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Riccardo Venturi (Rikarur V.

Albertsson)

CORSO DI ISLANDESE MODERNO Kennslubk Ntma slensku handa tlum

Edizione a cura dell'autore Reykjavk/Firenze/Livorno/Isola dElba/Imola/Friburgo e altri luoghi 1981-2004 Sjlftgfa hfundarins Reykjavk/Flrens/Lvorn/Elbaey/Imla/Frborg og arir stair 1981-2004

Riccardo Venturi
(Rikarur V. Albertsson)

CORSO DI ISLANDESE MODERNO Kennslubk Ntma slensku handa tlum

'Diese Insul hat ihren namen in deutscher sprache von wrtlein Ey, von der that dessen dort grosse menge ist wegen der grimmigen winterszeit welche nicht allein damals seine krafft erzeiget wenn es bey uns kalt ist sondern auch damals wenn der winter von uns weicht, so bleibet er bey ihnen und werden desselben niemals gntzlich befreyet aus dieser vrsach weil diese Insul gegen der kalten seiten nach Mitternacht liegt. 'Ostrov tento od skutku jmno sv m, z jazyku nmeckho, od toho slovika Ei, to jest od ledu, jeho tam velik hojnost bv z piny zimy nramn velik, kter moc svou netoliko na as ten jako u ns provozuje, ale i tehdm kdy od ns odchzi, u nich zstav a nikdy j dokonale nepozbvaj z piny t, e ostrov ten k studen stran, toti plnon le.' Questisola prende il suo nome tedesco dalla paroletta Eis, vale a dire ghiaccio, per il fatto che ve n gran quantit a causa del rigidissimo inverno che non solo mostra tutta la sua potenza quando anche da noi freddo, ma anche quando da noi si allontana ed allora rimane da loro; e non ne vengono mai liberati del tutto, poich questisola situata a mezzanotte, dal lato freddo.1 Daniel Vetter, Islandia, II (1638)*

*Viaggiatore boemo autore di un resoconto sulla natura, la geografia e l'etnografia dellIslanda redatto originariamente in ceco e poi tradotto in tedesco e polacco. Questo linizio della seconda parte dellopera nella versione tedesca e ceca.

Traduzione italiana di R.V. 2

PREFAZIONE
Gli studi islandesi in Italia, sia letterari che linguistici, si sono occupati esclusivamente del periodo medievale. Se si esclude qualche sporadico riferimento alla lingua moderna (come ad es. in P. Scardigli, T.Gervasi: Avviamento all'etimologia inglese e tedesca, Firenze: Le Monnier, 1981, oppure in C. Tagliavini, Crestomazia Germanica, Bologna: Ptron, 1962) e qualche traduzione letteraria apparsa in questi ultimi anni presso la casa editrice Iperborea di Milano, i saggi linguistico-letterari e le traduzioni di testi si concentrano sull'islandese antico (o nordico antico, o norreno). Rimandando alla bibliografia per un panorama pi ampio su ci che stato scritto e pubblicato nel nostro Paese, ci limiteremo qui a dire che l'unica descrizione grammaticale esistente in italiano la Grammatica dell'Antico Nordico di Marco Scovazzi (Milano: Mursia, 1972). Quest'opera fa parte di una Collana di Filologia Germanica diretta da Carlo Alberto Mastrelli e dallo stesso Marco Scovazzi (tale iniziativa si proponeva, in una prima fase, la pubblicazione di tutte le grammatiche delle lingue germaniche antiche; in una seconda, l'edizione di testi e la compilazione di antologie, ma dopo sei volumi la pubblicazione fu interrotta e non mai stata pi ripresa) ed l'unico sussidio per lo studio del nordico classico senza dover ricorrere ad opere scritte perlopi in tedesco o in inglese (escludendo ovviamente quelle in lingue meno accessibili, come il norvegese o il danese); tra l'altro, lo Scovazzi, cos come Andreas Heusler nel suo Altislndisches Elementarbuch, utilizza la grafia prosastica continentale (marenn 'l'uomo', tale 'ha contato', faer padre per marinn, taldi, fair), allontanandosi cos sia dalla grafia moderna, sia da quella generalmente in uso allepoca in Islanda. l'Islandese (antico), quindi, stato finora un 'patrimonio' pressoch esclusivo dei germanisti in generale e degli studiosi delle antichit nordiche in particolare. Non c' dubbio che questo stato di cose abbia una sua precisa ragion d'essere: innanzitutto si deve considerare l'autentica grandezza della letteratura nordica antica, della quale l'islandese stato il veicolo quasi esclusivo. Inoltre, poiche gli 'addetti ai lavori' sono perlopi dei filologi germanici, ovvio linteresse per la lingua medievale, che rientra necessariamente nell'ambito di studio. Quanto abbiamo finora detto a proposito delle fasi 'antica' e 'moderna' dell'islandese non deve trarre in inganno. Malgrado i notevolissimi cambiamenti fonologici (assai imperfettamente seguiti dalla grafia) intervenuti fra il tardo Medioevo e lepoca della Riforma, la morfologia islandese rimasta pressoch immutata. La sintassi ha peraltro assunto un andamento decisamente pi moderno, e potremmo dire che un islandese di oggi si pone davanti ad un testo antico un po come noi ci poniamo davanti ad un testo in italiano cinque o seicentesco: la comprensione non crea eccessivi problemi, ed aggiustando l'ortografia e qualche dettaglio morfologico (con qualche nota a pie di pagina per spiegare i termini desueti), ladattamento nella lingua moderna gi pronto (se ne veda un esempio in P.Scardigli, T.Gervasi, op. cit., p. 26). Un inglese od un tedesco che vogliano leggere nelloriginale le opere della loro letteratura medievale senza conoscere l'anglosassone o l'alto tedesco antico sono invece costretti a ricorrere a delle vere e proprie traduzioni, tale e tanta la differenza che esiste tra la lingua antica e quella moderna. Fatta questa necessaria considerazione, lislandese comunque una lingua europea moderna di cultura, niente affatto secondaria nonostante la sua scarsa consistenza numerica (254.000 parlanti2); ma limportanza dellislandese antico (sia storico-linguistica che letteraria) continua decisamente a oscurare la lingua moderna, un po come avvenuto e tuttoria

Tra le lingue nazionali europee lislandese precede, come numero di parlanti, solo il feroese e lirlandese (gaelico). 3

avviene per il greco classico rispetto al neogreco3. Lislandese moderno lesempio di come una lingua dalla struttura indubbiamente arcaica (specialmente se confrontata con le lingue scandinave continentali o con linglese; meno con il tedesco) sia stata pienamente adattata a tutte le esigenze di una societ moderna. Questo il fondamento e lintendimento del presente Corso: allo stesso tempo una descrizione per quanto possibile completa, un'opera di apprendimento pratico e una sorta di guida all'Islanda prendendo la lingua come punto di riferimento, senza per altro mai perdere di vista la storia. Siamo perfettamente consapevoli del fatto che, cos come si venuta formando nel corso degli anni, lopera ha assunto un carattere decisamente (e volutamente) composito. Lesposizione dei fatti linguistici accompagnata ovunque da note di linguistica storica, da confronti e rimandi alle altre lingue nordiche, germaniche e indeuropee, da interi paragrafi ad es. sul lessico, sui toponimi ecc. e, last but not least, da paragrafi decisamente pratici (come quello -immancabile- sulla lettura dellorologio o quello sulle quattro operazioni). Naturalmente non abbiamo potuto, n voluto, dare alle note ed ai paragrafi extragrammaticali un carattere troppo specialistico ed approfondito; il non specialista, ovvero chi voglia semplicemente imparare una lingua moderna, vi trover semplicemente alcuni tentativi di rispondere a dei possibili perch, mentre il germanista, come ovvio, vi trover solo delle cose ben note. Lo spirito vorrebbe, in fondo, essere quello di certi linguistic surveys della tradizione americana, nei quali la trattazione grammaticale accompagnata da notizie di ogni genere (penso specialmente a College Yiddish di Uriel Weinreich, New York: YIVO Institute for Jewish Research, 19654; la prefazione di Roman Jakobson). Sempre riguardo alle note di linguistica storica e comparata, siamo convinti che, per una lingua come l'islandese, eliminare ogni riferimento del genere non sia affatto produttivo. In pochi altri idiomi la linguistica storica pu essere tanto utile per l'apprendimento pratico. Chiedersi il perch di un dato fatto linguistico (non solo di certe eccezioni) un ottimo aiuto e, seguendo il Corso, non mancheranno certo le occasioni di constatarlo spesso (si pensi solamente alla metafonia, uno dei fenomeni morfo-fonologici pi importanti dell'islandese). Nella trattazione, come abbiamo gi detto, abbondano anche i riferimenti alle altre lingue germaniche, principalmente a quelle scandinave continentali (danese e svedese), ma anche allinglese, al tedesco e, a volte, allolandese4 fra le lingue moderne, ed allislandese antico ed al gotico fra quelle antiche. Da qui anche i numerosi rimandi alle forme runiche, protonordiche e protogermaniche. Qua e l tali rimandi sono stati estesi anche ad altre lingue indeuropee e non. Ripetiamo che il confronto dellislandese moderno con le altre lingue germaniche e indeuropee moderne e storiche stato comunque sempre fatto per aiutare la comprensione pratica di un dato fenomeno fonetico, morfologico o sintattico, tenendo conto che, nella maggior parte dei casi, il fruitore di tale opera conosca quantomeno le basi di tali lingue e/o della
Una spia di questo stato di cose pu essere ad esempio colta nella Introduzione alla linguistica germanica di Paolo Ramat (Bologna: Il Mulino, 1986). A p. 247 di tale (per altro ottima) opera, allinizio di unappendice che getta uno sguardo dinsieme sulle lingue germaniche moderne accompagnate dalla denominazione di ciascuna di esse in lingua originale (ad esempio, danese: dansk, frisone: frysk ecc.), lislandese viene riportato come slenzkr, o norrna, o dnsk tunga, vale a dire nelle forme nordiche antiche (lultima delle quali significa lingua danese). Lislandese moderno si chiama slenska (o slenzka nella grafia anteriore al 1973; a volte si usano le specificazioni nslenska neoislandese o ntma slenska islandese moderno). Lautore si lascia sfuggire anche altrove qualche imprecisione sullislandese moderno: ad esempio, a p. 249, parlando della conservativit del lessico islandese, riporta, per biblioteca, bokasfn (al posto del corretto bkasafn). 4 Continuiamo a preferire la denominazione tradizionale di olandese per la lingua dei Paesi Bassi e delle Fiandre, al posto di quelle pi recenti, nederlandese o neerlandese, senzaltro pi esatte e rispondenti alla denominazione originale (nederlands), ma mai veramente entrate nelluso comune (e, aggiungiamo, non vi entreranno mai). Per la lingua delle Fr er usiamo feroese, che riteniamo pi vicino alla denominazione originale ed islandese (risp. froysk e freyska); del tutto da respingere ci sembrano faroese (la pronuncia comune in Italia ferr o ferer) e, soprattutto, feringio (che si basa palesemente su froyingur, isl. freyingur, che nelle due lingue denota labitante, non la lingua).
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linguistica indeuropea. In ogni caso, le note sono evidenziate graficamente, e chi non fosse interessato pu semplicemente passare oltre. Avevamo pensato di far precedere il Corso da un'introduzione all'Islanda e agli islandesi e da un breve riassunto di storia linguistica e letteraria; ma, a tale scopo, niente sarebbe potuto essere migliore dei primi capitoli del piccolo saggio di Magns Ptursson, Islndisch (si veda la bibliografia). In poche decine di pagine, lo studioso islandese ha veramente detto tutto quel che c' da sapere sul suo Paese natale e sui suoi conterranei, sotto tutti gli aspetti (geografico, storico, letterario, linguistico ecc.). Abbiamo quindi tradotto dal tedesco i capitoli in questione, per integrandoli, modificandoli ed ampliandoli ovunque necessario. Il Corso si articola in due parti. La prima comprende l'introduzione del Ptursson ed un ampia descrizione fonologica dell'Islandese moderno (per la quale siamo senz'altro debitori al medesimo studioso e alla Islndische Grammatik di Bruno Kress); la seconda una serie di 37 lezioni graduate e le appendici (contenenti le tabelle morfologiche, lonomastica e la toponomastica ed un raffronto della coniugazione verbale islandese moderna con quella di altre lingue germaniche). allo studio il necessario volume di esercizi pratici e letture, mentre un ampio vocabolario islandese-italiano in corso di compilazione. Poich il materiale usato per illustrare i fatti linguistici durante le lezioni in buona parte di nostra compilazione e dal lessico abbastanza limitato (a volte, confitemur, con gli aborriti bambini che giocano nel giardino; ma la composizione di quest'opera ha richiesto ventidue anni, e fare uno spoglio di testi per esemplificare i fatti grammaticali ne avrebbe richiesti perlomeno altrettanti!), nel volume degli esercizi si intende attingere, per quanto possibile, da opere originali di ogni tipo, anche scientifiche, con qualche adattamento sporadico. un dovere e un piacere riconoscere qui il nostro debito verso le opere di Stefn Einarsson, Jn Frijnsson e Bruno Kress, dalle quali abbiamo attinto a piene mani anche per la difficolt di procurarsi tutto il materiale necessario per una compilazione autonoma. Durante la composizione della presente opera ci capitato tra le mani un volumetto della collezione Teach Yourself Books, Teach Yourself Malay di R.W.Dodds (Hodder and Stoughton, Sevenoaks, 1977). Nell'introduzione al volumetto, l'autore afferma quanto segue: "Most language courses adopt a position somewhere between the two extremes of the old grammatical method and the total-immersion method, as this one does. The grammatical method is concerned with analysis and it uses sample sentences to illustrate grammatical points. It can be quite useful when the native and the target language are closely related in structure; but all too often it has qualified students only to talk in the native language about the target language. The total-immersion method recognises fully the semantic basis of the language and the need for continual repetition; but, by forbidding all use of the native language, it denies that there is any value in drawing parallels, as aids to understanding, between native and target languages. It is also inappropriate for students studying alone from a book'. La riflessione del Dodds stimolante, anche perch la trattazione linguistica della nostra opera palesemente e volutamente basata sul metodo grammaticale, cio sullesposizione dei fatti fonetici, morfologici e sintattici seguita da un buon numero di frasi esemplificative. L'islandese, inoltre, ha una struttura abbastanza diversa quella dellitaliano (sebbene molto meno del malese!), anche se pi o meno vicina a quella di una lingua mediamente conosciuta nel nostro Paese, il tedesco. Abbiamo per considerato che questa la prima descrizione dellislandese moderno in lingua italiana, e che essa potrebbe e dovrebbe essere utilizzata anche da chi volesse ad esempio limitarsi ad uno sguardo dinsieme. Inoltre, siamo realisticamente convinti -e non potrebbe essere altrimenti- che l'islandese non avr mai da noi un vastissimo pubblico (come del resto non lo ha altrove) e che non vi sia per ora alcuna
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necessit di un Full Immersion Icelandic o di un Business Icelandic. Negli esercizi, comunque, intendiamo seguire una via di mezzo, con una parte di pattern drills ed una parte di lettura e traduzione; questo, inoltre, nella convinzione che nessuno possa mai veramente imparare una lingua da un libro. Una trattazione grammaticale od un corso possono mettere in grado di leggere e, in parte, di scrivere in una data lingua; ma parlare una lingua significa un (lungo) soggiorno sul posto, oppure la frequentazione assidua di madrelingua, oppure ancora seguire per diverso tempo dei buoni corsi dinsegnamento. A quanto ci risulta, lislandese non attualmente insegnato da nessuna parte in Italia, forse neanche privatamente: unopera come questa, quindi, dovrebbe avere come scopo ragionevole quello di insegnare a leggere ed a scrivere semplici testi, nella speranza di poter essere utilizzata in futuro come strumento dinsegnamento. Imparare a leggere la cosiddetta conoscenza passiva di una lingua, ma pur sempre una conoscenza. Per la pratica attiva dellislandese raccomandiamo, a chi ne avesse la possibilit, il tempo e la voglia, di frequentare i corsi estivi per stranieri tenuti (in inglese) a Reykjavk dalla Hskli slands. L'apprendimento anche passivo dell'islandese richiede comunque una discreta pazienza, e crediamo che i 'venticinque lettori' di quest'opera non saranno n affrettati uomini di affari, n persone intenzionate a stabilirsi in Islanda, ma, come abbiamo gi detto, germanisti, studiosi ed appassionati di lingue letterature nordiche o, comunque, persone curiose di conoscere questa bella e complessa lingua senza troppa urgenza5 (ad ogni modo, il turista in Islanda potr constatare facilmente che tutti gli islandesi sanno pi o meno correttamente esprimersi in inglese anche se, ovviamente, alcuni potranno avere una reazione positiva nel sentire uno straniero tentare di dire e capire qualcosa in islandese, cosa che non capita francamente spesso). Malgrado quanto prima, l'Islandese moderno stato alcuni anni fa insegnato in Italia, cosa decisamente straordinaria viste le premesse e nella certezza che pochissime persone conoscano abbastanza questa lingua da poterla insegnare. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerne addirittura due negli anni universitari. Nel 1982/83 abbiamo seguito il ciclo annuale di lezioni tenuto dallallora dr. (ed ora prof.) Fabrizio Domenico Raschell presso la Facolt di Lettere e Filosofia dell'Universit di Firenze. Le lezioni (proposte in alternativa alla recensione di alcuni libri nellambito del seminario di Filologia Germanica tenuto dal prof. Piergiuseppe Scardigli), arrivarono ad essere frequentate nei periodi migliori da una di ventina di studenti perlomeno incuriositi dall'Islanda e dalla sua lingua, che una cifra veramente ragguardevole se si considera che corsi di lingue senz'altro numericamente pi 'importanti' -come lo svedese o il danese- erano seguiti solo da sparuti ed 'eroici' gruppetti. Laltra persona il dr. Alessandro Mari Catani, autore di un volume sui Vichinghi di Jomsborg, che poi, per quanto ne sappiamo, si dedicato ad altre cose. L'islandese, chiss, potrebbe suscitare un interesse pi vasto di quanto non si possa credere. Paolo Ramat, nella prefazione alla sua Introduzione alla linguistica germanica (Bologna: Ptron, 19801; Bologna: Il Mulino, 1986 [edizione rivista e corretta]), dedica il libro a sua moglie, che non ha n pazientemente assistito la sua fatica, n accuratamente dattilografato il manoscritto. una garbata presa in giro dellusuale chiusa di molte prefazioni ad opere linguistiche e non, scritte prima dellavvento del personal computer; ma anche unironica dichiarazione di amore e di stima. Ho iniziato a scrivere questo Corso molti anni prima di conoscere, probabilmente proprio grazie alla lingua islandese, la persona cui esso dedicato. Addirittura prima che lei nascesse; questopera ha veramente attraversato tutta la
Mi sia permesso di ricordarne una, lunica cui abbiamo mai dato lezioni private di islandese: il dott. Mario Chiarenza di Firenze. Il dott. Chiarenza un medico e psicanalista che coltiva per passione lo studio delle lingue (ad esempio, conosce ottimamente il sanscrito). 6
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mia vita, dalle primissime redazioni a mano fino ad oggi, e non ho mai inteso disturbare nessuno in questa lunga navigazione solitaria tra il mito ed il ricordo di un Paese cui voglio bene e di tante persone che ho purtroppo perso di vista. Offro quindi a Silvia Kyttja Privitera, come dedica, un inestricabile nodo di follia, bellezza, gratitudine e simpatia, nella certezza di qualcosa che non ha definizioni ma che non finir comunque mai. Aldrei. Riccardo Venturi Livorno, 27 febbraio 1999 Firenze, 28 ottobre 20036

Giorno in cui il presente Corso stato recuperato dopo che, per un lungo periodo, lho creduto irrimediabilmente perduto. Casualmente anche il giorno del compleanno di mio padre, Alberto Venturi, nato il 28.10.1924 e morto il 16.11.1997.
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FORMLI
talu hafa ml- og bkmenntafrimenn lagt a mestu leyti huga sinn fornslensku. egar tillit er ekki teki til eins pars kaflar um nslensku (t.d. Avviamento alletimologia inglese e tedesca, eftir P.Scardigli og T.Gervasi, Flrens, Le Monnier, 1981, ea Crestomazia germanica eftir C.Tagliavini, Bolona, Ptron, 1962) og nokkurra inga slenskra skldsagna (mestar af eim hefur tgefi forlagi Iperborea Mlan), eru flestar ml- og bkmenntafriritgerir um fornslensku. Yfirlit til verka talskra hfunda er gefin heimildaskrnni, en segja m, a einasta mlfribkin tlsku er Grammatica dellAntico Nordico eftir Marco Scovazzi, Mlan, Mursia, 1972. Bk essi var hluti af Germanskri Ritasafni me ritstjrun eirra M.Scovazzi og C.A.Mastrelli; tla var fyrst og fremst a gefa t mlfribkur allra forngermansra mla, v nst textatgfur og rvalsrit. Engu a sur er einasta bkin tlsku, sem koma m almennum lesendum a notum n ess a eiga a sna sr a verkum, sem flest eru ensku, sku, slensku og rum norurlandamlum. Bkin er bygg A.Heuslers Altislndisches Elementarbuch; fylgt er henni seinnorrna prsastafsetningarkerfinu (t.d. marenn, tale sta fyrir marinn, taldi), sem vkur bi af nslenska og af fornslenska kerfinu. Svona hafa nstum bara ml- og textrafrimenn germnskum og norurlandamlum veri uppteknir vi (forn)slensku talu. Sannarlega eru fornslenskar bkmenntir strkostlegar, og ar a auki beina textafrimenn aalega og auljst a forngermnskum mlum og bkmenntum. En forn- og nslenskan eru ekki alls sami hluturinn og t.d. forn- og nskan. Milli seinmialdanna og siaskiptatarinnar komu eftirtektarverar umbreytingar vi slenska hljkerfi n ess a stafsetningarkerfi fylgi eim, en formfrikerfi ntma slensku hefur haldist me venjulegri nkvmni a setningar su n bygg evrpskan htt. Segja m, a ntma slendingar lesi fornslenskum textum eins og ntma talir tlskum textum fr XV. ea XVI. ldinni, me sannarlega litlum skilningarvandamlum. Me a fra stafsetningarkerfi ntmahorf og me einu pari neanmlsgreinir til tskringar gamaldagsora er ingin ger (t.d. nslenska ing Eddukva). rtt fyrir murmlendaskort er nslenskan mikilvgt menningarml Evrpu. Enn hefur hn gamaldagshorf bi mlfrikerfinu og oraforanum, a allmrg tkuor og framandi nyri hafi gengi inn hana sustu ratugunum; en hn er ekki mlsteingervingur, heldur ntma, fjlhft jml sem notu er llum svium og gefur vermt bkmennta og vsindaverk.

In corso di traduzione

Vlusp 1-3 La Predizione dellIndovina Silenzio chiedo a tutte Piccole e grandi, Tu vuoi che io, o Valfr Le antiche storie delle creature, Ricordo i giganti, Quando, un tempo Nove mondi ricordo, E il grande frssino Era al principio dei tempi, Non cera mare n spiaggia Terra non si distingueva Un baratro informe cera le divine genti, progenie di Heimdallr. narri compiutamente le cose che prime ricordo. nati in principio mi dettero cibo. nove interni sostegni che penetra la terra. Ymir vi dimorava, n onde gelide; n cielo, in alto; ed erba in nessun luogo.7

(Disegno di R.Venturi)

Traduzione di P.Scardigli e M.Meli. 9

O Dio della nostra terra, o Dio della nostra terra, Lodiamo il tuo sacro, il tuo santo Nome! Dal firmamento tintrecciano una ghirlanda Le tue schiere, lo scorrer dei tempi. Per te un giorno come mille anni E mille anni un giorno, e nulla pi: Un piccolo fiore eterno che piange tremando, Che onora il suo Dio e poi muore. Islanda millenaria, Islanda millenaria, Sei come un piccolo fiore eterno che piange tremando, Che onora il suo Dio e poi muore. Matthas Jchumsson Inno nazionale Islandese

(Traduzione e grafica di R.Venturi)

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INTRODUZIONE

Magns Ptursson L'ISLANDA Il paese, la storia, le vicende della popolazione, la lingua islandese Brevi cenni di storia della letteratura islandese

Traduzione dal tedesco, adattamento, aggiornamento e integrazione di R.Venturi

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PRIMA PARTE: GENERALIT, GEOGRAFIA, FLORA E FAUNA8

Per facilitare la lettura sin dallinizio, avvertiamo che [ , ] = th inglese in thing; [ ] = th inglese in that (sonoro). 12

1. IL PAESE L'Islanda un'isola dell'Atlantico Settentrionale la cui estremit nord, Hraunhafnartangi, si trova ad una latitudine di 6632'29" e sfiora quindi il Circolo Polare Artico. Pi a nord di tale punto si trova l'isola di Grmsey, attraversata dal Circolo; ancora pi a nord (6707'05" N) si trova l'isola disabitata di Kolbeinsey ('Isola dell'Osso Scarnificato'), ridotta adesso ad uno scoglio brullo. Fino a poco tempo fa, ancora in questo secolo, Kolbeinsey era per pi estesa e vi nidificavano degli uccelli marini. Il punto pi a sud dell'isola, Ktlutangi, si trova ad una latitudine di 6324'25" N; quello pi ad ovest Gerpir (2432'12" W), mentre quello pi ad est Bjargtangar (1330'06" E). Con le isole adiacenti, l'Islanda occupa una superficie totale di 103.125 km2 (circa un terzo dell'Italia). Attorno all'isola maggiore, detta dagli islandesi meginland (termine corrispondente anche etimologicamente all'inglese mainland 'terraferma' o, come dicono i nostri isolani, continente), si trovano delle isole molto pi piccole, alcune delle quali abitate. Le pi importanti sono, davanti alla costa occidentale, Viey, Flatey Breiarfiri, Vigur e ey (le ultime due si trovano nella profonda insenatura detta safjarardjp); davanti alla costa settentrionale Mlmey, Drangey, Grmsey (5,25 km2), Hrisey (8 km2) e Flatey Skjlfanda; davanti alla costa orientale Skruur e Papey; infine, davanti alla costa meridionale si trova l'arcipelago delle Vestmannaeyjar (isole Westman) , la cui isola pi estesa, Heimaey (14,2 km2) abitata. Fa parte delle Vestmannaeyjar anche Surtsey (2,4 km2), sorta nel 1963 in seguito ad un'eruzione vulcanica sottomarina. Pi ad ovest si trova l'isola di Eldey. La costa meridionale dell'Islanda piatta e sabbiosa; ci rende molto difficile la costruzione di porti. Le altre porzioni della costa islandese sono molto frastagliate e costellate di fiordi e profonde insenature, di conseguenza, sono ricche di buoni porti naturali. La linea costiera straordinariamente lunga (ca. 4900 km) e corrisponde quindi all'incirca alla lunghezza complessiva del Cile. La distanza minima dell'Islanda dalla Groenlandia di 287 km, quella dalle coste scozzesi di 798 km e quella dalla Norvegia di 970 km. 2. IL PAESAGGIO Circa il 10% della superficie complessiva islandese (cio circa 11.800 km2) ricoperto di ghiacciai, prevalentemente del tipo 'a cupola' (detti in islandese jklar, sing. jkull). I ghiacciai morenici di tipo alpino sono molto meno numerosi. La vegetazione ricopre circa 23.800 km2 (poco pi del doppio della superficie ghiacciata). Il resto della superficie consiste in deserti lavici e distese di pietra. Circa 60.000 km2 della superficie islandese si trovano ad una quota superiore ai 400 m; al di sotto restano circa 43.000 km2 , sui quali si trovano quasi tutti gli insediamenti umani. Pertanto, l'Islanda , coi suoi estesi altipiani, un'isola prevalentemente montuosa. I ghiacciai pi estesi sono il Vatnajkull ('Ghiacciaio delle Acque') che, con i suoi 8400 km2 di superficie di gran lunga il pi grande ghiacciaio europeo ed superato a livello mondiale solo da quelli della Groenlandia e dell'Antartide, il Langjkull (1025 km2), lo Hofsjkull (990 km2), il Mrdalsjkull (700 km2) ed il Drangajkull (200 km2). La vetta pi alta d'Islanda, l'rfajkull, raggiunge i 2.119 m. Altre cime importanti sono il Kverkfjll (1.920 m), lo Snfell ('Monte delle Nevi') (1.863 m), lo Herubrei (1.682 m) ed il vulcano Hekla (1.500 m). Il pi grande lago islandese il ingvallavatn ('Lago di ingvellir') con i suoi 83,7 km2. Altri laghi sono il risvatn (70 km2), il Mvatn ('Lago delle Mosche', 36,5 km2), il Lgurinn (53 km2), lo Hp (29 km2), lo Skorradalsvatn (14,8 km2), il Langisjr ('Lago Lungo', 27 km2) e l' skjuvatn (10,7 km2). I corsi d'acqua pi importanti sono il jors (230 km), lo Jkuls Fjllum (qualcosa come 'Fiume del ghiacciaio montano', 206 km), lo Hvta-Olfus (185 km), lo Skjlfandarfljt (178 km), lo Jkuls Br (150 km), il Lagarfljt (140 km), lo Hrasvtn (130 km), il Blanda (120 km) ed il Markarfljt (100 km).
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L'interno dell'isola, a parte alcune piccole aree, costituito interamente da un esteso altopiano lavico e pietroso. Tale paesaggio veramente unico al mondo, ed stato paragonato spesso alla superficie lunare. Dall'altopiano si stagliano spesso le vette ghiacciate dei monti. Uno spettacolo veramente caratteristico ed impressionante offerto dai crepacci lavici, che nel nord dell'isola corrono in direzione NS, mentre nel sud corrono in direzione NO-SW. l'Islanda una delle terre vulcaniche pi attive del mondo. Si conoscono circa duecento vulcani attivi, trentadue dei quali gi noti all'epoca della Landnm, il primo insediamento storico dei coloni norvegesi (874 a.D.). Si hanno notizie storiche di oltre 150 eruzioni, alcune delle quali hanno avuto effetti devastanti. In generale, i vulcani islandesi eruttano lava piuttosto che cenere ardente, e la vita pesantemente condizionata dalle forze naturali. Le eruzioni vulcaniche hanno ripetutamente spopolato l'isola e mietuto altissime quantit di vittime umane ed animali, danneggiando (spesso irreparabilmente) il poco terreno coltivabile. Il maggior vulcano islandese, lo Hekla, seppell nel 1104 sotto una coltre di cenere ardente la fertile valle del jors ed i villaggi che in essa sorgevano. Nel 1969 fu costruita presso Burfell una grande centrale idroelettrica, cosicch, dopo 865 anni dalla disastrosa eruzione, degli esseri umani tornarono a vivere nella desolata valle. Nel 1362 un'eruzione avvenuta nei pressi del Vatnajkull distrusse tutte le fattorie del distretto poi chiamato rfi 'terra disabitata'. L'eruzione pi disastrosa avvenne per tra il 1783 ed il 1784: il vulcano Laki esplose completamente, causando la morte di oltre novemila persone (circa 1/5 dell'intera popolazione islandese dell'epoca). Estese zone vennero ridotte ad un ammasso di lava; ci fu una terribile moria di bestiame che port alla carestia e quasi al completo sfacelo della gi precaria economia isolana (qualcuno propose addirittura di trasferire in Danimarca i superstiti e lasciare l'isola al proprio destino). Il 23 gennaio 1973 il vulcano dell'isola di Heimaey, la maggiore dell'arcipelago delle Vestmannaeyjar (Isole Westman), eruppe alle tre del mattino durante una fittissima nevicata, senza dare alcuna avvisaglia. Nonostante tutto, gli abitanti dell'isola riuscirono fortunatamente a mettersi in salvo (le vittime furono solo 12). L'eruzione dur 155 giorni, seppellendo sotto metri di cenere un terzo della cittadina di Vestmannaeyjar; con potentissime idrovore si riusc per a deviare la colata lavica in mare, evitando ulteriori distruzioni. Gli islandesi vivono costantemente nel timore delle forze della Natura. Quasi a controbilanciare tutti i guai che ha provocato, il vulcanismo ha anche, per, dei notevoli effetti benefici. L'Islanda possiede un quantitativo enorme di energia geotermica che si manifesta esternamente in forma di sorgenti calde o bollenti, oppure di fumarole. La temperatura delle sorgenti (laugar e hverir) varia moltissimo, e spesso talmente elevata che fuoriesce vapore surriscaldato. Si tratta dei famosi 'geyser' (da Geysir gigante, il nome del pi grande geyser conosciuto, presso Reykjavk). L'uso dell'acqua calda per il fabbisogno domestico e per il riscaldamento risale ai tempi antichi, ma lo sfruttamento intensivo cominciato solo in questo secolo. L'energia geotermica riesce a coprire adesso non solo il fabbisogno domestico, ma anche quello industriale (serre, lavorazione e conservazione del pesce). In quasi tutta l'isola l'energia geotermica usata per tutte le necessit della vita civile (tranne che per la locomozione: le auto vanno ancora a benzina o a gasolio!); la capitale, Reykjavk (ca. 130.000 abitanti) dipende interamente fino dal 1943 dai laugar, non solo per il riscaldamento, ma anche per l'elettricit. L'Islanda dunque il paese pi all'avanguardia nel mondo per quanto riguarda la produzione e l'uso di tale energia alternativa e pulita, che ha valso a Reykjavk, il cui nome significa baia dei fumi, lappellativo di reyklaus br citt senza fumo (come si legge in un celebre manifesto ed in molte cartoline: Reykjavk, the Smokeless City). La superficie abitata si limita alle zone prospicienti la linea costiera, e non a tutte; solo in poche valli dell'interno esistono insediamenti umani, spesso totalmente isolati l'uno dall'altro. Nella parte meridionale predominano, come detto, terre basse e sabbiose, ma in alcuni casi le colate laviche e le lingue dei ghiacciai si sono spinte anche fin l; tale zona
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inoltre estremamente paludosa, con vere e proprie sabbie mobili, ed quindi non propriamente ospitale. 3. IL CLIMA Malgrado la sua latitudine, l'Islanda ha un clima oceanico relativamente mite anche a causa della Corrente del Golfo, che lambisce la parte pi densamente abitata dell'isola. abbastanza raro che le acque dei porti islandesi gelino. In rapporto alla situazione dei paesi europei continentali, gli inverni sono abbastanza miti e le estati non troppo calde. L'Islanda si trova sulla corsia preferenziale delle basse pressioni, che proprio da questo punto si indirizzano in direzione sud-est (la ben nota 'depressione d'Islanda'). Di conseguenza, l'Islanda dominata (specialmente nelle regioni sud-occidentali) da un'estrema variabilit delle condizioni atmosferiche, certamente superiore alla media (esiste uno spiritoso detto locale che dice: "Non ti piace il tempo che fa? Aspetta un minuto."). In seguito ai forti venti che cambiano spesso direzione, si ha una grande abbondanza di precipitazioni in tutte le stagioni dell'anno. Nel nord dell'isola il tempo notevolmente pi stabile e di tipo meno marcatamente oceanico che nelle altre zone. Ne consegue che le temperature invernali pi basse e quelle estive pi alte si registrano proprio in questa zona. Se in inverno soffiano in modo continuato venti da nord-ovest, essi possono portare fino alla costa nord gli iceberg groenlandesi; anzi, in condizioni di temperatura particolarmente rigida, il ghiaccio galleggiante pu addirittura raggiungere le altre coste e divenire a volte inlandsis (ghiaccio continentale). Oltre alla direzione dei venti, il fenomeno influenzato anche dalla temperatura delle acque del Mare del Nord. Il ghiaccio che si spinge fino alle coste ha una pesante influenza sul clima islandese, ed in primavera od all'inizio dell'estate pu ritardare talmente la crescita delle piante (o addirittura impedirla), che si possono avere vere e proprie emergenze per gli uomini e per gli animali; un'altra sgradita conseguenza del ghiaccio galleggiante che esso blocca quasi del tutto l'attivit dei pescherecci. La storia islandese riporta molte carestie dovute ai danni provocati dal ghiaccio groenlandese; l'ultima emergenza si avuta nel 1968/69, quando un'eccezionale massa di iceberg si abbatt sulla costa settentrionale. La tabella seguente permette di gettare uno sguardo d'insieme sui valori climatici di quattro localit islandesi: LOCALIT REYKJAVK AKUREYRI GRMSSTAIR VESTMANNAEYJAR TEMPERATURA TEMPERATURA MEDIA ANNUA MAX MIN + 23,4 C + 28,6 C + 25,9 C + 19,0 C - 17,6 C - 23,0 C - 30,0 C - 16,9 C + 5,0 C + 3,9 C + 2,4 C + 5,4 C PRECIPITAZIO NI MM ANNUI 805 474 351 1391

La temperatura pi elevata (+ 30,6 C) fu registrata il 18 luglio 1930 presso Egilsstair, nell'Islanda nord-orientale, mentre quella pi bassa (- 42,4 C) stata registrata il 7 febbraio 1951 alle pendici di un ghiacciaio minore presso il Mvatn. 4. FLORA E VEGETAZIONE Malgrado le condizioni climatiche esposte nel paragrafo precedente, l'Islanda ha un tipo di vegetazione che si differenzia notevolmente da quello di localit di pari latitudine, come, ad esempio, la tundra siberiana o canadese. La tundra si pu trovare solamente in alcune zone al
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di sopra dei 400 m. Nelle pianure meridionali, a seconda del tipo di terreno, predominano vari tipi di erbe, mentre sulle distese laviche (hraunir), per quanto la vegetazione non vi cresca in abbondanza, sono notevoli dei veri e propri tappeti di muschio e licheni ed alcune felci. All'inizio dell'estate i fiori sbocciano dando al paesaggio un aspetto sfavillante e multicolore; in autunno c' invece grande abbondanza di bacche commestibili (specialmente miritilli e uva ursina), che nel passato rappresentavano una voce importante nell'alimentazione degli islandesi ed hanno dato origine alle gustose vaxtaspur tipiche della cucina islandese. All'epoca del primo insediamento l'Islanda era in massima parte ricoperta da foreste. Le eruzioni vulcaniche, il peggioramento del clima, l'insediamento umano (con tutte le sue conseguenze), la messa a pascolo di terreni sempre pi estesi e l'esigenza, specialmente nei primi tempi, di costruire abitazioni per i coloni che via via arrivavano sull'isola ed imbarcazioni, hanno causato la distruzione quasi completa delle foreste islandesi. Ai nostri giorni, solo un fazzoletto di terra (102,5 km2 sugli oltre 103.000 km2 di superficie totale) ricoperto da vegetazione di tipo arboreo. La foresta pi importante si trova nell'Islanda orientale ed detta Hallormsstaarskgur. Nella maggior parte dell'isola non c' letteralmente neanche l'ombra di un albero. Nonostante alcuni sforzi per il rimboschimento di certe zone, i risultati non sono stati incoraggianti. Le foreste primigenie erano costituite quasi interamente da betulle nane. Le conifere, un tempo quasi sconosciute, sono state introdotte con discreto successo da alcuni decenni, tanto che da qualche parte hanno dato luogo ad autentici boschetti artificiali. 5. FAUNA Nei primi tempi l'unico mammifero presente in Islanda era la volpe polare o volpe bianca (refur). Nonostante le sia stata data una caccia spietata, essa ancora comunissima. I colonizzatori portarono con s i pi comuni animali domestici: cani, gatti, capre, cavalli, maiali e, soprattutto, pecore da lana. Al loro seguito arrivarono naturalmente anche i topi. Le renne, comuni nell'Islanda orientale, sono state introdotte molto pi tardi. Nel 1930 fu introdotto in Islanda un tipo di martora proveniente dall'America del Nord; lo scopo era di farme un animale da allevamento per la sua pregiata pelliccia. Ma il mink (cos detto il tipo di martora) attecchito cos bene, che molti esemplari si sono prima inselvatichiti e poi moltiplicati a dismisura, tanto che adesso fanno senz'altro parte della fauna stanziale. I roditori sono per una costante minaccia per gli uccelli e per i pesci delle acque interne. Mentre gli anfibi ed i rettili sono del tutto assenti dall'Islanda, gli uccelli sono enormemente diffusi. Sono state contate ben 240 differenti specie di volatili stanziali. Sia nell'interno, sia sulle coste, svernano regolarmente altre 72 specie, mentre una trentina lo fanno saltuariamente. Particolarmente diffusi sono gli uccelli acquatici. Nel Mvatn e nei torrenti circostanti nidificano solitamente molte specie di anatre. Il mare che circonda l'Islanda da secoli noto per la sua enorme pescosit, una circostanza causata dall'incontro della Corrente del Golfo (calda) con le acque fredde provenienti dal nord, ricche di nutrimento. La ricchezza del mare ha attirato da molte generazioni i pescatori inglesi e delle coste continentali. Per gli islandesi i banchi di pesce sullo zoccolo oceanico della loro terra rappresentano la principale risorsa economica, dato che lagricoltura, a causa delle condizioni del suolo e del clima, pu dare solo un contributo veramente modesto. A differenza delle acque marine, le acque interne islandesi ospitano solo cinque specie di pesci d'acqua dolce, d'altronde presenti in grande quantit: il salmone, due specie di trote, l'anguilla ed il pesce spinello. I fiumi, le cui acque sono totalmente libere da ogni forma dinquinamento, sono apprezzatissimi dai pescatori sportivi di tutto il mondo, mentre la natura grandiosa ed estrema del Paese attira un numero sempre crescente di turisti ed appassionati di trekking.
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SECONDA PARTE: LE VICENDE DELLA POPOLAZIONE

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1. L'EPOCA DELL'INSEDIAMENTO (LANDNM): 874-930 L'Islanda stata l'ultimo paese europeo ad essere popolato. Cos, la sua storia , in confronto a quella di altri paesi europei, abitati fin da epoche preistoriche, relativamente breve. Al contrario di altri paesi europei, le circostanze che hanno portato al popolamento dell'Islanda e l'andamento dell'insediamento sono conosciuti molto meglio che altrove. Anche ove sussistano delle incertezze, comunque facile seguire le linee principali della storia della colonizzazione a partire dall' 874 dopo Cristo. Circa nell'anno 800, l'Islanda fu raggiunta per la prima volta da alcuni eremiti irlandesi, che vi si stabilirono. Probabilmente l'isola era stata raggiunta e visitata anche dai Romani, bench, a tale riguardo, non vi sia alcuna notizia certa. Una testimonianza di un possibile soggiorno islandese dei Romani rappresentata dal ritrovamento, in una regione orientale dell'isola, di tre monete romane del tipo trinummus. Dei viaggi e della presenza degli irlandesi abbiamo invece notizia (le fonti irlandesi chiamano l'isola Thil, ovvero Thule); anche diversi toponimi, specialmente nella parte orientale, testimoniano la presenza di coloni di stirpe celtica. Attorno all'870, dei navigatori scandinavi giunsero per la prima volta in Islanda. Erano in viaggio verso le isole a nord della costa scozzese, ma furono mandati alla deriva verso nord dai forti venti meridionali; il terzo navigatore che vi approd, Floki Vilgerarson, era originario della Norvegia occidentale. Sicuramente sapeva dell'esistenza dell'isola, poich aveva portato con s, sulla nave, delle pecore. Aveva quindi probabilmente l'intenzione di stabilirvisi. Floki si insedi in un luogo detto Vatnsfjrur Bararstrnd, sulla costa occidentale; durante l'inverno, per, perse tutto il gregge, dato che si era scordato di portare il foraggio per la cattiva stagione. Prima di lasciare l'isola, le diede il nome di s-land , cio 'Terra del ghiaccio'. Il primo colono che si stabil in modo duraturo in Islanda fu il norvegese Ingolfur Arnarson. Nell'877 si costru una fattoria alla quale diede il nome di Reykjavk ('Baia dei Fumi', probabilmente dai numerosi geyser che scaturivano nella zona oppure per delle fumarole vulcaniche), proprio nel punto dove oggi sorge la capitale che, quindi, storicamente il primo insediamento umano dell'isola ed ha conservato l'antichissimo nome. L'anno del suo arrivo generalmente considerato l'874, che cos l'anno di inizio della landnm e della storia islandese. Alcuni storici sono per del parere che Ingolfur sarebbe giunto sull'isola nell'880 o addirittura pi tardi. Dopo che Ingolfur Arnarson si fu stabilito in Islanda con la sua famiglia, l'intero parentado e gli schiavi, ebbe inizio un flusso migratorio ininterrotto dalla Norvegia e dalle isole della Scozia settentrionale, allora sotto dominio norvegese. A tale flusso contribu forse in maniera decisiva il desiderio, condiviso da molti, di sfuggire alla tirannia del re di Norvegia Aroldo Bellachioma (Harald Hrfager). La fonte scritta pi importante e completa che ci parla dei primi tempi dell'insediamento un codice pergamenaceo detto Landnmabk ('Libro degli Insediamenti'); essa fa ammontare i coloni originari a circa quattrocento. La Landnmabk ci d parecchie informazioni, usualmente attendibili, sui singoli coloni, sulla loro provenienza e sulle loro famiglie. Sulla base di quest'opera sono state intraprese delle ricerche volte a determinare l'esatta quantit dei coloni originari; si deve per tenere conto del fatto che molti coloni norvegesi, prima di arrivare in Islanda, si recarono in Irlanda, da dove portarono con s molti schiavi. Nelle fonti a nostra disposizione sono nominati solo pochi di questi schiavi; ma i toponimi ed i cognomi inequivocabilmente celtici (Kvaran, Kiljan, Kamban, Melkorka ecc.), diffusi in tutta l'isola, ci dicono che la componente irlandese della popolazione primitiva deve essere stata abbastanza numerosa. Si calcola che, nel periodo che va dall'874 al 930, siano arrivate in Islanda dalle 20.000 alle 70.000 persone; il loro numero pi probabile di 50-60.000. La maggior parte di esse era di origine norvegese, specialmente delle zone occidentali del paese; alcuni coloni giunsero
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anche dagli altri paesi scandinavi, ma il loro numero deve essere stato decisamente esiguo. Il termine del landnm fissato generalmente al 930; dopo tale data arrivarono sull'isola solo pochi ritardatari. 2. L'ANTICO STATO LIBERO: 930 - 1262 L'afflusso di colonizzatori ed i doveri imposti dall'insediamento resero ben presto necessario un adeguato ordinamento sociale. Molti coloni norvegesi avevano portato con s gli oggetti sacri della loro stirpe come, ad esempio, la terra consacrata, le colonne dei templi ed altre cose che furono collocate nei nuovi luoghi sacri. Questi ultimi dipendevano da un sacerdote, detto goi, che esercitava il potere spirituale in una circoscrizione di sua competenza, detta goor ('[territorio nel quale la] parola del goi' [ha forza di legge]). I goor rappresentarono quindi la prima suddivisione territoriale del Paese. L'intera Islanda fu poi divisa in quattro provincie, dette fjrungar. In tre delle quattro provincie operavano tre assemblee popolari locali, dette ing; nella provincia settentrionale erano invece quattro. Presto fu avvertita la necessit di istituire un'unica assemblea nazionale. Dopo lunghe discussioni, fu scelta come sede dell'assemblea (alingi) un'estesa piana nel sud del Paese, dove essa si riun per la prima volta nel 930. Tale anno viene quindi considerato l'anno di fondazione dell'antico Stato Libero islandese. La piana da allora nota con il nome di ingvellir spianate dellassemblea. Chiunque volesse poteva bivaccare ed assistere alle riunioni dalle alture che sovrastano ingvellir, attraversate da una grande faglia rocciosa che che fu detta per questo Almannagj faglia di tutti quanti, faglia del pubblico, nome che ha tuttora. Le assemblee locali e quella generale di ingvellir si ispiravano senza dubbio a quelle che si tenevano nella Norvegia occidentale; l' alingi islandese aveva per delle caratteristiche assai originali. L'ordinamento, collaudato da molto tempo, aveva come scopo quello di rendere impossibile ogni abuso di potere. Non esisteva nessuna autorit 'statale' nel senso moderno del termine: il capo dell'assemblea (lgmaur) era l'uomo pi importante dello Stato Libero e presiedeva la Lgrtta, la corte suprema che decideva su ogni questione giuridica; ma era l'unico ad avere una carica ben definita. Come del resto lo stesso alingi, il lgmaur non aveva alcun potere decisionale. Una volta che l'alingi aveva deliberato, l'esecuzione civile o penale era affidata ai singoli componenti dell'assemblea. Era quindi assai importante poter contare su un buon numero di sostenitori potenti e affidabili (delle vere e proprie lobbies), in primo luogo per assicurarsi un diritto, ed in secondo luogo per mantenerlo. Questo fece s che i singoli gruppi di sostenitori si riunissero attorno a dei capi locali, i quali, come logico attendersi, pensavano pi al loro potere personale che alla cosa pubblica. Nel XIII secolo il Paese cadde in uno stato di guerra civile permanente, nella quale ebbe molta parte anche la corona norvegese (che gi dal dal 1024 aveva tentato a pi riprese di sottomettere l'Islanda). Tale periodo storico viene detto Sturlungald ('epoca degli Sturlunghi'), dal nome della stirpe (i discendenti di Sturla) cui appartenevano i pi potenti capi locali. Nel 1258 il re di Norvegia nomin uno dei capi in lotta, Gizur orvaldsson, suo rappresentante personale in Islanda. Egli riusc, nel 1262, ad ottenere con la forza dall'alingi l'annessione del Paese da parte della Norvegia. Malgrado non tutte le province del paese fossero sottomesse subito (la provincia occidentale si arrese solo nel 1264), il 1262 considerato generalmente come l'ultimo anno dello Stato Libero islandese. Nella storia islandese l'anno 1000 segna una svolta significativa. I contrasti tra i pagani ed i cristiani, numerosi sin dall'inizio tra i colonizzatori, stavano minacciando l'unit nazionale. Ciascun gruppo religioso voleva formare il proprio stato. Il re di Norvegia lafur Tryggvason, salito al trono nel 995, trattenne i figli ed i parenti di alcuni capi minacciandoli di morte se gli islandesi non avessero abbracciato la nuova religione. Sebbene le violente minacce del sovrano norvegese non fossero sicuramente passate sotto silenzio, la vittoria del Cristianesimo dovuta principalmente all'intelligenza ed alla larghezza di vedute di orgeir
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Ljsvetningagoi, sommo sacerdote pagano, che non voleva assolutamente che l'unit dello Stato fosse messa a repentaglio. La Chiesa islandese, del resto, non rappresentava alcuna potenza autonoma all'interno dello Stato, ma era, al contrario, una vera chiesa di popolo. Malgrado fosse formalmente sottoposta alla Chiesa di Roma, obbediva in realt alle leggi dello Stato islandese. I sacerdoti erano contadini e pescatori, e vivevano nelle stesse condizioni del resto della popolazione senza godere di privilegi particolari. Nel 1056 fu fondata la prima sede vescovile a Sklholt, nel sud dell'isola, e nel 1106 ne fu fondata una seconda a Hlar Hjaltadal, nel nord. Entrambe le sedi continuarono ad esistere fino alla fine del XVIII secolo, Sklholt fino al 1784 e Hlar fino al 1801. Sorsero anche numerosi conventi, sottoposti all'autorit vescovile. In tali conventi si vennero a creare dei centri di cultura, dove, fra l'altro, furono ricopiati manoscritti e create opere letterarie originali. Malgrado la cultura islandese sia per lo pi di stampo popolare e veramente tutti vi abbiano contribuito, il ruolo della Chiesa non assolutamente da sottovalutare. L'antico Stato Libero era uno stato di contadini che non vivevano in villaggi, come nell'Europa continentale, bens in singole 'fattorie' (cos traduciamo impropriamente il termine islandese br, che significa in realt qualcosa come 'insediamento agricolo') sparse in tutto il Paese, lungo la costa e nelle valli. Tale struttura degli insediamenti, obbligata dalla natura del luogo, rimasta invariata fino ai giorni nostri. Ancora oggi, in Islanda, non esiste alcun 'villaggio contadino' come noi lo intendiamo comunemente. I contadini non erano legati alla fattoria. La stessa famiglia ha abitato solo raramente la stessa fattoria per pi generazioni. Il contadino islandese era quindi mobile: in estate si recava a cavallo sull'altopiano, per partecipare alla riunione dell'alingi, l'assemblea popolare che si teneva a ingvellir, mentre in inverno, a seconda della stagione, si dedicava alla pesca nelle zone costiere. Dopo che nel XII e XIII secolo le saghe furono messe per iscritto su pergamena, furono i contadini a ricopiarle. Nelle lunghe serate invernali tutti quanti, dal nobile pi ricco all'ultimo dei contadini, si ricreavano ascoltando e narrando le gesta gloriose degli antenati e degli eroi. Quasi tutta la popolazione si ritrovava tutti gli anni a ingvellir, e veniva tenacemente educata fin dall'infanzia a modellare la propria coscienza ed il proprio sentimento linguistico sulle basi tematiche e stilistiche tradizionali. Tale modello era superiore a quello di qualsiasi scuola ed ha senza dubbio originato la passione tipicamente islandese per la buona lingua e la resistenza ad oltranza all'influsso delle lingue straniere. A tale peculiarit senz'altro da ricondurre il fatto che, in un paese pur cos montuoso ed inaccessibile e con una scarsissima densit abitativa, non esistono praticamente dialetti. Tale stato di cose appare ancora pi notevole se si considera l'estrema frammentazione dialettale delle lingue scandinave continentali. Non si deve dimenticare che la cultura islandese tipicamente contadina, e che pu essere ben compresa solo sotto tale punto di vista. La lingua islandese fortemente rappresentativa, quindi, di una societ di stampo arcaico e tradizionale. 3. L'ISLANDA SOTTO IL DOMINIO NORVEGESE: 1262 - 1380 L'Islanda era in pratica sottoposta alla sola persona del re di Norvegia, e pot quindi conservare un notevole grado di autonomia nelle faccende interne. Tale situazione trova un immediato e fedele riflesso nell' 'Accordo Antico' (gamli sttmli). Tutta l'amministrazione doveva restare nelle mani degli islandesi. L'alingi, l'assemblea popolare, sussisteva ancora, malgrado la sua influenza e la sua capacit decisionale fossero state leggermente limitate. Fu stabilito, ad esempio, che l'alingi (che, lo ricordiamo, si riuniva una volta l'anno) potesse durare al massimo una settimana. L'introduzione di leggi e codici norvegesi (come la Jrnsia, 1271, da parte del re Magns Hkonarson, e la Jnsbk, 1281, da parte del re Eirkur Magnsson) impose ulteriori limitazioni al potere legislativo dell'assemblea popolare. La Lgrtta scomparve nella forma che aveva avuto fino ad allora; il posto di capo dell'assemblea fu assunto da un funzionario nominato dal re. Le ingerenze della corona negli affari interni del
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Paese aumentarono: fu ad esempio istituito un governatore di nomina regia (quello che diremmo un 'vicer'). Molte volte il Paese fu affidato anche a tre o quattro amministratori diversi contemporaneamente; essi erano di solito norvegesi, sebbene questo fosse in aperto contrasto con gli accordi. La situazione cominci a peggiorare sensibilmente nel 1354, quando il re di allora, Magns Eirksson, diede in gestione l'isola e le sue risorse ai suoi amministratori personali. Essi furono cos in grado di 'spremere' la popolazione e di procacciarsi il maggior guadagno possibile. Nel XV secolo gli amministratori cominciarono a non venir pi di persona in Islanda, ma a mandare i loro rappresentanti; e tale stato di cose continu anche in maggior misura nel secolo a seguire. La Chiesa reclamava da parte sua un maggior potere. Cos, nel 1253, l' alingi decise che, se le leggi dello Stato fossero state in disaccordo con quelle della Chiesa, queste ultime dovevano prevalere. la Chiesa pretese in seguito, ed in maniera sempre crescente, un maggior potere temporale, e lo ottenne a poco a poco anche con la forza. Verso il 1300 i vescovi si preoccupavano soprattutto del loro potere terreno e delle loro ricchezze. La situazione divenne del tutto insostenibile quando il Papa cominci a mandare in Islanda dei vescovi stranieri. Dal 1345 al 1466 fu sempre cos, e tra i vescovi nominati ve n'erano alcuni che non si fecero mai vedere in Islanda inviandovi dei rappresentanti che, di solito, non si occupavano affatto delle questioni spirituali, bens di ricavare il maggior guadagno possibile. Sotto il dominio norvegese la situazione del paese peggior sotto ogni punto di vista. Un elemento essenziale non venne per meno: i contadini rimasero, malgrado le dure condizioni imposte dalla nuova amministrazione ed il continuo sfruttamento da parte delle potenze esterne ed interne, ampiamente liberi di muoversi. La lingua e la cultura islandesi poterono continuare a fiorire senza ostacoli. Gli islandesi erano ben coscienti della loro unit come popolo, e non si rassegnarono mai alle ingerenze straniere nella loro vita di tutti i giorni. Il dominio norvegese non pot quindi, nonostante le continue violazioni degli accordi, opprimere spiritualmente la popolazione. Gli islandesi erano poverissimi di beni materiali, ma il loro mondo interiore era ancora quello di sempre. 4. L'ISLANDA SOTTO IL DOMINIO DANESE: 1380 - 1918 Nel 1380 la Norvegia e la Danimarca si unirono sotto un unico sovrano, lafur Hkonarson, figlio del re di Norvegia e della figlia del re di Danimarca, Margrt Valdimarsdttir. lafur mor nel 1387 prima di aver raggiunto la maggiore et. Sua madre Margrt divenne cos regina di Danimarca e di Norvegia, e l'Islanda fu quindi annessa alla Corona danese. Con il dominio danese le ingerenze esterne nelle vicende islandesi aumentarono considerevolmente. Da parte loro, gli islandesi insistevano sui loro diritti ancestrali. In alcuni casi la resistenza islandese ai sovrani danesi, che aspiravano a consolidare il loro potere sui territori sottomessi, ebbe un discreto successo. Nel 1458 gli islandesi, stanchi di avere vescovi stranieri, elessero un loro conterraneo vescovo di Hlar; nel 1462 la cosa si ripet a Sklholt. In entrambi i casi il re fu perfettamente d'accordo, poich vedeva rafforzato il proprio predominio sulla Chiesa. Da allora, gli islandesi elessero sempre autonomamente i loro vescovi. L'influenza regia tocc per il punto massimo con l'introduzione forzata della Riforma luterana, nel 1540. La nuova dottrina religiosa fu salutata come un'ottima occasione per rafforzare ulteriormente il potere del re e per impadronirsi delle ricchezze della Chiesa e dei conventi. Gli ultimi vescovi Cattolici Romani islandesi furono gmundur Plsson, vescovo di Sklholt dal 1521 al 1540, e Jn rason, vescovo di Hlar dal 1524 al 1550. Entrambi opposero una strenua resistenza, ma dopo che i sostenitori del sovrano riuscirono ad imprigionare con l'inganno gmundur e, successivamente, ad ucciderlo, la situazione degli oppositori della Riforma si fece disperata. Jn rason resistette eroicamente altri nove anni; nel 1550 egli ed i suoi due figli furono imprigionati illegalmente e decapitati. Il dominatore straniero aveva adesso la strada completamente sgombra.

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Nel 1661 il re di Danimarca Federico III istitu una monarchia ereditaria assoluta sul modello di quella francese, venendo cos ad assommare nella persona del sovrano tutti i poteri dello Stato (secondo il famoso principio del Re Sole, l'tat, c'est moi). Due anni dopo, anche gli islandesi furono costretti ad accettare questo nuovo stato di cose. Le ultime vestigia di autonomia scomparvero definitivamente e la vita nel Paese peggior sotto ogni punto di vista. L' alingi continu peraltro ad esistere, sebbene gi da tempo le sue funzioni fossero completamente nulle e fosse ridotto a quello che oggi chiameremmo una manifestazione folkloristica. Si giunse al 1798, quando l'antica e gloriosa assemblea si riun per l'ultima volta a ingvellir; due anni pi tardi, a Reykjavk, fu decisa la sua abolizione dopo 870 anni di attivit ininterrotta. Malgrado lo stato penoso in cui l'alingi era caduto nell'ultimo periodo della sua esistenza, esso rifiut fino all'ultimo di considerare la dominazione straniera come un dato di fatto. Gli islandesi rimasero fedeli alle loro tradizioni anche nei tempi pi bui, e non divennero mai norvegesi n tantomeno danesi. Sebbene la classe dirigente si fosse del tutto sottomessa ai dominatori stranieri e si fosse danesizzata a tal punto da abbandonare la lingua materna, l'islandese rimase la lingua di tutti, quasi del tutto scevra da influssi stranieri e mantenuta pura dai contadini e dalla gente semplice. All'epoca dell'antico Stato Libero, il commercio era completamente nelle mani degli islandesi. I contadini ed i capi locali intraprendevano personalmente i viaggi di commercio in Norvegia ed in altri paesi. Tali viaggi erano anche un'occasione per visitare parenti ed amici in Norvegia, per rinsaldare i legami che univano i due popoli e per mantenere in vita gli antichi rapporti. Col tempo gli islandesi non poterono pi contare su delle navi adatte alla navigazione oceanica (dette knrr, pl. knerrir). Il legno necessario per la costruzione di grandi navi era sempre scarseggiato in Islanda, ma durante il XII secolo si esaur del tutto; l'attivit cantieristica locale venne demandata alla Norvegia oppure si doveva importare da questo paese il materiale necessario per costruire le navi. In questo modo, il commercio cadde poco a poco in mani straniere. Non c' alcun dubbio che questa drammatica situazione abbia accelerato non poco la rovina dell'antico Stato Libero. Sebbene la corona norvegese avesse gi introdotto alcune limitazioni alla libert di commercio degli islandesi, sotto il dominio danese avvenne un vero e proprio strangolamento. Gi dal 1408 gli inglesi avevano sviluppato diverse relazioni commerciali con l'Islanda. Quando la Danimarca tent di restringerle si ebbero numerosissime proteste, sfociate in violenti scontri. Nei secoli XV e XVI commerciavano regolarmente con l'Islanda gli inglesi, gli olandesi, i tedeschi, gli scandinavi continentali e persino i baschi spagnoli; ma il re di Danimarca pose sempre maggiori limiti al commercio estero. Cominci col monopolizzare le merci pi richieste, ovvero lo zolfo, i falconi da caccia e l'olio di fegato di merluzzo; nel 1564 i singoli porti islandesi vennero dati in gestione ai mercanti danesi. Questo provoc una concorrenza accanita tra i vari mercanti e liti furibonde sul controllo delle merci provenienti dall'isola. Nel 1602 si ebbe il collasso: da quell'anno, infatti, fu permesso agli islandesi di commerciare solamente con i sudditi del regno di Danimarca. I porti vennero ceduti a mercanti di provata fedelt, ed il Paese fu suddiviso in distretti commerciali, ognuno dei quali poteva intrattenere relazioni commerciali solamente con i mercati continentali di assegnazione. Nella storia d'Islanda, questa fu la prima dura limitazione alla libert di movimento, e la popolazione ne soffr tremendamente, dato che i confini dei vari distretti erano stati tracciati a tavolino senza tenere in alcun conto le loro particolarit geografiche e sociali. Presto fu chiaro che i mercanti non erano in grado di tener fede ai loro impegni. I pi elementari beni di consumo mancavano, ma, in compenso, c'era grande abbondanza di tabacco e di acquavite, che facevano guadagnare un sacco di soldi e riducevano molte persone in uno stato di prostrazione (esattamente come avvenne poi con gli Indiani d'America).

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Nella storia d'Islanda, il periodo del Monopolio (einokunart) senz'altro quello pi duro e triste; il Paese venne ridotto ad una sorta di riserva e si impover terribilmente. Le ingiustizie erano all'ordine del giorno e lo sfruttamento veramente senza scrupoli. Molte persone morivano letteralmente di fame; le carestie e le epidemie si susseguivano, decimando la popolazione gi indebolita dalle privazioni e dagli stenti. Il colpo di grazia fu dato dall'eruzione del Laki (1783-84): dopo la catastrofe, che provoc quasi diecimila morti, il numero degli abitanti scese a soli 38.000, molti meno degli antichi colonizzatori del IX secolo. quasi inspiegabile come qualcuno abbia potuto sopravvivere in una situazione del genere, tanto che, accorgendosi dello sfacelo, lo stesso governo danese decise di porvi un qualche rimedio. Si part con la drastica ed inaccettabile proposta di trasferire gli islandesi superstiti in Danimarca, nello Jtland; le alte sfere non potevano o non volevano capire che la causa principale della tremenda crisi era il monopolio commerciale. Per la sua abolizione, infatti, bisogn attendere il 1854. Ma proprio nel periodo pi buio, Skli Magnsson (1749-1784), il primo preposto islandese, tent di introdurre alcune riforme. Grazie ai suoi sforzi, purtroppo interrotti dalla sua morte prematura durante la catastrofe del Laki, il governo danese si decise a fare qualcosa per l'Islanda invece di limitarsi a sfruttarla. Skli Magnsson aveva fatto al governo delle proposte concrete allo scopo di creare delle officine, o piccole industrie manufatturiere, nell'isola, proposte che vennero fortunatamente accettate. Furono avviate delle officine a Reykjavk; ebbero vita breve, ma portarono ad un temporaneo alleggerimento della situazione e, soprattutto, fecero di Reykjavk il centro pi importante del Paese. Il 18 agosto 1786 Reykjavk ed altre cinque localit (Grundarfjrur, Akureyri, Eskifjrur, Vestmannaeyjar e safjrur) furono elevate a regi mercati (kaupstair). Reykjavk aveva a quel tempo solo 302 abitanti, ma ebbe un rapidissimo sviluppo divenendo il maggior centro islandese; ben presto vi furono trasferiti tutti gli organi amministrativi, divenendo cos il capoluogo dell'isola. Durante il periodo Napoleonico l'Europa fu percorsa da un fremito di libert, ed anche gli studenti islandesi a Copenaghen ne furono contagiati, proponendosi di scuotere il popolo dal suo sonno secolare e di risvegliare l'amore per il glorioso passato della loro terra. La prima battaglia fu quella per la reintroduzione dell' alingi, abolito nel 1800. Uno dei leader del gruppo di studenti era Jn Sigursson (1811-1879), bibliotecario a Copenaghen; egli pose le prime basi per l'indipendenza del Paese. Dalle colonne della rivista da lui fondata, N Flagsrit ('Rivista della Societ Nuova'), ricorrendo anche ad interi libri ed a pubbliche discussioni, Jn spinse i suoi compatrioti a lottare per i loro antichi diritti e per la libert. Nel 1854 fu raggiunto il primo risultato tangibile: l'alingi fu ripristinato e si riun a Reykjavk. Negli anni seguenti, fino al 1874, gli islandesi sostennero una lotta accanita contro ogni tentativo di fare dell'Islanda parte integrante ed inseparabile del Regno di Danimarca. La lotta fu naturalmente guidata da Jn Sigursson, divenuto membro dell'alingi; la sua intelligenza e le sue solide argomentazioni spiazzarono spesso i danesi e gli fecero guadagnare la riconoscenza dell'intero popolo, che prese a considerarlo come un eroe nazionale. In occasione del millenario della colonizzazione dell'Islanda (1874), il re di Danimarca Cristiano IX concesse motu proprio agli islandesi una nuova Costituzione la quale, per, in alcuni punti non corrispondeva affatto ai desideri degli islandesi stessi; in particolare, le decisioni dell'alingi avrebbero sovuto essere sempre sottoposte ad approvazione regia. Tale episodio fu considerato dagli islandesi come un ammonimento a non abbandonare mai la lotta per la libert; lo scopo doveva restare comunque la piena indipendenza. Il 1 febbraio 1904 il governo danese cedette, nominando ministro per l'Islanda un islandese con residenza a Reykjavk. Il primo Ministro per l'Islanda fu il celebre poeta Hannes Hafstein (1861-1922), che fino ad allora era stato prefetto (sslumaur) della provincia di safjrur. Il 1 dicembre 1918 fu infine approvata una legge in base alla quale l'Islanda rimaneva unita alla Danimarca solo nella persona del Re (la cosiddetta 'unione personale'); l'Islanda divenne quindi uno stato indipendente nell'ambito del Regno di Danimarca, come sono tuttora la Groenlandia e le Fr er. La legge prevedeva un periodo di 25 anni, passato il quale i rispettivi governi avrebbero
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deciso se rinnovare gli accordi o denunciarli; ma gli islandesi, fin dall'inizio, diedero ad intendere che, da parte loro, la scelta era gi stata fatta. 5. L'ISLANDA STATO LIBERO NELL'AMBITO DEL REGNO DI DANIMARCA (1918 1944) La virtuale indipendenza dalla Danimarca per quanto riguardava gli affari interni, ottenuta nel 1904, port ben presto ad un generale miglioramento della situazione islandese. Adesso gli islandesi erano responsabili della loro amministrazione, e sapevano molto meglio dei danesi quali fossero i reali problemi e che cosa si dovesse fare per risolverli. I ministri islandesi godevano di un grande sostegno da parte della popolazione, senza il quale la loro politica non avrebbe potuto avere successo. Dopo la catastrofe del Laki (1783-84), la popolazione aveva ricominciato lentamente ad aumentare e, nel 1871, l'isola contava 70.927 abitanti; ma nel 1901, a causa della grossa ondata di emigrazioni in Nordamerica del 1870-77 (dovuta alle difficili condizioni di vita in quegli anni), gli abitanti erano saliti a soli 78.470. In trent'anni la popolazione era cresciuta di sole ottomila unit. Un notevole miglioramento si ebbe con l'istituzione della Compagna di Navigazione Islandese (Eimskipaflag slands), nel 1914. Dopo secoli, gli islandesi poterono riappropriarsi del commercio e delle comunicazioni con l'estero. Nel 1917 venne formato per la prima volta un gabinetto con tre ministeri; fino a quell'anno, infatti, l'amministrazione era stata affidata ad un solo ministro che si occupava di tutti gli affari islandesi, Lo sviluppo prosegu in ogni campo: furono costruite strade e ponti in tutto il Paese, furono allacciate le comunicazioni telefoniche con l'interno e con l'estero, la flottiglia peschereccia fu potenziata ed inizi l'elettrificazione del Paese con la costruzione delle prime centrali. La richiesta dei prodotti marini ed agricoli islandesi era molto grande, ed il commercio ebbe uno sviluppo mai visto prima di allora. La scuola dell'obbligo fu introdotta in tutto il Paese, e questo fatto port ad una rapido sviluppo della pubblica istruzione; dappertutto furono costruite nuove scuole. Nel 1911, a Reykjavk, fu fondata l'Universit d'Islanda (Hskli slands); per la sua fondazione fu scelto quell'anno perch si trattava del primo centenario dalla nascita di Jn Sigursson. Il primo rettore della nuova universit fu il celebre filologo Bjrn M. lsen (1850-1919). Tutte queste conquiste avevano per un rovescio della medaglia: la forza lavoro dedita all'agricoltura diminuiva a vista d'occhio. L'Islanda si trov per la prima volta nella sua storia a fronteggiare i problemi causati dall'urbanesimo e dal conseguente spopolamento delle campagne, un fenomeno ancora ben attuale. La popolazione, intanto, cresceva rapidamente. Nel 1940 gli abitanti erano 121.474 (dati provenienti dall rsbk slands del 1941), dei quali 38.196 nella sola capitale, Reykjavk. Il secondo centro del Paese, Akureyri, aveva solo 5.564 abitanti. La II Guerra mondiale, che vide l'Islanda mantenere una posizione formalmente neutrale sebbene si fosse ben volentieri lasciata occupare dalle truppe Alleate, ebbe come conseguenza prima un vertiginoso aumento della richiesta dei prodotti islandesi, tanto da far risollevare completamente il Paese dalla recessione degli anni '30. L'Islanda occupa una posizione strategica vitale nell'Atlantico settentrionale. Nell'estate del 1937 una delegazione di presunti scienziati tedeschi era stata accolta con tutti gli onori (il pretesto del viaggio era una finta spedizione geografica nell'interno dell'isola). Quando per alcuni si accorsero che gli scienziati stavano in realt tracciando delle piste di atterraggio per aerei, ponendo cos le basi per una futura invasione da parte delle truppe del Reich, il governo islandese os sfidare la Germania ed espulse dal Paese tutta la delegazione, che aveva approfittato senza scrupoli dell'ospitalit e della buona fede degli islandesi, i quali pretesero le scuse ufficiali da parte di Hitler (e le ottennero, caso veramente unico). In seguito fu stipulato un patto di assistenza militare con la Danimarca e, soprattutto, con la Gran Bretagna, in previsione della catastrofe che si stava per abbattere su tutto il Pianeta. Nella
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primavera del 1940 la Danimarca fu occupata dalle truppe tedesche; il Re rimase a Copenaghen, ma il governo fugg a Londra. Il 10 maggio dello stesso anno un contingente di truppe britanniche sbarc in Islanda per assicurare la protezione dell'Isola e dei suoi aeroporti. Con l'occupazione della Danimarca, il governo islandese dovette assumere anche la conduzione della politica estera, che era rimasta fino ad allora nelle mani dei danesi. Sorsero le prime rappresentanze diplomatiche all'estero, e gli ultimi legami con la Danimarca furono dissolti. Allo stesso tempo furono poste le basi per la costituzione di una Repubblica indipendente. In seguito ad un referendum, nel quale il 97% dei votanti si espresse in favore della piena ed immediata indipendenza, il 17 giugno 1944 fu proclamata a ingvellir la Repubblica d'Islanda (Lveldi slands). La data del 17 giugno, proclamata principale festa nazionale, aveva una valenza simbolica: era infatti il giorno in cui era nato Jn Sigursson. L'alingi, pur avendo la propria sede stabile a Reykjavk, si riunisce ogni anno in quella data a ingvellir per la sua seduta inaugurale. L'Islanda riprendeva cos, dopo 682 anni di dominio straniero, il suo cammino di Stato Libero; suo primo presidente fu eletto un diplomatico, Sveinn Bjrnsson. 6. LA REPUBBLICA D'ISLANDA DAL 1944 AI GIORNI NOSTRI9 A partire dal 1944 si registrato un rapido sviluppo in tutte le attivit. La popolazione aumentata considerevolmente e, nel 1996, secondo dati ufficiali, ammontava a oltre 264.000 persone. Tale incremento demografico (la popolazione islandese pi che raddoppiata in soli 46 anni) ha creato numerosi problemi come, ad esempio, quello delle aule scolastiche sovraffollate e della mancanza cronica di abitazioni, malgrado il buono stato dell'industria edilizia. La disuguaglianza tra citt e campagna si ulteriormente accresciuta: nell'intero Paese gli agricoltori e gli allevatori sono adesso non pi di 5000. La produzione agricola stata per completamente meccanizzata, ed i risultati sono stati talmente buoni (specialmente nell'allevamento) che l'Islanda si pu adesso permettere il lusso di esportare prodotti primari come la carne e ed il latte, entrambi noti per la loro eccellente qualita. Secondo i ristretti canoni islandesi, Reykjavk diventata una grande citt: conta adesso 97.542 abitanti, che arrivano a 135.245 coi sobborghi di Seltjarnarnes, Garabr, Kpavogur, Hafnarfjrur e Bessastair (residenza del Presidente della Repubblica). Si pu tranquillamente affermare che oltre la met dell'intera popolazione islandese vive a Reykjavk e dintorni. Il pi grosso problema dell'Islanda attuale l'estrema limitatezza delle risorse economiche. Quasi l'80% delle esportazioni consiste infatti nel pesce e nei suoi derivati. L'ultimo passo da compiere per raggiungere la piena indipendenza economica dunque la ripresa del controllo sui ricchi banchi di pesce che si trovano nei mari islandesi; date infatti le condizioni climatiche e la natura del suolo, che non permettono di sviluppare a sufficienza l'agricoltura, i destini economici dell'isola sono quasi esclusivamente affidati ai proventi della pesca industriale. Fin dal XV secolo le acque islandesi hanno attirato i pescatori di tutto l'Atlantico settentrionale; il governo danese aveva fissato il limite delle acque territoriali a sole tre miglia dalla costa, e le imbarcazioni da pesca straniere potevano cos spingersi sottocosta, depredando il patrimonio ittico praticamente sotto il naso degli islandesi. Durante il periodo bellico l'Islanda era stata praticamente sostenuta dagli Stati Uniti, che avevano impiantato sull'isola, a Keflavk, una enorme base militare difensiva e logistica, tutt'oggi in piena attivit. Nel dopoguerra si fece sentire una grave crisi economica, dovuta anche ai problemi in campo ittico; la concomitante protesta contro lingresso dellIslanda nella NATO, fomentata dai partiti di sinistra, sfoci nei sanguinosi scontri di piazza a Reykjavk nell'ottobre del 1949, gli
Questo e tutti i paragrafi successivi sono stati integrati, ampliati o composti ex novo da Riccardo Venturi. Il saggio del Ptursson termina con la Guerra del Merluzzo del 1972.
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unici mai avvenuti nella storia moderna islandese. In pratica, le opposizioni di sinistra (ed il quotidiano jviljinn 'Il Volere del Popolo', allora di stretta osservanza sovietica) accusavano il governo di non fare assolutamente niente per cambiare la situazione delle acque territoriali. Malgrado gli scontri, il problema era reale e la mancanza di accordi internazionali sullo sfruttamento delle risorse ittiche spinse cos il governo islandese a prendere delle decisioni unilaterali, che, ovviamente, portarono a dei seri contrasti. Nel 1952 il limite delle acque di bandiera fu portato a 4 miglia dalla costa, mentre tutti i fiordi e le insenature vennero chiusi ai pescherecci stranieri e difesi da unit armate della Guardia Costiera. Nel 1958 il limite fu portato a 12 miglia, il che provoc i primi seri incidenti con la Gran Bretagna (la cosiddetta 'Prima guerra del merluzzo', rskastr). La crisi economica degli anni '70 non risparmi l'Islanda: fu cos che, nel 1972, il limite fu ulteriormente ampliato a 50 miglia ed infine, il 15 ottobre 1972, a 200 miglia dalla costa. Si ebbe cos la celebre 'Seconda guerra del merluzzo', che port a veri e propri scontri armati tra i pescherecci inglesi e quelli islandesi scortati da unit della Guardia Costiera. Gli scontri durarono qualche mese, finch la questione, portata addirittura in sede ONU, non fu affrontata seriamente e risolta, nel 1976, con la definitiva assegnazione all'Islanda del limite delle 200 miglia (con il divieto per assoluto di estenderlo ulteriormente in futuro). La stessa concessione venne fatta alla Norvegia, mentre alla Gran Bretagna ed alle Fr er venne accordato un limite di 100 miglia. I governi di coalizione islandesi si sono sforzati fin dal primo giorno di indipendenza di trovare dei nuovi sbocchi per l'economia del Paese, che si trova in condizioni perennemente precarie anche per la mancanza di materie prime. L'Islanda, per, soffre meno di altri paesi il problema energetico, vista la sua estrema ricchezza di energia geotermica ed idrogeologica. Ad un ulteriore sviluppo di tali fonti alternative, che tra l'altro sono del tutto 'pulite' dal punto di vista ambientale, si lavora alacremente fino dal dopoguerra. L'industrializzazione del Paese cos potuta andare avanti, con risultati moderatamente promettenti (e con i primi problemi di inquinamento da rifiuti). Il futuro dir quali siano le tendenze da seguire maggiormente. Intanto, l'intera citt di Reykjavk e molte altre importanti localit del Paese vengono riscaldate ed elettrificate sfruttando esclusivamente l'energia geotermica. Gli idrocarburi restano comunque una voce che incide sulla bilancia dei pagamenti, sia per l'autotrazione che per gli usi industriali; ed a tale riguardo sono state intraprese delle ricerche petrolifere, volte ad individuare dei giacimenti marini ad imitazione di quanto avvenuto in Norvegia. L'isolamento dell'Islanda comunque definitivamente un ricordo del passato. Essa intrattiene oggi relazioni diplomatiche e commerciali con moltissimi paesi del mondo, e gli aerei delle compagnie nazionali Icelandair e Loftleiir (Flugflag slands) collegano ogni giorno l'isola con tutti i continenti. Una nuova grande risorsa economica si sta comunque sviluppando sempre di pi: il turismo. Gli stranieri hanno 'scoperto' l'Islanda solo di recente, ma il loro flusso sta aumentando considerevolmente, specialmente negli ultimissimi anni ( difficile che un buon tour operator non inserisca oggi l'Islanda nel suo pacchetto di proposte). Accanto al turismo organizzato, l'Islanda divenuta tra l'altro mta prediletta del turismo 'estremo' e del trekking. Tale forma di approccio senz'altro riservata a persone preparate e dotate di attrezzature sofisticate e costosissime (data anche le notevoli difficolt climatiche e geomorfologiche) ma ha il merito di far conoscere sempre di pi l'Islanda all'estero. Negli ultimissimi anni lIslanda divenuta anche una delle mete alternative preferite dal turismo giovanile; a questo ha senzaltro contribuito anche lo sviluppo dei centri di registrazione musicale, veramente allavanguardia (si recano ad incidere in Islanda rockstar di prima grandezza come Sting, Mick Jagger e Madonna, oltre che la stella locale, Bjrk, nota anchessa in tutto il mondo). Destate Reykjavk diventata una citt vivissima e piena di ragazze e ragazzi dogni razza e paese, come scrive il settimanale italiano LEspresso in un suo articolo del 1997. Da segnalare che, da alcuni anni, esiste nel nostro Paese unAssociazione
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dAmicizia Italia-Islanda (lindirizzo il seguente: c/o avv. Vladimiro Bombacci, via Al Sesto Miglio 6, 00198 Roma). L'Islanda una democrazia parlamentare, ed altro non poteva essere dati i suoi trascorsi storici. I partiti politici principali sono quattro, dal centro-destra alla sinistra; alla met degli anni 30 fu tentato di dare vita ad un partito di ispirazione nazista (detto jernissinnaflokkur Partito Nazionalista), i cui pochi adepti rimaser per tranquillissimi a farsi sbeffeggiare da tutti dopo l oceanica adunata del 29 luglio 1938 (92 persone). La composizione dell' alingi (la cui sessione ordinaria annuale di apertura viene tenuta, come nel lontano passato, nella piana di ingvellir, il 17 giugno) di solito cos instabile, che, finora, tutti i governi sono stati di coalizione. L'Islanda stata spesso considerata una sorta di 'laboratorio' politico; tra le altre cose, stato il primo paese della NATO che abbia avuto (nel 1975) un governo formato esclusivamente da esponenti socialisti e comunisti. Attualmente (dal 25 aprile 1991) il Paese comunque governato da una coalizione di centro-destra guidata da un personaggio molto 'caratteristico' e popolare, Dav Oddsson (detto 'King David' -e che l'Islanda abbia un primo ministro soprannominato 'Re' veramente singolare!). Paese che si vanta delle sue conquiste in campo sociale, l'Islanda forse l'unica nazione del mondo ad aver completamente debellato l'analfabetismo. Anche la condizione femminile molto buona, come del resto in quasi tutti i paesi nordici: ne un singolare quanto simpatico segnale il fatto che, dal 1983, esista una formazione politica detta Kvennalistin 'Lista femminile' o, come diremmo meglio, 'Partito delle donne', la quale, oltre ad essere formata esclusivamente da rappresentanti del gentil sesso, ha raccolto un successo clamoroso anche presso l'elettorato maschile mandando regolarmente all'alingi un buon numero di deputate e risultando spesso decisiva nella formazione dei governi. Che le donne islandesi godano di un'assoluta parit di diritti lo si vede anche dal fatto che, dal 1980, presidente dell'Islanda una donna, la signora Vigds Finnbogadttir (nata il 15 aprile 1930). L'Islanda stata cos il primo paese del mondo ad insediare una donna alla pi alta carica dello Stato, non considerando le sovrane. I precedenti presidenti della Repubblica sono stati Sveinn Bjrnsson (1944-1952), sgeir sgeirsson (1952-1968) e Kristjn Eldjrn (1968-1980); nel 1984, 1988 e 1992 Vigds stata riconfermata d'ufficio in quanto non si era presentato nessun altro candidato alla carica10. E' stata tra l'altro lei, in qualit di 'padrona di casa', ad accogliere l'8 ottobre 1985 il presidente americano Ronald Reagan e quello sovietico Michail Gorbaciov per il loro primo incontro (in pratica, il primissimo passo verso gli accordi per lo smantellamento delle armi nucleari). In quei giorni, per la prima volta nella sua storia, l'Islanda stata veramente al centro del mondo. 7. GLI ISLANDESI ALL'ESTERO: SCOPERTA E COLONIZZAZIONE DELLA GROENLANDIA Gi dal 978 dei navigatori islandesi avevano scoperto la Groenlandia, spintivi probabilmente dai venti mentre stavano dirigendosi verso occidente. La notizia della scoperta della nuova terra occidentale giunse presto in Islanda. Fu per solo nel 982 che Eirkur orvaldsson, pi noto come Eirkur raui (Erik il Rosso), bandito dall'Islanda per tre anni a causa di violenze, decise di visitare l'isola appena scoperta. Dopo averla ritrovata, si ferm in un luogo che gli parve adatto per un insediamento permanente. Con una palese e voluta incongruenza chiam quella terra, completamente ricoperta dai ghiacci, Grn-land 'terra verde', probabilmente per non scoraggiare eventuali nuovi colonizzatori con un nome effettivamente rispondente alla realt dei fatti. Dalla Groenlandia, Erik intraprese altre spedizioni alla ricerca di nuove terre ad occidente; dopo tre anni torn in Islanda per reclutare nuovi coloni disposti a trasferirsi in Groenlandia, e dovette avere successo dato che molti decisero di seguirlo. Cos, nel 985, salparono per la Groenlandia 24 navi con a bordo circa 700
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Il 29 giugno 1996 stato eletto nuovo presidente R. Grmsson per la rinuncia di Vigds. 27

islandesi; si calcola per che quasi la met dei coloni sia tornata indietro dopo aver constatato le effettive condizioni climatiche e geologiche della smisurata isola, niente affatto verde. I coloni rimasti stabilirono due insediamenti sulla costa orientale della grande isola, Vestribygg e Eystribygg (risp. 'insediamento dell'ovest' e 'insediamento dell'est'); qui formarono una colonia ordinata secondo il modello islandese, con tanto di alingi. Quest'ultimo si riuniva a Garar (oggi Igaliko), che divenne la 'ingvellir' groenlandese. Nel 986 un navigatore in viaggio per la Groenlandia scopr per caso, deviato dai venti, nuove terre ancor pi ad occidente. Leifur Eirksson (Leif Eriksson), figlio di Erik il Rosso, decise allora di saperne di pi, salpando dalla Groenlandia nell'anno 991. Sbarc quindi in una terra, cui diede il nome di Vnland 'terra del vino'; era, in pratica, approdato sul continente americano quasi 500 anni prima di Cristoforo Colombo. Sembra comunque improbabile che Leif Eriksson si sia spinto tanto a sud da trovare delle viti; la parola vn 'vino' potrebbe essere intesa anche come vin 'pascolo, terra ricoperta da bassa vegetazione'. In ogni caso, Leif ed i suoi svernarono nella nuova terra, con ogni probabilit la punta settentrionale dell'isola di Terranova. Il ricercatore norvegese Helge Ingstad Reste ha scoperto dei resti di antiche capanne di fattura norvegese a L'Anse aux Meadows, per cui non sembrano sussistere pi dubbi sulla presenza di islandesi sul continente americano intorno all'anno 1000. La colonia groenlandese si svilupp indipendentemente dalla madrepatria, anche se i contatti tra i due paesi, almeno nei primi tempi, furono abbastanza continui e vivaci. Cos, ad esempio, il Cristianesimo arriv in Groenlandia pochissimo tempo dopo essere stato introdotto ex lege in Islanda. Si ritiene che, nel periodo di massimo splendore, gli insediamenti islandesi in Groenlandia fossero circa 300, con quasi 3500 abitanti. La Groenlandia doveva avere una fioritura culturale simile a quella della Madrepatria: ne fanno fede, ad esempio, i due carmi Eddici detti Atlakvia in grnlenzca Carme groenlandese di Attila e Atlaml in grnlenzco Canzone groenlandese di Attila, cos detti perch (almeno nel caso del primo) con tutta probabilit composti in Groenlandia. Nel 1350 Vestribygg, sotto la spinta delle trib eschimesi (Skrlingjar) provenienti dal nord dell'isola, dovette essere abbandonata. Eystribygg, costruita in posizione pi sicura, fu invece abitata fino alla fine del XV secolo; non ancora stato possibile chiarire quali siano state le cause della sua fine. Ancora oggi diversi resti di chiese ed abitazioni testimoniano dell'esistenza in Groenlandia di questa originale civilt nordica scomparsa. Negli ultimi secoli, tra l'altro, i legami con l'Islanda si erano completamente dissolti, dato che fin dal XIII secolo gli islandesi non disponevano pi di navi adatte alla navigazione oceanica, assai difficoltosa a quelle latitudini. La Groenlandia non ha comunque mai cessato di gravitare nell'orbita scandinava: ancora oggi, pur essendo praticamente uno stato pienamente indipendente, formalmente legata alla Danimarca (in unione personale con la Corona), anche se abitata esclusivamente da civilissimi eschimesi. Certo, il nome che le hanno dato nella loro lingua, Kalaalit Nunat, suona molto diverso dalla Grnland dei suoi antichi scopritori islandesi. Negli ultimi anni anche la Groenlandia stata scoperta dal turismo, che, ovviamente, vi si svolge in condizioni ancora pi estreme che in Islanda; a questo deve aver senzaltro contribuito anche il clamoroso successo mondiale del romanzo dello scrittore danese Peter Heg, Frken Smillas forkendelse for sne (Il senso di Smilla per la neve), dalla singolarissima ed avvincente trama, la cui protagonista groenlandese e che si svolge per buona parte in Groenlandia (dal libro stato tratto anche un bel film; Smilla interpretata dallattrice Julia Ormond). 8. EMIGRAZIONE IN AMERICA ED IN ALTRI PAESI Il primo insediamento islandese in Nordamerica fu stabilito nel 1855 nello stato dello Utah, in seguito a motivi di natura religiosa. Le pessime condizioni climatiche che si ebbero nell'isola attorno alla fine del secolo determinarono una nuova ondata di emigrazioni in America. Sebbene a quel tempo l'Islanda avesse solo 72.000 abitanti, a causa della distribuzione degli insediamenti era gi un paese sovrappopolato rispetto all'esiguit delle
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risorse economiche. L'agricoltura rappresentava la maggior fonte di guadagno, ed ogni fattoria aveva bisogno di molto spazio; quando i giovani non poterono pi avere nuova terra da coltivare, se per caso non ereditavano un'altra fattoria erano costretti ad insediarsi sempre pi nell'interno, sugli altipiani centrali. Le condizioni climatiche della met del XIX secolo, temporaneamente favorevoli, resero possibile questo sviluppo; ma quando, attorno al 1870, le condizioni cominciarono di nuovo a peggiorare, tutti gli insediamenti sugli altipiani andarono in rovina. Particolarmente colpite furono le regioni nord-orientali dell'isola, ma anche le altre regioni si trovarono ben presto in una situazione di emergenza. A quell'epoca il governo canadese aveva programmato tutta una serie di iniziative in Europa, per attirare nuovi coloni. I propagandisti canadesi giunsero anche in Islanda, dove ebbero buon gioco nel convincere quella povera gente, che aveva perduto tutto, a trasferirsi in Canada. Ne segu, tra il 1870 ed il 1877, un'ondata di emigrazioni verso il Nordamerica. Circa 12.000 islandesi cedettero al richiamo, e si stabilirono in diverse zone del nuovo continente, specialmente nello stato canadese del Manitoba e nel confinante stato USA del Minnesota. Sulle rive del lago Winnipeg, dove il governo canadese aveva messo molta terra a loro disposizione, i coloni islandesi fondarono Nja sland Nuova Islanda; qui formarono una sorta di stato autonomo secondo l'antico modello islandese (dimostrando cos quanto ancora erano sentite le antiche tradizioni), nel quale veniva parlata solo la lingua materna, valevano solo le leggi islandesi e venivano pubblicati giornali in islandese. Il principale villaggio di pescatori islandesi sul lago Winnipeg ancor oggi chiamato Hecla (con tanto di Hecla Island, nel lago) e costituisce un luogo di interesse nazionale, ma fra i toponimi presenti nella zona si trovano Hnausa Reef, Sigurdsson Island, Siglunes, Baldur, Vogar, Bjarnason Island, Iceland River, Geyser, Arborg, Lundar, Arnes, Husavick e persino Reykjavik. Scorrendo gli elenchi telefonici di Minneapolis non raro trovare dei Gudmundsson, dei Thorsteinsson, dei Finnbogason e dei Gislason. Oggi vivono in Canada circa 30.000 persone di origine islandese; la lingua ancora parlata ed intesa, ma le nuove generazioni, come del resto naturale, l'hanno generalmente abbandonata in favore dell'inglese (o anche del francese, nel Qubec). Molti emigranti in Canada si trasferirono successivamente negli Stati Uniti, dove oggi vivono circa 10.000 persone di discendenza islandese (le principali colonie sono, oltre che a Minneapolis, a Seattle e a Los Angeles). Gli islandesi del Canada hanno prodotto uneminente figura letteraria, Stephan G. Stephansson (1853-1927), che scrisse esclusivamente in islandese. L'emigrazione fu massiccia solo verso il Canada, ma, da sempre, piccoli gruppi di islandesi vivono in molti altri paesi, tanto che oggi li si pu incontrare un po' dovunque. I pi vivono comunque in Scandinavia, specialmente in Danimarca (circa 3000 persone); negli altri paesi il loro numero molto pi ristretto. Molti islandesi sono arrivati in Scandinavia negli anni 1968-70, quando l'isola era in preda ad una difficile congiuntura economica e la massa di iceberg abbattutasi sulla costa settentrionale rischi di provocare il tracollo economico di quella parte dellisola, ritardando la germinazione ed impedendo la pesca; in quell'occasione circa 200 islandesi emigrarono addirittura in Australia. Lislandese comunque per natura un viaggiatore, cosa che fa capire ancor meglio quale autentica violenza alla sua natura siano stati i secoli in cui i suoi movimenti sono stati limitati. Per tornare al tema, e per concludere, si pu dire che, da quando la tendenza economica si nuovamente invertita (specialmente dal 1976, con l'assegnazione all'Islanda del limite di 200 miglia delle acque di pesca), molti islandesi hanno deciso di tornare. Senza alcuna retorica, si pu affermare che la vera Patria di un islandese non pu essere che l'Islanda.

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TERZA PARTE: LA LINGUA ISLANDESE

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1. LA LINGUA DEI COLONIZZATORI NORVEGESI Dal precedente riassunto storico si pu dedurre che la maggior parte dei colonizzatori proveniva dalla Norvegia occidentale. L'islandese quindi in origine una lingua di importazione e, piu' precisamente, un dialetto norvegese. Il norvegese antico (norv., dan. gammelnorsk o oldnorsk) fu quindi trapiantato in una terra fino ad allora pressoch disabitata, e non venne quindi a contatto con un altro idioma che ne avrebbe potuto influenzare l'evoluzione come substrato o adstrato; il suo sviluppo fu autonomo. Sarebbe per errato ritenere che la lingua portata in Islanda fosse completamente unitaria. Sebbene la maggior parte dei colonizzatori fosse originaria della Norvegia occidentale, mumerosi altri coloni provenivano da altre regioni del paese ed anche da altri paesi scandinavi. In Islanda, quindi, si venne a formare un idioma particolare con il contributo di tutti i dialetti norvegesi di allora. I fitti scambi di persone all'interno dell'isola, e specialmente l' alingi (l'assemblea generale annuale che si teneva all'inizio di ogni estate a ingvellir) contribuirono senz'alcun dubbio a livellare le differenze tra i vari dialetti; sopravvissero le caratteristiche comuni, mentre scomparvero quelle pi marcatamente dialettali. Bench non si conosca nei dettagli come abbia potuto aversi un tale sviluppo, confrontando l'islandese moderno con le altre lingue scandinave possibile cogliere quale sia stato l'esito di tale processo di livellazione. La particolare evoluzione dell'islandese, che avrebbe portato alla sua completa separazione dal norvegese e dalle altre lingue scandinave, inizi con la landnm. L'islandese ha perso ogni traccia del primitivo accento scandinavo (di natura musicale, come ancora oggi nel norvegese e pi sentitamente nello svedese); le ricerche svolte per individuarne delle tracce (p.es. nella cosiddetta 'preaspirazione', Liberman 1971, pp. 120-135) non hanno portato a risultati apprezzabili. significativo osservare che l'islandese condivide tale caratteristica con altre due scandinave lingue di importazione, il feroese e lo svedese di Finlandia. Il periodo che va dal 550 al 1050 viene detto scandinavo (o nordico) comune. A quell'epoca si parlava comunemente in tutta la Scandinavia una lingua notevolmente unitaria. La posizione-chiave della Danimarca come baricentro dell'intera area fece s che la lingua fosse semplicemente chiamata 'danese' (dnsk tunga). Sebbene i primi accenni dei futuri sviluppi particolari fossero gi individuabili in diverse regioni di quel vasto territorio, non esisteva alcun problema di comprensione reciproca; a questo si deve aggiungere la notevole somiglianza con i dialetti anglosassoni parlati in Gran Bretagna che, all'epoca della conquista danese di vaste porzioni dell'isola (VIII secolo), portarono ad una vera e propria compenetrazione, specialmente nel territorio da allora chiamato Danelaw (lett., '[territorio sottoposto alla] legge dei Danesi'). Molti sovrani anglosassoni furono di origine danese, tra cui il celebre Canuto (ingl. Canut < dan. Knud, nome maschile ancora oggi comunissimo). Il principale poema epico anglosassone, il Beowulf, tratta in realt di argomenti di ambientazione danese e i danesi sono nominati fin dal primo verso (Hwt! We Gardena in geardagum / eocyninga rym gefrunon Udite! Abbiamo udito le gesta gloriose degli antichi Re del popolo dei Danesi dalle lunghe lance) Per quanto riguarda la dnsk tunga parlata in Islanda non possediamo, per questo periodo, alcun documento scritto. Le antiche rune scandinave erano certamente conosciute dappertutto, ma non furono mai usate per scrivere su pergamena (erano state concepite come alfabeto sacrale adatto ad essere inciso su pietra, metalli o legno, cfr. Haugen, pp. 118; 191). In Islanda non sono attestate che poche iscrizioni runiche e quasi tutte risalgono a dopo il 1200.

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2. IL PERIODO SCANDINAVO ANTICO O NORRENO (1050-1350). CONFRONTO CON LE ALTRE LINGUE SCANDINAVE E GERMANICHE. Il periodo 1050-1350 viene detto scandinavo antico, nordico antico o norreno (l'aggettivo italiano stato coniato dal germanista Vittorio Santoli, che lo riprese dall'isl. norrnn 'nordico', dan., norv. norrn). Di quest'epoca possediamo numerosi manoscritti e documenti, che ci permettono di inquadrare perfettamente l'islandese di allora. Tutti i documenti si servono dell'alfabeto latino, che fu introdotto in Islanda circa nel 1100; le leggi furono trascritte per la prima volta su pergamena nel 1117-1118. I primi manoscritti, tra quelli ancora in nostro possesso, risalgono alla II met del XII secolo. Attorno al 1130-1140 fu composto il Primo Trattato Grammaticale (Fyrsta Mlfribk), una descrizione originalissima ed unica in tutta Europa di una lingua coeva (Haugen 1972, Benediktsson 1972, Albano Leoni 1975). Il trattato si occupa dei suoni dell'islandese dell'epoca, descrivendone la funzione all'interno del sistema fonologico con un metodo non molto dissimile da quello della linguistica moderna. Il manoscritto, oggi conservato a Reykjavk presso la Handritastofnun slands (Istituto Manoscritti Islandesi) comunque una copia posteriore del testo originale; altri tre trattati grammaticali furono composti nei decenni a seguire (per il II v. Raschell 1982). Sebbene i mss. pi antichi risalgano a circa il 1150, essi mostrano delle forme che dovevano essere in uso attorno al 900. Questo vale specialmente per l'antica poesia epica che, a causa della sua struttura metrica e della tradizione di tipo orale, aveva conservato delle forme notevolmente arcaiche. Tra il 1050 ed il 1350 l'islandese comincia ad avere uno sviluppo indipendente da quello delle altre lingue scandinave e germaniche, in particolare, si dimostra assai conservativo nella morfologia e notevolmente unitario in tutto il paese. Dai mss. non stato possibile determinare se in Islanda siano mai esistiti dei dialetti; tutti gli indizi ci dicono anzi che, fin dall'inizio, la lingua ha mantenuto uno straordinario grado di unitariet. Attorno al 1300 il danese ebbe una rapidissima evoluzione sia dal punto di vista fonologico che da quello morfologico (Haugen 1976, pp. 204-206). Dato che i mutamenti vengono usualmente registrati solo pi tardi dalla lingua scritta, probabile che, nel danese parlato, essi siano intervenuti in realt attorno al 1250 e forse prima. La rapida evoluzione del danese (con una semplificazione delle forme paragonabile a quella intervenuta tra l'anglosassone e l'inglese medio, non a caso pi o meno contemporanea) determin una notevola differenza tra il nord ed il sud della Scandinavia. Nel 1350 il danese doveva aver assunto un aspetto abbastanza simile a quello attuale. Il norvegese e lo svedese si svilupparono un po' pi lentamente, ma presentano ugualmente notevoli differenze con l'islandese, che sempre e comunque pi conservativo ed ha mantenuto fino ai giorni nostri molti tratti dello scandinavo comune. Nel norvegese si svilupp una sorta di 'armonia vocalica", per cui il morfema aggiunto ad una parola con vocale radicale chiusa (i, u ) presentava pure una vocale chiusa (systir 'sorella', cfr. isl. systir), mentre quello aggiunto ad una parola con vocale radicale aperta (e, o) presentava pure una vocale aperta (broer 'fratello', cfr. isl. brir). Tale innovazione fu per accettata solo dal norvegese orientale e dallo svedese (norv. mod., sv. bro[de]r), mentre in islandese non ve n' traccia alcuna. Per quanto riguarda il consonantismo, le lingue scandinave continentali e la maggior parte delle altre lingue germaniche hanno perso tutta la serie delle fricative [, ], mantenutesi invece intatte solo in islandese ed in inglese (che presenta qui un tratto fonologico notevolmente arcaico). Esse sono state sostituite dalle dentali corrispondenti [t, d] (cfr. norv., sv. tung 'pesante', smed 'fabbro' aisl. ungr, smir (isl.m. ungur, smiur); da notare che il danese moderno ha reintrodotto la fricativa sonora [] (formatasi per per contatto e non notata dalla grafia). L'islandese l'unica lingua germanica ad aver conservato i
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gruppi consonantici iniziali [hl, hr, hn], almeno dal punto di vista grafico (la loro pronuncia si in parte modificata con la desonorizzazione del secondo elemento consonantico), cfr. isl. hljt 'suono', hrafn 'corvo', hneta 'noce', ingl. loud, raven, nut, sv. ljod, nt, ted. Laut, Rabe, Nu. Assieme ancora una volta all'inglese, l'islandese l'unica lingua germanica ad aver conservato, seppure a livello locale, la pronuncia [xw] del nesso consonantico iniziale hv: cfr. isl. hva, hvalur [xwa:, 'xwa:lr, pi comunemente khva, 'khva:lr] 'che cosa, balena', ingl. what, whale [hwot, hweil]; le altre lingue germaniche hanno consonantizzato il nesso, cfr. ted. was, Wal-fisch [v-], ned. wat, waal-vis, sv. vad, val[fisk]. Da notare che lo svedese ha mantenuto fino ai primi del secolo la grafia hvad, hvalfisk, puramente storica. Il danese scrive e pronuncia hv- : hvad, hval-fisk [hv:, 'hvlfisg], mentre il nynorsk, in alcuni casi, scrive e pronuncia kv- (kva), esattamente come avviene comunemente in islandese moderno (meridionale e letterario). Esistono inoltre indizi probanti che h si pronunciava in origine [x] (Noreen 1923, p.44). Un discorso a parte merita la lingua dell'arcipelago delle Fr er (Froyar, isl. Freyjar), il feroese (o feringio, come preferiscono chiamarlo alcuni basandosi sullappellativo locale degli abitanti, Froyngar, isl. Freyingar). L'aspetto grafico lo rende quasi identico all'islandese, mentre in realt la sua fonologia ne assai distante, avvicinandosi piuttosto a quella danese (ma con numerosi tratti originali). Fu proprio il creatore della lingua letteraria feroese, il pastore luterano di origine tedesca (sveva) U.V.Hammershaimb, a prendere come modello l'islandese per ragioni storiche e di prestigio (non accettandone solo alcuni tratti caratteristici, come la fricativa dentale sorda [], sostituita ovunque da [t], cfr. fer. ta, tungur, isl. a, ungur; mantenne invece graficamente la sonora <>, sebbene essa non si pronunci affatto, dittongando per la vocale precedente e passando talvolta a [v], cfr. ta, t 'tempo', maur 'uomo' [tea:] [tj:] ['mea:vr], praticamente identici all'islandese dal punto di vista grafico ma pronunciati in maniera completamente differente). Il feroese usa inoltre il grafema dano-norvegese < > al posto dellislandese (e svedese) < >. Tutte le vocali lunghe originali si sono dittongate (come spesso avviene anche in islandese moderno) e, nel consonantismo, si sono sviluppati fonemi (spesso palatali) ignoti all'islandese, particolarmente in posizione finale (ad esempio, isl. gj faglia, fer. gjgv; isl. ey[ja] isola, fer. oyggj [ma -oy si conserva nei toponimi, al pari dellislandese -ey: Streymoy, Froyar]). Importanti tratti in comune sono per la 'preaspirazione', la pronuncia [hw] del nesso hv- iniziale ed i regolari fenomeni metafonetici (in presenza di una nasale [ a ] passa per in feroese a [ o ]: land > lond, lamb > dpl. lombum; cfr. isl. land > lnd, lamb > lmbum) . Nella morfologia, il feroese si mantiene ad un livello intermedio tra l'innovativit delle lingue scandinave continentali ( senz'altro pi arcaico dello svedese o del nynorsk) e l'estrema conservativit dell'islandese. Cos la coniugazione verbale molto pi ricca di forme di quella svedese, danese e norvegese, ma ridotta rispetto a quella islandese (forma unica per le persone plurali del presente e preterito indicativo, congiuntivo conservato solo a livello di relitto; si mantiene per il diverso grado apofonico del plurale del preterito indicativo dei verbi forti, come nello svedese solenne). Nella morfologia nominale si assiste alla scomparsa del genitivo (conservato solo nei composti, compresi moltissimi toponimi, ed in alcune espressioni fissate dall'uso; in generale, esso viene sostituito da una preposizione, spec. hj + dativo); nel plurale, il nominativo e laccusativo sono sempre uguali anche nel maschile (steinar n/apl; isl. steinar npl. ~ steina apl.), mentre nel singolare il feroese ha generalizzato la terminazione -ur (steinur, kapteinur ~ isl. steinn, kapteinn). Per il resto, la morfologia feroese si attiene abbastanza fedelmente a quella islandese. Nel lessico, si pu generalmente affermare che il feroese accoglie con molta pi disinvoltura dell'islandese i neologismi internazionali, spesso filtrati attraverso il danese (non si deve dimenticare il particolare status politico delle isole, che sono uno stato indipendente in unione personale con la corona danese, come la Groenlandia e, prima del 1944, anche l'Islanda); ci non toglie che, a volte, il modello per un nuovo termine resti l'islandese, che ha sempre goduto di molto prestigio nelle Isole delle Pecore e che da molti ancora parlato e compreso. 3. L'ISLANDESE MEDIO (1350-1550)
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Nel periodo 1350-1550, corrispondente alla perdita totale dell'indipendenza ed al dominio danese, la differenza tra norvegese ed islandese aumenta ancora. La Norvegia cade anch'essa sotto il dominio della Corona di Danimarca, ed il danese diviene lingua ufficiale portando alla formazione dell'ibrido dano-norvegese alla base del moderno bokml ('rinorvegesizzato' con buon successo solo in questo secolo). Solo nella parte occidentale (quella originaria degli antichi coloni islandesi) i dialetti si mantengono abbastanza puri e liberi dall'influsso danese, tanto che nella seconda met del secolo scorso il linguista Ivar Aasen crea sulla loro base un idioma autenticamente norvegese, dapprima chiamato landsml 'lingua nazionale' e poi nynorsk 'neo-norvegese', che ottiene immediato riconoscimento come seconda lingua ufficiale dello stato e viene usato attualmente a tutti i livelli, specialmente nella zona di Bergen. Tutte le lingue scandinave continentali si evolvono in questo periodo su base analitica (estrema riduzione della declinazione nominale e della coniugazione verbale) e, con la Riforma, assumono l'aspetto moderno. L'islandese di questo periodo presenta invece una dicotomia. Se infatti, da un lato, mantiene praticamente inalterata la complessa struttura morfologica, dall'altro subisce un riassetto fonologico paragonabile per ampiezza a quello intervenuto tra l'inglese medio e quello moderno. Solo per citare i fenomeni pi importanti: - Nel vocalismo si assiste alla dittongazione delle vocali lunghe , , ed alla differenziazione di timbro (non pi di quantit) di , . Le vocali procheile y, (risultanti da u, per metafonia da -i-) perdono la loro componente labiale e si confondono con i, (con la stessa differenza di timbro), mentre la vocale anteriore aperta (risultante da a per metafonia da -i-) si dittonga in [ai]. Si formano nuovi dittonghi, spesso sotto l'influsso di fonemi consonantici precedenti o successivi e, in generale, la pronuncia delle vocali brevi diviene sempre meno tesa fino ad approdare all'estrema rilassatezza attuale. Un fenomeno vocalico estremamente importante anche dal punto di vista morfologico la scomparsa delle sonanti in posizione finale, con la formazione di un fonema svarabhakti [], notato -u- : cfr. isl, ant. akr, gestr, merkr, gefr > isl. m. ak-u-r, gest-u-r, merk-u-r, gef-u-r. L'islandese si differenzia anche dal punto di vista grafico: scompaiono i grafemi metafonetici <> e <o> (sostituiti, a seconda degli esiti fonetici, da <> , <>, cfr. isl.ant. bkr, londom > isl.m. bkur, lndum). La vocale grafica <o> di molti morfemi (pronunciata probabilmente gi [u] in epoca antica) passa ad essere notata <u>: londom, vr gefom, eir ero > lndum, vi gefum, eir eru. La pronuncia delle vocali atone resta comunque molto chiara (a differenza di quanto avviene nelle altre lingue scandinave e germaniche), fattore che ha un importanza decisiva nella conservazione delle forme. - Il consonantismo subisce mutamenti ancor pi profondi. Compaiono fenomeni di palatalizzazione per contatto, con la conseguente formazione di fonemi consonantici probabilmente assenti nella fase antica. Lo sconvolgimento pi evidente riguarda la formazione delle consonanti desonorizzate: le sorde divengono aspirate, mentre le sonore perdono la loro vibrazione mantenendo per l'articolazione (senz'altro il tratto pi notevole del consonantismo islandese moderno e quello che presenta la maggiore difficolt per gli stranieri). Un altro fenomeno notevolissimo quello della cd. preaspirazione, per cui certi nessi consonantici vengono preceduti da una chiusura completa delle corde vocali seguita da una lieve aspirazione. Alcuni nessi consonantici sviluppano invece un elemento dentale desonorizzato. Entrambi i fenomeni non vengono notati dalla grafia che, in generale, rispecchia uno stadio di evoluzione linguistica molto anteriore (ma si tratta di un fenomeno comune a moltissime lingue di cultura, come l'inglese, il francese od il danese). Si sviluppano moltissimo anche i fenomeni morfofonetici, alcuni dei quali notati dalla grafia (gef > gefu ecc.) Il 'terremoto' fonetico subito dall'islandese non ha per toccato alcune antichissime caratteristiche fondamentali, come la conservazione delle vocali finali atone i, u, a, altrove ridotte ad una vocale indistinta []; come detto, questa probabilmente la causa principale della conservazione morfologica.
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3. L'ISLANDESE MODERNO. Attorno al 1550, con la riforma luterana , l'introduzione della stampa e la conseguente traduzione della Bibbia, l'islandese moderno definitivamente formato. Certamente, rispetto alle altre lingue scandinave e germaniche (con la parziale eccezione del feroese e del tedesco), esso rimasto ad uno stadio evolutivo anteriore dal punto di vista morfologico, ma ci non deve ingannare: i mutamenti fonologici intervenuti dalla fase antica a quella moderna sono enormi. La grafia conservativa, le forme ricchissime ed il lessico molto restio ad accettare neologismi occultano abbastanza bene la natura dell'islandese attuale, che una lingua moderna come tutte le altre (il russo, il polacco e l'ungherese, tanto per fare degli esempi, non hanno certo una morfologia meno complessa di quella islandese; lungherese, inoltre, si comporta esattamente come lislandese per quanto riguarda la maggior parte dei neologismi). Come abbiamo pi volte avuto occasione di dire, gli islandesi di oggi non hanno alcuna difficolt nel leggere i capolavori della letteratura medievale, mentre per parlare con i loro lontani antenati avrebbero probabilmente bisogno di un interprete. I mutamenti pi consistenti si sono avuti nel sistema vocalico in seguito alla perdita della quantit fonologica segmentale nel XVI secolo (orolfsson 1929), o forse gi nel XIV (Ptursson) ed al conseguente sviluppo dei dittonghi. Ma anche nel consonantismo si sono avuti notevoli cambiamenti, come, ad esempio, la desonorizzazione delle esplosive, il sorgere di una sonorit correlativa delle nasali e delle liquide e la preaspirazione (Ptursson 1973). Per riassumere le varie fasi della lingua islandese: 1. 874-1150: in questo periodo la differenza tra islandese, norvegese e scandinavo comune minima e non inficia la comprensione reciproca. Nessun documento letterario. 2. 1150-1350: periodo classico ('norreno'), durante il quale nascono e vengono messe per iscritto tutte le opere principali della grande letteratura islandese medievale, i componimenti di tradizione orale, le opere scientifiche e filosofiche ed il corpus giuridico. L'evoluzione del norvegese lo allontana gradualmente dall'islandese. 3. 1350-1530: periodo medio, durante il quale si hanno i pi importanti mutamenti linguistici che porteranno all'islandese attuale. La lingua ufficiale dell'isola diviene il danese, che non influenzer per profondamente l'islandese. Ristagno nella letteratura e ripiegamento sulla gloriosa tradizione medievale. 4. 1530-: periodo moderno. Da questa data l'islandese non subisce alcun mutamento linguistico di rilievo. Durante il Romanticismo, con la conseguente riscoperta dell'identit nazionale ed aspirazione all'indipendenza, l'islandese viene 'ripulito' dall'influenza danese e si indirizza verso un'estrema autonomia lessicale, solo lievemente intaccata ai giorni nostri. 4. INFLUENZE ESTERNE SULL'ISLANDESE Non ancora chiaro se l'influenza celtica (irlandese) abbia effettivamente contribuito allo sviluppo dell'islandese. Lo si ritiene comunque possibile, dato che tra i primi coloni erano presenti moltissimi schiavi irlandesi (secondo qualcuno arrivavano al 30% dell'intera popolazione). Sappiamo inoltre che, almeno nei primi tempi, queste persone continuarono a parlare tra loro in gaelico, ed alcuni studiosi (Maarstrander 1932) affermano che il 'germe' di alcune particolarit dello sviluppo fonologico islandese (come la preaspirazione e la desonorizzazione delle liquide e delle nasali) sia proprio da ricercarsi nell'influsso celtico. comunque non molto probabile, dato che si tratta quasi certamente di fenomeni autoctoni verificatisi in un periodo in cui, certamente, sull'isola non vi era pi nessuno che parlasse o intendesse l'irlandese ed i discendenti degli antichi schiavi si erano assimilati da generazioni. In ogni caso, l'influsso celtico dimostrabile con certezza si riduce ad alcuni toponimi (Dmon11,
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Il toponimo significa in gaelico due monti o monti gemelli (d-mon); anche nelle Fr er sono presenti due isolotti detti rispettivamente Litla Dmun piccola Dmun e Stra Dmun grande Dmun. 35

Kalmans-vk, Kolku-s, Patreks-fjrur) e ad alcuni nomi di famiglia come Kjartan, Kvaran, Kiljan, Kamban, Melkorka, alcuni dei quali ancora comuni ai giorni nostri. Sebbene la stragrande maggioranza dei toponimi islandesi sia autoctona e chiaramente interpretabile (solo per fare qualche esempio: sa-fjrur fiordo dei ghiacci, Flat-ey isola piatta, Gull-foss cascata doro, Vatna-jkull ghiacciaio delle acque (o dei laghi), Reykja-vk baia dei fumi, Blanda il (fiume) misto [che si forma, vale a dire, dallaffluenza di diversi fiumi], Varm- fiume caldo ecc.), ne esistono alcuni che hanno finora resistito a qualsiasi tentativo di interpretazione plausibile, anche alla luce delle lingue celtiche. Si tratta ad esempio di Esja (una montagna sul Kjalarnes), Ferstikla (fattoria presso lo Hvalfjrur), Vigur (isola nello safjarardjp), lfus (zona nella rnesssla, attraversata dal fiume Hvtalfus), Tintron (un cratere vulcanico nel Lyngdalsheii), Kjs (la zona che d il proprio nome alla Kjsarssla), Bla (fattoria sullo Skagarfjrur) e Hekla (il pi noto vulcano islandese). Tali toponimi pongono numerosi problemi, ma il principale pu senzaltro essere riassunto con una domanda molto semplice: se non sono islandesi o celtici, da quale lingua provengono? Sono forse stati ripresi dalla lingua (o dalle lingue) di immigranti di etnia sconosciuta, oppure, ipotesi affascinante seppure altamente improbabile, questo un segno che lIslanda era in realt gi abitata non solo prima del landnm, ma anche dellarrivo dei primi anacoreti irlandesi? E da chi? Alcuni studiosi, come il poligrafo rni la, si sono occupati della questione tentando (inutilmente) di dimostrare questa ipotesi che costringerebbe a riscrivere completamente la storia islandese degli inizi; altri ancora hanno affermato, poich lislandese una lingua dimportazione, che tali nomi potrebbero in realt risalire ad un qualche sconosciuto sostrato sul norvegese (sono quindi stati fatti dei raffronti con il lappone ed altre lingue ugrofinniche) e, quindi, trapiantati sullisola al seguito di coloni provenienti da zone della Norvegia ove tale sostrato sarebbe stato ancora presente. Beninteso, alcuni hanno tentato e tuttora tentano di spiegare i nomi in questione servendosi dellislandese (Kjs potrebbe provenire dalla radice del verbo kjsa, e sarebbe quindi la terra scelta, e inoltre ricorda il comune cognome norvegese Kjus; Bla potrebbe essere nientaltro che bl dimora, abitazione, dalla radice di ba, presente in diversi nomi di fattorie come Aal-bl ecc.). Gli sforzi del governo di Copenaghen tesi ad introdurre il danese come lingua ufficiale in Islanda lasciarono una 'scia' di termini danesi nei documenti ufficiali, ma ebbero scarso successo ed ancora pi scarsa durata. La popolazione rurale rimase fedele al sermo vetus, mentre i prestiti danesi venivano usati solo da un ristretto ceto agiato e colto, pi o meno danesizzato e residente a Reykjavk12 Quando, dunque, nel XIX inizi la battaglia per il 'repulisti' dell'islandese da tutti i danicismi e per la sua restituzione all'antica purezza, guidata soprattutto dal poeta Jnas Hallgrimsson (1807-1845) e dallo 'padre della patria' Jn Gumundsson (1807-1875), le premesse erano tutte gi ben presenti. La campagna puristica ebbe un tale successo, che i prestiti danesi vennero quasi completamente eliminati. Solo alcuni termini ormai penetrati stabilmente nella lingua parlata ed amministrativa si salvarono, come ske 'accadere, succedere' (< dan. ske, corrisp. al ted. ge-schehen), fordma emettere una sentenza (< fordmme), gli avverbi kannske o kannski e mske 'forse' (< dan. kanske, mske, lett. 'pu accadere, pu darsi') ed alcuni sostantivi come blantur 'matita, lapis', fangelsi 'prigione, carcere' e frmerki 'francobollo' < danese blyant, fangelse, frimrke. Chi volesse comunque farsi unidea di come fosse lislandese settecentesco, con tutti i suoi danicismi (ed anche latinismi) burocratici, pu leggere uno dei capolavori di Halldr Laxness, slandsklukkan (La campana dIslanda), in parte ambientato a Copenaghen (che detta Kaupinhfn, pi vicino a Kbenhavn di quanto non lo sia la forma antica ed ancora comunemente usata, Kaupmannahfn).

