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Canavese: Terra da Vino

Le DOC del Canavese 1


CANAVESE Vitivinicolo: 300 Ha circa a DOC

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CANAVESE: Il Territorio
Geologia del Canavese

35 M anni fa
Affioramento di Alpi e Prealpi
Affioramento dei rilievi attorno a Ivrea
L’Adriatico occupa la Pianura Canavesana

1,65 M anni fa
Raffreddamento del clima terrestre
Formazione del ghiacciaio Balteo

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CANAVESE: L’anfiteatro morenico di Ivrea

1,65 M - 730.000 di anni fa


Formazione della parte esterna
dell’anfiteatro morenico di Ivrea

730.000 - 130.000 anni fa


Formazione delle morene più interne
L’anfiteatro Morenico assume la forma attuale

130.000 – 9.500 anni fa


Formazione delle morene interne di
Bollengo-Albiano, Albiano, e Strambino

Misure Ghiacciaio Balteo


Lunghezza 120 Km
Altezza 800 m

Misure dell’Anfiteatro
Circonferenza = 100 Km
Diametro = 25 Km

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CANAVESE: L’anfiteatro morenico di Ivrea

Anfiteatro Morenico di Ivrea


Le DOC del Canavese 5
CANAVESE: L’anfiteatro morenico di Ivrea

Anfiteatro Morenico di Ivrea


Le DOC del Canavese 6
CANAVESE: Aspetti del Terroir
TERRENI
Sabbiosi con molto scheletro (60-80% sabbia, 10-35% limo, 5-15% argilla)
Ph Acido
Molto poveri di materia organica

CLIMA
Estati calde, soleggiate, tasso di umidità a volte elevato (torrenti e laghi), buona escursione termica
giorno-notte. Piogge concentrate in autunno e primavera.

NATURA
Ambiente unico al mondo in cui convivono piante di ambienti freddi (betulla), di zone molto calde (fico
d’india, ginepro) e di ambienti umidi (castagno, pioppi, robinie, felci, ..)

TRADIZIONI COLTURALI
Piccole proprietà, Estremo frazionamento, Uvaggio, Viticoltura molto tradizionale e poco innovativa,
Sistema di Allevamento a Pergola (protezione dalla grandine, vasta esposizione fogliare, piccole proprietà
meglio sfruttate), Controspalliera locale, Cappuccina semplice e doppia, Guyot (qualità)

TRADIZIONI ENOLOGICHE
Fermentazione e affinamento in tini di legno per i vini rossi
Fermentazione e affinamento in vasche di acciaio per i vini bianchi
Appassimento delle uve Erbaluce per la produzione di vino passito
Affinamento in tonneau e barrique per i vini passiti

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IL CANAVESE VINICOLO: GIGANTE ASSOPITO
Le DOC del Canavese 8
Un po’ di Storia (1)
L’anfiteatro morenico passaggio naturale verso le Alpi
Già al tempo dei Romani la viticoltura era ampiamente diffusa
I Romani portarono nuovi vitigni: l’Aminea Gemina
Il reddito più importante del Canavese è stato per secoli il vino
La superficie vitata era divisa in vigne e alteni

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Un po’ di Storia (2)
• Vi erano leggi molto severe che proteggevano il patrimonio viticolo
• La data della Vendemmia era definita da appositi Bandi Campestri
• La più grande estensione di vigneti si ebbe tra ‘700 e ‘800
• Nel 1819 si avevano 32.949 giornate a vigna pari a 12.672 Ha (oggi 285 Ha a DOC)

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Un po’ di Storia (3)
• Era 4 volte la superficie a DOC di Langhe e Roero
• Era pari al 20 % della superficie a DOC del 2006 dell’intero Piemonte (53.000 Ha)
• Circa il 20% del territorio agrario era dedicato alla vite

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Un po’ di Storia (4)
Nel corso del 1800 i vini ottennero importanti riconoscimenti nazionali ed esteri

LORANZE’

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Un po’ di Storia (5)
Nel corso del 1800 i vini ottennero
importanti riconoscimenti nazionali
ed esteri.

