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Universit di L'Aquila

Facolt di Ingegneria
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P
P
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r
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e

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:

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c
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s
t
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c
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F
i
s
i
c
a
Appunti dalle Lezioni di
Fisica Tecnica Ambientale
Fondamenti di Acustica Applicata
Capitolo 1:
Acustica Fisica
Prof. F. Marcotullio
A.A. 2011 - 2012
Indice
Avvertenze ii
Testi consigliati iii
1 Elementi di acustica sica 1
1.1 Lacustica e i suoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.2 La pressione sonora e i suoni puri . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.3 Velocit del suono in un mezzo elastico . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.3.1 Velocit del suono nei solidi . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.3.2 Velocit del suono nei liquidi . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.3.3 Velocit del suono nel gas perfetto . . . . . . . . . . . . . 7
1.4 Equazione dierenziale delle onde sonore in un gas perfetto . . . 8
1.4.0.1 Equazione di conservazione della massa . . . . . 9
1.4.0.2 Equazione di conservazione della quantit di moto 9
1.4.0.3 Equazione delladiabatica . . . . . . . . . . . . . 10
1.5 Caratteristiche energetiche di unonda sonora . . . . . . . . . . . 11
1.6 Onde armoniche piane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
1.7 Onde armoniche sferiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
1.8 Livelli sonori e decibel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
1.8.1 Livello di pressione sonora . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
1.8.2 Il livello di potenza sonora . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
1.8.3 Il livello di intensit sonora . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
1.9 I suoni complessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
1.9.1 Suoni componenti di uguale frequenza e diversa ampiezza
e fase . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
1.9.2 Suoni componenti di diversa frequenza, ampiezza e fase . 23
1.10 Spettri acustici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
1.10.1 Spettri acustici di suoni periodici . . . . . . . . . . . . . . 27
1.10.2 Spettri acustici di suoni non periodici . . . . . . . . . . . 27
1.10.3 Analisi spettrale di un suono . . . . . . . . . . . . . . . . 27
i
Avvertenze
La presente dispensa didattica rivolta agli allievi del Corso di Fisica Tecnica
Ambientale, Corso di Laurea in Ingegneria Edile Architettura e costituisce la
raccolta completa degli argomenti svolti in aula.
Disporre della dispensa tuttavia non esime n dai doverosi approfondimenti
sui testi consigliati, n soprattutto dalla frequenza delle lezioni e delle esercita-
zioni.
Saranno graditi suggerimenti nonch la segnalazione di errori ed inesattezze.
ii
Testi consigliati
Testi consigliati in lingua italiana:
1. Moncada Lo Giudice G., Santoboni S., Acustica, Masson S.p.A., Milano,
1997
2. Cirillo E., Acustica Applicata, McGraw-Hill Libri Italia srl, Milano 1997
3. Rocco L., Fondamenti di Acustica Ambientale, Alinea Editrice, Firenze
1984
Testi consigliati in lingua inglese:
1. Beranek Leo L., Acoustics, McGraw-Hill, New York 1954
iii
Capitolo 1
Elementi di acustica sica
1.1 Lacustica e i suoni
Lacustica quella parte della Fisica che si occupa dello studio teorico e speri-
mentale del suono.
Un suono unonda meccanica di assegnate caratteristiche la cui presenza
pu essere rilevata dallorecchio umano o da una apparecchiatura che ne simula
il comportamento.
Londa meccanica una perturbazione che ha origine in un punto di un
mezzo materiale omogeneo ed elastico ad opera di un corpo vibrante (sorgente
dellonda) e si propaga nel mezzo con una velocit c nita che caratteristica
del mezzo. La supercie immaginaria che ad un certo istante separa la regione
del mezzo interessata dalla perturbazione da quella imperturbata si dice fronte
donda.
Pensiamo al mezzo materiale come ad un insieme di particelle mutuamente
interconnesse da legami elastici come mostrato nella parte alta di Fig.1.1. Par-
tendo da un certo istante si supponga, mediante un qualche dispositivo, di im-
porre alla particella posta allestremit del sistema (x = 0) un moto oscillatorio,
intorno alla sua posizione di riposo, con legge assegnata = (t). Lesperienza ci
insegna che, partendo da quelle pi prossime alla sorgente, tutte le particelle si
muoveranno intorno alla relativa posizione di riposo con legge identica a quella
della sorgente, ma con un ritardo temporale t =
x
c
.
Tale ritardo temporale responsabile di un addensamento di particelle in
certe regioni (aumento locale della densit e della pressione) e, di conseguenza,
una rarefazione in altre regioni (diminuzione locale della densit e quindi della
pressione) come mostrato in Fig.1.1. Ci consente di descrivere un suono, oltre
che con grandezze microscopiche, anche con grandezze macroscopiche le quali
presentano il vantaggio di essere in numero limitato e misurabili.
Da un punto di vista energetico si osserva che ogni particella, una volta
interessata dallonda, si muove intorno alla sua posizione di riposo sotto leetto
di forze dinerzia ed elastiche e possiede, quindi, energia cinetica e di posizione
che si trasformano continuamente luna nellaltra. Da ci discende che unonda
meccanica trasporta energia (quella ricevuta dalla sorgente) da un punto ad un
altro del mezzo.
1
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 2
p
0 x
Figura 1.1: Propagazione dellonda in un mezzo elastico
Sebbene ci si sia nora riferiti ad onde meccaniche longitudinali (il moto
delle particelle avviene nella direzione di propagazione), esistono anche le onde
trasversali per le quali il moto delle particelle avviene nella direzione normale a
quella di propagazione.
Mentre nei mezzi condensati (solidi e liquidi) possibile la propagazione
contemporanea di onde meccaniche sia longitudinali che trasversali, nei gas, per
lassenza di resistenza signicativa agli sforzi tangenziali, si ha presenza di sole
onde longitudinali.
1.2 La pressione sonora e i suoni puri
In numerose applicazioni di interesse del tecnico acustico il mezzo elastico
laria. In questo caso, come gi accennato in precedenza, londa meccanica
pi facilmente caratterizzabile attraverso gli scostamenti p, , T che
la pressione, la densit o la temperatura subiscono rispetto ai valori p
0
,
0
, T
0
presenti nel uido in assenza dellonda. Tra queste prassi riferirsi, in quanto
pi accuratamente misurabile, alla variazione di pressione:
p(P, t) = p(P, t) p
0
che detta pressione acustica (Pa). Nella equazione precedente si indicato con
p(P, t) e con p
0
la pressione istantanea e la pressione statica
1
rispettivamente.
In acustica particolare interesse viene rivolto alle onde armoniche per le quali
la dipendenza temporale della pressione sonora cosinusoidale di pulsazione ,
ossia:
p = p
0
cos t (1.1)
Essa totalmente caratterizzata dalla sua ampiezza (o valore di picco) p
0
(Pa)
e dal suo periodo T (s) ovvero dalla lunghezza donda:
= c T (m)
1
La pressione statica quella media esistente nel mezzo in assenza di suono e pari a
1.01310
5
Pa in condizioni normali
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 3
o, equivalentemente, dalla frequenza :
=
1
T
(s
1
o Hz)
Se unonda armonica in grado di stimolare gli organi delludito umano si dice
che siamo in presenza di un suono puro. Ci si verica quando (vedi Fig.1.2):
1. per una assegnata frequenza lampiezza della pressione sonora compresa
tra il valore che assume la soglia di udibilit a quella frequenza (al di
sotto della quale assente la sensazione) ed il valore che assume la soglia
del dolore a quella stessa frequenza (al di sopra della quale la sensazione
diventa dolorosa e, in certe condizioni, dannosa). I limiti estremi di tale
intervallo sono compresi, in senso statistico, tra 2 10
5
Pa e 200 Pa.
Da un punto di vista applicativo i suoni che interessano il tecnico acustico
presentano valori della pressione sonora inferiori ad 1 Pa per cui in genere
lecito porre
p
p0
1;
2. per una assegnata pressione sonora, la frequenza cade allinterno di un
ben denito intervallo. I valori estremi di tale intervallo di frequenze
sono stimati, ancora in senso statistico, pari a 20 Hz e 20 kHz (banda di
frequenze udibili o banda udibile)
2
.
SOGLIA DI UDIBILITA
CAMPO UDIBILE
SOGLIA DEL DOLORE
20
0.00002
0.0002
0.002
0.02
0.2
2
20
200
50
100
200
500
1k
2k
5k
10k
20k
FREQUENZA (HZ)
P
R
E
S
S
I
O
N
E

