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7 aprile 2008

NON UCCIDETE LELEGANZA DEL PUNTO E VIRGOLA


ASSASSINIO del punto e virgola (di cui Stefano Bartezzaghi scrive su Repubblica del 5 aprile) molto pi grave dellassassinio di padri, madri, gli, glie, mariti, mogli, nonne, cognati, di cui parlano con innita volutt i nostri telegiornali. Una lingua deve la propria eleganza alla ricchezza dei suoi strumenti espressivi. Una vera lingua possiede un foltissimo vocabolario: molti sinonimi: molti modi di dire: non usa mai forme inespressive o meccaniche: alterna il periodo lungo dieci righe a quello di tre parole: corre velocemente o rallenta, come se stesse per addormentarsi: conosce le frasi subordinate, usa il tempo indicativo, il condizionale e il congiuntivo: se il caso, inventa metafore; possiede tutti i segni di interpunzione-punto, due punti, punto e virgola, virgole, trattino, parentesi. Nessuno inutile, perch essi segnano pause pi o meno profonde, e danno ritmi diversi alla prosa. Se perdiamo la ricchezza della lingua, diventiamo incapaci di pensare, o di elaborare i nostri pensieri. Anche oggi, linglese una lingua meravigliosa, antichissima e modernissima, nella quale si pu rinnovare lo stile di Shakespeare e di Dickens, e discutere di sica atomica. Negli ultimi anni, la sua straordinaria diusione ha prodotto un sottoinglese per menti povere, parlato e scritto da miliardi di persone. Non penso soltanto alle chiacchiere dei computer o degli stranieri. Penso soprattutto alla lingua per professori, composta da periodi di tre parole: soggetto, verbo, complemento oggetto. Come si vede da molti esempi, specie in libri di saggistica, questa sotto-lingua rende dicilissimo lesercizio di pensare.

PIETRO CITATI
ESCRIVERE un paesaggio o un personaggio, rappresentare una psicologia, suggerire un complesso rapporto causale o temporale, tentare unanalisi, orchestrare una catena di metafore, modulare lintelligenza come una musica, tutto questo, nel sottoinglese di oggi, quasi impossibile. Lo scrittore italiano del 1825 o del 1900 o del

Possiamo tradurre da qualsiasi stile, la nostra lingua agile, flessibile, ondulata, melodica, colorita
1935 combatteva contro una lingua rigida, quasi cadaverica. Oppure, la vera lingua italiana stava nascosta nel suo corpo apparente, e il romanziere e il poeta dovevano riscoprirla e reinventarla, ogni volta che componevano un libro. Cos fecero Manzoni, Leopardi e Gadda. Negli ultimi cinquantanni, litaliano scritto diventato una lingua moderna. Nessuno prova impaccio a raccontare un aneddoto: ci che gli italiani non erano pi capaci di fare. Un dialogo elegante e quotidiano lo scoglio contro cui ha urtato per due secoli la nostra narrativa riesce anche a scrittori di mediocre talento. Possiamo tradurre da qualsiasi stile. La lingua italiana agile, essibile, ondulata, melodica, colorita: ma, appena lo vogliamo, pu diventare

un grandioso strumento intellettuale, con una dignit, unautorit e una solennit che ci ricordano il suo vecchio sangue latino. Come esiste un sotto-inglese, oggi esiste un sottoitaliano. Sono molto diversi. Da un lato, il sotto-italiano appartiene agli avvocati e ai magistrati; e accumula periodi immensi, gon, bolsi e confusi. Frasi di venti righe possono essere tradotte in tre righe. Daltra

Appena lo vogliamo litaliano pu diventare un grandioso strumento intellettuale


parte, il sotto-italiano quello dei ragazzi che usano il computer e parlano ai telefoni cellulari: un borborigma inesistente, che conosce duecento vocaboli, tutti ripetutissimi e meccanici. Qualche volta, queste due lingue si confondono, e il ragazzo parla come lavvocato, e lavvocato come il ragazzo. Leetto comicissimo. Credo che Stefano Bartezzaghi riuscirebbe facilmente a parodiarlo.