Manuale iDEA
Manuale iDEA
Guida di riferimento
Giugno 2023
Copyright © 1998-2023 Electro Graphics Srl
Questa pubblicazione, o parte di essa, non può essere riprodotta in nessuna forma, con
nessun mezzo e per nessun scopo.
Nell'ambito della progettazione uno dei compiti più impegnativi, in termini di tempo, è costituito
dallo sviluppo dei disegni.
La continua ricerca di sistemi adatti ad una migliore razionalizzazione del lavoro ha portato ad un
impiego sempre più ampio delle tecniche CAD. Il ricorso ad un sistema che combini un computer
ad un software adeguato permette l'ottenimento di risultati interessanti specialmente per quelle fasi
della progettazione che richiedono una notevole esecuzione di disegni. Queste considerazioni hanno
indotto ELECTRO GRAPHICS a realizzare software per la progettazione di schemi per impianti
elettrici industriali e civili.
iDEA permette di redigere disegni atti a risolvere in modo ampio e completo le esigenze di studi di
progettazione, aziende operanti nel settore dell'impiantistica, della manutenzione di impianti e dei
servizi tecnici di enti od industrie.
iDEA non richiede conoscenze specifiche di informatica ed è di facile apprendimento; per sfruttare
appieno le sue possibilità occorre solo comprendere a fondo le sue funzioni ed acquistare una certa
pratica.
Oltre al presente manuale di riferimento la documentazione fornita con iDEA comprende:
Guida in linea: fornisce informazioni rapide durante l'utilizzo di iDEA e consente di aumentare la
produttività riducendo il tempo richiesto per apprendere le funzioni del programma. Gli argomenti
della Guida forniscono materiale informativo, istruzioni dettagliate e riferimenti ai comandi
correlati. È possibile accedere alle informazioni selezionando gli argomenti della Guida nel menu,
nella barra degli strumenti e in molte finestre di iDEA.
Guida all’uso dei prodotti Electro Graphics: ha lo scopo di introdurre all’uso dei programmi del
pacchetto, guidando allo svolgimento rapido di tutte le funzioni principali dei programmi per ogni
fase della progettazione. Fornisce un valido aiuto soprattutto a chi si appresta ad apprendere le
funzioni del programma.
Guida all’uso Novità Serie 2024: presenta le modifiche e le nuove funzioni presenti nella nuova Release
dei programmi Electro Graphics. Fornisce una panoramica sulle novità per chi già usa una versione
precedente del software.
Guida di riferimento Commesse e archivi: sono descritte le funzioni comuni a tutti i programmi Electro
Graphics.
si potranno trovare le ultime novità, gli appuntamenti, consultare informazioni tecniche ed accedere
ai servizi di supporto tecnico on-line e scaricare utility ed aggiornamenti di tutti i prodotti.
Nota. Per accedere ai servizi del sito Internet, i clienti in regolare contratto di assistenza possono
registrarsi o richiedere la password via e-mail all'indirizzo di supporto tecnico.
2 Prefazione
iDEA Light
L'assistenza telematica sarà fornita dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00 dal
Lunedì al Venerdì escluse le festività ed i periodi di riposo aziendale.
Per accedere al servizio, si dovrà aprire una richiesta sulla pagina riservata del sito di Electro
Graphics, nell’area di supporto per i clienti, dove si potrà:
• indicare il motivo della richiesta con una descrizione sommaria;
• caricare eventuali file o dati da sottoporre;
• ricevere suggerimenti ed indicazioni on-line;
• avere informazioni sulle richieste inoltrate.
Sarà cura dei tecnici addetti al servizio, ricontattare il Cliente per via telefonica (a soli numeri di rete
fissa nazionale) o telematica (ad esempio con l’utilizzo di Skype e/o TeamViewer).
Su espressa autorizzazione del Cliente con sgravio di responsabilità, sarà possibile l’intervento da
remoto sul sistema del Cliente, al fine di guidarlo nell’esecuzione di procedure o funzioni per
risolvere eventuali problemi di configurazione del software.
Per inviare e-mail con quesiti o suggerimenti al team di supporto tecnico utilizzare il seguente
indirizzo:
support@[Link]
Fax: 049.9461190
E-mail: info@[Link]
Newsletter
All'interno del sito internet di Electro Graphics si consiglia l'iscrizione alla Newsletter che consente
l'invio periodico di informazioni relative ai prodotti Electro Graphics, nonché notizie ed annunci
importanti.
• Novità di Electro Graphics. Per essere sempre aggiornati su novità, prodotti, tecnologie,
download gratuiti, promozioni e molto altro ancora.
• Manifestazioni fieristiche. Per essere aggiornati sulle date delle manifestazioni fieristiche di
Electro Graphics.
• Notiziario corsi e seminari. Guida mensile sulle novità relative ai corsi ed ai seminari di Electro
Graphics.
• Supporto tecnico. Newsletter di annunci, suggerimenti ed informazioni tecniche per utenti in
contratto di assistenza.
• Programma beta test. Newsletter per l'iscrizione di clienti in assistenza al programma di beta-test
dei prodotti Electro Graphics.
iDEA Light
La presente Guida di riferimento descrive le funzionalità di iDEA che comprende tutte le funzioni
descritte. Per chi dispone di iDEA Light non sono disponibili alcune procedure, specifiche per
l'impiantistica, descritte nei seguenti capitoli:
• capitolo “Disegno architettonico”: disegno di pilastri e colonne, nicchie e paraste, camini;
• capitolo “Topografici di posa”: calcolo illuminotecnico PhosPro;
• capitolo “Distribuzioni”: funzioni di gestione dei condotti e del calcolo dello stipamento;
• capitolo “Reti”: funzioni di gestione delle reti.
Non sono disponibili alcune procedure, specifiche di schemistica, descritte nei seguenti capitoli:
• capitolo “Macroblocchi e Fast builder”;
• capitolo “Gestione sinottici d’impianto”;
• capitolo “Autosheet”;
• capitolo “Analisi dello schema”: non è disponibile la funzione di analisi dei flussi di potenza;
Prefazione 3
Copyright e termini della licenza d'uso
Registrazione
È indispensabile compilare la scheda di registrazione; tale documento deve essere inviato ad Electro
Graphics, a mezzo fax (+39.049.9461190), per essere, quindi, inseriti nell’elenco dei Clienti per
godere della prevista assistenza telefonica (hot-line) e manutenzione gratuita per 90 (novanta) giorni.
Responsabilità
Un notevole impegno in termini di tempo, lavoro e denaro è stato profuso perché il programma sia,
per quanto possibile, esente da difetti, anomalie di funzionamento e rispecchi fedelmente le
prestazioni tecnologiche esposte nel materiale di documentazione. Il programma è stato a lungo
adoperato e testato. Tutti i materiali costituenti il pacchetto (dischetti magnetici, manuale di
riferimento, dispositivo di protezione hardware) verranno sostituiti con altri nuovi di fabbrica nel
caso venga accertato, nel termine previsto dalla legge, un qualsiasi difetto di materiale o di
fabbricazione. Oltre a tale garanzia, il prodotto non è accompagnato da alcuna altra garanzia,
implicita o esplicita. Il concedente ed i rivenditori pertanto non potranno per nessun motivo essere
ritenuti responsabili per alcun danno, diretto o indiretto, per mancati guadagni od altro in
conseguenza dell'utilizzazione delle procedure. Utilizzando il software, il concessionario riconosce
ed accetta che rimane di propria esclusiva responsabilità il corretto impiego dello stesso, la
consapevole interpretazione ed il necessario controllo dei risultati delle elaborazioni.
Suggerimenti
Il software e la documentazione sono in fase continua di evoluzione e sviluppo. Chi desidera offrire
suggerimenti riguardanti il software o la documentazione può inviare una e-mail all'indirizzo di
supporto tecnico.
4 Prefazione
Suggerimenti
2
Nozioni fondamentali
In questo capitolo verranno descritte le nozioni fondamentali necessarie per utilizzare l’interfaccia
utente di iDEA e configurare l’ambiente di lavoro.
Avvio di iDEA
Per avviare iDEA, dalla lista delle applicazioni di Windows scegliere Electro Graphics Serie 2024,
quindi iDEA.
All'avvio di iDEA viene visualizzata la finestra Creazione o apertura di un disegno (vedi “Creazione
o apertura di un disegno” a pagina 5).
Assegna un nome al nuovo disegno: nella casella di testo digitare il nome del file di disegno
senza utilizzare caratteri di punteggiatura; l’estensione “.DWG” viene aggiunta in seguito dal
programma.
Tipo di disegno: per creare uno schema elettrico di automazione, uno schema unifilare o un layout
quadro scegliere l’opzione Schema multifoglio. Per disegnare un impianto elettrico scegliere
l’opzione Planimetrico.
Nota. È possibile salvare i progetti anche all’interno di sottocartelle della commessa. Tali progetti
faranno comunque parte della commessa a saranno applicate tutte le relative impostazioni.
Assegna uno schema al nuovo disegno: è possibile collegare il nuovo disegno ad altri disegni
presenti nella stessa cartella associando un comune nome di schema. Uno schema lega uno o più
disegni mantenendo un elenco fogli globale. Il programma propone il nome del disegno corrente.
Nella lista è possibile selezionare un eventuale schema già presente all'interno della commessa di
Nozioni fondamentali 7
Creazione ed apertura di file in commesse
progetto, o alla cartella di destinazione, selezionata per associare il disegno corrente a tale schema.
Digitando, invece, un nome nuovo si assegna al file di schema un nome diverso dal file di disegno.
Anche il nome dello schema non deve contenere caratteri di punteggiatura; l’estensione “.SCH”
viene aggiunta in seguito dal programma. Per ulteriori informazioni vedi “Gestione schema” a
pagina 96.
Premendo Avanti, se si è scelto di creare una nuova commessa viene visualizzata la finestra Nuova
commessa. È necessario indicare il nome nella casella Commessa e il percorso di salvataggio; le altre
informazioni non sono obbligatorie. Per informazioni sui dati della commessa vedi “Creazione ed
editazione di una commessa” al capitolo “Commesse” della guida “Commesse e archivi”. Premere
OK per confermare la creazione della commessa.
La creazione della commessa non sarà avviata se si è scelto di lavorare su una commessa esistente.
Scelta della configurazione dei parametri
Nella seconda schermata la procedura chiede, quindi, di selezionare i parametri di configurazione del
nuovo disegno. Le configurazioni dei parametri di commessa comprendono una serie di
impostazioni che influiscono sull'ambiente di disegno e sull'elaborazione dei dati nei programmi
Electro Graphics. Il pulsante Configurazioni apre la finestra per la creazione e modifica delle
configurazioni: per ogni dettaglio vedi “Configurazioni dei parametri di commessa” al capitolo
“Configurazioni” della guida “Commesse e archivi”. Per la descrizione di tutti i parametri vedi
“Configurazioni di progetto” a pagina 743.
Apertura del nuovo disegno
Al termine non resta che premere il pulsante Apri per aprire il nuovo disegno. PEr gli schemi
multifoglio, se è stata selezionata l’opzione Crea un nuovo foglio alla prima apertura del disegno,
viene visualizzata la finestra Creazione fogli: vedi “Inserimento di nuovi fogli per schemi” a
pagina 92.
Opzioni
Per disattivare l’avvio automatico della finestra all’avvio di iDEA basta selezionare l’opzione Non
mostrare al prossimo avvio, presente nella finestra in basso a sinistra. Per riattivare l’avvio
automatico occorre selezionare l’opzione Mostra finestra di dialogo Avvio in Preferenze ambiente
grafico, scheda Generali (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757). In tale luogo è possibile
anche definire il numero massimo di disegni elencati nella lista Recenti.
Nel riquadro Disegni, sono disponibili i pulsanti per accedere alla guida in linea e alla finestra dei
percorsi di lettura degli archivi e librerie simboli utilizzate dal software.
La casella di riepilogo Commessa contiene l'elenco delle commesse disponibili, mentre il riquadro
principale visualizza tutti i file di disegno disponibili nella commessa attivata in quel momento.
Selezionando una commessa viene aggiornato l'elenco dei file di disegno relativi alla commessa
selezionata. Per accedere ad uno di questi file è sufficiente selezionarlo e premere il pulsante di
conferma Apri, oppure effettuare doppio clic. In alternativa, specificarne il nome nella casella di testo
e premere il pulsante Apri. Se il file specificato non esiste nella directory di commessa, verrà creato
come nuovo.
Il pulsante Commesse avvia il software Commesse per creare una nuova commessa.
Attenzione. Le commesse bloccate (con lucchetto chiuso) all'interno del gestore delle commesse
non vengono visualizzate nella lista commesse.
Come creare un file in una nuova commessa
1. Avviare il comando Commesse.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: COMMESSE.
2. Nella finestra di dialogo Nuovo/Apri file, selezionare il pulsante Commesse. Viene aperta la
finestra della gestione delle commesse.
3. Dal menu File, scegliere Nuova.
4. Nella finestra di dialogo Nuova commessa, è possibile compilare i dati della commessa nelle
schede Generale e Dati aggiuntivi. In Parametri è possibile scegliere la configurazione di parametri.
Confermare premendo il tasto OK.
5. Nella lista delle commesse fare doppio clic sulla nuova commessa. La visualizzazione ritorna
alla finestra Nuovo/Apri file: la finestra di riepilogo dei file visualizza il contenuto della nuova
commessa.
6. Nella casella Nome file digitare il nome del nuovo disegno.
7. Scegliere Apri per creare il disegno.
Nota. Per ulteriori informazioni vedi il capitolo “Commesse” della guida “Commesse e archivi”.
Alla creazione di ogni commesse, la configurazione da utilizzare può essere selezionata nella casella
Parametri.
Una volta creati i disegni del progetto le variabili possono essere modificate con il comando
Preferenze (vedi “Preferenze” a pagina 741). Le modifiche saranno, a tal punto, relative solo al
disegno corrente.
Nota. Per ulteriori informazioni vedi “Configurazioni dei parametri di commessa” nel capitolo
“Configurazioni” della guida “Commesse e archivi”.
Nuovo disegno
Per iniziare un nuovo disegno, scegliere Commesse dalla barra multifunzione.
Viene visualizzata la finestra di dialogo Nuovo/Apri file: nella casella Commessa selezionare
‘generica’, nella casella Cerca in, individuare la cartella desiderata, quindi inserire un nome per il file
da creare nella casella Nome file.
Scegliere Apri per creare il disegno.
L'estensione standard dei file di disegno .dwg, viene aggiunta automaticamente al nome specificato.
Accesso ai comandi
Le funzioni di iDEA vengono utilizzate mediante comandi, che possono essere eseguiti in modi
diversi.
• Scegliendo una voce dal menu dei comandi, detto anche menu a tendina.
• Facendo clic su uno strumento (icona) nelle barre (barra multifunzione, barra degli strumenti
Electro Graphics o barre degli strumenti agganciabili).
• Immettendo un comando alla riga di comando e premendo INVIO.
• Alcuni comandi sono disponibili anche nel menu a cursore.
Quando iDEA è pronto ad accettare istruzioni per creare, visionare, modificare e stampare schemi
alla riga di comando è presente il messaggio:
Comando:
Lanciato un comando, richiederà l'eventuale immissione dei dati necessari per eseguire le varie
operazioni. Tali operazioni terminano con la fine dell'immissione dei dati richiesti e l'esecuzione
delle operazioni scelte, riproponendo il messaggio:
Comando:
Alla riga di comando è possibile richiamare l'ultimo comando utilizzato premendo INVIO. Per
concludere l'immissione dei comandi da tastiera, premere la BARRA SPAZIATRICE o INVIO.
Per uscire da un comando, è possibile premere ESC in qualsiasi momento.
Barra multifunzione
La barra multifunzione rende disponibili in un'unica posizione gli strumenti necessari per eseguire
operazioni relative all'area di lavoro corrente. Elimina la necessità di visualizzare più barre degli
strumenti, rendendo più ordinata l'applicazione e ottimizzando l'area disponibile per il lavoro grazie
all'uso di un'unica interfaccia compatta.
La barra multifunzione si apre automaticamente quando si crea o si apre un disegno utilizzando l'area
di lavoro Electro Graphics.
Come visualizzare la barra multifunzione
La barra multifunzione è composta da una serie di gruppi, organizzati in schede etichettate in base
all'attività. Le schede sono state studiate e organizzate secondo il tipo di lavoro che può essere svolto
in ambiente grafico. Anche la disposizione dei gruppi all'interno di ogni scheda è stata messa a punto
secondo il flusso delle operazioni da eseguire durante la stesura del progetto. Ogni gruppo è
identificato da un'etichetta di testo. Una freccia al lato dell'etichetta del gruppo, in basso, indica che
è possibile espandere il gruppo stesso per visualizzare strumenti e controlli aggiuntivi.
Menu:
• Dal menu Visualizza>Barre degli strumenti, selezionare Barra degli strumenti standard.
Riga di comando: EGTBAR.
Nota. Alcuni comandi non sono abilitati nel caso non siano compresi nel pacchetto in licenza.
Nota. Soffermandosi con il puntatore del mouse in prossimità di ogni singolo pulsante si ha la
visualizzazione di una etichetta che descrive il comando.
Portando il cursore sulla barra degli strumenti e premendo il tasto destro del mouse, viene
visualizzato un menu a comparsa con alcune opzioni di visualizzazione della barra:
Visualizza al prossimo avvio: permette di visualizzare o meno la barra degli strumenti standard, al
prossimo avvio di iDEA.
Visualizza etichette: permette di visualizzare o meno le etichette di testo sulle schede.
Visualizza immagini: permette di visualizzare o meno i simboli rappresentativi sulle schede.
Visualizza librerie simboli: permette di visualizzare o meno le schede con le icone delle librerie
simboli.
É possibile agganciare la toolbar ai lati o nella parte inferiore della finestra di disegno: fare clic sulla
barra del titolo e trascinarla nel bordo tenendo premuto il tasto sinistro del mouse.
Nozioni fondamentali 11
Comandi dal menu contestuale
Nota. Per l'attivazione del menu di scelta rapida controllare le Preferenze utente, nella finestra di
dialogo Opzioni, attivabile con il comando OPZIONI di iDEA.
Il menu di scelta rapida è contestuale; perciò i comandi disponibili riguardanti l'editazione di schemi
elettrici dipendono dalla selezione.
Se nel disegno non è selezionato alcun elemento, il menu di scelta rapida visualizza, tra le altre, la
voce Schemi elettrici con i comandi:
• Siglatura simboli
• Cross reference
• Analisi schema
• Traccia morsettiere
Se si seleziona almeno un simbolo di iDEA, il menu di scelta rapida visualizza, tra gli altri, i comandi:
• Edita attributi
• Apparecchiatura
• Cancella simbolo
Se si seleziona un condotto di iDEA, il menu di scelta rapida visualizza, tra gli altri, i comandi:
• Modifica condotto
• Visualizza lista condotti
• Edita utenze
Nota. Il pannello Proprietà si avvia dalla barra Utilità e con il comando EGPROP. In seguito si avvia
in automatico fino alla chiusura.
Il pannello Proprietà cambia quindi in base alla selezione corrente. Di seguito sono esposti i casi
possibili.
Nota. Se si seleziona il blocco cartiglio del foglio corrente e tramite il pannello Proprietà si modifica
Ubicazione e Funzione, sono aggiornati anche i relativi valori dei simboli del foglio.
Nella parte inferiore del pannello si presenta una griglia contenente tutte le informazioni sui fili
selezionati: è pertanto una evoluzione della funzione Edita fili (comando EFILI, vedi “Vincolo della
sigla del filo” a pagina 175). Per ogni filo è possibile accedere ai vincoli e rinvii presenti ed editare
il numero del filo, il riferimento e, nel caso dei vincoli, anche il livello. È inoltre possibile vincolare
il filo e inserire i vari rinvii o eliminare quelli già presenti. Se presenti, vengono inoltre mostrati i
vincoli cavo, cavo su disegno e fascio di cavi. Si ha la possibilità di localizzare vincoli e rinvii
presenti. Il pannello Proprietà da inoltre accesso alla finestra Elenco rinvii (comando VRIN, vedi
“Elenco rinvii filo” a pagina 170) e alla finestra Assegna cavo su disegno (comando SETCAVO, vedi
“Definizione del cavo su disegno” a pagina 415) già filtrata sui fili selezionati.
Normalmente, le modifiche dei dati Sigla filo e Riferimento apportate ai fili hanno effetto su tutti i
blocchi rinvio filo e vincolo filo posti sul filo stesso nel disegno corrente. Al fine di limitare
l’estensione delle modifiche, è possibile applicare la spunta alla preferenza Modifica solo nella
selezione corrente presente nel del menu Utilità. In questa condizione, i dati di Sigla filo e
Riferimento vengono assegnati solo ai blocchi rinvio filo e vincolo filo nel foglio corrente.
Nell’immagine seguente si ha un esempio di selezione di una riga della tabella materiali e avvio del
comando.
Avviando l’utilità viene aperto il programma Ampère, caricato il progetto elettrico e localizzata la
prima utenza del quadro selezionato. Da tenere presente che è gestito anche un eventuale
multiprogetto.
Nella immagine seguente si ha un esempio di selezione di un simbolo protezione in uno schema
unifilare.
Tabelle
Per la tracciatura di tabelle quali ad esempio quelle relative a Utilità fogli e Utilità impiantistica
(elenco fogli, elenchi revisioni, elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc.) viene visualizzata
una finestra di dialogo nella quale sono sempre presenti le funzioni illustrate di seguito.
20 Nozioni fondamentali
Tabelle
Menu: Schemi>Layout.
La finestra di dialogo di questa funzione presenta la lista degli elaborati grafici da riportare nello
schema multifoglio. I bottoni Aggiungi e Rimuovi consentono di comporre la lista con gli elaborati
desiderati. È possibile inoltre abilitare o disabilitare l’inserimento nel disegno di uno o più elaborati
apponendo o rimuovendo la spunta posta nella casella delle righe della lista. Solo gli elaborati
contrassegnati con la spunta saranno inseriti nello schema multifoglio.
Per determinare l’ordine di generazione degli elaborati utilizzare la funzione Ordina e modificare la
posizione degli elaborati tramite le funzioni della finestra di dialogo.
Per generare gli elaborati ed inserirli nello schema multifoglio utilizzare Esegui.
È possibile salvare più configurazioni di generazione elaborati tramite il bottone Salva. Il profilo
salvato viene reso disponibile con il nome assegnato nella lista a discesa e potrà essere selezionato
per future operazioni di generazione degli elaborati grafici. Il bottone Rimuovi consente di eliminare
un profilo salvato.
22 Nozioni fondamentali
Salvataggio e copia dei disegni
Per ogni elaborato presente nella lista è indispensabile selezionare un profilo di disegno. Se uno o più
elaborati non presentano profili, la funzione Esegui non produce gli elaborati e mostra un messaggio
di avvertimento.
Per selezionare il profilo relativo ad un elaborato selezionare il bottoncino presente in ogni riga della
lista nella colonna Profilo. Per ogni elaborato viene proposta una finestra di dialogo relativa ai
parametri di configurazione dell’elaborato stesso. Per ogni elaborato è necessario selezionare un
profilo di disegno automatico, cioè che non richiede interazione da parte dell’utente. Ad esempio, nel
caso della Legenda simboli o dell’Elenco fogli è necessario definire un profilo con punto di
inserimento della tabella assoluto (vedi immagine seguente).
Come nell’esempio di figura è quindi necessario rimuovere la spunta Specifica sullo schermo e
impostare le coordinate di inserimento della tabella. Quindi premere OK per selezionare il profilo.
Per quanto riguarda le morsettiere è necessario selezionare un profilo di disegno automatico (Auto)
come indicato nella figura seguente, che mostra parte della finestra di editazione del profilo di
tracciatura della funzione Traccia morsettiere (comando DIMO11).
Nota. Questo comando è indicato per riutilizzare uno schema formato da un unico disegno già
elaborato senza perdere alcuna informazione.
Nota. I disegni (file .DWG) dello schema conservano sempre il nome originale.
Nel caso nella cartella di destinazione siano già presenti dei file di iDEA con lo stesso nome, viene
visualizzato un messaggio di conferma per la sostituzione.
Come duplicare uno schema
• Scegliere Salva schema con nome.
Menu: File.
Nota. Questo comando è indicato per riutilizzare uno schema già elaborato senza perdere alcuna
informazione.
Esporta database
commessa
COMMESA
ARCHIVI e
LIBRERIA
SIMBOLI
Nota. Per gestire un progetto con gli archivi locali, è necessario che venga creato all’interno di una
commessa.
3. La parte di archivi utilizzati nello schema viene salvata nella cartella LocalDatabase all’interno
della commessa corrente.
4. Di seguito, un messaggio chiede se si desidera eseguire un backup dell’intero schema.
Scegliendo Sì, è richiesto di indicare una cartella di destinazione e un nome da dare al file .zip in cui
tutti i file inerenti lo schema corrente vengono salvati.
Dopo tale operazione è possibile trasferire la commessa in un’altra postazione e aprire lo schema
indicando al programma di utilizzare gli archivi locali della commessa anziché quelli generali,
evitando così di perdere i dati personalizzati.
Nota. Per ulteriori informazioni vedi la guida “Commesse e archivi” al capitolo “Commesse”.
Nota. Le funzioni Salva e Apri impiegano il formato egworkset (vedi “Salva WorkSet del progetto”
a pagina 25) come file unico per trasferire e recuperare tutti i file che compongono il progetto dello
schema elettrico.
Per ogni altra documentazione su attivazione e uso di EG Cloud il capitolo “EG Cloud” nella guida
di riferiemnto “Commesse e archivi”.
Nozioni fondamentali 25
Salvataggio di file schema e PDF in PDM Autodesk Vault
I software CAD Electro Graphics (CADelet, iDEA, Eplus, Smart) permettono l’interfacciamento con
i file progetto in Autodesk Vault. A tal fine è necessario attivare un modulo di interfacciamento e
alcuni comandi che permettono di agevolare l’archiviazione dei file in Autodesk Vault.
Di seguito le funzioni a disposizione in iDEA; si possono avviare tramite i comandi da digitare alla
riga di comando.
Salva schema su PDM
Eseguire questa funzione (comando PDMSAVE) per la prima archiviazione di un progetto in
Autodesk Vault. In seguito alla finestra di dialogo di login apparirà la finestra di navigazione delle
cartelle del Vault. Selezionare la cartella desiderata e confermare.
Verranno salvati nel Vault il file schema (.schx) e tutti i file disegno (.dwg) come file associati ad
esso.
Estrazione (checkout) di uno schema
Questa funzione permette di estrarre lo schema per accedere alla modifica del progetto. A riga di
comando digitare PDMCHECKOUT. L’estrazione del file schema e di tutti i disegni correlati
avviene nella cartella di lavoro del Vault
Archiviazione (checkin) di uno schema
Al termine della progettazione, per archiviare il progetto eseguire il comando PDMCHECKIN. Una
finestra di dialogo permette di allegare un commento alla nuova revisione del file. Una casella di
spunta permette di mantenere il file estratto per apportare ulteriori modifiche. In caso contrario i file
del progetto vengono rilasciati e possono essere nuovamente estratti da un nuovo operatore.
Il doppio clic sul file .egworkset avvia l’esplosione dei file del progetto, che può avvenire sulla
cartella originale o su una cartella selezionabile nella finestra visualizzata all’avvio.
Attenzione. Eventuali file presenti nella cartella selezionata per l’avvio del progetto saranno
automaticamente sovrascritti.
Una volta estratti i files viene avviato il CAD installato e associato dal sistema ai files .dwg.
A lavoro ultimato, quando viene chiuso l’ultimo disegno di uno schema, il software riconosce che
non vi sono altri file in lavorazione e propone di comprimere nuovamente il file progetto originario.
È sempre possibile tuttavia avviare manualmente il comando Salva WorkSet da iDEA, in qualsiasi
momento, per chiudere il lavoro.
Attenzione. Non è gestita una concorrenzialità negli accessi da parte di più utenti, per cui non è
possibile lavorare in più operatori allo stesso schema.
Menu:
Uscita da iDEA
Una volta salvate le ultime modifiche, è possibile uscire da iDEA senza dover salvare nuovamente
il disegno. Se alcune modifiche non sono state salvate, iDEA chiede se si intende salvarle, ignorare
le modifiche o annullare il comando.
Come uscire da un disegno
• Dal menu File scegliere Esci.
Riga di comando: ESCI.
28 Nozioni fondamentali
Uscita da iDEA
3
Elementi di disegno CAD
In questo capitolo sono ripresi alcuni argomenti di base del disegno in ambiente CAD come il sistema
di coordinate, l’uso di snap e griglia, la gestione dei layer e dei tipi di linea. Sono elementi
fondamentali da conoscere per disegnare in iDEA. Per chi ha una minima esperienza di utilizzo di
una qualsiasi versione di AutoCAD o di programmi della stessa famiglia, possono risultare concetti
acquisiti.
Individuazione di punti
L'illustrazione che segue mostra la posizione dei punti sul piano XY.
30 Elementi di disegno CAD
Uso di un sistema di coordinate per specificare dei punti
Visualizzazione di coordinate
Sulla barra di stato situata nella parte inferiore dello schermo, viene visualizzata la posizione corrente
del cursore sotto forma di coordinate.
È possibile attivare in sequenza i tre tipi di visualizzazione delle coordinate facendo doppio clic sulla
visualizzazione delle coordinate o premendo F6 o CTRL+D.
Comando: linea
Dal punto: -2,1
Al punto: 3,4
Elementi di disegno CAD 31
Uso di un sistema di coordinate per specificare dei punti
Si noti come gli ultimi due punti immessi specifichino coordinate polari relative (indicate dal
carattere @), in modo che l'angolo e la distanza specificati vengano calcolati dall'ultimo punto
immesso, come illustra l'esempio seguente.
È, inoltre, possibile utilizzare la funzione di immissione della distanza diretta che consente di
specificare una coordinata relativa spostando il cursore per definire la direzione e digitando, quindi,
la distanza desiderata.
32 Elementi di disegno CAD
Specificazione di unità ed angoli
Le coordinate tridimensionali possono essere immesse nello stesso formato di quelle bidimensionali:
scientifico, decimale, ingegneristico, architettonico o frazionario. Inoltre, gli angoli possono essere
specificati in gradi centesimali, radianti o unità topografiche, oppure in gradi, minuti e secondi.
2. Nella scheda Snap e griglia della finestra di dialogo Impostazioni disegno, selezionare Griglia.
3. Digitare la spaziatura X orizzontale della griglia in unità.
4. Digitare la spaziatura Y orizzontale della griglia in unità.
5. Scegliere OK.
Elementi di disegno CAD 33
Impostazione della griglia e dello snap
Se si esegue uno zoom in avvicinamento o in allontanamento nel disegno, potrebbe essere necessario
regolare la spaziatura della griglia in modo che sia più adeguata al nuovo ingrandimento.
Sebbene i punti della griglia non corrispondano necessariamente all'intervallo di snap corrente,
rispecchiano le impostazioni dell'angolo di snap corrente ed Assonometria snap/griglia.
2. Alla riga di comando specificare l'angolo inferiore sinistro dei limiti, al quale corrisponderà
l'angolo inferiore sinistro dell'area di disegno. Premere INVIO per utilizzare il valore di default (0,0).
3. Specificare l'angolo superiore destro dei limiti, al quale corrisponderà l'angolo superiore destro
dell'area di disegno.
Ad esempio, se l'angolo inferiore sinistro ha le coordinate 0,0, sarà possibile specificare un'area dei
limiti larga 420 ed alta 296 immettendo 420,296.
Per visualizzare l'area di disegno definita dai limiti della griglia specificati, attivare la griglia
(GRIGLIA), quindi dal menu Visualizza>Zoom, scegliere Tutto.
2. Nella scheda Snap ad oggetto della finestra di dialogo Impostazioni disegno, selezionare Snap
ad oggetto.
3. Selezionare le modalità di snap ad oggetto desiderate e scegliere OK.
Spostando il cursore, una linea elastica che definisce lo spostamento segue l'asse orizzontale o
verticale, a seconda di quale asse si trova più vicino al cursore. iDEA disattiva la modalità orto
quando vengono immesse le coordinate alla riga di comando, quando vengono utilizzare le viste
prospettiche o quando viene specificato uno snap ad oggetto.
Lo snap polare invece, è utile per disegnare o modificare gli oggetti ad angoli diversi da quelli retti.
Come attivare/disattivare la modalità Orto
• Sulla barra di stato, fare doppio clic su ORTO oppure premere CTRL+L oppure F8.
Riga di comando: ORTO.
Oltre ad impostare la spaziatura, è possibile regolare l'allineamento dello snap e della griglia. È
possibile ruotare l'allineamento o impostarlo per l'uso con disegni assonometrici.
Il punto base di snap consiste nell'offset da un valore X,Y specificato, dal quale vengono misurati i
punti di snap. Il punto base di snap di default è 0,0, ma può essere modificato impostando un valore
qualsiasi per le coordinate X,Y per regolare i punti di snap.
Come ruotare l'angolo di snap e modificarne il punto base
1. Dal menu Strumenti, selezionare Impostazioni del disegno.
Riga di comando: IMPOSTADIS.
2. Nella scheda Snap e griglia della finestra di dialogo Impostazioni disegno, in Snap, digitare un
angolo di rotazione nella casella Angolo.
3. Per impostare il punto base allo scopo di allineare le posizioni di snap, digitare i valori delle
coordinate X e Y nelle caselle Base X e Base Y.
4. Scegliere OK.
Snap Ruotato
Spesso è utile ruotare lo snap rispetto al disegno e allo schermo: il comando SNAPR consente di
ruotare la griglia di snap di un angolo qualsiasi, semplicemente selezionando un oggetto nel disegno
con l'inclinazione richiesta.
Come ruotare la griglia di snap
1. Alla riga di comando digitare snapr e premere INVIO.
Riga di comando: SNAPR.
Ad esempio per allineare la griglia di Snap con un rettangolo ruotato di 20 gradi, si può procedere
come segue:
Comando: snapr
<selezionare entità'>/Normale: selezionare il rettangolo oppure premere N per
ripristinare lo snap al valore originario
Come ripristinare la condizione normale di allineamento
1. Alla riga di comando digitare snapr e premere INVIO.
Riga di comando: SNAPR.
2. Premere il tasto n per ripristinare la condizione normale di allineamento della griglia di snap.
Elementi di disegno CAD 37
Organizzazione delle informazioni sui layer
Secondo quanto predefinito in Preferenze ambiente grafico (vedi “Preventivazione” a pagina 772),
i fogli per impianti elettrici industriali e civili dispongono per default di un certo numero di layer sui
quali rappresentare planimetria, infissi, canali, impianto luci, impianto FM, simboli,... È possibile
inoltre aggiungere nuovi layer.
Per modificare una proprietà, fare clic sull'icona corrispondente. Per selezionare rapidamente tutti i
layer, è possibile fare clic con il pulsante destro del mouse ed utilizzare il menu di scelta rapida.
Come creare e modificare i layer
1. Scegliere Layer.
Menu: Formato>Layer.
Importante. Il layer 0 non deve essere bloccato perché viene sempre utilizzato da iDEA durante la
sessione di lavoro.
Attivazione o disattivazione della stampa di un layer
È possibile attivare o disattivare la stampa dei layer visibili. Se ad esempio un layer contiene solo
informazioni di riferimento, è possibile specificare che non venga stampato. Se si disattiva la stampa
di un layer, questo viene visualizzato ma non stampato.
Nota. Se una linea è troppo corta per contenere anche una sola sequenza di lineette, iDEA disegna
una linea continua che congiunge gli estremi
40 Elementi di disegno CAD
Uso dei tipi di linea
Nota. L'opzione Spessore penna ISO è disponibile solo se si è selezionato e impostato come corrente
un tipo di linea il cui nome inizia con ACAD_ISO.
Elevazione ed altezza
L'elevazione di un'altezza è il valore Z del piano XY sul quale poggia la base.
Un'elevazione pari a zero indica il piano di base XY; elevazioni positive si elevano al di sopra della
base, mentre elevazioni negative al di sotto.
L'altezza di un'oggetto è la distanza alla quale l'oggetto viene innalzato al di sopra del layer di
elevazione. Un'altezza zero indica assenza di innalzamento; un'altezza negativa indica che l'oggetto
si allunga verso il basso. un oggetto con elevazione 0.00 e un'altezza di -1 unità apparirà identico ad
un oggetto con elevazione di -1.00 e un'altezza di 1 unità. esegue l’innalzamento di un oggetto
sempre uniformemente; un'entità non può avere, per i propri punti, elevazioni e altezze differenti.
Come impostare l'elevazione o l'altezza di oggetti
1. Alla riga di comando digitare il comando ELEV o THICKNESS.
Riga di comando: ELEV , THICKNESS
2. Digitare il nuovo valore di default per l'elevazione o l'altezza degli oggetti che verranno
disegnati.
3. Premere INVIO per terminare il comando.
Questo capitolo descrive gli strumenti di disegno di iDEA che consentono di creare una serie di
oggetti per il disegno architettonico delle planimetrie degli schemi topografici. Infine si riportano i
principali strumenti di iDEA per la visualizzazione dei disegni in 3D.
Disegno di muri
I muri possono essere disegnati come segmenti di linee rette doppie. Ogni segmento di muro e il suo
estremo, cioè la linea che congiunge i punti finali del muro, costituisce un oggetto indipendente e
come tale può essere modificato. Così come avviene per le linee singole, anche i muri possono essere
costruiti con i modi di Snap ad oggetto.
Avviando il comando MURO compare la finestra Muro in cui si possono impostare le caratteristiche
del muro.
Fintantochè è aperta la finestra Muro, fare clic sul disegno per tracciare i tratti di muro.
Quando si traccia un segmento di muro che parte o termina sopra un altro muro, iDEA effettua
un'interruzione del muro.
Premendo OK o il tasto destro del mouse si termina la tracciatura: gli estremi del muro che non sono
giunti ad un altro muro vengono chiusi automaticamente. In alternativa selezionando Chiudi, iDEA
chiude gli estremi del muro e chiude la finestra Muro
Durante la tracciatura del muro, selezionando Chiudi il percorso, nella toolbar della finestra Muro,
iDEA traccia un segmento di muro che unisce il punto iniziale del muro al punto finale.
Come tracciare segmenti di muro
1. Scegliere Muro.
Menu: Impianti>Architettonico.
2. Nella finestra di dialogo Muri si può definire la larghezza, l’altezza del muro, selezionare il
riferimento e il colore.
3. Selezionando i punti con il cursore tracciare il muro nel disegno.
4. Premere il tasto destro del mouse per completare il muro.
Disegno in 3D
Per ottenere un disegno in 3D della planimetria e dell’impianto, quando si disegna il muro indicare
sempre l’altezza. Per visualizzare il disegno in 3D utilizzare i comando riportati nel paragrafo
“Visualizzazione in 3D” a pagina 49.
Disegno di porte
Il comando PORTE permette di aprire le forature relative alle porte una volta realizzate le murature
del fabbricato.
Nella finestra di dialogo Porte si può scegliere fra tre tipologie, definire le dimensioni della porta e
della seconda anta se presente.
Disegno architettonico 45
Disegno di porte
Infine, può essere indicata la mano di apertura della porta, se questa opzione è attivata nella tipologia
scelta. In tal caso la mano d'apertura verrà indicata puntando dalla parte della muratura in cui è
incernierata la porta e lungo la direzione ipotetica di apertura.
Appariranno così i battenti della porta con l'arco d'individuazione dell'apertura.
Così come avviene per i muri, anche le porte possono essere costruite con i modi di Snap ad oggetto.
Come tracciare una porta
1. Scegliere Porte.
Menu: Impianti>Architettonico.
2. Nella finestra di dialogo Finestre inserire le dimensioni della porta, impostare il Riferimento
spalla, il Colore e selezionare la casella Indicazione delle dimensioni per la quotatura automatica. Per
disegnare la porta fare clic sull'icona della tipologia di porta desiderata.
3. Selezionare il primo lato della parete.
4. Selezionare il secondo lato della parete.
46 Disegno architettonico
Disegno di finestre
5. Immettere la distanza tra lo spigolo e il riferimento spalla impostato della porta. Premendo
INVIO, verrà considerata la distanza dell'eventuale porta precedente.
6. Indicare un punto di riferimento per la mano d'apertura.
Disegno di finestre
Analogamente al comando precedente, iDEA permette di aprire le forature relative alle finestre una
volta realizzate le murature del fabbricato.
La finestra di dialogo Finestre, presentata all'avvio del comando Finestre, permette di scegliere tra
una delle due tipologie previste, definire la larghezza e l'altezza della finestra e l'altezza del davanzale
o soglia. L'unità di misura dipende dalla scala del disegno corrente.
Appariranno così i battenti della finestra con l'arco d'individuazione dell'apertura della stessa.
Così come avviene per i muri, anche le finestre possono essere costruite con i modi di Snap ad
oggetto.
Disegno architettonico 47
Disegno di pilastri e colonne
Menu: Impianti>Architettonico.
2. Nella finestra di dialogo Finestre inserire le dimensioni della finestra, impostare il Riferimento
spalla, il Colore e selezionare la casella Indicazione delle dimensioni per la quotatura automatica. Per
disegnare la finestra fare clic sull'icona della tipologia di finestra desiderata.
3. Selezionare il lato interno della parete.
4. Selezionare il secondo lato della parete.
5. Immettere la distanza tra lo spigolo e il riferimento spalla impostato della finestra. Premendo
INVIO, verrà considerata la distanza dell'eventuale finestra precedente.
Menu: Impianti>Architettonico.
2. Nella finestra di dialogo Pilastri inserire le dimensioni riferite, il colore e selezionare l'icona del
pilastro o della colonna.
3. A seconda della selezione sulla griglia, corrisponde anche il punto di riferimento per
l'inserimento dell'oggetto.
4. Scegliere il punto sullo schermo o immettere le coordinate seguendo i messaggi nella riga di
comando.
48 Disegno architettonico
Disegno di nicchie e paraste
Menu: Impianti>Architettonico.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: NICCHIE.
2. Nella finestra di dialogo Nicchie e paraste inserire le dimensioni, il colore e selezionare l'icona
della nicchia o della parasta.
3. Selezionare il primo lato della parete.
4. Selezionare il secondo lato della parete.
5. Immettere la distanza tra lo spigolo e il punto d'inserimento della nicchia o della parasta.
Premendo INVIO, verrà considerata la distanza dell'eventuale nicchia o parasta precedente.
Disegno di camini
Questo comando permette di inserire le forme relative ad eventuali camini presenti nel fabbricato.
Nella finestra di dialogo si possono definirne la larghezza e la profondità, nel caso dei camini di
forma rettangolare, oppure il diametro per quelli cilindrici e il colore per entrambi.
Disegno architettonico 49
Visualizzazione in 3D
Menu: Impianti>Architettonico.
2. Nella finestra di dialogo Camini inserire le dimensioni, il colore e selezionare l'icona del tipo di
camino desiderato.
3. A seconda della selezione sulla griglia dell'icona, corrisponde anche il punto di riferimento per
l'inserimento dell'oggetto.
4. Scegliere il punto d'inserimento sullo schermo o immettere le coordinate alla riga di comando.
Visualizzazione in 3D
Quando si lavora in 3D, è necessario visualizzare spesso viste diverse in modo da verificare gli effetti
3D delle modifiche.
Viste standard
Tutti i disegni 3D possono essere visualizzati da qualsiasi direzione, ma le viste standard sono
impostate per le direzioni ortogonali:
Come attivare una vista standard
• Selezionare una delle seguenti viste:
2. Nella finestra di dialogo Ruota il punto di vista, selezionare gli angoli di osservazione rispetto
all'asse X e al piano XY facendo clic con il dispositivo di puntamento sulle immagini di esempio
oppure digitare direttamente i valori per l'asse X e il piano XY.
• Angolo di osservazione rispetto all'asse X
• Angolo di osservazione rispetto al piano XY
Per selezionare la vista piana del disegno rispetto al sistema UCS corrente, scegliere Imposta vista
piana.
3. Scegliere OK.
2. Scegliere Corrente (per la vista piana), Globale o Altri UCS (per una vista salvata).
Disegno architettonico 51
Visualizzazione in 3D
L'effetto del comando NASCONDI è solo temporaneo. Quando si esce dal comando, il disegno viene
rigenerato.
Aggiunta di ombreggiatura
Sebbene le linee nascoste migliorino e rendano più chiaro il disegno, per ottenere un'immagine
ancora più realistica è possibile applicare al modello l'ombreggiatura. Il comando MODOOMBRA
fornisce opzioni che consentono di visualizzare e modificare gli oggetti nelle rappresentazioni
wireframe o ombreggiate. Con le opzioni di ombreggiatura, agli oggetti vengono applicate una luce
proveniente da una fonte virtuale distante posizionata a sinistra dell'osservatore e una determinata
quantità di luce circostante.
La rigenerazione del disegno non ha effetti sull'ombreggiatura. È possibile modificare gli oggetti
ombreggiati selezionandoli come oggetti normali. Selezionando un oggetto ombreggiato, sulla
superficie ombreggiata vengono visualizzati la struttura wireframe e i grip. È inoltre possibile salvare
e aprire nuovamente il disegno mantenendo l'ombreggiatura degli oggetti.
Come creare un'immagine ombreggiata
1. Impostare la vista da ombreggiare, ad esempio selezionando una delle viste standard 3D.
2. Scegliere Stili visualizzazione
Wireframe 2D. È la visualizzazione normale. Visualizza gli oggetti utilizzando linee e curve per
rappresentare i contorni. Gli oggetti raster e OLE, i tipi di linea e gli spessori di linea sono visibili.
Wireframe 3D. Visualizza gli oggetti utilizzando linee e curve per rappresentare i contorni. Visualizza
un'icona ombreggiata di un sistema UCS 3D. Gli oggetti raster e OLE, i tipi di linea e gli spessori di
linea non sono visibili.
52 Disegno architettonico
Visualizzazione in 3D
Nascosto 3D. Visualizza gli oggetti in modalità wireframe 3D e nasconde le linee delle facce
posteriori.
Realistico. Ombreggia gli oggetti tra le facce poligonali. Gli oggetti risultano più piatti e meno
accurati rispetto a quelli sottoposti ad ombreggiatura Gouraud.
Concettuale. Ombreggia gli oggetti e rende più accurati gli spigoli delle facce dei poligoni conferendo
agli oggetti un aspetto realistico.
Con il testo vengono inserite nel disegno informazioni importanti. È possibile utilizzarlo per blocchi
di titolo, per etichettare parti del disegno, per specificare caratteristiche tecniche o per creare
annotazioni. L’inserimento di testi può essere eseguito con gli strumenti classici di AutoCAD: per
immissioni brevi e semplici, utilizzare una singola riga di testo; per immissioni di testo estese con
formattazione interna, utilizzare il testo multilinea.
iDEA consente di modificare i testi inseriti, le proprietà del testo e dello stile.
Le quote aggiungono misurazioni ad un disegno. Con iDEA è possibile eseguire con facilità la
quotatura utilizzando una serie di funzioni descritte in questo capitolo.
Menu: Formato.
2. Nella finestra di dialogo Stile di testo premere il bottone Nuovo e inserire il nuovo nome.
3. Dalla lista a comparsa Nome del font, selezionare il font da utilizzare.
54 Aggiunta di testo e quote
Creazione di elenchi
Creazione di elenchi
Con le seguenti funzioni di iDEA è possibile generare elenchi alfabetici o numerici con ordine e
velocità. In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi posizionati.
Sequenza alfabetica
Questa funzione permette di generare una sequenza alfabetica a partire da una lettera iniziale
assegnata per un certo numero di lettere con caratteristiche di progressione e direzione definibili. In
particolare si può stabilire il passo tra due lettere e la direzione lungo la quale sviluppare la lista e lo
stile di scrittura.
In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi posizionati.
Come generare un elenco alfabetico
1. Scegliere Sequenza alfabetica.
Riga di comando: SEQALF.
Sequenza numerica
Questo comando permette di generare una numerazione sequenziale a partire da un numero iniziale
assegnato fino ad un numero finale, con caratteristiche di progressione e direzione definibili. In
particolare si può stabilire lo stile di scrittura, il passo tra due numeri e la direzione lungo la quale
sviluppare la numerazione. In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi
posizionati.
Come generare un elenco con numeri
1. Scegliere Sequenza numerica.
Riga di comando: SEQNUM.
Cambia testo
Questo comando consente di velocizzare la procedura per variare un testo digitando prima il nuovo
testo e selezionando poi i testi da cambiare.
Come cambiare un testo
1. Selezionare Cambia testo.
Riga di comando: CHTXT.
Cambia stringa
L’uso di questo comando permette di agire su una porzione di testo in editazione. È sufficiente
immettere la stringa da sostituire, ed il comando inserirà la nuova stringa specificata al posto della
precedente.
Come cambiare un stringa
1. Selezionare Cambia stringa.
Riga di comando: CHSTR.
Cambia stile
Il comando consente di variare lo stile di testo delle entità selezionate. Il comando richiederà il nome
del nuovo stile. Il nuovo stile deve esistere e deve essere creato, prima di usare questo comando, con
il comando Stile di testo dal menu Formato. Selezionare successivamente gli oggetti da modificare.
Come cambiare lo stile di un testo
1. Selezionare Cambia stile.
Riga di comando: CHSTY.
Cambia formato
Il comando consente di variare il formato delle lettere nei testi selezionati. Il comando richiederà di
selezionare i testi da editare e indicare il nuovo formato delle lettere tra:
Maiuscolo/MInuscolo/Inverso/Sentenza/Titolo/Nessuno.
Come cambiare lo stile di un testo
1. Alla riga di comando digitare TCASE e premere INVIO.
2. Selezionare nel disegno il testo da editare.
3. Alla riga di comando digitare le iniziali del formato desiderato e premere INVIO.
Importa Testo
Scegliendo l’opzione Importa verrà richiesto di selezionare il file da importare tramite l’utilizzo di
una finestra di dialogo che consente di cercare il file desiderato. Dopo aver selezionato il file da
importare viene richiesto il punto di inserimento, successivamente comparirà una finestra di dialogo
in cui si possono configurare alcuni parametri quali:
Aggiunta di testo e quote 57
Inserimento di voci descrittive dal dizionario
Esporta testo
La funzione di Esporta testo richiede il nome del file ASCII da creare o da sostituire se esistente con
il contenuto dei testi selezionati successivamente. La scelta del file, come per la funzione di Importa
testo, viene assistita dalla finestra di dialogo. Dopo aver effettuato la scelta del file viene richiesto
di selezionare i testi da esportare tramite selezione con finestra.
Per compilare il campo Descrizione dei simboli con un testo del Dizionario, avviare la stessa
procedura ma alla richiesta di selezionare i simboli ai quali associare la voce, selezionare i simboli
dei quali si vuole aggiornare il campo Descrizione e quindi premere INVIO.
Menu: Quotatura.
Menu: Quotatura.
Menu: Quotatura.
Menu: Quotatura.
Marcatori
Questa funzione consente di indicare i punti notevoli del disegno che saranno oggetto della quotatura
automatica, descritta al punto precedente. Oltre alla selezione del punto di inserimento proposto
come operazione di default, c’è la possibilità di visualizzare e disattivare i marcatori. La
visualizzazione dei marcatori avviene agendo sulle variabili PDMODE e PDSIZE di con cui si
potranno modificare il modo e la dimensione della visualizzazione. Per terminare l’inserimento o la
modifica dei marcatori scegliere l’opzione Uscire.
Come inserire i marcatori
1. Selezionare Marcatori.
Menu: Quotatura.
Variabili di quotatura
L’attivazione di questa funzione permette di agire su alcuni parametri di quotatura il cui stato viene
descritto tramite l’utilizzo di riquadri di dialogo.
Come accedere alle variabili di quotatura
• Selezionare Variabili di quotatura.
Menu: Quotatura.
Dopo aver inserito eventuali modifiche sul contenuto, sulla rotazione o sullo stile del testo sarà
possibile aggiornare la quota selezionando il pulsante Aggiorna quote e selezionando
successivamente la quota da modificare.
Per impostare le variabili di quotatura relative ai testi è sufficiente scegliere la figura rappresentante
la quota identificata con il punto di domanda nel riquadro di dialogo principale. Successivamente
sarà visualizzato una finestra di dialogo contenente alcune delle variabili di controllo delle
caratteristiche dei testi di quotatura come.
• l’orientamento del testo orizzontale o allineato alla linea di quotatura;
• controllo del testo esterno alle linee di quotatura;
• la tracciatura della linea interna alle linee di quotatura con testo esterno;
• il posizionamento del testo sopra la linea di quota;
• la forzatura del testo all’interno delle linee di estensione;
• la non tracciatura delle linee esterne alle linee di estensione;
• la distanza del testo dalla linea di quota;
• l’altezza del testo di quota;
• l’altezza del testo relativo alla quotatura complessiva.
Selezionando una delle figure si visualizzerà la descrizione relativa alla variabile associata nella riga
sottostante del riquadro di dialogo corrente. Le descrizioni di tali variabili si riferiscono sempre al
caso in cui siano allo stato ON.
62 Aggiunta di testo e quote
Variabili di quotatura
L’attivazione di alcune di queste variabili interviene anche sullo stato di altre; può capitare, quindi,
di vedere in alcuni casi la stessa slide a descrizione di più variabili. Uno di questi casi lo si può notare
quando le variabili DIMTIX e DIMTOFL sono allo stato ON, mentre DIMSOXD è OFF. Alcune fra
le variabili descritte, come per esempio DIMTIX e DIMSOXD, sono strettamente collegate fra di
loro tanto che se si configura DIMTIX allo stato OFF, DIMSOXD verrà automaticamente disattivata,
così pure se DIMTAD è allo stato ON, DIMTVP verrà disattivata.
Dopo aver scelto il tipo di configurazione di tali variabili si potranno tracciare o aggiornare le quote
secondo i nuovi parametri; per l’aggiornamento è sufficiente selezionare il pulsante Aggiorna quote
e selezionare la quota voluta.
Per cambiare il tipo di blocco di quotatura, selezionare l’icona rappresentata dalla freccia nel
riquadro di dialogo principale; viene visualizzata una finestra nella quale è possibile selezionare tra
le seguenti modalità:
• la freccia standard;
• il blocco punto;
• il tratto inclinato a 45 gradi;
• la barra ingrossata e inclinata a 45 gradi.
La selezione di uno di questi blocchi avviene puntando sul nome del blocco desiderato.
L’ultima parte, relativa alla configurazione delle variabili di quotatura, riguarda le quote lineari. In
questa parte vengono trattate e descritte tutte le variabili che influiscono sulla tracciatura delle quote
quali:
• la soppressione della linea di estensione 1;
• la soppressione della linea di estensione 2;
• la lunghezza della linea di estensione oltre la linea di quota;
• la distanza della linea di estensione dal punto di riferimento da quotare;
• lo scostamento delle linee di quota in quotature successive;
• la lunghezza della linea di quotatura esterna nel caso di utilizzo del blocco lineetta;
• la distanza mantenuta attorno al testo di quota quando si spezza la linea di quota;
• la dimensione della lineetta di quotatura;
• la dimensione della freccia;
• la dimensione del segno di marcatura del centro del cerchio o di un arco;
• il fattore moltiplicativo per il calcolo dei valori di quota;
• il metodo di quotatura associativa o non associativa.
Per la selezione delle variabili relative alle quotature lineari si può fare riferimento alla precedente
gestione delle variabili relative ai testi.
Avvertenza. Si ricorda che nel caso in cui si vogliono tracciare delle quote aggiornabili
successivamente deve essere sempre attivata la variabile relativa alla quotatura associativa
DIMASO.
6
Blocchi e attributi
Tutti i simboli gestiti da iDEA sono blocchi che contengono una serie di attributi (vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189).
iDEA rende disponibili più funzioni che consentono di organizzare e modificare i simboli e i loro
attributi e le informazioni associate.
Blocchi personalizzati
È possibile creare blocchi personalizzati utilizzando gli strumenti di disegno del programma. Si
consiglia di prendere come riferimento un simbolo di iDEA, il quale dovrà essere esploso e
modificato. Questo metodo permette di avere a disposizione il set di attributi utilizzati dal
programma e i pin, in modo che il simbolo possa essere gestito come i simboli standard; vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189.
Il seguente esempio mostra come il simbolo di una bobina, inserito dalla Libreria simboli di iDEA,
venga esploso e modificato per creare un nuovo simbolo; gli attributi vengono mantenuti.
Al termine il nuovo simbolo può essere salvato come blocco nel catalogo utente di iDEA.
Il catalogo utente di iDEA permette di salvare in Libreria illimitati simboli personalizzati, che, se
contengono gli attributi standard come nell’esempio, sono gestiti da iDEA come i simboli predefiniti.
Vedi "Cataloghi utente" a pagina 200.
Nota. L’analisi dello schema elettrico ricostruisce il percorso associato al filo elettrico e le
connessioni con le apparecchiature: perché questo avvenga è necessario che nel punto in cui si
collega il filo, il blocco contenga un attributo con etichetta di nome compresa tra C1 e C80 con punto
di giustificazione ad una distanza massima di 2.5 mm (per scala simboli).
64 Blocchi e attributi
Editazione attributi
Le funzioni Nuovo simbolo grafico ed Edita simbolo grafico sono utili per creare o modificare
simboli adatti all’elaborazione completa in iDEA: vedi “Editor dei simboli grafici” a pagina 83.
Editazione attributi
Nella finestra di dialogo degli attributi di un blocco è possibile modificare le informazioni di ogni
singolo attributo associati ad un blocco e la loro visibilità.
Come editare gli attributi di un simbolo di iDEA
1. Scegliere Editazione attributi simbolo.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Riga di comando: DDA.
Nota. In alternativa selezionare il simbolo, fare clic con il tasto destro del mouse e scegliere il
comando Edita attributi dal menu contestuale.
3. Nelle finestra di dialogo modificare gli attributi utilizzando uno dei metodi seguenti:
• Digitare un nuovo valore.
• Selezionare un valore dall’elenco corrispondente.
• Utilizzare il pulsante per la selezione.
• Per rendere visibile o invisibile un attributo fare clic sull’icona ‘lampadina’ (in visualizzazione
avanzata).
4. Premere il bottone OK per confermare.
} Dizionario
Elenco ubicazioni
Elenco funzioni
Archivi
}
È possibile utilizzare un pulsante per selezionare il valore dell’attributo dal corrispondente archivio
o dalla lista dei valori già utilizzati:
• Descrizione e Note accedono all’archivio Dizionario.
Nota. Il bottone per il richiamo rapido ad archivio dizionario appare per attributi (standard iDEA o
personalizzato) la cui etichetta contiene le seguenti diciture (l'asterisco indica che il nome può essere
più lungo): DESC*, TITLE*, TITOLO*, FUNZIONE*, TEXT*, TESTO*.
Negli attributi Codice Principale e Codice Alternativo si possono inserire anche sequenze di codici
accedendo più volte all’archivio Materiali e scegliendo No alla richiesta di sostituzione del codice
precedente.
Nel menu che si apre premendo il tasto destro del mouse quando il cursore è all’interno di un casella
di editazione è possibile richiamare il Dizionario per scegliere una frase e quindi facilitare la
successiva traduzione.
Articoli utilizzati nel progetto
Quando si associa un codice materiale ad un simbolo tramite la finestra di editazione attributi è utile
poter accedere alla lista degli articoli già utilizzati nello schema corrente. A tal fine è possibile
richiamare la lista Articoli utilizzati nel progetto. La finestra visualizza codici, descrizioni,
costruttore, categoria e il numero di volte in cui il codice è riferito (valgono solo i codici presenti nei
simboli grafici).
Filtro automatico sull'archivio materiali
Sono disponibili due opzioni per attivare il filtro automatico per famiglia e gruppo sull'archivio
materiali quanto vi si accede dalla finestra Edita attributi di un simbolo. Tali opzioni sono disponibili
nello stesso menu che si apre con il tastino della casella Codice, a mezzo del quale si accede anche
agli archivi. Se entrambi non sono selezionate, accedendo all'archivio avviene il 'puntamento' diretto
al codice materiale eventualmente già compilato nella casella Codice.
Nota. La famiglia impostata dal filtro è quella relativa al simbolo in editazione (la famiglia di
appartenenza può essere compilata nel campo Classificazione in libreria, nel setup del simbolo in
libreria; vedi “Setup dei simboli” a pagina 203). Il gruppo è quello relativo al codice materiale
eventualmente compilato nella casella Codice.
Impostazione costruttore preferenziale
Può essere utile stabilire, per ogni famiglia di simboli (dispositivi di protezione, motori,
trasformatori,...) un costruttore preferenziale tra quelli disponibili in magazzino, in modo che
accedendo all’archivio siano visualizzati solo i materiali del costruttore preferenziale.
Per tale impostazione selezionare il bottone nei campi Codice Principale e Codice Alternativo e dal
menu scegliere Impostazione costruttore preferenziale. Nella finestra si trova, a sinistra, la lista delle
famiglie di simboli e a destra l’elenco dei costruttori disponibili.
66 Blocchi e attributi
Editazione attributi
Utilizzare i pulsanti con le frecce per associare o disassociare la famiglia e il costruttore selezionati
nelle rispettive liste. È possibile associare un solo costruttore per ogni famiglia.
Visualizzazione avanzata
Per modificare lo stato di visibilità degli attributi è possibile accedere alla visualizzazione avanzata:
il comando Visualizzazione avanzata è disponibile nel menu che si attiva facendo clic con il pulsante
destro del mouse.
Blocchi e attributi 67
Editazione attributi
Per rendere visibile o invisibile un attributo fare clic sulla relativa icona lampadina. Questa funzione
è utile anche selezionando più simboli.
La visualizzazione avanzata riporta, inoltre, le etichette degli attributi, cioè il nome interno degli
attributi (visibile altrimenti solo esplodendo il simbolo).
È possibile nascondere singoli attributi nella finestra di editazione allo scopo di velocizzare
l’editazione stessa: posizionarsi con il mouse sull’attributo da nascondere, fare clic con il pulsante
destro del mouse e selezionare Disabilita “Nome dell’attributo”. Successivamente l’attributo
apparirà disabilitato. Per nasconderlo completamente dalla finestra di dialogo, disattivare la casella
di spunta Visualizza tutti.
Selezionare Abilita tutto per visualizzare tutti gli attributi nascosti con il metodo precedentemente
descritto.
Riduci carattere, infine, permettere di scegliere la dimensione del carattere nella finestra.
Per gli attributi che presentano valori differenti, nella finestra di editazione viene riportata la dicitura
<vari>; inserendo un nuovo valore esso sarà applicato uguale in tutti i simboli della selezione.
Anche la visibilità degli attributi può essere impostata in modo multiplo.
La scelta del comando per editare gli attributi di un simbolo (DDA) o di più simboli (DDAM), può
essere lasciata al programma; infatti selezionando più simboli e poi lanciando il comando DDA,
automaticamente il programma esegue DDAM e la finestra di dialogo riporterà gli attributi comuni
nei simboli. Se di lancia DDAM e si seleziona un solo simbolo il programma segue DDA.
68 Blocchi e attributi
Editazione multipla attributi in tabella
Nota. L'ordine di comparsa dei blocchi nella tabella è riferito alla posizione del simbolo nel foglio
dello schema secondo nella forma Colonna + Riga.
Inspector
Inspector è lo strumento che consente di individuare i simboli inseriti nello schema e modificarne gli
attributi, singolarmente o in modalità multipla.
Blocchi e attributi 69
Inspector
Inspector visualizza in una griglia tutti i simboli presenti nello schema e appartenenti alle librerie di
iDEA, compresi i cataloghi utente. A qualsiasi inserimento o cancellazione di simboli nello schema,
o modifica di attributi, Inspector visualizza in tempo reale i cambiamenti nella propria griglia.
Nota. Nella lista di Inspector non possono essere visualizzati più circa 2000 elementi; quindi con
schemi molto corposi, mantenere un filtro per foglio o per un altro dei filtri disponibili nell’albero.
Nel riquadro di sinistra una struttura grafica riporta la lista dei disegni e dei fogli che compongono
lo schema, nonché le funzioni e delle ubicazioni compilate nei simboli e le tipologie di componenti
presenti. Questo permette di visualizzare solo i componenti localizzati in un determinato disegno o
foglio, oppure tutti quelli che hanno una certa funzione o ubicazione con un semplice clic. La
visualizzazione per tipologia permette di visualizzare, ad esempio tutti i motori o i morsetti o i
connettori o i componenti di layout quadro. Questa filtro può essere utile al fine di visualizzare per
un controllo tutti i vincoli o i rinvii filo.
È possibile visualizzare o meno la parte sinistra della finestra con i filtri selezionando l'icona
Mostra/nascondi albero nella barra degli strumenti.
Per annullare tutti i filtri impostati nell’albero, dal menu che si apre con il tasto destro del mouse,
scegliere Annulla i filtri dell’albero.
Trova, attivabile dalla barra degli strumenti di Inspector, permette di localizzare nella lista i simboli
che corrispondono ai criteri di ricerca impostati. Nel pannellino aperto digitare una stringa da
ricercare nel campo selezionabile nella lista Filtra per (Sigla, Descrizione, Ubicazione, Funzione,
Codice principale); nella lista Mostra le parole che... scegliere il criterio di ricerca (corrispondono al
testo digitato, iniziano con il testo digitato, contengono il testo digitato).
Nota. Filtrando per Descrizione viene eseguita una ricerca sugli attributi Descrizione 1 e
Descrizione 2 (attributi FUNZIONE1 e FUNZIONE2).
di dialogo in cui compilare le informazioni comuni; premendo OK i dati vengono aggiornati in tutti
i componenti in esame.
Usare questo metodo, ad esempio, per associare ad una serie di componenti inseriti nello schema la
stessa ubicazione o la stessa funzione. Oppure ad una serie di motori compilare lo stesso codice
principale e la dicitura 'Motore' nel campo Descrizione.
Per verificare il corretto inserimento ordinare i rinvii facendo clic sulla testata della colonna Sigla e
controllare che ogni rinvio uscente, sia seguito dal corrispondente rinvio entrante, con sigla uguale.
Uscita Entrata
verso un foglio seguente da un foglio precedente
Per inserire i rinvii corrispondenti a quelli selezionati nella griglia di Inspector, dopo aver attivato il
foglio di destinazione, usare comando Inserisci rinvii corrispondenti, dalla barra degli strumenti di
Inspector.
Quindi selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili agli estremi dei quali collocare
i rinvii filo. Viene visualizzata la finestra di dialogo Rinvii filo per l’impostazione dei dati e
l’inserimento: vedi “Rinvii filo” a pagina 164.
Opzioni
Nella finestra Opzioni, attivabile con selezionando l’icona Opzioni sulla barra degli strumenti o dal
menu contestuale di Inspector, sono presenti alcune opzioni di funzionamento di Inspector.
Esegui il cambio foglio in selezione: se presenta un segno di spunta, selezionando un foglio nella
struttura ad albero di Inspector, oltre a elencare i componenti presenti nel foglio selezionato, viene
eseguito anche il cambio foglio nel disegno.
Abilita l’aggiornamento automatico: se presenta un segno di spunta, quando Inspector è aperto, le
modifiche eseguite nel disegno come modifica attributi, inserimento o cancellazione di simboli,
vengono riportate in linea. Altrimenti per aggiornare i dati in Inspector è necessario eseguire
Aggiorna albero, dal menu contestuale.
Nascondi finestra in localizzazione simbolo : selezionando questa casella, quando si utilizza lo
strumento Localizza simbolo, la finestra Inspector viene chiusa alla dimensione della barra del titolo
per poter vedere il disegno. La finestra si riapre passando il cursore sulla barra.
Utilità attributi
La finestra di dialogo Utilità attributi consente di modificare le proprietà degli attributi dei simboli
dello schema.
All’avvio del comando viene visualizzata la finestra Utilità attributi con la lista attributi della
precedente operazione, se memorizzata. Nel caso la lista degli attributi appare vuota fare clic sul
bottone Seleziona da disegno: la finestra viene momentaneamente chiusa per dare la possibilità di
selezionare almeno un simbolo nel disegno.
A fianco di ogni etichetta di attributo in lista è presente una casella di selezione: se presenta un segno
di spunta indica che tale attributo viene interessato dalle modifiche.
72 Blocchi e attributi
Utilità attributi
I due bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, permettono di spostarsi tra i fogli dello schema senza
dover chiudere la finestra.
Nella parte sottostante della finestra sono riportate le modifiche che si possono eseguire, ognuna con
una casella di attivazione che va selezionata per eseguire tale modifica. Le impostazioni sono
mantenute anche per le successive esecuzioni del comando.
Riquadro Impostazioni
Si possono attivare le seguenti proprietà:
• Visibilità: per impostare che gli attributi selezionati siano invisibili o visibili nel disegno,
selezionare dalla lista a comparsa Invisibile o Visibile.
• Stile: per impostare lo stile del testo degli attributi selezionati, selezionare dalla lista a comparsa
uno degli stili definiti nel disegno corrente.
• Colore: per impostare il colore del testo degli attributi selezionati, selezionare dalla lista a
comparsa il colore desiderato.
• Altezza: per impostare l’altezza del testo degli attributi selezionati, digitare nella casella il nuovo
valore.
• Fattore di larghezza: per impostare questo parametro digitare nella casella il nuovo valore.
• Giustifica: è possibile impostare la giustificazione orizzontale e verticale dei testi.
• Spessore linea: per variare lo spessore dei testi digitare il nuovo valore in millimetri.
• Inclinazione: per variare l’inclinazione dei testi digitare il nuovo valore in gradi.
• Riposiziona gli attributi selezionati evitando sovrapposizioni fra di loro: questa opzione mira ad
evitare sovrapposizioni degli attributi di un blocco quando viene scelto di incrementare l'altezza degli
attributi selezionati.
Riquadro Posizione
Si possono attivare le seguenti proprietà:
Blocchi e attributi 73
Utilità attributi
• Traslazione (X, Y): per spostare gli attributi di una certa distanza selezionare dalla lista a comparsa
la voce Relativa e digitare gli spostamenti in verticale e orizzontale nelle caselle X e Y; per spostare
gli attributi ad una posizione precisa selezionare dalla lista a comparsa la voce Assoluta e digitare le
coordinate della nuova posizione nelle caselle X e Y. Il bottone a fianco permette di selezionare con
il cursore sul disegno le distanze.
• Rotazione: per ruotare gli attributi di un certo angolo selezionare dalla lista a comparsa la voce
Relativa e digitare l’angolo di rotazione nella casella; per ruotare gli attributi ad una angolatura
precisa selezionare dalla lista a comparsa la voce Assoluta e digitare l’angolo di rotazione nella
casella. Il bottone a fianco permette di selezionare con il cursore sul disegno l’angolo.
• Layer: permette di cambiare il layer di appartenenza del testo. Questa funzione risulta utile per
trasferire i testi in un unico layer e quindi nascondere e visualizzare il tutto con un veloce un comando
di Accendi/Spegni layer.
Riquadro Editazione
Si possono attivare le seguenti proprietà:
• Trova - sostituisci: consente di ricercare, negli attributi selezionati, le stringhe di testo specificate
e di sostituirle con del testo nuovo. Digitare la stringa di testo da trovare nella prima casella e la
stringa di sostituzione nella seconda casella.
• Maiuscole/minuscole: se questa casella è selezionata, il testo viene individuato solo se la stringa
di testo contiene le stesse maiuscole e minuscole del testo digitato nella casella Trova. Quando
l'opzione è deselezionata, il testo viene individuato indipendentemente dalla corrispondenza nelle
due stringhe delle maiuscole e delle minuscole.
• Attributo intero: consente di trovare solo le parole intere che corrispondono al testo specificato
nella casella Trova. Ad esempio, se si seleziona Attributo intero e si esegue una ricerca di
“MOTORE”, il programma non individua la stringa “MOTORE POMPA”.
• Svuota contenuto: consente di svuotare il contenuto degli attributi selezionati.
• Scambia attributi: consente il trasferimento del contenuto/valore di un attributo in un altra
etichetta. Una esigenza di esempio che viene risolta con questa funzione è quella di trasferire il
codice alternativo nel codice principale e viceversa, il tutto per un cambio gestione del magazzino.
Un altro esempio può essere la necessita di trasferire quanto scritto nell’attributo Descrizione,
nell’attributo Note tecniche. Questa opzione si attiva solo se sono selezionate due etichette (una o più
di due inibiscono la possibilità).
Riquadro Tipo di selezione
Selezionare il tipo di selezione per indicare quali simboli, nello schema, devo essere considerati dalla
modifica.
• Corrente: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli selezionati all’avvio del
comando Utilità attributi.
• Manuale: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli selezionati dopo aver
premuto il pulsante OK della finestra Utilità attributi.
• Tipo: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli dello stesso tipo del simbolo
selezionato dopo aver premuto il pulsante OK della finestra Utilità attributi.
• Sigla: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli che hanno la stessa sigla del
simbolo selezionato dopo aver premuto il pulsante OK della finestra Utilità attributi.
• Tutto il disegno: se è selezionata questa opzione vengono considerati tutti i simboli dello schema.
Il pulsante Reset ripristina velocemente tutte le impostazioni della finestra. Infine, se l’opzione
Memorizza impostazioni è selezionata, le impostazioni scelte saranno salvate e applicate al
successivo avvio del comando.
74 Blocchi e attributi
Attributi multilinea
Menu: Edita>Attributi.
2. Selezionare nel disegno uno dei simboli da modificare per l’estrazione della lista attributi. Viene
visualizzata la finestra Utilità attributi.
3. Nella lista selezionare le caselle degli attributi da modificare.
4. Selezionare la casella di spunta di ogni proprietà da modificare e impostare la nuova
caratteristica.
5. A seconda dell’opzione selezionata nel riquadro Tipo di selezione, premendo OK si dovrà
selezionare tutti i simboli da modificare, oppure uno solo o la modifica verrà eseguita
istantaneamente.
6. Alla riapertura della finestra Utilità attributi la modifica precedete sarà stata eseguita quindi si
possono eseguire altre modifiche o chiudere la finestra con Chiudi.
Attributi multilinea
Per alcuni attributi dei simboli multifilari è possibile gestire un testo o un contenuto disposto su più
righe.
La gestione multilinea può essere attivata per il secondo attributo relativo alla descrizione del
componente, cioè Descrizione 2 (etichetta FUNZIONE2) e per l’attributo del codice materiale, cioè
Codice principale (etichetta CODICE2).
Nota. Si è scelto di non attivare la multilinea su altri attributi perché, data la loro disposizione
standard, il contenuto delle linee successive la prima andrebbero a sormontare graficamente gli altri
attributi.
Nella figura seguente si vede l’uso, nello schema elettrico, di un testo multilinea per la descrizione
del componente e per una lista tabellata di codici materiali.
Lista
codici
materiale
Le descrizioni multilinea sono riportate anche nei documenti di distinta materiali (Tabula).
Blocchi e attributi 75
Copia attributi
Selezionando un attributo a più righe vengono visualizzati quattro grip simili agli oggetti testo
multilinea. È possibile selezionare e spostare uno dei grip per ridimensionare l’area del testo e di
conseguenza il numero di linee; questa operazione può essere necessaria quando il testo dell’attributo
sormonta o risulta troppo vicino altri elementi dello schema.
Nota. Al fine di mantenere la compatibilità con gli strumenti quali gestione della distinta materiali
attualmente sono gestiti contenuti fino a 120 caratteri.
Per forzare un ritorno a capo inserire nel testo il carattere “;” (punto e virgola).
La funzionalità può essere eseguita sul disegno corrente o sull’intera libreria di simboli corrente. In
quest’ultimo caso il processo di conversione dei simboli può richiedere una notevole quantità di
tempo, dipendente dalle prestazioni del computer, versione di ambiente grafico utilizzata e supporto
fisico utilizzato per il mantenimento degli archivi.
Copia attributi
Con la funzione Copia attributi è possibile copiare alcuni o tutti gli attributi di un simbolo in un altro
simbolo. All’avvio del comando il programma chiede di selezionare il simbolo di origine per estrarre
la lista degli attributi, quindi viene visualizzata la finestra con tale lista. Dopo aver scelto quali
attributi copiare basta spostare il cursore nel disegno e selezionare i simboli da modificare. Per
modificare simboli in altri fogli usare i bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, disponibili nella
finestra di Copia attributi.
Come copiare gli attributi di un simbolo di iDEA
1. Scegliere Copia attributi simbolo.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Riga di comando: ATTRCOPIA.
76 Blocchi e attributi
Adatta attributi
Adatta attributi
A volte capita che i testi negli attributi di alcuni simboli risultino particolarmente estesi e vadano a
sovrapporsi ad altri elementi del disegno (linee, simboli,...). Per correggere velocemente questi casi
è stato pensato il comando Adatta attributi.
Eseguendo questo comando gli attributi dei blocchi della visualizzazione corrente verranno adattati
in larghezza mirando ad evitare sovrapposizioni. L’operazione interessa solo i blocchi che sono
visibili a video. L’adattamento avviene nei limiti di conservazione della leggibilità dei testi, quindi
dove la sovrapposizione è importante non è detto che venga eliminata.
Riga di comando: ADATTAATTR.
Tabelle
Gli attributi personalizzati possono essere impiegati come dati aggiuntivi in:
• Tabella elenco simboli
• Tabella riepilogativa quadro del comando di Layout quadri
• Tabelle materiali generate da stampe personalizzate
• Tabella operandi in PLC
Inserimento simboli e codifica simboli dall’archivio Articoli
Nelle operazioni di inserimento simboli dall’archivio Articoli (vedi “Inserimento simboli
dall'archivio Articoli” a pagina 212) e codifica dei simboli tramite drag & drop (vedi “Codifica del
materiale” a pagina 689) se è attiva l’opzione Crea sempre attributo, gli attributi personalizzati
vengono aggiunti ai simboli nel disegno.
Estrazione distinta materiali
Gli attributi aventi l’etichetta definita sono estratti dai simboli e visualizzati per ogni articolo della
distinta materiali in Tabula. Gli attributi possono essere riportati nelle stampe personalizzate e
utilizzabili nei filtri.
Un attributo personalizzato può quindi essere usato per aggiungere informazioni specifiche ad ogni
simbolo, o per classificare o settorializzare i simboli per poi filtrare la lista di stampa.
Blocchi e attributi 77
Parametri di schema e variabili negli attributi dei simboli
Nota. Vario è documentato con la guida di riferimento “Vario” disponibile nel disco di installazione.
Li si trova anche la documentazione sui parametri di schema.
Il modo più rapido per utilizzare un parametro nello schema è quello di effettuare un trascinamento
(drag&drop) del parametro desiderato direttamente sulla maschera di editazione attributi. La casella
della finestra di editazione attributi relativa diventa in sola lettura e cambia colore per indicare che
il valore è correlato ad un parametro.
Dal menu contestuale è possibile rimuovere il parametro da un attributo, oppure richiamare la
finestra della lista parametri e assegnarlo o modificarlo.
78 Blocchi e attributi
Vincoli
Vincoli
Nei simboli di iDEA l’attributo Vincolo (etichetta VINCOLO) viene utilizzato, come verrà spiegato
nelle sezioni interessate, per vincolare o imporre certe condizioni.
La funzione Vincoli, visualizza una finestra dalla quale si può selezionare un tipo di vincolo da
imporre ai simboli che si andrà a selezionare.
Per rimuovere tale vincolo dai simboli selezionati, invece, selezionare la casella di spunta Rimuovi
vincolo.
Come impostare un vincolo ad una serie di simboli
1. Scegliere Vincoli.
2. Nella finestra di dialogo Vincoli selezionare il tipo vincolo da impostare e premere OK, oppure
fare doppio clic.
3. Selezionare nello schema i simboli interessati. Premere INVIO per terminare.
Vedi anche:
• "Rimuovi vincoli" a pagina 79;
• "Vincolo della sigla dei componenti" a pagina 281;
• "Vincolo della sigla del filo" a pagina 175;
• "Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento" a pagina 180.
Blocchi e attributi 79
Rimuovi vincoli
Rimuovi vincoli
In uno schema elettrico possono essere presenti diversi tipi di vincolo, inseriti al fine di bloccare
alcune sigle altresì imposte automaticamente dal software o inseriti da alcune funzioni per salvare le
informazioni di certi elementi del progetto. Possono essere presenti vincoli che fissano il numero dei
fili o la sigla dei componenti, vincoli che identificano cavi o relazioni di cross reference; alcuni sono
inseriti dall’utente altri sono automatici.
Quando si revisiona uno schema o si crea un nuovo progetto a partire da uno precedente, può essere
necessario eliminare i vincoli presenti.
Al fine di rendere agevole la ricerca e l'eliminazione di tutti i tipi di vincoli che possono essere
presenti in uno schema elettrico è stata implementata la funzione Rimuovi vincoli.
Come rimuovere i vincoli
1. Scegliere Rimuovi vincoli.
La finestra di dialogo visualizzata mette a disposizione una serie di opzioni che possono essere
selezionate.
Fili:
• Vincoli utente
• Vincoli automatici
• Vincoli e marcatori conduttori cavo (inseriti tramite la funzione Definisci cavo, comando SETCAVO)
Siglatura:
• Vincoli utente
• Vincoli automatici
• Contatto comanda bobina
Schema:
• Pin morsetto = filo
• Filo = Pin morsetto
• Esclusione dall’analisi schema
• Numero morsetto
• Revisioni dei fogli
Infine la rimozione può avvenire per il foglio corrente, il disegno corrente o tutto lo schema
multifoglio.
Trasla simbolo
Il comando Trasla simbolo consente di spostare un simbolo lungo le linee elettriche a cui è connesso.
Oltre a traslare un singolo simbolo è possibile utilizzare il medesimo comando per traslare una parte
di schema selezionando più simboli e le linee connesse. Nella seguente figura è illustrata
l’operazione di traslazione di uno schema di avviamento.
80 Blocchi e attributi
Spostamento, disposizione e allineamento di simboli
Menu: Edita.
2. Selezionare uno o più simboli e/o una o più linee elettriche nel foglio corrente.
3. Selezionare il punto base della traslazione.
4. Selezionare il punto finale della traslazione.
Il programma provvederà a spostare i simboli nei limiti imposti dai collegamenti elettrici dei vari
simboli e a modificare le linee elettriche di connessione dei simboli affinché lo schema di
collegamento dei simboli stessi nel foglio non venga alterato.
Disposizione automatica
La funzione di disposizione automatica dei simboli aiuta l’utente ad ordinare velocemente i simboli
disposti casualmente nello schema elettrico.
La funzione mira a una ridisposizione dei simboli nel foglio corrente in forma ordinata su una griglia
composta da celle la cui dimensione è definibile da parte dell'utente. È prevista la possibilità di
eseguire l'ordinamento sia in direzione verticale (default) che orizzontale.
All’avvio del comando ORDSIMB, alla riga di comando viene richiesta la conferma per l’esecuzione
delle operazioni di disposizione automatica dei simboli nel foglio corrente. È possibile premere
INVIO per effettuare direttamente l’ordinamento oppure avviare una delle altre opzioni disponibili.
• SPazio simbolo: è lo spazio destinato ad ogni simbolo nella griglia virtuale di ordinamento. Per
questa opzione digitare SP da tastiera e premere INVIO. Quindi digitare una misura per indicare lo
spazio assegnato al singolo simbolo in colonna.
• Disposizione orizzontale: questa opzione consente di scegliere se effettuare una disposizione
automatica dei simboli in senso verticale (0) od orizzontale (1). Per questa opzione digitare D da
tastiera e premere INVIO.
La procedura tenta di disporre, nei limiti consentiti dalle connessioni elettriche che intercorrono fra
i simboli del foglio, i simboli stessi in una griglia virtuale le cui celle hanno le dimensioni definite
Blocchi e attributi 81
Spostamento, disposizione e allineamento di simboli
con l’opzione SPazio simbolo. Il comando inoltre tenta di spostare il punto di inserimento di ogni
simbolo in posizione coincidente con il punto di snap in griglia più prossimo.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: ORDSIMB.
Nella seguente figura è illustrata l’operazione di allineamento in orizzontale di una serie di simboli.
82 Blocchi e attributi
Aggiorna tabelle
Aggiorna tabelle
La funzione Aggiorna tabelle, permette di aggiornare i dati delle tabelle presenti nel disegno
corrente, successivamente alla modifica dello schema. Ad esempio, dopo l’inserimento di nuovi
simboli in uno schema sarà possibile aggiornare la tabella dell’elenco simboli o la legenda simboli
affinché rispecchino il nuovo stato del disegno.
Segue l’elenco delle tabelle che possono essere aggiornate.
Tabella cavi totale (ELCAVISCH)
Tabella cavi del disegno (ELCAVI)
Tabella dei locali (LOCALI)
Tabella elenco fogli dello schema (ELSCH)
Tabella elenco fogli del disegno (ELFOG)
Tabella elenco fogli del disegno (Eseguibile da Utilità fogli)
Tabella elenco simboli (ELSIMB)
Tabella elenco revisioni fogli (ELREVIS)
Tabella elenco revisioni schema (ELREVISSCH)
Tabella elenco revisioni disegno (ELREVISDWG)
Tabella elenco formazioni cavi disegno (SOMMACAVI)
Tabella elenco formazioni cavi schema (SOMMACAVISCH)
Tabella lista ubicazioni (UBIC)
Tabella lista funzioni (UBIC)
Tabella elenco delle potenze installate (SOMMAPOT)
Tabella elenco delle pose (POSE)
Tabella riepilogo fili (REPFILI)
Tabella contenuto tratte (TABUT1)
Tabella passaggio utenze (TABUT2)
Tabella elenco locali (GLOCALI)
Tabella riassuntiva condotti (TABCONDOTTI.)
Tabella legenda simboli (LEGENDA)
Tabella legenda simboli filtrata per layer attivi (LLEGENDA)
Tracciatura morsettiere (DIMO11)
Tabella morsettiera (DIMOR1)
Tabella DETTAGLITERMCAVO (Eseguibile da Cablo)
Tabella lista operandi Plc (Eseguibile da Gestione Plc)
Piastre di foratura (FORAT)
Tabella lista dei cavi del fascio (TABFAS)
Grafici di Loop diagram (LOOPD)
Tabella cartellini linee distribuzione (TABUT5)
Tabella cartellini simboli
Elenco fogli con revisioni
Tabella riepilogo riempimento cavidotto
Tabella connettore (Eseguibile da Connettori)
Blocchi e attributi 83
Editor dei simboli grafici
Junction box
Report cavo con i connettori attestati
Elenco dispositivi/utenze
Tabella delle dotazioni minime di un locale previste dalla norma CEI 64-8
Tabella delle dotazioni minime per tutti i locali della planimetria
Tabellina quadro a monte su schema utenze unifilare (NVLINEE)
Tabelle materiali Tabula (TABELLEDST)
Tabelle elaborati Ampère (TABELLEAMP)
Tabelle disegnate da Cablo
Menu: Edita.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Varie.
Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: TABUPDATE.
Seleziona tabella: permette di selezionare tutti gli elementi della tabella selezionata.
Sposta tabella: permette di spostare la tabella selezionata (all’interno dello stesso foglio).
Cancella tabella: permette di cancellare la tabella selezionata.
Modifica impostazioni tabella: permette di modificare la dimensione delle righe e lo stile, l’altezza il
carattere dei testi nella tabella selezionata.
Aggiorna tabella: permette di aggiornare la tabella selezionata in modo che vengano riportate le
modifiche effettuate allo schema. Per esempio se si sono aggiunti dei fogli la tabella elenco fogli
verrà allineata all’elenco corrente; se si sono cancellati dei simboli nella tabella elenco simboli
saranno eliminati i rispettivi riferimenti.
Aggiornamento automatico di tutte le tabelle: permette di avviare l’aggiornamento automatico di tutte
le tabelle aggiornabili presenti nello schema, al fine di allinearle con lo stato attuale. Questa opzione
è l’unica che non richiede di selezionare la tabella da modificare.
3. Selezionare il pulsante OK. Per le modifiche ad una singola tabella è richiesto di selezionarla con
il cursore.
Attenzione. Le modifiche apportate ai simboli nel disegno e nella Libreria simboli sono permanenti
e irreversibili.
Nel prossimo paragrafo sono illustrati gli strumenti della finestra Editor dei simboli grafici. Nei
paragrafi successivi sono esaminate le procedure per la creazione o la modifica di un simbolo.
84 Blocchi e attributi
Editor dei simboli grafici
Menu: Edita.
Menu: Edita.
Gli attributi possono essere inseriti nel disegno del simbolo tramite il bottone Inserisci oppure Drag
& Drop (selezionare l’attributo in lista e trascinarlo nel disegno tenendo premuto il tasto sinistro del
mouse). In alternativa, per un posizionamento assistito, si possono utilizzare le seguenti funzioni.
Su ingombro: chiede di effettuare nel disegno una selezione rettangolare tale da “marcare”
l’ingombro del simbolo. Tutti gli attributi precedentemente selezionati sono posizionati in
automatico allineati al bordo sinistro dell’ingombro.
Sequenza: chiede di selezionare nel disegno un punto. Tutti gli attributi precedentemente
selezionati sono posizionati in automatico, uno sotto l’altro, rispettando l’allineamento impostato per
l’attributo, a partire dal punto selezionato.
Profili personali
Per creare set di attributi secondo le proprie esigenze è necessario definire nuovi profili attributi.
Nota. Solo per i profili personalizzati è possibile creare, modificare, duplicare ed eliminare attributi.
Il pulsante Gestione profili apre il menu con i comandi di creazione e modifica dei profili. Per creare
un nuovo profilo usare il comando Nuovo profilo oppure Duplica profilo per ereditare la lista attributi
da uno esistente. Sono presenti inoltre il comando Modifica profilo e Cancella profilo. Il comando
Memorizza che serve a memorizzare nel profilo corrente la lista attributi visualizzata in lista.
Modifiche alla lista attributi (comandi attivi solo per profili personalizzati)
Se è corrente un profilo personale, creato in precedenza, si possono apportare tutte le modifiche alla
lista degli attributi da utilizzare nei simboli personalizzati.
86 Blocchi e attributi
Editor dei simboli grafici
Crea pin
Un simbolo può essere connesso a uno o più fili se dispone di uno o più pin. Solo i fili attestati ai pin
determinano connessioni rilevate dall’analisi dello schema elettrico. I pin sono essenzialmente
attributi con etichetta Cn, dove n è un numero progressivo da 1 a 80. Per semplificare la creazione
degli attributi Pin da inserire nel simbolo personalizzato è stata inserita nella finestra Editor dei
simboli grafici la funzione Crea pin.
Nella finestra che si apre alla selezione dell’icona Crea pin, impostare l’indice di partenza
dell’attributo Pin e il messaggio. È possibile anche preassegnare un valore o numerazione ai pin del
simbolo; si può optare per una numerazione composta da Prefisso-Indice-Suffisso oppure scegliere
una signatura standard per esempio U-V-W-PE, L1-L2-L3, R-S-T-N,...
Confermando con OK si procederà al posizionamento dei pin necessari nel disegno: a questo punto
occorre sottolineare che devono essere posizionati con punto di inserimento vicino al punto in cui
terminerà il filo; solo in tal modo i pin sono rilevati correttamente dall’analisi schema (vedi dettagli
sulla distanza di ricerca pin al paragrafo "Dettagli in merito all’analisi dello schema" a pagina 361).
I nuovi Pin saranno aggiunti in lista.
Punto base
Prima di salvare un nuovo simbolo occorre definire il punto base del simbolo personalizzato. La
funzione Punto base stabilisce il punto di inserimento del blocco. Nei simboli standard il punto base
è sempre il punto terminale della linea del primo pin (solitamente posto in alto a sinistra); punto preso
come riferimento anche nel taglio delle linee elettriche.
Riapertura della finestra
Nel caso si chiuda la finestra Editor simboli grafici durante l’elaborazione di un simbolo, per riaprila
avviare da tastiera il comando riavviare il comando ESIMB.
Blocchi e attributi 87
Editor dei simboli grafici
In questo capitolo verranno descritte le funzioni da utilizzare per la gestione del multifoglio in iDEA.
I disegni multifoglio, utilizzati principalmente per la realizzazione di schemi elettrici per
l’automazione, sono costituiti da più fogli all'interno di un'unico file .dwg; è inoltre possibile legare
più disegni per avere un'unico schema con numerazione fogli sequenziale.
Nota. I disegni topografici degli impianti elettrici, invece, sono generalmente costituiti da un solo
foglio per file .dwg e anche in questo caso si possono legare più file per avere un'unico progetto da
elaborare in Ampère. I disegni topografici sono trattati al capitolo "Topografici di posa" a pagina 431.
Il multifoglio
La rappresentazione di uno schema elettrico richiede spesso un notevole uso di fogli per documentare
un impianto o un'apparecchiatura complessa.
iDEA consente di organizzare più fogli all'interno dello stesso file di disegno (.dwg) in modo da
avere in linea un intero schema multifoglio.
Nel caso in cui lo schema sia rilevante e quindi la complessità ed il numero di fogli comporti un
rallentamento del sistema data la mole del file di disegno, è possibile definire un nuovo file di disegno
e continuare nella stesura dello schema con una numerazione fogli sequenziale a quella esistente sul
file di disegno precedente; ciò senza limitazioni sul numero di file in cui può essere frazionato lo
schema generale.
All’interno di uno schema il dato foglio riveste una particolare rilevanza in quanto, oltre ovviamente
a determinare l’ordinamento della lista fogli, concorre alla localizzazione di ogni singolo elemento
all’interno dello schema stesso. A seconda delle impostazioni dell’ambiente di lavoro, la sigla foglio,
ad esempio, serve a comporre la posizione dei simboli riportata nei vari report, nei cross-reference,
90 Gestione del multifoglio
Identificazione completa dei fogli di schema
nei rinvii filo, ecc. Allo stesso modo, il nome del foglio si può ritrovare nella sigla del filo a seguito
dell’esecuzione dell’analisi fili dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356) oppure nella sigla
dei simboli a seguito di un comando di siglatura automatica (vedi “Siglatura simboli” a pagina 275).
Esempio posizione: 3/C05 indica un elemento appartenente al foglio 3 posizionato nella cella di
riga C e colonna 05.
Esempio sigla filo: 3.3 indica il terzo filo che ha origine nel foglio 3.
Secondo la norma CEI EN 81346 (o la precedente CEI EN 61346) ogni elemento dello schema
elettrico può essere univocamente identificato dalla terna di dati Sigla + Ubicazione + Funzione (vedi
“Identificazione completa dei componenti di schema” a pagina 274). Anche i fogli, oltre ad
esprimere una sigla identificativa, possono essere caratterizzati da una funzione ed una ubicazione.
Tali dati sono visibili negli attributi Funzione e Ubicazione del cartiglio dei fogli (etichette
FUN_CAR e UBI_CAR, vedi “Strutturazione in ubicazioni e funzioni” a pagina 329) e vogliono
indicare a quale funzione e ubicazione appartiene la porzione di schema disegnata nel foglio stesso.
Conformemente alle norme sopra citate, è pertanto possibile identificare univocamente anche un
foglio a partire dalla terna di dati funzione, ubicazione e sigla e non esclusivamente attraverso la sigla
del foglio stesso. Utilizzando questo criterio identificativo il foglio 1 di ubicazione +U1 e funzione
=F1 sarà quindi univocamente identificato come =F1+U1-1. Questo, fra le altre cose, comporta che
nello stesso schema potranno esistere, seguendo lo stesso criterio, altri fogli con sigla 1 ma con
diversa ubicazione o funzione, come ad esempio:
+U1-1
=F1+U2-1
=F2+U1-1
=F2-1
Abilitando l’uso dell’identificazione completa dei fogli dello schema la gestione del legame tra il
foglio e i tre layer che lo compongono viene a cambiare. In questa modalità di utilizzo il nome del
layer non è più legato alla sigla dei foglio, ma assume esclusivamente un indice progressivo di
creazione. Ad esempio, il foglio =F2+U1-2 potrebbe essere legato ai layer D_000003, F_000003,
T_000003 essendo il terzo foglio ad essere stato creato nello schema. Questa variazione nella
gestione dei layer, inoltre, consente di eliminare il limite massimo di 6 caratteri imposto alla
lunghezza della sigla fogli. In questo caso la sigla del foglio ha limite di 64 caratteri, ubicazione e
funzione hanno limite di 20 caratteri.
Associazione di Funzione e Ubicazione
Per ottenere l’individuazione completa secondo =Funzione+Ubicazione-Foglio è pertanto
necessario associare al foglio tali informazioni compilando nel cartiglio i campi Funzione e
Ubicazione (attributi con etichetta FUN_CAR e UBI_CAR).
È possibile indicare la funzione e/o l’ubicazione alla creazione del foglio: oltre a selezionare una
dicitura già definita in precedenza è possibile digitarne di nuove. Funzione e ubicazione sono quindi
riportate in automatico in tutti i simboli successivamente inseriti nel foglio. Inoltre, quando si
modificano nel cartiglio il programma aggiorna anche l'ubicazione e la funzione dei simboli, purché
corrispondano a quelle del cartiglio prima della modifica.
Gestione del multifoglio 91
Identificazione completa dei fogli di schema
Nota. Per maggiori informazioni sulla gestione di ubicazione e funzione vedi “Gestione ubicazioni
e funzioni” a pagina 331.
Ordine della lista fogli
L’utilizzo dell’identificazione completa nei fogli comporta una potenziale modifica all’ordine della
lista fogli. Questo può essere notato, ad esempio, nell’ordine dei fogli nelle stampe multifoglio (vedi
“Strutturazione in ubicazioni e funzioni” a pagina 329).
Sia, ad esempio, la seguente una lista fogli ordinata con il metodo tradizionale dove ogni foglio è
univocamente identificato dalla propria sigla che determina l’ordine della lista stessa.
Se utilizzato il criterio di identificazione completa dei fogli, l’ordine della lista risulterà così alterato
Si può notare come, nel criterio di ordinamento l’elemento della terna più significativo sia la
funzione, seguita dall’ubicazione e, ultima, la sigla del foglio.
Criteri di rappresentazione della posizione dei componenti
Come già detto in precedenza, il foglio è uno degli elementi che, generalmente, concorre a comporre
la stringa che descrive la posizione occupata da un elemento all’interno dello schema multifoglio.
Nella forma tradizionale la posizione di un generico elemento potrebbe essere descritta come:
3/C05
dove 3 sta per foglio 3 e C05 sta per riga C, colonna 05.
Ammettiamo che il foglio abbia ubicazione +U1 e funzione =F1. Utilizzando il criterio completo di
identificazione dei fogli la posizione assumerebbe la nuova forma
=F1+U1-3/C05
Allo stesso modo la sigla filo espressa nella forma 3.3 diventerebbe
=F1+U1-3.3.
Come si può notare, la lunghezza dei testi di posizione e di sigla filo tramite identificazione completa
dei fogli in genere risultano notevolmente più lunghi rispetto alla modalità classica. Al fine di
semplificare la lettura degli stessi si è scelto di adottare il seguente criterio.
Sia un generico foglio di sigla F1, di funzione +Fy e ubicazione +Ux, e sia un generico foglio di sigla
F2, di funzione +Fk e ubicazione +Uz. Si supponga di dover riportare l’identificazione completa del
secondo foglio all’interno del primo (una posizione, una sigla filo, ecc…). Il testo risultante
diventerebbe
=Fk+Uz-F2
se però risulta essere la stessa funzione (y uguale a k) e diversa ubicazione (x diverso da z) allora il
testo risulta essere
92 Gestione del multifoglio
Inserimento di nuovi fogli per schemi
se risulta essere la stessa funzione (y uguale a k) e la stessa ubicazione (x uguale a z) allora il testo
risulta essere
-F2 (i campi ubicazione e funzione sono stati omessi)
Per semplificare il criterio adottato si veda l’esempio riportato nella figura sottostante.
In figura viene riportata una porzione di un foglio appartenete ad uno schema. In essa si possono
notare l’elemento di comando di una formazione di simboli con il cross-reference relativo ai propri
elementi riferiti e una porzione del cartiglio riportante funzione, ubicazione e sigla del foglio e un
riferimento di rimando al foglio seguente. Analizzando la posizione dei contatti riportata nel
cross-reference si può notare che:
• il primo contatto è in posizione =F1+U2-1/C05, ma essendo la funzione del simbolo uguale a
quella del foglio questa viene omessa;
• il secondo contatto è in posizione =F2+U1-1/C06, essendo funzione e ubicazione del simbolo
diverse da quelle del foglio la posizione del simbolo è espressa in forma estesa;
• il terzo contatto è in posizione =F1+U1-3/A01, essendo funzione e ubicazione del simbolo
uguali a quelle del foglio allora la posizione del simbolo è espressa in forma contratta con
l’omissione sia della funzione che dell’ubicazione.
Allo stesso modo si può leggere il riferimento al foglio seguente riportato nel cartiglio che è, in forma
completa,
= F1+U2-1
ma essendo la funzione pari a quella del foglio corrente, viene omessa e il riferimento viene espresso
in forma contratta come
+U2-1
Allo stesso modo si possono leggere i riferimento al fogli di origine sia nella sigla dei fili che nelle
posizioni riportate nei rinvii filo. Il criterio descritto viene utilizzato esclusivamente:
• nei cross-reference delle formazioni simboli;
• nella siglatura dei fili;
• nei rinvii filo;
• nei cartigli dei fogli.
In tutte le altre situazioni (rappresentazioni, elaborati, …) l’identificativo del foglio sarà riportato in
forma estesa.
Multifoglio
Sono previsti otto tipi di foglio appositamente preparati: foglio multifilare, foglio frontespizio, foglio
funzionale, foglio di potenza unifilare, foglio morsettiere, foglio tabella terre, foglio posa cavi e
foglio relazione della verifica sovratemperatura interna dei quadri.
La descrizione del foglio selezionato è riportata in una riga di testo nella parte bassa della finestra.
Come inserire un foglio multifilare
1. Scegliere Nuovo foglio.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Nella finestra di dialogo Creazione fogli, selezionare la scheda Multifoglio, indicare la prima
sigla, un titolo, la quantità di fogli e scegliere il Foglio multifilare con un clic sull'immagine relativa.
3. Nel caso si tratti del primo foglio del disegno corrente e si voglia associare il disegno ad uno
schema esistente (nella commessa corrente) fare clic sull’icona Gestione schema ed scegliere lo
schema (vedi “Gestione schema” a pagina 96).
4. In Creazione fogli premere OK per confermare.
All'atto della creazione di ogni foglio verrà inserito il cartiglio previsto con compilate alcune
informazioni prelevate da Anagrafica ditta (vedi “Anagrafica ditta” a pagina 742) e alcuni dati
descrittivi associati della commessa. Successivamente, si potranno cambiare tali indicazioni a mezzo
del comando Dati cartiglio (CARTIGLIO): vedi “Dati generali del cartiglio” a pagina 124.
Per procedere all'inserimento del foglio è sufficiente anche fare doppio clic sull'icona del foglio
desiderato. Di seguito illustriamo i controlli disponibili nella finestra Creazione fogli - Multifoglio.
Sigla: questa casella riporta la sigla del prossimo foglio da inserire; può essere composta da una parte
alfabetica + una parte numerica + una parte alfabetica. Si può indicare anche un solo numero o una
sola lettera, oppure un numero e una o più lettere. In ogni caso effettuato l’incremento automatico
sempre dell’ultima parte della sigla, sia essa di tipo numerico che alfabetico, in modo tale da avere
le pagine ordinate.
Esempio. Inserendo cinque fogli impostando la sigla del primo come 1A (quindi Numero
progressivo + Suffisso alfabetico), viene incrementata la parte alfabetica e si avrà una progressione
del tipo 1A, 1B, 1C, 1D, 1E,...
94 Gestione del multifoglio
Inserimento di nuovi fogli per schemi
La sigla dei fogli è costituita dalla successione di sei caratteri alfanumerici. Avremo, quindi, la
possibilità di assegnare ai fogli sigle del tipo riportate in tabella.
Nota. I caratteri ‘0’ (zero) a sinistra di un numero non vengono accettati. Ad esempio A10 viene
riportato come A10, mentre A01 viene riportato come A1.
È possibile impostare il formato della sigla dei fogli affinché tutte le sigle abbiano la stessa lunghezza
caratteri. Il programma aggiunge una serie di ‘0’ alla sigla numerica indicata dall’operatore fino a
completare la lunghezza caratteri definita. In Preferenze multifoglio, modificare la variabile
Fogli-Formato: vedi “Formato documenti” a pagina 745.
Titolo: in questa casella è possibile digitare un titolo da inserire nel cartiglio dei fogli da inserire,
selezionare dalla lista a comparsa uno inserito in precedenza nello stesso schema, oppure selezionare
un testo dal Dizionario. Per attivare il Dizionario fare clic sul pulsante ‘...’ a destra della casella
Titolo.
Nella barra degli strumenti l'icona Preferiti permette di visualizzare nella lista a comparsa la serie dei
titoli Preferiti.
In precedenza si dovrà aver aggiunto dei titoli, selezionando il pulsantino a lato della casella, dopo
aver digitato un titolo.
Deselezionando, invece il pulsantino dei preferiti, il titolo presente nella casella Titolo viene
eliminato dalla lista dei preferiti.
Quantità: è possibile indicare quanti fogli inserire in sequenza automatica; tutti saranno del tipo
scelto.
Anteprima: in questo riquadro viene visualizzata la sequenza delle sigle dei fogli impostati per
l’inserimento.
Nota. Compilando nel cartiglio i campi Ubicazione e Funzione tali informazioni sono riportate in
automatico in tutti i simboli successivamente inseriti nel foglio. Quando si modificano nel cartiglio,
il programma aggiorna anche l'ubicazione e la funzione dei simboli solo se corrispondono a quelle
del cartiglio prima della modifica.
file schema già presente all'interno della commessa di progetto per associare il disegno corrente ad
uno schema precedente. Digitando, invece, un nome nuovo si assegna al file di schema un nome
diverso dal file di disegno.
Vedi "Gestione schema" a pagina 96.
Nota. I blocchi utilizzati nei fogli sono impostati nei Parametri multifoglio del disegno: vedi
"Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745.
Dalla finestra Creazione fogli, scheda Multifoglio, con il menu Utilità si possono avviare delle
procedure per la personalizzazione di squadrature, cartigli e tabelle.
Genera una nuova squadratura: per creare una nuova squadratura per il multifoglio; vedi
“Creazione di squadrature personalizzate” a pagina 122.
Gestione cartigli: per visualizzare l’elenco dei cartigli disponibili per il multifoglio e quindi
crearne uno nuovo o modificare quelli esistenti; vedi “Personalizzazione del cartiglio” a pagina 116.
Edita tabella utenze: per modificare la tabella linee utenze attualmente impostata o crearne una
nuova: vedi “Personalizzazione della tabella linee-utenze” a pagina 613.
Menu: Disegna>Fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Gestione schema
Abbiamo già visto che un progetto può essere sviluppato in uno o più file di disegno (.dwg), collegati
ad un unico file di schema (.sch), che contiene l'elenco di tutti i fogli.
Le procedure automatiche di iDEA, come gestione dei rinvii filo, numerazione fili, cross reference,
analisi morsettiere,... elaborano tutti i file di disegno come un unico schema. Tutti i file di supporto
generati prendono il nome dal file di schema.
Il file di schema viene definito all'inserimento del primo foglio di un nuovo file di disegno ed
aggiornato ad ogni nuovo foglio. Nel caso il file di schema non sia disponibile viene
automaticamente creato dal programma, con l’elenco dei fogli del disegno corrente. Per forzarne
l’aggiornamento è disponibile il comando Aggiorna elenco fogli, accessibile anche dalla finestra
Gestione fogli.
Nella figura seguente è rappresentata una commessa con due file di disegno appartenenti allo stesso
schema.
[Link]
Disegno: Quadro_A.dwg Disegno: Quadro_B.dwg
Fogli: da 1 a 100 Fogli: da 101 a 200
Commessa/Progetto
Totale fogli: 200
Nella figura seguente, invece, è rappresentata una commessa con due file di disegno appartenenti a
due schemi indipendenti.
Foglio 1 Foglio 1
Schema Schema
Quadro_A.sch Quadro_B.sch
Disegno: Quadro_A.dwg Disegno: Quadro_B.dwg
Fogli: da 1 a 100 Fogli: da 1 a 100
Commessa/Progetto
Totale fogli: 200
La finestra di dialogo Gestione schema riporta il percorso dello schema corrente, che non è
modificabile, il nome dello schema corrente e la lista dei disegni in esso presenti.
Gestione del multifoglio 97
Gestione schema
Menu: Disegna>Fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Le operazioni che si possono eseguire in Gestione schema sono descritte di seguito. Le modifiche
vengono apportate alla chiusura della finestra tramite il pulsante OK.
Associare il disegno corrente ad un nuovo schema
Digitare il nuovo nome nella casella Nome dello schema. Premendo OK il disegno corrente viene
rimosso dallo schema di origine e viene creato un nuovo file di schema.
Associare il disegno corrente ad uno schema esistente
Aprendo la lista a comparsa nella casella Nome dello schema, sono elencati i nomi degli schemi
presenti nel percorso corrente. Selezionare dalla lista lo schema di destinazione. La lista disegni
viene bloccata. Premendo OK il disegno corrente viene rimosso dallo schema di origine e a aggiunto
nello schema selezionato.
Aggiungere disegni allo schema corrente
Per aggiungere uno o più disegni allo schema corrente utilizzare l’icona Aggiungi. Viene visualizzata
una finestra di dialogo che elenca tutti i file di disegno presenti nel percorso dello schema corrente:
è possibile selezionare uno o più disegni e premere OK per importarli. È possibile anche creare un
nuovo disegno il quale sarà associato allo schema corrente.
Rimuovere disegni dallo schema corrente
Per rimuovere uno o più disegni allo schema corrente, selezionarli in lista e scegliere l’icona
Rimuovi. Non può essere rimosso il disegno corrente.
L’informazione compilata come [Link]. può essere assunta come “Codice padre” nell’esportazione
di una lista materiali per altri software gestionali: vedi la guida di Tabula.
Schemi correlati
È possibile collegare tra loro schemi multifoglio indipendenti, su percorsi diversi, per definire e
parzializzare in tal modo un impianto di vaste dimensioni.
L'esigenza nasce dalla necessità di mantenere correlati schemi diversi appartenenti ad un unico
impianto, senza che però vengano condizionati fili, sigle, cavi, ubicazioni, ecc... elementi che sono
sempre gestiti a livello di schema. Questo significa che gli schemi rimangono indipendenti per tutte
98 Gestione del multifoglio
Gestione schema
le consuete operazioni in ambiente grafico; non è possibile gestire cross reference, formazioni o
rinvii fili tra schemi diversi. I vantaggi che la gestione di schemi correlati dà sono elencati di seguito.
• Distinta materiali
L’estrazione della distinta materiali può essere estesa a tutti gli schemi correlati (vedi “Estrazione dei
dati per la distinta materiali” a pagina 693).
• Sinottici
Anche la gestione dei Sinottici e la relativa connettività estrae le informazioni da tutto l’impianto.
Sebbene non esista una reale gerarchia tra gli schemi correlati, il primo schema utilizzato per la
correlazione diventa di fatto il principale e mantiene i riferimenti degli schemi secondari. Ad esso è
possibile “aggiungere”, cioè correlare, altri schemi creati in precedenza.
È possibile aperire uno schema correlato anche dal menu contestuale (vedi figura).
Nota. I disegni (file .DWG) dello schema conservano sempre il nome originale.
Nel caso nella cartella di destinazione siano già presenti dei file di iDEA con lo stesso nome, viene
visualizzato un messaggio di conferma per la sostituzione.
Gestione del multifoglio 99
Gestione fogli
Menu: Disegna.
Nota. Questo comando è indicato per riutilizzare uno schema già elaborato senza perdere alcuna
informazione.
Gestione fogli
L’interfaccia Gestione fogli visualizza la lista di tutti i fogli dello schema indicandone la sigla, il file
.dwg di appartenenza, l'eventuale titolo e gli altri dati del cartiglio.
100 Gestione del multifoglio
Gestione fogli
Nota. Il titolo verrà visualizzato solo nel caso in cui nel cartiglio esista almeno un attributo la cui
etichetta inizi con TIT e sia stato definito nel file [Link].
Tramite la finestra Gestione fogli è possibile spostarsi da un foglio all'altro dello schema con un
semplice doppio clic e di eseguire tutte le operazioni sui fogli.
Le operazioni sono attivabili dalla barra degli strumenti dei Gestione fogli e anche dal menu a
cursore. Si possono selezionare più fogli tenendo premuto il tasto CTRL: in questo caso vengono
disattivate le operazioni che non si possono eseguire su più fogli.
Come attivare Gestione fogli
• Scegliere Gestione fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Di seguito sono elencate le operazioni accessibili da Gestione fogli; ogni operazione può essere
eseguita anche lanciando il comando dal menu a tendina Disegna>Fogli, senza aprire Gestione fogli.
Nei paragrafi successivi viene descritta ogni operazione.
Nota. Per definire un gruppo è necessario che uno degli attributi del cartiglio corrente sia impostato
come Attributo di gruppo. Ad esempio se si è impostato TITOLO come attributo di gruppo, si
potranno visualizzare i fogli che hanno lo stesso titolo; si può anche aggiungere nel cartiglio un
attributo, chiamato ad esempio GRUPPO, ed usarlo per raggruppamenti personalizzati (vedi
“Modifica del cartiglio” a pagina 117).
Gestione del multifoglio 101
Gestione fogli
Nel caso sia attivata l’individuazione completa dei fogli di schema (vedi “Identificazione completa
dei componenti di schema” a pagina 274), è possibile filtrare la lista dei fogli in base alla lista di
ubicazioni e funzioni utilizzate in ogni disegno. Per visualizzare solo i fogli di una funzione e
ubicazione selezionare uno dei nodi dell’albero disegni-funzioni-ubicazioni presente nella parte
superiore del riquadro.
Nel caso in cui l’individuazione completa dei fogli sia disattivata (modalità di lavoro predefinita) la
parte superiore del riquadro è occupata dalla lista dei fogli appartenenti allo schema correntemente
aperto. Selezionando uno dei disegni, la lista dei fogli sarà limitata a quelli appartenenti al disegno
stesso.
Vai al foglio
Tramite la finestra Gestione fogli è possibile di spostarsi da un foglio all'altro dello schema con un
semplice doppio clic in corrispondenza del foglio su cui si desidera spostarsi. Oppure digitare la sigla
del foglio desiderato nella casella sulla barra degli strumenti e premere il pulsante Vai al foglio... o
INVIO.
Tale comando deve essere usato per effettuare tutti gli spostamenti sui vari fogli dello schema per
assicurare la corretta esecuzione delle procedure successive.
Rinomina fogli
Per aprire il riquadro con l’elenco fogli nel quale si può variare l’ordine e la numerazione dei fogli
basta selezionare il relativo pulsante nella barra degli strumenti della finestra gestione fogli o l’icona
a freccia posta sul bordo destro della stessa finestra.
Per modificare l’ordine dei fogli è possibile selezionare un foglio per volta e usare i comandi Sposta
su e Sposta giù.
102 Gestione del multifoglio
Gestione fogli
Il comando Rinomina fogli, attiva una finestra di dialogo in cui impostare le opzioni per la
rinominazione automatica della sigla di più fogli.
Il comando Edita dati fogli, consente, tramite una apposita finestra di dialogo, per uno o più fogli
selezionati, di modificare i dati di Sigla, Ubicazione, Funzione e Categoria.
Terminate le operazioni è necessario selezionare Salva nella barra degli strumenti di Gestione fogli
affinché le modifiche vengano salvate ed aggiornata la numerazione nei cartigli dei fogli interessati.
Infine, l’utilità Rinumera fogli e layer è disponibile solo se attivata l’individuazione completa dei
fogli di schema (vedi “Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89) e consente, come
la precedente, di salvare le modifiche apportate alla lista fogli rinumerando, inoltre, i layer dei
disegni appartenenti ai fogli stessi. In base all’ordine dei fogli in lista i layer saranno rinumerati con
indice progressivo a partire da D_000001, F_000001, T_000001.
Inserisci foglio
Questa funzione permette di inserire un foglio in una posizione desiderata dell'elenco fogli e pertanto
è un'ottima soluzione per tanti casi in cui, in precedenza, si doveva usare la funzione Shift foglio
prima di inserire nuovi fogli. Inoltre, data l'immediatezza dell'operazione essa può essere ripetuta
velocemente in sequenza per inserire anche un discreto numero di fogli.
Se ad esempio si vuole inserire un foglio dopo il foglio 15 ma prima del 16, basta selezionare nella
lista il foglio 16 e premere il pulsante Inserisci. Il programma non necessita di ulteriori informazioni
quindi inserisce direttamente il foglio, dello stesso tipo del foglio selezionato, effettua lo shift dei
fogli seguenti e aggiorna la numerazione completa.
Gestione del multifoglio 103
Gestione fogli
Nota. Se si elimina il foglio corrente, al termine dell’operazione non viene visualizzato alcun foglio:
da Gestione fogli eseguire un cambia foglio.
Cancella foglio può essere eseguito direttamente dal menu a tendina. Per altre informazioni vedi
“Cancella foglio” a pagina 126.
Copia foglio
Consente la copia di un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio a scelta facente
parte del disegno in editazione.
È possibile anche la copia su fogli non ancora definiti; in tal caso verrà richiesto di confermare la
generazione del nuovo foglio e successivamente verrà effettuata la copia degli oggetti scelti.
All’esecuzione, viene richiesta la conferma alla modifica della sigle dei componenti copiati. Si
aggiunge in tal caso un prefisso del tipo Foglio#, dove Foglio è il numero del foglio di destinazione.
Non confermando la richiesta, si mantengono le sigle componenti originali.
Copia foglio può essere eseguito direttamente dal menu a tendina. Per altre informazioni vedi “Copia
entità di un foglio” a pagina 125.
Sposta fogli
Consente lo spostamento di un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio a scelta
facente parte del disegno in editazione. È possibile anche lo spostamento su fogli non ancora definiti;
in tal caso verrà richiesto di confermare la generazione del nuovo foglio e successivamente verrà
effettuata la copia degli oggetti scelti.
Sposta foglio può essere eseguito direttamente dal menu a tendina. Per altre informazioni vedi
“Sposta entità di un foglio” a pagina 125.
Stampa fogli
Il comando Gestione stampe multifogli, disponibile dal menu a cursore o dalla barra degli strumenti,
avvia la classica finestra di Stampa fogli (comando STAMPE). I fogli selezionati in Gestione
multifoglio risultano già selezionati nella finestra di stampa per cui è sufficiente proseguire con
l'impostazione e la stampa.
Utilità fogli
È possibile attivare una serie di funzioni di utilità relative alla gestione dei fogli e delle tabelle
riassuntive dello schema. Le utilità disponibili vengono descritte singolarmente nella sezione "Utilità
fogli" a pagina 136.
Il pannello Elenco fogli si avvia dalla barra multifunzione Utilità o con il comando EGLFOG e
rimane aperto anche nelle successive sessioni di lavoro fintantochè non viene chiuso.
Nella parte superiore del pannello sono visibili le informazioni principali del foglio correntemente
attivo: sigla, ubicazione, funzione, disegno e schema di appartenenza, categoria.
La parte principale del pannello è occupata dall’elenco dei fogli di schema. Selezionando con il
mouse un nodo nell’albero dell’elenco fogli, è possibile rendere il foglio selezionato attivo nell’area
di lavoro. La barra degli strumenti mette a disposizione i comandi più comuni di gestione dello
schema multifoglio stesso.
Sono disponibili inoltre una serie di funzionalità elencate di seguito.
• Editazione multipla dei cartigli;
• Cancellazione multipla di fogli;
• Inserimento di un nuovo foglio in posizione desiderata;
• Inserimento da libreria fogli in posizione desiderata;
• Inserimento da importa fogli;
• Salvataggio in libreria o esportazione dei fogli selezionati;
• Stampa dei fogli selezionati;
• Stampa PDF dei fogli selezionati;
• Stampa PDF 3D dei fogli selezionati;
• Revisioni;
• Lancio dei comandi Gestione fogli, Gestione ubicazioni e Gestione schema;
Gestione del multifoglio 105
Pannello Elenco fogli
Nel menu che si apre cliccando il tasto destro del mouse all’interno della lista dei fogli, sono
disponibili anche le seguenti utilità.
Associazione della Categoria
È possibile caratterizzare ogni foglio al fine di permetterne il raggruppamento in Gestione fogli. Le
opzioni disponibili sono: Generica, Frontespizi, Schema unifilare, Morsettiere e connettori, Layout
dei quadri, elaborati e tabelle, Loop diagram, Sovratemperatura quadri. Selezionare uno o più fogli
e scegliere Categoria dal menu a cursore.
Segnalibri
La funzione Segnalibri, consente di aggiungere un segnalibro al foglio selezionato (vedi “Segnalibri
nei fogli dello schema” a pagina 131).
Ordinamento dei fogli
L’ordine e i raggruppamenti mostrati nell’elenco fogli si possono impostare in base alle esigenze di
lavoro. Il comando Ordina fogli, disponibile nel menu che si apre con il tasto destro del mouse, viene
visualizzata la finestra di dialogo Ordina fogli che consente di organizzare l’ordine di visualizzazione
dei rami dell’albero di elenco fogli. Apponendo la spunta alle varie voci presenti in lista è possibile
scegliere su quali informazioni dei fogli costruire l’albero di elenco fogli; si può pertanto raggruppare
i fogli per:
• Disegno
• Funzione
• Ubicazione
• Categoria
• Titolo
• Impianto
Le informazioni selezionate possono essere inoltre ordinate per stabilire la precedenza gerarchica dei
vari rami all’interno dell’albero.
Gestione del multifoglio 107
I fogli predefiniti di iDEA
Foglio frontespizio
È tipicamente inserito come primo foglio dello schema ed utilizzato, quindi, come presentazione del
progetto.
Tale foglio è predisposto con un cartiglio di presentazione, contenente i dati principali della ditta, del
lavoro in esame, nonché i riferimenti al numero d'archivio, alla data, etc. Sullo stesso foglio viene
anche inserita una tabella in cui possono essere immessi i dati salienti dell'impianto (tensione di
esercizio, potenze e correnti, provenienza e tipo di linee, etc.).
I due blocchi possono essere impostati nei parametri Fogli - Foglio testata: vedi "Parametri di
configurazione multifoglio" a pagina 745.
Nota. È possibile personalizzare i due blocchi o crearne di nuovi. È possibile inserire gli attributi
compilabili automaticamente dal programma: vedi la tabella del paragrafo "Aggiungi attributi
auto-compilanti" a pagina 118.
Gestione del multifoglio 109
I fogli predefiniti di iDEA
Foglio multifilare
Tipicamente utilizzato per progetti di automazione industriale od elettromeccanica, su questo foglio
vengono tracciati schemi di potenza multifilare e, allo scopo, il foglio è dotato di cartiglio e di
un'eventuale numerazione delle colonne o catenarie, predisposta sul bordo superiore del foglio e
numerazione righe sul bordo sinistro, a seconda che l'identificazione della posizione dei componenti
sia definita per foglio+colonna o per foglio+riga+colonna.
Il foglio standard è dotato di una riga superiore e inferiore numerata da 1 fino a 8 che rappresenta la
divisione del foglio in 8 colonne di larghezza 50 mm ciascuna, mentre sul bordo laterale si adotta
un'indicazione alfabetica delle righe e con ampiezza di riga pari a 50 mm. Tale divisione costituirà
il riferimento posizionale usato per la siglatura degli elementi e per la gestione dei riferimenti
incrociati bobine-contatti. Le indicazioni di righe e colonne devono trovare riscontro in un opportuno
setup dei valori di larghezza, offset colonne, larghezza e punto di numerazione delle righe; nel caso,
quindi, vengono variati tali dati rispetto allo standard, andranno creati dei nuovi fogli
opportunamente definiti.
Vedi "Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione dei blocchi.
110 Gestione del multifoglio
I fogli predefiniti di iDEA
Foglio funzionale
Questo foglio viene generato analogamente al precedente, predisposto con due linee orizzontali di
alimentazione, con la richiesta dei riferimenti filo entranti ed uscenti per tali linee. Come default
vengono proposte le indicazioni assegnate ai riferimenti uscenti dell'eventuale foglio funzionale
precedentemente definito.
Avvertenza. Non devono essere immessi elementi grafici nella zona compresa tra il cartiglio e la
linea di alimentazione inferiore, in quanto questa zona è tipicamente dedicata al tracciamento delle
croci di riferimento incrociato.
Il foglio standard è dotato di una riga superiore numerata da 1 fino a 8 che rappresenta la divisione
del foglio in 8 colonne di larghezza 50 mm mentre sul bordo è predisposta una divisione in righe
come indicato per il foglio multifilare.
Tale divisione costituirà il riferimento della posizione utilizzato per la siglatura degli elementi e per
la gestione dei riferimenti incrociati bobine-contatti.
Vedi "Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione dei blocchi.
Gestione del multifoglio 111
I fogli predefiniti di iDEA
La tabella utenze standard è una tabella di uso generale che può essere rivista e adeguata alle proprie
esigenze specifiche. Vedi "Personalizzazione della tabella linee-utenze" a pagina 613. Vedi
"Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione dei blocchi.
112 Gestione del multifoglio
I fogli predefiniti di iDEA
Foglio morsettiera
Questo foglio consente la rappresentazione delle connessioni tra le morsettiere definite nell'impianto
ed i rispettivi elementi connessi a mezzo di cavi definibili.
La rappresentazione è di tipo tabellare e tipica di queste problematiche.
Di norma questo foglio non viene inserito con il comando Nuovo foglio, ma viene inserito in
automatico dalla funzione di tracciatura Tabella morsettiera che prevede anche la possibilità di
scegliere il tipo di tabella utilizzare; vedi “Tabella morsettiera” a pagina 420.
Gestione del multifoglio 113
I fogli predefiniti di iDEA
La tabella terre standard è una tabella di uso generale che può essere rivista e adeguata alle proprie
esigenze specifiche: vedi "Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione
dei blocchi.
Gestione del multifoglio 115
I fogli predefiniti di iDEA
Il foglio CEI 17-43 è composto da un blocco denominato [Link], contenente degli attributi per
la compilazione automatica delle informazione e si trova nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB
di iDEA. Questo blocco può essere personalizzato.
116 Gestione del multifoglio
Personalizzazione del cartiglio
Per cartiglio intendiamo il blocco che viene posto alla base del foglio e che contiene le informazioni
generali del progetto e del foglio. È possibile personalizzare un cartiglio di base, ad esempio per
inserire il logo della ditta o aggiungere ulteriori descrizioni quali il copyright, etc.
Tutti i cartigli disponibili per l’utilizzo negli schemi multifoglio di iDEA possono essere visualizzati
e quindi modificati, tramite la finestra Gestione cartigli. È possibile, inoltre, creare nuovi cartigli
personalizzati.
Come attivare Gestione cartigli
1. Scegliere Gestione cartigli.
Menu: Disegna>Fogli.
Nota. È possibile avviare Gestione cartigli anche dalla finestra Creazione fogli.
Nel riquadro di sinistra della finestra, sono elencati i blocchi cartiglio disponibili in iDEA e salvati
nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB. Selezionando ognuno, nel riquadro di destra vengono
elencati gli attributi disponibili al suo interno; gli attributi privi di icona nella prima colonna non sono
ancora inseriti nel blocco.
Nella finestra Gestione cartigli si possono eseguire le operazioni descritte di seguito.
Creazione di un nuovo cartiglio
Dalla barra degli strumenti della finestra Gestione cartigli, selezionare l’icona Nuovo.
Per prima cosa viene richiesto il nome da dare al blocco. Di seguito è richiesto di indicare le
dimensioni d’ingombro del cartiglio: per fare questo, aiutati dagli snap (F9), cliccare gli estremi in
basso a sinistra e in altro a destra del riquadro del cartiglio; si consiglia di tenere aperto un foglio di
iDEA per indicare con semplicità i punti prendendo come riferimento il foglio corrente.
