Sei sulla pagina 1di 163

Marina Cometta

Luso della magia nel mondo


germanico
Corso di Filologia Germanica
Unit B e C

A.A. 2013/2014
EDIZIONI UNICOPLI

Unit didattica B

La magia Unit B

Cenni sulle pratiche magiche presso le popolazioni


germaniche
Di per s la magia ha o aveva una funzione sociale nella vita
quotidiana. In linea di principio, ognuno in grado di esercitare
magia, se conosce le giuste parole e il rito eventualmente ad
esse connesso. Nellesercizio della magia infatti essenziale
prima di tutto pronunciare correttamente la formula appropriata
che per spesso deve essere accompagnata da determinati
mezzi, azioni riti, gesti e cos via1.
Un primo fondamentale aspetto della magia la concezione
simpatetica che presuppone che uomo e Natura siano
sostanzialmente identici e che tutto sia interconnesso, di
conseguenza agendo in un certo modo o su di un certo oggetto
si pu ottenere per analogia lo stesso effetto sulla cosa o
persona desiderata. Daltra parte la pratica magica presuppone
anche la capacit di padroneggiare quella forza misteriosa che
presiede al cosmo e che conferisce potere2.
Come documenta la scelta di formule proposte nel presente
corso, presso le popolazioni germaniche che ricavavano il
proprio sostentamento dallagricoltura, lazione magica si
rivolgeva primariamente alla preservazione della fertilit dei
campi o del benessere degli animali.
La documentazione anglosassone
Spesso le formule degli incantesimi si trovano annotate in
manoscritti sparsi. Documenti eccezionali sono per alcuni
testi di medicina anglosassoni che annotano, accanto a vere e
proprie ricette, una serie di formule collegabili con pratiche
1

Sullutilizzo magico delle rune si veda lunit C.


Troveremo spesso questo concetto nelle formule oggetto del corso, nelle
lingue germaniche esso viene espresso da quella radice da cui derivano i
verbi moderni ingl. may, ted. mag, scand. m.
2

Marina Cometta

magiche. Peraltro difficile separare nettamente i contenuti


strettamente razionali-scientifici da elementi magico-rituali.
Sapere empirico e preghiere o incantesimi si fondono o si
alternano costantemente. Quattro sono le raccolte principali
giunte sino a noi, tutte dedicate alla cura mediante le erbe:
 il Lcboc (libro medico) di Bald
 il Lacnunga (medicamenti)
 il Peri Didaxeon (sulla scuola di medicina)
 lo Herbarium Apuleii (erbario di Apuleio) completato da
un trattato sulla betonica, unerba molto usata ai tempi3, e
da alcune ricette tratte dallo Pseudo Dioscoride.
Si voluto vedere in questi testi la corruzione finale della
medicina classica che diviene superstizione. stato pure
supposto che essi non fossero destinati ai medici anglosassoni
ma fossero puri esercizi di copiatura, affermazione suffragata
dal fatto che nei lunghi elenchi di piante officinali figurano
anche piante che crescono solo nellarea meridionale del
Mediterraneo. Va tuttavia sottolineato che a un esame pi
attento essi mostrano di perpetuare la tradizione classica con
unaccuratezza straordinaria. Inoltre stato accertato che il loro
uso si protrasse per diversi secoli e che alcune ricette si sono
dimostrate efficaci. Per altro il clima dellInghilterra medievale
era notevolmente mite e sarebbe stato possibile coltivare
nellarea protetta del chiostro monastico anche quelle erbe che
solitamente richiedono temperature mediterranee.
Il manuale pi antico il Lcboc di Bald. Si tratta di tre
volumi cos denominati perch un colophon4 posto alla fine del
II libro afferma che il medico Bald ne il proprietario. Lunico
3

Cfr. la dispensa dei testi.


Con colophon si designa unannotazione posta allinizio o alla fine di un
testo riportante quelle informazioni che vengono ritenute importanti per la
sua attribuzione a un estensore, stampatore o proprietario.
4

La magia Unit B

testimone di questopera datato alla met del X secolo, ma


molto probabile che la raccolta del materiale riportato sia
avvenuta poco meno di un secolo prima sotto re Alfredo. Infatti
verso la fine del II libro si trovano diverse ricette di cui si
afferma che siano state trasmesse a re Alfredo su ordine del
Patriarca di Gerusalemme, Elia. Elia stato Patriarca di
Gerusalemme dal 879 al 907 e fonti contemporanee attestano
uno scambio di doni e probabilmente anche di informazioni tra
i due personaggi.
La struttura di questo testo, sicuramente pensato per un uso
pratico, composita e tuttavia mostra un buon ordine:
 I libro: i primi 30 capitoli sono prescrizioni per la cura di
infezioni del corpo sistemate in ordine decrescente dalla
testa ai piedi. Seguono diversi rimedi di vario genere.
 II libro: il tenore pi dotto, descrive i sintomi e le relative
diagnosi di mali interni con le corrispondenti cure.
 III libro: riprende in gran parte il primo, ma riporta anche
numerosi incantesimi e invocazioni cristiane.
Anche il Lacnunga tradito in un unico manoscritto (Britsh
Museum, MS Harley 585) della met dellXI secolo. Oltre a
contenere alcuni passi paralleli a quelli del Lcboc, questo
testo una miscellanea di ca. 200 ricette, rimedi e incantesimi
provenienti da fonti greche, romane, bizantine, celtiche e
tedesche, distanziandosi molto di pi del primo dai modelli
classici.
Il Lacnunga un chiaro esempio dei quattro fattori che
secondo le concezioni germaniche sono la causa della
malattia5:
 veleni aleggianti nellaria
 i nove esseri malvagi
 il verme
5

Si vedano come esempi diverse formule proposte nel corso.

Marina Cometta

 il colpo degli elfi


Spesso intriso di concezioni magiche o comunque legate al
soprannaturale, esso trasmette alcuni dei pi famosi
incantesimi in versi.
Il manoscritto del Peri Didaxeon (British Museum, Harley MS
6258 B) data probabilmente agli anni intorno al 1200, tanto che
si discute se considerare la sua veste linguistica ancora tardo
sassone occidentale o gi middle english. Rappresenta laspetto
pi razionale della medicina anglosassone e anche se basato
sulle stesse fonti del Lcboc, ne utilizza parti differenti.
Infine la versione anglosassone dello Pseudo Apuleio ci
pervenuta i quattro manoscritti tra cui il Cotton Vitellius C. iii,
magnificamente miniato, generalmente datato a poco dopo il
1050. Il testo in genere noto col nome di erbario
anglosassone e contiene la descrizione di 132 piante a cui se ne
aggiungono altre 33 dallo Pseudo Dioscoride. Alla descrizione
delle singole piante seguono i loro diversi usi in medicina.6
Le formule semplici7
Come si diceva pi sopra, elemento fondante la pratica magica
la parola in s che, se pronunciata in modo adeguato
talvolta sufficiente per ottenere il risultato voluto (Wi
wennum). In altri casi, quando linflusso del Cristianesimo si fa
sentire, lingiunzione fatta al male o alla sua causa viene
rafforzata dalla recitazione di una preghiera, che perde per la
sua valenza religiosa per divenire anchessa parola legata a una
potenza trascendente (Pro nessia, Contra vermes). A queste
6

Unultima parte del ms. contiene brani tratti dalla Medicina de


Quadrupedibis, in cui si espongono alcuni medicamenti che utilizzano gli
animali.
7
Qui come nelle prossime sezioni viene citato tra parentesi il titolo della
formula riportata nella dispensa dei testi, che verr poi analizzata.

La magia Unit B

componenti essenziali possono poi aggiungersi alcuni semplici


gesti o, eventualmente lindicazione di una semplice ricetta
(Wi wyrm, Wi ymbe).
Wi wennum
Questa formula, tradita nel Lacnunga, strutturata su tre
procedimenti caratteristici che ritroveremo anche in altri
incantesimi. Innanzi tutto si chiama il male per nome,
pronunciandolo due volte e quindi raggiungendo il numero
perfetto di tre e contemporaneamente coinvolgendo anche la
cisti piccola; vale a dire linfezione viene colta nella sua
totalit, in modo che nemmeno una sua piccola parte possa
sfuggire allo scongiuro. Il male deve poi venire allontanato dal
malato. Qui gli si vuole impedire di insediarsi nel corpo e gli si
ordina di recarsi lontano, significativamente su di una collina
che per la sua forma ricorda una cisti, tanto che definita suo
fratello. Dopo un verso (5) dove si accenna a una non meglio
definita pratica magica, inizia il secondo scongiuro in cui
dapprima si ordina alla ciste di svanire sotto due animali
emblematici quali laquila e il lupo, quindi lincantesimo adotta
la seconda strategia, quella di ordinare al male di divenire
sempre pi piccolo fino a sparire. Lefficacia del comando
ottenuta con una serie di passi che accennano a cose sempre
pi piccole sino allannientamento.
wenne, wennichen (v. 1)
ciste, cistina
etimologia: il termine (ingl. wen) attestato solo nellarea del
Mare del Nord e risale forse a una forma germanica *wanj.
Lesito ags. presenta quindi la geminazione germ. occ. e la
metafonia sulla vocale radicale. Dal grado zero della radice ie.
*u n; -> germ. *wun- con un ampliamento in dentale potrebbe
derivare la designazione per ferita: an. und (con caduta della
9

Marina Cometta

semivocale iniziale) ags. -, ma ingl. wound, as. wunda, aat.


wunta (con regolare indurimento della dentale).
wennichen indica sicuramente una ciste piccola, non chiaro se
si tratti di una formazione con un suffisso diminutivo o di un
composto in cui secondo termine indicherebbe il piccolo, il
pulcino (ingl. chicken).
scealt (vv. 2, 3, 5)
devi
etimologia: II pers. sg. del verbo preterito-presente di IV classe
dovere, la radice verbale attestata, al di fuori del
germanico, solo nelle lingue baltiche <*sku=el-.
got.
an.
ags.
as.
aat.

skal
scal
sceal
skal
skal

skulum
skulom
sculun (sceolon),
skulun
sculum

skulda
skylda
sculda (sceolda)
skolda
scolta

fonetica e morfologia: in ags. il nesso /sk/ si palatalizzato


prima davanti a vocale palatale e poi anche avanti vocale
velare; il nesso ags. /sc-/ viene perci reso con grafia <scea->
e /scu-/ con <sceo->, dove come sempre in nessi palatalizzati
la /u/ si presenta come /o/; la grafia <scu-> sembrerebbe
rendere ancora il nesso non palatalizzato. In an. il preterito
debole presenta una metafonia analogica; as. e aat. hanno il
regolare abbassamento della vocale radicale per la /a/
successiva.
Si ricorda che i preterito-presenti di IV classe presentano
allex-preterito plurale forte con significato di presente, e
quindi anche al preterito debole, il grado zero della radice,
anzich il grado allungato; sembra che questa fosse la
situazione originaria e che la /1/ sia subentrata in seguito solo
10

La magia Unit B

nel paradigma dei verbi normali. Spesso questo verbo veniva


usato nelle lingue germaniche per esprimere lidea del futuro o
di condizionale.
timbrien (v.2)
costruire
etimologia: la forma ags. standard8 timbrian; verbo debole di
II classe, got. timbrjan, an. timbra, as. timbron, aat. zimb(a)rn,
il verbo tratto da una radice nominale germ. *timbr-9, una
forma ampliata della radice ie. *dem-/dom-/dm
; , dal cui grado
/o/ deriva latino domus casa.
fonetica e morfologia: le forme germaniche derivano dal grado
/e/ della radice e presentano regolare innalzamento della vocale
radicale a causa del nesso nasale+consonante seguente. Si noti
in aat. la II mutazione consonantica sulla dentale iniziale.
Mentre il verbo gotico rientra nella prima classe dei verbi
deboli, nella altre lingue il verbo di II classe, si ricorda che in
ags. questa classe presenta il suffisso ampliato in jan- che si
indebolisce a jan.
habben/hauest (vv. 2, 4)
avere, hai
etimologia: forme standard: habban hafast; got. haban, an.
hafa, ags. habban, as hebbjan, aat. habn germ. *hagn-; la
vicinanza semantica e fonetica col latino habre ha fatto
ipotizzare erroneamente una corradicalit che non possibile
dato che la radice ie. di habre ie. *ghabh- che, per legge di
Grimm, darebbe in germanico **gag- e non *hag-. Molto pi
probabile la derivazione dalla radice verbale ie. *kap-, germ.
8

Questi testi presentano spesso forme ormai tarde, diverse dalla forma
standard. Lanalisi partir dalla forma standard.
9
Cfr. ingl. Timber legname, steccato, ted. Zimmer stanza.

11

Marina Cometta

*haf- prendere, afferare (cfr. lat. capere); *hag-, che si trova


in un rapporto di alternanza grammaticale, esprimerebbe un
significato durativo rispetto a *haf-; tale radice forma nelle
lingue germaniche un verbo forte (primario) *hafian afferrare,
sollevare.
fonetica e morfologia: in an. hafa la fricativa sonora labiale di
germ. *hagn- ha, come sempre, grafia di <f>. Dato che si
tratta di un verbo di III classe debole, le forme as. e ags.
presentano il suffisso ampliato )jan-; questo, contrattosi a
jan-, provoca geminazione e metafonia della vocale radicale,
in ags., tuttavia, la metafonia non si realizza, probabilmente per
tenere distinto questo verbo dal primario *hafjan.
Relativamente alla geminazione, va chiarito che questa si
realizza su germ. /*b
) / e che nella geminazione tale fricativa si
presenta anche in ags. e as. come occlusiva. Nella II per sg.
(hafast) non vi pi la /j/, quindi in assenza della geminazione
la velare conserva il carattere fricativo e, come in an., ha grafia
di <f>.
Relativamente al verbo forte *hafian- si fa presente che
attestato in tutte le lingue germaniche con alcune particolarit.
Le forme nelle varie lingue sono:
got.
an.
ags.
as.
aat.

hafjan
hefja
hebban
hebbian
heffen / heben

hf
hf
hf
hf / hb
huob

hfum
hfom
hfon
hbun
huobum

hafans
hafenn
hafen
haban
(gi)haban

Si tratta di un verbo forte di VI classe che forma il presente col


suffisso ampliato j-an-. Il solo infinito dellan. e del germ.
occidentale presenta perci la metafonia palatale sulla /a/
radicale; nelle tre lingue del germ. occ. si inoltre verificata la
geminazione.
12

La magia Unit B

Il verbo presentava lalternanza grammaticale, quindi ie. /p/ >


germ. /f/ (per legge di Grimm) allinfinito e pret. sg. e ie. /p/ >
germ. /)b/ (per legge di Verner) al pret. pl. e ppp. Tale
alternanza stata disturbata da fenomeni di analogia:
 Il gotico ha ovunque eliminato gli esiti di Verner.
 In an. la grafia non distingue tra fricativa sorda e fricativa
sonora per cui il fenomeno resta ambiguo.
 Anche in ags. la grafia sempre <f> sia per /f/ che per /)b/;
tuttavia molto probabile che la forma con la sonora sia
stata estesa a tutto il paradigma: linfinito hebban parte
infatti da *ha)b)bjan, in cui la geminata ha dato esito di
occlusiva sonora, mentre la /b
) / scempia, rimasta fricativa,
viene resa appunto con <f>.
 La generalizzazione della sonora si verificata pure in as.,
dove lesito per sempre di occlusiva; solamente al pret.
sg. si ha a volte la forma <hf>.
 Laat. infine presenta la forma analogica sempre al pret.
sg.10, mentre linfinito heffen attesta la geminazione della
sorda. Nel corso dellevoluzione linguistica sorge quindi
una forma heben, assolutamente analogica alle altre, vale a
dire calcata priva di geminazione, esattamente come il
preterito e il participio.11 Si noti infine la regolare
dittongazione di // in /uo/ in aat.
ft (v.6)
piede
10

Questa stata probabilmente la prima forma a subire lanalogia, dato che


tutto il preterito aveva gi un unico vocalismo.
11
Fenomeno analogo si verifica anche in inglese, ove la forma moderna to
heave, che per altro oltre alle forme forti (hove) ha assunto anche una
formazione debole (heaved).

13

Marina Cometta

etimologia: germ. *ftuz, got. ftus, an. ftr, ags., as. ft, aat.
fuoz; termine diffuso in molte lingue ie., derivato dalla radice
ie. *pd-/pd-.
fonetica e morfologia: gli esiti nelle varie lingue germaniche
sono da manuale12.
wolves (6)
del lupo
etimologia: forma standard: wulfes; got. wulfs, an. ulfr, ags., as.
wulf, aat. wolf, germ. *wulfaz, da un probabile tema ie. *u ;lpo-,
confrontabile con latino lupus, ma anche vulpes (volpe).
fonetica: la liquida sillabica ie. sviluppa in germ. una /u/ che in
aat. si apre (abbassa) ad /o/ a causa della /a/ tematica.
semantica: nellimmaginario umano il lupo incarna la forza
rapace e distruttiva, tanto che nella mitologia norrena, il mostro
che minaccia il creato e che alla fine dei tempi ingoier Odino
ha le sembianze di un Lupo13.
earnes (vv. 6,7)
dellaquila
etimologia: got. ara, an. o3 rn, ags. earn, as.,aat. aro, arn. Il
termine ie. *or-n- indicava probabilmente un grosso uccello
rapace (cfr., con generalizzazione di significato, gr. ,
uccello, ital. ornito-logo ecc.) sost. m. in nasale.
fonetica e morfologia: loriginario tema in nasale germ. *aransi presenta in certe forme col grado zero del suffisso e un
ulteriore suffisso tematico -a-: germ. *arn-a-; si spiega in
12

Il plurale ingl. feet risale a una forma germ. *ftiz, in quanto il termine
rientrava nella classe tematica *-iz, gi in ags. il nom. pl. era perci ft.
13
Una buona esposizione del mito del lupo Fenrir si trova nella pagina
internet di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Fenrir)

14

La magia Unit B

questo modo la forma ags. e la variante as., aat. arn; in an. il


secondo suffisso tematico era -u-, anzich -a-: *arnuz, si spiega
cos la metafonia labiale della voc. radicale. Ags. earn presenta
regolare frattura.
gewure (vv. 11, 13)
diventi, II pers. ottativo pret. di weran
etimologia: got. waran, an. vera, ags. weoran, as. werthan,
aat. werdan, ie. *u=ert- volgere, cfr. lat. vertere, laccezione
germanica fa probabilmente capo allidea del volgere delle
stagioni e del ciclo naturale.
fonetica e morfologia: la /e/ radicale subisce i seguenti
fenomeni: in got. ha lesito aperto con grafia di <a> a causa
della vibrante successiva, in ags. si ha frattura a causa del nesso
/r/. Lesito della fricativa dentale sorda germanica da
manuale. Si tratta di un verbo forte di III classe che presentava
anche alternanza grammaticale, le forme germaniche sono
perci: *weran-, *war-, wurum-, wuranaz.
semantica: le lingue germaniche traggono da questa radice (al
grado zero e con alternanza grammaticale) anche una
designazione per destino, notoriamente una delle forze
soprannaturali pi importanti per la mentalit germanica:
*wuriz, an. urr (con caduta della semivocale iniziale), ags.
wyrd (con metafonia), as. wurd, aat. wurt. Il verbo era molto
diffuso nelle lingue antiche, scompare tuttavia sia in inglese,
dove viene sostituito dal neologismo to become, sia, in larga
misura, nelle lingue scandinave14, dove subentra nel corso del
XV secolo bli (un prestito dal medio basso tedesco bliven). Per
contro diviene un importante ausiliare nel tedesco dove viene
14

Oltre che in islandese, solo in una delle due varianti del norvegese rimane
verta come possibilit nella formazione del passivo.

15

Marina Cometta

utilizzato per esprimere sia il futuro al posto delle pi antiche


formazioni cadute in disuso con preterito-presenti quali
mun in an. e scal in ags. (ingl. shall), sia il passivo accanto ad
essere.
Pro nessia, Contra vermes
Queste due brevi formule del IX-X secolo, la prima di area
bavarese, la seconda antico sassone, riprendono nella loro
essenzialt il procedimento magico: al male, in questo caso il
verme, viene ordinato di uscire dal corpo, colpendolo nella sua
totalit, quindi anche relativamente ad eventuali recrudescenze
(i nove vermiciattoli). Il male viene poi allontanato
progressivamente sospingedolo sempre pi verso lesterno fino
a che giunge ad uno strale che, sottointeso, viene lanciato
lontano. La formula si chiude o con la recita del Pater noster,
la preghiera pi nota e, proprio perch insegnata direttamente
da Ges, ritenuta pi efficace o con una generica invocazione
al Signore.
Si noti che le due formule tedesche, contrariamente a quella
anglossassone, commentata pi sotto, usano per verme un
termine raro per il quale difficilissimo trovare altri riscontri.
gang (p.n.v. 1)
vai, imperativo di gangan
etimologia: verbo germanico di VII classe, i cui raffronti con
lie. sono rari ed incerti:
got.
an.
ags.
as.
aat.

16

gaggan
ganga
gangan
gangan
gangan

iddja
gekk
(ode) /geong
geng
giang

gaggans
gengom gengenn
geongon gangen
gengun gegangen
giangum gigangan

La magia Unit B

fonetica e morfologia: al preterito, il verbo forte presenta in


gotico e forse anche in ags, dove la forma ode sopra riportata
rara, delle forme supplettive, mentre nelle altre lingue il
paradigma completo; non per certo quale sia lo stato
originario. Iddja e ode potrebbero attraverso una serie di
passaggi non del tutto chiari derivare dalla stessa radice di
lat. re e di greco . Si ricorda che i verbi di VII cl. con
vocale radicale a- allinfinito, hanno al pret. rispettivamente in
an. e as. -e-, in ags. -eo- e in aat. 2-. Relativamente alla
fonetica si noti in got. la grafia per il nesso -ng-, in an.
lassimilazione del medesimo nesso, in posizione finale, a -kke, al ppp., una palatalizzaione della voc. radicale dovuta alla
cons. velare seguente, seguita a sua volta, dalla vocale. palatale
-e-.
Il solo germanico occidentale attesta nelle sole forme di
presente, un verbo di derivazione incerta, forse originariamente
atematico: ags., as., aat gn15 (cfr. ingl. to go) < germ. *gn(1); si notino lesito // dellags. dovuto alla nasale che ha
impedito le schiacciamento a /F
6 /.
Laat. inoltre presenta una variante di non chiare origini: gn
(ted. gehen).
drohtin (c.v. rigo 4)
signore
etimologia: germ. *druhtinaz, an. drttinn, ags. dryhten, as.
druhtin, aat. truhtin condottiero, signore, derivato mediante
un suffisso che indica la posizione di comando allinterno di un
gruppo da germ *druhtiz, an. drtt, ags. dryht, as. druht, aat,
truht, in got. attestato il derivato gadrahts soldato. La
designazione di questa struttura sociale di fondamentale
importanza per il germanesimo tratta mediante il suffisso ti-,
15

Il solo ags. attesta anche il participio preterito gegan. (ingl. gone);

17

Marina Cometta

caratteristico per gli astratti femminili, dal grado zero di una


radice germ. *dreu-/drau-/dru- (serie apofonica della II classe
dei verbi forti), a sua volta derivata dalla radice ie. *dher-/dhr-,
il cui significato di base sarebbe quello di tener saldo,
sostenere, tener fede, cfr. lat. fretus fiducioso, frenum
morso, briglia; formazioni analoghe sono inoltre attestate in:


baltoslavo: asl. drugu amico, lit. draugas compagno

celtico: gall. drungos, air. drong schiera.

fonetica e morfologia: drtt / drttinn: in an. lassimilazione


della fricativa velare alla dentale ha provocato labbassamento
e lallungamento della vocale; in ags. dryht / dryhten si ha
metafonia palatale sulla vocale radicale; in aat. truht / truhtin vi
indurimento della /d/ iniziale.
semantica: il campo semantico di queste formazioni dunque
chiaramente circoscritto ad una schiera militare i cui membri
sono legati da un vincolo di solidariet; germ. *druhtinaz il
capo di tale schiera.
Con il diffondersi del Cristianesimo, questo termine venne
sempre di pi usato con riferimento alla divinit. Il processo di
calcatura avviene in diverse, interessanti fasi.
1. Il primo termine che viene impiegato per indicare il
signore Dio germ. *frawan-, una formazione molto
antica che pare avesse anche alcune connotazioni sacrali.
Nella fase antica delle lingue del germ. occidentale il
termine ancora attestato, soprattutto in ags. (fra), ma
gi in fase di regressione16 di fronte alle forme derivate da
16

In area nordica il termine cade in disuso prima dellintroduzione del


Cristianesimo. Esso era ormai divenuto il nome proprio di una divinit
pagana (Freyr). In tedesco rimane il corrispondente femminile (Frau),
mentre il maschile si conserva solo in alcuni composti, tra cui Frondienst

18

La magia Unit B

*druhtinaz. Come si detto questo termine indicava il


condottiero. Le modalit secondo le quali passa ad indicare
il Signore Dio, sono strettamente legate ad unevoluzione
semantica del latino e hanno poco a che fare con
leventuale idea che luomo germanico, divenuto cristiano,
concepisse s stesso come seguace di Cristo, vale a dire
come guerriero legato a Cristo in uno strettissimo rapporto
di fedelt.
2. Con *druhtinaz infatti Germani, entrati, quali mercenari, a
far parte dellesercito romano, designavano, come ovvio,
il loro comandante in capo, vale a dire limperatore. A
costui spettava, in epoca tardo antica, il titolo di dominus;
viene quindi a crearsi una corrispondenza *druhtinaz
dominus; quando, col Cristianesimo, dominus viene riferito
allunico, vero Imperatore, cio Dio, *druhtinaz ne segue
levoluzione semantica.
3. A questo punto le due principali lingue del germ. occ.
creano altri due termini per designare il signore terreno (e
in un secondo tempo anche quello celeste), in inglese si
impone Lord (contrazione da hlfweard guardiano del
pane, vale a dire colui che deputato al sostentamento
dei suoi uomini), in tedesco Herr (derivato dal
comparativo di un aggettivo significante anziano,
venerabile, ad imitazione di signore, derivato da lat.
senior, comparativo di senex vecchio.
Wi wyrm, Wi ymbe
Mentre Wi wyrm tradita come tante altre nel Lacnunga, Wi
ymbe stata annotata nel margine superiore di un manoscritto
dellXI secolo contenente una copia della versione
(servizi particolari dovuti in epoca feudale al signore) e Fronleichnam
(Corpus Domini). vedi anche pi sotto.

19

Marina Cometta

anglosassone dellHistoria ecclesiastica gentis angorum di


Beda. Queste due formule anglosassoni, presentano una
maggiore elaborazione e contengono alcuni elementi in pi
rispetto alle precedenti. Alla parola si accompagnano qui alcuni
semplici gesti: lindicazione di sussurrare la formula contro i
vermi nellorecchio del paziente con la curiosa distinzione tra
un maschio e una femmina. Lincantesimo va inoltre ripetuto
per nove volte. Poi, in parziale contraddizione si consiglia di
cantarlo spesso sulla ferita, bagnandola con la saliva, e
aggiungendo una sintetica ricetta per un unguento a base di
verde centaurea pestata e caldo sterco di mucca.
Ancora pi brevi sono le indicazioni dellincantesimo per le
api, ridotte sostanzialmente a gettare della polvere con evidente
simbologia alla stanzialit.
Quanto alla forza della parola, Wi wyrm si affida ad una
formula assolutamente incomprensibile; ma proprio larcano
celato nei suoni che conferisce il potere a chi li recita o,
meglio, li canta. Wi ymbe17 per contro suddivide lo
scongiuro in due momenti; dapprima si evocano le forze della
terra con forse unallusione a chi o a cosa potrebbe danneggiare
le api: linimicizia di un ladro, la perdita dellorientamento o
infine le parole di qualcuno che le attiri altrove. Nella seconda
parte poi ci si rivolge direttamente allo sciame ingiungendogli
di non volare lontano e di ricordarsi piuttosto del padrone e del
beneficio che esso gli arreca. Per altro la pratica di gettare della
sabbia sullalveare per impedire lo sciamare della api,
documentata. Le api si rifugiano cos accanto alla loro regina e
possono facilmente venire trasferite in unaltra arnia.
wyrm
verme
17

Pi avanti vedremo una analoga formula tedesca, che per fortemente


rivestita di cristianesimo.

20

La magia Unit B

etimologia: germ. *wurmiz / *wurmaz serpe, verme, got.


warms, an. ormr; agr. wyrm, as., aat. wurm dallie. u=r;miz, lat.
vermis.
fonetica: I termini del germ. occ. derivano dalla prima forma,
ags. wyrm presenta perci regolare metafonia; got. e an.
partono invece dal tema in a; in got. si ha apertura
(abbassamento) a causa della /r/ seguente, labbassamento di
/u/>/o/ in an. dovuta alla vocale tematica, in an inoltre la
semivocale iniziale caduta perch seguita da una vocale
velare.
wpned cynnes (w.w. rigo 2)
armata stirpe kenning per maschio
wF
6 pned armato ppp. di un verbo debole tratto dal sostantivo
germ. *wpna- arma.
18
etimologia: got. w)pn, ags. wF
6 pn, as. wpan, aat. wffan ;
senza riscontri con lie.

fonetica: gli esiti della /1/ sono da manuale, si noti la II


mutazione consonantica in aat.
cynn stirpe, schiatta
etimologia: germ. *kunja(n) schiatta: got. kuni, an. kyn, as.,
aat. kunni, ags. cynn. La radice ie.*gen/gon/gn; aveva
laccezione di generare, cfr. lat. genus, gignere, gens.

18

In tedesco esiste anche Wappen stemma si tratta del medesimo termine


solamente entrato in tedesco come prestito dal basso tedesco (la forma
medievale dellas.) assieme a altre numerose formazioni appartenenti al
lessico della cavalleria, dato che proprio questa regione ha fatto da tramite
per la diffusione della cultura cortese cavalleresca dalla Francia alla
Germania.

21

Marina Cometta

fonetica: tutte le forme germaniche sopra citate derivano dal


grado zero della radice. In an. e ags. si ha sempre metafonia
palatale sulla vocale radicale; ags. cynn e as., aat. kunni
presentano la geminazione del germanico occidentale causata
dalla semivocale palatale del suffisso tematico.
wifcynnes (w. w. prosa rigo 3)
genere femminile
wf donna (per cynnes vedi termine precedente)
etimologia: germ. *w)ba-, an. vf, ags., as. wf (ingl. wife), aat.
wb (ted. Weib); in genere anche se con diversi dubbi il
termine viene ricondotto a una radice ie. *u=e=i p- mettere in
moto, girare, avvolgere, con evoluzione semantica a velare,
facendo riferimento alluso delle donne germaniche sposate di
portare un copricapo di lino, oppure collegando il moto
designato dalla radice con lattivit di tessitrice. Direttamente
confrontabile un verbo debole germanico *wai)bjan-, attestato
in got. biwaibjan avvolgere, an. veifa dondolare, gettare,
ags. wF
6 fan avvolgere, rivestire, aat. zi-weiban spargere.
Con ampliamento in sonora anzich in sorda cfr. ie. *u=e=i b lat
vibrre.
fonetica e morfologia: tutta la famiglia germanica presenta
legge di Verner; i differenti gradi apofonici dei termini sopra
citati fanno riferimento alla prima classe dei verbi forti. La
forma ags. wF
6 fan presenta regolarmente la metafonia palatale
sullesito // del dittongo germanico.
semantica: il termine uninnovazione germanica che si
affianca a quello di derivazione ie., germ. *kwenn (got. qino,

22

La magia Unit B

an. kona19, ags. cwene, as., aat. quena) < ie. *gu=en- (cfr. greco
). Germ. *w)ba- non perci attestato nellarcaico gotico
ed entra in concorrenza col termine pi antico nelle altre
lingue; entrambe le designazioni si conservano nelle lingue
scandinave moderne (kona, viv), mentre in inglese e tedesco si
impone il lemma pi recente (wife, Weib); daltro canto ags.
cwene si specializza in inglese in queen regina.
Linterpretazione del conio germanico rimane comunque
controversa, soprattutto perch difficile spiegare il genere
neutro di un termine che designa lessere femminile in generale
o la donna adulta. Fra le possibili motivazioni di questa
particolarit stato citato un eventuale riferimento ad aspetti
soprannaturali della donna oppure al suo status di essere
servile. In effetti sia designazioni di esseri demoniaci che di
persone sottomesse possono essere di genere neutro.
Relativamente alla prima ipotesi, stato sottolineato che presso
i Germani la donna era ritenuta depositaria di doti profetiche e
caratterizzata quindi, secondo Tacito, da un qualcosa di
sacro; *w)ba- avrebbe perci fatto riferimento a una
particolare mobilit dello spirito, a una sorta di estasi tipica
della profetessa. Contro questa ipotesi va per detto che luso
del termine, sin dalle sue prime attestazioni, esclude non solo
qualsiasi riferimento ad una sfera soprannaturale, ma appare
anche privo di qualsiasi atteggiamento di reverenza. A favore
della seconda ipotesi si pu invece tener conto che il termine
ha sempre designato un essere femminile adulto, quindi nella
sua piena capacit lavorativa, *w)ba- avrebbe allora designato
colei che si occupa dei lavori domestici e agricoli, in uno stadio
sociale in cui alluomo competeva per contro la caccia e la
guerra, situazione questa pure documentata da Tacito e che
19

La vocale /o/ probabilmente dovuta a una sorta di contrazione della


vocale radicale /e/ con la semivocale labiale della consonante iniziale.

