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Diario di Taize

Roma, 29/07/97 Comincia a Roma, citt da cui parto per quello che vorrei fosse un tempo di riposo fisico e mentale; ma anche riposo dellanima. Prima di partire ho messo ordine in camera: sempre bene lasciare, per quello che si pu, le proprie cose in ordine. Ho tolto, dopo mesi, lammasso cartaceo che giaceva sulla mia piccola scrivania ed ho rivisto il piano originario. Ho cercato un posto per ogni cosa. Al fondo di tante carte ritrovato una cosa di cui nulla mi era rimasto in mente, e meno male, perch - io lo so - facile essere presi dallo sconforto, dalla sensazione di sconfitta, di abbandono. (...).

Provenza (Francia), 30/07/97 Il fratello di mia madre, Vincenzo, venuto ieri a Lione, allaeroporto, ed oggi sono qui. Nel pomeriggio sar a Taize. Ho ripensato a certe parole dello zio: Cosa sarebbe di tua madre se non ci fossi tu? Ho avuto limpressione che la mia vita andasse letta alla luce di mia madre e quindi come una realt a tempo... e il risultato visto laltro giorno ne lavviso ed il promemoria. Del resto, non ho mai capito che ci faccio io qui.

Taize, 30/07/97 Ieri, alle 19.30 circa sono arrivato. C stato un attimo, un attimo di - non so dire - forse sconcerto: mi sono ricordato quello che mi colp e mi spavent la prima (e fugace) volta che passai. Qui ognuno come confermato come dentro, ci capita anche agli incontri dellOpera. Appena sono arrivato stato un turbine di pensieri e sensazioni, ma non bisogna aver paura: spesso la vita ti fa entrare in quelle gallerie del terrore, che trovi ai lunapark, ma tu sai che tutto finto, pu far un po impressione, ma finto e poi ne uscirai. La voglia di andar via ti prende subito, anche perch mi aspettavo un tempo di solitudine, ma qui siamo a migliaia. Qui ho scelto di fare il silenzio; non facile, ma essendo sconosciuto e non conoscendo nessuno la cosa viene fin troppo facile. E verissimo che dentro quello che si cerca fuori, in questo caso armonia di forme e scelte, la guarigione della memoria, ect. . Che ci faccio a Taiz?

Ecco il cuore di tutto! Non devo mandare cartoline, cio lanciare segnali sul mio esserci o sul mio muovermi. E allora? Prima di tutto, dir che lincontrarmi con lambiente di zio distogliere lanima da Dio. Che ci faccio a Taiz? Mi riapproprio di quello che sono. Familiarizzo con i miei limiti, con tutto quello che significa: sensazioni e sentimenti dialettici. Certo non pu mancare la gratitudine per le mille e mille cose che Dio ha messo in questo inutile ed incrinato vaso di terra... cotta. Che ci faccio a Taiz? Per ora mi pare di fare lo stesso tragitto di Israele: ora loda e ringrazia, ora si lamenta e fugge. Per vari motivi, vorrei fare come mio solito: iniziare il conto alla rovescia per il giorno della partenza ed avvicinare, almeno mentalmente, ed anticipare i tempi e non vivere lattimo presente. Vorrei fare pochi giorni qua e poi andare in giro... non tanto per vedere, forse per continuare una lunga fuga... iniziata neanche io so quando. Ma bisogna essere qui, tutto intero, fissi nella Sua volont, nonostante il precipizio ed il capogiro che ne viene fuori: si pi vicino con Lui sullalto monte, che in terra piana... soli con se stessi. Non facile entrare in un clima diverso da quello che mi aspettavo. Imparo il silenzio in mezzo a ci che molto quotidiano; compreso, forse, gli equivoci e la confusione. Mi pesa dover tacere e tenermi in disparte quando tutti non lo fanno, mi pare di essere come un intruso, una persona di cui sospettare: ch se ne sta solo?. Non sempre trovo un luogo riservato per la preghiera personale. Qui si fa tutto insieme, ma il cammino di dentro, le fatiche, sono solo tue e devi portarle tu. Un pensiero, un ricordo improvviso, tra tanto povero rimuginare mi consola: a Roma, tra le carte, ho ritrovato un appunto volante notturno, dove cera scritto: Maria mi salver Ricordo bene quella notte, e ci che significa... ora qui vorrei un luogo per fermarmi un po con Lei, ma - per ora - non lho trovato. Dio sa. La nostra unicit non solo un fiore, ma anche un masso. Devo, devo, imparare a tacere... le voci di dentro. A volte ti ritrovi triste... e l che la fedelt a Dio deve splendere, bruciando il dolore perch arda Dio.

