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DANTE E PETRARCA: LA CANZONE ALLA VERGINE Commento.

Dante Alighieri, il sommo poeta, ci ha mostrato la Vergine glorificata accanto al Figlio risorto. Per la massima festa mariana dellanno, lAssunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto), vediamo un altro gigante della poesia: Francesco Petrarca (1304-1374), il pi grande dei lirici italiani. Notiamo subito la mirabile corrispondenza tra la festa del 15 agosto (la Donna che, rivestita di Cristo sole e coronata di dodici stelle, assunta in cielo quale Regina alla destra del Figlio glorioso) e la Canzone alla Vergine di Petrarca: Vergine bella, che di sol vestita, coronata di stelle.... A lei, gi coronata nel supremo regno, il poeta supplice si rivolge: Soccorri a la mia guerra [=travaglio interiore],/ ben chi sia terra e tu del ciel regina. Grande umanista, poeta e scrittore in latino e in volgare, Petrarca, per vari aspetti, richiama Dante. Ambedue hanno lo sguardo fisso sulla Vergine, ne scrutano e ne cantano la bellezza: ma se la voce di Dante estasiata e senza incrinature, quella di Petrarca velata di pianto e stanca per lincessante lotta, in cui da sempre coinvolto, tra peccato e grazia. Per Dante, che confessa apertamente la sua devozione, Maria il porto sicuro delluomo di fede, la stella nella navigazione tempestosa che fu la travagliata vita dellaltissimo poeta. Uomo ancora del Medio Evo nella consapevolezza cristiana di peccato e di grazia, Petrarca invece preannuncia il Rinascimento. Nel Canzoniere, sua opera principale, il problema centrale della vita interiore del poeta resta quel dissidio tra peccato e pentimento, richiamo etico cristiano e il fascino delle belle forme di Laura gi sposata... Si comprende la definizione della Canzone alla Vergine data dal Carducci: Canzone insieme e lauda, inno ed elegia. Come inno o lauda, oggettiva, e canta le lodi della Vergine: come elegia o canzone, soggettiva, e narra lo stato danimo del poeta. A differenza di Dante, Petrarca resta legato al dramma intimo e umano. Alla presenza della soprannaturale bellezza della Vergine, il poeta esamina la sua coscienza e avverte il bisogno del suo soccorso per un risveglio spirituale e la salvezza eterna. La Vergine cantata da Dante lideale della contemplazione che affascina e conquista lanima; la Vergine cui si rivolge Petrarca il rifugio dei viandanti smarriti e imploranti. Ma il dissidio tra peccato e grazia viene risolto dalla preghiera a colei che refrigerio al cieco ardor [delle passioni] chavvampa / qui fra i mortali sciocchi, lirica che chiude il Canzoniere, ma anche la vita del poeta e ne segna la redenzione. La Canzone alla Vergine la pi bella lirica della nostra letteratura. Alta arte formale, ma la pietas dellanimo, indubbiamente sincera, non raggiunge lintensit della tensione spirituale di Dante. Per Dante, ancorato al Medioevo, Maria la mediatrice universale; per Petrarca, che anticipa linquietudine dellera moderna, la propria mediatrice, che lo libera dai travagli degli amori umani, le non domate passioni (Attilio Momigliano) e ne sorregge lanelito ad un amore pi puro. Egli si rivolge alla Vergine con piena fiducia, donandole i pi bei titoli che la Bibbia, la liturgia e i santi le abbiano mai dedicato. La Canzone alla Vergine non ha il volo rapido e ardito di Dante, ma gli si accosta, talvolta si eleva alla stessa altezza. La mariologia di Petrarca delineata in una serie di appellativi che mettono in risalto lo splendore e la missione altissima della Madre di Dio. La grandezza unica. Vergine bella, che di sol vestita, / coronata di stelle, al sommo Sole / piacesti s che n te sua luce ascose, e segue una serie impressionante di titoli elogiativi: Vergine bella, Vergine saggia, Vergine pura, Vergine santa, Vergine unica e sola, Vergine chiara e stabile in eterno, Vergine sacra ed alma, Vergine benedetta, Vergine gloriosa e pia, Vergine dolce e pia. Ai titoli si intreccia la descrizione, eco precisa e fedele della dottrina ecclesiale, del ruolo unico della Vergine, madre, figliuola e sposa del Figlio e della sua mediazione verso i cristiani: Per te p la mia vita esser ioconda.

Affresco raffigurante il poeta Francesco Petrarca nella sua casa di Arqu, in provincia di Padova, sui Colli euganei.

Ella la sede dello Spirito Santo, colui chamando in te si pose; colei che, per la sua bellezza e purezza, infiamma il cielo: Vergine sola al mondo, senza esempio, che l cielo di tue bellezze innamorasti, cui n prima fu simil, n seconda / santi pensieri, atti pietosi e casti; lImmacolata tuttasanta: Vergine pura, dogni parte intera e dogni grazia piena; Figlia e Madre di Dio: Del tuo parto gentil figliuola e madre; la gioia degli uomini: L pianto dEva in allegrezza torni; guida sicura nel mare della vita: Vergine chiara e stabile in eterno, / di questo tempestoso mare stella; fonte di speranza certa e rincuorante: Vergine, in cui ho tutta mia speranza; colei che tutto pu dal Figliuolo: Fammi ch puoi, de la sua grazia degno. Rifugio dei viandanti smarriti. La Vergine cantata da Dante lideale della contemplaziome che affascina e conquista lanima; la Vergine cui si rivolge Petrarca il rifugio dei viandanti smarriti e imploranti. Fin dallinizio della lirica si avverte nitida la voce insistente e fiduciosa del poeta: Amor mi spinge a dir di te parole; / ma non so cominciar senza tu aita; egli per bisognoso del suo soccorso: Invoco lei che ben sempre rispose, / chi la chiam con fede. Al flusso di luce sulla Vergine fa contrappunto il flusso di miseria del poeta. Pi che abbatterlo, essa un elemento che rafforza la sua speranza di aiuto: Non guardar me, ma chi degn crearme, / no l mio valor, ma lalta sembianza / ch in me, ti muova a curar duom s basso. Nonostante la sua indegnit, chiede di esser guardato nel suo naufragio: Vergine, que belli occhi / che vider tristi le piaghe del tuo caro figlio, / volgi al mio dubio stato, perch riconduca i suoi passi sulla retta via: Con le ginocchia de la mente inchine / prego che sia mia scorta / e la mia torta via drizzi a buon fine. Invocazione per una buona morte. Preoccupato per la sua prossima fine, accorato prega: Non tardar chi son forse a lultimo anno. Se fosse lecito, la invocherebbe come una dea: Tu nostra Dea, / se dir lice e convensi. Allora si rivolge al suo amore umile e sollecito: Vergine umana e nemica dorgoglio [...] amor tinduca [...]. Il d sappressa e non pote esser lunge. Ma la materna protezione lavvolge di consolante speranza: Raccomandami al tuo Figliuol, verace / uomo e verace Dio, / chaccolga l mio spirito ultimo in pace. La Canzone alla Vergine, la pi bella poesia sorta da cuore cattolico alla Madonna (Carducci), annota il letterato Giorgio Francini, sintesi estrema della storia di unanima, introspezione severa sul fondo tremante della coscienza al pensiero della morte e del giudizio di Dio, man mano si distende e si placa nella rasserenante fiducia nella Vergine Madre intercedente.