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Obbligazioni solidali

Le obbligazioni solidali (o in solido) sono tipicamente obbligazioni complesse plurisoggettive,


più spesso dal lato passivo, ma talvolta anche dal lato attivo o da entrambi.
I rapporti obbligatori tra il creditore e i condebitori (o eventualmente tre i concreditori ed il
debitore) restano autonomi, ma si instaura un vincolo di solidarietà tra i soggetti che ricoprono
la stessa posizione soggettiva all’interno del rapporto obbligatorio: la solidarietà può derivare
da un titolo negoziale (tipicamente il contratto) oppure dalla legge (come avviene, ad esempio, in
materia condominiale). La solidarietà, comunque, non è esclusa dal fatto che i singoli debitori siano
tenuti all’adempimento con modalità diverse, né dal fatto che il debitore comune sia tenuto
all’adempimento con modalità diverse di fronte ai singoli creditori. Vi sono due principi generali:
 non si comunicano i fatti e gli atti pregiudizievoli e si estendono invece quelli
vantaggiosi;
 non si estendono ai condebitori o ai concreditori i fatti inerenti alla sfera personale.

L’obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori o tra i diversi creditori in parti che si
presumono uguali.

a) Nell’ipotesi di pluralità dei debitori (cd. solidarietà passiva), il creditore può chiedere
l’intera prestazione ad uno qualsiasi dei debitori: se un debitore adempie in solido, gli
altri debitori sono liberati. Il debitore in solido che ha pagato l’intero debito ha diritto
di regresso verso gli altri condebitori, ripetendo la parte di ciascuno di essi. Il diritto di
regresso è comunque soggetto a prescrizione, che decorre dalla data del pagamento.
Nella solidarietà passiva, quindi, vi è un rafforzamento della posizione creditoria, in quanto
è maggiore la probabilità di realizzazione del credito stesso. Una fisionomia particolare
assume la solidarietà passiva quando è caratterizzata dalla sussidiarietà, ossia quando
più debitori, pur essendo obbligati dal vincolo di solidarietà, sono tenuti
all’adempimento della medesima prestazione secondo un ordine gerarchico, che può
essere fissato dalle parti o dalla legge. Se il creditore ha solo l’onere di richiedere
preventivamente l’adempimento ad uno specifico debitore, si tratta di un mero beneficio
d’ordine; se il creditore ha anche l’onere aggiuntivo di escutere preventivamente il
patrimonio di uno specifico debitore, si tratta di un beneficio di escussione. La solidarietà
passiva si presume, tranne, ovviamente, nei casi in cui risulti diversamente dal titolo o dalla
legge. La costituzione in mora di uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo
agli altri. Il riconoscimento del debito effettuato da uno dei debitori in solido non ha
effetto riguardo agli altri.
Uno dei condebitori può opporre al creditore sia le proprie eccezioni personali, sia le
eccezioni comuni agli altri debitori, mentre non può opporre le eccezioni personali proprie
degli altri debitori.
Per quanto riguarda i fatti estintivi del rapporto obbligatorio:
o la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce
effetto nei confronti degli altri debitori, salvo che questi non dichiarino di
volerne profittare;

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o COMPENSAZIONE: ciascuno dei debitori in solido può opporre in
compensazione il credito dovutogli da un condebitore fino alla concorrenza
della propria parte;
o CONFUSIONE: se nella medesima persona si riuniscono le qualità di creditore
e di debitore in solido, l’obbligazione degli altri debitori si estingue per la parte
di quel condebitore
o NOVAZIONE: la novazione tra il creditore e uno dei debitori in solido, di
regola, libera gli altri debitori. Se però la novazione è limitata solo alla parte del
debitore che la ha stipulata, gli altri condebitori vengono liberati solo per la
parte di quest’ultimo;
o REMISSIONE: la remissione a favore di uno dei debitori in solido libera anche
gli altri debitori, salvo che il creditore abbia riservato il suo diritto verso gli
altri. In questo caso, il creditore non può esigere il credito dagli altri debitori se
non detratta la parte del condebitore in favore del quale la remissione è stata
fatta;
o se l’adempimento dell’obbligazione è divenuto impossibile per cause imputabili
a uno o a più condebitori, gli altri condebitori non sono liberati dall’obbligo
solidale di corrispondere la prestazione dovuta. Il creditore può chiedere il
risarcimento del danno ulteriore al condebitore o a ciascuno dei condebitori
inadempienti.

