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Cicli inversi SEA - GPM 05/06

Cicli inversi
I cicli inversi hanno lo scopo di asportare calore da una sorgente fredda (Cicli frigoriferi) o di trasferirlo ad una sorgente calda (Pompe di calore), utilizzando in ingresso o lavoro meccanico od energia sotto diverse forme (chimica, elettrica, calore). Il principio di base di un ciclo inverso esemplificato dalla macchina inversa di Carnot, che assorbe energia meccanica con leffetto (frigorifero) di sottrarre energia alla sorgente fredda e di trasferire calore (pompa di calore) alla sorgente calda:

Figura ci1 - Ciclo inverso di Carnot Per i cicli inversi, invece di parlare di rendimento si parla spesso di COP (Coefficiente di prestazione), definito evidentemente come rapporto tra effetto energetico utile ed energia (lavoro). Nel caso del ciclo frigorifero, leffetto utile risulta la sottrazione del calore Q2 alla sorgente fredda, per cui il COP dato da: COPFR = Q2/W (ci1)

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Nel caso della pompa di calore, leffetto utile risulta il trasferimento del calore Q1 alla sorgente calda, per cui il COP dato da: COPPC = Q1/W (ci2)

Essendo poi necessariamente per la conservazione dellenergia W+ + Q2 + + Q1- = 0 ovvero (utilizzando i valori assoluti): W + Q2 = Q1 (ci4) (ci3)

il COPPC della pompa di calore (a parit di macchina e di ciclo) risulta superiore di 1 al COPFR della macchina frigorifera (il che rappresenta un sensibile vantaggio per queste tipologie applicative, comuni nelle soluzioni pi innovative per il riscaldamento domestico): COPPC = Q1/W = (Q2 + W) /W = COPFR + 1 (ci5)

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Cicli Frigoriferi a Compressione


(Esercizio RefGpm1.ees) La macchina di Carnot operante in modo inverso opera comunque con due trasformazioni di scambio termico isoterme e due trasformazioni adiabatiche isentropiche (compressione ed espansione), in modo da dare luogo ad un ciclo esternamente (scambio termico) ed internamente (attriti) reversibile. Nella realt risulta conveniente mantenere a temperatura costante le trasformazioni di scambio termico, in modo da non essere eccessivamente penalizzati dalle irreversibilit connesse allo scambio termico con differenza finita di temperatura; per fare ci si ricorre al solito a sistemi con transizione di fase, in modo che le trasformazioni isobare siano anche isoterme. Quanto alle irreversibilit, si nota facilmente che, essendo Ds = DQ/T, al diminuire della temperatura le variazioni di entropia (e di conseguenza leffetto negativo delle irreversibilit di qualsiasi specie) diventano sempre pi rilevanti. Per tale motivo, nel campo delle basse temperature occorre porre attenzione nel minimizzare le irreversibilit, ancora pi che nel caso dei cicli diretti. Daltra parte, le trasformazioni di compressione ed espansione potranno essere con buona approssimazione adiabatiche, ma non isentropiche; inoltre, i problemi legati allespansione nella zona bifase con consistenti percentuali di liquido rendono in genere improponibile lutilizzo del lavoro di espansione, che viene totalmente perso. Di conseguenza, come espansore si utilizza un dispositivo statico (valvola, tubo capillare) in luogo di una turbina. A seguito di tutto ci lo schema di impianto quello di Figura ci2, ed il ciclo corrispondente rappresentato in Figura ci3.

Cicli Frigoriferi a compressione semplice

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T 4R T1 1 4

T2

2 2R

3 s

Figura ci2 - Schema di impianto Figura ci3 - Ciclo frigorifero frigorifero a compressione limite e reale a compressione (piano T-s) Le trasformazioni del ciclo sono le seguenti: 1-2 Espansione adiabatica isentropica (ciclo limite) da p1 a p2; la trasformazione inizia dal punto 1 (liquido saturo) e termina in condizioni di vapore umido. In figura ci2 rappresentata come effettuata in una turbina, ma solo in impianti di grandi dimensioni pu valere la pena di recuperare in tal modo il lavoro di espansione (con la difficolt del fatto che lespansione inizia dal liquido e termina con bassissima frazione di vapore). Nella pratica, lespansione realizzata in una valvola od in un capillare, e quindi non produce lavoro e non certamente isentropica. 2-3 Evaporazione isobara (sistema aperto in regime permanente; la trasformazione, nel campo del vapore saturo, anche isoterma). In tale fase avviene leffetto utile, ovvero la sottrazione del calore Q2 alla sorgente fredda.

