta Pugliese. Il nome della Beganovic spunta anche in unaltra inchiesta, quella che vedeva indagato il direttore di Rai Fiction, Agostino Sacc: il nome dellattrice compariva in un appunto nel quale si segnalavano alcune raccomandazioni. Inchiesta nella quale la Beganovic non risultava indagata , che si concluse con larchiviazione.

ella parlamentare del Pdl, Elvira Savino, Berlusconi stato testimone di nozze. Con laltra donna coinvolta nellinchiesta barese, lattrice di fiction televisive Sabina Beganovic, ha condiviso feste e capodanni, incluso un memorabile 2008, tra Villa Certosa e Palazzo

RICICLAGGIO: COINVOLTE A BARI LE AMICHE DI SILVIO


Intestatarie di conti fittizi la Savino (indagata) e la Began
di Antonio Massari

ue donne molto vicine al premier Silvio Berlusconi avevano acceso dei conti correnti bancari fittizi: in realt erano utilizzati da un esponente della mafia pugliese. Nelle 1600 pagine dellordinanza, firmata dal gip Giulia Romanazzi, che ieri ha portato allarresto di 83 persone, la parlamentare Pdl Elvira Savino risulta indagata per aver agevolato il riciclaggio. Pi defilata la posizione dellattrice di Fiction Sabina Beganovic, che non risulta indagata, ma era intestataria, secondo laccusa, di uno dei sei conti correnti nella filiale di Bari-Palese della banca Antonveneta. Linchiesta dellAntimafia ha rivelato un sistema di riciclaggio pari a 220 milioni di euro, risultato del traffico internazionale di droga e investito in 35 societ sparse in tutta Italia e ben 680 conti correnti. Due conti correnti fittizi, intestati alla Savino e alla Beganovic, erano utilizzati da Michele Labellarte, imprenditore da poco scomparso, ritenuto dalla pm Elisabetta Pugliese una sorta di cassiere di Savino Parisi, noto alle cronache giudiziarie come Savinuccio, boss dello storico clan mafioso Parisi. Secondo l'accusa, la Savino era conoscenza dei precedenti penali, per reati di bancarotta, di Labellarte: Elvira Savino, scrivono gli inquirenti, nel momento in cui

ha acconsentito all'intestazione fittizia del conto corrente 10024G della banca Antonveneta, di fatto nella disponibilit del Labellarte, ben conosceva i problemi giudiziari nei quali era stato coinvolto questultimo ed era perfettamente consapevole, anche perch ribaditoglielo dallo stesso interessato, che l'imprenditore non poteva esporsi direttamente nella conduzione degli affari. La parlamentare era quindi consapevole e riceveva un corrispettivo: la concessione della carta di credito American Express collegata alla promozione Alitalia con addebito sul conto di Michele Labellarte, per esempio, oppure aiuti finanziari per 3.500 euro, alcune ricariche telefoniche e persino il pagamento del biglietto aereo per il volo AirOne Roma-Bari. Intercettando Michele Labellarte ed Elvira Savino, gli inquirenti sentono parlare di una Sabina, quandoi due discutono della chiusura di un conto corrente: Ma un'altra cosa, siccome io questa raccomandata ce l'ho qui per Sabina, dice la Savino. Tu l'hai presa per Sabina?, chiede Labellarte. No, perch io ho solo la cartolina che serve a ritirare la raccomandata, risponde la Savino. Michele Labellarte non era un personaggio secondario della mala barese. Al contrario. Basti dare un'occhiata alle intercettazioni ambientali tra il

boss Savino Parisi e ai capi di imputazione, nei quali si parla di stabile inserimento nell'organigramma del soldalizio Parisi-Stramaglia. Il ruolo di Labellarte finanziario: "Nel corso della loro ancestrale e prestigiosa carriera criminale, Savino Parisi e Angelo Stramaglia hanno accumulato un patrimonio discretamente cospicuo; in parte reinvestito in propriet immobiliari; in parte costituito in denaro contante affidato a Michele Labellarte. Scelta determinata anche dal suo incisivo inserimento nel tessuto socio politico ed economico locale". Inserimento che non riguarda soltanto la Savino, ma anche un ex esponente del Csm, noto avvocato vicino al centrosi-

A destra, Sabina Began. Sopra, Elvira Savino (FOTO GUARDARCHIVIO)

nistra, Gianni Di Cagno, indagato per impiego di denaro di provenienza illecita, per aver coperto, in qualit di legale di Labellarte, alcune sue operazioni. Esattamente come per l'avvocato Onofrio Sisto, ex vicepresidente della Provincia (Pd), fratello del parlamentare Pdl, nonch avvocato difensore del ministro Raffaele Fitto, Francesco Paolo Sisto. Labellarte stava puntando a un nuovo, lucroso affare, che mirava alla costruzione di un villaggio universitario per 3.500 studenti. Anche un imprenditore

molto vicino a Massimo d'Alema, Enrico Intini (non indagato), aveva tentato di entrare in affari con Labellarte, con il quale "aveva condotto trattative personalmente". Ma chi davvero Labellarte? Gli indagati lo definiscono un "diavolo" e lo stesso Parisi sembra temere per il proprio patrimonio affidato all'ex imprenditore. La guardia di Finanza intercetta una conversazione tra il boss e l'imprenditore: "Perch tu forse non lo sai ma la vita tua la vita nostra ... noi non pos-

siamo pensare un male per te ... noi vogliamo la vita lunga", gli dice Parisi. Il motivo semplice: "Labellarte", scrivono gli inquirenti, "rappresenta per il clan una figura di vitale importanza. (...) Stramaglia avrebbe consegnato a Labellarte circa sei miliardi di vecchie lire (...)". Ma non solo. Labellarte avrebbe dovuto "restituire ripuliti tre milioni di euro a Parisi" e contava di farlo anche attraverso "l'affare della sua vita", ovvero "l'affare universitario". La sua posizione talmente rilevante che un giorno, il boss Parisi, parlando con un "luogotenente", si chiede: "Ma se succede qualcosa a lui a chi ci dobbiamo rivolgere ...". E' a quest'uomo che la Savino e la Began concedevano l'apertura di conti correnti fittizi. Un uomo che aveva conoscenze ai vertici della mafia e della politica locale. E non disdegnava di frequentare l'enfant prodige delle scalate sociali in salsa pugliese: Gianpi Tarantini, amico della Savino, della Began, e dello stesso Berlusconi.

FORMIGONI E LO SMOG PROVE TECNICHE DI INDAGINE


di Gianni

Barbacetto

ccolo, eccolo. Il tanto desiderato, E agognato, scongiurato avvisoFormidi garanzia al presidente Roberto goni arrivato. Il Celeste d lannuncio con enfasi, sventolando il foglio arrivato dalla Procura di Milano. Lo agita platealmente, tenendolo con due dita, in piedi, davanti ai giornalisti convocati durgenza per unimprovvisata conferenza stampa. Poi si siede, per le spiegazioni e per le polemiche del caso. Ma sorridente, ironico, sollevato. Era ben altro lavviso di garanzia a cui tutti avevano pensato: lo scandalo delle bonifiche a far tremare da settimane la politica lombarda, dopo larresto, il 20 ottobre scorso, dellimprenditore Giuseppe Grossi. Invece lavviso ricevuto ieri dal presidente della Regione Lombardia, ma anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti e dal presidente della Provincia Guido Podest, riguarda larticolo 674 del codice penale: Getto pericoloso di cose in luogo pubblico, dice sprezzante Formigoni, cercando di buttarla in barzelletta. In verit quellarticolo riguarda, pi in generale, linquinamento del suolo e dellaria e allora lavviso di garanzia un atto dovuto dal momento che Regione, Provincia e Comune non hanno fatto

OMOFOBIA

di Silvia DOnghia

Big Mac con gli insulti

rmai gli omofobi non hanno paura neanche dei testimoni. Laltra sera, a Milano, un uomo di 47 anni stato picchiato e insultato da tre ragazzi allinterno di un fast food. Lo avevano notato mentre, con la sua auto, si era fermato nel piazzale del cimitero di Bruzzano, luogo in cui si prostituiscono gli uomini. Avevano tentato di fermarlo gi l, accendendo gli abbaglianti. Di fronte alla sua fuga, anzich demordere, lo hanno inseguito fin dentro il McDonalds di via Rubicone, che era pieno di clienti. Lo hanno fermato, preso a calci e pugni in faccia e gli hanno urlato insulti omofobi. Luomo riuscito a salvarsi rifugiandosi nellufficio del direttore. Senza vergogna.

Avvisi anche a Moratti e Podest Per il Governatore in arrivo un avviso di garanzia da LAquila

nulla per impedire il superamento dei limiti di smog previsti dalla legge. Ma il Formigoni-show stato fatto avendo presente ben altro che lesposto del Codacons allorigine di questa inchiesta. Il Celeste ha fatto la prova generale di altre vicende, ha messo le mani avanti su ben altre questioni. Finalmente hanno trovato il modo di incastrare il presidente della Regione. Vuoi vedere che perch siamo in campagna elettorale?. Altro che polveri sottili, per. La conferenza stampa era tutta giocata sullanticipo delle eventuali ripercussioni sul Pirellone dello scandalo Grossi. Una vicenda di aree inquinate con bonifiche fatte tardi e male, con fatture false e gonfiate che hanno prodotto 22 milioni di fondi neri, e soprattutto con una corona di politici di cui si devono capire le responsabilit. Gi coinvolto, anche se formalmente non indagato, uno degli uomini pi vicini a Formigoni, il parlamentare Pdl Giancarlo Abelli, titolare con la moglie, Rosanna Gariboldi, di un conto a Montecarlo su cui passavano i soldi di Grossi. Ora gli investigatori stanno cercando di chiarire le tante cose che non quadrano, nella storia delle bonifiche. Perch la Regione interviene pi volte in sostegno di Grossi. Per larea Sisas di Rodano-Pioltello, Formigoni e il suo assessore allAmbiente Massimo Ponzoni garantiscono uno stanzia-

mento di 44 milioni. Per larea Santa Giulia di Milano fanno anche di meglio. I terreni erano stati venduti da Edison spa allimmobiliarista Luigi Zunino con limpegno che sarebbe stato il venditore, cio Edison, a sostenere i costi di bonifica. Zunino aveva subito girato laffare allamico Grossi. Edison era tranquilla: aveva in parte gi ripulito larea. Ma quando Zunino presenta il suo piano al Comune di Milano, gli entusiasmi si gelano: lufficio bonifiche comunale fa presente che nel frattempo la normativa cambiata e i parametri da rispettare sono diventati pi rigorosi. Dunque tutto da rifare: il lavoro e, soprattutto, i conti. A questo punto, interviene per la Regione Lombardia: stabilisce che per Santa Giulia non si devono applicare le nuove regole. sufficiente non una vera bonifica di tutta larea, ma un semplice piano scavi, che riguarda solo il terreno smosso dai lavori. E questo alla faccia dei parametri pi rigorosi entrati nel frattempo in vigore e dei veleni accumulati nellarea, dove la Montedison ha prodotto per anni pesticidi e prodotti altamente inquinanti. La Regione di Formigoni salva Edison e Zunino da nuovi esborsi per mettere in sicurezza Santa Giulia. E Grossi, luomo che chiama Roberto il presidente della Regione, pu cos proseguire tranquillo la sua corsa. A queste vicende, non alle polveri sottili, pensava forse Formigoni sventolando il suo nuovo avviso di garanzia. E alla Lega, che assiste impassibile allo scandalo: se il presidente fosse coinvolto nelle indagini, si riaprirebbe la possibilit per Umberto Bossi di avere un candidato leghista alle elezioni regionali anche in Lombardia.

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Mercoled 2 dicembre 2009

Regionali: le condizioni dei centristi in Puglia e in Piemonte

e alleanze per le prossime Regionali sono una delle prime prove del Pd di Bersani. E in alcune Regioni lalleanza con lUdc potrebbe essere lago della bilancia. DAlema la scorsa settimana aveva invitato a stringere un accordo con i centristi in Lombardia e Puglia, pur con il sacrificio dei governatori

OPPOSIZIONE?
uscenti, la Bresso e Vendola, posto come condizione dal partito di Casini. La Bresso, invece, sembra tuttora intenzionata a ricandidarsi, e ha resistito al pressing del suo partito. Contro di lei dovrebbero correre il leghista Cota e forse a questo punto anche Vietti dellUdc. Mentre in Puglia la partita aperta, tra il Pd che vuole candidare Emiliano (il quale incasserebbe lappoggio di Udc, Io Sud e Idv) e Vendola che non intende fare un passo indietro e resiste nellautocandidatura, nonostante le pressioni dello stesso Emiliano ad appoggiarlo. Dal canto suo, lUdc sarebbe pronta a sfilarsi senza limpegno comune di Emiliano e Vendola.

Il Pd, lUdc e il caso Cuffaro


VERSO LALLEANZA NELLE MARCHE MA CASINI DIFESE TOT
di Sandra Amurri

il fatto politico
dc

Problemi, Tremonti?
di Stefano

Feltri

ancora troppo per delineare unpresto bilancio politico della Finanziaria ora in discussione alla Camera. Ma gi chiaro che il governo comincia a essere in difficolt, o almeno quella parte di esecutivo che vorrebbe modificare la legge di Bilancio 2010. A cominciare dal ministro dellEconomia. Giulio Tremonti ha gi dovuto incassare la bocciatura nel passaggio al Senato dellemendamento che introduceva la Banca per il Mezzogiorno, listituto cardine della politica tremontiana per il Sud.

e Marche fanno da apripista allalleanza del Pd con lUdc in vista delle prossime Regionali. Parola di Enrico Letta: Riportare tutti i nostri a votare non basta per vincere, pi riusciamo a fare unintesa con lUdc pi si concretizza lalternativa a Berlusconi. Non andiamo con il cappello in mano da nessuno ma stare con lUdc importante. Verrebbe da dire, con il cappello in mano, no, ma neppure con i cannoli con cui Tot Cuffaro ha festeggiato la condanna in primo grado a 5 anni solo per aver favorito singoli boss e non Cosa Nostra, come sostenuto nel rinvio a giudizio. Casini a Ballar lo comment cos: Posso sbagliare ma, nella mia responsabilit politica, ritengo che Salvatore Cuffaro sia una persona perbene e dunque lo candideremo alle elezioni. Cuffaro fu eletto senatore e lUdc anche grazie ai suoi voti siede in Parlamento. Riconoscenza di cui Cuffaro gli ha subito dato atto: Ringrazio Casini per la passione che ha messo nel difendermi. Non posso accettare lezioni di morale da nessuno. Chi conserva ancora il vizio della memoria ricorda anche che Casini da presidente della Camera, mentre era riunita la Camera di Consiglio che condann DellUtri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, telefon al senatore per esprimergli i pi profondi sensi di stima e amicizia. Parole gradite a DellUtri: Provo affetto per Pier Ferdinando, gli voglio bene, si esposto manifestandomi solidariet in modo spontaneo, sincero, disinteressato. Casini disse anche: Noi, al contrario della sinistra, dobbiamo vincere le elezioni, la si-

nistra o le vince o le vince a tavolino con i ribaltoni o con lintervento del potere giudiziario che il pi delle volte interviene a fiancheggiarla. La vera anomalia italiana non Berlusconi ma il fatto che Forlani sia ai servizi sociali. Rispetto a questo, la propriet di Mediaset un dettaglio trascurabile. Ma Casini lo stesso che in una riunione del partito ha detto: Dobbiamo liberarci dei corrotti, dei riciclati e di chi ha condiviso le dimissioni di Cosentino. Premesso che rispondere esiste la presunzione di innocenza fino a giudizio definitivo non possa avere valenza politica, premesso che i comportamenti dei leader non sono indifferenti in politica, la domanda resta. Ed : il Pd, che rivendica la difesa della legalit e la necessit della questione morale, non dovrebbe pretendere da Casini

un ripensamento pubblico su certe frasi e coerenza tra ci che dice oggi e ci che ha detto, o non detto, ieri tenendo presente che la neutralit di fronte a uningiustizia vuol dire scegliere loppressore, per dirla con il vescovo sudafricano Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace? I voti Cuffaro li prende in Sicilia e noi con quelli non abbiamo nulla a che fare, chiarisce Rosy Bindi che da presidente del Pd non va al No B. day mentre come Rosy Bindi potrebbe andarci. Noi non ostentiamo sicurezza o autosufficienza. Faremo alleanze dove ci saranno le condizioni. Sostanza condivisa dalla Finocchiaro: Non mi pare che Cuffaro sia un astro nascente delUdc, che occupi politicamente un posto centrale, che sia lasse attorno al quale valutare lalternativa se consegnare i governi

Pier Ferdinando Casini e Tot Cuffaro (FOTO ANSA)

delle regioni al Pdl. Avere una lettura manichea dellUdc sarebbe ingeneroso,sbagliato e non veritiero. ovvio che la politica dellUdc a geometrie variabili, chiaro che non si deve essere di bocca buona ma neppure discriminare in assoluto ma si deve valutare scegliendo di governare su una serie di posizioni condivise. Mentre a dissentire Bruno Tabacci, uscito dallUdc per fondare con Rutelli Alleanza per lItalia: Occorre scrivere un rigoroso codice etico, nuove regole del gioco, impegnarsi a rispettarle e non solo a farle rispettare. unesigenza del Pd e dellintero sistema politico italiano che con chiaro riferimento al premier ma anche a Letta aggiunge: A Cuffaro va dato atto che ha accettato di farsi processa-

re, di difendersi nel processo e non dal processo. E alla proposta di DellUtri di modificare il concorso esterno risponde: La forza della mafia sta anche nel poter contare su comportamenti ambigui, non trasparenti di pubblici ufficiali e politici. A proposito del racconto dellex moglie del senatore del Pdl DAl dice: Uno spaccato sconcertante, ne sono rimasto stordito definendo il silenzio seguito delle forze politiche di opposizione il risultato di un paese confuso dalle escort dai trans, dalle leggi ad uso personale che ormai digerisce tutto, un paese malato che non pi in grado di indignarsi. Ma anche di una politica cinica che conosce il prezzo di tutte le cose ma non il loro valore per dirla con Oscar Wilde.

Q uellemendamento riproposto alla Camera dal fedelissimo


deputato-consigliere Marco Milanese ora salta di nuovo, almeno in parte. Ma al Senato si era trattato di uno stop quasi preventivato, perch, avendo saltato il passaggio in commissione, lemendamento poteva essere approvato solo senza lostruzionismo del Pd. Che invece si opposto. Questa volta, invece, sono saltati 6 commi su 22, perch relativi a nuove modalit di finanziamento degli istituti di credito cooperativo ma dovendo essere inserite nella legge finanziaria, non possono che definire una disciplina essenziale della materia. si T radotto: nonconpu stravolgere un emendamento il sistema creditizio italiano. Una bocciatura che non solo procedurale, ma mina alla base il progetto tremontiano. Ed un ostacolo che ha anche una rilevanza negli equilibri interni della maggioranza. Perch proviene dal presidente della commissione bilancio Giancarlo Giorgetti, primo pensatore economico di quella Lega Nord che ora il partito pi filo-tremontiano. 14 emendamenti S usembrano senza proposti dal governo, sei speranza e altri sei ibernati in attesa di parziali modifiche e di ulteriori passaggi parlamentari. Lintera maggioranza, quindi, ha qualche problema nel modificare in corsa la politica economica. Ma se alla fine la Banca del Mezzogiorno dovesse proprio scomparire, sarebbe soprattutto la posizione del ministro Tremonti a complicarsi.

