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Antonio Salieri

EUROPA RICONOSCIUTA
Dramma per musica in due atti

Libretto di Mattia Verazi

PERSONAGGI

Europa, Figlia di Agenore, monarca di Tiro Semele, nipote di Agenore Asterio, re di Creta, consorte di Europa Isso, principe del regio sangue fenicio Piccolo fanciullo Egisto, nobile di una delle suddite province

Soprano Soprano Soprano Tenore Muto Contralto

Prima rappresentazione

Milano, Teatro alla Scala, 3 agosto 1778

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

ATTO PRIMO
Scena I
Deserta spiaggia di mare. Selva da un lato, rupi dallaltro, fra le quali sterpi, cespugli, e serpeggianti edere adombran lingresso dunoscura e profonda caverna. [Tempesta] Tempesta con lampi, tuoni, pioggia, sibilo di venti e fragor di sconvolti utti. Sapre la scena mentre incomincia la sinfonia, ch una imitazione dellorrenda procella, e che si va rallentando a proporzione, che questa si scena e che ritorna la calma. questa annunziata dal dolce suono di un obo, che prende il luogo dellandante dellapertura, e che serve daccompagnamento alla cavatina di Asterio. Durante la medesima si vede in lontananza numerosa otta di legni. Alcuni sommergonsi miseramente nellonde, altri si perdono affatto di vista. Da un lacero vascello, che viene impetuosamente ad urtar contro il lido, sortono Asterio, Europa, e un piccolo fanciullo, con varie donzelle e seguaci dEuropa, ed alcuni guerrieri Cretensi. [I.]

ASTERIO

(con sospensioni, ed interrompimenti a guisa di recitativo istrumentato) Sposa (Mentre dal fanciullo, e da Europa si fa mostra di piangere, lobo, facendosi ebilmente sentir a solo, esprime i loro mesti lamenti.) Figlio (Replica dello stesso querulo suono dellobo) Ah, voi piangete! (Incomincia la cantilena continuata con laccompagnamento dellobo concertante) Con quel pianto a me volete Rammentar che reo son io. Ma non merta il fallo mio Cos barbaro martir. [Recitativo]

ASTERIO
Ah! chio sol fui cagion

EUROPA
Di Tiro, vero, Tu nella reggia osasti Allimmatura speme Dun pi gradito amante, Ripugnante involarmi. A seguitarti Mio malgrado costretta, io teco in Creta Giunsi. Del ratto quivi allinqueto Mio severo pudor sacro imeneo Scus lardir, la violenza.

ASTERIO
Occulta Sempre al padre per, morendo, al trono In Semele frattanto egli prescelse Del minor suo germano unica prole.

EUROPA
Ma di regio consorte La mano a lei nora Assicurato non ha il soglio ancora; ChAgenore lacquisto Vietonne a chi mercarlo Pria non sapr col sangue Dinnocente stranier.

EUROPA
Ah perch mai del pianto Vuoi larbitrio negarci? Altro non resta Sollievo aglinfelici Nelle miserie estreme, Che quello sol di lacrimare insieme. Nellavversa tua sorte Meno ingegnoso adesso Io trovar ti vorrei Nellarte, oh dei! di tormentar te stesso.

ASTERIO
Legge inumana, Che inefcace e vana Render pretesi. Ad occupar qui meco 1

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo Il tuo retaggio avito Pensai perci di ricondurti. mentre i soldati Fenicj sinnoltrano verso il medesimo) Il glio! (ai suoi guerrieri Cretensi) Allarmi.

EUROPA
Ah, troppo Le tue, le mie speranze Mal second levento!

ASTERIO
Di cento legni, e cento, Lacero avanzo di crudel fortuna, Una sol nave appena Ora inermi ci espon su questa arena.

ASSALITI
Allarmi. (Snudan larmi e si pongono in difesa del fanciullo, e delle donzelle, che lo circondano.) [II.]

EUROPA
Miseri noi!

EGISTO

ASTERIO
Potessi Di Semele celarti Alle ricerche almen insin che alcuna Delle disperse prore (volgendosi con sorpresa verso quella parte, onde sode rumor darmi e darmati) Ahim! vicino gi, sposa, il periglio. (inquieto, agitato e smanioso) Va nasconditi (accennando lingresso di un antro vicino)

(a suoi soldati Fenicj, additando loro Asterio, ed i suoi seguaci Cretensi) Chi non cede alle nostrarmi Si disarmi, = o cada estinto.

AGGRESSORI

(attaccando i guerrieri di Creta, che, durante il breve combattimento, si vanno reciprocamente incitando alla difesa, ed alloffese) Chi non cede, cada estinto.

ASTERIO

(verso il cielo, nel veder ch rimasto solo, per loppressione e dispersione de suoi guerrieri Cretensi) Cruda sorte, hai vinto, hai vinto! (avanzandosi eramente verso Egisto) Ma da te non caddi oppresso: Ma listesso = io sono ancor.

EUROPA
Oh ciel! Soccorri il glio. (Nel ritirarsi precipitosamente, addita il fanciullo, che ritrovasi alquanto indietro fra le sue donzelle)

Scena II

EGISTO

Asterio, e l fanciullo fra le donzelle seguaci dEuropa, ed alcuni pochi guerrieri Cretensi, che vengono attaccati da Egisto, che si presenta loro alla testa duna squadra numerosa di soldati Fenicj.) [Recitativo]

(accennando il fanciullo ai suoi Fenicj, che si pongono in atto di traggerlo) Sia da voi tratto il glio; O si renda al genitor.

DONZELLE

ASTERIO
Stelle! (Accorre con molta smania in difesa del fanciullo, 2

(supplichevoli, verso Asterio) Ah del glio = il sol periglio Dia consiglio = al genitor.

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

EGISTO

(di nuovo ai suoi soldati Fenicj) Ol. Che pi tardate? (I soldati Fenicj si arrestano sorpresi allimprovvisa apparizione dEuropa)

Sia ciascun fra lacci avvinto: E si serbi alla vendetta, Choggi un padre aspetta, = e un re. (Parte)

Scena IV

Scena III EUROPA

Europa che sorte improvvisa dal suo ritiro; e detti. Crudeli! Ah no. Fermate. (Accorre affannosa per impedir la strage del glio) Pria che ferir quel seno (Si pone tra il fanciullo e i soldati Fenicj) Per questo petto almeno Passino, Oh Dio! quellarmi A lacerarmi il cor. (Nella replica la cavatina verr cantata da Europa, ed Asterio a due.)

