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3 DODICI MESI // dicembre 2011

IN QUESTO NUmerO

Un Natale ricco di emozioni


dal 25 novembre al 31 dicembre 2011

Editoriale Opinioni Prodotto & mercato Ettore Lonati: Il male di questo paese si chiama burocrazia Graziana Campanato: Giustizia bresciana tra luci e ombre Fabio Fossati: La passione del basket Beppe Viselli: Mister Champagnone Strategia dimpresa Lavoro Bacheca Glocalizzazione: Si scrive Brescia si legge industria Emergenza sfratti: soluzioni in campo Pranzo per dieci in tempo di crisi Hinterland: Rezzato Centro storico: Brescia la bella addormentata Tu e il fisco Politica e societ Pelo e contropelo

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115 Brainstorm 116 In punta di spada 119 Centri massaggi orientali: meglio sapere che 123 Il treno dei sapori 127 Quando a Brescia cerano i Domenicani 128 Centrale del Latte: Avere 80 anni e non sentirli 131 BSNews.it/Il sondaggio: Sar un Natale al risparmio? 136 Essere donna per dirsi femmina, sempre 139 I ventanni della Carlo Marchini Onlus 142 Klezmorim: viaggio nel tempo con la musica Yiddish 145 L esercito dei single di ritorno 149 Qui & l 154 Gentile Farmacista 156 Specchio delle mie brame 159 Videoteca 160 successo

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Dicembre 2011 Anno III - Numero 11 Rivista mensile - 1,20 Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile Giorgio Costa direzione@edizioni12.it Coordinamento Donatella Car donatella.care@dodicimesi.com Hanno collaborato Alice Aimo, Eva Alessandri, Giovanni Altuni, Stefano Anzuinelli, Davide Bacca, Fiorenzo Bandirali, Luce Bellori, Livio Benassi, Esterino Benatti, Elizabeth Bertoli, Silvio Bettini, Paoloemilio Bonzio, Donatella Car, Alessandra Cascio, Lodovico Cherubini, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Enrico Filippini, Bruno Forza, Lorenzo Frizza, Emanuela Gastaldi, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Immanuel, Viola Ladi, Lucrezia Lombardi, Ferdinando Magnino, Sergio Masini, Enrico Mattinzoli, Cristina Minini, Fedele Morosi, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Francesco Rastrelli, Libero Rosellini, Federico Rossi, Massimo Rossi, Emanuele Salvi, Salvatore Scandurra, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Silvia Valentini.
Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

DODICI MESI

MESI

Editore Edizioni 12 Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia Registrazione Tribunale di Brescia n. 52 del 24/11/2008 Impaginazione Sales Solutions Srl Fotografie Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini Stampa Tiber Spa - Brescia Pubblicit Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it

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MESI 12dicembre 2011

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Gli indiGnados

DITORIALE

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Jan Palach e Piazza Tienanmen

an Palach era un giovane studente iscritto alla Facolt di Filosofia dellUniversit Carlo di Praga. Jan assistette con interesse alla stagione riformista del suo paese, chiamata Primavera di Praga. Nel giro di pochi mesi, per, questesperienza fu repressa militarmente dalle truppe dellUnione Sovietica e degli altri paesi che aderivano al Patto di Varsavia. Nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969 Jan Palach si rec in piazza San Venceslao, al centro di Praga, si ferm ai piedi della scalinata del Museo Nazionale, si cosparse il corpo di benzina e si appicc il fuoco. La protesta di piazza Tienanmen, a Pechino, fu una serie di dimostrazioni guidate da studenti, intellettuali e operai nella Repubblica Popolare Cinese tra il 15 aprile e il 4 giugno 1989. Simbolo della rivolta considerato il Rivoltoso Sconosciuto, uno studente che, da solo e completamente disarmato, si par davanti a una colonna di carri armati per fermarli. La protesta si verificata proprio nellanno in cui si sono rovesciati i regimi comunisti in Europa. Il 15 maggio 2011, in occasione delle elezioni amministrative spagnole, il movimento degli Indignados ha dato vita ad una larga mobilitazione di protesta pacifica dal basso contro il governo di fronte alla grave situazione economica in cui versa il Paese. Il movimento composto da cittadini in generale, disoccupati, casalinghe, immigrati, uniti dallo slogan: Noi non siamo marionette nelle mani di politici e banchieri. A cinque mesi di distanza, il 15 ottobre 2011, nel nome comune degli Indignados, decine di proteste hanno scosso il mondo intero, interessando gran parte delle capitali occidentali e molti centri asiatici. Il 21 ottobre scorso, un uomo di 42 anni dal

comunissimo cognome Wang, si dato fuoco sulla piazza Tienanmen. Bench un atto di protesta cos estremo suggerisca collegamenti con gli incidenti e la repressione del 1989, non sembra avere nulla a che fare con la politica. La Pubblica Sicurezza sostiene che luomo abbia voluto manifestare cos la sua contrariet per una causa civile persa. Casi simili accadono, nel contesto di demolizioni brutali di abitazioni o tra i questuanti che si vedono respinte dalle autorit lamentele contro torti subiti. Questi eventi, dalla straordinaria ricorrenza temporale quasi ventennale, hanno un filo comune che li unisce: la protesta del popolo, spesso con studenti in prima fila, contro i poteri forti. Ma se nel 69 e nell89 si lottava per la libert, i diritti civili, di pensiero, dinformazione e di libera circolazione, oggi le proteste avvengono per lo pi per motivi economici, per ottenere o non rinunciare a quelli che, tutto sommato, sono privilegi. Rispetto ai miliardi di persone che in tutti i continenti vivono sotto la soglia di sopravvivenza, senza diritto allacqua, alla salute, alla vita, noi che protestiamo siamo dei privilegiati. Anche se il benessere nostro e dei nostri figli, nel prossimo futuro, sar sicuramente meno roseo del nostro passato pi recente, avremo comunque una condizione immensamente migliore di quella dei nostri genitori, dei nostri nonni e bisnonni vissuti nella prima met del 900. Non dobbiamo certo ignorare o giustificare le tirannie e i potentati di ogni tipo, ma le rivendicazioni esclusivamente economiche, troppo spesso si sono trasformate in guerre che riducevano in macerie le civilt. Rendendo sempre pi ricchi i ricchi e sempre pi poveri i poveri. Giorgio Costa
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O
di ANTONiO PANiGALLi

PINIONI

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sedici sUmmiT in VenTi mesi


ma leUroPa brUcia

ante sono le riunioni organizzate da parte di Unione Europea e BCE che hanno avuto ad oggetto il problema, allepoca embrionale assolutamente gestibile, della Grecia e di quello che ne consegue/conseguir, ma nulla, assolutamente nulla di significativo accaduto, anzi, la mancanza di una vera banca centrale (stile Fed negli USA) e di un vero e proprio autorevole governo Europeo (politico o come minimo economico), pi o meno federale, portano diritto verso gli espropri massificati delle singole sovranit popolari, destinate ad una capitolazione, magari fino a quando non si arriver al bond tedesco? (ammesso poi ci si fermi), ma con quale effetto? Intanto una delle solenni dichiarazioni fatte fin dalla grande crisi USA del 2008 e cio dare regole certe e stringenti al devastante modus operandi della incontrollabile finanza legata agli strumenti non convenzionali (es: derivati, vendite allo scoperto, credit swap, ecc.) utilizzati purtroppo, magari anche naked, verso le emissioni del debito sovrano dei paesi che di volta in volta entrano nella mira degli speculatori, non ha ancora avuto esiti di sorta se non delle dichiarazioni di intenti. Anche lUnione Europea, finalmente, sostiene di aver apprestato una apposita tabella di marcia per impostare una riforma della finanza selvaggia che dovrebbe essere composta ed approvata entro fine 2011 (meglio tardi che mai) per poi entrare effettivamente in vigore nei successivi sei mesi (se nel frattempo non saranno gi falliti la met dei paesi EU).

Sbagliare le analisi significa nella maggior parte dei casi sbagliare anche la diagnosi e di conseguenza la terapia e questo vale anche e soprattutto se si sbagliano i tempi di intervento, se questo lo si fa volutamente, il dolo, probabilmente correlato agli interessi dei big drivers (leggesi Germania e Francia) diventa veramente grave, anche perch alla fine rischia di travolgere i piccoli inermi stati della UE, ma anche le grandi potenze economiche se non larea euro nel suo complesso. Il crack finanziario di tre anni fa aveva fatto in modo che la comunit internazionale (un po tutti gli economisti e policy maker mondiali) facesse quadrato sulla necessit di regole, regole che dovevano, principalmente ma non solo, evitare la nascita di nuove bolle di speculazione selvaggia, riducendo la finanziarizzazione dei mercati e il potere delle private societ di rating. La crisi della Grecia e a questo punto anche quella di Spagna, Italia e degli altri paesi per ora e man mano contagiati, dimostra che nulla in questo senso stato fatto e che la crisi non si combatte con una spinta selvaggia alle privatizzazioni, che essendo condotte sotto la sferza della troika UE, Fmi e Bce potrebbero consistere in vere e proprie svendite di immensi patrimoni nazionali (la scorsa settimana un amico greco mi ha raccontato che di fatto la Grecia e tutte le sue propriet sono di fatto ipotecate in toto dalla Germania, loro la chiamano la guerra del Quarto Reich). Le privatizzazioni hanno senso e vanno sicuramente fatte solo in un ambito di regolamentazione e controllo di medio lungo periodo, altrimenti, allattuale stato di

valorizzazione delleconomia, come cercare di risolvere le cose con gli stessi strumenti che hanno messo in crisi il sistema stesso o come voler spegnere un incendio con un lanciafiamme senza mai uscire dal vortice della finanziarizzazione esasperata delleconomia. Pi i mercati sono aperti, pi, in assenza di regole rigide, densa linterconnessione ed facile il contagio. La libera circolazione dei capitali ne lesempio pi estremo ed emblematico, perch basta un clic sul tasto di un computer a New York per vedere un titolo, magari anche sovrano, che sale e scende su una borsa qualsiasi in giro per il mondo. Ma questo non vale per tutto il mondo. Lo dimostrano, come controprova, i casi importanti di immunit dal contagio che la Cina e lIndia hanno dimostrato nella recessione del 2008-2009. Questi nuovi giganti economici hanno una cosa in comune: ladesione solo parziale alla libert di movimento delle merci o dei capitali e la loro ferrea regolamentazione normativa e questo rende le loro economie di fatto vaccinate contro i disastri che la deregulation della esasperata finanziarizzazione economica produce nella globalizzazione. Italia ed UE, quindi, sono di fronte allennesimo bivio: o si modifica sostanzialmente il modello di sviluppo e si riduce progressivamente la finanziarizzazione delleconomia con un contestuale rilancio di una nuova industria sostenibile in grado di far ripartire i motori delleconomia stessa, oppure si resta in bala delluragano e con gli uragani non si scherza, prima o dopo si muore!
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oveva accadere e alla fine successo: sotto il peso di uno spread che ha superato quota 600 punti il governo Berlusconi caduto con grande risonanza; tutti i paesi occidentali, preoccupati che lItalia potesse portare lEuropa nel baratro, hanno seguito in diretta gli eventi di Montecitorio del 12 novembre. Una volta per fermare la democrazia si usavano i carri armati, ora si usa lo spread ha tuonato il giorno stesso Giuliano Ferrara dal palco del Teatro Manzoni di Milano, omettendo per di dire che lo spread sui titoli di stato non si utilizza, ma si determina, cos come il prezzo di qualsiasi altro bene, dallincontro tra domanda e offerta: se questultima fissa e costante, il nostro debito esiste, non siamo in grado di rimborsarlo ergo deve essere rifinanziato, non cos per la domanda, per sua natura volatile. In Italia finito lo show di Berlusconi ha scritto Alexander Stille sul Washington Post, sottolineando come lex Presidente del Consiglio abbia dominato la vita italiana per 17 anni giocando un sorprendente numero di ruoli: tycoon della tv, proprietario di una squadra di calcio, primo ministro, imputato, playboy internazionale. Sono posizioni queste, non le sole, che hanno in qualche modo voluto correlare o confutare il legame tra la figura del nostro ex Presidente del Consiglio e loperato del suo esecutivo allandamento dei mercati finanziari.

Ma questo legame esiste? Se vero che alcune delle cause di fluttuazione accentuata dei tassi, afferendo alla sfera della credibilit ne sono riconducibili, esistono almeno due concause tecniche che con loperato del governo non hanno nulla a che vedere. Il tema valutario - Quando, per un motivo qualunque, la finanza esce da un investimento sul debito di uno stato sovrano denominato nella sua divisa, pensiamo per esempio ad operazioni finanziarie in sterline, il prezzo dei titoli scende e di conseguenza il loro rendimento sale. Se il maggior rendimento dei titoli non sufficiente per attrarre nuovi investitori, il mercato, che in quel momento detiene sterline, si sposter verso investimenti in altra valuta. Ci significa che vender sterline che conseguentemente si svaluteranno rispetto ad altre (per esempio al dollaro o alleuro). Leffetto congiunto della riduzione del prezzo dei titoli e della svalutazione della sterlina rispetto ad altre valute, genera un innalzamento di rendimento dei titoli sufficiente per attrarre nuovi capitali e riequilibrare gli spread. Ci non avviene in Italia che fa parte delleuro, quindi chi vende i nostri Btp si trova a disporre di denaro, euro appunto, che pu tranquillamente impiegare su investimenti alternativi ancora in euro, senza generarne svalutazione; va da se allora che il nostro Tesoro deve aumentarne i rendimenti per attrarre nuovi investitori. Le scelte di investimento degli investitori passivi - Il nostro debito, negli

ultimi anni, cresciuto molto poco sia in termini assoluti i nostri deficit sono stati minori di quelli di molti altri stati sia in termini relativi, ossia in rapporto al Pil. Secondo i conteggi di alcuni economisti, nel 2000 il nostro debito era pari al 40% circa dellintero debito pubblico dei paesi delleuro, oggi sceso al 20% circa. Gli investitori passivi - Fondi comuni di investimento, fondi pensione, assicurazioni, ecc., investono massicciamente comprando indici, ovvero panieri mixati di titoli composti da azioni e da obbligazioni, non singoli titoli. Chi, fra essi, volesse comprare il debito europeo, comprerebbe titoli secondo i pesi che il debito di ciascun paese esprime in rapporto al debito pubblico in euro complessivo: se il debito italiano fosse pari al 40% del debito europeo complessivo, un fondo pensione comprerebbe 40 euro di Btp su 100 euro investiti, se fosse il 20% ne comprerebbe per 20 euro. Crescendo quindi meno degli altri, il nostro debito ha visto ridurre il suo peso relativo negli indici delle obbligazioni in euro emesse dai vari Tesori quindi, proprio perch cresciuto meno di quello degli altri, comprato di meno dagli investitori passivi. Anche questo fattore frenandone la domanda, penalizza gli spread. Io non sono in grado di stabilire il peso di ciascuno di questi tre fattori, ma plausibile pensare che ognuno di essi non pu, da solo, pesare per il 100% sulla situazione in cui ci troviamo.
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ENSIERI DI

si chiama bUrocrazia
no dei nomi storici della finanza bresciana pronto a lasciare la scena: Hopa, la finanziaria che ha orchestrato la madre di tutte le scalate, quella a Telecom Italia del 1999, tra qualche settimana chiuder i battenti. Lo scorso ottobre la bicameralina della finanza italiana, come era stata ribattezzata, stata incorporata in Mittel. Unoperazione accarezzata da tempo. Gi nel 2007 le due societ erano arrivate a un passo dalle nozze. Allora gli azionisti di Hopa vollero per sondare unaltra via, quella che portava alla finanziaria veneta Palladio. Non se
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il male di QUesTo Paese


A colloquio con ettore Lonati, presidente dellomonimo Gruppo bresciano.

di dAVide bAccA

ne fece nulla. Tocc quindi a Sopaf sedersi al tavolo, fino al ritorno di fiamma con Mittel. La societ di Giovanni Bazoli ha rilevato Hopa nel 2008, quando la holding bresciana, uscita con le ossa rotte dalle fallite scalate bancarie del 2005, era vicina al fallimento. Ora per arrivato il tempo di una vera fusione per incorporazione. Nel portafoglio di Hopa un patrimonio netto di 214 milioni a fine 2010 ci sono oggi quote di fondi di private equity e alcune importanti partecipazioni come quella nel Fashion District (vale a dire gli outlet di Valmontone, Mantova e Molfetta). Al termine delloperazione Mittel diventer una societ diversa ha spiegato nelle scorse settimane Bazoli che

potr essere vista molto meglio dagli investitori e dai mercati, sia perch avr una struttura semplificata, sia perch dal punto di vista patrimoniale Mittel diventer pi adatta per essere quotata in Borsa. Quanto ai rapporti con i nuovi soci, Bazoli ha assicurato che tutti andranno daccordo a cominciare dalle due anime bresciane: Ci sono gi tutte le basi perch questo flusso di nuovi azionisti diventi omogeneo con quelli precedenti ha spiegato il professore, che di fusioni eterogenee se ne intende (basti pensare a quella tra San Paolo e Cab). A garanzia di questo patto darmonia Bazoli ha citato il gruppo Lonati con cui, ha spiegato, ho personalmente un rapporto antico di amicizia e lavoro. proprio il gruppo Lona-

ti, oggi, a detenere il maggior numero di azioni di Hopa. In Mittel il peso dei re delle macchine per calzifici sar di oltre il 3 per cento. Il capofamiglia, Ettore, classe 1938, da sempre socio della finanziaria bresciana, di cui stato presidente in anni delicati. Lo abbiamo incontrato per parlare di Hopa, ma non solo. Dottor Lonati, con il tramonto di Hopa finisce unepoca? La storia di Hopa la conosciamo tutti. andata come andata. Ora abbiamo deciso di fare la fusione con Mittel e tutte le azioni della holding verranno concambiate. Poi, con la quotazione in Borsa, ciascun socio potr decidere cosa fare. Per quel che riguarda Mittel lintenzione del professor Bazoli rilanciare la societ, soprattutto sul territorio bresciano. In che modo? Finora Mittel stata una realt un po ingessata, poco dinamica: lidea che possa diventare una sponda importante per gli imprenditori bresciani. E oggi qual lesigenza pi sentita dagli imprenditori? Il credito. Purtroppo scontiamo da anni direi almeno da quando iniziata la crisi una stretta che non tende ad allentarsi. Anche imprese pi che solide hanno fatto crack spaventosi e cos le banche sono diventate pi attente nel prestare denaro. In questo modo si per creato un circolo vizioso: se lazienda gira, i soldi arrivano, se limpresa in difficolt, i cordoni della borsa di chiudono. Ma proprio in questultimo caso che il credito pi urgente. Insomma, vero il vecchio detto: Le banche ti chiudono lombrello quando piove. In questi anni sul tema si sono tentati accordi e si sono sperimentate soluzioni, anche da parte di molte istituzioni (Regione, Provincia, Camera di Commercio). Ma a quanto pare non bastano. Come se ne potrebbe uscire? Bisognerebbe dare un rating alle aziende. Non parlo di una semplice valutazione finanziaria, cosa che le banche gi fanno. Ma di unanalisi tecnica non solo sui bilanci di unimpresa, ma anche sulle sue potenzialit, sulla bont dei suoi progetti, sui suoi margini di crescita. Io credo che servirebbe un istituto intermedio, un team di tecnici in grado di fare una valutazione a 360 di una realt imprenditoriale.

17 Permettere la regolarizzazione del nero tramite lacquisto in contanti Quindi il male di questo Paese si chiama burocrazia? In buona parte s. La politica conta, ci di titoli di stato mancherebbe. Ma a Roma sono le strutsenza interessi. ture ad essere incartapecorite. Non si Ma da chi dovrebbe essere composto? Penso a una struttura indipendente che si dovrebbe interfacciare con le banche per valutare standing e piano industriale delle aziende. Credo che un ruolo fondamentale potrebbe essere giocato dallUniversit che potrebbe mettere a disposizione competenze e professionalit. In un tessuto economico come il nostro, fatto per lo pi da contoterzisti, sarebbe unoperazione ancora pi importante per monitorare landamento di alcuni settori. Si potrebbe partire dai filoni imprenditoriali in cui Brescia pi forte, lautomotive, la siderurgia, il meccanotessile ma anche il commercio. Per ora solo unidea, ma sarebbe importante riuscire a mettere a punto uno strumento di questo tipo. Oltre al credito, qual secondo lei la priorit che andrebbe affrontata per far ripartire il Paese? Creare lavoro. Soprattutto per i giovani. Come? Investendo nelle infrastrutture, che sono uno dei talloni dAchille dellItalia. Provate a mettere a confronto gli aeroporti italiani con quelli tedeschi, inglesi o francesi. Fanno pena. In Austria i camion sono spariti dalle strade, perch le merci viaggiano quasi tutte sui treni. Da noi ci sono colonne di tir che intasano le autostrade: servirebbero nuove infrastrutture ferroviarie, centri logistici e snodi di smistamento delle merci. Si libererebbero le strade e diminuirebbe linquinamento. Ventanni fa si parlava di fare un polo a Rezzato con le Ferrovie Svizzere, poi la burocrazia ha bloccato tutto. Ma gli esempi sono infiniti: la Costa Crociere voleva spendere 70 milioni per fare il suo terminal nel porto di Genova ma le lungaggini amministrative hanno fatto sfumare loperazione, il rigassificatore di Porto Empedocle aspetta da sei anni, Ikea sta scappando dalla Toscana... Non bisogna andare nemmeno troppo lontano, basta pensare alla nostra autostrada della Val Trompia, o al tunnel sotto la Maddalena. Opere di cui si discute da decenni e che non sono mai partite e forse non partiranno mai. Eppure darebbero slancio alleconomia e creerebbero posti di lavoro. riesce a cambiare nulla, e quando ci si riesce ci vogliono anni. Parlo di cose di buon senso, non di riforme epocali. Per esportare il tondino in Francia ci sono pratiche amministrative che durano anche un anno. Per fortuna ogni tanto arriva anche qualche buona notizia: il Parlamento ha approvato lo Statuto delle imprese, compreso lemendamento della senatrice Vicari che tutela le aziende impegnate nel garantire forniture con posa in opera. Anche queste e io penso allAlfa Acciai potranno beneficiare delle tutele previste dal Codice dei Contratti Pubblici potendo sospendere le forniture dinanzi a mancati pagamenti. Un altro problema quello dellevasione fiscale. Che secondo alcuni studi vale almeno un sesto del Pil. Senza dubbio. E le iniziative che si possono devono mettere in campo per contrastare il fenomeno sono numerose. Unidea utile potrebbe essere quella di consentire lacquisto dei titoli di Stato in contanti al valore nominale (100), annullando ovviamente linteresse che ne deriverebbe per 5 anni con, logicamente, lobbligo di non venderli per lo stesso periodo. In questo modo chi ha liquidit in nero avrebbe interesse a regolarizzarla, sostenendo le finanze del Paese in un momento di forte difficolt finanziaria. Mi rendo conto che si tratta di una proposta che far discutere, ma io la trovo interessante. E dovranno comunque essere i tecnici a dire se veramente fattibile. I capitali devono rientrare dallestero. Ma in questo scenario lei a un giovane consiglierebbe di lasciare il Paese? Mah, dico solo che in giro ci sono Paesi che offrono grandi opportunit, cosa che in Italia non accade. Penso alla Cina, che ha ottime scuole e Universit e che oramai la locomotiva economica del pianeta. Ma anche gli Stati Uniti e lAustralia sono posti che offrono ancora occasioni di crescita e sviluppo. Io un pensierino ce lo farei.... Commenta questo articolo su

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intervista a Graziana campanato, presidente della corte di Appello di brescia.

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a giustizia bresciana non malata ma soffre ed a subirne le conseguenze sono i cittadini. Non un buon punto di partenza ma un dato di fatto, una situazione complessa che gli operatori della giustizia conoscono bene e che i cittadini, troppo spesso, subiscono. E se da un lato necessario denunciare le cause di questo stato delle cose, dallaltro occorre studiare nuove soluzioni perch i cittadini di questo distretto abbiano una buona risposta di giustizia. A scattare questa fotografia Graziana Campanato, la presidente della Corte dAppello di Brescia che, per i non addetti ai lavori, guida, dirige e coordina da circa un anno i giudici che lavorano negli uffici giudiziari del distretto che comprende Brescia, Bergamo, Mantova, Cremona e Crema. Un territorio con una popolazione che supera i tre milioni, con quasi 250mila imprese che danno occupazione a oltre 1 milione di addetti ma con un rapporto giudice/abitanti tra i pi penalizzati dItalia. Ancora una volta si costretti a ricordare come la Corte dAppello di Brescia e il Tribunale abbiano un organico, di magistrati e di personale amministrativo, insufficiente a svolgere i processi. Non riusciamo ad assorbire i flussi delle nuove cause (oltre 135mila lanno) e ogni anno sono pi di mille quelle a cui non riusciamo a dare risposte (sentenze), che si aggiungono alle olre 100mila cause civili pendenti nei vari uffici del distretto (Corte dAppello, Tribunali e Giudici di Pace). Per la sola Corte dAp-

pello aggiunge la presidente sono 11mila le cause pendenti e crescono di 3.000 lanno. importante anche ricordare che il legislatore ha continuato ad ampliare le competenze della Corte

in materia civile (Consob, tutela della concorrenza, diritto familiare, diritto fallimentare) spesso chiamata ad essere giudice di primo grado. Dovrebbe essere anche ripensato il sistema delle

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ENSIERI DI

impugnazioni nel settore penale che di fatto porta allattenzione della Corte un numero insostenibile di cause il cui esito spesso la prescrizione. Il risultato quasi scontato: gravi ritardi nella risposta di giustizia. Eppure, proprio a Brescia, la situazione non tra le peggiori visto che i tempi medi per arrivare a sentenza sono quattro anni che si riducono a pochi mesi per i processi che riguardano la famiglia (separazioni e divorzi), i minori, i fallimenti e il lavoro che sono stati individuati come priorit. Stiamo lavorando al massimo del limite umano sottolinea Graziana Campanato e, dati alla mano, Brescia supera ampiamente il numero congruo di cause sentenziate. La Presidente proprio non ci sta: Chi vuole dipingere una magistratura con scarsa laboriosit dei suoi magistrati non conosce la realt. Qui tutti lavorano con straordinario impegno, senza guardare agli orari o ai carichi di lavoro, cercando di sopperire alla ormai cronica insufficienza degli organici. E se linformatizzazione degli uffici giudiziari sar una delle risposte per risolvere alcuni dei problemi, la Presidente ricorda che ad oggi siamo ancora nel guado, si pu e si deve andare avanti ma non bisogna dimenticare che ancora presente il cartaceo e che ci vorr ancora tempo per essere a regime. Di certo anche linformatizzazione ha bisogno di personale e un ingegnere gestionale in prestito dallUniversit non certo sufficiente. La Campanato, forse anche per i 44 anni passati in magistratura, ha le idee chiare: Negli ultimi venti anni sono state fatte tante leggi ma nessuna vera riforma del

La Corte dAppello di Brescia e il Tribunale hanno un organico insufficiente a svolgere i processi.


sistema giudiziario italiano. I tagli alla spesa hanno comportato, anzich una ragionata rinuncia al superfluo, la riduzione del personale amministrativo, senza una giustificata compensazione attraverso sistemi di snellimento delle procedure. Non cerca parole mediate dal ruolo e va diritta al problema: Occorre una radicale modifica del processo troppo ricco di passaggi, prevedendo la riduzione dei gradi di giudizio. Il nostro un sistema molto garantista e questo favorisce i ritardi delle sentenze definitive raggiungendo esattamente lobiettivo opposto: quello di non avere giustizia in tempi rapidi. Il vero rimedio la semplificazione delle procedure. Quindi una ricerca dellequilibrio tra le esigenze di garanzia e la necessit, altrettanto imprescindibile, di assicurare al cittadino che il processo abbia una durata ragionevole. E un duplice intervento: da un lato un lavoro legislativo compito del parlamento e dallaltro un adeguamento del numero dei giudici in servizio e in Italia ne mancano 1300. E da rivedere, a questo proposito, sono le procedure di accesso alla magistratura: I grandi numeri dei partecipanti ai concorsi per diventare magistrato di certo non aiutano, non consentono buone scelte. Si dovrebbe puntare molto sulla formazione dei nuovi magistrati favorendo un accesso serio, con esami difficili, alle scuole di formazione propedeutiche al concorso, altrimenti ci sono risorse che rischiano di andare disperse. E immancabile ci si ritrova a parlare di meritocrazia. I Giovani sono preparati ma per valorizzarli si dovrebbero prevedere concorsi strutturati in modo diverso. Per quanto riguarda gli avanzamenti di

Per la sola Corte dAppello sono 11mila le cause pendenti e crescono di 3.000 lanno.
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carriera, anche in questo caso si corre il rischio di cadere nei soliti luoghi comuni. Un magistrato, nel corso della sua vita lavorativa, soggetto a sette valutazioni e il principio dellanzianit ormai residuale. Il vero problema che i criteri di giudizio non sono stati definiti in modo oggettivo e obbiettivo. Magistrati pi preparati anche ricorrendo a carriere separate tra chi indaga e chi giudica? una questione ideologica. Personalmente non credo che un magistrato si debba trasformare in un super poliziotto e che un pm (pubblico ministero) deve conoscere la terziet del giudizio. In questo modo si favorisce un travaso di conoscenze che pu essere utile al sistema. Dal punto di vista pratico, non si risolverebbe nessun problema legato alla gestione della giustizia. Non usa mezzi termini la presidente della Corte di Appello di Brescia, ma la schiettezza che la caratterizza nellanalisi delle cause della situazione attuale paragonabile alla tenacia dimostrata nel superamento delle difficolt. Ed a questo proposito chiede la collaborazione di tutti: agli avvocati pi responsabilit nel non presentare ricorsi che si sa in partenza che saranno ritenuti inammissibili; ai magistrati che non si lascino sopraffare dal senso di frustrazione; al personale amministrativo che continui a dimostrare la volont di miglioramento; agli enti locali e alle istituzioni perch proseguano nello sforzo di fronteggiare i problemi operativi della giustizia. Ma un impegno viene chiesto anche ai cittadini che devono continuare a servirsi della giustizia ricordandosi che ai diritti si accompagnano sempre anche i doveri. Di certo svilire la magistratura non serve. Una buona giustizia non un concetto astratto conclude la presidente Campanato ma una garanzia concreta dei diritti dei cittadini, che riafferma i principi della civile convivenza ed estende i suoi effetti ad ogni aspetto della vita di un territorio: da quello del rispetto delle regole a quello delle condizioni di sviluppo e del benessere economico. Commenta questo articolo su

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la Passione del

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Fabio Fossati, bresciano da oltre trentanni, ha viaggiato in giro per il mondo come coach. Oggi allenatore della nazionale del camerun di basket.
di brUNO FOrZA

n campetto di periferia, un canestro con la rete metallica e un ragazzino con una felpa abbondante che prova un tiro in sospensione sognando di atterrare sui luccicanti parquet del grande basket. La scena madre del film di Fabio Fossati non diversa da quelle di tante pellicole made in Hollywood. Basta cambiare qualche piccolo dettaglio sostituendo il tipico sobborgo newyorkese con loratorio di Lissone. La sostanza, comunque, resta la stessa: tanta passione da buttare dentro a un sogno. Chiudevo gli occhi e immaginavo di giocare nelle arene pi importanti racconta Fossati e alla fine ci sono riuscito puntando tutto su passione e allenamento. Sognare importante. Insegnante di educazione fisica e relatore dellUniversit statale di Brescia sulle tematiche comunicative connesse allo sport, Fossati lallenatore della nazionale del Camerun di basket e ha lavorato come coach in varie parti del mondo. Il suo destino era proprio sotto canestro. Assolutamente s. Mio padre aveva un mobilificio ed ero lunico che poteva portare avanti lazienda ma il basket era la mia vita e quando andato in pensione ha dovuto chiudere.

Scelta obbligata o scelta damore? Quando partii per Roma (prima avventura in serie A, ndr.) avevo ventanni e i miei genitori piansero. Tutte le volte che tornavo a casa mio padre mi chiedeva comera possibile che la mia vita potesse dipendere dal fatto che una palla entrasse o meno in un canestro. Io rispondevo che lui mi aveva permesso di fare ci che amavo e che questo il regalo pi bello che un padre possa fare a un figlio. Lo stesso vale oggi per mia moglie. Sa che ho sempre la valigia pronta ma mi sostiene in ogni mia scelta anche se difficile. Da giocatore ha indossato le maglie di Roma, Bergamo, Brescia, Udine e Napoli. Qual stata la citt che le ha dato di pi? Roma una seconda casa. L sono diventato uomo e giocatore, ma il mio punto di riferimento Brescia. Da atleta ho vissuto stagioni memorabili e oggi la mia citt. In quegli anni il basket bresciano tocc il suo apice. Eravamo la realt sportiva pi importante, ancora pi del calcio. Se ci avessimo creduto un po di pi forse avremmo potuto vincere lo scudetto. Qual il coach al quale deve di pi? Il primo: Pierangelo Trabattoni dellAurora Brolo Desio. Mi veniva a prendere a casa e mi portava allallenamento. Ero un ragazzino e mi ha reso consapevole delle mie potenzialit. Poi

ci sono stati Bianchini, Sales e Taurisano, grandi allenatori. Realizzato il desiderio chiamato serie A, quanto ha sognato la Nazionale? Lho sognata da morire, ma nei momenti migliori della mia carriera avevo davanti due marziani come Caglieris e Marzorati. Da allenatore, invece, il cruccio che non riesco a togliermi dalla testa. Eppure me la sarei meritata. Veniamo alla svolta della sua carriera da allenatore: il passaggio dal maschile al femminile. Ero senza squadra e ricevetti una proposta. Si trattava di una sfida avvincente. Accettai e la mia carriera cambi diventando vincente. Come fu lapproccio con le donne? Lessi parecchi libri di psicologia femminile, ma non servirono perch decisi di allenare le donne come gli uomini. Ho grande rispetto per loro. Hanno unenergia enorme, non a caso tutti gli uragani hanno nomi femminili. La prima grande squadra che ha allenato stata Como. Quando mi chiamarono pensai che avessero sbagliato numero. Le giocatrici spesso parlavano dei loro successi e io gli chiesi cosa volesse dire vincere. Mi risposero che una sensazione che dura un attimo, ma in quel momento ti senti il re del mondo. proprio cos. Un attimo che vale ogni goccia di sudore.

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Da Como a Mosca. stato il primo allenatore italiano a guidare una formazione sovietica. Unesperienza fantastica. La Dinamo era la squadra del Kgb e si sentiva. Avevo uno staff di 30 persone e giocavamo di fronte a un sacco di militari. Quellanno arriv un bronzo europeo in Fiba Cup, lEuropa League del basket. Giocammo la final four a Istanbul e perdemmo la semifinale con S. Pietroburgo per soli tre punti, ma la gente era al settimo cielo. Non scorder mai la loro incredibile sala dei trofei. Come mai decise di lasciare una societ del genere? Per la mia devozione alle sfide. A Mosca andava tutto bene: rinnovo contrattuale e campagna acquisti di primordine. Avevo anche trovato una sistemazione per mia moglie e mia figlia. Per? Mi chiam il general manager di Schio dicendo: qui hanno fallito tutti, non vinciamo da 17 anni. Se vuoi provare questa sfida... La mia vita sempre stata una sfida e quella parola stata decisiva, ma liberarmi dalla Dinamo stato difficile. Eppure a Mosca hanno conservato un ricordo splendido di coach Fossati. Pensavo che il mio tradimento avesse generato in loro un rancore pi che giustificato, invece quando sono tornato in Russia per una trasferta di Eurolega accadde un episodio commovente. Sceso dal pullman trovai il mio staff schierato sullattenti. Mi dissero: buongiorno signor Fabio. Un ricordo bellissimo. La scommessa Schio, comunque, stata stravinta. Sono arrivati due scudetti di fila, ma a volte mi chiedo come sarebbe stato andare avanti con la Dinamo. Forse avremmo vinto perfino lEurolega. Dopo Schio una parentesi in Svizzera, porta di accesso per lAfrica. Una giocatrice mi propose alla sua federazione e sono diventato il commissario tecnico del Camerun, che si trova intorno al 40 posto nel ranking Fiba. Anche qui torna il concetto di sfida, perch in cinque anni avevano cambiato sei allenatori. Qual laspetto pi difficile di questo incarico?
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Scontrarsi con una mentalit diversa. Hanno grandi potenziali, ma ci sono altri ritmi e mancano programmazione e metodo, poi c discriminazione nei confronti delle donne. Le atlete hanno determinazione, ma il sistema demotivante per loro. Ci racconti qualche aneddoto. Una volta si allagato il palazzo dello sport. Per risolvere la situazione ci volevano tempi biblici, cos ci siamo dovuti allenare allaperto sotto lacqua. Per loro non era un problema. La loro risposta ad ogni mio stimolo era: yes sir. Ai Giochi panafricani e alle Qualificazioni olimpiche ha ottenuto i migliori risultati dal 1984 (ottavo e sesto posto), ma sport a parte allenare il Camerun le ha aperto un nuovo mondo. Sono stato a cena con Etoo. In Camerun il numero uno. Lui e la sua corte dei miracoli hanno tutte le porte aperte. Poi ho frequentato missionari e ragazzi del posto. Persone fantastiche. Ho conosciuto anche un romano di Medici

I trofeI dI fossatI
3 scudetti - (Pool Comense; Famila Schio; Famila Schio) 1 coppa Italia - (Famila Schio) 4 Supercoppe italiane (Pool Comense; Pool Comense; Famila Schio; Famila Schio) 1 Supercoppa russa (Dinamo Mosca) 1 bronzo Fiba Cup (Dinamo Mosca) Allenatore dellanno 2002 Allenatore dellanno 2005

senza frontiere che 4-5 anni fa fu sequestrato in Afghanistan. Poi Alfonso Zanetti, proprietario di un ristorante magnifico che soffre in maniera cronica di mal dAfrica. Avr sicuramente incontrato anche povert e sofferenza. Purtroppo s, ma anche in quelle situazioni i sorrisi non mancano. La cosa pi triste lho vista nei pressi di una discarica in Mozambico. Cera gente immersa nellimmondizia fino allombelico. Il Camerun ha grandi risorse, ma domina la corruzione e i potenti si spartiscono la torta. La cosa pi bella dellAfrica invece sono i bambini. Il suo futuro ancora in Camerun? Vorrei mettere insieme le migliori giocatrici allenandoci in Europa e mostrare a queste ragazze una realt differente. Ho detto loro che potrebbero essere il simbolo della rinascita delle donne del loro paese. Chi sono le migliori giocatrici che ha allenato? Viviana Ballabio e Jurgita Streimikyte. La prima mi ha insegnato a vincere, la seconda mi commuove perch ha costruito la sua grande carriera con il lavoro duro. Che idea si fatto dello sciopero Nba? Sono daccordo con Obama: uno sciopero di milionari. Non morale perch in ballo non ci sono diritti e ci rimettono solo persone modeste che lavorano intorno a questi eventi. Qual , oggi, il suo sogno nel cassetto. Da uomo aiutare chi vive in povert. Da allenatore le Olimpiadi, magari sulla panchina di una nazionale europea. Sarebbe la sfida pi bella.