Prove di accordo sulla giustizia


OGGI LE MOZIONI IN SENATO CON LO SPETTRO DELL INCIUCIO
di Stefano Ferrante

torni da definire e da riempire: la maggioranza mette laccento sul rafforzae riforme devono essere condivise mento dei poteri dellesecutivo, sul fedalla pi ampia maggioranza parla- deralismo fiscale e sulla riforma delle mentare. questo il punto di sovrappo- norme della Costituzione sulla giustizia; sizione della mozione di Pdl e Lega e di i democratici che si richiamano alla quella del Pd che oggi vengono illustrate bozza Violante- sul superamento del biin Senato. Per i democratici il fatto che il cameralismo perfetto, e sulla riduzione centrodestra abbia messo nero su bian- del numero dei parlamentari. Ma oggi la co che non intende cambiare le regole prima preoccupazione del Pd allontadel gioco da solo, a spallate, un risul- nare lo spettro dellinciucio. Lintervitato politico, il segno del prevalere delle sta a Enrico Letta che ha definito legitcolombe sui falchi della maggioranza. I timo per il premier difendersi dai propontieri di centrodestra e centrosinistra cessi lo ha evocato, imbarazzando Berhanno lavorato limando i testi perch in sani. Per il segretario del Pd quella del Aula non sia impossibile arrivare a suo vice uninattesa accelerazione, un unastensione incrociata, con quelli del piccolo strappo che complica le cose. E Pdl e della Lega che non votano contro il non solo perch presta il fianco agli atdocumento del Pd e viceversa. tacchi della minoranza interna, veltroNegli stringati testi delle mozioni per niani in testa, che tornata a farsi senle riforme sono tutte da declinare, i con- tire. Quelle parole sui guai giudiziari di Berlusconi, arrivate proprio mentre il Pd del nuovo ARRESTI DOMICILIARI corso vola alto parlando di riforme, rischiano di rinnovare il sospetto di uno finito agli arresti domiciliari sotto anche frutta e verdura rivendute per canali scambio inconfeslaccusa di avere intascato 4 milioni di irregolari, un cassiere ha confessato. Tripodi ha sabile sulla giustieuro dal Colle, Luigi Tripodi, fino al primo costruito sopra a un rudere anche un villone. zia, di dare un aiuto al concorrente settembre a capo del servizio Tenute e Giardini Ma il segretario generale, Donato Marra, Di Pietro a pochi della Presidenza della Repubblica, direttore di insediatosi nel 2006 con Napolitano, ha giorni dalla maniCastelporziano, tenuta presidenziale sul spulciato i bilanci, e denunciato nero su bianco festazione di piazlitorale romano, 59 km quadrati di verde, dalle alla Procura. Lo chiarisce una nota del za contro il Cavaparti dove sbarc Enea. Tripodi secondo la Quirinale, che tace, per, su un imbarazzante liere che i vertici Procura di Roma aveva trasformato questoasi terremoto: Tripodi imparentato con Gaetano democratici handorata in una (sua) miniera. Il parco lacquist Gifuni, segretario generale sotto Scalfaro e no disdegnato. il parsimonioso Quintino Sella nel 1872 dal Ciampi. Non lha assunto lui il nipote della Non un caso che anche lIdv - deciduca Grazioli (quello del palazzo di moglie: cera gi dai tempi di Leone. Per il sa a non lasciare al Berlusconi). Ed una delle residenze esterne bilancio rosso delle tenute ogni anno veniva Pd la ribalta parladei presidenti. Un cespite per arricchire il ripianato con un decreto firmato da Gifuni. mentare - ieri abdirettore stato labbattimento dei cinghiali, e Che infatti a fine serata si scopre indagato. bia riunito in quattro e quattrotto il

CASTELPORZIANO, LOASI DORATA DI TRIPODI

suo ufficio di presidenza e presentato una sua mozione sulle riforme. Siamo pronti a parlarne spiega Di Pietro, ma detta le sue quattro condizioni impossibili. Primo: non si toccano le regole sulla magistratura. Secondo: non si reintroduce limmunit parlamentare. Terzo: mai pi i condannati in Parlamento. Quarto: una nuova legge sul conflitto dinteressi. Perci la parola dordine del Pd opposizione durissima, senza sconti, al disegno di legge abbrevia - processi, su cui ripetono i democratici - non c nessuna possibilit di dialogo. Perch non si possono concedere vantaggi a Di Pietro, mentre le inchieste giudiziarie continuano a squassare le regioni. I bersaniani ragionano: Noi non possiamo appiattirci sullIdv, dobbiamo parlare ai cittadini, fare le riforme, ma il centrodestra deve togliere di mezzo la abbrevia-processi. Berlusconi prende tempo. Vuole capire se dal Pd c unapertura, se davvero si pu parlare di giustizia e trovare uno spiraglio per un salvacondotto per il premier, magari ampliando lambito del legittimo impedimento per ragioni istituzionali che gli consentirebbe di puntare alla prescrizione. Cos il presidente della commissione giustizia del Senato Filippo Berselli annuncia: Lapprovazione della legge sul processo breve slitter allinizio del 2010.

I democratici fermi sul no al processo breve, il premier cerca unapertura sul legittimo impedimento

Mercoled 2 dicembre 2009

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Il diritto di Berlusconi quellintervista-choc del numero due del Pd

OPPOSIZIONE?
un Berlusconi. Ma il passaggio pi forte dellintervista, ovviamente, un altro: il Pd, spiega il dirigente della nuova maggioranza, non porr di fatto obiezioni al ricorso al legittimo impedimento. Non solo: Come ha detto Bersani - prosegue Letta - consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo. Certo, legittimo non vuol dire n opportuno, n adeguato al comportamento di uno statista.... Ecco perch, aggiunge il vicesegretario del Pd, non utilizzer come arma letale eventuali avvisi al Cavaliere: Il capo dello Stato ha ricordato che un governo, finch ha i numeri e la fiducia della sua maggioranza, governa. Noi ci atteniamo a questo. Quanti nel Pd concordano con questa linea?

na intervista al Corriere della sera che prefigura un cambio di linea sulla giustizia? E stato lo stesso Enrico Letta, vicesegretario del Pd a prefigurare questa intepretazione, nel suoi colloquio con Paola Di Caro: Non si cercheranno pi, come pure avvenuto in passato - ha spiegato infatti Letta scorciatoie per far cadere il governo e liberarsi di

LETTA, NIENTE SVOLTE


Il veltroniano Tonini: Non sono daccordo con lui. Il premier non deve difendersi dal processo
Puglia sulla candidatura di Vendola non va bene. Noi siamo nati come il partito delle primarie, ce lo abbiamo scritto nello statuto, non possiamo rinunciare a questa scelta per nessun calcolo politicistico. E un segnale forte, un doppio affondo: dopo il congresso, i primi passi di Bersani provocano dei dissensi. Senatore Tonini, cosa succede nel Pd sulla giustizia? Mi piacerebbe saperlo. Certo, il tema tornato al centro del dibattito. Non per colpa nostra, ma per via dei procedimenti su Berlusconi.
Giorgio Tonini visto da Manolo Fucecchi uno degli uomini di punta dei veltroniani: Non ci sono complotti delle toghe rosse di Luca Telese

hi conosce labituale pacatezza di Giorgio Tonini, senatore veltro-cattolico (numero due del Pd ai tempi in cui il leader era lex sindaco di Roma) rester stupito per questa intervista. Senza alzare di un filo il suo abituale tono di voce, infatti, Tonini esprime grande preoccupazione per una svolta nel Pd sui temi della giustizia nessun organismo dirigente ha discusso, n votato. Dopo lintervista di Enrico Letta al Corriere della Sera, il senatore pi vicino a Veltroni spiega: Non si pu accettare il principio che lopposizione debba risolvere i problemi e i processi di Berlusconi: E poi, a riprova che non si tratta di un segnale isolato aggiunge: Quello che accade in

Qualcuno anche a sinistra dice che in atto un conflitto istituzionale. La tesi non mi convince. Fra laltro tutto iniziato con un pronunciamento istituzionale sul lodo Alfano, il processo Mills, e solo poi con i pentiti di mafia. Cosa deve fare il Pd? Rompere lincantesimo per cui da 15 anni si parla di giustizia, ma il servizio giustizia erogato ai cittadini peggiora. C un problema fra i magistrati e il premier? No. Vorrei ricordare a Berlusconi che il centrodestra ha vinto in Abruzzo dopo uninchiesta su Del Turco. E che lo stesso Del Turco, dopo un anno e mezzo di inchiesta, aspetta ancora il dibattimento: in questo caso il problema sono i tempi. E difficile parlare di toghe rosse! Il Cavaliere dice che ce lhanno solo con lui. Il governo Prodi, di fatto, caduto per la crisi innescata dallavviso di granzai a Sandra Mastella. Non non abbiamo gridato al golpe. Ma dov allora questa giustizia a senso unico? Ma il centrodestra dice: ridurre i tempi dei processi. E curioso. Finora ha lavorato per aumentare cavilli ed eccezioni, per dilazionare i processi di Berlusconi. Poi per cancellare i procedimenti con le prescrizioni... Letta dice: Berlusconi ha diritto a difendersi dal processo. Questo lo trovo inaccettabile. Il processo non un complotto contro qualcuno.

Nuova linea sulla giustizia? Non se n discusso. Chi la vuole lo dica in modo chiaro
Il ragionamento : se si risolvono i problemi giudiziari del premier meglio anche per lopposizione. Mi spiace ma non pu essere una via. Ha presente san Tommaso? Non si pu fare un male per ottenere un bene. E poi.... Cosa? Per salvare Berlusconi non si pu devastare la giustizia. Si parla di riforme condivise. Si pu ragionare di diverse garanzie in un pacchetto complessivo di riforme, che ora non vedo. Ma una norma salva-premier inaccettabile. Il Pd sta cambiando linea? Noi non ne abbiamo discusso. Sarebbe auspicabile, di fronte a un cambiamento, assumersene almeno la responsabilit. Se si vuole questo serve una discussione trasparente in segreteria e in direzione. Letta lha gi prefigurato? Se cos non sono daccordo. Non la strada. E non condivido neanche unaltra affermazione di Enrico. Quale? Quella secondo cui in passato si pensato a una soluzione giudiziaria del problema Berlusconi. Di che parla Letta? Noi non labbiamo mai pensato. E poi... Di cosa preoccupato? Ho visto unintervista di Ven-

BERSANI
Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e quindi il premier deve sottoporsi a giudizio 13 novembre 2009

FINOCCHIARO
Berlusconi non si fa processare, ma processa i suoi giudici. Un ribaltamento di un sacro principio costituzionale 20 maggio 2009

FRANCESCHINI
Berlusconi dovrebbe rinunciare al lodo Alfano e farsi giudicare come ogni altro cittadino 20 maggio 2009

BINDI
C un solo modo per dimostrare la legalit: sottoporsi al giudizio della magistratura 28 ottobre 2009.
dola che mi ha colpito: si appellava alle primarie. Vogliono farlo ritirare... Questo incredibile. Lidea che qualcuno nel nostro partito, che nato per le primarie, gli neghi il diritto di sottoporsi alle elezioni e addirittura dica: togliamo Vendola di mezzo... Dicono che il prezzo per lalleanza con lUdc. Se fosse cos sarebbe un prezzo troppo alto. Anche perch, laltra volta, Vendola vinse le primarie contro le segreterie. E poi vinse anche le elezioni. Stiano attenti a non fare calcoli sbagliati.

Quando i democratici attaccavano: Berlusconi vada in Tribunale


FINO A POCHI GIORNI FA LA POSIZIONE DEL PARTITO ERA CHE TUTTI SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE
di Stefano

Caselli

A ltro che riforma della giustizia. Il vero coronamento dellera berlusconiana sarebbe la riforma del vocabolario. E
non c dubbio che i consensi arriverebbero un po da tutti gli schieramenti. Un solo articolo sarebbe sufficiente: Tutte le parole e il loro contrario possono avere significati diversi a seconda delle circostanze e delle opportunit, anche se pronunciate a brevissima distanza di tempo". Una norma ad hoc che risolverebbe molti grattacapi ad alcuni esponenti del Pd, impegnati a difendersi dallimbarazzo per quanto dichiarato da Enrico Letta al Corriere della Sera: Come ha detto Bersani, consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo. Affermazioni che, a vocabolario attuale vigente, appaiono in netto contrasto con frequenti prese di posizione di ben altro segno.

Stano, infatti, che sia daccordo anche Pier Luigi Bersani, perch appena diciotto giorni fa, il 13 novembre 2009, il neo segretario del Pd aveva cos commentato la sentenza della Corte costituzionale che bocciava il lodo Alfano: Per il Pd lunica strada per ristabilire la serenit nel paese che Silvio Berlusconi si faccia processare, essendo impensabile che ci sia qualcuno al di sopra della legge. Sembrava avere le idee chiare anche Anna Finocchiaro. Il 20 maggio 2009, commentando lintenzione del premier di riferire in Parlamento sul caso Mills, cos dichiarava a Repubblica: Berlusconi non si fa processare, ma in compenso processa i suoi giudici. Un ribaltamento di un sacro principio costituzionale: la legge uguale per tutti. Quindi, alla domanda se ritenesse opportuno chiedere le dimissioni del premier in caso di condanna, rispondeva: Le chiederei solo di fronte a una sentenza definitiva, qui sia-

mo di fronte a un giudizio di primo grado. Non che tifiamo per la condanna, chiediamo solo che si possa celebrare un giudizio. Dose rincarata l8 luglio 2009, a lodo Alfano in gestazione: Ci eravamo illusi per un attimo quando Berlusconi aveva detto che si sarebbe difeso nel processo e mai avrebbe usato la norma salva-processi; ora evidente che le sue parole erano fumo negli occhi degli italiani. Durissimo, poi, il commento del capogruppo del Pd

Un dietrofront inaspettato: Nulla da obiettare al legittimo impedimento

allindomani della bocciatura del lodo Alfano: Il presidente del Consiglio adesso vada a processo. Non possono esserci scialuppe di salvataggio per lui. Non gliele costruiremo certo noi. Il Partito democratico si occupa di cose serie. Anche lex segretario Franceschini aveva sentito il bisogno di chiosare il dibattito sullaffaire Mills invitando il Cavaliere a rinunciare al lodo Alfano e a farsi giudicare come ogni altro cittadino. Particolarmente incisiva, infine, era stata il 28 ottobre Rosy Bindi: incassata la carineria del Pi bella che intelligente a Porta a Porta, lex ministro della Salute aveva nuovamente incrociato il premier (ovviamente via telefono) durante Ballar: Lei ha un solo modo per dimostrare la legalit (a proposito del caso Mills, ndr) che continua ad affermare: sottoporsi come qualunque cittadino al giudizio della magistratura.

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Mercoled 2 dicembre 2009

Da Andrea Rivera a Dario Fo Tutti gli interventi

l No Berlusconi Day ieri ha incassato ieri ladesione anche di Carlo Lucarelli, il mitico Lucarelli scrivono su Facebook. Lo scrittore si unisce alle altre adesione illustri incassate finora: Dario Fo e Franca Rame, Ascanio Celestini, Daniele Silvestri, Antonio Tabucchi, Mario Tozzi, Moni Ovadia, Dario Vergassola. Si inizia a delineare

CRONACHE
anche una scaletta degli interventi dal palco. Di certo parleranno Salvatore Borsellino, il magistrato Domenico Gallo, I ragazzi di Corleone, il comitato No ponte, i dipendenti Eutelia, un giornalista (probabilmente un corrispondente di una testata straniera) uno studente e una professoressa. Per la parte artistica si aspetta la conferma di Roberto Vecchioni che dovrebbe suonare dal palco mentre sono certi gli interventi di Fo e Rame, J-Ax degli Articolo 31, Moni Ovadia, Andrea Rivera, Stefano Disegni, lautrice satirica Francesca Fornario. Beppe Grillo ha assicurato la sua presenza anche se non sar sul palco ma in piazza.

No B.Day alza il tiro: Tutti a San Giovanni


Il corteo finir nella piazza pi grande
di Federico Mello La manifestazione dei Girotondi in piazza San Giovanni a Roma
(FOTO ANSA)

N
VIOLENZE

21enne violentata a Milano


na ragazza di 21 anni stata aggredita e violentata luned a Milano. La giovane sarebbe stata avvicinata da uno straniero, rapinata e costretta ad un rapporto orale. Le misure mediatiche adottate dal ministro Carfagna si dimostrano insufficienti, la denuncia dellArcigay.

l dado tratto e la decisione presa: si va a Piazza San Giovanni, la piazza romana per eccellenza della sinistra italiana. Il No B. Day ha scelto: il corteo che chieder le dimissioni di Silvio Berlusconi (Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte) partir come previsto da Piazza della Repubblica, ma non si concluder a Piazza del Popolo - troppo piccola dicono dallorganizzazione - ma nella piazza del Primo Maggio e dei Girotondi. Il confronto con la mobilitazione animata da Nanni Moretti nel 2002 inevitabile. Le prenotazioni - dichiar il regista a una settimana dallevento - e i segnali che arrivano da tutta Italia ci hanno convinto che serviva un luogo pi grande. Anche la grande

piazza dei Girotondi vir da Piazza del Popolo a Piazza San Giovanni. Solo che i girotondi, allora, avevano spalle pi grosse: in piazza cerano i banchetti del sindacato, mentre Piero Fassino, segretario Ds, dichiar: Cari amici sar con voi a Piazza San Giovanni e con me saranno moltissimi iscritti, elettori e dirigenti Ds. Discorso diverso per il No Berlusconi Day, che non ha padri famosi se non la maschera di San Precario che ieri ha precisato su Facebook: Ho saputo che allInfedere di Gad Lerner definendomi lanonimo fondatore del No-B Day. Vorrei solo precisare che, tecnicamente, non sono anonimo ma semplicemente incorporeo (come tutti i santi del resto). Non hanno, i ragazzi del No B. Day, lappoggio del Pd che pur esprimendo in molti casi simpatia rimane su posizioni ondivaghe: Se non fossi presidente del Pd

andrei in piazza le parole di Rosy Bindi. Non solo. Anche se la mobilitazione incassa ladesione di importanti dirigenti della Cgil, Marigia Maulucci, Carlo Podda, Gianni Rinaldini e Nicola Nicolosi, il sindacato non si mosso con la sua famosa macchina organizzativa che ha sempre garantito piazze piene. Netta comunque la presa di posizione degli esponenti Cgil: Lalterazione dei rapporti tra i poteri dello Stato il perenne conflitto tra esecutivo e magistratura, la proposta di legge sul processo breve, sono un attacco palese alla democrazia ed alla libert di questo Paese. Tale attacco attraversa anche gli assetti economici e sociali. Gli organizzatori comunque vanno avanti per la loro strada. Sono forti dei numeri, assicurano che 700 autobus stanno scaldando i motori (sono gi pagati) e che pronto anche un traghetto dalla Sardegna e al-

cuni treni speciali dal Nord e dalla Sicilia. Ieri, inoltre, hanno incassato la copertura in diretta dellevento da parte di RaiNews24 e SkyTg24. Ma a loro denunciano I telegiornali ci stanno oscurando in un volantino distribuito ieri pomeriggio davanti alla sede Rai di Viale Mazzini: Perch ha pi importanza un convegno di partito al quale partecipano 20 persone come capita continuamente che una manifestazione autorganizzata con gi pi di 300.000 aderenti?. Chiedono un incontro a Masi: Non in palazzo rispondono in portieneria. Scende a parlare con loro Carlo Verna, del sindacato dei giornalisti Rai: Sono disgustato di ci che succede al Tg1 dice. Almeno sventato il S Berlusconi Day. Lavevano lanciato il due onorevoli Pdl Valducci e Straquadanio sempre per il 5 di-

cembre, anche questo in piazza della Repubblica. Ora Valducci dice ha Libero che levento rimandato per evitare problemi di ordine pubblico dopo le minacce ricevute. Straquadranio, invece, in tv ammette che la loro era uniniziativa dadaista. Scherzetti da parlamentari che non turbano i No B. Day ormai usciti ufficialmente dal virtuale e in attesa del verdetto della Piazza. Di Piazza San Giovanni.

INFLUENZA

Muore bimbo di due anni


n bambino di due anni, affetto dallinfluenza A, morto laltra sera a Lecce. Il piccolo aveva manifestato i primi sintomi venerd scorso, sabato era stato ricoverato in ospedale. Secondo i medici il bambino non soffriva di altre patologie.