Asterio, ed Europa colle sue donzelle seguaci, il fanciullo, ed i soldati Fenicj

EUROPA
Senti

(verso Egisto, che parte)

ASTERIO

(come sopra) Ferma

EUROPA
E vuoi?

ASTERIO
Ma dove?

ASTERIO

(con tenerezza verso Europa) Mio ben, che mai facesti?

DONZELLE

EUROPA
Renditi.

(nel tempo, che da soldati Fenicj sincatenano Asterio, ed Europa, e si circondan le donzelle Cretensi, e l fanciullo) Gi rivolse altrove = il pi.

(smaniosa verso Asterio)

ASTERIO

ASTERIO
Aln vincesti. (Gettando a terra lacciaro, cede, non senza pena, e rincrescimento, alle istanze dEuropa.) Cedo al paterno amor.

(avvicinandosi a prender congedo dalla sposa) Sposa, oh Dio! = che pena io = sento! Ah non reggo al mio = tormento Nel doverti abbandonar!

EUROPA

EUROPA
Cedi al paterno amor.

(volgendosi con tenera smania allo sposo, ed al glio) Qual funesto = annunzio questo! Che tiranno = affanno = il mio Nel dovervi, oh Dio! = lasciar!

EGISTO, CORO
Vinse il paterno amor.

ASTERIO

EGISTO

(ai suoi soldati Fenicj) Tratto in carcere distinto

(vedendo che i soldati si incamminan gi col fanciullo) Stelle! 3

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

EUROPA

[Recitativo]

(come sopra) Il glio!

SEMELE
Va: precedimi, Egisto. I sensi miei Noti fra poco al regno Tutti saranno. Io voglio Choggi alla ne in soglio Vegga sedermi a lato Uno sposo, un monarca, Di lui degno e di me. Fa che saduni Il gran consiglio.

ASTERIO, EUROPA
Ahim! Che fate? (Volendo accorrer per arrestar i soldati Fenicj, vengono tenuti da quella porzione di essi, che gli han posti in catene)

ASTERIO

(come sopra) S: restate.

EGISTO
Il cenno Eseguir. La vittima gi pronta, Che Agenore prescrisse. In mio potere Lha rimessa la sorte.

EUROPA

(come sopra) Sospendete.

SEMELE
Altre immolarne Gi seppe Isso.

ASTERIO

(verso il cielo, con molta smania, sollecitato da soldati Fenicj a seguitarli) Non sentite? Non vedete? Giusti Dei, = che crudelt!

EGISTO
Perdona

SEMELE
Oppresse, e domenica Dal suo valor, di Cipro Tutte fur gi le ribellanti schiere. Fra larmi, e le bandiere, Carco dopime spoglie, A noi torna, e qui chiede Lomaggio tributarne al regio piede.

EUROPA

(con impeto a soldati Fenicj, che la dividono dallo sposo e dal glio) Lalma, oh Dei, = mi traggete, Mostri rei = di crudelt!

DONZELLE

EGISTO
Io dun solo straniero Sapr col sangue a lui Di questo soglio contrastar limpero.

(partendo smaniose col fanciullo fra le guardie) Ah per noi non v piet!

SOLDATI

SEMELE
Dellaudace pensiero, Pi dappresso mirando il tuo periglio, Forse pentito, cangerai consiglio. [III. Duetto] (come il primo intercalare duna delle arie comunemente usitate)

(inesorabili, e traendoli a forza per diversi lati nelle destinate prigioni) No, per voi non v piet.

Scena V

Chiuso padiglione magnico. Eccelso trono a destra. Mobili cortine in prospetto. Egisto e Semele, con paggi e guardie Fenicie.

SEMELE
Va collaura scherzando talora Sulla prora = lincauto nocchier.

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo E pur sa che in tempesta = funesta Pu cangiarsi quel vento leggier.

Scena VI

EGISTO

(invece duna delle consuete seconde parti) Fra gli orrori dinda procella Mai questalma = non perde la calma: Sol mi basta per guida una stella Dogni mar nellincerto sentier.

SEMELE

Festoso campo de Fenicj, che tornan trionfanti dalla spedizione, che ad Isso fu commessa, di ridurre ad obbedienza il ribellato regno di Cipro. Tutta la cavalleria disposta sui lati, e di prospetto nel fondo. In maggior lontananza si veggon i carriaggi, che accompagnan lesercito. Timpani e trombe a destra, ed a sinistra. Dal centro del campo fra gloriosi trofei sinoltra Isso a cavallo, preceduto da maggiori duci delle schiere, e seguito da prigionieri di Cipro.

Isso; e Semele sul trono. (replicando collopportune artiziose variazioni la stessa musica della prima parte dellaria, a cui serve [IV.] questa replica di secondo intercalare) Tal da lunge, mirando il periglio, Sta con fronte, con ciglio = sereno. Ma gli palpita il core nel seno Del cimento allaspetto primier.

ISSO
Le spoglie guerriere, (ricolto a suoi guerrieri, accenna loro i militari trofei, ed altre spoglie nemiche, di cui vengon carichi i prigionieri di Cipro) Che accolte qui sono, Si spieghino altere Dinanzi a quel trono, Di nostra vittoria, Per gloria = maggior. (Serve per il coro lo stesso motivo musicale della cavatina dIsso; e intanto con guerriero fasto si dispongono intorno al trono i trofei militari.)

EGISTO

(sostenuto ed imperioso) Vil mi credi: e vil non sono. I miei voti, la mia speme Porto audace insino al trono. (con tenerezza) Se mi balza in petto il core, damore = un segno espresso Questo istesso = palpitar. (Parte. Intanto sode rumor di timpani, e trombe, che annunziano esser allordine il campo) [Recitativo]

CORO
Si spieghino altere Le spoglie guerriere, Di nostra vittoria. Per gloria = maggior. [Recitativo]

SEMELE

(alle guardie, mentre, servita da suoi paggi, ascende sul trono.) Aprasi, ol, custodi: e al soglio innanzi Senzaltro indugio, il vincitor savanzi.

