Uni TS 11300
Uni TS 11300
=
mese
mese a giornalier e i
gg GG
,
dove
i
Coefficiente di dispersione per trasmissione (W/K)
Trasmittanza termica areica dellelemento di parete (W/m2K)
Area frontale dellelemento di parete (m2)
Trasmittanza termica lineica del ponte termico (W/mk)
Lunghezza o sviluppo del ponte termico (m)
Trasmittanza termica puntuale del ponte termico (W/m)
Coefficiente di dispersione termica per
trasmissione
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Le trasmittanze lineiche e puntuali dei ponti termici possono essere calcolate
mediante:
Trasmittanze
lineiche o
puntuali dei
ponti termici
Metodo numerico
(UNI 10211)
Incertezza
prevista 5%
Atlante dei
ponti termici
Incertezza
prevista 20%
Calcoli manuali
Incertezza
prevista 20%
Valori di progetto
(UNI 14683)
Sovrastima cautelativa
dei soli ponti
lineici pari al 50%
Trasmittanza termica (UNI 6946)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Data unarea piana delimitante un vano climatizzato,composto da un numero
qualsiasi di strati materici la potenza termica Q trasmessa dallambiente caldo a
quello freddo attraverso tale struttura pari a:
T AU Q =
Il coefficiente globale di scambio termico o tramittanza U, per la parete piana
assume questa formula (UNI 6946)
R
C
s
U
j k
e k j
j
i
1
1 1 1
1
=
+ + +
=
i
si
R
1
=
Resistenza superficiale interna
e
se
R
1
=
Resistenza superficiale esterna
k
C
Conduttanza termica del componente k-esimo
i
Coefficiente di scambio termico adduttivo interno
e
Coefficiente di scambio termico adduttivo esterno
Trasmittanza Limite (DAL 156/2008)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Trasmittanza Limite (DAL 156/2008)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
[Link]
192/2005
Trasmittanza Limite (DAL 156/2008)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Limiti chiusure opache
Limiti chiusure trasparenti
Dati per il calcolo delle trasmittanze
(UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Dati per il calcolo delle trasmittanze
(UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Attualmente anche se datata e in corso di aggiornamento, la norma che
contempla linvecchiamento, la manipolazione, lumidit e la messa in opera
dei materiali la UNI 10351.
E la norma che permette di determinare le propriet termofisiche dei materiali
che un buon grado di tranquillit nei confronti della successiva (o passata)
messa in opera del materiale
Dati per il calcolo delle trasmittanze
(UNI 6946)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
R
C
s
U
j k
e k j
j
i
1
1 1 1
1
=
+ + +
=
Dati per il calcolo delle trasmittanze
(UNI 10351)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
R
C
s
U
j k
e k j
j
i
1
1 1 1
1
=
+ + +
=
Dati per il calcolo delle trasmittanze
(UNI 6946)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
R
C
s
U
j k
e k j
j
i
1
1 1 1
1
=
+ + +
=
DISPERSIONI VERSO LOCALI NON
RISCALDATI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il coefficiente globale di scambio termico per trasmissione, H U, tra il volume
climatizzato e gli ambienti esterni attraverso gli ambienti non climatizzati si ottiene
come:
dove
Hu il coefficiente globale di scambio per trasmissione tra il volume
climatizzato e gli ambienti esterni attraverso gli ambienti non climatizzati
Hiu il coefficiente globale di scambio tra lambiente climatizzato e lambiente
non climatizzato
btr,x il fattore di correzione dello scambio termico tra ambienti climatizzato e
non climatizzato, diverso da 1 nel caso in cui la temperatura di quest'ultimo sia
diversa da quella dell'ambiente esterno.
DISPERSIONI VERSO LOCALI NON
RISCALDATI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il fattore di correzione si calcola come:
DISPERSIONI VERSO LOCALI NON
RISCALDATI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Per gli edifici esistenti, in assenza di dati di progetto attendibili o comunque
informazioni pi precise, i valori del fattore btr,x si posso desumere da tabella:
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Lo scambio termico verso il terreno deve essere calcolato secondo la UNI EN ISO
13370.