Sabato arriveranno 700 autobus, un traghetto dalla Sardegna e treni speciali

CAMORRA

Sgominato clan Terracciano

Le tangenti di Romiti diventano il premio di produzione


LEX PRESIDENTE FIAT E LEX DIRETTORE FINANZIARIO MATTIOLI DEVONO RISARCIRE CENTO LAVORATORI
l 27 novembre la Cassazione ha condannato definitivamente lex presidente della Fiat Cesare Romiti e lex direttore finanziario Francesco Paolo Mattioli in sede civile a pagare 1508,78 euro (pi interessi legali) a ciascuno dei cento lavoratori dellAlfa Romeo e della Fiat che avevano fatto causa allazienda per danni morali e materiali nel processo di Torino per le tangenti e i bilanci falsi del gruppo. Tutto nasce dalle indagini del pool Mani Pulite su alcune societ della holding di Agnelli nel 1992-93. Linchiesta poi passa per competenza alla Procura di Torino. Qui, il 9 aprile 1997, il gip Francesco Saluzzo, con rito abbreviato, condanna Romiti a 1 anno e 6 mesi e Mattioli a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. Il 28 maggio 1999 la Corte dappello conferma le condanne, riducendo quella di Romiti a 11 mesi e 20 giorni e quella di Mattioli a 1 mese in continuazione con i 20 mesi patteggiati a Milano per le mazzette della CogefarImpresit sugli appalti della metropolitana. Il 19 ottobre 2000 la Cassazione mette la parola fine al processo Fiat, rendendo definitiva la condanna di Romiti e dichiarando prescritto il reato per Mattioli. Confermata anche la condanna a risarcire i danni morali e patrimoniali ai lavoratori degli stabilimenti Fiat e Alfa di Arese, Pomigliano, Torino, Termoli e Modena (parti civili con gli avvocati Lamacchia, Giannangerli, Marpillero e Bonetto) e i danni patrimoniali a un medio azionista (assistito dallavvocato Andrea Galasso). Danni da liquidarsi in separata sede, cio davanti al giudice civile. Poi, nel 2002, il governo Berlusconi depenalizza di fatto il falso in bilancio. I legali di Romiti chiedono ai giudici di Torino di cancellare la condanna del loro assistito e il 4 dicembre 2003 la Corte dappello di Torino costretta a prendere atto che il fatto non pi previsto dalla legge come reato. Il falso in bilancio attribuito a Romiti era pari allo 0,08% del patrimonio netto della Fiat e allo 0,7% dellutile: la nuova legge ha legalizzato i falsi in bilancio che non superino l1% del patrimonio netto o il 5% dellutile. Ma tutto questo, almeno in sede civile, non conta. Infatti prima il Tribunale civile (31 dicembre 2002) e poi la Corte dappello civile di Torino (2 dicembre 2003) condannano Romiti e Mattioli a risarcire gli operai dellAlfa: il premio di produzione della Fiat, allepoca dei fatti, era agganciato allandamento del bilancio aziendale, dunque era stato decurtato per effetto dei falsi in bilancio provocati dai fondi neri accantonati dalla Fiat per pagare le tangenti. Il 5 ottobre scorso la causa approdata alla III sezione civile della Cassazione. Romiti e Mattioli erano difesi dagli avvocati Franzo Grande Stevens, Anita De Luca ed Edoardo Pontecorvo, che hanno chiesto di cancellazione della sentenza dappello. Ma il loro ricorso stato respinto: hanno vinto i lavoratori dellAlfa e della Fiat, difesi dagli avvocati Lamacchia e Marpillero. Questa sentenza commenta lo Slai-Cobas dellAlfa di Arese - ci d pi forza nella battaglia che stiamo conducendo con tutti i lavoratori del gruppo Fiat contro licenziamenti, cassa integrazione continuata, chiusura di stabilimenti, precariato, salari da fame e supersfruttamento. Lo stabilimento di Arese non deve chiudere. Chiediamo alle istituzioni e alla magistratura di non voltare le spalle alle lotte operaie: come possibile che la Fiat, dopo non aver pagato una lira per l'Alfa, dopo aver avuto solo per Arese 2 mila miliardi di lire di soldi a sbafo dallo Stato, oggi venda Arese buttando sulla strada gli ultimi mille di 20 mila operai e contemporaneamente rimanga proprietaria della stessa area dell'Alfa, il tutto per incassare un'altra caterva di soldi pubblici con Alfa Romeo-Expo 2015?. Lo Slai-Cobas critica poi aspramente Sergio Marchionne, il cui piano avallato anche dalla sinistra si rivelato per quello che : la fabbrica di fatto chiusa da tempo e ora si parla della Panda al posto delle vetture Alfa. Il grande Marchionne non fa che copiare Romiti, quando port ad Arese la Y10 al posto delle vetture Alfa e fu linizio della fine. Luned 7 dicembre, lo Slai-Cobas di Arese organizza una manifestazione alla Scala di Milano con i lavoratori dellAlfa Romeo e delle altre fabbriche, con i giovani, gli studenti e i centri sociali. (m. trav.)

ono state ufficialmente chiuse le tendopoli a LAquila. Ieri la Protezione civile ha sistemato in albergo gli ultimi 13 sfollati del terremoto del 6 aprile. Il ritardo nello smantellamento (il governo aveva parlato di fine settembre), secondo il dipartimento per le emergenze si deve ad un migliaio di cittadini, che ha rifiutato le soluzioni proposte.

CIRCO TOGNI

Marceremo con gli elefanti


a concessione non arriva, ma arriva la minaccia: Marceremo su Roma con 20 elefanti, 50 cavalli e con tigri e cammelli. Parola del circo Togni, che si visto negare lautorizzazione a montare il tendone a piazzale Clodio, a Roma, per motivi di congestionamento dellarea. Minaccia cui il sindaco Alemanno ha risposto prontamente: Troveremo unaltra area idonea. Almeno agli animali sar risparmiata unulteriore fatica.

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Intanto prosegue il processo per il rogo di due anni fa

l processo per la strage dellacciaieria ThyssenKrupp, il rogo che la notte del 6 dicembre 2007 provoc a Torino la morte di sette operai, dovrebbe salvo sorprese arrivare a sentenza entro la primavera del 2010. Limputato numero uno lad di Thyssen Italia Harald Esphenan, imputato di omicidio volontario con dolo

CRONACHE
eventuale. Il manager, interrogato lo scorso 4 novembre, ha sostanzialmente ammesso di non aver investito nelle strutture dello stabilimento torinese in procinto di essere chiuso e trasferito a Terni un milione e mezzo di euro gi stanziati nel bilancio 2006/07. Di fronte alla Corte dAssise ora in corso lesame dei testi della difesa, quattro dei quali peraltro finiti nel registro degli indagati per falsa testimonianza lo scorso 17 novembre. Ieri ha deposto il medico aziendale Nizai Mansour. Secondo la sua deposizione la Thyssen di Torino era uno stabilimento dove si prendevano provvedimenti di prevenzione e sicurezza ambientale senza risparmiare una lira.

STESSA AZIENDA, NUOVO DRAMMA: UN MORTO ALLA THYSSEN DI TERNI


Proclamato oggi lo sciopero di 24 ore nello stabilimento
un bambino di un anno non faccia pi ritorno a casa. Ma altrettanto grave che qualcuno usi e strumentalizzi largomento della crisi per spostare lattenzione dal tema della salute e sicurezza sul lavoro, per abbassare la guardia e il livello dattenzione. Intanto, per, ieri toccato a Diego che alla Thyssen di Terni lavorava al reparto depurazione dove confluiscono tutti i liquidi di scarto della lavorazione siderurgica. Acque sporche, sostanze oleose e acidi che prima di essere smaltiti vengono trattati. Ma lincidente di Diego accaduto allesterno dello stabilimento siderurgico dove si sprigionato linfernale mix chimico. Nessuna fiamma, nessun incendio come invece tragicamente accaduto, alla fine del 2007, ai colleghi della sede distaccata della Thyssen di Torino. Terni infatti la casa madre. Oltre un secolo di attivit nel settore degli acciai inossidabili. Da qui escono gli enormi rotoli di materiale utilizzato un po per tutto: dallarredo urbano agli elettrodomestici. Chi conosce lo stabilimento dice che negli ultimi anni sono stati effettuati investimenti e ammodernamenti. Ma ci non toglie che sul tema della sicurezza il livello di attenzione deve essere sempre mantenuto alto. Molto alto rincara il segretario provinciale della Fiom Cgil di Terni Attilio Romanelli. Se ogni giorno accadono gravi incidenti e se gli operai continuano a morire significa che c qualcosa che non funziona. Romanelli parla della necessit di ripensare alla riorganizzazione del lavoro. La tutela della salute andrebbe costruita giorno dopo giorno cos come la cultura della sicurezza. La crisi invece ha eliminato persino il dibattito pubblico e politico sul tema. E sono in molti, allindomani di una nuova tragedia, a chiedersi quanto fosse necessario indebolire il nuovo Testo Unico sulla sicurezza frutto del lavoro dellallora ministro Cesare Damiano sul versante sanzionatorio. Cosa che, in qualche modo, deresponsabilizza manager e imprenditori sul versante della tutela della sicurezza dei propri lavoratori. Intanto il contatore delle vittime del lavoro, pubblicato da Articolo21, prosegue la corsa: 964 morti, 964.254 infortuni e 24.106 invalidi dallinizio dellanno fino a ieri sera. Con la morte di Diego.

Cicinelli, funzionario sempre in pista nonostante larresto


volte ritornano. Come A seAlbertofossero andati mai via. Cicinelli, ex direttore generale Inail in pensione da due mesi, prepara lennesima apparizione. Sempre su poltrone di prestigio. Pare gradirebbe un posticino nel Cda dellInail o di un altro ente previdenziale. Antonio Di Pietro e lItalia dei valori lanciano lallarme e spediscono uninterrogazione al ministro competente, Maurizio Sacconi. La memoria breve, cos i peccati scompaiono allistante. Pochi ricordano che il funzionario Cicinelli, nel pieno di Mani Pulite, fu arrestato (50 giorni di carcere pi domiciliari) con laccusa di corruzione e concussione: tangenti, circa 740 milioni di lire, versate da De Benedetti (allepoca responsabile della Olivetti). La confessione di Cicinelli fu immediata, non proprio esaustiva: lui era il collettore, i destinatari erano personaggi di pi alto livello. Nemmeno la sospensione di 5 anni, il massimo previsto dallallora normativa, imped a Cicinelli di rigenarsi e ritagliarsi uno spazio nel medesimo istituto. E riammesso in servizio il prima possibile, ovvero nel maggio del 98, dal direttore generale pro tempore, Roberto Urbani: gli affida un ruolo marginale di studio fin quando nel 2000 il processo prescritto. Cos la carriera di Cicinelli prende slancio: nuovi affari da rifiutare, nuovi immobili da comprare. Nel frattempo gli vengono versati oltre 800 milioni di lire per i 5 anni di congelamento. A quarantanni dallingresso in Inail per concorso pubblico, per un periodo di transizione, il ministro Maurizio Sacconi nomina direttore generale lex funzionario. A settembre, a 67 anni compiuti, cade lincarico perch scocca lora della pensione. E Sacconi saffretta a sfogliare i cda disponibili. Presto dovr rispondere allinterrogazione di Antonio Di Pietro (Idv) che, oltre a ricostruire la storia professionale e giudiziaria di Cicinelli, chiede e aspetta risposta scritta: E ammissibile che il Cicinelli si stia attivando per essere nominato consigliere dellInail? Quali iniziative ha assunto la Corte dei conti, sapendo che egli ha confessato le sue malvessazioni? Il ministro assicuri i dipendenti dellInail: Cicinelli torna o non torna pi?.

Gli operai di Terni in protesta, ieri, dopo la morte del loro collega (FOTO ANSA) di Elisabetta

Reguitti

entiquattro ore di astensione, oggi, dalle attivit produttive nella ThyssenKrupp acciai speciali di Terni dopo la morte di Diego Bianchina (31 anni) avvenuta ieri alle 12. Una decisione presa dagli stessi colleghi di lavoro dopo lincontro avuto con la propriet che si svolto ieri sera, dopo unintera giornata di presidio dellindustria. I compagni delloperaio hanno aspettato di sapere cosa fosse esattamente accaduto al dipendente. A una prima ricostruzione dei fatti, raccontata al Fatto Quotidiano da Alessandro Rampiconi della Fiom Cgil, sembrerebbe che i vertici dello stabilimento abbiano ammesso la loro responsabilit. Che Diego stesse svolgendo unattivit straordinaria di prelievo di acido cloridrico

da uno dei contenitori che, erroneamente, conteneva ancora piccole quantit di unaltra sostanza. Una combinazione di due elementi chimici che ha provocato una terribile reazione e la conseguente esalazione che ha portato alla morte per soffocamento di Diego, soccorso da altri due lavoratori finiti in ospedale. Subito dopo laccaduto i suoi compagni hanno immediatamente deciso di iniziare un presidio: quattrocento operai dello stabilimento Thyssen di Terni (dove lavorano in oltre 2 mila) sono usciti dalla fabbrica e hanno occupato la strada. Un gesto per richiamare lattenzione dellintera opinione pubblica oltre che la volont di esprimere la piena solidariet per i familiari del giovane uomo. Perch ingiusto morire lavorando: una vera ingiustizia morale e civile che il padre di

Diego Bianchina, 31 anni, soffocato da esalazioni di acido cloridrico e altre sostanze chimiche
I FAMILIARI DI TORINO

di Elisa Battistini

l processo Thyssen finito ieri. Con lottavo morto dopo i sette di Torino. Laura Rodin ha perso il fratello Rosario nel rogo avvenuto tra il 5 e il 6 dicembre 2007. Lincidente a Terni continua un tetro anniversario a quasi due anni da quella notte. Anni trascorsi invano. I dirigenti dellazienda sono ancora l, ma non dovrebbero pi lavorare. Hanno un altro morto sulla coscienza: questa la vera sentenza. Antonio Boccuzzi, che al rogo di Torino sopravvissuto e ora parlamentare (Pd) rivive un momento orribile. Provo rabbia e amarezza perch nonostante i protocolli sulla sicurezza le cose non cambiano. La nostra tragedia avrebbe dovuto insegnare moltissimo.

QUESTA LA VERA SENTENZA I


Mentre invece si fanno addirittura passi indietro sul Testo unico. Il governo Berlusconi lo ha rivisto, dimezzando le sanzioni anche per gli incidenti da soffocamento, come appare quello di Terni. E sullazienda tedesca, Boccuzzi constata: Ha goduto di tutte le agevolazioni previste dalla legge sfruttando contratti di apprendistato, lavoro interinale, possibilit di prepensionamento. Ma alla Thyssen si muore ancora. La Rodin va gi pesante: Ora chi testimonier per la difesa, al processo di Torino, avr sulla coscienza una persona in pi. Anche questo ragazzo, come mio fratello, quando andava a lavorare era ignaro di mettere in pericolo la propria vita. Tutti i giorni.

In Finanziaria spunta Difesa spa


LA SOCIET POTR GESTIRE AREE DEL DEMANIO MILITARE PER IMPIANTI ENERGETICI, NUCLEARE COMPRESO
di Antonio

Massari e Carlo Tecce


tentato a luglio la via orA vevano delParlamento,leggelaper dinaria disegno di consultare il poi retromarcia improvvisa, eppure il progetto era scritto e gi benedetto da Ignazio La Russa. Il passaggio della Finanziaria al Senato, superate le forche caudine della Commissione e lopposizione del Pd, spazza via qualsiasi dubbio: si pu fare, entro dicembre sar costituita la societ servizi Difesa spa. Nel testo ora in discussione alla Camera, prima dellapprovazione definitiva della legge di bilancio, allarticolo 2 il progetto descritto senza velature: Ai fini dello svolgimento

dellattivit negoziale diretta allacquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dellamministrazione della difesa e non direttamente correlate allattivit operativa delle forze armate, compresa lArma dei carabinieri, da individuare con decreto del ministro della Difesa di concerto con il ministro dellEconomia e delle Finanze... nonch delle attivit di valorizzazione e di gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari, da realizzare anche attraverso accordi con altri soggetti e la stipula di contratti di sponsorizzazione, costituita la societ per azioni denominata Difesa Ser-

vizi Spa, con sede in Roma. Il capitale sociale della societ di cui al presente comma stabilito in 1 milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del ministro della Difesa, che esercita i diritti dellazionista. Questa la struttura portante, semmai dei ritocchi potrebbero cambiarne la fisionomia, ma nella sostanza siamo dinanzi a una spa con azioni interamente sottoscritte dalla Difesa, ma con un vero consiglio di amministrazione di nomine ministeriali con uno statuto pi o meno variabile. Da quel cda passeranno contratti di sponsorizzazione, compravendita immobiliare, conversione a nuovo uso di aree militari dismesse, pe-

nitenziari abbandonati. Circa cinque miliardi di euro da amministrare. Quel che preoccupa, e che lonorevole Rosa Villecco Calipari ha denunciato in commissione, riguarda la possibilit di gestire in aree di demanio militare quindi sottratte al controllo di organi amministrativi e istituzioni impianti energetici: ovvero centrali nucleari e termovalorizzatori. E in tema di privatizzazioni, almeno in senso giuridico, nel prossimo Consiglio dei ministri sar approvato il decreto legge che istituisce la Protezione civile spa. La bozza stata consegnata ieri a Palazzo Chigi. Tutto pronto. Nonostante il ministro Tremonti sia scettico sulloperazione.

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Mercoled 2 dicembre 2009

GIUSTIZIA AD PERSONAM

COMPROMESSO MONDADORI
Per ora Fininvest non pagher, ma Cir ottiene una fideiussione che la soddisfa. Ecco le strategie
Mascali
la difesa Fininvest ha proposto la concessione di una fideiussione bancaria per lintera somma, cio di una garanzia per la Cir di riscuotere (in caso di conferma di condanna del Biscione) i soldi dovuti, compresi gli interessi. Pausa delludienza. Laltra corazzata di legali e periti, quella della Cir, con in testa gli avvocati Elisa Rubini e Vincenzo Roppo, sono usciti dallaula senza dire una parola ai giornalisti che li assediavano, si sono infilati in un corridoio, hanno confabulato per una decina di minuti e sono rientrati. Hanno fatto sapere che in linea generale sono disposti a non avviare la procedura, laboriosa, per incassare il risarcimento, ma in cambio hanno chiesto certezza sulla brevit dei tempi di una sentenza nel merito della causa civile, cosa che ha detto di volere anche la difesa Fininvest. I giudici De Ruggiero, Walter Saresella e Cristina Pozzetti si sono impegnati a pronunciarsi sulla conferma o meno della sentenza Mesiano, entro il 2010 e hanno gi fissato per il 23 febbraio la prima udienza di merito. Se avessero dovuto seguire il calendario naturale delle cause assegnate alla Seconda Corte dappello civile, quella Fininvest contro Cir sarebbe stata fissata nei primi mesi del 2012, cio due anni dopo. Ma il 22 dicembre prossimo le parti torneranno davanti ai
di Antonella

regua giudiziaria tra la Fininvest e la Cir: lazienda di Berlusconi pu continuare a non pagare i 750 milioni che deve alla societ di Carlo De Bendetti, per lo scippo della Mondadori. Il maxi risarcimento stato stabilito dalla sentenza di condanna, emessa in primo grado, dal giudice del Tribunale civile di Milano, Raimondo Mesiano. Ieri, davanti alla Seconda Corte dappello, la corazzata di avvocati e consulenti Fininvest, capitanata dallex giudice della Consulta, Romano Vaccarella, ha tirato fuori una proposta per non sborsare quei soldi, che non sono bruscolini neppure per Berlusconi. Allinizio delludienza, a porte chiuse, il presidente Luigi De Ruggiero ha chiesto alle parti di verificare se ci fossero le condizioni per un accordo sulla sospensiva dellesecutivit della pena e

Confalonieri non gradisce: Fininvest non ha pi la libert finanziaria di prima

Il presidente della III sezione della Corte dAppello di Milano Silocchi legge la sentenza Mondadori: un anno e 6 mesi per Previti, Acampora e Pacifico e due anni e 8 mesi per lex giudice Metta (FOTO ANSA)

giudici perch la Cir si riservata di accettare questa intesa temporanea (come ha specificato in un comunicato), solo dopo aver letto il deposito e le modalit di fideiussione. Per la Fininvest, una sospensiva temporanea del risarcimento era stata de-

cisa il 27 ottobre scorso, dallaltro presidente di sezione, Giacomo Deodato, in vista delludienza di ieri. La soluzione tampone della fideiussione, per, non piaciuta per nulla a Fedele Confalonieri. Il presidente di Me-

diaset si lamentato dopo un incontro allUniversit Cattolica di Milano: una cosa che comunque sia danneggia la Fininvest, che non ha pi la libert che aveva prima sotto il profilo finanziario. La fideiussione una garanzia e la garanzia costa, blocca la capacit di credito per quella cifra. Per quanto riguarda le ripercussioni su Mediaset, Confalonieri ha detto che la questione un po diversa perch Fininvest possiede meno del 40 per cento. Comunque danneggia. Ma il professor Vaccarella, al termine delludienza aveva spiegato, con toni forti, che la concessione della fideiussione lunico modo per evitare uno spargimento di sangue, che non utile in questo momento. A noi ha concluso interessa una decisione sollecita e questo interesse ce lha anche la Cir. La Corte disponibile e preferiamo giocare a bocce ferme.

