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Capitolo 4

Turbine a Vapore
Le turbine a vapore hanno il compito di trasformare lenergia potenziale termodinamica conte-
nuta nel vapore ad alta pressione e temperatura in lavoro meccanico.
Questa trasformazione di energia, con la corrispondente variazione di entalpia del vapore, av-
viene con la trasformazione intermedia in energia cinetica.
Tutte le turbine sono costituite da due organi essenziali: il distributore, in cui lenergia potenzia-
le termica viene trasformata in energia cinetica, e la girante dove lenergia cinetica e lenergia
potenziale termica residua contenuta nel vapore vengono convertite in energia meccanica utiliz-
zabile allalbero.
Le turbine a vapore sono generalmente a usso assiale e pluristadio. Su ogni singolo stadio si
pu` o denire il corrispondente grado di reazione:
=
energia potenziale termica trasformata dalla girante
energia potenziale termica complessivamente trasformata nello stadio
(4.1)
A seconda del valore del grado di reazione, quindi dei diversi processi attraverso cui avviene la
trasformazione dellenergia, pu` o essere fatta una classicazione delle turbine a vapore.
TURBINE A VAPORE

AD AZIONE

semplici (De Laval)


a salti di velocit` a (Curtis)
a salti di pressione (Rateau)
a salti di pressione e velocit` a
A REAZIONE
_
semplici
ad espansioni multiple (Parsons)
MISTE (ad azione e reazione)
(4.2)
Altri metodi di classicazione possono ad esempio considerare la tipologia di turbina (ad alta
pressione, a bassa pressione), gli aspetti funzionali della macchina (turbine a contropressione,
a condensazione, ad estrazione), il suo utilizzo (turbine marine, per impianti ssi,..), la taglia,
etc.. .
In tutte le tipologie di turbina a vapore assiale che andremo ad analizzare, si possono individuare
i seguenti elementi costitutivi:
104
involucro o cassa: racchiude tutti gli organi della turbina;
rotore: formato da uno o pi ` u giranti ognuna con una o pi ` u corone;
distributori: costituiti da uno o pi ` u settori palettati, indirizzano il vapore allingresso nelle
giranti;
raddrizzatori: corone palettate tra girante e girante, per re-direzionare il usso tra una
girante e al successiva dello stesso corpo turbina;
tubazioni di adduzione e scarico: per alimentare la turbina, per inviare il vapore da un
corpo turbina ad unaltro e per scaricarlo;
organi di regolazione: valvole di intercettazione e di laminazione del vapore.
4.1 Deusso nel Distributore
Consideriamo un condotto distributore di una generica turbina a vapore, la trasformazione di
espansione del usso comprimibile nel distributore ` e illustrata nel piano h S in gura 4.1.
Figura 4.1: Trasformazione di espansione nel distributore di una turbina a vapore
Applicando il principio di conservazione dellenergia nellipotesi di trasformazione isentropica,
poich e il distributore ` e un organo sso quindi non scambia lavoro con il uido, si ottiene la
conservazione dellentalpia totale tra ingresso e uscita distributore:
h
0
0
= h
0
+
c
2
0
2
= h
1
+
c
2
1
2
= h
0
1
h
is
= h
0
h
1
=
c
2
1
c
2
0
2
(4.3)
Quindi la velocit` a teorica in uscita dal distributore vale:
c
1
=
_
2h
is
+c
2
0

_
2h
is
(4.4)
105
dove normalmente non si considera il termine cinetico in ingresso poich e c
0
` e spesso trascura-
bile.
In realt` a la trasformazione non ` e isentropica, ma ad entropia crescente (0 1

). La velocit` a
nale sar` a quindi legata al vero salto di entalpia come segue:
c

1
=
_
h
0
h

1
=

2h (4.5)
ma pu` o essere anche espressa in funzione del salto entalpico isentropico introducendo il coef-
ciente di perdita del diffusore :
c

1
=
_
2h
is
(4.6)
Supponiamo ora che il distributore della turbina sia un ugello convergente come quello riportato
in gura 4.2.
Figura 4.2: Distributore convergente di una turbina a vapore
Supponendo la trasformazione isentropica, trattando in prima approssimazione il vapore come
gas perfetto e trascurando la velocit` a in ingresso c
0
, si ottiene dalla 4.4:
c
1
=

