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TerMus

Prestazioni Energetiche e Certificazione


TerMus-CE
Certificazione Energetica
TerMus-i
Progettazione Impianti di Riscaldamento
TerMus-E
Calcolo dei Carichi Termici Estivi
TerMus-IM
Interventi Migliorativi







Tutorial & Manuale Operativo
aggiornato al 21/05/2012 (E.9 - R.1)




















ACCA software















Tutorial e Manuale Operativo dei programmi
Ter Mus
Prestazioni Energetiche e Certificazione
Ter Mus-CE
Certificazione Energetica
Ter Mus-i
Progettazione Impianti di Riscaldamento
Ter Mus-E
Calcolo dei Carichi Termici Estivi
Ter Mus-I M
Interventi Migliorativi

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1. Introduzione
1

Introduzione
Scopo del presente manuale quello di fornire allUtente il supporto ne-
cessario per acquisire unadeguata conoscenza sia concettuale che pratica
della procedura. Verranno descritte le specifiche funzionalit del pro-
gramma, corredate, alloccorrenza, da opportuni esempi.
Le informazioni riguardanti linstallazione del programma sono riportate
nel capitolo 2.
1.1
La Soluzione TerMus
La Soluzione TerMus, costituita dai programmi:
TerMus (Prestazioni Energetiche e Certificazione): il programma per il cal-
colo delle dispersioni energetiche degli edifici e la verifica delle pre-
stazioni degli impianti secondo quanto prescritto dalle norme vigenti.
Il programma produce automaticamente anche gli Attestati di Certifi-
cazione e di Qualificazione Energetica delledificio.
1. Introduzione
2
TerMus-i (Progettazione Impianti di Riscaldamento): il programma per la
progettazione dellimpianto di riscaldamento (v. 1.4).
TerMus e TerMus-i sono due programmi autonomi, ma integrabili fra loro.
Il programma TerMus, inoltre, pu essere corredato del modulo TerMus-E
per il calcolo dei carichi termici estivi necessario al dimensionamento
degli impianti di climatizzazione (v. 1.5).
In definitiva il Tecnico ha a disposizione le seguenti soluzioni:
TerMus: il programma per la verifica delle dispersioni termiche secondo
lattuale legislazione nazionale e norme UNI vigenti (v. 1.3).
TerMus-i: il programma per la progettazione dellimpianto di riscalda-
mento (v. 1.4).
TerMus +TerMus-E: il programma TerMus integrato del modulo TerMus-E
per il calcolo dei carichi termici estivi necessario al dimensionamento
degli impianti di climatizzazione (v. 1.5).
TerMus +TerMus-i: integrazione di TerMus e TerMus-i, un programma
unico che in un unico documento consente di effettuare sia il calcolo
delle dispersioni termiche con le relative verifiche di Legge che la
progettazione dellimpianto di riscaldamento.
TerMus +TerMus-E +TerMus-i: integrazione di TerMus, TerMus-E e
TerMus-i, un programma unico che in un unico documento consente
di effettuare il calcolo delle dispersioni termiche invernali e le relative
verifiche di Legge, il calcolo dei carichi termici estivi e la progetta-
zione dellimpianto di riscaldamento.
TerMus, eventualmente integrato con TerMus-i e/o TerMus-E, pu esse-
re ulteriormente integrato con uno o pi moduli aggiuntivi TerMus-NR per
il calcolo e le verifiche delle dispersioni termiche secondo le modalit pre-
viste dalle specifiche Normative Regionali e con TerMus-IMper la valuta-
zione dellefficacia degli interventi di miglioramento delle prestazioni
energetiche degli edifici.
, inoltre disponibile il programma TerMus-CE: la versione di TerMus
per chi deve produrre unicamente lAttestato di Certificazione Energetica
per tutte le tipologie di edifici. TerMus-CE pu essere integrato con la
versione Lightdi TerMus-IMche non prevede la stima del costo degli in-
terventi migliorativi.
Il presente manuale illustra le funzionalit e le modalit operative per
lutilizzo del programma TerMus +TerMus-E +TerMus-i. Esso, pertanto,
include tutte le funzionalit e le modalit operative per lutilizzo dei pro-
1. Introduzione
3
grammi TerMus, TerMus-i e TerMus-CE e del modulo TerMus-E e del pro-
gramma.
Ovviamente, se si dispone del solo programma TerMus, lUtente pu tra-
lasciare la lettura delle parti del manuale che riguardano problematiche
specifiche del calcolo dei carichi termici estivi e della progettazione degli
impianti termici.
Se si dispone del programma TerMus +TerMus-E pu essere tralasciata la
lettura delle parti del manuale che riguardano problematiche specifiche
della progettazione degli impianti termici.
Analogamente, se si dispone del solo TerMus-i, potranno essere tralascia-
te le parti del manuale riguardanti la progettazione termo-igrometrica
delle strutture, il calcolo delle dispersioni con le relative verifiche di
Legge ed il calcolo dei carichi termici estivi.

Se si dispone del solo programma TerMus, alcuni strumenti (bottoni,
opzioni di menu e campi di input) relativi a funzionalit specifiche per la
progettazione degli impianti di riscaldamento, descritti nel presente ma-
nuale, possono risultare NON disponibili (disabilitati o non presenti).
Analogamente, se si dispone del solo programma TerMus-i, alcuni
strumenti (bottoni, opzioni di menu e campi di input) relativi a funzionali-
t specifiche per la verifica della dispersioni termiche, descritti nel pre-
sente manuale, possono risultare NON disponibili.

Infine, nel programma TerMus-CE, alcune funzionalit di TerMus descrit-
te nel presente manuale NON risultano abilitate. Anche in questo caso
opportuni messaggi segnaleranno le parti del manuale che NON devono
essere oggetto dellattenzione dellUtente.
In ogni caso, per i vari programmi della soluzione TerMus, nel Sommario
del presente manuale sono indicati, mediante una crocetta, i soli argo-
menti che lUtente deve apprendere per poter operare con il programma
di cui in possesso, evitandogli linutile sforzo di apprendere funzionali-
t non disponibili nel proprio software.
La tabella seguente evidenzia sinteticamente le differenze tra i program-
mi TerMus e TerMus-CE.





1. Introduzione
4
Caratteristiche
del Programma
T
e
r
M
u
s

T
e
r
M
u
s
-
C
E

Calcolo
TUTTE le tipologie di Edifici (resi-
denziali e non residenziali - esistenti
e di nuova costruzione) senza limiti di
superficie
X X
Fabbisogno di ENERGIA TERMICA
dellEdificio per la climatizzazione
estiva ed invernale
X X
Fabbisogno di ENERGIA PRIMARIA
e dei RENDIMENTI per la climatizza-
zione invernale e per la produzione
di acqua calda sanitaria
X X
Modalit di calcolo convenzionale
per Edifici non dotati di impianto di
riscaldamento e/o acqua calda sani-
taria
X X
Scambi terreno pavimento X X
Trasmittanza termica delle superfici
opache (stratigrafie)
X X
Trasmittanza termica delle superfici
vetrate
X X
Dispersione dei ponti termici X X
Prestazione igrometrica delle struttu-
re opache
X
Capacit termica delledificio, sfasa-
mento ed attenuazione - regime di-
namico
X X
Indici di prestazione energetica: EPi -
EPi,invol - EPe,invol - EPacs - EPgl
X X
Verifiche di Legge
Indici di prestazione energetica
LIMITE
X
Trasmittanza LIMITE superfici opache X
Trasmittanza LIMITE superfici vetrate X
Rischio formazione condensa delle
superfici opache
X
Massa superficiale o Trasmittanza ter-
mica periodica delle superfici opache
X
Rendimenti impianto di riscaldamento X







Caratteristiche
del Programma
T
e
r
M
u
s

T
e
r
M
u
s
-
C
E

Interfaccia e Archivi
INPUT grafico con OBJECT DRAW X X
Diagnostica ad OGGETTI con Help X X
Dati Climatici dei Comuni Italiani X X
Componenti Elementari delle struttu-
re opache
X X
Ponti Termici X X
Attestati
Attestato di QUALIFICAZIONE
ENERGETICA
X
Attestato di CERTIFICAZIONE
ENERGETICA
X X
Elaborati
RELAZIONE di CALCOLO X
Visualizzazione TERMOGRAFICA
dellEdificio
X
Rappresentazione GRAFICA
dei risultati di calcolo
X
Scheda delle superfici opache X
Scheda delle vetrate X
Scheda dei ponti termici X
Scheda VANO X
Scheda ZONA X
Scheda GENERATORE e EDIFICIO
(EOdC)
X
Scheda risultati ENTIT (inspector) X
Integrazione con altri Moduli di TerMus
TerMus-i (Progettazione Impianti di
Riscaldamento)
X
TerMus-E (Calcolo Carichi Estivi) X
TerMus-NR (Normative Regionali) X
TerMus-IM (Interventi Migliorativi) X
TerMus-IM LT (Interventi Migliorativi -
Versione Light per TerMus-CE)
X
TerMus-NR LT (Normative Regionali -
Versione Light per TerMus-CE)
X







1. Introduzione
5
1.2
La Filosofia del Programma: lInput Object DRAW
I Programmi della Soluzione TerMus sono caratterizzati dal rivoluziona-
rio Input Object DRAW, linputazione ad oggetti grafici.
Un oggetto grafico un elemento (muro, finestra, ponte termico, tuba-
zione, terminale, ecc.) caratterizzato da tutte le caratteristiche termo-
fisiche necessarie al calcolo delle dispersioni e/o dellimpianto termico.
Il semplice disegno degli oggetti su una Tavola Grafica (v. cap. 9) con-
sente al programma di rilevare:
le caratteristiche termo-fisiche delloggetto (ad es., per un muro viene
rilevata la trasmittanza, ecc.);
le caratteristiche dimensionali di ogni oggetto (ad es., viene immedia-
tamente individuata la superficie disperdente di ogni muro e la superfi-
cie ed il volume di ogni vano, la lunghezza di un tubo, ecc.);
tutte le relazioni esistenti tra i vari oggetti disegnati e le loro condizioni
al contorno [ad es. per ogni muro vengono rilevate le zone (e quindi le
temperature) che confinano con ognuna delle sue facce].
In pratica, tutte le informazioni necessarie per le verifiche previste dalla
norma e/o per il progetto dellimpianto termico vengono inputate per via
grafica rendendo il lavoro del Tecnico semplice, intuitivo e veloce.
LInput Object DRAW facilita non solo limmissione dei dati, ma anche
la gestione del progetto.
Qualsiasi modifica apportata al disegno o alle caratteristiche termo-
fisiche di un oggetto trova immediato riscontro nei dati di calcolo.
Ad esempio, la modifica architettonica dei vani (spostamento di muri, fi-
nestre, ecc.) o dellorientamento nel disegno comporta un aggiornamento
delle dispersioni e dei valori oggetto di verifiche, ma anche (se si dispone
anche di TerMus-i) un ricalcolo e un nuovo dimensionamento dellintero
impianto di riscaldamento.
Analogamente, anche qualsiasi modifica ad uno o pi elementi
dellimpianto di riscaldamento (ad es. la lunghezza di un tratto di tubazio-
ne) comporta il ricalcolo e il nuovo dimensionamento dellimpianto stesso.
Invece di perdere tempo ad inputare i dati, il tecnico, grazie alle straordi-
narie funzionalit di TerMus +TerMus-i, pu dedicarsi effettivamente alla
1. Introduzione
6
progettazione, valutando in maniera semplice e veloce la disposizione e/o
le caratteristiche degli oggetti impiegati per ottimizzare le condizioni
termo-fisiche del complesso edificio-impianto.
Calcoli, risultati e relazioni, prodotti automaticamente, sono perfettamen-
te rispondenti a norme e regolamenti.

Se si dispone del solo programma TerMus, tutti gli oggetti specifici per il progetto
dellImpianto termico (tubazioni, pezzi speciali, terminali, ecc.) restano disponibili
ma unicamente con una valenza grafica. In pratica, in un progetto di TerMus,
possibile disegnare limpianto senza, per, poterlo dimensionare.
Analogamente, disponendo del solo TerMus-i, gli oggetti specifici per il calcolo delle
dispersioni termiche (muri, finestre, ecc.) restano disponibili ma unicamente con una
valenza grafica. In pratica in un progetto di TerMus-i , possibile disegnare ledificio
senza, per, poterne calcolare le dispersioni ed effettuare le verifiche previste.

1.3
TerMus
TerMus il programma per il calcolo e le verifiche delle dispersioni e del
fabbisogno di energia termica degli edifici secondo lattuale legislazione
nazionale e norme UNI vigenti.
Con TerMus la maggior parte dei dati viene inputata in maniera grafica,
quindi con modalit semplice ed intuitiva.
Il programma sfrutta il disegno per produrre Calcoli, Verifiche, Relazioni
e rispondere alle richieste delle norme.
La rivoluzionaria modalit di Input Object DRAW facilita non solo
limmissione dei dati, ma anche la gestione del progetto.
Per cambiare lorientamento di tutti gli elementi di progetto sufficiente
ruotare graficamente il Nord nella nuova posizione. Per effettuare nuove
suddivisioni architettoniche di vani o zone sufficiente disegnare le mo-
difiche per ottenere un aggiornamento dinamico dei dati di calcolo (me-
trici e di contorno). Per modificare posizionamento, dimensioni o caratte-
ristiche termodinamiche degli elementi del progetto sufficiente selezio-
nare loggetto e modificarne le dimensioni, spostarlo o cambiarne le ca-
ratteristiche nella vista della struttura.
1. Introduzione
7
Il programma provvede automaticamente agli aggiornamenti necessari
per le nuove condizioni di verifica da confrontare con i valori imposti
dalla legge. La fase di calcolo non quindi staccata dalla fase di proget-
tazione, ma permette di intervenire su qualsiasi parametro per trovare la
soluzione ottimale.
La conseguenza che invece di perdere tempo ad inputare i dati, il tecni-
co potr dedicarsi effettivamente alla progettazione, esaminando in ma-
niera semplice e veloce la disposizione o le caratteristiche degli oggetti
impiegati per ottimizzare le condizioni termodinamiche del complesso
edificio-impianto: finalmente si pu progettare con libert.
Calcoli, risultati e relazioni sono rispondenti a norme e regolamenti.
Il programma dotato di un archivio di materiali, trasmittanze, dati cli-
matici delle localit, ponti termici e di un Help in linea con valori e tabel-
le delle norme UNI e delucidazioni sulle modalit operative.
Il programma produce automaticamente anche gli Attestati di Certifica-
zione e di Qualificazione Energetica delledificio.
1.4
TerMus-i
TerMus-i il programma per la progettazione, il calcolo, la verifica, la
redazione di elaborati grafici, il computo materiali e la relazione tecnica
relativi allimpianto di riscaldamento a Terminali o a Pavimenti Radianti
di un manufatto edilizio.
Lobiettivo del programma di raggiungere in maniera semplice il di-
mensionamento dellImpianto di riscaldamento (tubazioni e terminali),
ma anche il bilanciamento dellintero impianto e la prevalenza e la porta-
ta della pompa.
Inoltre il programma procede alla regolazione di tutte le valvole presenti
nellimpianto ed alla determinazione delle portate che effettivamente
pervengono ai terminali.
La distinta dei materiali utilizzati per la realizzazione dellimpianto pu
essere stampata o utilizzata per redigere in maniera automatica preventivi
o contabilit con altri programmi di ACCA software (PriMus).
1. Introduzione
8
Il programma produce elaborati grafici esecutivi, relazioni tecniche di
calcolo e il computo materiali.
Linputazione dei dati semplice e veloce, grazie al rivoluzionario Input
Object DRAW, linputazione ad oggetti grafici, gi alla base di TerMus
per il calcolo delle dispersioni, di cui TerMus-i rappresenta la naturale
prosecuzione.
TerMus-i anche formalmente la prosecuzione del programma TerMus per
il calcolo del fabbisogno di energia, infatti dal progetto delledificio e dal
fabbisogno di ciascun vano si parte per il dimensionamento dellimpianto.
Ci nonostante si pu usare TerMus-i anche indipendentemente dalle
funzioni del programma TerMus, quindi senza avere effettuato preventi-
vamente il calcolo delle dispersioni termiche invernali.
In questo caso la potenza che ciascun terminale dovr erogare sar asse-
gnata direttamente dallutente.
Quando si opera con il solo TerMus-i, per il calcolo dellimpianto, si do-
vranno adoperare alcune funzioni comuni al programma TerMus per il
calcolo e la verifica delle dispersioni e, sicuramente, la filosofia operati-
va di questultimo.
Infatti alla base di TerMus-i troviamo la stessa logica operativa, la stessa me-
todologia di inputazione dati (Input Object DRAW) e anche dei dati comuni.
1.4.1
Cosa si Progetta con TerMus-i
Con TerMus-i possibile progettare impianti di riscaldamento ad acqua
calda con Terminali oppure con Pavimenti Radianti.
Come tipologia di terminali possibile adottare radiatori modulari (cio
quelli componibili), radiatori a pannello, termoconvettori, ventilconvetto-
ri ed aerotermi.
Come tipologia di impianto si possono prevedere: impianti monotubo
con valvole a quattro vie (struttura ad anello) e bitubo (con andata e ri-
torno paralleli). Per impianti con Terminali si possono contemplare an-
che impianti misti, cio con parti sviluppate ad anello e parti con andata e
ritorno paralleli.
1. Introduzione
9
1.5
TerMus-E
TerMus-E esegue il calcolo dei carichi termici estivi necessario al di-
mensionamento degli impianti di climatizzazione usando, come algorit-
mo, il metodo Carrier-Pizzetti.
I criteri di imputazione sono quelli gi adottati in TerMus. La maggior
parte dei dati, infatti, desunta direttamente dalla disposizione grafica
degli oggetti e dai dati generali e climatici del progetto. Con il program-
ma inoltre possibile controllare:
le reali condizioni al contorno delledificio interessato, come i dati
climatici estivi esterni;
le condizioni di progetto interne (con valori suggeriti ma modificabili);
le ombre portate (significative per la riduzione dellirradiazione solare);
la tipologia dellimpianto di climatizzazione da realizzare;
la capacit delle pareti esterne di accumulare parte del calore fornito
dallirraggiamento solare.
Ultimato il calcolo, TerMus-E restituisce in una relazione di calcolo tutte le
informazioni relative al comportamento termico estivo del manufatto: per
ciascun vano, ad esempio, vengono indicati i carichi termici massimi di-
stinti fra carichi latenti e carichi sensibili e, per lintero edificio, il Massimo
Carico Assoluto da confrontare con il Massimo Carico Contemporaneo (il
carico termico necessario al dimensionamento dellimpianto di climatizza-
zione).
1.6
Come Leggere il Manuale
Il presente manuale strutturato in maniera da supportare lUtente in
ogni situazione e da renderLo immediatamente operativo.
I tre capitoli che seguono contengono rispettivamente indicazioni sulla
installazione del programma (cap. 2), sul documento di TerMus (cap. 3)
e sulla organizzazione dei dati e quindi sulla logica di Input (cap. 4).
Il capitolo 4 oltre ad illustrare la logica di immissione dei dati anche un
1. Introduzione
10
Tutorial con esempi per poter operare immediatamente con il program-
ma. In questo capitolo non si scender nei dettagli delle varie funzioni
che verranno trattati nei capitoli successivi.

Il cap. 4 ha lo scopo di chiarire la logica del programma e di fornire una panora-
mica delle operazioni necessarie per effettuare le verifiche di legge previste per
un edificio e/o per progettare un impianto termico.
Per sfruttare pienamente le capacit del programma ed utilizzarne correttamente
tutte le funzionalit, NECESSARIO leggere approfonditamente anche gli altri
capitoli del presente manuale.

1.7
Help in Linea
Il programma TerMus + TerMus-E + TerMus-i dotato di un Help in li-
nea che pu aiutare lUtente durante limmissione dei dati.
Laccesso allHelp garantito, da ciascuna finestra del programma, pre-
mendo F1della tastiera.
possibile accedere allHelp anche quando il cursore posizionato in
uno specifico campo di inputazione dei dati.
La pagina dellHelp che si apre quella maggiormente attinente al dato
del campo in cui posizionato il cursore. Pertanto, se per un campo non
esiste un aiuto specifico, viene proposta la pagina di Help relativa alla fi-
nestra o al dialog in cui il campo contenuto.
Una volta avuto accesso ad una pagina, possibile navigare nellHelp
accedendo a tutte le informazioni contenute.
Ovviamente, laccesso allHelp del programma pu anche essere richie-
sto selezionando le apposite opzioni del menu ? (Help) (v. 3.2.5).

NellHelp del programma, oltre alle modalit operative per luso delle varie funziona-
lit, sono riportati anche i riferimenti alle norme UNI, le tabelle, i criteri di scelta dei
valori ed informazioni riguardanti specificamente lattuale legislazione nazionale e
norme UNI vigenti.
Per questo motivo il manuale non si sofferma particolarmente sullaspetto norma-
tivo e sulle modalit di calcolo, ma soprattutto sulle modalit operative e sulla fi-
losofia del programma.

2. Installazione
11

Installazione
I programmi della soluzione TerMus sono composti dalle seguenti parti:
Quick Start;
CD-ROM contenente il Programma, gli Archivi, lHelp in Linea ed il
Manuale dUso in formato PDF;
D-ROM contenente il Video Manuale;
chiave di protezione hardware.
Per effettuare linstallazione dei programmi occorre:
installare il Programma (v. 2.2);
installare la Chiave di Protezione Hardware (v. 2.3).
Le modalit operative per linstallazione del programma e della chiave di
protezione hardware vengono descritte dettagliatamente nei paragrafi se-
guenti.
2. Installazione
12
2.1
Requisiti di Sistema

I Requisiti di Sistema riportati di seguito sono puramente indicativi in quanto possono
essere modificati a causa di eventuali evoluzioni hardware e software. Lutente, per-
tanto, tenuto ad accertarsi delle eventuali modifiche consultando il sito www.acca.it.

I programmi della soluzione TerMus possono essere usati esclusivamente
con la configurazione a disco rigido.
I requisiti indispensabili al funzionamento dei programmi sono:
Personal computer con microprocessore Pentium IV o pi potente.
512 MB di Memoria RAM (consigliati 1 GB).
Microsoft Windows XP, Windows Vista o Windows 7.
Disco rigido, Lettore di CD-ROM e Mouse con rotellina.
Porta Usb.
Scheda video con minimo 128 MB di memoria, consigliati 256 MB.
Microsoft Internet Explorer 6.0 o successivo.
Scheda audio supportata da Windows (necessaria per il Video-Manuale).
Per le funzionalit web: connessione ad internet.
2.2
LInstallazione del Programma
Linstallazione del programma su disco rigido viene eseguita automati-
camente effettuando le seguenti operazioni:
accendere il computer e attendere che Windows risulti avviato;

Prima di procedere allinstallazione accertarsi:
che ogni altra applicazione in uso risulti chiusa;
di aver avuto accesso al sistema con i privilegi di Amministratore.

2. Installazione
13
inserire il CD-ROM del programma nellapposito lettore ed attendere
lavvio del programma di installazione;

Se il programma di installazione non si avvia, fare doppio click sul file SETUP.EXE
contenuto nel CD di installazione del programma.

pigiare il bottone Avanti della prima finestra (Benvenuto ) del
programma di installazione per passare alla finestra Scegliere il pro-
dotto da installare;
nella finestra Scegliere il prodotto da installareselezionare lopzione
(Installa TerMus ) relativa al programma della Soluzione TerMus da
installare per avviare la procedura di installazione;
procedere seguendo ATTENTAMENTE le istruzioni fornite dal pro-
gramma di installazione.

Nel corso dellinstallazione viene data la possibilit di:
scegliere la directory di installazione del programma; per default, come directo-
ry di installazione viene proposta C:\ACCA\TerMus...;
scegliere la directory per linserimento dellIcona per lavvio del programma; per
default, come directory per licona dellavvio del programma, viene proposta
Applicazioni ACCA.
Si consiglia di NON MODIFICARE la directory di Installazione del programma e
quella dellIcona per il suo avvio proposte per default.
Per installazioni del programma successive alla prima, eventuali modifiche appor-
tate agli Archivi vengono perse. Per evitare di perdere le suddette modifiche, du-
rante la reinstallazione viene proposto di effettuare una copia dei vecchi Archivi.

2.2.1
Intestazione della Licenza dUso
I programmi della soluzione TerMus sono personalizzati. Detta persona-
lizzazione consiste nella scrittura, allinterno del programma, di un nu-
mero di serie UNICO e dellintestazione della ditta titolare della licenza.
Nel dialog Codice Installazione proposto durante la procedura di In-
stallazione, devono essere specificati i dati della DITTA ed il CODICE
DINSTALLAZIONE.
2. Installazione
14
Se i dati della Ditta presenti nel dialog sono CORRETTI procedere
allinstallazione pigiando il bottone Avanti.
Se i dati sono NON CORRETTI o il programma non intestato (manca il
codice di installazione), bisogna telefonare ad ACCA software S.p.A. e
chiedere del Servizio Installazione.

Per ricevere il CODICE DI INSTALLAZIONE bisogna comunicare ad ACCA soft-
ware S.p.A. i seguenti dati:
Ragione sociale della Ditta;
Indirizzo;
CAP - Citt - Provincia;
Telefono;
E-mail;
Partita IVA;
Rivenditore del Programma.

Per proseguire nellinstallazione basta pigiare Avanti e seguire ATTEN-
TAMENTE le indicazioni fornite dal programma di installazione.









2. Installazione
15
2.3
LInstallazione della Chiave di Protezione USB
La chiave USB va considerata come una periferica del computer e, quindi,
per farla funzionare, necessario installare del software (driver) che la
gestisce.

Prima di procedere allinstallazione dei driver della chiave hardware USB ne-
cessario che risulti installato il programma.
La chiave USB supportata dai sistemi operativi Windows XP (Home e Profes-
sional), Windows Vista e Windows 7.

Linstallazione del driver per la gestione della chiave USB si effettua se-
condo le procedure standard Microsoft per linstallazione di nuove peri-
feriche di tipo USB.
La procedura di installazione del driver della chiave USB varia a seconda
del sistema operativo su cui si opera.
Di seguito vengono illustrate le procedure di installazione previste per i
vari sistemi operativi che supportano la chiave.
Windows XP (Home e Professional)
Per installare il driver della chiave USB su un computer con sistema ope-
rativo Windows XP (Home e Professional), basta effettuare le seguenti
operazioni:
avviare il computer ed accedervi con i privilegi di AMMINISTRATORE;
inserire il CD-ROM del programma nellapposito lettore;
connettere la chiave ad una porta USB del computer; questa operazio-
ne determina laccensione del LED rosso sulla chiave ed attiva una
prima finestra;
in tale finestra accertarsi che risulti selezionata lopzione Installa il
software automaticamentee pigiare il bottone Avanti; quando viene in-
dividuato il driver si apre unaltra finestra che segnala levento;
2. Installazione
16

pigiare il bottone Continuadella nuova finestra per avviare linstallazione
del driver; unultima finestra segnala lavvenuta installazione.
Completata linstallazione del driver, avviare il programma per verificare
il corretto funzionamento della chiave.
Windows Vista
Per installare il driver della chiave USB su un computer con sistema ope-
rativo Windows Vista, basta effettuare le seguenti operazioni:
avviare il computer ed accedervi con i privilegi di AMMINISTRATORE;
inserire il CD-ROM
del programma nel-
lapposito lettore;
connettere la chiave
ad una porta USB
del computer; questa
operazione determi-
na laccensione del
LED rosso sulla
chiave USB ed apre
una prima finestra;
nella finestra selezionare lopzione Individuare e installare il driver;
questa operazione apre una nuova finestra (v. figura seguente);
2. Installazione
17

Se risulta attivo il controllo Account Utente di Windows Vista, anche se si avuto
accesso al sistema con i privilegi di amministratore, viene proposto un messaggio
di protezione che chiede conferma delloperazione. Pigiare il bottone Continua
del messaggio per proseguire nellinstallazione.


nella finestra selezionare lopzione Non cercare in linea; questa opera-
zione apre unulteriore finestra (v. figura seguente);

pigiare il bottone Avanti della nuova finestra per avviare
linstallazione del driver; questa operazione apre il seguente messag-
gio di protezione di Windows Vista;
2. Installazione
18

nel messaggio selezionare lopzione Installa il software del driver per
avviare linstallazione del driver; unultima finestra segnala lavvenuta
installazione.

Completata linstallazione del driver, avviare il programma per verificare
il corretto funzionamento della chiave.
Windows 7
Per installare il driver della chiave USB su un computer con sistema ope-
rativo Windows 7, basta effettuare le seguenti operazioni:
avviare il computer ed accedervi con i privilegi di AMMINISTRATORE;
inserire il CD-ROM del programma nellapposito lettore;
connettere la chiave ad una porta USB del computer; questa operazio-
ne determina laccensione del LED rosso sulla chiave USB;
2. Installazione
19
avviare il programma di installazione del driver della chiave di prote-
zione USB facendo doppio click sul file CPUsbSetupW7.execontenuto
nella cartella DRIVER_CPUsb_Windows7del CD di installazione del
programma; questa operazione attiva una prima finestra;

pigiare il bottone Avanti della finestra per procedere nellinstallazione
del driver; questa operazione apre il seguente messaggio di protezione
di Windows 7;

nel messaggio selezionare lopzione Installa il software del driver per
installare il driver; unultima finestra segnala lavvenuta installazione;
2. Installazione
20

nellultima finestra pigiare il bottone Fineed avviare il programma per
verificare il corretto funzionamento della chiave.
2.4
Il Manuale dUso in Formato PDF
Il presente Manuale dUso viene fornito, in formato PDF, allinterno della di-
rectory di installazione del programma. Ad esso possibile accedere selezio-
nando lopzione MANUALE TerMus del menu Filee del menu ? (Help) del
programma.
Per visualizzare e/o stampare il manuale necessario che risulti installato
il programma Acrobat Reader.
Linstallazione di Acrobat Reader pu essere effettuata selezionando
lomonima opzione nella finestra Setup del programma di installazione di
TerMus.
Eventuali versioni aggiornate del Manuale dUso sono disponibili nella
pagina del sito ACCA a cui si accede selezionando lopzione Aggiorna-
menti da Internetdel menu ? del programma.
2. Installazione
21
2.5
Aggiornamenti del Programma
ACCA prevede i seguenti tipi di aggiornamenti del programma:
Aggiornamenti di Versione: gli aggiornamenti di versione sono a paga-
mento e sar cura di ACCA software informare i propri utenti della lo-
ro disponibilit e modalit di distribuzione.
Service Pack: piccoli aggiornamenti della stessa versione del programma
(Service Pack) che vengono messi gratuitamente a disposizione degli
utenti con le seguenti modalit di distribuzione:
sul sito Internet di ACCA software (www.acca.it), senza spese di alle-
stimento e spedizione; in questo caso, per scaricare laggiornamento,
basta selezionare lopzione Aggiornamenti da Internet del menu ?
(Help) del programma; questa operazione effettua il collegamento al-
la pagina del sito da cui possibile effettuare il download
dellaggiornamento;
su apposito supporto (CD, DVD, ecc.), con spese di allestimento e
spedizione a carico dellUtente.
Per procedere allaggiornamento del programma basta fare un doppio
click sul file scaricato o disponibile sul supporto fornito e seguire atten-
tamente le istruzioni fornite dal programma di installazione.

La disponibilit degli Aggiornamenti, dei Service Pack ed altre importanti comuni-
cazioni vengono pubblicate in anteprima sul sito Internet di ACCA Software
(www.acca.it) che si consiglia, quindi, di visitare periodicamente.


2. Installazione
22












Pagina lasciata volutamente in bianco
3. Gli Elementi del Programma
23

Gli Elementi del Programma
Il presente capitolo illustra dettagliatamente la Finestra del Documento di
TerMus +TerMus-E +TerMus-i.
Anche se, in questo capitolo, non vengono trattati aspetti puramente ope-
rativi, se ne consiglia unattenta lettura per essere operativi nei capitoli
seguenti.
Di seguito, se non diversamente specificato, con i termini click e doppio
click si indicher, rispettivamente, un click e un doppio click effettuati
con il pulsante sinistro del mouse.






3. Gli Elementi del Programma
24
3.1
La Finestra del Programma
Si avvii il programma selezionando lopzione Programmi\Applicazioni
ACCA\TerMus nel menu che si attiva pigiando il bottone Start(Avvio) di
Windows. Sul desktop appare la finestra di TerMus, anche detta Fine-
stra del Programma.
Nella finestra del Programma verranno proposte tutte le Finestre dei Do-
cumenti (v. 3.4) aperti.
La finestra del Programma pu essere liberamente dimensionata e sposta-
ta nel desktop secondo le consuete modalit previste da Windows.
La parte superiore della finestra del Programma presenta la Barra del Tito-
loche riporta il nome e la versione del programma.

A destra sulla Barra del Titolosono presenti i consueti bottoni delle Fine-
stre Windows:
3. Gli Elementi del Programma
25

Riduci la finestra ad icona;

Espandi la finestra a tutto il desktop;

Ripristina la finestra;

Chiudi la finestra.
Sotto la Barra del Titolo si trovano, nellordine, una Barra dei Menu(v.
3.2) ed una Toolbar (v. 3.3) (Barra degli Strumenti).
In questa fase, non essendo aperto alcun documento, gran parte dei bot-
toni della Toolbar e delle opzioni dei menu risultano non abilitati.
La restante parte della Finestra del Programma destinata a contenere le
finestre dei documenti (progetti) aperti (v. 3.4) e la finestra dellArchivio
(v. 5.1).
3.2
I Menu
I menu presenti sulla Barra dei Menu della Finestra del Programma (v.
3.1) sono:
File: (v. 3.2.1) contiene le opzioni per la gestione dei documenti;
Dati: (v. 3.2.2) contiene le opzioni per lapertura dei dialog con i dati di
carattere generale del documento (dati generali, coefficienti di esposi-
zione), per lattivazione della finestra per il calcolo degli scambi Ter-
reno-Pavimenti (v. 9.6.1.1) e per lapertura dellarchivio degli ele-
menti delle superfici opache (v. 5.2);
Disegno: (v. 3.2.3) contiene le opzioni per lattivazione delle principali
utilit per il Disegno (Snap, Pan, ecc.);
Opzioni: (v. 3.2.4) contiene le opzioni per le configurazioni del pro-
gramma;
Finestra: contiene le opzioni per la disposizione delle Finestre dei Documen-
ti aperti nella Finestra del Programma ed i nomi dei documenti aperti;
? (Help): (v. 3.2.5) contiene le opzioni per lapertura dellHelp in Linea,
del manuale duso in formato elettronico (PDF), del dialog delle In-
formazioni e della pagina Web per gli aggiornamenti del programma.
3. Gli Elementi del Programma
26
3.2.1
Il Menu File
Le opzioni del menu Filesono:
Nuovo: apre un ulteriore menu per la scelta del tipo di documento (pro-
getto) da creare (v. 3.2.1.1);
Apri: propone il dialog per la scelta del documento (progetto) da aprire
(v. 3.2.1.2);
Chiudi: chiude il documento attivo nella Finestra del Programma (v. 3.2.1.3);
Cancella: apre il dialog per la scelta del documento da cancellare (v. 3.2.1.4);
Copia col nome: avvia la procedura per la duplicazione di un documento
(v. 3.2.1.5);
Copia col nome (in normativa NAZIONALE)... [abilitato solo se si possiede il
modulo TerMus-NR]: avvia la procedura per la conversione di un docu-
mento di TerMus-NR nel formato previsto per la Normativa Nazionale;
Imposta Stampante: apre il dialog per la scelta della configurazione (for-
mato, orientamento pagina, ecc.) della propria stampante;
Servizi: apre il Menu dei Servizi (v. 3.2.1.6) contenente le opzioni per la
compattazione (v. 3.2.1.6.2), per la compressione (v. 3.2.1.6.3) e la
decompressione (v. 3.2.1.6.4) dei documenti, per la riparazione dei
documenti danneggiati (v. 3.2.1.6.5) e per la conversione di documen-
ti redatti con precedenti versioni del programma (v. 3.2.1.6.1);
Modelli Relazione: apre un Menu che propone le seguenti opzioni:
Normativa...: apre il Word Processor del Programma per la personaliz-
zazione dei Modelli di Relazione previsti per il calcolo delle dispersioni
invernali e le relative verifiche di Legge e del modello della Relazione
di Calcolo (v. cap. 15) per le varie Normative (Nazionale o Regionali);
Impianto Riscaldamento: apre il Word Processor del Programma per la
personalizzazione dei modelli di relazione di calcolo dellImpianto (v.
cap. 15);
Impianto Raffrescamento: apre il Word Processor del Programma per
la personalizzazione dei modelli di relazione di calcolo dei carichi
termici estivi (v. cap. 16);
MANUALE...: apre il manuale duso del programma in formato elettronico
(PDF) mediante il programma Acrobat Reader;
Esci: chiude la Finestra del Programma (v. 3.1) con tutti gli eventuali
documenti in essa aperti; alla chiusura del programma, tutte le modifi-
che apportate ai documenti aperti vengono automaticamente salvate.
3. Gli Elementi del Programma
27
Le principali funzionalit del menu File vengono dettagliatamente illu-
strate nei paragrafi seguenti.
3.2.1.1
Come Creare un Nuovo Documento
Per creare un nuovo documento (progetto) di TerMus basta effettuare le
seguenti operazioni:

selezionare lopzione Nuovodel menu Fileo pigiare lomonimo bot-
tone della Toolbar; questa operazione apre un menu per la scelta del
tipo di documento da creare;

nel menu selezionare la Normativa di riferimento (ad es. Normativa
NAZIONALE...) e nellulteriore menu che si apre selezionare:
Prestazioni Energetiche e Certificazione..., per creare un documento di
TerMus in cui il calcolo e le verifiche delle dispersioni venga effettuato se-
condo le modalit previste dalla vigente normativa (nazionale o regionale);
solo CERTIFICAZIONE..., per creare un documento di TerMus finaliz-
zato alla sola Certificazione Energetica;

Naturalmente, se si dispone del programma TerMus-CE (v. 1.1), lunica opzio-
ne disponibile nel menu Normativa ... / solo Certificazione....
Disponendo di un modulo TerMus-NR (v. 1.1), nel menu vengono anche
proposte le opzioni per creare un documento di TerMus per le verifiche delle disper-
sioni secondo le modalit previste dalla Normativa Regionale cui il modulo si riferisce.

nel dialog NUOVO PROGETTOche si apre effettuare le seguenti operazioni:
specificare il nome del nuovo documento e selezionare la cartella
(directory) in cui si intende salvarlo;
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog ed ottenere lapertura del
Documento (v, 3.4) creato nella finestra del Programma (v. 3.1).
3. Gli Elementi del Programma
28
In questa fase il programma propone, in sequenza, il dialog per specifica-
re i Dati Generali del progetto creato (v. cap. 6) e quello per la definizione
delle Tavoledel disegno (v. 7.1).

In questa fase, per proseguire, NECESSARIO specificare alcuni dati nel dialog dei
Dati Generali del progetto (Comune, tipo di Intervento e anno di entrata in vigore delle
tabelle dei valori limite) (v. 6.1). In particolare la scelta del Comune del progetto (v.
6.3) comporta il caricamento di tutti i dati climatici esterni necessari al calcolo.

3.2.1.2
Come Aprire un Documento
Per aprire un documento (progetto) di TerMus precedentemente creato
(v. 3.2.1.1) basta effettuare le seguenti operazioni:

selezionare lopzione Apri del menu Fileo pigiare lomonimo bottone
della Toolbar; questa operazione attiva il dialog APRI PROGETTO;
nel dialog APRI PROGETTOselezionare il documento da aprire e pigia-
re il bottone OK; questa operazione chiude il dialog ed apre la Finestra
del Documento (v. 3.4) scelto nella Finestra del Programma (v. 3.1).

Nel dialog APRI PROGETTOogni documento (progetto) di TerMus risul-
ta rappresentato dallicona a lato.

Licona del documento risulta preceduta dallicona a lato se questo risul-
ta gi aperto.

Licona del documento risulta, invece, preceduta dallicona a lato se
questo stato redatto con una versione precedente (7.00) del programma.
Per facilitare la scelta del documento da aprire anche possibile richiedere
di visualizzarne i dati di carattere generale (Comune, Committente, ecc.).
Per visualizzare i principali dati di un documento
nel dialog basta:
pigiare il bottone Visualizza Menuin alto a destra
nel dialog e, nel menu che si apre, selezionare
lopzione Mostra Informazioni;
fermare il cursore sullicona o sul nome del documento; questa opera-
zione attiva un campo giallo che ne riporta le informazioni utili.
3. Gli Elementi del Programma
29
3.2.1.3
Come Chiudere un Documento

Per chiudere il documento di TerMus attivo nella Finestra del Pro-
gramma (v. 3.1) basta selezionare lopzione Chiudi del menu Fileo
pigiare lomonimo bottone della Barra del Titolo del documento stesso.
Alla chiusura del documento, tutte le modifiche apportate dopo lultimo
salvataggio vengono automaticamente salvate.
3.2.1.4
Come Cancellare un Documento

Per poter cancellare un documento di TerMus necessario che questo risulti
chiuso (v. 3.2.1.3).

Per cancellare un documento di TerMus basta:
selezionare lopzione Cancelladel menu File; questa operazione apre il
dialog PROGETTO DA CANCELLARE;
nel dialog PROGETTO DA CANCELLARE selezionare il documento di
TerMus da cancellare e pigiare il bottone OK; questa operazione pro-
pone un dialog che chiede conferma delloperazione;
pigiare il bottone Si del messaggio per confermare ed avviare la defi-
nitiva cancellazione del documento.
Un ulteriore messaggio informa sullesito delloperazione.
3.2.1.5
Come Duplicare un Documento

Per poter duplicare un documento di TerMus necessario che questo risulti chiu-
so (v. 3.2.1.3).

3. Gli Elementi del Programma
30
Per duplicare un documento di TerMus basta:
selezionare lopzione Copia col nome del menu File; questa opera-
zione apre il dialog PROGETTO DA DUPLICARE;
nel dialog PROGETTO DA DUPLICARE selezionare il documento da
duplicare e pigiare il bottone OK; questa operazione propone il dialog
NUOVO PROGETTO (COPIA);
nel dialog NUOVO PROGETTO (COPIA)effettuare le seguenti operazioni:
specificare il nome del (nuovo) documento duplicato e selezionare
la cartella (directory) in cui salvarlo;
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog ed avviare la duplicazione.
Un messaggio informa sullesito delloperazione.

Cause esterne al programma (mancanza o sbalzi di tensione, malfunzionamenti o
rottura di parti del computer, ecc.) possono danneggiare il documento di TerMus su
cui si lavora con la conseguente perdita dei dati.
buona norma, pertanto, effettuare, ad intervalli di tempo ragionevoli, copie di ri-
serva (BackUp) del documento di TerMus su cui si lavora.
Le copie di riserva di un documento possono essere ottenute mediante la sua
duplicazione o compressione (v. 3.2.1.6.3).

3.2.1.6
I Servizi
Lopzione Servizi del menu File(v. 3.2.1) apre un ulteriore menu, detto
il menu dei Servizi, contenente le opzioni per lattivazione delle seguenti
utilit del programma:
Converti dati Nuova Versione (v. 3.2.1.6.1): converte, nel formato previ-
sto dallattuale versione di TerMus, documenti redatti con precedenti
versioni a 32 bit del Programma;
Compattazione(v. 3.2.1.6.2): ottimizza lo spazio occupato dal docu-
mento sul disco;
Comprime Progetto (ZIP) (v. 3.2.1.6.3): effettua una copia compressa
del documento di TerMus;
Decomprime Progetto (UnZip) (v. 3.2.1.6.4): decomprime una copia
(precedentemente) compressa di un documento di TerMus;
3. Gli Elementi del Programma
31
Ripristino Indici (v. 3.2.1.6.5): ripara, mediante il ripristino degli indici,
un documento di TerMus danneggiato;
Ricostruisce Progetto (v. 3.2.1.6.5): ripara, mediante la ricostruzione,
un documento di TerMus danneggiato.
I paragrafi seguenti illustrano dettagliatamente le funzionalit del menu
dei Servizi e le modalit operative per il loro utilizzo.
3.2.1.6.1
Conversione dei Documenti Redatti con Precedenti
Versioni del Programma

possibile convertire solo documenti redatti con la versione 11.00 o versioni suc-
cessive di TerMus + TerMus-i.
Un documento convertito con la seguente procedura NON potr pi essere aper-
to e gestito con la precedente versione del programma.

Per aprire e gestire documenti redatti con precedenti versioni di TerMus +
TerMus-i, necessario convertirli nel formato previsto dallattuale versio-
ne del programma.

Un funzionamento anomalo del computer durante la procedura di conversione po-
trebbe danneggiare irreparabilmente il documento.
Si consiglia, pertanto, di effettuare sempre la conversione su una copia (v.
3.2.1.5) del documento.

Per convertire un documento redatto con la versione 11.00 o con una ver-
sione successiva di TerMus + TerMus-i basta:
selezionare lopzione Servizi del menu File per aprire il menu dei
Servizi (v. 3.2.1.6);
nel menu dei Servizi selezionare Converti dati Nuova Versione; que-
sta operazione propone il dialog PROGETTO DA CONVERTIRE;
nel dialog selezionare il documento da convertire e pigiare il bottone OK;
questa operazione chiude il dialog ed avvia la procedura di conversione.
3. Gli Elementi del Programma
32

Nel dialog PROGETTO DA CONVERTIRE un documento redatto con la ver-
sione 11.00 o successiva di TerMus + TerMus-i riconoscibile in quanto risulta
preceduto dallicona .

Un messaggio informa sullesito delloperazione.
3.2.1.6.2
La Compattazione
Lavorando su un documento, le continue modifiche e cancellazioni fanno
aumentare lo spazio da esso occupato su disco anche con parti non effetti-
vamente utilizzate. Con unoperazione di Compattazione, tali spazi vengo-
no recuperati ottimizzando lo spazio occupato su disco dal documento.

Per effettuare la compattazione di un documento necessario che questo risulti
chiuso (v. 3.2.1.3).
Un funzionamento anomalo del computer pu danneggiare il documento durante
loperazione di compattazione.
Prima di procedere alla compattazione si consiglia, pertanto, di effettuare una copia
(v. 3.2.1.5 e 3.2.1.6.3) di riserva del documento da compattare.

Per compattare un documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i basta
effettuare le seguenti operazioni:
selezionare lopzione Servizi del menu File per aprire il menu dei
Servizi (v. 3.2.1.6);
nel menu dei Servizi selezionare lopzione Compattazione; questa
operazione attiva il dialog DOCUMENTO DA COMPATTARE;

Il dialog DOCUMENTO DA COMPATTARE dotato di tutte le utilit e le funzio-
nalit illustrate per il dialog APRI DOCUMENTO (v. 3.2.1.2).

nel dialog DOCUMENTO DA COMPATTARE selezionare il documento
da compattare e pigiare il bottone OKper avviare la procedura.
Un apposito messaggio informa sullesito delloperazione.
3. Gli Elementi del Programma
33
3.2.1.6.3
La Compressione dei Documenti
La Compressione unutilit che consente di ottenere una copia di tutti i
files che costituiscono un documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i
in un unico file in formato .zip. Questa funzione molto utile per:
archiviare documenti senza occupare eccessivo spazio su disco; un file
compresso, infatti, occupa uno spazio sensibilmente inferiore rispetto
a quello occupato dal documento non compresso;
trasferire o copiare documenti da un computer allaltro operando su un
unico file.

Per comprimere un documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i necessario
che questo risulti chiuso (v. 3.2.1.3).
Un funzionamento anomalo del computer pu danneggiare il documento durante
l operazione di compressione. Prima di procedere alla compressione si consiglia,
pertanto, di effettuare una copia (v. 3.2.1.5) di riserva del documento.

Per eseguire la compressione di un documento di TerMus + TerMus-E +
TerMus-i basta effettuare le seguenti operazioni:
selezionare lopzione Servizi del menu File per aprire il menu dei
Servizi (v. 3.2.1.6);
nel menu dei servizi selezionare Comprime Progetto (ZIP); questa
operazione attiva il dialog Progetto da Comprimere (Zip);

Il dialog Progetto da Comprimere dotato di tutte le utilit e le funzionalit illu-
strate per il dialog APRI DOCUMENTO (v. 3.3.1.2).

nel dialog Progetto da Comprimere (Zip)selezionare il documento da
comprimere e pigiare il bottone OK; questa operazione attiva il dialog
Directory Compressione Progetto;
nel dialog Directory Compressione Progetto selezionare la directory in
cui deve essere salvata la copia compressa del documento e pigiare il
bottone OKper avviare la compressione;
Un apposito messaggio informa sullesito della compressione.
3. Gli Elementi del Programma
34
Il file compresso generato (in formato .zip) non pu essere aperto con Ter-
Mus ma pu essere ripristinato mediante la funzione Decomprime Progetto
(UnZip)(v. seguente), per poterlo nuovamente gestire con il programma.

Cause esterne al programma (mancanza o sbalzi di tensione, malfunzionamenti o
rottura di parti del computer, ecc.) possono danneggiare il documento di TerMus su
cui si lavora con la conseguente perdita dei dati.
buona norma, pertanto, effettuare copie di riserva (BackUp) del documento su
cui si lavora ad intervalli di tempo ragionevoli.
Le copie di riserva di un documento possono essere ottenute mediante la sua
duplicazione (v. 3.2.1.5).

3.2.1.6.4
La Decompressione dei Documenti
La funzione Decomprime Progetto (UnZip) ripristina (decomprime) un do-
cumento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i precedentemente compresso (in
formato .zip) mediante la funzione Comprime Progetto (ZIP)(v. 3.2.1.6.3).
Un documento decompresso potr essere nuovamente aperto e gestito
con TerMus + TerMus-E + TerMus-i.
Per decomprimere un documento precedentemente compresso (v.
3.2.1.6.3) basta effettuare le seguenti operazioni:
selezionare lopzione Servizi del menu File; questa operazione apre il
menu dei Servizi (v. 3.2.1.6);
nel menu dei Servizi selezionare lopzione Decomprime Progetto (Un-
Zip); questa operazione apre il dialog Progetto da Decomprimere
(UnZip);

nel dialog Progetto da Decomprimere (UnZip) selezionare il file
(contraddistinto dallicona a lato) da decomprimere e pigiare il bot-
tone OK; questa operazione attiva il dialog Directory Decompres-
sione Progetto;
nel dialog Directory Decompressione Progetto selezionare la directory
in cui si vuole ripristinare il documento e pigiare il bottone OK;
Un messaggio informa sullesito della decompressione.
3. Gli Elementi del Programma
35
3.2.1.6.5
La Riparazione dei Documenti Danneggiati
TerMus + TerMus-E + TerMus-i mette a disposizione del Tecnico due
utilit per tentare la riparazione di documenti danneggiati da un anomalo
funzionamento del computer durante luso del programma (malfunzio-
namenti, mancanza o sbalzi di tensione, ecc.).
Le utilit per la riparazione dei documenti danneggiati sono:
il Ripristino degli Indici;
la Ricostruzione del Documento.

Il Ripristino degli Indici e la Ricostruzione di un documento possono essere effet-
tuati solo se questo risulta chiuso (v. 3.2.1.3).
Cause esterne (malfunzionamenti del computer, sbalzi di tensione, ecc.) possono
danneggiare il documento durante il ripristino o la ricostruzione.
Pertanto, prima di effettuare una delle operazioni suddette, si consiglia, se possi-
bile, di effettuare una copia (v. 3.2.1.5) di riserva del documento.

Di seguito sono illustrate le modalit per luso delle funzionalit descritte.
Il Ripristino degli Indici
Il Ripristino degli Indici unutilit che consente di riparare degli indici
danneggiati di un documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i.
Per eseguire il Ripristino degli Indici di un documento basta:
selezionare lopzione Servizi del menu File per aprire il menu dei
Servizi (v. 3.2.1.6);
nel menu dei Servizi selezionare lopzione Ripristino Indici; questa
operazione attiva il dialog PROGETTO DA REINDICIZZARE;
nel dialog PROGETTO DA REINDICIZZARE selezionare il documento da
reindicizzare e pigiare il bottone OKper avviare la procedura.
Un messaggio informa sullesito delloperazione.
La Ricostruzione del Documento
La funzione Ricostruisce Progetto unutilit per tentare il recupero dei
documenti di TerMus + TerMus-E + TerMus-i danneggiato.
3. Gli Elementi del Programma
36

La Ricostruzione di un documento unoperazione estremamente delicata. Si
consiglia di procedere alla ricostruzione del documento solo se si certi che que-
sto effettivamente danneggiato e, in ogni caso, solo dopo aver consultato il ser-
vizio di Assistenza Tecnica di ACCA software.

Per ricostruire un documento danneggiato basta:
selezionare lopzione Servizi del menu File per aprire il menu dei
Servizi (v. 3.2.1.6);
nel menu dei Servizi selezionare lopzione Ricostruisce Progetto; que-
sta operazione attiva il dialog DOCUMENTO DA RICOSTRUIRE;
nel dialog DOCUMENTO DA RICOSTRUIRE selezionare il documento da
ricostruire e pigiare il bottone OKper avviare la procedura.
Un messaggio informa sullesito delloperazione.
3.2.1.7
Come Chiudere il Programma

Per chiudere il programma basta selezionare Esci del menu Fileo pigiare
lapposito bottone sulla barra del Titolo del programma (v. 3.1).
Alla chiusura del programma vengono chiusi tutti i documenti eventual-
mente aperti e le modifiche apportate a tali documenti (dopo lultimo
salvataggio) vengono automaticamente salvate.
3.2.2
Il Menu Dati
Le opzioni del menu Dati sono:
Dati Generali: apre lomonimo dialog in cui vanno definiti i dati generali
del progetto e i parametri necessari alle verifiche di legge e al calcolo
dellImpianto (v. cap. 6);
Coefficienti Esposizione: apre il dialog per definizione le percentuali di
incremento delle dispersioni in funzione dellesposizione (v. 9.18);
Elementi Superfici Opache: apre larchivio degli Elementi Opachi di
TerMus (v. 5.2);
3. Gli Elementi del Programma
37
Scambi Terreno Pavimenti: apre il dialog SCAMBI TERRENO - PAVI-
MENTI per linserimento dei dati per la definizione della dispersione
del pavimento verso il terreno (v. 9.6.1.1);
Elenco Tubazioni: apre lomonimo dialog per definire la lista delle tuba-
zioni dellimpianto (v. 9.8.1.1).
3.2.3
Il Menu Disegno
Le opzioni del menu Disegnosono:
Snap Assi: attiva lomonimo dialog per la definizione dei valori (in cen-
timetri) degli Snap (orizzontale e verticale) per il disegno (v. 10.1).
Limiti Tavola: attiva il dialog Limiti per la definizione delle dimensioni
della Tavola (v. 7.5) su cui disegnare il progetto.

Le dimensioni massime e minime della Tavola Grafica di TerMus + TerMus-E +
TerMus-i sono rispettivamente 300x300 e 25.4x19.46 centimetri.
Poich nella Tavola Grafica si disegna in scala 1:100, possibile disegnare, su
ununica tavola, planimetrie fino a 300 x 300 metri.
Potendo, per, riportare una planimetria su pi tavole e creare, per un documento, il
numero desiderato di tavole, possibile realizzare progetti di dimensioni illimitate.

Copia Tavola: permette di ricopiare su una Tavola (v. cap. 7) del progetto,
tutti gli oggetti disegnati su una Tavola.
Lopzione Copia Tavola attiva lomonimo dialog in cui va scelta la ta-
vola (con gli oggetti disegnati) da copiare nella tavola attiva (v. 7.6).

Se, in una Tavola, si copia il disegno di una Tavola con altezza diversa (e, comun-
que, diversa da zero), viene proposto di aggiornare le altezze di Muri, Vani e Pilastri.
Richiedendo laggiornamento, vengono modificate le sole entit che, nella Tavola
originaria, hanno altezza uguale a quella della Tavola stessa).

Sposta (Pan): attiva il dialog PAN (Spostamento) per la definizione dello
spostamento del disegno nella Tavola Grafica (v. 10.2).
Nel dialog PAN possibile scegliere se lo spostamento da intendersi
in senso assoluto, dallorigine degli assi del disegno (vertice inferiore
3. Gli Elementi del Programma
38
- sinistro della Tavola) o in senso relativo, dalla posizione attuale del
disegno nella Tavola.
Nei campi X ed Y del dialog occorre specificare i valori dello sposta-
mento orizzontale e verticale in cm.
Rotazione: attiva lomonimo dialog per la scelta del tipo di ribaltamento
(verticale o orizzontale) del disegno nella tavola (v. 10.3).
Il ribaltamento orizzontale consiste nella rotazione del disegno di 180
rispetto al suo asse orizzontale (parallelo allasse x) mentre il ribalta-
mento verticale consiste nella rotazione del disegno di 180 rispetto al
suo asse verticale (parallelo allasse y).
Carica File DXF/DWG: attiva il dialog per la scelta del disegno della pla-
nimetria in formato DXF o DWG da riportare nella Tavola Grafica per
utilizzarlo come traccia per il disegno degli Oggetti (v. 10.4).
Salva su File DXF: salva nel formato DXF il disegno realizzato nella Ta-
vola Grafica (v. 14.10).
Cancella Disegno: cancella tutti gli Oggetti Grafici disegnati nella Tavola.
Cancella DXF/DWG: elimina dalla Tavola grafica il disegno in formato
DXF o DWG precedentemente caricato.
Annulla Modifiche: annulla tutte le modifiche apportate al disegno nella
Tavola Grafica dopo lultimo salvataggio.

Il salvataggio delle modifiche apportate al disegno nella Tavola Grafica viene
effettuato quando si preme il bottone Salva Tavola della Toolbar ma anche
quando si passa ad unaltra Tavola del documento (v. 7.4) e quando si chiu-
de il documento.

3.2.4
Il Menu Opzioni
Le opzioni del menu Opzioni sono:
Dati Estesi Entit: attiva il dialog Opzioni Entit in cui possibile scegliere
per quali Oggetti ottenere lattivazione automatica del dialog dei Dati
Estesi (v. 9.1.4) allatto del disegno nella Tavola Grafica (v. cap. 9).
Ad esempio, se nel dialog Opzioni Entit si seleziona loggetto Muro,
ogni volta che si disegna un Muro si apre automaticamente il relativo
dialog dei Dati Estesi, per poter specificarne il colore, le ostruzioni, ecc..
3. Gli Elementi del Programma
39

Lattivazione automatica del dialog dei Dati Estesi permette di non dimenticare
linserimento di alcun dato.
Per default lattivazione automatica del dialog viene proposta per gli oggetti Vano,
Generatore, Ponte Termico ed Eccezioni (Muro e Solaio) ma ogni Utente pu pe-
r selezionare gli oggetti che ritiene opportuno.
Le opzioni scelte saranno riproposte, per default, per i successivi nuovi documenti.


Controllo Altezza Tavola: quando tale opzione risulta selezionata (a sinistra
dellopzione presente licona a lato), il programma effettua un control-
lo automatico che propone una segnalazione quando loggetto Muro (v.
9.2) o Vano (v. 9.6) che si sta riportando nella Tavola Grafica ha al-
tezza differente da quella attribuita alla Tavola stessa (v. 7.1).

Quando si inserisce un nuovo Muro (Vano), per esso viene proposta laltezza as-
segnata allultimo Muro (Vano) inserito. Per il primo Muro (Vano) inserito, viene
proposta laltezza specificata per la Tavola (v. 7.1) su cui si disegna.
Se, per la Tavola non stata specificata alcuna altezza, o stata inserita unaltezza
pari a zero, il controllo non viene effettuato.
La funzionalit attivata dallopzione Controllo Altezza Tavole controlla le altezze
dei Muri e dei Vani che si disegnano evidenziando casi di altezze eccezionali.

Salva impostazioni Documento: quando tale opzione risulta selezionata
ogni documento, allapertura, viene riproposto con la configurazione
che aveva allatto della sua chiusura;
Genera Dettagli di Calcolo [presente solo se si possiede TerMus]: quando tale
opzione selezionata vengono generati, in formato .CSV, i dettagli di
Calcolo del progetto attivo; tali dati, consultabili con Microsoft Excel o
con programmi simili, vengono inseriti nella cartella Dettagli di Calco-
lo creata nella stessa cartella dove presente il progetto.
3.2.5
Il Menu ? (Help)
Le opzioni del menu ? (Help) sono:
Sommario: visualizza il sommario degli argomenti trattati nellHelp di
TerMus + TerMus-E + TerMus-i;
3. Gli Elementi del Programma
40
Cerca argomento: attiva lindice della guida in linea (Help) in cui pos-
sibile ricercare e visualizzare i temi trattati per lo specifico argomento
che interessa;

AllHelp di TerMus possibile accedere da ciascuna Finestra o dialog del pro-
gramma premendo F1 della tastiera. Questa modalit di accesso propone
largomento pi prossimo al campo in cui presente il cursore del mouse.

MANUALE: apre il manuale duso del programma in formato elettronico
(PDF) mediante il programma Acrobat Reader;
Video Manuale: apre il video manuale con i filmati esplicativi delle moda-
lit operative di base del programma; per avviare il video manuale
necessario che, nellapposito lettore, risulti inserito il DVD del video-
manuale;
Aggiornamenti da Internet: apre la pagina Web per gli aggiornamenti del
programma (v. 2.5);
Prodotto/Servizio AmiCus: avvia il collegamento on line al prodot-
to/servizio AmiCus (acquisibile a richiesta);
Informazioni: apre la Finestra delle Informazioni sul programma.
3.3
La Toolbar
La Toolbar della Finestra del Programma, posizionata sotto la Barra dei
Menu, costituita da quattro gruppi di comandi.

Ogni gruppo contiene gli strumenti (bottoni) per lattivazione di funzionali-
t relative ad un determinato aspetto del progetto (disegno, struttura degli
oggetti, ecc.). Un gruppo di bottoni, pertanto, pu risultare abilitato o meno
a seconda della Tavola attiva nella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2).
I gruppi di bottoni della Toolbar possono essere visualizzati o nascosti a
seconda delle esigenze. Per visualizzare (nascondere) un gruppo di bot-
toni basta selezionare (deselezionare) il relativo nome nel menu locale
3. Gli Elementi del Programma
41
della toolbar che si attiva cliccando, con il pulsante destro del mouse,
sulla toolbar stessa.
Oltre ai nomi dei gruppi di bottoni, il menu locale della toolbar presenta
anche lopzione Personalizza che apre il dialog per la personalizzazio-
ne dei gruppi di bottoni della toolbar (v. 3.3.1).
Un gruppo di bottoni della toolbar pu essere posizionato in qualsiasi
punto dello schermo effettuando le seguenti operazioni:

cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sulla mani-
glia (a lato) presente a sinistra del gruppo da spostare;
trascinare il gruppo nel punto desiderato e rilasciare il pulsante del mouse.
Un gruppo di bottoni posizionato in un punto qualsiasi dello schermo
fuori della toolbar viene proposto con una barra che ne riporta il titolo.
Un gruppo di bottoni spostato pu essere riportato nella posizione origi-
naria facendo doppio click sulla sua barra del titolo.
Un gruppo di bottoni pu anche essere vincolato a qualsiasi bordo (de-
stro, sinistro ed inferiore) della Finestra del Programma effettuando le
seguenti operazioni:
trascinare gradualmente il gruppo
di bottoni sul bordo della Finestra;
quando il gruppo si dispone lungo
il bordo, rilasciare il pulsante del
mouse.
Se selezionata lopzione Salva Im-
postazioni Documento del menu Op-
zioni (v. 3.2.4), la disposizione dei
gruppi di bottoni della Toolbar otte-
nuta viene riproposta anche per le
successive aperture del programma.

Di seguito vengono illustrati tutti i gruppi di bottoni della Toolbar.
Principale
Il gruppo Principaledella Toolbar costituito dai seguenti bottoni:

Nuovo Progetto: attiva il dialog per la creazione di un nuovo documen-
to (v. 3.2.1.1); un documento pu anche essere creato selezionando
lopzione Nuovodel menu File (v. 3.2.1);
3. Gli Elementi del Programma
42

Apre Progetto: attiva il dialog per lapertura di un documento (v.
3.2.1.2) di TerMus; un documento pu anche essere aperto selezio-
nando lopzione Apri del menu File (v. 3.2.1).

Stampa: propone, a seconda della Tavola attiva, lanteprima di stampa
del disegno oppure della scheda della struttura delloggetto selezionato
o dei relativi dati di calcolo (v. cap. 14);
Visualizza
Il gruppo Visualizzadella Toolbar costituito dai bottoni:

Nasconde la Finestra degli Oggetti: nasconde la Finestra degli Oggetti
(v. 3.4.1), visualizzando, nella Finestra del Documento (v. 3.4), la
sola Finestra delle Tavole (v. 3.4.2);

Nasconde la Finestra delle Tavole: nasconde la Finestra delle Tavole
(v. 3.4.2), visualizzando, nella Finestra del Documento (v. 3.4), la
sola Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);

Vista 3D: apre la Finestra con la vista tridimensionale dellImpianto
Termico (v. 9.20);

Vista Aerea: attiva la Vista Aerea (v. 10.12) del disegno.
Strutture
Il gruppo Strutturedella Toolbar costituito dai bottoni:

Carica Immagine: apre il dialog per la scelta dellimmagine da collega-
re allOggetto selezionato (v. 8.2), limmagine collegata alloggetto
viene visualizzata nel campo delle Informazioni della Finestra degli
Oggetti (v. 3.4.1);

Copia Immagine nellOggetto: collega, allOggetto selezionato,
limmagine della sua struttura (v. 8.2); tale immagine viene visualizza-
ta nel campo delle informazioni della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);

Conversioni Kv: attiva lomonimo dialog per la conversione dei valori
di Kv (v. 8.19 e 8.20);

Cambia Grafico Temperatura o Pressione: visualizza alternativamente il
grafico delle Temperature e quello delle Pressioni sulla struttura nella
Tavola Strutturale (v. 8.2);

Toglie i Retini: nasconde/visualizza i retini che campiscono gli elemen-
ti (strati) della struttura nella Tavola Strutturale (v. 8.2);
3. Gli Elementi del Programma
43

Toglie Link: nasconde/visualizza le linee che collegano gli elementi
(strati) della struttura selezionata con i corrispondenti righi della tabel-
la della Tavola Strutturale (v. 8.2);

Cerca Elemento Evidenziato: attiva lArchivio degli Elementi Opachi
(v. 8.2.2) in cui viene evidenziato lelemento (ad es. un isolante) se-
lezionato nella Tavola Strutturale (v. 3.4.2.2);

Verifica Condensa: attiva il dialog per la verifica Verifiche alla Forma-
zione di condensa superficiale ed interstiziale della struttura seleziona-
ta (v. 8.2.3 e 8.2.3.1).
Tavole
Il gruppo Tavoledella Toolbar costituito da:
il list box Scelta Tavola, per la scelta della Tavola del
Disegno (v. 7.4) da visualizzare nella Tavola Grafica;


il bottone Gestione Tavoleche attiva il dialog per la gestione (creazio-
ne, modifica e cancellazione) delle tavole del disegno (v. cap. 7);

il bottone Salva Tavolache salva tutte le modifiche apportate al disegno
dopo lultimo salvataggio; in ogni caso la tavola viene salvata alla chiu-
sura del documento oppure quando si accede ad unaltra tavola del dise-
gno oppure in unaltra sezione (Struttura, Calcolo, Relazione, ecc.).
3.3.1
La Personalizzazione della Toolbar
La Toolbar della Finestra del Programma (v. 3.1) pu essere liberamen-
te personalizzata.
La possibilit di disporre determinati comandi nel punto pi opportuno
della Finestra del Programma consente di avere a portata di mano gli
strumenti e le funzionalit utilizzate pi frequentemente rendendo pi
semplice e produttivo il proprio lavoro.
Le Toolbar create possono, inoltre, essere visualizzate o nascoste a se-
conda delle esigenze del momento.
Le personalizzazioni apportate ai gruppi di comandi della Toolbar saranno
riproposte per le successive aperture del programma se risulta selezionata
lopzione Salva Impostazioni Documentodel menu Opzioni (v. 3.2.4).
3. Gli Elementi del Programma
44
Di seguito vengono descritte le modalit operative per la creazione e la
modifica di gruppi di comandi personalizzati della Toolbar e per il loro
posizionamento nella Finestra del Programma.
A) Come Creare un Nuovo Gruppo di Comandi
Per creare un nuovo gruppo di comandi della Toolbar del programma ba-
sta effettuare le seguenti operazioni:
1) cliccare, con il pulsante destro del mouse, sulla barra della Finestra del
Programma che ospita la Tool-
bar (v. 3.3) per aprire il menu
locale che riporta i nomi dei
gruppi di bottoni presenti e
lopzione Personalizza;
2) nel menu locale selezionare
Personalizza; questa opera-
zione apre lomonimo dialog in
cui viene proposta, per default,
la pagina Toolbars contenente i
check box per visualizza-
re/nascondere i gruppi di co-
mandi creati;
3) nella pagina Toolbars del dialog
pigiare il bottone Nuova; que-
sta operazione apre il dialog
Aggiungi Toolbar;
4)

nel dialog Aggiungi Toolbar specificare il nome della nuovo gruppo di
comandi (ad es. Toolbar Personale) e pigiare il bottone OKper chiu-
derlo; questa operazione crea la barra del nuovo gruppo di comandi (a
lato); il nome della nuova toolbar viene anche riportato nella lista delle
toolbar create nella pagina Toolbars del dialog Personalizza;
5) accedere alla pagina Comandi cliccando sullomonima linguetta del
dialog; questa pagina propone tutti i comandi del programma raggrup-
pati per categorie;
6) nella sezione Categoriedella pagina Comandi selezionare la categoria
di appartenenza (ad es. Visualizza) del primo comando da inserire; i
comandi della categoria selezionata vengono proposti nella sezione
Comandi a destra nella pagina;
7) cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul primo co-
mando da inserire nel gruppo creato;
3. Gli Elementi del Programma
45
8) trascinare il comando nel punto del gruppo in cui occorre inserirlo; sulla
barra il punto di inserimento indicato da una barretta verticale;

9) rilasciare il pulsante del mouse;

Nel gruppo di comandi possibile inserire anche i comandi della Barra dei Menu
utilizzati pi frequentemente. Nella sezione Categorie del dialog Personalizza, in-
fatti, sono disponibili anche i raggruppamenti dei comandi dei menu.

10) ripetere le operazioni 6), 7), 8) e 9) per inserire altri comandi nel gruppo;

Aggiungendo pi comandi nel gruppo, la barra si sviluppa in altezza. Ovviamente,
possibile dimensionare liberamente la finestra del gruppo
in modo da visualizzarla nella maniera desiderata. In par-
ticolare, disponendo orizzontalmente la barra, risulta visi-
bile anche il nome assegnatole alla creazione del gruppo.

11) pigiare il bottone Chiudi del dialog per uscire da esso;
12) spostare la finestra con il gruppo di comandi creato nel punto deside-
rato della Finestra del Programma;
Fino a quando il dialog Personalizza risulta aperto, i comandi (bottoni)
inseriti possono essere liberamente spostati allinterno del gruppo, con
una semplice operazione di Drag & Drop.
B) Come Inserire un Nuovo Comando in un Gruppo di Comandi
Per inserire ulteriori comandi in un gruppo esistente (proposto dal pro-
gramma oppure creato dallUtente) basta:
3. Gli Elementi del Programma
46
1) effettuare le operazioni 1) e 2) del punto A) per accedere alla pagina
Toolbars del dialog Personalizza;
2) nella pagina Toolbars accertarsi che la toolbar a cui bisogna aggiunge-
re il nuovo comando risulti visualizzata (il relativo check box deve ri-
sultare selezionato);
3) attivare la pagina Comandi cliccando sullomonima linguetta del dialog;
4) nella sezione Categoriedella pagina Comandi selezionare la categoria
di appartenenza del primo comando da inserire; i comandi della catego-
ria selezionata vengono proposti nella sezione Comandi della pagina;
5) fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul comando
da inserire nella toolbar;
6) trascinare il comando nel punto del gruppo in cui inserirlo; sulla barra del
gruppo il punto di inserimento viene indicato da una barretta verticale;
7) rilasciare il pulsante del mouse;
8) pigiare il bottone Chiudi del dialog per uscire da esso e confermare
linserimento effettuato.
Fino a quando il dialog Personalizza risulta aperto, il comando inserito
pu essere liberamente spostato, allinterno del gruppo, con una opera-
zione di Drag & Drop.
C) Come Eliminare un Comando di un Gruppo
Per eliminare un comando da un gruppo di comandi esistente (proposto
dal programma o creato dallUtente) basta:
effettuare le operazioni 1) e 2) del punto A), per attivare il dialog Per-
sonalizza ed accertarsi che il gruppo da cui eliminare un comando ri-
sulti visualizzato;
trascinare, con il Drag & Drop, il bottone da eliminare fuori dalla barra
del gruppo.
D) Come Visualizzare/Nascondere un Gruppo di Comandi
Per visualizzare (nascondere) un gruppo di comandi della toolbar basta:
fare click, con il pulsante destro del mouse, su un qualsiasi gruppo di
comandi della toolbar o sullapposita barra destinata a contenerla;

questa operazione apre un menu con la lista dei gruppi di comandi creati;
nel menu, i gruppi visualizzati sono contrassegnati dallicona a lato;
nel menu locale selezionare (deselezionare) il nome del gruppo da vi-
sualizzare (nascondere).
3. Gli Elementi del Programma
47
E) Come Visualizzare/Nascondere un Comando di un Gruppo
Per visualizzare (nascondere) un comando (bottone) nel gruppo in cui ri-
sulta inserito basta effettuare le seguenti operazioni:


pigiare sul bottoncino a destra del gruppo di comandi e selezionare
lopzione Aggiungi o Rimuovi Pulsanti nel menu che si attiva; questa
operazione estende il menu aperto proponendo, come opzioni, i nomi
di tutti i comandi (bottoni) inseriti nel gruppo; i comandi selezionati
(visualizzati) sono contrassegnati dallicona a lato;
nel menu locale selezionare (deselezionare) il nome del comando (bot-
tone) del gruppo da visualizzare (nascondere).
F) Come Eliminare un Gruppo di Comandi
Per eliminare una toolbar precedentemente creata [v. punto A)] basta:
effettuare le operazioni 1) e 2) del punto A) per accedere alla pagina
Toolbars del dialog Personalizza;
nella pagina Toolbars selezionare il gruppo di comandi da eliminare;
pigiare il bottone Elimina; questa operazione attiva un messaggio che
chiede conferma delloperazione;
nel messaggio pigiare il bottone OKper confermare leliminazione.

I gruppi di bottoni della Toolbar proposti per default dal programma non possono
essere eliminati. Selezionando, infatti, uno di tali gruppi nella pagina Toolbars, il
bottone Elimina risulta disabilitato.

G) Come Ripristinare la Configurazione Originaria dei Comandi
Per ripristinare la configurazione originaria (proposta dal programma) di
un gruppo di comandi della toolbar modificato dallUtente basta effettua-
re le seguenti operazioni:
effettuare le operazioni 1) e 2) del punto A) per accedere alla pagina
Toolbars del dialog Personalizza;
nella pagina Toolbars selezionare il nome della toolbar da reimpostare;
pigiare il bottone Reimposta; questa operazione attiva un messaggio
che chiede conferma delloperazione;
nel messaggio pigiare il bottone OKper confermare il ripristino.
3. Gli Elementi del Programma
48
3.4
La Finestra del Documento
Si avvii il programma (v. 3.1) e si apra (v. 3.2.1.2) il documento
Esempio_1presente nella directory di installazione del programma
(C:\ACCA\TerMus).
La Finestra del Documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i sor-
montata da una Barra del Titolo che riporta il nome e il percorso (path) del
documento attivo ed i consueti bottoni delle Finestre Windows:

Riduci la finestra ad icona;

Espandi la finestra a tutto il desktop;

Ripristina la finestra;

Chiudi la finestra.
La Finestra del Documento costituita, da sinistra, dalle seguenti finestre:
la Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) che lArchivio degli Oggetti (mu-
ri, finestre, ecc.) del documento (progetto);
la Finestra delle Tavole(v. 3.4.2) in cui, a seconda della linguetta se-
lezionata sulla barra inferiore, viene proposta una determinata Tavola
di lavoro (Grafica, Strutturale, di Calcolo, ecc.) del documento.

3. Gli Elementi del Programma
49
Con le consuete modalit di Windows, la Finestra del Documento pu es-
sere liberamente spostata e dimensionata nella Finestra del Programma.
I paragrafi seguenti illustrano dettagliatamente la Finestra degli Oggetti
(v. 3.4.1) e la Finestra delle Tavole (v. 3.4.2) del documento di
TerMus + TerMus-E + TerMus-i.
3.4.1
La Finestra degli Oggetti
La Finestra degli Oggetti occupa la parte sinistra della Finestra del Do-
cumento (v. 3.4) di TerMus + TerMus-E + TerMus-i.
Essa, sostanzialmente, e lArchivio delle Strutture (Muri, Finestre, Tuba-
zioni, ecc.) dello specifico documento (progetto).
Nella parte superiore della Finestra degli Oggetti sono presenti:
i Bottoni degli Oggetti per la scelta del tipo di
oggetto (muro, finestra, ecc.) da disegnare (v.
cap. 9) o di cui definire la struttura (v. cap. 8);
pigiando un bottone, nella griglia sottostante
vengono proposti tutti gli oggetti del docu-
mento appartenenti alla tipologia scelta;
i campi (Lungh., Spes. e Altezza) in cui
possibile visualizzare e gestire:
le dimensioni dellOggetto da disegnare (v.
cap. 9) selezionato nella griglia sottostante;
le dimensioni dellOggetto disegnato se-
lezionato nella Tavola Grafica (v. cap. 9).
la Griglia degli Oggetti in cui va selezionato
lOggetto da disegnare (v. cap. 9) o di cui
definire la struttura (v. cap. 8); nella griglia
viene proposta la lista degli oggetti appar-
tenenti alla tipologia selezionata pigiando il
relativo bottone; ad es., pigiando il bottone

Muro, nella griglia vengono proposti tutti i muri presenti nel documento.
Nella Griglia viene riportata la Descrizione Ridotta (v. 8.1.1) degli og-
getti, ma possibile visualizzarne anche il Codice(v. avanti).
3. Gli Elementi del Programma
50
Cliccando con il pulsante destro del mouse nella Griglia degli Oggetti si
apre un menu locale contenente le seguenti opzioni:
Assegna nuova Struttura: sostituisce la struttura delloggetto selezionato
nella Tavola Grafica con la struttura delloggetto selezionato nella gri-
glia (v. 9.1.3.1);
Evidenzia Struttura: evidenzia (in giallo) loggetto
selezionato nella griglia; levidenziazione consen-
te di selezionare pi oggetti in modo da poterli
copiare, in un altro documento, con ununica ope-
razione di Drag & Drop (v. 5.1.2); un oggetto
pu anche essere evidenziato tenendo premuto
SHIFTdella tastiera e cliccando sul relativo rigo;
Togli ogni Evidenziazione: elimina tutte le evidenziazioni presenti nella
Griglia degli Oggetti;
Duplica Struttura: crea un nuovo Oggetto duplicando quello selezionato
nella Griglia degli Oggetti (v. 8.1.4);
Aggiunge Struttura: crea un nuovo Oggetto appartenente alla tipologia
(bottone) selezionata (v. 8.1.1);
Cancella Struttura: elimina loggetto selezionato nella griglia (v. 8.1.2);
Visualizza Codice: visualizza/nasconde la colonna dei codici (v. 8.1.1)
degli Oggetti nella Griglia;
Apri Archivio Programma: apre lArchivio degli Oggetti del programma
(il documento TerMusArchivio) (v. 5.1).
Sotto la Griglia degli Oggetti sono presenti i seguenti bottoni per la ge-
stione degli oggetti nella griglia stessa:
Aggiunge Struttura: crea, nella griglia, un nuovo oggetto (v. 8.1.1)
del tipo relativo al bottone selezionato;
Cancella Struttura: cancella loggetto selezionato nella griglia (v. 8.1.2);
Salva Struttura: salva le modifiche apportate alla struttura delloggetto
selezionato nella griglia (v. 8.1.3);
Annulla Modifiche: annulla le modifiche apportate, dopo lultimo sal-
vataggio, alla struttura delloggetto selezionato nella griglia.
Nella parte inferiore della Finestra degli Oggetti presente il Campo delle
Informazioni in cui possibile visualizzare alternativamente:
la descrizione estesa (v. 8.1.1) delloggetto selezionato nella griglia;
limmagine a commento della descrizione delloggetto selezionato
nella griglia (v. 8.1.1).
3. Gli Elementi del Programma
51

Le informazioni (descrizione estesa o immagine) riportate nel Campo delle Infor-
mazioni sono un validissimo riferimento:
per la scelta (selezione) di un oggetto nella griglia;
per conoscere la struttura di un oggetto disegnato; selezionando un oggetto
nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1) si ottiene, infatti, anche la sua selezione nella
Griglia degli Oggetti.