23

Marina Cometta

pare riflettersi in nella formula ags. wF


6 penman and wfman
esseri umani che portano le armi e esseri umani che sono wf,
femmine, formula quindi molto simile al lessema qui
analizzato.
leo (w. w, rigo 2)
canto, forma originaria hlod
etimologia: germ. *hleua(n), got. hliu, cfr. sv. ljud, an. hlio,
n. si tratta probabilmente di una formazione participiale in toda un radice ie. *kleu - ascoltare; nelle lingue germaniche il
termine viene ad indicare qualsiasi gradazione del suono:
ascolto, silenzio20, suono.
fonetica: il sostantivo attestato solo in gotico e nordico con
esiti regolari del dittongo e della dentale.
galdor (w. w. rigo 2bis)
canto, incantesimo
etimologia: germ. *gal-raz, an. galdr; ags. gealdor [jFldor]
incantesimo. In ags. si noti la palatalizzazione della
consonante velare sonora iniziale e la conseguente grafia
<gea->, tra la dentale e la vibrante si inserita una vocale
epentetica. Il sostantivo tratto dal verbo forte di VI classe
germ. *galan-, gl, glum-, galan.
semantica: da un significato originario di cantare si passa a
quello di cantare incantesimi, incantare (il passaggio analogo
allitaliano cantare > incantare). Interessante laccezione
attestata in nordico di stridere riferita ad uccelli (gallo, corvo,
aquila), evidente richiamo alla credenza dei poteri divinatori di
20

Cfr. il primo verso della Vo


3 lusp: la profetessa prima di annunciare la sua
visione chiede ascolto o attento silenzio: Hljs bi ek allar helgar kindir,
silenzio chiedo a voi tutte sacre stirpi.

24

La magia Unit B

questi animali. Cfr. inoltre il termine per usignolo Nachtigall,


nightingale.
Difficile ricondurre i termini a una radice verbale ie. Forse si
tratta di formazioni connesse con una base ie. *ghel gridare,
che per rientra in unaltra serie apofonetica.
swire eare (w. w. rigo 2)
orecchio destro
swire
etimologia: forma di comparativo da ags. sw forte, abile,
destro. Questo aggettivo risale a germ. *swinaz <ie. *su ent-,
da cui got. svins forte, sano, an. svinnr intelligente, as.
swth forte, coraggioso, aat. swind.
fonetica: si noti nelle lingue ingevoni la caduta della nasale
avanti fricativa sorda, in aat. la fricativa dentale sorda si
regolarmente evoluta a /d/ la /e/ radicale si regolarmente
innalzata a /i/.
semantica: il termine faceva parte del lessico militare e
originariamente designava il comportamento del guerriero in
battaglia che doveva essere forte e impetuoso. Da questa
accezione di base si sviluppano una serie di significati
correlati: da unabilit fisica a una intellettuale (an.), oppure
con una specificazione di significato in veloce (in un primo
tempo a maneggiare le armi, cfr. ted. geschwind). Interessante
infine laccezione anglosassone ripresa dalla nostra formula:
destro; va rilevato che le lingue germaniche hanno sostituito
il lemma ie. destro con varie innovazioni, in tedesco e in
inglese si imposto *rehtaz (ingl. right, ted. recht), mentre le
lingue scandinave continuano una terza formazione gi

25

Marina Cometta

presente nella fase antica (sved. hger21). Per contro in


anglosassone si era diffuso sw, in un primo tempo con
riferimento alla mano atta a maneggiare le armi.
are orecchio
etimologia: germ. *auz, got. auso, an. eyra, ags. are, as., aat.
ra, cfr. lat. auris; gli esiti del dittongo sono regolari: in an. si
avuta un palatalizzazione a causa della sibilante sonora
seguente, in aat. si ha lesito monottongato a causa della
vibrante successiva.
wynstre (w. w. rigo 3)
sinistraforma contratta per winester
etimologia: an. vinstri, as. aat. winistar, forma tratta mediante
un suffisso di opposizione ter- da *winiz, letteralmente
amico; il termine attestato in an. vinr ags, wine e as., aat.
wini. Si tratta di un tema in i-, per cui la /i/ radicale esito di
innalzamento di /e/: germ. *wen- < ie. u en amore, piacere,
avvenenza. Questa radice, che pure attestata nel teonimo
Venere, sviluppa in germanico numerosi termini, tra cui si cita
germ. *wunj (femm.) gioia, piacere, desiderio, il termine
attestato solo nelle lingue del germ. occ.: ags. wynn, as., aat.
wunnia. Queste lingue presentano la geminazione a causa della
/j/, in ags. wynn la semivocale palatale ha provocato anche la
metafonia sulla vocale radicale. Wynn per altro la forma ags.
del nome della runa per la semivocale labiale < >.
semantica: come spesso accade in germanico, il lemma
presenta una forte connotazione giuridica: amico non tanto la
persona che ci vuole (e a cui vogliamo) bene, ma colui al
21

Mentre inglese e tedesco designano la (mano) destra come quella


giusta, le lingue scandinave conservano una formazione antica *hgiadatto.

26

La magia Unit B

quale ci lega un forte vincolo di solidariet. In un contesto di


comitatus, il fulcro di un tale vicendevole rapporto il capo; di
conseguenza spesso wine pi che lamico designa il
condottiero, sottolineandone per la qualit di benevolenza e
generosit verso i suoi seguaci.
Mentre per destro si utilizzano radici che indicano una
maggiore forza, abilit, la sinistra viene invece intesa, anche
presso altre culture ie., come la parte pi favorevole. Questo
probabilmente da collegare con certe abitudini cultuali:
durante il culto ci si rivolgeva di preferenza verso est, dove
cio sorge il sole. Per i Germani per la sede degli dei, da cui
provenivano quindi forze benefiche, era il nord, se per durante
il sacrificio di guarda a est, il nord si trova alla sinistra.
awriten (w. w. rigo 3)
scritto sopra, ppp. di awrtan, derivato da wrtan incidere,
graffiare
etimologia: verbo forte di I classe germ. *wrtan- (wrait-,
writum-, writanaz); got. -; an. rta, ags., as. wrtan, aat. rzan,
non ci sono diretti corrispondenti in ie.
semantica: il verbo diviene il termine tecnico per incidere la
rune. Nelle lingue germaniche si diffonde anche un altro
verbo *skrb) an-, anchesso di non chiara origine: la forma e il
significato farebbero propendere per un prestito dal latino
scribre, vi contraddice per la morfologia di verbo forte, che
in genere riservata ai verbi primari (=di diretta origine ie.).
Tendenzialmente veniva usato *wrtan- in riferimento al fuark
e *skrb) an-, alla redazione di testi con lalfabeto latino.
Talvolta per *wrtan- passa anche a designare la stesura
mediante lalfabeto (cfr. ing. to write, ma anche ted. Buch-

27

Marina Cometta

stabe, dove il secondo elemento deriva da germ. *stab) a- che


indicava il tratto runico.) 22
mg (w. w. rigo 2bis)
possa
etimologia: germ. *mag5 pu non ha chiari riscontri in ie. si
noti per lags. lesito schiacciato della vocale.
morfologia: in germanico la radice verbale *mag5 -, forse
appartenente ad una originaria V classe forte, d luogo ad un
preterito-presente, con notevoli anomalie rispetto allapofonia
consueta per la V classe; nelle varie lingue le forme sono:
got.
an.
ags.
as.
aat.

mag
m
mg
mag
mag

magun
mego
magon
mugun
magun/mugun

mahta
mtta
meahte
mohta
mahta/mohta

Nel paradigma si sono verificati i seguenti fenomeni fonetici:


al preterito debole la dentale del suffisso si unisce direttamente
alla radice e non subisce quindi la legge di Verner; essa si
presenta come occlusiva sorda e, venendo a contatto con la
velare sonora della radice, ne provoca lassordimento, lesito
di /ht/, che in an. si assimila a /tt/ con conseguente
allungamento della vocale radicale. In an. si inoltre verificata
la caduta della consonante velare finale al pret. sg. (con valore
di presente), sempre con lallungamento della voc. radicale; in
ags. si ha schiacciamento della /a/ radicale al pret. sg. (con
valore di presente), e frattura al pret. debole, in as. e aat. le

22

La diretta continuazione di aat rzan ted. reien, strappare; il


significato di incidere, graffiare continua in ritzen, che deriva da un verbo
corradicale, debole di II classe, con geminazione intensiva: germ. *writtn.

28

La magia Unit B

forme di preterito debole tratte col vocalismo /u/ presentano


apertura.
Mentre la V classe forte prevede al preterito plur. il grado
allungato //, questo verbo presenta ovunque un vocalismo
breve di vario timbro, ove le forme con /u/ paiono quelle pi
recenti e sembrerebbero essere sorte per analogia con i verbi
pret. pres. di IV cl. che presentano al pret. pl. (con significato
di presente) il grado zero, anzich quello allungato: es.:
*skal/skulum devo/dobbiamo. Tenendo conto del ppp. dei
verbi di V cl., in *mag5 il grado zero dovrebbe essere
rappresentato da una /e/; le forme con /u/ sarebbero quindi
pienamente analogiche alla IV classe. Le forme con /a/
radicale, per contro, possono venir intese come esito di
analogia col vocalismo del singolare, forse secondo lo schema
di alternanza dei vb. forti di VI cl.
semantica: dalla radice il cui significato era potere, essere in
grado, deriva mediante un suffisso in- (che quindi provoca
metafonia palatale) un sostantivo (*mag5ina-) con significato di
potere, forza, che spesso indica proprio il potere magico e
che ritroveremo di frequente nelle nostre formule: an. megin,
ags. mFgen, aat. megin; interessante in proposito antico
persiano maga- classe sacerdotale, da cui deriva il nostro
mago. Comune a tutte le lingue germaniche pure il termine
germ. *mag5-tiz che continua tuttora con ingl. might, ted.
Macht, norv. maatt: got. mahts, an. mttr (con assimilazione
del nesso /ht/), ags. meaht (con frattura), as., aat. maht; da un
punto di vista fonetico si noti anche levoluzione delloriginale
nesso /g5t/, (sorto dal contatto della consonante finale della
radice con un suffisso iniziante per /t/) esso passa a /kt/ per
assimilazione parziale e quindi per dissimilazione ad /ht/. (cfr.
il preterito debole del verbo e anche pi avanti).
29

Marina Cometta

Le formule complesse
Quegli elementi che abbiamo visto essere caratteristici degli
esempi considerati fino a qui si ritrovano maggiormente
elaborati ed integrati da altri motivi nelle formule proposte in
questa sezione.
Wi wterlfadle, Wi frstice
Questi due incantesimi traditi da Lacnunga mirano a fornire un
rimedio a malesseri fisici che colpiscono luomo. Essi fanno
riferimento a una credenza molto diffusa che attribuisce la
colpa della malattia allintervento di esseri soprannaturali. In
particolare il primo allude agli elfi, esseri dalla natura quanto
mai ambigua e sfuggente. Il testo tramandato inizia con una
dettagliata descrizione di questa malattia e prosegue con una
lunga ricetta di erboristeria. Segue lincantesimo vero e proprio
con lusuale raccomandazione di recitarlo tre o pi volte.
Dallo scongiuro si evince che il sintomo pi grave la
comparsa di una serie di pustole che rischiano di infettarsi, e
coerentemente gli autori di questa affezione sono esseri
collegati con lacqua. Lo scongiuro di per s abbastanza
semplice: sempre avendo presente la necessit di cogliere il
male nella sua totalit si enumerano per impedirle, tutte le
modalit secondo le quali la malattia potrebbe propagarsi. La
forza dello scongiuro viene aumentata citando una simbolica
delimitazione dellulcera e, come conclusione invocando
linesausto potere della terra, fonte di ogni forza rigeneratrice.
Il secondo incantesimo fa riferimento a quello che ancora oggi
va sotto il nome di colpo della strega. Qui la ricetta ridotta
a pochi ingredienti, mentre molto pi elaborato appare
lincantesimo vero e proprio. Esso si apre con un riferimento a
quegli esseri ritenuti la causa di questo dolore improvviso:
creature di genere femminile lanciate in una cavalcata
selvaggia, quasi a evocare la subintaneit della fitta dolorosa.
30

La magia Unit B

Lo scongiuro si struttura nella triplice ingiunzione al dolore


concretizzato in un dardo che penetrato nella carne di uscire
dal corpo (vv. 4, 10 e 13). Alle prime due ingiunzioni segue
levocazione di quanto accaduto: il mago ha visto le donne
lanciare i dardi che ora egli intende rivolgere contro di loro,
inoltre conosce anche le modalit con cui il dardo stato
forgiato: queste sue conoscenze gli danno il potere, allinterno
di questa sorta di visione, di ripetere lo scongiuro (fuori
piccolo dardo, v. 13). Col verso 15 lingiunzione assume
tutta la sua forza cogente: non pi fuori piccolo dardo se tu sei
dentro ma: Fuori dardo, non essere dentro dardo! Quindi
secondo la consueta tipologia al male viene ordinato di
diminuire fino a scomparire (v. 17) e quindi lo si circoscrive in
tutte le sue eventuali caratteristiche. Infine, dopo averlo inviato
sui monti dove evidentemente albergavano le donne
malefiche, analogamente allincantesimo tedesco contro il
verme, il male viene allontanato ponendo il suo simbolo, una
daga, nellacqua (corrente) che lo porter lontano.
wterlfadle (wa. rigo 1)
malattia degli elfi dacqua
wF ter acqua
etimologia. wFter acqua, da una radice germ. *wat- (con
schiacciamento della /a/ radicale), as. watar, aat. wazzar (con II
mutazione cons.), a questa formazione del germ. occ. si
affiancano i termini uscenti in nasale del nordico e del gotico:
got. wat (ma gen. watins), an vatn. Alla base si trova una
radice ie. *u=d- / u=od-/ ud, i termini per acqua derivano dal
grado o-, mentre dal grado allungato, germ. *wt-, deriva
laggettivo umido: an vtr, ags. wF
6 t. Della stessa radice il
greco e il lat. unda. Si tratta di un antichissimo sostantivo
neutro, nella cui flessione si alternava un suffisso tematico in
vibrante (nom. e acc.) con uno in nasale (gen. e dat.), mentre il
31

Marina Cometta

gotico e il nordico hanno generalizzato questultimo, il


germanico occidentale ha esteso la vibrante. (cfr. per la
chiusura di Wi frstice: wtan, una evidente forma arcaica o
dialettale.

F lf elfo
etimologia: ags. Flf, an. alfr, germ *al)baz, in ted. il termine
compare solo in epoca recente, o come prestito dallinglese:
Elf, o riprendendo la fonetica antica (alb): Alp, questultima
designazione significa per incubo, facendo riferimento
evidentemente la credenza che lincubo fosse causato da una
creatura soprannaturale che opprimeva luomo. Solitamente si
ricostruisce una radice ie. *albh- essere luminoso, bianco.
Lessere verrebbe dunque designato in base al suo aspetto
lucente e diafano, sarebbe dunque una sorta di bianco
fantasma.
semantica: Gli elfi sono esseri soprannaturali le cui
caratteristiche in gran parte ci sfuggono. Essi vengono spesso
citati nei carmi dellEdda, senza per che se ne precisi il
numero o laspetto. Poich allitterano con Asi, gli alfar si
trovano spesso in versi dedicati ai primi, a volte per senza
altra funzione che non sia quella metrica. Da altre ricorrenze
pare tuttavia che fra gli elfi e gli dei esistesse un rapporto
abbastanza stretto, tant vero, che intorno al 1020 si ha una
testimonianza di un culto che i contadini ancora pagani di
stergtland tributavano agli Elfi.
Abbiamo poi alcune locuzioni che possono apparire ambigue:
nella poesia ags. spesso si definiscono Flfscene belle come
gli Elfi, donne dotate di una particolare bellezza, tale da
sedurre pericolosamente gli uomini; anche la designazione an.
alf-ro
3 ull raggio degli elfi per il sole pu far riferimento alla
spendente bellezza di questi esseri, oppure al fatto che gli elfi
32

La magia Unit B

non possono sopportare la luce del sole che ne provoca la


morte.
lcedome (wa. rigo 3)
rimendio
etimologia: termine composta da:
lF
6 ce medico
germ. *l1kjaz continua in got. lkeis, an. (con un
ampliamento) lF
6 knir, as. lki e aat. lhi; la /1/ ha gli esiti
regolari, in an. ha subito metafonia palatale. La radice viene
ricondotta a un ie. *leg-/log-/lg- raccogliere, ordinare, dire
(cfr. lat. lego raccolgo, dico, leggo): sulla base dei significati
attestati ancora dal latino, si interpretata questa formazione o
riferentesi al medico come colui che dice recita incantesimi
terapeutici oppure come colui che raccoglie le erbe
medicinali.
dom
si ricostruisce un germ. *dmaz: got. dms modo,
destinazione, destino, an. dmr, ags., as. dm, aat. tuom
giudizio, fama, potere, dignit; si tratta di un sostantivo
derivato mediante un suffisso in nasale dalla radice ie. *dh/dh- fare, istituire; probabilmente proprio allampliamento
in nasale dovuta la particolare evoluzione semantica del
sostantivo. Non inoltre da escludere che la vasta gamma di
accezioni si sia evoluta nellambito del linguaggio specifico del
ing, per cui derivati da germ. *-/- avrebbero designato
situazioni collegate con questa istituzione).
Il sostantivo *dmaz forma numerosi composti, acquisendo
perci sempre di pi funzioni di suffisso (> ingl. dom, ted.
tum) nella formazione di astratti maschili con significato di
potere, autorit, qualit, stato, condizione.
33

Marina Cometta

In qualit di suffisso diffuso nel germ. settentrionale e


occidentale e si unisce ad aggettivi o sostantivi che indicano
una qualit o una posizione sociale, formando termini che
designano appunto lo stato espresso dallaggettivo o sostantivo
di partenza: per es. aat. fr0-tuom, ags. freo-d@m libert (lo
stato di essere libero). In tedesco -tuom diviene quindi suffisso
a tutti gli effetti e pu unirsi a termini diversissimi.
La radice ie. *dh-/dh- d luogo a un verbo, originariamente
atematico il cui significato era porre, mettere (cfr. gr. ),
laccezione germanica di fare perci conseguenza di
unampia generalizzazione di significato. Lampliamento in -m
presente anche nei termini greci thema frase, Themis
Giustizia, anche in ambito greco quindi il riferimento
primario a una capacit di discernimento che quindi si pu
esplicare in una sentenza, in una decisione oppure in
unopinione anche relativamente alle qualit di un altro.
Fra i corradicali germanici pi significativi si noti lastratto
femm. germ. *diz: got. gads, an. d, ags. dF
6 d, as. dd,
aat, tt azione, con esiti regolari della forma germanica.
In latino la radice presente in: ab-dere nascondere, condere fondare, sacer-dos sacerdote, e con un ampliamento
in consonante velare in facio faccio.
burnon (wa. v. 2)
brucino ottativo preterito di beornan
etimologia: got. brinnan, an. brenna, ags. beornan, as. brinnan,
aat. prinnan/ brinnan; riscontri con altre lingue ie. sono
possibili solo presupponendo complicati passaggi fonetici.
morfologia: verbo ft. di III classe: germ. *brinnan<brennan,
brann, brunnum-, brunnan-; an. brenna probabilmente forma

34

La magia Unit B

analogica al causativo (debole di I classe): germ *brannjan23


dar fuoco, bruciare come vb. transitivo; in ags. si verificata
una metatesi (vale a dire la vibrante e la vocale si sono
scambiate di posizione: brinnan>birnan, di conseguenza si
verificata la frattura con esito /eo/.
wund waxsian (wa. v. 4)
ulcerose crescano
wund ferito, ulceroso, per lanalisi linguistica cfr. wenne
waxian
etimologia: III pers. pl. ottativo pres.. di weaxan crescere,
germ. *wahs(j)an, got. wahsjan, an. vaxa, as. e aat. wahsan; la
radice ie. designava un aumentare.
fonetica e morfologia: propriamente si tratta di un verbo forte
di VI classe, quindi con apofonia a / / / a (per cui la forma
tedesca del pret. wuohs con dittongazione). In ags. la forma
dellinfinito presenta frattura della vocale radicale /a/ a causa
della /h/ seguente, graficamente poi il nesso /hs/ reso con
<x>. Lesito fratto e la presenza di un nesso consonantico in
chiusura della radice ha per poi causato linserimento
analogico del verbo nella VII classe e pi precisamente nel
gruppo che al preterito presenta esiti del dittongo /eu/, il
paradigma ags. quindi: weaxan, wox,woxon, weaxan
halewge (wa. v. 5)
via salutare
etimologia: laggettivo germ. *haila-, got. hails, an. heill, ags.
hl, as. hl, aat. heil integro, sano risale a ie. *ko=i l/ke=i l-.
23

In tedesco il causativo ha sostituito il verbo forte: brennen, brannte,


gebrannt, per il transitivo si usa in genere il verbo prefissato verbrennen. La
presenza di /a/ al passato NON dovuta a unalternanza apofonica, ma al
fatto che in queste forme non si realizzata la metafonia (Rckumlaut).

35

Marina Cometta

fonetica e morfologia: nellaggettivo gli esiti del dittongo sono


regolari.
semantica: Nella radice ie. paiono essere insite accezioni quali
integro perch proprio di una divinit; fra i corradicali sono
infatti interessanti a. slavo celu sano, integro, e celtico coel
segno premonitore, colui che interpreta gli auspici; il
significato della radice passa quindi da integro, completo a
completamente appartenente a..., di esclusiva propriet di
qualcuno, levoluzione in celtico e germanico indica tuttavia
che il tema aveva una connotazione sacrale, nel senso che i
termini si specializzano ad indicare lappartenenza ad una forza
soprannaturale, che pu essere rappresentata da una divinit,
ma anche dal destino; essi possono quindi avere la valenza di
ci che permette di apprendere le decisioni del destino. In
ambito germanico infine il termine collegato essenzialmente
con un destino favorevole: cfr. in proposito il sostantivo *hailiz
(un originario tema in ie. -es-/-os-) an. heill, as. hl, ags. hF
6 l,
aat. heil fortuna, segno favorevole.
Una volta diffusosi il Cristianesimo, il lemma e i suoi derivati
conservano da un lato significati concreti legati alla salute e
allintegrit fisica, dallaltro entrano appieno nella terminologia
religiosa della salvezza, si pensi solo allaggettivo
germ.*hailag5az > ingl. holy, ted. heilig santo.
wge, grafia particolare per weg via, strada attestato ancora
nelle lingue moderne.
eoran (wa. v. 6), eore (prosa finale)
terra, terreno, mondo
etimologia: got. ara, an. jo
3 r, ags. eore. as. ertha,aat. erda,
germ. *er terra, si tratta di un ampliamento in dentale di
una forma germ. *er (aat. ero, ancora attestato come apax nel
Wessobrunner Gebet) da confrontarsi perci col termine greco
36

La magia Unit B

terra), la radice ha dato luogo a formazioni analoghe in


greco e celtico.
fonetica: in got grafia <a> e pronuncia [e] per la /r/ seguente,
la tematica del germ. si indebolisce nel germ. sett. e occ. ad u
che causa la frattura in an., in ags frattura per liquida pi
consonante. Si noti inoltre che in as. la spirante dentale sorda
del germanico resa con la grafia <> che rispecchia
lavvenuta sonorizzazione in ambito sonoro. Il termine
generalmente un femminile in -
; lags. presenta per anche
una variante con suffisso in nasale.
semantica: La formazione germ. sembra successiva rispetto ad
uno stadio a cui risalgono le designazioni corradicali a lat.
humus. La concezione della (madre-)terra come entit che
possiede tutte le forze generatrici e quindi anche salvifiche
comune a moltissime culture.
mihtum and mgenum (wa. v. 7)
con potere e potenza
etimologia: si tratta di due derivati dalla radice verbale *mag5(cfr. sotto mF g) che, come gi accennato, ricorrono spesso
nelle nostre formule proprio a evocare il potere costrittivo
dellincantesimo o delle forze ivi evocate. Si noti che qui i due
termini sono al plurale proprio a sottolineare la somma di tali
forze.
Come gi visto, mgen tratto dalla radice mediante un
suffisso in- (che quindi provoca metafonia palatale) germ.
*mag5ina-: an. megin, ags. mFgen, aat. megin; comune a tutte le
lingue germaniche poi germ. *mahtiz che continua tuttora
con ingl. might, ted. Macht, norv. maatt: got. mahts, an. mttr
(con assimilazione del nesso /ht/), ags. meaht (con frattura) o
mi(e)ht con frattura metafonizzata, as., aat. maht; da un punto
di vista fonetico si noti anche levoluzione delloriginale nesso
37

Marina Cometta

/g5t/, (sorto dal contatto della consonante finale della radice con
un suffisso iniziante per /t/): esso passa a /kt/ per assimilazione
parziale e quindi per dissimilazione ad /ht/.
Hlude wran (w. f. v. 1)
ad alta voce erano
hld
etimologia: laggettivo germ. *hl, ags. as. hld (ingl. loud),
aat. hlt (ted. laut) corradicale a germ. *hleua- analizzato
pi sopra e deriva da un grado zero della radice ampliato per
da una schwa: ie. *kl u- germ. *hl-, mentre il sostantivo
attestato solo in gotico e nordico, laggettivo proprio solo
delle lingue del germ occidentale. Si noti il regolare
indurimento della dentale in tedesco.
wF
6 ran
erano III pers. pl del preterito di wesan
etimologia: germ. *wesan- continua in got. wisan, an. vesa24,
ags. (ws, wF
6 ron, wesan), as., aat. wesan (was, w$run, weran). La radice *wes- rimanere, permanere) ricorre
variamente in ie. p.es. nel nome della dea romana del focolare
Vesta. Questo verbo viene utilizzato nelle lingue germaniche
per esprimere il passato del verbo essere.
fonetica e morfologia: verbo forte di V classe con apofonia
germ. e/ a/ )1/ e, nonch alternanza grammaticale: al pret. pl. e
ppp. si ha legge di Verner, la sibilante sonora si presenta quindi
rotacizzata in an. e germanico occidentale; si noti anche, per il
presente, linnalzamento di /e/ ad /i/ in gotico.
genesan mote (w. f. v. 3)
guarire possa
24

Poi anche in analogia alla forme con legge di Verner vera.

38

La magia Unit B

Il verbo (ge)nesan ha in germanico le seguenti forme *nesan-,


nas, -nzum-, nezan- (verbo forte di V classe con alternanza
grammaticale) sopravvivere, da cui il debole di I classe germ
*nazjan- nutrire, mantnere in vita, salvare.
mote
ottativo presente di un verbo pret. pres. potere.
etimologia: il significato del verbo oscilla nelle lingue antiche
tra dovere e potere non possibile trovare altre
corrispondenze.
fonetica e morfologia: si tratta di un preterito presente di VI
classe:
got.
an.
ags.
as.
aat.

mt
mt
mt
mt
muoz

mtun
mton
mten
mt
muozun

msta
msta
mste
msta
muosa/muosta

Si noti in aat. la regolare dittongazione della // e la II


mutazione consonantica nelle forme di ex-preterito forte.
Relativamente al preterito debole: la forma originaria germ. era
* mt-ta; ovunque per in uno stadio primitivo del germanico
venga a crearsi per contatto una doppia /tt/ questa si evolve a
/ss/; lunica forma originaria quindi aat. muosa (con lo
scempiamento della doppia dopo un vocalismo lungo). In
seguito, per analogia con tutti gli altri preteriti deboli, stata
ripristinata la /t/.
Stod under linde (w. f. v. 5)
stavo sotto a un tiglio
std
etimologia: preterito singolare del verbo *standan stare; in
germanico la radice ie. *st - ampliata da una dentale e ha
39

Marina Cometta

anche un infisso nasale nel tema del presente: *sta-n--an e


appartiene alla VI classe dei verbi forti. Per lantico nordico si
ha quindi: standa, st, stom, staenn, dove la nasale,
essendo caratteristica del presente regolarmente non compare
al preterito; le lingue del germanico occidentale hanno invece
variamente esteso per analogia linfisso anche agli altri tempi:
langlosassone ha standan, std, stdon, standen (cfr. ingl. to
stand, stood), il processo completo in aat.: stantan, stuont,
stuontum, stantan.
garas sndan (w. f. v. 8)
lance inviano
gr
etimologia: germ. *gaizaz, an. geirr, ags. gr, as., aat. gr;
termine tecnico tipico dellarea germanico-celtica.
fonetica: la sibilante sonora si rotacizza, il dittongo ha esiti
regolari in an e ags. e as., mentre in aat. si presenta
monottongato a causa della vibrante successiva.
sendan:
etimologia: germ. *sand-jan, got. sandjan, an. senda, ags.
sendan, as. sendian, aat. senten far andare, inviare un verbo
debole di I classe, probabile causativo di un verbo germanico
di III classe *sin- < *sen-, tale verbo per non chiaramente
attestato, mentre diffuso il sostantivo: got. sins volta, ags.,
as. s (con caduta della nasale avanti fricativa sorda e
allungamento di compenso della vocale radicale) via, impresa,
destino, volta.
fonetica: nel verbo debole si regolarmente verificata la
metafonia25; in *sen- la /e/ seguita da nasale pi consonante
25

Le forme di preterito del tedesco (sandte) non presentano la metafonia,


conservano perci un tratto anomalo, ma originariamente regolare, perch

40

La magia Unit B

subisce regolarmente linnalzamento; nelle forme ags. e as. si


avuta la caratteristica caduta della nasale avanti fricativa sorda
con allungamento di compenso della vocale radicale.
St (w. f. v. 11)
sedeva
etimologia: got. sitan, an. sitja, ags. sittan, as. sittian, aat.
sitzen; il verbo germanico *setjan- fa capo alla radice ie. *sed-,
dal medesimo significato.
fonetica e morfologia: la V classe ha come serie apofonica: e
a e, in questo verbo per il tema del presente ampliato
con una semivocale palatale, questo provoca, nelle sole forme
di presente, il restringimento (innalzamento) della vocale
radicale e nel germanico occidentale la geminazione della
dentale che chiude la radice, in aat. si ha di conseguenza lesito
affricato della II mutazione consonantica al presente, mentre al
preterito e al ppp. lesito quello di fricativa; il paradigma ags
perci: sittan, sF t (con schiacciamento), sF
6 ton (esito ags. di
/1/), seten e quello aat. sitzan, saz, szun, gisezzan.26
wlspera worhtan (w. f. v. 14)
lance di morte approntavano)
wF l
etimologia: germ. *walaz continua in an. valr, ags. wFl, as.,
aat. wal morto in battaglia, campo di battaglia, letimologia
incerta; generalmente si rimanda o a una radice variamente

in questo verbo al preterito la dentale si univa direttamente alla radice,


senza quindi la vocale palatale caratteristica della classe. In inglese la
dentale del suffisso si contratta con quella della radice dando luogo a
forme che la lingua ora sente come irregolari (sent).
26
Cfr. tedesco moderno: sa, gesessen.

41

Marina Cometta

attestata nelle lingue ie. con significato di morto, fantasma,


oppure a una radice verbale (*u=el-) strappare, rapire.
fonetica: si noti lo schiacciamento della vocale radicale in ags.
semantica: questo termine pare legato al mondo guerriero
germanico. Esso designava con *walaz coloro che erano morti
sul campo di battaglia e quindi degni di essere accolti nella
valho
3 ll (germ. *walahall ), luogo soprannaturale a loro
destinato, dove avrebbero continuato la loro esistenza di
guerrieri quali seguaci di Odino, in attesa degli eventi legati
alla fine del mondo quando avrebbero combattuto accanto agli
dei.
sper lancia, termine diffuso in tutte le lingue germaniche.
hgtessan geweorc (w. f. v. 22)
opera delle streghe
hgtessan
etimologia: il termine deriva con schiacciamento della /a/
radicale da un precedente *hag- +tis-, attestato anche in aat.
hagezissa (con II mutazione)27. Questa formazione ha dato
luogo a diverse interpretazioni tra cui si cita:
 se derivata da germ. *hag- abile, intelligente (attestato in
an. come hagr) avrebbe designato la strega come colei che
depositaria di un sapere arcano,
 se derivata da *hag- appezzamento variamente delimitato
(attestato in varie lingue germaniche soprattutto in
composti), avrebbe inteso la strega come essere confinato
al di fuori del mondo abitato, soprattutto nei boschi.

27

Il termine continua abbreviato in ingl. hag e ted. Hexe.