Quindi viene creato un nuovo file con un rettangolo che rappresenta l’ingombro del nuovo cartiglio
e aperta la finestra Attributi cartiglio. In questa finestra fare clic sul tasto destro del mouse per attivare
il menu contestuale e scegliere il comando Inserisci attributi predefiniti. Per aggiungere nuovi
attributi personalizzati usare il comando Nuovo. Per inserire gli attributi nel disegno del cartiglio
trascinarli dalla lista tenendo premuto il tasto destro del mouse (Drag&drop). Per le funzioni della
finestra Attributi cartiglio vedi “Modifica del cartiglio” a pagina 117. Oltre agli attributi si potranno
aggiungere linee, testi, blocchi,... con gli strumenti standard CAD.
Gestione del multifoglio 117
Modifica del cartiglio
Nota. Dopo la creazione di un cartiglio, per essere utilizzato in uno schema, deve essere impostato
nei parametri multifoglio: vedi “Impostazione del cartiglio predefinito” a pagina 120.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Apportare le modifiche desiderate al disegno del cartiglio usando gli strumenti standard CAD:
lista colori, finestra Proprietà, Sposta, Ruota, Linea,...
3. All’interno della finesta Attributi cartiglio apportare eventuali modifiche alla lista attributi come
descritto in seguito.
4. Chiudere la finestra Attributi cartiglio, utilizzando il pulsante Chiudi.
5. Salvare il disegno del cartiglio con il comando Salva dal menu File o l’icona relativa.
6. Chiudere il disegno del cartiglio con il comando Chiudi dal menu File di iDEA.
118 Gestione del multifoglio
Modifica del cartiglio
In seguito alla modifica, quando si aprono altri disegni dello stesso schema, viene visualizzato un
messaggio di conferma alla sostituzione del blocco del cartiglio. Ad esempio:
Il blocco ‘[Link]’ è cambiato. Procedere alla sostituzione?
Nota. Per la sostituzione del cartiglio modificato in disegni di altri schemi è necessario rilanciare il
comando MODCART nel disegno interessato; quindi senza apportare ulteriori modifiche salvare e
chiudere il file del blocco affiché venga richiesta la sostituzione.
Nella seguente tabella si possono identificare gli attributi vengono compilati dal programma con
informazioni già disponibili o calcolate automaticamente.
Nota. Questi attributi sono validi per il cartiglio di ogni foglio (es. CART7) e i blocchi del foglio
frontespizio (es. TAB_FRO e TAB_RIA).
Attributo di gruppo
Nella finestra Gestione fogli (vedi “Gestione fogli” a pagina 99), c’è la possibilità di filtrare la lista
fogli in modo da visualizzare solo i fogli di un certo gruppo. Per definire un gruppo è necessario che
uno degli attributi del cartiglio corrente sia impostato come Attributo di gruppo. Ad esempio se si è
impostato TITOLO come attributo di gruppo, si potranno filtrare i fogli che hanno lo stesso titolo;
si può anche aggiungere nel cartiglio un attributo, chiamato ad esempio GRUPPO, ed usarlo per
raggruppamenti personalizzati.
120 Gestione del multifoglio
Impostazione del cartiglio predefinito
Durante la modifica del cartiglio, nella finestra Attributi cartiglio, selezionare l’attributo desiderato
e dal menu a cursore scegliere Attributo di gruppo.
Al fine di rendere la configurazione appena creata come predefinita per ogni nuova commessa o
nuovo disegno dal menu File selezionare Imposta come predefinita.
A questo punto, al fine di verificare l'esatto riporto della nuova configurazione in ambiente grafico,
sarà sufficiente creare una nuova commessa con associata la configurazione di parametri
personalizzata, creare un nuovo file di disegno e generare un foglio di schema (es. foglio multifilare,
funzionale, unifilare...).
Nel caso in cui si desideri utilizzare un cartiglio personalizzato solo in un determinato disegno, non
è necessario modificare una configurazione parametri in Commesse o definirne una nuova; è
possibile accedere ai parametri multifoglio del disegno corrente e quindi cambiare il nome del
cartiglio. Lo stesso vale per sostituire il cartiglio in un disegno già elaborato.
La seguente procedura indica come impostare un nuovo cartiglio nel disegno corrente, prima di
inserire i fogli o anche in seguito. Se sono già presenti dei fogli, il cartiglio verrà sostituito.
Come impostare il cartiglio personalizzato solo per il disegno corrente
1. Scegliere Preferenze.
Menu: Strumenti.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.
6. Alla chiusura della finestra Preferenze, iDEA si accorge se si sono impostati nuovi blocchi per
il cartiglio o la squadratura e visualizza un messaggio con cui chiede se si desidera modificare tali
blocchi nei fogli del disegno. Acconsentendo vengono aggiornati tutti i fogli del disegno corrente.
7. Salvare il disegno corrente.
All’avvio del comando viene aperta la finestra Parametri squadratura, con tutti i dati della
squadratura attualmente impostati nei parametri multifoglio del disegno corrente.
È possibile selezionare sul disegno la larghezza colonna e l’altezza riga tramite i bottoni a fianco
delle caselle.
Con il bottone più grande è possibile compilare entrambe selezionando sull’area di disegno le
dimensioni di una cella.
Punto inizio squadratura X: questo parametro definisce il punto da cui iniziare la valutazione del
numero di colonna. Il numero di colonna, se impostato maggiore o uguale a 10 è al massimo
composto da due cifre e va, quindi, da 00 fino a 99; perciò la dimensione della colonna deve essere
tale da non generare più di 100 colonne una volta fissata la larghezza del foglio ed il bordo sinistro
di pinzatura. Se il numero di colonna è inferiore o uguale a 9, la rappresentazione sarà del tipo 0, 1,
2, 3, etc. invece di 00, 01, 02,..., 10, 11.
Punto inizio squadratura Y: questo parametro definisce l’eventuale punto di partenza da cui iniziare
la valutazione della prima riga; le righe vengono identificate con le 26 lettere dell'alfabeto
internazionale indicando con 'A' la prima e procedendo dall'alto verso il basso.
È possibile compilare entrambe selezionando sul disegno il punto di inizio della squadratura tramite
il bottone di selezione a fianco delle caselle.
Inizia numerazione da 1:selezionare questa casella se si desidera che la prima colonna della nuova
squadratura assuma la sigla 1 o 01 anziché 0 o 00.
Utilizzare il pulsante Anteprima per visualizzare, sull’area di disegno, una griglia ideale che
rappresenta un’anteprima della disposizione delle righe e delle colonne nella nuova squadratura. La
griglia non sarà visibile nella squadratura salvata.
Dimensione del foglio
Larghezza foglio e Altezza foglio: sono definibili la larghezza e l'altezza dell'area che individua il foglio
all'interno del multifoglio; non esistono limitazioni sulle dimensioni dei fogli. È possibile selezionare
entrambe tramite i bottoni a fianco delle caselle.
124 Gestione del multifoglio
Dati generali del cartiglio
Con il bottone più grande è possibile compilare entrambe selezionando sull’area di disegno il punto
in basso a sinistra e quello in alto a destra del foglio.
Spessore squadratura: questo parametro definisce la larghezza del bordo della squadratura, area in
cui sono riportate le sigle delle righe e delle colonne.
Quando si sono impostati i dati in modo definitivo, controllando anche l’anteprima, è necessario
cliccare sul pulsante Crea blocco e fornire un nome per salvare il blocco della nuova squadratura
personalizzata.
A questo punto iDEA visualizza un messaggio chiedendo la conferma per impostare il blocco come
squadratura predefinita per il disegno corrente.
Impostare il blocco come squadratura predefinita per il disegno corrente?
Premere Si affinché la nuova squadratura venga impostata nei parametri multifoglio del disegno
corrente e sia quindi utilizzata da iDEA all’inserimento dei prossimi fogli.
Nota. Tutti i blocchi da utilizzare come squadrature, cartigli, tabelle, frontespizi, etc., sono salvati
nella directory COMMON\LIBRARY\LIB.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Effettuare le eventuali modifiche in corrispondenza delle caselle di testo riportate nella finestra
di dialogo visualizzata.
3. Premendo OK viene visualizzato una finestra di messaggio che chiede se riportare le
informazioni su tutti i cartigli dello schema, cioè sui fogli già presenti.
4. Premendo Si le modifiche ai dati del cartiglio vengono apportate in tutti i fogli. Premendo No i
nuovi dati saranno riportati solo su i fogli inseriti successivamente.
Nota. I dati generali del catiglio sono salvati in un blocco nascosto chiamato DICELET, presente nel
disegno.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Selezionare, mediante una finestra di selezione, tutti gli oggetti da copiare nell'altro foglio.
3. Premere il pulsante INVIO per confermare la selezione.
4. Digitare la sigla del foglio di destinazione degli oggetti da copiare, OPPURE premere Invio per
visualizzare la finestra con l’elenco dei fogli; nel riquadro alla base sono disponibili anche le seguenti
opzioni:
• Cambia le sigle degli elementi copiati: è possibile evitare le richieste durante il comando
selezionando la scelta desiderata.
• Mantieni inalterate le sigle vincolate: se spuntata tale casella permette di impedire la variazione
delle sigle dei componenti che sono stati vincolati.
5. Nel caso il foglio di destinazione non esistesse, digitare s dalla riga di comando per proseguire
con la creazione del nuovo foglio.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Selezionare, mediante una finestra di selezione, tutti gli oggetti da spostare nell'altro foglio.
3. Digitare r (Rimuovi oggetti) per poter deselezionare degli oggetti selezionati erroneamente.
4. Premere il pulsante INVIO per confermare la selezione appena effettuata.
5. Digitare la sigla del foglio di destinazione degli oggetti selezionati.
126 Gestione del multifoglio
Duplica fogli
6. Nel caso il foglio di destinazione non esistesse, digitare s dalla riga di comando per proseguire
con la creazione del nuovo foglio.
Duplica fogli
La funzione Duplica fogli, che si può avviare dalla lista fogli del pannello Elenco fogli (comando
EGLFOG, vedi “Pannello Elenco fogli” a pagina 104), consente di duplicare uno o più fogli.
A differenza della funzione Copia foglio (comando FCOPIA, vedi “Copia entità di un foglio” a
pagina 125) che permette di copiare un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio,
la nuova funzione duplica interamente i fogli selezionati in nuovi fogli.
Per eseguire la funzione Duplica foglio selezionare uno o più fogli nell'elenco della pannello e
selezionare Duplica foglio dalla barra strumenti del pannello o dal menu contestuale. Tramite la
finestra di dialogo Creazione fogli assegnare la sigla al nuovo foglio da creare; in presenza di più
fogli da duplicare selezionati, i nuovi fogli successivi verranno creati con indice di sigla
incrementale. Infine, confermare la creazione dei nuovi fogli.
Cancella foglio
La procedura esegue la cancellazione di un foglio del disegno in editazione e di tutti gli oggetti in
esso disegnati. Prima di eseguire il comando posizionarsi in un foglio diverso dal foglio da eliminare.
La procedura esegue, inoltre, la pulizia del disegno in modo da eliminare i layer e gli oggetti non più
utilizzati. In seguito è possibile ripristinare la progressione della numerazione dei fogli con il
comando Shift fogli (vedi "Shift dei fogli" a pagina 102).
Come cancellare un foglio
1. Posizionarsi in un foglio diverso dal foglio da eliminare.
2. Scegliere Cancella foglio.
Menu: Disegna>Fogli.
3. Nella finestra Elimina fogli, selezionare il foglio da cancellare. Selezionare con una spunta
anche la casella Pulizia disegno.
4. Premere il pulsante OK per proseguire la cancellazione del foglio.
Menu: Disegna>Fogli.
Dopo aver quindi cancellato il file con il comando Cancella elenco fogli, è necessario ricostruire
l'elenco dei fogli con il comando Aggiorna elenco fogli.
Come aggiornare l'elenco dei fogli
1. Scegliere Aggiorna elenco fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Revisione di un foglio
Per compilare una revisione nel foglio corrente è possibile avviare il comando Revisione foglio dal
menu Disegna>Fogli. La finestra di dialogo Revisioni visualizza la lista delle revisioni nel foglio
corrente o di tutti i fogli dello schema, se è selezionato il bottone Tutti i fogli.
128 Gestione del multifoglio
Gestione delle revisioni dei fogli
Un icona posta a lato del numero del foglio mostra se lo stato di revisione precedente è salvato nel
disegno e quindi visualizzabile.
L’opzione Memorizza lo stato della revisione corrente, nel menu Utilità, permette di attivare o meno
il salvataggio dello stato precedente, cioè il blocco contenente il foglio salvato nel disegno; è quindi
possibile disattivare l’opzione per mantenere contenute le dimensioni del disegno.
Una funzione permette di eliminare tutti gli stati precedentemente salvati nel disegno, quindi i
blocchi dei fogli revisionati.
Selezionati più fogli, ad esempio aventi una determinata revisione, è possibile avviare una stampa o
un salvataggio in pdf della selezione attiva. Stampa, e Salva in pdf, sono nuovi comandi presenti nel
menu Utilità.
Come compilare la revisione del foglio corrente
1. Attivare il foglio da revisionare.
2. Selezionare Revisione foglio.
Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Utilità> gruppo Revisioni.
Riga di comando: REVIS.
4. Premere il pulsante OK e selezionare il punto di inserimento del blocco con i dati suddetti. E cioè
l'angolo in basso a sinistra della prima riga disponibile nel riquadro delle revisioni del cartiglio del
foglio editato.
Gestione del multifoglio 129
Gestione delle revisioni dei fogli
Menu: Disegna>Fogli.
2. Nella finestra di dialogo Elenco revisioni è possibile personalizzare il titolo, lo stile di testo e il
carattere da adottare.
3. Premere OK e selezionare il punto di inserimento della tabella.
Nota. È disponibile anche il comando Elenco fogli con revisione: vedi “Elenco fogli con revisioni”
a pagina 138.
Nota. Se si esegue Revisione schema e in precedenza non si è mai eseguita la funzione Revisione
fogli, la tabella riporterà i dati della revisione schema ma non l’elenco delle revisioni dei fogli.
Questa tabella, con le indicazioni di revisione dello schema elettrico, può essere inserita in un foglio
apposito o nel foglio di frontespizio.
Come eseguire una revisione dello schema
1. Selezionare Revisione schema.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Nella finestra di dialogo Revisioni schema, inserire i dati della revisione richiesti. Quindi
selezionare la casella Inserisci la tabella revisione schema.
3. Premere il pulsante OK e selezionare il punto di inserimento della tabella delle revisioni, per
esempio foglio di frontespizio.
Menu: Disegna>Fogli.
Disegno superato
Il comando Disegno superato inserisce nel disegno un testo con la dicitura “Superato” con la
dimensione della lunghezza del foglio e visibile in tutti i fogli.
Questo comando può essere utile per indicare che tale disegno è superato da un'altro disegno e non
è più attuale.
Come inserire “Superato”
• Selezionare Disegno superato.
Menu: Disegna>Fogli.
N o ta . L a f u n z i o n e u t i l i z z a i l b l o c c o s u p e r a t o . d w g s a l v a t o n e l l a c a r t e l l a
COMMON\LIBRARY\LIB0; è possibile editare questo blocco per modificare le caratteristiche della
scritta senza cambiare, però, il nome del blocco.
Per definire un segnalibro per il foglio correntemente visualizzato in iDEA, avviare la funzione
Nuovo segnalibro con il comando CREABOOKM oppure con l’apposita icona dalle barre degli
strumenti.
132 Gestione del multifoglio
Segnalibri nei fogli dello schema
Titolo: è un breve testo che identifica il segnalibro nella lista dei Segnalibri.
Descrizione: è possibile inserire un testo descrittivo, contenuto principale del promemoria.
Responsabile: questa proprietà è proposta per indicare la persona a cui è indirizzato il segnalibro;
nella lista a discesa vengono salvate le diciture usate, per questa proprietà, nei segnalibri dello
schema corrente.
Categoria : questa proprietà è proposta per catalogare il segnalibro secondo categorie scelte a
necessità; anche qui le diciture usate sono riutilizzabili nei segnalibri dello schema corrente.
Priorità: è possibile assegnare un valore da 1 a 100 secondo un criterio personalizzabile.
Stato: è possibile scegliere una tra le segunti opzioni in base allo scopo per cui si decide di usare il
segnalibro.
• Da verificare
• Da eseguire
• Nota
• Verificato
• Eseguito
La funzione Segnalibri, che si avvia con il comando BOOKM oppure con l’apposita icona dalle barre
degli strumenti, elenca i segnalibri presenti nello schema corrente. Nel riquadro laterale, la struttura
ad albero raggruppa i segnalibri secondo le proprietà Stato, Priorità, Responsabile, Categoria,
Disegno.
La finestra Segnalibri può rimanere aperta mentre si opera nel disegno e pertanto è possibile spostarsi
tra i fogli dello schema utilizzando i normali comandi di iDEA e ed aggiungere un segnalibro per il
foglio correntemente visualizzato tramite il pulsante Aggiungi segnalibro.
Per modificare le proprietà di un segnalibro usare il pulsante Modifica, mentre per eliminarlo usare
Elimina. Per modificare in modo simultaneo più segnalibri selezionare dall’elenco i segnalibri da
modificare tenendo premuto il tasto SHIFT e fare clic sul comando Modifica. I dati che differiscono
sono indicati nelle rispettive caselle con la scritta <vari>, i dati uguali invece riportano il loro valore.
Compilare i dati da modificare e confermare, i dati compilati sono salvati nei segnalibri selezionati.
I dati che mantengono la scritta <vari> non sono modificati.
A partire dalla finestra Segnalibri, selezionare un segnalibro tramite doppio click oppure eseguire il
comando Localizza per visualizzare il foglio associato.
Nel pannello di Elenco fogli (comando EGLFOG, vedi “Pannello Elenco fogli” a pagina 104), i fogli
con segnalibro sono identificati con l’icona di segnalibro applicata sull’icona del foglio.
Gestione del multifoglio 133
Importazione di annotazioni da PDF
Anche da Elenco fogli (comando SF, vedi “Gestione fogli” a pagina 99) è possibile definire un
segnalibro: selezionare il foglio desiderato, premere il tasto destro del mouse e scegliere Aggiungi
segnalibro dal menu contestuale.
Foglio con
segnalibro
Il comando Salva in PDF, avviabile dal menu contestuale della lista dei segnalibri, permette il
salvataggio rapido in un documento PDF dei fogli selezionati.
La funzione Copia negli appunti, avviabile dal menu contestuale, permette di estrarre le informazioni
visibili nella lista corrente per poi incollarle su un documento di testo aperto in una generica
applicazione di testi (Blocco note, Word,...)
Tramite una funzione disponibile in iDEA, nella finestra Segnalibri (comando BOOKM, vedi
“Segnalibri nei fogli dello schema” a pagina 131), è possibile importare direttamente nel disegno
tutte le annotazioni presenti nel file PDF con il loro contenuto informativo così come gli operatori
sul campo le hanno create.
La funzione importa da un file PDF annotazioni dei seguenti tipi.
• Commento di testo
• Casella di testo
• Evidenzia
• Matita
• Rettangolo
• Ovale
Le annotazioni, comprensive di testo e parte grafica, vengono importate come oggetti di tipo
segnalibro visibili e ricercabili tramite le funzionalità della finestra Segnalibri. Un segnalibro è un
contenitore di proprietà descrittive associabili ad un foglio dello schema con il compito di fare da
promemoria. È un blocco con attributi con nome con prefisso EGNOTES seguito da un indice
numerico.
Nota. È possibile importare correttamente le annotazioni poste sui fogli di un file PDF generato
esclusivamente tramite la funzione Salva in PDF (comando SALVAPDF, vedi “Salva multifoglio in
PDF” a pagina 726) disponibile in iDEA.
Per importare le annotazioni di un file PDF nello schema, avviare la finestra Segnalibri (comando
BOOKM) ed eseguire la funzione Importa da PDF presente nella barra degli strumenti.
Gestione del multifoglio 135
Importazione di annotazioni da PDF
Importa su un nuovo livello di annotazione: le annotazioni vengono importate in layer del disegno
dedicati, aventi il nome riservato NOTE_ seguito da un indice numerico detto livello di annotazione.
Selezionando questa opzione, l’importazione delle annotazioni avverrà in un nuovo layer dedicato.
Il livello di annotazione applicato sarà pari al livello maggiore presente nello schema incrementato
di uno.
Attiva spessori linea al termine dell’importazione: consente l’attivazione degli spessori linea al termine
dell’operazione di importazione evidenziando maggiormente i blocchi di annotazione generati.
Ulteriori funzioni utili alle gestione delle annotazioni importate da PDF sono disponibili nel menu a
discesa della funzione Importa da PDF nella barra degli strumenti della finestra Segnalibri.
Attiva livelli di annotazione
Consente di attivare/disattivare uno o più tra i livelli di importazione presenti nello schema.
Elimina livelli di annotazione
Consente di eliminare dallo schema tutti i blocchi attributi di tipo annotazione e i livelli (layer) su
cui sono stati creati.
136 Gestione del multifoglio
Utilità fogli
Utilità fogli
Dalla finestra Utilità fogli si possono avviare una serie di funzioni relative alla gestione dei fogli e
delle tabelle riassuntive dello schema.
Come attivare finestra Utilità fogli
1. Scegliere Utilità fogli
Menu: Disegna>Fogli.
Numerazione fogli
Questa funzione compila il numero totale dei fogli e il riferimento al foglio seguente o al foglio
precedente sul cartiglio di ogni foglio.
Il programma opera un'editazione generale su tutti i simboli definiti quale cartiglio nel disegno
corrente ed in corrispondenza dei campi definiti a mezzo di attributi di etichetta TOTFOG, FOGSEG
e FOGPRC (presenti nel cartiglio standard CART7A fornito in libreria). Per una corretta
compilazione del riferimento al foglio seguente e precedente è necessario che la siglatura assegnata
ai fogli sia ordinabile in maniera alfanumerica.
Come compilare la numerazione dei fogli
1. Scegliere Utilità fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.
Nel caso di schema composto da diversi disegni è possibile riportare nel cartiglio il totale fogli di
ciascun disegno. L’opzione Totale per disegno è situata nella finestra di dialogo della numerazione
fogli e il valore riportato non è personalizzabile in quanto calcolato dalla procedura di numerazione.
Menu: Disegna>Fogli.
Elenco fogli
Questa procedura traccia la tabella riassuntiva dei fogli creati nello schema corrente.
La finestra di dialogo visualizzata, come per la precedente utilità, permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva; in questo caso, però, gli attributi devono essere
inclusi anche nel file di definizione del cartiglio, [Link] incluso nella sottodirectory DEF.
Come tracciare l'elenco dei fogli dello schema
1. Scegliere Utilità fogli.
4. Effettuare le eventuali altre modifiche relative allo stile del testo, alla sua altezza, alla distanza
tra le righe e al tipo di carattere da utilizzare.
5. Premere OK e selezionare, mediante il cursore, il punto nel disegno in cui inserire l'elenco dei
fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
Nella scheda Impostazioni si possono selezionare alcune opzioni sulle modalità di esportazione:
Includi cartiglio e squadratura: indica se nel disegno del singolo foglio saranno inclusi il cartiglio e la
squadratura. Se non è selezionata, questi ultimi non verranno inclusi e verrà esportata solo la parte
dello schema elettrico. In questo caso il foglio potrà essere utilizzato come foglio base per nuove
commesse.
Includi layer 0: indica se saranno esportate anche le entità del disegno presenti sul Layer 0.
Entità sul layer 0: indica che tutte le entità del disegno verranno memorizzate sul Layer 0.
Nascondi i vincoli di fili e cavi prima di eseguire l’esportazione: questa opzione consente di nascondere
i vincoli, filo, cavo, fascio, ecc. nei file esportati.
Prefisso, Suffisso: è possibile specificare un prefisso e un suffisso da aggiungere ai nomi dei singoli
fogli esportati, evitando sovrapposizioni nel caso in cui esistano fogli con numerazione uguale su
disegni diversi. Ad esempio, se si imposta il prefisso “Fg”, i fogli memorizzati saranno: [Link],
[Link], ecc.
Salva come AutoCAD: oltre che nel formato predefinito è possibile esportare i fogli nei formati
AutoCAD 2000, 2004 o 2007 (se i formati sono disponibili per il CAD utilizzato).
Salva in formato DXF: attivando questa casella i fogli esportati saranno memorizzati in formato DXF
di AutoCAD invece che in formato DWG. Questa opzione può essere utile per lo scambio di schemi
elettrici con sistemi CAD diversi.
È possibile esportare uno schema multifoglio su un nuovo disegno con i fogli riportati uno a fianco
dell'altro, in serie rettangolare, al fine di poter visualizzare l’intero schema contemporaneamente a
video oppure stamparlo con il plotter. Nel riquadro Esporta più fogli nello stesso disegno è possibile
impostare il numero di fogli per riga, il numero di fogli per colonna e le spaziature tra le righe e le
colonne.
Sovrascrivi i file esistenti senza chiedere conferma: se questa casella presenta un segno di spunta,
significa che se esistono dei file precedentemente memorizzati, il programma procederà con la
sovrascrittura senza chiedere conferma.
Il pulsante Cancella rimuove tutti i file contenuti nella cartella selezionata come destinazione dei file
esportati.
Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Riga di comando: EFOGLI.
2. Nella finestra Esportazione fogli, nella scheda Fogli, selezionare i fogli da esportare. Premere il
tasto destro del mouse e selezionare Seleziona tutto per evidenziare tutti i fogli o selezionare Cancella
per rimuovere la seleziona di tutti i fogli.
3. Nella cartella Impostazioni, impostare le preferenze di esportazione.
4. Premere il pulsante OK per iniziare l'esportazione.
Attenzione. Nel disegno esportato non sono utilizzabili le funzioni automatiche di gestione dello
schema (gestione fogli, analisi schema, cross-reference,...). Non è possibile ripristinare il sistema
multifoglio a partire dal disegno esportato.
Importazione di fogli
Per comporre uno schema multifoglio a partire da una serie di file contenenti un singolo foglio di
schema è disponibile il comando Importa fogli. Questo comando si utilizza tipicamente per
Gestione del multifoglio 141
Coordinate
ricomporre uno schema a partire dai file prodotti con il comando Esporta fogli (comando EFOGLI,
vedi “Esportazione dei fogli” a pagina 138).
Attenzione. L’importazione implica che i fogli abbiano una numerazione univoca, onde evitare
sovrapposizioni di schema. Per lo stesso motivo, è necessario conoscere se i fogli contengono il
cartiglio e se sono stati salvati sul layer 0 (opzioni di esportazione).
Come importare i fogli di uno schema elettrico
1. Scegliere Importa.
Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Riga di comando: IFOGLI.
2. Nella finestra Sfoglia per cartelle, ricercare e selezionare la cartella contenente i file dei fogli da
importare, quindi premere OK.
3. Rispondere selezionando Si o No al messaggio:
Coordinate
Il comando Coordinate, visualizza nella riga di comando le coordinate del sistema multifoglio in base
alla configurazione impostata sul disegno aperto.
Questo comando può essere utile per verificare, ad esempio, una nuova impostazione del sistema di
coordinate del multifoglio.
Come visualizzare le coordinate di un punto
1. Scegliere Coordinate.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Spostando il cursore, alla riga di comando vengono visualizzate le coordinate del punto in cui
si trova il cursore. Spostando il cursore, le coordinate vengono aggiornate.
3. Fare clic per terminare.
AutoSheet Generation
AutoSheet Generation è una potente utilità nata con l'intenzione di facilitare e velocizzare la
creazione di nuovi schemi, fornendo ai prodotti Electro Graphics un'elevata scalabilità e un agevole
riutilizzo di lavori compiuti precedentemente o ottenuti da terze parti. Tale modulo permette,
attraverso procedure automatiche, di velocizzare al massimo la creazione di uno schema multifoglio
partendo unicamente da disegni o schemi precedenti.
La composizione della struttura multifoglio viene effettuata assemblando i singoli fogli contenuti in
un numero variabile di disegni diversi. Una comoda interfaccia grafica permette di selezionare i fogli
desiderati, rinominarli, duplicarli e personalizzarli con un numero variabile di titoli.
Procedure automatiche provvederanno a ricomporre il nuovo schema rispettando i parametri
multifoglio della commessa corrente e conservando, dove possibile, gli automatismi e i legami
presenti nei fogli degli schemi originali.
142 Gestione del multifoglio
Libreria fogli
Libreria fogli
La libreria fogli permette di salvare gruppi di fogli di schema per poterli riutilizzare in altri progetti.
È quindi possibile:
• salvare in Libreria fogli un gruppo di uno o più fogli presenti nello schema corrente.
• inserire nello schema corrente uno o più gruppi di fogli prelevandoli dalla Libreria fogli.
Come aprire la Libreria fogli
1. Scegliere Libreria fogli.
Menu: Disegna>Fogli.
All’interno della Libreria fogli ogni gruppo di fogli può essere archiviato assegnadogli una categoria,
una sotto-categoria e una cartella personalizzata. La gestione di questo archivio è quindi facilitata
dalla possibilità di ordinare i gruppi di fogli per cartelle (anche annidate) oppure per categorie. Nel
riquadro di sinistra, una struttura ad albero mostra l’organizzazione delle categorie e relative
sotto-categorie oppure delle cartelle personalizzate: selezionare la modalità di visualizzazione con
un clic nella parte inferiore del riquadro.
2. Ricercare il gruppo di fogli da inserire nel disegno: è possibile sfogliare le cartelle o la struttura
di Categorie e sotto-categorie; se sono archiviati molti gruppi usare la funzione Ricerca.
3. Selezionare quindi, nel riquadro di destra, il gruppo di fogli e scegliere Inserisci gruppo dalla
barra degli strumenti.
I fogli del gruppo inserito vengono aggiunti dopo l’ultimo foglio dello schema corrente, completi di
squadratura. La squadratura dipende dal tipo di foglio assegnato (si modifica con Edita foglio nel
riquadro in basso a destra della Libreria fogli).
In seguito all’inserimento dei fogli nello schema è possibile far avviare in automatico una serie di
funzioni per l’aggiornamento dell’intero schema. Le funzioni che possono essere avviate
automaticamente sono attivabili dalla finestra Proprietà della Libreria simboli e sono elencate di
seguito.
• Siglatura dei simboli: sigla i simboli dei fogli aggiunti.
• Rimozione dei vincoli si sigla nei simboli: rimuove eventuali vincoli di sigla nei simboli
affinché la sigla sia aggiornata.
• Aggiornamento dei cross-reference (vedi “Tracciatura dei cross reference” a pagina 287).
• Visualizzazione della lista di elementi riferiti privi di comando: può essere utile per vedere quali
simboli di tipo Elemento riferito non sono associati ad un Elemento di comando (vedi “Le
formazioni” a pagina 251).
Quando si devono inserire più gruppi di fogli è preferibile eseguire le stesse funzioni manualmente
una unica volta, alla fine.
144 Gestione del multifoglio
Libreria fogli
Annulla ricerca
Cancella i filtri impostati con la precedente ricerca in modo da visualizzare l’intero archivio.
Modifica disegno
È possibile modificare un foglio salvato: avviando questa funzione il foglio viene aperto nell’area
grafica permettendo di apportare delle modifiche; si dovrà quindi salvare il file e chiuderlo.
Gestione del multifoglio 145
Libreria fogli
Distinta materiali
Nell'esportazione della distinta materiali in Tabula (comando EXTDIS, vedi “Estrazione dei dati per
la distinta materiali” a pagina 693), per i gruppi di fogli codificati, è data la possibilità di estrarre tutti
i codici dei simboli (modalità classica) o solo il codice del gruppo di fogli. A tal fine, prima
dell’estrazione, occorre sia selezionata l’opzione Estrai per gruppi di fogli codificati, in Preferenze
ambiente grafico, scheda Preventivazione (comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a
pagina 772).
146 Gestione del multifoglio
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna
Marcatore descrittivo
di colonna
I marcatori descrittivi sono blocchi che gestiscono tre attributi: FUNZIONE, FUNZIONE2
(Descrizione 1 e 2) e NOTE (Note), i medesimi attributi di descrizione dei simboli in libreria. I
simboli il cui punto d'inserimento ricade nello spazio di foglio proprio della riga o colonna di un
blocco descrizione assumono per gli attributi FUNZIONE, FUNZIONE2 e NOTE lo stesso valore
del corrispondete attributo del blocco descrizione stesso. Questo avviene per tutti i comandi di
elaborazione del disegno che estraggono il valore di tali attributi per assegnarlo ai file di progetto di
Cablo, Tabula, PLC, Sigma o a elaborati grafici quali tabelle, layout dei quadri, morsettiere, cross
reference, ecc. L'utilizzo del testo degli attributi del blocco descrittivo avviene solamente per gli
Gestione del multifoglio 147
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna
attributi non compilati (vuoti), altrimenti viene utilizzato il valore dell'attributo del simbolo
ignorando la presenza del blocco descrittore.
Come inserire i marcatori descrittivi
Per inserire i marcatori descrittivi nel foglio corrente avviare la funzione Descrizione riga/colonna
(comando INSDESC) dalla barra Schema, gruppo Simboli.
Il comando chiede di selezionare la riga o colonna in cui inserire il blocco descrittivo; un rettangolo
tratteggiato evidenzia l'area occupata dalla riga o colonna nella posizione corrente del cursore.
Tramite le opzioni mostrate alla riga di comando (CTRL+9 apre la riga di comando se nascosta), è
possibile scegliere se inserire un blocco descrizione di riga o di colonna: all’avvio del comando
digitare R (Riga) o C (Colonna) e premere INVIO.
Eventuali blocchi descrittivi personalizzati possono essere liberamente aggiunti nei percorsi di
libreria simboli rispettando la convenzione sui nomi file sopra descritta.
Nelle Preferenze di configurazione del progetto corrente (comando EGPREF, vedi “Fogli” a
pagina 748) è possibile impostare i due blocchi, tra quelli rispondenti alla convenzione sopra
descritta, da utilizzare come descrittori di riga e colonna nel progetto corrente. Le impostazioni sono
presenti nella finestra di dialogo Parametri di configurazione > Fogli > Blocchi descrizione di riga
e colonna. Selezionare i blocchi da impiegare fra quelli presenti nelle liste a discesa Colonna e Riga.
Per i blocchi selezionati è possibile specificare la posizione d'inserimento. Per i blocchi descrizione
di colonna è possibile specificare il valore Y, mentre X è calcolato come mezzeria della posizione di
colonna. Per i blocchi descrizione di riga è possibile specificare il valore X, mentre Y è calcolato
come mezzeria della posizione di riga.
148 Gestione del multifoglio
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna
8
Linee elettriche
Questo capitolo descrive le principali funzioni grafiche utilizzate per la tracciatura delle linee
elettriche, la definizione e modifica delle caratteristiche dei fili e le utilità relative.
Connessioni
Per la tracciatura di fili o linee elettriche, iDEA visualizza la finestra di dialogo Connessioni che
consente di impostare i dati di sezione, colore, designazione, caratteristica e tipo di connessione per
le diramazioni. Tali dati sono editabili anche successivamente con la funzione Cambia dati filo
(comando SEZ, vedi “Cambia dati filo” a pagina 183).
Se è selezionato il pulsante Auto Ricerca sezione automatica, tracciando delle derivazioni da fili
esistenti, il programma utilizza i dati del filo d’origine. Il pulsante Disegna archetti, controlla
l’opzione per tracciare o meno gli archetti nei punti di incrocio tra linee.
Un ulteriore pulsante Linee orizzontali a mezzo modulo di distanza, permette di dimezzare il passo
per le linee multiple orizzontali.
Con la funzione Filo (comando FILO, vedi “Filo” a pagina 152), dalla finestra Connessioni è inoltre
possibile avviare il disegno di tipo BUS fino a 4 fasi.
Seleziona
Il bottone Seleziona consente di importare i dati caratteristici del filo selezionato nel foglio (Sezione,
Colore, Designazione e Caratteristica) per disegnare con essi nuove linee filo. Tramite il bottone
nella barra degli strumenti, selezionare la linea da cui importare i dati nel foglio. I dati vengono
caricati nella finestra di dialogo.
Incrocio di linee
L’incrocio di due linee elettriche in cui nessun estremo di una linea giace su un'altra non viene
considerato connessione. Per chiarezza è possibile rappresentare l’incrocio con degli archetti
selezionando l’opzione di disegno Archetti (bottone), nella finestra Connessioni.
150 Linee elettriche
Connessioni
Tipi di connessione
Oltre alla connessione a T classica, è possibile utilizzare le connessioni di tipo parallelo e seriale per
indicare come sono collegate le apparecchiature; in questo modo si aggiungono informazioni per
l’analisi schema, il cablaggio in Cablo e utili a chi deve eseguire il cablaggio.
Il tipo di connessione stabilisce anche quali apparecchiature sono ‘viste’ nei collegamenti e quindi
riportate in tracciatura morsettiera, tabella morsettiera, rappresentazione connettore, tabella
connettore, schema connessione apparecchiatura. Per chiarezza si confrontino i seguenti esempi.
Giunzione a T
Linee elettriche 151
Connessioni
Per ulteriori informazioni vedi “Criteri di ricostruzione delle connessioni” a pagina 390.
Nota. La distanza dell’offset del tratto inclinato delle connessioni può essere modificato nella scheda
Numerazione fili, di Parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a
pagina 750).
Nodi automatici
A seguito della tracciatura di qualsiasi filo o linea elettrica o di una modifica automatica delle
connessioni, il programma aggiorna automaticamente il disegno dei nodi nel foglio corrente.
Nota. L’inserimento automatico dei nodi può essere disattivato nella scheda Fili, di Preferenze
ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Fili” a pagina 758).
Sono disponibili anche i comandi NODI e NODIG per aggiornare manualmente i nodi nel foglio
corrente o in tutto lo schema.
Modifica connessione
Questa funzione serve per modificare una connessione già tracciata nello schema.
Come convertire una giunzione a T in collegamento in parallelo
1. Scegliere Modifica connessioni.
2. Selezionare i filo da cui parte la derivazione; il punto di selezione viene preso come riferimento
per il verso del collegamento (sinistra/basso o destra/alto).
3. Selezionare il filo di derivazione.
Fili
Nella scheda Fili in Preferenze ambiente grafico (vedi “Schemi elettrici - Fili” a pagina 758) è
possibile impostare le caratteristiche dei fili per gli schemi multifilari; in particolare la sezione
predefinita e a lista di caratteristiche (filo di potenza, di segnale, o altre tipologie).
Il comando Cambia dati filo (vedi “Cambia dati filo” a pagina 183) permette di cambiare i dati dei
fili disegnati e impostare i dati predefiniti per i nuovi fili.
Per semplificare il disegno attivare SNAP (F9) e ORTO (F8).
Filo
La funzione Filo, avviabile dalla barra multifunzione, dal pannello Proprietà o con il comando FILO,
permette di disegnare qualsiasi filo o linea elettrica. All'avvio si apre la finestra Connessioni: vedi
“Connessioni” a pagina 149.
Come tracciare un filo
1. Scegliere Filo.
Nota. Fili e linee elettriche sono entità di tipo linea disegnate automaticamente sul layer fili del
foglio corrente. iDEA infatti considera fili tutte le linee disegnate nel layer fili.
Linee elettriche 153
Fili
Calata
Il comando Calata può essere utilizzato nei fogli creati come unifilari per tracciare la linea di discesa
a valle dei vari dispositivi di potenza o di comando (interruttori, contattori, etc...), oppure in quelli
ausiliari per tracciare le calate in corrispondenza delle varie colonne o catene dello schema
funzionale relativo a dispositivi di comando e di segnalazione.
È opportuno tracciare le varie calate in corrispondenza della mezzeria della colonna, in maniera da
agevolare l'operazione di riconoscimento della posizione dell'elemento e avere un corretto
allineamento con eventuali tabelle di riferimento, che saranno collocate nella parte inferiore del
foglio. Specificando il punto iniziale richiesto, dopo l'immissione del comando, verrà tracciata la
linea di discesa fino ad un punto prefissato in corrispondenza della tabella riassuntiva delle
caratteristiche della linea o della linea inferiore dello schema funzionale.
Come tracciare una calata
1. Scegliere Calata.
Nota. I dati assegnati ai conduttori in fase di disegno, saranno poi utilizzati in Cablo (modulo
opzionale) nelle liste di cablaggio, tabelle di cablaggio e report relativi.
Linee di alimentazione
Di seguito sono descritte le funzioni di tracciatura delle linee di alimentazione.
Come tracciare una linea di alimentazione a 4 fasi
1. Scegliere Alimentazione 4 Fasi.
Alimentazioni
Queste funzioni servono per tracciare una serie di 4, 3 o 2 fili aggiungendo agli estremi i simboli di
rimando dei fili. L'aggiunta dei rimandi filo agli estremi permette di effettuare la ricostruzione del
filo distribuito in più fogli e di tracciarne le relative posizioni.
Linee elettriche 155
Linee elettriche multifilari
Alimentazioni (Partenze)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni sul primo foglio; vengono
infatti disegnati solamente i rimandi di partenza.
Alimentazioni (Arrivi)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni sull'ultimo foglio; vengono,
infatti, disegnati solamente i rimandi di arrivo.
Alimentazioni PLC
Queste funzioni servono per disegnare le linee di alimentazioni a 2 fasi per i Plc. La funzione
Alimentazioni PLC 2 fasi (Alto) disegna, nella parte alta del foglio corrente, 2 tratti di filo quali viene
richiesto solamente il riferimento filo entrante. La funzione Alimentazioni PLC 2 fasi, invece,
disegna i fili nella parte bassa del foglio corrente.
Alimentazioni (Diramazioni ad L)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni che partono
perpendicolarmente da altre linee di alimentazione già esistenti, decodificando automaticamente i
nomi dei segnali.
Se il punto di arrivo della diramazione è perpendicolare al punto di partenza, la diramazione verrà
disegnata con le partenze perpendicolari, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di
partenza, le partenze vengono disegnate parallelamente a quelle esistenti invertendo l'ordine dei
segnali.
Alimentazioni (Diramazioni ad X)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni che partono
perpendicolarmente da altre linee di alimentazione già esistenti, decodificando automaticamente i
nomi dei segnali.
Se il punto di arrivo della diramazione è perpendicolare al punto di partenza, la diramazione verrà
disegnata con le partenze perpendicolari, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di
partenza, le partenze vengono disegnate parallelamente a quelle esistenti non invertendo l'ordine dei
segnali.
Linee di derivazione
I collegamenti fra le linee di alimentazioni orizzontali e le apparecchiature vengono effettuati tramite
le linee di derivazione. Il collegamento con le fasi avviene in modo automatico partendo dalla fase
superiore. La derivazione a due conduttori indicata con il punto di domanda (?), permette la scelta
delle fasi della linea di alimentazione da cui effettuare la derivazione.
156 Linee elettriche
Linee elettriche multifilari
È possibile, inoltre, il tracciamento di linee trifilari per i casi tipici di avviamento motore o per il
cambio di velocità dello stesso, avviamento stella triangolo e freno; le quattro procedure presenti
consentono tali situazioni grafiche orientabili a destra o a sinistra rispetto alla derivazione principale.
Finendo preventivamente l'assegnazione dei punti di definizione, si otterranno come prodotti
intermedi la derivazione orizzontale e la derivazione orizzontale-verticale. In tutte le procedure
precedenti, vengono immessi i nodi di connessione in corrispondenza dei punti di giunzione delle
varie linee.
Come tracciare una linea di derivazione a 3 fasi
1. Scegliere Derivazione 3 Fasi.
2. Specificare il punto iniziale della derivazione, in corrispondenza della prima fase della linea di
alimentazione tracciata.
3. Specificare il punto finale della linea di derivazione.
Linee in parallelo
Derivazione 4 punti
Questa funzione serve per disegnare un tratto circuito in parallelo ad una derivazione verticale. Si
deve aver già tracciato una derivazione verticale.
Punto comune
Questa funzione serve per disegnare una serie di 3 fili paralleli, connessi ad un capo in un punto
comune.
Nota. Il software determina i punti di connessione tramite i parametri di taglio impostati nel setup
del simbolo in libreria o, tramite i punti di attestazione dei pin eventualmente definiti tramite la
funzione Edita connessioni componente (comando EPIN, vedi “Edita connessioni componente” a
pagina 374).
Avvicinando il simbolo a linee elettriche orizzontali o verticali, i collegamenti ai pin del simbolo
vengono calamitati verso di esse automaticamente quando la distanza del simbolo da tali linee si
riduce ad essere uguale od inferiore al valore del Modulo base per i simboli (solitamente 10 mm; vedi
“Formato documenti” a pagina 745).
Portando il simbolo alla distanza di aggancio alle linee elettriche, la funzione attiva la
visualizzazione di una finestra degli strumenti che consente la personalizzazione delle caratteristiche
del collegamento.
160 Linee elettriche
Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli
Per nascondere la finestra è sufficiente spostare il cursore del mouse al di fuori della distanza di
aggancio o premere il bottone ESC.
Segue la descrizione delle varie funzioni di personalizzazione dei collegamenti.
Schema di
collegamento
Disegna archetti
Scelta del
Tipo di giunzione
Linee orizz. a mezzo modulo di distanza
Schema di collegamento
Il pannello centrale consente di definire lo schema di collegamento dei pin del simbolo rilevati in
prossimità delle linee elettriche (alla distanza di aggancio). Fare clic col cursore in corrispondenza
dei punti di aggancio (pallini gialli) per forzare il collegamento di un pin ad una delle linee elettriche
rappresentate. Il pallino pieno corrisponde alla connessione del pin alla linea elettrica. Fare clic in
corrispondenza di un pallino pieno per rimuovere il collegamento del pin dalle linee elettriche; il pin
corrispondente, quindi, rimane sconnesso.
Vincoli di collegamento
I bottoni Vincolo consentono di bloccare i collegamenti dei pin del simbolo verso una determinata
direzione, indicata dalla freccia visualizzata sul bottone stesso. Se il vincolo viene attivato la
direzione di collegamento dei pin non cambia anche se il simbolo viene spostato entro la distanza di
aggancio a linee elettriche con direzioni di connessione diverse da quella selezionata.
I bottoni di vincolo 2 e 3 consentono una connessione in direzione invertita alle linee elettriche come
nell'esempio della figura seguente.
Linee elettriche 161
Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli
Tipo di giunzione
Determina il tipo di giunzione alle linee elettriche.
Ricerca automatica dati filo
Funzione di tipo ON/OFF. Se attiva, i fili di collegamento ai pin assumono le caratteristiche elettriche
delle linee cui si agganciano: sezione, colore, designazione, caratteristica.
Gestione dati filo
Consente di personalizzare le caratteristiche elettriche dei fili di collegamento: sezione, colore,
designazione, caratteristica. I dati impostati vengono ignorati nel caso sia attiva la funzione Ricerca
automatica dei dati filo.
Linee orizzontali a mezzo modulo di distanza
Funzione di tipo ON/OFF.
Disegna archetti
Funzione di tipo ON/OFF.
Dopo aver indicato il primo punto, il comando richiede una secondo punto di inserimento per
determinare la posizione del simbolo e terminare il comando.
Nel caso di più connessioni ortogonali al simbolo, un punto di posizionamento aggiuntivo viene
richiesto per ognuna di esse.
La Selezione fili automatica è una utilità che consente di estendere la selezione dalla singola linea
selezionata a tutto il filo a cui essa appartiene nel foglio corrente. Questa funzione è utile quando si
intende modificare le caratteristiche di un filo ed elimina la necessità di dover selezionare
manualmente tutti i singoli tratti. Basta selezionare un singolo tratto del filo da editare affinché il
programma selezioni tutti i tratti del filo nel foglio corrente. Quindi, le modifiche apportate saranno
applicate all'intero sviluppo.
Nel caso si preferisca lasciare disattivata l'opzione Selezione automatica fili, è comunque possibile
sfruttare l'utilità di selezione automatica solo quando necessario. In questo caso basta selezionare un
singolo tratto di filo e poi la funzione Estendi la selezione dei fili.
La modifica automatica delle connessioni è una reazione automatica alla stiratura da parte dell’utente
di uno dei capi di una linea che compone un filo di schema. Per sfruttare questa modalità occorre
selezionare l'intero filo con l'utilità precedente; quindi, basta selezionare il grip finale del filo e
muoverlo nella posizione desiderata; la geometria del filo viene alterata automaticamente al fine di
mantenere coerente il collegamento elettrico alla modifica subita dalla linea alterata; arrivati al punto
desiderato fare clic e poi premere ESC per deselezionare gli elementi. La modifica e
riposizionamento dei fili provvede a modificare la posizione di eventuali vincoli e rinvii presenti al
fine di mantenerli collegati ai fili stessi. Questa funzione è utile quando si intende modificare il
percorso di un filo ed elimina la necessità di dover ridisegnare il filo o spostare manualmente tutti i
singoli tratti.
Linee elettriche 163
Elimina connessioni
Nel pannello Proprietà che si apre con la selezione sul disegno di almeno un tratto di filo sono
disponibili anche le seguenti funzioni indispensabili per la tracciatura delle linee elettriche.
Funzione Filo
Vedi "Filo" a pagina 152.
Mostra vincoli / Nascondi vincoli
Queste utilità servono per rendere visibili o nascondere i vincoli dei fili inseriti finora nel disegno.
Graficamente i vincoli sono visualizzati con entità punto.
Sezione fili
Apre la finestra Sezione fili per l'assegnazione delle sezioni dei conduttori in dipendenza dal colore
utilizzato per il loro tracciamento sullo schema. Si possono configurare colori linea, sezione filo e
numerazione attiva o meno; nonché la modalità di analisi dei fili non numerabili. Per ulteriori
informazioni vedi “Setup numerazione fili” a pagina 370.
Elimina connessioni
La funzione Elimina connessione (comando ELIMINACON) consente di rimuovere tutti i tratti di
linea appartenenti alla connessione di un filo nel punto selezionato fino alla prima diramazione della
connessione stessa. Il comando provvede inoltre a "ricostruire" i nodi di serie/parallelo eliminati
insieme alla connessione. Il comando assume due comportamenti diversiin base a come viene
avviato.
• Selezionare una linea e avviare il comando ELIMINACON (disponibile anche nel menu
contestuale): tutte le connessioni partenti dalla linea selezionata saranno eliminate.
• Avviare il comando ELIMINACON senza alcuna selezione: la funzione richiede di selezionare
le connessioni da eliminare tramite corda elastica. Tutte le connessioni a partire dai punti di
intersezione fra la corda elastica e i fili intercettati saranno eliminate.
164 Linee elettriche
Rinvii filo
Rinvii filo
Ai fini di garantire la continuità elettrica di un conduttore appartenente a fogli diversi e la corretta
analisi dello schema, vanno inseriti alle estremità dello stesso dei blocchi di rinvio filo per segnalare
che il filo continua su fogli successivi o proviene da fogli precedenti.
In seguito, a fianco di ogni rinvio filo uscente ed entrante, viene compilata la posizione nello schema
del rinvio complementare; il risultato è visibile nella figura seguente.
La posizione nei blocchi di rinvio filo viene aggiornata automaticamente a seguito di una qualsiasi
modifica apportata allo schema disegnato. Quindi, all’inserimento, modifica, rimozione di rinvii,
modifica dei fili o dei fogli.
Linee orizzontali
Linee verticali
Avvertenza. Usare elementi segnalatori di partenza filo al posto di segnalatori di arrivo filo e
viceversa; situazioni di questo tipo sono causa di errore nell'analisi fili automatica.
Riferimento: ogni rinvio deve avere un nome convenzionale che serve a legare ed identificare come
unico elemento i vari tronchi di linea rappresentante il filo; sullo stesso filo andrà sempre indicato
lo stesso riferimento in ogni rinvio. Esso viene impostato automaticamente selezionando un rinvio
compatibile presente nella lista dei rinvii filo presenti nello schema che può essere visualizzata a
destra. Il riferimento è fissato dal software se nel filo selezionato è già presente un rinvio o un
vincolo.
Livello:
va compilato nel caso di inserimento di rinvii multipli in parallelo (vedi “Rinvii multipli” a
pagina 167). L'editazione è agevolata tramite la lista a discesa compilata con tutti i valori di livello
assegnati al riferimento di rinvio nello schema.
Descrizione: per ogni rinvio è possibile inserire una descrizione da visualizzare presso il blocco
identificatore di rinvio. Tramite il bottoncino ‘...’ si ha accesso al dizionario.
Mostra la lista dei rinvii filo presenti nel disegno: nel riquadro di destra sono elencati i rinvii già presenti
nello schema, concordi con la direzione del segnale attiva; essi sono disponibili per l’aggancio dei
nuovi rinvii. Un doppio clic su un rinvio già inserito copia il riferimento nella casella del rinvio da
inserire. Ulteriori opzioni di filtro per la lista dei riferimenti proposti consentono di visualizzare solo
i rinvii filo non già accoppiati (Solo disponibili), solo i rinvii orizzontali o verticali in accordo con il
verso della linea selezionata (Stessa direzione orizzontali/verticali), solo i rinvii dei fogli precedenti o
successivi in accordo con il verso selezionato per l'inserimento dei nuovi rinvii filo (Stesso verso fogli
precedenti/successivi).
Oltre a scegliere la grafica del blocco di rinvio (vedi prossimo paragrafo) è possibile di aggiornare i
dati di blocchi di rinvio già presenti se vengono selezionate nel foglio delle linee filo già rinviate. La
variazione del tipo di blocco utilizzato tramite la lista a discesa Blocco rinvio, provoca la sostituzione
del blocco di rinvio filo nel disegno.
Nota. La selezione di linee di filo non rinviabili è evidenziata nella finestra tramite la colorazione
grigia della corrispondente riga in griglia.
166 Linee elettriche
Rinvii filo
2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili agli estremi dei quali collocare i
rinvii filo.
3. Nella finestra di dialogo Rinvii filo, selezionare il tipo di rinvio da inserire con un clic sulla
relativa rappresentazione.
4. Nella lista compilare gli identificativi di riferimento dei fili. Per ognuno è possibile inserire una
descrizione riportata nel rinvio. Nella casella Livello indicare l'eventuale livello di rinvio filo per
gestire situazioni di rinvii multipli dello stesso filo.
5. Premendo OK verranno inseriti i simboli di rinvio, all'estremità prossima al punto di selezione.
Nel caso un filo contenga un vincolo, i rinvii devono avere la stessa sigla. Quindi se nei fili
selezionati per l’inserimento dei rinvii, sono già presenti dei rinvii o dei vincoli, nella finestra Rinvii
filo i valori di Riferimento risulteranno precompilate e non modificabili per escludere la possibilità
di errore. Risulta comunque possibile indicare il livello per creare rinvii multipli.
Linee elettriche 167
Rinvii filo
Nota. Per ulteriori informazioni riguardanti l'uso e la gestione dei vincoli filo vedi “Fili vincolati”
a pagina 371.
Attenzione. Nei blocchi dei rinvii sono presenti altri due attributi con etichetta Riservato che non
devono essere utilizzati dal disegnatore.
Rinvii multipli
Nel caso in cui un filo debba essere rinviato in punti diversi dello schema, si possono inserire più
rinvii in parallelo. L’identificativo di riferimento dei rinvii deve essere compilato con lo stesso
identificativo seguito, dal secondo rinvio in poi, da un suffisso progressivo. Per far ciò, nella finestra
di inserimento rinvii filo, compilare il progressivo di livello come indicato nell’esempio seguente, il
quale mostra un rinvio uscente a tre livelli.
Pertanto possono essere create nuove serie di rinvii filo semplicemente definendo quattro nuovi
blocchi con nome composto nel modo seguente:
Nome dei blocchi standard + Suffisso utente+.dwg
esempio:
NPRIF1C Partenza per foglio successivo
NARIF2C Arrivo da foglio precedente
NPRIF2C Partenza per foglio precedente
NARIF1C Arrivo da foglio successivo
Il suffisso verrà automaticamente riconosciuto e reso disponibile nella finestra di inserimento rinvii
filo; es.: Suffisso “C”.
Il punto di inserimento dei blocchi rinvii utente eventualmente creati devono rispettare la posizione
del relativo blocco predefinito.
Le frecce di rinvio potranno essere rivolte verso l’alto per fili rinviati a un foglio precedente, oppure
rivolte verso il basso per fili rinviati a un foglio successivo; stessa regola per i fili entranti i quali
presentano la freccia con la punta collegata al filo e rivolta verso il basso se il filo arriva da un foglio
precedente o rivolta verso l’alto se il filo arriva da un foglio successivo. Questa tecnica è utilizzata
in schemi elettrici a normativa americana.
Nota. Il riporto è valido solo per il rinvio di un filo connesso ad un unico componente, cioè non si
ha se il filo connette più componenti in parallelo; quindi non fili comuni o ulteriormente rinviati. Nel
seguente esempio si noti il collegamento diretto e il riporto delle informazioni del primo componente
connesso.
Nel seguente esempio in presenza di un collegamento parallelo non avviene il riporto delle
informazioni.
Per attivare la funzione occorre selezionare l’opzione Riporta componente, presente nella finestra
Analisi schema (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) prima di avviare l’analisi fili.
2. Selezionare un rinvio filo e premere Localizza per visualizzare la parte di schema interessata.
doppio clic
Questa funzione è attivabile o disattivabile tramite l’opzione Abilita la navigazione rinvii con doppio
click, presente in Preferenze ambiente grafico, scheda Fili (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Fili” a pagina 758).
2. Alla riga di comando vengono richiesti gli identificativi dei rinvii: digitarli separati da INVIO.
Il posizionamento delle alimentazioni è dato dalle dimensioni della zona ausiliaria, impostate nella
scheda Riferimenti in Parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Riferimenti” a pagina 746).
Fascio fili
Il fascio fili semplifica il disegno delle linee elettriche in uno schema elettrico di automazione. Tale
strumento consente di disegnare in forma concentrata, tramite un’unica linea, l’insieme di uno più
segnali distinti aventi però nello schema elettrico un medesimo percorso rappresentativo. È il caso,
ad esempio, dei segnali contenuti in un bus di campo o dei potenziali propri di una linea di
alimentazione. L’utilizzo del fascio di fili consente quindi una rappresentazione più semplice e
sintetica migliorando la leggibilità complessiva dello schema elettrico.
Fascio fili
Filo singolo
Linee elettriche 173
Fascio fili
Il fascio fili viene visivamente distinto, ai fini della corretta leggibilità dello schema, tramite un
apposito tipo linea. Il tipo linea predefinito per il fascio fili (tipo linea EG_BUS) può essere
personalizzato oppure sostituito. Per sostituire il tipo linea accedere alle preferenze di ambiente
grafico (comando EGPREF, selezionare Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici > Fili). Nella
sezione Disegno dei fili impostare il nome del tipo linea nella casella di testo Tipo linea per il disegno
dei fasci fili. Il carattere speciale * indica al programma di utilizzare il tipo linea predefinito.
Svuotando la casella di testo il fascio fili assume il tipo linea correntemente impostato nel CAD.
Confermando con il bottone OK la scelta del segnale, sul filo che si sta tracciando viene inserito in
automatico un blocco marcatore di connessione al fascio di fili. Il marcatore è un apposito blocco
attributi il cui nome inizia con il prefisso identificativo BRIF ed ha il set di attributi propri di un
vincolo filo. Il blocco di connessione assume come riferimento il nome del fascio fili e come livello
174 Linee elettriche
Fascio fili
il nome del segnale selezionato (vedi “Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento” a pagina
154). Ad esempio, se si impone come nome del fascio B1 e si seleziona come segnale A3 il
riferimento del blocco di connessione (attributo R1) diviene B1>A3.
Nota. È possibile personalizzare la famiglia dei blocchi di connessione ai fasci di fili aggiungendo
nei percorsi di libreria simboli blocchi attributi personalizzati aventi un suffisso utente. Scegliendo
ad esempio il prefisso utente USER, i blocchi devono assumere nome BRIFD0USER,
BRIFD1USER, BRIFD2USER, ecc. Selezionare la famiglia di blocchi di connessione personalizzati
nella finestra Fili di Preferenze ambente grafico (comando EGPREF, selezionare Preferenze
ambiente grafico > Schemi elettrici > Fili), lista a discesa Blocco di connessione ai fili. .
L’impostazione Colore del blocco di connessione ai fili consente di personalizzare il colore dei
blocchi di connessione.
A seguito dell’analisi dello schema (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) il fascio fili
viene siglato nella forma
Nome fascio[Lista segnali]
Nota. Il nome del fascio è del tutto opzionale e può rimanere vuoto.
Ad collegamento di una nuova terminazione ad un fascio fili è possibile modificare il nome del fascio
stesso. Il programma provvede automaticamente a correggere l’identificativo di riferimento del
fascio fili per tutti i segnali già inseriti nel disegno.
Per inserire manualmente un blocco di connessione a fascio fili utilizzare il comando Punto di
connessione a fascio fili (comando NBUSVIN). Come per il disegno di un segnale derivante da un
fascio di fili, selezionare il tipo di connessione, il punto di connessione e la direzione del filo. Per
modificare il segnale assegnato ad un filo è sufficiente modificare il livello del blocco di connessione
tramite la palette delle proprietà contestuali.
Al fine di considerare i segnali come equipotenziali seppur appartenenti a fasci con nome diverso, è
stata introdotta un'opzione che consente di ignorare, nella costruzione del riferimento, il nome del
fascio fili.
Nell'esempio esso rimarrà +24V per entrambi i fasci fili.
Per attivare questa modalità di analisi accedere a Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF,
vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761) > Schemi elettrici > Elaborazione
morsettiere ed applicare la spunta alla casella Considera equipotenziali i segnali aventi lo stesso
nome ma appartenenti a fasci fili diversi.
2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili nei quali collocare o editare i
vincoli.
3. Nella finestra di dialogo, per ogni filo selezionato, compilare:
• il campo Sigla filo con la sigla o numero del filo che si vuole prefissare;
• il campo Riferimento con l'identificatore di percorso.
• Il campo Note viene utilizzato dal programma per indicare se nel filo è già presente il vincolo
e/o un rinvio filo.
4. Premere OK.
Nota . I v inco li so no d ei bl occhi con d ue att ri but i: L’at tribu to R 1, con et ichet ta
[Link], corrisponde al campo Riferimento; l’attributo F1, con etichetta Sigla
filo, corrisponde al campo Numero filo. La grafica è un'entità punto, non visibile per default, che
può essere visualizzata o nascosta nella necessità di vedere o meno i vincoli richiamando la funzione
Visualizza i vincoli dei fili (vedi “Utilità fili” a pagina 395).
176 Linee elettriche
Vincolo della sigla del filo
2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili vincolati.
3. Nella finestra di dialogo, premere il pulsante Rimuovi tutti i vincoli.
4. Premere OK.
Nota. Per ulteriori informazioni riguardanti l'uso e la gestione dei vincoli filo vedi "Fili vincolati" a
pagina 371.
dove <tn> sono le parti fisse della sigla e <pn> le parti parametriche. I parametri utilizzabili nella sigla
vincolata sono:
• %f: foglio
• %+: ubicazione (assegnata al foglio)
• %=: funzione (assegnata al foglio)
• %c: colonna
• %r: riga
• %s: separatore
• %i: indice progressivo
Si può notare dall’esempio che parametri e parti testuali fisse sono componibili liberamente
all’interno della stessa sigla. Ipotizzando quindi che il filo vincolato sia posto nel foglio 10 e che sia,
per posizione, il secondo filo del foglio, la sua sigla verrà composta dalla funzione di numerazione
automatica dei fili in:
10L1.2
Tramite il vincolo del filo è inoltre possibile informare la procedura di analisi dello schema che il filo
rappresenta non una singola connessione fra i terminali dei simboli che congiunge ma due o più
connessioni. Per indicare le connessioni multiple la sigla del vincolo deve essere scritta nella forma:
[<t1>,<t2>,<t3>,…]
Linee elettriche 177
Vincolo della sigla del filo
dove <tn> sono le singole sigle delle connessioni rappresentate dal filo. Ad esempio, una sequenza
fasi può essere espressa nella forma
[L1,L2,L3,N,PE]
In questo caso l’analisi dello schema considera il filo composto come da 5 distinte connessioni che
sono elaborate e disponibili in Cablo (vedi guida di riferimento “Cablo”) per la connessione dei cavi
e conteggiate nei file per la stampa delle etichette di cablaggio.
Per esprimere una sequenza numerica è possibile scrivere il vincolo nella forma
[n1..n2]
dove n1 e n2 sono indici numerici e n2 >= n1, ad esempio [1..3]. È possibile inoltre specificare un
prefisso e un suffisso che saranno applicati alle parti multiple. Inoltre è possibile combinare le varie
forme sopra descritte. Ad esempio, il vincolo espresso nella forma
px[A,B,C,1..3]sx
Il vincolo con sigla multipla può essere inoltre composto tramite i parametri sopra esposti, come
nell’esempio che segue
%f[L1,L2,L3,N]%s%i
Per l’inserimento dei vincoli con sigla multipla e parametrizzata vedi “Inserimento automatico
vincoli filo” a pagina 178.
Per vincolare la sigla di uno o più fili è sufficiente selezionare tramite linea elastica i punti di
inserimento dei vincoli e confermare. Una finestra di dialogo consente di editare, per ogni punto di
inserimento, i dati dei vincoli.
178 Linee elettriche
Vincolo della sigla del filo
Se il filo selezionato risulta già vincolato viene visualizzata l’icona di segnalazione del luchetto
chiuso. Cliccando l’icona la visualizzazione dello schema elettrico viene indirizzata alla posizione
d’inserimento del vincolo rilevato sul filo.
Preferenze d’inserimento
Nella finestra di inserimento vincoli sono disponibili le seguenti preferenze.
Assegna gli stessi riferimenti ai vincoli posizionati sullo stesso filo: questa opzione attiva la
compilazione automatica del dato Sigla filo, per tutti i punti d’inserimento appartenenti allo stesso
filo. Il valore assegnato a Sigla filo, per un singolo punto di inserimento viene automaticamente
riportato in tutti i punti di inserimento appartenenti allo stesso filo.
Aggiorna con i nuovi riferimenti i vincoli inseriti nel disegno: questa opzione abilita l’aggiornamento
automatico degli attributi dei blocchi vincolo filo e rinvio filo associati ai fili selezionati. Questo
consente di correggere eventuali modifiche ed evitare errori in fase di analisi dello schema.
Non inserire se presente un vincolo nella diramazione di filo selezionata:quando questa opzione è
selezionata, il comando non inserisce un nuovo vincolo sulle diramazioni di filo selezionate se
presenti vincoli filo già inseriti. In questo caso i vincoli già presenti vengono aggiornati con i nuovi
riferimenti inseriti nella finestra.
Nota. È possibile editare i dati dei vincoli filo tramite la finestra di editazione attributi (comando
DDA) (metodo obsoleto). Per modificare il comportamento del comando attivare/disattivare
l’opzione Comando VINFILO con richiesta degli attributi del blocco vincolo presente in Preferenze
(comando EGPREF, selezionare Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici > Fili).
2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili nei quali collocare i vincoli.
3. Nella finestra di dialogo Inserimento vincoli filo digitare nella casella Formattazione i caratteri
e le variabili da utilizzare per comporre la sigla.
4. Premere OK.
La casella di testo Formattazione, consente di editare la sigla vincolata del filo. Il menu che si apre
con il bottone Inserisci consente di selezionare i parametri disponibili per comporre la sigla.
Selezionando un parametro in lista esso verrà collocato nella casella Formattazione alla posizione del
cursore. I parametri disponibili sono:
• Sigla foglio (%f): sigla del foglio in cui è inserito il vincolo.
• Ubicazione foglio (%+): ubicazione assegnata al foglio.
• Funzione foglio (%=): funzione assegnata al foglio.
• Colonna (%c): colonna del foglio in cui è inserito il vincolo.
• Riga (%r): del foglio in cui è inserito il vincolo.
• Separatore (%s): il separatore è uno dei parametri di numerazione fili.
• Indice numerico (%i): indice progressivo di numerazione.
• Sequenza ([A,B,...]): consente di definire una sequenza di segnali al fine di ottenere un vincolo
multiplo. Fare riferimento al paragrafo Vincoli parametrici e vincoli multipli per le regole di
composizione di un vincolo multiplo.
Il comando opera in maniera difforme nel caso la linea elastica di selezione intercetti un singolo filo
o più fili. Nel caso di selezione di un filo singolo la sigla filo del vincolo rispetta fedelmente quanto
presente nella casella di testo Formattazione. Nel caso di più fili si hanno le seguenti differenze di
comportamento:
• Nel caso l’utente abbia editato una sequenza, ogni singolo vincolo sarà composto da un singolo
segnale appartenente alla sequenza stessa.
• L’indice numerico non viene inserito in forma parametrica ma esplicita. Il valore che assume
dipende dal valore della casella Indice numerico inizia con.
Forza la sigla in presenza di rinvii filo: come già detto i vincoli e i rinvii connessi allo stesso filo devono
avere tutti lo stesso Riferimento (IDENTIF. RIFERIMENTO). Se questa casella è selezionata, nel
caso si inseriscano dei vincoli su fili già connessi a dei rinvii, il campo Riferimento (IDENTIF.
RIFERIMENTO) viene compilato in conformità con il rinvio, mentre la sigla impostata viene iscritta
nel campo Numero filo (SIGLA).
180 Linee elettriche
Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento
Nell’esempio gli elementi della morsettiera –X10 sono collegati ai pin A2 dei relé –KF2, -KF3, -KF4
attraverso lo stesso filo con sigla 2.1. L’introduzione di vincoli filo aventi nell’attributo identificativo
di riferimento R1 il carattere speciale “ > ” consente di assegnare un livello di connessione alla
terminazione vincolata. In fase di analisi dello schema e generazione dei file dei collegamenti e delle
morsettiere il programma considera connesse esclusivamente le terminazioni aventi lo stesso
livello di vincolo. Nel caso in esame le connessione risultanti saranno:
-X10:1, -KF2:A2
-X10:2, -KF3:A2
-X10:3, -KF4:A2
A seguito del comando di analisi dello schema (comando FILI) i terminali verranno contrassegnati
con la sigla del filo seguito dal livello di vincolo, al fine di facilitare il riconoscimento dei terminali
connessi fra loro. Nel caso dell’esempio precedente il risultato a seguito dell’analisi diviene il
seguente.
A B C D E
Nell’esempio sopra proposto i 5 elementi sono tutti correttamente collegati tramite terminazioni
aventi vincolo con livello. In questo esempio le connessioni riconosciute dall’analisi dello schema
sono: AD, BD, CE.
A B C D E
>1
Questo secondo esempio presenta un errore nella disposizione del primo vincolo con livello 1.
L’errore viene segnalato in fase di analisi dello schema che ignorerà il vincolo.
Negli esempi che seguono viene riproposto un schema di connessione simile ma con nodi a T.
A B C D E
A B C D E
>1
Questi due esempi sono equivalenti in quanto entrambi gli schemi di connessione producono come
risultato la generazione delle connessioni fra elementi AB, BD, CE. È comunque da preferire il primo
esempio, in cui ad ogni terminazione è associato un vincolo con livello.
Come inserire e modificare i vincoli con livello
Per l’inserimento dei vincoli con livello utilizzare il comando Inserimento vincoli filo (comando
VINFILO, vedi “Inserimento vincoli filo” a pagina 177).
Per modificare il livello dei vincoli selezionare le linee interessate alla modifica e modificare il
livello nella palette delle proprietà contestuali o tramite il comando Edita fili (comando EFILI, vedi
“Vincolo della sigla del filo” a pagina 175).
L3=BK
L+=BK
L-=BK
R=BK
S=BK
T=BK
N=BU
M=BU
PE=GNYE
PEN=GNYE
12VAC=RD
12VDC=BU
In tal modo, il tracciamento di una terna trifase con neutro e conduttore di protezione, può avvenire
senza richiedere ripetute assegnazioni di colore per i conduttori. Il colore riferito alla sigla
identificativo verrà associato al filo connesso.
2. Per variare l’altezza digitare nella riga di comando a e premere INVIO, quindi indicare l'altezza
del simbolo di schermatura selezionando due punti a video o digitando il valore.
3. Digitare m per disegnare il simbolo della massa; digitare t per ottenere il simbolo della terra; in
alternativa, digitare n se si desidera riportare nella schermatura il simbolo grafico di un nodo da cui
poi partire con una linea personalizzata.
4. Selezionare il punto iniziale in prossimità del filo o gruppo di fili, da schermare.
5. Selezionare il secondo punto indicando dove inserire il simbolo di terra.
Linee elettriche 183
Nodi di connessione
Nodi di connessione
Un nodo viene inserito per marcare graficamente il punto di connessione tra fili o linee elettriche.
Nota. Un nodo è sostanzialmente un simbolo e viene inserito sul punto di giunzione delle linee
generate sul layer fili, nel caso il punto estremo di una linea corrisponda al punto di intersezione con
un'altra linea, sempre che tale punto non coincida con due estremi. Nel caso di incrocio tra due linee,
ma nessuno dei loro estremi corrisponde con il punto di incrocio, non verrà immesso alcun nodo sul
punto di giunzione.
A seguito della tracciatura di qualsiasi filo o linea elettrica o di una modifica automatica delle
connessioni, iDEA provvede ad aggiornare lo stato dei nodi nel foglio corrente.
In alternativa è possibile avviare manualmente la tracciatura dei nodi.
Come inserire i nodi nel foglio corrente
• Scegliere Nodi sul foglio corrente.
Nota. Una opzione in Preferenze ambiente grafico, pagina Fili (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Fili” a pagina 758), permette di controllare l'eliminazione dei nodi di connessione inseriti
manualmente con il comando CNT, all'esecuzione delle funzioni di inserimento automatico dei nodi
(comandi NODI e NODIG). Se l'opzione è attivata, i nodi inseriti manualmente non sono cancellati
con la tracciatura automatica. Nel caso contrario, tutti i nodi di connessione, inseriti con i comandi
CNT, NODI e NODIG, sono cancellati e inseriti solo dove necessario.
La stessa funzione di modifica dei dati dei fili, può essere utilizzata per impostare i valori di default
per i fili tracciati successivamente attraverso tutti i comandi di tracciamento linee elettriche: in tal
caso chiudere il comando con OK senza selezionare fili a cui cambiare i dati.
Linee elettriche 185
Richiesta dati filo
2. Specificare, mediante il cursore, un punto in corrispondenza dei fili a cui tracciare la linea di
sezione.
3. Specificare un secondo punto facendo in modo che la linea elastica visualizzata intersechi i fili
da selezionare.
4. Specificare un terzo punto per la tracciatura della linea di testo.
5. Nella finestra di dialogo Conduttori vengono visualizzati i dati dei fili intercettati; i campi
sezione, colore e designazione contengono l'informazione attribuita al conduttore in fase di
tracciamento.
6. Si tenga presente che, se la linea di sezione interessa più conduttori (linee multifilari), verranno
proposti i dati relativi all'ultimo conduttore selezionato.
7. Tale finestra consente anche l'editazione dei campi visualizzati: attenzione che la modifica di tali
dati non cambia il contenuto informativo del conduttore, ma influenza solo i testi di marcatura.
8. Premere OK per confermare i dati del conduttore e tracciare i testi di marcatura.
È da usarsi come metodo di controllo e verifica dei dati immessi, per evitare incoerenze di
assegnazione su tratti diversi dello stesso filo.
All'avvio del comando, viene richiesto se disegnare o meno i dati di colore e designazione con il
messaggio riportato nella figura seguente.
Come visualizzare o meno i dati filo
1. Scegliere Mostra dati filo.
Marcatura connessioni
La funzione Marcatura connessioni (comando MARKFILI) consente la scrittura di una serie di
informazioni di connessione in prossimità dei pin dei simboli.
Le informazioni mostrate possono essere scelte, tra quelle disponibili, tramite la funzione Parametri
marcatura connessioni (comando MARKFILIOP) dove è possibile modificare anche le proprietà
grafiche della marcatura.
Nella finestra che si apre con il bottoncino a lato della casella è possibile eseguire la composizione
con doppio clic sulle informazioni desiderate.
Non marcare i ponti in morsettiera: consente di escludere dalla marcatura le connessioni fra morsetti
della stessa morsettiera.
Stile di testo
Altezza testo
Le informazioni di connessione vengono inserite nel disegno tramite testi nel layer testi del foglio.
Il comando provvede a scrivere le informazioni su tutti i fogli dello schema aggiornando
un'eventuale scrittura precedente.
Per eliminare tutti i testi inseriti da MARKFILI eseguire la funzione Elimina marcatori connessioni
(comando MARKFILIEL).
Le informazioni disegnate dipendono da quali attributi sono presenti nel blocco; pertanto è possibile
variarle personalizzando i blocchi gestiti.
I blocchi di attributi usati sono ARIFMH e ARIFMV e vengono inseriti dal comando a seconda che
la linea intercettata sia rispettivamente orizzontale o verticale.
Le informazioni filo che sono disegnate in presenza dei relativi attributi sono:
• Sigla del filo (etichetta M1)
• Sezione (etichetta SEZ_FIL)
• Colore (etichetta COL_FIL)
• Designazione (etichetta SIG_DES)
188 Linee elettriche
Inserimento dei marcatori filo
• Lista delle connessioni attraversanti il punto selezionato (etichetta L1); il testo relativo ad una
connessione è composto nella forma [sigla1:pin1 - sigla2:pin2].
Gli attributi dei blocchi marcatori vengono compilati dall’analisi dei fili (comando FILI) ed
aggiornati automaticamente se l’opzione di Aggiornamento automatico - Numerazione fili, è attiva
(vedi comando EGPREF > Preferenze ambiente grafico > Generali).
Come funzione secondaria, i marcatori filo possono fungere da vincoli per il filo. Essi infatti
comprendono anche gli attributi del blocco di vincolo dei fili R1, F1, UBIC1 e FUNZ1 che vengono
ignorati solo se vuoti.
Per ulteriori informazioni sui vincoli filo vedi “Vincolo della sigla del filo” a pagina 175.
9
Librerie di simboli
grafica, la proprietà colore e tipolinea è stata definita DABLOCCO; in tal modo i simboli
assumeranno le proprietà colore e tipolinea attive al momento del loro inserimento sullo schema.
Nella definizione di simboli nuovi a cura dell'utente, sarà opportuno mantenere lo stesso tipo di
impostazione soprattutto degli attributi, al fine di renderli poi trasferibili ai moduli di gestione
materiali o di computo; in particolare vengono considerati per la parte quadristica i primi attributi
(Sigla dispositivo, Descrizione e Dati tecnici) e gli ultimi (Funzione, Ubicazione, Codice alternativo
e Codice principale) mentre per la generazione del computo sono considerati tutti gli attributi
contenuti nei simboli per impiantistica.
iDEA permette la gestione di componenti con al massimo 80 punti di connessione individuati,
quindi, da attributi di etichetta da C1 a C80. Tali attributi verranno, inoltre, riconosciuti anche dalla
procedura di Siglatura Pin secondo varie tipologie.
Simboli di tipo schemi: contengono nell’ordine gli attributi seguenti
Etichetta Messaggio
SIGLA Sigla dispositivo / Sigla morsettiera
ALIAS Alias
VINCOLO Vinc olo
FUNZIONE Descrizione
FUNZIONE2 Descrizione
NOTE Dati tecnici
C1 Pin IN (1) / Pin OUT (1) / Pin (1)
… …
Cn Pin IN (n) / Pin OUT (n) / Pin n
NMAXC / CROSS_REF Formazione / Riferimento incrociato
UBIC Morsettiera
UBIC1 Sigla dell'ubicazione
FUNZ1 Sigla della funzione
UBICDESC Descrizione dell'ubicazione
FUNZDESC Descrizione della funzione
CODICE1 Codice alternativo
CODICE2 Codice principale
Etichetta Messaggio
SIGLAC Sigla dispositivo
ALIASC Alias
VINCOLOC Vincolo
NOTEC Dati tecnici
UBICC Ubicazione
FUNZ1C Funzione
UBICDESC Descrizione dell'ubicazione
FUNZDESC Descrizione della funzione
CODICE1C Codice alternativo
CODICE2C Codice principale
Libreria simboli: attivabile dalle barra Simboli o dal menu Disegna>Simboli, permette
l'inserimento di tutti i simboli per schemi e impianti (vedi “Libreria simboli” a pagina 191).
Cataloghi utente: accessibili in Libreria simboli, permettono l'inserimento dei simboli
personalizzati (vedi “Cataloghi utente” a pagina 200).
Gestione sagome: attivabile dalle barre Archivi o dal menu Strumenti>Archivi, permette
l'inserimento delle sagome per il layout di quadri (vedi “Gestione sagome” a pagina 211).
Librerie di simboli 191
Libreria simboli
Archivio Articoli: attivabile dalle barre Archivi o dal menu Strumenti>Archivi, permette
l'inserimento dei simboli o delle sagome associati agli articoli. Nel caso dei simboli, questi saranno
già codificati per la preventivazione (vedi “Inserimento simboli dall'archivio Articoli” a pagina 212
e vedi “Inserimento sagome dall'archivio Articoli” a pagina 213).
Nel setup di ogni simbolo il campo Modalità di inserimento, indica il tipo di inserimento previsto per
tale simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
I simboli relativi agli schemi multifilari e funzionali di quadristica vengono inseriti richiedendo
esclusivamente il punto di inserimento e i dati descrittivi.
Nel caso venga effettuato un inserimento di un simbolo di schema di potenza unifilare, prelevato
dalla libreria Unifilare, vengono richiesti inoltre i dati relativi alla tabella unifilare, in cui di solito
tali simboli vengono inseriti.
I simboli per schemi multifoglio vengono inseriti sempre nel layer disegni (D_*) del foglio
attualmente in uso.
I simboli relativi agli schemi planimetrici, invece, durante l'inserimento richiedono il punto di
inserimento, un angolo di rotazione e i consueti dati descrittivi. I simboli per schemi planimetrici
oltretutto vengono inseriti sempre nel layer attivo in quel momento.
Il taglio automatico viene eseguito anche se si inseriscono prima i simboli e in seguito le linee sopra
i simboli. Quando un simbolo viene spostato vengono ripristinate le connessioni dei fili ed eseguito
il taglio nella nuova posizione.
Per i simboli compresi nella zona unifilare, la procedura di inserimento consente il loro allineamento
con la mezzeria della colonna di competenza rispetto al punto in cui sono stati inseriti. Il punto di
effettivo inserimento dipende, quindi, dalla larghezza assegnata alle colonne e dall'offset sinistro
indicati quale default nei parametri multifoglio dello schema; ovviamente la tabella utenze dovrà
essere definita (se diversa da quella standard) in modo tale da avere le colonne allineate con quelle
definite parametricamente.
Libreria simboli
I simboli delle librerie di iDEA e utente possono essere inseriti nel disegno mediante l’interfaccia
Libreria simboli.
192 Librerie di simboli
Libreria simboli
Menu: Disegna>Simboli.
La scheda Formazioni viene ripresa al capitolo “Gestione delle apparecchiature” a pagina 251.
La scheda Simboli visualizza i simboli suddivisi per categoria facilmente selezionabili nelle pagine
di una struttura grafica ad albero nella parte sinistra della finestra. Le opzioni della finestra
consentono di muoversi, individuare simboli o blocchi e inserire gli elementi nel disegno corrente
con estrema facilità. Le informazioni sui simboli includono un'anteprima nonché il nome del blocco
.dwg ed una descrizione del simbolo riportati nella barra di stato della finestra.
Nota. La dimensione delle icone dei simboli sono proporzionali alle dimensioni della finestra
Libreria simboli.
È possibile inserire in sequenza più volte lo stesso simbolo se è premuto il pulsante Abilita
l'inserimento ripetitivo del simbolo nel disegno. In questo caso il simbolo selezionato sarà in
sequenza proposto per l'inserimento fino a che non si annulla l'operazione premendo ESC sulla
tastiera.
Per abilitare la richiesta degli attributi all'inserimento del simbolo accertarsi che sia premuto il
pulsante Abilita la richiesta attributi se necessaria.
Nota. Nel caso di inserimento di un macroblocco, per ottenere nel disegno i singoli blocchi,
assicurarsi che nel setup di tale simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203) sia selezionata
l'opzione Esplodi (macroblocchi).
Per un rapido posizionamento dei simboli su schema multifilare può essere utile attivare l’utilità che
centra nella cella il simbolo inserito; a tal fine premere il pulsante Inserisci simboli multifilari al
centro della cella.
Tutti i cataloghi predefiniti della libreria simboli Electro Graphics sono organizzati nelle seguenti
cartelle predefinite:
• Schemi elettrici: cataloghi di simboli per schemi elettrici multifoglio.
• Impianti: cataloghi di simboli per impianti elettrici su foglio topografico.
• Fluidodinamica: cataloghi di simboli per oleodinamica, pneumatica, P&ID ISA.
• Altro: cataloghi di simboli di alcuni costruttori (Siemens, Omron, Pizzato elettrica, Schneider
Electric).
• Cataloghi utente: cataloghi di simboli personalizzati.
Nuove cartelle possono essere create tramite il comando Nuova cartella presente nel menu che si apre
con il tasto destro del mouse; è possibile modificare il nome di ogniuna con il comando Modifica ed
è disponibile anche il comando Elimina.
Nella creazione e modifica di cartelle e cataloghi viene visualizzata la finestra Proprietà in cui è
possibile editare la descrizione e selezionare la cartella o il catalogo all’interno di cui salvare
l’elemento.
Nascondi pagina: permette di nascondere la pagina; se la proprietà Visualizza tutte le pagine nascoste
vengono comunque visualizzate. L'icona della pagina sarà più chiara delle normali (vedi “Opzioni
Libreria simboli” a pagina 196).
Ordinamenti
Le cartelle ed i cataloghi rappresentati nella struttura ad albero possono essere ordinati. Selezionare
una cartella od un catalogo ed utilizzare i comandi disponibili nel menu contestuale: Sposta in alto
(CTRL+Up), Sposta in basso (CTRL+Down) per eseguire l'ordinamento.
In alternativa è possibile ordinare cartelle e cataloghi tramite drag&drop: selezionare l’elemento e
trascinare mantenendo premuto il tasto CTRL; la linea orizzontale di demarcazione indicherà il
nuovo punto di inserimento.
Spostamento di cartelle, cataloghi o pagine
Utilizzare il comando Modifica per riassegnare la cartella od il catalogo di appartenenza.
In alternativa è possibile spostare cartelle e cataloghi tramite drag&drop: selezionare la cartella
oppure il catalogo mantenendo premuto il tasto CTRL, trascinare la selezione sopra la cartella di
destinazione fino a quando apparirà una icona '+' per indicare che la nuova cartella o catalogo è stata
agganciata, quindi rilasciare.
Anche le pagine possono essere spostate tramite modifica del catalogo di appartenenza o tramite
drag&drop.
Elementi nascosti
L'opzione Nascondi ora è applicabile a cartelle e cataloghi oltre alle pagine. Questa opzione è
applicabile tramit eil comando nel menu contestuale ed esclude l'elemento selezionato dalla
visualizzazione nella struttura ad albero.
La visualizzazione degli elementi nascosti è determinata anche dall'opzione di libreria Mostra tutte
le pagine di libreria, disponibile nella finestra opzioni della libraria simboli. Se tale opzione è
selezionata gli elementi nascosti sono comunque visualizzati nella lista ma identificati con una icona
di colore piu leggero delle altre; altrimenti gli elementi nascosti non sono visibili in lista.
Modifica di pagine e cataloghi personalizzati
Le proprietà dei cataloghi (cartelle) e delle pagine possono essere modificate. Per fare ciò selezionare
la cartella o la pagina e premere il tasto destro del mouse; dal menu a cursore e selezionare Modifica.
Per duplicare o eliminare una pagina dal menu a cursore si possono selezionare i comandi Copia ed
Elimina.
Quando si elimina una pagina contenente dei simboli il programma ne chiede conferma e quindi
elimina tutto senza possibilità di annullare l’operazione.
Quando si eliminano tutte le pagine di un catalogo, eseguire Aggiorna dal menu a cursore, per
eliminare dalla struttura anche la cartella.
Barra rapida
Nella parte inferiore della finestra Libreria simboli viene visualizzata una barra degli strumenti,
denominata Barra rapida, che permette di selezionare rapidamente una pagina di simboli tramite le
caratteristiche icone. Premendo uno dei tasti di scelta rapida, verranno visualizzati i simboli della
relativa famiglia.
Nella barra rapida si possono eseguire delle personalizzazioni attivando la finestra FastBar setup.
196 Librerie di simboli
Libreria simboli
Trova
Trova, attivabile dalle barre della libreria, permette di eseguire una rapida visualizzazione dei
simboli presenti in libreria le cui descrizioni corrispondono ai criteri di ricerca impostati.
Compilare la casella Digitare la parola o le parole da cercare. È possibile digitare solo alcuni
caratteri, una parola, una frase, corrispondenti al testo da ricercare (sono rispettate maiuscole e
minuscole) o sceglierlo nella lista a comparsa. Nel riquadro Mostra le parole che, si può scegliere il
criterio di ricerca.
La ricerca viene effettuata, sui seguenti campi del setup del simbolo:
• Nome del blocco dwg
• Messaggio
• Descrizione
Nota. Il percorso delle librerie dipende dai Percorsi di rete correntemente impostati: vedi “Percorsi
di rete” a pagina 742.
Mostra tutte le pagine di libreria: le pagine di libreria possono essere nascoste come descritto in
“Organizzazione dei cataloghi e delle pagine di libreria” a pagina 193; se questa opzione è
selezionata le pagine nascoste vengono comunque visualizzate. L'icona della pagina sarà più chiara
delle normali.
Richiedi conferma prima di spostare i simboli: attivando questa opzione viene chiesta la conferma
quando si sposta un simbolo all'interno della stessa pagina o anche in pagine diverse (vedi
“Organizzazione dei cataloghi e delle pagine di libreria” a pagina 193).
Utilizza pulsante di richiamo rapido: se questa opzione è selezionata, all’inserimento di un simbolo nel
disegno la libreria si chiude ma rimane a video un bottone per la riapertura veloce vedi “Funzione
nascondi automaticamente” a pagina 192.
Nascondi attributi predefiniti in memorizzazione: se questa opzione è selezionata, quando si memorizza
un simbolo nel catalogo utente, se sono presenti gli attributi standard ALIAS, VINCOLO, UBIC,
CODICE1, CODICE2 vengono impostati invisibili come per i simboli standard di iDEA.
Visualizza il pulsante di richiamo rapido all’avvio dell’applicazione: se attiva il pulsante per l’apertura
veloce della libreria è aperto all’avvio del programma; vedi “Funzione nascondi automaticamente”
a pagina 192.
Evidenzia punto di inserimento in salvataggio diapositiva: se questa opzione è selezionata, la
diapositiva creata al salvataggio di un simbolo/macroblocco nel catalogo utente visualizza il punto
di inserimento del simbolo/macroblocco stesso.
Formato di salvataggio simboli: è possibile selezionare nella lista il formato AutoCAD in cui un
simbolo/macroblocco viene salvato nel catalogo utente. Quando si condivide la libreria simboli con
Librerie di simboli 197
Libreria simboli
altre postazioni che utilizzano AutoCAD di versioni differenti è opportuno selezionare il formato
AutoCAD inferiore al fine di mantenere la compatibilità in tutte le postazioni.
Usa caratteri grandi: imposta l'uso di caratteri grandi in Libreria simboli.
Mostra immagini: attiva la visualizzazione dell'anteprima del blocco dell'elemento selezionato.
Questa preferenza è riferita alla scheda Formazioni.
Nella scheda Copia/Incolla possono essere selezionati i parametri oggetto di copia/incolla con i
comandi Copia setup e Incolla setup, che servono per copiare i parametri di setup da un simbolo ad
un’altro (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Nota. Vengono esportate pagine intere, quindi non è possibile esportare solo alcuni simboli (a tale
scopo spostare solo i simboli da esportare in una nuova pagina).
198 Librerie di simboli
Black box
Premere OK e indicare il percorso ed il nome del file .ZIPLIB che conterrà la libreria esportata.
Importa pagine
Il comando Importa pagine chiede di selezionare il file .ZIPLIB che contiene il catalogo da
importare. La finestra di dialogo visualizzata elenca in anteprima le pagine di libreria simboli da
importare.
È possibile inoltre selezionare la modalità di importazione delle pagine già presenti in libreria
possono essere sovrascritte oppure aggiunte alla libreria in base all’opzione selezionata. In caso di
sovrascrittura tutti i simboli della libreria già presenti saranno sostituiti dai simboli importati.
Le pagina non presenti in libreria saranno inserite con la codifica originale.
Black box
Una Black box è un blocco rettangolare che rappresenta un simbolo generico utilizzabile solamente
all'interno del disegno in cui viene inserito.
La funzione di inserimento di Black box permette di inserire rapidamente nello schema blocchi creati
'al volo' dal programma, indicando semplicemente il loro ingombro massimo.
I simboli che ne risultano sono comprensivi degli attributi standard di iDEA (per schemistica o per
impiantistica) e di un pin per ogni linea elettrica che il blocco interseca e che provvede a tagliare.
Librerie di simboli 199
Black box
2. Indicare nel disegno i vertici opposti del riquadro che rappresenta il blocco.
3. Viene inserito un simbolo rettangolare delle dimensioni indicate e provvisto di un pin per ogni
linea elettrica, precedentemente tracciata, intersecata dalla selezione.
linee
elettriche
Primo punto
Secondo
punto
4. All'inserimento della Black Box viene visualizzata la finestra per l'editazione degli attributi del
simbolo come per i blocchi standard di iDEA.
2. Indicare nel disegno i vertici opposti del riquadro che rappresenta il blocco.
3. All'inserimento della Black Box viene visualizzata la finestra per l'editazione degli attributi del
simbolo come per i blocchi standard di iDEA.
Il simbolo creato viene gestito da iDEA come i simboli per impiantistica della libreria standard; come
parametri di setup vengono assunti dei dati standard.
Cataloghi utente
La memorizzazione di blocchi personalizzati può essere eseguita in Libreria simboli. Selezionando
le cartelle Catalogo 1-C, Catalogo 2-D, Catalogo 3-E o Catalogo 4-F è possibile accedere alle pagine
di libreria per i simboli gestiti totalmente dall'utente allo stesso modo dei simboli standard. Tali
librerie possono rappresentare un valido supporto per integrare le librerie di iDEA o per salvare dei
parziali di schema o di impianto da utilizzare come base in lavori successivi.
Tutti i simboli delle librerie utente sono classificati con un codice alfanumerico: una lettera alfabetica
corrispondente al catalogo (C, D, E), seguita dalla lettera della pagina di appartenenza ed un numero
che varia da 1 a 20. Sono disponibili 26 pagine per libreria identificate dalla lettera A fino alla lettera
Z.
Nel Catalogo 2-D sono già inseriti dei macroblocchi. In particolare alle pagine Avviamenti si trovano
macroblocchi relativi ad avviamenti da utilizzare in schemi multifilari e funzionali.
Nuovi cataloghi personalizzati e nuove pagine di celle predisposte per la memorizzazione di blocchi
e macroblocchi possono essere create con i comandi descritti al paragrafo “Organizzazione dei
cataloghi e delle pagine di libreria” a pagina 193.
Librerie di simboli 201
Cataloghi utente
Tipo di simbolo da memorizzare : a seconda del tipo selezionato vengono aggiunti gli attributi
indispensabili, se non presenti, e preimpostato il Setup simbolo.
Nel caso si volesse memorizzare un simbolo in una cella già occupata, verrà richiesto se si desidera
ridefinirlo o meno. Il blocco memorizzato sarà così rappresentato nella cella precedentemente
selezionata e una diapositiva con l'anteprima del blocco visualizzerà il contenuto.
Nota. Anche per i blocchi appartenenti alle librerie utente è prevista la configurazione dei parametri
come per i simboli standard; attivando la finestra di dialogo Setup sono disponibili tutti i parametri
del simbolo da configurare (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
202 Librerie di simboli
Cataloghi utente
Memorizzazione di macroblocchi
Molte volte diventa utile memorizzare, nella libreria utente, delle pagine complete di schema
elettrico formate quindi da simboli, fili e testi descrittivi, chiamati macroblocchi. In tal caso
l'inserimento di detti macroblocchi dovrà essere effettuato attivando la casella Esplodi
(macroblocchi) nella scheda Generale del setup del simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Questa funzione permette di esplodere un qualsiasi macroblocco memorizzato e di riordinarlo nel
foglio corrente; i testi verranno automaticamente inseriti nel layer testi di pertinenza, tutte le linee
verranno inserite nel relativo layer fili e i rimanenti oggetti nel layer disegni.
Menu: Disegna>Simboli.
Generale
Nella scheda Generale sono configurati i parametri principali riguardanti il simbolo selezionato.
Nome del blocco: visualizza il nome del blocco che corrisponde a un file .dwg salvato nelle librerie
di iDEA. Il nome non è mai editabile. Per i simboli del catalogo utente il nome viene assegnato
automaticamente in base alla cella in cui è salvato.
Classe del simbolo: visualizza l’eventuale classe a cui appartiene il simbolo; vedi “Classi di simboli”
a pagina 209.
Percorso: indica il percorso in cui è collocato il blocco.
Messaggio: la descrizione qui compilata viene visualizzata sulla finestra di dialogo principale della
libreria. Per i simboli standard di iDEA è indicato il riferimento alla normativa.
Classificazione in libreria: indica la famiglia del simbolo e quindi della pagina di libreria in cui viene
visualizzato. Selezionando una nuova famiglia, il simbolo viene automaticamente spostato nella
nuova pagina.
Tipologia: indica la tipologia del simbolo. A seconda dell'uso del simbolo selezionare:
• Simbolo normale: simboli generici sia di schemi che impianti.
• Elemento di comando: simboli di elementi di comando utilizzabili nella composizione delle
formazioni.
• Elemento riferito: simboli di elementi riferiti utilizzabili nella composizione delle formazioni.
La sigla dipenderà dall'elemento di comando a cui è riferito.
• Unità centrale PLC: simboli di unità centrali di PLC, utilizzabili all'interno dell'ambiente grafico
e nel programma Plc.
• Operando PLC: simboli di operandi di PLC, utilizzabili all'interno dell'ambiente grafico e nel
programma Plc. La sigla dipenderà dall'unità centrale PLC a cui è riferito.
• Morsetto: simboli che verranno riconosciuti come morsetti e quindi resi disponibili
nell’interfaccia Inserimento morsetti.
• Connettore: simboli che verranno riconosciuti come pin di connettore e quindi resi disponibili
nell’interfaccia Inserimento connettori.
• Simbolo impianti: simboli che verranno riconosciuti come pin di connettore e quindi resi
disponibili nell’interfaccia Inserimento connettori.
Nota. Selezionando Elemento di comando o Unità centrale PLC viene mostrata la scheda Elemento
di comando, mentre se si seleziona Elemento riferito o Operando PLC nella finestra Setup viene
mostrata la scheda Elemento di comando.
Tipologia di simbolo impianti: questo dato è visibile solo per simboli con tipologia Simbolo impianti
ed è stato introdotto per qualificare i simboli di impiantistica al fine di eseguire la verifica dotazione
minima d’impianto secondo la variante V3 della norma CEI 64-8 (vedi “Dotazioni minime
d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461). Le tipologie simbolo impianti (Presa, Presa
TV, Lampada, Citofono, ...) sono essenzialmente quelle previste dalla norma, ma nulla vieta, se si
presentasse la necessità, di introdurne di nuove.
Modalità inserimento: specifica la modalità di inserimento che può variare a seconda della categoria
del simbolo:
• Multifilare e Unifilare;
• Impianti (con rotazione);
Librerie di simboli 205
Setup dei simboli
Pin: questo bottone visualizza la finestra di dialogo Pin in cui inserire le informazioni riguardanti
l'eventuale piedinatura del componente: è possibile aggiungere i numeri dei pin singolarmente o in
sequenza o modificarli; tali codici vanno a compilare gli attributi Pin In (1), Pin Out (1), etc..., di
etichetta che va da C1 a C80.
Elevazione: per i simboli di impiantistica, quindi con Modalità inserimento Impianti (con rotazione),
anziché il bottone Pin è visualizzata la casella Elevazione, attivabile con una casella di spunta, per
impostare l’elevazione a cui inserire il simbolo nel disegno. L’opzione Predefinita permette di
specificare una misura assoluta in metri. Le altre opzioni sono quelle definite nei parametri del
disegno (in Preferenze > Parametri topografico). In tal modo non è necessario attribuire un valore
assoluto di elevazione ma l’assegnazione dipende dalla configurazione assegnata al disegno.
Un’ulteriore casella di spunta permette di notificare al programma quali segni grafici per
impiantistica non richiedono rotazione sul disegno in fase di inserimento.
Attiva richiesta attributi: spuntare questa casella se si desidera che all'inserimento del simbolo venga
data la possibilità di editare gli attributi.
Esplodi (macroblocchi): spuntare questa casella se si desidera che all'inserimento il macroblocco
venga nei simboli blocchi. È attiva solo nei cataloghi utente.
Legenda
Le seguenti impostazioni riguardano i dati relativi alla legenda simboli (vedi “Legenda simboli” a
pagina 220).
Abilita il simbolo nella legenda dei simboli: l’opzione che abilita la ricerca del simbolo durante la
tracciatura della legenda.
Posizione: questa casella di testo permette di dare un ordinamento ai simboli durante la tracciatura
della legenda. Ad esempio, se si vuole che tutte le plafoniere vengano inserite come prime righe della
legenda, si dovrà modificare il contenuto di questo campo e quello di tutte le altre plafoniere con un
valore pari a 10; se poi nella legenda simboli, dopo le plafoniere, vorremmo inserire i punti luce, si
assegnerà per tutti i punti luce un valore pari a 20 e così via fino a creare un ordinamento adeguato
alle proprie esigenze. Si ricorda che nel caso in cui il contenuto di tale campo sia vuoto, il programma
eseguirà un ordinamento dei simboli in base al nome del simbolo stesso.
Descrizione: le due caselle di testo permettono di dare una descrizione dettagliata del simbolo fino ad
un massimo di 160 caratteri.
Designazione dei componenti
Tutti i simboli della libreria possiedono un codice letterale per la designazione del componente
stesso. La scelta della famiglia di appartenenza o dell'eventuale contrassegno può essere effettuata
scrivendone il codice nella casella di testo relativa oppure sfogliando la lista a comparsa fino a
trovare il codice voluto. Selezionando tale codice nella lista verranno aggiornate automaticamente
le caselle di testo relative alla famiglia e al contrassegno. I simboli inseriti nelle librerie standard di
iDEA sono stati designati seguendo le direttive della normativa CEI EN 61346. È importante per la
funzionalità del programma, gestire con cura la designazione dei componenti in quanto è parte
fondamentale per una corretta siglatura dei simboli. A questo proposito si rimanda al capitolo
“Siglatura dei simboli” a pagina 271.
Famiglia (CEI EN 61346): codice letterale per la designazione del tipo di componente; selezionare dalla
lista a comparsa la famiglia secondo la norma CEI EN 61346.
Famiglia (CEI EN 81346): prevede un prefisso di siglatura composto di 1 o 2 caratteri in base alla scelta.
La finestra di scelta presenta un albero con la lista delle classi e sottoclassi stabilite dalla norma.
Selezionare nell'albero la famiglia simboli desiderata in modo che il programma imposti la sigla
corretta. Una casella di testo consente di effettuare una ricerca secondo una parola chiave e filtrare i
rami dell'albero secondo quanto digitato. Selezionando un ramo, nella parte inferiore della finestra,
è mostrata una nota descrittiva del ramo selezionato.
Famiglia (IEC 750): codice letterale per la designazione del tipo di componente secondo la norma IEC
750.
Contrassegno: codice letterale con combinazione di due lettere selezionabile dalla lista a comparsa.
Se per un tipo di componente non viene indicata la combinazione di due lettere, sarà opportuno
utilizzare altre combinazioni di due lettere, o, preferibilmente, l'appropriato codice letterale singolo.
206 Librerie di simboli
Setup dei simboli
Snap ad oggetto
La scheda Snap ad oggetto contiene le impostazioni personalizzate riguardanti la modalità di snap
ad oggetto. Selezionare la casella <nessuno> per non attivare alcun snap durante l'inserimento del
simbolo. Selezionare una delle altre opzioni per attivare il relativo snap ad oggetto in fase di
inserimento del simbolo
Avanzate
Nella scheda Avanzate sono configurati altri parametri riguardanti il simbolo selezionato.
Tagli
Sono impostati i parametri di taglio che controllano come vengono tagliate le linee elettriche
all’inserimento dei simboli.
Taglio automatico: imposta la modalità di taglio calcolato dal programma secondo le dimensioni
d'ingombro del simbolo. Questa modalità disabilita i parametri di taglio impostati.
Numero tagli: numero di tagli che il simbolo deve effettuare.
Passo: distanza espressa in mm tra due piedini del componente.
Lunghezza: lunghezza in mm del taglio.
Taglio simmetrico: abilita il taglio delle linee rispetto al punto di inserimento simmetrico del simbolo.
Come riferimento per la gestione dei simboli con taglio asimmetrico, si presuppone che il punto di
inserimento sia posto in alto a sinistra del simbolo stesso, quindi, il taglio verrà effettuato verso destra
sui simboli con direzione di taglio orizzontale e verso il basso per i simboli con taglio verticale.
Direzione: lista a comparsa con indicazione della direzione di taglio. Le scelte possibili sono:
Verticale per simboli che effettuano il taglio lungo l'asse Y del conduttore, Orizzontale per simboli
che effettuano il taglio lungo l'asse X del conduttore o Entrambi che raggruppa le precedenti due
possibilità.
La figura seguente mostra i riferimenti di centraggio dei simboli in base al loro punto di inserimento.
Materiale
Ogni simbolo può essere associato ad uno specifico articolo del magazzino (archivio Articoli) o una
voce di computo metrico (Listino); questo legame è definito da codici che possono essere inseriti
nelle caselle di testo relative, così da poter essere precompilati ad ogni inserimento del simbolo
stesso.
Codice principale: casella di testo indicante il codice principale del materiale, prelevabile dagli archivi
di iDEA attivabili dal bottone a fianco della casella.
Codice alternativo: casella di testo indicante l'eventuale codice alternativo del materiale.
Parametri
Scala: scala relativa del simbolo che viene moltiplicata per il fattore di scala simboli generale. Tale
valore deve sempre essere maggiore di 0.
Rotazione: angolo di rotazione del simbolo.
Layer: layer di inserimento predefinito. In fase di inserimento nel disegno il simbolo verrà inserito
sul layer preimpostato, indifferentemente dal layer corrente. Questa opzione è utile prettamente per
simboli di impiantistica.
Orientamento in morsettiera: in questa lista a comparsa è possibile scegliere l'indicazione INT o EXT
per impostare in modo predefinito che il simbolo è ubicato in Interno o Esterno al quadro o meglio
se è collegato alla morsettira lato interno o esterno del quadro. L'indicazione viene compilata
nell'attributo Morsettiera (etichetta UBIC) del simbolo e viene utilizzata dall’analisi dello schema
per orientare i collegamenti in mancanza di altre indicazioni quali lo schema di interconnessione.
Abilita la numerazione progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo : vedi “Numerazione
progressiva delle fasi” a pagina 372.
Schema unifilare
Descrizione aggiuntiva: solo per alcuni tipi di simbolo si dovrà configurare una delle seguenti opzioni.
• Tabelle linee utenza: selezionare nei simboli per schemi unifilari, tale che all’inserimento del
simbolo vengano richiesti e inseriti anche i dati dell’utenza nella tabella utenze sottostante.
• Tabelle terre: selezionare nei simboli per la tabella terre, tale che all’inserimento del simbolo
vengano richiesti e inseriti anche i dati per la compilazione della tabella terre sottostante.
Elemento di comando
Se il simbolo in editazione è un dispositivo di comando, come ad esempio le bobine, interruttori di
potenza,..., nella scheda Generale del setup si deve selezionare Elemento di comando nella lista
Tipologia. Di conseguenza viene attivata la scheda Elementi di comando nella quale i dati di
inserimento della tabella di cross reference, l'eventuale numero massimo di contatti previsti e un
codice di formazione di default.
Per quanto riguarda le apparecchiature o formazioni vedere il capitolo “Gestione delle
apparecchiature” a pagina 251.
Tipologia: per ogni elemento generatore è definibile la posizione nella quale andranno inserite le varie
tabelle di cross-reference, identificata mediante tre possibili tipologie chiamate L, M o B.
• Punto inserimento blocco (L): in tal caso il punto di riferimento rispetto al quale immettere la
tabella di cross-reference è il punto di inserimento del simbolo generatore stesso.
208 Librerie di simboli
Setup dei simboli
• Punto inserimento, base foglio (M): in quest'ultimo caso il punto di riferimento per le tabelle è
determinato dalla coordinata X del punto di inserimento del simbolo generatore e come coordinata
Y si assume la base del foglio; trattasi, quindi, di un caso misto tra i primi due ma che consente di
allineare sempre le croci di riferimento, ad esempio con le bobine a cui si riferiscono.
• Mezzeria colonna, base foglio (B): in tal caso la croce o i contatti riferiti andranno immessi in
posizione relativa rispetto alla mezzeria della colonna su cui è definito il simbolo per quanto riguarda
la coordinata X e rispetto alla base del foglio per quanto riguarda la coordinata Y; il riferimento è
quindi il punto medio posto alla base della colonna di inserimento del simbolo generatore.
Rispetto al punto di riferimento individuato dalla tipologia scelta, è possibile assegnare uno
scostamento relativo in X ed Y per posizionare a piacere croci o contatti di cross-reference. Tali
scostamenti sono individuati da Delta X e Delta Y nella finestra di immissione dati relativa agli
elementi generatori di riferimento.
Delta X: scostamento X, rappresentato nel disegno a fianco, per il posizionamento delle croci di cross
reference.
Delta Y: scostamento Y, rappresentato nel disegno a fianco, per il posizionamento delle croci di cross
reference.
Nota. I parametri Delta X e Delta Y variano a seconda se si sta utilizzando i simboli grafici realizzati
secondo le vecchie norme CEI del 1985, oppure i nuovi simboli grafici. Nella finestra di dialogo
viene visualizzato un avviso per indicare l'uso dei vecchi simboli.
Blocco cross reference: dalla lista a comparsa selezionare il blocco dwg da utilizzare per
rappresentazione della croce di cross reference. Attraverso il pulsante Anteprima si potrà
visualizzare un'anteprima della rappresentazione grafica del blocco cross reference selezionato.
Ruota la tabellina con i contatti di 90°: selezionare questa casella per tracciare la tabellina con i contatti
ruotata di 90°; serve per recuperare spazio nello schema.
N° massimo contatti: settare il numero massimo di contatti che l'elemento di comando può controllare.
NA/NC/NS: casella di testo, indicante il numero massimo di contatti previsto per quell'elemento. È da
utilizzare solamente per indicare una formazione del tipo Numero di contatti per tipo (vedi “Numero
di contatti per tipo” a pagina 266). La sintassi della casella prevede l'immissione ordinata di numero
massimo di contatti aperti, chiusi e di scambio separati da un segno di “/” come indicato anche
nell'etichetta.
Altezza massima colonna contatti: altezza massima della tabellina contatti tracciata con la funzione
Cross reference. Impostando una altezza massima i contatti eccedenti vengono tracciati su colonne
affiancate.
Scostamento colonne contatti: è la distanza tra le colonne nella tabellina contatti tracciata con la
funzione Cross reference.
Librerie di simboli 209
Setup dei simboli
Elemento riferito
Se nella scheda Generale del setup si seleziona la tipologia Elemento riferito viene attivata la scheda
Elemento riferito nella quale impostare i dati relativi al simbolo per relazionarlo ad un elemento di
comando nelle formazioni (o apparecchiature); tipico e classico caso i contatti di un relè, gli elementi
di commutazione di un contattore o gli operandi di un PLC.
Per quanto riguarda le apparecchiature o formazioni vedere il capitolo “Gestione delle
apparecchiature” a pagina 251.
Stato: nella lista a comparsa scegliere lo stato a riposo dell'elemento. Sono disponibili le tipologie:
Aperto, Chiuso, Scambio, Segnalazione, PLC in, PLC out, Accessorio.
Nota. Gli elementi riferiti con stato Accessorio non sono riportati nelle tabelle del cross reference.
Tipologia:nella lista a comparsa scegliere la tipologia del contatto conforme alla norma EN
61082-2/[Link]. Le informazioni dei riferimenti dei contatti rappresentati in maniera distribuita,
vengono disposte nella tabellina con i contatti.
A lato sono presenti due pulsanti per visualizzare l’anteprima e il nome dei blocchi utilizzati per
comporre la tabellina. Il primo blocco viene utilizzato se l’elemento è il primo della tabella; il
secondo blocco viene utilizzato se l’elemento va accodato ad altri nella tabellina.
Tutti i blocchi possono essere personalizzati; per aggiungere informazioni possono essere usati gli
attributi elencati al paragrafo “Personalizzazione dei blocchi di cross reference” a pagina 293.
Classi di simboli
A ciascun simbolo per schemistica presente in libreria simboli è possibile assegnare una classe di
appartenenza. La classe di simbolo permette di inglobare sotto un unico riferimento diverse
rappresentazioni di uno stesso simbolo grafico, ad esempio simboli che vengono visualizzati in
forme diverse a seconda della direzione di inserimento.
Tale gestione è utile con morsetti, connettori e contatti ausiliari. Le procedure di inserimento di tali
elementi, consentono la selezione automatica del simbolo corretto sulla base dell’orientamento dei
fili tracciati.
Per esempio, in libreria i simboli del contattore tripolare orizzontale e verticale appartengono alla
stessa classe; inserendo un contattore tripolare di un’apparecchiatura (tramite il comando CONT) il
programma rileva l’orientamento dei fili nel punto di inserimento selezionato e inserisce il simbolo
opportuno; in alternativa propone le due varianti. Lo stesso vale per i connettori: in fase di
inserimento il programma propone, tra quelli della stessa classe, il blocco con orientamento
conforme ai fili selezionati.
Per associare il simbolo selezionato ad una delle classi già definite per la stessa tipologia, elencate
nella finestra, fare doppio clic o premere il pulsante Assegna.
210 Librerie di simboli
Utilità per il cambio del fattore di larghezza testi e attributi
È possibile definire una nuova classe digitando un nome nuovo nella casella Classe di appartenenza
o premendo il pulsante Classe = nome del blocco.
Per definire l’orientamento di inserimento del simbolo selezionato fare clic sull’apposito pulsante
con la freccia che indica il verso desiderato.
Nell’elenco di destra vengono mostrati tutti i blocchi appartenenti alla classe selezionata.
Il comando applica il fattore di larghezza unitario (1) a tutti i testi e attributi del disegno corrente
oppure, per chi desidera effettuare un cambio radicale alle modalità di disegno, a tutti i blocchi
presenti in libreria.
Una casella di spunta permette di effettuare anche una riduzione dell’altezza dei testi: l’opzione serve
per compensare parzialmente un’inevitabile allargamento dei testi che potrebbero sovrapporsi.
Librerie di simboli 211
Mappa della libreria simboli
Si consiglia di fare la conversione solo dopo aver effettuato il backup dei disegni originali.
Gestione sagome
Oltre alle librerie dei simboli standard presenti in Libreria simboli sono disponibili ulteriori simboli
nell’interfaccia Gestione sagome.
A seconda del gruppo scelto dalla lista a discesa (nella barra degli strumenti), Componenti, Sagome
carpenteria o Particolari sono disponibili circa 11000 simboli relativi a carpenterie e componenti dei
maggiori costruttori: ABB Sace (Turati), Allen-Bradley, BTicino, GE, Gewiss, Schneider, Klockner
Moeller, Nuova Magrini Galileo, Rittal, Sarel, Siemens, Telemecanique, Weidmuller e altri. Nel
gruppo Particolari sono disponibili simboli per la rappresentazione di particolari di impianti,
diagrammi, layout di uffici e segnalazioni.
212 Librerie di simboli
Inserimento simboli dall'archivio Articoli
Il bottone Trova attiva il pannello con la possibilità di cercare per nome del blocco, anche parziale e
per costruttore.
Come accedere a Gestione sagome
• Scegliere Sagome.
Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Carpenteria.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: SAGOME.
Il comando Inserisce, disponibile nella barra degli strumenti, permette di aggiungere un nuovo
elemento all'interno di Gestione sagome, attraverso la finestra di dialogo Proprietà.
Nella finestra Proprietà selezionare il nodo di appartenenza selezionando il pulsante Cambia; nella
casella Descrizione digitare la descrizione da riportare nell’albero. Di seguito, se si seleziona la
casella Blocco associato è possibile scegliere il blocco dwg da aggiungere in Gestione sagome. In
alternativa è possibile inserire un gruppo o una cartella personalizzata. Nel caso di nuove sagome si
deve impostare anche la Scala.
Con il comando Modifica, per ogni elemento selezionato nell’albero è possibile cambiare la
descrizione, spostarlo di cartella o, se si tratta di una sagome, variarne la scala di inserimento.
Usare il comando Elimina per eliminare l’elemento selezionato nell’albero di Gestione sagome.
Attenzione. Se è selezionato un nodo o gruppo o cartella vengono eliminati tutti gli elementi
sottostanti; in questo modo si possono perdere interi gruppi di sagome!
Ricerca in Preferiti
Per risparmiare tempo quando si devono inserire simboli usati di frequente, è possibile utilizzare il
pulsante Preferiti. Grazie a questo pulsante è possibile visualizzare il contenuto della cartella
Preferiti, che comprende i collegamenti ai simboli utilizzati più di frequente. Tramite il comando
Aggiungi a preferiti, dopo aver selezionato alcuni collegamenti ai simboli, è possibile aggiungere
elementi alla cartella Preferiti. In visualizzazione dei preferiti è attivo nel menu del cursore il
comando Elimina da preferiti.
Menu: Strumenti>Archivi.
Nota. Nel caso di articoli di formazione viene inserito il simbolo dell'elemento di comando (o
dell'unità centrale PLC). Per l'inserimento degli elementi riferiti (o degli operandi PLC) si utilizza la
funzione Apparecchiatura (vedi “Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258).
Nota. Per la scelta dei dati tecnici da riportare automaticamente nel simbolo vedi “Scelta dei dati
tecnici da riportare nel simbolo” a pagina 691.
Menu: Strumenti>Archivi.
Menu: Disegna>Simboli.
Dopo l’importazione può essere utile salvare il dsegno importato in una cella del catalogo utente di
iDEA per poter riutilizzarlo in altri casi.
I file EDZ, oltre alla grafica elementare del blocco, contengono in genere anche le informazioni
tecniche di uno o più codici materiali specifici:
• Codice e descrizione dell’articolo;
• Dimensioni di ingombro e peso;
• Eventuale immagine rappresentativa: se presente viene associata all’elemento di archivio
materiali;
• Eventuale schede tecniche associate: la documentazione se presente viene collegata agli articoli
in archivio materiali;
• Blocco per rappresentazione schematica: se presente la macro viene convertita in dwg e
associata come blocco dell’articolo in questione;
• Blocco per rappresentazione layout quadro: convertito in .dwg e associato anch’esso come
sagoma di layout.
Librerie di simboli 215
Editazione degli attributi dei simboli
Al termine della conversione viene visualizzata una finestra di dialogo riportante la lista dei codici
materiali convertiti. Se vi sono informazioni grafiche la finestra permette di procedere
immediatamente all’inserimento del blocco multifilare.
Menu: Edita>Attributi.
In alternativa, per velocizzare l'operazione di editazione su più simboli, si può ricorrere alla funzione
Editazione multipla degli attributi.
Come modificare le proprietà degli attributi
1. Scegliere Editazione attributi avanzata.
Menu: Edita>Attributi.
Scala simboli
La scala dei simboli agisce su tutte le funzioni di inserimento dei simboli di libreria e può essere
cambiata in qualsiasi momento andando a influenzare le operazioni di immissione successive.
Come variare la scala dei simboli
• Scegliere Cambia scala simboli.
Menu: Disegna>Simboli.
Nella finestra Parametri inserimento simboli, viene indicato il valore corrente di scala simboli, il
valore corrente del passo e la modalità di inserimento, Diretto o Riferito dei simboli relativi
all'impiantistica.
216 Librerie di simboli
Copia simbolo
Il fattore di scala simboli influenza anche la distanza tra le linee multifilari tracciate con le apposite
procedure. La modifica del passo influenza il comportamento della procedura di immissione simboli
della libreria per impiantistica e la tracciatura delle linee multifilari.
Nel riquadro Inserimento simbolo si può impostare il metodo di inserimento sul disegno dei simboli
relativi all'impiantistica.
Diretto: è il metodo predefinito e normalmente utilizzato, per il quale iDEA richiede il punto in cui
effettuare la collocazione del simbolo richiesto.
Riferito: selezionare questo metodo quando c’è l'esigenza di inserire un componente relativamente ad
altri elementi; quando il punto di inserimento va dedotto o calcolato a partire da un punto noto, ad
una certa distanza da questo e verso una direzione. Può essere usato, ad esempio, nei topografici di
posa per l’inserimento ad una certa distanza dalla spalla di una porta, al centro di una stanza, etc...
Copia simbolo
Questa funzione consente la selezione e la successiva copia, con taglio automatico dei fili, di un
simbolo presente sul foglio attivo correntemente. Dopo l'inserimento viene aperta la finestra per
l’editazione degli attributi presentando la sigla aggiornata e gli attributi letti dal simbolo originario.
Come copiare un simbolo
1. Scegliere Copia simbolo.
Menu: Disegna>Simboli.
Sposta simbolo
Questa funzione consente la selezione ed il successivo spostamento di un simbolo presente sul foglio
corrente. A seconda del simbolo è previsto il ricongiungimento dei conduttori ai quali era collegato
ed il taglio successivo dei conduttori sui quali sarà posizionato. Infine viene chiesto se si desidera
aggiornare la sigla automaticamente.
Se il simbolo spostato è del tipo elemento di comando, conseguentemente all’aggiornamento della
sigla simbolo vengono aggiornate anche le sigle degli eventuali elementi riferiti.
Librerie di simboli 217
Cancella simbolo
Menu: Disegna>Simboli.
Cancella simbolo
Per cancellare di simboli dal disegno si possono usare i comandi CAD o l’apposito comando
Cancella simbolo.
Come cancellare un simbolo
1. Scegliere Cancella simbolo.
Menu: Disegna>Simboli.
Spostamento di simboli
Il comando Sposta permette di spostare un simbolo all’interno del foglio corrente.
Avviare il comando Sposta dal menu Edita e selezionare nel disegno il simbolo da spostare.
Selezionare di seguito il punto base (meglio se il punto di inserimento del simbolo) e il punto di
spostamento. Il simbolo verrà spostato nella posizione indicata con il taglio e del ripristino
automatico dei fili intersecati.
Spostamento tramite grip
Un modo veloce di spostare un simbolo è costituito dall’uso dei grip. Dopo aver selezionato gli
oggetti da spostare, si seleziona il grip di base (fare clic sul grip posto nel punto di inserimento del
simbolo). Viene attivata la modalità Stira che permette di spostare il simbolo in un’altra posizione.
Nel caso non si sia selezionato il grip corrispondente al punto d’inserimento del simbolo, premere
INVIO per attivare la modalità Sposta.
Copia di simboli
Il comando Copia permette di eseguire copie singole o multiple di un simbolo nel foglio corrente.
Avviare il comando Copia dal menu Edita e selezionare nel disegno il simbolo da copiare.
Selezionare di seguito il punto base (meglio se il punto di inserimento del simbolo) e il punto di
spostamento. Il simbolo verrà copiato nella posizione indicata con il taglio automatico dei fili
intersecati.
218 Librerie di simboli
Sostituzione simboli
Copie multiple
Per eseguire copie multiple, dopo aver selezionato il simbolo digitare m (opzione Multiplo) e quindi
indicare il punto base e il punto di spostamento. Il simbolo verrà copiato in ogni posizione indicata
con un clic: premere INVIO per terminare l’operazione.
Nota. Nel caso di copia multipla, a causa del refresh del video, il taglio dei fili è visibile al termine
dell’operazione di copia multipla.
Cancella
Tutti gli oggetti dello schema possono essere cancellati con il comando Cancella, disponibile dal
menu Edita. Quindi, cancellando simboli, morsetti o connettori, vengono aggiornate in automatico
le liste dei morsetti o connettori.
Nota. Il taglio automatico del filo è attivo se in Preferenze ambiente grafico, scheda Disegno, è
selezionata la preferenza Taglio automatico in linea (comando EGPREF, vedi “Generali” a
pagina 757).
Sostituzione simboli
È possibile sostituire tutte le definizioni di un simbolo nel disegno corrente. La ridefinizione dei
blocchi ha effetto sugli inserimenti precedenti del blocco nel disegno corrente e sugli attributi
associati.
Di seguito riportiamo alcuni esempi in cui è utile questa funzione.
• Sostituire un tipo di simbolo grafico realizzato con le vecchi enorme CEI del 1985 con uno
equivalente realizzato con la nuova normativa.
• Sostituire, in tutto il disegno, un simbolo con un simbolo di diverso tipo.
• Spostare uno o più attributi sui simboli dello stesso tipo: in questo caso si dovrà creare un
simbolo con la disposizione degli attributi modificata e la parte grafica uguale.
Prima di eseguire la sostituzione, detto blocco di sostituzione, deve essere inserito nel disegno oppure
può essere selezionato dalla liberia simboli dalla finestra Sostituzione blocco. Nel caso il nuovo
simbolo non sia già presente in libreria o nel caso si intenda spostare gli attributi, si deve creare il
nuovo blocco partendo da un simbolo standard esploso e quindi salvarlo nel catalogo utente.
Come eseguire la sostituzione di un simbolo
1. Nel disegno interessato alla modifica, inserire il nuovo simbolo (Blocco di sostituzione) vicino
ad uno dei simboli da sostituire.
2. Selezionare Sostituisci blocco.
Menu: Disegna>Simboli.
Attenzione. Il blocco di sostituzione deve essere inserito nel disegno e non deve essere esploso.
Con la sostituzione, i nuovi simboli vengono inseriti al posto dei simboli sostituiti, adattando se
necessario il taglio dei fili e mantenendo le informazioni compilate per gli attributi che non
cambiano, anche se spostati.
Il comando Marcatura dei terminali consente di numerare automaticamente gli attributi di un simbolo
che rappresentano il numero del pin di connessione del componente con l'esterno. In particolare,
consente di assegnare una numerazione sequenziale ai morsetti del componente selezionato, scelta
fra quelle disponibili.
Tale comando deve essere utilizzato su simboli predisposti con una appropriata struttura di attributi
in quanto vengono ricercati gli attributi la cui etichetta abbia nome C1, C2, C3,... per i simboli delle
librerie multifilare e ausiliarie.
220 Librerie di simboli
Legenda simboli
Menu: Schemi>Morsetti.
3. Selezionare la tipologia di siglatura tra quelle riportate, ed indicare numero iniziale e prefisso per
le modalità di siglatura che lo richiedono.
4. Scegliere OK.
5. Selezionare nel disegno i simboli da siglare.
6. Digitate us per ritornare alla finestra di dialogo Marcatura dei terminali.
7. Per uscire dalla procedura premere il pulsante Annulla.
Legenda simboli
iDEA permette la generazione automatica della legenda simboli, tipicamente indicata sugli schemi
relativi ai piani di posa topografici dell'impianto elettrico.
Nota. Sono presi in considerazione i simboli inseriti nella libreria simboli (standard e utente).
Eventuali altri simboli non salvati in nella libreria di iDEA non sono considerati.
All’avvio la funzione richiede se ricercare i simboli in modo globale, per ubicazione o per funzione.
Se si sceglie la ricerca per ubicazione o funzione si selezionerà dalla lista l’ubicazione o la funzione
da cui estrarre i simboli per la generazione della legenda (vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a
pagina 331).
La legenda può riportare le due descrizioni predisposte nel setup di ogni simbolo in libreria, È
possibile utilizzare le due descrizioni della legenda dei simboli su due righe distinte (ad esempio nel
caso rappresentino descrizioni in due lingue diverse) oppure attivare la traduzione in una determinata
lingua. Nel secondo caso è necessario provvedere alla traduzione delle descrizioni all'interno della
tabella dei titoli delle stampe (comando EGPREF, vedi “Imposta pagina” a pagina 742).
Librerie di simboli 221
Legenda simboli
La finestra di dialogo per l’impostazione delle caratteristiche grafiche della tabella permette la
selezione della sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva. È possibile personalizzare il
titolo, lo stile di testo e il carattere da adottare. Nel riquadro Righe, è possibile impostare l’altezza
della riga, il numero di righe nella tabella e quante colonne (tabelle) disegnare in un foglio.