ISSO

(piegando il ginocchio innanzi al trono in attesa di deporre il baston del comando) Colle spoglie de vinti a piedi tuoi Il militar comando Riverente io depongo.

SEMELE

(facendolo alzare) Sorgi: e l poter supremo Serba, o prence, dellarmi: io te limpongo. 5

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

ISSO
Legge il cenno per me. (Si leva, e ritiene linsegna del militar comando)

SEMELE
Sensi dalma fedel! Ma inn si stanca La costanza in amore, Se la speranza in noi languisce, e muore.

SEMELE
Libero intanto, (accenna le spoglie nemiche) Dogni preda nemica Potrai disporre a tuo talento.

ISSO
Troppo indegno per di te si rese Chi a sospirar per altroggetto apprese.

SEMELE
Inopportuno ancor, s bel ritegno Di mia scelta ti rende ognor pi degno.

ISSO
Ah troppo Generosa regina! Il merto avanza Delle conquiste mie s gran mercede.

ISSO

(confuso, ed agitato) Meritarla io vorrei; Ma come? Oh dei! Senti Mi perdo Appieno Quel, chio dirti non so, comprendi almeno. [V. Rond] (nuova specie di rond a due)

SEMELE
Ma non quello per della tua fede. Questa, Isso, m gi nota: ed a premiarla Non tarder. (Si leva in piedi, porgendole Isso la mano, per discender dal trono. I paggi si tengono indietro) Mi segui ove de grandi Gi saduna il consiglio. A lor palese De miei pensier larcano Aln tutto sar. Se tu quel trono A me difendi, giusto Che teco io lo divida.

ISSO
Ah se gli affetti miei Potessi, oh dei! = spiegarti! Ah, ti direi = che amarti Quanto vorrei = non so.

ISSO

SEMELE
Tanto s ver che brami, Altro dal ciel non chiedo. Vedo = che gi tu mami Quanto pi amar si pu.

(sorpreso) Che dicesti? Che intesi? N rammenti? N sai?

SEMELE
So che dEuropa La mano a te promessa Stringere un d sperasti: Che riamato lamasti: E che forse con pena Ti risolvi a spezzar la tua catena.

ISSO

(torna al rond) Ah se gli affetti miei Potessi, oh Dei = spiegarti! Ah, ti direi = che amarti Quanto vorrei = non so.

ISSO
Ah, che pur troppo vero! Del primiero amor mio lidea tenace, Privo di speme ancor, malletta, e piace.

SEMELE

(accelerando il tempo senza cambiar misura) Qualora = eccede ancora, Bella la tua costanza: Questa la mia speranza; Questa minnamor.

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo (al motivo principale del rond, replicato a due) Voi mi chiedete un re: da me volete Che si elegga uno sposo. Irresoluta Al par di me chi non saria? Fra tanti, Chugualmente del serto Atti qui miro a sostenere il pondo, Dubbia, incerta maggiro, e mi confondo. Risolvere alla ne Pur gi che a me conviene, Risolver. Ma pria Del mio genio real, qualunque sia La scelta, dapprovarla Chiedo a voi che si giuri.

ISSO
Ah se gli affetti miei Potessi, oh Dei = spiegarti! Ah, ti direi = che amarti Quanto vorrei = non so. (al motivo principale del rond, se ben con parole, e con modulazione diversa)

SEMELE
Altro del ciel non chiedo, Tanto s ver che brami! Ah, vedo = gi che mami Quanto pi amar si pu. (Partono)

ISSO
Al giuramento Io non moppongo.

Scena VII

EGISTO
Ed io DAgenore la legge a te rammento.

Sala regia destinata per le adunanze del supremo consiglio de grandi del regno. Trono a destra per la regina. Sedili pi bassi vicini al trono, e dirimpetto al medesimo sulla manca per i grandi del regno. Simulacro di Temide in prospetto. I simboli della giustizia servono ad ornar tutta la scena. Grandi del regno, con Egisto; indi Semele, ed Isso. [VI. Coro]

SEMELE
Intempestiva, Egisto, la cura, il pensier.

ISSO
Gi dal mio brando Quel sangue si vers, che a noi richiese Un oltraggiato re.

CORO
O Temide immortale, O Intelligenza eterna, Dalla magion superna, Ove in tua luce splendi, Le nostre menti a rischiarar discendi. [Recitativo]

EGISTO
Questo a placarlo Solo non basta, Isso. Lombra sdegnosa A Lete in riva ognora Altro ne chiede, altro ne attende ancora.

SEMELE
Se lo brama, lavr. Del sagrizio Sai ben che a noi prescritta Non la forma: e sai Che gi di questo giorno Le pompe a coronar, tutto saduna Il popol nellarena. Or quivi un solo, Fra i prigionier di Cipro, Volontaria discenda Colle ere a pugnar. Per lui da lacci Si sciolgan gli altri: e renda Cos dun contumace il sol cimento, Agenore placato, e ognun contento.

EGISTO
Giungi attesa, o regina. Ecco raccolto Di Fenicia il senato. Or dal tuo labbro il regno suo sovrano Impazente aspetta.

SEMELE
Io dappagarvi Risoluta, i miei passi ho qui rivolti. Ciascun meco qui sieda: ognun mascolti. (Siedono tutti)

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

EGISTO
Ma straniera si vuole Che la vittima sia.

ASTERIO
Che si vuole da me?

ISSO
Perde ogni diritto Di suddito fedel quellalma rea, Che spergiura al suo re: stranier si rende Quel glio ingrato, che la patria offende.

EGISTO
Saper si brama Donde vieni, chi sei.

ASTERIO
Tale son io, Che ancor fra le ritorte, Serbo unalma nel petto invitta, e forte.

EGISTO
Quei per, che dellonde Naufrago a queste sponde Spinse il furor

ISSO

(da s) Che ardir!

SEMELE
Chi tassicura, Egisto, Che Fenicio non sia?