ORIO

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Un po’ di Storia (6)
Nel corso del 1800 i vini ottennero importanti riconoscimenti nazionali ed esteri

MAZZE’

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Un po’ di Storia (7)
Nel corso del 1800 i vini ottennero importanti riconoscimenti nazionali ed esteri

CALUSO

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Un po’ di Storia (8)
Il Passito e il Vino Spumeggiate: vini della festa e delle cerimonie

A inizio ‘900 si facevano ancora studi sul miglioramento della coltivazione viticola
L’industrializzazione del Canavese e la decadenza della viticoltura

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Vitigni tipici del Canavese
Principali

• Nebbiolo (Picontendro, Pugnet, Spanna)


• Barbera
• Bonarda
• Freisa
• Neretto (di Bairo, di S.Giorgio, ecc.)
• Erbaluce

Altri

• Croatina
• Merlot
• Ciliegiolo
• Moscato d’Amburgo
• Moscatello

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Portainnesti idonei in Canavese
• La frase storica “ L’erbalus a pusa” …. “L’erbaluce spinge, è vigorosa”

• Come è noto grazie al portainnesto la viticoltura europea ha potuto risorgere dalla devastazione della
fillossera di metà e fine ‘800

La scelta del portainnesto deve essere fatta:

 in base alla vigoria della varietà europea (per varietà tendenzialmente


vigorose sono necessari portinnesti più deboli)
 in base al sesto di impianto (se si adottano sesti molto stretti la vigoria
deve essere contenuta, altrimenti il vigneto diventa ingestibile)
in base al prodotto finale: se vogliamo fare qualità contenendo la
produzione sarà opportuno scegliere portinnesti deboli, così da facilitare
anche eventuali operazioni di diradamento

• Con l’uso di più portinnesti si potranno ottenere uve con una composizione più equilibrata nel quadro
acido, nell’accumulo zuccherino, degli aromi, dei polifenoli.

• I portainnesti più idonei sono quelli resistenti all’acidità del terreno e alle carenze di potassio e
magnesio: Gravesac, 3309 C, Kober 5BB

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Nebbiolo Canavesano
Il Nebbiolo Canavesano o Uva Spana, Picoutener,
Melasca è uno dei pochi fra i nostri vitigni a uva nera
che produca un vino naturale nel genere dei vini
chiamati da arrosto. [...] I grappoli variano di forme, ma
la più comune è la piramidale.(…) . Il vino è vermiglio,
leggiero e fragrante, e nello stesso tempo asciutto,
generoso e serbatòjo, ma austero come i vini del
Bordelese, e acquista difficilmente il morbido di quei di
Borgogna. Fatto con i metodi ordinarj e coll'uva fresca
riesce un vino da pasteggiare nel genere dei buoni vini
francesi. [...] I vini di Careme e di Lessona sono i più
stimati nel secondo genere. Hanno un colore più chiaro
di quelli di Gattinara e sono più maturi e più spiritosi:
durano molti anni, e possono servire agli arrosti come
vini di lusso. Io gli ho bevuti in Biella ed in Ivrea, ove
sono stato secondato nelle mie ricerche da molte
persone gentili e (…) dal Dottor Gatta, il quale ha poi
presentata una bella memoria sulle uve di quella
Provincia alla Società Agraria di Torino, che l’ha
pubblicata nel Calendario Georgico del 1832. (….) Il vino
del Nebbiolo Canavesano è da per tutto un vino
generoso, austero, eminentemente asciutto, senza
grasso e senza pizzico, e che si conserva e migliora col
tempo. Queste qualità gli hanno acquistata da tempi
antichissimi una riputazione e gli assicurano anche al
presente uno smercio assai vantaggioso.

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Barbera
La Barbera tiene uno dei primi posti fra le uve del
basso Monferrato e gareggia col Nebbiolo e col
Tedone. Ha i tralci grossi e striati, le foglie glabre al di
sopra e tormentose al di sotto, i grappoli allungati e col
peduncolo bruno, e gli acini ovali, neri e pruinosi.
Il vino di questo vitigno è vermiglio, generoso, e pieno di
spirito, (…) : è di molta durata; e se è fatto con cura si
perfeziona nell'invecchiare e prende il secco dei vini da
arrosto. I distillatori ne cavano un alcool abbondante che
è preferito a quello delle altre uve del Piemonte; e i
negozianti di vino se ne servono con vantaggio per
migliorare i vini deboli e darvi del colore.