È possibile prefissare il punto di inserimento (inizio) della tabella oppure mantenere selezionata
l’opzione Specifica sullo schermo, per selezionarlo quando si avvia il disegno.
È possibile anche scegliere il colore della tabella, dei titoli e dei testi.
Il comando Rinomina titolo colonna, permette di personalizzare facilmente il titolo di una colonna.
Il comando può essere eseguito anche eseguendo un doppio clic sulla descrizione della colonna
stessa.
Profili
Il comando Salvataggio profilo, salva le impostazioni correnti in un profilo. Viene proposto il nome
del profilo corrente, nel caso in cui non sia stato selezionato alcun profilo la finestra propone un
nuovo nome, permettendo in tal modo di duplicare facilmente un profilo esistente. La casella a
discesa di scelta del profilo, quindi, permette di richiamare velocemente le impostazioni salvate
precedentemente.
Il comando Elimina profilo, corrente permette di rimuovere definitivamente il profilo selezionato.
Il comando Ripristina titoli colonne, ripristina i valori predefiniti di titolo e ordinamento delle
colonne. Nel caso di aggiornamento di una tabella già disegnata, il comando ripristina i valori
originali.
Filtra dati
Attivando questa casella di spunta, facendo clic su OK verrà visualizzata l’anteprima di tutti i dati
della tabella in una finestra di dialogo. Tale finestra permette di filtrare fino a due colonne a scelta
le righe di dati. In tal modo è possibile ad esempio riportare solamente i cavi di una determinata
ubicazione o i fogli con una determinata funzione. Il filtro viene riapplicato automaticamente nel
caso di aggiornamento della tabella.
Attualmente la tabella della legenda simboli può riportare una sola riga per campo; per questo motivo
è stata lasciata la possibilità di attivare la legenda precedente attraverso l’opzione disponibile in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda Generali, Avanzate (bottone in basso a
destra).
Come generare la legenda simboli
1. Scegliere Legenda.
Menu: Disegna>Simboli.
2. Scegliere l’opzione per la ricerca simboli: Globale, oppure Ubicazione o Funzione per
restringere il gruppo dei simboli considerati.
3. Nella finestra di dialogo Legenda simboli, impostare i parametri per la tracciatura della legenda,
come ad esempio il titolo, lo stile di testo, etc...
4. Confermare le scelte premendo il pulsante OK.
5. Specificare il punto di inserimento della legenda nel disegno.
222 Librerie di simboli
Legenda simboli
Menu: Disegna>Simboli.
Menu: Disegna>Simboli.
3. Viene visualizzate la finestra Creazione fogli per l'inserimento dei un nuovo foglio: nella casella
Titolo digitare un titolo da assegnare al foglio o mantenere “Legenda simboli” come proposto.
4. Premere il pulsante OK.
5. Vengono inseriti i fogli necessari e tracciata la tabella con la legenda.
Menu: Disegna>Simboli.
Importante. I simboli elaborati a prescindere dal metodo di selezione, devono avere l’attributo
Sigla dispositivo non vuoto.
Opzioni
Attraverso il pulsante Opzioni della finestra Elenco descrittivo simboli, si può accedere alle relative
opzioni.
Escludi i simboli di schemistica privi di descrizione: questa opzione, attiva per default, stabilisce che i
simboli da riportare nella tabella Elenco simboli devono avere compilato l'attributo Descrizione
(etichetta FUNZIONE).
Inserisci nella tabella anche i simboli di impiantistica: questa opzione, non attiva per default, stabilisce
che sono inseriti nella tabella Elenco simboli anche i simboli di impiantistica (vedi “Simboli di tipo
impianti: contengono nell’ordine gli attributi seguenti” a pagina 190). Attivando questa opzione è
possibile tracciare una tabella di elenco simboli anche negli schemi topografici.
224 Librerie di simboli
Etichetta simbolo
Includi i simboli di layout quadro: questa opzione, non attiva per default, serve per includere
nell’elenco simboli, o meno, i simboli di layout quadro. Cioè riportare le sagome usate nei layout
quadri presenti nello schema corrente in elenco simboli.
Etichetta simbolo
Il comando Etichetta simbolo, permette di riportare sul disegno un prospetto contenente le
informazioni relative ad un simbolo. I dati riportabili sono personalizzabili mediante profili e
riguardano le informazioni relative ai codici materiali associati al simbolo ed estratte dall’archivio
Articoli.
All’avvio del comando è necessario selezionare un punto del simbolo. Il punto di selezione
corrisponde con il punto di origine del callout. La successiva richiesta permette di selezionare il
punto di inserimento dell’etichetta.
Come inserire l’etichetta in un simbolo
1. Selezionare Etichetta simbolo.
Menu: Disegna>Simboli.
2. Selezionare un punto nel simbolo e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
l’etichetta.
Il comando Etichetta simbolo include anche le opzioni Mostra e Nascondi per visualizzare o
nascondere tutte le etichette simboli del disegno corrente. Tali opzioni sono disponibili alla riga di
comando dopo aver avviato la funzione.
Esempio d’uso per un simbolo in uno schema di automazione
Per personalizzare il profilo di disegno dell’etichetta accedere alla finestra Preferenze (comando
EGPREF) e selezionare Preferenze ambiente grafico > Impianti > Parametri etichetta simbolo: vedi
“Impianti - Parametri etichetta simbolo” a pagina 771.
• Nel setup del simbolo pneumatico la tipologia deve essere Fluidodinamica, deve essere attiva
l’opzione Con azionamento elettrico e la designazione del componente deve essere <elementi
comandati>.
Nelle librerie Oleodinamica e Pneumatica fanno parte della tipologia Fluidodinamica i simboli delle
valvole con azionamento elettrico, contraddistinti graficamente dalla presenza del blocco solenoide
come il simbolo in figura seguente.
Nota. Per accedere al setup di un simbolo accedere alla libreria simboli, selezionare il simbolo con
il tasto destro del mouse e scegliere Setup.
Librerie di simboli 227
Codifica dei materiali dall'archivio Articoli
Come per le normali formazioni il legame è la sigla. Le formazioni possono essere costituite da un
comando elettrico e uno o più simboli pneumatici, anche se di solito sarà 1 a 1. Nel caso di uno a
molti, la bobina riporta le posizioni di tutti i riferiti pneumatici.
L’esecuzione della tracciatura del Cross reference (comando CXR) provvede a notificare eventuali
azionamenti elettrici privi di controparte pneumatica e viceversa.
Nota. Un codice di default per ogni simbolo in libreria può essere compilato nel setup del simbolo
(vedi “Avanzate” a pagina 206).
228 Librerie di simboli
Codifica dei materiali dall'archivio Articoli
10
Macroblocchi e Fast Builder
In questo capitolo sono descritte le funzioni relative ai macroblocchi parametrici e a Fast Builder.
Nota. Le funzioni descritte nel presente capitolo non sono disponibili in iDEA Light.
Macroblocchi parametrici
Nozioni di base
Il macroblocco è un insieme di entità grafiche (simboli, linee elettriche, rinvii filo, vincoli, …)
inserite in uno stesso foglio che è possibile salvare (come singolo file dwg) nella Libreria
macroblocchi parametrici e riutilizzare nei disegni. Questo risulta particolarmente utile quando la
configurazione circuitale rappresentata dal macroblocco è ripetuta più volte all’interno dello stesso
disegno o in disegni diversi. Le caratteristiche che distinguono i macroblocchi parametrici dai
comuni macroblocchi memorizzabili in Libreria simboli sono la presenza delle variabili e la
possibilità di essere utilizzati per la generazione automatica di uno schema elettrico tramite lo
strumento Fast Builder.
Variabili
Ad ogni macroblocco è possibile associare una lista di variabili. Una variabile possiede due dati
fondamentali: un nome che serve ad identificarla e un valore. Il valore della variabile è un testo
assegnabile da parte dell’utente. In fase di creazione o modifica di un macroblocco parametrico in
libreria macroblocchi è possibile valorizzare gli attributi dei simboli presenti nel macroblocco
tramite le variabili che gli sono proprie. Facciamo un esempio. Un generico macroblocco
parametrico presente in libreria possiede una lista di variabili aventi nome:
variabile1
variabile2
variabile3
variabile4
ecc.
Ogni attributo di ogni blocco presente nel macroblocco può essere compilato nella forma:
testo<variabile1>testo<variabile2>testo…
dove le parti dell’attributo comprese fra parentesi acute <…> sono le variabili mentre le parti
contrassegnate come testo sono le eventuali parti fisse che comporranno il testo risultante
dell’attributo stesso. A seguito dell’inserimento del macroblocco nel disegno è possibile assegnare
un valore alle variabili tramite gli appositi comandi in ambiente grafico o tramite il Fast Builder. In
quest’ultimo caso il valore delle variabili avrà come sorgente dati un foglio di calcolo Excel
opportunamente formattato, come spiegato in seguito. A titolo d’esempio, supponiamo che il
macroblocco possieda due attributi, SIGLA e FUNZIONE, che utilizzano due variabili con nome
MOTORE e POTENZA. In libreria gli attributi del macroblocco sono impostati nel seguente modo:
230 Macroblocchi e Fast Builder
Macroblocchi parametrici
Supponiamo che l’utente, a seguito dell’inserimento del macroblocco, assegni alle variabili i valori:
MOTORE = -M1
POTENZA = 2,5
Come evidenziato dal disegno, per ogni attributo può essere utilizzato un insieme di variabili e parti
testuali fisse senza limitazione alcuna.
Variabili speciali
La gestione dei macroblocchi parametrici prevede la possibilità di utilizzare delle variabili speciali
caratterizzare da un particolare nome riservato.
dove _MOTORI e _MORSETTIERE sono suffissi che identificano due contatori diversi.
il valore dell’attributo nel disegno diviene automaticamente uguale a quello della variabile
MOTORE del macroblocco MASTER. Questo risulta particolarmente utile in tutti quei casi in cui
macroblocchi diversi devono assumere dati uguali, come, ad esempio, la sigla di una scheda PLC e
dei suoi operandi o di un elemento di comando e dei sui elementi riferiti in una formazione di simboli.
In tutti questi casi basta modificare la variabile nel macroblocco MASTER ed essa verrà aggiornata
automaticamente in tutti i macroblocchi legati al MASTER stesso.
La variabile speciale #PROFILE è dedicata alla selezione della configurazione di variabili attiva sul
macroblocco. Se il macroblocco prevede delle configurazioni, tramite questa variabile è possibile
selezionare quella da applicare al macroblocco stesso presente nel disegno. Vedi “Configurazioni di
variabili” a pagina 231.
Variabile speciale #WCOLOR e colore conduttore dei fili nel macroblocco parametrico
La variabile speciale #WCOLOR è dedicata alla parametrizzazione del colore conduttore assegnato
ai fili presenti nel macroblocco parametrico.
Vedi “Scelta di sezione e colore del filo tramite parametri e variabili” a pagina 231.
Configurazioni di variabili
La configurazione di variabili è un insieme di valori predefinito per un macroblocco nei sui dati di
libreria da assegnare ad altrettante variabili. Ogni variabile appartenente ad un macroblocco a cui sia
attribuita la caratteristica di configurazione entra a far parte dell’insieme di variabili di
configurazione. Per ogni macroblocco possono essere create una o più configurazioni. Per ogni
configurazione è possibile impostare una valore per ogni variabile di configurazione appartenente al
macroblocco. Ogni configurazione è identificata univocamente da un nome. Assegnando una
configurazione ad un macroblocco si attribuisce automaticamente alle sue variabili di configurazione
l’insieme dei valori definito in libreria macroblocchi alla configurazione stessa. Nei paragrafi
seguenti viene spiegato come creare e modificare le configurazioni e assegnarle ai macroblocchi.
Scelta di sezione e colore del filo tramite parametri e variabili
Nei macroblocchi parametrici è possibile gestire, tramite le variabili speciali #SECTION e
#WCOLOR, la sezione dei fili e il colore dei conduttori. Il valore di tali variabili è modificabile in
ambiente grafico tramite il comando di editazione delle variabili dei macroblocchi (comando
DDAMACRO, vedi “Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno” a pagina 239) o
tramite il foglio di calcolo di un progetto per Fast Builder. Si ricorda che nel disegno degli schemi
elettrici il valore della sezione dei fili è veicolato tramite il colore delle linee che compongono i fili
stessi. Il colore del conduttore assegnato al filo è invece un dato interno che è possibile visualizzare
ed editare tramite il comando SEZ (vedi “Cambia dati filo” a pagina 183) o tramite la palette
Proprietà in linea.
Al fine di consentire la modifica della sezione tramite la variabile speciale #SECTION, i fili
all’interno del macroblocco archiviato in Libreria macroblocchi parametrici (vedi “Libreria
macroblocchi parametrici” a pagina 232) devono assumere Sezione fili [NON DEFINITA]. È
232 Macroblocchi e Fast Builder
Libreria macroblocchi parametrici
importante che il colore dedicato alla sezione non definita corrisponda a quello utilizzato nelle
impostazioni del progetto di lavoro: vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a
pagina 759. Il valore assegnato alla variabile speciale #WCOLOR verrà altresì assegnato a tutti i fili
che nel macroblocco archiviato in Libreria macroblocchi parametrici non hanno il dato colore
assegnato.
Come parametrizzare la sezione dei fili del macroblocco
1. Accedere alla Libreria macroblocchi (comando MACROLIB) e aprire il macroblocco.
2. Attivare la sezione [NON DEFINITA] dalla finestra Sezioni fili attivabile tramite la palette
Proprietà (si apre con il comando EGPROP) o dalla finestra di dialogo del comando Analisi dello
schema (comando FILI).
3. Selezionare i fili la cui sezione si intende rendere parametrizzabile.
4. Impostare la sezione tramite la lista a discesa della palette Proprietà.
5. Il valore testuale della sezione scelta per un macroblocco può essere inserito in un attributo
tramite la variabile speciale #SECTION.
Come parametrizzare il colore conduttori dei fili del macroblocco
1. Accedere alla Libreria macroblocchi (comando MACROLIB) e aprire il macroblocco.
2. Selezionare i fili dei quali si intende rendere parametrizzabile il colore conduttori.
3. Svuotare il dato colore tramite comando SEZ o palette Proprietà.
4. Il valore testuale del colore scelto per un macroblocco può essere inserito in un attributo tramite
la variabile speciale #WCOLOR.
Come editare il valore della sezione di un macroblocco inserito in una schema
1. Selezionare il macroblocco nel disegno e tramite comando DDAMACRO (o la palette proprietà
in linea) editare la variabile #SECTION con il valore della sezione desiderata. Nella lista a discesa
è presente il profilo delle sezioni attivo nel progetto corrente.
2. Nel foglio di calcolo di un progetto per Fast Builder valorizzare la sezione della colonna Sezione
fili, in corrispondenza alla riga del macroblocco. Nella lista a discesa della cella è presente il profilo
delle sezioni attivo nel progetto corrente.
Come editare il valore del colore conduttori di un macroblocco inserito in una
schema
1. Selezionare il macroblocco nel disegno e tramite comando DDAMACRO (o la palette proprietà
in linea) editare la variabile #WCOLOR con il valore del colore desiderato. È possibile selezionare
un codice colore previsto dalle normative tramite la finestra di dialogo Selezione colore attivabile
tramite il bottone […].
2. Nel foglio di calcolo di un progetto per Fast Builder valorizzare il dato della colonna Colore dei
fili, in corrispondenza alla riga del macroblocco.
Sezione e colore sono variabili che si possono includere nelle configurazioni di variabili di un
macroblocco parametrico.
Come inserire le variabili in configurazione
1. Aprire la finestra di modifica del macroblocco in libreria macroblocchi parametrici.
2. Nella scheda Disegno spuntare la casella Inserisci sezione e colore dei fili nelle configurazioni
di variabili.
3. Per ogni configurazione diventano disponibili le variabili speciali #SECTION e #WCOLOR.
Attribuire a sezione e colore i valori propri di ogni configurazione.
Al variare della configurazione, sia nel disegno che nel foglio di calcolo via Fast Builder, la sezione
ed il colore conduttori dei fili assumeranno i valori attribuiti nella configurazione selezionata.
elettrico). La libreria permette inoltre l’inserimento puntuale dei macroblocchi per l’utilizzo nel
disegno corrente e la selezione dei macroblocchi da utilizzare in un progetto di Fast Builder.
Come aprire la libreria macroblocchi
• Scegliere Libreria macroblocchi.
La Libreria macroblocchi parametrici è accessibile nella barra di Elenco fogli (comando EGLFOG)
ed è organizzata in due pagine: Macroblocchi e Gruppi di macroblocchi. In entrambe le pagine un
albero mostra gli elementi presenti nella libreria organizzati per categoria e sotto-categoria al fine di
facilitare la localizzazione degli elementi.
Ricerca:
attiva il pannello di ricerca rapida che consente di visualizzare nell’albero di libreria solo i
macroblocchi o gruppi di macroblocchi che presentano il testo ricercato nel nome o nella descrizione.
Ricerca avanzata: presente nel menù posto a lato del bottone Ricerca, attiva la finestra di ricerca
avanzata che consente di ricercare i macroblocchi in libreria per condizioni multiple.
Il menu che si apre con il pulsante Utilità consente di accedere alle seguenti funzionalità particolari
di gestione della libreria e dei macroblocchi.
Impostazioni avanzate:
• Crea un gruppo con gli oggetti del macroblocco inserito: rimuovere la spunta per inibire la
creazione di gruppi oggetti relativi ai macroblocchi. Si sconsiglia di disattivare la creazioni di gruppi
oggetti, è preferibile disattivare la selezione dei gruppi, vedi paragrafo precedente.
• Assegna ai macroblocchi inseriti ubicazione e funzione del foglio: se attiva, all’inserimento nel
disegno i simboli di un macroblocco che non hanno ubicazione e funzione definita assumono quelle
del foglio d’inserimento.
• Consenti il taglio automatico di fili appartenenti a un macroblocco: abilitare il taglio e la
modifica automatica dei fili appartenenti ad un macroblocco parametrico.
• Richiedere conferma per acconsentire il taglio dei fili: se abilitata, quando un comando richiede
il taglio dei fili visualizza una finestra di richiesta di conferma dell'operazione.
Nella pagina Macroblocchi, la libreria presenta nella parte inferiore un pannello con l’anteprima del
macroblocco selezionato nell’albero. Sono presenti nel pannello i comandi necessari all’apertura del
disegno del macroblocco mostrato in anteprima e per l’inserimento dello stesso nello schema
corrente.
Inserisci macroblocco: avvia l’inserimento nel foglio corrente del macroblocco selezionato.
Apri il disegno per la modifica: apre la variante grafica scelta nella lista a discesa del macroblocco
selezionato la fine di poterlo modificare.
Nuovo
Modifica
Duplica
Cancella
Nuovo con selezione: consente di selezionare nel disegno un gruppo di entità nel foglio corrente,
crearne una variante grafica (vedi sotto) ed inserirla in un nuovo macroblocco.
Nuovo con importazione foglio: presente nel menù Utilità , crea un nuovo macroblocco che ha come
variante grafica tutti gli oggetti contenuti nel foglio aperto nel disegno.
Dati generali
Nome: nome del macroblocco, è univoco per ogni macroblocco inserito in libreria.
Descrizione
Categoria e Sotto-Categoria: localizzano il macroblocco all’interno dell’albero di libreria.
Tipo d’impiego : indica la predisposizione del macroblocco parametrico per l’uso in funzioni
particolari. Il tipo d’impiego Schemi funzionali ausiliari indica la predisposizione del macroblocco
per essere impiegato nel disegno dello schema unifilare delle utenze di un progetto di Ampère.
Revisione: consente di definire l’indice di revisione del macroblocco. Vedi § Controllo di revisione
dei macroblocchi.
Crea una nuova variante grafica vuota con il nome specificato, la inserisce nella lista delle varianti
del macroblocco e la apre in ambiente grafico.
Crea un nuova variante grafica con il nome specificato, richiede all’utente una selezione di entità nel
disegno, la inserisce nella lista delle varianti del macroblocco e la apre in ambiente grafico.
Crea una nuova variante grafica che contiene tutti gli oggetti del foglio aperto nel disegno.
Aggiunge una variante grafica esistente selezionata dall’utente. Se il dwg della variante non è
inserito nel percorso di libreria ne crea una copia in tale percorso.
Parametri di disegno
236 Macroblocchi e Fast Builder
Creare e modificare un macroblocco
I parametri di posizionamento presenti in questa sezione hanno effetto sia per l’inserimento diretto
di macroblocchi e gruppi di macroblocchi da libreria che per l’inserimento dei macroblocchi da Fast
Builder.
Punto d’inserimento: è il punto in cui il Fast Builder inserisce il macroblocco all’interno del foglio,
se non esistono precedenti dati di inserimento. Il punto d’inserimento viene inoltre utilizzato
nell’inserimento utente da libreria se attiva la preferenza seguente.
Inserisci sempre il macroblocco nel punto d’inserimento: se attiva, il macroblocco viene sempre
inserito nella posizione d’inserimento, ignorando gli offset specificati dai macroblocchi inseriti in
precedenza nello stesso foglio.
Offset macroblocco successivo: queste proprietà hanno significato in fase di generazione automatica
dello schema tramite Fast Builder; attivando gli offset X e Y è possibile controllare la posizione di
inserimento del macroblocco inserito successivamente a quello che si sta creando/modificando.
Inserisci il macroblocco in un nuovo foglio: in generazione automatica tramite Fast Builder, il macro
blocco viene inserito in un nuovo foglio.
Inserisci il macroblocco successivo in un nuovo foglio: in generazione automatica tramite Fast Builder,
il macro blocco che segue verrà inserito in un nuovo foglio.
Richiede presenza macroblocco nel foglio : tramite il bottone [...] è possibile selezionare un
macroblocco parametrico da libreria. Il macroblocco selezionato viene considerato un prerequisito
per l’inserimento nel disegno del macroblocco corrente. La procedura di disegno automatica (da Fast
Builder o da disegno Schema utenze) assicura che questo prerequisito sia presente nel foglio dove il
macroblocco viene inserito.
Distanza punto base da bordo Destro/Inferiore: è la distanza compresa fra il punto base del blocco
attributi che caratterizza il macroblocco e i limiti destro e inferiore del suo ingombro massimo; tali
dati servo al controllo delle dimensioni dei macroblocchi inseriti in un foglio nella creazione di un
progetto per Fast Builder.
Inserisci la sezione dei fili nelle configurazioni di variabili: attiva l’inserimento della variabile speciale
#SECTION nelle configurazioni di variabili rendendo possibile una diversa valorizzazione della
sezione dei fili per ogni configurazione. Al variare della configurazione, sia nel disegno che su foglio
di calcolo via Fast Builder, la sezione dei fili assume il valore attribuitole nella configurazione
selezionata.
Variabili
Macroblocchi e Fast Builder 237
Impiego delle variabili negli attributi dei simboli dei macroblocchi
In questa pagina è possibile compilare la lista delle variabili previste per il macroblocco. I dati propri
di ogni variabile sono i seguenti.
Nome: nome proprio della variabile, identifica univocamente la variabile fra quelle del macroblocco.
Descrizione: testo descrittivo esteso della variabile (opzionale).
Variabile di configurazione: se attivata, questa proprietà identifica la variabile come di configurazione
e sarà possibile assegnarle un valore per ogni configurazione definita per il macroblocco. Vedi §
successivo.
I comandi disponibili consentono di creare una nuova variabile e modificare, duplicare o cancellare
le variabili selezionate. Inoltre sono presenti i comandi necessari a riordinare la lista delle variabili.
L’ordine della variabili del macroblocco viene rispettato nella generazione dei file progetto di Fast
Builder.
Configurazioni
Questa pagina consente di definire le configurazioni di variabili del macroblocco. Sono presenti i
classici comandi Nuovo, Rinomina, Elimina. Ogni configurazione definita per il macroblocco è
identificata da un nome univoco nel macroblocco e costituisce una colonna della griglia della pagina.
Per ogni configurazione è possibile assegnare un valore alle singole variabili definite come di
configurazione, eventualmente accedendo agli archivi del software. La barra superiore mette inoltre
a disposizione gli strumenti utili a ordinare la lista configurazioni e a selezionare il profilo
predefinito. Tale profilo è quello assegnato automaticamente all’inserimento del macroblocco nel
disegno.
Ausiliari
La scheda si attiva se il tipo d’impiego del macroblocco è impostato come Schemi funzionali ausiliari
e propone i parametri di utilizzo del macroblocco per il disegno dello schema utenze.
Dispositivi compatibili: consente di selezionare il set di dispositivi per cui lo schema funzionale
realizzato dal macroblocco è compatibile. Il macroblocco sarà selezionabile come schema funzionale
nell’utenza solo se il dispositivo di protezione della stessa è fra quelli spuntati nella lista.
N° di riferimenti ad ausiliari: indica per quanti riferimenti ad elementi ausiliari dell’utenza, o di più
utenze, il macroblocco è predisposto. Solo i macroblocchi con n° riferimenti maggiore o uguale a due
possono essere utilizzati come schemi funzionali condivisi.
Simbolo accessorio: se valorizzato, il simbolo accessorio viene caricato nell’elemento ausiliario
dell’utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […] consente la
selezione del simbolo da Libreria simboli.
Codice articolo accessorio: se valorizzato, il codice articolo accessorio viene caricato nell’elemento
ausiliario dell’utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […]
consente la selezione del codice articolo da archivio Materiali.
selezionare l’attributo desiderato nella parte superiore della palette, quindi selezionare la variabile da
inserire nella parte inferiore della palette ed eseguire il comando Assegna la variabile all’attributo,
o tramite doppio clic sulla variabile desiderata. La variabile viene inserita nel testo dell’attributo
nella posizione indicata dal cursore di editazione. È naturalmente possibile editare manualmente il
testo degli attributi e inserire così le variabili. Per il corretto uso delle variabili il paragrafo “Variabili”
a pagina 229.
In modo del tutto analogo è possibile impiegare negli attributi le variabili speciali contatore
(#COUNT), MASTER (#MASTER), sezione (#SECTION) e colore (#WCOLOR) dei conduttori.
Per l’uso delle variabili speciali vedi il paragrafo “Variabili speciali” a pagina 230.
Per verificare la corretta formattazione degli attributi del blocco selezionato che contengono delle
variabili utilizzare il comando Verifica gli attributi del blocco. Una finestra segnala gli attributi
contenenti eventuali errori di formattazione del testo.
Se il disegno variante su cui si opera contiene delle variabili non presenti nella lista del macroblocco
è possibile inserirle direttamente in lista tramite il comando Completa la lista variabili dal disegno.
Il comando è presente nel menu contestuale della lista variabili.
Nota. Per i macroblocchi che non possiedono la spunta all’opzione Inserisci sempre il macroblocco
nel punto d’inserimento il punto di inserimento del macroblocco verrà richiesto all’utente a video.
Nota. I macroblocchi sono considerati tali dai vari comandi solo se inseriti da Libreria macroblocchi
parametrici o tramite Fast Builder. Se un macroblocco o parte di esso è copiato e incollato o inserito
nel disegno tramite comando INSERT non è più riconosciuto come macroblocco da Fast Builder e
dal comando di editazione variabili (vedi Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno).
Macroblocchi e Fast Builder 239
Creare e modificare un gruppo di macroblocchi
Nuovo
Modifica
Duplica
Cancella
Modificare la posizione in lista delle macro. L’ordine della lista dei macroblocchi nel gruppo è
l’ordine con cui tali macroblocchi verranno inseriti nel disegno.
Modificare i dati del macroblocco selezionato nella lista del gruppo: variante e configurazione di
variabili grafica da utilizzare, numero di ripetizioni d’inserimento, impostare la macro come
MASTER del gruppo.
Nota. È possibile impostare uno dei macroblocchi della lista del gruppo come MASTER (vedi uso
della variabile speciale MASTER nel paragrafo “Variabili speciali” a pagina 230). All’atto
dell’inserimento del gruppo nel disegno da Libreria macroblocchi o in fase di creazione del progetto
di Fast Builder tutti gli altri macroblocchi del gruppo assumeranno automaticamente come MASTER
il macroblocco così contrassegnato. Per impostare il macroblocco MASTER è inoltre disponibile il
comando nel menu contestuale.
Una finestra di dialogo, del tutto analoga a quella che consente l’editazione degli attributi di un
simbolo, permette di modificare le variabili del macroblocco selezionato.
Nota. Se attiva la selezione dei gruppi oggetti dei macroblocchi, la selezione di un macroblocco nel
disegno attiva la finestra di modifica delle variabili nella palette Proprietà (comando EGPROP per
attivare la palette).
Fast Builder
Fast Builder è lo strumento tramite cui è possibile progettare e generare il disegno di uno schema
elettrico a partire da una lista organizzata di macroblocchi definita dall’utente. Uno schema elettrico
anche di grandi dimensioni è suddivisibile in parti elementari ripetute all’interno del disegno n-volte
e quasi sempre si differenziano fra loro per i soli dati riportati negli attributi dei simboli: sigle,
descrizioni, codici materiale, ecc. Tali parti elementari (avviamenti motore, schemi di collegamento
di un operando PLC, alimentazioni, …) sono i macroblocchi contenuti nella Libreria macroblocchi
parametrici (vedi “Macroblocchi parametrici” a pagina 229) e i dati con cui valorizzare gli attributi
dei simboli sono costituiti dalle variabili dei macroblocchi stessi. È facile intuire come la possibilità
di progettare lo schema semplicemente definendo la lista delle parti che lo compongono
(macroblocchi) corredate dai loro dati particolari (variabili) riduca in maniera drastica i tempi di
realizzazione e manutenzione del disegno.
Le funzioni di Fast Builder sono disponibili in un pannello che si aggancia al lato destro o sinistro
dell’ambiente grafico (palette di Fast Builder).
Come visualizzare la palette di Fast Builder
1. Selezionare Fast Builder.
palette di
Fast Builder
Definire la lista di macroblocchi che andranno a comporre lo schema è possibile tramite il comando
Crea un nuovo progetto. La finestra di dialogo che compare consente di definire la lista dei
macroblocchi, prevedere i cambi foglio da eseguire, verificare se i macroblocchi inseriti in un singolo
foglio eccedono i bordi del foglio stesso (le righe corrispondenti assumono una colorazione diversa).
I comandi presenti nel menu della finestra consentono di:
Inserire un nuovo/cambio foglio (il programma si porta al foglio indicato o lo crea se non presente)
È inoltre possibile copiare e incollare una o più righe tramite gli appositi comandi Copia, e Incolla,
o tramite i tasti di scelta rapida CTRL+C e CTRL+V. Normalmente, le nuove righe inserite o
incollate si posizionano alla fine della lista. Se tuttavia una riga è selezionata, le nuove righe inserite
andranno a posizionarsi subito al di sopra di questa.
I comandi Muovi Su, e Muovi giù, consentono di variare la posizione in lista delle righe selezionate.
È inoltre possibile modificare l’ordine in lista selezionando una o più righe, quindi trascinandole e
rilasciandole (drag&drop) nella posizione desiderata.
Nota. L’ordine in lista dei macroblocchi e dei cambi foglio è l’ordine esatto con cui verranno
eseguite le operazioni in fase di generazione dello schema elettrico.
242 Macroblocchi e Fast Builder
Creare un nuovo progetto per Fast Builder
Abilita/Disabilita operazione: presente nel menu contestuale, questa funzione consente di disabilitare,
o se disabilitate riabilitare, l’esecuzione delle operazioni relative alle righe selezionate. Nel foglio di
calcolo XLS generato le operazioni saranno contrassegnate dal carattere X nella colonna
Disabilitato. In conformità alle versioni antecedenti la release 2018, per disabilitare una riga del file
XLS è possibile contrassegnare il nome del Macroblocco con il prefisso //..
Una volta ultimate le modifiche alla lista selezionare il bottone Salva, presente al fondo della finestra,
per salvare il progetto su file XLS o trasferirlo al foglio di calcolo di Microsoft Excel©, a seconda
della modalità di lavoro scelta. Selezionare il bottone Annulla per annullare la creazione del progetto.
Importa progetto dal disegno:questo particolare comando rileva tutti i macroblocchi presenti nel
disegno correntemente aperto in ambiente grafico e ricostruisce nella finestra presentata al paragrafo
Macroblocchi e Fast Builder 243
Creare un nuovo progetto per Fast Builder
precedente (vedi “Creare un nuovo progetto per Fast Builder” a pagina 241) il progetto che serve a
rigenerare lo schema.
Alla conclusione dell’esecuzione di entrambi questi comandi si ottiene una lista di macroblocchi su
cui è possibile operare le modifiche necessarie e salvare un nuovo progetto per Fast Builder.
La finestra propone la lista dei macroblocchi da revisionare nel disegno. La spunta al fianco di ogni
macroblocco consente di abilitare/disabilitare la revisione del macroblocco stesso. La funzione
Ricerca facilita la selezione delle righe della lista sulla base di condizioni multiple. Confermando
l’operazione di revisione con OK, la procedura provvede alla sostituzione di tutti i macroblocchi
abilitati in lista con quelli aggiornati di libreria mantenendo inalterato per ogni macroblocco il valore
delle variabili. Questa procedura risulta utile al fine di aggiornare i macroblocchi del disegno con le
modifiche alle varianti grafiche dei macroblocchi in Libreria macroblocchi.
Nota. La figura deriva dal foglio di calcolo di Microsoft Excel©. I colori possono differire se il file
di progetto viene aperto tramite un editor diverso.
Com’è facilmente intuibile, le righe compilate nel foglio di calcolo sono i cambi foglio e i
macroblocchi inseriti dall’utente in fase di creazione del progetto. Esse rappresentano le operazioni
che Fast Builder deve eseguire per generare il disegno dello schema elettrico. Le colonne di dati sono
suddivise per ambito funzionale e contraddistinte da colori diversi. Lo sfondo grigio presente in
talune celle indica che la cella non ha significato per la riga in cui si trova e quindi non è da compilare.
Un eventuale valore presente nella cella viene ignorato da Fast Builder.
Le colonne di colore azzurro corrispondono ai macroblocchi da inserire nel disegno così come
specificato in fase di progetto. Il nome del macroblocco da inserire è riportato nella colonna
Macroblocco. Le righe riportanti la parola riservata #SH corrispondono ai cambi foglio.
Nella colonna Riga macroblocco master è possibile specificare, per le righe relative ai soli
macroblocchi, il numero di riga di un eventuale macroblocco MASTER. Come spiegato nei paragrafi
precedenti, gli attributi dei simboli presenti nei macroblocchi possono essere compilati con i valori
delle variabili dei macroblocchi MASTER scritti nella forma <MASTER.nome_variabile> (vedi
“Variabili speciali” a pagina 230).
Macroblocchi e Fast Builder 245
Creare un nuovo progetto per Fast Builder
Se i macroblocchi sono stati inseriti nel progetto tramite un gruppo di macroblocchi, essi assumono
automaticamente come riga master quella del macroblocco specificato come MASTER nei dati di
libreria (vedi “Creare e modificare un gruppo di macroblocchi” a pagina 239).
Le colonne di colore crema permettono la valorizzazione dei dati relativi al foglio dove inserire i
macroblocchi e la scelta della variante grafica (ovviamente se il macroblocco prevede più di una
variante grafica).
È possibile specificare sigla, ubicazione, funzione e titolo per ogni nuovo/cambio foglio previsto in
fase progettuale. La modifica della sigla del foglio (e di ubicazione e funzione se nello schema è
attiva l’identificazione completa dei fogli per sigla, ubicazione, funzione) provoca la generazione di
un nuovo foglio se questo non esiste o un cambio foglio se questo è già presente nello schema. Se
nella riga corrispondente a un macroblocco non è specificato alcun dato di foglio, questo verrà
inserito nel foglio correntemente attivo. La parola riservata #SH provoca comunque la
creazione/cambio di foglio. Se i dati di foglio non sono specificati (celle vuote) un nuovo foglio verrà
creato di seguito all’ultimo foglio di schema.
Nota. Le colonne nelle sezioni azzurro e crema devono sempre essere presenti in un file di progetto
per Fast Builder. Se anche una sola delle colonne sopra descritte risulta assente, il file di progetto non
viene riconosciuto come valido.
Le colonne di colore verde, infine, consentono di assegnare un valore alle variabili dei macroblocchi
costituenti il progetto. Queste colonne dipendono dai macroblocchi presenti nel progetto e la loro
presenza serve esclusivamente a valorizzare le variabili. Se una colonna di variabile non è presente
o viene rimossa, Fast Builder non rileverà alcuna anomalia. Semplicemente la variabile
corrispondente viene ignorata.
Per assegnare il valore alla variabile compilare la cella corrispondente. Si ricorda che le celle di
colore grigio non hanno significato per il macroblocco corrispondente e la loro compilazione può
essere omessa.
La colonna Configurazione consente, per i macroblocchi che prevedono una o più configurazioni
di variabili, di selezionare la configurazione da applicare al macroblocco. È da notare che le variabili
del macroblocco definite come di configurazione (vedi “Creare e modificare un macroblocco” a
pagina 234) non compariranno nel file Excel©, e il loro valore nel disegno dipende unicamente dalla
configurazione selezionata. È possibile selezionare la configurazione dalla lista a discesa della cella.
La colonna Sezione fili consente la scelta della sezione da applicare applicare ai fili del macroblocco
parametrico. Per rendere parametrizzabile la sezione dei fili del macroblocco vedi “Scelta di sezione
e colore del filo tramite parametri e variabili” a pagina 231.
Macroblocchi e Fast Builder 247
Comandi di Fast Builder
In questo caso il macroblocco viene rimosso e reinserito nella posizione e nella variante grafica
corretta. Si ricorda, come spiegato nei paragrafi precedenti, che le operazioni di cambio foglio (righe
del foglio di calcolo contrassegnate con la parola riservata #SH) portano a un nuovo foglio se questo
non esiste o a un cambio foglio se questo esiste.
il comando eseguirà un cambio al foglio 1, che esiste già, e inserirà nel foglio il macroblocco
PARTENZA DISTRIBUZIONE indipendentemente da ciò che si trova nel foglio stesso.
All’atto dell’inserimento di un qualsiasi macroblocco, la riga corrispondente del progetto Excel
viene contrassegnata da un identificativo unico (ID). Tale ID serve a riconoscere il macroblocco per
le successive operazioni di generazione o aggiornamento. Per quanto riguarda la generazione, in
particolare, se un macroblocco viene riconosciuto come già inserito, Fast Builder ne evita il
reinserimento. L’ID è posto in una colonna nascosta del foglio di calcolo Excel (colonna ID
Macroblocco).
Attenzione. Tale colonna è a esclusiva gestione riservata di Fast Builder, la modifica da parte
dell’utente dell’ID dei macroblocchi provocherà il non riconoscimento dei macroblocchi presenti nel
disegno.
Da parte dell’utente è possibile agire direttamente nel file excel per aggiungere, togliere o modificare
righe al fine di generare lo schema desiderato. È importante far notare che se si copiano e incollano
righe di un progetto excel, ad esempio per duplicare un foglio di schema, gli ID delle nuove righe
aggiunte risulteranno duplicati. Fast Builder riconoscerà come valido il primo ID trovato e
provvederà a sostituire automaticamente quelli trovati duplicati e a inserire nel disegno il
macroblocco corrispondente. Per evitare problemi d’inserimento macroblocchi dove non desiderato
sarà cura dell’utente provvedere a cancellare l’ID dalle righe duplicate.
Per non incorrere in errori è comunque buona norma passare per la generazione di un nuovo progetto
importando il progetto pre-esistente (vedi “Importazione di un progetto esistente” a pagina 242) ed
eseguire nella finestra di Fast Builder le modifiche necessarie per poi salvare un nuovo progetto
Excel. Fast Builder provvederà automaticamente a risolvere qualsiasi eventuale anomalia.
di sincronizzazione trasferirà quindi i dati da PLC alle variabili dei macroblocchi in base al profilo
di sincronizzazione definito dall’utente. Per abilitare l’operazione di sincronizzazione apporre la
spunta all’opzione Sincronizza variabili con PLC, presente nel menu Utilità della palette di Fast
Builder. Per compilare o modificare il profilo delle variabili da sincronizzare selezionare il comando
Profilo variabili da sincronizzare con PLC, presente nel medesimo menu. Una finestra di dialogo
consentirà di associare ai dati PLC disponibili il nome della variabile in cui trasferire il dato.
A questo punto lo schema elettrico si compone sulla base del progetto selezionato. Nell’uso dei
macroblocchi impiegati è di particolare interesse notare l’uso fatto degli offset d’inserimento (vedi
“Preferenze di posizionamento” al paragrafo “Libreria macroblocchi parametrici” a pagina 232).
• I fogli 1 e 2 dello schema sono composti da un unico macroblocco (PARTENZA
DISTRIBUZIONE e PARTENZA ALIMENTAZIONE PLC) posizionati entrambi nell’origine con
opzione Inserisci sempre il macroblocco nel punto d’inserimento attiva.
• I fogli da 3 a 6 sono tutti strutturati nella stessa modalità, quindi si descrive la costruzione del
solo foglio 6. Si può notare come il primo macroblocco inserito nel foglio sia ALIMENTAZIONE
RSTN con opzione Inserisci sempre il macroblocco nel punto d’inserimento attiva. Infatti, il
macroblocco viene inserito alle coordinate X,Y specificate nel Punto d’inserimento delle opzioni del
macroblocco. Tali opzioni d’inserimento inoltre prevedono che il macroblocco inserito
successivamente ad ALIMENTAZIONE RSTN assuma uno spostamento orizzontale (Offset
spostamento macroblocco successivo X) di 40mm. Infatti, il macroblocco MOTORE 1 inserito come
secondo nel foglio assume tale offset. Il secondo macroblocco MOTORE 1 viene inserito con un
ulteriore spostamento orizzontale dovuto alle opzioni del primo macroblocco MOTORE 1.
L’ultimo macroblocco del foglio, ALIMENTAZIONE PE, è inserito in posizione fissa.
• I fogli da 7 a 9 rappresentano un set d’ingressi e uscite per due schede PLC, le cui tabelline di
cross reference sono nel foglio 7. È di particolare interesse visionare l’uso fatto in questi fogli della
variabile speciale #MASTER (vedi Variabile speciale MASTER e rapporto gerarchico fra
macroblocchi spiegato al paragrafo “Variabili speciali” a pagina 230), utilizzata come legame fra il
macroblocco SCHEDA 32 utilizzato come MASTER e i macroblocchi OPERANDO INGRESSO e
OPERANDO USCITA.
In questo capitolo è descritto l’uso delle formazioni e la gestione delle apparecchiature in iDEA.
Le formazioni
Una formazione rappresenta un’apparecchiatura fisicamente composta da più parti elettriche ma
costituite in un unico insieme; le varie parti componenti, a livello simbolico grafico, sono dislocabili
in diverse posizioni nello schema elettrico. Possono essere gestiti in una formazione apparecchiature
come i relè, i pulsanti, i contattori, i selettori e anche i Plc.
Le formazioni sono composte da 1 elemento di comando e da n elementi riferiti, ma tutte le parti
dell'insieme mantengono rigorosamente la stessa sigla.
Un relè, ad esempio, può comprendere una bobina siglata K1 che comanda due contatti aperti e due
contatti chiusi, i quali assumeranno come sigla K1.
Sarà compito della procedura di cross reference (vedi “Tracciatura dei cross reference” a pagina 287)
mantenere i collegamenti tra i vari componenti.
Una formazione viene definita a seconda del contenuto del campo Formazione del simbolo
dell'elemento di comando.
iDEA gestisce l'inserimento di formazioni negli schemi come di seguito.
• Formazioni predefinite, già composte e configurate secondo apparecchiature reali presenti nel
mercato. Il campo Formazione conterrà un codice prelevato in archivio Formazioni preceduto dal
segno '#'.
• Formazioni indicanti il numero di contatti per tipo. Il campo Formazione conterrà un codice del
tipo 2/2/1 (2 contatti aperti, 2 chiusi, 1 di scambio).
• Formazioni libere, cioè si possono associare fino a 10 contatti per tipo. Il campo Formazione
deve essere vuoto.
Nota. Per il riconoscimento da parte di iDEA, i simboli dei componenti delle formazioni devono
essere della tipologia Elementi di comando, Elementi riferiti, Unità centrali PLC o Operandi PLC.
Elementi di comando
Gli elementi di comando sono simboli presenti in libreria che si vuole siano automaticamente
considerati come elementi aventi contatti ausiliari (elementi riferiti), e quindi generatori di
riferimento incrociato; tipico caso è la bobina avente una serie di contatti ausiliari controllati.
Per definire un elemento di comando si deve entrare nel setup del simbolo in Libreria simboli, settare
una delle seguenti tipologie nella casella Tipologia:
252 Gestione delle apparecchiature
Formazioni predefinite
• Elemento di comando
• Unità centrale PLC
e compilare le impostazioni nella scheda Elemento di comando, sempre all'interno del setup del
simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Gli elementi di comando si possono utilizzare nella composizione di una formazione predefinita in
archivio Formazioni (vedi “Archivio Formazioni” a pagina 253).
Elementi Riferiti
Gli elementi riferiti sono simboli presenti in libreria che si possono relazionare ad elementi di
comando (da questi comandati e controllati) nelle formazioni (o apparecchiature); tipico e classico
caso i contatti di un relè o gli elementi di commutazione di un contattore.
Per definire un elemento riferito si deve entrare nel setup del simbolo in Libreria simboli, settare una
delle seguenti tipologie nella casella Tipologia:
• Elemento riferito
• Operando PLC
e compilare le impostazioni nella scheda Elemento riferito, sempre all'interno del setup del simbolo
(vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Gli elementi riferiti si possono utilizzare nella composizione di una formazione predefinita in
archivio Formazioni (vedi “Archivio Formazioni” a pagina 253).
Formazioni predefinite
Le formazioni predefinite sono formazioni standard, di base o accessorie, già composte e configurate
ma prive di codice materiale e perciò sono generiche. Sono utili per inserire velocemente nello
schema elettrico i simboli necessari alla rappresentazione di un’apparecchiatura.
Esse sono salvate nell'archivio Formazioni integrato nell'interfaccia Libreria simboli di iDEA, dove
si possono aggiungere altre formazioni personalizzate.
Per inserire nello schema un formazione predefinita, si deve inserire l'elemento di comando con uno
dei seguenti metodi.
• Attivare la finestra Formazioni dell'interfaccia Libreria simboli e fare doppio clic sulla
formazione; viene inserito il simbolo del comando, con il campo Formazione compilato. Vedi
"Inserimento formazioni dall'archivio Formazioni" a pagina 256. Per la preventivazione dovranno
essere codificate associandogli un articolo dell'archivio Articoli.
• Attivare l'archivio Articoli e trascinare nel disegno il codice materiale di una formazione; viene
inserito il simbolo del comando, con i campi Formazione e Codice principale già compilati. In questo
caso la formazione è già codificata con l’articolo scelto. Vedi "Inserimento formazioni dall'archivio
Articoli" a pagina 257.
Archivio Formazioni
L'archivio Formazioni contiene l'elenco delle formazioni predefinite in iDEA e le relative specifiche.
Da questa finestra si possono inserire nello schema gli elementi di comando delle formazioni con il
campo Formazione compilato, mentre la codifica dei materiali deve essere eseguita
successivamente.
L'archivio delle formazioni è accessibile nell'interfaccia Libreria simboli attivabile dal menu Simboli
o dalla barra degli strumenti.
Come accedere all'archivio Formazioni
1. Scegliere Libreria simboli.
Menu: Disegna>Simboli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EGLIB.
Nel riquadro di sinistra della finestra Formazioni viene visualizzata una struttura grafica nella quale
si selezionano i gruppi di formazioni inserite.
Le formazioni possono essere di due tipi.
• Base: sono composte da un elemento di comando e da n elementi riferiti.
• Accessorio: sono composte solo da elementi riferiti e devono essere associate ad altre formazioni
di tipo Base presenti nello schema.
A destra, nella griglia superiore sono elencate le formazioni in archivio: per ognuna di esse, nella
griglia inferiore, sono visualizzati gli elementi che la compongono, distinti da una icona che ne
rappresenta lo stato.
254 Gestione delle apparecchiature
Archivio Formazioni
Elemento di comando
Nota. Gli elementi riferiti con stato Accessorio non sono riportati nelle tabelle del cross reference.
L'ordinamento nell'elenco delle formazioni può essere eseguito secondo il codice o la descrizione,
facendo clic sull'intestazione della colonna in base alla quale si desidera eseguire l'ordinamento.
L'inserimento di nuove formazioni o l'editazione dei dati di quelle già presenti avviene attraverso la
finestra di dialogo Proprietà.
Codice formazione: codice della formazione senza il carattere di identificazione formazione “#”.
Descrizione:descrizione della formazione.
Gruppo: gruppo di appartenenza selezionabile facendo clic sul pulsante nella casella.
Accessorio: la selezione di questa casella determina se la formazione è di tipo Accessorio, cioè
composta solo elementi riferiti (vedi “Formazioni di tipo Accessorio” a pagina 252).
Nella barra degli strumenti della finestra Libreria blocchi è presente una lista a comparsa in cui
selezionare la tipologia del blocco da inserire: Elemento di comando, Elemento riferito, Unità
centrale PLC, Operando PLC,... Da notare che le tipologie Elemento riferito e Operando PLC sono
ulteriormente filtrabili per stato. Selezionando l'elemento da inserire nella formazione il programma
provvederà a riportare il codice nella finestra Proprietà ed a compilare i seguenti campi:
Nota. Gli elementi riferiti con stato Accessorio non sono riportati nelle tabelle del cross reference.
Tipologia: specifica la tipologia del blocco, desunta dal setup del simbolo stesso.
Rappresentazione multipolare: indica che nella lista degli elementi della formazione questo elemento
viene rappresentato con l'icona di contattore di potenza.
Nota. Se si tenta di inserire un blocco di tipo Elemento di comando in una formazione che contiene
già un elemento di comando, viene visualizzato il messaggio che la formazione possiede già un
elemento di comando.
fisso. In fase di inserimento dell’elemento riferito nello schema, il carattere . (punto) verrà
automaticamente sostituito con un indice dato dalla posizione di aggancio.
Similmente, nella definizione dei pin degli elementi riferiti si possono utilizzare una serie di tre
caratteri speciali (&, $, #): comprendendo uno o più di tali caratteri, il pin potrà essere definito di
volta in volta. Al momento dell'inserimento nel disegno di un contatto libero della formazione, verrà
richiesto il valore corretto che dovrà assumere ogni tipo di carattere speciale usato nella definizione
dei pin.
Elemento riferito accessorio
In alcuni casi è necessario inserire nello schema elettrico un elemento riferito che non venga preso
in considerazione dalle tabelline di cross reference poste presso l’elemento di comando. Alcuni
esempi in cui può essere utile un elemento riferito accessorio sono:
- drivers e schede aggiuntive per encoder, comunicazione,...;
- contattori e filtri, interblocchi,...;
- portafusibili e relativi fusibili;
- interruttori composti da contatto e sganciatore.
A tal fine è stato implementato lo stato denominato Accessorio. Un elemento riferito accessorio,
comunque, assume la stessa sigla dell’elemento di comando a cui punta e riporta a lato la posizione
del suo comando.
Modifica
L'icona Modifica selezionata nella barra degli strumenti principale della finestra Formazioni
permette di modificare i dati principali della formazione selezionata.
L'icona Modifica selezionata nella barra degli strumenti della griglia inferiore permette di modificare
i dati dell'elemento selezionato.
Duplica
L'icona Duplica selezionata nella barra degli strumenti principale della finestra Formazioni permette
di duplicare la formazione selezionata: verrà creata una nuova formazione che conterrà gli stessi
elementi.
Per duplicare un singolo elemento di una formazione selezionare l'icona Duplica della barra degli
strumenti della griglia inferiore.
Cancella
L'icona Elimina permette di eliminare dall'archivio una o più formazioni o uno o più elementi.
Trova
L'icona Trova permette di eseguire una rapida visualizzazione delle formazioni che rispondono ai
criteri di ricerca impostati. Nella finestra di dialogo Trova premere il pulsante Trova per avviare la
ricerca; premere il pulsante Cancella per cancellare i criteri di ricerca e visualizzare l'elenco
completo.
Chiudi
L'icona Chiudi, permette di chiudere l'archivio. Nello schermo rimane solo un bottone: passando con
il cursore sopra il bottone, o facendo clic a seconda della preferenza, la finestra Libreria simboli viene
nuovamente attivata.
Menu: Disegna>Simboli.
Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.
5. Ricercare l'articolo della formazione da inserire e tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto
il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il cursore sul disegno. Rilasciando il tasto del mouse
si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al cursore, per il posizionamento nel disegno. Indicare,
quindi, il punto di inserimento del blocco.
6. Posizionare gli elementi riferiti come descritto nel paragrafo "Controllo delle apparecchiature
(comando CONT)" a pagina 258.
258 Gestione delle apparecchiature
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)
Nella parte superiore della finestra vengono elencati tutti gli elementi di comando o unità centrali
PLC inseriti: per ognuno viene indicata la sigla, la posizione nello schema e la descrizione.
Nel riquadro Composizione viene indicata la formazione base dell'apparecchiatura. Se si tratta di una
formazione predefinita inserita dall'archivio Formazioni o dall'archivio Articoli, viene indicato il
codice della formazione. Se invece non si tratta di una formazione predefinita (Numero massimo di
contatti, Numero di contatti per tipo, Libera) viene riportato il messaggio “Formazione non
assegnata”.
Eventuali formazioni di tipo accessorio allegate alla formazione base vengono indicate nella cartella
Accessori.
Il riquadro Blocco di comando visualizza il blocco di comando dell'apparecchiatura selezionata;
vengono indicati i pin e la posizione nello schema. Se presenta delle incoerenze viene rappresentato
di colore rosso.
Il riquadro Dati generali visualizza:
• il codice della formazione, se si tratta di formazione predefinita;
• il costruttore, l'articolo e la serie della formazione se è codificata con un codice di articolo;
• il nome del blocco dwg dell'elemento di comando.
Selezionare il pulsante Visualizza legenda nella barra superiore per mostrare il riquadro Legenda,
dove si ricorda che l'elemento di comando nel riquadro Blocco di comando e gli elementi riferiti nel
riquadro inferiore, possono essere rappresentati con i seguenti colori.
Gestione delle apparecchiature 259
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)
• Verde: nel caso l'elemento non sia presente nello schema, quindi sia disponibile all'inserimento.
• Nero: nel caso l'elemento sia già inserito nello schema.
• Rosso: nel caso l'elemento sia inserito nello schema, ma non conforme; alcune impostazioni dei
blocchi nello schema non corrispondono alla formazione predefinita (es. cinque contatti aperti
inseriti con una formazione che ne prevede al massimo quattro).
Nel riquadro inferiore della finestra Apparecchiature vengono visualizzati gli elementi della
formazione (base o accessorio) selezionata nel riquadro Composizione.
Ogni elemento viene rappresentato con una grafica indicativa della tipologia (contatto aperto,
contatto chiuso, contatto scambio, contatto generico, ingresso PLC, uscita PLC) evidenziando,
inoltre, i legami tra contatti nel caso di contattori di potenza multipolari.
Viene segnalata una condizione di errore, ovvero rappresentazione degli elementi in rosso, nel caso
la piedinatura non sia attinente alla formazione predefinita.
Viene, inoltre, visualizzata la piedinatura degli elementi, l'indirizzo nel caso degli operandi PLC e la
relativa posizione nello schema.
Ciò permette di visualizzare tutte le posizioni, comprese quelle relative ai componenti non conformi,
tali che possano essere individuate per eventuali modifiche o cancellazioni.
Nel caso delle formazioni non predefinite (Numero massimo di contatti, Numero di contatti per tipo)
per cui sia stata assegnata al campo Formazione una composizione di contatti (esempio 4/4/3, cioè
4 aperti, 4 chiusi, 3 scambi), saranno rappresentati gli elementi comandati o riferiti in numero pari a
quanto specificato.
In particolare nel caso di formazioni inserite con il metodo Numero massimo di contatti, la
rappresentazione dei contatti sarà con un punto interrogativo per i contatti non ancora inseriti a
rappresentare che non si è ancora scelta la tipologia.
La nuova formazione assumerà una sigla provvisoria nella forma fissa -K1, dove la lettera dipenderà
dalla designazione del simbolo di comando o sarà K come valore predefinito.
In seguito si potrà posizionare nel disegno ogni elemento riferito disponibile selezionandolo nel
riquadro inferiore (vedi “Inserimento di un elemento riferito nel disegno”). Per inserire, invece,
l’elemento di comando fare doppio clic nel riquadro Blocco di comando (il simbolo è di colore verde
se disponibile).
Una volta inserito il comando, se il simbolo viene siglato in modalità automatica, tutti i componenti
la formazione assumeranno automaticamente la nuova sigla.
Nota. La possibilità di scegliere l’orientamento del simbolo si basa sulla definizione di classe del
simbolo. Vedi "Classi di simboli" a pagina 209.
Quindi, fare doppio clic sull'elemento da inserire: la finestra Apparecchiature viene chiusa per
permettere il posizionamento del simbolo nel disegno.
Nel caso delle formazioni inserite con il metodo Numero massimo di contatti, la rappresentazione dei
contatti non ancora inseriti sarà con un punto interrogativo a rappresentare che non si è ancora scelta
la tipologia. In fase di inserimento nel disegno viene visualizzata la finestra Libreria blocchi che
mostra tutti i blocchi elementi riferiti e operandi PLC utilizzabili. Nella barra degli strumenti è
disponibile un sistema di filtraggio con cui affinare la ricerca del blocco necessario. Inserire il blocco
con doppio clic.
Nel menu contestuale attivabile facendo clic sul tasto destro del mouse quando il cursore è nel
riquadro degli elementi riferiti, si possono impostare le seguenti preferenze.
Riporta con descrizioni del comando: negli elementi riferiti inseriti viene riportata la stessa descrizione
compilata nel blocco di comando.
Riporta con ubicazione e funzione del comando: negli elementi riferiti inseriti viene riportata la stessa
ubicazione e la stessa funzione compilata nel blocco di comando.
Disabilita codice principale negli elementi riferiti: negli elementi riferiti inseriti viene disabilitato il
campo Codice principale; in tal modo i blocchi degli elementi riferiti non vengono riportati nella
distinta materiali.
Riporta il codice materiale degli ausiliari nei riferiti: il codice materiale degli elementi ausiliari è
riportato negli attributi del simbolo riferito (contatti) anziché essere concatenato nell’attributo
Codice principale del simbolo grafico di comando.
Edita attributi: permette di modificare velocemente gli attributi dell’elemento selezionato, già inserito
nel disegno, senza doverlo ricercare nello schema.
Riporta in disegno: permette di associare ad un simbolo precedentemente inserito nel disegno, i dati
sigla e pin dell’elemento selezionato.
Prima di avviare questa funzione aprire il foglio dove è contenuto il simbolo e avviare il comando
CONT. Nella finestra Apparecchiature selezionare dalla lista la formazione e l’elemento riferito
Gestione delle apparecchiature 261
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)
disponibile (in verde) da considerare; quindi avviare il comando Riporta in disegno e selezionare nel
disegno il simbolo al quale associare i dati. Il simbolo selezionato deve essere della stessa tipologia
dell’elemento riferito scelto. Questo simbolo sarà, in questo modo, ‘agganciato’ alla formazione
scelta.
Dopo l’associazione è necessario eseguire il comando Associa contatti non conformi (vedi pagina
262).
Questa procedura può essere utile quando si sono già inseriti nel disegnato dei simboli con dati non
compilati o standard e, in un secondo momento, si vuole compilarli con i dati degli elementi riferiti
di una formazione scelta.
Nota. Inserendo gli elementi riferiti dalla finestra Apparecchiature, all’interno del blocco viene
incorporato ‘al volo’ l'attributo RMAXC. È un attributo nascosto e serve per le formazioni che
vengono create nuove direttamente dal CONT, nello specifico quando nello schema elettrico si ha la
necessità di inserire prima gli elementi riferiti e poi in ultima l'elemento di comando; in tale attributo
viene scritto il codice formazione indicato manualmente dal progettista.
L’attributo RMAXC contiene il codice formazione basico e non il codice formazione accessoria.
Selezione da disegno
La funzione Selezione da disegno, permette di puntare ad una apparecchiatura dell'elenco
selezionando uno dei suoi elementi nel disegno.
Selezionando l'icona relativa nella barra degli strumenti principale in Apparecchiature, la finestra
viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore l'elemento di comando o un elemento riferito
dell'apparecchiatura desiderata. Quando la finestra Apparecchiature viene visualizzata, in elenco è
selezionata tale l'apparecchiatura.
Rinomina formazione
La funzione Rinomina formazione consente di cambiare la sigla dei componenti una formazione.
L’operazione può essere avviata anche dal disegno: vedi “Rinomina sigla di formazione” a
pagina 282.
Controllo di conformità
La funzione Controllo di conformità, evidenzia con un segno rosso sull'icona nell'elenco le
formazioni che presentano delle non conformità. Per eseguire il controllo selezionare l'icona relativa
nella barra degli strumenti principale in Apparecchiature.
Per la risoluzione delle non conformità è possibile usare la funzione di Associa contatti non conformi
automatica o per singolo contatto o operando.
262 Gestione delle apparecchiature
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)
Nota. Questa procedura è prevista solo per gli elementi di comando di una formazione predefinita
o aventi l'indicazione del numero di contatti per tipo assegnata al campo Formazione.
È possibile associare ad un singolo elemento non conforme uno degli elementi disponibili,
selezionando Associa contatti non conformi dal menu a cursore dopo aver selezionato l'elemento
desiderato.
Esempio
Si è inserita nello schema una formazione con una bobina, due contatti aperti due contatti chiusi; ogni
elemento è già inserito nello schema. Eseguire la funzione Associa codice articolo: la finestra Elenco
Gestione delle apparecchiature 263
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)
materiali compatibili, elencherà tutte i codici di apparecchiature, di vari costruttori, che contengono
due contatti aperti e due chiusi.
Selezionare il codice opportuno del costruttore desiderato per ritornare in Apparecchiature, quindi
premere il pulsante Aggiorna in basso a sinistra per apportare la modifiche nello schema. Nei
riquadro Dati generali vengono riportate le informazioni Codice, Costruttore, Articolo, Serie.
Nella finestra di dialogo Numerazione automatica dei bit, compilare i seguenti campi.
Premere OK per eseguire la numerazione. Negli operandi rappresentati viene riportato l'indirizzo in
modo da vedere il risultato in anteprima. Per apportare le modifiche negli operandi nello schema è
necessario premere il pulsante Aggiorna in basso a sinistra.
Nota. Il buon risultato di una codifica effettuata per tutte le formazioni è condizionato alla presenza
in archivio Articoli dei codici di formazione (vedi sezione “Archivio Articoli” nella guida di
riferimento “Commesse e archivi”).
Questa funzione risulta utile per la codifica delle apparecchiature inserite nello schema qualora non
sia già stato assegnato il codice articolo o quando si voglia eseguire una sostituzione di codici.
Morsettiere su apparecchiatura
In alcuni casi può essere necessario rappresentare i punti di attestazione (Pin) di alcune
apparecchiature nello schema elettrico come fossero dei morsetti.
Una funzione permette di definire in automatico una morsettiera per ogni apparecchiatura di cui si
necessiti, composta da un morsetto per ogni pin.
Gestione delle apparecchiature 265
Morsettiere su apparecchiatura
Nei simboli multifilari è stata introdotta la gestione dell'attributo SIGLA_MOR (Sigla morsettiera).
In tale attributo è possibile riportare la sigla della morsettiera alla quale l'apparecchiatura appartiene.
Se l'analisi trova compilato l'attributo SIGLA_MOR è generata una morsettiera avente tale sigla
(ubicazione e funzione vengono prese quelle del simbolo). Per ogni pin del simbolo è definito un
morsetto corrispondente avente come numero morsetto la sigla dell'apparecchiatura e il pin del
morsetto stesso nella forma SIGLA:PIN. I morsetti appartenenti alla stessa apparecchiatura (quindi
alla stessa formazione) sono raggruppati come un morsetto multiplo caratterizzato dal carattere meno
('-') che precede l'indice di gruppo. In lista connessioni l'apparecchiatura è “vista” ancora una volta
come morsetti della morsettiera a cui appartiene.
• Selezionando una o più apparecchiature in lista ed eseguendo Assegna sigla morsettiera, dal
menu contestuale.
266 Gestione delle apparecchiature
Numero di contatti per tipo
Se non già presente nel blocco, l'attributo SIGLA_MOR viene aggiunto automaticamente e
posizionato al di sopra dell'attributo UBIC (Morsettiera).
Dopo aver eseguito l’analisi fili e morsettiere (comando FILI) le morsettiere definite sulle
apparecchiature sono gestite come le normali morsettiere definite con l’inserimento morsetti; sono
pertanto gestite in Cablo, vi si possono attestare dei cavi, sono disegnate da Traccia morsettiera,
Tabella morsettiera, Tabella posa cavi,...
Nota. Nella tracciatura delle morsettiere (comando DIMO11, vedi “Traccia morsettiera” a
pagina 397) i morsetti su apparecchiatura vengono rappresentati in forma analoga ai morsetti
standard, salvo non rispettare la rappresentazione a “larghezza crescente” dei morsetti multipli. È
possibile inserire dei blocchi personalizzati per tali morsetti costruendo il nome dei nuovi blocchi
secondo le regole apposite (vedi “Personalizzazione dei morsetti tracciati” a pagina 409) e
introducendo il carattere di riconoscimento meno ('-') fra il prefisso dei blocchi usati e la tipologia
del morsetto (es.: [Link]).
Esempio
Indicare 3/3/2 nel campo Formazione per disporre di tre contatti aperti, tre chiusi e 2 di scambio.
Anche per queste formazioni sono disponibili tutte le utilità della funzione Apparecchiature (vedi
“Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258).
Nella finestra Apparecchiature (comando CONT) la rappresentazione dei contatti non ancora inseriti
sarà con un punto interrogativo a rappresentare che non si è ancora scelta la tipologia. In fase di
inserimento nel disegno viene visualizzata la finestra Libreria blocchi che mostra tutti i blocchi
elementi riferiti e operandi PLC utilizzabili. Nella barra degli strumenti è disponibile un sistema di
filtraggio con cui affinare la ricerca del blocco necessario. Inserire il blocco con doppio clic.
Formazioni libere
Il metodo Elemento di comando con formazione libera, prevede l'inserimento nello schema, da
Libreria simboli, di un blocco elemento di comando e alcuni blocchi di elementi riferiti ai quali si
associa la stessa sigla.
Il campo Formazione dell'elemento di comando, in questo caso, deve rimanere vuoto; questo
comporta che la formazione che si va a comporre non ha limiti nel numero e nella tipologia dei
componenti.
All'inserimento dalla libreria di blocchi di tipo Elemento riferito (o operando PLC) viene visualizzata
la finestra Elementi di comando che agevola la selezione della sigla da assegnare al componente.
Vengono elencate le sigle degli elementi di comando presenti nello schema: selezionando un
elemento in questo elenco si determina la sigla da assegnare all’elemento riferito.
Nota. La finestra Elementi di comando viene visualizzata se rimane spuntata la casella Mostra ad
ogni inserimento, nella stessa finestra. Può essere attivata anche scegliendo Elenco comandi, dal
menu Schemi>Cross reference. L'opzione Mostra ad ogni inserimento l'elenco degli elementi di
comando, può essere selezionata anche nella scheda Schemi della finestra Preferenze, attivabile con
Preferenze dal menu Strumenti e selezionando Preferenze ambiente grafico (vedi “Preferenze
ambiente grafico” a pagina 756).
Questo metodo può risultare più veloce nei casi in cui le apparecchiature non devono essere
codificate con articoli materiali perché non interessa la preventivazione.
Nella finestra Apparecchiatura le formazioni libere, vengono rappresentate con l'elemento di
comando e solo gli elementi riferiti già inseriti nello schema.
In basso a sinistra nella finestra, è presente la casella di spunta Visualizza gli elementi riferiti privi
di comando. Quando è selezionata questa opzione, vengono visualizzati in lista anche le formazioni
prive di elemento di comando; selezionando la famiglia <elementi comandati> la lista viene filtrata
in modo da vedere solo queste ultime.
Nota. Questa funzione è opzionale: nella scheda Cross reference in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Cross reference” a pagina 760) è presente l’opzione
Mostra ad ogni inserimento l’elenco degli elementi di comando.
Assegna sigla
Nel caso sia già inserito nello schema un simbolo (di tipo elemento riferito) che si desidera
agganciare ad una formazione esistente, è utile aprire la finestra Elementi di comando.
Tramite il pulsante Assegna sigla viene chiusa la finestra e quindi si può selezionare nello schema
tale simbolo da associare all’elemento di comando scelto nella lista.
In questo capitolo sono analizzate le informazioni riguardanti i metodi di siglatura dei simboli nello
schema e descritte tutte le funzioni di siglatura.
Informazioni di identificazione
Nella stesura di uno schema elettrico, qualsiasi sia la sua forma, oltre ad utilizzare la parte grafica
con i relativi segni, sono impiegate delle informazioni per l'identificazione e lo scopo dell’impiego
degli oggetti rappresentati. Queste informazioni sono trattate dalle Norme della serie CEI EN 81346
che sostituiscono gli argomenti già trattati nelle Norme CEI EN 61346, CEI 3-24, IEC 750.
I concetti delle informazioni interessanti gli oggetti sono:
• ubicazione: dove si trova
• funzione: obbiettivo
• prodotto: compito o scopo
• connessione: com’è collegato
• segnale: input od output
• documento: illustrazione delle informazioni
Definizioni
Per una corretta formazione e utilizzazione dei codici di identificazione, le definizioni delle
designazioni sono:
Funzione: funzione, o azione caratteristica o scopo di uno o più equipaggiamenti o un'installazione
che può essere generica o specifica.
Ubicazione: posizione fisica di un oggetto o assieme, essenziale per la univoca individuazione in una
costruzione o installazione, come pure in un equipaggiamento quando questo è complesso e con
elementi simili nella loro costituzione.
Codifica oggetti: serve per una distinzione appropriata del genere del materiale da identificare ed è
basata, secondo le Norme, sulla natura, la classe o il gruppo di un materiale, senza tener conto della
sua funzione nel circuito.
Numero di identificazione oggetti: serve per distinguere tra loro oggetti aventi la stessa codifica,
cioè della stessa natura; la numerazione è un attributo, non necessariamente in sequenza ininterrotta;
una serie particolare di numeri può essere destinata ad un oggetto od ad un insieme di oggetti.
Morsetti: identificazione delle parti conduttrici di un oggetto o equipaggiamento destinate alle
connessioni elettriche tra circuiti.
Segni di prefisso: più (+), uguale (=), lineetta (-), due punti (:) sono usati per individuare
rapidamente i codici di designazione di riferimento; possono essere usati altri segni di prefisso, oltre
a quelli delle norme.
Esempio
=A1=B=D2=C3
=A1.B.D2.C3
-A1-C-D4-1
-A1.C.D4.1
+G1+111+2
+G1.111.2
Siglatura dei simboli 273
Informazioni di identificazione
Si dovrà prestare la massima attenzione a non creare ambiguità, una designazione equivoca è una
informazione che non identifica l'oggetto considerato; questo può succedere quando ad un progetto
concorrono enti diversi, pertanto sono consigliati dei chiarimenti preliminari al fine di eliminare
spiacevoli inconvenienti, che si ripercuotono sull'impianto o equipaggiamento fornito.
Le informazioni, per distinguerle le une dalle altre, sono dotate di proprio segno di prefisso, secondo
il tipo di informazione; ciò permette un’identificazione rapida degli oggetti stessi, sia sugli impianti,
sia nella relativa documentazione. I caratteri da usare come prefisso sono:
Le designazioni di ubicazione e/o funzione dei componenti del progetto possono essere assegnate in
tutti i simboli di iDEA tramite la compilazione degli attributi Ubicazione (UBIC1, UBICC) e
Funzione (FUNZ1, FUNZ1C); vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331.
Nei programmi Electro Graphics, è possibile gestire la strutturazione orientata al prodotto con
designazioni a livello unico con la funzione di siglatura simboli.
Essi hanno stessa sigla, stessa funzione ma diversa ubicazione. Con il criterio di identificazione
basato sulla sola sigla essi apparterranno alla stessa morsettiera indipendentemente dalla funzione e
ubicazione espresse. Con il criterio dell’identificazione completa essi invece appartengono a due
morsettiere diverse e come tali verranno gestiti in tutte le funzionalità del programma che prevedono
la gestione dei morsetti (tracciatura morsettiere, tabelle morsettiera, layout dei quadri, Cablo,…).
Un ulteriore esempio è quello proposto dai due elementi di comando che seguono:
Siglatura dei simboli 275
Siglatura simboli
Essi hanno stessa sigla, stessa ubicazione, ma appartengono a due funzioni diverse. Utilizzando il
criterio identificativo basato sulla sola sigla essi risulteranno non identificati univocamente e questa
situazione di errore verrà rilevata, ad esempio, in esecuzione delle procedure di siglatura dei simboli
o in fase di tracciatura dei cross reference delle formazioni, con relativa segnalazione degli errori
riscontrati (Sigla ripetuta). In presenza di identificazione completa, invece, i due simboli saranno
correttamente e univocamente identificati e le varie procedure non rileveranno alcun errore di
esecuzione.
Siglatura simboli
Con le impostazioni predefinite dall’installazione ogni simbolo appartenente alla Libreria simboli di
iDEA viene siglato automaticamente all’inserimento nel disegno; inoltre il programma si occupa di
mantenere aggiornate le sigle di tutti i simboli dello schema in seguito ad aggiunte, cancellazioni o
spostamenti. È comunque possibile disattivare le precedenti funzionalità e avviare la siglatura dei
simboli dello schema solo quando è più opportuno.
Nota. Se è attiva l’Identificazione completa per i componenti di schema, il comando produrrà una
siglatura univoca per i simboli a parità di funzione e ubicazione. Si avrà quindi una identificazione
univoca in base alla terna Sigla + Ubicazione + Funzione (vedi “Identificazione completa dei
componenti di schema” a pagina 274).
La funzione di Siglatura simboli (comando SIGLA) visualizza la finestra di dialogo Siglatura simboli
in cui si possono modificare i parametri di siglatura descritti di seguito. Confermando con OK i
simboli dello schema vengono siglati.
Come avviare la siglatura dei simboli
• Scegliere Sigla simboli.
I parametri di siglatura dei simboli si possono modificare anche con la funzione Setup siglatura
simboli (comando SETSIGLA) la quale visualizza sempre la finestra di dialogo Siglatura simboli ma
non avvia la siglatura.
Come modificare i parametri di siglatura dei simboli
• Scegliere Setup sigla simboli.
La prima scelta da effettuare è la Norma su cui si basa la tipologia di siglatura e l’ordine di siglatura
dei simboli in luogo della posizione all’interno del foglio.
Le norme che riguardano la designazione dei componenti sono:
• IEC 60750 (Abrogata il 13/03/1996)
• CEI 44-6 (Abrogata il 12/11/1998)
• CEI EN 61346-1 (Abrogata il 01/08/2012)
• CEI EN 81346-1 (2012)
• CEI EN 81346-2 (2020)
L’ordinamento si può stabilire per colonna (Alto-basso sinistra-destra) o per riga (Sinistra-destra
alto-basso).
Il riquadro Tipologia di siglatura elenca le tipologie di siglatura disponibili in base alla norma scelta.
Selezionando ognuna delle caselle viene aggiornata l'icona di esempio di siglatura applicata ad una
bobina e, nel contempo, vengono visualizzate nel riquadro Struttura della siglatura (nella parte
inferiore della finestra) le componenti che andranno a formare la sigla stessa.
Nel riquadro Opzioni è possibile predefinire l’Indice progressivo iniziale e definire la tipologia di
siglatura utente. Il bottone Opzioni avanzate apre una finestra con ulteriori preferenze come il
Separatore e il Prefisso utilizzati da alcune delle tipologie di siglatura e il formato dell’indice.
È possibile, inoltre, includere le morsettiere e le schede Plc nella procedura di siglatura
semplicemente attivando le caselle Sigla morsetti e connettori e Sigla unità PLC.
L’opzione Utilizza un indice progressivo per foglio indica che l'indice progressivo utilizzato è legato
al numero del componente nel foglio; se l’opzione non è selezionata, invece, è legato al numero del
componente nel disegno.
L’opzione Mantieni le sigle ripetute nei simboli di impianti, permette di stabilire se i simboli di im-
pianti aventi medesima sigla vengano mantenuti raggruppati, cioè mantengano una sigla uguale, an-
che in seguito a siglature successive.
Nel caso sia attiva la terna “Sigla+Ubicazione+Funzione” per la gestione dei fogli di schema (vedi
“Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89) è possibile scegliere cosa rappresentare
nella sigla del simbolo.
• Rappresenta il parametro [Foglio] nella forma estesa “=Funzione+Ubicazione-Foglio”.
• Ometti funzione ed ubicazione del foglio se uguali a quelle del simbolo siglato.
• Ometti sempre funzione ed ubicazione del foglio.
Siglatura dei simboli 277
Siglatura simboli
La procedura di siglatura considera tutti i simboli dello schema corrente che abbiano un attributo
definito come sigla del simbolo (etichetta SIGLA o SIGLAC). Nel caso in cui non si voglia effettuare
la siglatura su alcuni di questi simboli è sufficiente vincolarne la sigla (vedi “Vincolo della sigla dei
componenti” a pagina 281).
Per la composizione della sigla, oltre agli eventuali vincoli inseriti, viene estratta la lettera di
designazione di ogni simbolo facendo riferimento alle librerie simboli di iDEA, siano esse standard
che utente. Come accennato nella parte relativa al setup dei simboli (vedi “Setup dei simboli” a
pagina 203), è necessario designare correttamente i componenti indicandone la famiglia di
appartenenza ed il contrassegno, in quanto informazione fondamentale al calcolo della siglatura
(vedi “Designazione dei componenti” a pagina 205).
Si ricorda che nel caso in cui il simbolo rappresenti un elemento riferito (contatto, etc.) la sua
designazione deve essere pari a <elementi comandati>; nel caso fosse diversa verrà visto come un
qualsiasi simbolo slegato dall'elemento che lo comanda, visualizzando un messaggio di sigla
duplicata, indicando le posizioni degli elementi con sigla uguale (vedi “Sigle doppie” a pagina 277).
La procedura provvederà quindi al calcolo delle nuove sigle e all'aggiornamento dei simboli nel
disegno, mantenendo in qualsiasi caso intatti i collegamenti fra gli elementi di comando e i relativi
elementi comandati.
Sigle doppie
Quando la siglatura automatica rileva due simboli aventi la stessa sigla (nel caso di identificazione
completa, anche stessa ubicazione e funzione), che non siano ovviamente degli elementi comandati,
visualizza un messaggio a video del tipo:
La sigla del simbolo S1 è ripetuta in posizione 1/B6.
Assegnare una nuova sigla al simbolo?
Premendo Si, o Si tutti per imporre lo stesso criterio per tutti i simboli con sigla doppia, oppure il tasto
INVIO alla richiesta, la procedura calcolerà automaticamente la sigla rispettando naturalmente i
criteri impostati nel setup siglatura.
Selezionando l’icona Modifica tipologia utente è possibile accedere al profilo di siglatura selezionato
tramite la finestra di dialogo precedentemente descritta. In tale finestra è possibile modificare il
profilo di siglatura. L’identificativo di siglatura invece, non potrà essere modificato.
Siglatura dei simboli 279
Norma per la siglatura dei simboli CEI EN 81346-2:2020
Selezionando l’icona Cancella tipologia utente è possibile rimuovere dalla lista la tipologia utente
selezionata.
Nella Libreria simboli è disponibile l'utilità Aggiorna i simboli per la siglatura CEI EN 81346, al fine
di compilare la famiglia per tutti quei simboli che ne sono sprovvisti. Questa si avvia dal menu
contestuale che si apre con il tasto destro del mouse nel riquadro di sinistra della libreria.
Per eseguire la siglatura dei simboli secondo la nuova norma avviare la funzione Siglatura simboli
automatica (comando SIGLA) e selezionare la norma CEI EN 81346-2:2020.
Se la precedente opzione dovesse essere disattivata, si può effettuare una siglatura automatica del
simbolo all’inserimento attivando (cioè pulsante premuto) l'icona Sigla nella finestra Libreria
simboli. Anche questa opzione è attiva in modo predefinito.
Attivata questa opzione, rimarrà attiva per qualsiasi inserimento di simboli fino alla disattivazione.
Per utilizzare correttamente tale metodo di siglatura, è importante fornire la base dati corretta su cui
calcolare le varie sigle, da associare poi ai simboli in fase di inserimento.
La configurazione dei parametri per la composizione della sigla si possono modificare tramite la
finestra di dialogo che si apre con il comando Setup siglatura.
Come accedere al setup siglatura
• Scegliere Setup siglatura.
Nota. L’aggiornamento automatico della siglatura dei simboli è controllato dalla preferenza
Siglatura dei simboli presente nella finestra dei Parametri multifoglio, scheda Disegno, riquadro
Aggiornamento automatico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757). La preferenza è, per
default, selezionata.
Limitazioni
L’aggiornamento automatico non è operativo nel caso in cui si lavori su di un disegno realizzato
tramite una versione precedente la 2009 o su cui non si è utilizzato l’aggiornamento automatico. In
tali casi, alla prima modifica dei simboli che richiede una nuova siglatura, un apposito messaggio di
avvertimento verrà visualizzato alla riga di comando. Per rendere operativo l’aggiornamento
automatico sarà, in questo caso, sufficiente eseguire almeno una volta la funzione di siglatura dei
simboli (comando SIGLA). L’aggiornamento si attiverà eseguendo la siglatura nei criteri imposti
nella finestra Siglatura simboli.
L’aggiornamento automatico della siglatura dei simboli non interviene in nessun caso nella siglatura
di morsetti, connettori ed simboli appartenenti ad unità PLC.
Siglatura dei simboli 281
Vincolo della sigla dei componenti
Siglatura vincolata
La funzione Siglatura vincolata consente di attivare il vincolo Sigla componente in tutti i simboli in
modo automatico, oppure di eliminare il vincolo dai componenti in precedenza vincolati.
Come vincolare la sigla di tutti i componenti
1. Scegliere Vincola siglatura simboli.
Premendo Si, o Si tutti per imporre lo stesso criterio per tutti i simboli con sigla doppia, oppure il tasto
INVIO alla richiesta, la procedura calcolerà automaticamente la sigla rispettando naturalmente i
criteri impostati nel setup siglatura.
Come controllare la presenza di sigle doppie
• Scegliere Controllo sigle doppie.
Nota. La funzione di controllo delle sigle doppie non è operativa se attivo l’aggiornamento
automatico della siglatura simboli (vedi “Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli” a
pagina 280).
Siglatura manuale
La funzione Siglatura manuale consente di effettuare la siglatura, secondo la logica precedentemente
descritta, su un singolo gruppo di simboli del disegno.
Dopo aver selezionato la modalità di siglatura fra quelle visualizzate nella finestra di dialogo
Siglatura simboli, si può procedere con la siglatura premendo il pulsante OK. Dopo la scomparsa
della finestra di dialogo viene richiesto di selezionare tutti i simboli su cui effettuare la siglatura,
utilizzando i vari metodi di selezione offerti da iDEA.
Come avviare la siglatura simboli manuale
1. Scegliere Siglatura simboli manuale (o Manuale dal menu).
2. Selezionare uno fra i metodi di siglatura predefiniti e riportati nella finestra di dialogo Siglatura
simboli.
3. Fissare le impostazioni come già descritto in precedenza per la siglatura automatica.
4. Premere il pulsante OK per proseguire con la siglatura dei simboli.
5. Selezionare i simboli da siglare e alla fine premere INVIO.
Nota. La siglatura manuale non è operativa se attivo l’aggiornamento automatico della siglatura
simboli (vedi “Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli” a pagina 280).
284 Siglatura dei simboli
Siglatura manuale
13
Cross reference
In questo capitolo è descritta la funzione di cross reference per le apparecchiature inserite in uno
schema.
Generalità
Nel caso i contatti di un apparecchio di comando o di potenza, per ragioni funzionali, non siano
disegnati insieme alla parte principale del componente (bobina, dispositivo meccanico, etc.), ma in
un'altra parte del foglio o su fogli diversi, si rendono necessarie le informazioni di riferimento per
reperire i singoli contatti utilizzati.
Le informazioni dei riferimenti dei contatti rappresentati in maniera distribuita vengono disposte con
tre rappresentazioni diverse.
Tabellina a croce
Ai piedi delle bobine di comando, dei contattori o relè e qualsiasi altro elemento di comando, si può
ottenere una tabellina a croce con indicate le posizioni degli elementi riferiti utilizzati (CEI EN
61082-2/[Link]).
Tabellina a contatti
In alternativa alla rappresentazione a croce si può avere una tabellina a contatti, dove oltre alle
posizioni degli elementi riferiti, viene indicata anche la piedinatura degli stessi (CEI EN
61082-2/[Link]).
Tabellina di riepilogo
La terza modalità di rappresentazione, prevede una tabella di riepilogo con indicata la sigla
dell'elemento di comando con relativa descrizione e posizione all'interno del disegno, e l'insieme
degli elementi riferiti completi di piedinatura e posizione (CEI EN 61082-2/[Link]).
Il cross reference viene eseguito su schemi composti da uno o più file di disegno.
Vengono automaticamente riconosciuti come elementi di comando tutti i simboli che nel setup hanno
selezionata una delle seguenti tipologie:
• Elemento di comando
• Unità centrale PLC
Per il setup vedi “Elemento di comando” a pagina 207. In iDEA sono tipicamente già configurati
come elementi di comando simboli come:
• bobina: tutti i tipi, relè termici;
• interruttore automatico con apertura per effetto termico;
• interruttore automatico magnetotermico;
• Plc - CPU.
Per quanto riguarda invece gli elementi riferiti, nel setup del simbolo deve essere selezionata una
delle seguenti tipologie:
• Elemento riferito
• Operando PLC
Per il setup vedi “Elemento riferito” a pagina 209. In iDEA sono tipicamente già configurati come
elementi riferiti simboli come:
• contatto aperto, chiuso, scambio;
• contattore aperto, chiuso (unifilare, bifilare, etc.);
• contatto termico ausiliare aperto, chiuso;
• contatto temporizzato aperto, chiuso.
• Plc - operandi I/O.
Nota. Nel setup dei simboli di tipo Elementi di comando è possibile definire i parametri per la
tracciatura delle tabelline di cross reference (vedi “Elemento di comando” a pagina 207).
Per attivare la nuova modalità di localizzazione dei componenti connessi accedere a Preferenze
(comando EGPREF) e selezionare Parametri multifoglio > Riferimenti. Attivare l’opzione
Identificazione dei riferiementi incrociati conforme alla norma CEI EN 61082-1.
Cross reference 287
Tracciatura dei cross reference
Tipo di tracciatura
Nella lista a comparsa è possibile selezionare uno tra i tre tipi di tracciatura dei cross reference:
Croce, Contatti, Tabella. Nel riquadro inferiore viene raffigurato un esempio della tabellina scelta.
Selezione
Se si seleziona l’opzione Manuale il programma chiede di selezionare l’elemento di comando per il
quale tracciare il cross reference. Se si seleziona l’opzione Foglio corrente, i cross reference vengono
tracciati per gli elementi di comando presenti nel foglio corrente. Se si seleziona l’opzione Globale,
invece, i cross reference vengono tracciati per tutto lo schema automaticamente.
Opzioni
Posiziona manualmente : se è selezionata il programma richiede di indicare la posizione in cui
tracciare la tabellina di cross reference per l’elemento di comando, altrimenti assume la posizione
indicata nel setup del simbolo in libreria. Questa opzione è disponibile solo per le tipologie di
tracciatura Croce e Contatti e se è selezionata la Selezione Manuale.
Mantieni la posizione precedente: se è selezionata il programma traccia la tabellina di cross reference
per l’elemento di comando nella posizione precedente. Questa opzione è disponibile solo per le
tipologie di tracciatura Croce e Contatti.
Inserisci i contatti disponibili: se è selezionata il programma riporta, nella tabellina di cross reference
tracciata presso l’elemento di comando, anche i contatti disponibili cioè quelli previsti dalla
formazione indicata ma non utilizzati nello schema.
Aggiorna la posizione del comando: se è selezionata il programma riporta negli elementi riferiti la
posizione dell’elemento di comando. Questa opzione è disponibile solo per le tipologie di tracciatura
Croce e Contatti.
Come eseguire il cross reference in modo globale
1. Scegliere Cross reference.
2. Nella finestra di dialogo Cross reference, lasciare impostate le opzioni di default e premere il
pulsante OK.
3. Per terminare premere il pulsante Chiudi.
In questo modo iDEA esegue la tracciatura dei cross reference in tutto lo schema.
288 Cross reference
Tracciatura dei cross reference
2. Nella finestra di dialogo Cross reference, selezionare l’opzione Singola del riquadro Selezione
e premere il pulsante OK.
3. Selezionare nel disegno l'elemento di comando.
4. Per terminare premere il pulsante Chiudi.
Nota. La tabellina di cross reference viene normalmente disegnata nel layer ‘Simboli’ del foglio in
cui è inserito l’elemento di comando. Se successivamente la tabellina viene spostata su un altro layer,
quindi anche su un altro foglio, è possibile che il layer venga rispettato anche in aggiornamento;
Questa funzionalità può essere attivata o disattivata tramite l'opzione Mantieni layer di appartenenza
durante gli aggiornamenti, presente nella scheda Cross reference in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Cross reference” a pagina 760).
Tipi di tracciatura
La tracciatura delle tabelline di cross reference tra elementi di comando ed elementi riferiti avviene
in corrispondenza di ogni elemento di comando, nella posizione definita nel setup simbolo
dell’elemento di comando stesso. Nel setup simbolo sono inoltre configurabili i blocchi usati per la
tracciatura (vedi “Elemento di comando” a pagina 207).
Inoltre, nell’attributo Riferimento incrociato (CROSS_REF) di ogni elemento riferito presente nello
schema, viene compilata la posizione dell'elemento di comando a cui è legato.
In fase di elaborazione delle tabelle di cross reference viene effettuato il controllo sul superamento
del numero massimo di contatti attribuito ad ogni elemento generatore di riferimento e sulla
composizione della eventuale formazione.
Esiste inoltre la possibilità di tracciare o meno i contatti rimasti disponibili per ogni elemento
generatore; verranno segnalati i contatti disponibili solo in corrispondenza di quegli elementi
generatori per i quali è stato correttamente indicato il numero massimo di contatti aperti, chiusi o di
scambio o l'eventuale formazione.
Cross reference 289
Tracciatura dei cross reference
Croci
Se si usano le croci di riferimento, compariranno delle “x” per segnalare la presenza del contatto
disponibile; per gli elementi di scambio verrà segnalato una doppia “xx” sia come contatto aperto che
chiuso.
Il carattere indicante, nelle croci del cross reference, i contatti dell'apparecchiatura disponibili, si può
specificare nella scheda Cross reference in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi
“Preferenze ambiente grafico” a pagina 756).
Esempi
Con la configurazione predefinita:
• Rappresentazione dei contatti chiusi disponibili: carattere x;
• Rappresentazione dei contatti aperti disponibili: carattere x;
• Rappresentazione dei contatti di scambio disponibili: carattere xx;
quando si tracceranno i cross reference si avrà una rappresentazione per i contatti disponibili come
da figura seguente:
Contatti
Nel caso si sfrutti invece la rappresentazione a contatti, compariranno i contatti con l’indicazione
della posizione assegnata.
Note. Nel caso di elementi di comando con molti contatti associati, quando si esegue il cross
reference in modalità Contatti, la tabellina rischia di venir tracciata sopra il cartiglio ed uscire anche
dal foglio. Per evitare tali casi è possibile stabilire l’altezza massima della collonna in modo che i
contatti vengano disposti su più colonne spaziate di una misura definibile. L’altezza massima e lo
scostamento si possono impostare, in Libreria simboli, nel setup del simbolo elemento di comando:
vedi “Elemento di comando” a pagina 207.
È possibile anche modificare la distanza tra i blocchi dei contatti in particolar modo se si utilizzano
blocchi personalizzati o altri simboli di rappresentazione. Nelle figure seguenti si può vedere
l’indicazione della distanza d che è impostabile in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF):
vedi “Schemi elettrici - Cross reference” a pagina 760.
Cross reference 291
Tracciatura dei cross reference
Tabelle
Un discorso a parte va fatto per il tracciamento delle tabelle contatti; scegliendo infatti il tipo di
tracciatura Tabella viene visualizzata una finestra con l'elenco degli elementi di comando di cui è
possibile tracciare la tabella contatti. Da questo elenco selezionando con doppio clic un elemento per
volta il programma richiede la posizione in cui tracciare la tabella dei contatti relativi all'elemento
in oggetto.
Tale tabella dà riferimenti relativi sia all'elemento stesso (sigla, posizione, dati specifici
dell'elemento) nonché ai riferimenti incrociati relativi ai dispositivi comandati (contatti e contattori);
di questi ultimi si ottiene la posizione nello schema, la numerazione della piedinatura (se è stata
indicata in fase di editazione o numerazione del contatto o contattore) ed, inoltre, il loro stato a riposo
(aperto, chiuso o scambio) nonché eventualmente quelli disponibili.
Se sono presenti contatti di scambio, vengono indicati in due sezioni aperto e chiuso adiacenti e con
le relative numerazioni di morsetto per ogni sezione di scambio. Come per le procedure precedenti
vengono segnalate eventuali condizioni di errore relative a mancanza di contatti definiti, al
superamento del numero massimo di contatti previsti o all'eventuale formazione non corretta.
Plc
Nella gestione dello stato a riposo dell'elemento riferito, sono inclusi gli elementi di ingresso Plc
(I-PLC) e gli elementi uscita Plc o segnalazioni (O-PLC), allo scopo di rappresentare le informazioni
di riferimenti incrociati, sia nella forma di tabellina con i contatti che nella forma a tabellina
semplificata.
È possibile quindi generare un cross reference di un Plc considerando come elemento di comando
l'unità di controllo, o CPU, e come elementi riferiti naturalmente gli ingressi e le uscite. Risulterà in
questo modo molto più semplice la stesura dello schema di un Plc perché, lavorando in questa
maniera, non si è più vincolati a disegnare l'intero Plc in un singolo foglio, ma sarà possibile
distribuire i vari elementi in vari fogli e poi utilizzare il cross reference per avere la rappresentazione
tabellare dei componenti che consentirà un'individuazione immediata, nello schema, dei vari
elementi distribuiti.
292 Cross reference
Messaggi del cross reference
Di seguito riportiamo tutti i messaggi che possono essere visualizzati e le principali cause di errore.
• Il simbolo indicato (elemento riferito) non è associato ad alcuna formazione; nello schema non
è presente un simbolo di tipologia elemento di comando con la stessa sigla.
• Il simbolo indicato è ripetuto in posizione indicata; nello schema sono presenti più di un simbolo
dello stessa tipologia con la stessa sigla.
• Il simbolo indicato (elemento riferito) non è conforme alla formazione definita nell’attributo
Formazione del simbolo dell’elemento di comando con la stessa sigla.
• Il tipo di simbolo non è previsto nella formazione (es. contatto aperto associato ad una
formazione che prevede solo due contatti aperti)
• Le sigle dei pin sono differenti da quelle previste nella formazione.
Il componente di riferimento deve essere un blocco per schemi elettrici riconosciuto da iDEA; deve
pertanto essere un simbolo della libreria schemi elettrici o del catalogo utente con il set di attributi
standard (vedi “Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189). I particolari di dettaglio, invece,
possono essere normali blocchi AutoCAD, più o meno complessi, disegnati come necessario e
salvati nel disegno (comando BLOCCO) o in libreria simboli catalogo utente o in file esterno
(comando MBLOCCO).
I particolari di dettaglio riportati nello schema che fanno riferimento al medesimo componente
possono oltretutto essere diversi, e collocati in diversi punti dello schema.
Per agevolare la navigazione tra i diversi punti dello schema, è possibile saltare tra la vista del
dettaglio e quella del suo componente di riferimento con un semplice clic.
Questa funzionalità è particolarmente utile quando si pubblica lo schema su PDF per la consultazione
in ambienti diversi dall’ambiente grafico di disegno.
Per definire la relazione è necessario eseguire una funzione disponibile all’interno della finestra di
Inspector (comando INSPECTOR, vedi “Inspector” a pagina 68).
Mediante il comando Crea riferimento incrociato, avviabile dal menu contestuale di Inspector, è
possibile creare un collegamento persistente tra un blocco qualsiasi e un componente dello schema
elettrico.
Il comando richiede di selezionare un blocco e crea un riferimento incrociato tra l’elemento
selezionato in Inspector e il blocco selezionato nel disegno.
I blocchi di dettaglio, così marcati, visualizzano nel menu contestuale (selezionare il blocco e
premere il tasto destro del mouse) il comando Vai al collegamento per spostarsi velocemente al
foglio del riferimento principale. Nel menu è inoltre presente il comando Elimina collegamento per
rimuovere l’associazione.
Cross reference 295
Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF
La generazione del file PDF dello schema (comando SALVAPDF, vedi “Salva multifoglio in PDF”
a pagina 726) aggiunge un link selezionabile sull’area del blocco di dettaglio per individuare
rapidamente nello schema il componente di riferimento con un semplice clic.
296 Cross reference
Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF
14
Morsetti e connettori
In questo capitolo sono descritte le funzioni di inserimento e gestione dei morsetti e dei connettori
in uno schema.
Generalità
I morsetti sono componenti che offrono la possibilità di collegamento e di derivazioni di cavi e
conduttori sia rigidi che flessibili. Sono utilizzati, ad esempio, nei quadri, nelle sale di comando e
controllo, negli impianti per effettuare collegamenti, prove, controlli e sezionamenti senza
interruzioni del servizio.
I morsetti possono essere utilizzati singolarmente oppure in morsettiere, complessi di più morsetti
accostati, montati su guide profilate, che assicurano il collegamento dei componenti interni ad un
quadro con i componenti esterni.
Per l'elaborazione delle morsettiere (vedi “Morsettiere” a pagina 397), si devono pertanto inserire
nello schema i morsetti con le modalità descritte in questo capitolo.
Menu: Schemi>Morsetti.
Nel riquadro di sinistra della finestra Morsettiere viene visualizzata la lista delle morsettiere; nel
riquadro a destra è possibile vedere, per ognuna, l'elenco dei suoi morsetti già inseriti nello schema
e i dati di ognuno. Le funzioni Foglio indietro e Foglio avanti consentono la navigazione delle pagine
dello schema senza la necessità di chiudere la finestra.
I dati di definizione delle morsettiere vengono memorizzati in un file <nomeschema>.ltb. La lista dei
morsetti inseriti con i dati relativi viene salvata nel file <nomeschema>.tnl.
Sigla: rappresenta la sigla della morsettiera di appartenenza dei morsetti da inserire. Quando si
definisce una nuova morsettiera è necessario inserire una sigla univoca all’interno dello stesso
progetto.
Ubicazione: rappresenta l’identificativo di ubicazione della morsettiera da inserire. Tale valore viene
assegnato a tutti i morsetti che vengono inseriti e, nel caso di inserimento in box, a tutti i componenti
racchiusi dal box che contengono l’attributo appropriato.
Morsetti e connettori 299
Definizione delle morsettiere
Nella pagina Analisi dei collegamenti è possibile valorizzare la proprietà Tipologia di collegamento
che determina il modo in cui sono collegati i componenti ai lati quadro e campo della morsettiera.
La tipologia di collegamento può assumere i valori:
• Automatica: la tipologia di collegamento della morsettiera è determinata automaticamente
dall'analisi delle morsettiere sulla base delle ubicazioni dei componenti connessi alla morsettiera.
• Morsettiera in quadro: l’analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti appartenenti alla
stessa ubicazione della morsettiera e in lato campo tutti quelli con ubicazione diversa.
• Morsettiera in cassetta di giunzione: l'analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti aventi
ubicazione che precede l'ubicazione della morsettiera; riconosce in lato campo quelli aventi
ubicazione che segue.
Morsettiera d’interfaccia:serve per indicare che la morsettiera rappresenta l’interfaccia per uno
schema modello. Tale schema modello può poi essere correlato ad uno schema master. È presente
anche una casella a discesa che carica le morsettiere di confine trovate negli schemi correlati e
permette di associare le due morsettiere. Le due opzioni sono mutuamente esclusive. Vedi
“Morsettiere di interfaccia” a pagina 311.
Modificare una morsettiera
Attraverso il comando Modifica è possibile variare le principali caratteristiche della morsettiera. Le
modifiche dei campi funzione, ubicazione e numero massimo di morsetti agiscono all'inserimento
successivo.
Eliminare una morsettiera
Per rimuovere in modo definitivo una morsettiera è necessario rimuovere dal disegno tutti i morsetti
che ne fanno parte. Successivamente sarà possibile premere l'icona Elimina per rimuovere la sigla
della morsettiera e le informazioni ad essa collegate.
Eliminare dall’elenco le morsettiere vuote
In seguito alla cancellazione di tutti i morsetti di una morsettiera, la morsettiera stessa risulta vuota
ma ancora presente in elenco morsettiere. La funzione Elimina morsettiere vuote, disponibile nel
menu contestuale della lista morsettiere, provvede a eliminare dalla lista tutte le definizioni di
morsettiera a cui non corrisponde almeno un morsetto inserito nello schema.
Importa morsettiere da altri schemi
La funzione Importa file morsettiere e connettori, permette di importare la lista delle morsettiere e
dei connettori di un altro schema, con relative descrizioni. Per avviare il comando aprire il menu che
si apre con il tasto destro del mouse quando il cursore è sulla lista morsettiere (riquadro a sinistra).
Quindi è richiesto di selezionare il file LTB del progetto d’origine.
Morsetto
Nel riquadro Morsetto è possibile selezionare un codice di morsetto prelevandolo dall'archivio
Morsetti e Connettori. In questo caso le impostazioni della finestra di dialogo verranno settate
automaticamente secondo il codice di morsetto selezionato disabilitandone la modifica. È consigliato
utilizzare sempre un codice morsetto prelevato dall’archivio Morsetti.
Codice morsetto: il pulsante a fianco della casella apre l’archivio relativo ai morsetti normali e
morsetti multipli per la scelta del codice del morsetto necessario.
Con la scelta di un codice morsetto dall’archivio, nelle caselle Descrizione e Tipo vengono
visualizzate le informazioni sul morsetto selezionato; sono automaticamente impostate anche le
caratteristiche associate al codice stesso (codici materiale e rappresentazioni grafiche).
Cancellando il codice morsetto le impostazioni vengono riabilitate.
Materiale
Se il campo Codice morsetto viene compilato, il codice principale e alternativo sono desunti
dall’archivio Morsetti e il riquadro Materiale non è visibile. Al contrario, o se il codice morsetto
compilato non è presente in archivio Morsetti, nel riquadro Materiale è possibile compilare il codice
principale e alternativo da associare a tutti i morsetti della morsettiera inseriti nello schema.
Codice principale: indica il codice principale del materiale, prelevabile dall'archivio Articoli di iDEA
tramite il bottone a fianco della casella.
Codice alternativo: indica l'eventuale codice alternativo del materiale.
Morsetti speciali
Questo riquadro è visualizzato solo se il codice morsetto è compilato con un codice presente in
archivio Morsetti. In questo caso è possibile indicare un tipo di morsetto alternativo per i morsetti PE
e N. Vedi “Uso di morsetti speciali per PE e N” a pagina 302.
Morsetti PE: premere il pulsante a fianco della casella Codice morsetto per la scelta del morsetto
nell’archivio Morsetti.
Morsetti N: premere il pulsante a fianco della casella Codice morsetto per la scelta del morsetto
nell’archivio Morsetti.
Numerazione
Nel riquadro Numerazione della finestra di dialogo Morsettiere, vanno impostati i dati relativi alla
numerazione dei morsetti appartenenti alla morsettiera selezionata.
Dalla lista a comparsa scegliere il tipo di numerazione per i morsetti da tracciare; le scelte possibili
sono riportate di seguito.
• 1, 2, 3,...: sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella di testo
Numero.
Morsetti e connettori 301
Definizione delle morsettiere
• A1, A2, A3,...: prefisso con valore corrispondente alla casella di testo Prefisso e sequenza
numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella di testo Numero.
• 1A, 2A, 3A,...: sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella
di testo Numero e suffisso con valore corrispondente alla casella di testo Suffisso.
• A1B, A2B, A3B,...: sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della
casella di testo Prefisso, seguita dal contenuto della casella di testo Numero e suffisso con valore
corrispondente alla casella di testo Suffisso.
• U1, V1, W1 oppure U1, V1, W1, PE1 oppure U1, V1, W1, X1, Y1: prefisso tipico della siglatura
di motori e sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella di testo
Numero.
• 1U, 1V, 1W oppure 1U, 1V, 1W, 1PE: sequenza numerica con primo valore corrispondente al
contenuto della casella di testo Numero e prefisso tipico della siglatura di motori.
• U,V, W oppure U, V, W, PE: prefisso tipico della siglatura di motori privo dell'indice numerico.
• L1, L2, L3, N, PE: prefisso tipico della siglatura di linee di alimentazione.
• R, S, T, N: prefisso tipico della siglatura di linee di alimentazione.
• numero morsetto = numero filo: nessun tipo di numerazione dei morsetti al lato del loro
inserimento; questa opzione può essere utile nel caso in cui si vogliono inserire dei morsetti che, in
fase di analisi dello schema, prenderanno come numero pin il numero del filo adiacente al morsetto
stesso.
• Personalizzata 1...9: sono infine disponibili dieci tipologie di numerazione personalizzabili.
Selezionando una questa tipologia è possibile premere il bottone ‘...’ posto a lato della lista, che apre
una finestra in cui indicare i valori, separati da virgola, da utilizzare nella numerazione. A questi
valori seguirà il numero sequenziale imposto dal programma. Ad esempio inserendo A,B,C i pin dei
morsetti assumeranno la numerazione A1, B1, C1, A2, B2, C2, A3,... Premendo OK la
configurazione viene salvata. Nella lista viene riportata la sequenza personalizzata in corrispondenza
della tipologia personalizzata.
Prefisso: la casella è attiva per indicare il prefisso da utilizzare se, nella lista Tipo numerazione, si è
selezionata una tipologia di numerazione che lo prevede.
Nota. Se in Prefisso o Suffisso si inserisce il carattere asterisco ‘*’ viene interpretato come
indicatore del numero del foglio.
Numero: la casella indica l'indice numerico di partenza del prossimo inserimento. Tale valore viene
posto di default pari al primo valore disponibile per la morsettiera selezionata o ad 1 nel caso si
introduca una nuova morsettiera.
Suffisso: la casella è attiva per indicare il suffisso da utilizzare se, nella lista Tipo numerazione, si è
selezionata una tipologia di numerazione che lo prevede.
Ripetizioni: è possibile indicare che lo stesso numero di morsetto venga ripetuto su più morsetti.
Impostando, ad esempio, 2 si potranno inserire nello schema due morsetti con medesima sigla e pin
per rappresentare due morsetti in ponte.
Simboli grafici
Nel riquadro Simboli grafici è possibile impostare le caratteristiche della rappresentazione dei
morsetti nello schema e della morsettiera che sarà possibile tracciare al termine dell'analisi dello
schema.
302 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere
Blocco principale: lascelta del tipo di simbolo da usare per la rappresentazione del morsetto avviene
selezionando la lista a comparsa che visualizza tutti i nomi dei blocchi utilizzabili ai fini della
rappresentazione grafica del morsetto. In tale lista vengono riportati i nomi dei blocchi presenti nella
libreria standard o utente nel cui setup è impostata la tipologia Morsetti (vedi “Setup dei simboli” a
pagina 203). Se il codice morsetto rappresenta un morsetto in archivio Morsetti, in tale lista a
comparsa appaiono solamente i quattro blocchi grafici orientati associati al codice morsetto
selezionato.
Anteprima: viene visualizzata l'anteprima del blocco selezionato in Blocco principale.
Categoria: è possibile definire la rappresentazione grafica della morsettiera, selezionabile tramite una
lista a comparsa; le opzioni sono Normale, Fusibile, Diodo, Sezionabile, Cortocircuitabile, Utente.
Vedi “Categorie personalizzate” a pagina 306.
Opzioni
Nel riquadro Opzioni è possibile impostare altre opzioni di tracciatura.
Box: selezionando questa casella, in fase di inserimento dei morsetti sul disegno, viene richiesta una
selezione rettangolare e su tutte le intersezioni tra il rettangolo appena disegnato e i conduttori del
disegno verranno inseriti i morsetti. Inoltre il contorno del rettangolo di selezione viene evidenziato
con una linea tratteggiata, eventualmente con l’indicazione testuale della funzione e ubicazione
utilizzate. I morsetti e le apparecchiature contenute all’interno del contorno assumono i valori di
ubicazione e funzione che sono stati impostati in precedenza.
Disabilita richiesta piani: abilita l’inserimento dei morsetti multipli in modalità automatica. Con tale
modalità il piano dei morsetti multipli è assegnato automaticamente in modo incrementale e il
gruppo, una volta riempito, incrementa a quello successivo compatibilmente con la scelta del codice
morsetto. Questa opzione è valida solo se si seleziona un codice di morsetto multiplo.
Ripetizioni=piani: se selezionata, in fase di inserimento il valore impostato nella casella Ripetizioni
viene interpretata anche per definire i livelli. Ad esempio, se Ripetizioni è 2 viene definito un livello
ogni 2 morsetti inseriti.
Numera [Link]: se selezionata, i pin dei morsetti sono compilati con una sigla composta dal
gruppo e dal livello; es.: 1.1, 1.2, 2.1, 2.2,....
Stesso valore per tutti i pin: nei morsetti con due o più pin, applica lo stesso numero a tutti i pin e rende
invisibile quelli successivi al primo. Ciò consente di utilizzare i morsetti a più pin come morsetti a
singolo pin.
Vincoli
Nel riquadro vincoli sono riportate alcune opzioni riguardanti la sigla del morsetto e i casi di morsetti
terminali o che impongono il numero del filo connesso.
Sigla vincolata: selezionando questa casella i morsetti verranno inseriti vincolandone la sigla.
L'inserimento di tale vincolo renderà ininfluente qualsiasi operazione di siglatura simboli nei
suddetti morsetti.
Cassetta di giunzione: selezionando questa casella i morsetti verranno inseriti compilando,
nell'attributo Morsettiera, il testo EXT. Questo rappresenta i morsetti di morsettiere esterne o
morsettiere terminali.
Numero filo = numero pin: selezionando questa casella di spunta i morsetti inseriti assolvono la
funzione di vincolo filo. Vedere il successivo paragrafo “Morsetto vincola filo” a pagina 321.
Importante. Si ricorda che i parametri così definiti rimarranno validi per tutti i morsetti che
verranno inseriti nello schema, sino ad una successiva modifica.
Morsetti multipli
Un morsetto multiplo è fondamentalmente un morsetto il cui numero di connessioni distinte sono
maggiori di due e sono generalmente disposte in piani.
In pratica con un solo morsetto multiplo si eseguono gli stessi collegamenti di due o più morsetti
normali e trovano spesso impiego nei casi in cui lo spazio è limitato oppure in condizioni particolari.
Se il codice morsetto individua un morsetto multiplo, all’atto dell’inserimento nel disegno una
piccola finestra di dialogo richiederà a quale piano assegnare i morsetti che progressivamente si
definiscono.
Nota. Per inserire nello schema morsetti multipli è necessario selezionare, nella casella Codice
morsetto, un morsetto di tipo multiplo già definito in archivio Morsetti.
Per distinguere i vari morsetti multipli è stato necessario introdurre il concetto di gruppo, in quanto,
i morsetti multipli possono essere inseriti con la stessa sigla della morsettiera utilizzata per i morsetti
normali. Un gruppo rappresenta in modo univoco nel disegno un morsetto multiplo, individuato da
un determinato codice morsetto e avente un certo numero di connessioni fino ad un massimo dettato
dal numero di piani del morsetto.
304 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere
Se si seleziona un pin che risiede su un morsetto multiplo e che possiede pertanto un determinato
codice morsetto e gruppo, tali valori vengono assunti come predefiniti all’inserimento di morsetti
successivi.
Nel caso in cui il gruppo selezionato abbia già tutti i piani occupati, verrà proposto il primo gruppo
avente almeno un piano libero, compatibilmente al codice morsetto selezionato (non è infatti
possibile avere codici morsetto diversi associati al medesimo gruppo).
In modo analogo, se viene scelto un pin avente un determinato gruppo, ma si sceglie un codice
morsetto diverso, non viene considerato il gruppo selezionato ma bensì viene mantenuto il codice
morsetto e creato un nuovo gruppo.
Se alla richiesta del piano nella fase dell'inserimento, non si desidera utilizzare uno dei piani liberi
visualizzati, è possibile premere il pulsante Nuovo per creare un nuovo gruppo nella morsettiera
corrente: verrà incrementato l’ultimo gruppo disponibile e si procederà ad inserire morsetti il cui
codice è stato inserito nella finestra di dialogo principale.
Se si desidera utilizzare l’inserimento dei morsetti multipli in modalità automatica è sufficiente
selezionare la casella Disabilita richiesta piani, nel riquadro Opzioni della finestra Morsettiere. Con
tale modalità il piano dei morsetti multipli è assegnato automaticamente in modo incrementale e il
gruppo, una volta riempito, incrementa a quello successivo compatibilmente con la scelta del codice
morsetto.
Per i morsetti multipli, nella lista dei morsetti della finestra di dialogo Morsettiere, vengono
compilati i dati relativi a Gruppo e Piano.
Un morsetto a più vie è rappresentato nel disegno tramite un gruppo di simboli morsetto normale,
tanti quanti sono i pin/punti di connessione del morsetto a più vie. Tali morsetti assumono
necessariamente tutti lo stesso numero morsetto e devono essere connessi direttamente fra loro
tramite lo stesso filo (condizione di equipotenzialità). Se tali condizioni non sono rispettate,
l’esecuzione dell’analisi dei fili (FILI) notifica un opportuno messaggio di avvertimento.
Per inserire nel disegno un morsetto a più vie si avvia sempre il comando Inserisci morsetti
(MORSETTI) e si procede in maniera del tutto simile a quanto avviene per i morsetti a più piani.
Dopo la scelta nel disegno dei punti di inserimento, la finestra di dialogo (vedi immagine che segue)
consente di selezionare il gruppo di appartenenza e l'indice di pin da assegnare ai singoli simboli
morsetto costituenti il morsetto a più vie. Come per il morsetto a più piani, infatti, i simboli che
compongono un morsetto a più vie sono accomunati dallo stesso indice di gruppo (attributo
GRP_MOR) caratterizzato da un carattere ‘+’ di prefisso. L’attributo Piano/N° pin (LIV_MOR)
identifica il punto di connessione nel morsetto a più vie.
L’analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356) riconosce i simboli costituenti un
singolo morsetto a più vie e li elabora al fine di ottimizzare la rappresentazione del morsetto nel
disegno delle morsettiere (comando DIMO11) e nella tabella morsettiera (comando DMOR1).
Nota. Il numero di righe corrispondenti ad un singolo morsetto a più vie nella pagina Morsettiere e
connettori di Cablo può non corrispondere al numero di relativi simboli morsetto presenti nel
disegno. Questo perché l’elaborazione dello schema ottimizza, come sopra ricordato, i dati presenti
in Cablo affinché riportino tutti i dati di connessione del morsetto nella forma più compressa
possibile. Nelle versioni 2017 e precedenti l’analisi dello schema attua un’elaborazione diversa dove
i dati di connessione dei simboli di un singolo morsetto a più vie vengono compressi in un unico
elemento della morsettiera. Con questo tipo di elaborazione si ottiene una rappresentazione più
compatta ma che, potenzialmente, non riporta tutti i dati di connessione del morsetto. Per tornare ad
elaborare i morsetti a più vie come in versione 2017 e precedenti applicare la spunta alla casella
Comprimi un gruppo morsetto a più vie in un unico morsetto nella rappresentazione della morsettiera,
presente nelle preferenze Elaborazione morsettiere (comando EGPREF, selezionare Preferenze
ambiente grafico > Schemi elettrici > Elaborazione morsettiere, vedi “Schemi elettrici -
Elaborazione morsettiere” a pagina 761).
306 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere
Per questo simbolo tramite il comando EPIN viene stabilito il collegamento equipotenziale fra tutti
i pin del simbolo. Con una tale configurazione i fili connessi ai quattro pin del simbolo assumeranno
la stessa numerazione, caratteristica propria dei morsetti passanti.
L’elaborazione delle morsettiere (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) provvede ad
analizzare le connessioni lato quadro e campo alla morsettiera e a ripartire opportunamente i punti
di connessione dei morsetti. La rappresentazione della morsettiera che si ottiene tramite il comando
Traccia morsettiera (comando DIMO11, vedi “Traccia morsettiera” a pagina 397) è del tutto analoga
a quella realizzata per i morsetti a più vie. I simboli morsetto aventi tre o più pin possono essere
utilizzati in Archivio morsetti per la definizione dei morsetti multipli e ne viene gestita correttamente
la rappresentazione in morsettiera.
Nota. Se attiva la spunta Comprimi un gruppo morsetti a più vie in un unico morsetto nella
rappresentazione della morsettiera presente nella finestra delle opzioni del programma Preferenze
ambiente grafico, scheda Elaborazione morsettiere (vedi “Preferenze ambiente grafico” a
pagina 756) tutti i pin dei simboli vengono condensati in un unico elemento di morsettiera così come
per i morsetti a più vie.
Categorie personalizzate
Come già visto, è possibile definire la rappresentazione grafica della morsettiera, selezionabile
tramite la lista a comparsa Categoria; le opzioni sono: Normale, Fusibile, Diodo, Sezionabile,
Cortocircuitabile, Utente. La funzione Traccia morsettiere (vedi “Traccia morsettiera” a pagina 397)
utilizzerà un blocco diverso a seconda della categoria.
Nel caso si selezioni la categoria Utente si deve digitare nella casella di testo Utente, il nome del
blocco da utilizzare privo del prefisso. Il prefisso può essere impostato nelle preferenze di iDEA
Morsetti e connettori 307
Inserimento dei morsetti
(vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761). Questa informazione viene
inserita nell'attributo Note del simbolo del morsetto, elaborata ed utilizzata in fase di tracciamento
delle morsettiere, consentendo di individuare sagome grafiche diverse per la rappresentazione del
morsetto.
Ad esempio, mantenendo il prefisso predefinito MORS è possibile creare il blocco personalizzato
[Link]. Per utilizzare questo blocco, basta selezionare la categoria Utente e digitare MIO
nella casella Utente.
Per utilizzare morsetti con categoria personalizzata si consiglia comunque, di creare un nuovo
morsetto in archivio Morsetti; per il nuovo morsetto si può impostare la categoria Utente e indicare
il blocco da utilizzare in fase di tracciatura.
Per la personalizzazione dei blocchi dei morsetti tracciati vedi “Personalizzazione dei morsetti
tracciati” a pagina 409.
Elenco connettori
La funzione Elenco connettori permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i connettori
inseriti nello schema elettrico corrente. Vedi “Elenco delle morsettiere o dei connettori” a
pagina 322.
Archivio Morsetti
L'archivio Morsetti e connettori gestisce le tipologie dei morsetti utilizzabili negli schemi elettrici in
iDEA. Ogni codice morsetto presenta una serie di caratteristiche: quando il codice viene inserito
nella casella Codice morsetto della finestra di dialogo della gestione delle morsettiere, tutte opzioni
della finestra Morsettiere descritte in precedenza verranno impostate in automatico e bloccate.
L'archivio Morsetti e connettori fa parte degli Archivi Cavetteria ai quali si accede dalla barra degli
strumenti standard nel gruppo Archivi.
Le funzioni dell'archivio Morsetti e connettori sono descritte nella sezione “Archivi Cavetteria” nella
guida di riferimento “Commesse e archivi”.
Nel primo caso selezionare il secondo vertice di tale linea. Verranno così inseriti i morsetti in
sequenza, in tutti i punti di intersezione fra la linea appena definita e i conduttori presenti nel disegno.
La direzione di inserimento dei morsetti è la stessa della linea di tracciatura; se ad esempio il primo
punto inserito è a sinistra rispetto al secondo, i morsetti verranno inseriti da sinistra verso destra.
Casella Box selezionata
Viene richiesta una selezione rettangolare sul disegno e su tutte le intersezioni tra il rettangolo appena
selezionato e i conduttori del disegno verranno inseriti i morsetti.
Inoltre il contorno del rettangolo di selezione viene evidenziato con una linea tratteggiata,
eventualmente con l’indicazione testuale della funzione e ubicazione utilizzate.
I morsetti e le apparecchiature contenute all’interno del contorno assumono i valori di ubicazione e
funzione che sono stati impostati a livello di morsettiera.
Menu: Schemi>Morsetti.
2. Nella finestra di dialogo Morsettiere selezionare l'icona Nuovo, dalla barra degli strumenti, per
definire una nuova morsettiera.
3. Nella finestra di dialogo Morsettiere, selezionare il bottone alla destra della casella Codice
morsetto per accedere all'archivio Morsetti dove effettuare la scelta del morsetto: verranno impostate
in automatico e bloccate le altre opzioni della finestra Morsettiere, descritte in precedenza.
4. È possibile anche non impostare un codice di morsetto ed impostare le preferenze della finestra;
in questo caso non è possibile la gestione dei morsetti multipli.
5. Dalla barra degli strumenti selezionare l'icona Inserisci morsetti oppure fare doppio clic in
corrispondenza della morsettiera in lista, a cui appartengono i morsetti da inserire.
6. Indicare nel disegno il punto di inserimento dei morsetti nei conduttori, oppure utilizzare la
disposizione automatica descritta in precedenza.
7. Premere INVIO per ritornare alla finestra di dialogo Morsettiere.
8. Scegliere Chiudi per terminare l'operazione.
Le funzioni Foglio indietro e Foglio avanti, che si avviano dalla barra degli strumenti, consentono
una più agevole navigazione delle pagine dello schema senza la necessità di terminare il comando
in corso.
Inoltre, per ogni morsetto selezionato nella lista dei morsetti della finestra Morsettiere, è possibile
modificare il codice morsetto e il codice principale associati.
Per modificare i dati di un singolo morsetto selezionarlo nella lista e selezionare Modifica dal menu
a cursore, attivabile premendo il tasto destro del mouse.
Per compilare la stessa informazione in più morsetti, selezionarli con un clic tenendo premuto il tasto
CTRL sulla tastiera e selezionare Modifica dal menu a cursore.
Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui compilare le informazioni comuni; nel caso di
morsetti multipli (vedi “Morsetti multipli” a pagina 303) è possibile decidere da quale gruppo
iniziare la modifica. Premendo OK i dati vengono aggiornati in tutti i componenti in esame.
2. Editare gli attributi dei morsetti inseriti (comando DDA) e compilare nel campo Pin IN (1) i
valori di un pin per ogni filo, separati dal segno di due punti “:” (esempio: L1:N oppure L1:L2:L3:N).
3. Affinché nel lato campo del morsetto tracciato venga compilata la descrizione presente
nell’attributo Sigla utenza nella tabella unifilare (es: blocco DES_LU3), inserire a valle del morsetto
il simbolo Equipotenzialità. Questo simbolo è presente in Libreria simboli, nella pagina Terre ed
equipotenzialità della cartella Multifilare.
La successiva fase di Analisi dei fili o Analisi Morsettiere provvederà a riconoscere le morsettiere
unifilari e a predisporre il comando Traccia Morsettiere con le morsettiere elaborate secondo la
seguente rappresentazione.
Nota. Al fine di rispettare il corretto ordinamento dei pin della morsettiera (esempio L1, N, L2, N,
…), per la tracciatura della morsettiera, si consiglia di scegliere l'opzione Tipo di ordinamento
morsetti Posizionale.
È possibile escludere il riconoscimento dei morsetti unifilari, agendo sull'opzione Elabora morsetti
unifilari, dalla scheda Morsettiere di Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761).
Nota particolare: come per i morsetti standard, alcuni numeri morsetto particolari (es.:
L1,L2,R,N,ecc) sono esclusi a prescindere dalla numerazione. Affinché siano numerati
correttamente devono assumere un indice del tipo 1L1,1L2,1L3 ecc.
Morsettiere di interfaccia
Nei caso in cui si presenti l’esigenza di realizzare lo schema elettrico di un cassetto di quadro che
successivamente viene utilizzato più volte all'interno di uno stesso quadro più complesso, è possibile
utilizzare la definizione delle morsettiere di interfaccia.
Il vincolo che deve possedere il cassetto è quello di esporre un'unica morsettiera come
interfacciamento con gli altri cassetti e con gli altri elementi circuitali del quadro completo.
Lo schema elettrico del cassetto, che diventa in tal modo elemento modulare, deve definire la
morsettiera esposta come Morsettiera di interfaccia.
Si procede con la stesura dello schema relativo al cassetto, si definiscono e si disegnano tutti i
morsetti della morsettiera di interfaccia. La morsettiera di interfaccia può essere definita sia nello
schema corrente, ma eventualmente anche in uno degli schemi esterni correlati. In tal modo lo
schema realizzativo del cassetto e della sua morsettiera di interfaccia potrà essere riutilizzato
successivamente in diversi schemi. La sigla della morsettiera di interfaccia è fittizia, la sigla
definitiva viene definita dalla morsettiera che la realizza effettivamente nello schema completo. Lo
schema del quadro completo può definire una o più morsettiere che realizzano la morsettiera di
interfaccia definita precedentemente.
Ad esempio è possibile realizzare uno schema CASS_X0 di un cassetto quadro in cui rappresento gli
elementi interni e in cui definisco una morsettiera di interfaccia X0. In un altro schema master, dopo
aver aggiunto CASS_X0 agli schemi correlati, è possibile definire le morsettiere X1, X2 e X3 come
morsettiere che realizzano X0. Così facendo il lato interno quadro delle morsettiere X1, X2 e X3 sarà
sempre lo stesso e recuperato dallo schema del cassetto.
L’analisi dello schema permetterà di ritrovare, anche se non tracciate, le tre morsettiere compliate sul
lato quadro. Si può procedere da Cablo con l'inserimento dei morsetti delle varie morsettiere già
definite per delineare i collegamenti lato campo.
La tracciatura delle morsettiere riporterà il lato quadro dello schema CASS_X e il lato campo come
realizzato nello schema completo
Nella definizione di una morsettiera è presente una opzione per indicare che rappresenta
un’interfaccia di uno schema modello. Tale schema modello può poi essere correlato ad uno schema
master. Nella finestra di proprietà morsettiera, è presente anche una casella a discesa che carica le
morsettiere di confine trovate negli schemi correlati e permette di associare le due morsettiere. Le
due opzioni sono mutuamente esclusive.
312 Morsetti e connettori
Connettori
Connettori
Il comando Inserisci connettori, disegna spine e connettori sui fili di uno schema elettrico e segue in
linea di massima il funzionamento con le modalità operative già descritte per l’inserimento dei
morsetti.
Come attivare la finestra di inserimento connettori
• Scegliere Connettori o Inserimento connettori.
Menu: Schemi>Morsetti.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: CONNETTORI.
La finestra di dialogo è suddivisa in due elenchi: quello superiore riporta le sigle dei connettori
definiti, mentre l’elenco inferiore, visualizza i pin del connettore selezionato (solo quelli inseriti
nello schema). Esiste la possibilità di ordinare gli degli elenchi in ordine crescente: selezionare un
campo in base al quale eseguire l'ordinamento. Le funzioni Foglio indietro e Foglio avanti
consentono la navigazione delle pagine dello schema senza la necessità di chiudere la finestra.
Sigla: è obbligatorio assegnare la sigla del connettore. Nel caso in cui la sigla digitata si già presente
nello schema elettrico (sia come connettore che come morsettiera) il programma segnala un
messaggio di avvertimento del tipo “Sigla non valida o già presente.”. Digitare quindi una nuova
sigla.
Sigla vincolata: selezionando questa casella viene imposto il vincolo alla modifica della sigla del
connettore.