Lingegnere

Il Cavaliere

I CONSIGLI OBIETTIVO: DELLAVVOCATO ROPPO RIDURRE LA CIFRA


di Alfredo Faieta

decisiva nelludienza di ieri N essuna novitsospensionedadel pagamentosulla richiesta di dei 750 milioni di euro richiesta Fininvest dopo la condanna per la corruzione giudiziaria nel cosiddetto Lodo Mondatori. Comera lecito attendersi, la societ del Biscione non scucir neppure un euro per il momento, ma ha accettato di rilasciare a Cir una fideiussione per lintera somma, che sar presentata in udienza il prossimo 22 dicembre per la convalida. Per sapere se effettivamente Fininvest dovr pagare la somma bisogner attendere il ricorso, che dovrebbe tenersi il prossimo 23 febbraio 2010. Una vittoria tattica per Cir, almeno secondo l'interpretazione che ne d l'azienda, e che si inserisce in una strategia precisa, affinata nelle scorse settimane e che metteva gi in conto una conferma della non esecutivit immediata della sentenza che condanna Fininvest a pagare i 750 milioni. Ma anche la psicologia dei soggetti coinvolti conta. E ne consapevole lavvocato Vincenzo Roppo, difensore di Cir, che la considera uno dei fattori per arrivare allobiettivo strategico della conferma in Corte dAppello dell'entit del risarcimento. Una visione che il legale ha tenuto a precisare proprio a De Benedetti in un carteggio riservato che Il Fatto Quotidiano ha potuto visionare, dove i freddi toni legali lasciano spazio ad argomenti pi espliciti. Il legale si dimostra conscio delle delle aspettative dell'editore di Repubblica e cerca di rassicurarlo sull'andamento di questa ultima fase di una battaglia iniziata vent'anni fa. Caro Carlo, ecco alcune considerazioni, scrive Roppo in un appunto per una riunione che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni: la battaglia sulla sospensiva solo un passaggio provvisorio e concentrarsi troppo su quella non conviene, nonostante gli ottimi argomenti giuridici a favore per ottenere il pagamento della somma. Daltronde la variabile legale, questo il pensiero chiave dellavvocato, non quella decisiva in questo appello: troppo elastici e discrezionali i criteri e troppo sbilanciata su una conferma dello status quo la giurisprudenza passata. A cosa servirebbe accanirsi? Metterebbe sotto eccessiva pressione, soprattutto mediatica i giudici chiamati a decidere su una somma rilevantissima - e Raimondo Mesiano ne sa qual-

cosa -, con il rischio che il nervosismo salga e la lucidit perda il passo: molto probabilmente il giudice si orienter per la soluzione pi capace di sottrarlo a fattori di pressione o ansia da responsabilit e di lasciarlo il pi possibile sereno. Non devessere, insomma, obiettivo di Cir forzare lo status quo in questo passaggio intermedio, mettendo subito Fininvest nella condizione di dover pagare sull'unghia una cifra che causerebbe non pochi problemi reperire in breve tempo. Muovere le cose sempre pi responsabilizzante e ansiogeno, che lasciarle ferme. Psicologia spicciola, si dir. Ma i giudici hanno una psiche e anche lavvocato Roppo ne consapevole. Secondo Roppo meglio difendere la serenit dei giudici con un atteggiamento pi conciliante e, questa sotto traccia larma psicologica del difensore, ottenere poi un risultato finale positivo grazie ad un atteggiamento pi conciliante dei giudici, che potrebbero sentirsi in qualche modo in 'debito' con Cir per aver non aver agitato le acque riguardo la sospensione del pagamento. Una visione che appare sicuramente pragmatica ed eccessivamente realistica ma, ed questo il punto, il fattore psicologico dei giudici ha il suo peso in una vicenda che oppone due tra i pi ricchi e influenti imprenditori italiani, uno presidente del Consiglio l'altro editore di un quotidiano tra i pi importanti. Non solo: se anche Cir avesse la cifra in mano ora, i soldi sarebbero comunque di fatto bloccati fino alla sentenza di appello, che potrebbe modificare i termini economici in senso peggiorativo per la societ di De Benedetti. Che a quel punto sarebbe costretta a ripagare parte della somma con gli interessi legali, pari al 3 per cento, perdendoci qualcosa. Insomma sarebbe stata una vittoria di Pirro secondo Roppo o addirittura una sconfitta mascherata da vittoria. A Cir resta ora da gestire quella che, nel dibattito pubblico, potrebbe essere letta come un intoppo processuale, ma l'impatto mediatico si potr gestire convenientemente, lopinione del legale. Che preconizza, se verr confermata la sospensione, almeno la richiesta di una garanzia da parte di Fininvest sulla somma in discussione, per allontanare lo spettro di qualsiasi manovra del Biscione diretta a sottrarre i propri beni al servizio del debito Cir. Appunto, la fideiussione concordata ieri con Fininvest.

di appello, preI n attesa del procedimentosomma consono visto per febbraio 2010, le parti si accordate per congelare la una fideiussione (si veda l'articolo qui sopra), ma il team dei difensori del gruppo Fininvest al lavoro per cercare di sovvertire le tesi della holding di Carlo De Benedetti, la Cir, accolte dal giudice Raimondo Mesiano in primo grado. Non solo entrando nel merito degli aspetti legali, ma ragionando anche sul quantum, per ricostruire, e smontare, il ragionamento economico che ha portato alla cifra contesa. E magari porre le basi per una eventuale transazione stragiudiziale che chiuda la partita una volta per tutte. Se non si pu evitare il risarcimento - e questo sembra quantomeno improbabile, essendoci una sentenza definitiva della Cassazione che certifica l'avvenuta corruzione giudiziaria - si cercher almeno di pagare il meno possibile, erodendo quanto pi si riuscir la somma di 750 milioni di euro stabilita da Mesiano, che metterebbe in seria difficolt anche una societ molto liquida come la holding finanziaria che controlla l'impero berlusconiano. Per rifare i conti la difesa del Biscione ha chiamato Roberto Poli e Paolo Andrea Colombo, entrambi manager vicini a Silvio Berlusconi (il primo, attuale presidente dellEni, come consulente; il secondo un membro del consiglio di amministrazione di Mediaset). A quale conclusione sono arrivati i due consulenti? Sono due i punti decisivi che dovrebbero servire a smontare le tesi seguite dal Tribunale. Il prima che, anche seguendo il procedimento di calcolo utilizzato dai giudici, e mutuato da quello Cir, la somma alla quale si giunge sarebbe inferiore di circa 155 milioni di euro a quella stabilita. Una decurtazione che porterebbe a 595 milioni lammontare, dai 750 ora stabiliti. Non moltissimo, ma gi qualcosa. Il calcolo attuale sostengono Poli e Colombo non sarebbe ammissibile per la quantificazione delleventuale danno, perch non terrebbe conto, secondo i consulenti, di fattori economico finanziari che ben poco hanno a che fare con il presunto danno da indebolimento della posizione negoziale di Cir citato nella sentenza. Tra l'inizio e la fine della

vicenda Mondadori, ovvero tra quando gli eredi Formenton decidono di consegnare la Mondadori nella mano di De Bendetti e quando, ribaltando la propria posizione, decidono invece di consegnarla a Berlusconi, con tutti i successivi seguiti legali, la situazione economica del Paese cambia, anche da un punto di vista macroeconomico. E di questo bisogna tenere conto nel calcolo del risarcimento. Da un lato, proprio in quel periodo, la guerra del Golfo del 1990 aveva depresso le prospettive economiche, e il crollo degli indici di borsa ne fu testimone; dallaltro, nel triennio 1988-1990, le aziende oggetto dellaccordo presentavano forti differenze nellandamento dei conti: Arnoldo Mondatori editore in quel periodo aveva visto diminuire del 40 per cento il suo margine operativo lordo (da 191 miliardi di lire dell88 a 115 del 90) mentre Repubblica aveva registrato una crescita del 40 per cento (da 57 a 80 miliardi di lire) e lEspresso non aveva mostrato chiari segnali di trend, e analoghe considerazioni si possono fare per Finegil (quotidiani locali). Tutte considerazioni di cui il Tribunale non avrebbe tenuto conto in sede di quantificazione del danno. La conclusione, dopo valutazioni molto complesse, che il valore del pacchetto dellEspresso, del 50 per cento di Repubblica e del 50 per cento di Finegil sarebbe stato acquisito da Cir ad un prezzo inferiore al dovuto gi ai valori del 1990 quantificato in 79 miliardi di lire e tanto pi nel 1991, per effetto di tutte le mutazioni di scenario. Ma questa soltanto una bozza di relazione tecnica, fatta da due manager (e non da avvocati) e che quindi serve a confrontarsi con lo scenario peggiore, quello in cui il risarcimento viene confermato e quindi si pu soltanto cercare di limarlo. Ma ai piani alti del Biscione non hanno perso tutte le speranze che, magari con un miracolo, qualcosa possa cambiare questa situazione che come ha detto ieri il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri incide in maniera non irrilevante sulla libert finanziaria delle societ berlusconiane.
(Alf. Fai.)

Mercoled 2 dicembre 2009

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LAVORO IN CRISI

TERMINI IMERESE: OPERAI IN RIVOLTA CONTRO LA FIAT


Marchionne non cambia idea, basta auto dal 2011
di Marco Franchi

Tanzi, Berlusconi e le pressioni sulla Consob


essuna reazione. Lex paN tron della Parmalat Calisto Tanzi nella sua deposizione al processo di Parma, due giorni fa, aveva lanciato accuse chiare: Silvio Berlusconi si era speso per fare pressioni sulla Consob nel 2003, alla vigilia dellesplosione dello scandalo Parmalat con la scoperta che i bilanci del gruppo alimentare erano falsi. Riuscimmo ad ottenere attenzione da parte della Consob dice Tanzi anche per linteressamento di Gianni Letta al quale chiesi le stesse cose che avevo domandato a Berlusconi. Da Palazzo Chigi non si registra nessuna smentita. La Consob ancora guidata come nel 2003 da Lamberto Cardia, pi volte accusato di essere troppo indulgente con le vicende che riguardano Berlusconi (come nel caso delle dichiarazioni a mercati aperti su Alitalia). Ma per la Commissione di vigilanza sulla Borsa queste sono storie vecchie, la versione dei fatti dei controllori di Piazza Affari che, per dirla con le parole di Cardia dellepoca, se c un falso in bilancio e qualcuno scappa con la cassa, non c regola che possa impedirlo. E anzi, ci tiene a ribadire la Consob, stata proprio lautorit di vigilanza a far emergere lo scandalo. Le parole del Tanzi del 2009, che la Consob non commenta (anche perch ha gi risposto alle domande sulla vicenda in unaudizione parlamentare nel gennaio 2004), fanno riemergere i dubbi che giornali e analisti si ponevano alla vigilia dello scandalo: perch una societ che dice di avere disponibilit liquide di 3,5 miliardi non le usa per ridurre i suoi 5 miliardi di debiti? E perch a febbraio 2003 prova a emettere delle obbligazioni che poi deve ritirare perch i mercati non le gradiscono? E come mai non arrivava quel rimborso di 590 milioni dal fondo Epicurum delle Cayman? Si capito troppo tardi che i bilanci erano falsificati e ai debiti non corrispondevano attivi sufficienti a evitare il crac. Perch la Consob, che pure intervenuta pi volte, soprattutto a partire dallestate precedente al collasso, non riuscita a impedire che gli obbligazionisti restassero con in mano un mucchio di carta straccia? Adesso Tanzi suggerisce il complotto: la commissione era influenzata da Berlusconi che era riuscito a ottenere una tregua (sufficiente almeno, come ha raccontato di recente Report, a dare allazionista di riferimento di Parmalat il tempo per mettere al sicuro una parte delle sue ricchezze). Ma la Consob, da sei anni afferma la stessa versione: la commissione ha fatto tutto quello che era nei suoi poteri e pu solo intervenire ex post, con poche possibilit di scoprire da sola i bilanci falsi. Berlusconi non commenta.
(Ste. Fel.)

ellincontro di ieri tra i vertici Fiat, i sindacati e il governo, le notizie per i lavoratori di Termini imerese non sono state buone. Lamministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne dice che continuer a confrontarsi con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per lavorare insieme, nei prossimi 20 giorni, alla messa a punto del piano industriale per lItalia. E sostiene che lazienda torinese conferma limpegno per il paese. Ma le sue posizioni sulle fabbriche e sulleccesso di capacit produttiva installata (600 mila veicoli allanno fabbricati in sei stabilimenti diversi) non cambiano di una virgola. Lamministratore delegato di Fiat ribadisce che i margini di azione sono limitati dal contesto competitivo in cui lavorano gli stabilimenti italiani: il Lingotto far dunque il meglio possibile considerando gli stabilimenti e le strutture che ha. Nessuna marcia indietro, dunque, sulla decisione di fermare la produzione di auto a Termini Imerese. La conferma di Marchionne che in Sicilia non si produrranno pi automobili a par-

tire dal 2012 ha scatenato limmediata reazione degli operai della Fiat. In poche ore, circa 500 lavoratori si sono radunati, nel pomeriggio, davanti ai cancelli della fabbrica per protestare contro la scelta della dirigenza torinese di proseguire solo fino al 2011 la produzione della Lancia Ypsilon, senza certezze sulla successiva (ed eventuale) riconversione. Il futuro di Termini, denunciano i sindacati, sempre pi incerto: in caso di riconversione vi si potrebbero produrre cabine per trattori, componentistica per auto o altri veicoli. Oppure potrebbe esserci un centro di stoccaggio. Commenta cos Renata Polverini, segretario generale dellUgl: Limpegno di Fiat per lItalia, ribadito da Marchionne, deve tradursi nella salvaguardia di tutti i posti di lavoro e delle attivit delle fabbriche, a partire da Termini Imerese. E ha aggiunto: Vogliamo capire con chiarezza come lazienda intende incrementare la produzione di auto e garantire la sopravvivenza di fabbriche come quelle del sud. Un duro attacco arriva invece dal presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo: Mi aspetto che il ministro dello Sviluppo economico Claudio Sca-

jola e il sindacato tengano duro, perch latteggiamento di Marchionne inaccettabile. Dice Lombardo: Se facessimo la somma di quanto la Fiat ha incamerato di cassa integrazione e di altro ci sarebbe da stare poco allegri. La strategia di delocalizzazione dellazienda di Torino che sta investendo su uno stabilimento acquisito da poco in Serbia mira a risparmiare sui costi fissi. Oggi Fiat Group Automobiles (la societ che controlla i marchi Lancia, Alfa Romeo e Fiat) produce complessivamente circa due milioni di vetture nel mondo. In Italia (cinque stabilimenti e 21.900 dipendenti) le auto prodotte in un anno ammontano a circa 645 mila unit: il resto va suddiviso principalmente tra Polonia (un impianto, 600 auto prodotte e 5.800 dipendenti) e Brasile (un impianto, 700 mila auto prodotte e 8.700 dipendenti). E i posti di lavoro pi a rischio, secondo i sindacati, sono proprio quelli di Termini Imerese. Quindi lo Stato deve intervenire: la Fiom annuncia uno sciopero nazionale. Il sindacato dei metalmeccanici ha chiamato a raccolta industriali, commercianti, amministrazioni locali, e persino la Chiesa per manifestare in Sicilia

Operai delle imprese dellindotto della Fiat di Termini Imerese (FOTO ANSA)

contro la prossima sospensione della produzione di automobili. A lanciare la proposta il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone, che ieri era davanti ai cancelli della Fiat assieme agli operai delle aziende dellindotto che protestavano. Non possiamo caricare dice Mastrosimone tutto il peso di questa situazione sugli operai. Serve una mobilitazione generale, bisogna difendere la fabbrica e non consentire alla Fiat di abbandonare un sito produttivo attorno al quale ruota leconomia di un intero comprensorio. Le polemiche politiche sulla Fiat e sul comportamento che dovrebbe tenere il governo quando, dopo il 31 dicembre, si esauriranno gli incentivi alla rottamazione, si allacciano ai commenti sui dati diffusi ieri dallIstat: la disoccupazione in Italia riguarda ormai

due milioni di persone. Quei dati spingerebbero qualunque governo responsabile a convocare un Consiglio dei ministri straordinario dice Donato Mosella dellAlleanza per lItalia, il nuovo partito di Francesco Rutelli invece la maggioranza si chiede se sia il caso o meno di rifare il look al Tricolore.

Proteste dopo lincontro di ieri tra il numero uno del Lingotto e il ministro Claudio Scajola

CIELO: ECCO PERCH IL CANALE DI SKY NON PARTIR


Il viceministro Romani spiega che non si tratta di uno stop burocratico. Ora deve pronunciarsi anche lEuropa
di Beatrice

Borromeo

l canale Cielo, dovrebbe (o doveva) seI gnare lingressoche Sky nel digitale terrestre, di potrebbe non cominciare mai le trasmissioni. Linaugurazione era prevista per ieri, il palinsesto pronto nei dettagli: serie tv, spot pubblicitari e anche le quattro edizioni giornaliere di SkyTg24, finora visibile solo sul satellite. Ma Gary Davey, manager responsabile di Cielo, si trovato costretto a comunicare che le trasmissioni del canale non sarebbero iniziate il primo dicembre come previsto. Il viceministro con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, spiega al Fatto perch il ministero dello Sviluppo economico non ha ancora concesso lautorizzazione a Cielo per trasmettere in chiaro: Sky ha poco da stupirsi, perch quando diventato monopolista della tv satellitare, ha fatto un accordo con lEuropa per non trasmettere sul digitale. Il ministero, ricevuta la richiesta di Cielo, ha riscontrato un conflitto con la normativa europea, che ora al vaglio della commissione Antitrust. Replica il responsabile comunicazione Pd Paolo Gentiloni: La verifica di tale compatibilit spetta ad Agcom e non ai collaboratori politici del viceministro. Romani precisa che, anche se

Pi tardi Cielo andr in onda, maggiore sar limpatto economico. Continua la guerra delle tv

previsto che si deliberi sulle autorizzazioni entro 60 giorni al massimo, il ministero potrebbe servirsi di ulteriori 30 giorni in caso di necessarie istruttorie. I tempi si allungheranno anche perch il commissario europeo Antitrust sta per cambiare: al posto dellolandese Neelie Kroes deve arrivare lo spagnolo Joaquin Almunia. Dopo il pronunciamento europeo, anche il ministero dovr prendere una posizione: Ma non detto che a quel punto Cielo potr andare in onda, precisa il viceministro. Lo staff di Sky cauto: Davey si limita a ricordare che lAgcom, authority per le comunicazioni, ha gi inviato lautorizzazione a trasmettere il canale via satellite e che tutto in regola dal punto di vista legale. Il responsabile programmi di Cielo, Riccardo Chiattelli, dice di sentirsi come uno che ha passato la giornata davanti allo sportello del comune, ma le porte si sono chiuse quando era il mio turno. Siamo dispiaciuti. La linea di Sky che si tratta solo di una questione burocratica. Perch non hanno chiesto le autorizzazioni con un paio di mesi di anticipo?, chiede Romani. Chiattelli risponde che il tempo medio per ottenerle di solito di circa due settimane. Cielo, nelle dichiarazioni ufficiali, mantiene una linea diplomatica, ma difficile non leggere nel comportamento del governo un altro atto della guerra sulle tv tra Berlusconi e Murdoch, tra digitale e satellite e quindi tra Rai-Mediaset e Sky. Nel gruppo di Murdoch sospettano che, visti i precedenti, il conflitto dinteressi del presidente Berlusconi stia tornando a pesare. Non sarebbe la prima volta che lattivit di governo viene declinata in favore di Mediaset: basti ricordare il decreto salva Rete4 del 2003; gli incentivi statali per i decoder (la societ che li distribuisce controllata al 51 per cento da Paolo Berlusconi) del 2004; la legge Gasparri del 2005; la ex Cirielli, sempre nel 2005 che, tra le altre cose, consent lestinzione del reato per avvenuta prescrizione nel processo diritti tv Mediaset e lultima, in diretta concorrenza con Murdoch, cio la legge del 2008 che au-

menta lIva a Sky dal 10 al 20 per cento. Anche questa volta Sky ci rimette, visti gli impegni con gli inserzionisti che non potr rispettare (Chiattelli parla, senza dare le cifre, di un notevole impatto economico). E adesso, come sempre finora, si aspetta una contromossa: sul canale numero 129 del digitale dove avrebbero dovuto trasmettere Cielo va in onda linvito ai telespettatori che vogliono una ventata di aria fresca nella tv italiana a scrivere al ministero dello Sviluppo economico per protestare contro la mancata autorizzazione governativa.