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3-4 Compressione adiabatica isentropica (ciclo limite) da p2 a p1; praticamente realizzata in modo sempre adiabatico ma irreversibile (e quindi non isentropica) in una macchina dedicata (compressore) con rendimento non unitario. Inizia dal punto 3 (vapore saturo) e termina nel ciclo reale - al punto 4R, di norma in condizioni di vapore leggermente surriscaldato. I compressori utilizzati vanno dagli alternativi (piccole potenzialit) a quelli a vite ed infine ai centrifughi (grandi potenzialit). 4-1 Condensazione isobara (sistema aperto in regime permanente; la trasformazione, nel campo del vapore saturo, anche isoterma). In tale fase avviene viene fornito il calore Q1 alla sorgente calda. Comune nelle applicazioni frigorifere lutilizzo del piano termodinamico p entalpia-pressione (p-h), che consente di 4 4R visualizzare 1 comunque con segmenti orizzontali gli scambi energetici (sia sotto forma di lavoro che di calore), ed evidenzia 3 h 2 2R comunque la suddivisione del ciclo nelle due zone di Figura ci4 - Ciclo frigorifero a alta e bassa pressione compressione nel piano p-h (Figura ci4). Il coefficiente di prestazione per il ciclo semplice inverso a compressione risulta: COPFR = Q2/W34 = (h3 - h2)/ (h4 - h3) (ci6)

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Lirreversibilit nella trasformazione 1-2 di espansione comporta che il titolo x2 finale risulta superiore al titolo x2s che si avrebbe con una trasformazione reversibile; di conseguenza, h2>h2s e leffetto frigorifero risulta inferiore nel ciclo reale rispetto al ciclo limite, essendo in ogni caso: Q2 = h3 - h2 = (1-x2) DHfg (ci7)

Esempio 1 : Ciclo ad ammoniaca per refrigerare da 25C a -10C.


Ciclo di Carnot di confronto: COPFR CARNOT = T2/(T1- T2) = 263/(298-263) = 7.5 Dalle tabelle termodinamiche dellammoniaca (NH3): p1 = 10.2 ata = 1.003 MPa h1 = hf 25 = h2 = 536.3 kJ/kg (trasf. parisentalpica nella valvola) p2 = 2.96 ata = 0.291 MPa h3 = hg -10 =1669 kJ/kg, s3 = sg -10 =8.9438 kJ/(kg K) hf -10 = 372.8 kJ/kg, hfg = 1296.4 kJ/kg h2 = 536.3 kJ/kg = hf -10 + x2 hfg x2 = 0.126 Titolo di vapore a fine espansione nella valvola h4 = 1833 kJ/kg dal diagramma T-s o p-h, trasformazione isentropica (s4 = s3, ciclo limite) fino a p = 1.003 MPa. Q2 = h3 - h2 = 1135 kJ/kg Effetto frigorifero W = h4 - h3 = 164.6 kJ/kg Lavoro di compressione

COPFR = Q2/W34 = (h3 - h2)/ (h4 - h3) = 6.88

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ovvero, per effetto delle sole irreversibilit nella valvola di laminazione: COPFR / COPFR CARNOT = 0.91 E anche da tenere presente che nella trasformazione di desurriscaldamento a 1.003 MPa la temperatura di reiezione del calore superiore ai 25 C, il che costituisce una ulteriore penalizzazione rispetto al ciclo di Carnot. Volendo passare alla potenza effettiva assorbita ed al calore sottratto per unit di tempo, occorre moltiplicare sia W che Q2 per la portata di fluido frigorigeno. Ad esempio, utilizzando un compressore della potenza teorica di 10 kW nellesempio attuale si otterrebbe una portata di ammoniaca pari a m = 0.0607 kg/s = 219 kg/h, ed un valore di Q2 = 68.8 kW. E comune nella tecnica esprimere leffetto frigorifero in frigorie/ora (le frigorie sono le kCal sottratte, 1 kCal = 4.1867 kJ; per cui 1 kW = 1 (kJ/kCal)(kCal/h)(h/s) = (1/4.1867) /(1/3600) = 860 frig/h. Di conseguenza, limpianto in questione con W = 10 kW rende un effetto frigorifero pari a Q2 = 68.8 kW = 59182 frig/h. Ai fini del dimensionamento del compressore, interessante rilevare che nelle condizioni di aspirazione allo stesso v3 = 0.4184 m3/kg, per cui la portata volumetrica in ingresso risulta pari a 0.0254 m3/s = 91.4 m3/h; ipotizzando una velocit del flusso dellordine dei 20 m/s, si ha una sezione di ingresso di 0.00127 m2, corrispondenti ad una sezione circolare di circa 40 mm di diametro.

(Esercizi RefGpm2.ees, RefGpm3.ees) Il ciclo di base di Figura ci3 si presta (per valori usuali della temperatura di condensazione, pari a circa 40C), a produrre freddo fino a temperature dellordine di -30C. Al di sotto di tali

Cicli Frigoriferi perfezionati a compressione

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valori, pu essere utile adottare un ciclo a compressione interrefrigerata (Figura ci7), secondo lo schema di Figura ci8.