Anche il Campo delle Informazioni dotato di un menu locale che si
apre cliccando in esso con il pulsante destro del mouse.
Le opzioni del menu locale della Campo delle Informazioni sono:
Descrizione Estesa: visualizza la Descrizione Estesa (v. 8.1.1)
delloggetto selezionato nella griglia;
Grafico: visualizza il Grafico associato alloggetto selezionato nella griglia;
Carica Immagine: apre il dialog per la scelta dellimmagine da collegare
alloggetto selezionato nella griglia; limmagine collegata viene propo-
sta nel Campo delle Informazioni come riferimento visivo per loggetto;
Cancella Immagine: cancella limmagine collegata alloggetto selezionato
nella griglia e visualizzata nel Campo delle Informazioni.
3.4.2
La Finestra delle Tavole
Nella Finestra del Documento (v. 3.4), a destra della Finestra degli Og-
getti (v. 3.4.1), presente la Finestra delle Tavole.
Nella Finestra delle Tavole possono essere attivate le Tavole per la pro-
gettazione, il calcolo e la redazione e la stampa delle relazioni.
Per accedere ad una determinata Tavola basta cliccare lomonima lin-
guetta sulla barra inferiore della Finestra.


Sulla barra vengono proposte solo le linguette per accedere alle Tavole disponibili
nel programma della soluzione TerMus di cui si in possesso (v. 1.1).

3. Gli Elementi del Programma
52
A seconda del dimensionamento della Finestra del Documento e/o della
risoluzione dello schermo, sulla barra potrebbero essere visualizzate solo
un certo numero di linguette per laccesso alle varie Tavole.
Quando una o pi linguette NON risultano visualizzate, a destra della
barra vengono proposte le freccette per spostare la visualizzazione sulla
linguetta da cliccare.
Ogni Tavola corrisponde ad un momento della progettazione: la Tavola
Strutturale consente di definire le caratteristiche di ogni elemento (ogget-
to); la Tavola Grafica permette di inputare i dati relativi a tutto ledificio;
le Tavole di Calcolo consentono di effettuare il calcolo invernale con
le verifiche di legge, il dimensionamento dellimpianto, il calcolo dei ca-
richi termici estivi. Una volta inputati i dati e richiesti i calcoli, nelle Ta-
vole di Relazione si otterranno le relazioni finali.
Le Tavole della Finestra delle Tavole sono descritte nei paragrafi seguenti.
3.4.2.1
La Tavola Grafica
La Tavola Grafica viene sempre proposta, per default, allapertura (v.
3.2.1.2) di un documento ma pu, comunque, essere attivata cliccando
sulla linguetta Disegno in basso nella Finestra delle Tavole(v. 3.4.2).
Nella Tavola Grafica viene visualizzata la tavola del disegno attiva (v.
cap. 7) del documento.
La scelta della tavola da visualizzare (v. 7.4) nella Tavo-
la Grafica si effettua selezionandola nellapposito list box
della Toolbar della Finestra del Programma (v. 3.3).
Nelle tavole del progetto (v. cap. 7) vanno disegnati gli oggetti necessari
(Muri, Finestre, Tubi, ecc.) per effettuare contemporaneamente lInput per
il calcolo delle dispersioni termiche e le verifiche di legge, per il calcolo
dei carichi termici estivi e per il calcolo dellimpianto termico (v. cap. 9).
La Tavola Grafica sormontata da una toolbar con i seguenti bottoni:

La toolbar della Tavola Grafica viene riproposta anche nella Tavola di Calcolo (v.
3.4.2.3).

3. Gli Elementi del Programma
53


Zoom: apre un menu con le seguenti opzioni per la scelta del tipo di
ingrandimento o riduzione (v. 10.9) da effettuare nella Tavola:
All [F2]: visualizza lintera tavola cos come stata dimensionata (v. 7.5);
Window[F3]: ingrandisce la porzione di tavola racchiusa nel rettango-
lo tracciato con il mouse dopo aver selezionato lopzione;
nellingrandimento larea racchiusa dal rettangolo tracciato viene
estesa a tutta la Tavola Grafica (v. 3.4.2.1);
Precedente [F4]: ripropone, nella Tavola Grafica, la vista del disegno
precedente lultima operazione di zoom;
Esteso [F5]: ingrandisce o riduce visualizzando, nella Tavola Grafica,
la sola zona occupata dal disegno;
IN[+]: ingrandisce, ad ogni selezione, la Tavola del 10%;
OUT []: riduce, ad ogni selezione, la Tavola del 10%;

Tipo Vista: apre un menu con le seguenti opzioni per la scelta del tipo
di Vista (v. 10.11) della tavola attiva (v. 7.4):
vista Object Draw: propone la vista Object Draw della Tavola Grafica
(v. 10.11);
vista Architettonica: propone la vista Architettonica della Tavola Gra-
fica (v. 10.11);
vista Risultati di Calcolo [abilitata solo nella Tavola di Calcolo - v.
3.4.2.3]: attiva il dialog Grafici Risultati di Calcolo per visualiz-
3. Gli Elementi del Programma
54
zare mediante una mappatura a colori le dispersioni dei vani oppu-
re il Grafico dei Risultati di Calcolo (v. 11.2.1);
evidenzia Elementi di Stampa: evidenzia, con un pallino rosso, gli Og-
getti nel disegno per cui stata richiesta la stampa della Scheda con

i dati di Calcolo (v. 14.1.2);
evidenzia Elementi da non Verifi-
care: evidenzia, con un qua-
dratino verde, gli Oggetti nel
disegno per cui stata richiesta
lesclusione dalle verifiche di
legge mediante la selezione del
check box entit da NON veri-
ficare del dialog dei Dati Estesi;

mostra Codici Strutture: apre il menu per la scelta della tipologia di
oggetti (Muratura, Solai, ecc.) di cui si intende visualizzare il codice
nella Tavola Grafica;

Evidenzia entit con struttura selezionata [abilitata solo se nella Tavola
attiva la vista Object Draw]; quando tale opzione risulta selezionata,
vengono evidenziati in verde tutti gli oggetti del disegno aventi
struttura uguale a quello selezionato nella Tavola Grafica (v.
3.4.2.1) o nella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);

Redraw: ridisegna lintero contenuto della Tavola attiva;

Snap: attiva/disattiva lo Snap Lineare (v. 10.1) per il disegno degli
Oggetti nella Tavola Grafica;

Snap Angolo: attiva/disattiva lo Snap Angolare (v. 10.1) per il dise-
gno degli Oggetti nella Tavola Grafica;

Il riquadro a destra dei bottoni Snap riporta dinamicamente le coor-
dinate del cursore rispetto al vertice inferiore sinistro della Tavola.
A destra del riquadro descritto vengono, infine, proposti i bottoni:

Annulla [CTRL+Z]: ad ogni click annulla, in sequenza, fino alle ultime
20 modifiche (inserimenti spostamenti e cancellazioni di oggetti) effet-
tuate nella tavola attiva;

Ripristina [SHIFT+CTRL+Z]: ad ogni click ripristina, in sequenza, fino
alle ultime 20 operazioni annullate mediante il bottone Annulla.
Il disegno degli oggetti nella Tavola Grafica del documento viene sem-
plificato ed agevolato dalle utilit illustrate nel cap. 10.
3. Gli Elementi del Programma
55
3.4.2.2
La Tavola Strutturale
Nella Tavola Strutturale del documento possibile visualizzare e gestire
la struttura (e, quindi, i dati fisici) degli oggetti che, una volta disegnati
nella Tavola Grafica, costituiranno linput del progetto.
La Tavola Strutturale delloggetto selezionato nella Finestra degli Ogget-
ti (v. 3.4.1) pu essere attivata cliccando sulla linguetta Strutturanella
zona inferiore della Finestra delle Tavole (v. 3.4.2).
Sulla barra grigia in alto nella Tavola Strutturale viene riportata la tipo-
logia delloggetto di cui si sta visualizzando e/o progettando la struttura.
Per alcuni oggetti di tipo commerciale (ad. es. Tubazioni, Radiatori, ecc.)
nella Tavola Strutturale vanno semplicemente specificati i dati riportati
nella relativa Scheda Tecnica fornita dal produttore (v. cap. 8).
Per le Strutture Opache (v. 8.2) (muri e solai) e Finestrate (v. 8.3),
invece, nella Tavola Strutturale sono disponibili tutti gli strumenti neces-
sari per la loro composizione e progettazione.
Per le strutture Opache, ad esempio, al variare degli elementi che ne
compongono la stratigrafia, nella Tavola Strutturale:

viene dinamicamente calcolato il valore della trasmittanza;
3. Gli Elementi del Programma
56
vengono proposte dinamicamente, in appositi grafici, le variazioni del-
la Temperatura e delle Pressioni in modo da avere unidea chiara sulla
formazione di condensa allinterno della struttura;
vengono effettuare le verifiche alla formazione di condensa superficia-
le ed interstiziale (v. 8.2.3 e 8.2.3.1).
La Tavola Strutturale viene descritta nel cap. 8 per ogni tipologia di oggetto.
3.4.2.3
Tavola di Calcolo Invernale

La Tavola di Calcolo Invernale NON risulta disponibile se si in possesso del solo
programma TerMus-i (v. 1.1).

Dopo aver effettuato linput (v. cap. 9), semplicemente cliccando la lin-
guetta CALCOLO in basso nella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2), si ri-
chiede il calcolo delle dispersioni e le relative verifiche di Legge (v. cap.
11) e si accede alla Tavola di Calcolo Invernale in cui possibile prende-
re visione dei risultati ottenuti.
La Tavola di Calcolo Invernale ripropone la Tavola Grafica (v. 3.4.2.1)
in modo da poter:
selezionare gli oggetti (generatori, vani, muri, finestre, ecc.) di cui si
intende visualizzare i dati di calcolo.
apportare eventuali correzioni agli oggetti disegnati e richiedere nuova-
mente il calcolo senza dover tornare nella Tavola Grafica.
A destra della Tavola Grafica viene proposta la Tabella con tutti i dati di
calcolo relativi alloggetto selezionato nella Tavola stessa.
Selezionando un elemento disperdente delledificio (muro, finestra, ecc.),
nella Tabella di Calcolo vengono proposti i relativi dati di dispersione.
Selezionando, invece, un vano (v. 9.6), oltre ai relativi dati di disper-
sione, vengono proposti i dati di dispersione dei solai che lo delimitano
superiormente ed inferiormente.
Selezionando, infine, un Generatore, oltre ai dati di dispersione relativi
alle zone da esso servite, nella Tabella di Calcolo vengono anche riporta-
ti tutti i dati delle verifiche di legge effettuate.
3. Gli Elementi del Programma
57

La struttura ed il funzionamento della Tavola di Calcolo Invernale ven-
gono dettagliatamente descritti nel capitolo 11.
3.4.2.4
Tavola della Relazione Invernale

La Tavola della Relazione Invernale NON risulta disponibile se si in possesso del
solo programma TerMus-i (v. 1.1).

Alla Tavola della Relazione relativa al calcolo delle dispersioni termiche
invernali e alle relative verifiche di Legge si accede cliccando la linguetta
ELABORATI sulla barra inferiore della Finestra del Documento.
Nella Tavola della Relazione, che occupa lintera Finestra del Documen-
to, viene proposto un Word Processor in cui il programma provvede a
comporre automaticamente la relazione.
Grazie alle funzionalit del Word Processor, la relazione composta pu
essere modificata dallUtente prima di procedere alla stampa.
3. Gli Elementi del Programma
58

La struttura ed il funzionamento della Tavola della Relazione Invernale
vengono dettagliatamente descritti nel capitolo 14.
3.4.2.5
Tavola di Calcolo dellImpianto
La Tavola di Calcolo dellImpianto si attiva cliccando la linguetta C. I. Ri-
scaldamentosulla barra inferiore della Finestra del Documento (v. 3.4.2).

La Tavola di Calcolo dellImpianto risulta disponibile se si almeno in possesso
del programma TerMus-i (v. 1.1).

Contestualmente allattivazione della Tavola di Calcolo viene anche ef-
fettuato il calcolo dellImpianto (v. cap. 12).
Nella Tavola di Calcolo dellImpianto vengono proposti tutti i risultati
del calcolo effettuato.
La struttura ed il funzionamento della Tavola di Calcolo dellImpianto
vengono dettagliatamente descritti nel capitolo 12.
3. Gli Elementi del Programma
59

3.4.2.6
Tavola della Relazione dellImpianto

La Tavola della Relazione dellImpianto risulta disponibile se si almeno in pos-
sesso del programma TerMus-i (v. 1.1).

La Tavola della Relazione dellImpianto Termico si attiva cliccando sulla
linguetta R. I. Riscaldamento in basso nella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2).
La Tavola della Relazione occupa lintera Finestra del Documento.
In tale Tavola viene proposto un Word Processor in cui il programma
provvede automaticamente a comporre la relazione dellimpianto.
Grazie alle funzionalit del Word Processor, la relazione composta pu
essere modificata dallUtente prima di procedere alla stampa.
La struttura ed il funzionamento della Tavola della Relazione dellImpianto
vengono dettagliatamente descritti nel capitolo 14.
3. Gli Elementi del Programma
60

3.4.2.7
Le Tavole del Calcolo Estivo e della Relativa
Relazione di Calcolo

La Tavola del Calcolo Estivo e della relativa Relazione risultano disponibili se, ol-
tre a TerMus, si in possesso del modulo TerMus-E (v. 1.1).

Le ultime due linguette sulla barra inferiore della Finestra delle Tavole sono:
C. I. Raffrescamento, che consente di richiedere il calcolo dei carichi ter-
mici estivi e di accedere alla Tavola di Calcolo Estivo (v. 16.2);
R. I. Raffrescamento, che consente di accedere alla Tavola della Relazio-
ne Estiva in cui possibile richiedere la composizione della relazione
del calcolo estivo (v. 16.3).
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
61

Organizzazione dei Dati ed
Esempi di Calcolo
Nel presente capitolo viene descritta lorganizzazione logica dei dati di
TerMus +TerMus-E +TerMus-i (v. 1.1) e, quindi, viene indicato liter da
seguire per effettuare il Calcolo delle dispersioni (Invernale) con le re-
lative verifiche di legge di un edificio, il Calcolo dei Carichi Estivi e la
progettazione dellImpianto Termico.
Con modalit analoghe sar possibile ottenere la redazione dellAttestato di
Certificazione Energetica con TerMus-CE (v. 1.1).
Viene anche descritta lorganizzazione del progetto e, quindi, di come di-
sporre delle Tavole di un documento per inserire tutti i nostri dati.
Gli esempi riportati sono un excursus logico sulle varie fasi della proce-
dura volto a far cogliere la modalit di lavoro.
Si presuppone, pertanto, che lutente conosca le modalit operative de-
scritte nei capitoli seguenti del presente manuale.
Nella descrizione degli esempi vengono segnalati, tra parentesi, i paragrafi in
cui vengono trattati diffusamente gli argomenti che si consiglia di leggere.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
62
4.1
Le Verifiche di Legge di un Edificio
Nei paragrafi seguenti viene descritta:
lorganizzazione logica dei dati di TerMus e, quindi, viene indicato
liter da seguire per effettuare le verifiche previste, per un edificio, dal
D.Lgs. 192/05, dal D.Lgs 311/06, dal D.Lgs 115/08 e dal D.P.R. 59/09
(v. 4.1.1);
lorganizzazione del progetto e, quindi, di come disporre delle Tavole
di un documento per inserire tutti i dati (v. 4.1.2).
Lesempio di Verifica di un edificio (v. 4.1.3) un excursus logico sul-
le varie fasi della procedura volto a far cogliere la modalit di lavoro.
4.1.1
LOrganizzazione dei Dati
Per comprendere bene come eseguire il progetto e le relative verifiche
necessario conoscere come sono organizzati i dati di ingresso.
In un documento di TerMus possibile inserire un progetto con pi Zone,
pi EOdC (Edificio Oggetto di Calcolo) (v. 9.8.1) e pi Centrali Termiche.
In particolare lEOdC rappresenta ci che solitamente viene definito edi-
ficio e per il quale si dispongono obblighi e adempimenti legislativi co-
me, ad esempio, calcolo e verifica degli indici di prestazione energetica
(EPi, EPe), dei rendimenti di impianto, delle trasmittanze delle strutture o
la redazione di attestati di qualificazione o certificazione energetica.
Ogni Centrale Termicadel progetto linsieme di uno o pi Generatori
corredati degli eventuali dispositivi di Accumuloe Distribuzione. I Gene-
ratori nella Centrale Termica possono essere collegati in serieo in paral-
leloe possono servire il solo impianto di riscaldamento, il solo impianto
per la produzione di acqua calda sanitaria oppure entrambi gli impianti.
In un progetto di TerMus si possono trovare una o pi Centrali Termiche.
Ogni Centrale pu servire uno o pi EOdC (ad esempio un appartamento
con riscaldamento autonomo o un intero condominio con riscaldamento
centralizzato).
Ciascun EOdC costituito, a sua volta, da una o pi Zone.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
63
Ogni Zonasar composta da diversi Vani e ogni vano da pi superfici di-
sperdenti (muri, solai, finestre, ecc.).
Tutti i Vani di una stessa Zona sono caratterizzati da una destinazione
duso (ventilazione e apporti interni), da un fabbisogno di acqua calda sani-
taria e da caratteristiche termoigrometriche (temperatura e umidit interne)
ed impiantistiche (tipologia di terminali e di regolazione) omogenee.
importante, per, che a ogni EOdC vengano correlate le zone che lo
costituiscono e, a ciascuna Centrale Termica, gli EOdC che essa serve. I
dati hanno quindi una precisa struttura gerarchica, come mostrato nel se-
guente diagramma di flusso.

Lelemento pi semplice la singola superficie disperdente; attraverso la
costituzione di elementi via via pi complessi si arriva alla definizione
del progetto complessivo. Un volta inseriti correttamente tutti i dati di in-
gresso, TerMus proceder ad effettuare i Calcoli energetici per tutti gli
EOdC presenti nel documento.
La Relazionefinale, redatta dal programma in aderenza al modello di cui
allAllegato E del D.Lgs. 192/05 e s.m.i., potr essere relativa a tutti gli
EOdC presenti nel documento, ad alcuni di loro o a un singolo EOdC,
secondo le necessit del tecnico.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
64
4.1.2
LOrganizzazione del Lavoro
Il progetto di un Edificio con TerMus pu essere costituito da pi Tavole.
La singola Tavola Grafica potrebbe non corrispondere ad un piano del pro-
getto, ma contenere tutti i piani e tutti i generatori che si desidera. Lunico
limite costituito dalle dimensioni fisiche della tavola (300m x 300m).
chiaro quindi che lopportunit di eseguire il progetto disegnandolo
tutto su ununica Tavola o suddividerlo su pi Tavole (per esempio di-
versi piani o diversi appartamenti) relativa solo ad una organizzazione
di lavoro e alla modalit con cui si intende, eventualmente, presentare le
stampe del progetto.
Tutte le Tavole di un documento faranno parte dello stesso progetto e,
pertanto, sono oggetto del Calcolo, della Verifica e della Relazione come
se si trattasse di ununica Tavola.
4.1.3
Esempio di Realizzazione di un Progetto
1) Avviare il programma
La prima operazione da effettuare per iniziare un nuovo lavoro quella
di avviare il programma selezionando lopzione Programmi\Applicazini
ACCA\TerMus del menu del bottone Start(Avvio) di Windows.
2) Creare il nuovo documento

Si crei un nuovo documento di TerMus selezionando lopzione Norma-
tiva NAZIONALE... dal menu che si attiva pigiando il bottone Nuovo
della toolbar della Finestra del Programma.
Nel dialog NUOVO PROGETTO che si attiva si specifichi il nome (Ca-
sa) da assegnare al nuovo progetto e pigiare il bottone OK.
3) Il dialog dei Dati Generali
A questo punto appare il documento di TerMus e contestualmente il dia-
log in cui vanno specificati i Dati Generali del documento (v. cap. 6).
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
65
Nella pagina Edificiosi specifichino i dati generali dellopera e si scelga
Edificio di nuova costruzione ... come tipo di Intervento.
Nellultimo list box in basso indicare lanno di entrata in vigore delle ta-
belle dei valori limite da adottare nelle verifiche (ad es. 2006).
Nella pagina Comunedel dialog si scelga il comune di Roma(v. 6.3).
Nella scheda Calcolosi scelga Argilla o Fango, come tipo di terreno, e PRO-
TETTAcome tipo di protezione dal vento. Si specifichi, inoltre, un coeffi-
ciente liminarepari a 25 sia per le strutture opacheche per le strutture fine-
strate.
Nella scheda Tecnici si inseriscano i nomi del progettista, del direttore dei
lavori per limpianto e per lisolamento.
Si esca dal dialog dei Dati Generali confermando i dati inseriti pigiando
il bottone OK.
4) Il dialog delle Tavole
Chiudendo il dialog dei Dati Generali, viene proposto automaticamente il
dialog Tavole(v. 7.1) in cui vanno create le tavole del progetto. Si sup-
ponga di inserire ununica tavola denominata primo piano. opportuno in-
dicare laltezza della tavola (300 cm) (distanza tra calpestio del solaio infe-
riore e intradosso del solaio superiore) per avere un controllo automatico
sullaltezza dei muri e dei vani che verranno disegnati nella Tavola stessa.

Le tavole possono essere gestite (create, modificate ed eliminate) anche durante
lesecuzione del progetto.

Pigiando il bottone Esci si esce dal dialog e si accede al documento di
TerMus creato.
5) Larchivio di progetto
LArchivio degli Oggetti (v. 3.4.1) del nuovo progetto completamen-
te vuoto. In tale archivio possibile creare ex novo gli oggetti necessari
oppure prelevarli dallarchivio base TerMusArchivio.
6) Lavorare con pi documenti a video: larchivio di riferimento
Facendo click, con il pulsante destro del mouse, nellArchivio degli Og-
getti del documento e selezionando lopzione Apri Archivio Programma
del menu locale che si attiva, viene aperto larchivio base TerMusArchivio.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
66

Si pigi (se necessario) il bottone Nascondi Tavoladella Toolbar (v.
3.3) per visualizzare solo lArchivio degli Oggetti (Finestra degli Og-
getti - v. 3.4.1) del documento TerMusArchivio.

Si pigi il bottone Muro della Finestra degli Oggetti del documento
TerMusArchivio per visualizzare, nella griglia sottostante, tutte le mu-
rature contenute.
Con unoperazione di Drag & Drop si riporti la prima struttura di muro
(Tamponatura in laterizio isolata) di TerMusArchivio nella griglia della
Finestra degli Oggetti del documento Casa (v. 5.1.1).

La struttura trascinata viene copiata nellarchivio del progetto. Nel do-
cumento Casa la struttura copiata pu essere liberamente modificata se-
condo le proprie esigenze (v. 8.2.2).
Ovviamente, se in TerMusArchivio non disponibile la struttura ricerca-
ta, possibile crearla e definirla liberamente (v. 8.2.1).
7) Disegnare la muratura
Con la struttura di muro inserita nel documento Casa possibile procede-
re al disegno della muratura esterna delledificio (v. 9.2). Lo spessore
della muratura quello definito nella Tavola Strutturale (30 cm) (v.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
67
8.2); laltezza, invece quella assegnata alla Tavola attiva. Si disegnino,
quindi, due stanze limitrofe rispettivamente di 4 x 4 metri e 3 x 3 metri.

Per disegnare in maniera comoda e, soprattutto, precisa si raccomanda di effettua-
re un ingrandimento opportuno della zona della tavola in cui si opera (v. 10.9).

Per ottenere i vani con le dimensioni interne de-
siderate (4m x 4m) basta disegnare tratti di muro
da 4 metri, avendo cura che le loro teste si toc-
chino come in figura (v. 9.2.1).
Si tenga presente che:
un muro si disegna tracciando con il cursore
una sua faccia e, durante il disegno, esso pu
essere allungato, accorciato e ruotato.

tenendo premuto CONTROL della tastiera durante il disegno, si inverte
la faccia del muro tracciata dal cursore del mouse.
tenendo premuto SHIFT della tastiera durante il disegno, il muro non pu
essere dimensionato o ruotato ma pu essere solo traslato; ci consente di
disegnare un tratto di muro della lunghezza desiderata per poi spostarlo
fino a far toccare una sua estremit con quella di un muro preesistente.
Un altro aiuto viene fornito dalloggetto
Quota che pu essere utilizzato per di-
segnare un muro ad una prefissata di-
stanza da un altro (v. 10.6.3).
Naturalmente, riportando nel progetto
unaltra muratura per la tramezzatura (o
progettandola ex novo) possibile ese-
guire, con operazioni analoghe a quelle
descritte, le eventuali partizioni interne.

8) Disegnare le finestre

Si pigi il bottone Finestradella Finestra degli Oggetti del documento
TerMusArchivio per scegliere, nella griglia sottostante, la finestra da
utilizzare nel progetto.
Con la consueta operazione di Drag & Drop si riporti nel documento Ca-
sa la finestra in legno con due ante. LArchivio del documento Casa si
dispone automaticamente sulla tipologia di oggetto Finestra.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
68
Naturalmente quando la finestra nellarchivio del progetto possibile
modificarla secondo le proprie esigenze (v. 8.3.2). Se, invece, in Ter-
MusArchivio non disponibile una struttura idonea, questa pu essere
creata (v. 8.3.1) e definita liberamente.
Assegnata la lunghezza (120 cm) e laltezza (140 cm) alla finestra, si proce-
de al suo disegno (v. 9.3 e 9.3.1) nel progetto inserendone una per vano.
9) Disegnare le porte

Si pigi il bottone Porta della Finestra degli Oggetti del documento
TerMusArchivio per scegliere, nella griglia sottostante, le porte da uti-
lizzare nel progetto.
Tenendo premuto SHIFT della tastiera si clicchi su entrambe le porte in
archivio per evidenziarle definendo un blocco di pi oggetti. Questa vol-
ta, con ununica operazione di Drag & Drop, si riporta nel documento
Casa lintero blocco di porte evidenziato.
Anche le porte inserite nel progetto possono essere modificate oppure, se
in TerMusArchivio non sono disponibili strutture idonee, queste possono
essere liberamente create e definite (v. 8.4).
Si assegni la lunghezza (90 cm) e laltezza (210 cm) alle porte per proce-
dere al loro disegno (v. 9.4). La porta di caposcala va disposta nel vano
maggiore e la porta interna va posizionata sul muro che divide i due vani.
10) Riportare i solai nellarchivio del progetto
A questo punto necessario riportare, nel progetto, i solai per la copertu-
ra e per il calpestio.

Sempre nella finestra degli Oggetti di TerMusArchivio si pigi il botto-
ne Solaio e, tenendo premuto SHIFT della tastiera, si clicchi sugli ulti-
mi due tipi di solaio per evidenziarli (solaio di calpestio isolato estra-
dosso e solaio di copertura).
Con il Drag & Drop si riporti il blocco di strutture evidenziate
nellarchivio del documento Casa.
Nel progetto, anche i solai inseriti possono essere liberamente modificati
o possibile crearne di nuovi.
11) Creare una zona

Si pigi il bottone Vanodella Finestra degli Oggetti del documento Ca-
sa e si clicchi nella griglia sottostante.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
69
Si prema, quindi, INSdella tastiera per inserire una nuova zona (v. 8.6.1).
Nella Tavola Strutturale della zona creata (v. 8.6.2) si inserisca un co-
dice, la DescrizioneRidotta(Zona Casa). Come Classificazione zona (edi-
ficio)si scelga E1(1) e si supponga che gli altri valori proposti vadano bene.
12) Assegnare i vani
Si selezioni la Zona Casa creata a cui appartengono i due vani e si asse-
gni letichetta Primo Vanoal vano maggiore e letichetta Secondo Vanoal
vano minore (v. 9.6).
Assegnando letichetta di ogni vano appare (data la scelta effettuata nel
dialog Opzioni Entit - v. 9.1.4) il relativo dialog dei Dati Estesi.
13) Assegnare i solai ai vani
Nel dialog dei Dati Estesi (v. 9.6.1) si assegni ad ogni vano il solaio di
copertura, come solaio superiore, ed il solaio di calpestio isolato estra-
dosso, come solaio inferiore. Si fissi, a titolo esemplificativo, lesterno
come confine di entrambi i solai.
14) Disegnare i ponti termici
A questo punto occorre procedere allinserimento dei Ponti Termici. A ti-
tolo di esempio si inserisce il solo ponte termico che si determina tra la
muratura verticale ed il solaio superiore.

Si pigi, pertanto il bottone Ponte Termico della Finestra degli Oggetti
del documento TerMusArchivio per scegliere, nella griglia sottostante,
il ponte termico da inserire nel progetto.
Con unoperazione di Drag & Drop si riporti, nel documento Casa, il ponte
termico R2 coperture dellarchivio.
Anche queste strutture possono essere modificate nel progetto (v. 8.5.2)
oppure possibile crearne di nuove (v. 8.5.1).
Si disegni il Ponte Termico sulla muratura (v. 9.7). Allatto
dellinserimento del Ponte Termico in un muro, si apre automaticamente
il suo dialog dei dati estesi (v. 9.7.1).

Lapertura del dialog dei dati estesi allatto del disegno avviene automaticamente
per il Ponte Termico perch questultimo risulta selezionato (con il Vano, il Gene-
ratore e le Eccezioni) nel dialog Opzioni Entit (v. 9.1.4) a cui si accede sele-
zionando Dati Estesi Entit del menu Opzioni.

4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
70
Nel dialog dei dati estesi del Ponte Termico si scelga lopzione Orizzonta-
le, come dimensione, e specificare le trasmittanze dei due elementi (so-
laio e muratura) che lo definiscono. Il Ponte Termico va inserito su tutte
le murature perimetrali.
15) Assegnare il generatore

Pigiare il bottone Centrale Termica(v. 9.8) nella Finestra degli Og-
getti (v. 3.4.1) e nella griglia sottostante selezionare il generatore che
si intende utilizzare nella Centrale (v. 9.8);
Come nei casi precedenti quando le strutture sono nellarchivio del pro-
getto possibile modificarle secondo le proprie esigenze (v. 8.7.2) op-
pure possibile crearle liberamente (v. 8.7).
Inserendo la Centrale Termica nella Tavola del progetto (v. 9.8) si apre
il relativo dialog dei Dati Estesi (v. 9.8.1).
Nella pagina EOdC del dialog definire gli EOdC e le zone di competenza
con le modalit illustrate nel 9.8.1.1.
16) Assegnare lorientamento

Per ultimare la fase di input dei dati basta assegnare lorientamento (v.
9.18).

4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
71
17) Ordine dei dati
importante mantenere un ordine nellinput dei dati. Cos come stato fat-
to nel presente esempio, conviene partire dal disegno delle superfici di-
sperdenti per poi assegnare i vani e, quindi, il generatore e lorientamento.
18) Il calcolo
Inputati i dati del progetto possibile passare alla fase di calcolo (v. cap. 11).
Si clicchi sulla linguetta CALCOLO per accedere alla Tavola di Calcoloed
analizzare i risultati ottenuti (v. 11.3).

19) Analisi del calcolo
Un messaggio avverte che le verifiche
di legge NON risultano soddisfatte.
Pigiando il bottone OK del messaggio,
nelle annotazioni di calcolo (v. 11.2)
vengono riportati una serie di errori.

Le annotazioni del tipo [8316] Trasmittanza Muro >0.5 W/m
2
K (valore limite
di normativa). [1] - Fatal Error - VERIFICA DI LEGGE!!! segnalano errori do-
vuti alla mancata verifica delle strutture di Muri, Solai e Finestre adottate.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
72
Si noti che, queste annotazioni riportano anche il valore massimo della
trasmittanza della struttura previsto dalla Normativa per la zona climatica
in cui si sta operando.
Inoltre, scorrendo, le annotazioni, si nota che, per alcune strutture, la Ve-
rifica Interstiziale e/o Superficiale NON risulta soddisfatta (v. 8.3.2).
Un doppio click su una di tali segnalazioni evidenzia uno dei vani ad in-
dicare che la struttura NON verificata uno dei solai inseriti.
Inoltre, selezionando il generatore nel disegno, vengono proposti anche tut-
ti i dati di calcolo ed i relativi valori limite previsti dalla vigente normativa.
20) 1
a
Modifica dei valori di calcolo
Le annotazioni di calcolo proposte indicano che necessario modificare
le strutture di muro, solaio e finestra utilizzate nel progetto in modo che
NON superino i valori di trasmittanza previsti per legge.
In particolare, necessario modificare opportunamente le strutture della
muratura, dei solai e della finestra utilizzati.

In questa fase conviene NON intervenire ancora per verificare le strutture opache
riguardo la formazione di condensa Interstiziale e/o Superficiale (v. 8.2.3), in
quanto le modifiche apportate ad esse per far rientrare la loro trasmittanza nei li-
miti ammessi dalla legge possono far s che anche le verifiche alla condensa ri-
sultino soddisfatte.


Per modificare la struttura del muro utilizzato (tamponatura in lateri-
zio isolata) basta selezionarne uno nel disegno e cliccare sulla linguet-
ta Struttura per accedere alla sua Tavola Strutturale(v. 8.2).
Nella struttura del muro si incrementi lo strato di Polistirene espanso
portandolo da 2 a 5 cm in modo che la trasmittanza (U) della struttura risulti
inferiore a quella prevista per legge riportata nellannotazione di calcolo.

Ovviamente, la struttura della muratura selezionata pu anche essere modificata,
eliminando dei materiali (strati) ed inserendone altri (v. 8.2.2).
possibile, inoltre, sostituire la muratura disegnata con unaltra pi idonea (v.
9.2.2) presente in archivio o creata ad hoc (v. 8.2.1).

In maniera analoga si proceda per modificare opportunamente la struttura
dei solai (v. 8.14) e delle finestre (v. 8.3.2).
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
73

Per le finestre le annotazioni di calcolo possono segnalare lesito negativo della
verifica sullintero infisso e/o quello della verifica specifica sui soli vetri.
Nel primo caso possibile ottimizzare la progettazione della finestra modificando
opportunamente i vari elementi che la costituiscono (telaio, cassonetto, vetri, ecc.).
Nel secondo caso occorre migliorare unicamente la resistenza termica dei soli vetri.

Per accedere alla Tavola Strutturale dei Solai da modificare necessario (non
potendoli selezionare nel disegno) pigiare il bottone Solaio della Finestra degli
Oggetti, selezionare la struttura da modificare nella griglia sottostante e, infine,
cliccare sulla linguetta Struttura.

Naturalmente i nuovi valori di trasmittanza dei muri e dei solai che sod-
disfano le verifiche di legge devono anche essere sostituiti a quelli prece-
dentemente specificati nel dialog dei dati estesi di ogni ponte termico di-
segnato (v. punto 14).
Per richiamare il dialog dei dati estesi di un ponte termico basta fare
doppio click su esso nel disegno.

Per evitare di specificare pi volte i valori delle trasmittanze di muri, solai, ecc. nei
ponti termici, pu essere utile disegnare questi ultimi dopo aver richiesto un primo
calcolo per verificare che le tali strutture rispettano le condizioni imposte dalla
normativa.

21) 1
a
ripetizione del calcolo
Si acceda nuovamente alla Tavola di Calcolo premendo la linguetta
CALCOLO. Anche questa volta non tutte le verifiche sono soddisfatte.
Nelle annotazioni di calcolo NON vengono pi segnalati errori dovuti al
mancato rispetto delle verifiche di legge sulle strutture (muri, solai e fine-
stre) ma sono presenti altri errori relativi al mancato rispetto di ulteriori
verifiche di legge ed eventuali semplici segnalazioni (Warning).

Lannotazione di calcolo [8162] Obbligo Regolazione Automatica [1] Warning
non deve preoccupare se, nelle condizioni di Regolazione, gi prevista una re-
golazione automatica per zona.

Modificando opportunamente le caratteristiche delle strutture, dellimpianto
e del generatore possibile fare in modo che anche tutti gli altri valori di cal-
colo oggetto di verifica rientrino nei valori limite previsti dalla normativa.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
74
22) Ripetizione del calcolo
Si acceda nuovamente alla Tavola di Calcolo e, se tutte le verifiche di leg-
ge risultano rispettate, possibile richiedere la redazione della relazione.
23) Stampa della relazione
Si prema la linguetta ELABORATI per accedere alla Tavola della Relazione
(v. cap. 14.1.1).

Si selezioni lopzione Relazione tecnica... dal menu che si attiva pi-
giando il bottone Nuovodella Toolbar del Word Processor (v. 14.6)
e, nel dialog che viene proposto si scelga il modello di relazione op-
portuno (ad es. R0000) (v. 14.1.1).
Il programma provvede a redigere la relazione del progetto Casa sul mo-
dello prescelto.

Nel campo Relazionesi assegni un nome alla relazione ottenuta (Rela-
zione Casa) e si pigi il bottone Salvadella toolbar per procedere al suo
salvataggio allinterno del documento Casa (v. 14.1.1).
4.2
LImpianto Termico
Nei paragrafi seguenti si riporta un esempio di progetto di Impianto Ter-
mico che lutente pu seguire step by step per esercitazione e per avere
velocemente una visione complessiva del programma.
Lesempio un excursus logico sulle varie fasi della procedura volto a
far cogliere la modalit di lavoro; si presuppone che lutente conosca le
modalit operative espresse nei capitoli seguenti del presente manuale.
4.2.1
LOrganizzazione del Lavoro
Ogni progetto eseguito con TerMus-i pu essere costituito da pi Tavole.
Alla singola Tavola Grafica deve corrispondere un piano del progetto al-
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
75
lo scopo di poter usufruire della vista 3D (v. 9.20), utile sia in fase di
analisi dei dati di input, sia per la stampa dello schema dellimpianto e di
tutti gli altri elaborati grafici (piante e prospetti) in fase di output.

Ogni piano dellimpianto deve essere disegnato su una specifica Tavola, a differenza
di quanto accade per il calcolo delle dispersioni e le verifiche, per cui possibile dise-
gnare anche pi piani su una stessa Tavola. Limpianto, infatti, deve necessariamente
avere uno sviluppo tridimensionale con il collegamento tra le montanti ai vari piani.

Tutte le Tavole di un documento faranno parte dello stesso progetto e
come tale saranno oggetto del Calcolo, della Verifica e della Relazione
come se si trattasse di una sola Tavola.
4.2.2
Esempio di Progetto dellImpianto
1) Cosa si progetta
In questo esempio viene progettato un impianto di riscaldamento per un
edificio adibito a civile abitazione, costituito da una unit immobiliare
realizzata su due livelli, Primo e Secondo piano.
2) Avviare il programma
Per avviare il programma basta selezionare lopzione Programmi\Appli-
cazioni ACCA\TerMus nel menu del bottone Start(Avvio) di Windows.
3) Aprire il nuovo documento

Si crei un nuovo documento selezionando lopzione Normativa NA-
ZIONALE... dal menu che si attiva pigiando il bottone Nuovo della tool-
bar della Finestra del Programma.
Nel dialog NUOVO PROGETTO che si attiva si specifichi il nome (De-
mo) da assegnare al nuovo progetto e pigiare il bottone OK.

Lesempio descritto si trova nel documento Esempio_3 presente nella cartella di
installazione del programma (C:\ACCA\TerMus\ESEMPI).

4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
76
Appare la Finestra del documento creato e contestualmente il dialog per
linserimento dei Dati Generali del progetto. Supponiamo che sia un edi-
ficio per civile abitazione ubicato in Via della Conciliazione con la
committenza del Comune di Roma.
Nellultimo list box in basso della pagina Edificio del dialog Dati Gene-
rali indicare lanno di entrata in vigore delle tabelle dei valori limite da
adottare nelle verifiche di Legge del Calcolo Invernale (ad es. 2006).
Nella pagina Comunedel dialog Dati Generali va scelto il comune (Ro-
ma) (v. 6.3); nella scheda Calcolovengono richieste informazioni che
riguardano le verifiche di legge, che in questa fase non interessano.
Nella scheda Tecnici vanno inseriti il nome del progettista e del direttore
dei lavori per limpianto e per lisolamento.
Nella pagina Impianto terminali si inseriscano i seguenti valori:
Temperatura di mandata della caldaia= 80 C;
Salto Termico Ingresso/Uscita Terminali [bitubo] = 5 C;
Salto Termico Ingresso/Uscita Terminali [anelli]= 5 C;
Salto Termico MAX ammissibile= 20 C;
Sbilanciamento MAX ammissibile= 200 daPa.
Si selezioni, quindi, il check box Rispetta il range di Velocit nel bilancia-
mentoper suggerire al programma di considerare i range di velocit defi-
niti per le varie tipologie di tubazioni nellesecuzione del bilanciamento
dellimpianto (v. 8.17);
Si lasci, invece, NON selezionato il check box Calcolo percentuale Perdi-
te Carico Concentrate.
Nel campo Numero MAX iterazioni per il Ricalcolo delle Portatesi lasci il
valore 20 proposto per default.

La convergenza del calcolo molto rapida se si accettano approssimazioni di
qualche punto percentuale (valori pi che adeguati per le applicazioni pratiche).
Un alto numero di iterazioni aggraverebbe i tempi di attesa senza apportare ap-
prezzabili miglioramenti nella precisione dei risultati).

Si esca dal dialog dei Dati Generali pigiando il bottone OK.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
77
4) Il dialog delle Tavole
Chiudendo il dialog dei Dati Generali, viene riproposto automaticamente
il dialog Tavole(v. 7.1) in cui vanno create le tavole del progetto.
Si supponga di inserire solo due Tavole denominate Piano Primoe Piano
Secondo. importante indicare laltezza della tavola (300 cm), cio
laltezza tra il piano di calpestio del solaio inferiore e lintradosso del so-
laio superiore; questo permetter di avere un controllo automatico
sullaltezza dei muri e dei vani che saranno disegnati nella Tavola.

Le tavole possono essere gestite (create modificate ed eliminate) anche durante
lesecuzione del progetto.

Pigiando il bottone Esci si esce dal dialog e si accede alla Finestra del
Documento (progetto) creato.
5) Il disegno delledificio
La Tavola Grafica del documento di TerMus-i relativa al Piano Primo.
La situazione attuale quella di avere un archivio completamente vuoto e
una Tavola Grafica senza nessun disegno.
Per iniziare il nostro progetto dellimpianto supponiamo di avere il dise-
gno architettonico di un appartamento. I modi con cui ottenere il disegno
delledificio sono sostanzialmente due: limportazione da file DXF o
linputazione ex-novo con gli oggetti grafici di TerMus-i.
Tra gli oggetti di TerMus-i sono disponibili infatti anche Muri, Porte, Fi-
nestre, ecc. per poter effettuare il disegno architettonico delledificio
prima di procedere alla progettazione dellimpianto.
Naturalmente, se abbiamo gi realizzato il disegno delledificio per il
calcolo delle dispersioni e le verifiche di legge con TerMus, gli oggetti
(porte, finestre, ecc.) usati per definire linvolucro edilizio non sono
semplici elementi grafici, ma oggetti termodinamicamente definiti.
Procediamo al disegno delledificio con le funzioni di TerMus-i sce-
gliendo gli elementi grafici (muri, finestre, ecc.) per realizzare il progetto
architettonico. Prescindiamo dalle caratteristiche degli oggetti anche per
chi in possesso del programma TerMus. In questo esempio, infatti
linvolucro edilizio serve solo da riferimento per la progettazione
dellimpianto e non per il calcolo delle dispersioni.
La pianta dellappartamento da disegnare di forma rettangolare con di-
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
78
mensioni 10.80 m x 10.70 m, comprensive della spessore delle murature
perimetrali che di 30 cm; il lato minore orientato secondo la direzione
Nord-Sud (con il Nord verso il limite superiore della tavola).
Si disegnino ora le partizioni interne con una muratura di spessore 10 cm.
Il corridoio centrale ancora parallelo alla direzione Nord-Sud. La di-
stanza tra la tramezzatura del corridoio e la muratura perimetrale, calco-
lata sulle due facce parallele interne di 4 m. per cui il corridoio avr
una larghezza di 2 m al netto delle murature.
Agli estremi del corridoio posizioniamo la porta dingresso (a Nord) e il
WC al lato opposto. Ai lati del corridoio, saranno disposti quattro vani,
due per lato, aventi dimensioni interne 4 m x 4 m e 4 m x 6 m, quelli
esposti ad Ovest (rispettivamente a Sud-Ovest e Nord-Ovest), e 4 m x 5
m entrambi quelli ad Est; il gi menzionato WC avr dimensioni 2 m x
2,50 m. I divisori interni sono tutti di 10 cm.
Ricordiamoci di inserire sulla Tavola Grafica il simbolo del Nord diretto
verso la parte alta della Tavola ed il Generatore che mettiamo nella parte
in basso del disegno, nelle vicinanze del W.C..
La redazione della Tavola Grafica cos come sin qui sommariamente descrit-
ta, dovr essere effettuata secondo le metodologie del programma TerMus.

4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
79
6) Larchivio di progetto
Naturalmente larchivio di oggetti del nuovo progetto completamente
vuoto; a questo punto possiamo inserire ex novo gli oggetti che occorro-
no, oppure dobbiamo prelevarli dallarchivio base TerMusArchivio.
7) Lavorare con pi documenti a video: larchivio di riferimento
Si selezioni lopzione Apri del menu File e si scelga, nel dialog che com-
pare, facciamo doppio click sul file TerMusArchivio. Si apre il documen-
to indicato a cui faremo riferimento solo per larchivio, quindi premiamo
il bottone Nascondi Tavola della Toolbar.
TerMus-i consente di lavorare contemporaneamente con pi documenti a
video e, mediante il drag & drop, di copiare oggetti da una parte allaltra.
Dal documento TerMusArchivio importiamo nel nostro documento i se-
guenti oggetti grafici:
a) Tubazioni impianto (bottone Tubazione impianto della Finestra de-
gli Oggetti):
a.1) UNI 6507 - RAME (pesante);
b) Pezzi Speciali (bottone Pezzi speciali impianto della Finestra degli
Oggetti):
b.1) Curva a 90;
b.2) Gomito;
b.3) Curva di Sorpasso;
b.4) T-Diramazione o Confluenza;
b.5) T-Passaggio Diretto;
b.6) Collettore complanare 8x8;
b.7) Valvola a squadra per Terminali;
b.8) Attraversamento Radiatore;
b.9) Attraversamento Caldaia.
c) Valvole impianto (bottone Valvole impianto della Finestra degli
Oggetti):
c.1) Detentore sq GCM R714A a;
d) Terminali impianto (bottone Terminali impianto della Finestra degli
Oggetti):
d.1) RDM alm - FARAL ESSE 800;
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
80
Naturalmente quando un oggetto nellarchivio del nostro progetto pos-
siamo modificarlo secondo le nostre esigenze oppure se non avessimo
trovato in TerMusArchivio una struttura confacente le nostre esigenze
avremmo potuto crearla.
8) Le caratteristiche della tubazione
Dopo aver arricchito il nostro archivio, siamo pronti a disegnare gli im-
pianti: particolare attenzione va rivolta, prima di iniziare il disegno, alla
Tavola Strutturale delloggetto Tubazioni.
In questa tavola compaiono, oltre a dati geometrici, i valori relativi ai range
di velocit, che il programma adotter in funzione della classificazione che
assegneremo alle tubazioni (principale, secondaria, etc.), ed il valore della
scabrezza, relativo alla rugosit delle pareti interne delle tubazioni.
Nella Tavola Strutturale delle tubazioni in Rame che utilizziamo per la
progettazione dellimpianto adotteremo i seguenti valori:
Tubazioni in Rame:
Tubazioni principali: min 0.50 - max 1.00,
Tubazioni secondarie: min 0.25 - max 0.50,
Derivazioni Terminali: min 0.10 - max 0.25.
Scabrezza: 0.002 mm.
I dati delle velocit sono diversi da quelli presentati di default dal pro-
gramma, per questo lutente dovr intervenire con un cambiamento negli
appositi spazi. I dati suggeriti sono funzionali al calcolo che effettueremo,
quindi non sono da considerare indicativi di un buon funzionamento.
9) La tipologia di impianto
A questo punto siamo pronti per disegnare limpianto di riscaldamento
della nostra unit immobiliare. Scegliamo di realizzarlo a pavimento con
una distribuzione a due tubi, collettore complanare, e radiatori modulari a
sviluppo orizzontale.
10) Il nodo pompa
La prima operazione da eseguire posizionare il nodo pompa, punto di
partenza di qualsiasi impianto.
Clicchiamo il bottone Tubazioni della Finestra degli Oggetti e selezio-
niamo Nodo Pompanel menu che appare. Andremo, quindi a collocare il
nodo pompa nel WC, allincrocio tra la parete perimetrale esterna ed il
divisorio con il vano a Sud-Est.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
81
Allatto del posizionamento di questo oggetto, apparir il dialog dei suoi
dati estesi, composto da tre sezioni, editabili selezionando le corrispon-
denti linguette poste superiormente alla finestra grafica.
Nella sezione Dati accettiamo tutte le selezioni di default tranne Tipo
Tubazione, la quale dovr essere la stessa del tubo che posizioneremo a
valle del nodo pompa, e che nel nostro caso sar secondaria.
Questa scelta dettata dal fatto che utilizzando un generatore del tipo
compatto (di piccola potenzialit, data la modestia del volume da riscal-
dare) il circolatore sar gi collocato al suo interno, e quindi a monte di
esso non sar presente alcun tratto di tubazione.
Per la stessa ragione non introduciamo nulla anche nel pannello Pezzi
Speciali.
Nel pannello Pompa, sceglieremo come modalit di ricalcolo delle por-
tate lopzione Portata necessaria al Fabbisogno Termico Globale; tale
scelta non inibir le altre, in quanto sar sempre possibile (ed in ogni
momento) modificare la scelta effettuata ed eseguire il calcolo con le al-
tre opzioni, ma rappresenta solo la modalit con la quale il programma
eseguir il primo ciclo di calcolo.
11) Il disegno delle tubazioni
Clicchiamo nuovamente sul bottone tubazioni impianto e selezionia-
mo, questa volta, Nodo Bitubo. Partiamo dal nodo pompa appena posi-
zionato e disegniamo un tratto di tubazione di 5,40 m. parallelamente al
divisorio con il vano a destra.

La Lunghezza della tubazione mentre viene disegnata visibile nel campo
Lungh. della Finestra degli Oggetti, quindi sar semplice fare tubazioni delle Lun-
ghezze desiderate.
Nellesempio vengono riportate le misure delle tubazioni per ricostruire il tracciato
dellimpianto. chiaro che sar difficilissimo ripetere il disegno dellimpianto con
le stesse identiche misure indicate, soprattutto per i tratti obliqui. Questo dovuto
al fatto che il posizionamento lievemente diverso della pompa o del collettore
possono portare a piccole variazioni di tracciato.
Quindi non preoccupiamoci se le misure hanno qualche piccola differenza rispet-
to a quanto indicato. Ci non comporter variazioni sostanziali nel calcolo e quin-
di lanalisi qualitativa che segue manterr il suo valore.

Anche in questo caso, apparir il dialog dei dati estesi dove aggiungere-
mo alla lunghezza (Pannello Dati) 2 metri, per portare in conto il tratto
verticale che tale tubazione deve percorrere dal generatore al pavimento;
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
82
aggiungiamo, inoltre 2 gomiti, un Attraversamento Caldaia e 2 T-
Passaggio Diretto (Pannello Pezzi Speciali) .
12) Il collettore complanare
Ortogonalmente al tratto appena posizionato, disegniamo un altro tratto
di 1.90 m. fino a raggiungere la parete opposta del corridoio. Nel dialog
dei Dati Estesi, aggiungeremo ancora 1 m di lunghezza, 2 curve a 90, 2
gomiti ed il Collettore Complanare 8 x 8: allestremit di questo tubo, in-
fatti, collocheremo il Collettore Complanare, che si trover quindi, per
quanto possibile, in posizione baricentrica (sia geometrica che termica).

Il collettore complanare deve essere unico su un tratto. Infatti anche se il fluido passa
sia per landata che per il ritorno dallo stesso tratto non si devono inserire due collettori
ma UNO ED UNO SOLTANTO, data la natura fisica del pezzo considerato.

Dal collettore complanare dovranno partire i vari tratti di tubazione de-
stinati a raggiungere i terminali che andranno posizionati in tutti i vani
dellappartamento.
13) Derivazioni ai terminali
Disegniamo un primo tratto, di 3,10 m, parallelamente al divisorio tra il
corridoio ed la camera a sinistra con direzione Nord.
Nel dialog dei dati estesi, nel pannello Dati, aggiungiamo 1m di tubo e
modifichiamo la Tipologia Tubazione da secondaria, proposta per default
essendo stata precedentemente selezionata, a deriv. Terminale. Nella sche-
da Pezzi Speciali dello stesso dialog aggiungiamo 2 curve a 90 e 2 gomiti.
Per riscaldare le camere ad Ovest, utilizzeremo due terminali per il vano
posto in alto ed uno per quello in basso, che disporremo tutti lungo la pa-
rete esposta ad Ovest.
Per riscaldare il vano posto superiormente (Nord-Ovest), dal collettore
complanare dovranno partire due tubazioni, una orizzontale di 4,10 m, e
laltra, inclinata verso lalto della lunghezza di 5,32 m.
Per il vano esposto a Sud-Ovest, tracceremo un tratto di tubazione di
5.59 m fino a raggiungere la muratura esterna esposta ad Ovest. Nei dia-
log dei dati estesi di tutti e tre questi tratti di tubazione aggiungeremo 1
m di lunghezza (verr proposta di default la tipologia di tubo come deri-
vazione al terminale) e assegneremo, nella scheda dei pezzi speciali, 2
curve a 90 e 2 gomiti.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
83
Disegniamo adesso le tubazioni che dovranno raggiungere i vani posti ad Est.
Dal collettore complanare partiranno due tratti di tubo di 6,58 m e di 6,60
m, che attraverseranno rispettivamente il vano esposto a Nord-Est e quel-
lo a Sud-Est fino a raggiungere, la muratura perimetrale Est. Per entram-
bi nel dialog di dati estesi, aggiungeremo 1 m di tubo, 2 curve a 90, 2
gomiti e, solo per la seconda, anche 2 curve di sorpasso.
Lultima derivazione dal collettore, che si svilupper parallelamente alla
parete divisoria tra il corridoio e la stanza a Sud-Ovest, sar di 5,40 m e
si arrester in prossimit al muro perimetrale esposto a Sud. Nel dialog
dei dati estesi introdurremo 2 curve a 90, 2 gomiti e 1m di tubazione.

14) I terminali
A questo punto, dovremo posizionare i terminali.
Posizionandoci nella Tavola Strutturale delloggetto Terminale, osser-
viamo che la stessa composta da due sezioni: Dati Terminale, gi com-
pilata dalloperazione di drag & drop, e Pezzi Speciali.
Questa seconda sezione, la cui compilazione a discrezione dellutente,
fornisce la possibilit di definire il terminale come un unico blocco, co-
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
84
stituito dal terminale propriamente detto (e cio, nel nostro caso, dal ra-
diatore), dai pezzi speciali che sempre troviamo su di esso (valvola di re-
golazione, detentore, curve, ecc.) e dal tratto di tubazione che, dal pavi-
mento, si sviluppa in verticale fino a collegarsi al terminale.
Nel nostro caso, aggiungeremo 0.80 m di tubo, attraversamento radiatore, 2
curve a 90, 2 gomiti, valvola a squadra per radiatore e, infine, inseriamo il
Detentore sq GCM R714A a, che abbiamo precedentemente importa-
to con il drag & drop, nel list-box Detentore o Valvola a quattro vie.
Il detentore, come sappiamo, ha tradizionalmente il compito di bilanciare
il nostro impianto. Dopo aver selezionato loggetto Terminali, dovremo
semplicemente cliccare in prossimit delle estremit delle tubazioni per
disporre il terminale, con tutti i pezzi speciali ad esso collegati, sul dise-
gno del nostro impianto.
Anche per loggetto terminale, cos come per tutti gli altri, allatto del
suo posizionamento sulla tavola grafica, apparir un dialog di dati estesi.
Nel dialog possiamo introdurre manualmente la potenza richiesta a ciascun
terminale o modificare sia numericamente che percentualmente, nel caso
sia stato eseguito precedentemente il calcolo delle dispersioni termiche, il
fabbisogno calcolato dal programma. In questo caso dobbiamo anche ripar-
tire percentualmente il fabbisogno sui terminali presenti nello stesso vano.
Nel nostro caso di semplice calcolo dellimpianto, invece, dovremo inseri-
re manualmente sia la potenza che deve essere ceduta dal terminale in og-
getto, sia la temperatura del vano in cui il terminale stesso stato collocato.
Nel dialog dei dati estesi possibile aggiungere un codice (nome) a cia-
scun terminale, oltre a quelli che il programma assegner automatica-
mente (nome del vano e codice numerico). Questo rende ancora pi age-
vole la lettura dei dati nella fase di analisi dei risultati.
Introdurremo per ciascun terminale, i seguenti valori:
Vano a Nord-Ovest: 2 terminali da 700 W, li definiamo Salone 1 e Sa-
lone 2 la temperatura rimane quella di default a 20C; (non metteremo
alcun aumento percentuale e lassorbimento sar del 100%, visto che in-
troduciamo direttamente la potenza di ogni singolo terminale);
Vano a Sud-Ovest - 1 terminale dal 1000 W - Soggiorno;
Vano a Nord-Est - 1 terminale dal 1100 W - Studio;
Vano a Sud-Est - 1 terminale dal 1100 W - Cucina;
Corridoio - 1 terminale da 600 W - Corridoio p1;
WC - 1 terminale da 350 W - WC p1.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
85
15) Il Secondo Piano
A questo punto, poich il piano superiore avr la medesima disposizione
interna, baster posizionarci nella Tavola Piano Secondo (utilizzando il
menu in alto a destra nella Tavola Grafica), e copiare il Piano Primo sul
Piano Secondo (mediante il comando Copia Tavoladel menu Disegno.
16) Trasformazione di una pompa in colonna montante
Quando sulla Tavola del Piano Secondo eliminiamo il generatore pre-
mendo il tasto CANC dopo averlo selezionato, appare la richiesta di con-
ferma di tale cancellazione ed il messaggio che il nodo pompa si trasfor-
mer in un colonna montante.
Usciamo dal dialog premendo OK e vediamo scomparire il generatore. A
questo punto il nodo che nel Piano Primo era una pompa nella Tavola del
Piano Secondo stata trasformata in una colonna montante.
17) Il collegamento della colonna montante
Selezionando la Colonna Montante e aprendone con un doppio click il dia-
log dei dati estesi, aggiungeremo nel dialog la lunghezza, che sar di 3 m.
Nel Pannello Pezzi Speciali aggiungiamo 2 gomiti e 2 T-Diramazione
Congiunzione.
Andiamo sulla Tavola Grafica del Piano Primo, e selezioniamo il nodo
pompa. Entriamo nei suoi dati estesi ed evidenziamo il check box Colon-
na Montante: NESSUNA. Apparir una nuova finestra dove scegliere la
Tavola (il piano) col quale effettuare il collegamento verticale (Piano Se-
condo).
Premuto il bottone di ricerca (con la torcia), scegliamo la colonna mon-
tante dal menu a tendina che si attiva (nel nostro caso abbiamo ununica
colonna montante).
Per collegarci alla Colonna Montante del Primo Piano sar sufficiente fare
un doppio click con il cursore del mouse sul nodo che il programma avr
provveduto a portarci in primo piano dopo la selezione nel menu a tendina.
A questo punto nel dialog del Nodo di Rete della pompa del Piano Primo
compare il nome della colonna montante a cui ci siamo appena collegati.
Usciamo dal dialog con OK e torniamo alla Tavola del Piano Secondo.
Ultima correzione da apportare riguarda i dati estesi del tratto che parte
dalla colonna montante: eliminiamo lincremento di 2 m (che si aggiun-
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
86
geva ai 5.40 della lunghezza in pianta), lAttraversamento Caldaia e i 2
T-Passaggio Diretto. Rimangono, quindi, solo i 2 Gomiti.
18) I terminali del Piano Secondo
Modifichiamo il nome assegnato ai terminali, senza modificare la po-
tenza richiesta. Supponiamo che le condizioni termiche del Piano Secon-
do sono identiche a quelle del livello inferiore.
Vano a Nord-Ovest - 2 terminali da 700 W, definiti Camera 1 e Camera 2;
Vano a Sud-Ovest - 1 terminale dal 1000 W - Letto 1;
Vano a Nord-Est - 1 terminale dal 1100 W - Letto 3;
Vano a Sud-Est - 1 terminale dal 1100 W - Letto 2;
Corridoio - 1 terminale da 600 W - Corridoio p2;
WC - 1 terminale da 350 W - WC p2.
19) La vista 3D
Prima di procedere con la fase di calcolo dobbiamo compiere unultima
operazione legata alla progettazione architettonica dellimpianto.
Effettuiamo la verifica 3D, che pu ottenersi pigiando il bottone Vista
3D della Toolbar. Mediante questa vista, possibile verificare lintero
impianto, analizzare gli eventuali messaggi derrore che il programma
comunica.
Gli errori rilevati dalla vista 3D sono relativi ad errati collegamenti tra gli
oggetti dellimpianto, disposti orizzontalmente (tubi inutili cio senza ter-
minale o prosecuzioni) o verticalmente (colonne montanti non alimentate).
Nel nostro caso, se abbiamo eseguito correttamente tutte le istruzioni,
non sar evidenziato alcun errore.
20) La fase di calcolo
Non resta che far eseguire a TerMus-i il calcolo dellimpianto, selezio-
nando la linguetta C. I. Riscaldamento, posta sotto la finestra delle Tavole.
Dopo pochi istanti, apparir la Tavola di Calcolo, distinta in una zona
dove saranno visibili i risultati del calcolo stesso (Tabella di Calcolo), re-
lativi alle parti dellimpianto che andremo ad evidenziare sul disegno, ed
unaltra dove saranno presenti alcuni bottoni e tre check box, utili per po-
ter meglio analizzare i risultati.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
87
21) Come visualizzare i risultati del calcolo
Evidenziando qualunque tratto di tubazione sul disegno, appariranno nel-
la Tabella di Calcolo sulla destra, i dati relativi alla lunghezza del tratto,
al suo diametro, alla portata che lattraversa con la relativa velocit, le
perdite di carico distribuite, concentrate e totali, ed, infine, le perdite di
carico progressive, cio quelle relative al tratto a valle del nostro tubo.
Inoltre, se si fosse provveduto a posizionare lungo questo tratto valvole
di bilanciamento, il programma avrebbe fornito anche la sua regolazione
mediante il numero di giri.
Posizionandosi, poi, su ciascun terminale, ci verr fornito, il numero di
moduli, le sue dimensioni dingombro, la potenza richiesta e quella real-
mente ceduta, la portata richiesta e quella pervenuta, la perdita di carico
relativa allintero tratto pompa terminale e tutti i dati relativi al detentore ap-
plicato, compreso, come gi detto, il numero di giri per la sua regolazione.
22) Lanalisi dei risultati
Nella finestra degli errori, sotto il disegno, appaiono 6 [Fatal Error] (3 re-
lativi al Primo Piano e 3 al Secondo). I messaggi indicano che i diametri
delle tubazioni sono troppo grandi per essere raccordati con i detentori.
Cliccando due volte sul messaggio derrore vengono evidenziati gli og-
getti cui il messaggio si riferisce.
In effetti i diametri delle tubazioni sono molto grandi ovunque, infatti fa-
cendo un doppio click sulle derivazioni ai terminali troviamo diametri ta-
li da creare problemi per la messa in opera sotto i pavimenti.
Se vogliamo perseguire una messa in opera tradizionale, quindi, la gran-
dezza dei diametri costituisce un problema non solo per i tratti individua-
ti dal programma con i [Fatal Error], ma anche per gli altri tracciati.
Il nostro modo di procedere non sar quello di correggere ogni singolo
[Fatal Error], cliccando sul messaggio per individuare loggetto e leggere
il messaggio daiuto nellHelp, come faremmo in altri casi, ma interver-
remo sui dati generali per una modifica complessiva del calcolo.
23) Modifica delle caratteristiche dellimpianto e ricalcolo
Per ovviare a tali inconvenienti, potremo ritornare nel dialog Dati Generali
e, nella scheda impianto, alla richiesta del Salto Termico Ingresso/Uscita
Terminali [bitubo] e Salto Termico Ingresso/Uscita Terminali [Anelli],
digitare nuovamente il valore, inizialmente proposto di default, di 13C.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
88
Richiedendo nuovamente il calcolo, premendo lapposito bottone di Ri-
calcolo, possiamo verificare la contemporanea correzione [Fatal Error] e
la sensibile riduzione di tutti i diametri alle esigenze prima menzionate.
Per una maggiore omogeneit di diametri sostituiamo, per i vani esposti ad
Est ed a Sud-Ovest del Primo e Secondo Piano, al 14 di calcolo il 12. Per
fare ci basta entrare nel dialog dei Dati Estesi di tali tratti di tubazione, e,
dopo aver selezionato il check box Diametro fissato in mm introdurre il
valore del diametro interno desiderato che, nel nostro caso, sar 10.00.

Ricordiamoci che qualunque modifica per essere accettata nei calcoli e nelle
stampe deve essere convalidata da un procedimento di ricalcolo che pu esse-
re effettuato con lapposito bottone.

La riduzione di diametro non avr coinvolto i tratti che collegano il gene-
ratore e la colonna montante ai collettori di piano.
Naturalmente i diametri di questi tratti devono essere pi grandi, ma co-
munque li desideriamo minori di quelli dimensionati dal calcolo.
Per ottenere questo risultato possiamo modificare i range di velocit in-
putati inizialmente, per quanto riguarda le tubazioni secondarie, portando
il limite superiore da 0.5m/s a 0,7 m/s.
Rilanciando nuovamente il calcolo, si potr verificare il funzionamento
dellimpianto nelle condizioni ricercate, le dimensioni di ingombro dei
terminali e la loro resa termica che risulter ovunque soddisfacente.
In particolare, cliccando sui bottoni Controllo Valvole, Terminali e Velo-
cit osserviamo che solo lultimo fornisce dei Warning.
La divergenza tra il limite superiore del range di velocit relativo alla de-
rivazione al terminale (0.25, scelto dallutente precedentemente) ed i va-
lori di calcolo evidenziati, risulta estremamente esigua e quindi pu esse-
re senzaltro accettata.
Naturalmente le modifiche effettuate sono solo degli esempi per far
comprendere come la fase di Calcolo, pu essere con TerMus-i, un mo-
mento in cui il progettista esegue scelte per ottimizzare il sistema perse-
guendo i suoi obiettivi in maniera semplice e veloce.

Nel nostro caso i dati iniziali sono stati inseriti volontariamente differenti da quelli
di default per fare i modo che, anche con un impianto molto semplice, si sarebbe-
ro rese necessarie delle correzioni.

4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
89
24) Le possibilit della Tavola di Calcolo
Per meglio comprendere lutilizzazione delle risorse della Tavola di Cal-
colo facciamo un breve excursus sulle varie fasi mediante le quali il pro-
gramma perviene ai risultati finali.
Il nostro esempio molto semplice non impone di eseguire dettagliatamen-
te tutte le possibilit di analisi offerte dal programma.
Di seguito analizziamo egualmente le funzioni della Tavola di Calcolo
anche se in maniera pi descrittiva. Ricordiamo che queste funzioni sono
comunque trattate nel capitolo della Tavola di Calcolo e di Analisi dei
Risultati che bene conoscere prima di iniziare nuovi progetti.

bene seguire le fasi e le analisi descritte di seguito sul nostro esempio, anche
se esso non presenta particolari problemi. Questo ci aiuter a prendere familiarit
con le varie fasi di calcolo e a capirne il significato.

25) La prima fase di calcolo: il dimensionamento
In questa prima fase il programma provvede, partendo dalle portate de-
sunte dai fabbisogni energetici dei singoli vani, a dimensionare le tuba-
zioni, preoccupandosi di soddisfare i range di velocit indicati dallutente
nella Tavola Strutturale delle tubazioni prescelte.
I diametri utilizzati per ciascun tratto, via via che dalla pompa ci muo-
viamo verso il terminale, saranno non maggiori di quello utilizzato nel
tratto immediatamente precedente.
I risultati ottenuti in questa prima fase, sono visionabili disabilitando tutti
e tre i check box, eseguendo il ricalcolo con lapposito bottone, ed, infi-
ne, come ogni qualvolta si desideri prendere visione dei risultati di un
calcolo, selezionando sul disegno le parti del nostro impianto.
26) La seconda fase: il bilanciamento
Dopo aver eseguito il dimensionamento, selezioniamo il check box Bi-
lanciamento e procediamo al ricalcolo con lapposito bottone.
Il programma procede a modificare i diametri delle tubazioni ottenuti, al-
lo scopo di bilanciare lintero impianto, rispettando o meno i range di ve-
locit in funzione della scelta effettuata nella sezione Impianti termina-
li del dialog Dati Generali.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
90
Selezionando solo il check box Bilanciamento ed effettuando il rical-
colo, possibile prendere visione anche di tali risultati selezionando gli
oggetti sul grafico e guardandone i dati della Tabella di Calcolo.
27) La Terza fase: la regolazione delle valvole
Nel nostro caso non sono state inserite valvole sui tratti dellimpianto,
ma solo i detentori sui terminali.
Si consiglia in ogni caso di non inserire valvole sui tratti in fase di dise-
gno dellimpianto, ma eventualmente solo in fase di calcolo per bilancia-
re alcuni nodi, secondo le modalit che vedremo pi avanti.
Se avessimo dotato il nostro impianto di valvole adatte ad eseguire un bi-
lanciamento (detentori, valvole di piede-montante, etc.) o se lo facessimo
in un momento successivo al primo calcolo, il programma proceder alla
loro taratura, per eliminare gli sbilanciamenti residui.
Con la procedura gi descritta, ma selezionando questa volta anche il check
box Regolazione valvole, possiamo vedere i risultati di questa fase.
28) La Quarta fase: il ricalcolo delle portate
Selezionando lultimo check box e premendo il bottone di ricalcolo il
programma provvede a ricalcolare le portate nel circuito.
Come sappiamo, naturalmente ogni circuito idraulico tende ad equilibrar-
si, modificando le portate che in esso circolano: anche nel caso degli im-
pianti di riscaldamento, quindi, gli sbilanciamenti che non si riusciti ad
eliminare, verranno annullati dallimpianto stesso, a scapito, per della
portata, che non sar pi quella da noi desiderata.
Il programma, dopo le tre fasi illustrate precedentemente, esegue il rical-
colo della portate secondo la modalit scelta dallutente nel dialog dei da-
ti estesi della pompa.
Solo dopo questa procedura, definita la portata che realmente perviene ai
singoli terminali, il programma in grado di fornire leffettiva potenza
emessa dai terminali e, nel caso di radiatori modulari, il loro numero di
elementi.
29) Lanalisi dei risultati attraverso i bottoni di controllo
Passiamo, ora, a descrivere le funzionalit offerte dai restanti quattro bot-
toni (oltre quello di ricalcolo) presenti nella zona inferiore della Tabella
di Calcolo.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
91
Anche per quanto riguarda la funzionalit dei bottoni di Controllo si rac-
comanda di leggere attentamente i capitoli relativi alla Tavola di Calcolo
e allAnalisi dei Risultati.
Nellesempio illustrato i bottoni di controllo non presenteranno nessun
Warning, ma in ogni caso si consiglia di riprendere le fasi che seguono.
30) Grafico Curva Caratteristica
Il primo bottone dopo quello per il ricalcolo il bottone Curva Caratteri-
stica dellimpianto.
Utilizzando questo bottone e se abbiamo preventivamente selezionato un
oggetto dellimpianto, si visualizzer la curva caratteristica dellimpianto,
costruita considerando come punto centrale, la portata richiesta stretta-
mente necessaria al fabbisogno termico globale.
Tale curva fornisce indicazioni su comportamento (perdite di carico) del
nostro impianto quando, definiti i diametri delle tubazioni, la regolazione
delle (eventuali) valvole ed ogni altro aspetto fisico, si andasse ad au-
mentare o a diminuire la portata.
Laiuto principale di tale funzione risiede nella scelta del circolatore, in
quanto sono visualizzati i vari possibili funzionamenti dellimpianto. Ci
vuol dire, nel nostro caso, che dal grafico possiamo prendere una pompa
con una potenza esattamente corrispondente al fabbisogno dellimpianto.
Se in commercio non esiste una pompa con tali caratteristiche, dobbiamo
trovare il punto dincontro tra la curva caratteristica dellimpianto e quel-
la della pompa.
Questo punto rappresenta la portata e la perdita di carico a cui funzioner
limpianto con quella pompa. Per controllare leffettivo funzionamento
dellimpianto possiamo quindi rifare il calcolo imponendo il valore indi-
viduato come Portata Globale stabilita dallUtente nel pannello Pompa
del dialog dei dati estesi del nodo pompa.
31) Il controllo delle Valvole
Il terzo bottone serve per il controllo Valvole. Cliccando su questo bottone,
si apre una nuova tavola posta inferiormente al disegno, dove vengono
elencati tutti i tratti di tubazione, se ve ne sono, che risultano sbilanciati.
Per ciascuno di essi, viene mostrata la differenza di perdita di carico (sbi-
lanciamento), la portata che lattraversa ed il valore del Kv, necessario
per eliminare tale sbilanciamento, di unipotetica valvola da applicare.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
92
Questa verifica pu essere eseguita dal programma sia a valle della sola
fase di bilanciamento che di bilanciamento e regolazione delle valvole.
Nel nostro esempio non si apre in basso alcuna finestra degli errori. Ci
vuol dire che tutti i nodi saranno bilanciati e non c bisogno di inserire
alcuna valvola.
I bottoni di controllo vanno eseguiti proprio come modalit di calcolo per
analizzare i risultati, quindi bene controllare le rispettive finestre degli
errori, qualora ci siano, per avere una visione completa dei risultati.
32) Il controllo Terminali
Il quarto bottone serve per il controllo dei Terminali e va utilizzato logi-
camente solo dopo il ricalcolo delle portate. Utilizzando questo bottone
sotto il disegno potrebbero apparire messaggi che segnalano comporta-
menti anomali dei terminali, relativi alla potenza erogata (esagerata od
insufficiente), alla portata che perviene loro (portata insufficiente) e al
salto termico esagerato, valutato in funzione della scelta relativa effettua-
ta nel dialog dei Dati Generali.
Nel nostro esempio nessun messaggio derrore appare, ci vuol dire che i
terminali sono alimentati correttamente.
33) Il controllo della velocit
Il quinto bottone serve per il controllo delle Velocit, anche questo bot-
tone va utilizzato dopo il ricalcolo delle portate e fornisce informazioni
sui tratti di tubazione nei quali la velocit risulta essere fuori dai range
desiderati.
Nel nostro esempio non abbiamo nessun messaggio derrore e ci vuol
dire che in tutti i tratti rispettato il range di velocit che stato fissato
per quella tipologia.
34) Le stampe
Dalla Toolbar della Tavola Grafica scegliamo il bottone Stampa. Siamo
riportati nel dialog Stampa Impianto da cui possiamo stampare tutti i dati
inerenti le tubazioni, i pezzi speciali, le valvole e i terminali utilizzati,
scegliendo le relative opzioni nel pannello del Calcolo.
Possiamo avere inoltre la stampa del computo dei materiali dal pannello
Computo dello stesso dialog.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
93
A tal proposito leggiamo il capitolo sulle stampe e sulle relazioni.
35) Gli elaborati esecutivi di progetto
Per stampare gli elaborati di progetto dobbiamo andare nella vista 3D con
lapposito bottone della Toolbar. da qui che scegliendo la vista desidera-
ta otteniamo la stampa con tutte le indicazioni sui tratti e sui terminali.
Per sapere come ottenere le stampe desiderate leggiamo anche in questo
caso il capitolo sulle stampe e sulle relazioni.
36) La relazione di calcolo
Lultimo passo del nostro esercizio e del nostro rapido excursus
sulliter operativo del programma e la realizzazione della relazione di
calcolo dellimpianto eseguito.
Per far ci sufficiente premere la linguetta R. I. Riscaldamento sot-
to la Tavola Grafica. Siamo cos riportati nella Tavola di Relazione
dellimpianto dove scegliere il modello di relazione che il programma
provvede automaticamente a compilare con i dati del progetto.
Per approfondire questo argomento il capitolo da leggere ancora quel-
lo sulle Stampe e Relazioni.
Si raccomanda, per, di approfondire tutti gli argomenti percorsi velo-
cemente nellesempio per poter utilizzare in maniera efficace tutte le
potenzialit di TerMus-i.
4.3
Il Modulo TerMus-E per il Calcolo dei Carichi
Termici Estivi
Il modulo TerMus-E di TerMus consente di ottenere il calcolo dei Cari-
chi Termici Estivi con le stesse modalit di input previste per il Calcolo
Invernale (v. cap. 16) (calcolo delle dispersioni termiche e verifiche di
legge).
Il calcolo dei Carichi Termici Estivi pu persino essere ottenuto par-
tendo dallo stesso input effettuato per il calcolo delle dispersioni e le
verifiche di legge semplicemente specificando per gli oggetti disegnati
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
94
(muri, finestre, solai, ecc.) le opportune informazioni nella pagina Cal-
colo Estivo del relativo dialog dei Dati Estesi (v. 9.2.4, 9.3.1, 9.6.1,
9.8.1, 9.10.1 e 9.11.1).
Effettuato lInput, possibile, richiedere il calcolo dei Carichi Termici
Estivi semplicemente cliccando la linguetta C. I. Raffrescamento sulla
barra inferiore della Finestra del Documento.
Cliccando, inoltre, la linguetta R. I. Raffrescamento sulla stessa barra si
ottiene la composizione della relazione di calcolo dei Carichi Termici
Estivi.
4.4
La Certificazione Energetica degli Edifici
LAttestato di Certificazione Energetica di un edificio di qualsiasi tipo
(anche industriale) pu essere ottenuto se si dispone del programma Ter-
Mus o del programma TerMus-CE (v. 1.1).
Per richiedere lAttestato di Certificazione Energetica di un edificio per
cui stato effettuato il calcolo e le verifiche termiche in un progetto di
TerMus basta semplicemente:
Accedere alla tavola ELABORATI, cliccando lomonima linguetta sulla
barra inferiore della finestra delle Tavole.
Pigiare il bottone Componi Elaborati della tool-
bar del Word Processor proposto nella tavola e,
nel menu che si apre, selezionare Attestato di
Certificazione Energetica.
Questa operazione propone il dialog
Opzioni Relazione, in cui possibile
scegliere di ottenere lAttestato per
tutti gli EOdC del progetto (Relazio-
ne complessiva) o solo per quelli
indicati nel box Elenco Generatori
(Relazione relativa a:).
Pigiare il bottone OKper chiudere il dialog ed ottenere la composizio-
ne dellAttestato richiesto nel Word Processor della Tavola.
4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
95

Per ottenere, con TerMus-CE, lAttestato di Certificazione Energetica di
un edificio per cui NON occorre effettuare il calcolo e le verifiche, oc-
corre creare un nuovo documento effettuando le seguenti operazioni:
Pigiare il bottone Nuovodella toolbar della finestra di TerMus-CE o
selezionare lomonima opzione del menu File, per accedere al menu
per la scelta del tipo di documento da creare.