CRISI (IN)FINITA

di S.F.

Due milioni di disoccupati

ice lIstat che ci sono 2 milioni di disoccupati, un tasso di disoccupazione dell8 per cento. Eppure il ministro Claudio Scajola dice che stiamo meglio di altri paesi. Ha ragione: la media della zona delleuro 9,8 per cento. Ma il nostro tasso di occupazione, cio il numero di persone che partecipano al mercato del lavoro, resta tra i pi bassi dEuropa al 57,6 per cento. Le persone attive, quindi quelle che possono restare disoccupate, sono meno che altrove. E soprattutto nelle statistiche sulla disoccupazione molto difficile tenere il conto dei precari non rinnovati, dei neo laureati che fanno stage infiniti, di quel terzo di Pil in nero che significa posti di lavoro e profitti che non figurano da nessuna parte. Quindi, forse, pi corretto limitarsi a dire che siamo diversi dagli altri paesi. Non migliori.

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Mercoled 2 dicembre 2009

DAL MONDO

LIBERT DI STAMPA? S, SOLO SE CLANDESTINA I guardiani dellinformazione internazionale:


in Bielorussia repressione totale e sistematica
di Alessandro Oppes

ukashenko un leader amato dal popolo?. Sorride incredulo al telefono da Bruxelles Marc Gruber, direttore per lEuropa della International Federation of Journalists. La dichiarazione di Berlusconi gli appare scioccante. Due mesi fa, Gruber ha guidato a Minsk una folta delegazione di rappresentanti di tutte le pi importanti organizzazioni mondiali per la difesa della libert di stampa, realizzata con lappoggio dellUnesco. Come si pu definire popolare un tiranno di dove non esiste un processo elettorale trasparente e dove non si rispettano i diritti fondamentali della persona?. Lultima volta che stato rieletto, nel 2006, Lukashenko ha ottenuto l80% dei suffragi. Una situazione prossima alla dittatura? Non c alcun dubbio. Lukashenko governa la Bielorussia col pugno di ferro da quindici anni. E proprio a partire dal 2006, i media non ufficiali, quelli che non sono controllati direttamente dallo Stato, sono stati esclusi dal sistema di distribuzione. Questo significa che, anche se esistono alcuni giornali che non rispecchiano la linea

del regime, non possono essere venduti nelle edicole, hanno una diffusione pressoch clandestina. Da diversi anni Reporters sans Frontires ha inserito Lukashenko nella lista dei cosiddetti predatori della libert di stampa. una definizione che condivide? Nel modo pi assoluto. Negli ultimi tempi il regime ha fatto solo qualche sforzo di cambiamento puramente cosmetico. Ma di veri progressi nel campo della libert despressione non se ne sono visti. Esiste una posizione comune dellUnione europea di fronte a questo stato di cose? No, esistono delle sanzioni Ue, attualmente sospese. Due settimane fa, il Consiglio dei ministri degli Esteri dellUnione ha deciso di confermare questa sospensione, probabilmente nella speranza che questo possa servire a fare in modo che il regime di Minsk adotti decise riforme in senso democratico. Ma la strada da fare ancora parecchia. Non dimentichiamo che in Bielorussia viene ancora applicata la pena di morte, che ci sono prigionieri politici, che non si rispetta la libert di culto, oltre alle violazioni della libert di stampa.

Stato e governo hanno un monopolio pressoch assoluto sulla stampa? C qualche giornale che ha ancora la possibilit di circolare anche se con enormi difficolt. Le tv sono tutte in mano al regime, mentre le uniche radio libere sono quelle che si occupano esclusivamente di sport o musica. Fare informazione radiofonica praticamente impossibile. Come esercitato il controllo? Attraverso il dipartimento ideologico del governo, che analizza tutto ci che ha a che fare con la vita

intellettuale del paese. Non solo la stampa, anche linsegnamento e ogni espressione culturale, dal teatro al cinema alla letteratura: tutto sottoposto a unattenta censura preventiva. Quali le forme di controllo su Internet? A febbraio stata approvata una nuova legge sui media, in base alla quale tutti (compresi i siti Internet) devono essere registrati, dopo essere stati analizzati direttamente dallAmministrazione presidenziale. La legge esiste, ma non sempre viene applicata in modo rigido, perch il regime teme che lUe possa tornare ad applicare le sanzioni. Esiste una legge che punisce chi critica direttamente il presidente della Repubblica? Certo, la diffamazione nei confronti del capo dello Stato punita ancora con durezza. Tra le richieste che abbiamo fatto al termine della nostra missione c proprio labolizione di questo reato. Ma abbiamo chiesto anche trasparenza nei processi su tutti i gravi casi di aggressione nei confronti dei giornalisti.

La storica Giusti

DAGLI ARCHIVI DI MINSK MOLTI DATI E QUALCHE SORPRESA


di Stefano Citati

conosciamo largomento D eentro quegli archivi c molto di cuime, studiano legi affatto. dei probabilmente qualcosa che non immaginiamo un regalo anche per gli storici che, come condizioni prigionieri italiani della Seconda guerra mondiale, ma non da escludere che vi siano informazioni pi recenti che possono ricoprire unutilit politica pi immediata. Maria Teresa Giusti insegna Storia della Russia nella Facolt di Lettere dellUniversit dAnnunzio a Chieti e ha scritto tra laltro I prigionieri italiani in Russia (ed. Il Mulino) e, oltre a notare lirritualit del dono del presidente bielorusso a Berlusconi (di solito questi regali avvengono con accordi tra direttori degli archivi) considera di grande interesse gli incartamenti che in modo certosino i funzionari dellNkvd (poi Kgb) - la grande macchina burocratico-repressiva sovietica - hanno raccolto per anni sulle decine di migliaia di prigionieri italiani in Urss. In attesa di poter avere la possibilit di vedere le carte in cirillico, la professoressa Giusti cerca di ricostruire i possibili contenuti del poderoso archivio del distaccamento di Minsk della polizia politica dellImpero comunista sovietico. Oltre alla situazione dei militari italiani - oltre 70.000 quelli censiti nei campi di prigionia, e dei quali tornarono in Italia solo in 10.032, con il pi alto tasso di mortalit tra tutti i prigionieri dei sovietici - sappiamo che ci sono le schede di tanti rifugiati politici italiani degli anni 30-40, almeno 400 dei quali morirono al confino. Non poi da escludere, anche se pi difficile, che negli archivi periferici del sistema di sicurezza Nkvd-Kgb come quello bielorusso vi siano incartamenti di epoca pi recente, dagli anni 50 ai 70, riguardanti italiani e rapporti con lItalia, e che sono finora sfuggiti alle ricerche degli storici, concentrate maggiormente a Mosca (e ora meno consultabili dopo la stretta sui permessi decisa dal governo Putin-Medvedev). Ma anche se a questa prima tranche di documenti ne seguiranno altre, la mole di informazioni raccolte con pignoleria dai funzionari politici e della sicurezza sovietici talmente vasta e dettagliata che questi archivi rappresentano certo solo una piccola parte del gigantesco sistema burocratico dellUrss e la percentuale dei documenti ancora da consultare e studiare rimane preponderante rispetto a quello finora emerso. Il sistema degli archivi articolata e complessa come la rete informativa, suddivisa in istituzioni centrali e periferiche come quello di Minsk e nei quali sono finiti le pi minime attivit delle persone sotto controllo: per quel che riguarda i prigionieri, si ricostruivano il tipo di trattamento e la mortalit, ma anche le lezioni di propaganda comunista impartite.

Alexandr Lukashenko, 56 anni, presidente dal 1994 (FOTO ANSA)

Mercoled 2 dicembre 2009

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DAL MONDO

NECESSIT E FORTUNA I DUEpresidente Usa perALLEATI DI OBAMA DIFFICILI lAfghanistan: La scelta del
pi truppe (anche italiane) ma poi il ritiro
di Giuseppe Cassini

N
CONDANNE

Il banchiere del genocidio ruandese

on lannuncio di un crescente impegno militare e civile in Afghanistan, stanotte Obama ha celebrato lottavo anniversario del conflitto. I cadetti dellAccademia di West Point ascoltavano impettiti il Comandante in Capo ricordare che questa non una guerra americana bens una minaccia globale, non una guerra di scelta bens una guerra di necessit. Invisibili agli occhi dei cadetti, dietro le spalle del presidente aleggiavano Ananke e Tuche, due figure familiari ai condottieri dellantica Grecia: a sinistra Ananke (la Necessit, limmutabile Fato) e a destra Tuche (il Caso, la Fortuna). Se nella storia dAmerica c mai stato un presidente che odia le guerre stupide (come ha definito lavventura in Iraq), se c mai stato un presidente che comprende le ragioni degli altri e dellIslam in particolare (come ha dimostrato nel discorso del Cairo), questi Obama. Eppure non pu svincolarsi dalla necessit di restare in Afghanistan: perch la sua militanza progressista e perfino il colore della sua pelle lo rendono vulnerabile alla facile accusa tra le peggiori per uno statista americano di essere wimpy, un rammollito. Non pu ritirarsi subito, a costo di esser triturato dal complesso militare-industriale e dalla potenza mediatica dei suoi avversari politici, teleguidati dalla Banda Bush che gli ha trasmesso la patata bollente e ora sta a vedere se si scotta le dita. Gi Cheney lha accusato di avere la tremarella nel decidere come proseguire loffensiva militare. Ananke si fa beffa di quisquilie come il raziocinio e il realismo, doni di cui era carente la Banda Bush nel 2001 quando scelse di impiantarsi in Afghanistan, invece di ritirarsi appena terminato il dirty job. Non bastava forse sfogliare un libro di storia per scoprire che

laltopiano afgano disseminato di ossa di invasori stranieri? Non bastava sfogliare un atlante per scoprire che la resistenza combatte a proprio agio tra quelle montagne e usufruisce del santuario pachistano come retrovia sicura? Non bastava ascoltare gli esperti locali per scoprire che gli affiliati al jihad traggono linfa dalla propria morte per moltiplicarsi come in una fissione nucleare? Per contrastare limplacabile necessit ora Obama pu contare solo sulla benevolenza di Tuche, il Caso, che pu essere benigno o meno. Nella speranza di captarne i favori ha messo in opera una manovra a tutto campo: ha riunito per nove volte a Washington il Consiglio di guerra, ha inviato a Kabul e Islamabad una decina di emissari dalto livello, ha telefonato due volte a tutti i potenti della terra in grado di dargli una mano, ieri ha ascoltato i membri pi influenti del Congresso. Mesi e mesi di fatica per soddisfare due domande: 1) come mai un conflitto pi lungo della Seconda guerra mondiale ha prodotto risultati cos fallimentari? 2) quale strategia per mettervi termine con qualche successo? Alla prima domanda era in grado

di rispondere chiunque facesse un giro in Afghanistan senza preconcetti occidentalizzanti. Il fallimento si potrebbe spiegare con una formula di sintesi: vano tentare la conquista del cuore e della mente degli afgani spendendo per il loro sviluppo un decimo di quanto si spende per farli fuori. Anzi, si potrebbe andare avanti con la formula del 10 a 1: non solo si stanziato per la ricostruzione civile un decimo di quanto si speso per fare la guerra, ma di quel decimo solo un decimo stato investito in progetti agricoli (unica alternativa alla coltivazione del papavero). Per ogni afgano la comunit internazionale ha stanziato un decimo rispetto a quanto si speso per ogni abitante vittima della crisi balcanica. Grazie allinflazione indotta in Afghanistan dalla presenza straniera, il salario medio degli afgani oggi un decimo del pi basso salario percepito dai cooperanti stranieri. Alle ultime elezioni solo un decimo delle schede stato deposto nellurna con piena libert di voto, senza imposizioni da parte di signori della guerra o di capi villaggio al soldo del regime. E per finire, solo un decimo della resistenza composto da ta-

Barack Obama saluta i militari (FOTO ANSA)

lebani; gli altri sono insorti per vendicare i morti del proprio clan o per guadagnarsi un salario o per difendere il territorio calpestato da infedeli in armi. Persino al di fuori della vasta area a maggioranza pashtun, la resistenza ha saputo imporsi come insurrezione nazionalista piuttosto che come uninternazionale islamista. Alla seconda domanda quale strategia adottare per uscire degnamente dalla crisi afgana Obama ha risposto delineando un percorso da funambolo; e dal podio dellAccademia di West Point ha cercato di venderlo al popolo americano. Pi truppe Usa e alleate (1.500 dovrebbero essere italiane) subito, da impiegare soprattutto per rafforzare laddestramento delle forze afgane. Indicazione di un orizzonte temporale, vasto ma non pi indefinito, entro cui ripiegare (entro il gennaio 2013, ovvero subito dopo le elezioni del novembre 2012, ndr, secondo affermazionidellAmministrazione Obama ieri sera ancora anonime). Pi impegno per lo sviluppo del paese e per la lotta alla corruzione che lo devasta. Pi aiuti civili e militari al Pakistan. Richiesta ai protagonisti regionali (Russia, Cina, Iran, India) di coinvolgersi maggiormente nella crisi dellAfPak. AfPak una sigla di nuovo conio per far intendere che lAfghanistan non potr mai essere stabilizzato senza il Pakistan, rifugio degli islamisti e unito al vicino come fratelli siamesi da un confine inesistente. E la crisi dellAfPak non si risolve senza un coinvolgimen-

La strategia della Casa Bianca punta molto sulla collaborazione militare e civile con Kabul

to delle potenze circostanti. LItalia stata la prima per bocca di Prodi e DAlema nel 2006 a ventilare la proposta di indire una conferenza risolutiva aperta a tutti i paesi della regione. Lha ricordato ancora ieri DAlema a Roma, a un seminario internazionale organizzato dalla sua fondazione assieme allEni e alla Foundation for European Progressive Studies. Data la qualit dei panel, ci si sarebbe aspettati di vedere in prima fila membri di governo e della maggioranza. Speranza vana, la politica estera pare essere lultimo degli interessi del governo. Daltronde, la politica sulla questione afgana ingessata a una frase proferita da Berlusconi allinizio del suo mandato: Io sto sempre dalla parte degli Usa ancor prima di sapere come la pensano. Quella frase continua a rimbombare alle orecchie dei diplomatici italiani, impegnati a tutelare allestero gli interessi del paese; impossibili da difendere se Berlusconi cede gratuitamente per sola captatio benevolentiae il potere negoziale dellItalia (immaginereste il premier spagnolo o polacco o francese pronunciare una tal frase?). Coerente con questo assegno in bianco il presidente del Consiglio, appena ricevuta la telefonata da Washington, ha accettato di spedire altre truppe in Afghanistan prima ancora di conoscere la nuova strategia della Casa Bianca; e quindi di sapere come, dove e perch impiegarle. Una risposta scontata, la sua. Gi a settembre a New York, avendo avuto modo di sfiorare i Grandi della terra, aveva annunciato di voler restare in Afghanistan in maniera assolutamente determinata, assieme ai nostri alleati, perch questo ci consente di contare sulla scena internazionale. Ecco perch arrischia la pelle dei nostri soldati.

l ruandese Ephrem Nkezabera, soprannominato il banchiere del genocidio, stato condannato a 30 anni dalla Corte dassise di Bruxelles per i crimini commessi nel 1994. L'uomo, gi direttore della Banca commerciale ruandese, venne arrestato nel 2004.

IRAN

I nuovi impianti si faranno

l progetto di Teheran di costruire dieci nuovi impianti per l'arricchimento dell'uranio non un bluff. Lo ha detto il presidente Mahmoud Ahmadinejad in una intervista alla tv di Stato. aggiungendo che l'Iran andr avanti.

LIBIA

Carcere e multa per due svizzeri

na condanna a 16 mesi di carcere e una multa di 2.000 dinari ciascuno stata inflitta a due svizzeri trattenuti in Libia da oltre 15 mesi per evasione fiscale. Il caso era scoppiato dopo la crisi tra i due paesi scatenata dal breve arresto a Ginevra, nel 2008, di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico.

MAROCCO

Appello contro il divieto minareti

Finalmente, dopo 5 anni, ecco la nuova Europa


FINITO IL GIOCO DELLOCA PER FAR ENTRARE IN VIGORE IL NUOVO TRATTATO UE. ORA RESTANO I PROBLEMI
di Alessandro

Cisilin

espressione pi pertinente stata quella di Barroso. Finalmente, ha detto ieri il presidente della Commissione europea, che in un rituale celebrato nella sua Lisbona ha tagliato il nastro di un Trattato atteso da un decennio. Non un patto come gli altri. , o vorrebbe essere, una mini-rivoluzione dellarchitettura istituzionale capace di assorbire e rendere funzionale lEuropa dei 27. A ben vedere, si tratta dellEuropa concepita dal predecessore di Barroso, quel Romano Prodi che, dopo aver coniato leuro, acceler dal 2004 il raddoppio dei confini europei con lingresso di altri 12 paesi. A quel processo dovevano per corrispondere nuove procedure decisionali: in 15 difficile mettersi daccordo, ma in 27 si rasenta lutopia. Sembrava fatta con la firma a Roma del Trattato costituzionale, ma nel 2005 arriv il no referendario di Francia e Olanda e tutto and in fumo. Linazione motivata dallo choc dur due anni, finch la cancelliera Merkel lanci una doppia iniziativa. Una politica, con liniziativa europea in materia di lotta ai cambiamenti climatici (anchessa in attesa di compimento curiosamente proprio in questo mese con lagognato accordo globale a Copenaghen); laltra istituzionale, con un patto capace di oliare la macchina di Bruxelles pur rinunciando alle bocciate pretese costituzionali. Nei suoi auspici, il Trattato di Lisbona sarebbe dovuto entrare in vigore

prima delle elezioni della scorsa primavera, ma corso dei nuovi fallimenti annunciati. Il prosil no del referendum irlandese dellanno scorso simo si chiama ancora Lisbona, ed lomoha fatto nuovamente mancare lobiettivo. Quel nima Strategia lanciata dieci anni fa per elino divenuto poi s con una nuova consul- minare la disoccupazione in Europa entro il tazione ammansita dai miliardi erogati a Du- 2010. I disoccupati sono invece saliti a 22 miblino dalla Banca centrale di Francoforte. Fi- lioni e lanno prossimo, fanno gi sapere da nalmente, il processo di ratifica si allora Bruxelles, anzich avvicinarsi allo 0 per cento completato, salvo le antipatiche esenzioni con- supereranno il 10. cesse a Regno Unito e Polonia dalla Carta dei Diritti fondamentali, che con Lisbona cessano di rappresentare BUONE NOTIZIE a cura della redazione di Cacaonline unicona morale divenendo materia giuridica rivendicabile dai cittadini europei. Una nuova era, commenta tronfio il premier svedese di turno Poveri senza sportelli, ma con sms Reinfeldt, anche se per la verit le nocomplessivo di 5 miliardi di dollari. La maggioranza delle popolazioni povere Anche in Europa qualcosa si muove: vit, al di l della suddetta Carta, paio esclusa dai servizi bancari. Con quasi no limitate. UnEuropa un po pi dealla fine dellanno entrer in vigore la 40 milioni di abitanti il Kenya ha solo mocratica, con qualche potere in pi normativa europea che dar il via nei 400 sportelli bancari tra pubblici e per il Parlamento e qualche potere di 27 paesi della comunit ai sistemi di privati. In Italia ce ne sono pi di 33 mila! pagamento via cellulare. veto in meno per i governi il che Ma questo gap, che limita lo sviluppo varr per solo dal 2017. UnEuropa Baciati dal Sole economico, si sta colmando grazie alla di basso profilo, che tra un veto e lalIl Gestore dei servizi elettrici (Gse) ha possibilit di inviare e ricevere bonifici tro ha prodotto i volti sconosciuti del reso noto che la potenza installata di piccole somme tramite sms. belga Van Rompuy (ieri a colloquio degli impianti fotovoltaici incentivati In Kenya il servizio raggiunge 3,5 milioni dal Conto Energia ha superato i 700 con Berlusconi per una prima presa di di persone con un giro daffari di 290 contatto) e della britannica Ashton alMW su tutto il territorio nazionale. milioni di euro. le nuove cariche di presidente del Tra vecchio e nuovo Conto Energia Secondo uno studio realizzato da Cgap e Consiglio di lunga durata e di rapprevengono attualmente incentivati Gsma si stima che entro il 2012 i servizi sentante agli Esteri. A loro il compito 56.285 impianti. finanziari in mobilit nelle economie non solo di custodire il numero di (di Jacopo Fo, Simone Canova, Maria emergenti raggiungeranno un valore telefono dellEuropa invocato da KisCristina Dalbosco, Gabriella Canova) singer, ma soprattutto di sovvertire il

l direttore dellOrganizzazione islamica per le scienze e la cultura, Abdelaziz Ben Othmane Al-Twaijiri, ha definito il divieto alla costruzione dei minareti in Svizzera contrario al diritto internazionale e ha lanciato un appello per questo affronto. Il divieto, per Al-Twaijiri danneggia gli sforzi della comunit internazionale per favorire il dialogo tra le religioni e le culture.