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Quando il celebre glottologo danese Rasmus Rask si rec in Islanda per apprendervi lislandese (nella sua breve esistenza Rask impar 27 lingue), il primo contatto con Reykjavk lo scoraggi. Quasi tutti, infatti, parlavano esclusivamente danese e lo studioso si dichiar molto pessimista sulla sopravvivenza della lingua islandese. 36

Gli influssi provenienti da altre lingue sono relativamente trascurabili. Certamente, in islandese sono presenti molti termini di origine latina, ma questi risalgono al periodo germanico comune e sono presenti in tutte le altre lingue germaniche, come kaupa 'comprare' (dan. kbe, ted. kaufen, gotico kaupjan < lat. cauponari), pappr 'carta' (ted. Papier, ingl. paper < lat. papyrus) o keisari 'imperatore' (ted. Kaiser, sv. kejsare < lat. Csar). Prestiti latini risalenti all'introduzione del Cristianesimo sono ad es. kredda 'Credo, dogma' (< lat. credo) e predika 'predicare' (< lat. prdicare; cfr. ted. predigen); pi recenti i comunissimi nttra 'natura', persna 'persona' e partur parte. Per quanto riguarda le lingue moderne, l'islandese influenzato (negli ultimi tempi abbastanza pesantemente) solo dall'inglese, specialmente attraverso il linguaggio tecnico e delle giovani generazioni. L'islandese ha per la vocazione del tritatutto: a differenza della nostra lingua, dove i termini inglesi vengono semplicemente trasportati cos come sono (magari mantenendo il plurale in -s), in islandese essi vengono adattati alla fonetica ed alla morfologia locale. Cos imperversano i pnkarar e i rokkarar (punk e rockettari) che ballano parketi disktekanna (sul parquet delle discoteche) al suono dell' harrokk (hard rock), fumandosi magari una jna (spinello, canna; ingl. joint); adesso ci sono pure gli skinnhfu (e, peggio, i nasistaskinnhfu), mentre le massaie si consolano con le spuperur (come Fgur Flk, ovvero Beautiful).

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QUARTA PARTE: BREVI CENNI DI STORIA LETTERARIA ISLANDESE

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1. IL GRANDE MEDIOEVO ISLANDESE L'Islanda celebre per la sua ricchissima letteratura medievale. stato giustamente affermato che, in proporzione all'estrema esiguit della popolazione, in nessun'altra nazione si avuta in quell'epoca una simile fioritura di opere letterarie di grande valore. Una particolarit della letteratura islandese consiste inoltre nel fatto che essa veramente e senza alcuna retorica nata dalla gente (in Islanda non mai esistita un aristocrazia come si intende storicamente), e che ogni abitante (ci equivale a dire ogni agricoltore/pescatore) ha dato il proprio contributo alla sua creazione. Le opere letterarie trattano di eventi nei quali erano coinvolte famiglie conosciute ed anche gli stessi antenati di chi scriveva. Gli episodi narrati si svolgono in un ambiente noto a tutti, per lo pi nell'Islanda stessa, ma anche in Norvegia, in Groenlandia e, raramente, altrove. Nelle lunghe sere invernali passate nella bastofa tutti si dedicavano alla composizione, alla recitazione o alla lettura di storie; i manoscritti venivano immediatamente ricopiati in modo che anche le generazioni a venire ne potessero usufruire. Queste opere sono cos intimamente legate al 'popolo' (inteso come insieme compatto di persone che si riconoscono in una data tradizione), che gli autori delle antiche Saghe (< isl. saga, pl. sgur, dalla radice di segja 'dire'), che pure mostrano un notevole labor limae, sono del tutto sconosciuti. Questo si pu spiegare probabilmente con il fatto che lo stesso concetto di 'autore' era molto diverso da quello attuale; lo stesso termine per 'autore', hfundur, formato dalla radice di hefja e significa quindi piuttosto 'iniziatore', 'colui che inizia una storia'. La prima cosa ad essere trascritta su pergamena fu la legislazione dell'antico Stato Libero (inverno del 1117). Si deve dunque presumere che l'alfabeto latino fosse arrivato in Islanda circa nel 1100. La trascrizione della lingua dovette creare non pochi problemi, dato che, tra il 1130 ed il 1150 fu composto il Primo Trattato Grammaticale (Fyrsta Mlfrisbk), sorto proprio per dirimere questioni ortografiche. I monumenti letterari pi antichi che possediamo sono l'Edda Antica o Poetica (Forna Edda o Eddukvi) ed il corpus della poesia di argomento cortese detta Scaldica (da skld 'poeta'). I componimenti scaldici vengono usualmente attribuiti a dei poeti dei quali conosciamo il periodo di attivit e, in alcuni casi, anche il nome, come il famoso Egill Skalla-Grmsson (protagonista a sua volta di una celebre saga); essi sono noti per la loro estrema concettuosit e complessit, che li rende vicini ai lontanissimi (e posteriori) trovatori provenzali (tanto che qualcuno ha ipotizzato un indiretto contatto) e, soprattutto, per l'artificio lessicale delle kenningar (dall'espressione kenna eitt vi eitt 'conoscere una cosa per mezzo di un'altra'), intricatissime metafore descrittive basate spesso su dettagli mitologici a noi poco noti o del tutto oscuri, ma che rivelano spesso una straordinaria capacit di invenzione poetica. Le kenningar erano del resto usate non solo nella poesia scaldica, segno che si trattava di un procedimento anteriore: un esempio illuminante ci viene ad esempio da un carme eddico, l' Alvssml ('Carme dell'Onnisciente'), che diamo qui in grafia moderna normalizzata, ma rispettando le forme antiche: [15] 'Segu mr at Alvss -ll of rk fira voromk, dvergr, at vitir-, 'hv s sl heitir, er sj alda synir, heimi hverjom .' 'Sl heitir me mnnom, enn sunna me goom, kalla dvergar Dvalins leika, eygl jtnar, lfar fagrahvl, alskr sa synir'

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['Dimmi questo, tu che sai tutto, -ogni storia degli esseri / mi consta che tu, nano, conosci- / Come si chiama il sole che vedono i figli degli uomini / in ciascun mondo? 'Sole' [sl] si chiama fra gli uomini, 'Sunna' [cfr. ted. Sonne] fra gli di / i nani lo chiamano 'Compagna di giochi di Dvalinn' [Dvalins leika], 'Perpetua fiamma' [ey-gl] i giganti, 'Ruota bella' [fagra-hvl] gli elfi,
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'Tutto splendore' [al-skr] i figli degli asi.' (Il canzoniere Eddico, trad. di P.Scardigli e M.Meli, Milano, Garzanti, 1982)]. Si deve comunque tenere conto del fatto che, prima di essere messe per iscritto, le poesie scaldiche furono tramandate oralmente per circa due secoli, e lo stesso vale a maggior ragione per le opere completamente anonime. Una cos lunga tradizione orale pone allo storico letterario di oggi dei problemi enormi, n la parziale o totale compartecipazione di autori diversi a singole opere inequivocabilmente sicura. I mutamenti che un'opera deve aver subito nel corso della sua lunga tradizione orale possono essere accertati solo raramente, e mai con piena sicurezza. Al contrario delle poesie scaldiche, i carmi Eddici sono tutti anonimi. Se tali componimenti epici siano di origine propriamente islandese oppure 'germanica' stato oggetto di una lunga e forse insolubile disputa, simile per alcuni versi alla 'questione Omerica'. Assai dibattuta anche la questione se essi siano stati scritti per la prima volta in Islanda, in Germania od in altri paesi: per quanto riguarda il loro contenuto, i carmi pi antichi potrebbero addirittura esser fatti risalire all'epoca delle grandi migrazioni del IV-V secolo (Vlkerwanderungen), ed apparterrebbero quindi alla tradizione germanica comune. Resta comunque incontestabile il fatto che essi ci sono pervenuti in massima parte grazie ad un codice in-quarto, redatto certamente in Islanda nella seconda met del XIII secolo, il Codex Regius 2365-4 o Konungsbk. Se si esclude un breve frammento epico redatto in alto tedesco antico, lo Hildebrandslied ('Carme di Ildebrando'), l'antico epos germanico ci noto praticamente soltanto da questo piccolo, malandato ed inestimabile codex unicus conservato dal 1970 nella filiale di Reykjavk dell' Istituto Arnamagnano (Stofnun rna Magnssonar o, familiarmente, rnagarur), dopo essere stato per secoli (a partire dalla sua scoperta, avvenuta nel 1643 per opera del vescovo luterano di Sklholt Brynjlfur Sveinsson, dopo che, probabilmente, era stato tenuto per secoli in qualche br) patrimonio della Biblioteca Reale di Copenaghen. Il Codex Regius senzaltro patrimonio comune di tutti i popoli germanici e dell'umanit intera, ma scritto in islandese e quindi, in questo senso, i carmi sono islandesi e come tali sono sempre stati sentiti dagli abitanti dell'isola. Proprio nella letteratura fanno -prestissimo e chiaramente- le loro apparizione le particolarit della cultura islandese, contrariamente a quando accade per gli altri popoli scandinavi. Le saghe islandesi furono scritte durante un periodo di circa 200 anni, dal XII al XIII secolo, dopodich la cultura islandese cominci sempre di pi ad uniformarsi alle linee generali del pensiero medievale, senza comunque perdere mai del tutto le proprie caratteristiche originali. Fin dal 1200 si ebbero pi traduzioni dal latino che opere originali islandesi. Il dottissimo Smundur Sigfsson (1056-1133), detto 'Smund il Sapiente' (Smundur hinn Fri, latino Smundus Multiscius), che fu a lungo ed erroneamente ritenuto, per la sua vastissima cultura (aveva studiato a Parigi e veniva ritenuto una sorta di mago, tanto da aver dato luogo ad una serie interminabile di leggende), l'autore dei carmi Eddici (tanto che si parlava di 'Edda di Smund', Smundar Edda o Edda Smundar hins Fra), scrisse in latino una storia dei Re di Norvegia, sfortunatamente andata persa. Ari orgilsson (1068-1148), anch'esso chiamato fri, ci ha lasciato la slendingabk ('Libro degli Islandesi'), una storia del popolo islandese dalla landnm fino al 1118, redatta interamente in islandese. Il 'Libro degli Insediamenti' (Landnmabk), una singolare opera a met tra una saga ed un censimento, fu anch'esso scritto completamente in islandese. Ulteriori storie dei Re di Norvegia furono redatte nel XII e XIII secolo. La figura letteraria pi nota del medioevo islandese senz'altro Snorri Sturluson (1179-1241). Uomo dottissimo e membro dell' alingi , ricopr importantissime cariche pubbliche e mal toller l'ingerenza norvegese, che sarebbe sfociata di l a poco nella scomparsa dello Stato Libero (1262), tanto da morire assassinato ignota manu. La sua Heimskringla ('Il Globo Terraqueo') la storia dei Re di Norvegia dai leggendari inizi fino al 1177. Celebre in
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tutto il mondo il suo trattato di ars potica detto comunemente Edda in prosa o di Snorri (Snorra Edda, per distinguerla dall'omonimo corpus di carmi epici). Il trattato fu composto per fornire un manuale di metrica, mitologia e composizione poetica ai giovani poeti ed diviso in tre parti: la Gylfaginning ('Inganno di Gylfi'), lo Httatl ('Discorso sulla metrica') e gli Skldskaparml ('Discorso sulla composizione poetica'). A parte la bellezza intrinseca dell'opera, dobbiamo ad essa la conoscenza di moltissime kenningar che ci hanno permesso di spiegare e meglio apprezzare la poesia scaldica. Molti studiosi ritengono che a debba essere attribuita a Snorri anche la Egils saga Skalla-Grmssonar ('Saga di Egill Skalla-Grmsson'), uno dei capolavori della letteratura islandese medievale, il cui protagonista , come detto, un celebre skld. Non per stato possibile dimostrarlo con certezza, e l'attribuzione a Snorri nasce pi al desiderio di trovare un autore adeguato per un'opera di tale valore che da dati incontrovertibili. Le saghe pervenute fino ai nostri giorni sono circa quaranta. Quasi tutte narrano episodi avvenuti all'epoca delle Colonizzazioni e dei primi secoli dello Stato Libero (ca. 8701030). Poich l'alfabeto giunto in Islanda solo nell' XII secolo, le saghe devono aver avuto una lunghissima tradizione orale (fino a 400 anni) prima di essere trascritte nei secoli XII-XIV. La saga pi antica, la Heiarvga Saga ('Saga dei sacerdoti pagani') fu trascritta probabilmente verso il 1200 e ci riporta ad un'epoca anteriore all'introduzione del Cristianesimo (1000). Verso il 1280 fu trascritta la Njls Saga ('Saga di Njll'), ritenuta unanimemente la pi bella saga islandese. Altre celeberrime saghe trascritte in quegli anni o poco dopo sono la Gunnlaugs Saga Ormstungu ('Saga di Gunnlaug Lingua-di-Serpente'), la Hrafnkels saga Freysgoa ('Saga di Hrafnkell, sacerdote di Freyr', un altro autentico capolavoro dall'andamento appassionante ed altamente drammatico), la Laxdla saga ('Saga della gente del Laxdalur [Valle dei Salmoni]'), la Eyrbyggja saga ('Saga dei coloni di bassa costa') e la Grettissaga ('Saga di Grettir'), solo per citare le pi famose. Le saghe sono certamente le opere letterarie islandesi pi note (tanto che il termine, assieme forse a geyser, l'unica parola islandese divenuta di uso internazionale; popolarmente lIslanda detta Sgueyja isola delle saghe). Con la perdita dell'indipendenza, l'evoluzione della letteratura islandese subisce un brusco arresto, e bisogner attendere il Romanticismo per una nuova fioritura. Ma il periodo medievale islandese resta uno dei pi splendidi esempi di 'epoca d'oro' letteraria, non inferiore al medioevo francese, provenzale, italiano e tedesco, e trova ancora adesso non solo degli studiosi e degli appassionati, ma persino dei grandi scrittori e poeti che continuano ad ispirarsi ad essa anche nel metodo di composizione, come il grande argentino Jorge Lus Borges (vero e proprio creatore di kenningar in lingua spagnola) o lo svedese Per Olof Sundman, che nel suo Berttelsen om Sm ('Racconto di Sm') ha ripreso la Saga di Hrafnkell ambientandola ai giorni nostri e mantenendo la trama originale, con il risultato di mettere in evidenza quanto moderno sia l'impianto che regolava le antiche narrazioni e quale forza psicologica ne avessero i personaggi. 2. LA DECADENZA Dopo il 1400 si assiste ad una grande decadenza nella produzione letteraria islandese, dovuta alle difficili condizioni politiche ed economiche. Con la crescente influenza della Chiesa si diffonde la letteratura di argomento religioso, consistente per lo pi in traduzioni e che quindi 'rompe' con la tradizione islandese. L'ultimo vescovo cattolico di Hlar, Jn rason, acquist nel 1530 una stamperia allo scopo di riprodurre e diffondere le opere ecclesiastiche. Con la Riforma luterana, la stamperia rimase a lungo inutilizzata, finch Gubrandur orlksson, vescovo luterano di Hlar, non mise sotto i torchi una traduzione islandese della Bibbia (1584), che contemporaneamente il primo libro stampato in Islanda e l'inizio conclamato dell'islandese moderno (anche se la prima opera a stampa interamente in islandese, la traduzione del Nuovo Testamento di Oddur Gottsklksson, aveva visto la luce a Copenaghen oltre quarant'anni prima, nel 1540). In ogni caso, gi da tempo si potevano ottenere in Islanda dei libri stampati all'estero. Nel XVI secolo l'Islanda attir finalmente
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l'attenzione dei visitatori stranieri; ma le descrizioni del paese e dei suoi abitanti furono talmente inesatte e distorte, che gli islandesi non vi si riconobbero affatto e, anzi, se ne sentirono offesi. Per rimediare agli errori commessi all'estero, Arngrmur Jnsson (1568-1648) scrisse un gran numero di libri in latino, stampati in Islanda e in Danimarca. Arngrmur forn agli studiosi stranieri un gran numero di dati di ogni genere sull'Islanda. Arni Magnsson (1663-1730), professore emerito presso la Regia Universit di Copenaghen, raccolse ed acquist tutti i manoscritti ed i frammenti di ambito islandese che pot reperire e li port a Copenaghen dove, dopo la sua morte, furono collocati in una fondazione a lui intitolata ed ancora oggi attivissima, il celebre Arnamagnanske Institut ('Istituto Arnamagnano'). Purtroppo, una parte del tesoro raccolto dal grande antiquario and perduta nel grande incendio che devast la capitale danese nel 1728. A quel tempo non esisteva alcun edificio, in Islanda, dove poter ben conservare quei documenti; oggi, per, oltre met di essi stata riportata a Reykjavk nella fililale islandese dell'Istituto. Tra i manoscritti restituiti all'Islanda perch facenti parte inalienabile del suo patrimonio culturale figura anche il Codex Regius 2365-4, il 'Libro Regio' dei carmi Eddici. Nel XVII secolo si sviluppa la letteratura religiosa: citiamo ad esempio i Passuslmar ('Salmi della Passione') di Hallgrmur Ptursson (1614-1674). Con questi semplici salmi la poesia religiosa islandese raggiunge la sua massima altezza. Bisognerebbe accennare anche alla Hspostilla ('Libro di Devozioni Domestiche') del vescovo Jn Vdaln (1666-1720), che ebbe grande influenza sulla vita religiosa dell'intero paese, sebbene il suo valore letterario sia scarso. Malgrado le epidemie e le catastrofi naturali che sconvolsero l'Islanda nel XVIII secolo decimandone la popolazione, la produzione letteraria sembr non risentirne troppo. Si fecero strada nuovi orientamenti e crebbe l'interesse per la ricerca sul passato su base scientifica e per le scienze naturali. A Copenaghen la comunit islandese disponeva gi dal 1773 di una propria tipografia dove venivano stampate sia opere di carattere scientifico e letterario, sia testi per l'insegnamento di base e per l'istruzione popolare. Dal 1780 al 1798 la Lrdmslistaflagi ('Societ per l'Istruzione') pubblic numerose ed interessantissime opere. La fondazione (1816) della slenska Bkmenntaflag ('Societ Letteraria Islandese') fece lievitare l'interesse generale per l'Islanda e la sua letteratura. L'indirizzo naturalistico si svilupp specialmente grazie a Eggert lafsson (1726-1768). I risultati delle sue spedizioni scientifiche furono raccolti nella Ferabk Eggerts lafssonar ('Diario di viaggio di E.O.'), che apparve prima in danese e fu successivamente tradotta in inglese, francese, tedesco, e, infine, in islandese. Il libro contiene una serie impressionante di dati sulla vita e sulle condizioni dell'isola nel XVIII secolo. I pi noti poeti di questo periodo sono Jn orlksson (1744-1819) e Benedikt Grndal (1762-1825). Nel frattempo si sviluppava anche in Islanda, proveniente dalla Danimarca, un movimento politico e letterario teso alla riscoperta ed alla rivalutazione del passato come base per un futuro migliore. 3. IL ROMANTICISMO E LE ALTRE CORRENTI LETTERARIE DELL'OTTOCENTO Il Romanticismo del XIX secolo ebbe come prima conseguenza la riscoperta e l'esaltazione del passato che, in Islanda, era particolarmente glorioso e divenne quindi l'arma principale nella lotta per la libert e l'indipendenza; tale stato di cose lasci una traccia profonda nella letteratura dell'epoca. Il pi noto poeta romantico islandese, da molti considerato senz'altro il pi grande poeta moderno e degno di essere nominato assieme a Goethe, Leopardi, Shelley o Byron, Jnas Hallgrmsson (1807-1845); ebbe vita molto breve e la sua produzione fu assai ridotta, ma il valore poetico delle sue opere altissimo. Sveinbjrn Egilsson (1791-1852) non fu solamente un grande poeta, ma anche uno studioso di grande capacit. Professore di greco presso il Ginnasio di Bessastair, ne fu nominato preside quando l'istituto fu trasferito a Reykjavk (Bessastair comunque adesso un quartiere periferico di Reykjavk). Per mezzo dei suoi studi sulla poesia antica e del suo famoso ed insuperato
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dizionario islandese-latino, il Lexicon Poticum Antiqu Lingu Septentrionalis (1860), Sveinbjrn cre nuovi presupposti per l'esatta comprensione della poesia nordica classica. Altri famosi poeti di questo periodo sono Grmur Thomsen (1820-1896), Benedikt Grndal jr (18261907), Steingrmur orsteinsson (1831-1913) ed il Rev. Matthas Jchumsson (1835-1920), autore del testo dell'inno nazionale islandese, , Gu vors lands ('O Dio della nostra Terra') nonch raccoglitore di leggende e fiabe popolari. Il poeta pi interessante per, come nell'antichit, un contadino poverissimo, Hjlmar Jnsson (1798-1895), pi noto come BluHjlmar (Hjlmar di Bla). In Blu-Hjlmar lo spirito della poesia si incarna come un tempo nel povero lavoratore della terra e le sue opere, dalle quali traspaiono le durissime condizioni che segnarono tutta la sua lunghissima vita, sono dei veri capolavori dal punto di vista linguistico e sono ancora oggi amatissime. Dopo il 1880 prende campo l'indirizzo naturalistico, e tra i maggiori esponenti di questa corrente citiamo orsteinn Erlingsson (1858-1914), Hannes Hafstein (1861-1922), Einar Benediktsson (1864-1940) e Stephan G. Stephansson (1853-1927), che trascorse quasi tutta la sua vita in Canada, ma che scrisse sempre e solo nella lingua materna e la cui opera principale, Arrkur, occupa una posizione di rilievo nella letteratura islandese. Tra i prosatori ricordiamo Jn Thoroddsen (1818-1868), autore dei racconti lunghi Piltur og Stlka ('Ragazzo e ragazza') e Maur og Kona ('Uomo e donna'), che spianarono la strada alla moderna prosa letteraria islandese sullesempio del Bildungsroman tedesco; Gestur Plsson (1852-1891) tratta nelle sue opere specialmente di problemi sociali, come pure orgils Gjallandi (pseudonimo di Jn Stefnsson, 1851-1915), che ha saputo descrivere come nessun alro le conseguenze dell'ipocrisia nei rapporti sociali. Jn Trausti (pseudonimo di Gumundur Magnsson, 1873-1918) il cantore della vita di campagna ed probabilmente l'unico scrittore moderno al quale sia riuscito rappresentare in ogni pi minuta sfumatura la vita di un'intera zona del paese, i Vestfirir (Fiordi Occidentali), con straordinaria vivacit e plasticit. Einar Hjrleifsson Kvaran (1859-1938) preferisce nelle sue opere (anche poetiche) motivi spirituali; una sua poesia, Kossinn ('Il Bacio') da annoverarsi tra le pi belle composizioni moderne in lingua islandese. 4. LA LETTERATURA CONTEMPORANEA I pi celebri prosatori del XX secolo sono Gunnar Gunnarsson (1859-19389 e, soprattutto, Halldr Kiljan Laxness (pseudonimo di Halldr Halldrsson, n.190213 ), insignito nel 1955 del Premio Nobel per la Letteratura. Gunnar scrisse molte delle sue opere maggiori originariamente in danese, per poi tradurle personalmente in islandese: tra queste si ricordano la Saga Borgarttarinnar ('Saga della Famiglia Borg') e Fjallkirkjan ('La Chiesa sulla Montagna'). Halldr Kiljan Laxness veramente una figura di multiforme ingegno. Ha condotto una vita avventurosa, viaggiando in tutto il mondo e spaziando dall'adesione al comunismo (interrotta con le purghe staliniane) fino al monachesimo buddhista in Tibet. scrittore fecondissimo (con tendenza alla fluvialit, a dire il vero), e, fra le sue numerose opere, citiamo Sjlfsttt Flk ('Gente indipendente'), Salka Valka e, soprattutto, la straordinaria slandsklukkan ('La Campana d'Islanda'), tradotta in tutte le lingue (italiano compreso), un romanzo storico ambientato nel XVIII secolo ed ispirato alla vita dellavventuriero Jn Hreggvisson. Laxness uno degli scrittori europei pi poliedrici e le sue opere non seguono uno schema fisso, tanto sono particolari e personali (anche nell'ortografia, che non segue quella ufficiale). Amato e odiato allo stesso tempo, lo scrittore comunque la maggiore autorit letteraria contemporanea islandese e, probabilmente contro la sua stessa volont, un autentico 'monumento nazionale'. Non comunque lontano dal vero affermare che, nella sua figura, lAccademia Svedese ha voluto insignire del Premio Nobel tutta la letteratura di un piccolissimo popolo che, fino dagli inizi, ha sfornato una quantit di capolavori letterari

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Halldr Kiljan Laxness scomparso il 27 aprile 1997. 43

veramente impressionante: undarleg er slensk j:/ allt, sem hefur lifa / hugsun sna og hag lj/ hefur hn sett og skrifa.14 orbergur ordarson (1888-1973) notevole per il suo stile personalissimo. La sua Brf til Lru ('Lettera a Laura') un autoritratto dell'autore e sar sempre annoverata tra i capolavori della prosa islandese. Tra i drammaturghi meritano speciale attenzione Indrii Einarsson (1851-1939), Jhann Sigurjnsson (1880-1919) e Gumundur Kamban (1888-1945). Le opere dei primi due si basano sulle tradizioni pi profonde, mentre Kamban si occupa di tematiche internazionali. Matthas Jchumsson, Halldr Kiljan Laxness, Sigurur Nordal (1886-1973) e Dav Stefansson (1895-1964) hanno ugualmente contribuito allo sviluppo del teatro (e del cinema) islandese. Poco prima dell'inizio della II Guerra mondiale si afferm in Islanda una forma poetica del tutto nuova. La poesia tradizionale islandese (ad eccezione dei carmi Eddici, basati sull'allitterazione) usualmente legata alla rima. La nuova forma poetica rinuncia sia alla rima che all'allitterazione, basandosi solo sul ritmo e sulle immagini plastiche espresse non tanto linguisticamente, quanto psicologicamente; si ha quindi un avvicinamento alle forme ed alle tematiche europee. Lo sviluppo di questa forma poetica dimostra quanto grande sia la distanza che separa l'islandese antico da quello moderno. Il cambiamento pi notevole riguarda senz'altro il sentimento linguistico, un evento di difficile descrizione e che non pu essere ben compreso nella sua interezza da chi non sia islandese. Sebbene la nuova poesia non abbia ancora trovato un assetto definitivo, di solito viene distinta da quella tradizionale con il termine atmskldskapur (o atmlj) 'poesia [dell'era] atomica'. L'ultimo grande poeta tradizionale stato Dav Stefansson; il passaggio alla nuova forma pu essere ben colto in Steinn Steinarr (1908-1958). Molti islandesi non attribuiscono alla nuova poesia che un valore letterario modesto, ma un giudizio tanto negativo del tutto ingiustificato; tale accusa, inoltre, non reggerebbe ad un esame approfondito. La nuova poesia ha numerosi e notevoli rappresentanti, come Jn r Vr (1917-), Jn Oskar (1921-), orsteinn fr Hamri (1939-), Hannes Ptursson (1930-) e Matthas Jhannessen (1930-). Si deve riconoscere che, negli ultimi anni, la poesia islandese ha avuto uno sviluppo rapidissimo; la rottura completa con la tradizione una caratteristica degli autori pi giovani. Non si possono prevedere ulteriori sviluppi, ma comunque certo che la poesia islandese pienamente cosciente delle tendenze europee attuali. Per quanto molti conoscitori ed ammiratori della poesia tradizionale islandese possano rimpiangere questa irreversibile rottura con un passato tanto glorioso, questo dimostra l'ininterrotta vitalit e versatilit della cultura letteraria islandese.

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Strana la gente dIslanda: / tutto ci che ha vissuto, / Il proprio pensiero e le proprie vicende / lha preso e messo per iscritto. Si tratta di una celebre quartina di Stephan G. Stephansson. 44

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1963 1966 1967 1967 1967 1970 1973 1977 1980 1989 1991 1991 1992 1993

Grand dictionnaire franais-islandais. Frnskslenzk strorabk. Reykjavk: safoldarprentsmija BOOTS, Gerhard Frnsk-slenzk orasafn. Lexique franais-islandais. Reykjavk: safoldaprentsmija. LEIJSTRM, Gunnar / Islndsk-svensk ordbok. slenzk-snsk orabk. MAGNSSON, Jn / Stockholm: Kooperativa Frbundets Bokfrlag. JANSSON, Sven B.F. [Dizionario islandese-svedese] GUNNARSSON, Freysteinn Dansk ordbog med islandske oversttelser. Dnsk orabk me slenzkum ingum. Reykjavk [Dizionario danese con traducenti islandesi] GUMUNDSSON, Sigurur Tkniorasafn. Reykjavk [Lessico tecnico] , - . slenzk-rssnesk orabk. . . [Dizionario islandese-russo] BVARSSON, rni slenzk orabk handa sklum og almennri. Reykjavk: Menningarsjur. [Dizionario islandese per le scuole e per il pubblico] BOGASON, Sigurur rn Ensk-slenzk orabk. Reykjavk: safoldarprentsmija BERGSVEINSSON, Sveinn Islndisch-deutsches Wrterbuch. Leipzig. VEB Verlag Enzyklopdie. FEIGSSON, Jn zk-slenzk orabk. Reykjavk: safoldarprentsmija. [Dizionario tedesco-islandese] VIGLUNDSSON, orsteinn . / Islandsk - norsk ordbok. slenzk-norsk orabk. Reykjavk [Dizionario islandese - norvegese] SIGURSSON, Arngrmur Icelandic-English Dictionary. Rekjavk GUNNARSSON, Freysteinn Dnsk-slenzk orabk. Reykjavk: safoldarprentsmija [Dizionario danese-islandese] BRYNJLFSSON, Ingvar Islndisch-deutsches, deutsch-islndisches Wrterbuch. Berlin: Langenscheidt BVARSSON, rni Oraskyggnir. slensk orabk handa brnum. Reykjavk: Bjallan [Parole intuite. Dizionario islandese per bambini] GUNNARSSON, Gunnar Ensk-slensk orabk. Reykjavk: rn og rlygur. [Dizionario inglese-islandese] HILBERTSSON, Svar slensk-ensk orabk. Icelandic-English Dictionary Reykjavk: Orabkatgfan HILBERTSSON, Svar Ensk-slensk orabk. English-Icelandic Dictionary Reykjavk: Orabkatgfan ORSTEINSDTTIR, Anna slensk-tlsk orabk. Dizionario islandese-italiano Reykjavk: Orabkatgfan ORSTEINSDTTIR, Anna tlsk-slensk orabk. Dizionario italiano-islandese Reykjavk: Orabkatgfan

50

I. ISLANDESE ANTICO (ANTICO NORDICO, NORRENO) 1891 NYGAARD, Martin 1957 GORDON, E.V. 1967 RANKE, Friedrich / HOFFMANN, Peter 1973 HEUSLER, Andreas 1973 IVERSEN, Ragvald 1981 BOYER, Rgis Oldnorsk grammatik. Bergen: Ed.B.Giertsens Forlag. An Introduction to Old Norse. London: Cambridge University Press. Altnordisches Elementarbuch. Berlin und New York W. de Gruyter (Sammlung Gschen 1115). Altislndisches Elementarbuch. Heidelberg: Carl Winters Universittssverlag. Norrn grammatikk. Oslo: Aschehoug. Elements de grammaire de l'Islandais ancien. Paris: Universit de la Sorbonne

[Sono stati qui indicati solo i manuali di pi facile consultazione, escludendo le opere pi ampie e specialistiche come quelle del Noreen, del Gutenbrunner ecc.] K. ISLANDESE ANTICO: DIZIONARI 1860 EGILSSON, Sveinbjrn Lexicum poticum antiqu lingu septentrionalis. Hafni: apud Antiquariorum Islandi Societatem. [Tradotto nel 1931 in danese da Finnur Jnsson come Ordbog over det norsk-islandske skjaldesprog] Ordbog over det gamle norske sprog (Bd. 1-3). Kristiania: J.W. Borgens. A Concise Dictionary of Old Icelandic. London: Oxford University Press [Reprint 1957] An Icelandic-English Dictionary. London: Oxford University Press. Altnordisches etymologisches Wrterbuch. Leiden.

18861896 FRITZNER, Johann 1910 ZOGA, Geir Tomsson 1957 CLEASBY, Richard / VIGFSSON, Gubrandur 1962 DE VRIES, Jan L. LETTERATURA ISLANDESE 1957 EINARSSON, Stefn M. IN ITALIANO E DI ITALIANI

A History of Icelandic Literature. Baltimore and New York: The Johns Hopkins Press.

Tale sezione della bibliografia vuole mettere in luce quanto finora stato prodotto da studiosi italiani in campo islandese. 1954 (MASTRELLI, Carlo Alberto) 1967 SCOVAZZI, Marco 1972 SCOVAZZI, Marco 1973 FRANCOVICH ONESTI, N. L'Edda. Carmi norreni. Traduzione di Carlo Alberto Mastrelli. Firenze: Sansoni (ristampa 1982). Studi sulla Saga di Hrafnkell. Roma: Edizioni Ateneo. Grammatica dell'antico nordico. Milano: Mursia. Aspetti conservativi del lessico norreno. In: Annuali Filologia Germanica. Napoli: Istituto Orientale.
51

1979 (SCOVAZZI, Marco) 1980 1980 1982 1982 1985

Snorri Sturluson: Edda. A cura di Marco Scovazzi. Milano: Adelphi. ALBANO LEONI, Federico Il primo trattato grammaticale islandese. Bologna: il Mulino. (SCOVAZZI, Marco) Antiche saghe islandesi. Traduzione e note di Marco Scovazzi. Torino: Einaudi. RASCHELL, Fabrizio Domenico The so-called Second Grammatical Treatise, edited by Fabrizio Domenico Raschell. Firenze: Le Monnier. (SCARDIGLI, Piergiuseppe; MELI, Marcello) Il Canzoniere Eddico, a cura di Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli. Milano: Garzanti. (KOCH, Maria Ludovica) La poesia scaldica. A cura di Maria Ludovica Koch. Torino: Einaudi.

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1. FONOLOGIA E ORTOGRAFIA DELLISLANDESE MODERNO 1. HLJ- OG STAFSETNINGARKERFI NTMA SLENSKU

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00. FONOLOGIA E ORTOGRAFIA DELL'ISLANDESE MODERNO HLJ- OG STAFSETNINGARKERFI NTMA SLENSKU


0.1.115 GENERALIT L'Islandese moderno, come la maggior parte delle lingue occidentali, viene notato graficamente con l'alfabeto latino integrato con dei segni diacritici (apice acuto < > e Umlaut < >). L'islandese, inoltre, si serve del grafema < > < >, comune ad altri idiomi scandinavi (norvegese e danese) e di due grafemi caratteristici, < > < > e < > < >.
NOTA 00.1 Il grafema < > minuscolo veramente proprio dell'islandese, anche se stato usato per la notazione grafica dell' inglese antico. Il grafema maiuscolo < >, sebbene con valore fonetico molto diverso, usato anche nel croato; la forma minuscola per leggermente diversa ( < > ) NOTA 00.2 Il grafema < >, che ha la sua remota origine nell'alfabeto runico detto fuark (dalla giustapposizione dei valori dei primi sei simboli), detto orn , lett. 'spina'. Questo perch in tale alfabeto i nomi delle lettere erano quelli di oggetti (indicanti spesso concetti sacri) la cui denominazione iniziava con la lettera in questione. NOTA 00.3 L'Islandese, pur essendo una lingua notevolmente unitaria, si dibatte ancora in alcuni problemi ortografici. Cos, ad esempio, un decreto emesso nel 1973 ha bandito l'uso del grafema <z> in favore dell'omofono < s > ( > 1973 < slenzkur> 'islandese', <zkur> 'tedesco', < 1973 <slenskur>, <skur>). Il decreto stato per in seguito revocato, ed in pratica lasciata libert a chiunque di continuare ad usare il grafema precedentemente abolito. Nella presente opera seguiamo comunque la tendenza prevalente e non usiamo <z>. Il pi celebre scrittore islandese, Halldr Kiljan Laxness, usa un'ortografia divergente in diversi punti da quella pi o meno ufficiale, tra l'altro pi vicina alla pronuncia effettiva; cos, ad esempio, scrive sempre <ng>, <nk>, <aung>, <aunk> e <ng>, <nk> per <ung>, <unk>,<ng>,<nk> , <ang>, <ank>. Beninteso, non usa mai < z >.

L'attuale pronuncia islandese differisce non poco da quella antica (della quale possediamo notizie abbastanza certe da alcune fonti altamente probatorie, come i 'Trattati grammaticali' medievali); in pratica, ci che differenzia maggiormente l'islandese moderno dalla sua fase antica proprio la radicale ristrutturazione del sistema fonologico, avvenuta tra il XV ed il XVI secolo. Malgrado alcuni cambiamenti, la grafia sostanzialmente non molto dissimile quella antica; possiamo comunque dire che all'epoca della Riforma l'Islandese doveva gi avere assunto l'aspetto fonologico attuale, seppure ancora non completamente quello grafico.

15

La numerazione dei paragrafi cos strutturata: 0 [lezione]. 1 [parte della trattazione]. 1 [paragrafo]. 0.1.1 quindi il paragrafo 1 della lezione 0 (in questo caso lintroduzione fonologica) della parte 1. 54

NOTA 00.4 A mo di esempio riportiamo un testo in islandese antico con la corrispondente trascrizione in islandese moderno (adattata anche morfologicamente). Si tratta della strofa 3 della Vlusp: r var alda Vara sandr n sr Ir fannz va Gap var ginnunga at er Ymir bygi n svalar unnir; n upphiminn, enn gras hvergi. r var alda Vara sandur n sr Jr fannst va Gap var ginnunga a er Ymir byggi n svalar unnir; n upphiminn, en gras hvergi.

0.1.2 TABELLA GRAFO-FONOLOGICA DELL'ISLANDESE MODERNO Nelle pagine seguenti riportiamo l'esposizione completa, in forma di tabella, dei grafemi islandesi e dei corrispondenti fonemi. Dalla tabella appare chiara l'imperfezione di fondo del sistema grafico attuale, basato su criteri storici e non pi rispondente alla realt fonologica attuale. Si tratta comunque di un problema comune alla maggior parte delle lingue, e certo la grafia islandese non si allontana dalla pronuncia in modo radicale, come ad esempio nell'inglese od nel danese. C' da dire, tra l'altro, che una riforma radicale della grafia spezzerebbe una tradizione ancora sentita e presente: cos, a mo' di esempio, la strofa 29 della Hymiskvia, Enn Hlrrii er at hndom kom, brt lt bresta brattstein gleri; sl hann sitiandi slor gognom; bro heilan fyr Hymi san viene resa in 'traduzione' moderna nel modo seguente: En Hlrrii er a hndum kom, brt lt bresta brattstein gleri; sl hann sitjandi slur gegnum; bru heilan fyrir Hymi san. Come si vede, le differenze sono davvero minime. Se si usasse un sistema grafico pi rispondente alla pronuncia attuale, potrebbe invece aversi qualcosa del genere: En Hlrrii er a hndom kom, brt lt bresta brahtstein gleri, sl hann sitjandi slur gjegnum bru heilan firir Himi san. Le differenze non sarebbero enormi, ma comunque tali da rendere evidente uno 'stacco' con la tradizione che tutti giudicano, a ragione, improponibile.
NOTA 00.5 Il sistema proposto per la 'trascrizione' pi vicina alla realt fonologica di nostra creazione e non corrisponde a nessuna riforma effettivamente proposta; tra l'altro, anch'esso resterebbe notevolmente imperfetto.

55

N Progressivo

GRAFEMA

NOME

VALORE FONETICO [a:] [a] [au] [i] [ai] [au:] [au] [b] [b:] [d] [d:] [] [] [e:] [e] [ei] [je:] [je] [f] [f:] [v] [b] [g] [gj] [g:] [c:] [gv] [] [x] [j]

A, a

a [a:]

2 3 4 5

Bb Dd

[au] b [bje:] d [dje:] e [e:]

Ee

e [e:]

7 8

Ff

[je:] eff [ef]

Gg

ge [ce:]

10

Hh

h [hau:]

[h] []

11

Ii

i [I:]

12

[i:]

[I:] [I] [i] [i:] [i]

Fon. italiani o di altre lingue ev. corrispondenti ala [`a:la] va, pensiero... citt alla [`adl:a] anga [`auga] Laura sved. njd laut [li:th] [nit] bagi [`bai:jI] Cairo l [au:l] sauro fauna hll [haudl] == ber [be:r] pabbi [`phab:I] == dagur[`da:r] == == Edda [`ed:a] ea [`e:a] ingl that [t] makur ing.both ['magr] [bou] er [e:r] leva fer [fer] dov'? degi ['dei:ji] Leila l [je:l] iena ttur['jehdr] lievito fara ['fa:ra] fare sffi ['souf:I] buffo hafa ['ha:va] nave == svefn [svebn] == gat [ga:th] ghiaia gef [gje:v] == vagga ['vag:a] leggja ['lehgj:a] sic. figghia romagnolo Gu [gv] lengva sp. fuego laga [`la: a] ['fweo] lagt [laxt] ted. gelacht [g`laxt] bogi [`boi:jI] gr. mod. guma [`jevma] fiorentino la hafa [`ha:va] casa [la`hasa] fiorentino: hr [e:r] di chiedere [di`e:dere] hr] ingl. live [lI:v] bitur [`bI:t inni [`In:I] ingl. sin [sIn] inghiottire Ingi [`ijgjI] svn [svi: n] pino dr] cos ddur [`i

ESEMPI

56

13 14

Jj Kk

jo [jo:] k [khau:]

[j] [kh] [kj] [hg] [g] [c] [x]

ja [jau:] kafa [`kha:va] kla [`kjai:la] hakka [`hahga] banka [`bauga] reki [`re:kjI] ekta [`exda] l [lau:] allt [alt] Olli [`ol:I] nlli [`nudl:I] m [mau:] mamma [`mam:a] kempa [`kjemba] n [nau:] brenna [`bren:a] henti [`hendI] einn [eidn] enginn [`ijgjIn] langa [`lau'ga] kom [kho:m] [khwo:m] olli [`odlI] bogi [`boi:jI] l [ou:l] hll [houdl:] poki [`pho:kjI] hoppa [`hohba] spara [`sba:ra] skipti [`skjIbdI] refur [`re:vr] herti [`herdi] sala [`sa:la] hissa [`hIs:a] tala [`tha:la] kttur [`khhdr] stll [sdoudl'] una [`:na] ull [dl] ungur [`ugr]

iato ingl kin [k'In] == == == == ted. gelacht [g`laxt] lana == villa == mano mamma == nano canna == == == ingl. sing [sI'] ora, uovo pu Loira port.falou [f`lou:] port. Loureno [lou`rensu] ingl. pin [p'In] == == == Roma == sala rissa ingl. tin [t'In] == == svedese [h:s] == unghia

15

Ll

ell [eh dl]

16

Mm

emm [em:]

[l] [l] [l:] [(,h)dl] [m] [m:] [m]

17

Nn

enn [en:]

[n] [n:] [n] [dn] [] []

18

Oo

o [o:]

[o:] [wo:] [o] [oi:] [ou:] [ou]

19

[ou:]

20

Pp

p [phje:]

[ph] [hb] [b] [b] [r] [r] [s] [s:] [th] [hd] [d] [:] [] [u]

21 22 23

Rr Ss Tt

err [er:] ess [es:] t [thje:]

24

Uu

u [:]

hus

57

25

[u:]

[u:]

ti [`u:thI] fss [fus:]

utile lusso

26 27 28

Vv Xx Yy

vaff [vaf:] ex [exs] ypslon [`Ifsilon]

[v] [xs] [I:] [I] [i] [i:] [i] [] [s] [ai:] [:] [] [i:] [i]

vera [`ve:ra] lax [la:xs] yfir [`I:vIr] bytta [`bIhda] yng [i] sna [`si:na] fll [fidl] [au:] zk [isk] gta [`gjai:ta] gtti [`gjaihdI] flur [`f:l r] hll [hdl] lgin [`li:jIn] lng [lik]

vera tedesco ach so! [ax'zo:] (vedi I, i, 11) (vedi I, i, 11) (vedi I, i, 11) (vedi , 12) (ved , 12) ingl. thorn [o:n] (Vedi S s 22) faida sai ted. bse [`b:z] ted. Gtze [`gts] svedese njd [ni:t] ==

29

ypslon [`Ifsilon i:] orn [odn] zeta [`se:tha] [ai:] [:]

30 [30A] 31 32

Zz

58

0.1.3 ACCENTO Le parole Islandesi hanno quasi tutte l'accento tonico (di tipo percussivo) sulla prima sillaba (sillaba radicale). Si tratta quindi di un tipo di accento fisso.
NOTA 00.6 Si tratta di un fenomeno comune alla maggior parte delle lingue germaniche. Fa eccezione in larga parte l'inglese, mentre lo svedese ed il norvegese presentano, accanto all'accento percussivo sulla sillaba radicale, anche un accento di tipo musicale (intonazione).

Nelle parole composte l'accento tonico pu cadere sulla sillaba radicale del primo elemento, oppure ciascun elemento mantiene la sua accentazione originaria (politonia), con la prima sillaba fortemente tonica (accento primario, che qui indichiamo con un apice grave [ ` ]) e le altre meno intense (accento secondario, che qui indichiamo con un apice acuto [ ]): a. Accento unico sul primo elemento: memli tilmli hafgola hjlbari [`memai:lI] [`thIlmai:li] [`havo:la] [`oulbarI] 'perizia' 'domanda, richiesta' 'brezza marina' 'pneumatico'

b. Accento primario sul primo elemento e secondario sugli altri: skjakljfur hhsi grurhs stjrnarrsforseti [`skji:jakhlju:v r] 'grattacielo' [`hau:hi:sI] idem [`grou: rh:s] 'serra' [`sdjoudnarrausforse:thI] 'presidente del consiglio'

L'intensit dell'accento secondario () non comunque molto diversa da quella dell'accento primario (`). Quando si succedono pi sillabe atone, quelle dispari presentano un accento secondario ausiliario leggermente pi forte di quello delle sillabe pari: `mnnunum 'agli uomini' `skopuust 'essi hanno deriso' I prefissi (morfemi formativi) hlf- 'semi-', - 'in-, -a' (pref. negativo), all- 'molto, notevolmente, pan-' e jafn- 'parimenti, ugualmente, iso-' possono restare atoni. Nella lingua moderna, per, possono essere accentati (tonici): hlf tmur / half`tmur 'semivuoto' gtinn / `gtinn 'disattento' allstr / all`str 'enorme' jafnstr / jafn`str 'ugualmente grande' L'accento islandese , come detto, di natura percussiva (come in tutte le altre lingue germaniche, con l'eccezione dell'intonazione musicale dello svedese e del norvegese). La ricerca sulla natura fonetica dell'accento islandese si trova ancora agli inizi, ed quindi impossibile accennarvi seppur minimamente.

59

0.1.4 QUANTIT Ogni vocale tonica islandese pu essere breve o lunga. Le vocali atone sono neutre dal punto di vista quantitativo; oggettivamente, esse possono essere tanto lunghe quanto le lunghe toniche, ma dal punto di vista distintivo non svolgono la stessa funzione di queste ultime. Se la vocale tonica lunga essa deve obbligatoriamente essere seguita da una consonante breve. La sillaba 'standard' di questo tipo presenta dunque lo schema [V:C]. Se, viceversa, la vocale tonica breve, essa pu essere seguita o da una consonante lunga oppure da un gruppo consonantico: [VCC]. Nell'islandese moderno esistono solo queste due varianti sillabiche: non si tratta, quindi, di una lingua quantitativa 'pura' come il finnico, l'ungherese o il giapponese. In essa domina il principio della lunghezza complementare, noto anche allo svedese ed al norvegese. La quantit vocalica importante dal punto di vista della corretta pronuncia. Tra le vocali lunghe e quelle brevi, in realt, esistono delle differenze qualitative rilevabili solo strumentalmente e, quindi, inavvertibili all'orecchio: cos, gli studiosi stranieri parlano molto spesso di una dittongazione delle vocali lunghe. In pratica, per, tale dittongazione non avvertita dagli islandesi stessi, tranne che nel caso di [o:], che tende abbastanza chiaramente a [wo:] nella pronuncia moderna. A parte questo caso, si raccomanda quindi di non tenere conto delle osservazioni teoriche e di pronunciare le vocali lunghe cos come sono; la stessa dittongazione di [o:] non avviene sempre ed da alcuni ritenuta un volgarismo. I dittonghi [ i] [i] [ai] [ou] [au] sono lunghi o brevi secondo gli stessi criteri delle vocali semplici; facendo il confronto con altre lingue (come ad es. il greco antico), nelle quali i dittonghi sono lunghi per natura, si pu osservare che la quantit vocalica islandese solo di posizione e che non esistono vocali o dittonghi la cui quantit sia 'naturale'. Esistono comunque alcune eccezioni alla regola che vuole le vocali lunghe presenti soltanto nelle sillabe aprte. Si ha una vocale lunga anche in sillaba chiusa nei seguenti casi: 1. Quando la vocale tonica seguita da due consonanti la prima delle quali [p t k s] e la seconda [v j r], essa rimane lunga: Esja [e:-] (toponimo) vepja [ve:-] 'pavoncella' vekja [ve:-] 'svegliare' uppgtva [-g:hdva] 'scoprire' tvisvar [thvIs-] 'due volte' vkva [v-] 'innaffiare' skopra [sgo:-] 'rotolare' titra [thI:-] 'tremare' akrar [a:-] 'campi' hsra [hau:-] 'dei rochi' (gpl dell'agg. hs). 2. Nel gsg in -s dei sostantivi il cui tema termina in [p t k] la vocale lunga si mantiene: rps [rau:fs] 'del viavai' bts [bauss] 'della barca' skaks [sga:xs] 'della psca' Se la consonante finale scompare o si trasforma in fricativa, come a volte avviene, la vocale si abbrevia: bts [bauss]

60

Nelle parole composte il cui primo elemento contiene una vocale lunga e termina in [p t k s], la vocale, in genere, si mantiene lunga: lauslega [li:sle: a] 'non strettamente' slaklega [sla:gle: a] 'non abbastanza' matml [ma:dmau:l] 'ora del pasto' kauplaus [khi:bli:s] 'non pagato' Lo stesso fenomeno si ha anche nei due verbi non composti vitkast [vI:dgast] 'diventare saggio' litka [lI:dga] 'colorare' Quando il primo elemento contiene una vocale lunga e termina con una consonante diversa da quelle indicate sopra, la vocale tonica normalmente si abbrevia: tilbinn [thIlbuIn] 'pronto' vikoma [vIkho:ma] 'ricrescita' hafkuldi [havgldI] 'mare gelato' In molte parole composte la vocale della sillaba radicale pu essere lunga o breve (ancipite). difficile dare delle regole precise al riguardo; Halldr Kiljan Laxness (che, come abbiamo gi avuto modo di dire, usa unortografia propria, pi vicina alleffettiva pronuncia), scrive regolarmente sngja, ngur, nga, aungvan, leingi (rispettivamente per syngja, ungur, anga, ngvan, lengi). 0.1.5 VOCALISMO16 0.1.5.1 Sguardo dinsieme. Vocali pesanti e leggere. I seguenti simboli grafici vengono usati per notare i fonemi vocalici e i dittonghi: < a > < > < e > < > < i > < > < o > < > < u > < > < y > < > < > < > < au > < ei > < ey >.
NOTA 00.7 Il segno grafico < > ( detto in islandese broddur) presente su alcuni grafemi vocalici non indica assolutamente la posizione dell'accento tonico, bens un'alterazione del timbro vocalico o la formazione di un dittongo. In islandese antico indicava la quantit lunga del fonema vocalico, vale a dire che < > < > < > < > < > < > (e < >) erano vocali lunghe, < a > < e > < i > < o > < u > < y > e < > erano vocali brevi mentre < au > < ei > ed < ey > notavano dei dittonghi.

I fonemi vocalici < > [ au ], < > [ je ], < > [ i ], < > [ ou ], < > [ u ], < > [ i ], < > [ ai], < ei > [ ei ] ed < ey > [ ei ] vengono tradizionalmente detti vocali pesanti; < a > [ a ], < e > [ e ], < i > [ I ], < o > [ o ], < u > [ ], < y > [ I ] e < > [ ] vengono invece detti vocali leggere. 0.1.5.2 Vocali palatali. [ i ] pu essere sia breve (come nellitaliano pizza) che lunga ( [i: ]) (italiano fine). notata graficamente < > oppure < >: breve tst [thist] sussurro hst [hist] alloggiato lunga tna [`thi:na] cogliere tna [`thi:na] perdere

16

Si faccia sempre costante riferimento alla Tabella grafo-fonologica. 61

NOTA 00.8 Le due grafie sono motivate esclusivamente dal punto di vista storico (tna e tna sono attualmente del tutto omofoni). In origine, < > indicava la vocale procheila lunga [ y: ] (vale a dire la <> tedesca in Lge [`ly:ge], Mhe [`my:he]). Nellevoluzione fonologica dellislandese tale vocale ha perso del tutto la sua componente labiale, venendo a coincidere con [i:]. spesso il risultato della metafonia da Idi < (j) > (islandese antico e moderno [(j)u: ]) oppure del dittongo < j > (isl. antico [ jo:] > isl. moderno [ jou ]): hs casa > hsa alloggiare; djpur profondo > dpri pi profondo; ljs luce > lsa illuminare, ecc. Nella resa di parole straniere contenenti tale fonema, lislandese usa sempre < > (o < >): msk musica, Kpur Cipro ecc.

[ I ] pu essere sia breve che lunga ( [I: ]). Non ha alcun corrispondente in italiano; un suono chiuso, indistinto (la breve si sente nel tedesco bitte, la lunga nello svedese vin [vI:n] oppure nel tedesco nehmen [`nI:mn] ). notata graficamente < i > oppure < y >: breve binda [`bInda] legare synda [`sInda] nuotare lunga vina [`vI:na] amica mysa [`mI:sa] panna

NOTA 00.9 Per quanto riguarda le due grafie, si veda la nota precedente. < y > era usata originariamente per notare la vocale procheila breve [ y ] (la < > tedesca in dnner [`dyn:r] ).

[ e ] aperta come nellitaliano caff (breve) o lena (lunga, [e: ]). notata graficamente < e >: breve telja [`thelja] contare stelpa [`sdelba] ragazza lunga nema [`ne:ma] studiare; a meno che vera [`ve:ra] essere

Il dittongo ascendente [ je ] (breve, come nellitaliano pi , o lungo, come in siede) notato normalmente < >: breve rtt [rjeht] giusto srt [sjert] che tu sia lungo f [fje: ] gregge; ricchezza sum [`sje: m] che noi siamo

NOTA 00.10. Il dittongo poteva fino circa agli anni 30 essere notato anche < je >: < rjett >, < fje >, <sjert>, < sjeum >. Il dittongo [ je ] risultante nel corso della declinazione dalla metafonia da R del dittongo [ ja ] viene ancora notato < je >: nsg fjandi nemico > npl fjendur; nsg. byrjandi principiante > npl byrjendur (non *fndur, *byrndur).

Nel dittongo discendente [ ei ] il primo elemento, a differenza che in italiano, ha pronuncia chiusa (vale a dire che lelemento semivocalico segue ad una vocale chiusa] come in sra. Il dittongo come tale non esiste quindi in italiano, pu essere breve o lungo, ed notato graficamente < ei > oppure < ey >: breve hreinn [hridn] pulito, puro gleymt [glimt] dimenticato lungo meina [`mi:na] ritenere, pensare gleyma [`gli:ma] dimenticare

NOTA 00.11. Anche per queste due grafie esistono precise motivazioni storiche. < ey > indica usualmente lesito della metafonia da I del dittongo < au > ( [ au ] in islandese antico > islandese moderno [ i ]): laus libero, sciolto, mancante > leysi privazione, mancanza; hlaupa correre > g hleyp io corro ecc.

62

[ a ] corrisponde esattamente alla [ a ] italiana breve in sera o lunga in mano. notata graficamente < a >: breve land [lant] terra krans [khrans] ghilanda lunga saga [`sa:a] storia; saga dapur [`da:phr] triste

NOTA 00.12. Chi conosce lo svedese faccia attenzione a non pronunciare < a > come abituato a fare in quella lingua. In islandese, come in italiano, si tratta di una vocale neutra e non arrotondata ed aperta come nello svedese vara, gata [`v:ra] [`g:tha].

Il dittongo discendente [ ai ] pu essere breve, come nellitaliano guai, o lungo come in faida. notato graficamente < > : breve dmdi [`daimdI] condann tti [`aihdI] che io avessi lungo dma [`dai:ma] condannare vi [`ai:vI] vita (vissuta)

NOTA 00.13. Nellislandese antico il grafema < > indicava una vocale aperta (come il tedesco < > o il danese < > risp. in Br, mnd [br] [mn]). Storicamente pu risultare dalla metafonia da I di <o> oppure < > ( [o:] in islandese antico > islandese moderno [ ou ]): hann kom egli venne > a hann kmi che egli venisse; hann d egli mor > a hann di che egli morisse; spesso anche di < > (islandese antico [a: ] > islandese moderno [au]) : nsg. s Ase > npl. sir Asi ecc.

Con il simbolo fonetico [ ] (ma alcuni usano anche [ ] oppure [ ]) si indica una vocale (breve o lunga) che non ha alcun corrispondente in italiano. Se breve, corrisponde abbastanza bene alla < > breve tedesca (ad esempio in wte [`vyste]), ma esattamente alla < y > breve svedese (ad esempio in sylt [slt]; se lunga, lunico paragone possibile quello con la < u > lunga svedese in hus [h:s], oppure con il primo elemento del dittongo olandese < ui > in huis [his]. In islandese, tale fonema notato graficamente < u >, e si faccia ben attenzione a non pronunciarlo mai come la <u> italiana: breve fullur [`f dl: r] pieno burtu [`br't ]via (avv.) lunga mun [m:n] differenza gulur [`g lr ]giallo

NOTA 00.14. In pratica, tale fonema pu essere pronunciato come una < > tedesca senza eccessivi problemi di incomprensione. Ad esempio, pronunciando gulur come glr si pu rendere abbastanza bene lidea, pur non essendo la pronuncia effettivamente corretta. Si faccia per attenzione a non dare a tale fonema il valore della [ u ] italiana, che corrisponde allislandese < >, come vedremo meglio in seguito.

Nel dativo plurale dei sostantivi, degli aggettivi e dei pronomi, terminante sempre in um, < u > si pronuncia per comunemente [ o ] : dlum "a valli" himnunum "ai cieli" ['d':lom] ['himno:nom]

Il simbolo fonetico [ ] (spesso anche [ ]) indica anchesso un suono inesistente in italiano (ma presente, se breve, in diversi dialetti italiani come ad esempio il lombardo e, se lungo, in certi casi in ligure). Il paragone pi immediato con la < > breve svedese in glmma [`glm:a] e lunga in smr [sm:r]. Si tratta di una vocale palatale aperta procheila (la breve corrisponde abbastanza bene allomologa tedesca in ffnen [`fnn], mentre non cos per la corrispondente lunga):
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breve hnd [hnt] mano nnu [`n: ] di Anna

lunga vr [v:r] labbro dlum [`d:lom] alle valli

NOTA 00.15. Tale vocale molto spesso il risultato della metafonia da U di [ a ]: nsg dalur valle > dpl dlum, nom. Anna Anna > gen. nnu ecc.

Il dittongo discendente [ i ] ha come primo elemento il fonema vocalico di cui sopra; non ha ovviamente alcun corrispondente in italiano, ma ricorda anchesso lolandese < ui > breve in luisteren e lungo in huis (propriamente [`l ist9r9], [h i:s]). Il secondo elemento indistinto; potrebbe essere considerato una [ I ] o una [] appena accennata (viene quindi reso da alcuni con [ ] e da altri con [I]); qui preferiamo [i] perch comunque rende abbastanza bene leffettiva pronuncia. notato graficamente < au >: breve haust [hist] autunno rautt [riht] rosso 0.1.5.3 Vocali velari [ u ], sia lunga che breve, corrisponde allomologa italiana risp. in buffo e sugo. notata graficamente < >: breve lunga skrkur [`sgurg r] villano hs [hu:s] casa mslimi [`muslImI] musulmano lsa [`lu:sa] dei pidocchi
NOTA 00.16. Nella trascrizione di parole straniere contenenti tale fonema, lislandese usa sempre < >: msk musica, Magns Magns (nome proprio, dal latino magnus grande).

lunga laus [li:s] libero, sciolto hraun [hri:n] lava, distesa lavica

[ o ] corrisponde, sia breve che lunga, alla [ o ] aperta italiana, risp. in donna e cosa. notata graficamente < o >: breve lunga bora [`bora] mangiare lofa [`lo:va] promettere nokkur [`nohgr] qualcuno koma [`kho:ma] venire
NOTA 00.17. Nella pronuncia del nesso iniziale < ko-> talvolta avvertibile una leggerissima inserzione semivocalica (molto meno chiara che nellitaliano cuore): [`kh(u)o:ma]. Si faccia attenzione a non pronunciare mai tale vocale come la nostra [ o ] chiusa in sole.

Nel dittongo discendente [ ou ] il primo elemento invece una [ o ] molto chiusa (anche maggiormente che nellitaliano sole, sotto), mentre il secondo una semivocale labiale appena accennata. Il dittongo islandese, sia breve che lungo, corrisponde quasi esattamente allomologo portoghese [ ou ] < ou > in portoghese (ed in ceco) ed notato graficamente < >: breve tlf [thoulv] dodici blga [`boulga] malattia lungo rjmi [`rjou:mI] panna sl [sou:l] sole

NOTA 00.18. Il simbolo < > viene utilizzato in islandese per rendere la [ o ] chiusa delle altre lingue: Mlan Milano, mtor motore, Flrens Firenze (Fiorenza, ingl. Florence). 64

Anche nel dittongo discendente [ au ] il secondo elemento una semivocale labiale appena accennata. Il primo elemento invece [a]; corrisponde pi o meno allitaliano tau (breve) o sauro (lungo), ma lelemento semivocalico pi breve e meno avvertibile. notato graficamente < >: breve slga [`saulga] uccidere plmi [`phaulmI] palma lungo ml [mau:l] lingua; causa pfi [`phau:vI] Papa

NOTA 00.19. Il grafema di conseguenza usato in molti casi per rendere il dittongo discendente [ au ] in parole di origine straniera: strala Australia, Lra "Laura" ecc. In islandese non esiste alcun dittongo ascendente come invece si ha nellitaliano paura, baule [ para, bale ].

0.1.5.4 Semivocali Come litaliano, lislandese possiede la semivocale palatale [ j ] e la semivocale velare (labiale) [ w ]. Ma mentre la prima possiede un proprio segno grafico, < j >, la seconda non notata graficamente in modo autonomo; abbiamo gi visto diversi casi in cui essa entra come secondo elemento in dei dittonghi discendenti, notati per con dei grafemi unitari ( < >, < >). Vedremo in seguito in quali altri casi si sviluppa. Tornando alla semivocale palatale [ j ], essa pu essere notata < j > in posizione iniziale e mediana: iniziale jl [jou:l] Natale jkull [`j:khdl] ghiacciaio mediana fjr [fjau:r] del bestiame ljs [ljou:s] luce

NOTA 00.20. Come vedremo meglio in seguito, la semivocale palatale < j > palatalizza spesso la consonante precedente. Si tratta di un fenomeno comune a molte lingue.

In posizione finale si trova solo il dittongo [ei ], notato sia < ei > che < ey > : aldrei [`aldri ] mai stmey [`aust`mi] innamorata, morosa

Il dittongo [ je ], come abbiamo visto, notato molto spesso < > in ogni posizione: iniziale ta [`je:tha] mangiare mediana Tkki [`tjehkjI] Cco finale tr [thrje:] albero

0.1.5.5. Varianti combinatorie. Sviluppo di dittonghi. Abbiamo finora analizzato i valori autonomi dei singoli fonemi vocalici e dei dittonghi ed i sistemi grafici per renderli. In islandese, per, davanti a determinate consonanti la vocale che le precede pu: a) mutare timbro; b) dittongarsi. Tali fenomeni non sono usualmente notati dalla grafia, ed quindi necessario conoscere in quale ambiente essi si producono. Il primo di questi ambienti la semivocale palatale [ j ], quando essa notata graficamente < gj > oppure < gi >. Davanti ad essa:

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< i > e < y > mutano timbro in [ i ] (ovvero come se fossero scritte < >, < >): tiginn [`thijIn] distinto lygi [`li:jI] bugia tygja [`thi:ja:] prepararsi, armarsi
NOTA 00.21. Seguendo leffettiva pronuncia, Halldr Kiljan Laxness (di seguito indicato come HKL) scrive tginn, lgi, tgja.

< e > si dittonga in [ei ] (ovvero come se fosse scritto < ei > o < ey >): degi [`di:jI] al giorno faregi [`fari:jI] passeggero egja [`i:ja] tacere
NOTA 00.22. HKL si attiene qui sempre alla grafia ufficiale. Il verbo mega potere, avere il permesso generalizza la dittongazione anche nelle forme in cui essa non sarebbe normalmente possibile: ad esempio, la II persona plurale del presente indicativo megi si pronuncia regolarmente [`mi:jI], e cos tutte le analoghe forme del presente congiuntivo, megi [`mi:jI], megir [`mi:jIr], ma tale pronuncia si ha anche in forme come linfinito e la III persona plurale del presente indicativo, mega [`mia ].

< u > sviluppa il dittongo [i ], presente in questunico caso: hugi [`hi:jI] mente, senso mttugir [`mauhdijIr ] potenti a g dugi [`d'i:jI] che io aiuti < a > sviluppa il dittongo [ ai ] (ovvero come se fosse scritto < >): magi [`mai:jI] stomaco skagi [`sgai:jI] penisola lagi [`lai:jI] (dsg. di lag)
NOTA 00.22. Anche qui HKL si attiene alla grafia ufficiale. La parola tagi specie, tipo. la cui pronuncia [`thai:jI] viene scritta da molti ti seguendo leffettiva pronuncia: af sama ti della stessa specie.

< > sviluppa il dittongo [ i ] (ovvero come se fosse scritto < au >): lgin [`li:jIn] le leggi (cfr. laugin [`li:jIn] le sorgenti calde) sgin [`si:jIn] la sega Tutte le altre vocali e dittonghi mantengono inalterato il loro valore: vgi [`vi:jI] fortificazione vgja [`vi:ja] consacrare leigja [`li:ja] affittare lgja [`lai:ja] abbassare teygja [`thi:ja] stendere mgi [`mu:jI] folla, ressa ecc.

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Il secondo ambiente riguarda i fonemi nasali velari : < i > ed < y > mutano timbro in [ i ] (tra parentesi la grafia usata da Halldr Kiljan Laxness): stinga [`sdiga] pungere (stnga) syngja [`si,gja] cantare (sngja) minnka [`miga] diminuire (mnnka) dynkur [`digr] botto, scoppio (dnkur) < a > sviluppa il dittongo [ au ]: langur [`laugr] lungo (lngur) ganga [`gauga] camminare, andare (gnga) fang [fauk] abbraccio (fng) banki [`bau,kjI] banca (bnki)
NOTA 00.23. A livello dialettale si ha lo sviluppo del dittongo [ ai ] (regione dei Vestfirir): [`laigr], [`gaig], [laik], [`baikjI].

< u > muta timbro in [ u ]: lunga [`luga] polmone (lnga) munkur [`mugr] frate, monaco (mnkur) sungnum [`sugnom] ai cantati (dpl di sunginn) (sngnum) tungl [thugl] luna (tngl) < e > sviluppa il dittongo [ei]: drengur [`drigr] ragazzo (dreingur) enginn [`ijgjIn] nessuno (einginn) enkja [`i,kja] rimuginare (einkja) lengi [`li,I ] (leingi)
NOTA 00.24. Davanti a < nk > si trova talvolta scritto < ei > anche nella grafia ufficiale: einkum, einka- ecc.

< > sviluppa il dittongo [ i ]: ngvan [`igvan] nessuno (asg.m.) (aungvan) lng [lik] lunga (laung) hnk [hik] gomitolo (haunk) ngull [`ighdl] amo (aungull) 0.1.5.6 Particolarit. Il pronome hver ogni; ognuno e tutti i suoi composti (einhver qualcuno, srhver 'ognuno' ecc.) vengono pronunciati correntemente [khvr] ([hwr]), [`inkhvr], ['sje:r khvr], cio come se fossero scritti (e da alcuni lo sono) hvur, einhvur, srhvur.

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0.1.6 IL SISTEMA VOCALICO ISLANDESE E LA SUA STRUTTURA SILLABICA Palatali Grado di Apertura 1 --2 3 4 [ i ] ----- [ I ] -------------------------------- -------------------------- [ u ] [e] [] [] procheile aprocheile procheile aprocheile -------------------------------------- [ o ] ----------------------------------------------------- [ a ] Velari

NOTA 00.25. Con il termine prochile (greco davanti al labbro) si intendono le vocali arrotondate (ovvero non pronunciate con un arrotondamento delle labbra); le vocali non arrotondate sono ovviamente aprochile.

In contrasto con le altre lingue germaniche, il sistema vocalico islandese colpisce per lassoluta mancanza di qualsiasi vocale indistinta (va): questo significa che, come in italiano, tutte le vocali sono pronunciate ben distintamente anche se atone. un tratto assai arcaico della fonologia islandese che (con la parziale eccezione del tedesco letterario e dello svedese), non casualmente, ritroviamo solo nelle lingue germaniche antiche (gotico, alto e basso tedesco antico, anglosassone ecc.). Lislandese non ha quindi variato la sua struttura sillabica, causa prima del mantenimento di tutto il suo complesso apparato morfologico (a questo riguardo, la fase intermedia pu essere considerato il tedesco, mentre la fase estrema senza dubbio rappresentata dal danese e, in misura ancor maggiore, dallinglese). Per fare solo due esempi, uno con un aggettivo forte al nominativo (indefinito e predicativo) ed uno con un verbo debole al preterito indicativo: islandese langur lng langt langir langar lng nsg.m. nsg.f. nsg.n. npl.m. npl.f. npl.n. langer lange langes lange tedesco nsg.m. lang nsg.f. nsg.n. langt npl. mfn. lange danese sing.com. sing. n. plurale long inglese forma unica

6 forme (5 diverse) islandese g bakai bakair hann bakai vi bkuum i bkuu eir bkuu 6 forme (5 diverse)

4 forme (3 diverse) tedesco ich backte du backtest er backte wir backten ihr backtet sie backten 6 forme (3 diverse)

3 forme (3 diverse) danese jeg bagede du bagede han bagede vi bagede I bagede de bagede 1 forma unica

1 forma inglese I baked you baked he baked we baked you baked they baked 1 forma unica
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Ancora, si confronti lislandese heilagur santo (3 sillabe) con lo svedese helig e linglese holy (2 sillabe); e si potrebbero fare altri innumerevoli esempi. Il vocalismo islandese, quindi, pur essendosi notevolmente evoluto, ha mantenuto questo tratto germanico originario, ed il pur forte accento percussivo (di natura comunque meno intensa, pi rilassata che nelle altre lingue germaniche) non ha potuto erodere le forme, come invece avvenuto in misura pi o meno evidente altrove. 0.1.7 CONSONANTISMO17 0.1.7.1 Sguardo dinsieme. I seguenti grafemi denotano fonemi consonantici: < b >, < d >, < >, < f >, < g >, < h >, < k >, < l >, < m >, < n >, < p >, < r > < s >, < t > < v > < x >, ( < z > ), < >.
NOTA 00.26. Per i grafemi < >, < > e < z > si vedano rispettivamente le note 00.1, 00.2 e 00.3. I grafemi < c > (s), < q > (k) e < w > (tvfalt vaff) si trovano esclusivamente in nomi propri di persona e toponimi non islandesi: Canberra, Churchill; Quebec, Quisling; Washington, Werther. Si pronunciano come nella lingua dorigine, a seconda dei casi. In alcuni casi, alcuni preferiscono usare < k > al posto di < c >: Cremna / Kremna (Laxness, slandsklukkan, p. 421). NOTA 00.27. Nessuna parola islandese inizia con i grafemi < x > e < >. Le maiuscole corrispondenti si trovano quindi esclusivamente nella scrittura in stampatello: LAXNESS, GU, G BORAI LAXINN. Di converso, nessuna parola termina con il grafema < >; in fine di parola si trova sempre < >. I nomi stranieri (ad esempio inglesi o tedeschi) contenenti < th > si scrivono rispettando la grafia originale (Thatcher, Gwyneth Paltrow, Werther, Wrth). < th > si trova talvolta in nomi islandesi, perlopi danesizzati; il caso del celebre scultore Thorvaldsen (in realt di origine islandese; il suo patronimico era rvaldsson), dello scrittore Bjarne M. Thorarensen (islandese, ma che scrisse in danese; si chiamava in realt Bjarni M. rarinsson) e del poeta Matthas Jchumsson (lautore dei versi dellinno nazionale islandese). < > in posizione finale pu per trovarsi in alcuni nomi biblici: Genesare, R. Lo scrittore islandese Stefn Geir Stefnsson, che visse quasi tutta la sua vita in Canada, pur scrivendo in islandese si firmava Stephan G. Stephansson.

0.1.7.2 Caratteristiche generali. Consonanti aspirate e desonorizzate. La preaspirazione. Il sistema consonantico islandese notevolmente diverso da quello italiano. A parte la reciproca mancanza di alcuni fonemi (dallitaliano sono ad esempio assenti le dentali fricative, dallislandese le velari palatali come in caccia, viaggio), nel nostro consonantismo esiste una divisione netta fra consonanti sonore, ovvero pronunciate con l'intervento vibratorio delle corde vocali, e sorde, che non lo sono. Dal punto di vista dellarticolazione, la suddivisione di base rimane la stessa (consonanti dentali, labiali, velari ecc.); quello che distingue per lislandese lassenza di vere e proprie sonore da alcune classi consonantiche in determinate posizioni, sostituite dalle cosiddette desonorizzate, la pronuncia aspirata delle occlusive sorde, sempre in determinate posizioni, ed il fenomeno detto preaspirazione (in islandese ablstur), che contribuisce a dare allislandese il suo caratteristico andamento, da alcuni definito sofferto. 0.1.7.3 Laspirazione. Per aspirazione si intende lintacco daria presente in islandese dopo le occlusive sorde, che, per questo motivo, vengono dette aspirate. Tale intacco si ha:

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Si faccia sempre costante riferimento alla Tabella grafo-fonologica 69

- in posizione iniziale (kasta) - in posizione intervocalica (vaka) - in posizione finale, se la consonante preceduta da una vocale (vk).
NOTA 00.28. In italiano vengono comunemente (ed erroneamente) chiamati aspirati dei fonemi dentali che sono in realt fricativi; si usa ad esempio dire che le parole inglesi death e that [de:, t] sono pronunciate rispettivamente con la t aspirata e con la d aspirata. Tali fonemi sono presenti anche in islandese, come vedremo meglio in seguito.

In pratica: Nelle posizioni summenzionate, la velare sorda notata graficamente < k > si pronuncia [ kh ]: kasta [`khastha] gettare vaka [`va:kha] svegliare vk [vi:kh] baia La labiale sorda notata graficamente < p > si pronuncia [ ph ]: pera [`phe:ra] pera skapa [`sga:pha] creare glp [gl:ph] sbaglio grossolano La dentale sorda notata graficamente < t > si pronuncia [ th ]: tala [`tha:la] parlare grta [`gra:tha] piangere net [ne:th] rete
NOTA 00.29. Lintacco aspirato delle occlusive sorde si ha in realt in tutte le lingue germaniche e ne costituisce una spiccata caratteristica fonologica che viene popolarmente resa con un intacco palatale, ad esempio, nella comune imitazione scherzosa di un inglese che parla italiano (tu sei tutto per me = tci sei tciuttcio per me) o quando si vuole prendere in giro la pronuncia inglese (tea for two = ci for ci, Internet = ntcernetc). Quando si imita un tedesco, tali consonanti vengono di solito esageratamente rafforzate ("un pampino tetesco"). Questo significa che, a livello uditivo, si avverte chiaramente la differenza effettiva di pronuncia con le nostre sorde corrispondenti.

0.1.7.4. Le consonanti desonorizzate La presenza delle consonanti desonorizzate costituisce una caratteristica fonologica tipica dellislandese, forse la pi ostica per uno straniero (ed in particolare per i parlanti di una lingua romanza). Una consonante desonorizzata viene articolata come una sonora, ma le corde vocali si chiudono allimprovviso senza che per questo la consonante perda la sua articolazione originaria. Limpressione uditiva quella della sorda corrispondente, ma non si tratta di una vera sorda come ad esempio si ha un italiano.
NOTA 00.30. Nelle sorde italiane, la chiusura delle corde vocali avviene prima dellarticolazione della consonante, ovvero essa viene articolata con le corde gi chiuse; in islandese, invece, le corde vengono chiuse ad articolazione gi iniziata. Una trattazione di tale fenomeno, con i relativi spettrogrammi strumentali, si trova in 1976 Ptursson, Drg a almennri og slenskri hljfri [ Lineamenti di fonologia generale e islandese ] (v.bibliografia).

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Le consonanti desonorizzate vengono notate foneticamente in vari modi (con i semplici simboli usati per le sonore oppure mediante un cerchietto posto sopra o sotto il simbolo); qui abbiamo preferito usare i simboli sonori seguiti da un apice: [ b], [g] ecc. Ci che in islandese complica maggiormente la situazione, che, in pratica, la maggior parte delle consonanti, e non solo le occlusive, possono essere desonorizzate, a seconda dellambiente fonologico in cui esse si vengono a trovare. Cos, accanto alla velare desonorizzata [g], alla dentale [d] ed alla labiale [b] si hanno anche le nasali desonorizzate [m] e [n], la nasale velare [ ], le liquide [l] e [ r], la velare palatale [gj] ecc. Alcuni di questi fonemi presentano veramente notevoli difficolt di pronuncia per uno straniero; un procedimento empirico pu essere quello, come si evince del resto dalla nota 00.30, di articolare la consonante e di chiudere le corde vocali un attimo dopo. Anche per questo, nella descrizione che segue si parler spesso, in mancanza di meglio, di impressioni uditive.
NOTA 00.31. Per quanto riguarda le occlusive desonorizzate, esse sono presenti ad esempio anche nel tedesco: binden, gro, Tal si pronunciano in realt [bindn] [gros] [ta:l]. questo il motivo per cui, nellimitazione di un tedesco che parla italiano, una frase come che bel bambino viene resa che pel pampino, oppure il noto tetesco di Cermania. Limpressione uditiva caratteristica (oggetto quindi della caricatura) quella di una sorda.

In posizione finale, oppure davanti a certi nessi consonantici, le occlusive desonorizzate perdono completamente la loro articolazione iniziale sonora. Si ha quindi il caso di vere e proprie sorde, che sono comunque pronunciate con lusuale chiusura posteriore delle corde vocali. In tali casi usiamo i simboli delle sorde seguiti dallapostrofo: [ k] [ p], [ t ]. 0.1.7.5 La preaspirazione Un altro tipico fenomeno della fonologia islandese la cd. preaspirazione. In pratica, nei gruppi notati graficamente < kk > < pp > < tt >, seguiti da un fonema vocalico oppure da < l > < n > < r > < v >, oppure < k > < p > < t > non in posizione iniziale, seguite da < l > e < n >, si ha linserzione di una breve aspirata [ h ] non notata dalla grafia (e che noi indichiamo con una h in apice alla vocale precedente: Vh]. Le consonanti, in questo caso, non vengono pronunciate come sorde aspirate, ma come desonorizzate; la vocale che precede il gruppo rimane breve. Vediamo i singoli casi: < kk > si pronuncia [ hg]: akka [`ahga] ringraziare ykkur [`Ihgr] denso ekklar [`ehgla:r] vedovi drukkna [`drhgna] affogare ykkri [ `I hgrI] alla scura (dsg.f. di ykkur) skkva [`shgva] (far) affondare In posizione finale, si ha la variante sorda [ hk ]: kk [hk] grazie ykk [Ihk ] densa g sekk [sehk] io (faccio) affondare

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Tale variante si ha anche nel gruppo < kkt >, dove anche la dentale desonorizzata nella variante sorda: ekktur [ehktr ] conosciuto ekkt [ehkt] conosciuta < kl > < kn > si pronunciano [ hgl], [ hgn] (per la liquida e la nasale desonorizzata si veda infra): jklar [`jhgla:r] ghiacciai lykli [`lIhglI] alla chiave (dsg. di lykill) tkna [`thauhgna] contrassegnare, simboleggiare tkn [ thauhgn] simbolo, contrassegno < pp > si pronuncia [ hb ]: teppa [`thehba] bloccare, ostruire jeppi [`jehbI] jeep krypplingur [`khrIhbligr] gobbo heppnir [`hehbnI:r] fortunati krappri [`khrahbrI] alla stretta (dsg.f. di krappur) In posizione finale si ha la variante sorda [ hp ]: krpp [ khrhp] stretta kapp [ khahp] fervore, zelo Tale variante si ha anche nel gruppo < ppt >, pronunciato [ hpt]: krepptur [`khrehptr] piegato < pl > < pn > si pronunciano [ hbl], [hbn]: epli [`ehblI] mela sviplaus [`svIhbli:s] incaratteristico vopna [`vohbna] armare vopn [ vohbn] arma < tt > si pronuncia [ hd]: mttugur [`mauhdr] potente tta [`auhda] otto mttlar [`mhdla:r] mantelline drottnar [`drohdna:r] re (npl.) slttri [`sljehdrI] alla piana (dsg.f. di slttur) In posizione finale si ha la variante sorda [ ht]: sltt [ sljeht] piana ntt [ nouht] notte

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Il gruppo < ttt > (sic), presente esclusivamente in alcuni composti, si pronuncia [ ht-th] (scindendo cio gli elementi e con un accento secondario): rtttru [`rjehtthruw] benpensante (nsg.f.) < tl > < tn > si pronunciano [ hdl], [ hdn]: tla [`aihdla] volere, intendere katli [`khahdlI] alla caldaia (dsg. di ketill) gutl [ghdl] gorgoglo vatna [`vahdna] innaffiare vatn [vahdn] acqua 0.1.7.6 Il colpo di glottide (std) Il cosiddetto colpo di glottide (detto anche, con un termine ripreso dalla fonologia danese, std [sd]; in tedesco Stoton) viene udito in islandese principalmente prima della pronuncia dei gruppi notati graficamente < ll >, < rl >, < nn > e < rn >. Indichiamo tale fonema con [ ] posto in apice alla vocale precedente. < ll > in posizione intervocalica si pronuncia come [dl:] preceduto da un preve colpo di glottide. Si ha quindi [ dl:]: kalla [`khadl:a] chiamare falla [ `fadl:a] cadere fullur [`fdl: r] pieno In posizione finale la liquida si abbrevia e si ha [ dl]: g fell [fedl] io cado g fll [fjedl] io cadevo full [fdl] piena
NOTA 00.32. Il gruppo < ll > si pronuncia spesso [ l:] in parole di origine straniera, diminutivi ecc.: Olli [`ol:I] (diminutivo di lafur) ball [bal:] ballo

< rl > in posizione intervocalica si pronuncia comunemente allo stesso modo di < ll > : varla [`vadl:a] appena kerling [`kjedl:i] 'donna anziana, vecchia rla [`audl:a] presto Lo stesso vale in posizione finale, con la liquida abbreviata: karl [khadl] tizio; vecchio

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Nella pronuncia curata letteraria, per, al posto dello std si pronuncia una vibrante desonorizzata [r] e si ha quindi [rdl:] ([rdl] in posizione finale): varla [`vardl:a] kerling [`kjerdl:i'] perla [`pherdl:a] perla karl [khardl]
NOTA 00.33. Per la sua pronuncia corrente, karl si scrive spesso kall. NOTA 00.34. NellIslanda sudorientale si sente spesso pronunciare [rl], senza alcuno std e infisso di dentale: [`varla] [`kjerli] [kharl]. E' un tratto notevolmente arcaico della pronuncia di questa regione.

< nn > in posizione intervocalica si pronuncia comunemente [ dn:] : vnni [`vaidn:I] migliore seinna [`sidn:a] pi tardi, dopo snni [`sIdn:I] pi visibile In posizione finale si pronuncia [ dn] con la nasale abbreviata: einn [idn] uno bann [ badn] divieto menn [ medn] uomini
NOTA 00.35. La terminazione finale -inn (articolo determinato singolare maschile, participio passato di verbi deboli e forti, molti aggettivi) si pronuncia [ -In:]: hringurinn [`ri'g rIn:] lanello laxinn [`laxsIn:] il salmone talinn [`tha:lIn:] contato (< telja) sunginn [`sugjIn:] cantato (< syngja) heppinn [`hehbIn:] fortunato

< rn > in posizione intervocalica si pronuncia comunemente allo stesso modo: hrna [`edn:a] qui arna [`adn:a] l stjrnur [`sdjdn: r] stelle mennirnir [`medn:Idn:I:r] gli uomini brnin [`bdn:I:n] i bambini In posizione finale la nasale si abbrevia: orn [odn] spina; la lettera brn [bdn] bambini stjrn [sdjoudn] direzione, governo horn [hodn] angolo; corno

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Come nel caso di < rl >, nella pronuncia letteraria colta lo std sostituito da una vibrante desonorizzata e si ha quindi [rdn:] ( [rdn] in posizione finale): hrna [`erdn:a] brnin [ brdnI:n] brn [ brdn] stjrn [sdjourdn]
NOTA 00.36. NellIslanda sudorientale si sente spesso pronunciare [rn]: [`erna] [`brnI:n] [brn] [sdjourn] (si veda anche la nota 00.34).

0.1.7.7 Consonanti con intacco palatale Alcune consonanti islandesi presentano in determinanti ambienti fonologici un intacco palatale, senza arrivare per alla palatalizzazione completa (come si ha ad esempio nellitaliano caccia, viaggio ecc.). La velare palatale sorda aspirata [ kj ] notata normalmente < kj >. A parte laspirazione, la sua pronuncia simile a quella dei gruppi italiani < chia > < chio > ecc. (chiave, chioccia) ed ancor pi al fonema albanese notato < q > (in qytt citt, miqut gli amici [`kjytt] [`mikjut]): kjll [kjoudl] vestito da donna, gonna Kjartan [`kjardan] (cognome) kjsa [`kjou:sa] scegliere rkjum [`ri:kjom] agli stati (dpl. di rki) mykja [`mI:kja] letame La velare palatale desonorizzata [gj] notata normalmente < gj >. La sua pronuncia simile a quella dei gruppi italiani < ghia > < ghio > ecc. (ghiaia, ghiotto), ed ancor pi al fonema albanese notato anchesso < gj > (in gjuh lingua, gjyms met [`gjuh] [`gjyms]): gjalda [`gjalda] ricompensare gjf [gj:v] dono gj [gjau:] faglia, fenditura nel terreno fylgja [`filgja] seguire Nel corpo di parola, per, in posizione intervocalica la pronuncia si riduce ad una semplice semivocale palatale [ j ], come abbiamo gi visto: segja [`si:ja] ngja [`aunai:ja] soddisfazione, piacere a vi slgjum [`slai:j m] che noi abbattessimo I gruppi notati graficamente < kkj > < ggj > sono preceduti dalla preaspirazione e si pronunciano quindi [hkj:] [hgj:]: ekkja [`ehkj:a] vedova ykkja [`Ihkj:a] rabbia, risentimento leggja [`lehgj:a] posare, mettere tyggja [`thIhgja] masticare hryggjunum [`rIhgj:onom] alle schiene, alle dorsali (dpl. di hryggur)
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Lintacco palatale, senza essere notato dalla grafia, presente nelle stesse modalit quando una velare precede i fonemi vocalici [ i ] < > < >, [ I ] < i > < y >, [ e ] < e >, [ i ] < ei > < ey > e [ ai ] < >, o comunque essi siano notati: posizione iniziale Kna [`kjI:na] Cina kind [kjInt] pecora Kpur [`kji:ph r] Cipro kyrr [kjIr:] tranquillo, calmo ketill [`kje:thIdl] caldaia keisari [`kji:sa:rI] imperatore keyri [`kji:rI] stffilo kr [kjai:r] caro Si noti: bakki [`bahkj:I] riva akkeri [`ahkje:ri] ancora Gsli [`gjislI] (npr. maschile) gildi [`gjIldI] validit ggur [`gji :r] donna-troll gyja [`gjI:ja] dea gera [`gje:ra] fare geisli [`gjislI] raggio Geysir [`gji:sI:r] Geysir (geyser) a g gti [`gjaihdI] che io potessi Si noti: skeggi [`skjehgjI] alla barba (dsg. di skegg) baggi [`bahgjI] carico La spirante sorda palatale [ ] (notata anche [ xj ]) quella del tedesco < ch > in machen, Mdchen, Chemie [`ma:n] [`m:dn] [e:`mi:]. In islandese notata graficamente < hj >: hjarta [`arda] cuore hjn [`ou:n] coppia di coniugi hj [au:] presso, a casa di hjkra [`ukhra] curare, assistere Poich, come abbiamo visto, il grafema < > rende il dittongo [ je ], la combinazione < h > si pronuncia [ e ]: hra [`e:ra:] provincia, distretto hr [e:r] qui hri [`e:rI] lepre
NOTA 00.37. Fino a circa il 1930 (ma da alcuni ancora usata) era diffusa la grafia hjera, hjer, hjeri.

posizione intervocalica o interna vkingur [`vi:kji'gr] vichingo a g tki [`thai:kjI] che io prendessi lekos [`le:kjI:o:s] lkythos (vaso) sklos [`aiskji:los] Eschilo dlkaket[`dIlgakje:t] carne dagnello rokeis [`i:ro:kji:s] Irochese tilkeyra [`thI:lkji:ra] far funzionare kra [`au:kjai:ra] accusare

beyging [`bi:ji'] declinazione lygi [`lI:jI] bugia Egyptaland [`ejIptalant] Egitto lager [`la:gje:r] magazzino sgeir [`ausgji:r] (npr. maschile) gt [`au:gjai:t] eccellente

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La nasale palatale [,gj ] si trova esclusivamente nelle combinazioni notate graficamente < nkj > < nki > <ngj> < ngi >. In esse gi presente una velare palatale; la nasale che le precede ha anchessa un intacco palatale che la rende simile alla < gn > italiana in bagno, con la differenza che essa viene pronunciata davanti ad un altro fonema consonantico (cosa che non pu avvenire in italiano). lengi [`li,gjI] a lungo syngja [`si,gja ] 'cantare' enkja [`e,gja ] 'pensare' La sibilante con intacco palatale [ sj ] diversa dalla sibilante [ s ]. Essa non corrisponde comunque alla nostra sibilante palatale [ ] in scemo, sciacallo, bens quasi perfettamente alla pronuncia di tali parole nell italiano regionale romagnolo (del quale costituisce uno dei tratti fonologici pi caratteristici ( [sje:mo] [sja`kal:o]) : sjaldan [`sjalda:n] raramente Esja [`e:sja] (nome di una montagna) sjkur [`sju:khr] ammalato smsj [`smau:sjau:] microscopio 0.1.7.8 Nasali e liquide desonorizzate Come gi accennato, in islandese anche le nasali [ m ] [ n ] [ ] e le liquide [ l ] [ r ] possono essere desonorizzate. Si tratta di uno dei punti pi difficili della fonologia islandese per uno straniero, dato che di tratta di fonemi rarissimi, non udibili in nessunaltra lingua europea; analizzeremo quindi caso per caso le circostanze in cui tali consonanti subiscono questo particolare trattamento, riprendendo se necessario anche dei casi gi trattati. Come punto di partenza prendiamo i fonemi non desonorizzati, che pure in alcuni casi presentano delle particolarit rispetto allitaliano. Tali fonemi si pronunciano normalmente in posizione iniziale, prevocalica e finale preceduti da una vocale: [ m ] la consonante nasale labiale presente anche in italiano. Pu essere breve o lunga (esclusivamente nel corpo della parola) ed notata graficamente < m > (breve) e < mm > (lunga): iniziale mni [`mau:nI] luna mamma [`mam:a] mamma Mjllnir [`mjl:nI:r] Mjllnir18 mr [mu:r] muro finale btum [`bau:thom ] alle barche (dpl. di btur) g nem [ne:m] io studio skmm [sgm:] corta (nsg.f. di skammur) vamm [vam:] vergogna, disgrazia, sventura interna nema [`ne:ma] studiare skammast [`sgam:ast] vergognarsi kemba [`kjemba] pettinare dimma [`dIm:a] buio, oscurit

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Il martello magico del dio Thor 77

[ n ] la consonante nasale dentale presente anche in italiano. Pu essere breve ( <n> ) e lunga (<nn>): iniziale n [nau:] raggiungere nota [`no:tha] usare Njll [njaudl] Njll19 n [nu:] adesso, ora finale veturinn [`ve:th:rin:] linverno talinn [`tha:lin:] contato karlinn [`khadlIn:] il tizio fenginn [`fi,gjIn:] 'ottenuto, avuto' [ ] la consonante nasale velare dellinglese finger [`fi,g'9r]. Pu essere solo breve e non si trova in posizione iniziale. Precede obbligatoriamente una velare desonorizzata: prevocalica langur [`lau'g'r] 'lungo' (nsg.m.) sngum [`sai'gom] 'ai letti' (dpl.) ungur [`ugr] 'giovane' (nsg.m.) finale lng [li'k] 'lunga' (nsg.f.) sng [sai'k] letto ung [uk] 'giovane' (nsg.f.) interna mni [`mau:nI] luna ansa [`ansa] ritenere vinna [`vIn:a] lavorare nna [`in:na] dei tuoi (gpl. di nn)

La liquida [ l ] notata < l > se breve e < ll > se lunga. Pu trovarsi in tutte le posizioni: iniziale lesa [`le:sa] leggere land [lant] terra laus [li:s] sciolto, privo lfa [`li:va] vivere finale ball [bal:] ballo La liquida [ r ] notata < r > se breve e < rr > se lunga. Pu trovarsi in tutte le posizioni: iniziale rjmi [`rjou:mI] panna Rm [rou:m] Roma refur [`re:vr] volpe bianca Rn [ri:n] Reno finale kyrr [kjIr:] tranquilllo, calmo Vediamo adesso caso per caso quando tali fonemi si desonorizzano:
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interna sala [`sa:la] sala; vendita mylla [`mIl:a] mulino flsun [`flsn ] falsificazione klfur [`khaulvr] vitello

prevocalica vera [`ve:ra] essere Kyrrahaf[`kjIr:aha:v] Oceano Pacifico stjra [`sdjou:ra] dirigere fyrri [`fIr:I] precedente, anteriore

Il protagonista della celebre Njls saga (detta anche Njla). 78

[ m ] [ m:] > [ m ] davanti a < k > < p > < t >. I fonemi notati con i grafemi precedenti si pronunciano rispettivamente [ g ] [b] [d] in posizione interna prevocalica, [k] [p] [t] in posizione finale o interna preconsonantica: prevocalica preconsonantica / finale

aumkast [`imgast] avere compassione klluumk [`khdl:mk] io mi chiamavo (arcaico) jemdast] divertirsi samkvmt [`samkvaimt] ai sensi di skemmtast [`sk svamp [svamp] spugna (acc.) kempa [`kjemba] combattere
NOTA 00.38. Si noti la differenza di pronuncia (non facilmente riscontrabile allorecchio) tra kempa combattere [`kjemba], con la nasale desonorizzata, e kemba pettinare la lana, cardare [`kjemba], con la nasale non desonorizzata (grafia: < mp > ~ < mb >).

[ n ] [ n: ] > [ n] davanti a < k > < t > e nel gruppo iniziale notato graficamente < hn > [ n]: minnka [`mInga] diminuire hnfur [`ni:vr] coltello mynt [mInt] moneta kennt [kjent] insegnato (n/asg.n.) hnja [`njau:a] dei ginocchi (gpl. < hn) hneta [`ne:tha] noce

NOTA 00.39. A livello regionale si ha per il gruppo iniziale < hn > anche la pronuncia [hn]: [`hni:vr] [`hnjau:a] [`hne:tha]. Il nesso proviene da kn- (cfr. l'inglese knife, knee).

[ ] [' ], notati < ng > : lengi [`ligjI] a lungo syngja [`sigja] cantare a g syngi [`sigjI] che io canti lengja [`ligja] allungare ungt [uxt] pesante (n/asg.n.) lengt [lixt] allungato (n/asg.n.)

[ l ] [ l:] > [ l] davanti a < k > < p > < t > e nel gruppo iniziale notato graficamente < hl > [l]: Salka Valka [`salga `valga] Salka Valka20 lpa [`ulba] impermeabile stlkna [`sdulgna] delle ragazze (gpl.) stelpna [`sdelbna] delle ragazze (gpl.)

DUE TESTI IN TRASCRIZIONE FONETICA

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Il bandito protagonista dellomonimo romanzo di H.K.Laxness 79

1. [ "sma:la'stulgan] [ 'a:''ba:r thIl'.vesthr i:'da:la'sisl || a'sma:la''st'ul'g'an'ein | 'fourthIl."kjIrkj | o:'va:rthIl'.al't'aris || 'e:ar"hu'k'wo:m "frau'.kjIrkjn:I | 'fourhu:n 'n'dIr"eins a'sma:la | o'a:v"ehkjI 'thI:ma "thIl.a'bora:'a: r ||'hu:n"gjehk' "me:'.k'leht'om 'nohg'rom || "au'hirIr"hu:n || a'saxt'er i':.k'leht'onom || 'rak'n' "hIl'd'r i'ri"hmrom.. | "au'sva:ra"er i':.rom"k'leht'om || "k'va:'vIl'd' | 's:In: i':."rI:m'hmrom .: ||"au'sijIrhan || 'svi'hen:I | 'lauhd' 'ha:na 'fa:ra | 'hu:n "er'khwo:l m.kjahb'dIn: || 'st'ul'g'an 'four"sInve: | o: 'hirI "ehkjI'mi:ra av.'sa:m"tha:lI "u:a'es:ara. || Smalastlkan. a bar til vestur Dalasslu, a smalastlka ein fr til kirkju og var til altaris. egar hn kom fr kirkjunni, fr hn undir eins a smala, og gaf sr ekki tma til a bora ur. Hn gekk me klettum nokkrum. heyrir hn, a sagt er klettunum: Ragnhildur Rauhmrum! svara er rum klettum: Hva viltu, ussinn rmhmrum? segir hann: Hr hleypur steik um stiga, tkum hana, tkum hana. er svara hinum klettunum: Svei henni, lttu hana fara, hn er kolug um kjaftinn. Stlkan fr sinn veg og heyri ekki meira af samtali hja essara. La pastorella. Accadde verso ovest, nella Dalassla, che una pastorella and in chiesa e fece la Comunione. Quando usc dalla chiesa and immediatamente a pascolare le pecore e non ce la fece a mangiare qualcosa prima. Stava passando accanto a delle grandi rocce, quando sente parlare da una di esse: Ragnhildur di Rauhamrar! Laltra roccia risponde: Che vuoi, gigante di rmhamrar? Allora lui dice:Sta arrivando di corsa un arrosto per il sentiero, acchiappiamola, acchiappiamola! Risponde allora laltra roccia: Che schifo, lasciala andare, ha la bocca sporca! La fanciulla se ne and via e non sent pi nulla della conversazione di quella coppia.
Unantica favoletta edificante dellIslanda Nordoccidentale (la Dalassla, il distretto delle Valli, noto per le sue numerose fattorie e per latmosfera di mistero che vi si respira). La mostruosa coppia di giganti di roccia vuole mangiarsi la pastorella, ma essa si salva perch, avendo fatto la Comunione e non avendo mangiato niente dopo, ha ancora la bocca sporca, vale a dire contaminata dal corpo di Cristo.

