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1052 scadenza: 22/6/2009 - Documento scaricato il 31/7/2008

Prestazioni energetiche degli edifici


S P E C IF IC A Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia UNI/TS 11300-2
TECNICA primaria e dei rendimenti per la climatizzazione
invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria

MAGGIO 2008

Energy performance of buildings


Part 2: Evaluation of primary energy need and of system efficiencies
for space heating and domestic hot water production

La specifica tecnica fornisce dati e metodi per la determinazione:


- del fabbisogno di energia utile per acqua calda sanitaria;
- dei rendimenti e dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari dei
sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria;
- dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione
invernale e per la produzione dell’acqua calda sanitaria.
La specifica tecnica si applica a sistemi di nuova progettazione,
ristrutturati o esistenti:
- per il solo riscaldamento;
- misti o combinati per riscaldamento e produzione acqua calda
sanitaria;
- per sola produzione acqua calda per usi igienico-sanitari.

TESTO ITALIANO

La presente specifica tecnica, unitamente alla UNI EN 15316-2-3:2008,


sostituisce la UNI 10347:1993.
La presente specifica tecnica, unitamente alla UNI EN 15316-1:2008 e
alla UNI EN 15316-2-1:2008, sostituisce la UNI 10348:1993.

ICS 17.200.10; 91.140.01

UNI © UNI
Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
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PREMESSA
La specifica tecnica viene riesaminata ogni tre anni. Eventuali
osservazioni sulla UNI/TS 11300-2 devono pervenire all’UNI entro
maggio 2010.

La presente specifica tecnica è stata elaborata sotto la competenza


dell’ente federato all’UNI
CTI - Comitato Termotecnico Italiano

La Commissione Centrale Tecnica dell’UNI ha dato la sua


approvazione il 5 marzo 2008.

La presente specifica tecnica è stata ratificata dal Presidente


dell’UNI ed è entrata a far parte del corpo normativo nazionale il
28 maggio 2008.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione per l’eventuale revisione della norma stessa.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

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INDICE

PREMESSA 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 2

3 DEFINIZIONI 3

4 SIMBOLI 5
prospetto 1 Simboli fondamentali ................................................................................................................................... 5
prospetto 2 Pedici identificativi di sistema ................................................................................................................... 5
prospetto 3 Pedici identificativi di sottosistema ......................................................................................................... 5
prospetto 4 Pedici identificativi dei rendimenti ........................................................................................................... 6
prospetto 5 Pedici identificativi delle quantità di energia ........................................................................................ 6
prospetto 6 Fabbisogni di energia termica utile per riscaldamento..................................................................... 6
prospetto 7 Pedici relativi ai componenti ..................................................................................................................... 6
prospetto 8 Pedici per le perdite percentuali .............................................................................................................. 7
prospetto 9 Pedici per le potenze termiche ................................................................................................................. 7
prospetto 10 Altri pedici ........................................................................................................................................................ 7
prospetto 11 Fattori adimensionali ................................................................................................................................... 7

5 FABBISOGNI DI ENERGIA TERMICA UTILE 7


5.1 Fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento dell'edificio .............................. 8
5.2 Fabbisogni di energia per acqua calda sanitaria ..................................................................... 9
prospetto 12 Valori di a per le abitazioni (l/Gm2) ..................................................................................................... 10
prospetto 13 Valori per destinazioni diverse dalle abitazioni (Fabbisogni mensili in litri a 40 °C
con ΔT = 25 K) .......................................................................................................................................... 11
5.3 Fabbisogni di energia per altri usi ................................................................................................. 11
prospetto 14 Fabbisogni standard di energia per usi di cottura........................................................................... 11

6 CRITERI, METODI E FINALITÀ DI CALCOLO 11


prospetto 15 Valori e metodi da adottare per i diversi tipi di valutazioni di calcolo (riscaldamento) ....... 13
prospetto 16 Valori e metodi da adottare per i diversi tipi di valutazioni di calcolo (acqua calda sanitaria) .... 13
6.1 Espressione generale del fabbisogno di energia primaria ............................................. 14
6.2 Periodo ed intervalli di calcolo relativi al sistema di riscaldamento ............................ 14
6.3 Perdite recuperabili e perdite non recuperabili ...................................................................... 15
6.4 Energia ausiliaria.................................................................................................................................... 15
6.5 Rendimento medio stagionale ........................................................................................................ 15
6.6 Rendimenti e perdite dei sottosistemi degli impianti di riscaldamento ..................... 16
prospetto 17 Rendimenti di emissione (η e) in locali di altezza minore di 4 m............................................... 17
prospetto 18 Rendimenti di emissione (η e) in locali di altezza maggiore di 4 m.......................................... 18
prospetto 19 Condizioni di corretta installazione (emissione in locali di altezza maggiore di 4 m) ......... 18
prospetto 20 Rendimenti (η rg) di regolazione .......................................................................................................... 20
prospetto 21a Rendimento di distribuzione ................................................................................................................... 21
prospetto 21b Rendimento di distribuzione ................................................................................................................... 21
prospetto 21c Rendimento di distribuzione ................................................................................................................... 22
prospetto 21d Rendimento di distribuzione ................................................................................................................... 22
prospetto 21e Rendimento di distribuzione ................................................................................................................... 23
prospetto 22 Fattori di correzione .................................................................................................................................. 23
prospetto 23a Generatori di calore atmosferici tipo B classificati ** (2 stelle) ................................................... 25
prospetto 23b Generatori di calore a camera stagna tipo C per impianti autonomi classificati *** (3 stelle) ..... 25

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prospetto 23c Generatori di calore a gas o gasolio, bruciatore ad aria soffiata o premiscelati, modulanti,
classificati ** (2 stelle) ............................................................................................................................................ 25
prospetto 23d Generatori di calore a gas a condensazione **** (4 stelle).......................................................... 25
prospetto 23e Generatori di aria calda a gas o gasolio con bruciatore ad aria soffiata o premiscelato,
funzionamento on-off. Generatori di aria calda a gas a camera stagna con ventilatore
nel circuito di combustione di tipo B o C, funzionamento on-off ................................................ 26
prospetto 24 Rendimenti convenzionali dei generatori ad aria calda ................................................................ 26
6.7 Fabbisogno di energia elettrica dei sottosistemi degli impianti di riscaldamento ......... 27
prospetto 25 Fabbisogni elettrici dei terminali di erogazione del calore ........................................................... 28
prospetto 26 Fattore F v .................................................................................................................................................... 29
prospetto 27 Modelli per il calcolo di valori default dei rendimenti degli elettrocircolatori........................... 30
6.8 Metodo di calcolo semplificato ........................................................................................................ 31
prospetto 28 Origine dati di ingresso ............................................................................................................................ 32
prospetto 29 Esempio di calcolo del fabbisogno di energia primaria per riscaldamento ............................ 33
6.9 Rendimenti e perdite dei sottosistemi degli impianti di acqua calda sanitaria ................ 34
prospetto 30 Perdite e recuperi della distribuzione, nel caso di assenza di ricircolo ................................... 35
prospetto 31 Rendimenti convenzionali degli scaldaacqua con sorgente interna di calore ....................... 37
6.10 Fabbisogno di energia primaria...................................................................................................... 37
6.11 Esempio di calcolo con metodo semplificato per i sistemi di produzione acqua
calda sanitaria ........................................................................................................................................... 37
prospetto 32 Dati di ingresso ........................................................................................................................................... 38
prospetto 33 Esempio di calcolo del fabbisogno di energia primaria per acqua calda sanitaria .............. 39

7 CONSUMI EFFETTIVI DI COMBUSTIBILE: METODI UNIFICATI DI RILIEVO E


DETERMINAZIONE 39
7.1 Sistemi con misuratore dedicato al solo riscaldamento o alla sola acqua calda
sanitaria ........................................................................................................................................................ 39
7.2 Sistemi promiscui ................................................................................................................................... 40
7.3 Sistemi dotati di misuratore del combustibile ......................................................................... 40
7.4 Impianti alimentati da serbatoi privi di misuratore del combustibile B....................... 41

APPENDICE A CALCOLO DELLE PERDITE DI DISTRIBUZIONE - SISTEMI CON FLUIDO


(normativa) TERMOVETTORE ACQUA 42
A.1 Scopo ............................................................................................................................................................................................. 42
A.2 Individuazione del sottosistema di distribuzione in funzione del sistema
edificio-impianto ................................................................................................................................................................... 42
figura A.1 Schema del sottosistema di distribuzione ......................................................................................... 43
A.3 Calcolo delle temperature .......................................................................................................................................... 44
prospetto A.1 Temperature medie stagionali delle reti ............................................................................................. 45
A.4 Metodo di calcolo ................................................................................................................................................................. 46
A.5 Calcolo delle trasmittanze lineiche ..................................................................................................................... 46
figura A.2 Tubazione isolata corrente in aria ........................................................................................................ 47
prospetto A.2 Valori indicativi della conduttività di alcuni materiali ...................................................................... 47
figura A.3 Tubazione isolata corrente in aria (diversi strati di materiale isolante) .................................... 48
figura A.4 Tubazione singola incassata nella muratura .................................................................................... 49
figura A.5 Tubazioni in coppia, incassate nella muratura................................................................................. 50
prospetto A.3 Lunghezze equivalenti ............................................................................................................................. 51

APPENDICE B DETERMINAZIONE DELLE PERDITE DI GENERAZIONE 52


(normativa)
Premessa ................................................................................................................................................................................... 52
B.1 Generalità sui metodi di calcolo ........................................................................................................................... 52
B.2 Metodo di calcolo delle perdite di generazione basato sulla Direttiva 92/42/CEE ................52
prospetto B.1 Fattore di correzione del rendimento a carico nominale f cor,Pn ................................................. 55

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prospetto B.2 Fattore di correzione del rendimento a carico intermedio f cor,Pint ............................................ 56
prospetto B.3 Fattore di riduzione della temperatura b gn e valori convenzionali della temperatura interna
del locale dove è installato il generatore θ a,gn ............................................................................... 57
prospetto B.4 Parametri per il calcolo della potenza degli ausiliari ...................................................................... 58
prospetto B.5 Frazione delle perdite a carico nullo attribuite al mantello - in funzione del tipo di bruciatore.... 59
prospetto B.6 Parametri per la determinazione delle perdite a carico nullo di default................................... 60
prospetto B.7 Parametri per la determinazione dei rendimenti minimi ............................................................... 60
prospetto B.8 Calcolo dei fabbisogni .............................................................................................................................. 61
prospetto B.9 Calcolo delle temperature dell'acqua .................................................................................................. 61
prospetto B.10 Dati d'ingresso del generatore - (valori dichiarati dal fabbricante) ............................................ 62
prospetto B.11 Procedura di calcolo ................................................................................................................................. 63
B.3 Metodo analitico di calcolo delle perdite di generazione ............................................................. 64
figura B.1 Schema di bilancio energetico del sottosistema di generazione ............................................... 65
prospetto B.12 Valori di default per P 'ch,on e θ 'gn,test ................................................................................................ 67
prospetto B.13 Valori di default dell'esponente n.......................................................................................................... 68
prospetto B.14 Valori di default dei parametri c 2 e c 3 ............................................................................................... 68
prospetto B.15 Valori di default del parametro k gn,env e delle temperature ambiente di prova ed effettive ....... 69
prospetto B.16 Valori di default dei parametri m e p .................................................................................................. 69
prospetto B.17 Valori di default di P 'ch,off ....................................................................................................................... 69
prospetto B.18 Parametri per il calcolo della potenza degli ausiliari ...................................................................... 70
prospetto B.19 Valori di default della potenza minima al focolare per generatori multistadio o modulanti.......... 73
prospetto B.20 Valori di default di P 'ch,ON,min e θ 'gn,test per generatori multistadio o modulanti ............... 73
prospetto B.21 Valori di default delle potenze degli ausiliari alla potenza minima del focolare per
generatori multistadio o modulanti ....................................................................................................... 73
prospetto B.22 Dati di default per il calcolo del valore di R ....................................................................................... 75
prospetto B.23 Dati di riferimento relativi ai combustibili ............................................................................................ 76
prospetto B.24 Contenuto di vapor d'acqua alla saturazione in funzione della temperatura ......................... 76
prospetto B.25 Dati del generatore - (valori di default) ............................................................................................... 79
prospetto B.26 Procedura di calcolo ................................................................................................................................. 80

BIBLIOGRAFIA 81

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PREMESSA
La determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici richiede metodi di calcolo per:
1) il fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento ambiente;
2) il fabbisogno di energia per acqua calda sanitaria;
3) il rendimento e il fabbisogno di energia primaria degli impianti di climatizzazione invernale;
4) il rendimento e il fabbisogno di energia primaria per la produzione di acqua calda sanitaria;
5) il risparmio di energia primaria ottenibile utilizzando energie rinnovabili ed altri
metodi di generazione per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria;
6) il rendimento e il fabbisogno di energia primaria degli impianti di climatizzazione estiva.
I suddetti metodi di calcolo sono descritti nelle seguenti specifiche tecniche:
UNI/TS 11300 - 1 Prestazioni energetiche degli edifici - Determinazione del
fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione
estiva ed invernale;
UNI/TS 11300 - 2 Prestazioni energetiche degli edifici - Determinazione del
fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la
climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda
sanitaria;
UNI/TS 11300 - 31) Prestazioni energetiche degli edifici - Determinazione del
fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la
climatizzazione estiva;
UNI/TS 11300 - 41) Prestazioni energetiche degli edifici - Utilizzo di energie rinnovabili
e di altri metodi di generazione per riscaldamento di ambienti e
preparazione acqua calda sanitaria.
Il documento è coerente con le norme elaborate dal CEN nell'ambito del mandato M/343
a supporto della Direttiva Europea 2002/91/CE sulle prestazioni energetiche degli edifici.
La presente specifica tecnica fornisce univocità di valori e di metodi per consentire la
riproducibilità e confrontabilità dei risultati ed ottemperare alle condizioni richieste da
documenti a supporto di disposizioni nazionali.
La specifica tecnica contiene valori pre calcolati dei rendimenti dei vari sottosistemi, in
merito ai quali si precisa quanto segue:
1) i valori sono da intendere come valori normativi nazionali secondo quanto previsto
dalle norme EN;
2) i valori sono calcolati in accordo con i metodi di calcolo delle pertinenti norme EN per
condizioni al contorno che sono indicate in ciascuno dei relativi prospetti e il loro
utilizzo è condizionato dalla corrispondenza tra le condizioni al contorno del caso in
esame e quelle del rispettivo prospetto;
3) i limiti di impiego dei valori pre calcolati in relazione al tipo di valutazione sono definiti
nei prospetti 15 e 16.
La presente specifica tecnica contiene nelle appendici metodi di calcolo che recepiscono
le pertinenti parti della normativa europea con il completamento di allegati e dati nazionali
con l'obiettivo di fornire per i procedimenti di calcolo anche univocità dei dati di ingresso.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente specifica tecnica fornisce dati e metodi per la determinazione:
- del fabbisogno di energia utile per acqua calda sanitaria;
- dei rendimenti e dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari dei sistemi di
riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria;
- dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione invernale e per la
produzione dell'acqua calda sanitaria.

1) In fase di elaborazione.

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La specifica tecnica può essere utilizzata per i seguenti scopi:


1) valutare il rispetto di regolamenti espressi in termini di obiettivi energetici;
2) confrontare le prestazioni energetiche di varie alternative impiantistiche;
3) indicare un livello convenzionale di prestazione energetica in termini di consumo di
energia primaria degli edifici esistenti;
4) valutare il risparmio di interventi sugli impianti;
5) valutare il risparmio di energia utilizzando energie rinnovabili o altri metodi di
generazione;
6) prevedere le esigenze future di risorse energetiche su scala nazionale calcolando i
fabbisogni di energia primaria di tipici edifici rappresentativi del parco edilizio.
La specifica tecnica si applica a sistemi di nuova progettazione, ristrutturati o esistenti:
- per il solo riscaldamento;
- misti o combinati per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria;
- per sola produzione acqua calda per usi igienico - sanitari.
Le suddette applicazioni trovano riscontro in diversi tipi di valutazione energetica come di
seguito classificati:
A) Valutazione di calcolo: prevede il calcolo del fabbisogno energetico e si differenzia
in:
A1) Valutazione di progetto: il calcolo viene effettuato sulla base dei dati di
progetto; per le modalità di occupazione e di utilizzo dell'edificio e dell'impianto
si assumono valori convenzionali di riferimento. Questa valutazione è eseguita
in regime di funzionamento continuo.
A2) Valutazione standard: il calcolo viene effettuato sulla base dei dati relativi
all'edificio e all'impianto reale, come costruito; per le modalità di occupazione e
di utilizzo dell'edificio e dell'impianto si assumono valori convenzionali di
riferimento. Questa valutazione è eseguita in regime di funzionamento
continuo.
A3) Valutazione in condizioni effettive di utilizzo: il calcolo viene effettuato sulla
base dei dati relativi all'edificio e all'impianto reale, come costruito; per le
modalità di occupazione e di utilizzo dell'edificio e dell'impianto si assumono
valori effettivi di funzionamento (per esempio, in caso di diagnosi energetiche).
Questa valutazione è eseguita nelle condizioni effettive di intermittenza
dell'impianto.
B) Valutazione basata sul rilievo dei consumi con modalità standard.
Ai fini di diagnosi energetica si può procedere con la valutazione A3) integrata con il
suddetto rilievo dei consumi.
Le condizioni affinché i dati di consumo rilevati possano essere correttamente utilizzati
come valori di confronto sono:
- la definizione di criteri unificati per attribuire i consumi al periodo di tempo prefissato
e modalità, anch'esse unificate, per convertire i consumi in portate volumetriche o di
massa e quindi in equivalenti energetici.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente specifica tecnica rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del
testo e sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche
o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
specifica tecnica come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima
edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
UNI EN 297 Caldaie per riscaldamento centralizzato alimentate a combustibili
gassosi - Caldaie di tipo B equipaggiate con bruciatore atmosferico,
con portata termica nominale minore o uguale a 70 kW

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UNI EN 483 Caldaie di riscaldamento centrale alimentate a combustibili gassosi -


Caldaie di tipo C di portata termica nominale non maggiore di 70 kW
UNI EN 303-1 Caldaie per riscaldamento - Parte 1: Caldaie con bruciatori ad aria
soffiata - Terminologia, requisiti generali, prove e marcatura
UNI EN 442-2 Radiatori e convettori - Parte 2: Metodi di prova e valutazione
UNI EN 1264-3 Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti - Dimensionamento
UNI EN 1264-4 Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti - Installazione
UNI EN 13836 Caldaie a gas per riscaldamento centrale - Caldaie di tipo B di
portata termica nominale maggiore di 300 kW, ma non maggiore di
1 000 kW
UNI EN 14037 Strisce radianti a soffitto alimentate con acqua a temperatura minore
di 120 °C
UNI EN 15316-2-1 Impianti di riscaldamento degli edifici - Metodo per il calcolo dei
requisiti energetici e dei rendimenti dell'impianto - Parte 2-1: Sistemi
di emissione del calore negli ambienti
UNI EN 15316-2-3 Impianti di riscaldamento negli edifici - Metodo per il calcolo dei
requisiti energetici e dei rendimenti dell'impianto - Parte 2-3: Sistemi
di distribuzione del calore negli ambienti
UNI EN ISO 13790 Prestazione termica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia
per il riscaldamento e il raffrescamento
CEI EN 60379 Metodi per misurare le prestazioni di scaldaacqua elettrici ad
accumulo per uso domestico
UNI/TS 11300-1 Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1: Determinazione del
fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione
estiva ed invernale

3 DEFINIZIONI
Ai fini della presente specifica tecnica, si utilizzano i termini e le definizioni della
UNI/TS 11300-1 e i termini e le definizioni seguenti.

3.1 fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale: È la quantità


annua di energia primaria effettivamente consumata o che si prevede possa essere
necessaria per la climatizzazione invernale in condizioni climatiche e di uso standard
dell'edificio.

3.2 fabbisogno annuo per la produzione di acqua calda sanitaria: È la quantità annua di
energia primaria effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per
soddisfare la richiesta annua di acqua calda per usi igienico - sanitari determinato sulla
base dei fabbisogni di acqua calda calcolati in base alla presente specifica.

3.3 rendimento globale medio stagionale: È il rapporto tra fabbisogno di energia termica utile
e il corrispondente fabbisogno di energia primaria durante la stagione di riscaldamento.
Ciascuno dei sottosistemi che compongono il sistema ha un proprio rendimento secondo
quanto di seguito specificato.

3.4 coefficiente di utilizzazione (termico o elettrico): È il rapporto tra l'energia termica (o


energia elettrica) uscente dal sistema o dal sottosistema e l'energia entrante. Tale
definizione si applica a tutti i sottosistemi considerati nella presente specifica, salvo che
al sottosistema di produzione, nel quale si attua la conversione da energia primaria in
energia termica utile.

3.5 perdite di energia termica non recuperabili: Parte delle perdite che vanno ad aumentare
il fabbisogno di energia termica.

3.6 perdite di energia termica recuperabili: Parte delle perdite che possono essere utilizzate
per diminuire il fabbisogno di energia termica.

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3.7 perdite di energia termica recuperate: Parte delle perdite recuperabili effettivamente
utilizzate per diminuire il fabbisogno di energia termica.

3.8 perdite di emissione: Perdite di energia termica che aumentano il fabbisogno delle unità
terminali dovute a non omogenea distribuzione della temperatura dell'aria negli ambienti
od a flussi di calore diretti verso l'esterno.

3.9 perdite di regolazione: Perdite di energia termica dovute alla regolazione imperfetta della
temperatura degli ambienti riscaldati.

3.10 perdite di distribuzione: Perdite di energia termica della rete di distribuzione.

3.11 perdite di produzione: Perdite di energia termica del sottosistema di produzione,


comprese le perdite in funzionamento ed in stand-by nonché le perdite dovute al controllo
non ideale del sistema di generazione, comprese le perdite recuperabili.

3.12 perdite totali del sistema: Perdite di calore complessive del sistema di riscaldamento e/o
del sistema di acqua calda sanitaria.

3.13 perdite di erogazione: Perdite di energia termica nei sistemi di acqua calda sanitaria
dovute all'erogazione iniziale di acqua fredda ad ogni prelievo ovvero alla permanenza di
acqua calda nelle tubazioni terminali alla fine dell'erogazione.

3.14 perdite di accumulo: Perdite di energia termica dovute alle dispersioni in ambiente di
serbatoi di accumulo di acqua calda sanitaria. Possono essere recuperabili o non
recuperabili.

3.15 fabbisogno netto di energia termica utile: Fabbisogno diminuito della quantità di perdite
recuperate.

3.16 sistemi centralizzati di produzione di acqua calda per usi igienico - sanitari: Sistemi
destinati a servire più unità immobiliari in un edificio, dedicati se destinati alla sola
produzione di acqua calda sanitaria combinati se destinati ai due servizi.

3.17 sistemi autonomi di produzione di acqua calda per usi igienico - sanitari: Sistemi
destinati a servire un'unica unità immobiliare, dedicati o combinati.

3.18 generatore di calore: Apparecchio nel quale si attua la conversione dell'energia chimica
del combustibile in energia termica utile trasferita al fluido termovettore.

3.19 unità terminale di erogazione: Apparecchio mediante il quale l'energia termica utile del
fluido termovettore viene trasferita all'ambiente.

3.20 cogenerazione: La produzione e l'utilizzo simultanei di energia meccanica o elettrica e di


energia termica a partire dai combustibili primari, nel rispetto di determinati criteri
qualitativi di efficienza energetica.

3.21 pompa di calore: Dispositivo o impianto che sottrae calore dall'ambiente esterno o da una
sorgente di calore a bassa temperatura e lo trasferisce all'ambiente a temperatura
controllata.

3.22 valori nominali delle potenze e dei rendimenti: Valori massimi di potenza per servizio
continuo e di rendimento di un apparecchio determinati e certificati secondo le norme
pertinenti.

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4 SIMBOLI
I prospetti seguenti riportano i simboli utilizzati nella presente specifica tecnica. Per
simboli utilizzati solo in qualche caso particolare fare riferimento alle indicazioni fornite
con le singole formule.

prospetto 1 Simboli fondamentali

Grandezza Simbolo Unità di misura


Energia Q Wh
Potenza termica Φ W
Potenza elettrica W W
Rendimento η -
Energia primaria riferita alla superficie utile dell'edificio E KWh/m2 anno
Perdita termica percentuale P %
Periodo di tempo t s
Temperatura θ °C K
Volume di acqua V l/h- l/G
Massa volumica ρ kg/m3
Calore specifico C Wh/kgK
Consumo energetico misurato Co KWh
Quantità di combustibile allo stato liquido (con pedici specifici) CQ m3
Superficie S m2
Lunghezza o diametro D m
Conduttività λ W/mK
Ore h ore
Secondi s s
Giorno G giorno

prospetto 2 Pedici identificativi di sistema

Sistema Pedice
Riscaldamento H

Solo produzione acqua calda sanitaria W

Combinato H, W

prospetto 3 Pedici identificativi di sottosistema

Sottosistema Pedice
Emissione (riscaldamento) e

Erogazione (acqua calda sanitaria) er

Regolazione (solo per riscaldamento) rg

Distribuzione d

Accumulo s

Generazione/generatore gn

Generico x

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prospetto 4 Pedici identificativi dei rendimenti

Rendimento Pedice
Termico utile tu

Di combustione c

Medio stagionale dell'impianto (o dei sottosistemi se con i relativi pedici) g

2)

prospetto 5 Pedici identificativi delle quantità di energia

Energia Pedice
Energia termica utile ideale h

Energia primaria p

Energia utile u

Perdite di energia termica utile l

Perdite di energia termica utile non recuperabili lnr

Perdite di energia termica utile recuperabili lrr

Perdite di energia termica utile recuperate lrh

Energia da combustibile2) c

Energia elettrica el

Energia elettrica (o potenza elettrica) per ausiliari di sistema aux

Energia uscente da un sottosistema out

Energia entrante in un sottosistema in

Energia per usi di cottura oth

prospetto 6 Fabbisogni di energia termica utile per riscaldamento

Fabbisogno Simbolo
Fabbisogno energetico utile ideale richiesto da ciascuna zona in regime continuo Qh
Fabbisogno energetico utile ideale richiesto da ciascuna zona in regime non Q hvs
continuo
Fabbisogno energetico utile effettivo richiesto da ciascuna zona in regime continuo Q hr
(tiene conto delle perdite di emissione e di regolazione)
Fabbisogno energetico utile effettivo richiesto da ciascuna zona in regime non Q hvsr
continuo (tiene conto delle perdite di emissione e di regolazione)

prospetto 7 Pedici relativi ai componenti

Fabbisogno Pedice
Pompa PO

Ventilatore vn

Bruciatore br

Ventilo - convettore o unità terminale con ventilatore di attivazione v

2) Pari al prodotto tra la portata di combustibile e il potere calorifico inferiore, nel caso di combustibili fossili, o all'energia
elettrica utilizzata per la produzione di energia termica utile.

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prospetto 8 Pedici per le perdite percentuali

Perdita percentuale Pedice


Perdite termiche al camino (calore sensibile) a bruciatore funzionante ch,on

Perdite termiche al camino a bruciatore spento ch,off

Perdite termiche dell'involucro del generatore env

prospetto 9 Pedici per le potenze termiche

Potenza termica Pedice


Potenza termica nominale del focolare del generatore Pn

Potenza termica utile a carico intermedio del generatore Pint

Potenza termica utile a carico nullo del generatore Po

Potenza termica in condizioni di prova del generatore test

Potenza termica corretta del generatore cor

Acqua (temperature di caldaia) w

Relativo all'ambiente della centrale termica (per esempio temperatura) a

prospetto 10 Altri pedici

Temperature Pedice
Ambiente a

Totale t

Massimo max

Minimo min

Di riferimento ref

Medio avg

Mandata f

Ritorno r

Fumi fl

Primario pr

Secondario sc

prospetto 11 Fattori adimensionali

Potenza termica Simbolo


Fattore di carico del focolare FC
Fattore di carico utile FC u
Indice di dimensionamento del generatore di calore F1

5 FABBISOGNI DI ENERGIA TERMICA UTILE


Ai fini della presente specifica tecnica, si considerano i seguenti fabbisogni di energia
termica utile:
1) fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento e ventilazione dell'edificio Q h
2) fabbisogno di energia termica utile per acqua calda sanitaria Q h,W

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e si forniscono dati per:


3) fabbisogni di energia primaria per usi di cottura Q oth.
I fabbisogni 1) e 2) sono utilizzati per i calcoli del fabbisogno di energia primaria.
I fabbisogni 3) sono valori convenzionali forniti allo scopo di depurare, in modo unificato,
i consumi promiscui di energia primaria da quelli derivanti da usi diversi dal riscaldamento
e produzione acqua calda sanitaria.
I fabbisogni di energia termica utile sono calcolati al netto di eventuali apporti quali:
- apporti da perdite recuperabili delle quali si deve tenere conto secondo quanto
specificato nel punto 6.3;
- contributi da energie rinnovabili o da altri metodi di generazione3).