PI SOLE, MENO BANCHE

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Mercoled 2 dicembre 2009

SECONDOTEMPO
SPETTACOLI,SPORT,IDEE
in & out

CINEMA

KEN IL TIFOSO Mr Loach: il calcio, i soldi e Cantona


di Federico Pontiggia

Tornatore Laurea honoris causa allo Iulm di Milano

Belen Fabrizio (Corona) mi ha chiesto di sposarlo

Moratti Il patron categorico: Balotelli non sul mercato

Williams Ironizza alla radio su Rio 2016: polemiche in Brasile

Alla vigilia delluscita in sala de Il mio amico Eric il regista si racconta Il tifo, la solidariet e il presidente del Milan: ma come fate a sopportarlo?

l postino inglese Eric Bishop (Steve Evets) alla deriva: la moglie lo ha abbandonato, i figli sono fuori controllo, la casa un disastro. Lultima speranza il suo idolo calcistico: Eric Cantona, ovvero Il mio amico Eric, dal 4 dicembre nelle nostre sale con Bim. Alla regia, Ken Loach, che a 73 anni continua a offrire novit di pregio (la stella Cantona, interprete inedito per un autore refrattario a divi e star system) e costanti di peso: working class e affetti. Insomma, il buon vecchio Ken il Rosso, garanzia di qualit e sincerit cinematografica, qui alle prese con una commedia (quasi) tutta da ridere: quella che gli mancava negli ultimi 20 anni di premiata carriera. Protagonista assoluto Eric Cantona (strana coincidenza: i meglio calciatori francesi, lui e Zinedine Zidane, hanno macchiato la propria carriera con due atti violenti: mossa di kung fu a un tifoso, il primo; la celebre testata a Marco Materazzi, il secondo), che Loach omaggia addirittura con cloni mascherati nel sottofinale: del resto, come la bandiera del Manchester United dichiara sullo schermo, Im not a man. Im Eric Cantona. Deliri di onnipotenza, smorzati da tanta autoironia, a parte, la palla ideologica giocata da Loach serve a finalizzare lanalogia collettivista tra calcio, cinema e vita: prima inframmezza il film con i gol pro Man Utd di Cantona, ma poi il regista inglese decide daccordo con il giocatore che la sua azione migliore stato un assist. Scritto con il sodale Paul Laverty (collaborazione lunga nove film), prodotto dallabituale Patricia OBrien, Il mio amico Eric non ha bissato a Cannes la Palma dOro del 2006 al drammatico Il vento che accarezza lerba, ma merita un premio a furor di popolo: per la fiducia ne lunione fa la forza, sul campo come

nella vita. Pur con il primo piano sui due Eric, Loach non dimentica la societ, e davanti alla macchina da presa continua a mettere criminalit, disagio giovanile e poveri cristi, smarcandosi dalla prima persona singolare di tanti altri colleghi. E distanziandoli pure, nellintervista, per gentilezza, sensibilit e fair play: in poche parole, grande regista e grande uomo. Come hai reagito quando Cantona ti ha contattato? Sono rimasto scioccato, pensavo fosse uno scherzo: che io e Paul (Laverty, ndr) dovessimo attraversare la Manica per un nulla di fatto. Ma non era una presa in giro, anzi era molto interessante: Eric aveva pensato a noi per un film sul suo legame con i fan, che sappiamo tutti quanto sia speciale. E? Ci siamo presi un po di tempo per capire se avrebbe potuto funzionare o meno: non puoi fare un film solo perch provi ammirazione per qualcuno, servono una storia vera e un tema portante. Ma poi Paul ha scritto il personaggio di Eric Bishop, e quella era la chiave: se Cantona incarna il successo per antonomasia, lui il fallimento assoluto. Il rapporto sul set con Cantona? Molto bello, lavorare con lui stato semplice e divertente: non si risparmiato affatto, diventato parte della squadra. Daltronde, al cinema come nel calcio la mentalit la stessa: si gioca in 11, non da soli. Gli hai anche rivelato la tua passione per il Bath City, piccola squadra che milita nella Conference South. Finita la promozione del film, Eric venuto a Bath per incontrare i tifosi e raccogliere fondi per il nostro povero team: sono venuti in tantissimi, un successo senza precedenti. Allora gli ho chiesto di staccare gli scarpini dal chiodo daltronde, gli ho detto, hai solo 43 anni, sei ancora giovane! e ritornare a segnare per il Bath, se fossimo approdati al terzo turno della F.A. Cup. Ma siamo usciti con il Forest Green Rovers: ero allo stadio, stato un incubo, una tragedia. Devo ancora riprendermi. Panem et circenses, dicevano i romani: non teme che anche il calcio sia una distrazione del sistema per tenere buono il popolo? Questione interessante. In effet-

ti, il calcio gran parte della vita di un tifoso, ma non credo, purtroppo, che se glielo togliessimo scoppierebbe la rivoluzione. Nel caso, sarei disposto a rinunciarvi, ma temo sia inutile, tristemente inutile. Sistema fa rima con le corporation proprietarie dei grandi club, il lato oscuro del calcio. Le corporation perseguono il profitto e basta: soldi, soldi e ancora soldi, e per i tifosi c sempre meno spazio. Tuttavia, il calcio di questi grandi club e i loro giocatori sono i migliori al mondo: Manchester, Liverpool,

Chelsea, le squadre italiane. Non ci resta che tenere separato lamore per questo sport dalle questioni sulla propriet dei club. La propriet di un importante club italiano, il Milan, si chiama Silvio Berlusconi. Non so come facciate a tollerarlo ancora, e non intendo il presidente del Milan ma quello del Consiglio: la girlfriend teenager, limpianto di capelli, i problemi con la giustizia, di tutto e di pi. Ripeto, come fate? Visto dallestero, semplicemente incomprensibile, anche se il suo legame con Blair dice molto del personaggio.

Ritorniamo al film, Cantona non segna, ma manda in gol il postino Eric: questa la metafora? Certo, volevo indicare la solidariet quale faro del nostro vivere insieme. United we stand, divided we fall (lunione fa la forza, ndr): sar pure vecchio, ma io continuo a crederci. E dovrebbe farlo pure la politica: va messo da parte lindividualismo, oggi alla base del consenso politico, e vanno riscoperti i benefici del lavoro di squadra. Dopo Looking for Eric (il titolo originale, ndr), ora Looking for Iraq: ha in post produzione Route Irish, titolo che si riferisce alla strada tra laeroporto di Baghdad e la Green Zone, quella che anche il tuo connazionale Paul Greengrass porta sullo schermo con Matt Damon. Saranno due film diversi, che approcciano la guerra in Iraq da differenti prospettive. Preferisco parlarne dopo che lavrete visto, posso solo dire che i protagonisti (Mark Womack e Andrea Lowe, due quasi carneadi, ndr) sono due contractor che lavorano a Baghdad: quando uno dei due muore lungo la Route Irish, laltro non si rassegna alla spiegazione ufficiale, e decide di cercare i veri responsabili. Anche questo lo vedremo a Cannes? Non credo sar pronto. Venezia, dunque? Chiss
In alto il regista Ken Loach Nella foto grande Eric Cantona (a destra)

Il ritratto

ERIC, IL BOHMIEN CHE NON SOPPORTA LIPOCRISIA


quella di ieri. L ariaaddobba bohmien di oggi ericercataIl vestito dellimperatore, che anche decaduto, il presente con sventatezza. Se in qualche moviola polverosa, si potesse riavvolgere la biografia di Eric Cantona, piomberebbero commissioni censorie da ogni dove. Ingrassava e dimagriva, Eric. Al ritmo della voglia e dellinclinazione. Da calciatore, non sopportava lipocrisia del circo. I compagni ligi alla consegna aziendalistica (sputi e pugni, non necessariamente al riparo dalle telecamere), gli arbitri curiali pronti a sventolare il car-

tellino (diti medi, squalifiche, multe, pubblica riprovazione), i tecnici sordi alla bellezza. Di Henri Michel, transitato sulla strada ai tempi della Francia, Eric verg un indelebile epitaffio: E uno spaventoso coglione. Gli altri, i tanti altri che con Eric il pazzo non legarono o provarono con incerti risultati a blandrlo per rinchiuderlo in gabbia, non lo ingannarono mai. Incompetenti, Cialtroni, Miserabili. Il futuro, Eric, lo disegnava in solitudine. Impulso, genio, colpo di coda in fondo a una stanza annoiata. Non aveva bisogno di consigli, nella prateria. In quei cento metri, Cantona era come Basquiat sulla tela. Aggrediva lidea senza preoccuparsi delle conseguenze. Nascevano giocate sublimi e tiri alle stelle, reti commoventi ed errori di cui assumersi il peso in prima persona. Anche risse e calci

in bocca, se provocato: Tua madre una troia e tu uno schifoso francese di merda. Perch E. C., ovvio, non si mai nascosto. Padrone del Manchester United e della propria esistenza, anche ora che il corpo prende forme sedentarie e il beach soccer, come il pallone di un tempo, pi una distrazione che un vero mestiere. I soldi servono a non chinare la testa e a proseguire il vagabondaggio. Cos Eric pu tifare per lInghilterra e per Loach, autodefinirsi anarchico di destra, girare con le tasche vuote, pagare gli alimenti a mogli e figli lasciati in disparte, arrivare con la carta di credito allappuntamento con il caff e far scivolare tutto il nero bollente di unesistenza intera, dipingendo quadri da autodidatta che nei detestati salotti, ricchi mecenati si litigano rilanciando a sei cifre. E carisma, fascinazione, altro da s. Se i gabbiani seguono un peschereccio perch pensano che verranno gettate in mare delle sardine. Eric non ignora la meta(M. P.) fora e non a caso, la frase sua.

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SECONDO TEMPO

IL MINI CAMPIONE TRA I GIGANTI

MESSIDONA PALLONE DORO


Ai primi cinque posti, tre prodigi del Barcellona e un fuoriuscito di recente: Etoo
anni, hanno assegnato il Pallone doro. Pi di un trofeo, meno di una certezza. Ai primi cinque posti, tre prodigi del Barcellona e un fuoriuscito di recente, Etoo. I secondi, gli alieni, dietro. In una terra di mezzo lontana dallItalia, dove si litiga per le briciole, si rischia loblio e si dichiarano guerre tra calvi per un pettine. Nessun alter ego allorizzonte, ridicolizzato il trionfatore dellanno scorso, Cristiano Ronaldo, secondo senza nessuna gloria e prodotto da laboratorio antitetico a Messi. Leo non colleziona fidanzate, non cambia capigliatura (anche se un gruppo di tifosi, lo vorrebbe riccio in omaggio alla pretesa metempsicosi con Maradona Diego), si sente sprofondare allapparire di un qualunque nastro da tagliare, arrossisce, combatte con lacne, divora le unghie, abbassa lo sguardo, incasella lunghi silenzi e risposte elementari davanti a verbosi quesiti di gente che esige la verit rivelata in quindici secondi. Convinto che la complicazione sia un inganno, Leo non finge e non compiace. Recita se stesso. Voleva solo correre, c riuscito. Non chiede e non pretende altro. Ventotto centimetri dopo, al termine della notte iniziata nel 2000, pu sorridere allo sforzo compiuto. A 13 anni misurava un metro e quaranta. Lormone della crescita addormentato. Inibito. Il tratto del padre Jorge, impiegato in unindustria siderurgica di Rosario, un segno di matita malinconico sul muro. Nellangolo della cucina misurava i quattro figli. Compleanno dopo genetliaco. Con Leo, aveva smesso di tentare. Consult i medici, smont il predi Malcom Pagani

sempre un prima e un dopo, un volo e una caduta, unintuizione da percorrere, in silenziosa speranza, fino a vedere luce, dove il buio si dava il cambio con leclissi. Allora, la parabola di Leo Messi, sfrondata dai cenni biografici, solo lapogeo di una storia semplice. Quella di una stella che avrebbe potuto essere meteora e si trasformata in costellazione, esempio, linea retta da seguire per non dimenticare che in fondo a noia, polemiche, errori e moviole, rimane una poesia. fatta di movimenti e anticipazioni, di pensiero e azione, di una sola fuga capace di irretire gli avversari. Paso doble, Milonga, Tango. Stati danimo e desiderio di ritmo, metri rubati al destino, divertimento da perseguire, consapevoli che lalternativa, in qualunque caso, sarebbe stata peggiore. Ieri a Leo Messi, 22

Leo Messi: uno che non colleziona fidanzate, combatte con lacne, divora le unghie e abbassa lo sguardo

Leo Messi, Pallone doro (FOTO ANSA)

sente, cerc invano denaro. Chiam al patto familiare unantica cugina della provincia di Barcellona Arrivo, mi dai una mano?, infil figli, moglie e speranza in valigia, direzione Spagna. Allora dalla curva delle occasioni possibili, a cambiare segno e colore allesistenza, dal nero e rosso del Newells Old

Boys indigeno allamaranto-blue catalano, giunse il direttore sportivo del Barcellona, Carles Rexach. Unimprenditore, pi che un filantropo. Uno che a forza di pasti malmangiati ed epopee transcontinentali con i contratti nella ventiquattrore, aveva perso innocenza, criniera e convenevoli,

imparando a decidere in un secondo. Vide il prodigio, deglut, scelse, pass alla cassa. In societ non parl a lungo. Se non lo acquistiamo immediatamente, siamo dei coglioni. Un bar in faccia al mare, un tovagliolo unto, due firme, tre profili. Padre, figlio e Zio dAmerica.

A VOLTE RITORNANO Alice In Chains, i duri di Seattle

on i Nirvana, i Pearl Jam e i Soundgarden, sono stati fra i pionieri della cosiddetta scena grunge americana, quella nata negli anni Novanta a Seattle insieme ai primi movimenti no global che hanno visto la luce

proprio in questa citt dello Stato di Washington. Tra tutte lereunione i ritorni annunciati, quello degli Alice In Chains, questa sera nellunica data italiana di Milano al Palalido, senzaltro la pi inaspettata. Se non altro perch i tre

reduci(Jerry Cantrell, Mike Inez e Sean Kinney) devono vedersela conlassenza dellanima ispiratrice di tutto quanto il sound della band. Arrivare ari-calcareil palcoscenico senza Layne Staley, scomparso nel

2002peroverdoseda eroina era davvero una bella sfida. Cos come stato pubblicare un album nuovo di zecca senza la voce simbolo della band. Eppure, proprio il disco Black Gives Way To Blue uscito a fine settembre, rende, a sorpresa, onore al nome di questa band che con il tour mondiale sta raccogliendo grande successo e la stessa data italiana stata spostata in extremis dallAlcatraz al molto pi capiente PalaLido per le numerose richieste. I fan pi incalliti della band alla notizia del nuovo corso degli Alice In Chains (17 milioni di dischi venduti nella loro storia) hanno storto il naso e cera da capirli. Vorrei che coloro che ci criticano ascoltassero il nostro nuovo disco: davvero la nostra musica, davvero la nostra vita, il nostro amico morto realmente ha dichiarato Sean Kinney, batterista e portavoce della band . Sappiamo cos giusto per noi, sappiamo

quanto era e quanto forte il nostro legame. Abbiamo la totale consapevolezza di quello che stiamo facendo, e sappiamo che lo stiamo facendo per una causa genuina, per noi come gruppo. La gente pu pensare quello che vuole. Pensa che sia per i soldi? si domanda Kinney . Avete idea di come gira il mondo della musica oggi? Non c un soldo. La gente non compra i dischi. Ci siamo riformati per gradi, senza lidea di registrare un album. William DuVall non Layne Staley, ma il nuovo cantante chitarrista certonon sfiguraalla prese con pezzi comeCheck My Brain, o conballate struggenti comeYour DecisioneWhen The Sun Rose Away. Complice una certa intesa con il chitarristaJerry Cantrell, da sempreautore e colonna portante del sound in chains, ancora una volta con locchiolino strizzato almetale dintorni.
Simone Mercurio

Stretta di mano, volo. Cos, dopo promesse e ritorni, abbracci e burocrazie, lo imbarcarono definitivamente nella Casbah di Ezeiza, gli fecero superare oceani di dubbi e terapie mediche a contatto con Lourdes e seduta dopo seduta (900 dollari mensili, uno scherzo) offrirono alla pulce di unepoca lontana, un vestito da uomo. Una nuova identit. Il grimaldello per il sogno. Ho sofferto, ma al Barcellona devo tutto. Lo hanno pagato 50 mila euro. Potrebbero dire lo stesso. Quanto valga esattamente ora, non si sa. Pazienza allora per qualche fisiologico infortunio muscolare, pedaggio della natura per la compressione dello sforzo (persino comprensibile che il miracolato neghi un nesso tra le due variabili) e per quella clausola rescissoria fissata a 250 milioni di euro, apposta soltanto per ricordare agli avvoltoi che fidarsi bene, ma nessuno ignora che nelle stanze dei procuratori non si respira il fideismo di una congrega di carmelitani. Messi reale. Somiglia a un giocatore da Playstation ma suda, ride e bara come i comuni mortali. Segna di mano e rivendica lesultanza susseguente, si arrabbia se non rende come vorrebbe e mette il muso quando incontra un ostacolo. Non c appassionato che non scorga in lui lo spettro del Maradona migliore, anche se il sospetto (nonostante Leo sappia partire, puntare un traguardo e raggiungerlo in splendida solitudine dopo sessanta metri) che Messidona lavori alla creazione di uno stile proprio. Una grandezza gentile, linattesa grazia che per manifestarsi chiede permesso, la timidezza abbracciata per difesa, quella che secondo i suoi esegeti, pi che un sentimento radicato una bussola. Fornisce le coordinate per non perdersi, intenerisce gli interlocutori, dissuade i molestatori. Quando originale e clone si incontrano, le molecole impazziscono. Uno lo incorona Deve prendersi lArgentina sulle spalle e laltro fa di tutto per deluderlo. A modo loro, per ragioni differenti, sono due sopravvissuti. Hanno somiglianze che uniscono, et anagrafica e inclinazioni che dividono perch Leo sar anche migliore del sesso (delicato ricamo di Diego) ma la vita conosce le sfumature e il recinto dove esprimersi, non sempre un ranch texano . In Nazionale, da quando Maradona guida il Bounty, le magie di Messi latitano. Niente a che vedere con le acrobazie senza trapezio disegnate nel Mondiale che lo port in prima pagina, quello Under 20. E non solo questione di caratteri ma anche di aspettative, lune, momenti storici. Quando cadr il Messia di un tempo, anche in patria verr lepoca di Leo. Accadde una cosa simile anche con Maradona, che dal Barcellona pass, prima di piangere, maledire Goicotxea, cambiare aria e inondare di vento la rivincit argentina nel 1986. I propri modelli non andrebbero conosciuti. Ammirati alla giusta distanza. Preservati. Il mio giocatore preferito nellinfanzia? Pablo Aimar. Pausa. Non potevo neanche sognare di essere come Diego. Tra Freud ed Edipo, con la palla tra i piedi e gli occhi al cielo. Da qualche parte, tra le nuvole, deve nascondersi la mano di Dio.