Funzione: digitare la descrizione della Funzione del connettore, intesa come obiettivo o scopo
vincolato ad un oggetto od un insieme di oggetti.
Ubicazione: digitare l’ubicazione del connettore, intesa come locazione o posizione topografica.
Descrizione: digitare la descrizione del connettore.
Cassetta di giunzione: nel caso in cui tale casella di selezione presenti un segno di spunta o una X verrà
scritto nell’attributo Morsettiera di ogni pin del connettore, il testo EXT.
Numero filo = numero pin: l’attivazione di questa casella di spunta permette di inserire i pin del
connettore (morsetti) con funzione di numerazione del filo. All'esecuzione dell'analisi dello schema
si avrà, quindi, che il numero del pin sarà anche quello del filo.
Importante. Evitare di creare condizioni di corto circuito, inserendo pin di connettori uguali ad altri
pin già inseriti su fili equipotenziali diversi.
Codice: digitare il codice del connettore o utilizzare il pulsante di scelta per selezionarlo dall'archivio
Connettori. In questo caso le informazioni Descrizione e tipo verranno settate automaticamente
secondo il codice di morsetto selezionato
Nella pagina Analisi dei collegamenti è possibile valorizzare la proprietà Tipologia di collegamento:
determina il modo in cui sono collegati i componenti ai lati quadro e campo del connettore. La
tipologia di collegamento può assumere i valori:
• Automatica: la tipologia di collegamento della morsettiera è determinata automaticamente
dall'analisi delle morsettiere sulla base delle ubicazioni dei componenti connessi al connettore.
• Morsettiera in quadro: l’analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti appartenenti alla
stessa ubicazione del connettore; in lato campo tutti quelli con ubicazione diversa.
• Morsettiera in cassetta di giunzione: l'analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti aventi
ubicazione che precede l'ubicazione del connettore; riconosce in lato campo quelli aventi ubicazione
che segue.
Nel primo caso selezionare il secondo vertice della linea elastica di inserimento: verranno così
inseriti i pin del connettore in sequenza ed in base alla selezione dalla finestra di dialogo Selezione
Pin.
Il programma seleziona automaticamente i pin del connettore in base alle linee intersecate dalla linea
elastica. L’operatore, può comunque intervenire nel cambiare la selezione.
Premendo successivamente il bottone Inserisci, i singoli pin del connettore vengono inseriti nel
disegno.
Per cambiare il simbolo del connettore è sufficiente fare un clic sull’icona desiderata prima di
premere il tasto Inserisci, permettendo così di scegliere una diversa rappresentazione grafica, tra
quelle previste. I simboli grafici utilizzati per rappresentare il connettore, sono i contatti femmina
(presa) ed i contatti maschi (spina) ed in rappresentazione congiunta presa e spina.
Se il nuovo codice appartiene ad un connettore con un numero inferiore di pin viene visualizzato il
seguente messaggio.
Il connettore scelto possiede un numero di pin inferiore a quello richiesto dal disegno.
I pin non verranno aggiornati.
Importante. Come per i morsetti, le procedure di rappresentazione tabellare del connettore e layout
del connettore (descritta di seguito), sono attivabili solo dopo l'inserimento dei connettori nello
schema e la successiva analisi dello schema con elaborazione delle morsettiere. L'analisi dello
schema e delle morsettiere è descritta al capitolo “Analisi delle morsettiere” a pagina 387.
Per il riporto grafico del connettore viene predisposta una tabella con l’elenco di tutti i pin (sia quelli
inseriti che quelli disponibili), completa dei dati descrittivi del connettore e del numero filo e
posizione del piedino.
Il comando può essere attivato facendo un clic sull’icona Tabella, nella finestra di dialogo Connettori
e visualizza un riquadro in cui è possibile scegliere il prefisso del blocco da usare per la tabella.
Confermando, è richiesto il punto di inserimento nel disegno e successivamente disegnata la tabella.
Se il punto di inserimento del blocco tabella è inferiore ad una certa distanza dal cartiglio di base del
foglio, l’inserimento riparte dalla stessa coordinata Y del punto iniziale ad una distanza X pari a
quella della larghezza del simbolo più un offset (default = 5). Tali valori di offset sono memorizzati
nel file [Link], alla sezione Connettore:
[Connettore]
DistanzaMinima=50.0
Offset=5.0
In ogni caso la procedura di disegno della tabella andrà a gestire gli attributi presenti. Le etichette di
attributo che, se presenti nel blocco corpo, verranno utilizzate sono:
Nel blocco della testata della tabella, verranno utilizzate le seguenti etichette di attributo:
Il prefisso (T_CNTmio, T_CNTcaio,....) va quindi indicato nella preferenza Prefisso blocco tabella
connettore, prima di eseguire la tracciatura.
Sagoma connettore: è possibile selezionare tra le sagome maschio, femmina e quella impostata in
magazzino (se presenti).
Seleziona sagoma nel disegno: selezionare questa opzione per aggiornare i dati di una sagoma già
presente nel disegno; di seguito viene riportato un esempio.
Riporta componente: è possibile riportare la sigla del componente a monte o a valle del connettore.
Riporta filo: è possibile riportare a lato dei pin la sigla dei fili che si connettono.
Riporta posizione: è possibile riportare a lato dei pin la loro posizione nel (foglio/rigacolonna).
Riporta descrizione : è possibile riportare la descrizione del componente a monte o a valle del
connettore.
Per disegnare la sagoma di un nuovo tipo di connettore, occorre seguire attentamente la seguente
procedura.
Nota. Per creare una nuova sagoma è consigliabile partire da un blocco già fatto, esplodendolo ed
utilizzando, con le opportune modifiche, gli attributi già definiti.
Elenco connettori
La funzione Elenco connettori permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i connettori
inseriti nello schema elettrico corrente. Vedi “Elenco delle morsettiere o dei connettori” a
pagina 322.
L'archivio Morsetti e connettori fa parte degli Archivi Cavetteria ai quali si accede dalla barra degli
strumenti standard nel gruppo Archivi.
Le funzioni dell'archivio Morsetti e connettori sono descritte nel paragrafo “Morsetti e connettori”
alla sezione “Archivi Cavetteria” della guida di riferimento “Commesse e archivi”.
Connettori modulari
I connettori modulari sono una tipologia di elementi di connessione elettrica messi a disposizione da
talune case costruttrici che consentono di aggregare all’interno di un contenitore comune, detto
telaio, un insieme di più connettori o spine predisposti per l’assemblaggio nel telaio stesso.
La gestione dei connettori in iDEA consente di definire i connettori modulari nel progetto e di
visualizzare la loro aggregazione nella Tabelle di dettaglio connettore e nella Tabella elenco
connettori.
Per definire un connettore modulare è sufficiente creare un nuovo connettore (comando
CONNETTORI, vedi “Creazione di un nuovo connettore” a pagina 313) e definirne la sigla nella
forma:
<Sigla telaio><Carattere separatore><Sigla connettore>
Ad esempio, creando tre nuovi connettori con sigla CN1.A, CN1.B, CN1.C si definisce un connettore
modulare di sigla CN1 che contiene tre connettori singoli A, B e C.
Nota. È possibile personalizzare il carattere separatore che separa la sigla del telaio dalla sigla dei
connettori contenuti. Per personalizzare il carattere separatore apri la pagina Morsetti dei Parametri
multifoglio (comando EGPREF, vedi “Morsetti” a pagina 753). Nel riquadro connettori modulari
attivare la gestione dei connettori modulari tramite la casella di spunta e cambiare il carattere
separatore predisposto.
Una volta creato un connettore con sigla nella forma vista sopra, la lista dei connettori evidenzia
l’aggregazione dei modulari creando un nodo apposito per il telaio del modulare stesso.
È possibile personalizzare i dati del telaio del connettore modulare attraverso il comando Modifica.
Una modifica dei dati Sigla, Ubicazione e Funzione viene automaticamente riportata in tutti i
connettori del modulare.
Il codice del telaio viene selezionato in archivio Morsetti e connettori fra gli articoli di tipologia
Telaio per connettori modulari (vedi “Commesse e archivi” al capitolo “Morsetti e connettori”).
Nota. I pin dei telai dei connettori modulari si possono assegnare nei dati in archivio; tipica infatti
è la presenza della connessione al PE.
Selezionando nella lista un telaio è possibile inserire nel disegno la sagoma associata in archivio al
telaio stesso (comando Sagoma dalla finestra di dialogo del comando Connettori).
Per rappresentare il dettaglio di pin e connessioni di tutti i connettori di uno stesso modulare si
selezioni la riga corrispondente al telaio del connettore modulare e si avvii il comando Tabella
dettaglio connettore (vedi “Tabella di dettaglio del connettore” a pagina 317). La tabella riporterà il
dettaglio di tutti i connettori del modulare evidenziandone l’aggregazione.
Morsetti e connettori 319
Gestione connettori scheda
Anche nel caso della tabella Elenco connettori viene evidenziata l’aggregazione dei connettori
modulari.
A tal fine, per ogni pin dei simboli è possibile editare il dato Connettore componente, il quale
consente di identificare correttamente più pin di uno stesso simbolo, aventi anche lo stesso valore ma
appartenenti a connettori diversi.
320 Morsetti e connettori
Gestione connettori scheda
Per valorizzare il connettore componente dei pin di un simbolo, sia nel disegno corrente che in
libreria simboli, utilizzare il comando Gestione connessioni componente (comando EPIN, vedi
“Edita connessioni componente” a pagina 374) e modificare uno o più pin del simbolo
selezionandoli nella lista. Nella finestra di modifica dei pin compilare il dato Connettore; la lista a
discesa consente di selezionare una delle sigle connettore già assegnate ai pin del simbolo.
Il dato Connettore componente dei pin dei simboli viene elaborato dal comando di analisi dello
schema e delle morsettiere (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) e contribuisce ad
identificare i pin in tutte le funzionalità ed elaborati grafici dove i pin stessi sono rappresentati. Ad
esempio, i connettori dei pin sono visibili in Cablo come nell’esempio della figura che segue
e nelle varie stampe, elaborati grafici, esportazioni targhette ecc. disponibili in Cablo ed
nell’ambiente grafico di iDEA.
Morsetti e connettori 321
Morsetto vincola filo
Nota. Nei simboli PLC, per i soli pin per cui non è valorizzato il dato Connettore componente, esso
viene sostituito dal valore Riferimento scheda (attributo RIF_OPE, se non vuoto) che diviene
comune a tutti i pin del simbolo. Per informazioni sulla gestione del Riferimento scheda nei Plc vedi
la guida di riferimento “Plc”.
Anche in uno schema, in cui i morsetti sono già presenti, è possibile editarne gli attributi (comando
DDA) e attivare l’icona Morsetto vincola filo, nella lista del campo Vincolo.
Importante. Non inserire più morsetti con tale caratteristica sullo stesso filo; un messaggio
indicherà la condizione di corto circuito fra i morsetti che vincolano il filo.
Nota. Nel caso un morsetto con vincolo sia inserito su un filo rinviato, la sigla del rinvio (IDENTIF.
RIFERIMENTO) deve essere uguale al pin del morsetto.
Con il comando Ruota pin morsetto, dal menu Schemi>Morsetti, infatti, è possibile ruotare tutti i
numeri dei morsetti che si andranno a selezionare, portando il numero dalla posizione orizzontale
nella posizione verticale, o viceversa, con conseguente vantaggio per la lettura dello schema.
Menu: Schemi>Morsetti.
All’avvio del comando appare una finestra che consente la selezione dei simboli su cui operare e
l’impostazione delle preferenze di numerazione.
La lista superiore (1 in figura) consente la selezione delle morsettiere o connettori su cui operare. La
sigla completa della morsettiera (o connettore) selezionata è evidenziata nell’intestazione che
specifica anche il numero dei morsetti che la compongono. La lista a destra (2 in figura) mostra
invece, per esteso, tutti i morsetti appartenenti alla morsettiera (o terminali appartenenti al
connettore). Per ogni morsetto viene visualizzato il pin e la sua posizione nello schema.
Localizza
Dal menu contestuale della lista 2 è possibile localizzare nello schema il morsetto o connettore
selezionato attraverso il comando Localizza.
Numerazione
La funzione di numerazione viene attivata selezionando la scheda Numerazione.
324 Morsetti e connettori
Numerazione di morsetti e connettori
Ordine di numerazione: consente di selezionare l’odine con cui verranno numerati i simboli: dall’alto
al basso e da sinistra verso destra o viceversa.
Numero iniziale: numero iniziale di numerazione dei pin.
Prefisso: testo che precede il numero progressivo.
Suffisso: testo che segue il numero progressivo.
Separatore: nelle numerazioni Foglio - Progressiva e Foglio - Colonna è il carattere (o i caratteri) che
separa il foglio dal numero progressivo o colonna.
Progressivo per foglio: nella numerazione Foglio - Progressiva consente di riavviare la numerazione
dei simboli per ogni singolo foglio.
Ruota il numero del morsetto/connettore: consente di ruotare di 90° gli attributi pin dei simboli
numerati.
Considera morsetti/connettori ripetitivi: se attiva questa preferenza, i simboli che prima
dell’esecuzione del comando presentavano una eguale numerazione, verranno numerati alla stesso
modo. Ad esempio: X1:3, X1:3 verranno rinumerati in X1:5, X1:5 anziché X1:5, X1:6.
Compila l’indice progressivo con lo stesso numero di cifre per tutti i morsetti: consente applicare a tutti
i pin dei simboli uno stesso numero di cifre dipendente dal numero dei simboli di cui si compone la
morsettiera o il connettore. Ad esempio per una morsettiera avente 100 morsetti sarà: X1:001 …
X1:021 … X1:100.
Morsetti e connettori 325
Numerazione di morsetti e connettori
Assegna lo stesso valore a tutti i pin del morsetto: nei morsetti con due o più pin, applica lo stesso
numero a tutti i pin e rende invisibile quelli successivi al primo. Ciò consente di utilizzare i morsetti
a più pin come morsetti a singolo pin.
Vincola i simboli numerati: consente di applicare il vincolo di numerazione a tutti i simboli numerati
al fine di evitare successive rinumerazioni indesiderate.
Shift
La funzione di shift del valore del pin dei morsetti o connettori viene attivata selezionando la scheda
Shift di morsetti e connettori.
Vincolo di numerazione
È possibile applicare un vincolo ai simboli di morsettiere e connettori affinché non risentano delle
operazioni di numerazione o shift. Il vincolo si può applicare o rimuovere a tutti gli elementi delle
morsettiere e connettori selezionati in lista 1 dal menu contestuale. Il vincolo si può, inoltre, applicare
o rimuovere ai singoli elementi selezionati in lista 2 dal menu contestuale. Gli elementi che risultano
vincolati sono evidenziati in lista con l’icona del lucchetto chiuso.
Dal menu contestuale della lista 2 è inoltre possibile localizzare nello schema il morsetto o connettore
selezionato attraverso il comando Localizza.
Il vincolo ai morsetti può essere apposto o rimosso anche tramite la finestra Edita attributi (comando
DDA) modificando l'attributo VINCOLO (vincolo “Numero morsetto”).
Utilità morsetti
Dalla finestra Utilità morsetti è possibile attivare una serie di funzioni di utilità, che consentono
all'utente di gestire in modo efficiente e sicuro tutto ciò che riguarda i morsetti.
Come attivare le utilità morsetti
1. Scegliere Utilità morsetti.
Menu: Schemi>Morsetti.
Shift morsetti
Questa procedura consente lo scorrimento (shift) della numerazione dei morsetti di una morsettiera
con identificazione numerica del numero del morsetto. Lo scorrimento può avvenire in avanti o
all'indietro a seconda se il valore sia positivo o negativo. Un riquadro di dialogo consente la scelta
della morsettiera, del numero iniziale e del numero di shift; sono, inoltre, presenti nel riquadro di
dialogo due liste di riepilogo che visualizzano le morsettiere e i morsetti relativi.
Menu: Schemi>Morsetti.
Nota. Questa procedura non è disponibile in CADelet Impianti, Smart Impianti, ed Eplus.
328 Morsetti e connettori
Aggiorna morsetti da Cablo
15
Schema di interconnessione
In questo capitolo è presentata la gestione del progetto con suddivisione in ubicazioni e funzioni. Di
seguito sono trattati metodi di progettazione che semplificano la stesura dello schema elettrico in
iDEA: la realizzazione dello schema di interconnessione e la definizione dei fasci di cavi.
La rappresentazione dei cavi su disegno è uno strumento per disegnare velocemente la
rappresentazione di un cavo, gli elementi a cui è connesso e il dettaglio dei terminali, informazioni
necessarie da fornire al cablatore.
Rappresentazione in FlowChart
La rappresentazione schematica riportata nella figura precedente è realizzata con il software Electro
Graphics Schema a blocchi - FlowChart. Con questo modulo è possibile creare rappresentazioni
grafiche e diagrammi. È particolarmente utile per creare diagrammi strutturali orientati alla
ubicazione o alla funzione degli schemi elettrici perché avviando FlowChart (comando FC) in iDEA
viene estratta la lista delle ubicazioni/funzioni utilizzate nello schema elettrico aperto. Quindi alle
figure disegnate possono essere assegnate le ubicazioni/funzioni già inserite.
Nota. È possibile compilare Funzione e/o Ubicazione nei dati predefiniti del cartiglio (comando
CARTIGLIO, vedi “Dati generali del cartiglio” a pagina 124) al fine di riportare tali informazioni
automaticamente in tutti i fogli successivamente creati.
Per modificare l’ubicazione o la funzione in un foglio usare il comando Edita cartiglio dei fogli
selezionati, dall’interfaccia di Gestione fogli (vedi “Edita cartiglio dei fogli selezionati” a
pagina 103). Questa funzione aggiorna l’ubicazione e/o la funzione anche nei simboli presenti nel
foglio, purché presentino la stessa ubicazione e/o funzione presente nel cartiglio prima della
modifica.
Schema di interconnessione 331
Gestione ubicazioni e funzioni
Menu: Disegna.
Per creare una nuova ubicazione scegliere Nuovo e compilare la sigla e una descrizione
dell’ubicazione. Ogni ubicazione deve essere identificata con una sigla composta con il sistema delle
designazioni. Utilizzando il sistema a livello unico ogni ubicazione inserita potrà avere una sigla
univoca composta dal prefisso ‘+’ e da uno o più caratteri alfanumerici. Utilizzando il sistema a più
livelli ogni ubicazione avrà una sigla univoca costituita concatenando la designazione per ciascuna
ubicazione rappresentata nel percorso a partire dall’ubicazione generale. La rappresentazione ad
albero che viene creata in automatico nel riquadro Ubicazioni mostra i livelli della suddivisione in
ubicazioni.
Le stesse informazioni possono essere inserite anche per quanto riguarda le funzioni. In questo caso
si utilizza il prefisso ‘=’.
La griglia è di tipo editabile: basta fare clic sulla casella da editare e iniziare la digitazione.
Imposta ubicazione: permette di selezionare uno o più simboli presenti nel disegno.
Imposta con selezione a rettangolo: permette di selezionare più simboli tramite una finestra di
selezione rettangolare.
Imposta con selezione a poligono: permette di selezionare più simboli tramite una finestra di selezione
a segmenti.
Menu: Disegna>Simboli.
Tipologie di ubicazione
Quando si definiscono le ubicazioni nelle quali sono organizzati i componenti di uno schema
elettrico è possibile associare ad ognuna di esse una particolare tipologia.
La tipologia concorre all’ordinamneto gerarchico delle ubicazioni come illustrato nel seguente
paragrafo.
Nota. Vengono incluse nell’elenco ubicazioni anche i locali definiti in Gestione locali (vedi
“Gestione locali” a pagina 437) usato principalmente per negli impianti planimetrici.
Utilità
Esportazione ed importazione
Le funzioni Esportazione ubicazioni su file e Importazione ubicazioni da file, sono avviabili dal
menu che si apre con il tasto destro del mouse.
La lista di ubicazioni e funzioni compilata in Gestione ubicazioni può essere esportata su un file
tramite il comando Esporta ubicazioni su file, presente nel menu contestuale: viene richiesto il nome
e la cartella in cui salvare il file, mentre l’estensione assegnata è .ubic.
Dunque, è possibile importare la lista di ubicazioni e funzioni utilizzate in un altro schema con il
comando Importa ubicazioni da file.
Ubicazioni con sagoma di carpenteria e codice materiale
L’ubicazione associata ai componenti dello schema elettrico spesso rappresenta il quadro in cui sono
montati. In tal caso è possibile associare all’ubicazione in esame una sagoma di carpenteria e il
codice articolo del quadro da utilizzare al fine di estrarre il materiale per il layout del quadro e la
distinta materiali.
In funzione della creazione dello schema di interconnessione dei quadri (vedi “Schema di
interconnessione” a pagina 334) è possibile associare anche un blocco di rappresentazione. Se
assegnato, nella prima colonna viene aggiunto il pulsantino che permette il posizionamento del
blocco nel disegno.
• viene modificata la forma di un riquadro in modo tale da includere simboli che prima della
modifica non erano contenuti all’interno del riquadro stesso.
Nota. I valori di Ubicazione e Funzione vengono assegnati rispettivamente agli attributi UBIC1 e
FUNZ1 dei simboli unifilari o multifilari e agli attributi UBIC1C e FUNZ1C dei simboli impianti.
Nota. I simboli inseriti nel disegno da Libreria simboli o Archivio materiali assumono Ubicazione
e Funzione del riquadro contenitore quando inseriti all’interno di uno di essi; assumono Ubicazione
e Funzione del foglio quando inseriti esternamente ai riquadri.
Per attivare l’aggiornamento automatico di Ubicazione e Funzione dei simboli è necessario accedere
alla pagina Ubicazioni e funzioni dei Parametri di configurazione del disegno corrente (comando
EGPREF) e agire sulle opzioni disponibili: vedi “Ubicazioni e funzioni” a pagina 748.
È possibile modificare l'ubicazione o la funzione di un riquadro editando il valore del testo di titolo
del riquadro direttamente sul disegno. Basta fare doppio clic sul testo per iniziare la modifica e
terminare con INVIO.
Schema di interconnessione
Lo schema di interconnessione descrive le connessioni in cavo esistenti tra componenti (morsettiere,
connettori o apparecchi generici) dislocati nelle varie ubicazioni presenti nello schema elettrico.
Definizioni
Lo schema di interconnessione è composto da blocchi con attributi che individuano le ubicazioni e
da linee orientate che li uniscono che identificano i fasci di cavi.
Schema di interconnessione 335
Schema di interconnessione
Ogni blocco individua un'ubicazione dello schema elettrico: le linee che uniscono i blocchi sono
definite come fasci di cavi e individuano i gruppi di cavi che collegano un’ubicazione dello schema
ad un’altra.
Ogni fascio è quindi l’insieme dei cavi che collega due ubicazioni diverse.
Il punto in cui, in prossimità di un blocco ubicazione, parte o arriva un fascio di cavi è detto punto
di attestazione. Alla creazione di un punto di attestazione, il programma inserisce nel blocco
ubicazione un attributo con etichetta J che identifica la connessione tramite morsettiera, connettore
o componente generico al quale saranno connessi i cavi definiti nel fascio.
Il disegno dello schema interconnessioni permette di definire le ubicazioni (quadri, pulpiti, pannelli,
sensori…) presenti nello schema elettrico, introdurre le morsettiere e i connettori presenti in ciascuna
ubicazione e assegnare i fasci di cavi con cui tali elementi vengono collegati.
I fasci tracciati in ambiente grafico possiedono un blocco freccia (Extdir) che ne identifica
l’orientamento. L’orientamento introdotto da un fascio cavi permette di trasferire tale informazione
a tutti i cavi in esso contenuti e, di conseguenza, in tutti gli elaborati relativi (tabelle, lista cavi, ecc).
L’orientamento dei fasci introduce inoltre una direttrice per l’individuazione del percorso
quadro-campo nella ricostruzione delle morsettiere.
336 Schema di interconnessione
Definizione dei blocchi ubicazione
Il software consente di eseguire determinati controlli sulla coerenza tra lo schema interconnessioni
e lo schema elettrico disegnato: vengono rilevate incongruenze tra i cavi assegnati e le relative
informazioni dei fasci a cui appartengono.
Una volta disposti tutti i blocchi ubicazione nel disegno, si passa a tracciare i fasci di cavi che
andranno ad interconnettere le ubicazioni.
Il comando Crea punti di attestazione, permette di creare un blocco ubicazione generico di forma
rettangolare. Questa funzione permette di inserire rapidamente nello schema i blocchi, indicando
semplicemente il loro ingombro massimo. I simboli che ne risultano sono comprensivi degli attributi
necessari.
Come creare un blocco ubicazione generico
1. Scegliere Crea punto di attestazione per fasci.
2. Indicare nel disegno i vertici opposti del riquadro che rappresenta il blocco.
3. All'inserimento del blocco rettangolare viene visualizzata la finestra per l'editazione degli
attributi. Compilare il campo Ubicazione (UBIC1).
Viene inserito un simbolo rettangolare delle dimensioni indicate e provvisto di un pin per ogni linea
elettrica, precedentemente tracciata, intersecata dalla selezione.
Nel caso tracciando il blocco si intersecano dei fasci di cavi disegnati in precedenza, allora vengono
creati anche i pin necessari a seconda dei fasci che il blocco interseca.
338 Schema di interconnessione
Fasci di cavi
Fasci di cavi
Il fascio è definito come l’insieme dei cavi che unisce due diverse ubicazioni rappresentate nello
schema elettrico. Nello schema di interconnessione, il fascio di cavi è rappresentato da una linea che
parte da un blocco ubicazione, in prossimità di un punto di attestazione J1 e termina presso un altro
blocco ubicazione in prossimità di un punto di attestazione J2.
Gli attributi J identificano le morsettiere o i connettori attraverso cui un’ubicazione si interfaccia con
le altre. Per rappresentare, invece, un’ubicazione che non prevede la presenza di morsettiere o
connettori di interfaccia basta omettere di compilare gli attributi J.
I comandi per il disegno e la modifica dei fasci di cavi sono disponibili nel menu Schemi>Fasci di
cavi, oppure dalla barra Automazione, gruppo Diagramma.
2. Per tracciare correttamente il fascio, selezionare il primo punto (origine del fascio) presso il
blocco ubicazione da cui si intende partire. Affinché venga rilevato il blocco ubicazione è necessario
che si selezioni un punto nel raggio di 10mm dal bordo del blocco ubicazione.
Schema di interconnessione 339
Fasci di cavi
Nella casella Sigla indicare la sigla della morsettiera o del connettore; il bottone Nuovo permette di
creare una nuova morsettiera o un nuovo connettore.
Nota. Un punto di attestazione può essere identificato anche da più sigle di morsettiere o connettori,
separate da una virgola (ad esempio JN1,JN2).
Presso il punto di termine del fascio di cavi la procedura provvede ad inserire un particolare blocco
freccia (EXTDIR) che determina direzione del fascio di cavi, cioè determina univocamente quale
delle due ubicazione unite dal fascio è quella di origine e quale quella di destinazione.
La direzione dei fasci di cavo andrà ad influenzare, ad esempio, la determinazione degli elementi in
quadro e in campo per morsettiere e connettori.
340 Schema di interconnessione
Fasci di cavi
Le informazioni relative allo schema di interconnessione vengono acquisite da iDEA a seguito del
comando di Analisi fili (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356).
2. Selezionare un punto lungo il fascio e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
l’etichetta.
Fatta questa operazione, per definire i dati del fascio avviare il comando Edita cavo: vedi “Edita
fascio cavi” a pagina 340.
schema di interconnessione il fascio i cui cavi si desidera assegnare. Cablo si aprirà automaticamente
sulla lista delle connessioni che collegano le morsettiere, o componenti, che rappresentano gli
elementi di origine e destinazione del fascio. Sarà quindi possibile assegnare i cavi appartenenti al
fascio selezionato che sono proposti nell’albero a fianco la lista.
Per ulteriori informazioni sul cablaggio dei fasci vedi la guida di riferimento di “Cablo”.
La finestra Lista cavi, presenta la scheda Cavi che riporterà la lista dei cavi definiti nel progetto. Dalla
barra degli strumenti scegliere Nuovo cavo e compilare le informazioni richieste.
Sigla cavo: sigla di riferimento del cavo. Il campo non può essere lasciato vuoto.
Funzione cavo: se compilato la funzione del cavodiventa parte integrante dei dato di identificazione
del cavo e comparirà in tutte le stampe o rappresentazioni in cui compare anche la sigla del cavo
stesso.
Fascio di appartenenza del cavo: fascio di cavi a cui si desidera associare il cavo editato. Se non si
desidera assegnare il cavo a un fascio selezionare [Non assegnato].
Schermatura: tipologia di schermatura del cavo. La lista a comparsa propone la scelta dei tipi di
schermatura previsti: per schermatura Interna si intende la situazione in cui sia presente un morsetto
in morsettiera dedicato allo schermo del cavo e lo schermo proseguirà al lato dispositivo; per
schermatura Esterna su quadro si intende la situazione in cui lo schermo del cavo è connesso alla
barra di terra di morsettiera; per schermatura Esterna su impianto si intende la situazione in cui lo
schermo è connesso a massa al lato dispositivo; per schermatura di Potenza si intende che il filo di
terra del cavo è connesso alla barra di terra della morsettiera. Le connessioni sulla barra di terra della
morsettiera vengono evidenziate graficamente. Il campo può essere vuoto.
Codice: codice dell'archivio dei cavi elettrici a cui deve fare riferimento la sigla del cavo sopra
assegnata. Si può essere aiutati nella ricerca del codice dall'archivio Cavi premendo il pulsante “...”
Schema di interconnessione 343
Rappresentazione cavo su disegno
a destra del campo. In questo caso viene visualizza la finestra dell'archivio Cavi in cui è possibile
eseguire la ricerca e riportare il codice facendo doppio clic sulla voce selezionata. Il programma
stesso provvederà a riportare il codice sul campo visualizzando l'eventuale descrizione, la
formazione e la designazione dello stesso.
Lunghezza: lunghezza del cavo in metri, da inserire ai fini della distinta materiali.
Livello disturbo: presso i grandi installatori viene adottata una suddivisione in livelli che di massima
corrisponde a quanto elencato nella finestra Livello disturbo, attivabile premendo il pulsante “...” a
destra del campo, che si propone come suggerimento. Il campo può essere lasciato vuoto.
Oltre all'identificazione del codice del cavo, per il tipo di rappresentazione che si sta elaborando è
indispensabile fornire le informazioni ai lati del cavo cioè di partenza e arrivo. Ai capi del cavo è
possibile avere principalmente un connettore o una morsettiera.
La finestra Seleziona punto di attestazione, che si apre tramite il pulsantino a lato della casella Sigla,
riporta gli elementi definiti precedentemente tramite le funzioni Connettori e Morsetti. Per definire
nuovi elementi usare il pulsante Nuovo connettore o Nuova morsettiera: in entrambe i casi sono
richiesti Sigla, Funzione, Ubicazione e le altre informazioni già descritte ampliamente nelle sezioni
della guida riguardanti l'inserimento morsetti e connettori nello schema elettrico.
Quindi, selezionare l'elemento connesso al punto di attestazione del cavo e confermare con OK.
Ubicazione e Funzione di partenza e arrivo sono rilevate in automatico dal connettore o morsettiera
scelto ma possono essere modificate.
Altre informazioni opzionali sono il codice del pressacavo, selezionabile dall'archvio Articoli
tramite il pulsantino e la distanza di inserimento.
Dopo la definizione del cavo e relativi punti di attestazione la finestra Lista cavi riporta, nel riquadro
inferiore, la rappresentazione completa delle attestazioni del cavo selezionato, consentendo di
puntualizzare ogni connessione agendo sui pulsanti che affiancano ogni conduttore. Il pulsantino '...'
apre un menu tramite cui è possibile effettuare le seguenti operazioni.
344 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno
Assegnare il pin: nel menu sono elencati i pin del connettore attestato (es.: A, B, C, ..., 1, 2, 3, ...);
fare clic per associare il pin al conduttore. Nel caso si attesti una morsettiera, la lista dei relativi pin
viene visualizzata solo se i morsetti sono presenti nello schema elettrico multifilare. In alternativa
usare Definisci morsetto.
Scollega tutto: rimuove l'assegnazione del pin da tutti i conduttori del cavo selezionato.
Collega alla carcassa: in alternativa alla connessione ad uno dei pin del connettore/morsettiera
attestato o allo schermo, un conduttore può essere anche collegato alla carcassa.
Definisci morsetto: se il cavo è attestato ad una morsettiera è possibile specificare il pin del
morsetto connesso al conduttore selezionato.
Grazie ai pulsantini freccia su e freccia giù, la connessione può essere spostata sul conduttore che
precede o segue quello selezionato. Tali spostamenti sono attivi anche su selezione multipla di
conduttori.
Nota. Nella rappresentazione del cavo, i dati descrittivi del cavo stesso vengono riportati come
attributi del blocco attributi che DCAVODIN. Segue la lista degli attributi gestiti.
SIG_CAV: Sigla del cavo; nel caso sia presente una funzione del cavo, viene anch’essa riportata in
questo attributo
FAS_CAV: Fascio di appartenenza del cavo
COD_CAV: Codice
FUN_CAV: Descrizione
DES_CAV: Descrizione (da archivio cavi)
TIP_CAV: Impiego tipico
FOR_CAV: Formazione
SIG_DES: Designazione
LUN_CAV: Lunghezza in m
RAC_ZN1: Raccordo/pressacavo al primo capo
DIS_ZN1: Distanza di inserimento del raccordo/pressacavo al primo capo
RAC_ZN2: Raccordo/pressacavo al secondo capo
DIS_ZN2: Distanza di inserimento del raccordo/pressacavo al secondo capo
NUM_FIL: conduttori del cavo occupati
La rappresentazione nel disegno sarà composta dai cavi che costituiscono il fascio e da un blocco di
testata riportante i dati del fascio stesso. I dati del fascio di cavi sono inseriti nel blocco attributi di
testata DFASCIODIN. Tale blocco gestisce i seguenti attributi.
Il blocco attributi di rappresentazione del cavo ha nome DCAVODIN, è presente nei percorsi di
libreria simboli, e gestisce i seguenti stati di visibilità.
SH+CLAMP+STRIP: schermatura, pressacavi e sguainatura.
Schema di interconnessione 347
Rappresentazione cavo su disegno
Per compatibilità con eventuali personalizzazioni eseguite sui blocchi impiegati in versioni
antecedenti la 2020, sono ancora gestiti i blocchi DCAVO0 e DCAVO1; per continuare ad utilizzare
tali blocchi è necessario rimuovere dai percorsi di libreria i file [Link] e
[Link].
In questo caso il cavo va definito tracciando nel disegno una linea con partenza e arrivo in prossimità
del bordo di un particolare blocco: il programma avvia automaticamente la definizione dell’elemento
di connessione connettore/morsettiera.
Nota. I blocchi di partenza e arrivo devono contenere, almeno due attributi con etichetta UBIC1 e
UBICDESC. Blocchi personalizzati posso essere creati e salvati nel catalogo utente (vedi
“Memorizzazione di blocchi e macroblocchi nei cataloghi utente” a pagina 201).
Per creare blocchi standard di forma rettangolare si può usare il comando JBOX: vedi “Definizione
dei blocchi ubicazione” a pagina 336.
2. Alla riga di comando viene richiesto di specificare il punto iniziale: per tracciare correttamente
il cavo, selezionare il punto di partenza presso il blocco da cui si intende partire. Affinché venga
rilevato il blocco è necessario selezionare un punto nel raggio massimo di 10mm dal bordo dello
stesso.
3. Il programma richiede un punto di attestazione che rappresenta, come sopra specificato, la
morsettiera o il connettore di interfaccia.
348 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno
Nella casella Sigla indicare la sigla della morsettiera o del connettore; il bottone Nuovo permette di
creare una nuova morsettiera o un nuovo connettore.
Nota. Un punto di attestazione può essere identificato anche da più sigle di morsettiere o connettori,
separate da una virgola (ad es. JN1,JN2).
4. Presso il punto di termine del cavo la procedura provvede ad inserire un particolare blocco
freccia (EXTDIR) che determina la direzione del cavo, cioè determina univocamente quale delle due
ubicazioni unite dal cavo è quella di origine e quale quella di destinazione. La direzione del cavo
andrà ad influenzare, ad esempio, la determinazione degli elementi in quadro e in campo per
morsettiere e connettori.
5. Di seguito viene visualizzata la finestra Assegnazione cavi, con la distinta cavi progetto. Se
necessario, creare un nuovo cavo tramite il pulsante Nuovo cavo e compilare le informazioni
richieste come già visto nel precedente paragrafo “Definizione del cavo” a pagina 342.
Con la rappresentazione avanzata, al fine di far rilevare le informazioni disponibili nei blocchi di
partenza e arrivo riportati nel disegno occorre eseguire l’analisi schema automatica (comando FILI).
Per cavo complesso si intende un insieme di cavi i cui conduttori sono connessi a connettori comuni.
In presenza di cavi di questo tipo, la rappresentazione viene completata da tutti i cavi appartenenti
al complesso. Ogni conduttore sarà corredato dai dati di connessione ai connettori/morsetti. Per
costruire un cavo complesso è sufficiente associare due o più agli stessi connettori e morsettiere di
partenza o arrivo.
La rappresentazione su disegno assume la forma come nell’esempio di seguito riportato, dove si può
notare come il cavo W01 possegga due connettori al proprio capo di partenza di cui il secondo CN1A
è connesso ad un secondo cavo W02:
Avviando il disegno di più cavi selezionati, questi verranno tutti riportati nel disegno, collegando
assieme i cavi connessi. Selezionando il disegno di un fascio di cavi, verranno riportati nel disegno
tutti i cavi appartenenti a fascio selezionato.
secondo opzioni personalizzabili) per compilare i dati Sigla ed eventualmente Funzione dei cavi
selezionati. Se il campo Destinazione del cavo è vuoto o replicato, la sigla non viene modificata.
Eventuali marcatori cavo presenti nel disegno in ambiente grafico vengono automaticamente
aggiornati.
Si possono inoltre tracciare le morsettiere e i connettori riportanti i dati del cavo connesso ed estrarre
le etichette dei cavi. Se si utilizza la modalità avanzata di rappresentazione del cavo che prevede di
definire il cavo tracciando sullo schema una linea di connessione tra due appositi blocchi
rappresentanti gli elementi di partenza e arrivo, per riportare tutte le informazioni in Cablo, è
necessario eseguire l'analisi fili in CAD.
Nella finestra Lista cavi è possibile importare dei cavi già definiti tramite il comando Reti (comando
RETI, vedi “Reti” a pagina 523), per il calcolo elettrico del progetto corrente.
Una volta eseguita l’operazione sarà possibile assegnare i cavi importati alle connessioni dello
schema elettrico, nel disegno tramite il comando di Assegnazione cavi (comando SETCAVO, vedi
“Rappresentazione cavo su disegno” a pagina 342) o tramite Cablo.
Per importare i cavi all’interno della finestra di dialogo della funzione Lista cavi (comando LCAVI)
avviare Importa cavi da Reti, bottone presente nella barra degli strumenti della pagina Cavi.
Nella finestra di dialogo Seleziona cavi definiti in Reti, selezionare il tipo di rete da cui si desidera
importare i cavi nella lista a discesa.
È possibile ricercare il cavo per Sigla o Descrizione utilizzando la casella di testo di ricerca.
Schema di interconnessione 351
Tabella descrittiva dei cavi in fascio da comando Lista cavi
Apporre la spunta alle righe della lista corrispondenti ai cavi che si intendono importare. Da notare
che i cavi già importati sono contrassegnati da una casella rossa.
Infine, confermare la selezione per avviare l’importazione.
Nella finestra di impostazione della tabella è possibile scegliere quali informazioni riportare nelle
colonne della tabella, rinominare le etichette (doppio clic sopra il testo) di ogni colonna e la larghezza
minima.
È possibile inoltre modificare tutte le impostazioni grafiche, come per le altre tabelle disegnate in
ambiente CAD.
La tabella descrittiva cavi in fascio può essere aggiornata automaticamente con la funzione
Aggiornamento automatico tabelle (comando TABUPDATE).
Questa funzione introduce una modalità alternativa alla funzione Definisci cavo (comando
SETCAVO, vedi “Definizione del cavo su disegno” a pagina 415) per connettere cavi disegnati nello
schema.
Prima di usare questa funzione è necessario aver già disegnato nel foglio corrente il cavo tramite la
funzione Disegna cavo (comando CAVO, vedi “Rappresentazione cavo su disegno” a pagina 342).
Ai sui lati devono essere presenti anche i componenti da collegare, con i pin di attestazione liberi
oppure anche semplici terminazioni di fili.
La progressiva selezione dei punti di connessione da parte del disegnatore concorre alla costruzione
del blocco di connessione dei conduttori. Tale blocco consente la connessione dei conduttori del cavo
selezionato ai fili presenti nel disegno.
Nota. L’elemento di connessione del cavo è un blocco attributi con nome che inizia tramite il
prefisso WRIF. Il blocco presenta una serie di attributi equivalenti ai normali pin dei simboli di
schema del tipo C1, C2, … Cn in numero pari ai conduttori del cavo che si intendono collegare. Il
comando CCAVO genera automaticamente un blocco con nome WRIF seguito da un indice
progressivo. È possibile comunque impiegare un qualsiasi blocco avente tali caratteristiche al fine
di connettere il cavo. Condizioni necessarie sono quindi il nome con prefisso WRIF e la presenza
degli attributi di tipo C.
Schema di interconnessione 353
Rappresentazione cavi su schema con attestazione sui componenti
Terminata la fase di selezione dei punti di connessione, una finestra di dialogo consente la selezione
dei conduttori del cavo da associare alle nuove connessioni realizzate. Nella lista visualizzata, i
conduttori sono selezionati in numero corrispondente ai punti di connessione individuati nel disegno.
Se il numero dei punti di connessione supera il numero dei conduttori del cavo, la terminazione
corrispondente verrà contrassegnata da una sigla provvisoria preceduta dal carattere “?”.
L'analisi dello schema prevista da iDEA elabora lo schema elettrico al fine di eseguire la
rappresentazione dei numeri di filo, dei rimandi filo, l'assegnazione delle sezioni ai vari conduttori
e la generazione automatica delle morsettiere di connessione e delle liste di cablaggio.
Nota. La numerazione fili automatica in CADelet Impianti, Smart Impianti ed Eplus è limitata a
trenta fogli; in Eplus Light è limitata a dieci fogli; in iDEA Light è limitata a cinquanta fogli.
Per tutte queste operazioni, tranne che per i nodi, è possibile accedere alla finestra di impostazioni
propria di ogni singola funzione, tramite il bottone Preferenze. Ogni operazione è attivabile o
disattivabile con un clic sull’icona posta prima della descrizione di funzione.
Analisi schema
L'analisi dello schema elabora lo schema elettrico effettuando l’analisi e la numerazione dei fili e la
generazione automatica delle morsettiere.
L'operazione di analisi dello schema ha valenza su tutti i fogli appartenenti allo schema, siano essi
inclusi in un unico disegno o appartenenti a più disegni diversi.
Tale procedura comprende due fasi attivabili tramite le rispettive caselle di controllo presenti nella
finestra di dialogo Analisi schema:
• Analisi dei fili: effettua l’analisi delle connessioni e la numerazione automatica dei fili secondo
le impostazioni e la configurazione dei parametri relativi alla numerazione fissati.
• Analisi delle morsettiere: produce le morsettiere e la lista di cablaggio; in seguito è possibile
tracciare la rappresentazione grafica delle morsettiere.
Nota. La numerazione fili automatica in CADelet Impianti, Smart Impianti ed Eplus è limitata a
trenta fogli; in Eplus Light è limitata a dieci fogli; in iDEA Light è limitata a cinquanta fogli.
Pin morsetto = numero filo:permette di assegnare ai morsetti che hanno l'attributo Pin (etichetta C1)
vuoto, il numero del filo associato al conduttore su cui sono inseriti (vedi “Cancella il pin dei
morsetti” a pagina 327).
Reset pin assegnati: svuota il pin dei morsetti precedentemente numerati con l’opzione Pin morsetto
= numero filo.
Impostazioni per la numerazione fili
Il bottone Sezioni filo apre la finestra in cui è possibile selezionare un profilo di sezioni filo da
utilizzare nello schema corrente: vedi “Sezione fili” a pagina 359.
Il bottone Setup apre la finestra con i parametri riguardanti la numerazione fili:vedi “Setup
numerazione fili” a pagina 370.
Filo inizio:
indica il filo iniziale della numerazione.
indica l'intervallo di fili disponibili; questa casella è abilitata solo nel caso di
Fili disponibili:
numerazione sequenziale (quando in Setup numerazione fili, la casella di controllo Sigla foglio, è
priva del segno di spunta).
Analisi morsettiere
Quando la casella Analisi morsettiere, presenta un segno di spunta, durante l’analisi viene eseguita
l’elaborazione delle morsettiere e delle liste di cablaggio. Se viene disattivata non potrà essere
effettuata la tracciatura delle morsettiere, purché non sia stata effettuata in precedenza.
Risultati
A procedura ultimata otterremo la numerazione fili secondo la configurazione dei parametri definita
in precedenza; la sigla assegnata al filo dipende dalla posizione della linea più in alto ed a sinistra
della sequenza di segmenti costituenti un unico filo, mentre la collocazione della sigla del filo
avviene alla mezzeria del segmento più lungo del filo; la progressione di numerazione viene
effettuata da sinistra a destra e dall'alto in basso per ogni foglio.
L'analisi collegamenti produce anche la lista di cablaggio, un elenco con tutte le apparecchiature che
si attestano su ogni filo dello schema visualizzabile nel programma Cablo (modulo opzionale).
Saranno inoltre state generate le morsettiere abilitandone la tracciatura con l’apposita funzione di
Traccia morsettiera (vedi “Traccia morsettiera” a pagina 397).
Riferimento automatico fili disponibili
Il programma riporta, a coordinate prestabilite e configurabili, i dati relativi ai fili utilizzati nel foglio
indicando:
• Filo iniziale: il primo filo del foglio corrente;
• Filo finale: l'ultimo filo del foglio;
• Fili disponibili dal: il primo filo disponibile che si può utilizzare.
L’attivazione del riporto di queste informazioni e le coordinate di inserimento sono impostate nel
riquadro Fili disponibili, nella scheda Numerazione fili di Parametri multifoglio (comando EGPREF,
vedi “Numerazione fili” a pagina 750).
Nel caso in cui venga effettuata una numerazione per foglio la voce Fili disponibili, riporta il filo
successivo all'ultimo numerato. Se la numerazione viene effettuata senza riportarne la sigla del
foglio, ma soltanto il numero incrementale, allora in tal caso i fili disponibili saranno tutti quelli
compresi fra l'ultimo numerato nel foglio corrente più quelli disponibili specificati nella finestra di
dialogo Analisi schema. Se nel foglio vengono vincolati alcuni fili con un numero compreso fra
quelli disponibili, ma non immediatamente successivi all'ultimo filo numerato automaticamente,
verranno riportati anche i fili disponibili intermedi togliendo, quindi, quelli già utilizzati.
Personalizzazione dei riferimenti fili disponibili
I dati relativi ai fili utilizzati nel foglio, riportati dall’analisi fili solitamente nell’angolo in basso a
destra sono blocchi personalizzabili. In particolare:
Gli attributi dei blocchi hanno l'etichetta DESC per permettere la traduzione automatica in lingue
diverse. Aggiungendo tale etichetta nel Profilo di traduzione utilizzato in fase di traduzione dello
schema elettrico gli attributi verranno automaticamente tradotti (vedi “Traduttore in ambiente
grafico” a pagina 784).
Per utilizzare blocchi diversi in base alla lingua attiva nello schema, creare un set di blocchi copia
dei predefiniti, per ogni lingua desiderata, distinguendoli con un suffisso utente (ad esempio creare
AvailWires0_DE.dwg, AvailWires1_DE.DWG,... ). Quindi, in Parametri multifoglio, scheda
Traduzioni (comando EGPREF, vedi “Traduzioni” a pagina 753) modificare la lingua dello schema
o personalizzare a questo punto il suffisso della lingua utilizzata (per l’esempio precedente impostare
DE).
Nota. Per personalizzare i blocchi in questione, essi dovranno essere inseriti in un disegno, esplosi,
personalizzati e salvati con il comando MBLOCCO nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB0.
Nota. Non è necessario effettuare il reset dell'analisi effettuata in precedenza prima di analizzare lo
schema nuovamente; è sufficiente rilanciare la procedura di analisi schema dopo aver effettuato le
eventuali modifiche.
(es.:=F1-W01:1).
L’opzione Considera i vincoli cavo come vincoli filo, da impostare prima dell’analisi, è presente in
Parametri multifoglio, scheda Numerazione fili (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a
pagina 750).
Sezione fili
Nella finestra Sezione fili (accessibile dalla finestra di Analisi schema) è possibile personalizzare
l'assegnazione tra sezioni dei conduttori e colore utilizzato per il loro tracciamento sullo schema.
Le associazioni colore/sezione sono definibili dall'operatore e sono utilizzate dall'analisi automatica
dei fili per una corretta estrazione della lista di cablaggio. È, così, possibile ottenere il duplice
risultato di poter stampare lo schema rappresentando fili a sezione diversa con spessore diverso
(eseguendo opportunamente l'associazione colore-spessore del pennino) ed, inoltre, l'informazione
sezione del conduttore è indicata per ogni filo nella lista di cablaggio per poter poi eventualmente
scegliere il tubetto corretto per il contenimento della targhetta o sigla del conduttore (nel caso si
utilizzino software di gestione di tubetti o targhette).
Per ogni sezione definita è riportata una casella di selezione Numera, normalmente selezionata.
Disattivando tale casella di selezione si intende che tutti i fili di quel colore non dovranno essere
360 Analisi dello schema
Analisi schema
numerati. La procedura effettuerà, comunque, l'analisi dello schema, compresa la generazione delle
morsettiere, evitando di numerare tutti i fili corrispondenti ai colori esclusi dalla numerazione.
Un altro modo per scegliere il profilo sezioni fili è avviare il comando Sezione fili, dal pannello
Proprietà dopo aver selezionato nel disegno un tratto di filo qualsiasi.
Gestione profili
È possibile accedere alla finestra Sezione fili da Preferenze ambiente grafico al fine di gestire i propri
profili personalizzati.
Accedere a Preferenze (comando EGPREF) Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici >
Archivio profili sezione fili: vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a pagina 759.
Profilo predefinito
Il profilo predefinito, valido per i nuovi schemi creati all’interno di nuove commesse, può essere
impostato nella configurazione dei parametri di commessa.
A tal fine avviare il software Commesse e dal menu Impostazioni scegliere Configurazioni. Per ogni
confugrazione è possibile editare i Parametri multifoglio e nella pagina Numerazione fili selezionare
il profilo predefinito.
Sezioni filo per “ponticelli in morsettiera” e “non definita”
Nei profili delle sezioni filo (vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a pagina 759) sono
presenti due particolari colori associabili ai fili dedicati a:
• Definire i collegamenti in ponticello fra morsetti.
• Assegnare ai fili la sezione non definita.
Se attive, le due sezioni risultano disponibili come valori [PONTICELLO] e [NON DEFINITA] nelle
liste a discesa per la selezione della sezione filo del comando di disegno filo (FILO) e nella palette
delle proprietà (EGPROP).
Se il filo di collegamento fra due morsetti della stessa morsettiera assume il colore della sezione
dedicata [PONTICELLO], l’analisi dell morsettiere (vedi “Analisi delle morsettiere” a pagina 387)
provvede ad impostare a ponticello il tipo ponte fra morsetti in Cablo. Se il tipo ponte è
successivamente modificato in Cablo, la modifica sarà permanente e non più variata da successive
analisi dello schema. Nei dati della connessione il collegamento di tipo ponticello ha valore di
sezione vuoto.
La sezione dedicata [NON DEFINITA] ha, come la precedente, valore vuoto nel collegamento e
trova impiego nella scelta della sezione dei fili nei macroblocchi parametrici (vedi “Macroblocchi
parametrici” a pagina 229).
Analisi dello schema 361
Dettagli in merito all’analisi dello schema
Distanza di ricerca
Distanza di ricerca morsetti
Se un filo è interrotto da un morsetto, ai fini della numerazione viene assunto come standard
un'indicazione uguale per il filo sia a monte che a valle del morsetto. Questa situazione vale finché
la distanza tra due estremi di un filo (ingresso uscita del morsetto) non supera il valore standard di
2.5mm; oltre questo limite si assume che il filo cambi di assegnazione da monte a valle del morsetto.
Tale valore standard proposto a 2.5mm, può essere modificato nel caso in cui si voglia numerare
separatamente tutti gli spezzoni del filo sezionato dai morsetti.
Distanza di ricerca pin
Il parametro Distanza di ricerca pin (valore predefinito 2.5 mm) concorre a definire l'intorno entro
cui un attributo pin (cioè gli attributi dei simboli per la connessione ai fili con etichetta composta dal
carattere prefisso C seguito da un indice numerico, es. C1, C2, C3,...Cn) viene considerato connesso
alla terminazione di un filo. Si ricorda che una linea (filo) si considera connessa ad un pin se uno dei
suoi due capi è interno al quadrato con centro nel punto di allineamento dell'attributo del pin e di lato
pari al doppio della distanza di ricerca.
È possibile variare il punto di attestazione del pin tramite il comando Edita connessioni componente
(vedi “Edita connessioni componente” a pagina 374). Modificando il valore del parametro Distanza
di ricerca pin è possibile aumentare o diminuire la precisione della ricerca di connessioni fra pin e
fili da parte del comando di Analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356).
362 Analisi dello schema
Dettagli in merito all’analisi dello schema
I parametri Distanza ricerca morsetti e Distanza ricerca pin sono modificabili nella scheda
Numerazione fili di Parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a
pagina 750). Distanza ricerca morsetti può essere modificato anche con il comando RICERCA.
Analisi
iDEA effettua un'analisi topologica dello schema elettrico individuando come fili le entità di tipo
linea tracciate sul layer relativo ai fili, ricostruendo il percorso elettrico associato, ed individuando
morsettiere ed apparecchiature che si connettono sul filo.
Vengono considerate come apparecchiature tutti i simboli connessi ai predetti fili purché abbiano la
struttura prevista dai simboli standard di iDEA (stessi attributi vedi “Caratteristiche dei simboli di
iDEA” a pagina 189). Per questo motivo è opportuno utilizzare simboli appropriati (come lo sono
quelli di libreria), per i quali sui vari punti di connessione con i fili dello schema è assegnato un
numero di pin.
È importante ricordare che un'apparecchiatura viene vista connessa al filo se, in un intorno del punto
di inserimento di un pin della stessa, esiste un punto terminale di un filo. In particolare l’estremo del
filo deve stare entro la Distanza di ricerca pin (vedi paragrafo precedente) dal punto di giustificazione
del numero di pin, affinché l'apparecchiatura sia considerata connessa al filo in esame e ciò
determinerà ovviamente la lista di cablaggio.
La procedura di Analisi fili automatica è in grado di rilevare situazioni di corto circuito tipicamente
causate da fili rinviati con identificazioni di percorso diverse ma che vengono collegati in punti
comuni. In tal caso la segnalazione di errore non permetterà il tracciamento della numerazione fili
del foglio corrente ma riporterà la segnalazione di errore. Lo stesso vale nel caso di utilizzo di
morsetti che vincolano il filo, se sono presenti più di uno in ogni filo. Vedi "Messaggi dell’analisi
schema" a pagina 366.
Attenzione. Nel caso di corto circuito tra fili, l'elaborazione viene eseguita soltanto su conferma da
parte dell'operatore e in alcuni casi viene interrotta.
Un nodo del primo tipo identifica una connessione fra tre o più punti non aventi un ordine prestabilito
di connessione. Un nodo del secondo tipo identifica una connessione fra tre o più punti in cui l’ordine
di connessione è determinato dall’aspetto grafico del collegamento. La selezione del tipo di nodo da
inserire determina la lista delle connessioni estratte dal disegno nella fase di analisi delle morsettiere
e presenti quindi in Cablo per l’inserimento dei cavi e la gestione delle liste di cablaggio.
Schema di connessione tramite nodi a T
I nodi di tipo “a T “ sono costituiti da segmenti di linea ortogonali agli assi e non definiscono
graficamente un percorso certo di connessione fra terminali ma forniscono più semplicemente
l’informazione di connessione equipotenziale fra gli stessi. La sequenza di connessione fra i
terminali connessi viene quindi stabilita in fase di analisi dello schema sulla base delle seguenti
informazioni:
1. Ubicazione di appartenenza del simbolo
2. Componente di appartenenza del simbolo
3. Posizione del simbolo
Una serie di terminali connessi tramite nodi a T vengono inoltre considerati come connessi in serie
fra loro. Di seguito viene riportato un esempio di schema di connessione tramite nodi a T.
La figura riporta nella parte superiore come il disegnatore ha realizzato lo schema di connessione,
mentre nella parte inferiore viene riportato lo schema equivalente interpretato dalle procedure di
analisi dello schema. Si può notare come il programma aggreghi i terminali per ubicazione e
componente di appartenenza privilegiando quindi la connessione di terminali che si ipotizzano
ravvicinati fra loro.
Schema di connessione tramite nodi di tipo seriale/parallelo
I nodi di questo tipo determinano una condizione certa di collegamento. In particolare, i tratti
inclinati della connessione identificano graficamente il percorso di connessione fra terminali
connessi elettricamente fra loro. La figura seguente propone un esempio di connessione con nodi
seriali/parallelo.
1
-X1
Le diramazioni di connessione graficamente rappresentate dai tratti di linea inclinati, non ortogonali
agli assi, determinano in maniera certa i percorsi di connessione fra terminali dei simboli.
Nell’esempio della precedente figura i morsetti sono connessi fra loro nella sequenza definita dal
disegnatore:
1. -X1:1, -X2:1
2. -X1:1, -X2:2
3. -X1:1, -X2:3
4. -X2:3, -X2:4
Tale lista rappresenta l’esatta sequenza di cablaggio riscontrabile a seguito dell’analisi dello schema
in Cablo.
Uso di nodi misti nello stesso filo
L’analisi dello schema non considera un errore l’uso di nodi a T e seriali/paralleli nello schema di
connessione dei terminali appartenenti allo stesso filo. Si propone di seguito un esempio.
L’analisi dello schema con configurazioni di nodi misti procede all’analisi preliminare delle
connessioni con nodi a T, quindi procede alla risoluzione delle connessioni di tipo seriale/parallelo.
Ai fini della corretta leggibilità dello schema è comunque buona norma attenersi all’uso di un singola
tipologia di nodo all’interno di un singolo filo.
Nozioni avanzate
Come sopra riportato i nodi di connessione si distinguono nelle due tipologia “a T” e
“seriali/paralleli”. Il primo tipo di nodo, come suggerito dal nome, si indentifica dalla disposizione
dei segmenti che lo compongono che sono ortogonali agli assi. Solitamente i segmenti di linea che
compongono il nodo sono 3, ma è comunque accettato un nodo a 4 rami purché composto da 4 linee
aventi tutte un punto terminale in comune.
In generale:
• Sono considerati nodi a T connessioni fra tre o più segmenti di linea ortogonali agli assi.
• Sono considerati nodi di serie/parallelo nodi fra uno o più segmenti di linea obliqui e al massimo
due segmenti di linea ortogonali agli assi.
B [67.5°, 112.5°]
BC AB
CD DA
D [247.5°, 292.5°]
Per la corretta lettura della sequenza di cablaggio dei nodi di serie parallelo è bene ricordare il criterio
di connessione degli elementi collegati al nodo stesso. In generale, due generici terminali connessi
ad un nodo di serie/parallelo sono da considerarsi direttamente connessi se i due segmenti che li
collegano al nodo sono entrambi ortogonali agli assi (entro i limiti sopra esposti) o formano
comunque fra loro un angolo maggiore di 90°.
Nota. Nei parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a pagina 750) è
possibile personalizzare il livello di notifica dei messaggi di analisi dello schema.
Nel menu contestuale della finestra Localizza avvertimenti è presente l'opzione Ordinamento
alfanumerico che consente l'ordinamento alfanumerico dei messaggi presenti in lista.
Di seguito riportiamo tutti i messaggi relativi all’analisi fili e morsettiere e una breve spiegazione.
Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi riferimento
diverso.
Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi sigla vincolata
diversa.
Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi ubicazione
diversa.
Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi funzione diversa.
Analisi dello schema 367
Messaggi dell’analisi schema
Connessione errata fra fili con diversi riferimenti (X, Y). Si consiglia di eseguire l''analisi
completa dello schema
Questo messaggio può essere notificato nel caso di analisi parziale dello schema (foglio corrente o
selezione parziale dei fogli) nel caso in cui l’analisi rilevi la connessione fra riferimenti identificativi
diversi provenienti da fogli non analizzati. Si consiglia di effettuare un’analisi totale dello schema
al fine di verificare l’effettiva presenza di una condizione di corto circuito.
Un blocco vincolo è posizionato su di una linea che non gli compete. Ad esempio un blocco di
vincolo per i fasci cavo (ARIF3) su di un filo.
Due o più blocchi di vincolo con gli stessi dati presenti su fili diversi.
Rinvio filo in posizione X con riferimento Y non compatibile con il riferimento del filo Z
Presenza di un blocco di rinvio filo con riferimento identificativo diverso dal blocco di vincolo del
filo stesso.
Dopo aver dato priorità alla costituzione di coppie di rinvii aventi la stessa direzione di percorrenza,
l’analisi elabora i rinvii rimasti isolati e collega quelli aventi lo stesso riferimento indipendentemente
dalla direzione di rinvio mostrando però questo messaggio di avvertimento.
Linea di cavo (vedi comando Disegna cavo) privo del blocco vincolo identificativo.
Linea di fascio di cavi (vedi comando Traccia fascio cavi) privo del blocco vincolo identificativo.
Blocco di rinvio filo uscente/entrante non accoppiato con un complementare rinvio filo
entrante/uscente avente lo stesso riferimento identificativo.
Blocco di rinvio filo uscente/entrante accoppiato a due o più rinvii filo complementari
entranti/uscenti.
Due o più blocchi di vincolo filo inseriti sullo stesso filo. I blocchi duplicati vengono ignorati
dall’analisi.
Questo messaggio segnala la connessione di una linea elettrica a più di un segnale di un fascio fili,
quindi un potenziale cortocircuito.
Filo vincolato connesso ad un segnale di un fascio fili. Questo schema di collegamento non è
consentito.
Linea terminale di un filo con vincoli filo a livelli (vedi…) o segnale di un fascio fili (vedi…) privo
del proprio blocco di vincolo.
Notifica la presenza di più blocchi di vincolo filo con livelli o vincolo di fascio fili sullo stessa stessa
linea terminale.
Notifica di un errore potenziale nel posizionamento dei blocchi di vincolo per un filo con vincoli con
livelli o fascio fili.
Blocco di vincolo filo con livelli o vincolo di fascio fili posto in posizione errata, ad esempio su di
una diramazione di linea collegata ad un nodo di serie/parallelo (vedi “Schema di connessione
tramite nodi di tipo seriale/parallelo” a pagina 363).
Vincolo conduttore X del cavo Y in posizione Z, presenza di vincoli multipli sulla stessa
connessione
Presenza di più di un blocco di vincolo cavo su disegno sulla stessa connessione (vedi Definisci cavo
su disegno…).
Blocco di vincolo cavo su disegno posizionato in posizione errata, ad esempio su di una connessione
ramificata con nodi a T.
Simboli di morsetto a più vie connessi in modo errato, non sono connessi tutti tramite lo stesso filo.
Richiedi conferma per eseguire l'aggiornamento automatico: se attiva, prima dell’esecuzione di ogni
operazione di aggiornamento viene richiesta conferma all’utente. Rimuovere la spunta per eseguire
l’aggiornamento senza conferma.
Rinvii filo
Ai fini della continuità elettrica e del tracciamento dei riferimenti tra fili, nel caso ci siano fili che
proseguono su più fogli, è indispensabile l'inserimento delle segnalazioni di rinvio uscente o entrante
tramite il comando Rinvii filo (RINFILO) ed inserite come default ad esempio nelle linee di
alimentazione.
Nota. Per l'inserimento dei rinvii filo e dei vincoli filo, vedi “Rinvii filo” a pagina 164.
Dopo l’inserimento dei rinvii filo, mantenendo le impostazioni predefinite dell’installazione la loro
compilazione avviene automaticamente. Per ogni rinvio filo inserito nello schema elettrico, in
prossimità della congiunzione del rinvio con il filo, iDEA compila la posizione su schema del rinvio
filo corrispondente più vicino.
Nota. L’aggiornamento automatico delle informazioni di rinvio filo è controllato dalla preferenza
Cross reference presente nella finestra dei Parametri multifoglio, scheda Disegno, riquadro
Aggiornamento automatico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757). La preferenza è, per
default, selezionata.
Se l’aggiornamento automatico è disattivato la tracciatura dei rinvvi filo può avvenire durante
l’analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356).
Il criterio usato per l'indicazione delle posizioni relative tra rinvii filo è il seguente: per ogni rinvio
filo (uscente o entrante) si ricerca il rinvio corrispondente più vicino posto su altro foglio successivo
o precedente; nel caso la ricerca non dia alcun risultato, viene effettuata un'ulteriore ricerca sul foglio
di appartenenza.
Se nessuna delle ricerche viste ai punti precedenti da risultati, al termine dell’analisi automatica,
viene fornito un messaggio di segnalazione del tipo:
Analisi dello schema 371
Fili vincolati
Si avrà, quindi, in corrispondenza della partenza del filo l'indicazione della posizione di arrivo e
viceversa nel punto di destinazione del filo.
Si precisa che a tale scopo viene utilizzato il secondo attributo delle frecce di rinvio filo; eventuali
indicazioni presenti saranno, quindi, sovrascritte e sostituite con la posizione schema corretta. Tali
indicazioni vengono tolte con l’operazione di reset analisi.
Navigazione rinvii filo con doppio click
Per spostarsi velocemente tra i punti di rinvio di un filo basta fare doppio clic sul simbolo di rinvio
nello schema elettrico: la visualizzazione passa al rinvio collegato. Vedi "Navigazione tra i rinvii
filo" a pagina 171).
Fili vincolati
Esiste la possibilità di vincolare un filo ad avere una sigla imposta anziché impostata
automaticamente dalla funzione di numerazione fili automatica.
Per il vincolare un filo si usa la funzione Edita fili (comando EFILI, vedi “Vincolo della sigla del filo”
a pagina 175).
Nota. Con il vincolo di un filo viene inserito nel filo stesso un blocco con due attributi, la cui grafica
è un'entità punto, non visibile per default; può essere visualizzata o nascosta nella necessità di
vedere o meno i vincoli richiamando la funzione Visualizzazione vincoli filo (vedi “Utilità fili” a
pagina 395).
Attenzione. Nel caso si inserisca un rinvio su un filo collegato ad un morsetto vincola filo (vedi
“Morsetto vincola filo” a pagina 321), il Riferimento del rinvio (IDENTIF. RIFERIMENTO) deve
essere uguale al pin del morsetto.
È possibile vincolare i numeri filo precedentemente assegnati dall’analisi, senza dover rilanciare la
numerazione. Allo scopo è sufficiente attivare l’analisi schema, selezionare la casella Vincola tutti i
fili, deselezionare la casella Numerazione fili e confermare l’elaborazione.
L'analisi vincolata inserisce in ogni filo un vincolo con le stesse caratteristiche di quelli inseriti
manualmente, solo che colore giallo invece di rosso.
Nota. Per togliere i vincoli filo importati dalla procedura di analisi, utilizzare il comando Reset
analisi ed attivare la casella di spunta Numerazione automatica vincolata. Vedi "Reset analisi
schema" a pagina 359.
dove <Fase> è la sigla del filo collegato a monte del simbolo, quindi
L1, L2 o L3. L’indice progressivo è comune alle derivazioni di uno
stesso simbolo e trasmette l’informazione del raggruppamento delle
fasi (calata).
Al fine di poter eseguire correttamente la numerazione progressiva
delle fasi è necessario che la configurazione circuitale soddisfi due
requisiti essenziali:
• i fili principali devono essere vincolati. Nella figura seguente, ad
esempio, le linee principali hanno sigla vincolata L1, L2, L3;
• nel setup dei simboli deve essere applicata la spunta alla casella
Abilita la numerazione progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo
presente nella finestra di setup del simbolo in libreria, pagina
Avanzate, sezione Parametri (vedi “Avanzate” a pagina 206).
Nota. Per ogni simbolo si applica la regola generale dove per ogni pin
di ingresso Cn con n dispari il pin di uscita è Cn+1. Per esemplificare
le coppie di pin ingresso e uscita sono [C1,C2], [C3,C4], [C5,C6],
ecc. La fase del pin in ingresso è propagata al pin di uscita.
Per selezionare il formato da applicare alla sigla dei fili agire sulla
preferenza Numerazione progressiva delle fasi, presente nella finestra
dei Parametri multifoglio, scheda Numerazione fili, riquadro
Preferenze avanzate (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a pagina 750). Le opzioni di
formattazione disponibili sono le seguenti.
• Nessuna: numerazione progressiva delle fasi disattivata.
• Progressiva: assume la forma <Fase><Separatore><Indice progressivo> (es. L1.1).
• Per foglio: assume la forma <Foglio><Fase><Separatore><Indice progressivo> (es. 2L1.1).
• Per foglio e colonna: assume la forma <Foglio><Fase><Separatore><Colonna> (es. 2L1.3).
Nel caso siano presenti più gruppi di fasi per colonna, al fine di evitare numerazioni uguali, i gruppi
successivi al primo vengono numerati nella forma
<Foglio><Fase><Separatore><Colonna><Separatore><Indice progressivo> (es. 2L1.3.1).
• Per apparecchiatura: assume la forma <Sigla apparecchiatura><Separatore><Fase> (es.
-FC1.L1).
• Per connessione: è una variante della siglatura progressiva delle fasi per apparecchiatura. In
q u e s t a m o d a l i t à l a s i g l a d e i f i l i a s s u m e l a f o r m a < S i g l a a p p a re c c h i a t u r a a
monte><Separatore><Sigla apparecchiatura a valle><Separatore><Fase> (es. -FC1.-KF1.L1).
La sigla dell'apparecchiatura a valle viene esplicitata nella composizione del testo solo se il filo
connette solamente due pin di simboli diversi. Nel caso in cui il filo presentasse diramazioni con
connessione di tre o più simboli, la sigla filo risultante conterrà esclusivamente la sigla
dell'apparecchiatura a monte.
Se applicata la spunta alla casella A livelli, disponibile solo per i formati Progressiva e Per foglio, la
sigla dei fili assume un formato tale da indicare il livello di distanza dalla linea principale. Il formato
applicato, nel caso di numerazione per foglio assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Indice livello 1><Indice livello 2><Indice livello 3>…
Nell’esempio di figura seguente, per la fase L1, si può notare come al primo livello la sigla del filo
assuma il valore 2L1.1 mentre al secondo livello assume il valore 2L1.1.1 per la prima derivazione
e 2L1.1.2 per la seconda derivazione.
374 Analisi dello schema
Edita connessioni componente
Una volta avviato, il comando richiede la selezione di un simbolo dello schema elettrico con pinatura
(simbolo contenente gli attributi con etichetta Cn quali C1, C2, ecc).
Come avviare edita connessioni componente
• Scegliere Edita connessioni componente.
Tali attributi appaiono nella lista della finestra di dialogo corrispondente con le informazioni ad essi
associate. Se si selezionano una o più righe, un segno grafico viene disegnato sul CAD in
corrispondenza del pin selezionato.
Si ricorda che in condizioni standard l’analisi dello schema considera un filo connesso ad
un’apparecchiatura se l’estremo del filo si trova entro un raggio standard di 2.5mm dal punto di
giustificazione del numero di pin.
È ora possibile definire un punto di attestazione preciso per singolo pin, in modo tale da svincolare
la terminazione del filo dalla posizione dell’attributo pin. Un punto di attestazione, una volta definito,
si riconosce dal marcatore a croce che appare quando si seleziona un pin. Un marcatore a forma di
quadrato indica invece l’area utile per la rilevazione del filo nel caso di pin senza punto di
attestazione associato.
Nella finestra di dialogo sono disponibili i seguenti comandi.
Definisci attestazione
Il pin scelto viene evidenziato a video, il controllo viene passato al CAD che richiede un punto da
associare al pin.
Il punto di attestazione è salvato relativamente alla posizione del blocco. Questo significa che la
posizione dell’attributo pin è ininfluente una volta definito il punto di attestazione.
Per definire rapidamente il punto di attestazione di tutti i pin eseguire il comando Definisci
attestazione per tutti i punti: verrà richiesto di specificare un punto per ciascun pin in lista.
Rimuovi attestazione (nel menu contestuale)
Vengono rimosse le informazioni sul punto di attestazione. Il pin torna a reagire con il raggio
standard.
Connetti
Consente di creare una connessione, cioè un legame di equipotenzialità, fra pin diversi dello stesso
simbolo. Ai fini dell'analisi dei fili e dell’elaborazione dello schema, due o più pin equipotenziali
portano alla generazione dello stesso numero filo per i fili ad essi connessi. Per stabilire una
connessione selezionare i pin interessati nella lista e cliccare Connetti nella barra degli strumenti. I
pin selezionati verranno connessi fra loro e il nuovo stato verrà evidenziato in lista da un ponticello
di collegamento.
Sconnetti
Per sconnettere uno o più pin è necessario selezionarli in lista e cliccare Sconnetti.
Modifica delle informazioni pin
Con il pulsante modifica o con doppio click su un pin si apre una finestra di dialogo con le
informazioni aggiuntive del pin. Queste informazioni comprendono:
• Pin
• Pin vincola filo: consente di attivare un vincolo al filo connesso al pin. A seguito dell’analisi dello
schema, il filo assume automaticamente una sigla pari al valore dell’attributo del pin.
• Tipologia di capocorda
376 Analisi dello schema
Connessione equipotenziale dei pin del simbolo
In seguito ad un’analisi dello schema (comando FILI) queste informazioni vengono riportate
automaticamente nella lista di cablaggio e gli elaborati relativi.
È importante precisare che le informazioni immesse con il comando Edita pin sono salvate solamente
sul simbolo editato. Questo è valido sia per le informazioni di cablaggio che per quelle relative al
punto di attestazione.
Se si desidera estendere le informazioni immesse in un simbolo a tutti i simboli uguali presenti nel
disegno corrente eseguire Riporta in tutti i simboli uguali, dal menu Utilità.
Se si desidera salvare le informazioni immesse in libreria per averle a disposizione negli inserimenti
dei nuovi schemi eseguire Riporta in libreria simboli, dal menu Utilità. In alternativa è possibile
modificare il simbolo tramite il comando Editor dei simboli grafici (comando ESIMB, vedi “Editor
dei simboli grafici” a pagina 83) e avviare in esso il comando Edita connessioni componente.
Per stabilire la connessioni fra pin selezionare il simbolo da modificare ed avviare Edita connessioni
componente (comando EPIN). La finestra di dialogo mostra i pin del simbolo selezionato.
Per stabilire una connessione selezionare i pin interessati nella lista e cliccare Connetti, nella barra
degli strumenti. I pin selezionati verranno connessi fra loro e il nuovo stato verrà evidenziato in lista
da un ponticello di collegamento.
Per sconnettere uno o più pin è necessario selezionarli in lista e cliccare Sconnetti.
È possibile stabilire la connessione fra pin anche dalla finestra di modifica dei dati del pin selezionato
in lista. Selezionare un pin nella lista e cliccare Modifica nella barra degli strumenti. Nella finestra
Analisi dello schema 377
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico
di modifica dei dati del pin è possibile valorizzare il dato Connesso a cliccando il bottone […]. Nella
finestra di dialogo apporre la spunta ai pin da connettere tra loro o rimuovere la spunta ai pin da
sconnettere.
L’analisi dei flussi di potenza è basata sull’analisi dei collegamenti elettrici dello schema che
connettono fra loro i vari simboli. Ogni singolo presente nello schema elettrico genera dei nodi di
connessione chiamati collettori. Ogni collettore è costituito da uno o più pin dello stesso simbolo. I
collettori possono essere di tipo:
• Ingresso: flusso di potenza entrante.
• Uscita: flusso di potenza uscente.
• Non definito: collettore generico per un simbolo privo di collettori di ingresso e uscita definiti.
I collettori di tipo ingresso o uscita sono definiti dall’utente tramite la funzione Edita connessioni
componente (comando EPIN, vedi “Edita connessioni componente” a pagina 374) mentre il
collettore di tipo non definito è generato intrinsecamente dall’analisi quando un simbolo non ha una
definizione utente. Il comando è finalizzato ad eseguire un calcolo della potenza come sommatoria
delle potenze dei carichi connessi a valle dei collettori di tipo uscita (nella figura d’esempio marcati
come OUT) che sono considerati i punti di analisi dello schema elettrico. Questo per conoscere, ai
fini del dimensionamento, la potenza richiesta da un interruttore, trasformatore, generatore, ecc. I
collettori di tipo ingresso (nella figura d’esempio marcati come IN) o generici (nella figura
d’esempio marcati con cerchio vuoto) sono quegli elementi che possono assorbire potenza. La
potenza e le altre caratteristiche elettriche sono presenti nei dati tecnici dell’articolo materiale
associato al simbolo (l’attributo Codice principale CODICE2 del simbolo dev’essere valorizzato!).
I dati elettrici associati al materiali sensibili all’analisi sono:
• Potenza assorbita [kW] (P)
• Tensione nominale [V] (Alternata/Continua) (Vn)
• Tensione secondario [V] (Alternata/Continua) (Vs): se diversa da 0 è utilizzato come dato di
tensione per i collettori di uscita del simbolo e torna utile per gli elementi di trasformazione
(trasformatori, convertitori, …)
• Fattore di potenza (Cos φ) (Induttivo/Capacitivo)
Si può dire quindi che la potenza ad un generico collettore di uscita è data dalla sommatoria degli
elementi ad esso connessi tramite un collettore d’ingresso o non definito. Il calcolo è vettoriale in
quanto è possibile definire nei dati tecnici un valore di fattore di potenza diverso da 1 ottenendo
quindi un valore di potenza reattiva non nullo.
Analisi dello schema 379
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico
Il segno della parte immaginaria deriva dall’impostazione induttivo o capacitivo del carico.
Ku è il fattore di utilizzo del carico ed è il risultato della produttoria dei fattori di utilizzo dei
dispositivi che connettono il carico stesso al collettore di uscita del dispositivo in analisi. Tramite il
fattore di utilizzo è possibile modulare la potenza di un carico o di un ramo di carichi.
Nel caso di figura, ad esempio, il fattore di utilizzo di L1 nel calcolo della potenza al collettore di
uscita di K1 è pari a
Nota. Il dato Alimentato da, può assumere il valore Comando ed è significativo solo per simboli
riferiti all’interno di una formazione di simboli (contatti/bobina, operandi/scheda PLC, …). In questo
caso particolare la potenza calcolata al collettore di uscita non viene trasferita ad un collettore
d’ingresso del proprio simbolo ma al primo collettore d’ingresso del simbolo di comando. Questa
particolare configurazione risulta utile, ad esempio, per computare la potenza assorbita dai carichi di
una scheda PLC direttamente al simbolo di comando della scheda stessa.
Nel caso particolare di simboli aventi nel setup di libreria attivata l’opzione Abilita la numerazione
progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo (opzione introdotta al fine di abilitare il simbolo
per la funzione di analisi dei fili Numerazione progressiva delle fasi nelle varie modalità previste,
vedi “Numerazione progressiva delle fasi” a pagina 372) l’analisi dei collettori, nel caso di assenza
di collettori definiti dall’utente, provvede a generare autonomamente un collettore d’ingresso e un
collettore di uscita connessi fra loro rispettando le regole di numerazione fasi previste dal comando
di analisi dei fili. In particolare, il collettore d’ingresso raggruppa i pin con indice di tag dispari, il
collettore di uscita raggruppa i pin con indice di tag pari. Solo in questo caso particolare tra i due
collettori avviene il trasferimento delle fasi fra i fili in ingresso e quelli in uscita al simbolo (vedi
paragrafi successivi).
Analisi dello schema 381
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico
Un simbolo che non ha collettori definiti dall’utente e non è attivato in libreria simboli per la
numerazione fasi, costituisce ai fini dell’analisi delle potenze un unico collettore di tipo generico (il
tipo generico non è disponibile all’utente) e funge da nodo d’ingresso per la definizione di un punto
di assorbimento della potenza e un nodo di connessione intermedio per i carichi connessi al collettore
di uscita a monte.
Come definire i collettori di un simbolo
I collettori vengono definiti tramite il comando Edita connessioni componente (comando EPIN). Per
definire o modificare un collettore selezionare uno o più pin in lista e eseguire la funzione Modifica.
Collettore: è possibile selezionare dalla lista a discesa il numero identificativo di uno dei collettori già
presenti nel simbolo o creare un nuovo collettore tramite il bottone +.
Tipo: selezionare il tipo di collettore, Ingresso o Uscita.
Alimentato da: attivo solo se Tipo assume il valore Uscita. Selezionare nella lista a discesa il numero
identificativo di uno dei collettori d’ingresso presenti nel simbolo oppure [No] (collettore di uscita
isolato) o Comando.
• N: conduttore di neutro
• PE: conduttore di protezione. Questo valore assume un significato particolare perché esclude le
connessioni al pin dall’analisi dei flussi di potenza. Questo consente di semplificare lo schema di
collegamento del simbolo.
Il valore di fase di un pin si propaga a tutti i pin connessi allo stesso filo. Si desume quindi che sullo
stesso filo non sono consentite connessioni di pin aventi valore di fase diversi. Come ricordato al
paragrafo precedente, i simboli per i quali nel setup simbolo è selezionata l’opzione Abilita la
numerazione progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo, propagano il valore di fase dai pin del
collettore di ingresso a quelli del collettore di uscita rispettando la regola di numerazione progressiva
delle coppie di pin (C1->C2, C3->C4, …).
L’esempio in figura rappresenta schematicamente la creazione del grafo dei collettori derivante da
una reale parte di schema elettrico. Da notare come le fasi definite in un elemento a monte di FC0
sono trasferite nei pin dei simboli a valle andando a definire il sistema di connessione dei singoli
collettori. I simboli morsetto, in questo caso, non hanno collettori definiti e rappresentano dei nodi
di collegamento trasparenti non apportando un contributo al calcolo delle potenze nel collettore a
monte.
Ad un singolo collettore può quindi essere associata, a seconda dei pin che lo compongono, una
singola fase o una combinazione di fasi che determinano il tipo di collegamento elettrico cui il
collettore è soggetto. Ad esempio:
• L1, L2, L3, N : connessione trifase con neutro
• L1, N : connessione fase-neutro
• L1, L2 : connessione fase-fase
Nel complesso sono gestiti i sistemi elettrici F+N, 2F, 2F+N, 3F, 3F+N.
dove:
Analisi dello schema 383
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico
dove:
n è un divisore dipendente dal sistema di collegamento:
• 2F+N, 3F, 3F+N =√3
• 2F = 2
• negli altri casi = 1
VF è un vettore il cui angolo dipende dalla fase e dal sistema di connessione delle fasi.
Al collettore di uscita in analisi le correnti sulle fasi sono calcolate come sommatoria delle correnti
derivanti dai singoli carichi che sono visti tutti in parallelo.
Come definire le fasi per i pin di un simbolo
Le fasi vengono assegnate ai pin del simbolo tramite la funzione Edita connessioni componente
(comando EPIN) . Per assegnare le fasi selezionare uno o più pin in lista ed eseguire la funzione
Modifica.
Quindi, valorizzare il dato Fase selezionando dalla lista a discesa uno dei valori possibili.
Menu: Disegna.
La finestra si compone di tre liste. La lista superiore elenca i punti di analisi rilevati che sono, come
sopra citato, tutti quei simbolo nello schema elettrico aventi uno o più collettori di tipo uscita. La lista
intermedia elenca tutti i carichi, cioè tutti i componenti dello schema elettrico connessi all’elemento
selezionato nella lista superiore aventi un articolo assegnato, che concorrono al calcolo della potenza
e delle correnti. La lista inferiore elenca eventuali messaggi di notifica delle anomalie che il comando
rileva nell’analizzare la rete elettrica.
Analisi dello schema 385
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico
Funzioni comuni
Le liste superiore e intermedia sono caratterizzate da alcune funzioni disponibile in entrambi.
Localizza simbolo: localizza nel disegno il simbolo relativo all’elemento selezionato in lista.
Modifica dati tecnici: permette di accedere alla pagina Dati tecnici della finestra di modifica
dell’articolo in Archivio materiali per l’elemento selezionato in lista.
Edita pin simbolo: avvia la funzione Edita connessioni componente, per l’elemento selezionato
in lista.
Edita attributi: avvia il comando di Editazione attributi, per l’elemento selezionato in lista. L’uso
della funzione Edita attributi dalla finestra Analisi dei flussi di potenza provoca l’aggiunta
automatica dell’attributo Fattore di utilizzo (etichetta COE_UTI) per i simboli editati che ne sono
privi.
Dal menu contestuale delle due liste è possibile accedere alla funzione Gestione colonne. La finestra
Gestione colonne consente, per ognuna delle due liste, di attivare o disattivare le colonne disponibili
e cambiare l’ordine delle colonne attive. Sono le seguenti colonne.
• Componente: sigla del simbolo
• Ubicazione: ubicazione del simbolo
• Funzione: funzione del simbolo
• Descrizione: descrizione (1 e 2) del simbolo
• Note: note del simbolo
• Codice: codice dell’articolo materiale
• Descrizione articolo: descrizione dell’articolo materiale
• Collegamento: sistema di collegamento elettrico (F+N, 2F, …)
• Fasi: fasi rilevate per il collettore
• Tensione [V]
• Ku dispositivo: valore del fattore di utilizzo specificato nel simbolo
• Ku: valore del fattore di utilizzo risultante al componente selezionato
• Potenza max [kW]: potenza attiva massima del carico (KU=1)
• Potenza [kW]: potenza del carico (PMAX=P • KU )
386 Analisi dello schema
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico
Altre funzioni
Altre funzioni generiche sono disponibili nella barra degli strumenti.
Nascondi finestra: riduce la finestra come bottone di richiamo al fine di agevolare le operazione
nell’area di disegno.
Trova: riduce la lista superiore alle righe che contengono il testo ricercato.
Esporta con dettaglio carichi: esporta i dati della lista superiore in formato xls. Ogni riga
corrispondente ad un componente è corredata dalla lista dei carichi ad esso connesso.
Modalità di lavoro con Excel: consente di selezionare fra modalità interattiva (opzione
Microsoft Excel) che necessita di Microsoft Excel©, e modalità alternativa (opzione Foglio di
calcolo (*.xls, *xlsx)) che l’esportazione dei dati direttamente su file.
Altre funzioni sono disponibili nel menu contestuale della lista superiore.
Importante. L’analisi dei collegamenti e la conseguente elaborazione delle morsettiere, si basa sul
principio che ogni apparecchiatura può essere attestata su una morsettiera, e che tipicamente le
apparecchiature sono entro dei quadri elettrici e i morsetti costituiscono delle morsettiere di quadro.
A partire da tale ipotesi quindi, avremo sempre delle apparecchiature sul lato a monte (o lato quadro)
di ogni morsettiera, e tipicamente dei morsetti a valle (o lato campo) di ogni morsettiera. Tale caso
generale, non richiede quindi alcuna indicazione di informazioni aggiuntive sull’attributo
morsettiera dei componenti interessati ad un collegamento con una morsettiera.
Per compilare EXT nel campo Morsettiera, oltre all'editazione con il comando DDA, è possibile
utilizzare la funzione Apparecchiatura esterna (comando EX, vedi “Apparecchiatura esterna” a
pagina 389).
388 Analisi dello schema
Analisi delle morsettiere
Cassette di giunzione
In taluni casi, sorge la necessità di introdurre dei morsetti di giunzione tra l'apparecchiatura e la prima
morsettiera di connessione in maniera tale che quest'ultima sia direttamente vista
dall'apparecchiatura. A tal fine, nell'attributo Morsettiera di tali morsetti di giunzione o cassette,
dovrà essere indicato il termine EXT; questo consente, infatti, di rendere trasparente tale attestazione
su morsettiera di cassetta poter proseguire il percorso di ricerca ed arrivare ad un successivo
morsetto, che sarà interpretato come morsetto di quadro su cui si attesterà l'apparecchiatura.
La tracciatura della morsettiere di giunzione può assumere due possibili configurazioni.
Nella situazione standard, la morsettiera di giunzione è vista come apparecchiatura dalla morsettiera
di quadro a cui si riferisce; per cui in fase di tracciamento della morsettiera di quadro, troveremo a
monte o a valle di questa (a seconda che trattiamo giunzioni provenienti da componenti in quadro o
esterni) l'indicazione di sigla e numero morsetto di giunzione.
Per attivare questo tipo di comportamento, prima di eseguire l’analisi dello schema, è necessario
modificare una preferenza di elaborazione delle morsettiere in Preferenze ambiente grafico > Schemi
elettrici > Elaborazione morsettiere (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Elaborazione
morsettiere” a pagina 761). Per la preferenza Morsetti di giunzione, selezionare l’opzione Salta i
morsetti di giunzione e ricerca il componente connesso.
Apparecchiatura esterna
Per una corretta gestione della morsettiera, è possibile indicare nel campo Morsettiera di ogni
apparecchiatura connessa alla morsettiera (esclusi i morsetti) un'informazione che consenta di
orientare il collegamento.
Infatti, dipendentemente da tale indicazione, un'apparecchiatura connessa in morsettiera sarà
rappresentata al lato quadro o al lato campo della morsettiera in esame.
In particolare, apparecchiature con indicazione EXT nel campo Morsettiera saranno sempre poste al
lato campo (a valle), mentre apparecchiature con indicazioni INT, o altro o vuote saranno poste al lato
quadro (a monte).
Nel caso si debba assegnare, a molte apparecchiature simultaneamente il valore EXT sull'attributo
Morsettiera, è possibile avvalersi della funzione Apparecchiatura esterna.
Tale funzione richiede la selezione di tutti i simboli che dovranno essere intesi come esterni.
Come utilizzare la funzione Apparecchiatura esterna
1. Scegliere Apparecchiatura esterna.
Menu: Schemi>Morsetti.
Riga di comando: EX.
Per informazioni riguardanti l'identificazione delle apparecchiature nell'analisi dello schema vedi
“Analisi delle morsettiere” a pagina 387.
390 Analisi dello schema
Criteri di ricostruzione delle connessioni
Comando: numfili
392 Analisi dello schema
Esclusione di simboli dall'analisi
<testi>/Vincolo filo: T
Numerica/Alfabetica/Costante/Decrementa/Incrementa/Passo/Setup <1.1>: N
Numero iniziale: 1
Numerica/Alfabetica/Costante/Decrementa/Incrementa/Passo/Setup <1.1>: indicare il punto
d’inserimento del numero sul filo
Numerica/Alfabetica/Costante/Decrementa/Incrementa/Passo/Setup <1.2>: indicare il punto
d’inserimento del numero sul filo
...
In tal modo compariranno le scritte in sequenza 1.1, 1.2, 1.3, etc., nel caso la configurazione generale
preveda una numerazione per fogli.
Come visto dall'esempio è possibile effettuare numerazioni crescenti o decrescenti, alfabetiche o
numeriche, con passo variabile o ripetendo costantemente lo stesso numero (non nel caso a vincolo
filo).
Per operare su più simboli conviene eseguire il comando Esclusione di simboli dall'analisi.
Come escludere dei simboli dall’analisi
1. Scegliere Escludi simboli da analisi.
dall'utente nella finestra dei parametri Numerazione fili. Dal riquadro Sezione fili, si possono editare
i profili di gestione delle sezioni: nella finestra di dialogo Sezioni è possibile associare a ciascuno dei
colori, personalizzabili, una sezione di filo e stabilire se i conduttori con tale colore/sezione saranno
numerati o meno dall’analisi fili.
È pertanto possibile escludere dalla numerazione alcune sezioni di filo.
Inoltre, per quanto riguarda i fili con colore corrispondente alla sezione da non numerare, si possono
considerare due casi opzionabili in base alla scelta disponibile sempre nei parametri Numerazione
fili.
• Ignora i fili con le sezioni da non numerare (predefinito): il numero non viene visualizzato sul
disegno, ne conteggiato, ne riportato nelle morsettiere e nei cablaggi; inoltre l’analisi non rileva le
connessioni delle apparecchiature attestate su tali fili.
• Nascondi la sigla per i fili con sezioni da non numerare: il numero non viene visualizzato sul
disegno, pur essendo conteggiato dall’analisi e riportato in tutti i database ricavati dall'analisi fili,
quali morsettiere e cablaggi.
Esclusione per categoria di foglio
Presente nelle impostazioni di progetto Parametri di configurazione (comando EGPREF), scheda
Numerazione dei fili, il bottone Categorie fogli escluse dalla numerazione dei fili consente di accedere
alla lista con spunte delle categorie di fogli. I fogli dello schema di categoria cui si appone la spunta
verranno esclusi dalla numerazione dei fili da parte dela funzione di Analisi dello schema (comando
FILI).
Per visualizzare i dati di un filo, selezionare nel disegno una delle linee o dei blocchi di rinvio filo
che lo compongono e avviare il comando (WNAV a riga di comando). In alternativa avviare il
comando e utilizzare la funzione Seleziona nella barra degli strumenti. Il comando richiede la
selezione nel disegno di una linea o di un rinvio appartenenti ad un filo del quale verranno
visualizzate le informazioni nella finestra. È possibile selezionare ripetutamente fili diversi nel
disegno le cui informazioni verranno accodate in finestra nell'ordine di selezione.
Per ogni filo selezionato una struttura ad albero mostra la sua composizione.
• Livello 1. Sigla del filo.
• Livello 2. Fogli attraversati dal filo.
• Livello 3. Vincoli, rinvii e connessioni ripartiti per foglio.
• Livello 4. Elementi connessi: rinvii collegati, pin connessi.
Per localizzare un elemento nel disegno fare doppio-click sul nodo corrispondente oppure
selezionare il nodo e utilizzare la funzione Localizza nella barra degli strumenti.
Per modificare gli elementi selezionati nell'albero utilizzare la funzione Edita presente nella barra
degli strumenti, la quale avvia la finestra di editazione attributi (vedi “Editazione attributi” a
pagina 64).
Riepilogo fili
Il comando Riepilogo fili, traccia a partire dal foglio corrente (ed eventualmente proseguendo sui
fogli successivi) un elenco riepilogativo di tutte le sigle filo utilizzate sullo schema (ottenute da
un'analisi automatica dello stesso).
In particolare, viene indicata la posizione, cioè la coordinata schema dove per la prima volta è stato
individuato il filo, la sezione ad esso associata, il colore, la designazione, la caratteristica. In merito
ai dati filo vedi “Cambia dati filo” a pagina 183.
Utilità fili
Sono disponibili una serie di funzioni di utilità relative all'analisi fili automatica, che offrono
all'utente un aiuto in più nella fase di stesura dello schema e della numerazione dei fili.
Come avviare la finestra di dialogo Utilità fili
• Scegliere Utilità fili.
Altre utilità
Menu: TFILO.
3. Selezionare il filo nel punto in cui spostare il numero oppure selezionare gli estremi della linea
elastica che intercetta i fili nei punti in cui si vuole posizionare i numeri filo.
In questo capitolo sono descritte le funzioni di tracciatura delle morsettiere elaborate con le funzioni
di analisi schema.
Generalità
iDEA consente di memorizzare le morsettiere e di generare un disegno riassuntivo delle stesse con
elementi grafici parametrizzabili (morsetto normale, morsetto con fusibile, morsetto con diodo, etc.),
organizzato per sigla di morsettiera.
La tracciatura delle morsettiere è una fase successiva all’analisi delle morsettiere che viene eseguita
dalla funzione Analisi schema; vedi “Analisi schema” a pagina 356 e “Analisi delle morsettiere” a
pagina 387. La tracciatura delle morsettiere prevede una serie di operazioni da eseguirsi in ordine
corretto; in particolare si dovrà:
• aver disegnato correttamente lo schema con i vari rinvii filo (vedi “Rinvii filo” a pagina 164);
• aver inserito tutti i morsetti (vedi “Inserimento dei morsetti” a pagina 307);
• aver eseguito la funzione Analisi schema, selezionando le caselle di controllo Analisi fili e
Analisi morsettiere e indicando i fogli su cui applicarla (vedi “Analisi schema” a pagina 356).
Traccia morsettiera
La funzione Traccia morsettiera consente di disegnare la rappresentazione grafica delle morsettiere
e dei connettori ottenuti dall'analisi automatica dello schema. Per le morsettiere possono venire
rappresentati anche i ponti rilevati tra i vari morsetti e i cavi connessi.
398 Morsettiere
Traccia morsettiera
Al lancio della funzione viene visualizzata la finestra di dialogo Tracciatura morsettiere, nella quale
sono elencate tutte le morsettiere elaborate nello schema dalla precedente analisi; per ognuna di esse
sono elencati i relativi morsetti.
Selezionando una morsettiera, tutti i relativi morsetti vengono selezionati per la tracciatura completa.
È previsto anche il caso di tracciamento parziale selezionando i singoli morsetti tenendo premuto il
tasto CTRL; attivando il menu con il tasto destro del mouse sulla lista dei morsetti, sono disponibili
i comandi:
Morsettiere 399
Traccia morsettiera
Seleziona tutto: seleziona tutti i morsetti della morsettiera per la tracciatura completa.
Seleziona: permette di specificare i morsetti estremi della zona che si intende disegnare.
L'ordinamento dei morsetti nella rappresentazione della morsettiera può essere scelto tra le seguenti
opzioni.
Alfanumerico: l'ordinamento viene effettuato sul numero morsetto seguendo il classico ordinamento
di stringhe alfanumeriche (precedenza ai numeri, successivamente le stringhe alfanumeriche del tipo
A1, A2, A10, le terne dei motori, U1, V1, W1, PE1, U2, etc., e alla fine i morsetti con PE).
Posizionale: l'ordinamento viene effettuato sulla base della posizione del morsetto nel disegno.
Questo dato, generato dall’analisi morsettiere, è modificabile nel programma Cablo.
Logico (es.: U1-V1-W1-U2-V2-W2): l’ordinamento “logico” dei morsetti è utile nei casi di avviamenti
motore (UVW, XYZ), alimentazioni (RSTN).
Indice utente definito in Cablo: l’ordinamento dei morsetti è quello definito manualmente nella finestra
Morsettiere e connettori in Cablo. Vedi guida di riferimento “Cablo”, capitolo “Morsettiere e
connettori”, paragrafo “Ordinamento dei morsetti”.
Per facilitare la scelta di sole morsettiere o di soli connettori da tracciare, si può scegliere il filtro alla
lista visualizzata (riquadro Visualizza, posto in basso a destra nella finestra di dialogo).
È possibile scegliere il profilo di tracciatura dalla lista; il pulsante Opzioni apre la finestra delle
preferenze Morsettiere con opzioni riguardanti la tracciatura delle morsettiere: vedi “Schemi elettrici
- Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763.
Le morsettiere già tracciate sono marcate nella lista con un pallino blu.
Morsettiera da tracciare
Morsettiera già tracciata
Menu: Schemi>Morsettiere.
digitare S e premere INVIO. iDEA provvederà ad inserire un nuovo foglio e richiederà i punti per
tracciare la morsettiera.
Modalità Una per foglio
Avviando la tracciatura di più morsettiere, quando è attiva la modalità Una per foglio, il comando
chiede la selezione nel foglio dello spazio destinato alla morsettiera. Se la rappresentazione della
morsettiera non può essere contenuta tutta nel foglio, viene proseguita nel foglio successivo con le
modalità classiche. Ogni morsettiera selezionata per il disegno viene rappresentata su di un nuovo
foglio. La sigla della morsettiera o connettore rappresentato viene riportato nel titolo del cartiglio.
Modalità Disegno automatico
La modalità di tracciatura Disegno automatico è stata introdotta al fine di realizzare una modalità di
disegno priva di interazione con l'utilizzatore, che sia fruibile poi per l'aggiornamento automatico.
Note sul disegno della morsettiera
È da tener presente che si può effettuare un tracciamento globale della morsettiera anche se questo
supera l'area grafica individuata dal foglio o disegno corrente su cui si sta lavorando; sarà sempre
possibile poi eventualmente scomporre la morsettiera in varie parti agendo con i normali comandi di
editazione (sposta, taglia,...).
Nel caso, invece, si tracci una parte di morsettiera, la rappresentazione riguarderà solamente i
morsetti selezionati; nel caso ci siano dei ponti o ponticelli tra tali morsetti e gli altri, saranno poste
le frecce di rinvio al morsetto connesso in ponte più vicino.
Per quanto riguarda il disegno della morsettiere di giunzione vedi “Cassette di giunzione” a
pagina 388.
Al posto dell'indicazione del filo lato campo, potranno essere introdotte altre indicazioni
selezionabili in Individuazione dei conduttori isolati nella scheda Morsettiere, attivabile con il
pulsante Opzioni (vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761). Per un ulteriore
approfondimento vedi “Individuazione dei conduttori isolati” a pagina 413.
Nota. I blocchi di rappresentazione del cavo di nome mar_cav1.dwg (lato campo) e mar_cav2.dwg
(lato quadro), contenuti nella sottodirectory LIB0 o LIB, potranno essere ridefiniti per soddisfare
esigenze particolari.
La distanza dall'asse morsettiera alla quale è disegnato il collegamento in cavo è definibile nella
casella Distanza tra morsettiera e cavo (mm), nella scheda Morsettiere accessibile dal pulsante
Opzioni.
Rappresentazione del simbolo connesso al cavo
Nel caso, nella finestra delle opzioni Morsettiera (vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere”
a pagina 761), sia spuntata la casella Indicazione cavo, e anche Inserisci simboli lato campo e\o
Inserisci simboli lato quadro, oltre alla rappresentazione del cavo viene tracciato anche il simbolo
dell’apparecchiatura connessa al cavo in campo e\o in quadro.
Una opzione permette di disegnare o meno i pin dei piani non riportati nello schema elettrico.
L’opzione è disponibile nei dati del profilo di disegno: nella finestra Traccia morsettiere selezionare
il bottone Opzioni per aprire la pagina Disegno morsettiere della finestra Preferenze ambiente
grafico. Qui è possibile selezionare il profilo di tracciatura da modificare e quindi attivare o
disattivare l’opzione Inserisci i livelli liberi dei morsetti multipli.
Ulteriori rappresentazioni
Oltre al modello di disegno già visto nelle figure precedenti, con la funzione Traccia morsettiera si
possono rappresentare le morsettiere con altri modelli personalizzabili e tabellari come quelle
visualizzate di seguito.
Sono disponibili diversi profili di disegno ed altri possono essere definiti. Il profilo di disegno della
morsettiera deve essere selezionato nella finestra Tracciatura morsettiera, prima della tracciatura.
Per modificare o creare un profilo di disegno, attivare la finestra delle opzioni morsettiera con il
pulsante Opzioni (vedi “Schemi elettrici - Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763); quindi
settare il PREFISSO corretto nella casella Prefisso del blocco morsettiera.
Rappresentazione normale (default)
Prefisso del blocco morsettiera: MORS;
blocco morsetto: [Link];
blocco testata: h_mors.dwg.
Rappresentazione 3D
Prefisso del blocco morsettiera: MORSA1;
Morsettiere 403
Traccia morsettiera
Nota. In questo tipo di rappresentazione il comando di disegno riserva, per il disegno dei ponticelli,
lo spazio definito nella casella Spazio riservato al disegno dei ponticelli (vedi “Schemi elettrici -
Elaborazione morsettiere” a pagina 761). Per non eseguire il disegno dei ponticelli è sufficiente
deselezionare l’opzione Disegna i ponticelli. I collegamenti eseguiti tramite ponticelli saranno
comunque rappresentati come normali ponti in morsettiera.
È possibile, inoltre, aggiungere degli elementi accessori nella morsettiera come i diaframmi
separatori, i blocchetti terminali e altri blocchi personalizzati, che poi verranno riportati in
tracciatura.
Come avviare Cablo da iDEA
• Selezionare Cablo.
Menu: Schemi>Morsettiere.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: CABLO.
Anteprima morsettiere
La funzione Anteprima morsettiere permette di visualizzare l'anteprima e stampare la
rappresentazione delle morsettiere tracciate, ottenute dall'analisi delle morsettiere, evitando così la
necessità di tracciarle nell'ambiente grafico.
Come avviare Anteprima morsettiere
1. Selezionare Anteprima morsettiere.
Menu: Schemi>Morsettiere.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Morsettiere.
Riga di comando: REPMOR.
Di seguito viene visualizzata una finestra di dialogo con la lista delle morsettiere dello schema. Nella
scheda Opzioni si possono modificare le impostazioni delle stampe scegliendo se stampare o meno
alcune informazioni.
• Numero del filo.
• Descrizione degli elementi in quadro.
• Descrizione degli elementi in campo.
• Ubicazioni.
Selezionando Anteprima si ottiene una visualizzazione delle morsettiere selezionante, una per foglio,
con la stessa rappresentazione grafica che si ottiene eseguendo la tracciatura nello schema con il
comando Traccia morsettiera.
Il pulsante Stampa, avvia la stampa delle morsettiere selezionate nella scheda Morsettiere.
406 Morsettiere
Orientamento quadro/campo dei componenti connessi
Nota. Nella trattazione che segue i concetti espressi per le morsettiere hanno la stessa valenza anche
per i connettori.
L’elaborazione del cablaggio dipende dalla proprietà tipologia di collegamento di ogni singola
morsettiera (o connettore). La tipologia di collegamento determina due diversi modi di collegare i
componenti ai lati quadro e campo della morsettiera:
• Morsettiera di quadro: vengono posti in lato quadro tutti gli elementi appartenenti alla stessa
ubicazione della morsettiera e in lato campo tutti quelli con ubicazione diversa da quella della
morsettiera.
• Morsettiera in cassetta di giunzione: vengono posti in lato quadro tutti gli elementi con ubicazione
che precede l’ubicazione della morsettiera, vengono posti in lato campo quelli con ubicazione che
segue l’ubicazione della morsettiera.
Sulla base delle definizioni di lato quadro/campo e di tipologia di collegamento è intuibile che per
orientare la disposizione degli elementi connessi alla morsettiera è necessario un corretto uso
dell’ubicazione nei simboli (vedi “Identificazione completa dei componenti di schema” a
pagina 274). La tipologia di collegamento e l’ubicazione di appartenenza della morsettiera e le
ubicazioni degli elementi connessi alla stessa determinato gli orientamenti quadro/campo degli
elementi stessi.
La tipologia di collegamento può essere liberamente impostata per ogni singola morsettiera o
connettore. Per modificare la tipologia accedere alla pagina Analisi dei collegamenti della finestra
di modifica delle proprietà della morsettiera del comando Morsetti (vedi “Definizione delle
morsettiere” a pagina 297) o, in modo analogo, della finestra di modifica delle proprietà dei
connettori del comando Connettori (vedi “Connettori” a pagina 312).
Nella figura seguente è proposto un tipico esempio di configurazione con due morsettiere
riconosciute come di quadro dalla procedura di analisi dello schema.
Morsettiere 407
Orientamento quadro/campo dei componenti connessi
+A
Lato campo Lato quadro
-K1
+A
-X1
-X1 -X2 -K1
+B
+B -X2
-X2 -X1 -K2
-K2
Nella figura seguente, invece, viene proposta una configurazione similare in cui però la morsettiera
-X2 viene riconosciuta come cassetta di giunzione in quanto connessa a soli elementi aventi
ubicazioni diversa da +B. In questo caso vengono analizzate le ubicazioni degli elementi connessi e
distinte in ubicazioni che precedono (a monte) o che seguono (a valle) l’ubicazione della morsettiera
in cassetta di giunzione. Nell’esempio +A viene riconosciuta come a monte rispetto a +B, mentre +C
viene riconosciuta come a valle rispetto a +B.
+A
Lato campo Lato quadro
-K1
+A
-X1
-X1 -X2 -K1
+B
+B -X2
-X2 -K2 -X1
+C
-K2
Nota. È importante rivedere gli argomenti base di questa gestione quali “Gestione ubicazioni e
funzioni” a pagina 331 e “Schema di interconnessione” a pagina 334.
Nell’esempio è evidente come l’analisi morsettiere standard consideri come elementi appartenenti al
quadro delle morsettiera tutti quelli aventi stessa ubicazione. Allo stesso modo, elementi aventi
ubicazione diversa sono posti in lato campo. L’analisi basata su file *.cns, invece, nel caso di
elementi appartenenti alla stessa ubicazione operava un orientamento basato sull’interpretazione
grafica del collegamento fra simboli. Tale criterio poteva portare in talune situazioni ad una errata
determinazione dei lati di connessione. Ai fini di una corretta lettura del collegamento in morsettiera
è quindi importante definire le ubicazioni costituenti lo schema elettrico, assegnare loro il corretto
ordine sulla base dei criteri sopra esposti, assegnare ad ogni simbolo la corretta ubicazione di
appartenenza.
Nel caso di connessioni fra componenti che presentano le medesime caratteristiche sopra citate la
procedura di analisi cerca di mantenere un dato componente sempre dallo stesso lato della
connessione.
Morsettiere 409
Personalizzazione dei morsetti tracciati
I morsetti di categoria Normale, predefinita e indicata nella finestra di dialogo Morsettiere in fase di
inserimento dei morsetti nello schema, vengono rappresentati con il blocco [Link].
Se si è selezionata la categoria Utente, iDEA utilizzerà invece un blocco personalizzato che deve
essere precedentemente definito e registrato in Gestione blocchi morsetto. Il nome del blocco usato
per tracciare ogni morsetto deve essere composto in base alle caratteristiche del morsetto; per questo
si utilizza l’utilità presente in Gestione blocchi morsetto.
Tutti i blocchi utilizzabili da iDEA per la tracciatura dei morsetti e degli elementi accessori delle
morsettiere, devono essere definiti in Gestione blocchi morsetto: vedi “Gestione blocchi morsetto”
a pagina 773.
Esempio
Se dall'archivio Morsetti si seleziona un codice morsetto con le seguenti caratteristiche: categoria
Utente con sigla OPTO, piani 2, sezione (mm2) 4, in fase di tracciatura del morsetto del piano 1
viene utilizzato il blocco [Link]; in fase di tracciatura del morsetto del piano 2 viene
utilizzato il blocco [Link].
Nel caso non si selezioni un codice di morsetto in Archivio morsetti, per selezionare una categoria
utente, nel riquadro Simboli grafici della finestra di dialogo Morsettiere (vedi “Definizione delle
morsettiere” a pagina 297), si deve selezionare Utente nella lista a comparsa Categoria e digitare la
sigla della categoria utente nella casella di testo Utente. In tale modo, però non si può gestire sagome
diverse per sezioni diverse.
Gli stati di visibilità del blocco dinamico sono gestiti solo se il blocco morsetto è registrato nella lista
dedicata in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda Gestione blocchi morsetto
(blocchi morsetto per la tracciatura delle morsettiere) e se fra le proprietà del morsetto (finestra di
modifica dei dati) è attiva la spunta Il blocco è privo delle linee indicanti i fili uscenti dal morsetto.
Vedi “Gestione blocchi morsetto” a pagina 773.
Menu: Schemi>Morsettiere.
Per utilizzare la sezione speciale [PONTICELLO] occorre attivare l’opzione Colore per ponticelli in
morsettiera nel profilo di sezione fili che si avvia da Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF,
vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a pagina 759).
Morsettiere 411
Ponti a filo o in barretta
In questo capitolo sono descritte le funzioni di interfacciamento di iDEA con il programma Cablo
per la gestione delle connesioni e i cablaggi.
Nota. Le funzioni di questo capitolo non sono utilizzabili nei pacchetti CADelet Impianti, Smart
Impianti, Smart Base e Eplus.
Attenzione. Nel caso in cui si passi dalla modalità vecchia (file esplosi) alla modalità nuova (file
sincronizzati nel .schx), all'apertura di uno schema prevale il file .schx, che potrebbe non essere
aggiornato se nel frattempo sono state fatte modifiche mentre si era in modalità vecchia. In questi casi
si consiglia di rimuovere i file .schx prima di aprire gli schemi.
Individuazione principale
Sistema di individuazione che caratterizza ciascun conduttore o gruppo di conduttori senza tener
conto della loro funzione elettrica.
Individuazione dipendente
Sistema di individuazione dei conduttori o gruppi di conduttori basato sull'individuazione dei
morsetti ai quali i conduttori stessi sono connessi o degli equipaggiamenti ai quali sono connessi
gruppi di conduttori:
a) Individuazione dipendente dal morsetto vicino: sistema di individuazione nel quale il simbolo posto
ad una estremità del conduttore è uguale a quello del morsetto cui questa estremità e connesso.
b) Individuazione dipendente dal morsetto lontano: sistema di individuazione nel quale il simbolo
posto ad una estremità del conduttore è uguale a quello del morsetto cui è connessa l'altra estremità
del conduttore stesso.
Individuazione indipendente
Sistema di individuazione dei conduttori o di gruppi di conduttori indipendente da quello dei morsetti
cui sono connessi i conduttori o da quelli degli equipaggiamenti cui sono connessi i gruppi di
conduttori. Ad esempio si utilizza il numero di filo su quadro o il numero di filo nel cavo di
collegamento.
Individuazione mista
Sistema di individuazione che utilizza congiuntamente l'individuazione dipendente e quella
indipendente.
Individuazione complementare
Sistema di individuazione, generalmente impiegata come complemento all'individuazione
principale, e basato sulla funzione elettrica di ogni conduttore o gruppo di conduttori.
Cablaggi 415
Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)
Nota. L'associazione dei cavi in ambiente grafico è utilizzabile solamente dopo aver eseguito
l'analisi dello schema e delle morsettiere e se è installato il programma Cablo.
Quindi, dopo l'inserimento dei morsetti e l'analisi dello schema (fili e morsettiere), è possibile
avviare l’interfaccia Cablo tramite il comando CABLO o Associacavo, definire l’elenco dei cavi
necessari ed effettuare il cablaggio degli stessi.
Come avviare Cablo da iDEA
• Selezionare Cablo.
Menu: Schemi>Cablaggi.
Il cablaggio dei cavi può essere eseguito direttamente sul disegno con le interfacce messe a
disposizione da Cablo. Le seguenti funzioni sono descritte nella guida di Cablo.
Nel caso in cui il disegno dello schema elettrico sia disegnato rispettando la corretta sequenza di
cablaggio, ovvero con connessioni seriali/parallele, la funzione Associa cavo permette una completa
flessibilità nell'individuare e definire su quali congiunzioni attestare esattamente il cavo in questione.
I cavi possono essere definiti ad esempio anche su tutti i tratti serializzati di un filo comune a varie
apparecchiature.
416 Cablaggi
Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo
Per ulteriori informazioni vedi la guida di riferimento “Cablo”, dove sono descritte in modo
completo tutte le funzioni di Cablo per il cablaggio e il riporto dei dati in CAD.
Nota. Il tipo di foglio utilizzato è il Foglio posa cavi, previsto per la rappresentazione sinottica del
collegamento effettuato a mezzo di cavi definiti in precedenza in Cablo. Nel caso di cassette di
giunzione locali, la procedura evidenzierà la loro presenza nel campo morsetti esterni. La figura
seguente mostra un esempio di Tabella posa cavi.
Cablaggi 417
Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo
418 Cablaggi
Marcatura dei collegamenti
Menu: Schemi>Cablaggi.
Il cavo deve essere stato, in precedenza, definito nel programma Cablo o nell’interfaccia Cavi in
iDEA (vedi “Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)” a pagina 415).
In effetti viene inserito un blocco di identificazione del collegamento all'interno del quale saranno
riportate le informazioni relative al cavo collegato al morsetto selezionato.
Come eseguire la marcatura di un cavo
1. Scegliere Marcatura cavo.
Menu: Schemi>Cablaggi.
Nota. Quando si ha una apparecchiatura con più pin, il comando MARKCAVI distingue la
connessione selezionata. Se all’apparecchiatura sono collegati più cavi vengono tracciati i dati del
cavo connesso al pin selezionato.
Nota. Lo stesso blocco informativo può essere inserito anche a seguito dell’esecuzione della
funzione Definisci cavo su disegno. A tal fine è sufficiente attivare l’opzione Cavo e conduttori nella
casella Marcatore del cavo all’interno della finestra Assegnazione cavi.
Profili di rappresentazione
420 Cablaggi
Tabella morsettiera
Profili di rappresentazione
È possibile personalizzare le caratteristiche di disegno della marcatura del cavo accedendo alla
finestra Profili di marcatura dei cavi su disegno. La finestra dei profili è accessibile in Preferenze
(comando EGPREF, selezionare Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici > Profili di
marcatura dei cavi nel disegno), o dalla finestra di dialogo del comando Definisci cavo su disegno,
tramite il bottone Opzioni relativo alla preferenza Marcatore del cavo: vedi “Schemi elettrici - Profili
di marcatura del cavo sul disegno” a pagina 766.
Tabella morsettiera
All’avvio della funzione Tabella morsettiera viene visualizzata la finestra di dialogo Tracciatura
tabella morsettiera, nella quale sono elencate tutte le morsettiere elaborate nello schema dalla
precedente analisi; per ognuna di esse sono elencati i relativi morsetti.
Selezionando una morsettiera, tutti i relativi morsetti vengono selezionati per la tracciatura completa.
È previsto anche il caso di tracciamento parziale selezionando i singoli morsetti tenendo premuto il
tasto CTRL.
L'ordinamento dei morsetti nella rappresentazione della morsettiera può essere scelto tra
Alfanumerico, Posizionale, Logico o Indice utente definito in Cablo.
Per il tracciamento della tabella morsettiera viene utilizzata una tabella opportunamente preparata
selezionabile tramite il pulsante Opzioni: è possibile selezionare il profilo desiderato ma anche
aggiungere un nuovo profilo per tabelle personalizzate o modificare quelli presenti:
• Orizzontale con cavo a monte e a valle (non modificabile ne cancellabile)
• Orizzontale con cavo a valle
• Verticale con cavo a monte e a valle
• Verticale con cavo a valle
• Orizzontale con ponti
• Verticale con ponti
Queste opzioni fanno parte della scheda Tabelle morsettiere in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF): per la descrizione di ogni opzione vedi “Schemi elettrici - Profili di tracciatura
morsettiere” a pagina 763.
Come compilare la tabella morsettiera
1. Selezionare il comando Tabella morsettiera.
Menu: Schemi>Cablaggi.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Morsettiere.
Riga di comando: DMOR1.
2. Nella finestra di dialogo Tracciatura tabella morsettiera, scegliere la sigla della morsettiera da
tracciare e l'ordine di tracciatura dei morsetti. Premere OK per continuare.
3. Nella finestra di dialogo Multifoglio è possibile indicare il titolo del nuovo foglio. Premere OK
per inserire il foglio automaticamente e tracciare la tabella.
Vengono tracciati automaticamente i cavi afferenti alla morsettiera specificata e viene utilizzato un
foglio per ogni morsettiera. Nel caso il numero di morsetti di una morsettiera ecceda la capacità del
foglio, la stesura della tabella continua in un foglio successivo.
La figura seguente mostra un esempio di tabella morsettiera orizzontale con cavo a monte e a valle.
Cablaggi 421
Rappresentazione delle connessioni di apparecchiature
Attenzione. La tracciatura delle connessioni si può eseguire dopo aver eseguito correttamente
l’analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356).
Come tracciare le connessioni delle apparecchiature
1. Scegliere Traccia connesioni apparecchiatura.
Menu: Schemi>Cablaggi.
2. Viene visualizzata la finestra di dialogo Inserisci dettaglio connessioni con la lista delle
apparecchiature dello schema. Selezionare una apparecchiatura da rappresentare con un doppio clic.
Oppure selezionarne più di una e premere OK.
3. Indicare un punto di inserimento del blocco.
Loop Diagram
La funzionalità Loop Diagram nasce dall’esigenza di ottenere una rappresentazione parziale dello
schema che contenga lo sviluppo dei collegamenti elettrici che connettono un componente al resto
dello schema stesso. Il disegno del Loop Diagram rappresenta quindi, in forma schematica, il
percorso dei collegamenti dal componente scelto dall’utente verso tutti i componenti ad esso
connessi, fornendo informazioni su morsettiere e connettori attraversati, eventuali cavi attestati,
terminali non connessi, ecc.
Cablaggi 423
Loop Diagram
Menu: Schemi>Cablaggi.
Personalizzazione
Il disegno del Loop Diagram è ampiamente personalizzabile da parte dell’utente, sia nelle
dimensioni di rappresentazione, sia nei blocchi attributi utilizzati. Nella scheda Opzioni si possono
modificare le dimensioni dell’area di disegno del grafico, del simbolo e delle conessioni.
L’area di disegno è lo spazio all’interno del foglio dove andrà ad essere realizzata la rappresentazione
del loop diagram. Si possono impostare i parametri Offset, Larghezza e Altezza dell’area di disegno:
vedi la figura seguente.
Nel riquadro Rappresentazione dei simboli sono disponibili i parametri che concorrono al disegno
dei simboli che rappresentano i singoli componenti di schema. In particolare, tali parametri
definiscono lo spazio dedicato alla rappresentazione di un simbolo e le distanze di disegno fra
simboli diversi. Le dimensioni possono variare in base alle esigenze di rappresentazione.
Nota. Se la rappresentazione di un Loop Diagram è troppo estesa per essere realizzata in forma
contigua, essa viene spezzata in più sezioni che vengono poste in successione su una o più pagine.
Nel riquadro Rappresentazione delle connessioni sono disponibili i parametri di disegno delle
connessioni elettriche fra simboli in un Loop Diagram.
Comuni consentiti: è possibile impostare il numero di connessioni riportate nel diagramma nel caso
di connssione a un filo comune. Se si imposta ‘0’ saranno tracciate tutte le connessioni del filo
comune. I pin collegati ad una connessione comune non disegnata in loopdiagram vengono
contrassegnati nel grafico con la segnalazione COM.
Rappresentazione terminali non connessi: questa opzione stabilisce se disegnare o no i pin dei
componenti che non sono connessi a un filo. I pin non connessi disegnati in loopdiagram vengono
contrassegnati nel grafico con la segnalazione X.
Simboli
Ogni elemento di schema inserito nel Loop Diagram viene rappresentato tramite un blocco con
attributi, associato alla famiglia simboli propria del componente. Tutti i blocchi impiegati sono
selezionabili da parte dell’utente: nella scheda Simboli, per ogni tipologia di simbolo di libreria è
possibile impostare un blocco per la rappresentazione nel loopdiagram: premere il bottoncino con i
tre punti per la scelta. Per alcune tipologie è impostato un blocco adeguato, per altre è impostato il
blocco DSYM con la grafica di un punto interrogativo che rappresenta un apparecchio generico. Per
particolareggiare il loopdiagram si suggerisce di creare nuovi blocchi personalizzati per le tipologie
di simboli utilizzate (usare il comando MBLOCCO).
Menu: Disegna>Simboli.
L’elenco a discesa presenta tutti i cavi precablati definiti nello schema corrente. Se non è ancora stato
definito alcun cavo tramite apposito pulsante + è possibile aggiungerne uno. Tutti gli elementi
disegnati vengono associati al cavo selezionato tramite compilazione di attributi; in particolare gli
attributi presi in considerazione sono Sigla del cavo (etichetta SIGCAV) e Funzione del cavo
(etichetta FUNZ1).
Di seguito sono illustrati gli strumenti disponibili, tutti presenti nella finestra Layout cavo precablato.
Disegna tratto
Il comando richiede una serie di punti che verranno successivamente convertiti in un blocco formato
da una doppia linea. Tale blocco rappresenta un tratto di percorrenza del cavo, guaina rigida o
flessibile.
426 Cablaggi
Layout cavo precablato
Spessore del tratto: distanza tra le due linee parallele del tratto.
Raggio di curvatura: raggio dell’asse dei raccordi nel caso di tratti angolari.
Avvia editazione al termine della tracciatura: se attiva questa casella, al termine del disegno del tratto
o raccordo viene visualizzata la finestra di dialogo in cui è possibile introdurre le caratteristiche
fisiche dell’oggetto disegnato. In particolare è possibile modificare le seguenti proprietà.
Note: campo descrittivo per annotazioni.
Diametro: specifica la lunghezza del diametro del cavo in mm.
Lunghezza: specifica la lunghezza del tratto rettilineo, in mm. Non è necessario disegnare il layout
del cavo in scala, a ciascun elemento rettilineo può essere associata una lunghezza che verrà poi
considerata per la corretta estrazione delle liste di cablaggio e distinta dei materiali. Nel caso di giunti
e raccordi tale proprietà non è disponibile.
Materiale: codice materiale dell’accessorio. Necessario per estrarre una distinta di tutti materiali che
compongono il cavo.
Disegna raccordo
Il comando consente di disegnare un rettangolo che viene convertito in blocco e rappresenta un
raccordo tra tratti rettilinei. Gli attributi che vengono aggiunti in modo automatico permettono di
salvare le informazioni riguardanti le caratteristiche dell’accessorio.
Inserisci da libreria
Simile al comando precedente, consente di riportare un raccordo o un accessorio prelevandolo dalla
Libreria simboli. Alcuni simboli di esempio sono stati predisposti nella pagina di libreria che si avvia
premendo il pulsante. È possibile inserire raccordi per tratti rettilinei, fascette, pressacavi oppure
sagome connettori che possono essere compilate con i dati relativi ai connettori dichiarati all’interno
dello schema.
Inserisci etichette
Il comando permette di marcare con appositi cartellini i vari elementi costruttivi del cavo. Come
impostazione predefinita gli elementi rettilinei possiedono un particolare blocco
([Link]) che permette di esplicitare la lunghezza del tratto e gli elementi descrittivi
contenuti negli attributi del blocco.
Eliminando il blocco dalla libreria simboli il programma provvederà a disegnare il cartellino
predefinito.
Le impostazioni per questo cartellino sono personalizzabili in Preferenze (comando EGPREF, vedi
“Schemi elettrici - Cartellino per disegno layout cavo” a pagina 767).
Disegna tabella componenti
Una volta editati ed etichettati tutti gli elementi del cavo, è possibile estrarre una tabella costruttiva
di riepilogo, riportante i dati dei materiali e le note di ciascun segmento.
Nota. La funzione Routing automatico dei quadri, disponibile se è installata una licenza del software
Cablo, è trattata nel capitolo “Routing automatico dei quadri” della guida di riferimento “Cablo”.
Avviare pertanto il comando Routing automatico dei quadri, disponibile anche nel menu Utilità della
finestra Layout cavo precablato, e procedere con l’estrazione dei percorsi.
In fase di estrazione dei tratti di percorrenza verrà visualizzata la rete delle connessioni individuata
dal programma per l’infilaggio dei conduttori. Assicurarsi che tale rete attraversi tutti gli elementi del
cavo e connetta anche le sagome dei connettori eventualmente disegnati. Le modalità di aggancio
428 Cablaggi
Layout cavo precablato
alle sagome connettori rispecchiano le medesime regole della pinatura sagome nel routing
automatico dei quadri.
Eseguendo Aggiorna file per Cablo, i conduttori individuati all’interno del cavo e connessi ai
connettori vengono marcati come appartenenti al cavo precablato. A tali conduttori viene assegnata
la lunghezza ricavata dalla fase di infilaggio e anche le tipologie e codifiche di eventuali capicorda
se assegnati alle sagome di rappresentazione.
Rappresentazioni
In iDEA è possibile estrarre le lunghezze e i percorsi di ciascun conduttore con la Tabella
identificazione conduttori. Il disegno di tale tabella può essere avviato dal menu Utilità della finestra
di dialogo Layout cavo precablato.
In Cablo sono a disposizione le varie stampe e i riporti grafici del cavo. In particolare la tabella di
cablaggio per questa tipologia di cavi viene rappresentata in modo da evidenziare le connessioni dei
diversi conduttori.
Cablaggi 429
Layout cavo precablato
430 Cablaggi
Layout cavo precablato
19
Topografici di posa
In questo capitolo viene descritta la stesura dello schema topografico con l'ausilio delle funzioni
disponibili in iDEA.