5.1 Fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento dell'edificio


Il fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento dell'edificio è articolato in:
- fabbisogno ideale;
- fabbisogno ideale netto ottenuto sottraendo al fabbisogno ideale le perdite
recuperate;
- fabbisogno effettivo è il fabbisogno che tiene conto delle perdite di emissione e di
regolazione, ossia dell'energia termica che il sottosistema di distribuzione deve
immettere negli ambienti.

5.1.1 Fabbisogno ideale per riscaldamento


Il fabbisogno ideale di energia termica utile dell'involucro edilizio, Q h o Q hvs nel caso di
funzionamento non continuo, è il dato fondamentale di ingresso per il calcolo dei
fabbisogni di energia primaria. Tale fabbisogno è riferito alla condizione di temperatura
dell'aria uniforme in tutto lo spazio riscaldato.
Esso è riferito, inoltre, a funzionamento continuo, cioè al mantenimento di una
temperatura interna dell'edificio costante nel tempo. Il fabbisogno ideale di energia
termica utile dell'edificio si calcola con i metodi forniti dalla UNI EN ISO 13790 e della
UNI/TS 11300-1.

5.1.2 Fabbisogno ideale netto per riscaldamento


Dal fabbisogno Q h si devono dedurre eventuali perdite recuperate Q W,lrh dal sistema di
acqua calda sanitaria4).
Si ha quindi il fabbisogno ideale netto Q 'h:
Q ' h = Q h – Q W,Irh [Wh] (1)
dove:
Q W,lrh sono le perdite recuperate dal sistema di produzione acqua calda; il termine è
determinato con l'equazione (33)

5.1.3 Fabbisogno effettivo per riscaldamento


Il calcolo, come sin qui descritto, non tiene conto delle perdite determinate dalle
caratteristiche dei sottosistemi di emissione e di regolazione, previsti o installati
nell'edificio, quali la distribuzione di temperatura non uniforme nello spazio riscaldato, le
imperfezioni della regolazione per ritardi od anticipi nella erogazione del calore, il
mancato utilizzo di apporti gratuiti.

3) I rispettivi metodi di calcolo degli apporti di energia termica utile da energie rinnovabili o da altri sistemi di generazione e
le modalità di inserimento nel sistema sono specificati in una parte successiva in fase di elaborazione.
4) Le perdite recuperate da ciascun sottosistema di riscaldamento, sono dedotte direttamente dalle perdite totali del
sottosistema stesso.

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Per calcolare il fabbisogno effettivo dell'edificio, ossia la quantità di energia termica utile
che deve essere immessa negli ambienti riscaldati, si deve tenere conto di fattori negativi,
quali:
· maggiori perdite verso l'esterno dovute ad una distribuzione non uniforme di
temperatura dell'aria all'interno degli ambienti riscaldati (stratificazione);
· maggiori perdite verso l'esterno dovute alla presenza di corpi scaldanti annegati
nelle strutture;
· maggiori perdite dovute ad una imperfetta regolazione dell'emissione del calore;
· eventuale mancato sfruttamento di apporti gratuiti conteggiati nel calcolo di Qh, che
si traducono in maggiori temperature ambiente anziché riduzioni dell'emissione di
calore;
· sbilanciamento dell'impianto;
e di fattori positivi, quali:
· trasformazione in calore dell'energia elettrica impiegata nelle unità terminali.
In definitiva l'energia termica utile effettiva Q hr (= Q d,out) che deve essere fornita dal
sottosistema distribuzione è:
Q hr = Q ' h + Q I,e + Q I,rg – Q aux,e,Irh [Wh] (2)
dove:
Q 'h è il fabbisogno ideale netto;
Q l,e sono le perdite totali di emissione;
Q l,rg sono le perdite totali di regolazione;
Q aux,e,lrh è l’energia termica recuperata dall'energia elettrica del sottosistema di
emissione.
Quando l'impianto prevede zone con terminali diversi e rispettivi sistemi di regolazione
ambiente, il fabbisogno energetico utile effettivo dell'edificio vale:
n

Q hr = ¦ (Q 'h,j + Ql,e,j + Ql,rg,j – Qaux,e,lrh,j ) [Wh] (3)


l

5.2 Fabbisogni di energia per acqua calda sanitaria


L'energia termica Q h,W richiesta per riscaldare una quantità di acqua alla temperatura
desiderata è:

Q h,W = ¦ ρ × c × VW × ( θ er – θO ) × G [Wh] (4)


i

dove:
ρ è la massa volumica dell'acqua [kg/m3];
c è il calore specifico dell'acqua pari a 1,162 [Wh/kg °C];
V W è il volume dell'acqua richiesta durante il periodo di calcolo [m3/G];
θ er è la temperatura di erogazione [°C];
θ O è la temperatura di ingresso dell'acqua fredda sanitaria [°C];
G è il numero dei giorni del periodo di calcolo [G].

5.2.1 Volumi di acqua richiesti


I volumi di acqua calda sanitaria sono riferiti convenzionalmente ad una temperatura di
erogazione di 40 °C e ad una temperatura di ingresso di 15 °C. Il salto termico di
riferimento ai fini del calcolo del fabbisogno di energia termica utile è, quindi, di 25 K.
Qualora siano resi pubblici dall'ente erogatore o dall'Amministrazione Comunale dati
mensili di temperatura dell'acqua di alimentazione in relazione alla zona climatica e alla
fonte di prelievo (acqua superficiale, acqua di pozzo, ecc.) si devono utilizzare tali dati ai

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fini del calcolo indicandone l'origine. Ciò determina fabbisogni mensili di energia diversi a
parità di litri erogati e dovrà essere indicato nella relazione tecnica. Ai fini di valutazioni
per certificazione energetica si considerano i valori convenzionali di riferimento.
I valori di fabbisogno giornaliero sono riferiti a dati medi giornalieri.
Il volume è dato da:
V W = a × N u [l/G]
dove:
a è il fabbisogno giornaliero specifico [l/G];
N u è il parametro che dipende dalla destinazione d'uso dell'edificio vedere punto 5.2.1.1
per le abitazioni e punto 5.2.1.2 per destinazioni diverse.

5.2.1.1 Abitazioni
Nel caso di abitazioni il valore Nu è il valore della superficie utile Su dell'abitazione,
espressa in metri quadrati5).
Il valore di a si ricava dal prospetto 12, nel quale sono indicati anche i fabbisogni di
energia termica utile basati sulla differenza di temperatura convenzionale tra erogazione
ed acqua fredda di ingresso di 25 K.
I valori di fabbisogno annuo sono riferiti a 365 giorni/anno di utilizzo6).

prospetto 12 Valori di a per le abitazioni (l/Gm2)

Fabbisogni Calcolo in base al valore di S u per unità immobiliare [m2] Valore medio
riferito a
≤50 51- 200 >200 S u = 80 m2
a 1,8 4,514 × S u -0,2356
1,3 1,6
Fabbisogno equivalente di energia 52,3 131,22 × S u -0,2356
37,7 46,7
termica utile [Wh/G m2]
Fabbisogno equivalente di energia 19,09 47,9 × S u-0,2356 13,8 17,05
termica utile [kWh/m2 anno]

5.2.1.2 Destinazioni diverse dalle abitazioni


La determinazione dei fabbisogni di acqua calda sanitaria deve essere effettuata su base
mensile tenendo conto del consumo giornaliero e del numero di giorni/mese di
occupazione.

5) Nella UNI/TS 11300-1 è indicato come passare dalla superficie lorda alla superficie utile (punto 13.3 equazione 25).
6) Solo nel caso di valutazione energetica di esercizio o nel caso di diagnosi energetica, per particolari mesi dell'anno
(ad esempio agosto) si attribuiscono al mese solo i valori mensili basati sui giorni di effettiva occupazione.

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prospetto 13 Valori per destinazioni diverse dalle abitazioni (Fabbisogni mensili in litri a 40 °C con ΔT = 25 K)

Tipo di attività a Nu
Hotel senza lavanderia Numero di letti e numero giorni mese
1 stella 40 l/G letto
2 stelle 50 l/G letto
3 stelle 60 l/G letto
4 stelle 70 l/G letto
Hotel con lavanderia Numero di letti e numero giorni mese
1 stella 50 l/G letto
2 stelle 60 l/G letto
3 stelle 70 l/G letto
4 stelle 80 l/G letto
Altre attività ricettive diverse dalle 28 l/G letto Numero di letti e numero giorni mese
precedenti
Attività ospedaliera day hospital 10 l/G letto Numero di letti
Attività ospedaliera con pernottamento 90 l/G letto Numero di letti
e lavanderia
Scuole -
Scuole materne e asili nido 15 l/G Numero di bambini
Attività sportive/palestre 100 l/G Per doccia installata
Uffici 0,2 l/m2G
Negozi -
Ristoranti 10 l/G Numero di ospiti per numero di pasti
Catering e self service 4 l/G Numero di ospiti per numero di pasti

5.3 Fabbisogni di energia per altri usi


Nel prospetto 14 sono indicati fabbisogni standard di energia per usi di cottura al solo fine
di poter depurare i consumi effettivi rilevati da quelli non attinenti ai due usi contemplati
dalla presente specifica e cioè riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria.
Nel caso di utilizzo di combustibili fossili il consumo di combustibile si ottiene dividendo il
valore del prospetto per il potere calorifico inferiore del combustibile.
Nel caso di energia elettrica il fabbisogno di energia primaria si ottiene moltiplicando i
valori del prospetto per il fattore di conversione dell'energia elettrica in energia primaria.

prospetto 14 Fabbisogni standard di energia per usi di cottura

Superficie dell'abitazione Fabbisogno specifico


[kWh/G]
Fino a 50 m2 4
Oltre 50 m2 e fino a 120 m2 5
Oltre 120 m2 6

6 CRITERI, METODI E FINALITÀ DI CALCOLO


Ai fini del calcolo dei rendimenti o delle perdite, gli impianti si considerano suddivisi in
sottosistemi e la determinazione del rendimento medio stagionale di un impianto di
riscaldamento e del fabbisogno di energia primaria deve essere effettuata in base ai
rendimenti (o alle perdite) dei sottosistemi che lo compongono. La presente specifica
tecnica non prevede prospetti che forniscano il rendimento medio stagionale dell'intero
sistema in base a dati caratteristici del sistema stesso.

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Per ciascun sottosistema, identificato con il pedice x, si deve determinare:


- il fabbisogno di energia richiesto in ingresso del sottosistema Q in,x;
- l'energia ausiliaria totale richiesta Q aux,x;
- le perdite Q l,x;
- le perdite recuperate Q lrh,x.
Sulla base di:
- energia utile da fornire in uscita Q out,x;
- caratteristiche del sottosistema e condizioni di funzionamento dell'impianto.
Per ogni sottosistema, identificato con il pedice x, vale il seguente bilancio termico:
Q in,x = Q out,x + (Q l,x - Q lrh,x) - Q aux,lrh,x [Wh] (5)
Il termine (Q l,x - Q lrh,x) è il valore delle perdite al netto delle perdite recuperate:
- Q aux,lrh,x energia termica recuperata dagli ausiliari elettrici
In questo bilancio termico non si devono impiegare fattori di conversione in energia
primaria.
Ai fini della determinazione dei rendimenti (o delle perdite) dei sottosistemi, sono previsti
i seguenti metodi:
· determinazione sulla base di prospetti contenenti dati precalcolati in funzione della
tipologia del sottosistema e di uno o più parametri caratteristici;
· calcolo mediante metodi descritti nella presente specifica tecnica.
Quando si utilizzano i valori di rendimento precalcolati forniti dai prospetti, non si
considerano recuperi di energia (termica o elettrica).
Ai fini della determinazione del fabbisogno globale di energia primaria i fabbisogni di
energia elettrica devono essere calcolati separatamente.
L'adozione del metodo dipende dal tipo di valutazione energetica previsto come indicato
nel prospetto 15 e nel prospetto 16. Il metodo da adottare dipende anche dalle
caratteristiche del sottosistema.
Nel caso di valutazioni di tipo A, il calcolo del fabbisogno di energia primaria si effettua
partendo dal fabbisogno di energia termica utile dell'edificio, sommando progressivamente
le perdite dei vari sottosistemi al netto dei recuperi sino a giungere al fabbisogno del
sottosistema di generazione.
Nella presente specifica tecnica si riportano prospetti per calcolare il fabbisogno di
energia primaria tenendo conto delle perdite dei singoli sottosistemi. Per ciascun
sottosistema si indica anche il relativo rendimento, come richiesto da adempimenti
legislativi.
I sistemi di riscaldamento e i sistemi di produzione acqua calda per usi igienico - sanitari
possono essere alimentati con:
- energia primaria da combustibili fossili;
- energie alternative o rinnovabili;
- da un mix di energia primaria e di energie rinnovabili.
Nei tre casi la procedura di calcolo è identica sino al punto di immissione dell'energia
termica utile nel sottosistema di distribuzione. Occorre poi ripartire il fabbisogno di energia
utile tra i sottosistemi di generazione disponibili.
Ai fini del calcolo, gli impianti si considerano suddivisi nei seguenti sottosistemi:
Impianti di riscaldamento:
- sottosistema di emissione;
- sottosistema di regolazione dell'emissione di calore in ambiente;
- sottosistema di distribuzione;
- eventuale sottosistema di accumulo;
- sottosistema di generazione.

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Impianti di acqua calda sanitaria:


- sottosistema di erogazione;
- sottosistema di distribuzione;
- eventuale sottosistema di accumulo;
- sottosistema di generazione.
In caso di unità immobiliare in edificio condominiale il fabbisogno di calore Qh, il rendimento
di emissione e il rendimento di regolazione sono attribuibili all'unità immobiliare in esame,
mentre i rendimenti di distribuzione e di generazione sono da attribuire a parti comuni del
condominio, in comproprietà delle unità immobiliari condominiali.
Ciò equivale a considerare che le singole unità immobiliari prelevino energia termica utile
dalla rete condominiale con perdite di distribuzione e di generazione determinate dal
sistema di fornitura del calore dalla rete condominiale.
L'attribuzione del fabbisogno di energia primaria della unità immobiliare è quindi:
Q d,i,in = Q h + Q l,e + Q l,c
e il fabbisogno di energia primaria dell'unità immobiliare è dato da:
Q = Q d,i,in/(h d × h gn)

prospetto 15 Valori e metodi da adottare per i diversi tipi di valutazioni di calcolo (riscaldamento)

Sottosistema Valutazioni di calcolo

A1 e A2 A3
Emissione H≤4m H>4m H≤4m H>4m
Valori da Valori da prospetto 18, ove Valori da Calcolo e misure in
prospetto 17 siano verificate le condizioni al prospetto 17 campo
contorno. Negli altri casi:
calcolo
Regolazione Valori da prospetto 20
Distribuzione A1 A2 A3
Metodo Valori da prospetto 21
dell'appendice A Quando le condizioni sono tra quelle specificate per i dati precalcolati si
possono utilizzare tali dati, in caso diverso metodo dell'appendice A.
Generazione Valori dei prospetti 23
Quando sono rispettate le condizioni al contorno. Negli altri casi, calcolo con i metodi
dell'appendice B.

prospetto 16 Valori e metodi da adottare per i diversi tipi di valutazioni di calcolo (acqua calda sanitaria)

Valutazioni di calcolo

A1 A2 A3
Fabbisogni di acqua calda Valori da prospetto 12 e da prospetto 13 in tutti i casi.
Erogazione η er = 0,95
Distribuzione Secondo metodi di calcolo analitici (vedere appendice A) salvo il caso di generatori di calore
e relative canalizzazioni installati nell'ambiente riscaldato. Le perdite del circuito primario si
calcolano secondo il punto 6.9.4.
Accumulo Si trascurano nel caso di valutazione per intero edificio privo di impianto centralizzato per
acqua calda sanitaria (valutazione basata su boiler per unità immobiliare).
Qualora sia disponibile il valore della dispersione termica dell'apparecchio dichiarato dal
costruttore, le perdite sono calcolate con la formula (31).
In tutti gli altri casi calcolo secondo formula (30).
Generazione Valori del prospetto 31 per gli scaldaacqua.
Negli altri casi calcolo con i metodi dell'appendice B.
Rendimento medio Nel caso di valutazione per intero edificio, privo di impianto centralizzato di acqua calda sanitaria,
globale stagionale si assume un valore convenzionale di rendimento medio globale stagionale pari a 0,7.

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6.1 Espressione generale del fabbisogno di energia primaria


Alla fine del calcolo, i fabbisogni di energia degli impianti, sotto forma di diversi vettori
energetici, vengono convertiti in fabbisogno complessivo di energia primaria.
In un determinato intervallo di calcolo, il fabbisogno globale di energia primaria è dato da:

Q p,H,W = ¦ QH,c,i × fp,i + ¦ QW,c,j × fp,j + ( QH,aux + QW,aux + QINT,aux – Qel,exp ) × fp,el [Wh](6)

dove:
Q H,c,i è il fabbisogno di energia per riscaldamento ottenuto da ciascun vettore
energetico i (combustibili, energia elettrica, ecc.). Nel caso di combustibili è dato
dalla quantità utilizzata per il potere calorifico inferiore, nel caso di energia
elettrica dalla quantità utilizzata;
f p,i è il fattore di conversione in energia primaria del vettore energetico i ;
Q W,c,j è il fabbisogno di energia per acqua calda sanitaria ottenuto da ciascun vettore
energetico j (combustibili, energia elettrica, ecc.). Nel caso di combustibili è dato
dalla quantità utilizzata per il potere calorifico inferiore, nel caso di energia
elettrica dalla quantità utilizzata;
Q H,aux è il fabbisogno di energia elettrica per ausiliari degli impianti di riscaldamento;
Q W,aux è il fabbisogno di energia elettrica per gli ausiliari degli impianti di produzione
acqua calda sanitaria;
Q INT,aux è il fabbisogno di energia elettrica per ausiliari di eventuali sistemi che utilizzano
energie rinnovabili e di cogenerazione;
Q el,exp è l’energia elettrica esportata dal sistema (da solare fotovoltaico,
cogenerazione);
f p,el è il fattore di conversione in energia primaria dell'energia ausiliaria elettrica.
Ai fini della presente specifica tecnica si assumono i seguenti fattori di conversione7):
Combustibili fossili 1
Energia elettrica: Valore specificato nelle vigenti disposizioni di legge8).
Nel caso di impianti solo di riscaldamento o di sola acqua calda sanitaria si considerano
solo i termini relativi al sistema considerato.

6.2 Periodo ed intervalli di calcolo relativi al sistema di riscaldamento


Per valutazioni di progetto e standard (A1 e A2) il periodo di calcolo deve essere la durata
massima consentita del riscaldamento in funzione della zona climatica. Il calcolo deve
essere eseguito suddividendo il periodo totale in intervalli elementari di durata massima
mensile. Si determinano i valori per ogni intervallo e si sommano i fabbisogni risultanti
negli intervalli elementari costituenti il periodo di calcolo.
Per valutazioni in condizioni effettive di utilizzo (A3) o basate sul rilievo dei consumi in
modalità standard (B) il periodo di riferimento può essere la durata effettiva del
riscaldamento, come definito nella parte 1 della presente specifica tecnica.
Qualora sia richiesto di ricorrere ad un metodo di calcolo semplificato, si assume come
periodo di calcolo la stagione di riscaldamento per la climatizzazione invernale e l'anno
per l'acqua calda sanitaria.

7) I fattori di conversione relativi solare, biomasse e teleriscaldamento sono indicati in una parte successiva in fase di
elaborazione.
8) Valore deliberato dall'Autorità dell'energia, in Tep/kWhel per l'anno in corso. Si assume come fattore di conversione da
Tep/kWhel in kWh primaria/KWh elettrica = 11,86 × 103.

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6.3 Perdite recuperabili e perdite non recuperabili


Le perdite si suddividono in:
- perdite non recuperabili, ossia perdite che devono essere comunque considerate
perse senza possibilità di recupero;
- perdite recuperabili, ossia perdite che, a seconda della situazione, possono essere
perse oppure recuperate.9)
Si può tenere conto delle perdite recuperate in due modi:
1) riducendo le perdite di ciascun sottosistema deducendo le perdite recuperate dal
sottosistema stesso, come previsto nel punto 5.1.2, equazione (1) e nell'esempio di
calcolo del prospetto 29;
2) riducendo il fabbisogno di energia termica utile di tutto il sistema con una quota pari
alle perdite recuperate.
In questo ultimo caso si assume un fattore pari a 0,8 per passare dalle perdite recuperabili
alle perdite recuperate e si ha quindi:
Q lrh = 0,8 Q lrr (7)
Ai fini di valutazione A1 e A3 si utilizza il metodo 1. Ai fini della valutazione A2 si può
utilizzare il metodo 2, indicandolo nella relazione.

6.4 Energia ausiliaria


L'energia ausiliaria, generalmente sotto forma di energia elettrica, è utilizzata per
l'azionamento di pompe, valvole, ventilatori e sistemi di regolazione e controllo.
Parte dell'energia ausiliaria può essere recuperata come energia termica utile, apportando
una corrispondente riduzione al fabbisogno di calore. Per esempio, l'energia meccanica
fornita all'asse di un circolatore, si trasforma in calore nel fluido termovettore riducendo il
fabbisogno della distribuzione.

6.5 Rendimento medio stagionale


Il rendimento medio stagionale può riguardare:
- il solo impianto di riscaldamento;
- il solo impianto di acqua calda sanitaria;
- l'impianto di riscaldamento e acqua calda sanitaria.

6.5.1 Rendimento medio stagionale dell'impianto di riscaldamento


Il rendimento medio stagionale η g,H dell'impianto di riscaldamento è dato da:
η g,H = Q h/Q p,H (8)
dove:
Q p,H è il fabbisogno di energia primaria per riscaldamento calcolato secondo la (6);
Qh è il fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento.

9) Esempio: Per perdite recuperabili dal sottosistema distribuzione.


Le perdite termiche di una tubazione posta all'esterno del volume riscaldato sono completamente perse. Se, però, la
tubazione si trova all'interno del volume riscaldato, parte delle perdite possono contribuire a soddisfare il fabbisogno di
calore per riscaldamento. Tali perdite sono perciò considerate "recuperabili". Tuttavia solo una parte delle perdite
recuperabili sarà effettivamente recuperata. Ciò dipende dalla presenza o meno di un sistema di regolazione e dal
rapporto guadagni/fabbisogni. Le perdite recuperate sono dedotte dalle perdite totali del sottosistema stesso.
Perdite recuperabili dal sistema acqua calda sanitaria. Le perdite di un accumulo di acqua calda sanitaria possono
contribuire al soddisfacimento del fabbisogno di energia per riscaldamento. Di ciò non si tiene conto come riduzione delle
perdite del bollitore (nel calcolo dell'impianto di produzione dell'acqua calda sanitaria) ma come deduzione al fabbisogno
di calore per riscaldamento (vedere perdite recuperate Q W,lrh nel punto 5.1.2).

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6.5.2 Rendimento medio stagionale dell'impianto di produzione acqua calda sanitaria


Il rendimento globale medio stagionale dell'impianto di acqua calda sanitaria η g,W è dato da:
η g,W = Q h,W/Q p,W (9)
dove:
Q p,W è il fabbisogno di energia primaria per acqua calda sanitaria calcolato secondo la (6);
Q h,W è il fabbisogno di energia termica utile per acqua calda sanitaria.

6.5.3 Rendimento globale medio stagionale


Il rendimento globale medio stagionale globale (riscaldamento e produzione di acqua
calda sanitaria) η g,H,W è dato da:
η g,H,W = (Q h + Q h,W)/Q p,H,W (10)
dove:
Q p,H,W è il fabbisogno complessivo di energia primaria per riscaldamento ed acqua
calda sanitaria calcolato secondo la (6);
Qh è il fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento;
Q h,W è il fabbisogno di energia termica utile per acqua calda sanitaria.

6.6 Rendimenti e perdite dei sottosistemi degli impianti di riscaldamento

6.6.1 Sottosistema di emissione


La determinazione delle perdite di emissione è notevolmente influenzata dalle
caratteristiche del locale e, in modo particolare dalla sua altezza. I prospetti seguenti
forniscono valori di rendimento di emissione nei due casi: locali di altezza non maggiore
di 4 m e grandi ambienti di altezza compresa tra 4 m e 14 m.

6.6.1.1 Locali di altezza minore di 4 m


Nel caso di locali di altezza minore di 4 m, i valori del rendimento di emissione per varie
tipologie di unità terminali sono riportati nel prospetto 17.

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prospetto 17 Rendimenti di emissione (η e) in locali di altezza minore di 4 m

Tipo di terminale di erogazione Carico termico medio annuo W/m3 a)

<4 4-10 >10

ηe
Radiatori su parete esterna isolata (*) 0,95 0,94 0,92
Radiatori su parete interna 0,96 0,95 0,92
Ventilconvettori (**) valori riferiti a t media acqua = 45 °C 0,96 0,95 0,94
Termoconvettori 0,94 0,93 0,92
Bocchette in sistemi ad aria calda (***) 0,94 0,92 0,90
Pannelli isolati annegato a pavimento 0,99 0,98 0,97
Pannelli annegati a pavimento (****) 0,98 0,96 0,94
Pannelli annegati a soffitto 0,97 0,95 0,93
Pannelli a parete 0,97 0,95 0,93
a) Il carico termico medio annuo, espresso in W/m3 è ottenuto dividendo il fabbisogno annuo di energia termica utile
espresso in Wh, calcolato secondo la UNI EN ISO 13790, per il tempo convenzionale di esercizio dei terminali di
emissione, espresso in ore, e per il volume lordo riscaldato del locale o della zona espresso in metri cubi.
*) Il rendimento indicato è riferito ad una temperatura di mandata dell'acqua di 85 °C.
Per parete riflettente, si incrementa il rendimento di 0,01.
In presenza di parete esterna non isolata (U > 0,8 W/m2 K) si riduce il rendimento di 0,04.
Per temperatura di mandata dell'acqua ≤65 °C si incrementa il rendimento di 0,03.
**) I consumi elettrici non sono considerati e devono essere calcolati separatamente.
***) Per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento ad aria calda i valori si riferiscono a impianti con:
- griglie di ripresa dell'aria posizionate ad un'altezza non maggiore di 2,00 m rispetto al livello del pavimento;
- bocchette o diffusori correttamente dimensionati in relazione alla portata e alle caratteristiche del locale;
- corrette condizioni di funzionamento (generatore di taglia adeguata, corretto dimensionamento della portata di
aspirazione;
- buona tenuta all'aria dell'involucro e della copertura.
(****) I dati forniti non tengono conto delle perdite di calore non recuperate dal pavimento verso il terreno; queste perdite
devono essere calcolate separatamente ed utilizzate per adeguare il valore del rendimento.

6.6.1.2 Locali di altezza maggiore di 4 m


Per ambienti riscaldati di altezza maggiore di 4 m, i rendimenti di emissione dipendono non
solo dal carico termico medio annuale, ma sono fortemente influenzati dalla tipologia e dalle
caratteristiche dei componenti, dalle modalità di installazione e dalle caratteristiche stesse
dell'edificio.
Il prospetto 18 fornisce valori del rendimento di emissione per le tipologie di terminali di
erogazione utilizzati nei locali di altezza maggiore di 4 m.
I valori del prospetto 18 si riferiscono a installazione a perfetta regola d'arte. Qualora
sussistano dubbi al riguardo, si deve ricorrere ai metodi forniti dalla norme pertinenti (per
esempio UNI EN 15316-2-1), con o senza contestuali misure in campo. A titolo indicativo
si riportano nel prospetto 19 le condizioni di corretta installazione.

