Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
1K visualizzazioni838 pagine

Manuale iDEA

Il documento è una guida di riferimento per l'uso di schemi elettrici e prodotti correlati di Electro Graphics Srl, pubblicata a giugno 2023. Contiene informazioni su supporto tecnico, nozioni fondamentali, elementi di disegno CAD, gestione delle apparecchiature e siglatura dei simboli, tra gli altri argomenti. La pubblicazione è protetta da copyright e non può essere riprodotta senza autorizzazione.

Caricato da

LucaFontanelli
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
1K visualizzazioni838 pagine

Manuale iDEA

Il documento è una guida di riferimento per l'uso di schemi elettrici e prodotti correlati di Electro Graphics Srl, pubblicata a giugno 2023. Contiene informazioni su supporto tecnico, nozioni fondamentali, elementi di disegno CAD, gestione delle apparecchiature e siglatura dei simboli, tra gli altri argomenti. La pubblicazione è protetta da copyright e non può essere riprodotta senza autorizzazione.

Caricato da

LucaFontanelli
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Schemi eletttrici

Guida di riferimento

Giugno 2023
Copyright © 1998-2023 Electro Graphics Srl

Questa pubblicazione, o parte di essa, non può essere riprodotta in nessuna forma, con
nessun mezzo e per nessun scopo.

QUESTO PRODOTTO È FORNITO DA ELECTRO GRAPHICS SRL NELLA FORMA


PRESENTE E SENZA ALCUNA GARANZIA, ESPLICITA O IMPLICITA, RELATIVA ALLA
SUA COMMERCIABILITÀ O ALL'IDONEITÀ PER SPECIFICHE APPLICAZIONI.

IN NESSUNA CIRCOSTANZA ELECTRO GRAPHICS SRL POTRÀ ESSERE RITENUTA


RESPONSABILE NEI CONFRONTI DI ALCUN TERZO PER DANNI SPECIALI,
COLLATERALI, ACCIDENTALI, DIRETTI, INDIRETTI E CONSEQUENZIALI IN
CONNESSIONE CON O DERIVANTI DALL'ACQUISTO O DALL'UTILIZZO DI QUESTO
PRODOTTO.

ELECTRO GRAPHICS SRL NON SI ASSUME ALCUNA RESPONSABILITÀ SUI DATI


FORNITI COME ESEMPI (PREZZI, DESCRIZIONI, TEMPI, DATI TECNICI, ETC.) NEL
PROGRAMMA E NEL MANUALE, E PERTANTO NON POTRÀ ESSERE RITENUTA
RESPONSABILE PER ALCUN DANNO DIRETTO O INDIRETTO.

Tutti i diritti sono riservati a norme delle convenzioni internazionali.


ELECTRO GRAPHICS Srl persegue una politica di ricerca e sviluppo. Pertanto i prodotti,
quando ritenuto opportuno, possono subire delle modifiche e miglioramenti senza
preavviso.
Questa guida descrive lo stato dei prodotti al momento della pubblicazione stessa e in
nessun modo potrà riflettere il prodotto futuro.

Marchi di fabbrica della Electro Graphics Srl


Electro Graphics, CADelet, Eplus, Ampère, Sigma, iDEA, Smart, Cablo, Tabula, Vario e
Solergo sono marchi depositati della Electro Graphics Srl.

Marchi di fabbrica di terzi


Tutti gli altri nomi di prodotti sono marchi di fabbrica o marchi registrati delle rispettive
società.
Sommario
Capitolo 1 Prefazione
Supporto tecnico post-vendita .......................................................... 1
iDEA Light ......................................................................................... 2
Copyright e termini della licenza d'uso ............................................. 3
Registrazione .................................................................................... 3
Responsabilità .................................................................................. 3
Suggerimenti..................................................................................... 3
Capitolo 2 Nozioni fondamentali
Avvio di iDEA .................................................................................... 5
Creazione o apertura di un disegno.................................................. 5
Creazione ed apertura di file in commesse....................................... 7
Creazione ed apertura di file generici ............................................... 8
Accesso ai comandi .......................................................................... 9
Barra multifunzione ........................................................................... 9
Barra strumenti Electro Graphics.................................................... 10
Comandi dal menu contestuale ...................................................... 11
Ripristino dei menu originali............................................................ 11
Pannello Proprietà contestuali ........................................................ 12
Tabelle ............................................................................................ 19
Genera elaborati grafici................................................................... 21
Salvataggio e copia dei disegni ...................................................... 22
Copia dello schema ........................................................................ 23
Backup dello schema (Esporta archivi schema) ............................. 23
Salvataggio in cloud del progetto e condivisione documentazione. 24
Salvataggio di file schema e PDF in PDM Autodesk Vault ............. 25
Salva WorkSet del progetto ............................................................ 25
Pulizia del disegno .......................................................................... 26
Uscita da iDEA................................................................................ 27
Capitolo 3 Elementi di disegno CAD
Uso di Sistemi di Coordinate Globali e Utente................................ 29
Uso di un sistema di coordinate per specificare dei punti............... 29
Specificazione di unità ed angoli..................................................... 32
Impostazione della griglia e dello snap ........................................... 32
Esecuzione dello snap a punti geometrici su oggetti ...................... 34
Uso della modalità orto ................................................................... 34
Spostamento e rotazione del sistema di coordinate ....................... 35
Regolazione dell'allineamento di snap e griglia .............................. 35
Snap Ruotato .................................................................................. 36
ii

Organizzazione delle informazioni sui layer.................................... 37


Uso dei tipi di linea.......................................................................... 39
Elevazione ed altezza ..................................................................... 41
Capitolo 4 Disegno architettonico
Disegno di muri ............................................................................... 43
Disegno di porte.............................................................................. 44
Disegno di finestre .......................................................................... 46
Disegno di pilastri e colonne ........................................................... 47
Disegno di nicchie e paraste........................................................... 48
Disegno di camini............................................................................ 48
Visualizzazione in 3D...................................................................... 49
Capitolo 5 Aggiunta di testo e quote
Creazione e modifica di stili di testo................................................ 53
Creazione di elenchi ....................................................................... 54
Modifica delle proprietà del testo .................................................... 55
Importazione ed esportazione di testi ............................................. 56
Inserimento di voci descrittive dal dizionario................................... 57
Quotatura dei disegni...................................................................... 58
Variabili di quotatura ....................................................................... 61
Capitolo 6 Blocchi e attributi
Blocchi personalizzati ..................................................................... 63
Editazione attributi .......................................................................... 64
Editazione multipla attributi in tabella.............................................. 68
Inspector ......................................................................................... 68
Utilità attributi .................................................................................. 71
Attributi multilinea............................................................................ 74
Copia attributi.................................................................................. 75
Adatta attributi................................................................................. 76
Attributi personalizzati nei simboli................................................... 76
Parametri di schema e variabili negli attributi dei simboli ............... 77
Vincoli ............................................................................................. 78
Rimuovi vincoli ................................................................................ 79
Spostamento, disposizione e allineamento di simboli..................... 79
Aggiorna tabelle .............................................................................. 82
Editor dei simboli grafici .................................................................. 83
Capitolo 7 Gestione del multifoglio
Il multifoglio ..................................................................................... 89
Identificazione completa dei fogli di schema................................... 89
Inserimento di nuovi fogli per schemi.............................................. 92
Foglio avanti e foglio indietro .......................................................... 95
Gestione schema ............................................................................ 96
Gestione fogli .................................................................................. 99
Pannello Elenco fogli .................................................................... 104
iii

I fogli predefiniti di iDEA................................................................ 107


Personalizzazione del cartiglio...................................................... 116
Modifica del cartiglio ..................................................................... 117
Impostazione del cartiglio predefinito............................................ 120
Cambio del cartiglio in un disegno ................................................ 121
Creazione di squadrature personalizzate ..................................... 122
Dati generali del cartiglio............................................................... 124
Copia entità di un foglio ................................................................ 125
Sposta entità di un foglio............................................................... 125
Duplica fogli .................................................................................. 126
Cancella foglio .............................................................................. 126
Cancella ed aggiorna elenco fogli................................................. 127
Visualizza elenco fogli................................................................... 127
Gestione delle revisioni dei fogli ................................................... 127
Gestione delle revisioni dello schema........................................... 130
Disegno superato.......................................................................... 131
Segnalibri nei fogli dello schema .................................................. 131
Importazione di annotazioni da PDF............................................. 133
Utilità fogli ..................................................................................... 136
Esportazione dei fogli.................................................................... 138
Importazione di fogli...................................................................... 140
Coordinate .................................................................................... 141
AutoSheet Generation .................................................................. 141
Libreria fogli .................................................................................. 142
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna................ 146
Capitolo 8 Linee elettriche
Connessioni .................................................................................. 149
Fili ................................................................................................. 152
Linee elettriche multifilari .............................................................. 154
Linee in parallelo........................................................................... 158
Linee multiple (BUS) ..................................................................... 158
Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli.. 158
Modifica assistita delle linee elettriche.......................................... 162
Elimina connessioni ...................................................................... 163
Rinvii filo........................................................................................ 164
Elenco rinvii filo ............................................................................. 170
Navigazione tra i rinvii filo ............................................................. 171
Rinvii filo foglio funzionale............................................................. 172
Fascio fili ....................................................................................... 172
Vincolo della sigla del filo.............................................................. 175
Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento .......................... 180
Legame rinvio filo / colore filo ....................................................... 181
Schermatura dei fili ....................................................................... 182
Nodi di connessione...................................................................... 183
Cambia dati filo ............................................................................. 183
Richiesta dati filo........................................................................... 185
iv

Marcatura dati filo ......................................................................... 185


Mostra dati Colore/Designazione.................................................. 185
Marcatura connessioni.................................................................. 186
Inserimento dei marcatori filo........................................................ 187
Capitolo 9 Librerie di simboli
Librerie simboli di iDEA................................................................. 189
Caratteristiche dei simboli di iDEA................................................ 189
Inserimento dei simboli ................................................................. 190
Libreria simboli.............................................................................. 191
Black box ...................................................................................... 198
Cataloghi utente............................................................................ 200
Setup dei simboli........................................................................... 203
Utilità per il cambio del fattore di larghezza testi e attributi........... 210
Mappa della libreria simboli .......................................................... 211
Creazione o modifica di un simbolo personalizzato in libreria ...... 211
Gestione sagome.......................................................................... 211
Inserimento simboli dall'archivio Articoli ....................................... 212
Inserimento sagome dall'archivio Articoli ...................................... 213
Inserisci macro Eplan.................................................................... 214
Editazione degli attributi dei simboli.............................................. 215
Scala simboli................................................................................. 215
Copia simbolo ............................................................................... 216
Sposta simbolo ............................................................................. 216
Cancella simbolo........................................................................... 217
Uso dei comandi CAD per i simboli .............................................. 217
Sostituzione simboli ...................................................................... 218
Marcatura dei terminali ................................................................. 219
Legenda simboli............................................................................ 220
Elenco dei simboli ......................................................................... 223
Etichetta simbolo........................................................................... 224
Schemi oleodinamici e pneumatici................................................ 225
Codifica dei materiali dall'archivio Articoli ..................................... 227
Capitolo 10Macroblocchi e Fast Builder
Macroblocchi parametrici .............................................................. 229
Libreria macroblocchi parametrici ................................................. 232
Creare e modificare un macroblocco ............................................ 234
Impiego delle variabili negli attributi dei simboli dei macroblocchi 237
Inserire un macroblocco da libreria............................................... 238
Creare e modificare un gruppo di macroblocchi ........................... 239
Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno.............. 239
Rimozione delle informazioni sui macroblocchi parametrici ......... 240
Fast Builder................................................................................... 240
Creare un nuovo progetto per Fast Builder................................... 241
Comandi di Fast Builder................................................................ 247
v

Capitolo 11Gestione delle apparecchiature


Le formazioni ................................................................................ 251
Formazioni predefinite .................................................................. 252
Archivio Formazioni ...................................................................... 253
Inserimento formazioni dall'archivio Formazioni ........................... 256
Inserimento formazioni dall'archivio Articoli .................................. 257
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)....................... 258
Morsettiere su apparecchiatura .................................................... 264
Numero di contatti per tipo............................................................ 266
Numero massimo di contatti ......................................................... 266
Formazioni libere .......................................................................... 267
Elenco delle formazioni inserite .................................................... 267
Capitolo 12Siglatura dei simboli
Informazioni di identificazione....................................................... 271
Identificazione completa dei componenti di schema..................... 274
Siglatura simboli............................................................................ 275
Norma per la siglatura dei simboli CEI EN 81346-2:2020 ............ 279
Siglatura automatica dei simboli in fase di inserimento ................ 279
Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli.................. 280
Vincolo della sigla dei componenti................................................ 281
Controllo sigle doppie ................................................................... 281
Rinomina sigla di formazione........................................................ 282
Siglatura manuale ......................................................................... 282
Capitolo 13Cross reference
Generalità ..................................................................................... 285
Informazioni su Cross reference ................................................... 285
Tracciatura dei cross reference .................................................... 287
Messaggi del cross reference ....................................................... 292
Utilità cross reference ................................................................... 292
Personalizzazione dei blocchi di cross reference ......................... 293
Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF .................... 293
Capitolo 14Morsetti e connettori
Generalità ..................................................................................... 297
Definizione delle morsettiere......................................................... 297
Inserimento dei morsetti................................................................ 307
Localizzazione e modifica dei morsetti inseriti .............................. 308
Morsetti in schemi unifilari............................................................. 309
Morsettiere di interfaccia............................................................... 311
Connettori ..................................................................................... 312
Connettori modulari....................................................................... 318
Gestione connettori scheda .......................................................... 319
Morsetto vincola filo ...................................................................... 321
Rotazione del pin del morsetto ..................................................... 321
Elenco delle morsettiere o dei connettori...................................... 322
vi

Numerazione di morsetti e connettori ........................................... 322


Utilità morsetti ............................................................................... 326
Aggiorna morsetti da Cablo .......................................................... 327
Capitolo 15Schema di interconnessione
Strutturazione in ubicazioni e funzioni .......................................... 329
Gestione ubicazioni e funzioni ...................................................... 331
Gestione interattiva di ubicazione e funzione negli schemi .......... 333
Schema di interconnessione......................................................... 334
Definizione dei blocchi ubicazione ................................................ 336
Fasci di cavi .................................................................................. 338
Cablatura dei fasci ........................................................................ 341
Rappresentazione cavo su disegno.............................................. 342
Tabella descrittiva dei cavi in fascio da comando Lista cavi......... 351
Rappresentazione cavi su schema con attestazione sui componenti..
351
Capitolo 16Analisi dello schema
Elaborazione dello schema........................................................... 355
Analisi schema.............................................................................. 356
Dettagli in merito all’analisi dello schema ..................................... 361
Messaggi dell’analisi schema ....................................................... 366
Aggiornamento automatico della numerazione dei fili .................. 369
Aggiornamento automatico dell’analisi morsettiere ...................... 369
Setup numerazione fili .................................................................. 370
Rinvii filo........................................................................................ 370
Fili vincolati ................................................................................... 371
Numerazione progressiva delle fasi.............................................. 372
Edita connessioni componente ..................................................... 374
Connessione equipotenziale dei pin del simbolo .......................... 376
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico ....................... 377
Analisi delle morsettiere................................................................ 387
Apparecchiatura esterna............................................................... 389
Criteri di ricostruzione delle connessioni....................................... 390
Numerazione fili manuale ............................................................. 391
Esclusione di simboli dall'analisi ................................................... 392
Esclusione di fili dalla numerazione .............................................. 392
Navigatore del filo ......................................................................... 393
Riepilogo fili................................................................................... 394
Utilità fili......................................................................................... 395
Altre utilità ..................................................................................... 395
Capitolo 17Morsettiere
Generalità ..................................................................................... 397
Traccia morsettiera ....................................................................... 397
Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)........................... 404
Anteprima morsettiere................................................................... 405
vii

Orientamento quadro/campo dei componenti connessi................ 406


Personalizzazione dei morsetti tracciati........................................ 409
Traccia morsettiera da elemento .................................................. 410
Ponti a filo o in barretta ................................................................. 410
Capitolo 18Cablaggi
Salvataggio sincronizzato dei file di cablaggio.............................. 413
Individuazione dei conduttori isolati .............................................. 413
Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)........................... 415
Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo ....................................... 416
Marcatura dei collegamenti........................................................... 418
Marcatura dei cavi......................................................................... 418
Marcatura cavo sul disegno .......................................................... 419
Tabella morsettiera ....................................................................... 420
Rappresentazione delle connessioni di apparecchiature.............. 421
Loop Diagram ............................................................................... 422
Layout cavo precablato................................................................. 424
Capitolo 19Topografici di posa
Fogli per topografici di posa.......................................................... 431
Impostazione di un impianto ......................................................... 435
Gestione locali .............................................................................. 437
Inserimento dei simboli ................................................................. 440
Attribuzione di area ed impianto agli elementi dello schema ........ 445
Inserimento simboli da Listino....................................................... 446
Inserimento simboli da computo ................................................... 447
Calcolo illuminotecnico PhosPro................................................... 447
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione............................. 449
Composizioni di elementi scatolati................................................ 455
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed................ 461
Capitolo 20Distribuzioni
Condotti......................................................................................... 467
Gestione tratte portacavi............................................................... 476
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni................... 481
Lista condotti................................................................................. 486
Etichetta e tabelle condotti............................................................ 490
Sviluppo 3D del condotto .............................................................. 493
Gestione utenze............................................................................ 497
Calcolo e dimensionamento in Ampère ........................................ 497
Controllo del coefficiente di stipamento ........................................ 498
Informazioni utenze con CHI6....................................................... 501
Etichettatura delle linee................................................................. 501
Inserimento dati dall'archivio Cavi ................................................ 504
Etichettatura con cartellino di linee e simboli ................................ 505
Tabelle ed elenchi dell’impianto.................................................... 507
Tipo di posa .................................................................................. 510
viii

Tabelle degli elaborati Ampère ..................................................... 512


Dettaglio ingombro cavi ................................................................ 513
Gestione dei comparti nei condotti................................................ 516
Capitolo 21Reti
Reti................................................................................................ 523
Rete elettrica................................................................................. 524
Utenze elettriche ........................................................................... 533
Rete ausiliaria generica ................................................................ 537
Reti dati......................................................................................... 542
Reti EVAC..................................................................................... 550
Reti antincendio ............................................................................ 554
Rete TV/SAT................................................................................. 558
Gestione delle connessioni terminali ............................................ 562
Marcatori di contenuto delle tratte di condotto .............................. 568
Disegno dell’impianto orientato ai simboli..................................... 571
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso....... 575
Reti di cablaggio macchina ........................................................... 578
Capitolo 22Schema utenze
Generalità ..................................................................................... 583
Tracciatura dello schema unifilare ................................................ 584
Tracciatura automatica dello schema multifilare........................... 584
Gestione schema utenze .............................................................. 585
Collegamento delle apparecchiature in schemi unifilari................ 598
Numerazione fasi su schema unifilare .......................................... 599
Definizione e collegamento di utenze ........................................... 600
Elementi accessori........................................................................ 604
Edita utenza su schema................................................................ 607
Schema a blocchi della magliatura quadri .................................... 608
Schema generale unifilare ............................................................ 609
Inserimento dati dagli archivi dispositivi........................................ 612
Personalizzazione della tabella linee-utenze ................................ 613
Personalizzazione dei blocchi dispositivi ...................................... 617
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari.................... 618
Capitolo 23Quadri
Generalità ..................................................................................... 627
Specifica dei componenti .............................................................. 627
Disegno di un layout di quadro ..................................................... 628
Layout quadri ................................................................................ 628
Layout quadri - Carpenteria .......................................................... 629
Layout quadri - Modalità quadro ................................................... 631
Layout quadri - Modalità globale................................................... 634
Layout quadri - Impostazioni e utilità ............................................ 637
Tabella riepilogativa del quadro .................................................... 644
Disegno di canaline e guide.......................................................... 645
ix

Piastre di foratura.......................................................................... 645


Piastre di fondo ............................................................................. 648
Calcolo sovratemperatura nei quadri ............................................ 649
Verifica termica con ventilazione forzata e condizionamento ....... 657
Archivio carpenteria ...................................................................... 658
Connessioni retro pulsantiera ....................................................... 665
Layout quadro da lista preliminare................................................ 667
Capitolo 24Gestione sinottici d’impianto
Generalità ..................................................................................... 669
Avvio e sincronizzazione............................................................... 671
Posizionamento dei componenti ................................................... 673
Riporto delle connessioni.............................................................. 674
Funzioni ........................................................................................ 679
Opzioni.......................................................................................... 681
Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente................... 682
Schema P&ID con simbologia ISA................................................ 684
Schema dei quadri di distribuzione ............................................... 686
Capitolo 25Preventivazione
Interfacciamento con Tabula......................................................... 689
Codifica del materiale ................................................................... 689
Estrazione dei dati per la distinta materiali ................................... 693
Aggiorna disegno da distinta materiali .......................................... 693
Tabelle materiali Tabula................................................................ 695
Tabelle materiali personalizzabili .................................................. 696
Inserimento di tabelle riportanti articoli materiali........................... 697
Gestione dei materiali in più livelli di distinta................................. 699
Interfacciamento con Sigma ......................................................... 701
Generazione del computo metrico ................................................ 704
Estrazione dati per distinta e computo su articoli ricodificati......... 707
Disabilita codice articolo ............................................................... 708
Informazioni articolo...................................................................... 708
Visualizzazione della lista codici associati .................................... 710
Attivazione della memoria dati ...................................................... 710
Componenti non codificati............................................................. 711
Distinta materiali conto lavorazione .............................................. 711
Inserimento simboli da computo preliminare ................................ 712
Estrazione disegno comparativo................................................... 716
Fascicolo tecnico d’impianto o libretto macchina.......................... 718
Capitolo 26Stampa e pubblicazione
Generalità ..................................................................................... 721
Stampa dei progetti....................................................................... 721
Imposta pagina ............................................................................. 723
Stampe su file Adobe PDF per Acrobat Reader ........................... 726
Salva multifoglio in PDF................................................................ 726
x

PDF 3D ......................................................................................... 732


Codice QR .................................................................................... 735
Configurazione di un plotter o una stampante .............................. 737
Specifica delle assegnazioni delle penne ..................................... 739
Capitolo 27Parametri e preferenze
Preferenze .................................................................................... 741
Anagrafica ditta ............................................................................. 742
Imposta pagina ............................................................................. 742
Percorsi di rete.............................................................................. 742
Importa/esporta parametri correnti................................................ 743
Configurazioni di progetto ............................................................. 743
Parametri di configurazione multifoglio ......................................... 745
Parametri di configurazione topografico ....................................... 754
Preferenze ambiente grafico......................................................... 756
Gestione blocchi morsetto ............................................................ 773
Personalizzazione delle tabelle multifoglio ................................... 777
Personalizzazione della tabella morsettiera.................................. 780
Capitolo 28Traduzioni
Traduzione dei testi e degli attributi .............................................. 783
Scelta delle lingue......................................................................... 783
Traduttore in ambiente grafico ...................................................... 784
Traduzione multilayer.................................................................... 789
Archivio dei dizionari ..................................................................... 790
Traduzione di voci con caratteri speciali jolly................................ 794
Traduzione automatica di testi tramite Bing Translator................. 795
Lingua applicata al disegno delle tabelle ...................................... 796
Traduzioni titoli e descrizioni in stampe e tabelle.......................... 796
Legende simboli, elenco fogli e tabelle con descrizioni bilingue... 796
L’applicazione Traduttore.............................................................. 797
Capitolo 29View Sheet
View Sheet.................................................................................... 799
Esecuzione di View Sheet da Gestione risorse di Windows......... 803
Libera distribuzione....................................................................... 804
Capitolo 30AutoSheet Generation
Generalità ..................................................................................... 805
Avvio di AutoSheet Generation..................................................... 805
Creazione di un progetto............................................................... 805
Gestione dei fogli del progetto ...................................................... 807
Generazione del multifoglio in iDEA ............................................. 809
Capitolo 31FlowChart
FlowChart...................................................................................... 813
Avvio dei FlowChart ...................................................................... 813
Creazione e apertura di disegni .................................................... 814
xi

Strumenti di disegno ..................................................................... 815


Strumenti di supporto.................................................................... 817
Proprietà disegno.......................................................................... 818
Modifica delle forme...................................................................... 818
Salvataggio dei disegni ................................................................. 820
Riporta in CAD .............................................................................. 820
Esporta su WMF ........................................................................... 821
Stampa dei disegni ....................................................................... 821
Salvataggio di layout e schema su file DWG ................................ 821
Esportazione di layout e schema di Solergo in CAD .................... 821
xii
1
Prefazione

Nell'ambito della progettazione uno dei compiti più impegnativi, in termini di tempo, è costituito
dallo sviluppo dei disegni.
La continua ricerca di sistemi adatti ad una migliore razionalizzazione del lavoro ha portato ad un
impiego sempre più ampio delle tecniche CAD. Il ricorso ad un sistema che combini un computer
ad un software adeguato permette l'ottenimento di risultati interessanti specialmente per quelle fasi
della progettazione che richiedono una notevole esecuzione di disegni. Queste considerazioni hanno
indotto ELECTRO GRAPHICS a realizzare software per la progettazione di schemi per impianti
elettrici industriali e civili.
iDEA permette di redigere disegni atti a risolvere in modo ampio e completo le esigenze di studi di
progettazione, aziende operanti nel settore dell'impiantistica, della manutenzione di impianti e dei
servizi tecnici di enti od industrie.
iDEA non richiede conoscenze specifiche di informatica ed è di facile apprendimento; per sfruttare
appieno le sue possibilità occorre solo comprendere a fondo le sue funzioni ed acquistare una certa
pratica.
Oltre al presente manuale di riferimento la documentazione fornita con iDEA comprende:

Guida in linea: fornisce informazioni rapide durante l'utilizzo di iDEA e consente di aumentare la
produttività riducendo il tempo richiesto per apprendere le funzioni del programma. Gli argomenti
della Guida forniscono materiale informativo, istruzioni dettagliate e riferimenti ai comandi
correlati. È possibile accedere alle informazioni selezionando gli argomenti della Guida nel menu,
nella barra degli strumenti e in molte finestre di iDEA.

Guida all’uso dei prodotti Electro Graphics: ha lo scopo di introdurre all’uso dei programmi del
pacchetto, guidando allo svolgimento rapido di tutte le funzioni principali dei programmi per ogni
fase della progettazione. Fornisce un valido aiuto soprattutto a chi si appresta ad apprendere le
funzioni del programma.

Guida all’uso Novità Serie 2024: presenta le modifiche e le nuove funzioni presenti nella nuova Release
dei programmi Electro Graphics. Fornisce una panoramica sulle novità per chi già usa una versione
precedente del software.

Guida di riferimento Commesse e archivi: sono descritte le funzioni comuni a tutti i programmi Electro
Graphics.

Supporto tecnico post-vendita


In Area clienti del sito Internet di Electro Graphics, all'indirizzo
[Link]

si potranno trovare le ultime novità, gli appuntamenti, consultare informazioni tecniche ed accedere
ai servizi di supporto tecnico on-line e scaricare utility ed aggiornamenti di tutti i prodotti.

Nota. Per accedere ai servizi del sito Internet, i clienti in regolare contratto di assistenza possono
registrarsi o richiedere la password via e-mail all'indirizzo di supporto tecnico.
2 Prefazione
iDEA Light

L'assistenza telematica sarà fornita dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00 dal
Lunedì al Venerdì escluse le festività ed i periodi di riposo aziendale.
Per accedere al servizio, si dovrà aprire una richiesta sulla pagina riservata del sito di Electro
Graphics, nell’area di supporto per i clienti, dove si potrà:
• indicare il motivo della richiesta con una descrizione sommaria;
• caricare eventuali file o dati da sottoporre;
• ricevere suggerimenti ed indicazioni on-line;
• avere informazioni sulle richieste inoltrate.

Sarà cura dei tecnici addetti al servizio, ricontattare il Cliente per via telefonica (a soli numeri di rete
fissa nazionale) o telematica (ad esempio con l’utilizzo di Skype e/o TeamViewer).
Su espressa autorizzazione del Cliente con sgravio di responsabilità, sarà possibile l’intervento da
remoto sul sistema del Cliente, al fine di guidarlo nell’esecuzione di procedure o funzioni per
risolvere eventuali problemi di configurazione del software.

Per inviare e-mail con quesiti o suggerimenti al team di supporto tecnico utilizzare il seguente
indirizzo:
support@[Link]

Per informazioni di tipo commerciale e amministrativo sono disponibili i seguenti contatti:


Telefono: 049.9461138

Fax: 049.9461190

E-mail: info@[Link]

Newsletter
All'interno del sito internet di Electro Graphics si consiglia l'iscrizione alla Newsletter che consente
l'invio periodico di informazioni relative ai prodotti Electro Graphics, nonché notizie ed annunci
importanti.
• Novità di Electro Graphics. Per essere sempre aggiornati su novità, prodotti, tecnologie,
download gratuiti, promozioni e molto altro ancora.
• Manifestazioni fieristiche. Per essere aggiornati sulle date delle manifestazioni fieristiche di
Electro Graphics.
• Notiziario corsi e seminari. Guida mensile sulle novità relative ai corsi ed ai seminari di Electro
Graphics.
• Supporto tecnico. Newsletter di annunci, suggerimenti ed informazioni tecniche per utenti in
contratto di assistenza.
• Programma beta test. Newsletter per l'iscrizione di clienti in assistenza al programma di beta-test
dei prodotti Electro Graphics.

iDEA Light
La presente Guida di riferimento descrive le funzionalità di iDEA che comprende tutte le funzioni
descritte. Per chi dispone di iDEA Light non sono disponibili alcune procedure, specifiche per
l'impiantistica, descritte nei seguenti capitoli:
• capitolo “Disegno architettonico”: disegno di pilastri e colonne, nicchie e paraste, camini;
• capitolo “Topografici di posa”: calcolo illuminotecnico PhosPro;
• capitolo “Distribuzioni”: funzioni di gestione dei condotti e del calcolo dello stipamento;
• capitolo “Reti”: funzioni di gestione delle reti.

Non sono disponibili alcune procedure, specifiche di schemistica, descritte nei seguenti capitoli:
• capitolo “Macroblocchi e Fast builder”;
• capitolo “Gestione sinottici d’impianto”;
• capitolo “Autosheet”;
• capitolo “Analisi dello schema”: non è disponibile la funzione di analisi dei flussi di potenza;
Prefazione 3
Copyright e termini della licenza d'uso

• capitolo “Stampa e pubblicazione”: salva pdf 3D.

Copyright e termini della licenza d'uso


Tutto il materiale contenuto nella confezione è, a tutti gli effetti, un prodotto intellettuale protetto
dalla legge e come tale è solamente concesso in uso all'utente, in modo non trasferibile e per proprio
esclusivo uso su di un'unica stazione.
Nella confezione contenente i materiali è stampato il contratto di concessione d'uso. L'apertura della
busta sigillata determina l'accettazione dei termini contrattuali riportati sulla busta.
È vietata la copia dei dischi originali del prodotto, con la sola eccezione di copie di sicurezza da parte
dell'intestatario della licenza d'uso e per soli motivi di sicurezza. È altresì vietata la riproduzione del
presente manuale in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo senza la preventiva autorizzazione scritta
del produttore.

Registrazione
È indispensabile compilare la scheda di registrazione; tale documento deve essere inviato ad Electro
Graphics, a mezzo fax (+39.049.9461190), per essere, quindi, inseriti nell’elenco dei Clienti per
godere della prevista assistenza telefonica (hot-line) e manutenzione gratuita per 90 (novanta) giorni.

Responsabilità
Un notevole impegno in termini di tempo, lavoro e denaro è stato profuso perché il programma sia,
per quanto possibile, esente da difetti, anomalie di funzionamento e rispecchi fedelmente le
prestazioni tecnologiche esposte nel materiale di documentazione. Il programma è stato a lungo
adoperato e testato. Tutti i materiali costituenti il pacchetto (dischetti magnetici, manuale di
riferimento, dispositivo di protezione hardware) verranno sostituiti con altri nuovi di fabbrica nel
caso venga accertato, nel termine previsto dalla legge, un qualsiasi difetto di materiale o di
fabbricazione. Oltre a tale garanzia, il prodotto non è accompagnato da alcuna altra garanzia,
implicita o esplicita. Il concedente ed i rivenditori pertanto non potranno per nessun motivo essere
ritenuti responsabili per alcun danno, diretto o indiretto, per mancati guadagni od altro in
conseguenza dell'utilizzazione delle procedure. Utilizzando il software, il concessionario riconosce
ed accetta che rimane di propria esclusiva responsabilità il corretto impiego dello stesso, la
consapevole interpretazione ed il necessario controllo dei risultati delle elaborazioni.

Suggerimenti
Il software e la documentazione sono in fase continua di evoluzione e sviluppo. Chi desidera offrire
suggerimenti riguardanti il software o la documentazione può inviare una e-mail all'indirizzo di
supporto tecnico.
4 Prefazione
Suggerimenti
2
Nozioni fondamentali

In questo capitolo verranno descritte le nozioni fondamentali necessarie per utilizzare l’interfaccia
utente di iDEA e configurare l’ambiente di lavoro.

Avvio di iDEA
Per avviare iDEA, dalla lista delle applicazioni di Windows scegliere Electro Graphics Serie 2024,
quindi iDEA.

All'avvio di iDEA viene visualizzata la finestra Creazione o apertura di un disegno (vedi “Creazione
o apertura di un disegno” a pagina 5).

Creazione o apertura di un disegno


Per creare un nuovo disegno in iDEA o aprirne uno esistente è possibile utilizzare la finestra
Creazione o apertura di un disegno. Essa è sviluppata per guidare in pochi passi e con una serie di
semplici opzioni, alla creazione di un disegno completo di ogni impostazione grafica o l’apertura di
uno esistente. Sia che si tratti di un disegno per uno schema di automazione che di un disegno
planimetrico per l’impiantistica.
Questa finestra, avviata automaticamente all’avvio di iDEA (se non si è disattivata l’opzione
presente nella finestra stessa in basso a sinistra), può essere aperta ogni qualvolta sia necessario.
Come avviare la creazione o l’apertura di un disegno
• Scegliere Crea/apri disegno.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.
Barra strumenti: scheda Progetto.
Riga di comando: EGWIZ.
6 Nozioni fondamentali
Creazione o apertura di un disegno

Vediamo di seguito le funzioni disponibili nella finestra Creazione o apertura di un disegno.

Creazione di un nuovo disegno


Nel riquadro Disegni selezionare il pulsante Nuovo disegno. Una procedura guidata consente di
scegliere la commessa o il percorso di creazione e di configurare i parametri di lavoro del disegno.
Nella prima schermata effettuare le seguenti scelte.

Assegna un nome al nuovo disegno: nella casella di testo digitare il nome del file di disegno
senza utilizzare caratteri di punteggiatura; l’estensione “.DWG” viene aggiunta in seguito dal
programma.

Tipo di disegno: per creare uno schema elettrico di automazione, uno schema unifilare o un layout
quadro scegliere l’opzione Schema multifoglio. Per disegnare un impianto elettrico scegliere
l’opzione Planimetrico.

Crea il disegno: è possibile scegliere una delle seguenti opzioni.


• In una nuova commessa: premendo Avanti verrà visualizzata la finestra per la definizione dei dati
della nuova commessa.
• In una commessa esistente: viene visualizzato l’elenco delle commesse esistenti, dal quale
selezionare quella in cui inserire il nuovo disegno. Si ricorda che l’elenco delle commesse è gestito
nel programma Commesse; le commesse bloccate (con lucchetto chiuso) all'interno del gestore delle
commesse non vengono visualizzate nella lista. Nella casella di ricerca digitare il nome, anche
parziale, della commessa da trovare: la lista delle commesse visualizzerà solamente le commesse con
nome che soddisfa la ricerca.
• In un percorso generico: viene visualizzata una casella in cui digitare il percorso in cui salvare il
nuovo disegno; in alternativa selezionare il pulsante Sfoglia (a lato della casella) per selezionare il
percorso di destinazione del nuovo disegno tramite la classica finestra che mostra le risorse del
computer.

Nota. È possibile salvare i progetti anche all’interno di sottocartelle della commessa. Tali progetti
faranno comunque parte della commessa a saranno applicate tutte le relative impostazioni.

Assegna uno schema al nuovo disegno: è possibile collegare il nuovo disegno ad altri disegni
presenti nella stessa cartella associando un comune nome di schema. Uno schema lega uno o più
disegni mantenendo un elenco fogli globale. Il programma propone il nome del disegno corrente.
Nella lista è possibile selezionare un eventuale schema già presente all'interno della commessa di
Nozioni fondamentali 7
Creazione ed apertura di file in commesse

progetto, o alla cartella di destinazione, selezionata per associare il disegno corrente a tale schema.
Digitando, invece, un nome nuovo si assegna al file di schema un nome diverso dal file di disegno.
Anche il nome dello schema non deve contenere caratteri di punteggiatura; l’estensione “.SCH”
viene aggiunta in seguito dal programma. Per ulteriori informazioni vedi “Gestione schema” a
pagina 96.

Premendo Avanti, se si è scelto di creare una nuova commessa viene visualizzata la finestra Nuova
commessa. È necessario indicare il nome nella casella Commessa e il percorso di salvataggio; le altre
informazioni non sono obbligatorie. Per informazioni sui dati della commessa vedi “Creazione ed
editazione di una commessa” al capitolo “Commesse” della guida “Commesse e archivi”. Premere
OK per confermare la creazione della commessa.
La creazione della commessa non sarà avviata se si è scelto di lavorare su una commessa esistente.
Scelta della configurazione dei parametri
Nella seconda schermata la procedura chiede, quindi, di selezionare i parametri di configurazione del
nuovo disegno. Le configurazioni dei parametri di commessa comprendono una serie di
impostazioni che influiscono sull'ambiente di disegno e sull'elaborazione dei dati nei programmi
Electro Graphics. Il pulsante Configurazioni apre la finestra per la creazione e modifica delle
configurazioni: per ogni dettaglio vedi “Configurazioni dei parametri di commessa” al capitolo
“Configurazioni” della guida “Commesse e archivi”. Per la descrizione di tutti i parametri vedi
“Configurazioni di progetto” a pagina 743.
Apertura del nuovo disegno
Al termine non resta che premere il pulsante Apri per aprire il nuovo disegno. PEr gli schemi
multifoglio, se è stata selezionata l’opzione Crea un nuovo foglio alla prima apertura del disegno,
viene visualizzata la finestra Creazione fogli: vedi “Inserimento di nuovi fogli per schemi” a
pagina 92.

Apertura di un disegno esistente


Tramite la finestra Creazione o apertura di un disegno, si può aprire un disegno già elaborato in
precedenza nelle modalità seguenti.
• L’icona Apri nel riquadro Disegni avvia la finestra Apri in cui è possibile ricercare una cartella
o una commessa e aprire un disegno; questa finestra è descritta ulteriormente nel paragrafo
“Creazione ed apertura di file in commesse” a pagina 7.
• Per aprire un disegno aperto di recedente basta selezionarlo dalla lista nel riquadro Recenti; i
disegni in elenco, per i quali è indicato percorso del file, data dell’ultima modifica e dimensione,
possono essere copiati nell’elenco dei Preferiti facendo clic sull’icona stella. Se invece si desidera
non tenere traccia di un disegno è possibile eliminarlo dalla lista dei Recenti con l’apposita icona
Elimina.
• Il riquadro Preferiti elenca i disegni che sono stati marcati come preferiti nel riquadro Recenti.
Da qui si potrà aprire un disegno. Se si desidera rimuovere un collegamento fare clic sull’icona
Elimina.

Opzioni
Per disattivare l’avvio automatico della finestra all’avvio di iDEA basta selezionare l’opzione Non
mostrare al prossimo avvio, presente nella finestra in basso a sinistra. Per riattivare l’avvio
automatico occorre selezionare l’opzione Mostra finestra di dialogo Avvio in Preferenze ambiente
grafico, scheda Generali (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757). In tale luogo è possibile
anche definire il numero massimo di disegni elencati nella lista Recenti.

Nel riquadro Disegni, sono disponibili i pulsanti per accedere alla guida in linea e alla finestra dei
percorsi di lettura degli archivi e librerie simboli utilizzate dal software.

Creazione ed apertura di file in commesse


Il modo migliore per lavorare in iDEA è la gestione dei progetti con le commesse; pertanto la
creazione di nuovi file e l'apertura di file esistenti, avviene con il comando Commesse. Per aprire o
creare un documento di lavoro (file) all'interno di iDEA viene visualizzata la finestra di dialogo
Nuovo/Apri file.
8 Nozioni fondamentali
Creazione ed apertura di file generici

La casella di riepilogo Commessa contiene l'elenco delle commesse disponibili, mentre il riquadro
principale visualizza tutti i file di disegno disponibili nella commessa attivata in quel momento.
Selezionando una commessa viene aggiornato l'elenco dei file di disegno relativi alla commessa
selezionata. Per accedere ad uno di questi file è sufficiente selezionarlo e premere il pulsante di
conferma Apri, oppure effettuare doppio clic. In alternativa, specificarne il nome nella casella di testo
e premere il pulsante Apri. Se il file specificato non esiste nella directory di commessa, verrà creato
come nuovo.
Il pulsante Commesse avvia il software Commesse per creare una nuova commessa.

Attenzione. Le commesse bloccate (con lucchetto chiuso) all'interno del gestore delle commesse
non vengono visualizzate nella lista commesse.
Come creare un file in una nuova commessa
1. Avviare il comando Commesse.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: COMMESSE.

2. Nella finestra di dialogo Nuovo/Apri file, selezionare il pulsante Commesse. Viene aperta la
finestra della gestione delle commesse.
3. Dal menu File, scegliere Nuova.
4. Nella finestra di dialogo Nuova commessa, è possibile compilare i dati della commessa nelle
schede Generale e Dati aggiuntivi. In Parametri è possibile scegliere la configurazione di parametri.
Confermare premendo il tasto OK.
5. Nella lista delle commesse fare doppio clic sulla nuova commessa. La visualizzazione ritorna
alla finestra Nuovo/Apri file: la finestra di riepilogo dei file visualizza il contenuto della nuova
commessa.
6. Nella casella Nome file digitare il nome del nuovo disegno.
7. Scegliere Apri per creare il disegno.

Per la gestione delle commesse (creazione, cancellazione, copia, archiviazione, configurazioni,...) è


possibile avviare il programma Commesse dal gruppo dei programmi Electro Graphics.

Nota. Per ulteriori informazioni vedi il capitolo “Commesse” della guida “Commesse e archivi”.

Configurazioni dei parametri di commessa


Le configurazioni dei parametri di commessa comprendono una serie di impostazioni, che
influiscono sull'ambiente di disegno e sull'elaborazione dei dati nei programmi Electro Graphics. I
parametri sono suddivisi in:
• Parametri multifoglio
• Parametri topografico

Alla creazione di ogni commesse, la configurazione da utilizzare può essere selezionata nella casella
Parametri.
Una volta creati i disegni del progetto le variabili possono essere modificate con il comando
Preferenze (vedi “Preferenze” a pagina 741). Le modifiche saranno, a tal punto, relative solo al
disegno corrente.

Nota. Per ulteriori informazioni vedi “Configurazioni dei parametri di commessa” nel capitolo
“Configurazioni” della guida “Commesse e archivi”.

Creazione ed apertura di file generici


Se non si lavora utilizzando la gestione dei progetti per commessa, è possibile creare un nuovo
disegno oppure aprirne uno esistente, utilizzando lo stesso il comando Commesse.
Nozioni fondamentali 9
Accesso ai comandi

Nuovo disegno
Per iniziare un nuovo disegno, scegliere Commesse dalla barra multifunzione.
Viene visualizzata la finestra di dialogo Nuovo/Apri file: nella casella Commessa selezionare
‘generica’, nella casella Cerca in, individuare la cartella desiderata, quindi inserire un nome per il file
da creare nella casella Nome file.
Scegliere Apri per creare il disegno.
L'estensione standard dei file di disegno .dwg, viene aggiunta automaticamente al nome specificato.

Apertura di un disegno generico


Per aprire un disegno, scegliere Commesse dalla barra multifunzione.
Viene visualizzata la finestra di dialogo Nuovo/Apri file: nella casella Commessa selezionare
‘generica’, nella casella Cerca in, individuare la cartella desiderata, quindi selezionare il file nella
casella Nome file.
Scegliere Apri per aprire il disegno.

Accesso ai comandi
Le funzioni di iDEA vengono utilizzate mediante comandi, che possono essere eseguiti in modi
diversi.
• Scegliendo una voce dal menu dei comandi, detto anche menu a tendina.
• Facendo clic su uno strumento (icona) nelle barre (barra multifunzione, barra degli strumenti
Electro Graphics o barre degli strumenti agganciabili).
• Immettendo un comando alla riga di comando e premendo INVIO.
• Alcuni comandi sono disponibili anche nel menu a cursore.

Quando iDEA è pronto ad accettare istruzioni per creare, visionare, modificare e stampare schemi
alla riga di comando è presente il messaggio:
Comando:

Lanciato un comando, richiederà l'eventuale immissione dei dati necessari per eseguire le varie
operazioni. Tali operazioni terminano con la fine dell'immissione dei dati richiesti e l'esecuzione
delle operazioni scelte, riproponendo il messaggio:
Comando:

Alla riga di comando è possibile richiamare l'ultimo comando utilizzato premendo INVIO. Per
concludere l'immissione dei comandi da tastiera, premere la BARRA SPAZIATRICE o INVIO.
Per uscire da un comando, è possibile premere ESC in qualsiasi momento.

Barra multifunzione
La barra multifunzione rende disponibili in un'unica posizione gli strumenti necessari per eseguire
operazioni relative all'area di lavoro corrente. Elimina la necessità di visualizzare più barre degli
strumenti, rendendo più ordinata l'applicazione e ottimizzando l'area disponibile per il lavoro grazie
all'uso di un'unica interfaccia compatta.
La barra multifunzione si apre automaticamente quando si crea o si apre un disegno utilizzando l'area
di lavoro Electro Graphics.
Come visualizzare la barra multifunzione

Menu: Barra multifunzioneFare clic sul menu Strumenti>Tavolozze.


Riga di comando: BARRAMULTIF.

Per chiudere la barra multifunzione, digitare CHIUDIBARRAMULTIF alla riga di comando.


10 Nozioni fondamentali
Barra strumenti Electro Graphics

La barra multifunzione è composta da una serie di gruppi, organizzati in schede etichettate in base
all'attività. Le schede sono state studiate e organizzate secondo il tipo di lavoro che può essere svolto
in ambiente grafico. Anche la disposizione dei gruppi all'interno di ogni scheda è stata messa a punto
secondo il flusso delle operazioni da eseguire durante la stesura del progetto. Ogni gruppo è
identificato da un'etichetta di testo. Una freccia al lato dell'etichetta del gruppo, in basso, indica che
è possibile espandere il gruppo stesso per visualizzare strumenti e controlli aggiuntivi.

Barra strumenti Electro Graphics


In alternativa alla barra multifunzione (vedi “Barra multifunzione” a pagina 9) è ancora disponibile
la barra strumenti Electro Graphics. I comandi sono organizzati in schede suddivisi per tipologia. Per
alcuni pulsanti sono disponibili altre icone a comparsa che contengono i comandi correlati.

Come visualizzare la barra degli strumenti standard

Menu:
• Dal menu Visualizza>Barre degli strumenti, selezionare Barra degli strumenti standard.
Riga di comando: EGTBAR.

Nota. Alcuni comandi non sono abilitati nel caso non siano compresi nel pacchetto in licenza.

Nota. Soffermandosi con il puntatore del mouse in prossimità di ogni singolo pulsante si ha la
visualizzazione di una etichetta che descrive il comando.

Portando il cursore sulla barra degli strumenti e premendo il tasto destro del mouse, viene
visualizzato un menu a comparsa con alcune opzioni di visualizzazione della barra:

Visualizza al prossimo avvio: permette di visualizzare o meno la barra degli strumenti standard, al
prossimo avvio di iDEA.
Visualizza etichette: permette di visualizzare o meno le etichette di testo sulle schede.
Visualizza immagini: permette di visualizzare o meno i simboli rappresentativi sulle schede.
Visualizza librerie simboli: permette di visualizzare o meno le schede con le icone delle librerie
simboli.

É possibile agganciare la toolbar ai lati o nella parte inferiore della finestra di disegno: fare clic sulla
barra del titolo e trascinarla nel bordo tenendo premuto il tasto sinistro del mouse.
Nozioni fondamentali 11
Comandi dal menu contestuale

Comandi dal menu contestuale


Facendo clic con il pulsante destro del mouse nell'area di disegno, viene visualizzato un menu di
scelta rapida di iDEA, dove sono disponibili anche i comandi principali utilizzabili durante la stesura
di schemi elettrici.

Nota. Per l'attivazione del menu di scelta rapida controllare le Preferenze utente, nella finestra di
dialogo Opzioni, attivabile con il comando OPZIONI di iDEA.

Il menu di scelta rapida è contestuale; perciò i comandi disponibili riguardanti l'editazione di schemi
elettrici dipendono dalla selezione.
Se nel disegno non è selezionato alcun elemento, il menu di scelta rapida visualizza, tra le altre, la
voce Schemi elettrici con i comandi:
• Siglatura simboli
• Cross reference
• Analisi schema
• Traccia morsettiere

Se si seleziona almeno un simbolo di iDEA, il menu di scelta rapida visualizza, tra gli altri, i comandi:
• Edita attributi
• Apparecchiatura
• Cancella simbolo

Se si seleziona un condotto di iDEA, il menu di scelta rapida visualizza, tra gli altri, i comandi:
• Modifica condotto
• Visualizza lista condotti
• Edita utenze

Ripristino dei menu originali


Qualora si dovessero incontrare problemi nella corrispondenza tra icone e comandi relativi è
possibile che si sia causato il danneggiamento dei menu. Per risolvere questo problema o per altri
motivi, è possibile ripristinare i menu originali dell'installazione.
Come ripristinare i menu originali
1. Alla riga di comando eseguire il comando DELMENU.
2. Chiudere e riavviare iDEA.
12 Nozioni fondamentali
Pannello Proprietà contestuali

Pannello Proprietà contestuali


Il pannello Proprietà contestuali si attiva in base a quali entità sono selezionate correntemente nel
disegno. Se nessuna entità è selezionata, di default il pannello presenta la libreria simboli con
possibilità di filtrare i simboli per tipologia e ricercare tramite descrizione. Viene messa inoltre a
disposizione la possibilità di accedere ad ulteriori pagine: simboli preferiti, simboli utilizzati nello
schema corrente (unici) e simboli presenti nello schema (stile Inspector) con possibilità di ricercare
fra le descrizioni dei simboli stessi.

Nota. Il pannello Proprietà si avvia dalla barra Utilità e con il comando EGPROP. In seguito si avvia
in automatico fino alla chiusura.

Il pannello Proprietà cambia quindi in base alla selezione corrente. Di seguito sono esposti i casi
possibili.

Selezione di uno o più simboli (blocchi con attributi)


Il pannello Proprietà presenta l'editor attributi con possibilità di utilizzo di tutte le sue funzioni
(comando DDA, vedi “Editazione attributi” a pagina 64). Nel pannello sono elencati gli attributi del
simbolo o del gruppo di simboli selezionati. Per modificare tutte le proprietà accessibili è possibile
specificare un nuovo valore. Se sono selezionati più simboli, per gli attributi che presentano valori
differenti viene riportata la dicitura <vari>; inserendo un nuovo valore esso sarà applicato uguale in
tutti i simboli della selezione.

Da questo pannello, inoltre, si ha un accesso rapido ai comandi:


Nozioni fondamentali 13
Pannello Proprietà contestuali

• Utilità attributi (comando UTILATT, vedi “Utilità attributi” a pagina 71);


• Copia attributi su altri simboli (comando ATTRCOPIA, vedi “Copia attributi” a pagina 75);
• Sostituisci blocco (comando SOSTBLOCCO, vedi “Sostituzione simboli” a pagina 218);
• Visualizza documenti allegati, se il simbolo ha Codice principale (CODICE2) compilato con un
articolo corredato da un documento tecnico in archivio materiali.

Nota. Se si seleziona il blocco cartiglio del foglio corrente e tramite il pannello Proprietà si modifica
Ubicazione e Funzione, sono aggiornati anche i relativi valori dei simboli del foglio.

Selezione di un simbolo di tipologia Elemento di comando o Elemento


riferito
Al di sotto dell'editor attributi viene mostrata una versione “light” dell'interfaccia Controllo
apparecchiature (vedi “Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258) dove è
possibile vedere la lista degli elementi costituenti la formazione con possibilità di inserire gli
elementi mancanti e localizzare quelli già inseriti, con un clic sull’icona verde o rossa.

Selezione di un simbolo di tipologia Unità PLC o Operando PLC


Sempre al di sotto dell'editor attributi viene mostrata una versione “light” dell’interfaccia PLC
(comando PLC, vedi guida di riferimento “Plc”) che presenta due pagine di cui la prima è l’albero
delle schede del progetto PLC e la seconda la lista degli operandi della scheda selezionata.
Se il simbolo selezionato è un operando, questo viene puntato nella seconda pagina, mentre se il
simbolo è una scheda o un rack viene puntato nella prima pagina.
L’utilità PLC consente di localizzare gli elementi già inseriti nel disegno o inserire quelli mancanti.
Inoltre si ha la possibilità di aggiornare il file PLC da disegno, inserire le tabelle e lanciare il gestore
PLC principale.
14 Nozioni fondamentali
Pannello Proprietà contestuali

Selezione di un blocco tabella appartenente allo schema unifilare


L'editor attributi mostra i dati dell’utenza selezionata nel disegno. Al di sotto viene visualizzato
l'elenco delle utenze (organizzato ad albero) nel file UPEX da cui l’unifilare è stato generato.
Il pannello consente di editare ogni utenza e localizzare le utenze già inserite nel disegno. È possibile
inoltre accedere alla finestra Gestione schema utenze (comando NVLINEE, vedi “Gestione schema
utenze” a pagina 585).
Nozioni fondamentali 15
Pannello Proprietà contestuali

Selezione di uno o più fili


Se ad essere selezionato è un filo (linea elettrica) il pannello si carica con due sezioni. La prima, nella
parte superiore, mostra tutti i controlli dell'interfaccia Gestione dati filo (comando SEZ, vedi
“Cambia dati filo” a pagina 183) con possibilità di modifica dei dati caratteristici del filo (sezione,
colore, designazione, caratteristica). In più, si ha la possibilità di attivare/disattivare l'opzione
Selezione fili automatica e l'opzione Modifica automatica delle connessioni (vedi “Selezione fili
automatica e modifica automatica delle connessioni” a pagina 162). Si ha accesso, inoltre, alle
funzioni Disegna filo (comando FILO, vedi “Filo” a pagina 152), Visualizza/Nascondi vincoli e alla
finestra Sezione fili per editare le corrispondenze sezione/colore dei fili.
16 Nozioni fondamentali
Pannello Proprietà contestuali

Nella parte inferiore del pannello si presenta una griglia contenente tutte le informazioni sui fili
selezionati: è pertanto una evoluzione della funzione Edita fili (comando EFILI, vedi “Vincolo della
sigla del filo” a pagina 175). Per ogni filo è possibile accedere ai vincoli e rinvii presenti ed editare
il numero del filo, il riferimento e, nel caso dei vincoli, anche il livello. È inoltre possibile vincolare
il filo e inserire i vari rinvii o eliminare quelli già presenti. Se presenti, vengono inoltre mostrati i
vincoli cavo, cavo su disegno e fascio di cavi. Si ha la possibilità di localizzare vincoli e rinvii
presenti. Il pannello Proprietà da inoltre accesso alla finestra Elenco rinvii (comando VRIN, vedi
“Elenco rinvii filo” a pagina 170) e alla finestra Assegna cavo su disegno (comando SETCAVO, vedi
“Definizione del cavo su disegno” a pagina 415) già filtrata sui fili selezionati.

Normalmente, le modifiche dei dati Sigla filo e Riferimento apportate ai fili hanno effetto su tutti i
blocchi rinvio filo e vincolo filo posti sul filo stesso nel disegno corrente. Al fine di limitare
l’estensione delle modifiche, è possibile applicare la spunta alla preferenza Modifica solo nella
selezione corrente presente nel del menu Utilità. In questa condizione, i dati di Sigla filo e
Riferimento vengono assegnati solo ai blocchi rinvio filo e vincolo filo nel foglio corrente.

Selezione di un blocco di elaborato aggiornabile


Se la selezione è composta da un blocco appartenente ad uno degli elaborati elencati sotto, il pannello
presenta l'editor attributi con possibilità di utilizzo di tutte le sue funzioni, con aggiunto un pulsante
per l'aggiornamento della tabella selezionata.
Gli elaborati aggiornabili sono:
• morsettiere tracciate con la funzione Traccia morsettiera (vedi “Traccia morsettiera” a
pagina 397);
• tabelle materiali generate da una distinta materiali (vedi “Tabelle materiali Tabula” a
pagina 695);
• tabelle disegnate dall’interfaccia di Cablo (vedi “Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo” a
pagina 416);
• tabelle utenze relative ad un progetto elaborato con Ampère (vedi “Tabelle degli elaborati
Ampère” a pagina 512).

Nell’immagine seguente si ha un esempio di selezione di una riga della tabella materiali e avvio del
comando.

Nell’immagine seguente si ha un esempio di selezione di un morsetto della morsettiera e avvio del


comando.
Nozioni fondamentali 17
Pannello Proprietà contestuali

Selezione di un blocco utenza


Se la selezione è composta da un blocco tramite cui si può far riferimento al progetto di calcolo di
una rete elettrica, il pannello presenta l'editor attributi con aggiunto un pulsante per l’apertura del
progetto di calcolo tramite il programma Ampère e la localizzazione del quadro in esame.
Le condizioni necessarie per l’attivazione di questa utilità sono:
• nel blocco selezionato deve esiste un attributo di quadro; deve cioè essere presente un attributo
con etichetta UBIC1, UBICC, o SIGLAC.
• un file utenze UPEX deve essere presente e agganciato allo schema corrente;
• il programma Ampère deve essere installato.

Avviando l’utilità viene aperto il programma Ampère, caricato il progetto elettrico e localizzata la
prima utenza del quadro selezionato. Da tenere presente che è gestito anche un eventuale
multiprogetto.
Nella immagine seguente si ha un esempio di selezione di un simbolo protezione in uno schema
unifilare.

Nella immagine seguente si ha un esempio di selezione di un simbolo presa in un planimetrico


d’impianto.
18 Nozioni fondamentali
Pannello Proprietà contestuali

Selezione di uno o più locali


Il pannello Proprietà carica l'interfaccia Gestione locali filtrata sui locali selezionati nel disegno. Si
ha accesso alle funzionalità principali presenti nella finestra Gestione locali (comando GLOCALI,
vedi “Gestione locali” a pagina 437).

Selezione di uno o più condotti


Il pannello Proprietà presenta, nella parte superiore, la lista dei condotti selezionati con possibilità
di accedere alla finestra di modifica, alla funzione Disegno condotto (comando DISCONDOTTO,
vedi “Condotti” a pagina 467) e alla finestra Gestione condotti (comando VEDICONDOTTI, vedi
“Lista condotti” a pagina 486). La parte inferiore del pannello contiene la lista delle utenze
appartenenti ai condotti selezionati. È possibile modificare tali utenze, crearne di nuove o accedere
alla finestra di Rete elettrica (comando RETI, vedi “Rete elettrica” a pagina 524). Se ad essere
selezionato è un solo condotto, la parte centrale della palette è occupata da una vista in sezione del
condotto caratterizzata dal livello di riempimento dovuto ai cavi delle utenze appartenenti al
condotto stesso. Se il canale presenta dei compartimenti, questi saranno visibili in figura e sarà
possibile, tramite drag&drop, assegnare le utenze della lista ai diversi comparti del canale.
Nozioni fondamentali 19
Tabelle

Selezione di un’entità costituente una tabella


Il pannello, in questo caso, mette a disposizione tutte le funzionalità di aggiornamento automatico
delle tabelle (selezione, cancellazione, aggiornamento,...) previste dalla funzione Aggiorna tabelle
(comando TABUPDATE, vedi “Aggiorna tabelle” a pagina 82).

Tabelle
Per la tracciatura di tabelle quali ad esempio quelle relative a Utilità fogli e Utilità impiantistica
(elenco fogli, elenchi revisioni, elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc.) viene visualizzata
una finestra di dialogo nella quale sono sempre presenti le funzioni illustrate di seguito.
20 Nozioni fondamentali
Tabelle

Rinomina titolo colonna


Permette di personalizzare facilmente il titolo di una colonna. Il comando può essere eseguito anche
eseguendo un doppio clic sulla descrizione della colonna stessa.
Casella di scelta profilo
La casella a discesa permette di richiamare velocemente le impostazioni salvate precedentemente in
un profilo.
Salvataggio profilo
Il comando serve a salvare le impostazioni correnti in un profilo. Viene proposto il nome del profilo
corrente, nel caso in cui non sia stato selezionato alcun profilo la finestra propone un nuovo nome,
permettendo in tal modo di duplicare facilmente un profilo esistente.
Elimina profilo corrente
Il comando permette di rimuovere definitivamente il profilo selezionato.
Ripristina titoli colonne
Tale comando ripristina i valori predefiniti di titolo (Etichetta colonna) e ordinamento delle colonne.
Nel caso di aggiornamento di una tabella già disegnata in ambiente grafico, il comando ripristina i
valori originali rilevati direttamente dal disegno.
Filtra dati
Attivando questa casella di spunta, facendo clic su OK verrà visualizzata l’anteprima di tutti i dati
della tabella in una finestra di dialogo. Tale finestra permette di filtrare fino a due colonne a scelta
le righe di dati. In tal modo è possibile ad esempio riportare solamente i cavi di una determinata
ubicazione o i fogli con una determinata funzione. Il filtro viene riapplicato automaticamente nel
caso di aggiornamento della tabella.
Nozioni fondamentali 21
Genera elaborati grafici

Esporta su foglio di calcolo


Dopo aver personalizzato le caratteristiche, anziché premere OK per disegnare la tabella, premere il
bottone Esporta e scegliere Esporta su Excel/Foglio di calcolo. Sono disponibili due modalità.
• Microsoft Excel: è possibile scegliere questa modalità se nel sistema è installato Microsoft
Excel. Il sistema avvia automaticamente il software Excel ed esporta i dati direttamente in un nuovo
foglio di calcolo. Si potranno quindi effettuare modifiche o salvare il file.
• Foglio di calcolo (*.xls, *.xlsx): questa modalità è utile quando nel sistema non è installato
Microsoft Excel. Per l’esportazione viene creato un file Excel in formato .XLS e salvato nel percorso
con il nome indicato dall’utente.

Genera elaborati grafici


La funzione Genera elaborati grafici, con un’unica operazione, consente inserire all’interno dello
schema multifoglio tutti gli elaborati necessari a corredare lo schema elettrico. La funzione consente
di selezionare quali elaborati inserire (legenda simboli, tabelle morsettiera, liste cavi, …), di definire
le caratteristiche rappresentative di ogni elaborato, di salvare diversi profili di generazione degli
elaborati.
Come avviare la generazione elaborati grafici (tabelle)
• Scegliere Genera elaborati grafici.

Menu: Schemi>Layout.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Varie.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: GENERATAB.

La finestra di dialogo di questa funzione presenta la lista degli elaborati grafici da riportare nello
schema multifoglio. I bottoni Aggiungi e Rimuovi consentono di comporre la lista con gli elaborati
desiderati. È possibile inoltre abilitare o disabilitare l’inserimento nel disegno di uno o più elaborati
apponendo o rimuovendo la spunta posta nella casella delle righe della lista. Solo gli elaborati
contrassegnati con la spunta saranno inseriti nello schema multifoglio.
Per determinare l’ordine di generazione degli elaborati utilizzare la funzione Ordina e modificare la
posizione degli elaborati tramite le funzioni della finestra di dialogo.
Per generare gli elaborati ed inserirli nello schema multifoglio utilizzare Esegui.
È possibile salvare più configurazioni di generazione elaborati tramite il bottone Salva. Il profilo
salvato viene reso disponibile con il nome assegnato nella lista a discesa e potrà essere selezionato
per future operazioni di generazione degli elaborati grafici. Il bottone Rimuovi consente di eliminare
un profilo salvato.
22 Nozioni fondamentali
Salvataggio e copia dei disegni

Per ogni elaborato presente nella lista è indispensabile selezionare un profilo di disegno. Se uno o più
elaborati non presentano profili, la funzione Esegui non produce gli elaborati e mostra un messaggio
di avvertimento.
Per selezionare il profilo relativo ad un elaborato selezionare il bottoncino presente in ogni riga della
lista nella colonna Profilo. Per ogni elaborato viene proposta una finestra di dialogo relativa ai
parametri di configurazione dell’elaborato stesso. Per ogni elaborato è necessario selezionare un
profilo di disegno automatico, cioè che non richiede interazione da parte dell’utente. Ad esempio, nel
caso della Legenda simboli o dell’Elenco fogli è necessario definire un profilo con punto di
inserimento della tabella assoluto (vedi immagine seguente).