Per gli edifici esistenti, in assenza di dati di progetto attendibili o comunque di
informazioni pi precise, il coefficiente di accoppiamento termico in regime
stazionario tra gli ambienti interno ed esterno dato da:
Dove:
A larea dellelemento
Uf la trasmittanza della parete sospesa del pavimento (tra lambiente
interno lo spazio sottopavimento)
B tr,g il fattore di correzione
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO (UNI 13370)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il coefficiente di accoppiamento termico Hg si calcola come:
+ = P U A H
g 0
Dove:
A = area del pavimento a contatto con il terreno
U0= trasmittanza termica di base
P = perimetro del pavimento delledificio (per intero edificio) o lunghezza delle
pareti separanti gli spazi riscaldati dallambiente esterno
= correzione per presenza di isolamento perimetrale, dipendente dal tipo
di isolamento e nulla per isolamento assente
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO (UNI 13370)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Viene introdotta una dimensione caratteristica del pavimento (B) per tenere in
considerazione la natura del flusso termico tridimensionale del terreno
Ed uno spessore equivalente totale di terreno dt
( )
se f si t
R R R w d + + + =
Dove:
W = spessore totale delle pareti comprendente tutti gli strati
= conduttivit termica del terreno
Rsi e Rse = resistenze superficiale interne ed esterne
Rf=1/Uf = termine comprendente la resistenza termica di ogni strato uniforme di
isolamento sopra, sotto o interno alla soletta del pavimento e quella di eventuali
rivestimenti
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO (UNI 13370)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO (UNI 13370-12831)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO (UNI 13370-12831)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
DISPERSIONI ATTRAVERSO IL
TERRENO (UNI 13370-12831)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
ABACO TRASMITTANZE
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
I dati riportati nei prospetto dellabaco in Appendice A alla UNI TS 11300 sono
utilizzabili solo per valutazioni energetiche di edifici esistenti, qualora non si
possa effettuare una determinazione rigorosa di calcolo, sulla base di dati
derivanti da ispezioni o altre fonti pi attendibili.
ABACO TRASMITTANZE
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
ABACO TRASMITTANZE
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
ABACO TRASMITTANZE
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
ABACO TRASMITTANZE
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Labaco in appendice B alle UNI TS 11300-1 indente fornire indicazioni sulle
principali strutture murarie utilizzate e sulla loro diffusione sul territorio nazionale. Si
tratta di un elenco incompleto oggetto di successivi aggiornamenti ed
implementazioni
ABACO TRASMITTANZE
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
DISPERSIONI TERMICHE:
I PONTI TERMICI
Corso Certificatore Energetico La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
I PONTI TERMICI
([Link] 192/2005)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
.Qualora il ponte termico non dovesse risultare corretto o qualora
la progettazione dellinvolucro edilizio non preveda la correzione dei
ponti termici, i valori limite della trasmittanza termica riportati nella
tabella 2 al punto 2 dellallegato C al presente decreto devono
essere rispettati dalla trasmittanza termica media (parete corrente
pi ponte termico)..... (ALLEGATO I)
PONTI TERMICI
(DAL RER 156/2008)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Allegato 2 e allegato 6
PONTI TERMICI
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Lo scambio termico per trasmissione attraverso i ponti termici pu essere calcolato
secondo la UNI EN ISO 14683.
Per gli edifici esistenti(SOSTANZIALMENTE NON ISOLATI), in assenza di dati di
progetto attendibili o comunque di informazioni pi precise, per alcune tipologie
edilizie, lo scambio termico attraverso i ponti termici pu essere determinato
forfettariamente secondo quanto indicato nel prospetto
PONTI TERMICI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Nel caso in cui il ponte termico si riferisca ad un giunto tra due strutture che
coinvolgono due zone termiche diverse, il valore della trasmittanza termica lineare,
dedotto dalla UNI EN ISO 14683, deve essere ripartito tra le due zone interessate.