Taiz 31/07/97

Sta finendo questo giorno; come ieri, anche oggi sono stato praticamente sempre a leggere o pregare o riposare. Sto leggendo il Combattimento Spirituale: mi pare cosa grossa! Certo, lIdeale, con i suoi insegnamenti, ti fa fare tutti quei capitoli in breve o meglio con pi facili itinerari. Ho potuto pregare un po di pi, soprattutto invocare lo Spirito Santo. Posso pregare un po meglio con il rosario. Medito il mistero dellabbandono, ma in una visione che chiamerei lunga: i vari abbandoni, Ges che si stupisce della loro poca fede (lasciato solo a credere), lasciato solo a pregare (lasciato solo a sperare), lasciato solo in mano agli uomini (il segreto delle ore trascorse in prigione (cosa avr fatto e pensato: pregava, pensava agli amici, alle promesse improbabili di una prontezza a stare con lui fino alla fine, che ora normalmente vedeva realizzarsi?), Ges abbandonato alla sconfitta ; Ges lasciato piangere solo da donne: quante gli erano estranee e doverano gli amici, i discepoli, gli apostoli? Ges lasciato a morire da solo. Ges lasciato in mano alla soldataglia: lui cos onorato, chiamato maestro, delicatamente accostato dal centurione, che si dice indegno di ospitarlo in casa sua, ora messo in mano a gente senza scrupoli. E cos via tanti abbandoni, che ora non saprei dire, ma nella preghiera vengono vari e legati tra loro. Prego molto per i ragazzi della parrocchia, sono la generazione pi disgraziata del secolo: non hanno niente. Gli manca lamore, non hanno amici, non sono amici, non hanno ideali, non hanno attese, non hanno prospettive... non hanno niente, gli stato tolto tutto...: non hanno neppure consapevolezza del loro stato, anzi si reputano fortunati. Abituati a mangiare non provano mai a cucinare; abituati al normale banale non provano a sognare. Imitano poco, inventano nulla. Sono incapaci di poesia. Per questi prego, e non so che dire, prego Dio di intervenire Lui. Do la mia disponibilit... ma so che non problema di tempo ma di amore da dare, e non facile: io sono incapace, loro non sono amabili, n si lasciano amare. Forse sono troppo simili ad un amico mio di Napoli, che conosco molto molto bene. Dio se vuole dovrebbe suscitare qualcosa per loro in parrocchia. Prego per un sacco di persone, ne ho contate sessanta. A volte mi stanco. Mi piacerebbe portare ad ognuno qualcosa, anche piccola, ma come faccio? Oltre tutto gi il mio zaino pesa troppo: 32 Kg. Come accade spesso ho messo troppo! Durante le lunghe possibilit di preghiera molte cose si affacciano nella mia mente, ma anche un pensiero: preparati a morire. Qui a Teiz si deve venire quando si giovani: lambiente festoso, allegro, ecc. . Certo, il pericolo di dissiparsi c, e capita che ci si distragga molto; ma credo che Taiz faccia effetto dopo. Veramente la preghiera un deserto, dove incontri Dio ma anche le pi strane ed incredibili tentazioni. Sono pensieri leggeri, repentini, come delle imboscate... anche subito dopo la 3