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ENSIERI DI

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chamPaGnone
beppe Viselli, settantanni da banconiere volante. Una icona della brescianit e una vita dietro il bancone, cominciata sotto le bombe nel 1943 e tuttora in corso con il figlio roberto e la moglie dolores, suoi sodali collaboratori al bar Viselli di Via Tosio.

misTer

di ALeSSANdrO cheULA

sserva il mondo dietro il bancone da quasi sette decenni, un osservatorio privilegiato da dove ha visto passare tutta la Brescia del dopoguerra, dal miracolo economico degli anni Cinquanta e Sessanta alla grande crisi degli anni 2000. Non ama definirsi barista n barman n cameriere ma banconiere. Anzi, banconiere volante, come lo chiamavano un tempo per la sua disponibilit personale e versatilit professionale. Banconiere e, aggiungiamo noi, intrattenitore (entertainer, si dice oggi). Un autentico attore caratterista. Se Fellini lavesse conosciuto lavrebbe scritturato per una parte nei suoi capolavori onirici tipo Otto e mezzo o Amarcord, o per il ruolo di barman nello struggente Ginger e Fred. E pure Mario Monicelli, se pas-

sando da Brescia lavesse visto allopera, gli avrebbe affidato uno dei personaggi dellindimenticabile Amici miei. Se negli anni Sessanta fosse andato a Cinecitt sarebbe diventato un campione della tuttora insuperata commedia allitaliana, il genere che dopo il neorealismo ha fatto scuola nel mondo. Ma anche senza Fellini o Monicelli il nostro Beppe Viselli, classe 1931, un personaggio della brescianit lo diventato comunque, al pari di tanti altri blasonati protagonisti quali Bruno Boni o Pino Beretta o Benedetti Michelangeli, suoi simpatizzanti estimatori. Viselli uno di quei personaggi locali che, dal versante della propria specifica professionalit, hanno contribuito a fare limmagine e la cronaca della citt in questo lungo dopoguerra. Unimmagine talmente unica e una cronaca talmente ricca da poter passare anche alla storia, sia pure minore, ma sempre

storia. Per il semplice fatto che, come dice lui, li ho visti passare tutti. Tutti chi? Tutti i grandi personaggi dello spettacolo e del glorioso avanspettacolo, non solo italiani: da Gary Cooper ad Alberto Sordi, da Walter Chiari a Wanda Osiris, da Renato Rascel a Carlo Dapporto. Talmente personaggio, Viselli, da essere precocemente citato, gi al tempo della scuola elementare, ne Il sigillo del sangue, il libro di Emiliano Rinaldini (partigiano e martire delle Fiamme Verdi trucidato pochi giorni prima della Liberazione) di cui alla Tito Speri fu impunito ma rispettoso alunno (un discolo, come si diceva allora). Beppe uno stregone dellaperitivo, uno sciamano del cocktail cui linnata simpatia, una sapiente mimica e un leggero tic aggiungono il tocco di una accattivante civetteria e di una consumata bonoma, talmente riuscite da sembrare studiate. Sempre esuberante e scop-

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piettante ma mai invadente o straripante, in quanto sempre attento a stare al proprio posto senza superare il limite imposto dal fair play (savoir faire, come si diceva al tempo in cui eravamo ancora francofoni). E soprattutto mai incerto o esitante poich al cliente, come dice lui, bisogna sempre dare certezza nei gusti e sicurezza nelle scelte. Il tutto condito da una contagiosa disponibilit ed una naturale cordialit, che non mai ossequiosa condiscendenza o servile acquiescenza ma convincente abilit e coinvolgente affabilit. Quando ha cominciato il suo lavoro? A dire la verit questo lavoro non era il mio lavoro, lho fatto perch non sapevo fare altro. A dodici anni lavoravo sotto le bombe durante loccupazione tedesca. Al mattino andavo a scuola, dove terminavo le lezioni portando la cartella al maestro Rinaldini fino alluscita, cosa che allora era considerata un onore; al pomeriggio andavo a servire i clienti. Ho cominciato nel 1943 con i gerarchi della Wermacht nel comando di via Oriani: ricordo ancora i bombardamenti del 44 e 45, le case crollate e le macerie del centro storico, i morti e le sirene antiaeree. E come lo ha iniziato? Una cosa ho capito subito: il locale dovevo comandarlo io. E per far questo occorreva avere in pungo il cliente, conquistarlo e intrattenerlo col sorriso sempre pronto. Per questo ero diventato il banconiere volante, perch mi chiamavano dappertutto, al Savini in Galleria o alla Fiera campionaria di Milano. Ho fatto passare tutti i locali della vecchia Brescia, dallhotel Gallo allhotel Vittoria, dallalbergo Italia allalbergo Brescia. Al Ridotto del teatro Grande avr fatto almeno un centinaio di presenze tra opere, concerti e commedie. E ho visto passare tutti, a cominciare da Gary Cooper che stava ore a contemplare il Garda dalla veranda dellhotel Terme di Sirmione, per continuare poi con Walter Chiari, il pi cordiale e simpatico di tutti, o Virna Lisi, bellissima, di cui ricordo la bignolata ancora surgelata che tagliammo col martello servita in tavola a lei e al marito, larchitetto romano Pesci, in casa di un noto geometra e
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immobiliarista bresciano mio coetaneo, ancor oggi sulla cresta dellonda. Erano i tempi del miracolo economico, di cui Brescia stata una delle capitali, non cos? Certo, per la prima volta osservavo i miei amici, quelli che avevano visto la guerra come me, lavorare, guadagnare e spendere i primi soldi al bar Maffio, al Crystal, al Moka Rex o al Rimbalzello di Barbarano, al Savoy o al Grand Hotel di Gardone, locali che allora erano i must dei geometri ruspanti e degli imprenditori rampanti. Il centro di Brescia allora era pi frequentato del sentierone di Bergamo e di piazza Br a Verona. Il primo esercizio che aprii in proprio fu nel 1960 il Gin bar di via Mazzini, cui seguirono lOsteria del Gas di via Moretto nel 73, il caff Viselli in via Trieste accanto allUniversit e infine il bar Viselli di via Tosio, dove lavoro tuttora con mia moglie Dolores e mio figlio Roberto. Il bar dove viene servito il famoso champagnone, aperitivo che ricorda le bibitone degli anni ruggenti? S, una bevanda brevettata, un cocktail unico, una formula segreta come la Coca-Cola, se mi concesso, con un rapporto qualit-prezzo ottimale in quanto adatto a quasi tutte le tasche e gradito a tutti, turisti esteri compresi che quando passano da Brescia mi fanno le congratulazioni: il nostro cavallo di battaglia, ma non lo servo a tutti, nel senso che i giovanissimi non sono ammessi nel mio locale e ai giovani consento di accedere ma non di eccedere. Aneddoti e accadimenti particolari della sua vita?

ciascuno di noi al bar pu essere qualcuno anche se nel mondo nessuno, ecco il fascino intramontabile del bar.

Tanti, dato il lavoro che faccio a contatto con molta gente, anche se non riesco a ricordarli tutti, come Lando Buzzanca, Delia Scala, Wanda Osiris, la coppia Mondaini-Vianello, Adriano Celentano allinizio della carriera o il mitico Quartetto Cetra. Ricordo il ristorante al Teatro e Domenico Modugno interprete del Rugantino con Ornella Vanoni rammento Arturo Benedetti Michelangeli, al tempo dellultimo concerto dato a Brescia prima di ritirarsi a Lugano, farmi i complimenti per il caff freddo servitogli insieme a Piergiuseppe Beretta, Morandi e Agostino Orizio mi sovviene una calda domenica di agosto del 1968 quando al Gin bar servii una mia bibitona a uno spaesato Maximillian Schell di passaggio a Brescia mi torna in mente ancor oggi un timido e taciturno Fausto Coppi mangiare solo e silenzioso allalbergo Brescia tra una tappa e laltra del Giro dItalia. Il mondo visto dietro il banco o il fascino del bar? Certo un mondo pi vero di quello visto davanti al banco, e meno vero del mondo visto da sotto il banco, ma un mondo pi allegro poich al bar si va per stare in compagnia e per trovarsi tra amici in allegria, basti pensare a tutti i film, le canzoni, le commedie, i racconti e i libri dedicati al bar, microcosmo dellumanit pi varia, arena dove ognuno pu diventare un personaggio anche se la vita non lha premiato e il destino non lha gratificato. Insomma, ciascuno di noi al bar pu essere qualcuno anche se nel mondo nessuno, ecco il fascino intramontabile del bar, uno dei pochi posti veramente popolari ed egualitari, dove ogni persona pu trovare un momento di relax e lasciare i propri problemi fuori dalla porta. Come Beppe Viselli, che senza il bar sarebbe rimasto una brava persona, ma con il bar diventato anche un personaggio? Ammesso e non concesso che lo sia, ringrazio per il personaggio ma mi basta essere una vera persona, nella speranza, non ancora realizzata nonostante la mia veneranda et, di poter diventare una bella persona: ma questo, ammesso che sia possibile, saranno gli altri a dirlo.

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di mAriO cONSerVA

UBRICA

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STRATEGIA DIMPRESA
i TraTTaTi eUroPei di libero scambio
oPPorTUniT ma anche minacce

li accordi commerciali dellUnione Europea costituiscono uno strumento fondamentale per sviluppare le relazioni economiche, sociali e politiche con il resto del mondo, e sono in genere vincolanti per la Comunit e per gli Stati membri, impegnando la loro responsabilit a livello internazionale. Tra i pi importanti accordi internazionali di questo tipo conclusi in materia di politica doganale e commerciale ricordiamo quello per lOrganizzazione mondiale del commercio (Omc o Wto) e quelli multilaterali conseguenti, come il Gatt del 1994 sulle tariffe doganali e il commercio, quello sugli scambi di servizi (Gats), e quello relativo ai diritti di propriet intellettuale attinenti al commercio (Trips). Laccordo commerciale di libero scambio (Fta-Free Trade Agreement), siglato recentemente tra lUE e la Repubblica di Corea del Sud, rappresenta uno tra i primi esempi di una nuova generazione di iniziative su questa materia, inquadrate nel contesto del progetto Europa Globale del 2007, impostate su solide basi economiche e molto concentrate sulla liberalizzazione dei mercati, con una visione ben pi ampia di quanto previsto ad esempio nellambito del Wto. Per contestualizzare i termini di questo accordo, si ricorda che nel 2009 il commercio di beni tra UE e Corea ha

raggiunto circa 54 miliardi di euro, con lUE in una posizione di sostanziale disavanzo. In settori come prodotti chimici e farmaceutici, autoricambi, macchine industriali, scarpe, attrezzature sanitarie, metalli ferrosi e non ferrosi, cuoio e pellami, legno, ceramica e vetro, lUE gode di una notevole eccedenza commerciale; nel settore agricolo la Corea complessivamente uno dei pi importanti mercati desportazione dellEuropa, con vendite annue superiori a 1 miliardo di euro; nel settore dei servizi, infine, lUE registra uneccedenza pari a 3,4 miliardi di euro, avendo nel 2008 esportato in Corea per 7,8 miliardi e importato per 4,4 miliardi. In termini tariffari, entro 5 anni dallentrata in vigore di questo accordo UE e Corea dovranno abbattere pressoch totalmente i dazi per prodotti sia industriali che agricoli e si impegnano ad eliminare i maggiori ostacoli tariffari che le imprese si trovano ad affrontare in campo commerciale, in particolare nei settori delle autovetture, dellelettronica e dei prodotti farmaceutici. Secondo gli analisti, laccordo dovrebbe portare ad un raddoppio del volume degli scambi bilaterali tra UE e Corea del Sud nellarco dei prossimi 20 anni, consentendo alleconomia dellUE di lanciare nuovi commerci di beni e servizi per un controvalore intorno a 20 miliardi di euro, con significativi passi in avanti nel campo della propriet intellettuale e dello sviluppo sostenibile.

Tutto bene, quindi, ma le cose non sono poi cos semplici perch esistono comparti molto importanti per il nostro sistema manifatturiero, come quello dei metalli non ferrosi e della filiera dellalluminio in particolare, gravemente penalizzati da accordi di questo tipo; occorre infatti considerare che lazzeramento dei dazi su semilavorati, componenti e prodotti finiti in alluminio, a causa dellesistenza in UE di un dazio sul metallo grezzo che comporta un costo di questa materia prima superiore rispetto a tutto il resto del mondo, spalanca in realt le porte alle produzioni della filiera di un paese come la Corea che vanta un sistema manifatturiero di primordine e gi, anche senza laiuto di accordi di libero scambio, molto competitivo. poi ancora pi preoccupante il fatto che siano allo studio da parte della Commissione Europea accordi dello stesso tipo con altri paesi, ad esempio lUcraina, non meno aggressiva della Corea ma molto pi vicina allEuropa e pi temibile commercialmente per il nostro settore manifatturiero. Va bene battersi per la liberalizzazione dei mercati, ma non dimentichiamoci prima di tutto di assicurare alle aziende europee pari condizioni competitive, per evitare che il libero scambio sia invece loccasione di perdita di posti di lavoro ed ulteriore ostacolo alla crescita.
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BORGO TRENTO

unione fa la forza, sostiene un vecchio adagio. Un concetto semplice, ma rimasto a lungo inesplorato come fonte di profitto e modalit di business. Al contrario, andato affermandosi il concetto di concorrenza in un contesto quello del libero mercato in cui spesso il pi forte mangia il pi debole. Come nellevoluzione della specie, per un meccanismo ineluttabile. Oggi invece si parla di unione come un modo per far fronte alla crisi: facendo rete. Le cronache ci dicono che le esperienze si stanno moltiplicando, ma il fenomeno non ancora sistematico. Eppure, fare rete potrebbe essere un approccio vincente, soprattutto per le piccole e medie imprese, che potrebbero raggiungere cos la massa critica da spendere in ogni occasione necessaria: mettere in comune il proprio sapere e il proprio saper fare intorno a unidea, un progetto, un approccio condiviso, e presentarsi alle banche per ottenere un finanziamento, trattare con i fornitori per spuntare costi ridotti delle materie prime, interfacciarsi con mercati, soprattutto internazionali, altrimenti irraggiungibili per chi ha poche risorse economiche da investire, o non possiede ancora il bagaglio di competenze tecniche e manageriali per essere competitivi, di solito appannaggio delle grosse aziende. Una via che forse pochi stanno percorrendo perch farlo richiede in primo luogo la volont di andare oltre vecchi modelli di riferimento, mettendo in gioco un valore fondamentale: la fiducia nelle competenze e abilit altrui. Cosa occorre per far funzionare una rete? Innanzi tutto ricordare che una rete di imprese implica una rete di rap-

porti, con le ripercussioni che questo comporta sul modo di strutturarsi di unorganizzazione e sulla messa in gioco delle abilit dei singoli individui. Occorre che sia presente un progetto molto chiaro di governance, con una leadership diffusa e condivisa, non necessariamente nelle mani di uno, molto pi spesso nelle mani di molti, che sappiano gestire le competenze in modo che ciascun nodo della rete contribuisca al meglio delle proprie potenzialit, mettendo a disposizione del gruppo le proprie peculiari abilit, perch il criterio competitivo sia uno e uno solo: leccellenza. Occorre che gli obiettivi siano definiti, dichiarati e condivisi. La rete predilige logiche sinergiche, e questo potrebbe richiedere uno sforzo di adattamento alle organizzazioni abituate ad operare invece per logiche gerarchiche. Subito dopo la fiducia, la flessibilit dunque dobbligo. Linstaurarsi di una rete potrebbe richiedere la presenza di manager dedicati a sovraintendere ai processi trasversali, ma laddove questo non si rendesse necessario, dovr essere lintera struttura ad adeguarsi. Il concetto di rete richiede un ripensamento del concetto di concorrenza, con un ritorno al suo significato originario, dal latino cum petere, cercare con: un progetto di ricerca comune e condiviso. Non pi il concetto di nemico alle porte da cui difendersi, dunque, ma qualcuno con cui intraprendere non solo per il proprio personale profitto, ma a beneficio di un gruppo, di un territorio, del bene comune. Beneficiandone come singoli in quanto parti di un tutto. La condivisione delle informazioni strategica. Le infrastrutture informatiche lasciano intravedere nuove modalit

di gestione e diffusione della conoscenza, mettono in luce capacit di comunicazione di unorganizzazione e dei singoli individui. Ai singoli professionisti si richiede lapertura mentale necessaria a superare lindividualismo che ha condotto allaffermazione di modelli di successo personale: imparare a crescere aprendosi alle contaminazioni, piuttosto che arroccarsi e proteggere il proprio sapere. A questo deve accompagnarsi lattenzione agli aspetti multiculturali propri delle reti che valicano i confini di un territorio, cos come la capacit di lavorare in team e di saperlo fare anche con chi proviene da culture diverse. Da un punto di vista organizzativo, si tratta di allenare la capacit di gestire contesti sempre pi complessi, e di saper affrontare contemporaneamente la complessit di sistemi umani e tecnologici, dove coesistono le esigenze delluomo e quelle della macchina. Fondamentali sono la capacit di lavorare per obiettivi, di applicare tecniche di project management, e, dal momento che la rete si caratterizza per la complementariet delle competenze coinvolte idealmente un gioco di squadra ben orchestrato in cui ciascuno svolge la propria parte , sar richiesto un alto grado di specializzazione nella propria competenza, mantenendo al contempo flessibilit nelle relazioni e nei giudizi, e capacit di osservazione delle situazioni da diversi punti di vista, gestendo la difficolt cognitiva e comportamentale che questa forte dicotomia tra profondamente radicato e trasversale, tra il proprio ambito del sapere e il diritto di esistere di quello altrui comporta.
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B
Matching: 145 le imprese bresciane presenti
20/11 Il valore di un incontro: questo il titolo della 7 edizione di Matching, levento per il business di Compagnia delle Opere, tenutosi dal 21 al 23 novembre 2011 a Fieramilano, Rho. Grazie a un lavoro svolto in sinergia con le 55 associazioni locali di Cdo in Italia e allestero, si ottiene unagenda di appuntamenti personalizzata per ciascuna azienda. In questo momento cos delicato per il futuro del nostro Paese, le imprese sono chiamate a dare un contributo decisivo alla crescita e quindi a una ripresa che crei occupazione ha dichiarato il presidente di Cdo Brescia Giuseppe Battagliola . Matching vuole essere un sostegno a chi vuole affrontare le sfide di uneconomia che cambia in modo radicale e incontrovertibile. Nelledizione 2011 le imprese partecipanti sono state oltre 2.400 (da pi di 40 Paesi) un centinaio in pi rispetto al 2010 di cui 145 bresciane. Durante la tre giorni milanese si sono svolti 44.000 incontri di business one-to-one, oltre a un nutrito programma di eventi, consultabile sul sito www.e-matching.it. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

ACHECA

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ViviLab ha preso il via il 16 novembre 2011 e si concluder a maggio 2012 con la consegna dei premi alle scuole e alle classi vincitrici del concorso. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

SbloccaCrediti, 2,3 milioni di euro per le Pmi bresciane


23/11 Unioncamere Lombardia, UniCredit e Anci Lombardia rilanciano e arricchiscono Sbloccacrediti, il fondo regionale lanciato un anno fa per aiutare le micro e le piccole imprese lombarde che vantano crediti scaduti verso i Comuni lombardi che non sono in condizione di onorare gli impegni contrattuali per i vincoli posti dal patto di Stabilit. Laccordo prevede un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro per il fondo rotativo regionale gi stanziato lo scorso anno che, dai precedenti 10 milioni di euro, raggiunge ora i 15 milioni di euro. Laccordo prevede, inoltre, linnalzamento del massimale dei crediti smobilizzabili, dai precedenti 15mila euro fino a un massimo di 50mila. A siglare lintesa sono stati Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia, Monica Cellerino, Responsabile per il Territorio della Lombardia di UniCredit ed Attilio Fontana, Presidente di Anci Lombardia. Nel suo primo anno di attivit, liniziativa SbloccaCrediti ha registrato un importante successo: sono state oltre 700, infatti, le domande presentate, per un importo di richieste che supera i 7 milioni di euro, con un forte incremento nel corso degli ultimi mesi. Tra le province lombarde, al primo posto per lutilizzo dello strumento risulta Brescia, con 207 domande (pari al 31% del totale per oltre 2,35 milioni di euro). Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

concessionaria esclusiva per la pubblicit locale sulledizione Brescia del

Eredi Gnutti Metalli ha installato il pi grande impianto fotovoltaico su edificio in Lombardia e tra i pi grandi impianti su tetto realizzati nel Nord Italia e dedicati interamente allautoconsumo. Limpianto fotovoltaico, visibile solo dallalto, ha una taglia complessiva di 5 MWp ed stato realizzato in due sezioni allacciate alle rete elettrica. Sono stati 20.610 i moduli fotovoltaici installati parallelamente alle coperture dello stabilimento produttivo di Brescia per una superficie complessivamente occupata pari a circa 34.000 mq. La potenza dellimpianto fotovoltaico, progettato e realizzato dalla Universal Sun di Grassobbio (Bg), garantir alla societ, che data la natura stessa dellattivit svolta altamente energivora, fino al 30% della potenza energetica necessaria. Importanti le ricadute positive sullambiente perch grazie allenergia elettrica complessivamente prodotta dallimpianto si otterr un risparmio di combustibile equivalente pari a circa 847 Tep/anno e si eviter limmissione in atmosfera di circa 2.250.000 kg di CO2 ogni anno, pari alle immissioni di 260 autovetture di media cilindrata che compiano il giro del mondo.

Eredi Gnutti Metalli, installato il pi grande tetto fotovoltaico 22/11 della Lombardia

nata Retinprogress
stato firmato in Associazione Industriale Bresciana il contratto di 23/11 rete, tra le societ di servizi delle tre territoriali di Confindustria, di Brescia, Cremona e Mantova, che d vita a Retinprogress. La firma, alla quale erano presenti i direttori Piero Costa (Assoservizi Bs), Adolfo Michele Solzi (Assindustria Servizi Cr) ed Alberto Zacch (Assoservizi Mn), segue la sigla dellaccordo di programma firmato tra le tre associazioni territoriali di Confindustria in maggio. Retinprogress gestir iniziative e progetti comuni di ricerca, di formazione, informazione e comunicazione, e fornir servizi alle aziende associate. Inoltre la neonata Rete lavorer per la crescita delle imprese facilitandone insediamento e integrazione sul territorio, svilupper sinergie tra le singole aziende dei vari comparti e delle diverse filiere, promuover lo sviluppo e la crescita dellinnovazione, valorizzer i prodotti ed i servizi delle imprese associate. La durata iniziale della Rete sar di tre anni, prorogabili tacitamente; a breve verranno nominati il presidente del Comitato di gestione e i componenti il comitato stesso. La sede della neonata Retinprogress sar a Brescia.

Lenergia entra in classe con Vivigas


Conoscere le differenti forme di energia, capire qual il lungo percorso che le risorse naturali devono compiere per scaldarci o illuminare 23/11 le nostre case e comprendere il concetto di energia pulita sono gli obiettivi di ViviLab, il progetto educativo gratuito rivolto alle scuole primarie e promosso da Vivigas Spa, tra i primi quindici operatori italiani specializzati nella vendita di gas metano ed energia elettrica nel mercato liberalizzato, attiva in Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio e Umbria. Il progetto ViviLab mette a disposizione di scuole e studenti la possibilit di partecipare a 100 laboratori didattici sperimentali sullenergia e di vincere 1.000 euro da spendere in materiale scolastico. Alliniziativa, patrocinata dalla Provincia di Brescia, possono aderire le classi terze, quarte e quinte di tutte le scuole primarie di Brescia e della provincia.

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Da sinistra Michele Solzi, Alberto Zacch e Piero Costa.


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in evidenza

ArriVA iL NATALe dei SAPOri


iN PrOGrAmmA UNA Serie di iNcONTri iN cUi i PrOdOTTi TiPici deLLe FeSTiViT NATALiZie VerrANNO PreSeNTATi direTTAmeNTe dA chi Li PrOdUce.
ellaccezione moderna viene definito tecnicamente come un concept store, praticamente una piazza... in verticale. Eh s perch buonissimo sono quattro piani di isole del gusto, dove possibile acquistare, degustare, conoscere i prodotti locali e le eccellenze italiane ma anche concedersi una pausa per bere un caff o leggere un libro in uno spazio dedicato e tranquillo o magari imparare a cucinare. E tutto questo nel cuore di Brescia. Un mix di moderno e antico, di tradizioni familiari mescolate a un nuovo modo di concepire le vecchie botteghe sotto casa, di abbinare la qualit dei prodotti artigianali e biologici a prezzi ragionevoli. Una delle tante piazze dei nostri paesi nel giorno di mercato dove ci si sposta da una bancarella allaltra, dal bar ai ristoranti, con una scala mobile. La nostra ambizione precisa Tommaso Martini che dirige Buonissimo di Brescia quella di essere il punto di
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dA bUONiSSimO

ministrazione cittadina cercava proprio una proposta di questo tipo. Qui stiamo puntando sulla valorizzazione della qualit dei prodotti alimentari proponendo, nel cuore della citt, un ambiente accogliente e uno spazio di ritrovo con il quale far tornare a rivivere il centro che, pur essendo difficile dal punto di vista logistico, bellissimo e affascinante. Non solo. Qui abbiamo avuto lo spazio sufficiente per dare libero sfogo alla nostra filosofia inserendo in questo splendido palazzo depoca tre ristoranti, dove si possono scegliere gli affettati, i formaggi, le verdure, la carne o il pesce direttamente in negozio e gustarli poi al tavolo; dove proponiamo, come in una tradizionale cantina, latmosfera ideale per degustare, scegliendo tra le etichette che Buonissimo propone un buon vino o una birra fresca. A questo abbiamo voluto aggiungere la possibilit, durante la pausa pranzo o la sera, di partecipare ad un corso di cucina per conoscere, apprezzare, imparare il valore del buon cibo e di una buona bottiglia di vino. Ma i Martini volevano qualcosa di pi, di diverso: Per questo abbiamo pensato ad un Caff letterario dove

incontro delle straordinarie eccellenze enogastronomiche italiane con il maggior numero di persone possibili. E questo, secondo la nostra impostazione, si ottiene scegliendo il meglio per il consumatore; puntando al miglior rapporto qualit/prezzo, decidendo con estrema cura ogni singolo prodotto in tutta Italia e con una grande attenzione alle realt presenti sul territorio. Per noi il chilometro zero non solo il rispetto dellambiente ma anche il recupero della cultura e delle tradizioni locali. Le parole si traducono in fatti quando, attraversando i corridoi di Buonissimo, si possono leggere nomi di marchi poco noti ai consumatori, noi invece sottolinea Martini conosciamo personalmente ogni singolo produttore, conosciamo la loro storia, come lavorano e la qualit dei loro prodotti. Molte sono piccolissime aziende che fino a ieri erano cos poco strutturate che vendevano solo attraverso lo spaccio aziendale. Un mondo di conoscenze che i Martini vogliono condividere con i nuovi amici bresciani ed per questo che hanno pensato al Natale dei sapori. In vista delle festivit natalizie aggiunge Martini abbiamo programmato una serie di incontri nei quali i prodotti tipici del Natale come i panettoni artigianali, saranno presentati direttamente da chi li produce. Crediamo che questo sia il modo migliore per far conoscere la passione e la professionalit che c dietro la creazione di un prodotto. Un modello che la famiglia Martini ha adottato da tempo, da quando nel 1946 ha aperto il primo negozio di alimentari a Rovereto, a cui sono seguite lapertura del primo supermercato nel 74, trasferito nel primo Buonissimo di Rovereto nel 2001, e i successivi concept store di San Benedetto del Tronto (2007) e di Brescia (2010). Perch proprio a Brescia? Perch qui spiega Martini si sono create le condizioni per realizzare compitamente il nostro progetto. Era da tempo che stavamo tentando di trovare un luogo che potesse coniugare il fare commercio con il fare cultura e lam-

prendere un caff e leggere il giornale come in salotto magari sfogliando uno degli 8.000 titoli in vendita nella libreria e che Buonissimo mette a disposizione dei clienti anche per la semplice consultazione. Uno spazio che in questi mesi stato messo a disposizione dei bresciani, come nel caso dei sette incontri organizzati da Buonissimo in collaborazione con lAssociazione Arnaldo da Brescia per celebrare linserimento di Brescia nella lista del patrimonio mondiale dellUnesco con i siti protagonisti della candidatura bresciana, o della presentazione del patrimonio longobardo della nostra provincia, come le necropoli di Vione e Montichiari, le tombe di Calvisano, labbazia di S. Benedetto a Leno e Sirmione. E ancora la mostra, organizzata in collaborazione con lassociazione dei Beatlesiani dItalia, Metti i Beatles nella Zuppa, una raccolta di 32 opere di Andrea Rauch (designer ed illustratore italiano) ispirate allomonimo libro di Ippolita Douglas Scotti nel quale viene presentato un ricettario proposto come tributo alla musica dei quattro di Liverpool e derivato da contenuti e riferimenti a carattere gastronomico di alcuni testi delle canzoni del gruppo. Un percorso di degustazione culturale che si sposato perfettamente con il concept store di Corso Mameli. Risperro al progetto iniziale, ci sarebbe piaciuto proporre un bar sulla scia dellimpostazione data ai ristoranti ma legato al reparto ortofrutta. Avevamo pensato che il consumatore avrebbe potuto scegliere la frutta e al bar vedersela trasformata in un frullato. Ma per adesso pu andare bene anche cos. Per chiudere, alcuni numeri che danno lidea della importante dimensione del progetto: 7.000 referenze in assortimento tra prodotti freschi e tipici e 700 etichette di vini, distribuiti su quattro piani per una superficie complessiva di 4.000 metri quadrati. Quello che per i numeri non dicono la passione e la professionalit che stanno dietro la scelta di ogni singolo prodotto presente nel punto di vendita.

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di ALeSSANdrO cheULA

i scrive Brescia, si legge industria? Certo, ma quale industria? Non quella astratta di cui tutti parlano ma quella concreta che pochi conoscono. Tra queste la specificit bresciana fatta di maturit dei prodotti e modernit dei processi (periferia del nord ovest e anticamera del nord est) grande industria fordista orientata al magazzino e piccola impresa postfordista mirata al mercato. Una microeconomia che va inserita nello scenario macroeconomico attuale, essendo la globalit per definizione un fenomeno dilatato allintero pianeta e dunque interconnesso, interdipendente e interagente. Uno scenario a due dimensioni. Quella di una crisi globale dove la crescita non va confusa con la ripresa, dal momento che la crescita richiede come condizione la ripresa poich se questa non c non si d neppure quella; quella di una crisi locale dove non si pu dare coesione (patto) sociale nelleconomia se prima non c a monte coesione nazionale nella politica (Mario Monti docet). Per ci affermiamo che, se per uscire dalla crisi sufficiente la ripresa del mercato, per la crescita necessaria la ripresa della politica. QUALe ecONOmiA reALe? la prima crisi dellet globale o lultima dellera postindustriale? La crisi del terziario banca e finanza, ovvero i simboli della new economy (il valore senza ricchezza) si sta rivelando sempre pi come crisi dellet postindustriale, o quantomeno di un certo modo di esaltarne gli eccessi. Una crisi che ha riportato di attualit il secondario, la manifat-

tura dellera industriale ossia lemblema della old economy (la ricchezza senza valore). Tornare alla economia reale giusto e salutare a condizione che si eviti un duplice errore. Il primo quello di far diventare la manifattura un appello astratto o un discorso alla moda come stato fino a ieri il richiamo alla finanza. Il secondo quella sorta di specularit esiziale e corrivit convenzionale entrambe strabiche secondo cui, mentre la vecchia economia era ricchezza senza valore, la nuova economia valore senza ricchezza. A entrambe occorre invece riconoscere il duplice connotato di risorsa reale se lindustria a produrre ricchezza, la finanza la trasferisce cre-

Occorre investire non solo nei settori innovativi e avanzati ma anche in quelli tradizionali purch competitivi, poich vecchia e nuova economia sono complementari.

ando valore cui va attribuito un equivalente nominale e una congrua valenza convenzionale, lasciando perdere laspetto volatile e virtuale che infiniti lutti addusse alleconomia globale (e che molte anzitempo allOrco travolse alme deroi, per dirla, in senso metaforico, con lOmero di Vincenzo Monti). Globale, per inciso, perch la globalit planetaria e la modernit contemporanea, fenomeni per loro natura omologanti e unificanti, hanno azzerato le diversit ereditate dal Novecento, non potendosi pi distinguere oggi tra economia capitalistica e socialistica o tra economia occidentale e orientale (la Cina ne un esempio con il mix tra dittatura politica comunista e libert economica capitalista, dispotismo politico nello Stato e liberismo economico del mercato). Niente di nuovo poich gi quarantanni fa Ugo La Malfa diceva che il meccanismo neutrale, intendendo per tale il meccanismo oggettivo del processo di accumulazione, pressoch identico sotto ogni latitudine politica e ogni sistema economico, sia capitalistico che socialistico (e pure sotto ogni sovrastruttura ideologica). Il crollo del protosocialismo sovietico e lavvento del capitalismo postsocialista cinese, con lattuale comune condivisione dello stesso modello di sviluppo sia pure a differenti livelli di funzionalit ed efficienza, ne sono clamorosa e palmare conferma.

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beNe iNVeSTire NeLLiNdUSTriA, mA QUALe? Siamo il Paese delle vulgate, intese come corsive dicerie di moda e compiaciuti manierismi alla moda. Tutti, compreso coloro che fino a ieri scioglievano inni alla finanza virtuale e intonavano peana alleconomia terziaria e immateriale, parlano con la stessa corriva leggerezza di ritorno alleconomia reale, di tornare allindustria, di rivalutare la manifattura. Benissimo, ma quale industria? Quale manifattura? In quali comparti investire in una economia satura di prodotti industriali, non solo maturi o presunti tali ma pure avanzati o sedicenti tali? Tutti, manco a dirlo, esortano a investire nei prodotti innovativi, a puntare sui settori avanzati. Ovvio che meglio destinare risorse ai settori ad alta tecnologia che non a quelli obsoleti. Ma anche qui non si esce dal dilemma. Il fatto che in una economia moderna degna di questo nome ci che maturo non separabile da ci che avanzato. Entrambi concorrono alla maturit e modernit di un sistema socio-economico in modo strettamente intrecciato. Meglio sarebbe dire allora, quando si parla del necessario ritorno alla economia reale, che i settori sui quali puntare non sono solo quelli avanzati ma pure quelli maturi purch competitivi. In particolare per una provincia come Brescia, la cui indu-

La distinzione tra innovazione radicale e innovazione incrementale un falso problema, facendo parte entrambe dello stesso processo di crescita.
stria matura soprattutto siderurgica, metallurgica, meccanica e tessile ovvero i quattro settori ancor oggi portanti della manifattura locale costituisce tuttora la base, non esclusiva ma decisiva, della sua forza produttiva e il nerbo della sua potenza economica proprio perch rimasta competitiva. TrAdiZiONALe O iNNOVATiVO? LimPOrTANTe cOmPeTiTiVO Ma proprio vero che la nostra industria matura, leggi manifattura, non pi competitiva, che non sa pi scommettere sul futuro e sulla propria capacit di innovare? Molti autorevoli commentatori si veda Carlo Scarpa, docente di economia industriale allUniversit

statale di Brescia usano, in riferimento alla manifattura bresciana (ma la stessa cosa vale per quella italiana) laggettivo tradizionale in una accezione ambigua quando non implicitamente negativa. Ossia come sinonimo non solo di matura quanto di vecchia e pertanto arretrata ed obsoleta, contrapposta allindustria innovativa, produttrice di alte tecnologie e di energie alternative, creatrice o consumatrice di fonti rinnovabili. Usare il connotato di tradizionale nel significato di obsoleto e quello di maturo nella accezione di arretrato frutto di un equivoco concettuale, oltre che lessicale e terminologico, che, condizionando a priori il ragionamento, richiede un chiarimento altrettanto preliminare. A tali tesi ci permettiamo di giustapporre unantitesi nella speranza di giungere ad una sintesi utile e accettabile. LA VerA eFFicieNZA Tradizionale un connotato che non significa necessariamente inefficiente, arcaico e superato. Unazienda arretrata o avanzata non solo per quello che fa ma anche per come lo fa. In uneconomia moderna il principale metro di misura non esclusivo ma decisivo per valutare lutilit di unimpresa la sua economicit (che poi, detto tra parentesi, la condizione della sua socialit, poich unazienda antieconomica anche antisociale in quanto distrugge ricchezza invece di crearla). Si pu essere efficienti e avanzati fabbricando prodotti tradizionali quali barre di acciaio o di ottone, come si pu essere inefficienti e arretrati facendo prodotti avanzati quali computer o cellulari. Tutto dipende dal come li si produce: se con profitto o in perdita (cio se creando ricchezza o dissipandola); se inquinando lambiente o meno. Per questo ci che tradizionale pu essere non solo efficiente ma anche innovativo. Ci per dire che, in economia, la distinzione pi pertinente e opportuna non tra tradizionale e non, ma tra competitivo o meno. ANche iL TrAdiZiONALe STrATeGicO Di pi. Oggi ci che appare tradizionale pu essere non solo competitivo ma

Qualcuno la chiama esperienza, altri parlano semplicemente di usato. Noi che ce ne prendiamo cura sappiamo che la loro affidabilit indiscutibile, lo stile immutato, i costi ridotti. A volte le certezze sono meglio delle novit. Non limitarti a desiderare. Noleggio a Lungo Termine Veicoli Usati

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addirittura strategico. Brescia ne una conferma. Si prenda ad esempio la siderurgia, comparto maturo per eccellenza in quanto emblema dellet paleoindustriale, o almeno ritenuto tale da molti analisti. Ebbene, il rilancio mondiale dellacciaio nellultimo quinquennio la clamorosa conferma, a maggior ragione nellet postindustriale, della ritrovata insostituibilit della economia reale quale fattore determinante di qualunque decollo economico (si veda la Cina o lIndia o il Brasile). Chi non ricorda i corrivi de profundis intonati negli anni 80 da molti economisti a proposito della siderurgia quale specializzazione arcaica e superata da lasciare al Terzo mondo o ai Paesi in via di sviluppo? Un prodotto inesorabilmente obsoleto in base al teorema, rivelatosi poi fallace se pensiamo al suo attuale rilancio mondiale, che lacciaio non era pi la base dello sviluppo delle economie moderne? Si vuole solo ribadire che linterfaccia, per non dire intreccio e interdipendenza, tra comparti tradizionali e innovativi non solo un fatto di contiguit settoriale (fattuale) ma pure un dato di continuit temporale (causale). ecONOmiA reALe e VirTUALe C chi sembra dimenticare un altro aspetto essenziale della questione, non solo nominale ma sostanziale. Ci che viene corrivamente chiamato, con una punta di evidente seppur sfumata sufficienza, tradizionale, altro non che il settore manifatturiero, parte fondamentale di quella economia reale (lindustria) della quale tutti auspicano il ritorno dopo i danni e le delusioni della cosiddetta economia virtuale (la

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La distinzione pi opportuna? Non tra chi avanzato o arretrato ma tra chi efficiente e chi no.