42

La magia Unit B

Considerazioni sulla formazione di derivati mediante suffissi,


hanno per fatto propendere per un vero e proprio composto28:
*hagu-tes-. quindi opportuno analizzare i due termini:
a) hag5u- (lo stesso termine della seconda proposta)
etimologia: an. hagi pascolo, campo recintato, ags. haga /
h#g recinto, giardino, as. hago pascolo, aat. hag recinto,
muro di difesa. Germ. *hai- deriva per legge di Grimm dalla
radice ie. *kagh- racchiudere, recinto, attestata oltre che in
diverse formazioni celtiche anche in latino caulae sbarra,
recinto.
fonetica e morfologia: il termine poteva essere formato con
diversi suffissi tematici, le forme citate sopra sono in nasale,
tranne ags. h#g e aat. hag che sono temi a, di conseguenza in
ags. la /a/ radicale venendo a trovarsi in un monbosillabo
subisce lo schiacciamento, che nellaltra forma era stato
impedito dalla presenza di una /a/ velare nella terminazione.
Per contro il termine pi diffuso oggi in tedesco, Hecke (siepe),
era un tema in -j@: la semivocale palatale ha provocato, come
sempre in germanico occidentale, la geminazione: *haggj@; la
forma del tedesco presenta quindi lindurimento della velare e
la metafonia palatale sulla vocale radicale.
b) tes(se)
etimologia: deriverebbe da un pi antico *tusja- (in aat.
attestata anche la variante hagazussi) demone oppure *tesu(ags. teosu) danno, distruzione
fonetica: la doppia sibilante sarebbe dunque esito della
geminazione del germanico occidentale, mentre la vocale

28

In ags. la velare, originariamente fricativa sonora, a diretto contatto col


suffisso si sarebbe assordata dando luogo a una forma *hahtissi

43

Marina Cometta

radicale, trovandosi nel composto in posizione atona, si sarebbe


indebolita ad /e/; in teosu si verificata la metafonia velare.
Secondo questa proposta, la strega sarebbe lessere che
danneggia il *hagu-, che quindi avrebbe la pi diffusa
accezione positiva di terra recintata e coltivata, campo, in
effetti molte credenze attribuiscono allazione malefica di
streghe ogni sorta di danno che pu subire lagricoltura.
worhtan, geweorc
etimologia: sia il verbo che il sostantivo derivano da una radice
germ. *werk-/wurk- < ie. *u erg-/u ;rg- fare. In dettaglio:


il verbo appartiene alla I classe debole ed tratto dal grado


zero della radice germ. *wurkjan, got. warkjan fare,
operare, an. yrkja (con caduta della semivocale iniziale
avanti vocale velare e metafonia della vocale radicale), ags.
wyran (metafonia della vocale radicale e palatalizzazione
della consonante velare), aat. wurchen (forma meridionale
con affricazione della velare); al preterito ags. worhtan,
tuttavia, la dentale si univa direttamente alla radice:
*wurk-t-a- per cui non si verificata la metafonia, ma
labbassamento dovuto alla vocale bassa nella sillaba
seguente; inoltre locclusiva velare a contatto con la /t/ si
dissimilata divenendo una fricativa /h/. Una forma analoga
attestata anche in runico col significato tecnico di fare le
rune.
il sostantivo invece formato sul grado /e/: *werka(n)
lavoro, opera an. verk, ags. weorc (con regolare frattura),
as., aat. werk29 (senza II mutazione perch in presenza di
liquida come di qualsiasi altra consonante si avrebbe

29

Da questo grado deriva ance ted. wirken <germ. *werkjan.

44

La magia Unit B

affricazione che per la velare limitata ai dialetti del


tedesco superiore).
helpan (w. f. v. 24)
aiutare
etimologia verbo forte di III classe germ. *helpan, halp,
hulpum, hulpan-; got. hilpan, an. hjalpa, ags., as. helpan, aat.
helpfan.
fonetica: got. hilpan ha regolare restringimento della /e/
radicale, an. hjalpa ha frattura aat. helpfan presenta la II
mutazione consonantica con esito di affricata, il nesso /lpf/ si
semplifica per gi in aat in /lf/. In germanico sett. e occ. il
ppp. ha lapertura della vocale radicale a causa della /a/ del
suffisso : *holpan-30.
Merseburger Zaubersprche
Gli Incantesimi di Merseburgo sono stati trovati allinterno
di un codice religioso, custodito nella biblioteca capitolare di
Merseburgo (cod. 136) nella Germania centro-orientale. Il
codice, composito, contiene anche un sacramentario del IX
secolo, riportante varie formule da recitare durante la
consacrazione eucaristica o in occasione di altri sacramenti.
Sulla pagina anteriore di questa parte vennero annotate nel X
secolo le due formule magiche in una forma linguistica ibrida
con tratti sia alto che basso tedeschi.
Particolare a queste due formule la chiara suddivisione in due
parti. La prima la cosiddetta historiola, in cui si espone
brevemente un evento analogo, accaduto in una dimensione
mitica, con lintento di evocare quelle forze che allora hanno
ottenuto lo scopo voluto, in modo che questo si ripeta anche nel
presente. Anche nelle formule anglosassoni tale meccanismo
30

Cfr. ted geholfen, in inglese il verbo passato alla flessione debole.

45

Marina Cometta

presente, tuttavia non in maniera cos chiara e strutturalmente


precisa come nei due incantesimi tedeschi.
Il primo dei due incantesimi mira ad ottenere la liberazione di
un prigioniero. Tuttavia potrebbe anche trattarsi non solo di un
guerriero tenuto prigioniero dal nemico, ma anche di una
persona imprigionata da una malattia paralizzante.
La historiola del primo incantesimo di difficile
interpretazione. In sostanza fa riferimento a degli esseri
soprannaturali in grado di padroneggiare dei lacci. Poco infatti
si sa delle Idisi, esseri comunque depositari di potere magico e,
forse, di una sapienza arcana. Per certi versi esse potrebbero
essere assimilate alle matronae, divinit femminili la cui
origine pare risiedere in credenze celtiche-romane-germaniche
e il cui culto era diffuso soprattutto lungo il Reno, punto di
contatto appunto tra queste culture. Esse vengono in genere
raffigurate in triadi e vengono invocate per ottenere protezione
e prosperit.

46

La magia Unit B

La traduzione di duoder problematica, se la si intende come


qui e l, lespressione potrebbe far riferimento ai tre gruppi
di Idisi: quelle che legano, quelle che incitano gli eserciti e
quelle che hanno in mano i legami della stirpe.
Lultimo verso un chiaro scongiuro che mira a sciogliere i
lacci. Lefficacia del comando doveva inoltre essere rafforzata
da qualche gesto/scritta(?) potente, il testo si chiude infatti con
la runa /h/ < >, a cui si collega il potere di sciogliere.
Nel secondo incantesimo lhistoriola pi chiara: delle
divinit, tra cui Wodan, che la forma sassone corrispondente
al nordico Odino, si stanno recando verso un bosco, quando
improvvisamente a una di loro si azzoppa il cavallo.
Intervengono allora alcune divinit femminili, i cui nomi fanno
pensare a delle valchirie, notoriamente legate a Odino, il cui
potere magico per non sufficiente a sanare la slogatura. Solo
Odino, grazie al suo sapere superiore, in grado di ottenere la
guarigione. Alla historiola segue la formula, verosimilmente
usata da Wodan e quindi ripetuta nel presente, senza nessuna
frase di passaggio. In questo caso leffetto viene ottenuto
ordinando alle singole parti coinvolte nella slogatura di
ripristinare loriginario collegamento.
Particolare a questo incantesimo il ricorrere unico nella
produzione aat. di un certo numero di nomi rapportabili a
divinit germaniche. Phol (/Fol/) e il corrispondente femminile
Uolla (/Folla/) probabilmente derivano dalla radice germ. *fullpieno (cfr. ingl., sved., norv. full, ted. voll) e dovevano
designare qualche divinit della fertilit. Controverso invece
il significato di Balder (v. 2), la forma linguistica infatti non
pare corrispondere esattamente al nome an. Baldr, per cui
talvolta il termine stato interpretato come signore e quindi

47

Marina Cometta

come apposizione di Phol31. Che una delle infinite funzioni di


Wodan fosse proprio quella di guarire i cavalli testimoniato
anche da una serie di amuleti risalenti al V/VI secolo32.
infar wgandun (I, v. 4)
sfuggi ai guerrieri
in- far (cfr. anche nella seconda formula fuorun)
*faran significa andare, muoversi; un verbo forte di VI cl.
*faran-, fr-, frum-, faranaz: attestato in tutte le lingue
germ.: got. faran, an. fara, as., aat. faran. Esso viene ricondotto
alla radice ie. *per-/por- perforare, trasportare (cfr. it. portare). La forma di preterito plurale del II incantesimo presenta
la regolare dittongazione della // in aat.
biguol (II, vv. 3,4,5)
incant
etimologia: verbo forte di VI classe, germ. *galan, an. gala,
ags. galan, gl, glon, galen, aat. galan, guol, il verbo non
attestato in gotico e in aat. non sono attestate forme di preterito
plurale e di part. pret. Si tratta di un regolare verbo forte di VI
classe; in aat. la // subisce regolare dittongazione. Per altre
informazioni cfr. galdor (sotto wi wyrm).
conda (II, v. 5)
poteva
etimologia: germ. *kann conosco, quindi sono in grado,
posso, ha come base il grado /o/ della radice ie. *genc -, la
31

Anche la struttura dei vv. 1 e 2 sembra suffragare questa ipotesi; infatti


poco probabile che nel primo verso vengano citate due divinit che
compiono una determinata azione, e che quindi nel verso successivo se ne
citi una terza a cui accade qualcosa di completamente diverso.
32
Questa caratteristica forsa da ricollegarsi al fatto che la cavalcatura di
Wodan era un destriero a otto zampe (Sleipnir).

48

La magia Unit B

doppia nasale del germanico si spiega come esito di


assimilazione di -nc -. Presentando in germanico una radice
chiusa da una nasale pi unaltra consonante (in questo caso
ancora una nasale), il verbo preterito presente rientra nello
schema apofonico della III classe. Le forme germ. *kannkunnum- (ex-preterito singolare e plurale con significato di
presente) sono attestate in tutte le lingue germaniche senza
particolari fenomeni fonetici. La forma debole con significato
di preterito ags. ce33 <*kuna, quindi con caduta della
nasale avanti a qualsiasi fricativa sorda.
bna (II, v. 7)
osso
etimologia: la forma del testo presenta, come del resto accade
anche in altri punti della formula, una fonetica as.: bn < germ.
*bain-, aat., an. bein osso e, solo in un secondo tempo,
gamba (ted. Bein), ags. bn (cfr. ingl. bone). Si tratta di
uninnovazione del germanico, non ancora attestata in gotico,
che si sostituisce al termine di derivazione ie.: *ost-, cfr. gr.
, lat. osseum. La formazione germanica viene in genere
messa in un rapporto di corradicalit con laggettivo an. beinn
diritto, ipotizzando che essa avesse designato in origine le
ossa lunghe, per poi generalizzarsi a ossa o specializzarsi a
gamba. Anche lagg. an. rimane per senza ulteriori raffronti
con altre lingue germaniche.
bluot (II, v. 7)
sangue
etimologia: germ. *bla-, got. bl, an. bl, ags., as. bld,
aat. bluot, sangue. Il termine, diffuso in tutte le lingue germ.
non ha riscontri in altre lingue ie. Lipotesi pi accreditata
33

Quindi tutto il paradigma can, cunnon, ce.

49

Marina Cometta

interpreta il termine come un part. passato di una radice verbale


dal significato di scaturire, sbocciare, fiorire: ie. *bhl-t, da
cui deriva anche il lemma per fiore: got. blma, an. blme,
as. blmo, aat. bluomo, o ags. blstma (ingl. blossom); il
sangue dunque ci che sboccia, sgorga da una ferita,
mentre la metafora della macchia di sangue come fiore sulla
pelle troppo poetica e letteraria per essere allorigine
dellevoluzione semantica.
Va notato che non esiste una formazione comune ie. per il
sangue. I due termini latini sanguis e cruor (propriamente il
sangue rappreso) sono relativamente diffusi, essi hanno
alcune corrispondenze in greco e per la radice di cruor si ha
una continuazione anche in germ. nellagg. per crudo (la
carne cruda sanguinolenta): da *hrwaz si ha an. hrr, ags.
hraw (ingl. rough), as. hro, aat. hr (ted. roh) [per la
fonetica: in an. e as. la // ha dato regolarmente esito di //, la
/w/ caduta in an. e si vocalizzata a /o/ in as.; in ags. e aat. il
nesso ha dato luogo al dittongo au- che si regolarmente
evoluto ad ags. a- e aat. (in fine di parola) -].
Inoltre in nelle lingue germaniche antiche, il sangue pu anche
venire inteso genericamente quale liquido corporeo, cosicch lo
si trova pure designato, soprattutto con riferimento ad animali
cacciati o sacrificati, col termine che propriamente significa
sudore: an. sveiti, ags. swt, as. swt, aat. sweiz, germ.
*swait-, cfr. con altro grado apofonico lat. sudor.
probabile che questa molteplicit di designazioni sia dovuta a
concezioni tabuistiche. Lesperienza ha infatti suggerito ben
presto che la vita fosse strettamente legata al sangue. Quale
sede della forza vitale, il sangue dispensatore di forza,
unendo gli uomini fra di loro e con gli dei, esso ricorre spesso
anche nelle pratiche divinatorie e serve quale magico mezzo
terapeutico. Soprattutto il sangue di re e di santi ha questo
potere.
50

La magia Unit B

lid (II, v. 8)
membro
etimologia: germ. *lii-, got. lius, an. lir, ags. li, as. lith,
germ. *liu(z) membro, arto, giunzione, il termine viene
ricondotto a una radice ie *le=i piegare, quindi alla sua
origine pu esserci stata lidea di una struttura corporea munita
di unarticolazione.
gelimida (II, v. 8)
incollati
etimologia: ppp. di un verbo debole di I classe gelmen, tratto
dal sostantivo germ. *lma-, an., ags., as., aat. lm colla, in
an. anche gesso < ie. *le=i -m- spalmare, cfr. lat. lmus
fango, questultima accezione viene espressa dalle lingue
germaniche con laltro grado della radice: ie. *lo=i m- < germ.
*laim-, ags. lm, as. lmo, aat. leimo.
Paganesimo e cristianesimo
La commistione di elementi tradizionali/pagani con elementi
marcatamente cristiani poi ancora pi evidente in certe
formule, dove non solo lo scongiuro viene rafforzato dalla
recita di una preghiera cristiana, ma Dio viene direttamente
invocato allinterno dellincantesimo, oppure dove Cristo e i
santi si sostituiscono nellhistoriola alle divinit pagana.
Ad equum errehet
Questa formula conservata in un manoscritto del XII secolo
custodito nella Biblioteca Nazionale di Parigi (Cod. nouv. acq.
lat. 229, Bl) e offre ancora una volta un rimedio per
lazzoppamento di un cavallo. Protagonista dellhistoriola qui
nostro signore che, non senza una punta di ironia, chiede al
viandante che conduce il suo cavallo, perch non cavalchi.
Avuta la risposta, Cristo gli insegna il modo per porre rimedio
51

Marina Cometta

allinfortunio, consistente sia in parole da sussurrargli


nellorecchio sia in alcuni gesti. La formula in fatti deve in
qualche modo rimanere segreta, inoltre dallorecchio penetra
pi facilmente nel corpo e pu quindi giungere dallinterno al
male. I gesti per contro sono rivolti alla parte lesa e riguardano
sia la zampa destra, vale a dire quella pi forte sia la pulizia
di tutte e quattro, quasi a voler lavare via il male. Questa
seconda operazione, come anche le parole da sussurrare sono
esplicitate nella sezione finale in prosa che significativamente
parzialmente espressa in latino, la lingua della Chiesa che
quindi sacra e perci potente, ma che, essendo poco nota,
risulta arcana e anche per questo potente.
La formula inizia col Pater noster, quindi con un processo
analogo a quello gi visto, per essere efficace, deve
comprendere tutte le varie razze di cavalli, mentre in alcune
formule precedenti era il male che doveva essere colto nella
sua totalit, qui la formula stessa, peraltro ridotta al semplice
scongiuro che impone la guarigione, che deve valere per
qualsiasi cavallo.
ros (v. 2,5)
destriero
etimologia: germ. *hursa-/hrus-: an. hross, ags. hors, as. hross,
aat. hros, ros. Le varie forme germaniche presentano un
fenomeno di metatesi che distingue lags. dalle altre lingue;
non tuttavia chiaro quale sia stata lesatta forma di partenza.
Varie sono infatti le proposte di etimologia:
 collegato con un vb. deb. an. hrata, ags. hratian cadere,
affrettarsi, cfr. con significato intensivo-iterativo anche
ingl. to rattle e ted. rasseln, si tratterebbe quindi ancora di
una designazione che si riferisce alla qualit di corridoresaltatore dellanimale,
52

La magia Unit B

collegato col vb. lat. curro correre e mat. hurren


muoversi velocemente, quindi con unevoluzione
semantica simile alla precedente,

stata inoltre notata una corrispondenza col termine finnico


orih/oris dal medesimo significato, e quindi ipotizzata sia
per esso che per i termini germ. una base sarmatica *vrsn-;
in tale caso avremmo allora un prestito in germanico da
questo gruppo linguistico in relazione appunto al fatto che
lallevamento di cavalli si sviluppato presso le
popolazioni dellEuropa orientale .

ziuhez (v. 9)
tiri, conduci
etimologia: II pers. sg. di ziohan, germ. *teuhan, got. tiuhan,
an. (solo ppp. togenn), ags. ton, as. tiohan, ie. *deuk- (cfr.
lat. ducere, it. con-durre).
fonetica e morfologia: gli esiti del dittongo sono da manuale; si
noti la II mutazione in aat. e la caduta di /h/ intervocalica in
ags. con conseguente contrazione della vocale della
terminazione con il dittongo radicale. Verbo forte di II classe
che presenta anche alternanza grammaticale: germ. *teuhan,
tauh, tug5um-, tug5anaz, il ppp. presenta inoltre in an. e nel germ.
occidentale labbassamento della /u/ ad /o/ (grado zero della
radice), cfr. la forma an. e aat. zogan.
cesewen (v. 11)
destro
etimologia: aat. zes-e-we, con epentesi da un pi antico
ze(h)swe, risale a germ. *tehsw- < ie, *deksu -, la formazione
attestata ancora solo in got. tahswa (con esito basso della
vocale radicale); si tratta probabilmente della designazione
53

Marina Cometta

originaria per destra, che pure deriva da questa radice


mediante il suffisso di opposizione ter-.
buoz (v. 12), buozta (prosa)
miglioramento, rimedio - guarisse
etimologia: da germanico *bt-, deriva got. bta, an. bt, ags.
bt, as. bta, aat. buoza, questultima forma presenta la
regolare dittongazione di // e lesito di fricativa sorda della
dentale per II mutazione consonantica. Dal sostantivo deriva il
verbo debole di I classe *btjan, si notino le forme an. b' ta e
ags. btan con regolare metafonia. La radice presenta
unalternanza apofonetica di VI classe (serie pesante) germ.
*bat-/bt- <ie. *bh d-/bha d-(>bhd) e indica qualcosa di
positivo, di buono. Essa anche alla base di germ. *batiz-, da
cui vengono tratte le forme supplettive di comparativo e
superlativo di *gaz buono:
comp.
sup.

germ.
got.
*batiz- batiza
*batist- batists

an.
ags.
as.
betre betera betera
beztr bet(e)st bezt

aat.
bezziro
bezzist

si noti che nelle forme qui sopra riportate il segno <z> ha valori
differenti: in germanico e in gotico indica la sibilante sonora
esito della legge di Verner, in an. e as. laffricata dentale esito
di contrazione fra locclusiva dentale sorda e la sibilante sorda,
in aat. la sibilante sorda esito di seconda mutazione
consonantica. La vocale palatale del suffisso pu subire
indebolimento o sincope. Come in altri casi di gradi di
comparazione supplettiva, la forme di migliore e ottimo
vengono tratte da una base avverbiale aggiungendo a questa le
terminazioni della flessione (debole per il comp. e forte per il
sup.): germ. *batiz meglio, la forma gi contrassegnata dal
suffisso tipico del comparativo germ *-iz; analogamente la base
del superlativo presenta il suffisso *-ist-.
54

La magia Unit B

semantica il significato di germ. *bt- parte quindi da


unaccezione di miglioramento, vantaggio; esso diviene
quindi, soprattutto nel germ. occidentale, un termine tecnico
per risarcimento, vale a dire per quella prassi giuridica che
mirava a sostituire il diritto alla vendetta di chi aveva subito un
torto, con quello ad ottenere dallautore delloffesa una
ricompensa in beni materiali che, appianando il danno subito,
migliorasse la situazione di temporaneo svantaggio in cui
veniva a trovarsi chi aveva subito laffronto, ristabilendo cos
la precedente situazione di benessere. Le leggi germaniche
regolano
minuziosamente
lentit
del
risarcimento,
rapportandola sia alla gravit del danno subito sia alla
posizione sociale delloffeso. In ambito cristiano poi, il termine
pu designare la penitenza, vale a dire il risarcimento che
il peccatore deve a Dio per rimediare alle sue mancanze.
got (prosa)
Dio
etimologia: got. n., gu; an. gu (n.)/ gur (m.); ags., as. m.,
god, aat. m., got; germ. *g5ua-; il termine col significato di
dio solo germanico; in genere si ipotizza una formazione
participiale col suffisso ie. *-t (> germ. *-a- per legge di
Verner) su una base verbale ie. *ghu-; quanto al significato di
questa radice vengono avanzate le seguenti proposte:




invocare, il dio quindi quale essere invocato; viene citato


in proposito lattributo sanscrito puru-htas riferito ad
Indra col significato appunto di molto invocato;
tributare un sacrificio, il dio colui a cui si sacrifica;
fondere, il riferimento qui allidolo fuso in metallo
prezioso.

fonetica: le forme germaniche presentano regolare evoluzione


della spirante sonora dentale; talvolta in an., sempre in germ.
55

Marina Cometta

occ. si ha inoltre apertura della vocale radicale per la /a/


tematica.
semantica: dato il genere originariamente neutro, probabile
che il termine germanico, designasse in un primo tempo
unentit divina non meglio definita, solo quando questa entit
assunse le caratteristiche del Dio cristiano, il termine divenne
di genere maschile. Nella denominazione dellEssere Supremo
conosciuto attraverso il Cristianesimo, i Germani seguirono
una via autonoma. In epoca pagana esistevano designazioni
generiche per gli dei, che noi conosciamo grazie alla tradizione
nordica. Fra la pi frequenti si citano:



regin, n. pl. letteralmente coloro che decidono, che


tengono consiglio sulle sorti degli uomini (cfr. got. ragin
decisione);
tvar, m. pl. corradicale al nome del dio *twaz, an. Tr,
ags. Tg, aat. Zio; il termine interessante poich della
medesima radice del greco e del latino deus e quindi
della denominazione utilizzata dalle lingue romanze per
designare Dio; la radice ie. *de=i -, indicava luminosit
(cfr. lat. dies giorno), la divinit appellata in questo modo
era quindi una divinit celeste, luminosa.
ho
3 pt, bond, pure due neutri pl. derivati da radici che
indicano un legame; il processo semantico perci quello
che ritroviamo nel termine religione (lat. religio).

I Germani non scelsero dunque la via del calco, utilizzando una


delle designazioni pi note e modificandone il significato sul
modello del latino, n quella di un semplice prestito; bens
coniarono un nuovo termine. La sua diffusione in tutte le
lingue germaniche attesta una grande antichit della
formazione, forse addirittura precedente alla cristianizzazione
vera e propria; pare dunque che essi abbiano percepito che
56

La magia Unit B

quella divinit adorata da altre popolazioni e di cui essi


iniziavano ad avere notizia, fosse completamente diversa da
quelle pagane. Anche la scelta di un termine poco usato ed
essenzialmente oscuro depone a favore di una coniazione
autoctona, non influenzata dal lessico dei missionari, questi
infatti tendevano ad usare se non i prestiti, almeno termini dal
significato pi palese, che gi di per s avrebbero alluso a
qualche caratteristica del nuovo Dio.
Lorscher Bienensegen
Lassimilazione di taluni incantesimi al Cristianesimo si
completa nella loro trasformazione in benedizioni. Questa,
trovata in un manoscritto conservato nel monastero di Lorsch,
mira a impedire che le api sciamino lontano dallalveare
perdendosi nel bosco.
Questa formula venne annotata nel X secolo capovolta nel
margine inferiore di manoscritto riportante lapocrifa Visio St.
Pauli, annotata nel IX secolo. Il manoscritto venne redato in
zona renana e a partire ca. dal 900 fu conservato nella
biblioteca del monastero di Lorsch (nellodierna Assia), dove
probabilmente venne inserita la nostra formula.

57

Marina Cometta

Nel XVI secolo il codice venne portato nella biblioteca palatina


di Heidelberg e, nel secolo successivo nella Biblioteca
Apostolica Vaticana, dove ottenne la segnatura Pal(atinus)
lat(inus) 220 (la nostra benedizione si trova al fol. 58r).
Nella prima sezione il padrone delle api si rivolge a Cristo
annunciandogli con levidente intento di raccomandarlielo
che lo sciame uscito dallarnia, si indirizza poi alle api
(propriamente a una singola ape come pars pro toto),
invitandole a volare qui, cio a non allontanarsi troppo, e a
tornare a casa sane e salve con la protezione divina.
La seconda parte quanto rimane dello scongiuro strutturato
in una serie di imperativi, che per non sono frutto della
semplice volont dellapicultore, ma di un comando della
Madonna: la parola quindi non pi sufficiente da sola, deve
piuttosto essere formulata direttamente da Cristo o da Maria; a
differenza delle altre formule, quindi, non basta che
lincantesimo sia stato un tempo espresso da un dio, e ora possa
venire ripetuto con la medesima efficacia, ma sempre
necessario lintervento diretto della divinit. E che si tratti non
di obbedire allingiunzione delluomo ma di seguire un
ordine superiore, viene ribadito nellultimo verso: il ritorno
delle api corrisponde alla volont divina che ha stabilito che
fossero utili al sostentamento delluomo.
Fridu frno (v. 3)
nella pace del signore
fridu
da germ. *friuz derivano le seguenti attestazioni: in got. il
termine attestato solo in nomi di persona p.es. Fria-reiks,
an. frir, as. frithu, ags. freou- pace, sicurezza, protezione,
aat. fridu, da una radice ie. *pre=i - / pri- amare; fra le varie
attestazioni germaniche della radice, si citano:
58

La magia Unit B

germ. *frijn-, got. frijn, an. frj, ags fron, as. friohan
(con /h/ epentetica) amare,

germ. *fr-, got. freis, an. frjls (contratto da fr-hals), ags.,


as., aat. fr libero.

fonetica e morfologia: freou un tema in u-, la vocale


tematica si conserva dopo radice breve e in ags. pu provocare
la metafonia velare della vocale radicale (pi anticamente il
termine era friou), sono per attestate anche forme prive di
metafonia: friu.
semantica: In germanico ie. *pr- sviluppa termini di grande
pregnanza religiosa e giuridica. Il concetto di amare si
specializza ad indicare quello strettissimo vicolo di solidariet
che accomunava tutti i membri della stirpe (Sippe); essa
garantiva loro sicurezza e prosperit (freou, cfr. tedesco
Friede pace), il termine nordico (frir) designa per qualcosa
di pi rilevante: il frir quella forza soprannaturale, legata
allequilibrio della vita naturale e allarmonia interna della
stirpe, che preside al prospero sviluppo della comunit stessa e
dei singoli appartenenti ad essa; espellere un essere dalla
comunit, significava togliergli il frir, privarlo quindi della
base stessa della sua esistenza; non pi protetto dalle forze
benefiche ma privato anche, concretamente, del sostegno e
della protezione della Sippe, egli era preda dei nemici e degli
elementi ostili. Era questa la pena peggiore prevista dal sistema
giuridico germanico e riservata a chi si fosse macchiato di
gravi delitti contro la stirpe stessa34. Per contro, in seno alla
stirpe lindividuo poteva godere di tutti quei diritti che
lappartenenza ad una comunit gli garantiva, era libero (cfr.
tedesco frei, inglese free). Si noti infine che levoluzione di
questa radice verso unaccezione di libero presente anche
34

Essa viene designata col termine tecnico tedesco di Friedlosigkeit.

59

Marina Cometta

in celtico, si tratta quindi di uninnovazione di questi due


gruppi linguistici che riflette evidentemente una comune base
culturale.
frno
in germanico il termine poteva presentare sia il normale
suffisso tematico in nasale, sia quello ampliato *frawan / *frawjan signore: dalla prima forma proviene ags. fra as.
fr(ho) e aat. fr, dalla seconda got. frauja, an Freyr (nome di
un dio), ags. frega, as. fri.
fonetica e morfologia: il maschile un tema in wan- o wjan-,
ags. fra e as., aat. fr derivano dalla forma con il suffisso
senza la semivocale palatale, la semivocale labiale del suffisso
tematico ha formato dittongo /au/ con la vocale radicale dando
poi regolarmente esito /a/ per lags. // per las. e anche per
laat. poich il dittongo venuto a trovarsi in fine di parola, le
forme flesse, come quella del testo, conservano la nasale del
suffisso; nella forma friega si ha metafonia palatale del
dittongo come anche in an. Freyr nonch la grafia <g> per
la semivocale palatale.
semantica: Il termine da intendersi quale derivazione dalla
radice ie. *pro- avanti, via; perci corradicale a lat. primus,
germ. *fruma- < ie. *prm
; : got. fruma, as. formo e ags. forma,
(entrambi con metatesi), aat. fruma e *furista- <*ie. *pr; + il
suffisso di superlativo ist-: an. fyrstr, ags. fyrst (sia in an. che
ags. si verificata la metafonia palatale sulla vocale radicale),
as., aat. furist; il signore dunque colui che occupa una
posizione di preminenza.
Facendo riferimento ai connotati sacrali che presso le
popolazioni antiche spesso accompagnavano la figura del capo,
Marstrander ha proposto una ricostruzione germ. *fra-au(j)an
da confrontarsi con ai. pra-avati proteggere, custodire, si
60

La magia Unit B

tratterebbe di un composto che indicherebbe il capo quale


incarnazione di una divinit protettrice.
Got. frauja, ags. fra, as. e aat. fr sono i primi termini che il
germanesimo utilizz quale appellativo del Dio cristiano con
significato di signore. Il conio risale ad unepoca antica,
precedente alla cristianizzazione del Nord, infatti le lingue
scandinave antiche non attestano luso di un derivato da questa
radice con riferimento al Dio cristiano, ma solo quale
appellativo e quindi nome proprio di una divinit pagana.
in munt godes (v. 3)
sotto la custodia di Dio
etimologia: germ. *mund- continua senza particolari fenomeni
fonetici nelle varie lingue (si noti solo lindurimento in aat.). Il
significato va da mano a protezione, sicurezza. Dalla
forma germanica si risale a ie. *mn; ta-, da un altro grado
apofonico deriva italiano mano (lat. manus); il passaggio
semantico da mano a protezione collegato con la ricca
simbologia della mano (destra): impugnando unarma ci si
difende, alzando la mano si giura affermando un proprio diritto
e cos via35
fonetica: si noti la legge di Verner sulla dentale che chiude la
radice.
gisunt heim zi comonne (v. 4)
salve a casa venire
gisunt:
etimlogia: formazione limitata al germanico occidentale, ags.,
as. ge-sund, si noti quindi il consueto indurimento della dentale
in aat. Il termine tratto dal grado zero della radice analizzata
35

Si pensi al gesto di imporre le mani e ai suoi numerosi significati o


ancora alla nostra locuzione: avere in mano/pugno qualcosa.

61

Marina Cometta

sotto swre < ie. *su ent-, germ. *sund- deriva quindi dalla
forma ie. *su n; t- sulla quale si verificata la legge di Verner.
heim
etimologia: da germ *haimaz deriva got. haims villaggio, an.
heimr patria, mondo, as. hm, ags. h~m, aat. heim patria; la
forma di accusativo sing., assume valore avverbiale di moto a
luogo e indica a casa, analogamente il dat. sg. esprime lo
stato in luogo. Il termine tratto, mediante un suffisso in
nasale, dalla radice ie. *ke=i / koi riposare.
comonne
forma flessa dellinfinito koman
etimologia: got. qiman, an. koma, ags. cuman, as. kuman, aat.
queman, germ. *kweman / *kuman, ie, *gu=em- venire (che
pure deriva dalla stessa radice, con semplificazione della
labiovelare a /u=/>/v/).
fonetica e morfologia: verbo forte di IV classe; mentre got. e
aat. presentano regolarmente allinfinito il grado normale in
/e/36, il nordico e le lingue ingevoni partono dal grado zero. Il
gotico presenta la normale grafia <q> per la labiovelare e
lesito alzato ad /i/ della /e/ radicale. La forma an. attesta
lapertura della /u/ ad /o/. Il paradigma germ. *kweman /
*kuman, kwam, kwmum-,kuman-.
Hurolob ni habe d (v. 7)
permesso [di andartene] tu non abbia
etimologia: forma corrotta da aat. urloub, germ. *uz-lau)b-: ags.
laf, as. orlf, sostantivo tratto dal grado ie /o/ di una radice ie.
*leu -/lou -/lu (schema apofonico di II classe), si tratta di una
36

La forma di ted. mod. kommen presenta una contrazione a /ko/ del nesso
/kwe/.

62

La magia Unit B

radice molto produttiva il cui significato originario era


probabilmente sciogliere, liberare. Dal grado germ. /a/ deriva
anche un verbo debole di I classe germ. *-lau)bjanpermettere/credere: got. uslaubjan, an. leyfa, ags. lefan,
aat. irlouben approvare, permettere (originariamente, forse,
in relazione a questioni sorte nellassemblea).
fonetica: si noti la grafia di <f> per la fricativa labiale sonora in
an. ags. e as., gli esiti del dittongo sono da manuale; nel verbo
intervenuta la metafonia palatale in an. e ags.
semantica: interessante levoluzione semantica del
sonstantivo a partire dalla fase medievale: nel mat. il
significato di permesso si specializza nel permesso di
allontanarsi37 che il cavaliere chiedeva alla dama o al suo
signore, in epoca moderna tedesco Urlaub il permesso di
allontanarsi dal lavoro, vale a dire le ferie, le vacanze,
mentre per esprimere il permesso in generale il tedesco usa
un pi recente derivato verbale (Erlaubnis). Un procedimento
analogo si ha pure in inglese, dove una forma parallela lafe
assume pure laccezione di permesso di andarsene e quindi
semplicemente di commiato: ingl. leave e to leave partire,
abbandonare.
Wiener Hundesegen
Questa benedizione stata annotata sul fol 107r di un
manoscritto del X secolo contenente alcune vite latine di
martiri (passiones) e stilato alla corte di Ludwig der
Deutsche38. Il codice custodito ora nella sterreichische
Nationalbibliothek di Vienna (Codex 552).
37

Laccezione gi presente nel nostro testo.