preghiera (che evidentemente non annulla il cammino, il tratto, che io devo fare) o anche durante, ma, per fortuna, subito viene la pace del cuore. Io, in tutto ci, capisco che non sono nulla di buono, imparo a diffidare di me e fidarmi di Lui. Io conosco la mia umanit ferita e offesa: mi devo tenere le ferite, ma non permetter (... do dissipare) il mio presente. Taiz, 2/08/1997 Preghiera povera. Ecco quel che penso quando mi fermo a pregare. Non si tratta di farsi povero o di dirsi nulla: scopro che nulla si ... e allora sul nulla di me, o Dio, invoco lo Spirito, perch sul tutto di Te possa comprendere e fare la tua volont. Certo, quanti pensieri! Qui come di notte in mezzo ad una terra deserta e inabitata: si vedono tutte le stelle... e Dio mio quante stelle! Cos sono i pensieri. Il deserto un promemoria del tempo che hai vissuto, pieno zeppo di volti, persone, cose, situazioni e il ricordo si fa carico e il pensiero si arresta per tanto peso... e stupore: come possibile che cos giovane mi ritrovi tanto? Tu o Dio che guarisci, sana la mia memoria, che si porta dietro cose lasciate a met, fatte male; chiusure, rancori, paure. Ecco perch una preghiera povera la mia: non c nulla di valore dentro! Ieri sera, durante la preghiera, c stato un rito della croce: toccare la croce, posare il proprio capo sulla di essa. Avrei voluto posare tutto di me e ho detto a Ges: Almeno tu abbraccia la mia vita, stammi vicino. Avrei voluto sentire la sua mano sulla spalla... e la preghiera si fatta profonda... e risposta: Nulla ti turbi, Dio ti basta. Ho chiesto a Dio di voler addolcire il mio sonno e, ieri notte, ho fatto sogni belli. Ho sognato anche il p. Graziano. Ora mi piacerebbe sognare Ges o Maria. Stando qui ho potuto fare un po di viaggio nella memoria di ci che sono e di quello che ho scelto; ho voluto iniziare dal principio. Sono andato a quel lontano Ottobre del 1985, dove in preghiera nella cappella della Riconciliazione, a Napoli, in stile Taiz, chiesi a Dio il dono della comunit. In questi dieci anni e pi quante autentiche gioie, esperienze indicibili e belle: posso solo dire grazie! Negli ultimi tre quattro anni quanto dolore... e posso solo dire Signore, Piet. Ho potuto, con calma e pace, rivedere molte cose e come ho percorso la strada... . (...). Non posso innanzi tutto nascondermi la mia poca corrispondenza, o meglio una corrispondenza, per cos dire, retribuita, chiedendo a Dio come il prezzo del mio servire Lui, con la sua tolleranza... ma io non ho mai fatto fino in fondo la strada: solo con Lui solo. Molte cose ho avuto modo di comprenderle. 4

Qui a Taiz si fa esperienza di solitudine pi che di silenzio: essere in mezzo a migliaia di persone, vivere come se fossi invisibile..., non facile e poi come incredibilmente e dolorosissimamente mi manca Ges-in-mezzo!!! Questo un luogo di preghiera. Dio non qui... tu lo porti se lo cerchi. Egli ti porta se lo hai smarrito. Vieni Signore Ges. Fra Rocher dice che qui la gente si stupisce della povert della nostra preghiera..., non ci resta che abbandonarci a tale povert. Pregare abbandonarsi a Dio: Padre nelle tue mani affido il mio spirito. E Dio ci fa ricchi del suo Spirito. Vieni Spirito Santo, soffia sulle mie esitazioni, sulle mie paure, che mi ritrovo nel cuore. Essere in comunione con Dio per essere in comunione con coloro che Dio ci affida. Disporsi al ricordo dellAmore di Dio, avere fiducia in Lui. Taiz preghiera, servizio, forza, scelta.