Nel menu scegliere Normativa NAZIONALE \ solo Certificazione per
creare il documento (progetto) da redigere per ottenere lAttestato di
Certificazione.

Un documento di TerMus-CE o uno equivalente di TerMus creato mediante
lopzione Normativa NAZIONALE \ solo Certificazione consente di ottenere
esclusivamente lAttestato di Certificazione Energetica dellEdificio.
Un documento di questo tipo, pertanto, NON pu essere aperto con TerMus per
richiedere le verifiche termiche di Legge e la stampa della relativa Relazione.

4. Organizzazione dei Dati ed Esempi di Calcolo
96
Definiti i dati generali (v. 6.1) del documento occorre procedere im-
putando i dati mediante il disegno, nella Tavola Grafica, degli oppor-
tuni oggetti (muri, finestre, vani, generatori, ecc.) delledificio, con le
stesse modalit previste per un progetto di TerMus per il calcolo e le
verifiche termiche. In questa fase, poich la certificazione delledificio
NON richiede alcuna verifica termica sulledificio, ed igrometrica sul-
le strutture opache (muri e solai), non sar necessaria linputazione di
alcuni dati (le umidit relative, ecc.).
Ultimato linput dei dati (disegno degli oggetti) possibile richiedere
il calcolo accedendo alla Tavola di Calcolo.
Verificata lassenza di errori, omissioni o incongruenze nei dati inpu-
tati , quindi, possibile accedere alla pagina ELABORATI del docu-
mento per richiedere, con la modalit descritta, la composizione
dellAttestato di Certificazione Energetica.
In un documento di TerMus creato mediante lopzione Normativa NAZIO-
NALE \ solo Certificazionee in un documento di TerMus-CE, possibile
ottenere la Certificazione Energetica dellEdificio, anche se questo risulta
sprovvisto di Impianto di Riscaldamento.
In questo caso, infatti, basta selezionare lopzione FITTIZIA nel list box
Utilizzo per della pagina Impiantodei Dati Estesi della Centrale Termica
(v. 9.8.1) per consentire al programma di effettuare le opportune valu-
tazioni per la stima energetica delledificio secondo le modalit previste
dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26/06/09.



5. Gli Archivi
97

Gli Archivi
Il presente capitolo illustra gli archivi del programma e le modalit ope-
rative per prelevarne i dati.
Gli Archivi di TerMus +TerMus-E +TerMus-i (v. 1.1) sono:
il documento TerMusArchivio in cui sono disponibili:
un gran numero di oggetti (Muri, Finestre, Ponti Termici, Tubazio-
ni, Pezzi Speciali, ecc.) di cui risulta gi definita la struttura e, quin-
di, gi corredati di tutti i dati fisici necessari per il calcolo (v. 5.1);
gli elementi opachi per la composizione della stratigrafia delle strut-
ture opache (oggetti Muri e Solai) previsti dalle norme UNI 10351
ed UNI 10355 (v. 5.2); anche tali elementi sono gi corredati degli
opportuni dati fisici;
larchivio dei Comuni dItalia e dei relativi dati climatici (v. 5.3).
5. Gli Archivi
98
5.1
LArchivio del Programma: il Documento
TerMusArchivio
Il programma corredato da un archivio, il documento TerMusArchivio
che contiene:
il fornitissimo Archivio degli Oggetti contenente le strutture (Muri, Fi-
nestre, Tubazioni, ecc.) da riportare nel progetto che si redige per dise-
gnarli nella Tavola Grafica (v. cap. 8); gli oggetti prelevati da TerMu-
sArchivio possono anche essere liberamente modificati (v. 8.3.1).
lArchivio degli Elementi Opachi (v. 5.2) riportati nelle Norme UNI
10351 e 10355; tali elementi possono essere utilizzati per definire le
strutture opache (Muri e Solai) da utilizzare nei propri progetti (se
queste non risultano gi disponibili nellArchivio degli Oggetti.
Il documento TerMusArchivio identico ad un qualsiasi documento (v.
3.4) del programma ma, ovviamente, essendo un archivio di base, a diffe-
renza degli altri documenti, non pu essere cancellato.
Tale documento disponibile nella directory di installazione del pro-
gramma e pu essere aperto (v. 3.2.1.2) come ogni altro documento.
LArchivio pu anche essere aperto, in maniera pi rapida e funzionale
selezionando lopzione Apri Archivio Programmadel menu locale della
griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) del documento (progetto).
Qualsiasi oggetto e/o qualsiasi elemento (v. 5.2) utilizzato in un proget-
to (creato ex novo o prelevato da TerMusArchivio ed eventualmente mo-
dificato) rimane archiviato nel documento.
Gli oggetti e gli elementi utilizzati in un documento possono essere ripre-
si per essere utilizzati in qualsiasi altro progetto. Ovviamente, gli oggetti
creati o modificati in un documento possono anche essere riportati in Ter-
MusArchivio per una pi razionale archiviazione.
Pertanto, con il termine Archivio, si indica genericamente sia il docu-
mento TerMusArchivio che qualsiasi altro progetto gi redatto.
La modalit illustrata consente di avere, per ogni progetto, solo i dati
strettamente indispensabili, senza occupazioni di memoria inutili, frutto
della duplicazione di sostanziosi archivi di base.
Le modalit operative per copiare, nel documento attivo, uno o pi og-
getti dellArchivio vengono illustrate nei 5.1.1 e 5.1.2.
5. Gli Archivi
99
5.1.1
Come Riportare un Oggetto dellArchivio in un
Documento

Nel presente paragrafo, con il termine Archivio, si indica sia il documento TerMu-
sArchivio (archivio di base del programma - v. 5.1) che qualsiasi altro documen-
to (progetto) di TerMus + TerMus-E + TerMus-i gi redatto.

Per copiare, in un documento (progetto) di TerMus + TerMus-E + Ter-
Mus-i, un oggetto dellArchivio basta effettuare le seguenti operazioni:
aprire (v. 3.2.1.2) sia il documento (progetto) in cui inserire loggetto
sia lArchivio (v. 5.1) da cui questo deve essere prelevato (copiato);
dimensionare e disporre opportunamente le finestre dei due documenti
nella Finestra del Programma (v. figura seguente);

Per effettuare agevolmente loperazione di Drag & Drop illustrata di seguito op-
portuno posizionare la finestra del documento Archivio a destra del documento in
cui occorre inserire loggetto da esso copiato.
Inoltre, pu essere utile nascondere la Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
dellArchivio in modo da visualizzarne la sola Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) in
modo da rendere pi agevole la sistemazione delle Finestre.
Per nascondere la Finestra delle Tavole del documento Archivio basta cliccare su
esso per renderlo attivo e pigiare il bottone Nasconde la Finestra delle Tavole
della Toolbar (v. 3.3).


nella Finestra degli Oggetti dellArchivio pigiare il bottone che rap-
presenta la tipologia delloggetto da copiare nel documento (ad esem-
pio se occorre copiare un Muro, nella Finestra degli Oggetti
dellArchivio va pigiato il bottone Muro); questa operazione visualiz-
za, nella griglia sottostante, tutti gli oggetti di quella tipologia;
nella griglia degli oggetti dellArchivio fare click, senza rilasciare il
pulsante sinistro del mouse, sulla descrizione delloggetto da riportare
nel documento;
trascinare loggetto nella griglia degli oggetti del documento e rilasciare
il pulsante del mouse; durante il trascinamento al cursore risulta legato
un foglietto ad indicare che in atto la copia di un singolo oggetto.
5. Gli Archivi
100


Quando si rilascia il pulsante del mouse NON necessario che, nella Finestra
degli Oggetti del documento, risulti selezionata la stessa tipologia di oggetti sele-
zionata nellArchivio.
Il programma, infatti, riconosce la tipologia delloggetto trascinato e lo inserisce
tra quelli della sua stessa tipologia.
Ad esempio, se si trascina un muro dellArchivio nella griglia della Finestra degli
Oggetti in cui risulta selezionata la tipologia Finestra, prima di copiare loggetto, il
programma seleziona automaticamente, nel documento, la tipologia Muro.

Loggetto trascinato viene copiato nella griglia degli oggetti del docu-
mento e risulta immediatamente disponibile per il suo disegno nella Ta-
vola Grafica (v. 3.4.2.1).
Se loggetto copiato una struttura opaca (Muro o Solaio - v. 8.2)
oppure contiene strutture opache (una Finestra pu contenere un para-
petto e/o un cassonetto - v. 8.3), nel documento vengono anche ripor-
tati gli elementi opachi (v. 5.2) dellArchivio che ne costituiscono la
stratigrafia.
5. Gli Archivi
101
5.1.2
Come Riportare un Gruppo di Oggetti dellArchivio
in un Documento
In un documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i possibile copiare,
con ununica operazione di Drag & Drop, un gruppo di Oggetti
dellArchivio appartenenti alla stessa tipologia (Muri, , Tubazioni, ecc.).

Nel presente paragrafo, con il termine Archivio, si indica sia il documento TerMu-
sArchivio (archivio di base del programma - v 5.1) che qualsiasi altro documen-
to (progetto) di TerMus + TerMus-E + TerMus-i gi redatto.

Per copiare, con ununica operazione, un oggetto dellArchivio in un do-
cumento (progetto) di TerMus + TerMus-E + TerMus-i, basta effettuare
le seguenti operazioni:
aprire (v. 3.2.1.2) sia il documento (progetto) in cui inserire loggetto
sia lArchivio (v. 5.1) da cui questo deve essere prelevato (copiato);
dimensionare e disporre opportunamente le finestre dei due documenti
nella Finestra del Programma (v. figura);

Per effettuare agevolmente loperazione di Drag & Drop illustrata di seguito op-
portuno posizionare la finestra del documento Archivio a destra del documento in
cui occorre inserire loggetto da esso copiato.
Inoltre, pu essere utile nascondere la Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
dellArchivio in modo da visualizzarne la sola Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) in
modo da rendere pi agevole la sistemazione delle Finestre.

Per nascondere la Finestra delle Tavole del documento Archivio basta cliccare
su esso per renderlo attivo e pigiare il bottone Nasconde la Finestra delle Ta-
vole della Toolbar (v. 3.3).


nella Finestra degli Oggetti dellArchivio pigiare il bottone che rappre-
senta la tipologia del gruppo di oggetti da copiare nel documento (ad
esempio se occorre copiare un gruppo di muri, nella Finestra degli Og-
getti dellArchivio va pigiato il bottone Muro); questa operazione visua-
lizza, nella griglia sottostante, tutti gli oggetti di quella tipologia;
evidenziare gli oggetti da copiare nella griglia degli oggetti
dellArchivio; per evidenziare un oggetto basta:
5. Gli Archivi
102
cliccare, con il pulsante destro del mou-
se, sulla descrizione delloggetto; que-
sta operazione seleziona loggetto ed
apre il menu locale della Griglia degli
Oggetti;
nel menu locale selezionare lopzione
Evidenzia Struttura; questa operazione
campisce in giallo il rigo delloggetto
(quando un rigo evidenziato risulta
selezionato risulta campito in blu);

Gli oggetti possono anche essere evidenziati tenendo premuto (senza rilasciarlo)
SHIFT della tastiera e cliccando, con il pulsante sinistro del mouse, su ogni og-
getto da evidenziare.
Per rimuovere levidenziazione da un oggetto basta ripetere su esso le stesse
operazioni effettuate per evidenziarlo.
Per rimuovere levidenziazione da tutti gli oggetti evidenziati nella griglia degli og-
getti basta cliccare, con il pulsante destro del mouse, in un qualsiasi punto della gri-
glia e, nel menu locale che si apre, selezionare lopzione Togli ogni Evidenziazione.

fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, in un qualsia-
si punto della griglia della Finestra degli Oggetti dellArchivio;
trascinare il gruppo di oggetti evidenziati nella griglia della Finestra
degli Oggetti del documento e rilasciare il pulsante del mouse; durante
il trascinamento, ad indicare che in atto una copia di pi oggetti, al
cursore risulta legato un gruppo di foglietti.

Quando si rilascia il pulsante del mouse NON necessario che nella Finestra
degli Oggetti del documento risulti selezionata la stessa tipologia di oggetti sele-
zionata nellArchivio.
Il programma, infatti, riconosce la tipologia degli oggetti trascinati e li inserisce tra
quelli della loro stessa tipologia.
Ad esempio, se si trascina un gruppo di muri dellArchivio nella griglia della Finestra
degli Oggetti in cui risulta selezionata la tipologia Finestra, prima di copiare gli og-
getti, il programma seleziona automaticamente, nel documento, la tipologia Muro.

Gli oggetti trascinati vengono copiati nella griglia degli oggetti del do-
cumento e vengono disposti secondo lordine con cui sono stati eviden-
ziati nellarchivio. Tali oggetti risultano immediatamente disponibili per
il loro disegno nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1).
5. Gli Archivi
103
5.2
LArchivio degli Elementi Opachi
LArchivio degli Elementi Opachi contiene gli elementi (materiali sem-
plici o compositi) necessari per comporre le stratigrafie degli oggetti Mu-
ro (v. 8.2) e Solaio (v. 8.14).
In tale archivio ogni elemento risulta corredato di tutti i dati termo-
igrometrici caratteristici per consentire il calcolo del valore della Tra-
smittanza U delloggetto e per procedere alle necessarie verifiche per
cautelarsi dalla formazione di condensa.
Per accedere allarchivio degli Elementi Opachi del documento (proget-
to) attivo basta:
selezionare lopzione Elementi Superfici Opachedel menu Dati;
oppure
fare un doppio click nella zona stratigrafia o della tabella degli ele-
menti della Tavola Strutturale (v. 8.2) delloggetto Muro o Solaio.
Le precedenti operazioni aprono la Finestra ELEMENTI OPACHI la cui
barra del titolo riporta, oltre al nome della finestra, il nome del documen-
to di cui stato aperto larchivio degli Elementi Opachi.
In tale archivio risultano presenti solo gli elementi che costituiscono le
stratigrafie delle Strutture Opache (Muri, Solai, Pilastri e/o parapetti e
cassonetti delle Finestre) presenti nellarchivio degli oggetti del docu-
mento (Finestra degli Oggetti - v. 3.4.1).
Ovviamente se il documento nuovo o non vi sono ancora stati inseriti
(v. 5.1.1) Muri, Solai Pilastri o Finestre, larchivio degli Elementi Opa-
chi risulta vuoto.
In questo caso, per definire la stratigrafia di un oggetto, possibile prele-
vare (v. 5.2.10) gli elementi opportuni dallArchivio Base degli Elementi
Opachi contenuto nel documento TerMusArchivio(v. 5.1).

LArchivio Base degli Elementi Opachi contiene tutti gli elementi riportati nelle
norme UNI 10351 ed UNI 10355.

Per attingere dallArchivio Base non necessario aprire il documento
TerMusArchivio e accedere al suo archivio di Elementi Opachi.
5. Gli Archivi
104

Pigiando il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra
ELEMENTI OPACHI del documento, nella finestra stessa vengono
proposti, in luogo degli elementi presenti nel documento, gli elementi
dellArchivio Base contenuti in TerMusArchivio.

Gli elementi opachi presenti in archivio possono appartenere ad una delle
tre seguenti tipologie: Elementi Semplici, Elementi Composti Verticali o
Elementi Composti Orizzontali.
Gli Elementi Semplici sono costituiti da un unico materiale omogeneo
(aria, malte, isolanti, ecc.) che, tra i parametri termo-fisici, presentano,
come valore caratteristico, la conduttivit. Pertanto, per un ogni Elemento
Semplice inserito nella stratigrafia di una Struttura Opaca (Muro o So-
laio) (v. 8.2), va necessariamente specificato lo spessore.
Gli Elementi Composti (Verticali ed Orizzontali) sono costituiti da pi ma-
teriali (ad es. mattoni forati legati da uno strato di malta) per cui, tra i pa-
rametri termo-fisici, presentano, come valore caratteristico, la resistenza
di tutto lelemento gi con il suo spessore. Pertanto, per gli elementi
composti inseriti nella stratigrafia di una Struttura Opaca (Muro o Solaio)
(v. 8.2) non possibile modificare lo spessore.
Per visualizzare nellArchivio una delle tre tipologie di elementi basta se-
lezionare lomonima linguetta nella parte inferiore della Finestra ELE-
MENTI OPACHI.
5. Gli Archivi
105
Gli elementi di ognuna delle tipologie descritte risultano ulteriormente
suddivisi per Categorie (v. avanti) (ad esempio, gli Elementi Semplici ri-
sultano raggruppati in ventuno differenti categorie). I raggruppamenti,
cos definiti rendono la ricerca di un elemento nellArchivio estremamen-
te semplice e rapida.
Nella Finestra ELEMENTI OPACHI, per ognuna delle Tipologie (Ele-
menti Semplici, ecc.) sono disponibili le tre seguenti pagine:
Browser (v. 5.2.1), per ricercare lelemento della tipologia scelta da ri-
portare nella stratigrafia dellOggetto (Muro o Solaio) che si sta com-
ponendo nella Tavola Strutturale (v. 3.4.2.2);
Edit (v. 5.2.2), per la gestione (creazione, modifica e cancellazione) de-
gli elementi della tipologia scelta e per la definizione delle relative ca-
ratteristiche termo-fisiche;
Categorie (v. 5.2.3), per la gestione delle categorie della tipologia di
elementi scelta.
Tali pagine vengono dettagliatamente descritte nei paragrafi seguenti.
5.2.1
La Pagina Browser dellArchivio degli Elementi
Nella pagina Browser della Finestra ELEMENTI OPACHI (v. 5.2)
vengono proposti gli elementi che possibile riportare nella stratigrafia
dellOggetto (Muro o Solaio) che si sta componendo nella Tavola Strut-
turale (v. 8.2) del documento (progetto);
La pagina Browser viene proposta per default allapertura della Finestra
ELEMENTI OPACHI.
Quando, nella Finestra ELEMENTI OPACHI, risulta attiva unaltra pa-
gina (Edit o Categorie - v. 5.2.2 e 5.2.3), la pagina Browser pu essere
richiamata cliccando sullomonima linguetta in alto nella Finestra stessa.
Allapertura della Finestra ELEMENTI OPACHI, nella griglia della pa-
gina Browser vengono proposti i soli elementi appartenenti alla prima ca-
tegoria (0 - Acqua) della tipologia Elementi Semplici (v. 5.2) contenuti
nellArchivio del documento attivo di TerMus.
5. Gli Archivi
106


Ovviamente, se nel documento attivo di TerMus non ancora stato inserito alcun
elemento o alcun oggetto Muro o Solaio, il relativo Archivio degli Elementi Opachi
risulta vuoto (v. 5.2).


Pigiando il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra
ELEMENTI OPACHI, nella pagina Browser vengono proposti, in
luogo degli elementi presenti nel documento, gli elementi della stessa
categoria e tipologia presenti dellArchivio Base contenuti in TerMu-
sArchivio (v. 5.1).

Per visualizzare nuovamente, nella pagina Browser, i soli elementi (della tipologia
e della categoria scelta) presenti nel documento attivo di TerMus basta pigiare
nuovamente il bottone Seleziona Archivio Base.

Per visualizzare, nella griglia della pagina Browser, gli elementi della
stessa tipologia (Elementi Semplici) ma di unaltra categoria, basta effet-
tuare la scelta desiderata nel list box Categoriasopra la griglia.
Per visualizzare, invece, gli elementi di unaltra tipologia (ad es. Elemen-
ti Composti Verticali), basta cliccare sulla corrispondente linguetta in
basso nella Finestra ELEMENTI OPACHI.
5. Gli Archivi
107
In questo modo possibile navigare tra tutti gli elementi dellArchivio
Base per individuare quello con le caratteristiche giuste da riportare nella
stratigrafia delloggetto che si sta componendo.
Dellelemento selezionato nella griglia della pagina Browser possibile
visualizzare e modificare tutti i dati termo-fisici caratteristici accedendo
alla pagina Edit (v. 5.2.2) della Finestra ELEMENTI OPACHI.
Per riportare un elemento della pagina Browser nella stratigrafia
delloggetto basta trascinarlo, con una semplice operazione di Drag &
Drop, nel punto opportuno della Tavola Strutturale (v. 8.2.1).
Cliccando con il pulsante destro del mouse nella griglia della pagina
Browser si apre un menu locale contenente le seguenti opzioni:
Evidenzia Elemento: evidenzia lelemento selezionato nella griglia cam-
pendo in giallo il rigo relativo; levidenziazione di pi elementi con-
sente di definire un blocco di elementi su cui si deve effettuare
unoperazione comune; con ununica operazione possibile, infatti,
cancellare (v. 5.2.8) tutti gli elementi di un blocco o copiarli in un
altro documento (v. 5.2.10);

Un elemento della griglia pu anche essere evidenziato tenendo premuto SHIFT
della tastiera e cliccando sul relativo rigo con il pulsante sinistro del mouse.
Per rimuovere levidenziazione da un elemento basta ripetere la stessa operazio-
ne effettuata per evidenziarlo.

Evidenzia Tutto: evidenzia tutti gli elementi nella griglia;
Togli ogni Evidenziazione: rimuove tutte le evidenziazioni effettuate sugli
elementi nella griglia;
Duplica Elemento: duplica lelemento selezionato nella griglia (v. 5.2.9);
Cancella Blocco Elementi Evidenziati: cancella gli elementi evidenziati
nella griglia (v. 5.2.8).
Le modalit per la composizione di una Struttura Opaca (Muro o Solaio)
vengono illustrate nel 8.2.1 del presente manuale.
5. Gli Archivi
108
5.2.2
La Pagina Edit dellArchivio degli Elementi
Nella pagina Edit della Finestra ELEMENTI OPACHI (v. 5.2) possi-
bile gestire (creare, modificare o cancellare) gli elementi opachi
dellArchivio Base (v. 5.1) o dellArchivio del documento attivo.
In tale pagina, inoltre, possibile visualizzare ed, eventualmente, modifi-
care i dati caratteristici dellelemento selezionato nella pagina Browser
(v. 5.2.1) della Finestra ELEMENTI OPACHI.
Per attivare la pagina Edit di un elemento nella Finestra ELEMENTI
OPACHI basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra,
se si intende operare nellArchivio Base; se si intende operare nel do-
cumento attivo di TerMus, il bottone Seleziona Archivio Base deve
risultare NON premuto;

Ovviamente, se nel documento attivo di TerMus non ancora stato inserito alcun
elemento o alcun oggetto Muro o Solaio, il relativo Archivio degli Elementi Opachi
risulta vuoto (v. 5.2).

scegliere la tipologia (v. 5.2) di appartenenza dellelemento da gestire
(o di cui visualizzare o modificare i dati) cliccando sulla relativa lin-
guetta (ad es. Elementi Semplici) nella parte inferiore della Finestra;
nella pagina Browser (v. 5.2.1) della finestra selezionare la Categoria
di appartenenza dellelemento e selezionare lelemento nella griglia;
cliccare sulla linguetta Edit in alto nella Finestra per attivare
lomonima pagina; la pagina Edit si attiva anche con un semplice dop-
pio click sullelemento di cui si intende visualizzare i dati.
Nella pagina Edit vengono proposti tutti gli strumenti per la gestione
dellelemento selezionato e i campi per la definizione delle sue caratteri-
stiche termo-fisiche.
In alto a sinistra nella pagina Edit sono presenti i seguenti bottoni per la
gestione degli Elementi Opachi:

Elemento Precedente: seleziona lelemento che precede quello selezio-
nato nella pagina Browser (v. 5.2.1) visualizzandone i dati nella pa-
gina Edit;
5. Gli Archivi
109


Elemento Successivo: seleziona lelemento che segue quello seleziona-
to nella pagina Browser visualizzandone i dati nella pagina Edit;

Inserisce un Elemento: crea un nuovo elemento appartenente alla tipo-
logia ed alla categoria scelta;

Cancella lElemento: elimina lelemento visualizzato (selezionato nella
pagina Browser);

Salva lElemento: salva tutte le modifiche apportate allelemento visua-
lizzato (selezionato nella pagina Browser);

Annulla le Modifiche: annulla le modifiche apportate allelemento visua-
lizzato (selezionato nella pagina Browser) dopo lultimo salvataggio.
Sotto i bottoni descritti presente il Campo dellImmaginein cui possibile
inserire unimmagine esplicativa della descrizione dellelemento (v. 5.2.5).
Sotto il campo descritto presente il Campo del Retino in cui possibile
associare, allelemento selezionato, il retino (v. 5.2.6) che lo caratteriz-
zer nella stratigrafia degli oggetti in cui esso verr inserito (v. 8.2.1).
A destra dei Campi descritti sono presenti i campi:
Codice, in cui va inserito il codice alfanumerico (di max 10 caratteri)
identificativo dellelemento; il codice determina anche lordine con
cui gli elementi dellarchivio vengono proposti nella pagina Browser.
5. Gli Archivi
110
Categoria, in cui viene indicata la categoria di appartenenza dellelemento;
in tale campo la categoria NON pu essere modificata in quanto viene
assegnata allelemento allatto della sua creazione (v. 5.2.4);
Descrizione Ridotta, in cui va specificata una descrizione sintetica
dellelemento (di max 80 caratteri); tale descrizione quella che iden-
tifica lelemento nella pagina Browser;
Descrizione Estesa, in cui va inserita una descrizione dettagliata
dellelemento non soggetta a limitazione nel numero di caratteri.
Nella parte inferiore della pagina Edit sono presenti i campi per la speci-
ficazione delle caratteristiche fisiche dellelemento.
La sezione in basso a sinistra presenta, sia per gli Elementi Semplici che
per gli Elementi Composti (verticali e Orizzontali), i seguenti campi:
Spessore, in cui va specificato lo spessore in millimetri dellelemento; lo
spessore deve essere specificato solo per gli Elementi Composti (costi-
tuiti da pi materiali) (v. 5.2); lo spessore di un Elemento Semplice,
invece, deve essere lasciato pari a zero in quanto il suo valore va defini-
to nella stratigrafia delle strutture in cui esso viene inserito (v. 8.2.1).

Nella stratigrafia di una struttura non sar possibile modificare lo spessore di un
Elemento Semplice (v. 5.2), per cui, nella pagina Edit, stato specificato uno
Spessore diverso da zero.
Sar, invece, possibile modificare lo spessore di un Elemento Composto (opera-
zione scorretta) per cui, nella pagina Edit, NON stato specificato uno Spessore
(spessore pari a zero).
estremamente IMPORTANTE che, nella pagina Edit:
lo spessore di ogni Elemento Composto (Verticale e Orizzontale) risulti pari a
quello effettivo e, in ogni caso, sia diverso da zero;
lo spessore di ogni Elemento Semplice che si vuole rendere modificare nella
stratigrafia risulti pari a zero.

Permeab. <= 50%, in cui va specificata la permeabilit allaria inferiore al
50%; per laria il valore uguale a 193 kg/msPa;
Coef. Res. Vapore, in cui va specificato il coefficiente di resistenza al va-
pore che il rapporto fra la permeabilit del materiale e la permeabili-
t dellaria; tale rapporto indica quante volte il materiale pi per-
meabile dellaria. I valori della Permeabilit e del Coefficiente di Re-
sistenza al Vapore sono fra loro correlati, per cui scrivendo uno dei
valori il programma inserisce automaticamente laltro.
Selezionando il check box Infin. a destra del campo del coefficiente di
resistenza al vapore, si indica che lelemento completamente imper-
5. Gli Archivi
111
meabile (barriera al vapore). Ovviamente, la selezione del check In-
fin., disabilita i campi della permeabilit e del coefficiente di resistenza.
Massa Volumica, in cui va specificato il valore della massa volumica (in
Kg/m
3
) dellelemento.
Calore Specifico, in cui va specificato il valore del calore specifico (in
J/kgK) del materiale dellelemento.
Nella parte inferiore della pagina Edit, per ogni materiale (elemento)
dellArchivio, va specificato il valore di condensa ammissibile neces-
sario per le verifica alla formazione di condensa superficiale ed intersti-
ziale nei muri e nei solai (v. 8.2.3).
Nella sezione Quantit limite di condensa ammissibile alla fine del periodo
di condensazionesono, infatti presenti:
un campoin cui, a seconda della tipologia di materiale, va inserito:
il valore della quantit limite di condensa ammissibile:
una costante moltiplicativa della Formula (v. punto seguente) utilizza-
ta per il calcolo della quantit limite di condensa ammissibile; la For-
mula da utilizzare nel calcolo va scelta nel list box a destra del campo;
il list box Formulain cui va scelta leventuale Formula da utilizzare
per il calcolo della quantit limite di condensa ammissibile; la formula
scelta (Formula 1 o Formula 2) viene riportata a destra del campo per
linserimento della relativa costante (v. punto precedente).
Se per il materiale si specifica direttamente il valore della quantit li-
mite di condensa ammissibile, nel list box Formula va scelta lopzione
<Nessuna>.
La sezione centrale della pagina Edit si specifica in maniera differente a
seconda della tipologia dellElemento selezionato. Di seguito vengono
descritti i campo di tale sezione per ogni tipologia di elemento.
Elementi Semplici
Se nella pagina Edit visualizzato un Elemento Semplice, nella sezione
in basso a destra della pagina stessa vengono proposti i seguenti campi:
Conduttivit, in cui va specificato il valore della conduttivit (in W/mK)
determinato per via sperimentale;

Il valore della conduttivit non pu essere pari a zero. Nel campo della conduttivit il
programma provvede, pertanto, ad inserire sempre un valore minimo (0.0001).

5. Gli Archivi
112
Maggiorazione, in cui va specificata una maggiorazione percentuale, che
consente di ottenere, dal valore della conduttivit sperimentale, il va-
lore della conduttivit di calcolo, riportato nel campo sottostante;
Cond. di Calcolo, in cui viene proposto il valore della Conduttivit
dellelemento, maggiorata del valore indicato nel campo superiore,
che sar utilizzata nel calcolo.
Elementi Composti Verticali
Se nella pagina Edit visualizzato un Elemento Composto Verticale, nel-
la sezione in basso a destra della pagina stessa vengono proposti i se-
guenti strumenti:
il list box Spessore Giunto in cui possibile scegliere, per lo spessore
del giunto, tra i due valori 5 e 12 mm previsti per legge;
il campo Resistenza, in cui specificare il valore della resistenza termica
dellelemento (in m2K/W) relativa ad uno spessore dello strato di 12 mm;

Si noti che, mentre per un Elemento Semplice viene richiesta la conduttivit, per
un Elemento Composto viene richiesta la resistenza termica che, concettualmen-
te, linverso della conduttivit.
Per gli Elementi Composti la resistenza non pi concepita in maniera unitaria,
ma su tutto lo spessore dello strato.

il campo Fatt. Correzionein cui possibile specificare un valore per-
centuale correttivo del valore della resistenza; tale valore correttivo
viene preso in considerazione per spessori dello strato inferiori a 12
mm, cio se stato scelto 5 mm come spessore del giunto; in definiti-
va, il fattore di correzione consente di ottenere una resistenza di calco-
lo (nel campo sottostante), correggendo percentualmente la resistenza
ottenuta come valore sperimentale;
il campo Res. di Calcolo in cui viene proposto il valore della resi-
stenza di calcolo, ottenuta correggendo percentualmente la resistenza
(sperimentale) mediante il fattore specificato nel campo superiore.
Elementi Composti Orizzontali
Se nella pagina Edit visualizzato un Elemento Composto Orizzontale,
nella sezione in basso a destra della pagina stessa viene proposto il solo
campo Res. di Calcoloin cui va specificato il valore della resistenza di
calcolo dellelemento.
5. Gli Archivi
113
5.2.3
La Pagina Categorie dellArchivio degli Elementi
Nella pagina Categorie della Finestra ELEMENTI OPACHI (v. 5.2)
possibile gestire le categorie (v. 5.2.1) a cui vanno assegnati gli ele-
menti opachi dellArchivio Base (v. 5.1) o dellArchivio del documen-
to attivo.
Per ogni tipologia di elementi (Semplici, Composti Verticali e Composti
Orizzontali) sono disponibili 100 categorie di elementi.
Per attivare la pagina Categorie nella Finestra ELEMENTI OPACHI ba-
sta effettuare le seguenti operazioni:

premere il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra,
se si intende operare nellArchivio Base; se si intende operare nel do-
cumento attivo di TerMus, il bottone Seleziona Archivio Base deve
risultare NON premuto;

NellArchivio degli Elementi del documento attivo di TerMus (anche se vuoto) ven-
gono sempre riportate le categorie di elementi opachi previste dalle Norme UNI di
riferimento (v. 5.2). Tali categorie non possono essere eliminate o modificate.

scegliere la tipologia (v. 5.2) di appartenenza dellelemento da gestire
(o di cui visualizzare o modificare i dati) cliccando sulla relativa lin-
guetta (ad es. Elementi Semplici) nella parte inferiore della Finestra;
cliccare sulla linguetta Categorie in alto nella Finestra per attivare
lomonima pagina;
Nella pagina Categorie viene proposta la griglia in cui possibile defini-
re, per la tipologia scelta (ad es. Elementi Semplici), fino a 100 categorie
di elementi.
Sia che si operi sullArchivio Base degli elementi che sullArchivio del
documento attivo di TerMus, i primi righi della griglia risultano occupati
dalle categorie di elementi opachi previste, dalle Norme UNI 10351 e
10355. Tali categorie non possono essere cancellate o modificate.
In particolare, per gli Elementi Semplici risultano gi inserite le prime 21
categorie (dalla n 0 alla n 20), per gli Elementi Composti Verticali ri-
sultano gi inserite le prime 9 categorie (dalla n 0 alla n 8) e per gli
Elementi Composti Orizzontali risultano gi inserite le prime 4 categorie
(dalla n 0 alla n 3).
5. Gli Archivi
114

Le categorie proposte nella pagina Categorie NON possono essere can-
cellate o rinominate ma possono essere integrate con ulteriori categorie
nei rimanenti righi disponibili della griglia.
Per definire una nuova categoria nella griglia della pagina Categorie ba-
sta effettuare le seguenti operazioni:
cliccare nel campo DESCRIZIONE del rigo disponibile della griglia
(non occupato da una delle categorie predefinite) in cui si intende
creare la nuova categoria;
premere F2della tastiera o cliccare nuovamente sul campo DESCRI-
ZIONE del rigo scelto; questa operazione apre leditor del campo con-
sentendo la scrittura;
nel campo DESCRIZIONE inserire la descrizione della Categoria.
La categoria cos definita viene salvata chiudendo la Finestra ELEMEN-
TI OPACHI oppure spostandosi in unaltra pagina della stessa finestra.
Nella parte inferiore della pagina Categorie sono presenti i seguenti bot-
toni per la gestione delle categorie NON predefinite della griglia:
Abbandona: annulla tutte le modifiche effettuate nella griglia delle pagina
Categorie dopo lultimo salvataggio.
Inserisce: inserisce un nuovo rigo nella griglia nella posizione occupata
5. Gli Archivi
115
dal rigo selezionato, spostando il rigo selezionato e tutti quelli succes-
sivi di una posizione verso il basso; in pratica, tutte le categorie che
seguono quella inserita assumono un numero dordine pi alto di una
unit; linserimento di un nuovo rigo comporta, inoltre, leliminazione
dellultimo rigo (il centesimo) della griglia.

Si consiglia di definire con estrema attenzione le liste di categorie prima di proce-
dere ad assegnare, ad esse, degli elementi.
Quando si crea un nuovo elemento, infatti, questo viene assegnato al numero
dordine della categoria scelta (v. 5.2.1).
Eliminando o inserendo un rigo nella griglia delle categoria si modifica la numera-
zione di tutte le categorie che seguono il rigo eliminato o inserito, con la conseguen-
te assegnazione ad altre categorie (precedenti o successive) di tutti gli elementi ori-
ginariamente assegnati alle categorie rinumerate.
opportuno, pertanto, evitare di inserire o eliminare righi della griglia definendo
eventuali nuove categorie nei righi disponibili della griglia secondo quanto prece-
dentemente illustrato nel presente paragrafo.

Elimina: elimina il rigo selezionato spostando tutti i righi che lo seguivano
di una posizione verso lalto; in pratica, tutte le categorie che seguivano
quella eliminata assumono un numero dordine pi basso di una unit;
inoltre, viene creato un nuovo rigo in coda a tutti i righi esistenti.
Nel 5.2.4, relativo alla creazione di un nuovo elemento, vengono illustra-
te le modalit con cui un nuovo elemento viene assegnato ad una categoria.
Nel 5.2.1, invece, vengono illustrate le modalit operative per visualiz-
zare, nella pagina Browser della Finestra ELEMENTI OPACHI, i soli
elementi appartenenti ad una determinata categoria.
5.2.4
Come Creare un Nuovo Elemento
Per creare un nuovo elemento nellArchivio degli Elementi Opachi (v.
5.2) necessario effettuare le seguenti operazioni:

premere il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra
ELEMENTI OPACHI (v. 5.2), se lelemento va inserito nellArchivio
Base degli Elementi Opachi (v. 5.1); se, invece, lelemento va inse-
rito nellArchivio degli Elementi Opachi del documento attivo, il bot-
tone Seleziona Archivio Base deve risultare NON premuto;
5. Gli Archivi
116

Ovviamente, se nel documento attivo di TerMus non ancora stato inserito alcun
elemento o alcun oggetto Muro, Solaio, ecc, il suo Archivio degli Elementi Opachi
risulta vuoto.

scegliere la tipologia (v. 5.2) di appartenenza del nuovo elemento
cliccando sulla relativa linguetta (ad es. Elementi Semplici) nella parte
inferiore della Finestra;
nellapposito list box della pagina Browser (v. 5.2.1) della finestra
selezionare la Categoriadi appartenenza del nuovo elemento;
attivare la pagina Editdella Finestra ELEMENTI OPACHI cliccando
sullomonima linguetta in alto nella Finestra stessa;

pigiare il bottone Inserisce un Elemento della pagina Edit; questa ope-
razione crea un nuovo elemento (nella pagina Browser) associandolo
alla tipologia (ad es. Elementi Semplici) ed alla Categoria (ad es. Cal-
cestruzzo) scelte;
nella pagina Editspecificare i dati identificativi (Codice, Descrizioni,
immagine, retino, ecc.) e i dati fisici del nuovo elemento (v. 5.2.2);

pigiare il bottone Salva lElemento per salvare lelemento con tutti i
dati per esso specificati.
Nella pagina Browser della Finestra ELEMENTI OPACHI risulta creato
un nuovo rigo con il Codicee la Descrizione Ridottaspecificate nella pa-
gina Edit per il nuovo elemento.
La posizione del nuovo elemento nella pagina Browser viene determinata
dal suo Codice. Gli elementi contenuti nella pagina Browser vengono, in-
fatti, ordinati secondo lordine alfanumerico del loro Codice.
5.2.5
Come Associare unImmagine ad un Elemento
Nel Campo dellImmaginedella pagina Edit(v. 5.2.2) possibile asso-
ciare, allelemento Opaco selezionato, unimmagine esplicativa della sua
descrizione.
Per caricare unimmagine nel Campo dellImmagine dellelemento sele-
zionato basta:
5. Gli Archivi
117

pigiare il bottone carica grafico della toolbar della Finestra ELEMEN-
TI OPACHI; questa operazione propone lomonimo dialog per la scel-
ta dellimmagine;

Il dialog CARICA GRAFICO pu anche essere richiamato effettuando una delle
seguenti operazioni:
selezionare lopzione carica grafico del menu locale che appare cliccando nel
Campo dellImmagine con il pulsante destro del mouse;
fare un semplice doppio click, con il pulsante sinistro del mouse, nel Campo
dellImmagine.

nel dialog CARICA GRAFICOselezionare limmagine da caricare e pi-
giare il bottone Apri; questa operazione chiude il dialog e riporta
limmagine scelta nel campo.
Per eliminare dallelemento, limmagine caricata, basta cliccare nel
Campo dellImmagine con il pulsante destro del mouse e, nel menu loca-
le che appare, selezionare lopzione cancella grafico.
5.2.6
Come Associare un Retino ad un Elemento
Nel Campo del Retinodella pagina Edit(v. 5.2.2) possibile associare,
allelemento Opaco selezionato, la campitura che lo caratterizzer nella
stratigrafia degli oggetti in cui esso verr inserito (v. 8.2.1).
Per associare un retino allelemento selezionato basta effettuare le se-
guenti operazioni:

pigiare il bottone seleziona retino della toolbar della Finestra ELE-
MENTI OPACHI; questa operazione propone il dialog RETINI per la
scelta dellimmagine;

Il dialog RETINI pu anche essere richiamato effettuando una delle seguenti ope-
razioni:
selezionare lopzione carica retino del menu locale che appare cliccando nel
Campo del Retino con il pulsante destro del mouse;
fare un semplice doppio click, con il pulsante sinistro del mouse, nel Campo del
Retino.

5. Gli Archivi
118
nel dialog RETINI selezionare il retino da as-
sociare allelemento; il retino selezionato
viene proposto a destra della lista;
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e
riportare il retino scelto nel Campo dei Retini
della pagina Edit (v. 5.2.2).

Oltre alle campiture disponibili, nel dialog RETINI anche possibile inserire ulte-
riori retini (immagini Bitmap di dimensioni 8 x 8 pixel) da associare agli elementi.
premere INS della Tastiera per creare un nuovo rigo nellelenco dei retini;
nel nuovo rigo assegnare al retino un nome differente da quello di tutti gli altri retini; il
nome specificato determiner anche la posizione del retino nellelenco;

pigiare il bottone Carica Retino in basso a destra nel dialog RETINI; questa
operazione apre il dialog per la scelta del nuovo retino;
nel dialog selezionare limmagine (in formato .BMP) del nuovo retino e pigiare il
bottone Apri; questa operazione chiude il dialog e inserisce limmagine scelta,
come nuovo retino, nel dialog RETINI.
Per eliminare un retino dal dialog RETINI basta selezionarlo nellelenco e preme-
re CTRL+CANC della tastiera.

Per eliminare il retino dallelemento selezionato, basta cliccare nel Cam-
po del Retino con il pulsante destro del mouse e, nel menu locale che ap-
pare, selezionare lopzione cancella retino.
5.2.7
Come Modificare un Elemento

Le modifiche apportate ai dati caratteristici di un elemento opaco si ripercuotono
su tutte le strutture (Muri e Solai, ecc.) (v. 8.2.1) in cui esso risulta utilizzato.

Per modificare un elemento opaco nella Finestra ELEMENTI OPACHI
(v. 5.2) basta effettuare le seguenti operazioni:

premere il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra,
se occorre modificare un elemento dellArchivio Base degli Elementi
Opachi (v. 5.2); se, invece occorre modificare un elemento
dellArchivio degli Elementi Opachi del documento attivo, il bottone
Seleziona Archivio Base deve risultare NON premuto;
5. Gli Archivi
119
scegliere la tipologia (v. 5.2) di appartenenza dellelemento da mo-
dificare cliccando sulla relativa linguetta (ad es. Elementi Semplici)
nella parte inferiore della Finestra;
nellapposito list box della pagina Browser (v. 5.2.1) della finestra
selezionare la Categoriadi appartenenza dellelemento; questa opera-
zione propone, nella griglia sottostante tutti gli elementi appartenenti
alla categoria scelta;
nella griglia della pagina Browser selezionare lelemento da modifica-
re ed attivare la pagina Edit (v. 5.2.2) cliccando sullomonima lin-
guetta in alto nella Finestra stessa;
nella pagina Edit apportare le modifiche desiderate ai dati dellelemento;

pigiare il bottone Salva lElementoper salvare tutte le modifiche ap-
portate allelemento.
5.2.8
Come Cancellare un Elemento

Un elemento opaco dellarchivio di un documento non pu essere cancellato se
risulta utilizzato in un oggetto (Muro o Solaio) archiviato nello stesso documento.

Per cancellare un elemento opaco nella Finestra ELEMENTI OPACHI
(v. 5.2) basta effettuare le seguenti operazioni:

premere il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra,
se occorre cancellare un elemento dellArchivio Base degli Elementi
Opachi (v. 5.1); se, invece, occorre cancellare un elemento
dellArchivio degli Elementi Opachi del documento attivo, il bottone
Seleziona Archivio Base deve risultare NON premuto;
scegliere la tipologia (v. 5.2) di appartenenza dellelemento da can-
cellare cliccando sulla relativa linguetta (ad es. Elementi Semplici)
nella parte inferiore della Finestra;
nellapposito list box della pagina Browser (v. 5.2.1) della finestra
selezionare la Categoriadi appartenenza dellelemento; questa opera-
zione propone, nella griglia sottostante tutti gli elementi appartenenti
alla categoria scelta;
nella griglia della pagina Browser selezionare lelemento da cancellare
5. Gli Archivi
120
ed attivare la pagina Edit(v. 5.2.2) cliccando sullomonima linguetta
in alto nella Finestra stessa;

nella pagina Edit pigiare il bottone Cancella lElemento; questa opera-
zione propone un messaggio che chiede conferma delloperazione;
pigiare il bottone OK del messaggio per eliminare definitivamente
lelemento nel documento.
Uno o pi elementi possono anche essere cancellati direttamente nella
pagina Browser (v. 5.2.1) della Finestra ELEMENTI OPACHI effet-
tuando le seguenti operazioni:
evidenziare gli elementi da cancellare mediante le seguenti operazioni:
fare click, con il pulsante destro del mouse, sul rigo dellelemento da
evidenziare per selezionarlo ed accedere al menu locale della griglia;
nel menu locale selezionare lopzione Evidenzia Elemento; il rigo
dellelemento evidenziato risulta campito in giallo;

Un elemento della griglia pu anche essere evidenziato tenendo premuto SHIFT
della tastiera e cliccando sul relativo rigo con il pulsante sinistro del mouse.
Per rimuovere levidenziazione da un elemento basta ripetere la stessa operazio-
ne effettuata per evidenziarlo.

evidenziati gli elementi da
cancellare cliccare, con il
pulsante destro del mouse,
in un punto della griglia
per accedere nuovamente
al menu locale;
nel menu locale seleziona-
re Cancella Blocco Ele-
menti Evidenziati; questa
operazione propone un
messaggio che chiede con-
ferma delloperazione;
pigiare il bottone OKdel messaggio per ottenere la cancellazione defi-
nitiva degli elementi evidenziati.
5. Gli Archivi
121
5.2.9
Come Duplicare un Elemento
La possibilit di duplicare un elemento nella Finestra ELEMENTI OPA-
CHI (v. 5.2) consente di creare un nuovo elemento utilizzando, come
modello, un elemento simile (ad es. con stesso retino o parte della descri-
zione uguale, ecc.) gi archiviato.
Per duplicare un elemento nella Finestra ELEMENTI OPACHI basta ef-
fettuare le seguenti operazioni:

premere il bottone Seleziona Archivio Basedella toolbar della Finestra,
se occorre duplicare un elemento dellArchivio Base degli Elementi
Opachi (v. 5.1); se, invece occorre duplicare un elemento
dellArchivio degli Elementi Opachi del documento attivo, il bottone
Seleziona Archivio Base deve risultare NON premuto;
scegliere la tipologia (v. 5.2) di appartenenza dellelemento da du-
plicare cliccando sulla relativa linguetta (ad es. Elementi Semplici)
nella parte inferiore della Finestra;
nellapposito list box della pagina Browser (v. 5.2.1) della finestra
selezionare la Categoriadi appartenenza dellelemento; questa opera-
zione propone, nella griglia sottostante tutti gli elementi appartenenti
alla categoria scelta;
nella griglia della pagina Browser cliccare con il pulsante destro del
mouse sullelemento da duplicare; questa operazione seleziona
lelemento ed apre il menu locale della griglia;
nel menu locale selezionare lopzione Duplica Elemento; questa opera-
zione crea un nuovo elemento (rigo) nella pagina Browser e, conte-
stualmente, attiva la pagina Edit(v. 5.2.2) della finestra in cui vengo-
no proposti i dati del nuovo elemento (identici a quelli dellelemento
precedentemente selezionato);
nella pagina Edit effettuare le seguenti operazioni:
modificare il Codice(v. 5.2.2) del nuovo elemento in modo che
questo risulti differente dal codice di qualsiasi altro elemento;

Nella finestra ELEMENTI OPACHI non possono esistere due elementi con lo
stesso codice.

modificare opportunamente tutti i restanti dati del nuovo elemento;
5. Gli Archivi
122

pigiare il bottone Salva lElementoper salvare lelemento duplicato
con tutte le modifiche ad esso apportate.
5.2.10
Copiare gli Elementi di un Altro Documento
Gli elementi opachi da utilizzare nella composizione delle stratigrafie
delle strutture opache (oggetti Muro e Solaio) di un documento possono
essere copiati dallarchivio (Finestra ELEMENTI OPACHI) di un altro
documento gi redatto o dallArchivio BASE (documento TerMusArchi-
vio) con una semplice operazione di Drag & Drop.
Per copiare in un documento un elemento opaco di un altro documento
basta effettuare le seguenti operazioni:
aprire (v. 3.2.1.2) entrambi i documenti;
accedere alle Finestre Elementi OPACHI dei due documenti; per ac-
cedere alla Finestra ELEMENTI OPACHI di un documento basta:
cliccare nella Finestra del documento per renderlo attivo;
selezionare lopzione Elementi Superfici Opachedel menu Dati; que-
sta operazione apre la Finestra ELEMENTI OPACHI in cui viene
proposta la pagina Browser;
nella pagina Browser della Finestra in cui presente lelemento da co-
piare effettuare le seguenti operazioni:
selezionare la tipologia di appartenenza (ad es. Elementi semplici)
dellelemento da copiare cliccando sulla corrispondente linguetta in
basso nella finestra;
selezionare, nellapposito list box, la Categoria di appartenenza
dellelemento da copiare; questa operazione propone, nella griglia
sottostante, tutti gli elementi appartenenti alla categoria scelta;
fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse sul rigo
dellelemento da copiare;
trascinare lelemento nella griglia della pagina Browser della Finestra
ELEMENTI OPACHI dellaltro documento;
rilasciare il pulsante del mouse; questa operazione copia lelemento tra-
scinato nella Finestra ELEMENTI OPACHI assegnandolo alla stessa
categoria a cui risulta assegnato nel documento da cui stato copiato.
5. Gli Archivi
123


Loperazione descritta estremamente utile per riportare, in un documento o
nellArchivio Base (TerMusArchivio), un elemento creato (v. 5.2.4) o modificato
(v. 5.2.7) in un altro documento.
Essa per sconsigliata per copiare, in un documento, gli elementi dellArchivio
Base del documento TerMusArchivio.
Per accedere agli elementi dellArchivio Base non necessario, infatti, aprire il
documento TerMusArchivio.

Premendo il bottone Seleziona Archivio Base della Finestra ELEMENTI OPA-
CHI del documento in cui si lavora, gli elementi opachi dellArchivio Base vengo-
no resi disponibili nella Finestra stessa.
Peraltro, inserendo direttamente un elemento opaco dellArchivio Base nella
struttura che si sta componendo (v. 8.2.1) in un documento, questo viene co-
piato anche nellArchivio degli Elementi Opachi del documento stesso.

Con ununica operazione di Drag & Drop identica a quella descritta an-
che possibile copiare, in un documento, pi elementi di un altro documento.
Ovviamente, prima di effettuare loperazione di Drag & Drop neces-
sario evidenziare, nel documento di origine, gli elementi che devono
essere copiati.
Per evidenziare un elemento nella pagina Browser basta:
fare click, con il pulsante destro del mouse, sul relativo rigo della gri-
glia; questa operazione seleziona lelemento ed apre il menu locale
della griglia;
5. Gli Archivi
124
nel menu locale selezionare lopzione Evidenzia Elemento; il rigo
dellelemento evidenziato risulta campito in giallo.

Un elemento della griglia pu anche essere evidenziato tenendo premuto SHIFT
della tastiera e cliccando sul relativo rigo con il pulsante sinistro del mouse.

Effettuata loperazione di Drag & Drop degli Oggetti Evidenziati si con-
siglia di eliminare le evidenziazioni effettuate mediante una delle seguen-
ti operazioni:
tenere premuto SHIFT della tastiera e fare click, con il pulsante sinistro
del mouse, sui righi da cui eliminare levidenziazione;
oppure
selezionare lopzione Togli ogni Evidenziazionedel menu locale della
griglia.

Il programma non effettua la copia degli elementi trascinati che hanno un codice
uguale a quello di elementi gi presenti nel documento di destinazione.

5.3
LArchivio dei Comuni e delle Localit di
Riferimento
TerMus corredato di un archivio contenente i Dati Climatici di tutti i
Comuni dItalia necessari al calcolo delle dispersioni invernali, alle relative
verifiche e al calcolo dei carichi termici estivi (se si dispone di TerMus-E).
La semplice scelta del Comunedel progetto nel dialog dei Dati Generali
(v. 6.3) proposto alla creazione di un nuovo documento comporta
lautomatico caricamento dei dati relativi.
I dati climatici del Comune scelto possono essere modificati dallUtente,
per lo specifico progetto, nel relativo dialog dei Dati Generali (v. 6.3).
Anche lArchivio dei Dati Climatici dei Comuni pu essere liberamente
personalizzato:
modificando i dati di uno specifico Comune;
5. Gli Archivi
125
creando nuovi Comuni; in questo caso, per calcolare i dati climatici di
un nuovo Comune possibile avvalersi di specifiche funzionalit del
programma e di un ulteriore archivio: lArchivio dei Dati Climatici
delle Localit di Riferimento.

Naturalmente, la possibilit di creare un nuovo Comune consente anche di defini-
re differenti zone climatiche presenti allinterno di uno stesso Comune.
Questa possibilit risulta particolarmente utile, ad esempio, per Comuni com-
prendenti zone con rilevanti differenze altimetriche.

Anche lArchivio delle Localit di Riferimento del programma pu esse-
re liberamente personalizzato dal Tecnico.
Per accedere allArchivio dei Comuni del programma basta effettuare le
seguenti operazioni:
selezionare lopzione Dati Generali del menu Dati per aprire
lomonimo dialog (v. 6.1);
cliccare la linguetta Comunedel dialog per accedere allomonima pa-
gina (v. 6.3);

Pigiare il bottone Cercadella pagina Comune; questa operazione pro-
pone il dialog Scelta COMUNE (v. 6.3);
pigiare il bottone Modifica... del dialog.

Questultima operazione apre la finestra Archivio Zone Climatichein cui
possibile visualizzare e gestire sia lArchivio dei Comuni che quello del-
le Localit di Riferimento per il calcolo dei Dati Climatici dei Comuni.
Per visualizzare lArchivio dei Dati Climatici dei Comuni basta cliccare
la linguetta Comuni, in basso a sinistra nella finestra.
5. Gli Archivi
126


Allapertura della finestra Archivio Zone Climatiche, lArchivio dei Dati Climatici
dei Comuni viene proposto per default.

Per visualizzare, invece, lArchivio dei Dati Climatici delle Localit di
Riferimento occorre cliccare lomonima linguetta sempre in basso a sini-
stra nella finestra Archivio Zone Climatiche.
Infine, a destra sulla barra inferiore della finestra, sono presenti i bottoni:
che salva, senza chiudere la finestra, tutte le modifiche apportate
allArchivio dei Dati Climatici dei Comuni e allArchivio delle Loca-
lit di Riferimento;
che chiude la finestra Archivio Zone Climatiche; alla chiusura del-
le finestra, viene chiesto se si intende salvare le modifiche apportate
allArchivio dei Dati Climatici dei Comuni e allArchivio delle Loca-
lit di Riferimento.
Nei due paragrafi seguenti vengono illustrati, nellordine, lArchivio dei
dati Climatici dei Comuni (v. 5.3.1) e lArchivio delle Localit di Rife-
rimento (v. 5.3.2) per la definizione dei Dati climatici dei Comuni.
5. Gli Archivi
127
5.3.1
LArchivio dei Dati Climatici dei Comuni
Si acceda, con le modalit illustrate nel 5.3, alla finestra Archivio Zone
Climatichecontenente sia lArchivio dei Dati Climatici dei Comuni dItalia
che lArchivio delle Localit di Riferimento (v. 5.3.2) per la definizione
dei Dati climatici dei Comuni.
Si clicchi, quindi, la linguetta Comuni, in basso a sinistra nella finestra,
per visualizzare lArchivio dei Dati Climatici dei Comuni.

Allapertura della finestra Archivio Zone Climatiche, lArchivio dei Dati Climatici
dei Comuni viene proposto per default.

Quando risulta visualizzato lArchivio dei dati Climatici dei Comuni,
nella parte sinistra della finestra Archivio Zone Climatiche viene propo-
sto lelenco dei Comuni dItalia.

Naturalmente, questo elenco lo stesso proposto nel dialog Scelta Comune per
la scelta del Comune nei Dati Generali del progetto (v. 6.3).

La selezione di un Comune nellelenco propone i relativi dati climatici
nella parte destra della finestra.

Per ricercare rapidamente un Comune basta digitarne il nome nel campo Cerca
sotto lelenco. Man mano che si digita il nome, il programma sposta dinamicamente
la selezione sul Comune il cui nome inizia con la stringa digitata nel campo.

Sopra lelenco vengono proposti i bottoni:
che crea un nuovo Comune nellArchivio;
che elimina dallArchivio il Comune selezionato.
Nella parte destra della finestra Archivio Zone Climatiche vengono pro-
posti gli strumenti (campi, tabelle, ecc.) per la visualizzazione e la ge-
stione dei dati del Comune selezionato nellelenco.
In alto, nella parte destra della finestra vengono proposti:
il campo Denominazionein cui possibile visualizzare e gestire (defi-
nire o modificare) il nome del comune selezionato;
5. Gli Archivi
128
il list box Provinciain cui possibile scegliere la sigla della Provincia
di appartenenza del comune selezionato.

Nel List box Provincia viene proposto lelenco delle Localit di Riferimento con-
trassegnate come Capoluogo di Provincia, cio quelle Localit per cui risulta se-
lezionato il check box Capoluogo di Provincia (v. 5.3.2).

Sotto gli strumenti descritti vengono proposte le pagine Dati Generali, Da-
ti Invernali e Dati Estivi, in cui possibile gestire i dati climatici del Co-
mune selezionato nellElenco.
La pagina Dati Generali
La pagina Dati Generali viene proposta per default allapertura della fine-
stra Archivio Zone Climatiche. Quando nella finestra risulta aperta unaltra
pagina (Dati Invernali o Dati Estivi), per accedere alla pagina Dati Gene-
rali basta cliccare lomonima linguetta in alto sulle pagine stesse.
Nella sezione Dati Geografici della pagina vanno indicate la Latitudine, (in
gradi, primi e secondi) la Longitudine (in gradi, primi e secondi) e
lAltitudine(in metri s.l.m.) del Comune. Questi dati consentono al pro-
gramma di calcolare automaticamente i dati climatici del Comune sele-
zionato in funzione delle Localit di Riferimento scelte (v. avanti).

Nella sezione sottostante va indicata la Temperatura Minima Invernale(in
5. Gli Archivi
129
C). Questo dato viene calcolato automaticamente dal programma (con le
modalit previste dalla vigente normativa), in funzione dellAltitudine,
semplicemente indicando la Localit di Riferimento nel campo adiacente.
Per indicare la Localit di Riferimento del Comune per la definizione della
Temperatura Minima Invernale, basta:

Pigiare il bottone a destra del campo Locali-
t di Riferimento; questa operazione apre il
dialog Scelta LOCALIT in cui viene propo-
sto lelenco delle Localit di Riferimento
presenti nel relativo Archivio (v. avanti);

nel dialog Scelta LOCALITricercare e sele-
zionare la Localit di Riferimento del Co-
mune e pigiare il bottone Okper confermare
e richiuderlo.

Con un semplice doppio click sulla Localit di Riferimento nel dialog Scelta LO-
CALIT, si sceglie la Localit e, contestualmente, viene chiuso anche il dialog.


Nel dialog Scelta LOCALIT vengono proposte le sole Localit di Riferimento per
cui disponibile la Temperatura minima Invernale (check box Dati Temperatu-
ra della pagina Dati Generali selezionato v. 5.3.2).
Le Localit proposte risultano ordinate in funzione della loro distanza dal Comune se-
lezionato (calcolata mediante i Dati Geografici). Le Localit per cui NON sono disponi-
bili i Dati Geografici (check box Dati Geografici della pagina Dati Generali NON sele-
zionato - v. 5.3.2) vengono proposte in coda a quelle con i Dati Geografici disponibili.

La Localit di Riferimento scelta viene riportata nel relativo campo e, nel
campo a sinistra, viene calcolata la Temperatura Minima. Il valore calcola-
to pu essere modificato dal Tecnico effettuando le seguenti operazioni:
selezionare il check box a sinistra del campo della Temperatura per
renderlo editabile;
modificare il valore della temperatura calcolato;
deselezionare nuovamente il check box a sinistra del campo se si in-
tende renderlo nuovamente NON editabile.
Nei campi dellultima sezione in basso nella pagina Dati Generali vanno
riportati lUmidit Relativa invernale, i Giorni del Periodo di riscaldamento,
i Gradi Giornoe la Velocit del vento.
5. Gli Archivi
130

Per la Velocit del vento possibile richiedere il calcolo pigiando il bot-
tone a destra del relativo campo; ed effettuando le seguenti operazioni
nellomonimo dialog che viene proposto:
nel list box Chilometri dal Marese-
lezionare lopzione opportuna per
indicare la distanza del Comune
dal mare;
nel list box Regione di ventoindi-
care la regione di vento di appar-
tenenza del Comune;

indicare la Localit di Riferimentodel Comune pigiando il bottone a
destra del relativo campo e selezionandola nel dialog Scelta LOCALI-
T che si apre;

Nel dialog Scelta LOCALIT sono proposte le sole Localit per cui sono disponibili i Dati
Invernali (check Dati Invernali dellomonima pagina selezionato v. 5.3.2) e i Dati
Geografici (check box Dati Geografici della pagina Dati Generali selezionato - v.
5.3.2).
Le Localit di Riferimento proposte risultano ordinate in funzione della loro di-
stanza dal Comune selezionato (calcolata mediante i Dati Geografici).

pigiare il bottone Okper confermare le scelte effettuare e chiudere il dia-
log; il valore di velocit calcolato viene riportato nel campo Velocit del
ventodella pagina Dati Generali.
La Temperatura calcolata pu essere modificata manualmente dal Tecni-
co effettuando le seguenti operazioni:
selezionare il check box a sinistra del campo Velocit del vento per
renderlo editabile;
modificare il valore della temperatura calcolato;
deselezionare nuovamente il check box a sinistra del campo se si in-
tende renderlo nuovamente NON editabile.
La pagina Dati Invernali
Alla pagina Dati Invernali dellArchivio dei Dati Climatici dei Comuni si
accede cliccando lomonima linguetta in alto sulle pagine della finestra
Archivio Zone Climatiche.
5. Gli Archivi
131
In alto nella pagina Dati Invernali presente il campo in cui vengono in-
dicate le Localit di Riferimentoscelte per il calcolo dei Dati Climatici e
delle Irradiazioni del Comune selezionato nellelenco a sinistra.

Per scegliere le Localit di Riferimento del Comune per il calcolo dei re-
lativi Dati Climatici basta:

pigiare il bottone a destra del campo Localit di Riferimentoper acce-
dere allomonimo dialog;
nel dialog Localit di riferimentoindi-
care, con le modalit gi descritte, le
due Localit di Riferimento necessarie
al calcolo e pigiare il bottone Okper
confermare.


In questo caso, nel dialog Scelta LOCALIT per la scelta delle due Localit di Rife-
rimento, vengono proposte le sole Localit per cui sono disponibili i Dati Invernali
(check Dati Invernali dellomonima pagina selezionato v. 5.3.2) e i Dati Geogra-
fici (check box Dati Geografici della pagina Dati Generali selezionato - v. 5.3.2).
Le Localit di Riferimento proposte risultano ordinate in funzione della loro di-
stanza dal Comune selezionato (calcolata mediante i Dati Geografici).
Naturalmente, se il Comune coincide con una Localit di Riferimento, nel dialog
sar possibile scegliere ununica Localit.

5. Gli Archivi
132
Il dialog viene chiuso e le due Localit scelte vengono riportate, in se-
quenza, nel campo Localit di Riferimento della pagina Dati Invernali.
La restante parte della pagina Dati Invernali risulta scomposta, a sua vol-
ta, in due ulteriori pagine: la pagina Dati Climatici e la pagina Irradiazioni,
attivabili alternativamente cliccando le omonime linguette presenti nella
loro parte inferiore.

Nella pagina Dati Climatici vengono proposte le tabelle con le Temperatu-
re Medie Mensili (in C) e la Pressione relativa di vapor dacqua mensile
(in Pascal) calcolate in base alle due Localit di Riferimento indicate nel-
la pagina Dati Invernali.
Nella pagina Irradiazioni viene proposta la tabella delle irradiazioni men-
sili in ogni direzione, sempre calcolate in base alle due Localit di Rife-
rimento indicate nella pagina Dati Invernali.
I dati proposti nelle tabelle delle pagine Dati Climatici e Irradiazioni pos-
sono essere liberamente modificati dal Tecnico selezionando il check box
a sinistra su ognuna di esse, per renderne editabili i campi.
5. Gli Archivi
133

Effettuate le modifiche desiderate in una tabella possibile deselezionare
il relativo check box per rendere nuovamente NON editabili i suoi campi.
La pagina Dati Estivi
Alla pagina Dati Estivi dellArchivio dei Dati Climatici dei Comuni si ac-
cede cliccando lomonima linguetta in alto sulle pagine della finestra Ar-
chivio Zone Climatiche.
In alto nella pagina Dati Estivi presente il campo in cui va indicata, con
le modalit descritte, la Localit di Riferimento per il calcolo dei Dati
Climatici estivi del Comune selezionato necessari al calcolo dei Carichi
Termici Estivi.
La scelta della Localit di Riferimento riporta automaticamente, nei
campi sottostanti, i valori della Temperatura Esterna a bulbo asciutto,
dellEscursione termica giornalierae dellUmidit Relativa esterna.
5. Gli Archivi
134


In questo caso, nel dialog Scelta LOCALIT per la scelta delle due Localit di Rife-
rimento, vengono proposte le sole Localit per cui sono disponibili i Dati Estivi
(check Dati Estivi dellomonima pagina selezionato v. 5.3.2) e i Dati Geografici
(check box Dati Geografici della pagina Dati Generali selezionato - v. 5.3.2).
Le Localit di Riferimento proposte risultano ordinate in funzione della loro di-
stanza dal Comune selezionato (calcolata mediante i Dati Geografici).

Tali valori possono essere modificati dal Tecnico selezionando il check
box Personalizzain modo da rendere editabili i relativi campi. Effettuate
le modifiche desiderate possibile deselezionare il check Personalizza,
per rendere nuovamente NON editabili i campi.
Per salvare le modifiche effettuate nellarchivio dei Comuni (e/o quello
delle Localit di Riferimento), senza chiudere la finestra Archivio Zone
Climatiche, occorre pigiare il bottone Salva Modifichesulla barra inferio-
re della finestra stessa.
Pigiando il bottone Chiudi sulla stessa barra, la finestra Archivio Zone
Climatiche viene chiusa. Prima della chiusura, un messaggio chiede se si
intendono salvare tutte le modifiche effettuate nellArchivio dei Comuni
e in quello delle Localit di Riferimento.
5. Gli Archivi
135
5.3.2
LArchivio dei Dati Climatici delle Localit di
Riferimento
Si acceda, con le modalit illustrate nel 5.3, alla finestra Archivio Zone
Climatichecontenente sia lArchivio dei Dati Climatici dei Comuni (v.
5.3.1) che lArchivio delle Localit di Riferimento per la definizione dei
Dati climatici dei Comuni.
Si clicchi, quindi, la linguetta Localit di riferimento, in basso a sinistra
nella finestra, per visualizzare lArchivio delle Localit di Riferimento.
Quando risulta visualizzato lArchivio delle Localit di Riferimento, nel-
la parte sinistra della finestra Archivio Zone Climatiche viene proposto
lelenco di tutte le Localit di Riferimento per il calcolo dei Dati Clima-
tici dei Comuni (v. 5.3.2).
La selezione di una Localit di Riferimento nellelenco propone i relativi
dati climatici nella parte destra della finestra.

Per ricercare rapidamente una Localit basta digitarne il nome nel campo Cerca
sotto lelenco.
Man mano che si digita, il programma sposta dinamicamente la selezione sulla
Localit di Riferimento il cui nome inizia con la stringa digitata nel campo.

Sopra lelenco vengono proposti i bottoni:
che crea una nuova Localit di Riferimento nellArchivio;
che elimina dallArchivio la Localit di Riferimento selezionata.
Nella parte destra della finestra Archivio Zone Climatiche vengono pro-
posti gli strumenti (campi, tabelle, ecc.) per la visualizzazione e la ge-
stione dei dati della Localit di Riferimento selezionata nellelenco.
In alto vengono, infatti, proposti:
il campo Denominazionein cui possibile visualizzare e gestire il no-
me della Localit selezionata;
la sezione Capoluogo di Provinciain cui va indicato, mediante la sele-
ziona dellapposito check box, se la Localit selezionata un capo-
luogo di Provincia. Quando il check risulta selezionato (la Localit se-
lezionata un Capoluogo di Provincia) nella sezione si abilitano:
5. Gli Archivi
136

il campo Provinciain cui va indicata la sigla della Provincia;
il list box Regione, in cui va scelta la Regione di appartenenza della
Provincia.
Sotto gli strumenti descritti vengono proposte le pagine Dati Generali, Da-
ti Invernali e Dati Estivi, in cui possibile gestire i dati geografici e clima-
tici della Localit selezionata nellElenco.
I dati geografici climatici delle pagine Dati Generali, Dati Invernali e Da-
ti Estivi descritti di seguito sono necessari per il calcolo dei Dati Climati-
ci dei Comuni per cui le Localit vengono prese a Riferimento.
La pagina Dati Generali
La pagina Dati Generali viene proposta per default quando si accede
allArchivio delle Localit di Riferimento. Quando nella finestra Archivio
Zone Climatiche risulta aperta unaltra pagina (Dati Invernali o Dati Esti-
vi), per accedere alla pagina Dati Generali basta cliccare lomonima lin-
guetta in alto sulle pagine stesse.
Nella pagina Dati Generali sono presenti:
La sezione Dati Geografici
Questa sezione presenta il check box Dati Geografici, la cui selezione in-
dica al programma che, per la Localit di Riferimento, sono disponibili i
dati geografici (v. 5.3.1) e i relativi campi risultano abilitati.
5. Gli Archivi
137
Se il check box Dati Geografici risulta selezionato, nei campi della se-
zione devono essere indicate la Latitudine, (in gradi, primi e secondi) la
Longitudine(in gradi, primi e secondi) e lAltitudine(in metri s.l.m.) della
Localit di Riferimento.
La sezione Dati Temperatura
Questa sezione presenta il check box Dati Temperatura, la cui selezione
indica al programma che, per la Localit di Riferimento, risultano dispo-
nibili la Temperatura Minima Invernale(in C) e lUmidit Relativa Inver-
nale(in %) (v. 5.3.1). Quando questo check box selezionato i campi
della sezione risultano abilitati.
La pagina Dati Invernali
Alla pagina Dati Invernali dellArchivio delle Localit di Riferimento si
accede cliccando lomonima linguetta in alto sulle pagine della finestra
Archivio Zone Climatiche.
In alto nella pagina presente il check box Dati Invernali, la cui selezione
indica al programma che, per la Localit di Riferimento, sono disponibili
tutti i dati Climatici Invernali (Velocit del vento, Temperature Medie
Mensili, Pressione relativa di vapor dacqua mensile, Irradiazioni, ecc.).
Sotto il check box Dati Invernali, la pagina si suddivide in due ulteriori
pagine, Dati Climatici e Irradiazioni, a cui possibile accedere cliccando le
omonime linguette nella loro parte inferiore.

5. Gli Archivi
138
Nella pagina Dati Climatici sono presenti:
il campo Velocit del ventoe i list box Regione di vento, Chilometri dal
Maree Zona Geografica, in cui occorre specificare i dati necessari al
calcolo della velocit del vento del Comune per cui la Localit sele-
zionata viene presa come Riferimento (v. 5.3.1);
le tabelle in cui devono essere riportate, rispettivamente, le Temperatu-
re Medie Mensili e la Pressione relativa di vapor dacqua mensiledella
Localit di Riferimento.

Nella pagina Irradiazioni sono presenti la tabella delle Irradiazioni Verticali
e quella delle Irradiazioni Orizzontali della Localit di Riferimento.

5. Gli Archivi
139
Sulla tabella delle Irradiazioni Verticali presente il check box la cui se-
lezione ne rende editabili i campi.
Le Irradiazioni Orizzontali, invece, risultano sempre editabili.
La selezione/deselezione del check box Irradiazioni Verticali, oltre a ren-
dere editabili/NON editabili i campi della relativa tabella, comporta an-
che un diverso funzionamento del programma:
Check box Irradiazioni Verticali selezionato
Se un Comune coincide con una Localit di Riferimento (v. 5.3.1),
ad esso vengono assegnate le Irradiazioni Verticali presenti nella rela-
tiva tabella (editabile), con le eventuali modifiche apportate.
Se, invece, il Comune NON coincide con alcuna Localit di Riferi-
mento, per il calcolo dei suoi dati climatici invernali, vanno scelte due
Localit di Riferimento (v. 5.3.1) e, quindi, le sue Irradiazioni Verti-
cali vengono calcolate in funzione delle Irradiazioni Orizzontali delle
due Localit indicate.
Check box Irradiazioni Verticali NON selezionato
Le Irradiazioni Verticali del Comune vengono sempre calcolate in
funzione delle Irradiazioni Orizzontali delle sue Localit di Riferimen-
to, anche quando la Localit di riferimento coincide con il Comune.
La pagina Dati Estivi

5. Gli Archivi
140
Alla pagina Dati Estivi dellArchivio delle Localit di Riferimento si ac-
cede cliccando lomonima linguetta in alto sulle pagine della finestra Ar-
chivio Zone Climatiche.
In alto nella pagina presente il check box Dati Estivi, la cui selezione
indica al programma che, per la Localit di Riferimento, sono disponibili
i dati Climatici per il calcolo Estivo (Temperatura esterna a bulbo asciut-
to, Escursione termica giornalierae Umidit Relativa esterna).
Quando il check box Dati Estivi selezionato i campi della sezione risul-
tano abilitati per poterli definire o per apportarvi eventuali modifiche.
Per salvare le modifiche apportate allarchivio delle Localit di Riferi-
mento e, contestualmente, a quello dei Comuni (v. 5.3.1), senza chiude-
re la finestra Archivio Zone Climatiche, occorre pigiare il bottone Salva
Modifichesulla barra inferiore della finestra stessa.
Pigiando il bottone Chiudi sulla stessa barra, la finestra Archivio Zone
Climatiche viene chiusa. Prima della chiusura, un messaggio chiede se si
intendono salvare tutte le modifiche allArchivio dei Comuni e a quello
delle Localit di Riferimento.
6. I Dati Generali del Progetto
141

I Dati Generali del Progetto
Nel presente capitolo vengono dettagliatamente illustrati i Dati Generali
da specificare per ogni documento di TerMus + TerMus-E + TerMus-i e
le modalit operative per il loro inserimento.
6.1
Il Dialog Dati Generali
I dati di carattere generale e i parametri di base del calcolo (delle disper-
sioni e/o dellImpianto) di un progetto vanno specificati nel dialog Dati
Generali del documento.
Il dialog Dati Generali viene proposto automaticamente quando si crea
un nuovo documento (v. 3.2.1.1), ma pu comunque essere richiamato
selezionando lopzione Dati Generali del menu Dati.
6. I Dati Generali del Progetto
142

Quando si crea un nuovo documento, per poter proseguire nel lavoro, ASSO-
LUTAMENTE necessario specificare i seguenti dati nel dialog Dati Generali:
lanno di entrata in vigore delle Tabelle dei valori LIMITE nella pagina Edificio
(v. 6.2);
il Comune di Progetto nella pagina Comune (v. 6.3), per il caricamento au-
tomatico dei Dati Climatici e delle Irradiazioni necessari al calcolo.
Se NON si specificano i dati suddetti, infatti, NON possibile uscire dal dialog
Dati Generali, risultano disabilitati i bottoni OK e Cancel descritti di seguito.

In alto a destra nel dialog sono presenti i bottoni:
OK, per uscire dal dialog confermando le modifiche apportate in esso.
Cancel, per uscire dal dialog senza salvare alcuna modifica apportata.
Default, per salvare i dati inseriti nelle pagine Tecnici, Tecnico Abilitato
e Soggetto Certificatore come dati di default.

Il dialog Dati Generali costituito da pi pagine attivabili alternativa-
mente selezionando le omonime linguette in alto nel dialog stesso.
Nei paragrafi seguenti vengono dettagliatamente illustrate le pagine del
dialog Dati Generali.
6. I Dati Generali del Progetto
143
6.2
La Pagina Edificio
Nella pagina Edificiodel dialog Dati Generali (v. 6.1) vanno specificati i
seguenti dati:
la descrizione dellEDIFICIO(max 250 caratteri);
lUbicazionedelledificio (max 200 caratteri);

il nome del Committente(max 200 caratteri);
la tipologia dellIntervento[NON presente in TerMus-CE] che va scelta
selezionandola nellapposito list box, questa indicazione determina le
verifiche di Legge che verranno effettuate in fase di calcolo (v. cap. 11);
il numero del Permesso di Costruire o DIA(max 20 caratteri);
la datadel Permesso di Costruire o DIA che pu essere inputata digi-
tandola nel campo oppure selezionandola nel calendario che si apre pi-
giando il bottoncino presente nel campo stesso;
il numero di unit abitative delledificio nel campo Numero Unit;
lanno di entrata in vigore delle Tabelle dei Valori Limite da adottare
nelle verifiche di legge nel list box applicazione Tabelle valori LIMITE in
vigore dal; questa indicazione estremamente importante perch defi-
nisce i valori limite che verranno adottati nelle verifiche di legge.
6. I Dati Generali del Progetto
144

Lanno di entrata in vigore delle Tabelle dei valori LIMITE estremamente impor-
tante perch definisce i valori limite che saranno adottati nelle verifiche di Legge.
Se NON si specifica lanno di entrata in vigore delle Tabelle dei valori LIMITE ed il
Comune di Progetto (v. 6.3), NON possibile proseguire nel lavoro in quanto il
programma NON consente di uscire dal dialog Dati Generali.