A
C
U
S
T
I
C
A

(
P
a
)
Figura 1.2: Ampiezze e frequenze di suoni armonici
1.3 Velocit del suono in un mezzo elastico
Consideriamo il sistema elastico monodimensionale S schematizzato in Fig.1.3.
Ad un certo istante (t = 0) viene applicata ad una delle sue estremit (a) una
forza assiale di compressione di intensit F per un breve intervallo di tempo t.
Se la lunghezza L di S grande abbastanza, losservazione di S al tempo t = t
mostra:
1. che il punto a si spostato di una quantit x = aa

;
2
Le perturbazioni di frequenza inferiore a 20 Hz sono dette infrasuoni mentre quelle di
frequenza superiore a 20 kHz ultrasuoni.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 4
2. che solo una porzione L = aa

risulta deformata in seguito allapplica-


zione dellimpulso I = F t.
La velocit c di propagazione della deformazione vale pertanto:
c =
L
t
(1.2)
e solo dopo un tempo pari a:

t =
L
c
(1.3)
la deformazione indotta in a allistante t = 0 ha interessato lintero sistema
elastico che ha subito rigidamente lo spostamento x e che pertanto si muove
L
F
a
a
a
t = 0
t = t
t =
L
t
x
x
Figura 1.3: Deformazione di un sistema elastico sottoposto ad un impulso
con velocit w
S
data da:
w
S
=
x

t
o anche, tenuto conto della (1.3):
w
S
= c
x
L
(1.4)
Applicando ad S il teorema dellimpulso si pu scrivere:
I = F t = m w
S
dove si indicato con m la massa di S. Ne consegue in virt della (1.2) e della
(1.4) che:
F
L
c
= mx
c
L
dalla quale si ricava facilmente la velocit di propagazione della perturbazione
nel sistema elastico considerato:
c =
_
F
L L
m x
(1.5)
Lequazione precedente del tutto generale ed opportunamente trattata con-
sente di determinare lespressione di c per i diversi stati di aggregazione della
materia.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 5
1.3.1 Velocit del suono nei solidi
Consideriamo dapprima il caso in cui S sia costituito da una barretta solida per
la quale si ipotizzi A L
2
. Moltiplicando numeratore e denominatore della
(1.5) per larea A si ottiene:
c
sol
=
_
F
(L A)L
mA x
=

F L

0
A x
dove con
0
=
m
LA
si indicata la densit media del materiale indeformato.
Esprimiamo con:
=
F
A
e =
x
L
(1.6)
lo sforzo assiale di compressione e la deformazione assiale unitaria rispettiva-
mente. Se con E si indica il modulo di Young, la legge di Hooke
= E
unitamente alle (1.6) consente di modicare la (1.5) come segue:
c
sol
=

0
(1.7)
La Tab.1 riporta alcuni valori di c
sol
, calcolati per il tramite della (1.7), riferiti
ad altrettanti solidi di interesse ingegneristico.
Materiale E10
10
(N m
2
) (kg m
3
) c
s
(m s
1
)
Ferro 20.0 21.5 7870 5040-5200
Acciai diversi 21.0 22.0 7850 5200-5300
Ghisa 8.0 10.0 7570 3250-3630
Rame in li 12.0 8940 3660
Alluminio in li 7.5 2710 5260
Legno (in media) 1.0 600 4100
Calcestruzzo 1.5-3.5 2300 2550-3900
Granito 2.5 1800 3700
Vetro 5.0 2700 4300
Tabella 1.1: Velocit di propagazione c per alcuni comuni materiali solidi
1.3.2 Velocit del suono nei liquidi
Maggiore interesse riveste per i nostri scopi il caso in cui il mezzo elastico sia
un uido. In tali ipotesi, se si moltiplica ancora il numeratore e il denominatore
della (1.5) per A opportuno porre questa volta (vedi Fig.1.4):
F
A
= p e
L
x
=
V
0
V
(1.8)
dove con p si indicata la sovrappressione indotta dalla perturbazione rispetto
alla pressione p
0
che regna nel mezzo in condizioni indisturbate (pressione idro-
statica) e con V
0
il volume inizialmente occupato dalla sola porzione deformata
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 6
Dx
DL
DV
V
0
Non deformato
F
A
Figura 1.4: Velocit di propagazione del suono in un uido.
di S. Con tali posizioni, la velocit di propagazione diventa:
c
fl
=

V
0
p
V
1

0
=
1


0
(1.9)
avendo indicato con il coeciente medio di compressibilit del mezzo denito
come:
=
1
V
0
_
V
p
_
Esso pu essere calcolato non appena venga denita la trasformazione che il
uido subisce nel corso del processo di deformazione. Nelle applicazioni che qui
ci interessano, lecito prevedere che la durata della compressione (o dellespan-
sione) sia tanto breve da poter ritenere trascurabile ogni scambio termico tra
il uido ed il mezzo circostante. In altri termini lecito supporre adiabatico il
processo di compressione e di espansione. La (1.9) diventa:
c
fl
=
1


ad

0
(1.10)
dove
ad
rappresenta il coeciente medio di compressibilit adiabatica. Esso
varia con la temperatura e la pressione sebbene la dipendenza dalla pressione
per i liquidi sia in genere molto debole. La Tab.2 riporta, per alcune classi di
liquidi, i valori tipici di
ad
e di
0
riferiti alle condizioni normali di temperatura
e di pressione. Lultima colonna mostra i corrispondenti valori di c
fl
calcolati
mediante la (1.10). Come si vede, mediamente riscontrabili nei liquidi sono
nettamente inferiori a quelle viste per i solidi.
Composto
ad
10
11
(Pa
1
)
0
(kg m
3
) c(m s
1
)
Idrocarburi aromatici 85 800 1210
Alcoli 100 800 1120
Oli minerali 50 880 1500
Acqua 46 1000 1480
Tabella 1.2: Tipici valori di
ad
e della densit per alcune classi di liquidi
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 7
1.3.3 Velocit del suono nel gas perfetto
Nel caso dei gas, i valori di
ad
possono esprimersi molto agevolmente in funzione
delle variabili di stato se si pu supporre il gas come perfetto (per laria questo
lecito in ampi campi di temperatura intorno ai valori normali).
In tale ipotesi, ricordiamo che per una trasformazione adiabatica :
pV

= Cost = p
0
V

0
(1.11)
con = C
p
/C
v
il rapporto tra i calori specici a pressione e volume costante.
Se si pone
p = p
0
+p e V = V
0
+V
la (1.11) diventa:
p
0
+p
p
0
=
_
V
0
V
0
+V
_

ovvero
1 +
p
p
0
=
_
1 +
V
V
0
_

(1.12)
Tenuto conto che vale in genere lo sviluppo in serie (serie binomiale) seguente:
(b +x)
n
= b
n
+nb
n1
x +
n(n 1)
2!
b
n2
x
2
+. . .
e tenuto conto che si pu supporre per le nostre applicazioni che sia
V
V0
1,
possiamo ammettere valida lapprossimazione seguente:
_
1 +
V
V
0
_