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SECONDO TEMPO

TELE COMANDO
TG PAPI

IL PEGGIO DELLA DIRETTA

Strabiliante Stracquadanio
Abbate
berlusconiano da non essere sfiorato dal sospetto che si possa rispondere a una domanda, posta da mini-Sofri su una possibile contiguit fra i poteri (in senso molto ampio) e mafia. Fortuna, che Rosy Bindi, presidente Pd, a un certo punto ha ricordato che il suo partito di provenienza, la Dc, anche in fatto di collusione in certuni casi era riuscito a brillare. Fortuna. Ora nessuno pensi, Stracquadanio compreso, che queste considerazioni abbiano una pretesa apodittica, ossia B. fa schifo punto. No, proverei semmai a ragionare, proverei prima a raggiungere una discussione condivisa, e soprattutto, magari, toccare il cuore di Stracquadanio, di quelli che la pensano, berlusconiani tutti di un pezzo, come lui. Proviamoci almeno. Ci pu perfino sorgere il dubbio, ascoltandolo, davere intuito vette, cime Coppi inarrivabili, di subalternit psicologica, se non di servilismo, parole che la corte riserva al sovrano, al nababbo? Possiamo, l da Lerner (anche lui a tratti strabiliato da cos tanta generosit verso B.) avere avuto la
Gad Lerner conduce Linfedele sul La7

In onda il fuori onda


di Paolo Ojetti

g2 Tdivertimento, ildel ve-i Prima puntata ro fuor

di Fulvio

T g1 notizialIstat ha comunicato il suo Una vera, dura e pura, cruda e terribile cera:
bollettino di guerra, i disoccupati italiani hanno toccato i 2 milioni. Lo stesso istituto aggiunge che, purtroppo, il dato comprende anche quelli che, di lavoro precario in lavoro precario, cercano ora unoccupazione appena appena stabile. Il ministro Sacconi, una volta sensibile socialista, si mette lelmo del pompiere e consola il pubblico pagante: siamo sotto la media europea. Che come dire: una bomba ha ammazzato solo mille persone, poteva ammazzarne almeno il doppio, evviva, andate in pace. Invece il Tg1, nel solco della tradizione delle notizie negate e sepolte, ammorba i telespettatori con i due detenuti ex-Guantanamo ora a San Vittore, seguiti da un blitz contro la mafia barese, a ruota Maroni che vuole abbattere i minareti nella penisola, per arrivare a Berlusconi anche se non fa notizia, e al dialogo e dibattito sulla riforma della giustizia (in sequenza Capezzone, Bricolo, Di Pietro) che ci assilla dai tempi delle sentenze di Re Salomone buonanima.

onda di Fini: Berlusconi si crede un monarca assolutoma a quelli gli hanno tagliato la testa Confonde il consenso con limmunit assoluta Spatuzza una bomba e altre confidenze scaturite dal cuore e, purtroppo, incomprensibili. Evviva i fuori onda, dovrebbero sostituire londa, quella televisiva, dove nessuno dice quello che pensa. Se si potessero sentire solo i fuori onda (chi non ricorda Scajola su Biagi un avido rompicoglioni che gli cost il posto di ministro degli Interni), risparmieremmo un sacco di tempo in finti complimenti e per quel che riguarda la maggioranza dei giornalisti televisivi in finte domande nelle finte interviste. Insomma, ieri, partendo dal Tg2 delle 18,30, una bella lezione di reality realissimo e godereccio.

scorso da Gad L uned Lidi feBerlusconi,Lerner, a n dele, su La7, si parlava la piazza, la mafia, il No B. Day, il potere, i giudici. Cerano i blogger organizzatori della manifestazione di sabato prossimo a Roma, cera Angelo Panebianco, cera Angelo Mellone di FareFuturo, cera Luca Sofri, ma cera soprattutto lonorevole Giorgio Clelio Stracquadanio, un berlusconiano, cos tale da aver chiamato il suo blog il predellino.it, citazione berlusconiana, di quando Berlusconi appunto, come gi Mussolini sullautoblindo di Sal, sempre l a Milano, davanti al Lirico parl per galvanizzare i suoi uomini, Brigate nere, Gnr e Muti. Berlusconi, molti anni dopo, fece invece la stessa cosa a piazza San Babila, non sar stato lo stesso punto del Duce, ma il simbolico c comunque, e non in senso della linea di successione politico-culturale, semmai degli irriducibili che in entrambi i casi pendono dalle tue labbra, ti amano, e molto, ti pretendono sempre pi spietato. Molto amato era M. molto amato B. Stracquadanio ne la carta di tornasole, nel senso che luomo cos

T g3 dalprecisione, il fuoricerto nonstato Per la onda diffuso sito Repubblica.it, dalla Rai o Mediaset e le prime reazioni cercano di gettare acqua sul fuoco, solo lex-colonnello di Fini, Gasparri (ora maresciallo di Berlusconi), vuole un chiarimento fra i due. Roberto Toppetta intercetta anche Di Pietro: Il 5 dicembre Fini salti lostacolo e manifesti con noi. Forse ci vorr ancora del tempo. Il Tg3 sottolinea anche una notizia che da sola avrebbe potuto occupare la serata: dei 14 emendamenti proposti dal governo alla sua stessa Finanziaria, la Commissione Bilancio ne ha bocciati 12, un record.

percezione della dissoluzione dogni giusta proporzione? Il popolo, i semplici, in questi casi hanno sempre pronta una risposta: ma se uno ti fa stare bene, ti d i soldi, ti trova un lavoro, ti fa onorevole, no, perch mai dovresti trovare il pelo nelluovo? In questo genere di casi, sul predellino ci sali anche tu, magari un po pi indietro rispetto al benefattore, e prendi ad applaudire per galvanizzare il resto della piazza, quella di un ventilato S B. Day, tutti con Silvio. Dinanzi a una pioggia di benefit non c nulla di male. E cosa penser Stracquadanio dellidea di un assessore del Pdl che ha proposto di intitolare una strada di Roma alla mamma di B, in quanto, e qui si torna a M, progenitrice di un futuro grande leader? E che vorr mai dire istituzionalizzare il carisma, anche in questo caso il copyright di Stracquadanio, che ne pronuncia la possibilit concreta, se non proprio con un decreto legge piuttosto con un nuovo applauso, ricorrendo a un tono di voce pieno, carico, davvero corposo, B. come il generale De Gaulle, suggerisce il nostro. E Stracquadanio invece? www.teledurruti.it

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SECONDO TEMPO

MONDO
B. e Madoff re degli scandali
S
ocial network, e Grande Fratello, ma a sorpresa anche Veronica Lario e, a livello globale, Berlusconi per 15 minuti di celebrit probabilmente non graditi. Questi i termini pi cercati su Internet nel 2009, in Italia. E lo Zeitgeist, una parola tedesca che significa lo spirito del tempo e che, nellepoca di Internet, usata da Google per indicare quali termini, durante lanno, sono stati i pi cercati sul motore di ricerca pi utilizzato al mondo. Ieri arrivata ledizione 2009, divisa per categorie e per zone geografiche. Le parole pi cercate in assoluto in Italia, indicano lormai acclarato interesse per i social network. I termini, nellordine, sono: Facebook, YouTube, Libero (il portale di posta elettronica), Roma, Meteo, Giochi, Yahoo, Netlog (una piattaforma di blog), Msn, Wikipedia. Contiene delle vere e proprie sorprese, invece, la classifica delle news pi cercate nel 2009, in Italia. Dal primo posto: Terremoto Abruzzo; Sanremo 2009, Grande Fratello 9, Elezioni Sardegna 2009, Veronica Lario, Elezioni europee 2009, Giuramento Obama, X Factor 2009, Michael Jackson, Alberto Stasi. Davvero imperdibile la sezione I loro quindici minuti di celebrit realizzata a livello mondiale, ovvero I personaggi pubblici sui quali si concentrata lattenzione nel 2009 con una postilla anche se forse ne avrebbero fatto a meno. Al primo posto il pi grande truffatore di tutti i tempi Bernie Madoff. Seguono il governatore della South Carolina dimessosi dopo uno scandalo sessuale; Rod Blagojevich, lex governatore dellIllinois arrestato per frode e corruzione, John Edwards, ex candidato alla Casa Bianca e poi affossato dallopinione pubblica perch tradiva la moglie malata. Al 5 posto, invece, c lunico non americano, e lunico ancora al suo posto. E Silvio Berlusconi. Le cui gesta, evidentemente, interessano anche Oltreoceano.

LHIVideo Spot Award un premio nazionale di spot promosso dal Network italiano persone sieropositive. In concorso, gli spot realizzati da autori emergenti per sensibilizzare sulla prevenzione dellAids e delle malattie sessualmente trasmissibili. di Federico Mello La prima selezione dei video avvenuta online, sul portale hivideo.it, poi la giuria composta da autori e registi (tra questi Alex Infascelli e Lorenzo Mieli) il 29 novembre a Milano, ha premiato lo spot della Lila Western IN TILT IL SITO DI TOTTI diretto Gianni De Blasi. Lo spot visibile TROPPI CONTATTI E UN ATTACCO su hivideo.it e su YouTube (spot Lila INFORMATICO Western) e verr trasmesso Troppi contatti e lattacco di ignoti: il sito del prossimamente sulle televisioni nazionali. capitano della Roma rimasto online giusto qualche ora, appena in tempo per raccogliere oltre 73.000 contatti. Sul sito, bloccato, comparso un messaggio firmato dal Capitano: Grazie alle tempestive misure DAGOSPIA di protezione non stato perduto alcun PROVENZANO SUPEREROE dato e la struttura stata completamente I misteri della logica. Mangano preservata. Niente pu fermare il non ha parlato ed un eroe fuoriclasse giallorosso, tanto in campo perch non ha accusato quanto su Internet :). Il sito, allindirizzo Berlusconi e DellUtri. francescototti.com torner online a breve. Spatuzza parla e si capisce che non sa nulla, non dice nulla quando tira in ballo Berlusconi e DellUtri. Ma allora Mangano un eroe perch sapeva e non ha parlato? O non ha parlato perch non sapeva? E Spatuzza non un eroe perch non sa e parla? E se parlassero Riina e Provenzano cosa sarebbero? Supereroi o persone non informate sui fatti di mafia? Il problema che leggiamo troppi libri di mafia e siamo cresciuti con le puntate della Piovra. La mafia, lo sanno tutti, non esiste. 1) Giuseppe Uva morto il 14 giugno 2008. Da allora Lucia Uva, sorella di Giuseppe, chiede giustizia. Non soddisfatta dagli esiti dellindagine, chiede di essere ascoltata dal tribunale per chiedere conto delle condizioni fisiche del fratello, precedenti la morte. Nessuno le risponde. Il 14 novembre 2009 il Blog pubblica lintervista di Lucia e Carmela Uva, e Alberto Bigiogero. Pochi giorni dopo il Tribunale di Varese ha finalmente convocato Lucia e il suo avvocato per acquisire nuove informazioni sul caso della morte del fratello. Quando la verit soffocata da un muro di silenzio, il Blog meglio di un caterpillar!

WEB

UNO SPOT CONTRO LHIV I VIDEO VOTATI ONLINE. VINCE UN WESTERN

feedbac$ k
ANTEFATTO SU FACEBOOK Commento allo status Berlusconi elogia il dittatore bielorusso Lukashenko: amato dal suo popolo. Assieme a Putin, il suo uomo ideale Per forza... mica stiamo parlando di comunisti... (Andrea C.) Tra dittatori si lodano!! (Giuseppe A.) Dio li fa e poi... (Carmine S.) Sfido qualsiasi dittatore a dire che il suo popolo NON lo ama (Fabio Z.) Anche il 137% del popolo italiano ama il suo dittatore! (Massimo M.) Non una novit. Tutti i pi cari amici di Berlusconi sono dei dittatori, vedi Putin e Gheddafi... gli manca solo Ahmadinejad, poi ha completato lalbum! (Palma C.) Sta bene cos Berlusconi: tra le steppe o in mezzo al deserto. quello il suo posto: giusto a quelli pu raccontare ancora cretinate!!! (Daniela A.) E meno male che il Berlusca odia i comunisti... se li amava che faceva? Lasciamo perdere va... (Gigi B.) Il solito pagliaccio... niente di nuovo (Daniele C.) Se sono i suoi uomini ideali che si facciano un bel trenino, stile Gem Boy (Kekko D.) Ma guarda un po lavorando al Parlamento europeo ho scoperto che il Parlamento bielorusso non riconosciuto dalla Ue. Magari anche in Italia aspirano a questo traguardo? (Luca M.) Mah, niente di nuovo. Del resto lanticamera dei dittatori di tutto il mondo e di tutte le epoche sempre stata affollata. Da Gheddafi a Saddam, da Fidel a Pinochet, passando per Arafat, Bin Laden, i vari governi cinesi e chi pi ne ha pi ne metta. Niente di nuovo sotto il sole (Renzo G.) Che bello!! In mezzo a tutti questi dittatorelli il Berlusca ci sguazza come un paperello (Giacomo D. S.) Ci scommetto che in mezzo a quei dossier del Kgb ci trova qualcosa (o lo inventa) per screditare qualcuno che gli sta scomodo. A pensar male... (Elisa B.) Il dossier ora andr nelle mani di Feltri... (Patrick R.)

La classifica di Google, il sito di Totti, il blog per Stefano Cucchi, lo spot anti HIV

DAGOSPIA

TRANS TRANS TRANS

1) Volete ridere? Il fratellastro di Marrazzo vorrebbe tanto scrivere un libro sui trans... 2) Ieri, nel ristorante romano Al Moro, lassessore retromanniano Davide Bordoni si fatto notare: Sei lassessore pi bello, gli dicevano i rumorosi commensali, e gi risate. Da un tavolo vicino commentavano seriamente la scena: Ma che avr da ridere questo, che ha la delega al lavoro, con tutta la gente che sta perdendo il posto in questa citt.... 3) Sempre su Retromanno e la sua cara Ama, quella dove il sindaco piazza gli amici di un tempo, compresi quelli che menavano di brutto i compagni: chiss perch, sul Lungotevere della Vittoria, a tarda sera, una fila di mezzi della nettezza urbana (troppi) si fermano davanti alle povere trans che lavorano, con gli addetti dellazienda che ammirano il traffico dei clienti. Tutto normale? Fate sapere che la cilena incazzatissima, perch con tutti sti monnezzari di fronte non batte un chiodo... 4) Lunico nemico di Antonio Di Bella, almeno nel cda della Rai, e che risponde al nome di Nino Rizzo Nervo, ieri si fatto notare: veniva scorrazzato per viale Mazzini a bordo di un potente suv Bmw. Evidentemente i consiglieri Rai di andare su una macchina italiana non ne LAVORO SOLO AI 2.0 vogliono UNO STUDIO MICROSOFT proprio sapere: Tra cinque anni, pre-requisito ditelo a Luchino di fondamentale per trovare lavoro sar Monteprezzemolo... unelevata alfabetizzazione tecnologica. UN BLOG PER STEFANO 5) Avrebbero Questo il risultato di uno studio APERTO DA ILARIA CUCCHI fermato e portato in commissionato da Microsoft. Secondo il Il caso di Stefano Cucchi, il ragazzo di questura il trans rapporto, circa il 90 per cento dei posti di 31 anni morto in carcere in China... lavoro che si creeranno tra un lustro sar circostanze ancora da chiarire, ha riservato a chi ha competenze tecniche di avuto fin da subito lattenzione dei medio-alto livello e, questione media e subito sono partite indagini e interessante, questa statistica vale per accertamenti sul suo decesso (non fu cos per Federico ogni tipo di mansione. Dobbiamo Aldrovandi). Per pubblicare aggiornamenti e tenere alta irrobustire la nostra forza lavoro, lattenzione sul caso, Ilaria Cucchia, la sorella di Stefano, ha dotandola di competenze adeguate ha deciso ora di aprire un blog: dichiarato il sottosegretario svedese al perstefanocucchi.blogspot.com. In uno dei primi post Lavoro Eva Uddn Sonnegrd. In questo commenta la notizia dei tre medici indagati per la morte di scenario, infatti, per lEuropa il problema Stefano, prima sospesi dal servizio, e ora reintegrati nel la crisi: con alti tassi di disoccupazione reparto detentivo dellospedale Pertini di Roma. Sono c il rischio che chi non lavora non possa sconcertata: parliamo di persone verso le quali si profilano aggiornare le proprie competenze e possibili reati penali scrive Ilaria sul blog. Ma dal Pertini quindi rimanga fuori dal mercato del aggiunge non mi aspettavo niente di diverso. lavoro. Per lItalia si aggiunge anche la questione banda larga: per connessioni ad alta velocit, siamo tra gli ultimi in Europa.

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SECONDO TEMPO

PIAZZA GRANDE
Falcone, la verit sui pentiti
di Gian

il badante

di Oliviero Beha

Carlo Caselli

i risiamo. Finch indaghi su Riina o Provenzano vai bene. Ma quando facendo il tuo dovere passi a occuparti, ricorrendone i presupposti in fatto e in diritto, anche di imputati eccellenti, devi mettere in conto che cominciano i guai. Tornano in auge vecchi ma sempre verdi ritornelli. Anzi, dischi rotti. Ma suonati talmente a lungo da trapanare le teste. La tecnica collaudata, un classico. Si comincia con la ricerca della verit svilita a cultura del sospetto e con laccusa di costruire teoremi invece di prove; si prosegue con linsinuazione di uso scorretto dei pentiti e con la loro pregiudiziale delegittimazione (mediante aggressioni strumentali che nulla hanno a che vedere con la fisiologica delicatezza e complessit di questo strumento dindagine); e si finisce con le aggressioni contro i pm: sul banco degli imputati, invece dei mafiosi e dei loro complici, finiscono i magistrati antimafia. Sulla torta cos confezionata (maleodorante), ecco poi la ciliegina, un altro classico: arruolare arbitrariamente Giovanni Falcone per sostenere che il suo metodo di lavoro violentato dai magistrati di oggi che osano indagare anche i potenti. Peccato che pure questa sia propaganda sleale. Perch Falcone sapeva bene che senza pentiti unefficace lotta alla mafia impossibile. E quando negli anni Ottanta era giudice istruttore a Palermo, spesso si era chiesto perch mai tardasse ad essere approvata nonostante le sue forti sollecitazioni una legge sui pentiti (nota bene: la legge arriver soltanto dopo le stragi del 92, ed perci una legge impregnata del sangue delle