6.3
La Pagina Comune
La pagina Comunedel dialog Dati Generali (v. 6.1) contiene, in alto, gli
strumenti per la scelta del Comune di Progetto (v. avanti).
La restante parte della pagina contiene le pagine Dati Invernali e Dati Esti-
vi, attivabili cliccando le omonime linguette in alto nel dialog:
Pagina Dati Invernali

La pagina Dati Invernali NON risulta disponibile se si dispone del solo program-
ma TerMus-i.

La pagina Dati Invernali risulta costituita dalle seguenti schede attivabili
alternativamente cliccando le omonime linguette sulla barra inferiore del-
la pagina stessa:
Dati Climatici, in cui, scegliendo il Comune di progetto (v. avanti), ven-
gono automaticamente riportati i relativi dati climatici caratteristici.
Irradiazioni, in cui, scegliendo il Comune di progetto (v. avanti), vengono
riportate le relative irradiazioni mensili per ogni esposizione.
Nella pagina Comune possibile richiedere linserimento automatico di
tutti i dati necessari mediante la semplice scelta del Comune di progetto
nellarchivio delle Caratteristiche Climatiche dei Comuni (v. 5.3).

Nellarchivio delle Caratteristiche Climatiche dei Comuni di TerMus sono memo-
rizzati i dati relativi a tutti i Comuni dItalia.

6. I Dati Generali del Progetto
145

Questa modalit di inserimento dei dati evita al Tecnico un lungo ed one-
roso lavoro e lo mette al sicuro dai temutissimi errori di lettura e di tra-
scrizione degli innumerevoli dati da riportare nel progetto.
Per richiedere linserimento automatico dei Dati Climatici e delle Irra-
diazioni nelle rispettive schede della pagina Dati Invernali basta:

pigiare il bottone Cercaa destra del campo
COMUNE della pagina; questa operazione
apre il dialog Scelta COMUNE;

nel campo CERCA del dialog digitare il
nome del Comune; man mano che si digi-
ta, nel dialog viene proposta la selezione
del primo Comune il cui nome inizia con
la stringa digitata;
quando nel dialog selezionato il Comune
ricercato, pigiare il bottone OK.
I Dati Climatici caratteristici del Comune vengono riportati automatica-
mente nelle rispettive schede della pagina Comune.
Nella scheda Dati Climatici vengono riportati i Gradi Giorno del luogo, la
Temperatura e lUmidit Relativa Esterna di Calcolo ed i Giorni del pe-
riodo di riscaldamento previsti per legge, la Velocit del Vento e le Tem-
perature Medie Mensili per tutti i mesi dellanno.
6. I Dati Generali del Progetto
146
Nella scheda Irradiazioni sono invece riportati i valori dellirradiazione sola-
re per ogni mese dellanno e per i vari orientamenti, compreso lorizzontale.

Qualsiasi dato riportato nelle schede Dati Climatici e Irradiazioni pu es-
sere modificato. Ovviamente, le modifiche ai dati delle schede saranno
registrate nel solo progetto in cui sono state apportate.
Per essere aggiornati con eventuali nuovi Comuni, TerMus consente anche di
modificare lArchivio delle Caratteristiche Climatiche dei Comuni (v. 5.3).

In particolare, pigiando il bottone Modifica dati geografici, si apre il
dialog in cui possibile modificare i Dati Geografici del Comune di
progetto scelto, senza modificare quelli dello stesso Comune
nellArchivio dei Comuni (v. 5.3.1).

Pagina Dati Estivi

La pagina Dati Estivi NON risulta disponibile se NON si dispone del modulo
TerMus-E del programma TerMus.

6. I Dati Generali del Progetto
147

Nella pagina Dati Estivi, a sua volta contenuta nella pagina Comunedel dia-
log Dati Generali, vanno specificati la Temperatura esterna a bulbo asciut-
to, lEscursione termica giornaliera, la Percentuale di umidit relativa ester-
na e la Percentuale di riduzione dellirradiazione TOTALE per foschia.
Questi dati sono necessari per il calcolo dei Carichi Termici Estivi.
6.4
La Pagina Calcolo

La pagina Calcolo del dialog Dati Generali (v. 6.1) NON risulta disponibile se si
dispone del solo programma TerMus-i.

Nella pagina Calcolodel dialog Dati Generali vanno impostati alcuni va-
lori di base che il programma adopera per lesecuzione del calcolo delle
dispersioni e per le verifiche di legge.
La pagina Calcolo risulta suddivisa, dallalto, nelle tre seguenti sezioni:
Propriet termofisiche del terreno in cui va definito il valore della Con-
duttivit del terreno su cui si impianta ledificio. Tale valore viene au-
tomaticamente riportato nel campo Conduttivit selezionando il tipo di
terreno di fondazione nel list box Categoria.
6. I Dati Generali del Progetto
148

In corrispondenza delle tre tipologie di terreno previste per legge, il
programma riporta il valore di conduttivit consigliato. Tale valore
pu essere eventualmente modificato dal Tecnico.
Coefficiente di protezione dal vento, in cui va definito il valore del Coeffi-
ciente fv. Tale valore viene automaticamente riportato nel campo
Coefficiente fv selezionando il tipo di localizzazione delledificio
(Centro citt, Periferia o Zona rurale) nel list box Posizione.
In corrispondenza delle tre tipologie previste per legge, il programma
riporta un valore di fv consigliato. Tale valore pu essere eventual-
mente modificato dal Tecnico.
Adduttanze Esterne (coefficiente liminare), in cui occorre specificare i valori
dei coefficienti liminari esterni delle superfici opache e di quelle vetrate.
Conversione Energia Elettrica Ausiliari in Energia Primaria, in cui occorre
specificare il Fattore di Conversione da Tep a KWh (elettrici)
dellEnergia Elettrica degli Ausiliari. Nel campo viene proposto di de-
fault il valore 0.000187 che corrisponde a quello deliberato da AEEG per
lanno 2008.
6. I Dati Generali del Progetto
149
6.5
La Pagina Tecnici e la Pagina AQE/ACE
Nella pagina Tecnici del dialog Dati Generali vanno riportati i nomi dei
Tecnici incaricati per la Progettazione e la Direzione dei Lavori
dellIsolamento e dellImpianto Termico.

I dati inseriti nei campi della pagina saranno riportati nei punti opportuni
delle Relazioni prodotte (v. 14.1.1).

6. I Dati Generali del Progetto
150
Nella pagina AQE/ACE del dialog Dati Generali, invece, vanno riportati,
nelle schede attivabili alternativamente cliccando sui bottoni in basso, i
dati del Progettista, del Costruttore, del Direttore dei Lavori, del Tecnico
abilitato e del Soggetto Certificatore. Tali dati sono necessari per la reda-
zione degli attestati di Qualificazione e Certificazione Energetica (v.
14.11).
6.6
La Pagina Impianto Terminali

La pagina Impianto Terminali del dialog Dati Generali (v. 6.1) NON risulta di-
sponibile se NON si dispone del programma TerMus-i.

Nella pagina Impianto terminali del dialog Dati Generali vanno definiti i
valori di base necessari al programma per il calcolo del dimensionamento
dellimpianto termico con Terminali da progettare.
La pagina Impianto terminali risulta suddivisa nelle seguenti sezioni:
Temperature e salti termici
La sezione Temperature e salti termici contiene i campi:

6. I Dati Generali del Progetto
151
Temperatura di mandata della caldaia (C), in cui occorre specificare la
Temperatura di mandata della caldaia in C;
Salto Termico Ingresso/Uscita Terminali [bitubo] (C), in cui occorre speci-
ficare il salto termico di progetto (in C) tra la temperatura dingresso
e quella di uscita nei terminali in caso di impianto bitubo;
Salto Termico Ingresso/Uscita Terminali [anelli] (C), in cui occorre speci-
ficare il salto termico di progetto (in C) tra la temperatura dingresso
e quella di uscita nei terminali in caso di impianto monotubo o mi-
sto (bitubo + monotubo).

La letteratura tecnica consiglia, come criterio di progettazione, di non utilizzare
pi di sei terminali su un anello. Se si utilizzano un gran numero di terminali su un
anello, infatti, gli ultimi saranno difficilmente riscaldati.

Controlli
La sezione Controlli, contiene i seguenti campi per la definizione dei valori
necessari per effettuare, dopo il calcolo, i controlli sullimpianto progettato:
Salto Termico MAX ammissibile (C), in cui occorre specificare il valore
del Salto termico massimo ammissibile (in C) per un terminale;
Sbilanciamento MAX ammissibile (daPa), in cui occorre specificare il valore
dello Sbilanciamento massimo ammissibile (in DecaPascal) in un nodo.
Opzioni
La sezione Opzioni contiene:
il check box Rispetta il range di Velocit nel bilanciamento; la selezione
di tale check comporta che, durante il calcolo ed il tentativo di bilan-
ciamento dellimpianto, il programma mantiene le velocit allinterno
degli intervalli indicati per ciascun tratto (principale, secondario e deri-
vazioni al terminale) (v. 8.17); il check box Rispetta il range di Velo-
cit nel bilanciamento risulta selezionato per default;
il check box Calcolo percentuale Perdite Carico Concentrate; la selezio-
ne di tale check richiede il calcolo in percentuale delle perdite di carico
concentrate; in questo modo, nel calcolo dellimpianto, non vengono
considerate le perdite di carico concentrate di ogni pezzo speciale (esclu-
se le valvole che vengono considerate in ogni caso), ma viene considera-
ta una percentuale di aumento complessiva in rapporto alla lunghezza
dei tratti; la selezione di tale check attiva il campo adiacente in cui va
6. I Dati Generali del Progetto
152
specificata la percentuale complessiva di cui aumentare la perdita di ca-
rico dei semplici tubi per tener conto della presenza dei pezzi speciali;
il campo Numero MAX iterazioni per il Ricalcolo delle Portate; in cui
possibile stabilire il numero massimo di iterazioni di calcolo che il
programma deve eseguire per effettuare il Ricalcolo delle portate; es-
sendo la modalit di calcolo iterativa, necessario, infatti, fissare un
numero massimo di cicli.

Il numero di iterazioni (20) che il programma propone per default normalmente
pi che sufficiente ad ottenere una buona precisione di calcolo.
Lapprossimazione raggiunta con venti iterazioni ottima, quindi, se, dopo il cal-
colo, persistono forti sbilanciamenti, non aumentando il numero di iterazioni che
si riesce a convergere verso un risultato migliore.
In questo caso, pertanto, opportuno perseguire una maggiore razionalizzazione
nella progettazione dellimpianto.

6.7
La Pagina Impianto a Pavimento

La pagina Impianto a pavimento del dialog Dati Generali (v. 6.1) NON risulta
disponibile se NON si dispone del programma TerMus-i.

Nella pagina Impianto a pavimento del dialog Dati Generali vanno impo-
stati i valori di base necessari al programma per il calcolo dellImpianto a
Pavimento Radiante che si sta progettando (v. 9.21).
La pagina Impianto a pavimento risulta suddivisa nelle seguenti sezioni:
Temperature e salti termici
La sezione Temperature e salti termici contiene i campi:
Temperatura di mandata dalla caldaia (C), in cui va specificata, in C, la
Temperatura di mandata dalla caldaia;
Salto Termico di progetto (sigma) (C), in cui va specificato il salto ter-
mico di progetto (in C) tra la temperatura di ingresso e quella di
uscita nella tubazione del pavimento radiante.
6. I Dati Generali del Progetto
153

Temperature MAX
La sezione Temperature MAXcontiene i campi:
Vani (C), in cui occorre specificare la temperatura massima (in C) al
pavimento nei vani;
Bagni (C), in cui occorre specificare la temperatura massima (in C) al
pavimento nei bagni;
Aree marginali (C), in cui occorre specificare la temperatura massima (in
C) al pavimento adottabile per le superfici marginali (v. 9.21.2).
Circuiti
La sezione Circuiti contiene i campi:
Perdita di carico MAX ammissibile per ogni circuito (daPa), in cui occorre
specificare la perdita di carico massima (in decapascal) per il circuito
di ogni pavimento radiante;
Perdite di carico concentrate in percentuale (%), in cui occorre specificare
la percentuale di incremento delle perdite distribuite del circuito di
ogni pavimento radiante per portare in conto le perdite concentrate
(curvature) nella tubazione del circuito stesso.
6. I Dati Generali del Progetto
154
Controlli impianto
La sezione Controlli impiantocontiene il solo campo Sbilanciamento MAX
ammissibile (daPa) in cui occorre specificare il valore dello sbilanciamen-
to massimo ammissibile (in decapascal) in un nodo dellimpianto.
Opzioni impianto
La sezione Opzioni impianto contiene i seguenti strumenti:
il check box Rispetta il range di Velocit nel bilanciamento, la cui sele-
zione comporta che, durante il calcolo ed il tentativo di bilanciamento
dellimpianto, il programma mantiene le velocit allinterno degli in-
tervalli indicati per ciascun tratto (principale, secondario e derivazioni
al terminale) (v. 8.17); il check box Rispetta il range di Velocit nel
bilanciamento risulta selezionato per default;
il check box Calcolo percentuale Perdite Carico Concentrate, la cui se-
lezione richiede che, nel calcolo, le perdite di carico concentrate ven-
gano portate in conto come una percentuale di quelle distribuite e non
vengano conteggiate per ogni pezzo speciale; quando tale check risulta
selezionato risulta editabile il corrispondente campo in cui va specifi-
cata la percentuale di cui si intende amplificare le perdite di carico di-
stribuite per tener conto delle perdite di carico concentrate;

Nel calcolo, le perdite di carico concentrate relative alle valvole vengono considera-
te singolarmente anche quando risulta selezionato il check box Calcolo percen-
tuale Perdite Carico Concentrate.

il campo Numero MAX iterazioni per il Ricalcolo delle Portatein cui
possibile stabilire il numero massimo di iterazioni di calcolo che il
programma deve eseguire per effettuare il Ricalcolo delle portate; es-
sendo la modalit di calcolo iterativa, necessario, infatti, fissare un
numero massimo di cicli.

Il numero di iterazioni (20) che il programma propone per default normalmente
pi che sufficiente ad ottenere una buona precisione di calcolo.
Lapprossimazione raggiunta con venti iterazioni ottima, quindi, se, dopo il cal-
colo, persistono forti sbilanciamenti, non aumentando il numero di iterazioni che
si riesce a convergere verso un risultato migliore.
In questo caso, pertanto, opportuno perseguire una maggiore razionalizzazione
nella progettazione dellimpianto.

7. La Gestione delle Tavole del Disegno
155

La Gestione delle Tavole del
Disegno
In un progetto di TerMus + TerMus-E + TerMus-i, linput (v. 1.2) dei
dati per procedere al calcolo delle dispersioni e alle verifiche di Legge
per il calcolo dei carichi termici estivi e/o per il progetto dellimpianto
termico, si effettua disegnando, nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1), le
planimetrie delledificio e/o del relativo impianto con gli oggetti (muri,
tubazioni, ecc.) del programma.
Il programma consente indifferentemente di rappresentare tutte le plani-
metrie (ad es. le piante dei vari piani dellEdificio e/o dellimpianto) su
ununica tavola o su pi tavole.
Per ogni progetto, infatti, il programma consente di creare il numero di
tavole desiderate (ad esempio una tavola per ogni piano dellEdificio).
Le tavole create possono essere visualizzare alternativamente nella Tavo-
la Grafica (v. 3.4.2.1) del documento.
Nel presente capitolo vengono illustrate le modalit operative per la ge-
stione delle tavole del disegno e per il loro dimensionamento.
7. La Gestione delle Tavole del Disegno
156
7.1
Come Creare una Nuova Tavola di Disegno
Le Tavole di un documento (progetto) di TerMus + TerMus-E + Ter-
Mus-i possono essere liberamente gestite (create, modificate o elimina-
te) nel dialog Tavole.
Il dialog Tavole viene proposto durante la procedura per la creazione del
documento (v. 3.2.1.1).

In questa fase anche possibile uscire dal dialog (pigiando il bottone
Esci) senza inserirvi alcuna tavola.
Nel dialog Tavole deve sempre esistere almeno una tavola; per default,
risulta gi inserita la tavola denominata Piano Default.

Il dialog Tavole pu essere richiamato anche in un momento successivo
pigiando il bottone Gestione Tavoledella Toolbar (v. 3.3).
Per definire le tavole del progetto la prima operazione da effettuare ri-
nominare la tavola Piano Default effettuando le seguenti operazioni:
cliccare nel campo Titolodel rigo della tavola per renderlo editabile e
specificare il nome della prima tavola del progetto (ad es. Piano Primo);
spostare il cursore nel campo H (cm) dello stesso rigo premendo TAB
della tastiera e cliccare in esso per renderlo editabile;
nel campo H (cm) specificare laltezza media netta della tavola in
centimetri; laltezza della tavola specificata sar riproposta, per de-
fault, per tutte le murature ed i vani che saranno disegnati su essa evi-
tando di disegnare Muri e Vani senza altezze.
7. La Gestione delle Tavole del Disegno
157

Se per la tavola stata specificata unaltezza diversa da zero e, contestualmente,
risulta selezionata lopzione Controllo Altezza Tavola del menu Opzioni, si atti-
va un controllo che effettua una segnalazione quando si disegnano muri e vani
(v. 9.2 e 9.6) con altezza differente da quella attribuita alla tavola stessa.

Per aggiungere una ulteriore tavola nel dialog, in coda a quelle gi pre-
senti, basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Appendenella parte inferiore del dialog; questa ope-
razione crea un nuovo rigo (tavola), in coda a quelli gi presenti nel
dialog;
nel nuovo rigo specificare, con le modalit appena illustrate, il nome e
laltezza (in cm) della nuova tavola;

Se il nuovo rigo (tavola) deve essere inserito tra due righi esistenti, in
luogo del bottone Appende, occorre pigiare il bottone Inseriscealla
sua destra.


Pigiando il bottone Salva, tutte le modifiche effettuate nel dialog vengo-
no salvate. In ogni caso, inserendo o aggiungendo una nuova tavola
viene salvata quella creata precedentemente.

Pigiando, invece, il bottone Annulla, viene annullata lultima modifica
effettuata nel dialog.
Inserite le tavole necessarie per chiudere il dialog Tavole ba-
sta pigiare il bottone Esci.
7. La Gestione delle Tavole del Disegno
158
7.2
Come Eliminare una Tavola di Disegno
Per eliminare una tavola di disegno dal progetto basta effettuare le se-
guenti operazioni:

pigiare il bottone Gestione Tavoledella Toolbar per accedere al dialog
Tavole (v. 7.1);
nel dialog Tavoleselezionare il rigo relativo alla tavola da eliminare;

pigiare il bottone Cancellanella parte inferiore del dialog; questa ope-
razione propone un messaggio che chiede conferma delloperazione;

Ovviamente, cancellando una tavola viene definitivamente perso tutto il disegno
(degli oggetti) su essa effettuato.

pigiare il bottone Si del messaggio per ottenere la definitiva cancella-
zione della Tavola.
7.3
Come Modificare una Tavola di Disegno
Per modificare il nome e/o laltezza di una tavola di disegno precedente-
mente creata (v. 7.1), basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Gestione Tavoledella Toolbar per accedere al dialog
Tavole (v. 7.1);
nel dialog Tavoleselezionare il campo [Titolo o H (cm)] del rigo della
tavola di cui occorre modificare il contenuto;
apportare le modifiche al titolo e/o allaltezza [H (cm)] della tavola
(v. 7.1);

pigiare il bottone Salvanella parte inferiore del dialog per registrare le
modifiche apportate alla tavola.
7. La Gestione delle Tavole del Disegno
159

La modifica dellaltezza di una tavola NON comporta la modifica delle altezze de-
gli oggetti (muri e vani) su essa disegnati.
Se, alla variazione dellaltezza della tavola, deve corrispondere anche la varia-
zione dellaltezza degli oggetti (muri e vani) in essa contenuti, necessario prov-
vedere a modificarli manualmente uno per uno.


Effettuate tutte le modifiche desiderate, pigiare il bottone Esci
per chiudere il dialog Tavole.
7.4
Come Visualizzare una Tavola di Disegno nella
Tavola Grafica
Se per il progetto sono state create pi tavole di disegno, nella sua Tavola
Grafica (v. 3.4.2.1) possibile visualizzarne una per volta.
Per visualizzare, nella Tavola Grafica, la tavola di disegno
(v. 7.1) su cui operare basta selezionarla nellapposito list
box presente nella parte destra della toolbar (v. 3.3).
Nella Tavola Grafica viene proposta la tavola scelta e tutte le modifiche
effettuate (dopo lultimo salvataggio) nella tavola precedentemente vi-
sualizzata vengono automaticamente salvate.
7.5
Come Definire le Dimensioni delle Tavole
Nella Tavola Grafica tutti gli oggetti vengono disegnati in metri.
Ovviamente, per poter disegnare delle planimetrie di determinate dimen-
sioni, necessario che le tavole di disegno (v. 7.1) siano abbastanza
grandi da poterle contenere.
Per default le tavole del documento del programma hanno una larghezza
di 29.7 m ed unaltezza di 21 m.
7. La Gestione delle Tavole del Disegno
160
possibile, per, aumentare le dimensioni delle tavole fino a 300 x 300 m.
Per dimensionare opportunamente tutte le tavole del progetto basta effet-
tuare le seguenti operazioni:
selezionare lopzione Limiti Tavola del menu Disegno; questa opera-
zione attiva lomonimo dialog Limiti;

nel dialog Limiti specificare, in metri, la Larghezza (X) e lAltezza (Y)
delle tavole;
pigiare il bottone OKper confermare le dimensioni e chiudere il dialog.
7.6
Come Copiare il Disegno di una Tavola in unAltra
Tavola
Spesso, nel disegno di un Edificio risulta utile copiare la planimetria dise-
gnata per un piano (piano tipo) sulle tavole di gran parte degli altri piani.
Per copiare su una tavola la planimetria disegnata su unaltra tavola basta
effettuare le seguenti operazioni:
visualizzare la tavola su cui si intende riportare il disegno (v. 7.4);
selezionare lopzione Copia Tavola del menu Disegno; questa opera-
zione apre lomonimo dialog;
nel list box del dialog Copia TAVOLA selezionare il nome della tavola
su cui risulta disegnato il disegno da copiare nella tavola attiva e pi-
giare il bottone OK.

8. La Struttura degli Oggetti
161

La Struttura degli Oggetti
Nel presente capitolo viene illustrata la struttura di tutti gli oggetti di
TerMus + TerMus-E + TerMus-i.
Per ogni oggetto vengono, inoltre, illustrate le modalit operative per la
sua gestione (creazione, modifica e cancellazione) e per la definizione
della sua struttura.
La definizione della struttura di un oggetto ne determina le caratteristiche
geometriche e termo-fisiche necessarie per il calcolo delle dispersioni, le
verifiche di Legge, il calcolo dei carichi termici estivi e/o il progetto
dellimpianto termico.
Il semplice disegno degli oggetti progettati (v. cap. 8) consente al pro-
gramma di rilevare automaticamente tali caratteristiche per procedere
immediatamente al calcolo (v. cap. 11 e 12).
Per gli oggetti Muro e Solaio vengono, inoltre, riportate le modalit per
le necessarie verifiche per cautelarsi dalla formazione di muffe e di con-
densa (v. 8.2.3 e 8.2.3.1).
Alcuni oggetti (ad es. Quota, Raster, Linee Guida, Scale, ecc.) sono fina-
lizzati unicamente alla definizione grafica del progetto e, quindi, non
hanno una struttura con caratteristiche finalizzate al calcolo.
8. La Struttura degli Oggetti
162

Alcuni oggetti (Muri, Finestre, ecc.) hanno caratteristiche fisiche necessarie al
calcolo delle dispersioni, alle verifiche ed al calcolo dei carichi termici estivi. Altri
oggetti (Tubi, Terminali, ecc) hanno, invece, caratteristiche fisiche necessarie per
la progettazione dellimpianto termico.
Se si dispone del solo TerMus, gli oggetti con caratteristiche per la progettazione
dellimpianto termico hanno solo una valenza grafica, consentendo, quindi, il dise-
gno dellimpianto senza ottenere il dimensionamento dei suoi elementi.
Nel programma TerMus-CE, per la redazione della certificazione energetica degli
edifici, sono disponibili i soli oggetti per il calcolo delle dispersioni ma NON quelli
per il disegno dellimpianto.
Disponendo, invece, del solo TerMus-i, gli oggetti con le caratteristiche necessarie al
calcolo delle dispersioni e alle verifiche hanno solo valenza grafica, consentendo,
quindi, il disegno delle planimetrie delledificio ma non i calcoli e le verifiche suddetti.
Del presente capitolo, pertanto, possibile tralasciare i paragrafi che illustrano la strut-
tura degli oggetti che, nel programma di cui si dispone, hanno solo valenza grafica.

8.1
La Gestione degli Oggetti
Gli Oggetti di TerMus + TerMus-E + TerMus-i (muri, finestre, tubazioni,
terminali, ecc.) da utilizzare in un progetto possono essere prelevati (co-
piati) dallArchivio del Programma (TerMusArchivio) o da qualsiasi pro-
getto gi redatto (v. 5.1.1 e 5.1.2).
In un progetto lUtente, per, pu anche:
Creare liberamente, in maniera semplice, qualsiasi oggetto con la strut-
tura ed i materiali (e, quindi, con le caratteristiche termo-fisiche) che
desidera (v. 8.1.1).
Modificare, senza alcuna limitazione, qualsiasi oggetto precedente-
mente creato o prelevato da un Archivio per poterlo adattare a requisiti
ed esigenze specifiche del progetto (v. 8.1.3).
Duplicare un oggetto per poterlo modificare senza perdere loriginale.
In questo modo possibile ottenere rapidamente un oggetto con carat-
teristiche analoghe a quelle delloggetto originario, senza doverlo crea-
re ex novo (v. 8.1.4).
Eliminare gli Oggetti che non vengono utilizzati nel progetto (v. 8.1.2).
I paragrafi seguenti illustrano le modalit operative, comuni a gran parte
degli oggetti, per la loro creazione, eliminazione, modifica e duplicazione.
8. La Struttura degli Oggetti
163
8.1.1
Come Creare un Nuovo Oggetto
Le modalit operative per la creazione di un oggetto nellarchivio (Fine-
stra degli Oggetti - v. 3.4.1) di un documento viene illustrata con rife-
rimento al solo oggetto Muro.
Le modalit per la creazione di qualsiasi altro oggetto sono analoghe a
quelle illustrate di seguito per loggetto Muro.
Per creare un nuovo oggetto Muro nel documento attivo, basta effettuare
le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Muronella Finestra degli Oggetti per indicare la tipo-
logia di oggetto che si intende creare; questa operazione propone, nel-
la Finestra degli Oggetti, la griglia con la lista dei muri gi inseriti (v.
5.1.1 e 5.1.2) nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge posizionato sotto la griglia; questa opera-
zione aggiunge un nuovo rigo nella griglia e nella Finestra delle Tavo-
le di attiva la Tavola Strutturale del nuovo oggetto (v. 3.4.2.2);

Loperazione precedente pu anche essere effettuata:
selezionando lopzione Aggiunge struttura del menu locale della griglia della
Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) che si apre cliccando, con il pulsante destro
del mouse, nella griglia stessa;
oppure
cliccando nella griglia con il pulsante destro del mouse e premendo INS della
tastiera.

nei campi della parte superiore della Tavola Strutturale specificare,
per nuovo oggetto, i seguenti dati:
Codice: una stringa alfanumerica (di max 20 caratteri) identificativa
dellOggetto; tale stringa deve essere inserita necessariamente;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice di identificazione.
Per poter salvare un nuovo oggetto e/o uscire dalla sua Tavola Strutturale occor-
re, pertanto, assegnargli un Codice differente da quelli degli altri oggetti presenti
nellarchivio del documento.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un nuovo oggetto senza specificare il suo
Codice, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).

8. La Struttura degli Oggetti
164
Des. Ridotta: la descrizione sintetica delloggetto (di max 80 caratte-
ri) che, salvato loggetto, sar proposta nel rigo creato nella griglia;
Des. Estesa: la descrizione dettagliata delloggetto creato; tale de-
scrizione potr anche essere visualizzata nel Campo delle Informazio-
ni della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1).
Nella restante parte della Tavola definire la struttura delloggetto creato;
questa operazione sar illustrata, per ogni oggetto, nei paragrafi seguenti
del presente capitolo.

Definita la struttura dellOggetto possibile pigiare il bottone Copia
Immagine nellOggetto della Toolbar della Finestra del Programma per
riportare limmagine della struttura creata nel Campo delle Informa-
zioni della Finestra degli Oggetti.

Pigiare il bottone Salva della Finestra degli Oggetti per salvare
loggetto e riportare la Descrizione ridotta delloggetto nel rigo pre-
cedentemente creato nella griglia.

Il salvataggio dellOggetto viene effettuato anche selezionando un altro oggetto
nella griglia oppure accedendo ad unaltra Tavola (v. 3.4.2) del documento.

8.1.2
Come Cancellare un Oggetto dallArchivio
Le modalit per la cancellazione di un oggetto dellarchivio (Finestra de-
gli Oggetti - v. 3.4.1) di un documento viene illustrata con riferimento
al solo Oggetto Muro.
Le modalit per la cancellazione di qualsiasi altro oggetto sono analoghe
a quelle illustrate di seguito per loggetto Muro.
Per cancellare un oggetto Muro presente nel documento attivo, basta ef-
fettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Muronella Finestra degli Oggetti; questa operazione
propone, nella Finestra degli Oggetti, la griglia con la lista dei muri
presenti nel documento;
selezionare loggetto Muro da cancellare nella Griglia degli Oggetti;
8. La Struttura degli Oggetti
165

pigiare il bottone Cancella sotto la griglia degli Oggetti; questa opera-
zione propone un messaggio che chiede conferma delloperazione;

Loggetto selezionato nella griglia pu anche essere cancellato premendo CANC
della tastiera oppure effettuando le seguenti operazioni:
fare click, con il pulsante destro del mouse, sul rigo delloggetto da cancellare per
selezionare loggetto e aprire il menu locale della griglia (v. 3.4.1);
nel menu locale selezionare lopzione Cancella Struttura.

pigiare il bottone OKdel messaggio per ottenere la definitiva cancella-
zione delloggetto selezionato.

La cancellazione di un oggetto (struttura) dellarchivio gi disegnato (v. cap. 9)
comporter, in fase di calcolo (v. cap. 11 e cap. 12), dei Fatal Error che segnala-
no la presenza, nel disegno, di oggetti senza struttura.

8.1.3
Come Modificare la Struttura di un Oggetto
Le modalit per modificare la struttura di un oggetto dellarchivio (Fine-
stra degli Oggetti - v. 3.4.1) di un documento viene illustrata con rife-
rimento al solo Oggetto Muro.
Le modalit per la modifica di qualsiasi altro oggetto sono analoghe a
quelle illustrate di seguito per loggetto Muro.
Per modificare la struttura e le caratteristiche di un oggetto Muro ne-
cessario effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Muronella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per vi-
sualizzare, nella griglia sottostante, la lista dei muri in archivio;
nella griglia della Finestra degli Oggetti selezionare loggetto da mo-
dificare nella struttura;
cliccare sulla linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale (3.4.2.2) delloggetto;
nella Tavola Strutturale apportare le modifiche desiderate alloggetto;
8. La Struttura degli Oggetti
166

La Tavola Strutturale di ogni Oggetto e le modalit operative per la modifica delle
sue caratteristiche vengono dettagliatamente illustrate nel presente Capitolo.


pigiare il bottone Salva della Finestra degli Oggetti per salvare le mo-
difiche apportate alloggetto.

Il salvataggio dellOggetto viene effettuato anche selezionando un altro oggetto
nella Griglia oppure accedendo ad unaltra Tavola (v. 3.4.2) del documento.

8.1.4
Come Duplicare un Oggetto
La duplicazione di un oggetto dellArchivio di un documento consente di
creare un nuovo oggetto con la stessa struttura di uno gi esistente.
Tale funzionalit risulta estremamente utile per creare un oggetto senza
definirne ex novo la struttura ma semplicemente modificando la struttura
di uno gi presente nellArchivio del documento.
Le modalit per la duplicazione di un oggetto vengono illustrate con rife-
rimento al solo oggetto Muro. Le modalit per la duplicazione di qualsia-
si altro oggetto sono analoghe a quelle illustrate per loggetto Muro.
Per duplicare un oggetto Muro in archivio basta:

pigiare il bottone Muronella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per vi-
sualizzare, nella griglia sottostante, la lista dei muri in archivio;
nella griglia della Finestra degli Oggetti cliccare, con il pulsante de-
stro del mouse, sul Muro da duplicare; questa operazione seleziona
loggetto ed apre il menu locale della griglia;
nel menu locale selezionare lopzione Duplica Struttura; questa opera-
zione duplica loggetto selezionato aggiungendo un nuovo rigo in fondo
alla griglia con la stessa descrizione (Ridotta) (v. 8.1.1) delloggetto ori-
ginario; contestualmente, nella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2), si attiva
la Tavola Strutturale (v. 3.4.2.2) delloggetto duplicato;
nella parte superiore della Tavola Strutturale, modificare il Codicee le
Descrizioni (Ridotta e/o Estesa) (v. 8.1.1);
8. La Struttura degli Oggetti
167

In un documento NON possono esistere oggetti con Codice uguale o senza Codice.
Il programma non consente di salvare loggetto duplicato e di uscire dalla sua
Struttura, se il suo codice uguale a quello delloggetto originario. Per salvare
loggetto duplicato , quindi, necessario assegnargli un codice differente da quelli
degli altri oggetti nellarchivio del documento.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto duplicato senza assegnargli un
nuovo Codice, occorre cancellarlo (v. 8.1.2).

modificare opportunamente, se necessario, la struttura delloggetto;

pigiare il bottone Salva della Finestra degli Oggetti per salvare
loggetto duplicato con tutte le modifiche apportate.

Il salvataggio dellOggetto viene effettuato anche selezionando un altro oggetto
nella Griglia oppure accedendo ad unaltra Tavola (v. 3.4.2) del documento.

8.2
La Struttura dellOggetto Muro

Quanto illustrato nel presente capitolo a proposito delloggetto Muro non vale se
si possiede della sola licenza duso di TerMus-i.
Se si dispone del solo TerMus-i (per il progetto dellimpianto termico), loggetto Mu-
ro ha unicamente una valenza grafica (v. 9.2).

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_1presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e/o gestire la struttura di un muro presente nel documen-
to aperto necessario accedere alla Tavola Strutturale delloggetto Muro.
Per accedere alla Tavola Strutturale di un oggetto Muro basta:

pigiare il bottone Muronella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1), per visua-
lizzare, nella griglia sottostante, la lista dei muri presenti nel documento.
nella griglia della Finestra degli Oggetti selezionare il muro di cui si
intende visualizzare e/o gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale del muro selezionato.
8. La Struttura degli Oggetti
168

Quando nel documento attiva la Tavola Strutturale delloggetto Muro,
si attivano anche i bottoni della sezione Strutture della Toolbar della Fi-
nestra del Programma (v. 3.3).
La parte superiore della Tavola Strutturale contiene i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice di identificazione.
Se, per un Oggetto, NON risulta specificato un Codice oppure questo uguale a
quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consente di salvare
loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare, per esso, un
Codice corretto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).

Des. Ridotta, in cui va inserita una descrizione sintetica (max 80 caratteri)
delloggetto; la specificazione di tale descrizione importante perch
identifica loggetto nella griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto che potr anche visualizzata nel Campo delle Informazio-
ni della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
8. La Struttura degli Oggetti
169
Sotto i campi descritti sono presenti gli strumenti per definire la struttura
delloggetto.
Il primo elemento in alto il list box in cui pos-
sibile optare per una delle seguenti modalit di de-
finizione della struttura.
Struttura parametrizzata
Se nel list box si sceglie lopzione Struttura parametrizzata, la Tavola
strutturale si predispone per imputare i parametri termo-fisici di una mu-
ratura senza richiederne il calcolo. Nella Tavola Strutturale delloggetto
viene, infatti, proposto il check box Valore di U comprensivo di addut-
tanze, la cui selezione consente di indicare che la trasmittanza specificata
nel campo sottostante risulta comprensiva delle adduttanze.

Nel campo U (W/m
2
K) va riportata la trasmittanza del muro. Il valore di U
pu essere indicato in una delle seguenti modalit:
Specificandone liberamente il valore; in
questo caso basta selezionare Personalizza-
tanel menu che si apre pigiando il bottone

a destra del campo per renderlo editabile, e digitarvi il valore di Uforni-
to dal produttore o calcolato con una procedura esterna al programma.
Inserendo il valore opportuno tratto dal prospetto della normativa per
la Determinazione semplificata della trasmittanza termica dei com-
ponenti opachi in edifici esistenti; in questo caso, basta:

I dati riportati in questo prospetto della Normativa possono essere utilizzati uni-
camente per valutazioni energetiche di edifici esistenti qualora NON sia possibile
effettuare la loro determinazione mediante un calcolo rigoroso.

8. La Struttura degli Oggetti
170
selezionare da Appendice A nel
menu che si apre pigiando il bottone
a destra del campo per accedere al
dialog Trasmittanza Termica ;
nel list box del dialog scegliere la tipologia dellelemento opaco di
cui si ricerca la trasmittanza; questa operazione propone, nella gri-
glia sottostante gli elementi opachi appartenenti alla tipologia scelta;

nella griglia selezionare la struttura (elemento opaco) di cui si ricer-
ca la trasmittanza;
nella tabella a destra della griglia selezionare il rigo dello spessore
pi prossimo a quello della struttura di cui si ricerca la trasmittanza;

pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare il valore della
trasmittanza individuato nel campo U [W/m
2
K].

Il valore della trasmittanza U individuato nel modo descritto porta in conto le ad-
duttanze. In questo caso, infatti, il check box Valore di U comprensivo di ad-
duttanze viene automaticamente selezionato.

Inserendo il valore opportuno tratto dallAbaco delle strutture murarie
utilizzate in Italia in edifici esistenti. In questo caso, basta:

I dati riportati in questo abaco fornisce semplici indicazioni sulle principali struttu-
re murarie utilizzate e sulla loro diffusione sul territorio nazionale.

8. La Struttura degli Oggetti
171

selezionare da Appendice B nel
menu che si apre pigiando il botto-
ne a destra del campo per accedere
al dialog Abaco delle strutture ;

nel list box superiore del dialog scegliere lelemento opaco di cui si
ricerca la trasmittanza; questa operazione propone, nella griglia sot-
tostante gli strati della struttura dellelemento scelto;
indicare, nella griglia, lo Spessore in millimetri di ognuno degli
strati dellelemento;
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare la Massa su-
perficiale, lo Spessoree la Trasmittanza (U) dellintera struttura nei
campi della Tavola Strutturale del muro.

Il valore della trasmittanza U individuato nel modo appena descritto NON porta in
conto le adduttanze. In questo caso, infatti, il check box Valore di U compren-
sivo di adduttanze viene automaticamente deselezionato.

Se, per linserimento della Trasmittanza stata scelta lopzione Persona-
lizzataoppure da Appendice A, occorre specificare, in kg/m
2
, il valore
della Massa superficialedella struttura.
Inoltre, se per inserire la Trasmittanza stata scelta lopzione Personaliz-
zata, occorre anche specificare lo Spessore, in mm, della struttura e la
Descrizionedella metodologia utilizzata per il calcolo dei valori richiesti.

Se si sceglie lopzione Personalizzata dopo aver precedentemente scelto una delle
altre due (da Appendice A o da Appendice B), la Descrizione riportata
per tali opzioni NON viene eliminata ma resa editabile per poterla modificare.

8. La Struttura degli Oggetti
172
Nella tavola occorre, inoltre, specificare la Capacit Termica areicadella
struttura. Anche in questo caso possibile specificare questo valore in
uno dei seguenti modi:
Indicandone liberamente il valore
(se disponibile). In questo caso ba-
sta selezionare Personalizzatanel
menu che si apre pigiando il bottone a destra del campo e digitare il
valore [in kJ/(m
2
K)] in questultimo.
oppure
Acquisendo il valore dallapposito prospetto previsto dalla Normativa.
In questo caso occorre:
selezionare da prospetto 16-
UNI/TS 11300-1:2008 nel menu
che si apre pigiando il bottone a
destra del campo; questa operazione apre il dialog Capacit termica
per unit di superficie di involucro;

I dati della Capacit Termica areica del prospetto della Normativa possono essere
usati unicamente per valutazioni su edifici esistenti, qualora NON esistano dati di pro-
getto attendibili o informazioni precise sulleffettiva costituzione delle strutture edilizie.


nel list box del dialog scegliere il Numero di piani delledificio;
selezionare il rigo della griglia sottostante con le caratteristiche
dellEdificio (muratura e pavimento);
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare il valore della
8. La Struttura degli Oggetti
173
Capacit Termica areica individuato nel prospetto della normativa
nellapposito campo della Tavola strutturale.
Superficie opaca composta
Se nel list box in alto nella tavola si sceglie lopzione Superficie opaca
composta, nella Tavola Strutturale vengono proposti gli strumenti per la
progettazione di una struttura di muro comunque composta.
Definendo, infatti, nella Tavola Strutturale, la stratigrafia dei materiali che
costituiscono il muro e le condizioni termo-igrometriche al contorno (interne
ed esterne), si ottiene il valore della trasmittanza (U) e le opportune verifiche
per cautelarsi dalla formazione di condensa (v. 8.2.3).
Nelle zone superiore ed inferiore della Tavola sono presenti i campi (T=
temperatura, UR= umidit relativa e Ad. = adduttanza) per la definizione
delle condizioni termo-igrometriche, rispettivamente, dellINTERNO e
dellESTERNO.


Le umidit relative UR specificate nella Tavola Strutturale hanno, come unico
scopo, quello di ottenere, sulla stratigrafia, i diagrammi delle pressioni previste
dalla verifica di Glaser tradizionale (v. avanti).
Per i muri e i solai, in relazione alla Condensa, il programma consente anche di
procedere alle verifiche previste dalla vigente Normativa (v. 8.2.3).
Se si dispone di TerMus-CE, la specificazione delle umidit relative superflua
in quanto la struttura NON oggetto di alcuna verifica igrometrica.

8. La Struttura degli Oggetti
174
Quando si crea un nuovo muro (v. 8.2.1), nei campi suddetti vengono
proposti dei valori di default.
Per la temperatura interna viene proposto sempre il valore 20 C, dal mo-
mento che non si conosce la zona (v. 8.6) di appartenenza (tale valore
pu variare da 18 a 22 C). Lumidit relativa interna viene proposta pari a
52 e il valore delladduttanza, come per legge, viene proposta pari a 7.7.
I dati della temperatura e dellumidit esterna sono quelli di progetto,
cio quelli definiti quando viene scelto il Comune (v. 6.3) in cui si rea-
lizza il progetto. Ladduttanza esterna quella indicata per legge.
Tutti i valori proposti per default nei campi T, UR e Ad. possono essere
liberamente modificati dallutente.

I valori di T, UR e Ad. specificati nella tavola strutturale di un muro (e, quindi, la
trasmittanza calcolata) potrebbero non essere quelli utilizzati nel calcolo delle di-
spersioni e nelle verifiche per cautelarsi dalla formazione di condensa (v. 8.2.3).
Nel calcolo il programma, infatti, adotta, per linterno e per lesterno di ogni muro, i
valori di T, UR ed Ad. opportuni a seconda delle condizioni di confine in cui esso si
viene a trovare nel disegno. In particolare, nel calcolo vengono adottati:
per lesterno, i valori di temperatura ed umidit relativa specificati nella pagina
Comune del dialog Dati Generali (v. 6.3) e i valori di adduttanza (coefficienti
liminari) specificate nella pagina Calcolo dello stesso dialog (v. 6.4);
per linterno, i valori della temperatura, dellumidit relativa e delle adduttanze
specificate nella scheda Dati Termici della Tavola Strutturale delle zone (v.
8.6.2) con cui confina il muro.
Ovviamente, nei campi T, UR e Ad. della Tavola Strutturale vanno specificate le
condizioni (di temperatura ed umidit relativa) pi sfavorevoli tra quelle in cui si
trover il muro nel progetto.
Se, ad esempio, una muratura viene impiegata sia come tamponatura interna che
esterna, occorre inserire, come condizioni di temperatura, umidit relativa ed ad-
duttanze, quelle relative alla zona interna con parametri pi gravosi e quelle rela-
tive alla zona esterna. In tal modo si avr la certezza che, in tutte le altre condi-
zioni in cui verr utilizzata la muratura, non si presentino situazioni critiche (di di-
spersione o di formazione di condensa).

Le Temperature e le Umidit Relative possono essere specificate nei rispetti-
vi campi (T e UR) mediante le apposite freccette o digitandole direttamente.
Per la definizione delle Adduttanze (interna ed esterna) oc-
corre scegliere, nellapposito list box, il valore opportuno
tra quelli indicati dalla normativa. In particolare la normati-
va indica alcuni valori convenzionali di riferimento, a se-
conda del tipo di superficie e della sua esposizione:
8. La Struttura degli Oggetti
175
superfici rivolte verso lambiente esterno h=25 W/m
2
K;
superfici rivolte verso lambiente interno h=7.7 W/m
2
K.
Anche se per la muratura indicato linterno e lesterno, nei list box per
la scelta dellAdduttanza, possibile scegliere uno qualsiasi dei valori
proposti. Pu essere necessario, infatti, progettare una struttura (un solaio
o una muratura) confinante con due zone interne. In questo caso indi-
spensabile poter scegliere i valori di adduttanza pi opportuni.
La parte centrale della Tavola Strutturale contiene il grafico della strati-
grafia del muro che si sta progettando.
A destra della stratigrafia presente la Tabella degli Elementi (materiali)
che costituiscono la stratigrafia stessa.

Ogni elemento della tabella risulta collegato al corrispondente materiale
nella stratigrafia mediante un apposito segmento azzurro detto link.

Il bottone Linkdella Toolbar della Finestra del Programma consente di
visualizzare/nascondere i link nella Tavola Strutturale.
Normalmente, della Tabella degli Elementi risulta visibile le sole colon-
ne Spessoree Componenteche riportano, rispettivamente lo spessore (in
millimetri) e la descrizione dei materiali che compongono la stratigrafia.
Per visualizzare le colonne della tabella contenenti i dati dei vari elemen-
ti (strati) necessari al calcolo della trasmittanza Udel muro basta utilizza-
re la barra di scorrimento orizzontale posta sotto la tabella.
8. La Struttura degli Oggetti
176
Cliccando su uno dei materiali della stratigrafia viene selezionato anche
il corrispondente rigo della tabella. Ovviamente un elemento pu anche
essere selezionato cliccando direttamente sul relativo rigo della tabella.
Se il materiale selezionato un elemento semplice (v. 5.2), si attiva il
campo Spessore del corrispondente rigo della tabella consentendo la
modifica del valore presente.

Un elemento semplice quando la sua resistenza termica varia proporzional-
mente con lo spessore (ad es. laria, le malte, gli isolanti, ecc.) (v. 5.2). La mo-
difica dello spessore di uno strato consentita solo per gli elementi semplici.
Per un elemento composto verticale (ad es. mattoni forati con strato orizzontali
di malta) (v. 5.2) la modifica dello spessore non consentita in quanto la sua
resistenza termica non varia proporzionalmente con lo spessore.

Modificando lo spessore di uno strato possibile constatare, dinamicamente,
la variazione dello spessore del muro (riportato sopra la stratigrafia) e, conte-
stualmente, il valore della trasmittanza U(riportato sotto la stratigrafia).
Se nella tabella risultano visualizzati le colonne dei dati di calcolo, an-
che possibile constatare come questi variano dinamicamente al variare
dello spessore di un elemento.

Pigiando il bottone Toglie i Retini della Toolbar della Finestra del Pro-
gramma, vengono nascosti tutti i retini degli elementi (v. 5.2.2) della
stratigrafia per visualizzare pi chiaramente il diagramma delle Tem-
perature (proposto per default).

Pigiando il bottone T-Pdella stessa toolbar, in luogo del diagramma
delle Temperature, sulla stratigrafia possibile visualizzare i dia-
grammi delle Pressioni (assolute e relative).
I diagrammi delle Pressioni sono utili per definire la stratigrafia e gli
spessori dei materiali, in quanto danno unidea immediata sulla forma-
zione o meno di condensa nel muro, in relazione al fatto che i grafici del-
le pressioni assolute e relative si intersechino o meno.
Per visualizzare nuovamente il diagramma delle Temperature basta pi-
giare nuovamente il bottone T-P. Per visualizzare i retini degli elementi
della stratigrafia basta pigiare nuovamente il bottone Toglie i Retini.
Nella Tavola Strutturale anche possibile richiedere, per il muro proget-
tato, le verifiche per cautelarsi dalla formazione di condensa secondo le
specifiche previste dalla vigente Normativa.
8. La Struttura degli Oggetti
177

Per avviare la procedura per richiedere le verifiche suddette basta pi-
giare il bottone Verifica Condensadella toolbar.
Le modalit operative per effettuare tali verifiche vengono illustrate det-
tagliatamente nei 8.2.3 e 8.2.3.1.

Unutile funzionalit della Tavola Strutturale delloggetto per ricon-
trollare o modificare i valori caratteristici di un elemento della strati-
grafia si attiva pigiando il bottone Cerca Elementodella toolbar.
Il bottone Cerca Elemento apre larchivio degli Elementi Opachi (v.
5.2) in cui risulta evidenziato lelemento selezionato nella tabella della
stratigrafia.
La stratigrafia delloggetto pu anche essere modificata eliminando degli
elementi (materiali) ed inserendone altri presenti nellarchivio degli Ele-
menti Opachi (v. 5.2).
Le modalit operative per modificare la stratigrafia di un oggetto nella
Tavola Strutturale vengono illustrate nel 8.2.2.
Il 8.2.1 illustra, invece le modalit per la creazione di un nuovo muro e
la definizione ex novo della sua stratigrafia.

Le modifiche apportate alla stratigrafia vengono salvate pigiando il
bottone Salvasotto la griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1)
oppure selezionando un altro oggetto nella Griglia o attivando unaltra
Tavola della Finestra delle Tavole.

Per annullare le modifiche apportate alloggetto dopo lultimo salvatag-
gio basta, invece, pigiare il bottone Annullaa destra del bottone Salva.

Definita la stratigrafia di un oggetto ed effettuate le opportune verifiche
per la formazione di condensa, pigiando il bottone Stampadella toolbar
si ottiene anche lAnteprima di Stampa della scheda tecnica (v.
14.1.2) delloggetto progettato da allegare alla Relazione (v. 14.1.1).

Pigiando Copia Immagine della Toolbar (v. 3.3) limmagine della
stratigrafia del muro progettato viene riportata, come riferimento, nel
Campo delle Informazioni (v. 3.4.1) della Finestra degli Oggetti.
Nel Campo delle Informazioni delloggetto (struttura) anche possibile
riportare una qualsiasi immagine precedentemente prodotta in uno dei
formati previsti (BMP, TIF, ecc.).

Pigiando il bottone Carica Immaginedella Toolbar (v. 3.3) si apre,
infatti, il dialog per la scelta dellimmagine da associare alloggetto
progettato.
8. La Struttura degli Oggetti
178
Facciata ventilata
Se nel list box in alto nella tavola si sceglie lopzione Facciata ventilata,
la Tavola strutturale si predispone per la definizione dei parametri termo-
fisici di una parete ventilata (opaca o trasparente).
In questo caso, nella Tavola Strutturale vengono proposte le pagine Pa-
rametri (attiva per default) e Facciata ventilata, attivabili alternativamente
cliccando le omonime linguette.
Nella pagina Parametri occorre specificare gli stessi dati previsti per una
Struttura parametrizzata (precedentemente descritti).
Nella pagina Facciata ventilata vanno invece specificati, per la parete
ventilata, i valori mensili (sia estivi che invernali) delle aliquote di ener-
gia scambiate per trasmissione, di energia persa per irraggiamento verso
la volta celeste e di energia solare entrante. Se la parete ventilata stata
calcolata con il programma TerMus-FV, specifico per il calcolo delle
facciate ventilate, questi dati possono essere acquisiti automaticamente,
nella pagina Facciata ventilata, con le modalit operative illustrate nel
manuale duso di TerMus-FV.
Serra solare
Se nel list box in alto nella tavola si sceglie lopzione Serra solare, la Ta-
vola strutturale si predispone per la definizione dei parametri termo-fisici
di una muratura confinante con una serra solare.
In questo caso, nella Tavola Strutturale vengono proposte le pagine Pa-
rametri (attiva per default) e Serra solare, attivabili alternativamente clic-
cando le omonime linguette.
Nella pagina Parametri occorre specificare gli stessi dati previsti per una
Struttura parametrizzata (precedentemente descritti).
Nella pagina Serra solarevanno invece specificati, per la parete con la
serra solare, i valori mensili (sia estivi che invernali) delle aliquote di
energia scambiate per trasmissione, di energia persa per irraggiamento
verso la volta celeste e di energia solare entrante. Se la serra solare stata
calcolata con il programma TerMus-SR, specifico per il calcolo delle ser-
re solari, questi dati possono essere acquisiti automaticamente, nella pa-
gina Serra solare, con le modalit operative illustrate nel manuale duso
di TerMus-SR.
8. La Struttura degli Oggetti
179
8.2.1
Come Progettare un Nuovo Muro
Le modalit operative per la creazione e la progettazione di un muro
vengono illustrate mediante un esempio.
Si supponga di voler creare nellArchivio di un documento (Esempio) un
nuovo muro costituito da due strati esterni di intonaco contenenti uno
strato di laterizi ed uno di materiale isolante.
Creazione del Muro
Per creare un nuovo oggetto Muro nel documento (progetto) attivo di
TerMus basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Muronella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per in-
dicare la tipologia di oggetto da creare;


pigiare il bottone Aggiunge della Finestra degli Oggetti; questa opera-
zione aggiunge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella gri-
glia superiore ed attiva, nella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2), la Ta-
vola Strutturale del nuovo muro.

8. La Struttura degli Oggetti
180
Per loggetto muro appena creato, nella parte superiore della Tavola
Strutturale, vanno specificati:
il Codice: una stringa alfanumerica di max 20 caratteri identificativa
delloggetto; il codice deve essere inserito necessariamente e non pu
essere uguale a quello di un altro oggetto presente nel documento;
la Descrizione Ridotta: una descrizione (di max 80 caratteri) che sar
riportata sar proposta nel rigo creato nella griglia in modo da poter
individuare e selezionare il muro;
la Descrizione Estesa: una descrizione dettagliata del muro che potr
anche essere visualizzata nel Campo delle Informazioni della Finestra
degli Oggetti (v. 3.4.1).
Definizione delle Condizioni Termo-Igrometriche Interne ed Esterne
Prima di procedere alla progettazione del muro necessario specificare,
nella zona superiore ed inferiore della Tabella degli Elementi (v. 8.2),
rispettivamente, le condizioni di temperatura ed umidit dellInterno e
dellEsterno e le adduttanze Interna ed Esterna.
Il programma, per default, propone i seguenti dati:
temperatura interna (T) pari a 20C, dal momento che il programma
ancora non conosce le condizioni della zona interna;
umidit relativa interna (UR) pari a 52;
temperatura (T) e umidit relativa (UR) esterni pari ai valori di proget-
to definiti mediante la semplice scelta del Comune (v. 6.3);
le adduttanze (esterna ed interna) sono quelle previste per legge.
Ovviamente i dati proposti possono essere liberamente modificati per
creare le pi svariate condizioni in cui pu venirsi a trovare il muro.
Progettazione del Muro
A questo punto si pu procedere alla definizione della struttura del muro
componendone la stratigrafia con i materiali (elementi opachi - v. 5.2)
opportuni per ottenere le caratteristiche desiderate di isolamento termico
(trasmittanza) e di comportamento rispetto alla formazione di condensa.
Per indicare lintenzione di procedere alla progettazione del muro occor-
re selezionare nel list box lopzione Superficie opaca composta(v. 8.2).
Inizialmente, nella zona centrale della Tavola Strutturale viene proposta
una linea verticale alle cui estremit vengono riportati i valori dello spes-
sore Sp. [mm](in alto) e della trasmittanza U(in basso) del muro creato.
8. La Struttura degli Oggetti
181
In questa fase, anche se lo spessore Sp del muro risulta nullo (non aven-
dovi ancora inserito alcuno strato), la trasmittanza U ha gi un valore de-
finito in quanto, nella Tabella degli Elementi sono gi presenti i righi de-
gli strati liminari delle superfici interna ed esterna della muratura.
Tali strati, infatti, concorrono, con il rispettivo valore di adduttanza, alla
definizione del valore della trasmittanza complessiva.
Per procedere alla definizione della stratigrafia del muro basta effettuare
le operazioni illustrate di seguito.
Apertura dellArchivio degli Elementi Opachi
Per aprire lArchivio degli Elementi Opachi (v. 5.2) da cui attingere per
comporre la stratigrafia del muro basta effettuare le seguenti operazioni:
Fare doppio click in un punto dello spazio del grafico o della Tabella
degli Elementi della Tavola Strutturale. Questa operazione apre il dia-
log ELEMENTI OPACHI in cui sono proposti gli elementi gi inseriti
nellArchivio degli Elementi Opachi del documento.

Pigiare il bottone Seleziona Archivio Basese, tra gli elementi nel do-
cumento, non sono presenti quelli necessari alla definizione del muro.
Questa operazione propone, nel dialog ELEMENTI OPACHI, tutti gli
elementi riportati nelle norme UNI 10351 ed UNI 10355.

8. La Struttura degli Oggetti
182
Composizione della Stratigrafia
La composizione della stratigrafia del muro si effettua riportando gli ele-
menti (materiali) opportuni, dellarchivio degli Elementi Opachi (v. 5.2),
nella Tavola Strutturale mediante semplici operazioni di Drag & Drop.
Il punto di inserimento di ogni elemento (strato) pu essere individuato
graficamente.
Si pu, quindi posizionare uno strato a destra o a sinistra di uno strato
esistente o tra due strati, semplicemente rilasciando il pulsante del mouse
nel punto esatto di inserimento.
Dallarchivio possibile prelevare:
Un Elemento Composto(verticale) (v. 5.2) dotato di uno specifico
spessore. Inserendo nella stratigrafia un Elemento Composto, questo
viene rappresentato graficamente con il proprio spessore che NON
pu essere modificato nella Tavola Strutturale (il campo Spessore del
relativo rigo nella Tabella degli Elementi NON risulta abilitato.
oppure
Un Elemento Semplicedi cui non risulta definito lo spessore. Inseren-
do nella stratigrafia un Elemento Semplice (v. 5.2), questo NON
viene immediatamente rappresentato graficamente in quanto viene
proposto con spessore nullo.
Lo spessore di tale elemento va, infatti, definito nel campo Spessore
del relativo rigo della Tabella dopo il suo inserimento nella Tavola
Strutturale. Un elemento semplice verr visualizzato graficamente nel-
la stratigrafia solo dopo la definizione del suo spessore.

Nella Tavola Strutturale la presenza di un Elemento Semplice con spessore nullo
pu essere rilevato unicamente dalla presenza del relativo rigo nella Tabella degli
Elementi.
Lo Spessore di un Elemento Semplice pu essere definito:
selezionando il relativo rigo della tabella e digitandolo nel campo Spessore;
oppure
utilizzando le apposite freccette che appaiono nel campo Spessore quando il
rigo della tabella risulta selezionato.

Per proseguire nella progettazione del muro dellesempio basta effettuare
le seguenti operazioni:
Cliccare la linguetta Elementi Composti Verticali in basso nel dialog
per visualizzare i soli elementi appartenenti allomonima tipologia.
8. La Struttura degli Oggetti
183
Nel list box Categoriadella pagina Browser (v. 5.2.1) del dialog se-
lezionare la categoria 3 - Blocco forato di laterizioper visualizzare tutti
i blocchi forati di laterizio dellArchivio Base.
Cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul rigo del
dialog relativo al blocco di laterizio opportuno e trascinarlo in prossi-
mit della linea verticale nella Tavola Strutturale del muro.

Rilasciare il pulsante del mouse. Il blocco forato trascinato, essendo
un Elemento Composto, viene riportato con il suo spessore nella stra-
tigrafia e nella Tabella degli Elementi.
Il blocco forato, inoltre, viene rappresentato con il retino (v. 5.2.6)
che gli compete. Ovviamente, avendo il blocco una determinata resi-
stenza termica (v. 5.2.2), oltre allo spessore Sp del muro, risulta mo-
dificato anche il valore della Trasmittanza U.
Cliccare la linguetta Elementi Semplici del dialog e selezionare 7 Into-
naci e maltenel list box Categoriadel dialog per visualizzare gli into-
naci dellArchivio.
Cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul rigo del
dialog relativo al materiale da utilizzare per lintonaco esterno e tra-
scinarlo in prossimit del lato destro (ESTERNO) del blocco forato
nella stratigrafia della Tavola Strutturale (v. figura seguente).
Nel campo Spessoredel rigo della malta nella Tabella specificarne lo
spessore in millimetri (ad es. 20). Anche la malta viene rappresentata
con uno specifico retino. Variando lo spessore della malta vengono mo-
dificati dinamicamente anche lo spessore e la trasmittanza del muro.
8. La Struttura degli Oggetti
184

Con le modalit illustrate inserire, nella stratigrafia, un intonaco inter-
no ed assegnargli lo spessore opportuno.

Selezionare 13 - Materie plastiche cellulari nel list box Categoria per vi-
sualizzare, nel dialog, i materiali isolanti plastici dellArchivio.
Cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul rigo del
materiale isolante da utilizzare e trascinarlo sulla linea di confine tra lo
strato di blocchi forati e quello dellintonaco esterno.
8. La Struttura degli Oggetti
185

Rilasciare il pulsante del mouse. Essendo lisolante un elemento sem-
plice (v. 5.2), viene riportato senza spessore nella stratigrafia e nella
Tabella degli Elementi.
Specificare lo spessore in millimetri (ad es. 20) dellisolante nel cam-
po Spessoredel relativo rigo della Tabella. Anche lisolante utilizzato
viene rappresentato nella stratigrafia con uno specifico retino. Varian-
do lo spessore dellisolante, vengono modificati dinamicamente anche
lo spessore e la trasmittanza dellintero muro.

Per inserire un elemento nella stratigrafia del muro anche possibile trascinarlo
su rigo della Tabella degli Elementi in cui si intende inserirlo. Lelemento su cui
viene trascinato il nuovo elemento (e tutti quelli che lo seguono in tabella) scorre
verso il basso (lesterno) di una posizione.
Ovviamente, il trascinamento di un elemento sul primo rigo della Tabella (Addut-
tanza Interna) non sortisce alcun effetto.

Ultimata la definizione della Stratigrafia del muro risulta individuato sot-
to il grafico della Tavola Strutturale il valore della Trasmittanza U.

Per salvare il muro creato basta pigiare il bottone Salva della Finestra de-
gli Oggetti o effettuare una qualsiasi altra operazione con il programma.

Lo spessore della stratigrafia complessiva del muro viene anche riportato nel cam-
po Spes. della Finestra degli Oggetti. Lo spessore della muratura definito nella Ta-
vola Strutturale, infatti, quello con cui essa sar disegnata (v. 9.2) nel progetto.

8. La Struttura degli Oggetti
186
Se il valore della trasmit-
tanza del muro ritenuto
soddisfacente, possibile,
procedere alle verifiche
igrometriche necessarie per
cautelarsi dalla formazione
di muffe sulle superfici in-
terne e di condensazione
interstiziale tra i vari ele-
menti (strati) del muro.


Verifiche Igrometriche
Per cautelarsi dalla formazione di muffe sulle superfici interne e di con-
densazione interstiziale tra i vari elementi (strati) del muro il programma
effettua le verifiche previste dalla normativa (v. 8.2.3).
Le modalit operative per effettuare dette verifiche su un muro o un so-
laio sono dettagliatamente illustrate nel 8.2.3.1 del presente manuale.
Nel presente paragrafo viene illustrata una semplice funzionalit che for-
nisce, gi durante la definizione della stratigrafia del muro, indicazioni
qualitative sul comportamento del muro che si sta progettando rispetto ai
fenomeni di condensa.
Sul grafico della Tavola Strutturale, durante la definizione della stratigra-
fia, il programma propone dinamicamente, landamento delle temperatu-
re allinterno del muro.

Pigiando il bottone T-P della toolbar, in luogo del diagramma delle
Temperature, sul grafico della stratigrafia del muro vengono proposti i
diagrammi delle pressioni (assolute e relative).
Tali diagrammi sono molto utili per la costruzione della stratigrafia e per la
definizione degli spessori dei materiali, in quanto danno unidea immediata
sulla formazione o meno di condensa nel muro, in relazione al fatto che i
grafici delle pressioni assolute e relative si intersechino o meno.

Pigiando il bottone Toglie i Retini della Toolbar, vengono nascosti tutti i
retini degli elementi (v. 5.2.6) per visualizzare pi chiaramente i dia-
grammi sulla stratigrafia.
8. La Struttura degli Oggetti
187

Ovviamente, inserendo nella stratigrafia del muro un elemento con resistenza infinita
al vapore (barriera al vapore) (v. 5.2.2), il diagramma assume landamento caratteri-
stico che conserva la pressione relativa interna ed esterna costanti fino alla barriera.

Conclusioni
, quindi, chiaro che, inserendo gli elementi nella stratigrafia e definendo
i relativi spessori possibile tenere costantemente sotto controllo tutti i
parametri fisici delloggetto progettato: spessore della muratura, trasmit-
tanza, andamenti di temperatura e pressioni lungo la stratigrafia.

possibile anche tenere sempre sotto controllo i dati dettagliati relativi ai
confini di ciascuno strato.
Cliccando sullapposita barra di scorrimento orizzontale, per ogni strato
nella Tabella degli Elementi vengono visualizzati, oltre allo Spessore, la
resistenza R, la temperatura della faccia interna e di quella esterna (Ti e
Te, la pressione assoluta interna ed esterna (Psi e Pse), la pressione rela-
tiva interna ed esterna (Pri e Pre) e la resistenza a vapore (Rv).
8.2.2
Come Modificare la Struttura di un Muro
Per modificare la struttura di un muro esistente in un documento, basta:

selezionare il muro; per effettuare questa operazione basta pigiare il
bottone Murodella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) e, nella griglia
sottostante, cliccare su rigo con la descrizione del muro;
8. La Struttura degli Oggetti
188

Un muro pu anche essere selezionato direttamente nel disegno (v. 9.1.1) o
nella Vista Aerea (v. 10.12) di questultimo. Selezionando, infatti, un oggetto nel
disegno o nella relativa Vista Aerea, questo viene automaticamente selezionato an-
che nella griglia della Finestra degli Oggetti.

cliccare sulla linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale del muro (v. 8.2);
nella Tavola Strutturale apportare le modifiche al muro.

Modificando la struttura di un muro, viene modificata anche la struttura di tutti i
tratti dello stesso muro disegnati.

In particolare la composizione stratigrafica (v. 8.2.1) della muratura se-
lezionata pu essere modificata eliminando o modificando uno o pi
elementi (strati) e/o inserendone altri.
Ovviamente per eliminare o modificare un elemento della stratigrafia
necessario preventivamente selezionarlo. Per selezionare un elemento ba-
sta cliccare su esso nel grafico della stratigrafia o cliccare sul rigo corrispon-
dente della Tabella degli Elementi (v. 8.2).

La selezione di un elemento nel grafico della stratigrafia comporta la contestuale
selezione dello stesso nella Tabella degli Elementi.

Come Eliminare un Elemento della Stratigrafia
Per eliminare un elemento dalla stratigrafia di un muro basta effettuare le
seguenti operazioni:
selezionare lelemento;
premere CANC della tastiera.
Come Modificare un Elemento della Stratigrafia
Per modificare le caratteristiche fisiche di un elemento della stratigrafia
di un muro basta effettuare le seguenti operazioni:
selezionare lelemento;

pigiare il bottone Cerca Elemento della Toolbar; questa operazione
apre lArchivio degli Elementi Opachi (v. 5.2) del documento in cui
risulta selezionato proprio lelemento selezionato nella stratigrafia;
8. La Struttura degli Oggetti
189
cliccare la linguetta Edit del dialog (ELEMENTI OPACHI)
dellArchivio per accedere allomonima pagina in cui vengono propo-
sti i dati termo - fisici dellelemento selezionato;
nella pagina Edit apportare le modifiche opportune ai dati
dellelemento (v. 5.2.2);
chiudere il dialog ELEMENTI OPACHI.
In questo caso, per salvare le modifiche apportate e visualizzare, nella
Tavola Strutturale, il risultato (ad es. il nuovo valore della Trasmittanza)
delle modifiche effettuate, basta selezionare un altro muro e selezionare
nuovamente il muro modificato nella Finestra degli Oggetti.
Come Inserire un Nuovo Elemento della Stratigrafia
Per inserire un nuovo elemento (strato) nella stratigrafia di un muro basta
effettuare le seguenti operazioni:
fare doppio click sul grafico o sulla Tabella degli Elementi della Ta-
vola Strutturale; questoperazione apre lArchivio degli Elementi
Opachi (dialog ELEMENTI OPACHI) (v. 5.2) del documento.

pigiare il bottone Seleziona Archivio Basese, tra gli elementi nel docu-
mento, non sono presenti quelli da inserire nella stratigrafia del muro;
questa operazione propone, nel dialog, tutti gli elementi dellArchivio
Base (quelli riportati nelle norme UNI 10351 ed UNI 10355);
trascinare lelemento dellarchivio da inserire nella stratigrafia sul
punto di inserimento del grafico della Tavola Strutturale;
rilasciare il pulsante del mouse; questa operazione inserisce lelemento
trascinato nel punto indicato della stratigrafia e nella Tabella degli Ele-
menti; se lelemento trascinato prelevato dallArchivio Base, viene
anche copiato nellArchivio degli Elementi Opachi del documento.
se lo strato inserito un Elemento Semplice (v. 5.2) specificarne lo
spessore (inizialmente nullo) nel campo Spessoredel relativo rigo del-
la Tabella degli Elementi;

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare le modifiche apportare al muro; il salvataggio delle modifiche
viene anche effettuato selezionando un altro oggetto nella griglia op-
pure attivando unaltra Tavola della Finestra delle Tavole.
8. La Struttura degli Oggetti
190
8.2.3
Le Verifiche alla Formazione di Condensa

Le verifiche descritte di seguito NON sono previste per il programma TerMus-CE
e, naturalmente, per il solo TerMus-i.

Per cautelarsi dalla formazione di muffe sulle superfici interne e di conden-
sazione interstiziale tra i vari elementi delle strutture opache (muri e solai),
il programma consente di effettuare le verifiche previste dalla norma UNI
EN ISO 13788 del giugno 2003, cos come corretta il 21 giugno 2004.
Tale procedura prevede, per le verifiche, il calcolo mensile delle quantit
di condensa superficiale ed interstiziale di una struttura opaca.
Verifica interstiziale
Tale verifica si effettua su dodici mesi, a partire dal mese di ottobre, me-
diante le seguenti operazioni:
viene verificato che leventuale quantit di condensa risulti inferiore
alla quantit limite ammissibile per il materiale interessato;
se la precedente verifica risulta soddisfatta, il programma provvede a veri-
ficare che leventuale quantit di condensato evapori nel corso dellanno.
La struttura risulta verificata se, al termine dei dodici mesi, non presen-
ta condensato.

I valori di condensa ammissibili vanno specificati per ogni materiale esistente
nellarchivio degli Elementi Opachi.
Tali valori vanno inseriti nella sezione Quantit limite di condensa ammissibile
alla fine del periodo di condensazione della pagina Edit della Finestra
dellArchivio degli Elementi Opachi (v. 5.2.2).
In tale sezione sono presenti (v. Appendice NA della UNI 13788):
un campo in cui va inserito, a seconda della tipologia di materiale:
- il valore della quantit limite di condensa ammissibile:
- una costante moltiplicativa della Formula (v. punto successivo) utilizzata per il
calcolo della quantit limite di condensa ammissibile; la Formula da utilizzare
nel calcolo va scelta nel list box a destra del campo;
il list box Formula in cui va scelta leventuale Formula per il calcolo della quantit
limite di condensa ammissibile; la formula scelta (1 o 2) viene riportata a destra
del campo per linserimento della relativa costante (v. punto precedente).
Se per il materiale si specifica direttamente il valore della quantit limite di con-
densa ammissibile, nel list box Formula va scelta lopzione <Nessuna>.

8. La Struttura degli Oggetti
191
Verifica Superficiale
Tale verifica viene eseguita nel periodo convenzionale di un anno.
Fissato dallUtente il valore massimo accettabile di umidit relativa in
corrispondenza della superficie interna (v. 8.6.2), il programma calcola
il valore della Trasmittanza (U) della struttura strettamente necessario af-
finch non si abbia formazione di condensa superficiale.

Per la massima umidit relativa ammessa in corrispondenza della superficie in-
terna si consiglia di non superare il valore dell80%.

La struttura risulta Verificata (NON Verificata) se la sua Trasmittanza
(effettiva) inferiore (superiore) a quella strettamente necessaria affinch
non si abbia formazione di condensa superficiale.
Per poter effettuare le verifiche suddette necessario aver preventiva-
mente specificati i seguenti dati:
Temperature Medie Mensili Esterne
Le Temperature Medie Mensili Esternevengono caricate automaticamente
dal programma quando si sceglie il Comune di progetto (v. 6.3). Tali
temperature sono, quindi, disponibili nella pagina Comunedel dialog Dati
Generali (v. 6.3). I valori proposti possono essere liberamente modifica-
ti dallUtente.
Umidit Relative Medie Mensili Esterne
I valori delle Umidit Relative Medie Mensili Esternevengono caricati au-
tomaticamente dal programma scegliendo il Comune di progetto (v. 6.3).
Anche questi valori sono disponibili nella pagina Comunedel dialog Dati
Generali (v. 6.3). I valori proposti possono essere liberamente modificati.
Temperature Medie Mensili Interne
I valori delle Temperature Medie Mensili Interne vanno specificati nei
campi della tabella Temperature Interne (C) - GLASER della pagina Dati
Termici della Tavola Strutturale delle Zone create (v. 8.6.2).
Umidit Relative Medie Mensili Interne
I valori delle Umidit Relative Mensili Interne vanno specificati nei
campi della tabella Umidit Relative Interne (%) - GLASER della pagina Da-
ti Termici della Tavola Strutturale delle Zone create (v. 8.6.2).
8. La Struttura degli Oggetti
192
Massima Umidit Relativa sulla Superficie Interna
Il valore della Massima Umidit Relativa sulla Superficie Internava specifi-
cato dallUtente nel campo Massima U.R. sulla superficie Interna(%) della
pagina Dati Termici della Tavola Strutturale di ogni Zona creata (v. 8.6.2).

Si consiglia di non superare l80 % come valore della Massima Umidit Relativa
sulla Superficie Interna.

Quantit Limite di Condensa Ammissibile
Per ogni elemento (materiale dello strato) di cui si compone la Struttura
Opaca (Muro o Solaio) oggetto di verifica Interstiziale occorre specifica-
re il valore di condensa ammissibile, da confrontare con la quantit di
condensato riscontrata nel materiale stesso.
Per ogni materiale, il valore della condensa ammissibile va specificato
nella sezione Quantit limite di condensa ammissibile alla fine del periodo
di condensazionedella pagina Editdella Finestra dellArchivio degli Ele-
menti Opachi (v. 5.2.2).
LAppendice NA della UNI 13788 riporta, per varie tipologie di materia-
li, le modalit per la determinazione della quantit limite di condensa.
Per alcune tipologie di materiali viene direttamente proposto il valore
della quantit limite di condensa. Per altri materiali, invece, viene propo-
sta una formula per il calcolo del valore della quantit limite di condensa
in funzione di altri parametri fisici del materiale. Il valore ricavato dalla
formula va moltiplicato per una costante indicata nella stessa Appendice.
Per gran parte degli elementi (materiali) presenti nellArchivio Base degli
Elementi Opachi (v. 5.2) del programma, i valori o le modalit di calcolo
previste dallAppendice NA della UNI 13788 risultano gi specificate.
Ovviamente la quantit limite di condensa ammissibile risulta specificata
(ove possibile) anche per gli Elementi Opachi costituenti i muri, i solai
ed i pilastri presenti in TerMusArchivio (v. 5.1).
8. La Struttura degli Oggetti
193

Alcuni elementi dellArchivio Base degli Elementi Opachi (v. 5.2) NON rientrano nelle
tipologie previste dallAppendice NA della UNI 13788. Per tali elementi, pertanto, non
risulta specificato il valore della quantit limite di condensa.
Il valore della quantit limite di condensa non risulta specificato neanche per gli elementi
presenti in documenti importati (v. 3.2.1.6.1) da progetti redatti con versioni del programma
antecedenti la v. 7.00. Se, per un materiale non specificato il valore della quantit limite di
condensa ammissibile, il programma procede comunque alle altre verifiche (interstiziale e
superficiale) senza effettuare la verifica sul materiale.
Per la verifica alla condensa sul materiale NECESSARIO controllare che, per ogni ele-
mento della struttura, risulti specificato il valore della quantit limite di condensa.
Sar cura dellUtente indicare, per gli elementi della struttura, la quantit limite di conden-
sa o, in alternativa, la Formula e la costante per il suo calcolo, cercando di assimilare tale
elemento ad una delle tipologie contemplate dallAppendice NA della UNI 13788.

8.2.3.1
Come Effettuare le Verifiche alla Formazione di
Condensa

Prima di procedere alle verifiche previste dalla UNI 13788 per una struttura Opa-
ca, necessario controllare che, per ogni elemento della sua stratigrafia (v.
8.2), risulti specificato il valore della quantit limite di condensa ammissibile.
Per effettuare tale operazione per ogni elemento della struttura basta:
fare doppio click sullelemento della stratigrafia per aprire larchivio degli Ele-
menti Opachi in cui risulta selezionato lelemento stesso;
accedere alla pagina Edit dellArchivio degli Elementi Opachi cliccando
sullomonima linguetta;
verificare che nella sezione Quantit limite di condensa ammissibile alla fine
del periodo di condensazione risultino inseriti i valori necessari (v. 5.2.2).

Per cautelarsi dalla formazione di muffe sulle superfici interne e di condensa
interstiziale tra gli elementi di una struttura opaca (muri, solai e pilastri) oc-
corre effettuare le verifiche previste dalla UNI 13788 (v. 8.2.3 e 8.2.3.1).
Per procedere a tali verifiche occorre:
accedere alla Tavola Strutturale
delloggetto (muro, solaio, ecc.);

pigiare il bottone Verifica Condensa
della toolbar; questa operazione apre il
dialog Verifica UNI EN ISO 13788;
8. La Struttura degli Oggetti
194
nel dialog Verifica UNI EN ISO 13788effettuare le seguenti operazioni:
selezionare, negli appositi list box, la Zona di confine Interna ed
Esternadella struttura;

Le zone di confine Interna ed Esterna vanno specificate con riferimento alle zone
Interno ed Esterno indicate nella Tavola Strutturale. Naturalmente, se in uno dei
list box si seleziona una zona Calcolata, (v. 8.6.2) nellaltro list box occorre
necessariamente selezionare lEsterno o una zona NON Calcolata.

specificare, selezionando lapposito check box, se la faccia esterna
della struttura Contro Terra;
premere il bottone Calcola; questa operazione attiva un nuovo dialog
in cui vengono proposti i risultati delle verifiche (Interstiziale e Su-
perficiale) effettuate.
Pigiando il bottone Stampa, il dialog viene
chiuso e si attiva lAnteprima di Stampa del-
la scheda dellelemento opaco per cui stata
effettuata la verifica.
La stampa delle schede di tutte le strutture
opache pu essere richiesta con ununica ope-
razione con le modalit descritte nel 14.1.2.
Pigiando il bottone Cancel, il dialog viene
chiuso senza stampare la scheda.