finanza). Certo occorre un modo di fare industria aggiornato alle nuove tecnologie produttive e adeguato alle nuove sensibilit ecologiche e ambientali. Certamente occorre tenere conto del terziario avanzato, dei servizi e di tutti quei comparti che oggi concorrono alla formazione di un moderno sistema economico. Ma senza tralasciare il fatto che lattivit manifatturiera, sia tradizionale che innovativa, sia matura che avanzata, parte determinante di qualunque economia moderna che voglia mantenere i fondamentali secondo i quali lindustria a creare ricchezza mentre la finanza la trasferisce (crea valore). Si vuol dire che linvestimento nei comparti avanzati non alternativo n in contrasto con quello in settori maturi: entrambi fanno parte della stessa medaglia produttiva, del medesimo processo di sviluppo, dellidentico sistema socioeconomico. proprio lattuale crisi generata dalla finanza a dimostrare come la old economy (leconomia reale) fosse ricchezza senza valore mentre la new economy (leconomia virtuale) valore senza ricchezza. E senza tralasciare, sempre in tema di energie alternative non inquinanti quali leolico, il geotermico, il fotovoltaico e le biomasse, anche il nucleare, fondamentale per quella parte di industria italiana (e bresciana) energivora (grande consumatrice di energia) che

voglia rimanere competitiva rispetto alla concorrenza europea (a meno che non si creda, come pensano coloro che non hanno mai messo piede in una fabbrica, di alimentare gli elettrodi dei forni delle acciaierie con i pannelli solari o le pale eoliche, fonti rinnovabili validissime ma per altri impieghi e altri utilizzi). cONTiGUiT e cONTiNUiT TrA mATUrO e AVANZATO La conferma della compatibilit e complementariet tra economia tradizionale e economia innovativa viene oltre al fatto che non si d industria avanzata che non si innervi e si innesti su una diffusa e consolidata base di economia manifatturiera matura da unaltra evidenza. I due Paesi, la Germania e la Cina, giustamente citati come casi esemplari di investimenti nelle energie alternative sono quelli i cui modelli economici si fondano sulla priorit della manifattura. Due economie le cui rispettive industrie sidermetallurgiche e meccaniche sono le maggiori del mondo: prima in Europa nel caso tedesco e prima nel pianeta nel caso cinese. Seguite oggi dalla Turchia, Paese di cui si parla poco ma il cui Pil industriale in crescita a due cifre, tanto da raggiungere tra due-tre anni la Germania nella produzione di acciaio. Tutto ci per dire che linnovazione di processo nei settori maturi pu andare di

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industria matura e innovativa sono due facce della stessa medaglia produttiva, progressiva e propulsiva.
pari passo con linnovazione di prodotto dei settori avanzati, trattandosi di investimenti non alternativi ma complementari. Pi chiaramente, linvestimento nelle energie rinnovabili non contrasta come sembrano intendere alcuni commentatori con il miglioramento delle tecnologie tradizionali poich le prime sono necessarie alla crescita quanto le seconde. Nel caso di specie, non vero che Bruxelles, prendendosi cura delle esigenze dellindustria tradizionale con una pi congrua e pi consona normativa sul clima, abbia inteso penalizzare le aspettative dellimprenditoria avanzata o rinunciare alla ricerca o al sostegno allinnovazione. vero invece che, nella fattispecie italiana (e bresciana), la manifattura resta un pilastro portante del sistema industriale, e come tale va tutelata (non protetta n assistita bens difesa). ANche iL TrAdiZiONALe iNVeSTe e iNNOVA Veniamo a unaltra critica: davvero quella tradizionale una imprenditoria tacciabile di nessuna innovazione o nessun investimento? Una corporazione grettamente chiusa nella difesa dei propri interessi di parte e miope nei confronti delle novit. Pare una affermazione sommaria, per non dire ingiusta. Lindustria tradizionale italiana (leggi sidermetallurgica e meccanica) non sorda n indifferente alla tutela ambientale. La siderurgia nazionale per citare ancora il comparto bresciano pi emblematico della economia reale e pi rappresentativo della old economy ha investito olMESI 12dicembre 2011

tre 1 miliardo di euro negli ultimi dieci anni nelle tecnologie ambientali, senza contare gli altri pesanti investimenti realizzati in tecnologie di prodotto e di processo conseguenti anche agli smantellamenti incentivati dalla benemerita Ceca (la scomparsa Comunit europea del carbone e dellacciaio che, mettendo sotto controllo comunitario il carbone e lacciaio, per oltre un secolo fomite e causa di guerre allinterno dellEuropa, ha garantito al Vecchio Continente pace e prosperit assicurando le basi materiali e le premesse culturali della sua integrazione economica e unificazione politica). Per inciso, ha ragione chi afferma che gli smantellamenti siderurgici sono stati un macroscopico caso di economia incentivata e quindi assistita, ma nel contempo si trattato di uno straordinario e riuscito esempio di politica industriale che la Ceca ha svolto per mezzo secolo contribuendo al rinnovamento e rilancio di un fondamentale comparto produttivo (una sorta di piano Marshall dellacciaio dal quale la siderurgia continentale, in particolare la elettrosiderurgia bresciana delle minimills, uscita pi forte, efficiente e competitiva). La conferma di quanto detto viene dalle cifre di una semplice

statistica, quella relativa alla anidride carbonica (Co2) che misura il grado di inquinamento e quindi il livello di tutela ambientale e sensibilit ambientalista. Dal 1990 ad oggi la riduzione di Co2 da parte del settore siderurgico stata del 29%, mentre limpegno dal 2005 al 2020 di ridurre le emissioni di un altro 21%. Il che significa una riduzione del 50% in trentanni. iNdUSTriA ed emerGeNZA cLimA La riduzione di emissioni inquinanti responsabili del buco dellozono un obiettivo costoso, difficile e impegnativo quanto necessario. Con la recente decisione di rendere gratuite per lItalia le quote di emissione per alcuni comparti energivori per un valore di 5 miliardi di euro, lEuropa ha dimostrato di capire limportanza del settore manifatturiero dal vetro al cemento, dallacciaio allautomobile non solo per lItalia ma anche per altri Paesi come Germania e Francia. Strano che molti studiosi analizzando laccordo europeo sul clima abbiano sottovalutato limportanza del manifatturiero per una economia come quella italiana (e bresciana) la cui specificit per fortuna conserva,

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analogamente a Giappone e Germania, quel carattere marcatamente produttivo di cui tutti auspicano la crescita e il rafforzamento. E altrettanto singolare che qualcuno ignori come lalternativa allaccordo Ue sul clima sarebbe stata e sarebbe tuttora la migrazione nel Terzo mondo della nostra industria sidermetallurgica, Brescia compresa, con enorme impoverimento della ricchezza nazionale (e provinciale) e con gravissimo danno di quella economia reale da tutti invocata come rimedio prioritario alle degenerazioni della finanza. iTALiA iN cOdA iN cULTUrA iNdUSTriALe Sia consentito di insistere ancora, trattandosi di un tema della massima importanza: davvero i settori tradizionali maturi, di cui Brescia capitale, sono tacciabili di nessuna innovazione, nessun investimento? superfluo ricordare, sempre per citare un comparto maturo ma competitivo come le 200 aziende siderurgiche italiane che danno lavoro a non meno di 100mila persone compreso lindotto fatturando qualcosa come 60 miliardi di euro, che il maggiore responsabile dellinquinamento non il forno elettrico, di cui Brescia il principale polo nazionale ed europeo, ma laltoforno, oltre ad altri comparti quali trasporti e riscaldamento domestico. In secondo luogo il tanto bistrattato forno elettrico divenuto e rimasto competitivo nonostante le note criticit italiane che lo penalizzano quali infrastrutture carenti, oscillazioni speculative della materia prima, costo dellenergia superiore del 30% alla media europea. Il Governo italiano si mosso nei mesi scorsi con coerenza e determinazione in difesa della siderurgia. La Confindustria, nella persona del suo presidente Emma Marcegaglia, si fatta carico del problema essendo riuscita, insieme ai colleghi francesi e tedeschi, a creare un fronte comune che ha pesato in misura decisiva in sede di formulazione finale del protocollo di Bruxelles sul clima. E infine due ultimi dettagli, in apparenza poco pertinenti ma nella sostanza contestuali al problema. Quanto a protezionismo Stati Uniti e Cina, Paesi spesso citati come esempi di liberoscambismo, sono i pi protezionisti proprio in relazione allindustria, segno che si tratta di un bene nazionale, un asset industriale strategico anche in tempi di economie postindustriali. Basti pensare a episodi emblematici occorsi negli ultimi anni in relazione ad alcuni prodotti meccanici e metallurgici.

CONOMIA

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Una economia reale efficiente e competitiva ieri fonte di ricchezza per Giappone, Germania e Italia oggi per Cina e India, Russia e Turchia.
STATO e mercATO SePArATi iN cASA Quanto a cultura industriale, va ricordato che storicamente tale cultura nasce con lindustria dei metalli e della loro lavorazione, e in et moderna coincide con il telaio meccanico della manifattura tessile e la macchina a vapore. Ma se c un Paese carente ancor oggi di tale cultura lItalia. giusto lappello ad una maggiore e migliore cultura industriale, pi sensibile allambiente e pi attenta alle fonti rinnovabili e a quanto ne consegue in termini di ricerca e innovazione tecnologica, ma senza dimenticare che in Italia limpresa vista ancora con sospetto, mentre allestero guardata con simpatia. Insomma, il passaggio dal paleoindustriale al postindustriale non ancora passato attraverso una compiuta maturit (cultura e civilt) industriale, ma piuttosto come una perdurante sottocultura preindustriale. Ci perch ma qui, come si suol dire quando si vuole evitare di approfondire si apre un altro discorso che ci porterebbe lontano. Vale a dire il fatto che in Italia, a differenza di altri Paesi, Stato e mercato sono nemici, conflittuali invece che consensuali, confliggenti invece che convergenti. Non solo perch nati in epoche diverse, ma sopratutto perch figli di due culture diverse. Mentre il mercato stato plasmato dalla cultura del Nord, lo Stato stato forgiato dalla cultura del Sud. questo il vero dualismo, la vera dicotomia, la cesura culturale, la frattura morale, la spaccatura materiale che divide il mercato dallo Stato. questa la madre di tutti gli errori (e anche di tutti gli orrori).
MESI 12dicembre 2011

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Un accordo trasversale per salvare il salvabile. Lemergenza sfratti a brescia chiedeva misure straordinarie che arrivano questautunno sotto forma di un progetto sperimentale che non ha precedenti in italia. Ne parliamo con ivo Amendolagine, presidente dellAssociazione Propriet edilizia di brescia.
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numeri prima di tutto. La crisi morde e dal 2007 a oggi i provvedimenti di sfratto sono quasi triplicati. Dei seicento del 2010, solo 35 sono dovuti alla fine della locazione, il resto viene dalla insolvenza degli inquilini. E questanno, dopo il giro di boa del primo semestre sopra i 300 casi, le previsioni sono ancora in peggioramento. Laccordo tra Comune, associazioni dei proprietari (Ape, Uppi, Asppi e Unioncasa), associazioni degli affittuari (Sunia, Sicet, Uniat e Conia), Aler e Federcasa, intende sanare circa un terzo di questi casi lanciando un salvagente nelle acque agitate della morosit incolpevole. Come? Il proprietario rinuncia allo sfratto e alla riscossione del 50% della morosit pregressa, in cambio riceve in ununica soluzione il restante 50% tramite la banca partner dellaccordo (lUbi si era proposta ma non c ancora lufficialit). Listituto di credito dunque anticipa la somma per conto dellinquilino, mentre questultimo si impegna a restituirla in un piano di rientro concordato con rate mensili entro 2 o 3 anni. Laccordo prevede anche che proprietario e inquilino stipulino un nuovo contratto a canone concordato. Qualora il proprietario non si renda disponibile, linquilino potr accedere a degli alloggi di riserva messi a disposizione dallAler. Un fondo rotativo di 200mila euro stanziato dal Comune servir infine a coprire eventuali insolvenze. Loriginalit se vogliamo sta nel fatto che la mano pubblica interviene aiutan-

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di PAOLOemiLiO bONZiO

do ma non spendendo (questo almeno lauspicio) perch i soldi del fondo di garanzia devono girare affinch i destinatari ne possano beneficiare. Ma laccordo, beninteso, scatter solo per chi incolpevolmente insolvente e laddove persista una capacit lavorativa degli interessati: garanzia reddituale indispensabile per la sostenibilit del progetto. Di tutto ci parliamo con Ivo Amendolagine, dal 1986 membro di Confedilizia e da 10 anni presidente dellAssociazione Propriet Edilizia di Brescia, uno dei soggetti chiave dellaccordo anti-sfratti siglato con il Comune. Dottor Amendolagine come nata questa idea? La proposta sorta in ambito sindacale mentre si assisteva con preoccupazione allespandersi del fenomeno. Le associazioni degli inquilini giustamente pensavano a come sistemare gli sfrattati e la propriet edilizia a come venire incontro al locatore. Teniamo conto che solo nel 2010 la morosit ha fatto perdere a Brescia e provincia pi di 10 milioni di euro. Alla fine stato un lavoro di quipe con ampie convergenze ma si dovuta superare la perplessit iniziale dei politici i quali temevano di dover farsi carico degli sfrattati. Il discorso allora stato reimpostato in modo che le istituzioni avessero il ruolo di garanzia che esplicitato nellaccordo.

Alla fine chi ci rimette sono i proprietari degli immobili. Come li avete convinti ad aderire? In realt il proprietario stavolta ci guadagna perch quando c di mezzo uno sfratto lunico vantaggio consiste nel rientrare in possesso dellimmobile, di solito non si ottiene nulla neanche per il recupero del contenzioso. importante intervenire prima del decreto di sfratto, non dimentichiamoci che per il proprietario queste situazioni portano a spese legali che si aggirano tra i 1.000 e i 1.500 euro. A ottobre iniziata la raccolta e la valutazione delle domande. Come procede il progetto? Le associazioni di categoria dei proprietari avrebbero dovuto rapportarsi con gli associati per quanto di loro competenza ma la legge sui patti in deroga configura questa situazione come un rapporto di privilegio. Questo compito allora spetter al comune e i tempi si allungheranno un po. Secondo i sindacati degli inquilini a fronte di unofferta ormai satura di residenziale libero, c invece carenza di edilizia pubblica. Non vedo laumento di edilizia residenziale pubblica come una soluzione al problema degli sfratti, di certo non lo sottrarre quote di mercato libero. In un contesto come quello attuale servis

Solo nel 2010 gli sfratti per morosit hanno fatto perdere a Brescia e provincia pi di 10 milioni di euro
Ivo Amendolagine, presidente dellAssociazione Propriet Edilizia di Brescia.
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il pubblico non dovrebbe pensare a costruire quanto a recuperare parte dello sfitto accordandosi con i proprietari che affittano alle aziende delledilizia popolare.
rebbe una immissione di liquidit dallo Stato nel settore immobiliare privato in modo da rimettere in moto la circolarit del denaro stesso. Un mercato stagnante quello immobiliare. Cosa propone la Propriet edilizia per il rilancio del settore? Il pubblico non dovrebbe pensare a costruire quanto a recuperare parte dello sfitto accordandosi con i proprietari che affittano alle aziende delledilizia popolare. Insomma il privato che affitta al pubblico, magari con formule di esenzione dove il privato stesso stimolato ad aiutare. Ci sono dei buoni esempi in Emilia Romagna. Oggi paghiamo gi le tasse per compensare i costi del canone sociale, se si riuscisse ad accordarsi prima, tanto meglio. Lobiettivo del Pgt crescere fino a 220mila abitanti, cercando di attrarre la classe media con il modello edilizio della casa unifamiliare, stile Marcolini. realistico tutto ci? Lasciare il condominio per la casa unifamiliare, magari con giardino, presuppone un livello di benessere molto alto. Il modello a cui ha fatto riferimento il sindaco Paroli per il Pgt resta interessante ma credo non sia pi attuale perch il problema delle famiglie oggi il contenimento dei costi e un immobile di quel tipo va nella direzione opposta. Si tratta inoltre di case particolarmente indicate per localit ad alta sicurezza sociale. Negli anni 90 ad esempio una buona fetta della classe media si spost nellhinterland grazie anche a grosse vendite di terreni da ununica propriet (come avvenne a Gussago con la Congrega della Carit Apostolica). L la gente cercava anche una tranquillit

comune dI BrescIa - sfrattI aBItatIvo eseguItI dal 2007 al 2010


anno 2007 2008 2009 2010 2011 * Primo semestre ** Previsione 2011
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morosIt 285 357 565 564 343* 700**

fInIta locazIone 35 29 35 30

tot. n. sfrattI 320 386 600 594

In apertura, via Livorno a Brescia. In alto, Iseo, via Bonomelli; qui sopra, il Quartiere Perlasca a Brescia.

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c un calo dei canoni di locazione, perch tutti tendono a riunirsi: anziani che vanno a vivere dai figli o figli che tornano a casa con i genitori.
problema della burocratizzazione della gestione patrimoniale: una situazione che diventa ingestibile dagli anziani che non a caso chiedono spesso la nostra consulenza. e una sicurezza che quasi impossibile ricreare in citt. C tanto invenduto in citt. Non sarebbe meglio rimettere sul mercato lesistente prima di costruire di nuovo? Andrebbero promosse ristrutturazioni con agevolazioni fiscali per i grandi patrimoni immobiliari da recuperare in collaborazione con il Comune. Certo non operazioni da fare condominio per condominio ma che dovrebbero riguardare interi quartieri, un po com avvenuto per il Carmine. E se linvenduto oggi un problema di mercato (mancanza di liquidit) domani sar un problema di qualit perch gli immobili andranno adeguati ai nuovi criteri, per esempio della classe energetica. Oggi quali sono i principali problemi dei vostri associati? Innanzitutto c un calo dei canoni di locazione, sia come corrispettivo, sia come numero di affitti perch tutti tendono a riunirsi: anziani che vanno a vivere dai figli o figli che tornano a casa con i genitori. Poi c il gran numero di stranieri (rappresentiamo una categoria dove il 70% degli inquilini sono immigrati) che cambiano casa di continuo o fanno vivere negli appartamenti dove stanno in affitto diversi altri ospiti. Hanno unidea delle locazioni estremamente semplificata: Tu mi dai le chiavi, io ti pago e fine della storia. E poi c il

costruIre sul costruIto


Unofferta che non tiene conto della domanda. Il mercato edile a Brescia sembra seguire logiche proprie, slegate ai fabbisogni abitativi della popolazione: la richiesta di residenziale libero ai minimi termini e di contro ledilizia pubblica presa dassalto. Questa la critica mossa dal segretario del Sunia-Cgil Adriano Papa che, al convegno di met novembre Casa per abitare, territorio per vivere snocciola dati preoccupanti: La domanda di edilizia residenziale pubblica e convenzionata stimata in 11mila vani pregressi fino al 2009, 23mila per il prossimo decennio, 3mila sono invece le famiglie (circa 8mila persone) iscritte alle graduatorie Aler. Il cuore del problema insomma che la domanda di casa oggi viene da persone con redditi medio-bassi sottolinea Papa e allora, considerando quei 4.000 immobili invenduti solo in citt (e oltre 30mila in provincia) andrebbe rivista lofferta secondo ci che le tasche dei consumatori si possono permettere. Non un mistero dunque se anche per il sindacato Cgil degli inquilini Padre Marcolini non pi una risposta: quelle villette oggi costerebbero troppo. Il pgt della giunta Paroli non convince e il sindaco, pi che alle esigenze sociali del territorio alle quali lurbanistica avrebbe voltato le spalle, risponde alle accuse di cementificazione ricordando che il consumo di suolo complessivo del pgt ammonta a 126.400 metri quadrati, in buona parte conferme del vecchio prg, rispetto al quale peraltro si risparmiano 500mila metri quadri di slp. Ma la questione resta ai margini del dibattito, scavalcata da preoccupazioni pi urgenti. Giuliano Campana, presidente del Collegio Costruttori Edili di Brescia ben consapevole che lo stipendio medio dal 1985 ad oggi cresciuto del 117% ma il costo delle case salito del 600% per cento. Morale: lofferta abitativa non proporzionale al reddito delle famiglie. Nel 2011 a Brescia abbiamo perso 4.000 posti di lavoro e nel 2011 ne salteranno altri 1.000 ha osservato Campana. E il rilancio inevitabilmente dovr passare anche dal recupero del patrimonio edilizio esistente: invece che costruire nuove cubature, la parola dordine presa in prestito da unefficace espressione di Renzo Piano: costruire sul costruito. A Brescia ce n davvero bisogno.
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Casa, affitto, Convivenza: Cosa Pensano i bresCiani
Sabrina, 34 anni, single

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Sono tornata in famiglia. Non mi lamento, ma mi ritrovo bloccata in una situazione che non maspettavo.
Vivi da sola o a casa con i tuoi? Ho abitato da sola durante luniversit e un master in centro Italia. Rientrata a Brescia ho trovato un lavoro che mi piaceva e che mi consentiva di pagare laffitto di un piccolo appartamento. Sembrava tutto potesse funzionare, ma poi ci si messa di mezzo la crisi e la cassa-integrazione. Quindi cosa hai fatto? Non che avessi molta scelta: sono tornata in famiglia. Riesco a mantenermi e a non pesare troppo sui miei grazie a lavori occasionali, qualche supplenza nessuna garanzia utile, per, a siglare un nuovo contratto daffitto. Com il ritorno alla convivenza? Non facile. I miei genitori sono comprensivi e affettuosi, non mi lamento, ma capisco che difficile per me abbandonare certe abitudini come per loro smetterla di essere iper-protettivi. Sono preoccupati, me ne rendo conto e me ne dispiaccio, e lo stress della situazione non mi aiuta ad essere pi malleabile Un conto quando torni a casa per qualche giorno, magari per le feste, un altro ritrovarti bloccata in una situazione che non taspettavi. mara, 28 anni, e Luca, 36 anni

Grazie alla raccolta differenziata fatta da milioni di cittadini italiani, lattine per bevande, vaschette per alimenti, foglio sottile dalluminio, scatolette, bombolette spray e tubetti, possono essere riciclati dando vita a nuovi imballaggi e altri oggetti in alluminio di uso quotidiano. Lalluminio si ricicla al 100% e allinfinito con un enorme risparmio di energia e materia. Partecipa alla raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio seguendo le indicazioni del tuo Comune, CIAL Consorzio per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio ne promuove la raccolta e ne garantisce il riciclo su tutto il territorio nazionale. info su:

Avete comprato casa, convivete o state pensando al matrimonio? Stiamo per andare a convivere. Abbiamo un appartamento di propriet, che in passato era di mia nonna, la quale adesso vive con i miei genitori. Mi sento fortunato perch solo il pensiero di un mutuo mi atterriva. E sono sicuro avrebbe rovinato le cose com successo ad alcuni amici che avrebbero dovuto stare insieme finch mutuo non li separava: si sono ritrovati a svendere la casa e continuare a litigare per questo anche dopo anni che si erano lasciati. Noi abbiamo stabilito patti chiari: io ci metto la casa e pago larredamento, lei le utenze. E speriamo che le cose funzionino. Come mai, se posso chiedertelo, tua nonna ha scelto di andare a vivere con i tuoi? Lei ancora autosufficiente, ma abitava lontano e temeva la solitudine. La casa dei miei genitori, con me e mio fratello fuoriusciti, le consente una discreta indipendenza e, tutto sommato, lha fatto anche per venire incontro a noi nipoti: un sacrificio che pochi anziani farebbero. ersilia, 32 anni, mamma di Stefania

Pensa si dovrebbe tornare alle vecchie famiglie patriarcali? Credo che dovremmo imparare dal passato, quando si nasceva, viveva e moriva tutti sotto lo stesso tetto. La vita era pi semplice, sapevi sempre con chi stavano i tuoi figli, ci si dava una mano e si abbattevano i costi. Molti hanno venduto la casa in campagna per comprarsi un trilocale in citt, per poi ritrovarsi con i figli col mutuo per il monolocale e i nonni allospizio. Forse avrebbero fatto meglio a lasciare tutto come stava: si sarebbe affrontata meglio la crisi e si sarebbero arricchite meno le banche. mauro, 35 anni

Non mi dispiacerebbe fare da badante ai miei nonni


Torneresti a vivere con i tuoi? Se vi fossi obbligato s. Bisognerebbe sentire loro cosa ne penserebbero, anche se credo che di questi tempi siano in molti quelli che sono in qualche modo costretti a questa scelta e le stesse famiglie si sono fatte pi comprensive. E con i tuoi nonni andresti a vivere? Qualche volta ci ho persino pensato daltronde una badante costerebbe tantissimo e sulle strutture per anziani se ne sentono di tutti i colori e potrebbe essere un modo per abbattere notevolmente i costi. Anche solo abitare vicino non mi dispiacerebbe: potrei fare la spesa per loro e, al bisogno, anche da autista; di contro troverei la cena pronta e i vestiti puliti.
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Stiamo pensando di trasferirci in paese, vicino ai nostri genitori


Abita lontano dai suoi genitori? Attualmente s, ma stiamo pensando di trasferirci nella loro zona, in paese. Sarebbe un ambiente pi tranquillo e non dovrei prender la macchina ogni volta che ho bisogno che mi facciano da babysitter per unora.

Siamo fortunati. La nonna ci ha lasciato il suo appartamento ed andata a vivere con i miei genitori

casa e aFFiTTi la risPosTa dellaler

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ettore isacchini, presidente di Aler brescia: Lobiettivo mantenere lunit del nucleo familiare nellalloggio occupato, attraverso un accordo con il proprietario.
di SerGiO mASiNi

Sul tema casa e affitti abbiamo posto qualche domanda ad Ettore Isacchini, presidente dellAzienda Lombarda per lEdilizia Residenziale di Brescia e vicepresidente vicario di Federcasa. Qual lo stato attuale del patrimonio Aler a Brescia e come si andata modificando la sua attivit negli ultimi anni? Le difficolt economico-finanziarie che il mondo sta vivendo non possono non farsi sentire anche nel nostro settore. Tuttavia siamo impegnati da anni, al massimo possibile, per ridurne gli effetti. Cos le manutenzioni ordinarie vengono espletate regolarmente grazie anche al reimpiego degli aggiornamenti dei canoni di locazione. Pi impegnative le manutenzioni straordinarie, soprattutto per il patrimonio di abitazioni realizzate dal dopoguerra agli anni Sessanta, per la diminuzione e/o lazzeramento dei trasferimenti di fondi. Anche in questo ambito, per, ci stiamo muovendo in modo importante, dando prevalenza alla riqualificazione energetica.

Ritiene che oggi sia pi utile operare la ristrutturazione degli immobili esistenti, demolirli per ricostruirli ex novo o vendere/mettere a reddito propriet per finanziare ledificazione di nuove soluzioni di edilizia convenzionata? La domanda pi complessa di quanto si pensi: non c, infatti, una risposta univoca. Comunque, per semplificare, possiamo prendere in considerazione tre opzioni: ristrutturare un obbligo legato alla cultura ed alla tradizione italiana; potendo scegliere, dal punto di vista delleconomicit, sarebbe meglio demolire e costruire; vendere, in questo momento, non conveniente, considerando le caratteristiche della nostra attivit. Domani, chiss. Come vi ponete rispetto alle nuove occorrenze in fatto di eco-sostenibili-

t degli immobili, innovazione o ammodernamento? Da anni ce ne facciamo carico, con sensibilit e con sempre maggior impegno, al punto che nelle nostre nuove costruzioni sono ormai la normalit i target della diminuzione dei consumi pro-capite e gli isolamenti attivi e passivi. Tutto ci porta un forte vantaggio ad una utenza economicamente fragile, che vede diminuire sensibilmente le spese. Com andata modificandosi la richiesta rispetto al passato? ancora puntata sui tri/quadrilocali o pi frequente la richiesta di mono/bilocali? Tutto dipende dallutenza che si deve servire. La dinamica demografica nota: gli italiani crescono poco e pi lentamente, hanno unaspettativa di vita maggiore, quindi, famiglie giovani o cop-

Ristrutturare un obbligo legato alla cultura ed alla tradizione italiana. Potendo scegliere, dal punto di vista delleconomicit, sarebbe meglio demolire e costruire.
Ettore Isacchini, presidente di Aler Brescia.
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Le case dellAler a Desenzano.

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pie di anziani cercano necessariamente spazi pi contenuti. Gli extracomunitari, che sono in numero crescente, avendo famiglie pi numerose chiedono superfici maggiori. Anche ledilizia convenzionata si rif ad un nuovo concept di abitazione (meno mq, soluzioni abitative pi moderne, ecc.)? Lattivit della nostra azienda, fra le altre, ha due facce: quella delledilizia sociale e quella delledilizia convenzionata. La prima vuole alloggi pi piccoli per un costo pi abbordabile; la seconda, minore per dimensione, rivolta a famiglie medie, chiede maggiori comfort. Qual la vostra utenza media e, se sta mutando, quale prevede sar il suo sviluppo futuro? unutenza che, prevalentemente, necessita delle realizzazioni a canone sociale. Per il futuro difficile fare previsioni: le dinamiche della nostra societ sono in costante evoluzione. C un apposito tavolo istituzionale che lavora su questo tema e che considera, fra le altre, tre direttrici fondamentali: gli anziani, le famiglie straniere, le famiglie monoparentali. Problema sfratti: quali le cause, a suo giudizio, e cosa fare per contenere questa emergenza?

le utenze aler neglI ultImI dIecI annI


Nel 2001, sui ventimila utenti tra citt e provincia: 14mila sono bresciani (71,9%), meno di 4mila italiani di altre province (19,8%), circa 1.500 extracomunitari (8,3%). Nel 2011: i bresciani sono poco pi di 13mila (62,3%), gli italiani extraprovinciali circa 3.500 (16,6%) e gli extracomunitari 4.500 (21,1%).

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Le cause sono in gran parte da ricercare nella crisi socio-economica che il mondo sta attraversando. In poche parole, significa che c precariet nel mondo del lavoro, anzi spesso il lavoro lo si perde e le famiglie non riescono a far fronte alle necessit: bollette, costo della vita e tutto quanto coinvolge ciascuno di noi nel quotidiano troppo pesante. Contro questa emergenza lAler di Brescia ha recentemente concluso un accordo, insieme al Comune, con le Associazioni dei proprietari e degli inquilini con il quale si viene in aiuto dei morosi incolpevoli, cio di coloro che non possono pagare per cause che non dipendono dalla loro volont. Insomma, Aler Brescia ha come obiettivo quello di mantenere lunit del nucleo famigliare nellalloggio occupato, attraverso un accordo con il proprietario che, a fronte di idonee garanzie, rientra in parte della morosit accumulata. Tuttavia, tale proposta potrebbe non venire accolta da tutti i proprietari: in questo caso necessario avere la disponibilit di abitazioni per i nuclei familiari che dovranno lasciare lalloggio. In questa prospettiva, Aler Brescia potr prendere in locazione un numero di alloggi privati a canone concertato per accogliere quelle famiglie, che presentano i requisiti per accedere al progetto. Da parte del Comune previsto un fondo di garanzia di 200mila euro che coprir le morosit degli inquilini nelle rateizzazioni concordate. In sostanza: la propriet rinuncia al 50% della morosit e riceve la met restante dalla banca. In tal modo il proprietario riceve il canone, laffittuario rimane nella casa. Com cambiato il vostro rapporto con gli inquilini (dialogo, occasioni di confronto, rispetto delle norme)? C un rapporto costruttivo, grazie a un netto miglioramento delle relazioni, allistituzione di appositi uffici, alla di-

Fino a una decina di anni fa, era il ceto operaio ad avere lopportunit di accedere alle soluzioni abitative alla Marcolini. Oggi quel ceto sostituito da unutenza extracomunitaria pi povera.
sponibilit dei mediatori sociali. Importante il coinvolgimento di rappresentanze e di forme associative di quartiere, come i comitati. Avrebbero futuro, oggi, soluzioni abitative alla Padre Marcolini? Penso proprio di s, se rimane lo spirito ispiratore di Padre Ottorino. Fino a una decina di anni fa, era il ceto cosiddetto operaio ad avere lopportunit di accedere alle soluzioni marcoliniane. Ora quel ceto sostituito da unutenza extracomunitaria pi povera. Ma, ripeto, se si rientra nello spirito del fondatore una valenza positiva la si ritrova anche oggi. Come vorrebbe lAler di domani? Come una vera azienda che ha come principale missione quella di dare una casa ai meno abbienti e che sa (e pu) trovare le risorse attraverso capacit professionali e iniziative imprenditoriali da sviluppare. In futuro ci saranno sempre meno fondi statali. Come accade in altri Paesi europei, dobbiamo poter intraprendere iniziative capaci di produrre reddito da reinvestire. Noi operiamo su tre linee essenziali: edilizia sociale; housing sociale, con affitti concordati per chi in difficolt; rapporti con le propriet edilizie per gestire anche per conto loro linvenduto fuori normativa. Cosa ne pensi del tema trattato in questo servizio? Dai il tuo parere su

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Pranzo Per dieci


in TemPo di crisi

A casa di Federico e miriam, genitori di 7 figli. La vita quotidiana di una famiglia numerosa tra le incertezze economiche del momento e la serenit di una scelta fuori dal tempo e culturalmente controcorrente.

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C
on c che dire: in un Paese, com il nostro, con un tasso di natalit progressivamente in ribasso (arriviamo, questanno, a una media nazionale di 1,29 figli per donna), la storia di Federico e Miriam, genitori di 7 figli, ha gi dello straordinario. La loro famiglia supera la media nazionale di nati per coppia di alcuni punti. Pochi dal punto di vista matematico. Un divario incolmabile e profondo se lo si considera nel trascorrere quotidiano di due sposi. Eppure, appena varcata la soglia della casa dei nostri due amici latmosfera che si respira di gaiezza. S, certo, la crisi, i soldi, le necessit: come negarli? Ma con 7 figli per casa, dai 17 anni ai 3 mesi e mezzo, non c tempo per fermarsi troppo a riflettere e lagnarsi. La crisi? Non mi tocca pi di tanto, ci dice Federico. Qual il senso di una frase di questo genere in bocca a un padre di 7 figli? una presa in giro? Non propriamente. Diciamo, piuttosto, che si tratta di unironia, ma nemmeno troppo pungente. Per una famiglia numerosa, infatti, la normalit del single o della coppietta fresca di matrimonio piuttosto che della famiglia con tre o quattro componenti pura fantasia. Per la maggior parte delle famiglie numerose la sobriet regola, imperativo categorico, stile forzato. Pizza al sabato sera? Week end al mare? Televisore nuovo? Impossibile prosegue Federico cos non funziona. La normalit degli altri per noi straordinariet. Quello che per gli altri bisogno di base per noi normalit. Come dire? Ci che a noi paiono dei neologismi nella vita politica, sociale ed economica del Paese sobriet, sacrificio, misura, controllo per molte famiglie sono valori da sempre. In tal senso la crisi economica del presente non ha stravolto la vita di chi la crisi la vive praticamente ogni giorno. Se non del tutto almeno in buona parte. FAmiGLie cONSOrZiATe cONTrO LA criSi Ma davvero possibile affermare che la crisi non abbia colpito ulteriormente

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di mASSimO rOSSi

anche chi nella crisi ci sta da tempo? Il mio discorso , pi che altro, filosofico sottolinea Federico . Chi si trova costantemente al limite spesso possiede unistintiva abilit nello spostare continuamente quel limite con una spiccata capacit di invenzione e tolleranza che in alcuni casi ha veramente delleroico. Sono sempre di pi le famiglie che ricorrono al baratto di oggetti, vestiti e anche di servizi. Nelle zone dove le famiglie riescono a fare rete e a consorziarsi non sono poche le occasioni di aiuto: ci si d una mano con i figli o nei piccoli lavori di manutenzione della casa e, dulcis in fundo, si compra in gruppo.

con la produzione locale. Insomma, si va dal contadino del posto e, in generale, si recupera tutto quel che serve senza dispendiosi spostamenti. Vi , poi, da aggiungere il fatto che al Gas pu aderire chiunque, anche chi non ha figli, ma vuol comunque condividere stili e ideali di consumo non di massa. Come funziona il sistema Gas? Semplice: vi un calendario mensile distribuito ai soci che riporta le date di evasione dei vari prodotti (carne, frutta, verdura, formaggi, cibi conservati e inscatolati, prodotti per la pulizia, ecc.). Allavvicinarsi della scadenza che interessa, il socio ordina ci che serve al responsabile di settore

A Coccaglio, paese della media pianura occidentale bresciana, Federico e Miriam condividono, con altre 40 famiglie, liniziativa del Gas (gruppo di acquisto solidale). qualcosa di simile al Gaf (gruppo di acquisto familiare) dellAssociazione nazionale famiglie numerose, ma con non poche e rilevanti differenze: oltre allobiettivo delleconomicit si cerca la qualit con il sostegno alla conversione verso il biologico e, soprattutto, il chilometro zero, ossia un forte rapporto di collaborazione

(ogni gruppo di prodotti ha un referente), quindi andr a ritirare la merce. Per frutta e verdura le scadenze sono anche due volte la settimana, mentre per la carne lintervallo un po pi ampio, fino ai prodotti conservati e ai detergenti e ai sanificanti per i quali levasione praticamente una volta al mese. Una bella idea, non c che dire, soprattutto se si considera che in una famiglia come quella di Miriam e Federico si cucina, ad ogni pasto, un quantitativo medio di 700 etti di pasta, si utilizzano grandi

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quantit di latte, di pane, di biscotti, e, praticamente, di tutto. E a ben guardare la casa di Federico e Miriam un vero e proprio opificio nel quale convivono, allo stesso tempo, persone che giocano, che studiano, che mangiano, che escono ed entrano. Ma limpressione che ne ricaviamo, sopra tutte, quella di una spontanea accoglienza. Si entra da estranei e si esce da amici di vecchia data. Durante la cena sul lungo tavolone dellobbligato open space un vociare di bimbi. Una confusione rilassante, tuttavia, poich perfetta emanazione della normalit. FAmiGLiA, PAreNTi e Amici Miriam inizia la sua giornata molto presto e la termina molto tardi. Accanto a lei la collaborazione, preziosissima, della madre e degli amici con i quali condivide spazi e momenti di gestione familiare, ma anche di Chiara, primogenita di 17 anni, studentessa, ma anche figlia gi responsabile e valido supporto nel controllo dei fratelli pi piccoli e nel disbrigo delle faccende domestiche. S, poich, per riassumere il quadro familiare di Miriam e Federico dobbiamo, a questo punto, dare identit ai componenti di questa grande casata: Chiara (17 anni), Matteo e Daniele (gemelli di 12 anni), Mariagianna (7 anni), Francesco (4 anni), Teresa (2 anni) e, ultimo (ma ora innegabilmente il primo per ovvi motivi), Paolo Giovanni (3 mesi). E poi Federico e Miriam. A questo punto le domande potrebbero fioccare senza sosta: ma quanto spendete? quante lavatrici fate? Quanti soldi servono? Andate mai in vacanza? E lauto? E i costi energetici? E labbigliamento? E gli imprevisti? Federico non nega, a questo punto, lovvia complessit di quella che saremmo tentati di definire faccenda. Infatti preferirebbe, prima di tutto, puntare sul discorso della loro soddisfazione e serenit di sposi e genitori. Spesso quando andiamo in trasferta da qualche parte, pi o meno al completo, la gente ci chiede se siano tutti figli nostri e la prima domanda che ci sentiamo porre relativa ai costi e alle spese. Noi a questo punto rispondiamo che questa la nostra famiglia e che la nostra scelta consapevole (non coraggiosa) fonte di soddisfazione e gioia oltre ogni questione economica e di libert personale. Anche