Come nell’esempio di figura è quindi necessario rimuovere la spunta Specifica sullo schermo e
impostare le coordinate di inserimento della tabella. Quindi premere OK per selezionare il profilo.
Per quanto riguarda le morsettiere è necessario selezionare un profilo di disegno automatico (Auto)
come indicato nella figura seguente, che mostra parte della finestra di editazione del profilo di
tracciatura della funzione Traccia morsettiere (comando DIMO11).

La lista elaborati viene inserita a partire dall’ultimo foglio dello schema.

Salvataggio e copia dei disegni


Quando si lavora su un disegno è opportuno salvarlo spesso. Nella scheda Apri e salva, della finestra
di dialogo Opzioni attivabile dal menu Strumenti, è possibile impostare l'intervallo tra i salvataggi
automatici. Per creare una nuova versione di un disegno senza modificare l'originale, occorre
salvarlo con un altro nome.
Come salvare un disegno
• Dal menu File scegliere Salva.
Riga di comando: SALVA.

Salva con nome


Salva con nome consente di salvare una copia del disegno corrente con un nuovo nome. Inoltre
vengono automaticamente ricopiati e rinominati anche tutti i file di supporto collegati, ma non altri
eventuali disegni collegati allo stesso schema. Per mantenere il collegamenti tra i file, viene
aggiornato anche il nome schema salvato nel disegno.
Nel caso nella cartella di destinazione siano già presenti dei file di iDEA con lo stesso nome viene
visualizzato un messaggio di conferma per la sostituzione.
Come duplicare un disegno
• Dal menu File, scegliere Salva con nome.
Riga di comando: SALVACOME.
Nozioni fondamentali 23
Copia dello schema

Nota. Questo comando è indicato per riutilizzare uno schema formato da un unico disegno già
elaborato senza perdere alcuna informazione.

Copia dello schema


Salva schema con nome, consente di salvare in un’altra cartella una copia dello schema corrente.
Questo significa che vengono automaticamente ricopiati, nel percorso indicato, tutti i disegni dello
schema e anche tutti i file di supporto collegati. Se viene assegnato un nuovo nome allo schema, al
fine di mantenere il collegamenti tra i file, viene aggiornato il nome schema salvato nei disegni e
rinominati i file di supporto.

Nota. I disegni (file .DWG) dello schema conservano sempre il nome originale.

Nel caso nella cartella di destinazione siano già presenti dei file di iDEA con lo stesso nome, viene
visualizzato un messaggio di conferma per la sostituzione.
Come duplicare uno schema
• Scegliere Salva schema con nome.

Menu: File.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizio.


Barra multifunzione: scheda Fogli.
Riga di comando: SALVASCH.

Nota. Questo comando è indicato per riutilizzare uno schema già elaborato senza perdere alcuna
informazione.

Backup dello schema (Esporta archivi schema)


La funzione Backup dello schema o Esporta archivi schema, crea una copia degli archivi Electro
Graphics contenenti solo gli elementi utilizzati nello sviluppo dello schema aperto.

Esporta database
commessa
COMMESA

ARCHIVI e
LIBRERIA
SIMBOLI

Nota. Per gestire un progetto con gli archivi locali, è necessario che venga creato all’interno di una
commessa.

All’interno della commessa, viene creata la cartella LocalDatabase contenente le cartelle


DATABASE, DEF, LIBRARY con tutti i file necessari. Se COMMON è la cartella che contiene
librerie e archivi generali Electro Graphics, si può definire LocalDatabase una COMMON ristretta
al materiale utilizzato nello schema.
Inoltre, viene data la possibilità di salvare, in un unico file .ZIP, tutti i file inerenti lo schema corrente
compresi gli archivi e le librerie.
Come esportare gli archivi relativi ad uno schema
1. Aprire lo schema in iDEA.
24 Nozioni fondamentali
Salvataggio in cloud del progetto e condivisione documentazione

2. Selezionare Backup schema.


Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizio
Riga di comando: ESPORTADB.

3. La parte di archivi utilizzati nello schema viene salvata nella cartella LocalDatabase all’interno
della commessa corrente.
4. Di seguito, un messaggio chiede se si desidera eseguire un backup dell’intero schema.
Scegliendo Sì, è richiesto di indicare una cartella di destinazione e un nome da dare al file .zip in cui
tutti i file inerenti lo schema corrente vengono salvati.

Dopo tale operazione è possibile trasferire la commessa in un’altra postazione e aprire lo schema
indicando al programma di utilizzare gli archivi locali della commessa anziché quelli generali,
evitando così di perdere i dati personalizzati.

Nota. Per ulteriori informazioni vedi la guida “Commesse e archivi” al capitolo “Commesse”.

Salvataggio in cloud del progetto e condivisione documentazione


EG Cloud è un servizio di salvataggio e condivisione di dati in cloud, gestito attraverso
l’infrastruttura software e il datacenter di Acronis®, che Electro Graphics mette a disposizione degli
utilizzatori dei software in garanzia e/o in contratto di manutenzione. Attraverso EG Cloud è
possibile:
• Caricare i progetti nel proprio spazio cloud, organizzabili in cartelle e sottocartelle.
• Scaricare e aprire i progetti precedentemente caricati in EG Cloud.
• Navigare il proprio spazio cloud attraverso il browser di EG Cloud che mette a disposizione i
comandi essenziali per creare nuove cartelle, caricare e scaricare file, creare link di condivisione, …
• Accedere al proprio spazio cloud attraverso il portale web di Acronis per accedere ai contenuti
e alle pagine di impostazione dell’account.
• Accedere al proprio spazio cloud dai dispositivi mobili attraverso l’app Acronis Cyber Files, che
consente, tra le varie funzionalità, di aggiungere annotazioni alle stampe pdf per la successiva
importazione nei disegni degli schemi elettrici in ambiente grafico.

Dopo la conferma dell’attivazione di un account EG Cloud, in iDEA le funzioni di apertura e


salvataggio in EG Cloud si possono avviare dal menu a tendina, dalla barra multifunzione e anche
con i comandi da tastiera.

• Naviga in EG Cloud - comando: NAVIGACLD


• Apri da EG Cloud - comando: APRICLD
• Salva in EG Cloud - comando: SALVACLD

Nota. Le funzioni Salva e Apri impiegano il formato egworkset (vedi “Salva WorkSet del progetto”
a pagina 25) come file unico per trasferire e recuperare tutti i file che compongono il progetto dello
schema elettrico.

Per ogni altra documentazione su attivazione e uso di EG Cloud il capitolo “EG Cloud” nella guida
di riferiemnto “Commesse e archivi”.
Nozioni fondamentali 25
Salvataggio di file schema e PDF in PDM Autodesk Vault

Pubblica il file PDF in EG Cloud


Con la funzione Salva in PDF (comando SALVAPDF, vedi “Salva multifoglio in PDF” a pagina 726)
è possibile pubblicare un file PDF da iDEA in EG Cloud al fine di scambiare informazioni inerenti
lo schema elettrico tramite annotazioni apponibili al disegno pubblicato nel PDF stesso, ad esempio
recuperare le annotazioni aggiunte tramite l’app Acronis® Cyber Files.
Nella finestra Salva PDF selezionare l’opzione Pubblica il file PDF in EG Cloud prima di confermare
il salvataggio.

Salvataggio di file schema e PDF in PDM Autodesk Vault


Autodesk Vault è un software di gestione documentale che permette all’azienda di organizzare i dati
di progetto, gestire la documentazione, nonché tenere traccia delle revisioni e di altri processi di
sviluppo. Autodesk Vault è uno strumento di gestione dei dati integrato con i maggiori prodotti
Autodesk.

I software CAD Electro Graphics (CADelet, iDEA, Eplus, Smart) permettono l’interfacciamento con
i file progetto in Autodesk Vault. A tal fine è necessario attivare un modulo di interfacciamento e
alcuni comandi che permettono di agevolare l’archiviazione dei file in Autodesk Vault.

Nota. Il servizio di interfacciamento con Autodesk Vault è opzionale. È necessario contattare


Electro Graphics per ulteriori informazioni commerciali.

Di seguito le funzioni a disposizione in iDEA; si possono avviare tramite i comandi da digitare alla
riga di comando.
Salva schema su PDM
Eseguire questa funzione (comando PDMSAVE) per la prima archiviazione di un progetto in
Autodesk Vault. In seguito alla finestra di dialogo di login apparirà la finestra di navigazione delle
cartelle del Vault. Selezionare la cartella desiderata e confermare.
Verranno salvati nel Vault il file schema (.schx) e tutti i file disegno (.dwg) come file associati ad
esso.
Estrazione (checkout) di uno schema
Questa funzione permette di estrarre lo schema per accedere alla modifica del progetto. A riga di
comando digitare PDMCHECKOUT. L’estrazione del file schema e di tutti i disegni correlati
avviene nella cartella di lavoro del Vault
Archiviazione (checkin) di uno schema
Al termine della progettazione, per archiviare il progetto eseguire il comando PDMCHECKIN. Una
finestra di dialogo permette di allegare un commento alla nuova revisione del file. Una casella di
spunta permette di mantenere il file estratto per apportare ulteriori modifiche. In caso contrario i file
del progetto vengono rilasciati e possono essere nuovamente estratti da un nuovo operatore.

Salva WorkSet del progetto


Molte aziende utilizzano un software di Product Data Management (PDM), che è uno strumento
informatico capace di raccogliere le informazioni relative all’evoluzione della progettazione di un
prodotto. Per andare incontro alle esigenze di molti PDM è stata introdotta la possibilità di gestire il
progetto di automazione elettrica come unico file documento, di cui poter effettuare il backup gestito
da un server e poter aprire con il classico doppio clic, monitorando il tempo di utilizzo da parte di
un operatore.
La funzione Salva WorkSet, che si avvia nell’ambiente CAD di iDEA con il comando SALVAWSET,
salva in un unico file tutti i disegni dwg e i file di supporto del progetto (cavi, morsettiere, plc, ecc).
Il file generato possiede estensione .egworkset e permette una comoda archiviazione di tutti i files
di un unico schema. I file di progetto originali non subiscono alcuna modifica.
La creazione dell’unico file progetto consente di associare correttamente l’apertura del .egworkset
all’eseguibile [Link] che si occupa della sua esplosione.
26 Nozioni fondamentali
Pulizia del disegno

Nota. L’eseguibile [Link], presente nella cartella di installazione (es.: C:\Programmi\Electro


Graphics\Serie 2024), avvia la Barra veloce da cui è possibile avviare tutti i software Electro
Graphics installati. Se si utilizza questo strumento si consiglia di copiarlo in Esecuzione automatica
di Windows.

Il doppio clic sul file .egworkset avvia l’esplosione dei file del progetto, che può avvenire sulla
cartella originale o su una cartella selezionabile nella finestra visualizzata all’avvio.

Attenzione. Eventuali file presenti nella cartella selezionata per l’avvio del progetto saranno
automaticamente sovrascritti.

Una volta estratti i files viene avviato il CAD installato e associato dal sistema ai files .dwg.
A lavoro ultimato, quando viene chiuso l’ultimo disegno di uno schema, il software riconosce che
non vi sono altri file in lavorazione e propone di comprimere nuovamente il file progetto originario.

È sempre possibile tuttavia avviare manualmente il comando Salva WorkSet da iDEA, in qualsiasi
momento, per chiudere il lavoro.

Attenzione. Non è gestita una concorrenzialità negli accessi da parte di più utenti, per cui non è
possibile lavorare in più operatori allo stesso schema.

Pulizia del disegno


Un file di disegno può contenere blocchi e layer non necessari: se alcuni blocchi vengono prima
inseriti nel disegno e successivamente cancellati, essi rimangono presenti nel disegno pur senza
essere visti.
Tali blocchi possono rallentare il lavoro aumentando il tempo necessario per caricare i file,
incrementando notevolmente le dimensioni dello stesso. Per eliminare gli elementi inutilizzati è stato
creato il comando PULIZIA che serve a rimuovere blocchi non utilizzati, blocchi nidificati, layer, tipi
di linea, forme e stili di testo.
Per risolvere questo tipo di problemi ripulire il disegno dai layer non più utilizzati.
Come effettuare la pulizia del disegno

Menu:

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Varie


Barra strumenti: schedaFogli.
1. Dal menu File>Utilità disegno, scegliere Pulizia disegno, oppure dalla barra degli strumenti,
scegliere l'icona relativa.
Riga di comando: PULIZIA.
Nozioni fondamentali 27
Uscita da iDEA

Uscita da iDEA
Una volta salvate le ultime modifiche, è possibile uscire da iDEA senza dover salvare nuovamente
il disegno. Se alcune modifiche non sono state salvate, iDEA chiede se si intende salvarle, ignorare
le modifiche o annullare il comando.
Come uscire da un disegno
• Dal menu File scegliere Esci.
Riga di comando: ESCI.
28 Nozioni fondamentali
Uscita da iDEA
3
Elementi di disegno CAD

In questo capitolo sono ripresi alcuni argomenti di base del disegno in ambiente CAD come il sistema
di coordinate, l’uso di snap e griglia, la gestione dei layer e dei tipi di linea. Sono elementi
fondamentali da conoscere per disegnare in iDEA. Per chi ha una minima esperienza di utilizzo di
una qualsiasi versione di AutoCAD o di programmi della stessa famiglia, possono risultare concetti
acquisiti.

Uso di Sistemi di Coordinate Globali e Utente


iDEA fornisce due sistemi di coordinate: un sistema fisso, denominato Sistema di Coordinate
Globali (WCS), e un sistema mobile, denominato Sistema di Coordinate Utente (UCS). Nel Sistema
di Coordinate Globali, in cui è possibile definire altri sistemi di coordinate utente, l'asse X è
orizzontale, l'asse Y è verticale e l'asse Z è perpendicolare al piano XY. L'origine è il punto in cui gli
assi X e Y si intersecano (0,0) nell'angolo inferiore sinistro del disegno. L'UCS viene definito in
rapporto al WCS. Generalmente, tutte le immissioni di coordinate utilizzano l'UCS corrente. Il
Sistema di Coordinate Utente è un sistema mobile per l'immissione delle coordinate, la scelta dei
piani operativi e la visualizzazione. La maggior parte dei comandi di modifica di iDEA dipende dalla
posizione e dall'orientamento dell'UCS.
Il comando UCS imposta l'orientamento del Sistema di Coordinate Utente nello spazio 3D.
Per default, l'icona che indica il sistema di coordinate corrente viene visualizzata nell'angolo
inferiore sinistro dell'area di disegno. Essa rappresenta l'orientamento degli assi e la posizione
dell'origine dell'UCS corrente. Se il Sistema di Coordinate Utente corrente corrisponde al Sistema di
Coordinate Globali, nella parte Y dell'icona viene visualizzata la lettera “G”. X e Y indicano la
direzione positiva dei relativi assi X e Y.

Uso di un sistema di coordinate per specificare dei punti


Quando un comando richiede di specificare un punto, è possibile selezionarne uno nell'area di
disegno mediante un dispositivo di puntamento, oppure digitare i valori di coordinate alla riga di
comando. In questa sezione viene illustrato come specificare i valori di coordinate.

Uso di sistemi di coordinate cartesiane e polari


Un sistema di coordinate cartesiane è composto da tre assi: X, Y e Z. Digitando i valori di coordinate,
si indica la distanza (in unità) e la direzione (+ o -) di un punto lungo gli assi X, Y e Z rispetto
all'origine del sistema di coordinate (0,0,0). Quando si inizia un nuovo disegno con iDEA, viene
utilizzato automaticamente il sistema WCS (World Coordinate System, Sistema di Coordinate
Globali): l'asse X orizzontale, l'asse Y verticale e l'asse Z perpendicolare al piano XY.
I sistemi di coordinate polari individuano un punto mediante una distanza ed un angolo.

Individuazione di punti
L'illustrazione che segue mostra la posizione dei punti sul piano XY.
30 Elementi di disegno CAD
Uso di un sistema di coordinate per specificare dei punti

Sistema di coordinate bidimensionali


È possibile digitare le coordinate utilizzando una notazione scientifica, decimale, ingegneristica,
architettonica o frazionaria. Gli angoli possono essere specificati in gradi centesimali, in radianti, in
gradi, in minuti e secondi e in unità tipografiche. Questo manuale utilizza unità decimale e gradi.

Visualizzazione di coordinate
Sulla barra di stato situata nella parte inferiore dello schermo, viene visualizzata la posizione corrente
del cursore sotto forma di coordinate.

Sono possibili tre tipi di visualizzazione delle coordinate:


• Visualizzazione statica: viene aggiornata solo quando si specifica un punto.
• Visualizzazione dinamica: viene aggiornata spostando il cursore.
• Visualizzazione di distanza e angolo: aggiorna la distanza relativa (distanza<angolo) con lo
spostamento del cursore. Questa opzione è disponibile solo quando vengono disegnate linee o altri
oggetti che richiedono più di un punto.

È possibile attivare in sequenza i tre tipi di visualizzazione delle coordinate facendo doppio clic sulla
visualizzazione delle coordinate o premendo F6 o CTRL+D.

Specificazione delle coordinate cartesiane e polari


Nello spazio bidimensionale, i punti vanno specificati sul piano XY, noto anche come piano di
costruzione. Il piano di costruzione è paragonabile ad un foglio di carta quadrettata. Il valore X di
una coordinata cartesiana specifica la distanza orizzontale, mentre il valore Y specifica la distanza
verticale. L'origine (0,0) indica il punto di intersezione dei due assi.
È possibile immettere delle coordinate 2D sia come cartesiane (X,Y) che come polari. Le coordinate
polari individuano un punto mediante una distanza ed un angolo.
Con ciascun metodo, possono essere utilizzati valori assoluti o relativi. I valori delle coordinate
assolute si basano sull'origine (0,0). I valori delle coordinate relative si basano sull'ultimo punto
immesso. Tali valori risultano utili per individuare una serie di punti di cui è nota la distanza.
Le coordinate 3D vengono specificate nello stesso modo delle coordinate 2D con L'aggiunta di una
terza dimensione, l'asse Z. Quando si disegna in 3D, si specificano i valori delle coordinate X, Y e
Z nel Sistema di Coordinate Globali (SCG) o nel Sistema di Coordinate Utente (UCS).

Immissione delle coordinate X, Y assolute


Per immettere una coordinata X,Y assoluta, specificare un punto indicando i relativi valori X e Y nel
formato X,Y. Le coordinate X,Y assolute vengono utilizzate quando si conoscono con esattezza i
valori X e Y relativi alla posizione del punto.
Ad esempio, per disegnare una linea che inizia in corrispondenza di un punto con un valore X pari
a -2 ed un valore Y pari a 1, immettere quanto segue alla riga di comando:

Comando: linea
Dal punto: -2,1
Al punto: 3,4
Elementi di disegno CAD 31
Uso di un sistema di coordinate per specificare dei punti

Il programma individua la linea nel modo seguente:

Immissione di coordinate relative


Utilizzare le coordinate X,Y relative quando si conosce la posizione di un punto rispetto a quello
precedente. Ad esempio, per individuare un punto rispetto a -2,1, anteporre alla coordinata
successiva il carattere @.
Comando: linea
Dal punto: -2,1
Al punto: @5,3

In questo modo viene disegnata la linea illustrata nella figura precedente.

Immissione di coordinate polari


Per immettere una coordinata polare, digitare una distanza ed un angolo, separati da una parentesi
ad angolo (<). Ad esempio, per specificare un punto che si trova ad una distanza di 1 unità dal punto
precedente e ad un angolo di 45 gradi, digitare @1<45.
Per default, gli angoli aumentano in senso antiorario e diminuiscono in senso orario. Per uno
spostamento in senso orario, digitare un valore negativo per l'angolo. Ad esempio, 1<315 equivale
a 1<-45. Per cambiare la direzione dell'angolo del disegno corrente, utilizzare il comando UNITA o
la variabile di sistema ANGDIR. Anche ANGBASE imposta la direzione dell'angolo Ø. Può essere
anche utilizzata la funzione snap polare. Snap polare consente di specificare una distanza relativa ed
un angolo.
L'esempio seguente mostra una linea tracciata mediante le coordinate polari.
Comando: linea
Dal punto: 0,0
Al punto: 4<120
Al punto: 5<30
Al punto: @3<45
Al punto: @5<285
Al punto: INVIO

Si noti come gli ultimi due punti immessi specifichino coordinate polari relative (indicate dal
carattere @), in modo che l'angolo e la distanza specificati vengano calcolati dall'ultimo punto
immesso, come illustra l'esempio seguente.

È, inoltre, possibile utilizzare la funzione di immissione della distanza diretta che consente di
specificare una coordinata relativa spostando il cursore per definire la direzione e digitando, quindi,
la distanza desiderata.
32 Elementi di disegno CAD
Specificazione di unità ed angoli

Specificazione di unità ed angoli


Le unità possono essere specificate in base ai requisiti imposti dal disegno e possono essere:
architettoniche, decimali, scientifiche, ingegneristiche o frazionarie. In base al formato specificato,
le coordinate possono essere digitate in forma decimale o frazionaria, in gradi, piedi, pollici o in altre
notazioni. Per digitare il formato in piedi e pollici architettonici, indicare i piedi utilizzando il
simbolo di apice ('). Ad esempio, 72'3,34'4. Per specificare i pollici, non è necessario utilizzare il
doppio simbolo di primo o le virgolette (“).
Se per specificare le coordinate polari si utilizzano degli angoli topografici, è necessario specificarne
la direzione (nord, sud, est od ovest). Ad esempio, per digitare una coordinata relativa a quella
corrente per una linea di proprietà lunga 72 piedi e 8 pollici, orientata a nord di 45 gradi e ad est di
20 minuti e 6 secondi, digitare:
@72'8"<n45d20'6"e

Le coordinate tridimensionali possono essere immesse nello stesso formato di quelle bidimensionali:
scientifico, decimale, ingegneristico, architettonico o frazionario. Inoltre, gli angoli possono essere
specificati in gradi centesimali, radianti o unità topografiche, oppure in gradi, minuti e secondi.

Impostazione della griglia e dello snap


La griglia è un modello a punti che si estende sull'area specificata dai limiti. Utilizzare la modalità
griglia è come posizionare un foglio di carta millimetrata sotto un disegno. La griglia aiuta ad
allineare oggetti e visualizzare la distanza che li separa. La griglia può essere attivata e disattivata in
qualsiasi momento, anche se è attivo un altro comando. La griglia non appare nella stampa del
disegno.
Come attivare la griglia ed impostarne la spaziatura
1. Dal menu Strumenti, scegliere Impostazioni disegno.
Riga di comando: IMPOSTADIS.

2. Nella scheda Snap e griglia della finestra di dialogo Impostazioni disegno, selezionare Griglia.
3. Digitare la spaziatura X orizzontale della griglia in unità.
4. Digitare la spaziatura Y orizzontale della griglia in unità.
5. Scegliere OK.
Elementi di disegno CAD 33
Impostazione della griglia e dello snap

Come attivare o disattivare la griglia


• Per attivare o disattivare la griglia, è possibile fare clic su GRIGLIA nella barra di stato, oppure
premere CTRL+G o F7.
Riga di comando: GRIGLIA.

Se si esegue uno zoom in avvicinamento o in allontanamento nel disegno, potrebbe essere necessario
regolare la spaziatura della griglia in modo che sia più adeguata al nuovo ingrandimento.
Sebbene i punti della griglia non corrispondano necessariamente all'intervallo di snap corrente,
rispecchiano le impostazioni dell'angolo di snap corrente ed Assonometria snap/griglia.

Impostazione dei limiti di una griglia


Quando la griglia è attivata, è possibile impostare i contorni rettangolari, detti limiti, dell'area di
disegno occupata dai punti della griglia. La griglia fornisce una rappresentazione visiva dei limiti.
L'impostazione dei limiti controlla l'estensione della visualizzazione della griglia e funge da:
• strumento di riferimento che indica l'area del disegno nella quale si sta attualmente lavorando;
• strumento di disegno che può essere utilizzato per evitare di disegnare al di fuori dei limiti;
• opzione di stampa che definisce un'area da stampare.
Come impostare i limiti della griglia dopo aver aperto un disegno
1. Dal menu Formato, scegliere Limiti disegno.
Riga di comando: LIMITI.

2. Alla riga di comando specificare l'angolo inferiore sinistro dei limiti, al quale corrisponderà
l'angolo inferiore sinistro dell'area di disegno. Premere INVIO per utilizzare il valore di default (0,0).
3. Specificare l'angolo superiore destro dei limiti, al quale corrisponderà l'angolo superiore destro
dell'area di disegno.

Ad esempio, se l'angolo inferiore sinistro ha le coordinate 0,0, sarà possibile specificare un'area dei
limiti larga 420 ed alta 296 immettendo 420,296.
Per visualizzare l'area di disegno definita dai limiti della griglia specificati, attivare la griglia
(GRIGLIA), quindi dal menu Visualizza>Zoom, scegliere Tutto.

Impostazione dell'intervallo di snap


La modalità Snap limita i movimenti del puntatore a croce agli intervalli definiti dall'utente. Quando
questa modalità è attivata, il cursore sembra seguire una griglia invisibile. La modalità snap è utile
per specificare dei punti precisi mediante la tastiera o il dispositivo di puntamento. La precisione
viene controllata impostando gli intervalli X e Y. La modalità snap può essere attivata e disattivata
anche mentre è in esecuzione un altro comando.
Gli intervalli dello snap non devono necessariamente corrispondere a quelli della griglia. Ad
esempio, è possibile impostare intervalli di griglia più ampi da utilizzare come riferimento ma
mantenere intervalli più stretti per lo snap, in modo da ottenere una maggiore precisione nel disegno
dei punti. L'intervallo della griglia può anche essere inferiore a quello dello snap.
Come attivare la modalità di snap ed impostarne gli intervalli
1. Dal menu Strumenti, scegliere Impostazioni disegno
Riga di comando: IMPOSTADIS.
.
2. Nella scheda Snap e griglia della finestra di dialogo Impostazioni disegno, selezionare Snap.
3. Digitare l'intervallo X orizzontale dello snap in unità.
4. Digitare l'intervallo Y orizzontale dello snap in unità.
5. Nell'area Tipo e stile snap, selezionare Snap rettangolare e Snap griglia.
6. Scegliere OK.
34 Elementi di disegno CAD
Esecuzione dello snap a punti geometrici su oggetti

Come attivare la modalità di snap


• Per attivare o disattivare la modalità di snap, è possibile fare clic su SNAP sulla barra di stato,
utilizzare il comando SNAP, premere CTRL+B o F9.
Riga di comando: SNAP.

Controllo snap sulla griglia di snap senza alcuna operazione in corso


La variabile di sistema SNAPGRIDLEGACY controlla se il cursore esegue lo snap alla griglia di
snap solo quando un'operazione è in corso. Per modificare l’impostazione avviare SETVAR alla riga
di comando e quindi SNAPGRIDLEGACY. Essa può assumere i seguenti valori:
0 - Il cursore esegue lo snap alla griglia di snap solo quando SNAP è attivato e un'operazione è in
corso.
1 - Il cursore esegue lo snap alla griglia di snap in qualsiasi momento quando SNAP è attivato (com-
portamento esistente).

Esecuzione dello snap a punti geometrici su oggetti


Gli snap ad oggetto consentono di individuare in modo rapido l'esatta posizione di un oggetto senza
conoscerne le coordinate o disegnare linee di costruzione.
Quando si eseguono i comandi di disegno, è possibile eseguire lo snap a determinati punti degli
oggetti, quali i punti finali, i punti medi, i centri e le intersezioni. Ad esempio, è possibile attivare
gli snap ad oggetto per disegnare rapidamente una linea che passa per il centro di un cerchio, il punto
medio di un segmento di polilinea oppure l'intersezione apparente di due linee.
Gli snap ad oggetto possono essere attivati e disattivati rapidamente senza specificare di nuovo le
impostazioni relative facendo clic su OSNAP sulla barra di stato. Se si fa doppio clic su OSNAP
quando non è impostato alcuno snap ad oggetto, viene visualizzata la finestra di dialogo Impostazioni
disegno. È possibile attivare e disattivare la modalità di snap ad oggetto anche premendo CTRL+F
o F3.
Come attivare le modalità di snap ad oggetto
1. Dal menu Strumenti, scegliere Impostazioni disegno.
Riga di comando: IMPOSTADIS.

2. Nella scheda Snap ad oggetto della finestra di dialogo Impostazioni disegno, selezionare Snap
ad oggetto.
3. Selezionare le modalità di snap ad oggetto desiderate e scegliere OK.

Nota. Da tastiera premere: CTRL+F o F3.

Uso della modalità orto


Quando si disegnano linee o si spostano oggetti, è possibile utilizzare la modalità orto per limitare
il cursore all'asse orizzontale o verticale. L'allineamento ortogonale dipende dall'angolo di snap
corrente, dall'UCS o dalle impostazioni della griglia di snap assonometrica. L'uso della modalità orto
è indicato con comandi che richiedono la selezione di un secondo punto. È possibile attivare e
disattivare la modalità orto in qualsiasi momento durante la stesura e la modifica di un disegno. Orto
potrà essere utilizzato non solo per stabilire gli allineamenti verticali od orizzontali, ma anche per
rafforzare il parallelismo o per creare offset regolari da oggetti già esistenti.
Imponendo dei limiti ortogonali, il disegno verrà tracciato più rapidamente. Ad esempio, è possibile
creare una serie di linee perpendicolari attivando la modalità orto prima di iniziare a disegnare.
Forzando le linee al parallelismo con gli assi orizzontale e verticale, si avrà la certezza che siano
perpendicolari.
Elementi di disegno CAD 35
Spostamento e rotazione del sistema di coordinate

Spostando il cursore, una linea elastica che definisce lo spostamento segue l'asse orizzontale o
verticale, a seconda di quale asse si trova più vicino al cursore. iDEA disattiva la modalità orto
quando vengono immesse le coordinate alla riga di comando, quando vengono utilizzare le viste
prospettiche o quando viene specificato uno snap ad oggetto.
Lo snap polare invece, è utile per disegnare o modificare gli oggetti ad angoli diversi da quelli retti.
Come attivare/disattivare la modalità Orto
• Sulla barra di stato, fare doppio clic su ORTO oppure premere CTRL+L oppure F8.
Riga di comando: ORTO.

Spostamento e rotazione del sistema di coordinate


Uno spostamento dell'UCS può facilitare il lavoro su determinate sezioni del disegno. La rotazione
dell'UCS aiuta a definire punti nello spazio tridimensionale oppure a specificare viste ruotate. È
inoltre possibile impostare un nuovo angolo per la linea di base e tracciare delle linee corrispondenti.
Le modalità snap, griglia ed orto ruotano in funzione del nuovo orientamento dell'UCS.
Per riposizionare il sistema di coordinate utente sono disponibili due metodi: uno prevede la
specificazione di un nuovo piano X Y, l'altro di una nuova origine.
Gli altri metodi sono più adatti per lavorare con punti di vista 3D.

Spostamento del piano XY


Un modo per riposizionare un UCS è di specificare la nuova origine e la direzione degli assi X e Y
positivi.

Come spostare l'UCS


1. Dalla riga di comando, digitare ucs, quindi sposta.
Riga di comando: UCS.

2. Specificare un punto di origine per il nuovo UCS.

Individuazione di una nuova origine dell'UCS


Nel definire la posizione di una nuova origine, è possibile regolare l'immissione delle coordinate in
relazione ad un'area o un oggetto specifico del disegno. Ad esempio, è possibile spostare il punto di
origine all'angolo di un oggetto oppure utilizzarlo come punto di riferimento in un disegno.
Come creare una nuova origine dell'UCS
• Dalla riga di comando, digitare ucs, quindi nuovo e l'opzione 3p.

Regolazione dell'allineamento di snap e griglia


È possibile utilizzare la griglia come guida visiva e attivare lo snap per limitare il movimento del
cursore (Vedi "Impostazione della griglia e dello snap" a pagina 32).
36 Elementi di disegno CAD
Snap Ruotato

Oltre ad impostare la spaziatura, è possibile regolare l'allineamento dello snap e della griglia. È
possibile ruotare l'allineamento o impostarlo per l'uso con disegni assonometrici.

Modifica dell'angolo e del punto base dello snap


Per disegnare rispettando uno specifico allineamento o angolo, è possibile ruotare l'angolo di snap.
Questa rotazione riallinea il puntatore a freccia sullo schermo in funzione del nuovo angolo.
Nell'esempio che segue, l'angolo di snap viene regolato in modo che corrisponda all'angolo della
staffa di ancoraggio. Questa modifica consente di utilizzare la griglia per disegnare oggetti con un
angolo di 30 gradi.
Quando viene impostato l'angolo di snap, viene modificata anche la rotazione della griglia.

Il punto base di snap consiste nell'offset da un valore X,Y specificato, dal quale vengono misurati i
punti di snap. Il punto base di snap di default è 0,0, ma può essere modificato impostando un valore
qualsiasi per le coordinate X,Y per regolare i punti di snap.
Come ruotare l'angolo di snap e modificarne il punto base
1. Dal menu Strumenti, selezionare Impostazioni del disegno.
Riga di comando: IMPOSTADIS.

2. Nella scheda Snap e griglia della finestra di dialogo Impostazioni disegno, in Snap, digitare un
angolo di rotazione nella casella Angolo.
3. Per impostare il punto base allo scopo di allineare le posizioni di snap, digitare i valori delle
coordinate X e Y nelle caselle Base X e Base Y.
4. Scegliere OK.

Snap Ruotato
Spesso è utile ruotare lo snap rispetto al disegno e allo schermo: il comando SNAPR consente di
ruotare la griglia di snap di un angolo qualsiasi, semplicemente selezionando un oggetto nel disegno
con l'inclinazione richiesta.
Come ruotare la griglia di snap
1. Alla riga di comando digitare snapr e premere INVIO.
Riga di comando: SNAPR.

2. Selezionare l'oggetto per allineare la griglia di snap.

Ad esempio per allineare la griglia di Snap con un rettangolo ruotato di 20 gradi, si può procedere
come segue:
Comando: snapr
<selezionare entità'>/Normale: selezionare il rettangolo oppure premere N per
ripristinare lo snap al valore originario
Come ripristinare la condizione normale di allineamento
1. Alla riga di comando digitare snapr e premere INVIO.
Riga di comando: SNAPR.

2. Premere il tasto n per ripristinare la condizione normale di allineamento della griglia di snap.
Elementi di disegno CAD 37
Organizzazione delle informazioni sui layer

Organizzazione delle informazioni sui layer


I layer equivalgono ai lucidi utilizzati nella stesura di bozze su carta. Essi costituiscono uno
strumento organizzativo fondamentale in iDEA. I layer consentono di raggruppare le informazioni
per funzione e di applicare tipi di linea, colore e altri standard. La flessibilità dei layer è una delle
caratteristiche che rende tanto vantaggioso l'utilizzo di iDEA rispetto ai tradizionali strumenti di
disegno. Ad ogni layer sono associati un colore ed un tipo di linea.
Con iDEA è possibile anche controllare la visualizzazione dei layer per ridurre la complessità visiva
di un disegno. Bloccando un layer con l'apposita opzione è possibile evitare l'accidentale selezione
e modifica degli oggetti.

Fogli per schemi ed impianti


Tutti i fogli di iDEA utilizzabili per gli schemi e gli impianti elettrici sono organizzati su layer già
prestabiliti.
In particolare il sistema multifoglio in cui si realizzano schemi elettrici di automazione industriale e
progetti di quadri elettrici dispone di 3 layer inserti per default con ogni foglio. Il prefisso del layer
definisce il contenuto del layer; per esempio, con il foglio 1 vengono generati i layer:
• D_00001: simboli;
• F_00001: fili;
• T_00001: testi.

Secondo quanto predefinito in Preferenze ambiente grafico (vedi “Preventivazione” a pagina 772),
i fogli per impianti elettrici industriali e civili dispongono per default di un certo numero di layer sui
quali rappresentare planimetria, infissi, canali, impianto luci, impianto FM, simboli,... È possibile
inoltre aggiungere nuovi layer.

Gestione proprietà layer


La finestra di dialogo Gestione proprietà layer consente di rendere corrente un layer, di aggiungere
nuovi layer all'elenco e di rinominare quelli già esistenti. È possibile assegnare delle proprietà ai
layer, attivarli e disattivarli, congelarli e scongelarli globalmente o per finestre, bloccarli e sbloccarli
ed inoltre impostare degli stili di stampa ed attivare o disattivare la stampa per layer specifici.
38 Elementi di disegno CAD
Organizzazione delle informazioni sui layer

Per modificare una proprietà, fare clic sull'icona corrispondente. Per selezionare rapidamente tutti i
layer, è possibile fare clic con il pulsante destro del mouse ed utilizzare il menu di scelta rapida.
Come creare e modificare i layer
1. Scegliere Layer.

Menu: Formato>Layer.

Barra multifunzione: scheda CAD > gruppo Layer.


Riga di comando: LAYER.

2. Per inserire un nuovo layer premere il pulsante Nuovo.


3. Per modificare una proprietà, fare clic sull'icona corrispondente.
Creazione e denominazione di layer
Per default, iDEA ordina i nomi dei layer alfanumericamente.
Quando si organizza uno schema di layer personalizzato, è importante scegliere con attenzione i
nomi da assegnare ai layer. Utilizzare dei prefissi comuni per i nomi dei layer che contengono
componenti di disegno correlati, in modo da poter utilizzare caratteri jolly per individuarli
rapidamente. Ad esempio, se si crea una serie di layer che inizia con TUBATURE, come ad esempio
TUBATURE-PIANO 1, TUBATURE-PIANO 2 e così via, sarà possibile in seguito specificare la
parola TUBATURE per visualizzare unicamente quei layer.
Controllo della visibilità dei layer
Per rendere invisibili gli oggetti di un layer, è necessario disattivare o congelare il layer. Disattivando
o congelando i layer è possibile liberare una vista per lavorare sui dettagli di un layer o di un gruppo
di layer particolare o evitare di stampare dettagli non desiderati come le linee di riferimento. I layer
possono essere congelati o disattivati a seconda del modo di lavoro e delle dimensioni del disegno.
Disattivazione dei layer
Disattivare un layer invece di congelarlo se si ha la necessità di ripristinarne spesso la
visualizzazione. Riattivando un layer, gli oggetti in esso contenuti verranno visualizzati più
rapidamente. I layer disattivati vengono rigenerati insieme al disegno, ma non vengono visualizzati.
Congelamento di layer
Congelare un layer se non si prevede di visualizzarlo per molto tempo. Questo procedimento
consente di risparmiare tempo nelle rigenerazioni successive del disegno e nella selezione di oggetti
in un disegno di grandi dimensioni. Per visualizzare nuovamente un layer congelato, è necessario
scongelarlo.
Elementi di disegno CAD 39
Uso dei tipi di linea

Blocco dei layer


Per evitare che gli oggetti presenti in un layer vengano modificati, bloccare il layer. Bloccando un
layer, gli oggetti in esso contenuti non potranno essere modificati fino al successivo sblocco del layer.
Gli oggetti che si trovano in un layer bloccato rimangono visibili. Su di essi sarà comunque possibile
eseguire lo snap ad oggetto ed altre operazioni che non modificano gli oggetti.

Importante. Il layer 0 non deve essere bloccato perché viene sempre utilizzato da iDEA durante la
sessione di lavoro.
Attivazione o disattivazione della stampa di un layer
È possibile attivare o disattivare la stampa dei layer visibili. Se ad esempio un layer contiene solo
informazioni di riferimento, è possibile specificare che non venga stampato. Se si disattiva la stampa
di un layer, questo viene visualizzato ma non stampato.

Rendere corrente un layer


Le operazioni di disegno vengono sempre eseguite sul layer corrente. Quando un layer viene reso
corrente è possibile creare nuovi oggetti su tale layer.
Come rendere corrente un layer
1. Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, selezionare un layer e scegliere Corrente.
2. Scegliere OK.

Filtraggio dei layer


Il riquadro Filtri layer con nome, della finestra di dialogo Gestore proprietà layer, permette di
visualizzare selettivamente i nomi dei layer nella sottostanti e lista dei layer in base alle loro proprietà
(nomi, colori, tipi, spessori di linea, stili di stampa, visibilità, stato di congelamento o scongelamento,
stato di blocco o sblocco, stato di stampa o non stampa, presenza o assenza di oggetti oppure
dipendenza da disegni con riferimenti esterni).
Come filtrare i layer in base alle proprietà
1. Nell'area Filtri layer con nome della finestra di dialogo Gestore proprietà layer, scegliere il
pulsante [...].
2. Nella finestra di dialogo Filtri layer con nome, selezionare o digitare le impostazioni delle
proprietà dei layer.
3. Digitare un nome nel campo Nome filtro per salvare il filtro.
4. Scegliere Chiudi.
5. Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, scegliere il filtro dall'elenco Filtri layer con
nome.

Uso dei tipi di linea


Per tipo di linea si intende una sequenza ripetuta di lineette, punti e spazi.
I tipi di linea costituiscono un altro metodo per trasmettere informazioni visive.
Assegnando un tipo di linea diverso a ciascuna linea è possibile distinguerne la funzione: ad esempio,
si potranno utilizzare le linee tratteggiate per gli oggetti nascosti e le linee tratto-punto per le linee
del centro. I tipi di linea sono utili anche quando si dispone o non si vuole utilizzare il colore. È
possibile utilizzare tutti i tipi di linea standard forniti con iDEA, oppure crearne altri personalizzati.
Ogni tipo di linea ha un nome ed una definizione. La definizione descrive la sequenza di lineette,
punti e spazi, le lunghezze relative di lineette e spazi vuoti nonché le caratteristiche del testo o delle
forme eventualmente inclusi.
Come i colori, anche i tipi di linea possono essere assegnati a singoli oggetti (tranne che a testo, punti
e blocchi) o a interi layer di un disegno. iDEA assegna automaticamente il tipo di linea corrente ai
nuovi oggetti creati. Se il tipo di linea corrente è impostato su Dalayer (il default), gli oggetti vengono
creati con il tipo di linea assegnato al layer corrente.

Nota. Se una linea è troppo corta per contenere anche una sola sequenza di lineette, iDEA disegna
una linea continua che congiunge gli estremi
40 Elementi di disegno CAD
Uso dei tipi di linea

Caricamento dei tipi di linea


I tipi di linea Dalayer, Dablocco, Continuous e Hidden sono sempre disponibili e non possono essere
cancellati.
All'inizio di un progetto, è consigliabile caricare tutti i tipi di linea necessari, in modo da poterli avere
subito a disposizione quando serviranno.
Per usare un nuovo tipo di linea, occorre dapprima caricarlo nel disegno. Inoltre, è necessario che ne
esista la definizione in un file di libreria dei tipi di linea .lin. iDEA comprende due file di definizione
dei tipi di linea:
• .lin per i disegni che utilizzano le unità inglesi (piedi e pollici).
• [Link] per i disegni che utilizzano le unità metriche.
Come caricare un tipo di linea
1. Dal menu Formato, scegliere Tipo di linea.
Riga di comando: TLINEA.

2. Nella finestra di dialogo Gestione tipo di linea, scegliere Carica.


3. Nella finestra di dialogo Carica o ricarica tipi di linea, selezionare uno o più tipi di linea da
caricare, quindi scegliere OK.
4. Per selezionare o deselezionare contemporaneamente tutti i tipi di linea, fare clic con il pulsante
destro del mouse sull'elenco dei tipi di linea e scegliere Seleziona tutto o Deseleziona tutto dal menu
di scelta rapida.
5. I tipi di linea selezionati vengono visualizzati nell'elenco dei tipi di linea della finestra di dialogo
Gestione tipo di linea e nella casella di riepilogo Controllo tipo di linea della barra degli strumenti
Proprietà oggetto.
6. Scegliere OK.

Nota. L'opzione Spessore penna ISO è disponibile solo se si è selezionato e impostato come corrente
un tipo di linea il cui nome inizia con ACAD_ISO.

Impostazione del fattore di scala per il tipo di linea


È possibile utilizzare SCALATL per modificare la lunghezza relativa dei tipi di linea tratto-punto per
unità di disegno.
Come impostare il fattore di scala per il tipo di linea
1. Alla riga di comando digitare scalatl e premere INVIO.
2. Digitare un nuovo valore o premere INVIO.
Riga di comando: SCALATL.
Elementi di disegno CAD 41
Elevazione ed altezza

Elevazione ed altezza
L'elevazione di un'altezza è il valore Z del piano XY sul quale poggia la base.
Un'elevazione pari a zero indica il piano di base XY; elevazioni positive si elevano al di sopra della
base, mentre elevazioni negative al di sotto.
L'altezza di un'oggetto è la distanza alla quale l'oggetto viene innalzato al di sopra del layer di
elevazione. Un'altezza zero indica assenza di innalzamento; un'altezza negativa indica che l'oggetto
si allunga verso il basso. un oggetto con elevazione 0.00 e un'altezza di -1 unità apparirà identico ad
un oggetto con elevazione di -1.00 e un'altezza di 1 unità. esegue l’innalzamento di un oggetto
sempre uniformemente; un'entità non può avere, per i propri punti, elevazioni e altezze differenti.
Come impostare l'elevazione o l'altezza di oggetti
1. Alla riga di comando digitare il comando ELEV o THICKNESS.
Riga di comando: ELEV , THICKNESS

2. Digitare il nuovo valore di default per l'elevazione o l'altezza degli oggetti che verranno
disegnati.
3. Premere INVIO per terminare il comando.

I successivi oggetti disegnati verranno creati utilizzando le nuove impostazioni di elevazione ed


altezza. Quando si cambia la vista, selezionandone una diversa dalla vista piana, si potranno
osservare i risultati.
Per cambiare l'elevazione e l'altezza di oggetti preesistenti si può anche usare il comando CAMBIA
o PROPRIETA.
Come modificare l'altezza e l'elevazione degli oggetti esistenti
1. Scegliere Proprietà.
Barra multifunzione: scheda Vista > gruppo Tavolozze
Riga di comando: PROPRIETA.

2. Selezionare gli oggetti da modificare.


3. Nella finestra Proprietà:
• digitare la nuova altezza in unità nella casella Altezza.
• digitare la nuova elevazione in unità nella casella Elevazione.
4. Selezionare un punto qualsiasi e poi premere ESC due volte.
42 Elementi di disegno CAD
Elevazione ed altezza
4
Disegno architettonico

Questo capitolo descrive gli strumenti di disegno di iDEA che consentono di creare una serie di
oggetti per il disegno architettonico delle planimetrie degli schemi topografici. Infine si riportano i
principali strumenti di iDEA per la visualizzazione dei disegni in 3D.

Disegno di muri
I muri possono essere disegnati come segmenti di linee rette doppie. Ogni segmento di muro e il suo
estremo, cioè la linea che congiunge i punti finali del muro, costituisce un oggetto indipendente e
come tale può essere modificato. Così come avviene per le linee singole, anche i muri possono essere
costruiti con i modi di Snap ad oggetto.
Avviando il comando MURO compare la finestra Muro in cui si possono impostare le caratteristiche
del muro.

Le dimensioni del muro si devono indicare in Larghezza e Altezza, digitandole o selezionandole


dalla lista che appare premendo il pulsante destro del mouse quando il cursore è all’interno della
casella. L'unita di misura dipende dalla scala utilizzata nel disegno corrente.
Nella casella Colore è possibile indicare il colore del muro.
Allineamento, invece, controlla la posizione del punto di selezione in relazione al muro: trascinare
con il cursore la freccia a sinistra, al centro o a destra.
44 Disegno architettonico
Disegno di porte

Fintantochè è aperta la finestra Muro, fare clic sul disegno per tracciare i tratti di muro.
Quando si traccia un segmento di muro che parte o termina sopra un altro muro, iDEA effettua
un'interruzione del muro.

Premendo OK o il tasto destro del mouse si termina la tracciatura: gli estremi del muro che non sono
giunti ad un altro muro vengono chiusi automaticamente. In alternativa selezionando Chiudi, iDEA
chiude gli estremi del muro e chiude la finestra Muro

Durante la tracciatura del muro, selezionando Chiudi il percorso, nella toolbar della finestra Muro,
iDEA traccia un segmento di muro che unisce il punto iniziale del muro al punto finale.
Come tracciare segmenti di muro
1. Scegliere Muro.

Menu: Impianti>Architettonico.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: MURO.

2. Nella finestra di dialogo Muri si può definire la larghezza, l’altezza del muro, selezionare il
riferimento e il colore.
3. Selezionando i punti con il cursore tracciare il muro nel disegno.
4. Premere il tasto destro del mouse per completare il muro.

Disegno in 3D
Per ottenere un disegno in 3D della planimetria e dell’impianto, quando si disegna il muro indicare
sempre l’altezza. Per visualizzare il disegno in 3D utilizzare i comando riportati nel paragrafo
“Visualizzazione in 3D” a pagina 49.

Disegno di porte
Il comando PORTE permette di aprire le forature relative alle porte una volta realizzate le murature
del fabbricato.
Nella finestra di dialogo Porte si può scegliere fra tre tipologie, definire le dimensioni della porta e
della seconda anta se presente.
Disegno architettonico 45
Disegno di porte

Inoltre, c'è la possibilità di selezionare il colore e di quotare automaticamente la porta. L'unità di


misura dipende dal disegno corrente.
Per disegnare la porta basta selezionare i lati della pareti dove inserirla e fornire il punto di
inserimento; viene individuato l'estremo della muratura e, rispetto a questo, si assegnerà la distanza
a cui inserire la porta, considerata dal punto di inserimento, specificato attraverso l'opzione
Riferimento spalla (spalla destra, mezzeria o spalla sinistra) da selezionare nella finestra di dialogo
Porte.

Infine, può essere indicata la mano di apertura della porta, se questa opzione è attivata nella tipologia
scelta. In tal caso la mano d'apertura verrà indicata puntando dalla parte della muratura in cui è
incernierata la porta e lungo la direzione ipotetica di apertura.
Appariranno così i battenti della porta con l'arco d'individuazione dell'apertura.
Così come avviene per i muri, anche le porte possono essere costruite con i modi di Snap ad oggetto.
Come tracciare una porta
1. Scegliere Porte.

Menu: Impianti>Architettonico.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: PORTE.

2. Nella finestra di dialogo Finestre inserire le dimensioni della porta, impostare il Riferimento
spalla, il Colore e selezionare la casella Indicazione delle dimensioni per la quotatura automatica. Per
disegnare la porta fare clic sull'icona della tipologia di porta desiderata.
3. Selezionare il primo lato della parete.
4. Selezionare il secondo lato della parete.
46 Disegno architettonico
Disegno di finestre

5. Immettere la distanza tra lo spigolo e il riferimento spalla impostato della porta. Premendo
INVIO, verrà considerata la distanza dell'eventuale porta precedente.
6. Indicare un punto di riferimento per la mano d'apertura.

Disegno di finestre
Analogamente al comando precedente, iDEA permette di aprire le forature relative alle finestre una
volta realizzate le murature del fabbricato.
La finestra di dialogo Finestre, presentata all'avvio del comando Finestre, permette di scegliere tra
una delle due tipologie previste, definire la larghezza e l'altezza della finestra e l'altezza del davanzale
o soglia. L'unità di misura dipende dalla scala del disegno corrente.

Inoltre, c'è la possibilità di selezionare il colore e di quotare automaticamente.


Per disegnare la finestra basta selezionare i lati della parete e fornire il punto di inserimento; viene
individuato l'estremo della muratura e, rispetto a questo, si assegnerà la distanza a cui inserire la
finestra, la quale verrà tracciata secondo quanto specificato attraverso l'opzione Riferimento spalla
(spalla destra, mezzeria o spalla sinistra) nella finestra di dialogo Finestre.

Appariranno così i battenti della finestra con l'arco d'individuazione dell'apertura della stessa.
Così come avviene per i muri, anche le finestre possono essere costruite con i modi di Snap ad
oggetto.
Disegno architettonico 47
Disegno di pilastri e colonne

Come tracciare una finestra


1. Scegliere Finestre.

Menu: Impianti>Architettonico.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: FINES.

2. Nella finestra di dialogo Finestre inserire le dimensioni della finestra, impostare il Riferimento
spalla, il Colore e selezionare la casella Indicazione delle dimensioni per la quotatura automatica. Per
disegnare la finestra fare clic sull'icona della tipologia di finestra desiderata.
3. Selezionare il lato interno della parete.
4. Selezionare il secondo lato della parete.
5. Immettere la distanza tra lo spigolo e il riferimento spalla impostato della finestra. Premendo
INVIO, verrà considerata la distanza dell'eventuale finestra precedente.

Disegno di pilastri e colonne


Questo comando permette di inserire le forme relative ad eventuali pilastri e colonne presenti nel
fabbricato.
Nella finestra di dialogo Pilastri si possono definirne la larghezza e la profondità nel caso dei pilastri
oppure il diametro, per le colonne, l'altezza e il colore per entrambi.

L'unità di misura dipende dalla scala del disegno corrente.


Così come avviene per i muri, anche pilastri e colonne possono essere posizionati utilizzando i modi
di Snap ad oggetto.
Come tracciare un pilastro o una colonna
1. Scegliere Pilastri.

Menu: Impianti>Architettonico.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: PIL.

2. Nella finestra di dialogo Pilastri inserire le dimensioni riferite, il colore e selezionare l'icona del
pilastro o della colonna.
3. A seconda della selezione sulla griglia, corrisponde anche il punto di riferimento per
l'inserimento dell'oggetto.
4. Scegliere il punto sullo schermo o immettere le coordinate seguendo i messaggi nella riga di
comando.
48 Disegno architettonico
Disegno di nicchie e paraste

Disegno di nicchie e paraste


Questo comando permette di inserire le forme relative ad eventuali nicchie e paraste presenti nei muri
del fabbricato.
Nella finestra di dialogo Nicchie e paraste si può definirne la larghezza e la profondità, nel caso delle
nicchie, oppure la larghezza e l'aggetto per le paraste, nonché l'altezza per entrambi.

L'unità di misura dipende dalla scala del disegno corrente.


Per il posizionamento basta selezionare i lati delle pareti dove inserire l'oggetto e fornire il punto di
inserimento; viene individuato l'estremo della muratura, e, rispetto a questo, si assegnerà la distanza
a cui inserire la nicchia o la parasta, considerata dal punto di inserimento.
Così come avviene per i muri, anche le nicchie e paraste possono essere costruite con i modi di Snap
ad oggetto.
Come tracciare una nicchia o una parasta
1. Scegliere Nicchie e paraste.

Menu: Impianti>Architettonico.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: NICCHIE.

2. Nella finestra di dialogo Nicchie e paraste inserire le dimensioni, il colore e selezionare l'icona
della nicchia o della parasta.
3. Selezionare il primo lato della parete.
4. Selezionare il secondo lato della parete.
5. Immettere la distanza tra lo spigolo e il punto d'inserimento della nicchia o della parasta.
Premendo INVIO, verrà considerata la distanza dell'eventuale nicchia o parasta precedente.

Disegno di camini
Questo comando permette di inserire le forme relative ad eventuali camini presenti nel fabbricato.
Nella finestra di dialogo si possono definirne la larghezza e la profondità, nel caso dei camini di
forma rettangolare, oppure il diametro per quelli cilindrici e il colore per entrambi.
Disegno architettonico 49
Visualizzazione in 3D

L'unità di misura dipende dalla scala del disegno corrente.


Così come avviene per i muri, anche i camini possono essere posizionati utilizzando i modi di Snap
ad oggetto.
Come inserire un camino
1. Scegliere Camini.

Menu: Impianti>Architettonico.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: CAMINI.

2. Nella finestra di dialogo Camini inserire le dimensioni, il colore e selezionare l'icona del tipo di
camino desiderato.
3. A seconda della selezione sulla griglia dell'icona, corrisponde anche il punto di riferimento per
l'inserimento dell'oggetto.
4. Scegliere il punto d'inserimento sullo schermo o immettere le coordinate alla riga di comando.

Visualizzazione in 3D
Quando si lavora in 3D, è necessario visualizzare spesso viste diverse in modo da verificare gli effetti
3D delle modifiche.

Viste standard
Tutti i disegni 3D possono essere visualizzati da qualsiasi direzione, ma le viste standard sono
impostate per le direzioni ortogonali:
Come attivare una vista standard
• Selezionare una delle seguenti viste:

Menu: Visualizza>Punti di vista 3D.


Barra multifunzione: scheda Vista > gruppo Viste.

Alto: imposta il punto di vista dall'alto;

Basso: imposta il punto di vista dal basso;

Sinistra: imposta il punto di vista da sinistra;

Destra: imposta il punto di vista da destra;

Fronte: imposta il punto di vista anteriore;


50 Disegno architettonico
Visualizzazione in 3D

Retro: imposta il punto di vista posteriore;

SO assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Sud Ovest;

SE assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Sud Est;

NE assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Nord Est;

NO assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Nord Ovest.

Impostazione di una direzione di osservazione


Quando si inizia ad utilizzare un modello o si desidera verificare un modello completato da un punto
di vista particolare, è possibile impostare una direzione di osservazione.
È possibile ruotare una vista utilizzando il comando DDVPOINT. Nella figura riportata di seguito
viene mostrata una vista definita da due angoli rispetto all'asse X e al piano XY del sistema WCS.

Come impostare la direzione di osservazione


1. Scegliere Ruota il punto di vista.

Menu: Visualizza>Punti di vista 3D.


Barra multifunzione: scheda Vista > gruppo Viste.
Riga di comando: DDVPOINT.

2. Nella finestra di dialogo Ruota il punto di vista, selezionare gli angoli di osservazione rispetto
all'asse X e al piano XY facendo clic con il dispositivo di puntamento sulle immagini di esempio
oppure digitare direttamente i valori per l'asse X e il piano XY.
• Angolo di osservazione rispetto all'asse X
• Angolo di osservazione rispetto al piano XY

Per selezionare la vista piana del disegno rispetto al sistema UCS corrente, scegliere Imposta vista
piana.
3. Scegliere OK.

Visualizzazione di una vista piana


È possibile trasformare la finestra corrente in una vista piana del sistema UCS corrente, di un sistema
UCS salvato o del sistema WCS nello spazio modello.
Come trasformare la finestra corrente in una vista piana
1. Scegliere Vista piana

Menu: Visualizza>Punti di vista 3D.


Riga di comando: PIANA.

2. Scegliere Corrente (per la vista piana), Globale o Altri UCS (per una vista salvata).
Disegno architettonico 51
Visualizzazione in 3D

Impostazione di una vista con un sistema a 3 assi


Il comando PVISTA imposta la posizione di osservazione di una vista 3D nella finestra corrente.
Questo comando consente di approssimare una vista utilizzando la bussola e un sistema a 3 assi o
digitando direttamente le coordinate.
Come impostare una vista con la bussola e un sistema a 3 assi
1. Scegliere Punto di vista.

Menu: Visualizza>Punti di vista 3D.


Riga di comando: PVISTA.

2. Premere INVIO per visualizzare la bussola.


3. Scegliere un punto all'interno della bussola per specificare il punto di vista.

Rimozione delle linee nascoste


Il comando NASCONDI consente di rimuovere le linee nascoste dalla vista di un modello 3D, in
modo da creare una vista più realistica.
Come rimuovere le linee nascoste
1. Digitare nascondi sulla riga di comando e premere INVIO.
Riga di comando: NASCONDI.

2. Selezionare gli oggetti sui quali basare la vista a linee nascoste.


3. Se necessario, impostare la vista come descritto nei paragrafi precedenti.
4. Premere INVIO per terminare il comando.

L'effetto del comando NASCONDI è solo temporaneo. Quando si esce dal comando, il disegno viene
rigenerato.

Aggiunta di ombreggiatura
Sebbene le linee nascoste migliorino e rendano più chiaro il disegno, per ottenere un'immagine
ancora più realistica è possibile applicare al modello l'ombreggiatura. Il comando MODOOMBRA
fornisce opzioni che consentono di visualizzare e modificare gli oggetti nelle rappresentazioni
wireframe o ombreggiate. Con le opzioni di ombreggiatura, agli oggetti vengono applicate una luce
proveniente da una fonte virtuale distante posizionata a sinistra dell'osservatore e una determinata
quantità di luce circostante.

La rigenerazione del disegno non ha effetti sull'ombreggiatura. È possibile modificare gli oggetti
ombreggiati selezionandoli come oggetti normali. Selezionando un oggetto ombreggiato, sulla
superficie ombreggiata vengono visualizzati la struttura wireframe e i grip. È inoltre possibile salvare
e aprire nuovamente il disegno mantenendo l'ombreggiatura degli oggetti.
Come creare un'immagine ombreggiata
1. Impostare la vista da ombreggiare, ad esempio selezionando una delle viste standard 3D.
2. Scegliere Stili visualizzazione

Menu: Visualizza>Stili visualizzazione.


Riga di comando: MODOOMBRA.

3. Scegliere una delle seguenti opzioni:

Wireframe 2D. È la visualizzazione normale. Visualizza gli oggetti utilizzando linee e curve per
rappresentare i contorni. Gli oggetti raster e OLE, i tipi di linea e gli spessori di linea sono visibili.
Wireframe 3D. Visualizza gli oggetti utilizzando linee e curve per rappresentare i contorni. Visualizza
un'icona ombreggiata di un sistema UCS 3D. Gli oggetti raster e OLE, i tipi di linea e gli spessori di
linea non sono visibili.
52 Disegno architettonico
Visualizzazione in 3D

Nascosto 3D. Visualizza gli oggetti in modalità wireframe 3D e nasconde le linee delle facce
posteriori.
Realistico. Ombreggia gli oggetti tra le facce poligonali. Gli oggetti risultano più piatti e meno
accurati rispetto a quelli sottoposti ad ombreggiatura Gouraud.
Concettuale. Ombreggia gli oggetti e rende più accurati gli spigoli delle facce dei poligoni conferendo
agli oggetti un aspetto realistico.

Nelle versioni CAD inferiori alla 2009 sono disponibili le opzioni:

Ombreggiatura piatta, spigoli attivati.


Combina le opzioni Ombreggiatura piatta e Wireframe. Gli
oggetti vengono visualizzati con un'ombreggiatura piatta sovrapposta al modello wireframe.
Ombreggiatura Gouraud, spigoli attivati . Combina le funzionalità delle opzioni Ombreggiatura
Gouraud e Wireframe. Gli oggetti vengono visualizzati con un'ombreggiatura Gouraud sovrapposta
al modello wireframe.

Nota. La visualizzazione normale è data dal modo ombra Wireframe 2D.


5
Aggiunta di testo e quote

Con il testo vengono inserite nel disegno informazioni importanti. È possibile utilizzarlo per blocchi
di titolo, per etichettare parti del disegno, per specificare caratteristiche tecniche o per creare
annotazioni. L’inserimento di testi può essere eseguito con gli strumenti classici di AutoCAD: per
immissioni brevi e semplici, utilizzare una singola riga di testo; per immissioni di testo estese con
formattazione interna, utilizzare il testo multilinea.
iDEA consente di modificare i testi inseriti, le proprietà del testo e dello stile.
Le quote aggiungono misurazioni ad un disegno. Con iDEA è possibile eseguire con facilità la
quotatura utilizzando una serie di funzioni descritte in questo capitolo.

Creazione e modifica di stili di testo


Ad ogni testo o attributo in un disegno di iDEA è associato uno stile di testo. Quando si digita il testo,
in iDEA viene utilizzato lo stile di testo corrente, che definisce il font, le dimensioni, l'angolo,
l'orientamento e altre caratteristiche del testo. Se si desidera creare del testo utilizzando uno stile
diverso, è possibile indicare come corrente un altro stile.
È possibile utilizzare o modificare lo stile di testo corrente, o crearne uno nuovo.
Come creare uno stile di testo
1. Selezionare Stile di testo.

Menu: Formato.

Barra multifunzione: scheda Annota > gruppo Testo.


Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: STILE.

2. Nella finestra di dialogo Stile di testo premere il bottone Nuovo e inserire il nuovo nome.
3. Dalla lista a comparsa Nome del font, selezionare il font da utilizzare.
54 Aggiunta di testo e quote
Creazione di elenchi

Nota. I font da utilizzare devono essere già installati nel sistema.

4. Impostare le altre caratteristiche e premere il bottone Applica.

Creazione di elenchi
Con le seguenti funzioni di iDEA è possibile generare elenchi alfabetici o numerici con ordine e
velocità. In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi posizionati.

Sequenza alfabetica
Questa funzione permette di generare una sequenza alfabetica a partire da una lettera iniziale
assegnata per un certo numero di lettere con caratteristiche di progressione e direzione definibili. In
particolare si può stabilire il passo tra due lettere e la direzione lungo la quale sviluppare la lista e lo
stile di scrittura.
In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi posizionati.
Come generare un elenco alfabetico
1. Scegliere Sequenza alfabetica.
Riga di comando: SEQALF.

2. Alla riga di comando digitare la lettera iniziale e premere INVIO.


3. Digitare il numero dello stile di testo desiderato e premere INVIO.
4. Digitare il numero di lettere dell’elenco e premere INVIO.
5. Indicare con il punto di partenza dell’elenco.
6. Digitare la distanza tra le lettere e premere INVIO.
7. Digitare l’altezza del testo.
8. Indicare l’angolo di rotazione dei testi dell’elenco.