1
V
V
0
che posta nella (1.12) fornisce:
p
p
0
=
V
V
0
(1.13)
o anche:
V
0
_
p
V
_
ad
=
1

ad
= p
0
In denitiva, quindi, la (1.10) fornisce:
c
gas
=
_

p
0

0
(1.14)
Essendo, per ipotesi, il gas perfetto vale la:
p
0

0
=
R
M
T
0
per cui si pu porre:
c
gas
=
_

R
M
T
0
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 8
con M la massa molecolare del composto considerato e R la costante universale
dei gas (R = 8314
J
kmolK
). Ancora per laria, essendo la massa molecolare
apparente pari a 29 e = 1.4, si ricava che:
c
aria
= 20.05
_
T
0
In termini di temperatura centigrada si ottiene facilmente che:
c
aria
= 20.05
_
273.15 +
0
= 331.4
_
1 +

0
273.15
o anche, ricordando che nel caso specico vale la:

1 +b 1 +
1
2
b
si ottiene in forma pi semplice:
c
aria
= 331.4 + 0.606
0
(1.15)
La precedente mostra che la velocit di propagazione di una perturbazione di
pressione in aria cresce con la temperatura in ragione di circa 0.6 m s
1
per
grado centigrado.
Osserviamo come la velocit del suono nei gas sia dellordine di un terzo di
quella dei liquidi e anche meno di un decimo di quella dei solidi.
1.4 Equazione dierenziale delle onde sonore in
un gas perfetto
Una particella di un mezzo elastico si muove obbedendo alle equazioni di con-
servazione della massa e della quantit di moto.
Nellacustica applicata, sono generalmente accettabili le seguenti ipotesi sem-
plicative:
a. la densit del mezzo subisce variazioni che sono di alcuni ordini di
grandezza pi piccole di quella
0
= Cost del mezzo a riposo:
=
0
+ con

0
1 (1.16)
Ci in seguito al fatto, gi denunciato, che le variazioni p sono piccole
rispetto alla pressione statica p
0
. E lecito, quindi, porre:
p
p
0
1 (1.17)
b. la velocit w delle particelle mediamente molto piccola (dellordine di 10
2
m
s
) e dello stesso ordine di grandezza sono le relative derivate spaziali;
c. il mezzo considerato laria che, alle condizioni normali di temperatura e di
pressione, pu considerarsi a tutti gli eetti pratici un gas perfetto.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 9
1.4.0.1 Equazione di conservazione della massa
Consideriamo un volume di controllo sso nello spazio di volume dV = dx dy dz.
La massa che al netto entra nel tempo dt nel volume di controllo :
_
(w
x
)
x
(w
x
)
x+dx

dydzdt+
+
_
(w
y
)
y
(w
y
)
y+dy
_
dxdzdt+
+
_
(w
z
)
z
(w
z
)
z+dz

dxdxdt
Sviluppando in serie di Taylor e riordinando si ottiene:
( w) dV dt
Ne consegue che la massa m contenuta nel volume di controllo subisce nellin-
tervallo di tempo dt un incremento pari a:
(m)
t
dt =

t
dV dt
Uguagliando le due espressioni precedenti e semplicando si ottiene lequazione
di continuit:

t
+ ( w) = 0
In virt dellipotesi (a.) e della prima delle (1.16), si ha che:
( w)
0
( w)
Inoltre:

t
=

t
essendo
0
indipendente dal tempo. Ne deriva che valida la:

t
=
0
( w) (1.18)
1.4.0.2 Equazione di conservazione della quantit di moto
Lequazione di conservazione della quantit di moto si scrive, con riferimento
ad un sistema innitesimo di massa costante
0
dV in moto con il uido, come:

0
D w
Dt
=
0
_
w
t
+
w
x
w
x
+
w
y
w
y
+
w
z
w
z
_
=

F
S
nella quale stato trascurato leetto delle forze di massa che sono costante-
mente bilanciate dal gradiente della pressione statica (
0
g = p
0
).
In virt dellipotesi c. le forze di contatto si riducono alle sole forze di
pressione essendo nulle per un gas perfetto gli sforzi viscosi. In questa ipotesi
semplice ricavare che:

F
S
= (p)
Uguagliando e ricordando lipotesi b. si ottiene:
(p) =
0
w
t
(1.19)
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 10
1.4.0.3 Equazione delladiabatica
Notiamo che le funzioni incognite presenti nelle (1.18, 1.19) sono tre (, p, w)
a fronte di due sole equazioni dierenziali; necessaria perci una ulteriore
relazione che pu essere costituita dallequazione della trasformazione (1.13)
ricavata nel precedente paragrafo. Essa viene riscritta per i nostri scopi come
3
:
p
p
0
=

0
(1.20)
o anche:
=
1
c
2
p (1.21)
per la (1.14). Derivando la precedente rispetto al tempo:

t
=
1
c
2
p
t
e sostituendola nella equazione di continuit (1.18), si ottiene:
1
c
2
p
t
=
0
( w) (1.22)
che derivata nuovamente rispetto a t fornisce:
1
c
2

2
p
t
2
=
0

t
[ ( w)] (1.23)
Se si opera la divergenza dei vettori di ambo i membri della (1.19) si ha:
[(p)] =
0

_
w
t
_
ovvero:

2
(p) =
0

t
[ ( w)] (1.24)
Uguagliando la (1.23) alla (1.24) si ottiene:

2
(p) =
1
c
2

2
p
t
2
(1.25)
che costituisce lequazione dierenziale di Laplace delle onde elastiche in un gas
perfetto.
E possibile dimostrare che valgono anche le:

2
w =
1
c
2

2
w
t
2
(1.26)

2
() =
1
c
2

t
2
(1.27)

2
(T) =
1
c
2

2
T
t
2
(1.28)
3
Infatti per una trasformazione adiabatica p

= p
0

0
ovvero 1 +
p
p
0
=

1 +

1 +

0
ed in denitiva
p
p
0
=

0
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 11
Per quei sistemi in cui pi utile limpiego di sistemi di riferimento non or-
togonali, le (1.25), (1.26), (1.27) e (1.28) si modicano molto semplicemente
ricordando, ad esempio, che:

2
f =
1
r

r
_
r
f
r
_
+
1
r
2

2
f

2
+

2
f
z
2
(1.29)

2
f =
1
r

2
r
2
(r f) +
1
r
2
sin

_
sin
f

_
+
1
r
2
sin
2

2
f

2
(1.30)
per coordinate cilindriche e sferiche rispettivamente.
1.5 Caratteristiche energetiche di unonda sono-
ra
Per la caratterizzazione energetica di un campo sonoro si consideri un sistema
innitesimo di massa costante
0
dV in moto con il uido. Se si tiene conto che i
fenomeni di compressione e rarefazione provocati nel uido dallonda sonora sono
adiabatici e che il mezzo non viscoso lequazione di conservazione dellenergia
per il sistema si pu scrivere come:


L(p) =
0
dV
De
Dt
=
0
dV
e
t
(1.31)
avendo trascurato, nella derivata sostanziale, la derivata convettiva. Nella (1.31)
si indicato con

L(p) il lavoro che nellunit di tempo la pressione sonora
compie sul sistema e con e il contenuto energetico dello stesso sistema di massa
costante
0
dV . Il termine a primo membro si ricava mediante la:
_
(pw
x
)
x
(pw
x
)
x+dx

dydzdt+
+
_
(pw
y
)
y
(pw
y
)
y+dy
_
dxdzdt+
+
_
(pw
z
)
z
(pw
z
)
z+dz

dxdxdt
Sviluppando in serie di Taylor e semplicando si ottiene, in denitiva, che il
lavoro fatto dalle forze di pressione nellunit di tempo vale:


L(p) [ (p w)] dV (1.32)
Per esplicitare il secondo membro della (1.31) si consideri che lenergia pu essere
accumulata nel sistema sotto forma di energia cinetica ed interna. Si ha che:
e = u +
1
2
w
2
e quindi:

0
dV
e
t
=
0
dV

_
u +
1
2
w
2
_
t
(1.33)
Uguagliando la (1.32) e la (1.33) si ottiene lequazione di conservazione delle-
nergia per il campo sonoro in un mezzo non dissipativo:

0
_
u +
1
2
w
2
_
t
= (p w) (1.34)
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 12
Se si pone u = 0 in assenza di suono e si ricorda che le trasformazioni di com-
pressione ed espansione dovute al passaggio dellonda sonora sono adiabatiche,
la variazione di energia interna coincide con il lavoro delle pressioni che, per
unit di volume, vale
4
:

0
u =
0

p
0
p d (V )
Il segno meno deriva dal fatto che u positiva (aumento di energia inter-
na) per una diminuzione di volume (compressione). Dierenziando la (1.13)
e ricordando che c
2
=
p0
0
si ottiene:
d(V ) =
V
0
p
0
d(p) =
d(p)
(
0
c)
2
Sostituendo nella precedente si ottiene:

0
u =
1

0
c
2

p
0
p d (p)
Integrando si ha:

0
u =
1
2
p
2

0
c
2
La (1.34) diventa in denitiva:

_
1
2
_
p
2
0c
2
+
0
w
2
__
t
= (p w)
La grandezza vettoriale:

I = p w (1.35)
detta intensit sonora. Essa funzione del punto e del tempo e rappresenta
la potenza che attraversa lunit di area della supercie disposta normalmente
alla direzione di propagazione dellonda. Si misura in
W
m
2
.
La grandezza scalare:
D =
1
2
_
p
2

0
c
2
+
0
w
2
_
(1.36)
detta densit di energia sonora e rappresenta lenergia localizzata nellunit
di volume circostante un punto assegnato. E funzione del punto e del tempo e
si misura in
J
m
3
.
Con tali posizioni lequazione di conservazione dellenergia pu essere scritta
in termini di intensit sonora e densit di energia come:
D
t
=

I (1.37)
la quale evidenzia che lenergia sonora localizzata in un punto qualsiasi dello
spazio ad un certo istante, non si conserva ma varia nel tempo
_
D
t
= 0
_
e tale
variazione dovuta a quella spaziale
_


I
_
che subisce il usso denergia (

I)
associato allonda sonora.
4
pdV = p d (V )
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 13
1.6 Onde armoniche piane
Unonda meccanica piana presenta identiche caratteristiche in ogni punto del
piano normale alla direzione di propagazione. Se x tale direzione, allora si ha:
p = p(x, t)
e la (1.25) si riduce alla:

2
p
x
2
=
1
c
2

2
p
t
2
(1.38)
E semplice vericare che, essendo una funzione di argomento
_
t
x
c
_
soluzione
della precedente, si ha:
p = f
1
_
t
x
c
_
+f
2
_
t +
x
c
_
(1.39)
in cui le funzioni f
1
e f
2
sono del tutto arbitrarie purch in possesso di derivate
seconde rispetto alle due variabili indipendenti x e t. La forma stabilita dalle
condizioni al contorno ed iniziale.
La funzione di argomento
_
t
x
c
_
detta onda progressiva perch si propaga
dalla sorgente nel verso delle x positive. Per la stessa ragione la funzione di
argomento
_
t +
x
c
_
detta onda regressiva e si propaga nel verso delle x negative.
Infatti, considerando che la (1.25) vale per un mezzo isotropo, omogeneo e non
dissipativo, londa (1.39) si propaga mantenedosi inalterata nel tempo e nello
spazio. Ne deriva che, presi due istanti consecutivi t
1
e t
2
, deve essere che:
f
1
_
t
1

x
1
c
_
= f
1
_
t
2

x
2
c
_
Essendo i due istanti qualsiasi la precedente equivale a porre:
t
1

x
1
c
= t
2

x
2
c
da cui discende immediatamente che:
t
2
t
1
=
x
2
x
1
c
e quindi x
2
> x
1
. Analogamente per la f
2
_
t +
x
c
_
si ottiene che x
2
< x
1
.
Nel caso di unonda cosinusoidale di frequenza (onda armonica) si ha in
generale che :
p(x, t) = p
(+)
0
cos
_
t
x
c
_
+p
()
0
cos
_
t +
x
c
_
Per un mezzo privo di ostacoli (campo sonoro libero) il campo sonoro prevede
la sola onda progressiva :
p(x, t) = p
0
cos
_
t
x
c
_
(1.40)
La intensit acustica (1.35) e la densit acustica (1.36) istantanee valgono:
I(x, t) = pw
x
e D(x, t) =
1
2
_
p
2

0
c
2
+
0
w
2
x
_
(1.41)
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 14
per cui necessario determinare londa di velocit corrispondente alla (1.40).
A questo scopo utile ricordare lequazione vettoriale (1.19) che nella dire-
zione x si scrive come:
dw
x
=
1

0
p
x
dt
Derivando la (1.40), sostituendo nella precedente ed integrando si ottiene:
w
x
(x, t) =
p
0

0
c
cos
_
t
x
c
_
+cost
Tenuto conto che in assenza di suono (p
0
= 0) deve essere w
x
= 0 si ha che
cost = 0 per cui si ricava che:
w
x
(x, t) =
p(x, t)

0
c
(1.42)
con ovvio signicato dei simboli. La precedente mostra che in unonda piana
progressiva
5
la velocit di oscillazione delle particelle costantemente in fase
con la p(x, t) e il relativo rapporto :
Z =
p(x, t)
w
x
(x, t)
=
0
c (1.43)
La quantit Z =
0
c detta impedenza acustica specica del mezzo. Essa varia
con la temperatura e la pressione e per un gas perfetto si ricava, ricordando gli
sviluppi che hanno portato alla (1.14), che:

0
c = p
0
_
M
RT
kg m
2
s
1
e per laria (M = 29, = 1.4) si ha:

0
c 0.07
p
0

T
kg m
2
s
1
(1.44)
Ancora per laria, in condizioni normali ( = 20

C, p
0
= 1.013 10
5
Pa)
limpedenza acustica vale:

0
c 413 kg m
2
s
1
Se si ricorda che il valore usuale della pressione acustica dellordine di 1 Pa,
il risultato or ora ottenuto consente di determinare che pari a circa 1/413
2.5 10
3
m s
1
il valore corrispondente della velocit delle particelle dellaria
alle condizioni normali. Ci giustica lipotesi fatta al (punto b.) del precedente
paragrafo.
Sostituendo la (1.40) e la (1.42) nelle (1.41) si ottengono lintensit sonora
e la densit sonora istantanee per un campo sonoro libero piano:
I(x, t) =
p
2

0
c
e D(x, t) =
p
2

0
c
2
(1.45)
5
Ripetendo lo stesso procedimento si ricava facilmente che nel caso di unonda regressiva la
velocit delle particelle in opposizione di fase con la pressione acustica essendo costantemente
che
p(x,t)
wx(x,t)
=
0
c
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 15
da cui si vede che costantemente:
D(x, t) =
I(x, t)
c
Nelle applicazioni interessano relativamente poco i valori istantanei di D(x, t) e
I(x, t), pi spesso si ha interesse ai valori mediati nel tempo, ovvero:

I(x) =
1
T
T

0
I(x, t)dt e

D(x) =
1
T
T

0
D(x, t)dt
Sostituendo nelle precedenti le (1.45) si ottiene che:

I(x) =
1
T
T

0
p
2

0
c
dt =
p
2
rms

0
c
(1.46)