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10)

prospetto 18 Rendimenti di emissione (η e) in locali di altezza maggiore di 4 m10)

Descrizione Carico termico (W/m3)

<4 4 - 10 >10

Altezza del locale

6 10 14 6 10 14 6 10 14
Generatore d'aria calda singolo a 0,97 0,96 0,95 0,95 0,94 0,93 0,93 0,92 0,91
basamento o pensile
Aerotermi ad acqua 0,96 0,95 0,94 0,94 0,93 0,92 0,92 0,91 0,90
Generatore d'aria calda singolo pensile 0,98 0,97 0,96 0,96 0,95 0,94 0,94 0,93 0,92
a condensazione
Strisce radianti ad acqua, a vapore, a 0,99 0,98 0,97 0,97 0,97 0,96 0,96 0,96 0,95
fuoco diretto
Riscaldatori ad infrarossi 0,98 0,97 0,96 0,96 0,96 0,95 0,95 0,95 0,94
*)
Pannelli a pavimento annegati 0,98 0,97 0,96 0,96 0,96 0,95 0,95 0,95 0,95
Pannelli a pavimento (isolati) 0,99 0,98 0,97 0,97 0,97 0,96 0,96 0,96 0,95
* I dati forniti non tengono conto delle perdite di calore non recuperate dal pavimento verso il terreno; queste perdite
devono essere calcolate separatamente ed utilizzate per adeguare il valore del rendimento.

prospetto 19 Condizioni di corretta installazione (emissione in locali di altezza maggiore di 4 m)

Tipologia di sistema Condizioni di corretta installazione


Generatori aria calda - salto termico <30 °C in condizioni di progetto;
- regolazione modulante o alta bassa fiamma, con ventilatore funzionante in continuo;
- generatori pensili installati ad un'altezza non maggiore di 4 m;
- per impianti canalizzati, bocchette di ripresa dell'aria in posizione non maggiore di 1 m
rispetto al livello del pavimento;
- buona tenuta all'aria dell'involucro e della copertura (in particolare) dello spazio
riscaldato.
Strisce radianti - apparecchi rispondenti alla UNI EN 14037;
- buona tenuta all'aria dell'involucro e della copertura (in particolare) dello spazio
riscaldato.
Pannelli radianti - sistemi dimensionati e installati secondo la UNI EN 1264-3 UNI EN 1264-4.

10) L'ottimizzazione del rendimento di emissione negli impianti di riscaldamento ad acqua calda è determinata, oltre che
dalla scelta, dal posizionamento e più in generale dalla installazione delle unità terminali e dalla temperatura media di
esercizio.
Le norme armonizzate della serie UNI EN 442 riguardanti i radiatori e termoconvettori, le norme armonizzate della serie
UNI EN 14037 riguardante le strisce radianti prefabbricate montate a soffitto e le norme della serie UNI EN 1264
riguardanti i sistemi ed i componenti di riscaldamento a pavimento, forniscono tutte le indicazioni necessarie per la
determinazione della potenza termica nominale e della potenza termica nelle diverse condizioni di impiego (curva
caratteristica).
Una valutazione cautelativa dei carichi termici di progetto determina un sovradimensionamento del sottosistema di
emissione. In questi casi, in base alla curva di emissione, si può definire in sede di esercizio una temperatura media
dell'acqua minore di quella di progetto.
Sussistono, tuttavia, in molti impianti disomogeneità, dovute a squilibri nel dimensionamento delle unità terminali nei vari
ambienti, dovuti anche ad una non corretta valutazione degli apporti di calore esterni ed interni. Tali squilibri possono
essere corretti con opportune integrazioni e con l'adozione di dispositivi di regolazione ambiente o di zona.
Nel caso di sistemi ad aria calda le bocchette di immissione si considerano unità terminali prive di fabbisogni elettrici. Tali
fabbisogni vengono considerati nel sottosistema distribuzione e/o nel sottosistema produzione, a seconda della
configurazione del sistema.

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In mancanza delle condizioni sopra elencate il rendimento di emissione deve essere


calcolato11).
La presenza di destratificatori, utili nel caso di carichi termici elevati ed ambienti alti, può
migliorare il rendimento di emissione di alcuni punti.
Le perdite di emissione si calcolano in base ai valori di rendimento dei prospetti con la
formula:
1–η
Q l,e = Q ' h × --------------e- [Wh] (11)
ηe

6.6.2 Sottosistema di regolazione


I rendimenti di regolazione per varie tipologie di regolatori associati a diverse tipologie di
terminali di erogazione sono riportati nel prospetto 20.
La sola regolazione centrale, per esempio con compensazione climatica, non è sufficiente
per garantire un elevato rendimento di regolazione, in quanto non consente un
soddisfacente recupero degli apporti gratuiti. Il modello del prospetto è basato su una
quota fissa di riferimento di perdita degli apporti gratuiti, che presuppone una regolazione
in funzione del locale più sfavorito. Tuttavia, si deve considerare che, mediante frequenti
interventi nell'esercizio dell'impianto è possibile migliorare il rendimento risultante dal
prospetto 20, mediando tra locali più favoriti e locali più sfavoriti. Di ciò si può tener conto
nelle valutazioni in condizioni effettive di utilizzo (A3).
I fabbisogni di energia primaria calcolati con il valore del prospetto 20 possono quindi
risultare maggiori dei consumi effettivi conseguenti ad un innalzamento del rendimento di
regolazione.
- Per valutazioni di progetto (A1) e standard (A.2) si deve assumere il valore di
rendimento derivante dal prospetto.
- Per valutazioni in condizioni effettive di utilizzo (A3) si possono assumere valori con
coefficienti di recupero diversi, che tengano conto delle effettive condizioni di
esercizio.

11) Ai fini della determinazione in campo del rendimento di emissione in locali di altezza maggiore di 4 m, si può procedere
come segue:
- dividere lo spazio riscaldato in strisce orizzontali di medesima altezza;
- misurare la temperatura dell'aria ambiente al centro di ogni striscia;
- utilizzare la procedura riportata nella UNI EN ISO 13790 per il calcolo dell'energia dispersa da ogni singola striscia
alla temperatura reale rilevata e sommare i contributi delle singole strisce per ottenere la perdita totale Q ha dello
spazio riscaldato nelle condizioni reali.
Utilizzando la medesima procedura di cui al punto precedente calcolare l'energia dispersa Q ht per trasmissione dello
spazio riscaldato ad una temperatura uniforme di 20 °C.
Il rapporto Q ht / Q ha fornisce il valore del rendimento di emissione per quella particolare condizione.

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12)

prospetto 20 Rendimenti (η rg) di regolazione12)

Tipo di regolazione Caratteristiche Sistemi a bassa Sistemi ad elevata inerzia termica


inerzia termica

Radiatori, convettori, Pannelli integrati nelle Pannelli annegati nelle


ventilconvettori, strutture edilizie e strutture edilizie e non
strisceradianti ed aria disaccoppiati disaccoppiati
calda termicamente termicamente
Solo Climatica (compensazione con sonda 1 - (0,6 η u γ ) 0,98 - (0,6 η u γ ) 0,94 - (0,6 η u γ )
esterna)
Solo ambiente con 0n off 0,94 0,92 0,88
regolatore
PI o PID 0,99 0,97 0,93
P banda prop. 0,5 °C 0,98 0,96 0,92
P banda prop. 1 °C 0,97 0,95 0,91
P banda prop. 2 °C 0,95 0,93 0,89
Climatica + ambiente 0n off 0,97 0,95 0,93
con regolatore
PI o PID 0,995 0,99 0,97
P banda prop. 0,5 °C 0,99 0,98 0,96
P banda prop. 1 °C 0,98 0,97 0,95
P banda prop. 2 °C 0,97 0,96 0,94
Solo zona con 0n off 0,93 0,91 0,87
regolatore
PI o PID 0,995 0,99 0,97
P banda prop. 0,5 °C 0,99 0,98 0,96
P banda prop. 1 °C 0,98 0,97 0,95
P banda prop. 2 °C 0,94 0,92 0,88
Climatica + zona con 0n off 0,96 0,94 0,92
regolatore
PI o PID 0,995 0,98 0,96
P banda prop. 0,5 °C 0,98 0,97 0,95
P banda prop. 1 °C 0,97 0,96 0,94
P banda prop. 2 °C 0,96 0,95 0,93
Nota γ rapporto apporti/perdite.
η u fattore di utilizzo degli apporti definito nella UNI/TS 11300-1.

Le perdite del sottosistema di regolazione si calcolano con la formula seguente:


1 – η rg
Q l,rg = (Q ' h + Q l,e ) × ---------------- [Wh] (12)
η rg

6.6.3 Sottosistema di distribuzione


La determinazione delle perdite di distribuzione può essere effettuata:
(1) mediante il ricorso a dati precalcolati ricavati da prospetti in base alle principali
caratteristiche del sottosistema (prospetto 21);
(2) mediante il metodo descritto nell'appendice A;
(3) mediante metodi analitici descritti nelle norme pertinenti.
Nel caso di valutazioni energetiche di progetto deve essere effettuato il calcolo delle
perdite di distribuzione con i metodi (2) o (3).
Qualora si utilizzino i dati di rendimento del prospetto 21 non si prevedono recuperi
termici delle pompe di distribuzione.
12) Nel caso di regolazione manuale (termostato di caldaia), ai soli fini di valutazione dei miglioramenti dell'efficienza
energetica, si possono utilizzare i valori della regolazione "Solo climatica" con una penalizzazione di 5 punti percentuali.

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6.6.3.1 Uso dei valori di rendimento ricavati dai prospetti


Qualora, nel caso di edifici esistenti, non possano essere resi disponibili in alcun modo dati
costruttivi della rete di distribuzione, si possono utilizzare i rendimenti del prospetto 21. In
questo caso, tutte le perdite recuperabili si devono considerare non recuperate, ossia la
quota di recupero viene posta uguale a zero.
Nel caso di impianti con fluido termovettore aria calda, il calcolo delle perdite deve essere
effettuato in ogni caso utilizzando metodi di calcolo analitici.
Qualora vengano utilizzati i valori del prospetto 21, le perdite di distribuzione si calcolano
con la formula seguente:
1 – ηd
Q l,d = Q hr × --------------- [Wh] (13)
ηd

prospetto 21a Rendimento di distribuzione

IMPIANTI AUTONOMI

Isolamento distribuzione

Legge 10/91 Discreto Medio Insufficiente


Periodo di Periodo di Periodo di Periodo di
realizzazione realizzazione realizzazione realizzazione
dopo il 1993 1993-1977 1976-1961 prima del 1961
0,990 0,980 0,969 0,958

prospetto 21b Rendimento di distribuzione

IMPIANTI CENTRALIZZATI A DISTRIBUZIONE ORIZZONTALE

Altezza Isolamento distribuzione


edificio
Legge 10/91 Discreto Medio Insufficiente
Periodo di Periodo di Periodo di Periodo di
realizzazione realizzazione realizzazione realizzazione
dopo il 1993 1993-1977 1976-1961 prima del
1961
Fino a 3 piani 0,980 0,969 0,958 0,947
Oltre 3 piani 0,990 0,980 0,969 0,958

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prospetto 21c Rendimento di distribuzione

IMPIANTI CENTRALIZZATI CON MONTANTI DI DISTRIBUZIONE

Tipo di distribuzione Altezza edificio Isolamento distribuzione nel cantinato secondo


legge 10/91
Periodo di realizzazione dopo il 1993
Montanti in traccia nei paramenti interni. 1 piano 0,936
Isolamento secondo legge 10/91 2 piani 0,947
Periodo di costruzione: dopo il 1993 3 piani 0,958
4 piani 0,969
5 piani e più 0,98
Particolare

prospetto 21d Rendimento di distribuzione

IMPIANTI CENTRALIZZATI CON MONTANTI DI DISTRIBUZIONE

Tipo di distribuzione Altezza edificio Isolamento distribuzione nel cantinato

Legge 10/91 Discreto Medio Insufficiente


Periodo di Periodo di Periodo di Periodo di
realizzazione realizzazione realizzazione realizzazione
dopo il 1993 1993-1977 1976-1961 prima del
1961
Montanti in traccia nei paramenti interni o 1 piano 0,908 0,880 0,868 0,856
nell'intercapedine - Isolamento leggero 2 piani 0,925 0,913 0,901 0,889
Periodo di costruzione: 1993-1977 3 piani 0,939 0,927 0,917 0,904
4 piani 0,949 0,938 0,927 0,915
5 piani e più 0,955 0,943 0,934 0,922
Particolare

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prospetto 21e Rendimento di distribuzione

IMPIANTI CENTRALIZZATI CON MONTANTI DI DISTRIBUZIONE

Tipo di distribuzione Altezza edificio Isolamento distribuzione nel cantinato

Legge 10/91 Discreto Medio Insufficiente


Periodo di Periodo di Periodo di Periodo di
realizzazione realizzazione realizzazione realizzazione
dopo il 1993 1993-1977 1976-1961 prima del
1961
Montanti correnti nell'intercapedine. 1 piano 0,901 0,876 0,851 0,824
Senza isolamento 2 piani 0,913 0,925 0,901 0,876
Periodo di costruzione: prima del 1976 3 piani 0,925 0,936 0,913 0,889
4 piani 0,936 0,936 0,913 0,901
5 piani e più 0,947 0,947 0,925 0,913
Particolare

I valori dei prospetti si riferiscono a distribuzione con temperatura variabile, con temperature
di mandata e ritorno di progetto di 80 °C/60 °C.
Per temperature di progetto differenti si applicano i coefficienti di correzione dei rendimenti
del prospetto seguente.

prospetto 22 Fattori di correzione

Temperature di mandata e ritorno di progetto Coefficiente di correzione Tipologia dell'impianto


70/55 1 - (1- η ) × 0,85 Impianto a radiatori a temperatura variabile
55/45 1 - (1- η ) × 0,60 Impianto a ventilconvettori
30/35 1 - (1- η ) × 0,25 Impianto a pannelli

6.6.4 Sottosistema di accumulo


Qualora l'impianto di riscaldamento sia dotato di accumulo, le perdite si calcolano
secondo la formula (31).

6.6.5 Sottosistema di generazione


Il sottosistema di generazione può essere destinato a fornire calore anche a utenze
diverse dal riscaldamento, e, in particolare, per la produzione di acqua calda sanitaria.
In tal caso, detto Q p,H il fabbisogno per il riscaldamento, l'energia termica totale che deve
essere fornita dal sottosistema di generazione è:
Q p,H,W = Q p,H + Q p,W [Wh] (14)
dove:
Q p,H è il fabbisogno per riscaldamento;
Q p,W è il fabbisogno per la produzione di acqua calda sanitaria.

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Le perdite di generazione dipendono non solo dalle caratteristiche del generatore di


calore, ma sono fortemente influenzate anche dalle modalità di inserimento del
generatore nell'impianto e, in particolare, dal suo dimensionamento rispetto al fabbisogno
dell'edificio, dalle modalità di installazione e dalla temperatura dell'acqua (media e/o di
ritorno al generatore) nelle condizioni di esercizio (medie mensili).
Il rendimento medio stagionale di produzione differisce quindi dai rendimenti a pieno
carico ed a carico parziale ottenuti con prove di laboratorio secondo le norme di
riferimento.
La presente specifica tecnica prevede la determinazione del rendimento di generazione:
(1) mediante prospetti contenenti valori precalcolati per le tipologie più comuni di
generatori di calore in base al dimensionamento e alle condizioni d'installazione;
(2) mediante metodi di calcolo.
I valori precalcolati dei prospetti di cui al punto (1) evidenziano le forti variazioni di
rendimento determinate dal dimensionamento del generatore e dalle condizioni
d'installazione e di esercizio indicate nei prospetti. La valutazione del rendimento di
generazione in condizioni diverse da quelle indicate nei prospetti richiede il ricorso al
calcolo, secondo l'appendice B.
Nell'appendice B sono riportati i due metodi utilizzabili per il calcolo delle perdite di
generazione:
- metodo di calcolo basato sui rendimenti dichiarati ai sensi della Direttiva 92/42/CEE,
con opportune correzioni in relazione alle condizioni di funzionamento;
- metodo di calcolo analitico.
In caso di valutazioni di progetto (A1) e standard (A2), si possono utilizzare i valori del
prospetto 23 solo quando la tipologia del generatore e le condizioni al contorno
corrispondano a quelle dei prospetti. In caso diverso si deve ricorrere al calcolo mediante
i metodi specificati.
Per valutazioni in condizioni effettive di utilizzo (A3) si deve effettuare in ogni caso il calcolo.
I valori del prospetto 23 sono calcolati con il metodo analitico, assumendo valori medi dei
parametri d'ingresso, per quanto attiene, sia la potenza termica nominale e le caratteristiche
dei generatori, sia le condizioni d'installazione. Tali valori possono risultare cautelativi.
Nella relazione di calcolo deve essere indicato il metodo utilizzato.
Qualora vengano utilizzati i valori del prospetto 23, le perdite di generazione si calcolano
con la formula seguente:
1 – η gn
Q l,gn = ( Q hr + Q l,d ) × ----------------- [Wh] (15)
η gn

6.6.5.1 Rendimenti di generazione precalcolati


La lettura dei prospetti seguenti deve essere fatta tenendo conto dei fattori di correzione
elencati nella legenda. Come già precisato, qualora non si identifichi la tipologia del
generatore tra quelle dei prospetti o quando le condizioni al contorno non siano comprese
tra quelle indicate, si deve ricorrere al calcolo.
Legenda dei fattori di correzione:
F1 rapporto fra la potenza del generatore installato e la potenza di progetto richiesta.
Per generatori modulanti, F1 si determina con riferimento alla potenza minima
regolata;
F2 installazione all'esterno;
F3 camino di altezza maggiore di 10 m;
F4 temperatura media di caldaia maggiore di 65 °C in condizioni di progetto;
F5 generatore monostadio;
F6 camino di altezza maggiore di 10 m in assenza di chiusura dell'aria comburente
all'arresto (non applicabile ai premiscelati);
F7 temperatura di ritorno in caldaia nel mese più freddo.

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prospetto 23a Generatori di calore atmosferici tipo B classificati ** (2 stelle)

Valore di base F1 F2 F3 F4

1 2 4
90 0 -2 -6 -9 -2 -2
Nota Per generatori antecedenti al 1996 valore di base 84.
Per generatori classificati * (1 stella) valore di base 88.
Nota Valore di base riferito a: caldaia a due stelle, sovradimensionamento 1 riferito al minimo di modulazione,
installazione all'interno, camino alto meno di 10 m, temperatura di mandata in condizioni di progetto <65 °C.

prospetto 23b Generatori di calore a camera stagna tipo C per impianti autonomi classificati *** (3 stelle)

Valore di base F1 F2 F4

1 2 4
93 0 -2 -5 -4 -1
Nota Valore di base riferito a: caldaia a tre stelle, sovradimensionamento 1 riferito al minimo di modulazione, installazione
all'interno, camino alto meno di 10 m, temperatura di mandata in condizioni di progetto <65 °C.

prospetto 23c Generatori di calore a gas o gasolio, bruciatore ad aria soffiata o premiscelati, modulanti, classificati
** (2 stelle)

Valore di F1 F2 F4 F5 F6
base
1 1,25 1,5
90 0 -1 -2 -1 -1 -1 -2
Nota Per generatori antecedenti al 1996 valore di base 86.
Per generatori classificati * (1 stella) valore di base 88.
Nota Valore di base riferito a: caldaia a due stelle, sovradimensionamento 1 riferito alla potenza nominale, installazione in
centrale termica, chiusura aria comburente all'arresto (o bruciatore a premiscelazione totale), temperatura di
mandata in condizioni di progetto <65 °C.

prospetto 23d Generatori di calore a gas a condensazione **** (4 stelle)

ΔT fumi - Valore di F1 F2 F5 F7
acqua ritorno base
a Pn 1 1,25 1,5 40 50 60 >60
<12 °C 104 0 0 0 -1 -3 0 -4 -6 -7
da 12 °C fino 101 0 0 0 -1 -3 0 -2 -3 -4
a 24 °C
>24 °C 99 0 0 0 -1 -2 0 -1 -2 -3
Nota Valori di base riferito a: caldaia a quattro stelle, regolazione modulante su aria e gas, sovradimensionamento 1
riferito alla potenza nominale, installazione in centrale termica, chiusura aria comburente all'arresto (o bruciatore a
premiscelazione totale), ΔT finale acqua ritorno/fumi per classi <12, da 12 fino a 24, oltre 24 °C a potenza
nominale.

Nel caso di installazione di caldaie a condensazione con accumulo in esterno, il fattore di


correzione F2 è pari a -3.

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prospetto 23e Generatori di aria calda a gas o gasolio con bruciatore ad aria soffiata o premiscelato, funziona-
mento on-off. Generatori di aria calda a gas a camera stagna con ventilatore nel circuito di combu-
stione di tipo B o C, funzionamento on-off

Valore di basea) F1 F2

1 1,3 1,5
90 0 0 0 -3
a) Il valore base di rendimento non cambia in funzione dal valore F1 perché con generatore fermo il bruciatore è
spento e lo scambiatore del generatore è a temperatura ambiente.

6.6.5.2 Rendimenti convenzionali di generatori di aria calda


In assenza di dati più precisi, i valori convenzionali del rendimento dei generatori ad aria
calda sono riportati nel prospetto 24.

prospetto 24 Rendimenti convenzionali dei generatori ad aria calda

Tipo di generatore Valore di base Riduzione per


% installazione
all'esterno
Generatori di aria calda a gas o gasolio con bruciatore ad aria soffiata 90 3
o premiscelato, funzionamento on-off.
Generatori di aria calda a gas a camera stagna con ventilatore nel
circuito di combustione di tipo B o C, funzionamento on-off.
Generatori di aria calda a gas o gasolio, bruciatore ad aria soffiata o 93 2
premiscelato, funzionamento bistadio o modulante.
Generatori di aria calda a camera stagna con ventilatore nel circuito di
combustione installato in versione di tipo B o C, bistadio o modulazione
aria gas.
Generatori di aria calda a gas a condensazione regolazione modulante 100 1
aria gas.

6.6.6 Rendimento di un sottosistema


Quando, come per esempio per ristrutturazioni parziali dell'impianto termico, risulti
necessario valutare i rendimenti di un sottosistema si procede come di seguito descritto.
Il rendimento globale medio stagionale globale di un sottosistema η X,y, ad eccezione del
sottosistema di generazione è dato da:
Q
η X,y = ------------------------------------------------------
X,y,out
- (16)
Q X,y,in + f p,el × Q X,y,aux
dove:
Q X,y,out è l’energia termica utile fornita in uscita dal sottosistema y per il servizio X (per
esempio, per il sottosistema di distribuzione del riscaldamento Q H,d,out);
Q X,y,in è l’energia termica utile richiesta in ingresso dal sottosistema;
f p,el è il fattore di conversione in energia primaria dell'energia ausiliaria elettrica;
Q X,y,aux è l’energia elettrica degli ausiliari del sottosistema y per il servizio X.
Il rendimento medio globale del sottosistema di generazione con combustibili fossili è
dato da:
Q
η X,y = ---------------------------------------------------------
X,gn,out
- (17)
Q X,gn,in + f p,el × Q X,y,aux
dove:
Q X,gn,in è l’energia termica fornita dal combustibile.

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6.7 Fabbisogno di energia elettrica dei sottosistemi degli impianti di riscaldamento


Il fabbisogno di energia elettrica di un impianto di riscaldamento è espresso da:
Q H,aux = Q aux,e+ Q aux,d + Q aux,gn [Wh/periodo considerato] (18)
dove:
Q H,aux è il fabbisogno totale di energia elettrica degli ausiliari;
Q aux,e è il fabbisogno totale di energia elettrica degli ausiliari del sottosistema di
emissione;
Q aux,d è il fabbisogno totale di energia elettrica degli ausiliari del sottosistema di
distribuzione;
Q aux,gn è il fabbisogno totale di energia elettrica degli ausiliari del sottosistema di
produzione.
Il fabbisogno è espresso in Wh per stagione di riscaldamento (per mese, per anno) per un
determinato edificio. Il fabbisogno viene espresso come:
• energia elettrica;
• corrispondente energia primaria determinata con il relativo fattore di conversione.
Il fabbisogno di energia elettrica degli ausiliari può essere determinato:
(i) in sede di progettazione dell'impianto;
(ii) con misure sull'impianto;
(iii) con metodi di calcolo basati su parametri di riferimento.
Nel caso (i) il fabbisogno Q H,aux viene calcolato in base ai dati di progetto dell'impianto, ai
dati dei componenti e alle modalità di regolazione, gestione ed esercizio previste.
Sull'impianto, una volta effettuate le necessarie tarature e regolazioni, si raccomanda di
effettuare, in sede di collaudo misure di potenza elettrica dei singoli componenti per
ottenere dati di verifica del fabbisogno calcolato in sede di progettazione (ii).
Su impianti esistenti, o, comunque per valutazioni di carattere generale o statistiche, è
possibile ricorrere a misure sull'impianto (ii) oppure a procedure di calcolo basate su una
serie di dati caratteristici dell'edificio e dell'impianto (iii). I valori ottenuti con tali procedure
si devono considerare, anche se rappresentativi di situazioni reali, dati convenzionali
unificati, sulla base dei quali è possibile assegnare valori di consumo elettrico e di energia
primaria agli edifici e confrontare le prestazioni di edifici diversi.

6.7.1 Sottosistema di emissione


I fabbisogni elettrici dei terminali di erogazione del calore sono riportati nel prospetto 25,
in funzione della diversa tipologia.

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prospetto 25 Fabbisogni elettrici dei terminali di erogazione del calore

Categoria di terminali Tipologie Fabbisogni elettrici unitari


Terminali privi di ventilatore con Radiatori, convettori, strisce radianti, Nulli
emissione del calore per convezione pannelli isolati dalle strutture ed
naturale ed irraggiamento annegati nelle strutture
Terminali di erogazione per Bocchette e diffusori in genere Si considerano compresi nella
immissione di aria calda distribuzione dell'aria
Terminali di erogazione ad acqua con Ventilconvettori, convettori ventilati, Portata d'aria Potenza elettrica(*)
ventilatore a bordo (emissione apparecchi in genere con ventilatore m3/h W
prevalente per convezione forzata) ausiliario
Fino a 200 m3/h 40
3
Da 200 a 400 m /h 50
3
Da 400 a 600 m /h 60
Generatori d'aria calda non Generatori pensili - Generatori a 1 500 90
canalizzati(**) basamento - Roof top
2 500 170
3 000 250
4 000 350
6 000 700
8 000 900
(*) Valori di default da utilizzare in mancanza di dati forniti dal fabbricante.
(**) Nel caso di generatori canalizzati il fabbisogno di energia elettrica del ventilatore deve essere compreso nella
distribuzione.

Nel caso di terminali con ventilatore, il fabbisogno di energia elettrica nel periodo di tempo
considerato si calcola come segue:
- unità con il ventilatore sempre in funzione (generatori d'aria calda con regolazione
modulante):
Q aux,e = t gn × W vn [Wh] (19)
- unità con arresto del ventilatore al raggiungimento della temperatura prefissata (per
esempio ventiloconvettori):
Q aux,e = FC u × t gn × W vn [Wh] (20)
dove, per approssimazione, FC u si assume pari al fattore di carico utile del generatore,
come definito nella formula (B.2).
Tutti i consumi elettrici si considerano recuperati come energia termica utile in ambiente
(contributo già incluso nei prospetti del rendimento di emissione).

