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Il 1848 in Francia

Ancora una volta la scintilla scoppi in Francia, a causa delle difficili condizioni economiche del paese, colpito dalla pesante crisi agricola che tra il 1846-1847 aveva attanagliato lintera Europa. Il rincaro dei prezzi dei generi alimentari provoc una caduta della domanda di manufatti, la crisi di molte industrie e una forte disoccupazione. In queste drammatiche circostanze la politica di Luigi Filippo aveva sempre pi favorito gli interessi della ricca borghesia commerciale e industriale. Di fronte alle manifestazioni dei gruppi democratici, il re reag con la forza delle truppe, ma in questo modo provoc la rivolta dei parigini, che nella notte del 23 febbraio eressero pi di mille barricate nelle strade. Luigi Filippo abdic e il Parlamento, sotto la pressione della folla, proclam la repubblica. Nel nuovo governo provvisorio erano presenti esponenti dei liberali moderati, democratici e anche socialisti, i quali riuscirono a far emanare dal governo dei decreti che riducevano a 10 ore la giornata lavorativa, riconoscevano agli operai il diritto di associazione e garantivano a tutti i cittadini il diritto al lavoro. Per assorbire la manodopera disoccupata il governo istitu delle fabbriche, gli ateliers nationaux, finanziate dallo stato. La rivoluzione del 1848 in Francia si concluse con lelezione a suffragio popolare dellAssemblea costituente, elezione che diede la maggioranza ai partiti moderati, appoggiati sia dalla grande borghesia sia dalla piccola borghesia degli artigiani e dai contadini, che non parteciparono alla rivolta. Il nuovo governo decise la soppressione degli opifici nazionali, considerati una roccaforte dei socialisti e una spesa improduttiva per le casse dello stato. Di fronte alle manifestazioni popolari organizzate dai socialisti, il governo, appoggiato anche dai militari, giunse allarresto e alla deportazione nelle colonie penali di numerosi manifestanti. Nel dicembre del 1848 si tennero le elezioni per la nomina del presidente, che diedero la maggioranza a Luigi Napoleone, nipote di Napoleone Bonaparte.

La Francia del Secondo impero


In Francia la repubblica nata con la rivoluzione del 1848 ebbe una vita breve perch Luigi Bonaparte, che era stato eletto presidente, attu un colpo di stato e si fece nominare imperatore con il titolo di Napoleone III (1852): nasceva cos il Secondo impero, che sarebbe durato per circa una ventina di anni. Durante il Secondo impero la Francia continu ad essere un regime parlamentare con elezioni a suffragio universale. Tuttavia Napoleone instaur un regime autoritario che di fatto limitava molte delle libert politiche e civili. Il Parlamento, eletto dai cittadini, era affiancato da un Senato e un Consiglio di stato nominati dallimperatore, mentre a livello locale la vita politica era controllata da funzionari statali, primi fra tutti i prefetti. Le associazioni e le riunioni pubbliche erano soggette all'approvazione del governo e la libert di stampa era limitata, in quanto un giornale non gradito al potere poteva essere chiuso dopo una serie di avvertimenti. Accanto a questi aspetti negativi bisogna pero aggiungere che Napoleone III, durante il suo impero, fu animato da una forte volont di sviluppare la civilt industriale in modo da diffondere il progresso e il benessere materiale tra tutte le classi sociali. Durante questo ventennio la Francia attu il suo vero decollo industriale, diventando una delle prime potenze europee, grazie soprattutto allo sviluppo della rete ferroviaria, alla nascita di istituti di credito che finanziavano le attivit industriali e una politica di lavori pubblici mirata soprattutto alla modernizzazione delle citt, prima fra tutte la capitale Parigi che sub in quegli anni una radicale risistemazione. Tali obbiettivi pacifici si affiancarono tuttavia a

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una politica estera aggressiva, orientata a restituire alla nazione un ruolo-chiave negli equilibri europei. Fu questa ambizione, e in particolare il desiderio di indebolire lAustria, che spinse Napoleone III a favorire la nascita dei nuovi stati italiano e tedesco.

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