D(x) =
1
T
T

0
p
2

0
c
2
dt =
p
2
rms

0
c
2
(1.47)
nelle quali si posto:
p
rms
=

_
1
T
T

0
p
2
dt (1.48)
il valore ecace della pressione sonora. Le equazioni precedenti evidenziano
che i valori medi della densit sonora e dellintensit sonora non dipendono dai
valori istantanei della pressione sonora ma dal valore ecace di p(x, t). In altre
parole, due onde sono equivalenti dal punto di vista energetico se presentano
uguali valori della pressione sonora ecace.
Concludiamo osservando che il valore dellintegrale a secondo membro della
(1.48) dipende dallintervallo temporale t su cui viene eettuata lintegrazione.
Distinguiamo due casi tipici:
a. il suono considerato periodico. Lintegrazione pu essere estesa su un breve
intervallo di tempo costituito da un certo numero di periodi (teoricamente
anche uno solo);
b. il suono considerato non periodico. Lintervallo temporale t deve essere
scelto di estensione tale da rendere il valore dellintegrale indipendente da
t.
Nel caso dellonda armonica (1.1) si ricava che
6
:
p
rms
=
p
0

2
(1.49)
6
Infatti per unonda armonica si ha:
p
2
0
T
T

0
cos
2
t dt =
p
2
0
T

t
2
+
sin2t
4

T
0
=
p
2
0
2
essendo nullo il valore medio di una funzione sinusoidale nel periodo T.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 16
1.7 Onde armoniche sferiche
In un mezzo omogeneo e isotropo, in genere, la perturbazione indotta in un punto
generico tende a propagarsi, pur se con diverse modalit, in ogni direzione. Ne
consegue che:
p = p(r, , , t)
Pu vericarsi il caso, tuttavia, che le modalit di propagazione siano le stesse in
ogni direzione. Per ssare le idee si pu pensare ad una sfera (di raggio piccolo
rispetto alla lunghezza donda) la quale si espanda e si contragga, conservando
la sua forma sferica, con una pulsazione . In questa ipotesi la perturbazione
si propoga secondo unonda sferica e la pressione sonora p si pu esprimere
mediante la:
p = p(r, t)
mentre, in virt della (1.30), lequazione dierenziale (1.25) diventa:
1
r

2
(r p)
r
2
=
1
c
2

2
(p)
t
2
ovvero:

2
(r p)
r
2
=
1
c
2

2
(r p)
t
2
(1.50)
Essa analoga alla (1.38) del precedente paragrafo presentando, rispetto a
quella, lo stesso argomento moltiplicato per la variabile indipendente r. Se
ne deduce, perci, che la soluzione della (1.50) :
p =
1
r
f
1
_
t
r
c
_
+
1
r
f
2
_
t +
r
c
_
ancora una volta costituita dallinsieme di unonda progressiva e una regressiva.
La precedente mostra, inoltre, che in unonda sferica, a dierenza di una piana,
lampiezza della perturbazione si attenua in ragione inversa della distanza r
dalla sorgente.
Nel caso venga irradiata unonda armonica allora in punto generico r e
allistante t si ha:
p(r, t) =
p
(+)
0
r
cos
_
t
r
c
_
+
p
()
0
r
cos
_
t +
r
c
_
e per un campo sonoro libero:
p(r, t) =
p
0
r
cos
_
t
r
c
_
(1.51)
in cui p
0
rappresenta lampiezza della perturbazione in corrispondenza della
sorgente. Il legame con la velocit istantanea w
r
(r, t) pu essere ricavato ricor-
rendo ancora una volta allequazione vettoriale (1.19) la cui componente nella
direzione r diventa:
p
r
=
0
w
r
t
Dalla precedente si pu ricavare, infatti, che:
w
r
(r, t) =
1

p
r
dt +Cost (1.52)
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 17
Derivando la (1.51) rispetto ad r si ha:
p
r
= p
0
_
cos
_
t
r
c
_
r
2

sin
_
t
r
c
_
rc
_
Sostituendo nella (1.52) e integrando si ricava:
w
r
(r, t) =
p
0

0
c r
_
c
r
sin
_
t
r
c
_
+ cos
_
t
r
c
__
(1.53)
essendo Cost = 0 in quanto deve essere w
r
= 0 per r .
Osserviamo che la precedente equivale alla
7
:
w
r
(r, t) =
p
0

0
c r
_
1 +
_
c
r
_
2
cos
_

_
t
r
c
_

_
(1.54)
in cui = arctan
_
c
r
_
= arctan
_

2r
_
= arctan
_
1
kr
_
in cui si indicato con
k =
2

il numero donde.
Lequazione (1.54) mostra che la velocit di oscillazione delle particelle w
r
(r, t),
a dierenza di quanto accadeva per unonda piana, sfasata di rispetto alla
p(x, t) e limpedenza caratteristica del mezzo non costante come per londa
piana:
Z =
p(r, t)
w
r
(r, t)
=

0
c
_
1 +
1
k
2
r
2
cos
_
t
r
c
_
cos
_

_
t
r
c
_

Ci nonostante facile vericare che per


r

si ha che Z
0
c e 0
e unonda sferica assume un comportamento uguale a quello di unonda piana.
Da un punto di vista pratico, le Fig.1.5 mostrano che gi per r = langolo di
fase si riduce ad appena 9

sessagesimali e Z 0.99
0
c. Ci consente, per una
propagazione sferica, di distinguere sia pure convenzionalmente un campo vicino
(ad esempio per r < ) e un campo lontano (r > ) e quindi di individuare un
dominio, in genere molto ampio, in cui i legami tra p e w
r
sono a tutti gli
eetti pratici quelli caratteristici di unonda piana.
Lo sfasamento tra londa di pressione e quella di velocit rende meno imme-
diato il calcolo di

I(r) e di

D(r) nel caso di onde sferiche progressive. Eseguendo
i calcoli che tralasciamo per semplicit si ottiene che:

I(r) =
p
2
rms

0
c
(1.55)
la quale solo formalmente analoga alla (1.46) valida per le onde piane. Infatti,
a dierenza di quanto accade per unonda piana, la pressione sonora ecace
in unonda sferica diminuisce con la distanza r. Inoltre,

I(r) pu essere legato
facilmente alla potenza W della sorgente. Infatti se si suppone, come si fat-
to nora, di considerare il mezzo non dissipativo, la potenza della sorgente
costante con r e per la denizione stessa di intensit sonora si pu scrivere:

I(r) =
W
4r
2
7
Ricordiamo che se data la: = Acos + B sin essa equivale alla = Rcos( )
purch A = Rcos e B = Rsin . Ne deriva che R
2
= A
2
+ B
2
e = arctan

B
A

.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 18
Figura 1.5:
1

1+
1
k
2
r
2
e in funzione di kr per unonda sferica
La densit sonora media per unonda sferica vale:

D(r) =
p
2
rms

0
c
2
_
1 +
1
2k
2
r
2
_
Ne deriva che:

D(r) =

I(r)
c
_
1 +
1
2k
2
r
2
_
la quale mostra che, a dierenza di quanto accadeva per unonda piana o nel
campo lontano di unonda sferica, la densit sonora