Figura ci7 - Ciclo frigorifero Figura ci8 - Impianto frig.ro a compressione interrefrigerata a compr. interrefrigerata Il vantaggio dellinterrefrigerazione della compressione la riduzione del lavoro di compressione a parit di pressioni terminali e di perfezionamento delle macchine (rendimento politropico); una ulteriore alternativa quella di dividere in due anche la trasformazione di laminazione, ricorrendo ad un separatore posto a pressione intermedia, secondo lo schema circuitale di Figura ci10 ed il ciclo di Figura ci9.

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Figura ci9 - Ciclo frigorifero bipressione

Figura ci10 - Impianto frigorifero bipressione

Con lo schema risultante, a doppio livello di pressione si ottengono vantaggi, visualizzati - rispetto anche al ciclo a compressione interrefrigerata - dalla maggiore area del ciclo (lavoro specifico), e dalleffetto utile migliorato (aumento del calore asportato allevaporatore). Tali vantaggi sono ottenuti ad un costo contenuto, in quanto il separatore intermedio (sostanzialmente uno scambiatore a miscela) risulta pi economico di un interrefrigeratore a superficie, ed il costo della duplicazione dellorgano di laminazione contenuto. Lentit dei vantaggi della soluzione bipressione dipende molto dalla forma della curva limite del liquido; in pratica molti fliuidi frigorferi hanno la curva limite quasi verticale, od addirittura con pendenza negativa; in questo caso i vantaggi rispetto alla semplice interrefrigerazione della compressione possono essere molto modesti.

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Si noti peraltro che portate differenti circolano nei due settori dellimpianto (bassa ed alta pressione), con il rapporto tra le portate imposto dal bilancio del nodo di miscelazione: me h6 + mc h2 -me h3 - mc h7 = 0 ovvero: me / mc = (h7 - h2)/ (h6 - h3 ) per cui : COPFR = Q2/W = [me (h5-h4)]/[mc(h8-h7)+me(h6 - h5)] = = [(h5-h4)]/[(h6 - h3 )(h8-h7)/(h7-h2)+(h6 - h5)] (ci10) (ci9) (ci8)

Esempio 2: Ciclo ad ammoniaca per refrigerare da 25C a -10C. Valutare in alternativa allesempio 1 le prestazioni di cicli con compressione interrefrigerata od a doppio livello di pressione.
Si sceglie un valore intermedio di pressione p4 = p5 = (p1 * p2) = 0.54 MPa (media geometrica), come pratica comune nelle compressioni interrefrigerate, in modo che I due rapporti di compressione siano uguali. Dalle tabelle termodinamiche dellammoniaca (NH3): p1 = 10.2 ata = 1.003 MPa h1 = hf 25 = h2 = 536.3 kJ/kg (trasf. parisentalpica nella valvola)

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p2 = 2.96 ata = 0.291 MPa h3 = hg -10 =1669 kJ/kg, s3 = sg -10 =8.9438 kJ/(kg K) h4 = 1745 kJ/kg dal diagramma T-s o p-h, trasformazione isentropica (s4 = s3, ciclo limite) fino a p = 0.54 MPa. h5 = hv 0.54 = 1687.4 kJ/kg s5 = sv 0.54 = 8.733 kJ/(kgK)

Il calore che deve essere sottratto nello scambiatore di interrefrigerazione risulta Qic = h4 - h5 =58.4 kJ/kg. s6 = s5, h6 = 1758.4 kJ/kg dal diagramma T-s o p-h, trasformazione isentropica (s6 = s5, ciclo limite) fino a p = 1.003 MPa. Q2 = h3 - h2 = 1135 kJ/kg Effetto frigorifero

W = (h4 - h3 ) + (h6 - h5 ) = 146.85 kJ/kg Lavoro di compressione (si confronti con i 164.6 kJ/kg del caso non interrefrigerato) COPFR = Q2/W34 = (h3 - h2)/ (h4 - h3) = 7.714 che risulta superiore al valore relativo al ciclo inverso di Carnot, a seguito delle approssimazioni nellinterpolazione dei valori di entalpia dal diagramma p-h. Volendo passare alla potenza effettiva assorbita ed al calore sottratto per unit di tempo, occorre moltiplicare sia W che Q2 per la portata di fluido frigorigeno. Ad esempio, utilizzando un compressore della potenza teorica di 10 kW nellesempio attuale si otterrebbe una portata di ammoniaca pari a m = 0.068 kg/s = 245 kg/h, ed un valore di Q2 = 77.3kW= 66470 frig/h.

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Cicli Frigoriferi a compressione in serie


Per arrivare alle temperature pi basse, unaltra soluzione conveniente rispetto alle precedenti la disposizione in serie di due o pi cicli frigoriferi, con accoppiamento in uno scambiatore intermedio a superficie (con funzione di evaporatore/condensatore) secondo lo schema di impianto di Figura ci11. La presenza di uno scambiatore a superficie rappresenta un costo aggiuntivo ed introduce irreversibilit connesse a differenze finite locali di temperatura tra i due fluidi (anche nel caso del miscelatore/separatore esistevano comunque irreversibilit di miscelazione da confrontarsi con queste); il vantaggio principale costituito dalla libert di scelta del fluido frigorigeno nei due circuiti, con possibilit di migliore adattamento al campo delle basse temperature.