_
2
k
k 1
RT
1
_
1
_
p
1
p
0
_ k
k1
_
(4.7)
La portata in massa di vapore che attraversa lugello vale quindi:
G
v
= G
v1
=
S
1
v
1
c
1
=
S
1
v
1

_
2
k
k 1
RT
1
_
1
_
p
1
p
0
_ k
k1
_
(4.8)
Portando sotto il segno di radice il volume specico e ricordando che p
0
v
k
0
= p
1
v
k
1
, si ottiene:
G
v
= S
1

_
2
k
k 1
p
0
v
0
_
_
p
1
p
0
_2
k

_
p
1
p
0
_k+1
k
_
(4.9)
Fissate quindi le condizioni iniziali (p
0
; v
0
) e la geometria del distributore (S
1
) la portata di-
pende solo dalla pressione p
1
imposta allo scarico.
Si pu` o denire il valore di p
1
che rende massima la portata. Differenziando e eguagliando a zero
la 4.9, si ottiene:
_
p
1
p
0
_
G
v
=max
=
_
2
k + 1
_ k
k1
(4.10)
106
Il valore di p
1
cos` ottenuto si denisce pressione critica e la portata che vi corrisponde ` e la
portata critica. Infatti, la velocit` a di scarico che corrisponde a queste condizioni ` e la velocit` a
del suono:
c
cr
=
_
2
k
k + 1
p
0
v
0
=
_
kp
cr
v
cr
=
_
kRT
cr
(4.11)
Abbassando ulteriormente la pressione p
1
al di sotto del valore critico la portata non aumenta
pi ` u, ma rimane ssa al valore critico contrariamente a quanto predetto dallespressione 4.9 che
prevede una diminuzione di portata. Questo perch e per p
1
< p
cr
in un ugello convergente il de-
usso diviene non isentropico (insorgenza di onde durto), venendo quindi a mancare le ipotesi
di partenza da cui la 4.9 ` e stata ottenuta
1
.
Se si vogliono ottenere condizioni di scarico supersoniche (c
1
> c
cr
) si deve adottare un con-
dotto convergente-divergente (ugello De Laval) come quello quello riportato in gura 4.3. Co-
munque, la portata massima raggiungibile rimane vincolata al raggiungimento delle condizioni
critiche nella sezione di gola dellugello.
Figura 4.3: Ugello De Laval
4.2 Turbine De Laval
Le turbine a vapore De Laval sono delle turbine monoruota con un solo stadio ad azione. Le
potenze tipiche impiegate sono molto variabili, tipicamente comprese tra 5 e 500 KW con ve-
locit` a di rotazione n = 1000030000 giri/min. Le dimensioni massime della ruota di turbina
possono arrivare a 600 mm.
Uno schema della macchina ` e riportato in gura 4.4. Una turbina De Laval si compone sostan-
zialmente di un distributore e di una girante ad azione. Poich e tutto il salto entalpico ` e elaborato
da un unico distributore, questultimo presenter` a velocit` a di uscita spesso supersoniche e quin-
di una conformazione tipo ugello convergente-divergente, gura 4.5. Nell distributore quindi
si ha una brusca caduta della pressione del uido con un conseguente aumento di velocit ` a. In
girante invece, lenergia cinetica del usso viene trasformata in lavoro meccanico (la velocit ` a
diminuisce) e la pressione rimane costante.
1
In realt` a, anche nel caso di deusso supersonico esiste una condizione isentropica detta di adattamento che ` e la
condizione di progetto
107
Figura 4.4: Schema di una turbina a vapore tipo De Laval: A-schema della macchina,
B-dettaglio distributore-girante, C-disposizione distributori
4.2.1 Triangoli di velocit` a e forma delle pale
Come gi` a visto nella sezione precedente, la velocit` a di uscita dal distributore vale:
c
1
=
_
2h
is
(4.12)
con il coefciente di perdita che assume i valori = 0.94 0.97. Langolo di efusso
1
` e
compreso tra 15

e 20

, gura 4.5.
Per quanto riguarda la palettatura della girante, trattandosi di turbina ad azione il prolo palare
` e simmetrico:
1
= 180