Luigi il tedesco uno dei tre nipoti di Carlo Magno che si divisero
limpero, come dice il nome, Luigi divenne il primo re della parte orientale
tedescofona.
38

63

Marina Cometta

La formula, tradita ormai solo nella forma prosastica mira a


proteggere i cani dal cadere preda di lupi. Probabilmente
lincantesimo ha avuto origine nellambito dei pastori, per i
quali i cani costituivano un aiuto indispensabile.
probabile che anche questo testo contenesse una historiola,
che per qui appare solo accennata e i cui protagonisti sono
Cristo e uno dei Santi pi popolari. Laffermazione che Cristo
nacque prima del lupo e del ladro39 non solo rimanda allinizio
dei tempi, quindi a una dimensione mitica, ma sottolinea il
potere di Cristo che, essendo venuto in essere prima del lupo e
del ladro, loro superiore. La menzione di San Martino come
pastore di Cristo introduceva forse lhistoriola, di cui per non
rimane traccia. Lattribuzione di questa qualifica a Martino,
non ha particolari riscontri nella tradizione agiografica di
questo santo, ed dovuta probabilmente alla grande popolarit
di cui godeva nel Medioevo. Questa sua qualifica appare
peraltro una logica conseguenza dellambiente pastorale a cui
sarebbe da ricollegare la benedizione. Il meccanismo il
consueto: sia gli animali da proteggere che i loro nemici
vengono colti nella loro totalit, qui concentrata nei due generi
di maschio e femmina, anche la protezione invocata deve
estendersi ovunque i cani possano trovarsi: nel bosco, lungo la
strada, nella brughiera.
diob
ladro, se colui che ruba le anime: diavolo
etimologia: da germ. *eub) a- derivano: got. iufs, an. jfr,
ags. of, as. thiof, il termine deriva mediante legge di Verner
da una radice ie. *teup- accucciarsi; probabilmente il
39

La traduzione proposta nella dispensa dei testi per diob diavolo, in


quanato ladro di anime, per altro diob potrebbe anche essere una
contrazione della forma antica per diavolo.

64

La magia Unit B

concetto quello del ladro che si accuccia da qualche parte per


nascondersi.
fonetica: gli esiti del dittongo sono da manuale come anche
lesito della fricativa dentale sorda, si noti lassordimento della
fricativa labiale in gotico e la sua grafia di <f> in an., ags., e as.
walten
reggere, governare
etimologia: germ. *waldan, got. waldan, an. valda, ags.
wealdan, weold, weoldon, wealdan, as. waldan, aat. waltan (wialt - wialtum - ) dominare, reggere. verbo forte di VII
classe
morfologia: Si ricorda che i verbi di VII cl. con vocale radicale
-a- allinfinito, hanno al pret. rispettivamente in an. e as. /-e-/,
in ags. /-eo-/ e in aat. lesito di /2/.
In an., tuttavia, il verbo al preterito ha sostituito le forme forti
di VII classe con una formazione debole tratta dal grado zero
della radice *wula-: olla; questa forma si spiega con la caduta
della semivocale iniziale avanti vocale velare, labbassamento
di /u/ ad /o/ a causa della terminazione e lassimilazione della
// alla liquida precedente.
La forma an. del preterito *wula- per fa supporre un caso di
alternanza grammaticale: la dentale ie. sarebbe stata /t/ che
avrebbe presentato lesito di Verner in origine solo al preterito
plurale e del participio preterito e poi, in un secondo momento,
tale esito si sarebbe esteso a tutto il paradigma; mentre *wulamostrerebbe lesito di Grimm, infatti in an. solo la fricativa
dentale sorda che pu assimilarsi alla liquida precedente.
commento al testo: il verbo sembra suggerire che siano Cristo e
soprattutto il suo pastore e guidare i cani anche nel presente.

65

Marina Cometta

scedin
danno
etimologia: da germ. *skaan- derivano: an. skai, ags. sceau,
as. skatho, la forma gotica skais, appartiene a unaltra classe
tematica.
fonetica: la forma del testo presenta una metafonia palatale
dovuta ad un suffisso leggermente diverso. Si noti la grafia ags.
che esprime la palatalizzazione del nesso /sk/.
loufan
correre
etimologia: germ. *hlaupan, got. -hlaupan, an. hlaupa, ags.
hlapan, as. *hlpan; senza sicuri raffronti con lie.
fonetica e morfologia: gli esiti del dittongo sono regolari, in
aat. si verificata la caduta dellla velare iniziale. Verbo forte di
VII classe con base velare, di conseguenza il preterito
caratterizzato dal vocalismo germ. /eu/, per cui an. hljp, ags.
hlop, as. *hliop40, aat. liof; in gotico non sono attestate le
forme di preterito, che di norma dovrebbero presentare la
reduplicazione.
Ne forstolen
La formula intende prevenire qualsiasi tipo di furto in
particolare del bestiame. La formula particolarmente
complessa.
 Luomo pensa (invoca) dapprima tre figure della
tradizione cristiana: Erode che cerc invano di uccidere
Ges (come vano deve essere il tentativo del ladro),
SantElena che ritrov la croce di Cristo (cos deve essere
possibile ritrovare il bestiame eventualmente sottratto) e
40

Lunica forma attestata il plurale hliopun

66

La magia Unit B

infine Cristo stesso, in parallelo seguono poi tre azioni


volte a conservare il bestiame: il tenerlo sotto controllo, il
proteggerlo da ogni tipo di danno e infine di custodirlo
amorevolmente affinch non venga sottratto.
Si invoca poi un certo Garmund, intendendo forse il
capostipite della famiglia regale merciana (citato anche nel
Beowulf), sotto il cui regno il paese godette di un lungo
periodo di prosperit. Altri interpretano il nome come
variante gallese di San Germano. Ci per che qui conta
che sia un guerriero/servo di Dio il cui nome significa
colui che custidisce la lancia(si veda in propostito
letimologia di egan): Anche Garmund viene invocato
affinch governi e custodisca i cani (si noti ai vv 10s.
ancora una volta literazione variata del concetto di
custodia).
Segue lo scongiuro, meglio una vera e propria maledizione
contro chi tenti il furto, pure articolata i vari momenti:
- Il ladro non potr trovare alcun luogo dove nascondere
la refurtiva (affermato con una triplice ripetizione) e
quindi sottolineato dal comando che egli non potr mai
trarre giovamento dalla sua azione.
- Viene poi evocata la capacit di conoscere leventuale
potere del ladro che potrebbe permettergli di celare la
refurtiva; ma, conscendo questo potere, si pu
vanificarlo, (cfr. v. 17, con la triplice allitterazione e i
due termini corradicali mF gen e mihta nel primo
semiverso).
- Solo, chi recita questa formula avr il suo potere il ladro
stesso, tanto da poterlo completamente annientare.

age (v.1)
posseggo
67

Marina Cometta

$ um-: an. ,
etimologia: verbo preterito-presente: germ. *aih, aig
eigom, tta, got. aih, aigum, aihta, ags. ~ h, ~ gon, ~ hte, as. -,
gun, hta, aat. -, eigun, -; la radice presente col medesimo
significato anche in lingue ie. dellarea orientale. Alla base c
forse una radice attestata anche nel greco afferro,
prendo, da cui il significato risultativo-perfettivo di
possiedo.
fonetica e morfologia: tutte le forme hanno come base germ.
*aih-/aig5 -, gli esiti del dittongo sono quelli regolari nelle varie
lingue germ., con la seguente particolarit in an.: le forme con
// sono esito di monottongazione causata dalla scomparsa
della consonante velare. Al plurale la velare ha subito legge di
Verner.
Loriginale classe apofonetica non chiara: sulla base
dellassenza di un alternanza vocalica tra singolare e plurale si
era in un primo tempo ipotizzata una VII classe forte, priva
per della reduplicazione anche in got. Contrasta con questa
ipotesi soprattutto la presenza dellalternanza grammaticale,
che farebbe piuttosto propendere per una prima classe, ove
per il vocalismo del singolare si sarebbe esteso per analogia
molto presto anche al plurale. Difficile per pensare in
unepoca cos antica ad un fenomeno di analogia che oltretutto
avrebbe toccato anche lastratto in ti-, germ. *aihtiz.
semantica: nelle lingue germaniche laccezione di possedere
di questo verbo sottolinea soprattutto laspetto giuridico,
mentre *ha)b n (>ingl. to have, ted. haben) esprimeva
prevalentemente il dato di fatto del possesso. Le due accezioni
tendono per a confondersi e spesso nel preterito-presente il
significato si svilisce e *aih- pu svolgere anche le funzioni
dellausiliare. La radice d luogo a numerose formazioni il cui
significato sempre collegato con lidea del possesso. Tra di
esse si cita germ. *aihtiz propriet, got. aihts, ags. F
6 ht (con
68

La magia Unit B

esito del dittongo metafonizzato), as. aat. ht. In an. invece il


termine Ftt significa stirpe, indica cio tutti quelli che
appartengono al medesimo gruppo.
geohte /ene (vv. 3,4/5)
I pers. preterito / I pers. presente di enan
etimologia: verbo debole di I classe *ankjan-, got. agkjan (in
gotico il nesso /nk/ viene reso con grafia <gk>); an. ekkja
(metafonia palatale sulla vocale radicale e assimilazione del
nesso /nk/, il significato di riconoscere, sapere), ags.
enan (metafonia palatale sulla vocale radicale e
palatalizzazione della velare /k/), as. thenkian (metafonia
palatale sulla vocale radicale, grafia <th> per la consonante
iniziale); aat. denken (metafonia palatale sulla vocale radicale,
evoluzione a /d/ della //).
morfologia: Le irregolarit delle forme moderne si spiegano
con alcune particolarit fonetiche antiche: in questo verbo, in
tutte le lingue germaniche antiche, la dentale del preterito si
univa direttamente alla radice, di conseguenza nessuna lingua
presentava al preterito la metafonia palatale; inoltre il nesso
che veniva a formarsi /kt/ (*ank-ta) passa per dissimilazione
ad /ht/ (*anh-ta), a sua volta la /h/ provoca la caduta della
nasale precedente con conseguente allungamento di compenso
della vocale radicale: *h-ta, ted. dachte, per linglese va
tenuto conto che la caduta della nasale provoca una
nasalizzazione della /a/ radicale che viene segnata come <>:
hte, ingl. tought; inoltre linfinito inglese think risulta dalla
contaminazione col corradicale ynan sembrare, la moderna
pronuncia occlusiva della velare finale dipende da
unestensione analogica di forme del paradigma ove anche in
ags. non avveniva la palatalizzazione, favorita pure
dallinflusso della forma nordica (si ricorda che nellVIII-IX
secolo in Inghilterra vennero costituiti numerosi insediamenti
69

Marina Cometta

di popolazioni nordiche, le cui


influenzarono le parlate inglesi).

abitudini

linguistiche

egen (v. 8)
uomo, guerriero
etimologia: germ. *eg5naz: an., ags. egn, as. thegan, aat.
degan ragazzo, servo, uomo, guerriero, ie. *tek- generare,
cfr. gr. bambino, ragazzo; levoluzione semantica del
germanico si spiega con la condizione del giovane che era
sempre in posizione subalterna; divenuto adulto per riceve le
armi e diviene guerriero, sia nellambito della sippe, dove ogni
uomo adulto e libero si caratterizza proprio per la sua capacit
di portare le armi, sia nellambito della *druhtiz, dove il
giovane dapprima scudiero di un guerriero pi esperto.
fonetica: si noti la legge di Verner sulla consonante velare; le
forme as. e aat. presentano una /a/ epentetica, levolozione
della fricativa sorda dentale da manuale.
Gemyne u, mucgwyrt
Questa lunga formula tradita dal Lacnunga generalmente nota
come lincatesimo dellle nove erbe. La complessit formale e
concettuale tale da fare eventualmente supporre che si tratti di
un testo assemblato da diversi passi un tempo indipendenti.
Anche la sucessione dei singoli brani pare non essere quella
originaria, si tratta infatti sicuramente di una copia da un
manoscritto precedente ed probabile che durante il processo
di trascrizione alcuni versi siano stati invertiti o anche
tralasciati.
Inoltre anche lesatto numero e lidentificazione delle varie
erbe citate sono tuttaltro che sicuri.41 Lascia soprattutto
41

Le traduzioni proposte nellappendice della dispensa dei testi sono quindi


solo una delle possibili interpretazioni.

70

La magia Unit B

perplessi il fatto che nella parte in prosa vengano citate erbe


apparentemente differenti da quelle elencate nella parte in
versi, tanto che si pensa che si tratti, nonostante le apparenze,
di sinonimi.
Per la mentalit medievale era importante distinguere, ai fini
della cura di malattie o altre affezioni fisiche, due tipi di
veleno. Da un lato c quel veleno che colpisce uomini e
bestiame provenendo da serpi o altri vermi, dallaltra c
invece un veleno che viene trasportato dal vento (veleno alato o
contagio). Se la malattia era in qualche modo chiara, si trovava
il rimedio in qualche formula specifica a cui si univa una
ricetta di erboristeria. Nellincantesimo delle nove erbe tuttavia
questa specificit viene a mancare, pare quindi trattarsi di un
procedimento onnicomprensivo da usare quando il male non
poteva venire diagnosticato con sicurezza. Questa singolare
combinazione di scongiuro, incantesimo e nella prosa
conclusiva di ricetta doveva quindi offrire un mezzo molto
potente per ottenere la guarigione.
Il testo si struttura su una serie di invocazioni che il mago
rivolge alle nove erbe, evocando il loro potere essenzialmente
contro ogni sorta di veleno o contagio.
Spesso in queste invocazioni si fa riferimento a elementi
mitologici di difficile interpretazione, che inoltre, soprattutto
nella parte finale, si intersecano e sovrappongono a una
terminologia cristiana.
Esempio evidente in questo senso sono i versi 37-40. Drihten
signore abbiamo visto essere ormai univocamente usato per
il Dio cristiano, come anche lespressione halig on heofonum
santo nei cieli, ma profondamente ambigui sono laggettivo
witig sapiente e laccenno al fatto che il signore rimase
appeso. Certo anche Dio sapiente e Cristo rimasto appeso
alla croce, ma la sapienza, intesa come conoscenza
universale caratteristica di Odino, che, come racconta il
71

Marina Cometta

carme eddico degli Hvaml, rimase appeso per nove notti


allalbero sacro Yggdrasill per poi ridiscendere e raccogliere le
rune ottenendo cos la sapienza:
Lo so io, fui appeso
al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a inn,
io stesso a me stesso,
su quell'albero
che nessuno sa
dove dalle radici s'innalzi.
Con pane non mi saziarono
n con corni [mi dissetarono].
Guardai in basso,
feci salire le rune,
chiamandole lo feci,
e caddi di l.42

Chiaramente riferito a Odino (Woden) sono poi i versi 32s.,


secondo i quali, il dio prese 9 wuldortanas43 rami di gloria
(rami lucenti) con i quali dilani il serpe avvelenatore. Con
questa espressione il testo potrebbe alludere a dei caratteri
runici (in an. stafar bastoncini) con i quali incanta,
sconfiggendolo, lanimale malefico.
A partire dal verso 45 si ha quindi un vero e proprio scongiuro
che segue lusuale struttura onnicomprensiva che si conclude
prima con laccenno al potere di Cristo che domina ogni tipo di
malattia e quindi con laffermazione da parte del mago del
proprio potere, dato che lui solo conosce quel luogo percorso
42

Str. 138s. dalla parte detta Rnatal.


Il numero 9 ricorre spesso in questo incantesimo: il numero perfetto
(3x3) noto a molte religioni.
43

72

La magia Unit B

da violente forze magiche in grado di inghiottire e annullare il


veleno che il mago si appresta a scacciare.
regenmelde (v. 2)
potente dichiarazione termine composto da:
regin
etimologia: germ. *rag5ina divinit morfologicamente un
sostantivo neutro plurale, ha quindi valenza di collettivo e
appartiene ad un ambito concettuale che considera gli dei come
entit superiori senza particolari connotazioni individuali.
Il termine variamente attestato sia a s stante sia in composti:
 got. ragin consiglio, decisione;
 run. (Noleby-Fyrunga, ca. 600 d. C.) raginakuo che
provengono dai regin detto di alcune rune che vengono
incise;
 ags regn- potente;
 as. reginogiskapu cio che viene forgiato, destino;
 nella Lex salica infine si ha raginburgius giudice
La radice viene ricondotta mediante legge di Verner a una base
ie. *rek- / rok- sistemare, ordinare. Da questo concetto di
base si evolvono quindi accezioni giuridiche (ci che viene
ordinato, deciso in merito a una determinata situazione) che
religiose (ci che viene ordinato, deciso relativamente
allesistenza, destino, si noti che in russo attestato un termine
rok destino), in questo caso entrano in gioco forze che
conferiscono particolari poteri (cfr. liscrizione runica e
laggettivo ags.).
melde
dichiarazione

73

Marina Cometta

etimologia: termine attestato solo nel germanico occidentale,


senza particolari fenomeni fonetici; anche i raffronti con altre
lingue ie. sono dubbi.
ttre (v. 5)
veleno forma flessa di ttor
etimologia: la forma ags. presenta una geminazione da /r/ e
conseguente epentesi tra la geminata e la vibrante, per cui si
ricostruisce germ. *aitraz, an. eitr, as. ttar, aat. eit(t)ar. La
radice ie. *oid- designava un tumore purulento e quindi
velenoso.
fonetica: gli esiti del dittongo sono regolari.
cwene (v. 10)
donna
etimologia: got. qino, an. kona, ags. cwene, as., aat. quena,
germ. *kwen-n (sostantivo con tema in nasale); si tratta di una
delle pi antiche designazioni germaniche per donna, il
termine sopravvive ancora nelle lingue scandinave e in inglese,
per con una specializzazione semantica: queen regina, la
radice, sempre con significato di donna attestata anche in
alcune altre lingue ie., soprattutto orientali.
fonetica e morfologia: la forma nordica kona potrebbe spiegarsi
come esito di contrazione tra la /w/ della labiovelare e la
vocale radicale. Si noti il regolare innalzamento in gotico.
wuldortanas (v. 33)
luminosi/gloriosi rami, termine composto da:
wuldor
fama, splendore, gloria, onore
etimologia: il termine attestato forse anche in got. wulrs
valore< germ. *wulr-iz, la forma ags. wuldor presenta
74

La magia Unit B

perci una regolare occlusione della fricativa sorda dopo /l/ ed


epentesi di /o/ fra la dentale e la /r/ finale. Corradicali sono:
got. wulus magnificenza, e il nome di una divinit an. Ullr
(caduta della semivocale iniziale e assimilazione della fricativa
dentale alla liquida). La radice ie. *u=;l grado zero di *u=elvedere, apparire, cfr. lat. vultus volto, apparenza. Il
significato dei termini germanici parte quindi dallaccezione
visiva dello splendore. Ullr sarebbe dunque il dio splenente;
di questa divinit si sa poco, doveva in qualche modo essere
legata alla sacralit dei giuramenti in quanto si giurava su un
anello di Ullr. Daltra parte la sua immagine incisa nella
pietra runica di Bksta nellUppland svedese lo rappresenta
armato di arco e con degli sci ai piedi:

tnas
an. teinn ramoscello, germ. *tainaz, got. tains, ags. tn, as.
tn, aat. zein; anche lorigine di questo termine oscura, pare
comunque collegarsi a una radice ie. *de=i -/do=i designante un
rametto duttile.
gesceop (v. 38)
cre
75

Marina Cometta

etimologia: verbo forte di VI classe germ. *skapjan- creare,


dare forma: got. skapian, an. skepia, ags. scieppan, (scep,
scepon, sceapen ingl. to shape), as. skeppian, aat. skepfen.
fonetica: la palatale del suffisso ampliato provoca allinfinito
(tranne che in gotico) metafonia e, nel germanico occ.,
geminazione, la grafia ags. segna la pronuncia palatale del
nesso /sk/; in aat. si ha lesito affricato della II mutazione in
quanto la consonante germanica geminata44.
heofonum (v. 39)
nei cieli, dat. plurale di heofon
etimologia: got. himins, an. himinn, ags. heofon (ingl. heaven),
as. heb
) an; germ. *heminaz; aat. (e as.) himil (ted. Himmel), sul
continente un suffisso in liquida ha sostituito una pi antica
derivazione in nasale, forse per un processo dissimilatorio. Si
tratta di un derivato da una radice ie. *kem- coprire,
avvolgere. Levoluzione al significato di cielo determinata
dalla sua raffigurazione quale tetto, cupola del mondo.
fonetica: la /e/ radicale ha subito in diverse forme il
restringimento: in got. per esito regolare, in an. e nella forma
himil per la /i/ del suffisso. Il fenomeno non si invece
verificato in ags. heofon e as. heb
) an, la forma ags. presenta
infatti metafonia velare a causa della vocale velare epentetica
preceduta da una cons. labiale.
Ags. heofon e as. he)ban, inoltre sono sorti per dissimilazione
da forme in cui la nasale labiale della radice era venuta a
44

Nellevoluzione successiva del tedesco si ha un duplice esito: lesito


affricato dellinfinito subisce conguaglio analogico con le altre forme del
vb. forte > schaffen, schuf, geschaffen creare, daltro canto la forma
affricata muta il proprio significato in attingere (< andare allinizio, alla
fonte?) e sviluppa un paradigma debole.

76

La magia Unit B

contatto con la nasale dentale del suffisso (-mn->-fn-), il


paradigma an. attesta bene questo processo: nom sg. himinn,
ma per. es. gen. pl. hifna < *him-na. Nelle forme ingevoni si
ha quindi epentesi di una vocale velare fra /f/ e /n/.
be-healdan (v. 60)
custodiscono
etimologia: il verbo germ. *halan-, got. haldan, an. halda,
ags. healdan, as. haldan, aat. haltan non ha chiari riferimenti in
ie. Da un significato base di proteggere, custodire
specificatamente le greggi, cosicch in gotico il verbo pu
significare anche pascolare si arriva a quello di possedere o
anche governare e mantenere, conservare.
fonetica e morfologia: La fricativa dentale del nesso /l/ si
presenta occlusa in tutte le lingue e indurita in aat. Ags.
healdan presenta frattura a causa della liquida pi consonante.
Si tratta di un verbo forte di VII classe. Il preterito non
attestato in gotico; in an. presenta nella radice un vocalismo /e/
(held), in tedesco si aveva /e2/ (as. hld, aat. hialt), mentre in
ags. si ha il vocalismo tipico dei verbi di VII con base velare
(hold). La tabella di flessione quindi la seguente:
got.
an.
ags.
as.
aat.

haldan
halda
healdan
haldan
haltan

held
hold
hld
hialt

heldon
holdon
hldun
hialtun

haldans
haldenn
healden
haldan
gihaltan

cerbot
Ancora pi complesso e permeato di cristianesimo un
incantesimo per custodire o ridare fertilit a un campo su cui
pu essere stato lanciato un sortilegio. La prosa iniziale
77

Marina Cometta

prescrive una serie di azioni complicate che mirano a far


prendere le varie componeti di un campo (terra, erba, animali).
Segue una prima formula da recitare intanto che si versa acqua
benedetta nelle buche lasciate libere dalle zolle tolte. Si tratta
sostanzialmente di una benedizione pronunciata sia in latino
che in volgare.
Le parti del campo prese prima vanno poi portate in chiesa e un
prete deve officiare una messa, dopo di che le zolle cos
consacrate vanno riportate nel campo dove devono essere state
erette delle croci con i nomi dei quattro evenagelisti, quasi a
renderli
concretamente
presenti
e,
quindi,
attivi
nellincantesimo. Segue uninvocazione alle Croci-evangelisti
e quindi una lunga invocazione in versi rivolta a Dio e a Maria
affinch il mago ottenga il potere per ridare fertilit al campo.
Dopo un altro rito durante il quale vengono recitate le solite
preghiere, segue una pratica di assoluto sapore magico:
prendere le sementi da uno sconosciuto mendicante pagandole
molto di pi del loro valore (per ottenere quindi in seguito un
grande profitto) e quindi arare ancora con gli attrezzi di questa
persona, dopo avere conferito loro una sorta di potere magico
inserendo in un foro erbe e sostanze benedette.
Lultima parte ancora un incantesimo/invocazione intercalato
da parti in prosa che prescrivono altre azioni rituali.
Nei versi ci si rivolge alla terra, appellandola con un nome
arcano: Erce, e quindi ancora a Dio e ai santi affich ritorni la
fertilit, circoscrivendola in tutte le sue manifestazioni.
circean (prosa 2, rigo 1)
chiesa dativo di cirice
etimologia: il termine che nelle lingue moderne significa
chiesa un prestito probabilemente diffusosi in epoca
merovingia (V-VI secolo). Germ. occ. *kirika deriva
dallespressione greca kyriak [oikia] letteralmente [casa] del
78

La magia Unit B

signore, che aveva gi assunto la forma volgare kyrike, questa


si presenta in ags. come irie, in as. come kirika e in aat. come
kirihha.
fonetica: essendo un prestito entrato dopo la I mutazione, non
presenta gli esiti della legge di Grimm, la /i/ della prima sillaba
un adattamento alla fonetica germanica della /y/ greca; il
prestito subisce invece i fenomeni successivi al suo ingresso,
tipici delle singole lingue: palatalizzazione delle velari in ags. e
II mutazione in aat. Le forme nelle lingue scandinave sono a
loro volta prestiti dal germanico occidentale.
weafode (prosa 2, rigo 2)
altare da una forma standard weofod
etimologia: termine originariamente composto da woh e beod,
letteralmente significa quindi tavola sacra, si tratta di un
calco semantico che gli anglosassoni hanno coniato per rendere
meglio il significato del manufatto rispetto al semplice prestito
dal latino medievale altare. Nel composto la /b/ iniziale del
secondo termine viene a trovarsi allinterno di parola, assume
quindi valore fricativo che viene reso con la grafia di <f>.
woh/woh
la forma ags. attesta un raro caso di frattura di //, si risale
perci a una forma germ. *whaz, got. weihs, aat. wh. In ags. e
as. il termine attestato soprattutto in composti: per es. as.
whdag giorno sacro; corradicale il sostantivo an. v, n.
(con caduta di /h/ e conseguente apertura di //) tempio, il
sostantivo semplice woh ha in ags significato di idolo, e in
as. wh significa tempio; in an., as., aat. si hanno pure
formazioni verbali deboli con significato di consacrare.
Il termine indicava forse ci che divino in quanto separato dal
mondo profano, vietato agli uomini. Si ricostruisce infatti una
radice ie. *u=eik- separare cfr. ad es. sanscrito vinakti
79

Marina Cometta

separare, lat. victima, intesa quale animale separato dagli


altri per essere sacrificato.
Unaltra proposta di etimologia fa riferimento ad una radice
omofona con significato di legare; corradicali sarebbero
allora il verbo latino vincire (con infisso nasale nel tema del
presente) legare, vinculum vincolo, *whaz avrebbe dunque
indicato ci che legato da vincoli magici o religiosi.
Lo studioso W. Baetke ha tentato di definire con maggior
precisione lambito concettuale dei due aggettivi per sacro in
epoca germanico-pagana. Per whaz una prima indicazione
viene dallaccezione di tempio o pi genericamente di luogo
di culto, tale accezione presente pure in una glossa aat.
Daltra parte an. v significa anche bandiera, insegna
militare. Lambivalenza an. ci porta a comprendere anche il
significato ags. di idolo. Per i Germani infatti le insegne che
venivano portate in battaglia erano simboli della divinit e
venivano di conseguenza custodite nei luoghi di culto. Per i
cristiani per tali simboli che quasi rendevano presente il dio
sul campo di battaglia, non potevano essere che idoli.
Indicativi sono pure i casi in cui laggettivo, nel lessico
cristiano, non stato sostituito da *hailag5az45: vi sono intanto
diversi composti che designano santuari o festivit religiose;
aat. wh e ags. fullwiht sono uno dei calchi per designare il
sacramento del battesimo; anche i sacramenti in genere
possono venir indicati con aat. wihida, che significa pure
reliquie. Daltronde an. vgja viene spesso usato per indicare
una consacrazione che conferisce ad un oggetto una particolare
forza soprannaturale.
Tutti questi elementi paiono indicare che il termine germanico
si riferisse soprattutto a quanto connesso col culto, secondo
una concezione della sacralit divina che per virt propria o
45

Per letimologia di questo vedi pi sopra sotto halewge.

80

La magia Unit B

attraverso atti cultuali si comunica alluomo o alle cose. *whaz


indicava dunque ci che numinoso ed oggetto di culto,
sacri erano perci i simboli o i luoghi su cui si era trasferita
la sacralit del numen.
Nel tentare poi di definire *hailag5az, bisogna innanzitutto non
partire, per lo meno esclusivamente, come stato fatto da
alcuni, dal significato concreto di integro per arrivare a
invulnerabile, protetto dal male. Anche questo termine
appartiene infatti originariamente al lessico religioso. Facendo
riferimento a quanto detto sopra a proposito della sua radice, si
pu dedurre che *hailag5az indicava ci che dotato di un
destino favorevole o che in grado di trasmettere ad altri tale
destino. In ags. interessante la designazione di settembre
con h~ligmona, evidentemente perch in epoca pagana in
questo mese si offrivano sacrifici per ottenere il favore del
destino. Il termina an. heilagr inoltre designa quei luoghi o
quegli oggetti che attraverso il culto erano in grado di
trasmettere heill, come laltare dei sacrifici, le libagioni rituali,
lanello dei giuramenti e cos via. Ma anche altri oggetti
possono trasmettere un destino favorevole, ad es. la tomba del
re, la cui funzione era appunto quella di garantire alla sua gente
la prosperit, oppure un indumento che pu conferire al
guerriero la fortuna in battaglia. Infine anche la sacralit del
ing viene espressa da formazioni di questo tema. Essa viene
rinnovata ogni volta con una particolare cerimonia; il favore
degli dei e del destino sono infatti necessari affinch le
decisioni prese nellassemblea siano proficue per la comunit.
Se dunque *whaz designa la sacralit di un luogo o di un
oggetto in quanto colmi di una presenza soprannaturale,
*hailag5az fa invece riferimento alla capacit di trasmettere una
sorte favorevole da parte del luogo o delloggetto consacrato.
NellEbraesimo e nel Cristianesimo il numen o qualsiasi altra
forza capace di determinare la sorte delluomo assume contorni
81

Marina Cometta

ben pi definiti e dogmatici. E Dio che governa con la sua


Provvidenza luniverso e che ha dato un fine ultimo alla vita
del singolo e alla storia dellumanit: la salvezza eterna nel
godimento della sua presenza. Sacro o, meglio, santo ci
o colui che si trova in comunione con Dio, che partecipa della
sua grazia vivificante. Quando la nuova fede si diffuse fra i
Germani, si pose anche per questo concetto il problema della
sua resa nella lingua volgare. Analogamente a spiritus, Goti da
un lato e Anglosassoni dallaltro operarono scelte differenti.
Ulfila nella sua traduzione utilizza weihs. Questo aggettivo
venne accolto anche in area alto tedesca, soprattutto nei dialetti
alemanno-bavaresi. Larea anglosassone prefer h~lig, che si
diffuse anche sul continente partendo dalla zona francone pi
aperta allinflusso degli evangelizzatori ags. chiamati dai
Carolingi. In questo caso la diffusione del calco ags. fu favorita
anche dal fatto che laggettivo aveva un notevole rilievo
dogmatico e weihs/wh era stato coniato in unarea ove un
tempo era radicata leresia ariana, daltronde anche in area pi
settentrionale esso ancora molto vicino al paganesimo, tanto
che designa il tempio o lidolo; la chiesa franca, strettamente
legata a Roma anche per ragioni politiche, si mostr perci
restia a recepire wh ed accolse invece facilmente la proposta
ags. Limporsi di heilag in tutta larea aat. fu sostenuto anche
dalla sua unione in una formula fissa con geist, che era
intrinsecamente pi adatto ad esprimere spiritus. Data
loriginaria accezione di *whaz che implicava lacquisizione
di propriet della divinit mediante unazione di culto, derivati
da *whaz, come ad esempio ted. weihen e Weihe (oppure
anche in ambito nordico, svedese viga) si conservano in quanto
si riferiscono specificatamente ad unazione sacramentale, ad
un rito ecclesiastico di consacrazione.