6.7.2 Regolazione
Non si considerano fabbisogni elettrici.

6.7.3 Distribuzione
Il fabbisogno di energia elettrica per la distribuzione del fluido termovettore Q PO,d con
elettropompe è dato da:
–3
Q PO,d = 10 × t PO × F v × W PO,d [Wh] (21)
L'energia termica recuperata si ottiene moltiplicando Q PO,d per un fattore pari a 0,85.
dove:
W PO,d è la potenza elettrica della pompa nelle condizioni di progetto [W];
t PO è il tempo convenzionale di attivazione della pompa e si assume pari a: [h]:
t PO = FC × t gn nel caso in cui è previsto l'arresto della pompa alla fermata
del generatore durante il tempo di attivazione dello stesso,
t PO = t gn nel caso in cui la pompa sia sempre in funzione durante il
tempo di attivazione del generatore;
Fv è un fattore che tiene conto della variazione di velocità della pompa
(prospetto 26).

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prospetto 26 Fattore F v

Tipo di funzionamento Fattore F v


Pompa a velocità costante 1
Pompa a velocità variabile 0,6

Si deve effettuare il calcolo per ciascuna pompa presente nella rete e sommare i
fabbisogni elettrici risultanti.
Gli impianti devono essere dotati di dispositivi per inibire il funzionamento delle pompe di
circolazione durante i periodi di non attivazione dell'impianto. Durante i periodi di fermata
stagionale degli impianti il funzionamento delle pompe deve essere inibito.
Sono presi in considerazione:
- dispositivi atti ad attivare le pompe per un tempo T×1 prima della partenza
programmata del generatore di calore e per un tempo T×2 dopo la fermata
programmata del generatore di calore. I tempi T×1 e T×2 sono compresi tra 30 min
e 60 min. L'arresto delle pompe dopo la fermata del generatore di calore può
avvenire anche al raggiungimento di una temperatura minima del circuito prefissata;
- dispositivi antigelo che consentano l'avvio del generatore di calore e delle pompe in
caso di abbassamento della temperatura oltre limiti di sicurezza.
Nel calcolo del fabbisogno di energia elettrica della distribuzione si ha, nel caso più
generale:

Q aux,d = Q aux,d,1 + ¦ Q aux,d,2 [kWh/anno] (22)

dove:
Q aux,d è il fabbisogno globale di energia elettrica;
Q aux,d,1 è il il fabbisogno della rete che comprende il generatore, o i generatori, di
calore;
¦ Qaux,d,2 è la somma dei fabbisogni delle reti di distribuzione delle varie zone.
Nel caso di impianti di riscaldamento ad aria calda con distribuzione canalizzata esterna
all'ambiente riscaldato, i suddetti fabbisogni sono quelli degli elettroventilatori.
Negli impianti con unica rete di distribuzione il termine ¦ Q aux,d,2 è uguale a zero e il
fabbisogno è relativo alla unica rete che comprende generatore di calore ed apparecchi
utilizzatori.
Negli impianti, comprendenti più reti, ai fini del calcolo secondo la presente specifica
tecnica, è necessario suddividere l'impianto nelle singole reti che lo compongono, qualora
esse siano dotate di propria elettropompa o elettroventilatore e calcolare il relativo
fabbisogno di energia elettrica.
Nel caso di impianti di nuova progettazione il calcolo dei fabbisogni elettrici si effettua in
base ai dati di progetto ed alle caratteristiche della pompa o del ventilatore dichiarate dal
costruttore (abachi combinati, punto di lavoro ed assorbimento elettrico).
Nel caso di impianti esistenti si devono reperire i dati di potenza elettrica delle pompe o
dei ventilatori. Quando necessiti un'esatta determinazione dei consumi elettrici della rete
di distribuzione, con ristretti margini di errore, si deve ricorrere a misure in campo.
Quando ciò non sia possibile si può ricorrere a stime basate sulle portate, prevalenze e
rendimenti delle pompe o dei ventilatori.
Nel caso di impianti con fluido termovettore acqua, la potenza elettrica della pompa è data da:
W PO,d = Φ idr/ PO (23)
dove:
W PO,d è la potenza elettrica assorbita dalla pompa [W];
Φ idr è la potenza idraulica richiesta calcolata [W];
η PO è il rendimento della pompa (valori di default sono riportati nel prospetto 27).

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La potenza idraulica Φ idr è:


Φ idr = ( ρ × V × H idr ) ⁄ 367,2 [W] (24)
dove:
ρ è la massa volumica del fluido [kg/dm3] assunta pari a 1;
V è la portata di acqua [dm3/h];
H idr è la prevalenza richiesta [m].

prospetto 27 Modelli per il calcolo di valori default dei rendimenti degli elettrocircolatori

Servizio Potenza idraulica Rendimento della pompa


Rete distribuzione riscaldamento Φ idr < 50 W Φ idr0,50 × 1 / 25,46
50 W > Φ idr < 250 W Φ idr0,26 × 1 / 10,52
250 W > Φ idr < 1 000 W Φ idr0,40 × 1 / 26,23

Per potenze idrauliche maggiori di 1 000 W, si considera un rendimento η PO pari a 0,60.


Nel caso di impianti con fluido termovettore aria, la potenza elettrica del ventilatore è data
da:
W Vn,d = Φ ae/η vn (25)
dove:
W Vn,d è la potenza elettrica assorbita dall'elettroventilatore [W];
Φ ae è la potenza aeraulica richiesta calcolata [W];
η vn è il rendimento dell'elettroventilatore, ottenuto per le condizioni di impiego dalla
curva caratteristica fornita dal produttore [-].
La potenza aeraulica Φ ae è:
Φ ae = (ρ × V × H )/100 [W] (26)
dove:
ρ è la massa volumica dell'aria [kg/m3];
V è la portata di aria [m3/s];
H è la pressione totale da ottenere [mm c.a.].
Qualora non siano disponibili dati di rendimento, si può ricorrere a misure elettriche in
campo.
In questo caso la potenza elettrica assorbita è:
W Vn,d = k × TV × I × cos φ [W] (27)
dove:
TV è la tensione V;
I è la corrente assorbita A;
k è pari a 1 nel caso di ventilatori con motore monofase;
k è pari a 1,73 nel caso di ventilatori con motore trifase.
Nell'impiegare il valore di potenza elettrica misurata, occorre tenere conto delle condizioni
di marcia dell'impianto nel momento della misura.

6.7.4 Generazione
Le potenze elettriche dei generatori di calore in produzione sono dichiarate dai costruttori
o, ai fini del calcolo del rendimento di generazione si devono calcolare con i dati di default
indicati nel punto B.2.8.

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6.8 Metodo di calcolo semplificato


Il metodo prevede il calcolo del fabbisogno di energia primaria Q h su base stagionale per
la climatizzazione invernale e del fabbisogno Q W per l'acqua calda sanitaria su base
annua. La somma dei due fabbisogni determina il fabbisogno annuo per riscaldamento e
acqua calda sanitaria dell'edificio.
Per quanto attiene il calcolo delle perdite d'impianto, ai fini del calcolo del fabbisogno di
energia primaria, il metodo è in accordo con quanto specificato nella presente specifica
tecnica, ma con le seguenti precisazioni:
(1) come per il fabbisogno Q h anche per l'impianto il periodo di calcolo è la stagione
legale di riscaldamento nella zona climatica considerata per quanto attiene la
climatizzazione invernale e l'anno per quanto attiene la produzione di acqua calda
sanitaria;
(2) si trascurano i recuperi Q W,lrh e si ha quindi Q 'h = Q h (equazione 1);
(3) si determinano le perdite di emissione e di regolazione con i dati dei prospetti della
presente specifica tecnica e il fabbisogno di energia in uscita dal sottosistema di
distribuzione Q d,out = Q h + perdite di emissione + perdite di regolazione;
(4) si determinano le perdite di distribuzione con i valori del prospetto 21 in relazione
alla tipologia della rete applicando i fattori di correzione per la temperatura media
della rete del prospetto 22 e si trascurano i recuperi di energia termica dagli ausiliari
elettrici della distribuzione (pompe di circolazione);
(5) si determina il fabbisogno in uscita dal generatore Q gn,out = Q d,out + perdite di
distribuzione. In assenza di accumulo si ha Q gn,out = Q d,IN;
(6) si calcola la potenza media stagionale Φ gn,avg come
Φ gn,avg = Q gn,out/t gn assumendo t gn = 24 × numero di giorni legali di riscaldamento;
(7) si calcola la potenza nominale richiesta al generatore di calore in base al fabbisogno
calcolato Φ gn = Φ gn,avg/FC clima dove FC clima13) è il fattore climatico di carico medio
stagionale della località considerata definito come rapporto la differenza di
temperatura media stagionale tra interno ed esterno e la differenza di temperatura
tra interno ed esterno di progetto;
(8) Si calcola il fattore di carico medio del generatore con l'equazione (B.2)
FC gn,u = Φ gn,avg/Φ Pn dove Φ Pn è la potenza termica utile nominale del
generatore installato;
(9) si determina il fattore di dimensionamento del generatore F1 = Φ Pn/Φ gn;
(10) si determinano le perdite di generazione in base al prospetto 23, al fattore F1 e agli
altri fattori relativi all'installazione del generatore;
(11) si calcola il fabbisogno stagionale di energia del generatore di calore sommando a
Q gn,out determinato in (5) le perdite di generazione determinate al (10);
(12) si calcola la potenza elettrica degli ausiliari del generatore di calore W gn,aux con
l'equazione (B.18) assumendo i valori del prospetto B.4;
(13) la potenza elettrica di eventuale pompa primaria W gn,PO,pr si assume pari a 100 W
(prospetto B.18);
(14) si calcola la potenza complessiva degli ausiliari elettrici W aux,t = W gn,aux + W gn,PO,pr;
(15) si calcola il fabbisogno di energia elettrica degli ausiliari con Q aux,t = FC u,gn × W aux,t × t gn;
(16) si determina il fabbisogno di energia primaria degli ausiliari con Q aux,p = f p,el × Q aux,t ;
(17) si determina il fabbisogno globale annuo per riscaldamento sommando al
fabbisogno calcolato al passo 10 il fabbisogno di energia primaria calcolato al
passo 16.

6.8.1 Esempio di calcolo con il metodo semplificato


Il prospetto 28 e il prospetto 29 contengono un esempio di calcolo con il metodo
semplificato del fabbisogno di energia primaria per riscaldamento (senza produzione di
acqua calda sanitaria).
13) In mancanza di tale dato si può assumere il valore 0,5.

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prospetto 28 Origine dati di ingresso

Dato di ingresso Origine


Periodo di riscaldamento 180 d
Zona climatica E
Fattore medio climatico F clima 0,55
Attivazione giornaliera 24 h
Numero di ore/stagione t gn 4 320
Tipo di generatore Generatore in acciaio con bruciatore a gas ad aria soffiata monostadio classificato **
(2 stelle)
Potenza termica utile del Dato dichiarato dal costruttore 180 kW
generatore a carico 100% Φ Pn
Fabbisogno Q h Calcolato secondo la UNI/TS 11300-1
262 256 kWh
Perdite di emissione Q l,e Rendimento di emissione: η e = 0,95
(prospetto 17 radiatori su parete interna)
Calcolo delle perdite: equazione (11)
Perdite di regolazione Q l,c Rendimento per regolazione: η c = 0,98
(prospetto 20 regolazione climatica + ambiente P = 1 °C)
Calcolo delle perdite: equazione (12)
Perdite di distribuzione Q l,d Rendimento di distribuzione: η d = 0,969
(prospetto 21b impianto centralizzato a distribuzione orizzontale - 3 piani -
isolamento discreto
Distribuzione 80 °C/60 °C - temperatura media 70 °C
Calcolo delle perdite: equazione (13)
Perdite di generazione Prospetto 23c
Generatore a gas con bruciatore ad aria soffiata (2 stelle)**
Rendimento di base 90%
Fattori di riduzione da prospetto 23c
Calcolo delle perdite: equazione (15)
Potenza elettrica degli ausiliari Potenze elettriche calcolate secondo equazione (B.18) e prospetto B.4
Energia elettrica equazione (B.15)
Non si considerano recuperi poiché le perdite sono precalcolate. Si considera
l'energia elettrica solo ai fini del calcolo del fabbisogno globale di energia primaria.

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prospetto 29 Esempio di calcolo del fabbisogno di energia primaria per riscaldamento

Voce di fabbisogno Simbolo Unità +/-/= Energia

Termica Elettrica
1. Fabbisogno ideale dell'edificio Qh kWh 262 256
2. Perdite recuperate dal sistema acs Q W,rh kWh Non si
considerano
recuperi
termici
3. Fabbisogno netto Q 'h kWh = 262 256
Sottosistema di emissione η e = 0,95 Calcolo delle perdite di emissione
Q l,e,H = [ ( 1 – η e ) ⁄ η e ] × Q ' h
0,0526 × 262 256 = 13 795 kWh
4. Perdite di emissione Q l,e kWh + 13 795
5. Fabbisogno di energia elettrica - non si considerano recuperi Q aux kWh -
termici
6. Fabbisogno emissione IN = 3 + 4 Q e,IN kWh = 276 051
Sottosistema di regolazione η c = 0,98 Calcolo delle perdite di regolazione
Q l,c = [ ( 1 – η c ) ⁄ η c ] × Q e,IN
[(1 - 0,98) / 0,98] × 276 051= 5 634 kWh
7. Perdite di regolazione Q l,c kWh + 5 634
8. Fabbisogno regolazione IN = 6 + 7 Q l,c,IN kWh = 281 685
9. Fabbisogno distribuzione OUT = 8 Q d,OUT kWh = 281 685
Sottosistema di distribuzione η d = 0,969 Calcolo delle perdite di regolazione
Q l,d = [ ( 1 – η d ) ⁄ η d ] × Q c
[(1 - 0,969)/0,969] × 281 710 = 9 012 kWh
10. Perdite di distribuzione Q l,d kWh + 9 012
11. Energia termica pompe distribuzione Q PO,d kWh -
Non si considerano recuperi termici
12. Fabbisogno distribuzione IN = 9 + 10 Q d,IN kWh = 290 722
13. Calcolo della potenza media richiesta alla generazione in base al fabbisogno Φ gn,avg = 290 722/(180 × 24) = 67,3 kW
12
14. Calcolo della potenza termica nominale corrispondente a 12 con fattore di Φ gn = Φ gn,avg/F clima = 67,3/0,55 = 122,4 kW
carico climatico
F clima = 0,55
15. Fattore F1 di dimensionamento del generatore F1 = Φ Pn/Φ gn = 180/122,4 = 1,47
16. Fattore di carico medio del generatore F u,gn = Φ gn,avg/Φ Pn = 67,3/180 = 0,374
Sottosistema generazione Calcolo delle perdite di generazione
Rendimento η gn di base 90% Q l,gn = [(1 - η gn)/η gn] × Q d,IN = (1 - 0,86)/0,86] × 290 722 =
F1 riduzione per sovradimensionamento - 2 47 327 kWh
F4 riduzione per temp. di caldaia >65 °C - 1
F5 riduzione per generatore monostadio - 1
Rendimento medio stagionale corretto 86%
16. Perdite di generazione Q l,gn kWh + 47 327
17. Energia termica da pompa primaria Q aux,pr kWh -
18. Fabbisogno gen. IN = 12 + 16 Q gn,IN kWh = 338 049

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prospetto 29 Esempio di calcolo del fabbisogno di energia primaria per riscaldamento (Continua)

Voce di fabbisogno Simbolo Unità +/-/= Energia

Termica Elettrica
Potenze elettriche e fabbisogno degli ausiliari
19. Potenza tot. degli ausiliari W aux,Pn W aux,Pn = G + H × Φ Pnn
(a potenza Φ Pn 100%) G = 0 H = 45 n = 0,48
W aux,Pn = 45 × 1800,48 = 544 W
20. Potenza della pompa primaria W gn,PO,pr W gn,PO,pr = 100 W
21. Potenza totale degli ausiliari W aux,t = W gn,aux + W gn,PO,pr
W aux,t = 544 + 100 = 644
21. Fabbisogno tot. di energia elett. Q aux Q aux = (W aux,Pn × t gn × F u,gn)/1 000 = (644 × 4 320 × 0,374)/1 000 = 1 049 kWh
Fabbisogno globale di energia primaria e rendimento medio annuo
22. Fabbisogno tot. di energia primaria Q = Q gn,IN + f p,el × Q gn,IN = 338 049 + 1 040 × 2,49 = 340 339 kWh
23. Rendimento medio annuo η g = Q h/Q = 262 256 / 340 639 = 0,77
Nota Si considera l'energia elettrica solo ai fini del calcolo del fabbisogno globale di energia primaria.

6.9 Rendimenti e perdite dei sottosistemi degli impianti di acqua calda sanitaria
Anche per i sottosistemi degli impianti di acqua calda sanitaria si forniscono i rendimenti
dai quali possono essere ricavate le corrispondenti perdite.

6.9.1 Perdite di erogazione


Si assume come valore di rendimento di erogazione η w,er il valore 0,95. Le perdite di
erogazione si considerano tutte non recuperabili.
Non si considerano fabbisogni di energia elettrica.
Le perdite di erogazione dell'acqua calda sanitaria Q l,W,er si calcolano con la formula:
1 – η W,er
Q l,W,er = Q h,W × ---------------------
- [Wh] (28)
η W,er
In caso di presenza di dispositivi in grado di erogare automaticamente acqua calda alla
temperatura prefissata e per il tempo prefissato, il valore delle perdite può essere ridotto
in base ai dati forniti dal produttore.

6.9.2 Perdita delle tubazioni di distribuzione dell'acqua calda sanitaria


In presenza di ricircolo, il calcolo delle perdite Q l,W,d si effettua in maniera dettagliata
come descritto nell'appendice A.
In assenza di ricircolo, si possono utilizzare i coefficienti di perdita f l,W,d del prospetto 30.
In questo caso risulta:
Q h,W
Q l,W,d = -----------
- × f l,W,d [Wh] (29)
η W,er
Le perdite recuperate sono date da:
Q lrh,W,d = f rh,W,d × Q l,W,d (30)
dove:
f rh,W,d è il coefficiente di recupero. Valori di default sono riportati nel prospetto 30.
Ai fini della presente specifica tecnica nel caso siano previste o installate pompe di
ricircolo si considerano solo i fabbisogni elettrici e non il relativo recupero termico.

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prospetto 30 Perdite e recuperi della distribuzione, nel caso di assenza di ricircolo

Tipologia del sistema Coefficiente di perdita Coefficiente di recupero


f l,W,d f rh,W,d
Sistemi installati prima dell'entrata in vigore della legge 373/76 0,12 0,5
Sistemi installati dopo l'entrata in vigore della legge 373/76 0,08 0,5

I coefficienti del prospetto consentono di determinare le perdite totali nel tempo in cui si ha
circolazione di acqua calda in rete.

6.9.3 Perdite di accumulo


L'impianto di acqua calda sanitaria può essere dotato di un serbatoio di accumulo. Il
serbatoio può essere all'interno del generatore di calore oppure all'esterno. In questo
secondo caso il serbatoio è collegato al generatore di calore mediante tubazioni e pompa
di circolazione.
Nel primo caso le perdite di accumulo sono comprese nelle perdite di produzione
dell'apparecchio.
Nel secondo caso si hanno:
- perdite del serbatoio
- perdite del circuito di collegamento generatore - serbatoio
Le perdite di accumulo Q l,W,s si calcolano in base alla entità e alle caratteristiche della
superficie disperdente dell'accumulatore e alla differenza tra la temperatura media della
superficie e la temperatura media dell'ambiente nel quale l'accumulatore è installato.
S
Q l,W,s = -----s- × ( θ s – θ a ) × t s × λ s [Wh] (31)
ds
dove:
S s è la superficie esterna dell'accumulo [m2];
ds è lo spessore dello strato isolante [m];
λs è la conduttività dello strato isolante [W/m × K];
ts è la durata del periodo considerato [h];
θs è la temperatura media nell'accumulo [°C];
θa è la temperatura ambiente del locale di installazione dell'accumulo [°C].
Qualora sia disponibile il valore della dispersione termica dell'apparecchio K boll [W/K]
dichiarato dal costruttore, le perdite sono calcolate con la formula seguente:
Q l,W,s = k boll × ( θ s – θ a ) × t s [Wh] (32)
Nel caso di apparecchi elettrici, il valore delle perdite nominali (statiche) è dichiarato dal
costruttore secondo la CEI EN 60379.
Nel caso in cui l'accumulatore sia installato in un ambiente riscaldato le perdite si
considerano tutte recuperate durante il periodo di riscaldamento. Si considerano invece
tutte non recuperabili durante il periodo nel quale il riscaldamento è inattivo (estivo). Le
perdite di accumulo recuperabili e non recuperabili si considerano presenti in tutto il
periodo di funzionamento prefissato del sistema.
Il fattore di recupero b g,w dipende dall'ubicazione dell'accumulatore.
Le perdite recuperate sono date da:
Q lrh,W,s = Q l,W,s × (1 - b g,W) [Wh] (33)
dove:
b g,W è pari a 0 se in ambiente riscaldato;
b g,W è pari a 1 se fuori dall'ambiente riscaldato.

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6.9.4 Perdite del circuito primario


Per le perdite del circuito di collegamento serbatoio - generatore di calore si considerano
i seguenti casi:
- Distanza tra serbatoio e generatore ≤5 m e tubazioni di collegamento isolate.
Le perdite per la distribuzione si considerano trascurabili.
- Distanza tra serbatoio e generatore ≤5 m e tubazioni di collegamento non isolate.
Le perdite per la distribuzione devono essere calcolate secondo il metodo riportato
nell'appendice A utilizzando appropriate temperature dell'acqua nel circuito primario.
- Distanza tra serbatoio e generatore >5 m. Utilizzare il metodo di calcolo dell'appendice A.
Le perdite recuperate si determinano in base all'equazione (30).

6.9.5 Perdite totali recuperate


Le perdite totali recuperate dal sistema acqua calda ai fini del riscaldamento degli
ambienti sono date da:
Q lrh,W, = Q lrh,W,d + Q lrh,W,s + Q lrh,W,pd [Wh] (34)
dove:
Q lrh,W,d sono le perdite recuperate dalla rete di distribuzione;
Q lrh,W,s sono le perdite recuperate dall'eventuale accumulo;
Q lrh,W,pd sono le perdite recuperate dal circuito primario.

6.9.6 Perdite di generazione


La produzione di acqua calda sanitaria può essere realizzata:
1) con impianto di produzione dedicato con proprio generatore di calore;
2) con impianto misto riscaldamento/acqua calda sanitaria;
3) con scaldaacqua autonomi.
Nel caso di produzione acqua calda sanitaria separata dal riscaldamento si hanno quindi
due casi:
a) impianto centralizzato di produzione di acqua calda sanitaria a servizio di più unità
immobiliari di un edificio;
b) impianto autonomo di produzione per singola unità immobiliare.
Nel caso di impianto misto si hanno altri due casi:
c) produzione combinata di energia termica per riscaldamento e di acqua calda per usi
igienico - sanitari con unico generatore che alimenta uno scambiatore con o senza
accumulo per la produzione di acqua calda sanitaria;
d) produzione con generatore combinato riscaldamento/acqua calda sanitaria.
Nel caso a), il calcolo del rendimento di generazione si effettua come specificato al punto
6.6.5 relativo al rendimento di generazione per impianto di riscaldamento.
Nel caso b) si considera il rendimento di generazione certificato del prodotto, ove
disponibile, oppure i dati del prospetto 31.
Nei casi c) e d) si calcola il rendimento di generazione suddividendo l'anno in due periodi:
(i) periodo di riscaldamento nel quale i fabbisogni per acqua calda sanitaria si
sommano ai fabbisogni di riscaldamento
(ii) periodo di sola produzione di acqua calda sanitaria nel quale il fattore di carico è
determinato dai soli fabbisogni per acqua calda sanitaria
Nel caso di generatori combinati per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria
per il periodo (ii) si possono utilizzare i dati certificati di prodotto, ove disponibili, oppure i
dati del prospetto 31.

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prospetto 31 Rendimenti convenzionali degli scaldaacqua con sorgente interna di calore

Tipo di apparecchio Versione Rendimento* Rendimento*


istantaneo stagionale
(%) (%)
Generatore a gas di tipo istantaneo per Tipo B con pilota permanente 75 45
sola produzione di acqua calda sanitaria
Tipo B senza pilota 85 77
Tipo C senza pilota 88 80
Generatore a gas ad accumulo per sola Tipo B con pilota permanente 75 40
produzione di acqua calda sanitaria
Tipo B senza pilota 85 72
Tipo C senza pilota 88 75
Bollitore elettrico ad accumulo - 95 75**
Bollitori ad accumulo a fuoco diretto A camera aperta 84 70
A condensazione 98 90
* I dati di rendimento riportati possono essere utilizzati in mancanza di dati forniti dal costruttore dell'apparecchio.
** Ai fini del calcolo dell'energia primaria, il fabbisogno di energia deve essere considerato tra i fabbisogni elettrici,
applicando il relativo fattore di conversione.
Nota I rendimenti forniti dal prospetto tengono già conto, per gli apparecchi ad accumulo, della perdita di accumulo,
valutata pari a circa il 10%.

6.10 Fabbisogno di energia primaria


Nel periodo di calcolo prefissato il fabbisogno di energia primaria Q p,W per la produzione
di acqua calda sanitaria è dato da:
Q p,W = Q c,W + Q aux,W × f p,el (35)
Nel caso di sistemi dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (oppure durante il
funzionamento estivo di sistemi combinati) il rendimento di generazione è dato da:
Q +Q +Q +Q
η W,gn = ---------------------------------------------------------------------------
h,W l,W,er l,W,d l,W,s
- (36)
Q p,W
Nel caso di sistemi dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (oppure durante il
funzionamento estivo di sistemi combinati) il rendimento globale del sistema acqua calda
sanitaria è dato da:
Q
η W,gn = -----------
h,W
- (37)
Q p,W
Nel caso di sistemi combinati il rendimento globale è dato da:
Q +Q
η H,W,gn = -----------------------------
h,H h,W
- (38)
Q p,H,W

6.11 Esempio di calcolo con metodo semplificato per i sistemi di produzione acqua calda
sanitaria
Ai fini del calcolo del fabbisogno per produzione di acqua calda sanitaria si considerano i
seguenti casi:
1) produzione di acqua calda sanitaria con sistema dedicato (scaldaacqua autonomo o
sistema centralizzato)
2) produzione con sistema combinato (generatore autonomo combinato o sistema
centralizzato combinato)
Il seguente prospetto 32 riguarda i sistemi definiti al punto 1). In questo caso il calcolo si
effettua per l'intero anno.
Nel caso 1) il calcolo si effettua per l'intero anno.
Nel caso 2) si considera l'anno diviso in due periodi:
- periodo di attivazione del riscaldamento;
- periodo di non attivazione del riscaldamento.