Il giudice ucciso a Capaci sapeva bene che senza pentiti unefficace lotta alla mafia impossibile E, negli anni 80, si era chiesto spesso perch mai tardasse tanto una legge sul tema
vittime di Capaci e via DAmelio). Le parole di Falcone sono illuminanti: Se vero, com vero, che una delle cause principali, se non la principale, dellattuale strapotere della criminalit mafiosa risiede negli inquietanti suoi rapporti col mondo della politica e con centri di potere extra-istituzionale, potrebbe sorgere il sospetto, nella perdurante inerzia nellaffrontare i problemi del pentitismo, che in realt non si voglia far luce sui troppi, inquietanti misteri di matrice politico mafiosa per evitare di rimanervi coinvolti. Quanto alloggi, la speranza ovviamente che i professionisti delle polemiche contro i pentiti e i magistrati che ne raccolgono e sviluppano le rivelazioni siano mossi da ben diverse preoccupazioni. co sono U n altro classisulcosidle polemiche detto concorso esterno. Vi si esercitato anche il presidente Berlusconi, per esempio nellintervista al periodico inglese Spectator e alla Gazzetta di Rimini dell11/9/03, sostenendo che a Palermo la nostra magistratura comunista, di sinistra, ha creato un reato, un tipo di delitto che non nel codice; il concorso esterno in associazione mafiosa. La ve-

rit (nonostante le tecniche pubblicitarie di imbonimento organizzate per stravolgerla) unaltra. La figura del cosiddetto concorso esterno risale addirittura al 1875, come provano le sentenze della magistratura palermitana sul brigantaggio. Poi fu impiegata nei processi per terrorismo alle Br e a Pl e in quelli di mafia istruiti da Falcone e Borsellino. La sua legittimit, infine, stata ripetutamente riconosciuta dalla Corte di Cassazione, che ha anche stabilito rigorosi paletti garantisti. Allora, tutti comunisti? La Cassazione, i giudici palermitani di due secoli fa, quelli che negli anni di piombo hanno sconfitto il terrorismo, il pool di Chinnici e Caponnetto tutti comunisti? Sostenerlo piuttosto temerario e comunque impedisce di confrontarsi con la dura realt dei fatti, che il pool di Falcone (pag. 429 dellordi-

nanza-sentenza 17 luglio 1987 conclusiva del maxi-ter) cos espone, spazzando via ogni dubbio: Manifestazioni di connivenza e di collusione da parte di persone inserite nelle pubbliche istituzioni possono eventualmente realizzare condotte di fiancheggiamento del potere mafioso, tanto pi pericolose quanto pi subdole e striscianti, sussumibili a titolo concorsuale nel delitto di associazione mafiosa. Ed proprio questa convergenza di interessi col potere mafioso che costituisce una delle cause maggiormente rilevanti della crescita di Cosa Nostra e della sua natura di contropotere, nonch, correlativamente, delle difficolt incontrate nel reprimerne le manifestazioni criminali. A fronte di queste parole, le note scassate dei logori ritornelli sul concorso esterno non sono altro che la replica di un film gi visto. Sicuramente perdente per lantimafia.
Giovanni Falcone (FOTO ANSA)

on so voi, ma, in particolare da qualche settimana, mi trovo come avvolto in una nuvola nera. Per capirci, da quando dopo il lodo Alfano bocciato, il processo breve in agguato, i tentativi di Berlusconi di non subire il processo/i processi a qualunque costo, le rivelazioni dei pentiti che ci riportano alle stragi di inizio anni Novanta, mi sembra di star dentro al finale del film di Nanni Moretti. Allepoca mi sembrava un finale forzato anche se simbolico e quindi metasignificativo, una specie di post scriptum appiccicato. Il Caimano che viene portato via mentre il tribunale brucia Adesso mi sento in quella scena, con i brividi. Eppure devo ammettere che malgrado tutto Berlusconi quello che mi stupisce di meno. E un Caimano lineare, previsto, se non altro da Moretti (ma non solo). Si affida a una stagione di Eros e Thanatos che teme ultima, o penultima, e combatte con qualunque mezzo la sua battaglia per la sopravvivenza politica ed economica senza pi cura alcuna dellimmagine cui una volta teneva. Non era il sovrano della comunicazione di fronte ai mor tadellari? Adesso il premier non ha pi immagine, n il Re Sole di Arcore pi ombra: coincide ormai solo con la sua fisicit dichiarata continuamente in pericolo, e solo le sue parole in codice (mafioso? Ah, saperlo) si distinguono e colpiscono nellabituale flusso indistinto di affermazioni e smentite senza pi peso. No, bench sia al momento in testa al gruppo, non Berlusconi a colpirmi. E piuttosto la scena corale del film di Moretti che mi tramortisce, in questa nuvola nera che ci fa tossire e ci impedisce di vedere, che non chiamo virus per non confonderla con quello impreciso dei vaccini anti H1N1. E qui, vaccini ancora meno... Per rendere lidea devo andare indietro nel tempo, precisamente nel 2001, nellepoca in cui germogliarono i primi moti di protesta girotondini purtroppo poi potati da troppi giardinieri di professione o sfioriti intrinsecamente. il 22 agosto quando il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti del neonato Berlusconi bis, Pietro Lunardi, dice le cose chiare: Bisogna convivere con mafia e camorra, in una specie di ineluttabilit che si vorrebbe indiscutibile. Realismo politico o conoscenza di alcune radici? Fatto sta che immediatamente nello scalpore generale risponde Luciano Violante, capogruppo diessino alla Camera: Un ministro che dice queste cose non pu restare al suo posto, e ne chiede le dimissioni. Parrebbe una reazione normale nei confronti di un ministro anormale. Pareva. Oggi le cose si sono rovesciate: distinguo nella nuvola nera cresciuta a dismisura in questi otto anni un Violante che ripetutamente in tv chiede uno scudo costituzionale per Berlusconi, cos da riempire il fossato tra democrazia e legalit. Non basta. Mentre tuttintorno il Pd, erede quasi alla lettera dei Ds di allora, gli fa eco, insiste: una decisione politica che permetta a Berlusconi di evitare il processo sarebbe la prevalenza del principio democratico sul principio di legalit. Trasecolo: vero che quando sembrava possibile una sua candidatura al Colle Violante era parso disponibile nei suoi dialoghi con la controparte (?) di destra a far passare anche Hitler per un simpatico imbianchino, ma pensavo che a tutto ci fosse un limite. Che la Costituzione, sconosciuta, ostica o ritardante per i senza memoria che si affollano in Parlamento o al governo, restasse un baluardo quasi esistenziale e non soltanto politico o intellettuale per uno come lui o per quelli come lui. La Costituzione opera anche di Togliatti, se non erro. Mi sbagliavo, immerso come sono nella tossicit di questa nuvola nera che non fa respirare e ingoia tutto. Si rivedano in quella scena finale de Il Caimano, e rabbrividiranno.

FINALE DA CAIMANO N

di Alberto

Gangemi (*)

crive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano: Questi del Pdl ci prendono proprio per cretini. E forse hanno ragione. Avendo intuito che a parlar di prescrizione breve col solito scopo di salvare Berlusconi anche il pi sprovveduto dei cittadini capirebbe che ci significa decine di migliaia di delinquenti fuori di galera subito [], si sono buttati sul processo breve. Che suona meglio. Il fatto che suona meglio perch funziona meglio: Prescrizione breve un mostro linguistico (e giuridico, visti i reati a cui si vorrebbe applicarla); processo breve, una menzogna ben congegnata per nascondere il mostro. Vedere cosa successo nel passaggio dalla prima versione alla seconda aiuta a capire come questo governo pensa e come ci parla. Prendiamo la prescrizione breve. Com noto, la pre-

La prescrizione esclude la punibilit del reato, una volta passato un certo tempo: pi lungo, meno il reo potr sottrarsi alla legge Ecco perch la prescrizione breve (anche ) un mostro linguistico
scrizione esclude la punibilit del reato, una volta passato un certo periodo di tempo. Ora, nel linguaggio comune, il termine ha assunto (anche per colpa delle vicende giudiziarie del presidente del Consiglio in carica) una connotazione negativa: la non punibilit si tradotta, nel migliore dei casi, in innocenza o

Parole che fanno a pugni


in volont di sottrarsi al giudizio. Questo un tratto fondamentale per capire la rinuncia a usarlo. Il secondo tratto riguarda il valore del tempo. La prescrizione ha a che fare con la durata, stabilisce soglie. Se quanto si detto definisce il modo in cui la prescrizione generalmente percepita, allora pi i suoi termini sono lunghi e durano, minori sono le possibilit per limputato di sottrarsi al giudizio. In altre parole, il significato di prescrizione indica il tasso di giustizia percepita, e la sua durata ce ne fornisce la misura. Una prescrizione breve indisporrebbe il comune sentire. Passiamo alla seconda versione. La sostanza non cambia, ma la forma molto pi ecumenica. Processo breve , infatti, unespressione che fa gi parte del nostro lessico politico. Pi o meno tutti hanno annunciato riforme della giustizia che rendano pi brevi i processi. Si dice: giusto un processo che si concluda in un tempo contenuto. Siccome questo, in Italia, non quasi mai vero, si tende a interiorizzare nel significato del termine la sua durata eccessiva. Anche il significato di processo indica il tasso di giustizia percepita: ma nelluso corrente, funziona in modo esattamente contrario a prescrizione. Minore la durata, maggiore la giustizia: un processo breve coe-

rente, dunque, con una prescrizione lunga (secondo quanto la legge prevede). Lavvocato Ghedini si sar domandato cosa permette di garantire Berlusconi e non dispiacere lopinione pubblica. La risposta, chiaramente, lavverbio: breve. Avr notato che nella prescrizione breve, vero contenuto del decreto, lavverbio connota negativamente lintera formula. Nel processo breve, invece, funziona magnificamente, ha un valore positivo e piace a tutti. Ed ecco, con una piroetta, un nome nuovo e pi appropriato per il decreto salva-premier. Tecnicamente unoperazione raffinata: si prendono due espressioni contraddittorie, ma accomunate, casualmente, da uno stesso termine, e si istituisce tra loro unanalogia, in questo caso una sinonimia, a partire dal termine che condividono. Il fatto che il primo breve voglia dire tuttaltro che il secondo non considerato pertinente.

Umberto Eco chiamerebbe una simile operazione commutazione ideologica di codice: una frode retorica che serve per mentire. Pratica in cui il nostro governo eccelle. (*) Dottorando in Semiotica, Universit di Bologna

LA STECCA di INDRO

Berlusconi entrato in politica come proprietario, tra laltro, di unazienda per la quale gli sono stati offerti 7 mila miliardi. Se abbia fatto bene a rifiutarli, non lo so. Ma che ora faccia male a usare la carica pubblica di capo dellopposizione per contestare alla giustizia la facolt di rovistare in questa imponente montagna dinteressi privati per vedere se vi sono tracce di corruzioni e malversazioni questo lo so con sicurezza.
Oggi, 15 aprile 1998

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SECONDO TEMPO

MAIL
La Svizzera, la Lega e i minareti
Dopo che la Svizzera ha bocciato la costruzione dei minareti, lEuropa e il Vaticano hanno manifestato preoccupazione, mentre la Lega ha esultato annunciando che anche in Italia dovrebbe esserci questo referendum mettendoci in imbarazzo di fronte a tutto il mondo. Poi c stata la proposta ridicola dinserire una croce al centro del tricolore. In passato la Lega si era gi espressa contro il tricolore affermando che ci si poteva pulire il di dietro, e anche contro il nostro inno nazionale. Sono recentissime invece alcune proposte razziste come quella di limitare a 6 mesi la cassa integrazione dei lavoratori stranieri. E come dimenticare le

BOX

Furio Colombo

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A DOMANDA RISPONDO PD PIAZZA DELLA SALVEZZA


corteo e dunque anche di una pi grande opposizione politica che pu diventare governo? Finalmente il congresso Pd concluso. Il vincitore Bersani. E il nuovo segretario del Pd dice: No, noi non andiamo alle manifestazioni degli altri. Noi faremo le nostre. Inevitabile che coloro che finora si sono dati da fare si domandino: Ma faranno le loro manifestazioni con chi? Quelli che alla fine votano Pd, o comunque non votano Berlusconi, siamo noi!. Fatalmente esplode una risposta collettiva: Noi andiamo. Noi adesso vuol dire tanti, perch per ogni persona che si era impegnata se ne aggiungono tre che si sono arrabbiate nel sentirsi dire che devono stare a casa e abbassare i toni, mentre qualcuno, che non deve avere alcun legame con gli elettori di opposizione, comincia a dire quasi quasi potremo fare le grandi riforme insieme. I cittadini ce le chiedono. Siccome i cittadini non lo chiedono, non questi cittadini, se no starebbero con Berlusconi (che anche conveniente), si moltiplica il numero di coloro che andranno in piazza. Il risultato, provo a dire in un momento di ottimismo, che il Pd vedr in piazza quanti sono (potrebbero essere) i suoi elettori, si metter alla testa del corteo, che intanto si ingrossa. E alla fine potrebbe persino vincere. Certo, senza QUELLE riforme, salvando il paese.
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 00193 Roma, via Orazio n. 10 lettere@ilfattoquotidiano.it

LA VIGNETTA

aro Furio, succede sempre la stessa cosa. I cittadini chiamano, i cittadini si organizzano per trovarsi in piazza in due o trecento poi qualche migliaia poi centomila e alla fine (5 dicembre) chiss quanti per dire no a Berlusconi. E subito il Pd fa sapere: noi non ci saremo. Noi non andiamo nella piazza degli altri. Ma gli altri chi? Se tutta quella gente dice no a Berlusconi, al momento delle elezioni (mettiamo le regionali di marzo) per chi dovrebbe votare? Certo se non ci si incontra in piazza, poi, forse non ci si incontra al voto. Mi dica che ci resta una speranza oppure se non ci resta che piangere. Rodolfo

CI RESTA una speranza e ne

IL FATTO di ieri2 Dicembre 1954


Per Joe McCarthy, il senatore repubblicano ossessionato dalla Red Scare, la paura rossa, luomo della pi grande caccia alle streghe negli Usa della Guerra fredda, la carriera politica fin in quel 2 dicembre 1954 quando, dopo averlo ritenuto responsabile di una infangante campagna contro le istituzioni e, in primis, contro lesercito, il Senato americano lo riconobbe colpevole di oltraggio allestablishment, approvando una mozione di censura per 67 voti a 22. Con la Resolution 301 del Congresso, avvenuta dopo una requisitoria pubblica durata 36 udienze e 187 ore di copertura televisiva, si chiudeva, con lavallo del neo ticket presidenziale Eisenhower-Nixon, lepoca buia del maccartismo, la stagione delle grandi purghe e dellisterico sospetto collettivo contro gli infiltrati comunisti, aggravata, al suo inizio, dal terrore di un complotto antidemocratico e dal massiccio conformismo dopinione. La pi violenta e dannosa ondata di fascismo in terra americana, come dir poi Eleanor Roosevelt, in cui, tra politici, diplomatici, scienziati, attori, registi o semplici intellettuali, finiranno incriminati, imprigionati, perseguitati e ostracizzati centinaia di cittadini in odore di progressismo.
Giovanna Gabrielli

Labbonato del giorno


MAURIZIO BOCCADORO
Ciao a tutti, mi chiamo Maurizio, ho 47 anni e sono un vostro abbonato preistorico, nel senso che gi lo scorso giugno ho prenotato labbonamento (versione pdf) che poi stato definito a fine luglio. Sono orgoglioso e molto soddisfatto del nostro Quotidiano. Bravi, complimenti e continuate semplicemente e straordinariamente a pubblicare i fatti. La mia coniglietta vi legge (e mangia)!
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troviamo la ragione ricostruendo la vicenda Piazza Navona 5 dicembre. E una manifestazione che nasce volontaria, spontanea e fatalmente piccola. Il Pd, allinizio, resta in sospeso perch c il congresso in corso e le primarie per la segreteria. Il numero delle persone probabilmente presenti cresce un po alla volta. Gli uni incoraggiano gli altri in gruppi nati per loccasione, che comunicano in Rete. Resta in sospeso la domanda: ci sar un grande partito che ci rappresenta? Ci sar un leader che si mette alla testa del

numerosissime esternazioni razziste contro rom, gay, neri, musulmani e perfino meridionali come me definiti terroni. Oppure la vergognosa politica dei respingimenti che ci ha resi famosi (negativamente) in tutta Europa. Mi domando come possibile che in un paese democratico un partito del genere sia al governo e cosaltro ancora dobbiamo sopportare prima di mandarli definitivamente a casa.
Gino

possano proporre. E questo il Pd vicino ai cittadini? E questo il Pd a vocazione maggioritaria? Avanti cos, che perderete anche quei quattro voti che vi sono rimasti!
Davide Lombardi

cupola utilizza per uccidere: La mafia, se pu, preferisce le operazioni discrete che non attirano lattenzione. Ecco perch lo strangolamento si affermato come la principale tecnica di Cosa Nostra. Non sappiamo se Berlusconi lo sappia o meno, fatto sta che ieri ha espresso questo desiderio di strozzare gli autori di film, articoli e libri sulla mafia (quindi anche Giovanni Falcone, se fosse ancora in vita, reo di aver scritto quel libro sui metodi mafiosi). Battuta o meno, luscita del presidente mi fa vergognare di essere italiano.
Luca Rinaldi

ne disastrosa dellazienda, sugli stipendi e le spettanze non corrisposti e sulla Restform, il fondo ombra inglese, a cui farebbe capo la Omega. Nella bella sede Restform al centro di Londra (come la definisce Massa), c' un uomo di paglia inglese che fa da prestanome spacciandosi per direttore della compagnia, a cui fa capo la Libeccio che in un giro di scatole cinesi da mal di testa sarebbe la Capo Gruppo di Omega.
i lavoratori Agile

Diritto di Replica
Caro Padellaro, apprendo con vivo stupore di essere uno degli autori del pezzo: Imputato Berlusconi chi le ha dato quei soldi?... pubblicato in data odierna a pg. 4 del giornale da te diretto: Il Fatto Quotidiano. Con altrettanto vivo stupore apprendo, sempre dal tuo giornale (pg. 4 ultime cinque righe dellarticolo Nascita di Fininvest), che venerd prossimo, 4 dicembre, nella sala della Stampa Estera, presenter la nuova edizione de LOdore dei soldi

Il Pd al No B. Day
Mentre ti cresce la speranza che qualcosa possa cambiare, ecco che si ricade nello sconforto pi intenso: basta ascoltare le parole di Violante, di Letta e di Bersani. Invito nel giorno del No B. Day a venire in piazza quelli che sono iscritti al Partito democratico e che saranno presenti a strappare le tessere per dire Basta a questa classe politica.
Enrico

Al Pd piacciono le leggi ad personam


Enrico Letta, quello del Pd, il nipote di Gianni, in uninter vista al Corriere ha dichiarato che ritiene legittimo che Berlusconi si difenda nel processo e dal processo. Ne ho lette e sentite tante di baggianate dette da esponenti del Pd, ma tale sfacciataggine difficile da riscontrare in altre dichiarazioni. Signor Letta, anche io, sapendo di essere colpevole e di non potermi difendere nel merito, esigo di potermi difendere dal processo. Come la mettiamo? Io non sono il presidente del Consiglio, leggi che mi favoriscano non le posso fare, non ho neanche amici in Parlamento che le

nee? Basta fare una legge che dica che il Roma-Milano deve impiegare 3 ore. Dopodich, appena scattano le 3 ore di percorrenza il treno viene bloccato e tutti scendono. Se non arrivato a Milano ma si fermato in aperta campagna sono le ferrovie dello Stato che sono incompetenti. Il governo ha fatto tutto il possibile. Miglioriamo lItalia, applichiamolo ovunque!
Giulio Giovannini

Le bugie di Omega al Giornale di Feltri


Su il Giornale.it, versione internettiana del quotidiano di Vittorio Feltri, a firma di Guido Mattioni, apparso un articolo-intervista a Claudio Marcello Massa, 62 anni, contitolare con Liori del gruppo Omega, in cui fra le tante panzane da contro informazione, Massa ha dichiarato: Perch in questo business il nostro primo competitor la Fiom Cgil, che controlla diverse aziende del settore. Destabilizzi un competitor, poi quando in difficolt lo fai acquistare da un amico. Pensi che Fiom controlla anche una societ che si occupa di intercettazioni. E non mi faccia dire altro. Per questa madre di tutte le menzogne dell'imprenditore all'italiana Massa, partita oggi la querela per diffamazione da Rinaldini della Cgil. Noi lavoratori Agile, chiamati in causa, smentiamo uno per uno tutti i suoi voli pindarici sulla situazio-

insieme allaltro autore, a Furio Colombo ed a Carlo Freccero. Tanto premesso ti comunico: 1)non sono lautore delle righe che hai pubblicato; 2)non ho alcuna notizia di una mia presentazione de LOdore dei soldi; 3)la nuova edizione de LOdore dei soldi avvenuta a mia insaputa con modifiche e capitoli aggiunti non concordati con me. In proposito, ho gi dato mandato ai miei legali di perseguire nelle opportune sedi giudiziarie questa pubblicazione non autorizzata. Ti invito a pubblicare, con ogni urgenza, questa mia precisazione, fatta salva ogni azione di legge. Cordialit
Elio Veltri

Le informazioni contestate da Elio Veltri ci sono state fornite da Editori Riuniti.

IL FATTO QUOTIDIANO via Orazio n. 10 - 00193 Roma lettere@ilfattoquotidiano.it

Il processo breve migliorer lItalia


Il ddl sul processo breve semplicemente geniale. Seguendo la stessa tecnica rivoluzionaria messa a punto da Alfano potremmo risolvere moltissimi problemi in Italia. Per esempio quello dellalta velocit. Perch sventrare le belle valli italiane riempiendole dimmense colate di cemento per le nuove li-

Anche Falcone scriveva di mafia


Quelli che scrivono libri sulla mafia e hanno scritto la serie della Piovra li strozzerei, frase di Silvio Berlusconi pronunciata il giorno 28 novembre 2009. Lo scriveva Giovanni Falcone, nel suo libro in collaborazione con la giornalista Marcelle Padovani Cose di Cosa Nostra, nel capitolo dedicato ai metodi che la

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Il tempo un bene prezioso, specialmente per chi lo deve sottrarre al lavoro o agli affetti. Anche per questo, dopo la privatizzazione nel 2000, ci siamo dati lobiettivo di ridurre il numero di ore da voi perse per rallentamenti e code. Attraverso una rete di 1500 sensori e un sistema di controllo certificato siamo ora in grado di misurare la fluidit del traffico sugli oltre 2850 km della nostra rete. E oggi possiamo dire con soddisfazione che abbiamo dimezzato (-46%) le ore di tempo perse sulle autostrade che gestiamo. Questo grazie a interventi mirati come la progressiva eliminazione dei colli di bottiglia attraverso la costruzione di terze e quarte corsie, la diffusione del Telepass che oggi conta 7 milioni di clienti, la riorganizzazione dei cantieri di lavoro, il potenziamento di oltre 50 caselli. Tutto questo mentre il nostro impegno sulla sicurezza consentiva di ridurre del 75% il tasso di mortalit. Abbiamo lavorato tanto per farvi viaggiare pi velocemente ma senza dover correre, perch sappiamo che ogni minuto risparmiato sullautostrada un minuto in pi che potete dedicare ai vostri affetti.
*periodo di riferimento annuo: gennaio - novembre

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