2
. Per le velocit` a relative vale :
w
2
= w
1
= 0.90 0.94 (4.13)
con , coefciente di perdita della girante. Per minimizzare le perdite (di energia cinetica) allo
scarico si cerca di ottenere c
2
il pi ` u possibile assiale.
108
Figura 4.5: Triangoli di velocit` a e forma delle pale di una turbina a vapore tipo De Laval.
4.2.2 Condizioni di funzionamento ottimali
Vogliamo di determinare le condizioni sui triangoli di velocit` a che massimizzano il rendimento
della palettatura. Questultimo ` e cos` denito:

p
=
L
u
L
th
=
u(c
u1
+c
u2
)
h
is
=
2
2
u(c
u1
+c
u2
c
2
1
) (4.14)
dove c
u2
appare con il segno + in quanto negativa (opposta ad u). Per essa vale inoltre:
c
u2
= w
u2
u = w
2
cos (180

2
) u = w
1
cos
1
u = (c
u1
u) u (4.15)
e sostituendo nellespressione di
p
:

p
=
2
2
[c
u1
u +(c
u1
u)]
c
2
1
=
2
2
(c
u1
u)(1 +)
c
2
1
=
2
2
(c
1
cos
1
u)(1 +)
c
2
1
= 2
2
u
c
2
1
(cos
1

u
c
1
)(1 +) (4.16)
Per cui, essendo
1
, , ssati, risulta
p
= f
_
u
c
1
_
, gura 4.6. Derivando ed eguagliando a
zero si ha:
d
p
d(u/c
1
)
= 0
_
u
c
1
_
ott
=
cos
1
2
0.5 (4.17)
Il corrispondente valore di rendimento massimo ` e:

p
=
1
2

2
(1 +)cos
2

1
(4.18)
109
Assumendo valori caratteristici per le costanti (
1
= 17

, = 0.95, = 0.92) si ha ad esempio


per il rendimento massimo (
p
)
max
= 0.76.
Visto lelevato valore del rapporto u/c
1
per il quale si ottiene il massimo rendimento con queste
turbine, si rischia facilmente di dover lavorare con velocit` a di rotazione troppo elevate
2
per la
resistenza dei materiali (tipicamente u
max
= 250 m/s). Quindi le turbine De Laval possono
elaborare con elevati rendimenti solo piccole potenze. Per potenze pi ` u elevate bisogna impiegare
turbine con (u/c
1
)
ott
< 0.5.
Figura 4.6: Rendimento della palettatura di una turbina a vapore tipo De Laval al variare del
rapporto u/c
1
.
4.3 Turbine Curtis
Le turbine a vapore ad azione e ad uno stadio hanno velocit ` a periferiche di massimo rendimento
troppo elevate e quindi sono normalmente impiegate solo per piccole potenze. Per ovviare a
questa limitazione si pu` o pensare di frazionare in due o pi ` u salti di velocit` a lenergia cinetica
disponibile alluscita del distributore. A questo scopo si utilizzano le turbine Curtis, che sono
turbine ad azione a salti di velocit` a, gura 4.7. Le turbine Curtis sono costituite da un distribu-
tore che elabora tutta lenergia di pressione in energia cinetica (quindi dove si ha labbattimento
di tutto il salto di pressione) seguito da due o tre giranti ad azione, intervallate da uno o due
raddrizzatori, ognuna delle quali trasforma una frazione dellenergia cinetica del usso in in-
gresso in girante in lavoro meccanico. Nelle giranti si ha quindi una progressiva riduzione della
velocit` a del usso a pressione costante. Il raddrizzatore ha solo lo scopo di direzionare la cor-
rente in uscita dalla girante lungo la direzione corretta per lingresso nella girante successiva. Il
raddrizzatore non elabora quindi energia cinetica n e di pressione.
2
Supponiamo h
is
= 400 KJ/Kg e = 0.95, si ottiene c
1
=

h
is
= 869 m/s e quindi u=0.5 c
1
=
408 m/s
110
Figura 4.7: Schema di una turbina a vapore tipo Curtis
4.3.1 Triangoli di velocit` a e forma delle pale
Come per la turbina De Laval, anche il distributore delle turbine Curtis ` e normalmente del tipo
convergente-divergente (gura 4.8) per consentire velocit ` a di ingresso in turbina supersoniche.
Trattandosi di una macchina ad azione, i palettaggi della girante sono simmetrici, cos` co-
me quelli dei raddrizzatori intermedi, non essendoci variazione di pressione neanche in questi
elementi. Per esempio, per una turbina Curtis a due salti di velocit ` a (2 giranti), gura 4.8:

1
= 180

2

2
= 180

3

3
= 180

4
(4.19)
La deessione dei palettaggi diminuisce spostandosi verso luscita della macchina.
Per le velocit` a, valgono le relazioni:
w
2
= w
1
c
3
= c
2
w
4
=

w
3
(4.20)
Per questa tipologia di turbina, come per la De Laval, ` e fondamentale avere la minima possibile
velocit` a di scarico (velocit` a assoluta in uscita ultimo stadio assiale).
4.3.2 Condizioni di funzionamento ottimali
Vediamo anche per la turbina Curtis di denire le condizioni di funzionamento che massimizza-
no il rendimento della palettatura. Nel caso di turbina Curtis a due salti di velocit ` a il rendimento
111
Figura 4.8: Triangoli di velocit` a e forma delle pale di una turbina a vapore tipo Curtis
si esprime come segue:

p
=
2
2
u(c
u1
+c
u2
+c
u3
+c
u4
)
c
2
1
(4.21)
Per le singole componenti di velocit` a periferica, assumendo lo stesso coefciente di perdita per
le due giranti ( =

) vale:
c
u2
= (c
u1
u) u (4.22)
c
u3
= c
2
cos (180

2
) = c
u2
= [(c
u1
u) u] (4.23)
c
u4
= (c
u3
u) u = {[(c
u1
u) u]} (4.24)
Sostituendo nella 4.21, si ottiene:

p
= 2
2
u
c
1
(Acos
1
B
u
c
1
) (4.25)
dove A = 1 + +
2
+
3
e B = 2 + 3 + 2
2
+
3
. Il rendimento della palettatura risulta
quindi solo funzione del rapporto (u/c
1
) una volta ssati i valori di
1
, e . Landamento ` e
riportato in gura 4.9.
Derivando ed eguagliando a zero lespressione del rendimento si ottiene:
d
p
d(u/c
1
)
= 0
_
u
c
1
_
ott
=
Acos
1
2B
(4.26)
Nel caso teorico di = = 1, si ha:
_
u
c
1
_
ott
=
cos
1
2z
V
(
p
)
max
= 0.67 (4.27)
112
con z
V
il numero di salti di velocit` a. Si vede quindi che le turbine Curtiss, rispetto alle De Laval,
operano in condizioni di massimo rendimento con un rapporto u/c
1
inferiore, quindi possono
elaborare una salto entalpico maggiore seppur con un rendimento inferiore.
Va inoltre osservato che il salto entalpico elaborato da ogni singola girante ` e proporzionale al
quadrato della velocit` a in ingresso (h c
2
1
) e poich` e la velocit` a diminuisce da uno stadio
a quello successivo, allora i primi stadi Curtiss elaborano molta pi ` u energia degli ultimi. In
particolare si vede che per tre stadi, i lavori stanno nelle seguenti proporzioni:
L
I
: L
II
: L
III
= 5 : 3 : 1
Per questo motivo le turbine Curtis non presentano mai pi ` u di tre stadi. Inoltre, poich e in pochi
stadi si pu` o elaborate unelevata energia e poich e sono turbine ad azione e quindi ammettono
una semplice regolazione per parzializzazione, le turbine Curtis sono normalmente impiegate
come elementi di testa delle turbine a vapore di grossa potenza.
Figura 4.9: Rendimento della palettatura di una turbina a vapore tipo Curtis al variare del
rapporto u/c
1
.
4.4 Turbina Rateau
Le turbine Rateau sono turbine ad azione (o a piccolo grado di reazione) pluristadio. Ogni stadio
` e costituito da una corona di pale statoriche (distributore) seguita da una girante. Lenergia di
pressione viene elaborata da ogni stadio. In particolare, il distributore provvede a trasformare
lenergia di pressione in ingresso in energia cinetica, la pressione del uido diminuisce men-
tre la velocit` a aumenta. Nella girante lenergia cinetica viene convertita in lavoro meccanico a
pressione costante (turbina ad azione), la velocit` a diminuisce tipicamente ritornando al valore di
ingresso allo stadio. Nella turbina Rateau si assiste quindi ad una diminuzione della pressione
passando da uno stadio al successivo, da cui il nome di turbina a salti di pressione.
La suddivisione del salto entalpico in pi ` u stadi ha anche il vantaggio di porter sfruttare il feno-
113
Figura 4.10: Schema di una turbina a vapore tipo Rateau
meno del recupero, ottenendo cos` pi ` u lavoro
3
.
Uno schema di una generica turbina Rateau ` e riportato in gura 4.10. I diaframmi di separa-
zione tra una girante e laltra servono a garantire la tenuta allabbassamento di pressione che si
realizza nei distributori.
Nelle turbine Rateau il distributore ` e a palettaggi e non ad ugelli. Questo preclude la possibilit` a
di regolare la turbina per parzializzazione, nonostante sia una turbina ad azione.
4.4.1 Triangoli di velocit` a e forma delle pale
I triangoli di velocit` a e la geometria palare di una turbina Rateau sono riportati in gura 4.11.
Trattandosi di una turbina ad azione o a piccolo grado di reazione, le pale della girante sono
simmetriche o quasi; valori tipici per gli angoli di usso relativi sono infatti:

1
= 28

32

180

2
= 24

28

Le velocit` a relative sono uguali e speculari, a meno delle perdite:


w
2
= w
1
(4.28)
Nelle turbine Rateau lenergia cinetica di scarico da uno stadio pu` o essere utilizzata negli stadi
seguenti e quindi non rappresenta una perdita.
3
Il fenomeno del recupero ` e dovuto al lavoro delle resistenze passive che vanno a riscaldare il uido che quindi ` e
in grado di produrre un lavoro di espansione maggiore. Se il salto entalpico isentropico totale h
is
viene suddiviso
in n stadi di espansione, risulta che h
is
<

n
i=1
h
i
is
propio perch e il lavoro delle resistenze passive nello stadio
i-esimo ha riscaldato il uido che entra nello stadio (i+1)esimo che quindi produrr ` a pi ` u lavoro
114
Figura 4.11: Triangoli di velocit` a e forma delle pale di una turbina a vapore tipo Rateau
4.4.2 Condizioni di funzionamento ottimali
Per valutare le condizioni di lavoro di massimo rendimento di una turbina Rateau, basta con-
siderare che ogni singolo stadio pu` o essere trattato come uno stadio De Laval. Quindi, per lo
stadio i-esimo:
_
u
c
i
1
_
ott
=
cos
1
2
0.5 (4.29)
Se si suppone di dividere il salto entalpico totale in un numero uguale di parti quanti sono gli
stadi (z
p
):
c
i
1
=

2h
tot
z
p
=
c
t
1

z
p
(4.30)
dove c
t
1
sarebbe la velocit` a di ingresso se ci fosse un solo distributore. Si ottiene quindi che:
_
u
c
t
1
_
ott
=
cos
1
2

z
p
(4.31)
Per cui risulta che (u/c
1
)
ott
per queste turbine si riduce in ragione inversa della radice quadrata
del numero degli stadi, quindi meno velocemente che nel caso delle turbine Curtiss.
Nella pratica non ha comunque senso considerare (u/c
t
1
)
ott
, ma bisogna invece considerare
(u/c
i
1
)
ott
per ogni singolo stadio arrivando alle stesse conclusioni ottenute per la turbina De
Laval, ma senza incontrare le limitazioni di questa perch e il salto entalpico viene suddiviso in
pi ` u stadi.
Nella turbina Rateau il salto entalpico totale cresce con il numero degli stadi utilizzati. Daltra
parte per` o, aumentando gli stadi aumentano anche le predite e cos` normalmente si utilizzano
turbine Rateau con 810 stadi (no a 1020 stadi in 23 gruppi con c
max
costante). Turbine
di questo tipo con pochi stadi sono impiegate negli impianti a recupero dove si richiede vapore
115
a pressione di utilizzazione relativamente elevata ad alte potenze ed alte velocit ` a angolari (es.
turbine che azionano i compressori di impianti di sintesi dellammoniaca o dellalcool etilico),
o con tanti stadi negli impianti termoelettrici di potenza (solitamente nei corpi turbina di alta e
media pressione).
4.5 Turbine Parsons
Le turbine a vapore tipo Parsons sono turbine a reazione, quasi sempre multiple e con la tipica
struttura a tamburo. Il rotore ` e cio` e un tamburo alla cui periferia sono ssate le pale delle giranti.
Il rotore ` e contenuto allinterno di una cassa alla quale sono ssate le pale statoriche, gura 4.12.
Il grado di reazione normalmente impiegato ` e pari a = 0.5, ovvero lenergia di pressione ` e
elaborata in parti uguali dalla girante e dallo statore. A causa delle differenze di pressione fra
monte e valle di ogni stadio, sar` a necessario provvedere a garantire le tenute e la spinta assiale
che ne deriva.
Nelle installazioni pi ` u comuni, le turbine Parsons sono precedute da uno o pi ` u stadi ad azione,
i quali abbattono gran parte del salto entalpico totale disponibile e possono essere agevolmente
regolate per parzializzazione. Si ottengono cos` turbine pi ` u compatte e di facile regolazione da
utilizzare negli impianti a recupero e in quelli termoelettrici di potenza. Il numero degli stadi
Parsons ` e solitamente molto elevato (no a 200 per le turbine marine).
Figura 4.12: Schema di una turbina a vapore tipo Parsons
4.5.1 Triangoli di velocit` a e forma delle pale
Adottando un grado di reazione pari a 0.5, i triangoli di velocit ` a risultano simmetrici, con proli
palari della girante e del distributore uguali e speculari, gura 4.13.
116
Figura 4.13: Triangoli di velocit` a e forma delle pale di una turbina a vapore tipo Parsons
Vale quindi:
c
2
= w
1