D dipende dalla intensit
sonora

I per il tramite della lunghezza donda e della distanza. Tuttavia, per
r il termine tra parentesi tende allunit e lequazione precedente si riduce
allanaloga valida per le onde piane.
1.8 Livelli sonori e decibel
Si avuto modo di mostrare (vedi Fig.1.2) che i valori della pressione acustica
p
rms
associati ai suoni puri coprono un intervallo molto ampio. Infatti i va-
lori tipici della soglia di udibilit (2 10
5
Pa) sono sette ordini di grandezza
pi piccoli di quelli della soglia del dolore (circa 200 Pa). Altrettanto ampio
, ovviamente, il campo di variazione di altre grandezze acustiche quali la po-
tenza sonora, la intensit e la densit di energia che alla pressione sonora sono
proporzionali.
Si comprende, quindi, che lutilizzo di una scala lineare per le predette gran-
dezze non sia comoda n in fase di calcolo n, ancor meno, di rappresentazione
per ovvie ragioni. Per tale motivo prassi in acustica esprimere le grandezze
sonore in scala logaritmica. Allo scopo si consideri la grandezza generica G ed
un valore di G
R
assunto come riferimento. Si denisce livello di G il risultato
della:
L
G
= 10 log
10
G
G
R
dB re G
R
(1.56)
espresso in decibel. Lequazione precedente riporta, come prassi, il valore di
riferimento G
R
da cui L
G
dipende. Ci elimina ogni possibile equivoco sia sul
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 19
valore ottenuto sia sulla grandezza a cui esso si riferisce. Se G
R
rappresenta il
valore pi basso che pu assumere G, si dice che L
G
esprime il livello di G sopra
la soglia. Al contrario si parla di livello di G sotto la soglia se G
R
rappresenta
il limite superiore dei valori possibili di G.
E utile ricordare qui che vale la:
G
G
R
= 10
L
G
10
Osserviamo che, qualunque sia il valore di riferimento, al raddoppio di G fa
riscontro un aumento di 3 dB del livello L
G
:
L
G
= 10 log
10
2G
G
R
= 10 log
10
G
G
R
+ 10 log
10
2 = 10 log
10
G
G
R
+ 3
Lintroduzione dei livelli delle grandezze acustiche, oltre al vantaggio di un pi
ristretto campo di variabilit e di una compressione dei valori pi elevati a favore
di quelli pi bassi, migliora la correlazione tra il livello L
G
di una grandezza
caratteristica di un dato suono e la sensazione acustica che quel suono induce
sugli organi delludito
8
.
1.8.1 Livello di pressione sonora
Per la sola pressione sonora consuetudine costruire la scala dei decibel facendo
riferimento al quadrato della pressione sonora ecace
9
:
L
p
= 10 log
10
p
2
rms
p
2
R,rms
(1.57)
o anche:
L
p
= 20 log
10
p
rms
p
R,rms
dB re p
R,rms
= 2 10
5
Pa (1.58)
dalla quale consegue che al raddoppio della p
rms
corrisponde un aumento del
livello di pressione sonora pari a circa 6 dB. Dalla stessa equazione si ricava:
p
rms
= p
R,rms
10
L
p
20
1.8.2 Il livello di potenza sonora
Il livello di potenza sonora dato dalla:
L
W
= 10 log
10
W
W
R
dB re W
R
= 10
12
watt (1.59)
da cui
W = W
R
10
L
W
10
8
E sperimentalmente accertato che lorecchio segue una legge di variazione della sensazione
che proporzionale alla variazione relativa della sollecitazione (legge psico-sica di Weber-
Fechner).
9
Il motivo di questa scelta dettato solo dallopportunit di rendere maggiormente
correlabili le analoghe scale relative a dierenti grandezze acustiche.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 20
1.8.3 Il livello di intensit sonora
Per la intensit sonora:
L
I
= 10 log
10

I
R
dB re

I
R
= 10
12
watt m
2
(1.60)
e, al contrario:

I =

I
R
10
L

I
10
Sebbene deducibile dalla simbologia adottata, si avverte che i valori della poten-
za acustica W e della intensit sonora

I che compaiono nelle equazioni precedenti
non sono quelli istantanei, ma quelli mediati nel tempo (nel periodo per onde
armoniche).
Nel paragrafo precedente si visto che sia

W che

I risultano proporzionali
al quadrato della pressione acustica. Discende da ci che L
W
, L
I
e L
p
sono
tra loro legati.
Ad esempio per onde piane o sferiche progressive si ha:
L
I
= 10 log
10

I
R
= 10 log
10
p
2
rms

0
c

I
R
=
= 10 log
10
_
p
2
rms
p
2
R,rms

p
2
R,rms

0
c

I
R
_
Si ottiene perci:
L
I
= L
p
+

R dB re 10
12
watt m
2
(1.61)
La quantit

R = 10 log
10
p
2
R,rms

0
c

I
R
che misura la dierenza tra i due livelli dipende dalla temperatura e dalla pres-
sione per il tramite dellimpedenza acustica del mezzo. Per laria alle condizioni
normali (
0
c = 413 kg m
2
s
1
) si ha che

R 0.14 dB che pu essere ritenu-
to del tutto trascurabile nelle usuali applicazioni. Ci comporta che per onde
progressive possa porsi a tutti gli eetti pratici:
L
I
= L
p
Per condizioni di temperatura e di pressione che dieriscono da quelle normali,
lentit dello scostamento presenta valori diversi che possono essere calcolati
riportando nellequazione di

R la dipendenza espressa dalla (1.44) ottenendo:

R = 10 log
10
_
400

T
0.07p
0
_
Il valore di

R pu essere determinato con maggiore immediatezza facendo ricorso
al graco di Fig.1.6 che riporta i risultati dellequazione precedente nellintorno
delle condizioni normali.
Se lintensit sonora uniforme su di una supercie di area A, lintensit e
la potenza sonora sono legate dalla:
W =

I A e W
R
=

I
R
A
R
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 21
Figura 1.6: Valore di

R in funzione della pressione e della temperatura
con A
R
= 1 m
2
essendo uguali i valori numerici di W
R
e

I
R
. Con tali posizioni
si ottiene:
L
W
= 10 log
10

I A

I
R
A
R
= 10 log
10

I
R
+ 10 log
10
A
A
R
dB
o anche:
L
W
= L
I
+ 10 log
10
A
Ricordando la (1.61) si pu ricavare il livello di potenza sonora in funzione di
quello di pressione acustica come:
L
W
= L
p
+

R + 10 log
10
A
Con riferimento ad unonda sferica, la precedente consente di ricavare il livello di
pressione acustica nel campo sonoro lontano una volta che sia assegnato quello
di potenza sonora L
W
:
L
p
= L
W
10 log
10
_
4r
2
_
=
= L
W
20 log
10
r 11 dB (1.62)
avendo trascurato

R e posto 11=10log
10
(4) . Quindi la dierenza di livello di
pressione acustica tra due punti distinti posti a distanze r
1
e r
2
dalla sorgente
di unonda sferica sono legati dalla:
L
p,1
L
p,2
= 20 log
10
r
2
r
1
(1.63)
1.9 I suoni complessi
La quasi totalit dei suoni che udiamo non sono suoni puri, ma piuttosto suoni
complessi ovvero una combinazione pi o meno complicata di suoni puri. A pa-
rit di ogni altra condizione, due suoni complessi che dieriscono per la forma
dellonda risultante sono percepiti in modo diverso. Si usa dire che essi presen-
tano un diverso timbro. Il timbro, perci, costituisce una ulteriore caratteristica
distintiva dei suoni.
Al solo scopo di semplicare, si consideri un suono complesso ottenuto come
combinazione di due soli suoni puri componenti. Si possono distingure due casi:
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 22
01
S
02
2
S
1
1
2
01
02
1
2
p
p
p
p
p
cos
cos
p
p
T
t
( t - )
( t - )
Figura 1.7: Suono complesso armonico
1. i suoni puri componenti hanno la medesima frequenza ma dierente am-
piezza e fase;
2. i suoni puri componenti hanno diversa frequenza, ampiezza e fase.
1.9.1 Suoni componenti di uguale frequenza e diversa am-
piezza e fase
In questo caso (vedi Fig.1.7) il suono risultante ancora armonico:
p
S
= p
0S
cos (t
S
)
con frequenza pari a quella comune dei suoni componenti. Lampiezza p
0S
si
ricava come:
p
0S
=
_
(p
01
cos
1
+p
02
cos
2
)
2
+ (p
01
sin
1
+p
02
sin
2
)
2
=
=
_
p
2
01
+p
2
02
+ 2p
01
p
02
(cos
1
cos
2
+ sin
1
sin
2
)
ed in denitiva:
p
0S
=
_
p
2
01
+p
2
02
+ 2p
01
p
02
cos (
1