Figura ci11 - Disposizione in serie di due cicli frigoriferi a compressione

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Fluidi frigorigeni
Luso dellacqua come fluido frigorigeno limitato dal valore di 0C al di sotto del quale si ha il congelamento; inoltre, anche per temperature superiori la pressione di saturazione molto bassa (0.05 bar a 35C), con il problema di possibili infiltrazioni di aria nel circuito che deve operare in condizioni di vuoto molto spinto; inoltre il valore elevatissimo del volume specifico del vapore saturo imporrebbe dimensioni del tutto antieconomiche per le macchine di compressione. Le qualit richieste ai fuidi frigorigeni sono le seguenti: -Pressione di condensazione non eccessiva alle temperature di comune reiezione del calore. -Pressione di evaporazione non troppo bassa alle comuni temperature da mantenere alla sorgente fredda. -Calore di transizione di fase elevato (in modo da consentire il funzionamento con ridotte quantit di fluido). -Volume specifico del vapore saturo non troppo elevato alle comuni temperature da mantenere alla sorgente fredda, in modo da contenere la dimensione del compressore. -Atossicit. -Ininfiammabilit e sicurezza rispetto alle esplosaioni a seguito di perdita in aria. -Compatibilit con i materiali struturali impiegati negli impianti frigoriferi (rame, ottone, acciaio inox,). -Limitato danno allambiente in caso di rilascio accidentale. Pur risultando la scelta un compromesso tra le precedenti caratteristiche, i fluidi pi impiegati sono lammoniaca NH3, I Freon (DuPont) o cloro-fluoro-carburi, ed alcuni idrocarburi come C3H8 ed altri.

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Luso di ammoniaca (NH3) molto diffuso negli impianti industriali; alcuni problemi persistono rispetto allaggressivit verso le leghe di ferro e carbonio (acciai), ed ai danni allambiente nel caso di consistente rilascio accidentale. I cloro-fluorocarburi (CFC) furono derivati da idrocarburi della serie paraffinica attorno al 1940, sostituendo atomi di idrogeno con atomi di Cloro e Fluoro; essendo gas pesanti hanno caratteristiche frigorigene ottimali (sono atossici, ininfiammabili, richiedono ridotte pressurizzazioni, hanno alto calore di transizione di fase e basso volume specifico del vapore saturo), ma sono in corso di sostituzione progressiva in base al protocollo di Montreal (1976, 1987), in quanto sono stati riconosciuti tra i principali responsabili del buco dellozono e - quindi - di consistenti danni allambiente. Gi oggi - pur avendo introdotto ovunque, nei paesi industrailizzati, sistemi di ricarica degli impianti in circuito chiuso i freon completamente alogenati (cio quelli che non presentano atomi di idrogeno) come R12 (CF2Cl2), R11 (CFCl3), R13 (CF3Cl), R113 (CF3Cl3), R114 (CF4Cl2) sono banditi (a parte le operazioni di ricarica) e comunque la loro produzione si va esaurendo. Ancora fino al 2002 possibile lutilizzo di clorofluorocarburi non completamente sostituiti (HCFC), come R21 (CHCl2F), R22 (CHF2Cl), che sono almeno 10 volte meno dannosi per lambiente. Dopo tale data sar obbligatorio luso di fluorocarburi senza cloro (HFC) o refrigeranti naturali (ammoniaca; acqua; anidride carbonica). Diversi idrocarburi possono essere utilizzati come refrigeranti con buona compatibilit ambientale: gi oggi si va diffondendo, specie nei piccoli frigoriferi domestici, luso del propano C3H8, che ha il principale difetto di essere infiammabile e pi pesante dellaria, ma che non costituisce un serio pericolo nelle quantit impiegate nei piccoli impianti, assicurando una buona ventilazione ai locali (cucine).

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La compatibilit ambientale dei refrigeranti oggetto di ricerche e vincoli legislativi fin dal 1974, quando fu stabilito per la prima volta (Molina & Rowland) che il cloro dei clorofluorocarburi ha unazione catalitica distruttiva sullo strato di ozono stratosferico che protegge la terra dalla radiazione ultravioletta. A seguito di tale scoperta, sono stati sviluppati vari indici di compatibilit: ODP (Ozone Depletion Potential): indica la capacit distruttiva dello strato di ozono per un gas, con riferimento al CFC11 (ODP=1). Il refrigerante ideale ha ODP=0. GWP (Gross Warming Potential): la quantit di energia radiante nella fascia dellinfrarosso che il gas pu assorbire in un tempo di 100 anni, resa non dimensionale rispetto al dato dellanidride carbonica (principale gas ad effetto serra, GWPCO2 = 1). Il GWP (o DGWP, Gross Warming Potential per distinguerlo dallIGWP) un indicatore di come lemissione di un refrigerante altera direttamente leffetto di riscaldamento globale. IGWP (Indirect Gross Warming Potential) e TEWI (Total Equivalent Warming Impact): non solo lemissione diretta di un refrigerante che produce leffetto di riscaldamento dellambiente; nel funzionamento dellimpianto, il lavoro assorbito dal compressore deve essere fornito da un impianto di conversione energetica che a sua volta produce in genere CO2. Risultano quindi di fatto migliori gli impianti frigoriferi con elevato rendimento e COP; il risultato dipende molto dal mix energetico preso a riferimento per la produzione di energia a livello regionale (es.: combustione, idroelettrica, nucleare, rinnovabili,.). Gli indici IGWP e TEWI caratterizzano quest effetto.