2
= 180

1
c
1
= w
2

1
= 180

2
(4.32)
4.5.2 Condizioni di funzionamento ottimali
Il lavoro utile di un generico stadio di turbina Parsons vale:
L
i
= u(c
u1
+c
u2
) = u(c
1
cos
1
+w
u2
u) = u(c
1
cos
1
+c
1
cos
1
u)
= u(2c
1
cos
1
u) (4.33)
Il lavoro teorico sviluppabile da uno stadio coincide con la somma dei salti entalpici isentropici
su girante e distributore (considerano lo stadio normale, c
0
c
2
):
L
th
= h
G
is
+ h
D
is
(4.34)
Il salto entalpico isentropico nel distributore vale:
h
D
is
=
(c
1
/)
2
c
2
0
2
(4.35)
dove c
0
` e la velocit` a di ingresso al distributore/uscita dallo stadio precedente, mentre il salto
entalpico isentropico nella girante:
h
G
is
=
(w
2
/)
2
w
2
1
2
(4.36)
117
Il lavoro teorico dello stadio vale quindi:
L
th
=
1
2
_
c
2
1

2
c
2
0
+
w
2
2

2
w
2
1
_
(4.37)
Ipotizzando un grado di reazione pari a 0.5 valgono le seguenti relazioni: = , c
1
= w
2
,
c
2
= c
0
= w
1
. La 4.37 diventa:
L
th
=
1
2
_
2
c
2
1

2
2w
2
1
_
=
c
2
1

2
w
2
1
(4.38)
Per il teorema di Carnot sui triangoli vale: w
=
1
c
2
1
+u
2
c
1
ucos
1
, e quindi si ottiene:
L
th
=
_
1

2
1
_
c
2
1
u
2
+ 2c
1
ucos
1
(4.39)
Il rendimento del palettaggio si pu` o quindi scrivere come:

p
=
u(2c
1
cos
1
u)
_
1

2
1
_
c
2
1
u
2
+ 2c
1
ucos
1
=
_
u
c
1
_
(2cos
1
u)
_
1

2
1
_
+
_
u
c
1
_
(2cos
1

u
c
1
)
(4.40)
Derivando ed eguagliando a zero, si ottiene:
d
p
d(u/c
1
)
= 0
_
u
c
1
_
ott
= cos
1
1 (4.41)
e il valore di rendimento massimo:
(
p
)
max
=
cos
2

1
_
1

2
1
_
+cos
2

1
0.8 (4.42)
Per lo stadio Parsons si ha quindi che il salto massimo convertibile in condizioni di massimo
rendimento ` e circa la met` a di quello convertibile con una turbina De Laval. Si deve per ` o consi-
derare che il salto entalpico sullo stadio ` e solo una frazione del totale e che il processo avviene
con rendimenti maggiori (i rendimenti pi ` u elevati fra le turbine a vapore), gura 4.14.
118
Figura 4.14: Rendimento della palettatura di una turbina a vapore tipo Parsons al variare del
rapporto u/c
1
e confronto con le altre tipologie di turbine a vapore.
119