2
) (1.64)
La fase
S
data dalla:

S
= arctan
_
p
01
sin
1
+p
02
sin
2
p
01
cos
1
+p
02
cos
2
_
(1.65)
Dai risultati precedenti si osserva che p
0S
dipende, dalle ampiezze e dalle fasi
dei due suoni componenti. In particolare, poich:
1 cos (
1

2
) 1
lampiezza p
0S
assume il suo valore massimo per

2
= n con n = 0, 2, 4, 6, . . .
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 23
Figura 1.8: Combinazione di due suoni puri di diversa frequenza
ossia per suoni puri in concordanza di fase. In tal caso si ottiene:
p
0S
= p
01
+p
02
Al contrario, per:

2
= n con n = 1, 3, 5, 7, . . .
i due suoni sono in opposizione di fase e lampiezza p
0S
assume il suo valore
minimo che vale:
p
0S
= p
01
p
02
Questultimo risultato di particolare interesse in quanto evidenzia che la so-
vrapposizione di due toni puri di uguale frequenza ed ampiezza ma in opposi-
zione di fase d luogo al silenzio. Ci costituisce la base del controllo attivo del
rumore.
E appena il caso di considerare che la pressione sonora ecace di un tale
suono complesso, essendo armonico, data dalla (1.49).
1.9.2 Suoni componenti di diversa frequenza, ampiezza e
fase
Nel caso in cui le frequenze dei suoni puri componenti siano diverse e tra loro
scorrelate (caso 2.), il suono complesso non n armonico n periodico (Fig.1.8).
Se, invece, le frequenze sono in relazione armonica (quelle pi elevate rap-
presentano multipli interi della minore) il suono complesso pur non essendo
armonico periodico (Fig.1.9). Comunque, sia nelluno che nellaltro caso la
determinazione di legami generalizzati del tipo (1.64) e (1.65) non pi possibile.
Per essi, al contrario, possibile ricavare il valore ecace della pressione
sonora.
Consideriamo due toni puri di pulsazione
1
e
2
e di ampiezze p
01
e p
02
seguenti:
p
1
= p
01
cos
1
t
p
2
= p
02
cos
2
t
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 24
Figura 1.9: Combinazione di due suoni puri con frequenze in relazione armonica
La pressione sonora risultante p
S
sar data dalla somma dei due toni puri:
p
S
= p
1
+p
2
da cui:
p
2
S
= p
2
1
+p
2
2
+ 2p
1
p
2
Applicando allequazione precedente la (1.48) si ha
10
:
p
S,rms
=
_
p
2
1,rms
+p
2
2,rms

1
=
2
(1.66)
E semplice vericare che il risultato espresso dalla (1.66) pu essere generaliz-
zato per un numero qualunque di suoni puri componenti secondo la:
p
S,rms
=

_
N

i=1
p
2
i,rms
(1.67)
Dividendo per p
R,rms
ed elevando al quadrato ambo i membri si ha:
_
p
S,rms
p
R,rms
_
2
=
N

i=1
p
2
i,rms
p
2
R,rms
Osserviamo che per ciascun termine della sommatoria a secondo membro si pu
scrivere:
_
p
i,rms
p
R,rms
_
2
= 10
L
p,i
10
e il primo membro si pu porre come:
_
p
S,rms
p
R,rms
_
2
= 10
L
p,S
10
10
Si ricordi che 2 cos(a) cos(b) = cos(a b) +cos(a +b) e che costantemente nullo il valore
medio delle funzioni coseno nel periodo.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 25
Figura 1.10: Composizione (L
S
) di due livelli sonori L
1
e L
2
Con queste posizioni si ha:
10
L
p,S
10
=
N

i=1
10
L
p,i
10
(1.68)
ovvero:
L
p,S
= 10 log
10
_
N

i=1
10
L
p,i
10
_
(1.69)
Lequazione precedente lega, per un suono complesso, i livelli di pressione so-
nora dei suoni componenti a quello del suono risultante. Consideriamo il caso
semplice in cui si abbia a che fare con due sole sorgenti. In questa ipotesi la
(1.68) si riscrive come:
10
L
p,S
10
= 10
L
p,1
10
+ 10
L
p,2
10
=
= 10
L
p,1
10
_
1 + 10
L
p,2
L
p,1
10
_
Estraendo il logaritmo decimale di entrambi i membri e riordinando:
L
p,S
= L
p,1
+ 10 log
10
_
1 + 10

L
p,1
L
p,2
10
_
(1.70)
Se L
p,1
> L
p,2
la precedente mostra che il livello sonoro L
p,S
di un suono
risultante dato dalla somma del livello pi alto L
p,1
e di un termine che
dipende dalla dierenza dei livelli di pressione acustica dei due suoni componenti
L
p,1
L
p,2
.
In particolare, se si hanno due sorgenti che originano lo stesso livello di
pressione sonora (L
p,1
= L
p,2
= L
p
) il livello risultante vale:
L
p,S
= L
p
+ 10 log
10
2 L
p
+ 3 dB re 2 10
5
Pa
Lequazione (1.70) espressa dal graco di sinistra in Fig.1.10. Lo stesso graco
pu essere utilizzato anche per la determinazione del livello risultante originato
da pi sorgenti componendole a due a due.
A titolo di esempio consideriamo il caso in cui si abbiano tre sorgenti identi-
che. Il livello sonoro di ciascuna di esse, in un certo punto del campo, noto e
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 26
pari a 80 dB. Si ottiene che due di esse producono un livello pari a 80 + 3 = 83
dB. Questo livello risultante pu essere composto con quello della terza sorgente
per ottenere 83 + 1.75 = 84.75 dB. Lo stesso risultato si ottiene impiegando la
(1.69):
L
p,S
= 10 log
10
_
10
8.0
+ 10
8.0
+ 10
8.0
_
= 84.77
Spesso necessario determinare il livello L
p,1
di una sorgente dalla conoscenza
di quello risultante L
p,S
e di quello L
p,2
di una seconda sorgente. In tal caso
possiamo scrivere che:
10
L
p,1
10
= 10
L
p,S
10
10
L
p,2
10
=
= 10
L
p,S
10
_
1 10