Sequenza numerica
Questo comando permette di generare una numerazione sequenziale a partire da un numero iniziale
assegnato fino ad un numero finale, con caratteristiche di progressione e direzione definibili. In
particolare si può stabilire lo stile di scrittura, il passo tra due numeri e la direzione lungo la quale
sviluppare la numerazione. In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi
posizionati.
Come generare un elenco con numeri
1. Scegliere Sequenza numerica.
Riga di comando: SEQNUM.

2. Alla riga di comando rispondere alle richieste.

Sequenza numerica con cerchio


La procedura consente l’immissione di una sequenza numerica guidata con l’inserimento di un
cerchio di contenimento della cifra scritta; il raggio del cerchio è legato all’altezza del carattere di
scrittura testi.
In seguito è possibile aggiungere del testo in riga, editando i testi posizionati.
Come generare un elenco con numeri cerchiati
1. Scegliere Sequenza numerica con cerchio.
Riga di comando: SEQNUMC.

2. Alla riga di comando rispondere alle richieste.


Aggiunta di testo e quote 55
Modifica delle proprietà del testo

Modifica delle proprietà del testo


Le seguenti funzioni consentono di modificare tutte le proprietà dei testi inseriti in un disegno.

Modifica proprietà testo


Questo comando consente l’editazione delle proprietà con cui è stato inserito un testo permettendo
quindi di variare il punto di inserimento, l’allineamento e le modalità di giustificazione.
Come modificare le proprietà di un testo
1. Selezionare Edita testo o attributo.
Riga di comando: MODT.

2. Alla riga di comando indicare la modifica da eseguire tra le opzioni elencate:


Punto di inserimento/Allineato/Centro/Fisso/Medio/Destra/Uscire
3. Alla riga di comando rispondere alle richieste.

Cambia testo
Questo comando consente di velocizzare la procedura per variare un testo digitando prima il nuovo
testo e selezionando poi i testi da cambiare.
Come cambiare un testo
1. Selezionare Cambia testo.
Riga di comando: CHTXT.

2. Alla riga di comando digitare il nuovo testo da inserire e premere INVIO.


3. Selezionare sul disegno il testo da sostituire.

Cambia stringa
L’uso di questo comando permette di agire su una porzione di testo in editazione. È sufficiente
immettere la stringa da sostituire, ed il comando inserirà la nuova stringa specificata al posto della
precedente.
Come cambiare un stringa
1. Selezionare Cambia stringa.
Riga di comando: CHSTR.

2. Selezionare nel disegno il testo da editare.


3. Alla riga di comando digitare la stringa da cambiare e premere INVIO.
4. Digitare la nuova stringa e premere INVIO.

Cambia layer testi


L’attivazione di tale comando consente di variare il layer di appartenenza dei testi selezionati. Il layer
di destinazione deve esistere e va indicato attraverso la selezione di un oggetto appartenente a quel
layer o per immissione da tastiera.
Come cambiare il layer di un testo
1. Selezionare Cambia layer testi.
Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: CHLTXT.

2. Selezionare nel disegno un oggetto appartenente a al layer di destinazione o digitarne il nome


alla riga di comando e premere INVIO.
3. Selezionare nel disegno i testi da cambiare di layer.
56 Aggiunta di testo e quote
Importazione ed esportazione di testi

Cambia altezza testo


L’attivazione di tale comando consente di variare l’altezza dei testi selezionati. L’altezza del testo va
indicata tramite l’immissione del nuovo dato da tastiera.
Come cambiare l’altezza di un testo
1. Selezionare Cambia altezza testo.
Riga di comando: CHHTXT.

2. Selezionare nel disegno il testo da editare.


3. Alla riga di comando inserire nuova altezza e premere INVIO.

Cambia stile
Il comando consente di variare lo stile di testo delle entità selezionate. Il comando richiederà il nome
del nuovo stile. Il nuovo stile deve esistere e deve essere creato, prima di usare questo comando, con
il comando Stile di testo dal menu Formato. Selezionare successivamente gli oggetti da modificare.
Come cambiare lo stile di un testo
1. Selezionare Cambia stile.
Riga di comando: CHSTY.

2. Selezionare nel disegno il testo da editare.


3. Alla riga di comando inserire il nome dello stile desiderato e premere INVIO.

Cambia formato
Il comando consente di variare il formato delle lettere nei testi selezionati. Il comando richiederà di
selezionare i testi da editare e indicare il nuovo formato delle lettere tra:
Maiuscolo/MInuscolo/Inverso/Sentenza/Titolo/Nessuno.
Come cambiare lo stile di un testo
1. Alla riga di comando digitare TCASE e premere INVIO.
2. Selezionare nel disegno il testo da editare.
3. Alla riga di comando digitare le iniziali del formato desiderato e premere INVIO.

Importazione ed esportazione di testi


Con la funzione Importa/Esporta testi di iDEA è possibile inserire nel disegno file di testo ASCII
creati con altri elaboratori di testo. Allo stesso modo è possibile salvare su file ASCII esterni testi
inseriti nel disegno.
Come attivare la procedura di Importa/Esporta testi
1. Selezionare Importa/Esporta testi.
Riga di comando: IMPEXP.

2. La finestra di dialogo Selezione richiede se si vuole importare od esportare file ASCII.

Importa Testo
Scegliendo l’opzione Importa verrà richiesto di selezionare il file da importare tramite l’utilizzo di
una finestra di dialogo che consente di cercare il file desiderato. Dopo aver selezionato il file da
importare viene richiesto il punto di inserimento, successivamente comparirà una finestra di dialogo
in cui si possono configurare alcuni parametri quali:
Aggiunta di testo e quote 57
Inserimento di voci descrittive dal dizionario

• lo stile, l’altezza e la rotazione del testo;


• la distanza fra le righe, selezionabile tramite il pulsante Selezionare;
• il numero di riga del testo da cui partire con l’inserimento;
• il numero di righe di testo da inserire;
• sopralineatura e/o sottolineatura delle righe di testo;
• la scrittura del testo in caratteri maiuscoli, minuscoli o in modalità normale;
• la scrittura del testo nella modalità righe e colonne specificandone la larghezza delle colonne ed
il numero di righe per colonna.

Esporta testo
La funzione di Esporta testo richiede il nome del file ASCII da creare o da sostituire se esistente con
il contenuto dei testi selezionati successivamente. La scelta del file, come per la funzione di Importa
testo, viene assistita dalla finestra di dialogo. Dopo aver effettuato la scelta del file viene richiesto
di selezionare i testi da esportare tramite selezione con finestra.

Inserimento di voci descrittive dal dizionario


È possibile inserire nel disegno nuovi testi e aggiornare in modo veloce i campi descrittivi dei simboli
dello schema, prelevandoli dai dizionari.
In questo modo si ha un collegamento diretto con l'archivio per le eventuali traduzioni del disegno.
Come inserire voci descrittive all'interno del disegno
1. Scegliere Dizionari.

Menu: Strumenti >Traduzioni.


Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Traduzioni.
Barra strumenti: scheda Archivi.

2. Ricercare e selezionare la voce desiderata in Dizionario.


3. Cliccare sulla testata della colonna relativa alla lingua da utilizzare.
4. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e trascinando, portare il cursore
all'interno del disegno, quindi rilasciare il tasto del mouse.
5. Verrà richiesto di selezionare i simboli ai quali associare la voce.
6. Premere INVIO senza selezionare alcun simbolo.
7. Indicare il punto di inserimento del testo. Verrà visualizzata la finestra CodView dizionario,
attraverso la quale si potrà indicare in quali lingue riportare la voce all'interno del disegno,
definendone anche le proprietà relative all'altezza del testo e lo stile da utilizzare.
58 Aggiunta di testo e quote
Quotatura dei disegni

Dando OK verrà inserita la voce selezionata, con eventuali traduzioni associate.

Per compilare il campo Descrizione dei simboli con un testo del Dizionario, avviare la stessa
procedura ma alla richiesta di selezionare i simboli ai quali associare la voce, selezionare i simboli
dei quali si vuole aggiornare il campo Descrizione e quindi premere INVIO.

Quotatura dei disegni


Di seguito sono descritte le funzioni integrate in iDEA per la quotatura dei disegni. Nei progetti
realizzati con iDEA la quotatura viene utilizzata solitamente per indicare le dimensioni delle
planimetrie o dei quadri elettrici.
Oltre a quelle riportate di seguito, sono disponibili anche tutte le funzioni per la quotatura dei disegni
mese a disposizione dalla base CAD di iDEA: vedi guida in linea di iDEA.
Aggiunta di testo e quote 59
Quotatura dei disegni

Quotatura per vertici


Il comando Quotatura vertici permette di quotare una planimetria indicando la posizione, la direzione
della linea di quota ed i vertici per i quali verranno calcolate le quote. Sulla linea porta-quote
verranno riportate le quote relative alle distanze tra i vertici selezionati, nella proiezione
corrispondente alla linea di quota. L’ultima richiesta si riferisce alla possibilità di tracciare una quota
complessiva che verrà tracciata su una linea parallela alla linea porta di quota, dove verrà indicata la
distanza fra i punti più estremi (tra quelli selezionati).
Come eseguire quotatura per vertici
1. Selezionare Quotatura vertici.

Menu: Quotatura.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DIMV.

2. Selezionare un primo punto per indicare dove collocare la linea di quota.


3. Selezionare un secondo punto per indicare dove collocare la linea di quota.
4. Selezionare in sequenza tutti i vertici da quotare. Premere INVIO per terminare.
5. Alla richiesta premere S o N per inserire o meno la quota complessiva.

Quotatura per punti interni


Quotatura punti interni permette di quotare una planimetria indicandone la posizione, la lunghezza
del tratto di ricerca, la direzione della linea di quota ed un punto che determina la direzione lungo la
quale effettuare la ricerca automatica delle linee confine da quotare. All’ultima richiesta è possibile,
con INVIO, confermare il secondo punto della linea di quota come punto per il calcolo della quota.
Si fa notare che gli elementi da intercettare come confini devono essere assimilabili a linee. Nel caso
ci sia un blocco nella traiettoria di ricerca, non verrà considerato come un estremo.
Come eseguire quotatura per punti interni
1. Selezionare Quotatura punti interni.

Menu: Quotatura.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DIMP.

2. Indicare la Distanza minima di ricerca nella traiettoria.


3. Selezionare un primo punto per indicare dove collocare la linea di quota.
4. Selezionare un secondo punto per indicare dove collocare la linea di quota.
5. Selezionare il punto rispetto al quale cercare il confine nella direzione della linea porta quote.

Quotatura per linee di intersezione


Quotatura intersezioni permette di quotare una planimetria indicando una o più linee di riferimento
parallele tra loro per il calcolo delle quote, ed una linea di quota in corrispondenza della quale
saranno indicati i vari valori di quota. Le linee di riferimento sono quelle che intercettano, nella loro
estensione, le entità del disegno che si desiderano quotare.
Come eseguire quotatura per intersezioni
1. Selezionare Quotatura intersezioni.

Menu: Quotatura.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DIML.
60 Aggiunta di testo e quote
Quotatura dei disegni

2. Selezionare un primo punto per indicare dove collocare la linea di quota.


3. Selezionare un secondo punto per indicare dove collocare la linea di quota.
4. Selezionare il primo punto della linea di intersezione ai fini della deduzione di tutte le
intersecanti con questa linea.
5. Selezionare un secondo punto della linea di intersezione.
6. Alla richiesta premere S o N per inserire o meno la quota complessiva.

Quotatura automatica con marcatori


La procedura Quotatura marcatori permette la quotatura di un oggetto, dopo aver opportunamente
posizionato dei “marcatori” (indicati al paragrafo successivo), nei punti di quotatura prefissati e
secondo modalità di quotatura orizzontale, verticale o allineata, descritta nel riquadro di dialogo.
Successivamente alla scelta del tipo di quotatura da effettuare e dopo aver confermato con il pulsante
OK viene richiesto di selezionare i marcatori di riferimento ed i punti su cui tracciare le linee
porta-quote. Nel caso in cui si sia scelta la tracciatura delle quote complessive, verrà richiesto un
ulteriore punto di riferimento per ciascun metodo di quotatura riguardante la posizione della linea di
quotatura complessiva.
Come eseguire quotatura dei marcatori
1. Selezionare Quotatura marcatori.

Menu: Quotatura.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DIMAUTO.

2. Selezionare con una finestra di selezione i marcatori da quotare.


3. Nella finestra di dialogo Quotatura automatica, selezionare i tipi di quotatura che si intende
eseguire.
4. Selezionare in sequenza i punti per indicare la linea di quota delle dove collocare la linea di quota
delle quote orizzontali, delle quote verticali, delle quote allineate.
5. Selezionare in sequenza i punti per indicare la linea di quota delle dove collocare la linea di quota
complessiva delle quote orizzontali, delle quote verticali, delle quote allineate.

Marcatori
Questa funzione consente di indicare i punti notevoli del disegno che saranno oggetto della quotatura
automatica, descritta al punto precedente. Oltre alla selezione del punto di inserimento proposto
come operazione di default, c’è la possibilità di visualizzare e disattivare i marcatori. La
visualizzazione dei marcatori avviene agendo sulle variabili PDMODE e PDSIZE di con cui si
potranno modificare il modo e la dimensione della visualizzazione. Per terminare l’inserimento o la
modifica dei marcatori scegliere l’opzione Uscire.
Come inserire i marcatori
1. Selezionare Marcatori.

Menu: Quotatura.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: MARCATORI.

<punto di inserimento del marcatore>/Uscire/Visualizza/Disattiva:


2. Selezionare in sequenza i punti di inserimento dei marcatori nell’oggetto da quotare. Inserire un
marcatore in ogni punto da quotare.
3. Digitare v e premere INVIO per visualizzare tutti i marcatori inseriti.
4. Digitare d e premere INVIO per disattivare i marcatori inseriti.
5. Digitare u e premere INVIO per uscire dalla funzione.
Aggiunta di testo e quote 61
Variabili di quotatura

Variabili di quotatura
L’attivazione di questa funzione permette di agire su alcuni parametri di quotatura il cui stato viene
descritto tramite l’utilizzo di riquadri di dialogo.
Come accedere alle variabili di quotatura
• Selezionare Variabili di quotatura.

Menu: Quotatura.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DIMVAR.

Il primo di tali riquadri di dialogo permette di:


• configurare le variabili relative ai testi;
• scegliere i blocchi di quotatura;
• configurare le variabili delle quotature lineari;
• modificare i testi di quotatura;
• ruotare i testi di quotatura;
• aggiornare la posizione dei testi di quotatura qualora fosse stata modificata;
• scegliere lo stile testo di quotatura;
• aggiornare la quota secondo le modifiche effettuate.

Dopo aver inserito eventuali modifiche sul contenuto, sulla rotazione o sullo stile del testo sarà
possibile aggiornare la quota selezionando il pulsante Aggiorna quote e selezionando
successivamente la quota da modificare.
Per impostare le variabili di quotatura relative ai testi è sufficiente scegliere la figura rappresentante
la quota identificata con il punto di domanda nel riquadro di dialogo principale. Successivamente
sarà visualizzato una finestra di dialogo contenente alcune delle variabili di controllo delle
caratteristiche dei testi di quotatura come.
• l’orientamento del testo orizzontale o allineato alla linea di quotatura;
• controllo del testo esterno alle linee di quotatura;
• la tracciatura della linea interna alle linee di quotatura con testo esterno;
• il posizionamento del testo sopra la linea di quota;
• la forzatura del testo all’interno delle linee di estensione;
• la non tracciatura delle linee esterne alle linee di estensione;
• la distanza del testo dalla linea di quota;
• l’altezza del testo di quota;
• l’altezza del testo relativo alla quotatura complessiva.

Selezionando una delle figure si visualizzerà la descrizione relativa alla variabile associata nella riga
sottostante del riquadro di dialogo corrente. Le descrizioni di tali variabili si riferiscono sempre al
caso in cui siano allo stato ON.
62 Aggiunta di testo e quote
Variabili di quotatura

L’attivazione di alcune di queste variabili interviene anche sullo stato di altre; può capitare, quindi,
di vedere in alcuni casi la stessa slide a descrizione di più variabili. Uno di questi casi lo si può notare
quando le variabili DIMTIX e DIMTOFL sono allo stato ON, mentre DIMSOXD è OFF. Alcune fra
le variabili descritte, come per esempio DIMTIX e DIMSOXD, sono strettamente collegate fra di
loro tanto che se si configura DIMTIX allo stato OFF, DIMSOXD verrà automaticamente disattivata,
così pure se DIMTAD è allo stato ON, DIMTVP verrà disattivata.
Dopo aver scelto il tipo di configurazione di tali variabili si potranno tracciare o aggiornare le quote
secondo i nuovi parametri; per l’aggiornamento è sufficiente selezionare il pulsante Aggiorna quote
e selezionare la quota voluta.

Per cambiare il tipo di blocco di quotatura, selezionare l’icona rappresentata dalla freccia nel
riquadro di dialogo principale; viene visualizzata una finestra nella quale è possibile selezionare tra
le seguenti modalità:
• la freccia standard;
• il blocco punto;
• il tratto inclinato a 45 gradi;
• la barra ingrossata e inclinata a 45 gradi.

La selezione di uno di questi blocchi avviene puntando sul nome del blocco desiderato.

L’ultima parte, relativa alla configurazione delle variabili di quotatura, riguarda le quote lineari. In
questa parte vengono trattate e descritte tutte le variabili che influiscono sulla tracciatura delle quote
quali:
• la soppressione della linea di estensione 1;
• la soppressione della linea di estensione 2;
• la lunghezza della linea di estensione oltre la linea di quota;
• la distanza della linea di estensione dal punto di riferimento da quotare;
• lo scostamento delle linee di quota in quotature successive;
• la lunghezza della linea di quotatura esterna nel caso di utilizzo del blocco lineetta;
• la distanza mantenuta attorno al testo di quota quando si spezza la linea di quota;
• la dimensione della lineetta di quotatura;
• la dimensione della freccia;
• la dimensione del segno di marcatura del centro del cerchio o di un arco;
• il fattore moltiplicativo per il calcolo dei valori di quota;
• il metodo di quotatura associativa o non associativa.

Per la selezione delle variabili relative alle quotature lineari si può fare riferimento alla precedente
gestione delle variabili relative ai testi.

Avvertenza. Si ricorda che nel caso in cui si vogliono tracciare delle quote aggiornabili
successivamente deve essere sempre attivata la variabile relativa alla quotatura associativa
DIMASO.
6
Blocchi e attributi

Tutti i simboli gestiti da iDEA sono blocchi che contengono una serie di attributi (vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189).
iDEA rende disponibili più funzioni che consentono di organizzare e modificare i simboli e i loro
attributi e le informazioni associate.

Blocchi personalizzati
È possibile creare blocchi personalizzati utilizzando gli strumenti di disegno del programma. Si
consiglia di prendere come riferimento un simbolo di iDEA, il quale dovrà essere esploso e
modificato. Questo metodo permette di avere a disposizione il set di attributi utilizzati dal
programma e i pin, in modo che il simbolo possa essere gestito come i simboli standard; vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189.

Il seguente esempio mostra come il simbolo di una bobina, inserito dalla Libreria simboli di iDEA,
venga esploso e modificato per creare un nuovo simbolo; gli attributi vengono mantenuti.

Al termine il nuovo simbolo può essere salvato come blocco nel catalogo utente di iDEA.
Il catalogo utente di iDEA permette di salvare in Libreria illimitati simboli personalizzati, che, se
contengono gli attributi standard come nell’esempio, sono gestiti da iDEA come i simboli predefiniti.
Vedi "Cataloghi utente" a pagina 200.

Nota. L’analisi dello schema elettrico ricostruisce il percorso associato al filo elettrico e le
connessioni con le apparecchiature: perché questo avvenga è necessario che nel punto in cui si
collega il filo, il blocco contenga un attributo con etichetta di nome compresa tra C1 e C80 con punto
di giustificazione ad una distanza massima di 2.5 mm (per scala simboli).
64 Blocchi e attributi
Editazione attributi

Le funzioni Nuovo simbolo grafico ed Edita simbolo grafico sono utili per creare o modificare
simboli adatti all’elaborazione completa in iDEA: vedi “Editor dei simboli grafici” a pagina 83.

Editazione attributi
Nella finestra di dialogo degli attributi di un blocco è possibile modificare le informazioni di ogni
singolo attributo associati ad un blocco e la loro visibilità.
Come editare gli attributi di un simbolo di iDEA
1. Scegliere Editazione attributi simbolo.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Riga di comando: DDA.

2. Selezionare un blocco di cui si desidera modificare gli attributi.

Nota. In alternativa selezionare il simbolo, fare clic con il tasto destro del mouse e scegliere il
comando Edita attributi dal menu contestuale.

3. Nelle finestra di dialogo modificare gli attributi utilizzando uno dei metodi seguenti:
• Digitare un nuovo valore.
• Selezionare un valore dall’elenco corrispondente.
• Utilizzare il pulsante per la selezione.
• Per rendere visibile o invisibile un attributo fare clic sull’icona ‘lampadina’ (in visualizzazione
avanzata).
4. Premere il bottone OK per confermare.

Pulsanti per attivare i vincoli

} Dizionario

Elenco ubicazioni
Elenco funzioni

Archivi
}

} Attributi aggiunti dalla


traduzione multilingua

È possibile utilizzare un pulsante per selezionare il valore dell’attributo dal corrispondente archivio
o dalla lista dei valori già utilizzati:
• Descrizione e Note accedono all’archivio Dizionario.

Nota. Il bottone per il richiamo rapido ad archivio dizionario appare per attributi (standard iDEA o
personalizzato) la cui etichetta contiene le seguenti diciture (l'asterisco indica che il nome può essere
più lungo): DESC*, TITLE*, TITOLO*, FUNZIONE*, TEXT*, TESTO*.

• Formazione accede all’archivio Formazioni.


Blocchi e attributi 65
Editazione attributi

• Codice, su tabelle unifilari ed etichette linee, accede all’archivio Cavetteria.


• Vincolo accede alla lista dei vincoli disponibili.
• Ubicazione accede alla lista delle ubicazioni già definite nello schema corrente.
• Funzione accede alla lista delle funzione già definite nello schema corrente.
• Codice Principale e Codice Alternativo accedono ai seguenti archivi:
- Materiali: per scegliere un articolo dal magazzino.
- Computo: per scegliere una voce di elenco prezzi da un listino.
- Gestione cavetteria: per scegliere l’articolo di un cavo.
- Portacavi: per scegliere l’articolo di un portacavo, condotto o canalina.
- Protezioni: per scegliere l’articolo di una protezione.

Negli attributi Codice Principale e Codice Alternativo si possono inserire anche sequenze di codici
accedendo più volte all’archivio Materiali e scegliendo No alla richiesta di sostituzione del codice
precedente.

Nel menu che si apre premendo il tasto destro del mouse quando il cursore è all’interno di un casella
di editazione è possibile richiamare il Dizionario per scegliere una frase e quindi facilitare la
successiva traduzione.
Articoli utilizzati nel progetto
Quando si associa un codice materiale ad un simbolo tramite la finestra di editazione attributi è utile
poter accedere alla lista degli articoli già utilizzati nello schema corrente. A tal fine è possibile
richiamare la lista Articoli utilizzati nel progetto. La finestra visualizza codici, descrizioni,
costruttore, categoria e il numero di volte in cui il codice è riferito (valgono solo i codici presenti nei
simboli grafici).
Filtro automatico sull'archivio materiali
Sono disponibili due opzioni per attivare il filtro automatico per famiglia e gruppo sull'archivio
materiali quanto vi si accede dalla finestra Edita attributi di un simbolo. Tali opzioni sono disponibili
nello stesso menu che si apre con il tastino della casella Codice, a mezzo del quale si accede anche
agli archivi. Se entrambi non sono selezionate, accedendo all'archivio avviene il 'puntamento' diretto
al codice materiale eventualmente già compilato nella casella Codice.

Nota. La famiglia impostata dal filtro è quella relativa al simbolo in editazione (la famiglia di
appartenenza può essere compilata nel campo Classificazione in libreria, nel setup del simbolo in
libreria; vedi “Setup dei simboli” a pagina 203). Il gruppo è quello relativo al codice materiale
eventualmente compilato nella casella Codice.
Impostazione costruttore preferenziale
Può essere utile stabilire, per ogni famiglia di simboli (dispositivi di protezione, motori,
trasformatori,...) un costruttore preferenziale tra quelli disponibili in magazzino, in modo che
accedendo all’archivio siano visualizzati solo i materiali del costruttore preferenziale.
Per tale impostazione selezionare il bottone nei campi Codice Principale e Codice Alternativo e dal
menu scegliere Impostazione costruttore preferenziale. Nella finestra si trova, a sinistra, la lista delle
famiglie di simboli e a destra l’elenco dei costruttori disponibili.
66 Blocchi e attributi
Editazione attributi

Utilizzare i pulsanti con le frecce per associare o disassociare la famiglia e il costruttore selezionati
nelle rispettive liste. È possibile associare un solo costruttore per ogni famiglia.
Visualizzazione avanzata
Per modificare lo stato di visibilità degli attributi è possibile accedere alla visualizzazione avanzata:
il comando Visualizzazione avanzata è disponibile nel menu che si attiva facendo clic con il pulsante
destro del mouse.
Blocchi e attributi 67
Editazione attributi

Per rendere visibile o invisibile un attributo fare clic sulla relativa icona lampadina. Questa funzione
è utile anche selezionando più simboli.
La visualizzazione avanzata riporta, inoltre, le etichette degli attributi, cioè il nome interno degli
attributi (visibile altrimenti solo esplodendo il simbolo).

È possibile nascondere singoli attributi nella finestra di editazione allo scopo di velocizzare
l’editazione stessa: posizionarsi con il mouse sull’attributo da nascondere, fare clic con il pulsante
destro del mouse e selezionare Disabilita “Nome dell’attributo”. Successivamente l’attributo
apparirà disabilitato. Per nasconderlo completamente dalla finestra di dialogo, disattivare la casella
di spunta Visualizza tutti.
Selezionare Abilita tutto per visualizzare tutti gli attributi nascosti con il metodo precedentemente
descritto.
Riduci carattere, infine, permettere di scegliere la dimensione del carattere nella finestra.

Edita attributi multiplo


Tramite la stessa finestra di modifica attributi del comando DDA è possibile modificare le
informazioni degli attributi in un gruppo di simboli selezionati. Gli attributi modificabili sono solo
quelli presenti in tutti i simboli del gruppo.
Come modificare il valore degli attributi di più simboli di iDEA
1. Scegliere Editazione attributi multipla.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Riga di comando: DDAM.

2. Selezionare tutti i blocchi di cui si desidera modificare gli attributi.


3. Nelle finestra di dialogo modificare gli attributi.
4. Premere il bottone OK per confermare

Per gli attributi che presentano valori differenti, nella finestra di editazione viene riportata la dicitura
<vari>; inserendo un nuovo valore esso sarà applicato uguale in tutti i simboli della selezione.
Anche la visibilità degli attributi può essere impostata in modo multiplo.

La scelta del comando per editare gli attributi di un simbolo (DDA) o di più simboli (DDAM), può
essere lasciata al programma; infatti selezionando più simboli e poi lanciando il comando DDA,
automaticamente il programma esegue DDAM e la finestra di dialogo riporterà gli attributi comuni
nei simboli. Se di lancia DDAM e si seleziona un solo simbolo il programma segue DDA.
68 Blocchi e attributi
Editazione multipla attributi in tabella

Editazione multipla attributi in tabella


Le funzioni di editazione degli attributi dei simboli sono disponibili per l’editazione di più simboli
contemporaneamente tramite una tabella simile a un foglio di calcolo.
La funzione di editazione multipla attributi in tabella si avvia con il comando DDT o da barra Utilità
- Edita attributi.
L’apertura della finestra di editazione avviene dopo aver selezionato i blocchi da editare. Gli attributi
di tutti i blocchi selezionati sono elencati nelle righe della tabella, mentre i blocchi sono elencati nelle
colonne. La prima colonna riporta l'etichetta dell'attributo, la seconda colonna riporta la descrizione
dell'attributo, dalla terza colonna in poi sono elencati i blocchi selezionati.
Per modificare l'attributo di un blocco editare la casella che corrisponde alla riga dell'attributo ed alla
colonna del blocco. Le caselle che corrispondono ad attributi non presenti nei blocchi corrispondenti
sono evidenziate con sfondo grigio e non modificabili.

Nota. L'ordine di comparsa dei blocchi nella tabella è riferito alla posizione del simbolo nel foglio
dello schema secondo nella forma Colonna + Riga.

Come modificare il valore degli attributi di più simboli di iDEA


1. Scegliere Editazione attributi tabellare.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Riga di comando: DDT.

2. Selezionare tutti i blocchi di cui si desidera modificare gli attributi.


3. Nelle finestra di dialogo modificare gli attributi.
4. Premere il bottone OK per confermare.

Inspector
Inspector è lo strumento che consente di individuare i simboli inseriti nello schema e modificarne gli
attributi, singolarmente o in modalità multipla.
Blocchi e attributi 69
Inspector

Come attivare Inspector


• Selezionare l’icona Inspector.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: INSPECTOR.

Inspector visualizza in una griglia tutti i simboli presenti nello schema e appartenenti alle librerie di
iDEA, compresi i cataloghi utente. A qualsiasi inserimento o cancellazione di simboli nello schema,
o modifica di attributi, Inspector visualizza in tempo reale i cambiamenti nella propria griglia.

Con Inspector, è possibile:


• Cambiare il foglio visualizzato.
• Localizzare nello schema un simbolo.
• Controllare i dati principali in ogni simbolo direttamente nella griglia: Sigla, Descrizione,
Ubicazione, Funzione, Codice principale, Posizione, Note.
• Ordinare gli elementi visualizzati secondo una delle colonne della griglia, quindi secondo uno
dei dati principali.
• Filtrare la visualizzazione dei componenti per Disegno, Foglio, Ubicazione, Funzione,
Tipologia.
• Filtrare la visualizzazione dei componenti che in uno dei campi Sigla, Descrizione, Ubicazione,
Funzione, Codice principale, contengono una stringa inserita dall’utente.
• Trovare nella lista i componenti che contengono, nel campo della colonna attualmente
selezionata, una stringa inserita dall’utente.
• Controllare i rinvii filo inseriti e inserire quelli corrispondenti.
• Modificare per ogni componente i dati compilati negli attributi del blocco: Sigla, Descrizione,
Descrizione aggiuntiva, Note, Ubicazione, Funzione, Codice principale, Codice alternativo.
• Modificare per tutti i componenti selezionati uno o più di dati principali.
70 Blocchi e attributi
Inspector

Cambio del foglio visualizzato


Per cambiare la visualizzazione del foglio corrente, nel disegno, basta fare clic sul foglio desiderato
nell’elenco del riquadro di sinistra di Inspector. Questa funzione è abilitata da una opzione: vedi
“Opzioni” a pagina 71.

Localizzazione dei componenti


Ogni componente selezionato nella griglia di Inspector, può essere localizzato nel disegno
semplicemente con un doppio clic o selezionando l'icona Localizza nel disegno, dal menu a cursore
o dalla barra degli strumenti di Inspector.
La finestra di Inspector può rimanere aperta o chiudersi o diventare trasparente a seconda di quanto
impostato in Opzioni: vedi “Opzioni” a pagina 71.
Viene visualizzato uno zoom del disegno nella zona dove è localizzato l'elemento che viene indicato
con una freccia.

Visualizzazione dei componenti


Inspector elenca ogni blocco appartenente alle librerie di e inserito nello schema aperto.
Nel caso si apra uno schema creato con una versione precedente di iDEA, o non siano presenti i file
di supporto dello schema, eseguire Aggiorna albero, dal menu che si apre con il tasto destro del
mouse in Inspector, per creare la lista dei componenti.

Nota. Nella lista di Inspector non possono essere visualizzati più circa 2000 elementi; quindi con
schemi molto corposi, mantenere un filtro per foglio o per un altro dei filtri disponibili nell’albero.

Nel riquadro di sinistra una struttura grafica riporta la lista dei disegni e dei fogli che compongono
lo schema, nonché le funzioni e delle ubicazioni compilate nei simboli e le tipologie di componenti
presenti. Questo permette di visualizzare solo i componenti localizzati in un determinato disegno o
foglio, oppure tutti quelli che hanno una certa funzione o ubicazione con un semplice clic. La
visualizzazione per tipologia permette di visualizzare, ad esempio tutti i motori o i morsetti o i
connettori o i componenti di layout quadro. Questa filtro può essere utile al fine di visualizzare per
un controllo tutti i vincoli o i rinvii filo.
È possibile visualizzare o meno la parte sinistra della finestra con i filtri selezionando l'icona
Mostra/nascondi albero nella barra degli strumenti.
Per annullare tutti i filtri impostati nell’albero, dal menu che si apre con il tasto destro del mouse,
scegliere Annulla i filtri dell’albero.
Trova, attivabile dalla barra degli strumenti di Inspector, permette di localizzare nella lista i simboli
che corrispondono ai criteri di ricerca impostati. Nel pannellino aperto digitare una stringa da
ricercare nel campo selezionabile nella lista Filtra per (Sigla, Descrizione, Ubicazione, Funzione,
Codice principale); nella lista Mostra le parole che... scegliere il criterio di ricerca (corrispondono al
testo digitato, iniziano con il testo digitato, contengono il testo digitato).

Nota. Filtrando per Descrizione viene eseguita una ricerca sugli attributi Descrizione 1 e
Descrizione 2 (attributi FUNZIONE1 e FUNZIONE2).

Per annullare il filtro attivo selezionare il pulsante Cancella.


Gli ultimi cinque metodi di filtro vengono salvati e sono disponibili nel riquadro di sinistra di
Inspector. Per cancellare la lista dei filtri utente, dal menu che si apre con il tasto destro del mouse,
scegliere Cancella filtri utente.

Modifica dei dati dei componenti


Per ogni componente visualizzato nella griglia di Inspector è possibile modificare i dati principali
compilati nei sui attributi nel disegno.
Modificando dei dati in Inspector, in tempo reale vengono modificati nei blocchi nel disegno.
Per modificare i dati di un singolo componente selezionarlo nella griglia e selezionare Modifica dal
menu a cursore, attivabile premendo il tasto destro del mouse, o dalla barra degli strumenti di
Inspector.
Per compilare la stessa informazione in più componenti, visualizzare nella griglia di Inspector i
componenti desiderati utilizzando i sistemi di filtro. Quindi selezionarli con un clic tenendo premuto
il tasto CTRL sulla tastiera e selezionare Modifica dal menu a cursore. Viene visualizzata una finestra
Blocchi e attributi 71
Utilità attributi

di dialogo in cui compilare le informazioni comuni; premendo OK i dati vengono aggiornati in tutti
i componenti in esame.
Usare questo metodo, ad esempio, per associare ad una serie di componenti inseriti nello schema la
stessa ubicazione o la stessa funzione. Oppure ad una serie di motori compilare lo stesso codice
principale e la dicitura 'Motore' nel campo Descrizione.

Controllo rinvii filo e inserimento corrispondenti


Nella griglia di Inspector, è possibile inoltre visualizzare tutti i rinvii filo inseriti nello schema o solo
in un foglio.

Per verificare il corretto inserimento ordinare i rinvii facendo clic sulla testata della colonna Sigla e
controllare che ogni rinvio uscente, sia seguito dal corrispondente rinvio entrante, con sigla uguale.

Uscita Entrata
verso un foglio seguente da un foglio precedente

verso un foglio precedente da un foglio seguente

Per inserire i rinvii corrispondenti a quelli selezionati nella griglia di Inspector, dopo aver attivato il
foglio di destinazione, usare comando Inserisci rinvii corrispondenti, dalla barra degli strumenti di
Inspector.
Quindi selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili agli estremi dei quali collocare
i rinvii filo. Viene visualizzata la finestra di dialogo Rinvii filo per l’impostazione dei dati e
l’inserimento: vedi “Rinvii filo” a pagina 164.

Opzioni
Nella finestra Opzioni, attivabile con selezionando l’icona Opzioni sulla barra degli strumenti o dal
menu contestuale di Inspector, sono presenti alcune opzioni di funzionamento di Inspector.
Esegui il cambio foglio in selezione: se presenta un segno di spunta, selezionando un foglio nella
struttura ad albero di Inspector, oltre a elencare i componenti presenti nel foglio selezionato, viene
eseguito anche il cambio foglio nel disegno.
Abilita l’aggiornamento automatico: se presenta un segno di spunta, quando Inspector è aperto, le
modifiche eseguite nel disegno come modifica attributi, inserimento o cancellazione di simboli,
vengono riportate in linea. Altrimenti per aggiornare i dati in Inspector è necessario eseguire
Aggiorna albero, dal menu contestuale.
Nascondi finestra in localizzazione simbolo : selezionando questa casella, quando si utilizza lo
strumento Localizza simbolo, la finestra Inspector viene chiusa alla dimensione della barra del titolo
per poter vedere il disegno. La finestra si riapre passando il cursore sulla barra.

Utilità attributi
La finestra di dialogo Utilità attributi consente di modificare le proprietà degli attributi dei simboli
dello schema.
All’avvio del comando viene visualizzata la finestra Utilità attributi con la lista attributi della
precedente operazione, se memorizzata. Nel caso la lista degli attributi appare vuota fare clic sul
bottone Seleziona da disegno: la finestra viene momentaneamente chiusa per dare la possibilità di
selezionare almeno un simbolo nel disegno.
A fianco di ogni etichetta di attributo in lista è presente una casella di selezione: se presenta un segno
di spunta indica che tale attributo viene interessato dalle modifiche.
72 Blocchi e attributi
Utilità attributi

I due bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, permettono di spostarsi tra i fogli dello schema senza
dover chiudere la finestra.
Nella parte sottostante della finestra sono riportate le modifiche che si possono eseguire, ognuna con
una casella di attivazione che va selezionata per eseguire tale modifica. Le impostazioni sono
mantenute anche per le successive esecuzioni del comando.
Riquadro Impostazioni
Si possono attivare le seguenti proprietà:
• Visibilità: per impostare che gli attributi selezionati siano invisibili o visibili nel disegno,
selezionare dalla lista a comparsa Invisibile o Visibile.
• Stile: per impostare lo stile del testo degli attributi selezionati, selezionare dalla lista a comparsa
uno degli stili definiti nel disegno corrente.
• Colore: per impostare il colore del testo degli attributi selezionati, selezionare dalla lista a
comparsa il colore desiderato.
• Altezza: per impostare l’altezza del testo degli attributi selezionati, digitare nella casella il nuovo
valore.
• Fattore di larghezza: per impostare questo parametro digitare nella casella il nuovo valore.
• Giustifica: è possibile impostare la giustificazione orizzontale e verticale dei testi.
• Spessore linea: per variare lo spessore dei testi digitare il nuovo valore in millimetri.
• Inclinazione: per variare l’inclinazione dei testi digitare il nuovo valore in gradi.
• Riposiziona gli attributi selezionati evitando sovrapposizioni fra di loro: questa opzione mira ad
evitare sovrapposizioni degli attributi di un blocco quando viene scelto di incrementare l'altezza degli
attributi selezionati.
Riquadro Posizione
Si possono attivare le seguenti proprietà:
Blocchi e attributi 73
Utilità attributi

• Traslazione (X, Y): per spostare gli attributi di una certa distanza selezionare dalla lista a comparsa
la voce Relativa e digitare gli spostamenti in verticale e orizzontale nelle caselle X e Y; per spostare
gli attributi ad una posizione precisa selezionare dalla lista a comparsa la voce Assoluta e digitare le
coordinate della nuova posizione nelle caselle X e Y. Il bottone a fianco permette di selezionare con
il cursore sul disegno le distanze.
• Rotazione: per ruotare gli attributi di un certo angolo selezionare dalla lista a comparsa la voce
Relativa e digitare l’angolo di rotazione nella casella; per ruotare gli attributi ad una angolatura
precisa selezionare dalla lista a comparsa la voce Assoluta e digitare l’angolo di rotazione nella
casella. Il bottone a fianco permette di selezionare con il cursore sul disegno l’angolo.
• Layer: permette di cambiare il layer di appartenenza del testo. Questa funzione risulta utile per
trasferire i testi in un unico layer e quindi nascondere e visualizzare il tutto con un veloce un comando
di Accendi/Spegni layer.
Riquadro Editazione
Si possono attivare le seguenti proprietà:
• Trova - sostituisci: consente di ricercare, negli attributi selezionati, le stringhe di testo specificate
e di sostituirle con del testo nuovo. Digitare la stringa di testo da trovare nella prima casella e la
stringa di sostituzione nella seconda casella.
• Maiuscole/minuscole: se questa casella è selezionata, il testo viene individuato solo se la stringa
di testo contiene le stesse maiuscole e minuscole del testo digitato nella casella Trova. Quando
l'opzione è deselezionata, il testo viene individuato indipendentemente dalla corrispondenza nelle
due stringhe delle maiuscole e delle minuscole.
• Attributo intero: consente di trovare solo le parole intere che corrispondono al testo specificato
nella casella Trova. Ad esempio, se si seleziona Attributo intero e si esegue una ricerca di
“MOTORE”, il programma non individua la stringa “MOTORE POMPA”.
• Svuota contenuto: consente di svuotare il contenuto degli attributi selezionati.
• Scambia attributi: consente il trasferimento del contenuto/valore di un attributo in un altra
etichetta. Una esigenza di esempio che viene risolta con questa funzione è quella di trasferire il
codice alternativo nel codice principale e viceversa, il tutto per un cambio gestione del magazzino.
Un altro esempio può essere la necessita di trasferire quanto scritto nell’attributo Descrizione,
nell’attributo Note tecniche. Questa opzione si attiva solo se sono selezionate due etichette (una o più
di due inibiscono la possibilità).
Riquadro Tipo di selezione
Selezionare il tipo di selezione per indicare quali simboli, nello schema, devo essere considerati dalla
modifica.
• Corrente: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli selezionati all’avvio del
comando Utilità attributi.
• Manuale: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli selezionati dopo aver
premuto il pulsante OK della finestra Utilità attributi.
• Tipo: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli dello stesso tipo del simbolo
selezionato dopo aver premuto il pulsante OK della finestra Utilità attributi.
• Sigla: se è selezionata questa opzione vengono considerati i simboli che hanno la stessa sigla del
simbolo selezionato dopo aver premuto il pulsante OK della finestra Utilità attributi.
• Tutto il disegno: se è selezionata questa opzione vengono considerati tutti i simboli dello schema.

Il pulsante Reset ripristina velocemente tutte le impostazioni della finestra. Infine, se l’opzione
Memorizza impostazioni è selezionata, le impostazioni scelte saranno salvate e applicate al
successivo avvio del comando.
74 Blocchi e attributi
Attributi multilinea

Come utilizzare la funzione editazione attributi avanzata


1. Scegliere Editazione attributi avanzata.

Menu: Edita>Attributi.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita attributi.


Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: UTILATT.

2. Selezionare nel disegno uno dei simboli da modificare per l’estrazione della lista attributi. Viene
visualizzata la finestra Utilità attributi.
3. Nella lista selezionare le caselle degli attributi da modificare.
4. Selezionare la casella di spunta di ogni proprietà da modificare e impostare la nuova
caratteristica.
5. A seconda dell’opzione selezionata nel riquadro Tipo di selezione, premendo OK si dovrà
selezionare tutti i simboli da modificare, oppure uno solo o la modifica verrà eseguita
istantaneamente.
6. Alla riapertura della finestra Utilità attributi la modifica precedete sarà stata eseguita quindi si
possono eseguire altre modifiche o chiudere la finestra con Chiudi.

Attributi multilinea
Per alcuni attributi dei simboli multifilari è possibile gestire un testo o un contenuto disposto su più
righe.
La gestione multilinea può essere attivata per il secondo attributo relativo alla descrizione del
componente, cioè Descrizione 2 (etichetta FUNZIONE2) e per l’attributo del codice materiale, cioè
Codice principale (etichetta CODICE2).

Nota. Si è scelto di non attivare la multilinea su altri attributi perché, data la loro disposizione
standard, il contenuto delle linee successive la prima andrebbero a sormontare graficamente gli altri
attributi.

Nella figura seguente si vede l’uso, nello schema elettrico, di un testo multilinea per la descrizione
del componente e per una lista tabellata di codici materiali.

Lista
codici
materiale

Le descrizioni multilinea sono riportate anche nei documenti di distinta materiali (Tabula).
Blocchi e attributi 75
Copia attributi

Selezionando un attributo a più righe vengono visualizzati quattro grip simili agli oggetti testo
multilinea. È possibile selezionare e spostare uno dei grip per ridimensionare l’area del testo e di
conseguenza il numero di linee; questa operazione può essere necessaria quando il testo dell’attributo
sormonta o risulta troppo vicino altri elementi dello schema.

Nota. Al fine di mantenere la compatibilità con gli strumenti quali gestione della distinta materiali
attualmente sono gestiti contenuti fino a 120 caratteri.

Per forzare un ritorno a capo inserire nel testo il carattere “;” (punto e virgola).

Come attivare l’uso degli attributi multilinea


Per attivare l’uso degli attributi multilinea è necessario convertire gli attributi stessi. In Libreria
simboli è disponibile una utilità che effettua l’operazione per i simboli del disegno corrente o per
l’intera libreria dei simboli multifilari.
Dalla barra degli strumenti selezionare Utilità e quindi Converti in attributi multilinea dal menu.

La funzionalità può essere eseguita sul disegno corrente o sull’intera libreria di simboli corrente. In
quest’ultimo caso il processo di conversione dei simboli può richiedere una notevole quantità di
tempo, dipendente dalle prestazioni del computer, versione di ambiente grafico utilizzata e supporto
fisico utilizzato per il mantenimento degli archivi.

Copia attributi
Con la funzione Copia attributi è possibile copiare alcuni o tutti gli attributi di un simbolo in un altro
simbolo. All’avvio del comando il programma chiede di selezionare il simbolo di origine per estrarre
la lista degli attributi, quindi viene visualizzata la finestra con tale lista. Dopo aver scelto quali
attributi copiare basta spostare il cursore nel disegno e selezionare i simboli da modificare. Per
modificare simboli in altri fogli usare i bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, disponibili nella
finestra di Copia attributi.
Come copiare gli attributi di un simbolo di iDEA
1. Scegliere Copia attributi simbolo.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita Attributi.
Riga di comando: ATTRCOPIA.
76 Blocchi e attributi
Adatta attributi

2. Selezionare un simbolo da cui si desidera modificare gli attributi.


3. Nella lista selezionare le caselle degli attributi da modificare.
4. Spostare il cursore nel disegno e selezionare i simboli da modificare.
5. Per modificare simboli in altri fogli usare i bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, disponibili
nella finestra di Copia attributi.
6. Terminare l’editazione con INVIO o ESC da tastiera.

Il comando provvede a memorizzare gli attributi selezionati nelle esecuzioni precedenti e a


selezionarli automaticamente nelle successive ripetizioni del comando.

Adatta attributi
A volte capita che i testi negli attributi di alcuni simboli risultino particolarmente estesi e vadano a
sovrapporsi ad altri elementi del disegno (linee, simboli,...). Per correggere velocemente questi casi
è stato pensato il comando Adatta attributi.
Eseguendo questo comando gli attributi dei blocchi della visualizzazione corrente verranno adattati
in larghezza mirando ad evitare sovrapposizioni. L’operazione interessa solo i blocchi che sono
visibili a video. L’adattamento avviene nei limiti di conservazione della leggibilità dei testi, quindi
dove la sovrapposizione è importante non è detto che venga eliminata.
Riga di comando: ADATTAATTR.

Attributi personalizzati nei simboli


Negli schemi elettrici è possibile servirsi di ulteriori quattro attributi personalizzati, in aggiunta a
quelli normalmente gestiti in ogni simbolo.
La definizione di tali attributi è situata nella scheda Preventivazione della finestra di Preferenze
ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a pagina 772). Si possono definire le
etichette e le descrizioni di tali attributi.

Tabelle
Gli attributi personalizzati possono essere impiegati come dati aggiuntivi in:
• Tabella elenco simboli
• Tabella riepilogativa quadro del comando di Layout quadri
• Tabelle materiali generate da stampe personalizzate
• Tabella operandi in PLC
Inserimento simboli e codifica simboli dall’archivio Articoli
Nelle operazioni di inserimento simboli dall’archivio Articoli (vedi “Inserimento simboli
dall'archivio Articoli” a pagina 212) e codifica dei simboli tramite drag & drop (vedi “Codifica del
materiale” a pagina 689) se è attiva l’opzione Crea sempre attributo, gli attributi personalizzati
vengono aggiunti ai simboli nel disegno.
Estrazione distinta materiali
Gli attributi aventi l’etichetta definita sono estratti dai simboli e visualizzati per ogni articolo della
distinta materiali in Tabula. Gli attributi possono essere riportati nelle stampe personalizzate e
utilizzabili nei filtri.
Un attributo personalizzato può quindi essere usato per aggiungere informazioni specifiche ad ogni
simbolo, o per classificare o settorializzare i simboli per poi filtrare la lista di stampa.
Blocchi e attributi 77
Parametri di schema e variabili negli attributi dei simboli

Aggiornamento del disegno da Tabula


La funzione Aggiorna disegno da distinta materiali Tabula (comando UPDST, vedi “Aggiorna
disegno da distinta materiali” a pagina 693), legge la distinta materiali elaborata con il programma
Tabula per trasferire i dati eventualmente variati o integrati, aggiornando i campi di tutti i simboli che
hanno concorso alla generazione della distinta.
Se nelle preferenze (vedi sopra) è attiva l’opzione Crea sempre attributo, gli attributi personalizzati,
anche se non presenti, vengono aggiunti ai simboli nel disegno se i campi relativi non sono vuoti. Le
informazioni inserite in Tabula nei due campi personalizzati vengono pertanto riportate nei simboli
dello schema elettrico.
Cross reference
Se le etichette degli attributi personalizzati vengono aggiunte ai blocchetti di cross reference, in fase
di compilazione tali attributi riporteranno i relativi attributi dei blocchi riferiti che rappresentano.
Per questa utilità è necessario personalizzare i blocchetti usati per la tracciatura delle tabelline di
cross reference.
Layout quadri
Gli attributi utente, se presenti sulle sagome di layout quadro, riportano in automatico il testo degli
equivalenti attributi eventualmente presenti nei simboli dello schema elettrico. Sono quindi etichette
utili per riportare in automatico informazioni dello schema elettrico nel layout quadro.
Riporto nelle rappresentazioni sinottiche
Gli attributi personalizzati possono essere riportati nelle eventuali rappresentazioni alternative.
Valgono le medesime regole dell’aggiornamento del disegno da Tabula.

Parametri di schema e variabili negli attributi dei simboli


L’uso dei Parametri di schema offre al progettista un controllo avanzato sulla personalizzazione e
sull'automazione delle etichette associate agli attributi dei blocchi grafici.
I Parametri di schema sono etichette intelligenti che possono essere assegnate agli attributi dei
blocchi grafici nello schema elettrico. Possono condizionare l'aspetto e il comportamento degli
elementi dello schema.
Per definire e utilizzare i Parametri di schema nello schema corrente è necessario avviare Vario.
Come avviare Vario
• Selezionare Gestione varianti dalla barra multifunzione oppure Vario dal menu Schemi.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Moduli.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: VARIO.

Nota. Vario è documentato con la guida di riferimento “Vario” disponibile nel disco di installazione.
Li si trova anche la documentazione sui parametri di schema.

Il modo più rapido per utilizzare un parametro nello schema è quello di effettuare un trascinamento
(drag&drop) del parametro desiderato direttamente sulla maschera di editazione attributi. La casella
della finestra di editazione attributi relativa diventa in sola lettura e cambia colore per indicare che
il valore è correlato ad un parametro.
Dal menu contestuale è possibile rimuovere il parametro da un attributo, oppure richiamare la
finestra della lista parametri e assegnarlo o modificarlo.
78 Blocchi e attributi
Vincoli

Analoga interfaccia per l’assegnazione e rimozione di un parametro è riscontrabile sull’editazione


attributi tabellare (comando DDT) e la finestra di editazione variabili dei macroblocchi parametrici
(comando DDAMACRO).

Vincoli
Nei simboli di iDEA l’attributo Vincolo (etichetta VINCOLO) viene utilizzato, come verrà spiegato
nelle sezioni interessate, per vincolare o imporre certe condizioni.
La funzione Vincoli, visualizza una finestra dalla quale si può selezionare un tipo di vincolo da
imporre ai simboli che si andrà a selezionare.
Per rimuovere tale vincolo dai simboli selezionati, invece, selezionare la casella di spunta Rimuovi
vincolo.
Come impostare un vincolo ad una serie di simboli
1. Scegliere Vincoli.

Menu: Edita>Analisi schema.


Riga di comando: VIN.

2. Nella finestra di dialogo Vincoli selezionare il tipo vincolo da impostare e premere OK, oppure
fare doppio clic.
3. Selezionare nello schema i simboli interessati. Premere INVIO per terminare.

Vedi anche:
• "Rimuovi vincoli" a pagina 79;
• "Vincolo della sigla dei componenti" a pagina 281;
• "Vincolo della sigla del filo" a pagina 175;
• "Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento" a pagina 180.
Blocchi e attributi 79
Rimuovi vincoli

Rimuovi vincoli
In uno schema elettrico possono essere presenti diversi tipi di vincolo, inseriti al fine di bloccare
alcune sigle altresì imposte automaticamente dal software o inseriti da alcune funzioni per salvare le
informazioni di certi elementi del progetto. Possono essere presenti vincoli che fissano il numero dei
fili o la sigla dei componenti, vincoli che identificano cavi o relazioni di cross reference; alcuni sono
inseriti dall’utente altri sono automatici.
Quando si revisiona uno schema o si crea un nuovo progetto a partire da uno precedente, può essere
necessario eliminare i vincoli presenti.
Al fine di rendere agevole la ricerca e l'eliminazione di tutti i tipi di vincoli che possono essere
presenti in uno schema elettrico è stata implementata la funzione Rimuovi vincoli.
Come rimuovere i vincoli
1. Scegliere Rimuovi vincoli.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: ELIMINAVIN.

La finestra di dialogo visualizzata mette a disposizione una serie di opzioni che possono essere
selezionate.

Fili:
• Vincoli utente
• Vincoli automatici
• Vincoli e marcatori conduttori cavo (inseriti tramite la funzione Definisci cavo, comando SETCAVO)

Siglatura:
• Vincoli utente
• Vincoli automatici
• Contatto comanda bobina

Schema:
• Pin morsetto = filo
• Filo = Pin morsetto
• Esclusione dall’analisi schema
• Numero morsetto
• Revisioni dei fogli

Infine la rimozione può avvenire per il foglio corrente, il disegno corrente o tutto lo schema
multifoglio.

Spostamento, disposizione e allineamento di simboli

Trasla simbolo
Il comando Trasla simbolo consente di spostare un simbolo lungo le linee elettriche a cui è connesso.
Oltre a traslare un singolo simbolo è possibile utilizzare il medesimo comando per traslare una parte
di schema selezionando più simboli e le linee connesse. Nella seguente figura è illustrata
l’operazione di traslazione di uno schema di avviamento.
80 Blocchi e attributi
Spostamento, disposizione e allineamento di simboli

Come traslare una parte di schema


1. Scegliere Trasla simbolo.

Menu: Edita.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: TRASLASIMB.

2. Selezionare uno o più simboli e/o una o più linee elettriche nel foglio corrente.
3. Selezionare il punto base della traslazione.
4. Selezionare il punto finale della traslazione.

Il programma provvederà a spostare i simboli nei limiti imposti dai collegamenti elettrici dei vari
simboli e a modificare le linee elettriche di connessione dei simboli affinché lo schema di
collegamento dei simboli stessi nel foglio non venga alterato.

Disposizione automatica
La funzione di disposizione automatica dei simboli aiuta l’utente ad ordinare velocemente i simboli
disposti casualmente nello schema elettrico.
La funzione mira a una ridisposizione dei simboli nel foglio corrente in forma ordinata su una griglia
composta da celle la cui dimensione è definibile da parte dell'utente. È prevista la possibilità di
eseguire l'ordinamento sia in direzione verticale (default) che orizzontale.

All’avvio del comando ORDSIMB, alla riga di comando viene richiesta la conferma per l’esecuzione
delle operazioni di disposizione automatica dei simboli nel foglio corrente. È possibile premere
INVIO per effettuare direttamente l’ordinamento oppure avviare una delle altre opzioni disponibili.
• SPazio simbolo: è lo spazio destinato ad ogni simbolo nella griglia virtuale di ordinamento. Per
questa opzione digitare SP da tastiera e premere INVIO. Quindi digitare una misura per indicare lo
spazio assegnato al singolo simbolo in colonna.
• Disposizione orizzontale: questa opzione consente di scegliere se effettuare una disposizione
automatica dei simboli in senso verticale (0) od orizzontale (1). Per questa opzione digitare D da
tastiera e premere INVIO.

La procedura tenta di disporre, nei limiti consentiti dalle connessioni elettriche che intercorrono fra
i simboli del foglio, i simboli stessi in una griglia virtuale le cui celle hanno le dimensioni definite
Blocchi e attributi 81
Spostamento, disposizione e allineamento di simboli

con l’opzione SPazio simbolo. Il comando inoltre tenta di spostare il punto di inserimento di ogni
simbolo in posizione coincidente con il punto di snap in griglia più prossimo.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: ORDSIMB.

Allinea simboli orizzontalmente/verticalmente


I comandi di allineamento simboli consentono di allineare più simboli selezionati lungo la direttrice
orizzontale o verticale indicata dall’utente, nei limiti consentiti dalle connessioni elettriche che
intercorrono tra i simboli stessi. Le linee elettriche a cui i simboli sono collegati saranno modificate
affinché lo schema di connessione elettrica del foglio non risulti alterato.
All’esecuzione dei comandi ALLSIMBO o ALLSIMBV comparirà una direttrice di allineamento
che si sposterà coerentemente con lo spostamento del cursore del mouse. L’utente ha così la
possibilità di selezionare l’esatta posizione di allineamento dei simboli.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: ALLSIMBO e ALLSIMBV

Nella seguente figura è illustrata l’operazione di allineamento in orizzontale di una serie di simboli.
82 Blocchi e attributi
Aggiorna tabelle

Aggiorna tabelle
La funzione Aggiorna tabelle, permette di aggiornare i dati delle tabelle presenti nel disegno
corrente, successivamente alla modifica dello schema. Ad esempio, dopo l’inserimento di nuovi
simboli in uno schema sarà possibile aggiornare la tabella dell’elenco simboli o la legenda simboli
affinché rispecchino il nuovo stato del disegno.
Segue l’elenco delle tabelle che possono essere aggiornate.
Tabella cavi totale (ELCAVISCH)
Tabella cavi del disegno (ELCAVI)
Tabella dei locali (LOCALI)
Tabella elenco fogli dello schema (ELSCH)
Tabella elenco fogli del disegno (ELFOG)
Tabella elenco fogli del disegno (Eseguibile da Utilità fogli)
Tabella elenco simboli (ELSIMB)
Tabella elenco revisioni fogli (ELREVIS)
Tabella elenco revisioni schema (ELREVISSCH)
Tabella elenco revisioni disegno (ELREVISDWG)
Tabella elenco formazioni cavi disegno (SOMMACAVI)
Tabella elenco formazioni cavi schema (SOMMACAVISCH)
Tabella lista ubicazioni (UBIC)
Tabella lista funzioni (UBIC)
Tabella elenco delle potenze installate (SOMMAPOT)
Tabella elenco delle pose (POSE)
Tabella riepilogo fili (REPFILI)
Tabella contenuto tratte (TABUT1)
Tabella passaggio utenze (TABUT2)
Tabella elenco locali (GLOCALI)
Tabella riassuntiva condotti (TABCONDOTTI.)
Tabella legenda simboli (LEGENDA)
Tabella legenda simboli filtrata per layer attivi (LLEGENDA)
Tracciatura morsettiere (DIMO11)
Tabella morsettiera (DIMOR1)
Tabella DETTAGLITERMCAVO (Eseguibile da Cablo)
Tabella lista operandi Plc (Eseguibile da Gestione Plc)
Piastre di foratura (FORAT)
Tabella lista dei cavi del fascio (TABFAS)
Grafici di Loop diagram (LOOPD)
Tabella cartellini linee distribuzione (TABUT5)
Tabella cartellini simboli
Elenco fogli con revisioni
Tabella riepilogo riempimento cavidotto
Tabella connettore (Eseguibile da Connettori)
Blocchi e attributi 83
Editor dei simboli grafici

Junction box
Report cavo con i connettori attestati
Elenco dispositivi/utenze
Tabella delle dotazioni minime di un locale previste dalla norma CEI 64-8
Tabella delle dotazioni minime per tutti i locali della planimetria
Tabellina quadro a monte su schema utenze unifilare (NVLINEE)
Tabelle materiali Tabula (TABELLEDST)
Tabelle elaborati Ampère (TABELLEAMP)
Tabelle disegnate da Cablo

Come aggiornare una tabella


1. Scegliere Aggiorna tabelle.

Menu: Edita.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Varie.
Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: TABUPDATE.

2. Nella finestra di dialogo selezionare una delle l’opzione disponibili:

Seleziona tabella: permette di selezionare tutti gli elementi della tabella selezionata.
Sposta tabella: permette di spostare la tabella selezionata (all’interno dello stesso foglio).
Cancella tabella: permette di cancellare la tabella selezionata.
Modifica impostazioni tabella: permette di modificare la dimensione delle righe e lo stile, l’altezza il
carattere dei testi nella tabella selezionata.
Aggiorna tabella: permette di aggiornare la tabella selezionata in modo che vengano riportate le
modifiche effettuate allo schema. Per esempio se si sono aggiunti dei fogli la tabella elenco fogli
verrà allineata all’elenco corrente; se si sono cancellati dei simboli nella tabella elenco simboli
saranno eliminati i rispettivi riferimenti.
Aggiornamento automatico di tutte le tabelle: permette di avviare l’aggiornamento automatico di tutte
le tabelle aggiornabili presenti nello schema, al fine di allinearle con lo stato attuale. Questa opzione
è l’unica che non richiede di selezionare la tabella da modificare.

3. Selezionare il pulsante OK. Per le modifiche ad una singola tabella è richiesto di selezionarla con
il cursore.

Editor dei simboli grafici


L’Editor dei simboli grafici serve per creare e modificare simboli. È utile in particolare nei casi
proposti di seguito.
• Creare “da zero” un nuovo simbolo con tutti gli attributi standard di iDEA. La creazione può
iniziare puntando ad una cella libera nei cataloghi utente della Libreria simboli, oppure si può salvare
il nuovo simbolo su file dwg esterno alla Libreria simboli.
• Modificare la grafica, il posizionamento degli attributi o i colori di un tipo di simbolo utilizzato
nel disegno. Le modifiche apportate saranno applicate a tutte le istanze del simbolo presenti nel
disegno corrente. Inoltre, se il simbolo ha come origine la Libreria simboli di iDEA sarà aggiornato
anche il simbolo originale.
• Aggiungere a un tipo di simbolo utente generico, non appartenente alla Libreria simboli di
iDEA, la lista degli attributi stardard di iDEA, tale che possa essere trattato come i simboli standard.

Attenzione. Le modifiche apportate ai simboli nel disegno e nella Libreria simboli sono permanenti
e irreversibili.

Nel prossimo paragrafo sono illustrati gli strumenti della finestra Editor dei simboli grafici. Nei
paragrafi successivi sono esaminate le procedure per la creazione o la modifica di un simbolo.
84 Blocchi e attributi
Editor dei simboli grafici

Come avviare l’editor per creare un nuovo simbolo grafico


• Scegliere Nuovo simbolo grafico.

Menu: Edita.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: NSIMB.

Come avviare l’editor per modificare un simbolo grafico


• Scegliere Edita simbolo grafico.

Menu: Edita.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: ESIMB.

Definizione degli attributi del simbolo


La finestra Editor dei simboli grafici visualizza l’elenco degli attributi presenti nel blocco aperto, il
loro stato, l’etichetta dell’attributo, il messaggio e il valore predefinito. Di seguito sono descritte le
operazioni che si possono eseguire nella finestra Editor dei simboli grafici.
Gli attributi in lista presentano una icona il cui colore determina lo stato dell’attributo. Inoltre il segno
di spunta sull’icona indica che è già stato inserito nel blocco.
• icona verde senza spunta: attributo appartenente al profilo scelto, da inserire nel blocco.
• icona verde con spunta: attributo appartenente al profilo scelto, già inserito.
• icona gialla: pin.
• icona rossa: attributo appartenente ad un profilo diverso da quello scelto, ma inserito nel
disegno.
• icona blu: attributo non appartenente ad alcun profilo, ma inserito nel disegno.
Inserimento degli attributi nel simbolo
Gli attributi da inserire nel blocco in editazione possono essere scelti in base alla tipologia di simbolo
che si intende creare. I profili attributi sono stati predisposti con gli attributi standard di iDEA (vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189). Sono disponibili i set di attributi per simboli per
schemi multifilari, simboli di tipo elemento di comando, simboli di tipo elemento riferito, simboli di
impiantistica,... Il profilo Cartiglio comprendente gli attributi gestiti per i blocchi cartiglio e per le
tabelle del foglio frontespizio; esso è utile per la creazione di blocchi di cartiglio personalizzati
avente gli attributi corretti per la gestione completa.