40 . 0 =
40 . 0 =
PONTI TERMICI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
=
=
=
=
=
=
+ + =
j
k
k
i
i
tr
k j
j k k
i
i i tr
l
A
U
H
dove
l A U H
Coefficiente di dispersione per trasmissione (W/K)
Trasmittanza termica areica dellelemento di parete (W/m2K)
Area frontale dellelemento di parete (m2)
Trasmittanza termica lineica del ponte termico (W/mk)
Lunghezza o sviluppo del ponte termico (m)
Trasmittanza termica puntuale del ponte termico (W/m)
PONTI TERMICI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il coefficiente di accoppiamento termico diretto di una parete:
+ + =
parete j
j j
parete i parete k
k k k i i parete tr
p L p A U H
, , ,
,
Dove Ai larea frontale proiettata delli-esimo tra gli elementi che compongono
la parete. Le trasmittanze Ui sono differenziate tra loro in funzione di come viene
posta la parete, stando attenti che pareti con stratigrafie molto diverse tra loro
andrebbero analizzate distintamente
I pesi pk, pj assumono valore diverso da 1 (es 0.5) ove un ponte termico sia
intermedio, e quindi da ripartire in termini di dispersioni tra due pareti considerate
distintamente
PONTI TERMICI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Trasmittanza fittizia di un ponte termico lineico
k
k k
k
A
L
U
=
j
j
j
A
U
=
Dove Aj e Ak sono le aree frontali (proiettate) del ponte termico
La Trasmittanza media di parete pari a
+ +
= =
parete j
j
parete k
k
parete i
i
parete tr
parete tot
parete tr
media
A A A
H
A
H
U
, , ,
,
,
,
PONTI TERMICI
(UNI 14683)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
I valori di progetto di y arrotondati allo 0.05 W/mk pi vicino, sono basati su tre
sistemi di valutazione delle dimensioni delledificio:
dimensioni interne (i) misurate tre le superfici interne finite di ogni ambiente in
un edificio (escluso lo spessore delle partizioni interne)
dimensioni interne totali (oi) misurate tra le superfici interne finite degli elementi
delledificio (incluso quindi lo spessore delle partizioni interne)
dimensioni esterne (e)misurate tra le superfici esterne finite degli elementi
esterni delledificio
PONTI TERMICI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
PONTI TERMICI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
U
d U
d
= =
(0.13+90%)/0.375 = 66 cm
(0.13+180%)/0.375=97 cm
DISPERSIONI TERMICHE:
CHIUSURE TRASPARENTI
Corso Certificatore Energetico La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
COMPONENTI TRASPARENTI
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
La trasmittanza termica delle finestre si calcola secondo la UNI EN ISO 10077-1.
La trasmittanza termica delle facciate continue trasparenti si calcola in base a
quanto riportato nella UNI EN 13947.
In assenza di dati di progetto attendibili o comunque di informazioni pi precise, i
valori di trasmittanza termica delle vetrate possono essere ricavati dal prospetto
C.1.
In assenza di dati di progetto attendibili o comunque di informazioni pi precise, i
valori di trasmittanza termica dei telai possono essere ricavati dal prospetto C.2.
Per finestre verticali di dimensioni non molto differenti da 1,20 m per 1,50 m,
nell'ipotesi che l'area del telaio sia pari al 20% dell'area dell'intera finestra e che i
distanziatori tra i vetri siano di tipo comune, i valori di trasmittanza termica delle
finestre possono essere ricavati dal prospetto C.3.
Componenti trasparenti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
+ +
+ + + +
=
p
p
g
g
f
f
p
p
g
g
f p g
p p g g f f p p g g
w
I
I
A
U
A
U
A
U
ove
A A A
I I A U A U A U
U
:
Trasmittanza dei vetri
Area dei pannelli opachi
Trasmittanza del telaio
Area del telaio
Trasmittanza lineare dei distanziatori
Perimetro delle lastre trasparenti
Trasmittanza lineare di bordo dei pannelli opachi
Perimetro dei pannelli opachi
Area delle lastre trasparenti
Trasmittanza dei pannelli opachi
Componenti trasparenti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Componenti trasparenti (UNI 11300)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Componenti trasparenti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Componenti trasparenti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Componenti trasparenti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Trasmittanza distanziatori (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Chiusure oscuranti (UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Chiusure oscuranti (UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Chiusure oscuranti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Chiusure oscuranti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
3 2 1
b b b b
sh
+ + =
Chiusure oscuranti (UNI 10077-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
DISPERSIONI TERMICHE:
VENTILAZIONE
Corso Certificatore Energetico La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Coefficiente di dispersione per
ventilazione
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il coefficiente di dispersione per ventilazione Hve si calcola come
=
=
=
=
'
3600 / '
V
c
ove
V c H
a
a
a a ve
Densit dellaria
Calore specifico a pressione costante dellaria
Portata daria tra spazio riscaldato e ambiente esterno,
dipendente dal tasso di ventilazione
V q V
ve
= '
Qve= tasso di ventilazione convenzionale
V= volume riscaldato
K m
Wh
K m
J
a a
c
3 3
34 . 0 1200 = =