SEMELE
(da s) Che eri detti!

EGISTO
Da labbri suoi Noi saper lo potrem (alle guardie che partono, per introdurre Asterio) Qui sintroduca Il prigionier. Si osservi, Si esamini, sascolti, e se sia duopo, A favellar si astringa.

EGISTO

(ad Asterio) A noi palesa La patria, il nome tuo.

ASTERIO
Vi basti quanto Da labbri miei nor sapeste.

SEMELE

(guardando Asterio, che sinoltra con passo grave, e con intrepido aspetto) Eccolo.

EGISTO
Il vero Celare invan tu speri. (a Semele) Uninfelice Sua compagna per lui ci, chegli tace, Tutto dir.

ISSO

(come sopra) In volto Un non so che gli scorgo Danima non volgar.

Scena VIII
[Recitativo]

SEMELE

(alle guardie, che partono per tornar con Europa) Questa si cerchi. (ad Asterio) forse A te consorte?

Asterio fra le guardie e detti.

SEMELE
Stranier, tavanza,

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

ASTERIO
Or ora, Tuo malgrado, il saprai.

SEMELE

(sogguardando sospettosa Isso) Ah! Mi tradisce Lingrato Isso

EGISTO
Temerario!

EGISTO

SEMELE
Vedrai

(osservando attentamente i moti di Isso) Gi impallidisce in volto Lodioso rivale!

ASTERIO
Chi sa? Potrei Su quel soglio in tua vece Oggi forse mirarla.

ISSO

(da s, costernato) A questo passo Preparato io non ero.

Scena IX

Europa fra le guardie, e detti. [Recitativo]

SEMELE
Io son di sasso! [VII. Finale]

EUROPA

(accennando Asterio) Il re di Creta, S, vedr forse che a quel soglio il cielo Nella smarrita Europa oggi destina (verso Semele) Render la sposa sua, la tua regina.

ASTERIO

(lentamente, con interruzioni distrumenti, guardando or Semele, or Isso, ed ora Egisto) Qual silenzio!

EUROPA

(come sopra) Che nuovo stupore!

SEMELE
(da s) Numi!

ASTERIO
rispetto?

EGISTO

(come sopra, guardando Europa) Europa!

EUROPA
Rimorso?

ASTERIO
Timore?

SEMELE

(da s, con molto stupore) Che intesi!

EGISTO

(guardando Isso) Qual pallor! Qual rossore improvviso!

ISSO

(guardando Asterio) il re di Creta, Che minvola il mio bene!

SEMELE

(ssando attentamente lo sguardo ad osservare Isso) Quello sguardo sospetto, indeciso 9

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo Mille dubbj mi sveglia nel suo seno.

EGISTO
Gi dissi abbastanza.

ISSO

(costernato e confuso) Qual tumulto daffetti ho nellalma! Ah potessi nasconderlo almeno!

SEMELE
Tace Isso?

ISSO

EUROPA

(mirando Isso) Di quel core si turba la calma.

(a parte) (Non ho pi speranza.)

SEMELE

ASTERIO

(guardando Egisto) Di quel ciglio si cangia il sereno. (a cinque, entrando con una specie dimitazione un dopo laltro)

(a Isso) Di che temi? (ad Egisto) Perch ti confondi? (di nuovo ad Isso) Non rispondi?

EUROPA
La sorpresa gi muti gli rende: Pi non sode un accento formar. Datra luce gi il cielo saccende: Gi comincian gli audaci a tremar.

ASTERIO, EUROPA

ISSO
Nel contrasto di tante vicende Ardo, agghiaccio, non posso parlar.

(Asterio accenna con ironia Egisto: ed Europa addita Isso) Parlar sei ricusa,

ASTERIO
Quel chei tace il mio labbro dir.

EGISTO
Di gi il tuono rimbomba dintorno: Pur non torno = di nuovo a sperar.

EUROPA
La sua scusa = il mio labbro far.

SEMELE
Oh che giorno = funesto = mai questo! Tutto il sangue io mi sento = gelar.

ASTERIO

(sempre accennando Egisto) Del soglio se mira Perduta la speme, Quellalma feroce, Che tacita freme, Saffanna, sospira; Pi voce = non ha.

CORO

(solo, mentre sospesi taccion gli attori) Strano evento! Terribil momento! (rientrando gli attori ad esclamare insieme col coro) Freme il vento: Sintorbida il mar.

EUROPA

(con passi dagilit, sempre additando Isso) amor, che loquace, Che muto lo rende: Se parla, se tace, Lagghiaccio, o laccende. Quel Nume fallace

SEMELE
Parli Egisto. 10

Salieri: Europa riconosciuta - atto primo Mai pace = non d.

EUROPA
Se tacita io gemo,

SEMELE

(alle guardie, che si muovono per condur via Europa ed Asterio) Dinanzi al mio sguardo Gli audaci togliete.

ASTERIO
Non tremo = per te.

SEMELE

ISSO

(verso Europa, ed Asterio) Superbi, partite. (a due, insultando Semele)

(arrestando le guardie) Ah no: sospendete.

SEMELE

ASTERIO
Ti lascio sdegnata.

(con sorpresa, meravigliandosi del movimento dIsso) Che ascolto! Che miro! (da s, con sospensione) Che aspetto? Che tardo? (con moto, ed agitazione) Gi smanio, deliro, Minammo, maccendo, Ragion non intendo, Frenarmi non so.

EUROPA
Ti sprezzo spietata.

ASTERIO
Questalma nel petto Smarrirsi non sa.

EUROPA
Crudel, non ti cedo: Non chiedo = piet. (Partono insieme fra le guardie)

EGISTO

(alle guardie) Il cenno eseguite. (Asterio ed Europa, e questa ad Asterio con tenerezza)

Scena X EGISTO

Isso, Semele ed Egisto, con i grandi del regno. (arrestando Semele che parte) Dove?

ASTERIO
Mia dolce consorte

ISSO

EUROPA
Che barbara sorte!

(come sopra) Ascolta.

ASTERIO
Fra lacci e ritorte

SEMELE

(torna indietro sprezzante) Io tutto intesi.