Scegliendo il profilo attributi necessario gli attributi sono elencati in lista.


Blocchi e attributi 85
Editor dei simboli grafici

Gli attributi possono essere inseriti nel disegno del simbolo tramite il bottone Inserisci oppure Drag
& Drop (selezionare l’attributo in lista e trascinarlo nel disegno tenendo premuto il tasto sinistro del
mouse). In alternativa, per un posizionamento assistito, si possono utilizzare le seguenti funzioni.

Su ingombro: chiede di effettuare nel disegno una selezione rettangolare tale da “marcare”
l’ingombro del simbolo. Tutti gli attributi precedentemente selezionati sono posizionati in
automatico allineati al bordo sinistro dell’ingombro.

Sequenza: chiede di selezionare nel disegno un punto. Tutti gli attributi precedentemente
selezionati sono posizionati in automatico, uno sotto l’altro, rispettando l’allineamento impostato per
l’attributo, a partire dal punto selezionato.

Profili personali
Per creare set di attributi secondo le proprie esigenze è necessario definire nuovi profili attributi.

Nota. Solo per i profili personalizzati è possibile creare, modificare, duplicare ed eliminare attributi.

Il pulsante Gestione profili apre il menu con i comandi di creazione e modifica dei profili. Per creare
un nuovo profilo usare il comando Nuovo profilo oppure Duplica profilo per ereditare la lista attributi
da uno esistente. Sono presenti inoltre il comando Modifica profilo e Cancella profilo. Il comando
Memorizza che serve a memorizzare nel profilo corrente la lista attributi visualizzata in lista.

Modifiche alla lista attributi (comandi attivi solo per profili personalizzati)
Se è corrente un profilo personale, creato in precedenza, si possono apportare tutte le modifiche alla
lista degli attributi da utilizzare nei simboli personalizzati.
86 Blocchi e attributi
Editor dei simboli grafici

Il comando Nuovo richiede etichetta dell’attributo, messaggio e valore predefinito. Quindi si


possono personalizzare anche le proprietà Stile di testo, altezza, allineamento orizzontale e verticale
del testo, colore e impostarne l’invisibilità.
Usare Modifica, Duplica o Elimina per modificare tutti i dati e le proprietà di un attributo selezionato
in lista, duplicarlo o eliminarlo.
Al fine di disporre in ordine gli attributi nel simbolo, sarà opportuno ordinarli preventivamente nella
lista in modo da poterli selezionare già nel corretto ordine: utilizzare i comandi Muovi sopra e Muovi
sotto.
Il comando Salva ordine attributi, consente di fissare l’ordine di visualizzazione degli attributi in
DDATTE sulla base dell'ordine di lista.
Aggiornamento della lista attributi
Nel caso si creino o cancellino attributi nel disegno del simbolo aperto, per allineare la lista degli
attributi nell’editor usare il comando Aggiorna.

Crea pin
Un simbolo può essere connesso a uno o più fili se dispone di uno o più pin. Solo i fili attestati ai pin
determinano connessioni rilevate dall’analisi dello schema elettrico. I pin sono essenzialmente
attributi con etichetta Cn, dove n è un numero progressivo da 1 a 80. Per semplificare la creazione
degli attributi Pin da inserire nel simbolo personalizzato è stata inserita nella finestra Editor dei
simboli grafici la funzione Crea pin.
Nella finestra che si apre alla selezione dell’icona Crea pin, impostare l’indice di partenza
dell’attributo Pin e il messaggio. È possibile anche preassegnare un valore o numerazione ai pin del
simbolo; si può optare per una numerazione composta da Prefisso-Indice-Suffisso oppure scegliere
una signatura standard per esempio U-V-W-PE, L1-L2-L3, R-S-T-N,...
Confermando con OK si procederà al posizionamento dei pin necessari nel disegno: a questo punto
occorre sottolineare che devono essere posizionati con punto di inserimento vicino al punto in cui
terminerà il filo; solo in tal modo i pin sono rilevati correttamente dall’analisi schema (vedi dettagli
sulla distanza di ricerca pin al paragrafo "Dettagli in merito all’analisi dello schema" a pagina 361).
I nuovi Pin saranno aggiunti in lista.

Punto base
Prima di salvare un nuovo simbolo occorre definire il punto base del simbolo personalizzato. La
funzione Punto base stabilisce il punto di inserimento del blocco. Nei simboli standard il punto base
è sempre il punto terminale della linea del primo pin (solitamente posto in alto a sinistra); punto preso
come riferimento anche nel taglio delle linee elettriche.
Riapertura della finestra
Nel caso si chiuda la finestra Editor simboli grafici durante l’elaborazione di un simbolo, per riaprila
avviare da tastiera il comando riavviare il comando ESIMB.
Blocchi e attributi 87
Editor dei simboli grafici

Modifica di un simbolo presente nel disegno


Per modificare un simbolo presente nel disegno corrente tramite lo strumento Editor simboli grafici,
avviare il comando ESIMB. All’avvio del comando viene richiesto di selezionare nel disegno il
simbolo da editare e quindi viene aperto il relativo file e la finestra Editor dei simboli grafici.
Modificare la parte grafica del simbolo usando gli strumenti standard CAD o integrare gli attributi
tramite gli strumenti dell’editor: vedi “Definizione degli attributi del simbolo” a pagina 84.
Al termine chiudere la finestra Editor dei simboli grafici, utilizzando il pulsante Chiudi. Salvare il
disegno del simbolo con il comando Salva dal menu File o l’icona relativa; poi chiudere.

Creazione o modifica di un simbolo personalizzato in Libreria


È possibile creare un nuovo simbolo personalizzato o modificare un simbolo esistente tramite
l’Editor simboli e salvarlo direttamente nel catalogo utente della Libreria simboli.
Aprire la Libreria simboli e localizzare nei cataloghi utente una cella libera in cui salvare il nuovo
simbolo. Quindi, premere il tasto destro del mouse e dal menu a cursore scegliere Editor dei simboli
grafici. Nella finestra Opzioni di memorizzazione, selezionare il tipo di simbolo, la modalità di
inserimento e lasciare le altre opzioni come di default. Premere OK. Viene pertanto aperta la finestra
Editor dei simboli grafici.
Disegnare la parte grafica del simbolo usando gli strumenti standard CAD. Usare Copia (Ctrl+C) e
Incolla (Ctrl+V) per importare elementi da un altro disegno. Selezionare il profilo attributi necessario
al tipo di simbolo da definire ed inserire nel disegno gli attributi tramite gli strumenti dell’editor.
Al termine chiudere la finestra Editor dei simboli grafici. Salvare il disegno del simbolo con il
comando Salva dal menu File o l’icona relativa. Chiudere il disegno del simbolo con il comando
Chiudi o l’icona relativa.
Il nuovo simbolo sarà salvato in Libreria simboli. Procedere all’impostazioni del Setup simbolo
(comando disponibile nel menu a cursore).

Creazione di un simbolo personalizzato non in Libreria


È possibile creare un nuovo simbolo personalizzato tramite l’Editor simboli e salvarlo su file esterno
anziché nella Libreria simboli. Questo metodo è disponibile ma sconsigliato perché i simboli non
salvati in Libreria simboli e pertanto privi delle informazioni di Setup simbolo, non sono elaborati e
correttamente interpretati da operazioni automatiche come Siglatura simboli, Cross reference,
Analisi fili,...
Da tastiera avviare il comando NSIMB per aprire la finestra Editor dei simboli grafici.
Come già visto per il salvataggio in Libreria simboli, disegnare la parte grafica del simbolo,
selezionare il profilo attributi necessario al tipo di simbolo da definire ed inserire nel disegno gli
attributi tramite gli strumenti dell’editor. Quando il simbolo è pronto chiudere la finestra Editor dei
simboli grafici. Chiudere il disegno del simbolo con il comando Chiudi o l’icona relativa e salvare
il disegno del simbolo dove desiderato.
88 Blocchi e attributi
Editor dei simboli grafici
7
Gestione del multifoglio

In questo capitolo verranno descritte le funzioni da utilizzare per la gestione del multifoglio in iDEA.
I disegni multifoglio, utilizzati principalmente per la realizzazione di schemi elettrici per
l’automazione, sono costituiti da più fogli all'interno di un'unico file .dwg; è inoltre possibile legare
più disegni per avere un'unico schema con numerazione fogli sequenziale.

Nota. I disegni topografici degli impianti elettrici, invece, sono generalmente costituiti da un solo
foglio per file .dwg e anche in questo caso si possono legare più file per avere un'unico progetto da
elaborare in Ampère. I disegni topografici sono trattati al capitolo "Topografici di posa" a pagina 431.

Il multifoglio
La rappresentazione di uno schema elettrico richiede spesso un notevole uso di fogli per documentare
un impianto o un'apparecchiatura complessa.
iDEA consente di organizzare più fogli all'interno dello stesso file di disegno (.dwg) in modo da
avere in linea un intero schema multifoglio.
Nel caso in cui lo schema sia rilevante e quindi la complessità ed il numero di fogli comporti un
rallentamento del sistema data la mole del file di disegno, è possibile definire un nuovo file di disegno
e continuare nella stesura dello schema con una numerazione fogli sequenziale a quella esistente sul
file di disegno precedente; ciò senza limitazioni sul numero di file in cui può essere frazionato lo
schema generale.

Caratteristiche del multifoglio


Le tipologie e le caratteristiche dei fogli per schemi elettrici sono parametrizzabili editando
direttamente la configurazione del disegno; come default iDEA si presenta con fogli base in formato
A3, corredati di cartiglio standard.
Il multifoglio è organizzato per layer e prevede che i fogli siano sovrapposti uno all'altro; la
visualizzazione di un foglio soltanto, viene effettuata attivando i layer che compongono il foglio
corrente e disattivando tutti i layer relativi ai fogli rimanenti. Ogni foglio è formato di tre layer
diversi, disegni, fili e testi, chiamati D_, F_ e T_. In tal caso il layer fili avrà nome F_ seguito dalla
sigla del foglio, complementata a sinistra con tanti 0 fino a raggiungere una lunghezza di 6 caratteri;
lo stesso vale per il layer simboli il cui prefisso è D_ e per il layer testi il cui prefisso è T_. Avremo,
quindi, all'atto della generazione di un foglio di sigla 1, la definizione dei seguenti layer: F_000001,
D_000001 e T_000001.

Identificazione completa dei fogli di schema


Nel sistema standard di organizzazione di un multifoglio in iDEA, un singolo foglio è univocamente
identificato dalla propria sigla. La sigla del foglio identifica direttamente la terna di layer che lo
compongono. Ad esempio, il foglio con sigla A1 è costituito dalla terna di layer D_0000A1,
F_0000A1, T_0000A1. Il legame bidirezionale tra il nome dei layer e la sigla del foglio comporta,
tra le altre cose, un limite di 6 caratteri come lunghezza massima della sigla del foglio stesso.

All’interno di uno schema il dato foglio riveste una particolare rilevanza in quanto, oltre ovviamente
a determinare l’ordinamento della lista fogli, concorre alla localizzazione di ogni singolo elemento
all’interno dello schema stesso. A seconda delle impostazioni dell’ambiente di lavoro, la sigla foglio,
ad esempio, serve a comporre la posizione dei simboli riportata nei vari report, nei cross-reference,
90 Gestione del multifoglio
Identificazione completa dei fogli di schema

nei rinvii filo, ecc. Allo stesso modo, il nome del foglio si può ritrovare nella sigla del filo a seguito
dell’esecuzione dell’analisi fili dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356) oppure nella sigla
dei simboli a seguito di un comando di siglatura automatica (vedi “Siglatura simboli” a pagina 275).

Esempio posizione: 3/C05 indica un elemento appartenente al foglio 3 posizionato nella cella di
riga C e colonna 05.

Esempio sigla filo: 3.3 indica il terzo filo che ha origine nel foglio 3.

Secondo la norma CEI EN 81346 (o la precedente CEI EN 61346) ogni elemento dello schema
elettrico può essere univocamente identificato dalla terna di dati Sigla + Ubicazione + Funzione (vedi
“Identificazione completa dei componenti di schema” a pagina 274). Anche i fogli, oltre ad
esprimere una sigla identificativa, possono essere caratterizzati da una funzione ed una ubicazione.
Tali dati sono visibili negli attributi Funzione e Ubicazione del cartiglio dei fogli (etichette
FUN_CAR e UBI_CAR, vedi “Strutturazione in ubicazioni e funzioni” a pagina 329) e vogliono
indicare a quale funzione e ubicazione appartiene la porzione di schema disegnata nel foglio stesso.

Conformemente alle norme sopra citate, è pertanto possibile identificare univocamente anche un
foglio a partire dalla terna di dati funzione, ubicazione e sigla e non esclusivamente attraverso la sigla
del foglio stesso. Utilizzando questo criterio identificativo il foglio 1 di ubicazione +U1 e funzione
=F1 sarà quindi univocamente identificato come =F1+U1-1. Questo, fra le altre cose, comporta che
nello stesso schema potranno esistere, seguendo lo stesso criterio, altri fogli con sigla 1 ma con
diversa ubicazione o funzione, come ad esempio:
+U1-1
=F1+U2-1
=F2+U1-1
=F2-1

Nota. Si ricorda, come da norma, che il carattere = contraddistingue la funzione, + l’ubicazione, -


la sigla. Per ogni singolo foglio, mentre la sigla deve sempre essere compilata, ubicazione e funzione
possono essere omessi.
Come attivare l’identificazione completa dei fogli di schema
L’utilizzo dell’identificazione completa dei fogli dello schema viene selezionando l’opzione Usa la
terna “Sigla + Ubicazione + Funzione” per la gestione dei fogli dello schema, presente nella pagina
Riferimenti dei Parametri multifoglio (vedi “Riferimenti” a pagina 746).

Nota. Alla creazione di un nuovo schema multifoglio l’opzione è sempre disattivata.

Abilitando l’uso dell’identificazione completa dei fogli dello schema la gestione del legame tra il
foglio e i tre layer che lo compongono viene a cambiare. In questa modalità di utilizzo il nome del
layer non è più legato alla sigla dei foglio, ma assume esclusivamente un indice progressivo di
creazione. Ad esempio, il foglio =F2+U1-2 potrebbe essere legato ai layer D_000003, F_000003,
T_000003 essendo il terzo foglio ad essere stato creato nello schema. Questa variazione nella
gestione dei layer, inoltre, consente di eliminare il limite massimo di 6 caratteri imposto alla
lunghezza della sigla fogli. In questo caso la sigla del foglio ha limite di 64 caratteri, ubicazione e
funzione hanno limite di 20 caratteri.
Associazione di Funzione e Ubicazione
Per ottenere l’individuazione completa secondo =Funzione+Ubicazione-Foglio è pertanto
necessario associare al foglio tali informazioni compilando nel cartiglio i campi Funzione e
Ubicazione (attributi con etichetta FUN_CAR e UBI_CAR).
È possibile indicare la funzione e/o l’ubicazione alla creazione del foglio: oltre a selezionare una
dicitura già definita in precedenza è possibile digitarne di nuove. Funzione e ubicazione sono quindi
riportate in automatico in tutti i simboli successivamente inseriti nel foglio. Inoltre, quando si
modificano nel cartiglio il programma aggiorna anche l'ubicazione e la funzione dei simboli, purché
corrispondano a quelle del cartiglio prima della modifica.
Gestione del multifoglio 91
Identificazione completa dei fogli di schema

Nota. Per maggiori informazioni sulla gestione di ubicazione e funzione vedi “Gestione ubicazioni
e funzioni” a pagina 331.
Ordine della lista fogli
L’utilizzo dell’identificazione completa nei fogli comporta una potenziale modifica all’ordine della
lista fogli. Questo può essere notato, ad esempio, nell’ordine dei fogli nelle stampe multifoglio (vedi
“Strutturazione in ubicazioni e funzioni” a pagina 329).
Sia, ad esempio, la seguente una lista fogli ordinata con il metodo tradizionale dove ogni foglio è
univocamente identificato dalla propria sigla che determina l’ordine della lista stessa.

Se utilizzato il criterio di identificazione completa dei fogli, l’ordine della lista risulterà così alterato

Si può notare come, nel criterio di ordinamento l’elemento della terna più significativo sia la
funzione, seguita dall’ubicazione e, ultima, la sigla del foglio.
Criteri di rappresentazione della posizione dei componenti
Come già detto in precedenza, il foglio è uno degli elementi che, generalmente, concorre a comporre
la stringa che descrive la posizione occupata da un elemento all’interno dello schema multifoglio.
Nella forma tradizionale la posizione di un generico elemento potrebbe essere descritta come:
3/C05

dove 3 sta per foglio 3 e C05 sta per riga C, colonna 05.

Ammettiamo che il foglio abbia ubicazione +U1 e funzione =F1. Utilizzando il criterio completo di
identificazione dei fogli la posizione assumerebbe la nuova forma
=F1+U1-3/C05

Allo stesso modo la sigla filo espressa nella forma 3.3 diventerebbe
=F1+U1-3.3.

Come si può notare, la lunghezza dei testi di posizione e di sigla filo tramite identificazione completa
dei fogli in genere risultano notevolmente più lunghi rispetto alla modalità classica. Al fine di
semplificare la lettura degli stessi si è scelto di adottare il seguente criterio.
Sia un generico foglio di sigla F1, di funzione +Fy e ubicazione +Ux, e sia un generico foglio di sigla
F2, di funzione +Fk e ubicazione +Uz. Si supponga di dover riportare l’identificazione completa del
secondo foglio all’interno del primo (una posizione, una sigla filo, ecc…). Il testo risultante
diventerebbe
=Fk+Uz-F2

se però risulta essere la stessa funzione (y uguale a k) e diversa ubicazione (x diverso da z) allora il
testo risulta essere
92 Gestione del multifoglio
Inserimento di nuovi fogli per schemi

+Uz-F2 (il campo funzione è stato omesso)

se risulta essere la stessa funzione (y uguale a k) e la stessa ubicazione (x uguale a z) allora il testo
risulta essere
-F2 (i campi ubicazione e funzione sono stati omessi)

Per semplificare il criterio adottato si veda l’esempio riportato nella figura sottostante.

In figura viene riportata una porzione di un foglio appartenete ad uno schema. In essa si possono
notare l’elemento di comando di una formazione di simboli con il cross-reference relativo ai propri
elementi riferiti e una porzione del cartiglio riportante funzione, ubicazione e sigla del foglio e un
riferimento di rimando al foglio seguente. Analizzando la posizione dei contatti riportata nel
cross-reference si può notare che:
• il primo contatto è in posizione =F1+U2-1/C05, ma essendo la funzione del simbolo uguale a
quella del foglio questa viene omessa;
• il secondo contatto è in posizione =F2+U1-1/C06, essendo funzione e ubicazione del simbolo
diverse da quelle del foglio la posizione del simbolo è espressa in forma estesa;
• il terzo contatto è in posizione =F1+U1-3/A01, essendo funzione e ubicazione del simbolo
uguali a quelle del foglio allora la posizione del simbolo è espressa in forma contratta con
l’omissione sia della funzione che dell’ubicazione.

Allo stesso modo si può leggere il riferimento al foglio seguente riportato nel cartiglio che è, in forma
completa,
= F1+U2-1
ma essendo la funzione pari a quella del foglio corrente, viene omessa e il riferimento viene espresso
in forma contratta come
+U2-1
Allo stesso modo si possono leggere i riferimento al fogli di origine sia nella sigla dei fili che nelle
posizioni riportate nei rinvii filo. Il criterio descritto viene utilizzato esclusivamente:
• nei cross-reference delle formazioni simboli;
• nella siglatura dei fili;
• nei rinvii filo;
• nei cartigli dei fogli.

In tutte le altre situazioni (rappresentazioni, elaborati, …) l’identificativo del foglio sarà riportato in
forma estesa.

Inserimento di nuovi fogli per schemi


Per l’inserimento di nuovi fogli si utilizza l’interfaccia Creazione fogli.
Gestione del multifoglio 93
Inserimento di nuovi fogli per schemi

Multifoglio
Sono previsti otto tipi di foglio appositamente preparati: foglio multifilare, foglio frontespizio, foglio
funzionale, foglio di potenza unifilare, foglio morsettiere, foglio tabella terre, foglio posa cavi e
foglio relazione della verifica sovratemperatura interna dei quadri.

La descrizione del foglio selezionato è riportata in una riga di testo nella parte bassa della finestra.
Come inserire un foglio multifilare
1. Scegliere Nuovo foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: FOGLI.

2. Nella finestra di dialogo Creazione fogli, selezionare la scheda Multifoglio, indicare la prima
sigla, un titolo, la quantità di fogli e scegliere il Foglio multifilare con un clic sull'immagine relativa.
3. Nel caso si tratti del primo foglio del disegno corrente e si voglia associare il disegno ad uno
schema esistente (nella commessa corrente) fare clic sull’icona Gestione schema ed scegliere lo
schema (vedi “Gestione schema” a pagina 96).
4. In Creazione fogli premere OK per confermare.

All'atto della creazione di ogni foglio verrà inserito il cartiglio previsto con compilate alcune
informazioni prelevate da Anagrafica ditta (vedi “Anagrafica ditta” a pagina 742) e alcuni dati
descrittivi associati della commessa. Successivamente, si potranno cambiare tali indicazioni a mezzo
del comando Dati cartiglio (CARTIGLIO): vedi “Dati generali del cartiglio” a pagina 124.

Per procedere all'inserimento del foglio è sufficiente anche fare doppio clic sull'icona del foglio
desiderato. Di seguito illustriamo i controlli disponibili nella finestra Creazione fogli - Multifoglio.

Sigla: questa casella riporta la sigla del prossimo foglio da inserire; può essere composta da una parte
alfabetica + una parte numerica + una parte alfabetica. Si può indicare anche un solo numero o una
sola lettera, oppure un numero e una o più lettere. In ogni caso effettuato l’incremento automatico
sempre dell’ultima parte della sigla, sia essa di tipo numerico che alfabetico, in modo tale da avere
le pagine ordinate.

Esempio. Inserendo cinque fogli impostando la sigla del primo come 1A (quindi Numero
progressivo + Suffisso alfabetico), viene incrementata la parte alfabetica e si avrà una progressione
del tipo 1A, 1B, 1C, 1D, 1E,...
94 Gestione del multifoglio
Inserimento di nuovi fogli per schemi

La sigla dei fogli è costituita dalla successione di sei caratteri alfanumerici. Avremo, quindi, la
possibilità di assegnare ai fogli sigle del tipo riportate in tabella.

Nota. I caratteri ‘0’ (zero) a sinistra di un numero non vengono accettati. Ad esempio A10 viene
riportato come A10, mentre A01 viene riportato come A1.

È possibile impostare il formato della sigla dei fogli affinché tutte le sigle abbiano la stessa lunghezza
caratteri. Il programma aggiunge una serie di ‘0’ alla sigla numerica indicata dall’operatore fino a
completare la lunghezza caratteri definita. In Preferenze multifoglio, modificare la variabile
Fogli-Formato: vedi “Formato documenti” a pagina 745.

Titolo: in questa casella è possibile digitare un titolo da inserire nel cartiglio dei fogli da inserire,
selezionare dalla lista a comparsa uno inserito in precedenza nello stesso schema, oppure selezionare
un testo dal Dizionario. Per attivare il Dizionario fare clic sul pulsante ‘...’ a destra della casella
Titolo.
Nella barra degli strumenti l'icona Preferiti permette di visualizzare nella lista a comparsa la serie dei
titoli Preferiti.

In precedenza si dovrà aver aggiunto dei titoli, selezionando il pulsantino a lato della casella, dopo
aver digitato un titolo.
Deselezionando, invece il pulsantino dei preferiti, il titolo presente nella casella Titolo viene
eliminato dalla lista dei preferiti.

Quantità: è possibile indicare quanti fogli inserire in sequenza automatica; tutti saranno del tipo
scelto.

Anteprima: in questo riquadro viene visualizzata la sequenza delle sigle dei fogli impostati per
l’inserimento.

Funzione, Ubicazione: è possibile indicare la funzione e/o l’ubicazione associate al materiale


schematizzato nel foglio. L’ubicazione e la funzione fanno parte delle informazioni associate ad ogni
componente dello schema elettrico che hanno lo scopo di permettere una organizzazione strutturata
del progetto suddiviso in parti (in conformità con la norma CEI EN 61346-1). Vedi "Gestione
ubicazioni e funzioni" a pagina 331.

Nota. Compilando nel cartiglio i campi Ubicazione e Funzione tali informazioni sono riportate in
automatico in tutti i simboli successivamente inseriti nel foglio. Quando si modificano nel cartiglio,
il programma aggiorna anche l'ubicazione e la funzione dei simboli solo se corrispondono a quelle
del cartiglio prima della modifica.

Categoria: è possibile caratterizzare il foglio al fine di permetterne il raggruppamento in Gestione


fogli. Le opzioni disponibili sono: Generica, Frontespizi, Schema unifilare, Morsettiere e connettori,
Layout dei quadri, elaborati e tabelle, Loop diagram, Sovratemperatura quadri. I fogli aggiunti
automaticamente in seguito all’esecuzione di certe funzioni del programma sono caratterizzati in
base alla funzione da cui hanno origine.

Il nome dello schema


Il file di schema lega uno o più disegni mantenendo l'elenco dei fogli dello schema.
L'immissione del nome dello schema a cui correlare il foglio in creazione avviene tramite l'utilizzo
di una finestra di dialogo Gestione schema in cui si può scegliere o creare il file di schema desiderato.
Tale finestra di dialogo propone il nome del disegno corrente. Nella lista è possibile selezionare un
Gestione del multifoglio 95
Foglio avanti e foglio indietro

file schema già presente all'interno della commessa di progetto per associare il disegno corrente ad
uno schema precedente. Digitando, invece, un nome nuovo si assegna al file di schema un nome
diverso dal file di disegno.
Vedi "Gestione schema" a pagina 96.

Personalizzazione dei fogli


Ogni foglio creato da iDEA è formato da diversi blocchi. Ad esempio, il foglio multifilare è
composto dal blocco della squadratura e dal blocco del cartiglio alla base. Il foglio unifilare di
potenza è composto da tre blocchi: la squadratura del foglio, il cartiglio e la tabella descrittiva dei dati
utenze. Ognuna di queste parti che compongono i fogli può essere modificata secondo le proprie
esigenze.

Nota. I blocchi utilizzati nei fogli sono impostati nei Parametri multifoglio del disegno: vedi
"Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745.

Dalla finestra Creazione fogli, scheda Multifoglio, con il menu Utilità si possono avviare delle
procedure per la personalizzazione di squadrature, cartigli e tabelle.

Genera una nuova squadratura: per creare una nuova squadratura per il multifoglio; vedi
“Creazione di squadrature personalizzate” a pagina 122.

Gestione cartigli: per visualizzare l’elenco dei cartigli disponibili per il multifoglio e quindi
crearne uno nuovo o modificare quelli esistenti; vedi “Personalizzazione del cartiglio” a pagina 116.

Edita tabella utenze: per modificare la tabella linee utenze attualmente impostata o crearne una
nuova: vedi “Personalizzazione della tabella linee-utenze” a pagina 613.

Preferenze: per impostare i parametri multifoglio, la squadratura e il cartiglio da utilizzare nel


disegno corrente; vedi “Impostazione del cartiglio predefinito” a pagina 120.
Personalizzazione manuale
Per personalizzare i blocchi dei fogli è sufficiente prendere il blocco predefinito, esploderlo, e
apportare le modifiche tramite le funzioni base di iDEA. Quindi memorizzarlo su disco, con il
comando MBLOCCO, all'interno della directory COMMON\LIBRARY\LIB di iDEA,
specificandone un nuovo nome.

Foglio avanti e foglio indietro


Queste funzioni effettuano un cambio foglio in avanti o all'indietro; al fine di un corretto utilizzo il
nome assegnato ai fogli deve permettere un corretto ordinamento secondo i classici metodi
alfanumerici (ad esempio sequenze 1, 2, 3, 4, 5, etc. oppure A, B, C, D, etc. o A1, A2, A3, etc.).
Come avanzare di un foglio
• Scegliere Foglio avanti.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: F+.

Come retrocedere di un foglio


• Scegliere Foglio indietro.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: F-.
96 Gestione del multifoglio
Gestione schema

Gestione schema
Abbiamo già visto che un progetto può essere sviluppato in uno o più file di disegno (.dwg), collegati
ad un unico file di schema (.sch), che contiene l'elenco di tutti i fogli.
Le procedure automatiche di iDEA, come gestione dei rinvii filo, numerazione fili, cross reference,
analisi morsettiere,... elaborano tutti i file di disegno come un unico schema. Tutti i file di supporto
generati prendono il nome dal file di schema.
Il file di schema viene definito all'inserimento del primo foglio di un nuovo file di disegno ed
aggiornato ad ogni nuovo foglio. Nel caso il file di schema non sia disponibile viene
automaticamente creato dal programma, con l’elenco dei fogli del disegno corrente. Per forzarne
l’aggiornamento è disponibile il comando Aggiorna elenco fogli, accessibile anche dalla finestra
Gestione fogli.
Nella figura seguente è rappresentata una commessa con due file di disegno appartenenti allo stesso
schema.

Foglio 1 Foglio 101


Schema

[Link]
Disegno: Quadro_A.dwg Disegno: Quadro_B.dwg
Fogli: da 1 a 100 Fogli: da 101 a 200

Commessa/Progetto
Totale fogli: 200

Nella figura seguente, invece, è rappresentata una commessa con due file di disegno appartenenti a
due schemi indipendenti.

Foglio 1 Foglio 1
Schema Schema

Quadro_A.sch Quadro_B.sch
Disegno: Quadro_A.dwg Disegno: Quadro_B.dwg
Fogli: da 1 a 100 Fogli: da 1 a 100

Commessa/Progetto
Totale fogli: 200

La finestra di dialogo Gestione schema riporta il percorso dello schema corrente, che non è
modificabile, il nome dello schema corrente e la lista dei disegni in esso presenti.
Gestione del multifoglio 97
Gestione schema

Come accedere a Gestione schema


1. Scegliere Gestione fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: SF.

2. Dalla barra degli strumenti di Gestione fogli, scegliere Gestione schema.

Oppure scegliere direttamente Cambia schema.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: SCHEMA.

Le operazioni che si possono eseguire in Gestione schema sono descritte di seguito. Le modifiche
vengono apportate alla chiusura della finestra tramite il pulsante OK.
Associare il disegno corrente ad un nuovo schema
Digitare il nuovo nome nella casella Nome dello schema. Premendo OK il disegno corrente viene
rimosso dallo schema di origine e viene creato un nuovo file di schema.
Associare il disegno corrente ad uno schema esistente
Aprendo la lista a comparsa nella casella Nome dello schema, sono elencati i nomi degli schemi
presenti nel percorso corrente. Selezionare dalla lista lo schema di destinazione. La lista disegni
viene bloccata. Premendo OK il disegno corrente viene rimosso dallo schema di origine e a aggiunto
nello schema selezionato.
Aggiungere disegni allo schema corrente
Per aggiungere uno o più disegni allo schema corrente utilizzare l’icona Aggiungi. Viene visualizzata
una finestra di dialogo che elenca tutti i file di disegno presenti nel percorso dello schema corrente:
è possibile selezionare uno o più disegni e premere OK per importarli. È possibile anche creare un
nuovo disegno il quale sarà associato allo schema corrente.
Rimuovere disegni dallo schema corrente
Per rimuovere uno o più disegni allo schema corrente, selezionarli in lista e scegliere l’icona
Rimuovi. Non può essere rimosso il disegno corrente.

Proprietà generali legate allo schema


All’interno della finestra di Gestione schema è possibile definire alcune proprietà.
• Part. No.
• Descrizione schema

L’informazione compilata come [Link]. può essere assunta come “Codice padre” nell’esportazione
di una lista materiali per altri software gestionali: vedi la guida di Tabula.

Schemi correlati
È possibile collegare tra loro schemi multifoglio indipendenti, su percorsi diversi, per definire e
parzializzare in tal modo un impianto di vaste dimensioni.
L'esigenza nasce dalla necessità di mantenere correlati schemi diversi appartenenti ad un unico
impianto, senza che però vengano condizionati fili, sigle, cavi, ubicazioni, ecc... elementi che sono
sempre gestiti a livello di schema. Questo significa che gli schemi rimangono indipendenti per tutte
98 Gestione del multifoglio
Gestione schema

le consuete operazioni in ambiente grafico; non è possibile gestire cross reference, formazioni o
rinvii fili tra schemi diversi. I vantaggi che la gestione di schemi correlati dà sono elencati di seguito.

• Gestione di cavi che connettono elementi di schemi diversi


In questa modalità, diventa possibile definire cavi che connettono due schemi diversi.

• Distinta materiali
L’estrazione della distinta materiali può essere estesa a tutti gli schemi correlati (vedi “Estrazione dei
dati per la distinta materiali” a pagina 693).

• Sinottici
Anche la gestione dei Sinottici e la relativa connettività estrae le informazioni da tutto l’impianto.

Sebbene non esista una reale gerarchia tra gli schemi correlati, il primo schema utilizzato per la
correlazione diventa di fatto il principale e mantiene i riferimenti degli schemi secondari. Ad esso è
possibile “aggiungere”, cioè correlare, altri schemi creati in precedenza.

Aggiungere uno schema correlato allo schema corrente


Per correlare uno schema allo schema corrente utilizzare l’icona Aggiungi. Viene visualizzata una
finestra di dialogo tramite cui è possibile ricercare e selezionare un file di schema .SCH e premere
OK per importarlo. È possibile correlare schemi salvati anche in un percorsi diversi.
Rimuovere uno schema correlato dallo schema corrente
Per rimuovere uno schema correlato allo schema corrente, selezionarlo in lista e scegliere l’icona
Rimuovi.

È possibile aperire uno schema correlato anche dal menu contestuale (vedi figura).

Duplicazione dello schema


Salva schema con nome consente di salvare in un’altra cartella una copia dello schema corrente.
Questo significa che vengono automaticamente ricopiati, nel percorso indicato, tutti i disegni dello
schema e anche tutti i file di supporto collegati. Se viene assegnato un nuovo nome allo schema, al
fine di mantenere il collegamenti tra i file, viene aggiornato il nome schema salvato nei disegni e
rinominati i file di supporto.

Nota. I disegni (file .DWG) dello schema conservano sempre il nome originale.

Nel caso nella cartella di destinazione siano già presenti dei file di iDEA con lo stesso nome, viene
visualizzato un messaggio di conferma per la sostituzione.
Gestione del multifoglio 99
Gestione fogli

Come duplicare uno schema


• Scegliere Salva schema con nome.

Menu: Disegna.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: SALVASCH.

Nota. Questo comando è indicato per riutilizzare uno schema già elaborato senza perdere alcuna
informazione.

Ordinamento disegni di uno schema


Se lo schema è composto da diversi disegni, dalla finestra di Gestione fogli (comando SF) è possibile
avviare il comando Ordinamento fogli per visualizzare la lista dei disegni e permetterne
l’ordinamento tramite i pulsanti freccia o tramite drag&drop delle singole righe. Il comando
Ordinamento disegni è disponibile nel menu che si apre con il bottone Utilità nella barra degli
strumenti della finestra Gestione fogli (comando SF).
Alla conferma della finestra di dialogo con il pulsante OK l’ordine viene salvato e mantenuto nel file
di schema .SCH. Elaborati e tabelle che prevedono l’informazione Disegno verranno visualizzati
mantenendo l’ordine così impostato.

Ordinamento fogli per disegno


L'ordine dei fogli può essere vincolato dall'ordine dei disegni che compongono lo schema e si può
presentare il caso in cui tale ordine non determini l'ordinamento desiderato dei fogli.
È possibile indicare al software di ordinare i fogli di tutto lo schema senza considerare l'ordine dei
disegni. Nella finestra di parametri multifoglio (comando EGPREF), scheda Riferimenti, l'opzione
Ordina i fogli per disegno, permette di svincolare l'ordine dei fogli di uno schema composto da più
disegni: vedi “Riferimenti” a pagina 746.

Gestione fogli
L’interfaccia Gestione fogli visualizza la lista di tutti i fogli dello schema indicandone la sigla, il file
.dwg di appartenenza, l'eventuale titolo e gli altri dati del cartiglio.
100 Gestione del multifoglio
Gestione fogli

Nota. Il titolo verrà visualizzato solo nel caso in cui nel cartiglio esista almeno un attributo la cui
etichetta inizi con TIT e sia stato definito nel file [Link].

Tramite la finestra Gestione fogli è possibile spostarsi da un foglio all'altro dello schema con un
semplice doppio clic e di eseguire tutte le operazioni sui fogli.
Le operazioni sono attivabili dalla barra degli strumenti dei Gestione fogli e anche dal menu a
cursore. Si possono selezionare più fogli tenendo premuto il tasto CTRL: in questo caso vengono
disattivate le operazioni che non si possono eseguire su più fogli.
Come attivare Gestione fogli
• Scegliere Gestione fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: SF.

Di seguito sono elencate le operazioni accessibili da Gestione fogli; ogni operazione può essere
eseguita anche lanciando il comando dal menu a tendina Disegna>Fogli, senza aprire Gestione fogli.
Nei paragrafi successivi viene descritta ogni operazione.

Filtro della lista fogli


Il riquadro di sinistra della finestra Gestione fogli consente di eseguire alcune operazione di filtro
della lista fogli. La lista dei fogli visualizzata può infatti essere limitata ad una specifica categoria o
al gruppo desiderato. Per eseguire le operazioni di filtro è sufficiente selezionare una categoria o un
gruppo visibili nel riquadro.

Nota. Per definire un gruppo è necessario che uno degli attributi del cartiglio corrente sia impostato
come Attributo di gruppo. Ad esempio se si è impostato TITOLO come attributo di gruppo, si
potranno visualizzare i fogli che hanno lo stesso titolo; si può anche aggiungere nel cartiglio un
attributo, chiamato ad esempio GRUPPO, ed usarlo per raggruppamenti personalizzati (vedi
“Modifica del cartiglio” a pagina 117).
Gestione del multifoglio 101
Gestione fogli

Nel caso sia attivata l’individuazione completa dei fogli di schema (vedi “Identificazione completa
dei componenti di schema” a pagina 274), è possibile filtrare la lista dei fogli in base alla lista di
ubicazioni e funzioni utilizzate in ogni disegno. Per visualizzare solo i fogli di una funzione e
ubicazione selezionare uno dei nodi dell’albero disegni-funzioni-ubicazioni presente nella parte
superiore del riquadro.
Nel caso in cui l’individuazione completa dei fogli sia disattivata (modalità di lavoro predefinita) la
parte superiore del riquadro è occupata dalla lista dei fogli appartenenti allo schema correntemente
aperto. Selezionando uno dei disegni, la lista dei fogli sarà limitata a quelli appartenenti al disegno
stesso.

Vai al foglio
Tramite la finestra Gestione fogli è possibile di spostarsi da un foglio all'altro dello schema con un
semplice doppio clic in corrispondenza del foglio su cui si desidera spostarsi. Oppure digitare la sigla
del foglio desiderato nella casella sulla barra degli strumenti e premere il pulsante Vai al foglio... o
INVIO.

Tale comando deve essere usato per effettuare tutti gli spostamenti sui vari fogli dello schema per
assicurare la corretta esecuzione delle procedure successive.

Rinomina fogli
Per aprire il riquadro con l’elenco fogli nel quale si può variare l’ordine e la numerazione dei fogli
basta selezionare il relativo pulsante nella barra degli strumenti della finestra gestione fogli o l’icona
a freccia posta sul bordo destro della stessa finestra.

Per modificare l’ordine dei fogli è possibile selezionare un foglio per volta e usare i comandi Sposta
su e Sposta giù.
102 Gestione del multifoglio
Gestione fogli

Il comando Rinomina fogli, attiva una finestra di dialogo in cui impostare le opzioni per la
rinominazione automatica della sigla di più fogli.

Si può selezionare un prefisso alfanumerico, il numero di partenza, il metodo di ordinamento


crescente o decrescente. L’opzione Mantieni la progressione, fa si che i fogli vengano rinumerati
mantenendo eventuali salti di numero presenti nella numerazione precedente; il numero di ogni
foglio viene cioè incrementato con il valore indicato nel campo Inizia con, mantenendo i salti pagina.
Inoltre, si può scegliere se rinumerare tutti i fogli dello schema, solo quelli selezionati in lista oppure
tutti i fogli a partire da quello selezionato in lista.

Il comando Edita dati fogli, consente, tramite una apposita finestra di dialogo, per uno o più fogli
selezionati, di modificare i dati di Sigla, Ubicazione, Funzione e Categoria.

Terminate le operazioni è necessario selezionare Salva nella barra degli strumenti di Gestione fogli
affinché le modifiche vengano salvate ed aggiornata la numerazione nei cartigli dei fogli interessati.

Infine, l’utilità Rinumera fogli e layer è disponibile solo se attivata l’individuazione completa dei
fogli di schema (vedi “Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89) e consente, come
la precedente, di salvare le modifiche apportate alla lista fogli rinumerando, inoltre, i layer dei
disegni appartenenti ai fogli stessi. In base all’ordine dei fogli in lista i layer saranno rinumerati con
indice progressivo a partire da D_000001, F_000001, T_000001.

Shift dei fogli


La funzione di Rinomina fogli permette anche lo shift fogli cioè lo scorrimento di un insieme di fogli
per un certo numero di passi riassegnandone la sigla. Si utilizza principalmente per liberare una sigla
da assegnare ad un nuovo foglio creato in seguito. In questo caso, nella finestra di dialogo Proprietà
va scelto Dal foglio selezionato; quindi compilando la nuova sigla per il foglio selezionato con un
numero positivo, il foglio selezionato e tutti i successivi dello schema, saranno spostati avanti.
Compilando un numero negativo, il foglio selezionato e tutti i successivi dello schema, saranno
spostati indietro; ovviamente ci devono essere posizioni libere altrimenti il programma indica
l’impossibilita di rinominare i fogli.

Crea nuovo foglio


Aggiunge nuovi fogli nel disegno corrente. Per l’inserimento dei fogli viene visualizzata la finestra
Creazione fogli: vedi “Inserimento di nuovi fogli per schemi” a pagina 92.

Inserisci foglio
Questa funzione permette di inserire un foglio in una posizione desiderata dell'elenco fogli e pertanto
è un'ottima soluzione per tanti casi in cui, in precedenza, si doveva usare la funzione Shift foglio
prima di inserire nuovi fogli. Inoltre, data l'immediatezza dell'operazione essa può essere ripetuta
velocemente in sequenza per inserire anche un discreto numero di fogli.
Se ad esempio si vuole inserire un foglio dopo il foglio 15 ma prima del 16, basta selezionare nella
lista il foglio 16 e premere il pulsante Inserisci. Il programma non necessita di ulteriori informazioni
quindi inserisce direttamente il foglio, dello stesso tipo del foglio selezionato, effettua lo shift dei
fogli seguenti e aggiorna la numerazione completa.
Gestione del multifoglio 103
Gestione fogli

Edita cartiglio dei fogli selezionati


Permette di modificare i dati dei cartigli. Se si selezionano più fogli si potranno compilare in tutti le
stesse informazioni.
Se nel cartiglio si compilano le informazioni Ubicazione e Funzione, esse sono riportate in
automatico in tutti i simboli successivamente inseriti nel foglio. Quando si modificano nel cartiglio,
il programma modifica anche l’ubicazione e la funzione dei simboli solo se corrispondevano a quelle
del cartiglio prima della modifica.

Cancella i fogli selezionati


Esegue la cancellazione dei fogli selezionati del disegno in editazione e di tutti gli oggetti in esso
disegnati. La procedura effettua, inoltre, la pulizia del disegno in modo da eliminare i layer e gli
oggetti non più utilizzati.

Nota. Se si elimina il foglio corrente, al termine dell’operazione non viene visualizzato alcun foglio:
da Gestione fogli eseguire un cambia foglio.

Cancella foglio può essere eseguito direttamente dal menu a tendina. Per altre informazioni vedi
“Cancella foglio” a pagina 126.

Copia foglio
Consente la copia di un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio a scelta facente
parte del disegno in editazione.
È possibile anche la copia su fogli non ancora definiti; in tal caso verrà richiesto di confermare la
generazione del nuovo foglio e successivamente verrà effettuata la copia degli oggetti scelti.
All’esecuzione, viene richiesta la conferma alla modifica della sigle dei componenti copiati. Si
aggiunge in tal caso un prefisso del tipo Foglio#, dove Foglio è il numero del foglio di destinazione.
Non confermando la richiesta, si mantengono le sigle componenti originali.
Copia foglio può essere eseguito direttamente dal menu a tendina. Per altre informazioni vedi “Copia
entità di un foglio” a pagina 125.

Sposta fogli
Consente lo spostamento di un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio a scelta
facente parte del disegno in editazione. È possibile anche lo spostamento su fogli non ancora definiti;
in tal caso verrà richiesto di confermare la generazione del nuovo foglio e successivamente verrà
effettuata la copia degli oggetti scelti.
Sposta foglio può essere eseguito direttamente dal menu a tendina. Per altre informazioni vedi
“Sposta entità di un foglio” a pagina 125.

Salva gruppo di fogli in libreria


In Libreria fogli (comando LIBFOG) è possibile salvare gruppi di fogli da riutilizzare in altri schemi.
Tramite il pannello Elenco fogli risulta semplice inserire nella posizione desiderata un gruppo di
fogli presenti in libreria, come visto in precedenza, ma anche salvare nella stessa libreria una serie
di fogli selezionati. Per questa operazione è necessario selezionare nella lista i fogli da salvare; fare
clic sui fogli tenendo premuto il tasto MAIUSC per selezionare una serie di fogli sequenziali oppure
il tasto CTRL per selezionare fogli sparsi. Dopo la selezione scegliere Salva il gruppo di fogli in libreria
dal menu che si apre con il tasto destro del mouse o dalla barra degli strumenti.

Stampa fogli
Il comando Gestione stampe multifogli, disponibile dal menu a cursore o dalla barra degli strumenti,
avvia la classica finestra di Stampa fogli (comando STAMPE). I fogli selezionati in Gestione
multifoglio risultano già selezionati nella finestra di stampa per cui è sufficiente proseguire con
l'impostazione e la stampa.

Salva multifoglio in PDF


La funzione Salva multifoglio in PDF consente di semplificare e velocizzare l'esportazione di uno
schema elettrico multifoglio in formato pdf.
Salva multifoglio in PDF si avvia dal menu a cursore o dalla barra degli strumenti. Per altre
informazioni vedi “Salva multifoglio in PDF” a pagina 726.
104 Gestione del multifoglio
Pannello Elenco fogli

Utilità fogli
È possibile attivare una serie di funzioni di utilità relative alla gestione dei fogli e delle tabelle
riassuntive dello schema. Le utilità disponibili vengono descritte singolarmente nella sezione "Utilità
fogli" a pagina 136.

Aggiorna elenco fogli


Questa procedura rilegge i fogli del disegno corrente e ricostruisce l’elenco dei fogli. Per cancellare
l’elenco dei fogli utilizzare prima il comando Cancella elenco fogli dal menu a tendina
Disegna>Fogli; vedi “Cancella ed aggiorna elenco fogli” a pagina 127.

Pannello Elenco fogli


Il pannello Elenco fogli consente di disporre, affiancata all’area di lavoro, la lista di tutti i fogli dello
schema corrente, dalla quale si ha la possibilità passare rapidamente da un foglio ad un altro e di
accedere ai comandi più comuni di gestione dello schema multifoglio.

Il pannello Elenco fogli si avvia dalla barra multifunzione Utilità o con il comando EGLFOG e
rimane aperto anche nelle successive sessioni di lavoro fintantochè non viene chiuso.

Nella parte superiore del pannello sono visibili le informazioni principali del foglio correntemente
attivo: sigla, ubicazione, funzione, disegno e schema di appartenenza, categoria.
La parte principale del pannello è occupata dall’elenco dei fogli di schema. Selezionando con il
mouse un nodo nell’albero dell’elenco fogli, è possibile rendere il foglio selezionato attivo nell’area
di lavoro. La barra degli strumenti mette a disposizione i comandi più comuni di gestione dello
schema multifoglio stesso.
Sono disponibili inoltre una serie di funzionalità elencate di seguito.
• Editazione multipla dei cartigli;
• Cancellazione multipla di fogli;
• Inserimento di un nuovo foglio in posizione desiderata;
• Inserimento da libreria fogli in posizione desiderata;
• Inserimento da importa fogli;
• Salvataggio in libreria o esportazione dei fogli selezionati;
• Stampa dei fogli selezionati;
• Stampa PDF dei fogli selezionati;
• Stampa PDF 3D dei fogli selezionati;
• Revisioni;
• Lancio dei comandi Gestione fogli, Gestione ubicazioni e Gestione schema;
Gestione del multifoglio 105
Pannello Elenco fogli

• Associazione della Categoria;


• Segnalibri;
• Ordinamento dei fogli.
Editazione multipla dei cartigli
Basta selezionare uno o più fogli in lista ed avviare il comando Edita cartiglio, per scrivere le stesse
informazioni nel cartiglio di i tutti i fogli scelti.
Cancellazione multipla di fogli
I fogli in lista possono essere eliminati dallo schema singolarmente o con selezione multipla (usare
il tasto MAIUSC o CTRL) e il comando Cancella, disponibile nella barra degli strumenti del
pannello.
Inserimento di un nuovo foglio in posizione desiderata
Questa funzione permette di inserire un foglio in una posizione desiderata dell'elenco fogli e pertanto
è un'ottima soluzione per tanti casi in cui, in precedenza, si doveva usare la funzione Shift foglio
prima di inserire nuovi fogli. Inoltre, data l'immediatezza dell'operazione essa può essere ripetuta
velocemente in sequenza per inserire anche un discreto numero di fogli.
Se ad esempio si vuole inserire un foglio dopo il foglio 15 ma prima del 16, basta selezionare nella
lista il foglio 16 e premere il pulsante Inserisci. Il programma non necessita di ulteriori informazioni
quindi inserisce direttamente il foglio, dello stesso tipo del foglio selezionato, effettua lo shift dei
fogli seguenti e aggiorna la numerazione completa.
Inserimento da libreria fogli in posizione desiderata
Molto utile nella composizione di un nuovo schema è l'inserimento di fogli dalla Libreria fogli
(comando LIBFOG). Dal pannello Elenco fogli è ora possibile inserire i fogli giusto nel punto
desiderato: è sufficiente selezionare nella lista il foglio prima del quale effettuare l'inserimento ed
avviare Libreria fogli, dalla barra. All'interno di Libreria fogli scegliere il gruppo di fogli da inserire
e premere Inserisci gruppo.
Inserimento da Importa fogli
Nel pannello Elenco fogli è disponibile anche la funzione Importa fogli, che permette di importare
una serie di fogli precedentemente esportati da uno schema multifoglio. I fogli, importati con le
modalità descritte nella parte di guida relativa alla funzione Importa fogli, sono aggiunti sempre alla
fine della lista fogli corrente.
Salvataggio in Libreria fogli
In Libreria fogli (comando LIBFOG, vedi “Libreria fogli” a pagina 142) è possibile salvare gruppi
di fogli da riutilizzare in altri schemi. Tramite il pannello Elenco fogli risulta semplice inserire nella
posizione desiderata un gruppo di fogli presenti in libreria, come visto in precedenza, ma anche
salvare nella stessa libreria una serie di fogli selezionati. Per questa operazione è necessario
selezionare nella lista i fogli da salvare; fare clic sui fogli tenendo premuto il tasto MAIUSC per
selezionare una serie di fogli sequenziali oppure il tasto CTRL per selezionare fogli sparsi. Dopo la
selezione scegliere Salva il gruppo di fogli in libreria, dal menu che si apre con il pulsante freccia a
lato del pulsante Libreria simboli.
106 Gestione del multifoglio
Pannello Elenco fogli

Stampa dei fogli selezionati


Il comando Stampa dei fogli selezionati, disponibile nel pannello Elenco fogli, avvia la classica
finestra di Stampa fogli (comando STAMPE, vedi “Stampa dei progetti” a pagina 721). I fogli
selezionati nel pannello risultano già selezionati nella finestra di stampa per cui è sufficiente
proseguire con l'impostazione e la stampa.
Revisioni
Anche i comandi Revisione fogli (comando REVIS, vedi “Gestione delle revisioni dei fogli” a
pagina 127), e Revisione schema (comando REVISSCH, vedi “Gestione delle revisioni dello
schema” a pagina 130), sono disponibili nel pannello Elenco fogli, tramite il menu che si apre con il
tasto destro del mouse.
Gestione fogli, Gestione schema e Gestione ubicazioni
La barra degli strumenti del nuovo pannello Elenco fogli mette a disposizione anche i pulsanti per
l'avvio delle finestre di Gestione ubicazioni (comando UBIC, vedi “Gestione ubicazioni e funzioni”
a pagina 331), Gestione fogli (comando SF, vedi “Gestione fogli” a pagina 99) e Gestione schema
(comando SCHEMA, vedi “Gestione schema” a pagina 96).
L'accesso a Gestione fogli, potrà non essere così frequente vista la disponibilità dei comandi più
utilizzati direttamente nel pannello Elenco fogli, ma è sicuramente necessario per operazioni di
riordino e rinumerazione dei fogli, ad esempio. Gestione schema serve per associare più disegni allo
stesso multifoglio, mentre Gestione ubicazioni è utile per accedere alla definizione delle ubicazioni
in cui si suddivide lo schema elettrico in oggetto.

Nel menu che si apre cliccando il tasto destro del mouse all’interno della lista dei fogli, sono
disponibili anche le seguenti utilità.
Associazione della Categoria
È possibile caratterizzare ogni foglio al fine di permetterne il raggruppamento in Gestione fogli. Le
opzioni disponibili sono: Generica, Frontespizi, Schema unifilare, Morsettiere e connettori, Layout
dei quadri, elaborati e tabelle, Loop diagram, Sovratemperatura quadri. Selezionare uno o più fogli
e scegliere Categoria dal menu a cursore.
Segnalibri
La funzione Segnalibri, consente di aggiungere un segnalibro al foglio selezionato (vedi “Segnalibri
nei fogli dello schema” a pagina 131).
Ordinamento dei fogli
L’ordine e i raggruppamenti mostrati nell’elenco fogli si possono impostare in base alle esigenze di
lavoro. Il comando Ordina fogli, disponibile nel menu che si apre con il tasto destro del mouse, viene
visualizzata la finestra di dialogo Ordina fogli che consente di organizzare l’ordine di visualizzazione
dei rami dell’albero di elenco fogli. Apponendo la spunta alle varie voci presenti in lista è possibile
scegliere su quali informazioni dei fogli costruire l’albero di elenco fogli; si può pertanto raggruppare
i fogli per:
• Disegno
• Funzione
• Ubicazione
• Categoria
• Titolo
• Impianto

Le informazioni selezionate possono essere inoltre ordinate per stabilire la precedenza gerarchica dei
vari rami all’interno dell’albero.
Gestione del multifoglio 107
I fogli predefiniti di iDEA

I fogli predefiniti di iDEA


Sono previsti otto tipi di foglio appositamente preparati per la composizione dei diversi tipi di
elaborato per gli schemi elettrici in iDEA: foglio multifilare, foglio frontespizio, foglio funzionale,
foglio di potenza unifilare, foglio morsettiere, foglio tabella terre, foglio posa cavi e foglio relazione
della verifica sovratemperatura interna dei quadri. Queste tipologie sono quelle mostrate anche nella
finestra di inserimento fogli (vedi “Inserimento di nuovi fogli per schemi” a pagina 92). Di seguito
sono illustrati i diversi tipi facendo riferimento a quelli predefiniti. Ogni blocco che compone il
foglio può essere modificato e questo da la possibilità di personalizzare tutte le tipologie di foglio.
108 Gestione del multifoglio
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio frontespizio
È tipicamente inserito come primo foglio dello schema ed utilizzato, quindi, come presentazione del
progetto.
Tale foglio è predisposto con un cartiglio di presentazione, contenente i dati principali della ditta, del
lavoro in esame, nonché i riferimenti al numero d'archivio, alla data, etc. Sullo stesso foglio viene
anche inserita una tabella in cui possono essere immessi i dati salienti dell'impianto (tensione di
esercizio, potenze e correnti, provenienza e tipo di linee, etc.).
I due blocchi possono essere impostati nei parametri Fogli - Foglio testata: vedi "Parametri di
configurazione multifoglio" a pagina 745.

Nota. È possibile personalizzare i due blocchi o crearne di nuovi. È possibile inserire gli attributi
compilabili automaticamente dal programma: vedi la tabella del paragrafo "Aggiungi attributi
auto-compilanti" a pagina 118.
Gestione del multifoglio 109
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio multifilare
Tipicamente utilizzato per progetti di automazione industriale od elettromeccanica, su questo foglio
vengono tracciati schemi di potenza multifilare e, allo scopo, il foglio è dotato di cartiglio e di
un'eventuale numerazione delle colonne o catenarie, predisposta sul bordo superiore del foglio e
numerazione righe sul bordo sinistro, a seconda che l'identificazione della posizione dei componenti
sia definita per foglio+colonna o per foglio+riga+colonna.
Il foglio standard è dotato di una riga superiore e inferiore numerata da 1 fino a 8 che rappresenta la
divisione del foglio in 8 colonne di larghezza 50 mm ciascuna, mentre sul bordo laterale si adotta
un'indicazione alfabetica delle righe e con ampiezza di riga pari a 50 mm. Tale divisione costituirà
il riferimento posizionale usato per la siglatura degli elementi e per la gestione dei riferimenti
incrociati bobine-contatti. Le indicazioni di righe e colonne devono trovare riscontro in un opportuno
setup dei valori di larghezza, offset colonne, larghezza e punto di numerazione delle righe; nel caso,
quindi, vengono variati tali dati rispetto allo standard, andranno creati dei nuovi fogli
opportunamente definiti.
Vedi "Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione dei blocchi.
110 Gestione del multifoglio
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio funzionale
Questo foglio viene generato analogamente al precedente, predisposto con due linee orizzontali di
alimentazione, con la richiesta dei riferimenti filo entranti ed uscenti per tali linee. Come default
vengono proposte le indicazioni assegnate ai riferimenti uscenti dell'eventuale foglio funzionale
precedentemente definito.

Avvertenza. Non devono essere immessi elementi grafici nella zona compresa tra il cartiglio e la
linea di alimentazione inferiore, in quanto questa zona è tipicamente dedicata al tracciamento delle
croci di riferimento incrociato.

Il foglio standard è dotato di una riga superiore numerata da 1 fino a 8 che rappresenta la divisione
del foglio in 8 colonne di larghezza 50 mm mentre sul bordo è predisposta una divisione in righe
come indicato per il foglio multifilare.
Tale divisione costituirà il riferimento della posizione utilizzato per la siglatura degli elementi e per
la gestione dei riferimenti incrociati bobine-contatti.
Vedi "Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione dei blocchi.
Gestione del multifoglio 111
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio di potenza unifilare


Su questo foglio viene predisposto lo schema unifilare del quadro di distribuzione congiuntamente
ad una tabella di descrizione delle linee dell'impianto o delle utenze comandate; nome della tabella,
suo posizionamento, nome del blocco descrittivo e sua collocazione sono elementi tutti definibili
dall'utente.

La tabella utenze standard è una tabella di uso generale che può essere rivista e adeguata alle proprie
esigenze specifiche. Vedi "Personalizzazione della tabella linee-utenze" a pagina 613. Vedi
"Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione dei blocchi.
112 Gestione del multifoglio
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio morsettiera
Questo foglio consente la rappresentazione delle connessioni tra le morsettiere definite nell'impianto
ed i rispettivi elementi connessi a mezzo di cavi definibili.
La rappresentazione è di tipo tabellare e tipica di queste problematiche.
Di norma questo foglio non viene inserito con il comando Nuovo foglio, ma viene inserito in
automatico dalla funzione di tracciatura Tabella morsettiera che prevede anche la possibilità di
scegliere il tipo di tabella utilizzare; vedi “Tabella morsettiera” a pagina 420.
Gestione del multifoglio 113
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio posa cavi


Questo foglio consente la rappresentazione dei cavi di connessioni tra le morsettiere definite
nell'impianto ed i rispettivi elementi connessi a mezzo dei cavi definibili, ma differentemente dal
caso precedente la modalità di rappresentazione sarà a schematizzazione grafica e non tabellare.
Questo foglio viene inserito in automatico se si utilizza la funzione di tracciatura Tabella cavi: vedi
“Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo” a pagina 416.
114 Gestione del multifoglio
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio tabella terre


Su questo foglio viene predisposto lo schema di connessione delle terre utilizzate nell'impianto
congiuntamente ad una tabella di descrizione delle linee di terra; nome della tabella, suo
posizionamento, nome del blocco descrittivo e sua collocazione sono tutti elementi definibili
dall'utente.

La tabella terre standard è una tabella di uso generale che può essere rivista e adeguata alle proprie
esigenze specifiche: vedi "Parametri di configurazione multifoglio" a pagina 745 per l'impostazione
dei blocchi.
Gestione del multifoglio 115
I fogli predefiniti di iDEA

Foglio CEI 17-43


Questo foglio riporta il prospetto su cui rappresentare la relazione di calcolo relativa alla verifica
della sovratemperatura interna dei quadri.
La creazione di questo foglio avviene eseguendo la funzione di verifica della sovratemperatura: vedi
“Calcolo sovratemperatura nei quadri” a pagina 649.

Il foglio CEI 17-43 è composto da un blocco denominato [Link], contenente degli attributi per
la compilazione automatica delle informazione e si trova nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB
di iDEA. Questo blocco può essere personalizzato.
116 Gestione del multifoglio
Personalizzazione del cartiglio

Personalizzazione del cartiglio

Avvia filmato dimostrativo

Per cartiglio intendiamo il blocco che viene posto alla base del foglio e che contiene le informazioni
generali del progetto e del foglio. È possibile personalizzare un cartiglio di base, ad esempio per
inserire il logo della ditta o aggiungere ulteriori descrizioni quali il copyright, etc.
Tutti i cartigli disponibili per l’utilizzo negli schemi multifoglio di iDEA possono essere visualizzati
e quindi modificati, tramite la finestra Gestione cartigli. È possibile, inoltre, creare nuovi cartigli
personalizzati.
Come attivare Gestione cartigli
1. Scegliere Gestione cartigli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.


Riga di comando: CARTIGLI.

Nota. È possibile avviare Gestione cartigli anche dalla finestra Creazione fogli.

Nel riquadro di sinistra della finestra, sono elencati i blocchi cartiglio disponibili in iDEA e salvati
nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB. Selezionando ognuno, nel riquadro di destra vengono
elencati gli attributi disponibili al suo interno; gli attributi privi di icona nella prima colonna non sono
ancora inseriti nel blocco.
Nella finestra Gestione cartigli si possono eseguire le operazioni descritte di seguito.
Creazione di un nuovo cartiglio
Dalla barra degli strumenti della finestra Gestione cartigli, selezionare l’icona Nuovo.
Per prima cosa viene richiesto il nome da dare al blocco. Di seguito è richiesto di indicare le
dimensioni d’ingombro del cartiglio: per fare questo, aiutati dagli snap (F9), cliccare gli estremi in
basso a sinistra e in altro a destra del riquadro del cartiglio; si consiglia di tenere aperto un foglio di
iDEA per indicare con semplicità i punti prendendo come riferimento il foglio corrente.
Quindi viene creato un nuovo file con un rettangolo che rappresenta l’ingombro del nuovo cartiglio
e aperta la finestra Attributi cartiglio. In questa finestra fare clic sul tasto destro del mouse per attivare
il menu contestuale e scegliere il comando Inserisci attributi predefiniti. Per aggiungere nuovi
attributi personalizzati usare il comando Nuovo. Per inserire gli attributi nel disegno del cartiglio
trascinarli dalla lista tenendo premuto il tasto destro del mouse (Drag&drop). Per le funzioni della
finestra Attributi cartiglio vedi “Modifica del cartiglio” a pagina 117. Oltre agli attributi si potranno
aggiungere linee, testi, blocchi,... con gli strumenti standard CAD.
Gestione del multifoglio 117
Modifica del cartiglio

Modifica di un cartiglio in lista


È possibile modificare il blocco del cartiglio tramite la finestra Attributi cartiglio: vedi “Modifica del
cartiglio” a pagina 117.
Duplicazione di un cartiglio
É l’operazione consigliata per chi necessita di creare un cartiglio personalizzato. Per prima cosa
viene richiesto il nome da dare al nuovo blocco e di seguito viene aperto per la modifica un nuovo
blocco uguale al quello selezionato. Potranno essere così apportate le modifiche tramite gli strumenti
standard CAD e la finestra Attributi cartiglio: vedi “Modifica del cartiglio” a pagina 117.
Eliminazione di cartiglio in lista
Dopo l’eliminazione del cartiglio dalla lista, viene eliminato anche il file del blocco nella cartella
COMMON\LIBRARY\LIB.