8. La Struttura degli Oggetti
195
8.3
La Struttura dellOggetto Finestra
Un oggetto Finestrava considerato come linsieme dellInfisso, del Para-
petto, del Cassonetto e del Sopraluce.

Quanto illustrato nel presente capitolo a proposito delloggetto Finestra non vale
se si dispone del solo TerMus-i.
Se, invece, si dispone del solo TerMus-i (per il progetto dellimpianto termico),
loggetto Finestra ha solo una valenza grafica (v. 9.3).

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_1presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e gestire la struttura di una finestra presente nel docu-
mento necessario accedere alla Tavola Strutturale delloggetto Finestra
effettuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Finestra nella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
questa operazione propone, nella griglia sottostante, la lista delle fine-
stre presenti nel documento;
nella griglia della Finestra degli Oggetti selezionare la finestra;
cliccare sulla linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole; questa ope-
razione apre la Tavola Strutturale (v. 3.4.2.2) della finestra selezionata.
La parte superiore della Tavola Strutturale contiene i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con Codice uguale o
senza Codice. Se, per un Oggetto, NON specificato alcun Codice o questo
uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consente di
salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare un Codice cor-
retto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).

Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
8. La Struttura degli Oggetti
196

Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
A sinistra del campo Des. Estesa presente il list box in cui va scelta
lopzione che descrive la posizione dellinfisso rispetto alla muratura e al
suo isolamento. Per ogni combinazione (isolamento a cappotto-infisso
in mezzeria, ecc.) viene proposto un valore del K lineare del ponte ter-
mico tra infisso e muratura.
Effettuata una scelta nel list box, il valore del K del ponte termico viene
riproposto anche nel campo superiore Ponte Termico Vetrata kl. Tale valo-
re viene proposto in blu ad indicare che esso modificabile dallUtente.
Sotto i campi descritti presente il riquadro per la descrizione strutturale
delloggetto.
Il primo elemento in alto nel riquadro il check box Infisso parametrizza-
to. Tale check risulta selezionato per default per consentire di progettare
una struttura di infisso parametrizzato.
Un infisso parametrizzato quando, per esso, risulta definita la sola tipo-
logia (numero di ante, tipo e spessore dei telai, tipo di vetri, ecc.) ma non
risultano definite le dimensioni che assumer nel progetto (v. 9.3).
8. La Struttura degli Oggetti
197
La possibilit di definire un infisso parametrizzato comporta il notevole
vantaggio di progettare e mantenere in archivio un solo oggetto per ogni
tipologia di finestra utilizzata nel progetto e non un certo numero di fine-
stre per ogni tipologia che differiscono solo per la dimensione.
Definite, in fase di disegno (v. 9.3), le dimensioni di ogni infisso (pa-
rametrizzato), il programma provvede a calcolarne automaticamente le
effettive superfici disperdenti (telai, vetri, ecc.).
La Tavola Strutturale delloggetto Finestra illustrata con riferimento
allinfisso parametrizzato in quanto, per quello NON parametrizzato (v.
avanti), occorre specificare informazioni ridotte rispetto al primo.
Lo spazio per la definizione strutturale dellinfisso presenta, a sinistra,
limmagine della finestra che viene definita assegnando gli opportuni pa-
rametri fisici e geometrici nelle sei schede presenti alla sua destra.
Ogni scheda per la definizione dei parametri fisici e geometrici della fi-
nestra si attiva cliccando lomonima linguetta in alto.
Esiste una corrispondenza tra il grafico della finestra e le schede. Cliccan-
do, infatti, su un elemento della finestra nel grafico, si attiva la scheda con i
relativi dati. Ad esempio, cliccando sul cassonetto nel grafico, si attiva la
scheda in cui possibile visualizzare e gestire i dati del cassonetto.
Allassegnazione delle caratteristiche geometriche nelle schede dei dati
corrisponde la definizione del grafico delloggetto finestra.
Di seguito sono descritte le schede della Tavola Strutturale della Finestra.
Telaio
Nella scheda Telaiodella finestra selezionata occorre definire la trasmit-
tanza del telaio dellinfisso. In alto nella scheda sempre presente il list
box Tipo trasmittanza (Uf) in cui va scelta la modalit per definire la tra-
smittanza Uf del telaio.
Inserimento della trasmittanza Uf Fornita dal Produttore
Quando la trasmittanza del telaio dellinfisso nota (ad esempio, stata
fornita dal produttore), possibile indicarla direttamente nella scheda Te-
laio, selezionando lopzione Fornita dal Produttorenel list box Tipo tra-
smittanza (Uf). Questa operazione propone, nella scheda:
il list box Scelta materiale telaio, in cui indicare il materiale del telaio;
lapposito campo in cui riportare il valore della trasmittanza, del telaio
dellinfisso (Uf) oppure dellintero infisso (Uw), di cui si dispone.
8. La Struttura degli Oggetti
198
Calcolo della trasmittanza Uf Da Normativa
Selezionando Da Normativanel list box Ti-
po trasmittanza (Uf) si sceglie di desumere
il valore della trasmittanza Uf [W/m
2
K] del
telaio dellinfisso dalle apposite tabelle
previste dalla normativa.
Nel list box Scelta materiale telaiova indi-
cato il materiale del telaio. La scelta di un
materiale propone, nella restante parte del-
la scheda, gli strumenti opportuni per la de-
finizione degli altri dati necessari alla de-
terminazione del valore di Uf.
Se si sceglie un telaio in Plastica, per otte-
nere lUf occorre specificare solo il Tipo di
Telaionellunico list box proposto.
Scegliendo un telaio in Legno o in Metallo-
Legno per ottenere lUf, occorre:
visualizzare, nel riquadro Tipo Telaio, il
tipo di telaio dellinfisso utilizzando
lapposita barra di scorrimento verticale;
assegnare le dimensioni (in mm) richie-
ste (d
1
, d
2
, ecc.) nei campi sottostanti;
nel list box Tipo di Legnoindicare se il
legno del telaio Duroo Tenero.
Scegliendo un telaio in Metallo senza taglio
Termico, il valore di Uf viene proposto di-
rettamente.
Se, invece, si sceglie un telaio in Metallo con
taglio Termico, per ottenere lUf, occorre:
visualizzare, nel riquadro Tipo Telaio,
il tipo di telaio dellinfisso utilizzando
lapposita barra di scorrimento verticale;
indicare la dimensione d(in mm) del taglio termico del telaio.
Il funzione delle scelte effettuate, il valore di Uf da adottare nel calcolo
viene riportato automaticamente nel campo in basso a destra nella scheda.
Selezionando il check box Uf personalizzato, il campo dellUf viene abili-
tato per consentire al Tecnico di modificare liberamente il valore proposto.
8. La Struttura degli Oggetti
199
Calcolo della trasmittanza Uf daProspetto C.2 UNI/TS 11300-1:2008
Selezionando Prospetto C.2 UNI/TS 11300-1:2008nel list box Tipo trasmit-
tanza (Uf) si richiede di desumere il valore della trasmittanza Uf [W/m
2
K]
del telaio dellinfisso dallapposito prospetto previsto dalla Norma.

I dati riportati nel prospetto C.2 possono essere utilizzati in assenza di dati di
progetto attendibili o, comunque, di informazioni pi precise.

In questo caso, nella scheda Telaio, viene
proposto il solo campo Uf [W/m
2
K]. Alla cui
destra presente un bottone.
Per richiedere il valore della Trasmittanza
del telaio dellinfisso basta:


pigiare il bottone a destra del campo; questa operazione apre il dialog
Trasmittanza Termica Telaio;

nel list box Materialedel dialog selezionare il materiale del telaio; questa
operazione riporta nel campo Uf il valore della trasmittanza ricercato;
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare il valore della
trasmittanza del telaio nel campo Uf della scheda Telaio.
Ante
Nella scheda Antevengono proposti i campi
per la definizione del numero di ante e della
larghezza (in cm) dei telai dellinfisso.
Nella sezione Divisioni Orizzontali possibi-
le definire il numero e la larghezza (in cm)
di eventuali divisori orizzontali dellinfisso.
Modificando i dati della scheda viene modi-
ficato dinamicamente linfisso nel grafico.

8. La Struttura degli Oggetti
200
Sopraluce
Nella scheda Sopralucevanno specificati i dati per la definizione geome-
trica delleventuale sopraluce dellinfisso.
Nel campo Altezzava specificata laltezza (in
cm) del sopraluce (comprensiva del telaio).
Nei campi sottostanti va, invece, indicata la
larghezza (in cm) dei telai del sopraluce.
Cambiando i dati nella scheda si modifica
dinamicamente anche il sopraluce nel grafico dellinfisso.
Vetri
Nella scheda Vetri va definita la trasmittanza Ug dei vetri della Finestra.
Analogamente a quanto previsto per il telaio, il list box Tipo trasmittanza
(Ug), in alto nella scheda, consente di scegliere la modalit con cui si in-
tende determinare la trasmittanza dei vetri dellinfisso.
Inserimento della trasmittanza Ug Fornita dal Produttore
Quando la trasmittanza dei vetri dellinfisso nota (ad esempio, viene
fornita dal produttore), possibile indicarla direttamente nella scheda
Vetri, selezionando lopzione Fornita dal Produttorenel list box Tipo tra-
smittanza (Ug). Questa operazione propone, nella scheda:
il list box Tipo componente trasparente,
in cui indicare la tipologia di vetri utiliz-
zati per la finestra;
il campo Ug[W/m
2
K] in cui specificare il
valore della trasmittanza dei vetri.
Calcolo della trasmittanza Ug Da Normativa
Selezionando Da Normativanel list box Tipo trasmittanza (Ug) si sceglie
di desumere il valore della trasmittanza Ug[W/m
2
K] dei vetri della finestra
dalle apposite tabelle previste dalla normativa.
Nel list box Tipo componente trasparente
va indicata la tipologia dei vetri della fine-
stra. Questa scelta propone, nella restante
parte della scheda, gli strumenti opportuni
per la definizione dei dati necessari alla de-
terminazione del valore di Uf.
8. La Struttura degli Oggetti
201
In funzione della tipologia di vetro scelta nel list box, nella restante parte
della scheda, vengono abilitati solo gli strumenti per specificare le infor-
mazioni e i dati necessari.
Se si sceglie una tipologia di vetro Singolo, si attiva il campo Spessore 1
in cui va specificato lo spessore (in mm) del singolo vetro.
Nel campo Trasm. solare norm. viene, inoltre, proposto automaticamente il
coefficiente di Trasmittanza di energia solare totale per incidenza normale.
Se si sceglie una tipologia di vetro Doppio, o Doppio (rivestimento basso-
emissivo) nella scheda vengono abilitati i campi Spessore 1e Spessore 2
per definire gli spessori (in mm) dei due vetri, il campo Intercapedine 1
per indicare la Resistenza Termica dellintercapedine (v. avanti) ed il
campo Trasmit. distanziatori per indicare la trasmittanza termica lineare.
Scegliendo una tipologia di vetro Triplo,
nella scheda vengono abilitati i campi per
definire gli spessori dei tre vetri e delle re-
sistenze termiche delle due intercapedini.
Per ogni tipo di vetro, nel campo Lambda,
possibile specificare, sia per linfisso inter-
no che per quello esterno, il valore del
coefficiente di conduttivit [W/(m*C)]. Se
tale valore non noto, possibile adottare il
valore 1 proposto per default (come previ-
sto dalle norme vigenti).
Per definire la resistenza termica di una in-
tercapedine basta:


pigiare il bottone a destra del campo Intercapedine (1 e/o 2); questa
operazione apre il dialog Resistenza Termica Intercapedini;
nel dialog specificare il Ti-
po di gas, lEmissivit della
superficie e lo Spessore
dellintercapedine (in mm);
in funzione delle scelte ef-
fettuate, viene proposto il
valore della Resistenza
Termicadellintercapedine.

pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare il valore della
Resistenza Termica nel campo Intercapedine della scheda Vetri. Il
valore proposto pu essere liberamente modificato dal Tecnico.
8. La Struttura degli Oggetti
202
Calcolo della trasmittanza Ug daProspetto C.1 UNI/TS 11300-1:2008
Selezionando Prospetto C.1 UNI/TS 11300-1:2008nel list box Tipo trasmit-
tanza (Ug)della scheda Vetri si richiede di desumere il valore della trasmit-
tanza Ug[W/m
2
K] dei vetri dallapposito prospetto previsto dalla Norma.

I dati riportati nel prospetto C.1 possono essere utilizzati in assenza di dati di
progetto attendibili o, comunque, di informazioni pi precise.

In questo caso, nella scheda vengono proposti:
il list box Tipo componente trasparente, in
cui va scelta la tipologia di vetri utilizzata.
il campo in cui viene proposto il valore di
Ugrilevato dal prospetto.
Per richiedere il valore della Trasmittanza Ugdei vetri basta:

pigiare il bottone a destra del campo; questa operazione apre il dialog
Trasmittanza Termica Vetrate;
nel dialog specificare il Tipo di
gas, lEmissivit della superfi-
ciee lo Spessore della interca-
pedine (in mm); in funzione
delle scelte effettuate, viene
proposto il valore della resi-
stenza termica Ugdei vetri.
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare il valore della
resistenza termica individuata nel campo Ug della scheda Vetri.
Parapetto
La scheda Parapetto si attiva cliccando
lomonima linguetta in alto sul gruppo di
schede o la parte del grafico che lo raffigura.
In tale scheda va definita la struttura e le dimensioni del parapetto, se
questo ha una struttura differente da quello della muratura in cui si inse-
risce la finestra.
8. La Struttura degli Oggetti
203

Il Parapetto delloggetto Finestra va definito solo quando questo ha una struttura
muraria differente da quella in cui si inserisce la finestra stessa.
Quando si inserisce una finestra in un muro (v. 9.3), il programma sostituisce la
struttura della parte di muro occupata dalla finestra con la struttura dei vari ele-
menti che la costituiscono (cassonetto, infisso, parapetto, ecc.).
Se, per la finestra, si definisce un parapetto con la stessa struttura della restante
muratura, il programma sostituisce un pezzo di muro con uno identico (stessa
struttura e stessa superficie), con una inutile perdita di tempo.

Nel campo Altezzava specificata laltezza del parapetto digitando diret-
tamente il valore oppure usando le freccette a destra del campo.
Per scegliere il tipo di muratura da utilizzare per il parapetto basta effet-
tuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone a destra del campo Tipo; questa operazione apre il
dialog Scelta Struttura; in cui vengono proposte tutte le murature di-
sponibili, cio tutte le murature inserite nel documento (v. 5.1.1);
nel dialog selezionare la
muratura da utilizzare e pi-
giare il bottone OK; questa
operazione chiude il dialog
ed assegna la struttura di
muro scelta al parapetto.
La descrizione della muratura
scelta viene riportata nel campo Tipodella scheda.
Cassonetto
La scheda Cassonettosi attiva cliccando lomonima linguetta in alto sul
gruppo di schede oppure sulla parte del grafico che raffigura il cassonetto
stesso. In tale scheda vanno definiti, con le stesse modalit illustrate in
precedenza per il parapetto, la struttura e le dimensioni del cassonetto.
Se linfisso dotato di tapparella, occorre specificare, per la definizione del
FEN, la resistenza termica della tapparella e le sue ore di uso giornaliero.
Per definire la resistenza termica dovuta alle tapparelle e le ore di uso
giornaliero di queste ultime basta effettuare le seguenti operazioni:
selezionare il check box Resistenza Tapparelle (DR) per indicare che
linfisso dotato di tapparella; questa operazione propone, nella parte
sottostante, gli strumenti per la definizione della resistenza termica
aggiuntiva DR dovuta alla presenza della tapparella;
8. La Struttura degli Oggetti
204
nel list box Permeabilit ariaindicare il
livello di permeabilit allaria della tap-
parella (chiusura a tenuta, bassa, ecc.);
nel list box Tipo tapparellaselezionare la
tipologia di tapparella utilizzata.
In relazione alle scelte effettuate nei due
list box, il programma propone un valore di
DR nellomonimo campo. Tale valore pu
essere liberamente modificato dallUtente.
Resta da specificare, nel campo f shut, la frazione dimensionale della diffe-
renza cumulata di temperatura, derivante dal profilo orario di utilizzo della
chiusura oscurante e dal profilo orario della differenza tra temperatura in-
terna ed esterna. Per valutazione di progetto o standard valore 0.6 per 12 ore.
Infisso Doppio
Nella parte inferiore della Tavola Strutturale della Finestra presente il
check box Doppio, la cui selezione indica che linfisso doppio.
Quando il check Doppio risulta selezionato sotto il grafico della finestra
appaiono le linguette Internoed Esterno.
La selezione della linguetta Interno (Esterno) comporta la visualizzazione
delle schede per la definizione della struttura dellinfisso interno (esterno).
Per linfisso Internovale quanto detto per le schede illustrate in precedenza.

Per linfisso Esterno le schede da definire sono analoghe a quelle
dellinfisso interno ma, ovviamente, non risultano presenti le schede rela-
tive al cassonetto ed al parapetto.
Per un infisso Doppio anche necessario specificare, nel campo Interca-
pedine (a destra del check Doppio), la resistenza dellintercapedine tra
8. La Struttura degli Oggetti
205
linfisso Interno e quello Esterno. Per determinare il valore della resi-
stenza dellintercapedine del doppio infisso basta:

pigiare il bottone a destra del campo Intercapedine; questa operazione
apre il dialog Resistenza Termica Intercapedini gi illustrato;
nel dialog indicare il Tipo
di gas (in questo caso
aria), lEmissivit della
superficie e lo Spessore
dellintercapedine(in mm);
in funzione delle scelte
effettuate, nel campo sot-
tostante viene riportata la

Resistenza Termicadellintercapedine.
pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare, nel campo In-
tercapedine, il valore della Resistenza Termica.
Infisso Non Parametrizzato
Quanto descritto finora relativo allinfisso parametrizzato. Se si lascia
NON selezionato il check box Infisso parametrizzatodella Tavola Struttu-
rale, si richiede di definire una finestra NON parametrizzata.

Si ricorda che una finestra NON parametrizzata ha specifiche dimensioni e para-
metri termo-fisici. Una finestra NON parametrizzata, pertanto, non pu essere
adoperata nel progetto cambiandone le dimensioni a seconda delluso.

In questo caso, nella Tavola Strutturale, in luogo del grafico delloggetto,
vengono proposti i campi in cui specificare i dati caratteristici della fine-
stra (superfici del telaio, dei vetri, ecc.).
La possibilit di definire infissi NON parametrizzati consente di creare
qualsiasi finestra (ad esempio un infisso circolare) che non possibile
definire con i parametri disponibili per gli infissi parametrizzati.
Nella sezione Superfici della tavola, vengono proposti i campi:
Telaio, in cui va specificata la superficie (in m
2
) dellinfisso comprensiva
del telaio e dei vetri;
Vetri, in cui va specificata la superficie (in m
2
) dei vetri;
Infisso, in cui viene automaticamente riportata la superficie totale
dellinfisso, somma delle superfici del telaio e dei vetri; naturalmente
questo valore NON modificabile;
8. La Struttura degli Oggetti
206

Parapetto, in cui va specificata la superficie (in m
2
) del parapetto;
Cassonetto, in cui va specificata la superficie (in m
2
) del cassonetto.
Nella sezione Perimetri vengono, invece, proposti i campi:
Vetri, in cui va specificato il perimetro (in m) dei vetri;
Infisso, in cui va specificata la lunghezza del ponte termico del telaio, cio
il perimetro esterno del telaio confinante con la muratura in cui inserito.

Quando si disegna (v. 9.3) una finestra non parametrizzata viene lasciata la possibi-
lit di definirne (come per le finestre parametrizzate) la lunghezza e laltezza.
Lassegnazione, nel disegno, delle dimensioni ad una finestra non parametrizzata
ha effetto unicamente sulla sua rappresentazione grafica ma non sul calcolo.
I parametri geometrici di una finestra non parametrizzata utilizzati nel calcolo so-
no quelli definiti nella sua Tavola Strutturale.

Oltre ai dati descritti necessario definire, con le modalit illustrate per
linfisso parametrizzato, i dati (struttura e/o trasmittanza) del Parapetto,
del Telaio, del Vetro e del Cassonetto nelle relative schede a destra nella
Tavola Strutturale.

La finestra progettata pu essere salvata pigiando il bottone Salvadella
Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) oppure selezionando un altro oggetto
nella Griglia o attivando unaltra Tavola della Finestra delle Tavole.
8. La Struttura degli Oggetti
207
8.3.1
Come Creare un Oggetto Finestra
Per creare un nuovo oggetto Finestra nel documento (progetto) attivo di
TerMus basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Finestranella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
indicare la tipologia di oggetto da creare; questa operazione propone,
nella sottostante griglia, la lista delle finestre presenti nel documento.

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia degli Oggetti; questa ope-
razione aggiunge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella gri-
glia ed attiva la Tavola Strutturale (v. 3.4.2.2) della nuova finestra.
nella parte superiore della Tavola Strutturale specificare i seguenti dati
identificativi della nuova finestra:
il Codice: una stringa alfanumerica di max 20 caratteri identificativa
delloggetto; il codice deve essere inserito necessariamente e non pu
essere uguale a quello di un altro oggetto dellArchivio del documento;
la Descrizione Ridotta: una descrizione (di max 80 caratteri) che sar
riportata nel rigo creato nella griglia in modo da poter individuare e
selezionare la finestra;
la Descrizione Estesa: una descrizione dettagliata del muro che potr
anche essere visualizzata nel Campo delle Informazioni della Finestra
degli Oggetti (v. 3.4.1);
nella Tavola Strutturale definire la struttura della nuova finestra speci-
ficando, nelle apposite schede, tutte le caratteristiche fisiche e geome-
triche degli elementi (telaio, vetri, parapetto, cassonetto, ecc.) che la
costituiscono, secondo le modalit illustrate nel 8.3;

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare la finestra con tutte le caratteristiche specificate; il salvataggio
viene effettuato anche selezionando un altro oggetto nella Griglia o
attivando unaltra Tavola della Finestra delle Tavole.

Pigiando il bottone Copia Immagine della Toolbar (v. 3.3)
limmagine della finestra viene riportata, come riferimento, nel Cam-
po delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.

Per ottenere lanteprima di stampa della Scheda Tecnica (v. 14.1.2)
della finestra progettata da allegare alla Relazione (v. 14.1.1), basta
pigiare il bottone Stampadella toolbar.
Questa operazione apre il dialog Stampa Vetratache richiede:
8. La Struttura degli Oggetti
208
la lunghezza L e laltezza H (in
centimetri) dellinfisso; ovvia-
mente tali valori vengono richiesti
solo se linfisso parametrizzato
(v. 8.3);
ladduttanza interna hi e quella esterna he; i valori proposti sono quelli
previsti dalla normativa, ma possono essere liberamente modificati.
se riportare il grafico della finestra nella Scheda mediante la selezione
del check box Stampa grafico.
Pigiando il bottone OKdel dialog, questo viene chiuso e viene proposta
lanteprima di stampa della scheda richiesta.

Le schede tecniche di tutti gli oggetti disegnati nel progetto possono essere ri-
chieste in ununica soluzione in fase di stampa della relazione (v. 14.1.2).
In questo caso, per le finestre, il programma NON richiede le dimensioni degli in-
fissi parametrizzati in quanto queste risultano gi definite nel disegno.
Non vengono neanche richiesti i valori delle adduttanze in quanto, per linterno
viene adottato il valore delladduttanza specificato nella Scheda Dati Termici della
zona (v. 8.6.2) di appartenenza e, per lesterno, viene adottato il valore di ad-
duttanza specificato nella pagina Calcolo del dialog Dati Generali (v. 6.4).

8.3.2
Come Modificare una Finestra
Per modificare la struttura di una finestra gi archiviata in un documento
basta effettuare le seguenti operazioni:

selezionare la finestra pigiando il bottone Vetratadella Finestra degli
Oggetti (v. 3.4.1) e cliccando sul rigo delloggetto nella griglia sot-
tostante; una finestra pu anche essere selezionata direttamente nel
disegno (v. 9.1.1) o nella relativa Vista Aerea (v. 10.12);

Selezionando un oggetto nel disegno o nella relativa Vista Aerea, questo viene
automaticamente selezionato anche nella griglia della Finestra degli Oggetti.

cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale della finestra selezionata (v. 8.3);
8. La Struttura degli Oggetti
209
nella Tavola Strutturale apportare le modifiche desiderate alle caratte-
ristiche geometriche e/o fisiche della finestra;

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per sal-
vare le modifiche apportate; il salvataggio viene anche effettuato sele-
zionando un altro oggetto nella Griglia o accedendo ad unaltra Tavola.
8.4
La Struttura dellOggetto Porta

Se si dispone del solo programma TerMus-i per il progetto dellimpianto termico,
loggetto Porta ha unicamente una valenza grafica (v. 9.4).

Per visualizzare e/o gestire la struttura di una porta presente nel docu-
mento necessario accedere alla Tavola Strutturale delloggetto effet-
tuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Portanella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1); questa
operazione propone, nella sottostante griglia, la lista delle porte pre-
senti nel documento.

8. La Struttura degli Oggetti
210
nella griglia selezionare la porta di cui si intende visualizzare e/o ge-
stire la struttura;
cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2);
questa operazione attiva la Tavola Strutturale della porta selezionata.
La struttura di oggetto porta analoga a quella di un oggetto muro. La
Tavola Strutturale di una porta, infatti, sostanzialmente identica a quel-
la di una muratura.
Per la descrizione della Tavola Strutturale di una porta si rimanda, per-
tanto, al 8.2. Anche per le modalit operative per la gestione (creazio-
ne, cancellazione e modifica) degli oggetti porta si rimanda a tutto quan-
to illustrato nei paragrafi precedenti a proposito delloggetto muro.
8.5
La Struttura dellOggetto Ponte Termico

Loggetto Ponte Termico NON ha alcuna utilit se si dispone del solo programma
TerMus-i. I ponti termici, infatti, sono necessari unicamente al calcolo delle di-
spersioni termiche.

Per visualizzare e/o gestire la struttura di un Ponte Termico in un docu-
mento, necessario accedere alla Tavola Strutturale delloggetto median-
te le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Ponte Termico della Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1); questa operazione propone, nella griglia sottostante la lista di
tutti gli oggetti ponte termico presenti nel documento;

Se nella griglia delle Finestra degli Oggetti del documento aperto non presente
alcun documento se ne inserisca qualcuno prelevandolo, con il Drag & Drop
dallArchivio TerMusArchivio (v. 5.1.1 e 5.1.2).

nella griglia selezionare il ponte termico di cui si intende visualizzare
la struttura;
cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole per attivare la
Tavola Strutturale del ponte termico selezionato.
8. La Struttura degli Oggetti
211
La parte superiore della Tavola Strutturale presenta i tre campi in cui
vanno specificati i seguenti dati identificativi delloggetto:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa delloggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice.
Se, per un Oggetto, NON risulta specificato alcun Codice oppure il codice specifi-
cato uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consen-
te di salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.

Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);

Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
La struttura di un Ponte Termico viene definita specificando al relativa
Trasmittanza Termica Lineare.
8. La Struttura degli Oggetti
212
Nel campo Fonteviene indicata lorigine del ponte termico.

I dati specificati nella struttura del Ponte Termico consentiranno, una volta che
questo sar stato inserito nel disegno (v. 9.7), di definire, nei suoi Dati Estesi (v.
9.7.1), il valore della relativa Trasmittanza Termica Lineica.


Pigiando il bottone Carica Grafico possibile riportare, nella parte en-
trale della Tavola Strutturale, unimmagine (in formato BMP, PCX,
TIFF o GIF) per la descrizione grafica del ponte termico.
Nellarchivio di TerMus (TerMusArchivio - v. 5.1) sono gi presenti i
Ponti Termici contemplati dal Prospetto 2 della UNI EN ISO 14683.
Lutente pu creare ulteriori Ponti Termici specificando, per essi, gli op-
portuni valori richiesti nella sua Tavola Strutturale.
8.5.1
Come Creare un Nuovo Ponte Termico
Per creare un nuovo Ponte Termico nel progetto attivo basta effettuare le
seguenti operazioni:

pigiare il bottone Ponte Termico nella Finestra degli Oggetti (v.
5.4.1); questa operazione propone, nella griglia sottostante, la lista dei
ponti termici presenti nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia degli oggetti; questa opera-
zione aggiunge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia
ed attiva la Tavola Strutturale (v. 8.5) del nuovo ponte termico;
specificare i dati identificativi delloggetto (Codice, Descrizione Ridot-
tae Descrizione Estesa) in alto, nella Tavola Strutturale (v. 8.5);
nellapposito campo della Tavola specificare il valore, in W/mK, della
Trasmittanza Termica Linearedel Ponte Termico;
inserire leventuale immagine del Ponte Termico nel riquadro centrale
della Tavola effettuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Carica Grafico in alto a sinistra sul riquadro del
grafico e, nel menu che si apre selezionare il lopzione Carica Im-
magine; questa operazione apre il dialog CARICA GRAFICO;
8. La Struttura degli Oggetti
213
nel dialog selezionare il grafico (in formato BMP, PCX, TIFF o
GIF) da riportare nella Tavola Strutturale e pigiare il bottone Apri.

Naturalmente limmagine NON indispensabile alla definizione della struttura del
Ponte Termico ma un utilissimo riferimento grafico.
Limmagine del ponte termico caricata nella sua Tavola Strutturale viene anche
riportata nel Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.


pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare il ponte termico con tutte le caratteristiche specificate; il sal-
vataggio viene effettuato anche selezionando un altro oggetto nella
Griglia oppure accedendo ad unaltra Tavola della Finestra delle Ta-
vole.
8.5.2
Come Modificare un Ponte Termico
Per modificare la struttura di una ponte termico gi archiviato in un do-
cumento basta effettuare le seguenti operazioni:

selezionare il Ponte Termicopigiando lomonimo bottone della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1) e cliccando sul relativo rigo nella griglia
sottostante; un ponte termico pu anche essere selezionato direttamen-
te nel disegno (v. 9.1.1) o nella relativa Vista Aerea (v. 10.12);

Selezionando un oggetto nel disegno o nella relativa Vista Aerea, questo viene
automaticamente selezionato anche nella griglia della Finestra degli Oggetti.

cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale del ponte termico (v. 8.5);
nella Tavola Strutturale apportare, con le modalit descritte nel
8.5.1, le modifiche desiderate ai dati del ponte termico;

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti per salvare le mo-
difiche apportate; il salvataggio viene anche effettuato selezionando
un altro oggetto nella Griglia o accedendo ad unaltra Tavola.
8. La Struttura degli Oggetti
214
8.6
LOggetto Vano
In un documento di TerMus possibile eseguire un progetto con pi ge-
neratori. Ciascun generatore serve ci che la legge definisce come edifi-
cio, cio linsieme di zone che competono ad un unico generatore.

Allinterno di ciascun edificio possibile avere pi zone servite da un unico ge-
neratore. Uno stesso generatore pu servire zone a temperature differenti (ne-
gozi, abitazioni, ecc.) o con differenti regolazioni (manuale o automatica, ecc.).
Pu essere utile, inoltre, effettuare una suddivisione in zone delledificio solo per
una utilit progettuale (Ad esempio in un condominio potrebbe essere necessario
individuare i vari appartamenti con zone differenti per ottenere i risultati parziali.

Una zona comprende uno o pi vani. Loggetto Vano permette di asse-
gnare, ad ogni area (vano) del disegno (v. cap. 9), le caratteristiche ter-
mo-igrometriche di una determinata zona del progetto.
Ogni area (vano) del disegno risulta, inoltre, delimitata da superfici di-
sperdenti (muri, solai, finestre, ecc.).
Assegnando ad ogni area (vano) del disegno le caratteristiche termo-
igrometriche di una determinata zona, vengono definite le relazioni tra
gli oggetti disegnati (muri, finestre, ecc.) e le loro condizioni al contorno.
Loggetto Vano, quindi, risulta determinato strutturalmente dalle caratte-
ristiche termo-igrometriche della zona di appartenenza.
8.6.1
Come Creare un Oggetto Vano
Data la specificit delle caratteristiche di ogni singola zona di edificio, in
genere, gli oggetti Vano vengono creati ad hoc per ogni progetto.
comunque possibile riprendere, con le modalit previste per gli altri
oggetti (v. 5.1.1), un Vano da un progetto gi redatto per utilizzarlo
(con le opportune modifiche) in un nuovo progetto.
Per creare un oggetto Vano nel documento (progetto) attivo basta effet-
tuare le seguenti operazioni:
8. La Struttura degli Oggetti
215

pigiare il bottone Vanonella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1); questa
operazione propone, nella griglia sottostante, la lista dei vani gi pre-
senti nel documento.

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia degli oggetti; questa opera-
zione aggiunge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia
ed attiva la Tavola Strutturale (v. 3.4.2) del nuovo vano.

Nella griglia della Finestra degli Oggetti risulta sempre presente la zona ESTERNO.
Tale zona contiene i dati termo-igrometrici dellEsterno definiti automaticamente
quando stato scelto il Comune (v. 6.3) del progetto.

nella Tavola Strutturale definire i dati identificativi (Codice, Descri-
zione Ridottae Descrizione Estesa) e i dati fisici caratteristici della zo-
na termica di appartenenza.
La Tavola Strutturale di un oggetto Vano e le modalit operative per
linserimento dei dati caratteristici della zona di appartenenza vengono
dettagliatamente descritte nel 8.6.2.
8.6.2
La Struttura dellOggetto Vano (Zona)

Quanto illustrato nel presente capitolo a proposito delloggetto vano non vale se
si dispone del solo TerMus-i. Infatti se si dispone del solo TerMus-i, loggetto va-
no ha solo una valenza grafica e consente solo di identificare graficamente il va-
no mediante unetichetta.

Riportando un oggetto Vano in una determinata area (vano) del disegno
(v. 9.6) le si assegnano le caratteristiche termo-igrometriche della zona
di appartenenza. Un oggetto Vano, infatti, viene definito strutturalmente
dalle caratteristiche termo-igrometriche della zona di appartenenza.
La Tavola Strutturale di un Vano viene proposta automaticamente al
momento della sua creazione (v. 8.6.1). Per accedere alla Tavola Strut-
turale di un Vano gi creato basta:

pigiare il bottone Vanodella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1); questa
operazione propone, nella griglia sottostante, la lista degli oggetti va-
no (zone) creati nel documento;
8. La Struttura degli Oggetti
216
nella griglia selezionare il vano di cui si vuole visualizzare la struttura;
cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole per attivare la
Tavola Strutturale del vano selezionato.
La parte superiore della Tavola Strutturale presenta i tre campi in cui
vanno specificati i seguenti dati identificativi delloggetto:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa delloggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice. Se, per un Oggetto, NON specificato alcun Codice o il codi-
ce uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consente
di salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.

Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; tale descrizione importante in quanto identifi-
ca loggetto nella griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato che potr essere visualizzata nel Campo delle In-
formazioni della Finestra degli Oggetti.

8. La Struttura degli Oggetti
217
Sotto i campi descritti presente il check box Calcolata, la cui selezione
indica che la zona selezionata una di quelle che, in fase di calcolo (v. cap.
11), sar oggetto delle verifiche di Legge e, come tale, deve essere attribui-
ta necessariamente ad un EOdC e, quindi, ad un Generatore (v. 8.7).
In fase di calcolo le zone non calcolate, non sono prese in considerazione
nelle verifiche e, quindi, non possono essere assegnate a un Generatore.
Tali zone, infatti, servono solo per definire le condizioni termo-igro-
metriche di zone Calcolate confinanti (cantine, garage, ecc.) con zone.

Nel progetto, una zona calcolata pu confinare con lesterno e/o altre zone calcola-
te o non calcolate. La zona ESTERNO con i dati termo-igrometrici dellesterno, i cui
dati vengono definiti automaticamente quando si sceglie il Comune di progetto (v.
6.3), sempre presente nella griglia degli Oggetti Vano e non pu essere eliminata.

Nella Tavola Strutturale di una zona vengono proposte delle schede in cui
occorre specificarne i dati caratteristici. A tali schede possibile accedere
alternativamente cliccando le relative linguette in alto nella Tavola.

Quando la zona calcolata (check Calcolata selezionato), nella Ta-
vola Strutturale vengono proposte sette schede. Per una zona NON Cal-
8. La Struttura degli Oggetti
218
colata (check Calcolata NON selezionato), invece, nella Tavola Strut-
turale vengono proposte solo tre schede.
Di seguito vengono descritte le schede della Tavola Strutturale sia per le
zone calcolate (v. 8.6.2.1) che per quelle NON calcolate (8.6.2.2).
8.6.2.1
La Struttura delle Zone Calcolate
Se la Zona (v. 8.6.2) selezionata nella Finestra degli Oggetti Calcola-
ta, nella sua Tavola Strutturale vengono proposte le schede descritte di segui-
to a cui possibile accedere alternativamente cliccando lomonima lin-
guetta in alto nella Tavola stessa.
Dati Termici
La prima scheda della Tavola Strutturale di una Zona Calcolata Dati
Termici (proposta per default accedendo alla Tavola Strutturale stessa).
La scheda Dati Termici risulta, a sua volta, suddivisa in due ulteriori pa-
gine, Generalee Glaser, a cui possibile accedere alternativamente clic-
cando le omonime linguette in alto nella scheda stessa.
La pagina Generale
Per una zona Calcolata, il primo elemento della pagina Generale il list
box Classificazione Zona (edificio) con destinazione dusoin cui va scelta
la tipologia e la destinazione duso della Zona delledificio selezionata,
secondo la classificazione prevista dalla Normativa.


Si ricordi che, per ogni campo, attivo lHelp di TerMus. Premendo F1 della ta-
stiera quando selezionato il list box Classificazione Zona vengono fornite le de-
scrizioni delle sigle (E1, E2, ecc.) delle tipologie di edificio.

8. La Struttura degli Oggetti
219
Nella pagina Generaledella scheda Dati Termici della Tavola Strutturale
di una Zona Calcolata vengono proposte le seguenti sezioni.
calcolo ENERGIA
Nella sezione Calcolo ENERGIAoccorre definire i parametri fisici per il
calcolo dellenergia necessaria.
In questa sezione viene proposto il check box valutazione di progetto o
standard (selezionato per default), la cui selezione richiede che, nella se-
zione, vengano proposti i seguenti valori previsti dalla Norma:
la Temperatura Internadella zona da utilizzare per il calcolo dellenergia;
le Temperature Medie Mensili di confine della zona da utilizzare nel
calcolo dellenergia di altri EOdC (v. 4.1.1) ad essa confinanti.


Le temperature richieste nella griglia sono necessarie se, nel progetto, sono pre-
senti pi edifici (v. 4.1.1) serviti da uno o pi generatori.
Un tipico esempio quello di fabbricato con pi appartamenti (EOdC) con impianto
autonomo. In questo caso, per ogni appartamento, viene effettuato il calcolo consi-
derando le zone degli appartamenti confinanti alle temperature specificate.

Se la zona utilizzata (riscaldata) saltuariamente possibile selezionare
il check box NON Normalmente utilizzato, per rendere editabili i campi
8. La Struttura degli Oggetti
220
della griglia delle Temperature Media Mensili di confine, in modo che il
tecnico possa modificare liberamente le temperature proposte.
Togliendo la selezione dal check box valutazione di progetto o standard, i
campi descritti si abilitano per consentire al Tecnico di specificare libe-
ramente le temperature desiderate.
calcolo POTENZA
Nella sezione Calcolo POTENZA occorre definire i parametri fisici per il cal-
colo della potenza. In particolare, in questa sezione, sono proposti i campi:
Temperatura Interna, in cui va specificato il valore della temperatura della
zona da utilizzare per il calcolo dellenergia necessaria per la zona;
Temperatura Interna di confine, in cui va riportato il valore della tempera-
tura della zona da utilizzare per il calcolo dellenergia necessaria per
altri EOdC (v. 4.1.1) ad essa confinanti.
Fattore di Ripresa, in cui va inserito il valore del fattore di ripresa relativo
al calcolo di potenza, per portare in conto l'eventuale intermittenza del
funzionamento dell'impianto di riscaldamento.

Per ulteriori indicazioni sulla definizione del Fattore di ripresa basta premere F1
della tastiera oppure premere lapposito bottone a lato del campo per accedere
allHelp del programma.

UMIDIT RELATIVA e ADDUTTANZE
In questa sezione vengono proposti:
il campo in cui specificare lUmidit Relativa Interna(in %) che deve
essere utilizzata nelle verifiche termo-igrometriche degli elementi di-
sperdenti opachi (muri e solai, ecc.) della zona (v. 8.6.2);
la sezione Adduttanza Interna superfici opache (coefficiente liminare),
con i campi in cui specificare le Adduttanze Interne delle Superfici
Opache (muri, solai, ecc.) per le varie direzioni del flusso (Ascenden-
te, Orizzontalee Verticale); tali valori sono necessari per il calcolo del-
le dispersioni delle superfici a confine della zona;
il campo Adduttanza Interna componenti trasparenti (coefficiente limi-
nare) in cui va specificato il coefficiente liminare delle Superfici Tra-
sparenti che sar utilizzato per il calcolo delle dispersioni dei compo-
nenti trasparenti a confine della zona.
8. La Struttura degli Oggetti
221

I valori della temperatura, dellumidit relativa e delladduttanza interna vengono ri-
chiesti anche nella Tavola Strutturale degli oggetti muro, solaio e pilastro (v. 8.2).
La specificazione di tali parametri nella Tavola Strutturale degli oggetti finalizza-
ta unicamente alla loro progettazione.
In un progetto, per, muri, solai e pilastri possono confinare con zone aventi ca-
ratteristiche termo-igrometriche differenti da quelle per cui sono stati progettati (in
genere le condizioni pi gravose).
In fase di calcolo vengono, quindi, adottati i valori di temperatura, umidit ed ad-
duttanza interni specificati per le effettive zone di confine delloggetto.

La pagina Glaser


Se si dispone di TerMus-CE (v- 1.1) linputazione dei dati di questa pagina
superflue in quanto in programma NON effettua le verifiche termo-igrometriche.

Nella pagina Glaser, per una zona Calcolata, il primo elemento il list
box per la scelta la Normativa di riferimento (D.Lgs. 192/95 e D.Lgs.
311/06oppure UNI EN ISO 13788) che si intende adottare per la definizio-
ne delle Condizioni Climatiche INTERNE alla zona necessarie per le verifi-
che alla formazione di condensa delle strutture opache (v. 8.2.3).

Se si sceglie Condizioni Climatiche INTERNE: D.Lgs. 192/05 e D.Lgs.
311/06, nelle tabelle sottostanti vengono riportate le Temperature Interne
(in C) e le Umidit Relative Interne(in %) mensili della Zona previste
dalla vigente normativa.
Se, invece, si sceglie Condizioni Climatiche INTERNE: UNI EN ISO 13788,
8. La Struttura degli Oggetti
222
nella tabella superiore vendono riportate le Temperature Interne mensili
della Zona previste dalla UNI EN ISO 13788.
Contestualmente viene proposto il dialog in cui indicare la classe di con-
centrazione del vapore.
Scelta la classe di concen-
trazione del vapore(Molto
bassa, Bassa, ecc.) e pi-
giando il bottone OK del
dialog, nella seconda ta-
bella vengono riportate le
Umidit Relative Internedella Zona previste dalla UNI EN ISO 13788.
In ogni caso, i valori proposti possono essere modificati dal Tecnico.

La selezione dellopzione Molto Alta nel list box Classe di concentrazione vapo-
re comporta linserimento manuale dei valori delle Umidit Relative Interne. La
classe di concentrazione del vapore Molto Alta corrisponde, infatti, ad una si-
tuazione non contemplata dalla UNI 13788.


Se in una tabella, si modificano i valori previsti dalla UNI EN ISO
13788, per poter ripristinare i valori proposti originariamente, basta
pigiare il bottone Calcolaa destra della tabella stessa.
Infine, a prescindere dalla Norma di riferimento, per definire le condizioni
climatiche interne occorre specificare (in %), nel campo Massima Umidit
Relativa sulla superficie Interna, la massima umidit relativa ammessa sulla
superficie interna. Nel campo viene proposto il valore consigliato (80%).

Naturalmente, per la correttezza delle verifiche di legge, le condizioni climatiche de-
vono essere quelle previste dal D.Lgs. 192/05, dal D.Lgs 311/06 e dal D.P.R. 59/09.
Le condizioni climatiche previste dalla UNI EN ISO 13788 possono essere adottate
quando siano previsti organi di regolazione della temperatura e dellumidit interna.
In ogni caso, la determinazione delle condizioni climatiche secondo la UNI EN ISO
13788 utile per effettuare una pi accurata progettazione delle strutture opache.

Apporti Interni
Nella scheda Apporti Interni della Tavola Strutturale delloggetto vano
possibile specificare gli apporti dovuti a sorgenti di calore interne alla
zona (elettrodomestici, apparecchiature elettriche, persone, ecc.).
8. La Struttura degli Oggetti
223
Tale scheda presenta, in alto, il check box valutazione di progetto o stan-
dard che risulta selezionato per default.
Quando questo check risulta selezionato, gli Apporti vengono definiti,
come previsto dalla Normativa, in funzione della tipologia di Zona e del-
la relativa superficie. In questo caso, infatti:
se nella scheda Dati Termici, la Zona risulta classificata come abita-
zioni adibite a residenza , gli apporti vengono calcolati in funzione
della sua superficie; la superficie dellabitazione:
viene rilevata automaticamente dal programma nelle
Tavole Grafiche, se nel list box Superficie netta
dellabitazione di cui la Zona fa parterisulta selezionato

da Zonaoppure da EODC (Edificio Oggetto di Calcolo);

pu essere specificata liberamente se, nello stesso list box, risulta
selezionata lopzione da UTENTE; in questo caso, infatti, si abilita il
campo sottostante in cui possibile inserire la Superficie netta
dellabitazione(in m
2
);

In questultimo caso occorre tener presente che, indicando un superficie inferiore
a quella rilevata dal programma, nel calcolo degli Apporti Interni, viene comunque
portata in conto la superficie rilevata automaticamente.

se nella scheda Dati Termici, la Zona NON risulta classificata come
abitazioni adibite a residenza , gli Apporti unitari vengono sempre
rilevati automaticamente dallapposito prospetto previsto dalle Norme
vigenti; in questo caso, infatti, il list box Superficie netta dellabitazione
di cui la Zona fa parterisulta NON abilitato.
8. La Struttura degli Oggetti
224
Togliendo la selezione dal check box valutazione di progetto o standard,
lUtente pu definire liberamente gli Apporti Interni. Nella scheda, infat-
ti, si abilitano:
il campo in cui inserire una Descrizione degli Apporti interni;
il campo in cui specificare il Valore degli Apporti interni (in W/m
2
).
Ventilazione
Nella scheda Ventilazioneoccorre specificare i dati per la definizione dei
ricambi daria necessari, per il calcolo dellEnergia e della Potenza. Vanno,
inoltre, specificati i dati caratteristici delleventuale ventilazione Meccanica.
calcolo ENERGIA
Per il Calcolo dellEnergia, se il check box valutazione di progetto o
standarddella sezione calcolo ENERGIA della scheda Ventilazione risulta
selezionato i valori dei ricambi daria minimi vengono calcolati secondo
quanto previsto dalla Norma.
Se, nella scheda Dati Termici, stata scelta una tipologia di edificio E1 -
abitazioni oppure E8 - attivit industriali , nel campo Ricambi dAria
della sezione calcolo ENERGIA della scheda Ventilazione viene ripor-
tato direttamente il valore opportuno dei ricambi daria minimi previsti
dalla Norma.

8. La Struttura degli Oggetti
225

Per qualsiasi altra classificazione delledificio nella sezione si abilita il
bottone calcola i ricambi aria, pigiando il quale viene proposto il dialog
Ricambi dAria In cui va scelta lopzione pi confacente alla zona sele-
zionata (tipologia e relative caratteristiche).
A destra di ogni opzio-
ne, tra parentesi quadre,
sono proposti i valori
della portata daria e
dellindice di affolla-
mento relativi per il
calcolo dellEnergia.

La scelta effettuata comporta linserimento, nei campi della sezione calco-
lo ENERGIA, i valori individuati che NON possono essere modificati.

Naturalmente, nel list box del dialog vengono proposte solo le destinazioni previ-
ste per la Tipologia di Edificio scelta nella scheda Dati Termici.

Se, invece, si toglie la selezione dal check box valutazione di progetto o
standard, il Tecnico pu specificare liberamente il numero dio ricambi
daria. Nella sezione calcolo ENERGIA, infatti, vengono abilitati:
il list box per la scelta dellUnit di misura per la Portata dAria Esterna;
i campi in cui possibile indicare liberamente il numero di Ricambi
dAriae (se necessario) lIndice di Affollamento.

Per ulteriori indicazioni sulla definizione della Portata daria esterna o dellIndice
di affollamento basta posizionare il cursore nel relativo campo e premere F1
della tastiera per accedere allHelp del programma.

calcolo POTENZA
Per il Calcolo della Potenza occorre specificare, nellapposito campo del-
la sezione calcolo POTENZA, il valore dei Ricambi dAria(in volumi/ora).
Ventilazione Meccanica
Se, per la Zona selezionata, prevista una Ventilazione Meccanicaoccorre
selezionare il check box presente nellomonima sezione. La selezione di
questo check abilita nella sezione:
8. La Struttura degli Oggetti
226
il list box per lindicazione del Tipo di Flusso(SEMPLICE o DOPPIO);
il campo per lindicazione della Portata dAria di immissione(in m
3
/h);
il campo in cui va indicata lEfficienza del recuperatore di caloreche,
naturalmente, risulta abilitato solo se il Tipo di Flusso DOPPIO;
il campo in cui va indicato il Fattore di contemporaneit delle bocchet-
te aspiranti che abilitato solo se il Tipo di Flusso SEMPLICE;
il campo in cui vanno specificate le Ore di funzionamento.
il check ventilazione notturna (Free Cooling), la cui selezione abilita il
campo Riduzione TEMPERATURA notturna per Free Coolingin cui indica-
re lentit dellabbassamento notturno della temperatura dellaria esterna
rispetto al suo valore medio mensile espresso come salto di temperatura.
Rendimenti
Nella scheda Rendimenti della struttura della Zona selezionata occorre
specificare i dati per la definizione del Rendimento di Emissionee del
Rendimento di RegolazionedellImpianto.

Rendimento di Emissione
Il Rendimento di Emissioneviene calcolato dal programma effettuando le
scelte opportune nella sezione Emissionedella scheda.
8. La Struttura degli Oggetti
227
In primo luogo occorre indicare,
nel list box Tipologia di Terminali,
la tipologia dei corpi scaldanti uti-
lizzati come terminali dellimpianto
nella zona.


La scelta del tipo Ventilcovettori , Generatore daria calda ed Aero-
termi ad acqua, abilita il campo in cui specificare anche la Potenza elet-
trica degli ausiliari dei Terminali (in W). Tale valore pu essere inputato
liberamente nel campo o pu essere acquisito dallopportuno prospetto
UNI, pigiando il bottoncino a
destra del campo stesso.
Indicando la Portata daria del
terminalee pigiando il bottone
OKnel dialog aperto dal botto-
ne, nel campo adiacente, viene
riportata la Potenza ricercata.

Nel list box Panelli, che si abilita solo se la tipologia dei Terminali
Pannelli , occorre anche indicare se questi sono disaccoppiati termi-
camente o meno.
La selezione del check box Valutazione da Prospetti Normativi richiede che
la valutazione del Rendimento di Regolazione venga effettuata dal pro-
gramma acquisendo i valori opportuni dai prospetti previsti dalla Norma.
In questo caso, per ottenere il valore del Rendimento di Regolazione basta:
indicare, nellapposito list box, la modalit con cui speci-
ficare lAltezza dei Locali della Zona; scegliendo, nel list
box, lopzione da ZONA, laltezza della zona verr rilevata

automaticamente dal disegno in fase di calcolo (v. cap. 11); se, invece si
sceglie lopzione da UTENTE si abilit il campo a destra del list box in
cui lUtente pu specificare liberamente laltezza, in metri, della Zona;
nel campo, che si abilita se la Tipologia di Terminali Radiatori su pa-
rete esterna isolata, indicare il coefficiente di Correzione del Rendi-
mento; fermando il cursore in questo campo viene proposto un riquadro
giallo che riporta, per i vari casi, i valori opportuni dei coefficienti.
Dopo aver richiesto il calcolo (v. cap. 11), il valore del rendimento verr ri-
portato nel campo Rendimento di Emissionee NON risulter modificabile.
Se si toglie la selezione dal check box Valutazione da Prospetti Normativi
si abilita il solo campo Rendimento di Emissionein cui lUtente potr spe-
cificare liberamente il valore del rendimento che ritiene opportuno.
8. La Struttura degli Oggetti
228
Rendimento di Regolazione
Il Rendimento di Regolazione viene calcolato effettuando le scelte oppor-
tune nella sezione Regolazionedella scheda. Basta infatti indicare:
la Tipologia di Regolazionedellim-
pianto selezionandola nellapposito
list box;
le Caratteristiche della Regolazione
dellimpianto nellaltro list box della
sezione, che risulta abilitato solo se stata scelta
una Tipologia di Impianto con regolatore.
La selezione il check box Valutazione di progetto o
standarddella sezione richiede che il Rendimento di
Regolazione venga calcolato secondo le indicazioni dalla Norma. In que-
sto caso, dopo il calcolo (v. cap. 11), il valore del Rendimento di Regola-
zioneverr automaticamente riportato nellapposito campo della sezione.
Togliendo la selezione dal check box Valutazione di progetto o standard,
il Tecnico pu specificare liberamente un valore del Rendimento.
A.C.S. (Acqua Calda Sanitaria)
Nella scheda A. C. S. della struttura della zona vanno specificati i dati ne-
cessari per il calcolo del fabbisogno di energia termica necessario per
uneventuale dotazione di acqua calda sanitaria.

Se, per la zona, prevista una dotazione di acqua calda sanitaria, occorre
selezionare il check box ZONA da considerare per il calcolo del fabbiso-
8. La Struttura degli Oggetti
229
gno di ACS dellintero EOdC per abilitare i campi per linputazione dei da-
ti necessari.

Ad un EOdC (Edificio Oggetto di Calcolo) possono appartenere pi zone. In tal ca-
so, la quantit di Acqua Calda Sanitaria considerata per il Fabbisogno dellintero
EOdC sar la somma dei Fabbisogni delle singole Zone ad esso appartenenti.

Nella sezione Temperature e Fabbisogno della scheda, la selezione del
check box valutazione di progetto o standardrichiede che la Temperatura di
erogazione dellACSe la Temperatura della rete di acqua freddavengano de-
terminate dal programma in base alla indicazioni della Normativa.
Per determinare il valore del Fabbisogno giornaliero di ACS della Zona
occorre, invece, effettuare le seguenti operazioni:

Pigiare il bottone a destra del campo Fabbisogno giornaliero di ACS.
Questa operazione apre il dialog in cui vengono proposte le opzioni
previste [per il tipo di Zona (edificio) indicato nel list box Classificazio-
ne della scheda Dati Termici] dagli appositi prospetti della Normativa.
Nel list box del dialog scegliere
lopzione pi consona allEOdC
della zona e pigiare il bottone
OKper confermare. Questope-
razione riporta il fabbisogno
unitario dellEOdC ricercato nel
relativo campo della scheda.

Questoperazione abilita anche un ulteriore campo. Essendo, infatti il
valore riportato nel campo un Fabbisogno unitario, per il calcolo del
Fabbisogno complessivo di ACS della Zona necessario specificare
anche il moltiplicatore opportuno [ad esempio, la superficie della zo-
na, se il fabbisogno unitario espresso in l/(giorno*m
2
)].

Se. nella scheda Dati Termici, la zona classificata come E1(1), E1(2) o E2, il mol-
tiplicatore del Fabbisogno unitario previsto la superficie della zona. In tal caso, nel
campo che appare nella scheda A.C.S. viene riportata la stringa ZONA ad indicare
che, nel calcolo, la sua superficie verr rilevata automaticamente dal disegno.
Se la zona destinata ad attivit ricettive (hotel, ospedali, ecc.), nellulteriore campo
che appare occorre specificare il numero di letti. Se, invece, la zona destinata
alla ristorazione (ristoranti, catering, ecc.), nel campo va indicato il numero di
pasti giornalieri. Infine, se la zona destinata ad attivit sportive (palestre,
ecc.), nel campo occorre indicare il numero di docce installate.

8. La Struttura degli Oggetti
230
Nella sezione Giorni di utilizzo dellACS al meseviene proposta la griglia
in cui occorre specificare, per ogni mese, il numero di giorni in cui pre-
visto lutilizzo di acqua calda sanitaria.
Dati Descrittivi
Nella scheda Dati Descrittivi [NON presente in TerMus-CE] vengono propo-
sti i campi in cui necessario specificare alcuni dati della zona da ripor-
tare nella relazione.

I dati da riportare nella scheda
possono essere copiati dalla omo-
nima scheda di unaltra zona del
progetto. Pigiando il bottone Co-
pia dadella scheda, si apre, infat-
ti, il dialog per la scelta della zona
da cui copiare i dati descrittivi.
Calcolo Estivo
Nelle sezioni della scheda Calcolo Estivodella Tavola Strutturale di una
zona vanno riportati i dati necessari per il calcolo dei Carichi Termici
Estivi (se si dispone del modulo TerMus-E di TerMus).
Condizioni climatiche interne
Nella sezione Condizioni climatiche internevanno specificati:
8. La Struttura degli Oggetti
231
la Temperatura Interna di progetto(in C) della zona;
lUmidit Relativa Interna(in %) della zona;
il Salto termico con lEsterno a generatore spento oppure la Temperatu-
ra della Zona sempre a generatore spento.

Per definire il salto termico della zona con lesterno o la sua temperatura
interna basta:

pigiare il bottone a destra del campo e, nel
list box che si apre, selezionare:
Temperatura Prefissata, se si intende specificare la temperatura esti-
va della zona a generatore spento;
oppure
Salto termico con lEsterno, se si intende specificare il salto termico
della zona con lesterno;
Nel dialog che viene proposto spe-
cificare il dato che si scelto di in-
serire (temperatura della zona o
salto termico con lesterno).
Elenco carichi interni
Nella sezione Elenco carichi interni occorre indicare tutti i carichi termici in-
terni comuni a tutti i vani (v. 9.6 e 9.6.1) che saranno assegnati alla zona.
8. La Struttura degli Oggetti
232

I carichi termici estivi di ogni vano assegnato alla zona potranno essere particola-
reggiati con laggiunta di ulteriori carichi nel relativo dialog dei dati estesi (v. 9.6.1).

Per inserire un carico termico interno della zona basta pigiare
il bottone Aggiungea destra della griglia della sezione e, nel
menu che si apre, selezionare il tipo di carico (Persone,
Illuminazioneo Altri carichi).
Questa operazione apre il
dialog Nuovo Carico Interno.
Nel dialog Nuovo Carico
Interno occorre specificare i
dati del carico.
Se il carico interno relativo
a Persone, per compilare i campi del dialog necessari alla definizione
del carico anche possibile:

Pigiare il bottone Seleziona da Tabellain alto a destra nel dialog. Que-
sta operazione apre il dialog Carichi termici dovuti alle persone.
Indicare il tipo di attivit
che determina il carico
termico selezionandola
nel list box Grado di atti-
vitdel dialog.
Indicare la Temperatura a
bulbo secco del locale(in
C) selezionandola nel-
lapposito list box.
Lindicazione del Grado
di attivit e della Tempe-
ratura a bulbo secco del
locale riportano automa-
ticamente gli opportuni
valori unitari del carico
nei campi carico SENSI-
BILE e carico LATENTE.
Pigiando il bottone OKil dialog Carichi termici dovuti alle persone viene
chiuso e la descrizione del Grado di attivit e i carichi unitari (SENSIBI-
LE e LATENTE) vengono riportati negli opportuni campi del dialog
Nuovo Carico Interno.
8. La Struttura degli Oggetti
233
In questo dialog, per definire il Carico Termico, occorre, inoltre:
indicare lunit di misura(a numeroo a m
2
) e la quantitdelle Persone;
indicare, nei campi dalle oree alle ore, il periodo della giornata in cui
il carico termico risulta presente.
Pigiando il bottone OKil dialog Nuovo Carico Termico viene chiuso e,
nella griglia della sezione Elenco carichi interni della scheda viene ri-
portato il rigo relativo al carico termico creato.
Con modalit analoghe possibile creare, nella griglia, tutti i carichi ter-
mici della zona.
Selezionando il rigo di un carico termico tutti i dati relativi vengono ri-
proposti al di sotto della griglia stessa.

Selezionando un Carico Termico nella griglia e pigiando il bottone
Modificaalla sua destra viene riproposto il dialog con i dati del carico
termico per apportarvi le modifiche desiderate.

Pigiando, invece, il bottone Cancella, il Carico Termico selezionato
nella griglia viene eliminato.
Ventilazione
Infine, nella sezione Ventilazionedella scheda occorre indicare, per la zo-
na, il Numero di ricambi daria del periodo estivo in unora.
8.6.2.2
La Struttura delle Zone NON Calcolate
Le Zone NON Calcolate NON sono oggetto di alcuna verifica di Legge
ma che occorre definire perch, confinando con una o pi Zone Calcola-
te (v. 8.6.2.1), sono oggetto di scambi termici con queste ultime.
Naturalmente, una Zona NON Calcolata pu essere dotata di impianto di
riscaldamento (appartamenti/edifici confinanti) o meno (vani scala, can-
tine, garage, ecc.) riscaldata.
Per indicare che una Zona NON Calcolata occorre togliere la selezione
dal check box Calcolata(proposta per default), in alto a sinistra nella sua
tavola strutturale.
Nella Tavola Strutturale di una zona NON calcolata vengono proposte
le sole schede Dati Termici, Dati Descrittivi e Calcolo Estivo.
8. La Struttura degli Oggetti
234

Dati Termici
La scheda Dati Termici, della struttura di una zona NON calcolata co-
stituita dalle pagine Generalee Glaser a cui possibile accedere alterna-
tivamente selezionando lomonima linguetta in alto nella scheda stessa.
Nella scheda Dati Temici necessario indicare, in primo luogo, se la zo-
na NON dotata di un impianto di riscaldamento selezionando il check
box Zona NON dotata di impianto di climatizzazione.
Infatti, mentre per una zona riscaldata, le temperature medie mensili in-
terne vengono considerate costanti al variare dei mesi di riscaldamento,
per le zone NON riscaldate le temperature interne medie mensili variano
in funzione delle temperature esterne mensili definite nei Dati Generali
(v. 6.3) quando si sceglie il Comune di Progetto.
Pagina Generale
Di seguito viene descritta la pagina Generale a seconda che la zona
NON calcolata risulti dotata o menu di impianto di riscaldamento.
Zona dotata di impianto di climatizzazione
Se la zona NON calcolata dotata di impianto di climatizzazione
(check Zona NON dotata di impianto di climatizzazioneNON selezionato),
8. La Struttura degli Oggetti
235
le modalit per la determinazione delle Temperature Medie Mensili di con-
finenecessarie al calcolo dellENERGIA (nellomonima sezione) per le zo-
ne calcolate confinanti sono analoghe a quelle illustrate nel 8.6.2.1.

Selezionando, infatti, il check box valutazione di progetto o standard, si
richiede dal programma di riportare automaticamente le temperature nel-
la griglia sulla scorta di quanto indicato della Normativa. In questo caso
le temperature proposte NON possono essere modificate.
Se la zona riscaldata solo saltuariamente, possibile selezionare il
check box NON normalmente utilizzatoper rendere editabili i campi della
griglia in modo da poter modificare le temperature.
Per il calcolo della POTENZA delle zone calcolate confinanti necessa-
rio specificare semplicemente, nellapposito campo dellomonima sezio-
ne, la Temperatura Interna di confinedella zona selezionata.
Analogamente a quanto visto per le zone calcolate (v. 8.6.2.1), nella
sezione inferiore della pagina Generale, per la zona NON calcolata oc-
corre indicare anche lUmidit Relativa Internae le Adduttanze Interne.
Zona NON dotata di impianto di climatizzazione
Se la zona NON calcolata sprovvista di impianto di climatizzazione
(check Zona NON dotata di impianto di climatizzazioneselezionato), per
determinare le Temperature Medie Mensili di confinenecessarie al calcolo
8. La Struttura degli Oggetti
236
dellENERGIA (nellomonima sezione) per le zone calcolate confinanti
possibile procedere in uno dei seguenti modi:
Digitare liberamente le temperature nella griglia; in questo caso, se la
temperatura Medie di confine sono le stesse per tutti i mesi, possibile:
pigiare il bottone a destra della griglia e, nel
menu che si apre selezionare lopzione
Temperatura Prefissata; questa operazione
attiva un messaggio di attenzione.
oppure
Calcolare le temperature interne della zone NON calcolate secondo
le modalit illustrate nel 8.6.2.3. Il calcolo di queste temperature si
effettua nel dialog Calcolo Temperaturea cui si accede selezionando
lopzione Temperatura Calcolata del menu
che si apre pigiando il bottone a destra del-
la griglia delle temperature.
oppure
Richiedere il calcolo della Temperature adottando il metodo per il calcolo
del Fattore di Correzione b (v. prospetto 5 della UNI TS 11300-1). Per
richiedere questo calcolo basta:
selezionare lopzione con Fattore
di Correzione bnel menu che si
apre pigiando il bottone a destra
della griglia; questa operazione
apre il dialog Fattore di Correzione
b;

8. La Struttura degli Oggetti
237
nel dialog selezionare il check box relativo alla morfologia della zona
NON calcolata e pigiare il bottone OKper confermare; questa opera-
zione riporta nella griglia le temperature mensili calcolate.

Il metodo di calcolo delle temperature medie mensili interne di una zona NON
calcolata pu essere adottato solo per edifici esistenti, in assenza di dati di pro-
getto attendibili o, comunque, di informazioni pi precise.

Pagina Glaser
Nella pagina Glaser della scheda Dati Termici occorre specificare le Tempe-
rature Interne e le Umidit Relative Interne della zona NON calcolata per le
verifiche Termo-Igrometriche delle strutture di confine con le zone calcolate.

Se si dispone di TerMus-CE (v. 1.1) linputazione dei dati di questa pagina
superflue in quanto in programma NON effettua le verifiche termo-igrometriche.

Dati Descrittivi
La scheda Dati Descrittivi della tavola strutturale di una zona NON calcola-
ta in tutto analoga a quella prevista per una zona calcolata (v. 8.6.2.1).
Calcolo Estivo
Nella scheda Calcolo Estivo della tavola strutturale di una zona NON
calcolata occorre specificare i seguenti dati necessari al calcolo estivo
delle zone confinanti:
Umidit relativa Interna(in %) della zona;
Il Salto Termico con lEsternoo, in alternativa, la Temperatura Prefissa-
tadella zona.
Per scegliere se specificare il Salto Termico con lEsterno oppure la
Temperatura Prefissata della zona basta:
pigiare il bottone a destra del relativo campo e, nel dialog che si apre,
selezionare il tipo di dato che si intende specificare; questa operazione
apre il dialog in cui inserire il dato scelto (Salto Termico con lEsterno
o Temperatura Prefissata);
8. La Struttura degli Oggetti
238

inserito il dato pigiare il bottone OKdel dialog per confermare e chiu-
derlo; questa operazione riporta il dato specificato nellapposito cam-
po della scheda Calcolo Estivo.
8.6.2.3
Il Calcolo delle Temperature Interne delle Zone
NON Calcolate
La temperatura interna delle Zone NON calcolate (non riscaldate), quali
vani scala, cantine, ecc., confinanti con una o pi zone calcolate (riscalda-
te) pu influenzare sensibilmente le dispersioni di calore di queste ultime.
Il programma consente allUtente di definire liberamente, per ogni zona
NON calcolata una temperatura media prefissata, costante durante i
vari mesi del periodo di riscaldamento (v. 8.6.2).
Per le zone NON calcolate, per, la temperatura interna varia al variare
delle temperature esterne durante i vari mesi.
Per ovviare a questo problema, TerMus consente di calcolare le tempera-
ture interne mensili delle zone NON calcolate, in funzione delle tempe-
rature mensili esterne (definite nei Dati Generali in funzione del Comune
di progetto - v. 6.3), dei ricambi daria e degli apporti di calore dovuti
proprio alle dispersioni dalle zone calcolate confinanti.
Il calcolo delle temperature interne di una Zona NON calcolata (v.
8.6.2) si effettua nel dialog Calcolo Temperaturea cui si accede effet-
tuando le seguenti operazioni:
accedere alla scheda Dati Termici della sua struttura della zona per cui oc-
corre richiedere il calcolo delle temperature interne mensili (v. 8.6.2).

pigiare il bottone a destra della griglia delle
temperature nel menu che si apre, seleziona-
re lopzione Temperatura Calcolata.
8. La Struttura degli Oggetti
239
Per procedere al calcolo delle temperature interne mensili della Zona
NON calcolata nel dialog Calcolo Temperature occorre:
specificare il Volume Netto(in m
3
) della zona nellapposito campo;
specificare il valore degli Apporti da sorgente di calore interna(in W);

Per ulteriori indicazioni sulla definizione dei valori da inserire nel dialog Calcolo
Temperature basta premere F1 della tastiera per accedere allHelp del programma.

indicare, nella griglia della sezione Elenco superfici disperdenti tutti
gli elementi disperdenti della zona con le relative superfici e le tempe-
rature delle zone (in genere calcolate) con cui questi confinano;
Indicare, nella sezione Elenco ricambi daria, i ricambi daria nella zona.

Elenco superfici disperdenti
Per definire lelenco delle superfici disperdenti di una zona NON riscal-
data nella griglia dellomonima sezione del dialog basta:

Pigiare il bottone Aggiunge/Appende a destra
della griglia e, nel menu che si apre, selezionare
Aggiungi. Questoperazione apre un altro menu
per la scelta dellelemento (Muro, Porta, Ponte
Termico, Vetratao Solaio) disperdente.

Nel menu selezionare la tipologia del primo elemento disperdente del-
la zona (ad es. Muro); questa operazione apre il dialog Selezione Strut-
8. La Struttura degli Oggetti
240
turache propone lelenco degli elementi disperdenti (oggetti) della ti-
pologia scelta presenti nel progetto.

Nel dialog selezionare il primo elemento disperdente della zona e pi-
giare il bottone OK; questa operazione chiude il dialog e riporta
lelemento scelto nel primo rigo della griglia della sezione Elenco
superfici disperdenti del dialog Calcolo Temperature.
Nel campo S | L del rigo inserito nella griglia digitare la Superficie
dellelemento inserito.

Naturalmente, se lelemento disperdente inserito un Ponte Termico, nel campo
S | L va specificata la Lunghezza dellelemento.

Nel campo U | Kl del rigo viene riportato il valore della Trasmittanza U
(Kl per i Ponti Termici) dellelemento che pu essere liberamente mo-
dificato dal Tecnico.
Nel campo Temp riportare la temperatura della zona confinante con
lelemento.
Con le modalit illustrate possibile inserire nella griglia della sezione
Elenco superfici disperdenti tutti gli altri elementi disperdenti della zo-
na NON calcolata.
Per operare in maniera pi razionale il programma consente di raggrup-
pare alcuni elementi disperdenti (Vetrate, Porte e Ponti Termici) asse-
gnandoli al Muro o al Solaio in cui risultano disposti. Ad esempio, pos-
sibile raggruppare tutte le finestre e le porte presenti su una parete asso-
ciandoli allelemento muro della parete stessa.
Per inserire, nella griglia, una Porta assegnandola al Muro su cui questa
risulta disposta, basta effettuare le seguenti operazioni:
8. La Struttura degli Oggetti
241
Selezionare, nella griglia, il muro che contiene la Porta.

Pigiare il bottone Aggiunge/Appende a destra
della griglia e, nel menu che si apre, selezionare
lopzione Appendi. Questa operazione apre un
altro menu per la scelta dellelemento (Muro,
Porta, Ponte Termico e Vetrata) disperdente che
possibile associare al Muro.

Nel menu selezionare la tipologia Porta; questa operazione apre il dia-
log Selezione Strutturacon lelenco delle Porte presenti nel progetto.

Selezionare la porta da associare al Muro e pigiare il bottone OKper
chiudere il dialog. Nella griglia, la Porta scelta viene appesa al ramo
che si diparte dal muro a cui stata associata.
Con le modalit illustrate, specificare i dati della Porta nel relativo ri-
go della griglia.


Per eliminare un elemento dalla griglia basta selezionarne il rigo e pi-
giare il bottone Cancellaa destra della griglia stessa. Cancellando un
elemento vengono eliminati anche tutti gli eventuali elementi (finestre,
porte, ecc.) ad esso associati.
8. La Struttura degli Oggetti
242
Sotto la sezione Elenco superfici disperdenti presente il campo dove
specificare la percentuale della superficie disperdente disegnata verso zo-
ne riscaldate rispetto alla totale effettiva verso zone riscaldate(diversa dal
100% solo se non sono state disegnate tutte le zone confinanti riscaldate).
Elenco ricambi daria
Per tener conto, nel calcolo delle temperature mensili della zona NON
calcolata, dei ricambi daria, occorre definire lElenco ricambi darianel-
la griglia dellomonima sezione del dialog Calcolo Temperature.
Per inserire un ricambio daria nella griglia basta:

Pigiare il bottone Aggiunge/Appendea destra della griglia. Questa ope-
razione crea un nuovo rigo nella griglia.
nel campo Descrizionedel rigo digitare la descrizione del ricambio daria.
nel campo n [h
-1
]digitare il numero di volumi daria ricambiati in unora.
Nel campo Tempindicare la temperatura della zona da cui proviene
laria; se, invece, laria proviene dallesterno basta semplicemente se-
lezionare il check box Est, senza specificare alcuna temperatura.

Ultimato linserimento degli elementi disperdenti e dei ricambi daria ba-
sta pigiare il bottone Calcola del dialog Calcolo Temperature perch que-
sto venga chiuso e le temperature calcolate vengano riportate negli op-
portuni campi della tabella della sezione Temperature Medie Mensili di
confine della scheda Dati Termici della struttura della zona.
8.6.3
Come Modificare una Zona
Per modificare le caratteristiche di un vano archiviato nel documento at-
tivo, basta:

selezionare il vano pigiando il bottone Vanodella Finestra degli Og-
getti (v. 3.4.1) e cliccando sul rigo con la sua descrizione nella gri-
glia sottostante; un vano pu anche essere selezionato direttamente nel
disegno (v. 9.1.1) o nella Vista Aerea (v. 10.12) di questultimo;
8. La Struttura degli Oggetti
243

Selezionando un oggetto nel disegno o nella relativa Vista Aerea, questo viene
automaticamente selezionato anche nella griglia della Finestra degli Oggetti.

cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale del vano (v. 8.6.2);
nella Tavola Strutturale apportare, con le modalit descritte nel
8.6.2, le modifiche desiderate ai dati del vano;

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare le modifiche apportate; il salvataggio viene anche effettuato
selezionando un altro oggetto nella Griglia o attivando unaltra Tavola
della Finestra delle Tavole.
8.7
LOggetto Centrale Termica

Quanto illustrato nel presente capitolo a proposito delloggetto Centrale Termica
non vale se si dispone del solo programma TerMus-i.
Per il progetto dellimpianto termico, infatti, la Centrale Termica solo lelemento
grafico da cui partire per il disegno di un impianto, ma non influisce assolutamen-
te sul calcolo.

La Centrale Termicadi TerMus un oggetto costituito dallinsieme di
uno o pi Generatori corredati degli eventuali dispositivi di Accumuloe
Distribuzione.
I Generatori nella Centrale Termica possono essere collegati in serieo in
paralleloe possono servire il solo impianto di riscaldamento, il solo im-
pianto per la produzione di acqua calda sanitaria oppure entrambi gli im-
pianti (v. 9.8.1.2).
In un progetto di TerMus possibile trovare una o pi Centrali Termiche.
Ogni Centrale pu servire uno o pi EOdC (ad esempio, un appartamento
con riscaldamento autonomo o un intero condominio con riscaldamento
centralizzato).
A differenza della maggior parte degli Oggetti, in TerMus NON previ-
sto un Archivio di Centrali Termiche ma solo un archivio di Generatori.
8. La Struttura degli Oggetti
244
Ogni Centrale Termica di un edificio, infatti, UNICA: essa pu essere
composta e dimensionata nei modi pi svariati, con diversi elementi (ge-
neratori, accumulatori, ecc.) e in funzione delle molteplici caratteristiche
specifiche (anche geometriche) delledificio servito.
NON avrebbe senso, quindi, disporre di un archivio di Centrali Termiche
con una determinata struttura, in quanto queste difficilmente sarebbero
adattabili ad un edificio specifico.
Pertanto, le caratteristiche di una Centrale Termicadi un Edificio devono
essere definite nei suoi Dati Estesi (v. 9.8.1), al momento del suo inse-
rimento nellopportuna Tavola del progetto (v. 9.8).

Pigiando il bottone Centrale Termicadella Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1), nella griglia sottostante vengono proposti gli oggetti Generatore
inseriti nel documento (creati ex novo o prelevati dal relativo Archi-
vio).
I dati della Strutturadel Generatore selezionato nella Griglia degli Ogget-
ti possono essere visualizzati e gestiti nella Tavola Strutturale che si atti-
va cliccando la linguetta Strutturasulla barra inferiore della finestra del
documento.
Le modalit operative per linserimento di una Centrale Termica in una
Tavola del progetto di TerMus vengono illustrate nel 9.8, mentre quelle
per la definizione della stessa vengono illustrate nel 9.8.1.
8.7.1
Come Creare un Generatore
Per creare un oggetto Generatoreda inserire in una Centrale Termica in-
serita nel disegno, basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Centrale Termicanella Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1); questa operazione propone, nella griglia sottostante, la lista dei
generatori disponibili.

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia degli oggetti; questa opera-
zione aggiunge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia
ed attiva la Tavola Strutturale (v. 8.7.1) del nuovo generatore.
8. La Struttura degli Oggetti
245
nella Tavola Strutturale definire i dati identificativi (Codice, Descrizione
Ridottae Descrizione Estesa) e selezionare la tipologia del generatore
creato nel list box GENERATORE - NORMATIVA di RIFERIMENTO.

A seconda della tipologia scelta, la restante parte della tavola si specifica nella
maniera opportuna per definire la struttura del generatore (v. 8.7.2).

La Struttura delle varie tipologie di Generatore viene dettagliatamente
descritta nel 8.7.2 e seguenti.
8.7.2
La Struttura dei Generatori
Gli Oggetti Generatoresono gli elementi principali che concorrono alla
definizione delloggetto Centrale Termica(v. 8.7).
Allinterno della Centrale possibile inserire uno o pi generatori colle-
gati in serie o parallelo a seconda delle esigenze (v. 8.7.1).

I Generatori inseriti nel progetto di TerMus (creati o prelevati dal relativo
Archivio) possono essere visualizzati e gestiti, con le modalit previste
per gli altri oggetti, nella griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1)
quando, in questa, risulta pigiato il bottone Centrale Termica.
I dati della Strutturadel Generatore selezionato nella griglia possono es-
sere visualizzati e gestiti nella Tavola Strutturaleche si attiva cliccando la
linguetta Strutturasulla barra inferiore della Finestra delle Tavole.
In alto nella Tavola, oltre ai cam-
pi del Codice, della Descrizione
Ridottae della Descrizione Estesa,
proposti per qualsiasi oggetto,
presente il list box GENERATORE
- NORMATIVA di RIFERIMENTO, in

cui va scelta la tipologia del generatore selezionato e la normativa di rife-
rimento da adottare per il calcolo del suo Rendimento di Generazione.
Nella restante parte della Tavola Strutturale vengono proposte, in funzio-
ne della scelta effettuata nel list box GENERATORE - NORMATIVA di RI-
8. La Struttura degli Oggetti
246
FERIMENTO, una o pi pagine, attivabili alternativamente cliccando le
omonime linguette sotto il list box stesso.