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2. ["sai:'mn'd'r 'frouI 'fai:r 'od:an: ] 'e:ar "i:ir' sai:'mn'd'r | 'khaulvr o:'haulv'd'aun 'khwo:m u:r.'svartha"sg'ou:la | "va:r"od':In:'lis | o:'b'au "i:ir"au:.a:hd'l'Ir khou'gjIn a'vitha"sje:r.han: || 'khou'g'rIn: 'vIs:I 'd'au:vel | "vI:.khv:rja "han:'auhd'I | o:'sijIr || a'sau:"ir:a 'sg'lI 'ha:va.'od':an: | "sem'fl'jou:thasd'r 'verI a'khwomast' 'au'g'ad' || 'fer"au: "sai:'mn'd'r 'n'dIr"eins o:'khahd'l'ar au:khl'skha o:'sijIr || 'sIn'd'"nu: me'.mI: thIl.'islans | o:"ev'kje:mr"mje:rar au:'lan't'."aun'. es:a'vai:tha 'kjoul.la:vI"mIht' i.:'sjou:nom | "au:.'mauhd'..'i: a"mI: || 'khl'skjI 'gjehk' 'a."es: | brau:'sje:r i.:'sels"li:kjI o:'four "me'sai:mn't' au:.'bakjin || "en:au:.'liIn:I "var'sai:mn'd'r 'alta:v a'le:sa i:.'saltara:nom || 'vo:r"i:r' "ehb'd'Ir'li:thId'n' 'thi:ma 'khwomnIr "n'd'Ir'lan't' au:.islan'd'I || "au:'slai:r 'sai:mn'd'r 'saltara:nom i:.'hisIn: au:.'sel'nom | 'svo:"han:"shk' | en' 'sai:mn'd'r "fouri:.'kha:v o:'sIn't'I thIl:ans || "me: es: "var''khl'skjI a:v.'khipIn | en' 'sai:mn'd'r "fjehk' 'od':an: || Smundur fri fr Oddann. egar eir Smundur, Klfur og Hlfdn komu r Svartaskla, var Oddinn laus, og bu eir allir knginn a veita sr hann. Kngurinn vissi dvel, vi hverja hann tti, og segir, a s eirra skuli hafa Oddann, sem fljtastur veri a komast anga. Fer Smundur undir eins og kallar klska og segir: Syntu n me mig til slands, og ef kemur mr ar land n ess a vta kjllafi mitt sjnum, mttu eiga mig. Klski gekk a essu, br sr selslki og fr me Smund bakinu. En leiinni var Smundur alltaf a lesa Saltaranum. Voru eir eftir ltinn tma komnir undir land slandi. slr Smundur Saltaranum hausinn selnum, svo hann skk, en Smundur fr kaf og synti til lands. Me essu var klski af kaupinu, en Smundur fkk Oddann. Come Smundur il Sapiente ottenne la chiesa di Oddi. Quando Smundur, Klfur e Hlfdn tornarono dalla Scuola di Magia Nera, la chiesa di Oddi era libera, ed allora ognuno dei tre chiese al Re di concedergliela. Il Re sapeva benissimo con chi aveva a che fare, e disse che Oddi sarebbe stata di colui che vi fosse arrivato pi velocemente. Smundur allora and a chiamare il Diavolo e gli disse: Portami a nuoto in Islanda, e se mi fai toccar terra senza farmi bagnare in mare il bordo della mia tonaca, allora puoi prenderti la mia anima. Il Diavolo fu daccordo, si trasform in una foca e part con Smundur in groppa. Durante la traversata, Smundur leggeva continuamente il libro dei Salmi. Dopo poco arrivarono in vista dellIslanda. Allora Smundur tir in testa alla foca il Libro dei Salmi per farla andare a fondo, mentre lui si butt in mare e nuot fino a terra. Cos il Diavolo fu ricompensato dellaffare, e Smundur ebbe Oddi.
Smundur il Sapiente realmente esistito. Visse nellXI secolo e fu il primo chierico islandese che studi allestero, ovvero a Parigi. La sua vastissima cultura, oltre a valergli lappellativo di fri ed a farlo ritenere a lungo addirittura lautore dei carmi Eddici, fece anche fiorire una congerie di leggende sulla sua figura, delle quali questa una delle pi famose. Smundur era ritenuto una sorta di mago per la sua sapienza sovrannaturale, tanto vero si diceva che a Parigi, oltre che lUniversit, avesse frequentato anche la Svartaskli, ovvero la Scuola dove sinsegnava la magia nera. Il tema del Diavolo beffato si trova comunque nelle leggende di tutti i paesi europei (si noti che qui Smundur lo colpisce con un libro sacro). La chiesa di Oddi tuttora esistente; si trova nellIslanda Meridionale, nella zona delle Landeyjar, non lontana dal fiume Ytri-Rang. Vi si arriva per una strada secondaria che si diparte dal tratto della SS1 Circumislandese (Hringvegur) compreso fra i paesi di Hella e Hvolsvllur. Dista circa 60 km da Reykjavk, in direzione SE.

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2. LEZIONI* 2. LEXUR
*la prima di queste lezioni stata composta nel 1981, lultima nel 2003.

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01. PRIMA LEZIONE FYRSTA LEXAN


1.2.1 SOSTANTIVI - GENERALIT L'islandese ha mantenuto l'antica distinzione indeuropea dei tre generi dei sostantivi: maschile (isl. karlkyn), femminile (isl. kvenkyn) e neutro (isl. hvorugkyn). Come in italiano ed in tedesco, si tratta di generi grammaticali, non naturali (come ad esempio in inglese): il genere, cio, pu non corrispondere affatto al sesso (p.es. skld 'poeta' e barn 'bambino' sono di genere neutro pur indicando esseri animati di sesso maschile), mentre tra i sostantivi inanimati si hanno certamente neutri come nafn 'nome' oppure or 'parola', ma anche maschili come flokkur 'gruppo, banda; partito politico' e femminili come bk 'libro' , sl 'sole').
NOTA 01.1. Il genere grammaticale islandese corrisponde in buona parte a quello degli omologhi sostantivi tedeschi: islandese or (n.) barn (n.) sl (f.) Certamente, per, esistono numerose discrepanze: bk (f.) nafn (n.) ma: ma. das Buch (n.) der Name (m.) tedesco das Wort das Kind die Sonne

I numeri sono, come in italiano, il singolare (isl. eintala) ed il plurale (isl. fleirtala), ma restano alcune tracce dell'antico duale (isl. tveirtala), specialmente nei pronomi personali (v. 6.2). I sostantivi islandesi vengono declinati. La declinazione islandese (beyging) comprende quattro casi (fll, sing. fall): NOMINATIVO (Nefnifall), che generalmente il caso del soggetto di una proposizione: Hesturinn er hr 'il cavallo qui' Konurnar drekka vatn 'le donne bevono acqua' Bkin er borinu 'il libro sul tavolo' GENITIVO (Eignarfall), che indica il possesso oppure il complemento nominale (specificazione): Hestur barnsins 'il cavallo del bambino' (possesso) Leikfng barnanna 'i giocattoli dei bambini (possesso) Nafn rsarinnar 'il Nome della Rosa' (specificazione)

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NOTA 01.2. In molti casi l'islandese, come tutte le lingue germaniche, usa dei sostantivi composti, il cui primo elemento spesso al genitivo singolare o plurale: Kvennalistin 'Partito delle Donne' (kvenna, gpl. di kona donna), Skldasgur 'storie di poeti' (sklda, gpl. di skld poeta).

DATIVO (gufall), che generalmente il caso del complemento indiretto (termine) del verbo: g segi barninu eitthva 'dico qualcosa al bambino' Pabbi gf brnunum epli 'il babbo ha dato una mela ai bambini'.

ACCUSATIVO (olfall), che generalmente il caso del complemento diretto (oggetto) del verbo: g s hestinn minn 'ho visto il mio cavallo' ttir a lesa margar bkur 'dovresti leggere molti libri'.

La declinazione dei sostantivi islandesi molto complessa, in quanto, oltre allaggiunta delle varie terminazioni, si deve prendere in considerazione tutta una serie di modifiche che il tema (lessema) pu subire in determinate circostanze. Si deve comunque tenere presente che la stragrande maggioranza dei rientra nei modelli pi comuni, e che le differenze tra i vari modelli sono spesso minime. 1.2.2 DECLINAZIONE FORTE In tutte le lingue germaniche la declinazione forte comprende i sostantivi con ampliamento vocalico del tema ed i sostantivi con tema consonantico (tranne -n-) e radicale (ovvero senza alcun ampliamento). Le vocali tematiche possono a volte essere ancora individuate nell'islandese moderno: ad esempio, un 'tema in -a-' il sostantivo maschile hest-ur 'cavallo' (isl. antico hest-r < protonordico *hest-a-R < protogermanico *hest-a-Z), npl. hest-a-r, apl. hesta, mentre un 'tema in -i-' il sost. maschile gest-ur 'ospite' (< isl. antico gest-r, cfr. il runico [Hlewa-]gast-i-R < protogermanico *gast-i-Z), npl. gest-i-r, apl. gest-i. Poich comunque le vocali tematiche sono molto spesso scomparse senza lasciare tracce (come nel caso dei 'temi in -o-' femminili), una tale distinzione non praticabile che dal punto di vista della grammatica storica (diacronica), e preferiamo quindi affidarci ad una diversa classificazione basata su una descrizione sincronica (con i necessari riferimenti storici). 1.2.3 SOSTANTIVI MASCHILI FORTI [MF] Tre importanti classi dei sostantivi maschili forti sono: [MF1] Heim-ur heim-s heim-ar Gest-ur gest-s gest-ir Fund-ur fund-ar fund-ir 'mondo, casa, patria' nsg gsg npl nsg gsg npl nsg gsg npl

[MF2]

'ospite'

[MF3]

'incontro', scoperta

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Il nominativo singolare (nsg), il genitivo singolare (gsg) ed il nominativo plurale (npl) sono le forme paradigmatiche di ogni sostantivo islandese, e sono quelle, perci, pi comunemente riportate nei dizionari. Senza conoscerle sarebbe impossibile declinare correttamente un sostantivo. 1.2.4 DECLINAZIONE DI [MF1] I sostantivi [MF1] sono gli antichi temi maschili germanici in -a-, che rappresentano i temi in o- indeuropei (isl. ulf-ur lupo < prn. *ulfR < prg. *wulf-a-Z; cfr. lat. lup-us [< lup-os], gr. lykos < ie. *wlkw-os). Heimur 'mondo, casa, patria' singolare heimur heims heimi heim term. -ur -s -i = plurale heimar heima heimum heima term. -ar -a -um -a

cas 001 o

nom gen dat acc

Come heimur si declinano molti sostantivi maschili, fra cui: btur baugur brunnur draumur fiskur garur hattur hestur hundur klfur munnur piltur pollur prestur 'barca' bts, btar 'anello' baugs, baugar 'sorgente, fonte' brunns, brunnar sogno draums, draumar 'pesce' fisks, fiskar 'giardino, recinto' gars, garar 'cappello' hatts, hattar 'cavallo hests, hestar cane hunds, hundar vitello klfs, klfar bocca munns, munnar ragazzo pilts, piltar pozzanghera polls, pollar parroco, prete prests, prestar

ecc.

Seguono questa declinazione anche diversi nome propri maschili: Brnjlfur Eirkur Grmur Gunnlaugur Haukur Kntur Leifur Loftur Oddur Sigtryggur orlkur = Enrico = = = Canuto = = Otto, Ottone = = Brynjlfs Eirks Grms Gunnlaugs Hauks Knts Leifs Lofts Odds Sigtryggs orlks

ecc.
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1.2.5 SOTTOGRUPPI DI [MF1] MF1 comprende alcuni sottogruppi.


Uno dei pi importanti [MF1.AA], nel quale rientrano tutti i sostantivi [MF1] con nsg terminante in -inn/ -ann / -unn e -ill/ -all / -ull. Tali terminazioni sono frutto di un fenomeno di assimilazione dell'antica desinenza -r del nsg (oggi -ur) con la consonante finale del tema: *aptan-r > isl. ant. aptann > isl. mod. aftann 'sera' (tema: aftan- ); *lykil-r > isl. ant. e mod. lykill 'chiave' (tema: lykil- ); *jtun-r > isl. ant. e mod. jtunn 'gigante' (tema: jtun- ). Tali sostantivi presentano inoltre frequenti fenomeni di sincope , ovvero l'eliminazione dell'ultima vocale del tema in presenza di terminazioni che iniziano con una vocale (nelle tabelle le forme sincopate sono indicate con un asterisco). Forme paradigmatiche:

[MF1.AA]

Drottin-n drottin-s drottn-ar Aftan-n aftan-s aftn-ar Jtun-n jtun-s jtn-ar

Re; Signore (appellativo divino)

nsg gsg npl nsg gsg npl nsg gsg npl

[MF1.AA]

sera

[MF1.AA]

gigante

La declinazione la seguente:
c.
002

singolare
drottinn drottins *drottni drottin aftann aftans *aftni aftan jtunn jtuns *jtni jtun

term
-n -s -i = *drottnar *drottna *drottnum *drottna

plurale
*aftnar *aftna *ftnum *aftna jtnar *jtna *jtnum *jtna

term
-ar -a -um -a

nom gen dat acc

[MF1.AA]

Lykil-l lykil-s lykl-ar umal-l umal-s uml-ar Jkul-l jkul-s jkl-ar

chiave

nsg gsg npl nsg gsg npl nsg gsg npl

[MF1.AA]

pollice

[MF1.AA]

ghiacciaio a cupola

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La declinazione la seguente: c.
003

singolare
lykill lykils *lykli lykil umall umals *umli umal jkull jkuls *jkli jkul

term
-l -s -i = *lyklar *lykla *lyklum *lykla

plurale
*umlar *umla *umlum *umla *jklar *jkla *jklum *jkla

term
-ar -a -um -a

nom gen dat acc

Si declina come drottinn: himinn Come jtunn: morgunn Come lykill: engill ffill spegill trefill vindill 'angelo' 'dente di leone' 'specchio' sciarpe, scialle 'sigaro' engils, englar ffils, fflar spegils, speglar trefils, treflar vindils, vindlar 'mattina' morguns, morgnar 'cielo' himins, himnar

Come umall (tra parentesi la forma del dativo plurale metafonizzato): aall gaffall kaall 'nobilt, aristocrazia' forchetta 'corda' ails, alar (lum) gaffals, gafflar (gfflum) kaals, kalar (klum)

Come jkull (si noti il npl con la vocale radicale non metafonizzata): bull bggull boia, carnefice 'pacchetto' buls, blar bgguls, bgglar

Il sostantivo djfull diavolo, demonio segue questa declinazione, ma presenta al npl e apl forme non metafonizzate: djaflar, djafla.

NOTA 01.3 I sostantivi ketill 'bricco' e fetill 'legaccio' seguono questo tipo di declinazione, ma il loro tema in realt katl-, fatl-. La loro declinazione pertanto la seguente: c.
004

singolare ketill ketils katli ketil fetill fetils fatli fetil katlar katla ktlum katla

plurale fatlar fatla ftlum fatla

nom gen dat acc

Il nome proprio Ketill segue la declinazione del sost. comune (dat. Katli), cos come Egill (dat. Agli).

88

[MF1.AB]. Comprende i sostantivi non sincopati con nsg in -ll, -nn risultante da assimilazione (< *-lr,*-n-r). Il dativo singolare per lo pi privo della terminazione -i. Forme paradigmatiche:

[MF1.AB]

Stl-l stl-s stl-ar Tn-n tn-s tn-ar

sedia

nsg gsg npl nsg gsg npl

[MF1.AA]

tono

La declinazione la seguente: caso 005 nom gen dat acc singolare stll stls stl stl tnn tns tn tn term -l, -n -s = = plurale stlar stla stlum stla tnar tna tnum tna term -ar -a -um -a

Come stll si declinano (fra parentesi la forma del dativo singolare) amirll ll bll hll kjll konsll pll skrll rll Come tnn: daunn hreinn kapteinn prjnn steinn sveinn 'puzzo dauns, daunar (daun) 'renna' hreins, hreinar (hrein) 'capitano' kapteins, kapteinar (kaptein) 'ferro da calza' prjns, prjnar (prjn) 'pietra' steins, steinar (stein) bambino maschio sveins, sveinar (svein) 'ammiraglio' 'anguilla' 'automobile' 'collina' 'vestito da donna' console 'vanga, badile' 'plebaglia 'schiavo' amirls, amirlar (amirl) ls, lar (l) bls, blar (bl) hls, hlar (hl) kjls, kjlar (kjl) konsls, konslar (konsl) pls, plar (pl) skrls, skrlar (skrl) rls, rlar (rl)

Seguono questa declinazione anche alcuni nomi propri maschili: Auunn Hinn inn Reginn Skarphinn = = Odino = = Auuns (Auun) Hins (Hin) ins (in) Regins (Regin) Skarphins (Skarphins)

89

skell Njll Pll

= = Paolo

skels (skel) Njls (Njl) Pls (Pl)

I comuni nomi propri maschili Steinn (< steinn pietra) e Sveinn (< sveinn bambino maschio) seguono ugualmente questa declinazione, assieme ai loro numerosi composti: Freysteinn, orsteinn; Bergsveinn ecc. Il nome proprio Jtunn, derivato dal sostantivo comune jtunn gigante (dsg. jtni), segue questa declinazione ed quindi privo di terminazione al dsg: Jtun. [MF1.AC]. Comprende i sostantivi [MF1] privi di terminazione al nominativo singolare (alcuni di origine straniera). Il dativo singolare presenta numerose fluttuazioni quanto alla presenza o meno della terminazione tipica i. Omettiamo le forme paradigmatiche e la declinazione, identiche a [MF1], a parte le peculiarit di cui sopra.

Cos si declinano (tra parentesi la forma del dpl, se metafonizzata.): - Con -i al dativo singolare: botn fugl karl ofn skafl vagn Nomi propri maschili: Arnr sgeir Bergr Einar Geir Gunnar Halldr Ingvar Karl Nikuls Rafn r Sigfs = = = = = Gano = = Carlo Nicola = Thor = Arnrs (Arnri) sgeirs (sgeiri) Bergrs (Bergri) Einars (Einari) Geirs (Geiri) Gunnars (Gunnari) Halldrs (Halldri) Ingvars (Ingvari) Karls (Karli) Nikulss (Nikulsi) Rafns (Rafni) rs (ri) Sigfss (Sigfsi) 'suolo, terreno' 'uccello' 'tizio, persona' 'forno, stufa' 'tormenta di neve' 'carrozza, vagone' botns, botnar (botni) fugls, fuglar (fugli) karls, karlar (karli; dpl. krlum) ofns, ofnar (ofni) skafls, skaflar (skafli; dpl. skflum) vagns, vagnar (vagni; dpl. vgnum)

Cos di declinano anche in cognomi di origine celtica (irlandese) in -an ed altri cognomi di origine islandese o danese: Kamban Kiljan Kjartan Kvaran Noral = = = = = Kambans (Kambani) Kiljans (Kiljani) Kjartans (Kjartani) Kvarans (Kvarani) Noral (Norali)
90

Steinarr Jakobsen - Senza -i al dativo singolare: bjr bor haus ls mr svefn

= =

Steinarrs (Steinarri) Jakobsens (Jakobseni, Jakobsen)

'birra' 'trapano' 'testa, capo; muso 'serratura' 'muro' 'sonno'

bjrs, bjrar (bjr) bors, borar (bor) hauss, hausar (haus) lss, lsar (ls) mrs, mrar (mr) svefns, - (svefni)

Il sostantivo s ghiaccio (gsg ss, npl sar) presenta al dativo singolare doppia possibilit: si, s.

- Sostantivi di origine straniera: barn bikar biskup demant erkibiskup mas komps kopar krall kristall pappr pipar prfessor smarag stdent 'barone' 'bicchiere, vaso' 'vescovo' 'diamante' 'arcivescovo' mais bussola 'rame' 'corallo' 'cristallo' 'carta' 'pepe' 'professore' 'smeraldo' 'studente universitario barns, barnar (barn) bikars,bikarar(bikar; dpl. bikrum/bikurum) biskups, biskupar (biskup) demants,demantar (demant; dpl demntum) erkibiskups, erkibiskupar (erkibiskup) mass (mas) kompss, kompsar (komps) kopars, - (kopar) kralls, krallar (krall; dpl. krllum) kristalls, kristallar (kristall; dpl. kristllum) papprs, papprar (pappr) pipars, - (pipar) prfessors, prfessorar (prfessor) smarags, smaragar (smarag;dpl. smargum) stdents, stdentar (stdent)

I sostantivi in -all, come krall, kristall non seguono la declinazione MF1.AA (come umall) e non presentano di conseguenza alcun fenomeno di sincope. Ciononostante, possibile a volte trovare forme di gsg. krals, kristals; in composizione si hanno forme come kralrif barriera corallina, kristalskr cristallino.

Cos di declinano anche i nomi di quasi tutti i mesi dellanno: janar febrar aprl ma jn jl gst september oktber nvember desember gennaio febbraio aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre janars (janar) febrars (febrar) aprls (aprl) mas (ma) jns (jn) jls (jl) gsts (gst) septembers (september) oktbers (oktber) nvembers (nvember) desembers (desember)

91

Nomi propri maschili di origine straniera: Axel Baldvin Benedikt = Baldovino Benedetto Axels (Axel) Baldvins (Baldvin) Benedikts (Benedikt)

[MF1.AD] Comprende sostantivi [MF1] con tema terminante in -s preceduta da un'altra consonante, oppure in -x. Il nominativo singolare rimane privo di terminazione, come pure il genitivo singolare; per il resto si segue la declinazione normale, con o senza -i al dativo singolare. Appartengono a questo sottogruppo:

hls koss lax mars sess vals

'collo' 'bacio' 'salmone' marzo 'sedile' 'valzer'

hls, hlsar (hls, hlsi) koss, kossar (kossi) lax, laxar (lax; dpl. lxum) mars (mars) sess, sessar (sess) vals, valsar (vals; dpl. vlsum)

[MF1.AE]. Comprende tre sostantivi con nsg. in -ar e forme sincopate negli stessi casi di [MF1.AA]. Essi sono (tra parentesi il dsg sincopato e il dpl sincopato con eventuale metafonia):

hamar humar jaar

'martello' 'aragosta' 'orlo'

hamars, hamrar (hamri, hmrum) humars, humrar (humri, humrum) jaars, jarar (jari, jrum)

[MF1.AF]. Comprende alcuni sostantivi con tema vocalico e nsg in -r (che qui una terminazione, non la vocale finale del tema come in alcuni sostantivi [MF1.AC], tipo bjr < aisl. bjrr ecc.). Il dsg privo della terminazione -i. Forme paradigmatiche:

[MF1.AF]

Sk-r sk-s sk-ar

'scarpa' gsg npl

nsg

La declinazione la seguente:
cas 006 o

singolare skr sks sk sk

term. -r -s = =

plurale skar ska skm ska

term. -ar -a -m -a

nom gen dat acc Cos si declinano: mr [sjr [snjr

'torba, brughiera' 'mare' 'neve'

ms, mar (dpl mum) sjs, sjar [V.5.2.1] snjs, snjar [V 5.2.1]

[MF1.AG]. Comprende sostantivi [MF1] con nsg in -ur in cui non si tratta di una terminazione, bens del puro tema ampliato con una vocale di appoggio (sostantivi in '-ur primario'). La situazione appare pi chiara dal confronto con l'islandese antico, dove la vocale di appoggio non era presente:

92

akur 'campo' aldur 'et'

> >

aisl. akr (cfr. ted. Acker, lat. ager, scr. ajrh) aisl. aldr (cfr. ted. Alter)

In tali sostantivi, la -u- di appoggio viene sincopata davanti ad ogni desinenza che inizia per vocale (in pratica, si mantiene solo nel nominativo, nel genitivo e nell'accusativo singolare). Forme paradigmatiche: [MF1.AG] Sigur sigur-s sigr-ar singolare sigur sigurs *sigri sigur 'vittoria' nsg gsg npl term. = -s -i = plurale *sigrar *sigra *sigrum *sigra term. -ar -a -um -a

cas 007 o

nom gen dat acc

Cos si declinano (tra parentesi la forma del dativo plurale, che presenta spesso metafonia): akur aldur apaldur rangur bakstur farangur galdur heiur 'campo' 'et' 'melo' 'risultato' 'ripieno' 'bagaglio' 'incantesimo, magia' 'onore' akurs, akrar (krum) aldurs, aldrar (ldrum) apaldurs, apaldrar (apldrum) rangurs, rangrar (rngrum) baksturs, bakstrar (bkstrum) farangurs, galdurs, galdrar (gldrum) heiurs, heirar

Alcuni di questi sostantivi presentano una forma collaterale di genitivo singolare (sincopata) in -ar: blstur lestur rakstur rekstur grur 'soffio' 'lezione, lettura' 'rasatura' 'funzionamento' 'vegetazione' blsturs [blstrar], blstrar lesturs [lestrar], lestrar raksturs [rakstrar], rakstrar reksturs [rekstrar], rekstrar grurs [grrar], =

Nomi propri maschili (tra parentesi la forma del dativo): Baldur Ptur Baldur, Balder Pie(t)ro Baldurs (Baldri) Pturs (Ptri)

1.2.6 SOSTANTIVI [MF] CON ANTICO TEMA CONSONANTICO Si tratta di 6 sostantivi MF di elevata frequenza (antichi temi consonantici in -r- e atematici). La loro declinazione presenta notevoli particolarit.

93

Due sostantivi indicano le relazioni di parentela maschili fondamentali e sono antichi temi in r-: Fair 'padre' Brir 'fratello'

NOTA 01.4 Si tratta di temi in -r- panindeuropei (ie. *pt-r > scr pith, tema pitr-, greco patr, gen. patr-s, latino pater, patr-is, irlandese athair, prg. *faer-)

La loro declinazione la seguente:


cas 008 o

singolare fair fur fur fur brir brur brur brur feur fera ferum feur

plurale brur brra brrum brur

nom gen dat acc

I seguenti tre sostantivi sono antichi sostantivi atematici (nei quali, cio, le terminazioni sono aggiunte direttamente al tema senza alcun ampliamento vocalico o consonantico): Ftur 'piede, gamba' Fingur 'dito' Vetur 'inverno, anno' singolare ftur ftar fti ft fingur fingurs fingri fingur vetur vetrar vetri vetur ftur fta ftum ftur plurale fingur fingra fingrum fingur vetur vetra vetrum vetur

caso 009

nom gen dat acc

Come ftur si declinano anche i tre ethnica Vindur Vendi, Sorabi, Serbi di Lusazia, Eistur stoni e rndur abitanti di Trondheim (solo al plurale; gen. Vinda, Eista, rnda).

Infine, il sostantivo maur uomo, persona (anchesso atematico) presenta una declinazione del tutto unica. Il tema mann- (cfr. linglese man o il tedesco Mann); il nominativo singolare presenta per la normale evoluzione fonetica *-nn-r* > -r- (cfr. *ann-rir > arir altri), per cui in islandese antico si avuto mar (< *mann-r), poi normalmente maur in islandese moderno, con lepentesi della vocale -u-. Il nominativo / accusativo plurale, menn, mostrano il puro tema, privo di terminazione ma con metafonia della vocale radicale (cfr. linglese men, lo svedese mn, il danese mnd ecc. mentre il tedesco Mnn-er ha ripristinato la terminazione casuale). La declinazione quindi la seguente:
cas 010 o

singolare maur manns

plurale menn manna


94

nom gen

dat acc

manni mann

mnnum menn

1.2.7 SOSTANTIVI FEMMINILI FORTI [FF] Tre importanti classi sono: [FF1] Skl skl-ar skl-ar Borg borg-ar borg-ir Bk bk-ar bk-ur 'vaso, calice' nsg gsg npl nsg gsg npl nsg gsg npl

[FF2]

'citt'

[FF3]

'libro'

[FF1] comprende storicamente i 'temi in -o.' (esclusivamente femminili), [FF2] i 'temi in -i-' femminili e [FF3] i temi consonantici. [FF1] include i cosiddetti temi in -o. Questo significa che, dal punto di vista storico (protogermanico), tali sostantivi erano caratterizzati dalla vocale tematica [ o ] (* skl-o vaso). Tale vocale pass in seguito a [ u ] (> *skl-u) per poi scomparire definitivamente (ma provocando alcuni fenomeni metafonetici, come vedremo meglio in seguito). I sostantivi FF1 islandesi presentano al plurale le terminazioni tipiche dei temi in -a, mentre al singolare la terminazione -ar del genitivo rappresenta levoluzione fonetica normale (gsg. protogermanico *skl-o-z > skl-a-r).
NOTA 01.5 La declinazione dei temi in -o- femminili rappresenta la normale evoluzione germanica dei temi in -a- indeuropei (cfr. gr. thi-a, gen. thi-a-s, lat. famili-a, gen. arcaico famili-a-s).

La declinazione la seguente:
cas 011 o

singolare skl sklar skl skl

term. = -ar = =

plurale sklar skla sklum sklar

term. -ar -a -um -ar

nom gen dat acc Cos si declinano:

r hli hl kinn l rauf

'remo' 'lato' versante, declivio 'guancia' cinghia, correggia crepa, falla

rar, rar hliar, hliar hlar, hlar kinnar, kinnar lar, lar raufar, raufar
95

skei taug vl
Solo al plurale:

'cucchiaio' 'nervo' 'macchina' 'vena'


spalle resto lultimo, la fine lestremo

skeiar, skeiar taugar, taugar vlar, vlar ar, ar


herar leifar sar (t sar fino allultimo) fgar

1.2.8 SOSTANTIVI [FF] CON ANTICO TEMA IN -R Tre sostantivi [FF], indicanti le fondamentali relazioni di parentela femminile, hanno una declinazione del tutto anomala, ma comunque simile a quella degli analoghi sostantivi [MF] di cui al 1.1.6. Si tratta anche qui, infatti, di antichi temi in -r : Mir 'madre' Dttir 'figlia' Systir 'sorella'

La declinazione la seguente:

caso 012

singolare mir mur mur mur dttir dttur dttur dttur systir systur systur systur mur mra mrum mur

plurale dtur dtra dtrum dtur systur systra systrum systur

nom gen dat acc

1.2.9 SOSTANTIVI NEUTRI FORTI [NF] Le tre principali classi [NF] sono: [NF1] Blm blms blm [NF2] Barn barns brn [NF3] Snr-i snris snri 'linea' 'bambino' nsg gsg npl nsg gsg npl 'fiore' nsg gsg npl

Tralasciando per ora [NF2], diamo la declinazione di [NF1] e [NF3]. [NF1] comprende storicamente gli antichi neutri con tema in -a- (< prg. *-a-m < ie. -o-m, cfr. lat. iug-u-m [< iug-o-m], gr. zg-o-n ). cas 013 o

singolare

term.

plurale

term.

96

nom gen dat acc

blm blms blmi blm

= -s -i =

blm blma blmum blm

= -a -um =

Come blm si declinano: r bakar b bor b flk hr hl hs lf ml skinn ver verk orp sund
Solo al plurale:

'anno' panetteria, forno cinema 'fiore' azienda agricola 'gente' 'capello' intervallo 'casa' 'vita' cosa; linguaggio 'pelle' prezzo 'opera' 'villaggio' 'centinaio'

rs, r bakars, bakar (dpl. bakarum) bs, b bors, bor bs, b (dpl. bum) flks, flk hrs, hr hls, hl (dsg. hli, dpl. hlum) hss, hs lfs, lf mls, ml skinns, skinn vers, ver verks, verk orps, orp sunds, sund

coppia di coniugi hjn Natale, feste nataliziejl padre e figlia fegin (fegina, feginum) madre e figlio mgin (mdgina, mginum) sorelle systkin (systkina, systkinum)

[NF3] comprende gli antichi neutri con tema ampliato in -ja- (< prg. *-ja-m < ie. *-jo-m, cfr. lat. vitiu-m, ot-iu-m ecc.).

La declinazione la seguente:
cas 014 o

singolare snri snris snri snri

term. -i -is -i -i

plurale snri snra snrum snri

term. -i -a -um -i

nom gen dat acc

Come snri si declinano ad es.: akkeri beisli belti bindindi dmi enni fangelsi 'ncora' akkeris, akkeri briglia beislis, beisli 'cintura' beltis, belti 'astinenza dall'alcool'bindindis, bindindi 'esempio' dmis, dmi fronte ennis, enni 'carcere,prigione' fangelsis, fangelsi
97

firildi hnsni kvi jerni

'farfalla' firildis, firildi 'pollo, gallina' hnsnis, hnsni 'poesia' kvis, kvi nazionalit jernis, =

Solo al plurale:

scienza cesoie, forbici scienze

fri skri vsindi

Cos si declinano anche tutti gli astratti formati con il suffisso -leysi (< laus privo, mancante), indicante una qualit negativa od una privazione. Tali sostantivi sono normalmente privi del plurale e corrispondono ad aggettivi in -laus: atvinnulaus disoccupato > atvinnuleysi disoccupazione, ageralaus inattivo > ageraleysi inattivit, bllaus anemico > blleysi anemia, eirarlaus irrequieto > eyrarleysi irrequietezza ecc. Seguono questa declinazione anche tutti i numerosi composti, il cui secondo elemento contiene una vocale metafonizzata rispetto a quella radicale: illgresi erbaccia (< gras erba), slttlendi pianura, urrlendi terreno asciutto (< land terra), grnmeti verdura (commestibile), fiskimeti (cibo di) pesce (< matur cibo), rdegi mattina, midegi mezzogiorno (< dagur giorno), mintti mezzanotte (< ntt notte) ecc. 1.2.10 PREPOSIZIONI Le preposizioni islandesi possono reggere tutti i casi, tranne il nominativo; alcune ne possono reggere uno soltanto, altre due (con variazioni di significato o di sfumatura). Cos, ad esempio: - Til 'di, a, verso' regge solo il genitivo: til hests 'a cavallo' til sjs 'per mare' til Reykjavkur 'verso, a Reykjavk' - Fr 'da' regge solo il dativo: fr hesti 'da cavallo' fr ingvllum 'da ingvellir' - Um 'attorno, intorno' regge solo l'accusativo: um hest 'attorno ad un cavallo' um hsi 'intorno alla casa' - 'in' regge il dativo in senso statico (stato in luogo), l'accusativo in senso dinamico (moto a luogo): hsinu 'nella casa' hjrtunum okkar 'nei nostri cuori' g geng inn hsi 'entro nella casa'

98

orin n gengu mr hjarta 'le tue parole mi sono entrare nel cuore' A costo di ripetere un luogo comune, senz'altro vero che l'uso corretto delle preposizioni, in islandese cos come in ogni altra lingua, pu essere appreso solo con la pratica. Cercheremo comunque di darne un'esposizione completa, distribuita tra le varie lezioni.

1.2.11 IL VERBO: INFINITO L'infinito di tutti i verbi islandesi preceduto dalla particella a (il cui uso del tutto simile a quello del to inglese) e termina generalmente in -a: a vera a hafa a taka a ba a elska 'essere' 'avere' 'prendere' 'abitare' 'amare'

Un buon numero di verbi termina all'infinito con la desinenza ampliata -ja: a telja a setja a bija a skilja a segja 'contare' 'porre' 'attendere' 'capire' 'dire'

Alcuni infiniti (generalmente monosillabici) sembrano presentare una terminazione in -. Si tratta in realt di un fenomeno di caduta della terminazione normale: a f a sp a n Esiste un solo infinito in -o: a vo Ed uno solo in -e a ske 'ottenere' (< isl. ant. fa) 'predire' (< isl. ant. spa) 'raggiungere' (< isl. ant. na). 'lavare' 'accadere (< danese ske)

NOTA 01.6 A differenza di quanto avviene in inglese, la particella a si usa anche anche con i verbi modali: a kunna 'potere' , a vilja 'volere' (ingl. can, will). L'unica eccezione riguarda i due verbi munu e skulu 'dovere', che del resto si usano molto raramente all'infinito.

99

02. SECONDA LEZIONE NNUR LEXA


2.2.1 DECLINAZIONE DEBOLE Dal punto di vista storico, i sostantivi cd. deboli avevano un tema in -n- (ancora avvertibile in tedesco: Br 'orso', Soldat soldato, gen. Br-en, Soldat-en; anche nellinglese ox bue[isl. uxi], pl. ox-en, nello svedese ga occhio, pl. g-on e nel danese je occhio, pl. j-ne), normalmente invisibile in islandese per la scomparsa della nasale finale (fenomeno fonetico proprio di tutte le lingue germaniche settentrionali). In pratica, i sostantivi deboli hanno la caratteristica di terminare in vocale in tutti i casi del singolare. Anche la declinazione debole comprende sostantivi maschili, femminili e (pochi) neutri.
NOTA 02.1. Come vedremo meglio in seguito, lantico tema in nasale ricompare per spesso nel genitivo plurale dei femminili deboli e sempre nellomologo caso dei neutri deboli. Nei maschili ancora visibile in alcuni sostantivi poetici e/o arcaici, come brag-n-ar eroi (cfr. il nome proprio Bragi), flot-n-ar guerrieri, got-n-ar uomini. Al singolare skati dispensiere corrisponde il plurale skat-n-ar; lantico sostantivo gumi uomo (cfr. lat. homo), ancora usato nella poesia di carattere tradizionale, fa al plurale gum-ar oppure gum-n-ar (cfr. lat. hom-in-es); il composto brgumi sposo, fidanzato (cfr. ingl. bridegroom, ted. Bruti-gam) fa regolarmente brgumar.

2.2.2 SOSTANTIVI MASCHILI DEBOLI [MD] Si tratta degli antichi temi in -an-. I due sottogruppi principali (il secondo con ampliamento in -j-, antichi temi in -jan-) presentano le seguenti forme paradigmatiche: [MD1] Tm-i tma tmar [MD2] Illvirk-i illvirkja illvirkjar singolare tmi tma tma tma singolare illvirki illvirkja 'malfattore' nsg gsg npl term. -i -a -a -a term. -i -ja plurale tmar tma tmum tma plurale illvirkjar illvirkja term. -ar -a -um -a term. -jar -ja
100

'tempo'

nsg gsg nsg

cas 015 o

nom gen dat acc


cas 016 o

nom gen

dat acc

illvirkja illvirkja

-ja -ja

illvirkjum illvirkja

-jum -ja

101

Si declinano come tmi moltissimi sostantivi [MD1], tra i quali ricordiamo: bolti Breti brgumi bryti daui efi fni faregi Finni fli forseti forstjri gluggi greifi logi mii mskvi nkkvi pabbi penni risi Rssi smi skli Svi trboi uxi vkvi reigi 'palla' bolta, boltar britannico, bretone Breta, Bretar sposo, fidanzato brguma, brgumar assistente, steward bryta, brytar 'morte' daua, dauar dubbio efa, efar bandiera, stendardofna, fnar passeggero farega, faregar finlandese Finna, Finnar baia, golfo fla, flar 'presidente' forseta, forsetar direttore forstjra, forstjrar 'finestra' glugga, gluggar conte greifa, greifar fiamma loga, logar cedola, biglietto mia, miar maglia mskva, mskvar navicella, barchetta nkkva, nkkvar 'babbo, pap' pabba, pabbar 'penna' penna, pennar gigante risa, risar russo Rssa, Rssar telefono sma, smar 'scuola' skla, sklar svedese Sva, Svar missionario trboa, trboar bue uxa, uxar liquido, fluido vkva, vkvar proletario reiga, reigar

ecc.

Seguono questa declinazione numerosi sostantivi in -ji (tra i quali diversi ethnica in -verji), originariamente temi in -ja (v. infra) che hanno generalizzato linfisso semivocalico anche al nominativo singolare (ma aisl. vili, stei, gsg. vilja, steja ecc.): Indverji Rmverji Spnverji skipverji steji Ungverji vilji jverji indiano (dIndia) romano spagnolo marinaio incudine ungherese volont, volere tedesco Indverja, Indverjar Rmverja, Rmverjar Spnverja, Spnverjar skipverja, skipverjar steja, stejar Ungverja, Ungverjar vilja, viljar jverja, jverjar

ecc.

102

Molti sostantivi [MD1] con vocale radicale [ a ] subiscono metafonia da -u- nel dativo plurale (la descrizione sistematica di tale fenomeno si trova alla lezione 4): afi banki flagi Frakki galli gestgjafi heildsali hani hanki kastali lampi lkami magi ribbaldi sfari vasi vikivaki nonno banca compagno; socio francese sbaglio ospite (chi ospita) grossista rubinetto manico fortezza, castello lampada corpo; salma stomaco attaccabrighe navigatore tasca danza islandese afa, afar (dpl fum) banka, bankar (bnkum) flaga, flagar (flgum) Frakka, Frakkar (Frkkum) galla, gallar (gllum) gestgjafa, gestgjafar (gestgjfum) heildsala, heildsalar (heildslum) hana, hanar (hnum) hanka, hankar (hnkum) kastala, kastalar (kastlum) lampa, lampar (lmpum) lkama, lkamar (lkmum) maga, magar (mgum) ribbalda, ribbaldar (ribbldum) sfara, sfarar (sfrum) vasa, vasar (vsum) vikivaka, vikivakar (vikivkum)

NOTA 02.2 I tre sostantivi etnici Dani Danese, tali Italiano e Japani Giapponese seguono al singolare questa declinazione, mentre al plurale seguono il modello MF2: nominativo plurale Dan-ir, tal-ir, Japan-ir, accusativo Dan-i, tal-i, Japan-i. (dativo plurale con metafonia da -u-: Dnum, tlum, Japnum). NOTA 02.3 Il comune sostantivo herra signore; padrone (herra Jn Benediktsson il sig. J.B.) termina in -a anche al nominativo singolare ed quindi indeclinabile al singolare; il plurale regolare (herrar ecc.). Cos si comporta anche lappellativo religioso sra (oppure sra) Reverendo, Padre (sra Nikuls Jnsson il Rev. N.J., Padre N.J.").

Diversi nomi propri maschili (tra cui molti diminutivi, indicati con un asterisco) seguono questa declinazione: Ari = Ara rni = rna Bari = Bara Bjarni = Bjarna Bragi = Braga Gsli = Gsla Guni = Guna Helgi = Helga Ingi = Inga *Kalli (< Karl) Carletto Kalla Narfi = Narfa *Nonni (< Jn) = Nonna *li (< lafur) = la *Palli (< Pll) Paolino Palla Plmi = Plma *Siggi (< Sigurur) = Sigga Skli = Skla *Steini (< orsteinn) = Steina Slvi = Slva Tryggvi = Tryggva
103

Come illvirki [MD2] si declinano la maggior parte dei sostantivi terminanti in -ki, -gi: einyrki eyjarskeggi frumbyggi Grikki hfingi kleggi kunningi moringi rafvirki Skrlingi Tyrki Cos si declina anche: peyi frusta, frustino peyja, peyjar 'bracciante autonomo'einyrkja, einyrkjar 'isolano' eyjarskeggja, eyjarskeggjar indigeno frumbyggja, frumbyggjar greco Grikkja, Grikkjar 'dirigente, capo hfingja, hfingjar 'pezzo' kleggja, kleggjar 'conoscente' kunningja, kunningjar assassino moringja, moringjar 'elettricista' rafvirkja, rafvirkjar 'Eschimese' Skrlingja, Skrlingjar turco Tyrkja, Tyrkjar

Un solo nome proprio maschile segue questa declinazione: Skeggi = Skeggja

NOTA 02.3 Gli astratti in -leiki seguono per il modello [MD1] (usualmente sono privi di plurale): reianleiki affidabilit, biturleiki amarezza, breyskleiki fragilit, dapurleiki tristezza, depressione ecc. (gen. reianleika, biturleika, breyskleika, dapurleika ecc.). NOTA 02.4 Tyrki turco pu avere anche il plurale secondo MF2: Tyrkir, acc. Tyrki (ma gpl. dpl. sempre Tyrkja, Tyrkjum). NOTA 02.5 Aili partner commerciale, socio in affari presenta una doppia possibilit di declinazione, la prima MD1 (gsg aila, npl ailar ecc.), laltra MD2 (gsg ailja, npl ailjar ecc.)

2.2.3 SOSTANTIVI FEMMINILI DEBOLI [FD] I sostantivi femminili deboli si suddividono in due sottogruppi: [FD1], con nsg in -a (antichi temi in -on-), e [FD2 ], con nsg in -i (temi in -in-). Il primo sottogruppo include la stragrande maggioranza dei sostantivi. Entrambi i sottogruppi presentano notevole uniformit, anche se, per quanto riguarda il genitivo plurale dei [FD1] regna, per cos dire, una notevole anarchia. La terminazione del gpl [FD1] pu essere, infatti, -a oppure -na (con l'antico tema nasale ancora visibile). Non si possono formulare regole fisse: anzi, spesso, l'uso delle due terminazioni coesiste nello stesso sostantivo. Si deve quindi parlare di 'tendenze generali': cos, kempa 'eroina' tende ad avere il gpl kempa (ma si trova anche kempna), mentre stlka 'ragazza' preferisce il gpl. stlkna (ma per la forma stlka vale quanto detto prima). Le forme paradigmatiche dei due sottogruppi sono comunque le seguenti: [FD1] Stlk-a stlku stlkur Lyg-i lygi lygar 'ragazza' nsg gsg npl nsg gsg npl

[FD2]

'bugia'

104

2.2.4 DECLINAZIONE DI [FD1]


cas 017 o

singolare stlka stlku stlku stlku

term. -a -u -u -u

plurale stlkur stlkna, kempa stlkum stlkur

term. -ur -na, -a -um -ur

nom gen dat acc

Cos si declinano, con tendenza al genitivo plurale in -a (indicato fra parentesi): bastofa bra dla fila gyja gra hilla hna kpa ktna krna lilja prentsmija spa sgaretta strna skemma smija stofa svpa tlva vinna sa bastofa bastofu, bastofur (bastofa) onda, ondata bru, brur (bra) pompa dlu, dlur (dla) 'violino' filu, filur (fila) dea gyju, gyjur (gyja) vello gru, grur (gra) scaffale hillu, hillur (hilla) gallina hnu, hnur (hna) 'mantello' kpu, kpur (kpa) 'allegria' ktnu. ktnur (ktna) corona krnu, krnur (krna) 'giglio' lilju, liljur (lilja) tipografia prentsmiju, prentsmijur (prentsmija) 'sapone, saponetta' spu, spur (spa) 'sigaretta' sgarettu, sgarettur (sgaretta) limone strnu, strnur (strna) magazzino, dispensaskemmu, skemmur (skemma) 'fucina' smiju, smijur (smija) stanza, cantina stofu, stofur (stofa) scudiscio svpu, svpur (svpa) 'computer' tlvu, tlvur (tlva) lavoro vinnu, vinnur (vinna) 'conchiglia' su, sur (sa)

Il sostantivo hetja eroe segue questa declinazione (gsg. hetju, npl. hetjur, gpl. hetja) ed di genere femminile, nonostante il suo significato.
NOTA 02.6 Il gpl in -a di regola per i sostantivi terminanti in -na al nsg, come krna 'corona', pna 'dolore', strna 'limone', vinna 'lavoro'. NOTA 02.7 Il sostantivo vlva 'indovina, chiaroveggente' si declina nel seguente modo: nsg vlva, gsg/dsg/asg vlu ; npl/apl vlur, gpl vlva, dpl vlum (cfr il titolo del famoso carme eddico Vlu-sp 'predizione dell'indovina'). Si pu per anche avere la declinazione regolare; la declinazione irregolare si usa anzi quasi esclusivamente in riferimento alla pitonessa del carme eddico, la Vlva.

105

Si declinano cos (solo al singolare) i nomi di molte lingue, derivati dallaggettivo etnico corrispondente (perlopi in -[]skur): aggettivo lingua

baskskur basco baskska la lingua basca basksku enskur inglese enska la lingua inglese ensku freyskur feroese freyska il feroese freysku hllenskur olandese hllenska lolandese hllensku slenskur islandese slenska lislandese slensku knverskur cinese knverska il cinese knversku norskur norvegese norska la lingua norvegese norsku portugsiskur portoghese portugsiska la lingua portoghese portugsisku rmenskur romeno rmenska il romeno rmensku rssneskur russo rssneska la lingua russa, il russorssnesku spnskur spagnolo spnska lo spagnolo spnsku snskur svedese snska lo svedese snska tkkskur cco tkkska il cco tkksku skur tedesco ska il tedesco sku Seguono questa declinazione numerosissimi nomi geografici femminili (di cui molti terminanti in -a): Afrka Albana Amerka Argentna Asa strala Brasila Blgara Evrpa tala Kambda Rmena Sfa Africa Albania America Argentina Asia Australia Brasile; Braslia Bulgaria Europa Italia Cambogia Romania Sfia Afrku Albanu Amerku Argentnu (anche Argentina) Asu stralu Brasilu Blgaru Evrpu talu Kambdu Rmenu Sfu ecc.

Molti nomi propri femminili (compresi alcuni diminutivi, indicati con un asterisco) seguono pure questa declinazione: sa = Bergra = Erla = Gumunda = *Gunna (< Gurn) Halldra = Hulda = sadra Isadora *Sigga (< Sigrur) Theodra Teodora ra = su Bergru Erlu Gumundu Gunnu Halldru Huldu sadru Siggu Theodru ru

106

Segue questa declinazione anche il nome proprio maschile Sturla (Snorri Sturlu-son Snorri, figlio di Sturla). Tendono ad avere il genitivo plurale in -na (indicato fra parentesi) i seguenti sostantivi: sta 'suolo' dfa eldspta fluga gfa hella kista klukka kla leiga mylla mnta nta ppa rjpa rfa seknda skeifa skrfa skrsla skytta spta stelpa stka sla ssla telpa tunga vika vsa fa
Solo al plurale:

stu, stur (stna) 'colomba' dfu, dfur (dfna) fiammifero eldsptu, eldsptur (eldsptna) mosca flugu, flugur (flugna) 'ingegno' gfu, gfur (gfna) lastra di pietra hellu, hellur (hellna) cassapanca, madia kistu, kistur (kistna) 'orologio, campana' klukku, klukkur (klukkna) 'palla' klu, klur (klna) affitto leigu, leigur (leigna) 'mulino' myllu. myllur (myllna) 'minuto' mntu, mntur (mntna) nota ntu, ntur (ntna) 'pipa' ppu, ppur (ppna) pernice bianca rjpu, rjpur (rjpna) rapa rfu, rfur (rfna) secondo sekndu, sekndur (sekndna) ferro di cavallo skeifu, skeifur (skeifna) vite, bullone skrfu, skrfur (skrfna) relazione, rapporto skrslu, skrslur (skrslna) tiratore, cecchino skyttu, skyttur (skyttna) pezzo di legno sptu, sptur (sptna) ragazza stelpu, stelpur (stelpna) loggia stku, stkur (stkna) colonna slu, slur (slna) 'distretto, provincia' sslu, sslur (sslna) ragazza, maschiacciotelpu, telpur (telpna) 'lingua' tungu, tungur (tungna) 'settimana' viku, vikur (vikna) ballata popolare vsu, vsur (vsna) cespuglio derba altafu, fur (fna)
pantaloni madre e figlia prato da mietere buxur (buxna) mgur (mgna) slgjur (slgna)

Praticamente di regola formano il gpl in -na i sostantivi terminanti in ja (particolarmente in kja, -gja ), eliminando totalmente la terminazione ampliata: hyggja bylgja fkja ekkja kirkja kyttja rekkja tekja 'preoccupazione' 'ondata' fico (frutto) 'vedova' 'chiesa' 'gattina, micia" letto; alveo registrazione hyggju, hyggjur (hyggna) bylgju, bylgjur (bylgna) fkju, fkjur (fkna) ekkju, ekkjur (ekkna) kirkju, kirkjur (kirkna) kyttju, kyttjur (kyttna) rekkju, rekkjur (rekkna) tekju, tekjur (tekna)

Il sostantivo kona 'donna' ha il genitivo plurale irregolare: kvenna.


107

Moltissimi sostantivi appartenenti a questa classe hanno la vocale radicale [ a ] che, in presenza delle terminazioni -u, -ur e -um (in pratica gran parte della declinazione) subiscono metafonia da -u- (v. lez. 4). Anche in tali sostantivi il genitivo plurale pu essere in -a (come in stjarna stella) o -na (come in saga storia; saga):

cas 018 o

singolare stjarna stjrnu stjrnu stjrnu

term. -a -u -u -u

plurale stjrnur stjarna, sagna stjrnum stjrnur

term. -ur -a, -na -um -ur

nom gen dat acc

Cos si declinano, con tendenza al genitivo plurale in -a (come stjarna): alda amma askja bjalla dama fata fjara hlaa kanna karfa kartafla krafa mamma sala skata svala taa taska vagga vara
Solo al plurale:

onda ldu, ldur (alda) nonna mmu, mmur (amma) scatola, pacchetto skju, skjur (askja) campanello bjllu, bjllur (bjalla) dama dmu, dmur (dama) secchio ftu, ftur (fata) spiaggia mareale fjru, fjrur (fjara) granaio, fienile hlu, hlur (hlaa) bricco knnu, knnur (kanna) cesto, cestino krfu, krfur (karfa) patata kartflu, kartflur (kartafla) domanda, esigenza krfu, krfur (krafa) mamma mmmu, mmmur (mamma) vendita slu, slur (sala) razza (pesce) sktu, sktur (skata) rondine svlu, svlur (svala) fieno tu, tur (taa) borsa, cartella tsku, tskur (taska) culla vggu, vggur (vagga) merce vru, vrur (vara)
lettiga, portantina strada sbagliata brur (bara) gnur (gana)

Nomi di lingue: danska talska japanska il danese litaliano il giapponese dnsku tlsku japnsku

Nomi geografici e nomi propri femminili (i diminutivi sono indicati con un asterisco): Askja Malta Praga [vulcano islandese] skju Malta Mltu Praga Prgu

108

Agla Anna Barbara Karla Kristjana *Magga Ragna *Valla

= Anna Barbara Carla Cristiana (< Margrt) = (<Valgerur)

glu nnu Barbru Krlu Kristjnu Mggu Rgnu Vllu

Hanno il genitivo plurale in -na (come saga): draga gata jata planta tala rete a strascico strada, via mangiatoia pianta numero drgu, drgur (dragna) gtu, gtur (gatna) jtu, jtur (jatna) plntu, plntur (plantna) tlu, tlur (talna)

2.2.5 SOSTANTIVI NEUTRI DEBOLI [ND] Le forme paradigmatiche dei sostantivi [ND] sono le seguenti: [ND] Auga auga augu 'occhio' gsg npl nsg

La declinazione la seguente:
cas 019 o

singolare auga auga auga auga

term. -a -a -a -a

plurale augu augna augum augu

term. -u -na -um -u

nom gen dat acc

Cos si declina un numero ridotto di sostantivi, la maggior parte dei quali indica parti del corpo: bjga eyra firma hjarta lunga nra firma skema ema 'salsiccia' 'orecchio' 'ditta' 'cuore' 'polmone' 'rene' ditta 'schema' 'tema' bjga, bjgu eyra, eyru firma, firmu hjarta, hjrtu lunga, lungu nra, nru firma, firmu skema, skemu ema, emu

109

2.2.6 DETERMINAZIONE DEL SOSTANTIVO Abbiamo finora trattato soltanto di sostantivi indeterminati: in islandese non esiste un vero e proprio articolo indeterminato, come l'it. 'un, una' od il ted. 'ein, eine', anche se a volte, in questo senso, si usa il numerale einn, f. ein, n. eitt '1'. Per la determinazione del sostantivo l'islandese possiede invece due serie di articoli: - Articolo determinato autonomo (Laus greinir). Le sue forme sono le seguenti: hinn (m.), hin (f.), hi (n.). Si tratta di un antico pronome dimostrativo (corrispondente al latino ille, da cui l'it. il) e, nella lingua odierna, il suo uso non comune e resta limitato a nomi storici, ufficiali o di societ commerciali, oppure quando si vogliono evitare ambiguit. L'articolo autonomo pu determinare un sostantivo soltanto quando esso ulteriormente determinato da un aggettivo attributivo; nei nomi di personaggi storici segue il nome proprio e determina l'eventuale aggettivo con cui il personaggio noto: hi slenska Lveldi 'La Repubblica Islandese' hi slenska Bkmenntaflag 'la Societ Letteraria Islandese' konungur Haraldur hinn hrfagri 'Re Aroldo Bellachioma' Smundur hinn fri 'Smund il saggio' vi oraval var reynt a hafa huga a bkin kmi hinum almenna lesanda a notum 'nella scelta delle parole si cercato di tener conto del fatto che il libro sia utile per il lettore generico' Karl hinn stri 'Carlomagno' (cfr. ted. Karl der Groe). - Articolo determinato enclitico (Viskeyttur greinir). Da espressioni come mar hinn 'quell'uomo', borg hin 'quella citt', hs hi 'quella casa', nella quale il dimostrativo era in posizione atona, si passati, con un fenomeno di coagulazione, alla formazione dell' articolo determinato enclitico, che , in pratica, l'unico di uso comune: maurinn 'l'uomo' borgin 'la citt' hsi 'la casa' hestarnir 'i cavalli' borgirnar 'le citt' hsin 'le case' In islandese, dunque, la determinazione del sostantivo avviene mediante speciali morfemi aggiunti ad ogni singola forma declinata del sostantivo.
NOTA 02.8 Nelle lingue europee, tale fenomeno non affatto limitato all'islandese. Esso proprio: a) di tutte le lingue scandinave continentali: danese mand-en, svedede e norvegese mann-en 'l'uomo'; danese, svedese e norvegese hus-et 'la casa'; b) di molte lingue dell'area balcanica, anche di origine assai diversa tra di loro: romeno om-ul, soldat-ul 'l'uomo, il soldato'; bulgaro -, -, - 'la citt, la donna, il villaggio' ; albanese kal-i, mik-u 'il cavallo, l'amico'. Si noti che, in tutte queste lingue, il morfema determinativo deriva da un antico pronome dimostrativo.

110

2.2.7 DECLINAZIONE DELL'ARTICOLO DETERMINATO AUTONOMO HINN, HIN, HI


caso

020 maschile hinn hins hinum hinn

nom gen dat acc

singolare femminile hin hinnar hinni hina

neutro hi hins hinu hi

maschile hinir hinna hinum hina

plurale femminile hinar hinna hinum hinar

neutro hin hinna hinum hin

L'aggettivo ed il sostantivo determinati da hinn si declinano normalmente: Forseti hins slensku Lveldis 'presidente della Repubblica Islandese' kona Haralds hins hrfagra 'la moglie di Aroldo Bellachioma' forstjri hins slensku Bkmenntaflags 'direttore della Societ Letteraria Islandese' 2.2.8 DECLINAZIONE DELL'ARTICOLO ENCLITICO Si tratta in pratica di una forma 'acefala' di hinn. L'articolo enclitico viene aggiunto ai sostantivi gi declinati: si ha, quindi, una sorta di 'doppia declinazione' (borg-ar > borg-arinnar 'della citt'; lands > land-s-ins 'della terra'; hesti > hest-i-num 'al cavallo' ecc.). Se l'articolo enclitico viene aggiunto a sostantivi forti presente le seguenti forme:
caso

021 maschile -inn -ins -num -inn

nom gen dat acc

singolare femminile -in -innar -inni -ina

neutro -i -ins -nu -i

maschile -nir -nna -num -na

plurale femminile -nar -nna -num -nar

neutro -in -nna -num -in

Se, invece, viene aggiunto a sostantivi deboli presenta le seguenti forme, ulteriormente ridotte:
caso

022 maschile -nn -ns -num -nn

nom gen dat acc

singolare femminile -n -nnar -nni -na

neutro - -ns -nu -

maschile -nir -nna -num -na

plurale femminile -nar -nna -num -nar

neutro -n -nna -num -n

Qui di seguito diamo la declinazione determinata di tutti i sostantivi delle varie classi studiate finora, in modo da esemplificare meglio l'uso dell'articolo enclitico.

111

2.2.9 SOSTANTIVI FORTI E DEBOLI DETERMINATI a. [MF1]: Heimur-inn 'la casa, la patria, il mondo' singolare heimurinn heimsins heiminum heiminn

cas 023 o

plurale heimarnir heimanna heimunum heimana

nom gen dat acc

NOTA 02.9 Come si pu osservare, nel dpl la -m finale della terminazione -um scompare se viene aggiunta la forma -num dell'articolo: heim-um > heim-u-num. Poich -um la terminazione propria del dpl di tutte le declinazioni e -num la forma determinata comune a tutti e tre i generi, si pu affermare che si tratta di una regola senza alcuna eccezione.

b.

[MF1.AA]: Drottinn-inn 'il re', Jkull-inn 'il ghiacciaio' singolare drottinninn drottinsins drottninum drottininn jkullinn jkulsins jklinum jkulinn plurale drottnarnir drottnanna drottnunum drottnana jklarnir jklanna jklunum jklana

cas 024 o

nom gen dat acc c.

[MF1.AB]: Stll-inn 'la sedia', tnn-inn 'il tono' singolare stllinn stlsins stlnum stlinn tnninn tnsins tninum tninn stlarnir stlanna stlunum stlana plurale tnarnir tnanna tnunum tnana

cas 025 o

nom gen dat acc d.

[MF1.AC]: Karl-inn 'il tizio', bskup-inn 'il vescovo' singolare karlinn karlsins karlinum karlinn biskupinn biskupsins biskupnum biskupinn karlarnir karlanna krlunum karlana plurale biskuparnir biskupanna biskupunum biskupana

cas 026 o

nom gen dat acc e.


caso

[MF1.AD]: Koss-inn 'il bacio', hls-inn 'il collo', lax-inn 'il salmone' 027 kossinn kossins singolare hlsinn hlsins laxinn laxins kossarnir kossanna plurale hlsarnir hlsanna laxarnir laxanna
112

nom gen

dat acc f.

kossinum kossinn

hlsnum hlsinn

laxnum laxinn

kossunum hlsunum kossana hlsana

lxunum laxana

[MF1.AE]: Hamar-inn 'il martello' singolare hamarinn hamarsins hamrinum hamarinn [MF1.AF]: Skr-inn 'la scarpa' singolare skrinn sksins sknum skinn plurale skarnir sknna (< *ska-nna) sknum (< *skm-num) skna (< *ska-na) plurale hamrarnir hamranna hmrunum hamrana

cas 028 o

nom gen dat acc g.

cas 029 o

nom gen dat acc h.

[MF1.AG]: Akur-inn 'il campo', lestur-inn 'la lezione' singolare akurinn akursins akrinum akurinn lesturinn lestursins lestrinum lesturinn akrarnir akranna krunum akrana plurale lestrarnir lestranna lestrunum lestrana

cas 030 o

nom gen dat acc i.

[lestrarins]

[MF1] con tema consonantico e atematici

La determinazione dei [MF1] con tema consonantico e atematici avviene secondo le regole consuete, anche se maur, fair e brir presentano alcune particolarit (indicate con un asterisco). Riteniamo comunque opportuno esporre tutti i sostantivi di questa classe forniti del rispettivo articolo enclitico.
cas 031 o

singolare maurinn mannsins manninum manninn mennirnir * mannanna mnnunum mennina * fairinn fursins * furnum furinn feurnir feranna ferunum feurna bririnn fturinn brursins * ftarins brurnum ftinum brurinn ftinn plurale brurnir fturnir brranna ftanna brrunum ftunum brurna fturna fingurinn fingursins fingrinum fingurinn fingurnir fingranna fingrunum fingurna veturinn vetrarins vetrinum veturinn veturnir vetranna vetrunum veturna
113

nom gen dat acc nom gen dat acc

NOTA 02.10 Maur ha al npl e apl delle forme particolari (risp. mennir e menni) in presenza dell'articolo enclitico, invece di quelle normali (menn per entrambi i casi); fair e brir aggiungono al gsg la terminazione -s prima dellarticolo (fur-s-ins, brur-s-ins).

j.

[FF1]: Skl-in 'il vaso, il recipiente, il calice' singolare sklin sklarinnar sklinni sklina [FF1] con tema consonantico e atematici 033 singolare mirin dttirin systirin murinn dtturinn systurinn ar ar ar murinni dtturinni systurinni murina dtturina systurina murnar mrann a mrunu m murnar plurale dturnar systurnar dtranna systranna dtrunum dturnar systrunu m systurnar plurale sklarnar sklanna sklunum sklarnar

cas 032 o

nom gen dat acc k.


caso

nom gen dat acc

l.

[NF1]: Blm-i 'il fiore' singolare blmi blmsins blminu blmi [NF3]: Snri- 'la linea' singolare snri snrisins snrinu snri [MD1]: Tmi-nn 'il tempo' singolare plurale plurale snrin snranna snrunum snrin plurale blmin blmanna blmunum blmin

cas 034 o

nom gen dat acc m.

cas 035 o

nom gen dat acc n.

cas 036 o

114

nom gen dat acc

tminn tmans tmanum tmann

tmarnir tmanna tmunum tmana

115

o.

[MD2] (v. 2.1.3): Illvirki-nn 'il malfattore' singolare illvirkinn illvirkjans illvirkjanum illvirkjann [FD1] (v. 2.1.5): Stlka-n 'la ragazza' singolare stlkan stlkunnar stlkunni stlkuna [ND] (v. 2.1.6): Auga- 'l'occhio' singolare auga augans auganu auga plurale augun augnanna augunum augun plurale stlkurnar stlknanna stlkunum stlkurnar plurale illvirkjarnir illvirkjanna illvirkjunum illvirkjana

cas 037 o

nom gen dat acc p.

cas 038 o

nom gen dat acc q.

cas 039 o

nom gen dat acc

2.2.10 IL DATIVO SINGOLARE DEI SOSTANTIVI MASCHILI FORTI Come abbiamo avuto modo di osservare gi diverse volte, la terminazione -i del dativo singolare dei sostantivi maschili forti assai fluttuante. In particolare: a. Diversi sostantivi che pure aggiungono -i al dsg aggiungendo la forma dell'articolo -num. Cos: nsg e significato rmur 'suono, rumore' peningur 'moneta' sjlfskeiingur 'temperino' helmingur 'met' b. dsg indeterminato rmi peningi sjlfskeiingi helmingi eliminano la terminazione dsg determinato rmnum peningnum sjlfskeiingnum helmingnum

Molti sostantivi presentano una fluttuazione al dsg, nel senso che possono avere o meno la terminazione -i; nel dsg determinato, per, generalmente non la presentano: hreppur 'comunit rurale' skpur 'armadio' pottur 'vaso' hrepp, hreppi skp, skpi pott, potti hreppnum skpnum pottnum
116

btur 'barca, battello' flokkur 'partito, gruppo' krkur 'gancio' rmur 'suono, rumore' jfur 'ladro' c.

bt, bti flokk, flokki krk, krki rm, rmi jf, jfi

btnum flokknum krknum rmnum jfnum

Alcuni sostantivi del genere, invece, richiedono nel dsg determinato la forma in -i: grtur 'pianto' grt, grti grtinum

d.

Altri ancora presentano fluttuazione in entrambe le forme: kilpur 'foro nel secchio' kilp, kilpi kilpnum, kilpinum

e.

I sostantivi che non prendono mai -i al dativo indeterminato, generalmente non la prendono in quello determinato: hringur 'anello' sngur 'canzone' skr 'scarpa' dvergur'nano' krleikur 'amore' pappr 'carta' hring sng sk dverg krleik pappr hringnum sngnum sknum dvergnum krleiknum papprnum

f.

Si hanno per dei casi in cui il dsg indeterminato rimane senza terminazione, che ricompare invece nel dsg determinato: stdent 'studente un. tnn 'tono' prjnn 'ago da calza' kapteinn 'capitano' barn 'barone' stdent tn prjn kaptein barn stdentinum tninum prjninum kapteininum barninum

NOTA 02.11 Come si pu facilmente osservare, si tratta perlopi di sostantivi con tema in n. La reinserzione della terminazione i del dativo si rende necessaria per evitare forme dalla pronuncia ambigua o difficile come *stdentnum, *prjnnum, *kapteinnum.

2.2.11 PRESENTE INDICATIVO DEI VERBI A VERA, A HAFA, A BORA I verbi a vera 'essere', a hafa 'avere' hanno anche in islandese la funzioni di verbi ausiliari (hjlparsgn). La coniugazione del presente indicativo (nt framsguhttar) la seguente:
persona

040

a vera g er ert hann er hn er a er vi erum i eru eir eru

it. io sono tu sei egli ella esso noi siamo voi siete essi sono

a hafa g hef, hefi hefur hann hefur hn hefur a hefur vi hfum i hafi eir hafa

it. io ho tu hai egli ha ella ha esso ha noi abbiamo voi avete essi hanno
117

sing. 1 2 3m 3f 3n plur. 1 2 3m

3f 3n

r eru au eru

esse sono essi sono

r hafa au hafa

esse hanno essi hanno

La coniugazione dei due verbi precedenti non regolare. Il verbo a bora 'mangiare' invece un verbo regolare della cd. 1a classe dei verbi deboli [VD1], senz'altro la coniugazione maggiormente produttiva di tutti i verbi islandesi:
person a

041

a bora g bora borar hann borar hn borar a borar vi borum i bori eir bora r bora au bora

it. io mangio tu mangi egli mangia ella mangia esso mangia noi mangiamo voi mangiate essi mangiano esse mangiano essi mangiano

sing. 1 2 3m 3f 3n plur. 1 2 3m 3f 3n

2.2.12 L'INTERROGAZIONE Nella frase affermativa l'ordine normale delle parole quello consueto anche in italiano ed in tutte le principali lingue europee: soggetto - verbo - complementi (SVC): g hest vi borum kjt tt bk ert gur 'io ho un cavallo' ' noi mangiamo carne' 'tu hai un libro' 'tu sei buomo'

Nella frase interrogativa diretta la forma verbale sta invece all'inizio del periodo, mentre il soggetto passa al secondo posto: g hest? borum vi kjt tt bk? ert gur? 'ho un cavallo?' 'mangiamo carne?' 'hai un libro?' 'sei buono?'

In islandese il soggetto del verbo deve essere normalmente espresso, anche se si tratta di un pronome. Tale regola presenta per alcune importanti eccezioni, che vedremo in seguito. 2.2.13 FORME INTERROGATIVE SINTETICHE hefur bora? tt bk? ert gur? hai mangiato? 'hai un libro?' 'sei buono?'

In questo caso, si tratta in realt di interrogative che hanno un senso enfatico: 'ma come? tu hai un libro?', oppure: 'sei proprio tu che hai un libro?'. Comunemente, nell'interrogazione diretta 'normale' (senza connotazione enfatica) , la consonante finale -r della terminazione verbale e la dentale fricativa iniziale del pronome in posizione atona, venendo a contatto,
118

sviluppano nella pronuncia un nesso [-r-] , mentre la vocale finale del pronome atono si abbrevia, cambiando timbro ( > u). Tale fenomeno viene notato anche dalla grafia corrente, e si viene a creare una forma sintetica: hefur bora? borar ? elskar mig? > > > hefuru bora? boraru? elskaru mig? 'hai mangiato? 'mangi?' 'mi ami?'

Se la 2a persona singolare termina in -t (come nel caso di tt tu hai, ert 'tu sei), il contatto produce allora la scomparsa completa della dentale fricativa: tt bk? ert gur? varst hr? > > > ttu bk? ertu gur? varstu hr? hai un libro? 'sei buono?' 'eri qui?'

Nella pronuncia corrente, le forme hefuru, ertu ecc. sono le uniche possibili. Scrivendo, si dovrebbe attenersi alle forme 'piene' hefur , ert ; in realt, si scrive oramai seguendo la pronuncia effettiva.
NOTA 02.12 Nella 2a persona plurale, si scrive sempre hafi i? 'avete voi?', eru i? 'siete voi?'; in realt si pronuncia correntemente [`ha:vII] [`e:rI] , con la scomparsa anche della dentale fricativa sonora finale. Tali forme si possono talora trovare scritte, specialmente quando si vuole riprodurre brutalmente la lingua parlata: hafii, erui.

119

03. TERZA LEZIONE RIJA LEXAN


3.2.1 LA METAFONIA Un fenomeno di assimilazione vocalica regressiva alla base di uno dei pi importanti e tipici fenomeni morfo-fonologici della lingua islandese: la metafonia (hljvarp), che abbiamo gi pi volte incontrato nel corso delle prime due lezioni. In breve: in una parola islandese la vocale tonica (cio quella su cui cade l'accento) subisce delle mutazioni in presenza di alcune vocali atone successive, ancora visibili oppure scomparse (in quest'ultimo caso esse, scomparendo, lasciano la propria traccia nella vocale tonica metafonizzata). Diffusa a livello storico in tutte le lingue germaniche (cfr. il ted. Mann, pl. Mnner e l'ingl. goose, pl. geese), la metafonia ha nell'islandese una sorta di 'regno', in quanto si venuto a creare un sistema regolare di mutazioni vocaliche molto complesso, senza la cui conoscenza impossibile procedere nello studio della morfologia nominale e verbale. Partiremo qui da uno dei pi diffusi tipi di metafonia, la cd. Metafonia da U (U-hljvarp).
NOTA 03.1 La metafonia non assolutamente ignota alle lingue romanze. In italiano assente dai dialetti toscani alla base della lingua letteraria, ma presente nella maggior parte dei dialetti settentrionali (cfr. il romagnolo mn 'mano', plurale mn) e meridionali (particolarmente in quelli pugliesi). In romeno un fenomeno regolare: pan 'penna', plur. pene, bait, 'ragazzo', plur. baiei, mormnt 'tomba', plur. morminte , ecc.)

3.2.2 LA METAFONIA DA -UIn presenza di una -u- post-tonica (vale a dire la vocale u storica che segue la vocale radicale tonica), la vocale tonica [-a-] si muta in [ --]. In pratica, questo accade: In presenza della terminazione -um del dativo plurale dei sostantivi (comune ai tre generi); In presenza della terminazione -um della 1a persona plurale dei verbi; In presenza della terminazione -u del genitivo, dativo ed accusativo singolare dei sostantivi femminili deboli [FD1] e del nominativo e accusativo plurale dei sostantivi neutri deboli; In presenza della terminazione -ur, ma soltanto quando essa indica il nominativo ed accusativo plurale dei sostantivi femminili deboli [FD1]
NOTA 03.2. Come abbiamo gi avuto modo di osservare, la terminazione -ur del nominativo singolare di molti sostantivi maschili forti (ed anche di molti altri morfemi islandesi, come vedremo in seguito) non originaria. In islandese antico si aveva semplicemente -r (heimr, dagr, akr, gestr). La vocale epentetica u- si sviluppata nella prima fase dellislandese moderno e ha dato le forme attuali heim-u-r, dag-u-r, ak-u-r, gest-u-r, quando oramai la metafonia da -u- storica aveva cessato di operare.

Esempi: a) Terminazione -um del dativo plurale kambur 'pettine' dagur 'giorno' > > dpl. kmbum dpl. dgum [MF1] [MF1]
120

pabbi 'babbo' gata 'strada' hjarta 'cuore' land 'terra' b)

> > > >

dpl. pbbum dpl. gtum dpl. hjrtum dpl. lndum

[MD1] [FD1] [ND] [NF2]

Terminazione -um della 1a persona plurale dei verbi g kalla 'io chiamo' g kasta 'io getto' g baa 'io faccio il bagno' fara 'andare' (pres. ind. g fer) taka 'prendere' (pres. ind. g tek) > > > > > vi kllum 'noi chiamiamo' vi kstum 'noi gettiamo' vi bum 'noi facciamo il bagno' vi frum 'noi andiamo' vi tkum 'noi prendiamo'

NOTA 03.3 Come si vede dagli utlimi due esempi, quando la vocale tonica del presente indicativo singolare a sua volta interessata da altri fenomeni metafonetici, la metafonia da -U- viene condotta sulla vocale tonica dell'infinito.

c)

Terminazione -u del gsg/ dsg/ asg dei sostantivi [FD1] e npl / apl dei sostantivi [ND] gata 'strada' kaka 'torta' sala 'vendita' hjarta 'cuore' > > > > g/d/asg gtu g/d/asg kku g/d/asg slu n/apl hjrtu [FD1] [FD1] [FD1] [ND]

d)

Terminazione -ur del npl / apl dei sostantivi [FD1] gata 'strada' kaka 'torta' sala 'vendita' > > > n/apl gtur n/apl kkur n/apl slur [FD1] [FD1] [FD1]

3.2.3 PRETERITO INDICATIVO DEI VERBI DEBOLI DELLA 1A CLASSE METAFONIA DA -U- SU VOCALI ATONE Il cd. preterito ( t framsguhttar) un tempo fondamentale dell'indicativo che indica un'azione passata vista nella sua continuit, non finita; quindi di aspetto imperfettivo o durativo (per questo motivo viene detto anche 'Imperfetto', denominazione che abbiamo per scartato dato che potrebbe trarre in inganno un lettore italiano). In italiano viene reso mediante il tempo passato richiesto dal contesto (imperfetto, passato remoto o passato prossimo). Il preterito indicativo dei verbi deboli della 1a classe [VD1] si forma mediante il morfema -aaggiunto al tema dell'infinito (ottenuto togliendo la terminazione -a); ma, nella tre persone plurali, le cui terminazioni sono rispettivamente -um, -u e -u, la metafonia da -U-, oltre alla vocale tonica -a- di tutti i verbi che la presentano, interessa anche la -a- post-tonica del morfema formativo -a-, che diviene -u-. In pratica: Se la vocale radicale diversa da -a-, si ha la semplice metafonia della vocale atona del morfema formativo, che, come si visto, sviluppa una -u- (invece della -- in posizione tonica):

121

a bora 'mangiare' - Sing. 1 2 3 - Plur. 1 2 3 g borai 'io mangiavo, mangiai, ho mangiato' borair hann bordai vi boruum i boruu eir boruu

Se la vocale radicale -a-, si ha allora una metafonia doppia: quella della vocale tonica in - e quella della vocale post-tonica in -u-. Cos: a kalla 'chiamare' - Sing. 1 2 3 - Plur. 1 2 3 g kallai 'io chiamavo, chiamai, ho chiamato' kallair hann kallai vi klluum i klluu eir klluu

Quindi anche: (a kasta) > g kastai 'io ho gettato ecc.' > vi kstuum ecc. 3.2.4 I SOSTANTIVI NEUTRI FORTI [NF2] I sostantivi neutri forti della classe [NF2] presentano tutti la vocale radicale -a- ed avevano a livello preistorico una term. -u nel nominativo ed accusativo plurale (ancora spesso visibile nell'inglese antico). Cos, a livello protogermantico, *land-a-m 'terra' formava il n/apl *land-u. Tale terminazione era comune anche ai sostantivi [NF1], per cui *wur-a-m 'parola', *skip-a-m 'nave' > n/apl. *wur-u, *skip-u. Mentre in questi ultimi casi la terminazione -u scomparsa senza lasciare tracce, nei sostantivi della classe [NF2] ha fatto in tempo, prima di scomparire, a metafonizzare la vocale radicale. In questi sostantivi, dunque, la caratteristica del nominativo ed accusativo plurale la sola metafonia: [NF1] [NF2] or 'parola' skip 'nave' barn 'bambino' land 'terra' bak 'schiena' > > > > > n/apl or (< prg. *wur-u) n/apl skip (< prg*skip-u) n/apl brn (<prg. *barn-u) n/apl lnd (< prg. *land-u) n/apl bk (<prg. *bak-u)

I sostantivi neutri [NF2] hanno quindi la seguente declinazione (che, metafonia a parte, non differisce da quella di [NF1]:
cas 042 o

singolare land lands landi land

term. = -s -i =

plurale lnd landa lndum lnd

term. = -a -um =
122

nom gen dat acc

Declinazione determinata:
cas 043 o

singolare landi landsins landinu landi

plurale lndin landanna lndunum lndin

nom gen dat acc

La classe [NF2] comprende esclusivamente sostantivi monosillabici (ed i loro composti), quasi tutti appartenenti al lessico fondamentale islandese. Cos ad esempio: afl ba bak barn bla fall fat gagn gat haf kaf lag lamb nafn safn saft salt tagl vagn forza, potenza bagno schiena; groppa bambino foglio; giornale caso vassoio; vestito vantaggio, aiuto foro, buco mare tuffo strato; posizione agnello nome raccolta, collezione succo sale coda di cavallo vettura, vagone afls, fl bas, b baks, bk barns, brn blas, bl falls, fll fats, ft gagns, ggn gats, gt hafs, hf kafs, kf lags, lg lambs, lmb nafns, nfn safns, sfn safts, sft salts, slt tagls, tgl vagns, vgn

ecc.

I sostantivi [NF] metafonetici polisillabici formano invece un complesso sistema di sottogruppi:


[NF2.A]. Tale sottogruppo comprende sostantivi [NF] polisillabici che mutano la vocale -a- posttonica in --:

folald 'puledro, pony' > n/apl flag 'compagnia' > n/apl kerald 'tinozza' > n/apl organ 'harmonium' > n/apl lkan 'scultura' > n/apl akarn 'ghianda' > n/apl almanak 'calendario' > n/apl

folld (dpl folldum) flg (dpl flgum) kerld (dpl kerldum) orgn (dpl orgnum) lkn (dpl lknum) akrn (dpl akrnum) almank (dpl almankum)

[NF2.AA] Comprende due soli sostantivi che metafonizzano in -- sia la vocale tonica che quella posttonica:

123

kafald 'nevischio' hafald 'argano'

> n/apl > n/apl

kfld (dpl kfldum) hfld (dpl hfldum)

[NF2.B]. Comprende sostantivi [NF] polisillabici che mutano la vocale -a- post-tonica in -u-:

hra 'distretto' meal 'medicina' al allodio

> n/apl > n/apl > n/apl

hru (dpl hruum) [hr, hrum] meul (dpl meulum) ul (dpl ulum)

NOTA 03.4. Meal pu avere anche forme con metafonia primaria: mel, melum. Lallodio (al) una propriet agricola la cui propriet viene trasmessa in linea ereditaria; si tratta di una parola di uso raro.

3.2.5 SOTTOCLASSI DI [NF3] I sostantivi [NF3] con tema terminante in [ k ] [ g ] (-ki, -gi; pron. [kjI] [gjI]) mantengono la pronuncia palatale anche nel genitivo e dativo plurale e, conseguentemente, inseriscono una semivocale [ j ] tra il tema e la terminazione. Cos, ad esempio, rki Stato, governo:
cas 044 o

singolare rki rkis rki rki

term. -i -is -i -i

plurale rki rkja rkjum rki

term. -i -ja -jum -i

nom gen dat acc

Cos si declinano (fra parentesi le forme del genitivo e dativo plurale): gengi merki stykki tki virki vgi rotta, direzione segno, caratteristica pezzo strumento, attrezzo fortezza fortino gengis, gengi (gengja, gengjum) merkis,merki (merkja,merkjum) stykkis, stykki (stykkja,stykkjum) tkis, tki (tkja, tkjum) virkis, virki (virkja, virkjum) vgis, vgi (vgja, vgjum)

Il sostantivo [NF3] altari 'altare' ha una declinazione irregolare e pu ben servire ad esemplificare fino a che punto la metafonia pu mutare fisionomia ad un sostantivo islandese:
cas 045 o

singolare altari altaris altari altari

plurale lturu altara lturum lturu

nom gen dat acc

I due sostantivi [NF5] pluralia tantum lti 'contegno, atteggiamento' e lti 'schiamazzi, chiasso' hanno nel genitivo e nel dativo le forme risp. lta, olta e ltum, ltum (non si tratta

124

in realt di forme irregolari, bens di forme con 'metafonia da -i-' nel nom./acc., come vedremo meglio in seguito).

3.2.6 SOSTANTIVI MASCHILI DEBOLI [MD1.A] IN -ARI I sostantivi [MD] formati con il morfema agentivo -ari (passato nelle lingue germaniche dal latino -arius, e quindi spesso corrispondente all'italiano -aio) sono interessati da fenomeni metafonetici analoghi a quelli che si hanno nel preterito indicativo di verbi come bora, kalla (v.3.1.2) (classe [MD1.A] (76-77): - Togari 'peschereccio', Bakari 'fornaio'
cas 046 o

singolare togari togara togara togara bakari bakara bakara bakara togarar togara togurum togara

plurale bakarar bakara bkurum bakara

nom gen dat acc

Cos si declinano ad esempio (fra parentesi la forma del dativo plurale): borgari cittadino; borghese dmari giudice; arbitro kafari sommozzatore kennari insegnante kjallari cantina meistari maestro myndhggvariscultore prentari pnkari rakari ritari rkkari sngvari tipografo punk barbiere segretario rockettaro cantante borgara, borgarar (borgurum) dmara, dmarar (dmurum) kafara, kafarar (kfurum) kennara, kennarar (kennurum) kjallara, kjallarar (kjllurum) meistara, meistarar (meisturum) myndhggvara, myndhggvarar (myndhggvurum) prentara, prentarar (prenturum) pnkara, pnkarar (pnkurum) rakara, rakarar (rkurum) ritara, ritarar (riturum) rkkara, rkkarar (rkkurum) sngvara, sngvarar (sngvurum)

3.2.7 SOSTANTIVI FEMMINILI DEBOLI IN -I [FD2] I sostantivi femminili deboli in -i (antichi temi in -in-) sono usualmente degli astratti privi di plurale. Al singolare presentano la terminazione -i in tutti i casi; sono quindi formalmente indeclinabili e rappresentano la stragrande maggioranza dei sostantivi di questa classe. Due sostantivi, lygi bugia e gersemi gioiello presentano il nominativo e accusativo plurale in -ar; i tre sostantivi beini preghiera, glei gioia; festa in famiglia e vi vita, storia di vita, biografia hanno invece il nominativo e accusativo plurale in -ir:
cas 047 o

singolare

plurale

125

nom gen dat acc

lygi lygi lygi lygi

beini beini beini beini

lygar lyga lygum lygar

beinir beina beinum beinir

Tutti gli altri sostantivi, come detto, sono privi di plurale e sono quindi formalmente indeclinabili (possono per prendere larticolo determinato, normalmente declinato). Tra di essi ricordiamo: elli et, vecchiaia, kti gioia, allegria, divertimento, leti pigrizia, pri ornamento, speki saggezza, sapienza (e limportante composto heimspeki filosofia), veiki malattia, kveandi melodia, ritmo, mlgi loquacit, snilli genialit, athygli attenzione, meinfsi cattiveria, fvsi stupidit, imbecillit, tkni tecnica e tutti i numerosi astratti in -semi (tranne gersemi), corrispondenti spesso ad aggettivi in -samur: frndsemi relazione di parentela, miskunnsemi misericordia (< miskunnsamur), athugasemi attenzione (< athugasamur), afbrisemi gelosia (< afbrisamur), eyslusemi prodigalit (< eyslusamur), ecc. 3.2.8 DUE SOSTANTIVI [FD2] PARTICOLARI: FRI E TKNI Il sostantivo fri scienza appartiene pure a questa classe, ma il plurale, fri (fra, frum) di genere neutro: kristin fri scienze cristiane, cultura cristiana. Si ha in un caso una forma di plurale femminile in -ar (secondo lygi): fagrar frar belle arti. Tale sostantivo forma tutta uninterminabile serie di composti indicanti le varie scienze umane (spesso corrispondenti a sostantivi italiani in -logia, -grafia ecc.): alfri cultura enciclopedica, onniscienza, landafri geografia, mlfri grammatica, linguistica, tlvafri informatica, lffri biologia, efnafri chimica, lfefnafri biochimica, mlmyndunarfri grammatica generativa ecc. Poich, come detto, il plurale di fri di genere neutro, anche i suoi composti possono essere in alternativa considerati e declinati come dei pluralia tantum neutri: slensk mlfri grammatica islandese , linguistica islandese pu essere sia un femminile singolare che un neutro plurale. In questo caso si deve dire che il femminile singolare indicher piuttosto unopera grammaticale, mentre il neutro plurale user in senso astratto: erfileiki slenskra mlfra la difficolt della grammatica islandese, hfuverk slenskum mlfrum ( slenskri mlfri) opera capitale sulla linguistica islandese ecc. Quando lastratto deve essere declinato, si preferisce quindi considerarlo un plurale tantum neutro. Quando tali sostantivi formano degli ulteriori composti, essi vengono per usualmente uniti al secondo elemento mediante il morfema -s proprio del genitivo singolare dei sostantivi [NF3] (cfr. akkeri, gsg. akkeris): alfri-s-bk enciclopedia, alfri-s-orabk dizionario enciclopedico, tlvafri-s-orabk dizionario informatico, lffri-s-verk opera biologica ecc. Questo non avviene per in composizione con il sostantivo deild reparto ospedaliero; facolt universitaria : lffri-deild facolt di biologia, hjartasrfri-deild reparto di cardiologia. Al plurale, quando si vuole indicare un insieme di scienze (ad esempio insegnate alluniversit ecc.) si usa di preferenza il plurale vsindi scienze: raunfri scienza della natura, ma raunvsindi scienze naturali (> raunvsindadeild facolt di Scienze Naturali), flagsfri sociologia, ma flagsvsindi scienze sociali (> flagsvsindadeild facolt di Scienze Sociali) ecc. Il sostantivo tkni tecnica, tecnologia si comporta di solito come un normale sostantivo [FD2], sia da solo che in composizione (dove spesso significa artificiale): tknibrellur effetti speciali, tknifri tecnologia, tknihskli politecnico, scuola superiore di tecnologia, tknimenntun educazione tecnica, tknifrjvgun inseminazione artificiale ecc. In alcuni

126

casi, per, si comporta in composizione come fri (prende, cio, il morfema -s): tkni-s-or termine tecnico, tkni-s-orabk dizionario di termini tecnologici.

3.2.9 PRETERITO INDICATIVO DEI VERBI AUSILIARI Il preterito indicativo dei verbi ausiliari a vera e a hafa il seguente:
persona

048

a vera g var varst hann var hn var a var vi vorum i voru eir voru r voru au voru

it.
io ero, fui, sono stato

a hafa g hafi hafir hann hafi hn hafi a hafi vi hfum i hfu eir hfu r hfu au hfu

it.
io avevo, ebbi, ho avuto

sing. 1 2 3m 3f 3n plur. 1 2 3m 3f 3n

Si notino le forme interrogative sintetiche varstu?, hafiru?

127

04. QUARTA LEZIONE FJRA LEXAN


4.2.1 GLI AGGETTIVI (GENERALIT) Gli aggettivi islandesi presentano forme distinte per i tre generi (come avviene ad es. in tedesco): - nsg. m. - nsg. f. - nsg. n. - npl. m. - npl. f. - npl. n. rkur maur gift kona bltt haf rkir menn giftar konur bl hf 'uomo ricco' 'donna sposata' 'mare azzurro' 'uomini ricchi' 'donne sposate' 'mari azzurri' (ted. reicher Mann) ( verheiratete Frau) ( blaues Meer) ( reiche Mnner) ( verheiratete Frauen) ( blaue Meere)

In funzione attributiva essi precedono il sostantivo e concordano con esso in genere, numero e caso. In posizione predicativa (cio dopo un predicato nominale) essi concordano con il sostantivo solo in genere e numero (in tedesco laggettivo predicativo invece invariabile): maurinn er rkur konan er gift hafi er bltt mennirnir eru rkir konurnar eru giftar hfin eru bl 'l'uomo ricco' (ted. der Mann ist reich) 'la donna sposata' ( die Frau ist verheiratet) 'il mare azzurro' ( das Meer ist blau) 'gli uomini sono ricchi'( die Mnner sind reich) 'le donne sono sposate'( die Frauen sind verheiratet) 'i mari sono azzurri' ( die Meere sind blau)

4.2.2 DOPPIA DECLINAZIONE DELL'AGGETTIVO Come in altre lingue germaniche, in islandese l'aggettivo attributivo ha due distinte declinazioni, il cui uso cos regolato: Si usa la cd. Declinazione forte o indeterminata quando: Il sostantivo che accompagna l'aggettivo attributivo (che in islandese precede sempre il nome) indeterminato: 1 2 3 4
1 2 3 4

islandese rkur maur


peningar rkra manna

rkum mnnum g s rka manna

tedesco reicher Mann Geld reicher Mnner reichen Mnner


ich sah reiche Mnner

svedese rik mann rika mnns pengar til rika mnn jag sg rika mnn

danese rig mand rige mnds penge til rige mnd jeg s rige mnd

uomo ricco denaro di uomini ricchi a uomini ricchi ho visto uomini ricchi

128

L'aggettivo si trova in posizione predicativa. 1 2 3 4 5 6 islandese maur er rkur konan er gift hafi er bltt mennirnir eru rkir konurnar eru giftar hfin eru bl tedesco der Mann ist reich
die Frau ist verheiratet

das Meer ist blau


die Mnner sind reich
die Frauen sind verheiratet

die Meere sind blau

svedese mannen r rik kvinnan r gift havet r bltt mnnen r rika kvinnorna r gifta haven r bla

danese manden er rig kvinden er gift havet er blt mndene er rige kvinderne er gifte havene er bl

1. luomo ricco 4. gli uomini sono ricchi 2. la donna sposata 5. le donne sono sposate 3. il mare azzurro 6. i mari sono azzurri

Si usa la cd. Declinazione debole (Veik beyging lsingarora) o determinata quando il sostantivo determinato per mezzo dell' articolo determinato (autonomo o enclitico): rki maurinn peningar rka mannsins g gef rika manninum peninga g elska rika manninn hi talska Lveldi konungur Hraldur hrfagri Karl hinn stri 'l'uomo ricco' 'il denaro dell'uomo ricco' 'do del denaro all'uomo ricco' 'amo l'uomo ricco' 'la Repubblica Italiana' Re Aroldo Bellachioma Carlomagno

Per l'uso delle due declinazioni queste sono le regole basilari; ne esistono per diverse altre che vedremo a loro tempo.
NOTA 04.1 Come si pu osservare, l'aggettivo forte presenta in senso lato terminazioni comuni ai sostantivi forti, mentre quello debole presenta terminazioni comuni ai sostantivi deboli.

4.2.3 DETERMINAZIONE E INDETERMINAZIONE In islandese, un sostantivo determinato da un altro sostantivo in caso genitivo (relazione di possesso o di specificazione) deve sempre rimanere formalmente indeterminato, vale a dire che ad esso non pu essere aggiunto l'articolo. Si tratta, quindi, di unindeterminazione apparente: leikfng (ind.) barnsins (det.) '(i) giocattoli del bambino' nafn (ind.) rsarinnar (det.) 'il Nome della Rosa' bll (ind.) vinar mns (det.) 'l'auto del mio amico' hs (ind.) brur ns (det.) 'la casa del tuo amico' Se il sostantivo determinato (leikfng, nafn, bll, hs) qualificato da un aggettivo attributivo, quest'ultimo ha di solito la declinazione forte, in quanto formalmente indeterminato: rlegur rekstrarkostnaur blsins 'il costo annuale di manutenzione dell'auto' a draga niur almennan kaupmtt launa 'ridurre il potere generale d'acquisto dei salari'

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auhringurinn hefur steypt lglegri stjrn Argentnu 'la cricca dei potenti ha rovesciato il governo legittimo dellArgentina' hefbundin hlutverk kvenna 'i compiti tradizionali delle donne' margra alda andlegri og lkamlegri kgun 'durante molti secoli di oppressione psicofisica' ortak r sentimentlum sari tma kristindmi 'un' espressione del cristianesimo sentimentale degli ultimi tempi' In presenza di espressioni attributive con til + genitivo, il determinato pu rimanere indeterminato e, quindi, l'eventuale aggettivo ha la declinazione forte: auka m efnahagslegt svigrm til kjarabta 'si pu aumentare lo spazio di manovra economica per i miglioramenti delle condizioni di vita e di lavoro' Ci non toglie che, spesso, il determinato possa essere qualificato da un aggettivo attributivo con declinazione debole. Come si pu notare, le regole al riguardo sono abbastanza vaghe. Spesso, comunque, si ha una distinzione di fondo: n bk hfundarins 'un nuovo libro dell'autore' nja bk hfundarins 'il nuovo libro dellautore' gamalt hs brur mns 'una vecchia casa del mio amico' gamla hs brur mns 'la vecchia casa del mio amico'. Non si tratta comunque di regole assolute, dipendendo il tutto dalle intenzioni espressive e soprattutto dalle abitudini del parlante. Quanto al determinante, esso, a seconda delle situazioni, pu avere o non avere l'articolo (leikfng barnsins, nafn rsarinnar, bll vinar mns ecc.). Quindi, se il determinante inarticolato, l'eventuale aggettivo ha la declinazione forte, mentre se articolato ha la declinazione debole: leikfng ga barnsins [DD] 'i giocattoli del bambino buono' hs krs vinar mns [DF] 'la casa del mio caro amico' Landssamband talskra Blgjafaflaga 'Confederazione Nazionale delle Associazioni italiane dei donatori di sangue' Samband Svssneskra Banka Unione di Banche Svizzere Si tratta di un principio generale che, quindi, vale anche al di fuori della determinazione genitivale: [DF] vi horfum lengi fagurt yfirbrag itt og myrkar sjnir hans 'guardammo a lungo il tuo bel viso ed i suoi sguardi torvi' frin hlt barnlaust heimili eirra
130

'la signora governava la loro dimora senza figli' [DD] konan kom me litla barni sitt 'la donna arriv con il suo bambino piccolo' hann prdikai nju kirkjunni sinni 'predicava nella sua nuova chiesa' Espressioni come quelle che seguono sembrerebbero contraddire la regola che vuole il sostantivo determinato accompagnato da un aggettivo attributivo debole: stlkan var me greitt hri = stlkan var me hri, sem var greitt 'la ragazza aveva i capelli spettinati' g s veikt barni = g s barni, sem var veikt 'ho visto ammalato il bambino' g seldi notaan blinn = g seldi blinn, sem var notaur 'ho venduto l'auto (che era) usata' g k eftir breium veginum = g k eftir veginum, sem var breiur 'guidavo per la strada (che era) larga' In realt, come si vede anche dalle varianti, qui gli aggettivi non hanno funzione attributiva, bens predicativa (apposizione: 'ho visto il bambino che era ammalato, ho venduto l'auto che era usata, guidavo per la strada che era larga' ecc.). Da qui l'uso della declinazione forte. Infine, l'aggettivo attributivo ha sempre la declinazione debole nelle esclamazioni (vocativo): gi lafur! kri vinur! kra fr X! kru strkar! 'o (mio) buon Olaf!' 'caro amico!' 'cara signora X!' 'cari ragazzi!'

4.2.4 DECLINAZIONE FORTE DEGLI AGGETTIVI [A1] Rkur 'ricco' singolare maschile nom gen dat acc rkur rks rkum rkan maschile nom 8gen dat acc rkir rkra rkum rka -ir -ra -um -a term. -ur -s -um -an femminile rk rkrar rkri rka plurale femminile rkar rkra rkum rkar term. = -rar -ri -a neutro rkt rks rku rkt neutro -ar -ra -um -ar rk rkra rkum rk = -ra -um =
131

cas 049 o

term. -t -s -u -t

Questa la normale declinazione forte degli aggettivi attributivi. Cos si declinano ad esempio: bgur fljtur fullur ftkur ktur ljtur sterkur tmur ungur ruggur pesante, peso veloce, rapido pieno povero felice odioso forte vuoto giovane sicuro, intrepido bg, bgt fljt, fljtt full, fullt ftk, ftkt kt, ktt ljt, ljtt sterk, sterkt tm, tmt ung, ungt rugg, ruggt

Tutti gli aggettivi in -legur, -skur, -ugur seguono questa declinazione: andlegur elilegur fallegur lkamlegur mgulegur nttrulegur mgulegur baskskur enskur finnskur freyskur slenskur hllenskur rssneskur skur auugur blugur fertugur mttugur sextugur spirituale naturale bello corporale possibile naturale impossibile basco inglese finlandese feroese islandese olandese russo tedesco ricco, abbiente sanguinoso quarantenne potente sessantenne andleg, andlegt elileg, elilegt falleg, fallegt lkamleg, lkamlegt mguleg, mgulegt nttruleg, nttruleg mguleg, mgulegt basksk, baskskt ensk, enskt finnsk, finnskt freysk, freyskt slensk, slenskt hllensk, hllenskt rssnesk, rssneskt sk, skt auug, auugt blug, blugt fertug, fertugt mttug, mttugt sextug, sextugt

Come i sostantivi, anche gli aggettivi si dividono in diverse classi con relativi sottogruppi. Vediamone alcune: [A1] con metafonia. Lantica terminazione del nominativo singolare femminile era -o, poi passata a u venendo quindi a coincidere con quella del nominativo ed accusativo plurale neutro (v. 3.2.4). Cos il protogermanico *rk-a-Z ricco, nsg.f. *rk-o > *rk-u , n/apl n. *rk-u. Con la scomparsa della terminazione -u, gli aggettivi con vocale radicale [ a ] hanno normalmente subito la metafonia da -u-: protogermanico *har-a-Z duro, arb-a-Z utile, nsg.f., n/apl. *har-o > *har-u, *arb-o > *arb-u >> islandese harur, arfur, nsg. f., /n/apl. hr, rf. La metafonia si ha naturalmente anche nel dsg.m. e nel dativo plurale di tutti i generi (terminazione -um) e nel dativo singolare neutro (terminazione -u): hrum, rfum; hru, rfu.

132

Cos si declinano ad esempio (tra parentesi la forma del dativo plurale) djarfur flatur heilagur lakur langur latur ragur rakur svalur vanur arfur coraggioso piatto sacro, santo cattivo lungo pigro pauroso, vile umido fresco abituato utile djrf, djarft (djrfum) flt, flatt (fltum) heilg, heilagt (heilgum) lk, lakt (lkum) lng, langt (lngum) lt, latt (ltum) rg, ragt (rgum) rk, rakt (rkum) svl, svalt (svlum) vn, vant (vnum) rf, arft (rfum)

Seguono questa declinazione tutti gli aggettivi derivati in -samur: afbrisamur miskunnsamur skynsamur geloso misericordioso ragionevole afbrism, afbrisamt miskunnsm, miskunnsamt skynsm, skynsamt

[A1.A] Comprende gli aggettivi (tra cui moltissimi participi passati di verbi deboli) con tema in dentale [d], [t] e fricativa []. Le particolarit riguardano solo la formazione del nominativo e accusativo neutro singolare; tra di essi sono presenti diversi aggettivi che presentano metafonia da u- nei casi visti al punto precedente.

1. Se la dentale [d] , [t], [] preceduta da un'altra consonante, prima di aggiungere la terminazione -t, la dentale del tema scompare: blindur cieco gleymdur dimenticato harur duro kaldur 'freddo' lagur messo, posto spurur chiesto vondur 'cattivo' > > > > > > > n/asg/n n/asg.n. n/asg n. n/asg n. n/asg.n. n/asg.n n/asg.n. blint (blind, blint) gleymt (gleymd, gleymt) hart (hr, hart) kalt (kld, kalt) lagt (lg, lagt) spurt (spur, spurt) vont (vond, vont)

Seguono questa declinazione (con metafonia) tutti gli aggettivi derivati in -faldur: einfaldur semplice refaldur triplice fimmfaldur quintuplo margfaldur molteplice > > > > n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. einfalt refalt fimmfalt margfalt (einfld, einfalt) (refld, refalt) (fimmfld, fimmfalt) (margfld, margfalt)

2. Se il tema termina con la dentale fricativa [] preceduta da una vocale o da un dittongo, essa scompare e la terminazione del n/asg. n. diviene -tt. Anche in questo sottogruppo rientrano alcuni aggettivi metafonizzati: blur mite breiur largo > einrur dispotico glaur felice, contento nrur novantenne > n/asg.n. n/asg.n. > n/asg.n. > n/asg.n. > n/asg.n. breitt (bl, bltt) (brei, breitt) einrtt (einr, einrtt) glatt (gl, glatt) nrtt (nr, nrtt)
133

bltt

rauur rosso

>

n/asg.n.

rautt

(rau, rautt)

Laggettivo gur buono segue questa declinazione, ma il n/asg.n. gott (con riduzione del dittongo): gur buono > n/asg.n. gott (g, gott)

3. Gli aggettivi ed i participi passati con tema in [ t ] preceduto da una consonante non aggiungono alcuna terminazione al n/asg. neutro (in pratica, la forma coincide con quella omologa femminile se non interviene la metafonia da -u-): brattur ripido fastur fermo, rigido haltur paralitico hertur indurito keyptur comprato lagstur collocatosi lstur illuminato > > > > > > > nasg.n. n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. bratt fast halt hert keypt lagst lst (brtt, bratt) (fst, fast) (hlt, halt) (hert, hert) (keypt, keypt) (lgst, lagst) (lst, lst)

Cos si declinano tutti gli aggettivi in -ttur: fjllttur montagnoso hnttttur tondeggiante kollttur smussato > > > n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. fjlltt hntttt kolltt (fjlltt, fjlltt) (hntttt, hntttt) (kolltt, kolltt)

Cos si declinano anche molti superlativi relativi: lengstur il pi lungo nyrstur il pi a nord yngstur il pi giovane > > > n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. lengst nyrst yngst (lengst, lengst) (nyrst, nyrst) (yngst, yngst)

4. Gli aggettivi e i participi passati con tema in [dd] formano il n/asg. neutro mutando tale gruppo in -tt: kvaddur congedato yddur affilato ddur tradotto > > > n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n. kvatt ytt tt (kvdd, kvatt) (ydd, ytt) (dd, tt)

5. I participi passati in -aur, -ur formano il n/asg.neutro senza alcuna terminazione. I participi passati in -aur (dei verbi deboli della 1a classe: elskaur amato < elska, kallaur chiamato < kalla) presentano inoltre durante tutta la declinazione dei complessi fenomeni metafonetici, con intervento della metafonia da -u- secondaria laddove la vocale radicale sia diversa da [ a ] (elskaur > nsg.f. elsku, dpl. elskuum, dsg.n. elskuu), ed interazione della metafonia da -u- primaria e secondaria laddove la vocale radicale sia [a] (kallaur > nsg.f. kllu, dpl. klluum, dsg.n. klluu). I participi passati in -ur (dei verbi deboli monosillabici della 3a classe con infinito privo di terminazione: skrur controllato < skr, afmur cancellato < afm ecc.) non presentano alcun fenomeno di metafonia: afmur cancellato boraur mangiato byrjaur cominciato > elskaur amato > n/asg.n. > n/asg.n. n/asg.n. > n/asg.n. (afm, afm) (boru, bora) byrja (byrju, byrja) elska (elsku, elska)
134

afm bora

kallaur chiamato kastaur gettato skrur controllato talaur parlato, detto

> > > >

n/asg.n. n/asg.n. n/asg.n n/asg.n.

kalla kasta skr tala

(kllu, kalla) (kstu, kasta) (skr, skr) (tlu, tala)

6. Ricordiamo infine laggettivo irregolare sannur vero: sannur vero Esempi di declinazione: - Kaldur 'freddo'
cas 050 o

>

n/asg.n.

satt

(snn, satt)

singolare maschile femminile kld kaldrar kaldri kalda plurale femminile kaldar kaldra kldum kaldar neutro kalt kalds kldu kalt neutro kld kaldra kldum kld

nom gen dat acc

kaldur kalds kldum kaldan maschile

nom gen dat acc

kaldir kaldra kldum kalda

- Byrjaur 'cominciato'
cas 051 o

singolare maschile femminile neutro

singolar e nom gen dat acc

byrjaur byrjas byrjuum byrjaan maschile

byrju byrjarar byrjari byrjaa plurale femminile byrjaar byrjara byrjuum byrjaar

byrja byrjas byrjuu byrja neutro byrju byrjara byrjuum byrju

nom gen dat acc

byrjair byrjara byrjuum byrjaa

135

- Kallaur 'chiamato'
cas 052 o

singolare maschile femminile kllu kallarar kallari kallaa plurale femminile kallaar kallara klluum kallaar neutro kalla kallas klluu kalla neutro kllu kallara klluum kllu

nom gen dat acc

kallaur kallas klluum kallaan maschile

nom gen dat acc

kallair kallara klluum kallaa

4.2.5 DECLINAZIONE DEBOLE DEGLI AGGETTIVI Le terminazioni della declinazione debole sono molto meno numerose e terminano tutte in vocale; poich una delle terminazioni pi frequenti -u, in sua presenza si applica sempre la metafonia da -U- ovunque possibile. - Rkur:
cas 053 o

singolare maschile term. -i -a -a -a femminile rka rku rku rku plurale femminile rku rku rku rku term. -a -u -u -u neutro rka rka rka rka neutro -u -u -u -u rku rku rku rku -u -u -u -u term. -a -a -a -a

nom gen dat acc

rki rka rka rka maschile

nom gen dat acc

rku rku rku rku

-u -u -u -u

Poich le terminazioni della DD sono solo tre (-i, -a, -u), daremo d'ora in poi solo le tre forme fondamentali, con lavvertenza di fare sempre riferimento alla tabella precedente per la loro distribuzione: kaldur vondur fyrstur gur byrjaur > > > > > kaldi, kalda, kldu vondi, vonda, vondu fyrsti, fyrsta, fyrstu gi, ga, gu byrjai, byrjaa, byrjuu
136

kallaur

>

kallai, kallaa, klluu

Ricordiamo che la terminazione -i propria solo del nsg maschile, quella -a del nsg femminile, del gsg, dsg e asg maschile e di tutto il singolare neutro, quella -u del gsg, dsg e asg femminile e di tutto il plurale dei tre generi. 4.2.6 SECONDA CLASSE DEI VERBI DEBOLI [VD2] Ci siamo finora occupati di verbi come kalla, bora, facenti parte della prima classe dei cd. verbi deboli. In islandese, come in tutte le lingue germaniche, si definiscono 'deboli' (ted. schwache Verben, ingl. weak verbs, danese svage verber) i verbi che formano il preterito ed il participio passato per mezzo di un morfema contenente una consonante dentale (in islandese anche dentale fricativa): islandese kalla chiamare heyra udire dreyma sognare segja dire call chiamare hear udire dream sognare say dire (backen cuocere hren udire trumen sognare sagen dire kalla chiamare hra udire drmma sognare sga dire kallai heyri dreymdi sagi called heard dreamt said backte hrte trumte sagte kallade hrde drmde sade kaldt hrt drmt sagt gebakt ) gehoord gedromd gezeid kallaur, kalla heyrur, heyrt dreymdur, dreymt sagur, sagt called heard dreamt said gebackt) gehrt getrumt gesagt kallad, kallat hrd, hrt drmd, drmt sagd, sagt

inglese

tedesco

svedese

danese

kalde chiamare kaldte hre udire hrte drmme sognare drmte sige sire sagde (bakken cuocere horen udire drommen sognare zeggen dire bakte hoorde dromde zeide

olandese

I verbi deboli islandesi si dividono in quattro classi. Per individuarle, analogamente a quanto avviene per i sostantivi, ci serviremo di alcune forme paradigmatiche: L' infinito: La 1a pers. sing. del presente indicativo: La 1a pers. sing. del preterito indicativo: Il participio passato: a kalla, gleyma, lsa, telja g kalla, gleymi, lsi, tel g kallai, gleymdi, lsti, taldi kallaur, gleymdur, lstur, talinn

137

La Seconda classe dei verbi deboli [VD2] si divide a sua volta in quattro sottogruppi individuabili dalle terminazioni del preterito indicativo e del participio passato, che possono essere, rispettivamente, -i, -di, -ti e -ur, -dur, -tur: [VD2.A] [VD2.B] [VD2.C] a heyra 'sentire, udire' a gleyma 'dimenticare' a lsa 'illuminare' : : : heyri, heyri, heyrur gleymi, gleymdi, gleymdur lsi, lsti, lstur

Tralasciamo per ora il sottogruppo [VD2.D], che comprende i verbi con infinito ampliato in -ja; tale ampliamento compare anche nella 1a e 3a persona plurale del presente indicativo. La coniugazione del presente e del preterito indicativo ed il participio passato dei primi tre sottogruppi sono i seguenti: presente indicativo VD2.A: a heyra VD2.B: a gleyma VD2.C: a lsa term. p. 054 1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir heyri heyrir heyrir heyrum heyri heyra gleymi gleymir gleymir gleymum gleymi gleyma preterito indicativo VD2.B: a gleyma gleymdi gleymdir gleymdi gleymdum gleymdu gleymdu participio passato VD2.B: a gleyma gleymdur gleymd gleymt gleymdir gleymdar gleymd lsi lsir lsir lsum lsi lsa -i -ir -ir -um -i -a

p.