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In quest'ultimo caso, nei periodi di attivazione del riscaldamento, il fabbisogno per acqua
calda sanitaria si somma a quello del riscaldamento per lo stesso periodo e si prosegue il
calcolo secondo lo schema per solo riscaldamento, mentre nel periodo di non attivazione
del riscaldamento si effettua il calcolo per la sola produzione di acqua calda.
Il calcolo del prospetto 33 si riferisce alla valutazione dell’intero edificio di 40 appartamenti
con scaldaacqua autonomi a gas tipo C per appartamento installati all'interno.

prospetto 32 Dati di ingresso

Dato d'ingresso Origine


Fabbisogno giornaliero di acqua calda a 40° per prospetto 12
appartamento 1,6 × 80 = 128 l
Fabbisogno di energia termica utile per alloggio equazione (4)
Q h,W = 128 × 25 × 1,162 × 10-3 = 3,718 kWh/giorno
Fabbisogno complessivo di energia termica utile per 40 Q h,W = 40 × 3,718 = 148,72 kWh/giorno
appartamenti
Fabbisogno annuo Q h,W = 365 × 148,72 = 54 282,8 kWh/anno
Rendimento di erogazione η er,W = 0,95
Rendimento di distribuzione al netto delle perdite prospetto 30
recuperabili η d,W = 1- f l,W,d × f rh,W,d = 1 - 0,08 × 0,5 = 0,96
Rendimento di generazione prospetto 31
η gn,W = 0,80
generatore tipo C istantaneo senza pilota installato
all'interno

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prospetto 33 Esempio di calcolo del fabbisogno di energia primaria per acqua calda sanitaria

Voce di fabbisogno Simbolo Unità +/-/= Energia

a termica b elettrica
0. Fabbisogno di energia termica utile Q h,W kWh Valore base 54 283
Rendimento sottosistema di erogazione Calcolo delle perdite di erogazione Q l,er (1)
η er,W = 0,95 Q l,er = [(1 - η er)/η er] × Q h,W = 0,0 526 × 54 283 = 2 855 kWh
1. Perdite di erogazione Q l,er kWh + 2 855
2. Fabbisogno erogazione IN = 0 + 1 Q er kWh = 57 138
Rendimento sottosistema distribuzione Calcolo perdite di distribuzione Q l,d,W (3)
η d,W = 0,925 Q l,d,W = [(1 - η d,W)/η d,W] × Q er = 0,0417 × 57 138 = 2 383 kWh
3. Perdite di distribuzione Q l,d,W kWh + 2 383
4. Energia elettrica pompe distribuzione Q PO,d,W kWh - 0 0
5. Fabbisogno dist. IN = 2 + 3 Q d,W kWh = 59 521
Rendimento sottosistema generazione Calcolo perdite di generazione Q l,gn,W (6)
η gn,W = 0,80 Q l,gn,W = [(1 - η gn,W)/η gn,W] × Q d,W = 0,25 × 61 772 = 15 443 kWh
6. Perdite di generazione Q l,gn,W kWh + 15 443
7. Energia elettrica pompe primarie Q aux,gn,W kWh - 0 0
8. Fabbisogno gen. IN = 5 + 6 - 7a Q gn kWh = 74 964
Fabbisogno di energia elettrica
9. Fabbisogno bruciatore Q br,W kWh 0
10. Totale = 4b + 7b + 9b Q p,W kWh 0
11. Energia primaria equiv. Q p,W = Q aux,p,W × f p,el Q aux,p,W kWh = 0
Energia primaria equivalente
12. Totale energia primaria 9 + 12 Q p,W kWh 74 964
13. Rendimento medio globale Q h,W/Q p,W η g,W (-) 0,724

7 CONSUMI EFFETTIVI DI COMBUSTIBILE: METODI UNIFICATI DI RILIEVO E


DETERMINAZIONE
I consumi effettivi possono essere utilizzati come dato informativo di confronto per
comparazioni con i fabbisogni calcolati. Condizione essenziale per il confronto è che i dati
di consumo siano riferiti allo stesso periodo di tempo per il quale è stato effettuato il
calcolo dei fabbisogni e che la conversione delle quantità di combustibile consumato
espresse in volume o in peso siano correttamente effettuate con i valori standard
specificati nella presente specifica tecnica.
Ai fini dell'attribuzione dei consumi al sistema al quale si riferiscono, si considerano i
seguenti casi:
(i) sistemi dedicati per riscaldamento o dedicati per produzione acqua calda sanitaria
dotati di proprio misuratore o serbatoio per il rispettivo sistema;
(ii) sistemi promiscui dotati di unico misuratore o di unico serbatoio.

7.1 Sistemi con misuratore dedicato al solo riscaldamento o alla sola acqua calda sanitaria
In questo caso il consumo rilevato è attribuibile al solo riscaldamento o alla sola
produzione di acqua calda sanitaria si ha:
Co rilevato = Co [kWh] (39)

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7.2 Sistemi promiscui


Appartengono a questa categoria sistemi quali:
(i) sistemi dotati di unico generatore di calore per riscaldamento, produzione acqua
calda sanitaria e con unico misuratore per il generatore e per altri usi;
(ii) sistemi con generazione separata di energia termica per riscaldamento e di acqua
calda sanitaria, ma con unico misuratore per i generatori e per altri usi;
(iii) sistemi dedicati per riscaldamento con unico misuratore per il generatore per
riscaldamento e per altri usi;
(iv) sistemi dedicati per produzione acqua calda con unico misuratore per il generatore
di acqua calda sanitaria e per altri usi.
Nella sua espressione più generale, il consumo totale rilevato risulta quindi dalla somma
dei seguenti addendi:
i) nel periodo di attivazione del riscaldamento:
Co rilevato = Co h + Co W + Co cottura + Co altri [kWh] (40)
ii) nel periodo di inattività del riscaldamento:
Co rilevato = Co W + Co cottura + Co altri [kWh] (41)
Il valore di C cottura si calcola con i dati del prospetto 14.
Nel caso in cui si abbia C altri = 0, condizione valida per la maggioranza delle utenze, il
consumo relativo al riscaldamento si calcola deducendo dal consumo totale rilevato la
somma dei consumi per produzione acqua calda sanitaria e per usi di cottura.
I consumi giornalieri per produzione acqua calda sanitaria e per cottura si assumono
convenzionalmente costanti per tutto il periodo considerato e si ottengono quindi
proiettando il consumo del giorno tipo su tutto il periodo per il quale si attribuiscono i
consumi calcolati e i consumi rilevati.
Nel caso di sistemi promiscui riscaldamento/produzione acqua calda di potenza del
focolare minore di 35 kW, ai fini di una prima valutazione, si può procedere come segue:
1) calcolo dei fabbisogni di energia termica utile per la produzione acqua calda
sanitaria con i dati della presente specifica tecnica;
2) calcolo delle perdite di erogazione, distribuzione, accumulo con i valori di default
della presente specifica tecnica;
3) calcolo della somma dei fabbisogni delle perdite per determinare l'energia termica
utile che il sistema di produzione deve fornire;
4) determinazione del rendimento convenzionale secondo il prospetto 31;
5) attribuzione del consumo di gas al periodo dividendo il fabbisogno più le perdite (3)
per il rendimento convenzionale e per il potere calorifico del combustibile.
Si deve indicare in documenti che riportino valori così calcolati come essi sono stati
determinati.

7.3 Sistemi dotati di misuratore del combustibile

7.3.1 Generalità
Nel caso di sistemi alimentati con gas di rete e dotati di misuratori forniti e controllati dalla
società erogatrice, l'attribuzione del consumo di combustibile ad un periodo determinato
può essere effettuata:
i) indirettamente mediante i dati rilevabili dalle bollette di fornitura;
ii) mediante misure dirette.

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7.3.2 Attribuzione indiretta


Le bollette delle forniture di gas indicano le date nelle quali sono state effettuate le due
misure iniziale e finale in base alle quali viene attribuito il consumo nel periodo.
Tuttavia i momenti di lettura iniziale e finale sono determinati dal fornitore.
Sono valide le letture effettive, non quelle stimate.
Si possono avere tre casi:
a) lettura iniziale e lettura finale comprese entrambe nel periodo di riscaldamento
prefissato;
b) lettura iniziale e lettura finale entrambe fuori del periodo di riscaldamento prefissato;
c) una delle due letture, iniziale o finale, è fuori del periodo di riscaldamento prefissato.
Nel primo caso per tutto il periodo considerato è presente il consumo per riscaldamento,
acqua calda sanitaria ed altri usi, che devono essere separatamente valutati con il
metodo descritto nel punto 5.3 della presente specifica tecnica.
Nel secondo caso il consumo viene attribuito alla sola produzione di acqua calda sanitaria
depurandolo da quello per usi di cottura.
Nel terzo caso dal consumo totale del periodo deve essere dedotto il consumo dei giorni
che cadono fuori del periodo di riscaldamento prefissato, attribuendo ad essi i consumi
per produzione acqua calda, ove presente, e per altri usi.

7.3.3 Misura diretta


Il rilievo diretto deve essere effettuato con letture del misuratore all'inizio ed al termine del
periodo.
Il rilievo di consumo in periodi brevi (minori di 10 min) può essere utilizzato per verificare
la potenza del focolare (o portata termica) del generatore.
Tale misura è utile per verificare la regolazione della portata termica.
In tal caso deve essere apportata la correzione volumetrica per ottenere la portata (m3 n )
ai fini del calcolo della portata termica.
Nel caso di sistemi alimentati da serbatoi dotati di misuratori si applica la procedura
descritta nel presente punto. In questo caso, devono tuttavia essere accertate e riportate
nel rapporto di misura le caratteristiche e le tolleranze del misuratore.

7.4 Impianti alimentati da serbatoi privi di misuratore del combustibile B


Rientrano in questa categoria gli impianti alimentati da serbatoi di combustibili liquidi.
Il consumo in un determinato periodo di tempo è dato da:
CQ = (CQ I - CQ F) + CQ A [kWh] (42)
dove CQ I e CQ F sono rispettivamente le quantità iniziale e finale contenute nel serbatoio
e CQ A è la quantità di combustibile immessa nel serbatoio nel periodo intercorso tra la
misura iniziale e la misura finale.
Le quantità iniziale e finale possono essere determinate con misure di livello.
L'attribuzione del consumo al riscaldamento ed alla produzione acqua calda sanitaria
deve essere effettuata con le modalità descritte nei punti precedenti.
I consumi relativi al riscaldamento devono essere determinati con riferimento alla
stagione di riscaldamento.

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APPENDICE A CALCOLO DELLE PERDITE DI DISTRIBUZIONE - SISTEMI CON FLUIDO


(normativa) TERMOVETTORE ACQUA

A.1 Scopo
La presente appendice descrive il metodo di calcolo delle perdite del sottosistema di
distribuzione di un sistema edificio - impianto in un intervallo di calcolo di durata minima
mensile, come specificato al punto 6.2.

A.2 Individuazione del sottosistema di distribuzione in funzione del sistema edificio-impianto


Il punto 6.6.3 specifica valori precalcolati dei rendimenti di distribuzione per impianti
autonomi e per impianti centralizzati con alcune tipologie di reti di distribuzione.
I valori di rendimento dei prospetti da 21a a 21e sono relativi alle situazioni più comuni
negli impianti destinati ad alimentare un singolo edificio o una porzione di edificio (impianti
autonomi per appartamento).
Il calcolo delle perdite di distribuzione per sistemi complessi e il calcolo su base mensile
richiedono una più dettagliata analisi del sottosistema di distribuzione.
Nel caso di sistemi edificio-impianto complessi, sia ai fini del calcolo delle perdite di
distribuzione, sia ai fini del calcolo delle perdite di generazione, è necessario individuare
i circuiti che compongono il sottosistema ed attribuire a ciascuno di essi i valori dei vari
parametri per il calcolo.
La UNI/TS 11300-1 individua i seguenti sistemi edificio-impianto:
- sistema edificio-impianto costituito da più edifici serviti da un'unica centrale termica
(figura 1);
- sistema edificio-impianto costituito da un unico edificio servito da un'unica centrale
termica (figura 2);
- sistema edificio-impianto costituito da una porzione di edificio servita da un impianto
termico autonomo (figura 3);
- sistema edificio-impianto costituito da uno o più edifici suddivisi in più zone termiche
e serviti da un'unica centrale termica (figura 4).
Il sistema edificio-impianto comprendente più zone termiche (figura 4) e il sistema
edificio-impianto costituito da più edifici serviti da unica centrale termica (figura 1)
prevedono generalmente la suddivisione della distribuzione, come indicato nella
figura A.1, in:
- circuito primario nel quale sono inseriti il generatore o i generatori di calore14);
- circuiti secondari che alimentano le varie zone termiche dotate di propria
regolazione e con terminali di erogazione che possono essere di tipo diverso e
quindi con curve caratteristiche diverse.
Per esempio nel caso del sistema edificio-impianto della figura 1, si ha un circuito primario
che alimenta i vari edifici, eventuali circuiti primari di edificio e secondari nei singoli edifici
con suddivisione in circuiti di zona.

14) Ai fini della presente specifica tecnica si considera circuito primario quello nel quale sono inseriti i generatori di calore e
gli eventuali circuiti serviti dal circuito primario che alimentano più circuiti secondari.
Per esempio nel caso della figura 1, ossia nel caso di circuito primario di impianto termico che alimenta più edifici, in
ciascun edificio si può avere un circuito che alimenta più circuiti secondari di zona.
Si ha quindi:
1) circuito primario dell'impianto termico;
2) eventuali circuiti primari secondari (di edifici o di porzione di edifici);
3) circuiti secondari di zona.
Nei sistemi edificio-impianto più semplici si può avere un solo circuito mediante il quale il generatore di calore alimenta
direttamente i terminali di erogazione (per esempio figure 2 e 3). In sistemi di media complessità (per esempio figura 4)
si può avere un circuito primario e più circuiti secondari. Infine nei casi più complessi (per esempio come nel caso della
figura 1) si possono avere i tre tipi di circuiti.

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A.2.1 Perdite del sottosistema di distribuzione


Le perdite del sottosistema di distribuzione sono date dalla somma delle perdite nel
periodo di calcolo considerato di tutte le perdite di tutti i circuiti che compongono il
sottosistema.
Si ha quindi nel caso generale:

Q d,l,t = Q d,l,pr,i + ¦ Q d,l,sc,i [kWh] (A.1)

dove:
Q d,l,t è la perdita totale del sottosistema di distribuzione nell'intervallo di calcolo
considerato;
Q d,l,pr,i sono le perdite del circuito primario;
¦ Qd,l,sc,i è la somma delle perdite dei circuiti secondari del sottosistema.
Per ciascun circuito si applica la procedura di calcolo descritta nel punto A.4.
figura A.1 Schema del sottosistema di distribuzione
Legenda
1 Circuito/circuiti secondari
2 Circuito primario

A.2.2 Curva caratteristica dei terminali di emissione


Nell'applicazione di quanto specificato nella presente appendice la determinazione della
temperatura media ai carichi parziali dei circuiti diretti o secondari si basa sulle
caratteristiche dei terminali di emissione.
Le norme relative ai vari terminali di emissione15) forniscono le curve caratteristiche, le
potenze nominali e il valore dell'esponente n della curva caratteristica. In base a tali dati
è possibile determinare le potenze termiche del terminale in qualunque condizione di
progetto. I dati di default dell'esponente n devono essere utilizzati solo nel caso di unità
terminali per le quali tale dato non sia disponibile (unità terminali per le quali non sia
prescritto la marcatura CE o unità terminali di costruzione antecedente alla emanazione
delle specifiche norme tecniche).
La differenza di temperatura ai fini del dimensionamento dei terminali di emissione è la
differenza tra la media aritmetica delle temperature di mandata e di ritorno e la
temperatura ambiente di progetto:
Δθ des = (θ f,des + θ r,des)/2 - θ a [K] (A.2)
dove:
Δθ des è la differenza tra la temperatura media di progetto e la temperatura ambiente di
progetto;
θ f,des è la temperatura di mandata di progetto;
θ r,des è la temperatura di ritorno progetto;
θa è la temperatura ambiente di progetto.

15) Per esempio UNI EN 442- 2, UNI EN 1264-2 e UNI EN 14037-2.

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La curva caratteristica del terminale di emissione consente di determinare la potenza


termica del terminale in corrispondenza di qualunque differenza di temperatura Δθ.
L'equazione caratteristica è:
Φ em,ref = B × Δθ refn [W] (A.3)
dove:
Φ em,ref è la potenza di riferimento dell'unità terminale (nominale, di progetto, ecc.);
B è la costante, dichiarata dal fabbricante;
Δθ ref è la differenza di temperatura di riferimento corrispondente alla potenza Φ em,ref;
n è l’esponente della curva caratteristica, dichiarato dal fabbricante.
La potenza nominale definita nelle norme di prodotto è la potenza ottenuta sulla curva
caratteristica in base alla differenza Δθ ref fissata convenzionalmente dalla specifica
tecnica ai fini di riferimento e non deve essere confusa con la potenza di progetto che
deve essere determinata sulla stessa curva caratteristica in corrispondenza della
differenza Δθ des di progetto.
Si tratta in entrambi i casi di potenze di riferimento, ma con diverso significato.

A.3 Calcolo delle temperature

A.3.1 Temperatura media dell'acqua nelle tubazioni


Ai fini della presente specifica tecnica, le temperature medie dell'acqua nelle tubazioni dei
circuiti di alimentazione delle unità terminali nel periodo di calcolo considerato (per
esempio il mese) si determinano come segue:
θ w,avg,i = Δθ e,des FC u,e,x1/n + θ a [°C] (A.4)
dove:
θ w,avg,i è la temperatura media del circuito considerato [°C];
Δθ e,des è la differenza di temperatura di progetto dei terminali [°C];
FC u,e,x è il fattore di carico nel periodo di calcolo considerato;
n è l’esponente della curva caratteristica dei terminali di erogazione;
θa è la temperatura ambiente di progetto nella zona;
FC u,e,x = Q d,out,i/(Φ e,des,i × t i) [-];(A.5)
Q d,out,i è il fabbisogno di energia in uscita dalla rete calcolato secondo equazione (2)
[kWh];
Φ e,des,i è la potenza termica di progetto delle unità terminali [kW];
ti è il tempo di attivazione della rete nel periodo di calcolo considerato [h].
Nel caso di generatore collegato direttamente ad unica rete di distribuzione e nel caso di
reti secondarie di zona le temperature ai carichi parziali sono quelle calcolate in base al
fattore di carico dei terminali di erogazione.
Nel caso di generatore collegato a più reti di distribuzione a servizio di zone diverse dotate
ciascuna di propria regolazione alimentate dal o dai generatori, attraverso un circuito
primario, si assume il valore più elevato tra quello delle reti di distribuzione nel periodo di
calcolo, se il circuito primario è a temperatura variabile oppure la temperatura costante di
progetto se il circuito è a temperatura costante.

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A.3.2 Temperature di mandata e di ritorno


Le temperature di mandata e di ritorno possono essere calcolate in funzione delle diverse
modalità di regolazione.
I tipi di regolazione considerati sono:
1) regolazione in base alla temperatura esterna (regolazione climatica compensata);
2) regolazione con valvole termostatiche (funzionamento a temperatura di mandata
costante e portata variabile);
3) regolazione in base alla temperatura ambiente (funzionamento "on/off" a
temperatura costante e portata costante).
Nel caso (1) si applicano le seguenti equazioni per il calcolo della temperatura di mandata
e della temperatura di ritorno per fattori di carico intermedi FC u,x
θ f = (θ f,des - θ a) FC u,x1/n + θ a [°C] (A.6)
θ r = (θ r,des - θ a) FC u,x
1/n
+ θ a [°C] (A.7)
Nel caso (2) si applicano le seguenti equazioni per il calcolo della temperatura di mandata
e della temperatura di ritorno per fattori di carico intermedi FC u,x
θ f = temperatura di set point [°C]
θ r = θ r = max. (2 × θ m - θ f; θ c) [°C] (A.8)
dove θ c è il valore della banda proporzionale.
Nel caso (3) le temperature di mandata e di ritorno ai carichi intermedi sono pari a quelle
di progetto ossia:
θ f = θ f,des [°C] (A.9)
θ r = θ r,des [°C] (A.10)
Nel caso di generatore collegato direttamente ad una rete di distribuzione le temperature
ai carichi parziali sono quelle calcolate in base al fattore di carico dei terminali di
erogazione.
Qualora le particolarità dell'impianto evidenzino l'esigenza di valutare separatamente le
temperature di mandata e di ritorno e di tenere conto del tipo di regolazione oppure
quando il sottosistema preveda circuiti con by-pass o altri dispositivi, si può far ricorso ai
metodi descritti nelle UNI EN 15316-2-1 e UNI EN 15316-2-3.
In mancanza di dati mensili si possono utilizzare le temperature medie stagionali di
default riportate nel prospetto seguente:

prospetto A.1 Temperature medie stagionali delle reti

Descrizione Temperatura media stagionale della rete


Radiatori alta temperatura 52 °C
Radiatori bassa temperatura 46 °C
Ventilconvettori 38 °C
Pannelli radianti annegati 27 °C
Circuiti primari a temperatura costante 70 °C
Circuiti primari a temperatura variabile Si assume la temperatura della rete secondaria a temperatura più elevata

A.3.3 Temperatura ambiente


Come temperatura ambiente θ a,i si assumono i seguenti valori:
· tubazioni all'interno od in murature affacciate all'interno: 20 °C;
· tubazioni affacciate all'esterno: temperatura esterna media mensile o annua;
· tubazioni affacciate su locali non riscaldati: si assume una temperatura pari al salto
di progetto moltiplicato per un fattore di riduzione b tr,x specificato nella
UNI/TS 11300-1;
· tubazioni in centrale termica: valori del prospetto B.11;
· tubazioni interrate: temperatura media stagionale annua.

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A.4 Metodo di calcolo


Il calcolo delle perdite e dei fabbisogni di energia ausiliaria della rete di distribuzione si
effettua con la seguente procedura:
(1) si determina l'energia termica utile effettiva Q hr (= Q d,out) che deve essere fornita dal
sottosistema distribuzione, secondo l'equazione (2);
(2) si determinano le trasmittanze lineiche U i degli elementi della rete di distribuzione,
espresse in W/m × K, tenendo conto di diametro, spessore e conduttività del
isolante, tipologia di installazione;
(3) si determinano le lunghezze L i degli elementi della rete di distribuzione;
(4) si determina la temperatura media dell'acqua θ w,avg,i nel circuito durante il periodo di
calcolo secondo l'equazione (A.4);
(5) si determina la temperatura media dell'ambiente θ a,i nel quale sono installate le
tubazioni secondo il punto A.3.3;
(6) si determina il tempo di attivazione t i del circuito nel periodo di calcolo (dati di
progetto o di esercizio);
(7) si calcolano le perdite totali Q d,l come somma delle perdite dei singoli tratti:

Q d,l = ¦ Li × U i × ( θw,avg,i – θa,i ) × ti [Wh] (A.11)


i

(8) si assume un fattore di riduzione delle perdite totali k rl,i pari a 0,8, per calcolare le
perdite al netto del recupero:

Q d,lrh = ¦ Li × Ui × ( θw,avg,i – θa,i ) × ti × krl,i [Wh] (A.12)


i

(9) si calcola l'energia ausiliaria totale Q aux,d con l'equazione [21];


(10) si determina l'eventuale energia termica recuperata dall'energia elettrica Q aux,d
assumendo il fattore 0,85 secondo il punto 6.7.3;
(11) si calcola la quantità di calore richiesta alla generazione Q gn,out = Q d,in:
Q d,in = Q d,out + Q d,lrh – 0,85 × Q aux,d [Wh] (A.13)
A seconda della disponibilità di dati, le singole voci possono essere determinate in
maniera analitica (da dati di progetto o rilievi in campo) oppure stimate complessivamente
(per esempio, determinazione della lunghezza delle tubazioni in base alle dimensioni
dell'edificio) per tutto l'impianto o per singole zone di esso (per esempio distribuzione
orizzontale, montanti, distribuzione finale, ecc.) con le metodologie nel seguito indicate.
Sono inoltre forniti valori precalcolati per i casi più comuni e fattori di perdita complessivi
per tipologie specifiche di impianti. I valori precalcolati possono essere utilizzati solo
quando siano soddisfatte tutte le ipotesi alla base del precalcolo.
Nella relazione tecnica deve essere chiaramente indicata l'origine dei dati.

A.5 Calcolo delle trasmittanze lineiche

A.5.1 Tubazioni non isolate correnti in aria


Per tubazioni correnti all'esterno dell'edificio:
U i = 16,5 × π × d i [W/m × K] (A.14)
dove:
di è il diametro esterno della tubazione [m];
16,5 è il coefficiente di scambio superficiale complessivo [W/m2 × K].
Per tubazioni correnti all'interno dell'edificio:
0,3
U i = 3,24 × π × d i × ( θ w,i – θ a,i ) [W/m × K] (A.15)

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dove:
di è il diametro esterno della tubazione [m];
θ w,i è la temperatura del fluido all'interno della tubazione [K];
θ a,i è la temperatura dell'ambiente circostante [K];
3,24 è il coefficiente di scambio superficiale complessivo [W/m2 × K].

A.5.2 Tubazione isolata corrente in aria


figura A.2 Tubazione isolata corrente in aria

La trasmittanza lineica è data da:


π
U i = ----------------------------------------------------------- [W/m × K] (A.16)
1 D 1
-------------- × ln -----i + --------------------
2 × λi d i α air × D i
dove:
di è il diametro esterno della tubazione [m];
Di è il diametro esterno dell'isolamento [m];
λ è la conduttività dello strato isolante [W/m × K];
α air è il coefficiente di scambio convettivo [W/m2 × K];
α air è pari a:
4 W/m2 × K tubazione corrente in ambienti interni;
10 W/m × K tubazione corrente in ambienti esterni.
2

La conduttività deve essere ricavata dai dati dichiarati dal fornitore del materiale. In
mancanza di tale informazione si utilizzano i valori indicativi riportati nel prospetto A.2:

prospetto A.2 Valori indicativi della conduttività di alcuni materiali

Materiale Conduttività λ
[W/m × K]
Materiali espansi organici a cella chiusa 0,04
2
Lana di vetro, massa volumica 50 kg/m 0,045
2
Lana di vetro, massa volumica 100 kg/m 0,042
Lana di roccia 0,060
Poliuretano espanso (preformati) 0,042

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figura A.3 Tubazione isolata corrente in aria (diversi strati di materiale isolante)

Se vi sono più strati di materiale isolante la trasmittanza lineica è data da:


π
n
- [W/m × K]
U i = ------------------------------------------------------------------------- (A.17)
1 dj 1
¦ -------------
2 × λj
- × ln ----------- + --------------------
d j – 1 α air × d n
j=1

dove, oltre ai simboli già definiti:


n è il numero di strati isolanti significativi;
dj è il diametro esterno dello strato isolante j, iniziando dal più interno [m];
d0 è il diametro esterno della tubazione [m];
dn è il diametro esterno complessivo della tubazione isolata [m];
λj è la conduttività dello strato isolante j [W/m × K].

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A.5.3 Tubazione singola incassata nella muratura


figura A.4 Tubazione singola incassata nella muratura

La trasmittanza lineica è data da:


π
U i = ---------------------------------------------------------------------------------------------
n
- [W/m × K] (A.18)
1 dj 1 4×z
¦ -------------
2 × λj
- × ln ----------- + ---------------- × ln ------------
dj – 1 2 × λG dn
j=1

dove, oltre ai simboli già definiti:


λ G è la conduttività del materiale attorno alla tubazione [W/m × K]
in assenza di informazioni più precise, si assume λ G = 0,7 W/m × K;
z è la profondità di incasso [m];
in assenza di informazioni più precise, si assume z = 0,1 m.

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A.5.4 Tubazioni in coppia, incassate nella muratura


figura A.5 Tubazioni in coppia, incassate nella muratura

La trasmittanza lineica è data da:


π
n
- [W/m × K]
U i = ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- (A.19)
2
1 d j 1 4×z 1 4×z
¦ -------------
2 × λj
- × ln ---------- - + ---------------- × ln ------------ + ---------------- × ln 1 + --------------
dj – 1 2 × λG dn 2 × λG E
2
-
j=1

dove, oltre ai simboli già definiti:


E interasse delle tubazioni in metri.

A.5.5 Tubazioni interrate


Si applicano le formule relative alle tubazioni incassate nella muratura.
λ G è in questo caso la conduttività del terreno.
In assenza di informazioni più precise, si assume λ G = 2,0 W/m × K

A.5.6 Valori precalcolati di trasmittanze lineiche


Per tubazioni isolate secondo spessore completo indicato nell'allegato B del Decreto
Presidente della Repubblica 412/93 la trasmittanza lineica U i in funzione del diametro d
è calcolabile con
U i = 0,143 + 0,0018 d [W/m × K] (A.20)
con d, diametro esterno della tubazione senza isolamento, espresso in millimetri.
Qualora l'isolamento sia pari allo spessore indicato nell’allegato B del Decreto Presidente
della Repubblica 412/93 moltiplicato per 0,5, la trasmittanza lineica U i è calcolata con:
U i = 0,19 + 0,0034 d [W/m × K] (A.21)
Qualora l'isolamento sia pari allo spessore indicato nell’allegato B al Decreto Presidente
della Repubblica 412/93 moltiplicato per 0,3, la trasmittanza lineica U i è calcolata con:
U i = 0,225 + 0,00532 d [W/m × K] (A.22)

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A.5.7 Ponti termici e singolarità


Si tiene conto delle seguenti tipologie di interruzioni dell‘isolamento della tubazione:
- per staffaggi di linea non isolati (con interruzione dell'isolamento, scoperti),
maggiorare del 10% la lunghezza totale della tubazione;
- per singolarità in centrale termica: lunghezza equivalente di tubazione non isolata
dello stesso diametro del componente scoperto, come da prospetto A.3.

prospetto A.3 Lunghezze equivalenti

Componente non isolato Lunghezza equivalente non isolata


Pompa di circolazione 0,3 m
Valvola miscelatrice 0,6 m
Flangia, bocchettone 0,1 m
Nota: Le tubazioni non isolate devono essere valutate a parte, conformemente al punto A.5.1. La lunghezza equivalente
riportata nel presente prospetto si riferisce esclusivamente alla singolarità, assumendo che la tubazione sia per il
resto isolata.