Non facile dire di Taiz. E una esperienza molto complessa, semplice ma non facile. Guardando e riguardando posso dire che stata anche una esperienza di fuga, di lontananza da fatti e persone. Credo che sia stata la mia ultima fuga! E servita? Tutto sommato s. Ero deciso nelle motivazioni, non trasparente in esso. Ma anche questo devo accettare, capire, sopportare e non replicare. E stata una esperienza difficile: si sono ripresentate tutte le difficolt del mio carattere, tutte le mie paure... ma stato necessario essere con loro in questo ritirarmi. Certo, mi mancata una dimensione naturale per me, la realt di famiglia. A volte era un grande carrozzone dove c di tutto, non sempre a dimensione di singolo, di famiglia. Ma anche questo stato importante sperimentare, per non fare di certe realt un bene di rifugio. Mi mancata la possibilit di confronto. A nessuno ho potuto raccontare il tutto e quindi, credo, di essermi perso qualcosa ( un diamante prezioso, ma lo di pi se non sei solo a vivere su questa terra!). Ma anche questo servito: non dare via ci che vivo, conservarlo...e averlo fatto per me. E stata una esperienza veramente personale, che mi ha aiutato a rivedere vecchia amici: i miei limiti. E stata una immersione nella preghiera, ben sapendo che la vita fatta di stagioni e che non sempre avr questi ritmi e tempi. Stando l non mi sono distratto su Roma, anche se chiamavo per sapere come andassero le cose: non sono un illuso (?), n ho paura di allontanarmi, o temo di non poter esser lontano dalle cose: 5

lintelligenza e il dover seguono il lavoro, il cuore no. Guarda altrove. Ho confermato in me quel senso della storia, della contemplazione, dellimmersione nelle realt... non facendole diventare abitat stabile: non ha una stabile dimora il cuore qua gi! Sono scenari che possono cambiare da un momento allaltro, senza dover io cambiare dentro: o prego, o organizzo un lavoro, o ascolto qualcuno, oppure ho la contabilit..., mi sento appartenente a... e questo conta, per me.

Roma, 14/07/97 Sono arrivato da due giorni, ma devo ancora entrare... . Ieri celebrando ho incontrato il passo del ... se due si accorderanno...; mi ha preso una nostalgia infinita, ed ho capito quello che mi dicevano tanti anni fa quelli del centro dei religiosi quando incontravano la nostra esperienza di unit a Napoli, e mi dicevano la fortuna e la grazia che avevo. Mille pensieri, e la notte tardo a dormire. I miei sogni sono pieni di presenze e di ricordi..., di nostalgie (...). Io lo so che la mia preghiera sar arida finch il cuore non lascer cadere (... tutto) e i conti in sospeso: per ora anche questo un peso che ho da portare. La cosa che pi mi colpisce, soprattutto dopo lesperienza intensa di Taiz, dove ho potuto rivisitare attimo per attimo le circostanze che mi hanno condotto fino a qui, lesperienza intensa di solitudine. Non mi spaventa stare solo: un ricchezza che non posso perdere! (...). (...) mi ha messo in moto verso Dio, che se fu incontrato allora, e scelto - con i limiti di allora poi si rivelato nel suo essere tragedia delluomo. Solo ora il senso chiaro: la scelta consapevole e decisa, aldil di tutto e tutti.

Roma, 30/08/97 Dio mio quanta fatica! Stamani come ieri mi sono alzato bene: ho sentito la Tua vicinanza, ho come avvertito che tu capissi come ce la stia mettendo tutta; ho avuto limpressione che Tu mi sorridessi, che tu apprezzassi. Dio, per che fatica; meno male che ci sei Tu! Io sono qui, veramente a tutto pronto..., ma non a tutto capace! La tentazione di parlare, di chiedere e pretendere forte; ma che si ottiene? Certo, per mai pensavo di dover sposare la stupidit, ed io ora cos mi sento ed in compagnia di stupidi come me mi vedo. Dammi la tua pace e con essa la tua stabile guarigione. Conservami nella tua amicizia, ma liberami dagli idioti. Vorrei vivere da solo, non sento n in me, per primo, n negli altri questa passione per la vita fraterna, sembra una grande caserma... . Tu lo vedi come talvolta la nostalgia di rapporti veri e 6

profondi mi prenda...; ma credo che anche questa povert debba abbracciare. Del resto lo so bene di aver sciupato il tuo dono. Che vuoi farci? Siamo quello che vedi! Potevi farci migliori!? Peccato che non siamo dei capolavori... senza la tua grazia.

************** Sei tu la mia pace, Dio. Non sei il mio sonno. Tu non sei la mia resa. Tu sei la mia strada, sulla quale andare, non cercando pace senza te.

Ci vorr molto, ma baster poco