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noi, in questo momento, non sappiamo se e che cosa replicare. Ogni discorso si rivelerebbe vano e inutile. Tuttavia, per dovere di cronaca, avanziamo la richiesta di scendere nei particolari pi concreti e pressanti della vita quotidiana. In casa di Miriam e Federico ci sono due lavatrici che funzionano, ciascuna, due volte al giorno. I pannolini dei pi piccoli sono, per lo pi, quelli lavabili. Labbigliamento una questione di scambio con parenti e amici. I costi dellenergia (luce e gas) prevedono, per i nuclei familiari numerosi (vuol dire da una soglia di 4 figli in su) un abbuono del 30%. Stesso dicasi per la tariffa comunale dei rifiuti e dellacqua (ma in questo caso Federico ci fa notare che tutto dipende dalla sensibilit dai singoli Enti comunali). E poi c laiuto degli amici, soprattutto per quanto riguarda i lavori straordinari di manutenzione. Il pavimento in parquet della casa di Miriam e Federico, per esempio, il frutto di un lavoro e di una collaborazione a pi mani. Un ottimo lavoro, poich, forse, il discorso di fondo esula anche dalle pressioni di unopera a cottimo. Nel lungo colloquio Federico ci parla, tuttavia, anche di alcuni pro-

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blemi di non semplice soluzione: lauto, per fare un esempio. Con 7 figli al seguito impensabile investire in una Panda (per giungere a un paradosso estremo). Occorre un vero e proprio furgone ossia un segmento automobilistico per il quale occorrerebbe spendere (nel caso di un nuovo) intorno almeno ai 20mila euro. Ho acquistato un usato, ma non senza un lungo pellegrinaggio durato tre mesi dice Federico . La scontistica per una famiglia numerosa esiste e non nemmeno cos insignificante (si risparmia anche dal 20 al 30% su una vettura nuova), ma il problema di fondo avere la liquidit o, comunque, avere la possibilit di affrontare la rateizzazione senza mettersi nei pasticci. E le vacanze? S, ma solo se vengono finanziate dai nonni o se si trova loccasione giusta attraverso amici e conoscenti, continua Federico sorridendo. iSTrUZiONe e TemPO LiberO Libri, materiale tecnologico, magari anche lezioni private: chi se lo pu permettere di questi tempi? La scuola a suo modo un business e come tale ha ricadute finanziarie (pi o meno dirette)

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su chiunque frequenti questo mondo. Tanto o poco. Tra i molti tagli che una famiglia numerosa si trova spesso a dover applicare vi anche quello (molto grave) della scuola: le statistiche che fanno riferimento al tasso di successo e insuccesso scolastico non premiano le famiglie numerose. Per non parlare, poi, del discorso universitario. In una famiglia numerosa la possibilit di poter mandare un figlio o due o tre o quattro alluniversit davvero difficile. Ma per tornare ai nostri diremo, per lappunto, che la dote scuola (soprattutto per quanto riguarda i testi scolastici) non affare da poco. Lindice reddito metrico ricavabile dallIsee (indicatore della situazione economica equivalente) non ancora uno strumento di assoluta equit e giustizia fiscale. In sostanza, precisano Federico e Miriam, quando si tratta di contributi il calcolo netto non arriva a considerare tutti e nove i componenti della famiglia, ma si arriva, grosso modo, a 5 persone, mentre quando si tratta di pagare, come per esempio la tassa sui ri-

fiuti, il calcolo vien fatto in base ai metri quadrati della casa e al numero effettivo dei componenti il nucleo. Nel superlavoro che Miriam svolge ogni giorno vi anche il discorso dei compiti per casa di alcuni dei suoi figli: lei a seguire da vicino i suoi piccoli studenti. Un problema collaterale a tutto questo discorso , poi, quello del tempo libero: oggi molti dei nostri figli frequentano associazioni sportive, corsi di ogni genere e specie non senza necessarie quote di iscrizione e di reperimento di materiale idoneo alle diverse attivit. Militare in associazioni o praticare corsi di carattere soprattutto sportivo pu costare variabilmente dai 200 ai 500 euro annui: non uninezia, nel mio caso, soprattutto in relazione al fatto che tra qualche anno i miei figli entreranno tutti in una fase della vita decisamente pi sociale. E se a questo punto qualcuno di loro volesse sciare o praticare unattivit abbastanza dispendiosa? Federico sorride, mi versa un po di vino e alza il bicchiere per un brindisi. Quello per gli amici.
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mAmmA miA

si possono ritrovare con i loro coetanei e giocare, lasciando i genitori sereni perch si tratta sempre di posti protetti, puliti e multiculturali. Sono spazi ludico-didattici interattivi, ci vanno i bambini di tutte le etnie, con le loro famiglie, tradizioni, giochi e favole. Cos sin da piccoli imparano la variet del mondo, in un contesto di gioco. Purtroppo in Italia queste situazioni, del tutto quotidiane allestero, sono veramente poche. Non parliamo di Brescia. A dire la verit non mancano offerte di posti dove lasciare i bambini, parcheggiati o custoditi, nemmeno a Brescia, dai tanti asili nido privati e non, agli spazi per i piccoli messi a disposizione da alcuni grandi magazzini per permettere ai grandi di fare shopping. Ma lidea di Donatella diversa, va oltre il semplice asilo o il baby parking, termine anglofono usato per abbellire, o celare, il concetto piuttosto sgradevole di bambini da parcheggiare mentre ci si occupa daltro. No, a Mamma Mia i bambini non sono parcheggiati, anzi: le mamme entrano nel Salottino dei bambini pieno di giochi gonfiabili, creativi ed educativi, possono stare con i figli oppure sedersi sugli appositi divanetti e rilassarsi, senza perdere di vista il pargoletto

amma Mia, portami a giocare! Quale mamma non ha mai sentito una richiesta simile dalla propria bambina o bambino? E quale mamma non ha mai pensato, almeno per un attimo: e adesso dove vado, cosa mi invento?. Perch i bambini hanno bisogno di altri bambini, di stare con coetanei che hanno le stesse esigenze, gli stessi desideri di correre allimpazzata dietro una palla o di saltare. Perch giocare con gli adulti non ha lo stesso sapore e, a volte, mamma e pap sono troppo stanchi, o distratti dal lavoro e dalle incombenze della vita quotidiana, per poter proporre giochi intriganti ai propri pargoletti. Cos troppo spesso un genitore a corto di idee e di energie ricorre alla televisione, o alla playsta-

tion, escamotages che possono distrarre per un po i figli, ma che non hanno alcun valore formativo o sociale. Anzi, talvolta portano alla competizione, allisolamento. E, ammettiamolo, dopo poco annoiano e il piccolo ritorna al suo Mamma Mia, portami a giocare!. A Brescia i parchi non mancano, ma non sempre rappresentano una soluzione appropriata. Che fare allora, per dare una risposta degna a quello che un vero e proprio diritto, il diritto al gioco? Ci ha pensato Donatella Meneghini, mamma che ha osservato le esigenze della sua figlioletta senza tuttavia trascurare la sua realt, quella di una donna che deve declinare maternit, lavoro, formazione personale e tempo per s. Ecco quindi lidea di allestire a Brescia un salottino per piccoli da zero a dieci anni, dove possibile far giocare i propri figli con quelli di altri e, nel mentre, ritagliarsi quel tempo per s che una mamma spesso non riesce nemmeno a pensare: leggere, chiacchierare con unamica, spedire una e-mail, leggersi una ricetta o studiare. Certo, al centro restano le esigenze dei bambini, per i quali Donatella ha proposto Mamma Mia, uno spazio aperto a tutti, dove le mamme, ma anche i pap, possono portare i figli per lasciarli giocare in sicurezza con altri bambini e nel frattempo concedersi un po di tempo per s. Lidea di creare uno spazio che risponda ai bisogni di bambini e genitori mi venuta oltre due anni fa racconta Donatella . Durante i miei viaggi allestero, in Europa, negli Stati Uniti, in Estremo Oriente, ho sperimentato realt dove i bambini

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che utilizza la molteplice variet di giochi in assoluta sicurezza. Perch da Mamma Mia non ci sono pericoli, tutto rigorosamente a norma di sicurezza e di igiene, dagli ambienti disinfettati ogni giorno prima dellapertura, ai giochi scelti in materiali appositi per non veicolare sporco e batteri. I bambini possono tuffarsi tra le palline di plastica, scalare i gonfiabili, colorare, fare merenda, andare in bagno: ovunque troveranno oggetti puliti e istruzioni per mantenerli, e mantenersi, tali. Ma non basta: da Mamma Mia non solo ligiene in primo piano, bens lidea che il bambino qui dentro impara a stare al mondo, in un mondo che composto da lingue e culture diverse. Ecco dunque le indicazioni in inglese, oltre che in italiano, e i libri non solo in inglese, francese, tedesco, spagnolo, giapponese, ma anche portoghese, cinese e russo, per abituare i bambini a queste lingue emergenti che saranno la loro quotidianit una volta diventati grandi. Mamma Mia si rivolge quindi a tutti i bambini, offrendo uno spazio a loro dedicato; in questo modo lo spazio ludico diventa un crocevia di saperi ed esperienze che concorrono a formare un futuro cittadino del mondo, tramite la socializzazione in unottica internazionale e lungimirante. Ecco perch Donatella insiste sul concetto che non un asilo dinfanzia o baby parking, bens una playground di ispirazione internazionale, dove i bambini hanno la possibilit di mettere in relazione le proprie peculiarit tramite il linguaggio comune del gioco. Appositamente seguiti nella pedagogia della vita quotidiana: allingresso i piccoli sono invitati a disinfettarsi le manine una volta riposte le proprie cose negli armadietti e prima di accedere alla zona giochi, come pure prima di accedere alla zona merenda o in uscita da essa; nei bagni sulla porta si trova un cartello, in italiano e in inglese, che ricorda, tra le varie cose, di tirare lacqua e di lavarsi le mani, per educare alla pulizia e al rispetto della salute altrui. In questottica si inseriscono le altre piccole ma importanti attenzioni, dai calzari usa e getta per rivestire le scarpe degli adulti, alla scelta di materiali non porosi e facilmente disinfettabili. Obiettivo finale il benessere dei bambini: vorrei che le bambine e i bambini che vengono in questo salottino fossero felici dichiara Donatella . Voglio vederli ridere, correre e scherzare, saltare dalla gioia e non aver pi voglia di andare via. Offrire unopportunit che li faccia sentire liberi di godersi la vita, intanto che ancora non ci sono impegni e crucci che purtroppo non tardano ad arrivare nella vita di tutti noi. Mamma Mia insomma uno spazio per tutti, con proposte personalizzate a seconda delle esigenze: ci si pu stare solo mezzora, oppure tutta la mattina o tutto il pomeriggio. Si pu anche richiedere lorganizzazione di Feste di compleanno, nel settore pensato appositamente per queste occasioni, con tanto di torte e candeline alle pareti, che evocano il dolce sapore di quelle vere che sono tagliate durante i compleanni; in tal caso lo spazio viene affittato per il tempo necessario e chiuso agli altri utenti. Due operatrici si occupano della gestione amministrativa, alle quali ci si pu rivolgere per concordare tariffe e prestazioni. Mamma Mia si trova in viale S. Eufemia 218, accanto al McDonald, ed aperto dal luned al sabato dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 19,00.
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rezzaTo

meTa Per Una ViTa nUoVa

est ci accoglie sotto tiepidi raggi di sole, mentre mattino presto e le scolaresche si muovono seguendo gli effluvi del pane fresco, appena sfornato. Questo paese non mai sguarnito, lento: ad ogni ora viene vissuto e popolato, a turno, da tutti, bambini, mamme, anziani, ragazzi, coppie senza perdere la serenit di un via-vai controllato. Posto a sud-est di Brescia, Rezzato sta tra la citt, Botticino, Nuvolera, Mazzano e Castenedolo, traendo da questa corolla ci che per alcuni vantaggio, per altri pecca; il paese si trova ad appena un chilometro dalla 45 bis (la Gardesana occidentale) e ne dista soltanto 2 dal tracciato della strada statale n. 11 Padana superiore, regalando di fatto ai suoi abitanti una facilit di spostamento senza pari, ma lasciando loro lo scotto del traffico sostenuto, mitigato in quanto ad emissioni dal verde dei due parchi
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di ALeSSANdrA TONiZZO

presenti nella zona. Le opportunit di lavoro sono, appunto, tutte intorno, a partire dalle note cave di marmo, per c anche chi guarda al pendolarismo come la croce dei piccoli centri come questo, preoccupati che gli si affibbi lodioso aggettivo: nessuno, infatti, vuol stare sotto alla spada di Damocle del paese-dormitorio, nemmeno se rientrare a casa, la sera, un pensiero dolce, foriero di notti quiete nelle quali si pu ancora udire il gracidio delle rane e vedere pi di una stella far capolino in quel buio che, in citt, sparisce sotto migliaia di neon. I rezzatesi, pi di 13mila anime, queste cose le sanno e, chiudendo un occhio su ci che potrebbe andar meglio, parlano fieri del proprio paese e si dimostrano contenti, orgogliosi che cos tanti cittadini lo apprezzino al punto di volercisi trasferire, tagliando quel cordone ombelicale che, da Viale Venezia, procede sempre dritto e promette una vita nuova.
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CI RACCONTANO reZZATO

eTTOre FerrONATO (cArTOLeriA emiLiA) Via 4 Novembre

un paese composto da anziani e pochissime famiglie, complice il caro vita. Conferma questa tendenza? vero che la vita, qui, un filino pi cara rispetto a paesi vicini, come ad esempio Mazzano o Bedizzole, per di ragazzi e di bambini ne vedo tanti: forse non vanno dal Don, ma ci sono. ANTONeLLA PALeTTi (FOTO PALeTTi) Via Broli

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Ettore Ferronato.

Da quanto gestisce la cartoleria? Da 12 anni. Commercialmente, Rezzato abbastanza vivo: ci sono tante scuole, diverse banche Potrebbe essere sfruttato meglio, se la gestione comunale avesse pi attenzione ai commercianti. tornato a vivere qui da poco Nato e cresciuto a Rezzato, sono tornato a viverci dopo aver abitato a Bovezzo per qualche tempo: io e la mia ragazza, dopo aver girato ovunque in cerca di casa, abbiamo deciso di tornare al mio paese dorigine. Rezzato resta, per noi, il paese pi fornito e carino. Lo scorso anno, il parroco ci raccont

Antonella Paletti.

voCe ai Passanti
ANTIPASTI Sformatino agli asparagi con fonduta di Bagoss Gnocco fritto con culatello e lardo di Patanegra al miele PRIMI Risotto al Franciacorta con rag danatra Tortellini alle erbette fini con Bitto Valtellinese SECONDI Filetto dAngus Scozzese con composta di pere al Barbaresco DOLCE Semifreddo della Pecora Nera VINI Rosso Ripasso della Valpolicella Bianco Greco del Sannio Brindisi Franciacorta Satn Villa Badia

GLI EVENTI DI DICEMBRE

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VENERDI SABATO MERC. VENERDI SABATO VENERDI SABATO VENERDI SABATO VENERDI SABATO

8 NOTE BAND COVER BAND 360 DOCTOR BEAT COVER BAND 360 TERZOCERCHIO JAM SESSION JAM SESSION LIVE 11 STREET BAND 883 TRIBUTE BAND MR. JUMP COVER BAND 360 ZETA OUT COVER BAND 360 NOBAND 360ZONE FLY COVER NATALE CON GLI AMICI DALFREDO VASCO ROSSI TRIBUTE BAND NATALE PIAZZABODEGUITA IN ARNALDO VI ASPETTIAMO IN SUPER360 UP COVER BAND CAPODANNO CON RED MOON DISCO FUNKY 70/80 CON SPETTACOLO DANCE

TUTTI E ILGIOVEDIDEL KARAOKE ACCOMPAGNATI DA UNA VERA LIVE BAND I DIVERTIMENTO LIVE BAND KARAOKE LA MUSICA

Laura, 14 anni Sono nata e cresciuta qui, e ci sto benissimo: ci sono molte attivit, sia sportive che di svago. milena, 46 anni Parchi, distribuzioni gratuite acqua-latte, manifestazioni ed eventi: a Rezzato non manca niente!. Giuseppe, 61 anni Vandalismo e furti in paese sono rari: la sicurezza buona. Simone, 73 anni Qui ci sono un bocciodromo che attira 200 persone al giorno, una piscina fantastica e ben 2 centri sportivi: cosa volere di pi?. claudia, 50 anni La crisi c, ma a Rezzato, per fortuna, non noto una grande disoccupazione giovanile.

La sua attivit storica: ce ne parli. Infatti a Rezzato da sempre, la gestiva ancora mio padre, ed ora passa di generazione in generazione: qui lavoriamo io e mia figlia, che porta, cos, anche qualche ventata di novit. Nel tempo, il vostro un mestiere che radicalmente cambiato La rivoluzione del digitale la pi grande differenza tra presente e passato della fotografia, perch ha cambiato non solo il modo di fotografare, ma di approcciarsi anche al cliente. Il cui target Soprattutto donne, innamorate della novit dellalbum libro, e la fascia det va dai 20 ai 50: linvio del materiale tramite internet, con il negozio on-line, attira molto i giovani. Che paese Rezzato? Rispetto alle realt limitrofe sicuramente pi vivo. Come vivete la vicinanza alla citt? Direi che siamo troppo vicini a Brescia: la gente, i ragazzi soprattutto, tendono a spostarsi in citt, per non parlare della meta estiva del lago. rOberTO PAriSi (LAbOrATOriO FLOreALe FL) Via Matteotti Siete nuovi a Rezzato Siamo subentrati a unattivit preesistente da quasi 4 anni: ci piaceva la posizione, allinizio della via commerciale del paese. Come vi premunite dalla concorren-

za della grande distribuzione? Fornendo un servizio diverso: la nostra creativit, e ci preoccupiamo della cura delle piante, prima e dopo la vendita. Di questi tempi, c ancora chi, per il proprio giardino, vi preferisce al faida-te? Direi che solo chi ha un giardino dai 3-400 mq in su chiede un aiuto, una collaborazione. Com Rezzato commercialmente? A livello commerciale il paese tagliato in due, perch ha un centro storico diametralmente opposto a via Matteotti e una frazione, Virle, che lo frastaglia. La parte vecchia di Rezzato sicuramente pi agevolata.

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Roberto Parisi.
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cArLA iNVerNiZZi (FOLLiA AbbiGLiAmeNTO) Via Mazzini Che clientela viene da lei? Spazia tantissimo: vestiamo il 15enne per la Cresima e pure il 50-60enne, passando dal jeans strappato al pantalone elegante, anche se la fascia maggiore resta quella dei 25-35 anni. Sono perlopi rezzatesi? Ci siamo resi conto, in realt, che lavoriamo tantissimo con la gente da fuori, grazie a facebook, pubblicit e passaparola che, nel tempo, hanno fruttato.

Carla Invernizzi e Davide Piemonti.

Paola Senesi.

NATALe 2011
e feste di Natale si avvicinano e la frenesia per i regali, impegnativi o meno che siano, ci spinge a pensare che cosa cercare e per chi, domandandoci se si intoner alla casa o se rispecchier i gusti e il carattere della persona alla quale lo si vuoi donare. C per una cosa che in unabitazione non dovrebbe mai mancare: un mazzo di fiori freschi. Non importa se di imponenti rose rosse oppure di semplici composizioni di campo, se legati alla tradizione della nostra terra o provenienti da lontani mercati esotici. qui che si gioca la novit di questo Natale 2011. Un Natale che, in perfetta sintonia con lo strano momento economico che stiamo vivendo, propone una semplice soluzione che lega sentimenti profondi a un tocco di frivolezza. Ecco, allora. Qualsiasi regalo decidiamo di fare a Natale ai nostri genitori, alle nostre mogli o mariti, ai nostri figli, ai nostri parenti o amici, accompagnamolo con dei fiori freschi.

Le nostre domande a

che reGALO SeNZA UN FiOre?

enriCo Danesi, sinDaCo Di rezzato


Parlando con i commercianti del paese, emersa la volont di costruire una collaborazione pi efficace con lamministrazione comunale, che li aiuti a fare gruppo e spalleggi iniziative oggi prese in autonomia da parte della categoria (esempio delle luminarie natalizie). Preciso che le luminarie di Natale sono state organizzate dallamministrazione per 12 anni, fino allanno scorso: ora il patto di stabilit richiede pi sobriet e nonostante lamministrazione oggi non faccia direttamente le luminarie disposta a sostenere le iniziative dei commercianti. Le associazioni dei commercianti, che avevano dei riferimenti ben precisi, oggi a Rezzato non ci sono pi, e quindi difficile tenere tutti insieme. Lo scorso anno si parlava di PM10, cittadini e salute. Si muove qualcosa a livello regionale? In cosa consiste, concretamente, il Protocollo dIntesa
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approvato a fine settembre tra Rezzato, Mazzano e la Italcementi Spa? Il Protocollo la conclusione di un percorso, fatto con Italcementi, che partiva dalla richiesta della societ di espandere la propria attivit produttiva: Mazzano e Rezzato hanno sempre detto no, mentre ora abbiamo concordato un procedimento non ostativo, a patto di una serie dinterventi mirati a una forte riduzione degli inquinanti nellaria (entro il 2019, -75% di emissioni, soprattutto dellossido di azoto) con compensazioni ambientali ed economiche. Per il PM10, invece, il problema di Rezzato il rilevatore fisso, posto in una zona non omogenea con gli altri rilevatori (in zona parcheggio, vicino alla cava e al traffico): in realt, siamo nella media. reale il rischio che Rezzato, soprattutto per chi vi si stabilisce dalla citt, possa diventare un paese-dormitorio, complice il pendolarismo

lavorativo? Il rischio dato non dal paese in s, ma dalla sua collocazione, come diversi paesi dellhinterland che, purtroppo, possono avere questa vocazione che si combatte offrendo servizi culturali e sociali. Il paese non completamente autonomo, ma rende possibile trovare tutto gi allinterno della propria realt. Nonostante limportante affluenza esterna, molto meno forte di altri paesi, Rezzato mantiene la propria identit.

A maggior ragione, se decidiamo che basta un piccolo pensiero per far sapere che il nostro affetto immutato, facciamolo sempre aggiungendo un mazzo di fiori. Un gesto che va oltre il valore delloggetto. Oppure, se si vogliono usare i fiori come parte imprescindibile del regalo di questo Natale perch non scegliere addirittura un bel vaso, un bel cesto, una bella insalatiera e riempirli di fiori? Facendoli comporre come li vogliamo noi, diventano un dono unico, esclusivo, che nessun altro ha ricevuto. unottima idea per ravvivare una tavola di Natale, per arredare un angolo della casa, per far risplendere un mobile importante. Si pensi che esistono fiori ideali per vivere in ogni ambiente della casa: dallingresso alla stanza da bagno, dalla cucina al salone, dallo studio alla camera da letto (a proposito, anche qui possono tranquillamente essere messi fiori freschi tutti i giorni). Per le feste di Natale 2011 i fiori possono perci rappresentare una validissima alternativa alla classica domanda di questi giorni: che cosa regalo a .... ? Andiamo allora da un fiorista professionista, chiediamogli di creare una composizione per il nostro pacchetto regalo e poi portiamolo di persona a chi vogliamo bene. un modo diverso per festeggiare un Natale diverso. La scelta molto ampia. Possiamo inventare qualsiasi cosa. Sicuramente porteremo tanti sorrisi e riceveremo tanti: grazie. Buon Natale

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in evidenza

Pro e contro del paese. Qui manca una realt commerciale che renda pi aggregati, per il resto si vive bene.

INTERLAND Rezzato Solo il 20% della clientela del paese: i rezzatesi vanno e vengono, sono molto scettici. Emigrata da Brescia, lavora qui da 27 anni: ci faccia un parallelo paese-citt. Lavorativamente parlando, cambiano molto gli orari della clientela: in citt si compra dalle 15 alle 18, mentre in paese dalle 16 alle 20. diverso anche il gusto, che in paese pi forte, si osa di pi rispetto alla citt, che punta sulleleganza. E a livello di vivibilit? In centro-citt sono ermeticamente chiusi: non conoscevo nessuno e, a parte qualche ciao, era solo casa-lavoro e viceversa. In paese, invece, dopo una diffidenza iniziale (mi chiamavano la cittadina!), sinstaurano rapporti diversi con la clientela, il vicino di casa, al supermercatino, al bar. Una pecca di Rezzato? Poca collaborazione con il Comune, perch tutte le iniziative che prendiamo, come ad esempio le luminarie a Natale, sono nostre: ci riuniamo, raccogliamo i fondi, ecc.. In realt vorremmo attirare maggiormente la clientela di passaggio, dato che sulla Gardesana non manca. PAOLA SeNeSi (NeW bAr criS) Via 4 Novembre Lavora qui dal 2000: che gente la frequenta? Giovani e gente di media et. Resta aperta anche la sera, per i ragazzi? Beh, questo un momento di crisi, ma faccio quel che posso Comunque fino alle 23 o 24, se c gente, resto aperta. Si fa fatica, allora, in paese Commercialmente Rezzato abbastanza attivo: un bel paesone, ma ci sono certamente delle carenze. Lei di Brescia, si trasferirebbe qui? Diciamo che ognuno ha i suoi pro: Brescia pi viva, ma Rezzato, ultimamente, si sta muovendo molto, con feste, eventi culturali una realt vivace, dove ci sono tutti i servizi di cui si ha bisogno.

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ENTRO STORICO

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brescia

la bella addormenTaTa

il centro storico della nostra citt sembra affetto da una sorta di immobilismo che toglie smalto e vivacit a una realt ricca di storia, di attivit e di persone che avrebbero molto da dire e da dare. Facciamo qualcosa per rianimarlo.
di brUNO FOrZA

l centro storico di Brescia ha cambiato volto in questi anni, diventando il simbolo di una citt che attraversa unevoluzione demografica, sociale ed economica. I forti venti nazionali e internazionali del cambiamento hanno soffiato anche alle pendici del colle Cidneo e mentre il mondo corre a una velocit forsennata la citt delle dieci giornate rallenta, adagiandosi su un provincialismo acceso solamente dai colori dellimmigrazione e dalla vitalit degli studenti che affollano gli atenei cittadini. Il quadro bresciano non una natura morta, ma il compromesso tra il pittore dei tempi e la realt potrebbe far scatuMESI 12dicembre 2011

rire al massimo la tipica tela autunnale. Grigi tenui e una scala di marroni arricchiti da una punta di giallo per dare un tocco di romanticismo, quello insito nellanimo dei bresciani, innamorati della loro citt e del suo centro storico ma quasi rassegnati a vederla appassire e, nel peggiore dei casi, pronti ad abbandonarla nel nome di modernit e comodit. I commercianti scuotono il capo. C chi si affida al tradizionale vorrei ma non posso, chi punta il dito contro lamministrazione comunale e chi lancia nuove idee sentendosi fuori dal branco. Il problema del centro storico non uno solo, altrimenti sarebbe di facile risoluzione. C una catena di nodi da sciogliere che ha generato immobili-

smo e un progressivo esodo dal cuore della citt. La crisi economica, infatti, non pu essere lunica ragione di spopolamento di marciapiedi e portici. C dellaltro. La spia rossa dellaccessibilit del centro, ad esempio, continua a lampeggiare sebbene la pedonalizzazione sia stata unoperazione sacrosanta per migliorare la vivibilit del centro. Il problema vero costituito dai parcheggi. Quelli vicini alle destinazioni pi ambite sono pochi e costosi, gli altri sono piuttosto distanti e si scontrano da un lato con la pigrizia tipica dei nostri tempi, dallaltro con le oggettive difficolt di chi ha poco tempo, passeggini da spingere o borse da trasportare. Tutto ci, ovviamente, gioca a vantaggio dei centri commerciali, dove tutto

a misura di cliente: posteggio, orari, distanze. Lutilizzo dei mezzi pubblici (altra tendenza estranea al nostro dna) la via duscita, ma a quanto pare gli affezionati degli autobus sono solamente studenti, anziani e immigrati. Qualcuno aspetta in grazia larrivo della metropolitana, che in effetti potrebbe risolvere qualche problema, mentre la Loggia ha risposto al problema parcheggi con la card che offre il 50% di sconto ai residenti nei confini comunali e lavvento di Neos Park, una sorta di parcometro di bordo che cancella lassillo delle monete e la mannaia del biglietto in scadenza. Sono passi in avanti che andranno giudicati nel tempo, intanto non bisogna smettere di guardare avanti migliorando lofferta

del trasporto pubblico e agevolandola, soprattutto nei fine settimana. I commercianti, inoltre, devono fare sinergia tra di loro e con il Comune studiando le strategie migliori per venire incontro ai clienti. Il centro, tuttavia, deve diversificarsi, come ogni azienda che si trova in stand by. Limpressione, infatti, che Brescia offra troppo poco ai bresciani e ai turisti, di giorno e soprattutto di sera (eccezion fatta per piazzale Arnaldo, che peraltro andrebbe sostenuto e non penalizzato). Negli ultimi anni Piazza Duomo diventata un gioiellino, ma in naftalina. Le notti bianche funzionano a corrente alternata. Il Natale in centro pittoresco e suggestivo, ma non sufficiente. La promozione di Santa Giulia a patrimo-

nio dellUnesco un vanto, ma non deve rimanere una medaglia da appendere in bacheca. tempo di conferire nuovo lustro a una Brescia da ricostruire nelle proposte e nei servizi guardando alle grandi citt dEuropa ma mantenendo intatte le sue caratteristiche. Largo alla tradizione e allarte, porte spalancate ai giovani e alla loro fantasia, estensione degli orari della vita cittadina. Non vogliamo cadere nel tranello dellerba del vicino, ma se torniamo entusiasti da una serata a Verona o da un giro a Pistoia, senza scomodare il fine settimana a Parigi o la vacanza a Valencia, significa che c da rimboccarsi le maniche, oppure chinarsi sulla nostra bella addormentata, che aspetta solamente il bacio che merita.
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di ALeSSANdrA TONiZZO

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il ParcheGGio: che Problema!


Trovare parcheggio in centro difficile, ormai lo si sa. Che diverse persone potenziali acquirenti, residenti, commercianti non frequentino pi, o lo facciano di malavoglia, il cuore storico della nostra citt proprio per questo motivo invece un dato che merita una riflessione in pi. Nonostante lutilit dei numerosi parcometri presenti sul territorio, ai quali dedicata parte della nostra inchiesta, tutti noi sappiamo cosa voglia dire sbrigare le proprie faccende con lansia del ticket in scadenza: ecco che si fa indispensabile il parcheggio, coperto, scoperto, interrato o meno limportante che sia a portata di mano e di portafogli. Le novit pi recenti in merito sono la segnalazione elettronica dei posti liberi di alcune delle rimesse principali utili a detta degli utenti, ma che non risparmiano dalla nevrosi da parcheggio nelle ore di punta, durante le quali ci si blocca di fronte allindecisione di un cartellone che oscilla come un semaforo impazzito: ora c un posto libero, ora tutto esaurito e la Park city card, una tessera personale dedicata a ciascun cittadino bresciano (residente nel comune e maggiorenne) che consente di fruire del 50% di sconto sulle tariffe nominali di sosta oraria presso i parcometri e i parcheggi comunali del territorio. Un bellaiuto, se pensiamo ai costi notoriamente alti delle soste nelle strutture del centro, dedicato a coloro i quali recita Brescia Mobilit hanno attivamente contribuito a sostenerne la crescita e il mantenimento. Camminando tra vetrine e pav, abbiamo parlato con le diverse categorie che, volente o nolente, hanno a che fare con il problema del parcheggio, scoprendo diversi punti di vista. Come quello di chi, in citt, ci lavora: commercianti e non, i quali lamentano linesistenza di un inquadramento diverso che permetta loro soste programmatiche e abbonamenti ridotti; dopotutto facciamo crescere il centro tuonano i pi perch farci vivere ogni giorno con lansia, o spendere un salasso a fine mese?. I residenti meriterebbero un capitolo a s, anche se, tutto sommato, si dividono nelle due grandi categorie di sempre: chi reputa il vivere in citt un privilegio, ne rispetta la conformazione e giudica il problema del parcheggio uno dei tanti prezzi da pagare per risiedere nel cuore della Leonessa, e chi questo dazio proprio non lo sopporta, tanto da essere disposto a cementificare mari e monti. C anche chi, nella categoria, pi fortunato, come Ruggero, 33 anni, che possiede un garage privato spazio ambito che, in centro storico, viene acquistato a 40-50 mila euro e affittato per 10-12 euro a mq (box singolo da 15-18 mq) e dichiara: mai preso un autobus o pagato una sosta, in centro. Uso il mio box e, per ogni necessit, mi sposto a piedi, al limite in bicicletta. Cristiana, 47 anni, residente nel comune, invece, deve fare altri calcoli: i parcheggi sono costosi, insufficienti e congestionati nella fascia oraria 9-19. Uso spesso lautorimessa AutosiloUno di via Vittorio Emanuele II, ma molto cara. La Park city card, in questo caso darebbe una mano; Cristiana ne a conoscenza, aspetta di ritirarla allInfo Point di Piazza Loggia e la pensa cos: questiniziativa positiva: la card va consegnata a tutti, per dare una spinta al commercio e ai consumi. Le chiediamo, infine, se sarebbe favorevole al parcheggio sotto il Castello: non ne vedo nessuna utilit, dal momento che c gi la rimessa di Fossa Bagni, che uso sempre quando deve fare spese in San Faustino. La carte in tavola cambiano ulteriormente se a cercare parcheggio una giovane mamma, con figli piccoli al seguito, residente a Montirone, fuori dal comune: vengo in centro utilizzando lauto perch il servizio bus lento

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(anzi da Montirone dovrei prendere la corriera!) e solitamente parcheggio nei parcometri (in via Spalto San Marco o via Vittorio Emanuele II). Purtroppo evito i parcheggi, per diversi motivi: sono lontani, non ci sono posti riservati alle famiglie con bimbi, sono costosi, quelli sotterranei veramente troppo poco illuminati e pericolosi se si hanno dei piccoli con s. Insomma, un quadro poco confortante, che ci fa capire come la nota dolente del nostro centro storico sia tuttaltro che facile da sanare, a partire dalla convinzione dei bresciani, durissima a morire, che fare due passi a piedi sia veramente troppo scomodo. Questo, unito alla reale affluenza verso il cuore della citt, obiettivamente gestita a fatica, fanno del problema parcheggio una bella matassa da districare. E noi ci abbiamo provato, in piccolo, sintende, visitando i parcheggi pi frequentati del centro storico, stilando poi una tabella con i dettagli salienti, nonch i pro e i contro di ogni rimessa grazie alle segnalazioni in loco degli stressatissimi autisti. Queste le pagelle risultanti.

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le pagelle di 12 mesi
Parcheggio Fossa bagni Ubicazione: nellantica fossa delle mura urbane tra piazzale Cesare Battisti e via Lombroso, con accesso veicolare da via Lombroso (imbocco nord Galleria Tito Speri). capienza: 385 posti Orari di apertura: tutti i giorni 24h su 24h. Tariffe autovetture: 1,40 da una a tre ore (o frazione). Pro: si trova sempre parcheggio, facilmente raggiungibile da nord, non oneroso, i box sono spaziosi e permettono manovre agili, il sistema di videosorveglianza ottimo. contro: i lavori in corso per la Metropolitana, protraendosi, rendono tortuose le vie pedonali duscita. Di notte mal frequentato, buio. distante da buona parte del centro storico, fatta eccezione per S. Faustino. Voto: 7 Parcheggio Freccia rossa Ubicazione: viale Italia 31, presso il Centro Commerciale Freccia Rossa. capienza: 2.500 posti Orari apertura: da luned a sabato, domenica e festivi, dalle 6.00 alle 01.00 e dalle 8.00 alle 01.00 (ritiro vettura possibile 24h su 24h). Tariffe autovetture: 1,00/ora dalla 1^ alla 3^ ora. Pro: adiacente al centro commerciale, quindi ideale per spese in loco e per il cinema. Il biglietto del parcheggio viene rimborsato con gli acquisti, la prima mezzora gratuita. contro: dispersivo, poco illuminato e congestionato durante gli open day di shopping. Voto: 5 1/2 Parcheggio Piazza Vittoria Ubicazione: nellomonima piazza. capienza: 450 posti. Orari apertura: tutti i giorni 24h su 24h. Tariffe autovetture: 2,70 prima ora o frazione. Pro: si trova in pieno centro, in posizione nettamente strategica. contro: sempre pieno negli orari di punta e maggior uso, spesso c difficolt nel parcheggiare, la tariffa la pi alta a Brescia. Voto: 6 Parcheggio AutosiloUno Ubicazione: via Vittorio Emanuele II. capienza: 350 posti. Orari apertura: da luned a sabato dalle 7.00 alle 24.00, chiusura domenica e festivi. Tariffe autovetture: 1,00/ora. Pro: la posizione centrale, la possibilit di trovare quasi sempre posti liberi. contro: chiude alle 24, non disponibile la domenica e durante le festivit, laccesso dingresso spesso risulta difficoltoso. Voto: 7

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ENTRO STORICO

La tua azienda qui, lo sapevi?

neos ParK: Il Parcometro entra In auto


Lultima innovazione tecnologica nel mondo dei parcheggi Neos park, il parcometro da veicolo ricaricabile per mezzo del quale ogni automobilista pu pagare leffettivo tempo della sosta. Lutente, al momento della sosta, avvia lapparecchio premendo il tasto on, seleziona la zona in cui desidera parcheggiare e lo appende al finestrino grazie a un piccolo perno elastico che consente di agganciarlo al vetro dellauto con il display rivolto verso lesterno. Durante la sosta Neos Park scala il credito in automatico. Questo strumento consente di risparmiare tempo e di evitare la spasmodica ricerca di monete permettendo inoltre una sosta pi serena, libera dallassillo dellorologio e dal timore della multa. Durante i periodi di interruzione del pagamento (come le pause pranzo), Neos Park smette di scalare il credito, per poi riprendere a fine pausa. Una volta tornati nellauto il dispositivo si spegne semplicemente premendo il tasto off. Neos Park non un servizio in abbonamento. Una volta esaurito il credito lo si ricarica con un importo a scelta fino a un massimo di 50 euro, esattamente come si farebbe con il cellulare.

ParcometrI In centro
ZONA OVeST Via dei Mille, via Calatafimi, via Lupi di Toscana, via Tartaglia; orari 9-12.30, 14.30-19; costi 1 lora, 3,50 al giorno. ZONA NOrd Via Silvio Pellico; orari 9-12.30, 14.30-19; costi 1,20 lora; durata massima 180 minuti. Via Foscolo (Campo Marte); lato sinistro gratuito, lato destro orari 9-12.30, 14.30-19.30; costi 1 lora, 3,50 al giorno. Via del Castello, via Langer, via Contini; sosta gratuita, eccezione fatta per il primo tratto di via del Castello orari 9-12.30, 14.30-19; costi 1,20 lora; durata massima 180 minuti. ZONA eST Viale Venezia; orari 9-12.30, 14.30-19.30; costi 1 lora, 3,50 al giorno. Piazza Arnaldo; orari 9-19; costo 2,40 lora. Piazza Tebaldo Brusato; orari 9-19; costo 2 lora; durata massima 180 minuti. ZONA SUd Via XXV Aprile; orari 9-12.30, 14.30-19.30; costi 1 lora, 3,50 al giorno. Via Crispi; orari 9-19; costi 1,90 lora; durata massima 180 minuti. Via Spalti S. Marco; orari 9-12.30, 14.30-19; costi 1,20 lora; durata massima 180 minuti. Via Einaudi; orari 9-19; costi 1,90 lora; durata massima 180 minuti. Via XX Settembre; orari 9-12.30, 14.30-19; costi 1,20 lora; durata massima 180 minuti. ZONA ceNTrO Via Tosio; orari 9-19; costi 1,90 lora; durata massima 180 minuti. Corso Martiri della Libert; orari 9-19; costi 1,90 lora; durata massima 180 minuti.