055

VD2.A: a heyra heyri heyrir heyri heyrum heyru heyru

VD2.C: a lsa lsti lstir lsti lstum lstu lstu

term.
-[/d/t]i -[/d/t]ir -[/d/t]i -[/d/t]um -[/d/t]u -[/d/t]u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

n/g 056 sg.m. sg.f. sg.n. pl.m. pl.f. pl.n.

VD2.A: a heyra heyrur heyr heyrt heyrir heyrar heyr

VD2.C: a lsa lstur lst lst lstir lstar lst

term.
-[/d/t]ur -[/d/t]= -t -[/d/t]ir -[/d/t]ar -[/d/t]=

Nel sottogruppo [VD2.D] rientrano, come detto, i verbi il cui infinito ampliato in -ja. Tale sottogruppo comprende a sua volta tre sottoclassi: [VD2.D1] [VD2.D2] [VD2.D3] a byggja 'costruire' a fylgja 'seguire' a reykja 'fumare' : : : byggi, byggi, byggur fylgi, fylgdi, fylgdur reyki, reykti, reyktur
138

Per quanto riguarda la loro coniugazione, essa identica a quella dei tre sottogruppi precedenti, tranne: - presente indicativo, Plur. 1 3 4.2.7 I SOTTOGRUPPI [VD2] La scelta delle terminazioni del preterito indicativo e del participio passato dei [VD2] dipende dall' ambiente fonetico che precede la terminazione in questione. In pratica, si devono osservare il fonema o i nessi fonematici con i quali termina il tema verbale. Cos, in [VD2.A] (e [VD2.D1]) rientrano i verbi il cui tema termina: - In [f] preceduta da vocale, dittongo oppure [r]: a hlfa 'risparmiare' a hreyfa 'muovere' a erfa 'ereditare' g hlfi g hreyfi g erfi hlfur hreyfur erfur vi byggjum, fylgjum, reykjum eir byggja, fylgja, reykja

- In [g] preceduta da vocale, dittongo, [r] , oppure in [gg]: a vgja 'santificare' a plgja 'arare' a birgja 'compiangere' a byggja 'costruire' g vgi g plgi g birgi g byggi vgur plgur birgur byggur

- In [r] preceduta da vocale, dittongo e, non sempre, in [rr]: a gera 'fare' a heyra 'udire,sentire' a kyrra 'calmare' g geri g heyri g kyrri gerur heyrur kyrrur

In [VD2.B] (e [VD2.D2]) rientrano i verbi il cui tema termina: - In [] preceduta da vocale: in tal caso, [] > [d] > -ddi: a pra 'ornare' a a 'tradurre' a leia 'condurre' g prddi g ddi g leiddi prddur ddur leiddur

- In [d] preceduta da [n], oppure in [dd]; in tal caso, la [d] finale del tema verbale scompare: a senda 'mandare' a ydda 'affilare' g sendi g yddi sendur yddur

- In [m] e nei nessi [mb], [lm], [rm]; in [mm]:


139

a gleyma 'scordare' a dreyma 'sognare' a kemba 'pettinare' a hylma 'occultare' a afferma 'scaricare' a skemma 'rovinare'

g gleymdi g dreymdi g kembdi g hylmdi g affermdi g skemmdi

gleymdur dreymdur kembdur hylmdur affermdur skemmdur

- In [n], [nn] e nei nessi [ng], [gn] e [rn]. Non tutti i verbi del genere appartengono per a questo sottogruppo (v. sotto): a tna 'perdere' a tna 'cogliere' a renna 'tirare' a sprengja 'esplodere' a kirna 'fare il burro' - Nel nesso [fn], pronunciato /m/. a nefna 'nominare' g nefndi nefndur g tndi g tndi g renndi g sprengdi g kirndi tndur tndur renndur sprengdur kirndur

- In [l], [ll] e nei nessi [gl], [lg], [fl] e [lf]. Anche in questo caso non tutti i verbi del genere appartengono a questo sottogruppo: a mla 'misurare' a sigla 'navigare' a fella 'far cadere' a fylgja 'seguire' a efla 'rafforzare' a skelfa 'spaventare' g mldi g sigldi g felldi g fylgdi g efldi g skelfdi mldur sigldur felldur fylgdur efldur skelfdur

- Infine, in alcuni verbi il cui tema termina con il nesso [ld]; in tal caso, la dentale sonora del tema scompare: a lda marcire g ldi ldur

In [VD2.C] (e [VD2.D3]) rientrano i verbi il cui tema: - Termina in [n], [nn], [rn]; [l], [ll]. Come si pu osservare, tali verbi hanno lo stesso ambiente fonetico che stato descritto sopra per i verbi di [VD2.B]; non si possono quindi dare delle regole precise. a rna 'derubare' a spenna 'flettere' a spyrna 'calciare' a mla 'parlare' a spilla 'rovinare' g rnti g spennti g spyrnti g mlti g spillti rntur spenntur spyrntur mltur spilltur

Si noti il caso di mla: mla, mldi. mldur [VD2.B], 'misurare'; mla, mlti, mltur [VD2.C] 'parlare'. Entrambi i verbi derivano da due diversi significati del sostantivo [NF1] ml 'discorso, lingua'; 'misura'.

140

- Quanto detto sopra vale anche per alcuni verbi il cui tema termina in [ld], [nd] e [rr] (cfr. senda, sendi, sendur e kyrra, kyrri, kyrrur). Nei verbi di questo sottogruppo, il cui tema termina in [nd] e [ld] la dentale del tema scompare, come usuale:

a benda 'mostrare' a senda 'scagliare' a gilda 'valere' a sperra 'rizzare'

g benti g senti g gilti g sperrti

bentur sentur giltur sperrtur

- In [] preceduta da una consonante (in pratica sempre [r]). La dentale fricativa scompare: a hera 'indurire' a myra 'assassinare' - In [k], [p], [s] e [kk], [pp], [ss]: a steikja 'arrostire' a velkja 'sgualcire' a ekkja 'conoscere' a skkva 'affondare' a gleypa 'ingoiare' a klippa 'tagliare' a lsa 'illuminare' a missa 'perdere' - In [t] preceduta da vocale o dittongo: a flta 'accelerare' a breyta 'cambiare' a bta 'migliorare' g fltti g breytti g btti flttur breyttur bttur g steikti g velkti g ekkti g skkti g gleypti g klippti g lsti g missti steiktur velktur ekktur skktur gleyptur klipptur lstur misstur g herti g myrti hertur myrtur

- In [t] preceduta da consonante. In tal caso la dentale del tema scompare, come abbiamo gi visto in diversi casi del genere: a htta 'cessare' a gifta 'sposare' a elta 'mirare' a skemmta 'divertire' a vnta 'attendere' a birta 'pubblicare' g htti g gifti g elti g skemmti g vnti g birti httur giftur eltur skemmtur vntur birtur

Come si pu osservare, si tratta di regole piuttosto complesse e non sempre precise; in pratica, si consiglia di ricorrere sempre al dizionario (che usualmente indica le forme paradigmatiche dei verbi), memorizzando di volta in volta le forme di ogni singolo verbo. Ci non toglie che le regole sopra esposte abbiano un buon margine di esattezza. - I seguenti cinque verbi [VD2] presentano particolarit ed irregolarit: a kaupa comprare a skja prendere, pigliare g keypti g stti keyptur sttur
141

a ykja pensare, ritenere a yrkja comporre versi a meina intendere, opinare

g tti g orti pres. g meina [VD1]

ttur ortur (meinti, meint)

142

05. QUINTA LEZIONE FIMMTA LEXAN


5.2.1 DECLINAZIONE DEI SOSTANTIVI: SOTTOGRUPPO [MF1.B] Il sottogruppo [MF1.B] comprende pochi sostantivi che, in alcuni casi, inseriscono tra il tema e la terminazione una [v]; il dativo singolare non presenta per lo pi la terminazione -i.
NOTA 05.1 S tratta degli antichi temi in -wa-, derivati dai temi in -wo- ie. (cfr. lat. strenu-u-s < stren-u-os).

Forme paradigmatiche: [MF1.B] Sng-ur 'canto' sngs sngvar singolare sngur sngs sng sng term. -ur -s = = nsg gsg npl plurale sngvar sngva sngvum sngva term. -var -va -vum -va

cas 057 o

nom gen dat acc

NOTA 05.2 Il dsg determinato fa sngnum. Si tratta dellunico sostantivo con nominativo singolare in ur.

[MF1.B] comprende due ulteriori sottogruppi.


Il sgr. [MF1.B1] comprende sostantivi con tema terminante in vocale e nsg. in -r. Il dsg presenta la terminazione -i preceduta dall'ampliamento in -v:

[MF1.B1]

M-r 'gabbiano' ms mvar singolare mr ms mvi m term. -r -s -vi =

nsg gsg npl plurale mvar mva mvum mva term. -var -va -vum -va

cas 058 o

nom gen dat acc

143

NOTA 05.3 diffusa anche la forma [MF1] mvur (o mfur).

NOTA 05.4 A questa sottoclasse appartiene il sostantivo tr 'dio, eroe' (e, come nome proprio mitologico, Tr), presenta la seguente declinazione irregolare (si tratta dellantichissimo termine indeuropeo comune per il dio supremo, *deiwas, cfr. sanscrito dyauh, avestico dva, greco Zus, gen. Dis, latino Deus, Iuppiter [< Deus-pater], Iovis, Divus). Cos si declina anche il nome proprio maschile Valtr Walter, Gualtiero (dativo sempre Valt). cas o 059 singolare plurale

nom gen dat acc

tr ts t, tvi t

tvar tva tvum tva

Il sottogruppo [MF1.B2] comprende la maggior parte dei sostantivi del gruppo ed caratterizzato dal nominativo singolare privo di terminazione. Si tratta comunque esclusivamente di sostantivi terminanti in -r risultante dalla degeminazione della forma islandese antica (isl.a. spr-r > isl.m. spr; per quanto riguarda lampliamento, cfr. il sostantivo italiano di origine germanica spar-v-iero):

[MF1.B2]

Spr 'passero' sprs sprvar singolare spr sprs spr spr term. = -s = =

nsg gsg npl plurale sprvar sprva sprvum sprva term. -var -va -vum -va

cas 060 o

nom gen dat acc Cos si declinano:

hjr hr mr

'spada, gladio' 'lino' 'grasso di pecora'

hjrs, hjrvar hrs, hrvar mrs, mrvar

Il dativo singolare pu presentare (ma si tratta di un arcaismo da evitare) la terminazione -i. In tal caso essa preceduta dallampliamento: sprvi, hjrvi, mrvi. Rientrano in [MF1.B] anche due sostantivi di uso molto frequente: sjr 'mare' e snjr 'neve', che presentano diverse importanti particolarit morfologiche dovute per lo pi alla coesistenza di forme differenti per i vari casi. La comune declinazione dei due sostantivi non presenta peraltro tracce dell'ampliamento in -v e segue il modello [MF1.AF]:
cas 061 o

singolare sjr sjs snjr snjs sjar sja

plurale snjar snja


144

nom gen

dat acc

sj sj

snj snj

sjum sja

snjum snja

Ma vediamo caso per caso le forme collaterali:


cas 062 o

singolare sjr, sr sjar, sjvar sjvar, svar sj, sjvi s, svi sj, s snjr, snr snjar, snjvar snjvar, snvar snj, snjvi sn, snvi snj, sn

plurale sjvar, svar sjva, sva sjvum sjva, sva snjvar, snvar snjva, snva snjvum, snvum snjva, snva

nom gen dat acc

Le forme collaterali si usano per lo pi in poesia, in espressioni fissate dalluso o per formare dei sostantivi composti: snvi akinn 'ricoperto di neve', sjvarstrnd, svarstrnd 'riva del mare, battigia', Snfell Monte delle Nevi. Fa eccezione il genitivo singolare sjvar, comunemente usato al posto della forma regolare sjs (quasi esclusivamente usata nellespressione til sjs al mare) 5.2.2 IL SOTTOGRUPPO [MF1.C] Comprende gli antichi temi in -ja (la semivocale ricompare talora in alcuni sostantivi). Il tipo normale presente le seguenti forme paradigmatiche: [MF1.C] Grein-ir 'articolo' greinis greinar singolare greinir greinis greini greini term. -ir -is -i -i nsg gsg npl plurale greinar greina greinum greina term. -ar -a -um -a

cas 063 o

nom gen dat acc

Cos si declina un numero abbastanza consistente di sostantivi: einir fltir lknir hellir mlir einis, einar fltis, fltar lknis, lkna hellis, hellar strumento per misurare mlis, mlar
145

'ginepro' 'fretta' 'medico' 'caverna'

mnir vsir errir

spiovente indicatore 'siccit'

mnis, mnar vsis, vsar erris, errar

146

Nomi propri maschili (molti dei quali di ambito mitologico/Eddico): Ffnir Geysir Grettir Hymir Mmir Skrnir Sverrir gir (il drago Ffnir) (nome di un gigante)21 = = = = = = Ffnis Geysis Grettis Hymis Mmis Skrnis Sverris gis

NOTA 05.5 Il sostantivo eyrir 'spicciolo, centesimo' (il centesimo della krna 'corona'), antico prestito dal latino aurum, ha subito in tutti i casi un fenomeno di metafonia per influenza della -i- delle terminazioni, mentre al plurale non la presenta. Si ha cos la seguente declinazione: cas o 064 singolare plurale

nom gen dat acc

eyrir eyris eyri eyri

aurar aura aurum aura

NOTA 05.6 Tracce dell'antico ampliamento in -j- compaiono in sost. come beykir 'bottaio': npl beykjar, gpl beykja ecc. Cos si comporta anche mkir gladio (termine poetico). NOTA 05.7 Il sostantivo niur 'discendente' presenta nella lingua elevata la seguente declinazione ampliata: cas o 065 singolare plurale

nom gen dat acc

niur nis, nijar ni ni

nijar nija nijum nija

In realt, nella lingua attuale si usa esclusivamente niji [MD1] (gsg. nija ecc.). Anche her 'esercito' apparteneva originariamente a questo sottogruppo (gsg herjar ecc.) NOTA 05.8. Nella lingua parlata molti termini di questo sottogruppo (particolarmente lknir, vsir e hellir) si declinano come se la terminazione del nsg. -r facesse parte del tema. Si ha quindi nsg lknir, gsg. lknirs, d/asg lknir; npl. lknirar, gpl. lknira, dpl. lknirum, apl. lknira. In hellirar (< hellir, per il normale hellar) si pu addirittura avere un fenomeno di sincope: hellrar. Queste forme sono da evitare assolutamente nella lingua scritta.

5.2.3 PREPOSIZIONI Come nelle lingue classiche ed in quelle slave, le preposizioni islandesi possono reggere casi differenti: questo significa che il sostantivo da essa modificato deve assumere la forma casuale richiesta dalla preposizione in questione. I casi passibili di essere retti dalle preposizioni sono
21

Da tale nome stato tratto quello della pi grande e nota polla di acqua calda islandese, presso Reykjavk. Da qui (tramite il tedesco) il termine diventato di uso internazionale per indicare le polle di acqua calda sulfurea (geyser). 147

in islandese il genitivo, il dativo e l'accusativo; alcune preposizioni possono reggere esclusivamente uno dei suddetti casi, ma alcune tra le pi comuni possono reggerne due con un mutamento fondamentale del significato a seconda del caso retto. Cos, ad esempio: - af 'di, da, con', che ha spesso un senso partitivo, pu reggere solo il dativo: sex pr af skm 'sei paia di scarpe' einn af fjgrum mnnum 'uno dei 4 uomini' - 'in' pu reggere invece il dativo o l'accusativo. Quando regge il dativo indica lo stato in luogo, anche figurato (senso statico): g b hsinu mnu 'abito in casa mia' nti erum vi Reykjavk 'adesso siamo a Reykjavk' orin essu kvi 'le parole di (in) questa poesia' Viceversa, quando regge l'accusativo, indica il moto a luogo (senso dinamico): g geng inn hsi mitt 'entro in casa mia' frum b! 'andamo al cinema!' a kemur sama sta niur 'non fa differenza, fa lo stesso' [lett. 'viene gi nello stesso posto'] 5.2.4 PREPOSIZIONI COL GENITIVO Le preposizioni islandesi che reggono esclusivamente il genitivo sono: a. Til 'a, di; per; fino (sino) a'. Indica il movimento verso un punto determinato oppure uno scopo: folki fr til kirkju 'la gente andava in chiesa' vi sendum brnin til frnda okkar 'abbiamo mandato i bambini da dei nostri parenti' maurinn rr til lands 'l'uomo rema verso terra' skilau kveju til konu innar 'porta un saluto a tua moglie' Pu avere anche funzione attributiva: heimskn til gmlu foreldranna 'una visita ai vecchi genitori' skuflk til sjvar og til sveita 'giovent della zona costiera e dell'interno' Pu indicare la direzione verso un punto nel tempo ('fino a') od un'attribuzione di opere letterarie, artistiche ecc.: a er langur tmi til jla 'c' molto tempo (fino) a Natale' kvi essi mega telja til Eddutar 'queste poesie possono essere attribuite al periodo Eddico fundur Knungsbkarinnar telur til Brynjolfs Sveinssonar, biskups Sklholts 'la scoperta del Codex Regius attribuita a Brynjolfur Sveinsson, vescovo di Sklholt' Connotazione finale: afstaa til umhverfisins 'protezione dell'ambiente'
148

bkurnar eru hafar til skrauts 'i libri servono da ornamento' styrkja dreng til nms 'sostenere un ragazzo agli studi'

b. n 'senza'. Indica privazione, mancanza. Hva gtiru gjrt n peninga? 'che cosa potresti fare senza soldi?' n hjlpar Gus getur maur ekki lifa 'senza l'aiuto di Dio non si pu vivere' c. Auk 'oltre, oltre a, in aggiunta a': rr menn bti auk hundsins 'Tre uomini in barca per non dir (= oltre a) del cane' g tapai pennann minn auk ns 'ho perso la mia penna, oltre alla tua' d. Milli [Millum] 'fra, tra'. Indica movimento o posizione fra due persone o cose (ingl. between, franc. entre). sigla milli skers og bru 'navigare tra uno scoglio ed un'onda' (= 'Essere fra Scilla e Cariddi') in fellur millum mbergsklappa 'il torrente cade tra (due) costoni di roccia' drengurinn sm milli varmannanna 'il ragazzo sgattaiol tra (due) sentinelle' vera milli heims og helju 'trovarsi in grande pericolo' (lett. 'essere tra la terra e l'inferno) Connotazione temporale: vikan milli jla og nrs 'la settimana tra Natale e Capodanno' vera milli svefns og vku 'essere nel dormiveglia' ('tra sonno e veglia') e. Meal ( meal, meal) 'fra, tra'. Indica movimento o posizione tra pi persone o cose (ingl among, fr. parmi). margir vinna essari stofnun, eirra meal Jn 'molti lavorano in quest'istituto, tra i quali Jn' a tbreia skoanir snar meal almennings 'diffondere le proprie opinioni tra il pubblico' Le forme composte possono essere posposte, come si vede dal primo esempio. f. Megin 'dalla parte di'. Si usa quasi esclusivamente unita (anche graficamente) a pronomi oppure in postposizione. bum megin (bumegin) rinnar 'su entrambi i lati del torrente' hinum megin (hinumegin) rinnar 'dall'altra parte del torrente' rum megin (rumegin) gtunnar 'dall'altra parte della strada' a rignir sjvar megin 'piove dalla parte del mare' g. Vegna, sakir, skum 'per, a causa di'. Preposizioni / postposizioni causali (il loro uso simile a quello del greco : 'per esempio'):

149

mn, n, hans vegna 'a causa mia, tua, sua' g botnai ekkert essu mli sakir fvisku minnar 'non ho concluso niente in questa cosa a causa della mia ignoranza' g gat ekki mtt skum anna 'non sono potuto venire per impegni di lavoro' h. sta 'invece di', 'al posto di'. Indica preferenza o sostituzione. Noranttin var gengin niur og skramolla komin hennar sta 'il maestrale era cessato ed al suo posto era arrivata una pioggerella sottile' sta Svjs ttiru a sigla til slands 'invece che in Svezia dovresti fare un viaggio in Islanda' Csar tk sr Brtus sonar sta 'Cesare adott Bruto' (lett. 'prese Bruto a posto, invece di un figlio = come figlio') i. Gli avverbi di luogo in -an possono essere usati come preposizioni, ed in tale caso reggono il genitivo: Innan 'entro' (locale e temporale) utan 'fuori, al di fuori' ofan 'sopra, al di sopra' nean 'sotto, al di sotto' sunnan, noran, austan, vestan 'a sud/ nord / est / ovest di' Aggiungiamo anche handan 'oltre, al di l di'. ttir a sigla til Englands innan rs 'dovresti andare in Inghilterra entro un anno' innan giringar 'entro, all'interno del recinto' vinna utan heimilis 'lavorare fuori casa (domicilio)' skip fer utan fjararins 'la nave sta incrociando fuori dal fiordo' flugvlar flugu ofan Frakklands 'degli aerei sorvolavano (volavano al di sopra della) Francia' hesturinn er beit sunnan hraunsins 'il cavallo al pascolo a sud del campo di lava' strkurinn fr yfir blasti handan gtunnar 'il ragazzo and al parcheggio oltre la strada' 5.2.5 I VERBI A VERA E A GETA - PRESENTE E PRETERITO INDICATIVO A vera un verbo molto versatile. Pu essere infatti: Verbo intransitivo autonomo predicativo: 'diventare, divenire' (cfr. il ted. werden e il nynorsk verta); Verbo modale (v. lez. 22): 'dovere'; Verbo ausiliare per alcuni tempi della coniugazione passiva (v. lez.; cfr. ancora il ted. werden). a. b. Vatni var vn 'l'acqua divenne vino' Er hundar vera aftur villtir 'Quando i cani ridiventeranno selvatici'. verur a lesa essa bk 'devi leggere questo libro' vi verum a fara 'dobbiamo andare (per forza)'

150

c.

bkin verur lesin 'il libro verr letto' hann verur tekinn 'egli sar catturato'

Coniugazione: p. 066 presente indicativo ver verur verur verum veri vera it.
divengo, devo

preterito indicativo var varst var urum uru uru

it.
divenivo ecc.

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

A geta un cd. verbo modale (v. lez. 22) e significa 'potere' in senso generico (vedremo in seguito come la possibilit sia esprimibile in tutte le sue sfumature mediante diversi verbi). Una sua particolarit quella di richiedere il verbo che segue al supino (participio passato all'accusativo singolare neutro) invece che all'infinito: g get ekki komi 'non posso venire' (non *get ekki a koma) eir gtu keypt bkur nokkrar 'poterono comprare alcuni libri (non *gtu a kaupa) Coniugazione: p. 067 presente indicativo get getur getur getum geti geta it.
posso

preterito indicativo gat gatst gat gtum gtu gtu

it.
potevo ecc.

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

151

06. SESTA LEZIONE SJTTA LEXAN


6.2.1 I PRONOMI PERSONALI I pronomi personali islandesi sono i seguenti: Sing. 068 1 2 3 m. 3 f. 3 n. 1 1 (solenne) 2 2 (cortesia) 3 m. 3 f. 3 n. g hann hn a vi vr i r eir r au 'io' 'tu' 'egli, lui' 'ella, lei' 'esso, lui' 'noi' noi 'voi' Voi, Lei 'essi, loro' 'esse, loro' 'essi, loro'

Plur.

6.2.2 GENERALIT ED USO I pronomi di prima e seconda persona, sia singolare che plurale, non possiedono distinzione di genere, mentre quelli di terza persona hanno forme distinte per i tre generi (cfr. il latino ego, tu, ma is, ea, id; inglese I, you, ma he, she, it).
NOTA 06.1 I pronomi 1pl e 2pl sono, dal punto di vista storico, le forme dell'antico duale, ancora ben distinte in norreno: significavano propriamente, cio, risp. 'noi due' e 'voi due' (cfr. il lituano ve-d noi due). Col tempo il loro uso si generalizzato, confinando alla lingua solenne ed altamente letteraria (ad es. la Bibbia o l'inno nazionale) i pronomi originari, vale a dire vr 'noi' e r 'voi' (forma di cortesia estremamente deferente).

6.2.3 COME RIVOLGERSI AGLI ALTRI. A A E A RA. Fino ad alcuni decenni fa (specialmente a Reykjavk) era ancora abbastanza frequente l'uso del pronome r come forma di cortesia (corrispondente letteralmente al nostro 'voi': r eru 'voi siete' = 'Lei ', ingl. You are, fr. vous tes). Tale uso, indicato mediante il verbo a ra dare del r, francese vouvoyer (a rast darsi del r, quindi essere in rapporti formali) veniva raccomandato in alcune grammatiche per stranieri (ancora nel 1961 P.J. Glendening, nel suo Teach Yourself Icelandic, raccomanda di dare del r agli sconosciuti ed alle persone con cui non si in perfetta familiarit). In realt, con l'indipendenza dell'Islanda dalla Danimarca (1944) e con il conseguente sganciamento dalle abitudini linguistiche dovute al contatto con il paese scandinavo continentale (nel quale si usa dare del Voi : I er en smuk kvinde 'Voi siete una bella donna'), prevalso gradualmente luso tradizionale rustico, e quindi tutti si danno adesso generalmente del senza alcuna distinzione di et, di posizione sociale o di conoscenza pi o meno approfondita (a a dare del , francese tutoyer; a ast
152

darsi del , quindi, essere in rapporti informali). Va da s che in Islanda non si dovrebbe aver timore di ast anche con dei perfetti sconosciuti, dato che questo l'uso comune e non considerato assolutamente una scortesia. Naturalmente, l'uso del r non scorretto, anche se molto formale: certamente, se da un lato d un'impressione di grande educazione e rispetto, dall'altro pu denotare anche distacco o distanza, come quando, in italiano, si d del Voi.
NOTA 06.2 L'uso di vr 'noi', come detto, proprio della Bibbia e della lingua solenne: lo si trova, ad esempio, nell' inno nazionale ( Gu vors lands, lands vors Gu, vr lofum itt heilaga, heilaga nafn ... 'O Dio della nostra terra, o Dio della nostra terra, noi lodiamo il tuo santo, santo nome...') e, prima del 1944, serviva come plurale majestatis per le leggi e gli editti promulgati dal Re di Danimarca: vr Kristjn, af Gus n Konungur Danmerkur.... 'noi Cristiano, per Grazia di Dio Re di Danimarca....'). Vr tuttora usato da alcuni autori di opere scientifiche nelle prefazioni (come il noi di modestia in italiano).

6.2.4 DECLINAZIONE DEI PRONOMI PERSONALI DI 1A E 2A PERSONA SINGOLARE E PLURALE

persona caso 069

it. g mn mr mig n r ig vr vor oss oss


io di me a me, mi me, mi tu di te a te, ti te, ti noi di noi, nostro a noi, ci noi, ci

persona 1p.

caso nom gen dat acc nom gen dat acc nom gen dat acc vi okkar okkur okkur i ykkar ykkur ykkur r yar yur yur

it.
noi
di noi, nostro

1s.

nom gen dat acc nom gen dat acc nom gen dat acc

a noi, ci noi, ci voi


di voi, vostro

2s.

2p.

a voi, vi voi, vi Voi, Lei Vostro, Suo A Voi, Vi; a Lei, Le Voi, Vi; Lei, La

[1p.]

[2p.]

NOTA 06. 3 Il genitivo dei pronomi personali si usa quasi esclusivamente in dipendenza di preposizioni che richiedono tale caso: til mn, n, okkar ecc. 'verso di me, di te, di noi'), oppure in dipendenza di verbi che richiedono il genitivo.

153

6.2.5 DECLINAZIONE DEI PRONOMI PERSONALI DI 3A PERSONA SINGOLARE E PLURALE


cas 070 o

singolare maschile it.


egli, lui di lui, suo a lui, gli lui, lo

femminile hn hennar henni hana plurale femminile r eirra eim r

it.
ella, lei di lei, suo a lei, le lei, la

neutro a ess v a neutro

it.
esso, lui
di esso, suo

nom gen dat acc

hann hans honum hann maschile

ad esso, gli; ne lui, lo

nom gen dat acc

eir eirra eim

essi, loro di essi, loro, suoi ad essi, (a) loro essi, loro, li

esse, loro di esse, loro, suoi ad esse, (a) loro esse, loro, le

au eirra eim au

essi, loro di essi, loro, suoi ad essi, (a) loro essi, loro, li/le

6.2.6 IL PRONOME RIFLESSIVO Per natura, il pronome riflessivo manca del nominativo. In Islandese, n il genere n il numero sono distinti nella declinazione di tale pronome, che la seguente: caso 071 nom gen dat acc it. == sn sr sig di s a s, si s, si

Si pu usare il pronome riflessivo solo quando il soggetto e l'oggetto della terza persona coincidono: hann talar um sig 'egli parla di s' hn sr sig spegli 'ella si guarda allo specchio' stlkan fltti sr heim 'la ragazza si affrett verso casa' barni naut sn ekki 'il bambino non si divertiva' Negli ultimi due esempi si usano rispettivamente il dativo ed il genitivo dato che il verbo flta 'affrettarsi' regge il dativo e njta 'divertirsi' il genitivo. 6.2.7 AGGETTIVI E PRONOMI POSSESSIVI L'Islandese possiede solo quattro aggettivi / pronomi possessivi veri e propri: minn 'mio', inn 'tuo', sinn 'suo, loro' (corrispondente al pronome riflessivo) e vor 'nostro', corrispondente al pronome solenne vr e quindi di uso fortemente limitato.
154

Declinazione di minn:
cas 072 o

singolare maschile femminile mn minnar minni mna plurale femminile mnar minna mnum mnar neutro mitt mns mnu mitt neutro mn minna mnum mn

nom gen dat acc

minn mns mnum minn maschile

nom gen dat acc

mnir minna mnum mna

inn e sinn si declinano esattamente allo stesso modo (nsg.f. n, sn; nsg.n. itt, sitt ecc.) Declinazione di vor:
cas 073 o

singolare maschile femminile vor vorrar vorri vora plurale femminile vorar vorra vorum vorar neutro vort vors voru vort neutro vor vorra vorum vor

nom gen dat acc

vor vors vorum vorn maschile

nom gen dat acc

vorir vorra vorum vora

6.2.8 ESPRESSIONE DEGLI AGGETTIVI E PRONOMI POSSESSIVI MANCANTI Per esprimere gli aggettivi / pronomi possessivi mancanti, in islandese si usano i genitivi dei pronomi personali corrispondenti: - hann 'egli' - hn 'ella' - a 'esso' - vi 'noi' - i 'voi' - eir 'essi' > > > > > > hans 'suo = di lui' hennar 'suo = di lei' ess 'suo = di esso' okkar 'nostro = di noi" ykkar 'vostro = di voi' eirra 'loro = di essi'
155

- r 'esse' - au 'essi'

> >

eirra 'loro = di esse' eirra 'loro = di essi'

Tali forme sono naturalmente indeclinabili. 6.2.9 USO DEI PRONOMI ED AGGETTIVI POSSESSIVI a. Sinn, come detto, corrisponde al pronome riflessivo e, quindi, pu essere usato solo quando il soggetto e l'oggetto delle terze persone coincidono: a1. a2. a3. hann talar um hestinn sinn 'egli parla del suo (proprio) cavallo' stlkan tapai tskuna sna 'la ragazza ha perso la sua (propria) borsa' strkarnir ra btunum snum 'i ragazzi remano sulle loro (proprie) barche'.

b. Viceversa, quando il soggetto e l'oggetto delle terze persone non coincidono, si usano i genitivi dei pronomi personali: b1. b2. b3. hann talar um hestinn hans 'egli parla del suo cavallo' (= del cavallo di un altro) stlkan tapa tskuna hennar 'la ragazza ha perso la sua borsa' (= di un'altra) strkarnir ra btunum eirra 'i ragazzi remano sulle loro barche' (= di altri)

L'uso di sinn / hans ecc. corrisponde esattamente a quello di suus e eius (eorum, earum) in latino: a1. b1. loquitur de equo suo loquitur de eius equo

c. Come si pu osservare dagli esempi proposti, in islandese sia gli aggettivi possessivi veri e propri (minn ecc.) che i genitivi dei pronomi personali usati in tale funzione possono seguire il sostantivo a cui si riferiscono, il quale, nella lingua comune, munito dell'articolo determinato enclitico: hsi mitt 'la mia casa' (la casa mia) hsi itt 'la tua casa' (la casa tua hsi hennar 'la sua casa' (= di lei) (la casa sua) hsi eirra 'la loro casa' (la casa loro) Se per si vuole stabilire una comparazione od una contrapposizione, o comunque mettere in risalto il possesso, l'aggettivo possessivo pu precedere il sostantivo che, a sua volta, resta indeterminato: mitt hs er ntt, ekki itt 'la mia casa nuova, non la tua' mn unnusta br safiri, en n Akranesi 'la mia fidanzata abita a safjrur, la tua (invece) a Akranes' d. La regola della determinazione del sostantivo accompagnato dall'aggettivo ha un'importante eccezione. Quando il sostantivo concreto si segue la regola generale: hsi mitt 'la mia casa', taskan mn 'la mia borsa', unnustan n 'la tua fidanzata' ecc.; quando invece il sostantivo astratto, rimane di solito indeterminato: reynsla mn 'la mia esperienza' starf itt 'il tuo lavoro'
156

lit okkar 'la nostra opinione' eigingirni ykkar 'il vostro egoismo' e. Anche molti nomi di persona rimangono indeterminati se accompagnati dagli aggettivi possessivi. Non facile dare una regola precisa, anche se si pu dire che, se l'idea di possesso prevalente, il sostantivo rimane indeterminato, mentre se prevale una diversa relazione determinato. I sostantivi che indicano una relazione di parentela non prendono di solito l'articolo, esattamente come avviene in italiano: vinur minn 'il mio amico' mir mn 'mia madre' sonur ykkar 'vostro figlio' systur hennar 'sua sorella' ma: lknirinn minn 'il mio medico' lgfringurinn inn 'il tuo avvocato' 6.2.10 IL POSSESSO INALIENABILE In alcuni casi il possesso pu essere inalienabile, come quando, ad esempio, si parla delle varie parti del corpo. In tal caso non si usano affatto gli aggettivi possessivi, bens una particolare costruzione con le preposizioni + dativo (nel caso di parti esterne del corpo) e + dativo (nel caso di parti interne del corpo): maginn honum er llegur 'il suo stomaco pessimo' augun r eru brn 'i tuoi occhi sono castani' hri nnu er svart 'i capelli di Anna sono neri' hendurnar bndanum eru mjg langar 'le mani del contadino sono lunghissime' 6.2.11 PARTICELLE RELATIVE Come in tutte le lingue germaniche, non esiste in islandese un vero e proprio pronome relativo. Si usano invece due particelle indeclinabili (propriamente delle congiunzioni), ovvero sem e er (quest'ultima di uso raro e solenne). Sem e er fungono normalmente da soggetto ed oggetto della proposizione relativa. Nell'uso scritto devono essere obbligatoriamente precedute da una virgola (alla quale corrisponde una pausa nel parlato): strkurinn, sem er a leika sr garinum, er sonur minn [sogg] 'il ragazzo che sta giocando in giardino mio figlio' strkurinn, sem sr hrna, er sonur minn [ogg] 'il ragazzo che vedi qui mio figlio' hr er barni, er fluttist af Nli. Nafn hans er Mse [sogg] 'ecco il bambino che fu portato dalle acque. Il suo nome Mos' hr er barni, er Nl flutti [ogg]
157

'ecco il bambino che il Nilo ha portato

Sem e er non possono essere rette da preposizioni: una frase come 'il ragazzo con il quale (con cui) giocavo verr cos espressa in islandese: strkurinn, sem g lk mr me [non: *strkurinn, me sem....] Il procedimento quindi il seguente: la particella relativa occupa il primo posto nella proposizione secondaria (cio la sua posizione normale), mentre la preposizione richiesta viene trasferita all'ultimo posto: hsi, sem g b 'la casa in cui abito' (la casa, che-ci abito-in) brinn, sem g er a fara til 'la citt nella quale sto andando' bori, sem settir lampann 'il tavolo sul quale hai messo la lampada' hr er maurinn, sem ttir a akka fyrir 'ecco l'uomo che dovresti ringraziare' La particella relativa pu essere comunemente omessa quando ha valore di oggetto oppure retta da una preposizione. In tal caso, la virgola nella lingua scritta e la pausa nel parlato assumono un vero e proprio valore sintattico: strkurinn, sr hrna, er sonur minn il ragazzo che vedi qui mio figlio hsi, g b la casa in cui abito borgin, g er a fara til la citt dove sto andando hr er maurinn, ttir a akka fyrir ecco luomo che dovresti ringraziare Tale costruzione del tutto analoga a quella che si ha comunemente in molte altre lingue germaniche (ma non in tedesco): inglese: the house I live in 'la casa in cui abito' [the house, in which, where I live] the town I am going to 'la citt nella quale sto andando' [...to which, where Iam going] the table you put the lamp on 'il tavolo sul quale hai messo la lampada' [...on which, where] that's the man you should thank for 'ecco l'uomo che dovresti ringraziare' [...who you...] huset, jag bor i [huset, i vilket jag bor] staden, jag ker til [staden, til vilken jag ker] bordet, du stte lampen p [...p vilken] hr r mannen, du skulde takka fr [...som, vilken...] das Haus, in dem [wo, worin] ich wohne die Stadt, zu der [wozu] ich fahre der Tisch, auf dem [worauf] du das Buch setztest
158

svedese:

[ tedesco

das [hier] ist der Mensch, dem du danken solltest ]

6.2.12 LA NEGAZIONE La principale particella negativa islandese ekki 'non' (come avverbio negativo si usa nei 'no', corrispondente a j 's'). La sua posizione nel periodo soggiace a delle regole abbastanza complesse. a. Ekki segue direttamente il verbo coniugato nei tempi semplici (non composti), precedendo eventuali complementi: g skil ekki 'io non capisco' ert ekki gur 'tu non sei buono' vi tkum ekki btinn 'noi non prendemmo la barca' hjlpai ekki konu inni 'tu non aiutavi tua moglie' g b ekki barnanna 'io non aspetto i bambini' b. Se per il complemento indiretto o diretto rappresentato da un pronome personale o riflessivo, ekki segue direttamente la forma pronominale: vi tkum hana ekki ( hana = btinn) 'noi non la prendemmo' (la barca) hjlpai henni ekki (henni = konu inni) 'tu non la aiutavi' (tua moglie) g b eirra ekki (eirra = barnanna) 'tu non li aspetti' (i bambini) g leik mr ekki 'io non gioco' hann leikur sr ekki 'egli non gioca' hann vr sig ekki 'egli non si lava' c. Nei tempi composti, oppure qualora si usino dei verbi ausiliari modali (come geta 'potere', vilja 'volere' ecc.) che richiedono l' infinito senza a oppure il supino, ekki si pone tra la forma coniugata del verbo ausiliare ed il participio o supino: g hef ekki skili 'non ho capito' hefur ekki hjlpa konu inni 'tu non hai aiutato tua moglie' vi getum ekki boi barnanna 'non possiamo aspettare i bambini' vilt ekki hjlpa konu inni 'tu non vuoi aiutare tua moglie' d. Se si verificano le condizioni descritte al punto b., ekki pu restare dietro al verbo coniugato oppure seguire il pronome: g hef ekki skili hann / g hef skili hann ekki 'io non l'ho capito' hefur ekki hjlpa henni/ hefur hjlpa henni ekki 'tu non la hai aiutata' vi getum ekki boi eirra / vi getum boi eirra ekki 'non li possiamo aspettare' e. In una proposizione relativa, ekki deve seguire immediatamente la particella relativa e quindi precede ogni forma verbale:

159

stuttar, hnitmiaar skringar vi or, sem ekki eiga sr beina samsvrun slensku 'spiegazioni precise e concise su termini che non hanno una corrispondenza diretta in islandese'

eir slendingar, sem ekki ba slandi, eru stugt a hugsa um furland eirra 'gli islandesi che non abitano in Islanda pensano continuamente alla madrepatria'
Nota 06.4 Tale uso corrisponde perfettamente a quello di tutte le lingue scandinave continentali: svedese de Islnningar, som inte [icke] bor i Island, tnker stndigt p sitt fosterland, danese de Islndinger, der ikke byr i Island, tnker stndig p sit fdreland ecc.

160

07. SETTIMA LEZIONE SJUNDA LEXAN


7.2.1 ALTRE CLASSI DI AGGETTIVI Ci occuperemo in questo paragrafo di alcune altre classi di aggettivi.
Iniziamo con [A2], comprendente gli aggettivi il cui tema termina nella consonante nasale [n] o nella liquida [l]. Come nei sostantivi, questo provoca un' assimilazione alla consonante tematica di tutte le terminazioni che iniziano con [r], compresa quella del nsg maschile, anticamente -r: *hrein-r 'puro' > hreinn; *jl-r 'docile' > jll.

Declinazione forte:
cas 074 o

singolare maschile term. -n -s -um -an femminile hrein hreinnar hreinni hreina plurale femminile hreinar hreinna hreinum hreinar singolare maschile femminile -l -s -um -an jl jllar jlli jla plurale femminile jlar jlla jlum jlar = -lar -li -a neutro jlt jls jlu jlt neutro -ar -la -um -ar jl jlla jlum jl = -la -um = -t -s -u -t term. = -nar -ni -a neutro hreint hreins hreinu hreint neutro -ar -na -um -ar hrein hreinna hreinum hrein = -na -um = term. -t -s -u -t

nom gen dat acc

hreinn hreins hreinum hreinan maschile

nom gen dat acc


cas 075 o

hreinir hreinna hreinum hreina

-ir -na -um -a

nom gen dat acc

jll jls jlum jlan maschile

nom gen dat acc

jlir jlla jlum jla

-ir -la -um -a

161

Forme deboli: - hreinn: - jll: hreini, hreina, hreinu jli, jla, jlu

A differenza dei sostantivi come lykill, jkull , gli aggettivi che terminano in -ill, -ull non presentano usualmente sincope davanti alle terminazioni che iniziano per vocale: heimill 'lecito', asg maschile heimilan, asg femminile heimila, dpl heimilum; gull 'taciturno', asg maschile gulan, asg femminile gula, dpl gulum (cfr dpl lyklum, jklum ecc.). Solo in poesia si possono trovare, per ragioni metrice, delle forme sincopate come glan ecc. Si declinano come hreinn: austrnn beinn bjartsnn grnn norrnn seinn surnn svartsnn snn vestrnn Come jll: forsjll hll heill heimill hverfull reikull spurull strjll svikull sll vifrull ttbll gull Anche [A2] ha diverse sottoclassi.
[A2.A]. Si tratta di unimportantissima sottoclasse che comprende gli aggettivi, molto spesso participi passati di verbi forti (e di alcuni pochi deboli), terminanti al nsg maschile in -inn. Tali aggettivi presentano un fenomeno di sincope davanti alle terminazioni che iniziano per vocale (forme indicate con un asterisco *), e, inoltre, il n/asg neutro termina in -. L'asg. maschile sempre uguale al nsg (non presenta quindi la term. -an); si ha a volte metafonia da -u- quando la vocale radicale [ a ], ma tale fenomeno non interessa qui mai il nsg. femminile ( farinn > nsg.f. farin, ma dpl. frnum).

orientale diretto ottimista verde nordico, settentrionale tardo, tardivo meridionale pessimista evidente, manifesto occidentale

austrn, austrnt bein, beint bjartsn, bjartsnt grn, grnt norrn, norrnt sein, seint surn, surnt svartsn, svartsnt sn, snt vestrn, vestrnt

sollecito lucido intero lecito transitorio variabile; oscillante curioso sparso ingannevole felice, beato che ha viaggiato lontano densamente popolato taciturno

forsjl, forsjlt hl, hlt heil, heilt heimil, heimilt hverful, hverfult reikul, reikult spurul, spurult strjl, strjlt svikul, svikult sl, slt vifrul, vifrult ttbl, ttblt gul, gult

162

heiinn 'pagano' > kosinn 'eletto, scelto' > Declinazione forte:


cas 076 o

n/asg neutro heii n/asg neutro kosi

(heiin, heii) (kosin, kosi)

plurale maschile term. -n -s -um -n femminile kosin kosinnar kosinni *kosna plurale femminile *kosnar kosinna *kosnum *kosnar term. = -nar -ni -a neutro kosi kosins *kosnu kosi neutro -ar -na -um -ar kosin kosinna *kosnum kosin = -na -um = term. - -s -u -

nom gen dat acc

kosinn kosins *kosnum kosinn maschile

nom gen dat acc

*kosnir kosinna *kosnum *kosna

-ir -na -um -a

Cos si declinano ad esempio (fra parentesi la forma sincopata del dativo plurale) - (aggettivi) boginn feginn feiminn fyndinn gtinn heiinn heppinn hygginn iinn kminn ninn opinn yfrinn olinn boinn dinn farinn flinn fundinn grinn kominn lesinn linn ninn rinn skotinn sninn curvo felice timido divertente cauto, attento pagano fortunato interessato alacre maculato, macchiato vicino aperto abbondante durevole invitato morto andato fuggito, scappato trovato cresciuto venuto letto logorato grattugiato remato ucciso, fucilato voltato, girato bogin, bogi (bognum) fegin, fegi (fegnum) feimin, feimi (feimnum) fyndin, fyndi (fyndnum) gtin, gti (gtnum) heiin, heii (heinum) heppin,heppi(heppnum) hyggin,hyggi(hyggnum) iin, ii (inum) kmin, kmi (kmnum) nin, ni (nnum) opin, opi (opnum) yfrin, yfri (yfrnum) olin, oli (olnum) boin, boi (bonum) din, di (dnum) farin, fari (frnum) flin, fli (flnum) fundin,fundi grin, gri (grnum) komin, komi (komnum) lesin, lesi (lesnum) lin, li (lnum) nin, ni (nnum) rin, ri (rnum) skotin, skoti (skotnum) snin, sni (snnum)
163

- (participi)

(fundnum)

NOTA 7.1. Laggettivo eiginn proprio ha una forma di n/asg. neutro eigi; per il resto normalmente indeclinabile. A volte si possono trovare per delle forme declinate secondo A2.A, nel qual caso la forma del nsg.m. regolarmente eiginn.

[A2.B]. Comprende anch'essa participi passati terminani in -inn, ma provenienti dai verbi deboli della IV classe [VD4]: talinn (< telja) 'contato', vafinn (< vefja) 'arrotolato'. Tali participi hanno una flessione 'mista' molto compessa: oltre a presentare metafonia da -u- ovunque possibile (ma mai nel nsg.f.), davanti alle terminazioni che iniziano in vocale riacquistano l'elemento in dentale presente nel preterito indicativo, oltre a presentare il consueto fenomeno di sincope. Per declinare correttamente tali participi occorre quindi conoscere la forma del preterito indicativo:

- a telja 'contare' > pret. ind. taldi > part. pass. nsg.m. talinn, ma (ad es.) dpl. tldum [d] - a vefja 'arrotolare' > pret. ind. vafi > part. pass. nsg. m. vafinn, ma dpl. vfum [] - a glepja 'sedurre' > pret. ind. glapti > part. pass. nsg.m. glapinn, ma dpl. glptum [t] Diamo la declinazione completa dei tre participi (le forme sincopate con ripristino della dentale sono interamente in corsivo):
cas 077 o

singolare maschile term. -n -s -um -an femminile talin talinnar talinni talda plurale femminile taldar talinna tldum taldar term. = -nar -ni -a neutro tali talins tldu tali neutro -ar -na -um -ar talin talinna tldum talin = -na -um = term. - -s -u -

nom gen dat acc

talinn talins tldum talinn maschile

nom gen dat acc

taldir talinna tldum talda

-ir -na -um -a

cas 078 o

singolare maschile term. -n -s -um -an femminile vafin vafinnar vafinni vafa plurale femminile vafar vafinna vfum vafar term. = -nar -ni -a neutro vafi vafins vfu vafi neutro -ar -na -um -ar vafin vafinna vfum vafin = -na -um = term. - -s -u -

nom gen dat acc

vafinn vafins vfum vafinn maschile

nom gen dat acc

vafir vafinna vfum vafa

-ir -na -um -a

164

cas 079 o

singolare maschile term. -n -s -um -an femminile glapin glapinnar glapinni glapta plurale femminile glaptar glapinna glptum glaptar term. = -nar -ni -a neutro glapi glapins glptu glapi neutro -ar -na -um -ar glapin glapinna glptum glapin = -na -um = term. - -s -u -

nom gen dat acc

glapinn glapins glptum glapinn maschile

nom gen dat acc

glaptir glapinna glptum glapta

-ir -na -um -a

Cos si declinano (fra parentesi la forma del dativo plurale sincopato con tema in dentale, eventualmente metafonizzato): ( -d-) dulinn framinn hruninn talinn valinn vaninn barinn kninn tugginn vafinn varinn glapinn hrakinn vakinn nascosto percorso, battuto crollato contato scelto abituato colpito, battuto spinto masticato arrotolato difeso sedotto cacciato svegliato dulin, duli (duldum) framin,frami(frmdum)
hrunin,hruni(hrundum)

talin, tali (tldum) valin, vali (vldum) vanin, vani (vndum) barinn, bari (brum) knin, kni (knum) tuggin, tuggi (tuggum) vafin, vafi (vfum) varin, vari (vrum) glapin, glapi (glptum) hrakin,hraki (hrktum) vakin, vaki (vktum)

( --)

( -t- )

NOTA 7.2 Segue questa declinazione anche laggettivo nakinn nudo (dsg.m./dpl. nktum, asg.m. naktan, asg.f. nakta, npl.m. naktir ecc.). Anche i participi passati di verbi forti alinn nutrito (< ala), falinn nascosto (< fela) e numinn imparato, studiato; erudito (< nema) seguono questa declinazione: dsg.m./dpl. ldum, fldum, numdum, asg.f. alda, falda, numda, npl.m. aldir, faldir, numdir ecc. [A2.C]. Comprende solo tre aggettivi: gamall 'vecchio', einsamall 'solitario, solo' e vesall 'misero'. Tali aggettivi presentano sincope davanti alle terminazioni che iniziano in vocale (forme indicate con un asterisco *) ed hanno sempre metafonia da -u- primaria e secondaria. Vesall, per, pu non avere sincope (asg maschile veslan o vesalan) e, inoltre, il nsg.femminile ed il n/apl neutro possono essere indifferentemente vesul o vesl.

165

Declinazione:
cas 080 o

singolare maschile term. -l -s -um -an femminile gmul gamallar gamalli *gamla plurale femminile *gamlar gamalla *gmlum *gamlar term. = -lar -li -a neutro gamalt gamals *gmlu gamalt neutro -ar -la -um -ar gmul gamalla *gmlum gmul = -la -um = term-t -s -u -t

nom gen dat acc

gamall gamals *gmlum *gamlan maschile

nom gen dat acc

*gamlir gamalla *gmlum *gamla

-ir -la -um -a

Declinazione debole di [A2.A], [A2.B] e [A2.C]: - kosinn: - talinn - vafinn - glapinn: - gamall: kosni, kosna, kosnu taldi, talda, tldu vafi, vafa, vfu glapti, glapta, glptu gamli, gamla, gmlu

7.2.2 LTILL E MIKILL I due aggettivi ltill 'piccolo' e mikill 'grande, molto' hanno una declinazione irregolare:
cas 081 o

singolare maschile femminile ltil ltillar ltilli litla plurale femminile litlar ltilla litlum litlar neutro lti ltils litlu liti neutro ltil ltilla litlum ltil

nom gen dat acc

ltill ltils litlum ltinn maschile

nom gen dat acc

litlir ltilla litlum litla

166

cas 082 o

singolare maschile femminile mikil mikillar mikilli mikla plurale femminile miklar mikilla miklum miklar neutro miki mikils miklu miki neutro mikil mikilla miklum ltil

nom gen dat acc

mikill mikils miklum mikinn maschile

nom gen dat acc

miklir mikilla miklum mikla

Declinazione debole: ltill: mikill: litli, litla, litlu mikli, mikla, miklu

7.2.3 L'INVERSIONE DEL SOGGETTO In Islandese il normale ordine delle parole nel periodo identico a quello italiano: soggetto (che deve essere sempre espresso) - verbo (predicato) - eventuali complementi (ordine 'SVO': soggetto-verbo-oggetto): 083 Soggetto S Verbo V (Predicato) Oggetto O Predicato nominale PN brf btinn sinn gur

g strkurinn

skrifa tekur ert

Abbiamo per gi visto un'importante eccezione a tale regola: nella frase interrogativa il verbo passa al primo posto, mentre il soggetto passa al secondo ed i complementi restano dove sono. Si ha quindi una inversione del soggetto (ordine 'VSO': verbo-soggetto-oggetto): 084 Verbo V Soggetto S Oggetto O Predicato nominale PN brf? btinn sinn? gur?

skrifar tekur ert

strkurinn

Lo stesso fenomeno, come in quasi tutte le lingue germaniche (a parte l'inglese), si verifica anche in un altro importante caso. Poich nella normale frase affermativa il verbo deve occupare obbligatoriamente il secondo posto, ogni qual volta il periodo inizia con una qualsiasi parola che non sia il soggetto, questo passa al terzo posto e viene seguito dagli eventuali complementi:
167

085 isl. ted. ol. sved. dan. isl. ted. ol. sved. dan. isl. ted. ol. sved. dan. dag heute vandaag i dag idag gr gestern gisteren i gr igr ekki alltaf nicht immer niet altijd inte alltid ikke altid

Verbo V

Soggetto S

skrifa g schreibe ich schrijf ik skriver jag skriver jeg oggi scrivo una lettera tk strkurinn nahm der Junge naam de jongen tok pojken tog drengen ieri il ragazzo ha preso la sua barca borum vi essen wir eten we ter vi spiser vi non sempre mangiamo pesce lesso

Oggetto O Pred. Nominale PN brf ein Brief een brief ett brev et brev btinn sinn sein Boot zijn boot sin bt sin bd soinn fisk gekochten Fisch gekokte vis kokt fisk kogt fisk

Quando il soggetto inverso il pronome personale di 2a persona singolare , nella lingua parlata si producono le stesse modifiche fonologiche (spesso notate anche nella grafia) che abbiamo visto nel paragrafo dedicato all'interrogazione: dag skrifaru [= skrifar ] brf 'oggi scrivi una lettera' dag ertu [= ert ] ekki g 'oggi non sei buona' egar varst sjkur, borairu [= borair ] alltaf soinn fisk 'quando eri ammalato, mangiavi sempre pesce lesso'
NOTA 7.3 In islandese lordine delle parole comunque notevolmente pi libero che nelle altre lingue germaniche. possibile, ad esempio, trovare linversione del soggetto senza alcun motivo sintattico, bens puramente stilistico: var Hraldur Hrfagri konungur Noregs Aroldo Bellachioma era Re di Norvegia, kallai Smundur fri klska Smundur il Savio si rivolse al Demonio, kallai Njll etta lgvorn Njll chiam questa cosa una legittima difesa ecc. Tale procedimento, che appartiene al fondo antico della lingua islandese, soprattutto frequente in poesia e nelle narrazioni storiche e fantastiche. NOTA 7.4 In islandese (come nelle altre lingue scandinave) non esiste niente paragonabile al comune procedimento tedesco e olandese detto trasposizione (nelle proposizioni subordinate: ted. man sagte mir, da ich ein Brief schreiben sollte mi dissero che dovevo scrivere una lettera, olandese men zei mij, dat ik een brief schrijven zou [zou schrijven]). Nelle proposizioni subordinate islandesi, svedesi e danesi lordine delle parole nella proposizione subordinata rimane esattamente lo stesso che nella principale: isl. mr var sagt, a g tti a skrifa brf, svedese man sade mig, att jag skulle skriva ett brev, danese man sagde mig, at jeg skulle skrive et brev (inglese: I was told, [that] I should write a letter).

168

7.2.4 IL GENITIVO DEI NOMI DI PERSONA. USO DEI PRONOMI PERSONALI DAVANTI AI NOMI DI PERSONA. LA CONCORDANZA AL NEUTRO PLURALE. Nella lingua scritta, il genitivo dei nomi di persona pu seguire la costruzione normale: bll Pls 'la macchina di Pll' taska nnu 'la borsa di Anna' hs orsteins 'la casa di orsteinn' [ted. das Auto Pauls] [ted. die Tasche Annes]
[ted. das Haus Thorsteins]

Spesso, ma solo coi nomi maschili, il genitivo del possessore pu precedere il nome della cosa posseduta (genitivo adnominale), come avviene in inglese con il 'genitivo sassone' (ma il procedimento comune anche nelle altre lingue germaniche): Pls bll [ingl. Paul's car; ted. Pauls Auto; sved. Pauls bil; dan. Povls bil] orsteins hs [ingl. Thorsteins house; ted. Thorsteins Haus; sved., dan, Thorsteins hus] Questa costruzione particolarmente evidente nei patronimici: orsteinsson, Gsladttir (ovvero orsteins son[ur] figlio di orsteinn, Gsla dttir figlia di Gsli): Nella lingua comune, per (ed oramai anche in quella scritta) la costruzione pi comune un'altra, ed legata ad un uso particolare dei pronomi di 3a persona. Il loro genitivo, infatti, precede quello del possessore, mentre il sostantivo che indica la cosa posseduta, contrariamente alla regola, determinato: bllinn hans Pls 'la macchina di Pll' taskan hennar nnu 'la borsa di Anna' hsi hans orsteins 'la casa di orsteinn' hsi eirra orsteins og nnu 'la casa di orsteinn e Anna' In questo caso, il genitivo del pronome personale svolge la funzione di determinante. Tale costruzione non per consentita se al nome segue il patronimico e/o un eventuale cognome: kvin hans Steins 'le poesie di Steinn', ma: kvi Steins Steinarrs oppure Steins Steinarrs kvi 'le poesie di Steinn Steinarr' hsi hennar Vigdsar' la casa di Vigds', ma: hs Vigdsar Finnbogadttur 'la casa di Vigds Finnbogadttir' Il pronome personale davanti ai nomi di persona si usa comunemente anche negli altri casi: hann Pll, hn Anna, gefu epli eim Pli og nnu, eir Pll og Sigfs, r Anna og Vigds ecc. Qui il pronome svolge funzione di articolo determinato, a somiglianza di quanto avviene nellitaliano familiare: ho visto il Paolo, lAnna non venuta, questa la borsa dellAnna ecc. Quando vengono nominati un uomo e una donna insieme, il pronome si trova plurale: au Anna og Pll eru vinir Anna e Paolo sono amici g s au nnu og Pll koma vidi arrivare Anna e Paolo
169

al neutro

Il pronome di riferimento rimane al neutro plurale anche quando i nomi delle persone non vengono espressi: au eru vinir sono amici (= Anna e Paolo) g s au koma li ho visti arrivare (= Anna e Paolo) Il predicato nominale espresso da un aggettivo predicativo in riferimento a due o pi soggetti di genere diverso deve pure andare al neutro plurale: [au] Anna og Pll eru gul Anna e Paolo sono taciturni au Manuela og Rikharur eru trlofu Manuela e Riccado sono fidanzati Questo avviene non solo con i nomi propri, ma in qualsiasi caso ove i soggetti grammaticali siano di genere diverso: strkurinn og stlkan eru ekki g = au eru ekki g il ragazzo e la ragazza non sono buoni = loro non sono buoni hfur [f.] og d [n.] eru algeng slandi = au eru algeng slandi alti cespugli derba e paludi sono comuni in Islanda = sono comuni in Islanda Quando il predicato nominale per rappresentato da un sostantivo qualificato da un aggettivo, questi concordano normalmente in numero e genere. Il soggetto espresso mediante il pronome rimane per al neutro plurale: strkurinn og stlkan eru ekki gir vinir = au eru ekki gir vinir il ragazzo e la ragazza non sono buoni amici = loro non sono buoni amici hfur og d eru algengt einkenni slenska landslagsins = au eru algengt einkenni... alti cespugli derba e paludi sono una comune caratteristica del paesaggio islandese = sono una comune caratteristica... 7.2.5 LA TERZA CLASSE DEI VERBI DEBOLI [VD3] I verbi deboli della 3a classe [VD3] si differenziano da quelli della seconda per due caratteristiche, comunque poco importanti ai fini della coniugazione: Mentre i verbi deboli della 2a classe hanno per lo pi la vocale radicale metafonizzata (heyra, breyta, flta, htta, ecc.), i verbi della 3a classe la hanno per lo pi non metafonizzata. Esistono eccezioni in entrambi le classi: cos, in [VD2] abbiamo un verbo come kaupa 'comprare' (pret. ind. keypti, con metafonia!), in [VD3] pu essere fatto rientrare un verbo come segja 'dire' (pret. ind. sagi, senza metafonia; si tratta piuttosto di un verbo debole della 4a classe [VD4] con presente indicativo secondo il modello di [VD3]; Il participio passato termina spesso in -aur, come in [VD1]; in pratica, per, dato che quasi tutti i verbi di questa classe sono intransitivi, si usa solo l'asg neutro (supino) in -a. Non mancano i participi o supini formati esattamente come in [VD2] Il preterito indicativo si forma con le stesse terminazioni -di, -i, -ti dei [VD2], aggiunte in base agli stessi criteri. Lo stesso vale per il participio passato (o supino) di quei verbi che lo formano secondo il modello di [VD2]. Si pu anzi affermare che i [VD3] transitivi (che non sono molti) preferiscono decisamente questa forma, mentre quelli intransitivi (la maggioranza) prediligono il modello di [VD1]. Naturalmente, si tratta di regole niente affatto assolute.
170

Vediamo comunque degli esempi di coniugazione: - a ora 'osare', forme paradigmatiche: ori, ori, ora - a ola 'tollerare', forme paradigmatiche: oli, oldi, ola - a vaka 'svegliare', forme paradigmatiche: vaki, vakti, vakaur (vaka) presente indicativo a ola oli olir olir olum oli ola preterito indicativo a ola oldi oldir oldi oldum oldu oldu

p.

086

a ora ori orir orir orum ori ora

a vaka vaki vakir vakir vkum vaki vaka

term. -i -ir -ir -um -i -a

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

p.

087

a ora ori orir ori orum oru oru

a vaka vakti vaktir vakti vktum vktu vktu

term.
-[/d/t]i -[/d/t]ir -[/d/t]i -[/d/t]um -[/d/t]u -[/d/t]u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

In [VD3] rientrano molti verbi con infinito contratto in - (< -a). Tali verbi hanno sempre il preterito indicativo in -i ed il participio passato / supino in -[ur]: - a glj 'splendere', forme paradigmatiche: - a skr 'marcare', forme paradigmatiche: - a j 'tormentare', forme paradigmatiche: glji, glji, glj skri, skri, skrur ji, ji, jur

Cos si comporta anche il prestito danese a ske accadere, succedere (skei, ske); il presente per irregolare (skeur accade, succede). Si comportano allo stesso modo i [VD3] con tema vocalico, come ad esempio: - a gla 'risplendere', forme paradigmatiche: - a da 'cedere sotto i piedi', forme par. di, di, d [anche VF1: dai, da, o inf. VF2: dja] - a spa 'vomitare', forme paradigmatiche. Fa eccezione l'importante verbo a tra 'credere', che fa tra. gli, gli, gl spi, spi, sp

171

Vediamo anche qui degli esempi di coniugazione: presente indicativo a spa spi spir spir spum spi spa preterito indicativo a ola spi spir spi spum spu spu

p.

088

a skr skri skrir skrir skrum skri skr

term. -i -ir -ir -um -i = /-a

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

p.

089

a ora skri skrir skri skrum skru skru

term.
-i -ir -i -um -u -u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

Come ora si coniugano ad esempio: Con participio passato/supino secondo [VD1]: a lifa a vofa a duga a ugga a vara 'vivere' 'penzolare' 'servire, essere utile' 'spaventare' 'stare attento' lifi, lifa vofi, vofa dugi, duga uggi, ugga vari, vara

Con participio passato/supino secondo [VD2]: a glra a slra a lra a horfa Come ola: Participio passato/supino secondo [VD1]: a tolla a skrolla a una 'fissare, attaccare' 'penzolare' 'accontentarsi' tolldi, tolla skrolldi, skrolla undi, una 'fissare con lo sguardo' 'bighellonare' 'attendere al varco' 'guardare (la TV)' glri, glrt slri, slrt lri, lrt horfi, horft

172

Participio passato/supino secondo [VD2]: a gna a sma a hvolfa Si noti il verbo irregolare: a loa Come vaka Participio passato/supino secondo [VD1]: a flaka a gapa a gnapa a blasa a brosa Participio passato/supino secondo [VD2]: a mka a drpa a skta a glotta a skorta a blakta Come skr: a s a g a hv a j a m a sp Come spa a hla a gra a a 'riscaldare' 'brulicare' 'brulicare' hli, hl gri, gr i, 'seminare' 'lasciar correre' 'chiedere "che cosa?" ' 'dire di s, affermare' 'scolorirsi' 'predire, divinare' si, sur gi, g hvi, hv ji, j mi, m spi, sp 'sonnecchiare' 'penzolare (col capo)' 'sporgersi all'infuori' 'ghignare' 'mancare, scarseggiare' 'svolazzare' mkti, mkt drpti, drpt sktti, sktt glotti, glott skorti, skort blakti, blakt 'spalancarsi' 'essere aperto' 'sporgere' 'stagliarsi' 'sorridere' flakti, flaka gapti, gapa gnapti, gnapa blasti, blasa brosti, brosa 'attaccare fissare' loddi, loa 'guardare stupefatto' 'dubitare' 'ribaltare, rovesciare' gndi, gnt smdi, smt [sma] hvolfdi, hvolft

I seguenti verbi [VD3] presentano particolarit ed irregolarit: a segja dire a egja tacere a fl scorticare ad lj prestare a n raggiungere pres. g segi pres. g egi pres. g fl, vi flum pres. g lj, vi ljum pres. g n, vi num sagi, sagur agi, aga fli, fl li, lur ni, n

173

a tj comunicare a vo lavare

pres. g tji, tr, hann tr vi tjum ecc. pres. g v, vi voum

ti, tur voi, veginn

un verbo debole della 3a classe anche lausiliare a hafa. 7.2.6 IL LESSICO ISLANDESE Il lessico islandese, al pari della morfologia, caratterizzato storicamente da unestrema arcaicit. Delle 2300 circa radici indeuropee note, lislandese ne conserva ben 1264 ed quindi (assieme al lituano) la lingua indeuropea lessicalmente pi conservativa. Se l'isolamento dell'Islanda ha permesso la conservazione di molte parole e radici scomparse dalle altre lingue germaniche (e indeuropee), non bisogna scordare che tutto l'impianto morfosintattico dell'islandese non ha subito grandi cambiamenti dallepoca del Landnm, come abbiamo avuto pi volte l'occasione di ricordare. Con il romanticismo e la conseguente riscoperta e rivalutazione dei testi antichi (l'Edda poetica e le saghe in primo luogo), la lingua islandese ha inoltre subito un processo puristico (mlhreinsunarstefna 'movimento per la purificazione della lingua') che, se da un lato la ha ripulita da numerosi prestiti danesi (perlopi di ambito burocratico), dallaltro la ha ancor pi allontanata dalle altre lingue scandinave e germaniche, con la sola parziale eccezione del nynorsk (neonorvegese), del feroese e del tedesco. Tale stato di cose ha avuto un importante riflesso nel lessico moderno: almeno a livello ufficiale, l'islandese tende ad evitare lintroduzione dei normali internazionalismi moderni (formati per lo pi su base greco-latina e introdotti tramite l inglese, oppure puramente inglesi), sostituiti con termini formati con elementi autoctoni. Cos, italiano (neolatina) radio televisione computer telefono telefax teatro sociologia hardware software inglese (base germ.) radio television computer telephone telefax theatre (-er) sociology hardware software tedesco (germanica) Radio Television Komputer Telefon Telefax Theater Soziologie
Mikroprozessor

russo (slava)

ungherese (ugrofinnica) radi televizi kompter telefn telefax [sznhaz] szciolgia


mkroprocessz r

islandese

microprocessore microprocessor

tvarp sjnvarp tlva smi myndskeyti, smabrf leikhs flagsfri rgjrvi vlbnaur hugbnaur

Hardware Software

hardver szoftver

solo per citarne alcuni tra i pi comuni. Si noti che il tedesco, accanto ai neologismi intermazionali Television, Komputer, Telefon e Soziologie usa spesso i calchi autoctoni Fernsehen, Rechner, Fernsprechen e Gesellschaftskunde, formati con un procedimento simile a quello islandese. Fra le lingue neolatine, solo il francese tende a comportarsi spesso come lislandese (sempre a livello ufficiale: tlcopieur per fax, ordinateur computer, logiciel software ecc.). Per quanto riguarda i termini islandesi, tvarp significa alla lettera emissione (cfr. linglese broadcast); sjnvarp emissione visiva; tlva dalla radice di tala calcolare (calcolatore); smi un antico termine per filo; myndskeyti significa messaggio per immagini (smabrf lettera per telefono); leikhs un composto di leik recita e hs casa (al pari dellungherese sznhaz), mentre flagsfri significa alla lettera scienza (fri) della societ (flag), esattamente come il tedesco Gesellschaftskunde; rgjrvi dalla radice di gera,
174

gjra fare con il prefisso r- micro-; vlbnaur e hugbnaur significano rispettivamente struttura della macchina e struttura della memoria (si noti tra laltro la notevole esattezza di tali composti descrittivi). Certamente questo non significa affatto che l'islandese sia privo di neologismi recenti, molti dei quali sono in concorrenza (spesso prevalendo nelluso comune) con termini di uguale significato formati con elementi islandesi: bll 'automobile' (formato sulla seconda parte di automo-bil, procedimento comune a tutte le lingue scandinave: svedese, danese, norvegese bil; il termine autoctono islandese bifrei), b 'cinema' (abbreviazione di bskp, cfr. olandese bioscoop 'cinema', per il composto autoctono kvikmyndarhs lett. 'casa delle immagini rapide', cfr. linglese motion picture), mtor 'motore' (anche hreyfill, da hreyfa 'muovere'), meldrama 'melodramma', kommnisti 'comunista', fasismi 'fascismo', ssalismi 'socialismo' (anche jafnaarstefna , lett. 'movimento per l'uguaglianza'), stdent 'studente universitario', nttra 'natura', persna 'persona', sgaretta 'sigaretta', kristall 'cristallo', krall 'corallo', sentimentalur22 sentimentale, msk musica (anche tnlist arte del tono), disktek discoteca ecc. La sempre crescente influenza dell'inglese si sta comunque facendo pesantemente sentire, specialmente nel linguaggio tecnico e delle giovani generazioni: cos hipp 'hippy', pnkari 'punk' (con suffisso islandese), rokk 'rock' (pnkrokk 'punk rock', harrokk 'hard rock', ungarokk 'heavy rock' (i primi elementi sono islandesi: harur duro, ungur pesante), jassrokk 'jazz rock'; rokkari rockettaro), diskmsk disco music, jna 'spinello, canna ' (< ingl. joint), skbb 'scoop giornalistico', jeppi jeep, gr cambio delle automobili, marcia (< ingl. gear), vrus virus (anche termine informatico; da notare per che la terminologia informatica ufficiale islandese quasi interamente formata su basi autoctone) ecc. Non mancano ptsa e spagett (introdotti comunque tramite linglese) ed alcuni termini volgari come kunta fica (< ingl. cunt e, in ultima analisi, dal latino cunnus, cfr. francese con, spagnolo coo, sardo kunnu). La tendenza comunque quella di adattare sempre anche i prestiti pi recenti alla fonetica ed alla morfologia islandese, come si vede anche da evidenti calchi come spupera 'soap opera, telenovela'. Certamente non mancano affatto i neologismi formati su base puramente islandese, come i comunissimi strt 'bus, tram' (< strtisvagn), tyggj gomma da masticare (< tyggigmmi), mennt liceo umanistico ( < menntaskli); ma si noti anche evr "euro" (formato a partire da Evrpa). Anche buona parte dei toponimi internazionali pi comuni hanno una forma islandese, tradizionale o ricostruita: cos Algeirsborg (anche Alsr) 'Algeri' (formato con borg 'citt'), Frakkland Francia (cfr. il tedesco Frank-reich), Lundnaborg, Lundnir 'Londra', Jhannesarborg 'Johannesburg', Vnar Vienna, Bandarkin 'Stati Uniti' (lett. 'Gli Stati delle unioni; la forma sempre determinata), Sovtrkin 'Unione Sovietica'. Esistono alcuni antichi toponimi internazionali, come Blland 'Etiopia', Africa Nera (lett. 'terra azzurra'; modernamente si usa per Eopa), Rauland Eritrea, Eystrasalt Mar Baltico (lett. Sale dellEst); ancora: 'Europa' Evrpa, ma anche Norurlfa 'continente del nord', cos come l'Africa (Afrka) Suurlfa 'continente del sud'; lOceania esclusivamente Eyjalfa continente delle isole, cos come il Mar Egeo Eyjahaf (Mare delle Isole; il termine comune eyjahaf significa per arcipelago). Da notare il nome di Venezia, Feneyjar, che ha contemporaneamente un'assonanza con l'originale ed un significato islandese ben determinato, 'isole della palude', vale a dire pi o meno ci che Venezia effettivamente (Feneyjafli la Laguna Veneta e, per esteso, Mare Adriatico); la citt di Istanbul (Costantinopoli o Bisanzio) mantiene a volte ancora le antiche denominazioni di Gararki regno dei giardini o Miklagarur grande giardino, datele dalle guardie vichinghe (variaghe) degli imperatori bizantini.

Dativo singolare maschile e dativo plurale sentimentlum, dativo singolare neutro sentimentlu ecc. Come si pu vedere, all'azione della metafonia da u- non sfuggono neanche i termini di introduzione pi recente, ivi compresi i nomi propri di personaggi saliti alla ribalta negli ultimi tempi: sama bin Laden, gen. smu (con declinazione femminile) bin Ladens.
22

175

Moltissimi altri toponimi mantengono in islandese la forma originale scandinava: cos, la citt inglese di York Jrvk (da cui N Jrvk 'New York', usato accanto alla forma inglese; ma un newyorkese solo njrvkingur). Questo si nota soprattutto nei toponimi scandinavi continentali (danesi, norvegesi, svedesi e finlandesi), che mantengono tuttora la loro forma originaria: Copenaghen ancora Kaupmannahfn 'porto dei mercanti' (> danese Kbenhavn), Oinsv luogo sacro a Odino (> danese Odense), Burgundarhlmur isola dei Burgundi (> danese Bornholm), Burgundaland "Borgogna", Noregur Norvegia (cfr. il nynorsk : Noreg), Svj 'popolo degli Svei', ovvero Svezia (svar svedesi, cfr. lo svedese Sve-rige regno degli Svei), Gautaborg, Gautaland citt dei Goti, terra dei Goti (> sved. Gteborg, Gtland), rndheimur (> norv. Trondheim), Helsingborg Helsinki (sv. Helsingfors) ecc. Gli abitanti delle numerose localit islandesi (ed estere) il cui nome formato con -vk 'baia', come Reykja-vk 'baia dei fumi', Hsa-vk 'baia delle case', Jr-vk, sono detti reykvkingar, hsvkingar, jrvkingar (con eliminazione del morfema del genitivo plurale), con quel vkingar che altro non che il nome dei 'Vichinghi', cio degli 'abitanti delle localit situate su delle baie' (frequentissime in tutto il mondo scandinavo)23. La frequenza dei toponimi in -br e -vk stata sfruttata anche nei fumetti: Le due principali citt disneyane, Paperopoli e Topolinia (in inglese rispettivamente Duckburg e Mouseville, in tedesco Entenhausen e Muserstadt), si chiamano in islandese Andabr (citt dei paperi, isl. nd, gpl. anda) e Msavk (baia dei topi, isl. ms; i suoi abitanti sono ovviamente msvkingar). Chi non leggesse i fumetti di Walt Disney potrebbe tranquillamente scambiarle per due cittadine islandesi (cfr. ad esempio Sandabr e Hsavk, toponimi realmente esistenti in Islanda).

23

Tale termine pu essersi incrociato con un antico ed omofono prestito germanico dal latino vicus villaggio, localit, borgo (cfr. il nome di localit italiane come Vico Equense, la citt spagnola di Vigo, ed il termine italiano meridionale (e genovese) vico stretta strada cittadina [da cui il diminutivo vicolo], esattamente corrispondente ad es. alla toponomastica viaria fiorentina del tipo Borgo S.Jacopo, Borgo Pinti). Tale termine compare ad esempio nel tedesco Schles-wig [< danese Sles-vig], Braunsch-weig, nellinglese Green-wich , Nor-wich, Ips-wich < anglosassone Grne-wice Luogo (pieno di) verde, Nor-wice localit situata a nord [islandese Norvk, olandese Noord-wijk ecc.], gypsa-wich localit dei Gitani . Tali localit non sono effettivamente situate su alcuna baia, ma in Islanda le localit il cui nome composto con -vk si trovano esclusivamente in prossimit di insenature, o comunque sul mare. Uno dei (pochi) centri abitati della costa meridionale islandese si chiama semplicemente Vk, ed i suoi abitanti sono quindi i Vichinghi (Vkingar) per eccellenza! 176

08. OTTAVA LEZIONE TTUNDA LEXAN


8.2.1 AGGETTIVI E PRONOMI DIMOSTRATIVI Anche per gli aggettivi / pronomi dimostrativi si pu parlare di 'persone'. Infatti: essi 'questo (qui)' indica qualcuno o qualcosa vicino al parlante, ed quindi un dimostrativo di prima persona; S 'questo, quello', 'codesto' indica qualcuno o qualcosa equidistante dal parlante e dall'ascoltatore, ed quindi un dimostrativo di seconda persona; Hinn 'quello (l), laltro, quellaltro' indica qualcosa o qualcuno vicino all'ascoltatore, quindi lontano dal parlante. quindi un dimostrativo di terza persona. Declinazione:
cas 090 o

singolare maschile femminile essi essarar essari essa plurale femminile essar essara essum essar singolare maschile femminile s eirrar eirri plurale femminile r eirra eim neutro a ess v a neutro au eirra eim
177

neutro etta essa essu etta neutro essi essara essum essi

nom gen dat acc

essi essa essum ennan, enna maschile

nom gen dat acc


cas 091 o

essir essara essum essa

nom gen dat acc

s ess eim ann maschile

nom gen dat

eir eirra eim

acc

au

NOTA 08.1 Le forme del neutro singolare e di tutto il plurale sono identiche a quelle del pronome personale di 3a persona.

Hinn si declina esattamente come l'articolo determinato autonomo, con una sola lieve differenza: il n/asg neutro hitt invece di hi. Hinn significa usualmente 'l'altro, quell'altro'. 8.2.2 USO DEI DIMOSTRATIVI - essi. il dimostrativo pi comune (formato per composizione della base determinativa pangermanica *a- [e panindeuropea: greco (nom./acc. singolare neutro dell'articolo determinato), - "questo, quello", o- "questo", latino is-tud, is-tum, sanscrito th, russo -, - ecc.] con la particella rafforzativa -s-, cfr. linglese thi-s, the-se e il tedesco die-s, die-s-er, die-s-e < the, die); il sostantivo da esso determinato non prende l'articolo enclitico, ma l'aggettivo ha la declinazione debole: essi gti maur 'quest'uomo eccellente' essa gta kona etta gta barn essi gtu brn ecc. - Il n/asg neutro etta, come a, ha funzione di pronome neutro in frasi come: etta er gott ' buono, bene, cosa buona' etta er gtt ' (cosa) eccellente' etta skil g ekki vel 'questo (questa cosa) non lo (la) capisco bene' - Si noti l'uso di a / etta in frasi come: a (etta) er rtt gtur hestur, sem keyptir Reykjavk ' proprio un bel cavallo che hai comprato a Reykjavk' Tale costruzione ricorda da vicino quella francese con c'est:: c'est vraiment un beau cheval que tu as achet Reykjavk. La costruzione normale comunque sempre possibile: rtt gtur hestur er s, sem keyptir Reykjavk. - a (ma non etta) funge spesso da soggetto dei verbi impersonali, e, in generale, come si visto, di tutte le espressioni impersonali; ma in quest'ultimo caso si trova spesso anche etta. a rignir 'piove' a snjar 'nevica' a / etta er ekki vel (gott) 'non bene, non cosa buona' Per, nelle proposizioni principali seguite da una dichiarativa introdotta da a, si usa a: a er ekki vel, a ekki drekkir nmjlk 'non bene che tu non beva latte fresco' a er ekki svo vanalegt, a talir vilji lra slensku 'non certo usuale che degli italianiNvogliano imparare l'islandese' a er mjg skrti, a rttamaur reykji 20 sgarettur dag ' molto strano che uno sportivo fumi 20 sigarette al giorno'

178

- S. un dimostrativo molto 'blando', tanto che il suo uso stato da alcuni accostato a quello dell'articolo determinato (che gli corrisponde etimologicamente in modo perfetto a livello indeuropeo). Si noti che: - In funzione di aggettivo, il sostantivo determinato da s non prende l'articolo enclitico: s maur, s kona, a barn. Un eventuale aggettivo che qualifichi il sostantivo ha per la declinazione debole: s gi maur 'questo buon uomo', il buon uomo s ga kona 'questa buona donna', la buona donna a ga barn 'questo bambino buono', il bambino buono eir gu menn 'questi buoni uomini', i buoni uomini ecc. - Come pronome, s molto usato in unione con la particella relativa sem: s, sem 'colui che, quello che', s,sem, a,sem 'ci che, quello che': s, sem sr hr, er sonur minn 'quello che vedi qui mio figlio g vil ekki leika mr me eirri, sem sr hrn 'non voglio giocare con quella che vedi qui' a, sem sr hr, er fingarhs Jns Sigurssonar 'ci che vedi qui la casa natale di Jn Sigursson' - S si trova molto spesso unito alla particella relativa anche quando funge da aggettivo dimostrativo: in tal caso una sorta di anticipatore del relativo, il cui uso si avvicina al massimo a quello dell'articolo determinato: g vil ekki leika mr me v barni, sem sr hr 'non voglio giocare con il (quel) bambino che vedi qui' a er hs eirra manna, sem vi hfum bora samt gr 'quella la casa degli (di quegli) uomini con cui abbiamo mangiato insieme ieri' - Al posto di a, sem si pu sempre usare il relativo-dimostrativo hva (n/asg neutro del pronome interrogativo hver), corrispondente esattamente all'inglese what ed al tedesco was: hva sr hr, er hs [a, sem ....] (ingl. what you see here is a house, ted. was du hier siehst ist ein Haus ) segu mr ekki, hva g n egar veit 'non dirmi quel che gi so' (ingl. don't tell me what I already know, ted. sage mir nicht was ich schon wei ).
NOTA 8.2 Tale pronome dimostrativo ha il suo esatto corrispondente nel gotico sa, so, ata e nellanglosassone se, seo, t, la cui funzione, perlomeno nella fase pi tarda di tale lingua, oramai quella di articolo determinato.

179

- Hinn. A differenza di s e essi, i sostantivi determinati da hinn prendono sempre l'articolo enclitico: hinn maurinn 'quell' (altro) uomo, l'altro uomo' hin konan 'l'altra donna' hitt barni 'l'altro bambino' hin brnin 'gli altri bambini'. Eventuali aggettivi hanno la declinazione debole: hinn gi maurinn 'l'altro buon uomo'. Attenzione a non fare confusione con hinn gi maur 'il buon uomo' (articolo determinato libero). Si notino inoltre le espressioni: annar....hinn 'l'uno....l'altro' essi....hinn 'questo....quello' hitt og etta 'questo e quello' hinir og essir 'questi e quelli' 8.2.3 ALTRI DIMOSTRATIVI In islandese esiste anche una serie di pronomi e aggettivi dimostrativi indefiniti: - Slkur, vlkur 'tale, un tale', 'come questo' (ingl. such; like this, like that; ted. solch). La declinazione quella di rkur. Hanno solo la declinazione forte e possono essere usati solo attributivamente: slkur maur 'tale uomo, un tale uomo' (ingl. a man like this, such a man) vlk borg 'tale citt, una tale citt' slkt barn 'un tal bambino' vlkir menn 'tali uomini' - Sjlfur 'stesso, (da) solo' (ingl. self, ted. selb[st]). Ha solo la declinazione forte ed usato per lo pi predicativamente: hann geri a sjlfur 'l'ha fatto lui stesso' (ingl. he did it himself) komst sjlf 'sei venuta da sola', oppure 'sei venuta tu stessa, in persona' vi mluum myndina sjlfir 'noi stessi abbiamo dipinto il quadro' - Sami '(lo) stesso, medesimo'. Ha solo la declinazione debole e, in unione con la particella relativa, preceduto da s oppure s hinn. In funzione attributiva, il sostantivo da esso determinato deve prendere l'articolo enclitico: sami maurinn 'lo stesso uomo' sama konan 'la stessa donna' sama barni 'lo stesso bambino' smu brnin 'gli stessi bambini' s sami, sem er kominn, er brur minn 'lo stesso che venuto mio fratello' g vil ekki hafa neitt a gera me eim smu, sem drpu foreldrana mna Auschwitz 'non voglio aver niente a che fare con gli stessi che hanno ucciso i miei genitori a Auschwitz'
180

8.2.4 SOTTOGRUPPI DEI SOSTANTIVI FEMMINILI FORTI [FF1] La classe dei sostantivi femminili forti [FF1] comprende diversi sottogruppi. [FF1.A]. Comprende i sostantivi deverbali (derivati da verbi) o denominali (derivati da altri
sostantivi o da aggettivi) formati con i morfemi -ing o -ung. Si tratta per lo pi di termini astratti, ma esistono alcune eccezioni.

Forme paradigmatiche: [FF1.A] ing ingar ingar njung njungar njungar 'traduzione' nsg gsg npl nsg gsg npl

[FF1.A]

novit

La declinazione la seguente: caso 092 nom gen dat acc singolare ing ingar ingu ingu njung njungar njungu njungu term = -ar -u -u plurale ingar njungar inga njunga ingum njungum ingar njungar term -ar -a -um -ar

Si declinano come ing (tra parentesi le forme del dativo e accusativo singolare): beyging drottning fylking ginning kenning kerling lkning setning tilfinnning viring Come njung: hung lausung sundrung 'derisione, burla' hungar, hungar (hungu) 'avvilimento' lausungar, lausungar (lausungu) 'contrasto, discordia' sundrungar, sundrungar (sundrungu) flessione' beygingar, beygingar (beygingu) 'regina' drottningar, drottningar (drottningu) folla, processione fylkingar, fylkingar (fylkingu) seduzione; inganno ginningar, ginningar (ginningu) 'scienza, metafora' kenningar, kenningar (kenningu) 'vecchia' kerlingar, kerlingar (kerlingu) 'cura' lkningar, lkningar (lkningu) 'avvio, inizio; frase' setningar, setningar (setningu) 'sensazione' tilfinningar, tilfinningar (tilfinningu) 'attenzione' viringar, viringar (viringu)

181

Seguono questa declinazione anche diversi nomi propri femminili, sia islandesi che di origine straniera (fra parentesi la forma del dativo e accusativo): slaug Bergljt Elsabet Gurn Kristn Sigrn Solveig
wo-).

= = Elisabetta = Cristina = =

slaugar (slaugu) Bergljtar (Bergljtu) Elsabetar (Elsabetu) Gurunar (Gurnu) Kristnar (Kristnu) Sigrnar (Sigrnu) Solveigar (Solveigu)

[FF1.B]. Comprende pochi sostantivi che presentano in alcuni casi un infisso in -v- (antichi temi in Forme paradigmatiche: [FF1.B] st stvar stvar 'stazione' nsg gsg npl

Declinazione:
cas 093 o

singolare st stvar st st

term. = -var = =

plurale stvar stova stvum stvar

term. -var -va -vum -var

nom gen dat acc Cos si declinano:

r rgg b

'freccia' 'batuffolo' 'battaglia' (arc.)

rvar, rvar rggvar, rggvar bvar, bvar

[FF1.C] invece unimportante sottoclasse comprende i sostantivi monosillabici terminanti al nsg in


- (ed i loro composti) ed alcuni in -. Forme paradigmatiche:

[FF1.C]

Sp spr spr

'profezia, predizione'

nsg gsg gsg

La declinazione la seguente:
cas 094 o

singolare sp spr sp

term. = -r =

plurale spr spa [det. spnna] spm [det. spnum]

term. -r -a -m
182

nom gen dat

acc

sp

spr

-a

NOTA 08.3 Mentre il gpl e il dpl indeterminati suonano risp. spa e spm, aggiungendo l'articolo enclitico le terminazioni casuali scompaiono del tutto: spnna, spnum. Cos si comportano tutti i sostantivi inclusi in questo sottogruppo.

Cos si declinano (fra parentesi le forme del dpl indeterminato e del gpl e dpl determinati): br gj kr smsj skr smaskr sl r 'fiume' 'ciglio' 'faglia, avvallamento' 'osteria' 'microscopio' 'lista, elenco' 'elenco del telefono' 'traversa, sbarra' 'brama, desiderio' r, r (m; nna, num) brr, brr (brm; brnna, brnum) gjr, gjr (gjm; gjnna, gjnum) krr, krr (krm; krnna, krnum) smsjr, smsjr (smsjm; smsjnna, smsjnum) skrr, skrr (skrnna, skrnum) smaskrr, smaskrr (smaskrm; smaskrnna, smaskrnum) slr, slr (slm; slnna, slnum) rr, rr (rm; rnna, rnum)

Seguono questa declinazione anche i numerosi toponimi composti con (nomi di fiumi e corsi d'acqua) ed alcuni con gj (nomi di faglie o avvallamenti del terreno): Arn Dun Jkuls Lamb Sel Tungna Rang jrs xar Almannagj Flosagj Hagj Nikulsargj lArno il Danubio il fiume Jkuls il fiume Lamb il fiume Sel il fiume Tungna il fiume Rang il fiume jrs il fiume xar Arnr Dunr Jkulsr Br [Fiume del Ghiacciaio] Lambr [Fiume degli Agnelli] Selr [Fiume delle Foche] Tungnar [Fiume delle Lingue di Terra] Rangr jrsr xarr [Fiume dellAscia]

lAlmannagj (a ingvellir)Almannagjr [Faglia del Pubblico] la Flosagj (a ingvellir) Flosagj [Faglia dei Prati Morbidi] la Hagj (a ingvellir) Hagjr [Faglia Alta] la Nikulsargj (a ingvellir) Nikulsargjr [Faglia di S.Nicola]

NOTA 08.4 Esistono in Islanda diversi fiumi con lo stesso nome, distinti per con diverse specificazioni. Ad esempio, Jkuls Br Fiume del Ghiacciaio sul Ponte, Jkuls Fjllum Fiume del Ghiacciaio sui Monti, Jkuls Dlum Fiume del Ghiacciaio nelle Valli; Innri-Rang Rang Interno, Ytri-Rang Rang Esterno ecc. Di conseguenza, tali toponimi sono talora usati al plurale: vtn beggja Ranga le acque di entrambi i Rang ecc.

Alcuni sostantivi appartenenti a questo sottogruppo tendono a formare il genitivo singolare in -ar (ma la forma normale ugualmente possibile), particolarmente quelli terminanti in -. Tra parentesi la forma collaterale meno frequente: bl h r skr palude, acquitrino fieno di secondo taglio pennone buco della serratura blar, blr har (hr), = rar (rr), rr skrr (skrar), skrr

183

fr st r t

sollievo foro aperto, barbecue calma, tranquillit striscia derba

frar, = star (str), star (str) rar (rr), rr tar (tr), tr

Tali sostantivi formano peraltro il dpl. regolarmente in -m, e le forme del gpl. e dpl. determinate sono sempre contratte: blm, blnna, blnum; stm, stnna, stnum ecc.
08.5 Fanno parte di questo sottogruppo anche tr fede, religione, credenza e fr donna (sposata), signora, prestito dal danese cos come il suo composto ungfr signorina, ragazza (vergine); la Madonna, la Vergine. Tali sostantivo presentano la seguente declinazione: cas o 095 singolare plurale

nom gen dat acc

tr trar tr tr

trr tra [det. trnna] trm [det. trnum] trr

Fr rimane invariato quando precede un nome proprio: nom. fr Ingibjrg la sig.ra Ingibjrg, gen. fr Ingibjargar, dat/acc. fr Ingibjrg. [FF1.D] comprende i sostantivi FF1 che presentano in alcuni casi un infisso semivocalico in -j(antichi temi in -jo-). L'infisso appare davanti alle terminazioni che iniziano in vocale. Forme paradigmatiche:

[FF1.D]

Skel 'muscolo' skeljar skeljar

nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 096 o

singolare skel skeljar skel skel

term. = -jar = =

plurale skeljar skelja skeljum skeljar

term. -jar -ja -jum -ja

nom gen dat acc Cos si declinano:

ben des dys egg ey fit hel il mey

'ferita' 'msse' 'tumulo' 'orlo' 'isola' pinna natatoria inferno suola; pianta del piede 'fanciulla, vergine'

benjar, benjar desjar, desjar dysjar, dysjar eggjar, eggjar eyjar, eyjar fitjar, fitjar heljar, heljar iljar, iljar meyjar, meyjar

184

Solo al plurale:

pascoli esterni alla fattoria gite, escursioni sbarra

engjar refjar skefjar

Seguono questa declinazione anche alcuni nomi propri femminili e toponimi: Bjrgvin Fjlgyn Sigyn Bergen (in Norvegia) = = Bjrgvinjar Fjlgynjar Sigynjar

I numerosissimi toponimi composti con -ey isola seguono pure questa declinazione (ma il sostantivo autonomo usato normalmente per isola eyja [FD1]). Al dativo e accusativo possono spesso presentare la terminazione -ju (indicata fra parentesi): Drangey Elbaey Flatey Grmsey Heimaey Kolbeinsey Laufey Papey Sikiley Surtsey
Solo al plurale:

Drangey Isola dElba Flatey Grmsey Heimaey Kolbeinsey Laufey Papey Sicilia Surtsey
Isole Azzorre Venezia Filippine Fr er Isole Orcadi Isole Westman

Drangeyjar (Drangeyju) Elbaeyjar (Elbaeyju) Flateyjar (Flateyju) Grmseyjar (Grmseyju) Heimaeyjar (Heimaeyju) Kolbeinseyjar (Kolbeinseyju) Laufeyjar (Laufeyju) Papeyjar (Papeyju) Sikileyjar (Sikileyju) Surtseyjar (Surtseyju)
Asoreyjar Feneyjar Filippseyjar Freyjar Orkneyjar Vestmannaeyjar

Il dativo e accusativo in -ju si ha anche nei nomi propri femminili in -n: Gun Oddn = = Gunjar (Gunju) Oddnjar (Oddnju)

NOTA 08.6 Al plurale engjar (propriamente si tratta dei pascoli facenti parte di un br, ma esterni al tn recintato, ovvero al prato coltivato a foraggio per il bestiame) corrisponde il singolare NF3 engi. NOTA 08.7 Il nominativo mey di uso arcaico (cfr. linglese maid[en]), anche se frequente trovarlo nella letteratura popolare e nei composti (come stmey innamorata, morosa, ballettdansmey ballerina classica). Il termine normale mr, che per normalmente mantiene al gsg e al dpl/apl la forma di mey: meyjar; al nsg. si pu avere anche stmr, ballettdansmr. [FF1.E]. Comprende i sostantivi FF terminanti al nsg in -i (antichi temi in -ijo-). Forme paradigmatiche:

[FF1.E]

Helgi helgar helgar

'weekend, festa'

nsg gsg gsg

185

La declinazione la seguente:
cas 097 o

singolare helgi helgar helgi helgi

term. -i -ar -i -i

plurale helgar helga helgum helgar

term. -ar -a -um -ar

nom gen dat acc Cos si declinano:

byri ermi eyri festi heii mri veii

'carico' 'manica' 'banco di sabbia, secca' 'sciarpa' altura 'brughiera' 'caccia; psca'

byrar, byrar ermar, ermar eyrar, eyrar festar, festar heiar, heiar mrar, mrar veiar, veiar

I toponimi sono tutti composti con -eyri: Akureyri Boreyri Narfeyri Akureyri Boreyri Narfeyri Akureyrar Boreyrar Narfeyrar

Si noti: Ermarsund il Canale della Manica.


NOTA 08.8 Appartiene a questo sottogruppo anche fiski psca, privo di plurale, che presenta nel genitivo un infisso semivocalico (secondo leffettiva pronuncia): fiskjar. A ra til fiskjar andare a pesca (in barca a remi). NOTA 08.9 Il sostantivo xi scure, ascia segue questa declinazione al singolare: gsg. xar, d/asg. xi. Il plurale segue per il modello FF4: n/apl axir, gpl. axa, dpl. xum. NOTA 08.10 Tali sostantivi terminavano al nsg in -r in islandese antico: eyrr, ermr, heir, mrr ecc. [FF1.F]. Comprende sostantivi [FF1] con nsg in -ur risultante dall'inserzione di una -u- epentetica (cfr. i sostantivi maschili come akur, sigur; cos gimbur < aisl. gimbr ecc.). Nel resto della declinazione, la -u- epentetica scompare quindi davanti ad ogni desinenza che inizia in vocale, e questo anche nella declinazione determinata. La declinazione quindi la seguente (gimbur 'agnellino di latte'; le forme sincopate, sia indeterminate che determinate, sono indicate con un asterisco *). Forme paradigmatiche:

[FF1.F]

Gimbur gimbrar gimbrar singolare ind. gimbur


*gimbrar gimbur

'agnellino di latte'

nsg gsg gsg plurale ind. *gimbrar


*gimbra *gimbrum

caso 098

term.ind.

term.ind . -ar
-a -um 186

nom
gen dat

det. *gimbrin
*gimbrarinnar

-ur
-ar -ur

det. *gimbrarnar
*gimbranna *gimbrunum

*gimbrinni

acc

gimbur

*gimbrina

-ur

*gimbrar

*gimbrarnar

-ar

187

Cos si declinano: lifur nfur vinstur 'fegato' 'corteccia' 'omaso' lifrar, lifrar nfrar, nfrar vinstrar, vinstrar

[FF1.G] comprende due soli sostantivi (ma molti nomi propri femminili) con nominativo singolare in -ur, genitivo singolare in -ar e dativo/accusativo singolare in -i. Forme paradigmatiche:

[FF1.G]

Rey-ur reyar reyar singolare ind reyur reyar reyi reyi det reyurin reyarinnar reyinni reyina

'trota salmonata'

nsg gsg gsg plurale ind reyar reya reyum reyar det reyarnar reyanna reyunum reyarnar term.ind . -ar -a -um -ar

caso 099

term.ind.

nom gen dat acc

-ur -ar -i -i

Cos si declina: ur edredone, anatra dal piumino ar, ar Il sostantivo brur fidanzata, sposa si comporta al singolare come reyur (gsg brar, dat/acc sg. bri), ma al nominativo e accusativo plurale fa brir. Come detto, tale sottogruppo importante per i numerosi nomi propri femminili che vi rientrano (tutti i composti con -gerur, -heiur, -hildur, -rur e diversi omonimi primari). Fra parentesi indichiamo la forma del dativo e accusativo: Brynhildur Grmhildur Hildur Ingveldur Ragnheiur Ragnhildur Sigrur Unnur Valgerur orgerur orveldur urur Brunilde Grimilde Ilde, Elda = = = = = = = = = Brynhildar (Brynhildi) Grmhildar (Grmhildi) Hildar (Hildi) Ingveldar (Ingveldi) Ragnheiar (Ragnheiar) Ragnhildar (Ragnhildi) Sigrar (Sigri) Unnar (Unni) Valgerar (Valgeri) orgerar (orgeri) orveldar (orveldi) urar (uri)

Rientrano in questo sottogruppo anche i nomi propri femminili in -ds (< aisl. -dss < *ds-r), -unn e un nome di origine straniera anchesso privo di terminazione al nom.: Guds Herds Margrt Steinunn Vigds runn = = Margherita = = = Gudsar (Gudsi) Herdsar (Herdsi) Margrtar (Margrti) Steinunnar (Steinunni) Vigdsar (Vigdsi) runnar (runni)

188

[FF1.H] Comprende due sostantivi [FF1.G], ma con gsg e n/apl in -jar Abbiamo cos la seguente declinazione (ylgur 'lupa' < aisl. ylgr):

caso 100

singolare ind. ylgur ylgjar ylgi ylgi det. *ylgrin ylgjarinnar ylginni ylgina

term.ind. ind. ylgjar ylgja ylgjum ylgjar

plurale det. ylgjarnar ylgjanna ylgjunum ylgjarnar

term.ind . -jar -ja -jum -jar

nom gen dat acc

-ur -ar -i -i

Cos si declina: ggur 'gigantessa' ggjar, ggjar (ggi)

8.2.5 SOSTANTIVI FEMMINILI FORTI [FF2] I sostantivi femminili forti [FF2] sono un'importantissimo gruppo comprendente gli antichi sostantivi [FF] con tema in -i- (ancora visibile in alcuni casi). La maggior parte dei sostantivi femminili forti appartiene a questa classe. Le forme paradigmatiche sono le seguenti: [FF2] Borg borgar borgir 'citt' nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 101 o

singolare borg borgar borg borg

term. = -ar = =

plurale borgir borga borgum borgir

term. -ir -a -um -ir

nom gen dat acc

Cos si declinano, fra gli altri: st amore, passione star, stir st amorevolezza star, = athugasemd nota, annotazione athugasemdar, athugasemdir rs attacco, aggressione rsar, rsir tt 'direzione' ttar, ttir baun 'fagiolo' baunar, baunir braut strada, via brautar, brautir b 'negozio' bar, bir depur tristezza, depressione depurar, depurir dygg 'virt' dyggar, dyggir ds 'scatola' dsar, dsir einkunn 'censura' einkunnar, einkunnir fegur 'bellezza' fegurar, fegurir
189

fer 'viaggio' ferar, ferir fold terra, suolo foldar, foldir framkvmd realizzazione framkvmdar, framkvmdir frtt 'notizia' frttar, frttir jrnbraut ferrovia jrnbrautar, jrnbrautir lei via, cammino leiar, leiir lengd 'lunghezza' lengdar, lengdir miskunn 'misericordia' miskunnar, miskunnir mold terra moldar, moldir mynd 'immagine' myndar, myndir nefnd 'commissione' nefndar, nefndir sk 'desiderio' skar, skir rannskn visita, analisi, ricerca rannsknar, rannsknir raust voce raustar, raustir rs 'rosa' rsar, rsir sl anima slar, slir sl sole slar, slir sveit Comune, municipalit sveitar, sveitir t 'tempo' tar, tir tegund 'modo, tipo' tegundar, tegundir tt famiglia, stirpe ttar, ttir
Solo al plurale: prodotti provviste afurir birgir tempo buono per andare a pesca gftir focolare, caminetto hlir

I sostantivi sl anima e sl sole hanno il genitivo plurale: slna, slna (per evidente influenza dei sostantivi FD1 con gpl. in -na).
NOTA 08.11 Il sostantivo alin gomito; cubito (misura) un prestito danese che ha oramai soppiantato il termine autoctono islandese ln. La sua declinazione irregolare: cas o 102 singolare plurale

nom gen dat acc

alin [det. lnin] lnar alin [det. lninni] alin [det. lnina]

lnir lna lnum lnir

I nomi propri femminili appartenenti a questa classe non sono per moltissimi; usualmente hanno il dativo e accusativo in -u. Ricordiamo: sk Vilborg = = skar (sku) Vilborgar (Vilborgu)

190

09. NONA LEZIONE NUNDA LEXAN


9.2.1 I SOSTANTIVI FEMMINILI FORTI [FF3]. LA METAFONIA DA -R-. La classe [FF3] comprende a livello storico i sostantivi femminili forti atematici, vale a dire senza alcuna vocale tematica. Tale declinazione detta quindi anche declinazione atematica. I sostantivi [FF3] subiscono in alcuni casi la cosiddetta metafonia da -r-. In pratica, in presenza della terminazione -r o -ur (< aisl. -r), le vocali passibili di essere metafonizzate presentano le seguenti modifiche: a>e > > > gsg naglar: nsg t : nsg bk: nsg br: npl neglur 'unghie' [aisl. nglr] npl tr 'alluci' npl bkur 'libri' [aisl. bkr ] npl brr 'ponti'

Dato che in tali sostantivi agisce, quando possibile, anche la metafonia da -u-, si hanno casi in cui la vocale radicale presenta tre gradi metafonici diversi: nsg ngl 'unghia' gsg naglar npl neglur (< *nagl-u, quindi con metafonia da -u-) ( senza metafonia) ( metafonia da -r-)

NOTA 09.1 Il termine 'metafonia da -r-' pu apparire bizzarro, dato che la metafonia un fenomeno di assimilazione della vocale radicale provocato da un altro elemento vocalico. In realt, la [r] metafonizzante qui un antica sonante, quindi con valore vocalico [isl. ant. bk, npl. bk-r]. La [r] sonante un fonema ancora presente in molte lingue europee, come quelle slave (dove pu essere addirittura tonica, cio essere colpita dall'accento: serbocroato tvava 'fortezza', smtni 'mortale', kma 'osteria, tina 'istmo' ecc.). L'islandese moderno non ammette le sonanti se non raramente ed ha normalmente sviluppato un elemento vocalico: bkr > bkur, hestr > hestur, silfur argento < aisl. silfr, cfr. gotico silubr.