Ventilazione (UNI 11300)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Tasso di Ventilazione (UNI 10339)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Tasso di Ventilazione (UNI 10339)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Correzione per la quota (UNI 10339)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Velocit dellaria (UNI 10339)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Funzioni degli impianti di ventilazione
(UNI 10339)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Impianto di ventilazione a doppio flusso
con recupero
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Recuperatori
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Recuperatori di calore: efficienza
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
ale no ve
recuperato
produzione elettrica
assorbita elettrica
recuperato
ve
Q
L
Q
min ,
'
,
,
'
=
DISPERSIONI TERMICHE:
IRRAGGIAMENTO VERSO LA VOLTA
CELESTRE
Corso Certificatore Energetico La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Irraggiamento verso la volta celeste
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI GRATUITI
Corso Certificatore Energetico La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI INTERNI E SOLARI
(UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI INTERNI E SOLARI
(UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI INTERNI (UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI INTERNI (UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI SOLARI (UNI 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il flusso termico di origine solare espresso in W si calcola con la seguente formula
k mn sol k sol k ob sh k mn sol
I A F
, , , , , , ,
=
k ob sh
F
, ,
Fattore di riduzione per ombreggiatura relativo ad elementi esterni per larea
di captazione solare effettiva della superficie k-esima ottenibile da UNI TS
11300 o altre norme
k sol
A
,
Area di captazione solare effettiva della superficie k-esima con un dato
orientamento e angolo di inclinazione sul piano orizzontale
k mn sol
I
, ,
Irradianza media solare con dato orientamento e angolo di inclinazione sul
piano orizzontale, ottenibile da Uni 10349
APPORTI SOLARI (UNI 10349)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI SOLARI (UNI 10349)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI SOLARI (UNI 10349)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
giorno mn sol
t I H =
,
FATTORE DI OMBREGGIATURA
(UNI TS 11300-1)
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Il fattore di riduzione per ombreggiature pu essere calcolato come prodotti dei vari
fattori di ombreggiatura relativi ad ostruzioni esterne (Fhor), aggetti orizzontali (Fov) e
aggetti verticali (Ffin)
fin ov hor ob sh
F F F F =
,
I valori dei fattori di ombreggiatura dipendono dalla latitudine, dallorientamento
dellelemento ombreggiato, dal clima, dal periodo considerato e dalle
caratteristiche geometriche degli elementi ombreggianti
FATTORE DI OMBREGGIAMENTO:
OSTRUZIONE ESTERNA
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
FATTORE DI OMBREGGIAMENTO:
AGGETTI ORIZZONATALI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
FATTORE DI OMBREGGIAMENTO:
AGGETTI VERTICALI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
APPORTI SOLARI ATTRAVERSO
VETRATE
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
[ ] ( ) [ ] t I A F t Q
k mn sol k sol k ob sh k mn sol sol
= =
, , , , , , ,
Larea di captazione solare effettiva di un componente vetrato dellinvolucro Asol,k calcolata
dalla formula
( )
k p w k F k gl sh k gl k sol
A F F g A
, , , , , , ,
1 =
k p w
k F
k gl sh
k gl
A
F
F
g
, ,
,
, ,
,
Trasmittanza solare della parte trasparente del componente vetrato
Fattore di riduzione degli apporti solari relativo allutilizzo delle schermature mobili
Frazione di area relativa al telaio (rapporto tra larea proiettata del telaio e
larea proiettata totale del componente vetrato)
Area proiettata totale del componente vetrato
APPORTI SOLARI ATTRAVERSO
VETRATE
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
[ ] ( ) [ ] t I A F t Q
k mn sol k sol k ob sh k mn sol sol
= =
, , , , , , ,
( )
k p w k F k gl sh k gl k sol
A F F g A
, , , , , , ,
1 =
k p w
k F
k gl sh
k gl
A
F
F
g
, ,
,
, ,
,
Trasmittanza solare della parte trasparente del componente vetrato
Fattore di riduzione degli apporti solari relativo allutilizzo delle schermature mobili
Frazione di area relativa al telaio (rapporto tra larea proiettata del telaio e
larea proiettata totale del componente vetrato)
Area proiettata totale
del componente
vetrato
APPORTI SOLARI ATTRAVERSO
PARETI OPACHE
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
[ ] ( ) [ ] t I A F t Q
k mn sol k sol k ob sh k mn sol sol
= =
, , , , , , ,
k c k c k se k c sol k sol
A U R A
, , , , , ,
=
Larea di captazione solare effettiva di un componente opaco :
k c
k c
k se
k c sol
A
U
R
,
,
,
, ,
I recuperi di energia elettrica o termica sono generalmente inclusi nel rendimento precalcolato
Qualora risulti necessario valutare il rendimento convenzionale di un sottosistema a se stante,ad esempio
per ristrutturazioni parziali di impianto termico, si procede come:
x aux el p x in
x out
x
Q f Q
Q
, , ,
,
+
=
CALCOLO DEI RENDIMENTI INVERNALI:
QUADRO DI SINTESI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
RISCALDAMENTO INVVERNALE: PERDITE DI
EMISSIONE
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
La determinazione delle perdite di emissione notevolmente influenzata dalle
caratteristiche del locale e, in modo particolare dalla sua altezza. I prospetti della UNI TS
11300-2 forniscono valori di rendimento di emissione nei due casi:
1. locali di altezza non maggiore di 4 m
2. grandi ambienti di altezza compresa tra 4 m e 14 m.