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IL PARERE dei cOmmerciANTi

centro-sud
GAbrieLLA iNVerArdi (NArA cAmicie) Corso Zanardelli Centro storico-centri commerciali. Chi vince la sfida? Non c paragone. Le passeggiate nel bel mezzo del cuore della citt sono impagabili e credo che la gente le preferisca di gran lunga alla confusione dei centri commerciali. Lestate lunga vi ha danneggiati negli affari? No, ci sono state varie iniziative che hanno portato parecchio passaggio soprattutto a settembre. Chiaramente nei mesi pi caldi la citt si svuota, ma tra questo autunno e i precedenti non ho visto grosse differenze. Il centro accessibile ai clienti? Si fa fatica ad arrivare a destinazione e forse non tutti hanno dimestichezza con ztl e parcheggi. La fretta, poi, cattiva consigliera. Io lascio lauto in via Sostegno e arrivo qui a piedi. Il parcheggio mi costa 10-12 euro al giorno, una spesa che incide non poco sul mio stipendio. Bisognerebbe abbassare le tariffe e chiedere ai vigili urbani maggiore flessibilit. Capitolo crisi. Qual il suo bilancio? Si sente parecchio. Nemmeno le aperture domenicali hanno portato benefici. La gente magari fa il giro in centro ma a fare acquisti sono in pochi. riccArdO PASiNi (GiOieLLeriA) Corso Zanardelli Il centro di Brescia vissuto? Rispetto a un po di tempo fa sicuramente meno vissuto, soprattutto durante la settimana. Soluzioni? Rendere facile arrivare a destinazione. Il centro pedonalizzato piace a tutti, ma il parcheggio non pu essere distante
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ta di mano e i clienti possono evitare il problema del parcheggio, che in centro difficile da trovare e costoso. Cosa manca in citt? Iniziative che attirino gente. La crisi? Secondo me il peggio passato, siamo in ripresa. rOberTO SeriOLi (cAFF AdriA) Via X Giornate Come sta il centro di Brescia? Molto male. Ormai il centro non lo vive pi nessuno. Chi ci abita parte al mattino e torna la sera. Durante il giorno e nei fine settimana girano soprattutto extracomunitari. Poi vanno valorizzate certe zone, piazza Duomo stata messa in risalto ma ci sono pezzi di citt dimenticati come via Einaudi e corso Martiri della Libert. Situazione parcheggi. Un disastro. Noi commercianti paghiamo 120 euro al mese e per i clienti la situazione critica. Il Comune non vuole mettere mano al portafogli. Al Freccia Rossa basta esibire lo scontrino per non pagare il parcheggio, qui non ci sono incentivi e cos non si fa il bene del centro storico. Il parcheggio sotto il castello una buona idea? inutile, basta vedere quello di Fossa Bagni che sempre vuoto. Leffetto crisi si sente anche al bar? Purtroppo s. Perfino labitudine del caff o dellaperitivo spesso diventata qualcosa di superfluo. Inoltre abbiamo spese troppo alte: 2.300 euro lanno per mettere i tavolini fuori, 1.300 euro di tasse sui rifiuti, 500 per le insegne. Cos dura.

chilometri, non so se con la metropolitana le cose cambieranno, lo spero. Nelle altre citt tutto pi accessibile. Lei come si muove in citt? Vengo al lavoro in scooter quando il tempo lo permette, altrimenti in auto. Crisi: il peggio passato? No, ci siamo dentro perch in tutti i settori c timore. Ci vorranno anni, per rialzarci. STeLLA bOLPAGNi (PiNKO) Via Mazzini Come descriverebbe questo pezzo di citt? Questa zona bella, ma anche destate non c molta gente visto che non ci sono locali. In inverno diventa deserta. Quali sono i problemi pi sentiti da commercianti, residenti e clienti? La vera piaga sono i parcheggi. Ce ne sono, ma sono un po cari, primo fra tutti quello di piazza Vittoria. Io studio a Milano e l sono molto pi convenienti. ALeX (bAr LA meSSicANA) Via Mazzini

Rispetto al passato stiamo imparando a fare squadra, e gi il tenere tutti aperto in certe domeniche un buon modo per favorire il ritorno alle vasche e al passeggio. Terr aperto anche la sera? Non avrei su chi appoggiarmi per farlo, ma credo che chi pu contare su qualche collaboratore dovrebbe insistere, tener aperto di pi e aiutare cos il rilancio serale del centro storico. Se fosse sindaco per un giorno cosa farebbe? Non credo otterrei grandi risultati: il vero problema del centro di Brescia sono i bresciani e la loro mentalit Magari impedirei il transito ai mezzi pesanti, quelli che distruggono il pav e formano le buche su cui la gente continua ad inciampare. VANUSiA dA SiLVA (mAUrO GASPeri AbbiGLiAmeNTO) Corso Martiri della Libert

briGidA di mAiO (GrAbTree & eVeLYN) Via X Giornate Dalle vetrine del suo negozio che Brescia vede? Vedo un centro troppo tranquillo e spento a causa della situazione economica del Paese e di alcune problematiche legate alla citt. Ad esempio? Circolazione e parcheggi. Questa situazione inibisce larrivo della clientela, che rischia multe salatissime e preferisce fare acquisti altrove. Quali sono le possibili soluzioni? Creare nuovi parcheggi e abbassare le tariffe di quelli esistenti, magari estendendo la possibilit di un prezzo forfettario giornaliero che dia meno ansia a chi vuole fare shopping. Gli ausiliari del traffico spesso esagerano e sono tra le cause principali dello spopolamento del centro. Il Natale incombe. Quali consigli per lamministrazione? Il mio consiglio vale per tutto lanno e riguarda i mercatini in piazza Paolo VI, che secondo me dovrebbero valorizzare

i prodotti tipici bresciani, mentre spesso viene dato spazio a realt di altre regioni che non portano introiti sul nostro territorio. rOberTO ALberTiNi foto (SALUmeriA) Corso Palestro Come va la vita in centro? un disastro. La crisi, la situazione di piazza Vittoria e il cantiere della metropolitana sono gli esempi pi lampanti di una situazione difficile. Nel mio caso la chiusura al traffico di Contrada del Cavalletto stata un danno enorme, la ztl mi ha fatto perdere un sacco di clienti.

Roberto Albertini.

voCe ai Passanti
elisabetta, 20 anni, residente nella provincia di brescia Viene spesso in centro? S perch lavoro qui e mi rendo conto che il problema vero sono i parcheggi. Per fortuna posso sfruttare il permesso di mia nonna, che abita in citt. Il Comune dovrebbe abbassare le tariffe. Il Natale alle porte. L atmosfera che si respira qui allaltezza? La citt gi bella di suo. A Natale diventa magica. Cosa pu imparare Brescia dalle altre citt? La pulizia e lordine, qualit che ho apprezzato nei miei viaggi in altre citt dEuropa. rino, 81 anni, residente nel comune di brescia Comera il centro storico ai suoi tempi? Un po diverso, ma resta una grande attrazione per tutti. Oggi la grande differenza che siamo diventati una citt cosmopolita. Come si reca in centro? In autobus. I mezzi pubblici sono davvero efficienti, con 77 centesimi al giorno vai dovunque senza il problema del parcheggio. Lunica volta che ho preso lauto ho varcato la zona ztl per pochi minuti e mi sono beccato 86 euro di multa. Sono ancora avvelenato. Valerio, 64 anni, residente in centro Vivere in centro la soddisfa? Assolutamente s. Ho sempre amato il centro, mi fa sentire a casa. Come gestisce il discorso posteggio e circolazione? Semplice: ho detto addio allautomobile. Mi sposto in bicicletta o con i mezzi pubblici e mi sento libero da questa noia considerevole. Si pu vivere benissimo anche cos ma ormai lo abbiamo dimenticato. Il vestito natalizio del centro negli ultimi anni le piaciuto? Molto, ma credo che ci siano altri ambiti in cui si debba lavorare sodo per rendere onore alla nostra citt.
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Vanusia Da Silva.

Alex.

Che rapporto ha con gli altri commercianti, vi metterete daccordo per fare qualche iniziativa sotto Natale?

Il centro vissuto? C un bel via vai di gente, anche se la concorrenza dei centri commerciali forte e parecchie persone li preferiscono alla citt. Per quale ragione secondo lei? Perch hanno parecchi negozi a porta-

Roberto Serioli.

C
La sua proposta a riguardo? Certe strade vanno riaperte al traffico, lapertura del varco alle 4 del pomeriggio un palliativo. Anche le soste brevi andrebbero incentivate, cos come le spese veloci e poi bisogna dare valore allo scontrino. inutile fare un parcheggio sotto il castello. Sono soldi gettati al vento. Luminarie e iniziative natalizie. Cosa consiglierebbe al Comune? Credo che sotto questo punto di vista negli ultimi anni il Comune abbia lavorato bene e i cittadini hanno apprezzato. ANdreA PANSiNi (chANdA) Corso Palestro Come dovrebbe intervenire lamministrazione comunale? Pi che altro sono i commercianti che si devono coalizzare optando per una strategia dinsieme. Se la maggioranza di noi vuole lapertura totale bisogna stare tutti aperti e basta. Facciamo un calendario con il Comune e chi non lo rispetta si becca 500 euro di multa. Spesso il problema che molti non si vogliono impegnare, ma, se le cose stanno cos, inutile il Consorzio Brescia Centro.

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Questione parcheggi. Qual il suo punto di vista? I parcheggi ci sono e il varco ha orari di apertura e chiusura. Sicuramente vanno potenziate le pubbliche relazioni e la comunicazione perch tanta gente non informata. Poi servono idee, accordi con i mezzi pubblici. Penso agli anziani, che una volta ogni tanto potrebbero essere omaggiati del biglietto dellautobus. Cose di questo tipo sono facili da mettere in atto e significative nella loro semplicit.

c Qualcosa cHe non va

Il sito Internet dei negozi e attivit del Centro di Brescia.


Andrea Pasini.

www.bresciacentroshopping.it

Un aggettivo per il centro storico. Triste. Ma la situazione la stessa nei centri commerciali. La crisi la prima causa, ma la citt va senza dubbio rivista. Penso che lavvento della metropolitana porter una svolta importante rendendo pi scorrevole il traffico.

Vittoria? Macch, al massimo uno scialbo pareggio. Una delle piazze pi importanti di Brescia da diverso tempo non pi degna del suo nome, afflitta dalleterno cantiere della metropolitana e zeppa di auto. Piazza Vittoria spoglia e spenta, i bei portici che la separano da Via X Giornate sono grigi e anonimi,

mentre nei pressi delle scalinate di accesso al parcheggio sotterraneo quando cala la notte c da guardarsi intorno con attenzione. Decoro pubblico da 4 in pagella, invece, allinizio di via Dante, dove le immagini sono eloquenti. Aspettiamo progetti e proposte per quando i cantieri toglieranno le tende.

nord-est
TAmArA AmAdei (OrOmATTO) Corsetto SantAgata Com la situazione commerciale di questa parte del centro storico? Ottobre stato un brutto periodo... speriamo in dicembre: certo non pi il mese di una volta, ma daltronde anche i negozi sono cambiati. Noi resistiamo da 17 anni. Cosa pensa delle luminarie natalizie del centro? Ogni anno cambiano, per me vanno bene sia quelle tradizionali che quelle innovative. Le palle argentate dello scorso Natale erano molto carine.

Chi viene a fare acquisti qui, sotto le feste? Chi ha diversi pensierini da fare e vuole spendere poco. FrANcA TONNi (chOc AbbiGLiAmeNTO) Corsetto SantAgata Siete presenti da 30 anni: quali i cambiamenti maggiori a livello commerciale? Questo locale era una profumeria: abbiamo cambiato sperando anche di migliorare la situazione... poi subentrata questa crisi cos violenta che ci ha messo tutti in ginocchio. Il clima pazzo di ottobre lha penalizzata?

Moltissimo: lautunno labbiamo perduto... i capi di medio peso saranno venduti in promozione o in saldo. Il problema di questa via ... Noi, diciamocelo, non siamo considerati parte del salotto della citt, e siamo penalizzati dalla chiusura della via per la metropolitana: il nostro fatturato precipitato del 60%, siamo con lacqua alla gola, prima qui cera un fiume di gente. Parlano di terminare i lavori entro il 2012, speriamo. ViTTOriO SONi (bAr TOPOLiNO) Corso G. Mameli In cinque anni di attivit, com cambiata la situazione della via?

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ENTRO STORICO

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I primi anni c stato un calo: ora, con la recente pedonalizzazione, vedo un lento miglioramento, per ancora presto per dare giudizi. Corso Mameli rispecchia la situazione generale del centro storico. Vale a dire? Il centro ammalato, ha bisogno di riprendersi, puntando sulla qualit. Si guardi intorno.... Come si aspetta questo dicembre? Con le festivit, la gente vuole frequentare il centro citt: ad ogni festa, ogni manifestazione i bresciani ci sono. Ma serve innovazione. dANieLA GUerrA (iL reGNO deLLe APi) Corso G. Mameli Il commercio sta passando un momento difficile... Diciamo che la situazione grama! Siamo costretti, poco alla volta, a chiudere: non si lavora. Ci siamo da otto anni, sempre peggio. un problema di tutto il tessuto del centro o di questa porzione? Penso che Corso Mameli soffra particolarmente. C troppa brutta gente

che gira, tanti mi dicono di avere paura: le mie clienti anziane non vengono pi, qualcosa quindi la portiamo a domicilio... ma non siamo la Caritas. Sperate in dicembre, dunque. Non ci resta altro da fare. Lo vede da lei: sono le 10, ed io non ho ancora visto anima viva passare, o entrare. GiULiA (ZeNZerO AbbiGLiAmeNTO) Corso Garibaldi Questo negozio c da undici anni, lei da quando lavora qui? Da pi di due anni. Lasciata la Cina, mi sono subito trasferita a Brescia, mi trovo bene e mi piace questo lavoro. Con questa crisi, che clientela ha? Tutta la clientela vecchia, che mi raggiunge anche dalla provincia di Brescia. A Natale com Corso Garibaldi? Molta gente, tanto passaggio. Speriamo di rifarci da ottobre: non stato molto positivo, per colpa del caldo fuori stagione. Si sposterebbe da questa via? Aprirei volentieri un altro negozio, ma non chiuderei questo.

cLAUdiA (bAr GAribALdi) Corso Garibaldi Da quanto lavora qui? Vengo dalla Cina e lavoro qui da tre anni, mi trovo cos-cos: viene poca gente per la crisi. Che clientela ha? 70% italiani, 30% stranieri: i bresciani non fanno fatica a entrare nel mio bar. una via illuminata, c vita, passaggio? S, soprattutto sotto Natale. Non mi sposterei, anche perch mio figlio va a scuola qui vicino. eLeNA PAderNO (reSPUbLicA AbbiGLiAmeNTO) Via San Faustino San Faustino in declino o in ascesa? La situazione sta peggiorando: nessuno prende provvedimenti per effettuare migliorie, o per recuperare i negozi abbandonati. Non ci fosse lUniversit, avrei gi chiuso. Una delle porte di comunicazione della citt, dunque, in crisi... Non siamo un bel biglietto da visita, dovremmo ricordarci che non ci trovia-

vero che la prima impressione del posto che sia al di sopra delle tue possibilit. AdriANA dereLLi (PrOFUmeriA GemmA) Via San Faustino Lei si rivolta personalmente allufficio marketing: cosha chiesto? Ho chiesto perch San Faustino non considerato centro storico, perch qui non si investe sulla visibilit, perch permangono pregiudizi infondati sulla sicurezza. Ci devono ignorare perch qui c qualche extracomunitario in pi?. Vi sentite dimenticati? Siamo terra di problemi, cui non destinare risorse. Le manifestazioni legittime, per carit sono un esempio di questa mentalit: dove si fanno, se non in San Faustino?. Si aspetta un Natale... Da curiosa: voglio proprio vedere coshanno riservato per questa zona, anche rispetto alle altre. Lanno scorso stato un disastro... hanno anche traslato le casette natalizie in Piazza Duomo, che qui assicuravano un minimo di passaggio. Commercialmente ne risentite molto, quindi. Lunica nostra risorsa lUniversit: se non ci fosse, avremmo tutti chiuso da un

pezzo. Poi, questa crisi, che innanzitutto di natura psicologica, ci mette in ginocchio: non credo nel miracolo di Natale. FAbriZiO ZUccheLLi (LA PANiZZeriA) Via San Faustino Siete qui da nove anni: su che clientela contate? Extracomunitari, universitari e residenti. San Faustino raccontata in poche parole. Una zona influenzata commercialmente dagli studenti, la cui presenza d una parvenza di energia e vitalit: quando non ci sono le lezioni, qui desolante. Perch? La residenza diminuita molto: diversi stranieri hanno comprato casa in periferia o a Sanpolino, mentre i bresciani, finito il lavoro, erano stanchi di girare per ore in cerca di parcheggio. Poi, la qualit della vita in citt non molto alta. Commercialmente come va? Il cantiere della metropolitana, impedendo laccesso dei bus in uscita, ha pesato in concomitanza allapertura della Freccia Rossa, che ha tolto le passeggiate in centro di sabato e domenica: lavoro il 30% in meno rispetto a 4 anni fa.

mo allinterno di un mercato, ma di un centro storico. Ognuno deve poter aprire la propria attivit, ma con un occhio allestetica, al decoro, alligiene. Chi non lo fa dovrebbe chiudere? Penso pi che altro che bisognerebbe dar loro degli insegnamenti, instradarli e soprattutto controllarli. Lei resta o rimane? Penso di essere agli sgoccioli. Sono anni che, causa pregiudizi sulla sicurezza e la mancanza di vetrine, tanta gente non viene pi in San Faustino: lavorare cos ti toglie ogni grinta. Buonissimo non ha rinnovato la zona? Direi di no. Ci sono stata e mi piaciuto molto, ma non stato capito: purtroppo il bresciano un po chiuso, ma anche

c Qualcosa cHe non va


corso Goffredo mameli Percorriamo questa via di mattina presto, diversi negozi sono ancora chiusi. Ci avviciniamo alla vetrina di un bar sulla quale, da lontano, percepiamo qualcosa fuori posto: bersagliata da scarti, avanzi di cibo e simili che gocciolano ovunque. Accanto allorario dapertura, campeggia un biglietto scritto a penna, in stampatello malfermo. Sono minacce forti, intimidazioni, offese pesanti verso quello che, probabilmente, il proprietario del locale, un minuto cinese che, poco dopo, ritroviamo chino sul posto, in silenzio, intento a ripulire tutto. corso Garibaldi Il turn-over dei negozi lascia a bocca aperta, le vetrine con gli striscioni svendita totale non si contano. Un
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crocchio di signore attira la nostra attenzione: commentano a bassa voce, desolate, limminente chiusura di un negozio in cui si recavano da ragazze. Ha resistito tanti anni, ora chiude i battenti, lasciando un altro amaro segno dei nostri tempi difficili. Via San Faustino Lo spauracchio delluomo nero persiste, e una delle vie storiche pi significative (e belle) della citt resta ai margini del centro. I commercianti si sentono volutamente dimenticati, snobbati quasi portassero la lettera scarlatta sul petto. San Faustino uguale delinquenza: difficile scardinare questo credo, nonostante il passaggio di volanti, il Commissariato, la videosorveglianza. Ci si chiede, invece, perch non si regolamentino le attivit non a norma.

voCe ai Passanti
mauro, 35 anni, residente in centro storico, libero professionista Cosa pensa del traffico da e per il centro storico? Sono esasperato innanzitutto dai cantieri disseminati in tutta la citt. Poi penso che, invece davvantaggiare il traffico dei veicoli privati (statisticamente, a Brescia ognuno di noi ha in media due auto a testa!), la politica dellamministrazione ha favorito il trasporto pubblico, che non viene utilizzato dai cittadini salvo le categorie degli studenti e degli extracomunitari: ci sono addirittura corsie dedicate ai bus, come in via Crocifissa di Rosa, che restringono incomprensibilmente la carreggiata, rallentando tutti. Gli orari dei negozi del centro rispondono alle sue necessit? Per le mie esigenze, gli orari dei commercianti del centro vanno bene. Silvia, 56 anni, residente nel comune di brescia, insegnante Perch viene in centro solitamente? Vengo spesso, per andare dal parrucchiere e fare spese. Che acquisti fa maggiormente? Libri e abbigliamento. Trova compatibili gli orari dei negozi con le sue necessit? Assolutamente no: bisognerebbe pensare a soluzioni diverse, a partire dallorario continuato che, per esempio, il sabato dovrebbe essere dobbligo, e tenere aperti gli esercizi le domeniche aiuterebbe tutti. Sara, 35 anni, residente fuori dal comune di brescia, mamma di 4 figli piccoli Per cosa viene in centro solitamente? Che tipo di acquisti fa? Vengo in centro per fare una passeggiata, vedere qualche negozio dabbigliamento e simili. Preferisce il centro storico o i centri commerciali? Perch? Sicuramente il centro: per una passeggiata molto pi bella. Il centro visto con gli occhi di una mamma con figli piccoli ... Un vero casino! difficile parcheggiare, c molto traffico, tante barriere architettoniche (scivoli dei marciapiedi inesistenti e buchi ovunque).
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ENTRO STORICO

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Sono vittima, come altre attivit site in strade laterali, della sindrome del centro storico: se non affacci sulla via del passeggio nessuno si ricorda di te. Daltronde io vengo da Firenze e ricordo che, nei primi anni a Brescia, per me il centro finiva con Coin. Sono caduto nellerrore di pensare che il bresciano doc amasse invece scovare e legarsi a locali oltre le colonne dercole delle vie dello shopping. A quanto pare mi sbagliavo. dAriO (VeTreriA e FerrAmeNTA) Via Trieste

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perch gli affari vanno male? Il periodo non dei pi felici ma sopravvivo grazie a unofferta di nicchia. Non mi posso lamentare, i guadagni ci sono. Il fatto che mi sono ormai rassegnato a vedere il centro deserto. criSTiANO (bAr iL GiGLiO) Via Gabriele Rosa Come vanno le cose? Chiudo a fine anno, non ce la faccio pi. Ma come, con luniversit di fronte non ha pi clienti? C stato un incredibile cambio di tendenza: le lezioni si sono infittite e gli orari intensificati e questo, insieme al fatto di avere meno soldi in tasca, ha fatto s che la maggior parte degli studenti preferisce comprarsi qualcosa in forneria e consumarlo in classe o sulle scale dellateneo. Anche le compagnie sembrano sparite, e persino per le feste di laurea si va al risparmio. E altre tipologie di avventori?

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La sua attivit ha risentito del clima questanno? Certamente, del resto vendo capi autunnali e, questanno lautunno in pratica non c stato. Spero nellarrivo del freddo.... Addobber la vetrina per Natale? Non credo. In passato mi davo molto da fare, proponevo e organizzavo, ma ho perso fiducia e stimoli.

Finalmente una ferramenta in centro storico Da tempo pensavo che ce ne fosse bisogno, e questanno ho deciso che era il momento per il grande passo, per fare linvestimento. Parole che di questi tempi si sentono di rado Credo che lunico modo per superare la crisi sia spendere, riavviare leconomia. Lei coraggioso. E le dir di pi: appena mio nipote si decider a darmi una mano, intendo tener aperto con orario continuato fino alle otto di sera. Le mie recenti prove in questo senso mi hanno premiato con entrate di tutto rispetto. Cosa chiederebbe allAmministrazione comunale? Vorrei innanzitutto che a guidarci ci fossero pi tecnici, gente che sa cosa voglia dire essere commerciante. Per il resto, dopo una lunga esperienza di vita a Parigi, in un quartiere splendido ma mal frequentato, vorrei che anche qui come in Francia la risposta dello Stato

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fosse pi netta e puntuale: a degrado e insicurezza contrapporre subito il presidio della polizia tutto sommato pago le tasse anche per questo. rOdiKA (SArTOriA-biGiOTTeriA) Via Tosio Come sono andati settembre e ottobre? Il primo stato un disastro, il secondo sembra un po meglio ora aspettiamo le feste. Di cosa avrebbe bisogno per far fruttare meglio lattivit? Di un permesso per lauto. Abbatterei le enormi spese dei parcheggi e potremmo passare a caricare la merce in negozio per fare consegne a domicilio, come molti ci chiedono. Il problema del posto auto sentito anche dai clienti? Ora la gente vuole risparmiare anche leuro sul parcometro e, se i clienti vengono da fuori citt per cercare in centro la qualit, non sarebbe forse giusto premiarli con degli sconti come accade per chi abita in Brescia?. Aiutano eventi, tavolate e manifestazioni? Certamente, ma solo i bar. Noi abbiamo provato a tener aperto, ma pare che la gente non associ volentieri la parteci-

pazione ad eventi con lo sbrigare compere. SONiA (ScOUT AbbiGLiAmeNTO) Corso Magenta Pregi e difetti di avere una boutique in centro storico? Naturalmente i vantaggi sono il grande passaggio, la pulizia e lottima illuminazione (anche se solo per le vie maggiormente frequentate); il problema, oggi, a mio avviso il rincaro dei costi del parcheggio. Io lascio la macchina al Palagiustizia e, da 35 euro a settimana per il deposito 24 ore su 24, si passati ai ben 70 euro sera esclusa. Immagino che anche i clienti abbiano a confrontarsi con problemi simili prima di scegliere se fare shopping qui o in un centro commerciale. cambiato il frequentatore del centro? Vedo tanta gente quanto in passato che guarda le vetrine, particolarmente in occasione delle feste e quando ci sono iniziative di richiamo, ma sono sempre meno numerose le borsine che hanno in mano. Si perso il piacere di fare shopping in centro, non ci sono pi i ragazzi che fanno le vasche e sono sempre meno i bresciani di citt. Funzionano le domeniche dapertura? Solo quando ci sono limpegno e la

possibilit di tener aperto davvero tutto il giorno. E comunque dopo un settembre pessimo e un ottobre modesto, vi sapremo dire se faranno la differenza. dANieLA (LiOL AbbiGLiAmeNTO) Corso Magenta

flavio bonarDi, PresiDente Della CirCosCrizione Centro


La grande novit che sta interessando il centro storico sicuramente lavvio della prima, vera opera di pedonalizzazione. Con Corso Mameli iniziata unimportantissima trasformazione: non gi pi la cosiddetta pedonalit privilegiata, ma la reale destinazione di alcune aree a spazi totalmente esclusi alle auto. stata una battaglia lunga e non priva di difficolt ma, finalmente, zone come Piazza del Duomo o il nuovo, bellissimo tratto di Corso Palestro fino alla chiesa di San Francesco, sono state oggetto di un intervento finalizzato, oltre alla dotazione di arredo urbano e adeguata illuminazione, ad incentivare nuove aperture e mantenimento delle attivit commerciali, ad offrire a bresciani e turisti unideale continuit per le passeggiate dello shopping, dellaperitivo (con i nuovi plateatici), del vivere e conoscere il centro. Nel futuro di questo progetto Piazza Loggia, via Dieci Giornate e un parziale ripensamento di Piazza Vittoria, e un obbiettivo: far vivere queste zone non soltanto di giorno ma, nel rispetto di chi le abita, anche la sera.

Daniela.

Cosa spera di trovare sotto lalbero? Extracomunitari che non infastidiscano le clienti, un nuovo selciato (non molto che sono caduta causa spaccature nellattuale) e magari un mese pi redditizio. La crisi si fa ancora molto sentire? Pi che la crisi in s la paura della crisi: se ne parla troppo e la gente ha paura di spendere, di riavviare quella macchina economica che pi resta ferma e pi singolfa. Si trasferirebbe in un centro commerciale per tentare una nuova strada?

Assolutamente no. Credo ancora, forse a torto, che un negozio in senso tradizionale mantenga un suo fascino caratteristico. Chiss che il tempo non mi dia ragione e la gente cominci a considerarci lalternativa allomologazione. Arch ArTicOLi Per LA cASA Corso Magenta

voCe ai Passanti
Francesca, 32 anni, mamma Le piace venire in centro? Ora che non devo pi usare il passeggino s, prima cerano troppi problemi con il selciato sconnesso. Ci vengo per guardare le vetrine, far prendere un po daria al bambino e abituarlo al piacere di camminare in citt. Conosce il progetto del cubo bianco? Cosa ne pensa? Ho visto delle foto sul giornale ma solo dellesterno visto cos non sembra un granch, ma non credo sia pi brutto della precedente pensilina. Io, per non saper n leggere n scrivere, ci farei un giardino. marco, 38 anni Frequenta il cenMESI 12dicembre 2011

tro storico? Ci faccio un salto in pausa pranzo: basta conoscerlo e anche il parcheggio non un gran problema. Prima andavo al Freccia Rossa, ma alla lunga mi sembrava di essermi dimenticato il colore del cielo. Ci viene/ verrebbe anche di sera? Devo ammettere che lo frequento poco oltre le 18, e ancor meno lo vivevo di sera quando vi abitavo. Daltronde nessuno dei miei conoscenti lo sceglieva mai, nemmeno per una pizza, troppo difficile parcheggiare dicevano. mirko, 29 anni Cosa ne pensi dei parcheggi? Sono sufficienti? Parcheggiare, in effetti, un

problema. So che stanno pensando al parcheggio sotto il castello e molti si preoccupano che costi troppo o addirittura faccia crollare qualcosa. Credo per che se non successo nulla con la metropolitana Pi che altro vorrei sapere quanto coster utilizzarlo quando sar pronto. Usi mai bici-mia per girare in centro? Sinceramente? Non ho ancora capito come funziona. Di cosa ha bisogno il centro? Di negozi pi giovani e accattivanti, e locali cha offrano qualcosa in pi oltre laperitivo: intrattenimenti, idee originali, feste a tema e musica dal vivo.

bra stia dando buoni frutti. Cosa pensa delle luminarie dellanno scorso? Troppo chiassose. Certo, erano a risparmio energetico ma perch non metterne allora di meno e adornare con fiori o ghirlande?. Cosa proporrebbe allAmministrazione per migliorare la frequentazione del centro? Di non avere paura di osare nella limitazione delle auto, ma, di contro, di prevedere per il futuro pi bus elettrici di piccola dimensione, meno inquinanti, magari pi frequenti, e meno dannosi per i sanpietrini. ceSAre (LA cOLTeLLeriA) Corso Cavour Cos cambiato nellultimo anno? Nulla. Male andava e male va anche adesso. La trovo pessimista Sono venuti meno parcheggi e tribunale che, da sempre, assicuravano la frequentazione della zona. In pi il continuo mutare dei sensi di marcia e i lavori in corso hanno allontanato la restante clientela della provincia. Almeno ci avete guadagnato nuovo selciato e arredo urbano Nulla da dire su quelli, come pure sui porta biciclette, ma non penso possano

aiutare pi di tanto il commercio. Cosa chiederebbe, allora, a Babbo Natale?! Tredicesime pi alte, che invoglino il ritorno allacquisto di regali.

Cesare.

Avevate gi unattivit del genere nella zona est della citt, come mai la scelta, pochi anni fa, di allargarvi? Perch nonostante il difficile periodo credo che la libera iniziativa sia sempre premiata, e se un commerciante in gamba sa anche capire come tarare lofferta, selezionare il target, puntare, al bisogno, sulla particolarit, la tipicit o loriginalit del prodotto per invogliare allacquisto, anche se c crisi. Cos abbiamo scelto il buon gusto (o almeno spero) senza far spendere troppo, sem-

NicOLeTTA (eSTeLLe ceNTrO eSTeTicO) Piazzale Arnaldo Come festegger il Natale? Cercandomi un altro lavoro, magari uno da dipendente, qui sono obbligata a chiudere bottega!. Come mai? Ci sono ben undici centri estetici attorno alla piazza, mi chiedo perch il Comune lo permetta. In pi ho sopportato troppi grattacapi. Ad esempio? Affitti esagerati, impalcature per interventi alle facciate che mi coprivano la vetrina lasciati per mesi anche senza che i lavori proseguissero, e, ancora, gli

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La Natura della bellezza

C
I settori pi in difficolt sono senza dubbio labbigliamento, i piccoli negozi di vicinato e di servizi, una crescita si registra invece per gli esercizi pubblici e i ristoranti, un trend, tuttavia, che non riguarda solo Brescia. Per il centro storico in questi anni stato fatto davvero tantissimo, profondendo impegno e importanti risorse, disponibilt economiche spesso nemmeno utilizzate nella loro interezza. Credo sia il momento di smetterla di parlare di crisi, poich parlarne serve solo ad alimentarne la paura, favorire limmobilismo. invece, questo, il momento in cui i commercianti dovrebbero farsi pi attenti ai cambiamenti epocali che

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Maurizio Margaroli, assessore alle attivit ProDuttive, artigianato e Marketing territoriale


stanno interessando la clientela e tarare di conseguenza la loro offerta, sperimentare nuovi format. Ovviamente di questi tempi la carenza di risorse incide negativamente sulla capacit dinizitiva, tuttavia credo che entusiasmo e fiducia, come gi negli anni 70, possano e debbano essere la risposta. E smettiamola di dire che i cittadini snobbano il centro: non vero! Bisogna far s che, quando vi giungono, numerosissimi, al seguito delle tante iniziative in essere, trovino attivit non reperibili altrove e siano invogliati a tornare ancora in quel negozio che offre determinate possibilit di scelta, qualit o variet.

eventi di piazza (nessuno mai ci avvertiva quando cerano chiusure o iniziative in piazza, creando non pochi problemi alle clienti), per non parlare del problema parcheggi. ZiLiOLi (FOrNeriA) Piazza Tebaldo Brusato Quali sono i vostri clienti, gente del quartiere o di fuori? Per lo pi habitu che vivono o frequentano la zona ma, da un po di tempo a questa parte, i migliori cassetti li facciamo il sabato, con gente di fuori che viene in centro per farsi una passeggiata, andare al mercato.

I clienti hanno difficolt a trovare parcheggio? Quello del parcheggio un vero problema e speriamo molto nella nuova struttura della Fossa. Siamo lieti che abbiano tolto le auto dalla piazza per trasformarla in parco ma, a voler vedere, hanno commesso anche un sacco di errori.

Cosa c che non va? Dovrebbe essere una piazza alla francese, cio in terra battuta, ma di fatto cos non indubbiamente bellissima a vedersi, ma quando piove si trasforma in una colata di fango che ottura grate e tombini. Cos non fosse magari riuscirebbero ad allestirvi anche qualche evento in pi, che non guasterebbe.

c Qualcosa cHe non va


Via magenta la continuazione della via dello shopping, ma spesso si tende ad attraversarla troppo di fretta. Nel primo tratto le auto risultano pi fastidiose, un po come nellattigua via Trieste. Larredo e lilluminazione sono senza dubbio curati, ma quel che ci vorrebbe davvero sono dei plateatici, qualche ristorantino, belle fioriere, e loccasione di percorrerla a piedi senza correre rischi, di poterla conoscere meglio. Piazza Tebaldo brusato Romantica e desolata insieme, senza dubbio un contraltare perfetto alla vicina piazza Arnaldo. Solo dispiace non vi siano dei negozi ad alimentarne il fascino, a farla vivere, ad accogliere chi, la sera, dal vicino tempio della movida desideri attraversarla alla ricerca di qualche elegante vetrina illuminata, una trattoria o un tavolo attorno al quale sedersi con gli amici. Affascinante la giostra per i bambini, ma non sarebbe meglio unedicola in stile, dellanimazione o tende sotto cui sorseggiare cocktail?! Certo, i residenti potrebbero non gradire...
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cUbo bianco e ParcheGGio soTTo il casTello


Sono tra le opere pi discusse e polemizzate che il centro storico potrebbe ospitare. ma forse se ne parlato troppo e male.
di SerGiO mASiNi

ormai famoso cubo bianco, una sala studio-spazio espositivo, e il parcheggio sotto il castello, in questo 2011, hanno ingombrato e infiammato giornali, forum, cene tra amici e discussioni da bar. Abbiamo provato a ricostruire pro e contro della loro progettazione. Aula Studio di Largo Formentone. Il progetto della sua realizzazione nasce per volont dellattuale Giunta di riempire il vuoto urbano di piazza Rovetta, creatosi in seguito alleliminazione delle bancarelle fisse che laffollavano e allo smantellamento della pensilina, i cui 250 pezzi riposano ora in attesa di poter essere riassemblati allinizio del 2012 al parco Pescheto. La pensilina, ideale continuazione dellattiguo palazzo sventrato dai bombardamenti, unopera architettonica moderna, poco utile in caso di pioggia, e si voluto sostituirla come annunciava gi lattuale Sindaco in campagna elettorale con una costruzione ad uso degli studenti. Indetto un concorso didee, la Commissione incaricata dallamministrazione comunale ha premiato lipotesi del giovane ingegnere bresciano Giuliano Venturelli e della sua quipe: una struttura altrettanto moderna, dalle linee decise e geometriche, che richiama vagamente lacclamato auditorium presentato la scorsa primavera da Renzo Piano a Bologna. subito stata polemica, che ha coinvolto opposizione, qualche esponente della maggioranza, studenti e cittadini al suon di Non adatto a un centro storico! e Si potevano recuperare altri palazzi.

Al di l dei pareri prettamente estetici, secondo i promotori al progetto si possono riconoscere due pregi: con lUniversit Statale, la sala studi Cavallerizza e il futuro campus Randaccio, la piazza verrebbe a chiudere un quadrilatero di frequentazione universitaria nellottica di avvantaggiare il recupero del quartiere Carmine, ivi comprese presenti o future attivit commerciali che potrebbero beneficiarne. Inoltre, il cubo bianco, anche in ragione delle sue forme, offrirebbe una summa di accorgimenti green e soluzioni ingegneristiche di nuova generazione che farebbero figurare Brescia tra i protagonisti europei dellarchitettura di questo tipo. Citt come Vienna, per fare un esempio,

vantano con orgoglio la convivenza di opere, come il celebre e modernissimo bruco, accanto a palazzi antichi e luoghi storici, ma il nodo resta: ai bresciani piace o no questa commistione di generi? Sembrerebbe di no. La contrapposizione tra modernisti e conservatori ancora viva, e ancora si dibatte se sia meglio investire il milione e mezzo di euro previsti dal progetto per ottenere uno spazio di urgente necessit per i giovani oppure optare, pur con maggiori costi e tempi dattesa, per ristrutturazioni ad hoc, come quella pi volte richiamata del palazzo Avogadro. Ultimo step stato il recente confronto milanese dellAutodesk Bim (Building Information Modeling) Conference

2001, che ha fatto del cubo il protagonista indiscusso della giornata quale unico progetto presentato per mano di un Ente pubblico. Consegna prevista cubo- aula studio: in corso di definizione. Parcheggio sotto il castello. 20 milioni di euro per regalare a bresciani (e turisti) una caverna lunga 220 metri, larga 16 e profonda 25, utile ad accogliere ben 600 posti auto su sei piani (di cui cinque aperti a tutti ed uno per i soli residenti) e persino una piazza sotterranea per mostre ed eventi. Dopo una prima ipotesi di soluzioni meccanizzate, c stato il ritorno a rampe percorribili. A favore del progetto la previsione di due gallerie pedonali e un passaggio ciclabile che, finalmente, abbatterebbero il muro del rischio intossicazione per chi prima poteva accedere al centro solo dalla galleria Tito Speri o circumnavigando il colle passando da San Faustino , oltre ad un ascensore per il castello utile a potenziarLe nostre domande a

ne la fruizione. Nellottica dei favorevoli il vantaggio, dunque, di un elemento di raccordo tra le diverse zone della citt, da Contrada Santa Chiara, alla citt romana, al Cidneo. Da subito, per le prime preoccupazioni: Chi user questo costosissimo colosso dellauto, quando gi il non lontano Fossa Bagni spesso disertato?! E, ancora, Che fine faranno i materiali di scavo?. Le risposte non sono tardate, insieme allassicurazione che i costi si ammortizzeranno in soli 25 anni

e che lopera si far specialmente considerato lalto numero di richieste di affitto posti auto gi pervenute da parte dei residenti con laggiunta di una considerazione: lopera sar funzionale al recupero di parte del centro storico, al ritorno di giovani coppie tra i suoi residenti, e un sicuro vantaggio per il commercio. . Rassicurazione anche per la vigna di via Pusterla, che non correr nessun rischio. Consegna prevista: fine 2013 (per lascensore: estate 2013).