Innanzitutto si ricordano gli argomenti utili per i disegni topografici, riportati in altri capitoli di
questa guida:
• funzioni per il disegno delle planimetrie dei locali in cui rappresentare l'impianto elettrico (muri,
porte, finestre,...): vedi “Disegno architettonico” a pagina 43;
• metodi di quotatura delle planimetrie: vedi “Quotatura dei disegni” a pagina 58.
Di seguito, invece, sono trattate le funzioni di utilità disponibili per la stesura del disegno e
l'inserimento automatico delle tabelle di documentazione.
Inoltre, è presentata una procedura per la disposizione di plafoniere sulla pianta di un fabbricato. In
essa viene assegnato l'illuminamento medio sul piano di lavoro che si vuole ottenere, sviluppando il
calcolo secondo il metodo del flusso totale.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Nella finestra Creazione fogli selezionare la scheda Planimetrico e tra i formati di foglio
proposti, selezionare il foglio necessario.
3. Fare doppio clic oppure premere il pulsante OK. Viene inserito il foglio con la squadratura e
impostati tutti i parametri di lavoro.
Nota. La squadratura del foglio viene effettuata con una doppia polilinea perimetrale sul layer
BORDO.
Attiva richiesta setup ambiente:se questa casella è selezionata, con l’inserimento del foglio vengono
riproposti i parametri di lavoro attraverso la finestra di dialogo Setup ambiente al fine di poter
apportare delle variazioni. La finestra Setup ambiente può essere riaperta in qualsiasi momento dal
menu Disegna>Fogli, o eseguendo il comando SETAMB.
Layer predefiniti
I fogli di iDEA per schemi topografici prevedono una serie di layer creati all'inserimento secondo
quanto predefinito in Preferenze ambiente grafico, scheda Layer (vedi “Impianti - Layer predefiniti”
a pagina 768).
Titolo del foglio: descrizione che viene riportata nella lista dei tipo di foglio planimetrici.
Dimensioni
Formato: la lista a comparsa elenca i formati di foglio disponibili; oltre ai formati standard è possibile
scegliere il formato Personalizzato.
Larghezza : riporta la larghezza riferita al formato di foglio selezionato. La misura può essere
modificata per tutti i formati.
Altezza: riporta l’altezza riferita al formato di foglio selezionato. La misura può essere modificata per
tutti i formati.
Squadratura: questo parametro definisce la distanza della squadratura dal limite del foglio.
I dispositivi di stampa, qualsiasi essi siano, non sono in grado di stampare l'intera zona di un foglio.
Per questo motivo esiste la possibilità di personalizzare le dimensioni dei fogli planimetrici che si
vuole utilizzare oppure indicare questa distanza di riduzione della squadratura.
Bordo: questo parametro definisce la distanza della linea interna detta bordo dalla squadratura, linea
esterna perimetrale.
Caratteristiche
Linee di piegatura: selezionare la casella per riportare nella squadratura le linee di piegatura del foglio.
Nota. Secondo quanto stabilito dalla Norma UNI 938, eseguito il disegno, tutti i formati di
dimensioni superiori all'A4, per essere riposti, dovranno essere piegati in modo da ottenere un
formato A4. Per conformità a questa norma, iDEA prevede la creazione dei fogli topografici con la
tracciatura delle linee di piegatura. Suddette linee vengono riportate in corrispondenza del bordo
esterno della squadratura con lo scopo di facilitarne l'individuazione delle linee di piegatura. Il
formato e la modalità di piegatura che si otterrà sono descritti più precisamente dalla tabella UNI 938.
Margine di pinzatura: selezionare la casella per riservare un margine laterale a sinistra del foglio per
la pinzatura.
Larghezza: questo parametro definisce la larghezza del margine di pinzatura.
Disposizione del foglio: selezionare l’orientamento del foglio Orizzontale o Verticale.
Scala
Scala del disegno: in iDEA si disegna in scala reale e quindi si rappresentano le reali dimensioni degli
oggetti, espresse nell'unita di misura scelta. La scala del disegno rappresenta, quindi, il fattore di
ingrandimento del foglio scelto. Il foglio scelto si dovrà ingrandire fino a poterci disegnare all'interno
la planimetria con misure reali. Per calcolarla si devono conoscere le misure reali dello stabile e
determinare, date anche le dimensioni del foglio scelto, di quante volte il foglio deve essere
ingrandito.
434 Topografici di posa
Fogli per topografici di posa
Esempio. Si deve rappresentare uno stabile che si sviluppa in circa 30x20 m e si sceglie un foglio
A3 (420x297 mm) e l'unità di misura Centimetri. Impostando la scala del disegno a 100 (scala di
ingrandimento del foglio) si ottiene un'area di disegno sufficiente (42x29,7 m). La scala simboli
viene calcolata dal software a 10 e la scala di plottaggio da utilizzare in fase di stampa 1:10.
Scala simboli: è il fattore di ingrandimento dei simboli e viene calcolata dal software secondo la scala
del disegno e l’unità di misura. Può comunque essere modificato dal disegnatore.
Unità di misura
Selezionare l’unità di misura da utilizzare nel disegno.
Nota. Il disegno planimetrico in generale deve essere fatto in dimensioni reali espresse nell'unità di
misura scelta. La definizione del foglio imposta, quindi, dei parametri utilizzati da iDEA ai fini della
valutazione delle aree e delle lunghezze. Assegnando ad esempio scala 100 e unità di misura in
centimetri, avremo un adeguamento dell'altezza delle quote ed ogni unità di disegno esprimerà un
centimetro. Percui la configurazione delle variabili influenzerà il rilievo dello sviluppo dei percorsi,
la quotatura automatica ed il calcolo illuminotecnico.
Scala di plottaggio
Come già citato, in iDEA si disegna lo schema planimetrico a grandezza reale; il riporto entro un
foglio di dimensioni standard e nella scala corretta avviene all'atto del plottaggio del disegno. Infatti,
in tale situazione si indicherà come scala di plottaggio quanto riportato in questo riquadro, calcolato
a partire dalla scala del disegno e dall’unità di misura.
Colori
È possibile modificare il colore delle linea di squadratura e del bordo agendo sulle liste a comparsa.
Nota sulle dimensioni dei fogli
Ogni foglio topografico deve rispettare delle dimensioni tali che possa essere stampato nella sua
scala corretta. Tutti i dispositivi di stampa, da parte loro, permettono di riprodurre i disegni in formati
ben precisi e solitamente diversi dalle dimensioni standard dei fogli. Se si stampa una squadratura
in formato A3 reale, 420 mm di larghezza per 297 mm di altezza, non potrà essere riprodotta
fedelmente in scala 1:1 su di un foglio A3. I dispositivi di stampa qualsiasi essi siano, non sono in
grado di stampare l'intera zona di un foglio A3. Per questo motivo esiste la possibilità di
personalizzare le dimensioni dei fogli planimetrici che si vuole utilizzare.
È perciò possibile sostituire un foglio già inserito in un disegno, dopo aver cancellato quello
esistente; a tal fine basta selezionare e cancellare le linee del bordo.
Per conformità a questa norma, iDEA prevede due tipi di cartigli per le planimetrie cart_pl.dwg e
cart_pl1.dwg; entrambi i cartigli rispondono alla normativa e possono essere inseriti per mezzo del
comando di creazione dei fogli.
Topografici di posa 435
Impostazione di un impianto
Menu: Disegna>Fogli.
2. Selezionare uno fra i due cartigli riportati nella scheda Planimetrico della finestra di dialogo
Creazione fogli.
3. Selezionare l'angolo in basso a destra della squadratura in cui inserire il cartiglio.
4. Confermare mediante il cursore la rotazione del cartiglio inserito.
5. Inserire i descrittivi di progetto riportandoli nelle apposite caselle di testo visualizzate nella
finestra di dialogo Editazione attributi.
6. Premere il pulsante OK per procedere con l'inserimento del cartiglio.
Cartigli predefiniti
I due blocchi dei cartigli per planimetrie possono essere variati in Parametri topografico, scheda
Cartiglio (vedi “Cartigli per topografico” a pagina 755).
Impostazione di un impianto
Anche nella realizzazione di schemi topografici la commessa raccoglie oltre ai file di disegno .dwg
tutti i file di supporto generati nelle diverse fasi di sviluppo. Per iniziare si procederà pertanto con la
creazione di una nuova commessa e di un disegno sul quale realizzare il progetto. Di seguito è
indispensabile definire l'ambiente di lavoro su cui effettuare la tracciatura dello schema topografico.
Attenzione. Cosa molto importante è partire sempre ad eseguire un progetto su un foglio di iDEA
e non su altri fogli importati, affinché vengano impostati tutti i parametri necessari.
Per la scelta e l'inserimento del foglio in iDEA si deve attivare la finestra di dialogo Creazione fogli
dove i fogli topografici sono nella scheda Planimetrico.
Oltre ai fogli di formato A0, A1, A2, A3, A4, disponibili, possono essere creati altri fogli con
caratteristiche personalizzate. Per ogni tipo di foglio è riportato in lista la descrizione, la scala, l’unità
di misura e la dimensione reale dell’area disponibile per il disegno. Dunque, con la scelta del foglio,
oltre la tracciatura della squadratura vengono impostati tutti i parametri di lavoro.
Importante. Si rammenta che con iDEA si disegna in scala reale e quindi si rappresentano le reali
dimensioni degli oggetti, espresse nell'unita di misura scelta.
La scala del disegno rappresenta il fattore di ingrandimento del foglio scelto. Le dimensioni reali del
foglio scelto dovranno permettere di disegnare all'interno la planimetria con misure reali. Quindi si
devono conoscere le misure reali dello stabile e il formato del foglio da stampare, per decidere le
dimensioni del foglio da utilizzare.
Esempio.
Si deve rappresentare uno stabile che si sviluppa in circa 30x20 m e si sceglie un foglio A3 (420x297
mm) e l'unità di misura Centimetri. Con una scala del disegno a 100 (scala di ingrandimento del
foglio) si ottiene un'area di disegno sufficiente (42x29,7 m). La scala simboli viene calcolata dal
software a 10 e la scala di plottaggio da utilizzare in fase di stampa 1:10.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Nella finestra Creazione fogli, selezionare la scheda Planimetrico e tra i formati di foglio
proposti, selezionare per esempio Foglio formato A3 420x297 UNI 936.
3. Fare doppio clic oppure premere il pulsante OK. Viene inserito il foglio con la squadratura e
impostati tutti i parametri di lavoro.
Nota. Per ulteriori informazioni vedi “Fogli per topografici di posa” a pagina 431.
Nella finestra Fogli sono disponibili, oltre ai fogli, due tipi di cartigli da inserire a corredo dei fogli
topografici. I blocchi si possono impostare in Parametri topografico (vedi “Cartigli per topografico”
a pagina 755). La dimensione in larghezza di entrambe è la dimensione minore di un foglio A4 ma
dopo l'inserimento possono essere scalati secondo il foglio utilizzato.
Nota. È possibile creare innumerevoli cartigli personalizzati: il modo più semplice è esplodere uno
dei cartigli predefiniti e salvarlo modificato nel catalogo utente (vedi “Cataloghi utente” a
pagina 200).
lunghezza digitare il comando DIST e selezionare i due unti di riferimento. Se esce una misura che
non concorda, il blocco della planimetria inserito deve essere scalato con il comando SCALA,
affinché le misure poi risultino reali.
Se si necessita di disegnare la planimetria iDEA dispone di tutte le funzioni necessarie quali muri,
porte, finestre, pilastri, colonne, nicchie. paraste, camini e quant'altro per la rappresentazione dei
locali. Vedi “Disegno architettonico” a pagina 43.
Altra cosa importante è poter quotare il disegno. iDEA permette di quotare in modo veloce e pratico
la planimetria tramite alcune funzioni di quotatura automatica. Una fra queste funzioni di quotatura,
ad esempio, permette di quotare le murature indicando la posizione della quota ed una linea che
sezionando la planimetria rileva i punti d'intersezione. Tali punti saranno i riferimenti della quota che
si andrà a tracciare. vedi “Quotatura dei disegni” a pagina 58.
Gestione locali
Un locale è inteso come un’area (regione) chiusa, delimitata da una polilinea avente degli attributi
propri quali una posizione (indice di riferimento), un nome e una descrizione.
Tramite i comandi di Gestione locali è possibile assegnare il locale a tutti i simboli di impiantistica
dello schema. Nei simboli interni ad un locale l’attributo Ubicazione (UBICC) viene compilato con
il nome del locale; in tal modo l’ubicazione del simbolo diviene il nome del locale in cui sono inseriti.
Da Gestione locali si avvia la funzione di calcolo illuminotecnico Phos Pro per la disposizione, nel
locale selezionato, dei corpi illuminanti: vedi “Calcolo illuminotecnico PhosPro” a pagina 447.
Gestione locali ha validità a livello di schema e quindi, nei casi in cui il progetto si sviluppi su diversi
disegni collegati con lo stesso nome di schema, l’elenco locali è globale.
L’assegnazione dei locali permette la tracciatura della legenda dei simboli suddivisa per ubicazione
(vedi “Legenda simboli” a pagina 220). Sulla definizione del locale si basa anche il controllo della
dotazione minima d’impianto secondo la norma CEI (vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo
CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461).
438 Topografici di posa
Gestione locali
Dalla finestra di gestione locali è inoltre possibile accedere alle funzionalità di marcatura locale e di
disegno tabella locali.
Come avviare Gestione locali
• Selezionare Locali.
Menu: Impianti.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: GLOCALI.
Di seguito sono proposte tutte le funzionalità presenti nella finestra Gestione locali.
Definizione di un locale
Per definire un nuovo locale selezionare Nuovo, nella barra degli strumenti di Gestione locali. Nella
finestra dia dialogo Edita locali, indicare una sigla per la posizione e almeno il nome del locale e
premere OK. Alla riga di comando, iDEA richiede di selezionare i punti del perimetro del locale: fare
clic sul disegno per tracciare una linea di contorno che definisce il perimetro del locale. La linea
dovrebbe ad esempio rimarcare il perimetro interno dei muri di una stanza. Premere il tasto destro
del mouse per chiudere automaticamente il percorso.
Nota. La polilinea viene tracciata sul layer specificato in Opzioni, di default Locali. È possibile
rendere invisibile il perimetro e i marcatori dei locali rendendo invisibile il layer di appartenenza,
tramite il comando LAYER.
Nota. Il corretto utilizzo dei locali non prevede l’intersezione degli stessi. L’introduzione di
intersezioni di locali porta ad una assegnazione dell’ubicazione dei simboli non determinabile a
priori. Nella rappresentazione seguente, il corretto utilizzo dei locali è l’esempio a sinistra, mentre
l’esempio a destra è relativo ad una tracciatura sbagliata.
Topografici di posa 439
Gestione locali
Nota. Il dato Tipo (CEI 64-8), serve per qualificare il locale (ingresso, angolo cottura, lavanderia,...),
condizione necessaria per eseguire il controllo delle dotazioni minime d'impianto secondo la norma
CEI 64-8; vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461.
Per definire un nuovo locale è possibile anche selezionare un locale già definito e scegliere Duplica.
Modifica locale
Il comando Modifica, disponibile nella barra degli strumenti, permette di modificare i dati del locale
tramite la finestra Edita locali. Il perimetro del locale può essere modificato agevolmente tramite i
grip o il comando cad EDITP.
Elimina locale
Per eliminare un locale definito selezionarlo nella lista di Gestione locali e scegliere Elimina, dalla
barra degli strumenti. L’operazione elimina dal disegno la linea che rappresenta il perimetro del
locale, mentre non viene svuotato l’attributo Ubicazione dei simboli presenti all’interno del locale
ne il marcatore del locale.
Nota. Se è attiva l’opzione, l’attributo ubicazione nei i simboli non contenuti in un locale viene
svuotato durante l’aggiornamento globale.
Localizzazione dei locali
Ogni locale selezionato nella griglia di Gestione locali, può essere localizzato nel disegno
semplicemente selezionando l'icona Localizza, dal menu a cursore o dalla barra degli strumenti. La
finestra viene chiusa e viene visualizzato uno zoom del disegno nella zona del locale il cui perimetro
viene segnalato con una freccia.
Inserimento dei marcatori
Dopo la definizione dei locali, avviando questo comando viene proposto l'inserimento nel disegno
dei marcatori relativi ai locali selezionati. La procedura inserisce un blocco con tre attributi:
POSIZIONE con l’indice identificativo del locale, LOCALE con il nome del locale (ubicazione),
DESCRIZIONE con la descrizione del locale.
Aggiorna globale dello schema
Dopo la definizione dei locali, avviare il comando Aggiorna per assegnare il locale a tutti i simboli
di impiantistica dello schema. Nei simboli interni ad un locale l’attributo Ubicazione (UBICC) viene
compilato con il nome del locale.
Da Opzioni è possibile scegliere se, per tutti i blocchi esterni ad un qualsiasi locale, venga svuotato
l’attributo Ubicazione o meno.
Aggiorna i locali selezionati
Questo comando avvia l’aggiornamento dei simboli interni ai locali selezionati in Gestione locali.
Per selezionare più locali fare clic tenendo premuto il tasto CTRL o SHIFT.
Aggiorna i simboli selezionati
Questo comando avvia l’aggiornamento dei simboli selezionati nel disegno. Dopo aver avviato il
comando dal menu contestuale (si apre premendo il tasto destro del mouse quando è sulla lista), la
finestra Gestione locali viene chiusa per permettere la selezione dei simboli da aggiornare.
Inserisci corpi illuminanti
Questo comando avvia il programma Phos Pro per il calcolo illuminotecnico e l’inserimento dei
corpi illuminanti nel locale selezionato. Per la procedura del calcolo vedi “Calcolo illuminotecnico
PhosPro” a pagina 447.
Verifica dei locali secondo CEI 64-8
Vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461.
Seleziona da disegno
La funzione Selezione da disegno, permette di puntare ad un locale dell'elenco selezionando la
relativa linea nel disegno.
440 Topografici di posa
Inserimento dei simboli
Selezionando l'icona Seleziona da disegno, nella barra degli strumenti di Gestione locali, la finestra
viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore la linea perimetrale del locale desiderato.
Quando la finestra Gestione locali viene visualizzata, in elenco è selezionato tale locale.
Associa un nuovo locale ad una polilinea
Per definire locali con parti di perimetro curve, usare il comando Polilinea del CAD (comando
PLINEA) in modo da poter disegnare tratti curvi e tratti rettilinei. Quindi definire il locale utilizzando
il comando Associa un nuovo locale ad una polilinea. Questo comando richiede i dati del locale e di
seguito richiede di selezionare la polilinea disegnata.
Opzioni
Selezionando Opzioni nella barra degli strumenti si attiva la finestra di dialogo Opzioni dove è
possibile impostare alcune preferenze che riguardano la gestione dei locali. A livello grafico è
possibile indicare il nome e il colore del layer in cui viene tracciata la polilinea perimetrale del locale.
Un’altra casella di spunta controlla la seguente opzione: durante l’aggiornamento globale svuota
l’attributo ubicazione per tutti i simboli non contenuti in un locale.
iDEA dispone di numerose librerie di simboli di impiantistica accessibili in Libreria simboli. Dalla
finestra Libreria simboli è possibile prelevare i simboli con un clic del mouse.
Oltre che dalle librerie di impiantistica standard è possibile prelevare i simboli dai cataloghi utente,
dove si possono prelevare simboli, gruppi di simboli o anche parti di impianto, salvati in precedenza.
Ultimata l'operazione di inserimento di un simbolo si può procedere inserendo altri simboli dalle
librerie oppure se si intende utilizzare lo stesso simbolo, sarà sufficiente premere INVIO; così
facendo verrà ripetuta tutta l'operazione di inserimento effettuata in precedenza, compresa la
preassegnazione del codice di magazzino o listino precedente (sempre se il tipo di simbolo è lo
stesso).
L'inserimento dei simboli dello schema riguarderà i vari impianti, illuminazione, forza motrice,
sicurezza, etc. nei loro layer di appartenenza.
Topografici di posa 441
Inserimento dei simboli
All’inserimento di un simbolo viene visualizzata la finestra di dialogo Inserimento simboli dove sono
disponibili le seguenti opzioni.
Punto medio: è possibile utilizzare il punto medio di un segmento come punto di inserimento del
blocco. In tal caso vengono richiesti due punti sul disegno e il simbolo viene posizionato nella
mezzeria del segmento così formato.
Distanza da parete : attiva e disattiva il posizionamento automatico e permette di specificare la
distanza di inserimento dal muro, il layer e la rotazione.
Filtro layer rilevati: è possibile indicare su quali layer rilevare le linee di riferimento per il
posizionamento automatico. Questo filtro è utile, ad esempio, su un disegno in cui ci sono altre linee
vicino al muro: per ‘seguire’ il muro è opportuno filtrare il layer del muro. Premere il pulsante ‘...’
per selezionare i layer da rilevare.
Rotazione automatica : se è selezionata, il simbolo viene ruotato automaticamente secondo la
direzione del muro. Altrimenti, la rotazione deve essere indicata dopo il punto di inserimento.
Mantieni rotazione attributi: se è selezionata, la rotazione del simbolo non comprende anche gli
attributi che mantengono la rotazione originale.
Elevazione: indica l’elevazione a cui viene inserito il simbolo. Se è indicata nel setup simbolo (vedi
“Setup dei simboli” a pagina 203) viene ripreso tale valore; se nel setup è 0 viene mantenuta l’ultima
misura usata. Nel setup del simbolo è possibile anche assegnare un’altezza di posa tra quelle definite
nei Parametri topografico del disegno. In tal modo non è necessario attribuire un valore assoluto di
elevazione ma l’assegnazione dipende dalla configurazione assegnata al disegno. La barra verticale
nella finestra di dialogo permettere di variare velocemente l’altezza di posa tra le elevazioni
predefinite. L’impostazione di mantenere una distanza prefissata dalla parete è attivata nel caso di
elevazione impostata Alta, Media o Bassa, disattivata se l’elevazione è Pavimento o Soffitto.
Nella casella a destra è possibile selezionare il piano di lavoro, nel caso si disegni in 3D su un edificio
a più piani. Selezionare un offset dall'elenco degli offset predeterminati (vedi “Livelli altimetrici dei
piani di lavoro” a pagina 437). Al valore di elevazione riferito al piano (offset) scelto, il software
somma il valore della casella Elevazione per calcolare il valore di elevazione finale.
442 Topografici di posa
Inserimento dei simboli
2. Nella struttura ad albero a sinistra selezionare la cartella 6 Impiantistica e quindi una delle
pagine sottostanti.
3. Nel riquadro diapositive fare clic su uno fra i simboli visualizzati.
4. Selezionare il punto nel disegno in cui si desidera inserire il simbolo selezionato, quindi indicare
un angolo di rotazione, oppure, utilizzare il mouse per ruotare il simbolo e confermare con il tasto
sinistro dello stesso.
In particolare:
Sigla dispositivo: può contenere la sigla per l'identificazione del componente.
Dati tecnici: può contenere dei dati di targa (tensione, corrente, potenza,...) o una specifica tenica, del
componente.
Ubicazione: l'attributo contiene l'ubicazione del materiale (inteso come locale), informazione utile,
per esempio, nel computo metrico.
Funzione: può contenere la funzione del materiale.
Codice alternativo: può contenere un codice alternativo al codice principale, oppure un codice di
lavorazione che, nella distinta materiali, potrebbe essere utilizzato come filtro per ottenere una
distinta alternativa.
Codice principale: l'attributo contiene il codice, di magazzino o listino, per l'estrazione della distinta
materiali e/o computo metrico. Di norma va selezionato direttamente da un listino accedendo a
Gestione listini tramite il menu che si apre premendo il pulsante con i puntini.
Se questa opzione è attiva gli attributi classificati per essere posti sempre in orizzontale vengono
“allineati” (sempre inteso come rotazione) al simbolo stesso.
Si considerino i seguenti esempi.
Con opzione non attiva sono state inserite X2 e X5, con opzione attiva X3 e X6.
Nell’immagine sotto, Q1 e Q4 sono inseriti con lo stesso orientamento con cui sono salvati in libreria,
mentre Q2 e Q3 sono ruotati di 180°, e questo fa “scattare” il capovolgimento dell’attributi. Gli
attributi a cui è soggettata la regola sono sempre quelli dichiarati per la correzione della rotazione.
Nota. La lista dei layer disponibili è quella configurata in Preferenze ambiente grafico - Impianti -
Layer predefiniti (comando EGPREF, vedi “Impianti - Layer predefiniti” a pagina 768).
Particolari
Gestione sagome (dalla lista sulla barra scegliere Particolari) comprende oltre 450 simboli per la
rappresentazione di particolari di impianti, diagrammi, layout di uffici e segnalazioni. Con il metodo
del trascinamento è possibile piazzare rapidamente i simboli nei disegni.
Per quel che riguarda l'estrazione dei cavi dal file utenze, se attiva l'opzione di estrarre l'identificativo
dagli attributi, Area viene compilata con la Zona dell'utenza e Impianto con la relativa caratteristica
Impianto. Ubicazione viene sempre compilata con il Quadro dell'utenza.
Quindi, è sufficiente prelevare una voce di listino affinché iDEA proponga il posizionamento nel
disegno dei simboli ad essa collegati.
Se inoltre si considerano gli assiemi, che sono gruppi di voci di listino che identificano una
lavorazione complessa, si aumenta l’utilità perché prelevando un assieme dal listino si possono
posizionare i simboli previsti da tutte le voci assiemate.
Esempio
L'assieme DI_01 Uffici: Ufficio direzione contiene le seguenti voci di listino con simboli associati:
• Punto luce con corrugato leggero ambienti <= 16mq - (2 simboli)
• Punto presa bivalente 10-16A con corrugato leggero - (5 simboli)
• Posa di presa TV derivata con tubo corrugato leg. - (1 simboli)
• Posa di presa telefonica in tubo corrugato leggero - (2 simboli)
• Plafoniera dark 2 60° satinata da 2x36 Watt - (4 simboli)
Inserendo questo assieme nel disegno il programma propone il posizionamento dei 14 simboli
comprensivi di codifica.
I simboli inseriti dal listino, o da un preventivo come illustrato nel prossimo paragrafo, sono già
codificati e questo agevola l'estrazione automatica del computo di impianti elettrici dalla planimetria.
Come inserire una serie di simboli da Listino
1. Selezionare Listino.
Menu: Strumenti>Archivi.
2. Dalla barra degli strumenti Listino della finestra di Elenco prezzi, attivare l’opzione Inserisci
simboli, per l'inserimento automatico dei simboli associati.
Topografici di posa 447
Inserimento simboli da computo
Con lo stesso metodo è possibile inserire nel disegno i simboli assegnati alle voci che compongono
un assieme. Nel caso di inserimento di un assieme l'inserimento dei simboli viene esteso a tutte le
voci appartenenti all'assieme stesso. L’elenco dei simboli da inserire è raggruppato per codice voce
e la quantità di simboli è data dal prodotto della quantità dei simboli associati alle voci per la quantità
delle voci nella distinta dell’assieme.
La stessa regola vale anche se si inserisce nel disegno una voce di elenco prezzi la cui analisi costi
comprende altre voci con simboli associati.
Nota. Per l'associazione dei simboli grafici ed ulteriori informazioni vedere “Gestione listini” nella
guida in linea “Commesse e archivi”.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
Per ulteriori informazioni vedi “Inserimento simboli da computo preliminare” a pagina 712.
La scelta e la collocazione delle sorgenti luminose e dei relativi apparecchi illuminanti sono
strettamente legate alla struttura architettonica dei locali da illuminare, con il colore e le proprietà
riflettenti delle pareti e dei pavimenti.
Il metodo del fattore di utilizzazione o del flusso totale, utilizzato in questa procedura, è basato sulla
conoscenza di una serie di fattori forniti dall'esperienza ed è di comodo impiego quando si conoscono
almeno approssimativamente i fattori di riflessione delle pareti e del soffitto. Si chiama fattore di
utilizzazione U il rapporto tra il flusso luminoso u effettivamente ricevuto ed utilizzato sul piano
di lavoro e quello totale e emesso dalle lampade nude:
Il fattore di utilizzazione è una grandezza adimensionale che indica in quale percentuale il flusso
emesso dalla sorgente venga effettivamente utilizzato (una parte va infatti perduta (e - u) in
quanto assorbita dalle pareti del locale e dall'apparecchio stesso). Questo fattore viene ricavato
sperimentalmente ed è funzione del tipo di corpo illuminante, del fattore di riflessione di pavimento,
soffitto e pareti, della struttura geometrica del locale e della distanza della sorgente luminosa sia dal
soffitto (hs) che dal piano di illuminazione (h) posto convenzionalmente a 0,8 m dal pavimento e
chiamato anche piano utile.
Le grandezze geometriche che, a parità di altre condizioni influiscono sul fattore di utilizzazione
possono essere utilmente caratterizzate da un numero puro chiamato indice del locale K. Per
l'illuminazione diretta, semi-diretta e mista l'indice del locale dipende dalle dimensioni dell'ambiente
(larghezza a, lunghezza b) e dall'altezza di sospensione h degli apparecchi illuminanti rispetto al
piano di lavoro. Esso è espresso dalla formula:
L'indice del locale K è inferiore a 1 per i locali alti e stretti, maggiore di 1 per quelli ampi e bassi. Il
fattore di utilizzazione U varia assai poco per valori di K maggiori di 5, per cui si potrà adottare per
K il valore di 5, senza commettere errori apprezzabili, anche quando dalla formula si ottiene un
valore maggiore.
Il calcolo del flusso luminoso
La formula risolutiva per il calcolo di un impianto di illuminazione col metodo del flusso totale è la
seguente:
essendo:
n il numero delle lampade;
il flusso iniziale di ciascuna lampada nuda in lm;
il flusso globale emesso dalle lampade nude, supposte tutte uguali, in lm;
E l'illuminamento medio sul piano di lavoro in lx;
A la superficie del piano utile in m2;
U il fattore di utilizzazione;
M il fattore di conservazione (manutenzione).
Topografici di posa 449
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione
Menu: Impianti.
2. In Gestione locali selezionare il locale in cui disporre i corpi illuminanti, quindi selezionare
l’icona Inserisci corpi illuminati.
Menu: Impianti.
2. Alla riga di comando, iDEA richiede di selezionare i punti del perimetro del locale: fare clic sul
disegno per tracciare una linea di contorno che definisce il perimetro del locale. La linea dovrebbe
ad esempio rimarcare il perimetro interno dei muri di una stanza. Premere il tasto destro del mouse
per chiudere automaticamente il percorso.
fare clic su tre punti della linea di perimetro del locale come in figura:
450 Topografici di posa
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione
1. Nella scheda Locale identificare il livello di illuminamento di esercizio previsto per i vari tipi
di locale e attività secondo Norme UNI EN 12464-1 per gli ambienti di lavoro o UNI/TS 11826:2021
per l’illuminazione di interni residenziali domestici.
2. Nella scheda Corpi illuminanti definire le caratteristiche dell’apparecchio illuminante quali tipo
di lampada, flusso luminoso, potenza, codice principale del materiale.
È sufficiente premere il bottone Archivio apparecchi e selezionare il modello di lampada da
utilizzare. L’archivio degli apparecchi illuminanti è completo delle caratteristiche fotometriche ed
estendibile con l’importazione da file dei costruttori, su standard EULUMDAT: vedi “Archivio
apparecchi illuminanti” a pagina 454.
Nota. Se nell’archivio non sono presenti i tipi di lampade desiderate, compilare manualmente i dati
Flusso luminoso e Potenza con l’ausilio di un catalogo del costruttore.
Al fine della computazione e dell’estrazione dei materiali, il codice principale può essere compilato
con una voce di listino o un codice articolo selezionando il bottone a lato della casella di testo.
3. Nella scheda Risultati, premendo il tasto Calcolo si ottiene:
Topografici di posa 451
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione
• il calcolo del numero delle apparecchiature occorrenti (in relazione al flusso emesso da ogni
sorgente luminosa) e del numero degli apparecchi illuminanti necessari, arrotondato per ragioni di
simmetria;
• il calcolo del coefficiente di utilizzazione U, che può essere variato manualmente, aggiornando
il calcolo;
• il calcolo dell'illuminamento medio;
• il calcolo del flusso totale in lm;
• il calcolo della potenza assorbita dall'impianto P in W.
Nella casella Rotaz. indicare la rotazione che deve assumere ogni singolo apparecchio illuminante.
4. I risultati ottenuti vengono visualizzati nella relazione di calcolo che può essere stampata
premendo il tasto Stampa, oppure può essere salvata nel formato RTF premendo il tasto Salva ed
inserendo il nome del file nella finestra di dialogo Salva con nome.
Inoltre, premendo il tasto destro del mouse quando il cursore è situato sopra il riquadro della
relazione appare un menu popup che permette di eseguire le funzioni seguenti:
• selezionare l'intero testo della relazione;
• copiare negli appunti il testo precedentemente selezionato;
• stampare la relazione;
• impostare la pagina di stampa della relazione attraverso la finestra di dialogo Imposta pagina.
All'interno di questa finestra di dialogo, nella scheda Margini si possono impostare i margini della
pagina stampata; nella scheda Titolo può essere modificato il titolo della relazione. Premendo il
pulsante Carattere si possono selezionare il formato del carattere utilizzato nella relazione.
5. Premere il tasto OK per accedere alla finestra per la verifica del calcolo illuminotecnico.
Diretto: misura l’illuminamento prodotto dai corpi illuminanti disposti nel progetto senza considerare
la riflessione delle pareti. Quindi verifica solo l’illuminamento diretto delle lampade sul piano di
lavoro, il pavimento, il soffitto e sulle pareti.
Semplificato : misura l’illuminamento prodotto dai corpi illuminanti disposti nel progetto
considerando anche la riflessione delle pareti fino a due iterazioni. Quindi viene verificato
l’illuminamento diretto delle lampade sommato a quello riflesso.
Accurato: è il metodo più preciso bensì più oneroso in termini di tempo. Misura l’illuminamento
prodotto dai corpi illuminanti disposti nel progetto considerando anche la riflessione delle pareti fino
a quattro iterazioni. Quindi viene verificato l’illuminamento diretto delle lampade sommato a quello
riflesso.
Il Reticolo è una griglia ideale che determina i punti in cui viene calcolato l’illuminamento. Più è
basso il passo del reticolo, più è fitta la griglia e quindi più sono i punti di calcolo e l’accuratezza del
grafico che rappresenta l’illuminamento.
Passo: in questa casella il passo del reticolo può essere impostato manualmente.
Passo reticolo automatico: questa opzione imposta un passo pari a un dodicesimo della larghezza del
locale.
Distanza minima dal bordo parete: compilando questa casella si può anche impostare una certo
margine di distanza dei punti dalle pareti.
Premere OK per avviare la verifica dell’illuminamento. Al termine della procedura, che può
impiegare un tempo variabile a seconda del metodo di calcolo scelto e della velocità di calcolo del
pc, viene aperta la finestra Risultati.
Risultati
La finestra Risultati viene aperta automaticamente dopo l’esecuzione della verifica e può essere
riaperta in seguito con il pulsante Risultati dalla barra degli strumenti.
Per le superfici orizzontali (pavimento, soffitto, piano di lavoro) e per ogni parete del locale, sono
elencati i valori calcolati di illuminamento medio, minimo, massimo e i rapporti tra minimo e medio,
minimo e massimo, medio e massimo.
Per riportare nel grafico del locale tutti i valori (possono essere più o meno numerosi in base al
metodo di calcolo scelto) relativi alla parete selezionata nella finestra Risultati fare doppio clic o
selezionare il pulsante Visualizza i valori di illuminamento.
Per visualizzare nel grafico del locale le curve ISOLUX relative alla parete selezionata nella finestra
Risultati fare doppio clic o selezionare il pulsante Visualizza curve Isolux. Le curve isolux
rappresentano l’unione dei punti del piano aventi lo stesso valore d’illuminamento.
Visualizzazione 3D del locale
Per impostare la posizione di osservazione della vista 3D del locale, compresi i corpi illuminanti e i
dati calcolati, utilizzare le barre di scorrimento della finestra di Phos Pro. È possibile ruotare la vista
rispetto l'asse X con la barra di scorrimento orizzontale e rispetto al piano XY con la barra di
scorrimento verticale.
Utilità
Selezionando il pulsante Utilità, dalla barra degli strumenti di PhosPro, sono disponibili due utili
comandi.
Ripristina vista : serve per ripristinare la vista piana dall’altro del locale dopo aver spostato la
visualizzazione in 3D tramite le barre di scorrimento.
Elimina apparecchi non coerenti: serve per eliminare gli apparecchi che sono posizionati all’esterno
dell’area del locale.
Modifica della posizione ed eliminazione dei corpi illuminanti
Per spostare un corpo illuminante, selezionarlo con un clic e scegliere il comando Sposta apparecchio
che permette di spostarlo semplicemente con il mouse.
In alternativa, per modificare la posizione di un corpo illuminante o eliminarlo, selezionarlo con un
clic e scegliere Modifica apparecchio. Viene visualizzata la finestra Posizione apparecchio nella
quale si può impostare lo spostamento relativo o assoluto e la rotazione. Da questa finestra è
possibile, inoltre, eliminare l’apparecchio.
454 Topografici di posa
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione
L’elenco degli apparecchi riporta nella griglia i principali dati tecnici delle lampade per cui è più
agevole identificare velocemente quella interessata semplicemente scorrendo l’elenco. Per una
ricerca più mirata è possibile utilizzare la casella di ricerca che permette di mostrare in griglia solo
le lampade nei cui dati tecnici è presente la stringa ricercata. Si potrà pertanto ricercare una lampada
in base al nome ma anche al codice, alle misure, alla potenza, al flusso luminoso, ecc.
Da tener presente che le lampade visualizzate nella lista, a cui avvengono applicate le ricerche, sono
quelle relative al costruttore o serie correntemente selezionato nel riquadro di sinistra della finestra.
Una ulteriore utilità permette di ordinare la lista in base a una delle colonne presenti semplicemente
cliccando sui titoli della colonna.
Come rendere disponibili altri apparecchi
I dati degli apparecchi illuminanti sono letti da file in formato EULUMDAT (estensione .ltd) forniti
direttamente dai costruttori. Ogni file EULUMDAT riporta le caratteristiche di uno specifico corpo
illuminante. Normalmente i costruttori forniscono dei file ZIP (estensione .zip) che contengono una
serie di file EULUMDAT.
Quindi, è possibile integrare l’Archivio apparecchi illuminanti di PhosPro copiando ulteriori file ZIP
(contenenti file EULUMDAT) nella cartella COMMON\DATABASE\LIGHT. Alla riapertura
dell’archivio corpi illuminanti i nuovi apparecchi verranno resi disponibili.
La stessa composizione può eventualmente essere arricchita con più scatole indipendenti applicate
a diverse elevazioni, riproducendo pertanto una “colonna” di scatole portafrutti.
A ciascun elemento della composizione può essere associato una voce di computo o,
alternativamente, un codice materiale. Nella fase di inserimento in disegno i codici assegnati
vengono riportati automaticamente nei simboli in disegno per permettere la successiva estrazione del
preventivo, da elaborare in un secondo momento con il software Sigma (modulo opzionale).
In particolare, il progettista ha la possibilità di stabilire in che modo organizzare la codifica dei
materiali in base a come intende effettuare la preventivazione; la gestione delle composizioni mette
a disposizione le seguenti modalità.
• Associazione di una voce di computo alla scatola: questa modalità permette una rapida estrazione
di un preventivo di impianto, in quanto ad ogni scatola memorizza il codice del punto luce del listino
di interesse che si desidera computare.
• Associazione di codici materiali ai singoli simboli: questa modalità consente l’estrazione esatta dei
codici materiali di costruttori specifici. La procedura prevede che a ogni frutto all’interno della
scatola venga associato il corrispondente codice articolo della relativa casa costruttrice. Con analogo
procedimento il simbolo della scatola verrà associato ai materiali accessori di scatola portafrutti,
telaio e placca.
Il rettangolo che rappresenta la scatola portafrutti può essere connesso a condotti portacavi come
qualsiasi simbolo di impiantistica e può essere associato a uno o più utenze di distribuzione mediante
il comando RETI per permettere l’infilaggio dei cavi e il successivo controllo dello stipamento.
L’inserimento delle composizioni non altera le procedure di associazione dei simboli alle linee di
distribuzione. Quando un’utenza viene associata ad un simbolo, ad esempio una presa, che è stata
inserita dalla libreria composizioni, la sigla dell’utenza associata viene riportata sia sul simbolo che
sul simbolo della scatola.
Le modifiche ad una composizione nell’archivio dedicato vengono tutte automaticamente salvate.
Come avviare la Libreria composizioni
• Scegliere Libreria composizioni.
Menu: Disegna>Simboli.
preferenze impostate. L’inserimento avviene in modalità ripetitiva e può essere interrotto in qualsiasi
momento tramite il pulsante ESC della tastiera o il tasto destro del mouse.
Sono disponibili due modalità di disegno della composizione. La modalità di disegno può essere
impostata nella finestra Opzioni che si apre dal menu Utilità della libreria composizioni.
Rinomina
Il comando permette di editare il nome della cartella. Il nome non può essere lasciato vuoto.
Duplica
Effettua la duplicazione di una composizione. Tutte le proprietà vengono copiate e la nuova
composizione così creata viene assegnata alla stessa cartella della composizione originale.
Elimina cartella/composizione
Con questo comando è possibile eliminare una composizione o una cartella. Tutto il contenuto della
cartella viene rimosso. Se la cartella contiene una o più composizioni un secondo avvertimento
notifica e richiede la conferma prima dell’esecuzione del comando.
Aggiorna
Ricarica la finestra con i dati di archivio. Il comando è necessario nel caso di condivisione di archivi
in rete con altri utenti per aggiornare l’interfaccia grafica a fronte di modiche effettuate da altri utenti.
Opzioni
Dal menu che si apre con il bottone Utilità, selezionando Opzioni è possibile avviare la finestra di
dialogo relativa alle opzioni della libreria.
Modalità di disegno
Sono disponibili due modalità di disegno della composizione. La modalità di disegno può essere
impostata nella finestra Opzioni che si apre dal menu Utilità della libreria composizioni.
• Scala simboli uniforme: è la modalità di disegno usata nelle precedenti versioni; i simboli
vengono disegnati secondo la scala simboli del disegno, il fattore scala impostato per il simbolo in
libreria simboli e l’ulteriore coefficiente specificato nella casella Correzione scala simboli. Il
rettangolo che rappresenta la scatola viene disegnato con delle dimensioni congrue per contenere
tutti i simboli della composizione.
• Moduli in cella prefissata: questa nuova modalità richiede di specificare le dimensioni della cella
che rappresenta un modulo della scatola (frutto di una scatola portafrutti) nelle caselle Larghezza
cella e Altezza cella. I simboli vengono quindi ridimensionati per essere centrati nelle celle indicate.
Ogni simbolo occupa un numero di celle pari al valore del parametro "Moduli occupati in libreria
composizioni" compilato nel setup simbolo in libreria simboli (tipicamente 1 modulo per una presa
bipasso, 2 per una presa schuko, ad esempio).
460 Topografici di posa
Composizioni di elementi scatolati
Riporta elevazione
Il riporto dell’elevazione segue le medesime regole dei simboli impianti (vedi “Inserimento dei
simboli” a pagina 440) e può essere regolata attraverso questa opzione. Se l’opzione è impostata su
“Secondo indicazione scatola” l’impostazione viene regolata dalla casella di spunta impostabile per
ciascuna scatola. In tal modo è possibile riportare ad esempio l’indicazione solo per elevazioni non
predefinite.
Condizione necessaria per il controllo delle dotazioni minime d'impianto è definire e disegnare i vari
locali tipici e qualificarli tramite il dato Tipo (CEI 64-8) che identifica il tipo di locale previsto dalla
norma (ingresso, angolo cottura, lavanderia, ...). Questo deve essere fatto dall'interfaccia Gestione
locali (comando GLOCALI o dal pannello contestuale). Quindi, la simbologia può essere inserita
normalmente da Libreria simboli precedentemente o anche successivamente la verifica.
In Archivio assiemi, sono riportati i listini correntemente utilizzati nei programmi Electro Graphics
e per ognuno di essi gli assiemi definiti, quelli generici e anche quelli specifici per le dotazioni
minime da utilizzare per gli impianti residenziali.
Nel pannello di sinistra della finestra Archivio assiemi, l’opzione Ricerca assiemi CEI 64-8 fa in modo
che siano mostrati solo gli assiemi appositamente preparati per comporre le dotazioni minime a
norma. Un ulteriore filtro permette di visualizzare solo gli assiemi previsti in un preciso livello di
dotazioni e un preciso locale o per l’unità abitativa.
Nota. Gli assiemi disponibili per tutti i livelli (1, 2 e 3) sono visibili impostando Tutti i livelli;
selezionando un preciso livello si visualizzano solo gli assiemi specifici per tale livello.
L’opzione Area locale/unità serve per mostrare le dotazioni adatte a locali o unità abitative di una
determinata area (valore in m2 da digitare nella casella di testo).
Sfruttando la funzione per cui ad ogni voce di listino è possibile associare una serie di simboli, risulta
utile costituire degli assiemi perché avranno associati tutti i simboli dei materiali “necessari” ad una
dotazione per locale o unità abitativa.
Topografici di posa 463
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.
Scelta una voce di assieme che definisce la dotazione di un locale o servizio, saranno proposti in
sequenza tutti i simboli necessari, ognuno con le adeguate identificazioni, utili ad ottenere poi il
corrispondente Computo metrico. Basterà solo posizionarli uno ad uno nella planimetria.
Nota. Tutti i riferimenti riguardanti la gestione dei listini, l’associazione di simboli ad una voce di
listino e l’inserimento dei simboli delle voci di listino si possono trovare nella Guida di riferimento
“Commesse e archivi”, capitolo “Archivi computo” e “Inserimento simboli da Listino” a pagina 446.
Inserimento dei simboli previsti in un assieme/dotazione
Per inserire i simboli previsti per un locale, in Gestione locali selezionare il locale e quindi il pulsante
Listino dotazioni secondo CEI 64-8. Nella finestra Archivio assiemi controllare i parametri di ricerca
e trovare l’assieme interessato. Fare doppio clic sulla riga dell’assieme o premere il bottone OK in
basso a destra e indicare il punto d'inserimento e la rotazione per il primo simbolo presentato. Inserire
gli altri simboli presentati in sequenza, fino all'inserimento di tutti i simboli “necessari” per la voce
scelta.
Vedremo in seguito come creare un nuovo assieme per dotazione minima (vedi “Composizione di un
nuovo assieme” a pagina 465); per ora consideriamo di aver già inserito la simbologia.
In avvio, esegue l’analisi dei locali presenti nella planimetria e compila una lista con i simboli
riscontrati nei locali stessi. Nella finestra di verifica viene compilata una lista, suddivisa locale per
464 Topografici di posa
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.
locale, dove vengono messi in evidenza il numero di elementi richiesti e il numero di elementi
presenti nel disegno. Il numero di elementi richiesti sarà, ovviamente, dipendente dal livello di
dotazione impostato, dal tipo di locale e dalla dimensione del locale stesso (rilevata dal disegno). Se
il numero di elementi inseriti nel locale è inferiore alla dotazione richiesta dal livello appare un’icona
di avviso.
Selezionando un qualsiasi elemento della lista viene localizzato nel disegno il locale corrispondente
e la libreria simboli nel pannello Proprietà (si apre agganciato ad un lato della finestra principale del
CAD), viene filtrata coerentemente con la tipologia di simbolo dell’elemento selezionato. In questo
modo, mantenendo aperta le finestra di verifica, è veloce aggiungere nel disegno eventuali elementi
mancanti: basta selezionare il simbolo più opportuno nella libreria e posizionarlo nella planimetria.
Il bottone di aggiornamento consente di riallineare i dati della finestra di verifica alla situazione del
disegno a seguito delle modifiche. In lista possono apparire anche messaggi di avviso (che non sono
errori) laddove siano rilevati dei simboli di tipo Lampada o Presa comandata privi di interruttore.
Selezionando tali avvisi viene localizzato nel disegno il simbolo lampada e la libreria viene filtrata
sul tipo simbolo Interruttore per permetterne l’inserimento.
Le impostazioni di riferimento per la verifica si possono impostare nella pagina Dotazioni minime
secondo CEI 64-8, presente nella finestra Parametri di configurazione - Parametri topografico, a cui
si accede dalla finestra di Verifica delle dotazioni minime o anche dalle preferenze del programma
(comando EGPREF, vedi “Dotazioni minime secondo CEI 64-8” a pagina 755).
In tale luogo è possibile impostare la norma di riferimento, il livello di dotazione per l’impianto, il
numero di unità abitative presenti nel disegno e la dimensione media delle unità stesse. Se non si
specificano tali parametri, per default il progetto sarà verificato a livello 1 e sarà considerato come
unica unità abitativa di area calcolata come somma delle aree dei singoli locali.
La finestra di verifica delle dotazioni minime consente di modificare il livello di analisi del progetto,
dando così la possibilità di verificare al volo la compatibilità dell’impianto ai tre livelli di dotazione.
Ulteriori verifiche vengono eseguite a livello di unità abitativa, quindi non più a livello di singolo
locale ma a livello di disegno planimetrico. Anche in questo caso, a seconda del livello impostato e
delle dimensioni dell’unità abitativa, viene verificata la presenza di alcune dotazioni (citofono,
allarme, domotica, ...).
Topografici di posa 465
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.
Infine, alcune verifiche vengono eseguite sulle utenze elettriche definite nel progetto e salvate nel file
UPEX collegato alla planimetria (solo se presente) al fine di verificare la presenza di un numero
minimo di circuiti terminali, di SPD, interruttori differenziali, ecc.
Parametri
Accesso rapido alla pagina di parametri topografico delle dotazioni minime.
Dotazione minima di impianto per: impostare se l’assieme è adeguato ad uno specifico livello di
prestazione (Livello 1, Livello 2, Livello 3) o per tutti (Tutti i livelli).
Dotazione minima per : selezionare Unità immobiliare se si tratta della dotazione minima da
considerare per l’intera unità immobiliare (es. assieme comprensivo di impianto citofonico, impianto
d’allarme, luci d’emergenza, ups); in alternativa selezionare il tipo di locale percui l’assieme è
destinato (es. Locale cucina).
Dimensioni del locale/unità immobiliare: è possibile indicare un’area minima (area > di ) e un’area
massima (area <= di ) tale da definire le dimensioni di locale per cui è adeguata la dotazione. Se si
tratta di una dotazione per unità immobiliare definire le dimensioni dell’intera unità immobiliare.
Secondo la norma la superficie considerata è quella calpestabile escludendo quelle esterne quali
terrazzi, portici, ecc. e le eventuali pertinenze.
466 Topografici di posa
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.
Definito il nuovo assieme occorre aggiungere nella griglia inferiore tutte le voci di listino correlate
utilizzando il pulsante Nuovo. Nella finestra che si apre scegliere un codice tramite il pulsantino della
casella Codice che accede al listino.
La finestra di dialogo per la visualizzazione e l'inserimento dei blocchi per ogni voce si attiva
selezionando la voce desiderata e l'icona riportata a lato dal menu contestuale.
20
Distribuzioni
In questo capitolo verranno descritte le funzioni per il disegno e la gestione dei condotti portacavi
nello schema topografico.
Condotti
I condotti costituiscono l'ossatura principale di un impianto elettrico; con essi si identificano tutti i
percorsi di condutture, canali, passerelle entro cui saranno collocati i cavi e linee elettriche che
alimentano le varie utenze o sottoquadri elettrici dell'impianto.
Tali percorsi saranno riportati sulla planimetria mediante delle linee indicanti lo sviluppo del
condotto dell'impianto. In seguito, ad ogni tratto di condotto possono essere associate una o più
utenze, realizzando così le linee dorsali principali, le varie derivazioni e le linee terminali.
Il comando di tracciatura dei condotti permette non soltanto la disposizione in pianta del cavidotto,
bensì uno sviluppo tridimensionale; ciò significa che la lunghezza rilevata dallo schema topografico
sarà sempre comprensiva delle relative salite e discese della conduttura.
Ogni condotto tracciato potrà essere codificato selezionando il giusto articolo dall'archivio
Portacavi, al fine di ottenere le quantità di tubo impiegato e il conteggio degli accessori (giunti,
raccordi, manicotti, supporti,...).
Come avviare il disegno dei condotti
• Scegliere il comando Disegna condotto.
Menu: Impianti>Condotti.
Opzioni di
destinazione d’uso
Elevazione
menu Opzioni
Piano di lavoro
Destinazione
La destinazione d’uso permette l’infilaggio automatico dei cavi di una rete definita tramite
l’interfaccia Reti: per questo vedi “Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso” a
pagina 575.
Il concetto di destinazione d’uso di un condotto definisce il suo modo d’uso, cioè la rete a cui è
destinato. La lista delle destinazioni è preassegnata, e si trovano tutte le tipologie di rete gestite
tramite l’interfaccia Reti: Rete elettrica, Cablaggio strutturato (rete dati), Diffusione sonora,
Antincedio, Rete telefonica, TV/SAT,...
La destinazione Multipla è una tipologia speciale ed è impiegata tipicamente per i canali con più
comparti. Tale tipologia attiva un pulsante dal quale si specifica nel dettaglio quali destinazioni
elementari assegnare.
A ciascuna destinazione è assegnabile una serie di parametri che ne agevolano la caratterizzazione
grafica: colore, layer di disegno, tipo linea. Le impostazioni grafiche associate a ciascuna
destinazione d’uso sono richiamabili dalla finestra di Preferenze ambiente grafico > Impianti >
Simboli e linee di distribuzione (comando EGPREF, vedi “Impianti - Impostazioni disegno condotti”
a pagina 769), oppure più comodamente dalla finestra di disegno condotti (bottone).
Ciascuna destinazione permette quindi di personalizzare le diverse tipologie riportate sul disegno. È
possibile anche associare per ogni destinazione un diverso tipo linea per ciascuna delle elevazioni
tipiche del disegno; in tal modo, ad esempio, si individuano in modo diverso i tubi interrati in
pavimento da quelli a parete. Se invece si desidera solamente caratterizzare sul disegno la diversa
tipologia di condotto (ad esempio tra canali e tubi), si può preassegnare un layer di appartenenza e
definire colore, spessore, tipolinea dedicati direttamente in CAD.
Nel tracciare un condotto, quando si varia la destinazione, oltre a recuperare le informazioni di
rappresentazione grafica vengono anche recuperati gli ultimi codici materiali di archivio, con relativi
accessori e identificativo usato. Diventa in questo modo agevole, ad esempio, assegnare un codice
per i canali sulla destinazione Multipla e un codice per le tubazioni sulla destinazione Rete elettrica
e commutare rapidamente tra le due impostazioni.
Identificativo
In questa casella inserire un nome per identificare il condotto che si sta tracciando. Questo nome
viene poi utilizzato per identificare il condotto nelle altre funzioni del programma. Può essere
inserito un nome con massimo 32 caratteri.
Nota. La gestione delle reti elettriche (comando RETI) considera continui i condotti uniti dallo
stesso identificativo di riferimento.
Tipologia
La lista riporta tutte le tipologie utilizzate in archivio Portacavi per raggruppare i portacavi:
Cavidotto rigido, Tubo corrugato pieghevole, Tubo rigido,...
Quando si sceglie il codice del portacavo la tipologia viene fissata di conseguenza. È anche possibile
selezionare la tipologia di portacavo e demandare al software la scelta del codice, in base alla
dimensione di canale più adeguata (vedi “Assegnazione automatica delle tratte” a pagina 479).
Per ogni tipologia di portacavo (condotto) presente in archivio portacavi, è impostata una o più pose
compatibili. Tali informazioni sono usate dal software per il controllo di compatibilità tra condotto
e utenze ad esso associate (vedi “Verifica della tipologia di posa” a pagina 510).
Per ogni tipologia di portacavo è possibile specificare anche il tipo linea e la descrizione estesa.
Se il tipolinea è compilato, quando si disegna un portacavi al cambiare della tipologia il software
imposta il tipo linea corrispondente. Il cambio di tipologia avviene quando viene modificato il codice
associato al condotto oppure modificandolo attraverso la relativa casella a discesa.
Codice
In questa casella deve essere indicato il codice del portacavo da utilizzare. Premere il pulsante con i
tre punti per aprire la finestra di dialogo di scelta del portacavo illustrata nel prossimo paragrafo (vedi
“Scelta del condotto” a pagina 472).
Nel caso si debba disegnare un condotto uguale ad uno già disegnato in precedenza, si può rilevare
il codice del precedente facendo clic sul pulsante Copia dati e selezionando nel disegno un tratto del
condotto di riferimento. Nel menu che si apre con il pulsantino a lato è possibile attivare l’opzione
Copia anche l’identificativo.
Distribuzioni 469
Condotti
Nel caso si debba disegnare un condotto uguale ad uno già disegnato in precedenza, si può rilevare
il layer del precedente facendo clic sul pulsante Copia anche layer e selezionando nel disegno un
tratto del condotto di riferimento.
Elevazione
Questa casella indica l’elevazione assoluta alla quale si sta tracciando il condotto. Modificando
questo valore, con il prossimo punto inserito, il condotto passa automaticamente all'elevazione
desiderata. Nel disegno si nota il cambio di elevazione in visualizzazione 3D.
È possibile assegnare una elevazione tra quelle definite nei Parametri topografico del disegno; in tal
modo non è necessario attribuire un valore assoluto di elevazione ma l’assegnazione dipende dalla
configurazione assegnata al disegno. La scelta dell’elevazione del condotto è agevolata dalla barra
che permettere di variare velocemente l’elevazione tra le elevazioni tipiche predefinite.
Nota. Le elevazioni predefinite sono state predisposte per le altezze di posa tipicamente utilizzate
nell’edilizia civile: pavimento (0 m), bassa (prese – 0.3m), media (interruttori – 1.2m), alta (quadri
– 2m) e soffitto (2.7m). Le elevazioni predefinite sono modificabili nei Parametri topografico, scheda
Impianti (comando EGPREF, vedi “Impianti” a pagina 756).
Nella casella a destra è possibile selezionare il piano di lavoro, nel caso si disegni in 3D su un edificio
a più piani. Selezionare un offset dall'elenco degli offset predeterminati (vedi “Livelli altimetrici dei
piani di lavoro” a pagina 437). Al valore di elevazione riferito al piano (offset) scelto, il software
somma il valore della casella Elevazione per calcolare il valore di elevazione finale
I piani di lavoro possono essere definiti nella stessa finestra delle elevazioni.
Distanza da parete
Come per l’inserimento dei simboli impianti è possibile attivare il mantenersi ad una distanza
prefissata da una parete (linee, archi e polilinee riconosciute nei pressi del cursore) e la lista di layer
su cui eseguire la scansione delle componenti architettoniche.
Tale opzione è disattivata nel caso in cui sia attiva la modalità di aggancio (OSNAP attivo).
Tracciatura di portacavi adiacenti
Per agevolare la tracciatura di cavidotti adiacenti o ad una distanza prefissata dalle pareti selezionare
la casella Considera la dimensione dei condotti assegnati. Al valore impostato nella casella Distanza
da parete, vengono sommate le dimensioni di ingombro del portacavo scelto. Come requisito
fondamentale, la scelta del codice del condotto deve essere già stata effettuata.
Indicatore
In questa casella sono indicate e si possono modificare le dimensioni del simbolo indicatore, inserito
all’inizio, alla fine e nelle giunzioni del condotto se attivate le relative opzioni.
470 Distribuzioni
Condotti
2 2
1 1
Le opzioni, selezionabili dal pulsantino posto a lato del pulsante di attivazione del riporto
dell’indicatore di variazione, permettono di scegliere tra:
• Indica altezza di arrivo;
• Indica dislivello.
I risultati sono visibili nella seguente figura d’esempio. I valori sono sempre riportati nell’unità di
misura corrente (in questo esempio centimetri).
Tracciati ad arco
Se il pulsante Arco è premuto, per ogni tratto disegnato è richiesto all’utente un ulteriore punto di
passaggio al fine di disegnare un tracciato ad arco.
Distribuzioni 471
Condotti
Se ad esempio si seleziona Giustifica in basso, l'asse disegnato diventa il riferimento base del canale
3D che si ottiene con le funzioni di rendering del canale. In questo modo è più facile posizionare la
base del canale ad un'altezza prefissata.
Giustifica in alto
Giustifica al centro
Giustifica in basso
A seconda delle scelte vengono elencati i condotti disponibili in archivio Portacavi; nel riquadro
inferiore vengono elencati, per ogni condotto, gli accessori allegati (giunti, raccordi, manicotti,
supporti,...) che dovranno essere selezionati con una spunta per inserirli nel condotto e conteggiarli
nell’estrazione dei materiali.
Selezionando uno degli elementi di portacavo elencati e facendo clic sul tasto destro del mouse e
scegliendo Proprietà, si apre la finestra di dialogo per l’editazione dei dati del portacavo; le
modifiche vengono salvate nell’archivio Portacavi.
Selezionare il portacavo e premere OK in basso a destra per continuare la tracciatura.
Menu: Impianti>Condotti.
2. Nella finestra Condotti premere il bottone con tre punti nella casella Codice per aprire la finestra
di dialogo per la scelta del condotto da utilizzare.
3. Nella finestra di dialogo per la scelta del condotto, utilizzare le caselle di scelta a sinistra, per
cercare un cavidotto necessario. A seconda delle scelte vengono elencati i condotti disponibili; per
ogni condotto, se presenti, vengono elencati anche gli accessori allegati (giunti, raccordi, manicotti,
supporti,...).
4. Selezionare quindi con doppio clic il portacavo desiderato.
5. Ritornando nella finestra Condotti indicare l’elevazione da cui partire con la tracciatura. Quindi
fare clic sul disegno per tracciare il condotto.
6. Quando si intende tracciare un tratto in salita indicare la nuova elevazione nella finestra
Condotti. Quindi fare clic sul primo punto alla nuova altezza e di seguito continuare il tracciato.
7. Per collegare il condotto a un simbolo ubicato nel disegno selezionare il pulsante Aggancia e
avvicinare il cursore al simbolo, fare clic e continuare.
8. Fare clic cn il tasto destro del mouse per terminare la tracciatura.
Tracciati i condotti, di seguito si potranno definire le linee di distribuzione o utenze e indicare, per
ognuna, i tratti di condotto interessati dal percorso.
Nota. Il riconoscimento della continuità tra più tratte di condotti è data dallo stesso identificativo di
riferimento.
È il caso di un condotto che parte da un quadro al Piano 1 ed arriva al quadro del Piano 2, quando i
piani sono disegnati in aree diverse. Nella planimetria del Piano 1 si procederà al disegno di una tratta
di condotto con un rinvio uscente all’estremità; nella planimetria del Piano 2 si continuerà
disegnando una tratta di condotto e quindi un rinvio entrante.
Distribuzioni 475
Condotti
Nota. È necessario disegnare almeno un tratto di condotto prima di inserire il rinvio entrante (come
per il rinvio uscente).
Il programma considera un punto unico tutti i punti di rinvio con la medesima Sigla identificativa.
Se ad esempio un condotto passa dal Piano 1 al Piano 2 e prosegue dal Piano 2 al Piano 3, occorre
usare una Sigla per identificare il rinvio dal Piano 1 al Piano 2 e una diversa per identificare il rinvio
dal Piano 2 al Piano 3.
Tratta
Tratta
Tratta
Tratta
Tratta
È importante tenere presente che questa modalità non prende in considerazione elementi di raccordo
e di giunzione dei canali portacavi. Tali pezzi vanno successivamente specificati con la funzione di
Modifica condotto (comando MODCONDOTTO), di norma quando le scelte sulle tratte sono già
vagliate.
Menu: Impianti>Condotti.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Utenze.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: CONDOTTI.
478 Distribuzioni
Gestione tratte portacavi
La finestra principale si presenta divisa in due parti. Quella superiore presenta la lista delle tratte
rilevate nel disegno corrente con tutte le informazioni del condotto:
• Identificativo
• Tipologia
• Layer
• Stipamento
• Descrizione
• Condotto
• Note
La parte inferiore presenta il dettaglio del contenuto della tratta selezionata sopra; sono elencati i cavi
contenuti nel condotto identificati con:
• Utenza
• Descrizione
• Formazione
La barra superiore presenta alcuni filtri di visualizzazione. In particolare è possibile abilitare anche
la visualizzazione delle tratte prive di identificativo. Per convenzione tali tratte sono tratte di
percorrenza cavi che non devono essere veicolate all’interno di canaline e tubi, o che non devono
essere computati nel progetto. Altre liste a discesa permettono di limitare rapidamente la
visualizzazione ad un determinato identificativo o a una sola tipologia di portacavo.
Nota. Se il portacavi è a sezione circolare, il programma verifica che il diametro interno del tubo
portacavi sia pari almeno a 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi. Se il
Distribuzioni 479
Gestione tratte portacavi
portacavi selezionato è a sezione non circolare, il programma verifica che il rapporto, tra la sezione
del portacavi e la sezione occupata dal fascio di cavi, non sia inferiore a 2.
L’icona punto esclamativo indica che nella tratta non sono stati rilevati cavi definiti nelle utenze
oppure i cavi definiti non sono presenti in archivio Cavi.
La mancanza dell’icona indica l’assenza completa di utenze all’interno della tratta.
L’analisi dello stato di stipamento di un portacavi è descritta al paragrafo “Controllo del coefficiente
di stipamento” a pagina 498.
Modifica di portacavi
La funzione Modifica avvia la modifica delle tratte selezionate. Viene visualizzata la finestra di
selezione di un condotto portacavi con i filtri consueti. La modifica avrà luogo su tutti gli elementi
rettilinei delle tratte selezionate.
La finestra di selezione di un condotto portacavi è documentata al paragrafo “Modifica dei condotti
ed associazione delle giunzioni” a pagina 481.
Si avvia partendo da una selezione della lista. Questo permette di effettuare un primo filtro sugli
elementi che si desidera mantenere inalterati.
480 Distribuzioni
Gestione tratte portacavi
Sono disponibili diversi criteri per l’assegnazione delle tratte portacavi e si possono mettere a punto
nella finestra Assegnazione tratte automatica visualizzata in avvio del comando.
Assegnazione uniforme
Per assegnare lo stesso portacavi ad una serie di tratte è necessario selezionare una delle opzioni del
riquadro Assegnazione uniforme a parità di:
• Identificativo
• Layer
• Tipologia
Verrà cercata la migliore soluzione per le tratte aventi le caratteristiche selezionate. Nel caso in cui
nessuna delle caselle sia selezionata è possibile che ad ogni tratta della lista venga assegnato un
portacavi diverso.
Le liste presenti nella finestra di dialogo consentono inoltre di limitare la scelta automatica ad una
lista di costruttori e serie specifiche; è possibile considerare solo alcuni costruttori o serie particolari
o eventualmente estendere la ricerca a tutto l’archivio di portacavi disponibile. La ricerca fa
riferimento all’archivio Portacavi che può essere consultato e manutentato tramite la finestra di
Archivi cavetteria (comando CAVETTERIA).
Consenti cambio di tipologia e/o forma
Se la tratta possiede un condotto già assegnato, tipologia e/o forma (tubo, canale, passerella)
verranno mantenute anche nella selezione automatica; a meno che queste caselle non siano
selezionate.
Selezionare tali caselle amplia il ventaglio di selezione dei condotti a tutte le tipologie e/o forme.
Tubi
Per i cavidotti a tubo è possibile specificare i seguenti parametri utilizzati per la scelta del materiale
opportuno.
Distribuzioni 481
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni
Rapporto diametro minimo: indica il rapporto minimo tra diametro cavi e diametro interno che deve
soddisfare un tubo con cavi al suo interno.
Diametro minimo: indica il diametro minimo che deve soddisfare un tubo privo di cavi al suo interno
Canali
I seguenti parametri sono utilizzati per la scelta dei cavidotti di tipo canale e passerelle.
Rapporto stipamento minimo: indica il rapporto minimo tra area cavi e area interna dei canali.
Larghezza minima: indica la larghezza dei canali delle tratte senza cavi al loro interno
Per quel che riguarda le passerelle compartate, nella selezione automatica vengono cercati e
assegnati portacavi con un numero di comparti pari almeno al numero di comparti occupati dalle
relative utenze con comparto assegnato. Se, ad esempio, prima dell’assegnazione automatica una
tratta è costituita da una passerella con 3 comparti, ma solamente 2 possiedono cavi al loro interno,
è probabile che l’assegnazione automatica attribuisca una passerella con 2 comparti. Le destinazioni
d’uso dei singoli comparti vengono mantenute.
Nota. Gli elementi di giunzione, le curve, le scatole si possono codificare nelle giunzioni. Le
giunzioni sono rappresentate da elementi circolari o sferici che vengono inseriti nei punti di inizio,
fine e di giunzione del condotto, solo nel caso siano attive le opzioni durante la tracciatura del
condotto. Nella finestra di disegno condotti occorre pertanto attivare i pulsanti Inserisci giunzione.
La scelta di questi materiali avviene tra quelli disponibili nell'archivio Portacavi attraverso la finestra
di dialogo per la scelta del portacavo.
Come avviare la modifica di un condotto
• Scegliere il comando Modifica condotto.
Menu: Impianti>Condotti.
Si può avviare Modifica condotto anche selezionando ogni segmento di condotto e ogni giunzione
da modificare e scegliendo Modifica condotto dal menu contestuale che si apre premendo il tasto
destro del mouse.
482 Distribuzioni
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni
Avviato il comando Modifica condotto, selezionare con il cursore tutti i tratti di condotto e le
giunzioni interessati alla modifica, ad esempio con una o più finestre di selezione. Premendo INVIO
(o il tasto destro del mouse) viene visualizzata la finestra di dialogo per la scelta del nuovo portacavo
da associare a tutti i tratti selezionati.
La finestra di modifica dei dati condotto propone, nel riquadro superiore, la lista di tutti gli elementi
che compongono il condotto stesso, suddivisi in Elementi rettilinei ed Elementi di giunzione,
raccordo, chiusura. Selezionando in lista uno di questi elementi è possibile andare a scegliere
l’articolo di Archivio portacavi e guide che lo definisce (vedi la guida di riferimento “Commesse e
archivi”, capitolo “Archivi cavetteria”, paragrafo “Portacavi e guide”).
Sono da impostare i dati generali del condotto:
Selezionando in lista uno degli elementi del condotto, nella parte inferiore delle finestra di dialogo
è possibile selezionare per esso un articolo di Archivio portacavi.
È necessario selezionare alcuni dati caratteristici dell’elemento di condotto editato per visualizzare
una lista degli articoli compatibili.
Altezza/Diam. esterno: altezza del condotto se a sezione rettangolare, diametro esterno se a sezione
circolare.
Base/Diam. interno: larghezza di base del condotto se a sezione rettangolare, diametro interno se a
sezione circolare.
Quindi, per assegnare un articolo è sufficiente eseguire un doppio clic sopra esso o premere il
pulsante Assegna. Per rimuovere l’articolo assegnato ad un elemento premere il pulsante Cancella.
Per ogni articolo selezionato, nella lista sottostante compaiono, se associati in archivio, i suoi
accessori. Per assegnare all’elemento di condotto gli accessori è sufficiente spuntare la casella
corrispondente.
Nota. Cambiando il codice di un condotto già disegnato, il software esegue un controllo di coerenza
sulle destinazioni d'uso dei comparti in relazione a quanto definito nei comparti predefiniti delle
Preferenze.
Scelta delle giunzioni
Anche per ricercare gli elementi di giunzione è necessario impostare le caratteristiche del condotto
a cui si collegano. Inoltre, nel riquadro Dati elemento di giunzione, selezionare le caratteristiche
specifiche della giunzione.
Giunzioni: indicare quanti punti di raccordo sono presenti nell'elemento di giunzione; ad esempio per
trovare manicotti e curve impostare 2 giunzioni, per i giunti a T impostare 3 giunzioni,...
Non complanare: selezionare questa casella se l’elemento di giunzione raccorda elementi rettilinei su
piani diversi. Ad esempio se è una giunzione che connette un condotto orizzontale con condotto
verticale.
Cambio sezione: selezionare questa casella se la giunzione collega condotti con sezioni diverse.
Orientamento scatola
Il pulsante Orientamento scatola è attivo quando si seleziona un elemento dichiarato in archivio
Portacavi come Scatola rettangolare o Scatola circolare (questi elementi sono disponibili, ad
esempio, nelle tipologie Cassetta di derivazione, Quadretto da parete). Nella finestra di dialogo che
si apre è possibile indicare l’orientamento spaziale della scatola rispetto ai piani X,Y,Z del disegno.
484 Distribuzioni
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni
Selezionare l’asse per la Base e quindi per la profondità. Al fine del corretto posizionamento vedere
anche i dati della scatola impostati in archivio Portacavi. Selezionando Non assegnato la scatola
viene orientata dal programma.
Dal menu contestuale della lista articoli, scegliendo Proprietà, si apre la finestra di dialogo per
l'editazione dei dati del portacavo; Le modifiche apportate vengono salvate nell'archivio Portacavi;
per i dettagli sui dati vedi “Archivio Portacavi” nella guida di riferimento “Commesse e archivi”.
Di seguito si vede la finestra di dialogo con i dati dell’elemento di giunzione Scatola di derivazione,
letti dall’archivio Portacavi. Si noti come viene indicata la base, l’altezza e la profondità della
scatola.
Distribuzioni 485
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni
Queste impostazioni sono utilizzate da iDEA in fase di rappresentazione in 3D del condotto (vedi
“Sviluppo 3D del condotto” a pagina 493).
Menu: Impianti>Condotti.
La nuova altezza digitata viene applicata a tutti i tratti del condotto contigui al tratto in cui si effettua
la selezione e complanari; i tratti relativi a salite o discese interessati vengono automaticamente
adattati.
Lista condotti
È possibile utilizzare la funzione Visualizza lista condotti, per aprire una finestra in cui vengono
elencati tutti i condotti tracciati nel disegno. Per ogni condotto è riportato il proprio nome
identificativo, il layer di appartenenza, la tipologia.
Visualizza lista condotti elenca tutti i segmenti di condotto e pertanto può essere utile per modificare
le assegnazioni di singoli pezzi. Per avere una visione d’insieme dello stato dei condotti di un disegno
planimetrico utilizzare la finestra Gestione tratte portacavi (comando CONDOTTI) che consente di
editare intere tratte di condotto e controllarne lo stipamento dei cavi dopo l’infilaggio dei cavi delle
utenze elaborato con gli strumenti di gestione Reti elettriche (comando RETI): vedi “Gestione tratte
portacavi” a pagina 476.
Come visualizzare la lista dei condotti
• Selezionare Visualizza lista condotti.
Menu: Impianti>Condotti.
Seleziona da disegno
La funzione Seleziona da disegno, permette di puntare ad un condotto dell'elenco selezionando la
relativa traccia nel disegno.
Selezionando l'icona Seleziona da disegno, nella barra degli strumenti della finestra Condotti, la
finestra viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore la traccia relativa al condotto
desiderato. Quando la finestra Condotti viene visualizzata, in elenco è visibile solo tale condotto; per
visualizzare l’elenco intero, chiudere e riaprire la finestra.
Modifica
La funzione Modifica, avvia la finestra di dialogo per modificare l’identificativo o associare dei
nuovi portacavi e i relativi elementi di giunzione scegliendo questi materiali tra quelli disponibili
nell'archivio Portacavi. Le modalità della modifica sono state illustrate nel paragrafo “Modifica dei
condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481. Il condotto selezionato viene evidenziato nel
disegno.
Elimina condotto
La funzione Elimina condotto, permette di eliminare dal disegno il condotto selezionato nella
finestra Condotti. All’avvio della procedura viene visualizzato un messaggio di conferma al quale si
deve rispondere Si per procedere. In tal caso iDEA, rimuove tutte le entità grafiche che costituiscono
il condotto nel disegno.
Le eventuali utenze ad esso associate non vengono rimosse dal progetto.
Evidenzia su disegno
La funzione Evidenzia sul disegno, consente di “evidenziare” nel disegno, il condotto selezionato,
così, da essere distinto fra le altre linee.
Nella lista dei condotti della finestra Condotti, selezionare il condotto desiderato, quindi selezionare
l'icona Evidenzia sul disegno, dalla barra degli strumenti.
La finestra Condotti viene chiusa e resa tratteggiata la linea da evidenziare.
Premere INVIO o il tasto destro del mouse per rientrare.
Disegna condotto
La funzione Disegna condotto, permette di avviare la tracciatura di tubi e canali: vedi “Tracciatura
del condotto” a pagina 473.
Selezionare un condotto in lista e quindi l'icona Modifica l’identificativo del condotto selezionato,
nella barra degli strumenti della finestra Condotti, la finestra viene chiusa: alla riga di comando
immettere il nuovo identificativo del condotto e premere INVIO.
Nel menu che si apre con il pulsante Strumenti, è disponibile il comando Modifica l’identificativo
mediante selezione da disegno.
Questo messaggio di avvertimento indica che è stata rilevata la presenza di una utenza o linea di
distribuzione che non è inserita in un condotto. È possibile associare una utenza ad un condotto
dall’interfaccia Rete elettrica (comando RETI). Lasciare invariato se si tratta di cavi che non passano
in un condotto.
Condotto senza linee di distribuzione
Questo messaggio informativo indica che è stata rilevata la presenza di un segmento di condotto a
cui non è associata alcuna utenza. È possibile associare una o più utenze ad un condotto da
dall’interfaccia Rete elettrica (comando RETI).
Condotto con codice articolo non assegnato
Questo messaggio informativo indica che è stata rilevata la presenza di un tratto di condotto a cui non
è associato il codice articolo. Per associare un codice condotto vedi “Modifica dei condotti ed
associazione delle giunzioni” a pagina 481.
Tratta di tubo con coeff. stipamento pari a n (>n1)
Questo messaggio di errore indica che è stata rilevata la presenza di un tratto di tubo (condotto a
sezione circolare) con coefficiente di stipamento superiore al valore di norma (vedi “Controllo del
coefficiente di stipamento” a pagina 498). È necessario ridurre lo stipamento dei cavi scegliendo un
condotto con dimensioni maggiori (vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a
pagina 481).
Tratta di canale con coeff. stipamento pari a n (>n1)
Questo messaggio di errore indica che è stata la presenza di un tratto di canale (condotto a sezione
rettangolare) con coefficiente di stipamento superiore al valore di norma (vedi “Controllo del
coefficiente di stipamento” a pagina 498). È necessario ridurre lo stipamento dei cavi scegliendo un
condotto con dimensioni maggiori (vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a
pagina 481).
Codice condotto non trovato in archivio: n
Questo messaggio di avvertimento indica che è stata rilevata la presenza di un tratto di condotto con
codice condotto non presente in archivio Condotti. È necessario inserire archivio Portacavi il
condotto con codice mancante con i dati presi da un catalogo del costruttore (vedi la guida
“Commesse e archivi” al capitolo “Archivi cavetteria”). Oppure è necessario cambiatre il codice
condotto (vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481).
Tabelle condotti
Dal menu che si apre tramite il pulsante Tabelle si può scegliere tra vari tipi di tabelle riportanti i dati
dei condotti disegnati.
• Tabella riepilogativa condotti
490 Distribuzioni
Etichetta e tabelle condotti
Chiudi
Per chiudere la finestra Condotti selezionare l’icona Chiudi.
Etichetta condotto
Il comando Etichetta condotto permette di riportare sul disegno un prospetto contenente le
informazioni relative ad un tratto di canale portacavi rettilineo. I dati riportabili sono personalizzabili
mediante profili e riguardano sia il portacavo che gli accessori assegnati.
All’avvio del comando è necessario selezionare un tratto di canale portacavi. Il punto di selezione
corrisponde con il punto di origine del callout. La successiva richiesta permette di selezionare il
punto di inserimento dell’etichetta. La tracciatura della linea di raccordo permettere di introdurre
punti intermedi inseribili col pulsante destro del mouse.
Come inserire l’etichetta in un condotto
1. Selezionare Etichetta condotto.
Menu: Impianti>Condotti.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: ECONDOTTO.
2. Selezionare un punto lungo il condotto e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
l’etichetta.
3. Inserire altre etichette o premere ESC per terminare.
Per personalizzare il profilo di disegno dell’etichetta accedere alla finestra Preferenze e selezionare
Preferenze ambiente grafico > Impianti > Parametri etichetta condotto (comando EGPREF, vedi
“Impianti - Parametri etichetta condotto” a pagina 770).
Nota. iDEA salva i file delle immagini in una apposita cartella (IMAGES) all’interno della cartella
di lavoro (o commessa). In questo modo si garantisce che spostando o rinominando la cartella di
lavoro vengano mantenuti i riferimenti esterni delle immagini e la visibilità di quest’ultime nel
disegno.
Tabella condotto
È possibile tracciare un tabella riassuntiva riportante i materiali, la lunghezza e l'altezza da
pavimento di ogni tratto di un singolo condotto. Per fare questo, eseguire la funzione Tabella
condotto, dalla barra degli strumenti Topografico e come richiesto, selezionare il punto iniziale del
condotto e un'altro dove si intende inserire la tabella.
Come tracciare la tabella condotto
1. Selezionare Tabella condotto.
Menu: Impianti>Condotti.
2. Selezionare il punto iniziale del condotto e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
la tabella.
492 Distribuzioni
Etichetta e tabelle condotti
Nota. Quando ad un tratto di condotto non è stato associato il codice di materiale, nella descrizione
viene inserito un carattere punto interrogativo (?).
Ogni tratto del condotto viene riportato nella tabella con un numero progressivo: per favorire
l’identificazione è possibile far inserire, anche nel disegno, il numero in prossimità di ogni segmento.
Questa possibilità è controllata dalla selezione di una preferenza nella scheda Impianti in Preferenze
ambiente grafico (vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767). Tale preferenza
ha le seguenti opzioni:
• Non inserire marcatori di percorso sui condotti.
• Inserisci marcatori di percorso sugli elementi rettilinei dei condotti.
• Inserisci marcatori di percorso su tutti gli elementi rettilinei dei condotti.
Quando si ritraccia una tabella, i marcatori vengono automaticamente cancellati e reinseriti secondo
l’opzione scelta.
Dalla finestra attivabile con il comando VEDICONDOTTI (vedi “Lista condotti” a pagina 486)
scegliere il condotto da sviluppare e selezionare Tabelle dalla barra degli strumenti e quindi Tabella
contenuto tratte.
Come richiesto, selezionare il punto iniziale del condotto e un'altro dove si intende inserire la tabella.
Alla riga di comando: TABUT1.
Dalla finestra Lista condotti (comando VEDICONDOTTI) selezionare Tabelle dalla barra degli
strumenti e quindi Tabella percorso cavi.
Distribuzioni 493
Sviluppo 3D del condotto
Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo dove è possibile selezionare la corretta sequenza
di dati da includere nella tabella descrittiva, impostazione il titolo, lo stile di testo, il carattere da
adottare e le dimensioni.
Nella tabella si posso riportare anche le informazioni relative all’ubicazione e alla descrizione
dell’origine e della destinazione delle utenze. Tali dati sono letti da eventuali simboli, posizionati in
qualsiasi punto del disegno, la cui sigla è stata riportata nei campi Origine e Destinazione nei dati
utenza: vedi “Utenze elettriche” a pagina 533.
Premendo OK è possibile selezionare la zona e un quadro per filtrare le utenze da riportare in tabella.
Inoltre, l’opzione Eseguire nuovamente la marcatura delle tratte portacavi fa si che le tratte vengano
risiglate per considerare eventuali canali aggiunti dopo una precedente tabella.
Proseguendo viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva quindi viene tracciata
la tabella in cui vengono riportate le colonne ordinate secondo l'ordine selezionato nella lista di
riepilogo.
Una finestra di dialogo permette di effettuare un filtro su layer e/o identificativo condotto da seguire
per determinare l’instradamento corretto della linea di distribuzione.
Quindi, dalla finestra attivabile con il comando VEDICONDOTTI (vedi “Lista condotti” a
pagina 486) scegliere il condotto da sviluppare e avviare Sviluppo 3D di un canale, dalla barra degli
strumenti.
494 Distribuzioni
Sviluppo 3D del condotto
Nella finestra di dialogo Sviluppo canali, sono riportate delle impostazioni che possono essere
modificate a seconda del caso specifico come riportato di seguito.
Destinazione
Layer di destinazione: per ogni canale viene creato un nuovo layer utilizzato per lo sviluppo. In
seguito rendendo invisibili tali layer da gestione Layer (vedi “Gestione proprietà layer” a pagina 37)
si potrà nascondere lo sviluppo del canale mantenendo il percorso lineare. Eseguendo sviluppi
diversi su layer diversi è possibile visualizzare alternativamente soluzioni diverse per la stessa linea:
ad esempio di può creare uno sviluppo con un condotto rettangolare e successivamente modificare
le impostazioni ed eseguire uno sviluppo con un condotto circolare. Quindi si confronta.
Nota. Lo sviluppo del canale prende il colore dal layer; il colore predefinito è azzurro e può essere
cambiato da Gestione layer di iDEA.
Cancella il contenuto del layer: se è selezionata, alla creazione di un nuovo sviluppo viene cancellato
quello presente nel layer indicato.
Imposta orientamento: utilizzare questo pulsante per assegnare la direzione di orientamento ad alcuni
tratti di canale o accessori. Alla riga di comando viene richiesto di selezionare il canale rettilineo da
orientare: selezionare la linea del canale. Di seguito vengono visualizzati gli assi del canale:
selezionare l’asse dalla parte in cui imporre il lato ALTO del canale.
Ad esempio, un canale aperto a sezione rettangolare può essere sviluppato con l’apertura in alto e poi
impostare l’orientamento sul lato, come mostrato nel seguente esempio.
Distribuzioni 495
Sviluppo 3D del condotto
Opzioni di rendering
Segmenti nei raccordi: numero di segmenti per definire l’accuratezza della rappresentazione delle
superfici curve dei raccordi. Il valore predefinito è 10.
Segmenti per la sezione circolare : numero di segmenti per definire l’accuratezza della
rappresentazione delle superfici curve dei condotti a sezione circolare. Il valore predefinito è 12.
Impostazioni predefinite
Queste ultime impostazioni vengono utilizzate nel caso in cui i canali tracciati non possiedono codici
di portacavi validi; cioè quando al canale non è stato assegnato un materiale in fase di tracciatura o
successivamente: vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481. Se il
canale ha il materiale associato questi dati vengono letti dall’archivio Portacavi relativamente al
portacavo scelto.
Tipo di sezione: selezionare la sezione del canale da rappresentare, tra quelle disponibili (Tubo,
Rettangolare chiusa, Rettangolare aperta, Smussata chiusa,....).
Base/Diam.: misura in mm della base del canale. Se si tratta di un canale a sezione circolare, indicare
la misura del diametro della sezione.
Altezza: misura in mm dell’altezza del canale.
Raggio di curvatura: misura in mm del raggio di curvatura dei giunti curvi come deviazioni piane, in
salita e discesa a 90°.
Realistico: ombreggia gli oggetti e rende più accurati gli spigoli delle facce dei poligoni conferendo
agli oggetti un aspetto realistico.
Concettuale: ombreggia gli oggetti e smussa gli spigoli tra le facce poligonali. L'effetto è meno
realistico ma può rendere più visibili i dettagli del modello.
Nota. Le barre degli strumenti Viste, Stili di visualizzazione e Ombra di iDEA possono essere
attivate dal menu che si apre facendo clic con il tasto destro del mouse quando il cursore è sopra una
barra degli strumenti attiva.
Distribuzioni 497
Gestione utenze
In iDEA sono disponibili altri comandi per l’impostazione di viste 3D da qualsiasi punto di vista; per
i semplici vedi “Visualizzazione in 3D” a pagina 49.
Gestione utenze
Tramite i comandi della finestra Gestione utenze (comando EDIUTE) è possibile creare le utenze
dell’impianto, modificarne i dati, visualizzare anche le utenze create nel programma di calcolo
Ampère e assegnare ad ogni utenza il relativo percorso nei condotti tracciati nel disegno topografico.
Ogni utenza tracciata nello schema topografico può essere modificata nei suoi parametri in qualsiasi
istante. Si può variarne la lunghezza reale stirandone le linee che la compongono o cambiarne il
percorso. È possibile aggiungere nuove utenze, duplicando quelle esistenti ed associando la nuova
utenza ad un nuovo percorso. Si possono inoltre variare tutti i parametri associati ad ogni utenza
modificandone le caratteristiche elettriche e fisiche. Per poter modificare tali parametri è sufficiente
utilizzare i comandi della finestra di dialogo Gestione utenze.
Attenzione. Le funzioni di gestione utenze sono ora integrate nella interfaccia di Rete elettrica
(comando RETI) e pertanto rende obsoleto l’utilizzo della finestra di Gestione utenze, mantenuta
solo per compatibilità.
Vedi “Rete elettrica” a pagina 524.
La documentazione di gestione utenze può essere trovata nella documentazione di iDEA versione
2020 o precedente.
Avvio di Ampère
È possibile avviare il programma Ampère (per chi dispone della licenza) dal gruppo di programmi
di Electro Graphics, quindi aprire il file .UPEX del progetto desiderato.
498 Distribuzioni
Controllo del coefficiente di stipamento
Oppure, se si sta lavorando in iDEA ed è aperto lo schema topografico del progetto desiderato,
selezionando l'icona Ampère nella barra degli strumenti standard (scheda Topografico), viene
automaticamente aperto il lavoro sul programma di calcolo.
1. Alla generazione dei fogli topografici associare a tutti i file .dwg lo stesso file di schema .sch.
In questo modo la tracciatura delle linee di distribuzione scrive i dati in un unico file delle utenze
.UPEX.
2. Dopo la tracciatura dell'impianto, aprire in Ampère il file .UPEX ed eseguire la magliatura e il
calcolo della rete.
3. In iDEA riaprire i vari file .dwg per aggiornare il topografico con le etichette e le tabelle del
calcolo. I dati vengono letti automaticamente dal file delle utenze .UPEX.
Ai fini di cui sopra, la norma riporta: “si raccomanda di prevedere la sfilabilità dei cavi: a tal fine
si consiglia che il diametro interno dei tubi protettivi sia pari almeno 1,3 volte il diametro del cerchio
circoscritto al fascio di cavi che essi sono destinati a contenere, con un minimo di 10mm. Per i canali
e le passerelle a sezione diversa dalla circolare si consiglia che il rapporto tra la sezione stessa e
l'area della sezione retta occupata dai cavi non sia inferiore a 2”.
Menu: Impianti.
iDEA legge le caratteristiche di formazione e designazione dei cavi contenuti nella linea selezionata
e visualizza la finestra di dialogo Controllo del coefficiente di stipamento con le seguenti
informazioni:
• I dati del condotto definito sulla linea selezionata.
Identificativo: nome del cavidotto.
Cod. condotto: codice del cavidotto.
Distribuzioni 499
Controllo del coefficiente di stipamento
Numero tubi o canali: indica il numero di condotti su cui distribuire il fascio di cavi, é possibile
modificare il dato con conseguente aggiornamento dei dati di stipamento raggiunti.
Se non è stato definito in precedenza è necessario effettuare ora la scelta che sarà oggetto della
verifica; per scegliere il condotto premere il pulsante ‘...’ nella casella Cod. condotto per aprire
l’archivio Condotti (vedi “Scelta del condotto” a pagina 472).
• La sezione d’ingombro occupata dal fascio di cavi, calcolata come sommatoria della sezione
geometrica di ogni cavo, (dedotta dal campo diametro del cavo dall'archivio Cavi elettrici) e il
relativo peso.
Ingombro: sezione occupata dal fascio di cavi presente nell'utenza appena selezionata;
Peso [kg/m]: peso complessivo del fascio di cavi.
Coeff. di stipamento: coefficiente di stipamento calcolato come rapporto tra superficie occupata dal
fascio di cavi e superficie interna utile del portacavi; è calcolato se è definito il condotto.
Nel riquadro principale vengono elencate tutte le utenze trovate nel tratto di linea selezionato. Per
ognuna sono indicate formazione e designazione del cavo originale e di seguito formazione,
designazione, diametro e peso del cavo trovato in archivio Cavi.
In caso la designazione del cavo indicato nelle utenze non venga trovata in archivio Cavi, iDEA
considera il cavo con le caratteristiche più simili e visualizza il carattere (!) dopo la designazione.
In caso la formazione del cavo indicato nelle utenze non venga trovata in archivio Cavi, iDEA riporta
la scritta “nessun cavo rilevato in archivio cavi”.
Se il portacavi selezionato è a sezione circolare, il programma verifica che il diametro interno del
tubo protettivo sia pari almeno a 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi. In caso
contrario visualizza un avvertimento.
500 Distribuzioni
Controllo del coefficiente di stipamento
Se il portacavi selezionato è a sezione non circolare, il programma verifica che il rapporto, tra la
sezione del portacavi e la sezione occupata dal fascio di cavi, non sia inferiore a 2. In caso contrario
visualizza un avvertimento.
Premendo OK viene richiesto il punto di inserimento del blocco con i dati relativi allo stipamento.
La rappresentazione grafica è la seguente.
Per i portacavi a sezione circolare, anziché il coefficiente di stipamento, viene riportato nella
tabellina il Rapporto tra i diametri calcolato.
Nel caso in cui uno o più comparti eccedano il limite di stipamento previsto i messaggi di avviso
recano il nome del comparto e il valore di riempimento raggiunto.
Utilizzando CHI6 per linee di distribuzione senza condotto viene visualizzata solo la sezione
occupata dai cavi e la lista utenze.
Dopo aver selezionato il punto di inserimento viene tracciata la tabella in cui vengono riportate tutte
le utenze appartenenti al cavidotto, specificando, la formazione del cavo (se presente), la descrizione,
il circuito di appartenenza, il tipo di isolante, la potenza assorbita e la lunghezza. Oltre ai suddetti
dati, la tabella riporta tutte le caratteristiche elettriche e fisiche delle utenze in corrispondenza di
attributi normalmente invisibili. Ad esempio, se si volesse riportare il tipo di posa nella tabella, è
sufficiente rendere visibile, tramite la funzione Visibilità attributi (comando ATTV o UTILATT),
l'attributo Tipo di posa.
Nel caso in cui non venga selezionata una linea di distribuzione, bensì una linea o polilinea generica
nel disegno, non verrà riportata la tabella con tutti i dati relativi all'utenza, ma verrà inserito un blocco
in cui si riporta la descrizione e la lunghezza della linea.
Selezionando una linea la funzione chiede il punto di inserimento del blocco e successivamente la
descrizione e la lunghezza di questa linea. Selezionando, invece, una polilinea viene richiesto il
punto di inserimento e la descrizione, in quanto la lunghezza viene rilevata automaticamente.
Nel caso di etichettatura di linee e polilinee, potranno essere inseriti successivamente, tramite i
comandi Cavo per linea terminale e Conduttura per linea terminale, le tabelle per l'indicazione del
cavo e del tubo della linea.
Per la compilazione del codice principale, il programma ricerca i cavi in archivio che corrispondono
a Designazione + Formazione. Se il cavo non viene trovato viene visualizzato un messaggio a video
con le informazioni cercate in archivio.
Nota. È possibile stabilire in quale layer vengano disegnate le etichette indicando il layer in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF); nella scheda Impianti è presente la casella Layer
etichette utenza: vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767.
Estrazione delle informazioni per il computo metrico
Quando si esegue l’estrazione dei dati per il computo metrico è possibile selezionare l’opzione Estrai
dati linee dalle etichette, in modo che i dati delle linee elettriche vengono estratti dalle etichette
riportate sul disegno con Etichettatura linee, anziché dal database delle utenze (file UPEX): vedi
“Generazione del computo metrico” a pagina 704.
FORCAV: Formazione
TIPCAV: Tipo di cavo
DEN_CAVO: Denominazione cavo
TIPOLINEA: tipo di linea (Cavo o condotto in sbarra)
SIGUTE: Sigla utenza
CIRCUITO: Circuito
DENOM: Denominazione
DENOM2: Denominazione 2
QUANT: Numero di cavi
POTASS
POT: Potenza assorbita
POTTOT: Potenza totale (calcolata alla corrente nominale e a cos fi unitario)
LUNLIN: Lunghezza linea
ADATTAMENTO: Adattamento
SFRIDO: Sfrido
SISTEMA: Sistema elettrico
VNOM: Tensione nominale
Distribuzioni 503
Etichettatura delle linee
L’etichettatura di linee di distribuzione prive di condotto riporta solamente le sigle delle utenze in
cavo associate alla linea.
Come eseguire l'etichettatura linee sintetica
1. Scegliere Etichetta linee sintetica.
Etichetta cavo
Una volta definita ed introdotta l'etichetta per la linea, si può attribuire a questa i dati relativi ai
conduttori (singoli o cavi) costituenti la linea.
Scegliendo il comando Etichetta cavo utenza terminale, da menu Impianti>Linee di distribuzione,
oppure selezionando l'icona relativa, viene richiesta la selezione della targhetta della linea immessa
precedentemente o la targhetta del tubo e viene introdotta un'ulteriore targhetta per i conduttori, ove
sono indicate le caratteristiche degli stessi, la lunghezza letta dalla targhetta precedente ed
eventualmente la codifica ai fini del computo metrico dell'elemento stesso. Come altrove indicato,
come codice può essere usato un dato presente a listino o dichiarato nell'archivio degli assiemi.
Etichetta tubo
Una volta definita ed introdotta l'etichetta per la linea, si può attribuire a questa i dati relativi alla
canalizzazione o tubo che conterrà i conduttori.
Scegliendo il comando Etichetta condotto utenza terminale, da menu Impianti>Linee di
distribuzione, oppure selezionando l'icona relativa, viene richiesta la selezione della targhetta della
linea e introdotta un'ulteriore targhetta per il tubo o canale ove sono indicate le caratteristiche dello
stesso, la lunghezza letta dalla targhetta precedente ed eventualmente la codifica ai fini del computo
metrico dell'elemento stesso. Come altrove indicato, come codice può essere usato un dato presente
a listino o dichiarato nell'archivio degli assiemi.
Se nel campo N° cavi il valore è maggiore di 1 allora la formazione del cavo assegnata all'utenza sarà
del tipo 1x(1x2.5) se il cavo è unipolare, oppure del tipo 1x[5G2.5] se multipolare.
Nel caso di drag per inserire nel disegno la tabellina dei materiali, il campo N° cavi determina il
valore dell'attributo QUANTITA nel blocco riga della tabellina.
Come assegnare un codice cavetteria ad una etichetta nello schema
1. Scegliere Cavetteria.
Menu: Strumenti>Archivi.
È, inoltre, consentita la selezione multipla di voci nell'archivio tenendo premuto il tasto CTRL
durante il Drag & drop.
Menu: Strumenti>Archivi.
2. Dopo avere scelto il cavo, tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e
trascinando, portare il cursore all'interno del disegno in Ambiente grafico, quindi rilasciare il tasto
del mouse.
3. Nella finestra Archivio cavi indicare il N° cavi e premere OK.
4. Verrà richiesto di selezionare i simboli ai quali associare le informazioni: premere invece
INVIO.
5. Alla richiesta, fornire il punto di inserimento della tabella.
6. Dalla finestra di richiesta attributi fornire la quantità da intendersi in m.
I parametri grafici del cartellino possono essere modificati accedendo alla scheda Impianti della
finestra di dialogo delle Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF). Si possono modificare le
dimensioni, il colore, il layer e altre opzioni: vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione” a
pagina 767.
Dopo la tracciatura di tutti i cartellini si procede con la tracciatura della tabella che riassume tutti i
dati delle linee di distribuzione etichettate con i cartellini. La funzione Elenco cartellini linee di
distribuzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta sequenza di
dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di testo, delle
dimensioni e del carattere da adottare.
In particolare, nella tabella si potranno riportare descrizione, tipologia e dimensioni del condotto, il
numero di condotti (moltiplicatore), la lista delle utenze passanti specificando per ognuna cavo,
formazione, lunghezza, conduttori attivi, disposizione dei conduttori, origine, destinazione, cos-fi,
tipo e tabella di posa, isolante, funzione, sigla del quadro e della zona, circuito, sistema elettrico,
potenza, interruttore.
Dalla stessa finestra si può inoltre effettuare l’esportazione della tabella su file CSV (apribile ad
esempio in Ms Excel).
Menu: Impianti.
Nota. I simboli che sono elaborati sono tutti quelli salvati nella libreria di iDEA, aventi gli attributi
standard dei simboli per schemi o impianti (“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189).
Dopo la tracciatura dei cartellini si procede con la tracciatura della tabella che riassume tutti i dati
inseriti come attributi nei simboli etichettati. La funzione Elenco cartellini simboli si avvale di una
finestra di dialogo che permette la selezione della corretta sequenza di dati da includere nella tabella
descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di testo, delle dimensioni e del carattere da
adottare.
Come tracciare l’elenco cartellini simboli
• Scegliere Tabelle e quindi la funzione Elenco cartellini simboli all’interno di Utilità
impiantistica.
Menu: Impianti.
Menu: Impianti.
Si ricorda che le finestre di layout sono oggetti che mostrano le viste o porzioni dello spazio modello.
Possono essere create, scalate e posizionate in un layout dello spazio carta. In ogni layout è possibile
creare una o più finestre di layout.
La funzionalità prevede che all’interno della finestra di layout, si siano congelati i layer dei simboli
da ignorare.
Avviando la finestra di tracciatura della tabella, sempre all’interno della finestra di layout, è possibile
selezionare l’opzione Attivo solo su finestra corrente.
Se selezionata, il software prende in considerazione solamente gli elementi attivi e visibili nella
finestra corrente, ignorando tutti gli oggetti su layer congelati nella finestra corrente.
Nota. Questa impostazione si attiva solamente se il comando di disegno della tabella è avviato da
una finestra di Layout.
Quando si seleziona la casella Attivo solo su finestra corrente, la tabella viene disegnata su un layer
che è visibile solo ed esclusivamente sulla finestra attiva. Il layer creato può avere un prefisso
personalizzato impostabile nella casella Layer (prefisso) e un suffisso composto dal nome del layout
e eventuale incrementale di finestra (nel caso in cui un layout contenga più finestre). Tale layer è
disattivato in tutte le altre finestre presenti e future. È in ogni caso possibile personalizzare il nome
del layer una volta creato, il successivo aggiornamento automatico della tabella non verrà ostacolato.
Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: ELCAVI.
Nel caso in cui lo schema sia sviluppato su disegni diversi e si desideri stampare un'unica tabella
riassuntiva, utilizzare la funzione Elenco cavi totale (con lo stesso procedimento). I dati di
riferimento verranno letti dal database comune a tutti i disegni che compongono lo schema.
Nel caso in cui lo schema sia sviluppato su più disegni e si desideri stampare una tabella riassuntiva
unica, utilizzare la funzione Elenco formazioni cavi (schema). I dati di riferimento verranno letti dal
database comune a tutti i disegni che compongono lo schema.
potenze tramite uno dei tre metodi offerti: possono essere selezionati tutti i simboli inseriti nel
disegno, solo quelli relativi alla visualizzazione corrente, oppure mediante selezione manuale.
Premendo OK viene richiesta la posizione per tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento della
tabella è guidato da un riquadro, delle dimensioni d'ingombro della tabella che verrà tracciata,
agganciato al cursore nell'area di disegno. Dopo aver scelto la posizione viene tracciata la tabella in
cui vengono riportate le utenze o le zone di ubicazione con le relative potenze assorbite.
Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: SOMMAPOT.
Elenco pose
Questa funzione è descritta al paragrafo “Elenco delle pose” a pagina 512.
Elenco locali
Questa funzione è disponibile anche in Gestione locali: vedi “Gestione locali” a pagina 437.
Legenda simboli
Questa funzione permette la generazione automatica della legenda simboli, tipicamente indicata
sugli schemi relativi ai piani di posa topografici dell'impianto elettrico. Vedi “Legenda simboli” a
pagina 220.
Tipo di posa
iDEA prevede un controllo di compatibilità tra le pose multiple assegnate ad una utenza e quelle
permesse dai condotti attraversati. Nell’assegnare il percorso di condutture in cui transita un’utenza,
una procedura guidata estrae le pose delle varie tipologie di cavidotti e le assegna all’utenza stessa.
Sarà poi il programma di calcolo a scegliere la posa più sfavorevole per il calcolo dei coefficienti di
prossimità.
Per ognuna delle tipologie di portacavi (condotti) rilevate nel percorso dell’utenza è possibile
scegliere la posa, tra quelle disponibili. Ulteriori pose possono essere aggiunte; una può essere
impostata come predefinita.
Nota. In archivio Portacavi è possibile impostare le pose compatibili per ogni tipo di condotto,
sempre attraverso la finestra Pose compatibili per tipologia. Vedi la guida di riferimento “Commesse
e archivi”, capitolo “Archivi cavetteria”, paragrafo “Portacavi”.
Legenda riepilogativa
Dalla finestra dell’elenco condotti (comando VEDICONDOTTI) è possibile disegnare la legenda per
tipi linea, una tabella in cui sono rappresentati i tipi di linea usati e le descrizioni relative.
Menu: Impianti.
Tale funzione si avvale della finestra di dialogo Elenco pose, che permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di
testo e del carattere da adottare.
È possibile effettuare la selezione delle pose scegliendo uno fra i tre metodi offerti. Possono essere
selezionati, infatti, i dati di tutte le pose inserite nel disegno o solo quelle relative alla visualizzazione
corrente oppure soltanto quelle selezionate manualmente.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva.
Come tracciare una tabella con i dati delle pose
1. Scegliere Tabelle e quindi Elenco pose.
Menu: Impianti.
Alcuni elaborati di stampa del programma Ampère sono riproducibili su tabelle tracciate su un
disegno multifoglio di iDEA.
La funzione Tabelle Ampère, avviabile in iDEA, chiede di selezionare il file delle utenze e visualizza
la medesima finestra di dialogo per la stampa dei documenti usata in Ampère.
Tutte le tabelle sono completamente personalizzabili da parte dell'utente, che può decidere i campi
delle stampe dei vari prodotti che desidera esportare e il relativo layout sul disegno.
È possibile disegnare le seguenti tabelle:
• Potenze impianto
• Cavetteria
• Condotti in sbarra
• Componenti di guasto
• Motori
• Protezioni
Menu: Impianti.
Menu: Impianti>Condotti.
La finestra Dettaglio ingombro cavi, riporta i dati del cavidotto selezionato: l’identificativo, il
codice, il numero di elementi, la descrizione e le misure desunte dall’archivio Portacavi. Nella griglia
sottostante sono elencati i cavi passanti nel cavidotto: per ognuno è specificato il nome dell’utenza,
se il cavo è Unipolare o Multipolare, la formazione, la designazione e la sezione massima di
ingombro desunte dall’archivio Cavi.
Oltre al numero di indice, la sagoma di ogni conduttore riporta i seguenti dati: Sigla utenza,
Formazione, Designazione e Fase. È possibile visualizzare o meno tali attributi con Utilità attributi
(comando DDA o UTILATT).
In particolare, per i cavi unipolari può essere utile riportare la fase del conduttore per sottolineare la
giusta sequenza di posa.
Se per il canale sono stati definiti i comparti essi vengono disegnati e identificati con la loro funzione.
Tabella riassuntiva
Dopo aver composto la rappresentazione grafica del riempimento del cavidotto, è possibile tracciare
una tabella che riassuma le caratteristiche dei conduttori, identificati nel grafico per mezzo di un
indice. Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di
testo, delle dimensioni e del carattere da adottare. Premendo OK viene richiesta la posizione per
tracciare la tabella riassuntiva.
1. Nel disegno dell’impianto avviare il comando Dettaglio ingombro cavi come visto in
precedenza.
2. Selezionare la linea del cavidotto di cui rappresentare l’ingombro in un punto desiderato.
516 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti
3. Mantenendo aperta la finestra Dettaglio ingombro cavi, aprire a video il disegno in cui effettuare
la rappresentazione. Per creare un nuovo disegno eseguire il comando COMMESSE.
4. Per Inserire un foglio eseguire il comando FOGLI. È possibile inserire un foglio planimetrico
per disporre tutte le rappresentazioni su un unico foglio, oppure è possibile anche creare un
multifoglio e riportare una rappresentazione per foglio.
5. Effettuare la rappresentazione come spiegato in precedenza.
6. Ripetere la procedura per altri canali.
Note. La definizione dei comparti è attiva solamente per i soli elementi di tipo rettilineo non circolari
(ad es. canaline, passerelle, ecc.).
Nella finestra di modifica dei dati di un portacavo è ora presente la pagina di definizione dei comparti
in cui è possibile modificare i seguenti dati.
Sezione del condotto occupata: (per ogni comparto) percentuale della sezione utile del condotto
occupata dal singolo comparto.
Comparto realizzato tramite accessorio separatore: (per ogni comparto) apponendo la spunta alla
casella si indica che il comparto viene creato inserendo nel condotto l’accessorio separatore.
Accessorio separatore: codice dell’accessorio separatore, selezionabile da Archivio materiali, che
serve a dividere in comparti separati il condotto.
Nota. Per ulteriori informazioni sull’archivio Portacavi e guide vedi la guida “Commesse e archivi”
al capitolo “Archivi cavetteria”.
La finestra di modifica dei dati condotto propone, nel riquadro superiore, la lista di tutti gli elementi
che compongono il condotto selezionato, suddivisi in Elementi rettilinei ed Elementi di giunzione,
raccordo, chiusura. Selezionando in lista uno di questi elementi è possibile scegliere l’articolo di
Archivio portacavi e guide che lo definisce.
Inoltre, per ogni condotto è possibile accedere alla pagina Comparti in cui impostare i dati dei
comparti previsti in archivio per il condotto selezionato. Se il condotto selezionato non prevede
comparti, in lista comparirà comunque un unico comparto che occupa, ovviamente, tutta la sezione
del condotto.
518 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti
Nella pagina Comparti è possibile scegliere se attivare o meno l’uso dei comparti apponendo o meno
la spunta all’opzione Abilita l’uso dei comparti per questo condotto. Nel caso in cui l’uso dei comparti
non sia abilitato, il condotto verrà considerato come non compartimentato, indipendentemente da
quanto definito in archivio. Per ogni compartimento è possibile definire le seguenti caratteristiche.
Funzione del comparto
La funzione del comparto, che deve essere univoca per tutti i comparti del condotto, caratterizza ogni
comparto del condotto per stabilire quali cavi vi possano essere alloggiati. Il dato funzione del
comparto si rivela importante nello stabilire la prossimità fra due utenze che transitano all’interno
dello stesso condotto; se il condotto presenta due o più comparti, due utenze si considerano in
prossimità se condividono lo stesso comparto. Per ottenere questo accoppiamento, oltre a definire la
funzione di ogni comparto, all’atto dell’inserimento dati delle utenze si dovrà indicare per ognuna
la funzione, in modo che quando si procede all’infilaggio delle utenze in un condotto ognuna sia
associata automaticamente al comparto di pertinenza. Ne consegue che il calcolo delle linee
effettuato con il programma Ampère elabora il coefficiente di prossimità delle linee in base a quante
utenze sono associate allo stesso comparto in un condotto. Con lo stesso criterio viene eseguito anche
il calcolo del coefficiente di stipamento in ambiente grafico.
La funzione del comparto può essere digitata o scelta nella lista a discesa, fra le funzioni predefinite
previste in Preferenze ambiente grafico , alla scheda Impianti (comando EGPREF, vedi “Impianti -
Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767).
Accessorio separatore
È possibile indicare il codice dell’accessorio separatore prelevandolo in Archivio materiali. Il dato
risulta già precompilato in base al condotto selezionato.
Tramite il controllo Quantità è sempre possibile stabilire il numero di accessori separatori inseriti nel
condotto, qualora esso si unitario ma anche quando la separazione dei comparti viene effettuata
utilizzando più elementi montati in serie. Gli accessori separatori, nella quantità indicata, verranno
conteggiati nelle esportazioni verso Sigma (computo metrico) e Tabula (distinta materiali).
Comparto condotto: selezionare o digitare la funzione del comparto di condotto di posa dell’utenza.
Se la funzione comparto viene definita, l’utenza, nel suo percorso attraverso i condotti, verrà
considerata come giacente nel comparto di funzione assegnata. Si ricorda che sono considerate in
prossimità due utenze appartenenti solo allo stesso comparto.
Nota. Come sopra detto, una utenza “preferenzialmente” attraversa un condotto nel comparto ad
essa associato. Se tale comparto non è presente, ecco come viene associata ad uno dei comparti
esistenti:
• se il condotto non ha i comparti abilitati, lo si intende composto da un unico comparto di
funzione non definita; tutte le utenze transitano di là;
• se un condotto ha i comparti definiti ma non quello associato all'utenze allora l'utenza viene
assegnata al comparto con funzione non definita (vuota), se presente, in alternativa viene assegnato
al primo comparto disponibile.
520 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti
La funzione Dettaglio ingombro cavi, si avvia dalla barra multifunzione Impiantistica o con il
comando RCAVI. Per ulteriori informazioni vedi “Dettaglio ingombro cavi” a pagina 513.
La funzione Verifica stipamento si avvia dalla barra multifunzione Impiantistica o con il comando
INGOMBRO. Per ulteriori informazioni vedi “Controllo del coefficiente di stipamento” a
pagina 498.
Tabelle
Anche le seguenti tabelle, che si ottengono da Lista condotti (comando VEDICONDOTTI)
presentano la colonna comparto dei condotti:
• Tabella percorso cavi.
• Tabella percorso cavi sintetica.
522 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti
21
Reti
In questo capitolo verranno descritte le funzioni utilizzabili per la definizione e la gestione delle reti
elettriche, reti dati in cablaggio strutturato e reti di cavi in un impianto di automazione industriale.
Reti
Nozioni di base
L’interfaccia Reti rappresenta il centro operativo per effettuare l’infilaggio automatico dei cavi di
impianto nei condotti portacavi definiti.
Tale infilaggio deriva fondamentalmente dall’analisi del reticolo dei condotti ed i relativi elementi
discreti di passaggio (quadri, scatole, cassette di derivazione, punti presa), che viene coniugato con
la rete di collegamenti e cavi definiti per l’impianto stesso.
La definizione e l’infilaggio dei cavi è suddivisibile in tre fasi principali.
1. Inserimento dei simboli che rappresentano i quadri di distribuzione, le cassette di derivazione ed
eventualmente tutte le relative terminazioni elettriche (prese, interruttori, corpi illuminanti).
2. Stesura del reticolo portacavi. Mediante il disegno dei condotti (comando DISCONDOTTO) è
necessario rappresentare tutte le condutture e giunti atte ad accogliere i cavi dell’impianto.
3. Una volta definita la rete elettrica con i cavi di connessione, ad esempio progettata con Ampère,
è essenziale associare tutti i punti di passaggio ai simboli grafici presenti sulla planimetria.
In tal modo il programma è in grado di procedere con l’infilaggio dei cavi sfruttando i percorsi più
idonei che connettono i relativi punti di passaggio lungo le condutture appropriate.
L’operazione di infilaggio consente anche di:
• associare in modo agevole le lunghezze dei cavi e delle linee di distribuzione, necessarie per il
corretto computo dei cavi e per il dimensionamento della rete elettrica;
• nel caso di linee di distribuzione a sbalzo, il programma permette di assegnare automaticamente
la lunghezza dalla testa montante;
• aggiornare i circuiti di prossimità;
• eseguire la verifica globale dello stipamento di tutti i tratti di portacavi, individuando
immediatamente la presenza di elementi condotti sottodimensionati.
Per la gestione reti sono utili le tecniche di disegno dell’impianto elettrico topografico illustrate nei
seguenti paragrafi:
• “Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso”: vedi pagina 575.
L’interfaccia grafica principale Reti è suddivisa in schede e ciascuna scheda rappresenta una
tipologia di rete. Le reti a disposizione sono:
• rete elettrica
• rete ausiliaria
• rete dati (cablaggio strutturato)
• rete EVAC (sistemi di evacuazione sonora/vocale in caso di emergenza)
• rete antincendio
• rete TV/SAT
• rete di cablaggio macchina
Ogni rete è rappresentata come l’albero dei punti di passaggio dei cavi, in particolare gli armadi o
quadri di distribuzione e i punti terminali.
Quando i simboli sono correttamente associati ai nodi e il reticolo portacavi correttamente disegnato,
la selezione di un nodo provoca l’evidenziazione nel disegno dei condotti in ingresso a tal nodo. Se
il nodo selezionato è un quadro verranno evidenziati i percorsi dei cavi dai quadri di partenza al
quadro selezionato. Se il nodo selezionato è un carico terminale verrà evidenziato il percorso dal
quadro di appartenenza del carico a tutti i simboli terminali associati.
Attenzione. L’evidenziazione dei percorsi è un'anteprima, nessuna modifica viene effettuata se non
viene avviata la procedura di salvataggio (vedi “Salva” a pagina 528).
Rete elettrica
L’interfaccia Reti - Rete elettrica permette di aprire e manutentare una rete elettrica generata con
Ampère (modulo opzionale). In tal modo si ha a disposizione la potenza del programma di calcolo.
In assenza del modulo Ampère i comandi di gestione reti permettono di realizzare e risolvere con
potenzialità ridotte reti elettriche radiali.
La rete elettrica evidenzia i seguenti nodi.
• Fornitura. Rappresenta il nodo di partenza della rete elettrica. Con Ampère è possibile definire
più forniture, in tal caso il numero di nodi fornitura corrisponderà con quello delle forniture definite
nel programma di calcolo.
• Quadri. Quadri di distribuzione, armadi e cassette, aventi ciascuna la propria sigla distintiva,
vengono rappresentati come nodi intermedi dell’albero. Il quadro deve essere associato ad uno e un
solo simbolo grafico sul disegno.
• Montanti. Le linee a sbalzo sono tipicamente connesse ad un quadro. Tale elemento può a sua
volta essere connesso ad altri quadri o carichi terminali. L’associazione in disegno va effettuata con
un simbolo che rappresenta la testa terminale della linea. Questo permette al programma di estrarre
correttamente la lunghezza totale della linea.
• Carico terminale. Il carico terminale può essere rappresentato sul disegno da uno o più
simboli. Più carichi possono essere rappresentati dal medesimo simbolo. Una funzione permette di
estrarre e decifrare la potenza dagli attributi di tali simboli. Un insieme di apparati comandati dallo
stesso collegamento (insieme di interruttori e corpi illuminanti relativi, ad esempio) deve essere
raggruppato dallo stesso attributo comando. In tal modo il programma è in grado di risolvere il
relativo schema di collegamento e permette di assegnare automaticamente lo stesso carico terminale
a tutti gli elementi del gruppo.
Reti 525
Rete elettrica
Alla fornitura Bassa tensione è connesso il quadro Q1 da cui dipartono le linee elettriche dei carichi
terminali rappresentate con le restanti righe in griglia. I dati sono letti dal progetto calcolato con
Ampère e correlato al disegno.
Quella visibile in figura è una rete in cui è già stata effettuata la connessione delle linee ai simboli
(tutti gli elementi riportano l’icona led verde nella prima colonna), il calcolo e il salvataggio della rete
nel disegno.
descrizione primaria dell’utenza possono essere editati direttamente sulla griglia. La modifica di tutti
gli altri dati elettrici è invece demandata al comando di modifica.
Modifica
Avvia la modifica dei dati elettrici dell’elemento selezionato. La finestra visualizzata è quella di
modifica Dati utenza usata anche nelle altre funzioni di modifica utenze: vedi “Utenze elettriche” a
pagina 533.
Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento quadro la finestra di dialogo visualizza i dati
dell’utenza del cavo in arrivo al quadro stesso. Il cavo in arrivo a un quadro non appartiene al quadro
stesso ma a quello a monte. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è
presente un cavo a monte.
È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.
...trascinare
fino a qui.
La modifica di un elemento si avvia anche con doppio clic sulla riga relativa.
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Copia dati di posa e il codice cavo assegnati da una utenza ad un’altra
I comandi Copia dati di posa e cavo e Incolla dati di posa e cavo si possono eseguire dal menu che
si apre con il clic destro dopo aver selezionato l’utenza nella griglia. Il comando Incolla è abilitato
anche con selezione multipla.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Pannello cavi in entrata
La griglia sottostante la lista della rete elettrica riporta la lista di cavi considerati in “entrata” al
quadro selezionato. Tale griglia permette, sia la visualizzazione che l’editazione di tutte le utenze in
arrivo al quadro e pertanto è utile quando ci sono più utenze definita. Nel caso l’utenza sia unica è
lo stesso usare il comando Modifica presente nella barra degli strumenti.
Il bottone Edita cavo, posto nella prima colonna, avvia la modifica dei dati elettrici della linea
selezionata. La finestra visualizzata è quella di modifica Dati utenza usata anche nelle altre funzioni
di modifica utenze: vedi “Utenze elettriche” a pagina 533.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile solo nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse
quando si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di Zona e Quadro.
Reti 527
Rete elettrica
Nel caso in cui l’elemento selezionato sia un quadro con questo comando è possibile modificare i dati
elettrici dell’utenza che rappresenta il generale di quadro (arrivo al quadro).
I pulsanti di modifica sono disponibili anche nel menu contestuale.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Un quadro e un montante (elementi di distribuzione) sono associabili ad un solo simbolo grafico; non
è pertanto possibile associare più quadri ad un simbolo o più simboli ad un quadro. La riassegnazione
del simbolo scollega eventuali simboli associati precedentemente.
Il simbolo da associare a un montante deve essere quello che rappresenta la terminazione effettiva
sul topografico di impianto della linea a sbalzo.
Un’utenza terminale (carico) è invece associabile ad uno o più simboli grafici.
Inoltre più utenze terminali possono essere associate al medesimo simbolo. Se un’utenza terminale
viene associata ad un simbolo che in libreria simboli è stato definito come terminazione si potranno
elaborare le connessioni unipolari terminali. In questo caso il simbolo selezionato apparterrà a un
gruppo, quindi abbiamo più simboli associati e una finestra di dialogo chiederà di estendere la
selezione a tutto il gruppo. Confermare tale richiesta. Per ulteriori informazioni vedi “Gestione delle
connessioni terminali” a pagina 562.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad uno o più simboli (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’eliminazione è in realtà soggetta a varie
limitazioni: l’elemento da eliminare non deve avere elementi sottostanti e non devono essere presenti
collegamenti di tipo parallelo o anelli tra le utenze.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
528 Reti
Rete elettrica
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi da un'utenza terminale.
Calcola
Per il calcolo corretto dello stipamento l’assegnazione delle formazioni cavi è essenziale.
L’assegnazione può avvenire assegnando manualmente i cavi da archivio in ambiente grafico o
mediante questo comando, che avvia il calcolo della rete elettrica. In particolare vengono propagate
le potenze delle utenze terminali nelle utenze della magliatura e vengono assegnate le sezioni
automatiche (formazione dei cavi) sulla base dell’ottimizzazione della caduta di tensione.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio delle utenze nei condotti. I dati relativi alle
linee di distribuzione vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano
i canali portacavi. Per ciascuna linea di distribuzione i tratti di condotti vengono scelti individuando
il percorso più breve che congiunge i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della
linea stessa. Il cavo o i cavi che congiungono due quadri, ad esempio, vengono stipati nelle
canalizzazioni che uniscono i simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
Seguono alcune note importanti.
• La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè
quella di Rete elettrica. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla Rete elettrica.
Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti
aventi la destinazione d’uso adeguata.
• Il programma informa in fase di salvataggio se due simboli, pur essendo da unire con un cavo e
presenti sul disegno, non sono raggiungibili con alcun canale portacavi tracciato. In tal caso
verificare, eventualmente con un punto di vista 3D assonometrico, la vicinanza degli estremi dei
condotti ai simboli e la loro destinazione d’uso.
• Un’utenza terminale può essere distribuita su più simboli grafici. In assenza di terminazioni
elettriche specifiche (vedi “Gestione delle connessioni terminali” a pagina 562) il cavo relativo viene
stipato su tutti i percorsi dal quadro di appartenenza ai simboli rappresentanti i simboli terminali.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi, manualmente o automaticamente con il comando Calcola.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità - Cambia file utenze correlato
L’utilità Cambia file utenze correlato dà la possibilità di selezionare il file utenze .UPEX da correlare
allo schema corrente.
Utilità - Vedi terminazioni di un simbolo
Vedi “Gestione delle connessioni terminali” a pagina 562.
Utilità - Visualizza marcatori sintetici
Avvia la compilazione automatica dei marcatori sintetici in tutte le tratte del disegno. Vedi
“Marcatori di contenuto delle tratte di condotto” a pagina 568.
Reti 529
Rete elettrica
Nota. Le potenze devono essere precompilate nell’attributo Dati tecnici dei simboli con
l'indicazione di W, kW o A.
La funzione Leggi la potenza dai simboli dell’utenza, applica alla potenza letta nei simboli dei
coefficienti di utilizzo predefiniti, al fine di calcolare una potenza totale coerente. Per modificare i
coefficienti di utilizzo accedere a Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Impianti -
Coefficienti di utilizzo” a pagina 771).
Utilità - Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Spostando o rinominando il file di calcolo utenze UPEX collegato ad un topografico d’impianto
viene meno il collegamento tra le utenze nel disegno e le utenze nel file di calcolo. Lo stesso accade
se le utenze sono calcolate in un multiprogetto e vengono spostate tra i vari file UPEX.
Per tutte le situazioni in cui si deve aggiornare il collegamento iniziale esiste una utilità di modifica
manuale dei riferimenti esterni.
La finestra di dialogo visualizzata dalla funzione Risolvi incongruenze con i file utenze associati,
elenca tutte le utenze disegnate e specifica, per ognuna, i file di riferimento di origine. Se tale file non
è attualmente disponibile l’utenza viene marcata con un punto esclamativo rosso a sinistra; a questo
punto è possibile selezionare l’utenza (o anche più contemporaneamente) e selezionare il nuovo file
UPEX di riferimento. Confermando con OK il programma ripristina i collegamenti mancanti.
Utilità - Verifica coerenza tra pose e condotti
Avvia un controllo di compatibilità tra le pose assegnate ad ogni linea di distribuzione e quelle
permesse dai condotti attraversati.
In archivio Portacavi è possibile impostare le pose compatibili per ogni tipo di condotto, attraverso
la finestra Pose compatibili per tipologia.
Per ulteriori informazioni vedi “Portacavi”, capitolo “Archivi cavetteria” della guida di riferimento
“Commesse e archivi” e “Tipo di posa” a pagina 510.
Utilità - Verifica correttezza intersezioni portacavi
Talvolta, se il riporto grafico dei canali portacavi viene effettuato con uno strumento diverso da Di-
segno condotto (ad esempio con operazioni di copia e incolla di un tratto di circuito), il mancato ta-
glio dei segmenti non consente una corretta individuazione delle tratte per l'infilaggio dei cavi. La
funzione Verifica correttezza intersezioni portacavi, permette di individuare le intersezioni tra i por-
tacavi tracciati e, se necessario, tagliare i tratti rettilinei in prossimità delle intersezioni, in modo da
identificare precisamente gli stacchi.
530 Reti
Rete elettrica
Il condotto montante
Nel condotto montante
è correttamente segmentato
non sono definiti gli stacchi
e può avvenire l’infilaggio
cavi nelle lampade
Tra due simboli assegnati e collegati elettricamente non è stato trovato nessun percorso formato da
condotti. Verificare la destinazione d’uso dei condotti tracciati e la vicinanza delle estremità con i
simboli, aiutandosi eventualmente con una vista assonometrica 3D.
Partenza impropria per l'arrivo al quadro <Elemento>.
Nella rete elettrica definita in Ampère non è stata definita un utenza con cavo assegnato collegata dal
quadro di partenza esclusivamente al generale di quadro in questione
Elemento <Elemento> associato erroneamente a più blocchi.
Un quadro di distribuzione deve essere associato ad uno ed un solo simbolo grafico. Al contrario un
carico terminale può essere associato a più simboli.
Nessuno schema di collegamento trovato per il gruppo comando <Comando>
dell'utenza <Utenza>.
Il gruppo di simboli grafici di un particolare comando non ha trovato alcuna corrispondenza con gli
schemi di collegamento definiti in archivio.
Nessun elemento portacavi di destinazione adeguata connesso al simbolo
<Elemento>.
Nell’intorno del simbolo in questione non sono stati trovate estremità di condotti.