Nota. Dopo la creazione di un cartiglio, per essere utilizzato in uno schema, deve essere impostato
nei parametri multifoglio: vedi “Impostazione del cartiglio predefinito” a pagina 120.

Modifica del cartiglio


La funzione Modifica cartiglio permette di modificare il cartiglio del disegno corrente. Anziché una
sostituzione del blocco del cartiglio si procede alla modifica permanente e irreversibile del blocco
utilizzato nel disegno corrente. Il blocco modificato è quello impostato nei parametri multifoglio del
disegno corrente e salvato nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB.
All’avvio del comando viene aperto il file del cartiglio e la finestra Attributi cartiglio.

Come modificare il cartiglio corrente


1. Scegliere Modifica cartiglio corrente.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.


Riga di comando: MODCART.

2. Apportare le modifiche desiderate al disegno del cartiglio usando gli strumenti standard CAD:
lista colori, finestra Proprietà, Sposta, Ruota, Linea,...
3. All’interno della finesta Attributi cartiglio apportare eventuali modifiche alla lista attributi come
descritto in seguito.
4. Chiudere la finestra Attributi cartiglio, utilizzando il pulsante Chiudi.
5. Salvare il disegno del cartiglio con il comando Salva dal menu File o l’icona relativa.
6. Chiudere il disegno del cartiglio con il comando Chiudi dal menu File di iDEA.
118 Gestione del multifoglio
Modifica del cartiglio

In seguito alla modifica, quando si aprono altri disegni dello stesso schema, viene visualizzato un
messaggio di conferma alla sostituzione del blocco del cartiglio. Ad esempio:
Il blocco ‘[Link]’ è cambiato. Procedere alla sostituzione?

Nota. Per la sostituzione del cartiglio modificato in disegni di altri schemi è necessario rilanciare il
comando MODCART nel disegno interessato; quindi senza apportare ulteriori modifiche salvare e
chiudere il file del blocco affiché venga richiesta la sostituzione.

Attributi del cartiglio


La finestra Attributi cartiglio visualizza l’elenco degli attributi presenti nel blocco del cartiglio, la
loro descrizione e la dimensione massima in caratteri disponibile. Questi dati costituiscono il file di
definizione del cartiglio che viene salvato con nome pari al blocco ed estensione .def, nella cartella
COMMON\DEF.
Di seguito sono descritte le operazioni che si possono eseguire nella finestra Attributi cartiglio.
Creazione di un nuovo attributo
Per ognuno sono richiesti etichetta, messaggio e numero di caratteri disponibili. I nuovi attributi
aggiunti in lista possono essere inseriti nel disegno tramite Drag & Drop: selezionare l’attributo in
lista e trascinarlo nel disegno tenendo premuto il tasto sinistro del mouse. Per inserire gli attributi
predefiniti o quelli auto-compilanti vedi pagina seguente.
Modifica di attributi in lista
È possibile modificare il messaggio e il numero di caratteri disponibili.
Eliminazione di attributi in lista
Dopo l’eliminazione dalla lista è richiesta conferma per l’eliminazione dell’attributo anche dal
disegno del cartiglio.
Modificare l’ordine degli attributi in lista
Selezionando un attributo in lista, con le icone Su e Giù, è possibile spostarlo di ordine.
Aggiornamento della lista attributi
L’operazione aggiorna la lista secondo gli attributi presenti nel disegno del cartiglio aperto. In lista
possono rimanere attributi non presenti nel cartiglio ma non presentano l’icona nella prima colonna
della lista.
Aggiungi attributi predefiniti
Per la gestione dei fogli in iDEA è necessario che nel cartiglio siano presenti una serie di attributi:
Foglio corrente, Totale fogli, Foglio seguente, Foglio precedente. Per aggiungere le relative etichette
nel blocco del cartiglio che si sta modificando accedere alla finestra Attributi cartiglio, attivare il
menu con il tasto destro del mouse e scegliere Aggiungi attributi predefiniti. I nuovi attributi aggiunti
in lista possono essere inseriti nel disegno tramite Drag&Drop: selezionare l’attributo in lista e
trascinarlo nel disegno tenendo premuto il tasto sinistro del mouse. Questi attributi saranno compilati
automaticamente dal programma.
Etichette aggiuntive utente (Commesse)
Nel programma Commesse è possibile definire informazioni personalizzate che potranno essere
compilate nei dati di ogni commessa, in aggiunta alle informazioni previste per default (vedi la guida
“Commesse e archivi”, cap. “Commesse”, par. “Dati aggiuntivi utente”). Tali informazioni possono
essere quindi riportate anche nel cartiglio dei fogli di schema. Per aggiungere le etichette relative alle
informazioni utente nel blocco del cartiglio che si sta modificando accedere alla finestra Attributi
cartiglio, attivare il menu con il tasto destro del mouse e scegliere Inserisci etichette aggiuntive utente
(Commesse). Le informazioni sono lette dai dati della commessa attiva.
Aggiungi attributi auto-compilanti
È possibile aggiungere nel cartiglio informazioni che vengono compilate dal programma. Per
aggiungere le etichette relative alle informazioni standard nel blocco del cartiglio che si sta
modificando accedere alla finestra Attributi cartiglio, attivare il menu con il tasto destro del mouse
e scegliere Aggiungi attributi auto-compilanti. Le informazioni con cui saranno compilati tali
attributi saranno lette dai dati del foglio corrente, dello schema corrente e della commessa attiva.
Gestione del multifoglio 119
Modifica del cartiglio

Nella seguente tabella si possono identificare gli attributi vengono compilati dal programma con
informazioni già disponibili o calcolate automaticamente.

Nota. Questi attributi sono validi per il cartiglio di ogni foglio (es. CART7) e i blocchi del foglio
frontespizio (es. TAB_FRO e TAB_RIA).

Attributo di gruppo
Nella finestra Gestione fogli (vedi “Gestione fogli” a pagina 99), c’è la possibilità di filtrare la lista
fogli in modo da visualizzare solo i fogli di un certo gruppo. Per definire un gruppo è necessario che
uno degli attributi del cartiglio corrente sia impostato come Attributo di gruppo. Ad esempio se si è
impostato TITOLO come attributo di gruppo, si potranno filtrare i fogli che hanno lo stesso titolo;
si può anche aggiungere nel cartiglio un attributo, chiamato ad esempio GRUPPO, ed usarlo per
raggruppamenti personalizzati.
120 Gestione del multifoglio
Impostazione del cartiglio predefinito

Durante la modifica del cartiglio, nella finestra Attributi cartiglio, selezionare l’attributo desiderato
e dal menu a cursore scegliere Attributo di gruppo.

Informazioni del file di definizione cartiglio


Le informazioni del file di definizione cartiglio <nome-cartiglio>.def, inerenti gli attributi presenti
nel blocco vengono salvate anche nel disegno. In tal modo le finestre di dialogo relative all’elenco
dei fogli sono in grado di visualizzare le colonne definite dall’utente anche in mancanza di tale file.
La priorità viene data alle informazioni del disegno e, se assenti, vengono caricate dal file .def degli
archivi correnti.
L’aggiornamento di tali informazioni avviene alla conferma della finestra Preferenze (comando
EGPREF), quindi se il file .def ha subito delle modifiche e si desidera sincronizzare le nuove
definizioni delle colonne di elenco fogli è necessario avviare e confermare il comando Preferenze e
successivamente aggiornare l’elenco dei fogli.

Impostazione del cartiglio predefinito


Per impostare il cartiglio predefinito, cioè il cartiglio inserito nei fogli dei nuovi progetti, si deve
operare nel software Commesse, dove definire una nuova configurazione di parametri
personalizzata. Quindi, si potrà assegnare la nuova configurazione con il cartiglio personalizzato alle
nuove commesse.
Come definire una nuova configurazione
1. Avviare Commesse: dal menu delle applicazioni di Windows, scegliere Electro Graphics e
selezionare Commesse.
2. Da menu Impostazioni, scegliere Configurazioni, oppure selezionare l’icona relativa.
3. Dal menu File della finestra Configurazioni, selezionare Nuovo.
4. Assegnare il nome per la nuova configurazione e premere pulsante OK.
Gestione del multifoglio 121
Cambio del cartiglio in un disegno

5. Selezionare dalla lista la configurazione appena inserita e premere il pulsante Multifoglio.


6. Nella scheda Riquadro iscrizioni, sostituire il nome CART7 con il nome del nuovo cartiglio
definito in ambiente grafico.
7. Premere OK.

Al fine di rendere la configurazione appena creata come predefinita per ogni nuova commessa o
nuovo disegno dal menu File selezionare Imposta come predefinita.

A questo punto, al fine di verificare l'esatto riporto della nuova configurazione in ambiente grafico,
sarà sufficiente creare una nuova commessa con associata la configurazione di parametri
personalizzata, creare un nuovo file di disegno e generare un foglio di schema (es. foglio multifilare,
funzionale, unifilare...).

Cambio del cartiglio in un disegno


Nota. Per impostare un cartiglio predefinito da utilizzare nelle nuove commesse e nei nuovi disegni
vedi “Impostazione del cartiglio predefinito” a pagina 120.

Nel caso in cui si desideri utilizzare un cartiglio personalizzato solo in un determinato disegno, non
è necessario modificare una configurazione parametri in Commesse o definirne una nuova; è
possibile accedere ai parametri multifoglio del disegno corrente e quindi cambiare il nome del
cartiglio. Lo stesso vale per sostituire il cartiglio in un disegno già elaborato.
La seguente procedura indica come impostare un nuovo cartiglio nel disegno corrente, prima di
inserire i fogli o anche in seguito. Se sono già presenti dei fogli, il cartiglio verrà sostituito.
Come impostare il cartiglio personalizzato solo per il disegno corrente
1. Scegliere Preferenze.

Menu: Strumenti.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.

2. Nella finestra Preferenze, selezionare Parametri di configurazione del progetto corrente.


3. All’interno della finestra Parametri di configurazione, nelle schede del gruppo Parametri
multifoglio, selezionare la scheda Riquadro iscrizioni. Nella casella Cartiglio, selezionare il nuovo
cartiglio nella lista Nome o digitarne il nome.
4. Confermare con OK nella finestra Parametri di configurazione.
5. Confermare con OK nella finestra Preferenze.
122 Gestione del multifoglio
Creazione di squadrature personalizzate

6. Alla chiusura della finestra Preferenze, iDEA si accorge se si sono impostati nuovi blocchi per
il cartiglio o la squadratura e visualizza un messaggio con cui chiede se si desidera modificare tali
blocchi nei fogli del disegno. Acconsentendo vengono aggiornati tutti i fogli del disegno corrente.
7. Salvare il disegno corrente.

I nuovi fogli saranno inseriti secondo i nuovi parametri.

Nota. Per ulteriori informazioni vedi “Fogli” a pagina 748.

Creazione di squadrature personalizzate


Questa funzione permette di creare un nuovo blocco di squadratura. Anziché utilizzare i blocchi
standard disponibili in iDEA e impostabili nei parametri multifoglio, si procede alla creazione di un
nuovo blocco secondo i dati inseriti; automaticamente vengono modificati i parametri multifoglio del
disegno corrente e la nuova squadratura verrà utilizzata al successivo inserimento fogli. Il blocco
creato rimarrà disponibile nelle liste squadrature nei parametri multifoglio e salvato nella cartella
COMMON\LIBRARY\LIB.

All’avvio del comando viene aperta la finestra Parametri squadratura, con tutti i dati della
squadratura attualmente impostati nei parametri multifoglio del disegno corrente.

Individuazione zone del foglio


Individua la modalità con la quale saranno indicate le posizioni degli elementi sullo schema nelle
procedure che utilizzano tali identificativi (cross-reference, riferimenti tra fili etc.). La posizione di
un elemento può essere indicata per:
• Foglio;
• Foglio/Colonna;
• Foglio/Riga Colonna;
• Foglio/Riga numerica;
• Colonna;
• Foglio/Riga Colonna senza il carattere alfabetico I per le righe;
• Foglio/Riga Colonna con i caratteri alfabetici minuscoli per le righe;
• Foglio/Riga Colonna con i caratteri alfabetici minuscoli e senza il carattere I per le righe;
• Foglio/Colonna lettera (es. 1/A);
• Foglio/Colonna lettera senza IO (es. 1/A).
Gestione del multifoglio 123
Creazione di squadrature personalizzate

Dimensione delle zone


Larghezza colonne: questo parametro definisce la larghezza della colonna, assunta come passo
orizzontale, ai fini della determinazione della posizione di un elemento sullo schema.
Altezza righe: questo parametro definisce l’altezza della riga assunta come passo verticale ai fini della
determinazione della posizione di un elemento sullo schema.

È possibile selezionare sul disegno la larghezza colonna e l’altezza riga tramite i bottoni a fianco
delle caselle.
Con il bottone più grande è possibile compilare entrambe selezionando sull’area di disegno le
dimensioni di una cella.

Punto inizio squadratura X: questo parametro definisce il punto da cui iniziare la valutazione del
numero di colonna. Il numero di colonna, se impostato maggiore o uguale a 10 è al massimo
composto da due cifre e va, quindi, da 00 fino a 99; perciò la dimensione della colonna deve essere
tale da non generare più di 100 colonne una volta fissata la larghezza del foglio ed il bordo sinistro
di pinzatura. Se il numero di colonna è inferiore o uguale a 9, la rappresentazione sarà del tipo 0, 1,
2, 3, etc. invece di 00, 01, 02,..., 10, 11.
Punto inizio squadratura Y: questo parametro definisce l’eventuale punto di partenza da cui iniziare
la valutazione della prima riga; le righe vengono identificate con le 26 lettere dell'alfabeto
internazionale indicando con 'A' la prima e procedendo dall'alto verso il basso.

È possibile compilare entrambe selezionando sul disegno il punto di inizio della squadratura tramite
il bottone di selezione a fianco delle caselle.

Inizia numerazione da 1:selezionare questa casella se si desidera che la prima colonna della nuova
squadratura assuma la sigla 1 o 01 anziché 0 o 00.

Utilizzare il pulsante Anteprima per visualizzare, sull’area di disegno, una griglia ideale che
rappresenta un’anteprima della disposizione delle righe e delle colonne nella nuova squadratura. La
griglia non sarà visibile nella squadratura salvata.
Dimensione del foglio
Larghezza foglio e Altezza foglio: sono definibili la larghezza e l'altezza dell'area che individua il foglio
all'interno del multifoglio; non esistono limitazioni sulle dimensioni dei fogli. È possibile selezionare
entrambe tramite i bottoni a fianco delle caselle.
124 Gestione del multifoglio
Dati generali del cartiglio

Con il bottone più grande è possibile compilare entrambe selezionando sull’area di disegno il punto
in basso a sinistra e quello in alto a destra del foglio.

Spessore squadratura: questo parametro definisce la larghezza del bordo della squadratura, area in
cui sono riportate le sigle delle righe e delle colonne.

Utilizzare il pulsante Anteprima per visualizzare, sull’area di disegno, un’anteprima della


squadratura disegnata secondo le impostazioni indicate.

Quando si sono impostati i dati in modo definitivo, controllando anche l’anteprima, è necessario
cliccare sul pulsante Crea blocco e fornire un nome per salvare il blocco della nuova squadratura
personalizzata.
A questo punto iDEA visualizza un messaggio chiedendo la conferma per impostare il blocco come
squadratura predefinita per il disegno corrente.
Impostare il blocco come squadratura predefinita per il disegno corrente?

Premere Si affinché la nuova squadratura venga impostata nei parametri multifoglio del disegno
corrente e sia quindi utilizzata da iDEA all’inserimento dei prossimi fogli.

Nota. Tutti i blocchi da utilizzare come squadrature, cartigli, tabelle, frontespizi, etc., sono salvati
nella directory COMMON\LIBRARY\LIB.

Dati generali del cartiglio


I dati generali del cartiglio vengono richiesti visualizzando una finestra di dialogo, alla generazione
del primo foglio di ogni disegno (.dwg); dopo di che saranno inseriti ad ogni successiva generazione
di un nuovo foglio senza richiederne l'ulteriore conferma.
Eseguire il comando Edita cartiglio predefinito per editare i dati generali del cartiglio dei fogli dello
schema. I nuovi dati saranno disponibili anche nei nuovi fogli.
Come modificare i dati generali dei cartigli
1. Scegliere Edita cartiglio predefinito.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: CARTIGLIO.

2. Effettuare le eventuali modifiche in corrispondenza delle caselle di testo riportate nella finestra
di dialogo visualizzata.
3. Premendo OK viene visualizzato una finestra di messaggio che chiede se riportare le
informazioni su tutti i cartigli dello schema, cioè sui fogli già presenti.
4. Premendo Si le modifiche ai dati del cartiglio vengono apportate in tutti i fogli. Premendo No i
nuovi dati saranno riportati solo su i fogli inseriti successivamente.

Nota. I dati generali del catiglio sono salvati in un blocco nascosto chiamato DICELET, presente nel
disegno.

Aggiornamento del cartiglio predefinito con i dati commessa


Una utilità rigenera i dati predefiniti per il cartiglio dello schema corrente con i dati della commessa.
Successivamente è possibile aggiornare tutti i cartigli dei fogli già presenti nello schema, con le
nuove informazioni.
Il comando Aggiornamento cartiglio predefinito, può essere avviato dalla finestra di Gestione fogli,
tramite il menu Utilità (vedi “Gestione fogli” a pagina 99).
Gestione del multifoglio 125
Copia entità di un foglio

Copia entità di un foglio


Questa procedura consente la copia di un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio
a scelta facente parte del disegno in editazione.
È possibile anche la copia su fogli non ancora definiti; in tal caso verrà richiesto di confermare la
generazione del nuovo foglio e successivamente verrà effettuata la copia degli oggetti scelti.
In questo modo è possibile la generazione di un foglio a partire da altri esistenti; il nuovo foglio sarà
dello stesso tipo di quello originale; nel caso in cui il tipo di foglio non sia definito o non possa essere
rilevato viene generato un foglio multifilare. La generazione del foglio presuppone l'inserimento
della squadratura e dei blocchi caratterizzanti il foglio da creare; tali elementi quindi NON devono
essere tra quelli scelti ai fini della copiatura per evitare sovrapposizioni non volute.
Come copiare degli oggetti da un foglio all'altro
1. Scegliere Copia foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Riga di comando: FCOPIA.

2. Selezionare, mediante una finestra di selezione, tutti gli oggetti da copiare nell'altro foglio.
3. Premere il pulsante INVIO per confermare la selezione.
4. Digitare la sigla del foglio di destinazione degli oggetti da copiare, OPPURE premere Invio per
visualizzare la finestra con l’elenco dei fogli; nel riquadro alla base sono disponibili anche le seguenti
opzioni:
• Cambia le sigle degli elementi copiati: è possibile evitare le richieste durante il comando
selezionando la scelta desiderata.
• Mantieni inalterate le sigle vincolate: se spuntata tale casella permette di impedire la variazione
delle sigle dei componenti che sono stati vincolati.
5. Nel caso il foglio di destinazione non esistesse, digitare s dalla riga di comando per proseguire
con la creazione del nuovo foglio.

Sposta entità di un foglio


Questa procedura consente lo spostamento di un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro
foglio a scelta facente parte del disegno in editazione. È possibile anche lo spostamento su fogli non
ancora definiti; in tal caso verrà richiesto di confermare la generazione del nuovo foglio e
successivamente verrà effettuata la copia degli oggetti scelti.
In questo modo è possibile la generazione di un foglio a partire da altri esistenti; il foglio creato
successivamente sarà dello stesso tipo del foglio originale, nel caso in cui il tipo di foglio non sia
definito o non possa essere rilevato viene generato un foglio multifilare. La generazione del foglio
presuppone l'inserimento della squadratura e dei blocchi caratterizzanti il foglio da creare; tali
elementi quindi non devono essere tra quelli scelti ai fini dello spostamento per evitare
sovrapposizioni indesiderate.
Come spostare degli oggetti da un foglio all'altro
1. Scegliere Sposta foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Riga di comando: FSPOSTA.

2. Selezionare, mediante una finestra di selezione, tutti gli oggetti da spostare nell'altro foglio.
3. Digitare r (Rimuovi oggetti) per poter deselezionare degli oggetti selezionati erroneamente.
4. Premere il pulsante INVIO per confermare la selezione appena effettuata.
5. Digitare la sigla del foglio di destinazione degli oggetti selezionati.
126 Gestione del multifoglio
Duplica fogli

6. Nel caso il foglio di destinazione non esistesse, digitare s dalla riga di comando per proseguire
con la creazione del nuovo foglio.

Duplica fogli
La funzione Duplica fogli, che si può avviare dalla lista fogli del pannello Elenco fogli (comando
EGLFOG, vedi “Pannello Elenco fogli” a pagina 104), consente di duplicare uno o più fogli.
A differenza della funzione Copia foglio (comando FCOPIA, vedi “Copia entità di un foglio” a
pagina 125) che permette di copiare un insieme di oggetti disegnati su un foglio, in un altro foglio,
la nuova funzione duplica interamente i fogli selezionati in nuovi fogli.
Per eseguire la funzione Duplica foglio selezionare uno o più fogli nell'elenco della pannello e
selezionare Duplica foglio dalla barra strumenti del pannello o dal menu contestuale. Tramite la
finestra di dialogo Creazione fogli assegnare la sigla al nuovo foglio da creare; in presenza di più
fogli da duplicare selezionati, i nuovi fogli successivi verranno creati con indice di sigla
incrementale. Infine, confermare la creazione dei nuovi fogli.

Cancella foglio
La procedura esegue la cancellazione di un foglio del disegno in editazione e di tutti gli oggetti in
esso disegnati. Prima di eseguire il comando posizionarsi in un foglio diverso dal foglio da eliminare.
La procedura esegue, inoltre, la pulizia del disegno in modo da eliminare i layer e gli oggetti non più
utilizzati. In seguito è possibile ripristinare la progressione della numerazione dei fogli con il
comando Shift fogli (vedi "Shift dei fogli" a pagina 102).
Come cancellare un foglio
1. Posizionarsi in un foglio diverso dal foglio da eliminare.
2. Scegliere Cancella foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Riga di comando: FCANCELLA.

3. Nella finestra Elimina fogli, selezionare il foglio da cancellare. Selezionare con una spunta
anche la casella Pulizia disegno.
4. Premere il pulsante OK per proseguire la cancellazione del foglio.

Dall’interfaccia Gestione fogli è possibile eseguire la cancellazione contemporanea dei fogli


selezionati (vedi “Gestione fogli” a pagina 99).
Gestione del multifoglio 127
Cancella ed aggiorna elenco fogli

Cancella ed aggiorna elenco fogli


Solo in caso di incongruenze legate alla gestione dei fogli, è possibile cercare la soluzione forzando
un aggiornamento dell’elenco fogli. Il comando Cancella elenco fogli, cancella il file schema
dell'elenco fogli (.sch) per una successiva rigenerazione del file con l'elenco dei fogli aggiornato.
Come cancellare l'elenco dei fogli
• Selezionare Cancella elenco fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Riga di comando: DELETESCH.

Dopo aver quindi cancellato il file con il comando Cancella elenco fogli, è necessario ricostruire
l'elenco dei fogli con il comando Aggiorna elenco fogli.
Come aggiornare l'elenco dei fogli
1. Scegliere Aggiorna elenco fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Riga di comando: CREAELENCO.

2. Viene visualizzato il seguente messaggio:


Cancello tutte le informazioni dell’elenco fogli dello schema?
• se si lavora su uno schema composto da un solo disegno dwg premere Si.
• se si lavora su uno schema composto da più disegni dwg premere No.

Visualizza elenco fogli


Il comando Visualizza elenco fogli, avvia il programma esterno View Sheet e carica
automaticamente lo schema correntemente aperto.
View Sheet permette di visualizzare l'elenco dei fogli, vederne l'anteprima e stamparli.
Per ulteriori informazioni vedi “View Sheet” a pagina 799.
Come visualizzare l'elenco dei fogli in View Sheet
• Selezionare ViewSheet o Visualizza elenco fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Moduli.


Riga di comando: VSHEET.

Gestione delle revisioni dei fogli


La funzione Revisione foglii consente l'identificazione e la gestione delle revisioni dei fogli di uno
schema elettrico.

Revisione di un foglio
Per compilare una revisione nel foglio corrente è possibile avviare il comando Revisione foglio dal
menu Disegna>Fogli. La finestra di dialogo Revisioni visualizza la lista delle revisioni nel foglio
corrente o di tutti i fogli dello schema, se è selezionato il bottone Tutti i fogli.
128 Gestione del multifoglio
Gestione delle revisioni dei fogli

Un icona posta a lato del numero del foglio mostra se lo stato di revisione precedente è salvato nel
disegno e quindi visualizzabile.
L’opzione Memorizza lo stato della revisione corrente, nel menu Utilità, permette di attivare o meno
il salvataggio dello stato precedente, cioè il blocco contenente il foglio salvato nel disegno; è quindi
possibile disattivare l’opzione per mantenere contenute le dimensioni del disegno.
Una funzione permette di eliminare tutti gli stati precedentemente salvati nel disegno, quindi i
blocchi dei fogli revisionati.
Selezionati più fogli, ad esempio aventi una determinata revisione, è possibile avviare una stampa o
un salvataggio in pdf della selezione attiva. Stampa, e Salva in pdf, sono nuovi comandi presenti nel
menu Utilità.
Come compilare la revisione del foglio corrente
1. Attivare il foglio da revisionare.
2. Selezionare Revisione foglio.

Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Utilità> gruppo Revisioni.
Riga di comando: REVIS.

3. Inserire i dati della revisione richiesti.

Revisione: numero della revisione che viene incrementato automaticamente.


Data:data della revisione che viene impostata automaticamente.
Oggetto: titolo o descrizione breve della modifica di revisione.
Responsabile: nome del responsabile della revisione.

4. Premere il pulsante OK e selezionare il punto di inserimento del blocco con i dati suddetti. E cioè
l'angolo in basso a sinistra della prima riga disponibile nel riquadro delle revisioni del cartiglio del
foglio editato.
Gestione del multifoglio 129
Gestione delle revisioni dei fogli

Visualizzazione di una revisione precedente


Quando si compila una revisione lo stato corrente della grafica del foglio viene “congelato” e salvato.
In seguito è possibile visualizzare tale stato in modo da permettere un confronto a video delle
modifiche effettuate. Lo stato di revisione viene mostrato come un blocco unico, quindi le singole
entità non sono modificabili, sovrapposto alla grafica corrente.
Per rendere visibile lo stato di una revisione del foglio corrente accedere alla finestra Revisioni,
selezionare la revisione nella lista e premere il bottone Visualizza stato iniziale.
In seguito è possibile nascondere lo stato con il bottone Nascondi stato iniziale.
Nel caso si intenda ripristinare una revisione salvata sostituendo il foglio attuale è possibile prima
cancellare il contenuto del foglio, tutto o in parte, quindi visualizzare la revisione ed esplodere il
blocco.

Revisione simultanea di più fogli


Per compilare una revisione in più fogli, conviene aprire Gestione fogli (comando SF, vedi “Gestione
fogli” a pagina 99), selezionare nella lista i fogli interessati e scegliere Revisione fogli, dal menu che
si apre con il tasto destro del mouse. Si procede con lo stesso metodo visto per il foglio singolo ma
le medesime informazioni di revisione saranno scritte automaticamente nel cartiglio di tutti i fogli
selezionati.

Elenco revisioni fogli


La funzione Elenco revisioni consente di tracciare una tabella riepilogativa delle revisioni dei fogli
presenti all'interno del disegno correntemente aperto.
Come tracciare l'elenco revisioni
1. Selezionare Tabella revisione fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Utilità> gruppo Revisioni.


Riga di comando: ELREVIS.

2. Nella finestra di dialogo Elenco revisioni è possibile personalizzare il titolo, lo stile di testo e il
carattere da adottare.
3. Premere OK e selezionare il punto di inserimento della tabella.

Nota. È disponibile anche il comando Elenco fogli con revisione: vedi “Elenco fogli con revisioni”
a pagina 138.

Rimozione revisione fogli


In uno schema elettrico possono essere presenti diversi tipi di vincolo, inseriti al fine di bloccare
alcune sigle altresì imposte automaticamente dal software o inseriti da alcune funzioni per salvare le
informazioni di certi elementi del progetto. Al fine di rendere agevole la ricerca e l'eliminazione di
tutti i tipi di vincoli che possono essere presenti in uno schema elettrico è presente la funzione
Rimuovi vincoli (comando ELIMINAVIN, vedi “Rimuovi vincoli” a pagina 79).
Con tale funzione ora è possibile eliminare anche i blocchi di revisione dei fogli. In ogni caso è poi
possibile scegliere se eliminare a livello di foglio, disegno o schema.
130 Gestione del multifoglio
Gestione delle revisioni dello schema

Gestione delle revisioni dello schema


La funzione di revisione dello schema è analoga alla funzione di revisione dei fogli, con la differenza
che l'indicazione di revisione riguarda non solo un foglio ma tutto il contesto dello schema elettrico.
L'attivazione del comando visualizza la finestra di dialogo Revisioni schema con le caselle di
inserimento dei dati della revisione.
Se è selezionata la casella Inserisci la tabella revisione schema, premendo il pulsante OK viene
richiesto di selezionare il punto di inserimento per tracciare una tabella riportante le informazioni alla
revisione schema corrente e l’elenco delle ultime revisioni dei fogli.

Nota. Se si esegue Revisione schema e in precedenza non si è mai eseguita la funzione Revisione
fogli, la tabella riporterà i dati della revisione schema ma non l’elenco delle revisioni dei fogli.

Questa tabella, con le indicazioni di revisione dello schema elettrico, può essere inserita in un foglio
apposito o nel foglio di frontespizio.
Come eseguire una revisione dello schema
1. Selezionare Revisione schema.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Revisioni.


Riga di comando: REVISSCH.

2. Nella finestra di dialogo Revisioni schema, inserire i dati della revisione richiesti. Quindi
selezionare la casella Inserisci la tabella revisione schema.
3. Premere il pulsante OK e selezionare il punto di inserimento della tabella delle revisioni, per
esempio foglio di frontespizio.

Edita revisione schema


La funzione Edita revisione schema, apre la finestra di dialogo Revisioni schema e consente di
modificare le informazioni inserite in precedenza per la revisione dello schema correntemente
aperto. Se si selezionare la casella Inserisci la tabella revisione schema, premendo OK è possibile
inserire la tabella Elenco revisioni schema.
Gestione del multifoglio 131
Disegno superato

Elenco revisioni schema


La funzione Elenco revisioni schema consente di tracciare una tabella con i dati della revisione
corrente e la lista dei fogli revisionati.
Come tracciare l'elenco revisioni schema
1. Selezionare Tabella revisione schema.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Revisioni fogli schema.


Riga di comando: ELREVISSCH.

2. Nella finestra di dialogo Elenco revisioni schema è possibile personalizzare le dimensioni e lo


stile di testo della tabella come per Elenco revisioni.
3. Premere OK e selezionare il punto di inserimento della tabella.

Revisione di una commessa


Oltre alle funzioni appena viste, è possibile anche gestire la revisione della commessa, intesa come
insieme dei file (disegni, progetti) che la compongono.
Le informazioni sulla revisione vanno inserite nella finestra dei dati della commessa nel programma
Commesse. Con questa operazione, il programma esegue la copia di tutti i file della commessa e li
pone in una sottocartella della commessa stessa, nominandola con il codice della revisione. Si potrà
pertanto eseguire le modifiche certi che il lavoro precedente è salvato.
Vedi “Gestione delle revisioni delle commesse”, capitolo “Commesse” nella guida “Commesse e
archivi”.

Disegno superato
Il comando Disegno superato inserisce nel disegno un testo con la dicitura “Superato” con la
dimensione della lunghezza del foglio e visibile in tutti i fogli.
Questo comando può essere utile per indicare che tale disegno è superato da un'altro disegno e non
è più attuale.
Come inserire “Superato”
• Selezionare Disegno superato.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Revisioni.


Riga di comando: SUPERATO.

N o ta . L a f u n z i o n e u t i l i z z a i l b l o c c o s u p e r a t o . d w g s a l v a t o n e l l a c a r t e l l a
COMMON\LIBRARY\LIB0; è possibile editare questo blocco per modificare le caratteristiche della
scritta senza cambiare, però, il nome del blocco.

Segnalibri nei fogli dello schema


Un segnalibro è un contenitore di proprietà descrittive associabili ad un foglio dello schema con il
compito di fare da promemoria.
Gli scopi per cui usare i segnalibri possono essere svariati, pertanto alcune delle proprietà messe a
disposizione possono essere applicate secondo un criterio ampiamente definibile per le proprie
esigenze. Ad esempio si possono annotare delle verifiche o proposte o indicazioni di modifica, e
quindi assegnare al segnalibro le proprietà Da verificare o Da eseguire; in un secondo momento tali
proprietà potranno essere commutare in Verificato o Eseguito. È consentito un solo segnalibro per
foglio.

Per definire un segnalibro per il foglio correntemente visualizzato in iDEA, avviare la funzione
Nuovo segnalibro con il comando CREABOOKM oppure con l’apposita icona dalle barre degli
strumenti.
132 Gestione del multifoglio
Segnalibri nei fogli dello schema

Nella finestra di dialogo visualizzata è possibile impostare le seguenti proprietà.

Titolo: è un breve testo che identifica il segnalibro nella lista dei Segnalibri.
Descrizione: è possibile inserire un testo descrittivo, contenuto principale del promemoria.
Responsabile: questa proprietà è proposta per indicare la persona a cui è indirizzato il segnalibro;
nella lista a discesa vengono salvate le diciture usate, per questa proprietà, nei segnalibri dello
schema corrente.
Categoria : questa proprietà è proposta per catalogare il segnalibro secondo categorie scelte a
necessità; anche qui le diciture usate sono riutilizzabili nei segnalibri dello schema corrente.
Priorità: è possibile assegnare un valore da 1 a 100 secondo un criterio personalizzabile.
Stato: è possibile scegliere una tra le segunti opzioni in base allo scopo per cui si decide di usare il
segnalibro.
• Da verificare
• Da eseguire
• Nota
• Verificato
• Eseguito

Foglio: è la sigla del foglio a cui è associato il segnalibro.


Disegno: è il nome del disegno a cui appartine il foglio in questione.

Le ultime due proprietà sono determinate in automatico.

La funzione Segnalibri, che si avvia con il comando BOOKM oppure con l’apposita icona dalle barre
degli strumenti, elenca i segnalibri presenti nello schema corrente. Nel riquadro laterale, la struttura
ad albero raggruppa i segnalibri secondo le proprietà Stato, Priorità, Responsabile, Categoria,
Disegno.

La finestra Segnalibri può rimanere aperta mentre si opera nel disegno e pertanto è possibile spostarsi
tra i fogli dello schema utilizzando i normali comandi di iDEA e ed aggiungere un segnalibro per il
foglio correntemente visualizzato tramite il pulsante Aggiungi segnalibro.
Per modificare le proprietà di un segnalibro usare il pulsante Modifica, mentre per eliminarlo usare
Elimina. Per modificare in modo simultaneo più segnalibri selezionare dall’elenco i segnalibri da
modificare tenendo premuto il tasto SHIFT e fare clic sul comando Modifica. I dati che differiscono
sono indicati nelle rispettive caselle con la scritta <vari>, i dati uguali invece riportano il loro valore.
Compilare i dati da modificare e confermare, i dati compilati sono salvati nei segnalibri selezionati.
I dati che mantengono la scritta <vari> non sono modificati.

A partire dalla finestra Segnalibri, selezionare un segnalibro tramite doppio click oppure eseguire il
comando Localizza per visualizzare il foglio associato.

Nel pannello di Elenco fogli (comando EGLFOG, vedi “Pannello Elenco fogli” a pagina 104), i fogli
con segnalibro sono identificati con l’icona di segnalibro applicata sull’icona del foglio.
Gestione del multifoglio 133
Importazione di annotazioni da PDF

Anche da Elenco fogli (comando SF, vedi “Gestione fogli” a pagina 99) è possibile definire un
segnalibro: selezionare il foglio desiderato, premere il tasto destro del mouse e scegliere Aggiungi
segnalibro dal menu contestuale.

Foglio con
segnalibro

Il comando Salva in PDF, avviabile dal menu contestuale della lista dei segnalibri, permette il
salvataggio rapido in un documento PDF dei fogli selezionati.
La funzione Copia negli appunti, avviabile dal menu contestuale, permette di estrarre le informazioni
visibili nella lista corrente per poi incollarle su un documento di testo aperto in una generica
applicazione di testi (Blocco note, Word,...)

Importazione di annotazioni da PDF


Le applicazioni per visualizzare file PDF consentono anche di aggiungere in esso note di commento
e altri elementi grafici utili per condividere informazioni tra chi consulta il documento.
In chiave di interoperabilità e lavoro collaborativo, l’importazione di annotazioni presenti su un file
PDF sullo schema elettrico è un valido strumento che consente un passaggio di informazioni tra gli
operatori in officina o cantiere, che solitamente hanno a disposizione lo schema elettrico in formato
PDF, e il progettista che realizza il disegno in CAD.
134 Gestione del multifoglio
Importazione di annotazioni da PDF

Tramite una funzione disponibile in iDEA, nella finestra Segnalibri (comando BOOKM, vedi
“Segnalibri nei fogli dello schema” a pagina 131), è possibile importare direttamente nel disegno
tutte le annotazioni presenti nel file PDF con il loro contenuto informativo così come gli operatori
sul campo le hanno create.
La funzione importa da un file PDF annotazioni dei seguenti tipi.
• Commento di testo
• Casella di testo
• Evidenzia
• Matita
• Rettangolo
• Ovale

Le annotazioni, comprensive di testo e parte grafica, vengono importate come oggetti di tipo
segnalibro visibili e ricercabili tramite le funzionalità della finestra Segnalibri. Un segnalibro è un
contenitore di proprietà descrittive associabili ad un foglio dello schema con il compito di fare da
promemoria. È un blocco con attributi con nome con prefisso EGNOTES seguito da un indice
numerico.

Nota. È possibile importare correttamente le annotazioni poste sui fogli di un file PDF generato
esclusivamente tramite la funzione Salva in PDF (comando SALVAPDF, vedi “Salva multifoglio in
PDF” a pagina 726) disponibile in iDEA.

Per importare le annotazioni di un file PDF nello schema, avviare la finestra Segnalibri (comando
BOOKM) ed eseguire la funzione Importa da PDF presente nella barra degli strumenti.
Gestione del multifoglio 135
Importazione di annotazioni da PDF

La finestra di dialogo della funzione presenta le seguenti opzioni d’importazione.

File: percorso del file PDF da cui importare le annotazioni.

Importa su un nuovo livello di annotazione: le annotazioni vengono importate in layer del disegno
dedicati, aventi il nome riservato NOTE_ seguito da un indice numerico detto livello di annotazione.
Selezionando questa opzione, l’importazione delle annotazioni avverrà in un nuovo layer dedicato.
Il livello di annotazione applicato sarà pari al livello maggiore presente nello schema incrementato
di uno.

Importa su un livello di annotazione specificato: alternativa alla precedente, consente di selezionare il


livello di annotazione su cui importare le annotazioni. Nella lista a discesa è possibile selezionare uno
dei livelli di annotazione presenti nello schema.

Elimina le annotazioni presenti sul livello specificato prima di importare:


abilitata solo se selezionata la
precedente. Se attivata, la funzione di importazione cancella tutti i blocchi di annotazione
pre-esistenti nel livello selezionato prima di avviare l’importazione delle annotazioni dal PDF.

Attiva spessori linea al termine dell’importazione: consente l’attivazione degli spessori linea al termine
dell’operazione di importazione evidenziando maggiormente i blocchi di annotazione generati.

Ulteriori funzioni utili alle gestione delle annotazioni importate da PDF sono disponibili nel menu a
discesa della funzione Importa da PDF nella barra degli strumenti della finestra Segnalibri.
Attiva livelli di annotazione
Consente di attivare/disattivare uno o più tra i livelli di importazione presenti nello schema.
Elimina livelli di annotazione
Consente di eliminare dallo schema tutti i blocchi attributi di tipo annotazione e i livelli (layer) su
cui sono stati creati.
136 Gestione del multifoglio
Utilità fogli

Utilità fogli
Dalla finestra Utilità fogli si possono avviare una serie di funzioni relative alla gestione dei fogli e
delle tabelle riassuntive dello schema.
Come attivare finestra Utilità fogli
1. Scegliere Utilità fogli

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.

Di seguito vengono descritte singolarmente le utilità disponibili.

Numerazione fogli
Questa funzione compila il numero totale dei fogli e il riferimento al foglio seguente o al foglio
precedente sul cartiglio di ogni foglio.
Il programma opera un'editazione generale su tutti i simboli definiti quale cartiglio nel disegno
corrente ed in corrispondenza dei campi definiti a mezzo di attributi di etichetta TOTFOG, FOGSEG
e FOGPRC (presenti nel cartiglio standard CART7A fornito in libreria). Per una corretta
compilazione del riferimento al foglio seguente e precedente è necessario che la siglatura assegnata
ai fogli sia ordinabile in maniera alfanumerica.
Come compilare la numerazione dei fogli
1. Scegliere Utilità fogli.

Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.

2. Nella finestra Utilità fogli, selezionare Numerazione fogli.


3. Attivare, di norma, tutte le opzioni.
4. Premere il pulsante OK.

Nel caso di schema composto da diversi disegni è possibile riportare nel cartiglio il totale fogli di
ciascun disegno. L’opzione Totale per disegno è situata nella finestra di dialogo della numerazione
fogli e il valore riportato non è personalizzabile in quanto calcolato dalla procedura di numerazione.

Elenco fogli (disegno corrente)


Questa procedura traccia la tabella riassuntiva dei fogli creati nel disegno corrente, rilevando tutti i
testi riportati nei vari attributi di tutti i cartigli del disegno.
La finestra di dialogo visualizzata permette la selezione della corretta sequenza di dati da includere
nella tabella descrittiva, tra quelli presenti nel cartiglio dei fogli. Inoltre, si può impostare il titolo,
lo stile di testo e il carattere da adottare. Nel riquadro Righe è possibile impostare il numero di righe
e la distanza di interlinea nella tabella e quante colonne (tabelle) disegnare in un foglio.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento
della tabella è guidato da un riquadro, delle esatte dimensioni d'ingombro, che segue lo spostamento
del cursore nell'area del disegno. Dopo aver scelto la posizione viene tracciata la tabella in cui
vengono riportate le colonne ordinate secondo l'ordine selezionato; il programma procederà
all’inserimento di nuovi fogli, se necessario.
Gestione del multifoglio 137
Utilità fogli

Come tracciare l'elenco dei fogli del disegno


1. Scegliere Utilità fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.

2. Nella finestra Utilità fogli, selezionare Elenco fogli (disegno corrente).


3. Selezionare in ordine le etichette nel riquadro di riepilogo, determinando in questo modo la
sequenza di dati che verranno riportati nell'elenco dei fogli.
4. Effettuare le eventuali altre modifiche relative allo stile del testo, alla sua altezza, distanza tra
le righe, numero di colonne per foglio e al tipo di carattere da utilizzare.
5. Premere OK e selezionare, mediante il cursore, il punto nel disegno in cui inserire l'elenco dei
fogli.

Elenco fogli
Questa procedura traccia la tabella riassuntiva dei fogli creati nello schema corrente.
La finestra di dialogo visualizzata, come per la precedente utilità, permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva; in questo caso, però, gli attributi devono essere
inclusi anche nel file di definizione del cartiglio, [Link] incluso nella sottodirectory DEF.
Come tracciare l'elenco dei fogli dello schema
1. Scegliere Utilità fogli.

Menu: Disegna > Fogli.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.

2. Nella finestra Utilità fogli, selezionare Elenco fogli.


3. Selezionare in ordine le etichette nel riquadro di riepilogo, determinando in questo modo la
sequenza di dati che verranno riportati nell'elenco dei fogli.
4. Effettuare le eventuali altre modifiche relative allo stile del testo, alla sua altezza, distanza tra
le righe, numero di colonne per foglio e al tipo di carattere da utilizzare.
5. Premere OK e selezionare, mediante il cursore, il punto nel disegno in cui inserire l'elenco dei
fogli.

Elenco fogli per disegno


Questa procedura traccia la tabella riassuntiva dei fogli creati nello schema corrente, ordinata per
nome del disegno e per nome foglio.
La finestra di dialogo visualizzata, come per la precedente utilità, permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva.
Come tracciare l'elenco dei fogli ordinato per disegno
1. Scegliere Utilità fogli.

Menu: Disegna > Fogli.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.

2. Nella finestra Utilità fogli selezionare Elenco fogli per disegno.


3. Selezionare in ordine le etichette nel riquadro di riepilogo, determinando in questo modo la
sequenza di dati che verranno riportati nell'elenco dei fogli.
138 Gestione del multifoglio
Esportazione dei fogli

4. Effettuare le eventuali altre modifiche relative allo stile del testo, alla sua altezza, alla distanza
tra le righe e al tipo di carattere da utilizzare.
5. Premere OK e selezionare, mediante il cursore, il punto nel disegno in cui inserire l'elenco dei
fogli.

Elenco fogli con revisioni


Questa procedura traccia la tabella riassuntiva dei fogli creati nello schema corrente, evidenziando
le revisioni applicate.
La finestra di dialogo visualizzata, come per la precedente utilità, permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva.
Oltre alle colonne dei dati scelti vengono aggiunte ulteriori colonne quante sono le revisioni applicate
allo schema; per ogni foglio vengono marcate le revisioni interessate.
Come tracciare l'elenco dei fogli con le revisioni
1. Scegliere Utilità fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: UTILFOGLI.

2. Nella finestra Utilità fogli, selezionare Elenco fogli con revisioni.


3. Selezionare in ordine le etichette nel riquadro di riepilogo, determinando in questo modo la
sequenza di dati che verranno riportati nell'elenco dei fogli.
4. Effettuare le eventuali altre modifiche relative allo stile del testo, alla sua altezza, alla distanza
tra le righe e al tipo di carattere da utilizzare.
5. Premere OK e selezionare, mediante il cursore, il punto nel disegno in cui inserire l'elenco dei
fogli.

Esportazione dei fogli


Può emergere la necessità di dover fornire lo schema elettrico in modo tale che ogni foglio sia un
unico file di disegno; allo scopo è stato creata la funzione Esportazione dei fogli che consente la
memorizzazione di fogli del sistema multifoglio, su singoli file di disegno. I disegni vengono
memorizzati in una cartella denominata EGSHEET e creata all’interno della commessa
correntemente aperta o della cartella di lavoro; in alternativa basta indicare la cartella in cui salvarli.
La finestra di esportazione fogli visualizza l'elenco dei fogli dello schema corrente con la possibilità
di filtrarlo per ogni singolo disegno qualora lo schema sia composto da più disegni. È possibile
selezionare solo i fogli da esportare: nel menu a cursore (si attiva facendo clic con il tasto destro del
mouse) sono disponibili i comando Seleziona tutto e Cancella.
Gestione del multifoglio 139
Esportazione dei fogli

Nella scheda Impostazioni si possono selezionare alcune opzioni sulle modalità di esportazione:

Includi cartiglio e squadratura: indica se nel disegno del singolo foglio saranno inclusi il cartiglio e la
squadratura. Se non è selezionata, questi ultimi non verranno inclusi e verrà esportata solo la parte
dello schema elettrico. In questo caso il foglio potrà essere utilizzato come foglio base per nuove
commesse.
Includi layer 0: indica se saranno esportate anche le entità del disegno presenti sul Layer 0.
Entità sul layer 0: indica che tutte le entità del disegno verranno memorizzate sul Layer 0.
Nascondi i vincoli di fili e cavi prima di eseguire l’esportazione: questa opzione consente di nascondere
i vincoli, filo, cavo, fascio, ecc. nei file esportati.

Prefisso, Suffisso: è possibile specificare un prefisso e un suffisso da aggiungere ai nomi dei singoli
fogli esportati, evitando sovrapposizioni nel caso in cui esistano fogli con numerazione uguale su
disegni diversi. Ad esempio, se si imposta il prefisso “Fg”, i fogli memorizzati saranno: [Link],
[Link], ecc.
Salva come AutoCAD: oltre che nel formato predefinito è possibile esportare i fogli nei formati
AutoCAD 2000, 2004 o 2007 (se i formati sono disponibili per il CAD utilizzato).
Salva in formato DXF: attivando questa casella i fogli esportati saranno memorizzati in formato DXF
di AutoCAD invece che in formato DWG. Questa opzione può essere utile per lo scambio di schemi
elettrici con sistemi CAD diversi.

È possibile esportare uno schema multifoglio su un nuovo disegno con i fogli riportati uno a fianco
dell'altro, in serie rettangolare, al fine di poter visualizzare l’intero schema contemporaneamente a
video oppure stamparlo con il plotter. Nel riquadro Esporta più fogli nello stesso disegno è possibile
impostare il numero di fogli per riga, il numero di fogli per colonna e le spaziature tra le righe e le
colonne.

Sovrascrivi i file esistenti senza chiedere conferma: se questa casella presenta un segno di spunta,
significa che se esistono dei file precedentemente memorizzati, il programma procederà con la
sovrascrittura senza chiedere conferma.

Il pulsante Cancella rimuove tutti i file contenuti nella cartella selezionata come destinazione dei file
esportati.

Nota. Con l’esportazione vengono creati, inoltre, i seguenti file:


• [Link]: contiene le informazioni di impostazione di base del disegno corrente, come ad
esempio, i dati del cartiglio ed i parametri del multifoglio utili a ricreare uno schema elettrico in un
prodotto Electro Graphics, partendo dai singoli fogli memorizzati.
• [Link]: contiene l'elenco dei fogli esportati con il relativo titolo in formato ASCII.
140 Gestione del multifoglio
Importazione di fogli

La data sui cartigli dei disegni è in formato a quattro cifre.


Come esportare i fogli di uno schema elettrico
1. Scegliere Esporta.

Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Riga di comando: EFOGLI.

2. Nella finestra Esportazione fogli, nella scheda Fogli, selezionare i fogli da esportare. Premere il
tasto destro del mouse e selezionare Seleziona tutto per evidenziare tutti i fogli o selezionare Cancella
per rimuovere la seleziona di tutti i fogli.
3. Nella cartella Impostazioni, impostare le preferenze di esportazione.
4. Premere il pulsante OK per iniziare l'esportazione.

Esportazione di più fogli nello stesso disegno


È possibile esportare uno schema multifoglio su un nuovo disegno con i fogli riportati uno a fianco
dell'altro, in serie rettangolare, impostando quanti fogli mettere su per riga e fila.
Questo tipo di esportazione permette di visualizzare l’intero schema contemporaneamente a video
oppure stamparlo con il plotter.
In Esporta fogli configurare secondo le necessità i dati del riquadro Esporta più fogli nello stesso
disegno (pagina Impostazioni): è possibile impostare il numero di fogli per riga, il numero di fogli
per colonna e le spaziature tra le righe e le colonne.
Il disegno creato è salvato nella cartella Egsheet del percorso indicato.

Attenzione. Nel disegno esportato non sono utilizzabili le funzioni automatiche di gestione dello
schema (gestione fogli, analisi schema, cross-reference,...). Non è possibile ripristinare il sistema
multifoglio a partire dal disegno esportato.

Importazione di fogli
Per comporre uno schema multifoglio a partire da una serie di file contenenti un singolo foglio di
schema è disponibile il comando Importa fogli. Questo comando si utilizza tipicamente per
Gestione del multifoglio 141
Coordinate

ricomporre uno schema a partire dai file prodotti con il comando Esporta fogli (comando EFOGLI,
vedi “Esportazione dei fogli” a pagina 138).

Attenzione. L’importazione implica che i fogli abbiano una numerazione univoca, onde evitare
sovrapposizioni di schema. Per lo stesso motivo, è necessario conoscere se i fogli contengono il
cartiglio e se sono stati salvati sul layer 0 (opzioni di esportazione).
Come importare i fogli di uno schema elettrico
1. Scegliere Importa.

Menu: Disegna>Fogli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Riga di comando: IFOGLI.

2. Nella finestra Sfoglia per cartelle, ricercare e selezionare la cartella contenente i file dei fogli da
importare, quindi premere OK.
3. Rispondere selezionando Si o No al messaggio:

I disegni da importare possiedono già un cartiglio?


4. Rispondere selezionando Si o No al messaggio:

Le entità dei disegni da importare sono sul layer ‘0’?


5. Per i disegni le cui entità sono tutte sul layer 0, un ulteriore messaggio permette di considerare
linee e testi come fili al fine di permettere le successive elaborazioni.

Coordinate
Il comando Coordinate, visualizza nella riga di comando le coordinate del sistema multifoglio in base
alla configurazione impostata sul disegno aperto.
Questo comando può essere utile per verificare, ad esempio, una nuova impostazione del sistema di
coordinate del multifoglio.
Come visualizzare le coordinate di un punto
1. Scegliere Coordinate.

Menu: Disegna>Fogli.

Riga di comando: COORD.

2. Spostando il cursore, alla riga di comando vengono visualizzate le coordinate del punto in cui
si trova il cursore. Spostando il cursore, le coordinate vengono aggiornate.
3. Fare clic per terminare.

AutoSheet Generation
AutoSheet Generation è una potente utilità nata con l'intenzione di facilitare e velocizzare la
creazione di nuovi schemi, fornendo ai prodotti Electro Graphics un'elevata scalabilità e un agevole
riutilizzo di lavori compiuti precedentemente o ottenuti da terze parti. Tale modulo permette,
attraverso procedure automatiche, di velocizzare al massimo la creazione di uno schema multifoglio
partendo unicamente da disegni o schemi precedenti.
La composizione della struttura multifoglio viene effettuata assemblando i singoli fogli contenuti in
un numero variabile di disegni diversi. Una comoda interfaccia grafica permette di selezionare i fogli
desiderati, rinominarli, duplicarli e personalizzarli con un numero variabile di titoli.
Procedure automatiche provvederanno a ricomporre il nuovo schema rispettando i parametri
multifoglio della commessa corrente e conservando, dove possibile, gli automatismi e i legami
presenti nei fogli degli schemi originali.
142 Gestione del multifoglio
Libreria fogli

Nota. L'argomento della generazione automatica di schemi è trattato al capitolo "AutoSheet


Generation" a pagina 805.

Libreria fogli
La libreria fogli permette di salvare gruppi di fogli di schema per poterli riutilizzare in altri progetti.
È quindi possibile:
• salvare in Libreria fogli un gruppo di uno o più fogli presenti nello schema corrente.
• inserire nello schema corrente uno o più gruppi di fogli prelevandoli dalla Libreria fogli.
Come aprire la Libreria fogli
1. Scegliere Libreria fogli.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: LIBFOG.

All’interno della Libreria fogli ogni gruppo di fogli può essere archiviato assegnadogli una categoria,
una sotto-categoria e una cartella personalizzata. La gestione di questo archivio è quindi facilitata
dalla possibilità di ordinare i gruppi di fogli per cartelle (anche annidate) oppure per categorie. Nel
riquadro di sinistra, una struttura ad albero mostra l’organizzazione delle categorie e relative
sotto-categorie oppure delle cartelle personalizzate: selezionare la modalità di visualizzazione con
un clic nella parte inferiore del riquadro.

Salvataggio di un gruppo di fogli


Per salvare un gruppo di fogli dello schema corrente nella Libreria fogli, occorre accedere
all’interfaccia Gestione fogli.
Come salvare un gruppo di fogli in Libreria simboli
1. Aprire Gestione fogli: scegliere Gestione fogli.

Menu: Disegna > Fogli.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: SF.
Gestione del multifoglio 143
Libreria fogli

2. Selezionare nella lista fogli i fogli da salvare.


3. Dalla barra degli strumenti di Gestione fogli scegliere Salva gruppo di fogli in Libreria. In
alternativa premere il tasto destro del mouse e scegliere il comando dal menu.
4. Premere Sì per la conferma.
5. Compilare i dati del nuovo gruppo: Nome, Categoria e Sotto-categoria e premere OK.
6. Viene aperta la Libreria fogli in cui è selezionato il nuovo gruppo creato in automatico nella
Cartella predefinita.
7. È quindi possibile spostare il nuovo gruppo in una cartella desiderata: selezionare il nuovo
gruppo nel riquadro di destra e, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, trascinare il cursore fino
a selezionare la cartella di destinazione nel riquadro di sinistra, quindi rilasciare. Prima di questa
operazione è possibile creare una nuova cartella (vedi di seguito).

Mantenimento le sigle dei fogli originali


L’opzione Mantieni le sigle dei fogli originali, che può essere selezionata nei dati di un gruppo di fogli
salvati in libreria fogli, consente di mantenere layer e fogli originali in fase di inserimento di tale
gruppo di fogli. Pertanto i fogli saranno inseriti nel nuovo schema con la propria numerazione
originale. L’operazione di mantenimento del numero foglio fallisce se il foglio è già presente.

Inserimento nel disegno di un gruppo di fogli


Vediamo ora come inserire nel disegno correntemente aperto un gruppo di fogli disponibile nella
Libreria fogli.
Come inserire nel disegno un gruppo di fogli
1. Aprire la Libreria fogli: scegliere Libreria fogli.

Menu: Disegna > Fogli.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: LIBFOG.

2. Ricercare il gruppo di fogli da inserire nel disegno: è possibile sfogliare le cartelle o la struttura
di Categorie e sotto-categorie; se sono archiviati molti gruppi usare la funzione Ricerca.
3. Selezionare quindi, nel riquadro di destra, il gruppo di fogli e scegliere Inserisci gruppo dalla
barra degli strumenti.

I fogli del gruppo inserito vengono aggiunti dopo l’ultimo foglio dello schema corrente, completi di
squadratura. La squadratura dipende dal tipo di foglio assegnato (si modifica con Edita foglio nel
riquadro in basso a destra della Libreria fogli).

In seguito all’inserimento dei fogli nello schema è possibile far avviare in automatico una serie di
funzioni per l’aggiornamento dell’intero schema. Le funzioni che possono essere avviate
automaticamente sono attivabili dalla finestra Proprietà della Libreria simboli e sono elencate di
seguito.
• Siglatura dei simboli: sigla i simboli dei fogli aggiunti.
• Rimozione dei vincoli si sigla nei simboli: rimuove eventuali vincoli di sigla nei simboli
affinché la sigla sia aggiornata.
• Aggiornamento dei cross-reference (vedi “Tracciatura dei cross reference” a pagina 287).
• Visualizzazione della lista di elementi riferiti privi di comando: può essere utile per vedere quali
simboli di tipo Elemento riferito non sono associati ad un Elemento di comando (vedi “Le
formazioni” a pagina 251).

Quando si devono inserire più gruppi di fogli è preferibile eseguire le stesse funzioni manualmente
una unica volta, alla fine.
144 Gestione del multifoglio
Libreria fogli

Mantenere distinte le sigle dei cavi su disegno


L’opzione Diversifica la sigla dei cavi su disegno, disponibile nella finestra delle Proprietà di Libreria
fogli, può essere utile quando si importano fogli di schema in cui sono già stati assegnati i cavi tramite
la funzione Definisci cavi su disegno (comando SETCAVO, vedi “Definizione del cavo su disegno”
a pagina 415). Se questa proprietà è attivata, la funzione di inserimento fogli aggiunge un prefisso
incrementale alle sigle dei cavi definiti. In tal modo è possibile recuperare agevolmente i cavi
assegnati precedentemente all’interno dei fogli salvati con il comando SETCAVO evitando
l’introduzione di sigle cavi doppie. Se si inserisce il medesimo gruppo di fogli, più volte, in sequenza,
si ottengono sigle cavi diverse.
Mantenere distinte le sigle dei cavi su disegno consente pertanto all’utente di procedere, in un
secondo momento, ad una risiglatura manuale o automatica (vedi “Siglatura dei cavi secondo
l’apparecchiatura” al capitolo “Cablaggi” della guida di riferimento di Cablo).

Gestione della Libreria fogli


Le funzioni per la gestione della Libreria fogli si possono avviare dalla barra degli strumenti della
finestra.
Nuova cartella
È possibile creare una nuova cartella nella quale successivamente archiviare dei gruppi di fogli o
aggiungere ulteriori sotto-cartelle. La cartella viene creata ‘dentro’ la cartella selezionata nel
riquadro e nominata come indicato in fase di creazione. Si possono creare nuove cartelle e
sottocartelle a piacere.
Una cartella esistente può essere spostata all’interno di un’altra cartella presente nella struttura ad
albero. Per fare questo è sufficiente selezionare la cartella e, tenendo premuto il tasto sinistro del
mouse, trascinare il cursore fino a selezionare la cartella di destinazione, quindi rilasciare.
Rinomina
Per modificare il nome di una cartella selezionata nella struttura ad albero basta avviare Rinomina
dalla barra degli strumenti.
Elimina
Per eliminare dalla libreria una cartella è necessario selezionarla in lista e scegliere Elimina dalla
barra degli strumenti. La cancellazione comprende tutti i fogli della cartella scelta e le sottocartelle.
Aggiorna
Dopo modifiche alla struttura delle Categorie, sottocategorie e cartelle personalizzate premere
Aggiorna per aggiornare la visualizzazione.
Modifica gruppo
Modifica gruppo permette di cambiare nome, categoria, sotto-categoria ed eventuale codice articolo
del gruppo selezionato in lista.
Cancella
Per eliminare dalla libreria un gruppo di fogli salvato è necessario selezionarlo in lista e scegliere
Cancella dalla barra degli strumenti. La cancellazione comprende tutti i fogli del gruppo scelto ed è
irreversibile.
Ricerca
Quando la Libreria fogli contiene molti gruppi di fogli, per trovare un gruppo di fogli desiderato può
essere utile usare la funzione di ricerca. La ricerca si avvia dalla barra degli strumenti e si avvale di
una finestra di dialogo in cui è possibile specificare uno o più criteri di ricerca.
Parola o frase da ricercare: per effettuare una ricerca per nome del gruppo o per titolo di un foglio.
Categoria: per restringere la ricerca ai gruppi di una determinata categoria.
Sotto-categoria: la casella è attiva solo se si è specificata una categoria e serve per restringere la
ricerca ai gruppi di una determinata sotto-categoria.
Maiuscole/minuscole: se selezionata la ricerca controlla anche il carattere del nome gruppo.

Annulla ricerca
Cancella i filtri impostati con la precedente ricerca in modo da visualizzare l’intero archivio.
Modifica disegno
È possibile modificare un foglio salvato: avviando questa funzione il foglio viene aperto nell’area
grafica permettendo di apportare delle modifiche; si dovrà quindi salvare il file e chiuderlo.
Gestione del multifoglio 145
Libreria fogli

Edita dati foglio


Per ogni foglio salvato si possono inoltre editare i dati relativi a Titolo, Titolo1, Titolo2, Titolo3 e
Tipo di foglio (Multifilare/funzionale, Cavi per morsettiera, Posa cavi, Frontespizio, Potenza
unifilare, Tabella terre, Sovratemperatura quadro). Il tipo di foglio definisce il tipo di squadratura
utilizzato all’inserimento del foglio in un disegno.
Proprietà
Le opzioni relative alla gestione della Libreria fogli sono attivabili dalla finestra Proprietà che si apre
dalla barra degli strumenti. Esse riguardano le operazioni automatiche che possono essere avviate
dopo l’inserimento di un gruppo di fogli in un disegno.
• Siglatura dei simboli: permette di avviare la siglatura automatica dei simboli dei fogli inseriti nel
disegno.
• Assegna una funzione ai simboli del gruppo di fogli inserito: questa opzione è abilitata solo se
l’opzione Siglatura dei simboli è non selezionata. Vedi "Assegnazione della funzione al gruppo di
fogli" a pagina 146.
• Rimozione dei vincoli si sigla nei simboli: rimuove eventuali vincoli di sigla nei simboli affinché
la sigla sia aggiornata.
• Aggiornamento dei cross-reference: avvia l’aggiornamento dei cross-reference.
• Visualizzazione della lista di elementi riferiti privi di comando: attiva l’apertura della finestra
elementi di comando nella quale si possono vedere quali simboli di tipo Elemento riferito,
eventualmente aggiunti nello schema in seguito all’inserimento fogli da Libreria simboli, non sono
associati ad un Elemento di comando.
• Chiudi la libreria fogli alla conclusione di un’operazione di inserimento: può essere utile selezionare
questa opzione in modo da controllare subito i nuovi fogli inseriti ed eventualmente eseguire le
procedure di aggiornamento dello schema. Se si sono selezionate le opzioni precedenti è consigliato
selezionare anche quest’ultima.