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APPENDICE B DETERMINAZIONE DELLE PERDITE DI GENERAZIONE


(normativa)

Premessa
I procedimenti di calcolo delle perdite di generazione richiedono la determinazione delle
temperature di mandata, di ritorno e media del generatore in corrispondenza del fattore di
carico medio del periodo di calcolo considerato.
Il calcolo si può eseguire come descritto nelle UNI EN 15316-2-1, UNI EN 15316-2-3
Nell'appendice A si riportano le equazioni fondamentali.

B.1 Generalità sui metodi di calcolo


La presente appendice descrive due metodi di calcolo delle perdite di generazione di
generatori di calore con combustione a fiamma per combustibili liquidi e gassosi:
1) metodo basato sui dati dei generatori di calore dichiarati secondo la Direttiva
92/42/CEE;
2) metodo analitico basato su dati forniti dai costruttori o rilevati in campo.
La presente appendice prevede l'applicazione del metodo 1 nel caso di generatori di
calore per i quali i dati siano dichiarati dal fabbricante ai sensi della Direttiva 92/42/CEE
(dati di prodotto). Tale metodo si basa su dati rilevati da un laboratorio di prova.
I dati di prodotto per l'applicazione del metodo 2, possono essere dati risultanti da prove,
ma anche dati rilevati in campo, oltre che dati di default della presente specifica tecnica.
In questo caso ai fini della tracciabilità dei valori di perdita e di rendimento dichiarati, si
deve precisare in modo inequivocabile l'origine e/o le modalità di rilievo dei dati di
ingresso per il calcolo.
Il metodo 1 è il metodo di normale impiego per i generatori di calore certificati ai sensi
della Direttiva.
Il metodo 2 è fornito per i seguenti utilizzi specifici:
- per generatori di calore di costruzione precedente al recepimento della Direttiva
92/42/CEE per i quali non sono disponibili i dati richiesti dalla Direttiva;
- per determinare l'effetto delle condizioni di esercizio in generatori a condensazione.
Il metodo 2 non prende in considerazione le perdite durante i cicli di accensione del
bruciatore. Le perdite al camino a bruciatore spento non sono facilmente
determinabili e la loro valutazione è generalmente prevista sulla base dei valori di
default. Nei generatori di calore moderni l'influenza di quest'ultimo parametro è
comunque minima.
Si considerano i seguenti tipi di sottosistemi di generazione:
- sottosistemi singoli con unico generatore di calore;
- sottosistemi multipli con più generatori di calore o più sottosistemi;
- sottosistemi misti per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria.

B.2 Metodo di calcolo delle perdite di generazione basato sulla Direttiva 92/42/CEE
Il metodo è basato sui dati di rendimento dei generatori di calore richiesti dalla Direttiva
92/42/CEE determinati secondo le relative norme di prodotto.
I dati richiesti sono relativi a tre fattori di carico:
- rendimento al 100% del carico η gn,Pn;
- rendimento a carico intermedio η gn,Pint;
- perdite a carico nullo Φ gn,l,Po.

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B.2.1 Procedimento di calcolo


Il metodo è finalizzato alla determinazione delle perdite di energia termica ed è basato sul
seguente procedimento di calcolo:
a) si assumono i rendimenti a potenza nominale ed a carico parziale, determinati in
base alla Direttiva, e si apportano le correzioni per adeguarli alle specifiche
temperature dell'acqua previste nelle condizioni di funzionamento del generatore;
b) si determinano le perdite a carico nullo in condizioni di riferimento e si apportano le
correzioni per tenere conto della effettiva temperatura dell'acqua nel generatore e
per la temperatura dell'aria del locale di installazione;
c) si determinano le perdite di potenza termica per tre fattori di carico:
- perdite al 100% del carico Φ gn,l,Pn;
- perdite a carico intermedio Φ gn,l,Pint;
- perdite a carico nullo Φ gn,l,Po;
d) si determinano le perdite di potenza termica al carico specifico per interpolazione
lineare;
e) si determinano le perdite di energia nell'intervallo di tempo considerato;
f) si determina l'energia ausiliaria in base al carico del generatore;
g) si determinano le perdite di energia recuperabili all'involucro come frazione delle
perdite a carico nullo ed in funzione dell'ubicazione del generatore;
h) si aggiunge l'energia ausiliaria recuperabile alle perdite recuperabili per determinare
l'energia recuperabile totale.

B.2.2 Dati di ingresso


Ai fini del calcolo, il generatore di calore è caratterizzato dai seguenti parametri:
Φ gn,Pn potenza termica utile nominale [kW]
η gn,Pn rendimento a potenza nominale [-]
θ gn,test,Pn temperatura media del generatore in condizioni di prova a potenza nominale
[°C]
f cor,Pn fattore di correzione del rendimento a potenza nominale [-]
Φ int potenza termica utile a carico intermedio [kW]
η gn,Pint rendimento a potenza intermedia [-]
θ gn,test,Pint, temperatura media del generatore in condizioni di prova a potenza intermedia [°C]
f cor,Pint fattore di correzione del rendimento a potenza intermedia [-]
Φ gn,l,Po potenza persa in stand-by (potenza persa a carico nullo) con Δθ gn,test [W]
Δθ gn,test Differenza fra la temperatura media del generatore e la temperatura del locale
di installazione in condizioni di riferimento [°C]
W gn,aux,Pn potenza assorbita dagli ausiliari a potenza nominale [W]
W gn,aux,Pint potenza assorbita dagli ausiliari a potenza nominale [W]
W gn,aux,Po potenza assorbita dagli ausiliari a potenza nominale [W]
θ gn,min temperatura minima di funzionamento del generatore [°C]
Le condizioni di funzionamento effettive sono caratterizzate da:
Q gn,out energia termica utile prodotta dal generatore [kWh]
θ gn,w,avg temperatura media del generatore [°C]
θ gn,w,r temperatura di ritorno al generatore (per generatori a condensazione) [°C]
θ a,gn temperatura del locale di installazione del generatore [°C]
b gn fattore di riduzione delle perdite recuperabili in base all'ubicazione del generatore [-]

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B.2.3 Potenza al carico medio Px


La potenza del sottosistema al carico Px è data da:
Φ gn,Px = Q gn,out/t gn [kW] (B.1)
dove t gn è il tempo di attivazione del generatore
e il fattore di carico utile del generatore è:
FC u,x = Φ gn,Px / Φ gn,Pn [-] (B.2)
dove FC u è il fattore di carico riferito alla potenza utile.

B.2.4 Sottosistemi con unico generatore


In questo caso la potenza del sottosistema al carico Px è data dalla [B.1] e il fattore di
carico dalla [B.2].

B.2.5 Sottosistemi multipli


Se sono presenti più generatori o più sottosistemi di generazione, il carico può essere
distribuito in modi diversi a seconda del tipo di regolazione.
Si considerano:
- sistemi con ripartizione uniforme del carico (senza priorità)
- sistemi con regolazione di cascata e ripartizione del carico con priorità
Nel primo caso tutti i generatori sono contemporaneamente in funzione e il fattore di
carico FC u è identico per tutti i generatori:
FC u = Φ gn,out ⁄ ¦ Φ gn,Pn,i (B.3)

dove:
Φ gn,out è la potenza termica utile da fornire al sottosistema distribuzione;
Φ
¦ gn,Pn,i è la somma delle potenze termiche utili di tutti i generatori del sottosistema.
Nel secondo caso i generatori a più alta priorità funzionano per primi. Un dato generatore
nell'elenco di priorità funziona solo se i generatori di priorità immediatamente più alta
funzionano a pieno carico.
Se tutti i generatori sono di uguale potenza Φ gn,Pn il numero di generatori in funzione N gn,on è:
N gn,on = int (Φ out/Φ gn,Pn) (B.4)
Altrimenti il numero di generatori in funzione deve essere determinato in modo che sia:
0 < FC u < 1 (B.5)
Il fattore di carico FC u,j per il generatore a funzionamento intermittente si calcola con:
FC u,j = Φ gn,out – ¦ Φ gn,Pn,j (B.6)

dove:Φ gn,Pn,j è la potenza nominale del generatore funzionante a pieno carico.


Nel caso di impianti alimentati anche da fonti rinnovabili (solare, pompe di calore) o da
altri sistemi di generazione (pompe di calore, cogenerazione, ecc.), ad essi si attribuisce
la priorità per soddisfare il fabbisogno di energia termica utile dell'impianto, mentre alla
generazione tradizionale con combustibili fossili si attribuisce una funzione di
integrazione. Si calcola quindi preliminarmente, nelle varie condizioni di esercizio, il
contributo delle fonti rinnovabili e/o alternative e alla generazione tradizionale si
attribuisce il saldo di richiesta di energia come specificato al punto 6.1.
In assenza di regolazione di cascata e valvole di intercettazione lato acqua, si
considerano tutti i generatori sempre inseriti e il carico termico viene ripartito
uniformemente fra i generatori.
In presenza di regolazione di cascata, il fattore di ripartizione del carico fra i singoli
generatori può essere oggetto di valutazione specifica.
Ai fini del calcolo del valore di riferimento delle perdite di produzione per la
determinazione del fabbisogno di energia primaria, si assume che tutti i generatori siano
in funzione ed il carico termico sia ripartito uniformemente su di essi.

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B.2.6 Sottosistemi misti


Nel caso di sottosistemi misti per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria si
considerano:
- sottosistemi con generatore di calore combinato
- sottosistemi con generatore di calore che alimenta un circuito riscaldamento e un
circuito produzione acqua calda sanitaria
In entrambi i casi si hanno due periodi di funzionamento:
(1) il periodo di attivazione del riscaldamento durante il quale si ha il servizio misto;
(2) il periodo di non attivazione del riscaldamento durante il quale si ha solo il servizio
acqua calda.
Il fabbisogno di energia termica utile per acqua calda sanitaria Q h,W nel periodo di calcolo
considerato si calcola secondo la presente specifica tecnica.
Durante il periodo (1) il fabbisogno totale risulta dalla somma di due fabbisogni Q h e Q h,W
e si ha quindi un incremento del fattore di carico FC u, mentre nel caso (2) il fattore di
carico è determinato dal solo fabbisogno Q W.
Nel caso di sottosistemi o di generatori combinati con modalità di funzionamento che
prevede un controllo di priorità sulla produzione di acqua calda sanitaria si possono
considerare due tempi di funzionamento t gn,H e t gn,W con potenza media rispettivamente
Φ gn,avg,H e Φ gn,avg,W.

B.2.7 Calcolo delle perdite del generatore


I rendimenti secondo la Direttiva sono determinati in condizioni nominali di prova. Ai fini
della determinazione delle perdite, tali rendimenti devono essere corretti per tenere conto
della temperatura dell'acqua nelle condizioni effettive di esercizio.

B.2.7.1 Rendimenti e perdite corretti a potenza nominale


Il rendimento corretto a potenza nominale nelle condizioni di effettivo funzionamento si
calcola come segue:
η gn,Pn,cor = η gn,Pn + f cor,Pn × ( θ gn,test,Pn – θ gn,w ) (B.7)
dove:
η gn,Pn è il rendimento a potenza nominale determinato secondo le norme pertinenti [%].
In mancanza di dati forniti dal produttore, valori di default possono essere
calcolati con l'equazione (B.24);
f cor,Pn è il fattore di correzione del rendimento a potenza nominale [-].
Esprime la variazione del rendimento in funzione della temperatura media
dell'acqua nel generatore (prospetto B.1);
θ gn,test,Pn è la temperatura media dell'acqua nel generatore nelle condizioni di prova a
potenza nominale [°C];
θ gn,w è la temperatura media effettiva dell'acqua nel generatore (o temperatura
dell'acqua di ritorno per generatori a condensazione) in funzione delle condizioni
effettive di esercizio [°C].

prospetto B.1 Fattore di correzione del rendimento a carico nominale f cor,Pn

Tipo di generatore Temperatura media dell'acqua nel generatore nelle Fattoredi correzione
condizioni di prova a pieno carico [% / °C]
θ gn,test,Pn f cor,Pn
Generatore standard 70 °C 0,04
Generatore a bassa temperatura 70 °C 0,04
Generatore a condensazione a gas 70 °C 0,20
Generatore a condensazione a gasolio 70 °C 0,10

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Le perdite corrette a potenza nominale Φ gn,l,Pn,cor sono date da:


( 100 – η gn,Pn,cor )
Φ gn,l,Pn,cor = -----------------------------------------
- × Φ Pn × 1 000 [W] (B.8)
η gn,Pn,cor
dove:
Φ Pn è la potenza utile nominale del generatore [kW]

B.2.7.2 Rendimenti e perdite corretti a potenza intermedia


Il rendimento corretto a potenza intermedia η gn,Pint,cor nelle condizioni di effettivo
funzionamento si calcola come segue:
η gn,Pint,cor = η gn,Pint + f cor,Pint × ( θ gn,test,Pint – θ gn,w ) [%] (B.9)
dove:
η gn,Pint è il rendimento a potenza intermedia determinato secondo le norme pertinenti
[%].
In mancanza di dati forniti dal produttore, valori di default possono essere
calcolati con l'equazione (B.25);
f cor,Pint è il fattore di correzione del rendimento a potenza intermedia [-]
Esprime la variazione del rendimento in funzione della temperatura media
dell'acqua nel generatore. I valori sono riportati nel prospetto B.2;
θ gn,test,Pint è la temperatura media dell'acqua nel generatore in condizioni di prova a
potenza intermedia (prospetto B.2) [°C];
θ gn,w è la temperatura media effettiva dell'acqua nel generatore (o temperatura
dell'acqua di ritorno per generatori a condensazione) in funzione delle condizioni
effettive di funzionamento [°C] a potenza intermedia.
La potenza intermedia dipende dal tipo di generatore. Per generatori a combustibile
liquido o gassoso la potenza intermedia Φ int è data da 0,3 × Φ Pn.

prospetto B.2 Fattore di correzione del rendimento a carico intermedio f cor,Pint

Tipo di generatore Temperatura media dell'acqua nel generatore nelle Fattoredi correzione
condizioni di prova a potenza intermedia [% / °C]
θ gn,test,Pint f cor,Pint
Generatore standard 50 °C 0,05
Generatore a bassa temperatura 40 °C 0,05
*
Generatore a condensazione 30 °C 0,20
Generatore a condensazione a gasolio 70 °C 0,10
* Per i generatori a condensazione la prova non è effettuata con la media ma con la temperatura di ritorno pari a
30 °C. Il rendimento corrispondente a questo valore può essere applicato ad una temperatura media di 35 °C.

Le perdite corrette a potenza intermedia Φ gn,l,Pint,cor sono date da:


( 100 – η gn,Pint,cor )
Φ gn,l,Pint,cor = -------------------------------------------
- × Φ Pint × 1 000 [W] (B.10)
η gn,Pint,cor
dove:
Φ Pint è la potenza utile intermedia [kW]

B.2.7.3 Perdite corrette a carico nullo


Le perdite a carico nullo possono essere dichiarate dal fabbricante qualora siano state
determinate in accordo con le norme di prova applicabili (UNI EN 297, UNI EN 483,
UNI EN 303, UNI EN 13836).
In mancanza di tale dato, valori di default possono essere calcolati con l'equazione (B.23).

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Le perdite a carico nullo corrette in base alla temperatura del locale di installazione
Φ gn,l,Po,cor sono:
θ gn,avg – θ a,gn · 1,25
Φ gn,l,Po,cor = Φ gn,l,Po × §© ------------------------------------
- [W] (B.11)
θ test,avg – θ a,test¹
dove:
Φ gn,l,Po sono le perdite a carico nullo - con differenza di temperatura Δθ a,test [W]
θ a,gn è la temperatura interna del locale di installazione [°C].
Valori di default sono riportati nel prospetto B.
θ gn,avg è la temperatura media dell'acqua nel generatore, nelle condizioni effettive di
utilizzo [°C];
θ test,avg è la temperatura media della caldaia in condizioni di prova.
Valori di default sono riportati nel prospetto B.6 [°C];
θ a,test è la temperatura dell'ambiente di prova pari a 20 °C.

prospetto B.3 Fattore di riduzione della temperatura b gn e valori convenzionali della temperatura interna del locale
dove è installato il generatore θ a,gn

Ubicazione generatore Fattore b gn θ a,gn


°C
All'aperto 1 Temperatura esterna media del periodo di calcolo
In centrale termica 0,3 15
Entro lo spazio riscaldato 0 20

B.2.7.4 Potenza media Φ Px e perdite corrette Φ gn,l,Px alla potenza media Φ Px


Se la potenza utile effettiva Φ Px, determinata secondo la (B.1), è compresa fra 0 e Φ Pint,
le perdite del generatore Φ gn,l,Px16) si calcolano con:
Φ Px
Φ gn,l,Px = -----------
- × ( Φ gn,l,Pint,cor – Φ gn,l,Po,cor ) + Φ gn,l,Po,cor [W] (B.12)
Φ Pint
Se la potenza utile effettiva Φ Px è compresa fra Φ Pint e Φ Pn le perdite del generatore
Φ gn,l,Px si calcolano come segue:
Φ Px – Φ Pint
Φ gn,l,Px = --------------------------- × ( Φ gn,l,Pn,cor – Φ gn,l,Pint,cor ) + Φ gn,l,Pint,cor [W] (B.13)
Φ Pn – Φ Pint
Le perdite totali di energia Q gn,l,t nell'intervallo di attivazione del generatore sono date da:
Φ gn,l,Px × t gn
Q gn,l,t = -----------------------------
- [kWh] (B.14)
1 000
dove:
t gn è la durata dell'attivazione del generatore nell'intervallo di calcolo (s)

16) Φ gn,l,Px può essere calcolato anche con un'interpolazione polinomiale di 2° grado.
Φ Pint ( Φ gn,l,Pn,cor – Φ gn,l,Po,cor ) – Φ Pn ( Φ gn,l,Pint,cor – Φ gn,l,Po,cor )
Φ gn,l,Px = Φ 2 Px --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ⋅
Φ Pn Φ Pint ( Φ Pn – Φ Pint )
( Φ gn,l,Pint,cor – Φ gn,l,Po,cor ) – Φ Pint ( Φ gn,l,Pn,cor – Φ gn,l,Po,cor )
2
+ Φ Px Φ
2
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Φ Pn Φ Pint ( Φ Pn – Φ Pint )
Pn

+ Φ gn,l,Po,cor

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B.2.8 Calcolo dell'energia ausiliaria


L'energia ausiliaria totale si calcola con:
W aux,Pn × t gn
Q gn,aux = ------------------------------- [kWh] (B.15)
1 000
dove:
W aux,Px è la potenza degli ausiliari del generatore alla potenza media [W];
t gn è il tempo di attivazione del generatore [h].
La potenza degli ausiliari in corrispondenza delle condizioni medie di funzionamento
W aux,Px si calcola per interpolazione lineare tra i valori delle potenze degli ausiliari a pieno
carico, a carico intermedio e a carico nullo.
Se FC u,Px è compreso tra 0 e FC u,Pint W aux,Px è dato da:
FC u,Px
W aux,Px = W aux,Po + ------------------- × ( W aux,Pint – W aux,Po ) [W] (B.16)
FC u,Pint
Se FC u,Px è compreso tra FC u,Pint e FC u,Pn W aux,Px è dato da:
( FC u,Px – FC u,Pint ) × ( W aux,Pn – W aux,Pint )
W aux,Px = W aux,Pint + -------------------------------------------------------------------------------------------------------
- [W] (B.17)
FC u,Pn – FC u,Pint
I valori di W aux a carico nominale, a carico intermedio e a carico nullo sono forniti dal
fabbricante.
In assenza di tali valori, ai fini del calcolo del rendimento di generazione, essi possono
essere determinati come segue:
W aux,Pi = G + H × Φ Pnn [W] (B.18)
dove:
W aux,Pi è la potenza degli ausiliari a potenza nominale, intermedia o nulla;
Φ Pn è la potenza termica utile nominale del generatore in kW;
G, H, n sono i parametri riportati nel prospetto B per potenza Φ Pn, Φ Pint, Φ Po.
17)

prospetto B.4 Parametri per il calcolo della potenza degli ausiliari17)

Tipologia Potenza G H n
Generatori standard
Generatori atmosferici a gas Φ Pn 40 0,148 1
Φ Pint 40 0,148 1
Φ Po 15 0 0
Generatori con bruciatore ad aria soffiata a Φ Pn 0 45 0,48
combustibili liquidi e gassosi Φ Pint 0 15 0,48
Φ Po 15 0 0
Generatori a bassa temperatura
Generatori atmosferici a gas Φ Pn 40 0,148 1
Φ Pint 40 0,148 1
Φ Po 15 0 0
Generatori con bruciatore ad aria soffiata a Φ Pn 0 45 0,48
combustibili liquidi e gassosi Φ Pint 0 15 0,48
Φ Po 15 0 0
Generatori a condensazione a combustibili liquidi Φ Pn 0 45 0,48
e gassosi Φ Pint 0 15 0,48
Φ Po 15 0 0

17) La potenza elettrica dei generatori di calore comprende normalmente la potenza elettrica totale di tutti gli ausiliari montati
a bordo del generatore. Sono ovviamente escluse eventuali pompe installate sul circuito primario di generazione esterne
al generatore.
Le potenze elettriche degli ausiliari, determinate per default secondo quanto specificato nella presente specifica tecnica,
si riferiscono a tutti gli ausiliari normalmente a bordo del generatore. In alcuni casi le potenze così determinate possono
risultare maggiori di quelle effettive.

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B.2.9 Calcolo dell'energia recuperabile

B.2.9.1 Generalità
L'energia termica recuperabile è:
1) energia recuperabile dall'energia degli ausiliari elettrici;
2) energia termica recuperabile dalle perdite dell'involucro.

B.2.9.2 Energia termica recuperabile dall'energia ausiliaria elettrica


I valori di rendimento dichiarati in base alla Direttiva 92/42/CEE tengono già conto del
recupero di energia elettrica ceduta al fluido termovettore.
Ai fini del calcolo dell'energia termica recuperabile si considera la quota di energia termica
trasmessa all'acqua dell'impianto pari a 0,75 del totale. La quota di energia termica
ceduta in ambiente dagli ausiliari elettrici si assume quindi pari a 0,25 del totale.
Si considerano perciò solo i recuperi verso l'ambiente di installazione. L'energia ausiliaria
recuperata Q aux,gn,rl è data da:
Q aux,gn,rl = Q gn,aux (1 - 0,75) × (1 - b gn) = Q gn,aux × 0,25 × (1 - b gn) [kWh] (B.19)
dove:
b gn è il fattore di riduzione della temperatura in base all'ubicazione del generatore.
Valori di default sono riportati nel prospetto B.3.

B.2.9.3 Energia termica recuperabile dall'involucro del generatore


Si considerano recuperabili solo le perdite all'involucro del generatore Q gn,env,rl. Esse
vengono espresse come frazione delle perdite totali a carico nullo e si calcolano con:
Φ gn,l,Po,cor × ( 1 – b gn ) × p gn,env × t gn
Q gn,env,rl = ---------------------------------------------------------------------------------------- [kWh] (B.20)
1 000
dove:
p gn,env è la frazione delle perdite a carico nullo - attribuita a perdite all'involucro del
generatore.
In assenza di dati dichiarati dal costruttore, valori di default sono riportati nel
prospetto B.5;
t gn è la durata dell'attivazione del generatore nell'intervallo di calcolo [s].

prospetto B.5 Frazione delle perdite a carico nullo attribuite al mantello - in funzione del tipo di bruciatore

Tipo di bruciatore p gn,env


Bruciatore atmosferico 0,50
Bruciatore ad aria soffiata 0,75

B.2.9.4 Energia termica recuperata complessiva


Le perdite recuperabili totali Q gn,rl si calcolano con:
Q gn,rl = Q gn,env,rl + Q aux,gn,rl [Wh] (B.21)
Le perdite recuperabili si considerano tutte recuperate e vanno portate in deduzione alle
perdite totali.

B.2.10 Fabbisogno di energia per la combustione


Il fabbisogno di energia per la combustione si calcola con:
Q gn,in = Q gn,out + Q l,gn - Q l,gn,rh [Wh] (B.22)

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B.2.11 Perdite a carico nullo


Qualora non siano specificate dal costruttore, le perdite a carico nullo, si calcolano come
segue:

E Φ Pn · F
Φ gn,l,Po = Φ Pn × ---------- × §© --------------
- [kW]
¹
(B.23)
100 1 000
dove:
Φ Pn è la potenza utile nominale espressa in W, col limite massimo di 400 kW. Per
potenze utili nominali maggiori di 400 kW, si assume comunque tale valore limite;
E, F sono i parametri riportati nel prospetto B.6.

prospetto B.6 Parametri per la determinazione delle perdite a carico nullo di default

Tipo di generatore E F θ test,avg


Generatore standard
Atmosferico 8,5 -0,4 70
Aria soffiata 8,5 -0,4 70
Generatore a bassa temperatura
Atmosferico 6,5 -0,35 70
Aria soffiata 5,0 -0,35 70
Generatore a condensazione 4,8 -0,35 70

B.2.12 Rendimenti minimi a carico nominale e a carico parziale secondo la Direttiva 92/42/CEE
Il rendimento minimo del generatore a pieno carico prescritto dalla normativa vigente si
determina come segue:

η gn,Pn = A + B × log Φ ' Pn [%] (B.24)


Il rendimento minimo del generatore a carico parziale (30%) si determina come segue:

η gn,Pint = C + D × log Φ ' Pn [%] (B.25)


dove:
Φ 'Pn è la potenza utile nominale espressa in kW, col limite massimo di 400 kW. Se
la potenza utile nominale è maggiore di 400 kW, i rendimenti si determinano
utilizzando 400 kW nelle formule precedenti;
A, B, C, D sono i parametri riportati nel prospetto B.7.

prospetto B.7 Parametri per la determinazione dei rendimenti minimi

Tipo di generatore A B C D
Generatore standard 84 2 80 3
Generatore a bassa temperatura 87,5 1,5 87,5 1,5
Generatore a condensazione 91 1 97 1

B.2.13 Esempio di calcolo del rendimento di generazione mensile con il metodo basato sulla
Direttiva 92/42/CEE
I prospetti B.8, B.9, B.10 e B.11 riportano un esempio di calcolo del rendimento di
generazione mensile con il metodo basato sulla Direttiva 92/42/CEE.

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prospetto B.8 Calcolo dei fabbisogni

Descrizione Simbolo Valore


Fabbisogno ideale netto Q 'h 20 314 kWh
secondo UNI/TS 11300-1 equazione (1)
Q 'h = Q ,h poiché Q w,rh = 0
Perdite di emissione Q l,e 1 069 kWh - Radiatori su parete esterna isolata η e = 0,95
prospetto 17 - Carico termico 4-10 W/m3
Perdite di regolazione Q l,c 438 kWh - Regolazione ambiente 1 K per radiatori = 0,98
prospetto 20
Fabbisogno di energia termica all'uscita Q h,r =Q d,out 21 821 kWh
dalla distribuzione secondo equazione (2)
Q aux,e,lrh = 0
Perdite di distribuzione Q l,d 651 kWh
η d = 0,971%
Fabbisogno in uscita dalla generazione Q gn,out = Q d,in 21 821 kWh + 651 kWh = 22 472 kWh

prospetto B.9 Calcolo delle temperature dell'acqua

Descrizione Simbolo Valore


Intervallo di calcolo - Mensile - 30 d
Tempo di attivazione te 30 d per 24 h/d (totale 720 h)
Tipo di unità terminali - Radiatori
Esponente della curva dei radiatori n 1,3 secondo la UNI EN 442-2
Temperatura ambiente 20 °C
Potenza termica di progetto delle unità Φ e,des = Φ e,n 70 000 W - secondo la UNI EN 442-2 (ΔT e,test = 50 K)
terminali
Fattore di carico delle unità terminali FC u,e 21 821 kWh/70 kW × 720 h = 0,433
Temperatura media delle unità terminali θ e,avg 20 °C + 50 °C × 0,4331/1,3 = 46,26 °C
Temperatura di ritorno delle unità θ e,r Max. (2 × 46,26 °C - 53; 1K) = 39,52 °C
terminali1)
1) Si utilizza la temperatura di ritorno (vedere prospetto B.2 per generatori a condensazione).