Lenergia in ingresso al sottosistema di emissione e le perdite di emissione Ql,e si calcolo
introducendo i valori di rendimento precalcolati nella formula:
e
h
e l h
Q
Q Q
'
'
,
= +
( )
e
e h
e l
Q
Q
=
1 '
,
RISCALDAMENTO INVERNALE: CORPI
SCALDANTI AD ACQUA
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
radiatori
termoconvettori
RISCALDAMENTO INVERNALE: CORPI
SCALDANTI AD ACQUA
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
aerotermi
RISCALDAMENTO INVERNALE: CORPI
SCALDANTI AD ACQUA
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Fan-coil
RISCALDAMENTO INVERNALE: PANNELLI
RADIANTI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
RISCALDAMENTO INVERNALE: PANNELLI
RADIANTI
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
INVERNO (RISCALDAMENTO)
T di alimentazione invernale da 28 a 40C
resa invernale da 50 a 100 W/mq
ESTATE (RAFFRESCAMENTO)
T di alimentazione estiva di 10C (al di sotto di tale valore si possono avere fenomeni di
condensa superficiale)
Resa estiva (massimo calore sensibile) 30W/mq
E importante controllare i fenomeni di dilatazione del pavimento
mediante inserimento di giunti allinterno del massetto sopra
pannello (max superficie consigliabile 40 mq)
RISCALDAMENTO INVERNALE:
rendimenti H<4 m
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
RISCALDAMENTO INVERNALE:
rendimenti H>4 m
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
RISCALDAMENTO INVERNALE:
RENDIMENTI DI EMISSIONE
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Per ambienti riscaldati di altezza maggiore di 4 m, i rendimenti di emissione dipendono
non solo dal carico termico medio annuale, ma sono fortemente influenzati dalla tipologia
e dalle caratteristiche dei componenti, dalle modalit di installazione e dalle
caratteristiche stesse dell'edificio.
Il prospetto della norma UNI TS 11300-2 fornisce valori del rendimento di emissione per
le tipologie di terminali di erogazione utilizzati nei locali di altezza maggiore di 4 m riferiti
a installazione a perfetta regola d'arte. Qualora sussistano dubbi al riguardo, si deve
ricorrere ai metodi forniti dalla norme pertinenti (per esempio UNI EN 15316-2-1), con o
senza contestuali misure in campo.
RISCALDAMENTO INVERNALE:
PERDITE DI REGOLAZIONE
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La sola regolazione centrale, per esempio con compensazione climatica, non sufficiente
per garantire un elevato rendimento di regolazione, in quanto non consente un
soddisfacente recupero degli apporti gratuiti. Il modello del prospetto basato su una
quota fissa di riferimento di perdita degli apporti gratuiti, che presuppone una regolazione
in funzione del locale pi sfavorito.