9.2.2 SOTTOGRUPPI DI [FF3] [FF3.A]. In senso lato, tale sottogruppo comprende i sostantivi [FF3] terminanti in -ur al nominativo plurale. Pu essere ulteriormente suddiviso in due gruppi:
[FF3.A1] comprende i sostantivi con gsg. in -ar e npl. in -ur. I sostantivi di tale classe non presentano alcun fenomeno metafonetico. Le forme paradigmatiche sono le seguenti:

[FF3.A1]

Kind kindar kindur

'pecora'

nsg gsg npl

191

La declinazione la seguente
cas 103 o

singolare kind kindar kind kind

term. = -ar = =

plurale kindur kinda kindum kindur

term. -ur -a -um -ur

nom gen dat acc

Come kind si declinano (senza metafonia): brk flk geit grind heimt 'asse' 'palt' 'capra' impalcatura; struttura 'incasso' brkar, brkur flkar, flkur geitar, geitur grindar, grindur heimtar, heimtur

[FF3.A2] comprende pure sostantivi con gsg in -ar e nsg. in -ur, ma con metafonia da -r- ( > e o > e) nel nominativo e accusativo plurale. Le forme paradigmatiche sono quindi le seguenti:

[FF3.A2]

Bk bkar bkur

'libro'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 104 o

singolare bk bkar bk bk

term. = -ar = =

plurale bkur bka bkum bkur

term. -ur -a -um -ur

nom gen dat acc

NOTA 09.2 In tutti i sostantivi FF3.A1 a vocale radicale originaria appare in tutti i casi 'non metafonizzabili'.

Si declinano come bk (tra parentesi eventuali forme collaterali): bt brk gl hnot nt rt ttt rimprovero, punizione; multa btar, btur calza, brache brkar, brkur brace, tizzone glar,glur (glir) noce hnotar, hnetur rete per le aringhe ntar, ntur (ntir) radice rtar, rtur rovina tttar, tttur (tttir)

192

[FF3.A3] comprende i sostantivi con gsg. in -ar e npl. in -ur con interazione della metafonia da -u- e da -r-. Forme paradigmatiche:

[FF3.A3]

Strnd strandar strendur

'spiaggia'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente

cas 105 o

singolare strnd [-u-] strandar strnd [-u-] strnd [-u-]

term. = -ar = =

plurale strendur [-r-] stranda strndum [-u-] strendur

term. -ur -a -um -ur

nom gen dat acc

Si declinano come strnd: hnd hnk ngl rnd spng stng tnn tng nd 'mano' gomitolo; intrico 'unghia' 'bordo' fermaglio' stanga 'dente' pinza, tenaglia anatra, papero handar, hendur hankar, henkur naglar, neglur randar, rendur spangar, spengur stangar, stengur tannar, tennur tangar, tengur andar, endur

NOTA 09.3. Il sostantivo hnd 'mano' fa al dativo singolare hendi. A livello storico, si tratta di uno dei pochi temi in -u femminili (cfr.il gotico handus) che generalmente passato fra i temi consonantici, mantenendo per questo vestigio dellantica declinazione. Anche la metafonia da -u- del singolare dovuta probabilmente allazione dellantica -u- tematica. [FF3.A4] comprende i sostantivi con gsg. e npl. in -ur. Tali sostantivi non presentano alcun fenomeno metafonetico. Forme paradigmatiche:

[FF3.A4]

Vk vkur vkur

baia

nsg gsg gsg

La declinazione la seguente:

cas 106 o

singolare vk vkur vk

term. = -ur =

plurale vkur vka vkum

term. -ur -a -um


193

nom gen dat

acc

vk

vkur

-ur

194

Come vk si declinano (tra parentesi eventuali forme collaterali): eik mjlk spk steik sng tk 'betulla' 'latte' 'humour nero' 'arrosto' 'letto' cagnolina eikur, eikur mjlkur, = spkur, spkur steikur (steikar), steikur sngur, sngur tkur (tkar), tkur

Come vk si declinano i numerosissimi toponimi formati con tale termine: Hsavk Jrvk Keflavk N Jrvk Reykjavk Sandavk Msavk 'Hsavk' York 'Keflavk' New York 'Reykjavk' Sandavk Topolinia Hsavkur Jrvkur Keflavkur Nrrar Jrvkur Reykjavkur Sandavkur Msavkur

[FF3.A5] comprende esclusivamente due sostantivi primari, mrk regione, landa, marca ed i suoi composti, e ntt notte. Il gsg. ed il npl. sono entrambi in -ur e si hanno vari fenomeni metafonetici. Forme paradigmatiche:

[FF3.A5]

Mrk merkur merkur singolare


mrk [-u-] merkur [-r] mrk [-u-] mrk [-u-] ntt ntur [-r-] ntt ntt

regione, marca

nsg gsg gsg plurale


merkur [-r-] marka mrkum [-u-] merkur [-r-] ntur [-r-] ntta nttum ntur [-r-]

caso 107 nom gen dat acc

term.
= -ur = =

term.
-ur -a -um -ur

Come mrk (metafonia a > > e) si declinano come detto solamente alcuni suoi composti (perlopi toponimi): eyimrk Danmrk elamrk Finnmrk 'deserto' 'Danimarca' 'Telemark' 'Finnmarken' eyimerkur, eyimerkur Danmerkur elamerkur Finnmerkur

Si noti: Merkurnar (gen. Markanna) 'Marche' (regione italiana).


NOTA 09.4. In composizione, il genitivo singolare di mrk appare a volte nella forma FF3.A3 markar-: cos ad esempio nel nome del fiume Markarfljt. Ugualmente, in composizione si trova spessissimo la forma islandese antica ntt- (anche nttar-): nttarel nottata (anche nturel), ntthfa berretto da notte, nttkjll camicia da notte, nttugla civetta; si pu avere sia nttgali che nturgali usignolo. La forma regolare si trova in nturklbbur night club, nturlf vita notturna, nturlangur che dura una notte, nturvrur guardiano notturno ecc. 195

[FF3.B] comprende i sostantivi con npl in -r, quasi esclusivamente monosillabici. Tali sostantivi si possono dividere a loro volta in tre gruppi:
[FF3.B1] comprende i sostantivi monosillabici atematici con gsg e nsg in -r preceduta dalle vocale metafonizzata -- e --. Le vocali radicali originarie -- e -- ricompaiono in tutti i casi in cui la terminazione non -r. Forme paradigmatiche:

[FF3.B1]

Kr kr kr r r r

'mucca'

nsg gsg npl nsg gsg npl

[FF3.B1]

'pecora'

La declinazione la seguente: caso 108 nom gen dat acc singolare kr kr k k r r term -r -r = = kr ka km kr plurale r a m r term -r -a -m -r

NOTA 09.5 Al genitivo e dativo plurale, le terminazioni scompaiono e si aggiunge solo l'articolo determinato enclitico: knna, knum; nna, num.

Come kr si declina solo il sostantivo (arcaico) sr 'scrofa' (d/asg s, dpl sm; cfr. il tedesco Sau ). r non ha alcuna controparte.
[FF3.B2]. Comprende i sostantivi monosillabici (tranne kongul, che in realt un composto) con nsg senza terminazione (e quindi con la vocale radicale intatta) e npl in -r (con vocale radicale metafonizzata). Forme paradigmatiche:

[FF3.B2]

Br brar brr

'ponte'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 109 o

singolare br brar br br

term. = -ar = =

plurale brr bra [det. brnna] brm [det. brnum] brr

term. -r -a -m -r

nom gen dat acc

196

Cos si declinano (fra parentesi la forma del dativo plurale): fl kongul kl kr l r sl t r 'pulce' 'ragno' artiglio, grinfia 'angolo, cantone' cascame di lana dado, bullone perno a stella 'alluce' 'bacinella' flar, flr (flm) kongular,kongulr (kongulm) klar, klr (klm) krar, krr (krm) lar, lr (lm) rar, rr (rm) slar, slr (slm) tar, tr (tm) rar, rr (r,)

[FF3.B3]. Comprende solo due sostantivi, ms 'topo' e ls 'pidocchio'. Il nominativo/accusativo plurale presenta metafonia, ma privo di terminazione (in realt *ms-r > aisl. mss > isl.m. ms); il gsg termina in -ar. Forme paradigmatiche:

[FF3.B3]

Ms msar ms

'topo'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 110 o

singolare ms msar ms ms

term. = -ar = =

plurale ms [det. msnar] msa msum ms [det. msnar]

term. = -a -um =

nom gen dat acc Cos si declina:

ls

'pidocchio'

lsar, ls (det. lsnar)

Seguiva questa declinazione anche gs 'oca' (gsar, gs), ora sostituito da gs [FF2]. 9.2.3 I SOSTANTIVI MASCHILI DEBOLI IN - Alcuni sostantivi maschili, classificati come deboli, terminano al nsg in - e restano invariati nel singolare. Hanno tutti connotazione familiare (spesso giovanilistica) e sono per lo pi abbreviazioni di termini pi lunghi: strt (< strtisvagn) 'bus di linea (a Reykjavk)', gagg (< gagnfraskli) scuola media inferiore, mennt (< menntaskli) liceo umanistico, tyggj (< tyggigmmi) gomma da masticare; cicca. La declinazione la seguente:
cas 111 o

singolare strt strt strt strt

term. = = = =

plurale strtar strta strtum strta

term. -ar -a -um -a

nom gen dat acc

197

Seguono questa declinazione anche alcuni nomi familiari di edifici di Reykjavk e localit islandesi: In (< Inaarmannahsi) Palazzo della Confindustria Islandese, Sigl (< Siglufjrur), Kefl (< Keflavk); anche il recente neologismo monetario evr "euro" (pl. evrar). La declinazione determinata presenta un'importante particolarit: il gsg riassume infatti la terminazione -s prima di aggiungere la forma dell'articolo enclitico: strtsins, gaggsins, menntsins, tyggjsins. Per il resto si procede normalmente: nsg strtinn, dsg strtnum, asg strtinn, npl strtarnir, gpl strtanna, dpl strtunum, apl strtana.

198

10. DECIMA LEZIONE TUNDA LEXAN


10.2.1 ULTERIORI CLASSI DI AGGETTIVI La classe [A3] comprende gli aggettivi il cui tema termina in vocale originariamente lunga (, , ); il gruppo non comprende i temi in e , che formano la classe [A4]. Caratteristiche di [A3] sono: il nsg maschile in -r : smr il n/asg neutro in -tt: smtt il gsg e dsg femminile risp. in -rrar, -rri: smrrar, smrri il gpl dei tre generi in -rra Assenza di qualsiasi fenomeno metafonetico. La declinazione forte la seguente: - Smr 'piccolo'
cas 112 o

singolare maschile term. -r -s -um -an femminile sm smrrar smrri sma plurale femminile smar smrra smum smar term. = -rrar -rri -a neutro smtt sms smu smtt neutro -ar -rra -um -ar sm smrra smum sm = -rra -um = term. -tt -s -u -tt

nom gen dat acc

smr sms smum sman maschile

nom gen dat acc

smir smrra smum sma

-ir -rra -um -a

Forme deboli: smi, sma, smu. Come smr si declinano ad es.:


blr fr grr hr herskr hrr mjr sannspr sljr trr 'azzurro, blu' 'poco' 'grigio' 'alto' 'bellicoso' 'crudo' 'liquido' 'profetico' spuntato; ottuso 'fedele' bl, bltt f, ftt gr, grtt h, htt hersk, hersktt hr, hrtt mj, mjtt sannsp, sannsptt slj, sljtt tr, trtt 199

10.2.2 AGGETTIVI: CLASSE [A4] Comprende gli aggettivi con tema vocalico terminante in , che inseriscono una semivocale j- davanti ad ogni terminazione che inizia per vocale (tranne -ir del npl maschile ed -i del nsg maschile debole). Le terminazioni sono le stesse di [A3]. La declinazione forte la seguente: - Nr 'nuovo'
cas 113 o

singolare maschile femminile -r -s -jum -jan n nrrar nrri nja plurale femminile njar nrra njum njar = -rrar -rri -ja neutro ntt ns nju ntt neutro -jar -rra -jum -jar n nrra njum n = -rra -jum = -tt -s -ju -tt

nom gen dat acc

nr ns njum njan maschile

nom gen dat acc

nir nrra njum nja

-ir -rra -jum -ja

Forme deboli: ni, nja, nju. Come nr si declina uno scarso numero si aggettivi: hlr glr ausr gagnsr 'caldo' 'lucente, splendente' 'palese' 'trasparente' hl, hltt gl, gltt aus, austt gagns, gagnstt

NOTA 10.1 Pur avendo tema consonantico, si fa rientrare in questa classe anche il comune aggettivo miur 'medio, mezzo', che presente la seguente declinazione (si tratta in ogni caso di un antichissimo tema in jo, cfr. il latino medius (*< med-io-s): cas o 114 maschile nom gen dat acc miur mis mijum mijan maschile nom gen mijir mira singolare femminile mi mirar miri mija plurale femminile mijar mira neutro mitt mis miju mitt neutro mi mira 200

dat mijum acc mija Forme deboli: miji, mija. miju

mijum mijar

mijum mi

10.2.3 AGGETTIVI : CLASSE [A5]


La classe [A5] comprende tutti gli aggettivi terminanti al nsg maschile in -ur originario, vale a dire quelli dove -ur fa parte del tema non assolutamente una desinenza, come ad es. fagur 'bello' (< aisl. fagr). Davanti a terminazione che inizia per vocale si ha, come spesso accade, un fenomeno di sincope. [A5] pu essere suddivisa in due sottogruppi: [A5]. Comprende gli aggettivi che non presentano fenomeni metafonetici: - Digur 'grasso' La declinazione forte la seguente (le forme sincopate sono indicate con un asterisco *): cas o 115 maschile nom gen dat acc digur digurs *digrum *digran maschile nom gen dat acc *digrir digurra *digrum *digra -ir -ra -um -a = -s -um -an singolare femminile digur digurrar digurri *digra plurale femminile *digrar digurra *digrum *digrar = -rar -ri -a neutro digurt digurs *digru digurt neutro -ar -ra -um -ar digur digurra *digrum digur = -ra -um = -t -s -u -t

forme deboli: digri, digra, digru Cos si declinano: bitur lipur snotur vitur 'amaro' 'abile, spigliato' 'carino' 'intelligente' bitur, biturt lipur, lipurt snotur, snoturt vitur, viturt

[A5.A]. Comprende gli aggettivi come fagur , che presentano metafonia da -u- (le forme sincopate sono indicate con un asterisco *) - Fagur 'bello' cas o 116 maschile nom gen dat acc fagur fagurs *fgrum *fagran maschile = -s -um -an singolare femminile fgur fagurrar fagurri *fagra plurale femminile = -rar -ri -a neutro fagurt fagurs *fgru fagurt neutro 201 -t -s -u -t

nom gen dat acc

*fagrir fagurra *fgrum *fagra

-ir -ra -um -a

*fagrar fagurra *fgrum *fagrar

-ar -ra -um -ar

fgur fagurra *fgrum fgur

= -ra -um =

Forme deboli: fagri, fagra, fgru.

Cos si declinano: magur dapur 'magro' 'triste' mgur, magurt dpur, dapurt

10.2.4. CLASSE [A6]: AGGETTIVI CON POSSIBILE INFISSO IN -VSi tratta di antichi temi in -wa-. Gli aggettivi di questa classe terminano al nsg.m. in -ur oppure -r e si declinano comunemente come normali aggettivi [A1] o [A4]; li raggruppiamo in una classe a s stante solo perch, nella lingua solenne e arcaizzante, essi possono presentare un infisso -v- tra il tema e le terminazioni che iniziano in vocale: - Myrkur oscuro, buio:
cas 117 o

singolare maschile femminile -ur -s -[v]um -[v]an myrk myrkrar myrkri myrk[v]a plurale femminile myrk[v]a myrkra myrk[v]um myrk[v]ar = -rar -ri -[v]a neutro myrkt myrks myrk[v]u myrkt neutro -[v]ar -ra -[v]um -[v]ar myrk myrkra myrk[v]um myrk = -ra -[v]um = -t -s -[v]u -tt

nom gen dat acc

myrkur myrks myrk[v]um myrk[v]an maschile

nom gen dat acc - Hr alto


cas 118 o

myrk[v]ir myrkra myrk[v]um myrk[v]a

-[v]ir -ra -[v]um -[v]a

Forme deboli: myrk[v]i, myrk[v]a, myrk[v]u

singolare maschile femminile -r -s -[v]um -[v]an h hrrar hrri h[v]a plurale femminile = -rrar -rri -[v]a neutro htt hs h[v]u htt neutro -tt -s -[v]u -tt

nom gen dat acc

hr hs h[v]um h[v]an maschile

202

nom gen dat acc

h[v]ir hrra h[v]um h[v]a

-[v]ir -rra -[v]um -[v]a

h[v]a hrra h[v]um h[v]ar

-jar -rra -jum -jar

h hrra h[v]um h

= -rra -[v]um =

Forme deboli: h[v]i, h[v]a, h[v]u

203

Ripetiamo che le forme con [v] sono usate esclusivamente in poesia, nella lingua solenne ecc. (Hva-ml il Canto dellAltissimo); il tema in -v- si ritrova per spesso in termini derivati (myrkvi oscurit, almyrkvi eclisse, Tryggvi nome proprio maschile, Fedele ecc.). Possono comunque seguire questa declinazione (vengono date le forme comunemente usate e, fra parentesi, il dativo plurale in -vum a m di esempio) - Come myrkur: dkkur flur glggur hryggur rskur snggur tryggur rngur ykkur - Come hr: frjr ger gjr mjr sljr fertile, fruttuoso pronto pronto sottile ottuso frj, frjtt (frjvum) ger, gert (gervum) gjr, gjrt (gjrvum) mj, mjtt (mjvum) slj, sljtt (sljvum) scuro pallido, smunto chiaro, evidente triste possente breve affidabile, sicuro stretto spesso, denso dkk, dkkt (dkkvum) fl, flt (flvum) glgg, glggt (glggvum) hrygg. hryggt (hryggvum) rsk, rskt (rskvum) sngg, snggt (snggvum) trygg, tryggt (tryggvum) rng, rngt (rngvum) ykk, ykkt (ykkvum)

10.2.4. CLASSE [A7]: AGGETTIVI PRIVI DI TERMINAZIONE AL NOMINATIVO SINGOLARE MASCHILE; AGGETTIVI INDECLINABILI E PARTICIPI PRESENTI Numerosi aggettivi sono privi di terminazione al nominativo singolare maschile. Principalmente questo avviene quando il tema termina in [ n ] postconsonantica oppure in [ s ] o [ r ]. Si hanno quindi: - Aggettivi con tema in [ n ] postconsonantica: ern lygn skn skyggn [A6.A] con metafonia: gjarn jafn - Aggettivi con tema in [ s ]: frjls fs hs hress ljs libero pronto rauco, roco sano, fresco chiaro frjls, frjlst fs, fst hs, hst hress, hresst ljs, ljst
204

arzillo calmo assolto chiaroveggente

ern, ernt lygn, lygnt skn, sknt skyggn, skyggnt

voglioso; volenteroso gjrn, gjarnt uguale; piano, liscio jfn, jafnt

vs [A6.A] con metafonia: hvass

certo, sicuro

vs, vst

agitato; appassionato

hvss, hvasst

NOTA 10.2 Gli aggettivi frjls, hress e hvass hanno il genitivo singolare maschile invariato: frjls, hress, hvass. Gli altri aggettivi si comportano regolarmente: gsg.m. fss, hss, ljss, vss.

- Aggettivi con tema in [ r ]: str tmabr dr varkr skr r kyrr grande attuale caro cauto, prudente chiaro, evidente irruento, impetuoso r, rt calmo, tranquillo str, strt tmabr, tmabrt dr, drt varkr, varkrt skr, skrt kyrr, kyrrt

La declinazione, a parte il nsg maschile, non differisce da quella usuale di rkur. Sotto [A7] includiamo per comodit anche diversi aggettivi indeclinabili, di uso per lo pi esclusivamente predicativo. Ne ricordiamo alcuni tra i pi frequenti: aflvana einmana hissa hugsi harmdaui 'stanco, spossato' 'solitario' 'sbalordito' 'pensieroso' 'compianto'

NOTA 10.3 L'ultimo aggettivo nominato regge il dativo ed usato in frasi del genere: hann var mrgum harmdaui 'fu compianto da molti, la sua morte caus dolore a molti' (lett. 'egli fu a molti di penosa morte').

Fra gli aggettivi indeclinabili rientrano anche alcune recenti formazioni popolaresche in (cfr. i sostantivi come strt, tyggj ecc.): rm (< rmantskur) romanticone, sdilinquito, sveit (< sveit provincia, campagna) cafone, burino. Nel linguaggio giovanile sono frequenti dei recentissimi prestiti dallinglese, che pure restano invariati: kjt (< ingl. cute) ganzo, giusto, figo, smart (< ingl. smart), stjpid (< ingl. stupid) stupido, idiota, scemo, kl "carino, simpatico, bello" (< ingl. cool). Sono indeclinabili anche tutti i participi presenti terminanti in -andi: talandi 'parlante', hlaupandi 'che corre, rennandi corrente', brosandi che sorride, sorridente. Malgrado siano invariabili, i participi presenti possono adoperarsi sia attributivamente che predicativamente: talandi krybba grillo parlante rennandi vatn acqua corrente brosandi brn bambini sorridenti

205

In posizione predicativa si trovano specialmente dopo verbi di moto e corrispondono meglio al gerundio italiano (o ad equivalenti espressioni avverbiali): hann kom hlaupandi 'arriv correndo, di corsa' brnin ganga brosandi til skla i bambini vanno a scuola sorridendo (sorridenti) hn k talandi um tskusningu guidava parlando di una sfilata di moda 10.2.5 NUMERALI CARDINALI In islandese, i primi quattro numerali cardinali si declinano: einn '1': tveir '2': rr '3': fjrir '4'. f. ein, n. eitt f. tvr, n. tv f. rjr, n. rj f. fjrar, n. fjgur

einn maur 'un uomo' ein kona 'una donna' eitt barn 'un bambino' tveir menn 'due uomini' rjr konur 'tre donne' fjgur brn 'quattro bambini'

ecc.

Tranne quella di einn, la loro declinazione presenta delle notevoli particolarit. - Einn. Si declina come gli aggettivi [A2] del tipo hreinn (ma n/asg neutro eitt). In posizione predicativa significa 'solo, uno [solo], unico', nel qual caso laccusativo singolare maschile ha la forma einan: g er ein og get ekki gert allt etta einu pari dagar sono sola [sono una] e non posso fare tutto questo in un paio di giorni vi sum hann einan lo vedemmo [da] solo Einn ha anche il plurale, che si usa specialmente con i pluralia tantum per indicare 'un paio' di qualcosa (forbici ecc.): ein skri 'un paio di forbici' einar buxur 'un paio di pantaloni' einir skr 'un paio di scarpe' Si noti che, davanti ad altri numerali cardinali, einir ecc. significa 'solamente, soltanto': vi erum einir fjrir 'siamo soltanto (in) quattro' sklanum voru einar rjr fagrar stlkur a scuola cerano solo tre belle ragazze ferjunni voru einir tveir Freyingar sul traghetto cerano solo un paio di feroesi

206

Einn pu avere anche la declinazione debole. In tale caso significa 'unico, solo', ed seguito normalmente da un sostantivo con larticolo enclitico: hann var eini maurinn, sem hafi heyrt a 'era l'unico uomo che aveva sentito questa cosa' daui eina vitnans a morinu var lgfringnum skammarlegur 'la morte dell'unico testimone del delitto fu una disgrazia per l'avvocato' In questo caso, einn forma un superlativo: einastur, con la connotazione di proprio lunico, veramente il solo. Tale superlativo pu avere normalmente sia la declinazione forte che quella debole: einastur allra proprio lunico di tutti einasti maurinn, einasta konan veramente il solo uomo, lunica donna - Tveir. Ha la seguente declinazione:
cas 119 o

maschile tveir tveggja tveim[ur] tvo

femminile tvr tveggja tveim[ur] tvr

neutro tv tveggja tveim[ur] tv

nom gen dat acc

NOTA 10.4 Le due forme del dativo, tveim e tveimur sono assolutamente equivalenti , sebbene nell'uso comune prevalga tveim. La forma in -ur [< aisl. tveimr] una formazione autoctona islandese che non ha riscontro nelle altre lingue germaniche storiche (cfr. il gotico twim). NOTA 10.5 Una declinazione molto simile a quella di tveir ha il pronome bir 'entrambi, ambo, tutti e due' (esattamente come in latino, dove ambo segue la declinazione di duo): cas o 120 maschile femminile neutro

nom gen dat acc

bir beggja bum ba

bar beggja bum bar

bi beggja bum bi

- rr. Ha la seguente declinazione:


cas 121 o

maschile rr riggja rem[ur] rj

femminile rjr riggja rem[ur] rjr

neutro rj riggja rem[ur] rj

nom gen dat acc

207

NOTA 10.6 La declinazione di rr presenta notevoli affinit con quella di tveir. Per la doppia forma del dativo vale quanto detto alla nota 10.4 (gotico rim).

208

- Fjrir. Ha la seguente declinazione:


cas 122 o

maschile fjrir fjgurra, fjgra fjrum fjra

femminile fjrar fjgurra, fjgra fjrum fjrar

neutro fjgur fjgurra, fjgra fjrum fjgur

nom gen dat acc

NOTA 10.7 Il genitivo presenta due forme, la prima 'piena' fjgurra e la seconda sincopata fjgra. Si possono usare indifferentemente (con prevalenza dell'uso della prima).

10.2.6 I NUMERALI CARDINALI DA 5 A 99 Da 5 a 99 i numerali cardinali sono tutti indeclinabili: 5 fimm, 6 sex, 7 sj, 8 tta, 9 nu, 10 tu, 11 ellefu, 12 tlf, 13 rettn, 14 fjrtn, 15 fimmtn, 16 sextn, 17 sautjn, 18 tjn, 19 ntjn, 20 tuttugu
NOTA 10.8. I cardinali da 13 a 19 si formano dalla base (con varie modifiche) delle corrispondenti unit con il suffisso -t[j]n 10, cfr. linglese ten ~ thir-teen, four-teen, six-teen ecc. e il tedesco zehn > dreizehn, vier-zehn, fnf-zehn ecc.

Da 21 a 29 si procede per somma: 21 22 23 24 25 29 tuttugu og einn/ein/eitt (20 + 1) tuttugu og tveir/tvr/tv (20 + 2) tuttugu og rr/rjr/rj (20 + 3) tuttugu og fjrir/fjrar/fjgur (20 + 4) tuttugu og fimm tuttugu og nu

Le decine oltre 20 sono indeclinabili composti con -tu '10': 30 40 50 60 70 80 90 rjtu fjrutu fimmtu sextu sjtu ttatu nutu

I cardinali intermedi si formano analogamente a quelli 21-29: 37 54 88 99 rjtu og sj (30 + 7) fimmtu og fjrir/fjrar/fjgur (50 + 4) ttatu og tta (80 + 8) nutu og nu (90 + 9)

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NOTA 10.8 Nei conteggi ed ogni qual volta si usano i numerali in senso assoluto, si deve usare il nominativo / accusativo neutro dei numerali declinabili. L'enumerazione '1,2,3,4,5 ...' quindi la seguente: eitt, tv, rj, fjgur, fimm, sex, sj, tta, nu, tu.

10.2.7 CENTINAIA E MIGLIAIA I numerali che indicano il 'centinaio' ed il 'migliaio' sono in realt dei sostantivi: 100 1000 hundra [NF4] sund [NF1] o [FF2]

NOTA 10.10. Il n/apl. di hundra hundru [dpl. hundruum]. sund pu essere [NF1] (n/apl sund) (uso di gran lunga prevalente) oppure [FF2] (n/apl sundir); ma storicamente femminile (gotico usundi, gen. usundjos). NOTA 10.11. Hundra significava in origine '120' (= dieci dozzine, cfr. il tedesco Grohundert '120'). Ancora adesso talvolta usato con questo significato.

a. Hundra e sund, quando indicano il centinaio o il migliaio preciso, sono di solito usati in posizione attributiva (aggettivale) e sono invariabili. Il sostantivo da essi determinato si declina normalmente: hundra menn, hundra konur, hundra brn 'cento uomini [donne, bambini] me hundra snskum krnum gtiru keypt margar bkur con cento corone svedesi ci potresti comprare molti libri slands sund r 'i mille anni dell'Islanda' vegna sund vondra manna getur maur ekki dma heila j per mille uomini malvagi non si pu giudicare un intero popolo Con questa costruzione, il verbo eventualmente retto da un soggetto contenente uno dei due numerali va al plurale: hundra menn du 'morirono cento uomini' sund r eru eitt rsund 'mille anni sono un millennio' b. Lo stesso concetto pu per essere espresso anche dai numerali usati come sostantivi, nel qual caso essi sono preceduti dal numerale einn: eitt hundra 'cento, un centinaio', eitt/ein sund 'mille, un migliaio' (cfr. ingl. one hundred, one thousand). Il numerale viene allora declinato, ed il sostantivo determinato va al genitivo plurale (genitivo partitivo): eitt hundra manna, kvenna, barna 'cento uomini, un centinaio di uomini [donne, bambini]' me einu hundrai snskr krna gtiru keypt margar bkur con cento (un centinaio di) corone svedesi ci potresti comprare molti libri nafnviri eins sunds [einnar sundar] slenskra krna il valore nominale di mille corone islandesi

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Con questa costruzione, il verbo eventualmente retto da un soggetto contenente uno dei due numerali va al singolare (concordanza grammaticale): eitt hundra manna d 'morirono cento uomini, mor un centinaio di uomini' ein sund ra er eitt rsund 'mille anni sono un millennio' c. Le centinaia e le migliaia si formano con il plurale di hundra e sund (hundru, sund[ir]) seguito dal sostantivo al genitivo plurale. Tutta l'espressione si declina dove possibile ed il verbo retto da tale costruzione al plurale: 200, 2000 300, 3000 400, 4000 500, 5000 600, 6000 700, 7000 800, 8000 900, 9000 10000 20000 40000 100000 tv hundru, tv/tvr sund[ir] rj hundru, rj/rjr sund[ir] fjgur hundru, fjgur/fjrar sund[ir] fimm hundru, sund[ir] sex hundru, sund[ir] sj hundru, sund[ir] tta hundru, sund[ir] nu hundru, sund[ir] tu sund[ir] tuttugu sund[ir] fjrutu sund[ir] hundra sund[ir]

me tveim hundruum manna 'con 200 uomini' g keypti sj hundru bka 'ho comprato 700 libri' ver fjgurra hundraa talskra bla 'il prezzo di 400 auto italiane' vegna riggja sunda vondra manna 'a causa di 3000 malvagi' me sex sundum og fimm hundruum manna 'con 6500 uomini' ver tveggja sunda, fjgurra hundraa, attatu og tveggja bka 'il prezzo di 2482 libri' vi eldgosi Laka du nu sund slendinga 'durante l'eruzione del Laki morirono novemila islandesi'
NOTA 10.11 In espressioni del tipo 'centomila anni sono cento millenni' il verbo pu essere indifferentemente al singolare od al plurale: hundra sund ra er / eru eitt hundra rsunda

d. Per le centinaia di migliaia superiori a 100000 possibile soltanto la costruzione col migliaio al genitivo, seguito dal sostantivo al genitivo partitivo. Il verbo al plurale: 200000 300000 900000 999999 tv hundru sunda ('due centinaia di migliaia') rj hundru sunda nu hundru sunda nu hundru nutu og nu sunda ('999 migliaia')

slandi ba tv hundru fimmtu og fjgurra sunda manna, og Reykjavk ba eitt hundra rjtu og fimm sunda slendinga 'In Islanda abitano 254.000 persone, e a Reykjavk abitano 135.000 islandesi
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vi jarskjlftanum Szechuan ri 1977 du sj hundru nutiu og tta sunda Knverja 'durante il terremoto nello Szechuan, nel 1977, rimasero uccisi 798.000 cinesi' e. Si noti l'uso particolare dei numerali nel computo degli anni: ntjn hundru nutu og nu 'il 1999' [ 19 - 100 - 99] ri sautjn hundru ttatu og nu 'l'anno 1789' [17 - 100 - 89] ri eitt hundra ntjn fyrir Krists bur 'l'anno 119 avanti Cristo' [100 - 19] Si procede per centinaia: 1999 = diciannove centinaia + novantanove (cfr. la costruzione inglese: 1999 = nineteen ninety nine = 19 - 99]. Come si vede dagli esempi, l'enumerazione degli anni spesso preceduta da ri 'l'anno' (asg).
NOTA 10.12 Lanno 2000 ri tv sund oppure ri tuttugu hundru, cos come il lontano anno 1000 (lanno della conversione degli islandesi al Cristianesimo) ri eitt sund oppure ri tu hundru. Per 1000 si pu dire anche normalmente tu hundru, dato che sund valeva in origine 1200. Cos anche ellefu hundru 1100. Si noti: Tuttugu Hundru og Eitt: vintrafer Geiminum 2001: Odissea nello Spazio.

10.2.8 MILJN, MILJARUR , BILJN 1.000.000 2.000.000 5.000.000 15.000.000 300.000.000 1.000.000.000 2.000.000.000 5.000.000.000 200000000000 1.000 miliardi 2.000 miliardi (ein) miljn [FF2] tvr miljnir fimm miljnir fimmtn miljnir rj hundru miljna (einn) miljarur [MF1] tveir miljarar fimm miljarar tv hundru miljara ein biljn [FF2] tveir biljnir

Si tratta di sostantivi numerali costruiti con il genitivo partitivo: ein miljn dollara un milione di dollari tveir miljarar talskra lra due miliardi di lire italiane fimm miljnar evra due milioni di euro keypt var eitt dagbla me rem miljrum skra marka ri 1923 nel 1923 con tre miliardi di marchi tedeschi si comprava un giornale Tali sostantivi possono a volte essere usati come aggettivi invariabili (cfr. hundra, sund): ein biljn eru miljn miljnir un bilione un milione di milioni

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10.2.9 MESI, STAGIONI, GIORNI E DATE I nomi dei mesi dell'anno sono sostantivi [MF1] (privi per della terminazione -ur al nsg; il dsg non ha la terminazione -i). Sono privi del plurale e si declinano solo raramente: janar febrar mars aprl ma jn jl gst september oktber nvember desember Le stagioni dell'anno sono le seguenti: vor [NF1] sumar [NF4] haust [NF1] vetur [MF1-r] 'primavera' 'estate' 'autunno' 'inverno' 'gennaio' 'febbraio' 'marzo' 'aprile' 'maggio' 'giugno' 'luglio' 'augusto' 'settembre' 'ottobre' 'novembre' 'dicembre'

I nomi dei giorni della settimana sono tutti composti con dagur [MF1] 'giorno'. Ricordiamo che tale sostantivo presenta al dsg una forma irregolare metafonizzata: degi. mnudagur 'luned' rijudagur 'marted' mivikudagur 'mercoled' fimmtudagur 'gioved' fstudagur 'venerd' laugardagur 'sabato' sunnudagur 'domenica' Il Sabato ebraico detto sabbt. Il complemento di tempo determinato coi nomi dei mesi e delle stagioni si esprime con + dativo: haust sumri september jl 'in autunno' 'in estate' 'in settembre' 'in luglio' (mni 'luna' = lun dies; ingl. Monday, ted. Montag) (riji 'terzo', lett. 'il 3 giorno a partire dalla Domenica', cfr. portoghese tera feira, greco mod. ) (lett. 'giorno di met settimana', cfr. ted. Mittwoch) (fimmti 'quinto', lett. 'il 5 giorno a partire dalla Domenica', cfr. portoghese quinta feira, greco mod. ) (fasta 'digiuno', 'giorno di magro') (laug 'sorgente calda dalla quale si prendeva lacqua per il bagno settimanale al Sabato, cfr. svedese lrdag, danese lrdag) (sunna, arc. per sl 'sole', cfr. ingl. Sunday, ted. Sonntag)

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Quando per l'azione indica un fatto stagionale ripetuto od abituale si usa per una particolare costruzione con + l'accusativo plurale determinato (negli autunni, nelle estati ecc.): haustin byrjar sklinn 'd'autunno comincia la scuola' (= comincia sempre in autunno) sumrin sprtta blmin 'd'estate sbocciano i fiori' (= sbocciano sempre d'estate) vorin rignir oft 'in primavera piove spesso' (= tutte le primavere) veturna snjar einnig talu dinverno nevica anche in Italia (= tutti gli inverni)
NOTA 10.13 Per influenza di sumrin, haustin, vorin si sente spesso nella lingua parlata vetrin al posto di veturna. Si tratta di una semplice assonanza del tutto ingiustificata dal punto di vista grammaticale.

Coi nomi dei giorni della settimana il complemento di tempo determinato si esprime (specialmente nelle date) con il semplice accusativo singolare: laugardag, 9. jl 1995 'sabato 9 luglio 1995' mivkudag, 18. oktber 1978 'mercoled 18 ottobre 1978' Espressioni come '9 luglio 1995', 18 ottobre 1978 (date senza specifica del giorno) si indicano semplicemente con l'accusativo singolare. Si not che se il giorno del mese espresso con una cifra, essa deve essere obbligatoriamente seguita da un punto: Franska Umbyltingin byrjai 14. jl 1789 ' la Rivoluzione Francese inizi il 14 luglio 1789 Nelle espressioni declinate, la cifra dell'anno deve essere preceduta dai casi richiesti del sostantivo r 'anno': umbylting rsins 1789 'la rivoluzione del (l'anno) 1789 uppot rsins 1949 Reykjavk gli scontri di piazza del 1949 a Reykjavk
NOTA 10.14 Nelle lettere, intestazioni ecc. si usano comunemente le seguenti abbreviazioni per i giorni della settimana: md. = mnudagur, d. = rijudagur, mvd. = mivikudagur, fd.= fimmtudagur, fsd. = fstudagur, ld.= laugardagur, sd. = sunnudagur.

Quando l'azione indica un fatto ripetuto od abituale un certo giorno (o certi giorni) della settimana, il complemento di tempo determinato si esprime con il semplice caso genitivo: laugardags vaknar pabbi mjg seint 'di sabato il babbo si sveglia molto tardi' (= tutti i Sabati oppure di solito al Sabato)

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sunnudags horfi g sjnvarp 'tutte le domeniche guardo la TV' (opp. la Domenica di solito guardo la TV) fimmtudags og mnudags loka 'chiuso il gioved ed il luned' 10.2.10 L'OROLOGIO L'ora si esprime sempre usando il sostantivo [FD1] klukka 'campana, campanile, torre dell'orologio' (un tempo l'unico strumento per sapere l'ora, cfr. ingl. five o' clock). a. ORA ESATTA: hva er klukkan ? 'che ora ? che ore sono?' klukkan er tlf 'sono le dodici' klukkan er sex 'sono le sei' klukkan tlf 'alle dodici' klukkan 'alle sei' b. MEZZA: hva er klukkan? klukkan er hlf ellefu 'sono le dieci e mezza' klukkan er hlf sex 'sono le cinque e mezza' klukkan hlf ellefu 'alle dieci e mezza'
NOTA 10.15 Il procedimento il seguente: si usa il sostantivo hlf 'met' seguito dalla cifra dell'ora successiva alla mezza, cio, all'incirca, 'mezz'ora per arrivare alle undici' = le dieci e mezza.

c. ORA MENO:

hva er klukkan? klukkuna vantar korter ellefu ' un quarto alle undici, manca 1/4 alle undici' klukkuna vantar tlf mntur sex 'mancano dodici minuti alle sei, sono le sei meno dodici (minuti)' klukkan korter ellefu 'alle undici meno un quarto' klukkan tlf (mntur) sex 'alle sei meno dodici (minuti)'

NOTA 10.16 Il procedimeno il seguente: poich il verbo impersonale a vanta [VD1] regge l'accusativo, klukka deve stare in tale caso. I minuti che mancano all'ora intera sono al nominativo (compreso korter [NF1] 'un quarto'), mentre l'ora intera, cio quella verso la quale procede la lancetta dell'orologio, deve essere espressa conseguentemente con + accusativo. Alla lettera: 'all'orologio manca un quarto per arrivare alle undici' = sono le undici meno un quarto. Nelle espressioni con i minuti il sostantivo mntur pu essere tralasciato.

d. ORA PI: a.

hva er klukkan? klukkan er tu (mntur) yfir tu 'sono le dieci e dieci (minuti) klukkan er korter yfir fimm 'sono le cinque e un quarto' klukkan er rj korter yfir fimm 'sono le cinque e tre quarti'

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klukkan tu yfir tu 'alle 10,10' klukkan korter yfir fimm 'alle 5 e un quarto' klukkan rj korter yfir fimm 'alle 5 e 3/4'
NOTA 10.17 Il procedimento il seguente: i minuti passati dall'ora intera precedono la cifra di quest'ultima preceduta dalla preposizione yfir + accusativo 'sopra, oltre'.

Esiste un altro procedimento molto usato: b. hva er klukkan? klukkan er tu mntur gengin ellefu 'sono le 10,10' klukkan er korter gengin sex 'sono le 5 e 1/4' klukkan er rj korter gengin sex 'sono le 5 e 3/4' klukkan tu gengin ellefu 'alle 10,10' ecc.
NOTA 10.18 Il punto di riferimento ancora una volta l'ora successiva, verso la quale si ' incamminata' oppure ' proceduta' (er gengin) la lancetta dell'orologio, quindi, alla lettera: 'l'orologio ha proceduto di dieci minuti verso le undici' = le 10,10: 'l'orologio ha proceduto di un quarto d'ora verso le sei' = le 5 e 1/4.

216

UNDICESIMA LEZIONE ELLEFTA LEXAN


11.2.1 COMPARAZIONE DEGLI AGGETTIVI La gradazione degli aggettivi positivi viene effettuata in islandese mediante diversi procedimenti: a. Comparativo di Maggioranza Si procede usualmente per mezzo di morfemi grammaticali (suffissi): cfr. ingl. long, long-er 'pi lungo', ted. schn, schn-er 'pi bello', lat, pulcher, pulchr-ior 'pi bello', greco antico , -, russo , - pi alto, neopersiano bozorg, bozorg-tar pi bello. isl. rkur 'ricco' djpur 'profondo' nr nuovo > > > rkari 'pi ricco' dpri 'pi profondo' nrri pi nuovo

11.

NOTA 11.1 Il morfema -ari uninnovazione germanica, ancora scarsamente documentata nel gotico (arm-oza, forma non ancora rotacizzata). Il morfema primario dal punto di vista storico -ri < prg. *-iza-n- (gotico suts dolce > sut-iz-a, genitivo singolare maschile sut-iz-in-s, direttamente confrontabile con il greco , -, gen. -- < *swad-ys, *swad-ijon).

Alcuni aggettivi formano il comparativo di maggioranza con l'avverbio meira 'pi': si tratta per lo pi di participi presenti in -andi e di aggettivi indeclinabili: randi 'urgente' aflvana 'spossato' b. > > meira randi meira aflvana

Comparativo di Minoranza Nel comparativo di minoranza l'aggettivo positivo preceduto dall'avverbio minna 'meno': minna rkur 'meno ricco', minna djpur 'meno profondo. Il comparativo di minoranza non per molto usato in islandese: al posto, ad esempio, di: Eystrasalti er minna djpur enn Atlantshafi 'il Mar Baltico meno profondo dell'Oceano Atlantico' si preferisce senz'altro volgere la frase al comparativo di maggioranza: Atlantshafi er dpri enn Eystrasalti 'l'Oceano Atlantico pi profondo del Mar Baltico'

c.

Comparativo di Uguaglianza Nella comparazione con un sostantivo si usa la semplice congiunzione sem 'come' o l'espressione eins og 'come, quanto' (scritta da alcuni, p.es. H.Laxness, einsog):

217

djpur sem hafi 'profondo come il mare' (djpur eins og hafi) hvtur sem (eins og) snjrinn 'bianco come la neve' L'aggettivo pu essere preceduto da svo 'cos': svo djpur sem hafi '(cos) profondo come il mare' svo hvtur sem snjrinn '(cos) bianco come la neve' La comparazione con eins og pu effettuarsi anche separatamente, facendo precedere l'aggettivo da eins ed il sostantivo da og: eins djpur og hafi 'profondo come il mare' ('tanto profondo quanto il mare') eins hvtur og snjrinn 'bianco come la neve' ('tanto bianco quanto la neve') d. Superlativo Relativo Anche per formare il superlativo relativo si usano dei suffissi, cfr. ingl long, long-est 'il pi lungo', ted. schn, schn-st 'il pi bello', lat. pulcher, pulcherr-imus 'il pi bello', greco , -, - il pi alto, neopersiano bozorg, bozorg-tarin 'il pi grande' ecc. rkur djpur ungur 'giovane' > > > rkastur 'il pi ricco' djpastur, dpstur 'il pi profondo' yngstur 'il pi giovane'

Gli aggettivi che formano il comparativo di maggioranza con meira formano il superlativo relativo con mest: randi aflvana e. > > mest randi 'il pi urgente' mest aflvana 'il pi spossato'

Superlativo Assoluto In alcuni casi si pu usare la forma del superlativo relativo, ma pi comunemente si usa far precedere l'aggettivo di grado positivo dall' avverbio mjg 'molto, assai' (spesso anche harla): rkur djpur randi > > > mjg rkur 'molto ricco, ricchissimo' harla djpur 'profondissimo, assai profondo mjg randi 'molto urgente, urgentissimo'

11.2.2 IL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA: PRIMA FORMA La maggior parte degli aggettivi islandesi forma il comparativo di maggioranza mediante il morfema grammaticale (suffisso) -ari, che viene aggiunto direttamente al tema: rkur svalur ykkur 'grasso' svartur 'nero' frleitur 'ridicolo' > > > > > rkari 'pi ricco' svalari pi fresco ykkari 'pi grasso' svartari 'pi nero' frleitari 'pi ridicolo'
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skrumsamur 'vanitoso'> ljs 'chiaro' kyrr calmo lygn 'calmo' hvass 'acuto' dr 'caro' > > > > >

skrumsamari 'pi vanitoso' ljsari 'pi chiaro' kyrrari pi tranquillo lygnari 'pi calmo' hvassari 'pi acuto' drari 'pi caro'

Gli aggettivi in -inn della classe [A2.A] e quelli in '-ur tematico' della classe [A5] subiscono la sincope della vocale atona finale prima di aggiungere il suffisso -ari: feginn 'felice' hygginn 'furbo' ninn 'vicino' dapur 'triste' lipur 'abile' > > > > > fegnari 'pi felice' hyggnari 'pi furbo' nnari 'pi vicino' daprari 'pi triste' liprari 'pi abile'

Gli aggettivi in -inn della classe [A2.B], derivati da participi passati dei verbi deboli della IV classe aggiungono il suffisso -ari al tema sincopato in dentale (v. 7.2.1): valinn 'scelto' > tugginn 'masticato' > nakinn 'nudo' > valdari 'pi scelto' tuggari 'pi masticato' naktari 'pi nudo'

Infine, gli aggettivi con tema in -v- (classe [A1.6]) possono (ma non usualmente) far ricomparire l'antica consonante tematica prima di aggiungere -ari: flur 'pallido' rskur 'vigoroso' r 'focoso' > > > flari, flvari 'pi pallido' rskari, rskvari 'pi vigoroso' rari, rvari 'pi focoso'

11.1.3 IL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA: SECONDA FORMA Gli aggettivi con tema terminante in vocale formano il comparativo di maggioranza mediante il suffisso -rri: flr 'maligno' > blr 'azzurro' > frr 'lesto' > mjr 'stretto' > trr 'fidato' > nr 'nuovo' > gagnsr 'trasparente'> flrri 'pi maligno' blrri 'pi azzurro' frrri 'pi lesto' mjrri 'pi stretto' trrri 'pi fidato' nrri 'pi nuovo' gagnsrri 'pi trasparente'

11.1.4 IL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA: TERZA FORMA. LA METAFONIA DA -I-. Alcuni aggettivi (la maggior parte di uso molto comune) formano il comparativo di maggioranza mediante il suffisso -ri (-rri se il tema termina in vocale). In molti di tali aggettivi la vocale tonica interessata da un fenomeno metafonetico, provocato questa volta dalla vocale atona [i] del suffisso del comparativo (cfr. il ted. lang, lng-er, ingl. old, eld-er,
219

svedese lng, lng-re, danese lang, lng-re). Il fenomeno quindi detto metafonia da -i- e trova, come meglio vedremo in seguito, altre importanti applicazioni. La vocale tonica interessata dalla metafonia da -i- presenta il seguente quadro regolare di mutazioni: 1. a > e 2. > : 3. u > y 4. j > : 5. > e Per cui: 1. skammur 'corto' grannur 'snello' langur 'lungo' svangur 'affamato' fr 'poco' hr 'alto' smr 'piccolo' lgur 'basso' grunnur 'liscio' unnur 'fine' stuttur 'corto' ungur 'pesante' fullur 'pieno' ungur 'giovane' djpur 'profondo' drjgur 'fertile' mjkur 'soffice' > > > > > > > > > > > > > > > > > skemmri 'pi corto' grennri 'pi snello' lengri 'pi lungo' svengri 'pi affamato' frri 'meno' hrri 'pi alto' smrri 'pi piccolo' lgri 'pi basso' grynnri 'pi liscio' ynnri 'pi fine' styttri 'pi corto' yngri 'pi pesante' fyllri 'pi pieno' yngri 'pi giovane' dpri 'pi profondo' (anche djpari) drgri 'pi fertile' mkri 'pi soffice' gleggri 'pi intelligente' dekkri 'pi scuro' rengri 'pi stretto' strri 'pi grande, maggiore' : : : skammur: skemmri lgur : lgri grunnur : grynnri djpur : dpri dkkur > dekkri

2.

3.

4.

5.

glggur 'intelligente' > dkkur 'scuro' > rngur 'stretto' > str 'grande' >

Si noti inoltre:

Gli aggettivi la cui vocale tonica radicale non soggetta a metafonia aggiungono direttamente il suffisso -ri: ykkur 'grasso' kr 'caro' skr 'chiaro' > > > ykkri 'pi grasso' krri (anche krari) skrri (anche skrari)

220

Formano sempre il comparativo in -ri i numerosissimi aggettivi terminanti in -legur e ugur ed i participi passati in -aur: fallegur 'bello' barnalegur 'infantile' mgulegur 'possibile'> mttugur 'potente' auugur 'facoltoso' gfugur 'nobile' jlfaur 'allenato' blvaur 'maledetto' bannaur 'proibito' Ricordiamo infine: digur 'grasso' > digurri 'pi grasso' 11.2.5 IL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA DI TERZA FORMA CON ASSIMILAZIONE Alcuni aggettivi della classe [A2] oppure [A5] (terminanti cio al nsg m. in -nn, -ll senza fenomeni di sincope oppure in '-ur tematico') formano un comparativo di maggioranza di terza forma nel quale il suffisso -ri si assimila alla consonante finale, dando cos l'impressione che il morfema del comparativo si riduca ad una semplice -i. Si tratta di: a. Due aggettivi [A5] in '-ur tematico' che presentano inoltre metafonia da -i-: magur 'magro' fagur 'bello' b. Aggettivi [A2] senza metafonia: snn 'vistoso' > vnn 'cortese' > hreinn 'pulito' > seinn 'tardo' > fnn 'pi fine' > hll 'liscio' > heill 'sano' > sll 'felice' > vesll 'infelice' > svikull 'ingannevole' > gull 'taciturno' > snni (< *sn-ri) 'pi vistoso' vnni (< *vn-ri) 'pi cortese' hreinni 'pi pulito' seinni 'pi tardo' fnni 'pi fine' hlli (< *hl-ri) 'pi liscio' heilli (< *heil-ri) 'pi sano' slli 'pi felice' veslli 'pi infelice' svikulli 'pi i.' (anche sviklari) gulli 'pi t.' (anche glari) > > megri 'pi magro' (< *megr-ri) (anche magrari) fegri 'pi bello' (< *fegr-ri) (anche fegurri) > fallegri 'pi bello' > barnalegri 'pi infantile' mgulegri 'pi possibile' > > > > > > mttugri 'pi potente' auugri 'pi facoltoso' gfugri 'pi nobile' jlfari 'pi allenato' blvari 'pi maledetto' bannari 'pi proibito'

221

11.2.6 COMPARATIVI SUPPLETIVI Alcuni comunissimi aggettivi sono privi di un comparativo proprio e si servono di forme derivate da una radice completamente differente (suppletivismo). un fenomeno comune a tutte le lingue indeuropee (cfr. lat. bonus, melior, it. buono, migliore, inglese good, better, tedesco gut, besser, bretone mat, gwelloc'h ecc.): gamall 'vecchio' gur 'buono' ltill 'piccolo' margur 'molto' vondur 'cattivo' illur 'idem' slmur 'idem' > > > > eldri 'pi vecchio, maggiore (di et) (cfr. ingl. elder, ted. lter, sved. ldre) betri 'migliore, pi buono' (cfr. ingl better, ted. besser, sved. bttre) minni 'minore, pi piccolo' (cfr. ted. minder, lat. minor, sved. mindre) fleiri 'pi' (cfr. lat. pl-us; sved. flera) verri 'peggiore, pi cattivo' (cfr. ingl. worse, sved. vrre).

>

11.2.7 COMPARATIVI PRIVI DI AGGETTIVO POSITIVO CORRISPONDENTE Alcuni aggettivi comparativi sono privi di un corrispondente aggettivo positivo. La radice di formazione per visibile nei relativi avverbi. Il comparativo pu essere di ogni tipo di forma, con prevalenza della terza (con metafonia ove possibile): AVVERBIO austur 'ad est' suur 'a sud' vesturi 'ad ovest' norur 'a nord' nlgt 'vicino' heima 'a casa' heldur 'piuttosto' fjarri 'lontano' handan 'oltre' for- 'prima' s 'dopo, poi' fram 'avanti' aftur 'dietro' inn 'dentro' utan 'fuori' nean 'sotto' ofan 'sopra' AGGETTIVO COMPARATIVO austari, eystri 'orientale, pi ad est' syri 'meridionale, pi a sud' vestari, vestri 'occidentale, pi ad ovest' norari, nyrri 'settentrionale, pi a nord' nrri 'pi vicino, prossimo' heimari 'prossimo, pi vicino a casa' heldri 'migliore = preferibile' fjrri 'pi lontano, distante' handari 'ulteriore' (nello spazio) fyrri 'anteriore' (nel tempo) sari 'posteriore, ulteriore' (nel tempo) fremri 'anteriore' (nello spazio) aftari, eftri 'posteriore' (nello spazio) innri 'interiore' ytri 'esteriore' neri 'inferiore' efri 'superiore'

Di pochi aggettivi comparativi non si conservata neanche la radice avverbiale: skrri 'migliore', ri 'pi elevato, superiore (come posizione sociale). Formalmente sono dei comparativi anche gli aggettivi hgri 'destro' e vinstri 'sinistro'.
222

11.2.8 DECLINAZIONE DEL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA Gli aggettivi comparativi hanno solo la declinazione debole che, inoltre, ulteriormente ridotta rispetto a quella normale. In pratica, le terminazioni sono solo due: -i -a Si ha dunque:
cas 123 o

(tutto il maschile ed il femminile singolare, plurale di tutti e tre i generi) (tutto il neutro singolare e, solo nella lingua solenne, g/d/asg maschile)

maschile term. rkari rkari [-a] rkari [-a] rkari [-a] -i -i (-a) -i (-a) -i (-a)

femminile term. rkari rkari rkari rkari -i -i -i -i

neutro term. rkara rkara rkara rkara -a -a -a -a

singolar e nom gen dat acc

plurale (forma unica)


tutti i casi

rkari

-i

Cos dunque: dpri, dpra hvassari, hvassara fegnari, fegnara naktari, naktara blrri, blrra lengri, lengra fallegri, fallegra snni, snna heilli, heilla betri, betra fyrri, fyrra vinstri, vinstra (< djpur) (< hvass) (< feginn) (< nakinn) (< blr) (< langur) (< fallegur) (< snn) (< heill) (< gur) (< for-) (-)

Si noti per che il comparativo fleiri (< margur) presenta spesso al dativo plurale di tutti e tre i generi la forma fleirum.
NOTA 11.2 La stessa declinazione potevano avere (ed a volte ancora hanno nella lingua arcaizzante, solenne, poetica) i participi presenti, ora completamente indeclinabili. Un vestigio di tale declinazione si ha ad esempio nellespressione a breyttu breytanda mutatis mutandis, ove breytanda un nominativo neutro singolare del participio breytandi (< breyta cambiare, mutare) con valore di gerundivo.

223

11.2.9 IL SECONDO TERMINE DI PARAGONE Il secondo termine di paragone introdotto da en (anche heldur en, con significato di 'piuttosto che') e rimane nello stesso caso del primo termine: Plli er rkari en g 'Plli pi ricco di me' himinninn er blrri en bllinn inn 'il cielo pi blu della tua macchina' hn er fegri kona, en ' una donna pi bella di te' httsettari manna hefur g drapi, en blvaan mlalia 'ho ucciso uomini pi importanti di un maledetto mercenario' Spesso, per, il secondo termine di paragone espresso mediante il semplice caso dativo e, in tale caso, deve precedere l'aggettivo comparativo: Bjarni er flestum mnnum frari 'Bjarni pi istruito della maggior parte della gente' Smundur fri var klskanum slttugri Smundur il Sapiente era pi furbo del diavolo Bllinn minn er num nrri 'la mia auto pi nuova della tua' 11.2.10 COMPARAZIONE TRA DUE AGGETTIVI Quando si comparano due aggettivi non si ha una vera e propria gradazione, bens un confronto tra due diverse qualit. In tale caso, il primo aggettivo obbligatoriamente preceduto dall' avverbio meira ed il secondo da (heldur) en: ert meira heimskur en vondur 'sei pi imbecille che cattivo' slenskir knattspyrnumenn eru meira rttmiklir heldur en snilldarlegir 'i calciatori islandesi sono (pi) atletici (piuttosto) che virtuosi' etta er verk meira lymsks heldur en skynsams rithfundar 'questa l'opera di uno scrittore pi furbo che intelligente'

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12. DODICESIMA LEZIONE TLFTA LEXAN


12.2.1 VERBI DEBOLI: IV CLASSE [VD4] L'infinito dei verbi deboli della IV classe [VD4] termina sempre in -ja. La presenza nella terminazione della semivocale [j] ha provocato metafonia da -i- (v.11.1.4) nell'infinito ed in tutto il presente indicativo, mentre nel preterito indicativo e nel participio passato si mantenuta la vocale tonica radicale originaria (fenomeno che alcuni hanno chiamato, senza alcun fondamento, Rckumlaut, cio 'metafonia alla rovescia'). Alcuni esempi: METAFONIA a>e u>y a>e u>y a>e u>y PRET.IND. (senza metafonia) g bari g spuri g taldi g umdi g vakti g lukti INFINITO (con metafonia) berja spyrja telja ymja vekja lykja PRES. IND. (con metafonia) g ber 'battere' g spyr 'chiedere' g tel 'contare' g ym 'sospirare' g vek 'svegliare' g lyk 'chiudere'

NOTA 12.1 Dal punto di vista storico, tale classe comprende i verbi cd. causativi (vekja 'far destare = svegliare', setja 'far sedere = mettere', o comunque di significato affine), il cui morfema formativo tipico appunto -ja aggiunto alla radice verbale. Nelle grammatiche storiche delle lingue germaniche questa usualmente la prima classe dei verbi forti (mentre quella che abbiamo qui definito prima classe in realt la quarta). In questo caso ci siamo basati evidentemente pi sulla frequenza (i verbi del tipo elska, elskai formano la maggioranza assoluta di tutti i verbi islandesi e sono lunica classe produttiva) che sulleffettiva realt storica.

Tre verbi deboli della IV classe non presentano alcun fenomeno di metafonia: a selja a setja a skilja 'vendere' 'mettere, porre' 'capire' sel, seldi, seldur set, setti, settur skil, skildi, skilinn

12.2.2 CONIUGAZIONE DEL PRESENTE INDICATIVO [VD4] I verbi deboli della IV classe hanno al presente indicativo delle terminazioni che si discostano alquanto da quelle delle altre classi deboli e sono invece del tutto simili a quelle dei verbi forti:
1s. 2s. 3s. 1p. 2p. 3p. - (nessuna terminazione) -ur (terminazione usuale) -r (si agg. ai temi terminanti in vocale: nr) - (si agg. ai temi terminanti in -r: ber) -ur (terminazione usuale) -r (dopo vocale: hann nr) - (nessuna terminazione: temi in -r, hann ber) -jum -ji (terminazione usuale) -i (dopo vocale: i spi) -ja

225

Coniugazione: - A telja 'contare' - A flja 'fuggire' - A berja 'battere' p. 124 a telja tel telur telur teljum telji telja a flja fl flr flr fljum fli flja a berja ber ber ber berjum berji berja term. = -ur, -[r] -ur, -r, = -jum -[j]i -ja

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

12.2.3 PRETERITO INDICATIVO DEI VERBI [VD4] Dal punto di vista della coniugazione, il preterito indicativo dei verbi [VD4] non presenta alcuna differenza con quello dei verbi [VD2] e [VD3], compresa la scelta della variante del suffisso in dentale. Si ricordi per che la vocale differente da quella dell'infinito e del presente indicativo a causa dell'assenza della metafonia da -i- e che, quindi, per i temi con vocale radicale [a] opera invece la metafonia da -u- ove possibile. p. 125 a telja taldi taldir taldi tldum tldu tldu a flja fli flir fli flum flu flu a berja bari barir bari brum bru bru a vekja vakti vaktir vakti vktum vktu vktu term.
-[d//t]i -[d//t]ir -[d//t]i -[d//t]um -[d//t]u -[d//t]u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p. i 3p. eir

12.2.4 PARTICIPIO PASSATO Una parte dei [VD4] forma il participio passato analogamente a quello delle classi [VD2] e [VD3], senza metafonia della vocale tonica radicale: a hvetja 'affilare' > a kveja 'salutare' > a leggja 'collocare, mettere'> a lykja 'chiudere' > hvattur 'affilato' kvaddur 'salutato' lagur 'collocato' luktur 'chiuso'

Molti, per, presentano una forma (sempre con vocale tonica non metafonizzata) terminante al nsg. m. in -inn, dalla complessa declinazione 'mista' (aggettivi [A2.B, v. 7.2.1): a skilja 'capire' a berja 'battere' a vekja 'svegliare' a glepja sedurre a dylja nascondere a vefja arrotolare > > > > > > skilinn 'capito' (npl. m skildir) barinn 'battuto' (npl. m. barir) vakinn 'sveglio' (npl.m. vaktir) glapinn sedotto (npl.m. glaptir) dulinn nascosto (npl.m. duldir) vafinn arrotolato (npl.m. vafir)
226

12.2.5 LISTA DEI PI COMUNI VERBI DEBOLI DELLA IV CLASSE Diamo qui una lista dei [VD4] pi comuni. Le forme paradigmatiche sono: A. B. C. D. Infinito 1a persona singolare del presente indicativo 1a persona singolare del preterito indicativo Participio passato (o supino).

Per i verbi con participio passato in -inn si ricorda che la dentale presente in alcuni casi della declinazione sempre la stessa che appare nel preterito indicativo. 126 infinito (A) 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 a berja a bylja a dvelja a dylja a flja a fremja a gleja a hemja a hlymja a hrekja a hvetja a hyggja a kremja a kveja a leggja a lykja a n a selja a setja a skilja a smyrja a spyrja a telja a temja a tyggja a vefja a vekja a velja a venja a verja a ymja a ekja a ykja a rymja it. battere risuonare abitare nascondere fuggire ordinare rallegrarsi limitare ruggire confutare affilare pensare cacciare salutare mettere, porre chiudere raggiungere vendere mettere
capire, distinguere

1s. pres. ind. (B) 1s. pret. ind. (C) part.pass. (D) g ber g byl g dvel g dyl g fl g frem g gle g hem g hlym g hrek g hvet g hygg g krem g kve g legg g lyk g n g sel g set g skil g smyr g spyr g tel g tem g tygg g vef g vek g vel g ven g ver g ym g ek mr ykir a rymur g bari g buldi g dvaldi g duldi g fli g framdi g gladdi g hamdi g hlumdi g hrakti g hvatti g hugi g kramdi g kvaddi g lagi g lukti g ni g seldi g setti g skildi g smuri g spuri g taldi g tamdi g tugi g vafi g vakti g valdi g vandi g vari g umdi g akti mr tti a rumdi barinn buli dvali dulinn flinn framinn gladdur haminn hlumi hrakinn hvattur huga kraminn kvaddur lagur luktur ninn seldur settur skilinn smurur spurur talinn taminn tugginn vafinn vakinn valinn vaninn varinn umi akinn tt rumi

ungere chiedere contare domare masticare arrotolare svegliare scegliere abituare difendere sospirare coprire sembrare tuonare

227

12.2.6. PREPOSIZIONI COL DATIVO Le seguenti preposizioni reggono esclusivamente il caso dativo: - A 'a, verso'. Indica movimento o direzione verso un estremit (spesso con sfumatura finale) od anche un contatto reale o figurato. ganga a dyrunum 'andare alla porta' hann hefur lag mig a velli 'mi ha buttato a (per) terra' g sneri mr a forstjranum 'mi rivolsi al direttore' g hallai mr a brjstriinu 'mi appoggiai alla ringhiera' draga sngina upp a hku 'tirarsi la coperta fino al mento' Pu avere anche una connotazione temporale in espressioni assolute: a honum lfandi 'essendo lui vivo, quando era ancora vivo' a afloknu nmi '(una volta) finiti gli studi' Si notino le seguenti espressioni avverbiali: a undanfrnu 'negli ultimi tempi' a lokum 'alla fine, infine' a nju 'di nuovo, ancora' a eilfu 'per sempre' a sumri, a vetri 'la prossima estate, il prossimo inverno' a lni 'in prestito' - Af 'di, da'. Si tratta di una delle preposizioni pi comuni, che presenta moltissime sfumature. a. Pu indicare uno spostamento o un mutamento di posizione: g stg af hesti 'smonto da cavallo' fara af sta 'spostarsi' (lett. 'andare via da un posto') drengurinn hoppai fu a fu 'il ragazzo saltava da un cespuglio all'altro' (lett. 'da cespuglio a cespuglio') b. Pu avere una connotazione temporale: framan af vetri 'all'inizio dell'inverno' tu vikur af sumri 'dieci settimane dall'inizio dell'estate' c. Pu indicare la provenienza (anche da una persona) o un risultato: fr Oddn kemur af gum ttum 'la sig.ra Oddn proviene da una buona famiglia' iggja gjf af foreldrunum 'ricevere un regalo dai genitori' g frttai af honum 'ricevetti notizie da parte sua' hva er ori af honum 'cosa ne stato di lui?' hva hefuru gert af bkinni? 'che cosa ne hai fatto del libro?'

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d. Pu avere una connotazione causale o modale: af hendingu 'per caso' af llu afli 'a tutta forza' af v a 'per, a causa di' af heilum hug 'di tutto cuore' hyggjur af brfi 'dolore a causa di una lettere' hlfdauur af reytu 'mezzo morto dalla fatica' g er stoltur af syni mnum 'sono fiero di mio figlio' vi styjum mlefni af alefli 'sosteniamo la causa con tutte le nostre forze' e. Pu avere valore partitivo (al pari del semplice genitivo): eitt pr af skm 'un paio di scarpe' g mtti einum af vinum mnum (vina minna) 'incontrai uno dei miei amici (un mio amico) f. Indica infine il complemento di agente: bkin var dd af Jni Jnssyni 'il libro stato tradotto da Jn Jnsson'
NOTA 12.2 Si tenga presente che una costruzione come quella dell'ultimo esempio proposto non frequente in islandese, in cui il passivo, come vedremo in seguito ha un senso impersonale ('anonimo') e non ammette di regola il complemento d'agente. Sar quindi meglio dire: Jn Jnsson ddi greinina 'J.J. ha tradotto l'articolo'.

- Fr 'da'. a. Indica la provenienza reale (locale), ovvero il moto da luogo: g kem fr Reykjavk '(pro)vengo da Reykjavk' strkurinn kom ofan fr fjllum 'il ragazzo veniva dalle montagne' g s Einar koma fr ingvllum 'ho visto Einar tornare da ingvellir' b. Pu indicare il complemento d'argomento (con una sfumatura di parte del tutto): segu mr eitthva fr vintrum Barnsins Mnchhausen 'dimmi qualcosa sulle avventure del Barone di Mnchhausen Fr daua Sinfjtla 'a proposito della morte di Sinfjtli' [titolo di un brano in prosa dell'Edda poetica] c. Pu indicare la provenienza di una voce, di una notizia: vi heyrum fr forseta lveldisins, a httulegur moringi fri a vera leystur ' sentimmo (dire) dal Presidente della Repubblica che un pericoloso assassino stava per essere rilasciato'

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d. Pu indicare una separazione od un impedimento: strhafi skildi marga sjmenn fr snum krustum 'l'immenso mare separava molti marinai dalle loro amate' g ver a hindra hann fr sjlfsmori (fr a fremja sjlfsmor) ' devo impedirgli il suicido (di commettere suicidio)' Si noti l'espressione temporale: dag fr degi 'giorno dopo giorno'. - Hj 'presso, da'. Indica uno stato temporaneo, un punto di ricezione, un' accoglienza (spesso figurata). Corrisponde spesso al francese chez. g rakst hann hj psthsinu 'lo incontrai all'ufficio postale, presso l'ufficio postale' barni er hj mur sinni 'il bambino da (presso) sua madre' (francese: lenfant est chez sa mre) saga hans fkk kuldalegar vitkur hj gagnrynendum 'il suo racconto ricevette una fredda accoglienza da parte dei critici, presso i critici' Pu indicare un confronto, una comparazione: flug skgarrasta yfir Atlantshafi er leikur einn hj feralagi krunnar 'il volo dei tordi sull'Atlantico uno scherzetto in confronto alla migrazione delle rondini'
NOTA 12.3 La preposizione hj si sviluppata moltissimo nel feroese, il cugino dellislandese, assumendo valore possessivo e riducendo praticamente luso del genitivo ad un relitto (nonch limitando luso degli aggettivi possessivi). In feroese si dice comunemente hsi hj Ptur, hsi hj mr (isl. hs Pturs, hsi hans Pturs; hsi mitt).

- r 'da, per'. Indica uno spostamento, un movimento dall'interno di un oggetto tridimensionale o da un ambiente chiuso: drekka l r flsku 'bere birra da una bottiglia' vinnumaurinn kom t r fjsinu 'il lavoratore usc della stalla' Pu essere spesso usata in senso metaforico e figurato: fara r ftum 'spogliarsi' (lett. 'uscire dai vestiti') losna r fjtrum 'liberarsi dalle catene' a kom aldrei dropi r lofti 'non veniva mai gi una goccia dal cielo' lita upp r blainu 'dare una scorsa al giornale' Indica la provenienza personale, ovvero la nascita o il luogo dove si abita: maurinn er r Kpavogi '(quell') uomo viene da Kpavogur' fir vita, a fair hans Geirs Zoga, hins frga slenska mlfrings, kom r talu 'pochi sanno che il padre di Geir Zoga, il celebre filologo islandese, veniva dall'Italia'

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Un uso diffuso di r si ha per indicare il complemento di materia (fondamentalmente un tipo di provenienza figurata): g keypti kpu r silki 'ho comprato una veste di seta' hskin gmlu bjunum eru r torfi i tetti delle case nelle vecchie fattorie sono di torba SI notino le seguenti espressioni in cui r ha una connotazione causale: deyja r yrst 'morire di sete' deyja r hungri 'morire di fame' - Mt, () mti 'contro', 'di fronte' Indicano il movimento o lo stato in direzione frontale: sklinn stendur mti kirkjunni 'la scuola sorge di fronte alla chiesa' fara mti vindi 'andare controvento' ganga mti brekku 'andare verso la china' Possono indicare la direzione verso la quale si trova qualcosa, la posizione in direzione di qualcosa: glugginn snr mti suri 'la finestra d a sud, a sud' Possono indicare un'opposizione: geri hann a mt vilja mnum 'fece questo contro il mio volere' Possono indicare l'oggetto di uno scambio: g gaf penna mt bkinni 'diedi una penna in cambio del libro' Possono indicare un oggetto che si possiede insieme a qualcun altro: g bt mti brur mnum 'ho una barca assieme a mio fratello' - Gegn 'contro'. Indica un'opposizione: Cicer mlti gegn Katlnu 'Cicerone parl contro Catilina' slendingar risu gegn dnskum yfirrendum 'gli Islandesi insorsero contro i dominatori danesi' Anche gegn pu indicare l'oggetto di uno scambio (cfr. litaliano pagare contro assegno) ln gegn vei 'prestito a pegno' g seldi blinn minn gegn bti 'ho venduto la mia auto per una barca'

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- Gegnt, gagnvart, andspnis 'di fronte a'. Tutte e tre le preposizioni indica una posizione frontale: au stu egjandi hvort andspnis ru 'se ne stavano in silenzio uno di fronte all'altro' gagnvart hsinu 'di fronte alla casa' Don Camill sat gegnt Peppone og brosti vi honum 'Don Camillo sedeva di fronte a Peppone e gli sorrideva' Si noti: Framkoma n gagnvart mr 'il tuo comportamento nei miei confronti' - ndvert 'contro', 'contrariamente a'. Indica un'opposizione ad una consuetudine o ad un'azione: ndvert venju er g a lesa jviljanum sta a Morgunblainu 'contrariamente al solito sto leggendo il "Volere del Popolo" invece che il "Giornale del Mattino"' La preposizione indica anche qualcosa che 'si para' davanti all'improvviso: Vatnajkull reis ndvert orlausum tlskum feramnnum 'il Vatnajkull si stagliava davanti a degli esterrefatti turisti italiani' bjrgin risu ndvert konunni 'le rocce si pararono davanti alla donna' - Undan 'da sotto', 'dal di sotto'. Indica un movimento in avanti proveniente dal di sotto di qualcosa: Hundurinn skrei undan rminu 'il cane spunt da sotto il letto' in fellur undan jkli 'il torrente scorre da sotto un ghiacciaio' hann spratt upp undan garinum 'sbuc fuori da sotto il muro del giardino' La locuzione preposizionale undan ha per valore temporale (prima di): Ptur kom undan llum rum 'Ptur arriv prima di tutti gli altri' [qualcosa come: 'Ptur, come se fosse spuntato da sotto, arriv prima di tutti'] Si notino le seguenti espressioni: hallar undan fti ' le cose vanno peggio' lita t undan sr 'guardare di sbieco' kvarta undan kuldanum 'lamentarsi del freddo'

232

- samt 'insieme a': indica il complemento di compagnia (= me + dativo): hn st ar samt manni snum 'stava l assieme a suo marito' Pu indicare un'azione contemporanea o complessiva: bndinn seldi hsi samt loinni 'il contadino vendette la casa insieme al terreno' - Saman 'per'. Si tratta di una postposizione (segu cio il sostantivo che determina) ed indica un periodo di tempo indeterminato durante il quale avvenuta una cosa: mnuum saman brust Vestmannaeyingar vi eldgosi 'per mesi gli abitanti delle Vestmannaeyjar lottarono contro l'eruzione' ldum saman uru slendingar a selja dnskum kaupmnnum afurirnar snar 'per secoli gli islandesi furono costretti a vendere i loro prodotti ai mercanti danesi' - Samkvmt 'secondo', 'in conformit, conformemente a'. Indica un accordo: samkvmt venju 'secondo l'uso, come al solito' samkvmt lgum tti dmarinn a dma ig sekan 'secondo la legge, il giudice dovrebbe dichiararti colpevole' - Nr 'vicino a' (con il comparativo nrri ed il superlativo nst). Senso locale e temporale. Margur drukknar nrri landi 'Pi d'uno annega vicino alla terraferma [Proverbio islandese = Non si deve cantar vittoria troppo presto] ert nrri sanni 'sei pi vicino alla verit' skrifau mr nr jlum 'scrivimi vicino a Natale, verso Natale' hann gengur nst konunginum a viringu 'in quanto al rango, assai vicino al Re' hann er lreftsskyrtu nst sr 'indossa sotto una camicia di lino' (ovvero: la camicia di lino il capo di vestiario pi 'interno', pi a diretto contatto con la pelle). - Nlgt 'vicino a'. Indica una vicinanza dello spazio: nlgt ingvllum er Almannagj 'vicino a ingvellir si trova l' Almannagj'24 kofi var nlgt sjnum 'vicino al mare c'era una capanna'

24

L' Almannagj una profonda faglia situata davanti alla vasta piana di ingvellir. In un suo tratto forma una specie di balconata naturale che fungeva da tribuna per coloro che assistevano alle sedute dell'antico parlamento islandese, l ' alingi. Il nome significa appunto 'faglia del pubblico'). A ingvellir si trovano diverse altre gjr (Flosagj, Nikulsargj, Hagj). 233

- Fjr 'lontano da' (con il comparativo fjarri): ert ekki fjarr sanni, ef segir a Antognoni s strsti talski knattspyrnumaurinn 'non sei lontano dal vero se dici che Antognoni il pi grande calciatore italiano' a vera vti snu fjr 'impazzire, perdere la ragione' [lett. "diventare pi lontano dalla propria ragione"] v fjr ertu augum, v fjr ertu hjrtu 'lontan dagli occhi, lontan dal cuore' - Handa 'per. Indica la destinazione ad un dato uso: Oraskyggnir, slensk orabk handa brnum 'Parole intuite, dizionario islandese per bambini' etta er takmrku tgfa handa sfnurum 'questa un'edizione limitata per collezionisti' Ricordiamo il titolo islandese di questopera: Kennslubk ntma slensku handa tlum Corso di islandese moderno per italiani - Bak, a baki 'dietro, dopo'. Ha una connotazione causale, indicando ci che 'sta dietro' ad una cosa o ad un avvenimento. Si potrebbe rendere con l'espressione 'a monte di'. a baki styrjaldarrekstri er hroki auvaldskerfis 'a monte della spinta bellica c' l'arroganza del capitalismo; dietro la spinta bellica....' Connotazione temporale: bak jlum 'dopo Natale, passato Natale' bak nri 'dopo Capodanno' - Mefram 'lungo'. Indica un percorso continuo ed il movimento lungo tale percorso: vi erum gengnir mefram strndinni 'abbiamo camminato lungo la costa sabbiosa' a er mgulegt a aka blnum mefram nni ' impossibile guidare la macchina lungo il fiume'

234

13. TREDICESIMA LEZIONE RETTNDA LEXAN


13.2.1 I PRONOMI INTERROGATIVI I pronomi / aggettivi interrogativi di qualit di uso pi frequente sono: - hver - hvor - hva - hvaa - hvlkur 'chi? quale?' [lat. quis, greco , got. hwa, ing. who, ted. wer] 'chi, quale dei due? [lat. uter, greco , gotico hwaar ] 'che cosa?' [lat. quid, greco , gotico hwaa, ing. what, ted. was] 'quale? che specie di?' 'quale, come?' [lat. qualis, ing. which, ted. welcher, sv. vilken]

Pronomi interrogativi di quantit: - hve mikill - hve margir 'quanto (grande)?' 'quanti?' [lat. quantus, gr. , ing, how much] [ing. how many]

13.2.2 DECLINAZIONE DEI PRONOMI INTERROGATIVI - Hver

cas 127 o

singolare maschile femminile hver hverrar hverri hverja plurale femminile hverjar hverra hverjum hverjar neutro hvert hvers hverju hvert neutro hver hverra hverjum hver

nom gen dat acc

hver hvers hverjum hvern maschile

nom gen dat acc

hverjir hverra hverjum hverja

235

- Hvor
cas 128 o singolare

singolare maschile hvor hvors hvorum hvorn maschile femminile hvor hvorrar hvorri hvora plurale femminile hvorar hvorra hvorum hvorar neutro hvort hvors hvoru hvort neutro hvor hvorra hvorum hvor

nom gen dat acc

nom gen dat acc - Hvlkur

hvorir hvorra hvorum hvora

Si declina come un normale aggettivo forte (ad es. rkur). - Hva, hvaa Hva un pronome neutro che possiede solo le forme del nom. e acc. singolare. Hvaa indeclinabile. - Hve mikill, hve margir Si tratta di interrogativi composti con l'avverbio hve 'come' e gli indefiniti mikill 'molto, grande e margir 'molti'; cfr. l'inglese how much, how many.
NOTA 13.1 Hver, hva e hvor sono gli antichi pronomi interrogativi indeuropei (ie. *kwis > greco , latino quis; ie. *kwid > greco , latino quid; ie. *kwo-ter-os > greco (dorico ), gotico hwa-ar).

13.2.3 USO DEI PRONOMI INTERROGATIVI - Hver, hva. Hver significa propriamente: 'chi fra pi di due?'. La forma del nom./acc singolare neutro hvert si usa solo in funzione attributiva, mentre in funzione pronominale ('che cosa?') si usa esclusivamente hva (cfr. l'ingl. who? what? , il ted. wer? was?, lo svedese vem? vad? e il danese hvor? hvad? ): hvert barni [hvert barnanna] hefuru s? 'quale bambino (dei bambini) hai visto?' hvert hsi [hvert hsanna] hefuru keypt? 'quale casa (delle case) hai comprato?' ma: hva ertu a gera? '(che) cosa stai facendo?'

236

hva er betri en a sitja og lesa bk? 'che c' ci meglio che starsene seduto a leggere un libro?' Hva pu essere retto dalle preposizioni che richiedono l'accusativo: um hva eru i a tala? 'di cosa state parlando?' [possibile anche: hva eru i a tala um?] L'uso di hver soggiace a regole non sempre chiarissime. In funzione pronominale corrisponde al nostro 'chi?' e pu essere retto da preposizioni: hverjir eru vinir nir? 'quali sono i tuoi amici?' hver hefur teki bkina mna? 'chi ha preso il mio libro?' hverjum gafstu slandsklukkuna? 'a chi hai dato La Campana d'Islanda?' hvers [hverrar, hverra] er bk essi? 'di chi questo libro?' hvern [hverja, hverjar] hefuru s 'chi hai visto?' vi hvern [hverja, hverjar] ertu a tala? 'con chi stai parlando?' me hverju eru brnin a leika sr ? 'con cosa stanno giocando i bambini?' In funzione attributiva hver pu: a. b. c. Reggere il sostantivo indeterminato: hvert hs tt ? hvern bl hefuru keypt? Reggere il sostantivo determinato: hvert hsi tt ? hvern blinn hefuru keypt? Reggere il genitivo plurale (partitivo): hvert hsanna tt ? hvern blanna hefuru keypt?

Se prevale la connotazione partitiva, la costruzione al punto c. senz'altro la pi comune: hverjar bkanna hefuru teki r bkasafninu? 'quali (dei) libri ha preso dalla biblioteca?' hvert barnanna hefur bora alla kkuna? 'quale bambino (dei bambini) ha mangiato tutta la torta?' hverjir vina na ba slandi og hverjir (eirra) erlendis? 'quali dei tuoi amici abitano in Islanda e quali all'estero?' til hvers starfsmannanna g a sna mr? 'a quale degli impiegati mi devo rivolgere?' Le costruzioni a. e b. sono altrettanto comuni e si usano se non c senso partitivo: hver slenskur rithfundur hefur skrifa slandsklukkuna? 'quale scrittore islandese ha scritto La Campana d'Islanda?' veistu hvert fjall er hst slandi? 'sai qual il monte pi alto d'Islanda?'

237

Si notino le espressioni: hvers konar, hvers lags, hvers kyns '(di) che (quale) tipo, genere, specie ecc.' hvers konar frekja er etta? 'che razza d'insolenza questa?' hvers lags villidr lfa Indlandi? 'quali specie di animali selvaggi vivono in India?' hvers kyns ska hefuru keypt? 'che tipo di scarpe hai comprato?' Si noti ancora: af hverju 'perch?' (nelle domande, conn. finale) hvers vegna 'perch?' (nelle domande, conn. causale) af hverju skrpair sklanum? 'perch hai fatto forca a scuola?' (= a quale scopo?) hvers vegna skrpair sklanum? 'perch hai fatto forca a scuola?' (= per quale motivo?) Nelle risposte si usa sempre vegna ess (a) oppure (af) v (a): vegna ess a g vildi fara til dragars me vinum mnum 'perch volevo andare allo zoo con i miei amici' (af) v (a) g hefi fari til dragars me vinum mnum 'perch sono andato allo zoo con i miei amici' Comunemente si usa vegna ess (anche ess vegna, cfr. il ted. des-wegen) ed il semplice v. - Hvaa. Il pronome / aggettivo hvaa, comune nella lingua colloquiale, indeclinabile. Significa: 'quale? che tipo, genere, specie, razza di...?' (ted. was fr ein?, ingl. what [kind of]?) ed ha quindi una precisa connotazione qualitativa: hvaa bk er essi? 'che (specie di) libro questo?' [was fr ein Buch ist das? what [kind of] book is this?] hvaa er etta? 'cos' questo? che razza di cosa questa?' hvaa bl hefury keypt? 'quale (tipo di) auto hai comprato?' [was fr ein Auto hast du gekauft? what kind of car did you buy?] Spesso, per, hvaa sconfina nel campo di hver: hvaa bl tt ? = hvern bl tt 'quale auto hai?' - Hvor. Significa propriamente: 'chi, quale dei due?' (lat. uter, greco , ). A parte la sfumatura di significato e l'assenza di una forma pronominale neutra separata (come hva), il suo uso pressoch identico a quello di hver: hvor etta hs, lafur ea Palli? 'chi (dei due) possiede questa casa, lafur o Palli?' hvorum gafstu slandsklukkuna? 'a chi (dei due) hai dato La Campana d'Islanda?'
238

239

vi hvora ertu a tala? 'con quale (delle due) stai parlando?' hvort viltu taka? 'che cosa (fra due cose) vuoi prendere?' hvort viltu drekka, te ea kaffi? 'Cosa vuoi bere, t o caff?' hvort hs (hsi, hsanna) tt 'quale casa (delle due) hai?' Anche con hvor la costruzione con il genitivo plurale la pi comune. Si noti che la forma neutra hvort funge anche da congiunzione interrogativa nelle proposizione interrogative indirette di tipo disgiuntivo (dove, cio, si pone un'alternativa tra due possibilit): hann vissi ekki hvort var maur til ess 'non sapeva se Palli era (fosse) una persona adatta per questa cosa' (se lo era o no). - Hvlkur. Sebbene incluso fra gli interrogativi, hvlkur piuttosto un pronome esclamativo (indica meraviglia, sorpresa, dubbio, ammirazione ecc.). Spesso ha una connotazione ironica, data anche la sua relativa altisonanza: hvlikan mann 'che uomo!' hvlk heimska! 'che stupidaggine!' hvlkir menn voru eir, sem flu fr Noregi til a nema land slandi! 'che uomini furono quelli che fuggirono dalla Norvegia per colonizzare l'Islanda!' me hvlkri konu hefur kvongast! 'con che razza di donna ti sei sposato! Cotanta donna hai sposato!' [sfumatura ironica] - Hve mikill, hve margir. Composti dall'avverbio interrogativo hve? 'come?' e dagli aggettivi/pronomi indefiniti mikill 'grande, molto' e margir 'molti'. Si tratta di interrogativi quantitativi il cui uso corrisponde perfettamente a quello di how much e how many in inglese, cio: Hve mikill si usa esclusivamente al singolare con sostantivi non numerabili (ingl. uncountable nouns), per chiedere 'quanto di un insieme' si vuole avere; Hve margir si usa esclusivamente al plurale con sostantivi numerabili (ingl countable nouns), per chiedere 'il numero delle unit di un insieme' che si vuole avere. hve miki kjt vilji i bora? 'quanta carne volete mangiare?' [how much meat do you want to eat?] hve miki vilji i bora? 'Quanta ne volete mangiare?' hve mikinn sand hefuru s eyimrkinni? 'quanta sabbia hai visto nel deserto?' [how much sand did you see in the desert?]

240

af hve miklu vatni er hafi samsett? 'di quant'acqua fatto il mare?' af hve mrgum vatnsdrpum er hafi samsett? 'di quante gocce d'acqua fatto il mare?' hve mrg brn hefuru s leika sr leikvellinum? 'quanti bambini hai visto giocare nel parco giochi?' hve mrg hefuru s leika sr leikvellinum? 'quanti ne hai visti giocare nel parco giochi? hve margar stelpur segjast vera hreinar? 'quante ragazze dicono di essere vergini?' vonar og drauma hve margra hefur eiturlyfi drepi? 'di quanti la droga ha ucciso i sogni e le speranze?' Le interrogative quantitative espresse con hve mikinn e hve margir possono avere un senso esclamativo: hve mikinn sand hefuru s eyimrkinni! af hve mrgum vatnsdrpum er hafi samsett! vonar og drauma hve margra hefur eiturlyfi drepi! 13.2.4 SOSTANTIVI MASCHILI FORTI: CLASSI [MF2] E [MF3] Riprendiamo dopo alcune lezioni la trattazione dei sostantivi maschili forti. Ricordiamo le forme paradigmatiche delle classi [MF2] e [MF3]; si tratta per entrambi le classi degli antichi temi in -i- (cfr. il runico Hlewa-gastiR, ove -gastiR equivale allislandese gestur, < protogermanico *gast-i-Z, cfr. il latino host-is, slavo ecclesiastico ). [MF2] Gest-ur gest-s gest-ir Fund-ur fund-ar fund-ir 'ospite' nsg gsg npl nsg gsg npl

[MF3]

'incontro, riunione, assemblea

Lunica differenza tra le due classi sembrerebbe consistere nella terminazione del gsg; in realt la situazine , come vedremo in seguito, molto pi complessa e giustifica la suddivisione dei sostantivi interessati in due classi distinte con i relativi sottogruppi.

241

13.2.5 SOSTANTIVI [MF2] Gestur un sostantivo MF2 standard. La declinazione la seguente:


cas 129 o

singolare gestur gests gesti gest

term. -ur -s -i =

plurale gestir gesta gestum gesti

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

Cos si declinano: brestur gustur hvinur kippur kvittur prettur skellur 'scoppio, esplosione' 'respiro' 'folata di vento' colpo, urto voce, diceria trucco, stratagemma 'schianto' brests, brestir gusts, gustir hvins, hvinir kipps, kippir kvitts, kvittir pretts, prettir skells, skellir

NOTA 13.2 I sostantivi kippur, kvittur e prettur hanno il dativo singolare indeterminato regolarmente in -i (kippi, kvitti, pretti), mentre il corrispondente caso determinato ne privo: kippnum, kvittnum, prettnum. V. 13.2.7 infra. NOTA 13.3 I sostantivi hvinur, reitur aiola, sauur montone castrato, castrato e skutur poppa (parte della nave) possono avere il gsg. in -ar: hvins/hvinar, reits/reitar, saus/sauar, skuts/skutar. NOTA 13.4 Il sostantivo gu 'dio' non presenta la terminazione -ur al nominativo singolare (cos anche Gu 'Dio'). Il genitivo in -s: Gus. Cos si declina il composto afgu dio pagano, idolo (pl afguir).

13.2.6 SOTTOGRUPPO [MF2.A] La caratteristica saliente di tale sottogruppo l' assenza della terminazione -i al dativo singolare: - Dalur 'valle'
cas 130 o

singolare dalur dals dal dal

term. -ur -s = =

plurale dalir dala dlum dali

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

Cos si declinano (fra parentesi la forma del dsg e quella del dpl. se metafonizzato):
242

bkstafur bolur glpur gripur hvalur lur malur refur salur selur smiur stafur svanur valur

lettera dellalfabeto bkstafs, bkstafir (bkstaf, bkstfum) 'tronco' bols, bolir (bol) 'delitto' glps, glpir (glp) 'oggetto, cosa' grips, gripir (grip) 'balena' hvals, hvalir (hval; hvlum) 'popolo' ls, lir (l) cartella mals, malir (mal; mlum) 'volpe' refs, refir (ref) 'sala, salone' sals, salir (sal; slum) 'foca' sels, selir (sel) 'artigiano, fabbro' smis, smiir (smi) bastone stafs, stafir (staf; stfum) 'cigno' svans, svanir (svan; svnum) falco vals, valir (val; vlum)25

NOTA 13.5 Ai singolari [MF1] Laxdlingur 'abitante del Laxdalur [Valle dei Salmoni], Vatnsdlingur 'abitante del Vatnsdalur [Valle dei Laghi] e [MD1] Dani 'Danese' e tali 'Italiano' corrispondono dei plurali [MF2]: Laxdlir, Vatnsdlir, Danir, talir. Si tratta quindi di sostantivi cd. 'eterocliti' (dal greco , gen. 'declinazione' < 'piegare, flettere').

13.2.7 PARTICOLARIT DELLA DECLINAZIONE DETERMINATA DEI SOSTANTIVI [MF2] La fluttuazione della terminazione -i del dativo singolare fa s che, aggiungendo la forma -num del dsg. maschile dell'articolo determinato, essa spesso scompaia anche dai sostantivi che invece la presentano nella declinazione indeterminata; in alcuni sostantivi le due forme coesistono. Cos: nsg gestur Ma: skellur kippur kvittur prettur 'schianto' 'colpo' 'fama' 'trucco' skelli kippi kvitti pretti skellnum kippnum kvittnum prettnum 'ospite' dsg.ind. gesti dsg. det gestinum

I sostantivi che non aggiungono -i al dsg si comportano di conseguenza: dalur glpur lur selur 'valle' 'delitto' 'popolo' 'foca' dal glp l sel dalnum glpnum lnum selnum

NOTA 13.6 Come vedremo meglio in seguito, il fenomeno interessa anche alcuni sostantivi [MF1]: ad esempio, il sost. [MF1] btur 'barca, battello' fa al dsg bti, ma al dsg. determinato presenta la forma btnum (non *btinum).

25

anche il nome della principale squadra di calcio di Reykjavk, il Valur. Qualche anno fa ha giocato un incontro di coppa UEFA contro il Torino (perdendo 6-1 a Reykjavk). 243

13.2.8 SOSTANTIVI [MF3] Caratteristica principale dei sostantivi della classe [MF3] la terminazione -ar (det. -ar-ins) del genitivo singolare. Anche in questa classe si assiste alla fluttuazione della terminazione -i del dativo singolare. Avremo cos: - Fundur 'incontro'
cas 131 o

singolare fundur fundar fundi fund

term. -ur -ar -i =

plurale fundir funda fundum fundi

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc - Staur 'posto, luogo'


cas 132 o

singolare staur staar sta sta

term. -ur -ar = =

plurale stair staa stum stai

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

Si declinano come fundur (tra parentesi la forma del dativo singolare) burur feldur kostur rttur skurur stuldur sultur rttur urrur 'nascita' 'pelliccia' 'condizione' 'diritto' 'taglio' 'furto' fame 'forza' diminuzione, calo burar, burir (buri) feldar, feldir (feldi) kostar, kostir (kosti) rttar, rttir (rtti) skurar, skurir (skuri) stuldar, stuldir (stuldi) sultar, = (sulti) rttar, rttir (rtti) urrar, urrir (urri)

NOTA 13.7 I sostantivi friur 'pace' e vegur 'via, strada, cammino' hanno al dsg la forma normale frii, vegi, mentre la forma determinata frinum, vegnum.

Si declinano come staur (tra parentesi la forma del dsg indeterminato e del dpl. se metafonizzato): hlutur hugur kviur 'cosa' 'pensiero, senso' 'intestino' hlutar, hlutir (hlut) hugar, hugir (hug) kviar, kviir (kvi)
244

litur matur munur siur tugur vinur ulur

'colore' litar, litir (lit) 'cibo' matar, matir (mat; mtum) 'differenza' munar, munir (mun) uso, usanza siar, siir (si) decina tugar, tugir (tug) 'amico' vinar, vinir (vin) annunciatore; nunzio ular, ulir (ul)

Si declinano cos tutti gli astratti formati con il suffisso -skapur (cfr. ingl. -ship, ted. -schaft, ol. -schap), privi del plurale (tranne pochi che possono avere senso concreto): boskapur drengskapur fjandskapur skldskapur vinskapur messaggio, ambasceria integrit morale 'inimicizia' poesia, poetica 'amicizia' boskapar, boskapir (boskap) drengskapar (drengskap) fjandskapar (fjandskap) skldskapar (skldskap) vinskapar (vinskap)

13.2.9 ALTRI SOTTOGRUPPI [MF3] La classe [MF3] comprende importanti sottogruppi. Vediamone alcuni:
[MF3.B]. Alcuni casi presentano un infisso semivocalico [-j-] tra il tema e la terminazione (antichi temi in -ji-). Forme paradigmatiche:

[MF3.B]

Drykk-ur drykkjar drykkir

'bevanda'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 133 o

singolare drykkur drykkjar drykk drykk

term. -ur -jar = =

plurale drykkir drykkja drykkjum drykki

term. -ir -ja -jum -i

nom gen dat acc

Cos si declinano (fra parentesi eventuali forme collaterali): beur bekkur lkur hlekkur hryggur leggur reykur rifur sekkur vefur veggur letto banco 'ruscello' anello della catena 'schiena' 'gamba' fumo subbio 'sacco' tessuto, stoffa parete bejar (bes), beir bekkjar (bekks), bekkir lkjar, lkir hlekkjar (hlekks), hlekkir hryggjar, hryggir leggjar, leggir reykjar (reyks), reykir rifjar (rifs), rifir sekkjar, sekkir vefjar, vefir veggjar (veggs), veggir
245

ylur efur

calore, tepore odore

yljar (yls), = efjar (efs), efir

NOTA 13.8 I sostantivi belgur 'cotenna', dynur rimbombo, boato, grikkur 'trattino, lineetta', hlynur acero, hringur 'anello', leikur 'gioco', stynur sospiro, skrkur 'grido' e ytur soffio di vento hanno solo il genitivo singolare in -s: belgs, dyns, grikks, hlyns, hrings, leiks, styns, skrks, yts; per il resto si declinano esattamente come drykkur. Bylur tempesta di neve, tormenta fa al genitivo singolare byls (pi comune) e byljar; al plurale lampliamento in -j- si generalizzato: npl byljir, gpl bylja, dpl byljum, apl bylji; cos anche hylur occhio del vortice (hyls, hyljir). [MF3.C]. Il tema termina in vocale o in dittongo; per il resto la declinazione identica a quella di [MF3.B]. Forme paradigmatiche:

[MF3.C]

B-r bjar bir

'fattoria; citt' gsg npl

nsg

La declinazione la seguente:
cas 134 o

singolare br bjar b b

term. -r -jar = =

plurale bir bja bjum bi

term. -ir -ja -jum -i

nom gen dat acc

Cos si declinano (fra parentesi eventuali forme collaterali) blr gnr 'splendore' 'frastuono' bljar (bls), blir gnjar (gns), gnir

NOTA 13.9 Il sostantivo eyr 'brezza' ha solo il genitivo singolare eys. NOTA 13.10 Il sostantivo br compone molti toponimi islandesi che indicano le fattorie tradizionali, molte delle quali risalenti allepoca del Landnm: Tmabr 'Fattoria dell'Orologio', Kirkjubr 'Fattoria della Chiesa', Eyvindsbr 'Fattoria di Eyvindur' ecc. Si tenga presente che il termine 'fattoria' non rende esattamente ci che era un br, ovvero un insieme di edifici indipendenti ed autosufficienti compresi in un recinto dove venivano ospitate le stalle, le scuderie, i magazzini, le officine ed il tn, il prato coltivato a foraggio per il bestiame. Nel br abitavano usualmente tutta la famiglia allargata (si poteva arrivare fino a 50 persone), i servi ed i pastori; esisteva inoltre la possibilit di ospitare i lavoratori stagionali. [MF3.D]. Il tema termina in -r, il nominativo singolare privo di terminazione. Forme paradigmatiche:

[MF3.D]

Her

'armata, esercito'

nsg
246

herjar herir

gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 135 o

singolare her herjar her her

term. = -jar = =

plurale herir herja herjum heri

term. -ir -ja -jum -i

nom gen dat acc Cos si declinano:

byr styr

vento in poppa guerra

byrjar (byrs), byrir styrjar, styrir

NOTA 13.11 Per "guerra" si usa comunemente solo il composto styrjld, gen. styrjaldar , lett. "tempo di guerra".

247

14. QUATTORDICESIMA LEZIONE FJRTNDA LEXAN


14.2.1 I VERBI FORTI: GENERALIT. L'APOFONIA. Ci siamo per ora occupati dei cosiddetti verbi deboli , suddivisi in quattro classi: [VD1] elsk-a 'amare' pr.ind. pret.ind. part.pass. supino pr.ind. pret.ind. part.pass. supino pr.ind. pret.ind. part.pass. supino pr.ind. pret.ind. part.pass. supino pr.ind. pret.ind. supino pr.ind. pret.ind. part.pass. supino g elska g elskai elskaur elska g heyri g heyri heyrur heyrt g gleymi g gleymdi gleymdur gleymt g lsi g lsti lstur lst g oli g oldi ola g tel g taldi talinn tali

[VD2]

heyr-a 'udire'

gleym-a 'dimenticare'

ls-a 'illuminare'

[VD3]

ol-a 'tollerare'

[VD4]

telja 'contare'

Se si confrontano le forme paradigmatiche delle quattro classi deboli, si pu notare che la loro caratteristica comune la consonante dentale (sonora [-d-], sorda [-t-] e fricativa sonora [--], a seconda dell'ambiente fonetico) presente nei morfemi del preterito indicativo e del participio passato / supino. Una parziale eccezione si ha in alcuni participi passati di verbi [VD4], che hanno al nsg m. la terminazione -inn tipica dei verbi forti (ma la dentale ricompare in alcuni casi della declinazione, come abbiamo visto). Possiamo quindi affermare che i verbi deboli sono caratterizzati dall'elemento in dentale presente nei morfemi grammaticali del preterito indicativo e del participio passato/supino. Si tratta di una caratteristica presente in tutte le lingue germaniche:

248

svedese:

lska amare hra udire lysa illuminare bo abitare elske amare hre udire lyse illuminare bo abitare walk 'camminare' hear 'udire' dream 'sognare' have avere retten 'salvare' hren udire trumen sognare bauen costruire

lskade, lskad [-at] hrde, hrd [hrt] lyste, lyst bodde, bodd [bott] elskede, elsket hrte, hrt lyste, lyst boede, boet walked, walked heard, heard dreamt, dreamt (dreamed) had, had rettete, gerettet hrte, gehrt trumte, getrumt baute, gebaut

danese:

inglese:

tedesco:

olandese:

wonen 'abitare' woonde, gewoond wensen 'desiderare,augurare' wenste, gewenst prijzen apprezzare, lodare prijste, geprijst bouwen costruire bouwde, gebouwd teljan 'contare' salbon 'ungere' haban 'avere' warkjan 'lavorare' talida, talis salboda, salbos habada, habas warhta, warhts

gotico:

La caratteristica saliente dei verbi forti invece la formazione del preterito indicativo e del participio passato mediante una variazione della vocale tonica radicale. Tale variazione, che risale all'antichit indeuropea (e che quindi presente in grado maggiore o minore in tutte le lingue di tale famiglia, compresa la nostra) detta apofonia (isl. hljskipti opp. afhlj, tedesco Ablaut) ed opera in tutte le lingue germaniche. Un'altra caratteristica dei verbi forti la terminazione -inn del participio passato. Confrontiamo le forme di varie lingue germaniche ed indeuropee: islandese: finna 'trovare' pres.ind. pret.ind.sg. pret.ind.pl. part. pass. pres.ind. pret.ind.sg. pret.ind.pl. part.pass. g finn g fann vi fundum fundinn g gef g gaf vi gfum gefinn

gefa 'dare'

249

lingue germaniche: svedese: danese: inglese: tedesco: olandese: gotico: finna, jag finner, jag fann, (vi funno), funnen (funnit) giva [ge], jag giver [ger], jag gav (vi gvo), given (givit) finde, jeg finder, jeg fand, fundet give, jeg giver, jeg gav, givet find, found, found give, gave, given finden, fand, gefunden geben, gab, gegeben vinden, vond, gevonden geven, gaaf, gegeven finan, fand, fundum, fundans giban, gaf, gebum, gibans

lingue non germaniche: latino: facio 'fare', feci, factus capio 'prendere', cepi, captus pello 'cacciare', pepuli, pulsus 'lasciare', aoristo , perfetto 'mandare', aoristo , aoristo passivo 'rubare', perfetto

greco:

Come si pu osservare, l'apofonia opera a livello morfologico nella distinzione tra i vari tempi verbali (nelle lingue pi antiche, come il greco, tra i vari aspetti) e nella formazione di sostantivi derivati da verbi (cfr. il latino toga < tego 'coprire e il greco 'legge' < 'distribuire, amministrare; far pascolare'). Fra le lingue indeuropee, le germaniche sono forse quelle che hanno massimamente sviluppato e regolarizzato il sistema. 14.2.2 LE SETTE CLASSI DEI VERBI FORTI ISLANDESI Le variazioni apofoniche non sono infinite. In islandese, si pu dire che esse si uniformino a sette modelli pi o meno 'regolari'; di conseguenza avremo sette classi di verbi forti [VF]. Accanto all'apofonia opera, dove possibile, la metafonia. Per coniugare correttamente un verbo forte islandese occorre sempre conoscere le sue forme paradigmatiche, vale a dire: a. b. c. d. e. L' infinito: La 1a persona singolare del presente indicativo: La 1a persona singolare del preterito indicativo: La 1a persona plurale del preterito indicativo: Il participio passato (supino): finna, gefa g finn, gef g fann, gaf vi fundum, gfum fundinn, gefinn

250

Sono queste le forme sulle quali agisce la variazione apofonica e dalle quali derivano tutte le altre forme. Pi precisamente: a-b. c. d. e. Dal tema dell'infinito [finna, gefa] deriva tutto il presente indicativo [finn, gef] (in alcune classi si hanno per fenomeni metafonetici); Dal tema del preterito singolare [fann, gaf] derivano le tre persone singolari del preterito indicativo; Dal tema del preterito plurale [fundum, gfum] derivano le tre persone plurali del preterito indicativo e, metafonizzando la vocale radicale ove possibile, tutto il congiuntivo preterito; Il tema del participio passato unico, ma si ritrova spesso in sostantivi deverbali (fundinn > fundur 'incontro')

NOTA 14.1 I verbi forti rappresentano una categoria 'morta', in quanto nessun verbo di nuova formazione segue tale tipo di coniugazione. Quasi tutti i verbi forti sono per di uso molto comune e rappresentano una parte fondamentale del fondo antico della lingua.

Cos, a seconda delle variazioni apofoniche operanti, avremo le seguenti classi [VF] [VF1] a-b. c. d. e. [VF2] a. b. c. d. e. a. b. c. d. e. [VF4] a-b. c. d. e. [VF5] a-b. c. d. e. [] [ ei ] [i] [i] [ j, j, ] [ ] (metafonia) [ au ] [u] [o] [ e, i, ja. j ] [ e, i ] [a] [u] [ o, u ] [e] [a] [] [ u, o ] [ e, i ] [a] [] [e] grpa 'afferrare', sna 'tagliare' g grp, sn g greip, snei vi gripum, snium gripinn, sniinn bja 'offrire', ljga 'mentire', lta 'chinarsi' g b, lg, lt g bau, laug, laut vi buum, lugum, lutum boinn, loginn, lotinn sleppa 'sfuggire', spinna 'filare', gjalla 'assordare', hjlpa 'aiutare' [com. hjlpa, -ai, -aur VD1] g slepp, spinn, gell, help g slapp, spann, gall, halp vi sluppum, spunnum, gullum, hulpum sloppinn, spunninn, gollinn, holpinn nema 'imparare', bera 'portare' g nem, ber g nam, bar vi nmum, brum numinn, borinn gefa 'dare', bija 'pregare' g gef, bi g gaf, ba vi gfum, bum gefinn, beinn

[VF3]

251

[VF6]

a. b. c-d. e.

[a] [ e ] (metafonia) [] [ a, e ]

grafa 'scavare', taka 'prendere' g gref, tek g grf, tk vi grfum, tkum grafinn, tekinn

[VF7]

Questa classe comprende una serie di formazioni pi o meno anomale, o comunque non riconducibili alle sei classi precedenti. Dal punto di vista storico, la VII classe dei verbi forti germanici comprende i verbi cd. a raddoppiamento, cio quelli che formavano il preterito indicativo mediante il raddoppiamento della consonante iniziale. Si tratta di un fenomeno perfettamente osservabile in latino (tango, te-tigi; pello, pe-puli) e soprattutto in greco (, -; , -) e in sanscrito. Nelle lingue germaniche chiaramente visibile solo in gotico (letan 'lasciare' > la-lot, hitan 'chiamarsi' > ha-hit). Oltre al raddoppiamento (non pi visibile in islandese) si hanno diverse gradazioni apofoniche: a. b. c-d. e. a. b. c. d. e. [a] [ e ] (metafonia) [] [a] [ au ] [ ey ] (metafonia) [ j ] [ ju ] [ au ] falla 'cadere' g fell g fll, vi fllum fallinn ausa 'versare' g eys g js vi jusum ausinn

Nelle lezioni che seguiranno, per ogni classe [VF] analizzata verr data la lista completa dei verbi appartenenti. Si raccomanda sempre di imparare a memoria le forme paradigmatiche di ogni singolo verbo, senza le quali impossibile una corretta coniugazione. 14.2.3 IL SUPERLATIVO RELATIVO Il superlativo relativo degli aggettivi si forma a partire dal grado positivo mediante i morfemi astur, -stur. Esistono quindi solo due possibilit di fronte ai molteplici modi per formare il comparativo di maggioranza (-ari, -rri, -ri ecc.).
NOTA 14.2 Cos come abbiamo visto per il comparativo, il morfema primario dal punto di vista storico -stur < prg. *-i-st-a-Z (gotico sut-ist-s, direttamente confrontabile con il greco - < *swad-ist-os). Il superlativo in -astur uninnovazione germanica ancora scarsamente documentata in gotico (arm-ost-s).