Reti 531
Rete elettrica
Esempio operativo
Segue un esempio operativo che riassume brevemente la procedura per il cablaggio di una rete
elettrica.
Nota. Come già indicato, per la stesura esecutiva della rete elettrica è opportuno attenersi ai seguenti
punti.
• Disegno dei condotti orientata ai simboli (vedi “Disegno dell’impianto orientato ai simboli” a
pagina 571).
• Destinazioni d’uso ben definite anche per i comparti. Assicurarsi che la destinazione d’uso dei
condotti destinati alla rete elettrica sia Rete elettrica oppure Multipla con opzione Rete elettrica
attiva; Nel caso di comparti è buona norma assegnare la destinazione d’uso al comparto in cui si
desidera stipare i cavi. In tal modo l’infilaggio automatico dispone i cavi nel comparto assegnato
consentendo il calcolo dello stipamento automatico e preciso (vedi “Infilaggio automatico dei cavi
secondo la destinazione d’uso” a pagina 575).
1. Definire la rete elettrica sfruttando il programma di calcolo Ampère o i comandi disponibili nella
finestra Rete elettrica.
2. Nel disegno del topografico d’impianto inserire i simboli che rappresentano i quadri di
distribuzione dell’impianto elettrico e le cassette di derivazione dei carichi terminali.
3. Disegnare i condotti (comando DISCONDOTTO) che congiungono le scatole e i quadri. Si
consiglia il disegno orientato ai simboli per un aggancio agevolato alle elevazioni di inserimento dei
simboli grafici (vedi “Disegno dell’impianto orientato ai simboli” a pagina 571). Assicurarsi che la
destinazione del condotto sia Rete elettrica oppure Multipla con Rete elettrica attiva. Nel caso di
comparti è buona norma assegnare la destinazione d’uso al comparto in cui si desidera stipare i cavi.
In tal modo l’infilaggio automatico dispone i cavi nel comparto assegnato consentendo il calcolo
dello stipamento automatico e preciso.
4. Avviare la finestra Rete elettrica (comando RETI).
5. Se non è stata definita una rete elettrica occorre generare i quadri di distribuzione e le utenza
terminali: usare i comandi Nuovo quadro e Nuovo carico.
6. Mediante il comando Seleziona oggetti a fianco di ogni elemento definito nella rete, associare
il simbolo corrispondente nel disegno.
Dopo l’elaborazione della rete elettrica sarà possibile effettuare l’anteprima dello stipamento dei
condotti del disegno; tramite il comando disponibile nel menu utilità è possibile avviare la
compilazione automatica dei marcatori sintetici in tutte le tratte del disegno.
Posizionare cabine MT/BT o comunque centri di fornitura dell'energia elettrica in prossimità del
baricentro elettrico consente di ottenere la migliore soluzione contro le cadute di tensione, perdite di
potenza, lunghezza cavi. Il baricentro elettrico è il punto in cui si può supporre concentrata la potenza
assorbita dall’intero impianto. Nella pratica, determinare il baricentro elettrico risulta conveniente
per impianti estesi (come ad esempio grandi impianti industriali) e con carichi non uniformi. È quindi
il punto nel quale risulta più conveniente installare la relativa cabina di trasformazione. Ubicando la
cabina in posizione baricentrica risulteranno più corti i cavi di sezione maggiore, con evidente
riduzione delle perdite.
Il metodo di calcolo solitamente impiegato si basa sulla determinazione del punto cartesiano ottenuto
per media ponderata sulle potenze assorbite dai vari carichi. In definitiva la posizione del baricentro
elettrico è semplicemente dato dalla formula:
532 Reti
Rete elettrica
dove xi e yi sono riferite alla posizione del carico e Pi è la potenza assorbita dal carico.
In Gestione reti (comando RETI) una funzione agevola l’individuazione del baricentro elettrico di
una cabina o quadro. Il comando Localizza baricentro elettrico, è avviabile dal menu contestuale e
può essere eseguito dopo aver congiunto le cabine, quadri o carichi immediatamente a valle della
cabina da posizionare. Un indicatore a forma di freccia indicherà la posizione calcolata ottimale in
base alle potenze e i coefficienti di utilizzo in gioco.
Come localizzare il baricentro elettrico di una cabina
1. Nel disegno topografico posizionare i simboli di ogni cabina o quadro del livello sottostante la
cabina primaria di distribuzione da posizionare in seguito su suggerimento del calcolo che si va a
eseguire.
2. In Gestione reti definire la rete elettrica creando la cabina primaria di distribuzione (oggetto del
posizionamento) e un nuovo elemento quadro a per ogni cabina o quadro sottostante.
3. Sotto, creare almeno un carico terminale sotto ogni cabina o quadro terminali ed eseguire
Calcola per propagare le potenze alle cabine a monte.
4. Associare ad ogni elemento così definiti la sua rappresentazione simbolica sul disegno.
5. Infine, in Rete elettrica, selezionare la cabina primaria da posizionare, premere il tasto destro del
mouse e dal menu scegliere Localizza baricentro elettrico.
6. Può essere necessario spostare la finestra di Gestione reti per vedere il disegno e l’indicatore a
freccia che segnala il punto ottimale per il posizionamento della cabina primaria.
CAB 1
CAB 2
CAB 4
CAB 3
Baricentro elettrico
per posizionare la
CABINA PRIMARIA
Reti 533
Utenze elettriche
L’opzione è Utilizza Impianto dell'utenza come layer per l'instradamento nei condotti, ed è
disponibile in Preferenze ambiente grafico - Impianti, che si apre da Utilità > Opzioni nella finestra
Reti elettriche.
Se questa opzione è attiva la funzione di instradamento dei cavi avviata nella finestra di gestione Rete
elettrica, considera solo i condotti disegnati sul layer specificato nel campo Impianto/layer
dell’utenza.
Utenze elettriche
Come già illustrato in questo capitolo, l’interfaccia Reti-Rete elettrica permette di aprire e
manutentare una rete elettrica generata con il software di calcolo reti elettriche Ampère (modulo
opzionale). In tal modo si ha a disposizione la potenza del software di calcolo. In assenza del modulo
Ampère i comandi di gestione reti permettono di realizzare e risolvere, con potenzialità ridotte, reti
elettriche radiali.
Dalla finestra Rete elettrica si possono gestire fornitura, quadri, montanti e carichi terminali: vedi
“Rete elettrica” a pagina 524.
Alla creazione di una utenza viene visualizzata la finestra di dialogo Dati dell’utenza, visualizzata
anche per le modifiche.
534 Reti
Utenze elettriche
Non considerare nel calcolo dei circuiti in prossimità: selezionare questa opzione se si intende escludere
l’utenza dalla valutazione del coefficiente di declassamento per prossimità e la portata delle altre
linee passanti nello stesso condotto venga abbassata.
Linea
Lunghezza reale [m]:riporta la lunghezza dell'utenza rilevata nello schema topografico. La misura
viene espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Reti 535
Utenze elettriche
Adattamento [%]: questa casella di testo specifica il coefficiente di adattamento della linea di
distribuzione espresso in forma percentuale. Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale
della linea concorrendo al calcolo della lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: questa casella di testo permette di specificare la lunghezza dello sfrido. Per sfrido si
intende la parte di materiale che viene scartata durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene
sempre espresso in metri e concorre, assieme al coefficiente di adattamento, al calcolo della
lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nello schema, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
Temperatura ambiente: corrisponde alla temperatura del terreno, nel caso si utilizzino le tabelle IEC
364-5-523 e posa “D interrata”. Il valore di default è 30°C. Si presti attenzione che nella posa
interrata i coefficienti di declassamento, per la temperatura, sono riferiti a valori diversi da 20°C.
Montante: selezionare questa casella di spunta se si tratta di una linea di distribuzione montante.
Dispositivo di protezione
La sezione relativa alla protezione a monte, include una casella su cui specificare la corrente
nominale della protezione (In [A]), ed una lista a comparsa che ne riporta il numero dei poli. Oltre
alle caratteristiche della protezione, viene riportata la corrente di utilizzo (Ib [A]) che viene calcolata
in base alla potenza assorbita, al fattore di potenza, al coefficiente di contemporaneità, alla tensione
nominale e dal numero di conduttori attivi scelti. Ciò può servire nel caso in cui si voglia confrontare
la taratura dell'interruttore con l'effettiva corrente utilizzata. In seguito viene riportata la formula
applicata per effettuare tale calcolo.
Cavo
Da calcolare con Ampère: questa casella, solitamente selezionata, permette di definire quali fra le linee
di distribuzione tracciate siano o meno oggetto di calcolo e dimensionamento successivo. Qualora
NON si volesse calcolare il cavo con Ampère è necessario creare un cavo in Archivio cavetteria ed
associarlo all'utenza che si sta editando, al fine di evitare errori di sintassi nella trascrittura della
formazione del cavo manualmente, che si potevano verificare nelle versioni precedenti.
Le utenze con linea da non calcolare con Ampère non sono incluse fra quelle proposte per il calcolo
nel programma Ampère, perché considerata come linea terminale.
Formazione: questa casella viene attivata solamente nel caso in cui la casella Da calcolare con
Ampère, non sia selezionata. Nel caso per questa linea non sia previsto il calcolo in Ampère, indicare
la formazione scegliendo il cavo in archivio Cavi attivabile con il bottone alla destra della casella di
testo.
Designazione: sigla di designazione del tipo di cavo.
Controlla coerenze cavo: selezionando questa casella il programma permette di selezionare le
designazioni coerenti con il Tipo cavo (Unipolare o Multipolare) e l’Isolante selezionati.
Isolante: comprende PVC, G e G5-G7 per la tabella IEC 448, PVC ed EPR per le tabelle CEI-UNEL
35024/1 e IEC 364-5-523. Per i cavi ad isolamento minerale (tabella CEI-UNEL 35024/2), le
tipologie sono:
- L(70): cavo Serie L per servizio leggero fino a 500 V rivestiti di materiale termoplastico;
- L(105): cavo Serie L per servizio leggero fino a 500 V esposto al tocco;
- H(70): cavo Serie L per servizio pesante fino a 500 V rivestiti di materiale termoplastico;
- H(105): cavo Serie L per servizio pesante fino a 500 V esposto al tocco.
Tipo cavo: cavo unipolare o multipolare. Il dato permette di filtrare le pose previste per la tipologia
unipolare o multipolare. Il tipo viene anche selezionato automaticamente dalla decodifica della
denominazione del cavo. Nel caso sia impostata la posa e venga modificato il tipo di cavo, il
programma passa alla posa analoga con tipo di cavo diverso. Questo dato viene utilizzato per la
valutazione del coefficiente di declassamento per prossimità e per il calcolo delle canalizzazioni.
Sezione minima: permette di impostare la sezione minima del conduttore da utilizzare durante il
calcolo. Nel caso in cui la posa scelta non preveda la sezione impostata, il dato non viene considerato.
Reti 537
Rete ausiliaria generica
Materiale: la scelta del materiale conduttore avviene selezionando uno fra i possibili materiali
proposti dai pulsanti di scelta: rame o alluminio. Per le tabelle CEI UNEL 35024 è previsto solo
rame.
Tabella di posa: indica la tabella di posa secondo cui devono essere calcolate le portate dei cavi
dell'utenza. Le tabelle previste sono: IEC 448, IEC 364-5-523, CEI UNEL 35024/1, CEI UNEL
35024/2 e CEI UNEL 35026. In base al tipo di tabella che viene selezionata vengono visualizzati i
diversi tipi di isolante previsto dalla tabella stessa.
Posa: per ogni utenza si possono assegnare fino a quattro differenti tipologie di posa per descrivere
il percorso dei cavi (caso in cui lo stesso cavo passa per condotti di diversa tipologia). Una di queste
è denominata principale, mentre le altre tre alternative. Sarà poi il programma di calcolo a scegliere
la posa più sfavorevole per il calcolo dei coefficienti di prossimità.
Disposizione: permette di selezionare la tipologia di disposizione dei cavi o delle passerelle quando
selezionate. Alcune pose prevedono una sola modalità di disposizione dei cavi (passerelle); altre
prevedono più disposizioni in alternativa tra di loro. In questo caso la lista a comparsa relativa viene
attivata e permette di eseguire la scelta. Il dato serve per il calcolo del coefficiente di declassamento
per prossimità per cavi installati in fascio o strato.
Cavi da archivio
Per poter realizzare una utenza con più cavi unipolari di diverso colore, tutti passanti all'interno di
una tubazione, è ora possibile selezionare singolarmente i cavi unipolari da archivio per ogni
conduttore di fase, per il conduttore di neutro e per il conduttore di PE.
In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile scegliere uno dei cavi usati
di recente tramite il pulsante Recenti.
È inoltre possibile indicare la quantità, utile per introdurre un moltiplicatore per i cavi di natura
generica da non calcolare con Ampère.
Archivio Cavi
Recenti
Quantità
terminali di tale tipologia di impianti al fine di effettuare la distribuzione dei cavi negli appositi
portacavi tracciati.
La rete ausiliaria può essere sviluppata all’interno dell’interfaccia Reti (comando RETI) secondo il
metodo del cablaggio strutturato.
Le modalità di definizione dei punti di passaggio dell’impianto sono le medesime della rete elettrica.
Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.
È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.
Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.
Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.
Tipo di unità:
per la rete ausiliaria sono previste le seguenti tipologie di unità.
• Quadro
• Centralina
• Concentratore
• Sensore
• Comando
• Segnalazione
• Attuatore
• Altro
Tali tipologie hanno lo scopo di facilitare, con una forma grafica, l'individuazione degli elementi
all'interno della rete.
Reti 539
Rete ausiliaria generica
Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.
Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.
Inoltre, il campo Indice sequenza permette di ordinare in modo personalizzato l’elenco dei cavi della
rete da disegnare in tabella (vedi pagarafo in seguito).
La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di una unità terminale
di segnalazione.
540 Reti
Rete ausiliaria generica
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Chiudi anello
La rete ausiliaria consente di richiudere in anello una connessione tra due elementi che sono collegati
in modo gerarchico.
Dopo aver definito ad esempio una serie di elementi sensori, la chiusura di un anello è possibile
avviando l’apposito comando presente sul menu contestuale dell’ultimo sensore. Una finestra di
dialogo permetterà di scegliere a quale unità il programma dovrà predisporre il collegamento di
chiusura.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle, possono servire per la definizione di catene seriali di
apparecchiature.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Nota. È possibile associare il medesimo simbolo grafico a più unità definite nella rete.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due centraline, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i simboli
che rappresentano le due centraline nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Rete elettrica. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla destinazione Rete
elettrica. Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei
comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità
Le utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica: si rimanda alla descrizione nella guida
di riferimento.
La figura seguente mostra un semplice esempio di rete ausiliaria.
Il comando Assegna sequenza di ordinamento, disponibile dal menu Utilità, permette di assegnarlo
a tutti gli elementi come da visualizzazione corrente, ovvero rispettando la gerarchia dell’albero.
Mentre, il comando Reset sequenza di ordinamento, permette di svuotare il campo.
Per aggiungere il campo Indice di sequenza nella tabella riepilogativa, avviare il comando per
disegnare la tabella dal menu Utilità e selezionare l’etichetta colonna Indice. Usare i bottoni freccia
per fissare la posizione della colonna aggiunta.
Reti dati
Le reti dati possono essere sviluppate all’interno dell’interfaccia Reti secondo il metodo del
cablaggio strutturato.
Cablaggio strutturato
Il cablaggio strutturato è una metodologia di progetto e realizzazione degli impianti di
telecomunicazione (sia fonia sia dati) interni agli edifici (reti LAN). Si tratta quindi di un impianto
separato dall'impianto di distribuzione dell'energia (rete elettrica).
La struttura degli impianto è gerarchica a stella, cioè parte da un punto principale, raggiunge gli
armadi di piano e si dirama verso le postazioni di lavoro. A prescindere della complessità, può essere
rappresentato con più livelli di interconnessione quali, ad esempio, i distributori dei vari livelli
(Campus, Edificio, Piano), la work area con le prese utente (TO) e multiutente (MUTO) ed eventuali
Consolidation Point (CP).
L’interfaccia Reti - Rete dati permette definire l’impianto di tipi diversi di reti locali, quali ad
esempio rete pc, rete telefonica, rete tv,...
La rete di cablaggio strutturato evidenzia i seguenti nodi.
• Distributore. Indicato anche come armadio di permutazione, rappresenta il centro stella per
ciascun livello di connessione. Può essere indifferentemente:
- CD (Campus Distributor) Distributore di Campus.
- BD (Building Distributor) Distributore di Edificio.
- FD (Floor Distributor) Distributore di Piano.
- CP (Consolidation Point) Armadio di permutazione nei pressi dell’area di lavoro.
Reti 543
Reti dati
Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.
È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.
Distributore di partenza: è indicata la zona e il quadro del distributore di partenza, cioè l’elemento da
cui proviene la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.
Prefisso per terminazioni sottostanti, Suffisso per terminazioni sottostanti:queste sigle alfanumeriche
sono editabili solo per gli elementi di tipo distributore. Prefisso e Suffisso sono ripresi per comporre
il codice identificativo delle prese terminali a valle del distributore editato. Entrambi sono di libera
impostazione e possono essere omessi. Il suffisso è limitato a due caratteri.
Patch panel
Il distributore di rete dati permette di definire il numero di porte dati per ciascun patch panel
(sezionatori di collegamenti).
Ciascuna porta terminale definisce invece il numero incrementale di patch panel e il numero
incrementale di porta.
Quando viene effettuata una rinumerazione dei terminali la procedura compila il numero di porta
resettandolo ogni qualvolta il numero supera le porte disponibili sul distributore a monte.
I cavi di dorsale tipicamente sono identificati con un codice univoco componibile con un prefisso,
un indice progressivo e un suffisso. Ogni parte, Prefisso, Indice e Suffisso è di libera impostazione
e può essere utilizzata o meno in base alla necessità.
Identificazione terminale
Ogni presa utente e relativo cavo sono invece identificati da una targhetta con un'etichetta contenente
la sequenza delle sigle impostate per ciascun elemento distributore, nei campi Prefisso e Suffisso per
terminazioni sottostanti, come descritto prima. L’identificativo viene ricalcolato con il comando
Numerazione prese utente, disponibile nel menu Utilità.
Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete dati (comando Salva). Sono comunque editabili.
Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete, sia un distributore (escluso il primo nodo) che un punto presa, è
necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi.
La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di un elemento
distributore.
La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di un elemento punto
presa utente multiplo da 6 prese.
Reti 545
Reti dati
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi dall’elemento
selezionato.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due distributori, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i
simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
546 Reti
Reti dati
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Cablaggio strutturato. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla Cablaggio
strutturato. Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei
comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità - Aggiorna informazioni simboli
Quando un elemento viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a Zona e Quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante
questo comando è possibile riportare le modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Numerazione prese utente
Avvia il ricalcolo dell’identificativo delle prese utente. Come già spiegato ogni presa utente e relativo
cavo sono identificati tramite un codice composto dalla sequenza delle sigle impostate per ciascun
elemento distributore, nei campi Prefisso e Suffisso per terminazioni sottostanti. Tra prefisso e
suffisso una parte numerale può essere progressiva a livello globale o resettarsi per ogni distributore.
Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda.
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Cambia file utenze correlato
Opzioni
La figura seguente mostra il cablaggio strutturato della rete dati in un appartamento da 250mq
(esempio Imp_elettrico_app_250 [Link] disponibile all’interno della cartella degli esempi Impianti
il cui percorso predefinito è c:\ProgramData\Electro Graphics\R2024\Common\Sample\Impianti\).
Reti 547
Reti dati
Esempio operativo
Segue un esempio operativo che riassume brevemente la procedura per il cablaggio strutturato di una
rete dati LAN all’interno di un’azienda.
1. Nel disegno del topografico d’impianto inserire i simboli che rappresentano gli armadi
distributori della rete e le cassette terminali o punti presa.
2. Disegnare i condotti (comando DISCONDOTTO) che congiungono le scatole e i quadri. Si
consiglia il disegno orientato ai simboli per un aggancio agevolato alle elevazioni di inserimento dei
simboli grafici (vedi “Disegno dell’impianto orientato ai simboli” a pagina 571). Assicurarsi che la
destinazione del condotto sia Cablaggio strutturato oppure Multipla con opzione Cablaggio
strutturato attiva. Nel caso di comparti è buona norma assegnare la destinazione d’uso al comparto
in cui si desidera stipare i cavi. In tal modo l’infilaggio automatico dispone i cavi nel comparto
assegnato consentendo il calcolo dello stipamento automatico e preciso.
3. Avviare la finestra Reti - Rete dati (comando RETI).
4. Si dovranno definire i seguenti distributori:
il punto di distribuzione generale DG sotto il centro stella di cablaggio.
• il distributore di edificio BD a valle del DG.
• il distributore di piano P1 - UFFICIO TECNICO a valle del BD.
• il distributore di piano P2 - UFFICIO AMMINISTRATIVO a valle del BD.
Ogni elemento viene creato con una sigla univoca; ogni caratteristica può essere editata in un
secondo momento.
Selezionare un elemento, premere il tasto destro del mouse e avviare il comando Rinomina quadro
per personalizzarne la sigla. Nominare i quadri come nella figura seguente. Per la semplicità della
rete si è deciso di non nominare le zone.
548 Reti
Reti dati
Selezionare il distributore di piano P1 e mediante il comando Nuova presa utente creare cinque punti
presa. Selezionare il distributore di piano P2 e creare quattro punti presa.
Mediante il comando Modifica editare ogni elemento della rete per impostare i seguenti dati.
Distributore DB
Descrizione: LAN Dati Edificio aziendale
Prefisso per terminazioni sottostanti:
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso DB, Indice 1, Suffisso LAN
Distributore P1
Descrizione: Piano 1 - Ufficio tecnico
Prefisso per terminazioni sottostanti: P1.
Suffisso per terminazioni sottostanti: A
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso P1, Indice 1, Suffisso UT
Distributore P2
Descrizione: Piano 2 - Ufficio amministrativo
Prefisso per terminazioni sottostanti: P2.
Suffisso per terminazioni sottostanti: A
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso P2, Indice 1, Suffisso UT
Per tutti gli elementi specificare il cavo selezionandolo dall’archivio e il numero di cavi in ingresso.
Nei punti presa utente.
5. Eseguire il comando Numerazione prese utente (menu Utilità) con Indice iniziale 1 e opzione
Reset al cambio distributore attiva.
6. Mediante il comando Seleziona oggetti a fianco di ogni elemento definito nella rete, associare
il simbolo corrispondente nel disegno.
Dopo l’elaborazione della rete elettrica sarà possibile effettuare l’anteprima dello stipamento dei
condotti del disegno.
Reti 549
Reti dati
Reti EVAC
Per agevolare la stesura dei cavi per i sistemi di evacuazione sonora/vocale in caso di emergenza (per
brevità denominato EVAC) è stata introdotta la possibilità, in modo analogo alla rete dati, di
introdurre gli elementi che possono comporre gli elementi terminali di tale tipologia di impianti al
fine di effettuare la distribuzione dei cavi negli appositi portacavi tracciati.
Le recenti norme obbligano certe tipologie di ambienti e strutture commerciali e industriali a
realizzarli, in abbinata con i più conosciuti sistemi di rilevazione automatica fumo e incendio. Il
sistema può essere utilizzato non solo per diffondere messaggi di allarme, ma anche altre
comunicazioni sonore in condizioni ordinarie, ad esempio la musica o annunci. Va da sé che in caso
di allarme la priorità massima spetta ai messaggi di emergenza.
I principali componenti di tale rete possono essere così riassunti.
• Centralina. Costituita generalmente da un armadio rack in cui sono installati tutti i componenti
destinati a generare i messaggi di allarme e a monitorare la funzionalità dell'impianto.
• Controller. Dispositivi per monitorare le linee degli altoparlanti e degli eventuali amplificatori,
memorizzare messaggi vocali, distribuire i segnali audio. In impianti di grandi dimensioni più
controller sono connessi tra loro per gestire correttamente i flussi audio.
• Diffusori acustici.
• Amplificatori. Dispositivi utilizzati per amplificare i segnali audio che devono attraversare
aree molto estese.
• Postazioni microfono. Dispositivi per immettere nel sistema segnali sonori o di allarme
• Router. Dispositivi usati tipicamente per multiplexare le singole postazioni.
Le reti EVAC possono essere sviluppate all’interno dell’interfaccia Reti secondo il metodo del
cablaggio strutturato come per le reti dati: vedi “Cablaggio strutturato” a pagina 542.
Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.
È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.
Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.
Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.
Tipo di unità:una unità di rete EVAC può essere un dispositivo dei seguenti tipi, identificati nella
griglia con una icona rappresentativa.
• Controller
• Altoparlante
• Postazione microfono
• Amplificatore
• Router
• Altro
Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.
Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
552 Reti
Reti EVAC
Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.
La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di una unità
altoparlante.
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Sposta a monte o a valle
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento,
possono servire per la definizione di catene seriali di apparecchiature.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Reti 553
Reti EVAC
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda.
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Cambia file utenze correlato
Opzioni
554 Reti
Reti antincendio
La figura seguente mostra il cablaggio strutturato della rete antincendio in un edificio pubblico.
Reti antincendio
Altra rete ausiliaria che è possibile introdurre è quella di allarme antincendio. Tale impianto prevede
la definizione dell’insieme di dispositivi elettronici predisposti per rilevare la presenza di un incendio
dentro un edificio, per segnalare l'allarme a tutti i presenti e ai soccorritori esterni.
Le modalità di definizione dei punti di passaggio dell’impianto sono le medesime delle altre reti
ausiliarie: rete dati (vedi “Reti dati” a pagina 542), rete EVAC (vedi “Reti EVAC” a pagina 550).
Gli impianti di allarme incendio possono venire installati e messi in funzione negli stabilimenti
industriali, edifici pluripiano, magazzini e centri commerciali, complessi alberghieri, ospedali e
cliniche sanitarie e enti pubblici. Un impianto di allarme incendio è fondamentalmente formato da
una centralina di allarme, la quale riceve il segnale da una serie di dispositivi di rivelazione e dalla
quale escono i segnali di allarme con una serie di dispositivi di segnalazione (ad esempio sirene e
collegamenti ai soccorritori esterni).
Le reti antincendio possono essere sviluppate all’interno dell’interfaccia Reti secondo il metodo del
cablaggio strutturato come per le reti dati: vedi “Cablaggio strutturato” a pagina 542.
Nuova unità
Crea un nuovo elemento unità sotto l’elemento selezionato, sia esso l’elemento Centrale di controllo
antincendio (centro stella di cablaggio della rete) oppure un altra unità. Si può variare in un secondo
momento le caratteristiche di ciascuna elemento creato.
Modifica
Avvia la modifica dei dati dell’unità selezionata.
Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.
È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.
Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.
Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.
Tipo di unità: una unità di rete antincendio può essere un dispositivo dei seguenti tipi, identificati nella
griglia con una icona rappresentativa.
• Unità di controllo
• Rilevatore di fumo
• Pulsante
• Segnalazione
Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.
Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
556 Reti
Reti antincendio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.
La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di un elemento
distributore.
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Chiudi anello
Una particolarità in tale tipologia di rete è la necessità di creare anelli (loop) per motivi di sicurezza.
Dopo aver indicato al programma una catena di elementi rilevatori, la chiusura di un anello è
possibile avviando l’apposito comando presente sul menu contestuale dell’ultimo rilevatore. Una
finestra di dialogo permetterà di scegliere a quale unità il programma dovrà predisporre il
collegamento di chiusura.
Reti 557
Reti antincendio
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Sposta a monte o a valle
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento,
possono servire per la definizione di catene seriali di apparecchiature.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due distributori, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i
simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Antincendio. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla destinazione
Antincendio. Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze
nei comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
558 Reti
Rete TV/SAT
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda.
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Cambia file utenze correlato
Opzioni
Rete TV/SAT
Altra tipologia di rete che è possibile definire in modo indipendente all’interno del progetto di
impianto planimetrico è quella di TV/SAT. Tale impianto prevede la definizione dell’insieme di
dispositivi elettronici attivi e passivi predisposti per la distribuzione del segnale TV nelle diverse
modalità di impianto previsti.
Anche la rete TV/SAT può essere sviluppata all’interno dell’interfaccia Reti (comando RETI)
secondo il metodo del cablaggio strutturato.
Le modalità di definizione dei punti di passaggio dell’impianto sono le medesime della rete dati: vedi
“Reti dati” a pagina 542.
Reti 559
Rete TV/SAT
Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.
È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.
Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.
Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.
Tipo di unità:
per la rete TV/SAT sono previste le seguenti tipologie di unità.
• Centralina
• Amplificatore
• Presa
• Antenna/parabola
• Altro
Tali tipologie hanno lo scopo di facilitare, con una forma grafica, l'individuazione degli elementi
all'interno della rete.
Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.
560 Reti
Rete TV/SAT
Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.
La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di una unità presa
terminale.
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle sono attivi per modificare catene seriali di apparecchiature.
Reti 561
Rete TV/SAT
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due centraline, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i simboli
che rappresentano le due centraline nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di TV/SAT. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla destinazione TV/SAT. Nel
caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi
la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità
Le utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica: vedi “Funzioni di gestione della rete
elettrica” a pagina 525.
È possibile impostare fino a tre tipi di terminazioni diverse per un simbolo; è possibile creare pertanto
un simbolo grafico che elettricamente parlando rappresenta un gruppo composto ad esempio da una
presa, un interruttore semplice e un pulsante.
La lista delle terminazioni è ampliabile attraverso la finestra Gestione terminazioni di Preferenze
ambiente grafico - Impianti. Vedi “Gestione terminazioni e schemi di collegamento” a pagina 565.
I simboli terminali vengono normalmente inseriti nella planimetria di impianto con i consueti
strumenti. Si definiscono gruppi comando l’insieme di apparecchiature che fanno parte dello stesso
schema di collegamento. Ad esempio indichiamo con gruppo comando, in questo contesto, l’insieme
dei corpi illuminanti e l’interruttore semplice che li azionano, oppure l’insieme composto dal relè, i
pulsanti e i corpi illuminanti connessi tra loro. Per individuare il gruppo comando è stato introdotto
un insieme di attributi con descrizione Comando (etichette COM1, COM2, etc.) che permettono di
designare con la stessa sigla tutti gli apparecchi appartenenti al gruppo.
Mediante la finestra di editazione attributi (comando DDA) risulta agevole marcare i vari gruppi
comando riportati nel layout d’impianto. La casella a discesa presente nella finestra di editazione
attributi in corrispondenza agli attributi Comando permette di elencare tutti i comandi utilizzati nel
disegno corrente ed eventualmente avviare la generazione di un nuovo comando.
Sebbene sia possibile assegnare un valore qualsiasi all’attributo comando, si consiglia di utilizzare
lettere singole o brevi gruppi di lettere al fine di rendere lo schema più leggibile.
Se un simbolo prevede più terminazioni nel setup di libreria simboli, ciascuna terminazione può
essere associata ad un diverso gruppo comando mediante gli attributi Comando 1, Comando 2, etc.
I punti luce inseriti direttamente con l’inserimento blocchi da listino o assiemi possono assumere il
gruppo comando automaticamente (vedere relativa impostazione in listino).
Una volta inseriti i simboli e assegnati i gruppi comando è possibile disegnare i condotti mediante
l’apposito comando. Si consiglia di attivare la modalità di aggancio orientata ai simboli dalla finestra
di disegno condotti (“Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso” a pagina 575).
564 Reti
Gestione delle connessioni terminali
Questa modalità permette di mantenere attivo l’OSNAP per un migliore aggancio grafico tra condotti
e simboli grafici e di fa prevalere l’elevazione del condotto impostata dalla finestra.
Nota. Nel tracciare i condotti è importante che la destinazione d’uso comprenda Rete elettrica, in
caso contrario le procedure automatiche non considereranno validi i canali portacavi.
Tramite l’interfaccia Reti - Rete elettrica (comando RETI, vedi “Reti” a pagina 523) è possibile
abbinare il circuito elettrico ai simboli inseriti sulla planimetria. Lo schema elettrico può provenire
dal programma di calcolo reti Ampère o essere generato attraverso i comandi presenti nella finestra,
in ogni caso l’attenzione va ora rivolta all’utenza terminale e al quadro di distribuzione da cui essa
si propaga, elementi che devono essere associati ai simboli grafici.
Il comando Salva in Rete elettrica esegue l’infilaggio vero e proprio delle linee di distribuzione,
compresi i collegamenti terminali.
1. Inserire sulla planimetria un simbolo per rappresentare il quadro di distribuzione, un simbolo per
la cassetta di giunzione, un interruttore semplice e un corpo illuminante.
2. Con Edita attributi (comando DDA) assegnare a interruttore e lampada lo stesso gruppo
comando (ad esempio “a”).
3. Tracciare le canalizzazioni (comando DISCONDOTTO) che congiungono i simboli inseriti.
9. Con il comando Utilità - Visualizza marcatori sintetici è possibile ottenere un feedback a video
della presenza dei vari conduttori nelle tratte di portacavi.
Reti 565
Gestione delle connessioni terminali
L'utilità Schemi di collegamento consente di delineare la struttura di una rete elettrica definendone
i punti base, ovvero le terminazioni, e il modo in cui essi sono collegati, ovvero i collegamenti. Gli
schemi di collegamento sono personalizzabili mediante profili.
Per accedere a tale funzionalità selezionare la voce Schemi di collegamento disponibile nel menu
Utilità della scheda Rete elettrica visualizzabile lanciando il comando RETI. Le impostazioni delle
terminazioni e degli schemi di collegamento sono richiamabili anche dalla finestra di Preferenze
ambiente grafico > Impianti > Gestione terminazioni e schemi di collegamento (comando EGPREF).
Schema di collegamento
Tutti i profili schema di collegamento disponibili sono presenti nella lista visualizzabile nella scheda
Schemi di collegamento della finestra di dialogo principale.
Ogni schema di collegamento è caratterizzato da una descrizione univoca editabile nella casella
Descrizione della finestra di dialogo Schema di collegamento.
La personalizzazione di uno schema di collegamento si articola in due fasi descritte di seguito.
• Fase 1: Scelta delle terminazioni
Nella parte superiore della finestra di dialogo Schema di collegamento vi è una lista delle
terminazioni che compongono lo schema corrente.
Per aggiungere una terminazione basta selezionare la relativa voce nel popup menu che si apre
cliccando il pulsante Aggiungi nella barra degli strumenti superiore ed elenca tutti i profili di
terminazione disponibili suddivisi per tipologia.
Per eliminare una terminazione in lista basta selezionarla e cliccare il pulsante Elimina nella barra
degli strumenti superiore.
Ogni terminazione può essere multipla, ovvero possono esserci più istanze con quel profilo presenti
nello schema corrente (per esempio: se lo schema corrente ha N terminazioni Lampada, è sufficiente
inserire una sola volta in lista il relativo profilo e specificare l'attributo Multiplo cliccando il relativo
pulsante nella barra degli strumenti superiore).
È possibile aggiungere nuovi collegamenti mediante il pulsante Nuovo nella barra degli strumenti
inferiore; modificare ed eliminare collegamenti in lista selezionandoli e cliccando i relativi pulsanti
sempre nella barra degli strumenti inferiore.
Nota. Le tipologie di collegamento sono personalizzabili mediante la finestra di dialogo Elenco dei
collegamenti attivabile cliccando il pulsante Gestione collegamenti nella barra degli strumenti della
finestra di dialogo principale. La personalizzazione di un collegamento richiede:
Reti 567
Gestione delle connessioni terminali
• l'aggiunta di un nuovo collegamento, cui è associata una descrizione univoca, nella lista
Collegamenti (a sinistra);
• la definizione dei conduttori che lo caratterizzano aggiungendoli nella lista 'conduttori' (a
destra).
Esempio. Per aggiungere il collegamento F+N (fase-neutro) cliccare il pulsante Aggiungi sotto la
lista Collegamenti e inserire la descrizione F+N nella finestra di dialogo Collegamento che si apre,
quindi selezionare la voce F+N nella lista Collegamenti, cliccare il pulsante Aggiungi sotto la lista
Conduttori e selezionare prima un conduttore Fase e poi un conduttore Neutro nella finestra di
dialogo Conduttore che si apre.
Per completare la definizione del nostro schema indichiamone la descrizione Lampada con
interruttore semplice nell'apposita casella in alto e confermiamo la creazione del profilo premendo
il pulsante OK in basso a destra.
fase, neutro, PE e conduttori di ritorno. A ciascuna tipologia preferenziale è possibile associare una
sola coppia di designazione e sezione: se si tenta di assegnare una tipologia preferenziale già
assegnata ad un altro cavo con medesima designazione e sezione, una finestra di dialogo chiederà di
procedere con la sostituzione del conduttore preferenziale in questione.
Nel disegno seguente sono raffigurati i collegamenti necessari nel caso di un elementare schema di
accensione lampada mediante interruttore semplice.
Reti 569
Marcatori di contenuto delle tratte di condotto
Il conduttore di ritorno indica la fase che viene interrotta dalla presenza dell’interruttore e viene
raffigurato con una linea più corta rispetto al conduttore di fase. Nella raffigurazione del ritorno può
essere eventualmente riportato il comando, ovvero la lettera che riunisce il gruppo di lampade
comandate dall’interruttore.
La figura seguente mostra lo schema elettrico con le etichette.
All'avvio del comando sono presentate, alla riga di comando e vicino al cursore se posizionato
nell’area del disegno, le opzioni illustrate di seguito.
Inserisci
Richiede di selezionare nel disegno un tratto di condotto e visualizza la finestra di dialogo Contenuto
tratta per l’editazione dei conduttori, per aggiungere, modificare o rimuovere collegamenti. Se le
modifiche vengono confermate con OK il blocco con i dati di marcatura viene inserito giacente al
condotto, nel punto inizialmente selezionato. Nel caso di inserimento con modalità callout,
opzionabile nella finestra Contenuto tratta, viene richiesto un punto in cui disegnare il blocco di
marcatura.
Modifica
570 Reti
Marcatori di contenuto delle tratte di condotto
Questa opzione funziona come la precedente, ma nel caso in cui il blocco di marcatura sia già
presente sul disegno, l’aggiornamento avviene nella medesima posizione precedente, senza
interazione dell'utente.
Sposta
Se i dati di marcatura sono già presenti sul tratto selezionato, questa opzione permette di modificare
la posizione del marcatore senza richiamare la finestra di editazione.
Automatico
Questa opzione ha il duplice scopo di disegnare in forma automatica tutti i marcatori nelle tratte di
condotto in cui sono state definite delle utenze e aggiornare i marcatori presenti al variare delle
caratteristiche delle utenze stesse.
Pulisci
Questa opzione permette di rimuovere dal disegno tutti i marcatori e cancellare tutti i dati relativi
all’infilaggio dei collegamenti.
La finestra è divisa in due parti. La parte di sinistra visualizza la lista delle utenze i cui collegamenti
interessano il tratto selezionato, essendo stati infilati nel condotto in precedenza. Per ciascuna utenza
è possibile visualizzare, nella lista a destra, i singoli collegamenti che sono presenti nel tratto. Un
collegamento rappresenta un insieme di conduttori fisicamente infilati nella conduttura elettrica:
queste informazioni saranno riportate nel disegno in forma di etichetta.
Per specificare i conduttori presenti è possibile usare l'icona Aggiungi connessione (terza icona nella
barra strumenti di sinistra) e selezionare le opzioni interessate.
In alternativa è possibile usare l'icona Nuovo (prima icona nella barra strumenti di destra) che
permette di aggiungere una connessione per volta ma anche specificare il comando.
Quando si aggiunge un collegamento ad un utenza valgono le seguenti considerazioni:
• collegamenti con conduttori di ritorno possono essere aggiunti solo ad utenze terminali;
• il numero di fasi deve essere inferiore a quelle definite nei dati elettrici dell’utenza.
È possibile anche eseguire la marcatura di un condotto vuoto, selezionando le utenze da infilare tra
quelle del progetto collegato al disegno. La prima icona nella barra degli strumenti di sinistra apre
una finestra con la lista delle utenze del file UPEX collegato al disegno: è quindi possibile
Reti 571
Disegno dell’impianto orientato ai simboli
selezionare una utenza con doppio clic. Di seguito vanno specificati ulteriormente i conduttori
passanti al fine di indicare anche l'eventuale presenza di fili di ritorno.
L'utenza selezionata in lista comprende le seguenti proprietà.
Sezione : il programma propone come sezione per i conduttori la sezione ricavata dall’utenza
associata. Se i conduttori devono avere sezioni minori è sufficiente modificarne il valore.
Disegna marcatore con callout: se questa opzione è attiva il blocco dei dati di marcatura viene
disegnato in un punto indicato dal disegnatore, collegato al condotto con una linea di estensione
(come la quotatura ). Altrimenti i dati di marcatura vengono disegnati giacenti al condotto.
Elenco dei collegamenti
La finestra Elenco dei collegamenti si apre nella finestra riportante i conduttori presenti nel condotto,
con l'icona in alto a destra. Essa permette di visualizzare l’associazione tra un collegamento
mnemonico e i conduttori che effettivamente ne fanno parte. È possibile aggiungere collegamenti
personalizzati, mentre non è possibile modificare e rimuovere i collegamenti predefiniti.
Elevazioni predefinite
Le elevazioni predefinite permettono di agevolare la scelta dell’altezza di installazione al momento
del posizionamento dei simboli e il disegno dei condotti portacavi. Vedi “Elevazioni predefinite di
simboli e condotti” a pagina 443.
Elevazione
menu Opzioni
Piano di lavoro
• Destinazione d’uso (vedi anche “Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso”
a pagina 575).
• Elevazione: indica l’elevazione dal pavimento alla quale si sta tracciando il condotto. La scelta
dell’elevazione del condotto è agevolata dalla barra che permettere di variare velocemente
l’elevazione tra le elevazioni tipiche predefinite. Nella casella a destra è possibile selezionare il piano
di lavoro, nel caso si disegni in 3D su un edificio a più piani. Selezionare un offset dall'elenco degli
offset predeterminati (vedi “Livelli altimetrici dei piani di lavoro” a pagina 437).
• Aggancia: permette di agganciare un condotto ad un canale esistente o a un simbolo nel disegno
e in questo caso l’elevazione del condotto passa all’elevazione del simbolo.
• Modalità di aggancio orientata ai simboli: favorisce la connessione rapida tra due simboli.
Le precedenti funzioni sono documentate in questa guida nella parte dedicata al disegno dei condotti:
vedi “Condotti” a pagina 467.
Esempio
1. Posizionare nella planimetria una serie di simboli con elevazione di posa adeguata (automatica
se impostata nel setup simboli): centralino (Media - 120cm), scatola di derivazione (Bassa - 30cm),
interruttore (Media - 120cm), lampada (Soffitto - 270cm).
Lampada
Interruttore
Centralino Derivazione
2. Avviare quindi la funzione Disegna condotti per tracciare i condotti che collegano gli
apparecchi.
574 Reti
Disegno dell’impianto orientato ai simboli
3. Consideriamo di dover disegnare una distribuzione a livello del pavimento con delle opportune
alzate di collegamento. Nella finestra condotti attivare il bottone Disegna raccordi ad angoli retti e
tramite il cursore a sinistra selezionare l’elevazione Pavimento: nella casella Elevazione viene
compilato il valore predefinito 0cm. Controllare che sia selezionata l’opzione Modalità di aggancio
orientata ai simboli (dal menu Opzioni: vedi figura precedente).
4. Iniziare la tracciatura selezionando un punto sul simbolo del centralino e quindi sul simbolo
della scatola di derivazione; essendo le elevazioni dei simboli diverse da 0cm il programma chiede
conferma per disegnare il condotto a 0cm.
5. Ora si può disegnare di seguito o staccare con il tasto destro del mouse (come in questo
esempio); in entrambe i casi il programma disegna una tratta di condotto che parte dal centralino e
si porta alla quota 0cm sulla verticale del simbolo, va alla scatola e sale per collegarsi ad essa.
6. Continuare la tracciatura selezionando la scatola e l’interruttore.
7. A questo punto selezionare l’elevazione Soffitto affinché il condotto non passi per il pavimento
e selezionare l’interruttore e la lampada.
8. Impostando una vista assonometrica 3D si potrà notare l’andamento reale del condotto. Si noterà
quindi la distribuzione alla quota pavimento da cui dipartono le salite verso il simbolo del centralino,
della cassetta e dell’interruttore. Per la lampada non c’è cambio di quota perché il simbolo è
posizionato alla stessa elevazione impostata per la distribuzione del condotto dopo il “passaggio” per
l’interruttore.
Reti 575
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso
Oltre a quelle citate sopra, è definita anche la destinazione Multipla. Quest’ultima è una tipologia
speciale ed è impiegata tipicamente per i canali con più comparti. Selezionando tale tipologia nella
finestra di disegno condotto si attiva un pulsante dal quale si specifica nel dettaglio quali destinazioni
elementari assegnare.
Nota. Al fine di impostare una continuità tra tratte di condotto disegnate in aree diverse del disegno
è necessario inserire alle estremità delle stesse dei blocchi di rinvio per segnalare che il percorso
continua in un’area o proviene da un’area diversa: vedi “Rinvio di un tratto di condotto” a
pagina 474.
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso
La ricerca dei percorsi per l’infilaggio automatico dei cavi della gestione reti avviene sui condotti che
possiedono la destinazione d’uso corretta.
In particolare:
• i cavi della Rete elettrica (vedi “Rete elettrica” a pagina 524) verranno stipati nei condotti o nei
comparti di condotto con destinazione Rete elettrica.
576 Reti
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso
• i cavi della Rete ausiliaria (vedi “Rete ausiliaria generica” a pagina 537) verranno stipati nei
condotti o nei comparti di condotto con destinazione Rete elettrica.
• i cavi della Rete dati (vedi “Reti dati” a pagina 542) verranno stipati nei condotti o nei comparti
di condotto con destinazione Cablaggio strutturato.
• i cavi della Rete EVAC (vedi “Reti EVAC” a pagina 550) verranno stipati nei condotti o nei
comparti di condotto con destinazione Diffusione sonora (EVAC).
• i cavi della Rete Antincendio (vedi “Reti antincendio” a pagina 554) verranno stipati nei
condotti o nei comparti di condotto con destinazione Antincedio.
• i cavi della Rete TV/SAT (vedi “Rete TV/SAT” a pagina 558) verranno stipati nei condotti o nei
comparti di condotto con destinazione TV/SAT.
L’eventuale canalizzazione multiuso, quindi con destinazione Multipla deve essere abilitata a
seconda dei casi per la tipologia di rete in esame e/o per Cablaggio strutturato. Nel caso di condotti
con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi la destinazione
d’uso adeguata.
Associazione delle destinazioni d’uso ai comparti dei condotti
Tramite la finestra Comparti dei condotti, accessibile dalla finestra Preferenze ambiente grafico >
Impianti > Comparti predefiniti (comando EGPREF, vedi “Impianti - Comparti predefiniti dei
condotti” a pagina 769) è possibile associare ad ogni funzione di comparto la sua destinazione d’uso
selezionabile tra quelle predefinite.
Questa associazione serve per la funzione automatica di infilaggio dei cavi nei condotti ottenibile con
la gestione reti (comando RETI). In tale operazione i cavi della rete elettrica saranno destinati ai
compariti con destinazione Rete elettrica mentre i cavi della rete dati saranno infilati nei comparti
con destinazione Cablaggio strutturato.
Ciascuna destinazione permette quindi di personalizzare le diverse tipologie riportate sul disegno. È
possibile anche associare per ogni destinazione un diverso tipo linea per ciascuna delle elevazioni
tipiche del disegno; in tal modo, ad esempio, si individuano in modo diverso i tubi interrati in
pavimento da quelli a parete. Se invece si desidera solamente caratterizzare sul disegno la diversa
tipologia di condotto (ad esempio tra canali e tubi), si può preassegnare un layer di appartenenza e
definire colore, spessore, tipolinea dedicati direttamente in CAD.
Gestione dei comparti per i condotti disegnati
Per editare la destinazione d’uso dei condotti tracciati nel disegno corrente avviare la funzione
Modifica condotto (comando MODCONDOTTO) e selezionare i tratti del condotto da editare.
La finestra di modifica dei dati condotto propone, nel riquadro superiore, anche la destinazione d’uso
del condotto (Destinazione). Inoltre, per ogni condotto è possibile accedere alla pagina Comparti in
cui impostare i dati dei comparti previsti in archivio per il condotto selezionato.
È possibile scegliere se attivare o meno l’uso dei comparti apponendo o meno la spunta all’opzione
Abilita l’uso dei comparti per questo [Link] caso in cui l’uso dei comparti non sia abilitato, il
condotto verrà considerato come non compartimentato, indipendentemente da quanto definito in
archivio.
Se il condotto selezionato non prevede comparti, in lista comparirà comunque un unico comparto che
occupa, ovviamente, tutta la sezione del condotto.
L'infilaggio automatico dei cavi nei condotti, ottenibile con la gestione reti (comando RETI), può
essere condizionato predisponendo i condotti ad alloggiare solo i cavi di un certo di impianto o, al
contrario, ad escluderli.
Si ricorda che al condotto è anche possibile assegnare la Destinazione d'uso, che vincola il canale ad
alloggiare cavi di una determinata tipologia di rete (Rete elettrica, Cablaggio strutturato, Diffusione
sonora, Antincendio, Rete telefonica, TV/SAT, Domotica e Fonia).
Con la specifica dell'impianto è ora possibile stabilire una differenziazione all'interno della stessa
rete. A tale scopo è necessario assegnare ad ogni elemento rettilineo di condotto una specifica
predisposizione tramite la finestra di modifica condotto avviata da Gestione tratte portacavi
(comando CONDOTTI) o con il comando MODCONDOTTO. Le scelte possibili sono le seguenti.
• Predisposto per tutti gli impianti
Il condotto non possiede alcuna predisposizione ed è adibito all'infilaggio di tutti i cavi in modo
coerente con la destinazione d'uso assegnata.
• Predisposto per impianto...
Dopo aver inserito un testo nel campo specificato, il passaggio in questo tratto sarà riservato ai
cavi/utenze che possiedono un campo Impianto compilato e uguale da quello specificato. Si consiglia
di utilizzare questa opzione quando la rete di condotti è molto articolata ed è necessario
personalizzare il percorso di una gran quantità di impianti. Assegnare in tal caso la corretta
predisposizione a tutti i tratti interessati al condizionamento.
• Non predisposto per impianto...
Dopo aver inserito un testo nel campo specificato, il passaggio in questo tratto sarà interdetto ai
cavi/utenze che possiedono un campo Impianto compilato e uguale a quello specificato. Si consiglia
di utilizzare questa opzione quando l'obiettivo primario è quello di evitare uno specifico percorso ad
una determinata categoria di cavi
È possibile specificare il campo Impianto ai cavi di tutte le tipologie di rete. Non è possibile
personalizzare il passaggio di cavi con campo Impianto non assegnato. L'informazione Impianto e
Predisposizione è riportata, per comodità, nelle finestre di Reti (comando RETI) e Gestione tratte
portacavi (comando CONDOTTI).
Premessa
Prima di procedere alle operazioni di infilaggio è necessario associare i disegni dello schema
circuitale e del layout di impianto allo stesso file di schema (.sch) tramite il comando SCHEMA (vedi
“Gestione schema” a pagina 96).
L’esatta interpretazione delle connessioni è possibile solamente dopo aver effettuato l’analisi dello
schema (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) che compila i file per il cablaggio dei
cavi.
Tipologie di ubicazione
Quando si definiscono le ubicazioni nelle quali sono organizzati i componenti di uno schema
elettrico, tramite la funzione Gestione ubicazioni (comando UBIC), è ora possibile associare ad
ognuna di esse una particolare tipologia. L’ordine reciproco di due ubicazione aventi tipologia
diversa è quindi stabilito in base all’ordine di precedenza delle tipologie. L’ordine di precedenza
delle tipologie, specificato di seguito, è fisso.
Reti 579
Reti di cablaggio macchina
In particolare, ai fini dell’acquisizione della rete di cablaggio macchina sono prese in esame le
seguenti due tipologie di ubicazione.
Quadro allacciato alla fornitura
Gli elementi appartenenti a questa ubicazione vengono considerati il punto di partenza della rete
dello schema elettrico. La rete dello schema si sviluppa partendo da questa tipologia di quadri e
connette tutti i quadri.
Nota. È necessario che nello schema elettrico acquisito sia presente un componente con la cui
ubicazione è della tipologia Quadro allacciato alla fornitura.
Area/locale
Gli elementi appartenenti a questa ubicazione sono in genere motori e sensori di bordo macchina e
non sono inseriti all’interno di un quadro specifico.
Apparecchiature con ubicazione non compilata e attributo Morsettiera compilato EXT sono
automaticamente considerate in questa tipologia di ubicazione.
In un layout di impianto o macchina queste apparecchiature devono essere riportate singolarmente
nel disegno. Tutte le altre apparecchiature vengono invece rappresentate mediante i relativi quadri
elettrici di appartenenza.
La figura seguente mostra il layout di un impianto di automazione in cui è stato eseguita la posa dei
cavi acquisiti dallo schema elettrico (esempio Cavi [Link] disponibile all’interno della cartella
d e g l i e s e m p i I m p i a n t i i l c u i p e r c o r s o p r e d e f i n i t o è c : \ P ro g r a m D a t a \ E l e c t ro
Graphics\R2024\Common\Sample\Impianti\).
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
L’infilaggio dei cavi, ovvero l’attribuzione dei cavi ai relativi condotti portacavi, avviene con il
comando Salva.
I dati relativi ai cavi della rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che
rappresentano i canali portacavi. Per ciascun cavo i tratti di condotti vengono scelti individuando il
percorso più breve che congiunge i simboli grafici che rappresentano gli componenti cablati dallo
stesso. Il cavo o i cavi che congiungono due quadri, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni
che uniscono i simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Rete elettrica. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla Rete elettrica. Nel
caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi
la destinazione d’uso adeguata.
Una finestra di localizzazione avvertimenti permette di visualizzare eventuali anomalie riscontrate
nella fase di salvataggio.
Le lunghezze dei cavi correttamente attestati vengono aggiornate e riportate anche nel relativo file
per Cablo. Tracciando o aggiornando le tabelle relative alle liste cavi sullo schema multifoglio,
verranno riportate le lunghezze corrette.
Nota. Due tipologie di rete (ad esempio Rete elettrica generata da Ampère e Cablaggio macchina
generata da schema multifoglio) possono condividere lo stesso simbolo di rappresentazione di un
quadro. In altre parole un simbolo associato ad un quadro definito nel file utenze di Ampère può
essere utilizzato anche come punto di attestazione per un quadro (con uguale o diversa sigla) definito
dallo schema elettrico al fine di procedere con l’infilaggio dei diversi cavi definiti.
Pannello cavi in entrata
La griglia sottostante la finestra di gestione Cablaggio macchina, riporta la lista di cavi considerati
in “entrata” al quadro selezionato. Tale griglia permette sia la visualizzazione che l’editazione delle
linee in arrivo al quadro.
Il bottone Edita cavo, posto nella prima colonna, permette di editare i dati della lunghezza del cavo:
la lunghezza reale, la percentuale di adattamento e lo sfrido che sevono per calcolare la lunghezza
totale da computare. Da tener presente che la funzione Salva aggiorna sempre la lunghezza reale con
il valore calcolato dal disegno, mentre non modifica adattamenti e sfridi.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse. Per ottenere un feedback
582 Reti
Reti di cablaggio macchina
immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che rappresentano lo stato di
stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).
Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità - Aggiorna informazioni simboli
Quando un elemento viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a Zona e Quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante
questo comando è possibile riportare le modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Numerazione prese utente
Avvia il ricalcolo dell’identificativo delle prese utente. Come già spiegato ogni presa utente e relativo
cavo sono identificati tramite un codice composto dalla sequenza delle sigle impostate per ciascun
elemento distributore, nei campi Prefisso e Suffisso per terminazioni sottostanti. Tra prefisso e
suffisso una parte numerale può essere progressiva a livello globale o resettarsi per ogni distributore.
Utilità - Rinomina quadro
Permette di modificare l’identificazione di zona e quadro di un elemento distributore.
Il comando è presente anche in menu contestuale.
Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda (vedi “Rete elettrica”
a pagina 524).
Cambia file utenze correlato
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Verifica correttezza intersezioni portacavi
Opzioni
22
Schema utenze
In questo capitolo sono descritte le funzioni per la creazione automatica e manuale dello schema
utenze unifilare o multifilare.
Generalità
Preliminarmente all'attività di calcolo della rete, solitamente si realizzano i topografici di posa
dell'impianto. I dati introdotti sul topografico definendo le utenze vengono memorizzati sul database
delle Utenze [Link] e, quindi, sono disponibili per elaborazioni di calcolo e
dimensionamento nel programma Ampère. Ritornando in ambiente grafico di iDEA è possibile
riportare i dati delle utenze in uno schema unifilare o multifilare.
Unifilare
Schema
utenze
Topografico Ampère
Definizione Calcolo della rete Multifilare
utenze
Semplici reti possono essere definite, magliate e disegnate su schema utenze unifilare/multifilare
interamente tramite l’interfaccia Gestione schema utenze in ambiente grafico di iDEA.
584 Schema utenze
Tracciatura dello schema unifilare
Attenzione. Si può utilizzare il modo automatico quando si hanno a disposizione tutti i dati relativi
alle caratteristiche elettriche e fisiche delle utenze definite con il programma Ampère. In modo
manuale, invece, quando la definizione dei dati spetta all'operatore.
Per creare un nuovo disegno eseguire il comando COMMESSE indicando un nuovo nome al file che
si vuole creare.
Avviata la procedura (se non è selezionata l'icona Inserimento manuale) essa provvederà ad inserire
i fogli necessari, a disporre tutte le utenze, i simboli della fornitura, delle protezioni, delle terre,
nonché compilare le sigle delle protezioni e i dati delle utenze calcolati in Ampère.
Per creare un nuovo disegno eseguire il comando COMMESSE indicando un nuovo nome al file che
si vuole creare.
Vediamo ora la tracciatura automatica di uno schema multifilare a partire dal file di un progetto
.UPEX elaborato in Ampère. Tale procedura viene avviata dalla funzione Gestione schema utenze
(vedi “Gestione schema utenze” a pagina 585)
Dopo la creazione del nuovo file di disegno non è necessario inserire i fogli di potenza; si può inserire
comunque, come primo foglio del documento, un foglio di tipo Frontespizio.
Nella finestra Gestione schema utenze, per tracciare lo schema multifilare è necessario selezionare
l’opzione Multifilare, nel riquadro Modalità di tracciatura.
Dopo aver selezionato con un segno di spunta le caselle delle utenze da tracciare, premere il pulsante
Disegna.
Avviata la procedura essa provvederà ad inserire i fogli necessari, a disporre tutte le utenze, i simboli
della fornitura, delle protezioni, delle terre, nonché compilare le sigle delle protezioni e i dati delle
utenze calcolati in Ampère.
Nota. É possibile stabilire che i simboli dello schema multifilare tracciato in automatico vengano
inseriti con una scala diversa da quella predefinita nel disegno. In Preferenze ambiente grafico,
scheda Unifilare (vedi “Schemi elettrici - Schema unifilare” a pagina 761), selezionare la casella
Utilizza scala simboli indipendente dai parametri disegno e indicare una scala alternativa nella
casella di testo. Impostando ad esempio 0,8 i simboli avranno una dimensione ridotta che in certi casi
rende meno ‘compresso’ lo schema.
Menu: Impianti.
L’interfaccia visualizza, nel riquadro di sinistra, una struttura ad albero che riporta il nome del file
di progetto ed elenca le zone e i quadri in cui sono organizzate le utenze.
Nel riquadro di destra vengono elencate le utenze del progetto rappresentate a rami secondo come
sono state connesse (o magliate). Ognuna presenta una casella selezionabile con un segno di spunta
per le operazioni di tracciatura o aggiornamento.
La selezione di una zona o un quadro, nel riquadro di sinistra, permette di selezionare le rispettive
utenze nel riquadro di destra.
Le utenze prive delle informazioni di zona e/o quadro sono raggruppate nel nodo Zona non assegnata
e/o Quadro non assegnato.
Alla base della finestra ci sono i controlli per il disegno dello schema utenze: a destra i pulsanti
Disegna ed Aggiorna tutto; a sinistra l’opzione Unifilare o Multifilare per scegliere il tipo di schema
che si vuole ottenere.
586 Schema utenze
Gestione schema utenze
Menu: Impianti.
Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.
Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: NVLINEE.
2. Se non è già aperto, scegliere Apri e cercare il file con estensione .UPEX relativo allo schema
planimetrico realizzato precedentemente, oppure creato mediante il programma di calcolo Ampère.
Selezionarlo effettuando un doppio clic o premendo il pulsante OK.
3. Nella finestra Gestione schema utenze, selezionare quali utenze, fra quelle elencate nella finestra
di dialogo, dovranno essere inserite nel foglio corrente. Premere il pulsante destro del mouse e
scegliere Seleziona tutto, per selezionarle tutte.
4. Nel riquadro Modalità di tracciatura, posto in basso a sinistra, selezionare l’opzione Unifilare o
Multifilare a seconda del tipo di schema necessario.
5. Accertarsi che nel menu che si apre con il bottone Strumenti l’opzione Inserimento manuale
NON presenti un segno di spunta, mentre Sigla SI.
1. Nella finestra di dialogo Gestione schema utenze, selezionare le utenze da tracciare e seguire la
seguente procedura.
2. Nel riquadro Modalità di tracciatura, posto in basso a sinistra, selezionare l’opzione Unifilare.
Schema utenze 587
Gestione schema utenze
3. Accertarsi che nel menu che si apre con il bottone Strumenti entrami le opzioni Inserimento
manuale e Sigla presentino un segno di spunta.
4. Premere il pulsante Disegna.
5. Selezionare un punto nello schermo all'altezza della linea guida visualizzata in prossimità della
mezzeria della colonna in cui si desidera inserire la prima utenza. A seguire inserire le altre utenze
proposte.
6. Per ogni utenza sarà tracciata la calata, inserito il simbolo della protezione ed eventuali
identificatori linee; verrà compilata automaticamente la tabella dati linee utenze con tutti i dati
relativi alla linea e alla protezione.
Di seguito vengono descritte tutte le funzioni presenti nella finestra Gestione schema utenze.
Disegna
Il pulsante Disegna, collocato in basso a destra, avvia la tracciatura delle utenze selezionate e la
compilazione dei relativi dati sullo schema utenze.
Se non si è selezionato Inserimento manuale, all'avvio della procedura il programma inserirà un
nuovo foglio per cui ne richiede la sigla. Seguirà la tracciatura automatica delle utenze selezionate
e l'inserimento dei fogli necessari.
Nota. La tracciatura automatica, compila nei cartigli l’ubicazione con il nome di zona e quadro delle
utenze.
Rientrando nella finestra Gestione schema utenze, i segni di spunta nelle caselle a fianco delle utenze
indicano che tali utenze sono già inserite nel disegno.
Aggiorna tutto
Nel caso di eventuali modifiche apportate al progetto dal programma di calcolo Ampère, è possibile
aggiornare i dati tecnici delle utenze che siano già state inserite in uno schema unifilare o multifilare.
Nella finestra Gestione schema utenze, le utenze già tracciate presentano la casella con spunta e
disabilitata. Per aggiornare tali utenze si devono riattivare con un clic: la casella a fianco delle utenze
rimane spuntata ma viene riabilitata.
Selezionare, quindi, il pulsante Aggiorna tutto per eseguire l'aggiornamento.
Nota. Le informazioni riguardanti gli apparecchi di protezione inserite manualmente nella Tabella
descrittiva vengono cancellate o meno dall’aggiornamento in base all’opzione Svuota attributi dei
dispositivi non utilizzati, che si trova nella finestra Proprietà. L’opzione è predefinitamente
selezionata.
Inserimento manuale
Il modo di tracciamento predefinito è automatico, percui le utenze selezionate vengono tracciate
automaticamente dal programma.
Se si desidera eseguire una tracciatura manuale, controllare nel menu che si apre con il bottone
Strumenti che l’opzione Inserimento manuale, presenti un segno di spunta (si attiva e disattiva con
un clic). In tal caso i fogli unifilari non vengono inseriti automaticamente e per ogni utenza
selezionata il programma chiede di indicare nello schema il punto di inserimento.
588 Schema utenze
Gestione schema utenze
Nota. Non è possibile la tracciatura manuale dello schema multifilare. Se è selezionata la modalità
di tracciatura Multifilare, l’opzione Inserimento manuale è disattivata.
Sigla
Attivando l'opzione Sigla, presente nel menu che si apre con il bottone Strumenti, sarà possibile
effettuare la siglatura automatica dei simboli inseriti durante la fase di tracciatura dello schema
utenze. Tale sigla viene calcolata secondo il metodo di siglatura selezionato mediante la funzione di
Setup siglatura (vedi “Siglatura simboli” a pagina 275).
La selezione nella scheda Quadri è utile per tracciare tutte le utenze di un quadro. Premendo il
pulsante Disegna il programma propone un nuovo foglio di partenza con sigla progressiva rispetto
ai fogli già presenti nello schema.
Nel caso alcune utenze di un quadro siano già state tracciate in precedenza, è possibile riavviare la
tracciatura di tutte le utenze del quadro dal foglio di partenza.
Esempio
Nel foglio 5 sono state tracciate 3 utenze del quadro Q1 e nel seguente foglio 6 alcune utenze del
quadro Q2.
Volendo tracciare le restanti utenze di Q1, è possibile ripartire dal foglio 5 con la tracciatura di tutte
le utenze del quadro.
Per utilizzare questo metodo, selezionare il quadro Q1 in lista, premere il tasto destro del mouse e
fare clic su Disegna dal foglio 5.
Schema utenze 589
Gestione schema utenze
Il programma chiede la conferma per eliminare le 3 utenze tracciate in precedenza nel foglio 5, quindi
inizia a tracciare in automatico le utenze. Terminato lo spazio chiede la conferma per eseguire uno
shift foglio ed inserire i fogli necessari alle restanti utenze. Al termine le utenze di Q2 sono state
spostate nel foglio seguente.
Nota. La tracciatura automatica compila, nel campo Ubicazione del cartiglio di ogni foglio, il nome
di zona e quadro delle utenze. La richiesta da parte del programma di eseguire uno shift foglio per
l’inserimento dei fogli necessari al disegno automatico delle utenze si basa sul controllo
dell’ubicazione definita nel cartiglio di ogni foglio. Questo significa che la procedura di tracciatura
automatica, avviata da un foglio esistente, può eseguire lo shift quando incontra un foglio su cui è
dichiarata una ubicazione diversa da quella delle utenze che sta disegnando.
Strumenti
Nel menu che si apre con il bottone Strumenti, sono disponibili una serie di funzioni utili.
Utenze a valle da selezionare
La lista a comparsa attivabile con N° utenze a valle da selezionare, nel menu che si apre con il bottone
Strumenti, permette di indicare quanti livelli di utenze a valle si desidera vengano selezionati in
modo automatico quando si seleziona un'utenza in lista.
Ad esempio il progetto corrente contiene l'utenza Fornitura, a valle della quale sono collegati due
quadri e relativi sottoquadri. Scegliendo Utenze a valle 1 e selezionando Fornitura vengono
automaticamente selezionate anche le utenze immediatamente a valle. Scegliendo Utenze a valle 2
e selezionando Fornitura, invece, vengono automaticamente selezionate le utenze immediatamente
a valle e anche le relative sottoutenze di primo livello.
Adatta attributi
Il comando Adatta attributi sul foglio corrente, adatta la larghezza delle informazioni già compilate
nella tabella linee utenze del foglio corrente in modo da evitare che fuoriescano dalla larghezza della
colonna e sovrapposizioni. Il comando Adatta attributi si avvia dalla barra degli strumenti della
finestra Gestione schema utenze (comando NVLINEE).
In Preferenze ambiente grafico, scheda Unifilare, (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici -
Schema unifilare” a pagina 761) è possibile attivare l’opzione Adatta attributi in caso di
sovrapposizioni. La funzione sarà automatica per gli schemi unifilari tracciati in seguito.
590 Schema utenze
Gestione schema utenze
Attenzione. Questa funzione riconosce solamente utenze di uno schema unifilare o multifilare
disegnato in automatico con un CAD Electro Graphics (CADelet, Smart, iDEA, Eplus) versione
2011 o successiva. Non sono riconosciute utenze disegnate manualmente o di versioni precedenti la
2011.
Il risultato della scansione sarà visibile nella finestra di Gestione schema utenze e sarà pertanto
possibile salvare i dati nel file utenze corrente.
Proprietà
L'icona Proprietà attiva la finestra Proprietà nella quale si possono specificare i parametri di
tracciatura dello schema utenze.
Calata: attivando questa casella, una linea di “calata” verrà tracciata dal punto di inserimento del
simbolo fino alla sommità della tabella Linee-Utenze.
Rinvii filo: attivando questa casella, vengono tracciati in modo automatico i rinvii filo delle utenze
disegnate.
Identificazione dei conduttori: attivando questa casella, vengono inseriti gli identificatori delle linee.
Linee guida: attivando questa casella durante la tracciatura viene visualizzata una linea guida che
suggerisce il punto di inserimento dell'utenza, così da ottenere un disegno ordinato.
592 Schema utenze
Gestione schema utenze
Segna utenze già inserite: se selezionata, vengono inseriti i segni di spunta nelle caselle a fianco delle
utenze già inserita nel disegno; al contrario sia nella scheda Utenze che Quadri non vengo segnate
le utenze già tracciate.
Assegna sigla utenza a dispositivi: selezionando questa casella nella tracciatura automatica dello
schema utenze il nome utenza viene riportato nel campo Sigla del dispositivo. In tal caso la sigla
viene vincolata.
Adatta attributi in caso di sovrapposizioni: attiva l’adattamento della larghezza delle informazioni
compilate negli attributi della tabella utenza in modo da evitare che sbordino dalla larghezza della
colonna.
Svuota attributi nei dispositivi non utilizzati: in fase di tracciatura automatica, il programma svuota gli
attributi dei simboli riferiti a dispositivi non rilevati nel file utenze corrente perché inseriti
manualmente nel disegno.
Notazione ANSI 50-51-51N in media: attiva l’uso di simboli secondo la norma ANSI per i simboli in
Media tensione.
Nuovi segni grafici per automatici e differenziali: attiva l’uso dei segni grafici per gli interrutori
automatici e degli interruttori differenziali, secondo l’errata corrige della norma CEI 64-8 7a
edizione.
Inserisci tabellina fornitura: attiva la tracciatura, a monte della prima utenza di schema, di una tabellina
riepilogativa dei dati di fornitura del progetto.
Se si effettua la tracciatura in modalità di disegno per quadro, una simile tabellina può essere
disegnata anche per la prima utenza di ogni quadro riportante i dati del quadro di provenienza:
• Zona
• Quadro
• Tensione
• Corrente di corto a valle massima (Ikv max)
• Caduta di tensione
• Cavo di ingresso del quadro (designazione, formazione e codice cavo)
Schema utenze 597
Gestione schema utenze
La logica di elemento interno al quadro o in campo può essere considerata anche nella tracciatura
dello schema unifilare utenze. Nelle opzioni di disegno della funzione Schema utenze è presente la
proprietà Tracciatura limitata ai cavi in uscita. Se si attiva tale opzione pertanto saranno tracciate le
utenze fino alle condutture di confine, similmente alla rappresentazione in magliatura; non saranno
tracciare le utenze fisicamente esterne al quadro o armadio come ad esempio le linee montanti. Si
tenga presente che questa opzione è disponibile solo per la tracciatura per quadri; pertanto quella
avviata selezionando un quadro nella scheda Quadri della finestra di disegno dello schema utenze.
I dati di collegamento e di siglatura dei fili sono disponibili in Cablo per l’esportazione delle targhette
per fili e morsetti (vedi guida di riferimento di Cablo, al capitolo “Cablaggio e targhette”).
Come per l’analisi dei morsetti è necessario anche per l’analisi delle apparecchiature attivare
l’opzione “Elabora morsetti e pin unifilari” nella scheda Elaborazione morsettiere di Preferenze
ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a
pagina 761).
Nota. Queste opzioni sono utilizzabili in ambiente grafico CAD, mentre non è disponibile applicare
la numerazione dei fili direttamente dal programma Ampère.
Nella figura seguente si vede un esempio di numerazione unifilare con il mantenimento orizzontale
della sigla filo.
600 Schema utenze
Definizione e collegamento di utenze
Il disegno di semplici reti elettriche, quando non si ha la necessità di effettuare calcoli e verifiche,
può pertanto essere realizzato interamente tramite l’interfaccia Gestione schema utenze, senza
accedere al programma di calcolo reti elettriche Ampère.
Le utenze che si possono definire sono utenze di distribuzione con o senza protezione e cavo o
condotto in sbarra e utenze terminali con carico generico.
Nota. Per realizzare una rete più complessa (altre tipologie di utenze, reti in parallelo,...) e
l’elaborazione completa, si dovrà procedere tramite il programma di calcolo Ampère.
Tramite la finestra Magliatura rete, è possibile definire la magliatura della rete secondo cui il sistema
effettuerà la propagazione automatica delle potenze e delle correnti ai vari livelli di sottoquadro. Non
vengono invece calcolati altri parametri, quali le sezioni dei cavi ed eseguite le verifiche.
Per la creazione di una nuova utenza il bottone Nuovo, posto nella barra degli strumenti, apre la
finestra di dialogo Dati utenza in cui definirne le caratteristiche.
La stessa finestra si apre anche per la modifica dei dati, tramite il bottone Modifica.
Per creare una nuova utenza a partire da una già definita è utile usare il comando Duplica.
Schema utenze 601
Definizione e collegamento di utenze
Infine per l’eliminazione di una utenza obsoleta c’è il comando Elimina posto nel menu che si apre
con il tasto destro del mouse quando si è selezionata nella lista l’utenza da eliminare.
La finestra Dati utenza è la medesima che si apre per la definizione delle utenze quando si disegna
l’impianto elettrico nello schema topografico (vedi “Utenze elettriche” a pagina 533). Tutti i dati
sono suddivisi in quattro pagine a schede: Generale, Linea, Cavo, Protezione.
Nota. Tutti i comandi di editazione sono disponibili anche nel menu che si apre dopo aver
selezionato una utenza e cliccato il tasto destro del mouse.
Come inserire un nuova utenza
1. Dalla barra degli strumenti selezionare l’icona Nuovo.
Viene visualizzata la finestra di editazione utenza: nel riquadro Identificazione compilare il nome che
identifica l’utenza, la zona e il quadro per una facile localizzazione nella rete elettrica.
2. Nella scheda Generale, per creare una utenza distribuzione non assegnare alcuna potenza o
corrente all’utenza. Assegnare invece tali dati per definire una utenza terminale.
3. Se è previsto un cavo, nella scheda Cavo assegnare dati del cavo e la tipologia di posa.
4. Nella scheda Protezione assegnare i dati della protezione e procedere con la scelta tramite il
pulsante Seleziona.
5. Premere il pulsante OK per terminare l’inserimento di una nuova utenza.
Le utenze poste nella lista delle utenze non magliate possono essere magliate come descritto di
seguito.
Attenzione. Questa funzione riconosce solamente utenze di uno schema unifilare o multifilare
disegnato in automatico con un CAD Electro Graphics (CADelet, Smart, iDEA, Eplus) versione
2011 o successiva. Non sono riconosciute utenze disegnate manualmente o di versioni precedenti la
2011.
Il risultato della scansione sarà visibile nella finestra di Gestione schema utenze e sarà pertanto
possibile salvare i dati nel file utenze corrente.
Nella barra degli strumenti principale sono disponibili i bottoni per ulteriori funzioni.
Smaglia: l’utenza o le utenze selezionate vengono eliminate dalla magliatura e riposte nella lista
delle utenze non magliate del pannello utenze. Le utenze possono essere in seguito rimagliate
inserendole nella magliatura come visto in precedenza;
Disegna: dopo aver definito e calcolato la rete elettrica è possibile avviare direttamente dalla
finestra Magliatura il disegno dello schema utenze unifilare. La procedura avviata considera le
Schema utenze 603
Definizione e collegamento di utenze
utenze precedentemente selezionate nella magliatura. Per una rapida selezione utilizzare il pannello
Quadri a destra.
La barra di comando in basso alla magliatura contiene i comandi di zoom e di duplicazione vista della
magliatura. Come si può confrontare in figura, partendo da sinistra verso destra troviamo i seguenti
comandi.
• Vedi tutto: ridimensiona la rete in modo da adattarla alle dimensioni della finestra (come la vista
1 riportata in figura).
• Barra di scorrimento: attiva lo zoom della finestra, equivalente all’uso della rotellina del mouse.
• Scala unitaria: ridimensiona la rete al valore 100% (come la vista 2 riportata in figura).
• Doppia finestra/Finestra singola: crea due viste della rete oppure ritorna ad una vista unica.
• Lega finestre/Slega finestre: comando attivo solo con due viste, assicura che l’utenza attiva in
una vista sia visibile anche nell’altra. Questa situazione è utile quando si vuole utilizzare una vista
come “mappa” della rete a zoom basso, e l’altra a scala unitaria al fine di leggere comodamente i
valori dei campi a fianco delle utenze. Con le finestre non legate, è possibile poter confrontare i valori
di due utenze che si trovano distanti nel progetto, quindi non visibili contemporaneamente in una
singola vista.
604 Schema utenze
Elementi accessori
Pannello utenze
Nel pannello di sinistra tramite i pulsanti superiori si
attivano le funzioni relative a:
• Utenze magliate: mostra la lista delle utenze
presenti in magliatura.
• Utenze non magliate: mostra le utenze del progetto
che ancora non sono state magliate.
• Applica filtri: apre un riquadro con una serie di filtri
per trovare velocemente la o le utenze desiderate. I
filtri vengono applicati rispettivamente all’insieme di
utenze attivo dalle funzioni viste in precedenza. La
casella di testo Cerca identificativo utenza agisce sugli
identificativi delle utenze, quindi sul nome utenza,
quadro e zona. Il filtro funziona anche con parole
composte, ad esempio:”sez gen”, separate da spazio.
La lista a discesa Utenze contiene le varie tipologie di
utenze distribuzione ed utenze terminali. Gli elementi
a fondo bianco rappresentano tutte le Distribuzioni e
tutte le Terminali.
Con il rispettivo significato dei nomi, completano il
riquadro filtri le liste a discesa di Impianto/Layer,
Sistema elettrico, Circuito elettrico, Tipologia
protezione, Corrente nominale. La casella di spunta
Filtro zona-quadro visualizza le utenze appartenenti
alla zona e quadro attive.
Pannello quadri
Il pannello a destra rappresenta lo schema radiale ad albero dei quadri in progetto, simile alla
magliatura quadri. Oltre a favorire la navigazione veloce nella rete con la semplice selezione di un
quadro, permette tramite un doppio clic di accedere alla finestra Modifica dati quadro. Essa
rappresenta il contenitore di tutte le informazioni più importanti appartenenti ad un quadro:
sovratemperatura, carpenteria e poteri di interruzione. Si può passare alla finestra CEI 17-43 per
l’editazione delle caratteristiche dei quadri non di serie ANS e dei quadri per uso domestico CEI
23-51, oppure alla finestra Carpenteria per associare una struttura al quadro.
Da questa finestra è possibile anche assegnare una foto al quadro, visualizzata in magliatura quando
il quadro è in modalità ‘chiuso’. Può essere utile per realizzare facilmente uno schema a blocchi di
buon effetto da presentare ai propri clienti.
Fornitura
La Fornitura definisce la tipologia ed i dati elettrici della linea a monte a cui è collegata la rete
elettrica in progetto.
La finestra della fornitura viene aperta facendo doppioclic sopra l’area Fornitura in magliatura. I dati
più importanti da definire sono:
• la tipologia (Bassa tensione, Impedenza nota, Media/Alta tensione, Corrente continua;
• il sistema elettrico (TN, TT, IT);
• i parametri di terra lato impianto e lato fornitura;
• la tensione nominale di alimentazione;
• le correnti di guasto nel punto di fornitura.
Elementi accessori
La tracciatura automatica dello schema unifilare (comando NVLINEE) gestisce fino a cinque
accessori, opportunamente specificati nel programma Ampère (modulo opzionale), che vengono
disegnati in serie al dispositivo di protezione dell’utenza.
Schema utenze 605
Elementi accessori
A tal fine in Libreria simboli Unifilare è stata presente la cartella Accessori; altri simboli per
accessori personalizzati possono essere salvati nei cataloghi utente. Nel setup dei simboli accessori,
nella scheda Avanzate (vedi figura), è necessario specificare i parametri Punto di inserimento come
accessorio, e Altezza occupata, per indicare al programma di inserire il blocco con riferimento il
punto di connessione a monte o a valle del dispositivo di protezione e l’altezza da riservare per
l’inserimento di un ulteriore accessorio a valle.
L’impostazione degli accessori disegnati in ambiente grafico è gestita nel programma Ampère, nella
finestra di modifica dell’utenza. Nel riquadro Tracciatura schema - elementi accessori all’utenza, si
possono scegliere fino a quattro accessori specificando il codice articolo prelevato dall’archivio
Articoli e il blocco DWG prelevato dalla Libreria simboli; se si seleziona un articolo che in archivio
ha un simbolo associato allora il blocco DWG viene precaricato.
Le utenze con accessori riportano in magliatura un’icona dentificativa (vedi figura).
606 Schema utenze
Elementi accessori
Nel caso si preveda che l’utenza con accessorio occuperà nello schema più di una colonna, è possibile
indicare il numero delle colonne da riservare all’utenza, così da lasciare lo spazio per il disegno di
accessori complessi.
Nella seguente figura è illustrato una parte di schema unifilare tracciato con un macroblocco
personalizzato come accessorio; in questo caso sono state riservate tre colonne.
Personalizzazioni
La possibilità di scegliere un macroblocco personalizzato (porzione di schema) e di occupare più
colonne dello schema utenze, consente di predisporre per la tracciatura automatica di uno schema
unifilare con rappresentazione delle utenze calcolate in Ampère, corredate della strumentazione e dei
circuiti di controllo dell’impianto. A tal fine sta all’ingegno del disegnatore costruire e salvare i
blocchi nel catalogo utente e riservare lo spazio adeguato.
Si tenga presente che il programma di tracciatura dello schema inserisce il blocco accessorio
considerando come punto di inserimento un punto sottostante il blocco della protezione.
Schema utenze 607
Edita utenza su schema
Nota. Per ulteriori informazioni sulla creazione di blocchi e macroblocchi, vedi “Memorizzazione
di blocchi e macroblocchi nei cataloghi utente” a pagina 201.
Menu: Impianti.
Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.
Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: DDALU.
2. Nello schema unifilare/multifilare, selezionare uno dei dati della tabella dati relativa all’utenza
da modificare.
3. Viene visualizzata la finestra di dialogo Gestione utenze con l’utenza selezionata.
608 Schema utenze
Schema a blocchi della magliatura quadri
Nel caso lo schema unifilare/multifilare sia stato tracciato in una sessione di lavoro precedente, il
programma richiede di selezionare il file UPEX dello schema aperto.
Viene visualizzata la finestra Dati utenza (vedi “Utenze elettriche” a pagina 533) dove è possibile
modificare i dati dell’utenza.
Nota. Tali modifiche possono essere eseguite, con il medesimo risultato, anche dal programma
Ampère.
Menu: Impianti.
2. Se non è già aperto scegliere Apri e cercare il file con estensione .UPEX relativo allo schema
unifilare elaborato con il programma di calcolo Ampère. Selezionarlo effettuando un doppio clic o
premendo il pulsante OK.
3. Nella finestra Gestione schema utenze, dalla barra degli strumenti, selezionare il comando
Schema a blocchi magliatura.
Schema utenze 609
Schema generale unifilare
4. Nella finestra di FlowChart viene rappresentato lo schema a blocchi. Qui è possibile apportare
delle modifiche grafiche.
5. Dalla barra degli strumenti di FlowChart, selezionare il comando Riporta in CAD.
6. Scegliere la posizione, nel foglio, per la tracciatura. In questa operazione si è aiutati dal riquadro
che indica le dimensioni finali dello schema.
Fare clic per confermare la posizione.
Nota. Per ulteriori informazioni sullo schema a blocchi dei quadri si rimanda al manuale di
riferimento del programma Ampère.
Per ulteriori informazioni su FlowChart si rimanda al capitolo “FlowChart” a pagina 813.
Menu: Impianti.
2. Nella finestra di dialogo Apri, selezionare il file di Ampère .UPEX con le Utenze da
rappresentare.
3. La finestra di dialogo successiva richiede il quadro e la zona da tracciare: lasciare la selezione
su <tutti> per tracciare l'intera magliatura oppure selezionare un quadro nella lista a comparsa
contenete tutti i quadri definiti in Ampère; esattamente tutte le combinazioni zona-quadro presenti
nel progetto. Premere OK.
4. Scegliere la posizione, nel foglio, per la tracciatura. In questa operazione si è aiutati dal riquadro
che indica le dimensioni finali dello schema.
Fare clic per confermare la posizione. Si ottiene lo schema della magliatura come nella figura
seguente.
Schema utenze 611
Schema generale unifilare
Parametri di tracciatura
Si riportano di seguito i parametri di tracciatura dello schema che possono essere personalizzati. Le
lettere permettono di individuare il parametro nel disegno di esempio.
Preferenze
L'utente ha a disposizione una serie di parametri per la personalizzazione della magliatura.
Accedere a Preferenze ambiente grafico, dalla barra degli strumenti o con il comando EGPREF e
scegliere la scheda Unifilare (vedi “Schemi elettrici - Schema unifilare” a pagina 761)
Per variare le dimensioni di una utenza variare i parametri Altezza riga e Larghezza colonna. La
casella di spunta Tabella descrittiva attiva o no la visualizzazione dei dati elettrici a fianco di ogni
utenza. Sono disponibili quattro profili già inizializzati con i dati più importanti, precisamente:
• Formazione, Lunghezza, Ib, Iz, C.d.T. totale (blocco [Link]);
• Formazione, Lunghezza, Ib, Iz, C.d.T. a Ib (blocco [Link]);
• Costruttore, Tipo, PdI, Icc trifase, C.d.T. a Ib (blocco [Link]);
• Collegamento fasi, Formazione, Cos-fi, C.d.T. a Ib, [Link]à (blocco
[Link]);
• Denominazione 1, Denominazione 2, Tipo, Formazione, Lunghezza (blocco [Link]).
Le rimanenti caselle di spunta permettono di inserire o meno nel disegno, l'indicazione del guasto a
fondo linea e l'indicazione dei tipi di conduttori.
Il pulsante Predefinito ripristina i valori di default dei profili.
Nota. Per l'impostazione delle preferenze vedi “Preferenze ambiente grafico” a pagina 756.
L'utente può inoltre personalizzare i blocchi .dwg dei suddetti profili (rispettivamente [Link],
[Link], [Link], [Link]) per variare la disposizione e la visibilità dei dati
(attributi presenti all’interno dei blocchi); i blocchi sono salvati nella cartella <percorso di
rete>\COMMON\LIBRARY\LIB.
Nota. I blocchi modificati dovranno mantenere lo stesso nome, pertanto si consiglia di effettuare una
copia di backup prima della modifica.
Nota. il valore del potere di interruzione potrà essere scelto al valore di tensione e secondo la norma
(CEI 23.3 o CEI 17.5) specificabili attraverso le liste a comparsa presenti nella barra degli strumenti
della finestra Protezioni.
Come compilare i dati delle protezioni nello schema unifilare
1. Posizionarsi sullo schema da editare.
2. Selezionare Dispositivi.
Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: PROTEZIONI.
Selezionare le protezioni:
Selezionare oggetti:
selezionare l'etichetta di uno dei dati descrittivi, già compilati nella tabella (ad esempio selezionare
le etichette dei nomi), per ogni utenza e premere INVIO.
INVIO e di seguito selezionare nella tabella l'etichetta di uno dei dati descrittivi, già compilati (ad
esempio selezionare le etichette dei nomi).
Nei fogli di tipo Unifilare, oltre la squadratura e il blocco del cartiglio di base è presente il blocco
della tabella linee-utenze, nella quale vengono inseriti i dati delle utenze. I dati di ogni utenza sono
compilati in un blocco inserito automaticamente dal programma in ogni colonna-utenza; questo
blocco è detto delle descrizioni.
I blocchi standard per la tabella sono TAB_LU3, TAB_LU4; i blocchi standard per le descrizioni
sono DES_LU3, DES_LU4.
Viene visualizzata la finestra Editazione tabella utenze: selezionare la tabella che si desidera editare.
Ad esempio selezionare TAB_LU4 per modificare la tabella originale o per creare una nuova tabella
sul modello di questa. Premere Edita per continuare.
Nell’ambiente grafico di iDEA viene visualizzata la tabella utenze: in corrispondenza della prima
colonna è visibile il blocco descrittivo dei dati utenza. Viene inoltre aperta la finestra di dialogo
Editazione tabella utenze.
La finestra di dialogo Editazione tabella utenze, riporta la lista di tutte le informazioni che possono
essere compilate nella tabella utenze se sono presenti le corrispondenti etichette di attributo.
Di seguito sono descritti gli strumenti disponibili.
Localizza: facendo doppio clic su una informazione in lista, la finestra Editazione tabelle utenze,
si riduce e viene eseguito uno zoom che evidenzia l’attributo del blocco dati che riporta tale
informazione.
Rendi visibile l’attributo selezionato: gli attributi con l’icona verde chiaro corrispondono ad
informazioni che risulteranno visibili nella tabella utenze.
Rendi invisibile l’attributo selezionato: gli attributi con l’icona verde scuro corrispondono ad
informazioni che risulteranno non visibili nella tabella utenze.
Centra l’attributo selezionato rispetto ad un rettangolo: questa funzione serve per facilitare
il collocamento di uno degli attributi all’interno di una casella della tabella. All’avvio la finestra
Editazione tabella utenze, viene chiusa e alla riga di comando iDEA chiede di selezionare un primo
punto e poi un secondo tali da identificare un rettangolo. L’attributo viene centrato nel rettangolo
indicato. Prima di eseguire questa operazione è opportuno aver eseguito uno zoom sull’area
interessata.
Inserisci il titolo tabella in un rettangolo: questa funzione serve per facilitare il collocamento
del testo descrittivo di uno degli attributi all’interno di una casella della tabella. All’avvio la finestra
Editazione tabella utenze, viene chiusa e alla riga di comando iDEA chiede di selezionare un primo
punto e poi un secondo tali da identificare un rettangolo. Nel rettangolo indicato, viene riportato il
testo della colonna Titolo tabella predefinito. Prima di eseguire questa operazione è opportuno aver
eseguito uno zoom sull’area interessata.
Quando si devono eseguire operazioni di modifica dei blocchi non è possibile chiudere la finestra di
dialogo Editazione tabella utenze. È opportuno quindi ridurla nelle dimensioni usando il seguente
comando.
Riduci finestra: riduce le dimensioni della finestra per permettere operazioni di modifica. Per
riapre la finestra passare il cursore sulla testata.
Tutti gli elementi che costituiscono il blocco della tabella sono per default inseriti nel layer TABLE
e non possono essere spostati. Tutti gli elementi che costituiscono il blocco dei dati dell’utenza sono
per default inseriti nel layer DESC e non possono essere spostati. È possibile aggiungere altri
elementi a due blocchi ma questi devono essere disegnati sullo stesso layer. Per facilitare la selezione
del layer corretto per blocco Tabella e blocco Dati sono disponibili le seguenti funzioni.
Setta il layer della tabella: attiva il layer degli elementi del blocco della tabella.
Setta il layer delle descrizioni: attiva il layer degli elementi del blocco dei dati descrittivi.
Nel riquadro Tabella viene indicato il nome del blocco della tabella editata. Per salvare le modifiche
su una nuova tabella, senza quindi alterare la tabella di origine, digitare un nome nuovo. Il nome del
blocco non deve superare gli otto caratteri.
Sono indicate anche le coordinate di inserimento del blocco tabella. Per spostare il punto di
inserimento della tabella rispetto al foglio, digitare le coordinate nelle caselle X e Y.
Nel riquadro Descrizioni viene indicato il nome del blocco dati descrittivi editato. Per salvare le
modifiche su un nuovo blocco, senza quindi alterare quello di origine, digitare un nome nuovo. Il
nome del blocco non deve superare gli otto caratteri.
Sono indicate anche le coordinate di inserimento del blocco tabella. Per spostare il punto di
inserimento del blocco dati rispetto al foglio, digitare le coordinate nelle caselle X e Y.
Nota. I nomi e le coordinate di inserimento dei blocchi per la tabella linee utenze vengono salvati
nei parametri multifoglio del disegno (vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749).
Con gli strumenti illustrati in precedenza e gli strumenti di base CAD, è possibile modificare la
tabella per ottenere le dimensioni desiderate, inserire testi descrittivi per qualsiasi necessità,
cambiare i colori, ecc. Ad esempio è possibile creare una tabella più lunga del foglio standard da
utilizzare in abbinamento ad una squadratura personalizzata (vedi “Creazione di squadrature
personalizzate” a pagina 122), per ottenere uno sviluppo dello schema unifilare su foglio continuo.
616 Schema utenze
Personalizzazione della tabella linee-utenze
Dopo aver eseguito tutte le modifiche opportune, al fine di salvare i due blocchi con i nomi indicati
nel riquadro Tabella e Descrizioni premere l’icona Salva.
Salva i blocchi e le impostazioni: iDEA chiede conferma per salvare le impostazioni correnti
nei blocchi indicati. Premendo OK i blocchi vengono salvati oppure creati se si sono modificati i
nomi. Inoltre, vengono automaticamente aggiornati i parametri multifoglio del disegno per
impostare l’uso dei nuovi blocchi.
Al termine delle operazioni, dopo aver salvato per mantenere le modifiche, scegliere Chiudi per
chiudere la finestra Editazione tabella utenze.
Chiudi: iDEA chiede conferma per chiudere la finestra di editazione e il disegno di supporto.
Attenzione. I blocchi delle tabelle predefiniti sono costruiti in modo che le colonne della tabella
utenze, corrispondano alle colonne della squadratura del foglio. Nel caso si disegni una tabella con
colonne che non corrispondono per posizione e larghezza alle colonne della squadratura è necessario
compilare la casella Larghezza colonne, nella scheda Tabelle nei Parametri multifoglio del disegno:
per ulteriori informazioni vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749.
Nota. La nuova tabella verrà utilizzata solo nel disegno modificato. Per impostare come predefinita
la tabella personalizzata vedi “Impostazione di una tabella per i nuovi progetti” a pagina 617.
Come impostare una tabella personalizzata nel disegno corrente
1. Scegliere Preferenze.
Menu: Strumenti.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.
3. Nella scheda Tabelle, digitare i nuovi nomi nelle caselle Nome e Descrizione. Se sono cambiati
i riferimenti modificare le coordinate (vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749).
4. Premere OK per confermare e chiudere la finestra Multifoglio.
5. Premere OK chiudere la finestra Preferenze.
6. Salvare il disegno corrente.
Al fine di rendere la configurazione appena creata come predefinita per ogni nuova commessa o
nuovo disegno dal menu File selezionare Imposta come predefinita.
A questo punto, al fine di verificare l'esatto riporto della nuova configurazione in ambiente grafico
iDEA, sarà sufficiente creare una nuova commessa con associata la configurazione di parametri
personalizzata, creare un nuovo file di disegno e generare un foglio di schema unifilare.
Menu: Strumenti.
2. Nella finestra Preferenze, selezionare Preferenze ambiente grafico. Nella scheda Unifilare
premere il pulsante Blocchi schema unifilare (vedi “Schemi elettrici - Schema unifilare” a
pagina 761).
3. Nella finestra di dialogo per ognuno delle tipologie in lista è possibile scegliere il blocco di
rappresentazione con accesso alla Libreria simboli. Nella casella Blocco predefinito rimane indicato
il blocco di default il quale può essere ripristinato con il pulsantino a lato.
Nota. Per poter eseguire l’associazione il prodotto Ampère o Ampère Professional deve essere
compreso nella licenza installata.
• Codice: codice articolo di archivio Materiali dell’elemento ausiliario. Se presente, viene inserito
nell’attributo Codice principale del simbolo e utilizzato dalla funzione di estrazione dei dati per la
compilazione della distinta dei materiali.
Schema utenze
dettaglio dei circuito di potenza
Schema utenze
dettaglio circuito
funzionale ausiliario
Gli elementi ausiliari sono associabili ai dispositivi di protezione nella scheda Protezione della
finestra di modifica dei dati utenza in Ampère. In corrispondenza di ogni componente del dispositivo
di protezione accedere alla griglia Ausiliari.
• Codice: editare il codice di articolo materiale o tramite il bottone […] selezionare il codice da
archivio Materiali.
• Simbolo: editare il nome del simbolo accessorio o tramite il bottone […] selezionare il simbolo
da Libreria simboli.
620 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari
• Schema funzionale: il bottone […] consente l'accesso al menu delle funzioni di selezione dei
macroblocchi parametrici che realizzano gli schemi funzionali ausiliari.
- Seleziona schema funzionale ausiliario: è possibile selezionare un macroblocco dalla
Libreria macroblocchi parametrici. Vengono proposti per la selezione solo i macroblocchi con
tipo di impiego Schemi funzionali ausiliari e compatibili con il dispositivo di
protezione/sezionamento cui devono essere associati.
- Seleziona schema funzionale condiviso: gestione degli schemi funzionali ausiliari condivisi
da più elementi ausiliari appartenenti alla stessa utenza o a utenze diverse. Vedi il paragrafo
seguente.
- Elimina riferimenti ausiliari: rimuove i dati dell'elemento ausiliario selezionato.
Schema funzionale
È possibile associare un elemento ausiliario ad uno schema funzionale condiviso dalla scheda
Protezione della finestra di modifica dei dati dell'utenza, griglia Ausiliari. Nella colonna Schema
funzionale tramite il bottone […] selezionare la funzione Schema funzionale condiviso.
Schema utenze 621
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari
La finestra della funzione consente la gestione degli schemi funzionali condivisi dalle utenze
appartenenti al quadro dell'utenza selezionata. Non è possibile condividere uno schema funzionale
fra utenze di quadri diversi. In lista sono proposti tutti i macroblocchi parametrici per schemi
funzionali ausiliari condivisi già inseriti nel quadro. Selezionando uno schema funzionale la lista
inferiore mostra le utenze che lo occupano, il dispositivo di protezione e il simbolo accessorio (se
presente) in esso riferiti. Per ogni schema funzionale è possibile monitorare lo stato di occupazione
dei riferimenti tramite l'icona nella prima colonna e la colonna Riferimenti riportante per ogni
schema funzionale il dato <Numero riferimenti occupati>/<Numero riferimenti totali>.
Nella barra degli strumenti sono disponibili le funzioni di gestione della lista.
• Nuovo: selezione di un macroblocco da libreria macroblocchi parametrici (vedi “Libreria
macroblocchi parametrici” a pagina 232). Verranno proposti per la selezione solo i macroblocchi con
tipo di impiego Schemi funzionali ausiliari e con numero di riferimenti ad elementi ausiliari
maggiore o uguale a due.
• Duplica: consente di duplicare lo schema funzionale selezionato in lista.
• Elimina: rimuove lo schema funzionale selezionato in lista.
Per associare lo schema funzionale all'elemento ausiliario dell'utenza, selezionare lo schema in lista
e cliccare il bottone OK.
La scheda Ausiliari, attiva solo se Tipo d'impiego ha valore Schemi funzionali ausiliari, permette di
modificare le caratteristiche proprie dei macroblocchi impiegati nel disegno dello schema utenze.
Dispositivi compatibili: consente di selezionare il set di dispositivi per cui lo schema funzionale
realizzato dal macroblocco è compatibile. Il macroblocco sarà selezionabile come schema funzionale
nell'utenza solo se il dispositivo di protezione della stessa è fra quelli spuntati nella lista.
N° di riferimenti ad ausiliari: indica per quanti riferimenti ad elementi ausiliari dell'utenza, o di più
utenze, il macroblocco è predisposto. Solo i macroblocchi con n° riferimenti maggiore o uguale a due
possono essere utilizzati come schemi funzionali condivisi (vedi “Schemi funzionali condivisi” a
pagina 620).
Schema utenze 623
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari
Codice articolo accessorio:se valorizzato, il codice articolo accessorio viene caricato nell'elemento
ausiliario dell'utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […]
consente la selezione del codice articolo da archivio Materiali.
Nota. La costruzione automatica dello schema unificare potrebbe necessitare nei fogli dedicati agli
schemi funzionali ausiliari di parti comuni a più schemi funzionali come, ad esempio, le linee di
alimentazione. A tal fine è stato introdotto un parametro aggiuntivo fra i dati presenti nella scheda
Disegno che consente di selezionare un ulteriore macroblocco da libreria. La procedura di disegno
automatica assicura che questo prerequisito sia presente nel foglio ove il macroblocco schema
funzionale ausiliario viene inserito.
Per selezionare il macroblocco richiesto compilare il parametro Richiede presenza macroblocco nel
foglio; i bottoni a lato della casella di testo consentono la selezione del macroblocco da libreria o la
rimozione del dato impostato.
Il parametro Richiede presenza macroblocco nel foglio, se compilato, è utilizzato anche nella
costruzione dello schema da Fast Builder (vedi “Fast Builder” a pagina 240).
Uso delle variabili dei macroblocchi dedicate agli schemi funzionali ausiliari
La procedura di disegno automatico dello schema delle utenze per quadri gestisce un particolare
gruppo di variabili di macroblocco al fine di trasferire nel disegno informazioni proprie delle utenze
dello schema di Ampère. Queste variabili dedicate sono disponibili solo se il macroblocco ha tipo
d’impiego Schemi funzionali ausiliari. Per il dettaglio dell’uso delle variabili nei macroblocchi
parametrici vedi “Impiego delle variabili negli attributi dei simboli dei macroblocchi” a pagina 237.
624 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari
La tag <n> è l’indice dell’elemento ausiliario n-esimo che ha riferimento nel macroblocco. Per ogni
macroblocco sono disponibili un numero di gruppi di variabili pari al valore del parametro N° di
riferimenti ad ausiliari (vedi “Schemi funzionali condivisi” a pagina 620). In particolare le variabili
ACC<n>.MAIN_DEVICE e ACC<n>.AUX_DEVICE consentono, se impiegate nell’attributo
SIGLA dei simboli, di legare correttamente le formazioni di simboli tanto da ottenere i riferimenti
incrociati fra i circuiti nei fogli di schema unifilare e i circuiti collegati nei fogli di schemi funzionali
ausiliari.
In questo capitolo sono descritte le funzioni dedicate al layout dei quadri, la verifica delle
sovratemperature secondo la norma CEI 17-43 (IEC 60890), valida per i quadri non di serie (ANS).
Generalità
In questo capitolo viene presentata la disposizione automatizzata di elementi coordinati fra loro che
costituiscono un armadio di comando, un allestimento elettronico, un frontale quadro, una
pulsantiera o qualsiasi altro elemento meccanico mediante alcune funzioni che supportano la
generazione di tutto quello che è necessario.
Risulta, quindi, possibile ubicare sul disegno tutti i componenti secondo le proprie esigenze ed
impostazioni in modo da ottenere una disposizione guidata di un armadio; possono essere richiamati
e posizionati sugli armadi i componenti utilizzati su schema al quale è stato assegnato un codice
materiale presente a magazzino articoli secondo le dimensioni dei vari costruttori, con eliminazione
di errori nella riproduzione dei disegni e con riduzione del tempo di lavoro.
Una volta effettuata la scelta delle apparecchiature entro quadro, sarà dedotta la potenza dissipata
dalle stesse e si potrà procedere alla verifica della sovratemperatura interna del quadro, date le
dimensioni e le condizioni di esposizione dell'armadio stesso secondo il metodo previsto dalla norma
CEI 17-43.
Nota. Se si importa un progetto da Ampère, dove sono state inserite le protezioni, l'assegnazione del
codice articolo è automatica.
Inoltre, tutti gli articoli che intervengono nella layout del quadro devono avere indicate le dimensioni
d'ingombro della sagoma o un blocco rappresentativo, specificate nella finestra proprietà
dell'articolo in Archivio materiali.
I componenti che non devono essere considerati per il layout, come ad esempio i fusibili, devono
invece avere il carattere ‘|’ (pipe) compilato nel campo Sagoma dei dati di archivio.
Le informazioni possono essere editate anche dall’interfaccia Layout quadri con il comando Edita
sagoma componente: vedi “Editazione della sagoma dell’articolo” a pagina 637.
Layout quadri
L’interfaccia Layout quadri consente la disposizione delle sagome dei componenti per la
rappresentazione del layout dei quadri. Le informazioni per l’estrazione delle sagome sono acquisite
dai simboli inseriti nello schema aperto: sono elaborati tutti i componenti che hanno gli attributi Sigla
dispositivo e il Codice principale non vuoti. Tramite il codice articolo iDEA estrae i dati della
sagoma, o le dimensioni se questa non è definita, dall’archivio Articoli.
Quadri 629
Layout quadri - Carpenteria
Menu: Schemi>Layout.
In Layout quadri sono a disposizione vari strumenti per il disegno del quadro.
• Strumenti per il disegno della carpenteria quadro, guide, canaline: vedi “Layout quadri -
Carpenteria” a pagina 629.
• Uno strumento per la disposizione automatica dei componenti su guida: vedi “Layout quadri -
Modalità quadro” a pagina 631.
• Uno strumento per la disposizione manuale dei componenti: vedi “Layout quadri - Modalità
globale” a pagina 634.
• Uno strumento per il disegno automatico della piastra (o dima) di foratura a partire dalla
disposizione dei componenti nel layout: vedi “Piastre di foratura” a pagina 645.
Attenzione. Queste operazioni sono indispensabili per disegnare i componenti in Modalità quadro.
Nel riquadro di sinistra della finestra Layout quadri sono disponibili i pulsanti per avviare queste
funzioni.
Inserimento di un telaio
Per inserire la sagoma di un armadio o quadro, nel riquadro Strumenti della finestra Layout quadri
(a sinistra), premere il pulsante Inserisci telaio o struttura.
Viene aperta la finestra Archivio carpenteria dove è possibile accedere alla lista Archivio strutture e
selezionare con doppio clic l’armadio o quadro da usare. In tal modo vengono proposti per
l’inserimento il blocco del telaio e gli altri elementi che compongono l’armadio o quadro (porta,
pannelli, accessori,...).
630 Quadri
Layout quadri - Carpenteria
In alternativa si può inserire solo un telaio prelevandolo dalla lista Archivio articoli.
Dopo l’inserimento del telaio dell’armadio o quadro viene data la possibilità di inserire le sagome
degli elementi compatibili. A tal fine, scegliendo il pulsante Inserisci elementi compatibili con il
telaio, viene riaperto l’Archivio carpenteria e mostrati solo gli elementi che possono essere
assemblati.
Tracciatura di canaline
Per tracciare le canaline all’interno del quadro, nel riquadro Strumenti della finestra Layout quadri,
selezionare il pulsante Traccia canalina.
Alla chiusura della finestra Layout quadri, nella finestra Inserimento canalina si possono impostare
le caratteristiche della canalina desiderata.
Canalina: per prima cosa selezionare un codice canalina dall'archivio Portacavi, richiamabile
direttamente dal pulsante posto nella casella. In alternativa è possibile indicare le dimensioni della
canalina digitandole nelle caselle Base e Alt. (altezza).
Colore: è possibile indicare il colore del canale.
Allineamento: controlla la posizione del punto di selezione durante la tracciatura in relazione alla
canalina: scegliere Alto, Centro o Basso.
Elevazione: selezionare l’elevazione della canalina; le opzioni Simboli, Pannelli e Porte sono
riportate solo se nel foglio corrente è presente un telaio di armadio o quadro; scegliere Utente per
indicare una misura alternativa.
Capovolto: se si seleziona questa casella, la canalina viene disegnata capovolta.
Quadri 631
Layout quadri - Modalità quadro
Fintantochè è aperta la finestra Inserimento canalina, fare clic sul disegno per tracciare i tratti di
canalina. Premendo il tasto destro del mouse si ritorna alla finestra Layout quadri.
Tacciatura di guide
Per tracciare le guide all’interno del quadro, nel riquadro Strumenti della finestra Layout quadri,
selezionare il pulsante Traccia guida.
Alla chiusura della finestra Layout quadri viene visualizzata la finestra Inserimento guida in cui si
possono impostare le caratteristiche della guida desiderata.
Guida: per prima cosa selezionare un particolare codice guida dall'archivio Portacavi e guide,
richiamabile direttamente dal pulsante posto nella casella. In alternativa è possibile indicare le
dimensioni della canalina digitandole nelle caselle Base e Alt. (altezza).
Colore: è possibile indicare il colore della guida.
Allineamento: controlla la posizione del punto di selezione durante la tracciatura in relazione alla
guida: scegliere Alto, Centro o Basso.
Elevazione: selezionare l’elevazione della guida; le opzioni Simboli, Pannelli e Porte sono riportate
solo se nel foglio corrente è presente un telaio di armadio o quadro; scegliere Utente per indicare una
misura alternativa.
Capovolto: se si seleziona questa casella la guida viene disegnata capovolta.
Fintantochè è aperta la finestra Inserimento guida, fare clic sul disegno per tracciare i tratti di guida
all’interno dell’armadio o quadro. Premendo il tasto destro del mouse si ritorna alla finestra Layout.
Nota. Quando si disegna un tratto di canalina o di guida è possibile anche digitare da tastiera la
misura del tratto. La misura che si va a digitare deve essere sempre la lunghezza reale del profilato,
in millimetri. É il software che calcola la lunghezza di disegno corretta, sulla base della scala di
layout corrente.
Per modificare la lunghezza di una canalina o una guida già tracciata nel disegno, nel riquadro
Strumenti della finestra Layout quadri, selezionare il pulsante Stira canalina o guida.
Alla chiusura della finestra Layout quadri selezionare, tramite una finestra di selezione, una o più
canaline/guide da allungare o accorciare; è possibile stirare contemporaneamente più elementi solo
se hanno lo stesso orientamento. Dopo la selezione premere il tasto destro del mouse e muovere il
cursore per definire la nuova lunghezza; per precisione si possono usare snap e snap ad oggetto (F9,
F3).
Per fissare la dimensione premere il tasto destro del mouse: si ritorna alla finestra Layout quadri.
Su guida
In questa lista sono elencati i componenti con l’opzione Inserimento in guida selezionata. Tali
componenti verranno disegnati automaticamente sulle guide disegnate all’interno del quadro.
Non su guida
In questa lista sono elencati i componenti con l’opzione Inserimento in guida non selezionata. Tali
componenti possono essere disegnati nel quadro con posizionamento manuale.
Non definiti
In questa lista sono elencati i componenti con codice articolo attualmente non presente in archivio;
oppure per esso non sono associate le dimensioni o il blocco della sagoma. Nel primo caso è
necessario modificare il codice principale del simbolo nello schema. Nel secondo caso è necessario
editare le caratteristiche tecniche dell’articolo tramite il comando Edita, disponibile nel menu a
cursore (vedi “Quantità (Modalità globale)” a pagina 642). Le modifiche apportate sono registrate in
archivio Articoli. Tali componenti non possono essere disegnati nel quadro.
Nel caso componenti normalmente montati in guida vengano riportati nella lista Non su guida è
possibile selezionarli, premere il tasto destro del mouse e scegliere Considera su guida: in tal modo
i componenti selezionati saranno riportati nella lista Su guida e la modifica sarà registrata in archivio
Articoli con l’attivazione dell’opzione Inserimento in guida.
L’operazione inversa è disponibile per i componenti normalmente non montati in guida che vengono
erroneamente riportati nella lista Su guida; il comando da scegliere nel menu a cursore in questo caso
è Considera non su guida: la modifica sarà registrata in archivio Articoli con la disattivazione
dell’opzione Inserimento in guida.
Nel riquadro di destra sono elencati i quadri presenti nel foglio corrente e, per ognuno, le guide
rilevate all’interno con l’indicazione della lunghezza.
Nota. Come già accennato, per operare in modalità quadro è necessario aver inserito il telaio del
quadro e disegnate all’interno le guide (vedi “Layout quadri - Carpenteria” a pagina 629).
Nel caso la guida selezionata non abbia una lunghezza utile sufficiente il programma chiede la
conferma per inserire i componenti in eccesso sulle guide successive se disponibili.
L’operazione per la composizione è valida anche per i componenti della lista Non su guida, con la
differenza che essi vanno riportati ‘sotto’ l’icona Non su guida riferita al quadro selezionato.
Per cancellare dalla composizione uno o più componenti basta selezionarli nel riquadro a destra e
premere il pulsante di cancellazione (freccia verde verso sinistra). Essi vengono riportati nella lista
di appartenenza.
Per apportare le modifiche nel disegno basta premere il pulsante Riporta in CAD e il programma
aggiornerà in automatico il disegno del layout del quadro aggiungendo, cancellando o spostando le
sagome.
634 Quadri
Layout quadri - Modalità globale
Nel riquadro di sinistra, una struttura ad albero elenca le ubicazioni e le funzioni in cui sono
organizzati i componenti dello schema.
Nota. L’ubicazione (collocazione del componente nell'impianto o nel quadro) e la funzione (finalità
del dispositivo all’interno del circuito), possono essere compilate negli attributi Ubicazione e
Funzione dei simboli (vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331).
Quadri 635
Layout quadri - Modalità globale
Nel riquadro di destra vengono elencati i componenti del progetto relativi all’ubicazione e alla
funzione selezionate con un segno di spunta, permettendo così di restringere la visualizzazione in
elenco ai componenti interessati. Quando non è selezionata alcuna ubicazione e funzione si vede
l’elenco completo. Selezionando ubicazione e/o funzione <vuoto>, vengono elencati i componenti
privi di tali informazioni.
Nota. Nella barra superiore è presente un’ulteriore sistema di filtro per tipologia di componente.
Per ogni componente sono riportate le seguenti informazioni: Sigla, Quantità, Descrizione,
Ubicazione, Funzione, Posizione.
Per mezzo di differenti icone, visibili nella prima colonna, viene rappresentato lo stato del
componente.
• Il componente ha tutte le informazioni ed è pronto per la tracciatura.
In basso a destra, viene visualizzata l’anteprima della sagoma del componente selezionato in lista,
se questo ne è fornito.
Modalità di inserimento
Dalla lista a comparsa Modalità di inserimento è possibile scegliere il metodo di posa delle sagome.
Inserimento manuale
I componenti selezionati vengono proposti singolarmente per il posizionamento nel disegno: per
ognuno si deve indicare la posizione e la rotazione.
Inserimento assiale
I componenti selezionati vengono posizionati in automatico in sequenza, specificando solo l’asse su
cui si desidera riportare i componenti. Le sagome vengono posizionate lungo l’asse a partire dal
bordo sinistro o centrate a seconda dell’opzione Centra rispetto all’asse. L’orientamento è
determinato dall’orientamento dell’asse specificato. Vengono inseriti solo i componenti
posizionabili nello spazio determinato dai due punti di selezione dell’asse; di seguito è richiesto di
selezionare un altro asse per posizionare i rimanenti, fino alla riapertura della finestra Layout.
Inserimento su guida
I componenti selezionati vengono posizionati in automatico in sequenza, specificando solo
l’ingombro della guida di riferimento in cui collocarli. Sono richiesti due punti che determinano
l’area della guida. Le sagome vengono posizionate lungo l’asse orizzontale dell’area selezionata a
partire dal bordo sinistro o centrate a seconda dell’opzione Centra rispetto all’asse. L’orientamento
è solo orizzontale. Vengono inseriti solo i componenti posizionabili nello spazio lineare determinato
dall’area di selezione; di seguito si dovrà selezionare un altro tratto di guida per posizionare i
rimanenti, fino alla riapertura della finestra Layout.
Inserimento in griglia
Permette di specificare le dimensioni di una griglia d’ingombro e il posizionamento dei componenti
avviene in modo automatico. Selezionando questa modalità si attiva il riquadro Griglia: vedi
“Inserimento in griglia (Modalità globale)” a pagina 641.
636 Quadri
Layout quadri - Modalità globale
Elevazione
Se nel foglio corrente è inserito un telaio di armadio o quadro, selezionando una voce nel riquadro
Elevazioni si imposta l’elevazione alla quale inserire i successivi elementi.
Nota. A tal fine, nelle proprietà del telaio registrato in Archivio carpenteria, devono essere indicate
le misure Profondità, Elevazione simboli, Elevazione pannelli (vedi “Archivio carpenteria” a
pagina 658).
Quindi, prima di inserire i componenti elettrici o tracciare le guide selezionare Simboli, per inserire
i pannelli del quadro selezionare Pannelli,... Le elevazioni sono considerate rispetto alla base del
telaio (fondo). Per impostare una elevazione diversa selezionare Utente e digitare la nuova misura
nella casella di testo vicina.
Nella lista della finestra Layout quadri - Modalità globale la selezione dei componenti può essere
fatta singolarmente, facendo un clic sulla riga del componente.
Nota. Per inserire più componenti fare clic tenendo premuto il tasto CTRL, premere il tasto destro
del mouse e scegliere Inserisci. Nel menu attivabile sulla lista con il tasto destro del mouse, è
disponibile il comando Seleziona tutti.
La tracciatura delle sagome dei componenti selezionati avviene dopo aver premuto il pulsante
Inserisci, disponibile anche nel menu a cursore attivabile con il tasto destro del mouse. In alternativa
trascinare gli elementi nel disegno con Drag & Drop. Viene così richiesto di selezionare i punti nel
disegno a seconda della modalità di inserimento impostata. Nel caso di inserimento tramite guida o
asse, un opportuno snap ad oggetto agevola il posizionamento dei componenti.
In ogni sagoma inserita vengono compilati gli attributi del blocco con le informazioni Sigla
dispositivo, Descrizione 1 e Descrizione 2 lette dagli attributi del simbolo nello schema elettrico.
Queste informazioni possono risultare visibili o meno a seconda di quanto impostato nelle opzioni
di testo: vedi “Layout quadri - Impostazioni e utilità” a pagina 637.
Nel caso si selezioni un componente con articolo privo di sagoma, o se il blocco sagoma non è
disponibile nelle librerie di iDEA, verranno comunque considerate le dimensioni specificate nella
scheda Simboli delle proprietà dell’articolo in archivio, per la tracciatura di una forma rettangolare
o circolare. Nel caso non siano disponibili nemmeno le dimensioni, viene visualizzato un messaggio
del tipo:
Nessuna delle entità selezionate può essere tracciata!
Controllare che i dati sagoma siano compilati correttamente.
In questi casi provvedere, mediante il pulsante Edita, alla correzione dei dati del componente (vedi
“Editazione della sagoma dell’articolo” a pagina 637).
Lo stesso messaggio viene visualizzato anche se il codice articolo non è presente nell'archivio
Articoli.
Quadri 637
Layout quadri - Impostazioni e utilità
Tali informazioni definiscono gli ingombri del componente (altezza, larghezza o diametro,
profondità), il blocco dwg della sagoma, la scala di inserimento e la possibilità di inserirlo
automaticamente in guida.
Nota. Le dimensioni del componente sono utilizzate, qualora manchi il blocco dwg, per disegnare
automaticamente una sagoma parallelepipeda, se sono indicate le misure di larghezza e altezza e
profondità o di forma cilindrica, se viene indicata solo il diametro e la profondità.
Dopo la conferma dei dati eventualmente modificati, risultano aggiornati tutti i componenti che
hanno lo stesso codice materiale facenti parte del corrente layout.
In Ampére sono accoppiati i dispositivi di protezione appartenenti ad una stessa utenza. Anche qui,
il primo dispositivo è considerato il principale, i successivi gli accoppiati. Nel caso MT+D, ad
esempio, l’interruttore magnetotermico è il dispositivo principale, lo sganciatore differenziale è il
dispositivo accoppiabile.
Nella finestra Layout quadri i dispositivi accoppiati costituiscono un unico elemento di disegno e
vengono inseriti insieme sulla guida selezionata.
Nel disegno automatico su guida, i dispositivi accoppiabili sono disposti automaticamente a destra
o a sinistra del dispositivo principale secondo una opzione presente nei dati dell'articolo in archivio
materiali. In archivio materiali, per ogni articolo per cui sia stata definita una sagoma di
rappresentazione nel layout dei quadri è presente (pagina “Simboli”, riquadro "Sagoma") l'opzione
Accoppiabile.
638 Quadri
Layout quadri - Impostazioni e utilità
Tale dato è disponibile solo se il tipo di inserimento del dispositivo è “In guida” e i valori possibili
sono:
• No: il dispositivo non è accoppiabile;
• A destra: il dispositivo è accoppiabile ed è agganciato a destra del dispositivo principale;
• A sinistra: il dispositivo è accoppiabile ed è agganciato a sinistra del dispositivo principale.
Note. Durante la disposizione in guida delle sagome dei dispositivi, la procedura rileva
automaticamente nel disegno le dimensioni dei blocchi correggendo autonomamente le dimensioni
indicate nella pagina Simboli della scheda materiali dell’articolo del dispositivo. Ciò non è previsto
per i dispositivi accoppiati per i quali vengono considerate solamente le dimensioni indicate nella
scheda dei materiali nella pagina Simboli. È importante quindi valorizzare tali dati al fine di
permettere una corretta disposizione dei dispositivi sulle guide dei quadri. In particolare, il valore
della larghezza determina lo spostamento laterale necessario per il corretto posizionamento della
sagoma del blocco accoppiabile. È inoltre bene ricordare che il punto di inserimento del blocco di
sagoma deve essere collocato nel lato sinistro dell'ingombro della sagoma stessa, in posizione
verticale mediana. Attenzione a questo fattore se si creano blocchi sagoma personalizzati!
Nota. Nel caso in cui blocchi sagoma associati ai codici materiali siano in scala diversa da quella
reale, potrebbe essere difficoltoso disegnare il layout del quadro in una scala uniforme. Per ovviare
a questo inconveniente, prima di inserire la sagoma con le procedure di layout quadri, controllare ed
adeguare la Scala nella scheda Simboli della proprietà articolo.
Nota. Per impostare scale di layout diverse su disegni appartenenti allo stesso schema elettrico,
applicare configurazioni differenziate (vedi “Configurazioni di progetto” a pagina 743).
Opzioni
Nella finestra Opzioni, richiamabile dal menu Utilità nella barra degli strumenti della finestra Layout
quadri, è possibile impostare alcuni parametri poi utilizzati per l'inserimento di tutte le sagome nel
disegno, siano esse di tipo standard (definite con altezza, larghezza e profondità) o di tipo sagoma
(blocchi grafici predefiniti).
640 Quadri
Layout quadri - Impostazioni e utilità
Opzioni di tracciatura
Scala layout quadri : fattore di scala utilizzato per la tracciatura dei del layout. Le sagome dei
componenti vengono inserite con questa scala. Il valore predefinito è 10 quindi il layout viene
disegnato in scala 1:10.
Scala personalizzata per il foglio corrente: è possibile impostare una scala di inserimento delle sagome
personalizzata valida solo per il foglio corrente; vedi “Scala personalizzata per il foglio corrente” a
pagina 639.
Scostamento primo elemento: è possibile impostare un scostamento del primo componente inserito
rispetto al punto iniziale dell’asse. Questa opzione vale nel caso di inserimento automatico in guida
o in asse.
Scostamento tra elementi: è possibile impostare un certo scostamento o distanza tra componenti
successivi inseriti. Questa opzione vale nel caso di inserimento automatico in guida o in asse.
Includi sagome estratte dal file di Tabula: è possibile, o meno, includere nella lista di disegno le sagome
di materiali aggiunti tramite una lista preliminare di materiale cmposta in Tabula, anche se non
presenti nello schema elettrico.
Centra gli elementi sull’asse: permette di porre i componenti selezionati in posizione centrale rispetto
alla guida o asse selezionato sul disegno. In tal caso non è possibile usufruire della possibilità di
inserimento a partire dall’ultimo elemento.
Traccia a partire dall’ultimo elemento inserito: se spuntata viene memorizzata la posizione dell’ultimo
elemento per inserire in successione gli elementi successivi fino al completamento della guida o
dell’asse indicato. Una volta esaurita la guida la procedura prosegue con la richiesta di un nuovo
supporto.
Opzioni di testo
Le opzioni di testo fanno riferimento agli attributi automaticamente compilati nelle sagome.
Nascondi le sigle: se la casella è selezionata, non vengono visualizzate le sigle affianco dei blocchi
nel quadro.
Altezza sigle : altezza del testo della sigla componente (attributo NOME). La sigla è ripresa
automaticamente dal simbolo nello schema elettrico.
Adattamento: al fine di migliorare l’aspetto grafico e la disposizione delle informazioni riportate
automaticamente in prossimità delle sagome dei componenti è possibile adattare il testo della Sigla
dispositivo. In particolare sono presenti le seguenti possibilità.
• Imponi altezza: l’altezza del testo dipende dal valore impostato nell’opzione di testo Altezza
sigle.
• Ridimensiona: il testo viene scalato per comprimerlo entro la larghezza della sagoma se
necessario.
• Adatta in larghezza: il testo viene adattato alla larghezza della sagoma se necessario.
• Nessun adattamento: mantiene altezza e caratteristiche dell'attributo SIGLA originale senza
alcuna alterazione.
Nota. Gli attributi di ogni sagoma del layout si possono rendere visibili o invisibili con il comando
UTILATT.
Blocchi di sagoma predefiniti
Qualora nei dati dell’articolo materiale relativo ad un componente manchi il blocco dwg per
disegnare la sagoma, ma siano disponibili le dimensioni di ingombro, il programma disegna una
sagoma standard scalata secondo tali misure. I due blocchi standard possono essere personalizzati
(vedi “Specifiche del blocco sagoma” a pagina 638).
Sagoma parallelepipeda: si può selezionare il blocco standard usato per i componenti senza blocco
sagoma ma con altezza, larghezza e profondità disponibili.
Sagoma cilindrica: si può selezionare il blocco standard usato per i componenti senza blocco sagoma
ma con diametro e profondità disponibili.
Blocchi canaline e guide
Per il disegno della canalina viene utilizzato un blocco di base che viene ridimensionato secondo le
misure definite in fase di disegno. Lo stesso vale per il disegno di una guida. I due blocchi standard
possono essere personalizzati.
Canalina: si può selezionare il blocco standard usato per il disegno di una canalina.
Guida: si può selezionare il blocco standard usato per il disegno di una guida.
Nota. In questo tipo di inserimento i componenti vengono disposti in forma rettangolare: per ognuno
è disponibile un’area (cella) uguale per tutti.
Dimensioni delle celle: nelle caselle Larghezza e Altezza digitare la larghezza e l’altezza di una cella,
cioè l’area in cui inserire un componente. Premere il bottone Seleziona per indicare l’area con il
cursore nel disegno.
Numero di colonne della griglia: digitare il numero di colonne della griglia. Sarà lo stesso numero di
componenti posizionati in linea. I seguenti saranno posizionati sotto.
642 Quadri
Layout quadri - Impostazioni e utilità
Attenzione. Le modifiche alle quantità di ogni componente vengono perse quando si chiude la
finestra Layout.
Nota. Questa funzionalità di legame può essere attivata o disattivata tramite l’opzione
Aggiornamento automatico Layout quadri, presente nella scheda Disegno in Preferenze ambiente
grafico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757).
Rigenerazione dei legami di layout
Nel caso si apra uno schema creato con una versione precedente di iDEA, può essere necessario
ricostruire gli accoppiamenti tra simboli elettrici e sagome di layout presenti nel disegno. Eseguire
Rigenerazione dei legami di layout, selezionando il comando dal menu che si attiva con il tasto destro
del mouse sulla lista della finestra Layout.
Nota. Nei software Electro Graphics è possibile gestire una strutturazione orientata all'ubicazione e
alla funzione secondo la norma CEI EN 61346-1. Per maggiori informazioni sull’organizzazione e
la compilazione di ubicazioni e funzioni vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331.
Nella struttura ad albero del riquadro di sinistra della finestra Layout, le ubicazioni o le funzioni che
hanno associata la sagoma e il codice articolo, sono rappresentate da un’icona con un bollino blu.