Nel caso di regolazione manuale (termostato di caldaia)ai soli fini di valutazione dei
miglioramenti dellefficienza energetica si possono utilizzare i valori della regolazione solo
climatica con una penalizzazione di 5 punti percentuali
RISCALDAMENTO INVERNALE:
PERDITE DI REGOLAZIONE
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DISTRIBUZIONE: ALIMENTAZIONE CORPI
SCALDANTI AD ACQUA
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SCHEMA A PETTINE
DISTRIBUZIONE: ALIMENTAZIONE CORPI
SCALDANTI AD ACQUA
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SCHEMA A COLLETTORE
DISTRIBUZIONE: ALIMENTAZIONE CORPI
SCALDANTI AD ACQUA
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COLLETTORE DI DISTRIBUZIONE: MANDATA
ROSSA
RISCALDAMENTO INVERNALE: PERDITE DI
DISTRIBUZIONE
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La determinazione delle perdite di distribuzione pu essere effettuata:
(1) mediante il ricorso a dati precalcolati ricavati da prospetti delle UNI TS 11300-2 in base
alle principali caratteristiche del sottosistema ;
(2) mediante il metodo descritto nell'appendice A delle UNI TS 11300-2;
(3) mediante metodi analitici descritti nelle norme pertinenti.
Nel caso di valutazioni energetiche di progetto deve essere effettuato il calcolo delle
perdite di distribuzione con i metodi (2) o (3).
Qualora si utilizzino i dati di rendimento del prospetto delle UNI TS 11300-2 non si
prevedono recuperi termici delle pompe di distribuzione.
RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI DISTRIBUZIONE
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RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI DISTRIBUZIONE
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RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI DISTRIBUZIONE
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I valori dei prospetti si riferiscono a distribuzione con temperatura variabile, con temperature
di mandata e ritorno di progetto di 80 C/60 C.
Per temperature di progetto differenti si applicano i coefficienti di correzione dei rendimenti
del prospetto.
RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI DISTRIBUZIONE
Corso certificatori, La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Nella valutazione con metodo analitico come illustrato nellAppendice A alla UNI TS 11300-2
le perdite del sottosistema di distribuzione sono date dalla somma delle perdite nel periodo di
calcolo considerato di tutte le perdite di tutti i circuiti che compongono il sottosistema.
RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI GENERAZIONE
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Il sottosistema di generazione pu essere destinato a fornire calore anche a utenze
diverse dal riscaldamento, e, in particolare, per la produzione di acqua calda sanitaria.
In tal caso, detto Q p,H il fabbisogno per il riscaldamento, l'energia termica totale che deve
essere fornita dal sottosistema di generazione :
RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI GENERAZIONE
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Le perdite di generazione dipendono non solo dalle caratteristiche del generatore di calore,
ma sono fortemente influenzate anche dalle modalit di inserimento del generatore
nell'impianto e, in particolare, dal suo dimensionamento rispetto al fabbisogno dell'edificio,
dalle modalit di installazione e dalla temperatura dell'acqua (media e/o di ritorno al
generatore) nelle condizioni di esercizio (medie mensili).
Il rendimento medio stagionale di produzione differisce quindi dai rendimenti a pieno carico ed
a carico parziale ottenuti con prove di laboratorio secondo le norme di riferimento.
La UNI TS 11300-2 prevede la determinazione del rendimento di generazione:
(1) mediante prospetti contenenti valori precalcolati per le tipologie pi comuni di
generatori di calore in base al dimensionamento e alle condizioni d'installazione;
(2) mediante metodi di calcolo.
I valori precalcolati dei prospetti di cui al punto (1) evidenziano le forti variazioni di rendimento
determinate dal dimensionamento del generatore e dalle condizioni d'installazione e di
esercizio indicate nei prospetti. La valutazione del rendimento di generazione in condizioni
diverse da quelle indicate nei prospetti richiede il ricorso al calcolo, secondo l'appendice B.
Nell'appendice B delle UNI TS 11300-2 sono riportati i due metodi utilizzabili per il calcolo
delle perdite di generazione:
- metodo di calcolo basato sui rendimenti dichiarati ai sensi della Direttiva 92/42/CEE,
con opportune correzioni in relazione alle condizioni di funzionamento;
- metodo di calcolo analitico.
RISCALDAMENTO INVERNALE: RENDIMENTO
DI GENERAZIONE
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In caso di valutazioni di progetto (A1) e standard (A2), si possono utilizzare i valori del
prospetto 23 solo quando la tipologia del generatore e le condizioni al contorno
corrispondano a quelle dei prospetti. In caso diverso si deve ricorrere al calcolo mediante
i metodi specificati.
Per valutazioni in condizioni effettive di utilizzo (A3) si deve effettuare in ogni caso il calcolo.