EUROPA
Di morte = allaspetto

ISSO

ASTERIO
Se palpito e fremo,

(a Semele) Ma

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Salieri: Europa riconosciuta - atto primo

SEMELE

(ad Isso) Taccheta.

SEMELE

(con grande agitazione, minacciando tutti) Ah tremate, = paventate, Oggi tutti e giusti, e rei Lira mia confonder.

ISSO

(supplichevole a Semele) In che toffesi?

ISSO

(a Semele, volendo placarla) Deh sospendi

SEMELE

(avanzandosi di qualche passo, e volgendosi minacciosa ad Isso) Pensa ingrato Ah!

EGISTO

(a Semele, come sopra) Ferma

ISSO

(sommesso a Semele) Siegui.

ISSO
Intendi

SEMELE

EGISTO

(smaniosa) Oh Dei!

(da s, smanioso) Se geloso ha in petto il core, Lira in lei = si accrescer.

ISSO

(a Semele, dopo qualche momento di silenzio) Perch taci?

ISSO

(da s, come sopra) Ah lingiusto suo rigore Chi frenare, = oh Dei! potr?

EGISTO

(a Semele, che siegue a rimaner tacita, e pensosa, ssando a terra lo sguardo) Che ti arresta?

CORO

(un dopo laltro, crescendo sempre la forza dellespressione agitata) Ah quellira, Quello sdegno Sol di stragi, Affanni, E lutto

CORO

(porzione del coro, guardando attentamente i moti di Semele, che sta fremendo) Gi si scuote (altra porzione del coro, come sopra) Gi si desta

TUTTI

(tutti uniti, con agitazione molto smaniosa) Tutto = il regno = ingombrer! (Partono tutti confusamente, e senzordine da diversi lati.)

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Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo

ATTO SECONDO
Scena I
Carcere oscuro. Diversi cancelli, e ferrate porte allintorno, che introducono a varie pi interne, separate prigioni. Egisto ed Isso [Recitativo]

EGISTO
Sulla sorte dAsterio irresoluto Pende ancora il senato. Ai giorni sui Del prigionier di Cipro esser funesta La salvezza potria. Non men di lui La sua sposa in periglio.

Che amare a questo segno Possa Europa un indegno, Che di rapirla os?

ISSO
Delle sue pari A regolar gli affetti So che basta il dover: e so che questo Chi ci offese ad amar consiglia spesso.

ISSO
E chi del soglio Osar pu in lei di condannar lerede?

EGISTO
Eh, che in altrui sol ama ognun se stesso. Quindi, credilo, eterni Mai gli amori non sono. Il pi costante Si cangia in un istante. Amica fonte Pi non cura chi ha spenti Ne trasparenti suoi limpidi umori Di smoderata sete i primo ardori. So che talun si vanta Damar no alla tomba: Non ignoro che v pi dun, che giura Che negli Elisi ancora Serber la sua fede intatta ognora. Ma pi del suo poter chi a te promette, Di che un labbro ha mendace, Di che in seno racchiude un cor fallace. [VIII. Aria]

EGISTO
Chi a Semele giurato ha ossequio e fede.

ISSO
Ma la ragione

EGISTO
Alla ragion prevale Spesso la forza; e a questa Sol potrebbe una fuga Sottrarla.

ISSO
E credi?

EGISTO
Seco Parlane. A te condurre Qui la far. Vedila. Il mio soccorso Toffro al suo scampo. A lei Di seguirti proponi.

EGISTO
Vantar di salda fede Il cor nel petto armato il re costume usato Di chi promette amor. Finge costanza, vero. Ma il labbro menzognero; Ma non ha lacci al piede: Non ha catene al cor. (Parte)

ISSO
Choggi Europa uno sposo In tal rischio abbandoni? Ah quellanima bella Troppo mal tu conosci!

EGISTO
E tu supponi 13

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo

Scena II

EUROPA
Ed in qual guisa, oh stelle! Dio Semele sottrarci Speri allire, al furor?

Isso; indi Europa, che scortata dalle guardie, viene da uno dei cancelli delle separate, pi interne prigioni. [Recitativo]

ISSO
Libero a lei Se tu il trono abbandoni.

ISSO
Giusticar se stesso ogninfedele Pensa cos. Necessit vorrebbe Che lincostanza in lui Ciascun credesse. Al suo fallir compagni Accumular procura; E dal suo cor gli affetti altrui misura. (vedendo venir Europa, che a passi gravi, e lenti, e pensierosa, e mesta si avanza.) Ma vien Europa. Oh come in petto adesso, Povero cor, mi balzi a lei dappresso!

EUROPA
Eh sabbia pure Lambizosa donna e scettro, e soglio: Sposo, e glio a me salvi: altro non voglio.

ISSO
Non dubitar. Salvi gli avrai. Ma il regno

EUROPA
Di Semele sar. Cederne a lei Tutti prometto, e giuro i dritti miei.

EUROPA

(con gravit e sostenutezza) Fra questo orrori, o prence, A che vieni? Che chiedi?

ISSO
Basta cos.

ISSO
E in me gi estinto Credi quel primo ardor?

EUROPA

(con tuono equivoco fra lamarezza dellironia, e del geloso rincrescimento) Tu seco In dolce nodo unito

EUROPA

(volgendosi, per tornare alla sua prigione) Cangia favella: O qui teco io non resto.

ISSO
Assi diverso dal tuo questo cor. Se a nuova face Tu accender ti potesti: io morirei Pria che stender la mano ad altro laccio.

ISSO

(arrestandola) Sentimi. E cos presto La rimembranza, oh Dio! Come perdesti, o ingrata?

EUROPA

(con decisa passione duna tenerezza smaniosa) Fu il mio sforzo maggior quandio potei Viver da te divisa a un altro in braccio.

EUROPA
In tal momento, Che sposa, e madre io son sol mi rammento.

ISSO

(sorpreso, e con agitazione) Ah che ascolto! E a ver! Dunque

ISSO
E se lo sposo, e il glio a conservarti Venuto io fossi?