82

La magia Unit B

Daltra parte, il conio ags. indicativo per lambiente culturale


e la mentalit di questarea. *whaz infatti, facendo riferimento
ad un numen non meglio precisato che poteva pervadere la
persona o la cosa che gli veniva consacrata, poteva s prestarsi
senza grosse difficolt ad assumere laccezione pi precisa di
cosa o persona santificata o santificante vale a dire
partecipe non pi di una generica forza divina bens della
Grazia del Dio cristiano, ma rimaneva pur sempre un concetto
astratto. *hailag5az, per contro, esprimeva concetti propri alla
mentalit germanica primitiva, comportando un forte
riferimento al destino, a quella forza che per il paganesimo
germanico superiore persino agli di. Con ogni probabilit
esso esprimeva dunque concetti ben pi vividi e recepibili che
non *whaz, in altri termini, rendendo con hlig il latino
sanctus, fu possibile avvicinare maggiormente luomo
anglosassone ad un concetto cos nuovo e difficile come la
santit; nel calco cristiano, *hailag5az si adatta perci a rendere
la qualit della persona o della cosa che in grado di
trasmettere non una sorte genericamente favorevole, ma ci
che veramente bene per luomo: la salvezza eterna.
bod
germ. *beuaz asse, continua con esiti regolari in got. bius,
an. bjr, as. biod e aat. biot.
cwF
etimologia: forma di preterito sg. del verbo germ. *kwean:
got. qian, an. kvea, ags. cwean, as. quethan, aat. quedan,
non vi sono diretti riscontri con altre lingue ie.
fonetica e morfologia: il verbo forte di V cl. (e / a /1 / e) che
presenta anche alternanza grammaticale. La forma del testo
mostra lusuale schiacciamento dellal /a/ radicale.
83

Unit didattica C

Lillustrazione in apertura dellunit C, tratta dallincisione


sulla pietra di Ramsundsberget (I met dellXI sec.).
Liscrizione runica allinterno del serpe dice: Sirid fece questo
ponte la madre di Alrikr e la figlia di Ormr per lanima di
Holmger, il padre di suo marito Sigrod. Le figure allinterno
del serpe si riferiscono al Fafnismal: in basso a destra Sigurr
trafigge il serpe; in centro il tesoro viene caricato sul
destriero, alla sua sinistra Sigurr cuoce il cuore e si porta il
dito scottato alla bocca, mentre alla sua destra le cinciallegre
annunciano alleroe il suo destino; tutto a sinistra giace Regin
con la testa mozzata. Lanimale in alto a sinistra la lontra in
cui si era tramutato il fratello di Regin e Fafnir.

La magia Unit C

La tradizione nibelungica
La compagine di motivi, racconti, personaggi che via via si
aggregano in quella che comunemente, e forse impropriamente,
viene chiamata la leggenda dei Nibelunghi, quanto mai vasta
e contraddittoria. Alcuni elementi, quali il massacro finale dei
Burgundi, pare abbiano avuto origine in eventi storici del
periodo delle invasioni barbariche46, altri per contro, fanno
parte del patrimonio favolistico di differenti popoli. Tale
complesso ha goduto di un grande fortuna in varie epoche e in
diverse nazioni europee, prendendo ogni volta forma differente
a seconda di quanto la materia era chiamata ad esprimere. Solo
nel XIII secolo si contano almeno tre differenti modi di esporre
la leggenda: i vari carmi che compongono una cospicua parte
della raccolta antico nordica dellEdda poetica, alcune so
3 gur,
3 lsungasaga e la irekssaga, nonch il
tra cui la Vo
Nibelungenlied tedesco47. Mentre i carmi dellEdda, essendo
una forma breve, si concentrano su singoli episodi, e solo la
loro successione rende, con una certa approssimazione, lintera
vicenda, il lied tedesco e la saga cercano di sistemare la
materia in un racconto coerente, il primo organizzandola
secondo gli schemi di un epos, la seconda seguendo invece lo
schema di una lunga narrazione in prosa.
Pi o meno contemporanei (prima met del XIII secolo) sono il
Nibelungenlied e la redazione della raccolta poetica dellEdda.
Compilata in un ambiente fortemente tradizionalista, quale era
quello islandese, questultima tende a fissare sulla pergamena,
preservandolo, un patrimonio letterario che andava
46

Cfr. la battaglia svoltasi nel 437, durante la quale Gundahari e tutta la sua
stirpe burgunda, stanziata lungo il Reno, vennero annientati dagli Unni
alleati del generale romano Ezio.
47
Dato che questa unit dedicata a un carme eddico, non ci soffermer
sulla tradizione tedesca.

87

Marina Cometta

dissolvendosi, e rimane perci quasi del tutto esente dallo


spirito della cavalleria che dominava ormai sul continente.
Nella seconda parte, essa riporta una lunga serie di carmi
dedicati a singoli momenti della vicenda dei Nibelunghi. Essi
sono stati composti in epoche differenti e a volte la raccolta
riporta per lo stesso argomento due distinti carmi, uno arcaico e
uno pi recente, che differiscono non solo per i valori che
vengono espressi, ma anche per diversi elementi contenutistici.
In genere in quelli pi antichi, che continuano la tradizione
eroica dellepoca delle invasioni barbariche, la vicenda
dominata dai vincoli di fedelt, di sangue e dal desiderio di
autoaffermazione, mentre in quelli pi recenti, spesso risalenti
a redazioni di epoca vichinga, lintreccio si arricchisce di
elementi favolistici e si fanno strada i sentimenti dellamore e
della gelosia.
Il primo carme dedicato a questa tradizione (La profezia di
Gripir) consiste in una serie di domande e risposte tra Sigurr48
e lo zio Gripir, che in questo modo svela al nipote tutto quello
che gli accadr. Nei due carmi seguenti (carme di Regin, carme
di Fafnir), Sigurr, divenuto apprendista del nano Regin, viene
a sapere da costui dellesistenza di un tesoro che gli dei
avevano dovuto consegnare ai nani a riscatto delluccisione di
una lontra in cui si era tramutato un altro nano, e che ora
custodito dal fratello di Regin, il drago Fafnir. Per desiderio di
Regin, Sigurr uccide il drago e ne cuoce il cuore. Per provare
se cotto, lo tocca con un dito e, poich si scotta, se lo porta in
bocca; quel poco del cuore che gli rimane sulla lingua gli
permette di capire il linguaggio degli uccelli. Da costoro
apprende che Regin intende ucciderlo; Sigurr allora uccide il
48

Nella tradizione nordica i nomi sono spesso differiscono da quelli del


poema tedesco: Sigurr corrisponde a Sigfrido, Gurun a Crimilde, Gunnarr
a Gunther, Ho3 gni a Hagen.

88

La magia Unit C

nano, mangia il cuore del drago, ne beve il sangue assieme a


quello di Regin e ode le cinciallegre parlare del suo futuro.
Incamminatosi verso sud, (questo largomento del quarto
carme, oggetto di questa unit e detto di Sigrdrifa), Sigurr si
imbatte in un lucente recinto di scudi, al cui interno dorme una
valchiria, di nome Sigrdrifa, condannata a questo destino da un
incantesimo operato da Odino. Sigurr le fende larmatura e in
questo modo la libera. La valchiria allora gli impartisce una
serie di insegnamenti riguardanti le rune e certe norme
comportamentali. In questo punto il codex regius presenta una
lacuna; il carme successivo infatti un frammento e riporta la
versione pi arcaica della morte di Sigurr: la sposa di
Gunnarr, Brunilde, ha accusato Sigurr di aver infranto i
giuramenti. Nonostante Ho3 gni sospetti che la regina abbia agito
per gelosia, i Burgundi decidono di uccidere Sigurr. Appresa
la notizia della sua morte, Brunilde scoppia a ridere e sostiene
che finalmente il potere di Gunnarr sar incontrastato. Gurun,
la moglie di Sigurr, maledice la sua stirpe, durante la notte
tristi presagi agitano gli assassini. Il carme successivo (Il carme
di Gurun) dedicato al dolore di Gurun, segue il cosiddetto
Carme breve di Sigurr, che narra per esteso luccisione
delleroe; il carme relativamente recente e si differenzia in
diversi punti dal pi antico. Brunilde (che qui sorella di
Attila), segretamente innamorata di Sigurr, arde di gelosia nel
vederlo sposo felice di Gurun e non si rassegna a questa
decisione del destino. Minacciando di abbandonare il marito,
ella istiga Gunnarr ha uccidere Sigurr; contrariamente al resto
della tradizione, leroe viene trucidato nel suo letto. Brunilde si
ferisce a morte, prima di spirare predice il futuro e richiede di
venire arsa sulla stessa pira di Sigurr. Seguono quindi: un
carme sulla discesa agli Inferi di Brunilde, dove ella, parlando
con una gigantessa, rivela di aver suscitato lira di Odino e di
essere stata rinchiusa dal dio in un recinto di scudi, il cui
89

Marina Cometta

accesso era precluso da alte fiamme, Sigurr le avrebbe


superate, liberandola senza tuttavia deflorarla49; altri due carmi
sono poi dedicati a dedicati a Gurun, che sposa Attila50, e uno
alla sorella di Attila, Oddrun. Gli ultimi due carmi del ciclo
riportano il massacro dei Burgundi alla corte di Attila, il primo
(Atlakvia) seguendo schemi pi arcaici o vicini alla tradizione
scaldica, il secondo (Atlaml) si presenta in una forma pi
recente51. A parte notevoli differenze di stile e qualche
particolare, i due carmi concordano in linea di massima nel
contenuto: Attila desiderando di impadronirsi del tesoro dei re
Burgundi o, nellAtlaml, semplicemente a seguito di antiche
discordie li invita alla sua residenza; Gurun, presentendo il
tradimento cerca invano di avvertirli. Gunnarr e i suoi uomini
vengono assaliti e presi prigionieri, Attila chiede a Gunnar di
pagare un riscatto, questi si rifiuta finch sia vivo Ho3 gni, Attila
ordina di ucciderlo, ma Gunnarr continua a tacere: Il Reno
custodir per sempre loro dei Nibelunghi; Attila fa allora
gettare il re nella fossa dei serpenti. Gurun per vendicare la
49

Il raccondo di Brunilde ricalca quanto espresso nei Sigrdrfuml, non


per chiaro se si tratti della medsima vicenda e se quindi la valchiria abbia
semplicemente due nomi differenti o se si tratti di due episodi da tenere
distinti.
50
Gurun non ha dimenticato Sigurr, ma una pozione magica che le era
stata somministrata, ha fatto s che cessasse di odiare i fratelli e accettasse di
sposare Attila.
51
I due successivi, che chiudono tutta la raccolta dellEdda, sono legati al
ciclo dei Nibelunghi dalla figura di Gurun, che dopo la morte di Attila,
sposa re Jonakr; la loro figlia Svanhildr andr sposa di Ermanarico
(Jo3 rmunrekkr) e sar da questi fatta uccidere, lultimo carme (Hamisml),
narra la vendetta che i fratelli di Svanhildr dovranno attuare. Del resto tutta
la parte eroica si apre con 3 carmi dedicati a uno (o pi) eroi chiamati
Helgi, originariamente con ogni probabilit slegati dal ciclo nibelungico,
anche questi vengono ora messi in relazione con i carmi successivi facendo
di Helgi un antenato di Sigurr.

90

La magia Unit C

morte dei fratelli, uccide i figli avuti da Attila; poi quando il re,
ubriaco, si addormenta, lo trafigge e incendia la sala.
La redazione a noi conservata della Vo3 lsungasaga pare risalire
ad unepoca attorno al 1260. Essa inizia parlando degli antenati
di Sigurr, tra cui figura appunto Vo3 lsungr, che discendono da
Odino, il quale spesso interviene nella loro vicende. Dopo la
morte del padre di Sigurr, Sigmundr, la saga riprende molto
da vicino la tradizione dei carmi dellEdda, spesso fondendo e
armonizzando la narrazione di due carmi paralleli.
I Sigrdrfuml
Questo carme la diretta continuazione dei Ffnisml52. In
sostanza si tratta di un carme sapienziale in cui la valchiria
espone a Sigurr i diversi tipi di rune e il loro impiego e quindi
gli fornisce una serie di consigli. Assieme ai Ffnisml, i
Sigrdrfuml rappresentano liniziazione al potere di sovrano
del giovane eroe: nel primo Sigur non solo ottiene il tesoro,
simbolo di potere, ma anche una prima serie di informazioni
sia sul proprio destino che su esseri soprannaturali, il secondo
poi tutto incentrato sulla trasmissione di conoscenza: il
sovrano infatti tale se possiede entrambe le qualit: il potere
e la ricchezza e conoscenze superiori. Il carattere sapienziale
della maggior parte delle strofe sottolieato anche dal loro
metro che appunto quello che caratterizza i carmi
gnomici53.
Il metro composito e gli incerti elementi che legano la
cornice con gli accenni alle vicende di Sigurr e la sezione

52

Il termine ml viene oggi inteso come un netro plurale, traducibile


approssimativamente con i detti di
53
Si tratta del cosiddetto ljahttr, costituito da un verso lungo allitterante
seguito da un verso a tre arsi con un allitterazione propria.

91

Marina Cometta

sulle rune e quelle relativa ai consigli, ha fatto supporre che nel


carme siano state fuse diverse composizioni un tempo distinte.
Incerto pure il finale del carme, poich rimane oscuro se nella
sua concezione originaria esso terminasse o meno con il
fidanzamento tra la Valchiria e leroe. Ci nonostante appare
evidente il particolare rapporto che lega Sigurr a Sigrdrfa, pur
nellassenza di una promessa reciproca, infatti difficile non
vedere Sigurr nelleroe senza paura citato dalla valchiria
come lunico uomo che avrebbe sposato.
Sigrdrfa trasmette al giovane la sapienza su incarico di Odino,
dato che vero padrone delle rune solamente il dio.
Linvocazione iniziale alle divinit, laccenno a una bevanda
soprannaturale e nelle strofe 13-19 la rievocazione dellorigine
mitica delle rune, tracciano un chiaro parallelismo, quasi una
ripetizione, di quanto avvenne allinizio dei tempi quando
Odino raggiunse la sapienza attraverso le rune, in entrambi i
casi una bevanda o comunque una sostanza liquida fa da
elemento di trasmissione del sapere (Sd, str. 5, 13, 18 ), in
entrambi i casi un essere soprannaturale (la valchiria o Mmir)
informano colui che riceve le rune della loro origine mitica.
Nella scansione della vicenda dei Nibelunghi cos come viene
esposta nella seconda parte dellEdda, i Sigrdrfuml
costituiscono la conclusione di una prima sezione: Grpir aveva
predetto al nipote tutto il corso della sua vita, ora Sigurr ha
ottemperato allobbligo di vendicare il padre e il nonno, e
compiuto la sua impresa pi famosa uccidendo il drago Ffnir e
conquistando il tesoro. Sia il prosieguo della profezia di Grpir
che i discorsi delle cinciallegre pongono il resto della vita
delleroe sotto il segno del suo rapporto con Brunilde e la
futura moglie Gurn e con i fratelli di costei54, un rapporto
che porter alla sua uccisione.
54

I quanto figli di re Gjki, questi vengono detti Gjukunghi.

92

La magia Unit C

Le strofe 15-18 della profezia di Gripir (Grpissp) in cui si


preannuncia lincontro di Sigurr con la valchiria, paiono
presupporre lesistenza di una narrazione che esponeva il
risveglio di questa grazie allazione delleroe e listruzione di
questi. La Vo3 lsunga saga daltro canto pare aver conosciuto la
Grpissp, di conseguenza quanto viene riportato dai
Sigrdrfuml deve essere collocato in un periodo antecedente
alla Grpissp e questa deve essere precedente alla Vo3 lsunga
saga, che viene datata intorno al 125055; la forma composita
dei Sigrdrfuml deve dunque essere sorta prima di tale data.
Quanto al terminus post quem, vale a dire a partire da quando
si pu pensare che il nostro carme sia stato composto, tutto
quello che si pu affermare che esso dovrebbe essere
posteriore ai Ffnisml, oltre a questa cronologia relativa
difficile andare.
Analisi del testo
La prosa iniziale
Nel manoscritto questa prosa segue immediatamente alla prosa
finale dei Ffnisml: Sigurr carica il tesoro sulla groppa del
suo destriero e cavalc verso Hindarfjall, il testo viene
ripreso quasi letteralmente anche dalla Vo
3 lsunga saga.
Skjaldborg
castello di scudi
Forse pi che una rocca si tratta di un recinto di scudi che
richiama una strategia usata in battaglia: i guerrieri si
mettevano uno a fianco dellaltro in modo che i loro scudi si
toccassero formando una sorta di barriera protettiva, mentre i
guerrieri che si trovano al centro si tengono gli scudi sopra il
capo quasi come fosse un tetto.
55

Si ricorda che il codex regius stato compilato intorno la 1270.

93

Marina Cometta

skjaldscudo

3 ldr, ags. scield, as. scild, aat.


etimologia: got. skildus, an. skjo
skilt, germ. *skeluz scudo, la radice ie. *skel- significava
tagliare, spaccare: la scudo era in origine composto da
scaglie di legno.
fonetica: la u- tematica ha provocato la frattura in an. e il
restringimento della vocale radicale /e/ ad /i/ in as. e aat. In ags.
<sci> la grafia per indicare il nesso /sk/ palatalizzato. La
forma del testo parte da una forma flessa la cui terminazione
conteneva una /a/.
borg
borgo, citt, rocca
etimologia: got. bargs, an. borg (anche collina accanto ad
un insediamento), ags., as., aat. burg, germ. *burg5 -z. Vi sono
varie ipotesi sulletimologia:


grado zero della radice nominale ie. *bhergh- collina,


sommit, germ. *berg5 -a monte: got. barga-hei, an.
bjarg, ags. beorg, as., aat. berg (si noti la frattura per /a/ in
an. e per /rg/ in ags.), in genere i luoghi fortificati si
trovavano in zone sopraelevate;

grado zero della radice verbale ie. *bhergh- custodire,


proteggere: got. bargan, an. bjarga, ags. beorgan, as., aat.
bergen, la *burg5 z sarebbe dunque il luogo dove si trova
protezione;

forma connessa con gr. torre, fortificazione,


questo farebbe pensare a un termine di sostrato
preindoeuropeo.
Non daltra parte escluso che le varie possibilit abbiano
concorso nella formazione di questo termine germanico.
94

La magia Unit C

fonetica e morfologia: Il termine seguiva in origine una


flessione atematica, daro per che spesso le forme dei vari casi
risultavano prive di terminazioni, *burg5 -z stato
succesivamente flesso in analogia ad altre classi tematiche. Si
noti il regolare esito basso in gotico e labbassamento della /u/
in an. proprio perch in questa lingua il termine ha assunto il
suffisso tematico a-.
semantica: con questo termine i Germani designavano le citt
fortificate dei Romani e quindi zone fortificate usate come
luoghi di rifugio56. A partire dal X secolo sorgono delle rocche
quali residenze signorili che a poco a poco si trasformano nei
castelli medievali. Il termine passa poi a designare anche citt
fortificate.
mF lti
disse III pers. pret. sg. di mF
6 la
etimologia: da germ. *maljan- derivano got. maljan, ags.
melian, as. mahalian, aat. mahalen. Verbo debole di I classe
derivato dal sost. n. germ. *mala(n), got. mal, an. ml, ags.
mel (con vocale epentetica e schiacciamento della /a/
radicale), as. aat. mahal (cfr. la fonetica del verbo). Il termine
significa assemblea, giudizio, tribunale, e quindi soprattutto in
an. e ags. discorso; un termine tecnico del linguaggio
giuridico germanico e come tale entrato quale prestito in
codificazioni latine: mallus tribunale, termine. Non vi sono
corrispondenze dirette in ie, si tuttavia cercato individuare
antecedenti in:
 ie. *m- [d]-tlom riunione incontro
 -ie. *m-, misurare
56

Cfr. per es. saltus Teutoburgiensis (la foresta di Teutoburgo),


letteralmente la foresta del borgo della gente.

95

Marina Cometta

fonetica: il verbo presenta allinfinito i seguenti fenomeni:


metafonia palatale in an. e schiacciamento in ags., epentesi di
/a/ in ags., as. e aat., in queste due lingue inoltre il nesso /l/ si
dissimilato in /hl/. La forma citata del verbo in ags. e di II cl.
debole con allinfinito il suffisso ampliato jan-, che si
indebolisce a jan, la - originariamente presente impedisce
la realizzazione della metafonia palatale.
semantica: le due ricostruzioni citate pi sopra si ricollegano al
significato originale del sostantivo che quello giuridico di
assemblea, sinonimo quindi del pi noto ing. Pi in
dettaglio:
 ie. *m- [d]-tlom permette di collegare germ. *mala(grado ridotto della radice) con germ. *mta- (grado
normale; si tratta di una serie pesante), per quanto riguarda
la dentale, *mala- deriva da una forma ie. con la sola
occlusiva sorda, *mta- dalla forma con la sola occlusiva
sonora. Germ. *mta- si presenta in an. come mt
incontro, in ags. gemt riunione, in as. mt riunione,
in medio alto tedesco muoz torneo (=incontro in un
combattimento cavalleresco); il riferimento a questo gruppo
di termini porrebbe, per *mala-, laccento sul momento in
cui i membri delle varie sippen si incontrano per dar luogo
al ping. A questo proposito, tenendo ancora conto di talune,
non semplici alternanze apofoniche, non sarebbe da
escludersi completamente anche una corradicalit con un
verbo di V classe forte germ *metan- misurare, si
tratterebbe allora del misurare, vale a dire delimitare il
luogo sacro del ing.
 ie. *m- anche questa radice, che forse semplice variante
di *met-, indicata nella sezione precedente, ha significato di
misurare; con un ampliamanto in /l/ essa forma nelle
lingue germaniche termini che indicano una misura, un
96

La magia Unit C

punto nel tempo: got. ml, an. ml, ags.mF


6 l, as., aat. ml,
forse anche questo concetto legato allambito del ping: i
termini potrebbero infatti aver significato in un primo
tempo il delimitare lo spiazzo dellassemblea, con un
passaggio semantico analogo a quello descritto pi sopra, e
sarebbero poi passati ad indicare il giorno, il termine in
cui il ping aveva luogo. In questo caso germ. mal- deriva
da un grado normale della radice ampliata da una dentale
pi una liquida.
Comunque si voglia interpretare la radice, germ.*mala(n)
termine tecnico-giuridico per lassemblea germanica.57
Laccezione gotica di piazza del mercato probabilmente
unevoluzione influenzata dal mondo classico, ove la piazza
(forum, agor) non era solo il luogo di scambi commerciali, ma
anche la sede delle pi svariate attivit pubbliche e giuridiche.
Il sostantivo, e con esso il verbo derivato, passa quindi a
designare quanto si faceva nel ing, vale a dire lenunciazione
solenne di una determinata circostanza o di un determinato
diritto, formulata secondo canoni precisi, che per la mentalit
germanica possedeva piena validit giuridica. E val la pena
ricordare quanto profondamente il diritto germanico fosse
legato alla parola detta in modo esatto; essa, pi che una
ragione di principio o una verit oggettiva era in grado di
risolvere lazione giudiziaria.58 Col passare del tempo va

57

Cfr. anche le cosiddette glosse malbergiche, inserite nella lex salica; si


tratta di postille atte a facilitare lapplicazione delle norme, contenute nella
codificazione, alla prassi di unazione giudiziaria che si svolgeva sul
malberg, il monte del giudizio.
58
Talune espressioni conservano ancora oggi il ricordo di questa situazione.
Cos il termini tedeschi per sposo, sposare (Gemahl, vermhlen)
indicavano in origine le formule pronunciate nel ing, che sancivano
lunione legittima di una coppia.

97

Marina Cometta

quindi persa la pregnanza di significato e si arriva ad accezioni


generiche quali discorso, dire.
Le stofe introduttive
Alla prosa iniziale seguono 2 strofe e una breve prosa in cui
Sigurr si fa riconoscere e si accenna allantefatto.
brega blunnsto
3 fom (2,4)
spezzare le rune del sonno
brega
brandire, sfoderare
etimologia: germ. *bregan- an brega, ags. bregdan, aat.
brettan, verbo di non chiara origine; il termine significa
propriamente brandire, limmagine di qualcuno che
cercherebbe di impossarsi delle rune per poi romperne il
potere.
morfologia: il verbo presenta (come altri inizianti col nesso br-)
unapofonia di III classe (germ. e, a, u, u).
blunnsto
3 fom
del sonno rune
etimologia: Si tratta di un composto attestato solo qui (hapax
legomenon), problemi crea il primo elemento. Esso viene in
genere messo il collegamento con blundr sonno a sua volta
collegato col verbo debole blunda sbattere, chiudere gli
occhi, dal grado /e/ della radice deriva probabilmente
laggettivo per cieco germ *blindaz (con innalzamento della
/e/ a causa del nesso nasale+consonante) che continua tuttora
nelle lingue moderne.
Per il secondo elemento si ricostruisce germ. *sta)baz, an. stafr
bastone, pilastro, ma anche runa, lettera, le corrispondenze
98

La magia Unit C

sono got. stafs, ags. stFf (con schiacciamento della /a/, ingl.
staff), as. staf, aat. stap, germ. *sta)b- (la fricativa labiale
sonora si assorda in gotico in fine di parola, ha grafia di <f> in
nordico, ags. e as., si occlude e quindi indurisce in aat.). La
forma del testo presenta metafonia labiale a causa della
terminazione.
Si risale a una forma ie. *stebh-/stobh- che indicava forse
qualcosa di rigido, cfr. aat. stabn essere rigido e an. stefia
(<germ. *stab) jan ) ostacolare, impedire.
Dopo aver offerto a Sigurr una bevanda sacra che agisse sulla
sua memoria, la valchiria si rivolge a delle potenze superiori
invocandone la benevolenza (str.3-4). Il testo prosegue con un
altro lungo inserto in prosa dove si espone il motivo del sonno
magico. Questa sezione si chiude con una strofa (5) che,
riprendendo la frase tra la II e III strofa, torna a soffermarsi
sulla bevanda che la valchiria offre alleroe.
miaar (prosa 2)
di met, gen. sg. di mjo3 r
etimologia: germ. *meuz, an. mjo3 r, ags. meodu, aat. metu,
antico tema sacrale in u- .
fonetica e morfologia: la u- tematica provoca in an. la frattura
e in ags. la metafonia velare; nella forma del testo, la
terminazione non presentava pi la /u/ ma una /a/, questo ha
provocato la frattura di /e/ in /ja/.
semantica: bevanda inebriante a base di miele, cfr. a. indiano
mdhu-, gr. , le forme baltoslave (medu) conservano
ancora il significato di miele. Nonostante il termine non sia
attestato in gotico, esso appartiene al lessico originario
germanico e designava la tipica bevanda cultuale; anche al di
fuori dellambito religioso essa era comunque molto apprezzata
ancora in epoca medievale; in questa fase tarda, soprattutto in
99

Marina Cometta

area tedesca il met, viene citato in unione al vino e alla birra.


3 r compare prevalentemente in
Nel linguaggio eddico, mjo
contesti sacrali quale bevanda rituale; si ricorda infine che un
mito complesso narra di come sia stato fabbricato, durante una
cerimonia, per la prima volta lidromele e di come pi tardi
Odino si sia impadronito di questa bevanda e ne abbia fatto
dono agli di e a quegli uomini che voleva divenissero poeti59.
svefnorni (prosa 3)
del sonno la spina
svefn
il termine attestato senza particolari fenomeni fonetici anche
in ags. e as. Queste forme presentano per nel nesso
consonantico che chiude la radice un fenomento di
dissimilazione. Il nesso originario era infatti /mn/; in esso la
nasale labiale si dissimilata a fricativa labiale60. Tenendo
conto di questo fenomeno si pu allora ricostruire una radice
ie. *su emn-, da cui deriva anche italiano sonno < lat. somnus.
orn
da germ. *urnaz m. spina, ago provengono got. arns, an.,
ags orn, as. thorn, aat. dorn; germ. *urnaz grado zero di
una radice ie. *ter-/tor/tr; - essere rigido.
fonetica: la /u/ radicale, esito della sillabica ie., si apre in tutte
le lingue, in gotico perch segue la vibrante e nelle altre lingue
a causa della /a/ tematica.
semantica: anche alcune saghe citano, in altri contesti, luso di
una spina del sonno per addormentare, vale a dire rendere
impotente, qualcuno; vi potrebbe anche essere un riferimento
ad un uso reale di sostanze ipnotizzanti.
59
60

Cfr. G. Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi, Milano, 1991, pp. 90ss.
Cfr. nellunit B heofon (incantesimo delle 9 erbe).

100

La magia Unit C

vega (prosa 3)
ottenere combattendo
etimologia:, an. vega, ags. wegan, aat wehan, ma: got.
weihan; proprio sulla base del gotico, viene ricostruita una
forma ie. *u eiku - combattere, domare (cfr., con un antico
infisso in nasale, it. vincere).
fonetica e morfologia: la forma ie. d in germ. per legge di
Grimm e con evoluzione regolare del dittongo: *whan-; un
originario verbo forte di I classe, quindi con alternanza germ.
/ ai / i / i; le forme an. e ags. hanno esteso a tutto il paradigma
la legge di Verner, presente in origine solo al preterito plurale e
part. pret. Inoltre, fra le lingue germaniche, solo il gotico
conserva la classe originaria, mente le altre lingue flettono
questo verbo secondo lo schema della V classe (e / a / 1 / e).
Di queste solo il nordico attesta il paradigma completo: vega,
v, v
3 gon, vegenn; si noti che in v la velare finale si
assordata ad /h/ e quindi caduta provocando lallungamento
di compenso della vocale radicale; in v
3 gon la 1 > ha subito
metafonia velare a causa della desinenza che originariamente
era um-.
La 5 strofa prelude alle strofe successive nelle quali Sigrdrfa
introduce Sigurr alla conoscenza del potere delle rune. Poich
la valchiria collegata a Odino e nella terza strofa aveva
invocato la benevolenza e i doni delle potenze divine, sono
proprio queste che vanno ritenute essere la fonte dei consigli
impartiti alleroe. Liniziazione al sapere di Sigurr avviene
per incarico o quantomeno nel segno delle divinit.
La bevanda che Sigrdrfa porge al giovane mischiata con
incantesimi (lj, galdrar)61 e rune che ne sublimano il potere

61

Questi due termini sono sati analizzati nellunit B.

101

Marina Cometta

(lknstafa62, gamanrna); il motivo viene ripreso nella strofa


18. In entrambe le strofe la bevanda il supporto concreto
del sapere magico.
bir (5,1)
birra, bevanda inebriante ricavata da cereali
etimologia: germ.*beura- attestato dapprima in ags. b or, as.,
aat. bior. Il termine pare essere realtivamente recente; vengono
avanzate varie proposte di etimologia, tra cui le pi probabili
sono:


prestito dal latino medievale biber bevanda, tenendo


conto che i maggiori produttori di birra al tempo erano i
conventi, i soli luoghi che possedessero le attrezzature e le
competenze necessarie, probabile che il prestito si sia
diffuso dapprima in ambito tedesco passando dai conventi
della Francia nordorientale a confinanti monasteri tedeschi
a partire dal VI /VII sec. Gi nellVIII secolo il prestito ha
soppiantato in area tedesca quasi completamente il termine
originario.

a questa teoria viene obbiettato che limporsi del nuovo


termine avrebbe richiesto un tempo notevolmente
maggiore; inoltre il termine biber viene usato nel latino dei
monasteri solo per indicare una bevanda generica, mentre
quando ci si riferisce alla birra si usa sempre cerevisia, il
tedesco avrebbe dunque dovuto riprendere questo termine.
*beura- sarebbe allora una formazione germanica collegata
con forme che fanno riferimento al processo di
fermentazione o di miscelazione con altre sostanze (p.es.
aat. briuwan fermantare, cuocere).

62

lkn un termine an. che significa aiuto, benevolenza, per stafa vedi
sopra.

102

La magia Unit C

semantica: la birra una bevanda antichissima, le prime


attestazioni scritte sul procedimento di fabbricazione sono state
rinvenute in area mesopotamica. La birra veniva spesso usata
per sciogliere medicamenti e di frequente le si attribuivano
anche propriet terapeutiche. Importante era infine la sua
funzione sacrale quale bevanda offerta agli di e ai re.
Importanza di gran lunga inferiore ebbe la birra nel mondo
classico che le prefer il vino63. NellEuropa centrale le prime
popolazioni a fare largo uso di questa bevanda furono
probabilmente i Celti a partire dal IV sec. a.C. In area
germanica per contro ancora ai tempi di Cesare non si faceva
uso di birra ma solo del met, ben presto per luso deve essere
penetrato dalla zona celtica, perch Tacito, nel I sec. d.C.
sostiene che i Germani ne facevano largo uso.
gamanrna
di gioia rune
gaman
Il termine, di non chiare origini attestato anche nel germ.
occidentale senza particolari fenomeni fonetici, il significato si
allarga anche a ci che pu procurare gioia, quindi
divertimento, gioco (cfr. ingl. game).
rna
germ. *rn diffuso senza particolari fenomeni di fonetica in
tutte le lingue germaniche. Il significato primario quello di
cosa segreta, cosa sussurrata, significato condiviso anche
dallanalogo termine celtico. La formazione infatti specifica a
questi due gruppi linguistici ed evidentemente designava
alcune conoscenze che erano patrimonio esclusivo di pochi

63

Del resto sia in Grecia che in Italia la coltivazione di cereali era meno
estesa di quella dellulivo e della vite.