Mario labolani, assessore ai lavori PubbliCi e Centro storiCo


Cosa i bresciani ancora non sanno dellaula-studio di Largo Formentone? Tanto per cominciare i cittadini non hanno mai avuto, per colpa nostra, loccasione di valutarne la vera bellezza, una modernit innovativa che passa dalla fontana frontale, dal giardino sul tetto, il recupero delle acque piovane, il non risibile risparmio energetico; il tutto integrato in una struttura che, grazie alle ampie vetrate traforate, potr dialogare splendidamente con lo spazio circostante. Il recente riconoscimento internazionale dimostra che molti hanno avuto eccessiva (magari interessata) fretta a muovere avventati giudizi sullopera; il tutto solo sulla base di qualche immagine e disegno pubblicati dai giornali. Perch realizzare il cubo aiuterebbe la citt? Innanzitutto perch concorrerebbe a fare di via San Faustino la strada degli universitari, rispondendo a unesigenza concreta e quotidiana di spazi e ambienti fruibili dagli studenti, rivitalizzando di giorno come di sera una piazza altrimenti deserta. LAutodesk Bim Conference ne ha inoltre sancito la qualit in termini di edilizia innovativa, confermandola unopera che arricchirebbe la citt. Dal punto di vista estetico, poi, ognuno ha il diritto di dire quello che vuole, ma se ogni periodo storico avesse dovuto, nel rispetto dei precedenti, non innovare, oggi il nostro centro non beneficerebbe di architetture settecentesche, ottocentesche o liberty, una perdita enorme. C davvero bisogno del parcheggio sotto il castello? Bastano a rispondere le costanti richieste dei residenti, di commercianti e di alcuni studenti. In ogni caso, ne trarrebbero vantaggio i molti anziani e madri con passeggino che, grazie allascensore, potranno finalmente raggiungere il castello in sicurezza o, con i passaggi pedonali previsti, attraversare in poco tempo la citt.

Incider dunque su commercio, turismo e frequentazione del centro? Certamente. Ridurr passaggio e sosta delle auto in centro ma aumenter le possibilit per viverne gli spazi a piedi o in bicicletta. Funger da trait-dunion tra le quadre, rivitalizzando il centro a tutti i livelli, e permetter la totale futura pedonalizzazione delle piazze Loggia, Duomo e Vittoria.
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TU E IL FISCO
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el caso non ce ne fossimo accorti, lItalia conferma un pessimo piazzamento nella classifica globale del rapporto Paying Taxes 2012, realizzato dalla Banca Mondiale per misurare la qualit in termini di semplicit ed efficacia dei sistemi fiscali di 183 economie. Il nostro Paese peggiora rispetto allanno scorso, dal 128 al 133 posto complessivo, tenendo conto di tre diverse variabili: il total tax rate (ossia la pressione fiscale percentuale a carico delle imprese), il numero di adempimenti e il tempo necessario per effettuarli (in ore annuali). Il dato peggiore proprio quello del total tax rate, che ammonta al 68,5%, suddiviso in tasse sul profitto (22,8%), tasse sul lavoro (43,4%) e altri tributi (2,3%). Si tratta della percentuale in assoluto pi alta fra i Paesi dellUe, ci segue abbastanza da vicino la Francia (65,7%), ma teniamo a notevole distanza la Germania (46,7%, di poco superiore alla media mondiale) e stacchiamo ancora di pi i tre Paesi sul podio: Lussemburgo (20,8%), Cipro (23,1%) e Irlanda (26,3%). Peccato che non sia la corsa dei gamberi Daltra parte, sottolinea il rapporto, non necessariamente a total tax rate basso corrisponde un sistema fiscale migliore, perch ci che davvero conta come il gettito viene utilizzato. La Francia, ad esempio, presenta un livello di tassazione elevato, ma in grado di offrire servizi di qualit. In ogni caso, limpatto del total tax rate ci vede in 170sima posizione su 183 Paesi complessivi: dietro di noi, nellordine, Kirghizistan, Algeria, Palau, Colombia, Bolivia, Tagikistan, Eritrea, Uzbekistan, Sri Lanka,

Argentina, Comoros, Gambia e Repubblica Democratica del Congo; non credo che la settima economia mondiale possa vantarsi di questo bel risultato. Va lievemente meglio invece sul fronte dei tempi burocratici: 285 ore annue, 214 delle quali impiegate per le tasse sul lavoro, e 127esima posizione mondiale (contro la 38esima della Francia e l88esima della Germania). Sostanzialmente, pi di 35 giorni dedicati agli adempimenti fiscali! Siamo sotto la media, invece, per il numero totale di adempimenti. La variabile in cui raggiungiamo i risultati migliori quella del numero complessivo di adempimenti a carico delle imprese, che contro una media mondiale di 28,5 sono soltanto 15 (2 tasse sui profitti, 1 sul lavoro e 12 altri tributi), ponendoci al 54 posto. Ancora una volta, per, surclassati da francesi e tedeschi (rispettivamente 11esimi e 44esimi). Il risultato, peraltro, non fa che confermare, con un leggero peggioramento, quello raggiunto lanno scorso, anche perch ben poco stato fatto per facilitare il sistema. Il rapporto riserva un capitolo alla rassegna delle 33 riforme fiscali compiute nel mondo fra giugno 2010 e maggio 2011, dal Belize alla Finlandia. LItalia, come prevedibile, non compare a nessun titolo. Pi in generale, i dati certificano che il livello di compliance (ovvero la propensione a pagare le tasse) aumenta di pari passo con la semplicit del sistema fiscale. Allo stesso tempo, lo sviluppo dei servizi telematici di pagamento ha il pregio (ovvio) di ridurre i tempi di adempimento, ma anche quello di disincentivare la corruzione, fermo restando che nono-

stante le buone intenzioni molti Paesi devono scontrarsi con un digital divide ancora troppo ampio. Il rapporto suggerisce alcune misure (di buon senso) per migliorare le performance del sistema e la gi citata compliance, non ultimi la riduzione o laccorpamento delle imposte: attualmente, a livello mondiale, si va dalle 3 tasse dovute a Hong Kong, 4 in Norvegia e Svezia, alle 135 dellUcraina. Il nostro Paese ben lungi da questa pioggia di tributi, ma lelevata pressione fiscale continua a rappresentare un ostacolo considerevole per lo sviluppo imprenditoriale e gli investimenti. A pesare, al di l del total tax rate, la percezione che il gettito non venga utilizzato nel miglior modo possibile. Unelevata pressione fiscale non sempre porta a una qualit altrettanto alta dei servizi pubblici, ribadisce la ricerca, riferendosi a infrastrutture, salute ed educazione. Se la Francia, come detto, dimostra un rapporto proporzionale fra i due valori, Paesi come Finlandia, Canada e Danimarca riescono nellautentico miracolo di assicurare servizi di qualit con una pressione fiscale moderata (rispettivamente 39%, 28,8% e 27,5%). Le tasse sono ci che paghiamo per una societ civilizzata, diceva nel 1904 il giudice della Corte Suprema statunitense Oliver Wendell Jones, citato nel testo. Mi tornano in mente le parole della famosa frase pronunciata nel 2007 dallallora ministro dellEconomia Tommaso Padoa-Schioppa, le tasse sono una cosa bellissima. Ma, se il sistema fiscale si fonda sul do ut des, con una pressione del 68,5% chiss che mirabili servizi verranno offerti alle nostre imprese! Qualcosa non mi quadra
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POLITICA E SOCIET
di eNricO mATTiNZOLi

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PriVaTizzare non siGniFichi

sVendere

i attesta a 1.902 miliardi di euro il debito pubblico del nostro Paese, 1.600 dei quali sono costituiti da titoli dello Stato detenuti solo per il 56% da investitori italiani; dato significativo se si pensa che fino al 1995 gli italiani ne erano in possesso del 90%! I nostri principali creditori europei sono Francia con 402 mld di euro, Germania con 138 mld e Inghilterra con 56 mld, in buona sostanza questi tre paesi europei sono creditori dellItalia per complessivi 597 mld di euro, ovvero circa un terzo del nostro debito complessivo. Non deve quindi sorprendere se Germania e Francia in particolare abbiano scritto lagenda degli impegni a cui lItalia deve far fronte senza troppa diplomazia e con toni perentori. del tutto evidente che la nostra credibilit politica oltre i confini nazionali (che ha vissuto tempi migliori), la pesantezza dei nostri conti e le poco incoraggianti prospettive di crescita non ci consentono oggi di fare la voce grossa, ma risulta altrettanto evidente che mantenere gli impegni presi con lEuropa e in sostanza con i nostri principali creditori sar determinante per il futuro del Paese. La domanda che ogni italiano si pone per in che modo questa attivit verr fatta; ovvero in che modo si pensa di attuare profonde riforme, sanare i conti e al tempo stesso rilanciare lo svilup-

po. Come al solito, in Italia, il dibattito parte viziato dalla oramai insuperabile contrapposizione a prescindere degli schieramenti politici che, per consuetudine normalizzata, pensano alla convenienza elettorale, pi che alle effettive necessit del Paese. Ci detto, parrebbe come si legge da una nota del Tesoro che finalmente abbia preso forma un elenco del patrimonio dello Stato suddiviso per classi e relativa stima dei valori; ci consentirebbe di definire beni mobili e immobili cosiddetti vendibili. Sorprende il sapere, che, come dichiarato dal ministero, questa sia la prima volta che viene realizzato uno strumento di questo tipo, ed altrettanto legittimo chiederci come diavolo siano congegnati i Bilanci del nostro Paese. La vendita di parte del patrimonio pubblico, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe servire a ridurre il debito e di conseguenza il suo costo, attivit che in altri tempi avrebbe dovuto essere attuata senza esitazione, ma che per qualche inspiegabile anche se pur ricorrente consuetudine porta il nostro Paese ad esser sempre fuori tempo. Ma come spesso accade in Italia, e la storia ne piena di esempi, vi il rischio di mettere sullo stesso piano caserme, magazzini, palazzi magari diroccati e dove nella maggior parte dei casi le rendite non coprono nemmeno lontanamente le spese di manutenzione e partecipazioni

strategiche, come Finmeccanica Eni o Enel. Premesso che vendere e destinare tali risorse ad abbassare la voragine del nostro debito certamente lobbiettivo principale da realizzare, evitando di veicolare anche un solo euro verso la spesa corrente, vale la pena di riflettere sulle modalit di attuazione di tali alienazioni; visto il deprezzamento subito dal mercato mobiliare e immobiliare negli ultimi anni, fissando al tempo stesso il valore limite da non oltrepassare perch lo smobilizzo non si trasformi in svendita. Altro elemento di approfondimento dovrebbe riguardare la convenienza ad immettere sul mercato immobiliare nuovi immobili che nellattuale situazione di eccesso di offerta dovuta anche ad un continuo aumento di volumi previsti nei Pgt non farebbe che peggiorare ulteriormente le difficolt. Infine, prima di pensare alla vendita di assets strategici come lenergia, il gas o laerospaziale mettiamo mano, e allo stesso tempo ordine, alla miriade di partecipazioni che Comuni, Provincie e Regioni, detengono non come mission amministrativa ma sempre pi come mezzo di gestione del potere. Insomma vogliamo sperare, proprio perch siamo ancora un paese che sa illudersi, che chiunque sar chiamato a smobilizzare lo faccia con lungimiranza e senso dello Stato e non svendendo allitaliana.
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IL TRIANGOLO IMMOBILIARE

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ANcOrA UN TAVOLO!
Per contrastare la crisi, linfaticabile Franco Bettoni apre un nuovo tavolo in Camera di Commercio. Ci saranno tutte le categorie, stavolta anche lApi. Ma non c un tavolo anticrisi gi aperto in Prefettura, con gli stessi soggetti? Certo che, pur in tempo di crisi, qualcuno che si frega le mani in Italia c: i fabbricanti di tavoli!

LA PeNSiLiNA cOSTA, eccOme!


Prima ottantamila euro per trasferirla da piazza Rovetta al deposito municipale. Adesso altri 22mila euro ad uno studio professionale di San Don di Piave per studiare il trasferimento (ma cosa fanno gli ingegneri e gli architetti della Loggia?). Vorremmo dare un suggerimento, con spirito di disinteressata collaborazione: considerata lestrema urgenza della ricollocazione di questa opera (i cittadini ne sono in spasmodica attesa), considerato il costo e considerata la situazione del bilancio del Comune di Brescia, duramente provato dalla metropolitana e pesantemente ipotecato da lavori urgentissimi, come la costruzione del parcheggio sotto il castello (quello di Fossa Bagni sempre strapieno, vero?), si potrebbe aggiungere qualche altro decimale alladdizionale Irpef che si gi deciso di introdurre, per la prima volta, a Brescia. Forse ci hanno gi pensato, ma non si sa mai

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LAerOPOrTO di berGAmO VOLA


Tre numeri per dire molto con poche parole: 25.000 dipendenti, indotto compreso, 8% dellintero Pil della provincia di Bergamo, 8 milioni di passeggeri. Ecco, questo diventato laeroporto di Bergamo, che era un prato quando a Brescia laeroporto gi esisteva. Oggi Montichiari ha zero dipendenti, Pil sotto zero ha sempre prodotto solo perdite passeggeri zero, a parte qualche aerotaxi. Ora laccordo con Verona c, dopo una gestazione elefantiaca, ma ancora non si vola. Forse in primavera, si dice, verso qualche santuario, forse qualche meta turistica stagionale. Ben vengano, in questo deserto dei tartari. Ma ci vuol ben altro per fare un aeroporto vivo e vitale. Noi attendiamo con pazienza, ma dopo tanto parlare ci vorrebbero anche i fatti, i risultati.

TerZO POLO SdOGANATO


Inchiesta Enav: Pugliesi ai domiciliari, indagato il tesoriere dellUdc. Svolta nellindagine degli appalti truccati. Indagato anche il presidente di Finmeccanica. Festeggiano i centristi: finalmente anche il terzo polo ha raggiunto pari dignit.

FiOm, bASTA, Per FAVOre


A Bergamo, alla Tenaris, il lavoro c, e questa cosa buona, in questa povera Italia. Succede per che per il 1 novembre, si legge sul Corriere, la Tenaris chieda alle maestranze di lavorare, per un compenso extra di 90 euro. La Rsu ha detto no, ma il luned l80% dei lavoratori cio quelli che lavorano, non quelli che li rappresentano , si sono presentati ai cancelli, accettando perfino un compenso inferiore, 50 euro. Come dar loro torto? 90 euro sono quasi il dieci per cento di una paga mensile, ci sono i libri da comperare, le scarpe, il giaccone dei figli, ma se la Rsu dice di no, perfino 50 euro sono i benvenuti, e i dipendenti hanno preteso, in massa, di entrare a lavorare. Se vero che stata la Fiom della Rsu a dire di no, come scrive il Corriere, ci permettiamo di dare un consiglio alla Fiom, che stato e rimane un sindacato di grandi tradizioni: basta con le assurdit, per favore! Lavorare la domenica di ognissanti non calpesta nessun dogma,

LiceO iNTerNAZiONALe: Si PArTe


Encomiabile iniziativa dellAssociazione Industriale Bresciana: parte il liceo internazionale. Il presidente AIB, Giancarlo Dallera, aveva assunto un impegno e lha mantenuto. La considerazione amara che in questa nostra Italia, in cui i licei sono una marea, gli industriali, il cui lavoro dovrebbe essere fare le fabbriche, sono costretti a fabbricare un liceo internazionale, per fare una scuola deccellenza. Madrina la Gelmini, ex ministro per lIstruzione, quella pubblica.
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non lede nessuno dei principi cardine del lavoro, non comportamento antisindacale. Novanta euro sono importanti, specie in famiglie in cui ci sono figli, magari giovani e magari anche disoccupati. Bisogna guardare alle cose, ai bisogni di chi lavora, alle loro esigenze, alla realt che ci circonda, fuori dalle stanze ovattate e protette dei rappresentanti. Oggi, la guerra di principio su una festivit lavorata, combattuta sulle spalle degli altri, dei lavoratori, appa-

re proprio fuori tempo, culturalmente attardata, lontana perfino dalle esigenze del paese, di cui la fabbrica costituisce un microcosmo importante. Tutti noi dobbiamo imparare a misurarci con il tempo che viviamo. difficile, vero, ma nelle difficolt emergono gli intelletti, ed anche la Fiom chiamata a confrontarsi in modo nuovo con un tempo che cambia. Nellinteresse dei lavoratori, ma anche della stessa Fiom, se vuole conservare credibilit e rispetto.
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BRAINSTORM
di STeFANO ANZUiNeLLi

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in evidenza

PisTorio FoUndaTion

lisTrUzione ai PoVeri del mondo

dA chiLdreN ShOeS
LALLeNATOre deL bArceLLONA cALciO PeP GUArdiOLA cON LA mOGLie e i Tre FiGLi NeL NeGOZiO A SAN ZeNO di mAriANGeLA berTOLeTTi.
on tutti i giorni sono uguali ma qualcuno pi diverso degli altri cos come ogni cliente non identico a un altro, ma c qualcuno di pi diverso. Questo ha pensato Mariangela Bertoletti quando ha visto entrare Pep Guardiola nel suo negozio di scarpe e abbigliamento dedicato ai bambini Children Shoes, a San Zeno Naviglio. Per chi non lo conoscesse, Guardiola lattuale allenatore del Barcellona Calcio, attualmente considerata la squadra pi forte al mondo, e negli anni passati ha giocato anche nelle rondinelle quando sulla panchina del Brescia Calcio cera ancora Carletto Mazzone. E proprio per rivedere i vecchi amici, Guardiola con moglie e figli al seguito si fermato due giorni nella nostra citt. Una visita allinsegna del piacere che proprio per questo non poteva escludere lo shopping alla ricerca delleccellenza del made in Italy. arrivato nel tardo pomeriggio racconta Mariangela Bertoletti per comprare delle scarpe per i figli Maria, Marius e Valentina e, insieme alla moglie, ha scelto con molta attenzione scarpe italiane. Guardiola si dimostrato particolarmente premuroso e si lasciato consigliare da me e dal mio staff che per professionalit e competenza siamo in grado di suggerire ai
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ScArPe Per cAmPiONi

genitori la scelta delle scarpe giuste per i figli. Come ogni pap anche Guardiola non ha potuto sottrarsi al metti e togli, allaccia e slaccia, al tasta punte e al prova a camminare. Come tutti i bambini, anche Maria, Marius e Valentina prima di uscire dal negozio con i cuori hanno fatto scorta di chupa-chups e di quaderni con il marchio Children Shoes. stato un incontro veramente inaspettato ha commentato Mariangela Bertoletti . Sono orgogliosa che un campione come Guardiola abbia scelto proprio il mio negozio. Per i clienti, che in quel momento si trovavano nel punto vendita di San Zeno, grande stata la soddisfazione di stringere la mano a un personaggio cos famoso che per si comportato come tanti altri pap.

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San Zeno Naviglio, Via Lombardia 2, tel. 030.266657 Desenzano del Garda, Via Garibaldi 92, tel. 030.9144828 www.children-shoes.it

lena e Carmelo Pistorio sono due dei tre figli di Pasquale Pistorio, originario di Agira in provincia di Enna che, negli anni 80, dopo una carriera internazionale in Motorola, ha integrato il gruppo italiano Sgs con lazienda francese Thomson, creando Sgs-Thomson Microelectronics, meglio conosciuta come STMicroelectronics, azienda leader al mondo nel settore dei semiconduttori, 53.000 dipendenti, sedi e stabilimenti ovunque nel mondo e una cifra daffari di oltre 10 miliardi di euro. STMicroelectronics uno dei fiori allocchiello dellimprenditoria italiana e Pasquale Pistorio uno degli uomini della cui italianit andare fieri. Elena e Carmelo vivono entrambi a Singapore, dove li ho incontrati a inizio ottobre. Mi invitano a pranzo al Dolce Vita, un eccellente ristorante italiano nella zona di Marina Bay attorno a cui, ogni anno si corre il gran premio di Formula 1. Sono molto interessato a sapere di pi della fondazione Pistorio nel cui consiglio di amministrazione siedono entrambi. Carmelo un uomo massiccio, sui quarantanni. Una grande somiglianza con il padre, con il quale condivide i tratti somatici mediterranei. Vive a Singapore da sette anni, dove ha fondato Upstream Ventures, un fondo di venture capital che investe in start up nel sud est asiatico. Elena invece diafana, con gli occhi azzurri. I suoi due figli frequentano la Tanglin Trust School, di cui conosco bene il ceo, Peter Derby-Crook, e la conversazione vira verso i temi educativi. Qual il modello didattico migliore? Esistono critiche di Vilfredo Pareto del

1911 al sistema scolastico italiano: basterebbe solo cambiare la data e sarebbero ancora attualissime. Ma la seconda globalizzazione e le tecnologie informatiche hanno promosso limportanza relativa al capitale umano (oggi cruciale per il successo), allintelligenza emotiva e sociale (studiata e teorizzata come fondamentale da Howard Gardner) e allimpatto della digital education sulle nuove generazioni di nativi digitali. Mi ritrovo a dialogare per oltre unora di temi educativi e quasi dimentico che il motivo del mio incontro con loro di capire meglio di cosa si occupi la Pistorio Foundation. Nel mondo oltre 340 milioni di bambini combattono contro la povert. 150 milioni vivono per strada e il 60% di essi lavora per mantenere le proprie famiglie mentre il 40% non dispone di una casa, un record negativo mai raggiunto nella storia dellumanit. 50 milioni di bambini non sono nemmeno registrati e 115 milioni non frequentano alcun tipo di scuola. 29.000 bambini muoiono ogni giorno di malattie curabili, dice Elena. Nel 2005 prosegue Carmelo mio padre ha creato a Ginevra la fondazio-

ne, che si prefigge di fornire assistenza ai bambini bisognosi, tramite interventi mirati in campi quali la salute, la lotta alla fame e leducazione. Lobiettivo della fondazione garantire il sostegno finanziario e organizzativo e far s che ogni anno per i prossimi dieci anni siano aiutati 10.000 bambini. Le aree dintervento sono listruzione, la lotta alla fame, la pianificazione familiare, la salute e lo sviluppo delleconomia sostenibile. Oggi le scuole aperte e funzionanti sono a Nibagdo in Burkina Faso, Lithang in Tibet, Chang Rai in Thailandia, Stung Mean Chey in Cambogia e Azrou in Marocco. La Scuola in Thailandia si trova nel nord del paese, allinterno del tristemente famoso triangolo doro, tra Laos e Myanmar, dove vivono diverse trib di montagna. La Pistorio Foundation ha deciso con il Camillian Social Center di Chiang Rai di dare un aiuto alla trib Akha. L non c davvero nulla, a parte una meravigliosa natura incontaminata. Non esistono infrastrutture di alcun genere e listruzione pressoch inesistente. Il governo qui non costruisce scuole n trova maestri disposti ad andare a insegnare alle minoranze etniche, di cui non parlano neanche la lingua. Ai nostri occhi occidentali una scuola un diritto dovuto, anzi ovvio, l no. Saluto Elena e Carmelo, che portano via con s i propri zainetti, colmi di progetti, speranza e aiuti per i poveri del mondo. Rimango solo a tavola, davanti a un espresso, e penso a quanto noi italiani siamo riusciti a fare senza aiuti, in silenzio e lontano dal clamore dei media.
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EMPO LIBERO

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ni sui trattati che studiavo cos un po alla volta il cerchio si allargato, fino ad impegnarmi in veri e propri corsi che mi hanno portato anche in altre province: un ulteriore occasione di confronto. Entrando nello specifico, ad oggi, che tipo di corsi tieni? Porto avanti due attivit distinte: un gruppo di rievocazione e laccademia di scherma. Allinterno di questultima insegno lutilizzo della spada apposita-

in PUnTa di sPada
marzio Tomasini un giovane studente bresciano con una grande passione che viene dal passato, e potrebbe dargli un futuro.
di SerGiO mASiNi

entitre anni, studente di giurisprudenza, molto attivo nel mondo dellassociazionismo, Marzio un ricostruttore storico per passione, ricercatore per vocazione, da poco stuntman cinematografico ma da sempre affascinato dal mondo della scherma storica. Un interesse, questo, che sta da tempo approfondendo con disciplina e dedizione e, pi di recente, si sta traducendo in alcune pubblicazioni, importanti collaborazioni, linsegnamento, il cinema Come sei entrato per la prima volta in contatto con questo mondo? Assolutamente per caso! Avevo circa dieci anni ed ero in viaggio con i miei genitori ed alcuni amici di famiglia, quando ci siamo imbattuti in una festa a tema celtico. Mio fratello maggiore si appassion alla scherma storica, da l a qualche anno avrebbe iniziato a fare la spola con la Liguria, dove era possibile

seguire alcuni corsi. A casa si esercitava con me: ho dovuto imparare un po per passione un po per autodifesa...!. Poi la moda ha conquistato anche la nostra provincia: da quel momento ti stato pi facile frequentare questo curioso mondo? Ho potuto iniziare a partecipare pi assiduamente a campi storici medioevali, dove laspetto ludico si accompagna a quello didattico e di vita di gruppo. Cerano persone di tutti i tipi: da operai a docenti universitari, da imprenditori sessantenni a giovanissimi studenti con nel cuore il mito romantico dun mondo che non c pi ma che, poco alla volta, riprendeva vita grazie a studi ed esperimenti. Cera cos chi si specializzava nelluso della forgia, chi simpratichiva come speziale, come cerusico, pellaio, mastro vasaio e, naturalmente, novello combattente con scudo e spada. Un po alla volta questi fine settimana low cost hanno contagiato tutta la famiglia e si sono tradotti anche nelloccasione di passare del tempo insieme nonna compresa.

E poi si pu maneggiare una spada, una daga, lance e stiletti... Le armi utilizzate sono tutte prive di filo, ma chi non ha mai sognato di provare cosa significasse brandirne una? Inoltre da quel primo, emozionante incontro, pu nascere qualcosa di pi, come nel mio caso: infatti mi sono intestardito a scoprire se le repliche delle armi fossero verosimili e quale ne fosse lautentico, originale utilizzo. Ho rintracciato del materiale di studio attendibile ed ho iniziato a spostarmi di citt in citt alla ricerca della vera tradizione della scherma italiana, finendo per incontrare un patrimonio di conoscenze che gi in passato il mondo ci invidiava. Splendidi testi illustrati di grandi maestri fanno della nostra nazione una della culle di questa disciplina marziale. E come loro anche tu hai cominciato ad avere dei discepoli Diciamo che nel mio piccolo ho iniziato a diffondere tra amici e conoscenti interessati i risultati dei miei stages o delle lezioni fatte, comprese alcune riflessio-

In tutto il mondo alcuni tra i modelli di spada pi studiati e amati portano il nome di Caino o Bresciana facendo della nostra provincia una terra delezione per la scherma storica.

mente tarato per chi cerchi una specializzazione ad uso teatrale o cinematografico, cos come larte marziale vera e propria. Chi vi partecipa pu indagare le tecniche di combattimento italiane dal XIII al XIX secolo, avvicinarsi alle varie e diverse scuole, ai molteplici metodi e ai diversi tipi di arma bianca che si sono succeduti: spadoni, strisce, rapiere, daghe, ecc Naturalmente la palestra ha sostituito la piazza darmi, la didattica appositamente pensata e tarata per i tempi e i ritmi della vita moderna e le stesse spade, almeno allinizio, sono semplici simulacri. C, a parer tuo, un crescendo dinteresse verso la disciplina? Sempre pi persone, comprese molte ragazze, se ne appassionano, e allestero sono numerosissimi quanti studiano su trattati italiani o sognano di poter frequentare corsi nel belpaese. Molti nostri concittadini non immaginano neanche che in tutto il mondo alcuni tra i modelli di spada pi studiati ed amati portano il nome di Caino o Bresciana, facendo della nostra provincia una terra delezione per la scherma storica Si pu parlare della scherma storica come di una disciplina sportiva? Siamo in un momento di transizione che credo porter a uno sviluppo in que-

Marzio in una scena del film.

Il pi antico trattato conosciuto l-33, risalente al 1300 ca, in esso sono contenute tecniche di combattimento con la spada da una mano e il brocchiere.

sto senso, ma ancora mancano quelle risposte tecnologiche che ci permetterebbero (mi auguro a breve) di viverla con pieno spirito agonistico senza rinunciare alla componente tecnica combattere al pieno delle possibilit, insomma, senza rischi. La spada ti ha aperto anche le porte del cinema e dello stunting Non sono il primo bresciano che, grazie a questo mondo, ha avuto loccasione di ritrovarsi sul set di produzioni internazionali, unesperienza che sto prendendo particolarmente sul serio e che spero continuer Una delle mie partecipazioni pi recenti quella nel film The Eagle di Kevin Macdonald uscito nelle sale cinematografiche lo scorso settembre. La domanda scontata quanto irrinunciabile: sarai un avvocato, uno stuntman o un guerriero? Perch non tutte le cose? Non smetter di studiare ma, al tempo stesso, non voglio perdere loccasione di svolgere un lavoro che per di pi adoro, oggigiorno un miraggio.
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Che aria tira a Brescia? Scoprilo su Bsnews.it


BsNews.it ha acquisito negli anni un numero sempre crescente di lettori grazie alla qualit delle notizie pubblicate e alla frequenza e tempestivit degli aggiornamenti, due caratteristiche che rendono unica la sua proposta nel panorama editoriale della provincia di Brescia. < 60mila visitatori unici/mese < 10mila contatti su Facebook < oltre 200 commenti alle notizie inseriti dai lettori ogni giorno

cenTri massaGGi orienTali


meGlio saPere che
Locali non sempre pulitissimi ma aperti fino a notte fonda, clientela prevalentemente maschile, scarsa regolamentazione. cos nato il business del centro massaggi cinese.

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assaggi: una parola tanti significati, pi o meno espliciti. In teoria si parla di trattamenti per rilassare o per curare, offerti da professionisti in privato o in appositi centri. Tradotto nella pratica non sempre cos e la parola massaggio nasconde, a volte, prestazioni di altro genere. Fino a poco tempo fa non era poi cos difficile capire dove si poteva trovare una cosa e dove laltra. Oggi invece la situazione pi complicata, anche a causa di una decisione del Comune di Brescia che d adito ad alcuni qui pro quo: lamministrazione ha infatti imposto ai centri massaggi di rispettare quanto previsto dal Regolamento locale di Igiene, modificato in due articoli (1.7.2 e 3.12.8), entro il 18 settembre 2011. In sostanza si impone ai centri massaggi di avere almeno una figura professionale di estetista, cosa che ha fatto discutere e sollevato le proteste di molti gestori di centri massaggio che, con argomentazioni diverse, hanno

di LOreNZO FriZZA

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contestato il valore di questa imposizione. Nello specifico, lAcemo (Associazione Centri Massaggio Orientale) ha scritto una lettera al Comune di Brescia contestandone la legittimit e ha riunito i gestori il 23 ottobre, in un incontro allHotel Fiera di Brescia. Tralasciando la validit o meno delle obiezioni il punto che non difficile aggirare la norma: si assume in modo pi o meno regolare una persona con il diploma di estetista e il gioco fatto. Che questa poi lavori o controlli chi lavora non ha importanza. Ci che conta il pezzo di carta. NieNTe A che Vedere cON i ceNTri eSTeTici Veri Cos nei centri massaggi oggi si possono fornire anche servizi come pedicure o manicure che tuttavia possono diventare un ulteriore paravento per altre attivit pi os: in questo modo forse pi difficile distinguere tra centri per il benessere e lestetica e centri dove spesso possibile trovare servizi pi personalizzati e approfonditi. In questa situazione a farne le spese sono i veri centri estetici che fanno un mestiere serio e stimabile con i classici servizi ceretta manicure e pedicure, pulizia del viso, solarium, ecc., con macchinari e prodotti spesso innovativi e costosi. Dietro la facciata per in certi luoghi, in gran parte gestiti da cinesi, si possono nascondere realt pi ambigue, dove le prestazioni offerte non sono propriamente massaggi, o non solo. Basta fare un giro in rete e seguire per un po uno dei tanti forum (massaggiamilano.it potrebbe essere un suggerimento per conoscere situazioni anche bresciane,

ma solo una delle molteplici possibilit) per farsi unidea abbastanza chiara: ci sono posti dove le parole sono meno limpide, le frasi si fanno allusive, e se sei un novellino fai anche la figura del pirla. C solo limbarazzo della scelta: negli ultimi tempi centri massaggi sono spuntati un po dappertutto, e altrettanto velocemente alcuni sono stati chiusi dopo controlli di Nas e polizia, per questioni di igiene o, qualche volta, di sfruttamento della prostituzione. Gli esempi non mancano, basta spulciare i media locali per trovarne diversi in tutto il bresciano. Questo non vuol dire, lo ripetiamo, che tutti i centri massaggi nascondano altre realt: significa semplicemente che alcuni di questi offrono altro. iTALiANi, ThAiLANdeSi e ciNeSi I centri massaggi sorti un po dovunque possono essere classificati in tre macrotipi: centri di propriet di italiani dove lavorano per lo pi ragazze dellest. Centri gestiti da thailandesi, pochi per la verit rispetto ai centri gestiti dai cinesi con lavoratrici della stessa nazionalit, che vanno decisamente per la maggiore. Tipologie diverse tra loro, non solo per la quantit. I thailandesi, oltre ad essere meno numerosi, sono seri, professionali, puliti. Quelli cinesi, non sempre ma spesso, presentano alcune caratteristiche poco onorevoli: in primo luogo la regolarit fiscale quasi un optional ma questo, ahinoi, non esclusiva dei centri massaggi, anzi. Secondo aspetto: ligiene, che allinizio era magari anche curata, ma oggi tende ad essere via via meno considerata, per non dire trascurata.

A differenza dei normali centri estetici, il massaggio sul lettino o sul cosiddetto futon (ampio materasso a livello del pavimento) viene effettuato su teli che non vengono cambiati ogni massaggio, ma semplicemente ricoperti da strisce di carta usa e getta che ovviamente non garantiscono alcuna igiene, come i cuscini, non ricoperti da federe, su cui appoggiano visi e capelli gli innumerevoli clienti. Le tinozze nelle quali ci si lavava dopo il massaggio erano protette da una plastica monouso, oggi sono state sostituite da vasche a idromassaggio, nelle quali non basta certo una spruzzatina di detersivo per igienizzarle, soprattutto considerando che non viene fatta fare una doccia prima del massaggio e prima dellimmersione nella vasca. cONdiZiONi dA SFrUTTAmeNTO? Ancora, ed forse pi importante, la questione della, chiamiamola, forza lavoro: costituita sostanzialmente da donne, da poco pi che adolescenti a trentaquarantenni. Le condizioni sono spesso quasi al limite dello sfruttamento, pi o meno indecente. Ne sa qualcosa Vanessa (nome di fantasia), giovane donna bresciana che raccontandoci la sua esperienza ci ha chiarito molti punti e senza mezzi termini. Dopo aver trovato on-line nella sezione degli annunci di lavoro lofferta di corso di formazione e successivo impiego come massaggiatrice, Vanessa si presentata, con tutta la buona volont e buona fede del mondo. Cercavano massaggiatrici anche non esperte racconta da formare con un corso e poi da selezionare. Allinizio sembrava tutto limpido, eravamo diverse donne italiane e straniere. Vanessa ha fatto il corso e iniziato a lavorare ad agosto 2010, in un centro nel primo hinterland, di propriet di un italiano, oggi chiuso dallautorit giudiziaria. Naturalmente il lavoro era in nero, il prezziario dellofferta deciso dal titolare ma in ogni caso a noi spettava un terzo del guadagno. Cos se per un massaggio normale si pagavano 50 euro a Vanessa ne restavano in tasca 15, per un body massage da 120 ne restavano 40. Ma di massaggi propriamente detti se ne facevano ben pochi

cLieNTeLA mASchiLe Non mi ci voluto molto per capire continua Vanessa . Tanto per cominciare il corso non ha formato granch, anche dopo esperte di massaggi non ne sono saltate fuori. In realt dovevamo fare ci che chiedeva il cliente, cio sesso. Gli uomini, perch solo di uomini si trattava, raramente qualche coppia, ma di donne proprio no dicevo, questi uomini che venivano al centro da un po pretendevano sempre di pi, erano espliciti nelle richieste sessuali. Per questo tutte noi italiane ce ne siamo andate, sono rimaste le ragazze dellest. Questo panorama diventato ancor pi fosco con lavvento della crisi economica: un tempo le cinesi che lavoravano nei centri, senza limiti di tempo n garanzie, in un paio danni riuscivano a mettere da parte una cifra sufficiente per aprire un loro centro, passando da operatici a titolari. Un bel salto di qualit, che consente di scalare un assetto gerarchico fondato su una riedizione di quel caporalato ancora cos comune nei settori delledilizia e agricolo. Cos, una volta pagato il debito contratto per arrivare in Italia, invece di uscire dal sistema di sfruttamento, le ragazze entrano nel meccanismo a livelli maggiori, diventando a loro volta sfruttatrici delle nuove che devono sottostare ai loro ordini, spesso basati sul ricatto del permesso di soggiorno, oltre che sul denaro. La crisi ha reso pi lenta la scalata sociale, e la concorrenza quindi divenuta spietata: per questo le ragazze sono spinte ad abbassare il limite della dignit, a dire di s alle offerte pi spinte per incamerare mance maggiori e accaparrasi un numero pi elevato di clienti. OFFerTA TUTTA FemmiNiLe Last but not least (ultimo, ma non meno importante), lofferta: che cosa si trova in un centro massaggi? A prima vista una domanda inutile, basta leggere la definizione stessa. Appunto: come si diceva allinizio in questa strana epoca che stiamo vivendo, in certi casi (non ci stancheremo mai di rifiutare le generalizzazioni) massaggio indica qualche cosa daltro Entrando in qualche centro massaggio della citt non centro estetico, la diffe-

renza deve essere chiara la scena stata pi o meno la stessa. Innanzitutto gli orari, continuato dalle 10 a mezzanotte. Le vetrine tutte coperte da immagini di donne (anche se la clientela pressoch maschile), quasi tutte giovani dalla pelle bianchissima che si godono il momento di relax con cremine sul viso e massaggi sulle spalle. Campanello e numero di cellulare, spesso videocamera allingresso. Allinterno le luci sono generalmente basse, tendono al rosso, musica soft di sottofondo: in qualche caso occorre la tessera perch si tratta di un club, in altri no. Alla reception una donna, sempre giovane, a volte italiana, ma pi spesso cinese, che subito ti dice: ti mando una ragazza. Le ragazze, cinesi o comunque orientali, sono minute, vestite con pantacollant o jeans che strizzano le cosce esaltando le forme, magliette attillate e spesso scollate, niente camice bianco. Se rifiuti perch vuoi solo informazioni la donna al banco ti mette sotto il naso la lista e ti sciorina le tariffe. PreSTAZiONi eQUiVOche Il massaggio base detto rilassante (il pi economico, dai 20 euro per 40 minuti ai 30 per unora), ad ogni aggiunta di prestazione, o di prodotti, il prezzo sale: con o senza olio, massaggio corpo, con quattro mani, con pietre, thailandese, giapponese, con bagno nella vasca a idromassaggio (50 euro unora con una ragazza che ti lava). C anche la serie con nomi astrusi o, per fare pi scena o forse pi ambiguo, definizioni in inglese: massaggio romantico, per esempio, o body massage. Romantico vuol dire che una ragazza, ti tocca dappertutto, guarda caso anche nelle parti intime, sfiorandole e con movimenti allusivi e provocanti spiega ancora la nostra guida Vanessa ; lobiettivo di eccitare il cliente, portarlo ad uno stato tale per cui non riesce a tirarsi indietro, vuole raggiungere lorgasmo e a questo punto paga lextra. Il body massage segue lo stesso principio: pi esplicito del romantico, qui la ragazza si strofina quasi nuda sul corpo del cliente e ad ogni richiesta il prezzo sale. E i clienti, una volta divenuti abituali, chiedono sempre di pi, diventano pi aggressivi conclu-

de Vanessa . Non ti resta che accettare la cosa o, come ho fatto io, andartene. Il centro dove Vanessa lavorava, ma meglio dire dove stata sfruttata da agosto a dicembre 2010, stato chiuso, come accade quasi ogni settimana per altri posti simili. Ma la chiusura non implica sempre la cessazione dellattivit, che spesso prosegue in altre forme, dai contatti telefonici al servizio personalizzato con le ragazze che, pi intraprendenti, avevano stabilito un rapporto diretto e individuale con il cliente del fu centro massaggi. Storie ormai ordinarie, che si leggono in rete pi che sui giornali e che proprio per la loro quotidianit invitano alla riflessione: non per fare sterile moralismo o iniziare inutili cacce alle streghe ma, se non altro, per tornare a dare un senso alle parole.
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NOgASTRONOMIA

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Torna il Prossimo anno


Positivo il bilancio del progetto di viaggi enogastronomici in treno per promuovere e valorizzare i territori della Franciacorta, del Sebino e della Valle camonica.

il Treno dei saPori

di LiberO rOSeLLiNi

a prima stagione del Treno dei Sapori si conclusa con un successo. A confermarlo sono i numeri che dicono di un tutto esaurito nei viaggi enogastronomici programmati su venticinque date, tutte le domeniche da maggio a ottobre, sulla tratta che da Brescia arriva a Edolo attraversando la Franciacorta, costeggiando il lago dIseo per arrivare in Valle Camonica. Il progetto di Trenord, studiato in collaborazione con To Be Incentive & Convention di Passirano che ha in gestione, in esclusiva, per tre anni il Treno dei Sapori, aveva lobiettivo dichiarato di creare un prodotto particolare per la promozione e la valorizzazione del territorio. Lidea di fondo che abbiamo condiviso con Trenord spiega Stefano Vezzoli, amministratore delegato di To Be Incentive stata quella di puntare su un territorio dalle grandissime potenzialit turistiche inespresse. Per

cultura il bresciano ha sostanzialmente utilizzato il proprio territorio solo per viverci senza farne conoscere le bellezze al mondo. La crisi economica ha completamente stravolto i paradigmi sui quali si basava la nostra proposta turistica. Da qualche anno non pi possibile essere passivi nei confronti di un mercato estremamente competitivo e concorrenziale come quello del turismo. Da qui una maggiore attenzione

da parte delle istituzioni e dei privati, ad andare a prendere i turisti e portarli sul territorio con proposte nuove puntando sulla valorizzazione delle specificit che caratterizzano questo territorio. E si parla delle colline della Franciacorta, dei venti del lago dIseo, delle incisioni rupestri patrimonio dellumanit riconosciute dallUnesco (1979) a Capo di Ponte, il tutto condito con i prodotti tipici locali.