L
p,S
L
p,2
10
_
da cui si ricava:
L
p,1
= L
p,S
+ 10 log
10
_
1 10

L
p,S
L
p,2
10
_
(1.71)
che espressa dal graco di destra della Fig.1.10. Come esempio supponiamo di
aver rilevato che, in un punto di un campo sonoro, il livello di pressione acustica
L
p,S
dovuto allansieme di due sorgenti pari a 80 dB. Allorch una delle
due sorgenti viene disattivata il livello di pressione sonora nello stesso punto si
riduce a L
p,2
=75 dB. Attraverso la (1.71) o il predetto diagramma si ricava
facilmente che il livello sonoro L
p,1
dellaltra sorgente vale 80 1.65 = 78.35
dB. Un controllo del risultato pu essere fatto sovrapponendo i due livelli L
p,1
e L
p,2
mdiante il primo diagramma di Fig.1.10.
1.10 Spettri acustici
i
i
i
i
1
t
p
p
p
p
Figura 1.11: Spettro sonoro di un suono puro
Loperazione inversa della composizione (sintesi) di suoni puri consiste nella
ricerca delle caratteristiche (ampiezza e frequenza) dei suoni puri componenti
(o armoniche). Una volta che per ciascuna armonica siano state determinate
lampiezza p
i
e la frequenza
i
, si costruisce un diagramma su di un piano
p riportando in corrispondenza di
i
un segmento di lunghezza pari (in una
certa scala) a p
i
. Tale diagramma detto spettro acustico del suono complesso
considerato. Va da s che lo spettro sonoro di un suono puro costituito da
ununica riga (vedi Fig.1.11).
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 27
Si distinguono, al solito, i casi in cui il suono complesso sia periodico dai casi
in cui il suono complesso sia non periodico.
1.10.1 Spettri acustici di suoni periodici
Se il suono periodico lo spettro pu essere denito attraverso la cosiddetta
analisi in banda stetta (o di Fourier). La base matematica di questo tipo di
analisi rappresentata dal teoreme di Fourier secondo cui se
0
=
1
T
=
0
2
la frequenza del suono periodico esso pu sempre esprimersi mediante la serie
aperta (serie di Fourier):
p
n
= p
01,n
cos nt +p
02,n
sin nt n = 0, 1, 2, . . . (1.72)
Le ampiezze p
01,n
e p
02,n
della (1.72) corrispondenti a ciascuna frequenza n
0
vengono in generere determinate inviando il segnale in opportuni analizzatori.
Lo spettro di un suono periodico , per quanto or ora ricordato, uno spettro
discontinuo (Fig.1.12).
p p
t
1 2 3 4 5 0
Figura 1.12: Spettro acustico di un suono periodico
1.10.2 Spettri acustici di suoni non periodici
Suoni generati da sorgenti che posseggono un numero molto elevato (teorica-
mente innito) di modi di vibrazione presentano uno spettro con altrettante
frequenze non in relazione armonica per cui il suono non periodico e lo spettro
si presenta continuo (vedi Fig.1.13a).
Per completezza consideriamo anche il caso, non infrequente, in cui ad un
evento sonoro aperiodico si sovrappone un suono periodico. Lo spettro, in questo
caso, si presenta come in Fig.1.13,b ed costituito dalla sovrapposizione di quello
continuo di Fig.1.13,a e quello discontinuo di Fig.1.12.
1.10.3 Analisi spettrale di un suono
Per la determinazione sperimentale dello spettro sonoro di un suono complesso
si ricorre ad opportuni strumenti, detti ltri acustici, che permettono il pas-
saggio delle sole frequenze comprese tra due valori limite: quello inferiore
1
e
quello superiore
2
che sono dette frequenze di taglio. Pi stretta la banda
=
2

1
pi elevato il numero di ltri necessari a coprire lintera banda
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 28
p p
b a
Figura 1.13: Spettro di un suono non periodico (a) a cui si sovrappongono
componenti tonali pure (b)
udibile e pi elevato il numero delle misure da eettuare. Pi complessa e
costosa diventa, perci, la strumentazione e pi lunga e costosa diventa la mi-
sura. In compenso, per, aumenta il dettaglio dellanalisi. Va detto, tuttavia,
che lorecchio distingue piuttosto grossolanamente le frequenze nel senso che,
dati due suoni di frequenza
1
e
2
, lorecchio li percepisce come distinti a patto
che la banda
1

2
sia uguale o maggiore della cosiddetta banda critica per
laudizione. La banda critica per laudizione varia con la frequenza secondo
la legge:

c
=

2

c
= Cost = (1.73)
con
c
la frequenza centrale di banda e vale:

c
=

2
(1.74)
Le bande critiche per laudizione, pertanto, sono bande ad ampiezza percen-
tuale costante e si misurano in ottave. Una banda ha ampiezza pari ad unottava
se le frequenze limiti sono tali che:

1
= 2
Sono 11 le bande dottava che coprono lintero intervallo delle frequenze udibili.
I valori normalizzati delle frequenze di taglio e di quella centrale per ciascuna
di esse sono mostrati in Tab. 1.3.
La stessa tabella riporta anche le medesime grandezze per bande a
1
3
dottava
che costituiscono un altro modo, frequentemente impiegato, di costruire bande
ad ampiezza percentuale costante. Il numero delle bande necessarie a coprire
lintero intervallo di frequenze udibili in questo caso pari a 32.
Generalizzando, la relazione che intercorre tra le frequenze estreme di banda

1
e
2
di una banda di frequenze che contiene n ottave :

2
= 2
n

1
(1.75)
Il valore di n, perci, pu assumere valori interi (1 il pi frequente) o frazionari
(
1
2
,
1
3
,
1
24
, . . .).
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 29
Dalle precedenti derivano le seguenti relazioni che esprimono le frequenze
estreme e lampiezza di banda in funzione di
c
(che compare sullascissa dello
spettro):

1
= 2

n
2

c
;
2
= 2
n
2

c
; =
2

1
=
c
_
2
n
2
2

n
2
_
Lultima delle precedenti, se confrontata con la (1.73), fornisce:
= 2
n
2
2

n
2
da cui si vede che per n = 1 si ha =

2
1

2
=
1

2
= 0.707 il che vuol dire che
la larghezza di banda poco pi del 70% della frequenza centrale di banda. Allo
stesso modo si vede che per bande ad
1
3
dottava = 2
1
6
2

1
6
0.231 23%.
La larghezza di banda in questo caso rappresenta il 23% di
c
.
Concludiamo dicendo che se lo spettro acustico determinato per il tramite
di bande ad ampiezza percentuale costante, allora utile costruire lasse delle
frequenze in scala logaritmica. Ci non solo opera una compressione della scala
con il vantaggio di una migliore lettura, ma consente di avere intervalli uguali
tra le frequenze centrali di banda. Infatti dalla (1.75) si ricava che:
log
2
= log
1
+nlog 2
dalla quale si vede che costante la dierenza tra le frequenze di taglio della
generica banda. Inoltre dalla (1.74) si ricava che:
log
c
=
log
1
+ log
2
2
la quale mostra che la frequenza centrale di banda si colloca, geometricamente,
al centro della banda stessa.
CAPITOLO 1. ELEMENTI DI ACUSTICA FISICA 30
Bande dottava Bande
1
3
dottava

i
(Hz)
c
(Hz)
s
(Hz)
i
(Hz)
c
(Hz)
s
(Hz)
11 16 22 14.1 16.0 17.8
17.8 20.0 22.4
22.4 25.0 28.2
22 31.5 44 28.2 31.5 35.5
35.5 40.0 44.7
44.7 50.0 56.2
44 63 88 56.2 63.0 70.8
70.8 80.0 89.1
89.1 100.0 112.0
88 125 177 112.0 125.0 141.0
141.0 160.0 178.0
178.0 200.0 224.0
177 250 355 224.0 250.0 282.0
282.0 315.0 355.0
355.0 400.0 447.0
355 500 710 447.0 500.0 562.0
562.0 630.0 708.0
708.0 800.0 891.0
710 1000 1420 891.0 1000.0 1122.0
1122.0 1250.0 1413.0
1413.0 1600.0 1778.0
1420 2000 2840 1778.0 2000.0 2239.0
2239.0 2500.0 2818.0
2818.0 3150.0 3548.0
2840 4000 5680 3548.0 4000.0 4467.0
4467.0 5000.0 5623.0
5623.0 6300.0 7079.0
5680 8000 11360 7079.0 8000.0 8913.0
8913.0 10000.0 11220.0
11220.0 12500.0 14130.0
11360 16000 22720 14130.0 16000.0 17780.0
17780.0 20000.0 22390.0
Tabella 1.3: Valori normalizzati delle frequenze centrali e di taglio per bande
dottava e terzi dottava