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La tabella seguente caratterizza alcuni refrigeranti comuni in termini di ODP e DGWP: Tipo CFC HCFC Nome CFC-11 CFC-12 HCFC-22 HCFC-141-b HCFC-142-b HFC-32 HFC-125 HFC-134 (es. SUVA) R-407C (HFC-32/125/134a 23/25/52%) R-410A (HFC-32/125 50/50%) R-744 Anidride Carbonica R-717 Ammoniaca HC- 600 a Isobutano HC-290 Propano Ciclopentano ODP DGWP100y 1 1 0,055 0,11 0,065 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3800 8100 1500 630 2000 650 2500 1300 1520 1725 1 0 3 3 3

HFC

Naturali

In termini di IGWP o TEWI, i paragoni sono pi difficili in quanto dipendono largamente dallefficienza caratteristica degli impianti frigoriferi (molti dei quali sono piccoli e quindi di modeste prestazioni) e dal sistema regionale/nazionale di produzione e distribuzione dellenergia. In moltissime applicazioni il contributo indiretto decisamente prevalente: Distr. % GWP DGWP% IGWP% Frigorifero Condiz. Frigorifero Condiz. domestico automobile Commerciale domestico 4 96 30 70 44 56 10 90

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La progressiva possibile sostituzione dei fluidi refrigeranti riassunta nella Figura ci-12.

Figura ci-12 Sostituibilit dei fluidi refrigeranti in funzione della temperatura della sorgente fredda Nella situazione presente, il refrigerante R-134a pu sostituire egregiamente R12; per la sostituzione di R-22 in tutte le applicazioni le alternative sono pi difficili, a meno di ricorrere cosa oggi molto frequente a miscele di fluorocarburi. Tali miscele possono essere di tipo Azeotropico (la transizione di fase a pressione costante avviene a temperatura bloccata, come per i fluidi puri) o Zeotropico (si ha variazione di temperatura nel corso dellebollizione; conseguentemente il vapore si arricchisce nella frazione bassobollente ed il liquido in quella altobollente), che nella classificazione ASHRAE sono siglate come R-5xxx e R-4xxx rispetitvamente. Per particolari applicazioni (refrigerazione di sistemi che presentano

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temperatura variabile) la scelta di miscele zeotropiche pu essere conveniente. Le miscele di HFC sono molto popolari in U.S.A., perch sicure sia per ininfiammabilit che per atossicit; hanno il difetto di mantenere valori elevati del GWP, pur raggiungendo ODP = 0. Le miscele consentono molti gradi di libert e conseguentemente una forte capacit di adattamento allapplicazione specifica; il calcolo delle propriet termofluidodinamiche risulta per complesso e conseguentemente la progettazione diviene specialistica. In Europa le scelte dei refrigeranti per uso domestico od industriale sono piuttosto orientate su refrigeranti naturali (Ammoniaca; Idrocarburi), che sono per spesso sensibilmente pi pericolosi o tossici rispetto alle miscele. La figura ci13 rappresenta in modo sintetico vantaggi e svantaggi di CFC, HFC ed Idrocarburi.

Figura ci13 Sintesi di vantaggi/svantaggi di CFC, HFC e Idrocarburi.

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L Anidride Carbonica richiede pressioni molto elevate al condensatore ed allevaporatore; le altre sue caratteristiche in termini di compatibilit ambientale sono ottime, ed i COP raggiungibili (ad esempio in alternativa a R-22) sono paragonabili. Per questo motivo CO2 sta diventando uno dei fluidi frigoriferi pi interessanti, ad esempio per il condizionamento su treni, autovetture etc. Tra i refrigeranti naturali non si possono non citare i due fluidi pi comuni, aria ed acqua. LAria si presta ad applicazioni frigorifere con ciclo di Brayton/Joule inverso; il suo utilizzo comune negli aeroplani, dove esiste naturalmente disponibilit di aria compressa (compressori assiali dei motori turbofan) e dove il modesto COP ottenibile risulta un problema secondario. Con laria si possono realizzare sistemi di condizionamento leggeri e di facile manutenzione (ad esempio molti treni ad alta velocit tedeschi la utilizzano). LAcqua presenta il difetto di un fortissimo aumento di volume specifico alle basse pressioni (vuoto) necessarie per raggiungere temperature d interesse per il condizionamento. Di conseguenza le superfici allevaporatore e le dimensioni della flangia di ingresso del compressore risultano elevatissime; la differenza di pressione tra condensatore ed evaporatore molto elevata ed il compressore diviene una macchina critica. Lo stesso espansore, dovendo trattare portate volumetriche elevatissime in uscita, raggiunge inevitabilmente condizioni di flusso fortemente supersonico (il che penalizza il rendimento e ne rende difficile la progettazione). Ciononostante per le sue ottime caratteristiche di compatibilit ambientale e scambio termico i cicli frigoriferi ad acqua sono oggetto di interesse e di studio e presumibilmente raggiungeranno la maturit di mercato.