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prospetto B.10 Dati d'ingresso del generatore - (valori dichiarati dal fabbricante)

Descrizione Simbolo Valore


Tipo di generatore A condensazione
Potenza termica utile nominale Φ Pn 70 kW
Dati di rendimento determinati in prove η gn,Pn 96% (rendimento a pieno carico)
termiche come richiesto dalla Direttiva θ gn,w,test,Pn = 70 °C
92/42/CEE
η gn,Pint 106% (rendimento al 30% del carico)
θ gn,w,test,Pint = 30 °C
Potenza elettrica degli ausiliari a pieno W aux,Pn 210 W dato dichiarato dal fabbricante
carico
Potenza elettrica degli ausiliari a carico W aux,Pint 60 W dato dichiarato dal fabbricante
intermedio
Potenza elettrica degli ausiliari a carico W aux,Po 10 W dato dichiarato dal fabbricante
nullo
Combustibile utilizzato - Gas naturale
Tipo di bruciatore - A modulazione, con ventilatore
Ubicazione del generatore - In centrale termica
Tipo di regolazione - Climatica compensata
Tipologia del circuito - Collegamento diretto alla caldaia

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prospetto B.11 Procedura di calcolo

Passo Riferimento Dettaglio dei calcoli e risultati


Calcolo della temperatura media e della Appendice A e θ e,avg = 46,26 °C
temperatura di ritorno prospetto B.9 θ e,r = 39,52 °C
Calcolo della potenza media del mese Equazione B.1 Φ Px = 22 472 kWh /720 h = 31,2 kW
Calcolo del fattore di carico del Equazione B.2 Unico generatore di calore - solo carico termico per
generatore riscaldamento
FC u = 31,2 kW / 70 kW = 0,446
Calcolo del rendimento corretto a pieno Equazione B.7 f cor,Pn = 0,20 (prospetto B.1)
carico θ gn,w,test = 70 °C (prospetto B.1)
η gn,Pn,cor = 96% + 0,20 × (70 °C - 39,52 °C) = 102,1%
Calcolo delle perdite corrette a pieno Equazione B.8 Φ l,Pn,cor = ((100% - 102,1%)/102,1%) × 70 kW × 1 000 =
carico -1 440 W
Calcolo del rendimento corretto a Equazione B.9 f cor,Pn = 0,20 (prospetto B.2)
carico intermedio θ gn,w,test = 30 °C (prospetto B.2)
η gn,Pn,cor = 106% + 0,20 × (30 °C - 39,52 °C) = 104,1%
Calcolo delle perdite corrette a carico Equazione B.10 Φ l,Pn,cor = (100% - 104,1%) / 104,1% × 21 kW × 1 000 =
intermedio -828 W
Calcolo delle perdite a carico nullo Equazione B.22 E = 4,8
Calcolate per default Prospetto B.6 F = -0,35 (parametri da prospetto B.6)
Φ l,Po = 70 000 W × (4,8/100) × (70 000 W/1 000 W)-0,35 =
760 W
Calcolo delle perdite corrette a carico Equazione B.11 Generatore in centrale termica θ a,gn = 15 °C (prospetto B.3)
nullo Φ l,Po,cor = 760 W × ((46,26 °C - 15 °C)/(70 °C - 20 °C))1,25 =
2 218 W
Calcolo delle perdite corrette al carico Equazione B.13 Essendo Φ Px > Φ Pint
effettivo Φ l,gn,Px = (31,2 - 21)/(70 - 21)×(-1 440 - 828) - 828 = - 1 300 W
Calcolo delle perdite totali del Equazione B.14 Q gn,l = -1 300 × 720/1 000 = -936 kWh
generatore
Calcolo delle perdite totali di - Unico generatore di calore. Le perdite sono pari al valore
generazione precedente
Calcolo della potenza degli ausiliari al Equazione B.17 Essendo FC u > 0,30 con l'equazione B.17 si ha:
carico effettivo W aux,Px = 60 + [(0,446 - 0,30)/(1 - 0,30)] × (210 W - 60 W) =
91,3 W
Calcolo energia ausiliaria Equazione B.15 Q aux,gn = 91,3 W × 720 h/1 000 = 65,7 kWh
Calcolo dell'energia termica recuperata Punto B.2.9.2 Non si considera energia termica recuperata in quanto già
dagli ausiliari del generatore nella rete considerata nei dati di prova.
di distribuzione
Calcolo dell'energia degli ausiliari Equazione B.19 La quota dell'energia degli ausiliari trasmessa in ambiente è
recuperabile in ambiente pari al 25% del totale dell'energia ausiliaria. Si considera un
fattore b gn = 0,3 per installazione in centrale termica.
Q aux,gn,rl = 65,7 × (1- 0,3) × 0,25 = 11,5 kWh
Calcolo delle perdite del generatore Equazione B.20 p gn = 0,7 (prospetto B.5) b gn = 0,75 (prospetto B.3)
recuperabili Q gn,rbl,env = [2 218 × (1 - 0,3) × 0,75 × 720]/1 000 = 838 kWh
Calcolo delle perdite totali di Equazione B.21 Q gn,rl = 11,5 kWh + 838 kWh = 849,5 kWh
generazione recuperabili
Calcolo del fabbisogno di energia per la Equazione B.22 Q gn,IN = 22 472 kWh - 849,5 kWh = 21 622,5 kWh
combustione

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B.3 Metodo analitico di calcolo delle perdite di generazione


Il metodo di calcolo analitico richiede, oltre ai valori prestazionali che devono essere
normalmente forniti dal fabbricante del generatore, altri valori. Tali valori sono
generalmente forniti nella letteratura tecnica dei prodotti. In caso contrario si deve
ricorrere ai valori di default riportati nella presente specifica tecnica.

B.3.1 Principio del metodo


Il metodo di calcolo è basato sui seguenti principi:
1) il tempo totale di funzionamento t gn del generatore (tempo di attivazione) è
suddiviso in due parti:
- funzionamento con fiamma del bruciatore accesa, t on;
- tempi di attesa con fiamma del bruciatore spenta (stand-by) t off.
Il tempo di attivazione è quindi dato da: t gn = t on + t off;
2) le perdite sono valutate separatamente in questi due periodi di tempo.
Durante il funzionamento con fiamma del bruciatore accesa si tiene conto delle
seguenti perdite:
- perdite di calore sensibile a bruciatore acceso: Q ch,on;
- perdite all'involucro del generatore: Q gn,env.
Durante i tempi di attesa con fiamma del bruciatore spenta (stand-by) si tiene conto
delle seguenti perdite:
- perdite di calore sensibile al camino a bruciatore spento: Q ch,off,
- perdite all'involucro del generatore: Q gn,env;
3) l'energia ausiliaria è trattata separatamente in relazione ad apparecchi posti
funzionalmente prima o dopo la camera di combustione:
Q aux,af energia ausiliaria per apparecchi dopo la camera di combustione (pompe di
circolazione primarie funzionanti per tutto il periodo di attivazione del
generatore di calore) t gn = t on + t off;
Q aux,br energia ausiliaria per apparecchi prima della camera di combustione (in
particolare il ventilatore dell'aria comburente), funzionanti solo quando il
bruciatore è acceso;
k af e k br sono le frazioni recuperate di queste energie ausiliarie.
Si ha quindi:
Q aux,af,rh = k af × Q aux,af energia termica recuperata dagli apparecchi dopo la camera di
combustione, funzionanti per tutto il periodo attivazione del
generatore di calore t gn = t on + t off;
Q aux,br,rh = k br × Q aux,br energia termica recuperata da apparecchi prima della camera di
combustione funzionanti solo quando il bruciatore è acceso
(ossia solo durante t on).
L'energia termica utile fornita all'acqua uscente dal sottosistema di generazione è:
Q gn,out = Q cn + ( Q aux,br,rh + Q aux,af,rh ) – ( Q ch,on + Q ch,off + Q gn,env ) [Wh] (B.26)
Il bilancio energetico è illustrato nella figura B.1.

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figura B.1 Schema di bilancio energetico del sottosistema di generazione

P 'ch,on, P 'ch,off e P 'gn,env rappresentano i fattori di perdita percentuale rispetto alla potenza
termica di prova.
Il generatore di calore è caratterizzato dai seguenti parametri:
Φ cn potenza al focolare del generatore. È la potenza di riferimento per le perdite al
camino a bruciatore acceso P 'ch,on18);
Φ ref potenza di riferimento per i fattori di perdita P 'ch,off e P 'gn,env19);
P 'ch,on, P 'ch,off, P 'gn,env perdite in condizioni di prova ;
W br potenza elettrica degli ausiliari del generatore posti prima del focolare, con
riferimento al flusso di energia (per esempio: ventilatore aria comburente,
riscaldamento del combustibile, ecc.);
k br fattore di recupero di W br = 0,8;
W af potenza elettrica degli ausiliari del generatore posti dopo il focolare, con
riferimento al flusso di energia (per esempio: pompa primaria);
k af fattore di recupero W af = 0,8;
θ gn,w,test temperatura media di prova del generatore per P ch,on;
θ ch temperatura fumi in condizioni di prova per P ch,on;
Δθ gn,env,ref = θ gn,w,test - θ a,gn,test in condizioni di prova per P gn,env e P ch,off;
Esponenti n, m e p per la correzione delle perdite.
Per generatori a stadi o modulanti, sono richiesti i seguenti dati aggiuntivi:
Φ cn,min minima potenza continua al focolare a fiamma accesa;
W br,min potenza elettrica degli ausiliari a Φ cn,min;
P 'ch,on,min fattore di perdita P ch,on a Φ cn,min.
Per generatori a condensazione, sono richiesti i seguenti dati aggiuntivi:
ΔT w,fl differenza di temperatura fra fumi ed acqua di ritorno in caldaia a potenza
nominale;
O 2,fl,dry contenuto di ossigeno nei gas di combustione;
18) Nel caso di generatori nuovi o, comunque certificati, la potenza Φ cn è la potenza del focolare corrispondente alla
potenza termica utile nominale. Per valutazioni su generatori esistenti precedenti all'entrata in vigore della Direttiva
92/42/CEE si può utilizzare il presente metodo ricorrendo a misure in campo per determinare la potenza del focolare
nelle effettive condizioni di funzionamento.
19) Solitamente Φ ref = Φ cn. La separazione viene fatta solo per consentire l'utilizzo nelle formule di eventuali dati
sperimentali misurati in condizioni diverse da quelle di potenza nominale.

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Per generatori a condensazione a stadi o modulanti, sono richiesti i seguenti dati


aggiuntivi:
ΔT w,fl,min differenza di temperatura fra fumi ed acqua di ritorno in caldaia alla potenza
minima;
O 2,fl,dry,min contenuto di ossigeno nei gas di combustione alla potenza minima.
Le condizioni di funzionamento sono caratterizzate dai seguenti parametri:
Q gn,out fabbisogno di calore dei sottosistemi di distribuzione;
θ gn,w,avg temperatura media dell'acqua in caldaia;
θ gn,w,r temperatura di ritorno dell'acqua in caldaia (per generatori a condensazione);
θ a,gn temperatura dell'ambiente ove è installato il generatore;
k gn,env fattore di riduzione delle perdite all'involucro;
FC fattore di carico del focolare.
Nota I fattori di carico e le potenze sono riferite alla potenza al focolare del generatore.
I risultati del calcolo sono:
- il fabbisogno di combustibile Q gn,in;
- le perdite totali di generazione Q gn,l,t;
- il fabbisogno complessivo di energia ausiliaria W gn;
- le eventuali perdite recuperabili Q gn,l,rh.

B.3.2 Fattore di carico al focolare


Il fattore di carico FC è dato da:
t on t on
FC = -----
- = ------------------
- [%] (B.27)
t gn t on + t off
dove:
t gn è il tempo di attivazione del generatore [s];
t on è il tempo di accensione del bruciatore (aperture della valvole del combustibile, si
trascurano pre e post ventilazione) [s];
t off è il tempo di attesa a bruciatore spento (e generatore in temperatura) [s].
Il fattore di carico può essere calcolato oppure misurato in opera (per esempio con
contaore) nel caso di impianti esistenti.

B.3.3 Perdite del generatore


Nel caso di generatori nuovi, o comunque con dati dichiarati secondo la Direttiva
92/42/CEE, le perdite in condizioni di prova sono dichiarate dal costruttore del generatore.
Nei casi specificati nella nota (21), le perdite possono essere rilevate in opera. Negli altri
casi, si utilizzano i valori di default riportati nei prospetti della presente specifica tecnica.
Nel rapporto di calcolo deve essere indicata l'origine dei dati utilizzati.
Le perdite in condizioni di prova devono essere corrette per tenere conto delle specifiche
condizioni di funzionamento. Ciò si applica sia ai dati dichiarati dal costruttore, sia ai dati
ricavati dai prospetti, sia ai dati misurati in opera.
Le perdite in condizioni di riferimento sono identificati dall'apice ’.

B.3.3.1 Perdite al camino a bruciatore acceso, corrette, Pch,on


Si effettua la correzione di queste perdite per tenere conto degli effetti determinati da:
· temperatura media in caldaia;
· fattore di carico;
· regolazioni del bruciatore (potenza ed eccesso d'aria).

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Le perdite corrette al camino a bruciatore acceso P ch,on sono date da:20)


n
P ch,on = [P' ch,on + ( θ gn,w,avg – θ gn,test ) × 0,045 ] × FC [%] (B.28)
dove:
P 'ch,on sono le perdite al camino a bruciatore acceso (complemento a 100 del
rendimento di combustione) in percentuale della potenza al focolare Φ cn e in
condizioni di prova, determinate alla temperatura di prova θ 'gn,w,test21) [%];
Se non sono disponibili altri dati, valori di default sono riportati nel
prospetto B.12.
Nel rapporto di calcolo deve essere indicata l'origine dei dati utilizzati.
θ gn,test è la temperatura media nel generatore (media aritmetica di mandata e ritorno) [°C]
in condizioni di prova;
θ gn,w,avg è la temperatura media nel generatore (media aritmetica di mandata e ritorno) in
condizioni di funzionamento reali. Nel caso di generatori a condensazione, al
posto della temperatura media si utilizza la temperatura di ritorno in condizioni
effettive θ gn,w,r [°C];
n è l’esponente del fattore FC.
Valori di default dell'esponente n sono dati nel prospetto B.13, in funzione della
massa specifica del generatore, M gn;
FC n tiene conto della riduzione di perdite in caso di elevate intermittenze, legate alle
minori temperature dei prodotti della combustione allo scarico della caldaia.
Un elevato valore di n è correlato ad una elevata massa specifica per kW della
superficie di scambio fra fumi ed acqua M gn.
Se la temperatura θ gn,test è dichiarata dal costruttore dell'apparecchio essa deve
corrispondere a quella del valore Φ cn dichiarato.
In impianti esistenti θ gn,test deve essere rilevata contestualmente alla misura del
rendimento di combustione. Nel caso di generatori a condensazione, al posto
della temperatura media si utilizza la temperatura di ritorno in condizioni di
riferimento θ gn,test,r. Devono essere utilizzati valori di P ch,on privi di contributi di
recupero di calore latente per condensazione, che è calcolato separatamente.

prospetto B.12 Valori di default per P 'ch,on e θ 'gn,test

Descrizione θ 'gn,test P 'ch,on [%]


Generatore atmosferico tipo B 70 12
Generatore di tipo C11 (tiraggio forzato) 70 10
Caldaia a gas con bruciatore ad aria soffiata 70 10
Caldaia a gasolio/biodiesel con bruciatore ad aria soffiata 70 10

20) Note esplicative sulla formula (B.28)


La formula tiene conto della variazione del rendimento di combustione con la temperatura dell'acqua assumendo una
correlazione lineare. L'ipotesi è che il ΔT fra acqua e fumi rimanga costante (cioè un aumento di 20 °C della temperatura
dell'acqua causa un aumento della temperatura dei fumi di 20 °C). Un aumento di 22 °C della temperatura dei fumi
produce una diminuzione di rendimento dell' 1%, di qui il fattore 0,045.
Detto fattore è valido per il calore sensibile. L'eventuale calore latente è oggetto di trattazione separata.
La formula non tiene conto esplicitamente dell'effetto della regolazione del rapporto aria/combustibile. La costante 0,045
è valida per eccessi d'aria normali (3% O2 nei fumi). Per nuovi impianti si ipotizza una regolazione corretta. Per sistemi
esistenti l'eccesso d'aria contribuisce a P 'ch,on. Se opportuno il fattore 0,045 può essere ricalcolato in accordo
all'eccesso d'aria misurato.
La formula non tiene conto esplicitamente della potenza massima al focolare regolata effettiva Φ cn. Se tale potenza è
significativamente inferiore a quella nominale, P ch,on dovrebbe essere misurata.
21) Qualora il fattore di perdita P 'ch,on sia dichiarato dal costruttore dell'apparecchio, esso deve essere riferito al
corrispondente valore θ gn,test.
In impianti esistenti, P 'ch,on può essere ottenuto da una misura del rendimento di combustione secondo la UNI 10389.

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prospetto B.13 Valori di default dell'esponente n

Tipologia del generatore M gn n


Generatore a parete, generatori in alluminio 0-1 kg/kW 0,05
Generatore di acciaio 1-2 kg/kW 0,1
Generatore in ghisa >2 kg/kW 0,15

B.3.3.2 Perdite al mantello corrette P gn,env


Le perdite al mantello corrette Pgn,env sono date da:22)
( θ gn,w,avg – θ a,gn ) m
P gn,env = P' gn,env × k gn,env × -------------------------------------------- × FC [%] (B.29)
( θ gn,w,test – θ a,test )
dove:
P 'gn,env sono le perdite al mantello in condizioni di prova.
P 'gn,env devono essere espresse come percentuale di una potenza di riferimento
Φ ref (solitamente la potenza nominale al focolare del generatore).
In assenza di dati dichiarati dal costruttore, P 'gn,env si calcola come
P' gn,env = c 2 – c 3 × log Φ cn [%] (B.30)
dove:
c 2 e c 3 sono i valori di default indicati nel prospetto B.14;
k gn,env è il fattore di riduzione delle perdite in accordo con l'ubicazione del
generatore.
Il valore di k gn,env è riportato nel prospetto B.15.
k gn,env tiene conto delle perdite recuperate come riduzione delle perdite
totali;
θ a,test è la temperatura ambiente in condizioni di prova. Il valore di default è
20 °C [°C];
θ a,gn è la temperatura dell'ambiente di installazione del generatore [°C];
m è l’esponente del fattore FC.
Valori di default dell'esponente m sono dati nel prospetto B.16 in funzione del
parametro caratteristico M gn definito come rapporto fra la massa complessiva del
generatore (metallo + refrattari + isolanti) e la sua potenza nominale al focolare.

prospetto B.14 Valori di default dei parametri c 2 e c 3

Tipo di isolamento del mantello c2 c3


Generatore alto rendimento, ben isolato 1,72 0,44
Generatore ben isolato e mantenuto 3,45 0,88
Generatore vecchio, isolamento medio 6,90 1,76
Generatore vecchio, isolamento scadente 8,36 2,2
Generatore non isolato 10,35 2,64

22) Note esplicative sulla formula (B.29)


La formula tiene conto della variazione delle perdite al mantello con la differenza fra la temperatura dell'acqua in caldaia
e la temperatura dell'ambiente di installazione assumendo una correlazione lineare (la dispersione al mantello è
controllata dalla conduzione nei materiali isolanti, che è lineare).
P 'gn,env corrisponde alla differenza fra il rendimento di combustione ed il rendimento utile in condizioni di riferimento
(funzionamento continuo).
Il fattore FC m tiene conto della riduzione delle perdite al mantello se la temperatura media della massa del generatore si
riduce durante il funzionamento in stand by. Ciò avviene solo se la regolazione della temperature ambiente interrompe la
circolazione dell'acqua in caldaia. In tutti gli altri casi si assume m = 0.

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prospetto B.15 Valori di default del parametro k gn,env e delle temperature ambiente di prova ed effettive

Tipo ed ubicazione del generatore k gn,env θ 'a,test θ a,gn


Generatore installato entro lo spazio riscaldato 0,1 20 20
Generatore di tipo B installato entro lo spazio riscaldato 0,2 20 20
Generatore in centrale termica 0,7 20 15
Generatore all'esterno 1 20 T e media
esterna

prospetto B.16 Valori di default dei parametri m e p

Descrizione M gn m p
kg/kW
Circolazione permanente di acqua in caldaia 0,0 0,0
Interruzione della circolazione in caldaia a temperatura ambiente <1 0,15 0,15
raggiunta. 1÷3 0,1 0,1
La pompa primaria si ferma alcuni minuti dopo il bruciatore ed >3 0,05 0,05
entrambi vengono fermati dal termostato ambiente

B.3.3.3 Perdite al camino a bruciatore spento, corrette, P ch,off


Questa perdita tiene conto della circolazione parassita di aria nel circuito aria-fumi a
bruciatore spento per effetto del tiraggio.
Le perdite al camino a bruciatore spento corrette Pch,off si calcolano come segue:
( θ gn,w,avg – θ a,gn ) p
P ch,off = P' ch,off × -------------------------------------------
- × FC [%] (B.31)
( θ gn,w,test – θ a,test )
dove:
P 'ch,off sono le perdite al camino a bruciatore spento in condizioni di prova.
P 'ch,off è espresso come percentuale della potenza di riferimento Φ ref
(solitamente la potenza nominale al focolare del generatore).
In mancanza di dati dichiarati dal costruttore, si applicano i valori di default
riportati nel prospetto B.17.
p è l’esponente del fattore FC.23)
sono i valori di default dell'esponente p sono dati nel prospetto B.16.

prospetto B.17 Valori di default di P 'ch,off

Descrizione P 'ch,off [%]


Generatori con bruciatori ad aria soffiata a combustibile liquido e gassoso con chiusura dell'aria 0,2
comburente all'arresto
Generatori con bruciatori soffiati a combustibile liquido e gassoso a premiscelazione totale
Generatori con scarico a parete 0,2
Generatori con bruciatori ad aria soffiata a combustibile liquido e gassoso senza chiusura dell'aria
comburente all'arresto
Altezza camino <10 m 1,0
Altezza camino >10 m 1,2
Generatori con bruciatori atmosferici a gas
Altezza camino <10 m 1,2
Altezza camino >10 m 1,6

23) Il fattore FC p tiene conto della riduzione delle perdite al camino a bruciatore spento se la temperature media della
massa del generatore si riduce durante il funzionamento in stand by. Ciò avviene solo se la regolazione della
temperature ambiente interrompe la circolazione dell'acqua in caldaia. In tutti gli altri casi si assume p = 0.

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B.3.3.4 Perdite totali di energia


Le perdite totali di energia del sottosistema generazione Q gn,l sono date da:
Q gn,l = Q ch,on + Q ch,off + Q gn,env [Wh] (B.32)
Le perdite al camino a bruciatore acceso Q ch,on sono date da:
P ch,on
- × Φ cn × t on [Wh]
Q ch,on = ------------- (B.33)
100
Le perdite al camino a bruciatore spento Q ch,off sono date da:
P ch,off
- × Φ ref × t off [Wh]
Q ch,off = ------------- (B.34)
100
Le perdite al mantello Q gn,env sono date da:
P gn,env
Q gn,env = ---------------- × Φ ref × ( t off – t on ) [Wh] (B.35)
100

B.3.4 Energia ausiliaria


Per ogni dispositivo che utilizzi energia ausiliaria occorre determinare la potenza elettrica Φ el,i.
Il valore può essere:
- dichiarato dal costruttore dell'apparecchiatura;
- misurato in campo;
- calcolato.
La potenza totale degli ausiliari elettrici, può essere calcolata con la seguente formula:
W aux,gn = W br + W af [W] (B.36)
I termini W br e W af sono determinati con la seguente formula:
Φ cn n
W x = c 4 + c 5 § ---------------· [W] (B.37)
© 1 000¹
dove:
c 4, c 5, n sono i parametri di default riportati nel prospetto B.18;
Φ cn è la potenza del focolare, espressa in Watt
L'origine dei dati deve essere riportata nella relazione di calcolo.
Nota Per i carichi elettrici variabili utilizzare la potenza media.

prospetto B.18 Parametri per il calcolo della potenza degli ausiliari

Tipo di apparecchio c4 c5 n
Generatore con bruciatore atmosferico 40 0,148 1
Generatore con bruciatore ad aria soffiata 0 45 0,48
Pompa primaria (valori per tutti i generatori) 100 2 1

L'energia ausiliaria complessiva assorbita dal sottosistema di generazione è data da:

Q aux,gn = ¦ W aux,gn × ton,i [Wh] (B.38)


i

L'energia elettrica ausiliaria si suddivide tra quella assorbita da dispositivi ausiliari posti a
monte del focolare (per esempio ventilatore aria comburente, pompe combustibile, ecc.)
e quella assorbita da dispositivi posti a valle del focolare (per esempio pompe del
generatore). Una quota di ciascuna delle due energie elettriche assorbita può essere
recuperata come energia termica.

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L'energia ausiliaria immessa prima del focolare e recuperata è data da:

Q br = ¦ W br,i × ton × k br,i = W br × k br × ton [Wh] (B.39)


i

dove:
t on = FC × t gn
k br,i è il fattore di recupero dell'energia elettrica immessa prima del focolare pari a 0,8.
L'energia ausiliaria immessa dopo il focolare e recuperata è data da:

Q af = ¦ Waf,i × ton × k af,i = W af × kaf × ton [Wh] (B.40)


i

dove:
k af,i è il fattore di recupero dell'energia elettrica immessa dopo il focolare assunto pari a 0,8

B.3.5 Procedura di calcolo


Sono previste le seguenti procedure di calcolo a seconda del tipo di generatore:
- generatori di calore monostadio;
- generatori di calore multistadio o modulanti;
- generatori di calore a condensazione;
- generatori modulari.

B.3.5.1 Generatori monostadio


1) Determinare la quantità di calore che il generatore deve fornire Q gn,out. In assenza di
accumulo esso è uguale alla somma dei fabbisogni di calore Q d,in,i dei sottosistemi
di distribuzione da esso alimentati.
Nel caso di più sottosistemi di generazione, far riferimento al punto B.2.5 per la
ripartizione del carico totale fra i generatori e determinare il carico Q gn,out,i di ciascun
generatore;
2) determinare il tempo di attivazione del generatore t gn (tempo complessivo t on + t off);
3) porre il fattore di carico FC = 1.
Il valore corretto di FC è determinato per iterazioni successive.
Se il valore di FC è noto (misurato in un sistema reale), eseguire i passi 4) e 5) e poi
passare direttamente al passo 8) (non è richiesto il calcolo iterativo);
4) determinare il valore dei fattori di perdita corretti P ch,on, P ch,off e P gn,env in conformità
al punto B.3.3 ed utilizzando il valore corrente di FC ;
5) determinare i valori di Q aux,gn Q br; Q af in conformità alle formule (B.38), (B.39) e
(B.40), utilizzando il valore corrente di FC ;
6) determinare il nuovo valore di FC con:
100 × ( Q gn,out – Q af )
---------------------------------------------------- + P ch,off + P gn,env
t gn × Φ ref
FC = ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- [-] (B.41)
Φ cn + k br × W br Φ cn
100 × ------------------------------------- - – ---------P ch,on + P ch,off
Φ ref Φ ref
7) ripetere i passi 4), 5) e 6) finché FC converge (variazione di FC minori di 0,01)24);
8) calcolare il fabbisogno di combustibile con:
Q gn,in = Φ cn × t gn × FC [Wh] (B.42)
9) calcolare le perdite totali con:
Q gn,l,t = Q gn,in – Q gn,out + Q br + Q af [Wh] (B.43)
Non vi sono perdite recuperabili del generatore in quanto le perdite sono state già
considerate nel calcolo.