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NOgASTRONOMIA

PriMotel

una sosta dal fascino particolare...


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Siamo gli unici in Europa a proporre un rilassante viaggio in treno con la degustazione di vini, formaggi e dolci abbinati a visite ed escursioni continua Vezzoli . Una formula in grado di presentare un trittico davvero speciale dove, in pochi chilometri, collina, lago e montagna possono farsi ammirare, raccontare le loro storie e farsi assaggiare. Da maggio ad ottobre, sono stati oltre 1.200 i passeggeri che hanno scelto di trascorrere una giornata diversa in treno. La tipologia dei passeggeri stata decisamente trasversale aggiunge Vezzoli ; abbiamo avuto intere famiglie in gita, giovani di 20-30 anni per una scampagnata ma anche anziani che volevano riassaporare ritmi e spazi di una volta. Sono arrivati soprattutto dalla provincia di Brescia, da Bergamo, da Milano ma anche da Mantova e Cremona, per scoprire il fascino di un viaggio su due carrozze BZ80 della flotta del Ramo Iseo-Edolo di Trenord completamente ristrutturate dalla Soceb di Mos Bonvicini e trainate da una motrice diesel-elettrica dei primi del 900 completamente riverniciata con i colori della livrea storica della tratta. Partire da zero con questa iniziativa non stato semplice ma il Treno dei Sapori continua Vezzoli la ciliegina sulla torta di un progetto pi ampio che dovr

portare questo territorio a diventare una valvola di sfogo per i milioni di turisti che verranno a Milano per lExpo 2015. Ed con questo obiettivo che 122 comuni della Franciacorta, del Sebino bresciano e bergamasco, della Val Camonica e della Val Trompia si sono uniti in un portale per presentare il territorio e le sue eccellenze. Negli ultimi anni, infatti, tra i comuni sta crescendo la consapevolezza che per essere competitivi necessario aggregarsi, per fare massa critica, per proporre un programma, per dare voce a un territorio di riferimento che sia visibile e riconoscibile. stato un percorso estremamente gratificante perch tutti hanno capito e condiviso limportanza di presentarsi uniti, senza voler essere i primi, senza sentirsi i pi importanti. Tutti ricorda Vezzoli , istituzioni pubbliche e privati, hanno creduto nel territorio, hanno lavorato per valorizzarlo nel suo complesso con il risultato di poter ampliare la rispettiva proposta turistica e allungando di conseguenza anche i tempi di permanenza. Con questa impostazione, che i tecnici del settore definiscono con il termine di promo-commercializzazione, non si punta a vendere un soggiorno in Franciacorta o sul lago o unescursione alle incisioni rupestri ma a promuovere un territorio con la possibilit, percorrendo solo pochi chilometri, di passare dai vigneti tra i pi famosi del mondo ad una gita in battello o ad una visita ai pitoti camuni.

Landamento del turismo in questo 2011 aggiunge lamministratore delegato di To Be Incentive & Convention ci consente di essere pi ottimisti rispetto al passato, anche per il ventaglio di offerte che oggi siamo in grado di proporre ad un target estremamente diversificato. Per anni, il nostro core business stato incentrato sullorganizzazione di meeting e convention aziendali in tutto il mondo. La crisi economica ha colpito pesantemente il settore e ci ha fatto capire che non potevamo pi stare seduti ad aspettare che il turista venisse da noi. Ci siamo guardati attorno ed abbiamo verificato quanto la nostra terra fosse bella e quanto, nello stesso tempo, fosse poco conosciuta nel mondo. Abbiamo puntato sul nostro territorio, sulle eccellenze che in grado di proporre, sulla bellezza dei suoi paesaggi, sulla tipicit dei suoi prodotti enogastronomici. I primi risultati ci fanno ben sperare ma il nostro obiettivo quello di arrivare nel modo migliore alla grande opportunit che ci concessa dallExpo milanese del 2015. Quello sar il vero banco di prova della nostra sfida. Intanto ci si prepara alla prossima stagione del Treno dei Sapori con le carrozze che sono gi in stazione/cantiere per essere ulteriormente migliorate sullesperienza maturata questanno e con un calendario, assicurano alla To Be Incentive, ancora pi ambizioso. Non resta che aspettare e prenotare i biglietti, esclusivamente on line, per il prossimo viaggio.

Il Primotel di Brescia una moderna struttura, che offre efficienza, comodit ed eleganza. E situato a poche centinaia di metri dal casello A4 di Brescia Centro. LHotel propone 34 camere, di atmosfera rustico elegante, dotate di ogni confort. Disponibile accesso riservato: sappiamo darvi il benvenuto con la massima discrezione. Primotel garantisce un servizio superiore, a convenienti tariffe da 3 stelle.

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A CITT

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cerano i domenicani
allo scorso 8 ottobre una nuova targa arricchisce la piccola piazza che i bresciani conoscono come quella della vecchia Sip (in via Moretto) ma che i cittadini pi informati e attenti da oggi chiameranno con orgoglio di San Domenico. Ecco il perch. Come riportato sulla targa, proprio nella zona ora prospiciente la Camera di Commercio, sorgeva un tempo lantico complesso monastico nel quale ferveva, gi dai primi del 1200, la febbrile attivit dei frati domenicani. Questordine mendicante dalle lunghe, affascinanti tonache bianche sormontate da cappa e mantello neri, aveva da poco ottenuto lapprovazione papale alla scelta di vita di San Domenico, loro fondatore, quando venne in Brescia, se non lo stesso Santo di Guzman, quasi certamente un suo famiglio. I Bresciani, inorgogliti dalla loro fama di strenui difensori della vera fede, grandi predicatori e uomini di cultura, li accolsero con gioia e orgoglio. Chiesa e convento si andarono strutturando ed ingrandendo per circa 600 anni, arricchendosi di affreschi, decori, intagli ed opere darte, finch, con

QUando a brescia
anatomopatologo in pensione: Entrato in una banca mi sono fermato ad ammirarne gli affreschi superstiti colmo di commozione, quando uno zelante impiegato si preoccupato di richiamarmi allordine. Gli ho detto che un tempo lavoravo in quello stesso, sacro luogo e quello, meravigliato, mi ha chiesto se fossi agli sportelli. Una piccola quanto simbolica rivincita arrivata nel giorno dellinaugurazione: nel punto in cui si scelto di posarla, la targa guarda proprio il busto del sindaco Bruno Boni, cui si deve la firma dellultimo intervento di demolizione.

breve storia di un convento dimenticato nel cuore della citt.

di SerGiO mASiNi

la soppressione napoleonica, tutto venne disperso. Capit cos, per esempio, che in quel tempo fossero in visita in citt alcuni preti inglesi che, per due soldi e con qualche carretto trainato da muli, portarono un altare finemente decorato in quel di Brompton, in Londra, dove tuttora presente. Da met 800 gli ambienti claustrali conobbero nuova vita come nosocomio cittadino, quellHospitale Magnum che avrebbe dato i natali alle Ancelle della Carit, zelanti assistenti ai ricoverati; ma anche quella destinazione duso, tempo un secolo, sarebbe stata traslata nella nuova struttura dove ancor oggi opera con lodierno titolo di Spedali Civili. Negli anni 60 del Novecento, infine, si complet lopera di abbattimento e ogni memoria dellantico luogo di preghiera fu perduta. Di recente, grazie allinteressamento delle associazioni Amici della Fondazione Civilt Bresciana e Associazione Balestrieri, e al loro Presidente Alberto Vaglia, si voluto porre simbolico ricordo di quello scempio cui persino lo Zanardelli un tempo soppose. Solo due testimonianze dei chiostri originali sopravvivono ancora, inglobati in moderni edifici e defraudati del giusto riconoscimento, tanto che, racconta Mario Zorzi,

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NNIvERSARI

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La Centrale Comunale del Latte di Brescia con i camioncini per la distribuzione diretta (1931).

La centrale del Latte di brescia compie gli anni, e porta un po di brescia nel mondo.

aVere 80 anni
e non senTirli

di ALeSSANdrA TONiZZO

apere che, se ci venisse voglia di un buon tiramis, potremmo tranquillamente prepararcelo anche a Tokyo, con una vaschetta di mascarpone prodotto in via Lamarmora a Brescia, beh, fa sbalordire. Lo scopriamo quando la Centrale del Latte 150 dipendenti, tra interni e autotrasportatori, e una sostanziosa gamma di prodotti a corollario del latte ha da poco festeggiato il suo 80esimo compleanno; invece di mostrare i segni del tempo sembra ringiovanire, ma il suo elisir di lunga vita, in realt, una ricetta tanto semplice

quanto lalimento che commercia: cercare di coniugare tradizione e innovazione, intercettando i desideri della gente che dice il presidente Franco Dusina in tutti questi anni vuole davvero bene alla Centrale. A partire dai quei ragazzi che, in gita scolastica, da anni arrivano su pulmini carichi e tornano a casa entusiasti: loro sono i pi affezionati, continua Dusina, ne vengono 3-4mila lanno. Tanti giovani poi, dopo stages e tirocini, entrano anche in azienda. Dalla posa del primo mattone, nel 1929, la Centrale di strada ne ha fatta e, attraversando la Storia, entrata nel dna dei bresciani, senza interrompere

mai il proprio ciclo produttivo, nemmeno durante il periodo bellico, quando le donne entrarono nello stabilimento (per una copertura di 6 giorni su 7, con distribuzione diretta presso le rivendite cittadine), e modificando via-via la propria mission: in primis assicurare ai cittadini il controllo igienico e la distribuzione del latte prima venduto crudo direttamente presso le stalle , fino ad uno sviluppo che seguisse levoluzione delle esigenze alimentari pi moderne. Dalla pastorizzazione del latte in bottiglia di vetro allintroduzione del famoso triangolo di cartone il passo stato breve: sono gli anni 60, e la Centrale,

1963: Centrale del Latte produce anche il latte a lunga conservazione (uperizzato ed omogeneizzato) dotandosi del primo impianto U.H.T. in Italia.

1931: inizio della produzione di latte pastorizzato in bottiglia di vetro con sigillo in alluminio che garantisce lintegrit e la genuinit del prodotto.
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1940 - 1945: durante il periodo bellico le donne lavorano nello stabilimento (oltre ad occuparsi della produzione, le donne realizzano anche gli indumenti da lavoro).

2001: il latte fresco Alta Qualit confezionato per la prima volta in bottiglie di PET, innovative, sicure e riciclabili. Il vecchio cartoccio del latte fresco sar progressivamente abbandonato a favore della comoda bottiglia richiudibile.

che finora ha lavorato 50.000 hl lanno, passa al raddoppio e si avvale di nuove apparecchiature, raggiungendo un importante primato dotandosi del primo impianto UHT in Italia per il latte a lunga conservazione (uperizzato ed omogeneizzato). Ma la sperimentazione continua, e limballaggio del latte della Centrale di Brescia una delle poche a produrre solo ed esclusivamente latte fresco di Alta Qualit passa al Tetra-Brik prima e al Tetra-Rex poi: il cosiddetto cartoccio, la confezione a forma di parallelepipedo che, dal 1984 al 2001, stata il simbolo del latte fresco bresciano. La Centrale del Latte di Brescia un pezzo di storia della citt, ed anche una delle poche aziende che pu vantare un cos lungo corso dal 31 ottobre 1931 a oggi , puntando per su nuove leve: in Centrale ci sono persone di 40 anni, di cui 13 maturati in esperienza nel settore, racconta il direttore, Andrea Bartolozzi. Un salto, questo, che ha coinvolto il personale nel 1996, durante la trasformazione della Centrale Comunale del Latte in Centrale del Latte di Brescia Spa, momento dal quale inizia un deciso decollo del fatturato aziendale. La zona di Brescia e provincia resta lo zoccolo duro per la Centrale, con una serie di prodotti le cui materie prime sono fortemente legate al territorio: un largo settore che, a partire dai formaggi molli, gli yogurt e il burro (ricordiamo che Brescia larea, in Italia, con il maggior uso di burro pro-capite!), arriva fino a spremute, frullati e probiotici, ai prodotti da forno, alle insalate e alla gamma bio (entrambe nate nel 1998), la quale duplica le referenze dei prodotti convenzionali nellambito, appunto, del biologico. Ma oltre il 30% delle vendite avviene fuori, in Italia e allestero, grazie a prodotti unici: il latte UHT in bottiglie Pet Siamo stati i primi a produrle, nel 2001, e siamo ancora in pochi, nel mondo, a commerciarle spiega Bartolozzi , il latte pastorizzato microfiltrato, della durata di 20 giorni, e il mascarpone, che arriva con il marchio bianco azzurro in tutta Europa, ma anche in Australia e Giappone. Da quando lazienda diventata una societ per azioni, spiega il direttore, abbiamo cercato di fare meglio ci che

veniva gi prodotto, coprendo pi efficacemente alcune aree del bresciano in cui, fino a 15 anni fa, non cera un nostro presidio forte. Invece, a partire dai primi anni del 2000, grazie a modifiche innovative agli impianti, ci siamo potuti affiancare ai marchi forti nella grande distribuzione, crescendo significativamente. Da qui, sperimentazione e ricerca si perfezionano, tanto da spingersi oltre al miglioramento dei prodotti in essere, fino allideazione di qualcosa di nuovo: il caso di Recappuccio, un latte specifico per il cappuccino (pensato per i baristi, ideale per i fanatici del cappuccino) che, dal 2008, ununicit nazionale. La dimostrazione che anche i piccoli, in tempi di crisi e globalizzazioni, se aggiornano prodotti e processi spiega il presidente Dusina riescono ad avere una storia, e un futuro che, per lo meno, duri altrettanto. La vera sfida per la Centrale del Latte, ora, qual ? Prodotti trainanti come il latte, la panna fresca e lo yogurt gelato sono entrati nella grande distribuzione di tutta Italia adottando anche marchi differenti da quello della Centrale risponde il direttore Bartolozzi : la sfida del futuro sta tutta qui, ossia convincere la gente a farsi fare un prodotto in Via Lamarmora, a Brescia.

2008: Grazie ad una particolare tecnologia di lavorazione, appositamente studiata, nasce Recappuccio: il latte fresco pastorizzato arricchito con crema di latte, pensato per i baristi.
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S
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ONDAggIO

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Test avanzati

Test intolleranze alimentari - stress ossidativi rischio cardiovascolare Telecardiometria

A
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Doppler del pene, piccoli interventi e terapie rivitalizzanti Incurvamento penieno, nuove frontiere terapeutiche Allungamento ed ingrossamento del pene Disfunzioni della sessualit

L D F E

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Medicina estetica
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Trattamento capillari con laser o mousse Diagnostica doppler e visita vene Trattamento vene varicose, ulcere, linfedemi e mesoterapia Piccoli interventi chirurgici ambulatoriali in anestesia locale

Visite mediche per

er verificarlo baster aspettare ancora pochi giorni. Quando, passeggiando per le strade addobbate del centro della citt o nei frequentatissimi viali dei centri commerciali, ci si potr fare una prima idea sul campo di quali sono stati gli effetti concreti della crisi economica sulla propensione alla spesa dei cittadini bresciani. Ma dal sondaggio pubblicato questo mese su BsNews.it che, lo ricordiamo, non ha valore scientifico, ma punta soltanto a tastare il polso dei lettori emerge gi una tendenza

piuttosto chiara. La met degli abitanti di Brescia, questo Natale, spender meno dello scorso anno. O cos dice. Un dato soltanto parzialmente bilanciato dal fatto che una buona fetta del campione manifesta un cauto ottimismo, dichiarando che spender come o addirittura pi del 2010. In particolare, dice il sondaggio, le feste saranno loccasione per concedere qualche regalo a se stessi, magari sfruttando (per chi ce lha) lattesissima tredicesima. Oppure in egual misura un modo per fare felici amici, fidanzate, coniugi e parenti. Per quanto

riguarda invece i beni pi gettonati ai primi posti troviamo (saldamente) vestiti, accessori, prodotti tecnologici, vino e giocattoli. Si taglier, piuttosto, sui cosiddetti articoli da regalo (candele, suppellettili e via dicendo) e sui viaggi, rimandandoli alla bassa stagione o alle vantaggiose offerte last minute. Mentre come emerge inequivocabilmente dal sondaggio nessuno risparmier sui regali ai bambini. Perch in tempi di crisi i bresciani possono rinunciare davvero a tutto. Ma non ai sorrisi dei loro figli. Di seguito il dettaglio dei risultati.

Endocrinologia

Disturbi legati alla menopausa Irsutismo - trattamento acne Disfunzioni della tiroide Obesit

Protesi seno e correzioni Chirurgia delle calvizie Lipoaspirazione pneumatica Addominoplastica Minilifting viso Correzione naso e orecchie a sventola Allungamento e ingrossamento del pene Blefaroplastica (occhi) Piccoli interventi chirurgici ambulatoriali in anestesia locale

festIvIt natalIzIe, Quanto sPenderete?


Il risultato del sondaggio in gran parte nelle risposte alla prima domanda sottoposta ai lettori. La maggioranza (il 49,6%) dichiara infatti che in occasione delle festivit natalizie spender meno del 2010, un anno che gi era stato difficile per molte famiglie. Soltanto unesigua minoranza (il 4,5%) annuncia che incrementer la spesa.
Meno dello scorso anno. Come lo scorso anno.

chirurgia plastica ed estetica

Dr. Davide Tonini

dietologia - medicina estetica - andrologia

Dir. San. Dr. Enrico Filippini

Ma comunque incoraggiante sapere che il 41,2% dei lettori di BsNews. it non cambier le proprie abitudini di spesa. Una sorta di implicita manifestazione di fiducia nel futuro. In questo quadro, per, da segnalare un 4,5% di lettori che per abitudine o per colpa della crisi non spender nemmeno un centesimo in regali.
Niente.

patologie vascolari - andrologia


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Dr. Michele Tonini

Pi dello scorso anno.

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ONDAggIO

Per cHI sPenderete?


Di fronte a questa domanda i lettori di BsNews.it sono divisi in maniera abbastanza equa sulle tre opzioni di risposta. Il 39% del campione, infatti, dichiara che in occasione delle festivit natalizie far regali esclusivamente a se stesso. Mentre il 38,2% si dimostra pi altruista, mettendosi in secondo piano e riservando i regali ai propri affetti (amici, parenti, coniugi e fidanzati). Il 22,6%, infine, spiega che far doni sia a s sia ad altri.

Solo per voi.

Amici, parenti, coniugi.

Per voi e per amici e parenti.

In cosa sPenderete?
Quasi un terzo dei lettori di BsNews. it (il 31,2%) dichiara che spender il proprio budget natalizio soprattutto nei negozi di abbigliamento e di accessori. La seconda voce di spesa (22,6%) quella dei prodotti tecnologici, oggetto del desiderio di un pubblico pi maschile. Il terzo gradino del podio va invece ai giocattoli (19,6%), spesa irrinunciabile di ogni buon genitore. Molto graditi sembrano essere anche alimentari e vino (14,7%). Mentre i tradizionali articoli da regalo e i viaggi sono ben distanziati, rispettivamente con il 5,5 e il 4,9% delle preferenze dei lettori.

Abbigliamento e accessori. Prodotti tecnologici.

Giocattoli. Alimentari e vino.

Articoli da regalo. Viaggi.

Altro.

In cosa rIsParmIerete?
I bresciani, su questo, sembrano avere le idee molto chiare. Chi riduce la spesa, infatti, taglia soprattutto sugli articoli da regalo (30,1%). Mentre il 26,7% concentra i propri sacrifici su vestiti e accessori. Ma come emerge anche dalla domanda precedente questi rimangono una fetta sostanziosa della torta della spesa degli abitanti della Leonessa.
Abbigliamento e accessori. Prodotti tecnologici. Giocattoli. Alimentari e vino.

E il contrasto tra i due dati potrebbe avere una spiegazione molto semplice: molti hanno deciso di aspettare i saldi. Terza voce di risparmio sono i viaggi (24,6%). Mentre per vino e alimentari (8,9%) e tecnologia (6,9%) il calo contenuto. Soltanto il 2,9% dei lettori di BsNews.it, infine, dice che questo Natale ridurr la spesa sullacquisto di giocattoli.
Altro.

Articoli da regalo. Viaggi.

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Per dirsi Femmina, semPre


La grinta di 15 donne disabili: modelle per un giorno, protagoniste di una piccola rivoluzione.
n mosaico di sguardi, visi, femminilit. Quindici bellissime donne che giocano a fare le donne davanti a un obiettivo fotografico, con semplici ammiccamenti, personalit complici, sorrisi abbozzati. Le abbiamo viste in una mostra che ci ha stupiti, La femminilit donna, che ha stazionato presso le gallerie laterali del Museo Santa Giulia lo scorso ottobre, ha dato avvio ad una piccola rivoluzione e c rimasta dentro. Il perch facile a spiegarsi, e ha a che fare con i confini labili della normalit, con i giudizi e i pregiudizi nei confronti dellaltro che ci portiamo appresso ogni giorno. Perch queste donne sono disabili, ma la dignit che comunicano stese su un prato fiorito, in una piazza affollata o nelle propria camera non ha proprio

C essere donna
OSTUME E SOCIET

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di ALeSSANdrA TONiZZO

Parlano i fotografi (come Vasilios Valassis, che di Soledad, sudamericana di stanza a Sal, dice: quando osservo il suo viso negli scatti eseguiti non percepisco una normale ragazza di 14 anni, ma una modella in tutti i sensi), parlano le foto. Non la disabilit a esprimersi che non quasi mai presente negli scatti e, quando c (uno scorcio di sedia a rotelle, lombra di unapparecchiatura medica), resta totalmente sullo sfondo , bench non sia stata affatto censurata: spesso era semplicemente superflua, accessoria, nascosta da altro. Da ci che, invece, urlava allobiettivo con forza: lintensit di esserci che, come la tensione prima di un ostacolo, esplode e cerca riscatto. Molte volte il disabile non visto con oggettivit nella propria individualit, ma, scisso nella categoria in cui incasellato, scrutato da una distanza propedeutica a sottolinearne pregi e difetti in misura iperbolica: disabile chi non pu condurre una vita ordinaria, disabile chi ha una forza sovrumana per accettare la propria condizione. Niente di pi falso, di pi stereotipato. Eppure,

Sivia Gioiosa fotografata da Antonella Ricciotti.

Cinzia Rossetti fotografata da Paolo Ranzani.

cInzIa rossettI la scHeda


Cinzia Rossetti, 40 anni, abita a Botticino e ha una tetraparesi spastica a seguito di asfissia neonatale. Dopo aver conseguito il diploma di Maturit allIstituto Magistrale V. Gambara di Brescia, si laureata nel 2001 presso lUniversit Cattolica a Brescia (dove oggi consulente) in Scienze dellEducazione e conseguiti diversi master e corsi di formazione lavora oggi come educatrice/animatrice alla Cooperativa Zanzebia di Ghedi la quale, con il progetto Calamaio, si prefigge di valorizzare nelle scuole la comprensione della propria e della altrui diversit. Lobiettivo di Cinzia di promuovere una nuova cultura della disabilit e, oltre a dimostrarsi testarda e coraggiosa, dice di essere bella, sensuale, sexy, intelligente, sensibile, profonda, testarda, coraggiosa, intraprendente, con deficit motori.

niente a che fare con tutti i luoghi comuni che la parola disabile spesso suscita. Cinzia Rossetti ideatrice della mostra fotografica, realizzata in collaborazione con Chiara Olivari , a cui ispirata lomonima associazione, Cinzia per Botticino (associazione di promozione sociale il cui obiettivo favorire lintegrazione della disabilit e della diversit in ambito sociale, pedagogico e legislativo), fa parlare di s dallo scorso anno quando, tramite il provocatorio annuncio bella donna con disabilit offresi come modella, promette di dimostrare come anche una persona affetta da disabilit possa essere fiera del suo aspetto fisico e del suo essere donna. Prima il book fotografico eseguito da Paolo Ranzani, gi avvezzo al tema (suoi gli scatti di atleti con disabilit come la danzatrice Simona Atzori e la medaglia doro del basket Andrea Rocca per lOpen to all di Torino 2009) , poi
Annalisa Belotti fotografata da Vasilios Valassis.

la partecipazione alla trasmissione di Rai 3 Racconti di vita, infine il desiderio di coinvolgere altre donne a fare come lei, a vivere il proprio corpo esaltandolo al meglio. Nasce cos il progetto La diversit di moda, dove alla missione di promuovere i valori e le possibilit delle persone disabili si lega il suo cavallo di battaglia: considerare la donna sensuale e piacevole al di l delleventuale deficit. Diverse donne, tramite lappello di Cinzia su Facebook un tam-tam mediato che ha coinvolto tutta lItalia, e ha fatto nascere confronti e amicizie prima ancora di raccogliere il materiale per la mostra: 14 fotografi e 15 modelle , hanno voluto rispondere con il loro viso, con la propria fisicit, a una domanda che si erano poste troppe volte sfogliando le riviste, guardando la tv: perch io no?. Cos si sono messe in gioco, e sono state delle modelle eccezionali.

siamo sinceri, davanti alle immagini di La femminilit donna la domanda ma questa modella disabile? ci passata per la testa pi di una volta: troppo serene, troppo belle, troppo normali queste donne. Ecco, lo abbiamo detto: normali; come sanno essere, appunto, studentesse, sportive, laureande, biologhe le ragazze di La femminilit donna, in posa per un giorno. Il loro prossimo passo cambiare la prospettiva da cui siamo soliti considerare la bellezza e, se vero che, grazie alla perseveranza di Cinzia e alla sua esperienza, una nota agenzia di moda la Fashion Team di Torino intende aprire un ramo dazienda per modelle disabili, significa che qualcosa si gi mosso. Qualcosa di grande, visti i si-

lenzi e i dinieghi di altre agenzie che, inizialmente interessate agli scatti di Cinzia fatti da Ranzani, si sono eclissate nel sentir parlare di deficit motori. Credo che la fotografia possa essere uno straordinario strumento di conoscenza o che, quantomeno, sia il pretesto, loccasione, per mettere in dubbio le opinioni a priori e, magari, ravvedersi. Lo afferma il fotografo 23enne Matteo Visentin davanti alla modella Valentina, 25enne di Chioggia appassionata di viaggi che, candidamente, di s dice: non mi reputo una bellona, ma posso dire, dopo molti anni di scarsa autostima, di aver imparato ad amarmi. E noi, guardandola annusare un gelsomino in uno scatto in piena luce, ammettiamo daverlo gi capito.

Soledad Barrios fotografata da Vasilios Valassis.


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MESI dicembre 2011

S
Lartes, unazienda che opera da pi di 40 anni come produttrice di tapparelle in legno e in plastica, si adeguata alle esigenze del mercato aggiungendo anche avvolgibili in alluminio e in acciaio. Laccurata scelta dei materiali e lottimo grado di nitura, uniti a un servizio di assistenza preciso e qualicato, sono caratteristiche che distinguono lazienda, facendola preferire dalla sua ormai vasta clientela. La diffusione capillare in tutta la Lombardia con una tta rete di distribuzione e la diponibilit a magazzino di ogni tipo di accessorio, garantiscono consegne raide e puntuali. Veneziane, zanzariere, porte a sofetto o a libro e tende da sole completano lampia gamma di prodotti diponibili. Lartes unazienda sempre attenta a soddisfare le esigenze della clientela con professionalit e competenza.

OLIDARIET

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i ventanni della carlo marchini Onlus, lassociazione bresciana che ha cambiato la vita a migliaia di bambini.

missione Possibile

cambiare il mondo?
di brUNO FOrZA

Via Lavini, 8 - Pompiano (BS) Tel. 030.9460021 - 22 info@lartes.net - www.lartes.net

uoi essere nel luogo pi squallido del mondo, in una favela brasiliana, su una discarica, ma se in mezzo alla strada vedi un bambino giocare o sorridere nulla sembra pi come prima, come se spuntasse il sole. Il racconto della storia dellassociazione Carlo Marchini inizia cos, con una manciata di righe che racchiudono il senso di ventanni di solidariet che hanno illuminato alcuni angoli dimenticati del Brasile e non solo. La prima pagina di questa bella avventura, tuttavia, un misto di luce e tenebre che conduce al ricordo di Carlo Marchini. Era il 2 gennaio del 1992 quando quella che doveva essere una giornata da incidere nellalbum dei ricordi si trasform in tragedia. Il 35enne bresciano si trovava in vacanza in Amazzonia, sul Rio Negro, dove si era recato per donare ai missionari del posto un contributo raccolto insieme ad altri otto amici. Stava facendo un bagno insieme ai ragazzini indios del posto quando fu inghiottito dalle acque. Fu un duro colpo per tutti, ma dal dolore di quei pochi amici sbocciarono nuove opportunit per molti. Dopo la fondazione dellassociazione, infatti, iniziato un passaparola finalizzato a sostenere lopera dei salesiani in territorio brasiliano attraverso lado-

zione a distanza (200 euro lanno) e la raccolta di offerte libere finalizzate alla realizzazione di progetti dedicati allinfanzia. Ne abbiamo parlato con la presidente Maria Eugenia Lombardi Platto e il tesoriere Valerio Manieri, colonne portanti di questa onlus insieme al segretario Patrizia Brocchetti che dedica gratuitamente e con passione tutto il suo tempo allassociazione. Noi non siamo professionisti del volontariato confessa Manieri , penso che San Giovanni Bosco ci abbia scelti per fare questo. Nel corso del tempo abbiamo creato una straordinaria catena benefica. La cosa curiosa che non abbiamo mai fatto pubblicit. Chi non crede ai miracoli potrebbe cambiare idea guardando ci che siamo riusciti a fare.

Numeri e fatti concreti sostengono questa tesi. A gennaio lassociazione festegger i suoi primi ventanni, nei quali riuscita a devolvere 8 milioni e 200mila euro garantendo cibo e istruzione a oltre 13mila bambini. Il tutto avvenuto trasformando discariche in quartieri, soffiando manodopera alla criminalit organizzata e indirizzando i giovani verso scuole professionali, universit e aziende. Mentre oltre oceano non si bada a spese, in Italia si tira la cinghia: Una delle nostre soddisfazioni pi grandi racconta la presidente riguarda i numeri delle spese di gestione. Credo che il nostro sia un record, perch delle somme raccolte solamente l1% non va a destinazione. Paghiamo solo francobolli e transazioni bancarie. Tra i nostri benefattori c chi ha la pensio-

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OLIDARIET

ne minima e dona 13 euro al mese; abbiamo un rispetto profondo per queste persone. Ci appoggiamo sui salesiani perch hanno il polso della situazione e sanno come muoversi. Questi missionari sono unici, fanno sacrifici immensi e ottengono risultati enormi. Chi critica la Chiesa dovrebbe ricordarsi di queste persone e del loro operato. Sotto la bandiera verdeoro dal 1992 a oggi sono sbocciati 22 centri di accoglienza sparsi su tutto il territorio brasiliano. Sono delle specie di oratori simili a quello del quartiere don Bosco di Brescia, ma di maggiori dimensioni e dotati di pi aule. I bambini hanno diritto alla colazione e ad un pasto completo al giorno. Poi c il rinforzo scolastico, con corsi di cucito, artigianato, manicure, parrucchieri, eccetera. In ogni centro ci sono unaula di informatica e campi sportivi. Parecchie strutture sono dedicate alla memoria di italiani. Famiglie e gruppi di amici, infatti, hanno risposto ad alcuni brutti scherzi del destino nello stile dellassociazione: donando. In questo modo sono sorti i centri in memoria di Eleonora Veschetti, Chiara Palazzoli, don Giovanni Pini, lasilo Vasco Papa, ma anche la scuola professionale Giuseppe Lombardi, un istituto che ha stipulato un accordo con il pi grande polo dellalluminio brasiliano. Dopo lo studio c il lavoro assicurato e per le iscrizioni c sempre la fila, a tal punto che il vescovo di Abaetetuba monsignor Flavio Giovenale ha ricevuto minacce di morte dai boss della zona, impauriti dal calo di personale dedito allo spaccio. Nella lista dei progetti portati a termine dellassociazione, tuttavia, c molto altro, come la nave ospedale che viaggia sul Rio Madeira per raggiungere i vil-

laggi pi isolati offrendo soccorso e formando un infermiere in ogni comunit, oppure lo studio dentistico sorto nel Mato Grosso e il carro funebre acquistato perch fosse garantita degna sepoltura anche ai pi poveri, altrimenti gettati nella foresta. Opere portate a termine dove la miseria non lasciava spazio alla speranza. Nel Gois racconta Manieri cera una discarica dove molte famiglie vivevano in mezzo ai rifiuti. Allarrivo dei camion si gettavano tra la sporcizia per vedere se cera qualcosa di buono. Cose scioccanti. Ora tutto diverso, c un quartiere vero e proprio ad Aparecida de Goinia. Fondamentali per la buona riuscita dei progetti sono i rapporti con le Prefetture brasiliane, disponibili ad offrire gratuitamente i terreni per le costruzioni. Noi siamo semplici collaboratori affermano i capofila dellassociazione ; giusto che le amministrazioni locali sentano loro quelle opere. Adesso che queste realt iniziano a camminare da sole speriamo che i brasiliani vadano avanti nel segno del volontariato. La cosa bella che siamo stati da stimolo per la creazione di progetti simili ai nostri, se non identici. Lassociazione non ha intenzione di fermarsi e punta a consolidare i progetti gi esistenti allargando il proprio raggio dazione. In cima alla lista dei desideri c lintento di aiutare gli indios Yanomami, che rischiano di fare la fine degli indiani dAmerica. Una vicenda scabrosa la loro, taciuta dal governo e dai media internazionali. Alle coppie di sposi regaliamo una barca per andare a pescare, cos possono mantenersi senza

cercare fortuna altrove. I capi villaggio stanno capendo limportanza dellistruzione come meccanismo di difesa perch il loro mondo splendido rischia di sparire. Tra le mete della Carlo Marchini, per, non c solo il Brasile e le attenzioni dellassociazione bresciana si sono focalizzate anche su Haiti, l dove i riflettori si sono spenti in fretta dopo il terremoto del gennaio 2010. I reportage delle suore attive sullisola caraibica sono deprimenti. La squadra umanitaria capitanata dalla signora Lombardi ha gi investito oltre 200mila euro per costruire due case famiglia e una grande cucina, dove ogni giorno mangiano e studiano 3.400 ragazzi, ma solo linizio. Lattivit dellassociazione sta ottenendo risultati evidenti e nellarco della sua storia ha ricevuto attestati di stima importanti, come il premio del Comando generale dei carabinieri conferito alle quattro associazioni pi meritevoli dItalia, ma soprattutto le parole di incoraggiamento di Giovanni Paolo II nel corso di unudienza privata in Vaticano: Andate avanti cos perch state facendo qualcosa di grande, siete una grande famiglia. Quegli occhi indimenticabili e penetranti sono stati un ulteriore sprone a dare il massimo, anche se: Noi iniziamo ad avere una certa et ammettono presidente e tesoriere . Vorremmo trovare qualcuno che nel tempo possa dare seguito al nostro operato. Continuit: la parola dordine per i prossimi ventanni di unavventura memorabile, intrapresa a suo tempo da otto amici. Oggi gli amici sono migliaia e aprire un nuovo ventennio sembra molto pi facile.

