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Quale personaggio epico è più vicino alla mia sensibilità

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Mitologia: mondo di favole e leggende, arrivate fino a noi nella nostra realtà; in essa noi
leggiamo tante verità del mondo attuale; rappresentazione anche delle nostre inquietudini
del vivere.

L’antica Grecia, Sparta, Atene, Achille, Enea, la guerra di Troia; ogni luogo e personaggio
rappresenta qualcosa di noi, in tanti miti possiamo ritrovare noi stessi; in ogni eroe un po’
ci rispecchiamo e a volte intimamente vorremmo essere come loro. Ma penso che ce ne
sia uno speciale, in cui noi ci immaginiamo, che ci assomiglia, che ci può guidare con la
sua leggenda.

Il mio mito è Ulisse (ovvero Odisseo) perché mi attira, mi stimola…e mi commuove.

Se qualcuno mi chiedesse da dove nasce l’astuzia, io risponderei che è nata con Ulisse. In
un mondo dominato dalle armi, dalla forza e dagli dei capricciosi, l’intelligenza del mio
eroe diventa acuta furbizia che lo accompagna durante tutta la sua Odissea.

Ma non è solo questa dote che porta Ulisse alla sua Itaca, egli dimostra coraggio, forza nel
comando per dominare situazioni disperate…ed anche umiltà quando, allo stremo delle
forze, non esita a chiedere aiuto, rinunciando al suo orgoglio di guerriero indomabile.
Qualche volta viene vinto dal fato, ma la sua perseveranza e la meta da raggiungere gli
danno la speranza e la forza di proseguire.

Poche volte mi sono immaginato come un eroe forte e impavido come Achille o
coraggioso come Diomede, bensì mi è molto spesso capitato di vedermi furbo e astuto
come Ulisse.

Questo personaggio mi ispira perché sa affrontare il proprio destino: in ogni avventura


riesce sempre a cavarsela.

Credo di assomigliare ad Ulisse perché, a differenza di Achille e Diomede che usano la


forza, lui utilizza l’astuzia per risolvere le difficili situazioni, come faccio sempre anch’io.
Non disdegno prove di forza per mettermi alla prova, ma preferisco risolvere i problemi in
modo non violento: nei momenti di difficoltà il mio eroe mi fa riflettere e trovare una
soluzione proprio come se fosse un suo suggerimento.

Ulisse, però, per salvarsi e per raggiungere la sua cara isola deve mettere in campo tante
doti, che, pur essendo in contesti diversi, anche oggi sono necessarie per imporsi nella
società. Anch’io sto cerando in me stesso queste virtù; data la mia età non posso ancora
affermare di possederle, ma comincio ad avvertire che stanno per nascere, il mio compito
sarà quello di svilupparle in modo positivo affinché mi possano guidare in questa società,
perché anch’io ho la mia Itaca da raggiungere.

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