È consentita la rinunzia alla solidarietà: il creditore che rinunzia alla solidarietà a favore di
uno dei condebitori conserva l’azione in solido contro gli altri. Nel caso di rinunzia del
creditore alla solidarietà verso un debitore, se uno degli altri è insolvente, la sua parte di
debito è ripartita tra tutti i condebitori, compreso quello che era stato liberato dalla
solidarietà. La sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido non ha
effetto contro gli altri debitori, ma questi possono opporla al creditore, salvo che non sia
fondata su ragioni personali al condebitore.
Gli atti con i quali il creditore interrompe la prescrizione contro uno dei
debitori in solido hanno effetto anche riguardo agli altri condebitori. La sospensione
della prescrizione nei rapporti di uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli
altri condebitori. La rinunzia alla prescrizione fatta da uno dei debitori in solido non ha
effetto riguardo agli altri. Il condebitore che ha rinunziato alla prescrizione non ha
diritto di regresso verso gli altri debitori liberati in conseguenza della prescrizione.

b) Nell’ipotesi di pluralità di creditori (cd. solidarietà attiva), ciascun creditore può


chiedere al debitore l’intera prestazione: se il debitore adempie in solido verso un
creditore, viene liberato anche nei confronti degli altri creditori. Il debitore ha il
vantaggio riflesso di poter eseguire l’intera prestazione verso uno solo dei concreditori: il
debitore può pagare ad uno qualsiasi dei creditori in solido, a meno che ciò sia stato
prevenuto da uno dei concreditori con domanda giudiziale. La solidarietà attiva, a
differenza di quella passiva, non si presume, e, pertanto, deve essere espressamente
prevista dalla legge o risultare dal titolo.
La costituzione in mora del debitore da parte di uno dei
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concreditori giova agli altri. Il riconoscimento del debito effettuato dal debitore nei
confronti di uno dei concreditori in solido, giova agli altri. Uno dei concreditori può
opporre al debitore sia le proprie eccezioni personali, sia le eccezioni comuni agli altri
creditori, mentre non può opporre le eccezioni personali proprie degli altri creditori. Per
quanto riguarda i fatti estintivi del rapporto obbligatorio:
o la transazione fatta da uno dei creditori in solido con il debitore non produce
effetto nei confronti degli altri creditori, salvo che questi non dichiarino di
volerne profittare;
o COMPENSAZIONE: il debitore può opporre in compensazione ad uno dei
creditori in solido il credito dovuto a quest’ultimo da un altro concreditore, ma
solo per la parte di questo;
o CONFUSIONE: se nella medesima persona si riuniscono le qualità di debitore e
di creditore in solido, l’obbligazione si estingue per la parte di questo;
o NOVAZIONE: la novazione tra uno dei creditori in solido e il debitore ha
effetto verso gli altri creditori solo per la parte del creditore che ha stipulato la
novazione;
o REMISSIONE: la remissione fatta da uno dei creditori in solido libera il
debitore solo per la parte spettante al concreditore che ha fatto la remissione.

La sentenza pronunziata tra il debitore e uno dei creditori in solido non ha effetto contro gli
altri creditori, ma questi possono opporla al debitore, salvo che non sia fondata su ragioni
personali al concreditore.
Gli atti con i quali uno dei creditori in solido interrompe la prescrizione contro uno il
debitore giova anche agli altri concreditori. La sospensione della prescrizione nei
rapporti di uno dei creditori in solido non ha effetto riguardo agli altri concreditori. La
rinunzia alla prescrizione fatta dal debitore verso un creditore in solido giova agli altri.

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