RISCALDAMENTO INVERNALE: CALDAIE
TRADIZIONALI
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i fumi escono ad alta temperatura, superiore a i 100C; ci si rende
necessario per garantire lespulsione dei fumi dalla canna fumaria,
ma rappresenta un notevole spreco di energia. Unaltra perdita
rappresentata dal calore latente, contenuto nel vapor dacqua che
si genera nel processo chimico della combustione. Generalmente,
nelle caldaie appena installate il rendimento si attesta poco al di
sopra del 90%, dopo qualche anno comincia ad abbassarsi, con
una perdita di efficienza e con un conseguente aumento del costo
di riscaldamento.
RISCALDAMENTO INVERNALE: CALDAIE A
CONDENSAZIONE
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possibile sfruttare il calore dei fumi ad alta temperatura, con
notevole risparmio di energia e contenimento dei consumi. Una
volta utilizzato il calore raffreddando i fumi fino al punto di rugiada,
questi possono essere espulsi utilizzando canne fumarie in
plastica, dal momento che la temperatura non supera i 40C. Nelle
migliori caldaie, si ottengono rendimenti che superano di gran
lunga il 100% e raggiungono quasi il 110%. Grazie alle
caratteristiche costruttive (modulazione, sonde, programmi di
gestione della temperatura, accumulo del calore allinterno del
serbatoio a stratificazione), quando si decide di sostituire una
caldaia tradizionale con una a condensazione, possibile
sceglierne una di potenza inferiore.
RISCALDAMENTO INVERNALE: CALDAIE A
CONDENSAZIONE
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Ad esempio, in una abitazione con una caldaia tradizionale di 30kW, possibile la
sostituzione con un modello a condensazione da 25 kW, e una diminuzione dei consumi del
15% circa. Tenendo conto inoltre del maggior rendimento della caldaia a condensazione,
che si attesta sul 16-17% rispetto a quella tradizionale, il risparmio pu superare il 30%.
Se si completa il sistema con lintegrazione di pannelli solari termici, si pu raggiungere
risparmi superiori anche al 60% rispetto alla tecnologia tradizionale
RISCALDAMENTO INVERNALE:
PRECALCOLATI
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Legenda dei fattori di correzione:
F1 rapporto fra la potenza del generatore
installato e la potenza di progetto
richiesta.
Per generatori modulanti, F1 si determina
con riferimento alla potenza minima
regolata;
F2 installazione all'esterno;
F3 camino di altezza maggiore di 10 m;
F4 temperatura media di caldaia
maggiore di 65 C in condizioni di
progetto;
F5 generatore monostadio;
F6 camino di altezza maggiore di 10 m in
assenza di chiusura dell'aria comburente
all'arresto (non applicabile ai
premiscelati);
F7 temperatura di ritorno in caldaia nel
mese pi freddo.
RENDIMENTO DI GENERAZIONE: METODO
DIRETTIVA 92/42/CEE
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Acqua calda sanitaria
UNI TS 11300-2
Corso Certificatore Energetico La serie UNI TS 11300 ing Alex Lambruschi
Acs: FABBISOGNO DI ENERGIA
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Acs: TEMPERATURE DI EROGAZIONE
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I volumi di acqua calda sanitaria sono riferiti convenzionalmente ad una temperatura di
erogazione di 40 C e ad una temperatura di ingresso di 15 C. Il salto termico di
riferimento ai fini del calcolo del fabbisogno di energia termica utile , quindi, di 25 K.
Qualora siano resi pubblici dall'ente erogatore o dall'Amministrazione Comunale dati
mensili di temperatura dell'acqua di alimentazione in relazione alla zona climatica e alla
fonte di prelievo (acqua superficiale, acqua di pozzo, ecc.) si devono utilizzare tali dati ai
fini del calcolo indicandone l'origine. Ci determina fabbisogni mensili di energia diversi a
parit di litri erogati e dovr essere indicato nella relazione tecnica. Ai fini di valutazioni
per certificazione energetica si considerano i valori convenzionali di riferimento.
Acs: FABBISOGNO VOLUMICO GIORNALIERO
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I valori di fabbisogno giornaliero sono riferiti a dati medi giornalieri.
Acs: FABBISOGNO VOLUMICO GIORNALIERO
ABITAZIONI
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Acs: FABBISOGNO VOLUMICO GIORNALIERO
ALTRI USI
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Acs: RENDIMENTO E PERDITE DI
EROGAZIONE
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Si assume come valore di rendimento di erogazione
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