• Si è diffuso in Canavese solo dopo la FIllossera

• E’ un vitigno che apporta colore, freschezza e


alcolicità

• Vite molto produttiva adatta a pergola e Guyot

• Patisce la Botrite causata da climi umidi e piogge

• E’ spesso impiegata in uvaggio col Nebbiolo

•Vendemmia medio-tardiva

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Neretto di Bairo
• Vitigno autoctono canavesano

• Vitigno vigoroso adatto alla pergola

• Produttività modesta e incostante, accentuata dalle


piogge durante la fioritura

• Uva meno acida, e più equilibrata del Barbera, molto


dotata di antociani e dai modesti tannini

• Vini non molto alcolici da consumare giovani

• Buona resistenza alle malattie, soffre la Botrite nelle


annate piovose e umide

• Sentori fruttati di ribes e lampone

• Privilegia i terreni più argillosi ai piedi dei rilievi

• Vendemmia medio-tardiva simile al Barbera

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Freisa e Bonarda
• Il Freisa è un vitigno vigoroso, resistente alle malattie,

mediamente produttivo adatto alla pergola e al Guyot


lungo (12/14 gemme)

• Vendemmia verso fine settembre

• Apporta ai vini gradevoli profumi fruttati e note di


lampone e frutti di bosco, colore e buoni tannini.

•Il Bonarda è un vitigno abbastanza vigoroso, sensibile


alla peronopera, produttivo e allevato a Guyot o
controspalliera in genere.

• Vendemmia verso fine settembre

• Apporta colore intenso e stabile, tannini ed antociani,


profumi a volte floreali, buona struttura e persistenza
e un po’ di freschezza

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ERBALUCE di CALUSO

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Erbaluce di Caluso
• La Leggenda

•Sinonimi locali Erbalus, Uva Rustia, Greco

• E’ diffusa nel Canavese, Biellese, Novarese

• Vitigno autoctono canavesano, portato dai Romani. E’ una


Aminea Gemina. E’ gemello genetico el Fiano di Avellino.

• Vitigno molto produttivo ma incostante che è allevato


pergola. Si sta diffondendo la controspalliera ed il Guyot

• Acino dalla buccia molto spessa che la rende poco


suscettibile ai marciumi e adatto all’appassimento.

• Dotata di elevata acidità adatta ad ottenere vini spumanti,


passiti eccezionali e vini tranquilli freschi.

• I vini sono di colore giallo paglierino scarico, molto fini,


con delicati profumi floreali e vegetali.

• Il passito è uno dei 5 passiti tradizionali italiani assieme al

Vin Santo, allo Sciacchetrà, alla Malvasia delle Lipari e al


passito di Pantelleria

• E’ uno dei prodotti più grandi dell’enologia italiana


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Il Territorio Vitivinicolo
• CAREMA Comuni più vocati
Agliè
• ERBALUCE DI CALUSO San Giorgio
Orio
Erbaluce
Caluso
Erbaluce Passito Mazzè
Moncrivello
Erbaluce Spumante Villareggia
Borgomasino
• CANAVESE Viverone
Zimone
Canavese Rosso Piverone
Bollengo
Canavese Bianco Loranzè
Colleretto
Canavese Rosato Parella
Quagliuzzo
Canavese Nebbiolo Strambinello
Borgofranco
Canavese Barbera Settimo Vittone
Carema

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DOC Canavese

Estensione in Ettari: 110


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Disciplinare Canavese
Area Produzione
98 Comuni del Canavese, 7 del Biellese e Moncrivello (Vc)
Vitigni Autorizzati
Erbaluce al 100%
Nebbiolo, Barbera, Bonarda, Freisa, Neretto da soli o congiuntamente min. 60%
Possono concorrere i vitigni autorizzati nelle province di TO, BI, VC fino 40%
max.
Impianti e Potatura
Ammessi i tradizionali (Pergola e Controspalliera)
Densità impianti
Non prescritta. Tradizionalmente 1500 ceppi/ha con sesto di impianto 3x2
Resa
Nebbiolo 100 Qli/ha
Barbera, Rosso, Rosato 110 Qli/ha
Bianco 120 Qli/ha
Vendemmia 2006: 5731 Hl per una resa di 75 Qli/ha pari a 52 Hl/ha
Vinificazione
Canavese Bianco 10% alcol
Canavese Rosso, Rosato e Barbera 10,5% alcol, Canavese Nebbiolo 11% alcol
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DOC Carema