Formano il superlativo relativo mediante il morfema -astur: a. Tutti gli aggettivi che formano il comparativo in -ari: positivo rkur 'ricco' svalur 'fresco' skynsamur 'intelligente' ljs 'chiaro' comparativo rkari svalari skynsamari ljsari superlativo rkastur 'il pi ricco' svalastur skynsamastur ljsastur

252

Si osservino i fenomeni di sincope gi presenti nella formazione del comparativo: feginn 'felice' ninn 'vicino' valinn 'scelto' dapur 'triste' b. fegnari nnari valdari daprari fegnastur nnastur valdastur daprastur

Gli aggettivi con tema in [, , ] che formano il comparativo in -rri: flr 'maligno' frjr 'fertile' trr 'fedele' flrri frjrri trrri flastur frjastur trastur

c. Gli aggettivi con tema in [, ] e comparativo in -ri fanno precedere al morfema l'infisso semivocalico [-j-]: nr 'nuovo' gagnsr 'trasparente' d. nrri gagnsrri njastur gagnsjastur

Tutti gli aggettivi in -legur e -ugur che formano il comparativo in -ri: fallegur 'bello' skemmtilegur 'divertente' auugur 'facoltoso' gfugur 'nobile' fallegri skemmtilegri auugri gfugri fallegastur skemmtilegastur auugastur gfugastur

e.

Tutti i participi passati in -aur che formano il comparativo in -ri: elskaur 'amato' jlfaur 'allenato' elskari jlfari elskaastur jlfaastur

f. Tutti gli aggettivi in -ull, -ll, -nn che formano il comparativo 'assimilato' in -li, -ni (tranne snn e vnn, v. la pagina seguente): gull 'taciturno' fnn 'fine' hreinn 'puro, pulito' sll 'felice' gulli fnni hreinni slli gulastur fnastur hreinastur slastur

Formano il superlativo relativo mediante il morfema -stur tutti gli aggettivi con comparativo in -ri non compresi nelle categorie precedenti; se nel comparativo si ha metafonia da -i-, questa si mantiene anche nella forma del superlativo. hr 'alto' fr 'poco' smr 'piccolo' lgur 'basso' grannur 'snello' langur 'lungo' svangur 'affamato' unnur 'sottile' grunnur 'piatto' hrri frri smrri lgri grennri lengri svengri ynnri grynnri hstur 'il pi alto' fstur 'il meno' smstur lgstur grennstur lengstur svengstur ynnstur grynnstur
253

stuttur 'corto' ungur 'pesante' ungur 'giovane' fullur 'pieno' djpur 'profondo' drjgur 'copioso' mjkur 'morbido' glggur 'chiaro' dkkur 'scuro' rngur 'stretto' str 'grande' fagur 'bello' magur 'magro' Senza metafonia: kr 'caro' skr 'chiaro'

styttri yngri yngri fyllri dpri drgri mkri gleggri dekkri rengri strri fegri megri

stytstur [!] yngstur yngstur fyllstur dpstur drgstur mkstur gleggstur dekkstur rengstur strstur fegurstur megurstur

krri skrri

krstur skrstur

Formano il superlativo in -stur anche tre aggettivi con superlativo in -rri e due con comparativo 'assimilato' in -ni (nei primi tre si tratta probabilmente di un fenomeno di assimilazione vocalica). Si tratta di: snn 'vistoso' vnn 'cortese' frr 'agile' knr 'forzuto' mjr 'stretto' snni vnni frrri knrri mjrri snstur vnstur frstur knstur mjstur

Gli aggettivi indeclinabili ed i participi presenti che formano il comparativo con l'avverbio meira formano il superlativo mediante l'avverbio mest: aflvana 'spossato' randi 'urgente' 14.2.4 SUPERLATIVI SUPPLETIVI Gli aggettivi che formano il comparativo suppletivo formano il superlativo dalla stessa radice del comparativo: gamall 'vecchio gur 'buono' ltill 'piccolo' mikill 'grande, molto' eldri betri minni meiri elstur (ingl. eldest, ted. ltest, sved. ldst) bestur (ingl. best, ted. best, sved. bst) minnstur (ted. mindest, sved. minnst) mestur (ingl. most, ted. meist, sved. mest) flestur (sved. flest) verstur (ingl. worst, sved. vrst) meira aflvana meira randi mest aflvana mest randi

margur 'molto fleiri vondur, illur, slmur 'cattivo'verri

NOTA 14.3 I due superlativi elstur e bestur risultano rispettivamente da *eld-stur, bet-stur e, di conseguenza, nella grafia anteriore al 1973 si scrivevano elztur, beztur.

254

14.2.5 SUPERLATIVI SENZA POSITIVO La maggior parte dei comparativi derivati da radice avverbiale forma il corrispondente superlativo: austari, eystri syri vestari, vestri norari, nyrri nrri heimari fjrri handari fyrri sari sri fremri aftari, eftri innri ytri neri efri skrri heldri ri austastur 'il pi orientale' systur 'il pi meridionale' vestastur 'il pi occidentale' nyrstur 'il pi settentrionale' nstur 'il pi vicino, il prossimo' heimastur 'il pi vicino a casa' fjrstur 'il pi lontano' handastur 'il pi vicino, il pi a portata di mano' fyrstur 'il primo, il precedente' sastur 'l'ultimo' sstur 'il pi vicino' fremstur 'supremo' aftastur 'postremo, ultimo' innstur 'il pi interno, intimo' utastur, ystur il pi esterno, estremo' nestur 'infimo' efstur 'supremo' skstur 'il migliore' helstur 'il migliore, il preferibile' stur 'il pi alto di grado'

Si noti il superlativo isolato hinstur 'ultimo (di posizione), quello pi lontano', derivato probabilmente dalla radice di hinn.
NOTA 14.4 Il superlativo ystur risulta da *yt-stur ed anteriormente al 1973 si scriveva conseguentemente yztur.

14.2.6 DECLINAZIONE DEL SUPERLATIVO RELATIVO A differenza del comparativo (che presenta solo una declinazione debole estremamente ridotta), il superlativo relativo un normale aggettivo con doppia declinazione forte e debole. Nei superlativi agisce pesantemente la metafonia da -u- sia primaria che secondaria. Diamo alcuni esempi di declinazione (le vocali metafonizzate sono in corsivo): - Rkastur 'il pi ricco' (solo metafonia secondaria) Declinazione forte
cas 136 o

singolare maschile femminile rkust rkastrar rkastri neutro rkast rkasts rkustu
255

nom gen dat

rkastur rkasts rkustum

acc 136 (segue)

rkastan

rkasta plurale

rkast

maschile nom gen dat acc rkastir rkastra rkustum rkasta

femminile rkastar rkastra rkustum rkastar

neutro rkust rkastra rkustum rkust

Forme deboli: rkasti, rkasta, rkustu - Daprastur 'il pi triste' (metafonia primaria e secondaria) Declinazione forte
cas 137 o

singolare maschile femminile dprust daprastrar daprastri daprasta plurale femminile daprastar daprastra dprustum daprastar neutro daprast daprasts dprustu daprast neutro dprust daprastra dprustum dprust

nom gen dat acc

daprastur daprasts dprustum daprastan maschile

nom gen dat acc

daprastir daprastra dprustum daprasta

Forme deboli: daprasti, daprasta, dprustu - Elskaastur 'il pi amato' (doppia metafonia secondaria) Declinazione forte
cas 138 o

singolare maschile femminile elskuust elskaastrar elskaastri elskaasta plurale femminile elskaastar neutro elskaast elskaasts elskuustu elskaast neutro elskuust
256

nom gen dat acc

elskaastur elskaasts elskuustum elskaastan maschile

nom

elskaastir

gen dat acc

elskaastra elskuustum elskaasta

elskaastra elskuustum elskaastar

elskaastra elskuustum elskuust

Forme deboli: elskaasti, elskaasta, elskuustu - Kallaastur 'il pi chiamato' (metafonia primaria e doppia metafonia secondaria) Declinazione forte
cas 139 o singolare

singolare maschile kallaastur kallaasts klluustum kallaastan maschile femminile klluust kallaastrar kallaastri kallaasta plurale femminile kallaastar kallaastra klluustum kallaastar neutro rkast rkasts rkustu rkast neutro klluust kallaastra klluustum klluust

nom gen dat acc

nom gen dat acc

kallaastir kallaastra klluustum kallaasta

Forme deboli: kallaasti, kallaasta, klluustu - Yngstur 'il pi giovane' (senza metafonia) Declinazione forte:
cas 140 o

singolare maschile femminile yngst yngstrar yngstri yngsta plurale femminile yngstar yngstra yngstum yngstar neutro yngst yngsts yngstu yngst neutro yngst yngstra yngstum yngst

nom gen dat acc

yngstur yngsts yngstum yngstan maschile

nom gen dat acc

yngstir yngstra yngstum yngsta

Forme deboli: yngsti, yngsta, yngstu

257

NOTA 14.5 Il superlativo relativo pu essere rafforzato facendolo precedere dal genitivo plurale di allur 'tutto', allra (corrispondente esattamente all'italiano '...di tutti'): allra yngstur (scritto anche allrayngstur) 'il pi giovane di tutti', allra bestur / allrabestur 'il migliore di tutti'.

258

15. QUINDICESIMA LEZIONE FIMMTNDA LEXAN


15.2.1 PRIMA CLASSE DEI VERBI FORTI [VF1] La prima classe dei verbi forti [VF1] caratterizzata dalla seguente gradazione apofonica delle forme paradigmatiche: a. [] grpa b. [] g grp c. [ ei ] g greip d. [i] vi gripum e. [i] gripinn Alla I classe dei verbi forti appartengono i seguenti 28 verbi primari: 141 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 infinito (A) a ba a bta a drfa a gna a grpa a hnga a hrfa a hrna a hvna a klfa a klpa a kva a la a lta a mga a ra a rfa a rsa a skna a skra a slta a sna a stga a sva a svfa a svkja a vkja a rfa it. aspettare, attendere mordere spingere sbadigliare afferrare scivolare acchiappare strillare fischiare salire, scalare pizzicare temere scorrere guardare pisciare cavalcare strappare alzarsi, sorgere splendere strisciare spezzare tagliare camminare scottare innalzarsi ingannare produrre afferrare (B) b bt drf gn grp hng hrf hrn hvn klf klp kvi l lt mg r rf rs skn skr slt sn stg sv svf svk vk rf (C) bei beit dreif gein greip hneig hreif hrein hvein kleif kleip kvei lei leit meig rei reif reis skein skrei sleit snei steig, st svei sveif sveik veik reif (D) bium bitum drifum ginum gripum hnigum hrifum hrinum hvinum klifum klipum kvium lium litum migum rium rifum risum skinum skrium slitum snium stigum svium svifum svikum vikum rifum (E) beinn bitinn drifinn gini gripinn hnigi hrifinn hrini hvininn klifinn klipinn kviinn lii litinn migi riinn rifinn risi skini skrii slitinn sniinn stigi sviinn svifi svikinn vikinn rifinn

259

15.2.2 CONIUGAZIONE: PRESENTE INDICATIVO Per le terminazioni del presente indicativo valgono le stesse regole del corrispondente tempo della IV classe dei verbi deboli. Si tenga per presente che i verbi con tema terminante in -n presentano desinenza zero in tutte le persone singolari, e che i verbi con infinito in -ja mantengono l'infisso semivocalico nella 1a e nella 3a persona plurale (analogamente ai [VF4]). Avremo quindi: p. 142 a bta bt btur btur btum bti bta a hvna hvn hvn hvn hvnum hvni hvna a svkja svk svkur svkur svkjum svki svkja term. = -ur, = -ur, = -[j]um -i -[j]a

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

15.2.3 CONIUGAZIONE: PRETERITO INDICATIVO Nel preterito indicativo si assiste ad una natta distinzione morfologica tra le tre persone singolari e quelle plurali, che presentano un grado apofonico diverso. Il singolare presenta inoltre delle terminazioni speciali, mentre quelle del plurale non differiscono da quelle usuali. p. 143 a bta beit beist beit bitum bitu bitu a hvna hvein hveinst hvein hvinum hvinu hvinu a svkja sveik sveikst sveik svikum sviku sviku term. = -st = -um -u -u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

Nella 2a persona singolare si avranno le seguenti forme interrogative con pronome personale enclitico incorporato: beistu? hveinstu? sveikstu?
NOTA 15.1 La 2a persona singolare del preterito indicativo dei verbi bta [VF1-2], lta [VF1-14] e slta [VF1-21] , rispettivamente, beist, leist, sleist (forme interrogative: beistu?, leistu?, sleistu?). Di regola, i verbi il cui tema termina in dentale sorda [t] la eliminano prima di aggiungere la terminazione -st. Dato che tali forme risultano da *beit-st, *leit-st, *sleit-st, l'ortografia anteriore al 1973 notava conseguentemente beizt, leizt, sleizt. NOTA 15.2 La 2a persona singolare del preterito indicativo del verbo rsa [VF1-18] reist [con aggiunta di una semplice -t per dissimilazione da *reis-st]. La regola vale per ogni verbo il cui tema termina in sibilante sorda [s]. NOTA 15.3 Il verbo kva [VF1-12] forma il presente indicativo secondo il modello della II classe dei verbi deboli: g kvii, kviir, hann kviur ecc. NOTA 15.4 Il verbo stga [VF1-23] presenta al preterito indicativo singolare, oltre alla forma comune steig, anche la forma contratta st, di uso non molto frequente. La coniugazione suona: g st, stst [ststu?], hann st. Le forme plurale sono sempre vi stigum ecc. Anche i verb hnga [VF1-6] e mga [VF1-15] , accanto alle forme hneig, meig, presentano delle forme hn, m di uso per molto raro. NOTA 15.5. Il verbo ba [VF1-1] forma il participio passato con gradazione apofonica inusuale: beinn. 260

15.2.4 SOSTANTIVI MASCHILI FORTI: ALTRI SOTTOGRUPPI [MF3]. LA FRATTURA. IL SOSTANTIVO SONUR E I PATRONIMICI MASCHILI ISLANDESI. I sostantivi [MF3] presentano quattro sottogruppi [MF3.E] [MF3.F] [MF3.G] [MF3.H] nei quali agiscono contemporaneamente la metafonia da -u-, quella da -i- e, in parte, un altro fenomeno (tipico delle lingue del gruppo germanico settentrionale e dellanglosassone) detto frattura (ted. Brechung). In pratica, la vocale tonica radicale subisce un vero e proprio 'terremoto' fonologico che rende tali sostantivi assai complessi.
NOTA 15.6. I sostantivi appartenenti a tali sottogruppi sono in realt, dal punto di vista storico, degli antichi temi in -u-. Tali temi formavano propriamente laccusativo plurale in -u (poi soppiantato da -i dei temi in -i-, dei quali adesso condividono pienamente le terminazioni); in islandese antico laccusativo plurale in -u era per ancora di regola, e tuttora, in certe espressioni fisse, possibile trovarlo. Ad esempio, faceva parte dei temi in -u- stigur sentiero, cammino > kanna kunna stigu tentare nuove vie (ma normalmente stigur adesso un sostantivo MF3 e laccusativo plurale stigi). Nelle liste di vocaboli che seguono verr comunque segnalata la forma antica di accusativo plurale se essa viene ancora talvolta usata. [MF3.E]. I sostantivi appartenenti a tale sottogruppo hanno tutti la vocale radicale [ a ]. In presenza di una terminazione contenente -u- (in questo caso anche -ur del nsg, contrariamente alla regola; per analogia si ha metafonia anche nell'asg.) opera la metafonia da -u- (a > ), mentre se la terminazione contiene -i- opera la metafonia da -i- (a > e). In presenza di una terminazione contenente -a- la vocale tonica non subisce ovviamente alcuna metafonia; il dativo singolare ha sempre la terminazione -i. Forme paradigmatiche:

[MF3.E]

Vll-ur vallar vellir

'campo, giardino, terreno

nsg gsg npl

La declinazione la seguente (le forme metafonizzate sono in corsivo: tra parentesi quadre il tipo di metafonia operante):
cas 144 o

singolare vllur [-u-] vallar velli [-i-] vll [-u-]

term. -ur -ar -i =

plurale vellir [-i-] valla vllum [-u-] velli [-i-] [vllu -u-]

term. -ir -a -um -i [-u]

nom gen dat acc Cos si declinano:

vxtur brkur gltur grftur fltur hnttur httur knttur kkkur kstur

'pianta, frutto' 'corteccia' cinghiale, verro scavo 'superficie' 'palla, sfera, globo' 'cappuccio' 'pallone' gnocco 'mucchio'

vaxtar, vextir barkar, berkir galtar, geltir graftar, greftir flatar, fletir hnattar, hnettir hattar, hettir knattar, knettir kakkar, kekkir kastar, kestir
261

kttur lgur lstur mgur mkkur mrur splur svrur vlur vndur vttur vrur vxtur rstur

'gatto' kattar, kettir liquido, fluido lagar, legir colpa, peso lastar, lestir figlio (poet.) magar, megir (mgu) nuvola (di vapore, polvere)makkar (mkks), mekkir 'martora' marar, merir tratto, pezzo di strada spalar, spelir cuoio capelluto, scalpo svarar, sverir bastone valar, velir verga, canna, bacchetta vandar, vendir guantone da boxe vattar, vettir custode, guardiano varar, verir 'crescita' vaxtar, vextir (vxtu) tordo rastar, restir

NOTA 15.7 Appartiene a questo sottogruppo anche rn 'aquila', privo della term. -ur del nsg (arnar, ernir). L'importante toponimo ingvellir (lett. 'Campi dell'Assemblea') segue la declinazione plurale di vllur: ingvellir, ingvalla, ingvllum, ingvelli.

Nomi propri maschili: Hrur Mrur rn = = = Harar (dat. Heri) Marar ( Meri) Arnar ( Erni)

[MF3.F]. La vocale radicale protogermanica dei sostantivi appartenenti a questo sottogruppo era [ e ] lunga, che, nelle lingue del gruppo settentrionale, ha subito un fenomeno, detto frattura, per il quale risultato da essa il dittongo ascendente [ ja ]. A mo' di esempio, si confrontino i seguenti termini tedeschi ed inglesi con quelli islandesi corrispondenti:

tedesco Herz eben 'piano' sehen Erde

inglese heart [ha:rt] even [ivn] 'liscio' see [si:] earth [e:rth]

islandese hjarta jafn sj jr jarar 'cuore' 'uguale' 'vedere' terra della terra (gsg)

Come si vede dallultimo esempio, il dittongo venutosi a formare subisce metafonia da -u- (ja > j) e da -i- (ja > i, in questo caso con scomparsa della frattura) negli stessi casi di [MF3.E]. Forme paradigmatiche: [MF3.F] Fjr-ur fjar-ar firir 'fiordo' nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 145 o

singolare fjrur fjarar firi

term. -ur -ar -i

plurale firir fjara fjrum

term. -ir -a -um


262

nom gen dat

acc

fjr

firi [fjru]

-i [-u]

Cos si declinano (tra parentesi la forma del dativo singolare, e la forma di apl.in -u se in uso)

hjrtur kjlur mjur skjldur skjldu)

'cervo' 'chiglia' 'idromele' 'scudo'

hjartar, hirtir (hirti) kjalar, kilir (kili) mjaar, - (mii) skjaldar, skildir (skildi;

NOTA 15.8 Il sostantivo bjrn 'orso' (con il composto sbjrn 'orso polare') segue tale declinazione. Si noti che esso privo della term. -ur del nsg e che il gsg suona pi spesso bjrns (sempre quando usato come nome proprio maschile). Entrambi i sostantivi sono sostituiti comunemente da bjarndr [NF1].

Nomi propri maschili: Bjrn Hjrtur Njrur = = il dio Njrur26 Bjrns (Birni) Hjartar (Hirti) Njarar (Niri)

[MF3.G]. Comprende i sostantivi con dittongo [ ] radicale (originariamente vocale lunga), sul quale non pu operare che la metafonia da -i- ( > ) nei casi consueti. Forme paradigmatiche:

[MF3.G]

Htt-ur httar htt-ir

'modo'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
cas 146 o

singolare httur httar htti [-i-] htt

term. -ur -ar -i =

plurale httir [-i-] htta httum htti [-i-]

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

Cos si declinano tutti i composti di httur (tra i quali framsguhttur 'modo indicativo', vitengingarhttur 'modo congiuntivo', bohttur 'modo imperativo', nafnhttur 'infinito', lsingarhttur 'participio') ed i seguenti sostantivi (tra parentesi la forma del dativo singolare): drttur mttur slttur ttur
26

'tiro, disegno, ritardo' 'forza' 'mietitura' 'sezione'

drttar, drttir (drtti) mttar, mttir (mtti) slttar, slttir (sltti) ttar, ttir (tti)

Si tratta di una delle pi antiche divinit germaniche, legata al culto della madre terra e gi nominata da Tacito nel De Germania come Nerthus (forma che riproduce fedelmente quella protogermanica: *NeruZ); per lo storico latino si tratta per di una divinit femminile. Tali cambiamenti di sesso non sono per infrequenti nellevoluzione di tutte le mitologie. 263

rur

'filo'

rar, rir (ri)

264

Nota 15.9 Fa parte del sottogruppo [MF3.G] anche spnn cucchiaio dosso [isl.a. spnn, spnn < spnr]. La sua declinazione la seguente: cas o 147 singolare plurale

nom gen dat acc

spnn spns spni spn

spnir spna spnum spni

Nel sottogruppo [MF3.G] rientra anche il sostantivo sonur 'figlio', che presenta nei casi consueti una metafonia da -i- del tutto particolare (o > y) facilmente spiegabile, per, dal punto di vista storico (la vocale radicale era [u], cfr. il gotico sunus, gsg sunas, il lituano suns e l'antico slavo ecclesiastico , gpl. ). La declinazione la seguente:
cas 148 o

singolare sonur sonar syni son

plurale synir sona sonum syni

nom gen dat acc

Il sostantivo sonur entra in composizione nei patronimici maschili, nel qual caso rimane privo della terminazione -ur del nominativo singolare: lafs-son 'figlio di lafur', Bogason 'figlio di Bogi', Sgursson 'figlio di Sgurur', Magnsson 'figlio di Magns' ecc. Vediamo a mo' di esempio la declinazione completa del nome e patronimico del celeberrimo erudito medievale Snorri Sturluson (1176-1241), l'autore dell' Edda in Prosa e della Heimskringla:
cas 149 o

Snorri, figlio di Sturla Snorri Sturluson Snorra Sturlusonar Snorra Sturlusyni Snorra Sturluson

nom gen dat acc

I patronimici si possono usare anche al plurale, nel qual caso indicano i 'figli di uno stesso padre': Sturlusynir 'figli di Sturla', Magnssynir ' figli di Magns' ecc. (acc. Sturlusyni, Magnssyni). L'appartenenza ad una stirpe viene invece indicata con il morfema -ungur [MF1]: Sturlungur 'appartenente alla stirpe di Sturla' (cfr. la Sturlunga saga), Nflungur 'appartenente alla stirpe di Nfli = Nibelungo' ecc. Un'altro importante sostantivo mitologico, con nsg. privo di terminazione, rientra nel sottogruppo [MF3.G]. Si tratta di s 'Ase' (antica divinit nordica), (< aisl. ss < *s-r con assimilazione; si tratta di un altro antico tema in -u-, cfr. il runico asuz < prg. *ans-u-Z), che presenta la seguente declinazione:
cas o 150 singolare plurale

265

nom gen dat acc

s ss si s

sir sa sum si

266

Ad s corrisponde il femminile synja [FF1] Asinna, gpl. synna < prg. *ans-u-njo-.
[MF3.H]. Tale sottogruppo comprende i numerosi sostantivi astratti formati con il morfema -a- e con la sua variante metafonizzata -u-. La metafonia da -i- non operante, mentre agische quella da -u- sia primaria che secondaria. Forme paradigmatiche:

[MF3.H]

Batna-ur batnaar batna-ir

'miglioramento, guarigione'

nsg gsg npl

Vediamo alcuni esempi di declinazione: a) Morfema primario -a- con sola metafonia da -u- secondaria: inaur 'industria'

cas 151 o

singolare inaur inaar inai ina

term. -ur -ar -i =

plurale inair inaa inuum inai

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

b) Morfema primario -a- con metafonia da -u- primaria e secondaria: batnaur 'miglioramento'
cas 152 o

singolare batnaur batnaar batnai batna

term. -ur -ar -i =

plurale batnair batnaa btnuum batnai

term. -ir -a -um [-u] -i

nom gen dat acc

c) Variante metafonizzata -u- con sola metafonia da -u- secondaria: mnuur 'mese'
cas 153 o

singolare mnuur mnaar mnui [!!] mna

term. -ur -ar -i =

plurale mnuir [!!] mnaa mnuum mnui [!!]

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

NOTA 15.10 Mnuur (antico astratto derivato da mni 'luna', cfr. linglese moon > month e il tedesco Mond > Monat) l'unico sostantivo formato con la variante -u- che presenti solamente metafonia

267

secondaria. Come si pu osservare, la variante si estesa anche a dei casi dove sarebbe altrimenti impossibile (contrassegnati con !!) (evidente fenomeno di analogia).

268

d) Variante metafonizzata -u- con metafonia da -u- primaria e secondaria: sfnuur 'comunit'
cas 154 o

singolare sfnuur safnaar sfnui [!!] sfnu

term. -ur -ar -i =

plurale sfnuir [!!] safnaa sfnuum sfnui [!!]

term. -ir -a -um -i

nom gen dat acc

NOTA 15.11 Anche qui la variante metafonizzata -u- si estesa per analogia a dei casi dove sarebbe ingiustificata dal punto di vista fonetico.

Si declinano come a) (tra parentesi la forma del dativo plurale): bnaur dugnaur hugbnaur klnaur kostnaur lifnaur skilnaur (skilnuum) trnaur vefnaur vlbnaur rifnaur Come b): fatnaur hagnaur matnaur sparnaur varnaur Come d): sknuur fgnuur jfnuur 'voglia, smania' 'gioia, giubilo' 'equiparazione' saknaar, fagnaar, jafnaar, 'indumento' 'guadagno' approvvigionamento 'risparmio' 'attenzione' fatnaar, fatnair (ftnuum) hagnaar, hagnair (hgnuum) matnaar, matnair (mtnuum) sparnaar, sparnair (sprnuum) varnaar, 'fiducia' tessuto hardware purezza, pulizia trnaar, vefnaar, vefnair (vefnuum) vlbnaar, vlbnair rifnaar, = 'agricoltura; struttura abilit, talento software 'vestiario' 'costo' modo di vivere 'differenza' bnaar, bnair (bnuum) dugnaar, = hugbnaar, hugbnair klnaar kostnaar, kostnair (kostnuum) lifnaar, lifnair (lifnuum) skilnaar, skilnair

NOTA 15.12 Appartengono a questo sottogruppo anche i due sostantivi concreti knnuur 'ricercatore; esperto della materia' e frmuur 'promotore, propagandista', che hanno per il genitivo singolare knnus, frmus e quello plurale knnua, frmua.

269

16. SEDICESIMA LEZIONE SEXTNDA LEXAN


16.2.1 LA SECONDA CLASSE DEI VERBI FORTI [VF2] La seconda classe dei verbi forti [VF2] caratterizzata dalla seguente gradazione apofonica: a. b. c. d. e. [ j, j, , ] [] [ au ] [u] [o] bja, fljga, lta g b, flg, lt g bau, flaug, laut vi buum, flugum, lutum boinn, floginn, lotinn

NOTA 16.1 La forma metafonizzata in -- del presente indicativo si ha solamente nelle tre persone del singolare ed dovuta alla 'metafonia -r-' provocata dalla terminazione -ur (< aisl. -r: br > bur) della 2a e 3a persona (la 1a persona si uniformata per analogia). Le tre persone plurali presentano la gradazione apofonica dell'infinito: vi bjum, fljgum, ltum (per chiarezza, nella lista verr indicata anche la 1a persona plurale del presente indicativo).

Alla II classe dei verbi forti appartengono i seguenti 33 verbi primari: 155 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 infinito (A) a bja a brjta a drjpa a fjka a fljta a fljga a frjsa a gjsa a gjta a hljta a hnjsa a hrja a hrjsa a hnjta a hrjta a kljfa a kjsa a krjpa a ljsta a ljga a ljka a lta a njta it. offrire rompere gocciolare soffiare galleggiare volare gelare sgorgare figliare dovere sbuffare ripulire
rabbrividire inciampare

(B) b (bjum) brt (brjtum) drp (drjpum) fk (fjkum) flt (fljtum) flg (fljgum) frs (frjsum) gs (gjsum) gt (gjtum) hlt (hljtum) hns (hnjsum) hr (hrjum) hrs (hrjsum) hnt (hnjtum) hrt (hrjtum) klf (kljfum) ks (kjsum) krp (krjpum) lst (ljstum) lg (ljgum) lk (ljkum) lt (ltum) nt (njtum)

(C) bau braut draup fauk flaut flaug fraus gaus gaut hlaut hnaus hrau hraus hnaut hraut klauf kaus kraup laust laug lauk laut naut

(D) buum brutum drupum fukum flutum flugum frusum gusum gutum hlutum hnusum hruum hrusum hnutum hrutum klufum kusum krupum lustum lugum lukum lutum nutun

(E) boinn brotinn dropinn foki floti floginn frosinn gosinn gotinn hlotinn hnosi hroi hrosi hnotinn hrotinn klofinn kosinn kropi lostinn logi lokinn lotinn noti
270

russare spaccare scegliere strisciare colpire mentire finire piegare godere

(segue 155) 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 a rja a rjfa a sja a sjga a skjta a smjga a strjka a spa a jta a rjta
dipingere di rosso

r (rjum) rf (rjfum) s (sjum) sg (sjgum) skt (skjtum) smg (smjgum) strk (strjkum) sp (spum) t (jtum) rt (rjtum)

rau rauf sau saug skaut smaug strauk saup aut raut

ruum rufum suum sugum skutum smugum strukum supum utum rutum

roinn rofinn soinn soginn skotinn smogi strokinn sopinn oti rotinn

staccare bollire succhiare sparare infilarsi piccchiare


bere, assorbire

affrettarsi esaurire

Nella II classe dei verbi forti vengono compresi (a causa della gradazione apofonica del passato e del participio passato) anche i seguenti quattro verbi: 34 35 35 36 a hrkkva a stkkva a skkva a syngja tirare gi saltare affondare cantare hrekk (hrkkvum) stekk (stkkvum) sekk (skkvum) syng (syngjum) hrkk stkk skk sng hrukkum stukkum sukkum sungum hrokkinn stokkinn sokkinn songinn

NOTA 16.2 Il verbo transitivo skkva 'affondare = far affondare' appartiene alla II classe dei verbi deboli: skkva, skkvi, skkti, skktur.

16.2.2 CONIUGAZIONE: PRESENTE INDICATIVO p. 156 a bja


[]

a skjta
[t]

a ljsta
[ st ]

term. = -ur -ur -um -i -a term. = -t, -ur =,-ur -[j]um -i -[j]a

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 157

b bur bur bjum bji bja a kjsa


[s]

skt sktur sktur skjtum skjti skjta a skkva


[ inf. in -va ]

lst lstur lstur ljstum ljsti ljsta a syngja


[ inf. in -ja ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

ks kyst ks kjsum kjsi kjsa

sekk sekkur sekkur skkvum skkvi skkva

syng syngur syngur syngjum syngi syngja

NOTA 16.3 I verbi con tema in [s], come kjsa, frjsa, presentano la terminazione -t alla 2a persona singolare (forma interrogativa: kstu?) e desinenza zero alla 3a persona singolare (< aisl. *ks-r > kss con degeminazione). Syngja segue la coniugazione dei verbi deboli della IV classe. 271

16.2.3 CONIUGAZIONE: PRETERITO INDICATIVO p. 158 a bja


[]

a skjta
[t]

a ljsta
[ st ]

term. = -st, = = -um -u -u term. = -st, -t = -um -u -u

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 159

bau baust bau buum buu buu a kjsa


[s]

skaut skaust skaut skutum skutu skutu a skkva


[ inf. in -va ]

laust laust laust lustum lustu lustu a syngja


[ inf. in -ja ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

kaus kaust kaus kusum kusu kusu

skk skkst skk sukkum sukku sukku

sng sngst sng sungum sungu sungu

NOTA 16.4 I verbi con tema in dentale sorda [t] la eliminano prima di aggiungere la terminazione -st della 2a persona singolare (v. nota 15.1). Nell'ortografia anteriore al 1973 si scriveva skauzt, nauzt ecc. (forme interrogative: skaustu? ecc.). NOTA 16.5 L'unico verbo con tema in [st] ljsta [VF2-19], che non prende alcuna terminazione alla 2a persona singolare del preterito. NOTA 16.6 Per i verbi con tema in [s] si veda quanto detto alla nota 15.2 a proposito della terminazione -t della 2a persona singolare del preterito (forme interrogative: kaustu? ecc.). NOTA 16.7 Il verbo kjsa [VF2-17] possiede, accanto alle forme consuete del preterito, anche una forma irregolare (non molto usata): g kjri, kjrir, hann kjri, vi kurum, i kuru, eir kuru (part. pass. kjrinn). Il participio passato di frjsa [VF2-7] suona anche freinn (da *frerinn, cfr. il ted. friesen, gefroren). NOTA 16.8 Accanto alle forme regolari, i verbi fljga [VF2-6] e smjga [VF2-29] presentano delle forme contratte fl, sm di uso pi raro.

16.2.4 SOSTANTIVI NEUTRI FORTI: CLASSE [NF4] Questa classe [NF] comprende solo tre sostantivi monosillabici, per altro di uso molto comune, con nsg terminante in -. Si tratta di tr 'albero, cespuglio' (cfr. ingl. tree, sved. tr, dan. tr albero; legno), hn 'ginocchio' (ingl. knee, ted. Knie, sved. kn, dan. kn) e f 'gregge, pecunia, denaro' (ingl. fee quota; fio; ted. Vieh bestiame). Poich anche la loro declinazione determinata presenta delle particolarit, la riportiamo accanto a quella indeterminata:

272

cas o

160

singolare det. ind. tr trsins trnu tr ind. trn trjnna trjnum trn term.in d.
= -s = =

det. hn hns hn hn ind. hn hnja hnjm hn

ind.

term.in d.

det. f fjr f f ind. f fja fjm f

ind. f fjrins fnu f det. fn fjnna fjnum fn

term.in d.
= -jr = =

nom gen dat acc

tr trs tr tr det.

term.in d.
= -ja -jm =

nom gen dat acc

tr trja trjm tr

= hn -s hnsins = hnnu = hn plurale term.in det. d. = hnn hnjnna hnjnum -ja -jm =

term.in d.
= -ja -jm =

hnn

Gli altri sostantivi [NF] terminanti in -/-e appartengono alla classe [NF1] e si declinano regolarmente secondo il modello di bor: hl 'intervallo' (gsg hls, dsg, hli, gpl hla, dpl hlum; det. gsg hlsins, dsg hlinu, gpl hlanna, dpl hlunum; ma n/asg hli/hl); cos anche sp 'burla', v 'santuario', te 'th'.
NOTA 16.9. Il genitivo singolare di f, fjr, la normale evoluzione fonologica di *f-ar. Si tratta dellunico sostantivo neutro con gsg. in -ar, in quanto relitto di un antico tema in -u- neutro (cfr. il gotico fahu, lat. pec-us). Si noti ancora il sostantivo NF1 fjs stalla del br < *f-s < *f-hs. In islandese antico (e in gotico) tale sostantivo era privo di plurale; il plurale moderno probabilmente una formazione analogica su quello di tr e hn.

16.2.5 SOSTANTIVI MASCHILI DEBOLI DI ORIGINE PARTICIPIALE [MDP] Esistono in islandese moltissimi sostantivi maschili deboli derivati dal participio presente. Ma, mentre il participio presente un aggettivo verbale indeclinabile, i sostantivi [MDP] si declinano pienamente. Li suddivideremo in due gruppi:
[MDP.1] Comprende solo tre sostantivi: bndi 'contadino' (ed il composto hsbndi padrone di casa, fattore, cfr. lingl. hus-band marito), fjandi 'il Diavolo, demonio; nemico' (ingl. fiend, ted. Feind nemico; il Demonio) e frndi 'parente' (ingl. friend, ted. Freund amico). La coscienza della loro origine participiale stata forse persa, ma dal punto di vista storico si tratta di antichi participi presenti sostantivati (in islandese antico la cosa ancora evidente: bndi < bandi, npl. bendr, con declinazione participiale regolare < ba abitare, coltivare la terra; cfr. anche il tedesco Bauer e lolandese boer). [MDP.2] Comprende numerosi sostantivi che sono in realt dei participi presenti sostantivati (spesso corrispondenti ad analoghi participi presenti sostantivati italiani), come ad es, nemandi 'studente', (n)byrjandi 'principiante'. I verbi di derivazione sono ancora pienamente in uso (nema 'apprendere, imparare', byrja 'cominciare').

Mente il singolare di tali sostantivi segue la declinazione maschile debole, il plurale segue il modello della classe maschile forte [MF1.C], ovvero quella dei sostantivi con originario tema consonantico con 'metafonia da -r-'. Si tratta quindi in realt di una declinazione mista.

273

[MDP.1] (tra parentesi i casi su cui agisce la metafonia da -r-):


cas o

161

singolare met. met. fjandi fjanda fjanda fjanda plurale frndi frnda frnda frnda met. bndi bnda bnda bnda term. -i -a -a -a

nom gen dat acc

nom gen dat acc

bndur bnda bndum bndur

[-r-]

fjendur fjanda fjendum fjendur

[-r-]

frndur frnda
frndu m

[-r-]

-ur -a -um -ur

[-r]

[-r-]

frndur

[-r-]

NOTA 16.10. Il dpl di bndi e frndi presenta forme metafonizzate per analogia. NOTA 16.11 Fjandi presenta nel plurale uno sdoppiamento di significato. Il plurale metafonizzato significa infatti solamente 'nemici', mentre esiste anche un plurale regolare [MD1] che significa solamente 'diavoli, dmoni': fjandar, fjanda, fjndum, fjanda.

[MDP.2]
cas o

162

sing. byrjandi byrjanda byrjanda byrjanda

term. -i -a -a -a

pl. byrjendur [-r-] byrjenda [byrjanda] byrjendum [byrjndum] byrjendur [-r-]

term. -ur -a -um -ur

nom gen dat acc

NOTA 16.12 Nel plurale, la vocale metafonizzata si estesa a tutti i casi. Sono comunque usate anche forme di genitivo plurale senza metafonia, come nbyrjanda e di dativo plurale con metafonia da -u-, come nemndum, byrjndum. NOTA 16.13. Contrariamente alla regola ortografica per la quale [je] = < >, in tali sostantivi si scrive sempre ed obbligatoriamente < je >.

Cos si declinano, ad esempio: krandi skrifandi innflytjandi leigjandi leikandi lesandi mlandi nemandi skjandi stjrnandi verjandi 'accusatore' kranda, krendur abbonato, sottoscrittore skrifanda, skrifendur 'importatore' innflytjanda, innflytjendur 'affittuario' leigjanda, leigjendur attore leikanda, leikendur 'lettore' lesanda, lesendur 'oratore' mlanda, mlendur 'studente' nemanda, nemendur pubblico ministero skjanda, skjendur 'reggente, dittatore' stjrnanda, stjrnendur 'difensore, terzino' verjanda, verjendur
274

17. DICIASSETTESIMA LEZIONE SAUTJNDA LEXAN


17.2.1 I PRONOMI E AGGETTIVI INDEFINITI A seconda dei loro elementi formativi, i pronomi / aggettivi indefiniti si possono suddividere in: a. b. c. d. Hver e composti; Hvor e composti; Einn e composti; Forme autonome.

17.2.2 HVER E COMPOSTI Il pronome / aggettivo interrogativo hver ha anche un valore indefinito: 'ognuno, ciascuno (pron.); ogni (agg.)': hver nemandi talai ensku, frnsku og sku 'ogni studente parlava inglese, francese e tedesco hver kttur hefur gaman af a leika sr me ullarhnyklum 'ogni gatto si diverte a giocare con dei gomitoli di lana' hver maur er frumkvull forlaga sinna 'ognuno artefice del proprio destino' hvers konar hlutir cose dogni genere Per accentuare l'indeterminatezza, hver e hva possono unirsi alla particella relativa sem formando i pronomi/aggettivi composti hver sem 'chiunque, qualunque, chicchessia, qualsiasi' e hva sem 'qualunque cosa, qualsiasi cosa': hver s maur, sem reyndi a segja sannleikann, var augum hans landramaur 'qualunque persona cercasse di dire la verit appariva ai suoi occhi come un traditore della Patria' var hann duglegur, til hvers sem hann gekk 'era bravo in qualsiasi cosa verso la quale sindirizzasse hann gat ekki sofna, hva sem hann reyndi 'non poteva addormentarsi, qualunque (= per quanto) tentasse'

275

Il pronome / aggettivo composto einhver 'qualcuno, uno; qualche' (nsg/asg neutro eitthvert in funzione attributiva e eitthva 'qualcosa, qualche cosa' in funzione pronominale; per il resto l'elemento ein- resta invariato) si usa per lo pi in frasi affermative: g tndi eitthvert blm blmvendi 'presi qualche fiore da [lett. in] un mazzo Sonur minn gaf mr eitthva, en fr a a dimma og g gat ekki s a 'mio figlio mi diede qualcosa, ma stava facendo buio e non potevo vederla' g s einhvern hermann, sem gkk fram og aftur 'vedevo qualche soldato che andava qua e l' Al plurale significa 'alcuni': Einhverjir hermenn gengu fram og aftur 'alcuni soldati camminavano qua e l" Einhverjum knattspyrnumnnum ykir kkan gott 'ad alcuni calciatori piace la cocaina' Sia hver che einhver possono essere seguiti da un genitivo plurale con senso partitivo: hver ykkar getur lesi sgu essa 'ognuno di voi pu leggere questa storia einhverjar okkar tala dnsku mjg vel 'alcune di noi parlano il danese molto bene' einhver starfsmannanna, sem eru hrna, kemur r afviknum b Dalasslu 'qualcuno dei lavoratori che sono qui proviene da una sperduta fattoria nella Dalassla L'uso di einhver in una frase interrogativa possibile, ma presuppone una risposta affermativa: sstu einhvern (mann)? Jja, g s tvo 'hai visto qualcuno?' 'S, (ne) ho visti due' tkstu einhverja bk r bkahillunni? J, g tk kvabk og snska orabk 'hai preso qualche libro dallo scaffale?' 'S, ho preso una raccolta di poesie e un dizionario svedese

276

NOTA 17.1 Per indicare la rezione casuale di preposizioni, verbi ed altri parti del discorso, le grammatiche e i dizionari islandesi si servono delle forme di einhver cos abbreviate: e-r e-s e-m e-n e- e-u : : : : : : einhver einhvers einhverjum einhvern eitthva einhverju (nominativo singolare maschile) (gsg m.: til e-s = la prep. til regge il genitivo) (dsg m.: e-m ykir = il v. impers. ykja regge il dativo della persona) (asg.m.: tala vi e-n = la prep. vi regge l'accusativo) (asg.n.: tala um e- = la prep. um regge l'accusativo) (dsg.n.: a vera e-u betri 'essere migliore di qualcosa' = il II termine ndi paragone viene qui indicato con il dativo singolare neutro).

Il pronome / aggettivo srhver (composto con sr- 'per s; a s stante', quindi: 'ognuno per s, ciascuno, cadauno; ogni singolo') ha un senso pi marcatamente distributivo. Le forme del n/asg n. sono srhvert (agg.) e srhva (pron.): gefu srhverju barni stlabk og penna 'dai a ciascun bambino un quaderno e una penna = dai ai bambini un quaderno e una penna per ciascuno' g skildi srhvert or, hn sagi mr 'capivo ogni (singola) parola che mi lei mi diceva' srhver tlipani garinum mnum kemur r Hllandi 'ciascun (= ogni singolo) tulipano nel mio giardino viene dall'Olanda' Anche srhver pu essere naturalmente seguito da un genitivo plurale partitivo: srhver ykkar verur a gera a 'ognuno, ciascuno di voi lo dovr fare'
NOTA 17.2 Si faccia attenzione alla pronuncia particolare di hver e dei suoi composti: hver [khvr], einhver [`einkhvr], srhver [`sjerkhvr] (come se cio fossero scritti *hvur, *einhvur, *srhvur).

17.2.3 HVOR E COMPOSTI Anche l'interrogativo hvor pu avere valore indefinito: 'ognuno, ciascuno dei due; ogni (tra due persone o cose)'. Pu essere seguito dal genitivo plurale partitivo, che senz'altro la costruzione pi comune: hvort barn (barni, barnanna) tti a lesa bk essa 'ciascun bambino (= dei due bambini) dovrebbe leggere questo libro' g gaf hvorri stlknanna kku hvorri stlku[nni] gaf g kku 'ho dato una torta a ciascuna delle (due) ragazze' hvorjum strkum sagi g a ika rugby 'a ciascuno dei due ragazzi ho detto di praticare il rugby'

277

Il senso partitivo-distributivo accentuato nel composto hvortveggja 'ognuno, ciascuno dei due; tutti e due, entrambi', il cui secondo elemento il genitivo del numerale tveir (per cui viene spesso scritto separato: hvor tveggja). Solo il primo elemento hvor si declina; per lo pi ha valore pronominale ( in funzione attributiva obbligatoriamente seguito dal genitivo partitivo): hvor tveggja vill f folald afmlisgjf 'tutti e due (= ciascuno dei due) vogliono un pony come regalo di compleanno' g var besti vinurinn eirra lafs og Einars, en g s hvorn tveggja b kyssa krastuna mna 'ero il migliore amico di lafur e Einar, ma li vidi tutti e due baciare la mia fidanzata in un cinema' hvorri tveggja stlknanna ykir kaka essi g 'ad entrambe le ragazze piace questa torta' Hvorugur 'nessuno dei due' (lat. ne-uter, cfr. hvorug-kyn 'genere neutro' (di sostantivi, aggettivi e pronomi)), pur essendo un composto di hvor si declina come un normale aggettivo forte. In funzione attributiva anch'esso seguito da un genitivo partitivo: hvorugur strkanna nennti t b 'nessuno dei due ragazzi fu convinto ad andare in negozio' hvorum mttiru, Magnsi ea Einari? Hvorugum 'chi hai incontrato, Magns o Einar?' 'Nessuno dei due' tkstu blinn hennar Oddnjar ea hennar nnu? Hvorugrar 'hai preso l'auto di Oddn o di Anna?' 'Di nessuna delle due.' trsmiurinn sagi mr, a hvorugt boranna vri r benholti 'il falegname mi disse che nessuno dei due tavoli era di ebano' 17.2.4 EINN E COMPOSTI Il numerale einn '1' , come in italiano, anche un pronome indefinito: 'uno', 'solo'. In quest'ultimo significato l' accusativo singolare maschile per einan: g s hann einan 'l'ho visto (da) solo = che era solo' Einn pu essere seguito da un genitivo partitivo (si tratta di una costruzione propria dello stile letterario): einn ykkar skal deyja 'uno di voi deve morire' ein eirra komst undan 'una di loro se ne and via' einn flaga hans var a lesa 'uno dei suoi compagni (= un suo compagno) stava leggendo'

278

Siggi gaf blinn einum vina sinna 'Siggi diede la macchina ad uno dei suoi amici = ad un suo amico' Possibile anche la costruzione partitiva con af + dativo: einn af ykkur skal deyja ein af eim komst undan einn af flgum hans var a lesa Siggi gaf blinn einum af vinum snum Comunissimo in questo caso (e predominante nella lingua parlata) un fenomeno di iperdeterminazione, per il quale il sostantivo seguito da einn prende larticolo determinato (in questo caso con valore partitivo): einn flaginn var a lesa uno dei (suoi) compagni stava leggendo eitt barni tti a hjlpa mmmu uno dei bambini dovrebbe aiutare la mamma Hrafnkell Freysgi er ein mesta hetjan fornslenskum sgum Hrafnkell, il sacerdote di Freyr, uno dei maggiori eroi delle antiche saghe islandesi Di einn si usa anche il plurale (seguito dal genitivo partitivo nello stile letterario, da af + dativo o da un sostantivo iperdeterminato): einir vina hennar voru a lesa Morgunblainu einir af vinum hennar voru a lesa Morgunblainu einir vinirnir voru a lesa Morgunblainu 'alcuni (dei) suoi amici stavano leggendo il "Giornale del Mattino"' einar starfskvennanna geru ekki verkfall einar af starfskonunum geru ekki verkfall einar starfskonurnar geru ekki verkfall 'alcune (delle) impiegate non fecero sciopero' Einn non seguito dal genitivo partitivo nei seguenti casi: a. Quando unito ad un superlativo relativo; in tal caso ne specifica o ne modera la valenza (come l'avverbio derivato einna): etta er ein besta mynd, sem g hef s 'questo uno dei migliori film che abbia visto' slandi er veri einna best sumrin 'in Islanda il tempo leggermente (un po') migliore in estate' b. In alcune espressioni temporali: einn gan veurdag 'un bel giorno...' einu sinni 'una volta'
279

eitt sinn (skipti) 'una volta' c. Quando, al plurale, il senso partitivo meno evidente: einir verkamenn voru a gera vi rafveituna 'alcuni operai (= degli operai) stavano riparando l'impianto elettrico' Si noti la differenza con una frase del genere: einir verkamennirnir voru a gera vi rafveituna 'alcuni degli operai stavano riparando l'impianto elettrico' (mentre altri stavano facendo un altro lavoro).
NOTA 17.3 Nel comune proverbio islandese sjaldan er ein bran stk 'raramente l'ondata da sola' (='le disgrazie non vengono mai sole') ein solo apparentemente seguito da un sostantivo iperdeterminato (bra 'ondata'). In realt qui non si ha alcun senso partitivo, bens si tratta dellaggettivo einstakur 'solo, da solo' in funzione appositiva, i cui elementi di composizione vengono separati. In pratica: sjaldan er ein bran stk = sjaldan er bran einstk 'raramente l'ondata da sola'.

Il composto neinn 'nessuno' (< *ne-einn) viene usato esclusivamente in frasi negative ed quindi sempre accompagnato dalla negazione ekki. Il n/asg neutro ekki neitt significa 'niente, nulla'. g s ekki neinn mann 'non ho visto nessun (alcun) uomo' g geri ekki neitt 'non ho fatto niente, nulla (alcunch)' nein er ekki komin 'nessuna venuta' neinni konu er ekki leyfa a giftast tveim mnnum 'a nessuna donna pernesso sposare due uomini' Anche neinn pu essere seguito da un genitivo partitivo, da af + dativo e dal sostantivo iperdeterminato: g s ekki neinn mannanna g s ekki neinn af mnnunum g s ekki neinn manninn non ho visto nessuno degli uomini neinum strkanna lkar a skrpa sklanum neinum af strkunum lkar a skrpa sklanum neinum strknum lkar a skrpa sklanum 'a nessuno dei ragazzi piace marinare la scuola' Neinn pu essere accompagnato da negazioni di altro significato (come ad es. aldrei 'mai'): hann segir aldrei neitt 'non dice mai nulla' neinum strknum lkai aldrei a skrpa sklanum 'a nessuno dei ragazzi piaceva mai marinare la scuola'
280

A livello storico anche enginn 'nessuno, alcuno' un composto di einn. Originariamente si trattava infatti di un composto di einn con la particella negativa -gi/-ki (cfr. ad es. l'avverbio di luogo negativo hver-gi 'in nessun luogo': Gap var ginnunga en gras hvergi cera il baratro primordiale ed erba in nessun luogo, Vlusp, 3). La composizione si in seguito oscurata (ma ancora ben visibile in islandese antico), per cui, ad esempio, al nominativo singolare maschile originario eingi, engi stata aggiunta la terminazione -nn per influsso di einn, neinn, e si venuta a creare una declinazione assai complessa ed aberrante, risultante da modificazioni morfofonologiche nelle quali ha giocato un ruolo importante anche la livellazione analogica (specialmente nel plurale). La declinazione, inoltre, presenta due serie di forme, la prima usata generalmente, l'altra (meno comune) propria della lingua parlata e di alcuni scrittori che la vogliono riprodurre, o comunque che la prediligono: La declinazione la seguente:
cas 163 o

1a serie maschile

2a serie maschile [ engi ] einkis ngvum ngvan maschile ngvir ngra ngvum ngva

1a serie femminile
singolare

2a serie femminile [ engi ] ngrar ngri ngva femminile ngvar ngra ngvum ngvar

1a serie neutro ekkert einskis engu ekkert neutro engin engra engum engin

2a serie neutro [ ekki ] einkis ngvu [ ekki ] neutro [ engi ] ngra ngvum [ engi ]

nom gen dat acc

enginn einskis engum engan maschile

engin engrar engri enga femminile


plurale

nom gen dat acc

engir engra engum enga

engar engra engum engar

Le forme della seconda serie non sono praticamente usate a Reykjavk; inoltre, le forme tra parentesi (le pi antiche, dal punto di vista storico) si usano in poche espressioni fissate dall'uso: a kom fyrir ekki ' stato tutto inutile, non servito a nulla', engi ori a segja etta 'nessuno osi dire questo' ecc. Halldr Kiljan Laxness usa per quasi esclusivamente le forme della seconda serie, scrivendo aungvum, aungrar, aungvir ecc. (grafia pi rispondente alla pronuncia effettiva). Il n/asg neutro della seconda serie ekki ha assunto la funzione di negazione verbale, ekki 'non' (danese e norvegese ikke, svedese arcaico icke).
NOTA 17.4 La forma del nominativo e accusativo singolare neutro della prima serie, ekkert, il protonordico *ekki wait ek hwarjat, lett. 'non so che cosa' (in islandese ekki veit g hvert; cfr. il latino nescio quid). Vi pu essere stata anche un'influenza da parte di nokkurt (< protonordico *ne wait ek hwarjat, lett. non so che cosa).

Al contrario di neinn, enginn si usa esclusivamente in frasi affermative e non pu quindi essere accompagnato da nessun tipo di ulteriore negazione: g s engan (ngvan) mann = g s ekki neinn mann 'non ho visto nessuno (nessuna persona)' engum (ngvum) strkanna lkar a skrpa sklanum = neinum strkanna lkar ekki...
281

'a nessuno dei ragazzi piace marinare la scuola' g tk einskis bl = g tk ekki neins bl 'non ho preso l'auto di nessuno' engum er leyfa a stjla = ekki neinum er leyfa a stjla 'a nessuno permesso rubare, non permesso ad alcuno rubare' g geri ekkert = g geri ekki neitt 'non ho fatto niente' engin starfskvennanna hafi gert verkfall = nein starfskvennnanna hafi ekki gert verkfall 'nessuna delle impiegate aveva fatto sciopero' Enfaticamente si pu usare anche ekki einn 'neanche uno! non uno!': ekki einn segi, a vi slendingar sum lst flk! 'non uno osi dire che noi islandesi siamo gente illetterata!' ekki einum ykkar verur leyfa a tala svoleiis! 'a neanche uno di voi sar permesso di parlare in questo modo!' 17.2.5. FORME AUTONOME A livello storico, il numerale ordinale annar 'secondo' anche un pronome indefinito: 'altro, un altro' (contrapposto al dimostrativo hinn 'l'altro, quell'altro, quello l'). Annar ha una declinazione molto complessa e particolare, nella quale interagiscono sia la metafonia da -uprimaria e secondaria, sia lo sviluppo fonologico del nesso consonantico intervocalico [ -nnr- ], che passa regolarmente a [ -r- ], cfr. il protogermanico *mannaZ 'uomo' > protonordico *mannR > aisl. mar > isl. mod. maur. La declinazione la seguente:
cas 164 o

singolare maschile femminile nnur anna[r]rar anna[r]ri ara plurale femminile arar anna[r]ra rum arar neutro anna annars ru anna neutro nnur anna[r]ra rum nnur

nom gen dat acc

annar annars rum annan maschile

nom gen dat acc

arir anna[r]ra rum ara

282

Nel genitivo e dativo singolare femminile e nel genitivo plurale si usano colloquialmente (e pi comunemente) le forme annarar, annari, annara, che per si trovano raramente scritte. In Icelandic di Stefn Einarsson (v.bibliografia) tali forme sono per le uniche riportate.

283

Annar il protogermanico *an-ar-aZ 'uno fra due, l'altro fra due', gotico anars; si tratta di una delle rare attestazioni germaniche (ma si veda anche il gotico hwa-ar, inglese whether 'se') del comune suffisso indoeuropeo partitivo e comparativo *-ter-os, conservato perfettamente nella sua funzione morfologica sia dal greco antico e moderno [- altro, uno dei due, - 'pi cattivo, peggiore] e dal persiano [bozorg grande > bozorg-tar pi grande]; ma cfr. anche il latino al-ter, (ne)u-ter. Si confrontino inoltre le forme contenenti -nn- con il tedesco ander e quelle contenenti -- con l'inglese other. Esso seguito: a. Da un sostantivo indeterminato: 'altro, un altro' (generico) Siggi tti a giftast rum manni 'Siggi dovrebbe sposare un altro uomo' g s anna barn leika sr vi Lu 'ho visto un altro bambino giocare con La' forseti Bandarkjanna valdi sr ara samstarfsmenn 'il presidente degli Stati Uniti si scelse altri collaboratori' enginn er annars brir leik 'nessuno fratello di un altro al gioco' annan hefur alnmi drapi, plga XX. aldarinnar 'un altro ne ha ucciso l'AIDS, la peste del XX secolo' nnur stlka var a vo upp 'un'altra ragazza stava rigovernando' b. Da un sostantivo determinato: 'uno dei due, tra i due,uno; l'altro (tra due)'. Qui annar mantiene il significato pi antico: annar maurinn er lknir 'uno dei due medico = dei due uomini, uno medico, l'altro dei due medico' anna barni er sonur hennar Eyglar 'l'altro bambino (dei due, l'altro) figlio di Eygl' c. Da un genitivo plurale con senso partitivo, nello stesso senso: annar mannanna er lknir anna barnanna er sonur hennar Eyglar La giustapposizione di annar con hver, hvor d luogo a: 1. 2. 3. 4. annar hver 'uno ogni due, uno su due' (in un insieme di pi persone o cose); annar hvor 'uno di due, uno fra due' (tra due persone o cose): hver annar (pronome reciproco) 'l'un l'altro' (tra molti); hvor annar (" "" ") 'l'un l'altro' (tra due).

284

1.

annar hver slendingur fr til ingvalla sumari 1973 'un islandese su due si rec a ingvellir nell'estate del 197327' anna hvert barn horfir sjnvarpi slandi 'ogni due bambini, uno guarda la TV in Islanda' g keyp mjlk annan hvern dag 'compro latte ogni due giorni = un giorno su due'

2.

annar hvor okkar skal deyja 'uno di noi due deve morire' gefu annarri hvorri stlknanna kku 'dai la torta ad una delle due ragazze' g s annan hvorn 'ho visto uno dei due'

NOTA 17.5 Annar hvor pu essere scritto anche in una sola parola: annarhvor, ovviamente con entrambi gli elementi declinati: annarhvor, nnurhvor, annahvort, annarshvors, rumhvorum ecc. Le forme pi lunghe, come annar(r)i hvorri, annar(r)a hvorra ecc. sono per scritte sempre separatamente.

3.

Kratar og Serbar brust hver vi annan 'Croati e Serbi combattevano l'uno contro l'altro, si battevano l'un l'altro' r mttu hver annarri 'si incontrarono le une con le altre'

4.

r mttu hvor annarri 'l'una incontr l'altra' Pll og Siggi tala hvor vi ara 'Pll e Siggi si parlano = parlano l'uno con l'altra'

NOTA 17.6 Il genitivo singolare neutro annars ha anche valore di avverbio. 'altrimenti, senn'.

Nokkur (< aisl. nakkuarr, nokkurr < protonordico *ne wait ek hwarjaR 'non so chi', cfr. lat. nescio quis) 'qualcuno, qualche, alcuno' l'indefinito tipico delle frasi negative e interrogative. Il n/asg. neutro nokkurt ha esclusivamente funzione attributiva, mentre la forma pronominale nokku < protonordico *ne wait ek hwat non so cosa (aisl. nakkuat, nokkut; cfr. eitthvert / eitthva).

27

Il 17 giugno del 1973 fu festeggiato a ingvellir il 1100 anniversario della Colonizzazione dell'Islanda (Landnm). Su 255.000 islandesi, effettivamente oltre 130.000 persone erano presenti in quelloccasione. Si tratta della pi grossa riunione di persone mai avvenuta nella storia dIslanda. 285

La declinazione la seguente:
cas 165 o

singolare maschile femminile neutro neutro pron. nokku

nom gen dat acc

nokkur nokkurs nokkrum nokkurn maschile

nokkur nokkurrar nokkurri nokkra plurale femminile nokkrar nokkurra nokkrum nokkrar

nokkurt nokkurs nokkru nokkurt neutro nokkur nokkurra nokkrum nokkur

nokku

nom gen dat acc

nokkrir nokkurra nokkrum nokkra

Come detto, nokkur tipico delle frasi negative (dove, per, si preferisce usualmente ekki neinn) e, soprattutto, delle interrogative: g s ekki nokkurt barn = g s ekki neitt barn = g s ekkert barn 'non ho visto nessun (alcun) bambino' hr er ekki nokku a sj = hr er ekki neitt a sj = hr er ekkert a sj 'qui non c' niente da vedere' g mtti ekki nokkrum strk = g mtti ekki neinum strk = g mtti engum strk 'non ho incontrato nessun (alcun) ragazzo' sstu nokkurn (mann) ? 'hai visto qualcuno?' sagiru nokku? 'dicevi qualcosa?' ttu nokkurt folald? 'hai qualche pony?' vantar ig nokkra bk? 'ti manca qualche libro?' Nokkur pu essere seguito da un genitivo plurale partitivo (o da una equivalente espressione con af + dativo o da un sostantivo iperdeterminato): sstu nokkurn strkanna (af strkunum, strkinn)? 'hai visto qualcuno dei ragazzi?' nei, g s ekki nokkurn strkanna (af strkunum, strkinn) 'no, non ho visto nessuno (alcuno) dei ragazzi' L'uso di nokkur nelle interrogative presuppone una risposta negativa (mentre einhver la presuppone affermativa): sstu einhvern? J, g s Sveinbjrn 'hai visto qualcuno? S, ho visto Sveinbjrn' sstu nokkurn? Nei, g s engan (ekki neinn) mann 'hai visto nessuno? No, non ho visto nessuno'

286

mttiru nokkurri? Nei, g mtti ekki neinni 'hai incontrato nessuna? No, nessuna' mttiru einhverri? J, Lu 'hai incontrato qualcuna? S, La' Nokkur pu essere usato anche in frasi affermative: a. Al singolare, con il significato di 'uno, un certo'; in tal caso usualmente segue il sostantivo (cfr. il latino quidam): maur nokkur kom til Reykjavkur til a kaupa hest 'un uomo arriv a Reykjavk per comprare un cavallo' einu sinni var knungur nokkur, sem tti tvo syni 'c'era una volta un re che aveva due figli' b. Al plurale, con il significato di 'alcuni, diversi, parecchi'; in funzione attributiva usualmente segue il sostantivo: nokkrir komu 'alcuni (diversi, parecchi) vennero' verkamenn nokkrir voru a gera vi rafveituna 'diversi operai stavano riparando l'impianto elettrico' stlkan mtti konum nokkrum, sem voru a vo sr 'la ragazza incontr diverse donne che si stavano lavando' c. Preceduto da ed usato prevalentemente al singolare significa 'un bel po', diverso, parecchio': g bei hans nokkra stund 'l'ho aspettato un bel po' di tempo' gr var slys vi Akranes: g s nokkra sjkravagna fara til sptala 'ieri c' stato un incidente vicino a Akranes: ho visto parecchie ambulanze andare verso l'ospedale' Il pronome / aggettivo allur 'tutto' si declina come un normale aggettivo forte (attenzione alla metafonia da -u-: nsg f. ll, dpl llum ecc.) e significa propriamente 'tutto intero', 'tutto un insieme' (contrapposto a hver, hvor ecc., che indicano le singole parti di un insieme, cfr. it. 'tutto, ogni'). Sebbene allur abbia solo la declinazione forte, il sostantivo che segue usualmente determinato: a. Al singolare: g bei hennar alla vikuna 'l'ho aspettata tutta la settimana' Siggi og Dsa horfa sjnvarpi allan daginn 'Siggi e Dsa guardano la TV tutto il giorno' hann allt hsi 'egli possiede tutta la casa, l'intera casa' stlkan drakk alla mjlkina 'la ragazza bevve tutto il latte'
287

mr tkst ekki a finna nokkurn blant llu hsinu 'non mi riuscito trovare un lapis in tutta la casa' Il sostantivo rimane per indeterminato se il sostantivo astratto oppure si tratta di un toponimo indeterminato: ll reynsla n var ekki til neins 'tutta la tua esperienza non servita a niente' kennarinn vakti athygli okkar llum strfengleiki essarar gotnesku kirkju Senu 'il professore dest la nostra attenzione su tutta la grandiosit di quella chiesa gotica a Siena' allt sland er fullt af eldfjllum, jklum og hraunum 'tutta l'Islanda (l'intera Islanda) piena di vulcani, ghiacciai e distese di lava' allri stralu ba minni en tu sund frumbyggja 'in tutta l'Australia abitano meno di diecimila aborigeni' b. Al plurale, quando si fa riferimento ad un gruppo ben determinato (spesso in presenza di una relativa): allir mennirnir, sem sr hr, eru verkamenn 'tutti gli uomini che vedi qui sono operai' g hefi lesi nstum allar bkurnar, sem eru bkasafninu 'ho letto quasi tutti i libri che sono nella biblioteca' augun essari stlku glu eins og ljs allra stjarnanna 'gli occhi di quella ragazza brillavano come la luce di tutte le stelle' tala er ekki um daua malara essa llum dagblunum , g hefi lesi 'non si parlato della morte di quel pittore in tutti i giornali che ho letto' Il sostantivo rimane invece indeterminato quando si fa riferimento ad un insieme generico: nstum llum tlum lkar knattspyrna 'a quasi tutti gli italiani piace il calcio' ekki allir slendingar eru ljshrir 'non tutti gli islandesi sono biondi' allir krar eiga rtt hru og rttu mli 'tutti gli imputati hanno diritto ad un processo rapido ed equo' a giftast rkum, fgrum og gefellum manni er draumur nstum allra kvenna 'sposarsi con un uomo ricco, bello e simpatico il sogno di quasi tutte le donne'

288

In funzione pronominale / predicativa, allur spesso rafforzato al plurale dall' avverbio saman (cfr. it. 'tutti insieme') oppure dalle forme dell'aggettivo samall (pl. samlir, samlar, smul), di pari significato:

ekki er allt gull, sem glir 'non tutto oro quel che luccica' hefuru lesi bkina? Jja, g hefi lesi alla 'hai letto il libro?' 'S, l'ho letto tutto' allir kusu Vigds Finnbogadttur forseta lveldisins 'tutti votarono (per) Vigds Finnbogadttir (come) presidente della Repubblica' r eru komnar allar saman 'sono arrivate tutte insieme' komi i ll smul sl 'benvenuti tutti quanti' (uomini e donne) Il genitivo plurale allra 'di tutti' serve come rafforzativo del superlativo relativo. Pu essere scritto separato o unito allaggettivo superlativo: vatni er gott, li er betri, en vni er allra best (allrabest) 'l'acqua buona, la birra pi buona, ma il vino il pi buono di tutti' Stna er allra rkust (allrarkust) 'Stna la pi ricca di tutte' Si noti ancora: Stna er rkust allra kvennanna, sem heg kynnist 'Stna la pi ricca di tutte le donne che ho conosciuto' gefu brau etta ftkustum allra manna 'dai questo pane al pi povero di tutti ( gli uomini ). Il pronome aggettivo bir 'entrambi, tutti e due, ambo' si usa solo al plurale e presenta la seguente declinazione:
cas 166 o

maschile nom gen dat acc bir beggja bum ba

femminile bar beggja bum bar

neutro bi beggja bum bi

In funzione attributiva, bir deve essere sempre seguito da un sostantivo determinato: bar kirkjurnar eru har 'tutte e due le chiese sono alte' bir stdentarnir fllu prfinu 'entrambi gli studenti furono buttati fuori all'esame' ('caddero all'esame')
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Sigurur var dmari bum kappleikunum 'Sigurur era l'arbitro di (in) tutte e due le partite' mir beggja strkanna var gmul vndiskona, sem seldi sig Central Park 'la madre di tutti e due i ragazzi era una vecchia prostituta che batteva nel Central Park' bum fannst a eldfjalli fri a gjsa t 'ad entrambi parve che il vulcano stesse per eruttare' g skammast beggja 'mi vergogno di tutti e due' Si noti l'uso particolare di bir in unione con la postposizione megin: bum megin (bumegin) gtunnar 'da entrambi i lati della strada' Poich bir solo plurale, per il singolare si ricorre a hvor tveggja: hvort tveggja er rtt 'tutte e due le cose sono giuste' (cfr. ingl. both is right') hn tlar a syngja ea dansa, kannski hvort tveggja 'vuole cantare e ballare, forse tutte e due le cose (=ognuna delle due cose)' hann miki af hvoru tveggja '(ne) ha un sacco di tutte e due (= ciascune delle due) (cose)' Sumur 'qualcuno' usato prevalentemente al plurale ed in funzione pronominale : 'alcuni, certi' (cfr. ingl. some): mr var sagt, a sumir vru komnir 'mi fu detto che alcuni erano arrivati' sumum lkar handboltinn 'ad alcuni (certi) piace la pallamano' g skammast sumra, sem segja, a nasistaskinnhfuin su rtti 'mi vergogno di certe persone che dicono che i naziskin hanno ragione' Il singolare usato perlopi al neutro ed in certe espressioni fisse: sumt er gott, en sumt er vont 'certe cose sono buone, ma certe (sono) cattive' a sumu leyti 'in parte, in certa parte' L'aggettivo mikill 'grande' ha anche un valore indefinito: 'molto'. Si usa esclusivamente al singolare con sostantivi non numerabili (come l'inglese much, cfr. anche lo scozzese mickle, muckle) per indicare un'abbondante quantit parziale: hann t miki kjt og drakk miki l 'mangi molta carne e bevve molta birra' g arf mikillar gljkvou til ess a geta mla essa gluggu 'ho bisogno di molta vernice per dipingere questa finestra' veiimaurinn keypti miki pur 'il cacciatore acquist molta polvere da sparo'
290

Mikill si usa anche con sostantivi astratti, laddove in italiano si usa spesso l'aggettivo 'grande': margir vinir, mikil ra 'molti nemici, molto onore' hann hefur mikla reynslu 'egli ha grande (molta) esperienza' g legg mikinn hug slendingasgur 'ho molto (grande) interesse per le antiche saghe islandesi' Il neutro miki significa 'molto'; pu essere seguito da una costruzione partitiva con af + dativo (cfr. il francese beaucoup de): g hef ti miki 'ho mangiato molto' g hef ti miki af kjti 'ho mangiato molta carne' (fr. j'ai mang beaucoup de viande) miki af reynslu hans leiddi af nmi 'molta della sua esperienza derivava dallo studio' Mikill pu essere naturalmente usato in funzione pronominale / predicativa (anche in questo caso l'italiano usa spesso l'aggettivo 'grande'): reynsla hans var mikil 'la sua esperienza era grande (molta)' arftu gljkvou? J, g arf mikillar 'ti serve della vernice?' 'S, molta' Il comparativo di mikill meiri 'pi', mentre il superlativo mestur 'il pi possibile, la maggior parte'. Entrambi possono essere seguiti da costruzioni partitive (di solito con af + dativo): g arf meiri gljkvou til ess a geta mla essa gluggu 'ho bisogno di pi vernice per dipingere questa finestra' arftu gljkvou? J, g arf meiri 'hai bisogno di vernice?' 'S, ne ho bisogno di pi' g hef ti meira kjt [en fisk] 'ho mangiato pi carne [che pesce]' g hef ti meira af kjti 'idem'
NOTA 17.7 Come avverbio modificatore di aggettivi positivi (superlativo assoluto) e comparativi si usa l'avverbio mjg 'molto, assai', e, spesso, anche harla assai, estremamente Stna er mjg fgur 'Stna molto bella (bellissima)' sland er harla kaldari en tala 'L'Islanda estremamente pi fredda dell'Italia'.

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NOTA 17.8 Come avverbio assoluto si possono invece usare indifferentemente miki e mjg, entrambi con comparativo meira e superlativo mest: g elska ig miki / mjg 'ti amo molto' g elska ig mjg, en elska Sigga meira og Sigur mest 'ti amo molto, ma amo di pi Siggi e Sigurur il pi di tutti'

Il corrispondente numerabile di mikill margur 'molto'. In funzione attributiva viene usato quasi esclusivamente al plurale (cfr. l'ingl. many): margir vinir, mikil ra 'molti nemici, molto onore' mrgum slendingum brnum lkar a fara berjam 'a molti bambini islandesi piace andare a fare la raccolta dei mirtilli' Rovaniemi, Finnlandi, er til psths sem fr brf margra barna, sem vilja skrifa til Jlasveins 'a Rovaniemi, in Finlandia, c' un ufficio postale che riceve le lettere di molti bambini che vogliono scrivere a Babbo Natale' margir slendingar og Normenn fluttu til Kanada XIX ldinni 'molti islandesi e norvegesi emigrarono in Canada nel XIX secolo' Come pronome plurale si pu usare anche il composto allmargir 'parecchi, moltissimi': allmrgum lkar a fara berjam 'a parecchi....' allmrg fluttu til Bandarkjanna XIX ldinni 'moltissimi....' Al singolare, margur molto meno frequente sia come aggettivo che come pronome; esiste inoltre una lieve sfumatura di significato ('pi d'uno'): margur yri essu feginn 'pi d'uno se ne rallegrerebbe' mrg kona heitir Gurn slandi 'pi di una donna si chiama Gurn in Islanda' g keypti margs konar baunir 'comprai molti tipi di piselli (= piselli di pi di un tipo)' frumskgi Amasnu lfa margs kyns villidr 'nella giungla dell'Amazzonia vivono molte specie di animali selvaggi' mrgu er g svartsnismaur 'in pi di una cosa sono pessimista' Il nominativo / accusativo singolare neutro margt pu essere seguito da una costruzione partitiva con il genitivo plurale o con af + dativo (l'eventuale verbo alla terza persona singolare): rttasvinu var til margt manna 'allo stadio c'erano molte persone' (fr. beaucoup de gens, russo mnogo ljudej )

292

margt tala, sem aldrei hafa komi til slands, heldur a sbirnir og rostungar spki sig um gturnar Reykjavk, og a hsumari. Margt eirra hafa lka heyrt, a slendingar byggi hs sn r snj og klaka og skri inn au fjrum ftum. 'molti italiani che non sono mai venuti in Islanda credono che per le strade di Reykjavk si aggirino orsi polari e trichechi, e questo in piena estate. Molti di loro hanno sentito anche dire che gli islandesi si costruiscono case fatte di neve e ghiaccio, e che vi entrano carponi. margt af flkinu, sem var rttasvinu, kom r Noregi og rum Norurlndum 'molta (della) gente che era allo stadio veniva dalla Norvegia e da altri paesi nordici' La costruzione partitiva peraltro possibile anche con le altre forme di margur: margir vina minna (af vinum mnum) koma r Kpavogi 'molti (dei) miei amici vengono da Kpavogur' margar bestu hetjanna (af bestu hetjunum) du ungar 'molti dei migliori eroi sono morti giovani' Il comparativo di margur fleiri (dpl. fleirum), il superlativo flestur; entrambi possono essere usati con le consuete costruzioni partitive. flestir halda, a russneski forsetinn ltsn s blendingur milli mannveru og bjarndrs 'i pi ritengono che il presidente russo Eltsin sia un incrocio tra un essere umano ed un orso' hr eru margir hestar, en g arf fleiri 'qui ci sono molti cavalli, ma io ne ho bisogno di pi' mrgum brnum lkar a fara berjam, en fleirum a leika sr me vinum 'a molti bambini piace andare a fare la raccolta dei mirtilli, ma a di pi giocare con gli amici' flest flksins (af flkinu) sem var rttasvinu kom r Noregi 'la maggior parte della gente che era allo stadio veniva dalla Norvegia' flestir kjsendur (flest kjsendanna, af kjsendunum) kusu [kaus] Sigur Sigurarson borgarstjra 'la maggior parte degli elettori vot Sigurar Sigurarson come sindaco' margir kusu Sigur Sigurarson, fleiri Gubrand Hkonarson en flestir Unnur Gsladttur 'molti votarono per Sigurur Sigurarson, di pi per Gubrandur Hkonarson, ma la maggior parte per Unnur Gsladttir'

293

Per indicare una scarsa quantit parziale si usa l'aggettivo ltill 'piccolo' (comp. minni; sup. minnstur) 'poco, un poco, un po' '. Analogamente a mikill serve a determinare sostantivi non numerabili ed astratti. Riportiamo (senza traduzione italiana) gli stessi esempi delle pagine precedenti con litill (minni, minnstur) al posto di mikill (meiri, meistur): hann borai lti kjt og drakk lti l g arf litillar gljkvou til ess a geta mla essa gluggu veiimaurinn keypti lti pur hann hefur litla reynslu g legg ltinn hug slendingasgur g hef ti lti g hef ti lti af kjti lti af reynslu hans leiddi af nmi g arf minni gljkvou til ess a geta mla essa gluggu g hef ti minna kjt (minni af kjti) a minnstu leyti 'in minor parte, in minoranza' minnst af mnnum heldur a allir slendingar su ljshrir Stna er lti fgur g elska ig lti, en elska Sigga minna og Sigur minnst Il corrispondente numerabile fr , pl. fir, far, f (n/asg neutro ftt, cfr. ingl. few). Corrisponde ovviamente a margur, con significato opposto: fum slendingum lkar a fara t egar bylur er 'a pochi islandesi piace uscire quando fuori c' vento a folate' fir talir ba slandi 'pochi italiani vivono in Islanda' f fluttu til Japans XIX ldinni 'pochi emigrarono in Giappone nel XIX secolo' fr yri essu feginn 'pochi ne sarebbero felici' fr er vamma vanur 'pochi sono esenti da errori' g keypti fs konar baun 'comprai pochi tipi di piselli' fu er hann bjartsnismaur 'in (su) poche cose ottimista' rttasvinu var til ftt manna 'allo stadio c'erano poche persone' ftt af flkinu, sem var rttasvinu, kom r skalands 'poche delle persone che erano allo stadio venivano dalla Germania' fir vina minna (af vinum mnum) koma r Egilsstaa 'pochi dei miei amici vengono da Egilsstair' far bestu hetjanna du gamlar 'pochi degli eroi migliori morirono vecchi' Il comparativo frri, il superlativo fstur: hr eru fir hestar, en g arf frri 'qui ci sono pochi cavalli, ma io ne ho bisogno di meno'

294

fst flksins (af flkinu) sem var rttasvinu kom r rlands 'la (netta) minoranza della gente che era allo stadio veniva dall'Irlanda' fstum mnnum lkar a fara t, egar bylur er 'a pochissime persone piace uscire quando fuori c' vento a folate' fir kusu Kristjn orsteinsson, frri Oddnju rarinsdttur, en fstir Jhannes Vilhjlmsson 'pochi votarono (per) Kristjn orsteinsson, meno (ancora) Oddn rarinsdttir, ma pochissimi (=il meno di tutti) Jhannes Vilhjlmsson' Il composto feinir significa 'alcuni pochi'. Si usa per lo pi come pronome, ed in funzione attributiva ammette la costruzione partitiva: feinum lkar a fara t, egar bylur er 'ad alcuni (pochi) piace uscire quando fuori c' vento a folate' feinar vinkvennanna minna (af vinkonum mnum) ba Vk 'alcune (poche) delle mie amiche abitano a Vk' fein fluttu til Japans XIX ldinni 'alcuni (pochi) emigrarono in Giappone nel XIX secolo' Il pronome / aggettivo mis significa esattamente 'ora l'uno, ora l'altro, differente' (ma il plurale msir ha per lo pi il valore di 'vari, diversi, alcuni'). Ha la seguente declinazione:
cas 167 o

singolare maschile femminile mis missar missi msa plurale femminile msar missa msum msar neutro mist miss msu mist neutro mis missa msum mis

nom gen dat acc

mis miss msum msan maschile

nom gen dat acc

msir missa msum msa

NOTA 17.9 Il genitivo plurale presenta a volte una forma analogica msra; cos il genitivo ed il dativo singolare femminile appaiono a volte nella forma msrar, msri.

msir voru undir 'ora perdeva l'uno, ora l'altro' krinn hefur msum gum rddum a skipa 'il coro pu contare su diverse buone voci' ymsan htt 'in diversi modi, in diverse maniere, ora nell'uno, ora nell'altro modo'

295

msum stum 'in posti diversi, ora nell'uno, ora nell'altro posto' g keypti miss konar baun 'ho comprato diverse specie di piselli' msum tmum 'ad ore differenti' Il n/asg neutro mist pu avere valore di avverbio: hann er mist grtandi ea hljandi 'ora piange, ora ride; un po' piange, un po' ride' mist talai tlkurinn slensku ea dnsku 'l'interprete parlava ora in islandese, ora in danese' 17.2.6 IL SOGGETTO INDEFINITO Uno dei modi pi comuni per esprimere il soggetto indefinito (it. si dice, si fa oppure uno dice, uno fa, alcuni dicono ecc; si usa spesso anche il 'tu impersonale') il sostantivo maur 'uomo, persona' (cfr. il tedesco man < Mann 'uomo' ed il francese on < homme). A differenza delle altre lingue, il maur indefinito islandese pu essere usato in tutti i casi, con esiti spesso non facili da rendere in italiano. m maur lka pan hr? 'Si pu suonare il piano qui?''Uno pu suonare il piano, qui?' maur yri ekki essu feginn 'uno non sarebbe contento di questo' "...a er takmrku ngja, sem leikbrur manns geta veitt manni. Maur leitar til hins kynsins." [da E.Mar, Eftir rstuttan Leik, Rvk 1946, p.66] ' un grande piacere che i compagni di gioco di uno insegnino ad uno come fare. Ci si ispira all'altro sesso', oppure, in buon italiano: ' un grande piacere che i tuoi compagni di gioco ti insegnino come fare. Ci si ispira all'altro sesso'. 17.2.7 IL VERBO EIGA Eiga significa 'avere, possedere'. Il suo uso non corrisponde dunque a quello di hafa che, oltre ad essere un verbo ausiliare, indica il possesso di una qualit morale o fisica. Eiga indica invece il possesso materiale: barni stlabk og pappr 'il bambino ha (=possiede) carta e penna' talu eiga nstum allir sinn eiginn bl 'in Italia quasi tutti hanno (=possiedono) un'auto propria' Paul Getty og Rothschild ttu mikla peninga 'Paul Getty e Rothschild avevano (=possedevano) molto denaro'

296

ttiru ekki hs Vestmannaeyjum? Jja, en 1973 brennti eldgosi hsi og allt, sem var v 'non avevi una casa alle Vestmannaeyjar?' 'S, ma nel 1973 l'eruzione ha bruciato la casa e quel che cera dentro'. Si noti lespressione idiomatica eiga heima risiedere, abitare, stare: g eiga heima Vestmannaeyjum sto (abito, risiedo) alle Vestmannaeyjar. Eiga presenta la seguente coniugazione: p. 168 presente indicativo tt eigum eigi eiga
it. io ho

preterito indicativo tti ttir tti ttum ttu ttu

it.
avevo, ebbi ecc.

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p. i 3p. eir

297

18. DICIOTTESIMA LEZIONE TJNDA LEXAN


18.2.1 LA TERZA CLASSE DEI VERBI FORTI [VF3] La gradazione apofonica dei verbi forti della III classe [VF3] la seguente: a. b. c. d. e. [ e, i, ja, j ] [ e, i ] [a] [u] [ u, o ] sleppa, finna, gjalda, skjlfa slepp, finn, geld, skelf slapp, fann, galt, skalf sluppum, fundum, guldum, skulfum sloppinn, goldinn, skolfinn, fundinn

NOTA 18.1 In realt, la gradazione originaria era solamente [ e - a - u - o ], come in sleppa. La [e] passata poi ad [ i ] davanti a nasale ed ha subito una frattura [ ja, j ] davanti a [ l ]. [ o ] si chiusa in [ u ] davanti a nasale.

18.2.2 LISTA DEI VERBI FORTI DELLA III CLASSE La III classe dei verbi forti [VF3] comprende i seguenti 33 verbi primari: 169 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 infinito (A) a binda a brega a brenna a bresta a detta a drekka a finna a gella a gjalda a gjalla a hrinda a hverfa a renna a sera a skella a skjlfa a skreppa a sleppa a snerta a spinna a spretta a springa it. (B) (C) batt br brann brast datt drakk fann gall galt gall hratt hvarf rann sar skall skalf skrapp slapp snart spann spratt sprakk (D) bundum brugum brunnum brustum duttum drukkum fundum gullum guldum gullum hrundum hurfum runnum surum skullum skulfum skruppum sluppum snurtum spunnum spruttum sprungum (E) bundinn bruginn brunninn brostinn dottinn drukkinn fundinn golli goldinn golli hrundinn horfinn runninn sorinn skollinn skolfi skroppi sloppi snortinn spunninn sprottinn sprunginn
298

legare bind spostare breg bruciare brenn scoppiare brest cadere dett bere drekk trovare finn gridare gell geld (gjldum) pagare urlare gell (gjllum) premere hrind scomparire hverf correre renn fottere ser spezzare skell tremare skelf (skjlfum) scivolare skrepp sfuggire slepp toccare snerti filare spinn germogliare sprett esplodere spring

23

a stinga

pungere

sting

stakk

stungum

stunginn

segue 169 24 a svelgja 25 a svelta 26 27 28 29 30 31 32 33 a sverfa a vella a velta a vera a verpa a vinda a vinna a verra

inghiottire
morire di fame

svelg (svelgjum) svelt sverf vell velt ver verp vind vinn verr

svalg svalt svarf vall valt var varp vatt vann varr

sulgum sultum surfum ullum ultum urum urpum undum unnum urrum

slginn soltinn sorfinn ollinn oltinn orinn orpinn undinn unninn orrinn

raschiare scaturire rovesciare diventare gettare avvolgere lavorare diminuire

NOTA 18.2 I verbi gjalda [VF3-9], hrinda [VF3-11], springa [VF3-22], binda [VF3-1] e vinda [VF3-31] presentano nel preterito indicativo singolare delle forme risultanti da un' assimilazione del gruppo consonantico finale dovuto all alternanza grammaticale (v.la nota successiva): binda: *band > *bant > batt stinga: *stang > *stank > stakk vinda: *vand > *vant > vatt hrinda: *hrand > *hrant > hratt springa: *sprang > *sprank > sprakk NOTA 18.3 Il verbo finna [VF3-6] presenta nel preterito plurale e nel participio passato delle forme che conservano il nesso consonantico finale originario -nd-: fundum, fundinn. (cfr. ingl. find, ted. find-en). Nelle altre forme si ha un'assimilazione originate dalla forma del preterito singolare: *fand > *fant > fann > finna (per analogia) Tale particolare assimilazione dovuta ad un fenomeno della fonetica storica germanica detto alternanza grammaticale (cos stato reso il tedesco grammatischer Wechsel), vale a dire lalternanza delle spiranti sorde e sonore in diverse forme di una parola. A livello protogermanico si doveva infatti avere: *finan *fan *funum *funanaZ

Il fenomeno in questione, la cui trattazione compelta esula ovviamente dai limiti della presente opera, in ultima analisi responsabile anche di alcune forme apparentemente aberranti che abbiamo gi incontrato, come kjsa ~ kjri, val-kyrja (ted. kiesen ~ Kur-frst, Wal-kre) oppure frjsa ~ freinn (< *frerinn, cfr. lol. vrier-en ~ ge-vroren), ed diretta conseguenza di unimportante legge fonetica detta Legge di Verner, legata alla natura dellaccento indeuropeo libero. NOTA 18.4 I verbi che vanno da svelgja [VF3-24] a verra [VF3-33] sono tutti caratterizzati da una bilabiale iniziale -v- oppure da un gruppo sibilante/spirante + bilabiale -sv-, -v- (< protogermanico *w, *sw-, *w-). Tale bilabiale, come avviene di regola nel gruppo germanico settentrionale, scompare quando precede le vocali labiali [u, o] (anche questo in ultima analisi un fenomeno di assimilazione verificatosi quando la semivocale labiale ancora non si era consonantizzata): protogermanico protonordico islandese or ull orinn tedesco Wort Wolle ge-worden inglese word wool arc. worth

*wuram 'parola' *(w)or *wullo 'lana' *(w)ull *wuranaZ 'divenuto' *(w)orinR

299

L'inglese l'unica lingua germanica che abbia mantenuto in questo caso la situazione fonetica originaria. Dal punto di vista fonetico, linglese del resto in molti casi assai conservativo. NOTA 18.5 I verbi gella [VF3-8] e gjalla [VF3-10] 'urlare, gridare' differiscono solo nell'infinito e nelle persone plurali del presente indicativo (gella: gellum ecc.; gjalla: gjllum, gjalli, gjalla). Per il resto, le forme sono perfettamente identiche (in realt non sono altro che due varianti della stessa radice, di cui la seconda ha subito una frattura della vocale radicale). NOTA 18.6 I verbi snerta [VF3-19], svelgja [VF3-24] e hrinda [VF3-11], pur ammettendo senz'altro le forme forti, sono usati oggi per lo pi come verbi deboli della II classe [VD2]: snerta: svelgja: hrinda: snerti [unica forma in uso], snerti, snertur svelgi, svelgdi, svelgdur hrindi, hrinti, hrintur.

Inoltre, il participio passato forte di snerta, snortinn si usa come aggettivo con significato di 'colpito, toccato nell'animo'. Il participio passato forte di svelgja, slginn, presenta un allungamento (> dittongazione) della vocale radicale per influenza del nesso consonantico -lg- seguente. NOTA 18.7 Il verbo verpa presenta forme della II classe debole quando assume il significato di 'deporre uova (di uccelli)': verpti, verptur. NOTA 18.8 Si noti il preterito singolare di brega, br (< *br < * brag). NOTA 18.9 Un certo numero di verbi gi appartenenti alla III classe dei verbi forti passato senz'altro alla I classe dei verbi deboli [VD1]. Tra i pi comuni menzioniamo: bjarga 'salvare, proteggere', hjlpa 'aiutare', oggi solo bjargai, bjargaur (forme in disuso berg, barg, burgum, borginn) oggi solo hjlpai, hjlpaur (forme in disuso: help, halp, hulpum, holpinn)

Il verbo hjlpa rimasto forte in danese: hjlpe, halp, hulpet. In svedese passato alla II classe dei verbi deboli: hjlpa, hjlpte, hjlpt. rimasto forte anche in tedesco (helfen, half, geholfen), mentre linglese si comporta come lislandese (help, helped; ma in medio inglese e nella prima fase dellinglese moderno era ancora forte). NOTA 18.10 I seguenti verbi forti della III classe sono oggi in disuso o, comunque, non pi usati comunemente: 34 35 36 37 38 39 a bella a gnesta a hvella a smella a sperna a svimma colpire gracchiare sbattere sbattere calciare nuotare bell gnest hvell smell spern svimm ball gnast hvall small sparn svamm = gnustum = smullum spurnum svummum = gnosti = smollinn sporni somi

Al posto di svimma (peraltro comune in tutte le lingue germaniche, cfr. ted. schwimmen, ingl. swim, ol. zwemmen, rimasti tutti forti: ted. schwamm, geschwommen, ingl. swam, swum, ol. zwam, gezwommen) si usa il verbo debole [VD1] synda. Il danese si rivela qui ancora una volta pi conservativo, avendo mantenuto svmme, mentre lo svedese usa il verbo debole della I classe simma.

300

18.2.3 CONIUGAZIONE: PRESENTE INDICATIVO p. 170 a finna


[ nn ]

a drekka
[ kk ]

a vera
[]

term. = -ur -ur -um -i -a term. = -ur -ur -um -i -a

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 171

finn finnur finnur finnum finni finna a binda


[ nd ]

drekk drekkur drekkur drekkum drekki drekka a svelta


[t]

ver verur verur verum veri vera a detta


[ tt ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

bind bindur bindur bindum bindi binda

svelt sveltur sveltur sveltum svelti svelta

dett dettur dettur dettum detti detta

NOTA 18.11 La coniugazione del presente indicativo dei verbi forti della III classe notevolmente uniforme. Solo il verbo verra [VF3-33] ha la 2a persona singolare verr (anche verrir). Brega [VF3-2] ha la 2a persona singolare brst.

18.2.4 CONIUGAZIONE: PRETERITO INDICATIVO p. 172 a finna


[ nn ]

a drekka
[ kk ]

a vera
[]

term. = -st = -um -u -u term. = -st = -um -u -u

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 173

fann fannst fann fundum fundu fundu a binda


[ nd ]

drakk drakkst drakk drukkum drukku drukku a svelta


[t]

var varst var urum uru uru a detta


[ tt ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

batt bast batt bundum bundu bundu

svalt svalst svalt sultum sultu sultu

datt dast datt duttum duttu duttu

NOTA 18.12 I verbi con tema in dentale semplice o geminata la eliminano usualmente prima di aggiungere la terminazione -st della 2a persona singolare del preterito: dast (< *datt-st), svalst (< *svalt-st), bast (< *batt-st). Cos anche gjalda: galst, hrinda: hrast, spretta: sprast, velta: valst e vinda: vast. Bresta fa brast (< *brast-st). Nell'ortografia anteriore al 1974 si scriveva: dazt, svalzt, bazt, galzt, hrazt, sprazt, valzt, vazt, brazt.

301

18.2.5 SOSTANTIVI FEMMINILI FORTI: CLASSE [FF4] I sostantivi femminili forti appartenenti alla classe [FF4] presentano le stesse terminazioni di quelli della classe [FF2]. La loro caratteristica saliente per la massiccia azione della metafonia da -u-, sia primaria che secondaria. I sostantivi [FF4] sono abbastanza numerosi e si dividono in due sottogruppi:
[FF4.A]. Comprende i sostantivi con vocale tonica radicale [ a ], che subisce metafonia da -uprimaria in tutti i casi del singolare tranne che nel genitivo (term. -ar); nel plurale si ha metafonia solo nel dativo. Il nsg di tali sostantivi appare quindi metafonizzato e, quindi, contenente [ ], mentre la vocale tonica originaria riappare davanti a tutte le terminazioni che iniziano per [a] e [i]. Forme paradigmatiche:

[FF4]

Sk sakar sakir

'colpa, causa'

nsg gsg npl

La declinazione la seguente (le forme che presentano metafonia da -u- vengono indicate tra parentesi quadre):
cas 174 o

singolare sk [-u-] sakar sk [-u-] sk [-u-]

term. = -ar = =

plurale sakir saka skum [-u-] sakir

term. -ir -a -um -ir

nom gen dat acc

Cos si declinano ad esempio: hfn dgg fjl flt fr gjf grf grn hfn klpp kvl lpp mrk r skmm sg tjrn vnd vr jl kk xl equipaggiamento 'rugiada' asse, tavola 'superficie' 'viaggio, corsa' 'dono' 'tomba' budello 'porto' lastra di pietra, roccia 'pena' zampa 'landa, contrada' 'fila, linea' vergogna, infamia 'sega' 'laghetto, stagno' 'vaso' 'labbro' lima 'ringraziamento' 'spalla' hafnar, hafnir daggar, daggir fjalar, fjalir flatar, flatir farar, farir gjafar, gjafir grafar, grafir garnar, garnir hafnar, hafnir klappar, klappir kvalar, kvalir lappar, leppir markar, markir raar, rair skammar, skammir sagar, sagir tjarnar, tjarnir vandar, vandir varar, varir jalar, jalir akkar, akkir axlar, axlir
302

NOTA 18.13 Il sostantivo fjur 'penna (di uccello), piuma' (< aisl. fjr, cfr. ted. Feder, ingl. feather) ha il gsg fjarar, npl fjarir, dpl fjrum. Anche le forme determinate presentano sincope: nsg fjdrin, dsg fjrinni, asg fjrina. NOTA 18.14 I seguenti sostantivi hanno nel nominativo e accusativo plurale delle forme collaterali in ur con metafonia da -r- secondo il modello dei sostantivi [FF3.A3]. In linea di massima si pu affermare che queste ultime forme sono quelle pi comuni nella lingua parlata (con leccezione di tennur e strendur): rnd strnd hnk spng stng tng tnn nd 'orlo, bordo' 'spiaggia' 'gomitolo' 'fibbia' 'stanga' 'tenaglia' 'dente' 'anatra, papero' randar, rendur [randir] strandar, strendur [strandir] hankar, henkur [hankir] spangar, spengur [spangir] stangar, stengur [stangir] tangar, tengur [tangir] tannar, tennur [tannir] andar, endur [andir].

Cos si declinano anche alcuni nomi propri femminili che, per, hanno la terminazione -u nel dativo e accusativo: Bjrg Gunnvr Ingibjrg = = Ingeborg Bjargar (Bjrgu) Gunnvarar (Gunnvru) Ingibjargar (Ingibjrgu)

[FF4.B]. Comprende numerosissimi sostantivi derivati da verbi mediante il morfema formativo -un (< -an con metafonia da -u- secondaria). La forma originaria del morfema appare solo nel plurale (tranne che nel dativo), mentre nel singolare si mantiene sempre la forma metafonizzata (anche al gsg, malgrado la terminazione -ar). I sostantivi derivati da verbi con vocale tonica radicale [a] subiscono anche metafonia da -u- primaria, mentre gli altri subiscono solo quella secondaria del morfema formativo. Forme paradigmatiche:

[FF4.B]

Verslun verslunar verslanir Flsun flsunar falsanir

'negozio, bottega' (< versla 'commerciare') nsg gsg npl 'falsificazione' (< falsa 'falsificare) nsg gsg npl

La declinazione la seguente (si indicano con 1 asterisco * le forme con sola met. II e con due asterischi ** quelle con metafonia I e II):

175 nom gen dat acc

singolare *verslun **flsun *verslunar **flsunar *verslun **flsun *verslun **flsun

term. = -ar = =

plurale verslanir verslana verslanir falsanir falsana falsanir

term. -ir -a -um = 303

*verslunum **flsunum

Si declinano come verslun, ad esempio: tlun betrun borgun irun kvittun mgun prentun skemmtun tlun Come flsun: dgun gltun kvrtun pntun rskun tpun rvun 'aurora' (< daga) dgunar, daganir 'perdita' (< glata) gltunar, glatanir 'lamento' (< kvarta) kvrtunar, kvartanir 'ordinazione' (< panta) pntunar, pantanir 'disturbo' (< raska) rskunar, raskanir 'perdita' (< tapa) tpunar, tapanir 'incoraggiamento' (< arva) rvunar, arvanir progetto (< tla) tlunar, tlanir 'miglioramento' (< betra) betrunar, betranir 'pagamento' (< borga) borgunar, borganir 'pentimento' (< ira) irunar, iranir 'ricevuta' (< kvitta) kvittunar, kvittanir 'offesa' (< mga) mgunar, mganir 'stampa' (< prenta) prentunar, prentanir 'divertimento' (< skemmta) skemmtunar, skemmtanir 'intenzione' (< tla) tlunar, tlanir

NOTA 18.15 Il sostantivo rvun pu presentare anche al plurale le forme metafonizzate: rvanir ecc.

18.2.6 NUMERALI ORDINALI I numerali ordinali islandesi sono i seguenti: a. fyrstur annar riji fjri fimmti sjtti sjundi ttundi nundi tundi ellefti tlfti rettndi fjrtndi fimmtndi sextndi sautjndi tjndi ntjndi '1' '2' '3' '4' '5' '6' '7' '8' '9' '10' '11' '12' '13' '14' '15' '16' '17' '18' '19'

b.

304

c.

tuttugasti tuttugasti og fyrstur tuttugasti og annar tuttugasti og riji rtugasti fertugasti fimmtugasti sextugasti sjtugasti ttugasti ntugasti hundraasti hundraasti og fyrstur hundraasti og annar hundraasti og tundi

'20' '21' '22' '23' '30' '40' '50' '60' '70' '80' '90' '100' '101' '102' '110'

ecc.

d.

e.

ecc.

f.

hundraasti og sj rtugasti '137' hundraasti og fjgur fimmtugasti'154' hundraasti og nu ntugasti '199' tv hundraasti rj hundraasti fjgur hundraasti fimm hundraasti nu hundraasti og nu ntugasti sundasti sundasyi og tundi sundasti og hundraasti tv sundasti rj sundasti tu sundasti hundra sundasti milljnasti milljarasti (billjnasti) '200' '300' '400' '500' '999' '1000' '1010' '1100' '2000' '3000' '10000' '100000' '1000000' '1000000000'

ecc.

g.

ecc.

h.

i.

18.2.7 FORMAZIONE ED USO DEI NUMERALI ORDINALI a. Ordinali da 'primo' a 'decimo'.

Tranne fyrstur e annar, tutti i numerali ordinali hanno solamente la declinazione debole; il sostantivo che segue di solito determinato. Le forme sono varie e le basi dei numerali cardinali appaiono spesso modificate:

305

riji: fjri fimmti sjundi

riji maurinn, rija konan, rija barni, riju brnin (suff. -ji) fjri maurinn, fjra konan ecc. (suff. -i) fimmti maurinn, fimmta konan (suff. -ti) sjundi maurinn, sjunda konan ecc. (suff. -undi)

Fyrstur e annar si comportano in modo assai diverso. Fyrstur un normale aggettivo con entrambe le declinazioni. In posizione attributiva si usa per lo pi la declinazione debole, seguita dal sostantivo determinato: fyrsti maurinn, fyrsta konan, fyrsta barni aalorsk fyrstu heimsstyrjaldarinnar var banatilri Sarav 'la causa principale della prima guerra mondiale fu l'attentato di Sarajevo' Le forme forti si usano per lo pi in posizione predicativa: han kom fyrstur 'arriv per primo' (hn kom fyrst 'per prima', barni kom fyrst) Annar ha solo la declinazione forte, caratterizzata da numerose particolarit (v.18.2.5). Il significato duplice: pu essere infatti sia un pronome / aggettivo indefinito ('altro, un altro'), sia un numerale ordinale ('secondo'). Poich ha per natura una connotazione indeterminata ('l'altro' si esprime con hinn), il sostantivo rimane per lo pi indeterminato; in funzione di numerale ordinale, per, si usa spesso determinare il sostantivo. Tutto questo per dire che, in linea di massima, non esiste alcuna regola precisa. Cos abbiamo: annar maur 'un altro uomo; (un) secondo uomo', contrapposto a: annar maurinn 'il secondo uomo' [hinn maurinn l'altro uomo'] Cos: lafur sagi mr, a hann elskai ara konu 'lafur mi disse che amava un'altra donna', vs. lafur sagi mr, a hann hefi elska bara ara konuna, sem hann hafi gift 'lafur mi disse di avere amato soltanto la seconda donna che aveva sposato' ma: rum kafla bkinni skrifar hfundurinn, a slendingar ekki elski Island , en a er ekki satt 'nel secondo capitolo (oppure: in un altro capitolo) del libro l'autore scrive che gli islandesi non amano l'Islanda, ma non vero' [dall'ultimo esempio si pu vedere che, a volte, non si possono evitare ambiguit ed necessario basarsi sul contesto].

306

b.

Ordinali tra 'undicesimo' e 'diciannovesimo'.

Si formano mediante il morfema -ti / -di a partire dal numerale cardinale corrispondente: tlfti, fjrtndi, sautjndi. Unica lieve eccezione ellefti < ellefu (< protogermanico *aina-lif-, propriamente 'uno che resta oltre dieci', cos come tlf < *wa-lif 'due che restano oltre dieci', ove *-lif- da confrontarsi con la radice del greco e con il latino linquo 'lasciare', perf. liqu-i < ie. *likw), sono tutti normali aggettivi deboli. c-i Ordinali successivi.

A partire da tuttugasti tutti gli ordinali si formano a partire dal cardinale corrispondente mediante il morfema -asti, che, in presenza della terminazione -u subisce metafonia da -usecondaria come nelle forme deboli del superlativo relativo (elskaasti ecc.): tuttugasti: hundraasti: sundasti: milljnasti: tuttugasta, tuttugustu hundraasta, hundruustu sundasta, sundustu milljnasta, milljnustu ecc.

gefu a tuttugustu stlkunni, sem kemur inn 'dallo alla ventesima ragazza che entra dentro' Nei composti di due ordinali separati da og si declinano entrambi gli elementi: Pacem in Terris er umburarbrf Jhannesar hins tuttugasta og rija 'Pacem in Terris un'enciclica di Giovanni XXIII' sagt er, a Akhit s hundraasti og sjundi keisari Japans 'si dice che Akihito sia il centosettesimo imperatore del Giappone' Negli ordinali che indicano le centinaia e le migliaia si declinano solo hundraasti e sundasti; se il cardinale che li precede declinabile, esso appare al nominativo singolare neutro (tv hundraasti, rj sundasti, ecc.). Se a sua volta segue un altro ordinale separato da og si declina per anche quest'ultimo: etta er tv sundasti (og fimm hundraasti) bllinn, sem seldur er safiri ' la duemilesima (duemilacinquecentesima) auto che viene venduta a safjrur' 18.2.8 NUMERALI FRAZIONARI In una frazione il numeratore espresso mediante il numerale cardinale ed il denominatore mediante l'ordinale (quindi esattamente come in italiano). L'intero espresso mediante il sostantivo heill [MF2, npl heilir], la met mediante hlfur [MF2, npl hlfir] 'mezzo': 1/1 2/1 1/2 3/2 1/3 2/3 6/4 einn heill tveir heilir [einn] hlfur rr hlfir einn riji tveir riju sex fjru
307

7/8

sj ttundu

ecc.

Come si pu osservare, il denominatore un sostantivo di genere maschile (pur mantenendo la declinazione aggettivale debole). Si noti ancora: 1 + 1/2 2 + 1/2 einn og hlfur 'uno e mezzo' hlfur annar (lett. 'un mezzo [e] secondo') tveir og hlfur 'due e mezzo' hlfur riji (lett. 'un mezzo [e] terzo') ecc.

18.2.9 SOSTANTIVI NUMERALI A partire dai numerali si formano diverse serie di sostantivi. a. Sostantivi collettivi (solo alcuni dei quali hanno un corrispondente in italiano): indicano un insieme di pi unit. Sono tutti sostantivi [FF1] formati con il morfema -t / -d: eind tvennd rennd fernd fimmt sjtt (gsg sjattar) sjund tt tylft 'unit, intero' 'ambo' 'terno' 'quaterna' 'cinquina' 'sestina' , 'mezza dozzina' (anche sext) 'insieme di sette unit' 'insieme di otto unit; punto cardinale' 'dozzina'

Unica eccezione dal punto di vista della formazione tigur / tugur [MF3] 'decina'. Sostantivi collettivi astratti [FF1.A2] sono eining 'unit', tvenning 'dualit', renning 'trinit' (heilg renning la SS. Trinit). b. Sostantivi frazionari, formati mediante il morfema -ungur [MF1] a partire dal corrispondente ordinale (con l'eccezione di helmingur, derivato da altra radice): helmingur rijungur fjrungur fimmtungur tlftungur 'met' 'terzo = la terza parte' 'quarto = la quarta parte' 'quinto = la quinta parte' 'dodicesimo = la dodicesima parte' ecc.

Tali sostantivi non si usano nelle frazioni e sono obbligatoriamente seguiti da un genitivo plurale partitivo: fjrungur slendinga br Reykjavk 'un quarto degli islandesi vive a Reykjavk' fimmtungur slensku eldfjallanna er enn athafnasamur 'un quinto dei vulcani islandesi ancora attivo'

308

c.

Sostantivi musicali, formati mediante il morfema -und [FF1]: einund tvund rund ferund fimmund sexund sjund ttund nund tund 'prima (battuta)' 'seconda' 'terza' 'quarta' 'quinta' 'sesta' 'settima' 'ottava' 'nona' 'decima'

d.

Sostantivi indicanti i numeri delle carte da gioco: sono formati in vario modo. s [NF1] tvistur [MF1] ristur [MF1] fjarki [MD1] fimm [NF1] sex [NF1] sj [NF1] tta [FD] na [FD] ta [FD] 'asso' 'il 2' 'il 3' 'il 4' 'il 5' 'il 6' 'il 7' 'l'8' 'il 9' 'il 10'

NOTA 18.16 Si noti ancora: hermaur 'fante', drottning 'regina', konungur 're'. In Islanda si usano le carte da gioco francesi.

e.

Se si vogliono indicare le singole cifre 1, 2, 3 ecc. si deve usare una circonlocuzione con il sost. [FD] tala 'numero, cifra' seguito dal numerale cardinale corrispondente (che, se declinabile, rimane invariabile nella forma maschile): talan einn (gen. tlunnar einn), talan tveir, talan rr, talan fjrir, talan fimm ecc. Il sostantivo tala si declina regolarmente.