Quadri 643
Layout quadri - Impostazioni e utilità
Il pulsante Inserisci sagoma quadro associata, presente nella barra degli strumenti, permette di
posizionare nel disegno la sagoma associata all’ubicazione o alla funzione selezionata. Se si
seleziona una ubicazione o una funzione che non ha associata una sagoma viene visualizzato un
messaggio di avvertimento.
Elenco dispositivi
La funzione Elenco dispositivi può essere utilizzata in uno schema elettrico in cui è stato già tracciato
lo schema utenze originato dal file .UPEX legato al disegno corrente. Tale utilità permette la
tracciatura di una tabella riassuntiva dei dati identificativi delle utenze rappresentate nello schema e
può essere utile a corredo del layout del quadro elettrico relativo. I dati che si possono includere sono:
• Sigla del simbolo nello schema elettrico (schema utenze e layout quadro);
• Nome, Denominazione 1, Denominazione 2 e Ubicazione dell’utenza;
Il comando, disponibile nel menu Utilità, avvia la finestra di disegno tabelle di iDEA che permette
la selezione della corretta sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva e il loro ordine, oltre
l’impostazione del titolo, dello stile di testo e del carattere da adottare. È possibile effettuare la
tracciatura globale o filtrata per ubicazione e funzione dell’utenza.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento
della tabella è guidato da un riquadro delle dimensioni d'ingombro della tabella.
Quando un componente con un codice materiale di tipo Kit è presente nello schema elettrico, la
funzione layout dei quadri consente il disegno della sagoma associata al codice principale e anche
delle sagome associate ai codici accessori del kit.
Questa funzionalità permette di gestire articoli di magazzino che necessitano di più componenti
grafici per la rappresentazione su layout quadro; un classico esempio è rappresentato dagli
interruttori sezionatori con montaggio a pannello. Per accomunare diverse sagome allo stesso
articolo è sufficiente creare uno o più articoli con nuovi codici articolo associandoli alle sagome di
layout aggiuntive e poi aggiungerli come codici fittizi in kit all'articolo principale. In fase di layout
quadro gli elementi grafici del kit verranno predisposti all'inserimento in disegno. L'opzione Codice
fittizio consente di escluderli dalle operazioni di estrazione distinta base.
Menu: Schemi>Layout.
2. Nella finestra di dialogo impostare i parametri, ad esempio i campi da stampare, lo stile di testo,
etc...
3. Confermare le scelte premendo il pulsante OK.
4. Fare un clic con il mouse per specificare il punto di inserimento della tabella.
Nota. Se attiva la colonna Nr. (Numero) tutte le sigle degli elementi rilevati vengono nascoste e
sostituite con un indice progressivo che viene visualizzato a video. La tabellina permette poi di
associare a ciascun cartellino numerico le sigle e le descrizioni corrispondenti.
Menu: Schemi>Layout.
3. Premere INVIO per avviare la finestra Inserimento canaline oppure digitare G e premere INVIO
per avviare la finestra Inserimento guida.
4. Nella finestra di dialogo Inserimento canalina/guida, selezionare l'articolo portacavi nella
casella Canalina, selezionare il riferimento e il colore.
5. Fintantochè è aperta la finestra Inserimento canalina/guida, fare clic sul disegno per tracciare i
tratti di canalina/guida.
6. Premere il tasto destro del mouse per terminare.
Piastre di foratura
Dopo aver disegnato il layout di un quadro, con tutti gli apparecchi, gli strumenti, le guide e le
canaline utilizzando gli strumenti dell’interfaccia Layout (vedi “Layout quadri” a pagina 628), è
possibile tracciare in automatico il layout del relativo pannello, completo delle dime di foratura per
i componenti.
La funzione Piastre di foratura richiede di selezionare il layout del quadro, cioè due punti che
definiscono l’area del pannello frontale. Di seguito il programma propone il disegno del rettangolo
del pannello all’interno del quale, per ognuna delle sagoma rilevate, viene disegnato il profilo del
foro.
Come tracciare il layout delle piastre di foratura
1. Selezionare Piastre di foratura.
Menu: Schemi>Layout.
2. Nella finestra di dialogo Piastre di foratura sono disponibili alcune opzioni di disegno.
646 Quadri
Piastre di foratura
Se è stata seleziona la casella Selezione manuale delle sagome di layout, dopo la selezione dell’area
del pannello verrà richiesto di selezionare, nel layout quadro, le sagome di cui tracciare le forature.
Altrimenti, verranno considerate tutte le sagome rilevate nell’area definita dal riquadro di selezione
del pannello.
È possibile far disegnare anche i fori per il fissaggio delle guide e delle canaline. Per entrambi è
possibile stabile anche lo scostamento dal lato della piastra e il diametro di foratura. Selezionando,
invece, la caselle Escludi, canaline e guide si possono ignorare.
3. Premere OK, quindi portare il cursore sul disegno del layout del quadro e selezionare i punti
opposti dell’area del pannello.
• Caso 2. Il simbolo nello schema elettrico ha il codice principale non compilato. In tal caso il
programma rileva il nome del blocco della sagoma e cerca nell’archivio articoli le dimensioni
compilate nelle proprietà del primo articolo con tale blocco associato come sagoma.
648 Quadri
Piastre di fondo
Nota. Vedi il capitolo “Archivi materiali”, paragrafo “Archivio articoli” della guida “Commesse e
archivi”.
Piastre di fondo
La funzione per la tracciatura automatica di piastre di foratura o dime di foratura (vedi “Piastre di
foratura” a pagina 645) è utilizzabile anche per il disegno delle piastre di fondo dei quadri o pannelli.
Vengono pertanto elaborati i dati di foratura disponibili per le guide, le canaline e le apparecchiature
che vanno montate sulla piastra di fondo (trasformatori, inverter, interruttori scatolati,...).
La definizione dei dati di foratura per quanto riguarda gli elementi di tipo guida o canalina è da
effettuarsi nell’apposito archivio Portacavi e guide (vedi il capitolo “Archivi cavetteria”, paragrafo
“Archivio portacavi e guide” della guida “Commesse e archivi”). I dati di foratura di altre
apparecchiature che vanno montate direttamente sulla piastra del quadro o pannello e per le quali
devono essere predisposti dei fori, devono essere preventivamente definiti tramite la funzione Edita
foratura sagoma.
Nota. Questa funzione può essere eseguita in iDEA, a partire dai dati delle apparecchiature presenti
nello schema elettrico aperto. Può altresì essere eseguita nel software di calcolo reti elettriche
Ampère. In Ampère è possibile anche eseguire la verifica secondo la norma CEI 23-51 per i quadri
di uso domestico e similare e stampare direttamente su carta le verifiche. Di seguito sono descritte
le operazioni da seguire per la verifica in iDEA: nell’interfaccia di calcolo la norma applicata è
vincolata alla CEI 17-43 e non si attiva il pulsante per la stampa diretta su carta. Per le istruzioni in
650 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri
merito al calcolo della sovratemperatura dei quadri da Ampère, vedere la guida di riferimento di
Ampère.
Il metodo proposto consente di calcolare la sovratemperatura dell'aria all'interno del quadro rispetto
alla temperatura ambiente, sia nella parte superiore del quadro che a metà altezza e di approssimarne
l'andamento attraverso una curva di interpolazione.
È possibile applicare la norma a quadri metallici e in materiale isolante (chiusi) aventi qualunque
spessore o grado di protezione purché:
• la somma delle correnti dei circuiti di alimentazione non superi i 1600A;
• le condutture con elevata intensità di corrente siano disposte in modo da non indurre perdite
parassite sulle strutture del quadro;
• non ci siano più di tre separatori orizzontali per scomparto;
• nei quadri con griglia di ventilazione la sezione dell'apertura sia almeno 1,1 volte quella di
entrata;
• gli apparecchi installati non ostacolino la circolazione dell'aria.
• la superficie di raffreddamento Ae, data dalla somma delle singole superfici moltiplicate
ciascuna per il fattore di superficie (fattore che tiene conto del tipo di installazione);
• la potenza dissipata dalle apparecchiature (valori riportati a catalogo dai fabbricanti riferiti a
corrente nominale e dedotte dal database delle protezioni o a magazzino materiali) tenendo conto di
un eventuale coefficiente di contemporaneità;
• la potenza dissipata dai trasformatori;
• la potenza dissipata dalle condutture poste all'interno del quadro per le quali si calcola la potenza
dissipata alla portata ammissibile per posa in canaletta aperta e cavi unipolari tenendo eventualmente
conto di un coefficiente di contemporaneità;
• la potenza dissipata da eventuali altri dispositivi elettronici;
• la potenza asportata da eventuali dispositivi di ventilazione forzata o di refrigerazione.
Note tali grandezze può calcolare la sovratemperatura a metà del quadro tramite la formula:
Dt0,5 = k * d * Px
i cui coefficienti si ricavano dalle tabelle riportate dalla norma CEI 17-43 e memorizzate per valori
campionati su apposito database.
La sovratemperatura alla sommità si calcola moltiplicando la sovratemperatura alla metà del quadro
per il coefficiente di distribuzione della temperatura.
Dt1,0 = c* Dt0,5
La curva di sovratemperatura si ottiene poi per interpolazione tenendo conto della superficie di
raffreddamento effettiva (superiore o meno a 1.25 m2) e della presenza di aperture di ventilazione.
Quadri 651
Calcolo sovratemperatura nei quadri
Menu: Schemi>Layout.
È possibile, quindi, selezionare il blocco del quadro o armadio nel disegno al fine di rilevarne le
misure e la sigla dell’ubicazione di appartenenza. Se non presente premere INVIO o ESC.
Viene visualizzata la finestra Sovratemperatura quadro.
Ubicazione: la lista riporta le sigla delle ubicazioni definite nello schema corrente da cui selezionare
la sigla dell’ubicazione del quadro in esame. Se si è selezionato il blocco nel disegno la sua
ubicazione, se assegnata, è impostata in automatico.
Descrizione: descrizione breve da riportare nel documento.
Data: data in cui viene eseguito il calcolo.
Dati del quadro: numero di matricola, nome del cliente, riferimento dell'impianto in cui va installato,
costruttore del quadro.
Temperatura ambiente: i valori disponibili sono: 25, 30, 35 e 40°C (il valore di default è 35°C).
Temperatura massima interna: temperatura massima interna accettata. Il valore predefinito è 55°. La
temperatura effettiva risultante dal calcolo verrà visualizzata in rosso se superiore alla temperatura
massima accettata: vedi Temperatura senza refrigirazione e Temperatura con refrigirazione nel
riquadro Risultati.
Corrente di corto circuito: valore efficace della corrente di corto circuito presunta nel punto di
installazione del quadro (il valore di default è 4,5 kA).
652 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri
Numero dei circuiti separati: numero dei circuiti all'interno del quadro. I valori disponibili sono: 1, 2,
3, 4 (il valore di default è 1).
4. Nella scheda Schema si può procedere alla verifica della potenza dissipata dai componenti
acquisiti.
Nota. In iDEA la scelta della norma applicata è vincolata alla CEI 17.43 (quadri non di serie - ANS).
Per poter selezionare la norma CEI 23-51 (quadri per uso domestico e similari) occorre avviare il
calcolo dal programma Ampère (modulo opzionale).
L’opzione Leggi i dati dal file utenze .UPEX, attiva l’acquisizione delle potenze dissipate dalle
utenze presenti nel file di calcolo rete associato allo schema corrente, anziché dai componenti nello
schema elettrico. È pertanto utile in progetti di impiantistica in cui si calcola la rete elettrica con
Ampère e di seguito si traccia lo schema utenze unifilare o multifilare in iDEA. Se la casella Leggi
i dati dal file utenze .UPEX, risulta disabilitata avviare il comando NVLINEE ed aprire il file utenze
UPEX (vedi “Apertura di un file di utenze” a pagina 587) (non è indispensabile tracciare lo schema
utenze).
Quando è attiva la lettura dei dati dal file utenze .UPEX è possibile scegliere tra il calcolo secondo
la Corrente nominale o la Corrente di impiego; considerando la potenza dissipata rispetto alle
correnti di impiego, si ottiene un calcolo della sovratemperatura che si avvicina maggiormente alla
situazione reale.
Quando è attiva la lettura dei dati dal file utenze .UPEX viene visualizzato il riquadro Potenza
acquisita dalle utenze, con l’elenco di tutte le potenze raggruppate per quadro di appartenenza. Una
casella di spunta, al fianco di ogni ubicazione, consente la selezione della stessa allo scopo di
determinare la somma della potenza dissipata totale.
Quando NON è attiva la lettura dei dati dal file utenze .UPEX viene visualizzato il riquadro
Informazioni sui dati elaborati dai disegni, con l’elenco di tutti i componenti che determinano la
potenza acquisita dallo schema, raggruppati per ubicazione. La funzione acquisisce i simboli di
iDEA presenti nei disegni dello schema corrente, con codice principale compilato e non disabilitato
(vedi “Disabilita codice articolo” a pagina 708).
Per ogni componente della lista, vengono visualizzati i dati tecnici rilevati dall’archivio Articoli
quali
• Codice principale;
• Descrizione;
• Potenza dissipata;
• Temperatura massima di utilizzo;
Nota. Gli elementi in quadro codificati con un codice materiale con distinta base di tipo kit sono
aggiunti all'elenco dei componenti per il calcolo della sovratemperatura. Gli elementi in quadro
associati ad una distinta base NON di tipo kit non sono aggiunti all'elenco dei componenti per il
calcolo della sovratemperatura; pertanto l'elemento principale della distinta deve contenere i dati
tecnici totali.
Nel riquadro sottostante sono riportati i messaggi informativi e le eventuali condizioni di errore; i
componenti con errori sono evidenziati nella lista con un’apposita icona.
Componenti con temperatura di utilizzo inferiore alla temperatura media del quadro
L’articolo associato al componente riporta un valore di temperatura di utilizzo inferiore alla
temperatura media calcolata dal software all’interno del quadro in esame; è necessario editare il dato
tecnico in archivio Articoli o associare al componente un codice articolo opportuno.
L’articolo associato al componente riporta un valore di potenza dissipata nullo; è necessario editare
il dato tecnico in archivio Articoli o associare al componente un codice articolo opportuno.
Quando è necessario editare i dati tecnici di un componente selezionato in lista è possibile fare
doppio clic o scegliere il comando Edita dati tecnici, disponibile nel menu che si apre con il tasto
destro del mouse. Viene aperta la pagina Dati tecnici corrispondente al codice articolo del
componente selezionato: i dati modificati sono salvati in archivio Articoli e sono validi per tutti i
componenti con tale codice.
Il comando Copia negli appunti, disponibile nel menu contestuale, copia i dati dei componenti
elaborati dai disegni e visualizzati nella struttura ad albero della pagina Schema. Questo comando
copia solamente gli elementi visualizzati. Per copiare i dati di tutti i componenti eseguire prima il
comando Apri tutto. Questi comandi sono disponibili nel menu contestuale che si apre con il tasto
destro del mouse quando il cursore è nella struttura ad albero.
Nel riquadro Potenza dissipata dai componenti, viene visualizzata la potenza dissipata totale
acquisita, il coefficiente di contemporaneità su cui è possibile intervenire, e la potenza effettiva
dissipata dai componenti per procedere alla verifica.
5. La scheda Conduttori consente di specificare la lunghezza dei conduttori interni al quadro, per
il calcolo della potenza dissipata, tenendo conto del fattore di contemporaneità.
6. La scheda Sbarre, consente di specificare fino a tre tipologie di sbarre di rame nude con
disposizione verticale e fino a tre tipologie di sbarre di rame nude per la connessione con i dispositivi
(orizzontali). Le tipologie sono estratte dalle tabelle presenti nella norma, compresa l'opzione con
due conduttori per fase. Per ciascuna tipologia in lista è riportata la portata ed è possibile
personalizzarne la lunghezza. Il fattore di carico, richiesto, rappresenta il rapporto medio tra la
corrente di funzionamento e la portata massima delle sbarre. Il programma permette in questo modo
di stimare la potenza dissipata dalle sbarre così definite.
654 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri
10. È sempre possibile passare da una scheda all'altra, per effettuare modifiche dei dati
precedentemente inseriti. Infine, premere OK per salvare i dati.
11. Alla chiusura della finestra Sovratemperatura quadro con salvataggio dei dati, selezionare una
delle opzioni disponibili:
• Crea un nuovo foglio per la relazione di calcolo
• Aggiorna i dati di calcolo del foglio corrente
e continuare con OK oppure annullare il disegno con Annulla.
Il foglio con la relazione di calcolo che si può ottenere è dettagliato secondo quanto previsto dalla
norma e riporta anche il grafico dell'andamento della sovratemperatura all'interno del quadro in
esame.
La figura seguente mostra un riepilogo di calcolo della sovratemperatura nei quadri.
Quadri 655
Calcolo sovratemperatura nei quadri
Le due opzioni Sviluppo orizzontale, e Sviluppo verticale, sono disponibili nella finestra Parametri
multifoglio, scheda Riquadro iscrizioni (comando EGPREF): vedi “Fogli” a pagina 748.
Nota. Le utenze SPD tracciate in automatico nello schema unifilare attivano in modo automatico
questo vincolo.
Quadri 657
Verifica termica con ventilazione forzata e condizionamento
Raffreddamento
Nel caso in cui la temperatura massima del quadro elettrico sia superiore alla massima permessa, è
possibile intervenire nella scheda Raffreddamento per individuare il metodo migliore per abbassare
la temperatura del quadro. In alternativa alla condizione predefinita di Ventilazione naturale, è
possibile scegliere tra Ventilazione forzata e Condizionamento.
Ventilazione forzata
La formula generale di scambio termico con l'aria, usata nel calcolo è la seguente:
Pr = F x (Ti - Te) / Ka
Dove:
Capacità di raffreddamento L35/L35: potenza asportabile limite per mantenere temperatura interna ed
esterna pari a 35ºC.
Capacità di raffreddamento L35/L50: potenza asportabile limite per mantenere una temperatura interna
di 35ºC con una temperatura esterna di 50ºC. Questo valore di potenza refrigerante è considerata ai
fini del calcolo della sovratemperatura.
Valgono le medesime opzioni di scelta in archivio carpenteria con filtro preimpostato sulla potenza
refrigerante minima richiesta.
Relazione di calcolo
Il foglio con la relazione di calcolo che si ottiene è dettagliato secondo quanto previsto dalla norma
e riporta anche il grafico dell'andamento della sovratemperatura all'interno del quadro in esame.
In presenza di ventilazione forzata o condizionamento, nel foglio di sovratemperatura in ambiente
grafico verrà riportata l'indicazione della potenza dissipata totale e della potenza refrigerante
asportata. L'indicazione del metodo di raffreddamento viene riportato in corrispondenza
dell'etichetta Aperture di ventilazione.
Archivio carpenteria
Archivio carpenteria raccoglie i componenti di carpenteria per il disegno di layout di quadri e armadi
in iDEA e le loro specifiche. Si può accedere alla finestra dell’archivio in modo diretto per inserire
nel disegno i blocchi sagoma, oppure da altre finestre di editazione degli elementi di layout.
Come accedere all'Archivio carpenteria
• Scegliere Carpenteria.
Menu: Strumenti>Archivi.
La finestra Archivio carpenteria è composta dalle schede Archivio articoli e Archivio strutture.
Archivio articoli
La lista Archivio articoli riporta tutti i materiali che possono essere utilizzati nella costruzione di un
quadro o un armadio. Nel riquadro di sinistra della finestra viene visualizzata una struttura grafica
nella quale si seleziona il costruttore, la serie e il tipo di materiale.
Un elemento di carpenteria può essere:
Quadri 659
Archivio carpenteria
• Telaio
• Base
• Porta
• Pannello
• Zoccolo
• Accessorio
• Guida
• Canalina
A destra sono elencati gli articoli di carpenteria: per ognuno di essi sono riportati, nella griglia, i dati
principali. L'ordinamento dell'elenco può essere eseguito secondo il codice o la descrizione, facendo
clic sull'intestazione della colonna in base alla quale si desidera eseguire l'ordinamento.
L'inserimento di nuovi materiali o l'editazione dei dati di quelli già presenti avviene attraverso la
finestra di dialogo Articolo di carpenteria, nella quale compilare i diversi campi. Premendo il
pulsante OK la voce verrà memorizzata nell'archivio.
I comandi Nuovo, Modifica o Duplica sono selezionabili dalla barra degli strumenti.
Per eliminare un articolo scegliere Elimina.
Ricerca
Il pulsante Ricerca, disponibile nella barra degli strumenti attiva un riquadro che permette di eseguire
una rapida visualizzazione degli articoli che rispondono ai criteri di ricerca impostati. La ricerca può
essere eseguita nei campi Codice articolo, Descrizione e Sagoma.
Attivando l’opzione Attiva ricerca per dimensione, è possibile anche fornire le dimensioni
dell’articolo da ricercare.
Premere il pulsante Ricerca per avviare la ricerca. Premere il pulsante Cancella per cancellare i criteri
di ricerca e visualizzare l'elenco completo.
Nota. Per inserire più articoli fare clic tenendo premuto il tasto CTRL e premere il pulsante Inserisci.
Con le funzioni Copia e Incolla è possibile copiare la lista di articoli compatibili da un telaio ad un
altro tramite gli appunti di Windows. Il pulsante Copia, presente nella barra degli strumenti della lista
Articoli compatibili copia negli appunti i codici dei materiali selezionati.
Il pulsante Incolla, invece, inserisce nella lista gli articoli di carpenteria i cui codici sono stati copiati
negli appunti.
Esempio. Se la lista articoli compatibile di un certo telaio ve bene anche per un’altro telaio,
selezionare tutti i materiali in lista, fare clic su Copia, entrare nella lista Articoli compatibili dell’altro
telaio e cliccare su Incolla.
Quadri 661
Archivio carpenteria
Nota. È possibile anche usare Notepad per definire una lista di codici separati dal carattere ‘|’ e
copiarla negli appunti di Windows per poi incollarla in Articoli compatibili.
Per visualizzare l’anteprima del blocco DWG relativo ad un articolo di carpenteria selezionato nella
lista Articoli compatibili, premere il tasto destro del mouse e scegliere Anteprima dal menu
contestuale.
Guide e canaline
Per quanto riguarda le guide e le canaline, se si compila la casella Lunghezza quando si inserisce
l’articolo nel disegno viene disegnato un tratto di guida o canalina lungo quanto predefinito. Se la
casella Lunghezza rimane a 0 mm, in fase di inserimento dell’articolo nel disegno, il programma
chiede di indicare due punti per specificare la lunghezza del tratto.
Archivio strutture
La lista Archivio strutture riporta una serie di insiemi di articoli di carpenteria che costituiscono la
struttura di un armadio o un quadro.
I dati di ogni struttura possono essere editati dalla finestra di dialogo che si apre coi i comandi Nuovo,
Modifica o Duplica.
Per eliminare un articolo scegliere Elimina.
Nota. Per l’inserimento automatico di tutte le sagome componenti l’armadio è necessario che
ognuna abbia indicate le coordinate di posizionamento (vedi paragrafo seguente).
662 Quadri
Archivio carpenteria
Codice struttura: codice alfanumerico di 20 caratteri che identifica univocamente l’armadio o quadro.
Codice telaio: codice materiale del telaio della struttura. Premere il pulsante “...” a destra del campo
per aprire l'Archivio carpenteria in cui è possibile eseguire la ricerca e riportare un codice di telaio
facendo doppio clic.
Descrizione: descrizione dell’armadio o quadro.
Dopo aver confermato con OK, nella griglia superiore della finestra Archivio strutture, viene
aggiunta una nuova struttura o armadio. A tal punto, nella griglia inferiore, è necessario definire tutti
i componenti che vanno assemblati al telaio della nuova struttura.
Definizione della lista componenti
Per inserire uno o più articoli scegliere il pulsante Aggiungi elementi. Viene aperta la finestra
dell’Archivio carpenteria in cui prelevare un articolo facendo doppio clic.
Nota. Per prelevare più materiali fare clic tenendo premuto il tasto CTRL e premere il pulsante
Inserisci.
Premere il pulsante Aggiungi elementi compatibili, per aprire l'Archivio carpenteria filtrato su i
componenti compatibili con il telaio della struttura. I materiali disponibili sono quelli elencati,
appunto, come elementi compatibili quando si è definito il telaio (vedi “Articoli compatibili” a
pagina 660).
Spesso si presenta il caso che una struttura prevede più elementi uguali; per duplicare un elemento
già presente in lista usare il pulsante Duplica elemento.
Nel caso si debba eliminare degli elementi dalla lista usare il pulsante Rimuovi elementi.
Coordinate per l’assemblaggio automatico
Per ogni elemento della struttura è possibile indicare il punto di inserimento, rispetto al punto di
inserimento del telaio. La presenza di tali dati fa si che quando da Archivio strutture si inserisce nel
disegno un armadio o quadro, tutti gli elementi vengano disegnati automaticamente per formare la
struttura completa.
Scegliere il pulsante Coordinate di inserimento dalla barra degli strumenti inferiore e compilare i dati
nella finestra di dialogo; abilitare con una spunta il posizionamento automatico.
Quadri 663
Archivio carpenteria
Anteprima di un componente
La sagoma di ogni componente è definita nella lista Archivio articoli (vedi “Creazione di un nuovo
articolo di carpenteria” a pagina 660).
Per visualizzare l’anteprima del blocco DWG relativo ad un articolo di carpenteria selezionato in
Articoli strutture, premere il tasto destro del mouse e scegliere Anteprima dal menu contestuale. Il
telaio può essere visualizzato dalla griglia superiore; gli altri componenti possono essere visualizzati
selezionandoli nella griglia inferiore.
N o ta . I b l o c c h i s a g o m a d e i m a t e r i a l i s o n o s a l v a t i n e l l a c a r t e l l a d e l l e s a g o m e
(COMMON\LIBRARY\LI6). Se non sono attualmente presenti l’anteprima non è disponibile e non
verranno inseriti.
Codifica per la distinta materiali
Ai fini dell’estrazione dei materiali per la compilazione della distinta materiali, è possibile abilitare
il riporto nel disegno del codice materiale di ogni elemento dell’armadio o quadro. In tal caso,
eseguendo l’estrazione della distinta materiali () ogni componente presente nel disegno, con sagoma
e codice abilitato, verrà conteggiato.
Per abilitare o disabilitare il codice di un componente selezionato nella griglia inferiore dell’Archivio
strutture, premere il tasto destro del mouse e fare clic su Abilita inserimento codice.
664 Quadri
Archivio carpenteria
Nota. I componenti privi di sagoma associata, non vengono estratti per la distinta materiali anche
se l’inserimento del codice è abilitato.
Controllo presenza materiale
Se il codice di carpenteria, inserito in precedenza nelle strutture, non è attualmente presente in
Archivio articoli carpenteria, nella prima colonna della lista della struttura viene riportata una icona
con il punto interrogativo anziché l’icona normale a forma circolare verde.
La finestra Archivio carpenteria viene resa trasparente in modo da mostrare il disegno e permettere
la selezione tutti gli elementi che compongono la struttura preparata. Alla fine della selezione
premere INVIO o il tasto destro del mouse. Viene visualizzata la finestra Struttura di carpenteria,
nella quale sarà già indicato il telaio rilevato nella selezione; compilare quindi un nuovo codice e la
descrizione e premere OK.
Armadi componibili
Negli armadi componibili, la dissipazione dipendente da come è composta la struttura. In Archivio
strutture ci si troverà a definire varie strutture composte con lo stesso tipo di telaio che date le
differenze di composizione avranno diverse dati di dissipazione e quindi di protezione.
Ad esempio si può avere una struttura di un armadio con protezione IP 40 e una seconda uguale ma
con aggiunta la guarnizione che determina una protezione IP 43.
Pertanto, essendo i dati di protezione e dissipamento dipendenti da come è strutturato il quadro essi
vanno compilati nella finestra delle proprietà della struttura.
All’interno della finestra di dialogo Struttura di carpenteria, alla scheda Potenza dissipabile,
compilare la casella Grado di protezione. Nella griglia sottostante definire le tipologie di montaggio
e compilare le relative potenze dissipabili (espresse in Watt) alle sei temperature ambiente
normativate (15°C, 20°C, 25°C, 30°C, 35°C, 40°C).
La norma prevede sette tipi di montaggio:
• Esposizione su tutti i lati;
• montaggio a parete;
• Montaggio su un fianco;
• Esposto su un fianco e anteriormente;
• Esposto anteriormente e posteriormente;
• Esposto anteriormente;
• Esposto anteriormente con lato superiore coperto.
Per inserire le potenze premere il pulsantino Nuovo e selezionare il tipo di montaggio o anche più di
uno se prevedono i medesimi dati. Quindi compilare le sei potenze dissipabili.
Centralini
I centralini sono quadri con un unico tipo di assemblaggio percui si può avere un’unica struttura; di
conseguenza, se si dispone dei dati di dissipazione e protezione, essi possono essere imputati nella
finestra delle proprietà del telaio anche senza definire la struttura.
Menu: Schemi>Layout.
All’avvio della funzione di disegno essa richiede di selezionare un rettangolo di ingombro che
rappresenta la piastra del pannello. Tramite il cursore selezionare gli angoli estremi (opposti) del
pannello in modo da includere tutti i componenti posizionati in precedenza con la funzione di Layout
quadri. Le sagome di layout che vengono rilevate all’interno di tale rettangolo pilotano il disegno dei
relativi blocchi di contatti con il riporto di pin e collegamenti.
Se le sagome selezionate vengono correttamente riconosciute nello schema corrente, il programma
richiede un punto per iniziare a tracciare la versione speculare del pannello. A questo punto è
possibile anche scegliere l’opzione Nuovo foglio (digitare N da tastiera e premere INVIO) per
proseguire con l’inserimento di un nuovo foglio in cui indicare il punto di inserimento della piastra.
Nella figura seguente si vede a sinistra il layout di un pannello di pulsanteria, disegno realizzato
tramite il comando DLAYOUT. A destra è stato posizionato il disegno del retro pulsanteria con
specificate le connessioni dei pulsanti.
Le informazioni da riportare nei contatti sono personalizzabili secondo l’elenco a discesa presente
nella finestra Opzioni di Layout quadro.
La finestra Opzioni, è richiamabile dal menu Utilità nella barra degli strumenti della finestra Layout
quadri (comando DLAYOUT).
Le opzioni disponibili sono:
• Filo: per ogni connessione viene specificata la sigla del filo connesso.
• Componente: per ogni connessione viene specificata la sigla e il pin del componente connesso
all’altro capo del filo.
• Filo - Componente: per ogni connessione viene specificata la sigla del filo connesso seguita dalla
sigla e il pin del componente connesso all’altro capo del filo.
• Utilizza scala personalizzata: è possibile utilizzare una scala personalizzata per i blocchi
rappresentativi, diversa da quella impostata per il layout generico del quadro.
• Disegna i simboli all'interno del contatto: attivare questa opzione per riportare il disegno del
simbolo di schema (contatto, lampada,...) all'interno del riquadro del contatto.
1. In archivio materiali è necessario che per gli articoli interessati siano definiti i blocchi sagoma
e le dimensioni d’ingombro opportune.
2. In Tabula definire una lista preliminare con i componenti del quadro da disegnare: creare una
nuova distinta materiali, aprire l'archivio Articoli, ricercare gli articoli che si desiderano inserire nel
quadro e trascinarli in lista tramite Drag & Drop. È possibile anche sfruttare le funzioni di Esporta
e Importa da Excel.
3. In ambiente grafico, se non già presente creare un nuovo disegno che per semplicità può essere
salvato nella cartella della distinta e con nome uguale.
Nota. In particolare il nome dello schema associato al disegno deve essere uguale alla distinta; se
necessario usare il comando SCHEMA per editare il nome schema.
4. Avviare l’interfaccia Layout quadri (comando DLAYOUT, vedi “Layout quadri” a pagina 628).
Per attivare la nuova funzione aprire la finestra Opzioni, dal menu Utilità nella barra degli strumenti
della finestra Layout quadri e selezionare la casella Includi sagome estratte dal file Tabula.
5. Nella lista dei componenti all’interno della finestra Layout quadri riporterà le sagome con cui
disegnare il layout.
Per informazioni sulla funzione di disegno del layout quadri vedi vedi “Layout quadri” a pagina 628.
Questa funzione può essere usata anche nel caso i componenti del quadro siano stati estratti dallo
schema elettrico e sia necessario solamente aggiungere altri elementi alla lista quali carpenterie e
accessori. In tal caso si può agire sulla distinta materiali estratta prima di disegnare il layout.
668 Quadri
Layout quadro da lista preliminare
24
Gestione sinottici d’impianto
Nota. Le funzioni descritte nel presente capitolo non sono disponibili in iDEA Light.
Generalità
Nei casi in cui il progetto sia di dimensioni ragguardevoli risulta particolarmente importante fornire
oltre agli schemi elettrici specifici e ai layout di quadro, anche delle ulteriori rappresentazioni
d’insieme dell’intero impianto. Queste rappresentazioni possono comprendere:
• schemi a blocchi per ubicazioni e quadri
• P&ID
• schemi funzionali
• layout macchina
• posizionamento su topografico o macchina di sensori e attuatori
• network diagram
Lo schema elettrico diventa, in quest’ottica, uno dei dettagli di impianto in cui i quadri definiti e gli
elementi di bordo macchina come sensori e motori vengono prima collocati ed in seguito aggiornati
nelle altre rappresentazioni. In mancanza di uno schema elettrico la definizione degli elementi
monitorati può avvenire ad un livello ulteriore, sfruttando la definizione di ubicazioni, funzioni e
sigle nel modulo Tabula.
La funzione di gestione dei sinottici di impianto permette in sintesi le operazioni che seguono.
1 - Definizione degli elementi
Definizione di ubicazioni, quadri e sigle di apparecchiature di bordo macchina. La definizione può
avvenire attraverso uno dei seguenti documenti.
• uno schema elettrico già tracciato;
• una distinta materiali definita in Tabula o estratta dallo schema di una macchina già realizzata;
• una rete elettrica calcolata in Ampère.
2 - Inserimento degli elementi
Dopo la definizione si procede ad inserire tali elementi in uno schema elettrico come elementi
discreti, oppure collegare gli elementi definiti a simboli grafici di uno schema già realizzato.
Scelta una diversa rappresentazione dell’impianto, è possibile inserire nel disegno simboli
rappresentativi dei quadri o dei singoli elementi. Rappresentazioni che possono prevedere schemi a
blocchi, collocazione di sonde e sensori in un topografico o un layout di macchina, schemi funzionali
o di interfacciamento rete, schemi P&ID. Sono previste quattro rappresentazioni diverse per uno
schema e ciascuna rappresentazione possiede settaggi indipendenti, al fine di personalizzare sia i
simboli grafici che gli elementi da visualizzare e monitorare.
Le connessioni presenti tra gli elementi di ciascuna rappresentazione possono essere tracciate
automaticamente sul disegno secondo varie modalità, riportando tutte le informazioni dei cavi, se
definiti; in particolare tali connessioni possono essere estratte dallo schema elettrico oppure dal
progetto Ampère ad esso collegato.
3 - Aggiornamenti
Aggiornamenti effettuati allo schema elettrico o al file della distinta materiali vengono facilmente
riportati su tutte le rappresentazioni di un elemento modificato.
Avvio e sincronizzazione
Avvio
La funzione di gestione dei sinottici di impianto si avvia in ambiente grafico digitando da tastiera il
comando SINOT o dalle barre degli strumenti.
La funzione può essere avviata anche dal menu contestuale tra gli Strumenti in linea.
Come avviare la gestione sinottici
• Selezionare Sinottici.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: SINOT.
Modalità di rappresentazione
Altre rappresentazioni
Nelle ulteriori rappresentazioni è possibile personalizzare gli elementi di impianto che si desidera
monitorare e raffigurare. Ciascuna ubicazione definita può pertanto essere “esplosa” per permettere
di raffigurare gli elementi in essa contenuti. Inoltre è possibile intervenire sulla visualizzazione di
ciascuna famiglia di simboli al fine di individuare solamente quei componenti che richiedono una
raffigurazione grafica.
Gestione sinottici d’impianto 673
Posizionamento dei componenti
Importante. I blocchi utilizzati nelle varie modalità grafiche alternative non devono possedere
attributi tipici di schema elettrico (vedi “Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189). Si
consiglia di utilizzare il set di attributi dei simboli di impiantistica per le varie rappresentazioni
sinottiche (attributi con etichetta SIGLAC, UBICC, FUNZIONEC, ecc), in tal modo si può sfruttare
interamente il riporto delle informazioni dallo schema elettrico alla rappresentazione sinottica.
È possibile selezionare più componenti facendo clic e poi trascinando il mouse sulla colonna di bordo
sinistro della griglia. Il comando sul menu contestuale permette, poi, di inserire in sequenza tutti i
simboli selezionati non ancora rappresentati.
...trascinare
fino a qui.
674 Gestione sinottici d’impianto
Riporto delle connessioni
Se la casella Seleziona blocchi da libreria simboli del menu contestuale è selezionata, alla richiesta di
inserimento simboli verrà visualizzata la Libreria simboli in cui è possibile selezionare di volta in
volta il blocco desiderato.
La casella Memorizza i blocchi quando vengono collegati, sempre nel menu contestuale, permette di
memorizzare direttamente nelle opzioni le associazioni effettuate di collegamento tra elementi e
simboli già presenti sul disegno, al fine di riproporre il medesimo blocco alla richiesta di inserimento
di un componente della stessa famiglia.
Collega simbolo grafico
Nel caso in cui nel disegno siano già posizionati i blocchi del diagramma, perché disegnato in altra
sede o importato, è possibile riportare in tali blocchi rappresentativi i dati dei quadri o dei singoli
elementi dello schema corrente. Fare clic sull’icona Collega simbolo grafico (simbolo collegamento)
posta nella prima colonna dell’elenco componenti. Il programma chiede semplicemente di
selezionare il simbolo nel disegno e ne compila gli attributi, se disponibili.
In tal modo i simboli possono essere inseriti o collegati a simboli nello schema elettrico realizzato
successivamente.
Le operazioni di copia e incolla dei simboli che sono stati contrassegnati mantengono le proprietà di
contrassegno, pertanto è sufficiente effettuare tale operazione una sola volta. Dopo aver
contrassegnato i simboli desiderati o dopo le operazioni di modifica fatte nel disegno è sufficiente
sincronizzare la finestra Gestione sinottici per aggiornare la visualizzazione.
Si suggerisce di improntare un nuovo progetto definendo in via preventiva le ubicazioni
dell’impianto e le relative proprietà con il comando Gestione ubicazioni (UBIC).
Dalla barra del pannello si avvia il comando Riporta le connessioni tra gli elementi inseriti che attiva
la finestra Opzioni di connessione.
Gestione sinottici d’impianto 675
Riporto delle connessioni
Opzioni di connessione
Nella finestra delle opzioni di connessione occorre impostare la
sorgente da cui estrarre i dati delle connessioni per la costruzione
del diagramma. Le due opzioni, come già visto, sono:
• Schema elettrico
• File utenze di Ampère
La lista di tutti i dati Impiego trovati nei cavi dello schema viene
riportata nella finestra di dialogo e si può attivare togliendo la
spunta dalla casella Riporta tutti i cavi.
Rigenera tutte le connessioni
Nel caso in cui l’utente proceda con una personalizzazione
manuale del posizionamento delle linee grafiche di connessione
dopo aver avviato il comando una prima volta, può essere
necessario salvare tali modifiche. Se la casella Rigenera tutte le
connessioni non è spuntata, infatti, vengono mantenute le linee di
connessioni che sono ritenute valide sulla base del grafico da
riportare, sono rimosse le linee rilevate invalide o non più presenti e sono aggiunte le connessioni
mancanti. Se tale casella è spuntata, invece, vengono rimosse tutte le linee di connessioni presenti
sul disegno corrente prima di procedere con la ritracciatura delle stesse.
Colore
Identifica il colore con cui vengono create le linee di connessione
Layer
Identifica il layer su cui vengono inserite le linee di connessione. È disattivato se il disegno corrente
è un multifoglio.
Layer = impiego del cavo, se definito
I cavi di uno schema elettrico possono essere caratterizzati da un campo Impiego, che può essere
utilizzato anche come layer di inserimento per agevolare la personalizzazione di colore, spessore e
tipo linea a seconda della tipologia di cavo. Ad esempio cavi di controllo, di energia e di rete possono
essere definiti su layer diversi e caratterizzati quindi da caratteristiche grafiche diverse.
Tipo linea
Identifica il tipo linea da assegnare alle entità grafiche. Vengono visualizzate in lista le tipologie
estratte dal disegno corrente.
Stile di connessione
Il programma unisce con delle linee grafiche i blocchi che sono rilevati come connessi dallo schema
elettrico dell’impianto. Sono attualmente disponibili tre modalità grafiche per le linee di
connessione.
• Spline
Connette i simboli utilizzando entità spline come visibile in figura.
676 Gestione sinottici d’impianto
Riporto delle connessioni
• Polilinea
Lo stile è simile al precedente, ma le entità sono polilinee, più semplici da personalizzare nel caso
in cui l’utente necessiti di un posizionamento più accurato delle connessioni.
• Polilinea a L
Questo stile è stato ideato per la costruzione di schemi a blocchi gerarchici. I blocchi che vengono
rilevati sottostanti ad altri, ovvero a coordinate grafiche y inferiori, vengono connessi con tratti a L
cercando per quanto possibile di evitare sovrapposizioni. Blocchi che invece sono rilevati come
laterali (valori di ascisse confrontabili) sono connessi con tratti a Z.
Gestione sinottici d’impianto 677
Riporto delle connessioni
Tali blocchi marcatori, per venir riconosciuti dal programma, devono essere nominati con un prefisso
CABLE_MARK nel nome del file e salvati nella cartella della libreria simboli (<Percorso
librerie>\Library\Lib0\CABLE_MARK*.dwg).
Disegna cavo
Il comando Disegna cavo, disponibile per il disegno concentrato di un cavo in uno schema
multifoglio, è disponibile per definire i cavi di impianto direttamente dallo schema a blocchi.
Per le opzioni di tracciatura si rimanda alla sezione relativa: vedi “Definizione del cavo” a
pagina 342.
Se disegnato però in uno schema a blocchi (disegno non multifoglio) il comportamento del comando
subisce delle modifiche. In particolare si devono tenere presente i seguenti accorgimenti:
• non vengono richiesti e non sono necessari pin di connessioni tra i blocchi (attributi J<n> di
connessione cavo su schema);
• non è possibile effettuare rinvii del cavo;
• il cavo deve essere realizzato da un’unica entità (polilinea).
L’origine e la destinazione del cavo a questo punto vengono interpretate direttamente dal disegno e
le informazioni di sigla, ubicazione e funzione lette direttamente dai simboli dei disegno sinottico.
La lettura di tali dati avviene durante l’operazione di sincronizzazione.
Nella figura sono rappresentati i dati di un cavo definito su schema a blocchi; origine e destinazione
vengono interpretate dal disegno, compilate e vincolate per le successive operazioni.
678 Gestione sinottici d’impianto
Riporto delle connessioni
Sono ammesse operazioni di copia e incolla di porzioni di schema a blocchi contenenti anche cavi.
È sufficiente modificare le sigle dei cavi (etichetta CBLMARK del marcatore cavo) per definire i
nuovi cavi. L’operazione di sincronizzazione recupera anche la lista aggiornata dei cavi definiti.
Quando possibile si consiglia di utilizzare cavi con pin connettore predefiniti (cavi connettore)
abbinati alla loro definizione su schema a blocchi. Ciò è realizzabile nel caso di connessione con
sensori o motori con pinatura assegnata e invariabile. In tal modo la sola definizione del cavo è
sufficiente al suo cablaggio in fase di analisi dello schema.
Esempio di utilizzo dei cavi connettore
Nell’esempio seguente è stato definito un cavo connettore per un utilizzo tipico con un motore,
pertanto sono stati riportati U, V, W come pin per i conduttori.
Il cavo in questione è stato definito e tracciato nello schema a blocchi tra due simboli di
rappresentazione (inverter e motore). Una volta disegnato lo schema elettrico, con l’ausilio della
finestra sinottici in modalità schema elettrico i due simboli elettrici sono stati collegati ai relativi
elementi.
L’analisi dello schema riconosce origine e destinazione dei cavi e cerca la corrispondenza dei pin con
la definizione in archivio cavi procedendo al cablaggio automatico del cavo
Nella figura seguente il dettaglio della connessione come appare nella finestra di Cablo.
Con il comando Marcatura cavo su disegno (comando MOSTRACAVO) è possibile evidenziare
sullo schema la presenza del cavo definito tra le apparecchiature.
Suggerimento: si possono salvare in libreria macroblocchi porzioni di schema con i marcatori di cavo
presenti e non compilati. A cablaggio ultimato è sufficiente procedere con l’aggiornamento dei
marcatori (comando AGGCAVI) per far apparire l’informazione sullo schema.
Gestione sinottici d’impianto 679
Funzioni
Funzioni
Il menu che si apre dalla barra degli strumenti del pannello permette di avviare una serie di comandi
e funzioni riportati di seguito.
680 Gestione sinottici d’impianto
Funzioni
Apri in Tabula
La funzione Apri in Tabula, avvia il programma di gestione distinta materiali (se il modulo è presente
nella licenza in uso) al fine di editare o stampare la distinta estratta. Prima di riavviare il comando
di gestione dei sinottici di impianto è necessario chiudere eventuale file aperto in Tabula.
A volte si rende necessario creare una o più liste preliminari di prelievo stabilendo che materiali
occorrono per il progetto, in modo da riuscire ad ordinare la maggior parte dei materiali, prima di
elaborare lo schema funzionale dal quale ricavare le liste definitive.
Compilando queste lista con articoli aventi un simbolo allegato, risulta possibile accedervi
dall’ambiente grafico e disporre nel disegno la simbologia dei materiali preventivati.
Per comporre una lista preliminare è necessario accedere al programma Tabula di Electro Graphics,
creare un file di distinta e aprire l'archivio materiali. Dall'archivio Articoli si possono prelevare i
materiali desiderati, appurando che i codici inseriti in lista siano comprensivi di blocco dwg ed
indicandone le quantità relative.
Nota. Questa operazione può essere effettuata su un altro computer e da una persona allo scopo
dedicata.
Come comporre una lista preliminare
1. Accedere al programma Tabula e creare una nuova distinta materiali.
2. Aprire l'archivio Articoli dal menu Archivi materiali di Tabula. Ricercare le voci che si
desiderano inserire nella lista preliminare ed trascinarle tramite Drag & Drop.
3. Per ogni voce selezionata verrà visualizzata la finestra Articolo nella quale andrà specificata la
quantità relativa.
4. Al termine delle operazione salvare il file di distinta materiali.
In ambiente grafico è quindi possibile accedere alla lista preliminare e inserire nel disegno la
simbologia dei componenti con blocco associato.
Gestione sinottici d’impianto 681
Opzioni
I componenti riportati in ambiente grafico sono solo quelli aggiunti in lista nel programma Tabula,
che abbiano un blocco associato. Nessun componente precedentemente estratto dal disegno, viene
comunque riportato.
Analisi schema
Questo comando avvia l’analisi dello schema elettrico per siglare i fili ed elaborare le connessioni e
le morsettiere. Per avere un grafico completo delle connessioni logiche tra elementi e quadri è
necessario che le informazioni di connessioni di fili e morsettiere siano aggiornate.
Opzioni
Vedi paragrafo seguente “Opzioni” a pagina 681.
Opzioni
La finestra opzioni si attiva dalla barra degli strumenti del pannello.
682 Gestione sinottici d’impianto
Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente
Sono disponibili 4 modalità grafiche di rappresentazione distinte, e per ciascuna modalità si possono
impostare:
• il nome descrittivo della rappresentazione;
• il blocco grafico predefinito che identifica un quadro elettrico;
• il blocco grafico predefinito che identifica un elemento di schema (ad es. un sensore) se non è
definito un blocco relativo alla famiglia del simbolo;
• il blocco grafico per ciascuna famiglia di simbolo (motori, sensori,...).
Una casella di spunta, posta a lato dell’identificazione di ogni famiglia di simbolo, serve per
escludere dalla rappresentazione determinate famiglie di simboli (morsetti ed elementi comandati
sono esclusi per impostazione predefinita). Per escludere rapidamente una famiglia di simboli è
possibile intervenire anche sullo schema, tramite il menu contestuale aperto selezionando ciascun
componente.
Si possono inoltre gestire informazioni personalizzate acquisite dai disegni. Questo argomento è
dettagliato al prossimo paragrafo: vedi “Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente” a
pagina 682.
Dalla finestra Opzioni, che si attiva dalla barra degli strumenti del pannello è presente il pulsante
Origine dati attributi che permette di gestire la fonte da cui attingere le informazioni per il riporto delle
Gestione sinottici d’impianto 683
Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente
informazioni nello schema elettrico. Se, ad esempio, si desidera che le elettrovalvole dello schema
riportino la sigla P&I, la descrizione e le note prelevate da un disegno dwg fornito dall’ufficio
meccanico, è necessario preliminarmente aggiungere tale disegno allo schema complessivo (con il
comando SCHEMA).
Avviato il comando Sinottici, entrare in Opzioni e selezionare la modalità più attinente (Connessione
al P&I). Impostare su tale modalità l’origine dei dati per gli attributi desiderati (esempio in figura).
Successivamente premere il pulsante Compilazione attributi per definire il nome delle etichette che
il programma dovrà leggere dai blocchi del disegno ricevuto.
684 Gestione sinottici d’impianto
Schema P&ID con simbologia ISA
I diagrammi P&I sono disegnati usando simboli e modalità di identificazione degli strumenti definiti
da apposite norme. Spesso la sigla di uno strumento P&I è suddivisa in due attributi: Funzione e
Numero. Utilizzare il formato <TAG>|<NUMBER> per differenziare le informazioni su due
attributi: la prima parte <TAG> rappresenta il valore dello strumento o funzione, la seconda parte
<NUMBER> rappresenta il valore del numero di anello o loop. Il programma unirà le due
informazioni in un’unica sigla da riportare sull’attributo SIGLA_P&I del simbolo nello schema
elettrico.
Una volta definite le modalità di lavoro è possibile connettere le coppie di elementi già tracciati
(schema e P&I) con il comando Collega simbolo grafico (simbolo collegamento), oppure utilizzare
il comando Contrassegna come riferimento schema per marcare l’elemento dello schema P&I per
procedere all’inserimento su schema elettrico in un secondo momento.
Gli attributi definiti come origine dei dati verranno riportati sullo schema elettrico e aggiornati ogni
qualvolta verrà avviato il comando Sincronizza con il disegno sulla rappresentazione che funge da
origine dati.
In Libreria simboli è presente la cartella 14 P&ID ISA contenente tutta la simbologia per realizzare
diagrammi P&ID secondo norma ISA.
Un P&ID può essere disegnato tramite l’inserimento dei simboli dalla libreria simboli oppure da una
lista di materiali tramite l’interfaccia di Gestione sinottici come vediamo di seguito.
schema meccanico al fine di riportare i relativi simboli elettrici nello schema ed eventualmente
connettere tali simboli alle loro rappresentazioni alternative di layout o P&I.
Mediante il comando Importa distinta da Excel, alcune informazioni, se non presenti, vengono
recuperate dal materiale associato al codice principale. In particolare viene recuperato il simbolo
grafico di schema, opportunamente configurato nei dati articolo in archivio materiali.
In tal modo, sfruttando l’inserimento di una lista preliminare tramite l’interfaccia di Gestione
sinottici (comando SINOT), i simboli corretti possono essere inseriti in modo agevole nello schema
elettrico.
Allo stesso modo l’elemento di lista preliminare può essere associato al simbolo relativo nello
schema di rappresentazione P&I qualora quest’ultimo sia già disegnato o fornito da terzi. È
sufficiente aprire il disegno dello schema meccanico, avviare il comando Gestione sinottici
(comando SINOT), scegliere la rappresentazione adeguata nella casella a discesa e collegare gli
elementi desiderati.
2. In Tabula definire una lista preliminare: creare una nuova distinta materiali, aprire l'archivio
Articoli, ricercare le voci che si desiderano inserire nella lista preliminare ed trascinarle tramite Drag
& Drop. È possibile anche sfruttare le funzioni di Esporta e Importa da Excel).
Sigla P&I
L’attributo Sigla P&I (etichetta SIGLA_P&I) è presente nei simboli di iDEA utilizzati in schemi
elettrici in ambito pneumatico, quindi tipicamente elettrovalvole, sensori, attuatori pneumatici.
686 Gestione sinottici d’impianto
Schema dei quadri di distribuzione
Tale informazione può essere compilata anche nei componenti nella distinta materiali in Tabula, per
cui quando si importa una lista preliminare in ambiente grafico tramite Gestione sinottici,
l’informazione è già disponibile.
La Sigla P&I compilata nel simbolo elettrico normalmente rappresenta la concatenazione del codice
strumento e del numero identificativo (tag) dello strumento all’interno del relativo schema
pneumatico P&ID. Quando mediante Gestione sinottici un componente di schema elettrico viene
collegato ad un identificatore della strumentazione di controllo (simbolo con tipico cerchietto diviso
in due parti), l’attributo con etichetta SIGLA_P&I dell’elemento di schema elettrico viene
frazionato: il codice strumento viene riportato nell’attributo con etichetta TYPE_P&I e
l’identificativo numerico nell’attributo con etichetta TAG_P&I del corrispondente simbolo
identificativo dello schema pneumatico.
Per aggiornare e sincronizzare tutte le sigle degli strumenti tra schema elettrico e schema P&I
eseguire Sincronizza con il disegno in Gestione sinottici (comando SINOT).
Al primo avvio la funzione di disegno, se non già presente, è richiesto richiede di selezionare il file
utenze di Ampère da correlare allo schema. È possibile cambiare in qualsiasi momento il file
correlato utilizzando l’apposito comando Cambia file utenze correlato presente nell’interfaccia di
Gestione reti elettriche (comando RETI, vedi “Funzioni di gestione della rete elettrica” a
pagina 525).
I blocchi rappresentativi dei quadri definiti vengono posizionati nel disegno, in opportuno ordine
gerarchico, rispettando i parametri di inserimento e l’ordine dei quadri nella magliatura utenze di
Ampère. Il blocco grafico utilizzato per ogni quadro è quello che corrisponde al blocco Ubicazione
nel profilo di lavoro corrente ed è personalizzabile nelle opzioni dei sinottici (vedi “Opzioni” a
pagina 681). Le informazioni elettriche relative ai singoli quadri vengono compilate per ciascun
blocco disegnato e vengono disegnate tutte le connessioni secondo le impostazioni della finestra
Opzioni di connessione che viene aperta. La modalità di riporto delle connessioni possono essere
differenti e possono avere come fonte l’analisi dello schema elettrico o la rete elettrica calcolata in
Ampère come per le latre rappresenzazioni che di ottengono in Gestione sinottici: vedi i dettagli della
finestra Opzioni di connessione al paragrafo “Riporto delle connessioni” a pagina 674.
In seguito a modifiche effettuate al file di progetto è possibile che nuovi quadri vengano aggiunti,
oppure che le informazioni elettriche dei quadri cambino.
In tal caso quando si avvia nuovamente il disegno dello schema quadri, la funzione avvia la
sincronizzazione delle ubicazioni presenti sui sinottici. Se il grafico è già stato tracciato, le
informazioni dei quadri vengono aggiornate e viene avviato l’inserimento manuale e sequenziale dei
blocchi quadri aggiunti e non trovati sul disegno.
688 Gestione sinottici d’impianto
Schema dei quadri di distribuzione
25
Preventivazione
In questo capitolo sono descritte le funzioni per l’interfacciamento di iDEA con Tabula, software per
la gestione della distinta materiali e Sigma, software per la gestione del computo metrico.
Nota. Tabula è un software Electro Graphics che viene installato se presente nella licenza acquistata.
Quello rappresentato di seguito è lo schema del flusso di lavoro. Nei paragrafi seguenti viene
descritto ogni processo.
Estrazione dati
Distinta materiali
facilitata attraverso un accesso diretto al magazzino sia in fase di inserimento del simbolo che
successivamente. Per ogni simbolo di libreria, può altresì essere impostato un codice articolo
predefinito (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Nota. Per la gestione dell'archivio articoli vedere il capitolo “Archivi Materiali” nella guida di
riferimento “Commesse e archivi”.
Per assegnare un codice articolo ad un simbolo, nella finestra di modifica degli attributi del simbolo
che viene visualizzata all'inserimento, selezionare il bottoncino a fianco del campo Codice
principale. Dal menu visualizzato selezionare Materiali per accedere alla finestra Articoli dove
ricercare l'articolo e importarlo con un doppio clic.
Nota. Quando si associa un codice materiale ad un simbolo tramite la finestra di editazione attributi
può essere utile accedere alla lista degli articoli già utilizzati nel progetto corrente. A tal fine
selezionare il bottoncino nei campi Codice principale o Codice alternativo e dal menu scegliere
Articoli utilizzati nel progetto.
Se i simboli sono stati inseriti senza compilare il Codice principale, è possibile associarlo sempre
tramite la finestra di editazione attributi (comando DDA, vedi “Editazione attributi” a pagina 64) o
anche tramite Drag & Drop dall'archivio Articoli: è sufficiente ricercare la voce desiderata
nell'archivio Articoli e trascinarla nel disegno. Quindi selezionare i simboli interessati e premere
INVIO.
Come assegnare un codice articolo a simboli nel disegno
1. Scegliere Materiali.
Menu: Strumenti>Archivi.
Nota. Per le ricerche nella griglia di archivio si possono usare gli strumenti Preferiti e Trova o
digitare nella casella di ricerca dinamica il codice o la descrizione, dopo aver cliccato nella testata
della colonna Codice o Descrizione (il titolo della colonna desiderata deve risultare in grassetto).
Operando sul bottone posto al fianco degli articoli in lista (croce rossa), è possibile rimuovere i codici
selezionati dalla lista. Confermando la modifica eseguita (OK) i codici degli articoli in lista vengono
automaticamente concatenati nell’attributo editato.
Dal menu contestuale su un codice selezionato (in lista superiore), è possibile localizzare l'articolo
nella griglia sottostante.
Codici alternativi
Quando si sceglie un codice dall'archivio Articoli per codificare un simbolo nel disegno, è possibile
selezionare quale codice alternativo riportare nel relativo attributo, tra quelli disponibili (codice
alternativo, codice alternativo 2 o codice alternativo 3). La scelta viene effettuata nel menu
contestuale della finestra Articoli.
Per attivarne la visibilità nel disegno è possibile utilizzare la funzione Converti attributi multilinea,
presente in Libreria simboli nel menu Utilità, che consente di convertire anche l'attributo Codice
alternativo (CODICE1) in multilinea.
Nota. Il codice alternativo multiplo è gestito anche nella finestra della funzione Interroga codice
(comando CHI6, vedi “Informazioni articolo” a pagina 708) , nella finestra dell'elenco dei documenti
allegati ai materiali per la composizione del libretto (comando DOCMAT, vedi “Fascicolo tecnico
d’impianto o libretto macchina” a pagina 718; le opzioni per attivare in alternativa i 3 codici
Preventivazione 693
Estrazione dei dati per la distinta materiali
alternativi assegnati ai materiali sono disponibili nel menu contestuale) e le annotazioni e la tabella
elenco documenti in Stampa del multifoglio su PDF (vedi “Salva multifoglio in PDF” a pagina 726).
Il file della distinta prende lo stesso nome dello schema, estensione .tab, e viene salvato nella stessa
cartella dello schema corrente. Nel caso questo file sia già presente, viene automaticamente
aggiornato con i dati modificati e i nuovi materiali.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
Il file della distinta viene ricercato nella stessa cartella del file di schema.
I campi Sigla dispositivo, Descrizione, Dati tecnici, Ubicazione, Codice alternativo e Codice
principale saranno aggiornati con le informazioni provenienti dalla distinta.
La procedura di Aggiorna disegno da distinta materiali consente quindi una corrispondenza
biunivoca tra il disegno e i dati da esso estratti per organizzare la distinta materiali.
Un utilizzo del riporto automatico su disegno potrebbe consentire la codifica del materiale in fase di
elaborazione della distinta (senza specificare quindi alcun codice in fase di disegno dello schema) e,
quindi, di far eseguire questa operazione su un altro computer ed a una persona allo scopo dedicata,
per poi reintrodurre i dati sul disegno di partenza integrandolo, così, con tutte le informazioni.
L’esportazione della quantità dei materiali associati a portacavi e relativi accessori dipende dalle
proprietà impostate in archivio Portacavi e dalla modalità di esportazione delle quantità impostata in
Preferenze ambiente grafico.
I portacavi che possiedono la proprietà Lunghezza nulla sono quantificati in base alla lunghezza dei
segmenti in disegno, mentre i portacavi che possiedono una lunghezza non nulla sono quantificati in
pezzi sulla base alla seguente formula:
Esempio 1
Lunghezza portacavo in archivio: 0 m
Lunghezza portacavo in disegno: 10 m
Quantità materiale esportata: 10 m
Esempio 2
Lunghezza portacavo in archivio: 2 m
Lunghezza portacavo in disegno: 10 m
Quantità materiale esportata: 10 / 2 = 5 pz
Il calcolo della quantità dipende anche dalla modalità di disegno dei portacavi. Un codice portacavo
può essere associato a segmenti di condotto diversi. In fase di esportazione è possibile definire se
mantenere i portacavi separati per segmento oppure sommare le lunghezze dei segmenti. Questa
modalità di calcolo differenziata è impostabile in Preferenze ambiente grafico - Preventivazione
(bottone Opzioni nella finestra di estrazione dati distinta o comando EGPREF, vedi
“Preventivazione” a pagina 772) tramite l’opzione Estrazione quantità portacavi; le opzioni
disponibili sono:
• In base alla somma della lunghezza dei segmenti di condotto
• Per singolo segmento di condotto
Preventivazione 695
Tabelle materiali Tabula
Esempio
Lunghezza portacavo in archivio: 3 m
Lunghezza segmento A: 10 m
Lunghezza segmento B: 10 m
Esportazione modo 1 - Quantità in base alla somma della lunghezza dei segmenti di condotto:
(10 + 10) / 3 = 7 pz
La quantità degli accessori dipende dall’opzione Per quantità di singolo modulo, specificata nei dati
accessori di ogni portacavo in archivio.
La distitna materiale estratta riporta, per gli articoli di tipo portacavo le proprietà estratte dal condotto
nel disegno secondo lo schema seguente.
che può decidere i campi da inserire in tabella e il layout grafico. La scelta del profilo da utilizzare
nello schema corrente va effettuata nella finestra Parametri multifoglio - Tabelle.
È possibile disegnare le seguenti tabelle:
• Lista parti (attiva solo se si dispone del prodotto Tabula).
• Lista dei componenti.
• Lista materiali.
• Distinta materiali (attiva solo se si dispone del prodotto Tabula).
• Lista di montaggio (attiva solo se si dispone del prodotto Tabula).
• Lista ricambi.
Come tracciare una delle tabelle materiali disponibili
1. Selezionare Tabelle materiali Tabula.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
2. Nella finestra di dialogo Apri, selezionare il file di distinta .tab estratto con la funzione
Estrazione distinta materiali Tabula, già elaborato in Tabula o meno.
3. Viene visualizzata la finestra di dialogo Stampa: in questa finestra è necessario filtrare gli articoli
da stampare selezionando le proprietà nel primo riquadro a sinistra, selezionare il tipo di tabella nella
lista Stampe predefinite del riquadro centrale, selezionare le opzioni opportune in base a cosa si
intende riportare in tabella.
Nota. La descrizione delle varie opzioni è disponibile nella parte della guida di Tabula.
4. Infine premere il bottone Tabella: la tabella viene inserita in automatico nel nuovo foglio; se
necessario saranno automaticamente creati nuovi fogli.
Nota. Le tabelle personalizzabili di cui si tratta in questo argomento sono disponibili in iDEA solo
se la licenza installata comprende il pacchetto Tabula.
L’avvio del comando visualizza la finestra per la gestione delle stampe di Tabula con i dati del file
di distinta materiali collegato allo schema elettrico corrente. Eventualmente è possibile aprire un file
distinta (.TAB) diverso tramite il pulsante Apri disponibile nella barra degli strumenti dei questa
finestra.
La descrizione delle numerose opzioni di questa finestra è disponile nel capitolo “Stampa” della
guida all’uso “Tabula”, presente in formato PDF nella cartella Manuali del disco.
Di seguito sono illustrate le funzionalità di disegno di tabelle personalizzate.
Tabelle personalizzate
Oltre ai modelli predefiniti (gruppo Stampe predefinite) è possibile creare modelli di stampa
personalizzati tramite il bottone Nuovo modello di stampa, presente nella barra degli strumenti. Per
ogni modello personalizzato è possibile specificare il nome (comando Rinomina) e definire le
colonne da stampare e l’orientamento della pagina tramite la finestra che si apre con il bottone
Modifica. Qui sono elencati tutti i campi disponibili per la stampa e corrispondono alle informazioni
elaborate per ogni articolo. Fare clic nella icona presente nella prima colonna per scegliere se
includere nella tabella o no un campo e modificare se necessario la dimensione riservata alla colonna;
tramite i pulsanti Sposta su e Sposta giù è possibile modificare l’ordine dei campi.
Nota. La colonna Blocco attivabile nelle stampe personalizzate riporta nella tabella il nome del
simbolo eventualmente associato all’articolo materiale; diversamente, nella stampa documento
eseguita in Tabula riporta il simbolo grafico.
Il bottone Duplica modello disponibile nella barra degli strumenti della finestra principale è utile per
copiare un modello personalizzato esistente per poi modificarlo. La lista delle stampe personalizzate
è ordinabile tramite i comandi Sposta in alto, Sposta in basso.
Per procedere con il disegno della tabella selezionare un modello di stampa ponendo la spunta nella
casella di selezione e premere il bottone Tabella.
Viene visualizzata una finestra per ulteriori impostazioni grafiche.
Prima di procedere al disegno della tabella occorre stabilire dove iniziare la tracciatura. È possibile
iniziare il disegno nel foglio corrente oppure su un nuovo foglio che si può aggiungere con il bottone
nuovo foglio. I due bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, permettono di spostarsi tra i fogli dello
schema senza dover chiudere la finestra.
Il numero delle colonne è determinato dai campi attivi nel modello della stampa personalizzata.
L'opzione Imposta larghezza minima, determina la larghezza minima totale della tabella: in questo
caso la larghezza delle colonne viene ricalcolata proporzionalmente.
Infine, confermando con il bottone OK la tabella viene inserita in automatico nel nuovo foglio; se
necessario saranno automaticamente creati nuovi fogli.
Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica Schemi.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.
2. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli accertarsi che non siano premuti i pulsanti
Visualizza articoli associati a sagome e Visualizza articoli associati a simboli.
3. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli selezionare Modalità di inserimento Inserisci
codice articolo.
Nota. La prima tabella inserita riporta il titolo dei campi; in inserimenti successivi dare come punto
di inserimento della nuova tabella, l'angolo inferiore sinistro della tabella precedente.
Aggiornamento da Tabula
Affinché l’aggiornamento del disegno da una distinta materiali modificata in Tabula (vedi
“Aggiornamento da Tabula” a pagina 698) aggiorni anche i dati delle tabelline materiali occorre che
sia selezionata l’opzione Compila blocchi descrittivi in aggiornamento da Tabula, presente nella
scheda Preventivazione in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Preventivazione”
a pagina 772).
I seguenti attributi sono compilati automaticamente a seguito del drag&drop dall'archivio Articoli o
Cavi.
NMAXC: compilato con il codice della formazione se compilata nel campo Blocco dell'articolo.
CODICE1: compilato con il codice principale dell'articolo.
CODICE1C: compilato con il codice principale dell'articolo.
CODICE2: compilato con il codice alternativo dell'articolo.
CODICE2C: compilato con il codice alternativo dell'articolo.
CODICE: compilato con il codice principale per articoli di tipo Distinta base (come CODICE2).
Compilato con quanto presente nel campo Designazione se l'origine è l'archivio Cavi.
base (come CODICE2).
DES_BRV: compilato con quanto presente nel campo Descrizione dell'articolo.
UNI_MIS: compilato con quanto presente nel campo U.M. dell'articolo.
NOTE: compilato con quanto presente nel campo Note dell'articolo.
I seguenti attributi sono compilati solo se l'origine è l'archivio Cavi (drag&drop da l'archivio Cavi).
TIPCAV: compilato con quanto presente nel campo Designazione se l'origine è l'archivio Cavi.
FORCAV: compilato con la formazione del cavo se l'origine è l'archivio Cavi.
SEZLIN: compilato con quanto presente nel campo Formazione se l'origine è l'archivio Cavi.
Nella stesura dello schema elettrico l’assegnazione della funzione nei simboli viene eseguita nelle
modalità consuete. Si dovrà porre particolare attenzione nell’assegnare il corretto livello di funzione
a ciascun elemento schematico.
Elemento di raggruppamento
Per ogni ubicazione o funzione definita è disponibile la proprietà Elemento di raggruppamento che,
se attiva, indica che un’ubicazione o funzione rappresenta solamente un nodo per concentrare altri
elementi e non deve essere associato a simboli o esportazioni. Nelle liste di ubicazioni/funzioni
presenti nelle diverse funzioni di editazione in iDEA (ad esempio in editazione attributi, sinottici,
ecc) tali elementi non vengono visualizzati.
Saranno visibili e le funzioni dei soli elementi terminali.
700 Preventivazione
Gestione dei materiali in più livelli di distinta
Distinta materiali
Nell'esportazione della distinta materiali in Tabula (comando EXTDIS), per i gruppi di fogli
codificati, è data la possibilità di estrarre tutti i codici dei simboli (modalità classica) o solo il codice
del gruppo di fogli. L’opzione, da impostare prima dell’estrazione, è presente in Preferenze ambiente
grafico, scheda Preventivazione (comando EGPREF): Estrai per gruppi di fogli codificati.
Quando viene avviato l’inserimento di un gruppo fogli da Libreria fogli, se tale elemento possiede
un codice materiale associato e se è attiva l’opzione di assegnazione dinamica della funzione, una
finestra richiede quale funzione assegnare. È possibile editarne una di nuova o scegliere dalla lista
delle funzioni già presenti nello schema corrente.
La funzione sarà riportata in tutti i simboli e nei cartigli del gruppo di fogli.
Le informazioni di funzione e codice materiale assegnato nelle proprietà del gruppo di fogli vengono
inoltre associate e salvate automaticamente nelle informazioni di Gestione ubicazioni: il codice
pertanto verrà associato alla funzione appena inserita in elenco funzioni.
Nota. Sigma è un programma Electro Graphics che viene installato se presente nella licenza
acquistata.
È possibile interfacciare iDEA con il programma di gestione di computo metrico Sigma estraendo
dal disegno la lista dei materiali utilizzati per l’elaborazione del computo.
702 Preventivazione
Interfacciamento con Sigma
Estrazione
preventivo Sigma
Sigma
Codifica del materiale
Programma di
Codice principale gestione e stampa del
compilato nei simboli Computo metrico
Solitamente il computo metrico viene estratto per progetti riguardanti l’impiantistica e quindi dal
disegno di un impianto topografico oppure da uno schema elettrico unifilare.
2. Alla pagina Interruttori e prese selezionare un simbolo interruttore ed inserirlo nello schema.
3. Viene visualizzata la finestra di modifica degli attributi del simbolo. Selezionare il bottoncino a
fianco del campo Codice principale.
4. Dal menu contestuale visualizzato, selezionare Listini. Viene visualizzata la finestra Listino.
Preventivazione 703
Interfacciamento con Sigma
5. Fare clic sulla testata della colonna Descrizione per l’ordinamento e disabilitare l'icona Abilita
l'inserimento automatico dei simboli associati, come in figura.
6. Nella casella di ricerca (in alto) digitare, ad esempio, Punto luce e premere INVIO.
7. Vengono visualizzate le voci di tipo Punto luce.
8. Nella lista delle voci selezionare una voce del tipo Punto luce e confermare con OK, il bottone
in basso a destra.
9. La visualizzazione ritorna alla finestra di modifica degli attributi del simbolo interruttore.
10. Premere OK per confermare.
Se i simboli sono stati inseriti senza compilare il Codice principale, è possibile associarlo con
trascinamento da Gestione listini.
Come assegnare una voce di listino a simboli già inseriti
1. Eseguire il comando DDA.
2. Selezionare il simbolo da editare.
3. Viene visualizzata la finestra di modifica degli attributi del simbolo. Selezionare il bottoncino a
fianco del campo Codice principale.
4. Dal menu contestuale visualizzato, selezionare Listini. Viene visualizzata la finestra Listino in
cui selezionare la voce.
5. Premere OK per confermare.
È possibile compilare il Codice principale dei simboli anche tramite trascinamento da Listino.
Come assegnare una voce di listino a simboli
1. Selezionare Listino.
Menu: Strumenti>Archivi.
2. Fare clic sulla testata della colonna Descrizione per l’ordinamento e disabilitare l'icona Abilita
l'inserimento automatico dei simboli associati (icona a lato).
704 Preventivazione
Generazione del computo metrico
3. Nella lista delle voci selezionare una voce del tipo necessario e tramite Drag & Drop, cioè
tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il cursore sul disegno. Rilasciando
il tasto del mouse verrà richiesto di selezionare i simboli da editare.
4. Selezionare uno o più simboli da codificare e premere INVIO.
In questi casi, estraendo i dati per Sigma, vengono riportati nel computo metrico solo gli articoli
materiali codificati, inseriti su nuove voci di computo; quindi nel computo non figurerà la
manodopera.
Se agli articoli materiali è associata anche una voce di listino questa viene automaticamente inserita
nel computo, ed in Analisi costi vengono inseriti l'articolo stesso e la manodopera associata alla voce
di listino. Gli articoli eventualmente presenti in Analisi costi della voce di listino abbinata non
saranno presi in considerazione.
Per controllare o inserire il codice di listino allegato al codice articolo, accedere all'archivio Articoli,
aprire la scheda dell'articolo desiderato e consultare la scheda Computo.
• Estrai dati linee dalle etichette presenti: i dati per il computo metrico delle linee elettriche vengono
estratti dalle etichette tracciate nel disegno (vedi “Etichettatura delle linee” a pagina 501). In questo
modo sono considerate le modifiche o le compilazioni ‘manuali’ nelle etichette.
• Estrai dati dal file utenze se presenti sui disegni: i dati per il computo metrico delle linee elettriche
vengono estratti dal database delle utenze (file UPEX), ma solo se riportate anche sul disegno. Le
utenze aggiunte tramite il software Ampère, ma non riportate nel disegno, non vengono rilevate.
• Estrai dati dal file utenze: i dati per il computo metrico delle linee elettriche vengono estratti dal
database delle utenze (file UPEX), indipendentemente dalla loro presenza sul disegno. Sono pertanto
considerati i dati elaborati in Ampère.
Estrai collegamenti unipolari terminali: questa opzione consente di esportare in Sigma le “cordine”
unipolari di collegamento tra le varie terminazioni elettriche, se connesse alla rete elettrica e
riconosciute dagli schemi di collegamento definiti (vedi “Gestione delle connessioni terminali” a
pagina 562). In tal caso vengono considerate le tipologie preferenziali di fase, neutro, PE, ritorno.
Estrai layer dal file utenze: il campo Layer della voce di computo viene compilato con l’informazione
Impianto/layer presente nei dati dell'utenza, in alternativa al nome del layer in cui è disegnata
Preventivazione 705
Generazione del computo metrico
l’etichetta linea. Questa opzione è attivabile solo quando è selezionata l’opzione Estrai dati dal file
utenze se presenti nel disegno.
Utilizza zone e quadri come ubicazioni:i campi Ubicazione e Note della voce di computo vengono
compilati rispettivamente con le informazioni di Zona + Quadro e Sigla dell'utenza. Questa opzione
è attivabile solo quando sono attive le opzioni Estrai dati dal file utenze se presenti nel disegno o
Estrai dati dal file utenze.
Non sovrascrivere il computo se presente: questa opzione permette di effettuare un aggiornamento del
computo se già presente. In seguito a modifiche del disegno è possibile ripetere l’esportazione ed
aprire il computo senza perdere le precedenti modifiche operate in Sigma. Se questa opzione non è
selezionata l’eventuale computo presente viene sovrascritto perdendo eventuali modifiche operate in
Sigma.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
2. Nella finestra di dialogo Estrazione dati preventivo Sigma selezionare la casella Estrazione dati
dei Quadri (schema unifilare), o la casella Estrazione dati delle linee di distribuzione oppure
entrambe, secondo le esigenze e confermare con OK.
706 Preventivazione
Generazione del computo metrico
3. In fase di esecuzione del comando potrebbero apparire dei messaggi di avvertimento nel caso
le informazioni di qualche campo, soggetto ad estrazione, superino le dimensioni previste per quel
campo e fissate nel file di estrazione.
4. Al termine dell'esportazione viene visualizzato un messaggio che chiede se si desidera aprire il
computo appena esportato. Premendo Si viene avviato il programma Sigma e aperto
automaticamente il computo con i dati esportati.
I dati estratti dal disegno sono quelli relativi ai simboli della libreria di iDEA e gli elementi a misura
(cavi e condotti).
Simboli
• I simboli considerati sono quelli disponibili nelle librerie standard di iDEA e qualsiasi altro
simbolo definito dall'utente che mantenga la struttura di attributi standard di iDEA (vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189).
In particolare, di ogni simbolo vengono presi in considerazione l’attributo Dati tecnici e gli attributi
Ubicazione, Codice alternativo, Codice principale e Quantità. Quest'ultimi di modalità invisibile,
cioè le informazioni concernenti l'attributo non vengono visualizzate nel disegno quando il simbolo
viene inserito. Il primo costituisce una descrizione del componente, mentre l'informazione contenuta
nell'attributo Codice principale verrà utilizzata per creare il legame con il listino.
Nota. In linea generale, da tutti i simboli presenti nello schema, vengono rilevati i codici materiali
compilati negli attributi con etichetta CODICE2, CODICE2C e CODICE.
Cavetteria
• Vengono rilevati tutti i condotti tracciati con la funzione Disegna condotti con riferimento
all’archivio Portacavi.
• Vengono rilevati tutti gli elementi di tipo Guida e Canalina tracciati con la funzione Disegna
guide e Disegna canaline in Layout quadri.
• Per quanto riguarda i cavi, vengono decodificate la Designazione e la Formazione dell’utenza e
riportato nel computo il cavo corrispondente trovato in archivio Cavi. Se il cavo non viene trovato
viene visualizzato un messaggio con le informazioni cercate in archivio.
Per ottenere il fine proposto, in avvio della funzione Estrazione preventivo di Sigma (comando
EXTCOMP), è necessario selezionare l’opzione Estrazione dati dei quadri (schema unifilare) e
l’opzione Raggruppa i materiali per ubicazione.
Con questa modalità i codici articolo aquisiti dai simboli presenti nello schema elettrico (tipicamente
lo schema utenze) vengono raggruppati all’interno di nuove voci di elenco prezzi. Per ogni
ubicazione relativa a tali simboli viene aggiunta in elenco prezzi una nuova voce, con codice e
descrizione pari all’ubicazione assegnata ai simboli nel disegno. I codici articolo aquisiti dai simboli
vanno a comporre l’analisi costi delle voci stesse.
Esempio. Si consideri uno schema unifilare composto dalle utenze del quadro di controllo
(ubicazione +Q1) e quelle della console (ubicazione +C1). L’estrazione dati per il preventivo in
Sigma genera un computo composto dalle voci +Q1 e +C1; l’analisi costi delle due voci saranno
formate rispettivamente dai codici articoli con cui sono stati codifciati i componenti del quadro +Q1
e della console +C1.
Preventivazione 707
Estrazione dati per distinta e computo su articoli ricodificati
Nota. La funzione di estrazione del computo preliminare (comando PRECMP) non risente di questa
opzione.
Nota. La ricodifica degli articoli può avvenire in automatico quando si importa un file METEL di
un costruttore che ha distribuito anche la lista di ricodifica (file allegato al file METEL, letto in
automatico).
Distinta materiali
Quando si esegue l’estrazione della distinta materiali da un disegno in cui i componenti sono stati
codificati con codici articolo attualmente impostati in archivio come Fuori produzione, è possibile
che il programma effettui una sostituzione automatica considerando il codice di ricodifica, se
disponibile in archivio.
Per attivare la ricodifica automatica attivare l’opzione Utilizza eventuali codici di ricodifica, in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda Preventivazione.
Computo metrico
La medesima possibilità è disponibile anche in fase di estrazione del computo metrico, procedura in
cui il programma converte gli articoli presenti nelle analisi costi delle voci di listino.
L’opzione di ricodifica (Utilizza eventuali codici di ricodifica) è disponibile nella finestra di
estrazione del computo, richiamata dalla funzione Computo metrico.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: DCOD.
2. Alla richiesta, selezionare con un clic o una finestra di selezione i simboli che non devono
comparire nel computo.
3. Premere INVIO.
Nota. Il prefisso può essere definito dall'utente selezionandolo nella casella Carattere di
disabilitazione del codice principale, nella scheda Preventivazione in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a pagina 772).
Menu: Strumenti>Preventivazione.
2. Alla richiesta, selezionare con un clic o una finestra di selezione i simboli che devono
ricomparire nel computo.
3. Premere INVIO.
Informazioni articolo
Per un veloce controllo dei materiali codificati nei simboli di schemi o impianti è possibile utilizzare
la funzione Informazioni articolo. Con l'attivazione della finestra Informazioni articolo, passando il
cursore sopra i simboli nel disegno, vengono visualizzate le informazioni dei codici inseriti.
In particolare, se presenti, vengono visualizzate le seguenti informazioni:
• Codice principale (codice di materiale o di listino).
• Costruttore.
• Gruppo.
• Descrizione del codice.
Preventivazione 709
Informazioni articolo
• La lista delle utenze passanti è visualizzata anche puntando ad una linea di distribuzione.
Per aprire il documento allegato fare clic sull’icona Documento allegato: viene automaticamente
avviato il programma predefinito a seconda del tipo di documento. Il documento allegato può essere
definito in Archivio materiali (vedi guida di riferimento “Commesse e archivi”, capitolo “Archivi
materiali).
Se si sta lavorando su uno schema multifoglio, si può passare al foglio precedente o successivo
agendo sui pulsanti con le frecce nella finestra Informazioni articolo.
Con il terzo pulsante si apre un eventuale documento allegato all’articolo. Ad ogni articolo può
essere allegato un file dalla sua scheda proprietà in archivio Articoli (vedi la guida “Commesse e
archivi”, capitolo “Archivi materiali”).
710 Preventivazione
Visualizzazione della lista codici associati
Menu: Strumenti>Preventivazione.
2. Passare il cursore sopra i simboli da controllare: nella finestra Informazioni articolo vengono
visualizzati i dati trovati.
3. Chiudere la finestra per terminare la funzione.
Lista
codici
materiale
Menu: Strumenti>Preventivazione.
Con un doppio clic sulla sigla del componente non codificato è possibile la ricerca dello stesso.
Il pulsante Salva con nome, consente di salvare la lista dei componenti non codificati in formato
ASCII.
Come ricercare i componenti non codificati
1. Scegliere Componenti non codificati.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
2. Nella finestra Elenco componenti non codificati selezionare con un doppio clic il componente
da ricercare.
3. Procedere alla codifica del componente.
4. Ripetere la sequenza dei comandi dal punto 1 fino alla comparsa del messaggio:
Questo indica che nel disegno tutti i componenti hanno le informazioni di materiale.
Importante. Dalla lista degli elementi non codificati sono esclusi gli elementi riferiti (es. contatti).
Nota. Per la gestione delle distinte materiali si deve utilizzare il programma Electro Graphics
Tabula, modulo opzionale.
Menu: Strumenti>Preventivazione
È possibile definire la lista dei codici di lavorazione anche in Preferenze ambiente grafico, scheda
Preventivazione (comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a pagina 772).
In seguito all’estrazione della distinta materiali e la sua apertura nel programma Electro Graphics
Tabula, sarà possibile visualizzare ed estrarre la distinta materiali generale e le distinte in conto
lavorazione specificate. Per ulteriori informazioni vedi la Guida di riferimento di Tabula.
Attenzione. Le voci di listino utilizzate devono avere i blocchi dwg associati; per associare i
blocchi dwg alle voci di listino vedere la guida “Commesse e archivi”, capitolo “Archivio computo”,
paragrafo “Simboli grafici associati alle voci di listino”.
Per ogni voce inserita nel computo, viene visualizzata la finestra nella quale va specificata la quantità
Preventivo. Al fine di recuperare liste di materiali da altri lavori è possibile utilizzare il comando
Importa computo (dal menu File).
Al termine della composizione salvare il file di computo.
Nota. Per ulteriori informazioni sulla composizione di un computo vedi la guida di riferimento
“Sigma”.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
3. Una finestra di dialogo chiede di scegliere se aprire un computo per l’inserimento simboli in
ambiente grafico oppure se visualizzare l'anteprima del computo estratto dallo schema corrente.
L’interfaccia per l’inserimento dei simboli nel disegno visualizza l’elenco delle voci lette dal
computo preliminare: per ognuna vengono visualizzate la quantità a preventivo, la quantità a
disegno, il prezzo della voce e l’importo parziale calcolato in base alla quantità a disegno.
Prima dell’inserimento dei simboli le quantità a disegno e gli importi sono a zero.
Oltre le voci di computo singole vengono visualizzati in griglia anche gli assiemi, non esplosi,
inseriti nel computo.
Nel riquadro di sinistra è possibile selezionare una delle ubicazioni citate nel computo visualizzando
quindi solo le voci con materiali dislocati in tali aree. Oltre che per Ubicazione (filtro predefinito),
la lista delle voci può essere filtrata per Area, Impianto,...: dalla lista a comparsa che si apre facendo
clic sul link Filtra per è possibile selezionare il tipo di raggruppamento.
Nota. I prezzi mostrati per default si riferiscono alla classe di prezzo 1. Per visualizzare i prezzi
riferiti ad una classe di prezzo alternativa, scegliere la classe dalla lista a comparsa presente nella
barra degli strumenti.
La griglia inferiore visualizza l'elenco delle dislocazioni della voce selezionata nella griglia
superiore, con le quantità parziali riferite al filtro selezionato nel riquadro di sinistra.
1
3
4. Inserire gli altri simboli proposti in sequenza, fino all'inserimento di tutti i simboli preassociati
alla voce scelta.
Nel caso di inserimento di un assieme, l'inserimento dei simboli viene esteso a tutte le voci
appartenenti all'assieme stesso.
Nota. I simboli inseriti assumono i dati layer ed ubicazione come indicato nel computo. Se
l’informazione Layer manca si considera il layer compilato nel blocco associato alla voce in listino.
Scomparsa automatica della finestra
Durante il trascinamento di un simbolo la finestra è ridotta alla dimensione della barra del titolo. Per
ripristinare lo stato originale della finestra fare clic sulla barra del titolo. Per disattivare o attivare la
scomparsa automatica scegliere il comando Nascondi automaticamente nel menu contestuale,
attivabile facendo clic sul tasto destro del mouse quando il cursore è all’interno della finestra
Computo.
Voci senza blocchi dwg associati
Nel caso il computo preliminare sia composto da voci prive di blocchi dwg associati, in fase di
inserimento nel disegno il programma propone di selezionare dei simboli presenti nel topografico per
codificarli con il codice della voce scelta. questa operazione risulta equivalente alla codifica da
listino (vedi “Codifica del materiale” a pagina 702).
Nota. Le voci con simboli dwg associati sono identificate dal simbolo del dwg a lato del codice voce.
Se anziché selezionare i simboli per la codifica si preme INVIO o il tasto destro del mouse, il
programma permette di inserire una tabellina riportante i dati della voce: alla richiesta, fornire il
punto di inserimento della tabella ed indicare la quantità.
Nel riquadro di sinistra, vengono indicati l’importo attuale dell’intero computo e l’importo parziale
per ogni ubicazione (o area, impianto,...) dato dagli elementi già inseriti nel disegno, permettendo di
monitorare lo stato dei costi durante la fase esecutiva sul disegno.
Se i simboli relativi ad una voce presente in computo preliminare vengono inseriti nel disegno in
numero maggiore rispetto alla quantità Preventivo, la quantità Disegno sarà superiore e quindi la
differenza maggiore di zero.
Tutti i materiali relativi a simboli codificati inseriti nel disegno ma non prelevati dal computo
preliminare, eseguendo il comando Aggiorna vengono aggiunti nel computo con quantità Preventivo
a zero. Per ogni simbolo, oltre al codice voce, vengono riportati l’ubicazione, il layer di appartenenza
e ovviamente il nome del disegno.
Assiemi
L'aggiornamento degli assiemi avviene solamente se sussistono le seguenti condizioni.
• Le voci che compongono l'assieme deve mantenere il collegamento al codice assieme nel campo
codice alternativo, devono corrispondere in tipo e numero alla distinta dell'assieme nell'archivio
assiemi.
• Le voci che compongono l'assieme devono avere tutte la stessa ubicazione.
Le opzioni di esportazione corrispondono alle opzioni della funzione Estrazione preventivo Sigma:
(comando EXTCOM, vedi “Generazione del computo metrico” a pagina 704).
Le opzioni di importazione corrispondono alle opzioni della funzione di importazione da disegno in
Sigma.
Questo comando permette di effettuare una “differenza grafica” tra due disegni in revisione diversa
che si riferiscono allo stesso impianto.
Sempre maggiore diviene l’esigenza di identificare e documentare tutte le lavorazioni effettuate in
corso d’opera, pertanto si supponga di possedere la pianta del disegno e il relativo computo metrico,
quest’ultimo ottenuto dall’insieme delle lavorazioni estratte automaticamente dal disegno e dalle
voci aggiunte manualmente mediante Sigma.
In un secondo momento l’impianto, in una nuova variante, necessita di una serie di piccole
variazioni. Nascono pertanto le seguenti esigenze:
• Visualizzare in forma grafica elementi e simboli in aggiunta, in sottrazione o in modifica rispetto
alla variante precedente
• Stilare un computo della variante stessa, con il riporto delle lavorazioni che sono state aggiunte
e rimosse
• Aggiornare il computo metrico originale correggendo le quantità delle singole voci e
adeguandolo alla nuova variante
• Elementi in modifica: entità grafiche che sono state rilevate in entrambi i disegni, ma le cui
proprietà sono variate. Le proprietà monitorate per i blocchi sono il punto di inserimento e il
contenuto dell’attributo codice principale.
A questo punto è possibile inserire il disegno delle variazioni come Xrif nel disegno corrente, con
punto di inserimento 0,0 e scala unitaria.
L’effetto è quello visualizzato in figura.
• Creare un computo con tutte le variazioni rilevate tra i due disegni. A tal proposito è sufficiente
eseguire il comando Nuovo computo di variante con il programma Sigma e importare il file .exc
relativo alla variante.
• Aggiornare il computo del progetto con le nuove quantità correnti. Mediante il comando
importazione da disegno effettuata sul computo originale è possibile correggere le quantità in
variante precedente addizionando gli elementi in aggiunta e rimuovendo gli elementi in sottrazione.
Menu: Strumenti>Preventivazione.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Distinta materiali.
Riga di comando: DOCMAT.
Eseguendo l’estrazione, tutti i materiali del progetto ai quali è associato un documento in archivio,
vengono riportati nella finestra Elenco documenti allegati ai materiali. Per ognuno sono elencate le
seguenti informazioni: sigla, codice, descrizione, costruttore, gruppo, famiglia, documento allegato,
marchio e normativa.
Preventivazione 719
Fascicolo tecnico d’impianto o libretto macchina
Per visualizzare una lista di materiali univoci, omettendo quindi la sigla delle apparecchiature,
togliere la spunta Sigla dal menu a cursore che si apre premendo il tasto destro del mouse quando il
cursore è sopra la griglia. Anche le informazioni Funzione e Ubicazione sono opzionali ma vincolate
alla presenza dell’informazione Sigla, secondo le seguenti combinazioni:
• Funzione - Ubicazione - Sigla
• Ubicazione - Sigla
• Sigla
Tra tutti i materiali presenti in lista, quelli considerati per la produzione della documentazione tecnica
presentano un segno di spunta nella casella della prima colonna. La selezione può essere fatta con
un clic; utilizzare anche i pulsanti Seleziona tutto e Deseleziona tutto, disponibili nella barra degli
strumenti.
Nota. Se un articolo ha più codici alternativi, è possibile scegliere quale mostrare nella colonna
Codice alternativo della lista, tramite le opzioni disponibili nel menu contestuale.
Il presente capitolo descrive le funzioni per riprodurre uno schema realizzato con iDEA, in formato
cartaceo, oppure in formato elettronico su file Adobe PDF, o su file DWF per la visione con un
browser Internet.
Generalità
Uno schema realizzato con iDEA può essere riprodotto in formato cartaceo mediante un plotter o una
stampante di sistema per Windows, oppure in formato elettronico su file Adobe PDF, o su file DWF
per la visione con un browser Internet.
Di seguito sono descritte le operazioni necessarie ad ottenere correttamente gli elaborati; per quanto
riguarda la personalizzazione della stampa, le configurazioni particolari, la descrizione delle
innumerevoli opzioni e funzioni delle finestre di dialogo che riguardano la stampa, si rimanda alla
guida in linea accessibile dalle finestre di dialogo.
Prima di iniziare con la procedura di stampa, assicurarsi che:
• si disponga di stampante o plotter, collegati, accesi, con carta e pronti in linea;
• la stampante o il plotter siano correttamente configurati in iDEA;
• la stampa con il comando Stampa dal menu File di iDEA esca correttamente.
Menu: File.
Per selezionare il dispositivo di stampa e configurare tutti i parametri di stampa, premere il pulsante
Impostazioni, tramite cui si accede alla finestra Imposta pagina; vedi “Imposta pagina” a pagina 723.
Nel caso sia selezionato il driver PDF, risulta attiva anche la casella Frontespizio; se è selezionata,
come primo foglio della stampa, viene inserito un frontespizio con i dati e il logo impostati in
Anagrafica ditta (vedi “Anagrafica ditta” a pagina 742) e alcuni dati ripresi dalla commessa.
Opzioni
Nel riquadro Opzioni si possono selezionare:
Stampa e pubblicazione 723
Imposta pagina
Imposta pagina
La finestra di dialogo Imposta pagina di iDEA consente di specificare il dispositivo di stampa e le
impostazioni del layout di pagina.
Si può accedere alla finestra Imposta pagina dal menu File, oppure dalla finestra Stampa fogli, di
iDEA, attraverso il pulsante Impostazioni.
Stampante/plotter
Visualizza il dispositivo di stampa attualmente configurato. Nell'elenco Nome sono visualizzati i
nomi delle stampanti di sistema disponibili e i nomi dei file PC3. A seconda del driver di stampa
selezionato si otterrà una stampa dell'elaborato su carta, su file PDF o su file DWF.
724 Stampa e pubblicazione
Imposta pagina
Nota. È disponibile un’opzione per leggere le tabelle stili di stampa salvate nella cartella del disegno,
oltre a quelle generali: vedi “Stampa” a pagina 758.
Opzioni ombreggiatura finestra
Specifica la modalità di stampa delle finestre ombreggiate e sottoposte a rendering e ne determina il
livello di risoluzione e il valore dpi.
Stampa ombra: specifica la modalità di stampa della vista: Come visualizzata, Wireframe, Nascosta,
Rendering.
Qualità: specifica la risoluzione di stampa delle finestre ombreggiate e sottoposte a rendering. Le
opzioni: Bozza, Anteprima, Normale, Presentazione, Massimo, Personalizzata.
DPI: specificare la risoluzione se si sceglie Personalizzata nella casella Qualità.
Opzioni
Specifica le opzioni per gli spessori di linea, gli stili di stampa, le linee nascoste e l’ordine di stampa
degli oggetti.
Stampa spessori linea oggetto: specifica se vengono stampati gli spessori assegnati agli oggetti e ai
layer.
Stampa con stili di stampa: specifica se stampare gli stili di stampa applicati ad oggetti e layer. Quando
si seleziona questa opzione, viene selezionata automaticamente anche l'opzione Stampa spess. linea
oggetto.
Stampa spazio carta dopo : stampa prima la geometria dello spazio modello. Generalmente, la
geometria dello spazio carta viene stampata prima di quella dello spazio modello.
Nascondi oggetti spazio carta: stampa le viste nello spazio modello senza le linee nascoste.
Stampa e pubblicazione 725
Imposta pagina
Attenzione. La guida in linea attivabile dalla finestra di dialogo Imposta pagina, riporta tutte le
informazioni dettagliate sulle funzioni di stampa.
Colore Spessore
rosso 0,25 mm
giallo 0,2 mm
verde 0,25 mm
ciano 0,25 mm
blu 0,35 mm
magenta 0,7 mm
bianco 0,5 mm
160 0,25 mm
210 0,25 mm
254 0,25 mm
Si consiglia pertanto di selezionare [Link] nella casella Tabella stili di stampa nella finestra di
dialogo Imposta pagina e selezionare la casella Stampa con stili di stampa, nel riquadro Opzioni.
Menu: Disegna>Fogli.
2. Nella finestra di dialogo Setup ambiente, in basso viene indicata la Scala di plottaggio.
Gli schemi multifoglio possono essere stampati su file PDF anche con la funzione Salva multifoglio
in PDF (comando SALVAPDF): vedi “Salva multifoglio in PDF” a pagina 726.
Nota. I disegni non multifoglio (disegni planimetrici) non possono essere stampati con questo
comando; utilizzare il comando STAMPE e selezionare il driver egPDF.
La finestra di dialogo permette di personalizzare il formato del foglio, la tabella degli stili di stampa,
l'attivazione degli spessori linea.
Stampa e pubblicazione 727
Salva multifoglio in PDF
Se il comando viene eseguito in modalità autonoma, permette di scegliere se esportare tutti i fogli
dello schema o il foglio corrente. Se il comando viene eseguito dalla finestra di Elenco fogli, viene
data la possibilità di stampare i fogli precedentemente selezionati.
Con le opzioni Elementi da stampare è possibile scegliere Estensioni o Vista multifoglio, cioè
secondo i limiti di finestra del foglio (valori impostati nei parametri multifoglio).
Seguono altre opzioni.
Nascondi marcatori e vincoli: Consente di non visualizzare nel PDF eventuali marcatori e vincoli
visibili sul disegno (vincoli filo, marcatori cavo, fascio, ecc. ).
I segnalibri sono visualizzati nel pannello Segnalibri della finestra del visualizzatore di PDF Adobe
Acrobat Reader. Ogni segnalibro rimanda a una visualizzazione o pagina differente del documento:
vedi “Segnalibri di Acrobat Reader” a pagina 729.
Riporta annotazioni con i materiali assegnati: consente di stampare, a fianco ad ogni simbolo con
codice materiale assegnato, una icona che apre una finestra popup per visualizzare il codice, o i
codici, materiale assegnati e la loro descrizione prelevata in archivio materiali.
Aggiungi la tabella ed i documenti allegati ai materiali: selezionando questa opzione, nello stesso file
PDF dello schema elettrico vengono accodate ulteriori pagine con l’elenco dei documenti tecnici
allegati ai materiali e, di seguito, tutti i documenti allegati di formato PDF.
728 Stampa e pubblicazione
Salva multifoglio in PDF
L’elenco documenti tecnici allegati ai materiali riporta per ogniuno le seguenti informazioni:
Ubicazione, Sigla, Codice, Descrizione, Costruttore, Documento. In particolare Documento
corrisponde al nome del file e contiene il link che apre la pagina relativa al documento PDF accodato.
I documenti allegati di formato non PDF e i documenti PDF che risultano assere protetti, sono
aggiunti nella sezione Allegati del PDF e sono comunque apribili tramite doppio clic sul nome del
file. Si tenga presente che per visualizzare la sezione Allegati del Pdf è necessario utilizzare un
visualizzatore PDF che gestisca tale funzionalità (es. Adobe Acrobat Reader).
Inoltre, nella sezione Segnalibri del PDF vengono aggiunti i segnalibri che si riferiscono all’elenco
documenti ed ai documenti allegati.
Nello schema elettrico stampato nel PDF, a fianco dei simboli con associato un codice materiale con
documenti allegati, è visualizzata una icona a forma di fermaglio con il link che apre la pagina del
primo documento allegato al materiale: un richiamo diretto tra componenti e relativa scheda tecnica.
Un'ulteriore opzione permette di personalizzare il livello di zoom nella navigazione da un elemento
all'altro. Uno fattore di zoom del 100% corrisponde ad uno zoom a pagina intera. Un valore maggiore
permette di localizzare meglio l'elemento di rimando.
Nel documento PDF generato la lista dei fogli dello schema viene visualizzata nel pannello
Segnalibri e questo permette di visualizzare velocemente il foglio desiderato. Per avviare la
navigazione tra elementi dello schema come accennato sopra basta fare clic sopra il simbolo quando
il cursore si trasforma in indicatore.
Stampa codice alternativo:nelle annotazioni dei materiali assegnati è possibile scegliere di stampare
il codice alternativo anzichè il principale; in presenza di codici alternativi multipli è possibile
scegliere quale stampare, tra i codici disponibili. La stessa scelta determina il codice stampato nella
tabella elenco dei documenti allegati ai materiali.
Elenco fogli strutturato: aggiunge i segnalibri dei fogli raggruppati per Pagine, Disegni, Titoli,
Ubicazioni, Funzioni, Categorie.
Elenco componenti strutturato: aggiunge i segnalibri dei componenti dello schema (compresi i
morsetti; aumenta il tempo di creazione del PDF).
Stili di testo
Spesso sorge l’esigenza di generare dei file pdf con testi selezionabili e ricercabili. I normali font
AutoCAD (.shx) sono riprodotti sul file pdf come grafica vettoriale, pertanto i testi e gli attributi che
utilizzano tali caratteri non sono selezionabili dall’utente. Per superare questo limite gli stili dei
caratteri impiegati in testi e attributi devono utilizzare font TrueType del sistema operativo.
Per agevolare questa operazione è stata introdotta un’opzione di conversione attivabile dall’utente
che rileva gli stili di testo che contengono font .shx e li converte in un font TrueType selezionato
dall’utente.
La spunta sulla casella Converti stili .shx in, attiva una lista a discesa con i caratteri TrueType rilevati.
Nel caso in cui il disegno contenga caratteri non occidentali (cinesi, russi) assicurarsi che il font
selezionato sia comprensivo di tali caratteri.
Attenzione. La conversione degli stili avviene nel disegno in modo permanente. Dopo aver
effettuato la stampa non salvare il disegno convertito, se si desidera mantenere gli stili impostati
precedentemente. Oppure attivare l’opzione Ripristina stile testo al termine, che consente di
riattivare nel disegno lo stile di testo originale .
È possibile in alternativa, convertire solamente gli attributi che si desidera rendere ricercabili. A tal
fine è necessario aggiungere nella finestra Stile di testo (si avvia dal menu Formato>Stile di testo o
con il comando STILE, vedi “Creazione e modifica di stili di testo” a pagina 53) uno stile TrueType
e poi assegnarlo con Utilità attributi (comando UTILATT, vedi “Utilità attributi” a pagina 71) agli
attributi desiderati.
Pubblica il file PDF in EG Cloud: è possibile pubblicare un file PDF da iDEA in EG Cloud al fine di
scambiare informazioni inerenti lo schema elettrico tramite annotazioni apponibili al disegno
pubblicato nel PDF stesso, ad esempio recuperare le annotazioni aggiunte tramite l’app Acronis®
Cyber Files. Selezionare questa opzione prima di confermare il salvataggio.
Stampa e pubblicazione 729
Salva multifoglio in PDF
Infine, come nome del file PDF viene proposto il nome del file di schema con estensione pdf; tramite
il pulsante a destra della casella è possibile scegliere una nuova destinazione e nome di salvataggio.
Il filtro per gruppo elenca i gruppi rilevati secondo l’attributo di gruppo impostato nel cartiglio
corrente. Per definire un gruppo è necessario che uno degli attributi del cartiglio corrente sia
impostato come Attributo di gruppo. Ad esempio se si è impostato TITOLO come attributo di
gruppo, si potranno filtrare i fogli che hanno lo stesso titolo; si può anche aggiungere nel cartiglio
un attributo, chiamato ad esempio GRUPPO, ed usarlo per raggruppamenti personalizzati.
Per maggiori informazioni sull’attributo di gruppo vedi “Modifica del cartiglio” a pagina 117.
Nella finestra Seleziona elementi da stampare (vedi anche figura precedente) è presente l’opzione
Salva un file pdf per ogni ubicazione/funzione/gruppo: la selezione produce un file pdf per ogni
ubicazione, funzione o gruppo selezionato. I Caratteri di separazione sono inseriti come separatori
per la composizione del nome del file pdf; pertanto il nome del file pdf è composto dal nome indicato
dall’utente + caratteri di separazione + codice dell'ubicazione/funzione/gruppo.
In base alle informazioni compilate nel cartiglio dei fogli dello schema e nei simboli dei componenti,
i segnalibri generati in automatico vengono visualizzati raggruppati con le seguenti modalità.
• Fogli: i fogli dello schema vengono elencati secondo diverse modalità utili per rintracciare più
velocemente il foglio che si vuole visualizzare. Oltre all’elenco completo per numero e titolo del
foglio (Pagine), i fogli sono elencati anche raggruppandoli per titolo uguale (Titolo), per disegno di
appartenenza (Disegni), ubicazione (Ubicazione), funzione (Funzione), categoria (Categoria),
combinazione di funzione e ubicazione (Funzione + Uicazione).
Nota. I segnalibri dei fogli riportano il numero del foglio e possono essere compilati con la terna
Funzione + Ubicazione + Sigla. A tal fine è necessario attivare l'opzione Usa la terna "Sigla + Funzione
+ Ubicazione" per la gestione dei fogli dello schema , presente nei Parametri multifoglio, scheda
Riferimenti, Impostazioni avanzate per la gestione dello schema multifoglio (comando EGPREF,
vedi “Riferimenti” a pagina 746).
• Componenti: i componenti dello schema vengono elencati raggruppati per rintracciare più
velocemente il punto in cui sono rappresentati nello schema. Il raggruppamento avviene per
ubicazione del componente e quindi per i tipi standard: Apparecchiature, Morsetti, Connettori e
Componenti di layout quadro (Layout). Ogni segnalibro è identificato con una stringa composta dalla
concatenazione degli attributi Sigla + Descrizione 1 + Descrizione 2 del componente. Per i
componenti di tipo Morsetto è specificata anche la pinatura.
Con un clic sul segnalibro di un componente il visualizzatore PDF apre la pagina del multifoglio in
cui è localizzato il simbolo ed effettua un ingrandimento dell’area in oggetto.
Pdf multilingua
La funzione Salva multifoglio in PDF permette di generare un pdf consultabile in più lingue.
Per poter sfruttare questa funzionalità è necessario aver eseguito la traduzione dello schema in
modalità Multilayer (comando TRAD, vedi “Traduzione multilayer” a pagina 789).
Inoltre, è necessario attivare la seguente impostazione del driver Pdf. Avviare Stampa dal menu File
(o comando STAMPA), selezionare DWG To PDF.pc3 nella casella Nome del riquadro
Stampante/plotter e fare clic sul bottone Opzioni PDF. Infine attivare l’opzione Includi informazioni
sui layer.
Stampa e pubblicazione 731
Salva multifoglio in PDF
di terze parti, permette di specificare una sigla e pertanto di aprire la pagina del multifoglio che
contiene il componente con la sigla ricercata.
L’esempio seguente è il comando di avvio tramite Acrobat Reader, che apre il PDF
progetto_automazione.pdf alla pagina che contiene l’elemento di sigla M17 :
[Link] /A "nameddest=M17" "progetto_automazione.pdf"
PDF 3D
Con PDF 3D si identificano quei file in formato pdf che incorporano uno o più modelli di grafica
solida che l'utente può visualizzare tramite l'applicazione Adobe PDF Reader©. Il modello 3D
rappresenta nel pdf un contenuto attivo in quanto è possibile eseguire operazioni di zoom, panning,
rotazione, cambio di vista e di stili di visualizzazione. Il modello si compone di oggetti organizzati
gerarchicamente in un albero visibile in Adobe PDF Reader© nella palette "Albero modello". Ogni
oggetto è selezionabile sia nell'albero modello che nell'area di disegno e può essere corredato da
informazioni supplementari visibili nel riquadro Proprietà/Valore della palette.
Al fine di semplificare la ricerca nell'albero modello, la struttura organizza gli oggetti in cinque
sotto-nodi principali, presenti se viene rilevato almeno un oggetto ad esso associato.
• Dispositivi: sagome di layout di apparecchiature e connettori, ogni nodo è identificato dalla
sigla del componente corrispondente.
• Morsettiere: sagome di layout dei morsetti, ogni nodo è identificato da sigla e pin del morsetto
corrispondente. I morsetti sono raggruppati da nodi principali corrispondenti alla morsettiera di
appartenenza.
• Carpenteria quadri: sagome di quadri, guide e canaline.
• Altri elementi grafici: tutti gli oggetti del foglio non compresi nei gruppi precedenti.
• Cartiglio e squadratura: blocchi attributi di cartiglio e squadratura del foglio.
I nodi dell'albero corrispondenti a dispositivi, morsetti, elementi di carpenteria dei quadri, guide e
canaline sono corredati da proprietà descrittive, lette dai simboli del disegno e visualizzate nel
riquadro Proprietà/Valore:
Stampa e pubblicazione 733
PDF 3D
• Sigla
• Ubicazione
• Funzione
• Posizione
• Disegno
• Descrizione (1 e 2)
• Note
• Costruttore
• Serie
• Articolo (descrizione)
• Codice
• Quantità (guide e canaline)
Nota. Il pannello Elenco fogli si avvia in automatico, dalla barra multifunzione Utilità o con il
comando EGLFOG.
finestra di dialogo richiede la selezione del percorso del file pdf. Il bottone Opzioni consente
l'accesso alla finestra delle opzioni (vedi “Opzioni di pubblicazione del pdf 3D” a pagina 735).
Anche i simboli inseriti nel disegno planimetrico sono corredati da proprietà informative.
• Sigla
• Ubicazione
• Funzione
Stampa e pubblicazione 735
Codice QR
• Note
• Costruttore
• Articolo (Descrizione)
• Codice
Come generare un Pdf 3D del disegno planimetrico
Per generare il pdf 3D del disegno planimetrico avviare la funzione Salva PDF 3D della planimetria,
dalla barra multifunzione o eseguire il comando PDF3DCOND da riga di comando. La finestra di
dialogo richiede la selezione del percorso del file pdf. Il bottone Opzioni consente l'accesso alla
finestra delle opzioni (vedi “Opzioni di pubblicazione del pdf 3D” a pagina 735).
Codice QR
La scelta o l’inserimento dei dati di anagrafica ditta può avvenire nel modulo di gestione Commesse
(accesso dal menu Impostazioni), in iDEA (accesso dalla funzione Preferenze o con il comando
736 Stampa e pubblicazione
Codice QR
EGPREF), in Tabula, Cablo, Ampère (accesso dal menu File) e da Solergo (accesso da Committente
e Tecnico responsabile).
Ai dati di ogni ditta è possibile associare anche l’immagine di un codice QR, anch'esso utilizzabile
nei documenti prodotti in abbinamento ai dati della ditta, ad esempio nei frontespizi.
La scheda Codice QR della finestra di editazione permette di generare 3 diversi tipi di codice.
• Contatto: genera un biglietta da visita standard (VCARD) compilato di default dai dati
precedentemente compilati relativi alle generalità della società (nome società, indirizzo, telefono,
sito web...etc) che possono essere variati.
• Link: genera un collegamento ad un documento nel web; predefinito è l'indirizzo del sito web
della società.
• E-mail: genera una e-mail precompilata da inviare; di default è compilata l’indirizzo e-mail della
società ma è possibile editare oggetto e corpo del messaggio.
Nella cartella Plotters viene creato un nuovo file di configurazione plotter. Per utilizzare questa
configurazione, selezionare il file di configurazione plotter dall'elenco Nome nella scheda
Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Stampa.
Configurazione di un plotter collegato ad un server di rete
1. Dal menu File di iDEA, scegliere Gestione plotter.
2. Nella cartella Plotters, fare doppio clic sull'icona Autocomposizione Aggiungi plotter.
3. Nella finestra Aggiungi plotter - Introduzione, scegliere Avanti.
4. Nella finestra Aggiungi plotter - Inizia, scegliere Server plotter di rete per configurare un plotter
collegato ad un server di rete, quindi scegliere Avanti.
5. Nella finestra Aggiungi plotter - Plotter di rete, digitare il nome del server di rete (UNC) che
verrà utilizzato per la gestione del dispositivo di stampa.
6. Nella finestra Aggiungi plotter - Modello plotter, nell'area Produttori, scegliere il produttore del
plotter. Nell'area Modelli, scegliere il modello del plotter, quindi scegliere Avanti.
7. Nella finestra Aggiungi plotter - Importa PCP o PC2, scegliere Avanti.
8. Nella finestra Aggiungi plotter - Nome plotter, digitare il nome del plotter o scegliere Avanti per
accettare il nome di default.
9. Nella finestra Aggiungi plotter - Fine, scegliere Fine.
Nella cartella Plotters viene creato un nuovo file di configurazione plotter. Per utilizzare questa
configurazione, selezionare il file di configurazione plotter dall'elenco Nome nella scheda
Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Stampa.
Selezionare la proprietà di
stampa da modificare
Come specificare le assegnazioni delle penne mediante una tabella stili di stampa
1. Dal menu File di iDEA, scegliere Imposta pagina.
2. Nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, scegliere l'elenco
Tabella stili di stampa (assegnazione delle penne).
3. Scegliere dall'elenco una tabella stili di stampa da collegare al disegno per la stampa.
Durante la stampa del disegno vengono utilizzate le informazioni relative agli spessori di linea, ai
colori, alla retinatura, alla scala dei grigi, alla simulazione digitale, ai tipi di linea, agli stili di fine
linea e congiunzione linea, ai modelli di riempimento ed ai numeri delle penne ricavate dalla tabella
stili di stampa collegata.
Come modificare le assegnazioni delle penne mediante una tabella stili di stampa
1. Nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, scegliere l'elenco
Tabella stili di stampa (assegnazione delle penne).
2. Selezionare dall'elenco una tabella stili di stampa, quindi scegliere Modifica per modificare la
tabella stili di stampa corrente utilizzando l'Editor tabella stili di stampa.
740 Stampa e pubblicazione
Specifica delle assegnazioni delle penne
3. Nell'Editor tabella stili di stampa, scegliere un colore di iDEA dall'elenco degli stili di stampa,
quindi modificare le impostazioni per tale colore utilizzando i campi presenti nell'area Proprietà. Ad
esempio, per stampare in nero il colore di iDEA, impostare su Nero il campo Colore nell'area
Proprietà.
4. Nell'Editor tabella stili di stampa, scegliere Salva e chiudi per salvare le modifiche apportate alla
tabella stili di stampa.
Stampa in nero di tutti i colori
Per stampare in nero tutti i colori del disegno, è possibile utilizzare le tabelle stili di stampa Electro.
ctb o [Link], oppure impostare su Nero il campo Colore di tutti i colori, nell'area Proprietà
della tabella stili di stampa.
Come creare le assegnazioni delle penne in una nuova tabella stili di stampa
1. Nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, scegliere Nuova per
avviare l'autocomposizione Aggiungi tabella stili di stampa.
2. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Inizia, scegliere Inizia da
zero.
3. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Nome file, digitare il nome
della nuova tabella stili di stampa.
4. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Fine, scegliere Editor
tabella stili di stampa.
5. Nell'Editor tabella stili di stampa, impostare le proprietà di stampa per i colori di iDEA.
6. Nell'Editor tabella stili di stampa, scegliere Salva e chiudi per salvare le modifiche.
7. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Fine, scegliere Fine.
La nuova tabella stili di stampa viene collegata al disegno e può essere utilizzata per la stampa.
27
Parametri e preferenze
In questo capitolo vengono riportate le utilità per l'impostazione dei percorsi di rete in cui iDEA
ricerca i database e le librerie, i parametri relativi al disegno aperto, le preferenze operative di iDEA.
Infine sono descritte le procedure per la personalizzazione delle tabelle di Tabula e Ampère che si
possono tracciare nel disegno.
Preferenze
Le impostazioni e le preferenze che influiscono sul disegno e l’elaborazione di schemi ed impianti
elettrici in iDEA possono essere modificate nelle finestre di dialogo che si attivano dalla finestra
Preferenze.
Le configurazioni di parametri di default sono associate alla commessa al momento della creazione.
Nel programma Commesse è possibile gestire più configurazioni di parametri da associare, per
esempio a commesse di clienti differenti (vedere anche la guida di riferimento “Commesse e
archivi”).
Come accedere alle impostazioni delle preferenze di iDEA
1. Selezionare Preferenze.
Menu: Strumenti.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.
2. Nella finestra di dialogo Preferenze sono visibili i collegamenti per attivare le finestre di dialogo
relative a:
• Anagrafica ditta.
742 Parametri e preferenze
Anagrafica ditta
• Percorsi di rete.
• Imposta pagina.
• Parametri di configurazione del progetto corrente.
• Importa/esporta parametri correnti.
• Preferenze ambiente grafico.
Accesso veloce
Tramite il bottone nella barra di stato dell'applicazione (in basso a destra) è possibile accedere in
modo rapido a:
• Percorsi di rete
• Parametri di configurazione del disegno corrente
• Preferenze ambiente grafico
Anagrafica ditta
Selezionando Anagrafica ditta viene visualizzata una finestra di dialogo con i dati anagrafici della
ditta corrente.
Nella lista a comparsa Società si possono selezionare le ditte registrate nell'archivio Ditte
Il pulsante Ditte permette di accedere all'archivio Ditte in cui salvare i dati delle anagrafiche ditte,
modificarli e selezionare la ditta corrente.
Selezionando una ditta in lista e premendo Seleziona ditta, nella barra degli strumenti si rende
corrente tale ditta e i dati vengono riportati nella finestra principale.
Selezionando una ditta in lista e premendo Modifica, nella barra degli strumenti si possono
modificare i dati di tale ditta tra cui anche il logo.
Imposta pagina
Scegliendo Imposta pagina viene visualizzata una finestra di dialogo per le impostazioni generali
delle stampe degli archivi e degli elaborati nei programmi Electro Graphics non CAD.
Per informazioni dettagliate vedi la guida “Commesse e archivi”, capitolo “Configurazioni comuni”,
paragrafo “Imposta pagina”.
Percorsi di rete
Scegliendo Percorsi di rete viene visualizzata una finestra di dialogo che permette di specificare le
cartelle in cui il programma deve cercare le librerie dei simboli e i database.
Parametri e preferenze 743
Importa/esporta parametri correnti
Il percorso dei file di configurazione specifica dove iDEA legge i dati generali di configurazione.
Il percorso dei database specifica dove iDEA legge i dati dell’Archivio moduli fotovoltaici,
l’Archivio inverter, l’Archivio cavi, l’Archivio dati climatici e l’Archivio articoli. Come predefinito
è il medesimo percorso specificato per i file di configurazione. In alternativa si può specificare un
percorso differente, ad esempio in una unità di rete condivisa. Se è stata attivata una gestione con
server di rete degli archivi Electro Graphics, è possibile scegliere l’identificativo del server da
utilizzare.
Se si modificano i percorsi di rete è necessario riavviare il programma.
Nota. Per l’utilizzo dei archivi in rete è richiesta una rete LAN locale con protocollo TCP/IP
installato, configurato e funzionante.
Nota. Alla creazione di ogni commessa si può scegliere una configurazione di default per i disegni
di tale commessa.
Per l’importazione nel disegno corrente il programma richiede di selezionare la configurazione dalla
suddetta lista.
Per l’esportazione viene richiesto solo il nome con cui identificare la nuova configurazione
all’interno della lista Configurazioni nel programma Commesse.
Configurazioni di progetto
Le configurazioni di parametri di default sono associate alla commessa di lavoro al momento della
creazione. Nel programma Commesse è possibile gestire più configurazioni di parametri da
associare, per esempio, a commesse di clienti differenti (vedi la guida di riferimento “Commesse e
archivi” al capitolo “Configurazioni”).
In iDEA tutti i parametri e le preferenze correnti sono organizzati in due finestre. Le impostazioni e
le preferenze che influiscono sull'ambiente di disegno, sulla gestione del multifoglio e
sull'elaborazione dei dati nei software Electro Graphics, possono essere modificate nelle finestre di
dialogo che si attivano dalla finestra Preferenze (comando EGPREF).
Parametri di configurazione
Permette di modificare i parametri relativi alla struttura grafica del multifoglio e di gestione dello
schema elettrico nel progetto aperto. Qui è possibile modificare anche i parametri riferiti al disegno
delle planimetrie e degli schemi topografici. Nelle precedenti versioni la maggior parte di questi
parametri erano divisi tra le finestre Parametri multifoglio e Parametri topografico ma non hanno
subito sostanziale modifica di utilizzo.
Preferenze ambiente grafico
Permette di modificare impostazioni, personalizzazioni e parametri che influiscono sull'ambiente di
disegno, l'elaborazione dei dati in iDEA e alcune opzioni di interfacciamento con gli altri software
Electro Graphics. Le preferenze ambiente grafico non sono legate al progetto corrente come i
parametri di configurazione, quindi la modifica è valida per i disegni aperti e per quelli che saranno
744 Parametri e preferenze
Configurazioni di progetto
aperti in seguito. Queste preferenze possono essere modificate anche dal programma Commesse e
da altri software Electro Graphics che si interfacciano con l’ambiente grafico.
Tutte la finestre di dialogo che contengono impostazioni profilabili evidenziano il riquadro seguente
per la gestione dei profili:
Rimane sempre disponibile un profilo Predefinito. Tale profilo Predefinito non è rinominabile e non
è eliminabile. Prima di effettuare delle modifiche alle impostazioni di ciascun prodotto si consiglia
di duplicare il profilo predefinito con l'apposito comando e assegnare una descrizione correlata al
cliente della commessa di lavoro. In tal modo sarà poi facile richiamare tali impostazioni o assegnarle
ad un progetto da effettuare allo stesso cliente.
È possibile rinominare la descrizione del profilo o rimuovere l'intero profilo. Eventuali progetti che
facevano riferimento ad un profilo che è stato rimosso verranno automaticamente connessi a quello
predefinito.
Tutte le personalizzazioni effettuate sono in ogni caso recuperabili da una versione all'altra attraverso
l'aggiornamento da versioni precedenti.
Si riportano di seguito in dettaglio gli elementi personalizzabili.
Impostazioni di pagina
Attraverso questa profilatura è ad esempio possibile personalizzare il frontespizio e le intestazioni
delle stampe, oppure la lingua delle stampe stesse. Una volta creato un frontespizio dedicato ad un
committente e assegnato ad un profilo, sarà facile richiamarlo all'interno di un'altra commessa.
Tabelle multifoglio
Il profilo scelto determina la grafica delle tabelle multifoglio: vedi “Schemi elettrici - Tabelle
multifoglio” a pagina 761.
Opzioni Gestione Plc
Blocchi grafici per ingressi e uscite, tipologie operandi e tutte le impostazioni correlate ad un
progetto di schede plc sono salvabili all'interno di un unico profilo di impostazioni.
Siglatura simboli
Le operazioni di profilatura permettono di assegnare ad una commessa una particolare modalità di
siglatura simboli.
Il comando SIGLA per la siglatura dei simboli in ambiente grafico consente di salvare le
impostazioni corrente in un profilo o di richiamare un profilo salvato precedentemente. Tali comandi
sono disponibili sulla barra superiore della finestra.
Parametri e preferenze 745
Parametri di configurazione multifoglio
Nota. Le etichette Sottotitolo e Sigla quadro sono informazioni del progetto e non vengono salvate
nei profili.
Opzioni di Ampère
Ampère consente l'editazione di 8 profili fissi per il salvataggio della finestra Proprietà. In
configurazione è possibile assegnare un determinato profilo di avvio per i nuovi progetti.
Opzioni di stampa di Sigma
Le opzioni di stampa di Sigma sono salvate all'interno del file progetto del programma. È possibile
salvare le impostazioni di un progetto con un profilo mnemonico che può essere utilizzato come
profilo di avvio per nuovi progetti.
Formato documenti
Nella scheda Formato documenti inserire le informazioni relative al formato dei documenti.
Squadrature
Multifilare: individua il nome del blocco che sarà utilizzato quale profilo di squadratura nella
generazione del foglio multifilare.
Funzionale: individua il nome del blocco che sarà utilizzato quale profilo di squadratura nella
generazione del foglio funzionale.
È da sottolineare il fatto che questi blocchi, se diversi da quelli di default, devono essere definiti
tenendo conto delle impostazioni delle colonne, delle righe e della modalità di gestione, delle
posizioni degli elementi sullo schema (Foglio/Colonna oppure Foglio/Riga+Colonna) adeguando le
indicazioni di righe e colonne eventualmente presenti sui bordi di squadratura dei fogli in oggetto.
Una funzione permette di generare nuovi blocchi squadratura in modo assistito: vedi “Creazione di
squadrature personalizzate” a pagina 122.
Frontespizio: individua il nome del blocco che sarà utilizzato, quale profilo di squadratura, nella
generazione del foglio di frontespizio.
Unifilare e linee di terra: individua il nome del blocco che sarà utilizzato quale profilo di squadratura
nella generazione del foglio unifilare e per il foglio delle linee di terra.
Nota. Premendo il pulsante accanto ad ogni lista a comparsa viene visualizzata un'anteprima del
blocco.
Simbologia
Scala dei simboli: indica la scala di default con la quale saranno inseriti i simboli sui vari schemi o
impianti; tale parametro potrà poi essere variato all'interno del disegno.
746 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio
Modulo base per i simboli: è la distanza tra le linee di collegamento dei pin nei simboli elettrici in
rappresentazione multifilare e la distanza assunta tra le linee in un fascio multifilare; il valore di
default è quello che consente un corretto uso della libreria standard. Una variazione a tale parametro
comporta, ai fini di un corretto funzionamento delle procedure di inserimento simboli e tracciamento
linee, una nuova definizione dei simboli in libreria.
Memoria dati per inserimenti ripetitivi: abilita o meno l'utilizzo come default del codice magazzino e
codice alternativo indicati nel precedente inserimento di un simbolo, nel caso si utilizzi un simbolo
uguale. Tale possibilità è particolarmente utile nel caso di inserimenti ciclici degli stessi simboli (ad
esempio: bobine, pulsanti, interruttori, etc.).
Colori
Selezionare il colore da utilizzare per gli oggetti nei tre layer standard del multifoglio, Simboli, Testi
e Fili, su cui sarà strutturato lo schema elettrico. Il colore predefinito è Da layer, percui gli oggetti
assumeranno il colore assegnato al layer tramite la funzione iDEA Gestione proprietà layer
(comando LAYER).
Fogli
È possibile impostare il formato della sigla dei fogli; il programma aggiunge una serie di ‘0’ alla sigla
numerica indicata dall’operatore fino a completare la lunghezza caratteri definita. In tal modo tutte
le sigle dei fogli avranno una lunghezza caratteri fissa. Per esempio vedi la seguente tabella.
Parametri di individuazione indipendenti dagli altri disegni di uno schema: quando questa opzione è
selezionata, i riferimenti incrociati di rinvii e cross reference risentono delle impostazioni di formato
definite nel disegno in cui è presente il componente di destinazione del riferimento, anche se diverso
dal disegno del componente di origine.
Riferimenti
Nella scheda Riferimenti inserire le informazioni relative ai dati costituenti la griglia del foglio.
Dimensione delle zone
Larghezza foglio e Altezza foglio: sono definibili la larghezza e l'altezza dell'area che individua il foglio
all'interno del multifoglio; non esistono limitazioni sulle dimensioni dei fogli.
Larghezza colonne e Offset sinistro colonne: questi due parametri definiscono la larghezza della
colonna, assunta come passo base orizzontale, ai fini della determinazione della posizione di un
elemento sullo schema e l'eventuale bordo sinistro, da considerare vuoto (utilizzabile ad esempio per
la pinzatura o rilegatura degli schemi) e da cui iniziare la valutazione del numero di colonna. Il
numero di colonna, se impostato maggiore o uguale a 10 è al massimo composto da due cifre e va,
quindi, da 00 fino a 99; perciò la dimensione della colonna deve essere tale da non generare più di
100 colonne una volta fissata la larghezza del foglio ed il bordo sinistro di pinzatura. Se il numero
di colonna è inferiore o uguale a 9, la rappresentazione sarà del tipo 0, 1, 2, 3, etc. invece di 00, 01,
02,..., 10, 11.