24) Generalmente è sufficiente una sola iterazione. Possono essere necessarie più iterazioni quando FC è prossimo a zero

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B.3.5.2 Generatori multistadio e modulanti


Un generatore multistadio o modulante è caratterizzato da 3 stati tipici di funzionamento:
1) bruciatore spento;
2) bruciatore acceso alla minima potenza;
3) bruciatore acceso alla massima potenza.
Il metodo di calcolo ipotizza due sole possibili situazioni:
· il generatore funziona ad intermittenza alla minima potenza;
· il generatore funziona con continuità ad una potenza compresa fra il minimo ed il
massimo.

B.3.5.2.1 Dati aggiuntivi richiesti per i generatori multistadio o modulanti


I seguenti dati aggiuntivi sono richiesti per caratterizzare un generatore multistadio o
modulante:
Φ cn,min potenza minima al focolare di funzionamento continuo a fiamma
accesa;
P 'ch,on,min fattori di perdita P ch,on alla potenza minima al focolare Φ cn,min;
Φ br,min potenza degli ausiliari elettrici alla potenza minima al focolare Φ cn,min.
In mancanza di dati dichiarati dal costruttore o di misure in campo, valori di default sono
riportati nel prospetto B.20 e nel prospetto B.21.
Si considera che i valori nominali siano quelli alla potenza massima, perciò:
Φ cn,max = Φ cn potenza massima al focolare [W]
P 'ch,on,max = P 'ch,onfattore di perdita P 'ch,on alla potenza massima al focolare [%]
Il calcolo inizia utilizzando il metodo definito nel punto B.3.5.1 utilizzando:
Φ cn,min al posto di Φ cn
P 'ch,on,min al posto di P 'ch,on
Φ br,min al posto di Φ br
Se FC converge ad un valore minore od uguale ad 1, si procede fino al termine della
procedura prevista per i generatori monostadio.
Se FC converge ad un valore maggiore di 1, si calcola la potenza media al focolare Φ avg
con la seguente procedura:
1) Determinare la quantità di calore che il generatore deve fornire Q gn,out . In assenza di
accumulo esso è uguale alla soma dei fabbisogni di calore Q d,in,i dei sottosistemi di
distribuzione alimentati.
Nel caso di più sottosistemi di generazione, far riferimento al punto B.2.5 per la
ripartizione del carico totale fra i generatori e determinare il carico Q gn,out,i di ciascun
generatore;
2) calcolare P gn,env con la formula (B.29) assumendo FC = 1;
3) calcolare P ch,on,min e P ch,on,max con la formula (B.28) assumendo FC = 1;
4) calcolare Q af con la formula (B.38);
5) porre Φ cn,avg = Φ cn,min;
6) calcolare P ch,on,avg con:
Φ cn,avg – Φ cn,min
P ch,on,avg = P ch,on,min + ( P ch,on – P ch,on,min ) × ----------------------------------------
- [%] (B.44)
Φ cn,max – Φ cn,min
7) calcolare Φ br,avg con:
Φ cn,avg – Φ cn,min
Φ br,avg = Φ br,min + ( Φ br,max – Φ br,min ) × ----------------------------------------
- [W] (B.45)
Φ cn,max – Φ cn,min

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8) calcolare una nuova Φ cn,avg con:


Q gn,out – Q af P gn,env
------------------------------ + ---------------- Φ ref – k br × W br,avg
t gn 100
Φ cn,av = ----------------------------------------------------------------------------------------------------
- [W] (B.46)
P ch,on,avg
1 – ----------------------
100
9) ripetere i passi 6), 7) e 8) finché Φ cn,avg converge. Tipicamente una sola iterazione è
sufficiente.
10) calcolare il fabbisogno di combustibile con:
Q gn,in = Φ cn,avg × t gn [Wh] (B.47)
11) calcolare l'energia ausiliaria totale con:
Q gn,aux = t gn × ( W af + W br,avg ) [Wh] (B.48)
12) calcolare l'energia ausiliaria recuperata con:
Q aux,gn,r,rh = t gn × ( W af × k af + W br,avg × k br ) [Wh] (B.49)
13) calcolare le perdite totali con:
Q gn,l,t = Q gn,in – Q gn,out + k br × W br × t gn + k af × W af × t gn [Wh] (B.50)

prospetto B.19 Valori di default della potenza minima al focolare per generatori multistadio o modulanti

Descrizione Valore
Generatori con bruciatore di gas 0,3 × Φ cn
Generatori con bruciatore di combustibile 0,5 × Φ cn
liquido

prospetto B.20 Valori di default di P 'ch,ON,min e θ 'gn,test per generatori multistadio o modulanti

Descrizione θ 'gn,test P 'ch,on,min [%]


Generatore atmosferico tipo B 70 15
Generatore di tipo C11 (tiraggio forzato) 70 12
Caldaia a gas con bruciatore ad aria soffiata 70 8
Caldaia a condensazione 50 5
temperatura di
ritorno
Caldaia a gasolio/biodiesel con bruciatore ad aria soffiata 70 10

prospetto B.21 Valori di default delle potenze degli ausiliari alla potenza minima del focolare per generatori multi-
stadio o modulanti

Descrizione Valore
Ventilatore aria comburente ed ausiliari bruciatore (gas) W br,min = Φ cn,min × 0,002
Ventilatore aria comburente ed ausiliari bruciatore (gasolio) W br,min = Φ cn,min × 0,003
Ventilatore aria comburente ed ausiliari bruciatore (olio combustibile)
- senza riscaldatore W br,min = Φ cn,min × 0,004
- con riscaldatore W br,min = Φ cn,min × 0,02

B.3.5.3 Generatori a condensazione


Nel caso dei generatori a condensazione si tiene conto del recupero di calore latente di
condensazione del vapor d'acqua con una riduzione delle perdite al camino a bruciatore
acceso P ch,on.

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Il recupero R di calore latente si calcola in base al vapor d'acqua condensato, ottenuto


come differenza tra il contenuto di vapor d'acqua nei fumi umidi effettivi e il contenuto di
vapor d'acqua nei fumi all'uscita del generatore di calore. Il prodotto del quantitativo di
condensato per il calore latente di condensazione fornisce il calore recuperato.
I dati d'ingresso del generatore per il calcolo di R sono l'eccesso d'aria e la differenza tra
la temperatura dei fumi e la temperatura di ritorno dell'acqua Δθ w,fl, che è un dato che
caratterizza il generatore di calore.
Si utilizzano, quindi, le procedure definite nel punto B.3.3 sostituendo rispettivamente
P ch,on o P ch,on,avg e P ch,on,min con:
*
P ch,on = P ch,on - R [%] (B.51)
*
P ch,on,avg = P ch,on,avg - R avg [%] (B.52)
*
P ch,on,min = P ch,on,min - R min [%] (B.53)
dove R è il fattore percentuale di recupero di condensazione riferito alle seguenti tre
potenze al focolare: nominale, media e minima, e quindi:
R è il fattore di recupero di condensazione, espresso come percentuale di Φ cn [%];
R avg è il fattore di recupero di condensazione alla potenza media, espresso come
percentuale di Φ cn,avg [%];
R min è il fattore di recupero di condensazione alla potenza minima, espresso come
percentuale di Φ cn,min [%].
Nota Nel caso dei generatori a stadi occorre sostituire rispettivamente P ch,on o P ch,on,min con P *ch,on o
P *ch,on,min, nel caso dei generatori modulanti occorre sostituire rispettivamente P ch,on,min o P ch,on,avg
con P *ch,min o P *ch,on,avg.

B.3.5.3.1 Calcolo del fattore di recupero R per condensazione in base al ΔT fumi/acqua del generatore
Temperatura di scarico dei fumi per generatori monostadio
In generale, la temperatura di scarico dei fumi θ fl è data da:
θ fl = θ gn,w,r + Δ θ w,fl [°C] (B.54)
dove:
θ gn,w,r è la temperatura effettiva dell'acqua di ritorno al generatore [°C];
Δθ w,fl è la differenza fra la temperatura di ritorno dell'acqua nel generatore e la
corrispondente temperatura di scarico dei fumi [°C].
Temperatura di scarico dei fumi per generatori modulanti
Alla potenza minima del focolare Φ cn,min la temperatura di scarico dei fumi θ fl,min è data da:
θ fl,min = θ gn,w,r + Δ θ w,fl,min [°C] (B.55)
Alla potenza media del focolare Φ cn,avg, la differenza fra la temperatura di ritorno
dell'acqua nel generatore e la corrispondente temperatura di scarico dei fumi alla potenza
effettiva di funzionamento del generatore Δθ w,fl,avg è data da:
Φ cn,avg – Φ cn,min
Δ θ w,fl,avg = Δ θ w,fl,min + ( Δ θ w,fl – Δ θ w,fl,min ) × ----------------------------------------
- [°C] (B.56)
Φ cn,max – Φ cn,min
dove:
Δθ w,fl è la differenza fra la temperatura di ritorno dell'acqua nel generatore e la
corrispondente temperatura di scarico dei fumi alla potenza nominale (massima)
[°C];
Δθ w,fl,min è la differenza fra la temperatura di ritorno dell'acqua nel generatore e la
corrispondente temperatura di scarico dei fumi alla potenza minima [°C]
La temperatura di scarico dei fumi θ fl,avg è data da:
θ fl,avg = θ gn,w,r + Δ θ w,fl,avg [°C] (B.57)

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dove:
θ gn,w,r è la temperatura effettiva dell'acqua di ritorno al generatore [°C].
Tenore di ossigeno dei fumi per generatori modulanti
Alla potenza media Φ cn,avg, il tenore di ossigeno dei fumi O 2avg è dato da:
Φ cn,avg – Φ cn,min
O 2,fl,avg = O 2,fl,dry,min + ( O 2,fly,dry – O 2,fl,dry,min ) × ----------------------------------------
- [%] (B.58)
Φ cn,max – Φ cn,min
dove:
O 2,fl,dry è il tenore di ossigeno dei fumi alla potenza nominale (massima) [°C];
O 2,fl,dry,min è il tenore di ossigeno dei fumi alla potenza minima [°C].
Si utilizzano i dati O 2,fl,dry e O 2,fl,dry,min forniti dal fabbricante o i dati di default del
prospetto B.22.

prospetto B.22 Dati di default per il calcolo del valore di R

Grandezza Simbolo Unità caso valore


Umidità relativa dell'aria di combustione HUM air % In tutti i casi 50
Umidità relativa dei fumi HUM fl % In tutti i casi 100
Differenza tra temperatura fumi e Δθ w,fl °C η gn,Pmin > 102 20
temperatura ritorno acqua alla potenza
η gn,Pn < 102 60
nominale
Differenza tra temperatura fumi e Δθ w,fl,min °C η gn,Pmin > 106 5
temperatura ritorno acqua alla potenza
η gn,Pn < 106 20
minima
Contenuto di ossigeno alla potenza O 2,fl,dry % In tutti i casi 6
nominale
Contenuto di ossigeno alla potenza minima O 2,fl,dry,min % Modulazione di aria e di gas 6
Modulazione solo di gas 15

Calcolo del fattore di recupero R (generatori monostadio)


Il volume reale (effettivo) di fumi secchi V fl,dry è dato da:
20,94
V fl,dry = V fl,st,dry × -------------------------------------- [Nm3/Nm3] o [Nm3/kg] (B.59)
20,94 – O 2,fl,dry
dove:
O 2,fl,dry è il tenore di ossigeno nei fumi secchi alla potenza nominale [%];
V fl,st,dry è il volume dei fumi stechiometrici (teorici) secchi prodotti per unità di
combustibile [Nm3/Nm3] o [Nm3/kg].
Il volume reale di aria comburente V air,dry è dato da:
V air,dry = V air,st,dry + (V fl,dry - V fl,st,dry) [Nm3/Nm3] o [Nm3/kg] (B.60)
dove:
V air,st,dry è il volume dell'aria comburente stechiometrica secca per unità di
combustibile [Nm3/Nm3] o [Nm3/kg];
20,94
V fl,dry - V fl,st,dry non è altro che l'eccesso d'aria, mentre -------------------------------------- è l'indice d'aria.
20,94 – O 2,fl,dry

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25)

prospetto B.23 Dati di riferimento relativi ai combustibili

Grandezza Simbolo Unità Combustibile

Gas G2025) Propano Butano Gasolio


3 3 3 3
Potere calorifico superiore H s kWh/Nm 11,07 kWh/Nm 28,279 kWh/Nm 36,662 kWh/Nm 12,46 kWh/kg
kWh/kg
Potere calorifico inferiore Hi kWh/Nm3 9,94 kWh/Nm3 28,988 kWh/Nm3 36,779 kWh/Nm3 11,87 kWh/kg
kWh/kg
Volume aria V air,st Nm3/Nm3 9,52 Nm3/Nm3 23,8 Nm3/Nm3 30,94 Nm3/Nm3 11,23 Nm3/Nm3
stechiometrica (teorica)
Volume stechiometrico di V fl,st,dry Nm3/Nm3 8,52 Nm3/Nm3 21,8 Nm3/Nm3 28,44 Nm3/Nm3 10,49 Nm3/Nm3
fumi secchi (teorico)
Produzione M H2O,st kg/Nm3 1,65 kg/Nm3 3,3 kg/Nm3 4,03 kg/Nm3 1,18 kg/Nm3
stechiometrica di vapor
d'acqua

Si calcolano i contenuti di vapor d'acqua alla saturazione per l'aria M H2O,air,sat e per i fumi
M H O,fl,sat in base alle rispettive temperature θ air (temperatura aria comburente) e θ fl
2
(temperatura fumi) esprimendoli in kilogrammi di vapor d'acqua per Nm3 di aria secca o di
fumi secchi. I dati necessari sono riportati nel prospetto B.24. Per altre temperature si
possono eseguire interpolazioni lineari o polinomiali.

prospetto B.24 Contenuto di vapor d'acqua alla saturazione in funzione della temperatura

Temperatura θ air oppure 0 10 20 30 40 50 60 70


θ fl °C
Contenuto di vapor d'acqua kg/Nm3 0,00493 0,00986 0,01912 0,03521 0,06331 0,1112 0,1975 0,3596
alla saturazione
M H2O,air,sat oppure M H2O,fl,sat
Nota Il contenuto di vapor d'acqua alla saturazione è espresso come kilogrammi di vapor acqueo per Nm3 di gas secco.

Il contenuto di vapor d'acqua totale dell'aria comburente M H2O,air è dato da:


HUM air
MH = MH × V air,dry × ------------------
- [kg/Nm3] o [kg/kg] (B.61)
2 O,air 2 O,air,sat 100
In assenza di dati misurati si pone HUM air = 50%.
Il contenuto di vapor d'acqua totale dei fumi all'uscita del generatore M H è dato da:
2 O,fl

HUM
MH = MH × V fl,dry × ---------------fl- [kg/Nm3] o [kg/kg] (B.62)
2 O,fl 2 O,fl,sat 100
In assenza di dati misurati o specificati dal costruttore si pone HUM fl = 100%, ossia fumi
saturi all'uscita del generatore.
La quantità di condensa prodotta M H è data da:
2 O,cond

MH = ( MH + MH ) – MH [kg/Nm3] o [kg/kg] (B.63)


2 O,cond 2 O,st 2 O,air 2 O,fl

ossia dalla differenza tra contenuto di vapore nei fumi umidi effettivi (pari alla somma del
contenuto di vapore nei fumi teorici e il contenuto di vapore dell'aria comburente) e il
contenuto di vapore nei fumi all'uscita del generatore.

25) Tenuto conto della molteplicità delle fonti di approvvigionamento di gas naturale distribuito in Italia, si assumono come
riferimento i dati del metano (gas di prova G20).

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dove:
M H O,st è il contenuto di vapore nei fumi umidi teorici per unità di massa di
2
combustibile (prospetto B.23)26) [kg/Nm3] o [kg/kg].
Se M H è negativo non c'è condensazione. In questo caso si pone M H =0e
2 O,cond 2 O,cond
risulta R = 0.
Il calore latente di condensazione del vapor acqueo H cond,fl è dato da:
H cond,fl = 0,6947 - θ fl × 676 × 10-6 [kWh/kg] (B.64)
ll calore liberato per condensazione Q cond è dato da:
Q cond = M H × H cond,fl [kWh/Nm3] o [kWh/kg] (B.65)
2 O,cond

Il fattore di correzione del rendimento R (oppure R avg) è dato da:


100 × Q cond
R = ------------------------------ [%] (B.66)
Hi
Calcolo di R min ed R avg (generatori modulanti e multistadio)
Il calcolo di R min e R avg per i generatori modulanti si effettua utilizzando rispettivamente
θ fl,min e O 2,min
θ fl,avg e O 2,avg
al posto di θ fl e O 2.

B.3.5.4 Generatori modulari


Un generatore modulare consiste di N t moduli o generatori, ciascuno avente potenza al
focolare minime e massime Φ cn,i,max e Φ cn,i,min, assemblati a cura o secondo le istruzioni
del costruttore in una unica unità fisica o funzionale.
La potenza al focolare complessiva del generatore modulare complessivo è data da:
Φ cn = Φ cn,i,max × N t [W] (B.67)
In generale sono possibili le seguenti tre soluzioni:
1) sistemi modulari senza intercettazione idraulica dei moduli;
2) sistemi modulari con intercettazione idraulica dei moduli e inserimento del numero
minimo possibile di moduli in relazione al fattore di carico;
3) sistemi modulari con intercettazione idraulica dei moduli e inserimento del numero
massimo possibile di moduli in relazione al fattore di carico.
La soluzione 2) è normalmente adottata nel caso di generatori non condensanti, mentre la
soluzione 3) è prevista nel caso di generatori a condensazione.
In assenza di indicazioni in merito alla soluzione adottata si assume come riferimento la
soluzione 1).

B.3.5.4.1 Sistemi modulari senza intercettazione idraulica dei moduli


Se il generatore modulare non è dotato di un dispositivo che spegne ed interrompe la
circolazione di acqua nei moduli inutilizzati, qualunque sia la modalità di
inserimento/disinserimento dei moduli, le perdite effettive del generatore modulare si
calcolano con la procedura definita nel punto B.3.5.2 (generatori modulanti) ipotizzando:
Φ cn,max = Φ cn,i,max × N t
Φ cn,min = Φ cn,i,min × N t

B.3.5.4.2 Sistemi modulari con intercettazione idraulica dei moduli ed inserimento del minimo numero
possibile di moduli
Se il generatore modulare è dotato di un dispositivo che spegne ed interrompe la
circolazione di acqua nei moduli inutilizzati e la modalità di regolazione prevede il
funzionamento del minimo numero possibile di moduli, il numero N di moduli in funzione
si calcola come segue:
N = int ( N t × FC – 1 ) [-] (B.68)

26) ll contenuto di vapore nei fumi teorici dipende dal contenuto percentuale di idrogeno nel combustibile.

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dove FC è calcolato in conformità al punto B.3.5.1 (generatori monostadio) ipotizzando


un generatore di calore monostadio avente potenza al focolare Φ cn, ossia pari alla
somma delle potenze al focolare a pieno carico dei moduli e fattori di perdita percentuali
uguali a quelli del generatore modulare in esame alla massima potenza.27)
Le perdite effettive del generatore modulare si calcolano con la procedura definita al
punto B.3.5.2 (generatori modulanti) ipotizzando:
Φ cn,max = Φ cn,i,max × N
Φ cn,min = Φ cn,i,min

B.3.5.4.3 Sistemi modulari con intercettazione idraulica dei moduli ed inserimento del massimo numero
possibile di moduli
Se il generatore modulare è dotato di un dispositivo che spegne ed interrompe la
circolazione di acqua nei moduli inutilizzati e la modalità di regolazione prevede il
funzionamento del massimo numero possibile di moduli, il numero N di moduli in
funzione si calcola come segue:
N = int ( N t × FC + 1 ) [-] (B.69)
dove FC è calcolato in conformità al punto B.3.5.1 (generatori monostadio) ipotizzando
un generatore di calore monostadio avente potenza al focolare Φ cn = N t × Φ cn,i,min ossia
potenza complessiva di tutti i moduli alla minima potenza del focolare in funzionamento
continuo ed a fiamma accesa e fattori di perdita percentuali uguali a quelli del generatore
modulare in esame alla minima potenza.
Se risulta N > N t si pone N t = N.
Le perdite effettive del generatore modulare si calcolano con la procedura definita nel
punto B.3.5.2 (generatori modulanti) ipotizzando:
Φ cn,max = Φ cn,i,max × N
Φ cn,min = Φ cn,i,min

B.3.6 Esempio di calcolo mensile con il metodo basato sul metodo analitico
I prospetti B.25 e B.26 riportano un esempio di calcolo del rendimento di generazione
mensile con il metodo analitico.
Per il calcolo dei fabbisogni e il calcolo delle temperature dell'acqua, si faccia riferimento
ai dati dei prospetti B.8 e B.9.

27) I fattori di perdita del generatore modulare complessivo, essendo espressi in percentuale della rispettiva potenza al
focolare, sono uguali a quelli del singolo modulo.

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prospetto B.25 Dati del generatore - (valori di default)

Descrizione Simbolo Valore


Riferimento
Tipo di generatore - Atmosferico a gas monostadio
Ubicazione In centrale termica
Potenza termica del focolare Φ cn 74 kW
Potenza termica di riferimento Φ ref 74 kW
Perdite al camino a bruciatore acceso P 'ch,on 12%
a pieno carico Prospetto B.12 default per generatore atmosferico tipo B
Esponente per il calcolo del fattore di n 0,15
carico per il calcolo di P ch,on Prospetto B.12 default per generatore di ghisa
Perdite al mantello P 'gn,env Default per vecchio generatore con isolamento medio
Prospetto B.14 c 2 = 6,79% c 3 =1,76 W
Equazione P gn,env = 6,79 - 1,76 × log(74) = 3,5%
[B.29]
Esponente per il calcolo delle perdite K gn,env 0,7
di carico al mantello Prospetto B.15 default per circolazione continua in caldaia
Fattore di riduzione delle perdite al m 0,7
mantello Prospetto B.16 default per generatore installato in centrale termica
Perdite al camino a bruciatore spento P 'ch,off 1,6%
Prospetto B.17 default per generatore atmosferico H camino >10 m
Esponente per il calcolo del fattore di p 0
carico per il calcolo di P ch,off Prospetto B.16 Circolazione continua dell'acqua in caldaia
Temperatura del locale di prova θ a,test 20 °C
(bruciatore acceso e spento) Prospetto B.15
Temperatura media dell'acqua nel θ gn,test 70 °C
generatore per le prove a bruciatore Prospetto B.12
acceso e spento
Potenza elettrica degli ausiliari prima W br Valori per generatore con bruciatore atmosferico
della camera di combustione Prospetto B.18 c 4 = 40 W c 5 = 0,148 W n = 1
W br = 40 W + 0,148 W × (74 000 W / 1 000)1 = 51 W
Potenza elettrica degli ausiliari dopo la W af Valori per tutti i generatori
camera di combustione Prospetto B.18 c 4 = 100 W c 5 = 2 W n = 1
W af = 100 W + 2 W × (74 000 W / 1 000)1 = 248 W
Fattore di recupero di W br k br 0,8
Punto B.3.4 default
Fattore di recupero di W af K af 0,8
Punto B.3.4 default

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prospetto B.26 Procedura di calcolo

Descrizione Riferimento Dettaglio dei calcoli e risultati


Calcolo della potenza media Equazione [B.1] Φ gn,avg = 22 472 kWh / 720 h = 31,2 kW
Calcolo della temperatura di Equazioni [A.6] Pompa di ricircolo - Portata nel generatore maggiore di quella della
mandata, di ritorno e media e [A.7] distribuzione
θ gn,f = 70 °C
θ gn,w,r = 70 °C - (31 200 W / (1,16 × 6 034 l/h) = 65,5 °C
La portata della pompa di ricircolo è V = 70 000 W / (1,16 × 10 K) =
6 034 l/h
θ gn,w,avg = (70 °C + 65,5 °C)/2 = 67,8 °C
Procedimento per generatore monostadio punto B.3.5.1
Passo 1 B.3.5.1 1) Unico circuito e assenza di accumulo
Q gn,out = Q d,in = 22 472 kWh
Passo 2 B.3.5.1 2) Attivazione continua 24 h su 24 h - 30 d
t gn = 720 h
Passo 3 B.3.5.1 3) Si pone FC = 1 (fattore di carico del focolare)
Passo 4 B.3.5.1 4) Calcolo dei fattori di perdita corretti
Equazione [B.28] P ch,on = [12% + (70 °C - 67,8 °C) × 0,045% / °C] × 10,15 = 11,9%
P gn,env = 3,61 × 0,7 × [(67,8 °C - 15 °C) / (70 °C - 20 °C)] ×10 = 2,77%
Equazione [B.29] P ch,off = 1,6% × [(67,8 °C - 15 °C) / (70 °C - 20 °C)] × 10 = 1,75%

Equazione [B.31]
Passo 5 B.3.5.1 5) Calcolo dei fabbisogni degli ausiliari
Equazione [B.39] Q br = 51 W × 0,8 × 720 h × 1 = 29,4 kWh
Equazione [B.40] Q af = 248 W × 0,8 × 720 h = 142,8 kWh
Equazione [B.38] Q gn,aux = 51 W × 720 h × 1 + × 720 h = 215 W
Passo 6 B.3.5.1 6) Primo calcolo di FC
100 × ( 22 472 – 142,8 )
---------------------------------------------------------------- + 1,75 + 2,77
720 × 74
FC = ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- = 0,516
74 + 0,8 × 0,051 74
100 × -------------------------------------------- – ------ × 11,9 + 1,75
74 74
Passo 7 Seconda iterazione B.3.5.1 7) Calcolo dei fattori di perdita con il nuovo valore di FC
P ch,on = [12% + (70 °C - 67,8 °C) × 0,045% / °C] × 0,5160,15 = 10,8%
P gn,env = 3,61 × 0,7 × [(67,8 °C - 15 °C) / (70 °C - 20 °C)] × 0,5160 = 2,77%
P ch,off = 1,6% × [(67,8 °C - 15 °C) / (70 °C - 20 °C)] × 0,5160 = 1,75%
Calcolo dei fabbisogni degli ausiliari
Q br = 51 W × 0,8 × 720 h × 0,516 = 15,2 kWh
Q af = 248 W × 0,8 × 720 h = 142,8 kWh
Q gn,aux = 15,2 / 0,8 kWh + 142,8 / 0,8 kWh = 197,5 kWh
Iterazione di FC - Secondo calcolo di FC
100 × ( 22 472 – 142,8 )
---------------------------------------------------------------- + 1,75 + 2,77
720 × 74
FC = ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- = 0,510
74 + 0,8 × 0,051 74
100 × -------------------------------------------- – ------ × 10,8 + 1,75
74 74
Successive iterazioni considerando due cifre decimali il valore converge a 0,51
Passo 8 B.3.5.1 8) Fabbisogno di energia per la combustione
Equazione [B.42] Q gn,in = 74 kW × 720 h × 0,51 = 27 172 kWh
Passo 9 B.3.5.1 9) Perdite totali
Equazione [B.43] Q gn,l,t = 27 172 kWh - 22 472 kWh + 15,2 kWh + 142,8 kWh = 4 858 kWh

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Generalità
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requisiti energetici e dei rendimenti dell'impianto - Parte 3-1:
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caratterizzazione dei fabbisogni (fabbisogni di erogazione)
UNI EN 15316-3-2 Impianti di riscaldamento negli edifici - Metodo per il calcolo dei
requisiti energetici e dei rendimenti dell'impianto - Parte 3-2:
Impianti per la produzione di acqua calda sanitaria; distribuzione
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requisiti energetici e dei rendimenti dell'impianto - Parte 3-3:
Impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, generazione
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energy requirements and system efficiencies - Parte 4-1: Space
heating generation systems, boilers
EN 15603 Energy performance of buildings - Overall energy use and
definition of energy ratings
Direttiva 2002/91/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul
rendimento energetico nell'edizia
Decreto Presidente della Repubblica N° 412 del 26/08/1993, regolamento recante norme
per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici
degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4,
comma 4, della legge 9 gennaio 1991, N° 10
Direttiva 92/42/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, concernente i requisiti di
rendimento per le nuove caldaie ad acqua calda alimentate con combustibili liquidi o
gassosi

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