Nelle pagine della Tavola Strutturale vengono proposti i campi in cui
specificare i dati caratteristici del generatore selezionato e le funzionalit
per il calcolo del relativo rendimento con le modalit previste dalla nor-
ma di Riferimento (scelta nel list box suddetto).
Nei paragrafi seguenti vengono illustrate le pagine proposte nella Tavola
Strutturale del Generatore in funzione della scelta effettuata nel list box
GENERATORE - NORMATIVA di RIFERIMENTO.






8. La Struttura degli Oggetti
247
8.7.2.1
Caldaie di tipo Tradizionale
Nel presente paragrafo vengono illustrate la modalit operative per defi-
nire la Struttura di un Generatoredi tipo tradizionale (Caldaia a combu-
stibili Fossili tipo Gasolio, G.P.L., Metano, ecc.).
Il programma, per questo tipo di generatori, prevede tre differenti moda-
lit per il calcolo del Rendimento di Generazione, corrispondenti alle
prime tre opzioni del list box GENERATORE - NORMATIVA di RIFERI-
MENTOdella Tavola Strutturale.
A) Caldaia (UNI TS 11300-2 - Precalcolato)
Selezionando Caldaia (UNI TS
11300-2 - Precalcolato) nel list
box GENERATORE - NORMATI-
VA di RIFERIMENTOdella Tavola
Strutturale del generatore, si sce-
glie di calcolarne il Rendimento di
Generazione utilizzando i valori

precalcolati previsti dai prospetti 23 e 24 della UNI/TS 11300-2.
Questoperazione propone, nella Tavola Strutturale, la sola pagina Generale.

8. La Struttura degli Oggetti
248
Nei due campi con sfondo celeste, in alto della pagina, occorre riportare
il Rendimento di GENERAZIONE e la Descrizione del METODOdi calcolo
adottato effettuando le seguenti operazioni:

Pigiare il bottone a destra del campo Rendimento di GENERAZIONE;
questa operazione propone il dialog Rendimento di generazione.

Nel list box Tipo generatoredel dialog selezionare la tipologia del ge-
neratore tra quelle previste dai Prospetti 23 e 24 della UNI/TS 11300-
2. Nel dialog vengono abilitati solo gli strumenti per specificare le in-
formazioni necessarie al calcolo del rendimento di generazione del ti-
po di generatore scelto.

Effettuare le scelte opportune per specificare tutte le informazioni ri-
chieste e pigiare il bottone OKper chiudere il dialog e riportare automa-
ticamente, nei campi della pagina Generale, il valore del Rendimento di
GENERAZIONE previsto dai
prospetti e la Descrizione
del METODO di calcolo.
Nei tre list box sotto il campo Descrizione METODO di calcolo occor-
re definire la Tipologia di generatore.
8. La Struttura degli Oggetti
249
Nel primo list box da sinistra occorre indicare se il gene-
ratore di tipo standard, a bassa temperatura oppu-
re a condensazione. Questo list box, per le caldaie di
tipo tradizionale), risulta disabilitato in quanto il metodo
di calcolo previsto valido solo per generatori standard.

Nel secondo list box va indicato se laria comburente
a pressione atmosferica o ad aria soffiata.

Nel terzo list box va indicato se il generatore mono-
stadio o multistadio.

Nel list box sottostante occorre specificare
lUbicazione del generatore (allaperto, in
centrale termica, entro lo spazio riscaldato,
ecc.).

Nel list box Tipodella sezione Combustibileoccorre
indicare il tipo di combustibile utilizzato dal genera-
tore. La scelta di un tipo di combustibile riporta au-
tomaticamente, nei campi sottostanti, i relativi valori

del Fattore di conversione di energia primaria (FC EP), del Potere calori-
fico inferiore (P.C.I.) e del Fattore di emissione di CO
2
(CO2). I valori
proposti in questi campi sono liberamente modificabili dallUtente.
Nellultimo list box occorre, invece, indicare il Tipo di Fluido
Termovettore(acqua o aria). La scelta del fluido lascia
abilitati i soli campi sottostanti in cui specificare necessaria-
mente i dati.

Infine, nei campi sottostanti, occorre riportare i dati del generatore forniti
dal produttore.

In particolare, i tre valori della Potenza elettrica degli ausiliari (a carico
nominale, a carico intermedioe a carico nullo) possono anche essere ac-
quisiti dallapposito prospetto della Norma pigiando lunico bottone a
lato dei relativi campi. I valori proposti possono essere liberamente mo-
dificati.
Negli ultimi tre campi della pagina occorre specificare, in percentuale:
il Rendimento a carico nominaleed il Rendimento al 30% del carico
nominale, se nellapposito list box stata scelta lAcquacome Tipo di
Fluido Termovettore;
il Rendimento di combustione del Generatore, se stata scelta lAria
come Tipo di Fluido Termovettore.
8. La Struttura degli Oggetti
250
B) Caldaia (UNI TS 11300-2 - Metodo Direttiva 92/42/CEE)
Selezionando Caldaia (UNI TS
11300-2 - Metodo Direttiva 92/42/-
CEE) nel list box GENERATORE
- NORMATIVA di RIFERIMENTO
della Tavola Strutturale del ge-
neratore, si sceglie di calcolarne
il Rendimento di Generazione utilizzando il primo metodo previsto
dallAppendice B della UNI/TS 11300-2 per i generatori di calore a
combustibili fossili di costruzione successiva alla data di recepimento
della Direttiva 92/42/CEE.
Questoperazione propone, nella Tavola Strutturale, le pagine Generalee
Appendice B - METODO B1, attivabili alternativamente cliccando le omo-
nime linguette superiori.
B.1) La pagina Generale
La pagina Generale, proposta nella Tavola Strutturale del generatore nel
caso si scelga di calcolarne il rendimento di generazione con il Metodo
B1, analoga allomonima pagina descritta al punto A)del presente pa-
ragrafo [Caldaia (UNI TS 11300-2 - Precalcolato)].

Le uniche differenze della pagina Generaleproposta nel caso in esame da
quella descritta al punto A)sono:
8. La Struttura degli Oggetti
251

Il bottone a destra del campo Rendimento di GENERAZIONE risulta
NON abilitato in quanto il calcolo di tale rendimento si effettua nella
pagina Appendice B - METODO B1(v. avanti) della Tavola Strutturale.
Come Tipo di Fluido Termovettore prevista solo lAcqua
e tale scelta NON modificabile.

Nella pagina Generale in esame NON sono presenti gli ultimi tre
campi della stessa pagina descritta al punto A).
B.2) La pagina Appendice B - METODO B1
La pagina Appendice B - METODO B1, viene proposta nella Tavola Strut-
turale del generatore di tipo tradizionale quando si sceglie di calcolarne il
rendimento di generazione con il Metodo B1.

Nella sezione Condizioni di ESERCIZIOoccorre riportare, in C, la Tempe-
ratura media del generatore, la Temperatura di ritorno del generatoree la
Temperatura media per sola ACS in condizioni di esercizio. Tali valori
possono essere specificati con tre diverse modalit, scegliendo, nel menu
che si apre pigiando il bottone a destra dei relativi campi una delle se-
guenti opzioni:
Personalizzata: in questo caso i campi del-
la sezione Condizioni di ESERCI-
ZIO vengono resi editabili per specifi-
carvi liberamente i valori desiderati.

da UNI/TS 11300-2:2008-Appendice A: que-
sta opzione consente di rilevare le tem-
perature richieste dallAppendice A
della UNI/TS 11300-2:2008.

8. La Struttura degli Oggetti
252
In questo caso viene proposto il dialog Calcolo della temperatura
dellacquain cui occorre indicare il Tipo di Regolazionescegliendolo
nellapposito list box e specificare, nei restanti campi, lEsponente della
curva caratteristica dei terminali di erogazione, la Temperatura di man-
data di progetto(in C), la Temperatura di ritorno di progetto(in C), la
Temperatura di Set Point(in C) e la Potenza termica di progetto delle
unit terminali (in W).

Pigiando il bottone OKil dialog viene chiuso riportando i valori delle
temperature nei campi della sezione Condizioni di ESERCIZIO.
da UNI EN 15316-2-1 e 15316-2-3: questa
opzione consente di calcolare le tempe-
rature richieste secondo i metodi descrit-
ti dalle UNI EN 15316-2-1 e 15316-2-3.
In questo caso viene proposto il dialog in cui indicare, in C, la Tem-
peratura media del generatoree la Temperatura di ritorno al generatore.

Pigiando il bottone OKil dialog viene chiuso riportando i valori delle
temperature nei campi della sezione Condizioni di ESERCIZIO.
Nella sezione Condizioni di Riferimento a carico nullo (TEST) occorre ri-
portare la Potenza persa(in W) a carico nullo con differenza fra la tem-
8. La Struttura degli Oggetti
253
peratura media del generatore e la temperatura del locale di installazione
in condizioni di riferimento e la Frazione di perdite al mantelloa carico
nullo in condizioni di riferimento; tali valori possono essere calcolati au-
tomaticamente pigiando i bottoni a lato dei campi.

Nella sezione Condizioni di Riferimento a potenza nominale (TEST)oc-
corre riportare:
il Rendimentoa potenza nominale in Condizioni di Riferimento; tale
valore pu essere calcolato automaticamente pigiando il bottone a
lato del campo;
la Temperatura media del generatore(in C) a potenza nominale in
Condizioni di Riferimento e il Fattore di correzione del rendimento a
potenza nominale in Condizioni di Riferimento; tali valori possono
essere calcolati automaticamente pigiando il bottone a lato dei campi.
Nella sezione Condizioni di Riferimento a potenza intermedia (TEST)
occorre riportare:
il Rendimentoa potenza intermedia in condizioni di riferimento; tale
valore pu essere calcolato automaticamente pigiando il bottone a
destra del campo;
la Temperatura media del generatore(in C) a potenza intermedia in
condizioni di riferimento e il Fattore di correzione del rendimento a
potenza intermedia in condizioni di riferimento; tali valori possono es-
sere calcolati automaticamente pigiando il bottone a destra dei campi.

Per ulteriori indicazioni sulla definizione dei valori da inserire basta premere F1
della tastiera per attivare lHelp del programma.

8. La Struttura degli Oggetti
254
C) Caldaia (UNI TS 113000-2 - Metodo analitico)
Selezionando Caldaia (UNI TS
11300-2 - Metodo analitico)nel list
box GENERATORE - NORMATIVA
di RIFERIMENTO della Tavola
Strutturale del generatore, si sce-
glie di calcolare il suo Rendimen-
to di Generazione utilizzando il metodo analitico (B2) dellappendice B
della UNI/TS 11300-2 previsto per generatore a combustibili fossili di
costruzione antecedente la data di recepimento della Direttiva 92/42/CEE.
In questo caso, nella Tavola Strutturale, vengono proposte le pagine Ge-
nerale, Appendice B - METODO B2e Dati aggiuntivi.

C.1) La pagina Generale
La pagina Generale della Tavola Strutturale, anche in questo caso, ana-
loga allomonima pagina descritta nel caso A) del presente paragrafo e
presenta, rispetto a questa, le seguenti differenze:

Il bottone a destra del campo Rendimento di GENERAZIONE NON ri-
sulta abilitato in quanto il calcolo del rendimento si effettua nella pa-
gina Appendice B - METODO B2(v. avanti) della Tavola.
Come Tipo di Fluido Termovettore prevista unicamente
lAcqua e tale scelta NON modificabile.
8. La Struttura degli Oggetti
255
NON sono presenti i tre campi in cui specificare la potenza elettrica
degli organi ausiliari.
C.2) La pagina Appendice B - METODO B2
Nella pagina Appendice B - METODO B2occorre innanzitutto indicare, se-
lezionando il check box Valutazione di progetto o standardse la valuta-
zione si effettua per la fase progettuale di un nuovo edificio ed il relativo
impianto oppure quella standard prevista dalla Normativa per la verifi-
ca di un sistema edificio/impianto esistente.

Quando il check box Valutazione di progetto o standard selezionato il
valore (in ore) del Tempo di accensione al focolare del generatoreviene
calcolato dal programma in funzione dei altri dati richiesti nella pagina. In
questo caso, il campo per linserimento del Tempo di accensione risulta
NON editabile e, nei restanti campi della pagina, occorre specificare:
la Potenza al FOCOLARE a carico nominaledel generatore (in kW);
la Potenza degli ausiliari elettrici (prima del focolare) e la Potenza
degli ausiliari elettrici (dopo il focolare)in W. Per tali valori anche
possibile richiedere linserimento automatico pigiando il bottone a
lato dei relativi campi;

lEsponente del fattore di
carico, n; tale valore
pu essere acquisito auto-
maticamente dagli appositi
prospetti della Normativa
pigiando il bottone a lato
del campo e selezionando

la Tipologia di generatorenel list box del dialog che si apre;
8. La Struttura degli Oggetti
256
lEsponente del fattore di carico, m o p; tale valore pu anche esse-
re acquisito automaticamente dagli appositi prospetti della Normativa
pigiando il bottone a lato del campo e selezionando il tipo di Circola-
zione dellacqua in caldaianel list box del dialog che si apre.

Nella sezione Condizioni di ESERCIZIOdella pagina occorre riportare la
Temperatura media del generatoree la Temperatura di ritorno del genera-
tore. Tali valori possono essere specificati con una delle seguenti modalit:
Specificandone liberamente i valori; in
tal caso basta selezionare Personalizzata
nel menu che si apre pigiando il bottone
a destra dei campi per renderli editabili.
Richiedendone il calcolo secondo il
metodo previsto dallAppendice A
della Norma. In questo caso, occorre
selezionare da UNI/TS 11300-2: 2008 -
Appendice A nel menu che si apre pi-
giando il bottone a destra dei campi.

Questa operazione propone il dialog in cui occorre indicare il Tipo di
Regolazione (scegliendolo nellapposito list box) e i valori
dellEsponente della curva caratteristica dei terminali di erogazione,
della Temperatura di mandata di progetto(in C), della Temperatura di
ritorno di progetto(in C), della Temperatura di Set Point(in C) e del-
la Potenza termica di progetto delle unit terminali (in W).
8. La Struttura degli Oggetti
257
Pigiando il bottone OK, il dialog viene chiuso e, nei due campi della pa-
gina Appendice B - METODO B2, vengono riportati i valori calcolati.
Richiedendone il calcolo secondo i me-
todi previsti dalle UNI EN 15316-2-1 e
UNI EN 15316-2-3. In questo caso, oc-
corre selezionare da UNI EN 15316-2-1 e
15316-2-3nel menu che si apre pigiando

il bottone a destra dei
campi.
Questoperazione apre
il dialog in cui occorre
riportare (in C) la
Temperatura media
del generatore e la
Temperatura di ritorno
al generatore.

Pigiando il bottone Ok, il dialog viene chiuso e, nei due campi della
pagina Appendice B - METODO B2, vengono riportati i valori delle
Temperature calcolate.
Nel campo Temperatura media per sola ACS della sezione Condizioni di
ESERCIZIOoccorre, inoltre, riportare la Temperatura media per sola pro-
duzione di Acqua Calda Sanitaria (se prevista) in condizioni di esercizio.
Infine, nella sezione Condizioni di Riferimento (TEST) della pagina occor-
re specificare:
La Temperatura media del generatore(in C) e le Perdite al camino a
bruciatore acceso(in %) in condizioni di riferimento. Pigiando il bot-
tone a destra di questi due campi, in questi vengono automaticamente
riportati i valori previsti dal prospetto B.12 della Normativa.
Le Perdite al camino a bruciatore spento in condizioni di riferimento.
Tale valore, oltre a poter essere specificato liberamente dal Tecnico, pu
essere ottenuto rilevandolo dal prospetto B.17 della Norma effettuando
le seguenti operazioni:
Pigiare il bottone a de-
stra del relativo campo
per accedere al dialog
Perdite al camino a
bruciatore spento.
Nel list box del dialog
indicare se lAltezza del camino inferiore o superiore a 10 m.
8. La Struttura degli Oggetti
258
Pigiare il bottone Okper chiudere il dialog e riportare il valore oppor-
tuno nel campo Perdite al camino a bruciatore spentodella pagina.
Le Perdite al mantello(in %) in condizioni di riferimento. Tale valo-
re, oltre a poter essere specificato dal Tecnico, pu essere acquisito
dal prospetto B.14 della Norma effettuando le seguenti operazioni:
Pigiare il bottone a
destra del relativo
campo per accedere
al dialog Perdite al
mantello.
Nel list box del dia-
log indicare il Tipo di
isolamento del man-
tello.
Pigiare il bottone Okper chiudere il dialog e riportare il valore
opportuno nel campo Perdite al mantellodella pagina Appendice
B - METODO B2.
Quando il check box Valutazione di progetto o standardrisulta NON sele-
zionato, viene abilitato il campo Tempo di accensione del focolare del gene-
ratorein quanto tale valore deve essere specificato direttamente dal Tecnico.

Inoltre nella pagina Appendice B - METODO B2 vengono lasciati abili-
tati, per linserimento dei dati, i soli campi Potenza al FOCOLARE a cari-
co nominale, Potenza ausiliari elettrici (prima del focolare), Potenza ausilia-
ri elettrici (dopo il focolare) e Temperatura media per sola ACS (in condi-
zioni di esercizio).
8. La Struttura degli Oggetti
259
C.3) La pagina Dati aggiuntivi
La pagina Dati aggiuntivi della Tavola Strutturale abilitata SOLO se il
check box Valutazione di progetto o standardnella pagina Appendice B -
METODO B2 risulta selezionato.
Nella pagina Dati aggiuntivi occorre specificare eventuali ulteriori dati re-
lativi ai Generatori a Condensazionee/o ai Generatori Multistadio.
Nella pagina Dati aggiuntivi sono presenti le tre sezioni descritte di seguito.

Valori alla potenza nominale (SOLO per generatori a condensazione)
La sezione Valori alla potenza nominaledella pagina Dati aggiuntivi risulta
abilitata allinserimento dei dati se il generatore in esame a condensa-
zione, cio se, nella pagina Generaledella Tavola Strutturale, stata scel-
ta condensazione nellapposito list box della Tipologia di generatore.
In questa sezione vengono proposti i campi in cui specificare:
La Temperatura dellAria comburente(in C).
Il Delta T fra fumi e acqua di ritorno al generatore, cio la differenza fra
la temperatura dei fumi e quella dellacqua di ritorno al generatore alla
potenza nominale (in C). In mancanza delleffettivo dato di macchi-
na, possibile adottare il valore suggerito dallapposito prospetto della
Norma che viene riportato automaticamente nel campo pigiando il
bottone alla sua destra ed indicando il Rendimento alla potenza nomi-
nalenel list box del dialog che si apre.
8. La Struttura degli Oggetti
260

Il Contenuto di OSSIGENO nei Fumi secchi alla potenza nominale (in
%). In mancanza delleffettivo dato di macchina, possibile adottare il
valore suggerito dallapposito prospetto della Norma che viene ripor-
tato automaticamente nel campo pigiando il bottone alla sua destra.
Il Volume stechiometrico dei Fumi secchi (teorico), il Volume di Aria
stechiometrica (teorica) e la Produzione stechiometrica di vapore dac-
qua. In mancanza degli effettivi dati di macchina, possibile adottare i
valori suggeriti dallapposito prospetto della Norma che vengono ripor-
tati automaticamente nei relativi campi pigiando il bottone a destra ed
indicando il Tipo di gas combustibile nel list box del dialog che si apre.

Valori alla potenza minima (SOLO per generatori multistadio)
La sezione Valori alla potenza minima(SOLO per generatori multistadio)
della pagina Dati aggiuntivi risulta abilitata allinserimento dei dati se il
generatore in esame multistadio, cio se, nella pagina Generaledella
Tavola Strutturale, stato scelto multistadio nellapposito list box della
Tipologia di generatore.
In questa sezione vengono proposti i campi in cui specificare:
La Potenza MINIMA al focolare del generatore(in kW). In mancanza
delleffettivo dato di macchina, possibile adottare lopportuno valore
suggerito dallapposito prospetto della Norma che viene riportato au-
tomaticamente nel campo pigiando il bottone alla sua destra.
Le Perdite al camino a bruciatore acceso alla potenza minima (in per-
centuale). In mancanza delleffettivo dato di macchina, possibile
adottare lopportuno valore suggerito dallapposito prospetto della
Norma che viene riportato automaticamente nel campo pigiando il
bottone alla sua destra.
8. La Struttura degli Oggetti
261
La Potenza degli ausiliari elettrici (prima del focolare) alla potenza mi-
nima (in W). In mancanza delleffettivo dato di macchina, possibile
adottare lopportuno valore suggerito dallapposito prospetto della
Norma che viene riportato automaticamente nel campo pigiando il
bottone alla sua destra.
Valori alla potenza minima (SOLO per generatori a condensazione multi-
stadio)
La sezione Valori alla potenza minima(SOLO per generatori a condensa-
zione multistadio) della pagina Dati aggiuntivi risulta abilitata
allinserimento dei dati se il generatore in esame sia a condensazione
che multistadio, cio se, nella pagina Generaledella Tavola Strutturale,
stato scelto condensazione e multistadio negli appositi list box del-
la Tipologia di generatore.
In questa sezione vengono proposti i campi in cui specificare:
Il Contenuto di OSSIGENO nei Fumi secchi alla potenza minima (in %).
In mancanza delleffettivo dato di macchina, possibile adottare il va-
lore suggerito dallapposito prospetto della Norma che viene riportato
automaticamente nel campo pigiando il bottone alla sua destra ed in-
dicando il tipo di Modulazione arianel list box del dialog che si apre.

Nel campo Delta T fra fumi e acqua di ritorno al generatoreinserire la
differenza fra la temperatura dei fumi e la temperatura dellacqua di ri-
torno al generatore alla potenza minima (in C). In mancanza
delleffettivo dato di macchina, possibile adottare il valore suggerito
dallapposito prospetto della Norma che viene riportato automaticamen-
te nel campo pigiando il bottone alla sua destra ed indicando il Rendi-
mento alla potenza minimanel list box del dialog che si apre.

8. La Struttura degli Oggetti
262

Per ulteriori indicazioni sui valori da inputare basta posizionare il cursore nei rela-
tivi campi e premere F1 della tastiera per avviare lHelp del programma.

8.7.2.2
Generatori a Biomassa
Nel presente paragrafo vengono illustrate la modalit operative per defi-
nire la Struttura di un Generatore a biomassa.
Il programma, per questo tipo di generatori, prevede due differenti moda-
lit per il calcolo del Rendimento di Generazione, corrispondenti alla
quarta e alla quinta opzione del list box GENERATORE - NORMATIVA di
RIFERIMENTOdella Tavola Strutturale.
Generatore a Biomassa (UNI TS 11300-2/4 - Precalcolato)
Quando NON si dispone dei dati del produttore del Generatore a Bio-
massa in esame, il Rendimento di Generazione dello stesso pu essere
calcolato adottando i valori (precalcolati) cautelativi previsti dai prospetti
da 12 a 17 della UNI/TS 11300-4 (per generatori a biomassa solida a ca-
ricamento manuale) o nei prospetti 23 della UNI/TS 11300-2.
Per scegliere di adottare questa
metodologia, basta selezionare
Caldaia a Biomassa (UNI TS
11300-2/4 - Precalcolato) nel list
box GENERATORE - NORMATI-
VA di RIFERIMENTOdella Tavo-
la Strutturale del generatore.
Questo metodo pu anche essere utilizzato per gli altri tipi di generatori a
biomassa previsti nei prospetti da 12 a 17 della UNI/TS 11300-4 o nei
prospetti 23 della UNI/TS 11300-2.
La scelta effettuata nel list box propone, nella Tavola Strutturale, la sola pa-
gina Generale.
8. La Struttura degli Oggetti
263

In questo caso, per definire il Rendimento di generazione, basta sempli-
cemente pigiare il bottone a destra del campo Rendimento di GENERA-
ZIONE della pagina per accedere allomonimo dialog in cui specificare le
informazioni necessarie.

La prima operazione da effettuare, nel dialog Rendimento di generazione
lindicazione della tipologia del generatore in esame scegliendola nel
list box Tipo generatore.

8. La Struttura degli Oggetti
264
Questa scelta, infatti, propone abilitati, nel dialog, i soli strumenti per
specificare le informazioni necessarie a determinare il Rendimento di
Generazione del tipo di generatore indicato.
In particolare, nel dialog, occorre sempre indicare, mediante la selezione
dellapposito check box in alto, se il generatore Dotato di accumulatore.
Nel list box Valore di basedella sezione Fattori di correzionedel dialog
occorre indicare il periodo di costruzione o il tipo di certificazione del
generatore in esame. Questa operazione propone, nel campo a destra, il
Valore di basenecessario per il calcolo. A seconda della scelta effettuata,
tale valore pu essere o meno modificabile dallUtente.

Ultimata linputazione di tutte le informazioni richieste, basta pigiare il
bottone OKper chiudere il dialog ed ottenere linserimento del Rendimento
di GENERAZIONE calcolato nellomonimo campo della pagina Generale.

8. La Struttura degli Oggetti
265
Nei quattro list box sotto il campo Rendimento di Generazione della pa-
gina Generale vanno indicati la Tipologia di Generatorein esame e la sua
Ubicazione.
Nella sezione Combustibile, come di consueto, occorre indicare il tipo di
combustibile e le relative caratteristiche.
Naturalmente, in questo caso, nel list box Tipo
occorre indicare se il combustibile Biomassa
liquida, Biomassa solidao Biomassa gassosa.
La selezione del check box Biomasse assimilabili a FR indica che la bio-
massa utilizzata assimilabile ad una Fonte Rinnovabile.
Nei campi sottostanti occorre specificare i valori del Fattore di conver-
sione di energia primaria (FC EP), del Potere calorifico inferiore (P.C.I.) e
del Fattore di emissione di CO
2
(CO2) della biomassa utilizzata.
Nel list box successivo occorre indicare il Tipo di Fluido Ter-
movettore(acqua o aria). La scelta del fluido lascia abili-
tati i soli campi sottostanti in cui specificare i dati necessari.

Nel list box Tipo Caricamento occorre indicare se il carica-
mento del generatore Automaticoo Manuale.


Se il tipo di caricamento previsto Manuale, nel list box adia-
cente occorre anche indicare se il tipo di Tipo di Controllo
dellAriacomburente Automaticoo Manuale.
Nei campi successivi occorre specificare:
La PotenzaTermica Utile a carico nominaledel Generatore, in kW.

La PotenzaTermica Utile a carico intermediodel Generatore, in kW;
Questo valore pu anche essere rilevato automaticamente dagli appo-
siti prospetti della UNI/TS 11300-4 pigiando il bottone a destra del
relativo campo.

La Potenza elettrica degli ausiliari (a carico nominale, a carico interme-
dioe a carico nullo), in W. Per specificare questi valori anche possi-
bile richiedere il calcolo secondo le modalit previste dalla UNI/TS
11300-4 pigiando lunico bottone a destra dei tre campi.
Il Rendimentotermico utile del generatore a carico nominale, in per-
centuale. Tale valore va specificato solo se il Tipo di Fluido Termovet-
tore lAcqua.
8. La Struttura degli Oggetti
266
Il Rendimentotermico utile del generatore al 30% del carico nominale,
in percentuale. Anche questo valore va specificato solo se il Tipo di
Fluido Termovettore lAcqua.
Il Rendimento di Combustione del generatore a carico nominale, in
percentuale. Questo valore va specificato solo se il Tipo di Fluido Ter-
movettore lAria.
Generatore a Biomassa (UNI TS 11300-2 - Metodo analitico)
Quando i generatori a Biomassa NON ricadono nelle tipologie previste
dal metodo Precalcolato precedentemente illustrato, il loro Rendimento
di Generazione pu essere calcolato adottando il Metodo Analitico B2
previsto dallAppendice B della UNI/TS 11300-2.
Per scegliere di adottare questa
metodo, basta selezionare Cal-
daia a Biomassa (UNI TS 11300-2
- Metodo analitico) nel list box
GENERATORE - NORMATIVA di
RIFERIMENTO della Tavola
Strutturale del generatore.
La scelta effettuata nel list box propone, nella Tavola Strutturale, le pagine
Generale, Appendice B - METODO B2e Dati aggiuntivi.

8. La Struttura degli Oggetti
267
In questo caso, adottando il Metodo Analitico, gi descritto per le Cal-
daie di tipo tradizionale, per la descrizione dei dati da inputare nelle pa-
gine Generale, Appendice B - METODO B2e Dati aggiuntivi, si rimanda al
punto C del 8.7.2.1.
Naturalmente, nella pagina Generale, per i generatori a Biomassa, occor-
rer indicare necessariamente, con le modalit illustrate al punto prece-
dente (Precalcolato), Il Tipodi Caricamentoe il Tipodi ControllodellAria
comburente.
8.7.2.3
Pompe di Calore
Per definire la Struttura della Pompa di Caloreselezionata nella Griglia
degli Oggetti Generatore, occor-
re scegliere Pompa di Calore
(UNI TS 11300-4) nel list box
GENERATORE - NORMATIVA di
RIFERIMENTO della sua Tavola
Strutturale.

Questa scelta propone, nella Tavola Strutturale, le pagine Generalee Dati
aggiuntivi, attivabili alternativamente cliccando le omonime linguette in
alto a sinistra.
La pagina Generale
Per una Pompa di Calore i primi due campi (celeste) in alto nella pagina
Generaleriportano rispettivamente:
la Descrizione del METODO di calcolo; in questo caso il metodo quel-
lo previsto dalla UNI TS 11300-4;
il campo Rendimento di GENERAZIONE che riporter, anche dopo il
calcolo, la stringa calcolato. Il Rendimento di Generazione, infatti,
NON un valore univoco.
Anche il bottone a destra del campo Rendimento di GENERAZIONE,
risulta NON abilitato in quanto il calcolo verr effettuato mediante un
apposito Wizard (v. avanti).
8. La Struttura degli Oggetti
268

Risultano anche disabilitati i list box per la scelta della Tipologia di gene-
ratore(standard, a bassa temperaturao a condensazione, atmosfericoo
ad aria soffiatae monostadioo multistadio) che descrivono caratteristiche
specifiche dei generatori a combustione.
Nel list box Ubicazione del generatoreoccorre in-
dicare il tipo di ubicazione previsto per il genera-
tore.
Nel list box Tipodella sezione Combustibileva in-
dicato il combustibile utilizzato. Questa scelta pro-
pone, nei campi sottostanti, i valori di letteratura
del Fattore di conversione in energia primaria (FC EP), del Potere calori-
fico inferiore (P.C.I.) e del Fattore di emissione di CO2 (CO2). Natural-
mente tali valori possono essere liberamente modificati dal Tecnico.
Nel list box Tipo di fluido Termovettoreoccorre indicare se il
fluido termovettore utilizzato Acquao Aria.
Nei campi successivi, per il generatore in esame, occorre specificare:
La Potenza TermicaUtile a carico nominale (in kW).
Il Coefficiente di prestazione (COPper le macchine elettriche oppure
GUE per le macchine a gas). Un coefficiente di prestazione pari al
rapporto tra la potenza termica fornita e la corrispondente potenza
elettrica o termica assorbita.
8. La Struttura degli Oggetti
269
La Fonte energetica (Aria esterna, Aria interna, Acqua o Terra) sce-
gliendola nellomonimo list box.
La Potenza elettricadegli organi ausiliari (pompe, ecc.) (in Watt).

Per le pompe di calore elettriche il compressore NON va considerato come or-
gano ausiliare.

La Portata di aria trattata(in m
3
/h) necessaria in caso di macchina adi-
bita a sola produzione di acqua calda sanitaria ubicata in centrale ter-
micaoppure entro lo spazio riscaldato. Naturalmente il campo per in-
putare questo valore NON abilitato se il generatore ubicato
allaperto.
La pagina Dati aggiuntivi
In alto nella pagina Dati aggiuntivi della Tavola Strutturale di una Pompa di
Calore viene proposto il list box Tipologiain cui occorre specificare il tipo
di funzionamento per essa previsto (a Compressioneo ad Assorbimento).

Sotto il list box Tipologia sono presenti:
Il bottone che avvia il Wizardper il Calcolo delle prestazioni della
pompa di calore (v. avanti).

Il check box Integrazione Termicala cui selezione indica che per la
pompa di calore prevista una integrazione termica costituita da una
resistenza elettrica.
8. La Struttura degli Oggetti
270
Nella sezione Temperature di Cut-Off vengono proposti i campi per indi-
care lintervallo di temperature in cui le prestazioni della macchina ven-
gono ritenute accettabili:
Min, in cui riportare, in C, la Temperatura minima della sorgente fredda
alla quale il Tecnico ritiene conveniente disattivare la pompa di calore.
Max, in cui riportare, in C, la Temperatura massima della sorgente fredda
alla quale il Tecnico ritiene conveniente disattivare la pompa di calore.
Temperatura Limite - TOL (Temperature Of Limit), in cui riportare, in C, la
Minima Temperatura di sorgente fredda a cui la macchina riesce a
funzionare (dichiarata dal costruttore).
Per le Pompe di Calore ad assorbimento, sotto la sezione descritta, viene
proposto il campo Temperatura al generatore, in cui occorre riportare, in
C, la Temperatura in Ingresso al generatore.
Nella sezione Temperatura in condizioni di esercizio sono proposti i campi:
Sorgente Fredda, in cui occorre indicare la Temperatura della sorgente
fredda in condizioni di esercizio. Se, nella pagina Generale, come Fon-
te energetica stata scelta lAria esterna, questo campo viene disabili-
tato e al suo interno viene riportata la stringa calcolata ad indicare che
la temperatura di Sorgente Freddaviene calcolata automaticamente dal
programma in funzione dei Dati Climatici del Comune (v. 5.3).
Pozzo Caldo, in cui occorre indicare:
la Temperatura in uscita dal pozzo caldo in condizioni di funziona-
mento, se il fluido termovettore laria.
la Temperatura in ingresso al pozzo caldo in condizioni di funzio-
namento, se il fluido termovettore lacqua.
Il Wizard per il calcolo delle Prestazioni
Per il Calcolo delle Prestazioni della pompa di calore in esame,
TerMus prevede un apposito Wizard che si avvia pigiando lunico
bottone nella pagina Dati aggiuntivi della Tavola Strutturale.
Allapertura viene proposta la pagina Fattori correttivi del Wizard.
Fattori correttivi
Tali fattori vengono applicati ai Coefficienti di Prestazione (COP o
GUE) per tener conto del degrado delle prestazioni della pompa di calore
al decrescere del carico di macchina (carichi parziali).
8. La Struttura degli Oggetti
271
Se la pompa di calore a Compressioneendotermica, la pagina Fattori
correttivi presenta la tabella in cui indicare:
Il valore del minimo carico della macchina nella riga dei carichi par-
ziali CR (Capacity Ratio).

Il valore del fattore correttivo Cdper ognuno dei carichi parziali CR.
Se, invece, la pompa di calore ad Assorbimento, nel list box
Funzionamentodella pagina Fattori correttivi occorre indicare
il tipo di funzionamento (ON - OFF oppure Modulante).

In relazione al funzionamento scelto, nella tabella sottostante, per ogni ca-
rico parziale(CR), vengono riportati i valori dei Fattori correttivi (Cd) che
la Norma propone di utilizzare in assenza di dati forniti dal produttore.

8. La Struttura degli Oggetti
272

Per le pompe di calore a Compressione Elettrica (definite scegliendo Elettricit
nel list box Tipodella sezione Combustibiledella pagina Generale) la pagina
Fattori correttivi del Wizard si presenta in maniera molto differente e sar illu-
strata nello specifico punto del presente paragrafo (v. avanti).

Pigiando il bottone Avanti >>sulla barra inferiore si passa alla pagina
successiva del Wizard.
Temperature Sorgente Fredda e Pozzo Caldo
Nella pagina Temperature Sorgente Fredda e Pozzo Caldo del Wizard oc-
corre riportare, sia per i Generatori a Compressione Endotermica che per
quelli ad Assorbimento, le Temperaturedella Sorgente Freddae del Poz-
zo Caldo. Per tali temperature occorre specificare, nella successiva pagina
del Wizard, le prestazioni della macchina fornite dal produttore.
Nelle griglie Sorgente Freddae Pozzo Caldoil Tecnico, oltre a modifica-
re liberamente i valori delle temperature proposte, pu inserire ulteriori
temperature (righi) o eliminare temperature esistenti.


Per aggiungere il rigo di una nuova temperatura in una griglia basta
cliccare licona Aggiungi a destra della griglia stessa.

Per eliminare il rigo di una temperatura in una griglia basta, invece
cliccare licona Elimina.

Per la Sorgente Fredda vengono proposte, evidenziate in rosa, le quattro tempe-
rature per cui la Norma prescrive di specificare le prestazioni.
NON avendo la certezza che le prestazioni a tali temperature siano sempre di-
sponibili, il programma lascia la facolt di modificarle o di eliminarne i righi.

8. La Struttura degli Oggetti
273
Definite le temperature nelle griglie Sorgente Freddae del Pozzo Caldo
basta pigiare il bottone Avanti >>sulla barra inferiore per passare alla pa-
gina successiva del Wizard.
Prestazioni
La pagina Prestazioni del Wizard propone le schede con le tabelle in cui
specificare i dati forniti dal produttore.
La pagina Prestazioni presenta pi schede (una per ogni percentuale di
carico) solo per pompe di calore a Compressione Elettricaper le quali,
nella pagina Fattori correttivi del Wizard, si scelta la modalit da scheda
tecnicaper il Calcolo dei fattori correttivi (v. avanti).
Per tutti gli altri Tipi di pompe di calore, nella pagina Prestazioni, viene
proposta la sola scheda 100%(pieno carico).

Per indicare che una pompa di calore a Compressione Elettrica, basta sceglie-
re Elettricitnel list box Tipodella sezione Combustibiledella pagina Generale.

La tabella proposta in una scheda viene predisposta in funzione delle Tem-
perature (di Sorgente Freddae di Pozzo Caldo) definite nella pagina pre-
cedente del Wizard e dei dati necessari al calcolo delle prestazioni del tipo
di Pompa di Calore (a Compressione Endotermica o ad Assorbimento).
Se la pompa di calore del Tipoa Compressione Endotermica, per ogni
temperatura di Sorgente Fredda definita occorre specificare i seguenti dati:

Pt: potenza termica a pieno carico della pompa di calore (in kW);
8. La Struttura degli Oggetti
274
GUE (Gas Utilization Efficiency): coefficiente di prestazione (per le macchi-
ne a gas) pari al rapporto tra la potenza termica fornita e la corrispon-
dente potenza termica assorbita;
Paux: potenza elettrica degli ausiliari (in W);
Pres: potenza termica residua sfruttabile per altri usi (in kW).
Se la pompa di calore
del Tipo ad Assorbimen-
to, per ogni temperatura
di Sorgente Fredda defi-
nita occorre specificare
solo la sua potenza ter-
mica a pieno carico (Pt)
ed il relativo coefficiente
di prestazione (GUE).
Pompe di Calore a Compressione Elettrica
Per definire una pompa di calore a Compressione Elettricabasta scegliere
Elettricitcome Tipodi Combustibilenella pagina Generaledella Tavola
Strutturale.
In questo caso accedendo al Wizard per il calcolo della pompa di
calore (pigiando lapposito bottone nella pagina Dati Aggiuntivi)
viene proposta la pagina Fattori correttivi che presenta:
Il list box in cui va scelta la modalit di Calcolo dei fat-
tori correttivi (da scheda tecnica o, in mancanza di
questultima, da UNITS 11300-4).
Il list box in cui indicare il tipo di Funzionamentodella
pompa di calore (ON - OFF oppure Modulante).
Se nel list box Calcolo dei fattori correttivi selezionato da UNITS 11300-4,
(sono disponibili i dati del produttore) si attiva la sezione Fattori di de-
gradocontenente i campi:
Fattore degrado Cd, in cui occorre riportare il coefficiente correttivo delle
prestazioni legato al fattore di carico.
Fattore degrado Cc, in cui va riportato il fattore di correzione del COP di-
chiarato dal fabbricante. In mancanza di tale dato si assume 0,9.
8. La Struttura degli Oggetti
275

Se, invece, nel list box Calcolo dei fattori correttivi selezionato da sche-
da tecnica(i dati del produttore sono disponibili), si attiva la griglia Carichi
parziali da scheda tecnicain cui occorre riportare la lista delle percentuali
dei carichi per cui occorre calcolare i fattori correttivi delle prestazioni.
Pigiando il bottone Avanti >>si passa alla pagina del Wizard (identica
allomonima pagina proposta per gli altri tipi di pompe di calore) in cui
occorre specificare le Temperature di Sorgente Fredda e Pozzo Caldo.

Pigiando ancora il bottone Avanti >>si passa alla pagina Prestazioni.
In questa pagina vengono proposte, per ogni percentuale di carico defini-
ta nella pagina Fattori correttivi, una scheda in cui riportare, per ogni
Temperatura di Sorgente Fredda e Pozzo Caldo (definita nella precedente
8. La Struttura degli Oggetti
276
pagina del Wizard), i valori della potenza termica della macchina a pieno
carico (Pt) ed il relativo coefficiente di prestazione (COP).

Ultimata linputazione dei dati, basta pigiare il bottone Fineper avviare il
calcolo delle prestazioni della pompa di calore e chiudere il Wizard.
A calcolo effettuato, nel riquadro celeste della pagina Dati aggiuntivi della
Tavola strutturale del generatore, viene riportata la tipologia della pompa
di calore calcolata.

8. La Struttura degli Oggetti
277
8.7.2.4
Cogeneratori
Per i Cogeneratori per produzione ed utilizzo simultanei di energia mec-
canica o elettrica e di energia termica a partire dai combustibili primari,
TerMus prevede i seguenti metodi di calcolo previsti dalla Norma:
metodo del contributo frazionale mensileper impianti in cui le unit
della sezione cogenerativa sono dimensionate per funzionare a carico
nominale per la maggior parte dellanno o della stagione, se adibite a
solo riscaldamento.
metodo del profilo di carico mensileper impianti in cui la potenza
termica totale nominale erogata dalla sezione cogenerativa sensibil-
mente maggiore del fabbisogno termico di base richiesto con continui-
t allingresso del sistema di distribuzione. La sezione cogenerativa si
trova, quindi, a funzionare a carico variabile, modulando il fattore di
carico della o delle unit di cui composta e/o avviandole in sequenza
secondo logiche di regolazione ad inseguimento termico.

Ai fini dellapplicazione delle suddette metodologie di calcolo necessario che:
le unit cogenerative siano connesse in parallelo alla rete elettrica pubblica;
la regolazione della sezione cogenerativa sia esclusivamente in funzione del
fabbisogno di calore (modalit termico segue).

Metodo del contributo frazionale mensile
Questo metodo pu essere utilizzato solo nel caso in cui la sezione cogene-
rativa costituita da ununica unit o da pi unit in cascata funzionanti in
condizioni nominali (a punto fisso e senza modulazione del carico), la cui
accensione e spegnimento sono determinati da una regolazione in modalit
termico segue. Limpianto, con o senza sistema di accumulo termico
inerziale, deve essere privo di by pass-fumi e/o di dissipazione.

Il rendimento nominale include gi le perdite recuperate dagli ausiliari allinterno delle
unit del cogeneratore e, quindi, esse non devono essere nuovamente computate.

Per richiedere il calcolo del Cogeneratore selezionato secondo il metodo
del contributo frazionale mensile occorre scegliere lopzione
8. La Struttura degli Oggetti
278
Cogeneratore (UNI TS 11300-4 -
Contributo frazionale) nel list
box GENERATORE - NORMATI-
VA di RIFERIMENTOdella Tavo-
la Strutturale del generatore
stesso.
Questa operazione propone, nella Tavola Strutturale, le pagine Generalee
Unit cogenerative, attivabili alternamente cliccando le omonime linguet-
te in alto.
La pagina Generale
In alto nella pagina Generalevengono proposti i campi azzurri NON
editabili:
Descrizione del METODO di calcoloin cui viene riportata una descri-
zione del metodo di calcolo adottato.
Rendimento di GENERAZIONE che riporta la stringa calcolato. Il
Rendimento di GENERAZIONE, infatti, essendo funzione dei fabbi-
sogni mensili, NON un valore univoco.
Nel list box per lindicazione della Tipologia di generatoreviene riportato
COGENERATORE e, ovviamente, questa scelta NON modificabile.

Nel list box sottostante occorre specificare
lUbicazione del generatore(allaperto, in cen-
trale termicaoppure entro lo spazio riscaldato).
8. La Struttura degli Oggetti
279

Naturalmente NON opportuno ubicare una sezione cogenerativa allinterno di
uno spazio riscaldato.

Nel list box Tipodella sezione Combustibileva in-
dicato il combustibile utilizzato. Questa scelta pro-
pone, nei campi sottostanti, i relativi valori del Fat-
tore di conversione di energia primaria (FC EP),
del Potere calorifico inferiore (P.C.I.) e del Fattore
di emissione di CO
2
(CO2). Naturalmente, tali va-
lori sono modificabili dal Tecnico.

Nellultimo list box occorre indicare il Tipo di Fluido Termo-
vettoreprevisto (acquao aria).

Nel campo Potenza termica nominale (sezione cogenerativa) (NON edita-
bile) viene riportata la somma delle potenze nominali (in kW) delle unit
cogenerative previste nella pagina Unit cogenerative(v. avanti).
La pagina Unit cogenerative
Nel primo campo in alto della pagina Unit cogenerativeoccorre specifi-
care, in kW, la Potenza elettrica degli ausiliari indipendenti (NON inclusi
allinterno della macchina).
La selezione del check box sottostante indica che, per il sistema di coge-
nerazione prevista una Integrazione termicacostituita da una resistenza
elettrica.
Nel riquadro Unit Cogenerative occorre definire le unit cogenerative
costituenti il sistema di cogenerazione effettuando le seguenti operazioni:
Accertarsi che, nel riquadro, risulti selezionata la prima unit cogene-
rativa (Unit cogenerativa: 1in verde).
Nella sottostante sezione (Unit cogenerativa: 1) specificare la Potenza
termica nominale(in kW), il Rendimento elettrico nominaleed il Ren-
dimento termico nominaledellunit cogenerativa selezionata.
Nel riquadro Unit Cogenerativeselezionare leventuale seconda unit
cogenerativa (Unit cogenerativa: 2in rosso) e pigiare il bottone Aggiun-
gi unit cogenerativa. Questa operazione aggiunge al sistema la seconda
unit cogenerativa proponendola in verde nel riquadro. Poich, per questo
nel calcolo, le unit cogenerative della sezione devono essere uguali fra
loro, ovviamente, nella sottostante sezione, vengono riproposti gli stessi
dati definiti per la prima unit.
8. La Struttura degli Oggetti
280
Ripetere loperazione precedente per aggiungere leventuale terza uni-
t cogenerativa.
Per eliminare lultima unit cogenerativa inserita basta selezionarla nel ri-
quadro Unit Cogenerative e pigiare il bottone Elimina unit cogenerativa.

Le Modifiche ai parametri caratteristici delle unit cogenerative possono es-
sere apportate unicamente alla prima unit presente nel riquadro. Natural-
mente tali modifiche verranno apportate anche ai parametri delle altre unit.
Metodo del profilo del giorno tipo mensile
Questo metodo pu essere utilizzato solo nel caso in cui siano rispettate
le seguenti condizioni:
la sezione cogenerativa funzioni in modalit termico segue e
nellesercizio ordinario non sia prevista dissipazione del calore coge-
nerato ad eccezione del by-pass sul recupero fumi;
siano disponibili le caratteristiche, fornite dal fabbricante, delle unit
componenti la sezione cogenerativa in funzione del fattore di carico.
Per richiedere il calcolo del Cogeneratore selezionato secondo il metodo
del profilo del giorno tipo mensile occorre scegliere lopzione
Cogeneratore (UNI TS 11300-4 -
Giorno tipo mensile) nel list
box GENERATORE - NORMA-
TIVA di RIFERIMENTO della
Tavola Strutturale del genera-
tore stesso.
8. La Struttura degli Oggetti
281
Questa operazione propone, nella Tavola Strutturale, le pagine Generalee
Unit cogenerative, attivabili alternativamente cliccando le omonime lin-
guette in alto.
La pagina Generale
La pagina Generaleprevista per il metodo del profilo del giorno tipo
mensile, differisce dallomonima pagina prevista per il metodo del
contributo frazionale mensile, gi descritto nel presente paragrafo, per la
presenza del campo Potenza termica minima (sezione cogenerativa)in cui
viene riportata, in kW, la somma delle potenze termiche minime di tutte
le unit cogenerative previste nella pagina Unit cogenerative(v. avanti).

La pagina Unit cogenerative
Nel list box in alto della pagina Unit cogenerati-
veoccorre indicare il Tipo di motoreutilizzato dal
cogeneratore.

Nel campo seguente occorre specificare, in kW, la Potenza elettrica degli
organi ausiliari indipendenti (NON inclusi allinterno della macchina).
La selezione del check box sottostante indica che, per il sistema di coge-
nerazione prevista unIntegrazione termicacostituita da una resistenza
elettrica.
Nel riquadro Unit Cogenerativeoccorre definire le unit che costituisco-
no il sistema cogenerativo effettuando le seguenti operazioni:
8. La Struttura degli Oggetti
282
Accertarsi che, nel riquadro, risulti selezionata la prima unit cogene-
rativa (Unit cogenerativa: 1in verde).
Nella sezione Potenza unit Cogenerativaspecificare, in kW, la Potenza
Elettrica minima, la Potenza Elettrica nominale (al netto degli assorbi-
menti degli ausiliari dipendenti), la Potenza Termica minimae la Poten-
za Termica nominaledellunit cogenerativa selezionata.
Se NON si dispone del valore della Potenza Elettrica nominale, pos-
sibile richiedere al programma di determinarla, in funzione degli altri
parametri specificati, pigiando il bottone a destra del relativo campo.

Nella sezione Rendimento unit Cogenerativaspecificare il Rendimen-
to Elettrico nominaleed il Rendimento Termico nominaledellunit co-
generativa selezionata.
Sotto le suddette sezioni vengono proposte, in forma tabellare le Curve
prestazionali standard, correttive delle prestazioni nominali ai vari fattori
di carico (FC).
Lutente pu modificare liberamente le curve proposte per default dalla
Norma se NON si dispone dei dati del fabbricante.
8. La Struttura degli Oggetti
283
Per modificare le curve basta selezionare il check box Modificain alto a
destra sulla tabella.
Questa operazione rende edita-
bili i campi della tabella in
modo da poterne modificare i
valori ed abilita, alla sua de-
stra, i bottoni:


Aggiungi, che aggiunge un nuovo rigo vuoto nella tabella;

Elimina, che elimina il rigo selezionato nella tabella.
Nel riquadro Unit Cogenerative possibile definire le eventuali ulteriori
unit del sistema cogenerativo effettuando le seguenti operazioni:
Selezionare la prima unit cogenerativa (Unit cogenerativa: in ros-
so) successiva allultima creata.

Pigiare il bottone Aggiungi unit cogenerativasotto il riquadro.
Specificare i dati della nuova unit con le modalit descritte.
8.7.2.5
Teleriscaldamento
Se limpianto impiega energia termica derivante da generazione remota
(teleriscaldamento) occorre definire un Generatore di TerMus che de-
scriva le caratteristiche della sottostazione di scambio termico necessarie
per il calcolo.
8. La Struttura degli Oggetti
284

Il calcolo previsto dalla Norma riguarda il tratto che va dal punto di consegna dellener-
gia, allingresso della sottostazione, al punto di uscita dalla sottostazione stessa.

In questo caso, nel list box GE-
NERATORE - NORMATIVA di RI-
FERIMENTOdella Tavola Strut-
turale del Generatore occorre se-
lezionare Teleriscaldamento (UNI
TS 11300-4). Questoperazione
propone, nella Tavola Strutturale, la sola pagina Generalecon i campi per
linserimento dei dati del Generatore.

I primi due campi azzurri, in alto nella pagina, riportano:
la Descrizione del METODO di calcolo; in questo caso il metodo quel-
lo previsto dalla UNI/TS 11300-4;
Il campo Rendimento di GENERAZIONE che riporter, anche dopo il
calcolo, la stringa calcolato. Il Rendimento di Generazione, infatti,
essendo funzione dei fabbisogni mensili, NON un valore univoco.
Nel list box per lindicazione della Tipologia di generatoreviene riportato
TELERISCALDAMENTOe, ovviamente, questa scelta NON modificabile.
Nella sezione CombustibileNON possibile modificare il Tipodi com-
bustibile Teleriscaldamento proposto ma occorre indicare il valore del
8. La Struttura degli Oggetti
285
Fattore di conversione di energia primaria (FC EP) e quello del Fattore di
emissione di CO
2
(CO2) forniti dallente erogatore del servizio.
Nel campo Percentuale FR possibile indicare la percentuale del fabbi-
sogno soddisfatta dallimpiego di fonti rinnovabili, sempre fornita
dallente erogatore.
Come Tipo di Fluido Termovettore, nellapposito list box viene proposta
esclusivamente lAcqua.
Nel campo sottostante occorre riportare la Potenza nominale della sotto-
stazionein kW.
Nel campo Kss va specificato il Fattore di perdita della sottostazione.
Pigiando il bottone a destra del
campo si apre il menu in cui
possibile scegliere:
Fattore di perdita della sottostazione NON noto, che richiede che il valore
di Kss venga calcolato dal programma. In questo caso, nel campo Kss
viene riportata la stringa calcolato.
Fattore di perdita della sottostazione noto, che rende editabile il campo
Kss per riportare liberamente in esso il valore di cui dispone.
Nellultimo campo, occorre indicare la Temperatura me-
dia del fluido nella sottostazione. Nel menu che si apre pi-
giando il bottone a destra del campo possibile scegliere:

personalizzato, per rendere editabile il campo e specificarvi liberamente
il valore della temperatura media del fluido di cui si dispone.
da Prospetto 33, per richiedere al
programma di rilevare il valore
della Temperatura media del
fluido dallapposito prospetto
della Norma. In tal caso, basta
selezionare lopzione opportuna
nel dialog che si apre e pigiare il

bottone Okper riportare il valore della temperatura media del fluido
nel campo della pagina Generale.
8. La Struttura degli Oggetti
286
8.7.2.6
Il Generatore Personalizzato
Oltre alle tipologie di generatori previsti, TerMus prevede la possibilit
di definire, un generatore generico, detto personalizzato, definendolo
liberamente con i dati di cui dispone.
Per definire un Generatore Per-
sonalizzato basta creare un nuovo
Generatore (v. 8.7.1) e selezio-
nare Personalizzato (Calcolo
Utente) nel list box GENERATO-
RE - NORMATIVA di RIFERIMEN-
TO.
Questa operazione propone, nella Tavola Strutturale, i campi per
linserimento dei dati del Generatore.

Nel primo campo in alto nella pagina occorre riportare una Descrizione del
METODOadottato per il calcolo del Rendimento di GENERAZIONE.
8. La Struttura degli Oggetti
287
Nel campo sottostante occorre, invece, riportare il valore del Rendimento
di GENERAZIONE calcolato.
Nei tre list box Tipologia di generatorescegliere le opzioni opportune che
descrivono il tipo di generatore in esame. In particolare:
nel primo list box da sinistra occorre indicare se il gene-
ratore di tipo standard, a bassa temperatura oppu-
re a condensazione;

nel secondo list box occorre indicare se laria combu-
rente a pressione atmosferica o ad aria soffiata;

nel terzo list box va indicato se il generatore mono-
stadio o multistadio.

Nel list box sottostante occorre specificare
lUbicazione del generatore (allaperto, in
centrale termica oppure entro lo spazio ri-
scaldato).

Nel list box Tipo della sezione Combustibileva
indicato il combustibile utilizzato. La scelta di un
tipo di combustibile propone, nei campi sottostan-
ti, i relativi valori del Fattore di conversione di
energia primaria (FC EP), del Potere calorifico in-
feriore (P.C.I.) e del Fattore di emissione di CO
2
(CO2). I valori proposti sono liberamente modificabili dallUtente.
Nellultimo list box occorre indicare il Tipo di Fluido Termo-
vettore(acqua o aria). La scelta del fluido lascia abilitati
i soli campi sottostanti in cui specificare i dati necessari.

Infine, nei campi sottostanti, occorre riportare i dati del generatore forniti
dal produttore.

In particolare, i tre valori della Potenza elettrica degli ausiliari (a carico
nominale, a carico intermedioe a carico nullo) possono anche essere ac-
quisiti dallapposito prospetto della Norma pigiando lunico bottone a lato
dei relativi campi. I valori proposti possono essere liberamente modificati.
Negli ultimi tre campi della pagina occorre specificare, in percentuale:
il Rendimento a carico nominaleed il Rendimento al 30% del carico
nominale, se nellapposito list box stata scelta lAcquacome Tipo di
Fluido Termovettore;
8. La Struttura degli Oggetti
288
il Rendimento di combustione del Generatore, se stata scelta lAria
come Tipo di Fluido Termovettore.

8.8
LOggetto Eccezione Solai

Loggetto Eccezione Solai NON disponibile se si in possesso del solo TerMus-i.

A differenza degli altri oggetti, lEccezione Solaio non ha una propria
Tavola Strutturale.

Pigiando il bottone Eccezione Solaioe cliccando sulla linguetta Strut-
turadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2), nella Tavola Strutturale
viene proposta la stringa Struttura riservata o non disponibile.
Loggetto Eccezione Solaio , unutilit che consente di contemplare si-
tuazioni particolari che possono verificarsi per i solai. In genere,
loggetto Eccezione Solaio va utilizzato quando il solaio di un vano:
non uniforme, presentando parte della superficie costituita da un ma-
teriale con caratteristiche disperdenti diverse dal resto;
confina per una certa superficie con una zona termica e per la rima-
nente con unaltra zona; in questo caso, le eccezioni permettono di in-
dividuare le superfici confinanti con tutte le zone limitrofe al solaio
inferiore o superiore del vano in questione.
In fase di disegno (v. 9.10 e 9.10.1), alloggetto Eccezione Solaio
possibile assegnare la superficie delleccezione, la tipologia di materiale
(differente da quella del resto del solaio) e/o il diverso confine, in manie-
ra da definire le caratteristiche disperdenti dellelemento e/o le sue parti-
colari condizioni al contorno.
Inserendo, quindi, unEccezione Solaio nel disegno (v. 9.10), il pro-
gramma provvede a:
sottrarre la superficie delleccezione alla superficie del solaio in cui ri-
sulta inserita;
aggiungere la superficie delleccezione con le nuove caratteristiche di
struttura e di confine.
8. La Struttura degli Oggetti
289
Le modalit disegnare loggetto Eccezione Solaio e per assegnargli le oppor-
tune caratteristiche vengono illustrate dettagliatamente nei 9.10 e 9.10.1.
8.9
LOggetto Eccezione Muri

Loggetto Eccezione Muri NON disponibile se si in possesso del solo pro-
gramma TerMus-i.


Loggetto Eccezione Muri, come loggetto Eccezione Solai (v. 8.8),
non ha una propria Tavola Strutturale.
Nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1) la pianta delledificio viene rappresenta-
ta sostanzialmente mediante il disegno degli oggetto Muro (v. 9.2).
Una pianta , per, una sezione orizzontale di un piano delledificio ad
una certa altezza.
Sezionando il piano delledificio ad unaltezza differente da quella previ-
sta, pu capitare che un muro abbia:
una struttura differente e, quindi, differenti caratteristiche termiche;
altre situazioni di confine; (ad es. confina con un altro vano rispetto alla
pianta sviluppata a quota diversa); in pratica, per una certa altezza il muro
ha una situazione di confine e, per la rimanente altezza, ne ha unaltra.
In fase di disegno (v. 9.11 e 9.11.1), loggetto Eccezione Muro con-
sente di aggiungere, alla superficie di un muro, altri elementi (muri, ve-
trate, ponti termici) diversi, per caratteristiche strutturali e situazione di
confine, dal muro di base.
Le modalit disegnare loggetto Eccezione Muro e per assegnargli le oppor-
tune caratteristiche vengono illustrate dettagliatamente nei 9.11 e 9.11.1.


8. La Struttura degli Oggetti
290
8.10
LOggetto Pilastro

Se si dispone del solo TerMus-i, loggetto Pilastro ha unicamente una valenza
grafica (v. 9.5).


Loggetto Pilastro strutturalmente identico alloggetto Muro.
Per la descrizione della Tavola Strutturale delloggetto Pilastro si rimanda,
pertanto, al 8.2. Per la descrizione delle modalit per la creazione, la de-
finizione della struttura (v. 8.2.1) e la modifica (v. 8.2.2) di un Pilastro
si rimanda ai paragrafi in cui viene illustrata la gestione delloggetto Muro.
Loggetto Pilastro caratterizzato dal fatto che, in fase di disegno (v.
9.5), pu essere inserito unicamente allinterno di un muro (v. 9.2).
Il programma provvede a sostituire automaticamente la struttura del tratto
di muro interessato dallinserimento con la struttura del pilastro inserito.
8.11
LOggetto Quota

Loggetto Quotaha solo una utilit di carattere grafico. Esso, pertanto,
non dotato di una propria Tavola Strutturale.
Tale oggetto, oltre, a permettere la quotatura del disegno, fornisce al
Tecnico una serie di utilit impareggiabili per rendere estremamente
semplice e rapido il disegno (v. 10.6).
8.12
LOggetto Linea

Loggetto Linea utile unicamente alla definizione grafica del proget-
to e, pertanto, avendo solo una valenza grafica, privo di una propria
Tavola Strutturale (v. 9.15).
8. La Struttura degli Oggetti
291
8.13
LOggetto Testo

Loggetto Testo utile unicamente alla definizione grafica del proget-
to, consentendo si riportare testi allinterno del disegno (v. 9.16).
8.14
LOggetto Solaio

Quanto illustrato a proposito delloggetto Solaio non vale se si dispone di TerMus-i.
Se si dispone della licenza duso del solo TerMus-i (per il progetto dellimpianto
termico), loggetto Solaio non ha alcuna utilit.

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_1presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e/o gestire la struttura di un solaio presente nel docu-
mento attivo necessario accedere alla relativa Tavola Strutturale effet-
tuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Solaio nella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1), per visua-
lizzare, nella griglia sottostante, la lista dei solai presenti nel documento;
nella griglia della Finestra degli Oggetti selezionare il solaio di cui si
intende visualizzare e/o gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2);
questa operazione apre la Tavola Strutturale del solaio selezionato.
Quando nel documento attiva la Tavola Strutturale delloggetto Solaio,
si attivano anche i bottoni della sezione Strutture della Toolbar della Fi-
nestra del Programma (v. 3.3).
La Tavola Strutturale di un Solaio analoga a quella di un Muro. Per la de-
scrizione della Tavola Strutturale di un solaio si rimanda, pertanto, al 8.2.
La sostanziale differenza tra la Tavola Strutturale di un Solaio e quella di
un Muro, riguarda le opzioni del list box per la scelta delle modalit di
definizione della struttura del solaio.
8. La Struttura degli Oggetti
292
In questo list box, per un solaio, vengono sempre proposte le opzioni Su-
perficie opaca compostae Struttura parametrizzatama, in luogo delle op-
zioni Facciata ventilatae Serra solareproposte per i muri (v. 8.2) viene
proposta la sola opzione Tetto verde.
La selezione dellopzione Tetto verde, predispone la Tavola strutturale per
linputazione dei parametri termo-fisici di un solaio con copertura a verde.
In questo caso, nella Tavola Strutturale vengono proposte le pagine Pa-
rametri (attiva per default) e Tetto verde, attivabili alternativamente clic-
cando le omonime linguette.
Nella pagina Parametri occorre specificare gli stessi dati previsti per una
Struttura parametrizzata (v. 8.2).
Nella pagina Tetto verdevanno, invece, specificati, per il solaio con la
copertura a verde, i valori mensili (sia estivi che invernali) delle aliquote
di energia scambiate per trasmissione. Se il tetto verde stato calcolato
con il programma TerMus-TV, specifico per il calcolo dei tetti verdi,
questi dati possono essere, acquisiti automaticamente, nella pagina Tetto
verde, con le modalit illustrate nel manuale duso di TerMus-TV.

Anche le modalit per la creazione (v. 8.2.1), la modifica (v. 8.2.2) e
le verifiche per cautelarsi dalla formazione di muffe e di condensa (v.
8.2.3 e 8.2.3.1) si rimanda ai paragrafi dove queste sono state descritte in
relazione alloggetto Muro.
8. La Struttura degli Oggetti
293
8.15
LOggetto Muro Fittizio

Loggetto Muro Fittizio non disponibile se si dispone del solo programma TerMus-i.


Il Muro Fittizio un oggetto che non ha una Tavola Strutturale ed un
elemento che viene utilizzato per una utilit specifica.
Tale oggetto, infatti, va utilizzato per definire zone che non si intende de-
finire mediante il disegno di muri.
Il Muro Fittizio consente, infatti, di rappresentare, nel disegno (v. 9.9),
zone di confine, magari non calcolate (v. 8.6.2), necessarie soprattutto
per definire delle condizioni al contorno delle zone dellEdificio.
Ad esempio, il Muro Fittizio va utilizzato per individuare una zona di
condizioni climatiche note (appartamento, garage, ecc.) che non ogget-
to del calcolo ma confinante con una zona del progetto.
8.16
LOggetto Orientamento

Se si dispone del solo programma TerMus-i (per il progetto dellimpianto termico),
loggetto Orientamento ha unicamente una valenza grafica (v. 9.18).


Loggetto Orientamentonon ha una Tavola Strutturale. Esso consente
di assegnare graficamente lorientamento alledificio.
Semplicemente riportando tale oggetto sulla Tavola Grafica (v. 3.4.2.1)
ed indicando la direzione Nord, si definisce lorientamento di tutte le su-
perfici disperdenti confinanti con lesterno.
La definizione dellorientamento comporta lassegnazione, ad ogni ele-
mento disperdente, dellopportuno coefficiente di esposizione (v. 9.13)
amplificativo delle dispersioni.
8. La Struttura degli Oggetti
294
8.17
La Struttura dellOggetto Tubazione

Quanto illustrato a proposito delloggetto Tubazione vale solo se si dispone del
programma TerMus-i.

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_3presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e gestire la struttura di una Tubazione presente nel do-
cumento occorre accedere alla Tavola Strutturale delloggetto Tubazione
effettuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Tubazionenella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista delle tipo-
logie di tubazioni presenti nel documento;
nella griglia selezionare la Tubazione di cui si intende visualizzare e/o
gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale della Tubazione selezionata.
La parte superiore della Tavola Strutturale contiene i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice di identificazione.
Se, per un Oggetto, NON risulta specificato alcun Codice oppure il codice specifi-
cato uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consen-
te di salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare, per esso, un
Codice corretto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).

Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
8. La Struttura degli Oggetti
295

Sotto il campo Codice presente il campo Codice Tariffain cui possibi-
le specificare un ulteriore codice (ad esempio, il codice della tubazione in
un listino prezzi).
Naturalmente possibile utilizzare diverse tipologie di tubazione per rea-
lizzare limpianto (ad es. in rame, in acciaio, in plastica, ecc.).
Nella restante parte della Tavola vanno riportati i dati tecnici della tubazione.
Nei campi Massa Volum. e Scabrezzavanno specificate, rispettivamente,
la massa volumica e la scabrezza caratteristiche della tipologia di tu-
bazione (ad es. tubazioni in rame, acciaio, plastica).
Nella sezione Velocit liquidoa destra dei campi descritti vengono propo-
sti i campi in cui inserire le informazioni sulla velocit del liquido, indi-
spensabili per il calcolo dellimpianto.
Limpianto pu essere suddiviso in tre principali categorie relative agli
intervalli di velocit del liquido che lo percorre. Naturalmente queste di-
verse categorie possono convivere per una tubazione della stessa tipolo-
gia. Quindi per ogni tipologia di tubazione occorre indicare gli intervalli
di velocit corrispondenti alle tre categorie previste.
Le tre categorie di tubazione riferite agli intervalli di velocit del liquido che
li percorre sono: Tubazioni principali, Tubazioni secondariee Derivazioni ai
Terminali. Dalla denominazione delle categorie facile intuire che ciascuna
di esse sar utilizzata per realizzare una specifica parte dellimpianto.
8. La Struttura degli Oggetti
296
Per ciascuna categoria lintervallo di velocit viene definito specificando
una velocit minima ed una velocit massima del liquido.
Indicativamente, aumentando la velocit nelle Tubazioni Principali, dove
la portata maggiore, si ottengono tubazioni pi piccole e pi omogenee
con tubazioni secondarie e derivazioni ai terminali.
Infatti, se per queste due ultime categorie si adottano velocit pi basse,
in corrispondenza di portate inferiori, i tubi decresceranno in maniera
meno evidente.
Naturalmente lintervallo di velocit consentito, come parametro di cal-
colo, nei vari tratti dellimpianto legato anche a fenomeni di rumore e
di usura delle tubazioni.
In presenza di problemi di questo tipo sulle tubazioni principali, il crite-
rio progettuale potrebbe essere opposto a quello descritto, imponendo,
quindi, velocit pi basse proprio sulle tubazioni dei tratti principali.
Con le attuali tecnologie e lattuale qualit dei materiali sicuramente gli
intervalli proposti di default dal programma (per tubazioni in acciaio, in
rame o in plastica) sono una indicazione da seguire.
Nella tabella sottostante vanno riportate le caratteristiche dei vari diame-
tri commerciali disponibili.
Nella tabella, per ogni diametro disponibile, va specificato il Diametro
Nominale(campo alfanumerico), il Diametro Esterno(in mm), il Diametro
Interno(in mm), lo Spessoredel tubo (in mm), la sua Massa(in kg per
metro di tubo) ed il Volumedacqua contenuto (in litri per metro di tubo).
I bottoni Inserisci, Aggiungi e Cancellasotto la tabella consentono di ge-
stire liberamente (Inserire, Aggiungere o Cancellare) le righe (diametri
disponibili della tubazione) nella Tabella.
Nella tabella le tubazioni disponibili vengono automaticamente ordinate
per Diametro Interno crescente e vengono scartate le tubazioni con Dia-
metro Interno pari a 0. In pratica non possibile inserire una tubazione
con Diametro interno uguale a 0.
8.17.1
Come Creare una Nuova Tubazione
Per creare un oggetto Tubazione nel documento (progetto) attivo basta ef-
fettuare le seguenti operazioni:
8. La Struttura degli Oggetti
297

pigiare il bottone Tubazionenella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista delle tipo-
logie di tubazioni gi presenti nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia; questa operazione aggiun-
ge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia ed attiva la
Tavola Strutturale (v. 8.17) della nuova Tubazione;
nella Tavola Strutturale definire i dati identificativi (Codice, Descri-
zione Ridotta, Descrizione Estesae Codice Tariffa) della tubazione;
nei campi Massa Volum. e Scabrezzaspecificare, rispettivamente, la
massa volumica e la scabrezza caratteristiche del materiale della
tubazione (v. 8.17);
nella sezione Velocit liquido inserire gli intervalli di velocit del li-
quido ammessi per le Tubazioni Principali, le Tubazioni Secondariee le
Derivazioni ai Terminali (v. 8.17);
inserire nella tabella i dati (Diametro Nominale, Diametro Esterno, Dia-
metro Interno, Spessore, ecc.) di ogni diametro disponibile per la Tu-
bazione creata (v. 8.17).

Per salvare loggetto Tubazione creato basta pigiare il bottone Salva del-
la Finestra degli Oggetti oppure effettuare una qualsiasi altra operazione.
La Tavola Strutturale delloggetto Tubazione e le modalit per linserimento
dei suoi dati caratteristici sono dettagliatamente descritte nel 8.17.
8.17.2
Come Modificare una Tubazione Esistente
Per modificare la struttura di una Tubazione gi archiviata in un docu-
mento basta effettuare le seguenti operazioni:

selezionare la Tubazione; per effettuare questa operazione basta pigia-
re il bottone Tubazione della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) e clic-
care sul rigo con la descrizione delloggetto nella griglia sottostante;
una tubazione pu anche essere selezionata direttamente nel disegno
(v. 9.1.1) o nella Vista Aerea (v. 10.12) di questultimo;

Selezionando un oggetto nel disegno o nella relativa Vista Aerea, questo viene
automaticamente selezionato anche nella griglia della Finestra degli Oggetti.

8. La Struttura degli Oggetti
298
cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale della Tubazione (v. 8.17);
nella Tavola Strutturale apportare le modifiche desiderate alle caratte-
ristiche della Tubazione (v. 8.17);

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare le modifiche apportate; il salvataggio viene anche effettuato
selezionando un altro oggetto nella griglia o attivando unaltra Tavola
della Finestra delle Tavole.

La Tubazione selezionata pu anche essere eliminata dal documento
pigiando il bottone Cancelladella Finestra degli Oggetti oppure pre-
mendo semplicemente CANCEL (CANC) della tastiera.
8.17.3
Come Strutturato lArchivio delle Tubazioni
Il database relativo alle tubazioni nellArchivio del programma (TerMu-
sArchivio) stato realizzato con una particolare accortezza.
Per ogni tipologia di tubazione vengono, infatti, proposti due archivi: uno
per i diametri grandi, solitamente utilizzati per limpianto, ed uno per i
diametri piccoli.
I diametri piccoli, da 1/4, 1/8, ecc. non vengono solitamente usati per
eseguire tratti dellimpianto.
Se questi diametri fossero per a disposizione, durante la fase di dimen-
sionamento, il programma potrebbe usarli per ottenere un risultato di bi-
lanciamento migliore.
Pertanto, quando si disegnano i tratti dellimpianto, occorre avere
laccortezza di scegliere la tubazione con i diametri grandi.
Se poi si intende utilizzare, per un tratto, un diametro piccolo, baster:
inserire nel documento (prelevandola dallArchivio) la stessa tipologia
di tubazione con i diametri pi piccoli;
fissare manualmente, nel dialog dei dati estesi (v. 9.19.6) del tratto
di tubazione, il diametro piccolo desiderato.
8. La Struttura degli Oggetti
299
8.18
La Struttura del Terminale

Quanto illustrato nel presente capitolo a proposito delloggetto Terminale vale so-
lo se si dispone del programma TerMus-i o del programma TerMus + TerMus-i.
Se si dispone solo di TerMus (v. 1.1), loggetto Terminale ha solo una valenza
grafica (v. 9.19). Se, invece, si dispone di TerMus-CE, loggetto Terminale NON
disponibile.

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_3presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e/o gestire la struttura di un Terminale presente nel do-
cumento necessario accedere alla Tavola Strutturale delloggetto Ter-
minale effettuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Terminalenella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista dei termi-
nali presenti nel documento;
nella griglia selezionare il Terminale di cui si intende visualizzare e/o
gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale del Terminale selezionato.
La parte superiore della Tavola Strutturale contiene i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice di identificazione.
Se, per un Oggetto, NON risulta specificato alcun Codice oppure il codice specifi-
cato uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consen-
te di salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare, per esso, un
Codice corretto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).

Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
8. La Struttura degli Oggetti
300

Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
Sotto il campo Codice presente il campo Codice Tariffain cui possibi-
le specificare un codice per il terminale (ad esempio, il codice del termi-
nale in un determinato listino dei prezzi).
Nella restante parte della Tavola Strutturale del Terminale vengono pro-
poste due pagine, Dati Terminalee Pezzi Speciali, attivabili alternativa-
mente cliccando sulle omonime linguette in alto nelle pagine stesse.
La pagina Dati Terminale
Il primo dato da specificare nella pagina Dati Terminale la Tipologia di
Terminale.
Per indicare la tipologia del terminale basta selezionare lopzione oppor-
tuna (Radiatore Modulare, Radiatore a Pannello, Termoconvettore, Ventil-
convettoreoppure Aerotermo) nel list box Tipologia Terminale.
In funzione della tipologia scelta, nella pagina Dati Terminale vengono pro-
posti gli strumenti opportuni per specificare le caratteristiche del terminale.
Radiatore modulare
Se come tipologia di terminale si sceglie il Radiatore modulare, a destra
del list box Tipologia Terminale vengono proposti i campi:
8. La Struttura degli Oggetti
301
Contenuto Acqua, in cui va specificata la capacit (in litri) di un modulo
del Terminale;
esponente n, in cui va riportato il coefficiente n (reperibile nella sche-
da tecnica del terminale) che dipende dalle caratteristiche del materia-
le, dalle caratteristiche costruttive e soprattutto dalla tipologia di
scambio del calore; tele coefficiente, infatti, varia sensibilmente in
funzione della tipologia di scambio termico del terminale tanto che
possibile considerare, come valori medi: 1.3 per i radiatori, 1.4 per i
termoconvettori e 1 per i ventilconvettori o aerotermi.
Nella sezione Emissione Termicavanno specificati i valori del Delta T di
riferimento dellEmissione Termica e dellEmissione Termica, reperibili
nella scheda tecnica del terminale.


I valori del Delta T di riferimento dellEmissione Termica e dellEmissione
Termica vengono richiesti ai costruttori dalla norma UNI EN 442.
Con tali valori stata uniformata lespressione delle prestazioni dei radiatori. Es-
si, pertanto, compaiono su tutte le schede tecniche dei radiatori. In genere il valo-
re del Delta T di riferimento dellemissione termica pari a 50.

Nella sezione Dimensioni modulovanno specificate, in mm, le dimensioni
(larghezza, altezza e profondit) del singolo modulo del terminale che de-
termineranno anche il dimensionamento grafico del terminale nel progetto.
Inoltre, selezionando lopzione Modulare in verticaleviene indicato che
lassemblaggio dei moduli componenti si sviluppa lungo un asse vertica-
le, invece che in orizzontale.
8. La Struttura degli Oggetti
302
Radiatore a pannello
Se nel list box Tipologia Terminalesi sceglie la tipologia Radiatore a pan-
nello, nella pagina Dati Terminale vengono richiesti, sostanzialmente, gli
stessi dati previste per la tipologia Radiatore modulare. Lunica differen-
za si riscontra nella sezione Dimensioni in cui vanno specificate, in luogo
delle dimensioni del modulo componente, le dimensioni dellintero pannello.
Termoconvettore
Per la tipologia Termoconvettorele richieste sono le stesse previste per la
tipologia Radiatore a pannello appena analizzato.
Ventilconvettore
Per la tipologia di terminale Ventilconvettore, nella pagina Dati Termina-
le, va ancora specificato il Contenuto dAcqua, come nei casi precedenti,
ma, invece dellesponente n, del Delta T e dellEmissione Termica, oc-
corre indicare il valore della Portatae le prestazioni termiche che si ot-
tengono con tale portata e con le tre velocit standard del ventilatore
(Bassa, Media, Alta).
Aerotermo
Per la tipologia Aerotermole richieste sono uguali a quelle previste per il
Ventilconvettore, solo che le prestazioni termiche richieste sono solo
quelle relative a 2 regimi di velocit del ventilatore (Bassa e Alta).
La pagina Pezzi Speciali
Il terminale considerato dal programma, oltre ad essere composto dal ra-
diatore o dal termoconvettore, ecc., pu essere composto da una serie di
pezzi speciali. Ad esempio, per la messa in opera di un radiatore previ-
sto lassemblaggio di quattro curve (due per landata e due per il ritorno),
un detentore, una valvola di regolazione ed una certa lunghezza di tubo.
Invece di assemblare questi pezzi al radiatore ogni volta che questo viene
inserito nellimpianto, possibile utilizzare un terminale composto dal
radiatore comprensivo di tutti i pezzi speciali da assemblare, come se
fosse un pezzo unico.
Nella pagina Pezzi Speciali della Tavola del terminale possibile assegna-
re, al radiatore selezionato, tutti i pezzi necessari alla sua messa in opera.
In particolare possibile collegare a qualsiasi terminale una certa lun-
ghezza di tubo, una valvola a 4 vie e tutti i pezzi speciali disponibili
nellarchivio del documento (v. 8.19.1 e 5.1.1).
8. La Struttura degli Oggetti
303
Il primo dato richiesto nella pagina Pezzi Speciali la Lunghezza del Tu-
bo dal nodo al terminaleespressa in metri. Sicuramente, infatti, ci sar un
raccordo tra il nodo e il terminale.
Nel list box Detentore o Valvola a 4 vie anche possibile scegliere una
valvola a 4 vie o un detentore; nel list box vengono proposte, per la scel-
ta, tutte le valvole presenti nellarchivio del documento. Se non prevista
alcuna valvola si dovr scegliere lopzione nessuna.
La parte inferiore della pagina Pezzi Speciali suddivisa in due tabelle.
Nella tabella di destra viene proposto lelenco dei pezzi speciali presenti
nellarchivio (v. 8.19.1 e 5.1.1) del documento. In tale tabella, per
ogni pezzo speciale, viene visualizzato il codice e la descrizione sinteti-
ca. Nei due campi sottostanti la tabella, inoltre, viene riportata anche la
descrizione estesa e limmagine del pezzo speciale.
Nella tabella di sinistra viene, invece, proposto lelenco di pezzi speciali
che vengono legati al terminale, in modo che la scelta del terminale
dallarchivio comporti anche la contemporanea considerazione di tutti i
pezzi ad esso collegati.
Per riportare, nella tabella di sinistra, un pezzo speciale presente in archi-
vio (come pezzo facente parte del terminale), basta fare un doppio click
sul relativo rigo nella tabella di destra.