Codifica di lavorazioni in Libreria fogli


Un metodo di lavoro proponibile prevede l’inserimento nello schema elettrico di un gruppo di fogli,
salvato in Libreria fogli, riferiti ad una certa lavorazione codificata con un unico codice materiale.
Al termine del disegno la distinta materiale dello schema potrà riportare il codice unico della
lavorazione in alternativa ai codici materiale dei singoli componenti.
Codifica dei gruppi di fogli
Una funzionalità di Libreria fogli permette di assegnare ad ogni gruppo di fogli un codice materiale
che potrebbe identificare, per esempio, la macchina o la parte di macchina a cui fa riferimento lo
schema inglobato nel gruppo. Per l’assegnazione del codice editare i dati del gruppo ed accedere
all’archivio Articoli tramite il pulsantino a destra della casella Codice articolo.

Distinta materiali
Nell'esportazione della distinta materiali in Tabula (comando EXTDIS, vedi “Estrazione dei dati per
la distinta materiali” a pagina 693), per i gruppi di fogli codificati, è data la possibilità di estrarre tutti
i codici dei simboli (modalità classica) o solo il codice del gruppo di fogli. A tal fine, prima
dell’estrazione, occorre sia selezionata l’opzione Estrai per gruppi di fogli codificati, in Preferenze
ambiente grafico, scheda Preventivazione (comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a
pagina 772).
146 Gestione del multifoglio
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna

Assegnazione della funzione al gruppo di fogli


Quando si inserisce nel disegno un gruppo di fogli prelevato in Libreria fogli, è possibile assegnare
loro una funzione.
A tal fine deve essere selezionata l’opzione Assegna una funzione ai simboli del gruppo di fogli
inserito, presente in nella finestra Proprietà della Libreria fogli.
All'atto dell'inserimento, una finestra richiede quale funzione assegnare. È possibile editarne una di
nuova o scegliere dalla lista delle funzioni già presenti nello schema corrente. La funzione sarà
riportata nell’attributo Funzione di tutti i simboli e i cartigli del gruppo di fogli.

Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna


I marcatori descrittivi delle funzionalità di riga e colonna permettono di assegnare una o più righe
descrittive alle colonne e alle righe dei fogli dello schema elettrico. I testi di tali blocchi descrittivi
vengono, inoltre, assegnati automaticamente ai simboli inseriti nella riga o colonna dove è presente
il marcatore. In questo modo è possibile assegnare la descrizione ai simboli della riga o colonna
compilandoli un'unica volta.

Marcatore descrittivo
di colonna

I marcatori descrittivi sono blocchi che gestiscono tre attributi: FUNZIONE, FUNZIONE2
(Descrizione 1 e 2) e NOTE (Note), i medesimi attributi di descrizione dei simboli in libreria. I
simboli il cui punto d'inserimento ricade nello spazio di foglio proprio della riga o colonna di un
blocco descrizione assumono per gli attributi FUNZIONE, FUNZIONE2 e NOTE lo stesso valore
del corrispondete attributo del blocco descrizione stesso. Questo avviene per tutti i comandi di
elaborazione del disegno che estraggono il valore di tali attributi per assegnarlo ai file di progetto di
Cablo, Tabula, PLC, Sigma o a elaborati grafici quali tabelle, layout dei quadri, morsettiere, cross
reference, ecc. L'utilizzo del testo degli attributi del blocco descrittivo avviene solamente per gli
Gestione del multifoglio 147
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna

attributi non compilati (vuoti), altrimenti viene utilizzato il valore dell'attributo del simbolo
ignorando la presenza del blocco descrittore.
Come inserire i marcatori descrittivi
Per inserire i marcatori descrittivi nel foglio corrente avviare la funzione Descrizione riga/colonna
(comando INSDESC) dalla barra Schema, gruppo Simboli.
Il comando chiede di selezionare la riga o colonna in cui inserire il blocco descrittivo; un rettangolo
tratteggiato evidenzia l'area occupata dalla riga o colonna nella posizione corrente del cursore.
Tramite le opzioni mostrate alla riga di comando (CTRL+9 apre la riga di comando se nascosta), è
possibile scegliere se inserire un blocco descrizione di riga o di colonna: all’avvio del comando
digitare R (Riga) o C (Colonna) e premere INVIO.

Personalizzazione dei blocchi descrittivi


I marcatori descrittivi sono presenti nei percorsi di libreria simboli e sono, per convenzione, tutti i
blocchi dwg aventi nome che inizia con il prefisso DESC. Nel dettaglio:
• marcatori descrittivi di colonna: sono tutti i blocchi presenti nei percorsi di libreria simboli
aventi nome che inizia con il prefisso DESCC.
• marcatori descrittivi di riga: sono tutti i blocchi presenti nei percorsi di libreria simboli aventi
nome che inizia con il prefisso DESCR.

Eventuali blocchi descrittivi personalizzati possono essere liberamente aggiunti nei percorsi di
libreria simboli rispettando la convenzione sui nomi file sopra descritta.
Nelle Preferenze di configurazione del progetto corrente (comando EGPREF, vedi “Fogli” a
pagina 748) è possibile impostare i due blocchi, tra quelli rispondenti alla convenzione sopra
descritta, da utilizzare come descrittori di riga e colonna nel progetto corrente. Le impostazioni sono
presenti nella finestra di dialogo Parametri di configurazione > Fogli > Blocchi descrizione di riga
e colonna. Selezionare i blocchi da impiegare fra quelli presenti nelle liste a discesa Colonna e Riga.
Per i blocchi selezionati è possibile specificare la posizione d'inserimento. Per i blocchi descrizione
di colonna è possibile specificare il valore Y, mentre X è calcolato come mezzeria della posizione di
colonna. Per i blocchi descrizione di riga è possibile specificare il valore X, mentre Y è calcolato
come mezzeria della posizione di riga.
148 Gestione del multifoglio
Marcatori descrittivi delle funzionalità di riga o colonna
8
Linee elettriche

Questo capitolo descrive le principali funzioni grafiche utilizzate per la tracciatura delle linee
elettriche, la definizione e modifica delle caratteristiche dei fili e le utilità relative.

Connessioni
Per la tracciatura di fili o linee elettriche, iDEA visualizza la finestra di dialogo Connessioni che
consente di impostare i dati di sezione, colore, designazione, caratteristica e tipo di connessione per
le diramazioni. Tali dati sono editabili anche successivamente con la funzione Cambia dati filo
(comando SEZ, vedi “Cambia dati filo” a pagina 183).
Se è selezionato il pulsante Auto Ricerca sezione automatica, tracciando delle derivazioni da fili
esistenti, il programma utilizza i dati del filo d’origine. Il pulsante Disegna archetti, controlla
l’opzione per tracciare o meno gli archetti nei punti di incrocio tra linee.
Un ulteriore pulsante Linee orizzontali a mezzo modulo di distanza, permette di dimezzare il passo
per le linee multiple orizzontali.
Con la funzione Filo (comando FILO, vedi “Filo” a pagina 152), dalla finestra Connessioni è inoltre
possibile avviare il disegno di tipo BUS fino a 4 fasi.

Ricerca sezione automatica Linee orizzontali a mezzo modulo di distanza

Copia dati da filo


nel disegno Disegna archetti

Fasi per linea

Seleziona
Il bottone Seleziona consente di importare i dati caratteristici del filo selezionato nel foglio (Sezione,
Colore, Designazione e Caratteristica) per disegnare con essi nuove linee filo. Tramite il bottone
nella barra degli strumenti, selezionare la linea da cui importare i dati nel foglio. I dati vengono
caricati nella finestra di dialogo.
Incrocio di linee
L’incrocio di due linee elettriche in cui nessun estremo di una linea giace su un'altra non viene
considerato connessione. Per chiarezza è possibile rappresentare l’incrocio con degli archetti
selezionando l’opzione di disegno Archetti (bottone), nella finestra Connessioni.
150 Linee elettriche
Connessioni

Tipi di connessione
Oltre alla connessione a T classica, è possibile utilizzare le connessioni di tipo parallelo e seriale per
indicare come sono collegate le apparecchiature; in questo modo si aggiungono informazioni per
l’analisi schema, il cablaggio in Cablo e utili a chi deve eseguire il cablaggio.

Il tipo di connessione stabilisce anche quali apparecchiature sono ‘viste’ nei collegamenti e quindi
riportate in tracciatura morsettiera, tabella morsettiera, rappresentazione connettore, tabella
connettore, schema connessione apparecchiatura. Per chiarezza si confrontino i seguenti esempi.
Giunzione a T
Linee elettriche 151
Connessioni

Connessione di tipo parallela verso sinistra/basso

Connessione di tipo parallela verso destra/alto

Connessione di tipo seriale

Per ulteriori informazioni vedi “Criteri di ricostruzione delle connessioni” a pagina 390.

Nota. La distanza dell’offset del tratto inclinato delle connessioni può essere modificato nella scheda
Numerazione fili, di Parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a
pagina 750).

Nodi automatici
A seguito della tracciatura di qualsiasi filo o linea elettrica o di una modifica automatica delle
connessioni, il programma aggiorna automaticamente il disegno dei nodi nel foglio corrente.

Nota. L’inserimento automatico dei nodi può essere disattivato nella scheda Fili, di Preferenze
ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Fili” a pagina 758).

Sono disponibili anche i comandi NODI e NODIG per aggiornare manualmente i nodi nel foglio
corrente o in tutto lo schema.

Modifica connessione
Questa funzione serve per modificare una connessione già tracciata nello schema.
Come convertire una giunzione a T in collegamento in parallelo
1. Scegliere Modifica connessioni.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Riga di comando: EDITC.
152 Linee elettriche
Fili

2. Selezionare i filo da cui parte la derivazione; il punto di selezione viene preso come riferimento
per il verso del collegamento (sinistra/basso o destra/alto).
3. Selezionare il filo di derivazione.

Come convertire una giunzione a T in collegamento in serie


1. Scegliere Modifica connessioni.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Riga di comando: EDITC.

2. Alla riga di comando digitare s e premere INVIO.


3. Selezionare i filo da cui parte la derivazione; il punto di selezione viene preso come riferimento
per il verso del collegamento (sinistra/basso o destra/alto).
4. Selezionare il filo di derivazione.

Come convertire un collegamento da seriale a parallelo o viceversa


1. Scegliere Modifica connessioni.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Riga di comando: EDITC.

2. Alla riga di comando digitare i e premere INVIO.


3. Selezionare il tratto inclinato del collegamento.

Fili
Nella scheda Fili in Preferenze ambiente grafico (vedi “Schemi elettrici - Fili” a pagina 758) è
possibile impostare le caratteristiche dei fili per gli schemi multifilari; in particolare la sezione
predefinita e a lista di caratteristiche (filo di potenza, di segnale, o altre tipologie).
Il comando Cambia dati filo (vedi “Cambia dati filo” a pagina 183) permette di cambiare i dati dei
fili disegnati e impostare i dati predefiniti per i nuovi fili.
Per semplificare il disegno attivare SNAP (F9) e ORTO (F8).

Filo
La funzione Filo, avviabile dalla barra multifunzione, dal pannello Proprietà o con il comando FILO,
permette di disegnare qualsiasi filo o linea elettrica. All'avvio si apre la finestra Connessioni: vedi
“Connessioni” a pagina 149.
Come tracciare un filo
1. Scegliere Filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee
Riga di comando: FILO.

2. Specificare i punti che compongono il filo nel disegno.


3. Premere INVIO per terminare la tracciatura della tratta.
4. Disegnare altre tratte o premere ESC o avviare un altro comando per terminare la funzione.

Nota. Fili e linee elettriche sono entità di tipo linea disegnate automaticamente sul layer fili del
foglio corrente. iDEA infatti considera fili tutte le linee disegnate nel layer fili.
Linee elettriche 153
Fili

Aggancio automatico a fili esistenti


Durante la tracciatura del filo, se si seleziona un punto in prossimità di un filo già tracciato, la
tracciatura della linea termina raccordandosi secondo l'impostazione attiva (nodo, seriale o
parallelo). Se il numero di fasi tracciate è superiore a uno anche le ulteriori linee individueranno in
automatico le fasi corrispondenti su cui raccordarsi. Il comando in tal caso non termina e permette
di tracciare un nuovo filo.

Calata
Il comando Calata può essere utilizzato nei fogli creati come unifilari per tracciare la linea di discesa
a valle dei vari dispositivi di potenza o di comando (interruttori, contattori, etc...), oppure in quelli
ausiliari per tracciare le calate in corrispondenza delle varie colonne o catene dello schema
funzionale relativo a dispositivi di comando e di segnalazione.
È opportuno tracciare le varie calate in corrispondenza della mezzeria della colonna, in maniera da
agevolare l'operazione di riconoscimento della posizione dell'elemento e avere un corretto
allineamento con eventuali tabelle di riferimento, che saranno collocate nella parte inferiore del
foglio. Specificando il punto iniziale richiesto, dopo l'immissione del comando, verrà tracciata la
linea di discesa fino ad un punto prefissato in corrispondenza della tabella riassuntiva delle
caratteristiche della linea o della linea inferiore dello schema funzionale.
Come tracciare una calata
1. Scegliere Calata.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee
Riga di comando: CALATA.

2. Indicare il punto di inizio della calata in corrispondenza della fase superiore.


3. Si esce dal comando premendo il tasto INVIO alla richiesta di immissione di un punto.

Multicalata o diramazione multipla


Il comando Multicalata permette di tracciare velocemente una diramazione multipla, cioè un filo
comune che connette più punti di attestazione. Nel seguente disegno si notino i punti selezionati,
nell’ordine, per disegnare la diramazione.
154 Linee elettriche
Linee elettriche multifilari

Come tracciare una multicalata


1. Scegliere Multicalata.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: FILOC.

2. Specificare i punti di attestazione come specificato nella figura precedente.

Linee elettriche multifilari


Per realizzare gli schemi d'automazione industriale composti di schemi multifilari sono previsti dei
comandi che permettono di tracciare linee multifilari di alimentazione, derivazioni, avviamenti di
motori e calate. Ognuna di queste funzioni richiede l'indicazione del punto iniziale e finale della linea
ed apre la finestra di dialogo Connessioni per l’impostazione delle informazioni relative al
conduttore utilizzato (vedi “Connessioni” a pagina 149).

Nota. I dati assegnati ai conduttori in fase di disegno, saranno poi utilizzati in Cablo (modulo
opzionale) nelle liste di cablaggio, tabelle di cablaggio e report relativi.

Linee di alimentazione
Di seguito sono descritte le funzioni di tracciatura delle linee di alimentazione.
Come tracciare una linea di alimentazione a 4 fasi
1. Scegliere Alimentazione 4 Fasi.

Menu: Schemi>Linee elettriche>Alimentazioni.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee.

2. Specificare i punti iniziali e finali della linea.


3. Digitare la sigla relativa alla prima fase dell'alimentazione tracciata.
4. Proseguire con l'inserimento delle sigle per tutti i fili che compongono la linea di alimentazione.
Alimentazioni vincolate
Queste funzioni servono per disegnare linee di alimentazioni provviste di rimando filo uscente e
vincolo filo. L'aggiunta dei vincoli permette di numerare i fili; la sigla che si imposta non verrà
modificata dalla numerazione automatica. Se rinviati ad altri fogli, questi manterranno la stessa sigla;
non devono però essere tracciati come alimentazioni vincolate perché il vincolo nel filo deve risultare
univoco. Vengono solitamente utilizzate nel primo foglio in cui partono le linee di alimentazione.

Alimentazioni
Queste funzioni servono per tracciare una serie di 4, 3 o 2 fili aggiungendo agli estremi i simboli di
rimando dei fili. L'aggiunta dei rimandi filo agli estremi permette di effettuare la ricostruzione del
filo distribuito in più fogli e di tracciarne le relative posizioni.
Linee elettriche 155
Linee elettriche multifilari

Alimentazioni (Partenze)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni sul primo foglio; vengono
infatti disegnati solamente i rimandi di partenza.

Alimentazioni (Arrivi)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni sull'ultimo foglio; vengono,
infatti, disegnati solamente i rimandi di arrivo.

Alimentazioni PLC
Queste funzioni servono per disegnare le linee di alimentazioni a 2 fasi per i Plc. La funzione
Alimentazioni PLC 2 fasi (Alto) disegna, nella parte alta del foglio corrente, 2 tratti di filo quali viene
richiesto solamente il riferimento filo entrante. La funzione Alimentazioni PLC 2 fasi, invece,
disegna i fili nella parte bassa del foglio corrente.
Alimentazioni (Diramazioni ad L)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni che partono
perpendicolarmente da altre linee di alimentazione già esistenti, decodificando automaticamente i
nomi dei segnali.
Se il punto di arrivo della diramazione è perpendicolare al punto di partenza, la diramazione verrà
disegnata con le partenze perpendicolari, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di
partenza, le partenze vengono disegnate parallelamente a quelle esistenti invertendo l'ordine dei
segnali.

Alimentazioni (Diramazioni ad X)
Queste funzioni servono per disegnare i rimandi di 2 o più alimentazioni che partono
perpendicolarmente da altre linee di alimentazione già esistenti, decodificando automaticamente i
nomi dei segnali.
Se il punto di arrivo della diramazione è perpendicolare al punto di partenza, la diramazione verrà
disegnata con le partenze perpendicolari, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di
partenza, le partenze vengono disegnate parallelamente a quelle esistenti non invertendo l'ordine dei
segnali.

Linee di derivazione
I collegamenti fra le linee di alimentazioni orizzontali e le apparecchiature vengono effettuati tramite
le linee di derivazione. Il collegamento con le fasi avviene in modo automatico partendo dalla fase
superiore. La derivazione a due conduttori indicata con il punto di domanda (?), permette la scelta
delle fasi della linea di alimentazione da cui effettuare la derivazione.
156 Linee elettriche
Linee elettriche multifilari

È possibile, inoltre, il tracciamento di linee trifilari per i casi tipici di avviamento motore o per il
cambio di velocità dello stesso, avviamento stella triangolo e freno; le quattro procedure presenti
consentono tali situazioni grafiche orientabili a destra o a sinistra rispetto alla derivazione principale.
Finendo preventivamente l'assegnazione dei punti di definizione, si otterranno come prodotti
intermedi la derivazione orizzontale e la derivazione orizzontale-verticale. In tutte le procedure
precedenti, vengono immessi i nodi di connessione in corrispondenza dei punti di giunzione delle
varie linee.
Come tracciare una linea di derivazione a 3 fasi
1. Scegliere Derivazione 3 Fasi.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee.

2. Specificare il punto iniziale della derivazione, in corrispondenza della prima fase della linea di
alimentazione tracciata.
3. Specificare il punto finale della linea di derivazione.

Linee di derivazione (Diramazioni ad L)


Queste funzioni servono per disegnare il collegamento fra le apparecchiature e le linee di
alimentazioni orizzontali.
Se il punto di arrivo della derivazione è perpendicolare al punto di partenza, la derivazione verrà
disegnata perpendicolare, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di partenza, le
terminazioni delle derivazioni vengono disegnate parallelamente a quelle delle alimentazioni,
invertendo l'ordine dei segnali.
Come punto di partenza deve essere specificato l'ultima linea dell'alimentazione orizzontale. La
derivazione dei segnali successivi sarà verso l'alto.

Linee di derivazione (Diramazioni ad X)


Queste funzioni servono per disegnare il collegamento fra le apparecchiature e le linee di
alimentazioni orizzontali.
Se il punto di arrivo della derivazione è perpendicolare al punto di partenza, la derivazione verrà
disegnata perpendicolare, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di partenza, le
terminazioni delle derivazioni vengono disegnate parallelamente a quelle delle alimentazioni, non
invertendo l'ordine dei segnali.

Linee di derivazione (Invertita)


Queste funzioni servono per disegnare il collegamento fra le apparecchiature e le linee di
alimentazioni orizzontali.
Se il punto di arrivo della derivazione è perpendicolare al punto di partenza, la derivazione verrà
disegnata perpendicolare, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di partenza, le
Linee elettriche 157
Linee elettriche multifilari

terminazioni delle derivazioni vengono disegnate parallelamente a quelle delle alimentazioni,


invertendo l'ordine dei segnali.
Come punto di partenza deve essere specificato l'ultima linea dell'alimentazione orizzontale. La
derivazione dei segnali successivi sarà verso l'alto.

Linee orizzontali e verticali


Le linee orizzontali e verticali permettono la tracciatura di una serie di 4, 3 o 2 fili utilizzati
generalmente per la tracciatura delle linee di alimentazione negli schemi multifilari.
Come tracciare una linea a 4 fasi orizzontali
1. Scegliere Linea 4 Fasi.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee.

2. Specificare i punti iniziali e finali della linea.

Linee verticali (Diramazioni ad L)


Queste funzioni servono per disegnare il collegamento tra due apparecchiature perpendicolari.
Se il punto di arrivo della derivazione è perpendicolare al punto di partenza, la derivazione verrà
disegnata perpendicolare mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di partenza, le
terminazioni delle derivazioni vengono disegnate parallelamente a quelle delle alimentazioni
invertendo l'ordine dei segnali.

Linee verticali (Diramazioni ad X)


Queste funzioni servono per disegnare il collegamento tra due apparecchiature perpendicolari.
Se il punto di arrivo della derivazione è perpendicolare al punto di partenza, la derivazione verrà
disegnata perpendicolare, mentre se il punto è a sinistra o a destra dal punto di partenza, le
terminazioni delle derivazioni vengono disegnate parallelamente a quelle delle alimentazioni non
invertendo l'ordine dei segnali.
158 Linee elettriche
Linee in parallelo

Linee in parallelo

Derivazione 4 punti con inversione


Questa funzione serve per disegnare un tratto di circuito in parallelo ad una derivazione verticale, con
inversione delle fasi. Si deve aver già tracciato una derivazione verticale.

Derivazione 4 punti
Questa funzione serve per disegnare un tratto circuito in parallelo ad una derivazione verticale. Si
deve aver già tracciato una derivazione verticale.

Avviamento stella triangolo


Questa funzione serve per disegnare un avviamento stella triangolo. Si deve aver già tracciato una
derivazione verticale. Come primo punto si deve indicare un punto sulla prima fase della derivazione,
poi un punto per tracciare un tratto in orizzontale, un tratto in verticale e un ultimo tratto per
ricollegarsi alla derivazione verticale selezionando la seconda fase.

Punto comune
Questa funzione serve per disegnare una serie di 3 fili paralleli, connessi ad un capo in un punto
comune.

Linee multiple (BUS)


La funzione Linee multiple (BUS) consente di tracciare una serie di linee parallele ad una distanza
pari a quella prevista per le linee multifilari (e risente, quindi, del cambio del passo); il numero di
linee costituenti il BUS viene richiesto in fase di avvio della procedura.
Come tracciare una linea multipla (BUS)
1. Scegliere Linee multiple (BUS).

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: BUS.

2. Digitare il numero di fili che compongono la linea multipla.


3. Specificare il punto iniziale della linea.
4. Specificare i punti che compongono il BUS.

Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli


La funzione Connessioni automatiche facilita il collegamento di un simbolo alle connessioni
elettriche, durante la fase di inserimento dello stesso nel foglio. La funzionalità opera durante
l’inserimento dei simboli da libreria: essa riconosce automaticamente la presenza di linee elettriche
e simboli nel foglio corrente e, sulla base della situazione circuitale rilevata, propone l'anteprima dei
collegamenti che verranno realizzati in caso di termine positivo del comando di inserimento.

Nota. La funzione Connessioni Automatiche è disattivabile e attivabile in qualsiasi momento, anche


durante l'esecuzione del comando di inserimento simboli, tramite il tasto di richiamo rapido F5, o
tramite il bottone nella barra di stato dell'applicazione (in basso a destra).
Linee elettriche 159
Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli

Connessione a linee elettriche


Inserendo un simbolo da libreria, la funzione di connessione automatica cerca nel foglio corrente
linee elettriche ortogonali alla direzione di collegamento dei pin (attributi C1, C2, C3, ...) ed effettua
l'anteprima delle linee di collegamento.

Linee elettriche esistenti

Anteprima linee di collegamento

Simbolo in fase di inserimento

Nota. Il software determina i punti di connessione tramite i parametri di taglio impostati nel setup
del simbolo in libreria o, tramite i punti di attestazione dei pin eventualmente definiti tramite la
funzione Edita connessioni componente (comando EPIN, vedi “Edita connessioni componente” a
pagina 374).

Avvicinando il simbolo a linee elettriche orizzontali o verticali, i collegamenti ai pin del simbolo
vengono calamitati verso di esse automaticamente quando la distanza del simbolo da tali linee si
riduce ad essere uguale od inferiore al valore del Modulo base per i simboli (solitamente 10 mm; vedi
“Formato documenti” a pagina 745).

Portando il simbolo alla distanza di aggancio alle linee elettriche, la funzione attiva la
visualizzazione di una finestra degli strumenti che consente la personalizzazione delle caratteristiche
del collegamento.
160 Linee elettriche
Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli

Per nascondere la finestra è sufficiente spostare il cursore del mouse al di fuori della distanza di
aggancio o premere il bottone ESC.
Segue la descrizione delle varie funzioni di personalizzazione dei collegamenti.

Vincoli di collegamento Ricerca aut. dati filo Gestione dati filo

Schema di
collegamento

Disegna archetti
Scelta del
Tipo di giunzione
Linee orizz. a mezzo modulo di distanza

Schema di collegamento
Il pannello centrale consente di definire lo schema di collegamento dei pin del simbolo rilevati in
prossimità delle linee elettriche (alla distanza di aggancio). Fare clic col cursore in corrispondenza
dei punti di aggancio (pallini gialli) per forzare il collegamento di un pin ad una delle linee elettriche
rappresentate. Il pallino pieno corrisponde alla connessione del pin alla linea elettrica. Fare clic in
corrispondenza di un pallino pieno per rimuovere il collegamento del pin dalle linee elettriche; il pin
corrispondente, quindi, rimane sconnesso.
Vincoli di collegamento
I bottoni Vincolo consentono di bloccare i collegamenti dei pin del simbolo verso una determinata
direzione, indicata dalla freccia visualizzata sul bottone stesso. Se il vincolo viene attivato la
direzione di collegamento dei pin non cambia anche se il simbolo viene spostato entro la distanza di
aggancio a linee elettriche con direzioni di connessione diverse da quella selezionata.
I bottoni di vincolo 2 e 3 consentono una connessione in direzione invertita alle linee elettriche come
nell'esempio della figura seguente.
Linee elettriche 161
Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli

Tipo di giunzione
Determina il tipo di giunzione alle linee elettriche.
Ricerca automatica dati filo
Funzione di tipo ON/OFF. Se attiva, i fili di collegamento ai pin assumono le caratteristiche elettriche
delle linee cui si agganciano: sezione, colore, designazione, caratteristica.
Gestione dati filo
Consente di personalizzare le caratteristiche elettriche dei fili di collegamento: sezione, colore,
designazione, caratteristica. I dati impostati vengono ignorati nel caso sia attiva la funzione Ricerca
automatica dei dati filo.
Linee orizzontali a mezzo modulo di distanza
Funzione di tipo ON/OFF.
Disegna archetti
Funzione di tipo ON/OFF.

Disegno di collegamenti ortogonali alla direzione di uscita dei pin


Nel disegno di collegamenti al simbolo ortogonali alla direzione di connessione dei pin, come
nell'esempio della figura seguente, il primo punto di inserimento richiesto dal comando non
corrisponde al punto di inserimento del simbolo ma determina la posizione del segmento ortogonale
del filo da disegnare.
162 Linee elettriche
Modifica assistita delle linee elettriche

Dopo aver indicato il primo punto, il comando richiede una secondo punto di inserimento per
determinare la posizione del simbolo e terminare il comando.

Nel caso di più connessioni ortogonali al simbolo, un punto di posizionamento aggiuntivo viene
richiesto per ognuna di esse.

Modifica assistita delle linee elettriche

Selezione fili automatica e modifica automatica delle connessioni


Queste due funzioni sono molto utili per modificare velocemente le caratteristiche e il percorso dei
fili (linee elettriche). Entrambi possono essere attivate o disattivate dal pannello Proprietà che si apre
con la selezione sul disegno di almeno un tratto di filo (vedi “Pannello Proprietà contestuali” a
pagina 12), oppure in Preferenze ambiente grafico, scheda Fili (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Fili” a pagina 758).

La Selezione fili automatica è una utilità che consente di estendere la selezione dalla singola linea
selezionata a tutto il filo a cui essa appartiene nel foglio corrente. Questa funzione è utile quando si
intende modificare le caratteristiche di un filo ed elimina la necessità di dover selezionare
manualmente tutti i singoli tratti. Basta selezionare un singolo tratto del filo da editare affinché il
programma selezioni tutti i tratti del filo nel foglio corrente. Quindi, le modifiche apportate saranno
applicate all'intero sviluppo.
Nel caso si preferisca lasciare disattivata l'opzione Selezione automatica fili, è comunque possibile
sfruttare l'utilità di selezione automatica solo quando necessario. In questo caso basta selezionare un
singolo tratto di filo e poi la funzione Estendi la selezione dei fili.

La modifica automatica delle connessioni è una reazione automatica alla stiratura da parte dell’utente
di uno dei capi di una linea che compone un filo di schema. Per sfruttare questa modalità occorre
selezionare l'intero filo con l'utilità precedente; quindi, basta selezionare il grip finale del filo e
muoverlo nella posizione desiderata; la geometria del filo viene alterata automaticamente al fine di
mantenere coerente il collegamento elettrico alla modifica subita dalla linea alterata; arrivati al punto
desiderato fare clic e poi premere ESC per deselezionare gli elementi. La modifica e
riposizionamento dei fili provvede a modificare la posizione di eventuali vincoli e rinvii presenti al
fine di mantenerli collegati ai fili stessi. Questa funzione è utile quando si intende modificare il
percorso di un filo ed elimina la necessità di dover ridisegnare il filo o spostare manualmente tutti i
singoli tratti.
Linee elettriche 163
Elimina connessioni

Nel pannello Proprietà che si apre con la selezione sul disegno di almeno un tratto di filo sono
disponibili anche le seguenti funzioni indispensabili per la tracciatura delle linee elettriche.

Funzione Filo
Vedi "Filo" a pagina 152.
Mostra vincoli / Nascondi vincoli
Queste utilità servono per rendere visibili o nascondere i vincoli dei fili inseriti finora nel disegno.
Graficamente i vincoli sono visualizzati con entità punto.
Sezione fili
Apre la finestra Sezione fili per l'assegnazione delle sezioni dei conduttori in dipendenza dal colore
utilizzato per il loro tracciamento sullo schema. Si possono configurare colori linea, sezione filo e
numerazione attiva o meno; nonché la modalità di analisi dei fili non numerabili. Per ulteriori
informazioni vedi “Setup numerazione fili” a pagina 370.

Elimina connessioni
La funzione Elimina connessione (comando ELIMINACON) consente di rimuovere tutti i tratti di
linea appartenenti alla connessione di un filo nel punto selezionato fino alla prima diramazione della
connessione stessa. Il comando provvede inoltre a "ricostruire" i nodi di serie/parallelo eliminati
insieme alla connessione. Il comando assume due comportamenti diversiin base a come viene
avviato.
• Selezionare una linea e avviare il comando ELIMINACON (disponibile anche nel menu
contestuale): tutte le connessioni partenti dalla linea selezionata saranno eliminate.
• Avviare il comando ELIMINACON senza alcuna selezione: la funzione richiede di selezionare
le connessioni da eliminare tramite corda elastica. Tutte le connessioni a partire dai punti di
intersezione fra la corda elastica e i fili intercettati saranno eliminate.
164 Linee elettriche
Rinvii filo

Rinvii filo
Ai fini di garantire la continuità elettrica di un conduttore appartenente a fogli diversi e la corretta
analisi dello schema, vanno inseriti alle estremità dello stesso dei blocchi di rinvio filo per segnalare
che il filo continua su fogli successivi o proviene da fogli precedenti.

In seguito, a fianco di ogni rinvio filo uscente ed entrante, viene compilata la posizione nello schema
del rinvio complementare; il risultato è visibile nella figura seguente.

La posizione nei blocchi di rinvio filo viene aggiornata automaticamente a seguito di una qualsiasi
modifica apportata allo schema disegnato. Quindi, all’inserimento, modifica, rimozione di rinvii,
modifica dei fili o dei fogli.

Nota. L’automazione è attiva fintantochè in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF),


scheda Disegno è selezionata l’opzione Cross reference, nel riquadro Aggiornamento automatico
(vedi “Generali” a pagina 757). Se si disattiva l’aggiornamento automatico è possibile tracciare i
rinvii con l’analisi schema, vedi “Analisi schema” a pagina 356.
Linee elettriche 165
Rinvii filo

Inserimento dei rinvii filo


La funzione di inserimento rinvii filo richiede la selezione di due punti nel disegno come vertici di
una linea di selezione che dovrà risultare trasversale ai conduttori in cui inserire i rinvii. Dopo la
selezione dei fili, viene aperta la finestra di dialogo Rinvii filo nella quale impostare i seguenti dati.

Direzione del rinvio


La selezione della direzione di rinvio è limitata alla scelta di rinvio Entrante o Uscente tramite i due
bottoni corrispondenti presenti nella parte superiore della finestra. In accordo con la selezione delle
linee filo da rinviare effettuata, è proposta la direzione di rinvio più adeguata. Il software considera
se la selezione dei punti è effettuata a inizio o fine linea e la presenza di rinvii già presenti sulle linee
selezionate; in aggiunta viene riconosciuta la selezione di linee orizzontali o verticali mutando l'icona
di rinvio presente sui bottoni al fine di migliorare la percezione del risultato.

Linee orizzontali

Linee verticali

Avvertenza. Usare elementi segnalatori di partenza filo al posto di segnalatori di arrivo filo e
viceversa; situazioni di questo tipo sono causa di errore nell'analisi fili automatica.

Riferimento: ogni rinvio deve avere un nome convenzionale che serve a legare ed identificare come
unico elemento i vari tronchi di linea rappresentante il filo; sullo stesso filo andrà sempre indicato
lo stesso riferimento in ogni rinvio. Esso viene impostato automaticamente selezionando un rinvio
compatibile presente nella lista dei rinvii filo presenti nello schema che può essere visualizzata a
destra. Il riferimento è fissato dal software se nel filo selezionato è già presente un rinvio o un
vincolo.

Livello:
va compilato nel caso di inserimento di rinvii multipli in parallelo (vedi “Rinvii multipli” a
pagina 167). L'editazione è agevolata tramite la lista a discesa compilata con tutti i valori di livello
assegnati al riferimento di rinvio nello schema.

Descrizione: per ogni rinvio è possibile inserire una descrizione da visualizzare presso il blocco
identificatore di rinvio. Tramite il bottoncino ‘...’ si ha accesso al dizionario.

Mostra la lista dei rinvii filo presenti nel disegno: nel riquadro di destra sono elencati i rinvii già presenti
nello schema, concordi con la direzione del segnale attiva; essi sono disponibili per l’aggancio dei
nuovi rinvii. Un doppio clic su un rinvio già inserito copia il riferimento nella casella del rinvio da
inserire. Ulteriori opzioni di filtro per la lista dei riferimenti proposti consentono di visualizzare solo
i rinvii filo non già accoppiati (Solo disponibili), solo i rinvii orizzontali o verticali in accordo con il
verso della linea selezionata (Stessa direzione orizzontali/verticali), solo i rinvii dei fogli precedenti o
successivi in accordo con il verso selezionato per l'inserimento dei nuovi rinvii filo (Stesso verso fogli
precedenti/successivi).

Oltre a scegliere la grafica del blocco di rinvio (vedi prossimo paragrafo) è possibile di aggiornare i
dati di blocchi di rinvio già presenti se vengono selezionate nel foglio delle linee filo già rinviate. La
variazione del tipo di blocco utilizzato tramite la lista a discesa Blocco rinvio, provoca la sostituzione
del blocco di rinvio filo nel disegno.

Nota. La selezione di linee di filo non rinviabili è evidenziata nella finestra tramite la colorazione
grigia della corrispondente riga in griglia.
166 Linee elettriche
Rinvii filo

Come inserire dei rinvii filo


1. Scegliere Inserimento rinvii filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: RINFILO.

2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili agli estremi dei quali collocare i
rinvii filo.
3. Nella finestra di dialogo Rinvii filo, selezionare il tipo di rinvio da inserire con un clic sulla
relativa rappresentazione.
4. Nella lista compilare gli identificativi di riferimento dei fili. Per ognuno è possibile inserire una
descrizione riportata nel rinvio. Nella casella Livello indicare l'eventuale livello di rinvio filo per
gestire situazioni di rinvii multipli dello stesso filo.
5. Premendo OK verranno inseriti i simboli di rinvio, all'estremità prossima al punto di selezione.

Nel caso un filo contenga un vincolo, i rinvii devono avere la stessa sigla. Quindi se nei fili
selezionati per l’inserimento dei rinvii, sono già presenti dei rinvii o dei vincoli, nella finestra Rinvii
filo i valori di Riferimento risulteranno precompilate e non modificabili per escludere la possibilità
di errore. Risulta comunque possibile indicare il livello per creare rinvii multipli.
Linee elettriche 167
Rinvii filo

Nota. Per ulteriori informazioni riguardanti l'uso e la gestione dei vincoli filo vedi “Fili vincolati”
a pagina 371.

Attenzione. Nei blocchi dei rinvii sono presenti altri due attributi con etichetta Riservato che non
devono essere utilizzati dal disegnatore.

Rinvii multipli
Nel caso in cui un filo debba essere rinviato in punti diversi dello schema, si possono inserire più
rinvii in parallelo. L’identificativo di riferimento dei rinvii deve essere compilato con lo stesso
identificativo seguito, dal secondo rinvio in poi, da un suffisso progressivo. Per far ciò, nella finestra
di inserimento rinvii filo, compilare il progressivo di livello come indicato nell’esempio seguente, il
quale mostra un rinvio uscente a tre livelli.

Nota. Nell’attributo dell’identificativo di riferimento, il programma antepone il carattere '#' al


progressivo di livello.

Scelta del blocco del rinvio


Per i rinvii filo, sono utilizzati i blocchi che iniziano per:

NPRIF1 Partenza per foglio successivo


NARIF2 Arrivo da foglio precedente
NPRIF2 Partenza per foglio precedente
NARIF1 Arrivo da foglio successivo
168 Linee elettriche
Rinvii filo

Pertanto possono essere create nuove serie di rinvii filo semplicemente definendo quattro nuovi
blocchi con nome composto nel modo seguente:
Nome dei blocchi standard + Suffisso utente+.dwg

e salvandoli nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB0.

esempio:
NPRIF1C Partenza per foglio successivo
NARIF2C Arrivo da foglio precedente
NPRIF2C Partenza per foglio precedente
NARIF1C Arrivo da foglio successivo

Il suffisso verrà automaticamente riconosciuto e reso disponibile nella finestra di inserimento rinvii
filo; es.: Suffisso “C”.

Il punto di inserimento dei blocchi rinvii utente eventualmente creati devono rispettare la posizione
del relativo blocco predefinito.

Inserimento rinvii filo da Inspector


È possibile, inoltre, visualizzare tutti i rinvvi filo inseriti nello schema o solo in un foglio, nella griglia
di Inspector.
Come attivare Inspector
• Selezionare l’icona Inspector.
Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita attributi.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: INSPECTOR.

Nella struttura ad albero di sinistra selezionare la tipologia Rinvii filo.


Per inserire i rinvii corrispondenti a quelli selezionati nella griglia di Inspector, dopo aver attivato il
foglio di destinazione, usare comando Inserisci rinvii corrispondenti, dalla barra degli strumenti di
Inspector.
Quindi selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili agli estremi dei quali collocare
i rinvii filo. Viene visualizzata la finestra di dialogo Rinvii filo per l’impostazione dei dati e
l’inserimento.
Linee elettriche 169
Rinvii filo

Rinvii fili verticali


All’inserimento dei rinvii filo, ai fini di garantire la continuità elettrica di un conduttore appartenente
a fogli diversi, è possibile operare anche su tratti di filo verticali.

Rinvii uscenti destinati Rinvii entranti provenienti


a un foglio precedente e successivo da un foglio precedente e successivo

Le frecce di rinvio potranno essere rivolte verso l’alto per fili rinviati a un foglio precedente, oppure
rivolte verso il basso per fili rinviati a un foglio successivo; stessa regola per i fili entranti i quali
presentano la freccia con la punta collegata al filo e rivolta verso il basso se il filo arriva da un foglio
precedente o rivolta verso l’alto se il filo arriva da un foglio successivo. Questa tecnica è utilizzata
in schemi elettrici a normativa americana.

Rinvio entrante proveniente


da un foglio precedente

Rinvio uscente destinato


a un foglio successivo
170 Linee elettriche
Elenco rinvii filo

Riporto del componente sul rinvio


Una opzione dell’analisi dello schema permette di riportare nel rinvio filo uscente le informazioni
(sigla e pin) del componente a cui va a collegarsi quel filo.
Il cablatore potrà quindi trovare vantaggio nel sapere già a quale componente si connette ogni filo,
senza avere come unico riferimento la posizione nello schema elettrico.

Nota. Il riporto è valido solo per il rinvio di un filo connesso ad un unico componente, cioè non si
ha se il filo connette più componenti in parallelo; quindi non fili comuni o ulteriormente rinviati. Nel
seguente esempio si noti il collegamento diretto e il riporto delle informazioni del primo componente
connesso.

Nel seguente esempio in presenza di un collegamento parallelo non avviene il riporto delle
informazioni.

L'analisi discrimina le connessioni in serie/parallelo e determina, anche in tali casi, il singolo


componente da evidenziare nel rinvio filo. Vengono pertanto specificati i riferimenti filo e sezione
nella tabella di posa dei cavi nelle parti di tabella Quadro e Destinazione. In particolare tali dati, nel
caso di connessione del cavo a morsetti o connettori, riportano i riferimenti del filo connesso all'altro
capo del morsetto/connettore.

Per attivare la funzione occorre selezionare l’opzione Riporta componente, presente nella finestra
Analisi schema (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) prima di avviare l’analisi fili.

Elenco rinvii filo


Questa funzione visualizza una finestra in cui vengono elencati tutti i rinvii filo presenti sui fogli
dello schema. L'elenco descrive lo stato di ogni rinvio filo uscente, che verso segue, se da sinistra
verso destra o viceversa, l’identificativo assegnato e la posizione nello schema; agganciato viene
rappresentato il corrispondente rinvio entrante, se presente, con le stesse informazioni. In tal modo
si può verificare velocemente la corretta sequenza dei fili rinviati su altri fogli, identificando
immediatamente eventuali rinvii isolati o non corretti.
Il pulsante Reset permette di cancellare le informazioni riportate sui rinvii filo del disegno corrente.
Il pulsante Localizza permette di visualizzare sul disegno il punto in cui è inserito il rinvio
selezionato.
Linee elettriche 171
Navigazione tra i rinvii filo

Come analizzare lo stato dei fili disegnati


1. Scegliere Elenco rinvii filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Utilità linee elettriche.
Riga di comando: VRIN.

2. Selezionare un rinvio filo e premere Localizza per visualizzare la parte di schema interessata.

Navigazione tra i rinvii filo


Per spostarsi velocemente tra i punti di rinvio di un filo basta fare doppio clic sul simbolo di rinvio
nello schema elettrico: la visualizzazione viene trasferita all’area di schema del rinvio
complementare, in qualunque foglio si trovi.

doppio clic

Questa funzione è attivabile o disattivabile tramite l’opzione Abilita la navigazione rinvii con doppio
click, presente in Preferenze ambiente grafico, scheda Fili (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Fili” a pagina 758).

Navigatore rinvii filo


In alternativa all’uso del doppio clic per la navigazione tra i rinvii filo, è possibile utilizzare
l’apposita funzione Navigatore rinvii filo. Selezionando un rinvio nello schema, la visualizzazione
viene trasferita all’area di schema del rinvio complementare.
172 Linee elettriche
Rinvii filo foglio funzionale

Come navigare tra i rinvii filo


1. Scegliere Navigatore rinvii filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Utilità linee elettriche.
Riga di comando: NAV.

2. Selezionare un rinvio filo.

Vedi anche "Navigatore del filo" a pagina 393.

Rinvii filo foglio funzionale


La funzione Rinvii filo foglio funzionale, serve per inserire automaticamente le linee di
alimentazione, per la tracciatura di uno schema funzionale, provviste di rinvii filo entranti e uscenti.
Questa funzione può essere usata in un foglio multifilare, anziché inserire l'apposito Foglio
funzionale, predisposto nella finestra Creazione fogli (comando FOGLI).
All'avvio vengono tracciate due linee elettriche orizzontali ognuna con rinvio entrante ed uscente.
Come tracciare le alimentazioni con rinvii
1. Scegliere Rinvii filo foglio funzionale.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Linee.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Utilità linee elettriche.
Riga di comando: RFUNZ.

2. Alla riga di comando vengono richiesti gli identificativi dei rinvii: digitarli separati da INVIO.

Il posizionamento delle alimentazioni è dato dalle dimensioni della zona ausiliaria, impostate nella
scheda Riferimenti in Parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Riferimenti” a pagina 746).

Fascio fili
Il fascio fili semplifica il disegno delle linee elettriche in uno schema elettrico di automazione. Tale
strumento consente di disegnare in forma concentrata, tramite un’unica linea, l’insieme di uno più
segnali distinti aventi però nello schema elettrico un medesimo percorso rappresentativo. È il caso,
ad esempio, dei segnali contenuti in un bus di campo o dei potenziali propri di una linea di
alimentazione. L’utilizzo del fascio di fili consente quindi una rappresentazione più semplice e
sintetica migliorando la leggibilità complessiva dello schema elettrico.

Fascio fili

Filo singolo
Linee elettriche 173
Fascio fili

Disegno del fascio fili


Per eseguire il disegno del fascio fili utilizzare il comando Fascio fili (comando NBUS). Il comando
è del tutto analogo al comando Filo (comando FILO, vedi “Filo” a pagina 152) e consente, tramite
la medesima finestra di dialogo Connessioni, di impostare gli stessi dati (vedi “Connessioni” a
pagina 149).

Il fascio fili viene visivamente distinto, ai fini della corretta leggibilità dello schema, tramite un
apposito tipo linea. Il tipo linea predefinito per il fascio fili (tipo linea EG_BUS) può essere
personalizzato oppure sostituito. Per sostituire il tipo linea accedere alle preferenze di ambiente
grafico (comando EGPREF, selezionare Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici > Fili). Nella
sezione Disegno dei fili impostare il nome del tipo linea nella casella di testo Tipo linea per il disegno
dei fasci fili. Il carattere speciale * indica al programma di utilizzare il tipo linea predefinito.
Svuotando la casella di testo il fascio fili assume il tipo linea correntemente impostato nel CAD.

Uso dei segnali del fascio fili


Il fascio fili appena disegnato è una entità vuota fino a che non si disegnano i singoli fili che si
diramano dal fascio.
Per aggiungere uno dei segnali che compongono il fascio è sufficiente utilizzare il comando FILO
(comando FILO, vedi “Filo” a pagina 152) selezionando sulla linea del fascio fili il punto di aggancio
fra il fascio fili e la linea di diramazione del segnale.
Il programma rileva la connessione ad un fascio fili e apre una finestra di dialogo in cui è possibile
compilare il nome del fascio e il segnale da utilizzare per il filo che si sta tracciando. È possibile
anche scegliere dalla lista uno dei segnali già impiegati nel fascio.
Nel solo caso sia attiva la preferenza Usa la terna “Sigla + Ubicazione + Funzione” per la gestione
dei fogli dello schema (comando EGPREF, selezionare Parametri multifoglio > Riferimenti),
specificare se necessario l’ubicazione e la funzione del fascio.

Confermando con il bottone OK la scelta del segnale, sul filo che si sta tracciando viene inserito in
automatico un blocco marcatore di connessione al fascio di fili. Il marcatore è un apposito blocco
attributi il cui nome inizia con il prefisso identificativo BRIF ed ha il set di attributi propri di un
vincolo filo. Il blocco di connessione assume come riferimento il nome del fascio fili e come livello
174 Linee elettriche
Fascio fili

il nome del segnale selezionato (vedi “Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento” a pagina
154). Ad esempio, se si impone come nome del fascio B1 e si seleziona come segnale A3 il
riferimento del blocco di connessione (attributo R1) diviene B1>A3.

Nota. È possibile personalizzare la famiglia dei blocchi di connessione ai fasci di fili aggiungendo
nei percorsi di libreria simboli blocchi attributi personalizzati aventi un suffisso utente. Scegliendo
ad esempio il prefisso utente USER, i blocchi devono assumere nome BRIFD0USER,
BRIFD1USER, BRIFD2USER, ecc. Selezionare la famiglia di blocchi di connessione personalizzati
nella finestra Fili di Preferenze ambente grafico (comando EGPREF, selezionare Preferenze
ambiente grafico > Schemi elettrici > Fili), lista a discesa Blocco di connessione ai fili. .
L’impostazione Colore del blocco di connessione ai fili consente di personalizzare il colore dei
blocchi di connessione.

A seguito dell’analisi dello schema (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) il fascio fili
viene siglato nella forma
Nome fascio[Lista segnali]

mentre ogni filo collegato al fascio viene siglato nella forma


Nome [Link]

Di seguito viene proposto un esempio esplicativo.

Nota. Il nome del fascio è del tutto opzionale e può rimanere vuoto.

Ad collegamento di una nuova terminazione ad un fascio fili è possibile modificare il nome del fascio
stesso. Il programma provvede automaticamente a correggere l’identificativo di riferimento del
fascio fili per tutti i segnali già inseriti nel disegno.

Per inserire manualmente un blocco di connessione a fascio fili utilizzare il comando Punto di
connessione a fascio fili (comando NBUSVIN). Come per il disegno di un segnale derivante da un
fascio di fili, selezionare il tipo di connessione, il punto di connessione e la direzione del filo. Per
modificare il segnale assegnato ad un filo è sufficiente modificare il livello del blocco di connessione
tramite la palette delle proprietà contestuali.

Equipotenzialità dei segnali appartenenti a fasci fili con nome diverso


Due segnali (fili) con stesso nome ma appartenenti a due fasci di fili diversi, aventi nomi diversi,
vengono considerati dall'analisi dei fili come potenziali diversi. Ad esempio, il segnale +24V
appartenente ai fasci B1 e B2 assume riferimento B1.+24V per il primo fascio e B2.+24V per il
secondo fascio.
La connessione dei due segnali nello schema genera una segnalazione da parte dell'analisi allo stesso
modo di due vincoli con diverso riferimento posti sullo stesso filo.
Linee elettriche 175
Vincolo della sigla del filo

Al fine di considerare i segnali come equipotenziali seppur appartenenti a fasci con nome diverso, è
stata introdotta un'opzione che consente di ignorare, nella costruzione del riferimento, il nome del
fascio fili.
Nell'esempio esso rimarrà +24V per entrambi i fasci fili.
Per attivare questa modalità di analisi accedere a Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF,
vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761) > Schemi elettrici > Elaborazione
morsettiere ed applicare la spunta alla casella Considera equipotenziali i segnali aventi lo stesso
nome ma appartenenti a fasci fili diversi.

Vincolo della sigla del filo


Ogni filo assume una sigla calcolata automaticamente dalla funzione di numerazione automatica dei
fili (Analisi fili, vedi “Analisi schema” a pagina 356). È possibile però assegnare una sigla utente
apponendo sul filo un vincolo della sigla del filo. I paragrafi successivi chiariranno le operazioni da
eseguire al fine di inserire i vincoli sui fili dello schema elettrico.
Come inserire o modificare i vincoli filo
1. Scegliere Edita fili.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: EFILI.

2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili nei quali collocare o editare i
vincoli.
3. Nella finestra di dialogo, per ogni filo selezionato, compilare:
• il campo Sigla filo con la sigla o numero del filo che si vuole prefissare;
• il campo Riferimento con l'identificatore di percorso.
• Il campo Note viene utilizzato dal programma per indicare se nel filo è già presente il vincolo
e/o un rinvio filo.

4. Premere OK.

Nota . I v inco li so no d ei bl occhi con d ue att ri but i: L’at tribu to R 1, con et ichet ta
[Link], corrisponde al campo Riferimento; l’attributo F1, con etichetta Sigla
filo, corrisponde al campo Numero filo. La grafica è un'entità punto, non visibile per default, che
può essere visualizzata o nascosta nella necessità di vedere o meno i vincoli richiamando la funzione
Visualizza i vincoli dei fili (vedi “Utilità fili” a pagina 395).
176 Linee elettriche
Vincolo della sigla del filo

Come eliminare dei vincoli filo


1. Scegliere Edita fili.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: EFILI.

2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili vincolati.
3. Nella finestra di dialogo, premere il pulsante Rimuovi tutti i vincoli.
4. Premere OK.

Nota. Per ulteriori informazioni riguardanti l'uso e la gestione dei vincoli filo vedi "Fili vincolati" a
pagina 371.

Vincoli parametrici e vincoli multipli


I vincoli possono assegnare ad un filo una sigla assoluta o una sigla parametrizzata. La sigla assoluta
è espressa dalla sigla effettiva che l’utente vuole assegnare al filo, ad esempio “L1”. La sigla
parametrizza è un testo che contiene parti fisse e parti parametriche dipendenti dal foglio e dalla
posizione del filo nello schema elettrico che saranno assegnate al filo dalla funzione di numerazione
automatica dei fili (Analisi fili, vedi “Analisi schema” a pagina 356). La sigla filo parametrizzata
deve essere scritta nella forma
<t0><p1><t2><p2><t3><p3>…

dove <tn> sono le parti fisse della sigla e <pn> le parti parametriche. I parametri utilizzabili nella sigla
vincolata sono:
• %f: foglio
• %+: ubicazione (assegnata al foglio)
• %=: funzione (assegnata al foglio)
• %c: colonna
• %r: riga
• %s: separatore
• %i: indice progressivo

Un esempio di scrittura di sigla filo parametrica può essere:


%fL1%s%i

Traducendo in una forma leggibile la sigla di esempio diventa:


<foglio>L1<carattere separatore><indice progressivo>

Si può notare dall’esempio che parametri e parti testuali fisse sono componibili liberamente
all’interno della stessa sigla. Ipotizzando quindi che il filo vincolato sia posto nel foglio 10 e che sia,
per posizione, il secondo filo del foglio, la sua sigla verrà composta dalla funzione di numerazione
automatica dei fili in:
10L1.2

Tramite il vincolo del filo è inoltre possibile informare la procedura di analisi dello schema che il filo
rappresenta non una singola connessione fra i terminali dei simboli che congiunge ma due o più
connessioni. Per indicare le connessioni multiple la sigla del vincolo deve essere scritta nella forma:
[<t1>,<t2>,<t3>,…]
Linee elettriche 177
Vincolo della sigla del filo

dove <tn> sono le singole sigle delle connessioni rappresentate dal filo. Ad esempio, una sequenza
fasi può essere espressa nella forma
[L1,L2,L3,N,PE]

In questo caso l’analisi dello schema considera il filo composto come da 5 distinte connessioni che
sono elaborate e disponibili in Cablo (vedi guida di riferimento “Cablo”) per la connessione dei cavi
e conteggiate nei file per la stampa delle etichette di cablaggio.
Per esprimere una sequenza numerica è possibile scrivere il vincolo nella forma
[n1..n2]

dove n1 e n2 sono indici numerici e n2 >= n1, ad esempio [1..3]. È possibile inoltre specificare un
prefisso e un suffisso che saranno applicati alle parti multiple. Inoltre è possibile combinare le varie
forme sopra descritte. Ad esempio, il vincolo espresso nella forma
px[A,B,C,1..3]sx

Sarà tradotto dall’analisi in 6 connessioni aventi ognuna sigla identificativa


psAsx, psBsx, psCsx, ps1sx, ps2sx, ps3sx

Il vincolo con sigla multipla può essere inoltre composto tramite i parametri sopra esposti, come
nell’esempio che segue
%f[L1,L2,L3,N]%s%i

viene elaborato dall’analisi nel 4 connessioni aventi sigla potenziale


10L1.1, 10L2.1, 10L3.1, 10N.1

Per l’inserimento dei vincoli con sigla multipla e parametrizzata vedi “Inserimento automatico
vincoli filo” a pagina 178.

Vincolo di fili rinviati


L'elemento di vincolo può essere usato sia su filo locale (senza connessioni con frecce di rinvio), che
su filo rinviato su uno o più fogli.
Nel caso sullo stesso filo siano presenti dei rinvii, il loro Riferimento (IDENTIF. RIFERIMENTO)
deve essere identico a quello del vincolo. A tal fine il programma si occupa del loro aggiornamento.
Nel caso si ometta la sigla del filo, verrà assunto il valore di Riferimento come sigla del filo.

Inserimento vincoli filo


Il comando Inserimento vincoli filo, consente di vincolare la sigla di uno o più fili tramite
l’inserimento dei blocchi di vincolo filo.
Come inserire o modificare i vincoli filo
1. Scegliere Inserimento vincoli filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: VINFILO.

Per vincolare la sigla di uno o più fili è sufficiente selezionare tramite linea elastica i punti di
inserimento dei vincoli e confermare. Una finestra di dialogo consente di editare, per ogni punto di
inserimento, i dati dei vincoli.
178 Linee elettriche
Vincolo della sigla del filo

sigla vincolata del filo o nome del fascio fili.


Sigla filo:
Livello:livello di connessione del filo o segnale del fascio fili. Nel caso il filo abbia altri livelli
assegnati o il fascio abbia uno o più segnali associati, la lista a discesa consente di selezionare uno
di questi elementi.
Ubicazione e Funzione : solamente se attiva l’identificazione per terna “Sigla + Ubicazione +
Funzione” dei fogli di schema (vedi “Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89).

Se il filo selezionato risulta già vincolato viene visualizzata l’icona di segnalazione del luchetto
chiuso. Cliccando l’icona la visualizzazione dello schema elettrico viene indirizzata alla posizione
d’inserimento del vincolo rilevato sul filo.
Preferenze d’inserimento
Nella finestra di inserimento vincoli sono disponibili le seguenti preferenze.

Assegna gli stessi riferimenti ai vincoli posizionati sullo stesso filo: questa opzione attiva la
compilazione automatica del dato Sigla filo, per tutti i punti d’inserimento appartenenti allo stesso
filo. Il valore assegnato a Sigla filo, per un singolo punto di inserimento viene automaticamente
riportato in tutti i punti di inserimento appartenenti allo stesso filo.
Aggiorna con i nuovi riferimenti i vincoli inseriti nel disegno: questa opzione abilita l’aggiornamento
automatico degli attributi dei blocchi vincolo filo e rinvio filo associati ai fili selezionati. Questo
consente di correggere eventuali modifiche ed evitare errori in fase di analisi dello schema.
Non inserire se presente un vincolo nella diramazione di filo selezionata:quando questa opzione è
selezionata, il comando non inserisce un nuovo vincolo sulle diramazioni di filo selezionate se
presenti vincoli filo già inseriti. In questo caso i vincoli già presenti vengono aggiornati con i nuovi
riferimenti inseriti nella finestra.

Nota. È possibile editare i dati dei vincoli filo tramite la finestra di editazione attributi (comando
DDA) (metodo obsoleto). Per modificare il comportamento del comando attivare/disattivare
l’opzione Comando VINFILO con richiesta degli attributi del blocco vincolo presente in Preferenze
(comando EGPREF, selezionare Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici > Fili).

Inserimento automatico vincoli filo


Il comando Inserimento automatico dei vincoli filo, agevola l’inserimento rapido di vincoli filo in
forma parametrizzata. Come chiarito nei paragrafi precedenti la sigla del vincolo può essere
composta da elementi testuali fissi e da parametri che, valorizzati dalla funzione di numerazione
automatica dei fili (vedi “Analisi schema” a pagina 356), concorrono alla composizione della sigla
del filo.
Come inserire dei vincoli filo avanzati
1. Scegliere Inserimento automatico vincoli filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Utilità linee elettriche.
Riga di comando: INSVIN.
Linee elettriche 179
Vincolo della sigla del filo

2. Selezionare gli estremi della linea elastica che intercetta i fili nei quali collocare i vincoli.
3. Nella finestra di dialogo Inserimento vincoli filo digitare nella casella Formattazione i caratteri
e le variabili da utilizzare per comporre la sigla.
4. Premere OK.

La casella di testo Formattazione, consente di editare la sigla vincolata del filo. Il menu che si apre
con il bottone Inserisci consente di selezionare i parametri disponibili per comporre la sigla.
Selezionando un parametro in lista esso verrà collocato nella casella Formattazione alla posizione del
cursore. I parametri disponibili sono:
• Sigla foglio (%f): sigla del foglio in cui è inserito il vincolo.
• Ubicazione foglio (%+): ubicazione assegnata al foglio.
• Funzione foglio (%=): funzione assegnata al foglio.
• Colonna (%c): colonna del foglio in cui è inserito il vincolo.
• Riga (%r): del foglio in cui è inserito il vincolo.
• Separatore (%s): il separatore è uno dei parametri di numerazione fili.
• Indice numerico (%i): indice progressivo di numerazione.
• Sequenza ([A,B,...]): consente di definire una sequenza di segnali al fine di ottenere un vincolo
multiplo. Fare riferimento al paragrafo Vincoli parametrici e vincoli multipli per le regole di
composizione di un vincolo multiplo.

Il comando opera in maniera difforme nel caso la linea elastica di selezione intercetti un singolo filo
o più fili. Nel caso di selezione di un filo singolo la sigla filo del vincolo rispetta fedelmente quanto
presente nella casella di testo Formattazione. Nel caso di più fili si hanno le seguenti differenze di
comportamento:
• Nel caso l’utente abbia editato una sequenza, ogni singolo vincolo sarà composto da un singolo
segnale appartenente alla sequenza stessa.
• L’indice numerico non viene inserito in forma parametrica ma esplicita. Il valore che assume
dipende dal valore della casella Indice numerico inizia con.

Forza la sigla in presenza di rinvii filo: come già detto i vincoli e i rinvii connessi allo stesso filo devono
avere tutti lo stesso Riferimento (IDENTIF. RIFERIMENTO). Se questa casella è selezionata, nel
caso si inseriscano dei vincoli su fili già connessi a dei rinvii, il campo Riferimento (IDENTIF.
RIFERIMENTO) viene compilato in conformità con il rinvio, mentre la sigla impostata viene iscritta
nel campo Numero filo (SIGLA).
180 Linee elettriche
Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento

Vincolo dei fili con livelli multipli di collegamento


Può rendersi necessario, all’interno dello stesso filo, controllare le connessioni fra terminali collegati
allo stesso potenziale. Si faccia riferimento all’esempio della figura di seguito proposta.

Nell’esempio gli elementi della morsettiera –X10 sono collegati ai pin A2 dei relé –KF2, -KF3, -KF4
attraverso lo stesso filo con sigla 2.1. L’introduzione di vincoli filo aventi nell’attributo identificativo
di riferimento R1 il carattere speciale “ > ” consente di assegnare un livello di connessione alla
terminazione vincolata. In fase di analisi dello schema e generazione dei file dei collegamenti e delle
morsettiere il programma considera connesse esclusivamente le terminazioni aventi lo stesso
livello di vincolo. Nel caso in esame le connessione risultanti saranno:
-X10:1, -KF2:A2
-X10:2, -KF3:A2
-X10:3, -KF4:A2

A seguito del comando di analisi dello schema (comando FILI) i terminali verranno contrassegnati
con la sigla del filo seguito dal livello di vincolo, al fine di facilitare il riconoscimento dei terminali
connessi fra loro. Nel caso dell’esempio precedente il risultato a seguito dell’analisi diviene il
seguente.

È da sottolineare che, in questo caso, è consentita l’associazione di un cavo alle terminazioni


contrassegnate dai vincoli a livello. L’analisi dello schema non produrrà la consueta segnalazione di
cavo posto in posizione ambigua e assegnerà correttamente i conduttori del cavo alle connessioni
presenti in Cablo a seguito dell’analisi stessa.
Nel caso il filo avesse sigla vincolata è necessario che mantenga lo stesso riferimento per tutti i
vincoli a livello. Ad es. per un filo la cui sigla vincolata è PE, tutti i vincoli con livello assumeranno
il riferimento PE>1, PE>2, PE>3, ecc. Un riferimento diverso provoca la generazione di messaggi
di non conformità all’atto dell’esecuzione dell’analisi dello schema.
È importante considerare, al fine della corretta determinazione delle connessioni fra componenti, la
posizione assegnata ai vincoli filo nel caso di vincoli con livelli. Sono proposti di seguito alcuni
esempi esplicativi.
Linee elettriche 181
Legame rinvio filo / colore filo

A B C D E

>1 >1 >2 >1 >2

Nell’esempio sopra proposto i 5 elementi sono tutti correttamente collegati tramite terminazioni
aventi vincolo con livello. In questo esempio le connessioni riconosciute dall’analisi dello schema
sono: AD, BD, CE.

A B C D E

>2 >1 >2

>1

Questo secondo esempio presenta un errore nella disposizione del primo vincolo con livello 1.
L’errore viene segnalato in fase di analisi dello schema che ignorerà il vincolo.
Negli esempi che seguono viene riproposto un schema di connessione simile ma con nodi a T.