18.2.10 AGGETTIVI NUMERALI a. Aggettivi numerali distributivi, che indicano una distribuzione di varie unit (cfr. il lat. bini, trini ed il tedesco zweierlei, dreierlei ecc.). In Islandese moderno sono rimasti in uso solo i seguenti tre aggettivi distributivi: tvennur rennur fern 'due per uno; di due specie' 'tre per uno, di tre specie' 'quattro per uno; di quattro specie'

I distributivi presentano un uso particolare con i sostantivi che indicano gli oggetti usualmente usati in paia (scarpe, occhiali, calze ecc.): tvennir sokkar rennar buxur fern gleraugu 'due paia di stivali' [vs. tveir sokkar 'due singoli stivali'] 'tre paia di pantaloni' 'quattro paia di occhiali'
309

Si noti: fimm pr af skm 'cinque paia di scarpe', sj pr af buxum 'sette paia di pantaloni' ecc. Pr il npl del sostantivo [NF2] par 'paio'. Si noti ancora: [a deila] tvennt, rennt, fernt '[dividere] in due, in tre, in quattro [parti]'. b. Aggettivi numerali moltiplicativi, che indicano una moltiplicazione di unit e sono formati mediante il morfema -faldur (nsg f. -fld, nsg n. -falt, cfr. l'ingl. two-fold, manifold ed il tedesco zwei-fltig, drei-fltig). Quelli effettivamente in uso, oltre a margfaldur 'multiplo, molteplice' sono: einfaldur tvfaldur refaldur ferfaldur fimmfaldur sexfaldur sjfaldur ttfaldur nfaldur tfaldur tlffaldur hundrafaldur sundfaldur c. 'semplice, singolo, scempio' 'doppio, duplice' 'triplo, triplice' 'quadruplo, -plice' 'quintuplo' 'sestuplo' 'settuplo' 'ottuplo, otto volte tanto' 'nonuplo' 'decuplo' 'dodici volte tanto' 'centuplo' 'mille volte tanto'

Aggettivi numerali unitari, che indicano le singole unit contenute nelle decine e si formano fino al 70 mediante il morfema -tugur e, oltre tale cifra, mediante il morfema rur. Si usano in vari tipi di misurazioni (lineari e temporali) e, in particolare, corrispondono ai nostri aggettivi in -enne indicanti l'et: tvtugur rtugur fertugur fimmtugur sextugur sjtugur ttrur nrur trur tlfrur 'che misura 20 unit; ventenne' 'che misura 30 unit; trentenne' 'che misura 40 unit, quarantenne' 'cinquantenne' 'sessantenne' 'settantenne' 'che misura 80 unit; ottantenne, ottuagenario' 'novantenne, nonagenario' 'centenario' 'che misura 120 unit'

rtugur hamar 'parete rocciosa di 30 tese, alta 30 tese' fertug drpa 'panegirico composto di 40 strofe' ttrur maur 'uomo di ottant'anni, ottuagenario' tvtugt dpi 'profondit di 20 piedi' tvtug stlka 'ragazza di vent'anni, ventenne' Si noti ancora: vera um tvtugt, um rtugt, um ttr 'essere sulla ventina [trentina, ottantina], avere circa una ventina [trentina, ottantina] d'anni' hafa tvo um tvtugt 'avere 22 anni'
310

[lett. 'avere due anni sulla ventina'] hafa rj um fertugt 'avere 43 anni' [lett. 'avere tre anni sulla quarantina'] hlfrtugur 'venticinquenne' ['di met verso i trent'anni'] 18.2.11 AVVERBI NUMERALI Gli unici avverbi numerali in uso sono: tvisvar, tvvegis 'due volte' risvar, rvegis 'tre volte' Per il resto si usano espressioni formati con il sostantivo [NF1] sinn 'volta' (per lo pi al dativo): eitt sinn, einu sinni 'una volta' (anche con valore temporale) fjrum sinnum 'quattro volte' sex sinnum 'sei volte' nu sinnum 'nove volte' ecc. Si noti ancora: fyrsta skipti 'per la prima volta' anna skipti 'per la seconda volta' rija skipti 'per la terza volta' ecc. fyrsta skipti, sem g s hana var g stfanginn af henni 'la prima volta che la vidi mi innamorai di lei' 18.2.12 VERBI NUMERALI Hanno valore moltiplicativo e si formano mediante il suffisso -falda [VD1]. La base la stessa degli aggettivi numerali moltiplicativi: einfalda [-ai, -aur] margfalda tvfalda refalda ferfalda, fjrfalda 'semplificare' 'moltiplicare' 'duplicare, raddoppiare' 'triplicare' 'quadruplicare'

ecc.

A tali verbi corrispondono sostantivi astratti [FF4.B] in -fldun (gsg. -fldunar, npl. -faldanir): margfldun braua og fiska la moltiplicazione dei pani e dei pesci Un'eccezione tunda [VD1] 'decuplicare'.

311

18.2.13 LE QUATTRO OPERAZIONI a. Addizione (samlagning): tv og tv eru fjgur '2 + 2 = 4' tlf og tuttugu eru rjtu og tv '12 + 20 = 32' Sottrazione (frdrttur): fimmtn fr fjrum eru ellefu '15 - 4 = 11' nutu fr ttatu og eitt er eitt '90 - 89 = 1' Moltiplicazione (margfldun): tvisvar tv eru fjgur '2 x 2 = 4' ['due volte 2 = 4'] fjrum sinnum tuttugu eru ttatu '20 x 4 = 80' Divisione (deild): tlf deild tv eru sex '12 : 2 = 6' fimmtn deild fimm eru rj '15 : 5 = 3'

b.

c.

d.

312

19. DICIANNOVESIMA LEZIONE NTJNDA LEXAN


19.2.1 QUARTA E QUINTA CLASSE DEI VERBI FORTI [VF4] [VF5] La IV classe dei verbi forti presenta la seguente gradazione apofonica: a. b. c. d. e [e] [e] [a] [] [ o, u ] bera, nema ber, nem bar, nam brum, nmum borinn, numinn

Alla IV classe dei verbi forti appartengono solo 4 verbi primari: 176 01 02 03 04 infinito (A) a bera a nema a skera a stela it. portare imparare, studiare tagliare rubare (B) ber nem sker stel (C) bar nam skar stal (D) brum nmum skrum stlum (E) borinn numinn skorinn stolinn

La V classe presenta la seguente gradazione apofonica: a. b. c. d. e. [ e, i ] [ e, i ] [a] [] [e] gefa, sitja gef, sit gaf, sat gfum, stum gefinn, setinn

La V classe comprende i seguenti 12 verbi primari: 177 01 02 03 04 05 06 07 08 09 infinito (A) a bija a drepa a gefa a geta a geta a kvea a leka a lesa a liggja it. chiedere uccidere dare potere (B) (C) ba drap gaf gat gat kva lak las l (D) bum drpum gfum gtum gtum kvum lkum lsum lgum (E) beinn drepinn gefinn geta getinn kveinn lekinn lesinn leginn

bi (bijum) drep gef get menzionare get dire kve colare lek leggere les stare, giacere ligg (liggjum)

313

segue 177 10 11 12 a meta a reka a sitja misurare spingere sedere met rek sit (sitjum) mat rak sat mtum rkum stum metinn rekinn setinn

NOTA 19.1 I verbi primari appartenenti alla IV classe sono solo quattro; nema [VF4-2] ha gradazione [u] nel participio passato, dovuta all'ambiente fonetico nasale. Il participio numinn si declina come i participi dei verbi deboli della IV classe: apl.m. numdan, npl. m. numdir, dpl. numdum ecc. NOTA 19.2 I verbi bija [VF5-1], liggja [VF5-9] e sitja [VF5-12] presentano nell'infinito e nel presente indicativo una gradazione [ i ] dovuta ad una chiusura della vocale tonica radicale originaria [ e ] in presenza della terminazione -ja dell'infinito. NOTA 19.3 Il verbo fela 'nascondere; affidare' di solito coniugato secondo la I classe debole. Nel significato di 'nascondere' pu per avere forme secondo la IV classe forte: fela, fel, fal, flum, flginn. Nel significato di 'affidare' pu invece avere forme forti proprie della VI classe: fel, fl, flum, falinn. NOTA 19.4 Il verbo geta un comune verbo modale (q.v.) dal significato generico di 'potere' e, in tale caso, ha il supino formato secondo la I classe dei verbi deboli: geta. NOTA 19.5 La forma del preterito singolare di liggja, l, risulta dall'evoluzione fonologica della forma regolare *lag (con caduta della spirante finale [ g ] e conseguente allungamento della vocale radicale, poi dittongatasi). Cos anche iggja 'accettare' (igg, < *ag, gum, eginn), che per segue comunemente la III classe debole: iggi, i, . NOTA 19.6 Fregna 'chiedere' segue oggi solo la I classe debole. Obsolete le forme forti del preterito indicativo fr (< *frag), frgum ed il participio passato freginn (cfr. il ted. fragen). Il verbo significa anche 'fare delle esperienze', ed anzi attualmente usato quasi esclusivamente in questo significato.

19.2.2 CONIUGAZIONE: PRESENTE INDICATIVO p. 178 a stela


[ IV: l ]

a gefa
[ V: f ]

a geta
[ V: t ]

term. = -ur -ur -um -i -a term. = -ur -ur -jum -[j]i -ja

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 179

stel stelur stelur stelum steli stela a bija


[ V: inf. -ja- ]

gef gefur gefur gefum gefi gefa a liggja


[ V: inf. -ja- ]

get getur getur getum geti geta a sitja


[ V: inf. -ja- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

bi biur biur bijum biji bija

ligg liggur liggur liggjum liggi liggja

sit situr situr sitjum sitji sitja

314

p.

180

a skera
[ IV: r ]

a lesa
[ V: s ]

term. = -, -t = -um -i -a

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

sker sker sker skerum skeri skera

les lest les lesum lesi lesa

NOTA 19.7 I verbi con infinito in -ja mantengono l'infisso semivocalico anche nelle persone plurali del presente indicativo (tranne i liggi). I verbi con tema in liquida [ r ] aggiungono alla 2a persona singolare la terminazione - e quelli con tema in sibilante [ s ] -t; entrambi sono privi di terminazione alla 3a persona singolare (aisl. skerr > sker, *les-r > less > les, si tratta quindi in realt della degeminazione di una consonante risultante da assimilazione).

19.2.3 CONIUGAZIONE: PRETERITO INDICATIVO p. 181 a stela


[ IV: l ]

a gefa
[ V: f ]

a geta
[ V: t ]

term. = -st = -um -u -u term. = -st = -um -u -u term. = -st, -t = -um -u -u

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 182

stal stalst stalur stlum stlu stlu a bija


[ V: inf. -ja- ]

gaf gafst gaf gfum gfu gfu a liggja


[ V: inf. -ja- ]

gat gast gat gtum gtu gtu a sitja


[ V: inf. -ja- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 183

ba bast ba bum bu bu

l lst l lgum lgu lgu a skera


[ IV: r ]

sat sast sat stum stu stu a lesa


[ V: s ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

skar skarst skar skrum skru skru

las last las lsum lsu lsu

NOTA 19.8 Nella 2a persona singolare si notino le oramai consuete forme gast, sast con eliminazione della dentale finale (>1973 gazt, sazt) e last con desinenza semplificata -t (tema in [ s ]).

315

19.2.4 IL SUPINO. TEMPI DELL'INDICATIVO COMPOSTI CON HAFA A differenza del supino latino (amatum, lectum ecc.), che ha valore autonomo (finale: 'per amare, per leggere' ecc.), il supino islandese un semplice complemento verbale corrispondente formalmente all'accusativo singolare neutro del participio passato: [VD1] [VD2] [VD3] [VD4] [VF1] [VF2] [VF3] [VF4] [VF5] elska 'amare' heyra 'udire' ola 'tollerare' telja 'contare' bta 'mordere' bja 'offrire' drekka 'bere' skera 'tagliare' lesa 'leggere' p.pass. elskaur supino heyrur talinn bitinn boinn drukkinn skorinn lesinn elska heyrt ola tali biti boi drukki skori lesi

Unica funzione del supino quella di complemento verbale (cio di portatore del significato) nella formazione dei tempi composti del passato attivo, in unione con il verbo ausiliare hafa. Tali tempi sono: a. Il perfetto: g hefi bora 'ho mangiato' g hefi drukki 'ho bevuto' g hefi komi 'sono venuto' g hefi veri 'sono stato' g hafi bora 'avevo mangiato' g hafi drukki 'avevo bevuto' g hafi komi 'ero venuto' g hafi veri 'ero stato'

b.

Il piuccheperfetto:

NOTA 19.9 Nella coniugazione attiva, a differenza dell'italiano, hafa l'unico ausiliare usato (cfr. il francese j'ai mang, j'ai t e l'inglese I have eaten, I have been; tra le lingue scandinave continentali si comporta cos lo svedese (jag har tit, jag har varit), mentre il danese, forse per influsso del tedesco, usa lausiliare vre con diversi verbi intransitivi (jeg er kommet = ich bin gekommen). NOTA 19.10 In islandese non esiste niente di paragonabile al nostro trapassato remoto (io fui stato, io ebbi mangiato ecc.).

Esempi di coniugazione: p. 184 perfetto


ho mangiato; sono venuto

piuccheperfetto
avevo mangiato; ero venuto

it. 1s.g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p. i 3p. eir

hefi bora, hefi komi hefur bora, hefur komi hefur bora, hefur komi hfum bora, hfum komi hafi bora, hafi komi hafa bora, hafa komi

hafi bora, hafi komi hafir bora, hafir komi hafi bora, hafi komi hfum bora, hfum komi hfu bora, hfu komi hfu bora, hfu komi

316

Nelle interrogative dirette, il soggetto invertito si inserisce tra l'ausiliare ed il supino: hefur (hefuru) bora allt braui? 'hai mangiato tutto il pane?' hafi Pll drukki alla mjlkina? 'Pll aveva bevuto tutto il latte?' Hafi i veri Reykjavk? 'Siete stati a Reykjavk?' Lo stesso avviene ovviamente nell'inversione: gr hefi g lesi allan dagin 'ieri ho letto tutto il giorno' auvita hfu blar stagenglanna lent rekstri 'naturalmente, le macchine degli stuntmen si erano scontrate' 19.2.5 USO ASPETTUALI DEL PERFETTO E DEL PIUCCHEPERFETTO. DIFFERENZE ecc.

Il perfetto (detto anche passato composto) indica, a differenza del preterito, un' azione che si gi svolta nel passato e che si gi conclusa (azione conclusiva). Il preterito (detto anche imperfetto, ma abbiamo preferito scartare questa denominazione perch tale tempo corrisponde solo all'imperfetto italiano) invece un tempo imperfettivo, vale a dire, l'azione che esso indica non si conclusa (azione durativa) oppure si svolta sul momento (azione momentanea). Per quanto riguarda la traduzione italiana, il preterito reso mediante i tre tempi del passato, desumibili con relativa facilit dal contesto: It. Isl. It. Isl. It. Isl. 'Quando entrai (azione momentanea) nella stanza, trovai (azione momentanea) un uomo che leggeva (= stava leggendo, azione durativa nel passato)' 'egar g gekk (pret.) inn stofuna, fann (pret.) g mann, sem las (pret.)' 'Vidi (azione momentanea) una donna sudare nella sauna mentre un uomo teneva (azione durativa nel passato) in mano una rivista di parole crociate' 'g s (pret.) konu svita snabastofunni mean maur hld (pret.) krossgtutmariti' 'Avete trovato (azione momentanea espressa con il passato prossimo) il libro che cercavate (= stavate cercando, azione durativa nel passato)' 'Fundu (pret.) i bkina, sem i leituu (pret.) a?'

Il perfetto viene reso usualmente con il passato prossimo italiano: It. Isl. It. Isl. 'Che cosa hai fatto ieri? (azione conclusa)' 'Ho letto tutto il giorno (azione continuata gi conclusa)' 'Hva hefuru gert (perf.) gr?' 'g hefi lesi (perf.) allan daginn' 'Ho trovato (azione conclusa) il libro che cercavo (azione durativa)' 'g hefur fundi (pret.) bkina, sem g leitai (perf.) a'
317

Il piuccheperfetto indica invece un' azione perfettiva anteriore nel tempo a quella espressa dal perfetto o dal preterito (azione preconclusa). Il tempo ha quindi sia una connotazione aspettuale che temporale: It. Isl. 'Quando l'uomo aveva (ebbe) preso (az. preconclusa) la matita, la donna entr (azione momentanea) nella sauna' 'egar maurinn hafi teki (piucch.) blantinn, gekk (pret.) konan inn snabastofuna'

Si noti il seguente esempio in cui sono usati tutti e tre i tempi del passato islandese, dove si mettono in evidenza le differenze temporali/aspettuali): gr hefi g lesi (perfetto) fyrsti kaflann 'slandsklukkunnar', skldsgunnar, sem Halldr Laxness hafi skrifa (piuccheperfetto) egar hann bj (preterito) Kaupmannahfn 'ieri ho letto (az. conclusa) il primo capitolo della Campana d'Islanda", il romanzo che H.K.L. aveva scritto (az. preconclusa) quando abitava (az. durativa nel passato) a Copenaghen
NOTA 19.11 Chi abbia dimestichezza con il greco o con le lingue slave potr fare un utile paragone con la situazione di tali idiomi, dove le differenze aspettuali sono ben evidenziate anche dalla morfologia. In pratica:

185
azione momentanea nel presente azione momentanea nel passato azione durativa nel passato azione conclusa nel passato azione preconclusa nel passato

italiano io entro [pres. indicativo] io entrai [passato remoto] io entravo [imperfetto ind.] io sono entrato [passato prossimo] io ero (fui) entrato
[trapassato prossimo o remoto]

greco classico [pres. indicativo] [aoristo indicativo] [imperf. indicativo] [perfetto indicativo] [piuccheperfetto indicativo]

russo
[presente imperfettivo]

islandese g geng inn [pres. indicativo] g gekk inn [preterito ind.] g gekk inn [preterito ind.]
g hefur gengi inn [perfetto ind.] g hafi gengi inn [piucchep. ind.]

[passato imperfettivo]

[passato imperfettivo]

[passato perfettivo]

[passato perfettivo]28

28

Si noti che, in russo, il presente percettivo ha valore di futuro: uscir. 318

19.2.6 SOSTANTIVI NEUTRI FORTI: CLASSI [NF5] [NF6] [NF7] Si tratta di classi abbastanza scarse dal punto di vista quantitativo, ma che comprendono importanti sostantivi. Con questo paragrafo termina la trattazione della declinazione dei sostantivi. [NF5]. Comprende sostantivi polisillabi che subiscono una sincope della vocale post-tonica davanti a terminazione che inizia in vocale. Possiamo suddividere questa classe in due sottogruppi:
[NF5.A]. Comprende i sostantivi [NF5] che non presentano ulteriori fenomeni di sincope nella declinazione determinata. Forme paradigmatiche:

[NF5.A]

Hfu hfus hfu

'testa' gsg npl

nsg

Declinazione (indeterminata e determinata; con asterisco * le forme sincopate): c 186 nom gen dat acc singolare det. ind. hfu hfui hfus hfusins *hfi *hfinu hfu hfui
term. ind. = -s -i =

plurale det. ind. hfu hfuin *hfa *hfanna *hfum *hfunum hfu hfuin

term.ind. = -a -um =

Cos si declinano (tra parentesi il dsg. sincopato e il nsg. determinato non sincopato): gaman megin 'piacere' 'forza' gamans, - (gamni; gamani) megins, - (megni; megini)

NOTA 19.12 Il sostantivo sumar 'estate' un 'misto' tra questo tipo di declinazione (in quanto presenta forme sincopate) ed il modello [NF2.B] (v. 3.2.4), in quanto presenta metafonia da -u- secondaria nel nominativo e accusativo plurale. Ne risulta la seguente declinazione: c 187

nom gen dat acc

singolare det. ind. sumar sumari sumars sumarsins *sumri *sumrinu sumar sumari

term. ind. = -s -i =

plurale det. sumur *sumra *sumrum sumur ind. *sumrin


*sumranna *sumrunum

term.ind. = -a -um =

*sumrin

NOTA 19.13 Il sostantivo 'plurale tantum' regin 'di pagani' (tema: rag-) presenta metafonia da -i- nel nominativo e accusativo, mentre il dativo interessato da quella da -u- a partire dal tema originario (che si conserva solo nel genitivo): caso nom gen dat acc 188 met. [-i-] [-u-] [-i-] pl.ind. regin *ragna *rgnum regin pl.det. reginin *ragnanna *rgnunum reginin term.ind. = -a -um = 319

[NF5.B]. Comprende parecchi sostantivi neutri [NF5] con nsg in -ur originario (silfur < aisl. silfr con sviluppo della 'u epentetica') che presentano doppia sincope:

a. Nella declinazione indeterminata davanti a terminazione che inizia in vocale; b. In quella determinata davanti alle forme dell'articolo che iniziano in vocale. Forme paradigmatiche: [NF5.B] Rkk-ur rkkurs rkkur 'crepuscolo' (<aisl. rkkr) nsg gsg npl

La declinazione la seguente:
c 189

nom gen dat acc

singolare ind. det. rkkur *rokkri rkkurs rkkursins *rkkri *rkkrinu rkkur *rkkri

term. ind. = -s -i =

plurale ind. rkkur *rkkra *rkkrum rkkur det. *rkkrin


*rkkranna *rkkrunu m

term.ind. = -a -um =

*rkkrin

Cos si declinano (tra parentesi il dsg.indeterminato e il nsg. determinato sincopati): austur daur dgur eitur hreiur klaustur leur myrkur norur pur silfur suur sykur timbur veur vestur vikur 'est' austurs, - (austri, austri) 'flirt' daurs, daur (dari, dari) 'd, periodo di 12 ore' dgurs, dgur (dgri, dgri) 'veleno' eiturs, eitur (eitri, eitri) 'nido' hreiurs,hreiur(hreiri, hreiri) 'convento, monastero' klausturs,klaustur(klaustri,
klaustri)

'cuoio, pelle (animale)' leurs, leur (leri, leri) 'buio, oscurit' myrkurs,myrkur(myrkri,myrkri) 'nord' norurs, - (norri, norri) 'cipria' purs, pur (pri, pri) 'argento' silfurs, - (silfri, silfri) 'sud' suurs, - (suri, suri) 'zucchero' sykurs, - (sykri, sykri) 'legno, legname' timburs, - (timbri, timbri) 'tempo (atmosferico) veurs, veur (veri, veri) 'ovest' vesturs, - (vestri, vestri) 'pomice' vikurs, vikur (vikri, vikri)

320

[NF6]. Comprende pochi sostantivi declinati comunemente come [NF1] ma che, nella lingua solenne o molto ricercata, inseriscono un elemento -v- in alcuni casi (antichi temi in -wa-). La declinazione comunque la seguente (smjr burro; si omettono le forme paradigmatiche):

cas 190 o

singolare smjr smjrs smjr[v]i smjr

term. = -s -[v]i =

plurale smjr latticini smjr[v]a smjr[v]um smjr

term. = -a -[v]um -ir

nom gen dat acc

Cos si declinano pochi sostantivi (spesso privi del plurale; tra parentesi il dsg collaterale in vi): bl fjr fl hgg kjt, ket mjl, mjel sl l 'male' 'vita' 'spruzzata di neve' 'bastonata' 'carne' 'farina' 'alga commestibile' 'birra' bls,bl (blvi) fjrs, - (fjrvi) fls, - (flvi) hggs, hgg (hggvi) kjts, kets, - (kjtvi, ketvi) mjls, mjl (mjlvi) sls, sl (slvi) ls, l (lvi)

Ribadendo che la forma data tra parentesi non assolutamente comune, e che le forme [NF1] hggi, bli, fjri, fli, kjti [keti], sli, mjli [mjeli], li sono le uniche attualmente usate, si deve far per presente che l'ampliamento in -v- riappare comunque spesso nei derivati e nei composti (nominali e verbali): smjrvaskemma 'dispensa dei latticini, slvafjara 'spiaggia mareale dove si raccolgono alghe commestibili', blva 'maledire' (da cui l'usatissima imprecazione blvaur 'maledetto!' e la retroformazione blv maledizione, bestemmia), blvabtur 'consolazione dei mali', lvast 'ubriacarsi di birra', mjlvi 'lievito', hggva 'bastonare', flvi pallore. [NF7]. Comprende alcuni sostantivi che inseriscono un elemento semivocalico [-j-] in alcune forme (antichi temi in -ja). Anche qui diamo la declinazione omettendo le forme paradigmatiche (kyn genere; sesso):

cas 191 o

singolare kyn kyns kyni kyn

term. = -s -i =

plurale kyn kynja kynjum kyn

term. = -ja -jum =

nom gen dat acc

321

Cos si declinano diversi sostantivi di uso molto comune (tra parentesi la forma del genitivo e del dativo plurale): ber d egg fen fr hey lyf nef skegg sk
Solo al plurale:

'mirtillo, bacca' bers, beri (berja, berjum) ds, di (dja, djum) acquitrino29 'uovo' eggs, egg (eggja, eggjum) 'palude' fens, fen (fenja, fenjum) 'seme' frs, fr (frja, frjum) 'fieno' heys, hey (heyja, heyjum) 'farmaco, medicina' lyfs, lyf (lyfja, lyfjum) 'naso' nefs, nef (nefja, nefjum) 'barba' skeggs, skegg (skeggja, sekggjum) 'nuvola, nube' sks, sk (skja, skjum)
ferie; tempo libero fr (frja, frjum)30

NOTA 19.14 I seguenti sostantivi: flet 'strato', gler 'vetro', ker 'barile', ki 'agnellino' e net 'rete' formano il gpl e il dpl indifferentemente secondo [NF6] o [NF1]: fletjum/fletum, glerjum/glerum, kerjum/kerum, kijum/kium, netjum/netum.

Si tratta di un pericolosissimo tipo di acquitrino con frequente presenza di sabbie mobili, che si forma presso i cosiddetti kaldavermsl, polle di acqua fredda che per non gelano in inverno. I d sono ricoperti di muschi superficiali di colore verde o giallo chiaro. La radice quella del verbo da affondare nelle sabbie mobili, impantanarsi. 30 Si tratta di un prestito dal danese. 322

29

20. VENTESIMA LEZIONE TUTTUGASTA LEXAN


20.2.1 LA SESTA CLASSE DEI VERBI FORTI [VF6] I verbi forti appartenenti alla VI classe presentano la seguente gradazione apofonica: a. b. c. d. e. [ a, e ] [e] [] [] [ e, a ] skaka, hefja skek, hef skk, hf skkum, hfum skekinn, hafinn

20.2.2. LISTA DEI VERBI FORTI DELLA VI CLASSE Alla VI classe dei verbi forti appartengono i seguenti 19 verbi primari: 192 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 infinito (A) a aka a ala a draga a fara a fl a grafa a hefja a hlaa a kala a skafa a skaka a skekja a sl a standa a sverja a vaa a vaxa a vefa a vega it. guidare nutrire tirare andare scorticare scavare sollevare caricare ghiacciare grattare scuotere scuotere colpire stare in piedi bestemmiare guadare crescere tessere pesare (B) ek (kum) el (lum) dreg (drgum) fer (frum) fl (flum) gref (grfum) hef (hefjum) hle (hlum) kel (klum) skef (skfum) skek (skkum) skek (skekjum) sl (slum)
stend (stndum)

(C) k l dr fr fl grf hf hl kl skf skk skk sl st sr x f v, vo, g

(D) kum lum drgum frum flgum grfum hfum hlum klum skfum skkum skkum slgum stum srum um uxum fum vgum, gum

(E) ekinn alinn dreginn farinn fleginn grafinn hafinn hlainn kalinn skafinn skekinn skekinn, skakinn sleginn stainn svarinn vai vaxinn ofinn veginn

sver (sverjum) ve (vum) vex (vxum) vef (vfum) veg (vgum)

323

NOTA 20.1 La maggior parte dei verbi forti della VI classe presenta gradazione [ a ] nell'infinito. Alcuni verbi hanno per [ e ]: si deve distinguere tra quelli in cui essa risulta da un fenomeno di metafonia da i- (provocata dalla terminazione -ja dell'infinito, come nei verbi deboli della IV classe: hefja [VF6-07], skekja [VF6-12], sverja [VF6-15], tema haf-, skak-, svar-) e due verbi, vefa [VF6-15] e vega [VF6-19], in cui [ e ] primaria. Tali verbi, in realt, appartenevano in islandese antico alla V classe, ed avevano rispettivamente le seguenti forme: vefa, vef, vf, vfum, [v]ofinn e vega, veg, v, vgum, veginn. Successivamente, l'evoluzione fonologica ha portato le forme del preterito a corrispondere a quelle della VI classe (f, fum - v,vgum - veginn), ma alcuni inseriscono ancora tali verbi nella V classe per ragioni puramente storiche. NOTA 20.2 Nel presente indicativo, le tre persone del singolare presentano gradazione [ e ], risultante in realt da una metafonia. Nelle tre persone del plurale, invece, si mantiene la gradazione vocalica dell'infinito. Poich spesso si tratta di [ a ], la term. -um della 1a persona plurale provoca metafonia da u: fara [VF6-04], fer, frum; skaka [VF6-11], skek, skkum. I verbi hefja [VF6-07], skekja [VF6-12], sverja [VF6-15] hanno per hefjum, skekjum, sverjum. Vefa e vega, in cui [ e ] primaria, fanno normalmente vefum, vegum. NOTA 20.3 Il verbo draga [VF6-03] presenta la forma del preterito singolare dr risultante dalla scomparsa della velare finale (< *drog-). NOTA 20.4 I verbi fl [VF6-05] e sl [VF6-13] risultano da un'allungamento (e successiva dittongazione) della vocale radicale in seguito ad una contrazione delle forme originarie (a sua volta avvenuta per la scomparsa della gutturale velare [ g ] intervocalica): fl < *fla < *flaga [flaga] sl < *sla < *slaga [slaga]. Nelle prime tre persone del presente indicativo la metafonia ha agito sulle forme gi contratte, e non sul tema originario: g fl, sl (non *fleg, *sleg). La 1a persona plurale vi flum, slum. Nel preterito singolare si hanno le forme fl, sl (< *flog, *slog), per le quali si veda la nota 20.3. Fl ha anche un preterito debole fli, flum; il participio preterito fleginn significa scollato, scollacciato, in dcollet. NOTA 20.5 Il verbo standa [VF6-14] ha una storia assai complessa. Esso presenta nel preterito delle forme in realt suppletive, sebbene in ultima analisi derivate dalla stessa radice. Il tema dell'infinito e del presente indicativo(stand-, stend-) risulta da un ampliamento in nasale del tema sta- (cfr. staur 'luogo, posto', st stazione), a sua volta risultante da un ampliamento in dentale del tema dell'antico verbo *stn 'stare' (cfr. lat. sto, stare, greco "collocare", "stetti", "sto", antico slavo , irlandese th < *stha- 'egli '), presente nel protonordico (> sv., dan., norv. st) e in islandese antico (inf. st, pres. st, str). Le forme del preterito, st, -um e del participio passato stainn sono in realt quelle di derivate da *stn (st un perfetto a raddoppiamento, cfr. latino steti, antico slavo 'stetti'; per il participio si confronti il latino sta-t-us ed il greco ). Linglese si comporta esattamente come lislandese (stand, stood; ma potrebbe trattarsi di un prestito scandinavo); le lingue scandinave continentali presentano la situazione originaria (st, stod); lolandese ed il tedesco la hanno mantenuta nellinfinito, risp. staan (la forma storicamente pi vicina alla situazione protogermanica) e stehen, ma usano per il preterito la forma ampliata in nasale, ol. stond, ted. stand. Il tedesco la usa anche per il participio (gestanden), mentre lolandese ha gestaan. NOTA 20.6 I verbi vaa [VF6-16], vaxa [VF6-17] e sverja [VF6-15] presentano nel preterito il consueto fenomeno della scomparsa della labiodentale [v-] davanti a [ ]: , x, sr. Lo stesso fenomeno presenta anche vega [VF6-20]: g. Lo stesso verbo presenta altri esiti collaterali (v, vo), tutti pienamente giustificati dal punto di vista della fonetica storica. NOTA 20.7 Il participio alinn di ala [VF6-02] si declina come i participi dei verbi deboli della IV classe: asg.m. aldan, npl.m. aldir, dpl. ldum ecc.

324

20.2.3 CONIUGAZIONE: PRESENTE INDICATIVO p. 193 a taka


[ tak- ]

a grafa
[ graf- ]

a vefa
[vef- ]

term. = -ur -ur -um -i -a term. = -ur -ur -[j]um -[j]i -[j]a term. = =, -, -r =, -r -um -i -a, =

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 194

tek tekur tekur tkum taki taka a vega


[veg- ]

gref grefur grefur grfum grafi grafa a standa


[ stand- ]

vef vefur vefur vefum vefi vefa a hefja


[ hef-j- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 195

veg vegur vegur vegum vegi vega a vaxa


[ vax- ]

stend stendur stendur stndum standi standa a fara


[ far- ]

hef hefur hefur hefjum hefji hefja a sl


[ sl- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

vex vex vex vxum vaxi vaxa

fer fer fer frum fari fara

sl slr slr slum sli sl

20.2.4 CONIUGAZIONE: PRETERITO INDICATIVO p. 196 a taka tk tkst tk tkum toku tku a vega g [v, vo] gst [vst, vost] g [v, vo] gum [vgum] gu [vgu] gu [vgu] a grafa grf grfst grf grfum grfu grfu a standa st stst st stum stu stu a vefa f fst f fum fu fu a hefja hf hfst hf hfum hfu hfu term. = -st = -um -u -u term. = -st = -um -u -u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 198

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

325

p.

199

a vaxa x xt x uxum uxu uxu

a fara fr frst fr frum fru fru

a sl sl slst sl slgum slgu slgu

term. = -st, -t = -um -u -u

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

20.2.5 FORMAZIONE DEGLI AVVERBI DI MODO Da tutti gli aggettivi islandesi si possono formare degli avverbi di modo. a. La maggior parte degli avverbi di modo derivati di aggettivi presenta una forma corrispondente a quella dell'accusativo singolare neutro (oppure si tratta dell'asg neutro che assume funzione avverbiale): kafur 'violento' blur 'delicato' fljtur 'rapido' harur 'duro' hr 'alto' jafn 'uguale' eflaus 'indubbio' skr 'chiaro' ltill 'piccolo' mikill 'grande' fagur 'bello' > > > > > > > > > > > kaft 'violentemente' bltt 'delicatamente' fljtt 'rapidamente' hart 'duramente' htt 'altamente' jafnt 'ugualmente' eflaust 'indubbiamente' skrt 'chiaramente' lti 'poco' miki 'molto, grandemente' fagurt 'bene, bellamente'

Anche i participi passati formano il loro avverbio in tale modo: bjagaur 'storpiato' orinn 'diventato' kveinn 'deciso' blvaur 'maledetto' > > > > bjaga 'da fare piet, orrendamente' n ori 'al giorno d'oggi' kvei 'decisamente' blva 'maledettamente'

L'accusativo singolare neutro di alcuni pronomi ha ugualmente valore avverbiale: nokkur einhver essi hver b. > > > > nokku 'in un certo qual modo' eitthva 'in qualche modo' etta 'cos' hva 'come ?'

Alcuni aggettivi formano un avverbio di modo mediante il suffisso -a: illur 'cattivo' lkur 'simile' vur 'ampio' > > > illa 'male' lka 'similmente, anche' va 'ampiamente'

326

In particolare, il suffisso -a serve a formare tutti gli avverbi di modo derivati dagli aggettivi in -legur: skemmtilegur 'divertente' reianlegur 'deciso' fallegur 'bello' elilegur 'naturale' vandlegur 'esatto' c. > > > > > skemmtilega 'in modo divertente' reianlega 'decisamente' fallega 'bene, bellamente' elilega 'naturalmente' vandlega 'esattamente'

La frequenza degli aggettivi in -legur e del loro avverbio in -a (-lega) ha fatto s che si venisse a formare un vero e proprio suffisso avverbiale -lega, adottato da diversi aggettivi: gtur 'eccellente' kr 'caro' nkvmur 'sufficiente' frjls 'sottomesso' strangur 'forte' samviskusamur 'coscienzioso' > > > > > > gtlega 'eccellentemente' (anche gt) krlega 'caramente' nkvmlega 'abbastanza, a sufficienza frjlslega 'goffamente' stranglega 'fortemente' samviskusamlega 'coscienziosamente'

Il suffisso -lega, a volte ampliato in -sam-lega forma diversi aggettivi derivati da aggettivi in -inn: feginn 'felice' skrtinn 'comico' varfrinn 'attento' feiminn 'timido' d. > > > > feginsamlega 'felicemente' skrtilega 'comicamente' varfrilega 'attentamente' feimnislega 'timidamente'

Pochi avverbi si servono di un suffisso -la, in realt nient'altro che un'abbreviazione di -lega. brur 'violento' ger, gjr 'pronto' trauur 'difficile' var 'attento' harur 'duro' > > > > > brla 'violentemente' gerla, gjrla 'prontamente' traula 'difficilmente' varla 'a mala pena, appena' harla, harla assai, estremamente'

e. e1.

Alcuni aggettivi hanno avverbi derivati da loro casi cristallizzati: accusativo singolare maschile: stur 'dolce' brur 'rapido' sr 'penoso' ungur 'pesante' mikill 'grande' > > > > > sofa stan 'dormire dolcemente' bera bran a 'arrivare di gran carriera' grta sran 'piangere a dirotto stynja ungan 'sospirare profondamente' ra mikinn 'remare duro, forte'

e2.

dativo singolare neutro: langur 'lungo' mikill 'grande, molto' > > lngu fyrr 'molto prima' miklu betur, strri 'molto migliore, pi grande'

327

ltill 'piccolo, poco' ngur 'sufficiente' e3. genitivo singolare neutro: allur 'tutto' annar 'altro' einn 'uno' gefinn 'dato' e4. dativo plurale: brur 'rapido' nstur 'prossimo' ur 'veloce' str 'grande' drjgur 'copioso, abbondante' e5. genitivo plurale: einn 'uno' f. f1.

> >

ltlu minna 'poco meno' ngu vel 'abbastanza bene'

> > > >

alls 'del tutto, completamente' annars 'altrimenti' eins 'altrettanto' gefins 'gratis'

> > > > >

brum 'presto, rapidamente' nstum 'quasi, circa' um 'velocemente' strum 'in gran numero' drjgum 'in abbondanza'

>

einna 'in assoluto' (einna bestur)

Diversi casi cristallizzati di sostantivi hanno ugualmente funzione avverbiale: nominativo singolare: andskoti 'diavolo' ansi 'diavolo' fjandi 'diavolo' helvti 'inferno' ofbo 'confusione' > > > > > andskoti 'maledettamente, al diavolo' ansi 'idem' fjandi 'idem' helvti 'terribilmente' ofbo 'molto, un casino'

f2.

accusativo singolare: [vegur 'via, modo'] [t 'tempo'] > > alveg 'completamente, del tutto' t 'sempre, per sempre'

f3.

dativo singolare: [einn 'uno'; ganga 'volta'] venja 'disabitudine' > > eingngu 'soltanto, solamente' venju 'raramente, non di solito'

f4.

genitivo singolare [spesso solo formalmente]: afgangur 'resto' > raun 'esperienza, certezza' > reynd 'esperienza, realt' > afgangs 'del resto' einkar 'specialmente, troppo' raunar 'certamente' reyndar 'certamente'

f5.

nominativo plurale: skp [pl.t.] 'cattiva sorte' > skp 'enormemente, terribilmente'
328

f6.

genitivo plurale: bsn [pl.t.] 'mostro' mtur [pl.t.] 'piacere' nau 'rumore, confusione' > > > bsna 'enormemente' mta 'con piacere' naua 'enormemente, un casino'

f7.

dativo plurale: stund 'periodo di tempo' t 'tempo' > > > einkum 'specialmente' stundum 'talvolta, a volte' tum 'spesso'

g. Esistono pochi avverbi formati con la giustapposizione tra due sostantivi (o tra un sostantivo ed un aggettivo), ai quali viene unito un morfema formativo -is di chiara origine genitivale: samur 'stesso' tmi 'tempo' r 'presto' dagur 'giorno' (dsg. degi) beinn 'diritto' lna 'linea' margur 'molto' sinn 'volta' svo 'cos' lei 'via, cammino' tv- due vegur via, modo > > > > > > samtmis 'allo stesso tempo' rdegis 'di buon mattino' beinlnis 'in linea retta' margsinnis 'spesso, molte volte' svoleiis 'cos, in questo modo' tvvegis due volte

L'aggettivo erlendur 'straniero, estero' forma un avverbio allo stesso modo: erlendis 'all'estero'. 20.2.6 PREPOSIZIONI CON L'ACCUSATIVO Le preposizioni che reggono esclusivamente l'accusativo sono le seguenti: - Um 'attorno, intorno; di, su, a proposito di'. a. In senso locale, indica l'estensione od il movimento su una superficie: um alla sveitina 'per tutta la campagna' ganga um glf 'camminare su e gi per la stanza' (lett. 'per il pavimento') eir fru um fjalli 'andavano per la montagna b. Pu indicare il movimento verso un'apertura: hver fr um dyrnar? 'chi andato alla porta?' t um gluggann 'fuori verso la finestra'
329

c.

Pu indicare la posizione od il movimento verso qualcosa che sta attorno, spesso con movimento avvolgente: hafa klt um hfui 'portare un foulard attorno alla testa' kreppa hendina um tauminn 'avvolgere le mani attorno alle redini'

d.

Pu indicare l'estensione o la distribuzione di qualcosa in uno spazio temporale: hann hafi legi rmfastur um tma 'era rimasto a letto per un po' di tempo' [= 'si era fatto un sonnellino'] um vetur 'per tutto l'inverno' tu krnur og 25 aurar um daginn '10 corone e 25 aurar al giorno'

e.

Pu indicare una posizione indeterminata nel tempo verso un determinato periodo: um hausti '(circa) verso l'autunno' um a leyti, um a bil 'circa a quel tempo, verso quel periodo, intorno ad allora' hn er um fertugt ' attorno ai quarant'anni, ha circa quarant'anni'

f.

Um la preposizione tipica del complemento di argomento, ovvero l'oggetto di un discorso, di una discussione, di uno scritto: g hefi lesi bk um run fasistaflokkanna norurlndum 'ho letto un libro sullo sviluppo dei partiti fascisti nei paesi nordici' sjnvarpinu var tala um alvarlegt slys 'alla TV si parlava di un grave incidente' g er a skrifa ritger um Egils sgu Skallagrmssonar 'sto scrivendo un saggio sulla saga di Egill Skallagrmsson' lknirinn var mevitandi um stand sjklingsins 'il medico era a conoscenza delle condizioni dell'ammalato' g. Um la preposizione tipica anche del complemento di limitazione = it. 'riguardo a', 'quanto a' ecc.: um Reykvkinga er a algengt a eir eigi bla heldur en flugvlar 'quanto agli abitanti di Reykjavk, pi usuale che essi posseggano delle automobili piuttosto che degli aeroplani' Adolf Hitler og Staln lktust djflinum um margt 'Adolf Hitler e Stalin somigliavano al diavolo in molte cose' a er lti um snj vetur 'Quest'inverno ce ne poca, di neve' ['quanto a neve, quest'anno ce ne poca']

330

h.

Pu indicare una distanza o, comunque, una misura: fru blinn um tvo metra 'sposta l'auto di due metri' minnka um helming 'diminuire della met'

i.

In unione con il verbo skipta indica un cambio, una sostituzione: skipta um ft 'cambiarsi d'abito' skipta um hesta 'cambiare cavallo' ['cavalli'] skipta um vinnukonu 'cambiare domestica, assumere un'altra domestica' hann [a] skipti um veri ' cambiato tempo'

NOTA 20.8 Anche in quest'ultimo caso si tratta in realt di un complemento di limitazione: 'cambiarsi d'abito' = 'cambiarsi quanto all'abito'; hann skipti um veri 'c' stato un cambio quanto al tempo' ecc.

- [ ] gegnum 'attraverso'. Indica un passaggio od una penetrazione: ggjast gegnum skrargati 'sbirciare attraverso il buco della serratura' bltinn fr ( ) gegnum gluggann 'la palla pass attraverso la finestra' franskir g talskir starfsmenn grfu gng ( ) gegnum fjalli 'degli operai francesi ed italiani hanno scavato un tunell attraverso la montagna' - [ ] kringum, umhverfis 'attorno, intorno'. Entrambe le preposizioni indicano la posizione od il movimento attorno a qualcosa. Possono implicare un movimento circolare o comunque non in linea retta, e spesso si usano in espressioni figurate: ganga ( ) kringum binn 'camminare attorno alla fattoria' fara ( ) kringum e- 'accennare, girare intorno a qcs.' fara ( ) kringum e-n 'trascurare qcn.' bk essi kostar kringum hundra krnur 'questo libro costa circa (intorno a) cento corone' umhverfis hsin eru trjgarar 'attorno alla casa ci sono dei giardini' hr umhverfis 'qui attorno' - umfram 'sopra, al di sopra di'. Si usa spesso in espressioni figurate. umfram allt 'soprattutto, sopra ogni cosa' vera umfram ara menn 'essere al di sopra degli altri'

331

Diversi avverbi di luogo, uniti a verbi di moto, assumono una funzione preposizionale e reggono l'accusativo: - t - fram - utan - upp - niur - ofan a voru fleiri rekstrar fer t sveitina 'c'eranp ancora altre mandrie in viaggio verso la costa' [lett. 'via dalla campagna'] hn fr fram dalinn 'se ne and via dalla valle' skipin komu utan Eyjafiri 'le navi incrociavano fuori fuori dai Fiordi delle Isole' ganga upp brekkuna 'camminare su per il declivio' fara niur na 'andare gi (= controcorrente) per il fiume' fara ofan fjalli, fara ofan stigann 'scalare (su) la montagna', 'salire su per la scala'

Si noti l'uso con gli avverbi indicanti i punti cardinali austur, vestur, suur, norur: hann fylgdi mr gan spl austur gangstttina 'mi segu per un bel pezzo sul marciapiede, in direzione est' Le espressioni formate dalla preposizione fyrir e da un avverbio di luogo in -an reggono l'accusativo e sono spesso usate con valore figurato: fyrir innan rnar 'seguendo la corrente' [lett. 'dentro ai fiumi'] fyrir utan borgina 'fuori [della] citt' sofa fyrir ofan e-n 'dormire accanto a qcn rivolto verso il muro' fyrir nean myndina 'sotto forma di, ad immagine di' fyrir framan blinn 'davanti all'automobile' fyrir aftan hsi 'dietro la casa' fyrir handan na 'al di l del fiume' fyrir austan Freyjar 'ad est delle Fr er' fyrir sunnan Grnland 'a sud della Groenlandia' fyrir vestan sland 'ad ovest dell'Islanda' fyrir noran Skotland 'a nord della Scozia'

332

21. VENTUNESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG FYRSTA LEXAN


21.2.1 LA SETTIMA CLASSE DEI VERBI FORTI [VF7] Per pura comodit includiamo in questa classe anche alcuni verbi non chiaramente assegnabili alle altre classi (sezione verbi irregolari o di difficile classificazione); ma i verbi forti della VII classe storica sono quelli che, a livello protogermanico (come pu essere osservato dalla situazione del gotico), formavano il preterito con un procedimento detto raddoppiamento, ben testimoniato in molte lingue indeuropee (si tratta del il procedimento proprio della formazione del perfetto, ovvero la forma indicante l'azione conclusa). Si tratta, in pratica, della ripetizione della consonante iniziale del tema seguita da una vocale, usualmente [ e ] (in gotico < a > = [ e: ]); i verbi inizianti per vocale premettevano invece [e] al tema. La vocale radicale poteva o meno presentare un particolare grado apofonico. Cos abbiamo: - latino: pres.ind. perfetto ind. pres. ind. perfetto ind. pres. ind. perfetto ind. pres. ind. perfetto ind. - greco: pres. ind. perf. ind. attivo perf. ind. passivo pres. ind. perf. ind. pres. ind. perf.ind. attivo perf.ind.passivo - gotico: infinito preterito infinito preterito infinito preterito cano 'io canto' ce-cini 'cantai, ho cantato' tango 'io tocco' te-tigi 'toccai, ho toccato' pello 'io butto fuori' pe-puli 'buttai fuori, ho buttato fuori' spondeo 'io prometto' spo-pondi 'promisi, ho promesso' 'io lascio' - 'ho lasciato' - 'sono stato sciolto' 'divengo, sono' - 'sono diventato, sono (stato)' 'io nutro' - 'ho nutrito' - 'sono stato nutrito' hitan 'chiamarsi' ha-hit 'mi chiamavo' letan 'lasciare' la-lot 'lasciavo' haldan tenere ha-hald tenevo

333

NOTA 21.1 Si confronti il preterito gotico hahit con l'islandese ht < *heet < *he-het.

21.2.2 LISTA DEI VERBI FORTI DELLA VII CLASSE La VII classe dei verbi forti comprende i seguenti 30 verbi primari (tra parentesi la 1a persona plurale del presente indicativo): 1. 200 01 02 2. 03 04 05 06 3. 07 08 4. 09 10 11 5. 12 13 14 15 16 17 gradazione apofonica [ a - e - - - a ] infinito (A) a falla a halda it. cadere tenere (B) fell (fllum) held (hldum) (C) fll hld (D) fllum hldum (E) fallinn haldinn

gradazione apofonica [ - - - - ] a blsa a grta a lta a ra soffiare


piangere lasciare
consigliare

bls (blsum) grt (grtum) lt (ltum) r (rum)

bls grt lt r

blsum grtum ltum rum

blsinn grtinn ltinn rinn

gradazione apofonica [ ei - ei - - - ei ] a heita a leika


chiamarsi

giocare

heiti leik

ht lk

htum lkum

heiti leikinn

verbi in con varie particolarit dovute all alternanza grammaticale: a ganga a hanga a f
camminare

geng (gngum) hangi (hngum) ottenere f (fum) pendere

gekk hkk fkk

gengum hngum fengum

genginn hanginn fenginn

antichi verbi a raddoppiamento di difficile classificazione a auka a ausa a ba a hlaupa a hggva a spja
aggiungere

versare abitare correre mietere sputare

eyk (aukum) eys (ausum) b (bum) hleyp (hlaupum) hegg (hggvum) sp (spjum)

jk js bj hljp hj spj

jukum jusum bjuggum hlupum hjuggum spjum

aukinn ausinn binn hlaupinn hggvinn spinn

334

6. 18 19 20 21 22 23 24 25 26 7. 27 28 29 30

verbi irregolari o comunque di difficile classificazione a deyja a ta a hlja a koma a sj a troa a sofa a vera a vo dey (deyjum) t ridere hl (hljum) venire kem (komum) vedere s (sjum) calpestare tre (troum) dormire sef (sofum) essere er (erum) lavare v (voum)
mangiare

morire

d t hl kom s tr svaf var voi,

dum tum hlgum komum sum trum svfum vorum (gum)

dinn tinn hlegi kominn sur, snn troinn sofi veri veginn

verbi con preterito a raddoppiamento in -ri con coniugazione debole: a gra a na a ra a sna crescere
accennare

gr (grum) n (num) r (rum) sn (snum)

greri, grri neri, nri reri, rri sneri, snri

remare girare

grerum, grrum nerum, nrum rerum, rrum snerum, snrum

grinn ninn rinn sninn

NOTA 21.2 La maggior parte dei verbi forti della VII classe subisce nelle prime tre persone del presente indicativo gli effetti della metafonia da -i-. Le tre persone plurali mantengono invece la vocale tonica radicale originaria (se [a] subisce metafonia da -u-: falla, g fell, vi fllum). NOTA 21.3 I verbi del gruppo 4 sono stati da noi definiti 'verbi con varie particolarit dovute all alternanza grammaticale per un preciso motivo storico.. I temi originari sono infatti hang- (con infisso in nasale nel tema originario *hak-, cfr. ted. Hak-en, ingl. hook gancio), gang- (got. gaggan, ted. Gang camminata, volta, ingl. gang-way corridoio), fang- (ted. fangen prendere; catturare, Fang zanna). In f (< f-a, con la terminazione dellinfinito normalmente contrattasi con il tema in vocale lunga) agisce anche nellinfinito lalternanza grammaticale conseguenza della legge di Verner (v. nota 18.3): dal tema fang- si avuto linf. prg. *fanh-an, dal quale, mediante successivi processi di assimilazione (> *fahh-an > *fa-an; gotico fahan) si giunti alla forma protonordica *f-. Hanga ha mantenuto per la forma piena (probabilmente per analogia), cos come ganga [gotico gaggan] (ma cfr. le forme scandinave continentali, sv. dan. norv. g, che continuano * g- < *ganh-an; ingl. go < ags, g-n, olandese gaan; in gotico si avuto per il primo verbo lo sviluppo regolare hahan). Nel preterito singolare dei tre verbi (originariamente a raddoppiamento: gotico ha-hah, fa-fah, mentre gaggan ha lantico preterito suppletivo iddja, ags. eode, probabilmente dalla rad. comune ie. *i- del greco e del lat. eo, i-vi) si avuto un fenomeno di assimilazione regressiva in conseguenza dellassordimento della gutturale finale: *fng, *hng, *gng > *fnk, *hnk, *gnk > fkk, hkk, gekk; il preterito plurale ed il participio passato mantengono le forme piene in conseguenza dellalternanza grammaticale (feng-um, feng-inn; hng-um, hang-inn; geng-um, geng-inn; ma gotico fafahum, hahahum); in ganga lo stesso fenomento avviene eccezionalmente anche nella 2a persona dellimperativo, gakk < *gang. NOTA 21.4 Il verbo heita 'chiamarsi' , malgrado la forma attiva, chiaramente passivo ('essere chiamato'). Si tratta di un antico verbo a raddoppiamento, come appare dal gotico hitan 'chiamare', pret. ha-hit 'chiamava'. Il gotico, unica fra le lingue germaniche, conserva le forme sintetiche del medio passivo indeuropeo: hitaza sei chiamato, ti chiami, hitada chiamato, si chiama; tali forme sono completamente scomparse dalle lingue germaniche, lasciando un vestigio solo nellislandese (lo strano presente debole heiti, heitir ecc. continua in realt le forme organiche mediopassive, cfr. anche il relitto anglosassone htte si chiama).

335

NOTA 21.5 I verbi auka [VF7-12] (dall'antica radice indeuropea *auk-, cfr. lat. aug-eo, greco -) e ausa [VF7-13] sono antichi verbi a raddoppiamento vocalico, di cui sono ancora visibili le tracce nel preterito islandese: jk, js < *e-auk-, *e-aus (gotico ukan: a-uk). NOTA 21.6 Il verbo sostantivo vera [VF7-25] presenta un accentuato suppletivismo nelle sue forme. Il presente formato interamente dalla radice fondamentale *es- comune a tutte le lingue indeuropee (latino es, es-t, es-se, greco -, -, - < *es-mi, *es-si, es-t, futuro --, slavo ecclesiastico -, -, -, sanscrito s-mi, s-ti e persino littita e-mi, e-i, e-zi) con la normale rotacizzazione della sibilante (ancora non avvenuta nella fase pi antica dell'islandese: aisl. es > er). Dal punto di vista delle terminazioni, il presente indicativo si comporta come un preterito: g er, ert, hann er, vi erum, i eru, eir eru; in antico islandese (e nella prima fase dellislandese moderno) la prima persona singolare suonava anche em (< *es-mi, cfr linglese am). Dalla stessa radice (con grado apofonico zero *s-, latino sum, s-unt) si ottiene il presente congiuntivo s ecc. (formalmente un antico ottativo, come il congiuntivo presente latino s-im, s-is ecc., anchesso originariamente un ottativo; cfr. il greco , ). Il resto della coniugazione risulta dalla radice ver- (< protogerm. *wesan, cfr. ted. ge-wesen, ol. wezen, geweest). Formalmente, come appare bene dall'islandese antico, si tratta di un verbo forte della IV classe (aisl. vera - var - vrum - verit), con le forme del preterito plurale poi evoltesi in vorum ecc. (cfr. linglese was, were, il tedesco war, waren, lolandese was, waren). Nella coniugazione islandese di vera non entra assolutamente laltra radice indeuropea presente nelle lingue germaniche non scandinave, b- (inglese be, been; tedesco bin, bist; olandese ben, bent). Nelle lingue germaniche settentrionali, tale radice fondamentale dal significato di essere, esistere; divenire; abitare (< ind. *bh-u- ,cfr. il latino fu-i, fo-re, f-io, il greco , - ed il sanscrito bh-vati, si mantenuta solo nel verbo ba abitare; coltivare la terra. NOTA 21.7 Anche il verbo sofa [VF7-24] , dal punto di vista storico, un verbo forte della IV classe. La radice svef- (cfr. il sostantivo svefn 'sonno'), per cui aisl. svefa > sofa (< *svofa per assimilazione della vocale radicale all'ambiente labiodentale), svefit > sofi (<*svofi). Le forme del preterito svaf, svfum sono regolari (cfr. gaf, gfum). NOTA 21. 8 Il verbo vo [VF7-26] forma comunemente un preterito debole voi. Le forme forti , gum sono obsolete, mentre il participio passato ha sempre la forma forte veginn. NOTA 21.9 I verbi gra, na, ra e sna [VF7-27.30] formano uno 'strano' preterito in -ri (con terminazioni dei verbi deboli della II classe): greri, neri, reri, sneri. Il punto di partenza sembra essere reri (< aisl. rera, rra), probabilmente l'unico verbo islandese che presenta ancora nel preterito un chiarissimo fenomeno di raddoppiamento. Meno chiaro, anche se abbastanza probabile, il raddoppiamento in greri. (forse < *gre-gri con dissimilazione). La rassomiglianza fonetica dei quattro verbi deve aver favorito le formazioni analogiche neri, sneri, immotivate dal punto di vista storico. Nella lingua parlata si usano esclusivamente le varianti dittongate grri, nri, rri, snri, cos pronunciate anche quando si scrivono le forme non dittongate.

21.2.3 CONIUGAZIONE: PRESENTE INDICATIVO


NOTA 21.10 La formazione del presente indicativo dei verbi forti della VII classe molto varia. Preferiamo quindi darne un elevato numero di esempi senza la consueta indicazione delle terminazioni tipiche (che, del resto, vengono aggiunte con le modalit usuali), cosa che potr servire come utile riferimento per qualsiasi dubbio (data anche l'importanza e la frequenza di tali verbi)

p.

201

a falla
[ fall- ]

a blsa
[ bls- ]

a lta
[lt- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i

fell fellur fellur fllum falli

bls blst bls blsum blsi

lt ltur ltur ltum lti


336

3p. eir

falla

blsa

lta

p.

202

a heita
[heit-; con. debole ]

a leika
[ leik- ]

a ganga
[ gang- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

heiti heitir heitir heitum heiti heita

leik leikur leikur leikum leiki leika

geng gengur gengur gngum gangi ganga

p.

203

a hanga
[hang-; con. debole ]

a f
[ f- ]

a auka
[ auk- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 204

hangi hangir hangir hngum hangi hanga a ausa


[ aus- ]

f fr fr fum fi f a ba
[ b- ]

eyk eykur eykur aukum auki auka a hlaupa


[hlaup- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 205

eys eyst eys ausum ausi ausa a hggva


[hgg- ]

b br br bum bi ba a spja
[ sp-j- ]

hleyp hleypur hleypur hlaupum hlaupi hlaupa a deyja


[ dey-j- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 206

hegg heggur heggur hggvum hggvi hggva a ta


[ t- ]

sp spr spr spjum spi spja a hlja


[ hl-j- ]

dey deyr deyr deyjum deyi deyja a koma


[kom- ]

tema

1s. g

hl

kem
337

2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

tur tur tum ti ta

hlr hlr hljum hli hlja

kemur kemur komum komi koma

338

p.

207

a sofa
[sof- ]

a sj
[ sj- ]

a na
[ n- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 208

svef svefur svefur sofum sofi sofa a ra


[ r- ]

s sr sr sjum sji sj a troa


[ tro- ]

n nr nr num ni na a vo
[vo- ]

tema

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

r rr rr rum ri ra

tre treur treur troum troi troa

v vr vr voum voi vo

21.2.4 CONIUGAZIONE: PRETERITO INDICATIVO p. 209 a falla fll fellst fll fllum fllu fllu a heita ht hst [hzt] ht htum htu htu a hanga hkk hkkst hkk hngum hngu hngu a blsa bls blst bls blsum blsu blsu a leika lk lkst lk lkum lku lku a f fkk fkkst fkk fengum fengu fengu a lta lt lst [lzt] lt ltum ltu ltu a ganga gekk gekkst gekk gengum gengu gengu a auka jk jkst jk jukum juku juku

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 210

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 211

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

339

p.

212

a ausa js jst js jusum jusu jusu a hggva hj hjst hj hjuggum hjuggu hjuggu a ta t st [zt] t tum tu tu a sofa svaf svafst svaf svfum svfu svfu a ra reri rerir reri rerum reru reru

a ba bj bjst bj bjuggum bjuggu bjuggu a spja spj spjst spj spjum spju spju a hlja hl hlst hl hlgum hlgu hlgu a sj s sst s sum su su a troa tr trst tr trum tru tru

a hlaupa hljp hljpst hljp hlupum hlupu hlupu a deyja d dst d dum du du a koma kom komst kom komum komu komu a na neri nerir neri nerum neru neru a vo [] [st] [] [gum] [gu] [gu]

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 213

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 214

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 215

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 216

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

NOTA 21.11 Abbiamo riportato le forme obsolete del preterito di vo, che potrebbero presentare qualche problema. Ripetiamo che comunemente si usa la forma debole voi, voir ecc.

340

21.2.5 COMPARAZIONE DEGLI AVVERBI DI MODO Cos come dagli aggettivi dai quali derivano, anche gli avverbi islandesi possiedono tutti i gradi di comparazione. Nel presente paragrafo ci soffermeremo sul comparativo di maggioranza e sul superlativo relativo, che, similmente agli aggettivi, si formano mediante speciali morfemi. La formazione sia del comparativo di maggioranza che del superlativo relativo degli avverbi strettamente legata alle analoghe forme comparate dell'aggettivo corrispondente. Come nel grado positivo, infatti, gli avverbi comparativi e superlativi si servono (qui invariabilmente) dell' accusativo singolare neutro del comparativo e del superlativo corrispondente: agg.positivo rkur [rkt 'riccamente'] asg.n.comp. rkara avv.comp. rkara rkast 'pi riccamente' blindara 'pi ciecamente' fljtara 'pi rapidamente' asg.n.sup. rkast 'il pi riccamente possibile' blindast blindast 'il pi ciecamente possibile' fljtast 'il pi rapidamente possibile' avv.sup.

blindur blindara [blint 'ciecamente'] fljtur fljtara [fljtt 'rapidamente']

fljtast

Gli aggettivi che formano il comparativo ed il superlativo in diverso modo si comportano in modo esattamente identico: flr [fltt 'falsamente'] flrra flrra 'pi falsamente' flast flast 'il pi falsamente possibile' dpst 'il pi profondamente possibile'

djpur dpra [djpt 'profondamente']

dpra dpst 'pi profondamente'

gull gulla [gult 'silenziosamente'] seinn [seint 'tardi'] seinna

gulla gulast gulast 'pi silenziosamente' 'il pi s. possibile' seinna 'pi tardi' seinast seinast 'il pi tardi possibile'

21.2.6 FORMA COMUNE DELL'AVVERBIO COMPARATIVO IN -AR Gli avverbi comparativi in -ara (rkara,blindara,fljtara ecc.) presentano nella lingua comune una forma priva della -a finale (-ar): rkara blindara > > rkar blindar 'pi riccamente' 'pi ciecamente'
341

fljtara

>

fljtar

'pi rapidamente'

NOTA 21.12 Il fenomeno gi attestato ampiamente in islandese antico. La forma in -ara anzi sentita come decisamente solenne. Si raccomanda quindi in ogni caso di utilizzare la forma in -ar, l'unica veramente in uso.

Formano l'avverbio comparativo in -ar anche gli aggettivi in -legur che pure hanno il comparativo in -ri (e l'avverbio positivo in -lega). Avremo quindi: fallegur 'bello fallega 'bene' > skemmtilegur 'spassoso' skemmtilega 'spassosamente' > fallegri 'pi bello' fallegar 'meglio' skemmtilegri 'pi spassoso' skemmtilegar 'pi spassosamente'

Gli avverbi derivati dai comparativi in -ri ecc. hanno per sempre la forma corrispondente pienamente all'accusativo singolare neutro del comparativo (con -a finale): djpur , dpri > gull, gulli seinn, seinni hr, hrri > > > dpra 'pi profondamente' gulla 'pi silenziosamente' seinna 'pi tardi' hrra 'pi in alto'

21.2.7 AVVERBI COMPARATIVI E SUPERLATIVI IRREGOLARI E SUPPLETIVI I seguenti avverbi positivi presentano il comparativo ed il superlativo formato irregolarmente o ricorrendo ad un'altra radice (suppletivismo): positivo comparativo superlativo

lengi 'a lungo' lengur 'pi a lungo' lengst 'il pi a l.possibile' nrri 'vicino' nr 'pi vicino' nst 'il pi vicino possibile' suur 'a sud' sunnar 'pi a sud' syst 'il pi a sud possibile' vel, gott 'bene betur 'meglio' best 'il meglio possibile' illa, vont 'male' verr 'peggio' verst 'il peggio possibile' lti, ltt 'poco' miur 'meno' minnst 'il meno possibile' mjg, miki 'molto' meir, meira 'pi' mest 'il pi possibile' gjarna, gjarnan 'volentieri' heldur piuttosto' helst 'preferibilmente' varla 'appena' sur 'ancora meno' sst 'quanto meno' snemma 'presto' fyrr 'prima, il prima p.' fyrst 'quanto prima, il prima possibile'
NOTA 21.13 In molti dei precedenti avverbi comparativi, il morfema islandese antico era -r (come ancora pu essere facilmente osservato in ver-r e fyr-r): aisl. leng-r, bet-r, mi-r, held-r, s-r > leng-ur, bet-ur, mi-ur, held-ur, s-ur.

342

22. VENTIDUESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG NNUR LEXA


22.2.1 I VERBI MODALI I verbi modali sono cos detti in quanto modificano il concetto espresso dal verbo principale (che rimane all'infinito e, in qualche caso, al supino) secondo una gamma di diverse sfumature (possibilit, desiderio, obbligo ecc.). Alcuni di questi verbi hanno per vita autonoma, essendo usati (con diverso significato) come normali verbi transitivi o intransitivi. I verbi modali islandesi possono essere suddivisi in due categorie, a seconda della loro coniugazione: a. b. Verbi preterito-presenti; Verbi dalla coniugazione ordinaria (debole o forte).

22.2.2 I VERBI PRETERITO-PRESENTI Esiste in islandese, come in tutte le altre lingue germaniche ed in molte lingue indeuropee storiche, una serie di verbi la cui caratteristica principale la formazione del presente indicativo, analoga al preterito dei verbi forti, spesso con le stesse terminazioni e, a volte, diversa gradazione apofonica tra le tre persone singolari e quelle plurali. Si tratta in realt di antichi preteriti che hanno successivamente assunto il significato di presente. Tali verbi vengono usualmente definiti preterito-presenti (preteriti quanto alla formazione e presenti quanto al significato). Caratteristica saliente nelle lingue germaniche la riformazione di un preterito debole.
NOTA 22.1 Tra le lingue indeuropee, sono proprio le lingue germaniche ad aver mantenuto il maggior numero di verbi preterito-presenti. Certamente non ne mancano esempi nelle altre lingue, ad es. il latino me-mini ricordo, novi so, odi odio, il greco so, 'temo', 'ricordo', e il sanscrito veda so.

NOTA 22.2 Quanto alle terminazioni, si noti che la 2a persona singolare ha pi spesso -t (nei preteriti forti si ha nella maggior parte dei casi -st); la 1a e la 3a persona singolare rimangono prive di terminazione come nei preteriti forti. Nel plurale, solo munu e skulu mantengono le desinenze del preterito, mentre gli altri verbi hanno generalizzato quelle del normale presente. NOTA 22.3 Un verbo preterito presente , quanto a formazione, anche vera (le forme del presente indicativo non hanno per mai avuto storicamente valore di preterito). NOTA 22.4 Il passaggio dal preterito al presente avvenuto talora per un ragionamento logico. Un caso lampante veit 'io so', corrispondente perfettamente al latino vidi 'io ho visto = so' (e, con diverso grado apofonico, al greco < *w 'io so < 'ho visto') < ie. *weid-/woid-/wid- 'vedere' (latino video, antico slavo , tedesco wissen 'sapere' ecc.)

343

22.2.3 CONIUGAZIONE DEL PRESENTE E DEL PRETERITO INDICATIVO DEI VERBI PRETERITO-PRESENTI I verbi modali preterito-presenti islandesi sono: 217 VM1 VM2 VM3 infinito (A) munu skulu a eiga it.
(v.22.2.9) dovere avere; possedere , dovere avere bisogno, necessitar e; dovere, avere lobbligo potere, avere il permesso potere; sapere
(per istruzione)

(B) mun skal (skulum) (eigum)

(C) mundi = tti

(D) mundum = ttum

(E) = = tt

VM4

a urfa

arf (urfum)

urfti

urftum

urft

VM5 VM6

a mega a kunna

m (megum) kann (kunnum) vil (viljum)

mtti kunni

mttum kunnum

mtt kunna

VM7

a vilja

volere

vildi

vildum

vilja

Esistono altri tre verbi preterito-presenti non modali (che raggruppiamo qui per comodit): VM8 a vita
sapere
(per aver visto o sentito, per esperienza)

veit (vitum)

vissi

vissum

vita

VM9 VM10

a muna a unna

ricordare amare; non invidiare, augurare

man (munum) ann (unnum)

mundi unni

mundum unnum

muna unna

Coniugazione:

p.

218

munu
mun, mundi, muna

presente mun munt mun munum munu munu

preterito mundi mundir mundi mundum mundu mundu

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

344

p.

219

skulu
skal, =, =

presente skal skalt skal skulum skulu skulu

preterito
(non esiste)

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 220 a eiga
, tti, tt

presente tt eigum eigi eiga

preterito tti ttir tti ttum ttu ttu preterito urfti urftir urfti urftum urftu urftu preterito mtti mttir mtti mttum mttu mttu preterito kunni kunnir kunni kunnum kunnu kunnu

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 221 a urfa
arf, urfti, urft

presente arf arft arf urfum urfi urfa

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 222 a mega
m, mtti, mtt

presente m mtt m megum megi mega

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 223 a kunna
kann, kunni, kunna

presente kann kannt kann kunnum kunni kunna

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

345

p.

224

a vilja
vil, vildi, vilja

presente vil vilt vill viljum vilji vilja

preterito vildi vildir vildi vildum vildu vildu preterito vissi vissir vissi vissum vissu vissu preterito mundi mundir mundi mundum mundu mundu preterito unni unnir unni unnum unnu unnu

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 225 a vita
veit, vissi, vita

presente veit veist [veizt] veit vitum viti vita

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 226 a muna
man, mundi, muna

presente man manst man munum muni muna

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir p. 227 a unna
ann, unni, unna

presente ann annt ann unnum unni unna

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p.i 3p. eir

NOTA 22.5 Munu e skulu sono gli unici esempi di infinito in -u. I due verbi presentano inoltre una forma speciale di 'infinito preterito': mundu, skyldu (per il cui uso si veda 31.1.7). Skulu inoltre privo delle forme del preterito, presenti invece in altre lingue germaniche (inglese shall-should, tedesco sollsollte, svedese ska[ll], skulle ecc.).

NOTA 22.6 I preteriti kunni e unni debbono la loro forma ad un fenomeno di assimilazione (aisl. kunna, unna <*kuna, *una). Questo ha provocato nella 1a persona plurale un'identit con le forme del presente (kunnum, unnum). Cfr. anche il danese kunne, pret. kunne (lo svedese kunna ha kunde).

346

NOTA 22.7 Iil verbo vilja non storicamente un preterito-presente; le forme del presente indicativo sono in realt un'antico ottativo (= desiderativo) della radice indeuropea *wel-/wol- e si confrontano perfettamente con il latino vel-im, vel-is ecc. (con valore di congiuntivo presente) e con lottativo greco --, --o (da < *gwel-) ecc. Formalmente si tratta comunque di un verbo debole della IV classe, con la 2a persona singolare vilt formata per analogia su skalt, munt ecc. e la 3a singolare vill, regolarmente da *vil-r con assimilazione. Analogamente a munu e skulu, vilja ha una forma speciale di 'infinito preterito', vildu, per il cui uso si veda 31.1.7.

NOTA 22.8 Il verbo vita il preterito-presente pi largamente diffuso a livello indeuropeo, ed anche quello con le attestazioni pi antiche (sanscrito vda, greco io ho visto = io so, lat. vidi). La radice *weid-/woid-/wid del vedere ha tra laltro questunica attestazione in germanico. Le 'strane' forme del preterito di vita, vissi ecc. non sono una retroformazione debole, e sono anzi molto antiche. Si tratta dell'esito del nesso indeuropeo di formazione secondaria -*tt(h)-, che in protogermanico passa a -*ss-. La forma di partenza sembra essere la 2a persona singolare, vissir, gotico wisses < *witthes < indeuropeo *wid-thes (cfr. il greco < * woid-tha), donde le altre forme per analogia. Lislandese lunica lingua germanica che ha mantenuto tale stato di cose fino alla fase moderna; le altre hanno aggiunto al tema del preterito le normali terminazioni in dentale del preterito per analogia (svedese viss-te, danese vids-te, tedesco wu-te); ma nelle fasi antiche si aveva ad es. ags. wisse (wiste nel tardo anglosassone), sassone antico wissa, alto tedesco antico wissa (wista in una fase pi tarda). NOTA 22.9 I verbi munu e muna possono essere facilmente confusi in diverse forme: hanno infatti in comune la 1a persona plurale del presente (munum) e tutto il preterito (mundi ecc.). In islandese antico muna poteva avere forme come muna, munir ecc. Muna un antichissimo verbo formato dalla radice indeuropea *men-/mon-/mn- del latino mens 'mente', me-mini 'ho tenuto a mente, ricordo' (verbo preterito presente!), imperativo me-mento, mon-eo rammentare; ammonire e del greco , perfetto (il grado forte quello alla base della forma islandese che si ha anche nel perfetto forte collaterale greco ).

22.2.4 VERBI MODALI DALLA CONIUGAZIONE ORDINARIA I verbi modali dalla coniugazione ordinaria (debole o forte) sono i seguenti: VM11 (VF5) VM12 (VF7) VM13 (VF3) VM14 (VF2) VM15 (VF7) VM16 (VD3) VM17 (VD1) a geta a f a vera
potere, essere capace 1. = geta 2.= mega dovere, essere costretto; diventare dovere (per logica) lasciare, fare osare intendere, volere, accingersi

get f (fum) ver

gat fkk var

gtum fengum urum

geta fengi ori

a hljta a lta a ora a tla

hlt (hljtum) lt (ltum) ori tla

hlaut lt ori tlai

hlutum ltum orum tluum

hloti lti ora tla

347

22.2.5 USO DEI VERBI MODALI L'uso corretto dei verbi modali nelle singole lingue germaniche assai variabile e decisamente sfuggente, e non quindi possibile affidarsi troppo alle corrispondenze etimologiche con le lingue pi conosciute (ad esempio, l'islandese kunna non corrisponde pienamente n all'inglese can n al tedesco knnen, n skulu all'inglese shall o al tedesco sollen, o urfa al tedesco drfen). A seconda delle loro sfumature, i verbi modali islandesi possono comunque essere raggruppati in diverse 'aree', ovvero: a. b. c. d. Area della necessit: Area della possibilit: Area della volont e dell'intenzione Aree varie skulu, eiga, urfa, vera, hljta geta, mega, f, kunna vilja, tla lta, ora, munu.

Ci occuperemo in questa lezione anche dell'uso dei verbi preterito-presenti non modali (vita, muna, unna).
NOTA 22.10 Nei paragrafi seguenti, per "infinito puro" si intende quello privo della particella a.

22.2.6 VERBI MODALI: AREA DELLA NECESSIT Nell' "area della necessit" sono compresi i verbi skulu. eiga, urfa, vera e hljta. a. Skulu. Regge l'infinito puro (senza a) e indica: Obbligo o ferma intenzione: g skal finna hann, hva sem a kostar 'lo devo trovare, costi quel che costi' = 'lo trover ad ogni costo' (perche ne ho l'obbligo o la fermissima intenzione) b. Necessit derivante da volont, promessa o favore: g skal ekki fara 'non andr' = 'non voglio e non devo andare' g skal finna r bk essa 'ti trover quel libro' = 'te lo voglio e te lo devo trovare' (perch te l'ho promesso, perch ti devo un favore) vi skulum hjlpa r, vegna ess a hefur alltaf hjlpa okkur 'ti aiuteremo (=dobbiamo e vogliamo aiutare) perch tu ci hai sempre aiutati'. Dagli esempi traspare il valore di futuro logico delle espressioni formate con skulu (cfr. ingl. I shall go there, propriamente 'ci andr = ci devo e ci voglio andare'); nella maggior parte dei casi, bene senz'altro rendere skulu con il futuro italiano (ricordiamo che l'islandese e tutte le lingue germaniche sono prive di un vero e proprio futuro).
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Eiga. Presenta tre possibilit d'uso corrispondenti ad altrettante sfumature di significato: - Eiga + infinito con a - Eiga + supino (participio passato all'accusativo neutro singolare) - Eiga + accusativo (normale verbo transitivo).

Eiga pu reggere l'infinito con a; in tal caso indica un dovere generico, non particolarmente motivato (it. 'dovere', 'avere da'; inglese have to; francese avoir ; spagnolo tener que): g a taka lsi 'devo prendere dell'olio di fegato di merluzzo' tt a kaupa r brau dag 'oggi hai da comprarti del pane, devi comprarti del pane' vi ttum a skrifa brf til Kristnar 'avevamo da scrivere una lettera a Cristina', 'dovevamo...' Il congiuntivo preterito indica un consiglio, un'esortazione ed meglio reso in italiano con il condizionale del verbo 'dovere' (cfr. lanalogo uso del congiuntivo preterito tedesco ich htte...zu): ttir a skrifa brf til Kristnar 'dovresti [avresti da] scrivere una lettera a Cristina' (ted. du httest Kristin ein Brief zu schreiben) i ttu a lesa essa bk 'dovreste [avreste da] leggere questo libro' (ted. Sie htten dieses Buch zu lesen) Eiga regge il supino in un solo caso isolato, ovvero in unione con il verbo skilja 'capire'. L'espressione eiga skili significa 'meritare, meritarsi' : tt ekki betra skili 'non ti meriti di meglio' Eiga anche un normale verbo transitivo dal significato di 'avere, possedere' (in opposizione a hafa 'avere una qualit morale' e vera me 'avere una qualit fisica'): g stlabk 'ho (=possiedo) un quaderno' egar pabbi var ungur, tti hann tvo hesta og rj folld 'quando il babbo era giovane aveva (=possedeva) due cavalli e tre pony' Si noti la differenza con: hefur rtt 'tu hai ragione' (=qualit morale) Stna er me lngu nefi 'Stna ha un lungo naso' (=qualit fisica)

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urfa. Regge l'infinito con a ed indica un obbligo morale o materiale, una necessit od un bisogno derivanti da qualsiasi circostanza o condizione (al contrario di eiga a, che indica un dovere generico il cui compimento non ha molta importanza): g arf a lra slensku 'devo (=ho bisogno di) imparare l'islandese' (lo devo fare perch, ad esempio, devo stabilirmi in Islanda per lavoro) arft a fara ba 'devi (=hai bisogno) di farti un bagno' (perch, ad esempio, sei tornato dal lavoro stanco e sporco) Si confronti con: g (tti) a lra slensku 'devo (dovrei) imparare l'islandese' (perch, ad esempio, devo fare un viaggio organizzato in Islanda,

ma non ha molta importanza perch tanto c' una guida che parla italiano)

tt a fara ba 'devi (dovresti) farti un bagno' (lo devi o lo dovresti fare perch sei stanco, ma se non lo fai sono perfettamente affari tuoi) Ancora: Stna urfti a tala vi mig, ekki af v a hana langai til, heldur v a hn arfnaist peninga 'Stna aveva bisogno di parlarmi, non perch ne aveva voglia ma perch aveva bisogno di soldi' urfa anche un normale verbo transitivo (sinonimo di arfnast, vera me arf). L'oggetto va in caso genitivo: Stna arf peninga 'Stna ha bisogno di soldi, a Stna bisognano soldi' essa arf ekki 'di questo non c' bisogno' ra ykkar urfum vi helvti ekki 'dei vostri consigli del cavolo non ne abbiamo proprio bisogno' Vera. Tralasciamo qui i numerosi altri significati di vera ('divenire, diventare' come verbo autonomo intransitivo ed anche 'essere' come possibile ausiliare nella forma passiva,). Come verbo modale, vera seguito sempre dall' infinito con a ed indica il massimo grado nella scala del dovere, un obbligo assoluto derivante da qualsiasi circostanza oppure una costrizione: g ver a skrifa brf til Stnu 'devo scrivere una lettera a Stna' (ci sono stato costretto da suo padre, che ha scoperto la nostra relazione)

350

eir uru a lra knversku ' dovevano per forza imparare il cinese' (perch, ad esempio, erano missionari in una remota zona della Cina) Un ordine espresso con vera a ovviamente molto forte e pu essere reso con il futuro italiano (che, in questo caso, ha valore cosiddetto iussivo, cio di comando): verur a skrfa brv til Stnu 'devi scrivere, scriverai una lettera a Stna' ( il padre che parla) Hljta. Indica una necessit logica, qualcosa che deve accadere perch cos vuole il corso naturale degli eventi. Hljta regge sempre l'infinito con a. hann hltur a koma 'deve venire' ( logico che venga perch ha un appuntamento importante) hn hltur a vera a koma 'dev'essere l l per arrivare', 'dev'essere sul punto di arrivare' eir hlutu a koma vegna ess a fair eirra l dauadi 'dovevano arrivare perch il loro padre era in agonia 22.2.7 VERBI MODALI: AREA DELLA POSSIBILIT Geta. il pi comune verbo potenziale: 'potere = essere in grado'. Indica, cio, una possibilit derivante dalla propria (generica) capacit ed indipendente dalla volont altrui. Geta regge sempre il supino (participio passato neutro) del verbo principale: g get (gti) komi 'posso (potrei) venire' geturu gefi mr essa bk? 'mi puoi dare quel libro?' vi getum teflt, ef okkur langar til 'possiamo giocare a scacchi, se ne abbiamo voglia' gtu i ekki skrifa mr fyrr en g fri? 'non potevate scrivermi prima che partissi?' Mega. Come il corrispondente etimologico inglese may indica una possibilit dipendente dalla volont altrui o comunque da circostanze esterne alla volont od alla capacit di chi parla. Significa quindi 'potere = avere il permesso' ed spesso usato per chiedere se 'si pu fare' qualcosa. Mega regge sempre l'infinito puro. a var rigning gr og mr var sagt, a g mtti ekki fara t 'ieri pioveva e mi fu detto che non potevo uscire' Stna m skrifa mr brf 'Stna mi pu scrivere una lettera' (perch suo padre le ha dato il permesso)
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mtt ekki gifta Stnu, v fair hennar bannai ig a gera a 'tu non puoi sposare Stna perch suo padre ti ha proibito di farlo' m g fara t? mtt, en faru ekki disktek 'posso uscire?' 'Puoi, ma non andare in discoteca' F. Si hanno tre possibilit: - F + infinito con a - F + supino - F + accusativo (normale verbo transitivo). a. Se f regge l'infinito con a assume pienamente la valenza di mega. Poich, come vedremo in seguito, f un normale verbo transitivo ('ottenere'), si pu supporre un oggetto ellittico come leyfi (f leyfi 'ottenere permesso, avere il permesso'); quindi f (leyfi til) a gera e- 'ottenere (il permesso) di fare qcs; potere'. hann fr a fara t = hann m fara t 'egli pu (=ha il permesso di) uscire' g fkk a prfa blinn = g mtti prfa blinn 'ho potuto (= ho avuto il permesso di) provare la macchina' F a significa anche 'riuscire, farcela'. Indica cio una capacit momentanea, derivata da casualit e da ricerche, oppure il risultato di uno sforzo; in questo caso, il suo campo d'azione si confone con quello di geta. Indicando un risultato, spesso il miglior modo di rendere un'espressione con f a quella di usare il semplice verbo principale (uso analogo a quello dell'omologo verbo svedese f): n vil g f a vita, hvar Jn er 'vorrei (poter, riuscire a) sapere dov' Jn' (sv. nu ville jag f veta, var Jon r) a lokum fengu eir a vita, hvar Jn var 'alla fine seppero (=riuscirono a sapere) dov'era Jn' (sv. till slut fick de veta, var Jon var) hr fum vi a heyra hlj fossarins 'qui sentiamo (= possiamo, riusciamo a sentire) il suono della cascata' (sv. hr fr vi hra vattenfallets ljud) b. F + supino indica una capacit retorica, e si rende meglio con un tempo semplice del verbo principale italiano (cfr, linglese I can[not] see ecc.) g f ekki s, a etta geti veri satt 'non vedo (= non posso vedere) come questo possa essere vero' [ingl. I cant see how this could be true] vi fengum ekki skili, hvers vegna hefir skoti furinn hennar Stnu 'non capivamo (= non riuscivamo a capire) perch tu avessi sparato al padre di Stna'
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[we couldnt understand why you shot at Christinas father] n f g skili, hvers vegna hefur skoti fur Stnu 'ora capisco (= riesco a capire) perch hai sparato al padre di Stna' [now I (can) understand why you shot at Christinas father] c. F, come detto, un normale verbo transitivo: 'ottenere, ricevere, (riuscire ad) avere'. Il suo campo di applicazione molto vasto e lo si pu confrontare con quello dell'inglese get. g fkk brf af Stnu; hn skrifai, a vi mttum giftast, v fair hennar var dauur 'ricevetti una lettera da Stna: mi scriveva che avremmo dovuto sposarci, perch suo padre era morto' s, sem gefst ekki upp, fr oftast gan rangur 'chi non si arrende ottiene il pi delle volte un buon risultato' F + accusativo della persona + til una comune espressione causativa: f e-n til a gera e- 'far fare qcs. a qcn.': kona n kann snsku, dnsku, norsku og slensku, n ttiru lka a f hana til a lra freysku tua moglie sa lo svedese, il danese, il norvegese e lislandese, ora dovresti farle imparare anche il feroese g fkk hann til a gera vi sjnsvarpstki v a mig saknai spuperunnar minnar gli ho fatto riparare il televisore perch mi mancava la mia telenovela Kunna. Indica una possibilit derivante dall'aver appreso, dall'essersi istruito; come l'inglese know how si pu rendere con 'potere', ma meglio con 'sapere'. Regge sempre l'infinito con a: eir kunna a tala slensku 'sanno parlare islandese (= lo possono parlare perch lo hanno imparato)' vi kunnum a skrifa rem lkum mlum, slensku, tlsku og snsku 'sappiamo (possiamo) scrivere in tre lingue diverse, islandese, italiano e svedese' kannstu a mla? Nei, g kann ekki 'sai dipingere?' 'No , (non so)'. Si confronti: vi getum teflt 'possiamo giocare a scacchi' (perch ne abbiamo la possibilit o la voglia)
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vi kunnum a tefla 'sappiamo (possiamo) giocare a scacchi' (perch lo abbiamo imparato a fare) Kunna anche un normale verbo transitivo:'sapere' (perch si appreso con lo studio) g kann slensku og dnsku 'so l'islandese e il danese' hann kunni landafri eins og hann vri sonur til strs landafrings 'sapeva la geografia come se fosse il figlio di un grande geografo' 22.2.8 VERBI MODALI: AREA DELLA VOLONT E DELL'INTENZIONE Vilja. Regge l'infinito puro ed indica volont o desiderio (pu essere quindi sostituito da verbi come ska, skast 'desiderare', langa til 'avere voglia, desiderare', skja 'desiderare' ecc.). Spesso, vilja introduce delle proposizioni oggettive ed quindi seguito da una subordinata con il verbo al congiuntivo: hann vill tala vi ig 'vuole parlarti' Stna vildi ekki hlya fur snum 'Stna non voleva obbedire a suo padre' eir vilja lra slensku 'vogliono imparare l'islandese' foreldrar Stnu vildu ekki, a hn gifti ekktan mann 'i genitori di Stna non volevano che sposasse uno sconosciuto' hann vill, a i geri allt, hva i vilji 'vuole che voi facciate tutto quel che volete' Vilja heldur (vilja fremur) + infinito puro significa 'preferire'; fremur pu essere rafforzato dall'avverbio miklu: vilja miklu fremur 'preferire di gran lunga': vi vildum heldur spila bridds en sofa 'preferiremmo giocare a bridge (piuttosto) che dormire' (anche: vi vildum spila bridds, heldur en sofa) g vil miklu fremur lra slensku en esperant 'preferisco di gran lunga imparare l'islandese che l'esperanto' (anche: g vil lra slensku, miklu fremur en esperant) Quando si domanda a qualcuno se vuole o desidera qualche cosa (dell'acqua, caff, un bicchiere di birra, fare un bagno o una doccia ecc.), in italiano il verbo 'volere' regge direttamente il complemento oggetto: 'vuoi del caff?', 'vuoi un bicchiere di birra?' ecc. In islandese vilja deve
354

essere sempre seguito da un infinito, e si deve quindi ricorrere a dei verbi appropriati (confronta l'inglese: will you have a cup of tea?): viltu drekka kaffi (vn, vatn, l)? 'vuoi (bere) del caff (vino, acqua, birra)?' g vildi f mr lti skyr til a gera mr nokkurn graut volevo un po di skyr per farmi un porridge viltu f bk? 'vuoi (avere) un libro?' tla. un normale verbo debole della I classe e regge sempre l'infinito con a. Indica un'intenzione che si vuole realizzare in un futuro molto prossimo, e si rende quindi con il presente o con il futuro italiano, oppure con un'espressione del tipo 'stare per', 'essere sul punto di', 'accingersi'. Molto spesso si pu usare anche il presente progressivo (cfr. l'inglese to be going to, che esprime il 'futuro intenzionale', esattamente come tla). g tla a fara heim 'vado (sto andando) a casa' (= ho l'intenzione di andare a casa) g tla a lesa bk 'legger un libro' (= ho l'intenzione di...; sto per leggere un libro) stdentinn tlai a rita lokaritgerina sna um Njls sgu 'lo studente aveva lintenzione di scrivere la sua tesi di laurea sulla saga di Njll Come si pu osservare dall'ultimo esempio, il preterito di tla esprime l'intenzionalit nel passato e pu corrispondere quindi al cd. 'futuro nel passato'. In italiano, in questo caso, si pu spesso usare il condizionale: vi tluum a taka flugvl 'stavamo per prendere l'aereo, avremmo preso l'aereo' srtramennirnir Guyana tluu a fremja fjldasjlfsmor 'gli appartenenti alla setta della Guyana intendevano (stavano per, si accingevano a) compiere un suicidio collettivo (= avrebbero compiuto un suicidio collettivo)' Coi verbi di moto (specialmente fara 'andare', aka 'andare [con un veicolo])', tla pu rendersi con il semplice presente indicativo italiano: hvert tlaru a fara? 'dove vuoi andare? dove hai intenzione di andare? dove vai?' g tla a aka til Hsavkur 'vado (ho intenzione di andare, mi dirigo) a Hsavk' Comunemente l'infinito del verbo di moto si omette (cfr. il tedesco ich will nach Hause [fahren, gehen] 'voglio andare a casa, vado a casa'): hvert tlaru? g tla til Hsavkur
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'dove stai andando?' 'Sto andando a Hsavk' g tla heim 'sto andando a casa' 22.2.9 AREE VARIE Lta. il pi comune verbo causativo e regge sempre l'infinito puro. Il suo uso corrisponde perfettamente a quello dell'omologo inglese let o del tedesco lassen e si pu quindi rendere con 'lasciare, fare'; a volte, comunque, completamente svuotato di contenuti semantici: hann lt mig f bkina 'mi fece ottenere il libro', o meglio: 'mi diede il libro, mi procur il libro'. Come l'omologo inglese, tedesco, svedese ecc., lta comune all'imperativo: " Svei henni, lttu hana fara, hn er klug um kjaftinn!" 'Che schifo quella, lasciala andare, ha la bocca sporca!31' lttu mig vera! 'lasciami stare, lasciami in pace!' (inglese: let me be) lttu hann taka allt, hva hann taka vill 'fagli prendere tutto quel che vuole' (ingl. let him take all what he wants to) L'azione causativa vera e propria resa in islandese con f a (v.22.2.7): hann fkk mig til a gera vi sjnvarpstki 'mi fece costruire riparare il televisore ora. un verbo debole della III classe (sup. ora, cong. preterito yri). Regge l'infinito con a e significa 'osare, avere il coraggio di' (corrisponde, quindi, all'omologo inglese dare): g ori ekki a stkkva non ho il coraggio di saltare, non oso saltare oriru a segja, a g tali ekki slensku vel?? 'hai il coraggio (osi) dire che non parlo bene islandese?' g ori ekki a segja sannleikann 'non ebbi il coraggio (non osai) dire la verit' Munu. Molte grammatiche islandesi per stranieri danno senz'altro alla costruzione munu + infinito puro il valore di semplice futuro, ed in effetti il senso di dubbio, di incertezza ed anche di probabilit (non verificabile) proprio di tale espressione sembrerebbe autorizzarlo. In realt, come abbiamo pi volte ricordato, il 'futuro' come entit morfologica autonoma non esiste n in islandese, n in tutte le altre lingue

31

Si veda lintroduzione fonologica, dove la fiaba dalla quale tratto lesempio riportata per intero. 356

germaniche. Ci non toglie che la costruzione con munu possa senz'altro essere resa con il futuro italiano: hann mun (lklega) vera kominn 'dev'essere (probabilmente) arrivato, sar arrivato, sar gi qui' g mun kaupa hsi '(probabilmente) comprer la casa' (ma non lo so ancora). vi munum selja part af bkunum okkar, a vi urfum ekki peninga (probabilmente) venderemo una parte dei nostri libri, anche se non abbiamo bisogno di soldi Il preterito di munu si rende meglio con un'espressione contenente il verbo 'dovere' (che, per, indica sempre un dubbio, una supposizione ecc.), oppure con il condizionale passato: hann mundi vera kominn 'doveva essere (gi) arrivato, probabilmente era gi arrivato' g mundi kaupa hsi 'avrei dovuto comprare la casa' (ma poi non l'ho comprata) vi mundum selja part af bkunum okkar avremmo dovuto vendere una parte dei nostri libri 22.2.10 VERBI PRETERITO-PRESENTI NON MODALI Muna. Presenta molte forme in comune con munu (attenzione a non fare confusione), ma un normale verbo transitivo: 'ricordare, ricordarsi, rammentare'. Il supino muna; pu reggere sia l'accusativo, sia eftir + dativo: manstu konu? manstu eftir eirri konu? 'ricordi questa donna? rammenti questa donna?' hann mundi ekki ann sta 'non ricordava quel posto, non si ricordava di quel posto' Muna spesso seguito da una proposizione oggettiva: brir, mun , a skalt deyja! 'Fratello, ricordati che devi morire!' Olli mundi ekki, a mirin hans Pturs vri r Reykjavk 'Olli non si ricordava che la madre di Ptur fosse di Reykjavk' Muna un verbo statico: significa infatti 'avere in mente'. 'Ricordarsi' = 'venire in mente, farsi venire in mente' (senso dinamico, vale a dire 'ricordarsi di qualcosa dopo averla dimenticata') espresso mediante l'espressione impersonale e-m [mr, r, honum ecc.] dettur hug (lett. 'mi cade in mente'). Si confronti: (espr. statica) Olli mundi ekki, a mirin hans Pturs vri r Reykjavk 'Olli non si ricordava (=non aveva in mente, aveva dimenticato)
357

che la madre di Ptur fosse di Reykjavk'

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con: (espr. dinamica)

Olla datt ekki hug, a mirin hans Pturs vri r Reykjavk 'ad Olli non venne in mente (= Olli non si ricord) che la madre di Ptur era di Reykjavk'

L'espressione pu indicare anche un'intenzione improvvisa o, come diremmo a volte, un "colpo di genio": g er atvinnulaus og mr hefur dotti hug a skrifa Morgunblainu 'sono disoccupato e mi venuto in mente di scrivere al Morgunblai32 Newton vissi ekki, a hann myndi hafa uppgtva almennu yngdarflslgin, egar honum datt hug a setjast niur undir eplatr 'Newton non sapeva che avrebbe scoperto la legge della gravitazione universale, quando gli venne (in mente) di mettersi a sedere sotto un melo Vita. Come si visto, la sua etimologia rimanda al 'sapere per esperienza visiva'; spesso seguito da una proposizione oggettiva o da uninterrogativa indiretta: veistu, hva Jn er? Nei, a veit g sannarlega ekki 'sai dov' Jn? No, non lo so davvero' kngurinn vissi dvel, vi hverja hann tti 'il Re sapeva benissimo con chi aveva a che fare vi vitum, a lfi s tradalur 'sappiamo che la vita una valle di lacrime' g hefi aldrei fengi a vita, hvers vegna Mkk Ms hefi ekki teki Ptur fastan 'non sono mai riuscito a sapere perch Topolino non avesse arrestato Gambadilegno' Unna. Propriamente, il verbo unna significa 'amare, volere bene' (cfr. il sost. unnur 'amore', anche nome proprio femminile); il complemento diretto va in caso dativo: Stna ann mr 'Stna mi ama, mi vuole bene mamma ann barninu snu 'la mamma vuole bene al suo bambino'

32

'Giornale del Mattino'; il pi diffuso quotidiano islandese, di orientamento conservatore. Altri importanti quotidiani sono Alublai 'Giornale del Popolo' (laburista), jviljinn 'La Volont del Popolo' (di estrema sinistra), Tminn 'Il Tempo' (indipendente) e Vsir 'L'Avvisatore' (anchesso indipendente, ma di orientamento conservatore). 359

Unna significa anche 'augurare (qualcosa di buono), far buoni auguri'. In questo caso, la persona cui viene formulato l'augurio in caso dativo, mentre la cosa che viene augurata va in caso genitivo (unna e-m e-s): hann unni mr alls gs 'mi augur buone cose' egar vi lgum af sta unnu allir okkur gs feralags 'quando partimmo tutti ci augurarono buon viaggio' Sempre con la medesima costruzione (dativo della persona e genitivo della cosa), unna ha anche un curioso significato, vale a dire quello di 'non invidiare, essere contento che qualcuno abbia qualche cosa che noi non abbiamo': g ann eim manni alla peninga hans 'non invidio a quell'uomo tutti i suoi soldi' vinur minn unni mr vereiabls mns 'il mio amico non mi invidiava (certo) la (mia) macchina da corsa'
NOTA 22.11 Unna significa di per s 'non invidiare'. Invitiamo a fare attenzione, perch ekki unna assume logicamente un significato affermativo (malgrado la negazione), cio 'invidiare'.

22.2.11 TABELLA RIASSUNTIVA DEI VERBI MODALI E PRETERITO-PRESENTI NON MODALI


228 1. SKULU VERBO FORME skal, skulum,AREA necessit SIGNIFICATO 1.obbligo; 2.ferma intenzione; 3.obbligo der. da promessa, volont, favore; 4.(spesso) futuro it. 1.dovere generico; 2.'meritare,-si'; 3.'possedere,avere' 1.obbligo morale o materiale; 2.necessit,bisogno 3.'avere bisogno' obbligo assoluto, costrizione necessit logica possibilit generica derivante da capacit possibilit der. dalla volont altrui, permesso 1. = mega 2.'riuscire, farcela'; 3.capacit retorica 4.'ottenere, avere' REZIONE infinito puro

2. EIGA 3. URFA

, eigum, tti, tt arf, urfum, urfti, urft ver, var, urum,ori hlt, hlaut, hlutum, hloti get, gat, gtum, geta m, megum, mtti, mtt f, fum, fkk, fengum, fengi

necessit necessit

1.infinito con a 2.supino 3.accusativo 1-2 inf. con a 3. genitivo infinito con a infinito con a supino infinito puro 1.infinito con a 2.infinito con a 3.supino 4.accusativo

4. VERA 5. HLJTA 6. GETA 7. MEGA 8. F

necessit necessit possibilit possibilit possibilit

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9. KUNNA

kann, kunnum, kunni, kunna vil, viljum, vildi,vilja tla, -ai, -aur let, ltum, lt, ltum lti ori, ori, ora mun. mundi, man, munum, mundi, muna veit,vitum, vissi, vita ann, unnum, unni, unna

possibilit

10.VILJA 11.TLA 12.LTA 13.ORA 14.MUNU 15..MUNA 16.VITA

volont volont azione causativa coraggio varie memoria, ricordo conoscenza, informazione varie

1.infinito con a 1.possibilit der. dall'avere appreso, 2. accusativo sapere 2.'sapere (fare)' volont, desiderio infinito puro prossima intenzione causativit 'osare, avere il coraggio' dubbio, incertezza, probabilit; futuro italiano 'ricordare' 'sapere (per esperienza visiva ecc.' 1. 'amare,adorare' 2. 'augurare' 3. 'non invidiare' infinito con a infinito puro infinito con a infinito puro 1.accusativo 2.eftir + dativo (spesso) propos. oggettiva introdotta da a 1. dativo 2. dativo + genitivo 3. dativo + genitivo

17. UNNA

361

23. VENTITREESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG RIJA LEXAN


23.2.1. AVVERBI DI MODO PRIMARI Gli avverbi di modo primari sono quelli non derivati da aggettivi, o comunque non formati per derivazione. Si possono suddividere in: a. Avverbi affermativi: j jja j 's' 's, certamente'; 'bene, b' 's'

L'uso di j e j dipende da come viene formulata la domanda: Se la domanda espressa in forma affermativa, si risponde con j: hefuru teki pennann minn? J 'hai preso la mia penna?' 'S' Se la domanda espressa in forma negativa, si risponde con j: hefuru ekki teki pennann minn? J 'non hai preso la mia penna?' 'S' (invece l'ho presa)33 Jja usatissimo per introdurre o riprendere un discorso, analogamente all'inglese well: jja, mr finnst ekki, a slenska sjnvarpi s svo leiinlegt 'b, s, non trovo che la TV islandese sia cos noiosa' (well, I don't think Icelandic TV is so boring) b. Avverbi negativi: nei ekki, eigi, ei 'no' 'non'

Come abbiamo gi visto, ekki (eigi e ei sono di uso meno comune) nega una forma verbale: Ludwig van Beethoven var ekki slendingur 'Ludwig van Beethoven non era islandese' g get ekki gefi r sgarettu, g reyk ekki 'non ti posso dare una sigaretta, non fumo'

L'uso di j e j del tutto analogo a quello dei corrispondenti francesi oui e si: As-tu pris ma plume? Oui ; N'as-tu pas pris ma plume? Si.
33

362

Ei si usa talvolta per negare un imperativo: reyktu ei hr bkasafninu! 'non fumare qui in biblioteca!' c. Avverbi e locuzioni avverbiali avversative: samt samt sem ur ar mt 'tuttavia, per' 'tuttavia, eppure' tuttavia, ciononostante 'd'altra parte, d'altronde, del resto'

Fabrizio talai slensku eins og Reykvkingur, var hann r Prat 'Fabrizio parlava islandese come uno di Reykjavk, tuttavia (per) era di Prato' satt er, a Valur s ekki gott li, samt mun hann vinna sigur dag ' vero che il Valur non una buona squadra, eppure oggi probabilmente vincer d. Avverbi di maniera: hversu, hve, hva svo, a 'come' 'cos'

Tali avverbi si usano in presenza di aggettivi o di altri avverbi: hve gur er strkur essi! 'com' buono questo ragazzo!' geru svo vel! 'prego!' (alla lettera: 'Fai cos bene') talau ekki svo fljtt, annars get g ekki skili ig 'non parlare cos veloce, altrimenti non ti capisco' hvernig annig svona, svoleiis Si usano in presenza di verbi: lrarinn snir hvernig etta or a skrifa 'il maestro spiega come (in che modo) si deve scrivere questa parola' annig gera allar 'cos fan tutte' 'come, in che modo' 'cos, in questo modo' 'cos, in questo modo'

363

geru ekki svoleiis, a er of erfitt 'non fare cos, troppo difficile' e. Avverbi vari: saman sundur vel illa bara, aeins einmitt ltt mjg ofur of ella, ellegar v 'insieme, assieme' 'separatamente, a parte' 'bene' 'male' 'solo, soltanto, solamente' 'persino, proprio' 'poco' 'molto, assai' 'straordinariamente' 'troppo' 'piuttosto' 'quindi, per cui, perci'

"i berjam er gaman, brnin leika saman, brnin tna bolla og brosa vi" ' divertente raccogliere i mirtilli nella prateria, i bambini giocani insieme, i bambini se li mettono in grembo e sorridono' Mjg si usa per formare il superlativo assoluto degli aggettivi e degli avverbi: Richard Gere, Mel Gibson og Antonio Banderas eru mjg fagrir leikarar 'Richard Gere, Mel Gibson e Antonio Banderas sono bellissimi attori' hann talar tlsku mjg vel 'parla benissimo l'italiano' Anche of modifica aggettivi e avverbi di grado positivo, nel senso di un eccesso (grado elativo): etta strti er of rngt a geta fari gegn 'questa strada troppo stretta per poterci passare' hann sagist koma r Freyjum, en hann talai freysku of illa 'diceva di venire dalle Fr er, ma parlava feroese troppo male' 23.2.2 IL FUTURO Come abbiamo spesso ripetuto, in islandese (come in tutte le lingue germaniche) non esiste un vero e proprio futuro. Al suo posto si usa senz'altro e comunemente il presente indicativo, come spesso avviene anche in italiano:

364

hva geru morgun? 'cosa fai (farai) domani?' kemur ekki, hva gerum vi? 'se non verrai (vieni), cosa faremo (facciamo)?' nsta mnuinn frum vi England 'il mese prossimo andremo (andiamo) in Inghilterra' In pratica, comunque, l'islandese possiede diversi mezzi per esprimere un'azione futura. 23.2.3 IL FUTURO INCOATIVO CON FARA A Il futuro italiano (oppure espressioni come 'essere sul punto', 'accingersi', 'stare per' ecc.) possono esprimere l'inizio di un'azione oppure l'intenzione di eseguirla al pi presto. In tale caso, l'islandese usa una particolare costruzione con il verbo fara 'andare', seguito dall'infinito con a del verbo principale (corrispondente in tutto e per tutto alla costruzione inglese, al francese je vais commencer, al portoghese ele vai comear o all'italiano andiamo a incominciare). La costruzione pu essere paragonata anche alla coniugazione 'perifrastica attiva' latina: g fer a gera e- 'sto per fare qcs., essere sul punto di fare qcs.' facturus sum aliquid Im going to do something je vais faire quelque chose vou fazer alguma coisa pabbi fer a koma heim r Englandi 'il babbo sta per tornare dall'Inghilterra, torner presto dall'Inghilterra' pater a Britannia rediturus est daddy is coming back from England papa va rentrer dAngleterre meu pai vai voltar da Inglaterra pabbi kemur heim r Englandi 'il babbo torna (=torner) dall'Inghilterra (senza ulteriori specificazioni)' pater a Britannia redibit daddy comes back (will come back) from England papa rentrera de lAngleterre meu pai voltar da Inglaterra g veit, a a fer a rigna 'so che piover, che sta per piovere' I know its going to rain je sais quil va pleuvoir eu sei que vai chover

latino: inglese: francese: portoghese:

latino: inglese: francese: portoghese: cfr.

latino: inglese: francese: portoghese:

inglese: francese: portoghese:

365

latino: inglese: francese: portoghese:

vi frum a skrifa forseta slands 'ci accingiamo a scrivere al presidente dell'Islanda' Islandic rei public principi scripturi sumus we are going to write to the President of Iceland nous allons crire au Prsident d'Islande vamos escrever ao Presidente da Islndia

La costruzione con fara a pu essere usata in tutti i modi e tempi. In particolare, il preterito esprime pi chiaramente il senso incoativo dell'azione ('mettersi a fare qcs.'): stlkan htti a lesa og fr a bogra vi uppvottinn 'la ragazza smise di leggere e si mise a lavare i piatti' mamma fr a prjna 'la mamma si mise a fare la calza' 23.2.4 IL FUTURO VEROSIMILE CON MUNU Per mezzo del futuro italiano si possono esprimere un dubbio, un'incertezza o una probabilit non verificabile. Come abbiamo visto nella lezione precedente, l'islandese usa in questo caso la costruzione con munu + infinito puro. In italiano si usano a volte avverbi come 'probabilmente', 'forse', ecc.: msir munu sakna ess a sj hr ekki essa sgu... g sakna ess einnig. 'parecchi rimpiangeranno forse di non vedere qui questa storia... e lo rimpiango anch'io' ef kemur ekki heim, munu brnin ekki bora 'se non torni a casa, i bambini probabilmente non mangeranno' me a lesa enskar bkur, muntu ekki lra slensku 'leggendo libri inglesi forse non imparerai l'islandese' (sfumatura ironica). Tale sfumatura di futuro assai frequente e ha fatto s che, in molte grammatiche per stranieri, la costruzione con munu venga indicata 'tout court' come futuro. Come detto, questo non del tutto esatto. 23.2.5 IL FUTURO DEBITIVO Il futuro italiano pu ancora sottintendere un obbligo, una costrizione o una necessit. In questo caso, l'islandese usa i verbi modali skulu (obbligo derivante da promessa o favore) e vera (forte necessit, costrizione): g skal skrifa r brf 'ti scriver una lettera' (=te l'ho promesso, per me un obbligo) g skal hjlpa r 'ti aiuter' (=ti far il favore di aiutarti) g ver a skrifa r brf 'ti scriver una lettera' (= lo devo fare per forza)
366

g ver a hjlpa r 'ti aiuter' (=sono costretto a farlo) 23.2.6 IL FUTURO IUSSIVO Skulu e vera possono essere usati per esprimere un comando, un ordine che non ammette deroghe. Si parla allora di futuro iussivo (dal latino iubeo, iussum 'comandare, ordinare'). Comune l'uso di vera all'imperativo: skalt gera a og ekki vera hrddur 'farai questo e non dovrai aver paura' skalt koma me mr 'verrai con me' ( un ordine) verur a ganga til bjarins 'andrai a piedi fino alla fattoria' (per un ordine, una punizione ecc.) vertu ekki a lesa essa bk! 'tu non leggerai questo libro!' 23.2.7 IL FUTURO (TABELLA RIASSUNTIVA)

229

scrivi, scriverai tu stai per scrivere forse, probabilmente scriverai scriverai, devi scrivere scriverai, devi scrivere per forza

skrifar (presente indicativo) fer a skrifa (costr. con fara a) munt skrifa (costr. con munu) skalt skrifa (costr. con skulu) verur a skrifa (costr. con vera)

23.2.8 USO DEI CASI (1. Generalit) Nella prima lezione abbiamo visto come i casi islandesi corrispondano pi o meno nell'uso a quelli latini: il nominativo il caso del soggetto, il genitivo del complemento nominale (specificazione) o del possessore, il dativo del complemento indiretto e l'accusativo del complemento diretto. Ovviamente, si ha una corrispondenza di base anche con il tedesco, con il russo e con tutte le lingue con declinazione a pi casi: - nom. lat. ted. russo gr.m. rum. strkurinn leikur sr puer ludit der Junge spielt biatul se joac 'il ragazzo gioca'

367

- gen. lat. ted. russo gr.m. rum. lat. ted. russo gr.m. rum. - dat.

hestur strksins pueri equus das Pferd des Jungen calul biatului

'il cavallo del ragazzo'

nafn rsarinnar 'il nome della rosa' nomen ros der Name der Rose numele rozei 'scrivo al ragazzo'

g skrifa strknum lat. puero scribo ted. ich schreibe dem Jungen russo [gr.m. ] rum. scriu biatului / la biat g s strkinn lat. puerum vidi ted. ich sah den Jungen russo [gr.m. ] rum. am vzut pe biatul

- acc.