Estensione in Ettari: 16
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CAREMA
Le DOC del Canavese 29
CAREMA
Topia
e
Tupiun

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Disciplinare Carema
Area Produzione
Comune di Carema
Vitigni Autorizzati
Nebbiolo minimo 85% (picotendro, pugnet e spanna)
Vitigni a bacca rossa non aromatici autorizzati nella provincia di TO massimo 15%
Impianti, Potatura e Densità di Impianto
Ammessi i tradizionali senza prescrizione di densità minima
Terreni
I vigneti ubicati sulle coste rocciose, su terreni ddi buona esposizione e di origine
morenica con esclusione del fondovalle
Resa
80 Qli/ha pari a 56 Hl/ha
Vendemmia 2006: 594 Hl per una resa di 53 Q.li/Ha (37 Hl/Ha)
Vinificazione
Ammessa anche nella frazione di Ivery di Pont St. Martin
Alcol 12 % vol
Ammessa l’aggiunta a scopo migliorativo del 15% di vino più vecchio o viceversa

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Vinificazione
Vendemmia
Solitamente attorno al 15/20 ottobre
Fermentazione e Macerazione
In acciaio per 15/20 giorni
Malolattica a seguire sempre in acciaio
Affinamento
Non inferiore a 3 anni in botti di legno di capacità non superiore a 40 Hl
Per la tipologia “Riserva” affinamento minimo di 4 anni di cui 30 mesi in
botti di legno di capacità non superiore a 40 Hl e almeno 12 mesi in
bottiglia

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DOC Erbaluce di Caluso

Estensione in Ettari: 160


Le DOC del Canavese 33
Disciplinare Erbaluce di Caluso
Area Produzione
36 comuni nelle province di TO, BI e VC

Agliè, Caluso, Azeglio, Bairo, Barone, Bollengo, Borgomasino, Burolo, Candia, Caravino,
Cossano, Cuceglio, Ivrea, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Orio, Romano,
Palazzo, Parella, Perosa, Piverone, Scarmagno, Settimo Rottaro, S.Giorgio, S.Martino,
Strambino, Vestignè, Vialfrè, Villareggia, Vische, Moncrivello, Roppolo, Viverone, Zimone.
Vitigni Autorizzati
Erbaluce al 100%
Impianti, Potatura e Densità di Impianto
Ammessi i tradizionali senza prescrizione di densità minima.
Terreni
Unicamente i vigneti ubicati in terreni di buona esposizione e di origine morenica
Resa
120 Qli/ha
70% in vino finito per le tipologie tranquillo e spumante
35% in vino finito dopo l’appassimento per la tipologia passito
Vendemmia 2006: 10.025 Hl per una resa di 93 Q.li/ha pari a 63 Hl/ha
Vinificazione
Tranquillo, Spumante e Passito
Le DOC del Canavese 34
Le DOC del Canavese 35
Letture Interessanti

• Cenno a Torino alle Viti ed ai Vini della Provincia di Ivrea e della Valle d’Aosta
– di Lorenzo Francesco Gatta del 1832 ed. Fratelli Enrico Editori

• Ypa Morrigan Salassa


– di Livio Barengo ed. Keltia

• Andar per Vigne Storia e Testimonianze della Viticoltura in Pedanea


– Ed. Associazione Culturale Pedanues di Parella

• Dal Grappolo alla Bottiglia


– Avv. Giuseppe Riva del 1867 – ed. Lorenzo Garda – Ivrea

• Passeggiate nel Canavese


– di Antonino Bertolotti 1867-1878 – ed. Libreria Antiquaria Raffaele Sitzia – Ivrea

• Ivrea Descrizione Geografico-Storica della città e del territorio


– di Goffredo Casalis del 1841 – ed. Atesa Editrice

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