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(Esercizio AbsorGpm.ees) Esiste la possibilit di realizzare macchine frigorifere che non utilizzano energia meccanica in ingresso; in alternativa a questa, possibile utilizzare calore, anche a temperatura relativamente bassa, mediante i cicli ad assorbimento. In un impianto ad assorbimento, si utilizza una miscela di due fluidi, dei quali uno a pi alta (soluto), e laltro a pi bassa tensione di vapore (solvente). Coppie tipiche sono AmmoniacaAcqua ed Acqua-Bromuro di Litio (soluto-solvente). Soltanto la prima coppia consente di scendere al di sotto di 0C (lacqua solidifica al di sotto di tale limite), e quindi la coppia H2O/LiBr interessa principalmente per le applicazioni di condizionamento dellaria.

Cicli frigoriferi ad assorbimento

Figura ci14 - Impianto frigorifero ad assorbimento

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Con riferimento allo schema di impianto di Figura ci14, il generatore di calore viene attraversato dalla miscela, ad esempio NH3/H2O. A seguito della cessione di calore Q1 nel generatore di calore si ha evaporazione parziale della frazione altobollente (NH3); la miscela liquida si arricchisce in acqua, mentre la fase gassosa, ricca di vapore di ammoniaca, viene inviata ad un condensatore dove viene appunto condensata cedendo calore QC ad un refrigerante esterno; il condensato ricco in ammoniaca viene laminato attraverso una valvola od altro organo di laminazione, ed inviato allevaporatore dove asporta il calore Q2 alla sorgente fredda (effetto frigorifero). Successivamente, il flusso ricco in ammoniaca passa allassorbitore dove viene rimiscelato con la portata di liquido - povero in ammoniaca e ricco in acqua - proveniente dal generatore di calore. Il processo di riformazione della soluzione liquida di ammoniaca esotermico, ed quindi necessario refrigerare lassorbitore asportando una ulteriore quantit di calore QA. Una pompa ricircola la miscela riformata al generatore; in genere opportuno prevedere nello schema uno scambiatore rigenerativo, nel quale la soluzione riformata di NH3 ed H2O viene preriscaldata rigenerativamente asportando calore alla soluzione liquida povera in ammoniaca proveniente dal generatore di calore. Alcuni componenti (condensatore, organo di laminazione, evaporatore) sono gli stessi degli impianti a compressione meccanica; sostanzialmente lartificio quello di non effettuare direttamente la compressione del fluido frigorigeno (lammoniaca, nel caso in esame), ma piuttosto di effettuare la compressione in fase liquida in una pompa (con notevole risparmio di potenza), utilizzando il fluido frigorigeno in soluzione in una miscela liquida con un opportuno solvente.

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Il COPFR di un sistema ad assorbimento viene definito come: COPFRass = Q2/(Q1 + Wp) (ci12)

dove Q1 il calore fornito nel generatore di calore, e Wp il lavoro richiesto dalla pompa. Anche se in molti casi Q1 viene fornito da un sistema di combustione (ad esempio di gas naturale), sono frequenti le applicazioni che utilizzano calore di recupero a bassa temperatura (120-150C sono sufficienti per il funzionamento, anche se a prezzo chiaramente di un maggiore dispendio di superficie di scambio). In particolare sono interessanti gli abbinamenti a recuperi industriali o ad impianti di cogenerazione elettrica e termica (con motori alternativi, turbine a gas o turbine a vapore); labbinamento di un impianto ad assorbimento a questi ultimi consente spesso unalternativa interessante per il funzionamento estivo (condizionamento degli ambienti, alimentazione di celle frigorifere), mentre il calore di recupero pu essere direttamente utilizzato nel periodo invernale. Una ulteriore possibilit, nel periodo invernale, di utilizzare limpianto ad assorbimento (magari presente per il funzionamento estivo) come trasformatore di calore, riqualificando a maggiore temperatura il calore recuperato a temperatura pi bassa. I calcoli relativi al dimensionamento di un impianto ad assorbimento richiedono luso di diagrammi di stato per le miscele con composizioni tipiche, o piuttosto di programmi di calcolo per le propriet termodinamiche delle miscele. Un limite superiore al COPFRass pu essere comunque calcolato trascurando il lavoro di pompaggio (che molto piccolo rispetto al calore ceduto nel generatore di calore) e riferendosi a trasformazioni idealmente reversibili. In tal caso, il sistema interagisce soltanto mediante gli scambi termici, che avvengono a temperatura costante, per cui: Q2/Tev + Q1/Tgc = (QC+ QA)/Ta (ci13)