103

Marina Cometta

iniziati, probabilmente della classe sacerdotale. Tra i possibili


corradicali si citano:
 an. raun esperienza acquisita dopo una ricerca, secondo
questa ipotesi ci sarebbe un riferimento alluso delle rune
per conoscere la volont degli dei o le decisioni del destino.
In proposito si cita un passo dalla Germania di Tacito
secondo il quale i Germani solevano trarre auspici gettando
in aria e quindi raccogliendo ramoscelli di alberi fertili
(virgam frugiferae arbori decisam) su cui erano stati incisi
dei segni (notis quibusdam), non per chiarissimo se si
fosse trattato di vere e proprie rune.
 la radice da cui deriva anche litaliano rumore; le rune
farebbero quindi parte di conoscenze segrete che
venivano trasmesse a bassa voce. Sembra tuttavia che il
significato originario della radice non fosse quello di
sussurro ma quello di un forte rumore.
 ie. *wrn, vale a dire si tratterebbe della radice da cui
derivano i nomi di divinit quale lindiano Varuna o il
greco Urano.
Strofe 6-12
Questo gruppo di strofe dedicato a singole rune dal potere
specifico e al loro corretto utilizzo. Conseguentemente la
struttura ripetitiva: vengono cos enunciati la tipologia della
runa, ci a cui serve e quindi si accennna a particolarit della
procedura o del loro effetto.
La VI strofa dedicata alle rune della vittoria che vanno incise
su alcune parti dellarma. Questa pratica documentata da
numerose iscrizioni in fuark a 24 segni rinvenute su lance,
spade, frecce ecc. Un bellesempio la punta di lancia
rinvenuta nei pressi dellla citt di Kovel in Ucraina e datata
intorna al 230 d.C.
104

La magia Unit C

Il testo, che presenta caratteristiche di germanico orientale,


viene trascritto come tilarids che va/cavalca alla meta e pi
che al proprietario (in questo senso lappellativo potrebbe
significare cavaliere) pare essere il nome beneaugurante
dellarma che deve raggiungere il bersaglio.

3 rs
hjalti hjo
elsa, impugnatura della spada
etimologia: an. hjalt presenta frattura di /e/ per una /a/
successiva, risale a germ. *helta- presente anche in as. helta e
aat. helza (con II mutazione). Si tratta di una forma tratta dalla
radic ie. *kel- picchiare, fendere, il termine germanico
indicava genericamente limpugnatura di un qualcosa usato per
dare colpi (as. helta designa limpugnatura del remo).
etimologia: germ *heruz, got. harus, an. hjo3 rr, ags. heoru; i
riscontri ie. sono incerti; si noti lesito basso in got., la frattura
in an. e la metafonia velare in ags.
La strofa si chiude con il comando ad invocare due volte il dio
Tyr. Si supposto che questo alludesse allazione di incidere
due volte la runa /T/ < >, i cui nome era appunto *twaz (la
forma an. presenta dunque metafonia velare della // e caduta

105

Marina Cometta

del nesso /wa/). In effetti nella Gylfaginning64 Tyr viene


descritto come dio molto coraggioso che concede la vittoria.
Una sua kenning vga gu dio delle battaglie. Si noti anche
che il marted (martis dies) era reso nella lingue germaniche
con giorno di twaz (ancora oggi ingl. tuesday).
La VII strofa fa riferimento alle rune dellla birra e come
lVIII riprende il motivo del collegamento tra le rune e la
bevanda. La VII strofa sembra far riferimento alla situazione di
un ospite a cui la padrona di casa potrebbe offrire una pozione
avvelenata o magica, la cui minaccia pu essere vanificata,
conoscendo e incidendo appunto le rune della birra.

3olrnar
etimologia: germ. *alu-, il termine doveva esistere anche in
got., da dove passato come prestito nelle lingue baltoslave,
an. o3 l, ags. ealu / ealod, as. alo-fat calice, lat. al men, quindi
in origine bevanda amara; a seconda delle varie teorie, il
termine viene collegato con:


64

o
3 lr ontano germ. *aluz, ags. alor (ingl, alder), germ
*aliz , as. elora, aat. elira (ted. Erle, da una forma con
metatesi) con altro ampliamento: an almr olmo, ags. elm,
lat. ulmus, la radice minima *el-, ol- significava forse
giallo grigiastro,
alu bevanda inebriante forma runica, presente in
numerose iscrizioni del IV-V sec., forse conservata anche
nel nostro composto o3 lrnar con un significato di rune
soggette ad un tabu, vale a dire che non vanno nominate;
la radice potrebbe essere attestata anche nel greco
sono fuori di me.

Si ricorda che lInganno di Gylfi la prima parte dellEdda di Snorri-.

106

La magia Unit C

semantica: Limportanza di questa bevanda non solo come


alimento, ma anche come parte integrante del rito emerge pure
dalla presenza del termine in numerose iscrizioni runiche. Alu
ricorre soprattutto quale parola formulaica legata ad una non
meglio definita pratica magica. A volte lincisione consiste di
questo unico termine, che pu essere scritto per intero o in
forma abberviata, oppure anche in forme volutamente distorte
(p.es. lua); la maggior parte di queste iscrizioni si trova su
bratteati65, qualcuna per anche su altri oggetti o su pietre.
Altrimenti alu fa parte di iscrizioni pi lunghe, che hanno per
comunque una funzione magico-sacrale, spesso collegata col
culto dei morti. Valga come esempio la formula contenuta in
una lunga iscrizione, rinvenuta a Eggium, nella Norvegia
sudoccidentale, incisa sulla facciata rivolta allinterno di una
lastra tombale, il cui carattere rituale indiscusso.
Lespressione che ci interessa alu mis(s)urki alu per il
malfattore, si tratta probabilmente di uno scongiuro contro
leventuale ritorno fra i vivi dello spirito del morto.
horni
dat. sg. di horn corno
etimologia: germ. *hurnaz got. harn, an., ags., as., aat. horn,
ie. kr;n-, lat cornu.
fonetica: la /u/ germ., sviluppatasi dalla sillabica, si abbassa in
tutte le lingue: in got. per la vibrante, nelle altre lingue per la
/a/ tematica.
Nau
acc. sg. di naur necesstit, costrizione

65

Si tratta di medaglioni di vario tipo, mutuati probabilmente dalle monete


romane, che servivano soprattutto da amuleti.

107

Marina Cometta

etimologia: germ. *nauiz, f. necessit, costrizione, got.


naus, an. naur, ags. nyd, as. nd, aat. nt, *nauiz parrebbe
una formazione da una radice di II classe ie. *neu -/nou affaticare, tormentare.
fonetica: la forma an. non presenta metafonia per analogia coi
temi ; in ags. il dittongo germ /au/ d esito di /a/ che si
metafonizza in /e/ reso poi con grafia <y>; in aat. la dentale,
che si presenta regolarmente indurita, provoca la
monottongazione del dittongo.
semantica: il termine designa genericamente una situazione di
forte costrizione, di grave pericolo. Il concetto ricorrente
nellepica eroica in riferimento alla condizione di estremo
pericolo in cui viene a trovarsi leroe impegnato in battaglia.
Nau anche il nome della runa /n/ < >, anche di essa
documentato un uso magico, in questo caso volto a un effetto
negativo, collegato al significato del nome che esprime, come
si detto, uno stato di costrizione, di impedimento di varie
manifestazioni vitali. Parrebbe dunque che la runa in questione
fosse naur, anche se non sempre nelle varie strofe ricorre il
nome di una runa collegabile alleffetto dellla runa stessa.
Volessimo per vedere in naur la runa della birra,
dovremmo pensare a una sorta di meccanismo per cui il
pericolo viene allontanato proprio chiamandolo per nome (o
tracciando il suo simbolo), vale a dire prendendone conoscenza
e quindi ottenendo il potere su di esso.
merkja
annotare
etimologia: verbo debole di I classe tratto da un sostantivo
*marka- segno, da germ. *markjan derivano, con metafonia
della vocale radicale, oltre alla forma an. as. merkian e aat.
merken; in ags. il verbo invece di II classe *markjan- >
108

La magia Unit C

mearcian (con frattura ma senza metafonia e palatalizzazione


della velare).
semantica: il verbo ricorre talvolta proprio con laccezione di
tracciare le rune su parti del corpo.
Lopportunit di difendersi dai pericoli ripresa e chiaramente
esplicitata nellVIII strofa. Ancora una volta una bevanda
che pu rivelarsi fatale (meinblandinn mio
3 r) come
accennato nella strofa precedente oppure proteggere dal
maleficio se lo si consacra, quasi fosse un sacrificio, alla
sventura il cui segno (naur) era stato inciso sullunghia, e lo si
mischia con unerba potente quale il porro (utilizzando forse
ancora una volta il carattere runico).
verpa lauki lo
3g
gettare porro nel liquido
verpa
Il verbo presente in tutte le lingue germaniche con i fenomeni
tipici per ognuna di esse: got. warpan (variante bassa della
/e/), ags. weorpan (frattura), as. werpan, aat. werpfan (II
mutazione); il verbo tratto dalla radice ie. u erb- volgere,
girare e appartiene alla III classe forte ( e/ a / zero / zero), le
forme an. sono quindi: verpa, varp, urpom (con caduta della
semivocale iniziale), orpenn (con caduta della semivocale
iniziale e abbassamento della /u/.)
lauki
etimologia: germ. *laukaz un termine originariamente diffuso
in tutte le lingue germaniche, rimane attestato oltre che in an.
laukr, in ags. lac e aat. louh (con esiti regolari del dittongo e II
mutazione in aat.). Il termine inoltre passato come prestito
anche in finnico e slavo. Laccezione nella varie lingue non
tuttavia univoca, ma designa varie specie del genere allium
(porro, cipolla, aglio ecc.). Il significato originario era forse un
109

Marina Cometta

generico pianta erbacea, accezione ancora conservata in


diversi composti medievali.
semantica: secondo alcuni studiosi66 era questo il nome
originario della runa [l] < >, il cui nome tramandato invece
*laguz specchio dacqua. Gi il fatto che fosse il nome di una
runa allude a una valenza magico-sacrale del termine che in
ogni caso designava una pianta primordiale, legata quindi
allorigine del cosmo e proprio per questo carica della forze
vitali connesse con la forza superiore del destino che viene in
essere proprio nel momento in cui il cosmo, ricevendo dagli dei
un nome e di conseguenza un ordine, pu dirsi completamente
realizzato.
Significative in questo senso sono pure alcune iscrizioni
runiche. P.es. nelliscrizione su di un coltello rinvenuto a
Flksand in Norvegia, probabilmente usato per i sacrifici, si
legge lina laukaR lino67 porro:

laukaR inoltre ricorre anche su varie monete bratteate che


avevano notoriamente il valore di amuleti. Lespressione pare
allora trovarsi in connessione con riti della fertilit. Daltra
parte in un carme eddico il termine viene messo in relazione
con un rito che intendeva trasmettere il potere della sovranit.68

66

P. es. W. Krause.
Anche il lino ha valenze magico-sacrali.
68
Helgakvia Hundingsbana I, 7: silfr gecc vsi r vgrimo / ungom fra
trlauc grami. (in persona and il sovrano fuori dalla mischia / per portare al
giovane principe il sacro porro).
67

110

La magia Unit C

3 gr
lo
acqua, lago
etimologia: germ. *lag5uz, ags., as. lagu, il termine
circoscritto allarea del Mare del Nord ed di origine incerta in
quanto il collegamento con il latino lacus, dal medesimo
significato presenta alcune difficolt fonetiche e culturali.
La tradizione pi recente usa questo termine come nome della
runa /l/ < >, ma come si esponeva sopra probabile che il
nome originario fosse quello del porro.
mein-blanndinn
etimologia: il primo termine del composto germ. *mai-na-, an.
mein, ags. mn, as. mn, aat. mein crimine, cattiveriaviene
ricondotto a ie. *mo=i - una radice molto produttiva e presente in
numerose lingue ie., il cui significato di base quello di
scambio; come esempio si citano alcuni derivati in latino:
mtuus mutuo, mtre, con ampliamento in nasale si ha poi
mnus: prestazione, ufficio (ci che si fa in cambio di
qualcosa), im-mnis libero(da contropresatzioni), com-mnis
comune (interscambiabile).
fonetica: gli esiti del dittongo sono regolari.
semantica: fra i vari corradicali, si ricorda laggettivo germ.
*mai-ni-, got. ga-main-s, an. meinn, ags. ge-mF
6 ne (con
metafonia palatale), as. gi-mni, aat. meini generale, comune;
vile, sbagliato, falso, dannoso, cattivo (cfr. ingl. mean o
tedesco Meineid giuramento falso, spergiuro); anche il
suffisso negativizzante germ. *miss (grado zero della radice, ie.
*mitto-, si tratta di un originario participio passato) > got.
miss diverso, an. -miss scambievole, aat. missi diverso
deriva da questa radice con un ampliamento in dentale anzich
in nasale.
111

Marina Cometta

A meno di ipotizzare la contaminazione di due radici omofone,


una col significato di scambiare e laltra con quello di
sminuire, danneggiare, si deve pensare che da un significato
neutro, o positivo, di avvicendamento, sostituzione se ne sia
evoluto uno negativo di sostituzione errata, quindi di falsit, se
tale capovolgimento di una situazione vera viene fatto
intenzionalmente, si pu arrivare ad accezioni di danno
intenzionale, crimine.
Blandinn una forma di participio passato di un verbo forte di
VII classe, an. blanda, blend, blendom, blandenn mischiare;
il verbo attestato con paradigma variamente incompleto
anche nelle altre lingue germaniche.
A un altro tipo di rune si fa riferimento nella IX strofa, a ben
vedere pure coinvolte in un processo di fecondit, in questo
caso della donna che sta partorendo. Che questo sia un
momento cruciale e minacciato da numerosi pericoli, ovvio;
conseguentemente molte sono le testimonianze di pratiche
volte a scongiurarli. Per altro la tradizione norrena attesta che
talvolta era proprio un uomo (e non una donna) ad aiutare
durante il parto.
bjarga
proteggere
etimologia: germ. *berg5an tratto dalla radice verbale ie.
*bhergh- custodire, proteggere: got. bargan, an. bjarga, ags.
beorgan, as., aat. bergan (cfr. anche borg).
fonetica e morfologia: relativamente alla vocale radicale si noti
labbassamento in gotico a causa delle /r/ successiva, la frattura
in an. per la /a/ nella sillaba finale e la frattura in ags. causata
dal nesso /rg/. Si tratta di un verbo di III classe forte (apofonia
germ. e / a / u / u).
112

La magia Unit C

bija dsir duga


chiedere che le disir aiutino
bija
etimologia: got. bidjan, an. bija, ags. biddan, as. biddian, aat.
bitten, germ. *bejan-69. Letimologia incerta, fra le ipotesi si
citano:
 una radice ie. *bhedh- costringere, premere, piegare
sembra che da essa si siano sviluppati composti che
indicavano lo stare in ginocchio; il significato germanico
sarebbe dunque partito da unaccezione di supplicare in
ginocchio;
 una radice ie. gu=hedh- chiedere, pretendere, per il
germanico si deve in questo caso presupporre una
precedente evoluzione particolare di /gu=h-/ a /bh/.
fonetica e morfologia: linfinito delle lingue del germanico
occidentale presenta regolarmente la geminazione della dentale
causata dalla semivocale palatale del suffisso germanico, che
ha causato anche in tutto il germanico linnalzamento della
vocale radicale (in gotico per linnalzamento avviene sempre
in condizioni normali). Verbo forte di V classe con apofonia e /
a / 1 / e.
duga
il verbo in an. passato alla flessione debole, nelle altre lingue
per contro un verbo preterito-presente di II classe germ.
*daug5, dug5 um-, dugta (>dukta>duhta). (in ags. dah, dugum,
dohte, aat. toug70, tugum, tohta. Il verbo di origine oscura ed
69

Ted. beten pregare, soprattutto in senso religioso, deriva dal sostantivo


*bed- preghiera (tratto ancora dal grado dellinfinito) ma col suffisso
della II classe dei verbi deboli n-, cfr. aat. beton.
70
In tedesco il verbo passato alla classe dei verbi deboli taugen.

113

Marina Cometta

assume nelle lingue germaniche un significato di andar bene,


essere adatto, utile.
fonetica: tutte le forme hanno esiti da manuale, un cenno
merita lassordimento della velare in fine di parola in ags. e il
passaggio del nesso velare+dentale ad /ht/.
dsir
Si tratta di esseri soprannaturali femminili, talvolta accomunate
alle matronae e forse da intendere anche nelle Idisi del primo
incantesimo di Merseburgo. Altri le mettono in rapporto con
divinit della vegetazione. Alcune fonti norrene, oltre al nostro
carme attribuiscono loro la capacit di favorire la nascita; esse
appaiono poi come spiriti protettori di singole persone o
dellintera stirpe, ma possono anche soccorrere in battaglia o
annunciare una morte imminente se non procurarla
direttamente, questa caratteristica le pone in collegamento con
le Norne e le Valchirie. Del testo, altre fonti norrene citano
come levatrici proprio le Norne, oltre a divinit vere e
proprie quali Frigg (la sposa di Odino) o Freya (la sorella/sposa
di Freyr). Alle Dsir sembrano dedicati particolari culti, tra cui
il Dsablt sacrificio per le Dsir: si trattava di una cerimonia
notturna che si svolgeva in autunno o allinizio dellinverno
che comprendeva un banchetto e una libagione. Daltra parte
allinizio di febbraio in collegamento con un particolare ciclo
lunare, si teneva in Svezia il Dsaing.
La X strofa torna a toccare una circostanza fondamentale non
tanto per la societ a cui si riferisce il carme eroico
tradizionale, vale a dire quella collegabile con le invasioni
barbariche, che hanno visto sostanzialmente grandi migrazioni
via terra, ma con quella vichinga, nella cui cultura affondano le
radici i carmi dellEdda e per la quale la navigazione era parte
integrante dellesistenza. Il senso della strofa palese e si pone
114

La magia Unit C

a fianco di altri passi eddici in cui Odino stesso e un sovrano


posseggono il potere (magico) di placare la tempesta. Ancora
nel XIX secolo venne annotato nelle Farer un canto popolare
che narrava di un bastone con incise delle rune che venne
gettato in mare cosicch si calm una tempesta che era pure
stata provocata con un incantesimo.
Brimrnar
dei marosi le rune
brim
etimologia: oltre al nordico, il termine attestato solo in ags.
Appartiene quindi specificatamente al linguaggio dei marinai e
pare collegato con una radice designante un movimento veloce.
seglmo3 rum
con vele destrieri
una delle numerose kenningar che designano le imbarcazioni
quali destrieri delle onde o comunque connotati con elementi
attinenti alla navigazione.
segl
vela
formazione tipicamente germanica, attestata anche nel
germanico occidentale con una vocale epentetica insorta nel
nesso finale: as. e aat. segal. Dal germanico il termine entrato
come prestio sia nelle lingue celtiche che in quelle baltoslave.
Si ipotizza la derivazione con legge di Verner dalla radice
ie. *sek- tagliare: la vela dunque un pezzo di stoffa tagliato.
In genere le vele erano costituite da pi teli cuciti assieme e
spesso le singole strisce di tessuto erano di colore diverso.
mo
3 rum
dat. pl. di marr cavallo
115

Marina Cometta

etimologia: an. marr corrisponde nelle altre lingue a ags.


mearh, aat. marah < *marhaz; il termine ben attestato anche
in celtico, tanto che si pensa a un prestito da questo gruppo
linguistico alle lingue germaniche (air. marc; cimrico march),
daltronde manca ogni corrispondenza con altre lingue ie.;
forse, come le altre designazioni per questo animale, potrebbe
trattarsi di un termine di sostrato o di provenienza asiatica.
fonetica: in an. la fricativa velare sorda si assimilata alla
vibrante precedente, in ags. ha provocato frattura della vocale
radicale, in aat. si avuta epentesi tra la vibrante e la velare.
La forma del testo presenta regolare metafonia labiale a causa
delle terminazione di dativo plurale.
leggia eld ( r)
porre col fuoco sul remo
leggia
verbo debole di I classe got. lagjan, an. leggja sistemare,
gettare, ags. leian, as. leggjan, aat. legen, germ. *lag5 jan-,
tratto dal grado a- del verbo forte di V classe germ. *legjangiacere (got. ligan, an. liggja, ags. liian, as. liggian, aat.
li(g)gen. Rispetto al forte giacere il verbo debole presenta
uno spettro semantico pi ampio, evolutosi dal significato
causativo di mettere a giacere quindi deporre, e di
conseguenza vari significati traslati a questo rapportabili. La
radice ie. *legh- ha un significato analogo, cft. lat. lectus (letto).
fonetica e morfologia: linfinito del verbo debole presenta
regolarmente la metafonia palatale in an. e germ. occ. In germ.
occ. si ha anche la geminazione (e in ags. la palatalizzazione),
tale geminazione stata eliminata per analogia in aat. Il verbo
forte di di V classe; si presenta per col suffisso ampliato
jan per cui, allinfinito, ha linnalzamento e in germ. occ. la
116

La magia Unit C

geminazione, nonch in ags. la palatalizzazione. Il suo


paradigma in germanico : *lig5 jan-, lag5 , lg5 um-, leg5 anaz.
eld
fuoco, acc. sg. di eldr
etimologia: termine di difficile interpretazione: se si ipotizza
che la vocale radicale sia esito di una semplificazione del
dittongo an. /ei/ si ricostruisce un germ. *ailiz attestato in ags.
*F
6 l(e)d (con il dittongo metafonizzato) e as ld; ipotizzando
inoltre una forma *ai-l-iz, poi semplificata in *ailiz, si
arriva a una radice ie. *aidh bruciare.
commento al testo: letteralmente il sintagma significa
appiccare fuoco al remo, cosa abbastanza improbabile; si
allora supposto che il verso fosse corrotto, per cui stato
proposto di emendare laccusativo in un dativo (eldi) in modo
da rendere pi chiaro il probabile significato della locuzione,
vale a dire che alcune rune devono essere marchiate col fuoco
sul remo.
unnr
onda, mare
etimologia: an. unnr, ags. , as. thea, aat. undea, germ.
*unja-; probabilmente una formazione con un infisso in
nasale da una radice ie. ut-, grado zero di u=et-, a sua volta una
variante di ie. *u=ed-/u=od-/ud-, da cui derivano i termini
germanici per acqua (ie. *u=od-, germ *wat-, ingl water, ted.
Wasser, sved. vatten).
fonetica: le lingue ingevoni presentano la caduta della nasale
avanti a fricativa sorda con conseguente allungamento di
compenso, in ags. si avuta anche metafonia palatale. In an. la
fricativa sorda si assimilata alla nasale.
117

Marina Cometta

LXI strofa torna invece a citare rune che favoriscano un


benessere fisico. Forse non a caso, se si pensa alle formule
ags., esse devono essere incise su degli alberi. Potrebbe poi
entrare in gioco una forma di maga analogica che paragona le
membra che le limrnar dovrebbero sanare con la salda
scorza o il ramo integro.
limrnar
rune del ramo/delle membra
Anche questo composto un apax e in questo caso il primo
elemento pu essere interpretato in due modi:
lim ramo (f.), in questo caso si tratta di rune che vengono
incise su rami o altre parti di un albero, oppure anche di rune
formate con dei rametti; questo termine ricorre anche a
chiusura di tutta la strofa.
limr arto, membro (m.), secondo questa interpretazione si
tratterebbe di rune deputate a proteggere gli arti.
Entrambi i termini paiono derivati dal grado zero di una radice
ie. *lei-/loi-/li- (seria di I classe) con un significato di
piegare.
Altri infine hanno supposto che la vocale fosse lunga: lmcollante (per lanalisi linguistica vedi sotto gelimida II
incantesimo di Merseburgo, unit B). Il composto, avrebbe
fatto riferimento o a un particolare modo di vergare le rune,
formando una sorta di legatura, di fusione tra due grafemi o a
rune formate con bastocelli pieghevoli, legati con altri rametti.
Infine, proprio con riferimento al II incantesimo di Merseburgo
il composto avrebbe esplicitato leffetto curativo di queste
rune.
Questultima interpretazione conferisce al composto un
significato analogo alla seconda interpretazione (rune degli
118

La magia Unit C

arti), vale a dire appunto rune che servono a guarire una ferita,
come in fondo molti altri composti, che deisgnano i vari tipi di
rune, fanno riferimento alleffetto a cui si mira.
lF
6 cnir
III p. sg. di lF
6 cna guarire
etimologia e fonetica: verbo debole di II classe germ. *l1knn,
quindi con esito // della vocale radicale, che poi si presenta
palatalizzata in analogia ad altri corradicali o per influsso del
termine ags. di cui potrebbe anche essere un prestito, il verbo
attestato anche in got. lkinn, ags. lF
6 cnian, as. lcnn, aat.
lhinn, i termini presentano gli esiti regolari della /1/ e
talvolta epentesi tra la velare e la nasale, tedesco ha come
sempre la II mutazione cons. Per altre informazioni sulla radice
vedi sotto lcedome (contro la malattia degli elfi dacqua,
unit B).
sr at si
le ferite scrutare
sr
etimologia: germ. *sairaz, got. sair, an. sr, ags. sr, as. e aat.
sr ferita, dolore, la radice ie. aveva significato analogo cfr.
lat. saevus selvaggio, impetuoso.71
fonetica: in an. il dittongo si monottonga ad // e in aat. ad // a
causa della /r/ seguente; gli esiti nella altre lingue sono da
manuale.

71

In ted. si conservato il verbo versehren, mentre dallaggettivo sr


doloroso viene formato nel medioevo un avverbio sre dolorosamente,
violentemente, che nella lingua moderna si generalizza a molto
opponendosi ad altri avverbi quali gar, recht ecc., tipici delle parlate
meridionali.

119

Marina Cometta

si
etimologia: Il verbo vedere attestato in tutte le lingue
germ.; i raffronti con lie. sono incerti. Da alcuni studiosi viene
proposta una radice ie. *seku - con un significato di seguire
(cfr. lat. sequor), levoluzione semantica sarebbe perci passata
da un seguire con gli occhi a un vedere, mentre da altro
grado apofonico con legge di Verner, germ. *sag5w- si
sarebbero evoluti i verbi germanici per dire, cfr. ingl. to say,
ted. sagen con un passaggio semantico, esclusivo del
Germanico, da vedere a mostrare a dire.
fonetica e morfologia:
Le forme del verbo ft. di V cl. germ *sehwan sono:
got.
an.
ags.
as.
aat.

sa an
sj
son
sehan
sehan

sah
s
seah
sah
sah

s un
3 om
s
swon
swun
shun

sa ans
snn
sewen
gisewan
gisewan

Il verbo presente alternanza grammaticale con semplificazione


del nesso /hw/ in /h/ e di quello /iw/ in /w/; in ags. si ha poi
frattura allinfinito e al pret. sg., allinf. inoltre si verificata la
sincope di /h/ intervocalica con allungamento del vocalismo
precedente, anche le forme an. si spiegano con la sincope della
spirante velare sorda e la contrazione della vocale radicale con
quella della desinenza, al pret. plur. si avuta inoltre la
metafonia velare sulla vocale radicale.
bami viar
sul tronco dellalbero/sullalbero del bosco
etimologia: per bamr tronco, albero si ricorstruisce una
forma germ. *bag5wmaz, dove la labiovelare avrebbe subito una
dissimilazione a //; col nesso semplificato alla sola velare il
120

La magia Unit C

termine continua in got. bagms, mentre il germanico


occidentale mantiene della labiovelare solo lelemento labiale
> *baumaz da cui quindi ags. bam, as. bm e aat. boum con
esiti regolari del dittongo. Difficile trovare riscontri in altre
lingue ie.
Viar gen. sg. di vir albero, legno, bosco, corrisponde
allags. widu (o, con arrotondamento della vocale radicale,
wudu, ingl. wood), aat witu < germ. *wiuz, il termine di
origine non chiara, ricorre spesso quale formante di nomi
propri.
commento al testo: bami un emendamento generalmente
accettato della lezione del manoscritto <barri> ago di un
abete, gemma, quindi barri viar sarebbe da tradurre con
sugli aghi degli alberi. Anche bamr per pu dare luogo a
diverse traduzioni: quella riportata nella dispensa intende con
bamr un bastone (cfr, ingl. beam), quindi un tronco e
traduce viar con albero; laltra proposta intende bamr
come albero (cfr. ted. Baum) e traduce quindi viar con
bosco. Lincidere rune su di un albero parrebbe mirare a
trasmettere allalbero il male. Lalbero inoltre deve avere i rami
orientati verso est, orientamento, come si gi accennato,
favorevole.
lta
chinarsi
etimologia: il verbo germ *ltan- attestato oltre che in an.
solo in ags. Rientra nella seconda classe forte, solo che al
presente ha un grado zero appesantito in ie. da una schwa
con esito quindi di //, il resto del paradigma regolare, per cui
per lan.: laut, lutom, lotenn (questa forma con abbassamento a
causa delloriginaria /a/ nella terminazione).
121

Marina Cometta

La XII strofa funge quasi da tramite tra la prima sezione e la


seconda. Nella prima, come si visto, Sigurr viene a
conoscenza di alcuni tipi di rune volte ad ottenere un certo
risultato positivo e apprende contestualmente dove e come
inciderle. Ora si nomina solamente il tipo di runa e quindi ci si
sofferma sul suo effetto e su certe modalit del suo uso. Questa
diversa struttura pare perci introdurre una serie di strofe di
diversa impostazione.
mlrnar
rune della parola
Per lanalisi linguistica di ml, vedi pi sopra mF
6 lti. Si tratta di
rune che dovrebbero donare la capacit retorica di ben
argomentare davanti allassemblea, dato poi che ml significa
anche assemblea, processo, potrebbe esserci un sottile gioco
di allusioni incrociate. Esse potrebbero quindi essere anche
proprio le rune dellassemblea.
heiftom gjaldi harm
con inimicizia ricompensi il danno
gjaldi
etimologia: III pers. ottativo presente di gjalda < germ.
*geldan- ricompensare: formazione specifica delle lingue
germaniche e slave, verbo forte di III classe (apofonia in germ:
e, a, u, u: gr. normale, gr. normale con alternanza qualitativa,
grado zero, grado zero). Linfinito nelle diverse lingue : got.
gildan, an. gjalda, ags. gieldan, as. geldan, aat. geltan.
fonetica: la vocale radicale si presenta regolarmente innalzata
ad /i/ in gotico, subisce frattura in an. (a causa della /a/ della
terminazione); in ags. allinfinito si ha la palatalizzazione della
velare iniziale, in aat., infine, si ha lindurimento della dentale;
si ricorda che la /u/ del part. passato si abbassa a causa della /a/
del suffisso.
122

La magia Unit C

harm
An. harmr attestato anche in ags. hearm (con frattura) e as. e
aat. harm; germ. *harmaz risale a un ie. *kormos che gi
significava danno, disgrazia.
ingi
dat sg. di ing assemblea
etimologia: an., ags. ing, as, thing, aat. ding, lang. thinx, ie.
*tenk- tendere quindi il riferimento potrebbe ancora essere a
tendere, segnare il recinto; altrimenti potrebbe trasparire una
relazione temporale: il got. attesta infatti eihs tempo,
periodo < *enhaz (con legge di Grimm, mentre * ingpresenterebbe legge di Verner).
jir
nom pl. di j
etimologia: germ. *eu popolo, nazione ha nelle altre
lingue germaniche le seguenti forme: got. iuda, an. j, ags.
od, as. thiod, aat. diota < ie. *teut trib, nazione
formazione dalla radice *tu- gonfiarsi, presente con
significati analoghi anche in altre lingue ie., cfr. p.es. osco
touto civitas, a. irlandese tuath trib, popolo, nonch vari
antroponimi o etnonimi tra i quali la designazione della stirpe
germanica dei Teutoni.
fonetica: tutti gli esiti sono da manuale.
semantica: spesso designazioni per popolo fanno capo a
radici che indicano un accrescimento. Tuttavia alcuni studiosi
ritengono la concezione di un popolo come di un entit che si
accresce, troppo riduttiva. *eu pare infatti essere la
designazione germanica pi antica per una comunit politicocultuale.
123

Marina Cometta

Tuttavia, mentre per altri termini possibile rintracciare forme


che sono ancora indicative del significato specifico, per
*eu- la ricerca risulta tuttaltro che agevole. Un primo
elemento viene colto in un appellativo del dio Marte. Con Mars
veniva designata, da chi parlava latino, la divinit germanica
*Twaz (an Tvr), tra le cui prerogative vi era quella di
proteggere il ing. In talune iscrizioni si legge perci mars
thingsus; in territorio celtico sono per state rinvenute anche
iscrizioni mars teutates. Il Trier interpreta questultimo
appellativo come equivalente di thingsus; *eu- si troverebbe
dunque in stretto rapporto col sacro momento dellassemblea.
Inoltre nelluso as. (Heliand), thiod si trova spesso collegato
con termini quali thinghs casa dellassemblea, tribunale, e
coloro che giudicano e condannano Ges vengono per
lappunto designati con thiod. Anche in certi usi del termine
ags. e an. pare ancora trasparire lantica accezione giuridica.
commento al testo: il verso 3 di difficile interpretazione. Se il
pronome F r si riferisce a mlrnar, vale a dire al segno in s
allora esse sarebbero da tracciare su rametti o nastri che
dovrebbero poi venire avvolti e piegati. Se invece il pronome
riprende solo ml, quindi il discorso, allora il verso farebbe
riferimento allabilit oratoria che con bei giri di parole
riesce a convincere lavversario o il giudice.
Strofe 13-19
Anche queste strofe formano ununit a s stante. A partire
dallultimo verso della strofa 13 inizia la rievocazione
dellorigine mitica delle rune. Queste strofe formano un
racconto parallelo alle strofe 80 e 138-144 degli Hvaml.
80
at er reynt
er at rnum spyrr

124

Allora ci provato
Quando tu consulti le rune,

La magia Unit C

inum reginkunnum
eim er geru ginnregin
ok fi fimbululr
hefir hann bazt ef hann
[egir
138
Veit ek at ek hekk
vindga meii
ntr allar nu
geiri undar
ok gefinn ni
sjlfr sjlfum mr
eim meii
er manngi veit
hvers hann af rtum renn
139
Vi hleifi mik sldu
n vi hornigi
nsta ek nir
nam ek upp rnar
pandi nam
fell ek aptr aan

Quelle originate dagli dei,


Quelle che fecero i potenti dei
E dipinse il potente saggio,
meglio se rimane in silenzio.