EUROPA
Ti basti: Altro non domandar. Troppo gi disse

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Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo Lincauto labbro. Ah s pur ver chun giorno Io fui la tua speranza. Rispetta, o prence, adesso La mia debol virt. Non fu mia scelta Labbandonarti. Era gi scritto in cielo Il nostro fato. A conservare illesa E la fama, e lonore, altro riparo Per me in Creta non vera, Che perderti per sempre.

ISSO

(smanioso) Ah quanta, oh Dei! Quanta belt, quanta virt perdei! [IX. Duetto]

ISSO

ISSO
E tu potesti?

(con tenera ed affettuosa espressione) Perder loggetto amato Non sa qual pena sia Questa dellalma mia Chi non intende appien.

EUROPA
Lassa! Che far poteva? Eterna fede Al rapitor convenne, Mio malgrado, giurar.

EUROPA

(quasi a guisa di recitativo strumentato) Deh, ti consola.

ISSO

(con amarezza gelosa) Ma i tuoi legami Dolci amor poi ti rese?

ISSO
Oh pene!

EUROPA

EUROPA
Dividerci conviene.

(sospirosa) Ah se sapessi Come sta questo cor! Ma che ti giova Penetrarne gli arcani? Ad imitarlo Pi tosto attendi. E per salvarci, in dono Porgi a Semele ancora, Se sia duopo, la destra. Un grandesempio Hai da me di costanza, (piangendo) Se col pianto sul ciglio, Questo Europa ti d crudel consiglio

ISSO

(tornando al tenero affettuoso motivo musicale della prima strofa; ma con maggior moto, ed agitazione) Pria che lavverso fato Me dal mio ben divida; Ah del dolor muccida Il ero eccesso almen.

EUROPA

(con un canto interrotto) Prence, ti lascio.

ISSO
Ah non pi. Ci che brami, Tutto far. Destarsi Dun emulo valore Fiamme ignote gi sento intorno al core. S: questa man, che tua Esser pi, oh Dio! non pu, se tu limponi, Questa a Semele, oh Ciel! per te si doni.

ISSO
Ah taci.

EUROPA
Gli affetti contumaci Meglio a frenar impara.

EUROPA
Il gloroso impulso Deh seconda, se mami. Addio ti lascio, E ti lascio per sempre!

ISSO
Quanto virt s rara Quanto mi costa, oh Dio! (con espressione agitata, viva e smaniosa) 15

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo Per mio = tormento Lo sento = adesso, Che a te dappresso Pace non trovo, Che mille smanie Provo = nel sen. (parte) Incerta, dubbiosa, Comprender non sa.

Scena V

Isso e detta. [Recitativo]

EUROPA
Lo so. Ma parti. Che rio = tormento! Ah che in lasciarti, Prende, mi sento Anchio = gi lanima Sveller dal sen.

SEMELE
Ma vien lindo. Ah tutto Forse gi da.

ISSO
Regina

Scena III
Europa sola [X. Recitativo ed Aria]

SEMELE
Giungi, o prende, opportuno. Al suo destino Sappi che in abbandono il re di Creta Lasciai.

EUROPA

ISSO
Come!

(attentamente prima guardando, per assicurarsi che Isso sia partito) Numi, respiro! Aln part, lasciommi. A sprigionare i trattenuti a forza Teneri affetti miei Pi non si tardi: e il pianto, Per mio sollievo intanto, Della virt pi austera Senza rischio e periglio, Libero torni ad inondarmi il ciglio. (Con passi dagilit) Ah, lo sento: = il suo tormento Disacerba in parte almeno, Quando un cor pu senza freno Palpitare in libert.

SEMELE
Deciso Ha il senato chei mora: e vuol che, priva Di libert, nasconda Per sempre agli occhi altrui Tutto Europa il rossor de falli sui.

ISSO
Il decreto crudel

SEMELE

(con rimprovero amaro) So che scompone I tuoi disegni. Egisto a me palesi Di gi tutti li f. Ma trasferita Ho gi dellarmi a lui Lautorit suprema. Di nostre leggi adesso in van chi adori, Colla fuga, ai rigori Sottrar potrai. Gi esecutor fedele Di sua giusta condanna Egisto

Scena IV

Elegante gabinetto nella reggia. Semele sola, sedendo appoggiata a un tavolino. [XI.]

SEMELE

(con moto lento e interrotto) Fra mille pensieri Questalma gelosa, Se tema, si speri 16

ISSO
Egisto! Ah il traditor tinganna. Una fuga egli stesso anzi propose. Ma libero dispose il soglio Europa

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo Ceder pi tosto a te, per mio consiglio: Pur che tu salvi a lei lo sposo e il glio.

ISSO

(intollerante, e colla maggior agitazione) Sentir non voglio. (partendo con precipitazione e senza replica) Gi pi la reggia, il soglio Sicuro in tal momento Dal mio furor non .

SEMELE

(con grande meraviglia) E creder lo potr?

ISSO
Se intera fede Non presti ai detti miei, pria che da lacci Si sciolgan i prigioni, Di questa man disponi. A te consorte, Io ti assicuro, io ti difendo il trono.

SEMELE
Quellira, oh ciel! tu sai Sio meritai = Ma che! (volgendosi e vedendo che Isso s di gi allontanato, corre inutilmente per trattenerlo) Frmati Oh stelle! Ascolta Stolta! = con chi ragiono? Mi lascia in abbandono, Fugge il crudel da me. Ah se cos tremar, Misera! ognor deggio; Venga, deh venga, oh Dio! La morte a terminar = Laffanno mio. (Parte)

SEMELE

(Da Egisto forse, ah, che tradita io sono!) Corri o prence

ISSO

(confuso e con impazienza) Chio vada? E dove?

SEMELE
Inn che il vero Palese a me si renda, DAsterio il crudo scempio Fa che almen si sospenda. (agitata) In suo soccorso Vola. Chi sa? Di Nemesi nel tempio Forse gi linfelice Ridotto allore estreme

ISSO

(smanioso, ad un tratto di partir precipitosamente) Ah si salvi, o con lui si mora insieme. [XII.]

SEMELE
Vanne. Ma in ogni evento Pensa

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Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo

Scena VI

EUROPA
E vuoi?