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in cui Tev la temperatura allevaporatore (imposta dalla richiesta di effetto frigorifero), Tgc la temperatura al generatore di calore (imposta dalla disponibilit di energia termica di recupero, o dalla scelta della pressione di esercizio del generatore), Ta la temperatura del refrigerante utilizzato sia per il condensatore che per lassorbitore, normalmente pari alla temperatura ambiente. Le quantit di calore sono assunte in valore assoluto in modo che le variazioni di entropia espresse al primo ed al secondo membro siano di uguale segno. Dal primo principio (conservazione dellenergia), trascurando Wp, deve essere peraltro: Q2 + Q1 = QC + QC per cui, sostituendo: Q2/Tev + Q1/Tgc = (Q2 + Q1)/Ta ovvero: COPFRass = Q2/(Q1 + Wp) Q2/Q1 = [1/Ta - 1/Tgc ][1/Tev - 1/Ta ] (ci15) Tale espressione tende a Tev/(Ta - Tev) per Tgc ; tale valore risulta pari al COPFR di un ciclo inverso di Carnot operante tra Tev e Ta. (ci14)

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Esempio 3 - Calcolare il COPFR di un impianto ad assorbimento operante tra 25C e -10C, utilizzando calore disponibile tra 300 e 900 C.
In base alla formula ci15, il COPFR della macchina ad assorbimento mostrato nella figura Ci15 tra 300 e 900 K.
8 7 6 5 COPFRass 4 3 2 1 0

Tev = 10 C Tev = 0 C

Tev = -10 C

300

400

500

600

700

800

900

Temp. di ev. al generatore di calore, K

Figura ci15 - COP di un impianto frigorifero ad assorbimento in funzione della temperatura al GC ed allEvaporatore. Si ricorda a titolo di confronto che il COP di una macchina ideale di Carnot (Esempio 1) era pari a 7.5; per una macchina a compressione semplice, si era determinato per un ciclo limite (rendimento unitario del compressore) un COP pari a circa 6.; mentre una macchina a doppia compressione interrefrigerata forniva - nellambito delle approssimazioni connesse allutilizzo di diagrammi di stato in forma grafica - COP dello stesso ordine del COP di Carnot (Esempio 2). In generale, si rileva che il COP di un impianto frigorifero ad assorbimento risulta sensibilmente inferiore rispetto alle

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soluzioni a compressione, soprattutto nel caso in cui la sorgente di calore superiore (generatore di calore) sia a temperatura relativam,ente bass. Il COP risulta superiore ad 1 solo per Tgc>350 K. Nella fascia di interesse per il recupero termico (100C < Tgc <250 C) si possono realizzare teoricamente COP dellordine di 2-3.

La trasformazione di compressione, invece di essere effettuata in una macchina operatrice (compressore), pu essere operata mediante un eiettore, utilizzando una portata traente di vapore ad alta pressione (Figura ci16).

Cicli frigoriferi a termocompressione

Figura ci16 - Schema di impianto e ciclo T-s di un impianto frigorifero a termocompressione Ci risulta vantaggioso, particolarmente nei casi in cui il volume specifico del vapore da comprimere, alla pressione richiesta dallevaporatore (ed imposta dal legame pressione-temperatura in condizioni di saturazione), risulta elevato.

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Casi applicativi tipici di cicli a termocompressione sono gli impianti che utilizzano acqua come fluido frigorigeno (comunque con il limite di non potere ottenere allevaporatore temperature inferiori a 4-5 C); sono peraltro diffuse queste soluzioni impiantistiche anche per altri fluidi frigorigeni (ad esempio R11 ed R12). (Esercizio CapVSTGpm.ees) La pompa di calore non differisce da un impianto frigorifero altro che per leffetto utile, che non quello del raffreddamento del sistema a cui viene sottratto calore, ma piuttosto di riscaldare il sistema a cui avviene lo scambio termico superiore. Per tale motivo il COP (Eq. Ci5) risulta di diversa espressione rispetto a quello dellimpianto frigorifero, ed in ogni caso superiore a questo di una unit. COPPC = Q1/W = (Q2 + W) /W = COPFR + 1 (ci5)

Pompe di calore

E anche possibile che uno stesso impianto realizzi sia leffetto frigorifero che quello di riscaldamento: in tal caso, evidentemente, lasportazione di calore avviene a T2 <Ta, mentre la reiezione a T1>Ta. In principio, le pompe di calore sono realizzabili con tutti gli schemi analizzati per i cicli frigoriferi: oltre alle macchine a semplice compressione, esistono quindi quelle a compressione frazionata od in serie, le soluzioni ad assorbimento e quelle a termocompressione. Nella gran parte dei casi - ad esempio nelle applicazioni di riscaldamento civile - il calore viene asportato allambiente (T2 =Ta), e fornito a temperatura superiore; esistono peraltro applicazioni industriali in cui le pompe di calore operano su correnti calde (T2 >Ta), elevandone ulteriormente il livello di temperatura fino a quanto richiesto da utilizzi di processo.