Lo so che sono stato appeso


Al tronco scosso dal vento
Nove intere notti
Da una lancia ferito
E scrificato a Odino
Io a me stesso
Su quellalbero
Che nessuno conosce
Dove dalle radice serga.
Con pane non mi hanno saziato
N con corni potori
In basso spiando guardavo
Trassi su le rune
Gridando le trassi
E ricaddi di l.

140
Fimbullj nu
nam ek af inum frgja syni
Blrs Bestlu fur
ok ek drykk of gat
ins dra mjaar
ausinn reri

Nove possenti incantesimi


Presi dallillustre figlio,
Di Blrs, padre di Bestla,
Ed un sorso presi
di quel prezioso nettare
attinto da rerir

141
nam ek frvask
ok frr vera

Allora presi a germogliare


E a diventare saggio

125

Marina Cometta

ok vaxa ok vel hafask


or mr af ori
ors leitai
verk mr af verki
verks leitai

e a crescere e a essere forte


In mio favore parola da parola
Trassi della parola
In mio favore opera da opera
Dellopera trassi.

142
Rnar munt finna
ok rna stafi
mjk stra stafi
mjk stinna stafi
er fi fimbululr
ok gru ginnregin
ok reist Hroptr rgna

Rune tu troverai
E chiari caratteri
Grandissimi caratteri
Saldissimi caratteri
Che dipinse il potente saggio
E fecero i potenti dei
E incise Hroptr degli dei

143
inn me sum
en fyr lfum Dinn
ok Dvalinn dvergum fyrir
svir jtnum fyrir
ek reist sjlfr sumar

Odino fra gli Asi,


Dainn per gli Elfi
e Dvalinn per i nani,
Asvir per i giganti
Io stesso ne incisi alcune.

144
Veiztu hv rsta skal?
Veiztu hv ra skal?
Veiztu hv f skal?
Veiztu hv freista skal?
Veiztu hv bija skal?
Veiztu hv blta skal?
Veiztu hv senda skal?
Veiztu hv sa skal?

Sai tu come si deve incidere?


Sai tu come si deve interpretare?
Sai tu come si deve dipingere?
Sai tu come si deve mettere alla prova?
Sai tu come si deve chiedere?
Sai tu come si deve immolare?
Sai tu come si deve inviare?
Sai tu come si deve sacrificare?

Di per s la XIII strofa costruita come le precedenti, quindi


anche nelle hugrnar da vedere un determinato tipo di rune
con un preciso scopo, che in questo caso una superiorit
126

La magia Unit C

intellettuale (cfr. v. 2), anche se poi, come accennato manca


lindicazione di come usarle.
I versi 3-7 sono costruiti in modo anaforico sul pronome F r e
strutturati secondo la tecnica del hysteron proteron: prima
infatti vengono pensate (hugdi), poi incise (reist) e solo alla
fine interpretate (r). Autore di tutto ci Odino, qui citato
col nome di Hroftr, sotto per linflusso di un non meglio
precisato liquido. Dato che nella strofa 18 si accenna al fatto
che queste mitiche rune primordiali siano state raschiate
via e mescolate col met, potrebbe essere che il liquido citato
alla strofa 13, sia ancora una volta il met.
hugrnar / hugi
rune della mente / pens
etimologia: germ. *hug5u- pensiero, animo, got. hugs, an
hugr, ags, hye, as. hugi, aat. hugu. Difficile trovare riscontri in
altre lingue ie. Si tratta di un probabile conio germanico per
indicare la componente spirituale delluomo. Il termine un
antico tema in u-; nelle lingue ingevoni, si per avuto un
passaggio alla classe tematica in i-, per cui in ags. si ha
metafonia palatale della vocale radicale.
Dal sostantivo tratto il verbo debole di I classe *hug5jan: an.
hyggia, ags. hyan, as. huggian.
fonetica: in ags. e as. il sostantivo passa alla classe dei temi i,
in ags. si perci verificata la metafonia e la palatalizzazione
della /g5/ > [j]; nel verbo la semivocale provoca la geminazione
non solo nel germanico occidentale ma anche in an. In an. e
ags. si ha ancora metafonia e in ags. la geminata si palatalizza a
[d]. Nella forma di preterito del testo (hugi), la dentale si
unisce direttamente alla radice, per cui non si verificano i
fenomeni di fonetica combinatoria dellinfinito.
127

Marina Cometta

gesvinnari guma
gesvinnari di intelletto pi forte
il comparativo di gesvinnr, termine composto da ge e
svinnr (per lanalisi di questultimo si veda sw nella formula
ags. contro i vermi dellunit B), in questo caso il comparativo
formato con la variante z- del suffisso-.
ge coscienza, intelletto attestato solo in composti
principlamente in area nordica. Un parallelo a gelauss si
riscontra in aat. getils (con regolare indurimento della dentale)
privo di senno, sfrenato.
guma si tratta del termine ie. per uomo, attestato senza
particolari fenomeni fonetici in tutte le lingue germaniche e
risale a una forma ie. *ghm
; on- con regolare esito *guman- in
germanico. Si tratta dello stesso termine di lat. homo (pure un
tema in nasale!) > it. uomo e pare essere corradicale a humus
terra, secondo questa etimologia luomo lessere legato alla
terra contrapposto agli dei. La formazione verr poi soppiantata
dal neologismo *mannz che sembra invece intendere luomo
come essere pensante, pare infatti essere dellla stessa radice di
men-te.
r
III pers. sg. preterito di ra decidere, consigliarsi, governare
etimologia: germ. *ran deriva forse da una radice ie. *r dhsistemare, consigliare, dire.
fonetica e morfologia: verbo forte di VII classe:
got.
an.
ags.
as.
aat.
128

r dan
ra
rF
6 dan
r~ dan
r~ tan

rarod
r
r d, reord
r d
riat

rom
r don, reordon
r dun
riatum

r dans
renn
rF
6 den
r~ dan
gir~ tan

La magia Unit C

Il verbo presenta in got. sia la reduplicazione che lalternanza


apofonica; la forma ags reord conserva ancora traccia della
reduplicazione, laccento per si ritratto sulla sillaba
reduplicativa, la vocale radicale vera e propria ha subito la
sincope e la /e/ delloriginaria sillaba reduplicativa si fratta
per la liquida pi consonante seguente. Nelle altre forme di
preterito la vocale radicale rappresentata dalla /2/.
semantica: i vari derivati da questa radice si muovono tutti nel
campo delle attivit del pensiero con una tendenza a
specializzarsi in accezioni quali predisporre, consigliare,
provvedere.
La strofa sucessiva (XIV) continua la narrazione del divenire
delle rune. Odino avrebbe ascoltato le parole uscite dalla testa
di Mmir, parole che probabilmente sono quelle riportate dalle
strofe seguenti. Odino viene rappresentato con spada e elmo,
sembrerebbe perci che Mmir abbia pronunciato queste parole
nel corso di una battaglia, di cui per la strofa non fa cenno.
Anche nella Vo
3 lussp Odino parla con la testa di Mmir, nel
momento in cui viene dato il segnale dellinizio degli scontri
che preludono alla fine del mondo. Analogamente il presentarsi
armato nella nostra strofa, potrebbe alludere ancora a una
situazione critica per fronteggiare la quale Odino interroga
3 lussp cita un
lessere depositario della sapienza. Ancora la Vo
altro collegamento fra il dio e Mmir, in quanto Odino avrebbe
lasciato un suo occhio alla fonte di Mmir in cambio della
conoscenza. Infine lYnglinga saga72 narra che gli Asi
avrebbero inviato Mmir quale ostaggio ai Vani, che lo
avrebbero decapitato perch senza i suoi consigli, laltro
ostaggio non sarebbe stato in grado di prendere delle decisioni.
72

Si tratta della prima mitologica parte della Heimskringla, lopera


storica di Snorri Sturluson.

129

Marina Cometta

I Vani avrebbero poi inviato la testa agli Asi e Odino lavrebbe


strofinata con delle erbe per preservarla dalla decomposizione e
quindi con le sua arti magiche avrebbe fatto s che la testa gli
parlasse e gli svelasse molti segreti. Secondo questo racconto
Mmir sarebbe un Ase, diverse fonti poetiche per
suggeriscono che sia un gigante, cosa per altro maggiormente
plausibile, dato che i giganti, come i nani, sono i depositari
della sapienza in quanto esseri primordiali.

3 fu, ho3 fi
ho
capo
3 fu <germ. *hab) ua-73 <ie. *kaput- (cfr. lat.
etimologia: an. ho
caput, capo). An. ho
3 fu sembra dunque rispecchiare la forma
originaria a fronte della formazione per capo, testa comune a
tutte le lingue germaniche: *haub) ua- / *haub) ia-, got. haubi,
an. haufu, ags. hafod, as. hb) id, aat. houbit. Questa
formazione sembra avere sostituito la vocale originaria col
dittongo per contaminazione con unaltra radice germ. *haub) < ie *keu bh-/kou bh incurvatura, cupola.74
fonetica: germ. *hab) ua- presenta su entrambe le consonanti
interne legge di Verner. La /u/ del suffisso ha provocato in an.
la metafonia velare sulla sillaba radicale. I derivati da germ.
*haub) ua- presentano gli esiti regolari del dittongo germ au-,
la fricativa sonora velare si presenta occlusa in got. e aat.,
mentre ha grafia di <f> in an. e ags., la fricativa dentale sonora
ha regolare esito occlusivo in tutte le lingue del germ. occ., in
aat. inoltre si indurita.
73

Ags. attesta pure una forma hafud.


Dal grado zero ampliato da una schwa derivano p.es. da questa radice
termini per cuffia, copricapo (ted. Haube, sved. huva, cfr. anche ing. hive
alveare).
74

130

La magia Unit C

frligt
sapientemente
etimologia: lavverbio tratto dallaggettivo got. frs, an.
frr, ags., as. frd, aat. fruot, germ. *fraz formazione
germanica da una radice di VI classe appartenente al campo
semantico dellintelletto; cfr. con laltro grado got. frai
intelletto, aat. frad abile.
fonetica e morfologia: esiti regolari della //, la fricativa
dentale sonora si assorda in gotico in fine di parola, gli altri
esiti sono da manuale.
Le lingue germaniche hanno sviluppato vari modi per formare
gli avverbi. In questo caso viene usato un suffisso ligt. In
realt si tratta di un antico sostantivo con significato di forma,
corpo: germ. *lka(n), got. leik, an., as. lk, ags. l, aat. lh;
esso veniva usato per formare composti che indicavano una
qualit (con la forma di...), il termine perse quindi il senso
proprio e divenne un puro mezzo per formare aggettivi e, con
luscita di ablativo, germ. -/
-, o, come nel nostro caso, di
accusativo neutro t, avverbi. Relativamente alla fonetica, si
noti la grafia gotica <ei> di //; in ags. la vocale palatale ha
palatalizzato anche la velare successiva la cui pronuncia [t];
in aat. la velare ha subito II mutazione consonantica.
or
etimologia: got. ward, an. or, ags., as. word, aat. wort, germ.
*wura(n); probabile part. passato formato col suffisso ie. dhda una base verbale *u=er- dire, quindi cosa detta, la
formazione germanica corradicale a lat. verbum.
fonetica: tutte le lingue germaniche registrano labbassamento
della vocale radicale germanica (grado zero della radice, da ie.
u=r;dhom), il gotico a causa della liquida seguente, le altre lingue
131

Marina Cometta

per la vocale tematica; in an. si ha inoltre caduta della


semivocale iniziale seguita da vocale velare, in aat. la dentale
finale ha subito lindurimento.
sagi
dire
etimologia: germ. *sag5 n-, got. -, an. segia, ags. sean, as.
seggian, aat. sagn. Se germ. *sag5- forma semplificata di
*sag5w-, il verbo dire risulta derivare per legge di Verner
dalla radice ie. *soku=-/seku=- seguire (cfr. lat. sequor) che
nelle lingue germaniche sviluppa un verbo di V classe forte con
significato di vedere: *sehwan-, sahw-, sg5 wum-, seg5 wanaz,
cfr., per linfinito, got. sah an, an. sj, ags. son, as., aat.
sehan75. Levoluzione semantica sarebbe perci passata da un
seguire con gli occhi a un vedere, e quindi, con un
passaggio semantico esclusivo del germanico, da vedere a
mostrare a dire.
fonetica e morfologia: Germ. *sag5n un verbo debole di III
classe, caratterizzato in germ. dal suffisso n-; nelle lingue
ingevoni questo suffisso viene ampliato a jan-, che si riduce
a jan-; i verbi con questa formazione presentano quindi tutti i
fenomeni legati alla semivocale palatale; in questo caso
metafonia e geminazione, nella forma ags. si inoltre verificata
la palatalizzazione della velare geminata: <> che ha
pronuncia [d].
sanna
acc. m. pl. di sannr vero
etimologia: da germ. *san- derivano an. sannr, ags. e as. s,
aat. sand. La formazione viene intesa come un participio
presente di *es-/s- essere: ie. *sont-, vero sarebbe ci che ,
75

Si veda anche pi sopra.

132

La magia Unit C

esiste. An. sannr presenta assimilazione della // alla nasale,


mentre in ags., as. s la nasale cade avanti // e la vocale
radicale si nasalizza e allunga per compenso.
semantica: in an. laggettivo oltre a significare vero, pu
avere laccezione di colpevole. Il rapporto semantico si
allarga se si tiene conto che il termine per colpa, peccato,
germ. *sunj / sundj (cfr. ingl. sin, ted. Snde) rappresenta il
grado zero della forma < ie. *sn; t-(sulla la dentale finale si
verificata la legge di Verner). Questi termini per sono a loro
volta corradicali a lat. sons che pure il participio presente del
verbo essere dal grado zero della radice *es-/s-. Levoluzione
semantica prevede quindi un primo passaggio da ci che
esiste a ci che vero, assodato come esistente; comprovata
come reale pu per anche essere una colpa o, eventualmente,
anche la controprova che nega affermazioni fatte dallaltro.
Se per tale colpa consiste in una mancanza nei riguardi di Dio,
essa in un contesto cristiano peccato.
Le strofe XV-XVII tornano, ma su un piano diverso a esporre
dove vadano incise le rune, ora per il riferimento
eminentemente mitico. per cointro non si esplicita lo scopo di
queste rune, anche se la strofa XIX lascia intuire che si tratta di
rune che torneranno a vantaggio di chi le incide.
Secondo la XV strofa le rune andrebbero incise sullo scudo di
una divinit solare; stando a un passo dei Grmnisml, uno
scudo posto dinnanzi al sole, il dio splendente, e se questo
scudo venisse a cadere, la terra verrebbe riarsa, unimmagine
analoga sottosta anche alla nostra strofa il cui primo verso
potrebbe essere anche tradotto con . su quello che sta
dinnanzi al dio splendente. Il secondo verso sulle orecchie di
rvakr e sullo zoccolo di Alsvir, farebbe supporre che si
tratti di cavalcature; tuttavia, questi due animali sono citati con
un nome proprio, contrariamente a quelli delle strofe
133

Marina Cometta

successive, questo particolare sembra dimostrare che si tratta di


animali particolari, con ogni probabilit i cavalli che trainano il
sole.
snsk
gira
etimologia: forma riflessiva caratterizzata dalluscita *-isk, che
causa metafonia sulla vocare radicale. Si tratta di verbo forte di
VII classe attestato solo in an.: sna, snera, snerom, snenn
volgere, avvolgere, qui volgersi, girare.
fonetica e morfologia: il verbo presenta ancora un relitto
dellantica formazione con reduplicazione; snera viene
ricondotto al seguente processo: la vera e propria forma
reduplicativa pregermanica **snesna si semplifica a *snesa
che, per legge di Verner passa a *sneza e quindi per rotacismo
alla forma attestata, processo analogo avviene sul plurale.
rvakrs
presto sveglio
etimologia:
r: presto; la vocale // sorta per monottongazione dal
dittongo germ. /ai/: *airiz, got. air, an. r, ags. F
6 r, as. e aat. r,
si noti lesito particolare del dittongo in an. dovuto alla
vibrante successiva, in ags. la terminazione ha provocato la
metafonia palatale.
vakr: sveglio, laggettivo attestato anche nelle lingue del
germanico occ. viene messo in rapporto con una radice ie.
*u eg-/u og- forte, veloce (cfr. lat. vigre essere forte, valido,
ital. vigore). Dallaggettivo deriva anche un verbo debole di
II classe: ags. wacian, as. wakn, aat. wahhn; la radice forma
anche un verbo forte di VI classe, attestato col paradigma quasi
completo solo in ags. wF cnan (con infisso in nasale e
134

La magia Unit C

schiacciamento dellla vocale radicale), wc, wcon, - (cfr. ingl.


to wake, woke)
ok Alsvinns
anche il secondo nome in realt un aggettivo:
completamente forte, veloce
I due nomi sono quindi appropriati per due destrieri solari
Tutta la strofa incentrata su destrieri, a parte il terzo verso
dove lidentificazione di Hrugnir dubbia e dove comunque si
cita un carro evidentemente trainato da cavalli, oltre ai due
destrieri del sole compare Sleipnir, il destriero a otto zampe di
Odino, non a caso nella posizione forte dellultimo verso il cui
secondo emistichio pare formare un parallelismo col terzo: le
rune no vanno pi incise sulla ruota di un carro, ma sulle
corregge di una slitta.
Il nome Sleipnir pare derivare da una dadice di I classe che
alla base anche di un verbo germ. *slpan- affilare, lisciare. Il
nome farebbe perci riferimento a una galoppata veloce, priva
di ostacoli, che , per cos dire, scivola via, dato che questo
essere era in grado di muoversi anche sulle acque e per aria.
Deve la sua origine a unastuzia di Loki. Gli dei avevano
incaricato un gigante di costruire entro un preciso termine il
muro di cinta della loro dimora Asgarr. Come ricompensa
questi aveva per chiesto in moglie Freya. Per ritardare il
compimento dellopera, Loki si trasforma allora in una
giumenta che seduce il destriero del gigante, suo indispensabile
aiuto nella costruzione. Frutto di questa unione fra i due
animali appunto Sleipnir che Loki dona poi a Odino. Lo
studioso delle religioni Mircea Eliade afferma che un cavallo a
otto zampe la tipica e caratteristica cavalcatura degli
sciamani, quasi sempre collegato con lo stato estatico del
trance, quasi fosse proprio il destriero a trasportate lo sciamano
in una dimensione altra, come anche Odino su Sleipnir
135

Marina Cometta

attraversa tutti i mondi. Altri studiosi hanno affermato che le


otto zampe sono un simbolo per le gambe dei quattro uomini
che solitamente trasportano la bara, cosicch Sleipnir pu
condurre il suo cavaliere anche nel mondo dei morti, cosa che
far anche Odino, quando vorr capire il senso dei sogni di
Baldr76.

to
3 nnum
denti, zanne dat. plurale di to3 nn
etimologia: germ. *tan < ie. *dont-, an. to3 nn, ags. t (ingl
tooth), le forme as. tand e aat. zant provengono dalla variante
con legge di Verner *tan-, mentre alla base del lemma gotico
tunus vi il grado zero della radice ie. *dn; t-.
fonetica: si noti: in an. la metafonia labiale causata dalla vocale
velare della terminazione (ulteriormente innalzata ad /u/ per
indebolimento), la caduta della nasale con velarizzazione e
allungamento di compenso della vocale radicale in ags. e la
seconda mutazione e lindurimento della /d/ in aat.
fjo
3 trum
3 turr
legami, briglie, dat. plurale di fjo
etimologia: si risale a germ. *feturaz, attestato anche in ags.
fetor e as. feteros (pl.). aat. fezzera; probabile una
76

Baldr il dio luminoso per eccellenza, ucciso con uno stratagemma per
opera dio Loki; i suoi sogni sono presagi della fine dei tempi.

136

La magia Unit C

corradicalit con *ftuz piede (per lanalisi cfr. contro una


ciste, unit B), in origine si sarebbe trattato di legacci apposti ai
piedi, soprattutto alle zampe di animali lasciati al pascolo
affinch non fuggissero.
Anche la stofa XVI prescrive di apporre rune su diverse parti
di animali. Essa potrebbe fare riferimento o alluso di artigli o
del becco come amuleti oppure ancora a propriet magiche di
alcuni animali (o parti del loro corpo); un parallelo a una simile
credenza stato riscontrato nellepos finnico del Kalevala, in
cui uno stregone cerca parole magiche sulla nuca di rondini,
sul capo di cigni, sulle spalle di oche selvatiche ecc.
bjarnar
gen. sg. di bjo
3 rn orso
etimologia: an. bjo
3 rn, ags. bera, aat. bero, germ *beran; il
termine attestato solo in germanico. Fra possibili
collegamenti si citano:
 unantica radice per bruno, cfr. lit.beras
 ie. *gu her- animale selvaggio, con un passaggio da /gu h/
a /bh/
fonetica e morfologia: In an. il sostantivo, che nel germ occ.
tema in nasale, presenta un ulteriore suffisso tematico -u-, che
ha provocato la frattura <*bernu-.
semantica: in epoca pagana lorso era oggetto di venerazione,
si pensi che due costellazioni recano il suo nome. Denti di orso
erano usati come amuleti. Data limportanza sacrale dellorso,
probabile che la sua denominazione in germanico, sia dovuta
alluso di un termine generico lessere bruno piuttosto che
lessere selvaggio, in modo da evitare di citare il suo vero
nome (ie.*r;ks-, lat. ursus) e quindi di evocare lanimale.
Luccisione di un orso svolgeva anche un ruolo nei riti di
iniziazione e spesso le saghe nordiche annoverano fra le
137

Marina Cometta

avventure giovanili dei loro eroi proprio una tale impresa. Altre
saghe raccontano invece, recependo credenze sciamaniche, che
lo spirito di qualche personaggio si aggiri sotto forma di orso.
Uomini-orso sono con ogni probabilit anche i berserkir
nordici. Di essi Snorri dice che sono guerrieri di Odino e che
combattevano senza corazze ed erano furiosi come cani o lupi,
mordevano i loro scudi ed erano forti come orsi o tori;
uccidevano i guerrieri, ma n fuoco n ferro poteva recare loro
danno. Si tratta dunque di guerrieri votati ad Odino che
combattono in una sorta di estasi in cui per cos dire si
identificano con lanimale che conferisce loro linvulnerabilit.
E pure verosimile che essi indossassero pelli di orso o
comunque recassero elementi che richiamassero laspetto di
questo animale.
a bragi tungu
sulla lingua di Bragi
Bragi il nome del pi antico poeta a noi noto per nome (IX
secolo) ed pure il dio della poesia. Quindi la citazione della
lingua di Bragi fa sicuramente riferimento alle capacit
poetiche del dio Bragi, che dovrebbero venire acquisite o
potenziate proprio dal possesso delle rune.
tunga: got. tuggo, ags. tunge, as. tunga, aat. zunga, germ.
*tungn; latino arcaico dingua, poi modificato a lingua per
analogia a lingo lecco, termine comune solo al latino e al
germanico.
brar
gen. sg. di br ponte
etimologia: forma attestata solo nelle lingue nordiche risalente
a germ. *brw, il termine pi diffuso parte da un altro grado
apofonico della radice, che in questo caso non rientra nel
modello germanico delle classi verbali, germ. *bru-, un
138

La magia Unit C

probabile grado zero, quindi con assenza della // e passaggio a


vocale della semivocale. Questa radice viene quindi ampliata in
germ. *bru-gjn, da cui con regolare metafonia in an. e ags. e
geminazione in tutte le lingue: an. bryggja, ags. bry (con
palatalizzazione della geminata), as bruggia, aat. brucca (con
indurimento della geminata).
Dato il contesto mitico della strofa, probabile che il ponte in
questione sia Bifro3 st, il ponte dellarcobaleno che secondo la
mitologia norrena unisce Asgarr, la dimora degli dei, con la
terra. Tutti i giorni gli dei lo percorrono per recarsi a consiglio.
Assai robusto, formato da tre colori, tra i quali il rosso in
realt fuoco che arde. Il suo nome significa probabilmente via
tremula o via dei colori. chiamato anche sbr, ponte
degli sir. Cos viene rappresentato nel poema eddico
Grmnisml (strofa 44):
Askr Yggdrasils,
hann er ztr via,
en Skblanir skipa,
inn sa,
en ia Sleipnir,
Bifro3 st bra,
en Bragi sklda,
Hbrk hauka,
en hunda Garmr.

Il frassino Yggdrasill
il migliore tra gli alberi,
Skblanir tra le navi,
inn tra gli sir,
e tra i cavalli Sleipnir,
Bifro3 st tra i ponti
e Bragi tra gli scaldi,
Hbrk tra i falchi
e tra i cani Garmr.

Bifro3 st sorvegliato dal dio Heimdallr, pronto ad avvertire gli


dei dellavvento dei Ragnaro3 k, la fine del mondo. Allora il
ponte croller, quando gli esseri distruttivi lo cavalcheranno
per raggiungere il cielo.
lknar spori
traccia dellaiuto
139

Marina Cometta

la traccia del piede conserva qualcosa di chi lha impressa, di


conseguenza agendo sulla traccia si pu provocare leffetto
anche sul suo autore. Variamente attestata per esempio una
pratica che rafforzava la validit di un patto: i contraenti
mischiavano gocce del loro sangue nelle loro tracce. Apporre
questo tipo di rune ha quindi come conseguenza la protezione
delluomo (dio) in questione.
lknar
gen. sg. di lkn aiuto, protezione, salvezza
Lelenco di dove si devono incidere le rune di Odino, continua
nella strofa XVII, quasi a voler dare una esauriente risposta
alle domande della strofa 144 degli Hvaml.
gleri ok gulli
sul vetro e sulloro
probabile che, oltre a incisoni su bratteati, qui si faccia
riferimento a boccali doro o di vetro.
Per i boccali doro si pensi a quanto stava inciso sui famosi
corni di Gallehus.

140

La magia Unit C

Si tratta di due corni costruiti in oro, uno pi corto dell'altro,


scoperti a Gallehus, a nord di Tnder nello Jutland
meridionale, in Danimarca. Il pi lungo dei due venne ritrovato
nel 1639, mentre il secondo nel 1734, a 15-20 metri dal luogo
della prima scoperta. I corni vengono datati al V secolo, e vi
sono raffigurate figure mitologiche di origine incerta. Il pi
piccolo dei due mostra uniscrizione in fuark antico.
I corni originali vennero rubati e fusi. Sono state prodotte
alcune copie basate sulle illustrazioni degli originali, oggi in
mostra presso il Museo Nazionale Danese di Copenaghen e
presso il Museo Moesgaard (nei pressi di rhus, Danimarca).
Dopo la ricostruzione, le copie dei corni sono state rubate (e
ritrovate) due volte.
Liscrizione viene
traslitterata nel modo seguente: ek Hlewagastiz Holtijaz horna
tawid, vale a dire: Io, Hlewagastiz, di Holt, feci il corno
gull
etimologia: got. gul, an. gull, ags., as. aat. gold, germ.
*gula(n), neutro, ie. *ghl;to-, grado zero di una radice *ghel-,
designante il colore giallo-verde (germ. *gelwaz, ags. geolo,
as., aat. gelo77 , in an. con grado zero *gulwa-: gulr).
fonetica e morfologia: la fricativa sorda dentale si assimila in
an. e d esito di /d/ in tutto il germanico occidentale a causa
della liquida precedente. In germanico occidentale si
verificato labbassamento della /u/ per la /a/ del suffisso
tematico.
semantica: questa designazione per loro, che connota il
metallo come giallo comune alle lingue germaniche e
77

In ags. la velare iniziale si presenta palatalizzata, la vocale radicale ha


subito metafonia velare; cfr. ingl. yellow. Ted. gelb presenta la
consonantizzazione in /b/ della semivocale /w/ del suffisso tematico.

141

Marina Cometta

balto-slave; per contro il latino definisce loro come ci che


rosso e splende: aurum <*ausom (cfr. il corradicale aurora).
Si tratta in ogni caso di coniazioni interne al gruppo linguistico,
ci fa pensare che queste popolazioni trovassero il metallo in
una delle loro sedi; contrariamente il greco designa loro con
un prestito semitico (chrysos) e il celtico con un prestito dal
latino (irlandese or).
gler
etimologia: <germ. *glaza(n), la forma an. presenta una
metafonia causata dalla sibilante sonora rotacizzata, sempre
con legge di Verner il termine attestato in ags.glF r ambra;
nel germanico occidentale, il termine con accezione di vetro
risale a germ. *glasa(n): ags. glF s, as., aat. glas; al grado
allungato il termine attestato in latino come glsum ambra;
la radice ie. *ghles-78 indicava probabilmante qc. di luccicante,
cfr. an. glF ra ornare con qualcosa di luccicante.
semantica: Il significato di ambra pare essere quello
originario, lambra infatti diffusa proprio nelle antiche sedi
dei Germani. Quando attraverso i contatti col mondo
mediterraneo, i Germani vennero a conoscenza del vetro,
soprattutto nel suo uso come oggetto ornamentale, lo
accomunarono nella designazione ad un materiale loro noto di
aspetto simile.
vni ok virtri
nel vino e birra
etimologia: vn un chiaro prestito dal latino vnum; per virtr
birra si ricostruisce un germ. *wertiz, grado normale di una
radice ie. *u erd-, il cui grado zero, ie. *u ;rd-, sviluppa in

78

Questa radice sua volta amplimento di *ghel-, cfr. sotto gull.

142

La magia Unit C

germanico i termini per erba, pianta, radice: germ. *wurtiz,


got. warts, an. urt, ags. wyrt, as. wurt, aat. wurz.
fonetica: in virtr si verificato linnalzamento della /e/
radicale, la /u/ di *wurtiz subisce abbassamento in got. e
metafonia in ags., la semivocale velare cade in an. avanti a
vocale velare, la dentale finale presenta in aat. la II mutazione.
commento al testo: continua il motivo delle rune mischiate a
bevande. Con virtr si designa un succo non ancora fermentato,
da cui poi si ricaver la birra.
vilisessi
sedile della volont/desiderio
vili ha come corrispondenze got. vilja, ags. willa, as. e aat.
willio < germ. *weljaz, si noti linnalzamento della vocale
radicale in tutte le lingue e la geminazione della /l/ nel
germanico occidentale.
Il sostantivo tratto dal verbo che in tutte le lingue germaniche
esprime la volont. Di questo verbo vengono in origine
utilizzate le forme di ottativo, che sono fonte di una serie di
anomalie. Quanto alla radice essa attestata, con differenti
gradi apofonici (*u=el-/u=ol-/u=;l-) in diverse lingue ie. (cfr. lat.
volo voglio, velle volere). Got. e an. utilizzano solo il tema
germ. *wel-, linfinito, secondario come nei verbi preteritopresenti, analogico ai verbi deboli di I classe: got. wiljan, an.
vilja < *wel-jan (con restringimento della vocale radicale).
In germ. occ. ricorrono invece tutti e tre i gradi apofonici:
ags.:
pres. sing. wille (<*welj analogico a I classe debole), wilt ,
wile (forme originarie di ottativo preterito) 79;
79

Si ricorda che lottativo aveva come suffisso di formazione una - unita


direttamente alla radice, le forme presentano perci metafonia palatale.