Tempio della vendetta. Ara nel mezzo, col simulacro di Nemesi. In varie nicchie laterali veggonsi rappresentate a chiaroscuro ferrugginoso diverse gure simboliche, onde il soggiorno della tremenda Deit vien distintamente caratterizzato. Scala praticabile di prospetto nel fondo. Presso di essa si scorge parte dun oscuro vestibolo, in cui si deve sagricare innanzi alla tomba di Agenore la vittima destinata a placarne lombra sdegnosa. Egisto, Europa, il fanciullo, le donzelle Cretensi, con alcune guardie Fenicie. Il gran sacerdote di Nemesi, colla schiera de sagri ministri, che circondan lara del tremendo Nume. Asterio fra unaltra squadra di guardie Fenicie discende dalla scala, per cui si vien dalla reggia. [Recitativo]

ASTERIO
S, voglio Che, fuggendo assicuri A te uno scampo, e a questo (accennando il glio) Dellinfausto amor mio pegno funesto. Chi sa? Con gli anni suoi Della comun vendetta Gi forse il gran momento in ciel saffretta. Deh voi rendete, o Numi, Il presagio verace; E appien contento io chiudo i lumi in pace.

EUROPA
Ah! mi sento morir!

EUROPA

(ad Egisto, che se le appressa per discioglier le catene di lei) Perdo! I lacci miei Lasciami.

ASTERIO
Deh se non vuoi Che a Lete ognor dintorno Ombra mesta io maggiri, Il tuo pianto raffrena, i tuoi sospiri.

EGISTO
A questo segno Sprezzi la mia piet?

EUROPA
Vorrei Ma, oh Dei! non posso

EUROPA

ASTERIO

(respingendo Egisto con impeto) Scstati, o indegno; N ti vantar pietoso, Barbaro, allor che uccidi a me lo sposo.

(alle donzelle Cretensi) Il suo dolore Voi per me consolate. Al vostro amore La genitrice, e il glio, (prendendo il glio per mano) Morendo, io raccomando. Il ciel pietoso Aln con noi placato, Pargoletto infelice, Prenda cura di te. Degno ti renda Dellorigine tua; ma pi felice Di chi vita ti di. Lasciate intanto Che per lultima volta Possa stringervi al seno. (Abbraccia da una parte il glio, e dallaltra Europa) Sposa Figlio Ah daffanno io vengo meno. (colla pi patetica e dolorosa passione)

EGISTO
Ma la tua libert per ti rendo, Se a fuggir ti risolvi.

EUROPA
Io qui pretendo, Ad onta del destin con me spietato, Lalma esalar del do sposo a lato. [XIII. Recitativo accompagnato ed Aria]

ASTERIO
No: vivi, o cara; e lascia Che il mio fato sadempia. 18

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo Del morir langoscie adesso, Tutte io provo a voi dappresso. Sventurato! Ah questamplesso Sar lultimo per me. (Torna ad abbracciar il fanciullo) Lascia, oh Dio! = glio infelice, Lascia chio = ti stringa la seno. (accennando in atto ebile Europa, che piange) La dolente genitrice Mi ritrovi almeno = in te. (con molta smania) Ah dov quel cor di sasso, Che non pianga al pianto mio? (volgendosi con tenerezza alla sposa) Sposa, addio = (Torna con maggior impeto alla smania di prima) Pi amaro passo, Duol pi barbaro non v. (Sincammina verso loscuro vestibolo, e lascia Europa svenuta fra le braccia delle sue seguaci.) [XIV. Coro]

Scena VII

Egisto, il fanciullo, porzion delle guardie Fenicie, ed Europa svenuta fra le braccia delle donzelle di Creta. [XV. Recitativo accompagnato]

EGISTO
Qual rumore! (alle guardie Fenicie) Si accorra, Il contumace Se v chi tenti audace Dinvolar al suo fato; O il folle ardir saffreni, O il glio accanto al genitor si sveni. (Entra nel vestibolo seguitato da resto delle guardie Fenicie, conducendo per mano il fanciullo.)

Scena VIII

Europa sostenuta dalla sue donzelle seguaci: ed un coro di combattenti, che non veduti si ascoltano. [XV. Recitativo accompagnato]

EUROPA

(tornando in se stessa) Numi! Legre pupille Allodosa luce unaltra volta Perch schiuder mi fate? (guardando smaniosa intorno) Ah dove, oh Dei! Il fanciullo dov? Ma voi tacete! Dite Ah no: sospendete. Misera! I mali miei Tutti gi intendo: e veggo Alla piet, chespressa A voi leggo sul ciglio, Che pi sposo non ho, non ho pi glio. [XVI. Coro] Coro di combattenti, che non veduti, in lontananza si ascoltano.

CORO

(de sacerdoti di Nemesi, che al sagrizio accompagnan la vittima; incamminandosi a lenti passi verso il vestibolo) Sul mesto tumulo Esangue appena Cadr la vittima. Che a te si svena; Varcando placida Londa fatale, Riposa, e plcati Ombra reale. (Entran nel vestibolo, donde sode rumor darmi)

UNA PARTE DEL CORO


(ferocemente) Stragi, o ritorte: 19

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo Catene, o morte.

UNA PORZIONE DELLE DONZELLE A CORO


Che grida

ALTRA PARTE DEL CORO


(ebilmente) Fatale inciampo! Crudel periglio!

ALTRA PORZIONE DELLE SUDDETTE A CORO


Che voci!

EUROPA
Che accenti feroci!

TUTTO IL CORO

(combinando i due caratteri despressione diversa) Piet, consiglio, Scampo = non v.

CORO 1
Che fato!

CORO

CORO 2
Che sorte!

(delle donzelle seguaci dEuropa) Che accenti feroci! Che voci = funeste!

EUROPA
Che viver penoso!

EUROPA

(con agitazione) Ah s: = di chi muore Le grida son queste! Che ero tenore Di barbara sorte! Gi spira il consorte! Gi il glio per! Ah si vada

EUROPA
Gi muore lo sposo! Gi il glio per! (Entra precipitosa nel vestibolo)

TUTTE LE DONZELLE A CORO


Gi spira il consorte! Gi il glio per! (Sieguono Europa)

LE DONZELLE

(trattenendo lattrice) No: tarresta.