A B C D E

>1 >1 >2 >1 >2

A B C D E

>2 >1 >2

>1

Questi due esempi sono equivalenti in quanto entrambi gli schemi di connessione producono come
risultato la generazione delle connessioni fra elementi AB, BD, CE. È comunque da preferire il primo
esempio, in cui ad ogni terminazione è associato un vincolo con livello.
Come inserire e modificare i vincoli con livello
Per l’inserimento dei vincoli con livello utilizzare il comando Inserimento vincoli filo (comando
VINFILO, vedi “Inserimento vincoli filo” a pagina 177).
Per modificare il livello dei vincoli selezionare le linee interessate alla modifica e modificare il
livello nella palette delle proprietà contestuali o tramite il comando Edita fili (comando EFILI, vedi
“Vincolo della sigla del filo” a pagina 175).

Legame rinvio filo / colore filo


Durante il tracciamento di alcuni tipi di linee elettriche, il sistema inserisce automaticamente i
blocchi di rinvio filo entro i quali sono indicati l'identificativo del riferimento (ad esempio L1, L2,
L3, N,...). Nel caso di linee multifilari sorge l'esigenza di attribuire colori diversi ai conduttori; per
facilitare questa assegnazione, il programma riconosce determinati identificativi scritti nella sezione
[ICC-Color] nel file \COMMON\[Link].
Per default sono impostate le seguenti corrispondenze Sigla riferimento=colore.
[ICC-Color]
L1=BK
L2=BK
182 Linee elettriche
Schermatura dei fili

L3=BK
L+=BK
L-=BK
R=BK
S=BK
T=BK
N=BU
M=BU
PE=GNYE
PEN=GNYE
12VAC=RD
12VDC=BU

In tal modo, il tracciamento di una terna trifase con neutro e conduttore di protezione, può avvenire
senza richiedere ripetute assegnazioni di colore per i conduttori. Il colore riferito alla sigla
identificativo verrà associato al filo connesso.

Schermatura dei fili


La funzione Schermatura fili permette di tracciare il segno grafico relativo alla schermatura dei fili.
Dopo l’avvio del comando, alla riga di comando sono disponibili le opzioni per variare l’altezza
predefinita o la modalità di schermatura e richiede di due punti a video per determinare la larghezza
del grafico.
A seconda si effettui la tracciatura da sinistra verso destra o da destra verso sinistra il simbolo è
disegnato rispettivamente a destra o a sinistra. Sono disponibili tre opzioni per disegnare tre modalità
diverse di schermatura:
• Massa
• Terra
• Nodo

Come tracciare il simbolo di schermatura dei fili


1. Scegliere Schermatura fili.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: SCHERMO.

2. Per variare l’altezza digitare nella riga di comando a e premere INVIO, quindi indicare l'altezza
del simbolo di schermatura selezionando due punti a video o digitando il valore.
3. Digitare m per disegnare il simbolo della massa; digitare t per ottenere il simbolo della terra; in
alternativa, digitare n se si desidera riportare nella schermatura il simbolo grafico di un nodo da cui
poi partire con una linea personalizzata.
4. Selezionare il punto iniziale in prossimità del filo o gruppo di fili, da schermare.
5. Selezionare il secondo punto indicando dove inserire il simbolo di terra.
Linee elettriche 183
Nodi di connessione

Nodi di connessione
Un nodo viene inserito per marcare graficamente il punto di connessione tra fili o linee elettriche.

Nota. Un nodo è sostanzialmente un simbolo e viene inserito sul punto di giunzione delle linee
generate sul layer fili, nel caso il punto estremo di una linea corrisponda al punto di intersezione con
un'altra linea, sempre che tale punto non coincida con due estremi. Nel caso di incrocio tra due linee,
ma nessuno dei loro estremi corrisponde con il punto di incrocio, non verrà immesso alcun nodo sul
punto di giunzione.

A seguito della tracciatura di qualsiasi filo o linea elettrica o di una modifica automatica delle
connessioni, iDEA provvede ad aggiornare lo stato dei nodi nel foglio corrente.
In alternativa è possibile avviare manualmente la tracciatura dei nodi.
Come inserire i nodi nel foglio corrente
• Scegliere Nodi sul foglio corrente.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Riga di comando: NODI.
Come inserire i nodi in tutto lo schema
• Scegliere Nodi.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Riga di comando: NODIG.

Per inserire manualmente i nodi si può usare la seguente funzione.


Come inserire i nodi singolarmente
1. Scegliere Singola connessione.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Riga di comando: CNT.

2. Selezionare il punto all'incrocio di due fili, in cui inserire la connessione.

Nota. Una opzione in Preferenze ambiente grafico, pagina Fili (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Fili” a pagina 758), permette di controllare l'eliminazione dei nodi di connessione inseriti
manualmente con il comando CNT, all'esecuzione delle funzioni di inserimento automatico dei nodi
(comandi NODI e NODIG). Se l'opzione è attivata, i nodi inseriti manualmente non sono cancellati
con la tracciatura automatica. Nel caso contrario, tutti i nodi di connessione, inseriti con i comandi
CNT, NODI e NODIG, sono cancellati e inseriti solo dove necessario.

Cambia dati filo


Questa funzione permette di cambiare i dati dei fili.
Come cambiare i dati dei fili
• Scegliere Cambia dati filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: SEZ.
184 Linee elettriche
Cambia dati filo

Dalla finestra Gestione dati filo si possono eseguire le seguenti operazioni.


Interrogare i dati di un tratto di filo nello schema
Scegliere il pulsante Seleziona filo e quindi selezionare, nel disegno, il tratto di filo interessato. Le
informazioni lette sono riportate nella finestra.
Impostare i dati per un intero filo nel foglio corrente
Impostare tutti i dati desiderati nella finestra, quindi scegliere il pulsante Imposta filo, selezionare nel
disegno un solo tratto per ogni filo interessato e INVIO per terminare. Le informazioni saranno
salvate in tutti i tratti dei fili selezionati, all’interno del foglio corrente. Se si è cambiata la sezione
le linee assumeranno il colore corrispondente.
Impostare i dati per un filo non interrotto nel foglio corrente
Con la funzione Imposta filo (zona), è possibile impostare i dati del filo a cui la linea selezionata
appartiene. In questo caso vengono considerate sempre le linee nel foglio corrente, ma solo le linee
continue non separate da morsetti o connettori, quindi all’interno della stessa zona d’impianto.
Impostare i dati per un intero filo nel disegno
Con la funzione Imposta filo disegno, è possibile impostare i dati del filo a cui la linea selezionata
appartiene estendendo le modifiche in tutti i fogli del disegno corrente, in cui il filo è presente.
Impostare i dati per un filo non interrotto nel disegno
Con la funzione Imposta filo disegno (zona) è possibile impostare i dati del filo a cui la linea
selezionata appartiene estendendo le modifiche in tutti i fogli del disegno in cui il filo è presente.
Vengono considerate solo le linee continue o connesse da rinvii filo non separate da morsetti o
connettori.

Seguono i dati dei fili.


• Sezione: valore in millimetri quadrati della sezione del conduttore; è possibile scegliere una delle
sezioni normalizzate oppure digitarne il valore. La sezione impostata determina il colore dei fili nel
disegno: l'associazione sezione/colore è definibile sul setup della numerazione dei fili (vedi “Setup
numerazione fili” a pagina 370).
• Colore: colore dell’isolamento del conduttore; selezionare il pulsantino a lato della casella per
aprire la finestra Seleziona colore dove è possibile scegliere la normativa e la colorazione. Può essere
adottata la notazione abbreviata (Sigla) o estesa (Colore), selezionando o meno la casella di spunta
Sigla nella finestra Seleziona colore.
• Designazione: designazione del conduttore; è possibile scegliere una delle designazioni
normalizzate estratte dall’archivio Cavi.
• Caratteristica: è possibile assegnare una particolare caratteristica ad un filo per determinare se si
tratta di un filo di potenza, oppure di segnale, o altre tipologie che possono essere definite in
Preferenze ambiente grafico (vedi “Schemi elettrici - Fili” a pagina 758). Questa informazione è
utilizzata dalla funzione Routing automatico dei quadri (vedi la guida di riferimento di Cablo).

La stessa funzione di modifica dei dati dei fili, può essere utilizzata per impostare i valori di default
per i fili tracciati successivamente attraverso tutti i comandi di tracciamento linee elettriche: in tal
caso chiudere il comando con OK senza selezionare fili a cui cambiare i dati.
Linee elettriche 185
Richiesta dati filo

Richiesta dati filo


La funzione Richiesta dati filo consente di impostare la modalità per l’attivazione della finestra
Conduttori utile per la scelta di sezione, colore e designazione del filo da tracciare; vale per qualsiasi
funzione di tracciatura dei fili (linee di alimentazione, linee di derivazione, calate, filo, bus,...).
Le opzioni presentate alla riga di comando sono descritte di seguito.
• Si: la procedura richiederà la sezione del filo, il colore e la designazione da associare a ciascuna
delle linee tracciate.
• No: la procedura userà le impostazione predefinite per la sezione del filo, il colore e la
designazione da associare a ciascuna delle linee tracciate.
• Auto: la procedura userà le impostazione del filo da cui ci si deriva per la sezione, il colore e la
designazione da associare alle nuove tratte.
Come attivare la richiesta dati filo
1. Scegliere Richiesta dati filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Utilità linee elettriche.
Riga di comando: SEZFILO.

2. Digitare una delle opzioni e premere il pulsante INVIO.

Marcatura dati filo


Con la funzione Marcatura dati filo è possibile la tracciatura una tabellina con i dati indicanti le
caratteristiche dei vari conduttori selezionati.
Come tracciare la marcatura
1. Scegliere Marcatura dati filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: SEZLIN.

2. Specificare, mediante il cursore, un punto in corrispondenza dei fili a cui tracciare la linea di
sezione.
3. Specificare un secondo punto facendo in modo che la linea elastica visualizzata intersechi i fili
da selezionare.
4. Specificare un terzo punto per la tracciatura della linea di testo.
5. Nella finestra di dialogo Conduttori vengono visualizzati i dati dei fili intercettati; i campi
sezione, colore e designazione contengono l'informazione attribuita al conduttore in fase di
tracciamento.
6. Si tenga presente che, se la linea di sezione interessa più conduttori (linee multifilari), verranno
proposti i dati relativi all'ultimo conduttore selezionato.
7. Tale finestra consente anche l'editazione dei campi visualizzati: attenzione che la modifica di tali
dati non cambia il contenuto informativo del conduttore, ma influenza solo i testi di marcatura.
8. Premere OK per confermare i dati del conduttore e tracciare i testi di marcatura.

Mostra dati Colore/Designazione


Questa funzione permette di visualizzare o meno, per ogni spezzone del filo, i dati relativi a colore
e designazione assegnati al tratto di linea.
186 Linee elettriche
Marcatura connessioni

È da usarsi come metodo di controllo e verifica dei dati immessi, per evitare incoerenze di
assegnazione su tratti diversi dello stesso filo.
All'avvio del comando, viene richiesto se disegnare o meno i dati di colore e designazione con il
messaggio riportato nella figura seguente.
Come visualizzare o meno i dati filo
1. Scegliere Mostra dati filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Riga di comando: DATIFILO.

2. Un messaggio chiede la conferma: selezionare Si per visualizzare i dati di colore e designazione


su ogni tratto di filo, oppure No per cancellare precedenti indicazioni.

Marcatura connessioni
La funzione Marcatura connessioni (comando MARKFILI) consente la scrittura di una serie di
informazioni di connessione in prossimità dei pin dei simboli.
Le informazioni mostrate possono essere scelte, tra quelle disponibili, tramite la funzione Parametri
marcatura connessioni (comando MARKFILIOP) dove è possibile modificare anche le proprietà
grafiche della marcatura.

La finestra dei parametri marcatura permette le seguenti personalizzazioni.


Composizione testo: consente di determinare la composizione del testo del marcatore di connessione;
il testo può essere composto utilizzando i parametri disponibili preceduti dal carattere %:
• Filo
• Sigla, ubicazione, funzione, pin del componente capo vicino (pin vicino al testo)
• Sigla, ubicazione, funzione, pin del componente capo lontano (pin all'altro capo della
connessione)

Nella finestra che si apre con il bottoncino a lato della casella è possibile eseguire la composizione
con doppio clic sulle informazioni desiderate.

consentono di limitare il numero di testi


Attiva limite marcatori per pin e Numero marcatori per pin:
marcatori inseriti in corrispondenza di un pin con connessioni multiple (presenza di connessioni in
parallelo).
Linee elettriche 187
Inserimento dei marcatori filo

Non marcare i ponti in morsettiera: consente di escludere dalla marcatura le connessioni fra morsetti
della stessa morsettiera.

Seguono le opzioni di formato e posizionamento del testo.

Stile di testo

Altezza testo

Distanza testo dal fine linea

Distanza testo dalla linea

Le informazioni di connessione vengono inserite nel disegno tramite testi nel layer testi del foglio.
Il comando provvede a scrivere le informazioni su tutti i fogli dello schema aggiornando
un'eventuale scrittura precedente.
Per eliminare tutti i testi inseriti da MARKFILI eseguire la funzione Elimina marcatori connessioni
(comando MARKFILIEL).

Inserimento dei marcatori filo


La funzione Inserisci marcatori filo (comando MARKVIN) consente di inserire in un punto qualsiasi
di un filo, un blocco attributi riportante le informazioni del filo nel punto d'inserimento.
Il comando permette di selezionare uno o più punti tramite corda elastica: i blocchi attributi vengono
inseriti nei punti d'intersezione fra le linee appartenenti ai fili intercettate dalla corda elastica.

Le informazioni disegnate dipendono da quali attributi sono presenti nel blocco; pertanto è possibile
variarle personalizzando i blocchi gestiti.
I blocchi di attributi usati sono ARIFMH e ARIFMV e vengono inseriti dal comando a seconda che
la linea intercettata sia rispettivamente orizzontale o verticale.
Le informazioni filo che sono disegnate in presenza dei relativi attributi sono:
• Sigla del filo (etichetta M1)
• Sezione (etichetta SEZ_FIL)
• Colore (etichetta COL_FIL)
• Designazione (etichetta SIG_DES)
188 Linee elettriche
Inserimento dei marcatori filo

• Lista delle connessioni attraversanti il punto selezionato (etichetta L1); il testo relativo ad una
connessione è composto nella forma [sigla1:pin1 - sigla2:pin2].

Gli attributi dei blocchi marcatori vengono compilati dall’analisi dei fili (comando FILI) ed
aggiornati automaticamente se l’opzione di Aggiornamento automatico - Numerazione fili, è attiva
(vedi comando EGPREF > Preferenze ambiente grafico > Generali).

Come funzione secondaria, i marcatori filo possono fungere da vincoli per il filo. Essi infatti
comprendono anche gli attributi del blocco di vincolo dei fili R1, F1, UBIC1 e FUNZ1 che vengono
ignorati solo se vuoti.
Per ulteriori informazioni sui vincoli filo vedi “Vincolo della sigla del filo” a pagina 175.
9
Librerie di simboli

I simboli predefiniti in iDEA sono suddivisi in librerie per ambito d'uso.


I Cataloghi utente sono le librerie nelle quali possono essere salvati i simboli personalizzati.
In questo capitolo sono è trattata la gestione dei simboli nelle librerie di iDEA.

Librerie simboli di iDEA


• Libreria unifilare: simboli della norma CEI EN 60617 per la stesura di schemi unifilari di
potenza; l'inserimento viene gestito per la compilazione della tabella dati sul foglio unifilare.
• Libreria multifilare: simboli della norma CEI EN 60617 per schemi di quadristica con parte
multifilare di potenza e parte funzionale.
• Libreria impiantistica: simboli della norma CEI EN 60617 per schemi di impianti elettrici su
fabbricati industriali e civili.
• Libreria Termotecnica UNI: è una libreria grafica di simboli derivati dalla normativa UNI 9511
per la rappresentazione di impianti termotecnici.
• Libreria architettonica: simboli della norma CEI EN 60617 per schemi e piani d'installazione
architettonici e topografici.
• Libreria elettronica: simboli della norma CEI EN 60617 di componenti elettronici analogici e
digitali di uso comune.
• Libreria oleodinamica: contiene simboli da utilizzare in schemi di oleodinamica.
• Libreria pneumatica: contiene simboli da utilizzare in schemi di pneumatica.
• Libreria Ansi/Csa: relativa alla normativa americana ANSI/CSA.
• Libreria domotica: simboli di impiantistica per la domotica.
• Libreria Siemens: simboli “standard connection” di inverter Siemens per automazione
industriale.
• Libreria Schneider Electric: simboli serie Altivar.
• Libreria Omron: simboli “standard connection” di inverter Omron per automazione industriale.
• Libreria Pizzato elettrica: simboli relativi a moduli di sicurezza.
• Libreria P&ID - Norma ISA: contenente tutta la simbologia per realizzare diagrammi P&ID
secondo norma ISA.
• Libreria standard NEMA.
• Libreria simboli antincendio e antintrusione secondo nuova normativa CEI 79.3.
• Libreria simboli accessori gestiti negli schemi utenze unifilari.
• Cataloghi utente: sono a disposizione dell'utente per archiviare simboli personalizzati. Il
Catalogo utente 2D contiene già blocchi e macroblocchi di utilità comune.
• Gestione sagome: comprende sagome di apparecchiature per carpenterie e componenti per i
frontali di quadro, relativi ai maggiori costruttori, simboli per la rappresentazione di particolari di
impianti, diagrammi, layout di uffici e segnalazioni.

Caratteristiche dei simboli di iDEA


I simboli di iDEA sono costituiti da una parte grafica di definizione del simbolo e da un insieme
tipico di attributi, utilizzati per la siglatura dei componenti, le descrizioni, la preventivazione e per
altre operazioni di elaborazione dello schema. Tutte le entità sono definite su layer 0 e, per la parte
190 Librerie di simboli
Inserimento dei simboli

grafica, la proprietà colore e tipolinea è stata definita DABLOCCO; in tal modo i simboli
assumeranno le proprietà colore e tipolinea attive al momento del loro inserimento sullo schema.
Nella definizione di simboli nuovi a cura dell'utente, sarà opportuno mantenere lo stesso tipo di
impostazione soprattutto degli attributi, al fine di renderli poi trasferibili ai moduli di gestione
materiali o di computo; in particolare vengono considerati per la parte quadristica i primi attributi
(Sigla dispositivo, Descrizione e Dati tecnici) e gli ultimi (Funzione, Ubicazione, Codice alternativo
e Codice principale) mentre per la generazione del computo sono considerati tutti gli attributi
contenuti nei simboli per impiantistica.
iDEA permette la gestione di componenti con al massimo 80 punti di connessione individuati,
quindi, da attributi di etichetta da C1 a C80. Tali attributi verranno, inoltre, riconosciuti anche dalla
procedura di Siglatura Pin secondo varie tipologie.
Simboli di tipo schemi: contengono nell’ordine gli attributi seguenti

Etichetta Messaggio
SIGLA Sigla dispositivo / Sigla morsettiera
ALIAS Alias
VINCOLO Vinc olo
FUNZIONE Descrizione
FUNZIONE2 Descrizione
NOTE Dati tecnici
C1 Pin IN (1) / Pin OUT (1) / Pin (1)
… …
Cn Pin IN (n) / Pin OUT (n) / Pin n
NMAXC / CROSS_REF Formazione / Riferimento incrociato
UBIC Morsettiera
UBIC1 Sigla dell'ubicazione
FUNZ1 Sigla della funzione
UBICDESC Descrizione dell'ubicazione
FUNZDESC Descrizione della funzione
CODICE1 Codice alternativo
CODICE2 Codice principale

Simboli di tipo impianti: contengono nell’ordine gli attributi seguenti

Etichetta Messaggio
SIGLAC Sigla dispositivo
ALIASC Alias
VINCOLOC Vincolo
NOTEC Dati tecnici
UBICC Ubicazione
FUNZ1C Funzione
UBICDESC Descrizione dell'ubicazione
FUNZDESC Descrizione della funzione
CODICE1C Codice alternativo
CODICE2C Codice principale

Inserimento dei simboli


L'inserimento dei simboli negli schemi in iDEA può avvenire utilizzando i seguenti strumenti.

Libreria simboli: attivabile dalle barra Simboli o dal menu Disegna>Simboli, permette
l'inserimento di tutti i simboli per schemi e impianti (vedi “Libreria simboli” a pagina 191).
Cataloghi utente: accessibili in Libreria simboli, permettono l'inserimento dei simboli
personalizzati (vedi “Cataloghi utente” a pagina 200).
Gestione sagome: attivabile dalle barre Archivi o dal menu Strumenti>Archivi, permette
l'inserimento delle sagome per il layout di quadri (vedi “Gestione sagome” a pagina 211).
Librerie di simboli 191
Libreria simboli

Archivio Articoli: attivabile dalle barre Archivi o dal menu Strumenti>Archivi, permette
l'inserimento dei simboli o delle sagome associati agli articoli. Nel caso dei simboli, questi saranno
già codificati per la preventivazione (vedi “Inserimento simboli dall'archivio Articoli” a pagina 212
e vedi “Inserimento sagome dall'archivio Articoli” a pagina 213).

Nel setup di ogni simbolo il campo Modalità di inserimento, indica il tipo di inserimento previsto per
tale simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
I simboli relativi agli schemi multifilari e funzionali di quadristica vengono inseriti richiedendo
esclusivamente il punto di inserimento e i dati descrittivi.
Nel caso venga effettuato un inserimento di un simbolo di schema di potenza unifilare, prelevato
dalla libreria Unifilare, vengono richiesti inoltre i dati relativi alla tabella unifilare, in cui di solito
tali simboli vengono inseriti.
I simboli per schemi multifoglio vengono inseriti sempre nel layer disegni (D_*) del foglio
attualmente in uso.
I simboli relativi agli schemi planimetrici, invece, durante l'inserimento richiedono il punto di
inserimento, un angolo di rotazione e i consueti dati descrittivi. I simboli per schemi planimetrici
oltretutto vengono inseriti sempre nel layer attivo in quel momento.

Taglio automatico dei conduttori


Per tutti i simboli che si inseriscono in un disegno, una routine di taglio interrompe il filo, la calata
o la linea multifilare su cui va inserito l'elemento elettrico.
Il simbolo si inserisce, quindi, sulla zona prevista senza che l'utente debba interrompere
manualmente la linea per far posto al simbolo.

Il taglio automatico viene eseguito anche se si inseriscono prima i simboli e in seguito le linee sopra
i simboli. Quando un simbolo viene spostato vengono ripristinate le connessioni dei fili ed eseguito
il taglio nella nuova posizione.
Per i simboli compresi nella zona unifilare, la procedura di inserimento consente il loro allineamento
con la mezzeria della colonna di competenza rispetto al punto in cui sono stati inseriti. Il punto di
effettivo inserimento dipende, quindi, dalla larghezza assegnata alle colonne e dall'offset sinistro
indicati quale default nei parametri multifoglio dello schema; ovviamente la tabella utenze dovrà
essere definita (se diversa da quella standard) in modo tale da avere le colonne allineate con quelle
definite parametricamente.

Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli


La funzione Connessioni automatiche facilita il collegamento di un simbolo alle connessioni
elettriche, durante la fase di inserimento dello stesso nel foglio. La funzionalità opera durante
l’inserimento dei simboli da libreria: essa riconosce automaticamente la presenza di linee elettriche
e simboli nel foglio corrente e, sulla base della situazione circuitale rilevata, propone l'anteprima dei
collegamenti che verranno realizzati in caso di termine positivo del comando di inserimento.
Vedi “Tracciamento dinamico dei collegamenti all'inserimento simboli” a pagina 158.

Libreria simboli
I simboli delle librerie di iDEA e utente possono essere inseriti nel disegno mediante l’interfaccia
Libreria simboli.
192 Librerie di simboli
Libreria simboli

Come aprire la libreria simboli


1. Scegliere Libreria simboli.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EGLIB.

Nell'interfaccia Libreria simboli si aprono due schede.


• Simboli: gestisce le librerie dei simboli di iDEA e utente.
• Formazioni: gestisce l'archivio Formazioni per inserire agevolmente i simboli di
apparecchiature in formazione.

La scheda Formazioni viene ripresa al capitolo “Gestione delle apparecchiature” a pagina 251.
La scheda Simboli visualizza i simboli suddivisi per categoria facilmente selezionabili nelle pagine
di una struttura grafica ad albero nella parte sinistra della finestra. Le opzioni della finestra
consentono di muoversi, individuare simboli o blocchi e inserire gli elementi nel disegno corrente
con estrema facilità. Le informazioni sui simboli includono un'anteprima nonché il nome del blocco
.dwg ed una descrizione del simbolo riportati nella barra di stato della finestra.

Nota. La dimensione delle icone dei simboli sono proporzionali alle dimensioni della finestra
Libreria simboli.

Funzione nascondi automaticamente


Per facilitare l'organizzazione del lavoro nell'ambiente grafico quando si seleziona un simbolo in
Libreria simboli la finestra si chiude automaticamente per permettere l'inserimento del simbolo nel
disegno. Nello schermo rimane solo un bottone posizionabile in qualsiasi parte dello schermo:
facendo clic la finestra Libreria simboli viene nuovamente aperta.
Librerie di simboli 193
Libreria simboli

Inserimento simboli nel disegno


Per inserire un simbolo in un disegno prelevandolo da Libreria simboli trovare il simbolo da inserire,
sfogliando le cartelle nel riquadro di sinistra o tramite la barra degli strumenti e selezionarlo con un
clic. La finestra di libreria viene chiusa e si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al cursore,
per il posizionamento nel disegno. Indicare, quindi, il punto di inserimento del blocco. Il simbolo
effettuerà, se necessario, il taglio automatico del filo visualizzando successivamente la finestra di
editazione degli attributi.
Opzioni di inserimento
Per far si che all'inserimento il simbolo venga automaticamente siglato secondo la famiglia di
appartenenza, attivare nella barra degli strumenti della libreria il pulsante Effettua la siglatura del
simbolo all'inserimento. La sigla viene calcolata secondo il metodo di siglatura selezionato dalla
funzione di Setup siglatura dal menu Schemi>Siglatura simboli (vedi “Siglatura simboli” a
pagina 275).

È possibile inserire in sequenza più volte lo stesso simbolo se è premuto il pulsante Abilita
l'inserimento ripetitivo del simbolo nel disegno. In questo caso il simbolo selezionato sarà in
sequenza proposto per l'inserimento fino a che non si annulla l'operazione premendo ESC sulla
tastiera.

Per abilitare la richiesta degli attributi all'inserimento del simbolo accertarsi che sia premuto il
pulsante Abilita la richiesta attributi se necessaria.

Nota. Nel caso di inserimento di un macroblocco, per ottenere nel disegno i singoli blocchi,
assicurarsi che nel setup di tale simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203) sia selezionata
l'opzione Esplodi (macroblocchi).

Per un rapido posizionamento dei simboli su schema multifilare può essere utile attivare l’utilità che
centra nella cella il simbolo inserito; a tal fine premere il pulsante Inserisci simboli multifilari al
centro della cella.

Per inserire un simbolo generico rappresentato da un blocco rettangolare è possibile utilizzare la


funzione Black Box e Black Box per impiantistica. Per maggiori informazioni vedi “Black box” a
pagina 198.

Organizzazione dei cataloghi e delle pagine di libreria


La parte sinistra della finestra visualizza l'elenco delle pagine di libreria suddivise in cartelle o
cataloghi. È possibile visualizzare o meno questo riquadro selezionando l'icona Struttura libreria,
nella barra degli strumenti.
Facendo clic su una delle pagine vengono visualizzati i simboli relativi.
I blocchi visualizzati possono essere movimentati all'interno della stessa griglia e anche spostati in
un'altra pagina con la funzione drag & drop. Selezionare con il cursore il simbolo e, tenendo premuto
il tasto sinistro del mouse, trascinare l'icona in una posizione diversa nella stessa pagina; rilasciando
il tasto del mouse il programma chiederà la conferma dello spostamento. Allo stesso modo il simbolo
può essere spostato in un'altra pagina trascinando il cursore sull'icona giusta in elenco. La funzione
descritta può essere utilizzata per raggruppare in pagine personalizzate i simboli di uso frequente o
per raggrupparli in classificazioni proprie.
Definizioni
Pagina: raggruppamento di simboli;
Catalogo: raggruppamento di pagine;
Cartella: raggruppamento di cataloghi o di cartelle. Una cartella può contenere cataloghi oppure altre
cartelle;
194 Librerie di simboli
Libreria simboli

Tutti i cataloghi predefiniti della libreria simboli Electro Graphics sono organizzati nelle seguenti
cartelle predefinite:
• Schemi elettrici: cataloghi di simboli per schemi elettrici multifoglio.
• Impianti: cataloghi di simboli per impianti elettrici su foglio topografico.
• Fluidodinamica: cataloghi di simboli per oleodinamica, pneumatica, P&ID ISA.
• Altro: cataloghi di simboli di alcuni costruttori (Siemens, Omron, Pizzato elettrica, Schneider
Electric).
• Cataloghi utente: cataloghi di simboli personalizzati.

Nuove cartelle possono essere create tramite il comando Nuova cartella presente nel menu che si apre
con il tasto destro del mouse; è possibile modificare il nome di ogniuna con il comando Modifica ed
è disponibile anche il comando Elimina.

Nella creazione e modifica di cartelle e cataloghi viene visualizzata la finestra Proprietà in cui è
possibile editare la descrizione e selezionare la cartella o il catalogo all’interno di cui salvare
l’elemento.

Nota. La strutturazione di cartelle e cataloghi prevede i seguenti vincoli:


• una cartella può contenere solamente cartelle oppure solamente cataloghi, ma non è ammessa la
compresenza di sottocartelle e cataloghi;
• un catalogo può contenere solamente pagine;
• una pagina può contenere solamente simboli.

Creazione di nuove pagine di libreria


All’interno di un catalogo è possibile creare nuove pagine di libreria. Con il cursore sulla struttura
delle categorie premere il tasto destro del mouse: dal menu a cursore selezionare Nuova pagina.
Nella finestra di dialogo delle proprietà inserire le proprietà riportate di seguito.

Codice pagina: codice univoco di massimo quattro caratteri.


Descrizione: viene riportata nell'elenco delle pagine di libreria come titolo della pagina.
Categoria: indica la categoria, quindi il catalogo o cartella, in cui viene collocata nell'elenco ad albero.
Numero di righe/colonne: indicano il numero di righe e colonne della griglia e determinano il numero
di simboli che la pagina può contenere.
Aggiungi nella pagina N simboli utente: attiva la creazione di nuove celle per simboli, in quantità
dipendente dal numero di righe e colonne impostate; solo se tali celle sono definite nella pagina sarà
possible salvare all’interno i simboli altrimenti sarà possibile solo trasferire simboli da altre pagine.
Librerie di simboli 195
Libreria simboli

Nascondi pagina: permette di nascondere la pagina; se la proprietà Visualizza tutte le pagine nascoste
vengono comunque visualizzate. L'icona della pagina sarà più chiara delle normali (vedi “Opzioni
Libreria simboli” a pagina 196).
Ordinamenti
Le cartelle ed i cataloghi rappresentati nella struttura ad albero possono essere ordinati. Selezionare
una cartella od un catalogo ed utilizzare i comandi disponibili nel menu contestuale: Sposta in alto
(CTRL+Up), Sposta in basso (CTRL+Down) per eseguire l'ordinamento.
In alternativa è possibile ordinare cartelle e cataloghi tramite drag&drop: selezionare l’elemento e
trascinare mantenendo premuto il tasto CTRL; la linea orizzontale di demarcazione indicherà il
nuovo punto di inserimento.
Spostamento di cartelle, cataloghi o pagine
Utilizzare il comando Modifica per riassegnare la cartella od il catalogo di appartenenza.
In alternativa è possibile spostare cartelle e cataloghi tramite drag&drop: selezionare la cartella
oppure il catalogo mantenendo premuto il tasto CTRL, trascinare la selezione sopra la cartella di
destinazione fino a quando apparirà una icona '+' per indicare che la nuova cartella o catalogo è stata
agganciata, quindi rilasciare.
Anche le pagine possono essere spostate tramite modifica del catalogo di appartenenza o tramite
drag&drop.
Elementi nascosti
L'opzione Nascondi ora è applicabile a cartelle e cataloghi oltre alle pagine. Questa opzione è
applicabile tramit eil comando nel menu contestuale ed esclude l'elemento selezionato dalla
visualizzazione nella struttura ad albero.
La visualizzazione degli elementi nascosti è determinata anche dall'opzione di libreria Mostra tutte
le pagine di libreria, disponibile nella finestra opzioni della libraria simboli. Se tale opzione è
selezionata gli elementi nascosti sono comunque visualizzati nella lista ma identificati con una icona
di colore piu leggero delle altre; altrimenti gli elementi nascosti non sono visibili in lista.
Modifica di pagine e cataloghi personalizzati
Le proprietà dei cataloghi (cartelle) e delle pagine possono essere modificate. Per fare ciò selezionare
la cartella o la pagina e premere il tasto destro del mouse; dal menu a cursore e selezionare Modifica.

Per duplicare o eliminare una pagina dal menu a cursore si possono selezionare i comandi Copia ed
Elimina.
Quando si elimina una pagina contenente dei simboli il programma ne chiede conferma e quindi
elimina tutto senza possibilità di annullare l’operazione.
Quando si eliminano tutte le pagine di un catalogo, eseguire Aggiorna dal menu a cursore, per
eliminare dalla struttura anche la cartella.

Simboli con codice materiale


I simboli che hanno preassegnato un codice articolo o una voce di listino prezzi sono identificati,
nella libreria simboli, con una icona riportata nell’angolo in basso a sinistra della sua cella.

Per associare un codice materiale predefinito vedi “Materiale” a pagina 207.

Barra rapida
Nella parte inferiore della finestra Libreria simboli viene visualizzata una barra degli strumenti,
denominata Barra rapida, che permette di selezionare rapidamente una pagina di simboli tramite le
caratteristiche icone. Premendo uno dei tasti di scelta rapida, verranno visualizzati i simboli della
relativa famiglia.
Nella barra rapida si possono eseguire delle personalizzazioni attivando la finestra FastBar setup.
196 Librerie di simboli
Libreria simboli

Come personalizzare la Barra rapida


1. In Libreria simboli portare il cursore sopra la Barra rapida e premere il tasto destro del mouse.
2. Dal menu a cursore scegliere Personalizza.
3. Nella finestra FastBar setup si possono:
• spostare i tasti di scelta rapida con i pulsanti Sposta su, Sposta giù;
• aggiungere un tasto di scelta rapida con il pulsante Aggiungi;
• aggiungere un separatore dei tasti nella barra con il pulsante Separatore;
• rimuovere un tasto con il pulsante Rimuovi;
• cambiare l'icona del tasto selezionato con il pulsante Icona;
• assegnare ad un tasto la pagina di simboli corrispondente selezionandola dalla lista a comparsa
Lista delle pagine a cui associare il tasto rapido. Nella lista saranno elencate tutte le pagine della
libreria, anche quelle create dall'utente.

Trova
Trova, attivabile dalle barre della libreria, permette di eseguire una rapida visualizzazione dei
simboli presenti in libreria le cui descrizioni corrispondono ai criteri di ricerca impostati.
Compilare la casella Digitare la parola o le parole da cercare. È possibile digitare solo alcuni
caratteri, una parola, una frase, corrispondenti al testo da ricercare (sono rispettate maiuscole e
minuscole) o sceglierlo nella lista a comparsa. Nel riquadro Mostra le parole che, si può scegliere il
criterio di ricerca.
La ricerca viene effettuata, sui seguenti campi del setup del simbolo:
• Nome del blocco dwg
• Messaggio
• Descrizione

Premere il pulsante Trova per avviare la ricerca.


Tutti i simboli trovati vengono visualizzati in una pagina temporanea della finestra della libreria.
Selezionando un’altra pagina della libreria si perde il risultato della ricerca.

Opzioni Libreria simboli


Selezionando Utilità > Opzioni, è possibile visualizzare il percorso corrente delle librerie e attivare
o disattivare le seguenti opzioni.

Nota. Il percorso delle librerie dipende dai Percorsi di rete correntemente impostati: vedi “Percorsi
di rete” a pagina 742.

Mostra tutte le pagine di libreria: le pagine di libreria possono essere nascoste come descritto in
“Organizzazione dei cataloghi e delle pagine di libreria” a pagina 193; se questa opzione è
selezionata le pagine nascoste vengono comunque visualizzate. L'icona della pagina sarà più chiara
delle normali.
Richiedi conferma prima di spostare i simboli: attivando questa opzione viene chiesta la conferma
quando si sposta un simbolo all'interno della stessa pagina o anche in pagine diverse (vedi
“Organizzazione dei cataloghi e delle pagine di libreria” a pagina 193).
Utilizza pulsante di richiamo rapido: se questa opzione è selezionata, all’inserimento di un simbolo nel
disegno la libreria si chiude ma rimane a video un bottone per la riapertura veloce vedi “Funzione
nascondi automaticamente” a pagina 192.
Nascondi attributi predefiniti in memorizzazione: se questa opzione è selezionata, quando si memorizza
un simbolo nel catalogo utente, se sono presenti gli attributi standard ALIAS, VINCOLO, UBIC,
CODICE1, CODICE2 vengono impostati invisibili come per i simboli standard di iDEA.
Visualizza il pulsante di richiamo rapido all’avvio dell’applicazione: se attiva il pulsante per l’apertura
veloce della libreria è aperto all’avvio del programma; vedi “Funzione nascondi automaticamente”
a pagina 192.
Evidenzia punto di inserimento in salvataggio diapositiva: se questa opzione è selezionata, la
diapositiva creata al salvataggio di un simbolo/macroblocco nel catalogo utente visualizza il punto
di inserimento del simbolo/macroblocco stesso.
Formato di salvataggio simboli: è possibile selezionare nella lista il formato AutoCAD in cui un
simbolo/macroblocco viene salvato nel catalogo utente. Quando si condivide la libreria simboli con
Librerie di simboli 197
Libreria simboli

altre postazioni che utilizzano AutoCAD di versioni differenti è opportuno selezionare il formato
AutoCAD inferiore al fine di mantenere la compatibilità in tutte le postazioni.
Usa caratteri grandi: imposta l'uso di caratteri grandi in Libreria simboli.
Mostra immagini: attiva la visualizzazione dell'anteprima del blocco dell'elemento selezionato.
Questa preferenza è riferita alla scheda Formazioni.

Nella scheda Copia/Incolla possono essere selezionati i parametri oggetto di copia/incolla con i
comandi Copia setup e Incolla setup, che servono per copiare i parametri di setup da un simbolo ad
un’altro (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).

Zoom della cella


È possibile attivare la finestra Zoom che visualizza lo zoom del contenuto della cella indicata dal
cursore. Questa finestra è particolarmente utile per visualizzare le celle che contengono parti di
schema o simboli con molti particolari.
Come attivare la finestra Zoom
• Posizionare il cursore su una cella della libreria e premere il tasto destro del mouse; dal menu a
cursore e selezionare Zoom.

Esporta e importa pagine di libreria simboli


Per facilitare la portabilità di simboli tra la libreria simboli di diverse postazioni o tra collaboratori
è ora disponibile una funzione per esportare ed importare le pagine di libreria simboli con il loro
contenuto di simboli standard o personalizzati.
L’esportazione salva tutte le informazioni (pagine e simboli comprensivi di setup e diapositiva) in un
unico file importabile in un altro pc con qualsiasi CAD Electro Graphics.
I comandi di esportazione ed importazione si avviano in Libreria simboli, dal menu contestuale che
si apre premendo il testo destro del mouse puntando nell’elenco delle pagine della liberia (riquadro
a sinistra).
Esporta pagine
Il comando Esporta pagine visualizza una finestra di dialogo in cui selezionare il catalogo e le pagine
con i simboli da esportare. Il catalogo preselezionato corrisponde al catalogo correntemente
selezionato in libreria.

Nota. Vengono esportate pagine intere, quindi non è possibile esportare solo alcuni simboli (a tale
scopo spostare solo i simboli da esportare in una nuova pagina).
198 Librerie di simboli
Black box

Premere OK e indicare il percorso ed il nome del file .ZIPLIB che conterrà la libreria esportata.
Importa pagine
Il comando Importa pagine chiede di selezionare il file .ZIPLIB che contiene il catalogo da
importare. La finestra di dialogo visualizzata elenca in anteprima le pagine di libreria simboli da
importare.

L’icona “NEW” indica una pagina non presente in libreria;


L’icona “!” indica che in libreria esiste una pagina con lo stesso codice.

Selezionare dall’elenco le pagine da importare.


Selezionare inoltre in quale catalogo importare le pagine. Il catalogo preselezionato corrisponde al
catalogo di origine della libreria esportata.

È possibile inoltre selezionare la modalità di importazione delle pagine già presenti in libreria
possono essere sovrascritte oppure aggiunte alla libreria in base all’opzione selezionata. In caso di
sovrascrittura tutti i simboli della libreria già presenti saranno sostituiti dai simboli importati.
Le pagina non presenti in libreria saranno inserite con la codifica originale.

Black box
Una Black box è un blocco rettangolare che rappresenta un simbolo generico utilizzabile solamente
all'interno del disegno in cui viene inserito.
La funzione di inserimento di Black box permette di inserire rapidamente nello schema blocchi creati
'al volo' dal programma, indicando semplicemente il loro ingombro massimo.
I simboli che ne risultano sono comprensivi degli attributi standard di iDEA (per schemistica o per
impiantistica) e di un pin per ogni linea elettrica che il blocco interseca e che provvede a tagliare.
Librerie di simboli 199
Black box

L'apparecchiatura così definita viene considerata nelle procedure automatiche di analisi e


preventivazione come tutti i simboli standard.
Come inserire una Black Box per schemistica
1. Aprire la Libreria simboli e selezionare l'icona Inserisci una Black Box nel disegno o avviare il
comando diretto.
Riga di comando: BBOX.

2. Indicare nel disegno i vertici opposti del riquadro che rappresenta il blocco.
3. Viene inserito un simbolo rettangolare delle dimensioni indicate e provvisto di un pin per ogni
linea elettrica, precedentemente tracciata, intersecata dalla selezione.

linee
elettriche
Primo punto

Secondo
punto

4. All'inserimento della Black Box viene visualizzata la finestra per l'editazione degli attributi del
simbolo come per i blocchi standard di iDEA.

Black Box elemento di comando


Per creare un simbolo del tipo elemento di comando al quale poter relazionare altri simboli del tipo
elemento riferito, all'avvio della funzione Block Box digitare C (opzione Comando) alla tastiera e di
seguito indicare i due punti della sagoma.
Il simbolo creato, nel quale è presente anche l'attributo Formazione (NMAXC), viene gestito da
iDEA come gli elementi di comando della libreria standard; come parametri di setup vengono assunti
dei dati standard. Per questo simbolo è possibile eseguire il cross-reference.
Per quanto riguarda le apparecchiature o formazioni vedi “Le formazioni” a pagina 251.

Black Box elemento riferito


Per creare un simbolo del tipo elemento riferito, relazionabile ad un simbolo del tipo elemento di
comando, all'avvio della funzione Block Box digitare R (opzione Riferito) alla tastiera e di seguito
indicare i due punti della sagoma.
Il simbolo creato, nel quale è presente anche l'attributo Riferimento incrociato (CROSS_REF), viene
gestito da iDEA come gli elementi riferiti della libreria standard; come parametri di setup vengono
assunti dei dati standard. Per questo simbolo è possibile eseguire il cross-reference.
200 Librerie di simboli
Cataloghi utente

Black Box per impiantistica


Per creare un simbolo per impianti, quindi provvisto degli attributi standard per impianti di iDEA, è
disponibile un apposito comando.
Come inserire una Black Box per impiantistica
1. Nella finestra Libreria simboli selezionare l'icona Inserisci una Black Box per impiantistica o
avviare il comando diretto.
Riga di comando: BBOXC.

2. Indicare nel disegno i vertici opposti del riquadro che rappresenta il blocco.
3. All'inserimento della Black Box viene visualizzata la finestra per l'editazione degli attributi del
simbolo come per i blocchi standard di iDEA.

Il simbolo creato viene gestito da iDEA come i simboli per impiantistica della libreria standard; come
parametri di setup vengono assunti dei dati standard.

Cataloghi utente
La memorizzazione di blocchi personalizzati può essere eseguita in Libreria simboli. Selezionando
le cartelle Catalogo 1-C, Catalogo 2-D, Catalogo 3-E o Catalogo 4-F è possibile accedere alle pagine
di libreria per i simboli gestiti totalmente dall'utente allo stesso modo dei simboli standard. Tali
librerie possono rappresentare un valido supporto per integrare le librerie di iDEA o per salvare dei
parziali di schema o di impianto da utilizzare come base in lavori successivi.

Nota. Le celle delle librerie utenti si distinguono per il bordo colorato.

Tutti i simboli delle librerie utente sono classificati con un codice alfanumerico: una lettera alfabetica
corrispondente al catalogo (C, D, E), seguita dalla lettera della pagina di appartenenza ed un numero
che varia da 1 a 20. Sono disponibili 26 pagine per libreria identificate dalla lettera A fino alla lettera
Z.
Nel Catalogo 2-D sono già inseriti dei macroblocchi. In particolare alle pagine Avviamenti si trovano
macroblocchi relativi ad avviamenti da utilizzare in schemi multifilari e funzionali.
Nuovi cataloghi personalizzati e nuove pagine di celle predisposte per la memorizzazione di blocchi
e macroblocchi possono essere create con i comandi descritti al paragrafo “Organizzazione dei
cataloghi e delle pagine di libreria” a pagina 193.
Librerie di simboli 201
Cataloghi utente

Memorizzazione di blocchi e macroblocchi nei cataloghi utente


Memorizzare un simbolo all'interno della libreria utente significa salvare in una cella del catalogo
utente un simbolo personalizzato, o un gruppo di simboli (macroblocco), per poterne usufruire in un
altro disegno.
All’avvio della memorizzazione una finestra di dialogo presenta alcune opzioni di salvataggio:

Tipo di simbolo da memorizzare : a seconda del tipo selezionato vengono aggiunti gli attributi
indispensabili, se non presenti, e preimpostato il Setup simbolo.

Tipo di simbolo da memorizzare Attributi aggiunti, se non presenti


Simbolo normale
Elemento di comando Formazione (NMAXC)
Elementi riferito Cross refence (CROSS_REF)
Unità PLC Formazione (NMAXC), Descrizione tipo scheda (D_SCHEDA)
Operando PLC Gruppo (GRUPPO), Cross refence (CROSS_REF)
Morsetto Codice morsetto (COD_MOR)
Connettore Codice morsetto (COD_MOR)

Modalità di inserimento : se si sta salvando un simbolo per schemi multifilari di automazione


selezionare Multifilare; nel caso di un simbolo per impianti selezionare Impianti.
Macroblocco: selezionare questa opzione se si salva una parte di schema; il disegno non dovrà essere
esploso.
Memorizza nel layer ‘0’: questa opzione è selezionata per default e fa in modo che, all’inserimento, il
simbolo venga posizionato nel corretto layer simboli del foglio corrente.
Riporta in scala unitaria: questa opzione è selezionata per default e fa in modo che, all’inserimento,
il simbolo venga scalato secondo la scala del disegno corrente.
Come memorizzare un simbolo nella libreria
1. Aprire Libreria simboli.
2. Nell'elenco ad albero selezionare una delle cartelle dei cataloghi utente (Catalogo 1-C, Catalogo
2-D, Catalogo 3-E, Catalogo 4-F) e quindi una pagina in cui si desidera memorizzare il simbolo.
3. Selezionare una cella libera.
4. Premere il tasto destro del mouse e dal menu a cursore scegliere Memorizza.
5. Nella finestra Opzioni di memorizzazione, selezionare il tipo di simbolo, la modalità di
inserimento e lasciare le altre opzioni come di default. Premere OK.
6. Selezionare, nel disegno, gli oggetti che compongono il simbolo da memorizzare.
7. Premere il pulsante INVIO per terminare la selezione degli oggetti.
8. Selezionare mediante il cursore un punto in prossimità del simbolo indicandone in questo modo
il punto di inserimento.

Nel caso si volesse memorizzare un simbolo in una cella già occupata, verrà richiesto se si desidera
ridefinirlo o meno. Il blocco memorizzato sarà così rappresentato nella cella precedentemente
selezionata e una diapositiva con l'anteprima del blocco visualizzerà il contenuto.

Nota. Anche per i blocchi appartenenti alle librerie utente è prevista la configurazione dei parametri
come per i simboli standard; attivando la finestra di dialogo Setup sono disponibili tutti i parametri
del simbolo da configurare (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
202 Librerie di simboli
Cataloghi utente

Come cancellare un simbolo dei cataloghi utente


1. Aprire Libreria simboli.
2. Dall'elenco delle pagine di libreria selezionare uno dei cataloghi utente e quindi la pagina del
simbolo da cancellare.
3. Selezionare la cella del simbolo da cancellare.
4. Premere il tasto destro del mouse e dal menu a cursore scegliere Cancella.

Memorizzazione di macroblocchi
Molte volte diventa utile memorizzare, nella libreria utente, delle pagine complete di schema
elettrico formate quindi da simboli, fili e testi descrittivi, chiamati macroblocchi. In tal caso
l'inserimento di detti macroblocchi dovrà essere effettuato attivando la casella Esplodi
(macroblocchi) nella scheda Generale del setup del simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Questa funzione permette di esplodere un qualsiasi macroblocco memorizzato e di riordinarlo nel
foglio corrente; i testi verranno automaticamente inseriti nel layer testi di pertinenza, tutte le linee
verranno inserite nel relativo layer fili e i rimanenti oggetti nel layer disegni.

Attenzione. Non effettuare l'inserimento in modalità esploso di un semplice simbolo in quanto


verrà esploso rendendo impossibile l'uso degli attributi.
Rigenerazione diapositiva da schermo corrente
Dal menu contestuale delle celle utente è disponibile il comando Rigenerazione diapositiva da
schermo corrente. Il comando sostituisce la diapositiva della cella selezionata con una vista della
schermata di disegno corrente; viene pertanto generata una diapositiva che mostra tutto ciò che è
visibile nell’area di disegno, vista che sarà pertanto messa a punto dal disegnatore prima di eseguire
il comando.
Questa funzione può essere utile:
• per sostituire la diapositiva di un blocco o macroblocco salvato in precedenza;
• per creare una diapositiva con una vista differente dal contenuto grafico del blocco salvato;
• in certi casi per ovviare ad alcune lacune di Autocad sulla generazione delle diapositive in
automatico.

Adattamento dei simboli alla scala unitaria


Molto spesso nella libreria utente vengono memorizzati simboli riguardanti schemi topografici, dove
difficilmente si utilizza la scala simboli unitaria.
Durante la memorizzazione del simbolo nella libreria utente, nel caso in cui la scala non sia unitaria
(vedi “Scala simboli” a pagina 215), verrà richiesto se effettuare la trasformazione dalla scala attuale
a quella unitaria. Tale trasformazione è molto importante in quanto evita all'utente di memorizzare
un blocco con una scala diversa da quella unitaria nella fase successiva di inserimento, evitando poi
scomode operazioni di adattamento del simbolo alla scala corrente.

Condivisione in rete dei cataloghi utente


I blocchi creati nei cataloghi utente vengono memorizzati nella directory
COMMON\LIBRARY\LIB4 di iDEA e quindi sono condivisibili in ambiente di rete come tutti i
simboli standard e gli archivi dei programmi Electro Graphics.
Per ulteriori informazioni vedi la sezione “Condivisione degli archivi” della guida “Installazione e
aggiornamento”.
Librerie di simboli 203
Setup dei simboli

Setup dei simboli


Tutti i simboli salvati in Libreria simboli sono configurabili nei loro parametri principali, riguardanti
le modalità di inserimento, la loro designazione, l'assegnazione di un particolare codice materiale,
etc.
Nella finestra di dialogo Setup si ha la possibilità di definire tutti i parametri di seguito descritti.
Come attivare la finestra Setup di un simbolo
1. Scegliere Libreria simboli.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EGLIB.

2. Nella finestra Libreria simboli trovare e il simbolo da editare.


3. Premere il tasto destro del mouse e dal menu a cursore scegliere Setup.

Copia e incolla setup


Il settaggio degli elementi in libreria simboli è agevolato da pratiche funzioni di copia e incolla
selettivo dei parametri di setup legati ai vari simboli. Copia setup e Incolla setup, sono accessibili dal
menu a cursore che si visualizza facendo clic con il tasto destro del mouse sopra la cella del simbolo
di cui copiare i parametri di setup o a cui applicare il setup copiato in precedenza. I parametri oggetto
della copia si possono impostare nella finestra Proprietà della Libreria simboli (vedi “Opzioni
Libreria simboli” a pagina 196).
204 Librerie di simboli
Setup dei simboli

Generale
Nella scheda Generale sono configurati i parametri principali riguardanti il simbolo selezionato.

Nome del blocco: visualizza il nome del blocco che corrisponde a un file .dwg salvato nelle librerie
di iDEA. Il nome non è mai editabile. Per i simboli del catalogo utente il nome viene assegnato
automaticamente in base alla cella in cui è salvato.
Classe del simbolo: visualizza l’eventuale classe a cui appartiene il simbolo; vedi “Classi di simboli”
a pagina 209.
Percorso: indica il percorso in cui è collocato il blocco.
Messaggio: la descrizione qui compilata viene visualizzata sulla finestra di dialogo principale della
libreria. Per i simboli standard di iDEA è indicato il riferimento alla normativa.
Classificazione in libreria: indica la famiglia del simbolo e quindi della pagina di libreria in cui viene
visualizzato. Selezionando una nuova famiglia, il simbolo viene automaticamente spostato nella
nuova pagina.
Tipologia: indica la tipologia del simbolo. A seconda dell'uso del simbolo selezionare:
• Simbolo normale: simboli generici sia di schemi che impianti.
• Elemento di comando: simboli di elementi di comando utilizzabili nella composizione delle
formazioni.
• Elemento riferito: simboli di elementi riferiti utilizzabili nella composizione delle formazioni.
La sigla dipenderà dall'elemento di comando a cui è riferito.
• Unità centrale PLC: simboli di unità centrali di PLC, utilizzabili all'interno dell'ambiente grafico
e nel programma Plc.
• Operando PLC: simboli di operandi di PLC, utilizzabili all'interno dell'ambiente grafico e nel
programma Plc. La sigla dipenderà dall'unità centrale PLC a cui è riferito.
• Morsetto: simboli che verranno riconosciuti come morsetti e quindi resi disponibili
nell’interfaccia Inserimento morsetti.
• Connettore: simboli che verranno riconosciuti come pin di connettore e quindi resi disponibili
nell’interfaccia Inserimento connettori.
• Simbolo impianti: simboli che verranno riconosciuti come pin di connettore e quindi resi
disponibili nell’interfaccia Inserimento connettori.

Nota. Selezionando Elemento di comando o Unità centrale PLC viene mostrata la scheda Elemento
di comando, mentre se si seleziona Elemento riferito o Operando PLC nella finestra Setup viene
mostrata la scheda Elemento di comando.

Tipologia di simbolo impianti: questo dato è visibile solo per simboli con tipologia Simbolo impianti
ed è stato introdotto per qualificare i simboli di impiantistica al fine di eseguire la verifica dotazione
minima d’impianto secondo la variante V3 della norma CEI 64-8 (vedi “Dotazioni minime
d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461). Le tipologie simbolo impianti (Presa, Presa
TV, Lampada, Citofono, ...) sono essenzialmente quelle previste dalla norma, ma nulla vieta, se si
presentasse la necessità, di introdurne di nuove.
Modalità inserimento: specifica la modalità di inserimento che può variare a seconda della categoria
del simbolo:
• Multifilare e Unifilare;
• Impianti (con rotazione);
Librerie di simboli 205
Setup dei simboli

• Utente (con rotazione).

Pin: questo bottone visualizza la finestra di dialogo Pin in cui inserire le informazioni riguardanti
l'eventuale piedinatura del componente: è possibile aggiungere i numeri dei pin singolarmente o in
sequenza o modificarli; tali codici vanno a compilare gli attributi Pin In (1), Pin Out (1), etc..., di
etichetta che va da C1 a C80.
Elevazione: per i simboli di impiantistica, quindi con Modalità inserimento Impianti (con rotazione),
anziché il bottone Pin è visualizzata la casella Elevazione, attivabile con una casella di spunta, per
impostare l’elevazione a cui inserire il simbolo nel disegno. L’opzione Predefinita permette di
specificare una misura assoluta in metri. Le altre opzioni sono quelle definite nei parametri del
disegno (in Preferenze > Parametri topografico). In tal modo non è necessario attribuire un valore
assoluto di elevazione ma l’assegnazione dipende dalla configurazione assegnata al disegno.
Un’ulteriore casella di spunta permette di notificare al programma quali segni grafici per
impiantistica non richiedono rotazione sul disegno in fase di inserimento.
Attiva richiesta attributi: spuntare questa casella se si desidera che all'inserimento del simbolo venga
data la possibilità di editare gli attributi.
Esplodi (macroblocchi): spuntare questa casella se si desidera che all'inserimento il macroblocco
venga nei simboli blocchi. È attiva solo nei cataloghi utente.
Legenda
Le seguenti impostazioni riguardano i dati relativi alla legenda simboli (vedi “Legenda simboli” a
pagina 220).

Abilita il simbolo nella legenda dei simboli: l’opzione che abilita la ricerca del simbolo durante la
tracciatura della legenda.
Posizione: questa casella di testo permette di dare un ordinamento ai simboli durante la tracciatura
della legenda. Ad esempio, se si vuole che tutte le plafoniere vengano inserite come prime righe della
legenda, si dovrà modificare il contenuto di questo campo e quello di tutte le altre plafoniere con un
valore pari a 10; se poi nella legenda simboli, dopo le plafoniere, vorremmo inserire i punti luce, si
assegnerà per tutti i punti luce un valore pari a 20 e così via fino a creare un ordinamento adeguato
alle proprie esigenze. Si ricorda che nel caso in cui il contenuto di tale campo sia vuoto, il programma
eseguirà un ordinamento dei simboli in base al nome del simbolo stesso.
Descrizione: le due caselle di testo permettono di dare una descrizione dettagliata del simbolo fino ad
un massimo di 160 caratteri.
Designazione dei componenti
Tutti i simboli della libreria possiedono un codice letterale per la designazione del componente
stesso. La scelta della famiglia di appartenenza o dell'eventuale contrassegno può essere effettuata
scrivendone il codice nella casella di testo relativa oppure sfogliando la lista a comparsa fino a
trovare il codice voluto. Selezionando tale codice nella lista verranno aggiornate automaticamente
le caselle di testo relative alla famiglia e al contrassegno. I simboli inseriti nelle librerie standard di
iDEA sono stati designati seguendo le direttive della normativa CEI EN 61346. È importante per la
funzionalità del programma, gestire con cura la designazione dei componenti in quanto è parte
fondamentale per una corretta siglatura dei simboli. A questo proposito si rimanda al capitolo
“Siglatura dei simboli” a pagina 271.

Famiglia (CEI EN 61346): codice letterale per la designazione del tipo di componente; selezionare dalla
lista a comparsa la famiglia secondo la norma CEI EN 61346.
Famiglia (CEI EN 81346): prevede un prefisso di siglatura composto di 1 o 2 caratteri in base alla scelta.
La finestra di scelta presenta un albero con la lista delle classi e sottoclassi stabilite dalla norma.
Selezionare nell'albero la famiglia simboli desiderata in modo che il programma imposti la sigla
corretta. Una casella di testo consente di effettuare una ricerca secondo una parola chiave e filtrare i
rami dell'albero secondo quanto digitato. Selezionando un ramo, nella parte inferiore della finestra,
è mostrata una nota descrittiva del ramo selezionato.
Famiglia (IEC 750): codice letterale per la designazione del tipo di componente secondo la norma IEC
750.
Contrassegno: codice letterale con combinazione di due lettere selezionabile dalla lista a comparsa.
Se per un tipo di componente non viene indicata la combinazione di due lettere, sarà opportuno
utilizzare altre combinazioni di due lettere, o, preferibilmente, l'appropriato codice letterale singolo.
206 Librerie di simboli
Setup dei simboli

Snap ad oggetto
La scheda Snap ad oggetto contiene le impostazioni personalizzate riguardanti la modalità di snap
ad oggetto. Selezionare la casella <nessuno> per non attivare alcun snap durante l'inserimento del
simbolo. Selezionare una delle altre opzioni per attivare il relativo snap ad oggetto in fase di
inserimento del simbolo

Avanzate
Nella scheda Avanzate sono configurati altri parametri riguardanti il simbolo selezionato.
Tagli
Sono impostati i parametri di taglio che controllano come vengono tagliate le linee elettriche
all’inserimento dei simboli.

Taglio automatico: imposta la modalità di taglio calcolato dal programma secondo le dimensioni
d'ingombro del simbolo. Questa modalità disabilita i parametri di taglio impostati.
Numero tagli: numero di tagli che il simbolo deve effettuare.
Passo: distanza espressa in mm tra due piedini del componente.
Lunghezza: lunghezza in mm del taglio.
Taglio simmetrico: abilita il taglio delle linee rispetto al punto di inserimento simmetrico del simbolo.
Come riferimento per la gestione dei simboli con taglio asimmetrico, si presuppone che il punto di
inserimento sia posto in alto a sinistra del simbolo stesso, quindi, il taglio verrà effettuato verso destra
sui simboli con direzione di taglio orizzontale e verso il basso per i simboli con taglio verticale.
Direzione: lista a comparsa con indicazione della direzione di taglio. Le scelte possibili sono:
Verticale per simboli che effettuano il taglio lungo l'asse Y del conduttore, Orizzontale per simboli
che effettuano il taglio lungo l'asse X del conduttore o Entrambi che raggruppa le precedenti due
possibilità.

Vedere l'esempio nella figura seguente.

Per il corretto taglio è necessario compilare correttamente i parametri di taglio:


• con punto di inserimento al centro del simbolo è necessario attivare la casella di controllo Taglio
Simmetrico e la casella di testo Lunghezza Taglio [mm] può essere lasciata al valore zero.
• con punto di inserimento in alto a sinistra del simbolo è necessario specificare nella casella di
testo Lunghezza Taglio [mm] il valore dell'altezza del simbolo; inoltre, la casella di controllo Taglio
Simmetrico non deve presentare il segno di spunta.
• con punto di inserimento in basso a sinistra del simbolo è necessario specificare nella casella di
testo Lunghezza Taglio [mm] il valore dell'altezza del simbolo, preceduto dal segno ' - '; inoltre, la
casella di controllo Taglio simmetrico non deve presentare il segno di spunta.
Librerie di simboli 207
Setup dei simboli

La figura seguente mostra i riferimenti di centraggio dei simboli in base al loro punto di inserimento.

Materiale
Ogni simbolo può essere associato ad uno specifico articolo del magazzino (archivio Articoli) o una
voce di computo metrico (Listino); questo legame è definito da codici che possono essere inseriti
nelle caselle di testo relative, così da poter essere precompilati ad ogni inserimento del simbolo
stesso.
Codice principale: casella di testo indicante il codice principale del materiale, prelevabile dagli archivi
di iDEA attivabili dal bottone a fianco della casella.
Codice alternativo: casella di testo indicante l'eventuale codice alternativo del materiale.

Parametri
Scala: scala relativa del simbolo che viene moltiplicata per il fattore di scala simboli generale. Tale
valore deve sempre essere maggiore di 0.
Rotazione: angolo di rotazione del simbolo.
Layer: layer di inserimento predefinito. In fase di inserimento nel disegno il simbolo verrà inserito
sul layer preimpostato, indifferentemente dal layer corrente. Questa opzione è utile prettamente per
simboli di impiantistica.
Orientamento in morsettiera: in questa lista a comparsa è possibile scegliere l'indicazione INT o EXT
per impostare in modo predefinito che il simbolo è ubicato in Interno o Esterno al quadro o meglio
se è collegato alla morsettira lato interno o esterno del quadro. L'indicazione viene compilata
nell'attributo Morsettiera (etichetta UBIC) del simbolo e viene utilizzata dall’analisi dello schema
per orientare i collegamenti in mancanza di altre indicazioni quali lo schema di interconnessione.
Abilita la numerazione progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo : vedi “Numerazione
progressiva delle fasi” a pagina 372.
Schema unifilare
Descrizione aggiuntiva: solo per alcuni tipi di simbolo si dovrà configurare una delle seguenti opzioni.
• Tabelle linee utenza: selezionare nei simboli per schemi unifilari, tale che all’inserimento del
simbolo vengano richiesti e inseriti anche i dati dell’utenza nella tabella utenze sottostante.
• Tabelle terre: selezionare nei simboli per la tabella terre, tale che all’inserimento del simbolo
vengano richiesti e inseriti anche i dati per la compilazione della tabella terre sottostante.

Elemento di comando
Se il simbolo in editazione è un dispositivo di comando, come ad esempio le bobine, interruttori di
potenza,..., nella scheda Generale del setup si deve selezionare Elemento di comando nella lista
Tipologia. Di conseguenza viene attivata la scheda Elementi di comando nella quale i dati di
inserimento della tabella di cross reference, l'eventuale numero massimo di contatti previsti e un
codice di formazione di default.
Per quanto riguarda le apparecchiature o formazioni vedere il capitolo “Gestione delle
apparecchiature” a pagina 251.