'ho visto il ragazzo'

Come in quasi tutte tali lingue, in islandese le preposizioni possono reggere uno o pi casi: - gen. - dat. - acc. vi frum til bjarins g sat stlnum eir eru a tala um sland 'andiamo alla fattoria' 'sedevo sulla sedia' 'stavano parlando dell'Islanda'

Le corrispondenze non si fermano qui. Se infatti consideriamo una frase italiana come: il ragazzo studia la letteratura latina vediamo che il verbo studiare un normale verbo transitivo e regge quindi un complemento diretto. La stessa frase suonerebbe per in latino: puer studet Latinis litteris Il complemento diretto italiano, che dovrebbe esprimersi normalmente mediante l'accusativo latino, invece espresso mediante il dativo, richiesto obbligatoriamente dal verbo studeo. Se ne deduce che il complemento diretto in dipendenza dal verbo studeo espresso mediante il dativo o, come si dice comunemente, studeo 'regge il dativo'. La stessa cosa accade spessissimo in islandese: molti verbi transitivi italiani corrispondono a verbi islandesi che richiedono il complemento diretto in un caso diverso dall'accusativo:

368

- italiano: - islandese: - italiano: - islandese - italiano - islandese - italiano - islandese

guidare la macchina aka blnum [dativo] incontrare un amico mta vini [dativo] chiedere scusa bija afskunar [genitivo] mancare il bersaglio missa marks [genitivo]

Tornando al latino, spesso accade l'esatto contrario di quanto appena detto. Vale a dire, ad un verbo intransitivo italiano (che non richiede, cio, un complemento diretto) pu corrispondere un verbo transitivo (che richiede cio l'accusativo): - italiano: - latino: il maestro ordin al ragazzo di scrivere magister iussit puerum [accusativo] ut scriberet

Se ne deduce che, a seconda dei verbi, il complemento diretto islandese pu essere espresso mediante tutti i casi tranne il nominativo (che, come in latino, non pu essere retto da alcuna preposizione). Non esiste una regola precisa, ed quindi buona norma verificare sempre se un verbo regga un caso diverso dall'accusativo (indicazione normalmente presente in ogni dizionario mediante le abbreviazioni del pronome einhver e della forma neutra eitthva). Vediamo comunque alcune possibilit: a. Verbi transitivi sia in italiano che in islandese: - taka 'prendere': - sj 'vedere': - bora 'mangiare': - drepa uccidere - elska amare - kalla chiamare Palli tk bkina 'P. ha preso il libro' strkurinn s hestinn 'il ragazzo ha visto il cavallo' g er a bora egg 'sto mangiando un uovo' Gaetano Bresci drap knung talu G.B. uccise il Re dItalia Abelard elskai Helosu Abelardo amava Eloisa etta kllum vi mimynd chiamiamo questo forma media

b. Verbi transitivi in italiano, intransitivi in islandese: - stela 'rubare' (+ dativo): hann stal blnum 'ha rubato la macchina' - mta 'incontrare' (+ dativo): g mtti gamla lraranum mnum 'ho incontrato il mio vecchio maestro' - neyta 'gradire' (+ genitivo): strkurinn neytti mtar 'il ragazzo gradiva il cibo' - vitja 'visitare' (+ genitivo): lknirinn hefur vitja sjklingsins gr 'ieri il medico ha visitato il malato' - sakna mancare (+ genitivo):mig saknar talsks hveitideigs mi manca la pasta italiana - aka guidare (+ dativo): gr s g ig aka geysistru lestarvagni ieri tho visto guidare un camion enorme - hjlpa aiutare (+ dativo): ttir a hjlpa vinum num dovresti aiutare i tuoi amici

369

Si dir quindi comunemente che stela, mta, aka e hjlpa reggono il dativo, mentre neyta, vitja e sakna reggono il genitivo: stela e-u mta e-m aka e-u hjlpa e-m neyta e-s vitja e-s sakna e-s 'rubare qcs.' (e-u: einhverju) 'incontrare qcn.' (e-m: einhverjum) guidare qcs. aiutare qcn. 'gradire qcs.' (e-s: einhvers) 'visitare qcn.' mancare (di) qcs., qcn.

c. Verbi intransitivi in italiano, transitivi in islandese: - spyrja 'chiedere': - minna 'sembrare': - langa til avere voglia pabbi spuri strkinn, hvar vinur hans vri 'il babbo chiese al ragazzo dov'era il suo amico' mig minnir, a sr gur strkur 'mi sembra che tu sia un bravo ragazzo' mig langar til skyrs ho voglia di skyr

I verbi spyrja, minna e langa til, a differenza dell'italiano, reggono invece l'accusativo: spyrja e-n chiedere a qcn. e-n minna sembrare a qcn. e-n langa til avere voglia (e-n: einhvern)

Molti verbi ammettono dopo di s sia un complemento diretto che uno indiretto: il babbo diede una mela (c.dir.) al ragazzo (c.ind.) il babbo gliela (c.ind. + c.dir.) diede In islandese sono possibili quattro combinazioni: 1. dativo + accusativo: - gefa 'dare': pabbi gf stlkunni epli pabbi gf henni a (e-:eitthva)

gefa e-m e- dare qcs. a qcn. 2. accusativo + genitivo: - spyrja 'chiedere':

vi spurum kapteininn frtta um norska togarann 'chiedemmo al capitano notizie sul peschereggio norvegese' vi spurum hann ess 'glielo chiedemmo'

spyrja e-n e-s chiedere qcs. a qcn. 3. doppio dativo: - heita 'promettere': forseti slands ht rmum Afrkumnnum liveislu 'il presidente islandese promise aiuto agli africani poveri'
370

hann ht eim henni 'glielo promise' heita e-m e-u promettere qcs. a qcn. 4. dativo + genitivo: - synja 'rifiutare': brir minn synjai konu sinni peninganna 'mio fratello ha rifiutato il denaro a sua moglie' hann synjai henni eirra 'glielo ha rifiutato'

synja e-s e-s rifiutare qcs. a qcn. Come detto, ogni dizionario islandese (mono o bilingue) riporta per ogni verbo la rezione appropriata. 23.2.9 LE CONGIUNZIONI Come in italiano, le congiunzioni possono essere coordinanti (se uniscono due o pi proposizioni coordinate) o subordinanti (se stabiliscono una relazione di dipendenza tra una proposizione principale ed una o pi secondarie). In questo paragrafo ci limitiamo ad elencare le principali congiunzioni coordinanti e subordinanti, il cui uso sar meglio precisato nelle lezioni successive. a. Congiunzioni coordinanti: - og 'e' [copulativa] ktturinn og refurinn voru falskir vinir Pnokkis, og eir stlu honum llum peningum, sem hann tti 'il Gatto e la Volpe erano falsi amici di Pinocchio e gli rubarono tutto il denaro che aveva'

- bi...og 'sia...sia' bi Rssland og Bandarkin eru geysistr lnd [copulative] 'sia la Russia che gli USA sono enormi paesi' - en 'ma' [avversativa] - ea 'o' [disgiuntiva] Sikiley er str eyja, en sland er strri 'la Sicilia una grande isola, ma l'Islanda pi grande' lrarinn sagi mr, a ttir a lesa tvr ea rjr bkur um Snorra Eddu 'il maestro mi ha detto che dovresti leggere due o tre libri sull'Edda di Snorri' lsingarhttur tar sagnarinnar 'frjsa' m vera hvort 'frosinn' ea 'freinn' 'il participio preterito del verbo frjsa pu essere o frosinn o freinn hvorki slandi, n rlandi eru til skridr 'n in Islanda n in Irlanda esistono rettili'

- (anna)hvort...ea 'o...o' [disgiuntive]

- hvorki...n 'n...n' [disg.negative] b. b1.

Congiunzioni e locuzioni subordinanti: Causali: af v a v (a) fyrir v a ' perch, poich' (' idem ') ' idem '
371

skum ess a r v a vegna ess a ar sem fyrst b2. Condizionali: ef nema svo framarlega sem (v) falli, a a svo a a a tt enda tt rtt fyrir a a b6. Finali: til a til ess a svo a eins og og en, heldur en sem, svo sem v....v ar sem anga sem aan sem hvar sem, hvert sem egar alltaf egar

' dato, visto che' ' dal momento che' ' dato che, poich' ' poich ' ' poich', 'dato che ora...' ' se ' ' a meno che ' ' qualora, allorch ' ' qualora, nel caso che ' ' che ' ' che, cosicch, tanto che' ' che ' 'bench, sebbene, nonostante, malgrado che' ' idem ' ' idem ' ' nonostante il fatto che' ' perch ' ' perch, affinch' ' perch, cos che' ' come se' ' come ' ' di, che ' come' ' pi....pi' dove, laddove dove (moto a luogo) da dove, donde dovunque, ovunque quando ogni qual volta che

b3. b4. b5.

Consecutive: Dichiarative: Concessive:

b7.

Comparative:

b8.

Locali:

b9.

Temporali:

372

24. VENTIQUATTRESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG FJRA LEXAN


24.2.1 IL MODO CONGIUNTIVO: GENERALIT In islandese, il modo congiuntivo (che esprime la soggettivit ed il pensiero indiretto) di uso generale e frequentissimo, sia nella lingua scritta che in quella parlata. Il suo uso, sebbene praticamente scomparso dalle altre lingue germaniche (con la parziale eccezione del tedesco), non dovrebbe comunque presentare soverchie difficolt per un italiano, dato che anche nella nostra lingua (e nelle altre lingue romanze) esso frequente almeno a livello scritto. In generale, si pu affermare che molto spesso (specialmente nelle proposizioni subordinate) l'islandese e l'italiano usano il congiuntivo con una corrispondenza quasi perfetta: [prop. concessiva] a brnunum hefi veri gefi leyfi a leika sr barnavelli, lku au sr inni hsi 'sebbene ai bambini fosse stato dato il permesso di giocare ai giardini, giocavano dentro in casa' g vil lra slensku til ess a getir skili allt, hva g segi 'voglio imparare l'islandese affinch tu possa capire tutto quel che dico' hinn strkurinn kom r Reykjavk, en hann talai dnsku eins og kmi r Kaupmannahfn ea insvi34 'l'altro ragazzo era di Reykjavk, ma parlava il danese come se fosse di Copenaghen o di Odense' Esiste per un'importante differenza che rende l'uso del congiuntivo islandese ancora pi frequente di quello italiano. Nelle proposizioni dichiarative, infatti, l'islandese richiede spesso il verbo al congiuntivo (laddove in italiano si usa generalmente l'indicativo, - ma spesso, con certi tipi di verbi, anche il congiuntivo): - italiano: - islandese: - italiano: - islandese: - italiano: - islandese: - italiano: - islandese 'Gurn mi disse che suo marito era volato in Inghilterra' Gurn sagi mr, a eiginmaur hennar vri floginn England ' non le hai detto che venivi dall'Italia?' hefuru ekki sagt henni, a kmir r talu? ' spero che il Valur vinca' g vona, a Valur vinni sigur ' speravo che il Valur vincesse g vonai, a Valur ynni sigur

[prop. finale]

[prop. comparativa] hann

34

Il nome della citt danese, patria di Andersen, mantiene in islandese la forma originale: luogo sacro a Odino. 373

Come in italiano, il congiuntivo presente pu essere usato anche in proposizioni principali per esprimere un'esortazione od un desiderio (= ottativo): Gui s (veri) lof 'sia lode a Dio' Gu veri me r '(che) Dio sia con te' komi hva koma vill 'accada quel che accada [lett. 'vuole accadere']' lengi lfi sland! evviva [lett. viva a lungo] lIslanda! 24.2.2 IL CONGIUNTIVO: MORFOLOGIA Il congiuntivo islandese possiede due tempi semplici (presente e preterito) e due composti (perfetto e piuccheperfetto). presente: preterito: perfetto: piuccheperfetto: a g komi a g kmi a g hafi komi a g hefi komi 'che io venga' 'che io venissi' 'che io sia venuto' 'che io fossi venuto'

L'uso dei tempi del congiuntivo (consecutio temporum) non differisce fondamentalmente da quello italiano: presente: preterito: perfetto: piuccheperfetto: hann vonar, a komir 'spera che tu venga' hann vonai, a kmir 'sperava che tu venissi' sagt er, a au hafi komi fr safiri 'si dice che siano venuti da safjrur' sagt var, a au hefu komi fr safjrur 'si diceva che fossero venuti da safjrur'

24.2.3 IL CONGIUNTIVO PRESENTE I verbi islandesi, sia deboli che forti, presentano notevole uniformit per quanto riguarda la formazione del congiuntivo presente, che si ottiene a partire dal tema dell'infinito (togliendo cio le terminazioni -a, -u; nei verbi con forme diverse, del tipo sj, f, vo, ske ecc., il tema corrisponde all'infinito stesso) aggiungendo le seguenti terminazioni: p. 1s. 2s. 3s. 1p. 2p. 3p. 230 terminazione -i -ir -i -um -i -i note

metafonia da -u- se la vocale radicale [a]

374

I verbi con infinito in -ja mantengono sempre l'ampliamento semivocalico, a meno che il tema dell'infinito non termini in una consonante gutturale [ k, g ] oppure in vocale (p.es. skja 'pigliare', segja 'dire', flja 'volare', hlja 'ridere'). In tale caso, l'ampliamento si mantiene soltanto nella 1a persona plurale, mentre scompare in tutte le altre: telja fremja spyrja venja Ma: segja yrkja versi flja hlja > > a g fli che io fugga a vi fljum che noi fuggiamo a g hli che io rida a vi hljum che noi ridiamo > > a g segi che io dica a vi segjum che noi diciamo a g yrki che io componga versi a vi yrkjum che noi componiamo > > > > a g telji che io conti a g fremji che io commetta a g spyrji che io chieda a g venji che io abitui

NOTA 24.1 In realt si tratta di un fenomeno puramente grafico, in quanto nella pronuncia o si ha una palatalizzazione, oppure il fonema semivocalico ancora chiaramente avvertibile: g segi g yrki g fli g hli [ `sei:jI ] [ `IrjI] [ ` flI:jI ] [ `lai:jI ] vi segjum vi yrkjum vi fljum vi hljum [`sei:jm] [`Irm] [`flI:jm] [`lai:jm]

a.

Verbi deboli: VD1 VD2 VD3 VD4 bora tala heyra reykja ola n telja flja segja [senza metafonia da -u-] [con metafonia da -u-] [inf. in -ja] [inf. contratto] 'mangiare' 'parlare' 'udire, sentire' 'fumare' 'tollerare' 'raggiungere' 'contare' 'volare' 'dire' a ola [VD3] oli olir oli olum oli oli

p.

231 a bora [VD1] bori borir bori borum bori bori

a tala [VD1] tali talir tali tlum tali tali

a heyra [VD2] a reykja [VD2] heyri heyrir heyri heyrum heyri heyri reyki reykir reyki reykjum reyki reyki

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

375

p.

232

a n [VD3] ni nir ni num ni ni

a telja [VD4] telji teljir telji teljum telji telji

a flja [VD4] fli flir fli fljum fli fli

a segja [VD4] segi segir segi segjum segi segi

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

NOTA 24.2 La forma della 1a persona plurale con terminazione -um non quella originaria (si tratta in realt di una generalizzazione analogica); pu capitare di trovare ancora, specialmente in testi della prima fase dell'islandese moderno, l'antica (e, storicamente, pi esatta) terminazione -im: a vi borim, talim, heyrim, reykim, olim, nim, teljim, flim, segim, unica possibile in islandese antico. In tale forma non ovviamente presente alcun tipo di metafonia. NOTA 24.3 Quanto all'origine storica del congiuntivo islandese (e di tutte le lingue germaniche), si tratta chiaramente di un antico ottativo , la cui caratteristica era la vocale tematica [ i ]: cfr. il latino s-im, vel-i-m (anch'essi con funzione di congiuntivo) ed il greco --, -- ecc. Una forma islandese come berir 'che tu porti' corrisponde perfettamente dal punto di vista etimologico al greco , cos come vilji, viljir ecc. al latino velim, velis ecc.

b.

Verbi forti: VF1 VF2 VF3 VF4 VF5 VF6 VF7 rsa bja drekka nema gefa taka ba 'alzarsi, sorgere' 'offrire' 'bere' 'imparare' 'dare' 'prendere' 'abitare'

p.

233

a rsa [VF1] rsi rsir rsi rsum rsi rsi

a bja [VF2] bji bjir bji bjum bji bji

a drekka [VF3]

a nema [VF4] nemi nemir nemi nemum nemi nemi

a gefa [VF5] gefi gefir gefi gefum gefi gefi

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

drekki drekkir drekki drekkum drekki drekki

p.

234

a taka [VF6] taki takir taki tkum taki

a ba [VF7] bi bir bi bum bi


376

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i

3p. a eir

taki

bi

c. verbi ausiliari, modali e preterito-presenti non modali: formano il congiuntivo presente regolarmente a partire dal tema dellinfinito:

p.

235

a hafa hafi hafir hafi hfum hafi hafi

a vera veri verir veri verum veri veri

munu, muna muni munir muni munum muni muni

skulu skuli skulir skuli skulum skuli skuli

a mega megi megir megi megum megi megi

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

p.

236

a f fi fir fi fum fi fi

a vita viti vitir viti vitum viti viti

a urfa urfi urfir urfi urfum urfi urfi

a vilja vilji viljir vilji viljum vilji vilji

a eiga eigi eigir eigi eigum eigi eigi

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

d.

Vera

L'unico congiuntivo presente di formazione irregolare quello del verbo ausiliare vera, che presenta inoltre una doppia possibilit: p. 237 forma 1 s srt s sum su su, s forma 2 veri verir veri verum veri veri

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

Le forme irregolari sono quelle usate comunemente: hann segir, a hn s fgur 'lui dice che bella' allir strkar vona, a foreldrar eirra su gir 'tutti i ragazzi sperano che i loro genitori siano buoni'

377

Le forme regolari (veri ecc.) si usano solo in senso desiderativo (ottativo), soprattutto alle terze persone: Gu veri lofaur 'Dio sia lodato' Jess Krsts veri blessaur 'sia benedetto Ges Cristo' sir veri lofair 'siano lodati gli Asi' 24.2.4 IL CONGIUNTIVO PERFETTO Il congiuntivo perfetto un tempo composto formato mediante il congiuntivo presente del verbo ausiliare hafa ed il supino (participio passato neutro) del verbo principale:

p.

238
che io abbia mangiato, che io sia venuto

it. 1s. a g 2s. a


3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

hafi bora, hafi komi hafir bora, hafir komi hafi bora, hafi komi hfum bora, hfum komi hafi bora, hafi komi hafi bora, hafi komi eir hafa sagt mr, a hafir bora mjg vel Frakklandi 'mi hanno detto che hai mangiato molto bene in Francia' a au hafi veri slandi, hafa au ekki s Gullfoss og Mvatn 'sebbene siano stati in Islanda non hanno visto la Gullfoss e il Mvatn'

24.2.5 IL "CONGIUNTIVO FUTURO" PERIFRASTICO In italiano, una proposizione dichiarativa pu benissimo avere il verbo al futuro: credo che faranno qualcosa per salvarla penso che dovranno venire mi dicono che dovrai pagare In islandese, nelle principali corrispondenti si userebbero diverse costruzioni: eir munu gera eitthva til ad bjarga hana 'essi (probabilmente) faranno qualcosa per salvarla eir skulu koma essi verranno (dovranno venire)

378

verur a borga dovrai pagare (per forza) Di conseguenza, se le frasi in questione divengono delle subordinate dichiarative, i verbi modali munu, skulu e vera devono essere messi al congiuntivo (v. 24.2.1) e si viene quindi a formare una sorta di 'congiuntivo futuro' che in italiano si rende senz'altro con l'indicativo: g held, a eir muni gera eitthva til a bjarga hana credo che faranno qualcosa per salvarla g held, a eir muni (skuli) koma penso che dovranno venire mr er sagt, a verir a borga mi dicono che pagherai (dovrai pagare) Si noti che nelle secondarie si usa di preferenza il congiuntivo di munu anche dove la principale userebbe skulu. In generale, si pu affermare che il congiuntivo presente di skulu poco usato. Anche le espressioni incoative con fara a debbono essere messe al congiuntivo se richiesto dalla consecutio temporum: - principale - dichiarativa - principale - dichiarativa hann fer a gefa t nja skldsgu 'sta per pubblicare un nuovo romanzo g held, a hann fari a gefa t nja skldsgu 'credo che stia per pubblicare un nuovo romanzo krnar fara a ta t engjunum 'le mucche stanno per andare a brucare nei pascoli esterni bndinn segir, a krnar fari a ta t engjunum il fattore dice che le mucche stanno per andare a brucare nei pascoli esterni

24.2.6 SCHEMA RIASSUNTIVO DEL CONGIUNTIVO ISLANDESE IN DIPENDENZA DI UNA PRINCIPALE CON VERBO IN UN TEMPO PRINCIPALE 239 principale g held, a...
credo che...

secondaria ... hann drekki l beve (usualmente) birra ...hann hafi drekki l abbia bevuto birra ...hann muni drekka l berr (probabilmente) birra ...hann fari a drekka l stia per bere birra ... hann drekki l beve (usualmente) birra ...hann hafi drekki l ha bevuto birra ...hann muni drekka l berr (probabilmente) birra ...hann fari a drekka l sta per bere birra

hann mun segja, a...


dir (forse) che...

379

24.2.7 USO DEI CASI (2. Continuazione) a. Nominativo

Nominativo assoluto. In periodi privi di predicato possibile trovare delle espressioni assolute (vale a dire slegate, sciolte dal contesto sintattico) al nominativo. Tali espressioni trovano peraltro rispondenza in italiano: vi hli hans sat Einar, hendurnar milli knjnna, lfarnir saman accanto a lui sedeva Einar, le mani giunte fra le ginocchia Nominativo avverbiale. In alcuni casi degli aggettivi vengono ulteriormente determinati (stabilendo un confronto) mediante dei sostantivi al nominativo: hann er kttur liugur = hann er liugur eins og kttur agile come un gatto hesturinn er gammur fljtur = hesturinn er fljtur eins og gammur il cavallo veloce come un falco b. Genitivo

Genitivo attributivo (qualitativo). La funzione originaria del genitivo attributivo lespressione della provenienza, quindi della qualit di cose e persone: essir menn eru fulltrar tthaga sinna questi uomini sono rappresentanti dei propri distretti nativi forstjrinn talai um afleiingar eirrar stefnu sem rekin er fjrmlum il direttore parl delle conseguenza della politica che sintromette nelle questioni finanziarie margra ra ry ruggine di molti anni Il genitivo qualitativo, stante la sua natura attributiva, usato molto spesso in posizione adnominale: miss (alls) konar lesefni roba da leggere di diversi (di tutti i) tipi margs konar flk gente di molte razze hvers kyns sjkdmur? che tipo di malattia? alls kyns lti schiamazzi di ogni genere mikils httar maur persona stimata (= di grande modo) allra handa gripir ogni sorta di cose, cose di ogni sorta

380

A volte il genitivo per post-nominale: flokksmaur rttrar tegundar un membro di partito del giusto tipo ummli ess efnis esternazioni di un simile tenore Genitivo partitivo. Una delle funzioni pi tipiche del genitivo lespressione della parte di un insieme (genitivo partitivo). Il genitivo partitivo si trova in dipendenza di: a. Sostantivi: svartbakurinn drepur meiri part allra arunga il gabbiano dal mantello uccide la maggior parte di tutti i piccoli di edredone drjgur hluti essa sklaflks una parte considerevole di questa scolaresca fyrstu nu mnuir rsins i primi nove mesi dellanno essi samtk hafa haldi sundir funda questa organizzazione ha tenuto migliaia di riunioni riju umfer olympuskkmtsins nel terzo turno del torneo olimpico di scacchi heimspekideild hsklans facolt di filosofia delluniversit b. Aggettivi: saddur lfdaga stanco della vita fullur lotningar pieno di rispetto var miki lii dagsins una gran parte (molto) del giorno era trascorsa allra bestur migliore di tutti Freyfaxi var hesta strstur og sterkastur F. era il pi grande e forte dei cavalli han kom fyrstur manna arriv per primo (delle persone) hva hsa er etta? quale casa (= delle case) questa? ftt flks poca gente (fr. peu de gent) miki bka molti libri (fr. beaucoup de livres) hverju barnanna gafstu a? a quale dei bambini lhai dato? var ekki anna matar non cera altro da mangiare (= di cibo) faregar voru tta talsins, fjrir eirra voru slendingar i passeggeri erano otto di numero, quattro di loro erano islandesi hann tti dttur eina barna aveva solo una figlia (lett. aveva una figlia sola fra i bambini) sex hundru manna seicento persone tta miljnir slenskra krna otto milioni di corone islandesi

c. Superlativi:

d. Pronomi:

e. Numerali:

381

f. Avverbi:

hn kunni sn fri barna best sapeva il suo catechismo meglio di (tutti) i bambini fjsi st syst bjarhsa la stalla era ledificio della fattoria pi a sud (lett. la stalla era il pi a sud degli edifici della fattoria) hn talai vi mig lengi kvlds parl con me gran parte della serata (lett. ...lungamente nella serata) snemma dags di mattina presto (presto di mattina) sla sumars in tarda estate (tardi destate) hann gekk sast allra t usc per ultimo (ultimo di tutti) forum daga una volta, un tempo

NOTA 24.4 Molto spesso, al posto del genitivo partitivo si usano espressioni equivalenti con preposizioni (specialmente af + dativo): saddur af skri sazio di skyr, ftt af flki poca gente, fjrir af faregunum quattro dei passeggeri, snemma degi di mattina presto ecc.

Genitivo soggettivo. Esprime lagente di sostantivi astratti di derivazione verbale e di sostantivi consimilari: kennigar heimspekinganna le conoscenze dei filosofi samkvmt frttatilkynningu hagstofunnar in base ad una comunicazione dellufficio statistico a sgn kunnugra su suggerimento di conoscitori del luogo krfur flksins le esigenze della gente fyrir frumkvi flagsins su iniziativa dellazienda undir stjrn Vigdsar Finnbogadttur sotto la direzione di V.F. straumur tmans lo scorrere del tempo hugi ritstjrnarinnar linteresse della Redazione Genitivo possessivo. Indica il possessore di cose o persone. Le relazioni di possesso possono essere concrete o astratte: allar eigur Bjrns tutte le propriet di Bjrn riggja barna mir madre di tre bambini brir orsteins il fratello di orsteinn heilsuverndarst Reykjavkur lispettorato sanitario di Reykjavk landhelgi slands il territorio di giurisdizione islandese (dellIslanda) skgrktarflag slands Societ Islandese (= dIslanda) per il Rimboschimento Hskli slands Universit dIslanda stjrnarvld landsins il governo del Paese vandaml jarinnar i problemi della Nazione nafni tlsku jarinnar in nome del Popolo italiano

382

Genitivo oggettivo. Si trova in dipendenza di nomina actionis oppure nomina agentis per indicare la cosa o la persona cui si riferisce lazione espressa dai sostantivi in questione. Il suo uso abbastanza limitato. slands bygg linsediamento dellIslanda (< byggja land colonizzare una terra) stofnun heimilis costituzione di un nucleo familiare (< stofna heimili) tgfa rits pubblicazione di uno scritto (< gefa t rit) fara fund e-s andare in cerca di qcn. (< finna e-n) slar syn la vista del sole (< sj slin) hans er von lo si attende (lett. c attesa di lui, < vona e-n) bar Reykjavkur abitanti di R. (< ba Reykjavk) lesendur Morgunblasins lettori del Morgunblai (< lesa Morgunblai) stofnendur flagsins i fondatori della societ (stofna flagi)
NOTA 24.5 Al posto del genitivo oggettivo si usano spesso preposizioni: rjr sningar leiknum tre rappresentazioni dello spettacolo, gerist skrifendur a jviljanum diventate abbonati del jviljinn (= abbonatevi al .), misbeiting valdi eirra abuso del loro potere ecc.

Genitivo di misura. Indica la quantit, la misura o let in dipendenza di sostantivi e aggettivi. Usualmente si trova in posizione adnominale: hundru sund krna framlag sovvenzione di 10.000 corone tta tma sigling navigazione di otto ore = otto ore di navigazione riggja stunda btsfer traversata di tre ore = tre ore di traversata fjgra vikna verkfall sciopero di 4 settimane = 4 settimane di sciopero fimm manna bifrei automobile di [= per] quattro persone rtugs aldri allet di trentanni, a 30 anni di et (= allet della trentina) gamals aldri in vecchiaia, in et avanzata, da vecchio (in et di vecchio) tveggja daga fresti nel termine di due giorni, entro due giorni upp a sex mlna mrkunum fino al limite di sei miglia nokkurra fama djpur profondo [di] alcune tese mnaar gamalt barn bambino di un mese [vecchio di un mese] sextn ra gamall di 60 anni [cfr. ingl. sixty years old]
NOTA 24.6. Nelle espressioni indicanti let, laggettivo gamall comunemente si omette in posizione predicativa: g er sextn ra ho 60 anni. Se let si indica con una cifra, si scrive comunemente g er 60 (cfr. linglese Im 60, Im sixty).

Genitivo di relazione (o di limitazione). Il genitivo di relazione o limitazione ha valore avverbiale e serve appunto per delimitare o specificare il significato di un aggettivo (cfr. litaliano largo di mano, pallido di carnagione ecc.). In islandese, il genitivo di relazione sempre in posizione post-nominale: rmur inngangs og rngur brottfarar er konungs garur [sl. mlshttur] il palazzo del re ha lentrata larga [= largo di entrata] e luscita stretta [stretto di uscita] (proverbio islandese = si dice di chi sempre pronto a prendere e mai a dare)

383

frjls ora sinna og athafna libero nelle parole e nei fatti [delle proprie parole e dei fatti] gur yfirferar buono da attraversare [=di attraversamento] hvtur syndar bianco allaspetto [di aspetto] 24.2.8 AVVERBI DI TEMPO Diamo qui una lista dei principali avverbi e locuzioni avverbiali di tempo, con alcuni esempi: hvenr 'quando?': [avv. interrogativo] hvenr var Napoljn krndur keisari? 'quando Napoleone fu incoronato imperatore?' hvenr feru til talu? quando parti per lItalia? sjaldan 'raramente, di rado': oft 'spesso': Sahara rignir sjaldan, slandi mjg oft 'nel Sahara piove di rado, in Islanda molto spesso' sjaldan er ein bran stk [sl. mlshttur] raramente londa viene da sola [prov. islandese] stundum 'talvolta, a volte': stundum er g viutan a volte sono distratto ltill hvai getur stundum orsaka snjfl un piccolo rumore pu a volte provocare valanghe alltaf 'sempre': au a berjum upp sig og alltaf tna meir 'si mettono in grembo i miritilli e ne raccolgono sempre di pi' slands efnahagsvxtur er alltaf byggur fiskveii la crescita economica dellIslanda sempre basata sulla pesca aldrei 'mai': blnum ek g aldrei egar bylur er 'non guido mai la macchina quando c una tempesta di neve ' neinn Freyingur vildi aldrei tala vi samlanda dnsku nessun feroese parlerebbe mai in danese con un connazionale snemma 'presto': hann vaknai snemma morgun 'si svegli la mattina presto (ingl. early in the morning) lengi muntu irast kvrunar innar 'rimpiangerai a lungo la tua decisione'

lengi 'a lungo':

384

lengi, lengi munu skoskar dmur / vona me snum brnum / a Sir Patreks skip augsn / komi siglandi til lands a lungo, a lungo le dame scozzesi / attenderano coi loro bambini / di vedere le navi di Sir Patrick / venir veleggiando verso terra [ dalla ballata scozzese Sir Patrick Spens ] n, nna 'adesso, ora': ur 'prima': n er hann Seyisfiri, en ur var hann i Reykjavk 'adesso a Seyisfjrur, ma prima era a Reykjavk' nna er hann orinn faglrur handverksmaur ora diventato un esperto artigiano brum 'presto, rapidamente veri sknar brum il tempo migliorer presto brum skaltu lra a nota n forrit dovrai imparare rapidamente ad usare nuovi programmi vallt 'sempre': r og s 'prima o poi': vallt felldi hn starsorgartr 'sempre lei versava lacrime damore r og s mun g rita kennslubk ntma slensku prima o poi scriver un corso di islandese moderno sagt var, a jfar myndu r og s brjtast inn hsi hans si diceva che i ladri prima o poi gli avrebbero svaligiato la casa s og (per) sempre veit einhver eitthva, vegna ess gifting essi skyldi ekki gerast, a segi hann nna, ea egi hann s og se qualcuno conosce un motivo per il quale questo matrimonio non debba avvenire, parli adesso, o taccia per sempre 'allora': tk pabbi bkina og fr a lesa henni 'allora il babbo prese il libro e si mise a leggerlo' bjuggum vi gmlum b me kindum, geitum og m allora abitavamo in una vecchia fattoria con pecore, montonie capre strax 'subito': strax eftir krningu Napoljns var Frakkland til keisaradmis 'subito dopo l'incoronazione di Napoleone la Francia divenne un impero' hann er enn einn besti knattspyrnudmarinn slandi ancora uno dei migliori arbitri di calcio in Islanda

enn, enn 'ancora':

385

enn reykti hann kbanska vindla, og enginn vissi, hvar ansi hann keypti ancora fumava sigari cubani, e nessuno sapeva dove diavolo li comprasse san 'dopo, poi': san tk hann ppuna sna og fylldi hana me stu ilmtbaki poi prese la sua pipa e la riemp con del tabacco dolce e aromatico hefuru keypt eldsptur? Nei, r kaupi g san hai comprato i fiammiferi? No, li compro dopo seint 'tardi': hn lagi af sta seint morgun 'part di mattina tardi [nella tarda mattinata]' a er of seint til a gera nokku troppo tardi per fare qualcosa (n) egar gi, ormai n egar eru eir ngilega hir til a spila krfubolta sono gi abbastanza alti per giocare a pallacanestro g fr til flughafnarinnar, en egar voru r flognar andai allaeroporto ma erano gi partite

386

25. VENTICINQUESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG FIMMTA LEXAN


25.2.1 IL CONGIUNTIVO PRETERITO Al contrario del congiuntivo presente, la formazione del il congiuntivo preterito (o imperfetto) nettamente distinta tra i verbi deboli e quelli forti, che saranno quindi trattati separaramente. 25.2.2. IL CONGIUNTIVO PRETERITO DEI VERBI DEBOLI In genere, il congiuntivo preterito dei verbi deboli formalmente identico al preterito indicativo: 240 - Sing. 1 2 3 - Pl. 1 2 3 (a) (a) (a) (a) (a) (a) g hann vi i eir elskai elskair elskai elskuum elskuu elskuu 'io amavo, amai, ho amato' ;'che io amassi'

NOTA 25.1 Nella prima fase dellislandese moderno, e tuttora nello stile arcaizzante e solenne, le tre persone plurali possono presentare le terminazioni originarie -im, -i, -i che, ovviamente, non provocano metafonia da -u: elskaim, elskai, elskai; kallaim, kallai, kallai. Nella III persona plurale la terminazione -i ancora relativamente usata, sebbene rara. Si avuto qui un chiaro fenomeno di livellazione con lindicativo.

Il morfema grammaticale in dentale [ t, d, ] e le terminazioni tipiche rimangono sempre uguali a quelle del preterito indicativo: infinito elska 'amare' [VD1] gleyma 'scordare' [VD2] heyra 'udire' [VD2] leysa 'sciogliere' [VD2] selja 'vendere' [VD4] indicativo preterito g elskai g gleymdi g heyri g leysti g seldi congiuntivo preterito a g elskai a g gleymdi a g heyri a g leysti a g seldi

Diversi verbi deboli, per, differenziano l indicativo dal congiuntivo metafonizzando la vocale tonica radicale (metafonia da -i-). Ne ricordiamo brevemente gli esiti:
vocale tonica radicale [a] [] [o] [] [u] > > > > > vocale tonica metafonizzata [e] [] [ y ], [ ] [] [y] 387

[] []

> >

[] [e]

Vediamo adesso come si comportano le singole classi: 1a classe [VD1] Il preterito indicativo e congiuntivo sono sempre formalmente identici: elska kalla bora hjlpa 2a classe [VD2] La stragrande maggioranza dei verbi deboli di questa si comporta esattamente come la classe precedente: gleyma heyra kaupa 'dimenticare' 'udire' 'comprare' g gleymdi g heyri g keypti a g gleymdi a g heyri a g keypti 'amare' 'chiamare' 'mangiare' 'aiutare' g elskai g kallai g borai g hjlpai a g elskai a g kallai a g borai a g hjlpai

Solo i seguenti cinque verbi presentano vocale metafonizzata nel congiuntivo preterito: skkva stkkva skja ykja yrkja 3a classe [VD3] I seguenti verbi presentano vocale metafonizzata nel congiuntivo preterito: duga fl hafa lafa loa n s segja tolla tra una vaka egja ola ora vo 'servire' 'scorticare' avere 'ciondolare' 'pendere' 'raggiungere' 'seminare' 'dire' 'aderire' 'credere' 'contentarsi' 'vegliare' 'tacere' 'tollerare' 'osare' 'lavare' g dugi g fli g hafi g lafi g loddi g ni g si g sagi g tolldi g tri g undi g vakti g agi g oldi g ori g voi a g dygi a g fli a g hefi a g lefi a g lyddi a g ni a g si a g segi a g tylldi a g tri a g yndi a g vekti a g egi a g yldi a g yri a g vi 'affondare' 'saltare' 'pigliare' 'ritenere' 'comporre versi g skkti g stkkti g stti g tti g orti a g sekkti a g stekkti a g skti a g tti a g yrkti

388

4a classe [VD4]

Quasi tutti i verbi di questa classe presentano vocale metafonizzata nel congiuntivo preterito (che viene quindi a corrispondere con la vocale tonica radicale del tema dell'infinito, che ha gi subito metafonia da -i- per effetto della term. -ja): dylja flja fremja glepja hrynja hyggja krefja telja vekja 'nascondere' 'fuggire' commettere 'sedurre' precipitare 'pensare' 'richiedere' 'contare' svegliare g duldi g fli g framdi g glapti g hrundi g hugi g krafi g taldi g vakti a g dyldi a g fli a g fremdi a g glepti a g hryndi a g hygi a g krefi a g teldi a g vekti

Gli unici verbi con congiuntivo non metafonizzabile sono: selja setja skilja reyja 'vendere' g seldi 'mettere' g setti 'capire' g skildi 'attendere con ansia' g reyi a g seldi a g setti a g skildi a g reyi

25.2.3 IL CONGIUNTIVO PRETERITO DEI VERBI FORTI Il congiuntivo preterito dei verbi forti si forma a partire dal tema del preterito indicativo plurale (d) applicando la metafonia da -i- ovunque possibile (cio se la vocale radicale [, , ]). La vocale metafonizzata appare in tutta la coniugazione. Le terminazioni, fondamentalmente identiche a quelle dei verbi deboli, sono le seguenti: p. 1s. 2s. 3s. 1p. 2p. 3p. 241 terminazione -i -ir -i -um, -jum -u, -ju -u, -ju note

le terminazioni -jum, -ju, -ju vengono aggiunte ai verbi con tema in vocale ed in gutturale [ k ] [ g ]

NOTA 25.2 Anche qui vale quanto detto alla nota 24.1. I verbi con tema in vocale e gutturale non inseriscono per (graficamente) la semivocale: dim, di, di; tkim, tki, tki; gengim, gengi, gengi.

389

Forme con vocale metafonizzata infinito bja sja lka strjka sleppa hverfa stinga bera gefa liggja nema iggja fregna deyja grafa taka hlja skaka draga sl it. 'offrire' cuocere, bollire chiudere strofinare 'sfuggire' 'scomparire' pungere portare 'dare' 'stare' 'imparare' accettare sperimentare morire 'scavare' 'prendere' 'ridere' lanciare tirare colpire 1a pl. pret. indicativo vi buum vi suum vi lukum vi strukum vi sluppum vi hurfum vi stungum vi brum vi gfum vi lgum vi nmum vi gum vi frgum 1a sing.pret.cong. a g byi a g syi a g lyki a g stryki a g slyppi a g hyrfi a g styngi a g bri a g gfi a g lgi a g nmi a g gi a g frgi a g di a g grfi a g tki a g hlgi a g skki a g drgi a g slgi

vi dum vi grfum vi tkum vi hlgum vi skkum vi drgum vi slgum

Forme con vocale non metafonizzabile grpa hnga svkja leika ganga 'afferrare' 'annegare' 'ingannare' 'giocare' 'camminare' vi gripum vi hnigum vi svikum vi lkum vi gengum a g gripi a g hnigi a g sviki a g lki a g gengi

I seguenti verbi presentano forme anomale: hggva ba koma vefa valda vera 'colpire' 'abitare' 'venire' 'tessere' 'causare' essere vi hjuggum vi bjuggum vi komum vi fum vi ollum vi vorum a g hyggi a g byggi a g kmi a g vfi a g ylli a g vri

NOTA 25.3 I verbi auka e ausa (1a pers. pret. ind. risp. vi jukum e vi jusum) possono avere sia a g jyki, a g jysi che a g yki, a g ysi (cfr. hjuggum > hyggi, bjuggum > byggi). Kmi e vri riflettono, nella loro apparente irregolarit, la situazione islandese antica (< aisl. pret. vrum, kmum, con regolare metafonia > ). Accanto a vfi si ha anche fi (forma livellata sulla 1a persona pl. del preterito). Lunico congiuntivo preterito realmente irregolare viene quindi ad essere quello di valda.

390

25.2.4 CONIUGAZIONE Per le terminazioni si veda il paragrafo precedente; si tenga presente che tutti i congiuntivi preteriti il cui tema termina in velare gutturale [ k, g ] ed in vocale aggiungono nelle tre persone plurali le terminazioni -jum, -ju, -ju.

p.

242

a vera
vi vorum > vr-

a sleppa
vi sluppum > slypp-

a gefa
vi gfum > gf-

a grpa
vi gripum > grip-

tema

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

vri vrir vri vrum vru vru

slyppi slyppir slyppi slyppum slyppu slyppu

gfi gfir gfi gfum gfu gfu

gripi gripir gripi gripum gripu gripu

p.

243

a taka
vi tkum > tk-

a ba
vi bjuggum > bygg-

a deyja
vi dum > d-

a ganga
vi gengum > geng-

tema

1s. a g 2s. a
3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

tki tkir tki tkjum tkju tkju

byggi byggir byggi byggjum byggju byggju

di dir di djum dju dju

gengi gengir gengi gengjum gengju gengju

25.2.5 CONGIUNTIVO PRETERITO DEI VERBI PRETERITO-PRESENTI I verbi preterito-presenti formano il congiuntivo preterito analogamente ai verbi deboli, metafonizzando per sempre la vocale radicale. mega eiga kunna unna muna urfa g mtti g tti g kunni g unni g mundi g urfti > > > > > > (a) g mtti 'potessi; potrei, avrei potuto' (a) g tti 'avessi, dovessi; avrei, dovrei ecc.' (a) g kynni 'sapessi; saprei, avrei saputo' (a) g ynni 'amassi; amerei, avrei amato' (a) g myndi 'ricordassi; ricorderei, avrei ricordato' (a) g yrfti 'dovessi; dovrei, avrei dovuto'

Il verbo munu presenta nel congiuntivo preterito due forme equivalenti, un con metafonia e l'altra senza: a g myndi, a g mundi. In generale, si pu dire che la forma non metafonizzata di uso pi comune. Il verbo skulu, il cui preterito indicativo non in uso, forma comunque un congiuntivo preterito: a g skyldi ecc. (a partire da un preterito indicativo *skuldi, non attestato in islandese ma ben presente nelle altre lingue germaniche: svedese skulle, danese skulle (skulde), inglese should ecc.). Vita (pret.ind. vissi) non ha la vocale radicale metafonizzabile e il congiuntivo preterito coincide quindi formalmente con lindicativo: a g vissi sapessi, saprei, avrei saputo.
391

25.2.6 IL CONGIUNTIVO PIUCCHEPERFETTO Si tratta di un tempo composto dal congiuntivo preterito del verbo ausiliare hafa 'avere' e dal supino del verbo principale: p. 244
che io avessi mangiato, che io fossi venuto

it. 1s. a g 2s. a


3s. a hann

1p. a vi 2p. a i
3p. a eir

hefi bora, hefi komi hefir bora, hefir komi hefi bora, hefi komi hefum bora, hefum komi hefu bora, hefu komi hefu bora, hefu komi a hann hefi elska mig, var hann n giftur annarri konu 'sebbene mi avesse amato, ora era sposato ad un'altra donna' hann sagi mr, a hn hefi teki bkina til a selja hana 'mi disse che lei aveva preso il libro per venderlo'

25.2.7 VERBI RIFLESSIVI Come quelli italiani, i verbi riflessivi islandese si servono del pronome riflessivo nelle terze persone, mentre nelle altre usano i normali pronomi personali. La maggior parte dei verbi richiede il pronome all'accusativo, ma ve ne sono molti altri che lo richiedono al dativo, ed alcuni anche al genitivo: fela sig leyfa sr skammast sn 'nascondersi' 'permettersi' 'vergognarsi' (accusativo) (dativo) (genitivo)

Vediamo a mo' di esempio la coniugazione del presente indicativo di tali tre verbi (skammast sn un verbo di forma media, al cui coniugazione completa sar affrontata nelle prossime lezioni): p. 245 accusativo io mi nascondo fel mig felur ig felur sig felum okkur feli ykkur fela sig dativo io mi permetto leyfi mr leyfir r leyfir sig leyfum okkur leyfi ykkur leyfa sr genitivo io mi vergogno skammast mn skammast n skammast sn skmmumst okkar skammist ykkar skammast sn

1s. g 2s. 3s. hann 1p. vi 2p. i 3p. eir

392

Esistono dei verbi riflessivi islandesi che corrispondonono a verbi non riflessivi italiani. Un esempio molto comune leika sr 'giocare': brnin lku sr garinum 'i bambini giocavano nel giardino' ltlu brnin leika sr berjamnum i bambini giocano a raccogliere le bacche nella brughiera Peraltro, a dei verbi riflessivi italiani pu corrispondere un verbo non riflessivo islandese. Un caso tipico heita 'chiamarsi': hann heitir Valdimar Kristjnsson 'si chiama Valdimar Kristjnsson' g ekki strk, sem heitir Pll 'conosco un ragazzo che si chiama Pll' 25.2.8 AVVERBI DI LUOGO La maggior parte degli avverbi di luogo islandese si presenta ha una triplice forma. La prima (p.es. inn '[verso] dentro') indica il moto a (verso) luogo; comprende per lo pi avverbi primari; La seconda (p.es. inni 'dentro') indica lo stato in luogo; molto spesso gli avverbi sono formati a partire da quelli della prima forma con aggiunta del morfema -i (formalmente un dativo), ma esistono anche avverbi primari e composti. La terza (p.es. innan 'da dentro') indica il moto da luogo; comprende per lo pi avverbi derivati da quelli di prima forma mediante il suffisso -an (usato esclusivamente in ambito avverbiale).

possibili quindi stabilire una tabella di corrispondenze: 246 MOTO STATO frammi '[d]avanti' fyrir aftan 'dietro' inni 'dentro, allinterno' ti 'fuori, allesterno' uppi 'sopra, su' niri 'gi, sotto' hvar 'dove' hr, hrna 'qui' ar, arna 'qua, l' heima 'a casa' fyrir austan 'ad est' fyrir sunnan 'a sud' fyrir vestan 'ad ovest' fyrir noran 'a nord' PROVENIENZA framan 'da[l] davanti, da avanti' aftan 'da dietro' innan 'da dentro, dallinterno' utan 'da fuori, dallesterno' ofan 'da sopra' nean 'da gi, dal di sotto' hvaan 'da dove' han 'da qui' aan 'da qua' heiman 'da casa' austan 'da est' sunnan 'da sud' vestan 'da ovest' noran 'da nord'

fram 'avanti' aftur 'dietro, all'indietro' inn 'dentro, verso linterno' t 'fuori, verso lesterno upp 'sopra, su' niur 'gi, sotto' hvert '(verso) dove' hinga 'qui anga 'qua, l, di l' heim 'a (verso) casa' austur 'verso est' suur 'verso sud' vestur 'verso ovest' norur 'verso nord'

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Si notino i seguenti avverbi di luogo indefiniti: fram 'ancora, avanti, ulteriormente, ancora' burtu, burt 'via' einhvers staar 'da qualche parte' hvergi 'da nessuna parte' annars staar'da un'altra parte, altrove' hvaanfa 'da tutte le parti, da ogni parte, ovunque' hvar sem er (helst) 'dovunque' (stato) hvert sem er (helst) 'dovunque' (moto) hvaan sem er (helst)'da dovunque, da ogni parte' (provenienza) Alcuni esempi: "Komu hinga', sagi Palli hundinum snum, Snata. "Stattu hr n, og hreyfstu ekki han". 'Vieni qui', disse Palli al suo cane Snati. 'Ora stai fermo e non muoverti da qui' Fiskimenn nokkrir su Pnokki synda hafi ti. Heiman komu sumir af eim til a hjlpa heppnu leikbrunni, en brum hvarf Pnokki r augsn og gengu eir allir aftur heim. Alcuni pescatori videro Pinocchio nuotare al largo [= fuori nel mare]. Alcuni di loro vennero da casa per aiutare lo sfortunato burattino, ma presto Pinocchio scomparve alla vista ed allora se ne tornarono tutti a casa. a er g veiti ingvallavatni, anga skaltu fara si pesca bene nel lago di ingvellir, ci devi andare han fara allir vegir til Santiago de Compostela da qui partono tutti i sentieri per Santiago de Compostela nefndu ekki ann sta, aan koma flestir rnar slandi non nominare quel posto, da l viene la maggior parte dei fannulloni in Islanda hlauptu upp loft fyrir mig og sktu bori. hefur skili stlinn eftir uppi lofti vai su in soffitta e prendi il tavolo. Hai lasciato il tavolo su in soffitta hvaan fr Vestur-Evrpa mest af sinni olu? da dove lEuropa occidentale prende la maggior parte del (suo) petrolio? drengurinn hljp ofan stigann sem ftur toguu il ragazzo scese gi per le scale [= da su] di corsa ktturinn datt niur af svlunum, en hann hljp meiddur niri grasfltinni il gatto caduto gi dal balcone, ma corso illeso gi sul prato g ver a skja kartflur soi nean r kjallara devo prendere delle patate per il pranzo [da] gi in cantina

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bndinn var farinn t tn og byrjaur a sl il contadino era andato fuori nel tn ed aveva cominciato a mietere presturinn st ti hlai, egar gestirnir komu. Hann ba komumenn a ganga inn og iggja kaffisopa il prete stava fuori sulla soglia quando arrivarono gli ospiti. Invit i nuovi arrivati a entrare e a bere una tazza di caff. a var ekki svo kalt, en rigning hld fram non era cos freddo, ma la pioggia continuava einhvers staar Reykjavk m finna napoltnsku ptsu da qualche parte a Reykjavk si pu trovare la pizza napoletana r var alda a er Ymir byggi / voru sandur n sr, n svalar unnir; jr fannst va , n upphiminn / gap var ginnunga, en gras hvergi Era al principio dei tempi, Ymir vi dimorava / Non cera mare n spiaggia, n onde gelide / Terra non si distingueva, n cielo in alto / Un baratro informe cera ed erba in nessun luogo. [ V l u s p , 3, versione in islandese moderno]
NOTA 25.4 Gli avverbi indicanti i punti cardinali (norur, suur, austur, vestur) normalmente si usano per esprimere il moto a luogo: fara norur andare a [verso] nord, suur til Mijararhafs a sud, verso il Mediterraneo ecc.; in riferimento allIslanda, per, possono essere usati anche in senso statico (stato in luogo), nel qual caso sono per seguiti da una preposizione: hann vinnur austur landi lavora nellIslanda orientale [= a est nel Paese], vi bjuggum norur landi abitavamo nellIslanda settentrionale [= a nord nel Paese] ecc.

Gli avverbi di luogo in -an indicano provenienza (moto da luogo). Spesso possono trovarsi uniti alla preposizione a (sempre nel caso dei punti cardinali): (a) heiman da casa, a noran, a suan. Se la preposizione per unita a aftan, framan, innan, utan lespressione assume carattere statico: a utan allesterno, sul lato esterno: a innan allinterno, dentro: hsi er jrnkltt a utan la casa ricoperta di lamiera allesterno vettlingarnir eru lonir a innan i guanti sono imbottiti allinterno (dentro)

sagt er um Sigmund fur Sinfjtla, a hann biti ekki eitur, hvorki a innan n a utan si dice di Sigmundur, padre di Sinfjtli, che il veleno non gli facesse nulla, n dentro n fuori (= n se ingerito, n se applicato sulla pelle) a aftan dietro, di dietro, sul retro a framan davanti, avanti, sul davanti salerni er a aftan il WC sul retro bilstjrinn vildi ekki, a faregar sti a framan lautista non voleva che i passeggeri stessero davanti in piedi

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26. VENTISEIESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG SJTTA LEXAN


26.2.1 L'IMPERATIVO L'imperativo islandese non possiede che una sola forma propria, la seconda persona singolare. In genere, essa corrisponde al puro tema verbale, senza alcuna terminazione; in pratica, basta togliere la terminazione -a, (-ja, -va) dall'infinito. Non esiste alcuna distinzione fra verbi deboli e forti: infinito bta hafa heyra ra stela ba vera dylja flja hlja syngja telja vefja vekja slkkva stkkva skkva 2a pers.sing. imperativo bt! mordi! haf! 'abbi!' heyr! 'senti!' r! rema! stel! 'ruba!' b! abita! ver! 'sii!' dyl! nascondi! fl 'fuggi!' hl! ridi! syng! canta! tel! 'conta!' vef! arrotola! vek! sveglia! slkk! spegni! stkk! 'salta!' skk! 'affonda!'

Ma nei verbi deboli della 1a classe [VD1] ed in tutti i verbi con terminazione dell'infinito diversa da -a, (-ja, -va) la 2a persona singolare dell'imperativo formalmente identica all'infinito stesso: bora elska hjlpa kalla skrifa f fl n bora! 'mangia!' elska! 'ama!' hjlpa! 'aiuta!' kalla! 'chiama!' skrifa 'scrivi!' f abbi! procura(ti)! fl! 'scortica!' n! 'raggiungi!'
396

sl vo

sl! 'colpisci!' vo! 'lava!'

NOTA 26.1 Se i verbi della 1a classe debole terminano in -ja, -va, si tenga presente che qui non si tratta di terminazioni ampliate. Lo stesso vale per i verbi con tema in vocale: blva mlva slngva stva eggja erja heyja spja tra blva! maledici! mlva! fracassa! slngva! scaglia! stva! ferma! trattieni! eggja! incita! incoraggia! erja! ara! heyja! mieti (il fieno)! spja! spia! scruta! tra! credi!

Due soli verbi formano la 2a persona singolare dell'imperativo con una terminazione -i: vaka egja vaki! 'stai sveglio!' egi! 'taci!' stai zitto!

Undici verbi presentano forme irregolari (fra parentesi le eventuali forme regolari in uso): -nda -lda -nga -ja binda hrinda standa gjalda halda ganga stinga styja skja segja kaupa bitt! (bind) 'lega!' hritt! (hrind) 'colpisci!' statt! 'stai in piedi!' gjalt! 'paga!' halt! 'tieni!' gakk! 'cammina!' stikk! 'pungi!' studd! 'aiuta!' stt! (sk) 'vai a prendere!' sag! di! keyp! 'compra!'

Per le rimanenti persone si usano le forme del congiuntivo presente (con valore esortativo; vera usa sempre la seconda forma). Si viene quindi ad avere la seguente coniugazione: p. 247 2s 3s 1p 2p 3p p. 248 2s 3s 1p 2p a heyra heyr! heyri! heyrum! heyri! heyri! a sl sl! sli! slum! sli! a telja tel! telji teljum! telji! telji! a kalla kalla! kalli! kllum! kalli! a flja fly! fli! fljum! fli! fli! a egja egi! egi! egjum! egi! a vera ver! veri! verum! veri! veri! a ganga gakk! gangi! gngum! gangi!
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3p

sli!

kalli!

egi!

gangi!

398

26.2.2 IMPERATIVO CON PRONOME PERSONALE INCORPORATO Le forme della 2a persona singolare sopra esposte non sono per quelle di uso comune. La 2a persona singolare dell'imperativo viene usata di solito in unione con il pronome personale :
heyr ! tel ! kalla ! ver ! sl ! egi ! gakk ! 'senti!' 'conta!' 'chiama!' 'sii!' 'colpisci!' 'taci!' 'cammina!'

Ma nella lingua parlata, ed oramai quasi sempre anche in quella scritta, il pronome si fonde con la forma verbale dando luogo ad alcune modificazioni fonetiche (notate anche dalla grafia). Inoltre il pronome, venendosi a trovare in posizione atona, abbrevia la vocale ( > -u, -du, tu).
NOTA 26.2 In tali forme, il pronome ancora chiaramente avvertito come tale. In pratica, comunque, si comporta come una vera e propria terminazione verbale (ed alcune grammatiche cominciano a presentarla come tale).

Le modificazioni fonetiche che intervengono per il contatto tra la forma verbale ed il pronome sono praticamente le stesse che regolano la formazione del preterito indicativo dei verbi deboli della seconda, terza e quarta classe. Nei verbi deboli, la corrispondenza perfetta: la dentale che appare nel preterito indicativo anche quella che appare nell imperativo. 249
Tema + pronome

Sviluppo fon.

2a persona singolare imperativo con pronome incorporato forma sep. forma inc. it. preterito ind. [ V = qualsiasi vocale; C = qualsiasi consonante ] kemb send hend ydd bj her haf sag bygg tak drekk tel fell kom skemm tn finn drep slepp heyr kyrr les fest bt kembdu! sendu! hentu! yddu! bjddu! hertu! hafu! sagu! byggu! taktu! drekktu! teldu! felldu! komdu! skemmdu! tndu! finndu! dreptu! slepptu! heyru kyrrdu! lestu! festu bttu carda! manda! lancia! affila! offri! indurisci! abbi! di! costruisci! prendi! bevi! conta! abbassa! vieni! rovina! raccogli! trova! uccidi! sfuggi! odi! senti! placa! leggi! fissa! mordi! kembdi sendi henti yddi = herti hafi sagi byggi = = taldi felldi = skemmdi tndi = = = heyri kyrrdi = festi = 399

-b- -d- -d- -dd- -V- -C- -f--g- -gg- -k- -kk- -l- -ll- -m- -mm- -Vn- -nn- -p- -pp- -r- -rr- -Vs- -st- -Vt-

-bdu -du -tu -ddu -ddu -tu -fu -gu -ggu -ktu -kktu -ldu -lldu -mdu -mmdu -ndu -nndu -ptu -pptu -ru -rrdu -stu -stu -ttu

-V-

-Vu

sl kalla blva erja hl f sj r b fl vo egi

slu! kallau! blvau! erjau! hlu! fu sju! ru! bu! flu vou egiu

colpisci chiama! maledici! ara! ridi! ottieni! abbi! vedi! rema! abita! fuggi! lava! taci!

= kallai blvai erjai = = = = = = voi agi

Si notino le seguenti forme:


[ vera ] [ binda ] [ hrinda ] [ standa ] [ gjalda ] [ halda ] [ ganga ] [ stinga ] [ styja ] [ skja ] [ kaupa ] ver bitt bind hritt statt gjalt halt gakk stikk studd stt keyp vertu! bittu! hrittu! stattu! gjaltu! haltu! gakktu! gttu! stikktu! studdu! sttu keyptu! sii! lega! colpisci! stai! paga! tieni! cammmina! pungi! sostieni! vai a prendere! compra! = = = = = = = = studdi stti keypti

Anche le altre persone dell'imperativo si usano di preferenza seguite dal corrispondente pronome: heyri hann ! heyri i ! heyri eir ! 'senta egli!' 'sentite!' 'sentano!'

La 1a persona plurale, per, si usa di preferenza senza pronome: heyrum! verum! gngum! 'sentiamo! siamo! camminiamo!'
NOTA 26.2 Nella 2a persona plurale, le forme colloquiali suonano sempre [ heyrii, verii, kallii, egii ] ecc.; spesso la consonante finale del pronome non si sente, e si ha cos [ heyrii, verii, kallii, egii ] ecc. Tali forme non si trovano comunque quasi mai scritte, tranne quando si vuole riprodurre fedelmente l'andamento del parlato (giornalismo, fumetti, satira ecc.).

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26.2.3 REVISIONE DEI PARTICIPI Riassumiamo brevemente in questo paragrafo le regole per la formazione e l'uso dei participi islandesi. a. Participio presente

Il participio presente di tutti i verbi si forma mediante il morfema -andi. Tale morfema si aggiunge al tema dellinfinito: bera hlaupa 'correre': ganga camminare, andare renna 'scorrere': tala parlare vera 'essere'. berandi 'che porta, portante' hlaupandi 'che corre' gangandi andante, che cammina rennandi 'corrente' talandi parlante verandi 'che '

NOTA 26.3 Il morfema panindeuropeo (< *-nt-, unito alla radice verbale oppure alla vocale tematica; il germanico continua la forma tematica *-o-nt-, cfr. scr. bhr-ant-, gr. [< *pher-ont-s, genitivo ; nominativo singolare femminile < *pher-ont-ja ]; lat. fer-en-s [<*fer-ent-s], gen. fer-ent-is ecc.).

Nei verbi con infinito in -ja, -va si procede normalmente: hlja ridere selja vendere telja contare hggva colpire, scolpire stkkva saltare skkva affondare hljandi ridente seljandi che vende teljandi che conta hggvandi che [s]colpisce stkkvandi che salta skkvandi che affonda

Nei verbi (monosillabici e loro composti) con infinito contratto, cio privo della terminazione -a, il morfema si aggiunge direttamente alla forma dellinfinito: f ottenere n raggiungere sl 'colpire' vo 'lavare': fandi che ottiene nandi che raggiunge slandi 'che colpisce' voandi 'che lava'

Il participio presente pu essere usato in funzione attributiva; in tal caso corrisponde al participio presente italiano (se in uso), oppure, meglio, ad un'intera proposizione relativa. Il participio presente comunque indeclinabile. ekki nokkur lifandi maur neanche unanima [viva] talandi krybban il grillo parlante tindrandi stjrnur himninum 'stelle lucenti nel cielo', stelle che brillano nel cielo

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eitt eilfar smblm me titrandi tr 'un piccolo eterno fiore con lacrime tremolanti' Frequente il suo uso in posizione predicativa, specialmente con verbi indicanti moto o stato; in tal caso pu a volte essere reso con il gerundio italiano, o con equivalenti locuzioni avverbiali: maurinn kom hlaupandi 'l'uomo arriv correndo (di corsa), koma gangandi venire a piedi (camminando) hann k talandi um fornslenskar bkmenntir 'guidava parlando dellantica letteratura islandese hn l sofandi rminu stava sul letto a dormire, stava dormendo sul letto g sat lesandi bk stavo a sedere leggendo un libro, sedevo a leggere un libro Al participio presente, sia in posizione attributiva che predicativa, possono essere uniti prefissi come n- 'adesso; attuale, presente' oppure s- 'sempre, di continuo: hann sat slesandi og sskrifandi 'stava sempre a sedere a leggere e a scrivere nverandi forseti talu, Carlo Azeglio Ciampi, fddist Lvorn 'l'attuale (=che ora) presidente italiano, C.A.C., nato a Livorno' sblandi sr ferite che sanguinano di continuo (che non si rimarginano) Moltissimi participi presenti sono usati come sostantivi, nel qual caso presentano la particolare declinazione debole vista al 16.2.5: Palli og Stna eru nemendur 'Palli e Stna sono studenti' of margir byrjendur halda, a reynsla s ekki mikilvg 'troppi principianti credono che l'esperienza non sia importante' kaupandinn var rettn ra gamall kennari r Kpavogi lacquirente era un insegnante di trentanni di Kpavogur nbyrjendum er banna a aka sportblum ai principianti vietato guidare auto sportive

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A volte il participio presente pu avere significato passivo (indica cio una possibilit, come gli aggettivi italiani in -bile): drekkandi vatn 'acqua potabile' (=che pu essere bevuta) (cfr. linglese drinking water) skandi vri, a veri fri a batna sarebbe auspicabile (desiderabile) che il tempo migliorasse etta er missandi bk questo un libro indispensabile (oppure: da non perdere) reifandi myrkur buio da andare a tentoni
NOTA 26.4 Dalla comune espressione ekki nokkur lifandi maur neanche unanima viva, riportata anche negli esempi precedenti, il participio lifandi ha assunto nella lingua parlata una curiosa valenza avverbiale rafforzativa. Viene infatti unito spesso allavverbio skp tremendamente, terribilmente e a sostantivi come skelfing orrore, terrore per rafforzarne il senso in espressioni volutamente esagerate: lifandi skelfing[ar] in modo veramente tremendo, spaventosamente ecc., lifandi skp idem. Si possono avere dei veri e propri cumuli: mikil lifandi skelfingar skp er gaman a ba Rio de Janeiro tremendissimamente, spaventosamente divertente vivere a Rio de Janeiro (lett. qualcosa come grande, vivo, terribile divertimento vivere a Rio de Janeiro). Si noti anche: ekki lifandi vitund neanche un pochettino, neanche un pezzetto.

b.

Participio passato (o preterito)

Il participio passato viene usato sia in funzione attributiva che predicativa; si tratta di un normale aggettivo con entrambe le declinazioni. Il participio preterito dei verbi transitivi ha valore passivo: gerur 'fatto' (= che stato fatto), kallaur 'chiamato' (= che chiamato), veginn 'lavato' (= che stato lavato). Come in italiano, parecchi verbi intransitivi formano per il participio passato con valore attivo: farinn 'andato' (= che andato), kominn 'venuto' (= che venuto), fallinn 'caduto' (= che caduto) ecc. Le terminazioni del participio presente sono le seguenti: 1. -aur: Propria dei verbi deboli della 1a classe e di molti verbi deboli della 3a classe: elskaur kallaur hjlpaur traur 2. -ur, -dur, -tur: 'amato' 'chiamato' 'aiutato' 'creduto' < elska [VD1] < kalla [VD1] < hjlpa [VD1] < tra [VD3]

Proprie di tutti i verbi deboli della 2a classe e di molti della 3a e della 4a: heyrur sagur spurur duldur fylgdur lstur vaktur 'udito' 'detto' 'chiesto' 'nascosto' 'seguto' 'illuminato' 'svegliato' < heyra [VD2] < segja [VD3] < spyrja [VD4] < dylja [VD4] < fylgja [VD2] < lsa [VD2] < vaka [VD3]

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NOTA 26.5 Malgrado lidentit dellelemento in dentale con quello del preterito indicativo, lorigine certamente ben distinta. Mentre il morfema in dentale del preterito indicativo di tutte le lingue germaniche di origine controversa (alcuni ipotizzano una derivazione dalla radice indeuropea *dhe-, scr. d-dha-mi, gr. t-the-mi, lat. fe-ci, runico tawido fece [ted. tat, ingl. did, olandese deed]; altri stabiliscono dei confronti con dei perfetti osco-umbri in dentale, come il celebre prfatted (= latino probavit) delle Tavole Iguvine; altri ancora parlano addirittura di un elemento del sostrato preindoeuropeo in germanico), le forme del participio passato sono di chiarissima derivazione indeuropea (il morfema protogermanico *-a-Z si confronta perfettamente con il scr. -t-h ad es. in darit-h mostrato, con il gr.-- stimato, con il lat. fac-tus, laud-a-tu-s [la term. latina -atus corrisponde perfettamente a quella islandese -aur], lituano laik-ta-s tenuto ecc.)

3. -inn:

Propria della maggior parte dei verbi deboli della 4a classe e di tutti i verbi forti. I participi in -inn dei verbi deboli sono una formazione recente e presentano una particolare declinazione mista nella quale riappare spesso loriginario tema in dentale: barinn dvalinn kninn talinn taminn 'colpito' 'trattenuto' 'spinto' 'contato' 'domato' < berja [VD4] (dpl. br-um) < dvelja [VD4] (npl.m. dvald-ir) < knja [VD4] (npl.f. kn-ar) < telja [VD4] (asg.m. tald-a) < temja [VD4] (dsg.n. tmd-u)

NOTA 26.6 Tali participi si sono formati nellislandese moderno, o comunque nellultima fase di quello antico. Le forme originali sono quelle con la dentale in tutta la declinazione, come tuttora avviene in molti casi (ad es. dulinn / duldur nascosto < dylja): bar[i]r colpito, dval[i]r trattenuto, tal[i]r contato, tam[i]r domato ecc. Lidentit del n/asg. neutro barit, dvalit, talit, tamit con quello dei participi dei verbi forti (e degli altri aggettivi in -inn: borinn > borit, heiinn > heidit [isl.m. bori, heii] ha probabilmente fatto estendere al n/asg.m. la terminazione -inn. Il tema in dentale si per mantenuto davanti a tutte le terminazioni che iniziano in vocale, e si venuta quindi a formare lattuale complessa declinazione mista.

I participi in -inn dei verbi forti hanno invece in tutta la declinazione loriginario tema in nasale: boinn dinn fallinn farinn gefinn gripinn tekinn 'offerto' morto 'caduto' 'andato' 'dato' 'afferrato' preso < bja [VF2] (asg.f. bon-a) < deyja [VF7] (npl.m. dn-ir) < falla [VF7] (dpl. flln-um) < fara [VF6] (asg.m. far-inn) < gefa [VF5] (dsg.n. gefn-u) < grpa [VF1] (npl.m. gripn-ir) < taka [VF6] (asg.f tekn-a)

NOTA 26.7 La normale terminazione germanica del participio passato dei verbi forti *-an-aZ < ie. *on-os, collegato alla vocale tematica come nellinfinito > gotico waur-an-s divenuto, bta. wor-an, ata. gi-wort-an tedesco ge-worden). Ma nellislandese antico e nellanglosassone il participio passato appaiono formati con la vocale al grado debole (*en-aZ): aisl. bor-i-nn, far-i-nn, ags. bor-en, far-en < *bor-e-nR, *far-e-nR. Si tratta con tutta probabilit di antichi participi medi dellaoristo radicale (scr. kr-n- fatto, slavo ecclesiastico > russo , bulgaro , croato nesen portato).

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Come detto, il participio passato ha normalmente significato passivo nei verbi transitivo ed attivo in quelli intransitivi: hn var drepin drepin kona laufin eru fallin fallin lauf fu uccisa donna uccisa (= che stata uccisa) le foglie sono cadute foglie cadute (= che sono cadute)

Talvolta, per, il participio pu essere passivo o attivo a seconda dei casi (con sfumature di significato): (p.) (a.) (p.) (a.) miki lesin bk kennarinn er vel lesinn un libro assai letto il professore ben istruito

lambi var nbori lagnello stato appena partorito = appena nato rin er borin la pecora ha (ormai) partorito

Al participio passato possono essere aggiunti vari prefissi che gli danno varie sfumature di significato. In uno degli esempi precedenti abbiamo n- appena, giusto giusto: barni var nftt il bambino era appena nato (= era appena stato partorito) a er nkveikt eldstinu il camino stato appena acceso [ lett. stato appena acceso (il fuoco) nel camino ] 26.2.4 IL SUPINO (REVISIONE) Si ricordi che abbiamo per brevit e comodit definito supino (attenendoci ad un termine grammaticale latino che non corrisponde affatto alla forma islandese, ma che comunque usato in molte grammatiche islandese per stranieri) la forma dell' accusativo singolare neutro forte del participio passato usata per la formazione dei tempi composti della coniugazione attiva: hann hefur elska 'egli ha amato' a hefir heyrt 'che tu avessi sentito' vi hfum tali 'noi avevamo contato' a eir hafi fari 'che essi siano andati'
NOTA 26.7 Solo lo svedese ha mantenuto questo stato di cose: lskad amato ~ han har lskat egli ha amato; bodd abitato, vi har bott abbiamo abitato; bunden legato ~ han har bundit egli ha legato. Il danese ha generalizzato la forma neutra: elsket, boet, bundet (solo per alcuni verbi forti esiste una forma attributiva in -en: bunden, falden). Nelle altre lingue germaniche non esiste alcuna distinzione, a parte naturalmente la declinazione del participio attributivo in alcune di esse: ted. geliebte Frau : diese Frau hat mich geliebt; gefallenes Haus : das Haus ist gefallen; inglese loved friends : she has loved me, fallen leaves : theyve fallen on the roof ecc.)

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In pratica il supino presenta le seguenti terminazioni: 1. -a Corrisponde ai participi preteriti con terminazione in -aur: hann hefur elska, kalla, ola, tra 2. -t Corrisponde ai participi preteriti con terminazione in -ur, -dur, -tur: hann hefur heyrt, spurt, fylgt, bent, lukt, blakt, lst 3. - Corrisponde ai participi preteriti in -ur preceduti da vocale: hann hefur n, r, skr, glj 4. -i Corrisponde ai participi preteriti in -inn: hann hefur tali, kni, dvali, gripi, boi, gefi, fari La maggior parte dei verbi intransitivi ha solo il supino (che, quindi, viene tout court definito qui participio passato).
NOTA 26.8 Nellenunciazione dei paradigmi verbali islandesi si tende spesso a preferite il supino, per la sua maggiore frequenza rispetto al participio passato: elska, elskai, elska; telja, tel, taldi, tali; gefa, gef, gaf/gfum, gefi. Nella presente opera, forse un po a scapito delluniformit, abbiamo invece preferito prendere il participio passato come forma rappresentativa e, quando un verbo ne privo, enunciare allora il supino.

Ricordiamo infine che il verbo modale geta 'potere' richiede il verbo principale al supino, non allinfinito: ( errato: eir geta skrifa, heyrt, gefi 'essi possono scrivere, sentire, dare' eir geta *skrifa, *heyra, *gefa; attenzione!)

Anche f pu essere usato con le stesse modalit, ma si tratta di una costruzione principalmente letteraria: ( comunemente: enginn fr gert vi v nessuno ci pu fare nulla enginn getur gert vi v)

Il verbo eiga si usa in questo modo solo in unione con skili, nel significato di meritare, meritarsi, volersela: i eigi gott skili af mr vi meritate i miei ringraziamenti [ lett. vi meritate del bene, una buona cosa da me] a ttu vel skili te la sei voluta

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NOTA 26.9 Data la sua funzione, la migliore definizione per tale forma sarebbe forse 'complemento verbale' (come si usa fare per l'analoga forma verbale del greco moderno derivata da antichi infiniti: 'ho dato'; in greco viene impropriamente ancora detta 'infinito').

26.2.5 LA CONIUGAZIONE PROGRESSIVA In islandese tutti i verbi transitivi ed intransitivi (tranne alcuni esclusi per loro natura, come vera, geta ecc.) possono essere coniugati nella forma progressiva. Tale forma presente, pi o meno costruita allo stesso modo, in un gran numero di lingue (it. io sto scrivendo, spagnolo estoy escribiendo, portoghese europeo estou a escrever [brasiliano estou escrevendo], inglese I am writing, basco irakurtzen naiz, bretone emaon o skriva ecc.). La forma progressiva islandese ha evidenti analogie con quella portoghese europea: si ottiene infatti con il verbo ausiliare vera seguito dall'infinito con a. g er a tala 'sto parlando' (portoghese: estou a falar) ert a fara 'stai andando' ( ests a ir ) hann var a skrifa 'stava scrivendo' (estava a escrever) vi vorum a ganga 'stavamo camminando' ( estvamos a andar) a i su a tala 'che voi stiate parlando' ( estejais a falar ) a eir vru a fara 'che essi stessero andando' ( estivessem a ir ) In islandese, per, come in inglese, tutti i tempi, compresi quelli composti, possono avere la forma progressiva: g hefi veri a tala (ingl. Ive been talking) hafir veri a skrifa (ingl. you had been writing) ef eir hefu veri a skrifa (ingl. if they would have been writing) Non agevole rendere tali forme in italiano; a volte si possono rendere con espressioni del tipo 'andar facendo qcs.' ecc.; i tempi composti della coniugazione progressiva possono avere inoltre un senso volitivo ('intendere', 'avere intenzione' ecc.). Alcuni esempi per chiarire meglio il problema: lknirinn hefur veri a gera tilraunir drum nokkrum, en au struku 'il medico ha voluto fare ( andato facendo, stato impegnato in) delle ricerche su degli animali, ma sono scappati' hn s eftir v, sem hn hafi veri a lofa honum 'si pent di quel che gli era andata promettendo' g ori a veja, a n hefur einhver veri a segja fr v 'scommetto che nessuno finora ne ha mai parlato (= ne mai andato parlando)' Anche nei tempi composti appare comunque chiaro laspetto durativo delle forme con vera a. La coniugazione progressiva pu avere anche un valore iterativo, ovvero pu indicare un'azione ripetuta o usuale. Cos, ad esempio: hann er alltaf a reykja 'sta sempre a fumare, non fa altro che fumare'

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varst a senda mr brf alla dagana 'mi mandavi lettere tutti i giorni In alcuni casi la forma progressiva d al verbo una sfumatura leggermente diversa: reyna 'tentare': hugsa 'pensare' ba 'aspettare' vera a reyna 'star tentando, intendere' vera a hugsa 'avere lintenzione vera a ba 'aspettarsi, sperare'

g er a ba, a i bijist afskunar eim ga manni 'mi aspetto che chiediate scusa a quel brav'uomo' g var a hugsa um a kaupa mr njan hatt 'stavo pensando di comprarmi un cappello nuovo' (Si noti nellultimo esempio che in italiano avviene la stessa cosa: pensare ~ stare pensando). Talvolta la coniugazione progressiva ha valore incoativo: 'stare per', 'essere sul punto': eir eru a sigla til tlanda 'stanno per fare un viaggio all'estero' barni er a vakna 'il bambino sta per svegliarsi' (si sta svegliando anche in it.) stelpan er a f nja kpu 'la ragazza sta per comprarsi (=ha l'intenzione di comprarsi) un cappotto nuovo' L'uso della coniugazione progressiva frequente nelle proposizioni temporali, dove il suo uso non si discosta molto da quello dell'italiano: g var a skrifa brf, egar gestir komu ' stavo scrivendo una lettera quando arrivarono degli ospiti mr lur illa egar lknirinn er a hreinsa mr sr 'sento male quando il medico mi pulisce (sta pulendo) le ferite Anche l'imperativo pu avere la forma progressiva. L imperativo progressivo negativo indica un divieto assoluto o estrema riprovazione, ed quindi assai forte; quello positivo indica invece un comando, un ordine assai brusco, che non ammette replica: vertu ekki a standa hr! 'non stare qui!' (= lvati di torno! togliti dai piedi!) veri i ekki a tala um plitk hrna! 'non parlate (non state a parlare) di politica qui!' vertu ekki a reykja rminu! non (stare a) azzardarti a fumare sul letto! veri i helvti a kaupa sprautu volate a comprare una maledetta siringa!
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vertu a bija afskunar brur num! chiedi immediatamente scusa a tuo fratello! Infine, la coniugazione progressiva usata in diverse espressioni idiomatiche. Si noti il suo uso in esclamazioni violente, imprecazioni e considerazioni varie: ert skollans alltaf a tala um sland! Sigldu anga eitt skipti! 'ma stai sempre a parlare dell'Islanda, cazzo! E vacci una buona volta!' a hefur lti upp sig, a vera a mtmla essu 'non ha molto senso opporsi a questo' 26.2.6 LA CONIUGAZIONE CONCLUSIVA La coniugazione conclusiva (detta resultativ-situative Konjugation da Bruno Kress nella sua Islndische Grammatik) una delle peculiarit della lingua islandese ed il suo uso frequentissimo, soprattutto nella lingua parlata. Una cosa del genere esiste in francese, in espressioni del tipo je viens d'arriver, je venais de partir, vient de paratre stato appena pubblicato, o in spagnolo, acabo de llegar, acababa de llegar, 'sono (appena) arrivato, ero (appena) partito': la coniugazione conclusiva si usa infatti per esprimere qualcosa che appena accaduto oppure che si concluso. La coniugazione conclusiva si forma con l'ausiliare vera unito al participio preterito binn (< ba, qui nel senso di 'approntare', preparare, propr. bast; tilbinn pronto, preparato), che si accorda con il soggetto in genere e numero, e seguito dall'infinito con a del verbo principale. In italiano si possono usare vari tipi di espressioni (spesso con avverbi come appena, gi oppure con aver finito di [fare], avere finito [con qcs.], essere pronto [con] ecc.): g er binn a skrifa brf 'ho (appena) scritto una lettera'; ho (appena, gi) finito di scrivere una lettera je viens d crire une lettre) acabo de escribir una carta) ertu bin a lesa bk essa? hai (appena, gi) letto quel libro? 'hai finito di leggere questo libro? hai finito con quel libro? 1. viens-tu de lire ce livre? 2. as-tu (dj) termin de lire ce livre?) 1. acabas de leer este libro? 2. ya acabaste de leer este libro?) barni er bi a bora rjmasinn sinn 'il bambino ha finito di mangiare il suo gelato' lenfant vient de manger sa glce) el nio acaba de comer su helado) vi erum bnir a skrifa honum brf 'gli abbiamo (appena, gi) scritto una lettera abbiamo finito di scrivergli una lettera 1. nous venons de lui crire une lettre; 2. nous lui avons crit une lettre) 1. acabamos de escribirle una carta; 2. le hemos escribido una carta) au eru bin a bora 'hanno (appena, gi) mangiato, hanno (appena) finito di mangiare'
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( francese: ( spagnolo: 1. 2. ( francese: ( spagnolo:

( francese: ( spagnolo: 1. 2. ( francese: ( spagnolo:

( francese: ( spagnolo:

ils ont dj mang, ils viennent de manger) acaban de comer; ya comieron).

Dagli esempi proposti appare comunque chiaro il senso perfettivo di tali forme, nonostante gli svariati modi per renderle, sia in italiano che in francese e spagnolo (ed in ogni lingua; il latino, ad esempio, userebbe qui semplicemente il perfetto indicativo). Le forme conclusive sono frequentissime nelle cd. domande retoriche, sia positive che negative: ertu bin a gleyma v, sem lofair mr gr? 'ti sei gi scordata di quello che mi hai promesso ieri?' er hann ekki binn a segja, a Njrur s gyja hj Tactsi? ma non ha appena detto che Njrur una dea in Tacito? Tale uso frequente anche nelle corrispondenti dichiarative: mr finnst, a srt bin a gleyma v, sem lofair mr gr 'mi sembra che tu ti sia gi scordata di quello che mi hai promesso ieri'. In teoria, anche la coniugazione conclusiva potrebbe essere usata nei tempi composti; in realt, essa si ha quasi esclusivamente con i tempi semplici dell'indicativo e del congiuntivo (presente e preterito) e con l'infinito. Altre forme non sono comuni.
(presente indicativo)

stlkurnar eru bnar a skrifa brf 'le ragazze hanno appena/gi scritto una lettera egar verkalsleitogarnir voru bnir a tala vi verkamnnunum, geru eir um almennt verkfall quando i leader sindacali ebbero finito di parlare con gli operai, decisero uno sciopero generale 'mi sembra che il bambino abbia (appena) rotto qualcosa'

(preterito indicativo)

(presente congiuntivo) mr finnst, a barni s bi a brjta nokku

(preterito congiuntivo) a verkalsleitogarnir vru bnir a tala vi verkamnnum, fru

eir ekki a gera um almennt verkfall sebbene i leader sindacali avessero (gi) finito di parlare con gli operai, (ancora) non avevano intenzione di decidere uno sciopero generale (infinito) a er gott a vera binn a standast prfi ' bene avere gi sostenuto l'esame'

La coniugazione conclusiva pu essere usata impersonalmente, come si pu osservare dagli esempi che seguono: a er bi a gera eitthva 'si gi/appena fatto qualcosa' a er bi a kveikja llum hsum 'si gi/appena accesa la luce in tutte le case' 'la luce gi/appena stata accesa in tutte le case'
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27. VENTISETTESIMA LEZIONE TUTTUGASTA OG SJUNDA LEXAN


27.2.1 USO DEI CASI (3. Continuazione) c. Dativo

Dativo strumentale. Lindeuropeo (e tuttora alcune lingue indeuropee antiche e moderne, come il sanscrito e le lingue balto-slave) possedeva il caso strumentale, distinto dagli altri, che indica il mezzo o lo strumento: russo: ceco: polacco: croato: lituano: scrivere con una penna pst perem pisa pirem pisati perom rayti plunksn

In latino ed in greco tale caso scomparso o, venendo a coincidere formalmente con un altro caso, stato da questo assorbito (lasciando per delle tracce, come ad es., in latino, la terminazione -e di molti avverbi di modo). Lo strumentale confluito in latino nellablativo, in greco classico nel dativo; cos anche, generalmente, nelle lingue germaniche storiche (tranne che nelle fasi pi antiche dellalto e basso tedesco, dove ancora si trova uno strumentale distinto dagli altri casi). La progressiva eliminazione dei casi ed il passaggio delle lingue germaniche da lingue sintetiche (> declinazione) a analitiche (> espressione delle funzioni logiche del sostantivo mediante preposizioni) ha fatto ovviamente scomparire anche il dativo (tranne che dal tedesco); anche lislandese, che ha mantenuto pienamente la propria struttura sintetica, esprime generalmente il complemento di mezzo e strumento mediante preposizioni, generalmente me + dativo (ted. mit + dativo): skrifa me penna reikna me vasatlvu calcolare con una calcolatrice tascabile Ciononostante, in islandese il caso dativo esprime ancora comunemente il complemento di mezzo e strumento senza alcuna preposizione, ma a condizione che esso sia distinto dagli altri casi mediante una terminazione: ekja ak hlmi, torfi rivestire il tetto di (con) paglia, erba ba staf silfri rivestire un bastone dargento tjalda veg flggum imbandierare una strada (= ornare una strada con
bandiere)

leggja skip mlmynnum rinforzare una nave con lastre di metallo setja gullkaleik gimsteinum rivestire un calice doro di pietre preziose
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vefja barn veifum fasciare un bambino (= arrotolare un bambino con


fasce)

kla sig njum ftum vestirsi con dei vestiti nuovi gyra sig sveri cingersi con (di) una spada Beninteso, tutte tali espressioni possono esprimersi mediante una preposizione; ci accade obbligatoriamente quando il dativo non distinto morfologicamente da altri casi: ekja ak me hlmi ba staf me silfri tjalda veg me flggum leggja skip me mlmynnum kla sig njum ftum hann bari mig hfi me bk (non *bk) mi colp in testa con un libro, mi batt un libro in testa reikna me vasatlvu (non *vasatlvu) fare calcoli con una calcolatrice tascabile Se per il sostantivo specificato mediante un aggettivo (che possiede sempre terminazioni distinte per il dativo), si pu avere il dativo strumentale: hann bari mig hfi strri bk mi colp in testa con un grosso libro reikna japanskri vasatlvu fare calcoli con una calcolatrice tascabile giapponese Il dativo strumentale si usa spesso in unione con dei participi passati (it. ricoperto di neve, coperto dacqua ecc.). In tale caso, generalmente, esso precede il participio: snvi akinn ricoperto di neve galli blandinn amareggiato (lett. mischiato con bile) viti borinn ragionevole, giudizioso (lett. nato con giudizio) skgi vaxinn boscoso, ricoperto di boschi bli stokkinn schizzato di sangue grasi grinn erboso, ricoperto derba bjartsni gddur provvisto di ottimismo Il dativo strumentale si trova anche in dipendenza di molti verbi che esprimono le funzioni naturali di parti del corpo, strumenti, attrezzi e cose in generale. Il dativo esprime appunto il tipo di funzione esercitata; spesso, comunque (come in it.), si tratta di espressioni pleonastiche. taka e-n hndum prendere, afferrare qcn. (con le mani) ausa e-n vatni bagnare qcn. (con acqua) kalla hrri rddu chiamare a alta voce sl hnefanum bori battere i pugni sul tavolo (= sul tavolo con il
pugno)

berja e-n hnefum cazzottare qcn. (= colpire qcn. coi pugni)


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aka blnum guidare lauto (lett. con lauto) heita ru nafni avere un secondo nome (= chiamarsi con un altro
nome)

Dativo di limitazione. In poche espressioni fissate dalluso, il dativo esprime un complemento di limitazione: bjartur yfirlitum , lett. chiaro allaspetto = biondo; di carnagione chiara vera mikill vexti, lett. grande di crescita = alto, di alta statura frur snum, lett. grazioso alla vista = carino, grazioso vera vel skapi farinn avere un temperamento tranquillo Dativo direzionale. Si tratta di un uso idiomatico del dativo limitato allespressione degli indirizzi postali. La strada, la citt, la localit e la provincia vengono messi tutti al dativo (ma il destinatario e la nazione rimangono al nominativo). Due modelli di buste islandesi:

Hr. Jn Jnsson
Laugavegi, 42 REYKJAVK (sland)

Fr. ra Valdimarsdttir
Hafnargtu 6 STYKKISHLMI (Snfellsnessslu) SLAND

Dativo comparativo. Il dativo esprime spesso il secondo termine di paragone in presenza di un aggettivo o di un avverbio comparativo; in tal caso spesso accompagnato da allur, hver, flestur. Dal punto di vista logico si tratta di un dativo di natura ablativa ( il pi alto di tutti = di fra tutti, cfr. luso della prep. latina e, ex):

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hann er llum mnnum meiri og sterkari pi grande e forte di tutti (gli uomini) [= di fra tutti gli uomini] hn var hverri stlku frari era la pi carina di tutte [lett. la pi carina fra ogni ragazza] frg hans st utar og ofar mannlegum samskiptum la sua fama era ben al di sopra del normale [lett. era pi fuori e pi sopra di fra le misure umane] framar llum vonum al di l di ogni speranza Dativo di distanza (o elativo). Anche questo tipo di dativo si trova in presenza di aggettivi ed avverbi comparativi, ma, dal punto di vista logico, non deve essere confuso con il dativo comparativo, trattandosi invece di una forma di dativo strumentale (pi vecchio di ventanni = mediante venti anni): hn var tuttugu rum eldri en fair minn [fur mnum] era pi vecchia di ventanni di mio padre aveva ventanni pi di mio padre [con ventanni] tveimur dgum sar var allt tilbi due giorni dopo tutto era pronto nokkrum dgum seinna alcuni giorni pi tardi, qualche giorno dopo tveim vikum ur due settimane prima Sono formalmente dei dativi (neutri singolari) di distanza anche avverbi come miklu molto, litlu poco, llu in tutto, complessivamente, hlfu il [del] doppio, che si usano per specificare dei comparativi: fir eru llu fljtari a greia skatta, en pochi sono complessivamente pi veloci di te a pagare le tasse etta lestarvagn er hlfu yngri en bll questo furgone pesa il doppio di unautomobile [ il doppio pi pesante, pesa due volte tanto] miklu betri, fljtari, yngri, fallegri, strri molto migliore, molto pi veloce, giovane, bello, grande

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Dativo di vantaggio e svantaggio. Questa antica valenza del dativo (il dativus commodi e incommodi del latino) presente in certa misura anche in islandese: a. In espressioni (dove il dativo a volte pleonastico) proprie della sfera familiare e affettiva: svo drakk han sr kaffi e cos si bevve un caff au ttu sr eina dttur avevano [per s] una sola figlia vi skulum fara okkur seint dobbiamo prendercela con calma b. In sostituzione di aggettivi possessivi, specialmente con parti del corpo: g tk stafinn hnd mr presi il bastone in mano setja hatt hfu sr mettersi il cappello in testa hn s ekki augu honum non gli guardava negli occhi hann leit ekki augu hennar non le guardava negli occhi hn gekk vi hli honum til dyra lo accompagn alla porta [al suo fianco] c. In sostituzione di un genitivo attributivo in espressioni contenenti til + un nomen actionis deverbale (poich til regge il genitivo, si evita a questo modo il susseguirsi di due genitivi): til lkningar skuldinni [skuldarinnar] a quietanza del debito til varnar landheginni a difesa delle acque territoriali til undirbnings fundinum in preparazione del meeting til lausnar kennaraskortinum a rimedio della carenza dinsegnanti til vibtar fyrri frttum ad integrazione di notizie precedenti essu til stafestingar a conferma di ci 27.2.2 PREPOSIZIONI CON IL DATIVO E ACCUSATIVO Le seguenti preposizioni: fyrir undir yfir eftir me vi 'su, sopra' 'in' 'per; prima' 'sotto; durante' 'sopra, su' 'dopo' 'con' 'presso; verso, contro'

hanno la caratteristica di reggere, a seconda delle loro varie connotazioni e sfumature, il dativo oppure l'accusativo. Nelle preposizioni che indicano relazioni locali l'uso del dativo presuppone un'idea statica (stato in luogo), mentre quello dell'accusativo presuppone un'idea dinamica (moto a luogo).

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NOTA 27.1 La situazione perfettamente identica a quella che si ha nelle lingue classiche ed in altre lingue moderne: Latino: Greco: Tedesco: in medio (abl.) stat virtus 'la virt sta nel mezzo' in oenopolium (acc.) iniit 'entr nell'osteria' 'abito presso il mare' (dat.) 'Ciro mont a cavallo' (acc.) Die Kleider sind im Wscheschrank 'i vestiti sono nell'armadio della biancheria' (dat.) die Mnner gingen ins Gebirge 'gli uomini andavano in montagna' (acc.) 'studia in un istituto' (prepositivo locativo) essere ammesso in un istituto' (accusativo)

Russo:

27.2.3 In genere, indica una sovrapposizione con contatto (cfr. ingl. on, ted. an, sved. dan. norv. p < opp-; gotico ana, greco ): (dativo = stato) (accusativo = moto) (dativo) (accusativo) lampinn er borinu 'la lampada sul tavolo' g legg lampann bori 'metto la lampada sul tavolo' bkin liggur rminu 'il libro (=sta, giace) sul letto' lagir bkina rmi 'hai messo il libro sul letto'

Talvolta pu indicare una relazione locale non di sovrapposizione, ma di generico stato o moto: (dativo) (accusativo) g bj hteli 'abitavo in un albergo' g fr htel 'sono andato in un albergo'

si usa anche per esprimere una relazione temporale. In tale caso il dativo indica una quantit di tempo, una misura, la durata oppure un riferimento cronologico vago, senza alcuna ripetizione: allt skei einu andartaki 'tutto accadde in un attimo' konurnar beita bji tuttugu mntum 'le donne sanno gettarti un sacco di ami in venti minuti' herbergi kostar fimm hundru krnur mnui 'la stanza costa 500 corone al mese' Si noti: mijum vetri, sumri seinni tmum eim tma 'a mezz'inverno, a mezz'estate' 'negli ultimi tempi' 'a quel tempo'
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haustkvldum essu ri strsrunum jlunum fimmtu ld[inni]

'nelle sere d'autunno' 'quest'anno' 'durante la guerra, in tempo di guerra' 'per Natale' 'nel V secolo'

fimmtu ldinni var sland str, bygg eyja 'nel V secolo l'Islanda era una grande isola disabitata' strsrunum var sland hernumi 'durante la guerra l'Islanda fu occupata' eim tma var Halldr Laxness kommnisti 'a quel tempo Halldr Laxness era comunista' L'accusativo indica invece un riferimento cronologico certo, determinato; se il sostantivo al plurale si ha una connotazione iterativa (di ripetizione regolare e costante): fermingardaginn jlanttina sjlfan hvtasunnudag pskadagsmorgun tvisvar dag morgun morgnana kvldin vorin sumrin haustin veturna 'nel giorno della Cresima' '(nel)la notte di Natale' 'proprio la Domenica di Pentecoste' 'la mattina di Pasqua' 'due volte al giorno' 'la mattina, di mattina' 'tutte le mattine' 'tutte le sere' 'in primavera = ogni primavera' 'd'estate = ogni estate' dautunno = ogni autunno dinverno = ogni inverno

fermingadaginn var g me blum jakka og hvtri skyrtu 'nel giorno della Cresima indossavo una giacca blu ed una camicia bianca' ein pilla tvisvar dag 'una pillola due volte al giorno' sumrin skn minturslin slandi og llum Norurlndum 'in estate (tutte le estati) il sole di mezzanotte splende in Islanda ed in tutti i paesi Nordici' + dativo serve ad esprimere il possesso inalienabile di parti esterne del corpo. Tale funzione attributiva estesa anche ad espressioni di diversa natura: skeggi pabba er grtt 'la barba del babbo grigia' andliti Mona-Lsu er leyndardmsfullt 'il volto della Gioconda misterioso' fturnir r eru sktugir 'i tuoi piedi sono sporchi = hai i piedi sporchi'

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geysistru hendurnar bndanum 'le enormi mani del contadino Si noti anche: mr er kalt hndunum 'ho freddo alle mani = ho le mani fredde' mr er heitt ftunum 'ho caldo ai piedi = ho i piedi caldi' Espressioni attributive di diversa natura: dyrnar hsinu eru opnar 'la porta della casa aperta' nafni stelpunni er Oddn Gsladttir 'il nome della ragazza Oddn Gsladttir' hvlka kynlega r spilunum! 'che strana disposizione delle carte!' si usa con entrambi i casi in dipendenza da molti verbi ed in espressioni modali (avverbiali). Anche qui si tenga presente la contrapposizione usale dativo = stato / accusativo = moto. (Dativo) g er byrjaur lestrinum 'ho cominciato (con) la lezione' tta sig umhverfinu 'adattarsi all'ambiente' halda pakka 'tenere un pacchetto in mano' n sr niri andstingi snum 'vendicarsi di (su) un proprio rivale' vera fer 'essere in viaggio' allt er floti 'ogni cosa a galla (= evidente)' maur mijum aldri 'un uomo di mezza et' fjrum ftum 'a quattro zampe' mr var sagt eitthva erlendri tungu 'mi fu detto qualcosa in una lingua straniera' Dall'ultimo esempio proposto si evince l'uso di coi nomi di lingue: slensku, tlsku, dnsku, ensku, sku, snslu, spnsku, rssnesku, frnsku, knversku, japnsku, basksku, bresku 'in islandese, italiano, danese, inglese, tedesco, svedese, spagnolo, russo, francese, cinese, giapponese, basco, bretone

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hva er 'bor' tlsku? 'come si dice bor in italiano (tavolo) eitt par slenskir rithfundar ritai dnsku qualche scrittore islandese scriveva in danese Alan Stivell og Gilles Servat syngja frnsku og bresku Alan Stivell e Gilles Servat cantano in francese e in bretone + dativo pu esprimere una relazione oggettiva: hugi fuglum 'interesse per gli uccelli' hafa stjrn hndunum 'avere il controllo delle (proprie) mani' sningar bruleikjum 'rappresentazioni di marionette' La stessa connotazione ha pi spesso + accusativo: horfa myndina, sjnvarpi 'guardare la foto (il film), la TV' hlusta sng 'ascoltare una canzone' minna tilvist sna 'ripensare alla propria esistenza' kalla lgregluna 'chiamare la polizia' komast snoir um e- 'arrivare sulle tracce di qcn., di qcs.' konan er komin sjtta tuginn 'la signora arrivata alla settantina' ennan htt 'in questo modo' viunandi htt 'in modo appropriato' dansleik 'a passo di danza, ballando' minn kostna 'a mie spese' eigin reikning 'a proprie spese' beit 'al pascolo' njan leik 'di nuovo, ancora' allar fyrirskipanir eru einn veg 'tutti gli ordini sono uguali fra di loro' rsinn forsetann 'l'attentato al presidente' hinn boginn 'd'altra parte' In dipendenza da sostantivi ed aggettivi, + accusativo esprime l'aspetto esterno (si tratta, quindi, di un complemento di limitazione):

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mealmaur h 'uomo di statura media' (= 'uomo medio quanto a statura') hann var undrandi svipinn 'fece una faccia meravigliata' (= 'divenne meravigliato in viso') etta er rammt bragi 'sa di amaro, ha un sapore amaro' (= ' amaro quanto a sapore') a er hundrakall extra hverju flsku 'ci sono un centinaio di corone extra per (su) ogni bottiglia' si usa con molti nomi geografici. I criteri per l'uso di e (v. anche 27.2.4) non sono chiari, e spesso si seguono usi locali. In generale, per, si pu dire che si usa coi toponimi che sono sentiti come superfici. In particolare, comunque, l'uso di prevale: 1. Coi nomi di nazioni ed isole composti con -land 'terra': slandi, Bretlandi, Englandi, Grnlandi, skalandi 'in Islanda, Gran Bretagna, Inghilterra, Groenlandia, Germania' 2. Coi toponimi composti con -bl 'fattoria, corte', -eyri 'lingua sabbiosa, istmo', -hjalli 'gradone, spuntone di roccia', -npur 'erta', -staur, -stair 'luogo, posto', -vllur, -vellir 'campo, -i', -nes 'promontorio, punta', -foss 'cascata', -hraun 'distesa di lava': Aalbli 'a Aalbl' ('Fattoria Principale') Akureyri 'a Akureyri' ('Lingua sabbiosa dei Campi') Vatnahjalla 'a Vatnahjalli' ('Spuntone delle Acque') Dalsnpi 'a Dalsnpur' ('Erta della Valle') Egilsstum 'a Egilsstair' ('Posto di Egill') ingvllum 'a ingvellir' ('Campi dell' Alingi') Akranesi 'a Akranes' ('Promontorio dei Campi') Dettifoss 'sulla Dettifoss' ('Cascata che cade') ahrauni 'sull' ahraun' ('Campo di lava dei Criminali') 3. Con toponimi di varia natura: Spni talu Kpur Heimaey Hsavk Siglufiri Vopnafiri 27.2.4 Il senso generale di questa preposizione lo stato in un interno, se usata con il dativo, oppure il moto verso un interno, se usata con l'accusativo (ted., ing. in, lat. in, gr. en). L'interno pu essere reale o figurato: (dativo= stato) vera um bor skipi 'essere a bordo di (= in) una nave' (accusativo = moto) fara um bor skip 'salire a bordo di (=in) una nave'
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'in Spagna' 'in Italia' 'a Cipro' 'a Heimaey' 'a Hsavk' 'a Siglufjrur' 'a Vopnafjrur'

(dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo)

brf umslagi 'lettera imbustata' (= in una busta) lata brf umslag 'imbustare una lettera' (= metterla in una busta) vinur minn bj gmlu hsi 'il mio amico abitava in una vecchia casa' vinur minn fr inn gamalt hs 'il mio amico entr in una vecchia casa' essari bk er tala um fyrsta heimsstri 'in questo libro si parla della prima guerra mondiale' g leit Morgunblai 'ho dato un'occhiata al Morgunblai'

Al di fuori degli spazi interni reali e figurati, si usa: a. In presenza di spazi esterni non ben delimitati (aria, acqua, ecc.): gu vetri leika strkarnir sr ti garinu 'col tempo buono (=nel tempo buono) i ragazzi giocano fuori in giardino' strkarnir fara t ga veri 'i ragazzi escono fuori col (= nel) tempo buono' fiskarnir sjnum geta ekki tala 'i pesci nel mare non possono parlare' g steypti mr sjinn 'mi buttai in mare'

(dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo) b.

In presenza di spazi delimitati ed anche superfici, sempre che siano delimitate: vera skogi, dalnum, borginni, bnum 'essere nel bosco, nella valle, in citt, alla fattoria' fara t skog, dalinn, borgina, binn 'uscire nel bosco, nella valle, in citt, in fattoria'

(dativo) (accusativo) c.

In presenza di gruppi di persone (associazioni, partiti politici ecc.) g r flagi 'sono in compagnia' g fer t flag 'esco in compagnia' vera Hjlprishernum 'essere (=militare) nell'Esercito della Salvezza' fara Hjlprisherinn 'entrare nell'Esercito della Salvezza'

(dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo) d.

In presenza di circostanze e situazioni: maurinn var drepinn svefni 'l'uomo fu ucciso nel sonno' maurinn fell svefn og var drepinn 'l'uomo si addorment (=cadde nel sonno) e fu ucciso' eir hafa tlf menn vinnu 'hanno dodici uomini a lavorare (= al lavoro)' eir tku tlf menn vinnu 'presero dodici uomini a lavorare (= al lavoro)' varmaurinn sagi hershfingjanum, a llu vri lagi 'il generale disse alla sentinella che tutto era stato messo in ordine' hershfinginn sagi varmanninum, a llu vri kippt lag
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(dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo)

'il generale disse alla sentinella che tutto era stato messo in ordine'

e.

In presenza di testi scritti, lingue, mass-media, scienze: kaptuli nju skldsgunni 'un capitolo nella nuova storia della poesia' glugga auglsingar 'guardare negli annunci economici' kennari tlsku 'insegnante d'italiano' kennslubk ntma slensku corso di islandese moderno vitna laxdlahfund 'citare dall'autore della Laxdlasaga' (= lett. 'basare la testimonianza sull'autore della L.') embttisprf heimspeki 'esame di laurea in filosofia' fylla eyurnar 'riempire (=emendare) le lacune (di un testo)'

(dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo) (dativo) (accusativo)

si usa anche con una connotazione temporale (spec. in espr. avverbiali che indicano la durata o comunque un riferimento cronologico). Tali espressioni sono per lo pi costruite con l'accusativo, ma non mancano esempi col dativo. a. accusativo: allan dag heilt r ann tma eitt skipti (fyrir ll) dag gr ntt kvld morgun vor r fyrstu bili vikunni framtinni einni svipan '(per) tutto il giorno' '(per) tutto l'anno' 'a quel tempo' 'una volta per tutte' 'oggi' 'ieri' 'stanotte' 'stasera' 'stamani, stamattina' 'in (questa) primavera' 'quest'anno' 'in primo luogo, in primis' 'per ora' 'la settimana scorsa' 'in futuro' 'in un baleno'

b. dativo:

con valore avverbiale-modale regge esclusivamente il dativo, cos come quando ha valore limitativo ('quanto a, riguardo a' ecc.): blva htt og hlji rlta hgum snum borga peningum, fru samrm vi e- gu skni aalatrium Valore limitativo: 'maledire ad alta voce' (lett. 'altamente e nel suono') 'cavarsela bene, a proprio agio' 'pagare in moneta, in contanti' 'in conformit con qcs.' 'con buone intenzioni' 'in sostanza'

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hann er smamaur hvivetna ' un galantuiomo sotto ogni aspetto'

hn er lk mr vexti ' uguale a me quanto a sviluppo' kynlegur er httum 'ha uno strano comportamento' (lett. ' strano quanto a comportamento') frjlslegur framgangsmta 'libero nel modo di agire' haldssamur sguskoun 'conservatore nel modo di concepire la storia' si usa anche con molti toponimi (per alcuni esistono fluttuazioni con , v. 27.2.3). Ribadendo che non ci sono regole precise per determinare l'uso delle due preposizioni, si pu dire che: a. usata con molti toponimi primari (non composti, n derivati): Portgal, Kreu, Moskvu, Flrens, Berln, Lundnum, Stokkhlmi 'in Portogallo, in Corea, a Mosca, a Firenze, a Berlino, a Londra, a Stoccolma' b. Con molti toponimi composti. prevale nei composti con -ssla 'regione, dipartimento', hra 'provincia, circondario', -ey, -eyjar 'isola, arcipelago', -holt 'zona boscosa, foresta', mentre nei composti con -vk 'baia', -nes 'promontorio, punta' e -fjrur 'fiordo' esistono fluttuazioni locali con : _