Larghezza righe e limite superiore righe: questi due elementi, similmente ai precedenti, definiscono la
larghezza della riga assunta come passo base verticale ai fini della determinazione della posizione di
un elemento sullo schema e il punto di partenza da cui iniziare la valutazione della prima riga; le righe
Parametri e preferenze 747
Parametri di configurazione multifoglio
vengono identificate con le 26 lettere dell'alfabeto internazionale indicando con 'A' la prima e
procedendo dall'alto verso il basso.
Dimensione della zona ausiliaria
Sono definiti i parametri base del foglio funzionale.
Coordinate di inizio x e y: viene assegnato il punto iniziale in basso a sinistra per la costruzione della
zona ausiliaria.
Larghezza e altezza zona ausiliaria: Impostare la lunghezza delle linee orizzontali e la distanza tra le
due linee di alimentazione standard
Individuazione zone del foglio
Individua la modalità con la quale saranno indicate le posizioni degli elementi sullo schema nelle
procedure che utilizzano tali identificativi (cross reference, rinvii filo, etc.). La posizione di un
elemento può essere indicata per:
• Foglio;
• Foglio/Colonna;
• Foglio/Riga Colonna;
• Foglio/Riga numerica;
• Colonna;
• Foglio/Riga Colonna senza il carattere alfabetico I per le righe;
• Foglio/Riga Colonna con i caratteri alfabetici minuscoli per le righe;
• Foglio/Riga Colonna con i caratteri alfabetici minuscoli e senza il carattere I per le righe;
• Foglio/Colonna lettera (es. 1/A);
• Foglio/Colonna lettera senza IO (es. 1/A);
• Foglio/Riga numerica Colonna (es. 1/1A).
Nota. Tutti i blocchi da utilizzare come squadrature, cartigli, tabelle, frontespizi, etc., devono essere
creati in iDEA e memorizzati come blocchi nella sottodirectory COMMON\LIBRARY\LIB.
Impostazioni avanzate per la gestione dello schema multifoglio
Usa la terna Sigla+Ubicazione+Funzione per l’identificazione dei componenti di schema: questa opzione
attiva l’uso dei dati di ubicazione e funzione per l’identificazione completa dei componenti. Per
maggiori informazioni vedi “Identificazione completa dei componenti di schema” a pagina 274.
Usa la terna “Sigla + Ubicazione + Funzione” per la gestione dei fogli dello schema: questa opzione attiva
l’uso dell’identificazione completa dei fogli dello schema. Per maggiori informazioni vedi
“Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89.
Ordina i fogli per disegno: questa opzione permette di svincolare l'ordine dei fogli di uno schema
composto da più disegni. Una volta determinato l'ordine dei disegni le elaborazioni e i report generati
procederanno con l'ordine imposto dal nome del disegno e numero del foglio. Tale impostazione
influenza l'ordine di elaborazione di:
• Sequenza fogli e tabelle relative
• Stampe
• Riferimenti incrociati
• Risoluzione dei rinvii filo
• Siglatura dei simboli
Abilita la siglatura dei simboli per impiantistica: questa opzione consente di abilitare o meno la siglatura
simboli per i simboli di impiantistica. Quando non selezionata, la siglatura (sia da comando SIGLA
che da aggiornamenti automatici) ignora i simboli impianti. Questo consente di avere nello stesso
schema simboli di automazione e di impianti siglando i primi ed escludendo i secondi.
Identificazioni dei riferimenti incrociati conforme alla norma CEI EN 61082-1: questa opzione consente di
abilitare o meno la nomenclatura citata per l’identificazione delle informazioni di cross reference. Se
attivata, il dato di posizione espresso in tutti i riferimenti incrociati (cross reference) viene espresso
nella forma /[Link] conformemente alle specifiche della norma CEI EN 61082-1 (aprile
2016) al paragrafo 5.8.
748 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio
Ubicazioni e funzioni
Nella scheda Ubicazioni e funzioni si trovano le opzioni per gestire l’assegnazione automatica di
ubicazione e funzione ai simboli in base alla posizione degli stessi all’interno dei riquadri. Per
maggiori informazioni vedi “Gestione interattiva di ubicazione e funzione negli schemi” a
pagina 333.
Entrambe queste opzioni possono assumere tre valori selezionabili dalla lista a discesa.
• Nessuno: l’aggiornamento automatico è disattivato.
• Riquadri: l’aggiornamento automatico è attivato e risponde ai dati di Ubicazione e Funzione dei
riquadri come sopra descritto.
• Riquadri e cartiglio del foglio: quando è selezionata questa scelta, i simboli assumono Ubicazione
e Funzione quando posizionati all’interno di un riquadro come nel caso precedente. Quando
posizionati esternamente ai riquadri invece assumo l’ubicazione e la funzione del foglio in cui si
trovano, se definiti.
Nella pagina di preferenze Ubicazioni e funzioni sono presenti inoltre le seguenti opzioni relative
all’aggiornamento automatico.
Nascondi ubicazione e/o funzione quando aggiornati : consente di rendere invisibili gli attributi
ubicazione/funzione quando modificati tramite aggiornamento automatico in quanto il loro valore è
comunque visualizzato nel testo titolo del riquadro o nel cartiglio del foglio.
Aggiorna ubicazioni e/o funzioni dei simboli dopo il comando “Gestione ubicazioni” (UBIC): consente di
aggiornare i simboli la cui ubicazione/funzione è stata modificata tramite il comando Gestione
ubicazioni (comando UBIC, vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331).
Richiedi conferma per eseguire l'aggiornamento dei simboli: opzione disponibile solo se attivata la
precedente. Se attivata, le operazioni di aggiornamento dei simboli avvengono solo dopo che il
messaggio di richiesta viene confermato dall’utente.
Colore dei riquadri ubicazione: consente di selezionare il colore di disegno dei riquadri ubicazione.
Colore dei riquadri funzione: consente di selezionare il colore di disegno dei riquadri funzione.
Stile di linea dei riquadri: consente di specificare lo stile linea con cui vengono disegnati i riquadri
ubicazione e funzione.
Altezza testo dei riquadri: consente di specificare l’altezza del testo di cui al punto precedente.
Fogli
Nella scheda Fogli inserire le informazioni relative al riquadro delle iscrizioni del foglio.
Cartiglio
Nome: scegliere o immettere il nome del blocco utilizzato, quale cartiglio, che verrà inserito in ogni
foglio dello schema multifoglio.
X, Y: indicare le coordinate a cui inserire il cartiglio. Dipendono dal punto di origine stabilito quando
si definisce il blocco del cartiglio scelto.
Parametri e preferenze 749
Parametri di configurazione multifoglio
Attenzione. È da tener presente che il blocco del cartiglio per il multifoglio di iDEA deve essere
definito con precisi criteri e modalità: vedi “Personalizzazione del cartiglio” a pagina 116.
Margini del foglio
È possibile personalizzare il bordo del foglio escluso dall’area di lavoro considerata dal programma
per le operazioni sullo schema multiofglio.
Foglio testata
Tabella riassuntiva del quadro: definisce il nome del blocco da utilizzare quale tabella riassuntiva dei
dati del quadro o impianto sul foglio di presentazione o di frontespizio.
Nome cartiglio del foglio testata: definisce il nome del blocco da utilizzare quale cartiglio generale sul
foglio di presentazione o di frontespizio.
Foglio tabella cavi
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella di posa cavi (inserita in automatico
dalla funzione di tracciatura Tabella cavi; vedi “Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo” a
pagina 416).
Foglio: definisce il nome del blocco da utilizzare per il foglio base, quindi la squadratura e la tabella
in cui vengono disegnati i dati dei cavi.
Dati cavo: definisce il nome del blocco da utilizzare per la compilazione dei dati del cavo (blocco
centrale).
Dati conduttore : definisce il nome del blocco da utilizzare per la compilazione dei dati di ogni
conduttore del cavo (blocchi laterali).
Foglio sovratemperatura quadri CEI 17-43
Per la stampa della verifica di sovratemperatura quadri CEI 17.43 è possibile scegliere il tipo di
foglio da disegnare: a Sviluppo orizzontale o Sviluppo verticale.
Tabelle unifilari
Nella scheda Tabelle unifilari inserire le informazioni relative alle tabelle per gli schemi unifilari.
Linee utenze
Tabella: individua il blocco che sarà utilizzato quale tabella utenze nella definizione del foglio per
schemi unifilari del quadro. Oltre ai blocchi predefiniti si possono creare tabelle personalizzate.
Quando si seleziona una tabella che corrisponde ad una configurazione salvata il programma
propone di caricare le impostazioni salvate con la tabella scelta. Premendo Si vengono settati in
automatico gli altri dati del riquadro.
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella linee-utenze sui fogli.
Descrizioni: individua il blocco che sarà utilizzato quale elemento descrittivo di ogni colonna o
utenza, nella tabella utenze del foglio per schemi unifilari del quadro. Anche in questo, come nel
precedente caso, il blocco può essere personalizzato ed è possibile assegnare la sua coordinata y di
inserimento sul foglio in maniera tale da inserirsi correttamente nella griglia, definita dalla tabella
linee o utenze sopra definita.
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco descrittivo della tabella linee-utenze;
l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna su cui viene inserito un simbolo unifilare.
Larghezza colonne: nel caso la larghezza delle colonne della tabella linee utenze sia diversa dalla
larghezza delle colonne del foglio, indicare la misura corretta. Se il valore rimane a 0 la larghezza
viene considerata pari alla larghezza impostata nella casella Larghezza colonne, nella scheda
Riferimenti (vedi “Riferimenti” a pagina 746).
750 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio
Salva: premere questo pulsante per salvare la configurazione dei dati impostati nel riquadro Linee
utenze.
Linee utenze MT
Tabella: individua il blocco che sarà utilizzato quale tabella utenze MT nella definizione del foglio
per schemi unifilari del quadro. Oltre ai blocchi predefiniti si possono creare tabelle personalizzate.
Quando si seleziona una tabella che corrisponde ad una configurazione salvata il programma
propone di caricare le impostazioni salvate con la tabella scelta. Premendo Si vengono settati in
automatico gli altri dati del riquadro.
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella linee-utenze sui fogli.
Descrizioni: individua il blocco che sarà utilizzato quale elemento descrittivo di ogni colonna o
utenza, nella tabella utenze del foglio per schemi unifilari del quadro. Anche in questo, come nel
precedente caso, il blocco può essere personalizzato ed è possibile assegnare la sua coordinata y di
inserimento sul foglio in maniera tale da inserirsi correttamente nella griglia, definita dalla tabella
linee o utenze sopra definita.
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco descrittivo della tabella linee-utenze;
l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna su cui viene inserito un simbolo unifilare.
Larghezza colonne: nel caso la larghezza delle colonne della tabella linee utenze sia diversa dalla
larghezza delle colonne del foglio, indicare la misura corretta. Se il valore rimane a 0 la larghezza
viene considerata pari alla larghezza impostata nella casella Larghezza colonne, nella scheda
Riferimenti (vedi “Riferimenti” a pagina 746).
Salva: premere questo pulsante per salvare la configurazione dei dati impostati nel riquadro Linee
utenze.
Punto inserimento protezione
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco dell’elemento protezione, se presente
nell’utenza da tracciare nello schema; l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna su
cui viene inserita l’utenza.
Tabella terre
Tabella: individua il blocco che sarà utilizzato quale tabella utenze nella definizione del foglio per
schemi unifilari del quadro. Anche in questo, come nei precedenti casi, il blocco va definito su layer
0 ed è possibile assegnare anche le sue coordinate di inserimento sul foglio.
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella linee-utenze sui fogli.
Descrizioni: individua il blocco che sarà utilizzato quale elemento descrittivo di ogni colonna od
utenza, nella tabella utenze, del foglio per schemi unifilari del quadro. Anche in questo come nei
precedenti casi il blocco va definito su layer 0 ed è possibile assegnare la sua coordinata y di
inserimento sul foglio in maniera tale da inserirsi correttamente nella griglia definita dalla tabella
linee o utenze sopra definita.
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco descrittivo della tabella linee-utenze;
l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna sui cui viene inserito un simbolo unifilare.
Tabelle multifoglo
È possibile scegliere il profilo da utilizzare, nella tracciatura delle tabelle materiali per lo schema
corrente. I profili sono editabili in Preferenze ambiente grafico - Schemi elettrici - Tabelle
multiofglio: vedi “Personalizzazione delle tabelle multifoglio” a pagina 777.
Numerazione fili
Nella scheda Numerazione fili si possono configurare i parametri con cui sarà realizzata l'analisi dei
fili di iDEA. A questa finestra si può accedere anche dalla finestra Analisi schema (comando FILI)
tramite il bottone Setup.
Disegno
Distanza ricerca morsetti: valore predefinito della distanza minima in cui due terminali di filo sono
visti come collegamento unico. Se i due terminali sono più distanti la procedura di analisi di iDEA
considera due connessioni; per questo motivo i simboli che tagliano il filo per meno della distanza
di ricerca generano una sola connessione anche se hanno due pin (morsetti).
Distanza ricerca pin: parametro (valore predefinito 2.5 mm) che concorre a definire l'intorno entro cui
un attributo pin (cioè gli attributi dei simboli per la connessione ai fili con etichetta composta dal
carattere prefisso C seguito da un indice numerico) viene considerato connesso alla terminazione di
un filo. Si ricorda che una linea (filo) si considera connessa ad un pin se uno dei suoi due capi è
Parametri e preferenze 751
Parametri di configurazione multifoglio
interno al quadrato con centro nel punto di allineamento dell'attributo del pin e di lato pari al doppio
della distanza di ricerca.
È possibile variare il punto di attestazione del pin tramite il comando Edita connessioni componente
(comando EPIN). Modificando il valore del parametro Distanza di ricerca pin è possibile aumentare
o diminuire la precisione della ricerca di connessioni fra pin e fili da parte del comando di Analisi
dello schema (comando FILI).
Offset tratti inclinati: dimensione del tratto inclinato tracciato opzionalmente alla connessione di una
linea elettrica che si dirama da un’altra linea.
Raggio archetti: raggio degli archetti tracciati opzionalmente all’incrocio di una linea elettrica che
passa sopra un’altra linea.
Testo
Altezza: configura l'altezza in millimetri del testo rappresentativo del numero del filo sia per la
numerazione fili automatica che per la numerazione fili manuale.
Distanza dal filo: configura la distanza in millimetri del testo di numerazione dal filo.
Posizione: configura la posizione del testo rispetto al filo (sinistra o destra).
Colore: il colore indicato sarà quello utilizzato per il testo della numerazione dei fili sia manuale che
automatica.
Stile di testo: personalizza il nome dello stile del testo della sigla fili.
Fattore di larghezza: fattore di larghezza del testo della sigla fili.
Mantieni il testo del filo orizzontale: applicare la spunta alla casella per mantenere il testo dei fili
orizzontale anche per le linee verticali. Nel caso il filo sia vincolato con un vincolo multiplo i testi
delle singole sigle risulteranno elencate una sopra l’altra.
Metodo di ordinamento
Alto basso - sinistra destra: imposta l'ordinamento della numerazione dei fili attraverso il foglio dando
la priorità verticale.
Sinistra destra - alto basso: imposta l'ordinamento della numerazione dei fili attraverso il foglio dando
la priorità orizzontale.
Modalità di numerazione
L'identificativo del filo è composto, nell'ordine, da un prefisso, un separatore ed un indice numerico
nel caso l’opzione Formato selezionata sia Indice progressivo, mentre se risulta selezionata una delle
opzioni posizionali, l'indice numerico è sostituito con la composizione ottenuta aggiungendo
all'indice determinato sulla base della posizione in cui si è sul foglio.
Formato: consente di selezionare il formato da applicare alla numerazione di tutti i fili dello schema,
esclusi i vincolati. I formati disponibili sono:
• Indice progressivo: i fili vengono numerati con indice progressivo su tutto lo schema.
• Foglio + Indice: i fili assumono una sigla nella forma
<foglio><separatore><indice>
dove l’indice è progressivo per foglio.
Separatore: individua il carattere alfanumerico da interporre tra il prefisso ed il numero del filo,
oppure tra la sigla del foglio e il numero del filo. Questa casella può essere vuota.
Prefisso: sequenza di caratteri da anteporre alla sigla del filo.
Suffisso: sequenza di caratteri da accodare alla sigla del filo.
Formato indice: è possibile impostare il formato della sigla dei fili; il programma aggiunge una serie
di ‘0’ alla sigla numerica elaborata fino a completare la lunghezza caratteri definita. In tal modo tutte
le sigle dei fili avranno una lunghezza caratteri fissa.
Fili disponibili
La numerazione automatica dei fili dello schema elettrico scrive le indicazioni relative ai fili
disponibili oltre a quelli già utilizzati sulla pagina.
Inserisci: la tracciatura delle indicazioni dei fili disponibili, attiva per default, può essere omessa
togliendo il segno di spunta.
X e Y: se la casella Inserisci è selezionata è possibile stabilire la posizione in cui saranno scritte le
informazioni.
Sezione fili
Per quanto riguarda i fili con colore corrispondente alla sezione da non numerare (opzione
configurata nel profilo di Sezione fili), si possono considerare due casi opzionabili in base alla scelta
disponibile nella finestra dei parametri Numerazione fili.
• Ignora i fili con le sezioni da non numerare (predefinito): il numero non viene visualizzato sul
disegno, ne conteggiato, ne riportato nelle morsettiere e nei cablaggi; inoltre l’analisi non rileva le
connessioni delle apparecchiature attestate su tali fili.
• Nascondi la sigla per i fili con sezioni da non numerare : il numero non viene visualizzato sul
disegno, pur essendo conteggiato dall’analisi e riportato in tutti i database ricavati dall'analisi fili,
quali morsettiere e cablaggi.
Preferenze avanzate
Considera i vincoli cavo come vincoli filo: attiva il riconoscimento dei cavi già associati alle linee
elettriche tramite la funzione Associa cavo; in questo modo l’analisi fili elabora una sigla del filo pari
alla sigla del cavo e del conduttore.
Considera equipotenziali i segnali aventi lo stesso nome ma appartenenti a fasci fili diversi: il nome del
fascio fili non comparirà nella sigla del filo; se attivata questa opzione l’analisi dello schema
(comando FILI) considera come ad unico potenziale tutti i fili aventi lo stesso nome, anche se
appartenenti a fasci fili diversi. Nel nome del segnale riportato nelle connessioni in Cablo o nei vari
riferimenti (ad esempio nel disegno delle morsettiere) verrà omesso in nome del fascio fili di
appartenenza.
Numerazione progressiva delle fasi : selezionare il formato di sigla da applicare nel caso di
Numerazione progressiva delle fasi (vedi “Numerazione progressiva delle fasi” a pagina 372):
• Nessuna: numerazione progressiva delle fasi disattivata.
• Progressiva: assume la forma
<Fase><Separatore><Indice progressivo>
• Per foglio: assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Indice progressivo>
• Per foglio e colonna: assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Colonna>
Nel caso siano presenti più gruppi di fasi per colonna, al fine di evitare numerazioni uguali, i
gruppi successivi al primo vengono numerati nella forma
<Foglio><Fase><Separatore><Colonna><Separatore><Indice progressivo>
Parametri e preferenze 753
Parametri di configurazione multifoglio
Livello di notifica dei messaggi di analisi dei fili: apre la finestra di dialogo Messaggi di analisi dei fili
dove sono elencati, raggruppati per argomento, tutti i messaggi di notifica che l’analisi dello schema
può generare (vedi “Messaggi dell’analisi schema” a pagina 366). Per ogni messaggio è possibile
selezionare il livello di notifica da applicare, in ordine crescente di attenzione:
• Ignora: il messaggio non verrà mai visualizzato.
• Messaggio
• Avviso
• Errore
In questo modo è possibile personalizzare la gravità assegnata a ciascun messaggio. Scegliere Ignora
se non si desidera alcun avvertimento per una tipologia di messaggio. Il pulsante Predefinito riporta
allo stato originale tutti i messaggi.
Morsetti
Nella scheda inserire le informazioni relative ai morsetti.
Morsetto standard: permette di configurare il codice del simbolo utilizzabile come elemento morsetto
e riconosciuto quindi come tale dalle procedure di generazione della morsettiera o lista cavi.
possono essere individuati altri quattro simboli da utilizzarsi in alternativa.
1°... 4° Morsetto utente:
Saranno quindi disponibili in Inserimento morsetti e in archivio Morsetti con il nome Utente 1...4.
Nota. Il pulsante accanto ad ogni casella visualizza l'anteprima del blocco selezionato.
Connettori modulari
La casella di spunta consente di attivare la gestione dei connettori modulari (vedi “Connettori
modulari” a pagina 318). Per attivare la gestione dei connettori modulari applicare la spunta alla
casella e impostare il carattere separatore da utilizzare nella sigla dei connettori.
Traduzioni
Nella scheda Traduzioni si possono impostare alcune preferenze per la traduzione multilayer.
754 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione topografico
Lingua principale: selezionare dalla lista la lingua corrente per il progetto. La lingua Predefinita
corrisponde alla lingua principale del dizionario, cioè alla lingua del pacchetto software Electro
Graphics installato e può essere: Italiano, Inglese o Brasiliano.
Selezionando una lingua diversa, si definisce anche il prefisso; questo parametro è riferimento per il
programma per l’uso di impostazioni che variano a seconda della lingua corrente. Per esempio il
suffisso dei blocchi dipendenti dalla lingua. Vale anche per la tracciatura delle tabelle in un disegno
multifoglio o planimetrico, quali ad esempio tabelle materiali, elenchi fogli, elenchi revisioni,
elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc.
Layer: è possibile modificare il nome del layer associato ad ogni lingua gestita; in tali layer sono
inseriti i testi della traduzione multilayer nei disegni.
Lingua: nome della lingua. Non modificabile.
Descrizione riportata: la descrizione della lingua utilizzata per identificare le lingue nelle diverse
funzioni nel software (es. Cambia lingua, Stampe pdf multilingua,...).
Ordinamento: l'elenco delle lingue è ordinabile tramite i pulsanti Sposta in alto / Sposta in basso.
Aggiungi lingua: aggiunge una lingua all'elenco lingue di progetto. Selezionare la lingua dall'elenco
lingue attive. Per attivare ulteriori lingue premere il pulsante Lingue aggiuntive ed applicare la
spunta alle lingue desiderate nella finestra che si apre.
Dizionario preferenziale
Dizionario preferenziale e Profilo di traduzione preferenziale, sono impostabili al fine di presettare
determinati valori in fase di traduzione schema.
Il dizionario preferenziale viene impostato nel richiamo dizionario dalla editazione attributi.
Il profilo di traduzione viene impostato all'avvio della funzione di traduzione dello schema (comando
TRAD).
La scelta del dizionario preferenziale, imposta la descrizione delle lingue che compariranno
nell’elenco di selezione del comando di cambio lingua corrente (comando CLINGUA).
Profili di lavoro
Vedi “Organizzazione dei profili di lavoro” a pagina 744.
Quote
Nella scheda Quote vanno impostate le preferenze riguardanti le quote da utilizzare nella quotatura
della planimetria.
Tipo di linea
Fattore di scala globale (LTSCALE): impostare il Fattore di scala globale per modificare la scala del tipo
di linea globalmente sia per i nuovi oggetti che per quelli esistenti.
Parametri e preferenze 755
Parametri di configurazione topografico
Frecce
Punte delle frecce: consente di indicare un tipo di blocco marcatore delle linee di quota a scelta tra
freccia, punto, lineetta, lineetta architettonica. Altri blocchi utilizzabili possono essere definiti
dall'utente, i quali devono essere creati come blocchi ad Ambiente grafico e memorizzati nella
sottodirectory LIB0 del programma.
Nota. Per disattivare un nome di blocco definito (barra, punto, etc.), attribuire alla variabile il valore
di un punto singolo '.').
Altezza del testo
Quota: imposta l'altezza (in centimetri) con cui saranno definiti e quindi plottati i testi di quota.
Quota complessiva: imposta l'altezza (in centimetri) con cui saranno definiti e quindi plottati i testi
di quota complessiva.
Linee di estensione
Estendi sopra le linee di quota: configura l'estensione della linea di estensione (in centimetri) oltre la
linea di quota.
Offset dall'origine: imposta l'offset (in centimetri) della linea di estensione dal punto di individuazione
della quota.
Estendi oltre la linea di quota: imposta l'estensione in centimetri della linea di quota oltre la linea di
estensione.
Incremento della linea di quota: imposta l'incremento (in centimetri) tra le linee di quota e quindi la
distanza tra le quote continue e la quota complessiva.
Stili di testo
Nelle caselle della scheda Stili di testo vengono configurate le caratteristiche degli stili di testo
adottati successivamente e richiamabili durante la fase di editazione del disegno.
In particolare ALT0 è vincolato ad avere altezza di default 0 ed è lo stile di testo più frequentemente
usato. Si possono definire gli stili ALT2, ALT3 e ALT4 richiamabili da menu nell'editore di disegni.
Se per uno stile di testo si specifica un'altezza, il CAD non visualizza il messaggio di richiesta
Altezza durante la creazione di un testo su riga singola. Quando l'altezza è impostata su 0, viene
chiesto di indicare l'altezza ogni volta che si crea un testo su riga singola.
Dotazione minima di livello: impostare lo specifico livello di prestazione (Livello 1, Livello 2, Livello
3) richiesto per il progetto corrente.
N° unità immobiliari presenti nel progetto: è possibile che il progetto corrente presenti più di una unità
immobiliare. In tal caso occorre specificarne il numero affinché il programma conteggi in modo
adeguato le dotazioni richieste per unità immobiliare.
Superficie calpestabile per singola unità: secondo la norma la superficie considerata, espressa in metri
cubi, è quella calpestabile escludendo quelle esterne quali terrazzi, portici, ecc. e le eventuali
pertinenze.
Nota. Se nel progetto corrente sono presenti più unità immobiliari il programma di verifica le
considera di uguale superficie.
756 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico
Impianti
Nella finestra Impianti è possibile definire alcune impostazioni relative agli impianti elettrici.
Offset
Al fine di semplificare la rappresentazione dell’impianto elettrico di un edificio a più piani
disegnando sulla medesima planimetria in 3D è possibile definire i livelli altimetrici dei piani di
lavoro che sostanzialmente sono i piani dell’edificio.
Il piano di lavoro può essere scelto per:
• Disegno dei condotti
• Posizionamento simboli
• Posizionamento composizioni
Nell'elenco Offset definire i piani di lavoro indicando, per ogniuno, l'elevazione rispetto al piano
zero. Sono ammessi valori negativi per definire piani interrati. È sempre presente l'offset Base altezza
zero. L'elenco è automaticamente ordinato sul valore di altezza.
Elevazioni predefinite
È possibile definire cinque diverse elevazioni di posa tipiche. Al momento del posizionamento dei
simboli di impiantistica e il disegno dei condotti portacavi, tali valori predefiniti agevolano la scelta
della corretta altezza di installazione e si otterrà velocemente il disegno dell’impianto in 3D.
Le elevazioni predefinite sono state predisposte per le altezze di posa tipicamente utilizzate
nell’edilizia civile e sono modificabili a necessita:
• Pavimento (0 m);
• Bassa (prese – 0.3m);
• Media (interruttori – 1.2m);
• Alta (quadri – 2m);
• Soffitto (2.7m).
Fattore di scala.
Layer di inserimento.
postazione preferenze diverse dalle altre postazioni lavorando comunque con gli stessi archivi e
librerie simboli.
Attenzione. Di seguito sono descritte le preferenze di tutte le funzioni dell'ambiente grafico dei
prodotti Electro Graphics. Pertanto nei prodotti che non comprendono alcune funzioni le relative
preferenze sono ininfluenti.
Generali
Nella scheda Generali inserire le informazioni relative alle impostazioni generali di tutti i disegni.
Impostazioni
All’apertura di ogni disegno iDEA effettua le seguenti impostazioni, se attive.
Impostazione del sistema di misura : vengono impostate: unità di misura in decimali; 4 cifre di
precisione per le unità; formato degli angoli in gradi; 2 cifre per la precisione degli angoli; la
misurazione antioraria per la direzione degli angoli.
Impostazione dei limiti del disegno: se questa casella è selezionata, il programma imposta
automaticamente i limiti del disegno ad ogni apertura.
Impostazione dello snap: se questa casella è selezionata, il programma imposta automaticamente gli
snap ad ogni apertura.
Impostazione della griglia: se questa casella è selezionata, il programma attiva automaticamente la
griglia ad ogni apertura.
Nota sull’uso dei prototipi. Se le precedenti opzioni non sono selezionate iDEA considera le
impostazioni del file di prototipo, se disponibile. Per utilizzare un file di prototipo, creare un disegno
con tutte le impostazioni che si intente precaricare all’avvio di ogni nuovo disegno e salvare il file
dwg nominandolo [Link] nella cartella dove è localizzato l’eseguibile di iDEA, ad esempio nella
cartella C:\Programmi\Electro Graphics\Serie 2024\iDEA.
Tale file funge da prototipo.
Taglio automatico in linea: se questa casella è selezionata, quando si usano i comandi CAD Copia,
Sposta, Taglia, Copia, Incolla e i grip, per copiare o spostare simboli di iDEA, il programma esegue
il taglio e il ripristino dei fili.
Mantieni impostazioni Osnap durante i comandi: se questa casella è selezionata, gli Osnap impostati
non vengono resettati all’esecuzione dei comandi di iDEA.
Utilizza vecchie convenzioni per stile SIMPLEX: dalla versione 2012 il font [Link] consente
di tracciare i caratteri in apice 1 2 3 senza ricorrere ai vecchi codici %%190,.... Questo consente di
passare a caratteri True Type senza imperfezioni. Per mantenere la piena compatibilità con le versioni
precedenti è ancora possibile utilizzare le vecchie convenzioni.
Interfaccia
Visualizza toolbar Electro Graphics all’avvio: se questa casella è selezionata, la barra degli strumenti
Electro Graphics viene aperts all’avvio del programma.
Mostra finestra di dialogo Avvio: se questa casella è selezionata, all’avvio di iDEA viene visualizzata
la finestra di dialogo Avvio rapido, nella quale è possibile selezionare uno degli ultimi lavori.
File recenti salvati: è possibile impostare il numero massimo di file recenti elencati nella finestra di
dialogo Creazione o apertura di un disegno in iDEA e nella lista dei file recenti riportati nella finestra
di avvio di altri software Electro Graphics (linea Ampère e Sigma).
Restrizioni d’accesso
Accesso condizionato: se questa casella è selezionata è attivo il controllo dell’utente all’accesso di
parti sensibili del programma.
Salvataggio password: se questa casella è selezionata la password viene salvata.
Cambia password: selezionare questo bottone per cambiare la password dell’utente al momento
utilizzato. Nella finestra di dialogo che viene visualizzata digitare in entrambe le due caselle attive,
la nuova password e premere OK.
Aggiornamento automatico
Layout quadro: se questa casella è selezionata è attivo il legame tra simboli dello schema e relativa
sagoma nel layout, eventualmente tracciato nello stesso disegno. Ad ogni modifica delle
758 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico
informazioni contenute negli attributi del simbolo vengono automaticamente aggiornate anche nella
sagoma nel layout.
Cross reference : se questa casella è selezionata è attivo l’aggiornamento automatico delle
informazioni di cross reference. Ad ogni modifica che riguarda gli elementi collegati in formazione,
le relative informazioni di posizione e stato vengono automaticamente aggiornate nelle tabelline di
cross reference e nei simboli. L’aggiornamento comprende anche i rinvii filo.
Filo (attr. S1) nei rinvii: se questa casella è selezionata con l'aggiornamento automatico dei cross
reference, viene aggiornato anche l'attributo Sigla filo (etichetta S1) nei blocchi di rinvio filo.
Elim. simboli associati: se questa casella è selezionata e si cancella un simbolo nello schema elettrico,
viene rimossa anche la relativa sagoma eventualmente presente nel layout del quadro.
Siglatura dei simboli: se questa casella è selezionata è attivo il processo che analizza tutte le operazioni
eseguite dall’utente nel disegno e modifica di conseguenza la sigla dei simboli al fine di mantenerla
sempre aggiornata correttamente seguendo gli stessi criteri imposti nel comando principale di
siglatura dei simboli (comando SIGLA).
Numerazione dei fili: attiva la numerazione automatica dei fili nel foglio corrente di lavoro a seguito
delle modifica apportate allo schema elettrico. Vedi “Aggiornamento automatico della numerazione
dei fili” a pagina 369.
Stampa
Ricerca automatica file .ctb: se questa casella è selezionata, le tabelle stile di stampa (impostazioni stili
di penna applicate al momento della stampa del disegno) vengono ricercate anche nella cartella del
disegno. Le tabelle trovate sono rese disponibili, assieme alle predefinite, nella apposita casella in
Imposta pagina.
Avanzate
Salva i file di progetto con il salvataggio disegno: iDEA gestisce il salvataggio dei file di cablaggio in
modo sincronizzato al disegno: vedi “Salvataggio sincronizzato dei file di cablaggio” a pagina 413.
Questa nuova modalità è attiva in modo predefinito ma può essere disabilitata tramite questa
opzione.
File di impostazioni locale ([Link]): se questa casella è selezionata, le impostazioni del programma
vengono lette in locale anche se si stanno condividendo gli archivi e le librerie con altre postazioni
della rete. Queste impostazioni riguardano principalmente le preferenze ambiente grafico, le
impostazioni di siglatura simboli, analisi fili, stampa.
Utilizza finestra attributi Electro Graphics: se questa casella è selezionata, avviando il comando di
editazione attributi DDATTE, si apre la finestra di editazione attributi di iDEA con i collegamenti
agli archivi anziché quella stile AutoCAD.
Attiva protezione intranet
Disattiva anteprima simboli
Sezione predefinita: impostare la sezione predefinita (in mm2) nel disegno di linee elettriche.
Lista delle caratteristiche per fili e canaline per il cablaggio automatico dei quadri: è possibile definire
una lista di caratteristiche da associare ad un filo per determinare se si tratta di un filo di potenza,
oppure di segnale, o altre tipologie. Questa informazione può essere associata al filo con il comando
Cambia dati filo (vedi “Cambia dati filo” a pagina 183). Una caratteristica può essere associata anche
alle canaline del layout quadro; nell’elaborazione del cablaggio automatico dei quadri i fili vengono
instradati nelle canaline con caratteristica corrispondente.
Disegno dei fili
Selezione automatica dei fili: se questa casella è selezionata, è attiva l’utilità che estende la selezione
dalla singola linea selezionata a tutto il filo a cui essa appartiene nel foglio corrente. Questa funzione
è utile quando si intende modificare le caratteristiche di un filo ed elimina la necessità di dover
selezionare manualmente tutti i singoli tratti: vedi “Modifica assistita delle linee elettriche” a
pagina 162
Modifica delle connessioni: se questa casella è selezionata, è attiva l’utilità di reazione automatica alla
stiratura da parte dell’utente di uno dei capi di una linea che compone un filo di schema. Per sfruttare
questa modalità occorre selezionare l'intero filo, pertanto è bene sia selezionata l’opzione
Parametri e preferenze 759
Preferenze ambiente grafico
precedente; quindi, basta selezionare il grip finale del filo e muoverlo nella posizione desiderata: vedi
“Modifica assistita delle linee elettriche” a pagina 162.
Abilita la navigazione con doppio clic: se questa casella è selezionata, è possibile spostarsi velocemente
tra i punti di rinvio di un filo facendo doppio clic sul simbolo di rinvio nello schema elettrico: la
visualizzazione viene trasferita all’area di schema del rinvio complementare.
Inserimento automatico dei nodi: se questa casella è selezionata, a seguito della tracciatura di qualsiasi
filo o linea elettrica o di una modifica automatica delle connessioni, il programma aggiorna
automaticamente il disegno dei nodi di connessione dei fili del foglio corrente.
Non cancellare automaticamente i nodi inseriti dall’utente tramite il comando CNT: se questa casella è
selezionata, i nodi inseriti manualmente non vengono cancellati con la tracciatura automatica. Nel
caso contrario, tutti i nodi di connessione inseriti con i comandi CNT, NODI e NODIG, sono
cancellati e inseriti solo dove necessario.
Comando VINFILO con richiesta degli attributi del blocco vincolo: se attiva, il comando di inserimento
vincoli (comando VINFILO, “Inserimento vincoli filo” a pagina 177) richiede i dati di vincolo
tramite la finestra di editazione attributi, come da versione 2015 e precedenti.
Mantieni posizione filo compatibile con le versioni precedenti
consente di specificare il nome del tipo di linea utilizzato per
Tipo di linea per il disegno dei fasci fili:
il disegno dei fasci fili (vedi “Fascio fili” a pagina 172). Lasciando la casella di testo vuota, il fascio
fili assume il tipo linea corrente del CAD. Il carattere riservato * impone l’utilizzo del tipo linea
predefinito per il fascio fili (tipo linea EG_BUS).
Blocco di connessione ai fasci fili: consente di selezionare la famiglia personalizzata di blocchi per i
punti di connessione ai fasci di fili.
Colore del blocco di connessione ai fasci fili: permette di selezionare il colore da applicare al blocco
di connessione ai fasci di fili. Il colore sarà visibile solo per le entità del blocco che hanno colore Da
blocco.
Seleziona un profilo
Salva un profilo
Elimina un profilo
Modifica il profilo
corrente
760 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico
Colore per sezione non definita: la casella di spunta attiva la possibilità di assegnare ai fili la sezione
speciale [NON DEFINITA]. I fili a cui è associata questa sezione speciale vengono elaborati
dall’analisi fili mantenendo vuota la sigla. È possibile scegliere un colore e decidere se i fili vengono
numerati o meno. I fili con sezione [NON DEFINITA] sono usati nella creazione di macroblocchi
parametrici di FastBuilder: vedi “Macroblocchi parametrici” a pagina 229.
Mostra ad ogni inserimento l'elenco degli elementi di comando: se questa casella è selezionata, ad ogni
inserimento di un simbolo comandato (ad esempio i contatti) viene visualizzato un riquadro di
dialogo con l'elenco delle sigle dei componenti di comando (ad esempio le bobine).
Concatena le descrizioni degli operandi plc: se questa casella è selezionata, nella tabellina di cross
reference a contatti inserite presso le unità plc sono riportate, concatenate, le informazioni inserite
in entrambi i campi Commento degli operandi, anziché solo uno.
Mantieni layer di appartenenza durante gli aggiornamenti: se questa casella è selezionata, le tabelline di
cross reference spostate di layer, o anche di foglio, mantengono il proprio layer anche dopo un
aggiornamento.
Verifica la conformità delle formazioni mediante il nome del blocco riferito: se questa casella è
selezionata, la funzione Controllo apparecchiature (comando CONT) verifica la conformità delle
formazioni inserite nello schema mediante lo Stato e il nome del blocco dell’elemento riferito. Se
deselezionata la verifica avviene solo sullo Stato; pertanto si può inserire nel disegno un simbolo
differente da quello previsto nella formazione definita, purché abbia il medesimo Stato (caratteristica
selezionata nel setup simbolo in libreria).
Ordina la tabellina dei contatti secondo la piedinatura della formazione: se questa casella è selezionata,
nella tabellina di cross reference i contatti vengono riportati ordinati per pin/indirizzo
indifferentemente se occupati o meno.
Ordina la tabellina degli operandi PLC secondo la piedinatura della scheda : se questa casella è
selezionata, nella tabellina di cross reference gli operando PLC vengono riportati ordinati per
pin/indirizzo indifferentemente se occupati o meno.
Rappresentazione dei contatti chiusi disponibili: specifica il carattere per i contatti chiusi disponibili,
da indicare nella tracciatura del cross reference del tipo croce.
Rappresentazione dei contatti aperti disponibili: specifica il carattere per i contatti aperti disponibili, da
indicare nella tracciatura del cross reference del tipo croce.
Rappresentazione dei contatti di scambio disponibili: specifica il carattere per i contatti di scambio
disponibili, da indicare nella tracciatura del cross reference del tipo croce.
Scala di riferimento per le tabelline di cross reference: specifica la scala per la tracciatura delle tabelline.
Distanza dei contatti aperti/chiusi nelle tabelline: distanza tra il blocco di un contatto aperto o chiuso e
il precedente, nella tabellina tracciata dal cross reference del tipo contatti.
Parametri e preferenze 761
Preferenze ambiente grafico
Distanza dei contatti di scambio nelle tabelline: distanza tra il blocco di un contatto di scambio e il
precedente, nella tabellina tracciata dal cross reference del tipo contatti.
Distanza degli operandi nelle tabelline delle schede PLC: distanza tra il blocco di un operando e il
precedente, nella tabellina tracciata dal cross reference presso il blocco di una scheda PLC.
Nota. Se i parametri Distanza dei contatti vengono posti a zero, viene calcolata come distanza dei
contatti aperti, chiusi o di scambio nelle tabelline di cross reference il valore predefinito.
Elabora morsetti e pin unifilari (es.: U:V:W:PE): attivare la casella di spunta per elaborare, in fase di
analisi delle morsettiere, morsetti e pin dei simboli inseriti nello schema unifilare aventi la
formattazione propria dei collegamenti multipli (es.: U:V:W:PE) (vedi “Morsetti in schemi unifilari”
a pagina 309).
Escludi ponti tra morsetti aventi numeri filo diversi: se questa casella è selezionata non vengono
considerati i ponti tra numeri filo diversi; condizione che si verifica, ad esempio, alla presenza di
morsetti che sezionano il filo (con due pin).
Concatenata la seconda descrizione dei componenti in morsettiera: se questa casella è selezionata,
l’analisi delle morsettiere concatena entrambe i campi Descrizione (attributi FUNZIONE e
FUNZIONE2 dei simboli) dei componenti collegati a monte e a valle dei morsetti e i campi
Descrizione del simbolo morsetto stesso. La descrizione viene riportata nella morsettiera tracciata e
in tabella morsettiera. Di conseguenza è possibile attivare anche l’opzione Con doppio spazio, in
modo tale che sia possibile eseguire la traduzione del testo in modalità multilayer con separatore di
frase “doppio spazio” (vedi “Traduttore in ambiente grafico” a pagina 784). Quest’ultima opzione è
utile affinché il traduttore consideri le due descrizioni accodate come frasi distinte, anziché
considerare un’unica frase. Tale distinzione può essere basilare per la corretta traduzione dei testi in
lingua straniera.
Riporta ubicazione e funzione dei componenti connessi, se diversi da quelli di morsettiera: se attiva
l'identificazione completa dei componenti per funzione, ubicazione e sigla, in fase di analisi
m o r s e t t i e r a i c o m p o n e n t i c o n n e s s i a l m o r s e t t o v e n g o n o i d e n t i f i c a t i n e l l a fo r m a
=Funzione+Ubicazione-Sigla. L'identificativo dei componenti così registrato viene riportato nelle
rappresentazioni delle morsettiere e nelle tabelle morsettiera. L’opzione consente di omettere i dati
di Funzione e Ubicazione per limitare i testi introdotti nelle rappresentazioni.
Numero massimo di componenti connessi per lato di rilevazione: questa opzione consente di specificare
il numero massimo di sigle dei componenti da riportare per i lati di connessione quadro e campo delle
morsettiere. Se il numero di elementi connessi supera quello specificato non viene riportato nulla nel
lato di rilevazione. Se l’opzione non viene attivata l’analisi morsettiere riporterà tutti gli elementi
connessi fino a saturazione dello spazio disponibile per il dato.
Considera sempre la gerarchia delle ubicazioni per ordinare i componenti quadro/campo in morsettiera:
questa preferenza consente di alterare le regole di orientamento delle morsettiere (vedi
“Orientamento quadro/campo dei componenti connessi” a pagina 406). Se attivata, l’elaborazione
delle morsettiere non considera se il morsetto sia connesso o meno a elementi interni alla sua
ubicazione e ripartisce sempre gli elementi collegati a monte e a valle secondo le caratteristiche
definite per ogni ubicazione.
Considera la gerarchia delle ubicazione per determinare origine e destinazione dei cavi: i dati di origine
e destinazione dei cavi presenti in lista cavi vengono determinati in base all’ordine delle ubicazioni
dei componenti connessi ai cavi stessi (vedi “Orientamento quadro/campo dei componenti connessi”
a pagina 406).
Parametri e preferenze 763
Preferenze ambiente grafico
Comprimi un gruppo morsetto a più vie in un unico morsetto nella rappresentazione della morsettiera: se
attiva, i simboli morsetto appartenenti ad uno stesso gruppo di un morsetto passante a più vie
vengono compressi in un unico blocco morsetto nella rappresentazione della morsettiera.
Ignora i collegamenti (ponti) tra morsetti a più vie dello stesso gruppo: le linee di collegamento fra i
simboli componenti un gruppo morsetti a più vie vengono ignorate nell’analisi di ricerca dei ponti
in morsettiera aumentando il dettaglio nella precisione di rapprentazione dei ponti stessi.
Modalità di disegno
Modalità di disegno morsettiera: è possibile impostare la modalità predefinita usata quando si traccia
una morsettiera. Le opzioni sono:
- Singola
- Per segmenti
- Una per foglio
- Disegno automatico.
Le quattro modalità sono spiegate nel paragrafo riguardante la funzione Traccia morsettiera (vedi
“Modalità di disegno della morsettiera” a pagina 399).
Prefisso del blocco per tracciatura morsettiere: prefisso utilizzato nei nomi dei blocchi
(personalizzabili) per la rappresentazione delle morsettiere.
Prefisso del blocco per tracciatura connettori: prefisso utilizzato nei nomi dei blocchi
(personalizzabili) per la rappresentazione dei connettori.
Modalità di tracciatura ponti: dalla lista a discesa è possibile selezionare una delle seguenti modalità:
- Riporta i ponti
- Riporta i ponti (gestione morsetti sezionabili): come la precedente, ma riporta i ponti in lato campo
quando non rappresentabili in lato quadro per evitare la connessione impropria di potenziali diversi.
- Riporta solo i ponti rilevati in quadro
- Riporta solo i ponti rilevati in campo
- Riporta rispettando il lato di rilevazione
- Non riportare i ponti
Preferenze di disegno automatico
La modalità di disegno morsettiera Disegno automatico è stata introdotta al fine di realizzare una
modalità di disegno priva di interazione con l'utilizzatore, che sia fruibile poi per l'aggiornamento
automatico. Tale modalità attiva l'editazione dei dati base necessari al disegno.
Punto base X e Y: coordinate di inserimento.
Estensione: estensione massima della rappresentazione.
Scostamento: distanza nella quale viene proseguita la rappresentazione della morsettiera una volta
che l'estensione massima viene raggiunta. Tale parametri è per default zero e tale valore implica che
una volta raggiunta l'estensione massima della rappresentazione il disegno prosegue a nuova pagina.
Quando la rappresentazione non può più essere contenuta nei limiti della zona ausiliaria del foglio
prosegue a nuova pagina.
Orientamento: rappresentazione orizzontale o verticale.
Disegno per livelli : i morsetti vengono suddivisi in tante rappresentazioni, ripartite su fogli
consecutivi, quanti sono il numero massimo di piani dei morsetti multipli che compongono al
morsettiera. Per i piani successivi al primo, dove in una data posizione non fosse presente nessun
morsetto perché non presente il livello corrispondente, il blocco di riempimento ombreggiato
764 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico
MORS_FILLER marcherà la posizione mancante. La sigla della morsettiera nel cartiglio del foglio
viene contrassegnata coll’indice del livello rappresentato.
Preferenze di disegno
Mostra descrizione elementi in campo: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate, vengono riportate
le descrizioni delle apparecchiature collegate a valle dei morsetti.
Nascondi sigla lato campo: nasconde la sigla del componente lato campo durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi filo lato campo: nasconde il filo del componente lato campo durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi sigla lato quadro: nasconde la sigla del componente lato quadro durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi filo lato quadro: nasconde il filo del componente lato quadro durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi sigle ponti: se questa casella è selezionata, nel caso di morsetti in ponte, nella morsettiera
tracciata vengono riportate le sigle delle apparecchiature collegate solo nel primo morsetto.
Inverti il lato di tracciatura dei ponti: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate, vengono disegnati i
ponti al lato opposto.
Disegna i ponticelli: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate, vengono disegnati i ponticelli cioè i
ponti tra morsetti realizzati con ponticelli o jumpers anziché con spezzoni di filo. I ponticelli si
possono definire solo in Cablo. Se questa opzione non è selezionata i collegamenti eseguiti tramite
ponticelli saranno comunque rappresentati come normali ponti in morsettiera.
Inverti il lato di tracciatura dei ponticelli: se applicata la spunta, la morsettiera riporta i ponticelli
invertiti rispetto alle coordinate di inserimento.
Riporta le informazioni cavo: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate vengono rappresentati i cavi
eventualmente cablati. Le informazioni riportate sono: sigla del cavo, descrizione, lunghezza,
formazione, designazione, codice di archivio e colore dei fili.
Inserisci simboli lato campo: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate con l’indicazione del cavo
(opzione Cavo), viene rappresentato anche il simbolo dell’eventuale apparecchio connesso al cavo
lato campo.
Inserisci simboli lato quadro: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate con l’indicazione del cavo
(opzione Cavo), viene rappresentato anche il simbolo dell’eventuale apparecchio connesso al cavo
lato quadro.
Inserisci i livelli liberi dei morsetti multipli: nella tracciatura di morsettiere composte di morsetti
multipli (a più piani) questa opzione permette di disegnare o meno i pin dei piani non riportati nel
schema elettrico.
Mantieni contigui i morsetti dello stesso gruppo: selezionando questa opzione gli elementi di morsetti
multipli (a più piani) vengono riportati in tabella sempre uno in seguito all’altro; altrimenti possono
essere riportati secondo l’ordinamento scelto prima della tracciatura della tabella.
Individuazione dei conduttori isolati: identifica il tipo di individuazione dei conduttori isolati. In merito
a questa alla modalità di individuazione dei conduttori isolati vedi “Individuazione dei conduttori
isolati” a pagina 413.
Geometria della rappresentazione
Larghezza della morsettiera: larghezza totale della rappresentazione della morsettiera.
Passo di tracciatura ponti: permette infatti di variarne la distanza tra le linee che rappresentano due
ponti.
Attiva il posizionamento dei ponticelli con distanza dal centro: se applicata la spunta alla casella, il
disegno ponticelli in morsettiera inizia a una distanza pari al valore Distanza ponticelli dal centro
morsettiera, con passo pari al valore Passo di tracciatura ponticelli, con uno spazio riservato pari al
valore Spazio per il disegno dei ponticelli. Se non attivata, i ponticelli vengono disegnati nello spazio
riservato ai ponti a filo.
Distanza ponticelli dal centro morsettiera : distanza di inizio disegno dei ponticelli dal punto di
inserimento dei blocchi morsetto.
Passo di tracciatura ponticelli: distanza di disegno delle linee dei ponticelli fra due livelli consecutivi
di collegamenti fra morsetti.
Spazio per il disegno dei ponticelli: questa casella interviene nella tracciatura delle morsettiere con
ponticelli. Permette infatti di variare la distanza tra il centro della morsettiera tracciata e l'indicazione
dei ponticelli presenti.
Parametri e preferenze 765
Preferenze ambiente grafico
Distanza cavi dal centro della morsettiera: questa casella interviene nella tracciatura delle morsettiere
con indicazione di cavo. Permette di variarne la distanza di inizio disegno dei marcatori identificativi
dei cavi dal punto di inserimento dei blocchi morsetto.
Distanza simboli dal centro della morsettiera: distanza di inserimento dei simboli delle apparecchiature
connesse alla morsettiera dal punto di inserimento dei blocchi morsetto.
Gestione blocchi morsetto
Il pulsante Gestione blocchi morsetto apre la finestra Gestione blocchi dove devono essere registrati
tutti i blocchi utilizzati in fase di tracciatura delle morsettiere in iDEA. Vedi “Gestione blocchi
morsetto” a pagina 773.
Profili di tracciatura per tabelle morsettiera
È possibile gestire più profili di tracciatura delle tabelle morsettiera. In fase di tracciatura della
tabella è possibile scegliere quale profilo usare.
I profili predefiniti sono:
• Orizzontale con cavo a monte e a valle
• Orizzontale con cavo a valle
• Orizzontale con ponti
• Verticale con cavo a monte e a valle
• Verticale con cavo a valle
• Verticale con ponti
Blocchi
Blocco tabella: blocco che costituisce la squadratura del foglio e la tabella in cui sono inseriti i dati
dei cavi; tale blocco non deve contenere il cartiglio di base del foglio perchè esso viene aggiunto da
iDEA secondo quanto impostato nei parametri del disegno corrente.
Blocco cavo: blocco del corpo centrale di rappresentazione del cavo.
Blocco riga conduttore: blocco di rappresentazione dei conduttori del cavo; le etichette di attributo
presenti in questo blocco definiscono le informazioni visualizzate per ogni conduttore nella tabella.
766 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico
Dimensioni geometriche
Selezionando una delle seguenti righe viene
visualizzato un disegno rappresentativo della
geometria con indicati i vari parametri richiesti.
H Altezza blocco riga: altezza totale del blocco riga
conduttore.
X1 Limite sinistro: distanza dal bordo sinistro del
foglio.
X2 Limite sinistro dati: distanza dal bordo sinistro del
foglio
Y1 Limite superiore: distanza dal bordo superiore del
foglio.
Y3 Limite inferiore: distanza dal bordo inferiore del
foglio raggiunta la quale la rappresentazione del
cavo prosegue a nuova pagina.
D1 Larghezza dati quadro: larghezza destinata alla
visualizzazione dei dati dei conduttori lato quadro
(a sinistra).
W Lunghezza linea conduttori.
C Larghezza blocco cavo.
D2 Larghezza dati campo: larghezza destinata alla
visualizzazione dei dati dei conduttori lato campo (a
destra).
D3 Larghezza descrizione campo: larghezza destinata
alla visualizzazione alla descrizione dei dei
conduttori lato campo (a destra).
Xs Posizione inserimento simbolo.
Preferenze di compilazione
Aggiungi Descrizione 2 ai componenti in campo.
Rappresenta anche i conduttori disponibili.
Ordinamento per posizione foglio.
Individuazione dei conduttori isolati: identifica il tipo di individuazione dei conduttori isolati. In merito
alla modalità di individuazione dei conduttori isolati vedi “Individuazione dei conduttori isolati” a
pagina 413.
Crea gruppo entità: se tale casella è selezionata, tutte le entità rappresentanti il cartellino (immagine,
linee, testi) vengono riunite in un gruppo. In tal modo la selezione dell’intero oggetto è facilitata.
Attenzione. È possibile che ruotando più attributi i testi risultino sormontati per il motivo che la
rotazione è per singolo attributo.
Per conoscere le etichette degli attributi dei simboli per impianti vedi “Caratteristiche dei simboli di
iDEA” a pagina 189.
Non ruotare ma capovolgi gli attributi se necessario : controlla la rotazione degli attributi
all’inserimento automatico dei simboli impianti.
Riporta elevazione se assegnata: se questa casella è selezionata, quando un simbolo di impianti viene
inserito nel disegno ed ha una elevazione assegnata, l’altezza in metri viene scritta nell’attributo Note
del simbolo.
Prefisso: prefisso dell’elevazione scritta nelle note del simbolo.
Cartellini
Per rendere il disegno meno stipato è possibile etichettare le linee di distribuzione tramite semplici
cartellini con un indice di riferimento e riassumere tutti i dati delle utenze in una tabella tracciata a
parte. I due pulsanti permettono di impostare le loro caratteristiche: tipo di terminazione, dimensioni,
colore, layer, utilizzo di indici globali.
La destinazione d’uso serve per la fuzione automatica di infilaggio dei cavi nei condotti ottenibile
con la gestione reti (comando RETI). Per ulteriori informazioni vedi il capitolo “Reti” a pagina 523 .
770 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico
La finestra di dialogo evidenzia la lista delle etichette riportabili nel prospetto. Le etichette sono
disattivabili e riordinabili liberamente. Ciascuna etichetta può essere personalizzata in colore e
altezza.
Nota. Tutte le dimensioni assolute presenti in tale finestra vengono scalate sul disegno rispetto alla
scala dei simboli.
Le modifiche vengono salvate in automatico nel profilo corrente. È possibile salvare le impostazioni
in un nuovo profilo diverso semplicemente premendo il pulsante Salva profilo e assegnando un
nuovo nome al profilo. Tutti i profili tranne quello predefinito possono essere rimossi mediante
l’apposito pulsante Elimina profilo. Un pulsante di Reset permette di rigenerare le impostazioni
predefinite dell’etichetta.
Parametri e preferenze 771
Preferenze ambiente grafico
Nota. Tutte le dimensioni assolute presenti in tale finestra vengono scalate sul disegno rispetto alla
scala dei simboli.
Le modifiche vengono salvate in automatico nel profilo corrente. È possibile salvare le impostazioni
in un nuovo profilo semplicemente premendo il pulsante Salva profilo e assegnando un nuovo nome
al profilo. Tutti i profili tranne quello predefinito possono essere rimossi mediante l’apposito
pulsante Elimina profilo. Un pulsante di Reset permette di rigenerare le impostazioni predefinite
dell’etichetta.
Preventivazione
Nella scheda Preventivazione è possibile modificare le impostazioni e preferenze delle funzioni
relative alla codifica dei materiali e la generazione di distinta materiali e computo metrico.
Materiali
Decodifica delle note tecniche dal codice principale di magazzino: se questa casella è selezionata,
quando si associa un codice articolo ad un simbolo, nell’attributo Dati tecnici (NOTEC) vengono
inserite eventuali note tecniche del tipo 3x63A, 1x58W, etc. Per esempio, con un codice articolo
relativo ad una plafoniera, in cui nella descrizione esista un testo del tipo 1x58W, nell’attributo
NOTEC, dei simboli selezionati, verrà riportato 1x58W.
Compila blocchi descrittivi in aggiornamento da Tabula: se questa casella è selezionata, in fase di
aggiornamento del disegno da una distinta materiali modificata in Tabula (vedi “Aggiornamento da
Tabula” a pagina 698) vengo aggiornate anche le tabelline disegnate con la funzione descritta al
paragrafo “Inserimento di tabelle riportanti articoli materiali” a pagina 697.
Utilizza eventuali codici di ricodifica: quando si esegue l’estrazione della distinta materiali da un
disegno in cui i componenti sono stati codificati con codici articolo fuori produzione ricodificati è
possibile indicare al programma di considerare il codice di ricodifica. In pratica se il disegno è
codificato con un codici che in magazzino possiedono un codice di sostituzione, la sostituzione
avviene automaticamente.
Escludi dalla legenda simboli i componenti con codice disabilitato: se questa casella è selezionata, i
simboli con l’attributo Codice principale disabilitato con l’apposito carattere (vedi “Disabilita codice
articolo” a pagina 708), non vengono riportati nella legenda simboli (comando LEGENDA) e nella
legenda simboli multifoglio (comando MLEGENDA).
Codice di lavorazione: valore del codice di lavorazione per la distinta materiali alternativa.
Avanzate
Identifica blocchi sconosciuti in distinta materiali: selezionando questa casella, risulta possibile
identificare nella distinta materiali, i simboli privi di codice mediante la descrizione del blocco in
legenda simboli (comando LEGENDA).
Prediligi etichetta ALIAS in estrazione per Tabula: se questa casella è selezionata, in fase di estrazione
dei dati per la distinta materiali, anziché l’attributo SIGLA viene letto l’attributo ALIAS.
Crea distinta base anche in formato .dbf durante l’esportazione: se questa casella è selezionata,
l’estrazione della distinta materiali crea, nello stesso percorso del file .TAB, un ulteriore file con
estensione .DBF. Tale file ha medesima struttura della distinta ma testi di tipo ANSI anziché
UNICODE, quindi risulta apribile anche con Excel o con altri software.
Estrai per gruppi di fogli codificati: nell'esportazione della distinta materiali in Tabula (comando
EXTDIS), per i gruppi di fogli codificati, è data la possibilità di estrarre tutti i codici dei simboli
(modalità classica) o solo il codice del gruppo di fogli (vedi “Codifica di lavorazioni in Libreria
fogli” a pagina 145).
Assegna l'ubicazione generica “Cavetteria” a cavi e relativi accessori: in estrazione dei dati per la
distinta materiali è possibile scegliere di catalogare cavi e relativi accessori, nell'ubicazione generica
“Cavetteria”, anziché nell'ubicazione di origine assegnata ai cavi (opzione predefinita).
Disabilita il codice della distinta base nella distinta estimativa: interviene nella stampa e nella
visualizzazione della distinta estimativa; se disattivata riporta, sia nella voce assieme che negli
articoli che la compongono, i rispettivi codici che li identificano. Se viene attivata evita di scrivere
il codice assieme riportandone solamente i codici degli articoli che la compongono.
Parametri e preferenze 773
Gestione blocchi morsetto
Carattere di disabilitazione del codice principale: specifica il carattere da utilizzare nell'esclusione dei
simboli dall'estrazione della distinta materiali ed il computo metrico Sigma e dalla tracciatura delle
legende simboli.
Estrazione quantità portacavi: imposta la modalità di calcolo della quantità dei portacavi nel disegno.
Per informazioni vedi “Estrazione dati dei portacavi per la distinta materiali” a pagina 694. Le
opzioni disponibili sono:
• In base alla somma della lunghezza dei segmenti di condotto
• Per singolo segmento di condotto
Gestione attributi personalizzati: lista degli attributi personalizzati; è possibile attivare la creazione
dell’attributo con l’etichetta specificata. Per ulteriori informazioni sulla personalizzazione delle
tabelle vedi “Attributi personalizzati nei simboli” a pagina 76.
Traduzione stampe
La finestra Traduzioni che consente di editare le i testi usati per Titoli e Descrizioni nelle stampe dei
documenti e nelle tabelle; in questo modo è possibile ottenere stampe con diciture in lingue diverse
dall'italiano o con titoli personalizzati. In particolare nella scheda Titoli stampe sono presenti i titoli
dei documenti, mentre nella scheda Descrizioni stampe si possono impostare le diciture relative ai
vari campi stampati.
Nota. Nel caso un testo non presenti la traduzione nella lingua selezionata per una stampa, di norma
viene riportato il testo predefinito. Affinché venga invece stampato un testo vuoto, piuttosto che non
tradotto, è necessario premere il pulsante Testo vuoto, il quale inserisce nella casella del testo la
dicitura “<NULL>”.
I morsetti già inseriti in Gestione blocchi morsetto, possono essere modificati, duplicati o eliminati
con i comandi della barra degli strumenti della finestra. Per ogni blocco viene proposta l’anteprima
in cui compare la parte grafica e gli attributi; le informazioni di ogni blocco sono editabili in una
finestra di dialogo di definizione del morsetto.
Oltre a quelli già presenti è possibile aggiungere la definizione di nuovi morsetti personalizzati: oltre
a creare il blocco dwg, esso deve essere definito con il comando Nuovo.
Nota. Per creare un blocco di morsetto personalizzato conviene esplodere e modificare uno dei
blocchi morsetto predefiniti, ad esempio [Link] salvato nella cartella
COMMON/LIBRARY/LIB visibile di seguito (il blocco originale ha orientamento verticale; qui è
visualizzato orizzontale solo per motivi grafici).
774 Parametri e preferenze
Gestione blocchi morsetto
Nome blocco morsetto: selezionare, tramite il pulsante ‘...’ il file .dwg del blocco corrispondente. A
destra della casella sono presenti due pulsanti: il primo apre la finestra Composizione automatica
nome blocco morsetto, (vedi “Nomi dei blocchi morsetto” a pagina 775); il secondo visualizza
l’anteprima del blocco scelto.
Nota. Il pulsante Anteprima non è visibile se il blocco scelto nella casella Nome blocco morsetto,
non è presente nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB.
Il blocco è privo della linea perimetrale: applicare la spunta alla casella per indicare che il blocco
morsetto non ha la linea di perimetro, la quale verrà disegnata dalla procedura di disegno della
morsettiera . I blocchi corrispondenti ad un singolo morsetto passante a più vie (vedi “Morsetti
passanti a più vie” a pagina 304) saranno riquadrati all’interno della stessa linea di perimetro.
Il blocco è privo delle linee indicanti i fili uscenti dal morsetto: applicare la spunta alla casella per
indicare che il blocco morsetto non ha le caratteristiche linee indicanti i fili collegati al morsetto. Esse
saranno disegnate dalla procedura di disegno della morsettiera solo dove necessario, cioè solo
quando esiste un’effettiva connessione al capo del morsetto.
Parametri e preferenze 775
Gestione blocchi morsetto
I dati di definizione dei blocchi dei morsetti vengono salvati nel file di definizione [Link], che si
trova nella cartella COMMON dei programmi Electro Graphics.
dove:
PREFISSO = per default è MORS e rappresenta la tracciatura di layout normale. È possibile
selezionare TMORS o TPMORS per tracciature di tipo tabellare o aggiungere una sigla
personalizzata con significato desiderato. In fase di tracciatura viene utilizzato il blocco con prefisso
pari a quello indicato nella scheda Morsettiera in Preferenze ambiente grafico.
Pn = piano se si tratta di un morsetto multiplo: P1, P2, P3,... P8 (max 8 piani);
C = sigla della categoria. È possibile definire categorie personalizzate (max 4 caratteri);
S = sezione del morsetto: 1, 1-5 (equivale a 1,5), 2, 2-5,....
Le informazioni Pn e S possono essere omesse. Se Pn non è indicata, non verrà evidenziato il fatto
che il morsetto è di tipo multiplo.
La finestra Composizione automatica nome blocco morsetto, accessibile dalla finestra di definizione
del morsetto, facilita la composizione del nome del blocco del morsetto secondo le regole sopra
riportate.
Prefisso del blocco: scegliere il prefisso; è possibile anche digitare un prefisso personalizzato.
Piano/n° pin: per i morsetti di tipologia Multiplo è richiesto di indicare il piano del morsetto nel caso
di morsetti multipli. Lasciare a 0 per i morsetti normali.
Categoria del morsetto: selezionare una fra le categorie di morsetto predefinite (Normale, Fusibile,
Diodo, Cortocircuitabile) oppure selezionare la categoria Utente: si attiva la casella inferiore in cui
digitare una sigla personalizzata con massimo 4 caratteri.
Sezione: selezionare la sezione del morsetto tra quelle normalizzate.
In alto si può leggere il nome del blocco ottenuto dalle impostazioni; a lato del nome un pulsante
visualizza l’anteprima del blocco scelto.
776 Parametri e preferenze
Gestione blocchi morsetto
Nota. Se il nome si presenta in colore rosso e non è visibile il pulsante Anteprima, significa che il
blocco con tale nome non è presente nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB. Quindi deve essere
creato.
Ad esempio, se il programma non trova un blocco che identifica il primo piano di un morsetto
multiplo con diodo da 4 mm2 ([Link]), viene cercato iterativamente il blocco che riporti le
altre caratteristiche richieste (quindi [Link] o [Link] ed infine [Link]).
Il nome del blocco della testata risulta pari alla concatenazione di “H_” con il PREFISSO del blocco
morsetto utilizzato (ad esempio H_MORS).
Nota. Se nel blocco cavo D_CAVO.DWG l'attributo FNZ_CAV non è presente i dati Sigla e
Funzione del cavo vengono riportati concatenati nella forma Funzione-Sigla all’interno
dell’attributo SIG_CAV.
Ciascuna tabella è costituita da tre blocchi: un blocco testata, contenente i titoli di ciascuna colonna,
un blocco campi, contenente i valori dei valori della tabella ed un blocco note, aggiunto in coda
all'ultimo blocco campi e contenente informazioni varie, note o riporti.
778 Parametri e preferenze
Personalizzazione delle tabelle multifoglio
In ciascun foglio è possibile incolonnare una tabella creando un numero arbitrario di colonne
principali equispaziate.
Di seguito si riportano i parametri delle tabelle ed il loro significato.
Altezza blocco testata: indica l'altezza del blocco che contiene i titoli della tabella ed è posizionato sul
lato superiore di ciascuna colonna.
Altezza blocco campi: rappresenta l'altezza del blocco che contiene i valori della tabella da riportare
e che viene ripetuto in sequenza a raggiungere il termine della colonna.
Larghezza colonna: indica la larghezza di ciascuna colonna principale e generalmente coincide con
la larghezza del blocco testata e del blocco campi.
Righe per colonna: ogni colonna è formata da un blocco testata ed una serie di blocchi campi, il cui
numero è indicato da questo parametro.
Numero di colonne: rappresenta il numero di colonne principali contenute in ciascun foglio di
disegno.
Distanza tra colonne: nel caso di stampe a più colonne, tale parametro indica lo scostamento tra una
colonna principale e l'altra.
Punto di inserimento: rappresenta il punto in coordinate cartesiane dell'angolo superiore sinistro, in
cui viene inserito il primo blocco della tabella all'interno del foglio.
Predefinito: il pulsante Predefinito permette di ripristinare tutte le informazioni della tabella corrente.
Affinché l'operazione abbia successo si consiglia di non apportare modifiche ai blocchi originali
della tabella, ma di effettuare eventuali modifiche su copie degli stessi.
Avanzate: il pulsante Avanzate permette di personalizzare il formato dei campi numerici. È possibile
impostare il carattere per la separazione dei decimali, per la separazione delle migliaia e l'eventuale
riempimento con zeri nella parte decimale.
È prevista la possibilità di creare ed editare dei profili di tracciatura selezionabili nella casella Profilo.
I profili sono comuni a tutte le installazioni che usano lo stesso percorso di rete per la cartella di
archivi e librerie. Quando si duplica un profilo viene generato un set nuovo di blocchi per ciascuna
tipologia di tabella; è poi possibile personalizzare tali blocchi aprendo i relativi file DWG localizzati
in <percorso di rete>/COMMON/LIBRARY/LIB.
Le impostazioni delle tabelle sono salvate nel file di configurazione [Link] che risiede nella
cartella <percorso di rete>\COMMON oppure nel percorso originale di installazione della cartella
COMMON secondo l’attivazione della preferenza File di impostazioni locale (vedi “Generali” a
pagina 757).
Nota. Per essere modificati, i blocchi dovranno essere inseriti in un disegno, esplosi, modificati e
salvati con il comando MBLOCCO nella cartella <percorso di rete>\COMMON\LIBRARY\LIB0.
Vedi “Blocchi e attributi” a pagina 63.
Dove PPP rappresenta il prefisso originale del blocco e identifica il tipo di tabella (es. 003 nel caso
di Lista materiali di Tabula), xx è un numero progressivo con cui l'utente può diversificare i vari
blocchi relativi alla stessa tipologia di tabella.
Ciascun blocco deve contenere degli attributi che verranno compilati con i valori ricavati dalla
relativa tabella.
Per convenzione, un blocco titoli deve contenere degli attributi aventi come etichetta il nome del
campo del database di origine ed il prefisso “T_”, (ad es. T_CODICE2), un blocco campi deve invece
Parametri e preferenze 779
Personalizzazione delle tabelle multifoglio
avere attributi aventi come etichetta il nome del campo del database di origine ed il prefisso “R_”
(ad es. R_CODICE2).
Attributi disponibili per le tabelle materiali
La procedura di disegno della tabella andrà a gestire gli attributi presenti nel blocco campi che la
compongono. Pertanto, oltre alle informazioni compilate di default, si possono riportarne altre. Le
etichette di attributo che, se presenti, verranno utilizzate sono riportate di seguito.
Le seguenti etichette possono essere utilizzate solo se si dispone del prodotto Tabula.
DWG_NOM: Disegno
NOM_BLK: Blocco
COD_COS: Codice costruttore
POS_MAG: Posizione magazzino
QTA_CAR: Quantità carico
QTA_SCA: Quantità scarico
COD_CAT: Codice categoria
PREZZO: Prezzo
DAT_PRE: Data prezzo
COD_FOR: Codice fornitore
QTA_CRT: Q.tà cartone
QTA_ORD: Ordine minimo
QTA_MIN: Q.tà minima
MAR_RIF: Marchio
NOR_RIF: Norme
STA_PRO: Stato prodotto
FORN: Fornitore
QTA_UNI: Quantità elemento di distinta
IMP_RIF: Importo
IMP_ALT: Importo disegno
QTA_NEG: Q.tà negativa
Casi particolari
Nel caso della tabella Lista parti, la presenza di un attributo avente come etichetta “D_NOM_BLK”
permette di inserire la sagoma del blocco relativo, prelevata dal disegno o dalle librerie di simboli
dei prodotti Electro Graphics.
La presenza dell'etichetta R_NOM_BLK, come da convenzione, inserisce solamente il nome del
blocco.
Nota. Per una descrizione particolareggiata dei campi e del loro significato è possibile utilizzare
come strumento l'esporta database in formato ASCII, in cui è possibile trovare la relazione tra il nome
780 Parametri e preferenze
Personalizzazione della tabella morsettiera
dei campi e la funzione da essi svolta. Vedi “Esporta database” al capitolo “Gestione archivi” della
guida di riferimento “Commesse e archivi”.
Condivisione delle impostazioni
Chi lavora condividendo gli archivi e la libreria simboli con altre postazioni CAD, può scegliere se
continuare a condividere anche le impostazioni delle tabelle (situazione predefinita), oppure no.
Secondo la preferenza File di impostazioni locale presente nella scheda Disegno di Preferenze
ambiente grafico (vedi “Generali” a pagina 757), le impostazioni delle tabelle sono salvate nel file
di configurazione [Link] che risiede nella cartella <percorso di rete>\COMMON oppure nel
percorso originale di installazione della cartella COMMON (locale).
Nota. Per creare i blocchi di tabella e riga personalizzati si consiglia di esplodere e modificare uno
dei blocchi tabella e riga predefiniti (ad esempio Tm_tab1.dwg e Tm_blk1.dwg).
Questi blocchi, come quelli standard, dovranno essere salvati nella cartella <percorso di
rete>/COMMON/LIBRARY/LIB0 o LIB.
Nel blocco morsetto sono gestiti due ulteriori tipi di attributi: PONx (PON1, PON2, … PONm) e
JUMy (JUM1, JUM2, … JUMn); essi servono a rappresentare nella tabella eventuali connessioni in
ponte fra i morsetti (attributi PONx) ed eventuali ponti eseguiti tramite ponticelli (attributi JUMy).
La rappresentazione dei ponti è simile a quella prodotta dalla Tracciatura morsettiere. L’indice che
segue i prefissi PON e JUM sta ad indicare il livello di rappresentazione di ponti e ponticelli.
Eventuali livelli di ponte che eccedano quelli previsti dagli attributi non saranno rappresentati.
782 Parametri e preferenze
Personalizzazione della tabella morsettiera
In questo capitolo viene esposta la funzione di traduzione e le funzioni di collegamento fra il disegno
ed il dizionario.
Nei paragrafi seguenti viene data la descrizione delle fasi e degli strumenti per la traduzione.
La tabella Lingue di progetto elenca le lingue attive per il progetto corrente ed è possibile apportare
le modifiche necessarie.
Lingua principale: selezionare dalla lista la lingua corrente per il progetto. La lingua Predefinita
corrisponde alla lingua principale del dizionario, cioè alla lingua del pacchetto software Electro
Graphics installato e può essere: Italiano, Inglese o Brasiliano.
Selezionando una lingua diversa, si definisce anche il prefisso; questo parametro è riferimento per il
programma per l’uso di impostazioni che variano a seconda della lingua corrente. Per esempio il
suffisso dei blocchi dipendenti dalla lingua. Vale anche per la tracciatura delle tabelle in un disegno
multifoglio o planimetrico, quali ad esempio tabelle materiali, elenchi fogli, elenchi revisioni,
elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc.
Layer: è possibile modificare il nome del layer associato ad ogni lingua gestita; in tali layer sono
inseriti i testi della traduzione multilayer nei disegni.
Lingua: nome della lingua. Non modificabile.
Descrizione riportata: la descrizione della lingua utilizzata per identificare le lingue nelle diverse
funzioni nel software (es. Cambia lingua, Stampe pdf multilingua,...).
Ordinamento: l'elenco delle lingue è ordinabile tramite i pulsanti Sposta in alto / Sposta in basso.
Aggiungi lingua: aggiunge una lingua all'elenco lingue di progetto. Selezionare la lingua dall'elenco
lingue attive. Per attivare ulteriori lingue premere il pulsante Lingue aggiuntive ed applicare la
spunta alle lingue desiderate nella finestra che si apre.
• Sostituzione testo: le traduzioni degli attributi vengono inserite negli attributi di destinazione
specificati. Le traduzione dei testi sono poste in elenco nel disegno.
• Multilayer: le voci tradotte sono poste su diversi layer e sono visualizzabili uno alla volta.
In entrambe le modalità la traduzione effettua la conversione sulla base delle corrispondenze tra i vari
termini (frase per frase) indicate nel Dizionario.
La lunghezza massima prevista per ogni testo è di 240 caratteri.
Come avviare la procedura di traduzione in Ambiente grafico
• Selezionare Traduttore.
Nella finestra di dialogo visualizzata è possibile definire una serie di parametri relativi ai testi e le
modalità di traduzione.
Innanzitutto nella lista a discesa Dizionario in uso selezionare il dizionario da usare nella traduzione,
tra quelli disponibili; è infatti possibile gestire più dizionari (vedi “Archivio dei dizionari” a
pagina 790).
Quindi selezionare la Lingua corrente, corrispondente alla lingua dei testi nel progetto.
Nel riquadro Traduzioni selezionare le lingue nelle quali si vuole che il testo venga tradotto; la lista
dipende dalla configurazione del progetto (vedi “Scelta delle lingue” a pagina 783) e si possono
selezionare una o più.
Nel riquadro Modalità di selezione, impostare la modalità di selezione dei testi da tradurre.
Manuale: per eseguire la traduzione solamente di alcuni testi o simboli; all’avvio viene richiesto di
selezionare gli oggetti con un clic o con una finestra di selezione multipla e dare INVIO.
Foglio corrente: per tradurre solo i testi o gli attributi presenti nel foglio corrente.
Tutto il disegno: per avviare la traduzione per tutto il disegno aperto.
Tutto lo schema: per avviare la traduzione per tutti i disegni appartenenti allo schema corrente.
• Sostituzione testo: le traduzioni degli attributi vengono inserite negli attributi di destinazione
specificati; se si selezionano più lingue di traduzione, le voci di ogni lingua vengono accodate. Le
traduzione dei testi sono poste in elenco nel disegno.
• Multilayer: gli attributi tradotti vengono posti su layer distinti per lingua; sarà poi possibile
attivare una lingua alla volta e visualizzare quindi lo schema in una lingua o in un’altra con un
semplice clic. Gli elementi di tipo Testo vengono convertiti in attributi e non è poi possibile
ripristinarli come testi.
In entrambe le modalità la traduzione effettua la conversione sulla base delle corrispondenze tra i vari
termini (frase per frase) indicate nel dizionario in uso selezionato.
Nel riquadro inferiore sono elencati gli attributi soggetti a traduzione; tramite il pulsante Aggiungi
è possibile aggiungere altri attributi indicandone l’etichetta.
Se è attiva la modalità di traduzione Sostituzione testo, per ognuno degli attributi da tradurre viene
indicato anche l’attributo di destinazione che può essere il medesimo o un altro. Pertanto è possibile
stabilire che una voce presente in un attributo di un simbolo venga inserita tradotta in un altro
attributo del simbolo stesso.
Esempio. Le voci in italiano presenti in FUNZIONE (Attributo da tradurre) possono essere tradotte
in inglese e salvate in FUNZIONE2 (Attributo di destinazione). In questo modo si possono
visualizzare nello schema contemporaneamente il testo in italiano e in inglese.
La lista degli attributi da tradurre può essere salvata su un profilo e utilizzata in altri schemi; per
aggiungere un nuovo profilo o eliminare quello selezionato usare i pulsanti Nuovo e Rimuovi.
Traduzioni concatenate
È possibile tradurre come unica frase le stringhe concatenate presenti in due o più attributi. In questo
modo, anche le descrizioni complesse inserire su più attributi potranno essere tradotte correttamente
senza compromettere il senso compiuto della frase. La traduzione di attributi concatenati è valida sia
per entrambi le modalità di traduzione: Sostituzione testo e Multilayer. Per sfruttare la nuova opzione
occorre modificare i profili di traduzione e configurare Attributo da tradurre e Attributo di
destinazione scrivendo in entrambi i nomi delle etichette degli attributi da concatenare, separati dal
carattere ‘+’. Ad esempio per la traduzione concatenata degli attributi Descrizione 1 e 2 (etichette
FUNZIONE e FUNZIONE2) di un simbolo standard di schema elettrico impostare Attributo da
tradurre = FUNZIONE+FUNZIONE2 e Attributo di destinazione = FUNZIONE+FUNZIONE2.
Traduzioni 787
Traduttore in ambiente grafico
Opzioni
Nella scheda Opzioni della finestra Traduttore, si possono impostare i parametri relativi alla modalità
di inserimento.
Cambia stile: permette di impostare lo stile di testo da asssociare ai testi tradotti. Il nuovo stile deve
essere selezionato nella lista a comparsa a fianco. Questa opzione è utlizzabile in traduzioni in
modalità sostituzione testo; ad esempio si può sfruttare questa funzione per cambiare lo stile a dei
testi, anche senza cambiare lingua, traducendo da italiano a italiano.
Separatore: scegliere dalla lista a comparsa il carattere separatore da utilizzare tra le voci di
traduzione di lingue differenti. Viene utilizzato solo con la modalità Sostituzione testo.
Separatore di frase: scegliere dalla lista a comparsa il carattere che il programma deve riconoscere
come separatore di frase. I testi con questo separatore vengono tradotti come singole frasi sequenziali
anziché come frase unica. Questo evita di dover riportare in Dizionario frasi complesse.
Nel riquadro Caratteri, si può impostare la scrittura del testo in caratteri tutti maiuscoli o anche tutti
minuscoli.
Nel riquadro Operazioni sul testo, si può impostare l’eventuale sopra o sottolineatura dei testi.
Nel riquadro Opzioni di traduzione, si possono selezionare le seguenti opzioni.
Aggiungi voci non tradotte nel file “[Link]”: attiva la compilazione della lista delle voci non
tradotte nel file [Link].
Apri il file delle voci non tradotte al termine della traduzione: se questa opzione è attiva, dopo
l'esecuzione del comando Traduttore, la lista Voci non tradotte è automaticamente aperta.
Mantieni il contenuto delle lingue prive di traduzione: se questa opzione è attiva, eventuali testi non
traducibili, cioè che non sono presenti in Dizionario e/o non sono tradotti nelle lingue prese in esame,
non vengono eliminati.
Elimina il contenuto delle lingue non selezionate: se questa opzione è attiva, eventuali testi appartenenti
a lingue che non sono considerate nella traduzione corrente, sono eliminati.
Attiva offset per l’inserimento dei testi tradotti: se questa opzione è attiva, è possibile impostare un
offset verticale nella traduzione multilayer dei testi. L’introduzione di un offset verticale nella
traduzione consente di definire a quale distanza porre la traduzione di un testo, permettendo in questo
modo di distribuire una nota descrittiva su più righe al posto della riga singola. Questa opzione
permette di vedere sia l’informazione originale sia le traduzioni, nel caso si attivi (manualmente) la
visibilità dei layer riferiti alle lingue di traduzione (LNG_ENG, LNG_FRA, LNG_DEU, LNG_SPA,
LNG_ALT).
Nota. Le ultime due opzioni sono attivabili solo quando è selezionata la modalità di traduzione
Multilayer.
Escludi voci contenenti solo sigle: se questa opzione è attiva, le voci contenenti solo sigle non vengono
tradotte e nemmeno aggiuinte alla lista delle voci non tradotte.
Traduzione dei testi in modalità multilayer
In modalità Multilayer, gli elementi di tipo Testo (non gli attributi) vengono convertiti in attributi:
attenzione che poi non è possibile ripristinarli come testi.
Traduzione dei testi multilinea
Per eseguire la traduzione di testi inseriti con la funzione Testo multilinea, essi devono essere esplosi
con il comando ESPLODI; quindi la corrispondenza in Dizionario viene ricercata riga per riga.
Traduzione usata come utilità di sostituzione testi
Il traduttore testi controlla la corrispondenza tra voci contraddistinte da una lingua; oltre alla
traduzione in lingua può, quindi, essere sfruttato per transcodificare delle informazioni scritte a
seconda della necessità che si presenta.
Per esempio se si vuole trasformare una sequenza numerica rappresentante i pin di collegamento di
un connettore con le indicazioni a colori (1 — rosso, 2 — blu,...), sarà sufficiente sfruttare il
dizionario per creare una corrispondenza tra questi termini e, quindi, lanciare la procedura traduttore.
788 Traduzioni
Traduttore in ambiente grafico
Nota. Il testo nella lingua corrente deve essere presente in Dizionario uguale carattere per carattere.
Viene considerata l'intera frase e non le singole parole.
Oltre alla ricerca in Dizionario, l'operazione di traduzione ripete la ricerca nel file di nome
[Link] presente nella stessa commessa (o cartella) del progetto aperto.
Al termine della traduzione, viene generata la lista di tutte le voci non tradotte per l'assenza, o la
mancanza delle corrispondenze nel dizionario usato e salvata nel file di nome [Link] del
progetto.
È anche possibile disattivare questa funzione, togliendo la spunta alla casella Aggiungi voci non
tradotte nel file [Link] che si trova nella scheda Opzioni della finestra Traduttore. In questo
caso però può risultare difficile trovare i testi non tradotti per poi inserire manualmente le traduzioni
nel dizionario.
Il file delle voci non tradotte [Link] potrà successivamente essere aperto per tradurre le voci
presenti, aggiungerne, modificale o cancellarle.
Se è attiva l'opzione Apri il file delle voci non tradotte al termine della traduzioni, il file è aperto
automaticamente; altrimenti scegliere Voci non tradotte, dalla barra Utilità, gruppo Traduzioni, o
eseguire il comando OPENDICT.
Per editare il file Voci non tradotte [Link] è sempre possibile utilizzare anche l’applicazione
Traduttore dal gruppo delle applicazioni Electro Graphics. Il comando Apri voci non tradotte, in
Traduttore, consente l'apertura anche dei file in formato .edi, .udi, corrispondenti alle precedenti
versioni del formato, che saranno convertiti in formato .dct.
Dalla versione 2022 non è più necessario importare il file delle voci non tradotte nel dizionario per
poter eseguire le traduzioni. Dopo l’operazione di traduzione delle voci non tradotte, se si esegue
nuovamente la traduzione del progetto verranno tradotti i testi aggiornati che il software trova nel
[Link].
Per salvare il contenuto del file Voci non tradotte nel dizionario, in modo siano disponibili per altri
progetti, utilizzare Utilità > Salva in dizionario.
Traduzioni 789
Traduzione multilayer
Traduzione multilayer
Con la traduzione multilayer, vengono utilizzati un layer per ogni lingua in cui sono poste le voci
tradotte. Dopo avere eseguito la traduzione dei testi avendo selezionato la modalità Multilayer (vedi
“Traduttore in ambiente grafico” a pagina 784), tramite la finestra Lingua attiva, è possibile attivare
una lingua alla volta e visualizzare quindi lo schema in una lingua o in un’altra con un semplice clic.
Come attivare la finestra Lingua attiva
• Selezionare Cambia lingua.
Menu: Strumenti.
Oltre al dizionario fornito di base è possibile definire altri dizionari, in modo da poter usare dizionari
diversi in base al progetto o al cliente, ad esempio.
Ogni dizionario contiene di base 7 lingue: Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Generico,
Brasiliano. Ulteriori lingue possono essere scelte con il bottone Lingue aggiuntive, come descritto
in seguito.
La finestra Dizionari mostra la barra multifunzione con i comandi relativi al dizionario corrente,
sotto della quale si possono visualizzare i dizionari, che se presenti, sono elencati in modalità
multipagina.
La griglia dei testi del dizionario mostra in ogni riga una voce da tradurre e le sue traduzioni nelle
differenti lingue identificate dalle differenti colonne. Cliccare sul titolo di colonna per ordinare
l'elenco delle voci; la colonna ordinata appare colorata.
Nel pannello sotto la griglia è disponibile la casella Trova per ricercare i testi all’interno delle voci:
la ricerca avviene su tutte le lingue del dizionario corrente.
Lingua principale del dizionario
La lingua principale del dizionario corrisponde alla lingua del pacchetto software Electro Graphics
installato e può essere: Italiano, Inglese o Brasiliano. Le voci dei dizionari devono contenere i testi
nella lingua principale per assicurare l'univocità delle traduzioni. Le operazioni di importazione da
dizionario o foglio di calcolo richiedono che sia sempre presente e compilata la lingua principale del
dizionario.
Le funzioni Copia e Incolla, disponibili in menu contestuale, sono utili per copiare o incollare le righe
selezionate tramite gli appunti di sistema.
Per ulteriori informazioni vedi “Traduzione di voci con caratteri speciali jolly” a pagina 794
Al fine di attivare la gestione dei carattieri jolly, per ogni voce con caratteri jolly è necessario
selezionare Voce con caratteri jolly dal menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse
dopo aver selezionato la voce. Le voci con caratteri jolly sono contradistinte dall’icona * nella prima
colonna della griglia.
Con Caratteri jolly nella barra degli strumenti è possibile filtra le voci del dizionario corrente per le
quali sia stata attivata l'opzione Voce con caratteri jolly.
Ordinamento colonne
La funzione Ordinamento colonne, disponibile dal menu Utilità mostra l'elenco delle lingue attive;
selezionare una lingua ed utilizzare i pulsanti Sposta in alto / Sposta in basso per modificare
l'ordinamento.
La modifica è applicata per tutti i dizionari.
Elimina dizionario
Nel caso si intenda eliminare in modo permanente il dizionario corrente, è possibile selezionare la
funzione Elimina dizionario, presente nel sottomenu del pulsante Nuovo dizionario.
Questa funzione è disponibile solamente per l’ultimo dizionario aggiunto.
Traduzioni 793
Archivio dei dizionari
Importante. Per eseguire le operazioni di importazione è necessario che sia sempre attiva, presente
e compilata la lingua principale del dizionario (italiano, inglese, brasiliano).
Sposta contenuto su altra lingua
Questa funzione scambia tutti i testi tra due lingue. Può essere utile per riposizionare i testi nella
colonna lingua corretta dopo le operazioni di importazione da versioni precedenti oppure da foglio
di calcolo. All’avvio selezionare le due lingue tra cui spostare tutti i testi.
che il testo
motore DC 1,5 kW
ma non il testo
motore 10 kW
in quanto tra la parola motore e la parola kW devono essere presenti necessariamente 3 caratteri
identificati dai 3 caratteri ? (punto interrogativo).
Una voce può presentare anche più di un carattere jolly; ad esempio la voce
relè ausiliario * Vac, serie *, costruttore *, codice interno ????
Nota. Per una corretta traduzione di testi e attributi, le traduzioni nelle varie lingue di una voce con
caratteri jolly devono presentare un posizionamento coerente dei caratteri jolly stessi. Un esempio
di incoerenza in una voce con traduzioni in italiano ed inglese è il seguente:
Traduzioni 795
Traduzione automatica di testi tramite Bing Translator
Nota. In una voce con caratteri jolly, per inserire all’interno dei testi i caratteri * e ?, tale che essi
non vengano considerati come caratteri jolly bensì facenti parte del testo da tradurre, occorre porli
tra virgolette (es.: “*” e “?”).
Le voci di traduzione con caratteri jolly vanno aggiunte nel dizionario: vedi “Voce con caratteri jolly”
a pagina 792.
Nota. È necessario selezionare le righe da tradurre prima di eseguire il comando Traduzione tramite
Bing Translator.
Legenda simboli
In avvio della funzione di Legenda simboli (comando LEGENDA), sono disponibili alcune
impostazioni sulla descrizione dei simboli su più righe. Si ricorda che la legenda può riportare le due
descrizioni predisposte nel setup di ogni simbolo in libreria. Quindi è possibile utilizzare le due
descrizioni della legenda dei simboli su due righe distinte (nel caso rappresentino descrizioni in due
lingue diverse) oppure attivare la traduzione in una determinata lingua.
Traduzioni 797
L’applicazione Traduttore
Nel secondo caso è necessario provvedere alla traduzione delle descrizioni all'interno delle tabelle
di traduzione dei titoli delle stampe in Preferenze ambiente grafico - Traduzioni stampe (comando
EGPREF, vedi “Traduzione stampe” a pagina 773).
L’applicazione Traduttore
L’applicazione Traduttore permette di aprire la finestra Voci non tradotte per le operazioni di
traduzione delle voci non tradotte risultanti dalla traduzione di un progetto. Si ricorda che in
alternativa, la finestra Voci non tradotte può essere aperta direttamente in iDEA.
Come avviare il modulo Traduttore
• Dalla lista delle applicazioni di Windows scegliere Electro Graphics Serie 2024, quindi
Traduttore.
Tutte le funzioni di editazione disponibili all’interno della finstra Voci non tradotte sono uguali a
quelle disponibili nella finestra dell’archivio dei dizionari: vedi “Archivio dei dizionari” a
pagina 790.
29
View Sheet
View Sheet permette di ottenere una rapida anteprima dei fogli presenti nel disegno di uno schema
multifoglio creato con uno dei Prodotti CAD Electro Graphics. Fornisce inoltre alcuni comandi di
base per la sua modifica e pubblicazione.
View Sheet
View Sheet permette di ottenere una rapida anteprima dei fogli presenti nel disegno di uno schema
multifoglio creato con uno dei Prodotti CAD Electro Graphics. Fornisce inoltre alcuni comandi di
base per la sua modifica e pubblicazione. View Sheet è comunque in grado di visualizzare un
qualsiasi disegno in formato dwg.
Come avviare View Sheet da ambiente grafico
• Selezionare ViewSheet.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Moduli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: VSHEET.
View Sheet può essere avviato anche come programma indipendente, senza il bisogno di avviare l'
ambiente grafico CAD.
Come avviare View Sheet indipendente
• Dal menu delle applicazioni di Windows, scegliere Electro Graphics Serie 2024 e selezionare
Utilità e View Sheet dal menu.
All’avvio di View Sheet viene aperta la finestra con la quale si potrà sfogliare il contenuto del file
di disegno.
800 View Sheet
View Sheet
Nota. La visualizzazione dei fogli e delle informazioni relative si riferiscono all’ultimo salvataggio
su disco del disegno relativo.
In particolare nel riquadro a sinistra (lista dei fogli), vengono elencate le sigle dei fogli presenti nel
disegno, il titolo letto dal cartiglio e tutte le altre informazioni relative agli attributi inseriti nel
cartiglio di ogni singolo foglio. È possibile personalizzare la visualizzazione delle colonne desiderate
e l’ordine relativo. Selezionando Impostazione colonne dal menu Visualizza appare una finestra di
dialogo con la lista delle informazioni disponibili all’interno del disegno corrente.
Delle caselle di spunta accanto ad ogni voce permettono di abilitare o meno la visualizzazione sulla
colonna relativa. Inoltre le frecce a lato permettono di cambiare l’ordine di apparizione delle colonne.
Selezionando dalla lista il foglio desiderato verrà aggiornata l'anteprima grafica dello stesso nel
riquadro principale della finestra View Sheet.
In View Sheet è, inoltre, possibile:
View Sheet 801
View Sheet
Apri
Consente l’apertura di un disegno in formato dwg in AutoCAD.
Salva
Salva le modifiche apportate al disegno. Il disegno viene salvato nel formato dwg di AutoCAD 2004.
Salva in PDF
Consente di esportare il disegno dello schema in formato PDF. La finestra di dialogo del comando
consente di selezionare il nome del file PDF da creare e di personalizzare alcuni parametri di
esportazione. Il nome del file proposto come predefinito per l’esportazione è pari al nome del file di
disegno con estensione .pdf.
I parametri personalizzabili sono i seguenti.
Stampa fogli selezionati: consente di creare il file pdf con i soli fogli selezionati nella spalla di elenco
fogli. Per selezionare più fogli in lista mantenere premuto il tasto Ctrl e cliccare sui fogli da esportare.
Stampa monocromatica: selezionare questa opzione per creare un pdf in bianco e nero. In alternativa
la stampa ripropone i colori degli oggetti del disegno.
Stampa con spessori linea: selezionare questa opzione per visualizzare gli spessori linea degli oggetti
nel disegno. In alternativa tutti gli oggetti avranno spessore linea uniforme.
Salva in formato PDF/A: consente di creare un file PDF in formato PDF/A utile per la conservazione
di lungo periodo del documento.
Nota. Per la corretta rappresentazione dei testi nel file PDF è necessario che siano correttamente
specificati i percorsi di ricerca per i caratteri di AutoCAD (shx, ttf) nella finestra Proprietà (vedi “La
finestra Proprietà” a pagina 803).
Zoom estensioni
Esegue uno zoom per visualizzare l'estensione massima di tutti gli oggetti.
Zoom finestra
Esegue uno zoom che consente di visualizzare l'area definita da una finestra rettangolare. La finestra
di selezione viene definita a schermo dall’utente ed è definita fra due vertici di cui il primo alla
pressione del tasto destro del mouse ed il secondo al rilascio del medesimo tasto.
802 View Sheet
View Sheet
Zoom in
Raddoppia la scala di visualizzazione ingrandendo la vista corrente. E’ possibile eseguire il
comando ripetitivo Zoom in tramite rotazione della rotellina del mouse.
Zoom out
Dimezza la scala di visualizzazione rimpicciolendo la vista corrente. E’ possibile eseguire il
comando ripetitivo Zoom out tramite rotazione della rotellina del mouse.
Pan tempo reale
Consente lo spostamento della vista corrente. Per spostare la vista selezionare selezione un punto
base nella vista e trascinare la vista stessa mantenendo premuto il tasto destro del mouse. E’ possibile
eseguire il comando Pan tempo reale tramite la pressione prolungata della rotellina del mouse.
Nota. Se la finestra di selezione viene costruita da sinistra a destra vengono selezionati solo gli
oggetti completamente contenuti in essa. Se la finestra di selezione viene costruita da destra a sinistra
vengono inclusi nella selezione anche gli oggetti parzialmente contenuti in essa.
Per gli oggetti selezionati vengono attivati i punti di grip. Cliccando sopra un punto di grip è possibile
modificare la posizione di un oggetto come blocchi attributi, attributi, testi, ecc. o alterare la forma
di un oggetto come ad esempio una linea, un cerchio, ecc.
Per annullare la selezione premere il tasto ESC.
Modalità di snap
Nei comandi che richiedono la selezione di punti nel disegno, può risultare utile attivare le modalità
operative di snap e ortogonale.
Modalità snap
Vincola la selezione dei punti a video a intervalli specificati. Attivare/Disattivare tramite il bottone
nella barra degli strumenti o tramite il tasto F9.
Snap ad oggetto
Gli snap ad oggetto consentono di specificare posizioni precise sugli oggetti ogni volta che viene
richiesto un punto all'interno di un comando. Quando il cursore si avvicina ad un punto sensibile
questo viene “catturato” e la posizione vincolata. Gli snap ad oggetto consentono la selezione di punti
di fine linea, lungo le linee e il centro di cerchi o archi. Attivare/Disattivare tramite il bottone nella
barra degli strumenti o tramite il tasto F3.
Modalità ortogonale
Limita il movimento del cursore alle direzioni orizzontale e verticale. Attivare/Disattivare tramite il
bottone nella barra degli strumenti o tramite il tasto F8.
Linea
Consente di disegnare una linea nel foglio attivo. Il comando richiede la selezione dei punti di inizio
e fine della linea. Dopo il disegno di una linea il comando prosegue richiedendo un ulteriore punto
per il disegno di una nuova linea avente come punto iniziale quello finale della linea appena inserita.
Per interrompere il comando premere il tasto ESC.
Cerchio
Consente di disegnare un cerchio. Il comando richiede un primo punto che corrisponde al centro del
cerchio e un secondo punto per determinare il valore del raggio.
Testo
Consente di inserire un testo nel foglio corrente. Il comando richiede la selezione del punto di
inserimento del testo nel disegno, quindi una finestra di dialogo permette di editare il testo da inserire
e di personalizzare il testo tramite alcuni parametri:
• Altezza del testo
• Fattore di larghezza
• Giustificazione orizzontale e verticale
• Colore
Per modificare un testo dopo l’inserimento selezionarlo nel disegno e avviare il comando Testo o
eseguire doppio click del mouse sul testo selezionato.
Edita attributi
Consente di modificare il valore degli attributi di un blocco attributi presente nel disegno. Per
eseguire il comando selezionare uno o più blocchi attributi nel disegno e selezionare Edita Attributi.
La finestra di dialogo presenta la lista degli attributi comuni ai blocchi selezionati. Nella griglia della
finestra editare il valore dell’attributo identificato dalla relativa etichetta. Confermare la modifica
con OK. Per editare gli attributi di un blocco nel disegno è possibile anche selezionarlo nel disegno
ed eseguire doppio click del mouse su di esso .
Cambia colore
Consente di modificare il colore degli oggetti selezionati nel foglio attivo. Selezionare gli oggetti da
modificare nel foglio corrente e avviare Cambia colore. La finestra di dialogo consente di selezionare
il colore da assegnare agli oggetti.
Annulla e Ripristina
Questi due comandi consentono l’annullamento dell’ultima modifica apportata al disegno o il
rispristino della stessa se annullata.
La finestra Proprietà
Il comando Proprietà, presente anche nel menu Visualizza, attiva la finestra di dialogo Proprietà in
cui è possibile le gestione dei caratteri e il colore dello sfondo di visualizzazione dei disegni. View
Sheet permette la gestione di diversi tipi di caratteri esterni al disegno: caratteri di AutoCAD (*.shx)
e caratteri True Type di Windows. Per attivare l'uso dei caratteri di AutoCAD è sufficiente inserire
il percorso di ricerca dei font utilizzando il pulsante Sfoglia della scheda Caratteri. Il pulsante
Predefinito recupera l'informazione relativa al percorso direttamente dalle informazioni di sistema.
Nella scheda Colori è possibile selezionare dalla lista il colore dello sfondo in cui vengono
visualizzati i fogli.
4. Verrà aperta la finestra View Sheet, attraverso la quale si potrà sfogliare il contenuto del disegno.
Per poter attivare il comando View Sheet da Gestione risorse, precedentemente deve essere stato
avviato View Sheet almeno una volta dall'ambiente grafico dei programmi CAD di Electro Graphics
o dal menu delle applicazioni di Windows.
Libera distribuzione
View Sheet è di libera divulgazione e può essere distribuito a chi necessita di visualizzare i file di
disegno .dwg creati con i prodotti Electro Graphics.
Il pacchetto di installazione di View Sheet è disponibile nel disco Prodotti Electro Graphics Serie
2024: la versione per Windows 32bit si trova nella cartella x32, la versione per Windows 64bit si
trova nella cartella x64.
Come installare View Sheet in un pc
1. Avviare il pacchetto di installazione di View Sheet.
2. Successivamente premere il pulsante Avanti dalla finestra di dialogo Benvenuti, specificare la
directory di installazione e premere il pulsante Fine.
3. Il programma View Sheet verrà avviato in modo automatico.
30
AutoSheet Generation
AutoSheet Generation permette il riutilizzo di singoli fogli di un multifoglio di iDEA per la creazione
di nuovi schemi.
Nota. Le funzioni descritte nel presente capitolo non sono disponibili in iDEA Light.
Generalità
L'AutoSheet Generation è una potente utilità nata con l'intenzione di facilitare e velocizzare la
creazione di nuovi schemi, fornendo ai prodotti Electro Graphics un'elevata scalabilità e un agevole
riutilizzo di lavori compiuti precedentemente o ottenuti da terze parti. Tale modulo permette,
attraverso procedure automatiche, di velocizzare al massimo la creazione di uno schema multifoglio
partendo unicamente da disegni o schemi precedenti.
La composizione della struttura multifoglio viene effettuata assemblando i singoli fogli contenuti in
un numero variabile di disegni diversi. Una comoda interfaccia grafica permette di selezionare i fogli
desiderati, rinominarli, duplicarli e personalizzarli con un numero variabile di titoli.
Procedure automatiche provvederanno a ricomporre il nuovo schema rispettando i parametri
multifoglio della commessa corrente e conservando, dove possibile, gli automatismi e i legami
presenti nei fogli degli schemi originali.
Creazione di un progetto
Per creare un nuovo file di progetto in AutoSheet Generation per la successiva autocomposizione del
nuovo schema in ambiente grafico iDEA, si devono aprire una serie di schemi già fatti, scegliere da
questi i fogli interessati e salvare il progetto in un file con estensione .asg.
Scegliere Nuovo per chiudere tutti i disegni correnti e iniziare un nuovo progetto.
È possibile aprire in sequenza più disegni e navigare tra di loro selezionandoli dalla relativa lista a
scomparsa, che visualizza il nome del file disegno relativo.
806 AutoSheet Generation
Creazione di un progetto
Nota. Se erroneamente si apre lo stesso disegno più volte, la lista a scomparsa si posiziona
automaticamente sulla lista di fogli del file relativo. Se si aprono più disegni aventi uguale nome e
percorso diverso, un suffisso applicato al nome del file discrimina i diversi disegni.
Cliccando sulle intestazioni di colonna della lista è possibile ordinare la visualizzazione secondo la
colonna desiderata.
Per scegliere uno o più fogli dal disegno di partenza e riportarli nel nuovo progetto è sufficiente fare
un doppio clic sul foglio desiderato oppure selezionarlo e trascinarlo nella lista a destra tenendo
premuto il tasto sinistro del mouse.
I fogli così selezionati vengono aggiunti in coda alla lista dei fogli del nuovo progetto secondo
l'ordine di partenza, e a tali fogli verrà assegnata una nuova sigla sequenziale, questo per assicurare
a ciascun foglio una sigla univoca.
Per ottenere un progetto corretto, infatti, le sigle dei fogli non devono essere doppie. Selezionando
Controlla sigle doppie dal menu contestuale è possibile evidenziare la presenza di sigle doppie con
l'indicazione di un punto esclamativo accanto alle sigle dei fogli incriminati.
AutoSheet Generation 807
Gestione dei fogli del progetto
Le colonne della lista dei fogli relativi al nuovo progetto presentano la nuova sigla del foglio, la sigla
del foglio originale da cui provengono, una breve descrizione del foglio e il disegno di appartenenza.
Cliccando sull'intestazione di una colonna è possibile personalizzare l'ordine di visualizzazione.
Il progetto può essere salvato mediante l'apposito comando Salva posto sul menu o sulla barra
strumenti. Il file progetto ha estensione .asg e contiene tutte le informazioni necessarie per riaprire
il progetto e potervi apportarvi delle modifiche oppure è possibile aprirlo in ambiente grafico e
procedere alla creazione del nuovo disegno.
Se esistono sigle doppie non è possibile salvare il progetto e viene lanciato automaticamente il
Controllo sigle doppie.
Per chiudere un disegno singolo perché non utilizzato, è sufficiente selezionarlo e scegliere Chiudi
disegno dal menu File. Non è possibile chiudere il disegno se il progetto contiene alcuni fogli del
disegno che si intende chiudere. In tal caso è necessario eliminare i fogli associati a tale disegno e
ripetere l'operazione di chiusura.
Come creare un file di progetto con AutoSheet Generation
1. Se è aperto un progetto, dal menu File, scegliere Nuovo per chiuderlo e creare un nuovo file di
progetto.
2. Dal menu File, scegliere Apri.
3. Nella finestra Apri selezionare lo schema da cui prelevare dei fogli da riutilizzare. È possibile
aprire, come detto, file di disegno selezionando nella casella Tipo file “Disegno di AutoCAD
(*.dwg)”, oppure aprire file di progetto precedenti selezionando nella casella Tipo file “File di
AutoSheet Generation (*.asg)”.
4. Nella lista di sinistra vengono elencati i fogli presenti nello schema aperto. Per ognuno è
riportata la sigla e il titolo, se presente. Se la finestra dell'anteprima è attiva, selezionando un foglio
viene visualizzata l'anteprima dove si può eseguire Zoom e Pan.
5. Selezionare i fogli desiderati e trascinarli uno ad uno nella lista di destra.
6. Aprire altri disegni da cui prelevare dei fogli da riutilizzare.
7. Dal menu File, scegliere Salva con nome per salvare il file di progetto. è consigliabile salvare il
file all'interno di una nuova commessa di lavoro.
Per permettere un'accurata visione del disegno, l'anteprima è dotata di operazioni di zoom e di
spostamento del disegno.
Naturalmente se il disegno originale è corrotto o è assente non sarà visualizzata alcuna anteprima.
L'anteprima è agganciabile a lato o in basso alla finestra di dialogo principale, oppure è possibile
lasciarla come finestra separata. In tale stato la selezione di un foglio provoca la visualizzazione della
finestra in primo piano.
808 AutoSheet Generation
Gestione dei fogli del progetto
Se non si desidera visualizzare l'anteprima del foglio selezionato è possibile escluderla premendo
l'apposito pulsante nella barra degli strumenti oppure da Anteprima del menu Visualizza.
Scegliendo Rinomina fogli dal menu principale si accede alla finestra di dialogo Proprietà che guida
l'utente nel rinominare, secondo particolari esigenze, tutti i fogli oppure solamente quelli selezionati.
AutoSheet Generation 809
Generazione del multifoglio in iDEA
Tale stato può essere il risultato di una rinomina automatica parziale dei fogli o di un ripristino dei
nomi originali. In questo stato non sarà possibile salvare il progetto, e quindi non sarà possibile
utilizzarlo in ambiente grafico.
Se si desidera spostare il foglio selezionato in alto o in basso mantenendo inalterata la sigla del foglio
è possibile premere sulle frecce relative o premere i tasti PgUp o PgDown.
Informazioni tecniche
AutoSheet Generation riconosce solamente i fogli costruiti attraverso le utilità multifoglio
dell'ambiente grafico dei prodotti Electro Graphics con modalità del multifoglio per layer. In
particolare permette di ricostruire i seguenti fogli:
• Foglio multifilare.
• Foglio ausiliare.
• Foglio frontespizio.
• Foglio unifilare.
• Foglio terre.
• Foglio cavi.
• Foglio morsettiera.
• Foglio sovratemperatura quadri.
Attenzione. Durante la fase della generazione del multifoglio in iDEA è necessario che i file degli
schemi, dai quali verranno copiati i fogli, siano presenti nello stesso percorso in cui erano situati in
fase di creazione del file di progetto .asg nel programma AutoSheet Generation!
Dovendo generare un nuovo schema elettrico a partire dal file .asg, la prima si deve avviare e creare
un nuovo file in una commessa (è bene che la commessa sia stata creata per prima e che vi sia già
stato salvato il file .asg).
810 AutoSheet Generation
Generazione del multifoglio in iDEA
Per lanciare la procedura di composizione dei fogli, eseguire il comando Importa da AutoSheet
Generation.
Nota. Prima di avviare la procedura di autocomposizione dello schema è possibile impostare dei
parametri personalizzati come, ad esempio, il cartiglio da utilizzare nel nuovo schema. Impostare il
nuovo cartiglio nei Parametri multifoglio del disegno corrente (vedi “Impostazione del cartiglio
predefinito” a pagina 120).
Come generare un nuovo schema con l'autocomposizione
1. Scegliere Importa da AutoSheet Generation.
Menu: Disegna>Fogli.
Siglatura simboli: attivare la casella di selezione Avvia siglatura simboli per avviare la procedura di
siglatura automatica al termine dell'autocomposizione al fine di mantenere legate le sigle di elementi
comandati e di comando.
Rimuovi vincoli: selezionare la casella di selezione Rimuovi vincolo Sigla per eliminare qualunque
vincolo sulle sigle dei componenti.
Nota. Per maggiori indicazioni sulla siglatura simboli automatica e la relativa finestra di dialogo,
consultare “Siglatura simboli” a pagina 275.
812 AutoSheet Generation
Generazione del multifoglio in iDEA
31
FlowChart
FlowChart
FlowChart è un'applicazione per la creazione di rappresentazioni grafiche e diagrammi. Consente di
creare diagrammi tecnici e schemi a blocchi che documentino e organizzino progetti, schemi,
processi e sistemi complessi. I diagrammi creati con il modulo FlowChart consentono di presentare
in maniera visiva e comunicare informazioni in modo più chiaro, conciso ed efficace di quanto
potrebbero fare gli schemi da soli.
Tutti gli elaborati possono essere stampati su carta, salvati in formato WMF ed esportati su un
disegno DWG in uno dei programmi CAD di Electro Graphics (CADelet, Smart, Eplus, iDEA).
FlowChart è particolarmente utile per creare diagrammi strutturali orientati alla ubicazione o alla
funzione degli schemi elettrici perché avviando FlowChart in CAD viene estratta la lista delle
ubicazioni/funzioni utilizzate nello schema elettrico aperto. Quindi alle figure disegnate possono
essere assegnate le ubicazioni/funzioni già inserite.
Il modulo FlowChart viene utilizzato anche per la generazione dello schema a blocchi con i dati del
file delle utenze .UPEX generati in Ampère e i disegni di layout impianto e schema elettrico generati
in Solergo. Dopo l’apertura è possibile eseguire delle modifiche grafiche allo schema con gli
strumenti di FlowChart; si può ad esempio eseguire spostamenti, tagli, integrazioni, impostare dei
colori ai blocchi. Quindi tramite il comando Riporta in CAD, lo schema viene proposto per
l’inserimento nel disegno.
Attenzione. Gli strumenti di disegno per la creazione delle forme e dei testi, cioè Rettangolo,
Rombo, Cerchio, Collegamento, Testo, sono attivi solo in modalità avanzata di FlowChart. La
modalità avanzata di FlowChart è attivabile dal menu ? tramite l’apposito codice di attivazione,
rilasciato ai clienti Electro Graphics in contratto di assistenza.
Menu: Disegna>Simboli.
FlowChart può essere avviato anche come applicazione indipendente, senza il bisogno di avviare l'
ambiente grafico CAD.
814 FlowChart
Creazione e apertura di disegni
All’avvio di FlowChart viene aperta la finestra di disegno con la barra degli strumenti e il menu a
tendina nello stile delle applicazioni CAD.
L’interfaccia di FlowChart
La schermata iniziale di FlowChart, visualizzata all’avvio del programma, contiene la barra dei menu
e la barra degli strumenti nella parte superiore, mentre nella parte inferiore c’è la barra di stato nella
quale vengono visualizzati le richieste del programma durante l’esecuzione dei comandi.
Il menu a cursore viene visualizzato in corrispondenza del cursore quando si preme il tasto destro del
mouse. A seconda se ci sono degli oggetti selezionati o meno sono attivi o meno alcuni comandi.
Se, invece, si desidera aprire un file di disegno di FlowChart esistente, scegliere Apri dal menu File
oppure l’icona dalla barra degli strumenti.
Nota. Se vi è un altro disegno aperto, un messaggio chiede di salvarlo poiché in FlowChart può
essere aperto un solo disegno alla volta.
FlowChart 815
Strumenti di disegno
Per aprire un disegno viene visualizzata la finestra di dialogo Apri. I file che si possono aprire sono
solo quelli del formato di FlowChart e cioè quelli con estensione .fc.
Strumenti di disegno
Per creare dei disegni in FlowChart è necessario inserire delle forme sull’area di lavoro. Le forme
che si possono inserire nel disegno sono disponibili dal menu a tendina Disegna e sulla barra degli
strumenti. Di seguito sono riportate le forme disponibili.
Linea
Per disegnare una linea fare clic sul disegno per indicare il primo estremo della linea. due punti
estremi della linea. Appare la linea che si ridimensiona al movimento del cursore: fare clic per
indicare l’altro estremo della linea.
Arco
Per disegnare un arco fare clic sul disegno per indicare il primo estremo dell’arco e di seguito
indicare il punto del centro. Appare l’arco che, fissi i punti già indicati, si ridimensiona al movimento
del cursore: fare clic per indicare l’estremo terminale dell’arco.
Rettangolo (disponibile solo in modalità avanzata)
Rettangolo
Il comando Disegna rettangolo con procedura assistita, disponibile nella barra degli strumenti,
semplifica la tracciatura di una forma rettangolare bidimensionale inserendo le dimensioni reali in
metri di base ed altezza. Dopo aver confermato con OK fare clic nel disegno per indicare il punto di
inserimento dell’angolo inferiore sinistro del rettangolo. Dopo la tracciatura si può usare il comando
Proprietà per associare un colore e un riempimento al rettangolo.
Aggiunta di immagini
Nel disegno di FlowChart è possibile inserire anche delle immagini acquisendole da file in formato
.jpg. Le immagini possono essere inserite in un forma rettangolo. Quindi dopo aver inserito una
forma rettangolo selezionare solo tale forma e scegliere il comando Proprietà nella barra degli
strumenti. Nella scheda Immagine è possibile aprire un file di immagine presente in qualsiasi
cartella. L’immagine scelta viene riportata nel disegno nell’area definita dalla forma.
Attenzione. L’immagine viene inserita come riferimento esterno; al salvataggio del file di
FlowChart ([Link]), nella stessa posizione viene salvata una cartella con nome uguale al file fc e
suffisso ‘_files’, contenente tutti i file di immagini utilizzati. È quindi necessario che la cartella delle
immagini sia sempre disponibile altrimenti le immagini non vengono visualizzate.
Blocchi e attributi
È possibile definire e salvare blocchi con attributi esattamente come avviene nell’ambiente grafico
CAD. I blocchi salvati su file possono essere inseriti in altri disegni.
Inserisci attributo
Inserisce un attributo nel disegno, cioè un'etichetta che consente di associare i dati ad un blocco. Per
inserire un attributo scegliere il comando dalla barra degli strumenti ed indicare il punto di
inserimento. Nella finestra di dialogo impostare le modalità degli attributi e digitare le informazioni
Etichetta Messaggio Valore e le opzioni di testo. Una volta creato l’attributo, è possibile selezionarlo
come oggetto durante la creazione di una definizione di blocco. Quando un attributo è incorporato
in un blocco, si può specificarne il valore tramite lo strumento Proprietà.
Crea blocco
Crea una definizione di blocco a partire dagli oggetti selezionati. È possibile inoltre associare
informazioni (attributi) ad un blocco (vedi sopra).
1. Nel disegno selezionare gli oggetti che compongono il nuovo blocco.
2. Dalla barra degli strumenti avviare il comando Crea blocco.
3. Specificare il punto da usare come punto di origine per il nuovo disegno.
Gli oggetti selezionati vengo raggruppati in blocco. Gli eventuali attributi compresi nella selezione
del blocco sono resi invisibili: usare il comando Proprietà per specificarne il valore.
Salva blocco
Dopo aver definito un blocco in un disegno è possibile salvarlo come file di disegno per essere
inserito in altri disegni. I blocchi possono essere salvati in cartelle e creare così una libreria simboli
personalizzata.
1. Selezionare nel disegno un blocco già definito con Crea blocco.
2. Aprire il menu a cursore (clic sul tasto destro del mouse) e scegliere Salva blocco su disco.
3. Nella finestra Salva con nome specificare un nome e scegliere la cartella nella quale salvarlo.
Nota. Un file di blocco è esattamente uguale ad un file di disegno. Per creare un blocco da utilizzare
in altri disegni è possibile anche disegnare gli elementi in un nuovo disegno e quindi salvare il tutto
con Salva con nome.
Inserimento di blocchi
Tramite Inserisci blocco è possibile importare nel disegno aperto blocchi creati in precedenza in
FlowChart.
1. Dal menu Disegna e dal menu a cursore (clic sul tasto destro del mouse) e scegliere Inserisci
blocco.
2. Nella finestra Apri selezionare la cartella ed il file .fc da importare.
FlowChart 817
Strumenti di supporto
Strumenti di supporto
I comandi Zoom, disponibili nella barra degli strumenti, permettono di ingrandire o ridurre le
dimensioni del disegno.
Il comando Zoom estensioni visualizza l’intero disegno, cioè tutti gli oggetti occupando tutta l’area
della finestra di Flowchart.
Il comando Zoom finestra consente di ingrandire un’area della finestra specificando i due angoli
opposti di una finestra rettangolare. Il centro della finestra diviene il nuovo centro di visualizzazione
e l’area al suo interno viene ingrandita o ridotta per riempire al massimo la visualizzazione.
La lista a comparsa presente nella barra degli strumenti permette di selezionare un fattore di zoom
predefinito.
L’attivazione della modalità Snap limita i movimenti del cursore agli intervalli della griglia.
La griglia è un modello a punti che si estende su l’intera area della finestra di disegno. La griglia aiuta
ad allineare gli oggetti e visualizzare la distanza che li separa.
Per attivare o disattivare lo snap su griglia fare clic sull’icona Snap nella barra degli strumenti.
L’intervallo di snap è impostabile dalla finestra Proprietà disegno. A seconda del fattore di zoom la
griglia può non essere visibile, anche se è attivo lo snap.
Nota. Per creare un disegno in modo veloce e accurato posizionare le forme dopo aver attivato lo
snap su griglia.
L’attivazione della modalità Orto è utile per la tracciatura di linee perfettamente orizzontali o
verticali vincolando lo spostamento del cursore alla direzione verticale o orizzontale. Disattivare
Orto per disegnare le altre forme.
Per annullare l’azione o le azioni più recenti è possibile usare il comando Annulla, disponibile nella
barra degli strumenti.
Per selezionare più oggetti occorre racchiuderli in una finestra di selezione. Trascinando la finestra
da sinistra verso destra si selezionano gli oggetti all’interno dell’area di selezione. Trascinandola da
destra verso sinistra si selezionano sia gli oggetti che si trovano all’interno dell’area di selezione, sia
quelli che la intersecano.
Proprietà disegno
Quando nel disegno non è selezionato alcun oggetto, selezionando l’icona Proprietà dalla barra degli
strumenti, viene visualizzata la finestra di dialogo Proprietà disegno. Da qui è possibile impostare le
seguenti proprietà.
Impostazioni
Intervallo di snap: indicare con un numero reale positivo l’intervallo di snap.
Dimensione del cursore: questa casella controlla la dimensione in pixel della croce del cursore.
Freccia
Dimensione: dimensione della freccia usata nei collegamenti di forme. Variando questo valore
vengono aggiornate in automatico tutte le frecce del disegno.
Angolo: controlla l’angolo della freccia usata nei collegamenti di forme. Variando questo valore
vengono aggiornate in automatico tutte le frecce del disegno.
Colore di sfondo
È possibile indicare il colore predefinito delle forme. Dopo la creazione di ogni forma è possibile
variare il colore per ognuna.
Colore
Scegliere un colore da applicare al bordo facendo clic sul riquadro colorato.
Riempimento
Il riempimento può essere attivato tramite la casella Attiva; quindi scegliere un colore da applicare
all’area interna della forma facendo clic sul riquadro colorato.
Copia
È possibile copiare un oggetto o tutti gli oggetti selezionati con il comando Copia, disponibile nella
barra degli strumenti.
Il gruppo di selezione viene copiato in posizione spostata dagli oggetti originali mantenendo la
selezione sui nuovi oggetti. A questo punto è possibile spostare gli oggetti copiati.
Sposta
Per spostare un oggetto o tutti gli oggetti selezionati si può usare il comando Sposta, disponibile nella
barra degli strumenti.
Avviato il comando indicare con il cursore il punto base di spostamento; quindi trascinare gli oggetti
per spostali nella nuova posizione e fare clic. Quando si sposta una forma che è collegata ad un’altra,
la linea di collegamento viene strecciata e spostata automaticamente per mantenere la connessione.
Ruota
È possibile ruotare un oggetto o tutti gli oggetti selezionati con il comando Ruota, disponibile nella
barra degli strumenti. Dopo aver selezionato gli oggetti avviare il comando; indicare il punto base
della rotazione e digitare l’angolo di rotazione in gradi.
Scala
Per ingrandire o ridurre un oggetto o tutti gli oggetti selezionati usare il comando Scala, disponibile
nella barra degli strumenti. Dopo aver selezionato gli oggetti avviare il comando; indicare il punto
base e digitare il fattore di scala: un numero maggiore di 1 provoca l’ingrandimento mentre un valore
inferiore determina una riduzione.
Cancella
È possibile cancellare oggetti selezionati nel disegno utilizzando diversi metodi. Selezionarli e
scegliere il comando Cancella disponibile nella barra degli strumenti oppure premere CANC sulla
tastiera.
disponibili solo le proprietà comuni: le modifiche saranno applicate a tutti gli oggetti selezionati. Di
seguito sono elencate le proprietà disponibili.
Rombo e cerchio
Colore: scegliere un colore da applicare al bordo facendo clic sul riquadro colorato.
Riempimento: può essere attivato tramite la casella Attiva; scegliere un colore da applicare all’area
interna della forma facendo clic sul riquadro colorato.
Testo: nel riquadro Descrizione è possibile digitare un testo descrittivo da visualizzare vicino la
forma allineato come si può scegliere nella lista Allineamento. Al centro della forma si può
visualizzare un dicitura compilata nella casella Sigla.
Rettangolo
Nel caso del rettangolo, oltre alle proprietà presenti nella forma rombo e cerchio, è possibile
impostare una immagine. L’immagine deve essere scelta premendo il pulsante Sfoglia. Per bloccare
le proporzioni in fase di ridimensionamento della forma selezionare la casella Mantieni proporzioni.
Linea e collegamento
Colore: scegliere un colore da applicare alla linea facendo clic sul riquadro colorato.
Stile linea: può essere selezionato uno stile di linea tra Continua, Tratteggiata, Puntinata.
Testo
Colore: scegliere un colore da applicare al testo facendo clic sul riquadro colorato.
Testo: nel riquadro Descrizione digitare il testo da visualizzare allineato come si può scegliere nella
lista Allineamento. L’altezza del testo va specificata nella casella Altezza.
Nota. Se FlowChart viene eseguito in Ambiente grafico, nella lista della casella Sigla si può
selezionare una ubicazione o una funzione tra quelle estratte dallo schema corrente.
Ordine di sovrapposizione
L’ordine di sovrapposizione determina il modo in cui alcune forme si sovrappongono ad altre nel
disegno. Per cambiare l'ordine di sovrapposizione, utilizzare i comandi Porta in primo piano e Porta
in secondo piano, dal menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse.
Il comando Porta in primo piano, sposta le forme selezionate nella prima posizione dell'ordine di
sovrapposizione delle forme del disegno. Se sono selezionate più forme, tutte vengono spostate in
avanti, rimanendo tra loro nello stesso rapporto all'interno dell'ordine di sovrapposizione.
Il comando Porta in secondo piano, sposta le forme selezionate dietro alle altre forme nell'ordine di
sovrapposizione. Se sono selezionate più forme, esse mantengono la stessa posizione rispetto alle
altre nell'ordine di sovrapposizione.
Per salvare una copia del disegno corrente su un nuovo file selezionare il comando Salva con nome,
dal menu File o dalla barra degli strumenti.
Riporta in CAD
Quando si avvia il modulo FlowChart dall’ambiente grafico di uno dei programmi CAD di Electro
Graphics (CADelet, Smart, iDEA, Eplus) è attivo, sulla barra degli strumenti, il comando Riporta in
CAD. Questo comando permette di trasferire l’intero disegno aperto in FlowChart nel disegno aperto
in CAD.
Avviato il comando, viene visualizzato il disegno CAD ed è richiesto di scegliere la posizione, per
la tracciatura. Si deve indicare una finestra che delinea l’area in cui riportare il disegno facendo clic
per indicare i due angoli opposti.
Nota. L’interfaccia di FlowChart e il riporto su CAD viene utilizzata, nei programmi CAD, anche
dalla funzione per la tracciatura dello schema a blocchi della magliatura quadri.
FlowChart 821
Esporta su WMF
Esporta su WMF
Il formato WMF viene utilizzato da molte applicazioni Windows. I file WMF (Windows Metafile
Format) contengono informazioni in formato vettoriale o in formato raster. I formati vettoriali
consentono di eseguire panoramiche e di zoommare in maniera più rapida rispetto agli altri formati.
Per creare un file in formato WMF, scegliere Esporta dal menu File. Nella finestra di dialogo Salva
con nome, selezionare una cartella, digitare un nome di file e scegliere Salva. Al nome del file viene
aggiunta automaticamente l'estensione .wmf.
Balla barra degli strumenti dell’editor selezionare Esporta il disegno su di un nuovo file DWG.