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ULTURA

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ViaGGio nel TemPo con la mUsica Yiddish


il gruppo artistico bresciano rievoca atmosfere, parole e musiche delle comunit ebraiche dellest. Grande il trasporto del pubblico.
al liceo cittadino Gambara alla Filarmonica di Cracovia ci sono pi di 1.200 chilometri. I Klezmorim hanno collegato due luoghi tanto distanti nota dopo nota, poesia dopo poesia, concerto dopo concerto togliendo dalla soffitta polverosa della storia il ricchissimo bagaglio della tradizione musicale e popolare ebraica rendendolo alla portata di tutti nel segno della cultura, della riflessione e del divertimento.
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Klezmorim
di brUNO FOrZA

curiosa afferma Adami che nessun componente del gruppo ebreo, un aspetto sicuramente caratterizzante. Lo scorso gennaio i Klezmorim hanno raggiunto lapice di un percorso decennale: la presentazione del primo disco al cinema Eden, cui ha fatto seguito lesibizione alla filarmonica di Cracovia. Sono, ad oggi, i momenti pi importanti della nostra avventura. Cracovia stata una tappa splendida e suonare in quello che era il centro culturale dellEuropa ebraica stata unemozione unica per ognuno di noi. Per quanto riguarda il disco non ci siamo affidati a case discografiche o canali di vendita, e attualmente ci limitiamo a venderlo ai concerti, ma la serata al cinema Eden stata sbalorditiva, con circa 400 persone presenti e 200 copie vendute allistante. Il lavoro desordio dei Klezmorim strutturato su 15 tracce in cui il gruppo ha racchiuso il suo primo decennio di storia. I brani della tradizione ebraica e liturgica si alternano a quelli di matrice popolare. Da un lato ci sono quelli riprodotti fedelmente, dallaltro quelli arrangiati in proprio. Un mix di suoni, atmosfere e rievocazioni che piace al pubblico. Cosa colpisce della musica

yiddish? Secondo me i segreti di questo genere sono due: innanzitutto qualcosa di esotico che entra subito nelle orecchie e nella mente generando il desiderio di riascoltare il pezzo. Sono nenie che restano nella memoria e rievocano situazioni che catturano lattenzione dello spettatore. Nelle canzoni yiddish ci sono le bollicine della festa e lumorismo che va a braccetto con le preoccupazioni quotidiane delle gente comune, ma non solo. Vita, spiritualit e fede sintrecciano in ununica spirale facendo da sfondo alle vicende amorose color pastello come al grigio intenso della shoah. Ridere e piangere, rilassarsi e irrigidirsi. Scandire il tempo con popolari battiti di mani o restare composti in poltrona come allopera. Ecco i molteplici risvolti di un genere musiculturale che evolve an-

Nella pagina precedente, il gruppo durante il concerto a Cracovia. In questa pagina, la copertina del cd e Alessandro Adami.

Il cammino artistico del gruppo bresciano ha avuto inizio una decina di anni fa grazie a unidea del professor Rolando Anni, docente di Letteratura e Cristianesimo allIstituto Superiore di Scienze Religiose dellUniversit Cattolica. Linsegnante aveva adottato un metodo speciale per raccontare ebraismo e shoah ai suoi alunni del liceo: intervallare spiegazioni, parole e letture ad atmosfere musicali capaci di ravvivare lattenzione e stimolare limmedesimazione. I Klezmorim nacquero in quel contesto, tra i banchi di scuola. Presto avvenne il

passaggio dallaula al palcoscenico, ma senza grossi stravolgimenti, come ci racconta il leader del gruppo: Alessandro Adami. Dalla lezione con musica siamo passati alla musica con lezione. Lanima del progetto, tuttavia, rimasta la stessa. Nel frattempo aumentata la nostra passione, insieme al lavoro di ricerca necessario per rievocare nel migliore dei modi un mondo spazzato via che non esiste pi. Il dovere del ricordo senza dubbio alle radici del percorso dei Klezmorim, intriso di sete di cultura e laicit: La cosa

che dal punto di vista artistico. Nei progetti del gruppo bresciano, infatti, c lintento di estendere lesibizione alle arti visive e figurate strizzando locchio al cinema e al teatro, per un esperimento capace di coinvolgere lo spettatore a 360 gradi. Un sogno realizzabile e ambizioso, espresso da otto ragazzi che nonostante siano stati in grado di attirare i riflettori sul loro operato, restano con i piedi ben piantati a terra. Alcuni di noi racconta Adami vivono di musica, per altri un hobby. Se il progetto Klezmorim dovesse fare il salto di qualit ci farebbe piacere, ma il nostro obiettivo primario semplicemente suonare. La passione e gli applausi del pubblico ci ripagano gi a sufficienza. Intanto gennaio incombe e il gruppo si prepara al tradizionale tour de force in vista della Giornata della memoria: Il ricordo un dovere e i messaggi che lanciamo in questi canti sono immensi. Sceglierne uno sarebbe riduttivo. Nel 2007 abbiamo partecipato per la prima volta alliniziativa Un treno per Auschwitz, un viaggio necessario che consiglio a tutti sebbene sia un luogo faticoso da affrontare. Un luogo dove lorrore del passato cancella le parole, ma dove lo spartito della memoria si rivela nellimmortalit della musica.
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sIngle dI rItorno
di ALeSSANdrA TONiZZO

lesercIto deI

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Quando lamore cI mette lo zamPone

hi voi, siete forse degli SdR? S, no, forse? Nellindecisione che cambiare status, oggi, facile come un refresh al proprio profilo facebook leggete qua. nata una nuova categoria sociale, quella dei single di ritorno, vale a dire i recidivi, quegli individui che, alla soglia degli anta, tornano a sperimentare la vita completamente alone, vendono il lettone a due piazze e rispolverano lagendina degli indirizzi amorosi. Con un velo di tristezza. inutile chiedersi se chi si definisce single lo faccia con orgoglio o con vergogna perch, ormai chiaro, lo zittellaggio andato in pensione da un pezzo e la conquista della propria libert, barattata troppo spesso con accondiscendenza e servilismo, un requisito fondamentale per muoversi a proprio agio nel mondo doggi. Certo. Ma ne siamo davvero sicuri?

Nel 98, i single italiani erano 4 milioni e mezzo, pari all8% della popolazione e, nel 2010, lUniversit di Kent azzardava che, oggi, il numero dei singles in Gran Bretagna avrebbe superato quello delle famiglie. Infatti, aggirandoci tra le corsie dei supermercati, carrelli solitari e pacchi monoporzione non lasciano molti dubbi: la coppia in crisi, il single alla ribalta. Un po meno il single di ritorno, spesso costretto, parlano i dati, a tornare a casa da mamma e pap, con tanto di barba lunga, figli e paga (scarsa) a fine mese.

Perch, quando lamore ci mette lo zampone il caso di dirlo sono guai e, mentre si fa presto a cavarsela da soli se soli si sempre stati, dopo anni di convivenza o matrimonio alle spalle si pu anche perdere la testa. il caso di Franco Barbieri, protagonista di S.d.R. Single di ritorno (esilarante commedia scritta a sei mani da Franco Zanetti, Riccardo Barberi e Paola Maraone) che, mollato dalla sua donna allo scoccare dei fatidici anta, si ritrova depresso, sovrappeso, ormai incapace di vivere da solo e con una voglia disperata di innamorarsi di nuovo. Quella che oramai stata battezzata la versione maschile di Bridget Jones, ma incattivita, in realt in buona compagnia, se cos si pu dire: in Italia, difatti, ci sono sulla piazza ben tre milioni di single di ritorno maschi, perlopi stressati al pari di Franco perch, nello Stivale, essere single un ripiego, un purgatorio da scontare spiegano i sociologi, interessatissimi al fenomeno esclusivamente fra un matrimonio o un rapporto di coppia e laltro.
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Quanto pu essere daiuto agli sdr italiani, uomini e donne che siano, sapere che i propri alter ego britannici o russi la vivono in maniera completamente diversa? Tanto quanto gli amici di Franco, che gli raccontano di aver visto Lei, ed era bella, raggiante, solare, stava assieme a uno alto, un bel tipo, e ridevano come matti: un colpo al cuore, dunque. qui che scattano le regole, tante, di sopravvivenza. Prima di tutto, parlarne. Come fa la giornalista Antonella Baccaro nel forum del Corriere della Sera, Supplemento singolo: costi, vantaggi, storie del vivere con se stessi, suscitando vivaci dibattiti tra cibernauti in tema di singletudine. Cos capita di sentire in merito opinioni come quella di Aurelia (una mia amica si sposata a ventun anni, ha divorziato a quarantasei, ora cerca un nuovo uomo. Mi dice che, sorpresa, gli uomini hanno paura, vogliono emozione senza impegno, niente funziona, come mai non chiamano, come mai non insistono, cosa vogliono. A me sembra di sentire parlare me stessa quindici anni fa. Non credo pi che nella vita moderna possa esistere una relazione, una sola. Siamo destinati a pi relazioni nel corso di una vita), che riscattano lindividuo dai dettami e dai pregiudizi di unesistenza bicolor, o nera o bianca.

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Poi ci sono i diari liberatori, ma ancor pi le foto. Certo, perch la battaglia degli sdr anche una guerra dimmagine che si combatte se non sullagre campo della vendetta sarebbe ancor pi triste sicuramente su quello del riscatto, agli occhi del mondo, ma soprattutto agli occhi dellex. Liberi e felici senza lex, infatti, lultima trovata di un noto settimanale di gossip che incalza: vuoi farci vedere come sei felice senza il tuo o la tua ex? Mandaci subito una foto e vincerai fantastici premi. Che non varranno nulla in confronto alla faccia basita di Lui di fronte al nostro sorriso a 32mila pixel, con tanto di sfondo caraibico, trombetta e addome scolpito (vuoi vedere che si tenta un ritorno di fiamma?). Per chi invece proprio non ce la fa da solo, arriva il personal trainer che, in carne ed ossa, ti aiuta passo passo: dal restyling estetico, al supporto psicologico (con sms motivazionali del tipo: oggi sei stupenda, ricordati che sei speciale e avrai successo!), al reinserimento nella vita mondana (tramite feste e happy hour); per ora, tutto ci spopola oltreoceano, tramite siti specializzati in heartbreaks, ma si scommette che sar una moda presto adottata anche da noi, a beneficio dellesercito dei milioni di sdr nostrani. Lultima chicca, forse una scorciatoia per chi non accetta proprio di soffrire, la pillolina dultima generazione, dal nome romantico, impacchettata nella relativa scatola scarlatta. A base di griffonia simplicifolia pianta tropicale della tradizione africana, scoperta solo in anni recenti dallerboristeria e dalla fitoterapia occidentale la capsula magica promette di curare in soli dieci giorni (ma luso varia a seconda del grado individuale di sofferenza provata) il cosiddetto romantic stress, altrimenti detto mal damore. Non piangere, prendi XX!, recita il sito, e noi abbiamo scoperto che di miracoloso c poco: semplicemente, i semi di questa pianta contengono notevoli quantit di 5-HTP (5-idrossitriptofano), precursore diretto della serotonina, che migliora il nostro umore. Ecco tutto! Per, a questi sdr, che in fondo con le loro manie e le loro insicurezze fanno anche un po tenerezza, voi ve la sentireste di togliere questarma in pi? Noi proprio no, anche perch Franco insegna S.d.R., se non lo siete gi, potreste diventarlo.
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INTERPRETARIATO

Imparare linglese pu essere divertente come un gioco. Un gioco utile per il futuro dei vostri figli.

Interpreti di trattativa, per fiere e congressi Servizio hostess per fiere ed eventi Interpretariato telefonico Speakeraggio e doppiaggio

INTERNAZIONALIZZAZIONE
Assistenza allinternazionalizzazione

dTP & GRAFICA - SITI WEB


Il programma English is fun! strutturato in attivit che possono sviluppare le abilit dei bambini dai 3 ai 6 anni. Le attivit hanno lobiettivo di stimolare lo sviluppo sociale, emotivo, fisico e intellettuale del bambino, presentando la nuova lingua in modo divertente.

Grafica - DTP di manualistica tecnica Siti Web in pi lingue Possibilit di contributi a fondo perduto

English for Young Learners

Sedi di Brescia: Borgo Pietro Whrer, 123 Via Cantore, 46 Corsi: corsi@multilingue.it Traduzioni e servizi: traduzioni@multilingue.it

Tel. 030 3365516

Per informazioni:

www.multilingue.it

English for Young Learners un programma, pensato per ragazzi dai 7 ai 13 anni, che permette dimparare linglese attraverso attivit che valorizzano lespressivit, limmaginazione e la curiosit.

www.facebook.com/multilingue.it
Multilingue certificata ISO 9001 e accreditata presso la Regione Lombardia per la formazione.

UI E L

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gI de cntla? 2011 In edIcola


Anche questanno Palcogiovani con il sostegno del Comune di Brescia, della Provincia di Brescia, Circoscrizione centro, Fondazione Asm e Fondazione della Comunit Bresciana riuscito nellintento di raccogliere delle belle storie in musica. Ascoltando le canzoni, le musiche, gli arrangiamenti e i testi ci si rende immediatamente conto di quanto cammino abbiano percorso gli artisti che alcuni anni fa, per la prima volta, si sono accostati, forse un po esitanti, alla coraggiosa e lungimirante iniziativa di questa associazione. Il cd in edicola dalla prima settimana di dicembre al costo di 12 , abbinato alla rivista Msica. Il ricavato della vendita servir per sostenere le attivit dellAssociazione Palcogiovani e della Fondazione Ant Onlus. Info 335.7797944 o info@palcogiovani.it.

QUI & l
aPerto Il nuovo sHoW room casarIva
Ad oltre 100 anni dalla fondazione, Riva Arredamenti ha aperto il nuovo show room Casariva nel centro storico di Brescia, in via Portici X Giornate, 25. Unattenta selezione di interni ed esterni per la casa sapientemente coordinata con tessuti, complementi darredo, apparecchi e sistemi dilluminazione, prevalentemente Flos. Il nuovo negozio si sviluppa su quattro piani ed stato allestito grazie al contributo stilistico di Piera Gandini, art director di Casariva, recentemente insignita del Compasso dOro alla carriera. La storia ultracentenaria e lorganizzazione di Riva Arredamenti Spa, in concerto con le migliori aziende e i migliori designer, mettono Casariva nelle condizioni di garantire una consulenza fatta di sensibilit, passione, competenza e creativit.

a cura di rOLANdO

GiAmbeLLi

I BRESCIANI

LO SANNO
BsNews.it ha acquisito negli anni un numero sempre crescente di lettori grazie alla qualit delle notizie pubblicate e alla frequenza e tempestivit degli aggiornamenti, due caratteristiche che rendono unica la sua proposta nel panorama editoriale della provincia di Brescia. < 60mila visitatori unici/mese < 10mila contatti su Facebook < oltre 200 commenti alle notizie inseriti dai lettori ogni giorno

pRImA

allarea docKs vIntage Per essere BamBIno


Il 19 e 20 novembre lArea Docks di via Verona ha ospitato Vintage per Essere Bambino. Liniziativa promossa dallassociazione Essere Bambino e da Area Docks da qualche anno unesposizione di abiti, accessori, giocattoli, oggetti per la casa e molte curiosit interamente donati e in offerta libera per chi vuole aiutare i bambini assistiti da Essere Bambino, lassociazione che ha sede presso la Clinica Pediatrica dellUniversit di Brescia. Il Comitato promotore composto da: Barbara Averoldi, Fabrizio Benzoni, Maria Bonera, Mariangela Busseni, Giovanna Montiglio, Antonella Cocchetti, Costantino Franchi, Costanza Gnutti, Umberta Gussalli Beretta, Anna Panigalli, Gabriella Signoroni e Ombretta Soffiantini. Per contatti: 030.3384454
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una mostra vIsItaBIle ancHe dI notte


Dopo 10 anni, Corrente95, associazione di idee nata da un gruppo di amici fotografi, ritorna con 210x120 riempi il tuo spazio, una mostra fotografica organizzata negli spazi messi a disposizione da Aventis Tecnoliving per offrire la possibilit a 13 fotografi, che fanno fotografia di ricerca interiore pura, di riempire un contenitore architettonico. Sono stati invitati a mostrare la loro passione, il loro amore che si intravede nei loro movimenti, e per accompagnare gli spettatori in un viaggio fantastico. Unico vincolo lo spazio a disposizione di ogni fotografo (210x120 cm) per sottolineare lo stretto rapporto di Aventis con la progettualit dei nuovi spazi del vivere. La mostra visitabile giorno e notte, 24 su 24, fino al 30 dicembre, Via Dalmazia, 19/b, tel. 030.3367231.

concerto WInd orcHestra Per santander


Not(t)e di business, un titolo molto significativo per la serata ad inviti organizzata da Santander Private Banking, allAuditorium San Barnaba di Brescia! Il concerto della Brescia Wind Orchestra diretta da Davide Pozzali servito per presentare a Brescia la banca di investimenti, proponendo in prima nazionale lopera When speaks the signal-trumpet tone di David R. Gillingham. Sono state inoltre eseguite: Shenandoah di Frank Thicheli, William Tell Overture di Gioacchino Rossini e Robin Hood prince of thieves di Michael Kamen.

sPort e PrototIPI al museo mIlle mIglIa


Rester aperta fino al 9 gennaio 2012 al museo Mille Miglia la mostra intitolata Sport e prototipi al Museo Mille Miglia. Un interessante viaggio temporale dagli anni 50 agli anni 80 che, attraverso i prototipi originali, consentir di rivivere le emozioni legate a importanti modelli che hanno segnato la storia dellautomobilismo. Marchi prestigiosi tra i quali Ferrari, Maserati, Porsche, Lotus, Mc Laren, Abarth ed altri ancora... La mostra seguir gli stessi orari del museo: tutti i giorni dalle 10,00 alle 18,00. Per informazioni: 030.3365631, info@museomillemiglia.it

roBerto caPuccI al museo santa gIulIa


Il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con Fondazione Giacomini Meo Fiorot-Musei Mazzucchelli, hanno organizzato la mostra Roberto Capucci e lantico. Omaggio alla Vittoria Alata, unesposizione tra alta moda e antico, nella cornice monumentale di Santa Giulia. Le sculture in tessuto di Capucci 31 straordinari abiti-scultura e 10 inediti bozzetti raccontano il processo creativo ispirato al mondo antico di uno dei maestri della moda e del made in Italy. Questo incontro affascinante tra antico e moderno si dipana nelle sezioni dellEt Romana, Alto Medievale, presso le Domus dellOrtaglia, nella Basilica longobarda di San Salvatore e nel Coro delle Monache, trionfo rinascimentale. La mostra, curata da Massimiliano Capella e Francesca Morandini, rester aperta fino al 18 marzo 2012.
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in evidenza

i deNTi cON QUALiT


QUeSTA LA SceLTA deL dOTTOr SAVeriO FerrAri PArAbiTA Per i SUOi STUdi deNTiSTici di breSciA e di OSPiTALeTTO.
a parola dordine qualit: nella scelta dei collaboratori e degli operatori che a diverso titolo compongono lo staff, dei prodotti e dei macchinari a disposizione dei medici. questa limpostazione decisa dal dottor Saverio Ferrari Parabita per i suoi studi dentistici di Brescia e di Ospitaletto. Una scelta che come presupposto ha laggiornamento costante delle tecniche utilizzate nella cura del cavo orale e in modo particolare per quanto riguarda la chirurgia implantare a carico immediato, quella cio che consente al paziente di uscire dallo studio potendo gi masticare e sorridere.

cUrArSi

La perdita di uno o pi denti precisa il dottor Ferrari Parabita comporta conseguenze gravi sia per il corretto funzionamento della masticazione sia per lestetica. I denti rimasti tendono, con il loro movimento, ad occupare lo spazio rimasto vuoto, si modificano i contatti fra i denti delle arcate e la chiusura della mandibola diventa scorretta creando notevoli disturbi anche irreversibili. Masticare il cibo diventa difficile con problemi sia per lapparato masticatorio sia per quello digestivo. La salute della bocca a rischio e questa situazione favorisce linsorgere della carie sui denti rimasti e unigiene corretta risulta pi difficoltosa. La soluzione pi moderna ed efficace, applicata quotidianamente negli studi del dottor Parabita limplantologia. Questa tecnica permette di sostituire uno o pi denti mancanti imitando in modo efficace la forma del dente naturale. Come in natura, anche con questa tecnica losso a sostenere la radice dellimpianto dentale che in titanio. La forma simile ad una vite con il filetto che entra nellosso ed una parte che emerge con una forma di dente ridotto, piccolo. Sopra a questa parte emergente viene fissato il dente artificiale che solitamente in ceramica, anche se la nuova frontiera lo zirconio spiega Parabita . Il pi grande vantaggio degli impianti quello di avere i denti del tutto simili, nella struttura e nella funzione, al dente naturale, ripristinando laspetto estetico e funzionale della bocca. Si tratta di un intervento doloroso? Lesperienza allOspedale civile di Brescia nel reparto di chirurgia Maxillo-facciale mi ha dimostrato lefficacia della sedazione controllata ed per questo che nel mio staff ho due anestesisti rianimatori che utilizzano attrezzature e protocolli ospedalieri. Prima dellintervento, con una soluzione endovenosa, al paziente si toglie lansia, la paura, il dolore lasciandolo per vigile, evitando quindi problemi collaterali, con le proprie funzioni polmonari attive. Dopo pochi minuti dalla fine dellintervento, il paziente perfettamente cosciente.

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GENTILE FARMACISTA...
di FrANceScO rASTreLLi
Presidente dellOrdine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

La formazione deccellenza per le imprese

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IL FARMACISTARISPONDE
D// Con larrivo del freddo arrivano anche le prime influenze. Cosa mi consiglia per prevenirle? Morena R// L influenza costituisce un importante problema di sanit pubblica a causa del numero dei casi che si verifica ogni stagione. A riguardo fondamentale mettere in atto misure di igiene e protezione individuale utili per ridurre la trasmissione del virus dellinfluenza, come ad esempio: il lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici); una buona igiene respiratoria (coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani); lisolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale; luso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali). Tali misure si aggiungono a quelle basate sui prodotti farmaceutici (vaccinazioni e uso di antivirali). D// Con la soppressione dei termometri a mercurio sono stati immessi sul mercato diversi tipi di strumenti per la misurazione corporea. Quale ci consiglia? Paolo R// Come hai gi detto lei, le opzioni oggi disponibili sono molte. Sul mercato abbiamo infatti: il termometro a cristalli liquidi (costituito da una striscia di plastica che si pu applicare sulla fronte), di facile impiego e privo di pericoli con una precisione non elevata; il termometro a cambiamento di fase, ad utilizzo unico e pertanto scarsamente usato, nonostante la sua precisione; il termometro elettronico, con una misurazione molto rapida (il risultato visibile in meno di un minuto), ma la precisione non sempre del tutto soddisfacente; il termometro ad infrarossi, facile e rapido da usare (risultato in pochi secondi) ma, se non usato correttamente, rischia di fornire letture errate; termometro a galinstan, simile al termometro a mercurio, facile da utilizzare, non tossico per lambiente, pu essere sterilizzato ed ha una buona precisione. D// Sono unutilizzatrice di prodotti omeopatici, cosa posso usare per aiutare il mio organismo nei confronti dellinfluenza stagionale? Teresa R// Le scrivo poich negli ultimi tempi sempre pi diffuso luso degli antibiotici fai da te. Quando giusto usarli? Si possono usare per linfluenza? Virginia

QUALCHE

etito, buona enza tolga lapp r Nonostante linflu o organismo pe alimentare il nostr regola cercare di tere i virus, at necessarie a comb fornirgli le energie atazione e per lo stato di disidr are tale per non peggior rze. fondamen al pi presto le fo frutta e farci riprendere basata su entazione varia assumere unalim vasodilatazione e possono causare su alimenti ch verdura, superiori (brodo io alle vie aeree nerali portando benefic lio), assumere mi ino, cipolle o ag ed caldo, peperonc tisettiche nno propriet an e vitamine che ha condimento per one anche come ranti; usare il lim espetto ri alimenti. Bere to del ferro da alt orire lassorbimen fav a. e mezzo di acqu almeno un litro

e ALimeNTAZiON e iNFLUeNZA

1. Ricorda che i cosmetici sono prodotti utilizza ligiene e la cura ti per della persona, ma non hanno effetti curativi perch non sono farma ci; 2. Acquista i cosmetici presso prodotti canali sicuri, quali farmacie, profum erboristerie, cent erie, ri estetici, dove il prodotto ve nel rispetto di un nduto a corretta conser vazione a tutela sue caratteristic delle he; 3. Leggi atte ntamente letiche che deve riporta tta re: elenco degli ingredienti e du prodotto. 4. Co rata del nserva le confez ioni al primo utiliz poterle mostrar zo per e al medico o al farmacista nel ca necessario indivi so sia duare la sostanz a che ha provoc effetto indeside ato un rato. 5. Smetti di utilizzare il prod alla comparsa di otto rossori, bruciori, prurito o altri sin parlane con il tu tomi e o farmacista o me dico.

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SPECCHIO DELLE MIE BRAME


di eNricO FiLiPPiNi
Prof. Dott. Master di I livello in Nutrizione Clinica

sUblaTiVe reJUVenaTion

il nUoVo conceTTo di rinGioVanimenTo

arliamo oggi del tanto amato viso La novit pi eclatante in tema di tonicit data dal sublative rejuvenation, che ha radicalmente spostato il concetto di resurfacing frazionale verso una nuova direzione. Ha sostituito lenergia del laser con lenergia termica frazionata bipolare regolabile. La tecnologia stata denominata sublative in quanto la maggior parte delleffetto avviene al di sotto dellepidermide, con un profondo riscaldamento volumetrico nel derma e una minima conseguenza sulla superficie. Questa la condizione migliore per unottimale stimolazione di neocollagenesi. Scientificamente lapproccio esattamente lopposto di ci che si vede con le tecnologie laser frazionali. Lo scopo di tale innovazione quello di superare le limitazioni dei dispositivi basati su luce o laser, riducendo al minimo i tempi di guarigione, i possibili effetti collaterali, quali iperpigmentazioni, e il disagio al paziente durante il trattamento, accompagnato da un alto profilo di sicurezza. Ci rende possibile il trattamento di ogni tipo di pelle, anche quella pi scura, pur ottenendo la massima efficacia. Come funziona: lenergia termica frazionata viene trasmessa sulla pelle tramite una testina formata da una griglia di piccoli elettrodi. Il sistema dotato della tecnologia Select Pulse, che consente di personalizzare il trattamento, con tre differenti programmi, ognuno dei quaMESI 12dicembre 2011

li regolabile con differente intensit di energia, secondo le esigenze specifiche del paziente, permettendo vari tipi e gradi di impatto delle zone interessate. Lefficacia clinica: possibile, tramite lIntelligent Feedback System (IFS), monitorare limpedenza della pelle e la reale energia erogata. Le indicazioni sono diverse: lassit cutanea, rughe sottili e profonde, cicatrici, cicatrici da acne, pori dilatati, irregolarit della texture, discromie, smagliature.

I principali vantaggi sono il downtime (o tempo di recupero) breve (da 1 a 3 giorni a seconda del programma utilizzato) o nullo se parliamo di downtime sociale, facilmente gestibile con lutilizzo di un make-up, la possibilit di trattare ogni tipo di pelle senza effetti collaterali, anche quelle di colore, e la possibilit di trattare ogni parte del corpo, incluso collo e decolt, non sempre facili da gestire con altre tecnologie.

LESPERTO

RISPONDE
alle adolescenti e alle mie pazienti incinte prescrivo particolari creme finalizzate al mantenimento della giusta idratazione cutanea e soprattutto che aumentino la capacit tensiva di elastina e collagene. Purtroppo la prevenzione o non viene fatta, o viene fatta male, e quindi si presentano i primi segni rossi; in questo caso, con particolari tecniche infiltrative ed elettro-ottiche, possiamo migliorare linestetismo anche totalmente. Pi complesso rimediare alle strie distensae chiare. In questo caso, con luso dellenergia termica frazionata bipolare, stiamo ottenendo grandi risultati; la scomparsa fino al 90% dellinestetismo un risultato sorprendente, impossibile da ottenere con altre tecniche passate.

D// Dopo avere avuto il primo figlio, mi sono ritrovata sul seno e addome delle fastidiose smagliature. Purtroppo, mi sono detta, non c pi nulla da fare. Posso sperare invece in qualche miglioramento? R// Le smagliature o atrofie dermoepidermiche a strie sono delle cicatrici che si presentano sulla cute. Sono dovute alla rottura delle fibre elastiche del derma. Allinizio rossastre, col tempo tendono a diventare bianche e lucide. Le zone colpite sono addome, seno, glutei, cosce e fianchi. Si presentano soprattutto in presenza di cambiamenti nel corpo, sia ponderali che ormonalimetabolici, e quindi spesso durante ladolescenza, la gravidanza, malattie endocrine, ecc.. Ovvio che la prevenzione determinante;

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T
The Tree OF LiFe
Regia: Terrence Malick Cast: Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Fiona Shaw, Joanna Going Genere: drammatico Durata: 138 minuti Produzione: India, Gran Bretagna 2011 Uscita nelle sale: 18 maggio 2011 In vendita: 9 novembre 2011 A noleggio: 12 ottobre 2011 Trama: In una famiglia americana degli anni Cinquanta, il figlio Jack vive uninfanzia segnata dallinnocenza, con una madre generosa e altruista e un padre severo ferito dalla vita. Agli occhi del ragazzo, il mondo appare di una bellezza sconfinata. Cresciuto, Jack diventa un adulto disilluso che si sente unanima persa nel mondo. Attraverso un delicato percorso interiore, Jack tenta allora di ritrovare il senso della vita.

EMPO LIBERO

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VideoTeca

a cura di eLiZAbeTh berTOLi

cOrPO ceLeSTe
Regia: Alice Rohrwacher Cast: Yle Vianello, Anita Caprioli, Renato Carpentieri, Salvatore Cantalupo, Monia Alfieri Genere: drammatico Durata: 98 minuti Produzione: Italia 2011 Uscita nelle sale: 27 maggio 2011 In vendita: 8 novembre 2011 A noleggio: 4 ottobre 2011 Trama: Dopo aver vissuto per 10 anni in Svizzera la tredicenne Marta torna a vivere alla periferia di Reggio Calabria. Con lei ci sono la madre e la sorella maggiore che la sopporta a fatica. Per farla socializzare viene subito iscritta al corso di cresima. Si ritrova cos in una realt ecclesiale contaminata dai modelli consumistici, attraversata da una radicata ignoranza e guidata da un parroco pi interessato alla politica e a fare carriera che alla fede.

Promosso
Antonella, 36 anni, commercialista: sicuramente strano e forse lento, ma lascia una traccia profonda. damiano, 29 anni, grafico: un capolavoro, diverso da tutti i film degli ultimi anni. mara, 39 anni, restauratrice: Una vera opera darte, pone molte domande profonde che tutti dovrebbero porsi. Alberto, 43 anni, odontoiatra: Un film complesso, magari troppo elaborato, per tratta argomenti difficili. Gabriele, 21 anni, studente: un film atipico come solo un regista geniale come Malick poteva fare. Samuele, 31 anni, impiegato: Uno dei film pi lenti e noiosi che io abbia mai visto. carla, 28 anni, maestra: Troppo noioso, artificiale, esagerato, mi sembrato finto. Antonio, 48 anni, commerciante: Secondo me una tremenda rottura di scatole e basta. Valeria, 27 anni, commessa: Mi sembrato una sbrodolata, vuole essere a tutti i costi difficile e profondo ma alla fine solo noioso. Giovanna, 35 anni, cameriera: Hanno scopiazzato male da altri film che invece sono dei capolavori, come 2011-Odissea nello spazio.

Promosso
Alice, 23 anni, studentessa: Semplice, sincero, lho scelto per caso ma sono rimasta molto colpita. Stefano, 41 anni, medico: Bellissimo, un film intelligente e delicato, a tratti anche ironico e divertente. Annalisa, 29 anni, impiegata: Bello, curato e girato bene, hanno solo esagerato un po nel finale. Laura, 34 anni, mamma a tempo pieno: Un bel film pieno di emozioni e di idee, il cast eccezionale. marco, 39 anni, ingegnere: Carino, si vede linesperienza della regista ma un buon prodotto. Valentina, 26 anni, stagista: Una bella novit tra i film italiani, interessante, delicato e a tratti divertente. Piercarlo, 45 anni, anestesista: Un piccolo gioiello, diverso dal solito e con una bella storia senza annoiare.

bocciaTo

cciaTo Nadia, 27 anni, estetista: Mamma mia che film brutto e noioso. Vincenzo, 37 anni, libero professionista: Non basta fare un film contro la Chiesa per dire che sia interessante o bello. martina, 19 anni, studentessa: Lidea era buona ma la realizzazione lascia a desiderare.
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SUCCESSO

//29.ottobre Africa, muore di parto una donna su trenta. Ogni anno, secondo lOnu, 358mila donne muoiono durante la gravidanza o il parto. Di queste il 99% vive nei Paesi in via di sviluppo. Le campagne di solidariet spesso non pensano a creare strutture sanitarie di base. //30.ottobre Afghanistan, attacco dei Talebani a Kabul dove unautobomba causa la morte di 17 persone, fra cui 13 militari americani della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza.
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La data dell11-11-11 richiama riti di massa ai quattro angoli del pianeta; in migliaia hanno celebrato lenigmatica data palindroma (se letta a rovescio resta identica), combinazione nefasta secondo alcune profezie, portatrice di buona sorte secondo altre. E dallArgentina alla Cina, dal Messico alla Germania, scaramantici e non hanno voluto ricordare a modo loro il giorno del Grande Uno, come stato battezzato.

successo...
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ITALIA

Maltempo violentissimo nel Messinese. Quattro persone uccise da unondata di fango a Saponara. Le loro case travolte da un costone roccioso. A Barcellona Pozzo di Gotto esonda il torrente Longano, la citt invasa dal fango.

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Siria, in ottobre ucciso in media un bambino al giorno. Pi di 3.000 civili uccisi in sette mesi di repressione dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. //8.novembre //20.novembre

La Spagna torna al centrodestra. Fine del zapaterismo. Come previsto, le urne premiano il leader del Partito Popolare Mariano Rajoy, che con il 44,58% dei voti ottiene una maggioranza di 186 seggi su 350 nel Congresso dei deputati.

20 11

Nasce la nuova Unione Euroasiatica tra Russia, Kazakhstan e Bielorussia. Lobiettivo di creare entro il 2015 una nuova comunit economica nellex spazio sovietico. Il modello quello dellUe.

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//30.ottobre

//19.novembre

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Alluvione su Liguria e Toscana. Oltre 367mila metri cubi di pioggia si riversano sul territorio. Sei morti, una decina i dispersi. Centinaia di sfollati e danni per decine di milioni. Vernazza e Monterosso, nelle Cinque Terre, e altri paesi della zona sono isolati. Strade e ferrovia bloccate.

//27.ottobre

//02.novembre Piazza Affari brucia 22 miliardi e lo spread vola a 459 punti. Berlusconi: il Governo determinato ad agire con tempestivit e rigore. Napolitano: subito decisioni condivise. Le opposizioni reclamano un esecutivo di emergenza.

//05.novembre

genova, piogge intense per 12 ore, il torrente Fereggiano straripa uccidendo 6 persone, quattro donne e due bambini. Le esondazioni si ripetono da quarantanni, la pi grave nel 1970 che cost la vita a 25 persone e provoc danni incalcolabili.

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//11.novembre

//28.novembre Londra, addio a Ken Russel. Il grande cineasta, trasgressivo e visionario, morto a 84 anni. Autore di tanti film diventati cult, tra cui I Diavoli, Tommy, Lisztomania, Stati di allucinazione.

//01.novembre Il tasso di disoccupazione balza all8,3%, a settembre i disoccupati superano i due milioni. Quasi un giovane su tre (29,3%) in cerca di un posto di lavoro. Cifre che riportano indietro lItalia di un anno.

SUCCESSO

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//22.novembre

successo...

MONDO

La fiat disdetta gli accordi sindacali. Dal 1 gennaio 2012 non saranno pi validi gli accordi in vigore. Per i 72.000 lavoratori un nuovo contratto che ricalcher il modello Pomigliano. La Fiom: faremo azioni legali. La scelta di Fiat inevitabile dopo la decisione di uscire da Confindustria.

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//21.novembre Egitto, il governo di Sharaf si dimette. Oltre 33 morti e centinaia di feriti il bilancio di tre giorni di manifestazioni e scontri in piazza Tahrir al Cairo. Amnesty: promesse mancate, erosione dei diritti umani da parte dei militari al potere.

//27.novembre fine anno di crisi. Il conto delle bollette raggiunger i 2.400 euro a famiglia e le tredicesime per la prima volta in 20 anni saranno pi leggere. A lanciare lallarme Confartigianato e le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. //23.novembre

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Ocse: nel 2012 Italia in recessione, Pil -0,5%. Nelleconomic outlook semestrale, lOcse ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni per lItalia. Per il 2013 la previsione di una crescita dello 0,5%. Secondo le previsioni, tutta larea euro arretra. Il Fondo monetario e la Commissione Ue conferma: Nessun intervento il nostro Paese.

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//28.novembre

Napolitano: i bimbi nati in Italia abbiano subito la cittadinanza. Il Presidente invita le Camere a riappropriarsi della funzione legislativa. Beccalossi: il Colle non detti lagenda.

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//22.novembre

//13.novembre Berlusconi lascia il governo e Giorgio Napolitano assegna lincarico di premier allex commissario Ue Mario Monti, per la creazione di un esecutivo tecnico. Disponibilit condizionata del Pdl, solo per approvare le misure richieste dallUe. la Lega dice no. Lopposizione esulta.

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//26.ottobre Brescia: chiude il 118, aprir il 112. La Centrale operativa del 118 chiude e viene accorpata a quella di Bergamo. Al suo posto aprir a Brescia una delle tre Centrali operative regionali del 112, il nuovo numero europeo per tutti i tipi di emergenza.
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//28.ottobre

//29.ottobre

La chiesa di San gaetano, in Via Callegari, a Brescia, dopo undici anni di lavori, viene presentata alla citt. I lavori di restauro della bella chiesa barocca hanno riguardato sia linterno sia la facciata della chiesa. Ora tocca alla sagrestia.

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//22.novembre Serle. Dopo 40 ore nel buio di una grotta, Anna Bonini viene tratta in salvo dallintervento di 70 volontari del Gruppo Speleologico del Soccorso Alpino e Lombardo. La speleologa 36enne era rimasta bloccata nella grotta, in cui era scivolata da tre metri di altezza, per la frattura di perone e tibia.

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Terremoto di magnitudo 4.2 sul garda. Lepicentro a Malcesine, sulle pendici orientali del Monte Baldo. Paura sulle frazioni di Gargnano, Muslone e S. Giacomo, sulle quali incombe un blocco di roccia che potrebbe staccarsi dal monte Comer.

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//02.novembre Il Pm10 torna a salire, in ottobre inquinanti nellaria sopra i livelli consentiti un giorno su tre. I picchi peggiori sono stati registrati da Rezzato, che ha collezionato 108 giorni neri in dieci mesi (68 quelli registrati dalla centralina del Broletto).

//22.novembre Inaugurata agli Spedali Civili di Brescia la nuova Pet/Ct, donata dalla Fondazione Guido Berlucchi Onlus. Installata presso il Servizio di Medicina Nucleare, stata finanziata nellambito di un programma di qualificazione delle prestazioni diagnostiche a beneficio dei pazienti oncologici.

successo...

BRESCIA
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//28.novembre

Shirin Ebadi, avvocatessa iraniana premio Nobel per la Pace nel 2003, incontra nel Salone Vanvitelliano oltre 230 ragazzi delle scuole superiori per parlare di Oltre la violenza: voci di donne. Quindi la Ebadi stata ospite del consiglio provinciale.

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//22.novembre Montichiari. A quattro giorni dalla manifestazione nazionale contro il canilelager green Hill, dove vengono allevati cani beagle destinati alla sperimentazione, il sindaco Elena Zanola dichiara che per chiudere bisogna cambiare le normative italiane ed europee.

//27.novembre Suor Carla Brianza di Pontoglio, raggiunta da colpi darma da fuoco a Kiremba, nel Burundi, fuori pericolo. Nella rapina alla missione delle Ancelle della Carit, uccisi Suor Lucrezia Manic e il volontario Francesco Bazzani.

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