Scena IX

EUROPA

Vasto cortile, che da un lato corrisponde alla reggia, e dallaltro al vestibolo, per cui si passa nel tempio della Vendetta. Fiero ed ostinato combattimento fra i seguaci dEgisto, ed i soldati Cretesi nuovamente giunti alle spiaggie di Tiro, e da Isso guidati alla difesa di Asterio. Alla durata della pugna serve di misura quella del Coro.

(sarresta quasi stupida) Qual orrore in me si desta! Chi ritiene i passi miei? Sento, oh Dei! = che per le vene Freddo viene = il sangue al cor (Tornando alla prima smania) Ah il corso nisca Dun viver penoso! Ah meco pietoso Il sen mi ferisca Quel ferro spietato, Che ha il glio svenato, Che il padre fer!

AGGRESSORI
Catene, o morte,

ASSALITI
Che ero inciampo!

AGGRESSORI
Stragi, o ritorte,

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Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo

ASSALITI
Non v pi scampo!

Scena XI

Semele affannosa, Isso [Recitativo]

AGGRESSORI
In tal periglio Piet, consiglio Per voi non v.

SEMELE
Prence, illeso pur torno A rivederti. E il traditor Egisto?

ASSALITI
Cresce il periglio! Manca il consiglio; Piet non v!

ISSO

(mostrando lacciaro, che poi cinge nuovamente la anco) Da questo acciar tratto Cadde lindegno al suol. Difesa il cielo Ha la causa miglior. Giunse improvviso De suoi dispersi legni al re di Creta Il potente soccorso. Alle nuovarmi Io delle nostre accrebbi Una schiera fedel, Gi salva Europa Collo sposo, e col glio: e in lei le turbe Riconoscon del regno La legittima erede.

Scena X

Isso, ed Egisto (Compariscono entrambi sulla scena battendosi, nello stesso momento che dalle schiere guidate da Isso vengono inseguiti i soldati di Egisto, gi messi in fuga.) [XVII. Recitativo accompagnato]

ISSO

(verso quella porzione de suoi guerrieri, che non ha inseguiti i fuggitivi, e che savanza per attaccar Egisto) Cessin gli oltraggi aln. (ad Egisto, perch si dia per vinto) Renditi: e vivi.

SEMELE
Sicch

ISSO
Non paventar. La data fede Serbarsi a te dovr. Ben mi rammento Chio questa man, chEuropa, Di tua pietade in prezzo, Il soglio a te promise. A lei mentrio Sollecito minvio, (additando i suoi guerrieri) Teco questa rimanga, Per sicurezza tua, Scorta fedel. Fra poco Di pi fauste novelle Presago il cor mi dicembre Che a te ritorner nunzio felice. (Parte, lasciando una squadra de suoi guerrieri in difesa di Semele.)

EGISTO
Superbo! Ancor non cedo; Ch listesso perdono un supplizio per me quand tuo dono. (attaccando impetuosamente Isso) Difenditi se puoi da miei furori.

ISSO

(battendosi con Egisto, a cui porta inne un colpo, che lo rovescia estinto sulle scene) Gi che viver non vuoi, perdo, mori.

21

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo

Scena XII
[Recitativo]

Il rigor, la crudelt.

Semele, colle guardie a lei lasciate da Isso.

GRANDI DEL REGNO


Ed in mezzo ai suoi contenti Pi loffese non rammenti Della nostra infedelt. [XX. Rond]

SEMELE
Par che di nuovo il cielo Per me si rassereni. E pur darmi Appieno ancor non oso. Incerto troppo Il destin de viventi. Or lieti, or tristi eventi Volge linstabil ruota. Quanti piet ci fanno, Che invidia un d forse destar potranno! Stolto ben chi d fede Alla sorte incostante, Ma assai pi folle ancora Chi sempre teme, chi dispera ognora. [XVIII. Aria] Quando pi irato freme, Quando minaccia il mar = Stragi funeste, Tornar damica speme Pu un raggio a balenar = Fra le tempeste. (Parte)

ASTERIO
Chi a scordar gli oltraggi apprende Degli Dei qual sia comprende La pi gran felicit. Che sia ver lintendo adesso, Che felice a voi dappresso Questo cor godendo sta.

EUROPA

(additando Isso) Quella man che noi difese, Che a me rese = il soglio mio; Se a mia voglia dar possio, Oggi a Semele sar.

ISSO

(porgendo la mano a Semele) Non la sdegni: e a lei la dono.

Scena ultima

Interna terrena, parte della magnica reggia di Tiro Trono a destra. A suon di festosa marcia di militari strumenti, preceduti da Isso, e dalla cavalleria Fenicia, accompagnati da grandi del regno e dalle donzelle di Creta, savanzan sovra eccelsa, maestosa quadriga Asterio, Europa, e l fanciullo, con seguito di numerose squadre Fenicie, e di guerrieri Cretensi. Appena discesi dal carro, vien loro incontro Semele scortata dalle guardie reali. Grandi del regno di Fenicia, e donzelle di Creta. [XIX. Coro]

ASTERIO

(levandosi di capo la corona, per cingerne la fronte a Isso) Io vi aggiungo il serto e il trono. (a tre con piccoli passi dagilit)

SEMELE
Se sperarla io posso in dono; Che bramar pi il cor non ha.

EUROPA

(replicando la musica del primo intercalare) Chi sa dare un soglio in dono, dogni eroe maggior si fa; Che agli Dei gi egual si rese, Chi a scordar gli oltraggi apprese Nella sua felicit.

TUTTI
A regnar su questa sede Torni aln la vera erede.

DONZELLE CRETENSI
Ed in mezzo ai suoi contenti Del destin pi non rammenti 22

SEMELE
Ed in mezzo al mio contento

Salieri: Europa riconosciuta - atto secondo Sol con pena or mi rammento La passata crudelt. Il rigor, la crudelt. (Tutti replicano a coro gli ultimi cinque versi detti da Isso; mentre sulla stessa musica vengon replicati da Asterio i tre primi versi del suo rond.)

EUROPA
Ed in messo al mio contento Del destin pi non rammento

FINE DELLOPERA

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