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Per un processo idealmente reversibile, la pompa di calore opera secondo un ciclo inverso di Carnot, realizzando un effetto utile pari a: COPPC CARNOT = Q1/W = Q1 /(Q1 - Q2) = T1 /(T1 - T2 ) (ci16)

che graficata in Figura ci17 in funzione di T2/T1. Si nota che gi per T2/T1< 0.8 risulta impossibile ottenere COP teorici superiori a 4. Nella realizzazione pratica degli impianti difficile superare la met del COP teorico.
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COP PC CARNOT

0 0,0 0,2 0,4 T2/T1 0,6 0,8

Figura ci17 - COP di una pompa di calore reversibile in funzione del rapporto delle temperature di funzionamento Per ottenere COP interessanti da una pompa di calore, quindi necessario che le due temperature (estrazione e reiezione del calore) siano tra loro vicine. Ad esempio, nelle applicazioni di riscaldamento civile si adottano necessariamente elementi di riscaldamento con pannelli radianti a pavimento o termoconvettori, che possono funzionare correttamente con

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temperature del fluido termovettore sensibilmente pi basse (35 - 50 C) rispetto a quanto avviene nei convenzionali radiatori. Risultati interessanti si ottengono mediante accoppiamento diretto ad impianti motori di pompe di calore a compressione (Figura ci18). In tal caso, al calore prodotto dalla pompa di calore si aggiunge quello recuperato allo scarico del motore primo (ad esempio un motore a combustione interna). Ad aumentare la versatilit dellimpianto, possibile prevedere sia la produzione contemporanea di energia elettrica (con un giunto che esclude la pompa di calore quando il riscaldamento con la pompa di calore risulta non necessario), sia il funzionamento invertito nel periodo estivo con effetto di condizionamento (climatizzazione estiva ed invernale, ad esempio con termoconvettori/ climatizzatori). Tutto ci, a prezzo di complicazioni impiantistiche e di gestione dellimpianto che si riflettono naturalmente sui costi di installazione e di esercizio. Figura ci18 Accoppiamento di pompa di calore a compressione e di motore a combustione interna

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Appendice - Grafici da simulazioni EES


400 350 300 Wc [kJ/kg] 250 200 150 100 50 -30 -25 -20 -15 -10 -5 T[3] [C] 0 WC -NH3 Simple Compression refr. Cycle 18,5 COP (C.Eff. = 1) 14,5 R134a NH3 10,5 COP 22,5

COP (C.Eff. = 0,8) 6,5 2,5 15

10

Lavoro di compression e e COP per ciclo a compr. semplice NH3 e R134a Analisi exergetica per ciclo a compr. semplice NH3

0,784 0,782 0,780 0,778 0,776 0,774 0,772

Simpe Compression Refrigeration Cycle Compressor

0,200 0,160 Relative Exergy Destruction 0,180 0,140 0,120 0,100 0,080

Eta

Throttle

0,060 0,040 0,020 15

0,770 -30

-25

-20

-15

-10 -5 T[3] [ C]

10

400 350 300 wc [kJ/kg] 250 200 150 100 50 -30 -25 -20 -15 Refr. Cycle with Intecooled Compression WC

22,5 18,5 COP (C. Eff. = 1) 14,5 10,5 6,5 COP (C. Eff. = 0,8) -10 -5 T[3] [ C] 0 5 10 2,5 15 COP

Lavoro di compressione e COP per ciclo a compressione interrefrigerata - NH3

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Exergy Balance - Intercooled Refr. Cycle Expander 0,770 0,760 0,750 0,740 0,730 -30 1st compressor 2nd compressor

0,780

0,120 0,100 0,080 0,060 0,040 0,020 Relative exergy destruction Relative Exergy Destruction

Ex. Efficiency Intercooler

0,000 5 10 -0,020 15

-25

-20

-15

-10 -5 T[3] [ C]

Analisi exergetica per ciclo a compr. interrefrigerata - NH3


800 700 600 wc [kJ/kg] 500 400 300 200 100 0 -25 -20 -15 -10 COP (C.Eff. = 0,8) -5 0 T[3] [ C] 5 10 15 0 20 10 5 WC Refr. Cycle with Intermediate Mixer/Sep. 25 20 15 COP

Lavoro di compressione e COP per ciclo a compressione con miscelatore/separatore intermedio - NH3
0,790 0,780 0,770 0,760 0,750 0,740 0,730 0,720 0,710 -25 -20 -15 LP Compressor HP Compressor Mixer/Separator HP Throttle ETA Exergy Balance - 2-Compr. Refr. Cycle wth Mix/Sep 0,120 0,100 0,080 0,060 0,040 0,020 LP Throttle -10 -5 0 T[3] [ C] 5 10 15 0,000 20

Bilancio di exergia - ciclo con misc./sep. intermedio - NH3

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