143

Marina Cometta

pres. plur. willad (*welja analogico a I classe debole),


preterito wolda (<*wula)
Nella lingua standard sassone occidentale, la prima pers. del
presente e il plurale sono dunque analogici ai verbi di I classe
debole e utilizzano il grado e- della radice: wille, willa, la
seconda e la terza del sing. sono invece ancora originari ottativi
preteriti, sempre tratti dal grado e- della radice: wilt, wile. Il
preterito debole utilizza, come nelle altre lingue del germ. occ.,
il grado zero: wolde; linfinito ancora analogico ai verbi di I
classe debole: willan <*weljan-. Il grado a- della radice
ricorre invece in alcune varianti soprattutto angliche, p. es.
pres. pl. walla (senza metafonia!) o preterito walde.
aat.:
pres. sing. willu (<*welj) /wili (*wel)
pres. plur. welln (<*walj-)
preterito wolta (<*wula)
Anche in tedesco, il presente analogico ai verbi di I classe,
attesta per anche alcune forme originarie di ottativo pret. (con
significato di indicativo presente: wili); inoltre vi alternanza
apofonica tra singolare e plurale: germ. e/a). Il preterito debole
tratto dal grado zero.
sess sedile, per germ. *sessa- si ricostruisce un ie. *sed-to, la
radice quindi quella trattata sotto st nella formula sulla
malattia degli elfi dacqua (Unit B). In *sessa, come
sempre, il nesso costituito da due dentali si evolve in /ss/.
Gugnis oddi ok Grana brjsti,
sulla punta di Gugnir sul petto di Grani
oddr punta, spada < germ. *uzdaz, cfr. ags., as. ord, aat. ort,
con regolare abbassamento della /u/ radicale e rotacismo della
sibilante sonora; in an. in nesso /zd/ si assimilato, in aat. si ha
lindurimento della dentale. Lorigine incerta, si ipotizza un
prestito da una lingua ugrofinnica.
144

La magia Unit C

brjsti
etimologia: an. brjost, ags. brost, as. briost < germ. *breustpetto; dal grado zero della radice derivano got. brusts e aat.
brust, il sostantivo corradicale al verbo mat. briustern
gonfiare e quindi derivato dalla radice ie. *bhreu s- gonfiare
> *bhreus-to con petto forte, ampio.
fonetica e morfologia: in origine era un sostantivo flesso
esclusivamente al duale secondo i temi radicali.
commento al testo: Gugnir il nome della lancia di Odino.
Grani il destriero di Sigurr. Desta perci stupore che
riferendo le parole di Mmir sulle originarie e mitiche rune, la
valchiria citi anche il cavallo di colui che le sta innanzi.
Lindicazione potrebbe per riferirsi al fatto che anche Grani
appartenga alle cavalcature mitiche, come quelle elencate nella
XV strofa; si tenga presente che Grani in effetti un destriero
eccezionale, nel carme La discesa agli Inferi di Brunilde, che
pare riprendere la vicenda di Sigrdrfa, si afferma che solo lui
sar in grado di superare la barriera di fuoco che Odino ha
suscitato attorno a Brunilde. Nella Vo
3 lsunga saga si afferma
che Grani figlio di Sleipnir.
Nornar nagli
sulle unghie delle Norne
Le Norne, paragonabili alle Parche e alle Moire, sono tre esseri
femminili i cui nomi sono Ur (destino), Verandi (colei che
diviene) e Skuld (ci che si deve); i primi due nomi sono
corradicali al verbo *weran (per lanalisi cfr. gewure nella
formula contro la ciste, unit B) il terzo forma participiale di
*skal (cfr. scealt, nella stessa formula); queste designazioni
sembrano riprendere anche concezioni medievali del tempo ed
essere personificazioni di passato, presente e futuro. Tuttavia
anche se i loro nomi paiono formazioni recenti, esse
145

Marina Cometta

dovrebbero rispecchiare lidea germanica di una trinit di esseri


3 lussp esse
femminili che presiede al destino. Secondo la Vo
abitano presso la fonte primordiale che sgorga dalle radice
dellalbero cosmico Yggdrasill e reggono il destino di uomini e
dei. Quali divinit del destino, esse assistono anche le
partorienti e proprio in quelloccasione fissano il destino del
neonato.
Le unghie, in quanto parti in perenne crescita, strettamente
collegate col corpo rivestono, al pari dei capelli, una notevole
importanza nelle pratiche magiche. Si noti che anche la VII
strofa prescrive di annotare le rune della birra sullunghia di
Nau, che pure potrebbe essere collegata con le forze
costrittive del destino.
uglu
civetta
etimologia: germ. *uwwaln, ags. le, aat. wila, forma di
diminutivo da *uwwn, designazione onomatopeica per il gufo.
fonetica: le diverse forme di questo termine rimandano a una
particolare isoglossa che distingue il goto-nordico dal
germanico occidentale. Nellarea goto-nordica, la semivocale
velare geminata /ww/ d esito di /g(w)/, quindi con sincope
della vocale mediana ugla; nel germanico occidentale per
contro il nesso rimane inalterato ed eventualmente forma
dittongo con la vocale precedente, i due termini citati sopra
presentano invece la contrazione ad // del nesso /uw/.
semantica: questi uccelli notturni sono notoriamente collegati
con un destino avverso. Il senso del verso ambiguo. La
prescrizione potrebbe mirare a provocare un danno
allavversario oppure proteggere chi incide queste rune da una
disgrazia.
146

La magia Unit C

Tutte queste strofe (XV-XVII) elencano una lunga serie di


oggetti, animali o altri esseri mitici, ove sono state apposte le
rune: pare quasi che tutto il cosmo sia pervaso da rune o da
forze runiche. Si noti che i supporti delle rune sono 24,
come i segni del fuark antico. Lelenco delle rune mitiche
ricalca quello dei vari tipi di rune con i loro scopi delle strofe
precedenti (V-XII). Di conseguenza, ci che Sigurr apprende
nel primo gruppo di strofe la ripresa e continuazione
dellevento mitico esposto attraverso le parole di Mmir. Ma
proprio levocazione del processo mitico che conferisce ancora
potere alle rune, secondo unimpostazione che si era gi
palesata nella bipartizione tra historiola e accadimento
contingente di certe formule magiche, primi fra tutti gli
incatesimi di Merseburgo.
La XVIII strofa, come la seguente, probabilmente non riporta
pi quanto Mmir svel a Odino, ma ora Sigrdrfa che narra
alleroe cosa in seguito accadde. Infatti le rune mitiche sono
state raschiate via e diffuse tra Asi, Elfi, Vani e (in parte) anche
tra gli uomini, ma anche Odino un Ase; quindi un
controsenso che sia Mmir a raccontare questo fatto ad Odino,
che nel contempo colui che riceve e distribuisce le rune.
La concezione che il met sia il mezzo di trasmissione della
conoscenza alla base di un complicato mito le cui linee
essenziali sono le seguenti: gli dei, mescolando la loro saliva,
pongono in essere il saggio Kvasir che viene ucciso da due
nani che fabbricano col suo sangue il met che poi entra in
possesso di un gigante, di nome Suttungr, che lo custodisce in
tre botti. Odino ne beve tutto il contenuto poi fugge sotto forma
di aquila e, giunto presso gli dei, risputa il met in un recipiente.
Un po per gli esce da dietro e viene risucchiato da Suttungr
che lo stava inseguendo pure trasformato in aquila. Questa
parte di met la fonte di ispirazione dei cattivi poeti, mentre
la parte buona torna a vantaggio degli di e dei bravi poeti.
147

Marina Cometta

Secondo la nostra strofa, sono le rune raschiate via che rendono


il met capace di trasmettere la conoscenza.
skafa
raschiare
etimologia: germ. *skab) an- attestato anche in got. e aat.
skaban e ags sceafan; verbo forte di VI classe con apofonia a /
/ / a; si noti in ags. la grafia per la palatalizzazione del
nesso iniziale [fan].
sum
dat. pl. di ss ase
etimologia: germ. *ansuz, m. Ase; an. ss, ss, ags. s, as.
s, aat. ans- (in nomi di persona) cfr. anche il gotico latinizzato
anses semidei80 e il nome di una divinit guerriera tradito in
uniscrizione germ. occ. Vih-ansa.
Se la forma chiara, non cos lorigine del termine per la quale
sono state avanzate varie proposte:
 legato a germ *ans- trave: pali, eventualmente scolpiti o
istoriati sono fra le primitive forme di idoli,
 collegato con antico indiano asura divinit, ma
originariamente respiro, soffio, spirito, o anche con got.
*anan respirare (verbo ft. di VI classe), quindi gli dei
visti come esseri non corporei, dotati di soffio vitale,
 collegato con un verbo preterito presente *ann, unnum
essere inclini, benevoli, gli dei come esseri che
favoriscono gli uomini,
 collegato con aat. ano antenato, gli dei come spiriti degli
antenati.

80

Cfr. un passo di Giordane: Gothi proceres suos quasi qui fortuna


vincebant non pares homines sed semideos, id est, Anses vocavere.

148

La magia Unit C

fonetica: la forma originaria nordica 3 ss, con metafonia


velare, che poi si labializza completamente a ss; la forma ss
analogica al genitivo sar, la cui terminazione non presentava
una /u/ e quindi era regolarmente senza metafonia velare, la
doppia sibilante esito di assimilazione del nesso /ns/. In ags. e
as. si avuta caduta della nasale avanti sibilante sorda con
conseguente allungamento e, solo per lags., nasalizzazione
dalla vocale radicale /a/.
Con Asi si designa il gruppo pi numeroso degli di
germanici, meglio nordici81. Sono divinit antropomorfe che
risiedono a sgarr (la corte degli Asi). Sulla base della
ricca documentazione nordica a capo di questa schiatta viene
posto Odino (germ. *Wanaz), raffigurato, probabilmente in
analogia alle divinit classiche82, come padre di tutti gli dei.
Uno dei suoi figli pi importanti rr, il cui culto forse pi
antico di quello di Odino, divinit divenuta centrale solo nel
mondo vichingo. In ogni caso Odino e rr sono di gran lunga
gli dei principali tanto che talvolta la designazione Ase si
riferisce univocamente a uno di loro.
vsum Vo
3 num
coi sapienti Vani
etimologia: laggettivo corradicale al verbo preterito presente
che nelle lingue germaniche esprime sapere got. wait, an.
veit, ags. wt, as.wt, aat. weiz, <ie. *Jeid-/Joid-/Jid- vedere
(per il germanico = ho visto quindi so).
81

Si ricorda che le nostre fonti principali in materia sono nordiche, dalle


quali, in mancanza di una pari documentazione negli altri settori del
germanesimo, difficile risalire a una situazione originaria germanica.
82
Non si dimentichi che i testi nordici sono stati redatti e talvolta anche
composti (cfr. Snorri) da persone dotte, perfettamente a conoscenza della
cultura classica.

149

Marina Cometta

fonetica e morfologia: si ricorda che nei preterito-presenti le


forme da citare sono: preterito sg. e plurale(con significato di
presente) e preterito debole (forma con significato di passato).
Per questo verbo le forme sono:
got
an.
ags
as.
aat.

wait
veit
wt
wt
weiz

witum
viton
witon
witun
wizzum

wissa
vissa
wissa
wiste
wissa

Si tratta di una radice verbale di I classe, per cui al singolare


(ex-preterito forte) si ha il grado normale in germ. /a/ che
forma dittongo con la semivocale della radice, gli esiti nelle
varie lingue sono quelli del dittongo germ. /ai/; al plurale si ha
regolarmente grado zero, base anche per il preterito debole,
questo si spiega con levoluzione tipica del nesso /tt/: infatti la
/t/ che chiudeva la radice viene a contatto con la dentale
caratteristica del preterito dando quindi *witta-, la doppia
occlusiva dentale sorda passa regolarmente in germanico a /ss/
[si badi che non un esito collegato con la legge di Grimm, ma
unevoluzione spontanea, comune anche ad altri gruppi
linguistici]. Tale nesso /ss/ presente anche in aat. ed
differente dalla sibilante sorda segnata con <z> esito della /t/
per seconda mutazione consonantica.
Laggettivo got. -weis, an. vss, as., ags. e aat. w0s che sa
assume poi laccezione di dotato di conoscienze, intelligente
ed infine di dotato di sapere, saggio. Laggettivo pare essere
un antico participio passato, formato tuttavia eccezionalmente
sul grado normale della radice (ie. e=i - > germ -) con
laggiunta del suffisso ie. -to-. La forma germanica dovrebbe
quindi essere *w0ssaz, dopo vocale lunga la doppia sibilante si
sarebbe scempiata.
150

La magia Unit C

La doppia sibilante della forma nordica pare essere il risultato


di una contaminazione con laltro agg. derivato dal grado zero
della radice pi il suffisso ie. *-to-: *uidto > germ. *wissaz:
got. unwiss incerto. an. viss certo, ags. gewiss, as. wis
sicuro, aat. giwis certo, palese.

3 num
Vo
dativo plurale di Vanr
etimologia: il nome probabilmente da collegarsi con a radice
ie. *u en- amare, favorire, trattata nella formula ags. contro i
vermi sotto wynstre.
semantica: le divinit vaniche appaiono pi indistinte rispetto
agli Asi. Si tratta di divinit essenzialmente preposte alla
fertilit e collegate con le forze della natura.
mennskir menn
esseri umani
etimologia: il sostantivo ha queste corrispondenze: got. manna,
run. manR, an. mar, as., ags., aat. man, germ. *mann-z,. La
radice viene generalmente ricondotta a ie. *men- pensare,
cfr. lat. mens mente, ad-moneo ammonisco, germ. *man
penso, intendo, ricordo (vb. preterito presente); la radice d
luogo a formazioni analoghe sia in slavo che in celtico. Vi sono
per altre proposte, tra cui:
 formazione secondaria da ie.*ghm
; on-, germ. *gumanuomo (vedi sopra); *man- deriverebbe dalla variante
germ. *gman- con semplificazione del nesso consonantico
iniziale.
 corradicalit con lat. m~ n s antenati divenuti divinit
protettrici della famiglia.
fonetica e morfologia: *mannz un tema radicale , che poi ha
subito analogie con altre classi tematiche: in got. il termine
151

Marina Cometta

flette secondo i temi in nasale; in an. la particolare fonetica del


nominativo attesta ancora la formazione atematica: in an.
infatti il nesso runico -nnR- si evolve a r-. Il nom. pl.
risale invece a una forma germ. *manniz il cui esito regolare
menn (con metafonia e assimilazione della sibilante alla nasale
(*mennn, che quindi si riduce a menn).
semantica: il significato originario era essere umano,
conservato ancora nei pronomi ted. man, jemand, niemand (la
dentale finale di queste forme insorta in epoca premoderna),
nelle lingue antiche confermato da composti come an.
kvennmar e ags. wfman (ingl. woman), entrambi composti
con un termine che indica specificatamente lessere femminile
e significanti appunto donna.
Da *mannz mediante il suffisso isk, deriva anche laggettivo
*manniskaz, che presenta regolare metafonia, lespressione del
testo letteralmente andrebbe tradotta umani uomini83.
Secondo questa strofa (XVIII) partecipi della sapienza
comunicata dal met, sono le due stirpi di di, gli elfi e gli
uomini, mentre gli Hvaml citano gli Asi, gli Elfi, i nani e i
giganti. Tutte le strofe sulle rune di questultimo carme per
fanno parte di un insegnamento che Odino impartisce ad un
uomo, indirettamente quindi anche qui la conoscenza delle
rune viene trasmessa pure agli uomini.
bokrunar
rune del libro
etimologia: il primo elemento germ. *bkiz una forma
originariamente di plurale, got. bks, an. b' kr, ags. b aat.
83

Lesito tedesco di *manniskaz Mensch: nel momento in cui man diviene


la designazione per luomo di sesso maschile, il tedesco usa col significato
generico di membro dellumanit laggettivo sostantivato.

152

La magia Unit C

buoh, in un secondo momento si diffonde anche una forma di


singolare: an., ags., as. bk, aat. buoh.
Il termine sicuramente corradicale alla designazione
germanica per faggio: an. bk, ags. be (ingl. beech), as.
bke, aat. buohha (ted. Buche), germ. *bk(j)n- < ie. *bhg-,
cfr. lat. fagus. Tale parola presente anche nella designazione
riportata da Cesare per la catena montuosa dello Harz,
evidentemente coperta da boschi di faggio: Bacenis silva84.
Il significato originario della radice controverso, pare
comunque che gli Indoeurpei designassero con suoi derivati un
genere di albero diffuso nelle differenti zone dei loro
insediamenti, cos per Latini e Germani si ha la designazione
del faggio, per i greci ad esempio il riferimento invece alla
quercia (). Il termine sembra corradicale ad un verbo con
significato di mangiare, cfr. gr. , ed avrebbe quindi
designato un albero dai frutti commestibili.
fonetica e morfologia: *bkiz appartiene alla flessione
atematica; -iz < ie. -es la desinenza del nom. pl. e cade per
apocope nelle lingue del germ. occ.; la sua palatale provoca in
an. e ags. metafonia. La forma got. invece analogica ai femm.
- (cfr. per anche pi sotto).
semantica: in genere quanto contiene una scrittura prende, per
metonimia, il nome dal materiale di cui fatto: ad es. gr.
fa riferimento al papiro, lat. liber alla rafia e codex (da
cudere picchiare, spezzare) alla tavoletta di legno; cos anche
la designazione germ. (ted. Buch, ingl. book) alluderebbe alle
tavolette di legno su cui si scriveva85, tanto che non escluso
84

Si noti che la grafia riportata da Cesare (De bell. Gall.) sembra


documentare la legge di Grimm per la labiale e la velare, ma non il
passaggio >.
85
Si notino espressioni quali aat. lesan ana buohhun leggere sui libri o
an. rta bkum scrivere sui libri (non nei).

153

Marina Cometta

che si tratti di un calco sui termini latini. Loggetto formato da


simili tavolette (tabul, tabell) era in origine un plurale
*bkiz; solo quando laccento si spost sullopera nel suo
complesso, il termine divenne singolare. Poich esso comune
a tutte le lingue germaniche, la sua coniazione e perci luso di
scrivere su tavolette di legno e quindi su veri e propri codici
deve essere precedente alla diaspora. In questo periodo i
Germani non praticavano altra scrittura che quella runica, la
quale tuttavia era inadatta a rendere testi di una certa
lunghezza; nelle zone di confine con i territori romanizzati per
si era a conoscenza degli usi grafici latini, tanto che diversi
capi germanici inviarono delle lettere a Roma, molto
probabilmente scritte secondo luso romano, su tavolette. In
effetti i pi antichi documenti in una lingua germanica, nella
fattispecie il gotico, sono tutti tramandati in codici, quasi tutti
provenienti dallItalia settentrionale e risalenti al V/VI sec., si
pensi solo al codex argenteus, con la Bibbia di Wulfila,
conservato ad Uppsala, ed ai codices ambrosiani di Milano.
La prima testimonianza esterna delluso risale al poeta cristiano
Venanzio Fortunato (VI sec. d.C.) che parla di rune barbariche
che dovranno essere tracciate su tavolette di frassino (barbara
fraxineis pingatur runa tabellis Carmina VII, 18,19f). Questa
citazione tuttavia sembra avvalorare la possibilit che nella
designazione germanica il riferimento al materiale e alla fattura
di ci che reca la scrittura sintrecci con un uso pi tipicamente
germanico.
Lipotesi di unevoluzione semantica faggio > tavoletta di
faggio > tavoletta per la scrittura > libro non riesce infatti a
spiegare in modo soddisfacente laccezione di got. bka, f.
lettera, segno grafico (cfr. ted. Buchstabe), per cui anche la
forma citata sopra bks ci che scritto, libro potrebbe
esserne leffettivo plurale; la designazione gotica per libro
quindi non indicherebbe le tavolette di legno, bens il
154

La magia Unit C

complesso dei segni grafici. In effetti secondo varie


testimonianze, tra cui anche quella di Venanzio, le rune
venivano incise su bastoncini di legno86. La sequenza gotica
sarebbe perci faggio > rametti di faggio con incise le rune >
segno inciso, lettera e, al pl. scrittura, libro. Levoluzione
semantica in ambito gotico sarebbe perci stata differente da
quella in ambito germ. occ. e sett.87
commento al testo: lapax della strofa XIX sembra allora
concordare con levoluzione gotica, pare infatti che bkrnar
siano da intendere pi che rune del libro come rune incise su
rametti o pezzi di legno di faggio. Unaltra ipotesi si rif ad un
incantesimo del tardo XIV secolo inciso con caratteri runici su
di un bastoncino rinvenuto a Bergen in Norvegia; la formula
mira a suscitare lamore in una fanciulla e il suo tenore molto
simile ai primi due versi della nostra strofa, solamente che il
primo termine non bkrnar bens btrnar rune [che
arrecano un] miglioramento; btrnar sarebbe perci la lezione
originaria anche del carme eddico; tenendo conto che nella
grafia dei manoscritti la <t> e la <k> sono molto simili, lo
scriba pu aver scambiato le due lettere. Anche il significato
sarebbe maggiormente coerente sia con bjargarrnar (rune
della nascita, ma propriamente rune che proteggono) sia con
tutto il tenore della strofa.
kn
apprenda
86

Anche se il passo di difficile interpretazione, si potrebbe citare qui pure


laffermazione di Tacito (Germ. 10), secondo il quale i Germani avrebbero
inciso delle not su una virga frugifer arbori decisa.
87
Altri critici pensano invece che la formazione gotica sia entrata nel
linguaggio dei missionari e si sia perci diffusa nelle altre aree germ.
designando sempre scritture ecclesiastiche, tanto che *bksta- indica il
segno latino e non quello runico.

155

Marina Cometta

etimologia: direttamente collegabili al verbo an. sono ags.


gecnwan riconoscere (ingl. to know) e aat. chn(w)an
potere; < germ *kn1-a-, la vocale radicale (1) viene
interpretata come variante di //; la formazione germanica
viene perci ricondotta alla radice ie. *gn-, che, con un
ampliamento -sk da origine ai verbi latini e greci per
conoscere (lat. nsco).
fonetica e morfologia: le forme di questo verbo nelle varie
lingue germaniche sono di difficile interpretazione; in an. il
paradigma kn, knegom, knatta, chiaramente riconducibile
quello di un preterito-presente, tuttavia pi che a una diretta
derivazione da forme germaniche, si pensa ad analogie con il
verbo m, megom, mtta88 posso. In ags. il verbo rientra
nella VII classe cnwan, -cnow, -cnowon,- cnwan, mentre
in aat. esso stato assimilato ai verbi deboli. Poco chiara,
probabilmente secondaria, pure la semivocale velare che
chiude la radice nel germ. occ.
semantica: la radice ie. *gn- si presenta anche con altri gradi
apofonici: genc - / gonc -/ gn- e ha come significato di base
conosco, riconosco. La radice ricorre in germanico anche nel
verbo preterito-presente *kann, kunnum, kuna conosco89.
villtar
non confuso
etimologia: forma di acc. femm. pl. negata dal prefisso - del
participo passato di villa confondere, trarre in errore, verbo
debole tratto dallaggettivo germ. *wiljaz selvaggio, feroce:
got. wileis, an. villr, ags. wilde, as., aat. wildi, ie. *welti=o-;
lagg. attestato senza lampliamento in palatale del suff.
88
89

cfr. la formula anglosassone contro i vermi


Cfr. il II incantesimo di Merseburgo

156

La magia Unit C

tematico, anche in forme celtiche dal significato simile. Poco


probabile appare la corradicalit con germ. *waluz bosco.
In ogni caso ci che selvaggio anche estraneo, non noto
e quindi facilmente ingannevole.
fonetica e morfologia: Il termine presenta innalzamento in
germ. e assimilazione in an.
commento al testo: questo verso esplicita quanto gi suggerito
da altri passi: non solo bisogna conoscere le rune, ma
indispensabile anche saperle tracciare correttamente. In
proposito si cita spesso un episodio della Egills saga SkallaGrmssonar: Un giovane contadino incide delle rune sul fanone
di una balena e pone loggetto nella stanza dove dorme una
fanciulla malata con lintento di farla innamorare. Ma lo stato
della ragazza peggiora e pare come in trance. Solo quando
Egill raschia via le rune e brucia losso, la ragazza guarisce e
ha la sensazione di svegliarsi da un sonno. Egill recita una
strofa in cui afferma che il contadino conosce troppo poco le
rune e, involontariamente, ha inciso dieci rune segrete che
hanno causato il grave deperimento della fanciulla. Anche in
questo caso ricorre il verbo villa per indicare lo stato
confusionale di un inesperto di fronte a rune oscure.
njottu
usufruire, godere
etimologia: got. niutan, an. njta (naut, nutom, notenn) ags.
notan (neat, - , noten), as. niotan, aat. niozan (nz, nuzzum,
ginozzan), usufruire, utilizzare, adoperare (>riuscire),
verbo forte di II classe; si tratta di una radice attestata solo in
germanico e in baltoslavo.
fonetica e morfologia: si ricorda che lapofonia di II classe
germ. eu / au / u / u; relativamente alla fonetica: il dittongo
germ. /eu/ ha esiti regolati in tutte le lingue; il preterito sing.
157

Marina Cometta

aat. presenta la monottongazione di /au/ a causa della


consonante dentale seguente; in aat. si ha regolarmente la II
mutazione consonantica.
rjufask
essere distrutti
etimologia: forma riflessiva (medio-passiva) con valore di
passivo di rjufa distruggere, spezzare, a parte una forma di
ppp. in ags, il verbo attestato solo in an.: rjufa, rauf, rufom,
rofenn (II classe forte con regolare abbassamento della /u/ al
ppp.).
Il lemma ricorre in diversi carmi eddici a indicare la fine degli
dei e con loro del cosmo.
Con laccenno alla fine di tutto, quando quindi anche le rune
perderanno il loro potere, termina la trasmissione della
conoscenza delle rune da parte della valchiria. Nelle due strofe
successive (XX e XXI), Sigrdfa chiede a Sigurr se deve
continuare con i suoi insegnamenti o profezie, lasciando
intendere che lo attende un destino funesto, si noti in proposito
lultimo verso della XX strofa con i due termini allitteranti:
mein of metin90
kjosa / kostr
scegliere / scelta
etimologia:da germ. *keusan- scegliere derivano: got.
kiusan, an. kjsa, ags. osan, as., aat. kiosan; verbo forte di II
classe: germ. *keusan-, kaus-, kuzum-, kusanaz; il verbo viene
ricondotto alla radice ie. *geu s- assaggiare, provare, da cui
anche it. gustare. Il sostantivo tratto dal grado zero della
radice: *kus-taz.
90

Per mein si veda meinblandinn e per metin mF


6 lti

158

La magia Unit C

fonetica: il verbo presenta alternanza grammaticale; nel


sostantivo si verificato il regolare abbassamento della vocale
radicale.
boinn
offerto
etimologia: verbo forte di II classe germ. *beuan-, bau,
buum-, buanaz, quindi in an. e germ. occ. abbassamento
della /u/ ad /o/ al ppp. linfinto nelle diverse lingue : got.
biudan, an. bja, ags. bodan, as. biodan, aat. biotan,
fonetica: gli esiti del dittongo e della fricativa dentale sonora
sono da manuale.

3 gn ea o3 gn
so
dire o tacere
etimologia: so
3 gn <*saguni un sostantivo femminile tratto dal
verbo dire per cui si veda sotto sagi. o3 gn<*aguni
corradicale al verbo debole di III classe germ. *ag5n tacere,
an. egja, as. thagn, aat. dagn, got. ahan da una radice ie.
*tak-, cfr. lat./it. tacere.
fonetica: prima di cadere per sincope, la vocale mediana
provoca regolare metafonia velare sulla vocale radicale. La
forma nordica, presenta come segja un complicato processo
analogico; in as. il verbo rientra nella II classe, la forma gotica
presenta la legge di Grimm sulla velare, mentre le altre forme
presentano Verner (fenomeno di alternanza grammaticale).
Come gi aveva fatto in precedenza (IV strofa), anche ora
Sigurr chiede alla valchiria di continuare, anche se dovesse
apprendere di essere destinato alla morte, rispondeno cos
allaccenno dellultimo verso della strofa precedente. Queste
affermazioni farebbero attendere che Sigrdfa profetizzi ora la
morte delleroe. Tuttavia, nella seconda parte della XXI strofa,
159

Marina Cometta

leroe afferma che seguir tutti i consigli che gli verranno


impartiti. In effetti quanto segue non sono profezie, ma consigli
su come sia opprtuno comportarsi in diverse situazioni
potenzialmente pericolose. A ben vedere per, questi consigli
avranno importanza negli avvenimenti successivi cui quindi
potrebbero accennare senza per esplicitare direttamente il
riferimento.
feigan
acc. sg. di feigr
etimologia: ags. fF
6 ge, as. fgi, aat. feigi, germ. *faigjaz, con
esiti regolari del dittongo, in ags. si ha anche metafonia
palatale. Etimologia incerta.
semantica: laggettivo germanico designava colui che era
destinato a morire91. In periodo antico esso era assolutamente
privo di ogni connotazione psicologica negativa, rientrando
precipuamente nella terminologia connessa con la concezione
del destino, che il guerriero germanico era tenuto a conoscere e
attuare, anche se ci comportava la morte.
Il lessico germanico possedeva per contro un termine specifico
e con valenze giuridiche per indicare tutto ci che era
disonorevole e infamante, categorie in cui rientrava appieno un
comportamento timoroso e vile: germ. *argaz, an. argr, ags.
earg (con frattura), as., aat. arg codardo, miserabile, inutile,
perverso, attestato anche nel longobardo arga e, come
prestito, nel finnico arka92. Dalletimologia incerta esso
91

Laccezione tedesca moderna inizia a diffondersi con Lutero; nella sua


traduzione della Bibbia, il termine ha a volte ancora il significato originario,
altre indica gi lo stato danimo di chi si trova di fronte alla morte, quindi
timoroso, pauroso, da cui, estremizzato: vigliacco.
92
I prestiti germanici in finnico, sono molto antichi; oltre ad attestare forme
dalla fonetica molto arcaica, essi documentano lantichit del termine.

160

La magia Unit C

esprime una qualit di estrema ignominia (cattivo, empio,


vigliacco, effeminato, omosessuale).
Lampia diffusione del termine fa ipotizzare una sua valenza
pregnante per le concezioni germaniche, lespressione pare
designare colui che, venuto meno al codice etico germanico,
sia ora costretto a vivere al di fuori della comunit, disprezzato
da tutti e quindi privo del loro indispensabile sostentamento.
Una situazione del genere risulta intollerabile per un guerriero.
Si pensi p. es. al Carme di Ildebrando, in cui Ildebrando,
riconoscendo il figlio, cerca un accordo offrendogli come
pegno di pace un bracciale. La risposta del giovane guerriero
sprezzante e offensiva per lonore del vecchio eroe, che
raccoglie la sfida, pur sapendo che il duello si concluder solo
con la morte di uno dei due combattenti. Adubrando infatti
risponde allofferta di pace del padre con parole molto dure per
un guerriero: Con la lancia si devono ricevere i doni, / punta
contro punta, / tu mi sembri vecchio Unno93 terribilmente
astuto, / mi lusinghi con le tue parole, / mi vuoi colpire con la
tua lancia; per letica guerriera questa insinuazione
corrisponde ad unaccusa di vigliaccheria, di essere arg.
Ildebrando a questo punto non pu fare altro che dimostrare il
proprio valore combattendo: sia dunque il pi vigliacco fra
le genti dellEst94 che ora ti rifiuta la lotta, lui, Ildebrando,
il famoso guerriero rimarr fedele al suo codice di onore e non
si sottrarr al suo terribile destino95.

93

Gli Unni e il loro capo Attila, compaiono spesso nei carmi eroici; a volte,
come in questo caso essi sono sinonimo di persona infida.
94
.der s doh n argsto starliuto,
95
Noto, per la sua grave e disperata pregnanza, sottolineata dalla triplice
allitterazione, il verso 49: welaga n waltant got, wwurt skihit (Aihm
ora potente Iddio, destino doloroso si compie).

161

Marina Cometta

bleyi
timore, vilt
etimologia: il termine deriva da un aggettivo con significato di
debole germ. *blauaz, an blaur, ags. bla, as, bli, aat.
bldi96; anche il tedesco come il nordico ha laccezione di
timoroso, vigliacco, nel senso di avere un animo debole
fonetica: il sostantivo presenta metafonia a causa del suffisso.
lifi
etimologia: germ. *lb) a(n) an. lf, ags. lf (ingl. life), aat. lb
vita (il termine mat. lp presenta gi anche laccezione di ted.
Leib corpo, quale contenitore della vita). corradicale il
verbo debole got. liban, an. lifa, ags. libban o lifjan, as. libbian
o leb) n, aat. lebn o libjan; germ *lib) - una forma durativa
tratta da un verbo forte di I classe germ. *lb) an- cfr. got.
bileiban, ags. belfan, aat. bilban rimanere97 < ie. *leipingrassare, incollare, rimanere attaccato cfr. gr.
grasso, perduro. Secondo questa etimologia il
vivere dunque inteso come un permanere nellesistenza.
fonetica e morfologia: la famiglia germanica attesta quasi
ovunque lesito di Verner. Solo il derivato got. aflifnan
avanzare attesta lesito di Grimm. Il verbo debole vivere
deriva dal grado zero della radice. Il verbo propriamente di
III classe, tuttavia sono attestate anche forme di II classe (ags.
lifian, as. leb) n); in aat. sono presenti pure forme di I cl.,
mentre ags. libban e as. libbian potrebbero essere anche di III
cl., avendo le lingue ingevoni il suffisso ampliato -jan-> -jan-.
96

Oggi ted. bld stupido presenta una specializzazione di significato: da


debole a debole di intelletto.
97
Ingl. to leave deriva dal fattitivo (<far rimanere) ags. lfan
<germ.*laib) jan-.

162

La magia Unit C

Il vocalismo radicale /e/ del ted. e dellas. dovuto ad un


abbassamento causato da una vocale di media apertura nella
sillaba successiva, il fenomeno diffuso proprio nei verbi deb.
di II e III classe.
semantica: pare che levoluzione semantica di *lb) - sia da
mettere in rapporto con un complesso di idee legato al mondo
guerriero germanico. Esso designava con *walaz98 (an. valr,
ags. wl, as. aat. wal coloro che erano morti sul campo di
battaglia e quindi degni di essere accolti nella *walahall, il
luogo soprannaturale a loro destinato, dove avrebbero dovuto
attendere la fine del mondo per combattere accanto agli di99.
*lb) a-sarebbe stato il suo contrapposto ed avrebbe indicato
coloro che erano sopravvissuti, che erano rimasti nel mondo
terreno.

98

Letimologia oscura, pare che la radice facesse in qualche modo


riferimento alla morte.
99
La raffigurazione germanica dei mondi soprannaturali non univoca, ma
mostra una serie di stratificazioni. Questa palese anche nella
rappresentazione della *walahall. In origine essa era una sala sotterranea,
dove venivano riuniti i guerrieri caduti in battaglia. Poich per collegata
col dio di questi morti, Odino, essa viene trasferita nei pressi di Asgarr; vi
giunge inoltre non solo chi muore in battaglia ma anche chiunque si sia
dimostrato un eroe valoroso, indipendentemente dalle modalit della sua
morte. La *walahall assume quindi i connotati di una splendida sala
regale. I suoi ospiti gli einherjar, di giorno escono per combattere assieme,
alla sera tornano a riunirsi per bere il met e, quali guerrieri di Odino,
combatteranno al suo fianco alla fine del mondo.

163