La stessa operazione pu essere effettuata selezionando, nella tabella di
destra il rigo del pezzo speciale da legare al terminale e pigiando la frec-
cetta verde verso sinistra tra le due tabelle.
8. La Struttura degli Oggetti
304
Le operazioni descritte riportano, nella tabella di sinistra, il rigo con la
descrizione del pezzo speciale scelto ad indicare tale pezzo sar riportato
nellimpianto quando si disegner il terminale (v. 9.19.5).
Nella prima colonna della tabella di sinistra anche possibile specificare il
numero di pezzi speciali della stessa tipologia da considerare collegati al
terminale. Il numero pu essere digitato o scelto con le apposite freccette.

Per eliminare un pezzo speciale dallelenco dei pezzi collegati al termi-
nale basta selezionarlo nella tabella di sinistra e pigiare la freccetta ver-
de verso destra tra le due tabelle.

Per computare la lunghezza del tubo ed il numero di pezzi speciali (v. 14.5) oc-
corre tener presente che:
la lunghezza del tubo da considerarsi sempre solo andata (il programma con-
siderer automaticamente il pezzo di ritorno);
i pezzi speciali vanno invece aggiunti sia per landata che per il ritorno in quan-
to non tutti i pezzi speciali sono necessari sia sul tratto di andata che su quello
di ritorno e quindi non possono essere ripetuti automaticamente.
Pu anche verificarsi il caso che il collegamento tra nodo e terminale segua due
tracciati differenti per andata e ritorno. In questo caso, come Lunghezza Tubo
dal nodo al terminale, occorre inserire la met della somma dei due tratti.
Le specifiche descritte per la computazioni dei pezzi speciali valgono anche per
linput sulle tubazioni.

8.18.1
Come Creare un Nuovo Terminale
Per creare un oggetto Terminale nel documento (progetto) attivo basta
effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Terminalenella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1);
questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista dei termi-
nali gi presenti nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia; questa operazione aggiun-
ge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia ed attiva la
Tavola Strutturale (v. 8.18) del nuovo Terminale;
nella parte superiore della Tavola Strutturale definire i dati identificativi
(Codice, Descrizione Ridotta, Descrizione Estesa e Codice Tariffa);
nella pagina Dati Terminalespecificare la tipologia ed i dati termici e
geometrici del terminale (v. 8.18);
8. La Struttura degli Oggetti
305
nella pagina Pezzi Speciali collegare al terminale gli elementi (tubazione,
valvole e pezzi speciali) necessari per la sua messa in opera (v. 8.18).

Per salvare il Terminale creato basta pigiare il bottone Salva della Fi-
nestra degli Oggetti oppure effettuare una qualsiasi altra operazione.
8.19
La Struttura del Pezzo Speciale

Quanto illustrato a proposito delloggetto Pezzo Speciale vale solo se si dispone
del programma TerMus-i o del programma TerMus + TerMus-i.

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_3presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e gestire la struttura di un Pezzo Speciale presente nel
documento necessario accedere alla sua Tavola Strutturale effettuando
le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Pezzo Speciale nella Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1); questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista dei
Pezzi Speciali presenti nel documento;
nella griglia selezionare il Pezzo Speciale di cui si intende visualizzare
e/o gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale del Pezzo Speciale selezionato.
La parte superiore della Tavola Strutturale contiene i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codice o
senza Codice. Se, per un Oggetto, NON risulta specificato alcun Codice oppure il
codice specificato uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma
NON consente di salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare, per esso, un
Codice corretto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).

Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
8. La Struttura degli Oggetti
306
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
Sotto il campo Codice presente il campo Codice Tariffain cui possibi-
le specificare un codice per il Pezzo Speciale (ad esempio, il codice del
terminale in un determinato listino dei prezzi).
Nella restante parte della Tavola Strutturale del Pezzo Speciale vanno in-
seriti i dati termotecnici del pezzo speciale.
A sinistra presente una tabella nei cui righi vanno riportati il Diametro
Interno (D.Inter.) in millimetri ed il relativo coefficiente per il calcolo del-
la perdita di carico.
Nella tabella, per ogni pezzo speciale, possibile inserire uno o pi dia-
metri. Ogni diametro corrisponder ad un rigo della tabella.
A seconda della tipologia, possibile avere pezzi speciali con diametro
unico e con ununica perdita di carico o pezzi speciali con diversi diame-
tri e, corrispondentemente, diverse perdite di carico.

8. La Struttura degli Oggetti
307
Esistono pezzi speciali con diversi valori di perdita di carico in rapporto al
diametro della tubazione ed altri, invece, la cui perdita di carico relativa
esclusivamente alla forma del pezzo, indipendentemente dal diametro.
Se, per un pezzo speciale previsto un unico diametro, nel campo del
Diametro Interno va riportato il valore 0 (zero) e nel campo del coeffi-
ciente per il calcolo della perdite di carico va specificato il valore corri-
spondente al coefficiente scelto (v. avanti).
Se per il pezzo speciale sono previsti pi diametri, nei righi della tabella
vanno riportati i vari Diametri Interni (in mm) ed i relativi valori per il
calcolo delle perdite di carico.
In fase di calcolo (v. cap. 12) sar scelto il pezzo speciale della dimen-
sione pi vicina possibile al diametro della tubazione prevista nel tratto
in cui il pezzo risulta inserito.
I bottoni sotto la tabella permettono di Inserire, Aggiungereo Cancellare
le righe nella Tabella e, quindi, i diametri dei pezzi speciali.
La perdita di carico per vari diametri dei pezzi speciali pu essere defini-
ta in uno dei seguenti modi:
specificando il coefficiente Zita;
specificando il coefficiente Kv;
specificando una lunghezza equivalente(di tubo)
inserendo direttamente una perdita di carico in maniera manuale.
Nella sezione Tipo calcolo perdite di caricoa destra della tabella possi-
bile scegliere, mediante la selezione dellopportuno radio button, la mo-
dalit con cui si intende indicare le perdite di carico corrispondenti ai
diametri del pezzo speciale.
Selezionando unopzione, un messaggio chiede conferma della nuova
modalit di calcolo delle perdite di carico. Pigiando il bottone OKdel
messaggio si conferma la scelta e, nella tabella dei pezzi speciali compa-
re, come ultima colonna, lespressione scelta come perdita di carico.
Se, tra i tipi di calcolo, si sceglie quello che prevede di indicare il coeffi-
ciente Kv, occorre specificare anche lesponente necessario per il calcolo
della perdita di carico con il Kv.
La Calcolatrice delle Conversioni del Kv
NellArchivio a corredo del programma (TerMusArchivio), lUtente tro-
ver gi inseriti i pezzi speciali comunemente utilizzati per la progetta-
zione di un impianto e, per ognuno di questi, sono espressi gi i coeffi-
cienti per la perdita di carico.
8. La Struttura degli Oggetti
308
Naturalmente possibile inserire nuovi pezzi speciali o modificare gli
esistenti. In questo caso le informazioni, circa le perdite di carico di un
eventuale nuovo pezzo speciale, si troveranno espresse sulla scheda tec-
nica del pezzo in uno dei modi previsti dal programma.
In particolare, nel programma, il Kv richiesto deve essere espresso in
[m
3
/h]/
n
bar] [
(che il modo pi generale per esprimerlo).
Esistono per altre unit di misura per esprimere tale coefficiente in cui ci
si pu imbattere leggendo le schede tecniche delle varie case costruttrici.
Il programma dispone, come utilit, di una calcolatrice (il dialog Conver-
sioni Kv) che permette di convertire il valore di Kv dallunit di misura
originaria a quella prevista dal programma, in modo che lUtente non
debba ricercare il fattore di conversione.

Per accedere alla calcolatrice di conversione basta pigiare il bottone Kv
della Toolbar (v. 3.3) (abilitato quando attiva la Tavola Strutturale
di un pezzo speciale).
La calcolatrice delle conversioni pu essere attivata anche quando il cur-
sore non in un campo della colonna Kv della Tabella.
Se il cursore risulta posizionato in un campo Kv della tabella nella moda-
lit per leditazione del valore di Kv, alla calcolatrice possibile accede-
re anche premendo CTRL+INVIOdella tastiera.
In questo caso (cursore in un campo Kv in edit) si presuppone che acce-
dendo al dialog Conversioni Kvsi intenda riportare, nel campo stesso, il
valore calcolato con la conversione.
Per riportare, nel campo Kv in edit della tabella, il valore convertito basta
pigiare il bottone OKdel dialog Conversioni Kv. Ovviamente il bottone
OK risulta abilitato solo se, prima dellapertura del dialog, il cursore era
posizionato in un campo Kv in edit della tabella.
Il dialog Conversioni Kv presenta tre pagine ognuna delle quali permette
di convertire una diversa tipologia di espressione del valore di Kv rileva-
to dalla scheda tecnica del pezzo speciale.
Ad ogni pagina del dialog si accede cliccando sulla corrispondente lin-
guetta in alto nel dialog stesso.
La pagina Unit misura
La pagina Unit misuradel dialog Conversioni Kv va utilizzata per co-
noscere il valore di Kv nellunit di misura accettata dal programma
quando il valore disponibile (nella scheda tecnica) espresso in una delle
unit di misura presenti sui bottoni al centro della pagina stessa.
8. La Struttura degli Oggetti
309
Per convertire il valore del Kv disponibile basta, pertanto:
pigiare il bottone su cui indicata lunit di misura in cui espresso il
valore del Kv disponibile;

negli appositi campi sotto i bottoni digitare il valore del Kved indicare
quale lesponente che effettivamente compare nellunit di misura
(sui bottoni indicato genericamente con n).
Pigiando il bottone Calcola [m
3
/h]/
n
bar] [ in basso viene calcolato il
valore di Kv espresso nella unit di misura leggibile dal programma.
Pigiando il bottone OK(sempre che questo risulti attivo per quanto detto
precedentemente) il valore calcolato viene automaticamente riportato nel
campo Kv della tabella in cui era posizionato il cursore.
La pagina 1 punto (grafico)
La pagina 1 punto (grafico)consente di calcolare il valore di Kv espresso
nellunit di misura compatibile con il programma quando, nella scheda
tecnica del pezzo speciale, Kv espresso con un grafico.

In questo caso, inseriti i valori di Portatae Perdita di Carico che individua-
no un punto del grafico e lEsponente n, il programma esegue automati-
camente la conversione pigiando il bottone Calcola [m
3
/h]/
n
bar] [ . Il
8. La Struttura degli Oggetti
310
valore calcolato pu essere riportato nel campo di editazione della tabella
pigiando il bottone OKdel dialog.
La pagina 2 punti (grafico)
La pagina 2 punti (grafico) consente di calcolare il valore di Kv espresso
nellunit di misura compatibile con il programma quando, nella scheda
tecnica del pezzo speciale, Kv espresso con un grafico.

In questo caso, inseriti i valori di Portatae Perdita di Caricoche indivi-
duano due punti del grafico, il programma esegue automaticamente la
conversione pigiando il bottone Calcola [m
3
/h]/
n
bar] [ .
Il valore calcolato pu essere riportato nel campo di editazione della ta-
bella pigiando il bottone OKdel dialog.
Ritornando ad analizzare la Tavola Strutturale dei Pezzi Speciali si noti
che, sopra la sezione Tipo calcolo perdite di carico, presente il check
box Pezzo Speciale Fittizio. Se tale check viene selezionato, il pezzo spe-
ciale non verr computato nellimpianto.
In pratica, lopzione Pezzo Speciale Fittizio consente di inserire nel
tracciato dellimpianto una perdita di carico concentrata corrispondente
ad un pezzo speciale senza che questo sia presente fisicamente. , quindi,
possibile utilizzare un pezzo che non verr computato tra i pezzi
dellimpianto (lista dei materiali), ma che ne influenza il comportamento.
Gli esempi pi semplici di perdite di carico che non corrispondono ad al-
cun pezzo speciale sono lattraversamento del radiatore o della caldaia.
evidente che si ha una perdita di carico che influenza il calcolo senza
laggiunta fisica di pezzi oltre al radiatore o alla caldaia gi esistenti.
8. La Struttura degli Oggetti
311

I Pezzi Speciali Fittizi hanno anche unaltra importante funzione: sono indispen-
sabili per definire correttamente un pezzo speciale a T.
Tra i Pezzi Speciali inseriti nellarchivio TerMusArchivio sono disponibili due tipi
di Pezzi Speciali a T: quello per il passaggio diretto e la derivazione a 90. Le
diverse tipologie di T sono in rapporto alla modalit di passaggio dellacqua che
influenza corrispondentemente la perdita di carico.
Ogni derivazione a T utilizzata nellimpianto sar composta dalle due tipologie a
T riportate nellarchivio. Lacqua, infatti, in parte prosegue in linea retta nel tubo
e in parte viene deviata a 90.
Nel tratto che subisce la deviazione occorre aggiungere la derivazione a 90 per
tener conto della perdita di carico ma, in verit, questa non corrisponde fisica-
mente ad unaltra T e, pertanto, va contemplata come Pezzo Speciale Fittizio.
Pertanto, ogni pezzo speciale a T sar composto dal pezzo speciale T per il
passaggio diretto e da un pezzo speciale fittizio a T per la derivazione a 90.
Naturalmente si potrebbe anche fare il contrario: considerare come pezzo spe-
ciale fittizio la T per il passaggio diretto e come pezzo speciale reale la T per
la derivazione a 90.
Limportante che ci sia fisicamente un pezzo speciale a T con le perdite di ca-
rico sia per il flusso che procede diritto, sia per quello che viene deviato.

8.19.1
Come Creare un Nuovo Pezzo Speciale
Per creare un nuovo oggetto Pezzo Speciale nel documento attivo di Ter-
Mus-i o di TerMus + TerMus-i basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Pezzo Speciale nella Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1); questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista dei
pezzi speciali gi presenti nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia; questa operazione aggiun-
ge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia ed attiva la
Tavola Strutturale (v. 8.19) del nuovo Pezzo Speciale;
nella tavola strutturale definire i dati identificativi (Codice, Descrizio-
ne Ridotta, Descrizione Estesa e Codice Tariffa), ed i dati fisici del
pezzo speciale secondo le indicazioni riportate nel 8.19.

Per salvare il Pezzo Speciale creato basta pigiare il bottone Salva della
Finestra degli Oggetti oppure effettuare una qualsiasi altra operazione
con il programma.
8. La Struttura degli Oggetti
312
8.19.2
Come Modificare un Pezzo Speciale
Per modificare una Pezzo Speciale gi archiviato in un documento basta
effettuare le seguenti operazioni:

selezionare il Pezzo Speciale pigiando il bottone Pezzo Specialedella
finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) e cliccando sul rigo con la descrizio-
ne del pezzo da modificare nella griglia sottostante;

I Pezzi Speciali NON possono essere selezionati direttamente nel disegno, perch
essi risultano collegati ai nodi, ai tratti di tubazione o ai terminali dellimpianto.
Selezionando un nodo o un tratto e facendo doppio click su esso, si accede al
dialog dove viene riportato lelenco dei pezzi speciali collegati. Se un pezzo spe-
ciale collegato a un terminale, per visualizzarlo basta accedere alla pagina
Pezzi Speciali della Tavola Strutturale del Terminale (v. 8.18).

cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale del pezzo speciale (v. 8.19);
nella Tavola Strutturale apportare le modifiche desiderate alle caratte-
ristiche del pezzo speciale (v. 8.19).

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare le modifiche; il salvataggio viene anche effettuato selezionan-
do un altro oggetto nella griglia o spostandosi in unaltra Tavola.
8.20
La Struttura dellOggetto Valvola

Quanto illustrato nel presente capitolo a proposito delloggetto Valvola vale solo
se si dispone del programma TerMus-i o del programma TerMus + TerMus-i.

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_3presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e/o gestire la struttura di una Valvola presente nel docu-
mento necessario accedere alla sua Tavola Strutturale effettuando le
seguenti operazioni:
8. La Struttura degli Oggetti
313

pigiare il bottone Valvolanella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1); que-
sta operazione propone, nella sottostante griglia, la lista delle valvole
presenti nel documento;
nella griglia selezionare la Valvola di cui si intende visualizzare e/o
gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale della valvola selezionata.
La Tavola Strutturale di una Valvola presenta, in alto, i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codice o
senza Codice di identificazione. Se, per un Oggetto, NON risulta specificato alcun
Codice oppure il codice specificato uguale a quello di un altro oggetto in Archivio,
il programma NON consente di salvarlo e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare, per esso, un
Codice corretto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).


Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
8. La Struttura degli Oggetti
314
Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
Sotto il campo Codice presente il campo Codice Tariffain cui possibi-
le specificare un codice per la Valvola (ad esempio, il codice della valvo-
la in un determinato listino dei prezzi).
Per ogni valvola possibile avere diversi diametri. I vari diametri della val-
vola vanno riportati nella tabella Diametri a sinistra nella Tavola Strutturale.
Per ogni rigo (diametro) della tabella Diametri della valvola vanno speci-
ficati il diametro Nominale, il diametro Minimoe Massimo(questi ultimi
sono i diametri interni espressi in millimetri).
Per le valvole si esprime un diametro interno Minimo ed uno Massimo
perch esse non vengono prodotte per tutti i diametri previsti per le tuba-
zioni. Pertanto, una valvola con un determinato diametro nominale pu
essere applicata a tubazioni comprese in un intervallo di diametri di cui si
indica il minimo ed il massimo.
Nella tabella Diametri il programma ordina gli inserimenti secondo il diame-
tro massimo crescente; se il diametro minimo maggiore di quello massimo,
questo viene riportato automaticamente come valore del diametro massimo.

Sotto la Tabella Diametri si trovano i bottoni per Inserire, Aggiungeree
Cancellarele righe della tabella.
A destra della tabella Diametri presente unaltra tabella: la tabella delle
Perdite di Carico. Si tratta delle perdite di carico (Kv) relative a ciascun
diametro nominale della tabella Diametri.
8. La Struttura degli Oggetti
315
Per ogni diametro nominale si ha una corrispondente tabella di perdite di
carico (Kv).
La tabella di Perdite di Carico costituita dalle colonne Giri e Kv. In ogni
rigo di tale tabella va, quindi, specificato il valore di Kv corrispondente
al relativo N. di giri della valvola.
Quando si inserisce un nuovo diametro nominale nella tabella dei Diame-
tri (premendo il bottone Inserisci sotto la tabella), compare, per default,
una nuova tabella di Perdite di Carico e, in essa, una nuova riga.
In tale riga viene proposta la condizione con la valvola completamente
APERTAcon il corrispondente valore di Kv che lutente pu modificare.
Naturalmente, nella tabella delle Perdite di Carico possibile inserire al-
tri valori di Kv corrispondenti ad un certo N. di giri. Ogni valvola, in-
fatti, ha diverse capacit di far perdere carico in relazione alla sua regola-
zione, cio in rapporto al numero di giri con cui viene fatta funzionare.
Anche sotto la tabella delle Perdite di Carico sono presenti i bottoni Inse-
risci e Cancellaper poterne gestire liberamente le righe.
La tabella viene automaticamente ordinata per valore crescente di Kv ed
il valore di Kv massimo sar comunque attribuito alla valvola APERTA.
Poich la perdita di carico viene espressa attraverso il coefficiente Kv,
necessario assegnare, a questultimo, lesponente per il calcolo della per-
dita di carico stessa.
Per convertire, alla espressione pi comune letta dal programma, i valori
di Kv dallunit di misura o dalle espressioni grafiche che si possono ri-
levare dalle schede tecniche, possibile utilizzare la Calcolatrice delle
Conversioni (il dialog Conversioni Kv).
Il funzionamento di questo convertitore stato gi illustrato nel 8.19
in cui viene illustrata la struttura dei pezzi speciali.

La calcolatrice delle conversioni si apre pigiando il bottone Kvdella
Toolbar.
Se il cursore posizionato in un campo della colonna Kv in condizione
di Edit (per digitarvi un valore di Kv), al dialog Conversioni Kv pos-
sibile accedere anche premendo CTRL+INVIOdella tastiera.
Come nel caso dei pezzi speciali (v. 8.19), anche per le valvole viene
proposta lopzione Valvola Fittiziain modo da poter inserire nellimpianto
una valvola che ha il suo effetto solo ai fini del calcolo, ma non viene
computata tra i pezzi dellimpianto.
8. La Struttura degli Oggetti
316
Particolare attenzione va prestata allopzione Valvola a 4 vie per Terminale
la cui selezione abilita i campi Portata Equivalentee Portata effettiva Anel-
lo-Terminale.
La valvola a 4 vie viene utilizzata principalmente nellimpianto monotubo.
Nel campo Portata Equivalenteoccorre specificare la portata (fornita co-
me percentuale di quella realmente entrante nel terminale) che, se attra-
versasse un radiatore nelle condizioni imposte dalle norme UNI, permet-
terebbe la stessa resa termica che si ottiene dal terminale nel caso in esa-
me (servito, cio, per mezzo di una valvola a 4 vie).

Per meglio comprendere la definizione fornita necessario approfondire il con-
cetto di Portata Equivalente e il perch essa viene utilizzata.
Per il calcolo del rendimento del terminale occorre determinare la temperatura
media del fluido termovettore che, nelle norme UNI, viene ricavata mediante la
formula (Te+Tu)/2, dove Te e Tu sono, rispettivamente, le Temperature del fluido
allingresso e alluscita Terminale.
Tale formula, per, relativa allo schema di funzionamento che vede il tubo in
entrata nel radiatore in alto in una delle sue estremit ed il tubo di uscita in basso
nellaltra estremit.
Nel caso della valvola a 4 vie il tubo entra ed esce dalla stessa estremit e, per-
tanto, lo schema di calcolo non pu essere pi lo stesso.
Da dati sperimentali si visto che possibile mantenere la stessa formula di calco-
lo considerando la portata che attraversa il radiatore con la valvola a 4 vie come
una percentuale (portata equivalente) della portata considerata nello schema UNI.
Indicativamente tale percentuale per le valvole classiche del 67% (proposto per de-
fault), mentre, per valvole tecnologicamente pi evolute, pu arrivare quasi al 100%.

Generalmente, il valore della Portata Equivalente viene riportato nelle
schede tecniche delle valvole a 4 vie.
Il valore della Portata effettiva Anello-Terminaleva specificato solo nel
caso di utilizzazione di una valvola a 4 vie su un Anello Monotubo, men-
tre non sar tenuto in considerazione nel calcolo qualora la valvola a 4
vie venga applicata in una distribuzione bitubo.
Infatti nella valvola a 4 vie per Anello Monotubo, vi un by-pass che
consente di definire quale percentuale di portata circolante nellanello
deve penetrare nel radiatore.
Nel campo Portata effettiva Anello-Terminale va riportata la percen-
tuale massima di portata circolante sullanello che la valvola a 4 vie in
grado di convogliare nel terminale, provvedendo, poi, a fornire la regola-
zione necessaria.
8. La Struttura degli Oggetti
317
8.20.1
Come Creare una Nuova Valvola
Per creare un nuovo oggetto Valvola nel documento attivo di TerMus-i o
di TerMus + TerMus-i basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Valvolanella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1); que-
sta operazione propone, nella sottostante griglia, la lista delle valvole
gi presenti nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia; questa operazione aggiun-
ge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia ed attiva la
Tavola Strutturale (v. 8.20) della nuova Valvola;
nella tavola strutturale definire i dati identificativi (Codice, Descrizione
Ridotta, Descrizione Estesa e Codice Tariffa), ed i dati fisici della val-
vola secondo le indicazioni riportate nel 8.20.

Per salvare la Valvola creata basta pigiare il bottone Salva della Fine-
stra degli Oggetti oppure effettuare una qualsiasi altra operazione.
8.20.2
Come Modificare una Valvola
Per modificare una Valvola gi archiviata in un documento basta effet-
tuare le seguenti operazioni:

selezionare la valvola; per effettuare tale operazione basta pigiare il bot-
tone Valvoladella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) e cliccare sul rigo
con la descrizione della valvola da modificare nella griglia sottostante;

Le valvole NON possono essere selezionate direttamente nel disegno perch es-
se risultano collegate ai nodi, ai tratti di tubazione o ai terminali dellimpianto.
Selezionando un nodo o un tratto e facendo un doppio click con il mouse su es-
so, si accede al dialog dove riportata la valvola collegata.
Se una valvola risulta collegata ad un terminale, per visualizzarla basta accedere
alla pagina Pezzi Speciali della Tavola Strutturale del terminale.

cliccare la linguetta Strutturadella Finestra delle Tavole (v. 3.4.2)
per attivare la Tavola Strutturale della valvola (v. 8.20);
8. La Struttura degli Oggetti
318
nella Tavola Strutturale apportare le modifiche desiderate alle caratte-
ristiche della valvola (v. 8.20);

pigiare il bottone Salvadella Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) per
salvare le modifiche apportate; il salvataggio viene anche effettuato
selezionando un altro oggetto nella griglia o attivando unaltra Tavola
della Finestra delle Tavole.
8.21
LOggetto Linea Guida

La Linea Guida un oggetto esclusivamente grafico, che quindi non ha
una Tavola Strutturale n Dati Estesi (v. 9.1.4). Si tratta, come nel
caso delle quote o delle linee, di elementi utili al disegno.
Una Linea Guida utile per evidenziare un punto o un allineamento par-
ticolare della struttura architettonica delledificio o dellimpianto.
Tale punto viene riportato, oltre che sulla tavola su cui viene inserito, su
tutte le tavole del progetto ed un utile riferimento per disegnare, su un
piano, elementi sulla verticale di altri elementi presenti in altri piani (ad
es., per limpianto, individua la corrispondenza in verticale tra pompa e
montante o tra montante e montante ai vari piani).
Le modalit per linserimento, lo spostamento e la cancellazione delle li-
nee guida sulla tavola del disegno vengono illustrate nel 10.7.
8.22
LOggetto Raster

Loggetto Raster consente di riportare su una tavola (v. 7.4) una pla-
nimetria, acquisita con lo scanner o, comunque, archiviata nel compu-
ter, come sfondo della Tavola stessa in modo da avere una traccia per
il disegno degli oggetti (muri, finestre, ecc.).
Le modalit operative per linserimento di unimmagine Raster nella Ta-
vola Grafica vengono illustrate nel 10.5.1. Nei 10.5.2 e 10.5.3 ven-
gono, invece, illustrate tutte le funzionalit per la gestione (dimensiona-
mento, raddrizzamento, pulitura, ecc.) delle immagini raster.
8. La Struttura degli Oggetti
319
8.23
LOggetto Scala

Loggetto Scalanon ha struttura. Esso, infatti, ha solo una funzione
grafica, consentendo di realizzare, con poche e semplici operazioni,
qualsiasi tipo di scala disegnandone gli elementi (rampe, pianerottoli,
ecc.) che la costituiscono.
Le modalit operative per il disegno di una scala con loggetto Scala
vengono dettagliatamente illustrate nel 9.17.
8.24
LOggetto Pavimento Riscaldante

Loggetto Pavimento Riscaldante disponibile solo se si in possesso del pro-
gramma TerMus-i o del programma TerMus + TerMus-i (v. 1.1).

Si apra (v. 3.2.1.2) il documento Esempio_5presente nella directory di
installazione del programma.
Per visualizzare e/o gestire la struttura di un Pavimento Riscaldante pre-
sente nel documento necessario accedere alla Tavola Strutturale
delloggetto effettuando le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Pavimento Riscaldante nella Finestra degli Oggetti
(v. 3.4.1) e, nel menu che si apre, selezionare lopzione pannello ri-
scaldante; questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista
dei pavimenti riscaldanti presenti nel documento;
nella griglia selezionare il Pavimento Riscaldante di cui si intende vi-
sualizzare e/o gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale del Pavimento Riscaldante sele-
zionato.
La parte superiore della Tavola Strutturale contiene i seguenti campi:
Codice, che deve contenere necessariamente una stringa alfanumerica (di
max 20 caratteri) identificativa dellOggetto;
8. La Struttura degli Oggetti
320

Nellarchivio di un documento NON possono esistere oggetti con lo stesso Codi-
ce o senza Codice di identificazione.
Se, per un Oggetto, NON risulta specificato alcun Codice oppure il codice specifi-
cato uguale a quello di un altro oggetto in Archivio, il programma NON consen-
te di salvare loggetto e di uscire dalla sua Tavola Strutturale.
Per uscire dalla Tavola Strutturale di un oggetto senza specificare, per esso, un
Codice corretto, necessario cancellarlo (v. 8.1.2).


Des. Ridotta, in cui possibile inserire una descrizione sintetica (max 80
caratteri) delloggetto; la specificazione di tale descrizione molto
importante in quanto essa identifica loggetto nella griglia della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
Des. Estesa, in cui possibile inserire una descrizione dettagliata
delloggetto creato; tale descrizione potr anche essere visualizzata nel
Campo delle Informazioni della Finestra degli Oggetti.
Sotto il campo Codice presente il campo Codice Tariffain cui possibi-
le specificare un codice per il Pavimento Riscaldante (ad esempio, il co-
dice del tipo di pavimento radiante adottato in un listino prezzi).
Nella restante parte della Tavola Strutturale del Pavimento Riscaldante
vengono proposte le pagine Tipo Pavimentoe Tubazione, attivabili alter-
nativamente cliccando sulle omonime linguette in alto nelle pagine stesse.
La pagina Tipo Pavimento
Nella pagina Tipo Pavimentodella Tavola Strutturale del Pavimento Ri-
scaldante vanno specificati la tipologia ed i dati caratteristici (geometrici
e termici) del pavimento riscaldante.
La scelta di una tipologia di pavimento (A, B, C o Elementi Continui) nel
list box Tipologiacomporta una differente specificazione della restante
parte della pagina Tipo Pavimento.
8. La Struttura degli Oggetti
321

Nel riquadro nella parte inferiore della pagina viene proposto lo schema
della stratigrafia del tipo di pavimento riscaldante scelto.
Nei campi della tabella nella parte centrale della pagina vanno specificate
le caratteristiche di ogni elemento della stratigrafia del tipo di pavimento
riscaldante selezionato.
Ogni rigo della tabella risulta contrassegnato dal numero dello strato cor-
rispondente nello schema di stratigrafia sottostante.
Naturalmente, il rigo superiore e quello inferiore sono destinati, rispetti-
vamente, allinserimento dei valori delladduttanza superficiale superiore
ed inferiore del pavimento riscaldante.
La resistenza termica di uno strato del pavimento riscaldante pu essere
specificata inserendo, negli appositi campi nel corrispondente rigo della
tabella, il suo Spessore[in mm] e la sua Conduttivit[in W/(mK)].
Lindicazione dei suddetti valori per uno strato comporta limmediato
calcolo della sua Resistenza termica nel campo a destra nel rigo.
8. La Struttura degli Oggetti
322
Per uno strato anche possibile specificare direttamente la Resistenza
termica [in m
2
K/W].
Per specificare direttamente la Resistenza di uno strato, senza indicarne
lo Spessore e la Conduttivit, basta selezionare il check box a sinistra del
campo Resistenzadel relativo rigo. Questa operazione rende editabile il
campo Resistenza e, contestualmente, disabilita i campi per linserimento
dello Spessore e della Conduttivit.

Per gli Strati di Supporto e per gli Strati Livellanti NON possibile specificare
direttamente il valore della Resistenza Termica.
Per tali strati, pertanto, devono essere necessariamente specificati lo Spessore e
la Conduttivit.

A seconda della Tipologia di pavimento riscaldante scelta, immediata-
mente sotto la tabella sono presenti i seguenti campi:
Spessore dello strato di supporto che ricopre le tubazioni, [proposto per
la sola tipologia A], in cui va specificato lo spessore Su[in mm] dello
strato di supporto che ricopre la tubazione;
Spessore dello strato livellante che ricopre le tubazioni, [proposto per la
sola tipologia C] in cui va specificato lo spessore Su[in mm] dello
strato livellante che ricopre la tubazione.
Per tutte le tipologie di pavimento radiante sempre presente il campo
Coefficiente sperimentale (UNI 1264-2), in cui possibile inserire un coef-
ficiente correttivo sperimentale previsto dalla UNI 1264-2. Per inserire il
coefficiente necessario rendere editabile lapposito campo selezionando
il check box alla sua sinistra.
Il valore di tale coefficiente pu essere desunto da sperimentazioni diret-
te oppure pu essere fornito dal produttore.
La pagina Tubazione
Nella pagina Tubazionedella Tavola Strutturale del Pavimento Riscal-
dante vanno specificati tutti i dati caratteristici della tubazione del pavi-
mento riscaldante.
I dati richiesti nella pagina Tubazione risultano organizzati nelle sezioni
descritte di seguito.
8. La Struttura degli Oggetti
323
Tubazione
Nella sezione Tubazione, in alto a sinistra nella pagina, vengono proposti
i seguenti campi:
Diametro nominale, in cui va riportato il diametro nominale della tuba-
zione utilizzata per realizzare il pavimento radiante;
Diametro interno, in cui va riportato, in millimetri, il diametro interno del-
la tubazione del pavimento radiante;
Spessore parete del tubo, in cui va riportato, in millimetri, lo spessore
della parete della tubazione del pavimento radiante;
Peso, in cui va riportato, in Kg/m, il peso di un metro di tubazione del
pavimento radiante;

Quantit liquido, in cui va riportata, in l/m, la capacit di un metro di tu-
bazione del pavimento radiante;
Scabrezza , in cui va indicata, in mm, la scabrezza della tubazione del
pavimento radiante;
Conduttivit , in cui va riportata, in W/mK, la conduttivit della tubazio-
ne del pavimento radiante;
Lunghezza massima del tubo, in cui va riportata, in metri, la lunghezza
massima con cui viene prodotta la tubazione.
8. La Struttura degli Oggetti
324
Sotto i campi descritti presente il check box Rivestimento addizionale tu-
bo, la cui selezione rende editabili, nella parte sottostante, i seguenti campi:
Spessore del rivestimento, in cui va riportato, in millimetri, lo spessore
del rivestimento;
Conduttivit del rivestimento, in cui va riportata, in W/mK, la conduttivit
del rivestimento.
Nel campo Diametro esterno del tuboviene proposto il diametro esterno
della tubazione calcolato in funzione dei dati specificati nella sezione
Tubazione.
Interassi del circuito

Per il calcolo dellinterasse della tubazione, il programma effettua, nellordine, le
seguenti operazioni:
verifica se al vano viene assicurato il fabbisogno termico con un interasse
Massimo stabilito dallUtente; linterasse massimo quello derivante dal pro-
dotto tra un Passo [definito dallUtente nellomonimo campo (v. avanti)] e il suo
massimo moltiplicatore [definito dallUtente nel campo Massimo (v. avanti)];
se la verifica precedente non va a buon fine, verifica se il fabbisogno del vano
viene assicurato con un interasse (inferiore al precedente) definito dal prodotto
tra il Passo e il moltiplicatore inferiore di ununit a quello (massimo) adottato
precedentemente;
ripete la verifica precedente fino a quando linterasse non tale da soddisfare il
fabbisogno del vano.
Se neanche con linterasse minimo (prodotto tra il Passo e il moltiplicatore speci-
ficato nel campo Minimo descritto pi avanti) viene soddisfatto il fabbisogno, il
programma adotta questultimo interasse e provvede al calcolo della Superficie
Marginale (v. 9.21.2).

Nella sezione Interassi del circuito vanno specificati i dati necessari al
calcolo dellinterasse della tubazione. In tale sezione vengono, quindi,
proposti i seguenti campi:
Passo, in cui va riportato, in metri, linterasse unitario che, moltiplicato
per un determinato fattore (compreso nellintervallo dei valori specifi-
cati nei due campi seguenti), definisce linterasse di calcolo;
Minimo, in cui va specificato il fattore moltiplicativo del Passo per ottene-
re il minimo interasse di calcolo;
Massimo, in cui va specificato il fattore moltiplicativo del Passo per otte-
nere il massimo interasse di calcolo.
8. La Struttura degli Oggetti
325
Valvola di regolazione
La sezione Valvola di regolazionecontiene il list box per la scelta della
valvola di regolazione prevista, tra tutte quelle presenti nellarchivio del
documento.
Se non prevista alcuna valvola, nel list box va scelta lopzione nessuna.
Velocit del fluido
La sezione Velocit del fluidocontiene i campi in cui va specificata, in
m/s, la velocit Minimae Massimadel fluido nella tubazione.

La Normativa di riferimento consiglia di non adottare una velocit minima inferiore
a 0.1 m/s.

8.24.1
Come Creare un Oggetto Pavimento Riscaldante
Per creare un oggetto Pavimento Riscaldante nel documento (progetto)
attivo di TerMus-i o di TerMus + TerMus-i basta effettuare le seguenti
operazioni:

pigiare il bottone Pavimento Riscaldantenella Finestra degli Oggetti
(v. 3.4.1) e, nel menu che si apre, selezionare lopzione pannello ri-
scaldante; questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista
dei pavimenti riscaldanti gi presenti nel documento;

pigiare il bottone Aggiunge sotto la griglia; questa operazione aggiun-
ge un nuovo rigo in coda a quelli gi presenti nella griglia ed attiva la
Tavola Strutturale (v. 8.18) del nuovo Pavimento Riscaldante;
nella parte superiore della Tavola Strutturale definire i dati identificativi
(Codice, Descrizione Ridotta, Descrizione Estesa e Codice Tariffa) del
pavimento riscaldante;
nella pagina Tipo Pavimentospecificare la tipologia ed i dati geometri-
ci e termici del pavimento riscaldante (v. 8.24);
nella pagina Tubazionespecificare i dati della tubazione utilizzata per
realizzare il pavimento riscaldante (v. 8.24).
8. La Struttura degli Oggetti
326

Per salvare il Pavimento Riscaldante creato basta pigiare il bottone
Salva della Finestra degli Oggetti oppure effettuare una qualsiasi altra
operazione.
8.24.2
Come Modificare un Pavimento Riscaldante
Per visualizzare e/o gestire la struttura di un Pavimento Riscaldante pre-
sente nel documento attivo di TerMus-i o di TerMus + TerMus-i neces-
sario accedere alla Tavola Strutturale delloggetto effettuando le seguenti
operazioni:

pigiare il bottone Pavimento Riscaldante nella Finestra degli Oggetti
(v. 3.4.1) e, nel menu che si apre, selezionare lopzione pannello ri-
scaldante; questa operazione propone, nella sottostante griglia, la lista
dei pavimenti riscaldanti presenti nel documento;
nella griglia selezionare il Pavimento Riscaldante di cui si intende vi-
sualizzare e/o gestire la struttura;
cliccare sulla linguetta Struttura della Finestra delle Tavole; questa
operazione apre la Tavola Strutturale del Pavimento Riscaldante sele-
zionato.
Nella Tavola Strutturale possibile modificare liberamente i dati del Pa-
vimento Riscaldante (v. 8.24).

Per salvare le modifiche apportate alloggetto basta pigiare il bottone
Salvadella Finestra degli Oggetti oppure effettuare una qualsiasi altra
operazione.


9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
327

Il Disegno degli Oggetti: lInput
Object Draw
Nel presente capitolo sono descritte le modalit di input del programma:
il disegno degli Oggetti nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1).
Per ogni oggetto di TerMus vengono infatti illustrate le modalit operati-
ve per il suo disegno e per lindicazione delle ulteriori informazioni (Dati
Estesi - v. 9.1.4) necessarie per il calcolo.
Per ogni Oggetto vengono, inoltre, illustrate le modalit operative per la
modifica delle sue dimensioni e della sua posizione (traslazione e/o rota-
zione) nella Tavola Grafica.
Le modalit operative per la gestione della struttura degli oggetti vengo-
no, invece, illustrate nel cap. 8 del presente manuale.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
328
9.1
Operazioni Comuni a Tutti gli Oggetti
Prima di procedere nellillustrazione delle modalit operative per il dise-
gno di ciascun oggetto, opportuno conoscere alcune modalit operative
di carattere generale per il disegno e la modifica degli oggetti nella Tavo-
la Grafica (v. 3.4.2.1).
Nei paragrafi seguenti vengono, quindi, illustrate le modalit operative per:
selezionare un oggetto disegnato nella Tavola Grafica (v. 9.1.1);
cancellare un oggetto disegnato (v. 9.1.2);
modificare un oggetto disegnato (v. 9.1.3);
assegnare, ad un oggetto disegnato, ulteriori dati (Dati Estesi) (v.
9.1.4) necessari per il calcolo ma non rilevabili dalla Tavola Grafica e
dalla Struttura (v. cap. 8) delloggetto stesso.
9.1.1
Come Selezionare un Oggetto Disegnato
Si avvii il programma e si apra il documento Esempio_1 presente nella
directory di installazione del programma (C:\ACCA\TerMus).
Per modificare le dimensioni, la posizione e la struttura (v. cap. 8) di un
oggetto disegnato nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1) necessario che
questo risulti selezionato.
Per poter selezionare un oggetto necessario che risulti attiva la modalit
Seleziona.

La modalit Seleziona si attiva pigiando lomonimo bottone della Fi-
nestra degli Oggetti oppure selezionando lomonima opzione del me-
nu locale della Tavola Grafica (v. 3.4.2.1) a cui si accede cliccando,
con il pulsante destro del mouse, in un punto della Tavola stessa.

Nella modalit Seleziona il cursore del mouse, che normalmente, nella
Tavola Grafica, un puntatore a croce, si trasforma in una freccia nera.
Quando attiva la modalit Seleziona, per selezionare un oggetto nella
Tavola Grafica, possibile effettuare una delle seguenti operazioni:
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
329
fare un click sulloggetto con il pulsante sinistro del mouse;
oppure
inscrivere loggetto in un rettangolo di selezione; per tracciare un
rettangolo di selezione nella Tavola basta:
fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, in un verti-
ce del rettangolo da tracciare;
far scorrere il cursore fino al vertice opposto del rettangolo e rila-
sciare il pulsante del mouse.
Un oggetto selezionato viene proposto in rosso e
presenta i quadratini di selezione per poterlo modi-
ficare (spostare e dimensionare) (v. 9.1.3).

La selezione di un oggetto nella Tavola Grafica comporta anche la sua
selezione nella griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1).

La selezione simultanea delloggetto nella Tavola Grafica e nella Finestra degli Og-
getti (ed, eventualmente, nella Vista Aerea - v. 10.12), fornisce un utile riferimento
per riconoscere immediatamente la struttura (v. cap. 8) di un oggetto disegnato.
Nella Finestra degli Oggetti (3.4.1), infatti, oltre alla descrizione sintetica
delloggetto selezionato, possibile visualizzare anche la sua descrizione estesa
o limmagine che ne rappresenta la struttura (v. cap. 8).

Le dimensioni delloggetto selezionato vengono proposte, per la visua-
lizzazione e/o per leventuale modifica (se possibile) negli appositi campi
(Lungh., Spes. e Altezza) della Finestra degli Oggetti.
9.1.2
Come Cancellare un Oggetto Disegnato
Per cancellare un Oggetto nella Tavola Grafica basta effettuare le se-
guenti operazioni:
selezionare loggetto nella Tavola Grafica (v. 9.1.1);
selezionare lopzione Cancella Entit del menu locale della Tavola
Grafica (v. 3.4.2.1) oppure premere CANC della tastiera.
Se si deve cancellare lultimo oggetto disegnato sulla tavola basta sele-
zionare Cancella ultima Entit del menu locale della Tavola Grafica.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
330
9.1.3
Come Modificare un Oggetto Disegnato
Per modificare la posizione (ed eventualmente le dimensioni) di un og-
getto disegnato nella Tavola Grafica basta:
selezionarlo; la selezione di un oggetto nella Tavola visualizza i qua-
dratini rossi di selezione che sono le maniglie per il suo spostamen-
to e/o leventuale dimensionamento;

fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse su una delle
maniglie delloggetto ed effettuare le modifiche desiderate;
rilasciare il pulsante del mouse.

Le indicazioni fornite per lo spostamento ed il dimensionamento di un oggetto so-
no quelle generiche valide per gran parte degli oggetti.
Con le modalit illustrate, un muro pu essere solo ruotato ed allungato. Per poterlo
anche traslare e necessario tenere premuto anche SHIFT della tastiera (v. 9.2).
Una Finestra selezionata, inoltre, pu essere solo spostata lungo il tratto di muro in
cui risulta inserita e pu essere modificata nelle dimensioni solo modificandone la
lunghezza e/o laltezza negli appositi campi delle Finestra degli Oggetti (v. 9.3).

Unaltra utile possibilit di modifica quella che prevede la sostituzione
della struttura (v. cap. 8) di un oggetto disegnato con quella di un altro og-
getto dello stesso tipo presente nella Finestra degli Oggetti (v. 9.1.3.1).
9.1.3.1
Sostituire la Struttura di un Oggetto Disegnato
Per sostituire la struttura di un oggetto disegnato nella Tavola Grafica
con la struttura di un altro oggetto dellArchivio dello stesso tipo basta
effettuare le seguenti operazioni:

attivare la modalit Seleziona pigiando lomonimo bottone della Fine-
stra degli Oggetti (v. 3.4.1);
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
331
fare click, con il pulsante sinistro del mouse, sulloggetto disegnato
per selezionarlo; questa operazione evidenzia loggetto disegnato nella
griglia della Finestra degli Oggetti (archivio) del documento;
nella griglia della Finestra degli Oggetti fare click, con il pulsante de-
stro del mouse, sulloggetto che deve essere sostituito a quello sele-
zionato nel disegno; questa operazione seleziona il nuovo oggetto e
apre il menu locale della griglia della Finestra degli Oggetti;
nel menu locale selezionare lopzione Assegna Nuova Struttura.
9.1.4
I Dati Estesi degli Oggetti
Il disegno di un oggetto nella Tavola Grafica fornisce al programma gran
parte dei dati geometrici e termo-fisici necessari al calcolo delle disper-
sioni e dei carichi termici estivi (se si dispone del modulo TerMus-E).
Tutti i dati termo-fisici contenuti nella struttura (v. cap. 8) di un Oggetto
(trasmittanza, ecc.) e quelli geometrici (dimensioni, posizione, ecc.), de-
finiti mediante il suo disegno nella Tavola Grafica, non sono per suffi-
cienti a caratterizzarlo in maniera completa.
Per un muro, ad esempio, va specificata anche leventuale parte contro
terra, mentre per una Finestra vanno specificati gli aggetti orizzontali
e/o verticali.
Per ogni Oggetto disegnato, pertanto, necessario indicare i Dati Estesi:
ulteriori dati e caratteristiche specifiche non rilevabili automaticamente
dal programma.
Per ogni oggetto, tali dati vanno specificati nel dialog dei Dati Estesi che
si apre allatto del suo disegno nella Tavola grafica ma a cui possibile
accedere in un qualsiasi momento successivo al disegno.
Per accedere al dialog dei Dati Estesi di un Oggetto disegnato basta:
selezionare loggetto (v. 9.1.1) nella Tavola Grafica;
cliccare, con il pulsante destro del mouse, nella Tavola Grafica e, nel
menu locale che si apre selezionare lopzione Dati Estesi Entit;
Il dialog dei Dati Estesi di un Oggetto pu anche essere aperto con un sem-
plice doppio click su esso nella Tavola Grafica.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
332
LUtente pu anche scegliere le tipologie di oggetti per cui il dialog dei Dati
Estesi deve essere proposto automaticamente allatto del disegno.
Per scegliere le tipologie di oggetti per cui il dialog dei Dati Estesi deve
essere proposta automaticamente allatto del disegno basta:
selezionare lopzione Dati Estesi Entit del menu Opzioni; questa
operazione apre il dialog Opzioni Entit;

nel dialog selezionare i check box delle tipologie di oggetti per cui si
intende richiedere lapertura automatica del dialog dei Dati Estesi;
pigiare il bottone OK per chiudere il dialog e confermare le scelte ef-
fettuate.

In pratica, selezionando un check nel dialog Opzioni Entit si richiede che, ogni
qualvolta si disegna un oggetto appartenente alla relativa tipologia, si apra auto-
maticamente il dialog che ne richiede i Dati Estesi.
Lasciando, invece, NON selezionato un check, si richiede di voler procedere al
disegno degli oggetti della relativa tipologia, senza specificarne i Dati Estesi. In
tal caso, il Tecnico deve accedere successivamente al dialog dei Dati Estesi di
ogni oggetto per specificarne le informazioni necessarie.

Nel dialog dei Dati Estesi dellultimo oggetto disegnato vengono propo-
sti, per default, i dati specificati per loggetto (dello stesso tipo) disegnato
precedentemente. Ci consente di procedere nel disegno senza specifica-
re i dati estesi per ogni oggetto.
Ad esempio, per effettuare il disegno dei muri di un seminterrato basta
specificare laltezza della parte contro terra nel dialog dei Dati Estesi
del primo muro disegnato e procedere direttamente al disegno di tutti gli
altri muri di pari caratteristiche.
Ovviamente sempre possibile accedere, anche successivamente, al dia-
log dei Dati Estesi di un singolo muro per modificarne le caratteristiche.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
333

opportuno fare molta attenzione alle scelte effettuate nel dialog Opzioni Entit.
Anche se, NON richiedendo lapertura del dialog per specificare i dati estesi, si ha
una maggiore rapidit nel disegno degli oggetti, evidente che i Dati Estesi di
ogni Oggetto dovranno comunque essere specificati in un secondo momento.
Inoltre, la possibilit di specificare i Dati Estesi di ogni oggetto allatto del suo di-
segno fornisce al Tecnico una modalit di lavoro pi ordinata e puntuale.
La possibilit che NON venga proposto il dialog dei Dati Estesi allatto del dise-
gno risulta particolarmente utile per quegli oggetti che, normalmente, hanno dati
estesi (caratteristiche) il pi possibile simili (ad es. i muri).
In questo caso, infatti, basta accedere manualmente al dialog dei Dati Estesi del
primo oggetto (muro) disegnato e procedere speditamente (senza lapertura del
dialog dei Dati Estesi) nel disegno di tutti gli oggetti con gli stessi Dati Estesi.

Ovviamente, il dialog dei Dati Estesi si presenta con un nome ed una
struttura differente a seconda della tipologia di oggetto.
Nel presente capitolo il dialog dei Dati Estesi sar dettagliatamente illu-
strato per ogni oggetto.
9.2
Il Disegno dei Muri
Il disegno di un Muro si effettua tracciando semplicemente una delle sue
due facce nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1).
Per disegnare un Muro sulla Tavola Grafica di TerMus occorre effettuare
le seguenti operazioni:

Pigiare il bottone Muro della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1); questa
operazione propone, nella Tabella della Finestra stessa, tutti gli oggetti
Muro inseriti (v. 5.1.1 e 8.2.1).
Nella Tabella della Finestra degli Oggetti selezionare il tipo di Muro
(struttura) da riportare sulla Tavola.
Nel campo Altezza della finestra degli Oggetti specificare laltezza del
muro in centimetri. In questo campo viene proposta laltezza della ta-
vola (distanza tra il calpestio del solaio inferiore e lintradosso del so-
laio superiore) (v. 7.1) oppure laltezza dellultimo muro disegnato.
Effettuare, se necessario, un opportuno ingrandimento (v. 10.9) della
zona della Tavola in cui occorre disegnare il muro.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
334

Generalmente laltezza di un muro pari allaltezza della Tavola (v. 7.1).
Anche in presenza di travi emergenti, come altezza del Muro, va considerata co-
munque laltezza della Tavola. Per portare in conto la presenza della parte emer-
gente di uneventuale trave in un Muro occorre disporre su esso un Oggetto Ec-
cezione Muro (v. 9.11). Ovviamente, sul tratto di Muro occorre anche inserire
gli opportuni Ponti Termici (v. 9.7).
Il disegno di un Muro con altezza diversa da quella della Tavola (v. 7.1) va effet-
tuato in casi particolari. Ad es., un Muro ha altezza inferiore a quella della Tavola
quando ha una forma particolare (triangolare o trapezia). In tal caso, potendo dise-
gnare solo Muri di forma rettangolare, va disegnato un Muro con unaltezza media
tale che la sua superficie risulti pari a quella del muro di forma particolare.
La lunghezza del muro selezionato (nel campo Lungh.) NON pu essere modifi-
cata in quanto essa viene definita in fase di disegno.
Lo spessore del muro selezionato (nel campo Spes.) NON pu essere modificato do-
po il disegno in quanto esso risulta dalla definizione della sua stratigrafia (v. 8.2).
possibile, invece, definire lo spessore di un muro prima del suo disegno per
consentire il disegno di muri per cui stata semplicemente indicata la Trasmit-
tanza senza definirne la stratigrafia, (v. 8.2).

Cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del
mouse, nel punto della Tavola in cui si intende
posizionare la prima estremit del Muro.
Trascinare il cursore fino a raggiungere la se-
conda estremit del Muro; a seconda
dellinclinazione rispetto alla verticale, il cur-
sore traccia la faccia del Muro indicata con il
tratto pi spesso nello schema a lato.
Per disegnare un Muro, tracciando la faccia
opposta rispetto a quella indicata nello schema
precedente, basta tenere premuto CTRL (CON-
TROL) della tastiera. Pertanto, per disegnare un
vano avendo come riferimento le sue dimensio-
ni interne basta, disegnare i tratti di Muro che lo
racchiudono secondo lo schema a lato.
I tratti di Muro contrassegnati con +CTRL vanno disegnati tenendo pre-
muto CTRL della tastiera. Gli altri tratti vanno disegnati normalmente.
Se, durante il disegno di un muro (pulsante sinistro del mouse premu-
to), si tiene premuto anche SHIFT della tastiera, viene inibita la possi-
bilit di allungarlo e ruotarlo e viene attivata la modalit per sua la tra-
slazione nella Tavola Grafica. Questa funzionalit consente di traslare il
Muro che si sta disegnando per correggerne la posizione nella Tavola.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
335
Rilasciando SHIFT della tastiera, il Muro si ferma e risulta nuovamente
possibile ruotarlo e allungarlo.

Senza SHIFT Con SHIFT
Dimensionato e posizionato correttamente il muro nella Tavola, rila-
sciare il pulsante del mouse.
Durante il disegno, sul tratto di Muro vengono dinamicamente riportati la
sua lunghezza (quota) e (se risulta inclinato) il suo angolo di inclinazione
rispetto allorizzontale.
La quota e langolo sono visibili anche quando il Muro risulta semplice-
mente selezionato nella Tavola Grafica.

Un muro disegnato con due linee parallele che ne rappresentano le facce.
Convenzionalmente:
Faccia 1 la faccia del muro tracciata quando NON premuto CTRL della tastiera;
Faccia 2 la faccia del muro tracciata quando premuto CTRL della tastiera.
Alla Faccia 1 e alla Faccia 2 si fa riferimento nei calcoli (v. cap. 11) e nei valori
espressi nella relazione (v. 14.1.1).

Per rendere estremamente semplice rapido e preciso il disegno dei Muri,
TerMus prevede le seguenti utilit:
Snap (Lineari ed Angolari) (v. 10.1) per fissare un incremento lineare e/o
angolare di spostamento del cursore al fine di ottenere delle esemplifi-
cazioni nella definizione del disegno.
PAN (v. 10.2). Il PAN una funzione che consente di spostare lintero
disegno nella Tavola Grafica. Un PAN Automatico, inoltre, sposta au-
tomaticamente la vista della Tavola quando si prolunga o si sposta un
oggetto oltre i limiti visualizzati di essa.
Le Funzionalit dellOggetto Quota. LOggetto Quota (v. 10.6) consente
di disegnare due muri paralleli ad una determinata distanza (v.
10.6.3) e di effettuare, in maniera estremamente semplice e funziona-
le, la costruzione geometrica dei vani irregolari (v. 10.6.1).
Caricamento di una planimetria in formato DXF, DWG o Raster. Nella Ta-
vola Grafica possibile inserire, come sfondo, una planimetria in for-
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
336
mato DXF/DWG (v. 10.4) o Raster (v. 10.5) in modo da avere una
traccia per limmediata disposizione degli oggetti. La possibilit di di-
segnare senza prestare alcuna attenzione alle misure rende linput (di-
segno degli oggetti) particolarmente rapido e comodo.
Generazione automatica a partire da una planimetria in formato DXF o
DWG. Gli oggetti Muro possono persino essere generati automatica-
mente dalla planimetria in formato DXF e DWG caricata nella Tavola
Grafica (v. 10.8). Questa funzionalit consente di effettuare linput
senza neanche lonere di disporre i muri sulla Tavola.

assolutamente necessario che i Muri disegnati siano correttamente raccordati
nei relativi incroci (v. 9.2.1).
Se i muri non sono correttamente raccordati negli incroci il programma non pu
individuare i vani da essi racchiusi e, pertanto, non pu procedere al corretto cal-
colo delle dispersioni, alle verifiche di Legge e al calcolo dei carichi termici estivi.

9.2.1
Regole per il Corretto Disegno dei Muri
Nel 9.2 si visto come il disegno dei muri nella Tavola Grafica risulti
estremamente semplice e rapido.
Tuttavia la Tavola Grafica di TerMus non un semplice CAD; in essa, in-
fatti, il programma deve rilevare informazioni e dati necessari al calcolo.
In particolare, perch il programma riconosca i vani (v. 9.6) e i dati ne-
cessari al calcolo, necessario rispettare due semplici regole:
ogni tratto di muro disegnato deve essere collegato ad almeno un altro
muro della tavola; generalmente questa regola NON viene rispettata
quando si disegna un vano allinterno di un altro vano (corte interna)
(v. 9.2.3) e quando si disegna un pilastro isolato (non contenuto in
un muro) (v. 9.2.3); in questi casi il problema viene superato sem-
plicemente collegando, con un tratto di Muro Fittizio (v. 9.9), i tratti
di muro (e i pilastri) isolati agli altri muri.
gli incroci dei Muri disegnati devono essere realizzati correttamente.
Un Muro risulta correttamente raccordato in un incrocio se la sua testa ha un
punto in comune con almeno la testa un altro Muro confluente nellincrocio.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
337


Incrocio NON Corretto

Incrocio Corretto
Un Muro, inoltre, si spezza nel punto di intersezione tra il suo asse e quello
di un altro Muro quando esso viene prolungato oltre il punto di incrocio.

Da quanto esposto risulta chiaro che possibile realizzare qualsiasi in-
crocio di Muri in maniera estremamente semplice e rapida.
Un incrocio di Muri (anche di diverso spessore), infatti, pu essere rea-
lizzato in uno qualsiasi dei modi illustrati nella figura seguente.

I simboli in figura rappresentano i punti in comune tra le teste dei Mu-
ri che confluiscono nellincrocio.

In genere, per realizzare correttamente incroci tra Muri con assi inclinati rispetto
allorizzontale, necessario disattivare gli Snap Lineari e/o Angolari (v. 10.1).
In ogni caso, per realizzare correttamente gli incroci dei Muri buona norma effet-
tuare un opportuno ingrandimento (v. 10.9) della zona della Tavola interessata.

9.2.2
Come Modificare un Muro nel Disegno
Ogni tratto di Muro disegnato nella Tavola Grafica pu essere liberamen-
te traslato, ruotato e modificato nelle dimensioni e nella struttura.
Di seguito si illustrano le modalit per modificare un Muro disegnato.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
338
Come Modificare la lunghezza di un Muro
Un Muro pu essere allungato o accorciato mediante spostamenti relativi
di una sua estremit rispetto allaltra.
Per modificare la lunghezza di un Muro basta:
selezionare (v. 9.1.1) il muro nella Tavola Grafica;
cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul quadratino
di selezione dellestremit che si intende spostare;
trascinare il cursore fino a quando il Muro non as-
sume le dimensioni desiderate; la lunghezza del
Muro viene proposta dinamicamente sulla quota at-
tiva sul Muro stesso durante il trascinamento;
rilasciare il pulsante del mouse.

Se risultano attivi gli Snap (v. 10.1), la lunghezza del Muro varia in funzione de-
gli intervalli previsti per gli Snap (Angolare e Lineare) stessi.
Per ottenere un muro di lunghezza differente da quella consentita dagli Snap,
necessario che questi ultimi risultino NON attivi (v. 10.1).

Come Traslare un Muro
Per traslare un Muro disegnato basta effettuare le seguenti operazioni:
selezionare (v. 9.1.1) il muro nella Tavola Grafica;
tenere premuto SHIFT della tastiera e cliccare, senza rilasciare il pulsante
sinistro del mouse, su un quadratino di selezione allestremit del Muro;
trascinare il cursore fino a portare il muro nella posizione desiderata;
rilasciare il pulsante del mouse e SHIFT della tastiera.

Se sono attivi gli Snap (Angolare e/o Lineare) (v. 10.1), gli spostamenti del Muro so-
no vincolati agli spostamenti previsti per gli Snap stessi. Per ottenere spostamenti dif-
ferenti da quello consentiti, occorre che gli dagli Snap risultino NON attivi (v. 10.1).

Come Ruotare un Muro
Un Muro disegnato nella Tavola Grafica pu essere liberamente ruotato
attorno ad una delle sue estremit.
Per ruotare un Muro disegnato occorre effettuare le seguenti operazioni:
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
339
selezionare (v. 9.1.1) il muro nella Tavola Grafica;
fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul quadrati-
no di selezione allestremit del Muro opposta a quella attorno a cui lo
si intende ruotare;
effettuare gli opportuni spostamenti del cursore per ottenere la rota-
zione desiderata. Durante la rotazione, in corrispondenza della linea di
quota del muro, viene riportato dinamicamente langolo del Muro ri-
spetto allorizzontale;
rilasciare il pulsante del mouse.

Se risultano attivi gli Snap (v. 10.1), le rotazioni del Muro risultano vincolate agli in-
tervalli previsti per lo Snap Angolare. Per ottenere una rotazione differente da quella
consentita dallo Snap Angolare, necessario che questo risulti NON attivo (v. 10.1).

Come Modificare la struttura di un Muro disegnato
Ad ogni Muro nella Tavola Grafica risulta associata la struttura (v. 8.2)
selezionata nella Finestra degli Oggetti allatto del suo disegno (v. 9.2).
Il programma consente le due seguenti modalit di modifica della struttu-
ra dei Muri disegnati:
Modifica di tutti i Muri con la stessa struttura
Per modificare, nel disegno, la struttura di tutti i Muri con stessa strati-
grafia (v. 8.2) basta modificare la struttura stessa nella Tavola Struttu-
rale (v. 8.2.2) del documento di TerMus.
Questa funzionalit utile per ottimizzare gli spessori e i materiali degli
strati della muratura (isolanti, ecc) in fase di progettazione e di verifica.
Una semplice modifica alla struttura di una determinata tipologia di
muratura comporta, immediatamente, la modifica di tutti i muri dise-
gnati appartenenti a quella tipologia e, di conseguenza, il calcolo di
nuovi valori delle dispersioni e nuovi risultati per le verifiche di Legge.
Modifica della struttura di un singolo Muro
TerMus consente anche di modificare un singolo Muro sostituendo alla
struttura ad esso associata unaltra struttura presente nella Finestra degli
Oggetti del documento (v. 3.4.1).
Per modificare la struttura (v. 8.2) di un tratto di Muro disegnato nella
Tavola Grafica basta effettuare le seguenti operazioni:
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
340
selezionare il tratto di Muro (v. 9.1.1);
nella griglia della Finestra degli Oggetti (v. 3.4.1) fare click, con il
pulsante destro del mouse, sulla descrizione della nuova struttura da
assegnare al Muro selezionato; questa operazione seleziona la struttura
e attiva il menu locale della Finestra degli Oggetti;
nel menu locale selezionare lopzione Assegna nuova Struttura.
9.2.3
Casi Particolari per il Disegno dei Muri
Per il corretto funzionamento del programma importante che:
ogni vano sia effettivamente chiuso da Muri (o Muri Fittizi); in caso
contrario, sullEtichetta del Vano, invece del valore della superficie,
viene visualizzata la stringa ERRORE! in rosso;
tutti i Muri presenti nella Tavola Grafica devono essere collegati tra
loro in modo da formare una maglia chiusa.
Di seguito sono esposti dei casi che, per la loro particolarit, devono es-
sere affrontati in maniera specifica.
A. Pilastro non collegato alla muratura
Se si disegna un tratto di muro allinterno di un
Vano (ad es. un pilastro - v. 9.5), il program-
ma NON lo riconosce in quanto questo NON ri-
sulta collegato a nessun altro muro presente nel-
la Tavola (v. 9.2.1). Nellesempio in figura,
infatti, la superficie del vano viene calcolata
senza tener conto del tratto di Muro contenuto.
necessario, pertanto, collegare il tratto di Mu-
ro interno al Vano con un Muro limitrofo me-
diante il disegno di un tratto di Muro Fittizio (v.
9.9). Effettuato il collegamento si pu notare
come (figura a lato) la superficie del Vano ven-
ga calcolata tenendo conto della presenza del
tratto di Muro interno.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
341
B. Vano contenuto in un altro vano
Questo caso si presenta quando si deve rappresentare un vano (o una su-
perficie in genere) allinterno di un altro vano (ad esempio un vano con
corte interna). Tale situazione analoga a quella del caso A.
Il Programma, infatti non riconosce i Muri
inseriti allinterno di un Vano perch que-
sti non sono collegati a tutti gli atri Muri
(v. 9.2.1).
Nellesempio della figura a lato, infatti, la
superficie del Vano viene calcolata come
se la corte interna e i relativi Muri non esi-
stessero. necessario, quindi, collegare i
Muri della corte interna agli altri Muri del
Vano mediante il disegno di un tratto di
Muro Fittizio.
Effettuato il collegamento si pu notare
che (v. figura a lato) la superficie del Vano
viene calcolata tenendo conto della pre-
senza della corte interna.


9.2.4
I Dati Estesi dellOggetto Muro
Per assegnare i Dati Estesi a un tratto di muro disegnato nella Tavola
Grafica basta accedere al relativo dialog dei Dati Estesi (Muro).
Per accedere al dialog Muro basta fare doppio click, con il pulsante sini-
stro del mouse, sul relativo tratto di muro.

Il dialog Muro appare automaticamente allatto del disegno se nel dialog Opzioni
Entit (v. 9.1.4) risulta selezionato il check box Muro. Per accedere al dialog
Opzioni Entit basta selezionare lopzione Dati Estesi Entit del menu Opzioni.

Il dialog Muro costituito dalle pagine Dati e Calcolo Estivo, attivabili al-
ternativamente cliccando lomonima linguetta in alto.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
342
La pagina Dati
La pagina Dati del dialog
Muro presenta, in alto, la
sezione Confini in cui, do-
po aver assegnato i vani (v.
9.6), vengono riportate le
zone confinanti con il mu-
ro rilevate automaticamen-
te dal programma.
Pi in basso vengono pro-
posti i list box e i campi
per specificare i Dati Estesi
del Muro.
Nella sezione Descrizione caratteristica parete esterna, possibile, selezio-
nando il relativo check box, usare la maggiorazione in percentuale dei Ponti
Termici relativa al tipo di parete esterna selezionato nel list box soprastante.

Premendo F1 della Tastiera quando aperto il dialog Muro si attiva la pagina
dellHelp che riporta le indicazioni della norma UNI di riferimento con utilissime
indicazioni sui dati da inserire.

In basso nella pagina sono presenti i check box:
entit da NON verificare [NON presente in TerMus-CE], la cui selezione
esclude lentit dalle verifiche di legge ;
scheda Muro da stampare [NON presente in TerMus-CE], la cui selezione
richiede la stampa della scheda del Muro in questione nella stampa
complessiva delle schede delle strutture (v. 14.1.2).
La pagina Calcolo Estivo
La pagina Calcolo Estivo
del dialog Muro (disponibi-
le solo se si dispone del
modulo TerMus-E) presen-
ta il solo check box superfi-
cie in Ombra, la cui selezio-
ne indica che la superficie
dellintero muro in ombra.
Questa informazione necessaria per il calcolo dei carichi termici estivi.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
343

Assegnati i parametri di un tratto di Muro, questi vengono riproposti come valori
di default per tutti gli altri tratti dello stesso Muro disegnati di seguito.
, quindi, estremamente conveniente specificare, nel dialog dei Dati Estesi del
primo tratto di muro che si disegna, i parametri comuni (ad es. il colore) a tutti gli
altri tratti dello stesso muro che si disegneranno di seguito.
In questo modo si assegnano i parametri comuni a tutti i tratti disegnati dello
stesso muro, senza dover accedere al dialog dei Dati Estesi di ognuno.

9.3
Il Disegno delle Finestre
Il disegno di una Finestra nella Tavola Grafica avviene semplicemente
inserendo loggetto Finestra scelto allinterno del Muro in cui essa deve
risiedere.
Per inserire una Finestra in un tratto di Muro occorre:

pigiare il bottone Finestra della Finestra degli Oggetti; questa operazio-
ne visualizza, nella griglia sottostante (v. 3.4.1), la lista degli oggetti
Finestra inseriti nellArchivio del documento (v. 5.1.1 e 8.3.1);
nella griglia della Finestra degli Oggetti selezionare il tipo di Finestra
(struttura) da disegnare;
specificare le dimensioni (lunghezza e altezza) in centimetri della Fi-
nestra negli appositi campi della Finestra degli Oggetti;

Le Finestre di TerMus sono oggetti parametrizzati (v. 8.3), cio indipendenti
dalleffettivo sviluppo del telaio, dalle dimensioni dei vetri, ecc. Le caratteristiche
dellinfisso parametrizzato sono, infatti, definite dai mutui rapporti tra gli elementi
che lo compongono. Un infisso parametrizzato va pensato, pertanto, come una
tipologia di infisso.
Quando si disegna un infisso parametrizzato sulla Tavola Grafica, il programma
in grado di calcolare le effettive superfici disperdenti in base alle dimensioni (lun-
ghezza e altezza) assegnategli.
Ci consente di mantenere in archivio un solo oggetto per ogni tipologia e non
tutte le finestre della stessa tipologia che differiscono per le sole dimensioni.
Se nellArchivio stata selezionata una finestra NON parametrizzata (v. 8.3),
lindicazione delle dimensioni nei campi della Finestra degli Oggetti avr solo un
effetto grafico, in quanto le superfici di calcolo sono quelle espresse nella Tavola
Strutturale (v. 8.3).

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
344
posizionare il cursore nel punto (interno al muro) in cui va disposto
lasse della Finestra;
fare click con il pulsante sinistro del mouse.
Allatto dellinserimento vengono visualizzate, come riferimenti, le di-
stanze tra lasse della finestra e le pareti interne del vano e le distanze tra
lasse e gli spigoli dei muri pi vicini allesterno.
Se, allinserimento, si tiene premuto il pulsante sinistro del mouse, possibi-
le spostare la Finestra lungo il muro. Quando la finestra risulta correttamente
posizionata, basta rilasciare il pulsante del mouse per fissarne la posizione.
La Finestra selezionata (v. 9.1.1) nella Tavola Grafica pu essere modi-
ficata sia nelle dimensioni che nella posizione.
Una Finestra selezionata assume il colore rosso e ne vengono visualizza-
te le linee di quota in blu.
Per modificare le dimensioni della Finestra selezionata basta specificare i
nuovi valori delle dimensioni nei campi della lunghezza e dellaltezza
della Finestra degli Oggetti.
Per cancellare la Finestra selezionata (v. 9.1.1) nel disegno basta pre-
mere CANC della tastiera oppure selezionare lopzione Cancella Entit nel
menu locale della Tavola Grafica (v. 3.4.2.1).
Per modificare la posizione della Finestra selezionata bisogna posiziona-
re il cursore sul quadratino di selezione e, tenendo premuto il pulsante si-
nistro del mouse, spostarla nella posizione desiderata.
Anche in questa fase linee di quota forniscono un valido riferimento.
Quando si certi del corretto posizionamento della finestra occorre rila-
sciare il pulsante del mouse.
La Finestra, nella vista Object Draw (v. 10.11), appare di color fucsia,
senza linee di quota e, sul suo asse, vengono riportate la sua lunghezza ed
altezza.
Per la Finestra disegnata necessario specificare, inoltre, i Dati Estesi (v.
9.3.1) nel relativo dialog dei Dati Estesi.
Per accedere al dialog dei Dati Estesi della Finestra (Vetrata) basta fare
doppio click su essa con il pulsante sinistro del mouse.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
345


Il dialog Vetrata appare automaticamente allatto del disegno se nel dialog Op-
zioni Entit (v. 9.1.1) risulta selezionato il check box Finestra.
Per attivare il dialog Opzioni Entit basta selezionare lopzione Dati Estesi Entit
del menu Opzioni.

Nel dialog Vetratavengono proposti gli strumenti per specificare i Dati
Estesi della Finestra.
Premendo F1della Tastiera quando attivo il dialog Vetratasi attiva la
pagina dellHelp che riporta le indicazioni della norma UNI di riferimen-
to sui dati da inserire.
In basso nel dialog Vetrata sono presenti, inoltre, i check box:
scheda Vetrata da stampare [NON presente in TerMus-CE], la cui selezio-
ne richiede la stampa della scheda della Finestra in questione
nellambito della stampa complessiva delle schede delle strutture (v.
14.1.2);
entit da NON verificare [NON presente in TerMus-CE], la cui selezione
esclude lentit dalle verifiche di legge.

Assegnati i parametri di una Finestra, questi vengono riproposti, come valori di
default, per tutte le altre Finestre dello stesso tipo disegnate di seguito.
, quindi, estremamente conveniente specificare, nel dialog dei Dati Estesi della
prima Finestra che si disegna, i parametri comuni (ad es. gli aggetti) alle Finestre
dello stesso tipo che si disegnano di seguito.
In tal modo si assegnano i parametri comuni a tutte le Finestre disegnate dello
stesso tipo, senza dover accedere al dialog dei Dati Estesi di ognuna.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
346
9.3.1
I Dati Estesi dellOggetto Finestra
Quando si disegna una Finestra nella Tavola Grafica (v. 3.4.2.1), que-
sta ha tutte le caratteristiche che gli sono state assegnate nella Tavola
Strutturale (v. 8.3), ma si tratta di un oggetto generico.
In genere, necessario assegnare alla Finestra disegnata ulteriori infor-
mazioni, i Dati Estesi (v. 9.1.4), che lo rendono un oggetto specifico
del progetto e della parte delledificio in cui viene utilizzato.
I Dati Estesi di una Finestra si assegnano nel dialog Vetrataa cui si acce-
de facendo doppio click su essa nella modalit selezione (v. 9.1.1).
anche possibile richiedere lapertura automatica del dialog vetrata al
momento del disegno della finestra selezionando il check box Finestra
nel dialog Opzioni Entit(v. 9.1.4) che si attiva selezionando lopzione
Dati Estesi Entit del menu Opzioni.
Il dialog Vetrata costituito dalle pagine Dati e Calcolo Estivo [NON pre-
sente in TerMus-CE] a cui possibile accedere alternativamente cliccando
sulle omonime linguette in alto nel dialog stesso.
Pagina Dati
Nella parte sinistra della pagina Dati vanno riportati i dati sugli Aggetti
Orizzontali, cio delle sporgenze orizzontali sulla facciata (balconi, tet-
toie, ecc.). In particolare occorre specificare (in cm) la Sporgenza
dellaggetto (lunghezza dello sbalzo dal filo della facciata) e la Distanza
tra laggetto e la finestra.

Anche per gli Aggetti Verticali devono essere indicati (sempre in cm) la
Sporgenza dellaggetto e Distanzadalla finestra.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
347
Come aggetti verticali, oltre ai setti sporgenti, vanno considerate anche
eventuali sporgenze del fabbricato stesso.
Naturalmente leffetto dellaggetto dipende dallesposizione della parete
su cui risulta posizionato. La normativa suggerisce di prendere sempre
laggetto a Sud della finestra (eventualmente ce ne fosse pi di uno) per-
ch quello che provoca lombreggiatura.
In ogni caso nella pagina dellHelp, cui si accede premendo F1 della ta-
stiera, sono riportate figure esemplificative come da normativa.
Nel list box Schermi va, inoltre, scelto il tipo di schermatura. La scelta di
un tipo di schermatura propone automaticamente, nel campo adiacente,
lopportuno coefficiente di schermatura.
Se la finestra non dotata di alcuna schermatura, il fattore di schermatura
sar pari a 1.
Infine, la selezione del check scheda Vetrata da stampare [NON presente in
TerMus-CE] richiede la stampa della scheda tecnica della finestra nellambito
della stampa complessiva delle schede delle strutture (v. 14.1.2).
Pagina Calcolo Estivo
Nella pagina Calcolo Estivo del dialog Vetrata (disponibile solo se si di-
spone del modulo TerMus-E) vanno specificati i dati necessari al calcolo
dei carichi termici estivi.
In particolare, nel list box Posizione schermo va scelta lopzione (nessuno,
interno o esterno) che descrive la posizione dello schermo della finestra.

Nel campo Coefficiente globale dirraggiamento va indicato il Coefficien-
te globale di irraggiamento. Pigiando il bottone a destra del campo, viene
proposta, nellHelp, la tabella con i valori del coefficiente in funzione del
tipo di vetro dellinfisso e del tipo e del colore delle relative schermature.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
348
Infine, va indicato il Fattore di ombreggiamento scegliendo una delle se-
guenti opzioni nellomonimo list box.:
nessuno, la cui scelta richiede di adottare un Fattore di ombreggiamento
par ad 1;
personalizzato, la cui scelta propone, a destra del list box, il campo per
lindicazione di un Fattore di ombreggiamento liberamente definito
dallutente;
secondo UNI/TS 11300, la cui scelta richiede il Fattore di ombreggiamento
venga calcolato (con le modalit previste dalla UNI/TS 11300) in fun-
zione delle caratteristiche (Sporgenza e Distanza) degli Aggetti (Verti-
cali ed Orizzontali) specificate nella pagina Dati del dialog Vetrata.

Assegnati i Dati Estesi ad un oggetto, questi vengono mantenuti per tutti gli altri
oggetti della stessa tipologia che si disegnano successivamente.
, quindi, estremamente conveniente, assegnare i parametri comuni alle finestre
da disegnare (ad esempio, la schermatura) alla prima finestra che si disegna.
In questo modo i dati estesi comuni alle varie finestre risulteranno assegnati in
maniera automatica e senza dover aprire lapposito dialog per ognuna di esse.

9.4
Il Disegno delle Porte

Le modalit per il disegno di un oggetto Porta sono analoghe a quelle
previste per il disegno delloggetto Finestra. Per il disegno delle Porte
e per la loro modifica nella Tavola Grafica si rimanda, quindi, al 9.3.
Loggetto Porta nella Tavola Grafica viene rappresentato in verde (nella
vista Object Draw - v. 10.11) mediante il relativo varco e lasse.
Per gli oggetti Porta non va specificato alcun Dato Esteso.
Nel dialog dei Dati Estesi (v. 9.1.4) degli oggetti Porta, infatti, sono pre-
senti le sole opzioni scheda Porta da stampare [NON presente in TerMus-CE]
per richiedere la stampa della relativa scheda nellambito della stampa
complessiva delle schede di tutti gli oggetti (v. 14.1.2) e entit da NON
verificare [NON presente in TerMus-CE] per NON prendere in considerazio-
ne, ai fini delle verifiche di legge, la porta in oggetto.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
349
9.5
Il Disegno dei Pilastri
Loggetto Pilastro (v. 8.10) pu essere inserito solo allinterno di un
tratto di Muro.
Per inserire un oggetto Pilastro allinterno di un Muro basta effettuare le
seguenti operazioni:

pigiare il bottone Pilastro nella Finestra degli Oggetti; questa opera-
zione visualizza, nella griglia sottostante (v. 3.4.1), la lista dei Pila-
stri inseriti (v. 5.1.1 e 8.1.1) nellArchivio del Documento;
nella griglia selezionare il tipo di Pilastro (struttura) da disegnare;
nei campi della Finestra degli Oggetti specificare le dimensioni del Pi-
lastro; in particolare lo spessore (Spes.) del pilastro NON pu essere
modificato in quanto esso risulta definito nella Tavola Strutturale (v.
8.10); laltra dimensione della sezione del Pilastro va specificata nel
campo Lungh.; lAltezza del Pilastro va, invece, modificata se essa non
coincide con laltezza della Tavola (v. 7.1) proposta per default;
fare click, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, allinterno
del Muro in cui va inserito il pilastro;
effettuare gli spostamenti opportuni per posizionare correttamente
lasse del Pilastro; in questa fase vengono proposte dinamicamente le
necessarie quote di riferimento;
quando il Pilastro risulta correttamente posizionato rilasciare il pulsan-
te del mouse.
Effettuato linserimento, la struttura del Pilastro viene automaticamente
sostituita alla struttura del Muro nella zona interessata dal Pilastro stesso.
In un Muro possibile inserire un Pilastro di spessore qualsiasi (maggio-
re, minore o uguale allo spessore del Muro stesso).
In ogni caso il Pilastro viene rappresentato con spessore pari a quello del
Muro.
Linserimento di un Pilastro comporta automaticamente la sostituzione
(ai fini del calcolo) della porzione di Muro occupata dal Pilastro con il
Pilastro stesso.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
350

Lo spessore con cui viene rappresentato il Pilastro non inficia la correttezza del
calcolo delle dispersioni.
Il parametro che determina la dispersione di un Pilastro, infatti, la sua Trasmit-
tanza preventivamente definita nella Tavola Strutturale (v. 8.10).
La non effettiva rappresentazione dello spessore del pilastro pu, per, compor-
tare lievi approssimazioni nel calcolo dei volumi dei vani che influenzano le di-
spersioni dovute ai ricambi daria (v. 8.6.2).
Qualora non si ritenga accettabile lapprossimazione descritta (ad es. per vani
molto piccoli in cui sono presenti pilastri molto grandi) possibile disegnare il trat-
to di Muro che deve contenere il Pilastro con spessore e lunghezza pari alle di-
mensioni del Pilastro stesso (v. figura seguente).

In tal caso non necessario prestare attenzione alla struttura del Muro che deve
contenere il Pilastro, in quanto, tale struttura viene completamente sostituita da
quella del pilastro.

Le modalit per la cancellazione, la modifica e lo spostamento dei Pila-
stri sono analoghe a quelle descritte per loggetto Finestra (v. 9.3).
Per gli oggetti Pilastro non va specificato alcun Dato Esteso.
Nel dialog dei Dati Estesi (v. 9.1.4) degli oggetti Pilastro, infatti, sono
presenti solo le opzioni seguenti:
scheda Pilastro da stampare [NON presente in TerMus-CE], la cui sele-
zione richiede la stampa della relativa scheda nellambito della stampa
complessiva delle schede di tutti gli oggetti (v. 14.1.2);
entit da NON verificare [NON presente in TerMus-CE], la cui selezione
esclude lentit dalle verifiche di legge.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
351
9.6
La Definizione dei Vani
Linserimento degli oggetti Vano sulla Tavola necessaria per:
assegnare ogni superficie definita dal disegno dei Muri alla Zona (v.
8.6) di competenza precedentemente definita nella Tavola Strutturale;
specificare le strutture utilizzate per il solaio inferiore e superiore (v.
8.14) del vano e le Zone (v. 8.6) di confine con tali strutture;
Per inserire un oggetto Vano allinterno di una superficie racchiusa da
Muri basta effettuare le seguenti operazioni:

pigiare il bottone Vano nella Finestra degli Oggetti; questa operazione
visualizza, nella griglia sottostante, la lista delle Zone preventivamente
definite (v. 8.6.1);
nella griglia selezionare la Zona da associare al vano;
nel campo Altezza della Finestra degli Oggetti specificare laltezza del
Vano;

Come Altezza del Vano il programma propone per default laltezza della Tavola (v.
7.1) in cui si disegna, pertanto, in genere, non necessario specificare tale dato.
importante, invece, specificare laltezza per i vani con altezza diversa da quella della
Tavola oppure per i vani di forma diversa da quella parallelepipeda (mansarda).
Per un vano di forma NON parallelepipeda necessario specificare laltezza di
un vano di forma parallelepipeda di volume pari al suo volume effettivo.

nel campo in basso nella Finestra degli Oggetti digitare il nome del
vano (ad es. Cucina);

La specificazione del nome dei vani necessaria per ottenere, nella scheda della
Zona (v. 11.3) la distinta delle dispersioni per ogni vano ad essa assegnato.
Il nome del vano digitato pu essere liberamente formattato. Pigiando, infatti, il
bottone Font sotto il campo del nome si attiva il dialog per la definizione dello sti-
le, delle dimensioni e del colore dei caratteri.
Pigiando, invece, il bottone G (a destra del bottone Font) viene assegnato sem-
plicemente lo stile Grassetto ai caratteri del nome del vano.
La selezione del check box Etichetta richiede che letichetta del vano venga ri-
portata nella stampa della planimetria (v. 14.3).

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
352
fare click, con il pulsante sinistro del mouse allinterno del vano, sulla
Tavola Grafica; questa operazione attiva automaticamente il dialog
Vano per linserimento dei Dati Estesi (v. 9.6.1) del vano stesso;
specificati i Dati Estesi del vano premere il bottone OK per chiudere il
dialog; questa operazione:
inserisce, nella superficie cliccata, letichetta delloggetto Vano che
ne riporta il nome specificato e la relativa superficie calcolata.
associa al vano tutti i parametri necessari al calcolo, cio le caratte-
ristiche della Zona (v. 8.6.2) selezionata e i dati specificati nel dia-
log dei Dati Estesi (v. 9.6.1).

assolutamente necessario che tutti i Muri (o Muri Fittizi) che racchiudono il va-
no siano tra loro correttamente raccordati (v. 9.2.1).
In caso contrario, il programma non in grado di individuare i vani che essi rac-
chiudono.
Se i Muri non risultano correttamente raccordati, sulletichetta del vano da essi rac-
chiuso viene riportata, in luogo del valore della superficie, la stringa ERRORE in rosso.
Per individuare immediatamente i Muri del vano non correttamente raccordati
possibile utilizzare la funzione Debug (v. 10.10).

9.6.1
I Dati Estesi dellOggetto Vano
Lindicazione dei Dati Estesi di un oggetto Vano inserito sulla tavola
Grafica (v. 9.6) consente di definire la struttura del solaio inferiore e
superiore (v. 8.14) e le Zone (v. 8.6.1) confinanti con tali strutture.
Il dialog Vano per linserimento dei Dati Estesi costituito dalle pagine
Solai, Dati Vano e Calcolo Estivo, a cui possibile accedere alternativa-
mente cliccando le omonime linguette in alto nel dialog stesso.

Il dialog Vano si apre automaticamente allinserimento delloggetto Vano solo se
risulta selezionata lomonima opzione del dialog Opzioni Entit (v. 9.1.4).
Se lopzione suddetta non risulta selezionata, bisogna accedere manualmente al dia-
log dei Dati Estesi del Vano inserito facendo doppio click su esso con il pulsante sini-
stro del mouse. Data limportanza dei Dati Estesi di ogni Vano, si consiglia di prevede-
re lattivazione automatica del dialog allinserimento di ogni Vano (v. 9.1.4).

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
353
Pagina Solai
La pagina Solai del dialog Vano costituita dalle sezioni Superioreed In-
feriore.
La sezione Superiorepresenta i seguenti strumenti per la definizione del-
le caratteristiche del solaio superiore del vano:
il list box solaioin cui va scelto il solaio superiore del Vano; in questo
list box viene proposta, per la scelta, la lista delle strutture di solaio
inserite nellArchivio del documento (Finestra degli Oggetti);
il list box confineper la scelta della Zona confinante superiormente con
il Vano; in questo list box viene proposta, per la scelta, la lista delle Zo-
ne (v. 8.6.1) preventivamente definite nella Finestra degli Oggetti;
il list box Colore della finitura esterna[abilitato se il solaio superiore confi-
na con lESTERNO], per la scelta del colore esterno (chiaro, medioo
scuro) del solaio di copertura;
il campo Fattore di riduzione per radiazione diffusa[abilitato se il solaio
superiore confina con lESTERNO], in cui va indicato il coefficiente di ri-
duzione per ombreggiatura relativa alla sola radiazione diffusa per tener
conto dellextra flusso termico per radiazione infrarossa verso la volta
celeste; tale coefficiente pari ad 1 in assenza di ombreggiamenti ester-
ni ed inferiore a 1 in presenza di ombreggiamenti;

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
354
il check box Inclinato [abilitato se il solaio confina con lESTERNO] che
va selezionato se il solaio superiore del Vano inclinato (mansarda);
tale check abilita il campo adiacente coefficiente di inclinazione;
il campo coefficiente di inclinazione [abilitato se stato selezionato il
check box Inclinato] in cui va riportato il fattore per cui moltiplicare la su-
perficie del solaio in orizzontale per ottenere quella del solaio inclinato;
il check scheda Solaio Superiore da stampare [NON presente in TerMus-
CE], la cui selezione richiede la stampa della scheda tecnica del solaio su-
periore nella stampa complessiva delle schede delle strutture (v. 14.1.2);
il check entit da NON verificare [NON presente in TerMus-CE], la cui se-
lezione esclude lentit solaio superiore dalle verifiche di legge.
La sezione Inferiore della pagina Solai presenta i seguenti strumenti per la
definizione delle caratteristiche del solaio inferiore del vano:
il check box Scambi Terre-
no - Pavimento che va sele-
zionato se solaio poggiato
sul terreno (v. 9.6.1.1); la
selezione di questo check
propone, nella parte inferio-
re della pagina, gli strumen-
ti per il calcolo dei dati per
la definizione della disper-
sione verso il terreno;

I casi di scambio termico tra pavimento e terreno previsti sono:
a) pavimento appoggiato sul terreno (v. 9.6.1.1.1);
b) pavimento su spazio aerato (v. 9.6.1.1.2);
c) pavimento interrato (v. 9.6.1.1.3).

il list box solaio in cui va scelta la struttura del solaio inferiore del
Vano; in questo list box viene proposta la lista delle strutture di solaio
inserite nellArchivio del documento (Finestra degli Oggetti);
il list box confine per la scelta della Zona confinante inferiormente con
il Vano; in questo list box viene proposta, per la scelta, la lista delle Zo-
ne (v. 8.6.1) preventivamente definite nella Finestra degli Oggetti;
il check scheda Solaio Inferiore da stampare [NON presente in TerMus-CE],
la cui selezione richiede la stampa della scheda del solaio inferiore nella
stampa complessiva delle schede delle strutture (v. 14.1.2);
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
355
il check entit da NON verificare [NON presente in TerMus-CE], la cui se-
lezione esclude lentit solaio inferiore dalle verifiche di legge.
In basso nella pagina Solai presente il check scheda Vano da stampare
[NON presente in TerMus-CE], la cui selezione richiede la stampa della scheda
del vano nella stampa complessiva delle schede delle strutture (v. 14.1.2).
Pagina Dati Vano
Nella pagina Dati Vano del dialog Vano possibile indicare, per il calcolo
della Potenza, una Temperatura ed un numero di ricambi daria del Vano
differenti da quelli della Zona a cui esso stato assegnato (v. 9.6).

La selezione del check box Applica la Temperatura Interna della ZONA ri-
chiede che la Temperatura del Vano sia quella della zona di appartenenza.
Togliendo la selezione da questo check, si abilita il campo Temperatura
Interna VANO in cui possibile specificare, per il Vano, una Temperatura
Interna differente da quella della zona di appartenenza.
La selezione del check box Applica Ricambi dAria della ZONA richiede che
il numero orario di ricambi daria del Vano sia quello della zona di appar-
tenenza. Togliendo la selezione da questo check, si abilita il campo Ricam-
bi dAria VANO in cui possibile specificare, per il Vano, un numero di vo-
lumi di ricambi daria orari differente da quello della zona di appartenenza.
Pagina Calcolo Estivo
Nella pagina Calcolo Estivo del dialog Vano (disponibile solo se si dispone
del modulo TerMus-E) vanno specificati i dati specifici per il calcolo dei
carichi termici estivi.
Nella sezione Carichi Interni di questa pagina vanno indicati i carichi ter-
mici interni del vano disegnato.
Selezionando il check box Applica i Carichi Interni definiti per la ZONA, si
richiede di assegnare al Vano i carichi interni gi definiti per la Zona di
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
356
appartenenza (v. 8.6.2).

Nella griglia sottostante, con le stesse modalit previste per assegnare i
carichi interni ad una Zona (v. 8.6.2), possibile definire ulteriori cari-
chi interni aggiuntivi specifici del Vano.
Naturalmente, se per un Vano occorre definire dei carichi termici com-
pletamente differenti da quelli della Zona di appartenenza basta desele-
zionare il check box Applica i Carichi Interni definiti per la ZONA e defini-
re, nella griglia, tutti i carichi interni del Vano.
Nella sezione Ventilazione della pagina Calcolo Estivo occorre selezionare il
check Applica i ricambi daria definiti per la Zona, se, per il Vano, sono neces-
sari lo stesso numero di ricambi daria previsti per la Zona di Appartenenza.
Nel campo sottostante anche possibile assegnare al Vano un numero di ri-
cambi daria aggiuntivi rispetto a quelli previsti per la Zona di appartenenza.
Anche in questo caso possibile deselezionare il check box Applica i ri-
cambi daria definiti per la Zona per non tener conto dei ricambi daria
previsti per la Zona e definire, nel campo sottostante, i ricambi daria
previsti per il Vano.
Infine, nella sezione Solaio superiore, occorre indicare, mediante la sele-
zione del check box superficie in Ombra, se la superficie del solaio supe-
riore del vano in ombra.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
357
9.6.1.1
Scambi Terreno - Pavimento
TerMus consente di portare in conto, nel calcolo delle dispersioni dei va-
ni, gli eventuali scambi termici tra pavimento e terreno. Le possibilit di
avere scambi con il terreno si riassumono nei tre seguenti casi:
a) pavimento appoggiato sul terreno;
c) pavimento su spazio aerato;
b) pavimento interrato.
Se il solaio inferiore del vano poggiato sul terreno occorre selezionare
il check box Scambi Terreno-Pavimento della pagina Solai del dialog Va-
no (v. 9.6.1).

La selezione di tale check propone, nellarea sottostante, i valori di superfi-
cie e perimetro del vano rilevati dal disegno ed i campi in cui va specificata
la Superficie disperdente (in m
2
), la Trasmittanza (in W/m
2
K), la Trasmit-
tanza del solo pavimento (in W/m
2
K) e lo Spessore del pavimento (in mm).

Dallanalisi dei tre casi specifici che si possono presentare (descritti nei paragrafi
successivi) si potr rilevare che non sempre la Superficie Disperdente coincide
con la Superficie del Vano.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
358
Il programma prevede anche una utilit per la definizione della Trasmit-
tanza: il dialog Scambi Terreno-Pavimento.
Per accedere al dialog Scambi Terreno-Pavimento basta pigiare il bottone
Calcolo del dialog Vano.
Il dialog Scambi Terreno-Pavimento risulta costituito dalle pagine Brow-
ser (proposta per default allapertura) ed Edit a cui possibile accedere
cliccando le omonime linguette in alto nel dialog stesso.
Nella pagina Browser proposto lelenco dei tipi di confine memorizzati.

Nella pagina Edit vengono, invece, proposti i dati di input e di calcolo del
tipo di confine selezionato nella pagina Browser.
Per creare una nuova zona di confine per cui calcolare Superficie disper-
dente e Trasmittanza basta pigiare il bottone Aggiungi della pagina Brow-
ser. Questa operazione crea un nuovo rigo nella griglia della pagina ed
apre automaticamente la pagina Edit in cui va effettuato il calcolo.

Per il calcolo del pavimento appoggiato su terreno, su spazio aerato o interrato si
fa riferimento alla norma UNI EN ISO 13370:2008, di cui si pu prendere visione
dei dettagli nellHelp del programma.
Per eventuali chiarimenti sulla definizione dei dati richiesti dal programma si con-
siglia di visualizzare lHelp che si attiva premendo F1 della tastiera.

Nei paragrafi seguenti vengono illustrate le modalit operative per il calco-
lo della Superficie disperdente e della Trasmittanza nei tre casi previsti.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
359
9.6.1.1.1
Pavimento Appoggiato sul Terreno
Per calcolare, nel dialog Scambi Terreno-Pavimenti (v. 9.6.1.1), la Su-
perficie disperdente e la Trasmittanza di un pavimento appoggiato su ter-
reno basta procedere nel seguente modo:
Pigiare il bottone Aggiungi della pagina Browser (v. 9.6.1.1); questa
operazione crea un nuovo rigo (zona di confine) nella pagina ed apre
la pagina Edit in cui va effettuato il calcolo dei dati della zona creata.
Nel list box Tipo pavimento della pagina Edit scegliere Pavimento ap-
poggiato su terreno; questa operazione propone, nella pagina gli stru-
menti opportuni per il calcolo per il tipo di pavimento scelto.
Nel campo Descrizione digitare la descrizione del tipo di confine che
verr riproposta nel rigo creato nella pagina Browser (v. avanti).

A sinistra, nella sezione Dati, specificare lArea del pavimento appog-
giato sul terreno, il Perimetro del pavimento che racchiude la superficie
disperdente del terreno, lo Spessore delle pareti perimetrali, la Resi-
stenza verso il terreno della struttura orizzontale ed il Ponte Termico
perimetrale.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
360

Il valore della Resistenza verso il terreno pu essere specificato sce-
gliendo la struttura di solaio utilizzata, tra quelle presenti
nellarchivio del progetto e proposte nel dialog che si apre pigiando
il bottone a destra del relativo campo.


Il valore della Trasmittanza lineica del Ponte Termico perimetrale,
invece, pu essere determinato semplicemente scegliendo il Ponte
Termico opportuno tra quelli previsti dalla Norma e proposti nel
dialog che si apre pigiando il bottone a destra del relativo campo.

Il valore della Conduttivit termica del terreno viene riportato in rela-
zione alle indicazioni fornite nei Dati Generali (v. 6.4) del documento.
Nella parte destra della sezione Dati va definito leventuale isolamento
indicando, mediante la selezione degli appositi check box, se si tratta
di un isolamento Orizzontale (disposto sotto il pavimento) e/o Verticale
(disposto lungo le pareti perimetrali) (v. figure nellHelp).
In entrambi i casi occorre definire la dimensione dellisolamento; sup-
posto che questo venga applicato alla sola zona perimetrale del pavi-
mento, occorre specificare:
la Larghezza della fascia di isolante, se questo disposto in orizzontale;
lAltezza della fascia di isolante, se questo disposto in verticale.
Infine occorre specificare lo spessore dellisolamento e la conduttivit
del suo materiale. Inseriti tutti i dati si rende attivo, in basso a destra
nella pagina, il bottone Calcola.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
361
Pigiare il bottone Calcola per richiedere il calcolo. Questa operazione
riporta, nella zona inferiore della pagina, una serie di dati calcolati, tra
i quali la Trasmittanza Globale.
Tornando alla pagina Browser (cliccando sullomonima linguetta), e pi-
giando il bottone OK, il dialog Scambi Terreno-Pavimenti viene chiuso ed
i valori della Superficie Disperdente e della Trasmittanza Globale calco-
lati vengono riportati nel dialog Vano (v. 9.6.1).
La superficie disperdente utilizzata nel calcolo relativa a tutto il pavi-
mento delledificio che poggia su terreno. Su questultimo, per, potreb-
bero poggiare pi vani, ognuno dei quali ha una superficie che parte
della superficie disperdente complessiva. In questo caso, mentre nel cal-
colo va indicata la superficie disperdente complessiva, nel dialog dello
specifico Vano, va specificata la superficie disperdente del singolo vano,
che coincide con la superficie del vano suggerita dal programma.
9.6.1.1.2
Pavimento su Spazio Aerato
Per calcolare, nel dialog Scambi Terreno-Pavimenti (v. 9.6.1.1), la Su-
perficie disperdente e la Trasmittanza di un pavimento su spazio aerato,
basta procedere nel seguente modo:
Pigiare il bottone Aggiungi della pagina Browser (v. 9.6.1.1) del dia-
log per creare, nella pagina stessa, un nuovo rigo (zona di confine);
questa operazione attiva automaticamente la pagina Edit in cui va ri-
chiesto il calcolo dei dati della zona creata.
Nel list box Tipo pavimento della pagina Edit selezionare Pavimento su
spazio aerato; nella restante parte della pagina vengono proposti gli stru-
menti opportuni per il calcolo nel caso di pavimento su spazio aerato.
Nel campo Descrizione inserire la descrizione del tipo di confine; tale de-
scrizione viene riproposta nel rigo creato nella pagina Browser (v. avanti).
Nella parte sinistra della sezione Dati specificare lArea ed il Perimetro
del pavimento che poggia sullo spazio aerato. Naturalmente tali valori
sono quelli riferiti a tutta la parte delledificio che ha come confine lo
spazio aerato e non al solo vano (v. 9.6.1) in questione.
Occorre, quindi, specificare lo Spessore delle pareti perimetrali, la Re-
sistenza verso il terreno ed il Ponte Termico perimetrale.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
362

I valori della Resistenza verso il terreno e della Trasmittanza lineica del
Ponte Termico perimetrale possono essere specificati con le modalit
illustrate nel caso di Pavimento appoggiato su terreno (v. 9.6.1.1.1).
La Conduttivit del terreno viene riportato dal programma in relazione
alle indicazioni fornite nei Dati Generali (v. 6.4) del documento.
Nella parte destra della sezione Dati vanno specificati lAltezza del pa-
vimento dal livello del terreno esterno, la Trasmittanza delle pareti
dellintercapedine (cio la trasmittanza termica delle pareti dello spa-
zio aerato), la Trasmittanza del pavimento e la Superficie degli elementi
utili allaerazione dello spazio, in rapporto al perimetro complessivo
di tale spazio.

Il valore della Trasmittanza delle pareti dellintercapedine pu essere
specificato scegliendo la struttura di muro utilizzata, tra quelle pre-
senti nellarchivio del progetto e proposte nel dialog che si apre pi-
giando il bottone a destra del relativo campo.

Il valore della Trasmittanza del pavimento, invece, pu essere speci-
ficato scegliendo la struttura di solaio utilizzata, tra quelle presenti
nellarchivio del progetto e proposte nel dialog che si apre pigiando
il bottone a destra del relativo campo.
La Velocit media del vento ed il Fattore di protezione del vento vengo-
no proposti dal programma, che li preleva dai Dati Generali del docu-
mento (v. 6.3 e 6.4).
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
363
Pigiare il bottone Calcola (che si attiva quando tutti i dati richiesti ri-
sultano inseriti) per richiedere il calcolo. Questa operazione riporta,
nella zona inferiore della pagina, una serie di dati calcolati, tra i quali
la Trasmittanza Globale.
Tornando alla pagina Browser e pigiando il bottone OK, il dialog Scambi
Terreno-Pavimenti viene chiuso e la Superficie Disperdente e la Trasmit-
tanza Globale calcolati vengono riportati nel dialog Vano (v. 9.6.1).
Come, gi visto (v. 9.6.1.1.1), se la superficie di calcolo relativa a tut-
to ledificio, va sostituita con il valore della superficie del singolo vano
(suggerita dal programma).
9.6.1.1.3
Pavimento Interrato
Per calcolare, nel dialog Scambi Terreno-Pavimenti (v. 9.6.1.1), la Su-
perficie disperdente e la Trasmittanza di un pavimento interrato, basta
procedere nel seguente modo:
Pigiare il bottone Aggiungi della pagina Browser (v. 9.6.1.1) del dia-
log per creare, nella pagina stessa, un nuovo rigo (zona di confine);
questa operazione attiva automaticamente la pagina Edit in cui va ri-
chiesto il calcolo dei dati della zona creata.
Nel list box Tipo pavimento della pagina Edit selezionare lopzione
Pavimento interrato; nella restante parte della pagina vengono proposti
gli strumenti opportuni per il calcolo nel caso di pavimento interrato.
Nel campo Descrizione inserire una descrizione del tipo di confine; ta-
le descrizione viene riproposta nel rigo creato nella pagina Browser.
Nella parte sinistra della sezione Dati specificare lArea ed il Perimetro
del pavimento interrato. Naturalmente tali valori sono riferiti a tutta la
parte di edificio con pavimento interrato.
Occorre, quindi specificare lo Spessore delle pareti perimetrali, la Re-
sistenza verso il terreno.
ed il Ponte Termico perimetrale. Il Ponte Termico perimetrale si pu
scegliere nel dialog che si attiva pigiando il bottone a lato del campo.
Il valore della Conduttivit del terreno viene proposto dal programma
che lo rileva dai Dati Generali (v. 6.4) del documento.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
364

Nella parte destra della sezione Dati vanno specificati il Dislivello tra
pavimento e terreno (cio la profondit media della parte interrata del-
le pareti perimetrali) e la Trasmittanza delle pareti.
I valori della Resistenza verso il terreno e della Trasmittanza lineica del
Ponte Termico perimetrale e della Trasmittanza della parete possono es-
sere specificati con le modalit illustrate nei casi di Pavimento appoggia-
to su terreno e di Pavimento su spazio aerato (v. 9.6.1.1.1 e 9.6.1.1.2).

In caso di pavimento interrato va considerata anche la dispersione verso il terreno
delle pareti perimetrali interrate. Per questo viene chiesto il perimetro interrato e la
profondit media interrata delle pareti. Da questi dati, infatti, si ricava la superficie
da aggiungere a quella del pavimento, per ottenere la superficie disperdente totale.

Pigiare il bottone Calcola (che si attiva quando tutti i dati richiesti ri-
sultano inseriti) per richiedere il calcolo. Questa operazione riporta,
nella zona inferiore della pagina, una serie di dati calcolati, tra i quali
la Trasmittanza Globale.
Tornando alla pagina Browser (cliccando sullomonima linguetta), e pi-
giando il bottone OK, il dialog Scambi Terreno-Pavimenti viene chiuso ed i
valori della Superficie Disperdente totale (pavimento + pareti) e della Tra-
smittanza Globale calcolati vengono riportati nel dialog Vano (v. 9.6.1).
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
365
Come, gi visto (v. 9.6.1.1), se la superficie di calcolo relativa a tutto
ledificio, va sostituita con il valore della superficie del singolo vano
(suggerita dal programma).

In questo caso la superficie del singolo vano potrebbe non corrispondere a quella
suggerita dal programma. Infatti se ci sono pareti interrate nel perimetro del Vano
dobbiamo aggiungere alla superficie del Vano le superfici delle pareti interrate.

9.7
Il Disegno dei Ponti Termici
Un oggetto Ponte Termico pu essere disegnato esclusivamente su un
tratto di muratura (v. 9.2).
Per disegnare un Ponte Termico sulla Tavola Grafica basta effettuare le
seguenti operazioni:

pigiare il bottone Ponte Termico della Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1); questa operazione propone, nella griglia sottostante, lelenco dei
Ponti Termici inseriti nellArchivio del documento (v. 5.1.1 e 8.5.1);
nella griglia selezionare il ponte termico da riportare sulla tavola;

cliccare, con il pulsante sinistro del mouse, sul tratto di muro nel dise-
gno su cui va applicato il ponte termico; questa operazione inserisce il
ponte termico nel disegno e apre il dialog Ponte Termico in cui vanno
specificati i relativi dati estesi (v. 9.7.1).
Un Ponte Termico disegnato pu essere cancellato o spostato lungo il
tratto di muro in cui risulta inserito.
Per cancellare un ponte termico dalla Tavola Grafica basta selezionarlo
(v. 9.1.1) e premere CANC della tastiera.
Per spostare un ponte termico disegnato basta:

selezionarlo (v. 9.1.1); questa operazione propone, al centro del
simbolo del ponte termico (in rosso), il quadratino di selezione (mani-
glia) per poterlo spostare;
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
366

Viste le dimensioni ridotte del simbolo del Ponte Termico, pu risultare difficolto-
so cliccare su esso per selezionarlo.
Un Ponte Termico pu essere selezionato in maniera pi agevole racchiudendolo
in un rettangolo di selezione.

cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sul quadratino
di selezione;
trascinare il ponte termico nella posizione desiderata e rilasciare il
pulsante del mouse.
9.7.1
I Dati Estesi del Ponte Termico
I dati estesi di un ponte termico vanno specificati nel dialog Ponte Termi-
co che si apre:
allatto dellinserimento del ponte termico nel disegno (v. 9.7) se nel
dialog Opzioni Entit (attivabile selezionando lopzione Dati Estesi En-
tit del menu Opzioni) risulta selezionata lopzione Ponte Termico;
oppure
facendo doppio click, con il pulsante sinistro del mouse sul simbolo del
ponte termico nel disegno; la stessa operazione pu essere effettuata sele-
zionando il ponte termico e scegliendo Dati Estesi Entit del menu locale
della Tavola Grafica (v. 3.4.2.1).
Nella sezione dimensione in alto va indi-
cata la modalit con cui specificare la
dimensione (lunghezza) del ponte termi-
co scegliendo lopzione:
manuale, se si intende specificare ma-
nualmente la dimensione (in cm) del
ponte termico nel campo lunghez-
za in basso nel dialog;
orizzontale, se si intende adottare, come
lunghezza del ponte termico, quella del
tratto di muro in cui risulta inserito;
verticale, se si intende adottare, come
lunghezza del ponte termico, laltezza
del tratto di muro in cui inserito.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
367
Il riquadro centrale del dialog riporta limmagine del Ponte Termico spe-
cificata nella sua Tavola Strutturale (v. 8.5).
Nel campo Kl, in basso a destra viene riportata la Trasmittanza Termica
Lineica del ponte termico definita nella sua struttura (v. 8.5).
Se nella sezione dimensione stata scelta la modalit manuale, nel cam-
po lunghezza del dialog occorre anche specificare la lunghezza del ponte
termico in centimetri.

Se, nella sezione dimensione, si sceglie lopzione orizzontale o verticale, il
campo lunghezza NON risulta abilitato in quanto il programma provvede a rileva-
re dal disegno la dimensione del ponte termico.

Selezionando il check box Ponte Termico Corretto, il programma NON
porter in conto il ponte termico nel calcolo della trasmittanza media del-
la struttura opaca (muro o solaio) a cui esso stato applicato.

La normativa prevede che la verifica della trasmittanza termica di pareti e solai
venga effettuata a ponte termico corretto. Se i ponti termici non sono corretti o la
progettazione dellinvolucro edilizio non preveda la loro correzione, la normativa
suggerisce che i valori limite della trasmittanza siano rispettati dalla trasmittanza
media (parete o solaio pi ponte termico). In ogni caso, il programma considerer
il ponte termico nel calcolo complessivo della dispersione termica delledificio.

In basso nel dialog viene, infine, proposto il check box scheda Ponte
Termico da stampare [NON presente in TerMus-CE] la cui selezione richiede
la stampa della scheda del ponte termico in questione nellambito della
stampa complessiva delle schede delle strutture (v. 14.1.2).








9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
368
9.8
LInserimento della Centrale Termica
Loggetto Centrale Termica consente di tener conto, nel progetto di Ter-
Mus, dellutilizzo combinato di pi Generatori (v. 8.7) anche apparte-
nenti a tipologie differenti (ad es. caldaie tradizionali a combustibile fos-
sile e caldaie a biomassa, ecc.).
Un oggetto Centrale Termica pu, quindi, rappresentare un semplice Ge-
neratore a servizio di ununit immobiliare (con impianto autonomo) op-
pure la Centrale Termica vera e propria a servizio di (una o pi) unit
immobiliari. Nelle tavole del progetto di TerMus occorre, quindi, riporta-
re il numero necessario di Centrali Termiche.
Per inserire una Centrale Termica sulla tavola attiva del progetto basta:

pigiare il bottone Centrale Termica nella Finestra degli Oggetti (v.
3.4.1); questoperazione visualizza, nella griglia sottostante, la lista
dei Generatori presenti nellarchivio del documento (v. 5.1.1 e 8.7);
nella griglia selezionare il generatore principale che si intende utilizza-
re nella Centrale;
nel campo sotto della Finestra degli Oggetti spe-
cificare il nome che identificher la Centrale nel
disegno; il bottone Font sotto il campo apre il
dialog Tipo di Carattere in cui scegliere il tipo, le
dimensioni, lo stile ed il colore del carattere del
nome del generatore nella tavola;

Se il progetto prevede pi unit immobiliari con riscaldamento autonomo, op-
portuno assegnare, ad ogni Centrale Termica, il nome dellunit servita. Questo
nome, infatti, comparir nella relazione per raggruppare i dati di verifica di ogni
Generatore inserito in ciascuna Centrale.

cliccare, con il pulsante sinistro del mouse, nel punto della Tavola in
cui si intende posizionare la Centrale Termica.

Il punto dinserimento della Centrale Termica ha una semplice valenza grafica. Le
caratteristiche relative alla posizione della Centrale, infatti, risultano dettagliate
nella Struttura del Generatori in essa contenuti (v. 8.7.1).

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
369
Sulla Tavola viene inserito loggetto che simboleggia la
Centrale e contestualmente si apre il dialog Centrale
Termica in cui occorre definirne i dati caratteristici.



Il simbolo di una Centrale Termica inserita pu essere spostato liberamente nella
Tavola Grafica effettuando le seguenti operazioni:
selezionare il simbolo della Centrale (v. 9.1.1) per visua-
lizzare, in basso a sinistra, la maniglia (quadratino rosso)
per il suo spostamento;

cliccare, senza rilasciare il pulsante sinistro del mouse, sulla maniglia del gene-
ratore ed effettuare gli spostamenti desiderati;
quando il generatore nella giusta posizione rilasciare il pulsante del mouse.

9.8.1
Definizione della Centrale Termica (Dati Estesi)
Inserita una Centrale Termica su una Tavola del Progetto di TerMus occor-
re procedere alla sua definizione nel dialog Centrale Termica che si apre.

Il dialog Centrale Termica si apre anche effettuando una delle seguenti operazioni:
selezionare il simbolo della Centrale Termica nella Tavola Grafi-
ca e scegliere Dati Estesi Entit nel menu locale della Tavola
stessa (che si apre cliccando con il pulsante destro del mouse);

facendo un semplice doppio click sul simbolo della Centrale Termica nella tavola.

Il dialog Centrale Termica costituito da quattro pagine (EOdC, Impianto,
Dati Descrittivi e Calcolo Estivo) a cui possibile accedere alternativamente
cliccando le omonime linguette in alto nel dialog stesso. Le pagine del dialog
Centrale Termica sono dettagliatamente descritte nei paragrafi seguenti.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
370
9.8.1.1
La Pagina EOdC (Edificio Oggetto di Calcolo)
Nella pagina EOdC del dialog Centrale Termica vanno definiti tutti gli Edi-
fici Oggetto di Calcolo (v. 4.1.1) da essa serviti ed assegnate, ad ognuno
di questi, le Zone di competenza precedentemente definite. In pratica,
con questa operazione si collegano, alla Centrale Termica, i Vani prece-
dentemente assegnati alle Zone termiche di competenza (v. 4.1.1).
Per creare un EOdC basta:

Pigiare il bottone Nuovo EOdC in basso a destra nella pagi-
na. Questa operazione crea il nodo del nuovo EOdC nella
pagina e propone il dialog Modifica EOdC.
Nel campo del dialog riportare una
Descrizione dellEOdC e selezionare il
check sottostante nel caso si tratti di
un Edificio Pubblico o ad uso Pubblico.
Pigiare il bottone OK per chiudere il dia-
log e tornare alla pagina EOdC. Il nodo creato nella pagina EOdC viene
nominato con la Descrizione specificata nel dialog.



Il nome di un EOdC pu essere modificato selezionandone il nodo e
pigiando il bottone Modifica, per rendere nuovamente editabile il
campo del relativo titolo.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
371
Al nodo dellEOdC creato occorre collegare tutte le zone che ad esso
competono. Per effettuare questa operazione basta:

Selezionare il nodo dellEOdC a cui assegnare una o pi zone.
Pigiare il bottone Aggiungi Zona. Questa operazione apre il
dialog Scelta Struttura.

Nel dialog selezionare la zo-
na o le zone da collegare
allEOdC e pigiare il bottone
OK. Questa operazione ap-
pende, al ramo che si diparte
dal nodo dellEOdC selezio-
nato, il nodo della zona scel-
ta nel dialog.


Per selezionare contemporaneamente pi zone nel dialog Scelta Struttura (mul-
tiselezione) basta evidenziarle (in giallo) tenendo premuto SHIFT della tastiera e
cliccando, con il pulsante sinistro del mouse, sui relativi righi.
Per eliminare un EOdC o una Zona ad esso collegata, basta sele-
zionarla nella pagina EOdC e pigiare il bottone Elimina. Eliminando
un EOdC vengono eliminate anche tutte le Zone ad esso collegate.



Nel campo Percentuale impegno CT per gli EOdC calcolati, in basso nella
pagina EOdC occorre, infine, specificare la percentuale di impegno della
Centrale Termica relativa al complesso degli EOdC oggetto del calcolo.
Naturalmente questa percentuale differente dal 100% nel caso in cui la
Centrale serva anche ulteriori Zone NON oggetto di verifica nel progetto.

I dati per lAttestato di Qualificazione/Certificazione Energetica
Nella pagina EOdC del dialog Centrale Termica possibile inserire, per
ognuno degli EOdC definiti, i dati e le informazioni per la redazione
dellAttestato di Qualificazione e/o di Certificazione Energetica.

I dati per la redazione dellAttestato di Qualificazione/Certificazione
Energetica di un EOdC vanno inseriti nel dialog che si apre selezio-
nando lEOdC stesso e pigiando il bottone AQE/ACE a destra nella
pagina EOdC.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
372

Naturalmente, in questa pagina, per lEOdC selezionato vengono richie-
ste solo le informazioni necessarie. Le informazioni gi inserite nel pro-
getto e quelle che sono frutto di elaborazione numerica risultano, infatti,
gi proposte automaticamente nei relativi campi.
Per lEOdC selezionato tali informa-
zioni possono essere acquisite da un
altro EOdC del progetto. Pigiando,
infatti, il bottone Copia da... sulla bar-
ra inferiore del dialog viene proposto
il dialog Seleziona EOdC in cui sele-
zionare la Centrale Termica ed il re-
lativo EOdC del progetto da cui co-
piare i dati.
Gli attestati di Qualificazione e di Certificazione Energetica, potranno essere
ottenuti cliccando la linguetta ELABORATI della Finestra delle Tavole e
selezionando lomonima opzione dal menu che si attiva pigiando il bot-
tone Componi Elaborati della toolbar del Word Processor proposto (v.
14.11).
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
373
9.8.1.2
La Pagina Impianto
Nella pagina Impianto del dialog Centrale Termica occorre definire
limpianto specificandone i generatori (in serie o in parallelo) previsti nella
Centrale Termica e le caratteristiche della distribuzione sia per il Riscal-
damento che per lAcqua Calda Sanitaria.
In primo occorre indicare, nel list box
Utilizzo per, in alto nella pagina, gli sco-
pi a cui destinata la centrale (per il Solo

Riscaldamento, per la produzione combinata di Riscaldamento e Acqua
Calda Sanitaria o per il
Riscaldamento con produ-
zione separata di ogni
EOdC di Acqua Calda Sa-
nitaria).
A seconda della scelta ef-
fettuata nel list box, nel
dialog sono proposte sche-
de, attivabili alternativa-
mente cliccando le linguet-
te sotto lo stesso list box.

Se nel list box Utilizzo per si sceglie SOLO RISCALDAMENTO (con ACS
autonoma), vengono proposte le schede RISCALDAMENTO e ACS auto-
noma descritte di seguito.
La scheda RISCALDAMENTO
In questo caso, nella scheda RISCALDAMENTO della pagina impianto oc-
corre definire le caratteristiche di Generazione e di Distribuzione
dellImpianto previsto per il solo Riscaldamento. In particolare occorre
definire lo schema della centrale in cui riportare:
i Generatori previsti, la loro disposizione (in serie e/o parallelo) e gli
eventuali dispositivi di Accumulo Inerziale con il relativo tratto di di-
stribuzione;
le caratteristiche di Distribuzione dellimpianto con leventuale pre-
senza di un dispositivo di accumulo.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
374
Nello schema viene proposto il Generatore selezionato nella Finestra de-
gli Oggetti (v. 3.4.1) del documento al momento dellinserimento della
Centrale Termica stessa sulla Tavola Grafica (v. 9.8).
Aggiungere/Inserire un ulteriore generatore in Serie
Per aggiungere, al Generatore gi presente nella Centrale Termica, un al-
tro Generatore in serie basta:
cliccare, con il pulsante
destro del mouse, sul ri-
quadro GENERAZIONE e
selezionare Aggiungi ge-
neratore in serie nel menu
locale che si apre.
Questa operazione apre un pannello nel dialog in cui occorre:
Assegnare un Titolo al nuovo Generatore.
Selezionare il check box Entit da NON verificare se il nuovo genera-
tore deve essere portato in conto solo nel calcolo dellenergia primaria
ma NON deve essere considerato nelle verifiche di Legge.

Nella sezione Struttura selezionare il check box del nuovo Generato-
re, scegliendolo tra quelli preventivamente inseriti nel documento
(v. 8.7.1).
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
375

Nella Centrale Termica, cos come previsto dalla Norma, i Generatori possono
essere collegati in serie solo secondo lordine di priorit in figura. Ad esempio, ad

un generatore Teleriscaldamento
possibile collegare in serie qualsiasi tipo
di Generatore; ad un Cogeneratore
possibile collegare Caldaie a Biomassa,
Pompe di Calore e Caldaie a combusti-
bili Fossili (gasolio, gas, ecc.), mentre
ad un Generatore a combustibile Fossi-
le possibile collegare unicamente Ge-
neratori dello stesso tipo.
Ad un Generatore, inoltre, possibile collegare in parallelo solo altri Generatori
dello stesso tipo.


Pigiare il bottone OK sulla barra inferiore del pannello per confermare
e tornare alla pagina Impianto della Centrale Termica in cui, in coda ai
generatori preesistenti, risulta aggiunto il nuovo generatore.


Per inserire un Generatore prima di uno gi presente nella Centrale Termica basta
cliccare, con il pulsante destro del mouse, sul riquadro GENERAZIONE di tale ge-
neratore e selezionare Inserisci generatore in serie del menu locale che si apre.
Naturalmente, anche in questo caso, possibile inserire solo generatori di una
tipologia compatibile con lordine di priorit decritto nellAttenzione precedente.

Aggiungere un ulteriore generatore in Parallelo
Per aggiungere, ad un Generatore gi presente nella Centrale Termica, un
altro Generatore in parallelo basta:
Cliccare, con il pulsante
destro del mouse, sul ge-
neratore della Centrale a
cui collegare il nuovo
Generatore e selezionare

Aggiungi generatore in parallelo nel menu locale che si apre. Questa
operazione apre un pannello nella pagina Impianto.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
376
Nel pannello assegnare un
Titolo al nuovo Generatore.
Selezionare il check box
Entit da NON verificare se
il nuovo generatore deve
essere portato in conto so-
lo nel calcolo dellenergia
primaria ma NON deve
essere considerato nelle
verifiche di Legge.
Nella sezione Struttura selezionare il check box del nuovo Generatore
da collegare in parallelo, scegliendolo tra quelli preventivamente inse-
riti nel documento (v. 8.7.1).

Ad un Generatore possibile collegare in parallelo solo altri Generatori dello
stesso tipo.


Pigiare il bottone OK sulla
barra inferiore del pannello
per confermare e tornare
alla pagina Impianto della
Centrale Termica in cui, al
generatore preesistente,
risulta collegato (in paral-
lelo) il nuovo generatore.
Aggiungere un Accumulatore Inerziale ad un Generatore
Oltre ad inserire un Accumulatore specifico per la distribuzione
dellintero impianto (v. avanti) possibile associare, ad ogni Generatore
inserito nella pagina Impianto del dialog Centrale Termica, un Accumu-
latore Inerziale dedicato al generatore stesso.
Per associare un Accumulatore Inerziale ad un Generatore presente nella
pagina Impianto basta:
Cliccare, con il pulsante destro del mouse, sul Riquadro GENERAZIONE
del generatore e selezionare Aggiungi accumulo inerziale nel menu lo-
cale che si apre. Questa operazione apre, nella pagina Impianto, il
pannello ACCUMULO INERZIALE.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
377


Nel pannello specificare i dati dellaccumulatore inerziale. In particola-
re occorre definire il valore della sua Dispersione Termica. Per effet-
tuare questa operazione basta pigiare il bottone a destra del campo
Dispersione Termica e, nel menu che si apre, scegliere:

da calcolo, per determinare il valore della Di-
spersione Termica calcolandola in funzio-
ne degli altri dati specificati nel pannello
(Superficie disperdente, Spessore e Con-
ducibilit dellisolamento, ecc.).

da Dispersione Termica, per determinare il valore della Dispersione
Termica dellaccumulatore specificandone direttamente il valore
nel relativo campo che, in questo caso, viene proposto editabile.
Infine, nel list in basso nel pannello, occorre indicare la ZONA in cui
ubicato lAccumulatore. Se la zona scelta riscaldata vengano recupe-
rate tutte le perdite di energia. Se, invece, lAccumulatore NON ubicato
in una zona riscaldata, occorre scegliere lopzione NESSUNA del list box.

Ultimata linputazione dei dati dellAccumulatore inerziale, basta pigiare
il bottone OK sulla barra inferiore del pannello per confermare e tornare
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
378
alla pagina Impianto della Centrale
Termica.
Nella pagina Impianto laccu-
mulatore inerziale creato viene rap-
presentato dal riquadro viola ACCU-
MULO INERZIALE, collegato al riqua-
dro del generatore a cui associato.
Definire i dati della distribuzione Inerziale
Se ad un generatore della Centrale Termica associato un Accumulatore
Inerziale, si possono definire anche i dati della relativa Distribuzione.
Per definire i dati della di-
stribuzione inerziale di un
generatore basta cliccare,
con il pulsante destro del
mouse, sul Riquadro GENE-
RAZIONE del generatore e
selezionare Aggiungi distri-
buzione inerziale nel menu
locale che si apre. Questa operazione apre il pannello DISTR. INERZIALE.
Nel pannello occorre specificare il valore del Rendimento di Distribuzione
relativo alle tubazioni che collegano il generatore al circuito secondario o
allaccumulatore inerziale e la Potenza elettrica degli Ausiliari (pompe, ecc.).
Nel list box Velocit indicare se la Velocit degli ausiliari costante o
variabile e selezionare lapposito check box se gli Ausiliari elettrici sono
sempre in funzione.

Il valore di tale Rendimento
si determina nella finestra
Lista delle TUBAZIONI
che si apre pigiando il bot-
tone a destra del campo d.
Per determinare il valore di
questo Rendimento occorre:
Specificare il valore (in
C) della Temperatura
media dellacqua nelle tu-
bazioni nel campo in alto
a sinistra nella finestra.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
379
Inserire, nella griglia della finestra, i vari tratti di tubazione previsti
per collegare il generatore al circuito secondario o ad un accumulatore
inerziale e specificare, per ognuno di essi, i dati richiesti.



Per inserire un tratto di tubazione nella griglia della finestra Lista delle
TUBAZIONI basta pigiare il bottone Aggiungi, in alto a destra nella
finestra stessa. Questa operazione crea il rigo di una nuova tubazione
nella griglia della finestra e lo propone selezionato.
Per la tubazione selezionata nella griglia, in basso a sinistra nella finestra
occorre specificare:
Una Descrizione.
La Lunghezza della Tubazione in metri.
La Temperatura media del circuito (in C). Que-
sta temperatura pu essere definita selezionando
una delle seguenti opzioni nellapposito list box:

DEFAULT: assegna al tratto di tubazione la temperatura media
dellacqua specificata nel campo in alto a sinistra nella finestra.
Personalizzata: abilita il campo a destra del list box in cui lUtente pu
specificare liberamente la temperatura.
LUbicazione della Tubazione. Questa operazione
si effettua selezionando lopzione opportuna
nellapposito list box.

In particolare, scegliendo lopzione
interna a locali NON riscaldati, vie-
ne proposto il campo b tr in cui
occorre riportare lopportuno va-
lore del Fattore di correzione.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
380

In questo caso, per Edifici esistenti, in mancanza di dati di progetto attendibili
o, comunque, di informazioni pi precise, tale fattore pu anche essere desunto
dai prospetti 5 e 6 della UNI TS 11300-1.

Pigiando il bottone a destra del campo b tr, si apre, infatti, il dialog in cui sele-
zionare il check box relativo al tipo di ambiente confinante. Pigiando il bottone
OK del dialog, questo viene chiuso e il valore del Fattore di correzione corrispon-
dente alla scelta effettuata viene riportato nel campo b tr.


In basso a destra nella finestra Li-
sta delle TUBAZIONI occorre in-
fine definire la Trasmittanza lineica
del tratto di tubazione in esame
(selezionato nella griglia).

Pigiando il bottone a destra del campo Trasmittanza lineica della Tubazio-
ne, si apre il dialog ELENCO TUBAZIONI, costituito dalle pagine Browser
ed Edit attivabili alternativamente cliccando le omonime linguette in alto.
La pagina Browser, pro-
posta per default alla-
pertura del dialog, ripor-
ta lelenco delle tuba-
zioni del documento per
cui gi stata calcolata
la trasmittanza lineica.
Se la tubazione in esa-
me gi presente nella
pagina basta selezionar-
la e pigiare il bottone
Ok per chiudere il dialog
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
381
e riportare il valore richiesto nel campo Trasmittanza lineica della Tuba-
zione della finestra Lista delle TUBAZIONI .
Se, invece la tubazione in esame NON presente occorre crearla pigian-
do il bottone Aggiungi sulla barra inferiore della pagina Browser.
Questa operazione crea il rigo della nuova tubazione nella griglia della
pagina Browser, lo seleziona ed apre automaticamente la pagina Edit.
Nella pagina Edit possibile calcolare la Trasmittanza lineica della nuova
tubazione semplicemente definendone le caratteristiche e i dati richiesti.

In primo luogo, nel list box in alto nella pagina,
occorre definire la Collocazione della Tubazione.
Naturalmente, in funzione della Collocazione scel-
ta, nella pagina Browser risulteranno abilitati i soli
campi per linserimento dei dati necessari.

Naturalmente, lo Spessore, la Conduttivit della muratura o del terreno e
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
382
la Distanza tra DUE Tubazioni vanno specificati solo se nel list box Collo-
cazione della Tubazione stata scelta lopzione incassata nella muratura o
interrata.
In particolare, per indicare che la tubazione doppia, occorre selezionare
il check box Distanza fra DUE tubazioni in modo da abilitare il campo
adiacente in cui specificare la distanza esterna (in cm) tra i due tubi.
Il Diametro esterno della Tubazione va specificato, in milli-
metri, nellapposito campo. Pigiando il bottone a destra di
questo campo viene proposta la lista delle possibili tubazioni
in pollici. La scelta di una tubazione nella lista riporta auto-
maticamente, nel campo stesso, il valore in millimetri del
diametro scelto.
Infine, per definire lisolamento della tubazione, basta selezionare, nella
parte inferiore della pagina, il check box a sinistra dei vari strati di iso-
lamento previsti (a partire da quello pi interno) e per ognuno di questi
indicarne, nei campi corrispondenti, lo Spessore (in mm) e la Conduttivi-
t (in W/mK) del materiale.

La Conduttivit del materiale di
uno strato di isolamento pu an-
che essere specificata selezio-
nando il materiale stesso nel dia-
log che viene proposto pigiando
il bottone a destra del relativo
campo.
Definita la tubazione, basta pigiare il bottone Calcola sulla barra inferiore
della pagina Edit, per ottenere, nel campo Ul (W/mK), il valore calcolato
della Trasmittanza lineica della tubazione.
Effettuate queste operazioni, occorre tornare alla pagina Browser (clic-
cando lomonima linguetta in alto nel dialog) in cui, per la tubazione in
esame (selezionata) viene proposto il valore della Trasmittanza lineica Ul.
Inoltre, nel campo inferiore della pagina, viene automaticamente compo-
sta una descrizione dettagliata per la tubazione selezionata.
Pigiando il bottone OK sulla barra in-
feriore della pagina Browser, il dialog
viene chiuso e, in basso a destra nella
finestra Lista delle Tubazioni , viene
riportata la Descrizione dettagliata e
la Trasmittanza lineica della Tubazione selezionata.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
383
Analizzati tutti i tratti di tuba-
zione necessari alla distribu-
zione inerziale nella finestra
Lista delle Tubazioni , basta
pigiare il bottone OK sulla sua
barra inferiore per chiuderla e
tornare al pannello DISTR.
INERZIALE in cui viene auto-
maticamente riportata la De-
scrizione del metodo di calcolo
adottato per calcolare il Rendi-
mento e lindicazione che il suo
(d) valore risulta calcolato.

LUtente deve, inoltre, specificare il valore della Potenza elettrica degli
ausiliari (pompe di circolazione, ecc.), indicare se la Velocit degli ausi-
liari costante o variabile e selezionare lapposito check box se gli Ausi-
liari elettrici sono sempre in funzione.

Pigiando il bottone OK del
pannello questo viene chiuso,
riproponendo la pagina Im-
pianto in cui la distribuzione
inerziale definita viene rap-
presentata dal riquadro viola
DISTR. INERZIALE, collegato
al riquadro del generatore a
cui si riferisce.

Definire i dati della distribuzione Primaria
Per definire i dati della Distribuzione dellimpianto basta:
Cliccare, con il pulsante destro del mouse, sul riquadro (verde) appeso
al riquadro DISTRIBUZIONE nella pagina Impianto e, nel menu locale
che si apre selezionare lopzione Modifica. Questa operazione apre, nel
dialog, il pannello Distribuzione.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
384
Nel pannello Distribuzione specificare il valore del Rendimento di Di-
stribuzione, indicando il metodo di calcolo utilizzato per determinarlo.


Per effettuare questa operazione basta pigiare il bottone a destra del
campo d sulla barra inferiore del pannello e, nel menu che si apre,
scegliere la modalit di calcolo che si intende utilizzare.
Definire il valore del Rendi-
mento di Distribuzione. Le mo-
dalit di calcolo previste ven-
gono dettagliatamente illustra-
te nel 9.8.1.2.3.
Nel campo della sezione Ausiliari del pannello Distribuzione riportare,
in Watt, la Potenza elettrica degli ausiliari di distribuzione (pompe, ecc.).
Nel list box Velocit indicare se la Velocit degli ausiliari costante o
variabile.
Selezionare lapposito check box se gli Ausiliari elettrici sono sempre
in funzione.

Ultimata linputazione dei dati, pigiare il bottone OK sulla barra infe-
riore del pannello per confermare e tornare alla pagina Impianto della
Centrale Termica.
Aggiungere un Accumulatore alla Distribuzione
Naturalmente, oltre agli accumulatori (inerziali) legati al funzionamento
di ogni Generatore nella Centrale Termica possibile prevedere un ac-
cumulatore legato alla distribuzione dellintero Impianto.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
385
Per aggiungere un Accumulatore alla distribuzione dellImpianto basta
effettuare le seguenti operazioni:
Cliccare, con il pulsante destro
del mouse, sul riquadro della
DISTRIBUZIONE (rosso) pre-
sente nella pagina Impianto del
dialog Centrale Termica e, nel
menu locale che si apre sele-
zionare lopzione Aggiungi ac-
cumulatore. Questa operazione
apre, nel dialog, il pannello
Accumulo.
Nel pannello Accumulo speci-
ficare i dati dellaccumulatore.
In particolare occorre definire
il valore della sua Dispersione
Termica. Per effettuare questa



operazione basta pigiare il bottone a destra del
campo Dispersione Termica e, nel menu che si
apre, scegliere:

da calcolo, per determinare il valore della Dispersione Termica calco-
landola in funzione degli altri dati specificati nel pannello (Superfi-
cie disperdente, Spessore e Conducibilit dellisolamento, ecc.).
da Dispersione Termica, per determinare il valore della Dispersione
Termica dellaccumulatore specificandone direttamente il valore
nel relativo campo che, in questo caso, viene proposto editabile.
Infine, nel list in basso nel pannello, occorre indicare la ZONA in cui
ubicato lAccumulatore. Se la zona scelta riscaldata vengano recupe-
rate tutte le perdite di energia. Se, invece, lAccumulatore NON ubicato
in una zona riscaldata, occorre scegliere lopzione NESSUNA del list box.

Ultimata linputazione dei dati dellAccumulatore, basta pigiare il botto-
ne OK sulla barra inferiore del pannello per confermare e tornare alla
pagina Impianto della Centrale Termica.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
386
Nella pagina Impianto laccumulatore creato viene rappresentato dal ri-
quadro grigio ACCUMULO, collegato al riquadro DISTRIBUZIONE.

La Centrale Termica pu anche essere integrata con un Impianto Solare Termico
(v. 9.8.3) e/o un Impianto Solare Fotovoltaico (v. 9.8.2).

9.8.1.2.1
EOdC con Impianto Autonomo di Acqua Calda
Sanitaria
Se la Centrale Termica adibita al solo riscaldamento, occorre effettuare
il calcolo dellenergia primaria per la produzione di Acqua Calda Sanita-
ria per ogni EOdC, in modo da poterne valutare le prestazioni energetiche.
In tal caso, nel list box Utilizzo per della pagina Impianto del dialog Cen-
trale Termica occorre scegliere lopzione SOLO RISCALDAMENTO (con
ACS autonoma).
Questa scelta, propone, nella pagina Impianto, oltre alla scheda RISCAL-
DAMENTO (v. 9.8.1.2), la scheda ACS autonoma, attivabile cliccando
lomonima linguetta in alto nella pagina stessa.
Nella scheda ACS autonoma, inizialmente vuota, occorre inserire gli
EOdC per cui prevista ACS e, per ognuno, definire le caratteristiche di
generazione e distribuzione del relativo impianto.

Inserimento degli EOdC
Per inserire un EOdC nella scheda ACS autonoma basta effettuare le se-
guenti operazioni:
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
387

Pigiare il bottone Aggiungi della toolbar della pagina e, nel menu che
si apre, selezionare Aggiungi EOdC. Questa operazione antepone, alla
scheda ACS autonoma, un pannello contenente la lista degli EOdC
definiti.
Nella lista selezionare lEOdC da inserire nella scheda.

Nella lista del pannello i nomi degli EOdC gi inseriti nella scheda ACS autonoma
(e che, quindi, NON possibile inserire nuovamente) sono riportati in grassetto.


Pigiare il bottone OK sul-
la barra inferiore del
pannello per chiuderlo e
tornare alla scheda ACS
autonoma. Nella scheda
vengono proposti il ri-
quadro bianco con il
nome dellEOdC inserito
a cui risultano legati il
riquadro rosa del GENE-
RATORE di ACS ed il ri-
quadro beige che rappre-
sentata la relativa DI-
STRIBUZIONE.


Ripetere le operazioni precedenti per inserire nella scheda i restanti
EOdC per cui prevista produzione di ACS.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
388
Definire le caratteristiche del Generatore per la produzione di ACS
Per ogni EOdC inserito nella scheda ACS autonoma occorre definire le
caratteristiche dei relativi generatori effettuando le seguenti operazioni:
Fare doppio click sul riquadro GENERATORE ACS collegato al riqua-
dro dellEOdC oppure cliccare, con il pulsante destro del mouse, sullo
stesso riquadro e selezionare
Modifica nel menu locale che
si apre. Questoperazione apre
il pannello Generatore ACS
nel dialog.
Nel list box Tipo della se-
zione Combustibile del
pannello selezionare il
combustibile utilizzato per
il generatore. Questa scelta
propone, nei campi sotto-
stanti, i corrispondenti valo-
ri (modificabili dallutente)
del Fattore di conversione
in energia primaria (FC
EP), del Potere calorifico
inferiore (P.C.I.) e del Fat-
tore di emissione di CO2.
Nel campo sottostante specificare, in kWh, il Fabbisogno annuo di
energia elettrica per gli ausiliari.
Infine, nellultimo campo del pannello, occorre specificare il valore
del Rendimento di Generazione. Per specificare questo valore occorre
pigiare il bottone a destra del
campo e, nel menu che si apre,
scegliere una delle seguenti
modalit:
dati certificati di prodotto. Questa modalit rende editabili i campi
Rendimento di Generazione e Descrizione del GENERATORE, in mo-
do che il Tecnico possa digitarvi, rispettivamente, il valore rilevato
dalla certificazione del generatore fornita dal produttore e la descri-
zione del generatore stesso.
da Prospetti 31 UNI/TS 11300-2:2008. Questa opzione propone il
dialog in cui vengono proposte le tipologie di generatore per la pro-
duzione di ACS previste dagli appositi prospetti della UNI/TS 11300.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
389
Scegliendo il tipo di
generatore nel list box
del dialog e pigiando il
bottone Ok, questo
viene chiuso e,
nellapposito campo
del pannello, viene ri-
portato il corrisponden-
te valore del Rendimen-

to di Generazione. Nel campo Descrizione del GENERATORE, inoltre,
viene automaticamente composta la descrizione del generatore.

Ultimato linserimento dei dati pigiare il bottone OK sulla barra infe-
riore del pannello per chiuderlo e tornare alla scheda ACS autonoma
della pagina Impianto del dialog Centrale Termica.
Definire le caratteristiche della Distribuzione dellImpianto per la
produzione di ACS
Per definire le caratteristiche di distribuzione dellimpianto per la produ-
zione di ACS di un EOdC inserito nella scheda ACS autonoma della pa-
gina Impianto basta effettuare le seguenti operazioni:
Fare doppio click sul riquadro DISTRIBUZIONE collegato al riquadro
dellEOdC oppure cliccare, con il pulsante destro del mouse, sullo stesso
riquadro e selezionare Modi-
fica nel menu locale che si
apre. Questa operazione apre
il pannello Distribuzione nel
dialog.

Nella sezione Rendimento
del pannello specificare il
valore del Rendimento di
Distribuzione d. Tale ren-
dimento si determina pigian-



do il bottone a destra del
campo d e, nel menu che
si apre, scegliere il metodo
di calcolo che si vuole
adottare selezionando una
delle seguenti opzioni:
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
390

da Prospetti 30 - UNI/TS 11300-
2:2008: apre il dialog in cui,
per determinare il rendimen-
to basta indicare, nellunico
list box, se la data di instal-
lazione del sistema antece-
dente o successiva allentrata
in vigore della L. 373/76.

I prospetti 30 della UNI/TS 11300-2:2008 possono essere utilizzati unicamente in
assenza di ricircolo.

da Appendice A - UNI/TS 11300-2:2008: apre il dialog in cui, per determi-
nare il rendimento occorre eseguire la procedura illustrata nel 9.8.1.2.3.
per determinare il rendimento di
distribuzione del generatore
dellimpianto di riscaldamento.
Personalizzato: apre il dialog in
cui il Tecnico pu specificare
liberamente il valore del Ren-
dimento di distribuzione e una
Descrizione della metodologia
adottata per determinarlo.
Nella sezione Ausiliari del pannello, infine, specificare la Potenza elet-
trica degli ausiliari (pompe, ecc.) in Watt, indicare se la Velocit degli
ausiliari costante o variabile e selezionare lapposito check box se gli
Ausiliari elettrici sono sempre in funzione.

Ultimato linserimento dei dati, pigiare il bottone OK sulla barra infe-
riore del pannello per chiuderlo e tornare alla scheda ACS autonoma
della pagina Impianto.
Aggiungere un Impianto Solare Termico per la produzione di ACS
ad un EOdC
Un impianto per la sola produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS) di
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
391
un EOdC pu essere integrato con un impianto Solare Termico.
Per portare in conto, nel bilancio energetico di un EOdC, la presenza un
impianto Solare Termico integrativo per la sola produzione di ACS, basta
aggiungere questultimo nella scheda ACS autonoma della pagina Impian-
to della Centrale Termica, collegandolo al riquadro dellEOdC a cui risul-
tano gi legati i riquadri GENERATORE ACS e DISTRIBUZIONE.
Per effettuare questa operazione
basta cliccare, con il pulsante
destro del mouse, sul riquadro
dellEOdC e selezionare Ag-
giungi solare termico nel menu
locale che si apre.

Questa operazione apre, nel dialog, il pannello Solare termico in cui oc-
corre definire le caratteristiche dellimpianto (v. 9.8.3).


Definite le caratteristiche dellimpianto Solare Termico basta pigiare il
bottone OK sulla barra inferiore del pannello per chiuderlo e visualizzare
nuovamente la scheda ACS autonoma della pagina Impianto.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
392
Nella scheda ACS autonoma al
riquadro dellEOdC preceden-
temente selezionato risulta col-
legato, oltre ai riquadri GENE-
RATORE ACS e DISTRIBUZIONE,
sempre presenti, anche il riqua-
dro dellimpianto SOLARE
TERMICO definito.
Aggiungere un Accumulatore allImpianto per la produzione di
ACS ad un EOdC
Per un Impianto per la sola produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS)
di un EOdC anche possibile prevedere un dispositivo di Accumulo.
Per portare in conto, nel bilancio energetico di un EOdC, la presenza un
Accumulatore nellimpianto per la sola produzione di ACS, basta aggiun-
gere questultimo nella scheda ACS autonoma della pagina Impianto della
Centrale Termica, collegandolo al riquadro dellEOdC a cui risultano gi
legati i riquadri GENERATORE ACS e DISTRIBUZIONE.
Per effettuare questa operazione
basta cliccare, con il pulsante
destro del mouse, sul riquadro
dellEOdC e selezionare Ag-
giungi accumulo nel menu loca-
le che si apre.
Questa operazione apre, nel dialog, il pannello Accumulo in cui occorre
definire le caratteristiche del dispositivo.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
393

Definite le caratteristiche dellAccumulatore basta pigiare il bottone OK
sulla barra inferiore del pannello per chiuderlo e visualizzare nuovamen-
te la scheda ACS autonoma della pagina Impianto.
Nella scheda ACS autonoma al
riquadro dellEOdC preceden-
temente selezionato risulta col-
legato, oltre ai riquadri GENE-
RATORE ACS e DISTRIBUZIONE,
sempre presenti, anche il riqua-
dro del dispositivo di ACCUMU-
LO inserito.

9.8.1.2.2
Impianto per Produzione di Acqua Calda Sanitaria
Separato dallImpianto di Riscaldamento
Se in Centrale Termica sono previsti generatori separati per il Riscalda-
mento e per la produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS), nel list box
Utilizzo per della pagina Impianto del dialog Centrale Termica (v.
9.8.1.2) occorre scegliere lopzione RISCALDAMENTO + ACS (separati).
Anche in questo caso la pagina Impianto risulta costituita da due Schede:
RISCALDAMENTO e ACS, attivabili alternativamente cliccando le omoni-
me linguette in alto nella pagina stessa.
Nella scheda RISCALDAMENTO vanno definiti, con le modalit descritte
nel 9.8.1.2, lo schema dei generatori e le caratteristiche della distribu-
zione del solo Impianto di Riscaldamento.
Con modalit analoghe, nella scheda ACS vanno, invece, definiti i gene-
ratori e le caratteristiche di distribuzione del solo Impianto per la Produ-
zione di ACS.
La scheda ACS inizialmente presenta solamente il riquadro verde acqua
DISTRIBUZIONE - Acqua calda sanitaria a cui risulta appeso il solo ri-
quadro verde DISTRIBUZIONE.
In questa fase, pertanto, solo possibile inserire, nella Centrale Termica, il
primo generatore per la produzione di ACS e un eventuale accumulatore.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
394
Inserire un Generatore per la produzione di ACS
Per inserire, nella scheda ACS, il primo generatore per la produzione di
Acqua Calda Sanitaria basta:
Cliccare, con il pulsante
destro del mouse, sul ri-
quadro Distribuzione -
Acqua calda sanitaria (a
sinistra) e, nel menu loca-
le che si apre, selezionare
Aggiungi generatore in se-
rie. Questa operazione an-
tepone, alla scheda ACS,
un pannello contenente la
lista dei Generatori presenti nel documento.

Nel pannello selezionare
il generatore da adibire a
produzione di ACS e pi-
giare il bottone OK sulla
sua barra inferiore. Que-
sta operazione chiude il
pannello riproponendo la
scheda ACS in cui risulta
inserito il riquadro rosa
GENERAZIONE rappresen-
tante la tipologia del nuo-
vo generatore, a cui risul-
ta legato il riquadro giallo
del generatore stesso.

Cliccando, con il pulsante
destro del mouse, sul ri-
quadro GENERAZIONE del
generatore aggiunto, si apre
il menu locale con i co-
mandi per aggiungere o in-
serire ulteriori Generatori,
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
395
una Distribuzione Inerziale o un Accumulatore Inerziale.
Cliccando, invece, con il
pulsante destro del mouse,
sul riquadro giallo Gene-
ratore, si apre il menu con

lopzione per aggiungere ulteriori generatori in parallelo.
Le modalit per linserimento dei vari elementi dellimpianto per la pro-
duzione di ACS e la specificazione dei relativi dati sono le stesse descrit-
te nel 9.8.1.2 per limpianto di riscaldamento.
9.8.1.2.3
Il Calcolo del Rendimento di Distribuzione
Per specificare il Rendimento di Distribuzione nel pannello Distribuzione
del dialog Centrale Termica (v. 9.8.1.2) il programma prevede le seguenti
modalit:
A) inserimento manuale del rendimento calcolato dallUtente con una
procedura esterna al programma;
B) inserimento di un valore convenzionale del rendimento desunto dagli
appositi prospetti previsti dalla Norma;
C) calcolo analitico del rendimento secondo le indicazioni della Norma.

Di seguito vengono descritte le tre modalit di inserimento del Rendi-
mento di Distribuzione per limpianto di riscaldamento.
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
396
A) Inserimento Manuale
Per inserire liberamente, nel pannello Distribuzione della pagina Riscal-
damento del dialog Centrale Termica (v. 9.8.1.2), un valore del Rendi-
mento di Distribuzione calcolato dal Tecnico con una procedura esterna
al programma, basta:

Pigiare il bottone a destra del cam-
po d e, nel menu che si apre, sele-
zionare lopzione Personalizzato.
Questa operazione apre il dialog
Rendimento personalizzato.

Nei campi del dialog digitare il valore del Rendimento e inserire una
breve Descrizione della modalit utilizzata per individuarlo.

Il valore del Rendimento specificato devessere calcolato con i metodi analitici descritti
nelle Norme e devessere comprensivo dei recuperi di energia elettrica o termica.

Pigiare il bottone Ok per chiudere il dialog e riportare il valore specifi-
cato nel campo d della pagina Riscaldamento.
B) Acquisizione dei Valori convenzionali della Normativa
Per inserire, nel pannello Distribuzione della pagina Riscaldamento del
dialog Centrale Termica (v. 9.8.1.2), un valore del Rendimento di Di-
stribuzione (d) desunto dagli appositi prospetti previsti dalle Norme, ba-
sta:
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
397

Pigiare il bottone a destra del
campo d e, nel menu che si apre,
selezionare lopzione da Prospetti
21 - UNI/TS 11300-2:2008.

Questa operazione apre il dialog Rendimento di distribuzione.

I prospetti delle Norme possono essere utilizzati solo nel caso di edifici esistenti e,
comunque, quando NON sono disponibili, in alcun modo, i dati costruttivi della rete.
Inoltre, nel caso di impianti con fluido termovettore aria calda, il calcolo delle
perdite deve essere effettuato utilizzando metodi di calcolo analitici.


Nel list box Tipo di impianto del dialog indicare la tipologia
dellimpianto.

Nel list box Tipo di distribuzione [che si abilita solo se nel list box Tipo di
Impianto si sceglie Impianti Centralizzati con Montanti di Distribuzione] in-
dicare la tipologia di distribuzione dellimpianto.
Nel campo Altezza [che si abilita solo se nel list box Tipo di Impianto si
sceglie Impianti Centralizzati ] indicare il numero di piani delledificio.
Nellapposito campo specificare la Temperatura di mandata e di ritorno
di progetto.
Nel list box Isolamento della distribuzione indicare il tipo di isola-
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
398
mento previsto per la distribuzione.
Pigiare il bottone OK per confermare i dati e chiudere il dialog. Questa
operazione riporta il valore del Rendimento di distribuzione desunto dai
prospetti della normativa nel campo d della pagina Riscaldamento.
C) Calcolo Analitico del Rendimento di Distribuzione

Per calcolare il Rendimento di Distribuzione (d) secondo le indicazioni
della Norma, basta pigiare il bottone a destra del campo d e, nel menu
che si apre, selezionare da Appendice A - UNI/TS 11300-2:2008.

Questa operazione apre il dialog Lista delle TUBAZIONI per la DISTRIBU-
ZIONE a carico del GENERATORE, in cui vanno inserite le tubazioni
dellimpianto con le relative caratteristiche per determinare le perdite di
calore che determineranno il valore del rendimento di distribuzione.
In alto nel dialog specificare la Temperatura media dellacqua nelle tuba-
zioni (in C). Tale valore pu essere indicato in una delle seguenti modalit:
Specificandone liberamente i valori;
in questo caso basta selezionare Per-
sonalizzata nel menu che si apre pi-
giando il bottone a destra del campo
[C] per rendere editabili i campi.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
399
Inserendo i valori opportuni tratti
dalla normativa; in questo caso,
basta selezionare da UNI/TS
11300-2:2008-Appendice A

nel menu che si apre pigiando il bottone a destra del campo[C] per
accedere al dialog Calcolo della temperatura dellacqua.

Nel list box del dialog scegliere il Tipo di Regolazione e negli appositi
campi inserire lEsponente della curva caratteristica dei terminali di
erogazione, la Temperatura di mandata di progetto (in C), la Tempera-
tura di ritorno di progetto (in C), la Temperatura di Set Point (in C) e
la Potenza termica di progetto delle unit terminali (in W).
Pigiare il bottone OK per chiudere il dialog e riportare il valore delle
temperature negli appositi campi.
Inserendo i valori opportuni tratti
dalla normativa; in questo caso,
basta selezionare da UNI EN 15316-
2-1 e 15316-2-3 nel menu che si apre

pigiando il bottone a destra del campo[C] per accedere al dialog UNI
EN 15316-2-1 e 15316-2-3.
Nellunico campo del dialog inserire la Temperatura media dellacqua
nelle tubazioni (in C).
Pigiare il bottone OK per chiudere il dialog e riportare il valore delle
temperature nellapposito campo.
Per inserire una tubazione nella griglia di questo dialog basta:
Pigiare il bottone Aggiungi in alto a destra nel dialog. Questa
operazione crea un nuovo rigo nella griglia in coda ai righi
gi esistenti. Il nuovo rigo risulta anche selezionato.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
400
Nella parte inferiore del dialog inputare i dati del rigo creato (selezio-
nato). In particolare occorre specificare:
una breve Descrizione della Tubazione;
la Lunghezza della Tubazione
(in m);
la Temperatura media del circui-
to (in C) selezionando la tipo-
logia opportuna nellapposito
list box;
lUbicazione della Tubazione (centrale termi-
ca, interna a locali riscaldati oppure interna a
locali NON riscaldati);
la Trasmittanza lineica della Tubazione (in W/mK).

Lindicazione o il calcolo della Trasmittanza lineica della Tubazione
si effettua nel dialog ELENCO TUBAZIONI a cui si accede pigiando il
bottone a destra del relativo campo.
Il dialog ELENCO TUBAZIONI risulta costituito dalle pagine Browser
(proposta per default alla sua apertura) ed Edit, attivabili alternativamente
cliccando le omonime linguette in alto nel dialog.
Nella griglia della pagina Browser viene proposto lelenco delle tubazioni
del progetto per le quali stata gi calcolata la Trasmittanza Lineica.




Se la tubazione per cui occorre specificare la Trasmittanza Lineica (nel
dialog Lista delle TUBAZIONI ) gi presente in questa lista, basta
9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
401
selezionarla nella griglia della pagina Browser e pigiare il bottone
Ok perch la sua Descrizione e Trasmittanza Lineica vengano ri-
portate negli appositi campo del dialog Lista delle TUBAZIONI .

Se, invece, la tubazione di cui si ricerca la trasmittanza NON ancora
presente nella lista della pagina Browser, necessario inserirla nella rela-
tiva griglia e procedere al calcolo della sua Trasmittanza Lineica.
Calcolo della Trasmittanza Lineica della Tubazione
Per effettuare questa operazione basta pigiare il bottone Aggiungi in bas-
so a sinistra nella pagina Browser; Questa operazione crea il rigo della
nuova tubazione nella griglia, lo seleziona e, contestualmente, apre la pa-
gina Edit del dialog ELENCO TUBAZIONI in cui occorre procedere al
calcolo della sua Trasmittanza.
Per effettuare il calcolo della Trasmittanza Lineica della tubazione occorre
effettuare le seguenti operazioni nella pagina Edit:
Indicare, nel list box in alto, il tipo di Colloca-
zione della Tubazione.

Indicare lo Spessore della muratura o del terreno (in cm); naturalmente
questo dato deve essere specificato solo se la Collocazione della Tu-
bazione incassata nella muratura o interrata.

9. Il Disegno degli Oggetti: lInput Object Draw
402
Indicare la Conduttivit della muratura o del terreno (in W/mK); anche
questo dato deve essere specificato solo se la Collocazione della Tu-
bazione incassata nella muratura o interrata.
Se limpianto di tipo bitubo e le tubazioni sono incassate nella mu-
ratura o interrate, selezionare il check Distanza fra DUE tubazioni e
specificare la distanza, in mm, fra i due tubi nel campo adiacente.
Specificare, in mm, il Diametro esterno della Tubazione, digitandolo
nellomonimo campo o indicandone il diametro nominale (interno) nel

menu che si apre pigiando il bottoncino a destra del campo stesso.
Scegliendo un diametro nominale, nel ca