Tipologia: per ogni elemento generatore è definibile la posizione nella quale andranno inserite le varie
tabelle di cross-reference, identificata mediante tre possibili tipologie chiamate L, M o B.
• Punto inserimento blocco (L): in tal caso il punto di riferimento rispetto al quale immettere la
tabella di cross-reference è il punto di inserimento del simbolo generatore stesso.
208 Librerie di simboli
Setup dei simboli

• Punto inserimento, base foglio (M): in quest'ultimo caso il punto di riferimento per le tabelle è
determinato dalla coordinata X del punto di inserimento del simbolo generatore e come coordinata
Y si assume la base del foglio; trattasi, quindi, di un caso misto tra i primi due ma che consente di
allineare sempre le croci di riferimento, ad esempio con le bobine a cui si riferiscono.

• Mezzeria colonna, base foglio (B): in tal caso la croce o i contatti riferiti andranno immessi in
posizione relativa rispetto alla mezzeria della colonna su cui è definito il simbolo per quanto riguarda
la coordinata X e rispetto alla base del foglio per quanto riguarda la coordinata Y; il riferimento è
quindi il punto medio posto alla base della colonna di inserimento del simbolo generatore.

Rispetto al punto di riferimento individuato dalla tipologia scelta, è possibile assegnare uno
scostamento relativo in X ed Y per posizionare a piacere croci o contatti di cross-reference. Tali
scostamenti sono individuati da Delta X e Delta Y nella finestra di immissione dati relativa agli
elementi generatori di riferimento.
Delta X: scostamento X, rappresentato nel disegno a fianco, per il posizionamento delle croci di cross
reference.
Delta Y: scostamento Y, rappresentato nel disegno a fianco, per il posizionamento delle croci di cross
reference.

Nota. I parametri Delta X e Delta Y variano a seconda se si sta utilizzando i simboli grafici realizzati
secondo le vecchie norme CEI del 1985, oppure i nuovi simboli grafici. Nella finestra di dialogo
viene visualizzato un avviso per indicare l'uso dei vecchi simboli.

Blocco cross reference: dalla lista a comparsa selezionare il blocco dwg da utilizzare per
rappresentazione della croce di cross reference. Attraverso il pulsante Anteprima si potrà
visualizzare un'anteprima della rappresentazione grafica del blocco cross reference selezionato.
Ruota la tabellina con i contatti di 90°: selezionare questa casella per tracciare la tabellina con i contatti
ruotata di 90°; serve per recuperare spazio nello schema.
N° massimo contatti: settare il numero massimo di contatti che l'elemento di comando può controllare.
NA/NC/NS: casella di testo, indicante il numero massimo di contatti previsto per quell'elemento. È da
utilizzare solamente per indicare una formazione del tipo Numero di contatti per tipo (vedi “Numero
di contatti per tipo” a pagina 266). La sintassi della casella prevede l'immissione ordinata di numero
massimo di contatti aperti, chiusi e di scambio separati da un segno di “/” come indicato anche
nell'etichetta.
Altezza massima colonna contatti: altezza massima della tabellina contatti tracciata con la funzione
Cross reference. Impostando una altezza massima i contatti eccedenti vengono tracciati su colonne
affiancate.
Scostamento colonne contatti: è la distanza tra le colonne nella tabellina contatti tracciata con la
funzione Cross reference.
Librerie di simboli 209
Setup dei simboli

Elemento riferito
Se nella scheda Generale del setup si seleziona la tipologia Elemento riferito viene attivata la scheda
Elemento riferito nella quale impostare i dati relativi al simbolo per relazionarlo ad un elemento di
comando nelle formazioni (o apparecchiature); tipico e classico caso i contatti di un relè, gli elementi
di commutazione di un contattore o gli operandi di un PLC.
Per quanto riguarda le apparecchiature o formazioni vedere il capitolo “Gestione delle
apparecchiature” a pagina 251.

Stato: nella lista a comparsa scegliere lo stato a riposo dell'elemento. Sono disponibili le tipologie:
Aperto, Chiuso, Scambio, Segnalazione, PLC in, PLC out, Accessorio.

Nota. Gli elementi riferiti con stato Accessorio non sono riportati nelle tabelle del cross reference.

Tipologia:nella lista a comparsa scegliere la tipologia del contatto conforme alla norma EN
61082-2/[Link]. Le informazioni dei riferimenti dei contatti rappresentati in maniera distribuita,
vengono disposte nella tabellina con i contatti.

A lato sono presenti due pulsanti per visualizzare l’anteprima e il nome dei blocchi utilizzati per
comporre la tabellina. Il primo blocco viene utilizzato se l’elemento è il primo della tabella; il
secondo blocco viene utilizzato se l’elemento va accodato ad altri nella tabellina.
Tutti i blocchi possono essere personalizzati; per aggiungere informazioni possono essere usati gli
attributi elencati al paragrafo “Personalizzazione dei blocchi di cross reference” a pagina 293.

Rappresentazione multipolare in formazione: selezionare questa casella di spunta se si tratta di un


elemento di potenza. Indica che nella lista degli elementi della formazione questo elemento viene
rappresentato con l'icona di contattore di potenza.

Classi di simboli
A ciascun simbolo per schemistica presente in libreria simboli è possibile assegnare una classe di
appartenenza. La classe di simbolo permette di inglobare sotto un unico riferimento diverse
rappresentazioni di uno stesso simbolo grafico, ad esempio simboli che vengono visualizzati in
forme diverse a seconda della direzione di inserimento.

Tale gestione è utile con morsetti, connettori e contatti ausiliari. Le procedure di inserimento di tali
elementi, consentono la selezione automatica del simbolo corretto sulla base dell’orientamento dei
fili tracciati.
Per esempio, in libreria i simboli del contattore tripolare orizzontale e verticale appartengono alla
stessa classe; inserendo un contattore tripolare di un’apparecchiatura (tramite il comando CONT) il
programma rileva l’orientamento dei fili nel punto di inserimento selezionato e inserisce il simbolo
opportuno; in alternativa propone le due varianti. Lo stesso vale per i connettori: in fase di
inserimento il programma propone, tra quelli della stessa classe, il blocco con orientamento
conforme ai fili selezionati.

Per associare il simbolo selezionato ad una delle classi già definite per la stessa tipologia, elencate
nella finestra, fare doppio clic o premere il pulsante Assegna.
210 Librerie di simboli
Utilità per il cambio del fattore di larghezza testi e attributi

È possibile definire una nuova classe digitando un nome nuovo nella casella Classe di appartenenza
o premendo il pulsante Classe = nome del blocco.
Per definire l’orientamento di inserimento del simbolo selezionato fare clic sull’apposito pulsante
con la freccia che indica il verso desiderato.

Nell’elenco di destra vengono mostrati tutti i blocchi appartenenti alla classe selezionata.

Utilità per il cambio del fattore di larghezza testi e attributi


Alcuni utenti preferiscono abbandonare l’utilizzo dei caratteri vettoriali SHX per utilizzare caratteri
di tipo True Type che possiedono una leggibilità diversa a video e su file PDF. Per una visibilità
ottimale questi stili di testo necessitano di un fattore di larghezza pari a 1, mente il valore predefinito
nei disegni di iDEA è inferiore.
A tal scopo nel menu Utilità della Libreria Simboli è presente una funzione che permette di
modificare il fattore di larghezza dei testi di un disegno.
Come cambiare il fattore di larghezza testi e attributi
1. Aprire Libreria simboli.
2. Dalla barra degli strumenti selezionare Utilità > Utilità per il cambio di fattore di larghezza.

Il comando applica il fattore di larghezza unitario (1) a tutti i testi e attributi del disegno corrente
oppure, per chi desidera effettuare un cambio radicale alle modalità di disegno, a tutti i blocchi
presenti in libreria.
Una casella di spunta permette di effettuare anche una riduzione dell’altezza dei testi: l’opzione serve
per compensare parzialmente un’inevitabile allargamento dei testi che potrebbero sovrapporsi.
Librerie di simboli 211
Mappa della libreria simboli

Si consiglia di fare la conversione solo dopo aver effettuato il backup dei disegni originali.

Mappa della libreria simboli


La mappa della libreria simboli permette di avere in un unico foglio tutti i simboli contenuti nella
libreria simboli. Questa funzione permette di ottenere la mappa di tutti i simboli presenti nelle
cartella standard e nel catalogo utente, quindi l'elenco simboli globale. La tavola così creata potrà
essere stampata su carta tramite un plotter per avere sempre sott’occhio l’intera simbologia.
Per creare la mappa della libreria simboli accedere alla Libreria simboli, portare con il cursore del
mouse nel riquadro di selezione delle cartelle (a sinistra) e premere il tasto destro del mouse.
Selezionare quindi il comando Disegna la mappa di libreria simboli.
La procedure richiede di selezionare un riquadro di disegno e quindi traccia i simboli nel riquadro
selezionato, organizzati ognuno nella propria pagina e con una serie di dati di corredo riportati a
fianco.

Creazione o modifica di un simbolo personalizzato in libreria


È possibile creare un nuovo simbolo personalizzato o modificare un simbolo esistente tramite
l’Editor simboli e salvarlo direttamente nel catalogo utente della Libreria simboli.
Vedi “Editor dei simboli grafici” a pagina 83.

Gestione sagome
Oltre alle librerie dei simboli standard presenti in Libreria simboli sono disponibili ulteriori simboli
nell’interfaccia Gestione sagome.
A seconda del gruppo scelto dalla lista a discesa (nella barra degli strumenti), Componenti, Sagome
carpenteria o Particolari sono disponibili circa 11000 simboli relativi a carpenterie e componenti dei
maggiori costruttori: ABB Sace (Turati), Allen-Bradley, BTicino, GE, Gewiss, Schneider, Klockner
Moeller, Nuova Magrini Galileo, Rittal, Sarel, Siemens, Telemecanique, Weidmuller e altri. Nel
gruppo Particolari sono disponibili simboli per la rappresentazione di particolari di impianti,
diagrammi, layout di uffici e segnalazioni.
212 Librerie di simboli
Inserimento simboli dall'archivio Articoli

Il bottone Trova attiva il pannello con la possibilità di cercare per nome del blocco, anche parziale e
per costruttore.
Come accedere a Gestione sagome
• Scegliere Sagome.

Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Carpenteria.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: SAGOME.

Inserimento dei simboli nel disegno


L'interfaccia Gestione sagome presenta una struttura ad albero in cui sono annidati i simboli
suddivisi per gruppo di appartenenza. Viene, inoltre, visualizzata l'anteprima del blocco selezionato.
Per inserire un simbolo da Gestione sagome, selezionarlo nella struttura ad albero e trascinarlo nel
disegno aperto tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse. L'oggetto viene scalato
automaticamente e visualizzato durante lo spostamento mediane il dispositivo di puntamento.
Durante il trascinamento di un simbolo, la finestra verrà ridotta alla dimensione della barra del titolo.
Per ripristinare lo stato originale della finestra, muovere il mouse sopra la barra del titolo.
Per disattivare o attivare la scomparsa automatica fare clic sull'icona Nascondi automaticamente.

Aggiunta e modifica di sagome


È possibile aggiungere in Gestione sagome nuovi gruppi, cartelle o simboli personalizzati
precedentemente salvati in una cartella utente qualsiasi.

Il comando Inserisce, disponibile nella barra degli strumenti, permette di aggiungere un nuovo
elemento all'interno di Gestione sagome, attraverso la finestra di dialogo Proprietà.
Nella finestra Proprietà selezionare il nodo di appartenenza selezionando il pulsante Cambia; nella
casella Descrizione digitare la descrizione da riportare nell’albero. Di seguito, se si seleziona la
casella Blocco associato è possibile scegliere il blocco dwg da aggiungere in Gestione sagome. In
alternativa è possibile inserire un gruppo o una cartella personalizzata. Nel caso di nuove sagome si
deve impostare anche la Scala.

Con il comando Modifica, per ogni elemento selezionato nell’albero è possibile cambiare la
descrizione, spostarlo di cartella o, se si tratta di una sagome, variarne la scala di inserimento.
Usare il comando Elimina per eliminare l’elemento selezionato nell’albero di Gestione sagome.

Attenzione. Se è selezionato un nodo o gruppo o cartella vengono eliminati tutti gli elementi
sottostanti; in questo modo si possono perdere interi gruppi di sagome!

Ricerca in Preferiti
Per risparmiare tempo quando si devono inserire simboli usati di frequente, è possibile utilizzare il
pulsante Preferiti. Grazie a questo pulsante è possibile visualizzare il contenuto della cartella
Preferiti, che comprende i collegamenti ai simboli utilizzati più di frequente. Tramite il comando
Aggiungi a preferiti, dopo aver selezionato alcuni collegamenti ai simboli, è possibile aggiungere
elementi alla cartella Preferiti. In visualizzazione dei preferiti è attivo nel menu del cursore il
comando Elimina da preferiti.

Inserimento simboli dall'archivio Articoli


L'archivio Articoli, integrato nell'interfaccia Archivi materiali, può essere utilizzato come strumento
per l'inserimento di simboli nello schema aperto.
I simboli che possono essere inseriti sono quelli associati agli articoli di materiale presenti in archivio
Articoli.
Inserire i simboli dall'archivio Articoli ha il vantaggio che nei simboli stessi verranno compilati
automaticamente gli attributi Codice principale, Codice alternativo e Dati tecnici, e pertanto saranno
già codificati per la preventivazione.
Librerie di simboli 213
Inserimento sagome dall'archivio Articoli

Come inserire simboli dall'archivio Articoli


1. Scegliere Materiali.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.

2. Nella finestra Archivi materiali selezionare la scheda Articoli.


3. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli accertarsi che sia premuto il pulsante Visualizza
articoli associati a simboli.
4. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli selezionare Modalità di inserimento Inserisci
simbolo o formazione.

5. Ricercare e selezionare l'articolo da considerare.


6. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il
cursore sul disegno. Rilasciando il tasto del mouse si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al
cursore, per il posizionamento nel disegno.
7. Indicare, quindi, il punto di inserimento del blocco.
8. Viene visualizzata la finestra di dialogo per la compilazione degli attributi. Codice principale e
Codice alternativo saranno compilati automaticamente con i dati dell'articolo selezionato. Premere
OK.
9. È possibile inserire ancora lo stesso simbolo, oppure premere ESC sulla tastiera per terminare
l'inserimento

Nota. Nel caso di articoli di formazione viene inserito il simbolo dell'elemento di comando (o
dell'unità centrale PLC). Per l'inserimento degli elementi riferiti (o degli operandi PLC) si utilizza la
funzione Apparecchiatura (vedi “Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258).

Nota. Per la scelta dei dati tecnici da riportare automaticamente nel simbolo vedi “Scelta dei dati
tecnici da riportare nel simbolo” a pagina 691.

Inserimento sagome dall'archivio Articoli


L'archivio Articoli, integrato nell'interfaccia Archivi materiali, può essere utilizzato come strumento
per l'inserimento nello schema di sagome per la creazione del layout di quadri.
Le sagome che possono essere inserite sono quelle associate agli articoli di materiale presenti in
archivio Articoli.
Utilizzando l'archivio Articoli i simboli verranno inseriti come da Gestione sagome.
Come inserire sagome dall'archivio Articoli
1. Scegliere Materiali.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.
214 Librerie di simboli
Inserisci macro Eplan

2. Nella finestra Archivi materiali selezionare la scheda Articoli.


3. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli accertarsi che sia premuto il pulsante Visualizza
articoli associati a sagome.
4. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli selezionare Modalità di inserimento Inserisci
sagoma.

5. Ricercare e selezionare l'articolo da considerare.


6. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il
cursore sul disegno. Rilasciando il tasto del mouse si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al
cursore, per il posizionamento nel disegno.
7. Indicare, quindi, il punto di inserimento del blocco.
8. Viene visualizzata la finestra di dialogo per la compilazione degli attributi. Codice principale e
Codice alternativo saranno compilati automaticamente con i dati dell'articolo selezionato. Premere
OK.
9. È possibile inserire ancora lo stesso simbolo, oppure premere ESC sulla tastiera per terminare
l'inserimento.

Inserisci macro Eplan


La funzione Inserisci macro Eplan, permette di inserire nel disegno corrente un blocco interpretando
la grafica elementare di una macro nel formato Eplan .ema, .ems o .edz.
Nell’importazione di macro Eplan vengono riconosciuti i punti di attestazione e convertiti in attributi
di attestazione riconosciuti da iDEA. Vengono aggiungi inoltre gli attributi identificativi, descrittivi
e di codifica materiale tipici dei simboli del CAD Electro Graphics.
Come inserire una macro Eplan
1. Scegliere il comando Inserisci macro Eplan.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Riga di comando: INSERTEMA.

Dopo l’importazione può essere utile salvare il dsegno importato in una cella del catalogo utente di
iDEA per poter riutilizzarlo in altri casi.

I file EDZ, oltre alla grafica elementare del blocco, contengono in genere anche le informazioni
tecniche di uno o più codici materiali specifici:
• Codice e descrizione dell’articolo;
• Dimensioni di ingombro e peso;
• Eventuale immagine rappresentativa: se presente viene associata all’elemento di archivio
materiali;
• Eventuale schede tecniche associate: la documentazione se presente viene collegata agli articoli
in archivio materiali;
• Blocco per rappresentazione schematica: se presente la macro viene convertita in dwg e
associata come blocco dell’articolo in questione;
• Blocco per rappresentazione layout quadro: convertito in .dwg e associato anch’esso come
sagoma di layout.
Librerie di simboli 215
Editazione degli attributi dei simboli

Al termine della conversione viene visualizzata una finestra di dialogo riportante la lista dei codici
materiali convertiti. Se vi sono informazioni grafiche la finestra permette di procedere
immediatamente all’inserimento del blocco multifilare.

Editazione degli attributi dei simboli


Gli attributi di un simbolo inserito nel disegno possono essere modificati con la funzione Edita
attributi.
Tutte le funzioni per la modifica degli attributi e delle loro proprietà (colore, posizione, altezza,
stile,...) sono illustrate al capitolo “Blocchi e attributi” a pagina 63.
Come editare gli attributi di un simbolo
1. Scegliere Editazione attributi.

Menu: Edita>Attributi.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita attributo.


Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: DDA.

2. Selezionare il simbolo a cui modificare gli attributi.


3. Editare in corrispondenza delle caselle di testo, gli attributi che si desiderano modificare.
4. Premere il pulsante OK per terminare la modifica degli attributi.

In alternativa, per velocizzare l'operazione di editazione su più simboli, si può ricorrere alla funzione
Editazione multipla degli attributi.
Come modificare le proprietà degli attributi
1. Scegliere Editazione attributi avanzata.

Menu: Edita>Attributi.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita attributo.


Barra strumenti: scheda Varie.
Riga di comando: UTILATT.

Nota. Per ulteriori informazioni vedi “Utilità attributi” a pagina 71.

Scala simboli
La scala dei simboli agisce su tutte le funzioni di inserimento dei simboli di libreria e può essere
cambiata in qualsiasi momento andando a influenzare le operazioni di immissione successive.
Come variare la scala dei simboli
• Scegliere Cambia scala simboli.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: SC.

Nella finestra Parametri inserimento simboli, viene indicato il valore corrente di scala simboli, il
valore corrente del passo e la modalità di inserimento, Diretto o Riferito dei simboli relativi
all'impiantistica.
216 Librerie di simboli
Copia simbolo

Il fattore di scala simboli influenza anche la distanza tra le linee multifilari tracciate con le apposite
procedure. La modifica del passo influenza il comportamento della procedura di immissione simboli
della libreria per impiantistica e la tracciatura delle linee multifilari.
Nel riquadro Inserimento simbolo si può impostare il metodo di inserimento sul disegno dei simboli
relativi all'impiantistica.
Diretto: è il metodo predefinito e normalmente utilizzato, per il quale iDEA richiede il punto in cui
effettuare la collocazione del simbolo richiesto.
Riferito: selezionare questo metodo quando c’è l'esigenza di inserire un componente relativamente ad
altri elementi; quando il punto di inserimento va dedotto o calcolato a partire da un punto noto, ad
una certa distanza da questo e verso una direzione. Può essere usato, ad esempio, nei topografici di
posa per l’inserimento ad una certa distanza dalla spalla di una porta, al centro di una stanza, etc...

Copia simbolo
Questa funzione consente la selezione e la successiva copia, con taglio automatico dei fili, di un
simbolo presente sul foglio attivo correntemente. Dopo l'inserimento viene aperta la finestra per
l’editazione degli attributi presentando la sigla aggiornata e gli attributi letti dal simbolo originario.
Come copiare un simbolo
1. Scegliere Copia simbolo.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: RINSER.

2. Selezionare il simbolo da copiare.


3. Specificare il punto di inserimento.
4. Editare, in corrispondenza delle caselle di testo, gli attributi che si desidera modificare.
5. Confermare con OK la modifica degli attributi.

Sposta simbolo
Questa funzione consente la selezione ed il successivo spostamento di un simbolo presente sul foglio
corrente. A seconda del simbolo è previsto il ricongiungimento dei conduttori ai quali era collegato
ed il taglio successivo dei conduttori sui quali sarà posizionato. Infine viene chiesto se si desidera
aggiornare la sigla automaticamente.
Se il simbolo spostato è del tipo elemento di comando, conseguentemente all’aggiornamento della
sigla simbolo vengono aggiornate anche le sigle degli eventuali elementi riferiti.
Librerie di simboli 217
Cancella simbolo

Come spostare un simbolo


1. Scegliere Sposta simbolo.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: MOVSIMB.

2. Selezionare il simbolo da spostare.


3. Specificare il nuovo punto di inserimento.

Cancella simbolo
Per cancellare di simboli dal disegno si possono usare i comandi CAD o l’apposito comando
Cancella simbolo.
Come cancellare un simbolo
1. Scegliere Cancella simbolo.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: DELSIMB.

2. Selezionare il simbolo o i simboli da cancellare.

Uso dei comandi CAD per i simboli


I comandi CAD Copia, Sposta, Cancella e i grip, possono essere utilizzati per la copia, lo
spostamento e la cancellazione dei simboli con le stesse funzionalità dei comandi dedicati ai simboli
Copia simbolo, Sposta simbolo, Cancella simbolo.
Usando i comandi CAD, viene eseguito il taglio e il ripristino automatico dei fili e l’aggiornamento
delle liste di simboli, morsetti o connettori, solamente se è stata attivata l’opzione Taglio automatico
in linea, presente in Preferenze ambiente grafico, scheda Generali (comando EGPREF, vedi
“Generali” a pagina 757).
L’uso dei comandi CAD, quindi, permette un uso più immediato di iDEA.

Spostamento di simboli
Il comando Sposta permette di spostare un simbolo all’interno del foglio corrente.
Avviare il comando Sposta dal menu Edita e selezionare nel disegno il simbolo da spostare.
Selezionare di seguito il punto base (meglio se il punto di inserimento del simbolo) e il punto di
spostamento. Il simbolo verrà spostato nella posizione indicata con il taglio e del ripristino
automatico dei fili intersecati.
Spostamento tramite grip
Un modo veloce di spostare un simbolo è costituito dall’uso dei grip. Dopo aver selezionato gli
oggetti da spostare, si seleziona il grip di base (fare clic sul grip posto nel punto di inserimento del
simbolo). Viene attivata la modalità Stira che permette di spostare il simbolo in un’altra posizione.
Nel caso non si sia selezionato il grip corrispondente al punto d’inserimento del simbolo, premere
INVIO per attivare la modalità Sposta.

Copia di simboli
Il comando Copia permette di eseguire copie singole o multiple di un simbolo nel foglio corrente.
Avviare il comando Copia dal menu Edita e selezionare nel disegno il simbolo da copiare.
Selezionare di seguito il punto base (meglio se il punto di inserimento del simbolo) e il punto di
spostamento. Il simbolo verrà copiato nella posizione indicata con il taglio automatico dei fili
intersecati.
218 Librerie di simboli
Sostituzione simboli

Copie multiple
Per eseguire copie multiple, dopo aver selezionato il simbolo digitare m (opzione Multiplo) e quindi
indicare il punto base e il punto di spostamento. Il simbolo verrà copiato in ogni posizione indicata
con un clic: premere INVIO per terminare l’operazione.

Nota. Nel caso di copia multipla, a causa del refresh del video, il taglio dei fili è visibile al termine
dell’operazione di copia multipla.

Cancella
Tutti gli oggetti dello schema possono essere cancellati con il comando Cancella, disponibile dal
menu Edita. Quindi, cancellando simboli, morsetti o connettori, vengono aggiornate in automatico
le liste dei morsetti o connettori.

Taglia, copia e incolla tramite gli appunti


Per utilizzare in un'altro foglio o in un altro disegno aperto un simbolo o una parte di schema
contenuti nel foglio corrente di un disegno di Electro Graphics, è possibile tagliare o copiare tali
oggetti negli appunti di Windows, quindi posizionarsi nel foglio desiderato e incollarli dagli appunti.
Le funzioni di taglia, copia, incolla vanno eseguite con i classici comandi Windows:

per eseguire Taglia: Ctrl+X.

per eseguire Copia: Ctrl+C.

per eseguire Incolla: Ctrl+V.

Il programma si occuperà del taglio e del ripristino automatico dei fili.

Nota. Il taglio automatico del filo è attivo se in Preferenze ambiente grafico, scheda Disegno, è
selezionata la preferenza Taglio automatico in linea (comando EGPREF, vedi “Generali” a
pagina 757).

Sostituzione simboli
È possibile sostituire tutte le definizioni di un simbolo nel disegno corrente. La ridefinizione dei
blocchi ha effetto sugli inserimenti precedenti del blocco nel disegno corrente e sugli attributi
associati.
Di seguito riportiamo alcuni esempi in cui è utile questa funzione.
• Sostituire un tipo di simbolo grafico realizzato con le vecchi enorme CEI del 1985 con uno
equivalente realizzato con la nuova normativa.
• Sostituire, in tutto il disegno, un simbolo con un simbolo di diverso tipo.
• Spostare uno o più attributi sui simboli dello stesso tipo: in questo caso si dovrà creare un
simbolo con la disposizione degli attributi modificata e la parte grafica uguale.

Prima di eseguire la sostituzione, detto blocco di sostituzione, deve essere inserito nel disegno oppure
può essere selezionato dalla liberia simboli dalla finestra Sostituzione blocco. Nel caso il nuovo
simbolo non sia già presente in libreria o nel caso si intenda spostare gli attributi, si deve creare il
nuovo blocco partendo da un simbolo standard esploso e quindi salvarlo nel catalogo utente.
Come eseguire la sostituzione di un simbolo
1. Nel disegno interessato alla modifica, inserire il nuovo simbolo (Blocco di sostituzione) vicino
ad uno dei simboli da sostituire.
2. Selezionare Sostituisci blocco.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Edita simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: SOSTBLOCCO.
Librerie di simboli 219
Marcatura dei terminali

3. Selezionare il blocco da sostituire tramite pulsante a fianco.


4. Selezionare il blocco di sostituzione tramite pulsante a fianco se il blocco è presente nel disegno,
oppure tramite il pulsante ‘...’ a lato della casella per aprire la libreria simboli e selezionare il blocco.
5. Nel riquadro Applica sostituzione a, selezionare se la sostituzione del blocco deve essere
eseguita tra i blocchi selezionati, tra i blocchi presenti nel foglio corrente o tra i blocchi presenti in
tutto il disegno.

6. Premere OK. Alla richiesta di conferma della sostituzione premere Si.

Attenzione. Il blocco di sostituzione deve essere inserito nel disegno e non deve essere esploso.

Con la sostituzione, i nuovi simboli vengono inseriti al posto dei simboli sostituiti, adattando se
necessario il taglio dei fili e mantenendo le informazioni compilate per gli attributi che non
cambiano, anche se spostati.

Marcatura dei terminali


I principi fondamentali riguardanti le marcature dei terminali o morsetti degli apparecchi, sono
dettati dalla Norma CEI EN 60445. Nei segni grafici degli elementi non è necessario individuare i
punti di collegamento con segni di morsetti, spazzole, etc., essendo sufficiente l'individuazione
alfanumerica dell'estremità del segno grafico o dei punti di collegamento. La sequenza delle
individuazioni dei punti di connessione di un apparecchio, sia numeriche che alfanumeriche, è fatta
in armonia con il senso di flusso energetico o dei segnali, come vengono rappresentati sugli schemi,
cioè: dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra; caratterizzando così gli ingressi e le uscite, che
nel caso di individuazioni numeriche corrispondono a numeri dispari per gli ingressi e numeri pari
per le uscite.

Il comando Marcatura dei terminali consente di numerare automaticamente gli attributi di un simbolo
che rappresentano il numero del pin di connessione del componente con l'esterno. In particolare,
consente di assegnare una numerazione sequenziale ai morsetti del componente selezionato, scelta
fra quelle disponibili.
Tale comando deve essere utilizzato su simboli predisposti con una appropriata struttura di attributi
in quanto vengono ricercati gli attributi la cui etichetta abbia nome C1, C2, C3,... per i simboli delle
librerie multifilare e ausiliarie.
220 Librerie di simboli
Legenda simboli

Come eseguire la marcatura dei terminali


1. Scegliere il comando di Marcatura dei terminali.

Menu: Schemi>Morsetti.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: SPIN.

2. Verrà visualizzata la finestra di dialogo Marcatura dei terminali.

3. Selezionare la tipologia di siglatura tra quelle riportate, ed indicare numero iniziale e prefisso per
le modalità di siglatura che lo richiedono.
4. Scegliere OK.
5. Selezionare nel disegno i simboli da siglare.
6. Digitate us per ritornare alla finestra di dialogo Marcatura dei terminali.
7. Per uscire dalla procedura premere il pulsante Annulla.

Legenda simboli
iDEA permette la generazione automatica della legenda simboli, tipicamente indicata sugli schemi
relativi ai piani di posa topografici dell'impianto elettrico.

Nota. Sono presi in considerazione i simboli inseriti nella libreria simboli (standard e utente).
Eventuali altri simboli non salvati in nella libreria di iDEA non sono considerati.

All’avvio la funzione richiede se ricercare i simboli in modo globale, per ubicazione o per funzione.
Se si sceglie la ricerca per ubicazione o funzione si selezionerà dalla lista l’ubicazione o la funzione
da cui estrarre i simboli per la generazione della legenda (vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a
pagina 331).
La legenda può riportare le due descrizioni predisposte nel setup di ogni simbolo in libreria, È
possibile utilizzare le due descrizioni della legenda dei simboli su due righe distinte (ad esempio nel
caso rappresentino descrizioni in due lingue diverse) oppure attivare la traduzione in una determinata
lingua. Nel secondo caso è necessario provvedere alla traduzione delle descrizioni all'interno della
tabella dei titoli delle stampe (comando EGPREF, vedi “Imposta pagina” a pagina 742).
Librerie di simboli 221
Legenda simboli

La finestra di dialogo per l’impostazione delle caratteristiche grafiche della tabella permette la
selezione della sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva. È possibile personalizzare il
titolo, lo stile di testo e il carattere da adottare. Nel riquadro Righe, è possibile impostare l’altezza
della riga, il numero di righe nella tabella e quante colonne (tabelle) disegnare in un foglio.
È possibile prefissare il punto di inserimento (inizio) della tabella oppure mantenere selezionata
l’opzione Specifica sullo schermo, per selezionarlo quando si avvia il disegno.
È possibile anche scegliere il colore della tabella, dei titoli e dei testi.
Il comando Rinomina titolo colonna, permette di personalizzare facilmente il titolo di una colonna.
Il comando può essere eseguito anche eseguendo un doppio clic sulla descrizione della colonna
stessa.
Profili
Il comando Salvataggio profilo, salva le impostazioni correnti in un profilo. Viene proposto il nome
del profilo corrente, nel caso in cui non sia stato selezionato alcun profilo la finestra propone un
nuovo nome, permettendo in tal modo di duplicare facilmente un profilo esistente. La casella a
discesa di scelta del profilo, quindi, permette di richiamare velocemente le impostazioni salvate
precedentemente.
Il comando Elimina profilo, corrente permette di rimuovere definitivamente il profilo selezionato.
Il comando Ripristina titoli colonne, ripristina i valori predefiniti di titolo e ordinamento delle
colonne. Nel caso di aggiornamento di una tabella già disegnata, il comando ripristina i valori
originali.
Filtra dati
Attivando questa casella di spunta, facendo clic su OK verrà visualizzata l’anteprima di tutti i dati
della tabella in una finestra di dialogo. Tale finestra permette di filtrare fino a due colonne a scelta
le righe di dati. In tal modo è possibile ad esempio riportare solamente i cavi di una determinata
ubicazione o i fogli con una determinata funzione. Il filtro viene riapplicato automaticamente nel
caso di aggiornamento della tabella.

Attualmente la tabella della legenda simboli può riportare una sola riga per campo; per questo motivo
è stata lasciata la possibilità di attivare la legenda precedente attraverso l’opzione disponibile in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda Generali, Avanzate (bottone in basso a
destra).
Come generare la legenda simboli
1. Scegliere Legenda.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Riga di comando: LEGENDA.

2. Scegliere l’opzione per la ricerca simboli: Globale, oppure Ubicazione o Funzione per
restringere il gruppo dei simboli considerati.
3. Nella finestra di dialogo Legenda simboli, impostare i parametri per la tracciatura della legenda,
come ad esempio il titolo, lo stile di testo, etc...
4. Confermare le scelte premendo il pulsante OK.
5. Specificare il punto di inserimento della legenda nel disegno.
222 Librerie di simboli
Legenda simboli

La tabella di legenda simboli può essere aggiornata automaticamente con la funzione


Aggiornamento automatico tabelle (comando TABUPDATE).

Legenda simboli filtrata per layer attivi


Tale procedura traccia la legenda dei simboli comportandosi come la procedura descritta
precedentemente, differendo soltanto nella fase di estrazione dei simboli. Per la tracciatura di questa
legenda vengono estratti soltanto i simboli facenti parte dei layer attivi in quell'istante e visualizzati
nella vista corrente.
Come generare la legenda simboli per layer attivi
1. Scegliere Legenda per layer.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Riga di comando: LLEGENDA.

2. Indicare la ricerca simboli globale o per ubicazione.


3. Dal riquadro di dialogo impostare i parametri per la tracciatura della legenda, come ad esempio
il titolo, lo stile di testo, etc...
4. Confermare le scelte premendo il pulsante OK.
5. Specificare il punto di inserimento della legenda nel disegno.

Legenda simboli multifoglio


La funzione di legenda simboli multifoglio genera la legenda simboli in modo globale o per
ubicazione o per funzione e la traccia su nuovi fogli multifoglio in forma tabellare.
Se si sceglie la ricerca per ubicazione verrà richiesto il nome del locale, precedentemente assegnato
al campo Ubicazione del simbolo, da cui estrarre i simboli per la generazione della legenda. Nel caso
in cui non fosse specificata l'ubicazione, la legenda verrà tracciata effettuando la ricerca globale dei
simboli.
Come generare la legenda simboli multifoglio
1. Scegliere Legenda simboli multifoglio.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Riga di comando: MLEGENDA.

2. Indicare la ricerca simboli globale o per ubicazione o per funzione.


Librerie di simboli 223
Elenco dei simboli

3. Viene visualizzate la finestra Creazione fogli per l'inserimento dei un nuovo foglio: nella casella
Titolo digitare un titolo da assegnare al foglio o mantenere “Legenda simboli” come proposto.
4. Premere il pulsante OK.
5. Vengono inseriti i fogli necessari e tracciata la tabella con la legenda.

Esclusione di simboli dalle legende


È possibile far si che alcuni simboli non vengano inclusi nelle legende disattivando il loro attributo
Codice principale (comando DCOD, vedi “Disabilita codice articolo” a pagina 708) e selezionando
l’opzione Escludi dalla legenda simboli i componenti con codice disabilitato, che si trova in
Preferenze ambiente grafico, scheda Preventivazione (comando EGPREF, vedi “Preventivazione”
a pagina 772).

Elenco dei simboli


La funzione Elenco descrittivo simboli, traccia una tabella riassuntiva di tutti i dati relativi ai simboli
inclusi nello schema. Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della
corretta sequenza dei dati da includere nella tabella descrittiva oltre che la scelta dello stile del testo
e del carattere da adottare.
Nel riquadro Righe è possibile impostare il numero di righe e la distanza di interlinea nella tabella e
quante colonne (tabelle) disegnare in un foglio. Nel riquadro Selezione, è possibile elaborare i dati
dei simboli in metodi diversi: possono essere selezionati i dati di tutti i simboli inseriti nello schema,
quelli del disegno corrente, quelli relativi alla visualizzazione corrente oppure soltanto quelli
selezionati manualmente (Selezione manuale).
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento
della tabella è guidato da un riquadro, delle esatte dimensioni d'ingombro, che segue lo spostamento
del cursore nell'area del disegno. Dopo aver scelto la posizione viene tracciata la tabella in cui
vengono riportate le colonne ordinate secondo l'ordine selezionato nella lista di riepilogo; il
programma procederà all’inserimento dei fogli necessari.
Come tracciare una tabella Elenco simboli
1. Scegliere Elenco simboli.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Riga di comando: ELSIMB.

2. Indicare la ricerca simboli globale o per ubicazione.


3. Nella finestra di dialogo Elenco descrittivo simboli impostare i parametri, ad esempio i campi
da stampare, lo stile di testo, etc...
4. Confermare le scelte premendo il pulsante OK.
5. Fare un clic con il mouse per specificare il punto di inserimento della tabella.

Importante. I simboli elaborati a prescindere dal metodo di selezione, devono avere l’attributo
Sigla dispositivo non vuoto.

Opzioni
Attraverso il pulsante Opzioni della finestra Elenco descrittivo simboli, si può accedere alle relative
opzioni.

Escludi i simboli di schemistica privi di descrizione: questa opzione, attiva per default, stabilisce che i
simboli da riportare nella tabella Elenco simboli devono avere compilato l'attributo Descrizione
(etichetta FUNZIONE).
Inserisci nella tabella anche i simboli di impiantistica: questa opzione, non attiva per default, stabilisce
che sono inseriti nella tabella Elenco simboli anche i simboli di impiantistica (vedi “Simboli di tipo
impianti: contengono nell’ordine gli attributi seguenti” a pagina 190). Attivando questa opzione è
possibile tracciare una tabella di elenco simboli anche negli schemi topografici.
224 Librerie di simboli
Etichetta simbolo

Includi i simboli di layout quadro: questa opzione, non attiva per default, serve per includere
nell’elenco simboli, o meno, i simboli di layout quadro. Cioè riportare le sagome usate nei layout
quadri presenti nello schema corrente in elenco simboli.

Etichetta simbolo
Il comando Etichetta simbolo, permette di riportare sul disegno un prospetto contenente le
informazioni relative ad un simbolo. I dati riportabili sono personalizzabili mediante profili e
riguardano le informazioni relative ai codici materiali associati al simbolo ed estratte dall’archivio
Articoli.
All’avvio del comando è necessario selezionare un punto del simbolo. Il punto di selezione
corrisponde con il punto di origine del callout. La successiva richiesta permette di selezionare il
punto di inserimento dell’etichetta.
Come inserire l’etichetta in un simbolo
1. Selezionare Etichetta simbolo.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: ETSIMB.

2. Selezionare un punto nel simbolo e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
l’etichetta.

Il comando Etichetta simbolo include anche le opzioni Mostra e Nascondi per visualizzare o
nascondere tutte le etichette simboli del disegno corrente. Tali opzioni sono disponibili alla riga di
comando dopo aver avviato la funzione.
Esempio d’uso per un simbolo in uno schema di automazione

Esempio d’uso per un simbolo in un impianto topografico


Librerie di simboli 225
Schemi oleodinamici e pneumatici

Per personalizzare il profilo di disegno dell’etichetta accedere alla finestra Preferenze (comando
EGPREF) e selezionare Preferenze ambiente grafico > Impianti > Parametri etichetta simbolo: vedi
“Impianti - Parametri etichetta simbolo” a pagina 771.

Schemi oleodinamici e pneumatici

Libreria simboli Oleodinamica e Pneumatica


In Libreria simboli è disponibile la simbologia secondo standard ISO 1219-1 2012 III Ed. per
schemi a tecnologia pneumatica ed oleodinamica. Le librerie Oleodinamica e Pneumatica, della
cartella Fluidodinamica, dispongono di alcuni simboli con una medesima parte grafica ma varia la
pinnatura.
Oleodinamica e Pneumatica
• Accessori
• Corpi valvola
• Indicatori flusso
• Pompe e cilindri
• Valvole a 2, 3, 4, 5 vie

Cross reference formazioni elettrico/pneumatica


In iDEA è possibile sviluppare uno schema di pneumatica associato al relativo schema elettrico. Con
le librerie simboli Oleodinamica e Pneumatica è possibile gestire formazioni composte da elementi
elettrici ed elementi pneumatici.
Per le formazioni bobina (elettrovalvola) + valvola (pneumatica) all’esecuzione del cross reference
si ottiene la compilazione incrociata della posizione nell'attributo Cross reference (etichetta
CROSS_REF) in entrambi i simboli.
Le condizioni per compilare il cross reference tra elemento in schema elettrico e elemento in schema
pneumatico sono le seguenti.
• Il simbolo del comando elettrico, oltre l’attributo con etichetta NMAXC, deve contenere
l'attributo con etichetta CROSS_REF. Inoltre nel setup del simbolo la tipologia deve essere Elemento
di comando e deve essere attiva l’opzione Azionamento elettrico.
226 Librerie di simboli
Schemi oleodinamici e pneumatici

• Nel setup del simbolo pneumatico la tipologia deve essere Fluidodinamica, deve essere attiva
l’opzione Con azionamento elettrico e la designazione del componente deve essere <elementi
comandati>.

Nelle librerie Oleodinamica e Pneumatica fanno parte della tipologia Fluidodinamica i simboli delle
valvole con azionamento elettrico, contraddistinti graficamente dalla presenza del blocco solenoide
come il simbolo in figura seguente.

Nota. Per accedere al setup di un simbolo accedere alla libreria simboli, selezionare il simbolo con
il tasto destro del mouse e scegliere Setup.
Librerie di simboli 227
Codifica dei materiali dall'archivio Articoli

Come per le normali formazioni il legame è la sigla. Le formazioni possono essere costituite da un
comando elettrico e uno o più simboli pneumatici, anche se di solito sarà 1 a 1. Nel caso di uno a
molti, la bobina riporta le posizioni di tutti i riferiti pneumatici.

L’esecuzione della tracciatura del Cross reference (comando CXR) provvede a notificare eventuali
azionamenti elettrici privi di controparte pneumatica e viceversa.

Codifica dei materiali dall'archivio Articoli


La codifica dei simboli inseriti nello schema con codici articolo presenti in archivio Articoli
(magazzino) è necessaria per l’elaborazione di:
• layout del quadro
• distinta materiali
• computo metrico

Vedi “Codifica del materiale” a pagina 689.


Per l'estrazione dei dati per la distinta materiali vedere il capitolo “Estrazione dei dati per la distinta
materiali” a pagina 693.

Nota. Un codice di default per ogni simbolo in libreria può essere compilato nel setup del simbolo
(vedi “Avanzate” a pagina 206).
228 Librerie di simboli
Codifica dei materiali dall'archivio Articoli
10
Macroblocchi e Fast Builder

In questo capitolo sono descritte le funzioni relative ai macroblocchi parametrici e a Fast Builder.

Nota. Le funzioni descritte nel presente capitolo non sono disponibili in iDEA Light.

Macroblocchi parametrici

Nozioni di base
Il macroblocco è un insieme di entità grafiche (simboli, linee elettriche, rinvii filo, vincoli, …)
inserite in uno stesso foglio che è possibile salvare (come singolo file dwg) nella Libreria
macroblocchi parametrici e riutilizzare nei disegni. Questo risulta particolarmente utile quando la
configurazione circuitale rappresentata dal macroblocco è ripetuta più volte all’interno dello stesso
disegno o in disegni diversi. Le caratteristiche che distinguono i macroblocchi parametrici dai
comuni macroblocchi memorizzabili in Libreria simboli sono la presenza delle variabili e la
possibilità di essere utilizzati per la generazione automatica di uno schema elettrico tramite lo
strumento Fast Builder.
Variabili
Ad ogni macroblocco è possibile associare una lista di variabili. Una variabile possiede due dati
fondamentali: un nome che serve ad identificarla e un valore. Il valore della variabile è un testo
assegnabile da parte dell’utente. In fase di creazione o modifica di un macroblocco parametrico in
libreria macroblocchi è possibile valorizzare gli attributi dei simboli presenti nel macroblocco
tramite le variabili che gli sono proprie. Facciamo un esempio. Un generico macroblocco
parametrico presente in libreria possiede una lista di variabili aventi nome:
variabile1
variabile2
variabile3
variabile4
ecc.

Ogni attributo di ogni blocco presente nel macroblocco può essere compilato nella forma:
testo<variabile1>testo<variabile2>testo…

dove le parti dell’attributo comprese fra parentesi acute <…> sono le variabili mentre le parti
contrassegnate come testo sono le eventuali parti fisse che comporranno il testo risultante
dell’attributo stesso. A seguito dell’inserimento del macroblocco nel disegno è possibile assegnare
un valore alle variabili tramite gli appositi comandi in ambiente grafico o tramite il Fast Builder. In
quest’ultimo caso il valore delle variabili avrà come sorgente dati un foglio di calcolo Excel
opportunamente formattato, come spiegato in seguito. A titolo d’esempio, supponiamo che il
macroblocco possieda due attributi, SIGLA e FUNZIONE, che utilizzano due variabili con nome
MOTORE e POTENZA. In libreria gli attributi del macroblocco sono impostati nel seguente modo:
230 Macroblocchi e Fast Builder
Macroblocchi parametrici

Supponiamo che l’utente, a seguito dell’inserimento del macroblocco, assegni alle variabili i valori:
MOTORE = -M1
POTENZA = 2,5

Il testo degli attributi del macroblocco inserito nel disegno diverrà:

Come evidenziato dal disegno, per ogni attributo può essere utilizzato un insieme di variabili e parti
testuali fisse senza limitazione alcuna.
Variabili speciali
La gestione dei macroblocchi parametrici prevede la possibilità di utilizzare delle variabili speciali
caratterizzare da un particolare nome riservato.

Variabile speciale contatore


La variabile speciale contatore ha come nome riservato #COUNT. Il contatore può essere inserito
negli attributi come una qualsiasi altra variabile ma assume valore particolare in fase di costruzione
dello schema da Fast Builder. In questo contesto infatti, il valore della variabile contatore non è
assegnabile da parte dell’utente ma viene assegnato automaticamente a partire dal valore numerico
1 ed incrementato di una unità ad ogni inserimento di macroblocco. Questo può risultare
particolarmente utile quando si vuole assegnare delle sigle, o altri dati, con un indice numerico
progressivo.
La gestione macroblocchi consente l’uso di un numero indefinito di contatori. Per creare contatori
diversi è sufficiente definire una variabile con nome composto dalla parte iniziale fissa #COUNT e
da un suffisso scelto dall’utente. Ad esempio, nomi validi per variabili di tipo contatore sono:
#COUNT
#COUNT_MOTORI
#COUNT_MORSETTIERE

dove _MOTORI e _MORSETTIERE sono suffissi che identificano due contatori diversi.

Variabile speciale MASTER e rapporto gerarchico fra macroblocchi


La variabile speciale #MASTER trova significato quando fra due macroblocchi presenti nel disegno
è stato creato un rapporto di gerarchia. Tale legame è instaurabile in fase di inserimento dei
macroblocchi nel disegno da Fast Builder o manualmente da Libreria macroblocchi tramite i gruppi
di macroblocchi, come sarà spiegato in seguito. Per il momento, in via teorica, è sufficiente
evidenziare che ad ogni macroblocco inserito nel disegno è associabile un altro macroblocco che
definiamo MASTER. Il legame instaurato abilita l’uso della variabile speciale #MASTER che
consente ad ogni macroblocco di accedere al valore delle variabili del proprio macroblocco
MASTER. Ad esempio, se per un macroblocco in libreria un attributo viene valorizzato nella forma:
<#[Link]>

il valore dell’attributo nel disegno diviene automaticamente uguale a quello della variabile
MOTORE del macroblocco MASTER. Questo risulta particolarmente utile in tutti quei casi in cui
macroblocchi diversi devono assumere dati uguali, come, ad esempio, la sigla di una scheda PLC e
dei suoi operandi o di un elemento di comando e dei sui elementi riferiti in una formazione di simboli.
In tutti questi casi basta modificare la variabile nel macroblocco MASTER ed essa verrà aggiornata
automaticamente in tutti i macroblocchi legati al MASTER stesso.

Variabile speciale #PROFILE e configurazioni di variabili


Macroblocchi e Fast Builder 231
Macroblocchi parametrici

La variabile speciale #PROFILE è dedicata alla selezione della configurazione di variabili attiva sul
macroblocco. Se il macroblocco prevede delle configurazioni, tramite questa variabile è possibile
selezionare quella da applicare al macroblocco stesso presente nel disegno. Vedi “Configurazioni di
variabili” a pagina 231.

Variabile speciale #SECTION e sezione dei fili nel macroblocco parametrico


La variabile speciale #SECTION è dedicata alla parametrizzazione della sezione dei fili presenti nel
macroblocco parametrico.

Variabile speciale #WCOLOR e colore conduttore dei fili nel macroblocco parametrico
La variabile speciale #WCOLOR è dedicata alla parametrizzazione del colore conduttore assegnato
ai fili presenti nel macroblocco parametrico.

Vedi “Scelta di sezione e colore del filo tramite parametri e variabili” a pagina 231.
Configurazioni di variabili
La configurazione di variabili è un insieme di valori predefinito per un macroblocco nei sui dati di
libreria da assegnare ad altrettante variabili. Ogni variabile appartenente ad un macroblocco a cui sia
attribuita la caratteristica di configurazione entra a far parte dell’insieme di variabili di
configurazione. Per ogni macroblocco possono essere create una o più configurazioni. Per ogni
configurazione è possibile impostare una valore per ogni variabile di configurazione appartenente al
macroblocco. Ogni configurazione è identificata univocamente da un nome. Assegnando una
configurazione ad un macroblocco si attribuisce automaticamente alle sue variabili di configurazione
l’insieme dei valori definito in libreria macroblocchi alla configurazione stessa. Nei paragrafi
seguenti viene spiegato come creare e modificare le configurazioni e assegnarle ai macroblocchi.
Scelta di sezione e colore del filo tramite parametri e variabili
Nei macroblocchi parametrici è possibile gestire, tramite le variabili speciali #SECTION e
#WCOLOR, la sezione dei fili e il colore dei conduttori. Il valore di tali variabili è modificabile in
ambiente grafico tramite il comando di editazione delle variabili dei macroblocchi (comando
DDAMACRO, vedi “Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno” a pagina 239) o
tramite il foglio di calcolo di un progetto per Fast Builder. Si ricorda che nel disegno degli schemi
elettrici il valore della sezione dei fili è veicolato tramite il colore delle linee che compongono i fili
stessi. Il colore del conduttore assegnato al filo è invece un dato interno che è possibile visualizzare
ed editare tramite il comando SEZ (vedi “Cambia dati filo” a pagina 183) o tramite la palette
Proprietà in linea.

Al fine di consentire la modifica della sezione tramite la variabile speciale #SECTION, i fili
all’interno del macroblocco archiviato in Libreria macroblocchi parametrici (vedi “Libreria
macroblocchi parametrici” a pagina 232) devono assumere Sezione fili [NON DEFINITA]. È
232 Macroblocchi e Fast Builder
Libreria macroblocchi parametrici

importante che il colore dedicato alla sezione non definita corrisponda a quello utilizzato nelle
impostazioni del progetto di lavoro: vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a
pagina 759. Il valore assegnato alla variabile speciale #WCOLOR verrà altresì assegnato a tutti i fili
che nel macroblocco archiviato in Libreria macroblocchi parametrici non hanno il dato colore
assegnato.
Come parametrizzare la sezione dei fili del macroblocco
1. Accedere alla Libreria macroblocchi (comando MACROLIB) e aprire il macroblocco.
2. Attivare la sezione [NON DEFINITA] dalla finestra Sezioni fili attivabile tramite la palette
Proprietà (si apre con il comando EGPROP) o dalla finestra di dialogo del comando Analisi dello
schema (comando FILI).
3. Selezionare i fili la cui sezione si intende rendere parametrizzabile.
4. Impostare la sezione tramite la lista a discesa della palette Proprietà.
5. Il valore testuale della sezione scelta per un macroblocco può essere inserito in un attributo
tramite la variabile speciale #SECTION.
Come parametrizzare il colore conduttori dei fili del macroblocco
1. Accedere alla Libreria macroblocchi (comando MACROLIB) e aprire il macroblocco.
2. Selezionare i fili dei quali si intende rendere parametrizzabile il colore conduttori.
3. Svuotare il dato colore tramite comando SEZ o palette Proprietà.
4. Il valore testuale del colore scelto per un macroblocco può essere inserito in un attributo tramite
la variabile speciale #WCOLOR.
Come editare il valore della sezione di un macroblocco inserito in una schema
1. Selezionare il macroblocco nel disegno e tramite comando DDAMACRO (o la palette proprietà
in linea) editare la variabile #SECTION con il valore della sezione desiderata. Nella lista a discesa
è presente il profilo delle sezioni attivo nel progetto corrente.
2. Nel foglio di calcolo di un progetto per Fast Builder valorizzare la sezione della colonna Sezione
fili, in corrispondenza alla riga del macroblocco. Nella lista a discesa della cella è presente il profilo
delle sezioni attivo nel progetto corrente.
Come editare il valore del colore conduttori di un macroblocco inserito in una
schema
1. Selezionare il macroblocco nel disegno e tramite comando DDAMACRO (o la palette proprietà
in linea) editare la variabile #WCOLOR con il valore del colore desiderato. È possibile selezionare
un codice colore previsto dalle normative tramite la finestra di dialogo Selezione colore attivabile
tramite il bottone […].
2. Nel foglio di calcolo di un progetto per Fast Builder valorizzare il dato della colonna Colore dei
fili, in corrispondenza alla riga del macroblocco.

Sezione e colore sono variabili che si possono includere nelle configurazioni di variabili di un
macroblocco parametrico.
Come inserire le variabili in configurazione
1. Aprire la finestra di modifica del macroblocco in libreria macroblocchi parametrici.
2. Nella scheda Disegno spuntare la casella Inserisci sezione e colore dei fili nelle configurazioni
di variabili.
3. Per ogni configurazione diventano disponibili le variabili speciali #SECTION e #WCOLOR.
Attribuire a sezione e colore i valori propri di ogni configurazione.

Al variare della configurazione, sia nel disegno che nel foglio di calcolo via Fast Builder, la sezione
ed il colore conduttori dei fili assumeranno i valori attribuiti nella configurazione selezionata.

Libreria macroblocchi parametrici


La Libreria macroblocchi parametrici è lo strumento tramite il quale creare e gestire i macroblocchi
(analogamente a come la libreria simboli consente di gestire i simboli da inserire nello schema
Macroblocchi e Fast Builder 233
Libreria macroblocchi parametrici

elettrico). La libreria permette inoltre l’inserimento puntuale dei macroblocchi per l’utilizzo nel
disegno corrente e la selezione dei macroblocchi da utilizzare in un progetto di Fast Builder.
Come aprire la libreria macroblocchi
• Scegliere Libreria macroblocchi.

Menu: Schemi>Fast Builder.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fast Builder.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: MACROLIB.

La Libreria macroblocchi parametrici è accessibile nella barra di Elenco fogli (comando EGLFOG)
ed è organizzata in due pagine: Macroblocchi e Gruppi di macroblocchi. In entrambe le pagine un
albero mostra gli elementi presenti nella libreria organizzati per categoria e sotto-categoria al fine di
facilitare la localizzazione degli elementi.

Comandi principali della libreria


I comandi della libreria sono disponibili nella barra degli strumenti.

Ricerca:
attiva il pannello di ricerca rapida che consente di visualizzare nell’albero di libreria solo i
macroblocchi o gruppi di macroblocchi che presentano il testo ricercato nel nome o nella descrizione.

Ricerca avanzata: presente nel menù posto a lato del bottone Ricerca, attiva la finestra di ricerca
avanzata che consente di ricercare i macroblocchi in libreria per condizioni multiple.

Annulla ricerca: annulla le condizioni di ricerca avanzata.

Espandi/Chiudi tutti i nodi: espansione/chiusura di tutti i nodi dell’albero di libreria.

Il menu che si apre con il pulsante Utilità consente di accedere alle seguenti funzionalità particolari
di gestione della libreria e dei macroblocchi.

Attiva/Disattiva selezione gruppi oggetti:


attivazione/disattivazione della selezione a gruppo degli
oggetti costituenti un macroblocco. Disattivando la selezione gli oggetti di un macroblocco
234 Macroblocchi e Fast Builder
Creare e modificare un macroblocco

continuano a costituire un gruppo ma sono selezionabili singolarmente nel disegno. È possibile


eseguire la stessa operazione digitando a riga di comando MACROGRP.

Crea gruppi di oggetti:


questo comando consente di creare un gruppo oggetti per ogni macroblocco
presente nel disegno. È utile per disegni creati con versioni antecedenti la release 2018 dove i
macroblocchi inseriti nel disegno non venivano costituiti in gruppi di oggetti.

Impostazioni avanzate:
• Crea un gruppo con gli oggetti del macroblocco inserito: rimuovere la spunta per inibire la
creazione di gruppi oggetti relativi ai macroblocchi. Si sconsiglia di disattivare la creazioni di gruppi
oggetti, è preferibile disattivare la selezione dei gruppi, vedi paragrafo precedente.
• Assegna ai macroblocchi inseriti ubicazione e funzione del foglio: se attiva, all’inserimento nel
disegno i simboli di un macroblocco che non hanno ubicazione e funzione definita assumono quelle
del foglio d’inserimento.
• Consenti il taglio automatico di fili appartenenti a un macroblocco: abilitare il taglio e la
modifica automatica dei fili appartenenti ad un macroblocco parametrico.
• Richiedere conferma per acconsentire il taglio dei fili: se abilitata, quando un comando richiede
il taglio dei fili visualizza una finestra di richiesta di conferma dell'operazione.

Nella pagina Macroblocchi, la libreria presenta nella parte inferiore un pannello con l’anteprima del
macroblocco selezionato nell’albero. Sono presenti nel pannello i comandi necessari all’apertura del
disegno del macroblocco mostrato in anteprima e per l’inserimento dello stesso nello schema
corrente.

Inserisci macroblocco: avvia l’inserimento nel foglio corrente del macroblocco selezionato.
Apri il disegno per la modifica: apre la variante grafica scelta nella lista a discesa del macroblocco
selezionato la fine di poterlo modificare.

Creare e modificare un macroblocco


Un macroblocco può essere creato o modificato dalla barra degli strumenti della Libreria
macroblocchi tramite gli appositi comandi.

Nuovo

Modifica

Duplica

Cancella

Nuovo con selezione: consente di selezionare nel disegno un gruppo di entità nel foglio corrente,
crearne una variante grafica (vedi sotto) ed inserirla in un nuovo macroblocco.

Nuovo con importazione foglio: presente nel menù Utilità , crea un nuovo macroblocco che ha come
variante grafica tutti gli oggetti contenuti nel foglio aperto nel disegno.

Si possono assegnare le proprietà del macroblocco tramite l’apposita finestra di dialogo. Le


proprietà, divise per sezione, sono illustrate di seguito.
Macroblocchi e Fast Builder 235
Creare e modificare un macroblocco

Dati generali
Nome: nome del macroblocco, è univoco per ogni macroblocco inserito in libreria.
Descrizione
Categoria e Sotto-Categoria: localizzano il macroblocco all’interno dell’albero di libreria.
Tipo d’impiego : indica la predisposizione del macroblocco parametrico per l’uso in funzioni
particolari. Il tipo d’impiego Schemi funzionali ausiliari indica la predisposizione del macroblocco
per essere impiegato nel disegno dello schema unifilare delle utenze di un progetto di Ampère.
Revisione: consente di definire l’indice di revisione del macroblocco. Vedi § Controllo di revisione
dei macroblocchi.

Varianti grafiche del macroblocco


La variante grafica è il file di disegno dwg che costituisce il macroblocco (è salvato nei percorsi di
libreria <Percorso di rete>/Common/Library/LibMacro). Ogni macroblocco prevede una o più
varianti che, come suggerito dal nome, possono essere variazioni dello stesso disegno di base aventi
differenze minime come ad esempio il colore dei fili (cambio di sezione dei conduttori), presenza o
meno di certi elementi (morsetti, connettori o simboli vari), ecc.
In questa sezione è possibile accedere ai comandi necessari per creare, aggiungere e modificare le
varianti grafiche presenti in lista.

Crea una nuova variante grafica vuota con il nome specificato, la inserisce nella lista delle varianti
del macroblocco e la apre in ambiente grafico.

Crea un nuova variante grafica con il nome specificato, richiede all’utente una selezione di entità nel
disegno, la inserisce nella lista delle varianti del macroblocco e la apre in ambiente grafico.

Crea una nuova variante grafica che contiene tutti gli oggetti del foglio aperto nel disegno.

Aggiunge una variante grafica esistente selezionata dall’utente. Se il dwg della variante non è
inserito nel percorso di libreria ne crea una copia in tale percorso.

Duplica la variante grafica selezionata in lista con un nuovo nome.

Rimuove la variante selezionata dalla lista.

Modifica la posizione della variante selezionata in lista.

Apri disegno della variante selezionata in ambiente grafico.

Parametri di disegno
236 Macroblocchi e Fast Builder
Creare e modificare un macroblocco

I parametri di posizionamento presenti in questa sezione hanno effetto sia per l’inserimento diretto
di macroblocchi e gruppi di macroblocchi da libreria che per l’inserimento dei macroblocchi da Fast
Builder.

Punto d’inserimento: è il punto in cui il Fast Builder inserisce il macroblocco all’interno del foglio,
se non esistono precedenti dati di inserimento. Il punto d’inserimento viene inoltre utilizzato
nell’inserimento utente da libreria se attiva la preferenza seguente.
Inserisci sempre il macroblocco nel punto d’inserimento: se attiva, il macroblocco viene sempre
inserito nella posizione d’inserimento, ignorando gli offset specificati dai macroblocchi inseriti in
precedenza nello stesso foglio.

Parametri di posizionamento per gruppi di macroblocchi e Fast Builder


I parametri di posizionamento in questa sezione hanno effetto solo per l’inserimento diretto di gruppi
di macroblocchi da libreria e per l’inserimento dei macroblocchi da Fast Builder.

Offset macroblocco successivo: queste proprietà hanno significato in fase di generazione automatica
dello schema tramite Fast Builder; attivando gli offset X e Y è possibile controllare la posizione di
inserimento del macroblocco inserito successivamente a quello che si sta creando/modificando.
Inserisci il macroblocco in un nuovo foglio: in generazione automatica tramite Fast Builder, il macro
blocco viene inserito in un nuovo foglio.
Inserisci il macroblocco successivo in un nuovo foglio: in generazione automatica tramite Fast Builder,
il macro blocco che segue verrà inserito in un nuovo foglio.
Richiede presenza macroblocco nel foglio : tramite il bottone [...] è possibile selezionare un
macroblocco parametrico da libreria. Il macroblocco selezionato viene considerato un prerequisito
per l’inserimento nel disegno del macroblocco corrente. La procedura di disegno automatica (da Fast
Builder o da disegno Schema utenze) assicura che questo prerequisito sia presente nel foglio dove il
macroblocco viene inserito.

Parametri d’ingombro del macroblocco

Distanza punto base da bordo Destro/Inferiore: è la distanza compresa fra il punto base del blocco
attributi che caratterizza il macroblocco e i limiti destro e inferiore del suo ingombro massimo; tali
dati servo al controllo delle dimensioni dei macroblocchi inseriti in un foglio nella creazione di un
progetto per Fast Builder.

Sezione dei fili

Inserisci la sezione dei fili nelle configurazioni di variabili: attiva l’inserimento della variabile speciale
#SECTION nelle configurazioni di variabili rendendo possibile una diversa valorizzazione della
sezione dei fili per ogni configurazione. Al variare della configurazione, sia nel disegno che su foglio
di calcolo via Fast Builder, la sezione dei fili assume il valore attribuitole nella configurazione
selezionata.

Variabili
Macroblocchi e Fast Builder 237
Impiego delle variabili negli attributi dei simboli dei macroblocchi

In questa pagina è possibile compilare la lista delle variabili previste per il macroblocco. I dati propri
di ogni variabile sono i seguenti.

Nome: nome proprio della variabile, identifica univocamente la variabile fra quelle del macroblocco.
Descrizione: testo descrittivo esteso della variabile (opzionale).
Variabile di configurazione: se attivata, questa proprietà identifica la variabile come di configurazione
e sarà possibile assegnarle un valore per ogni configurazione definita per il macroblocco. Vedi §
successivo.

I comandi disponibili consentono di creare una nuova variabile e modificare, duplicare o cancellare
le variabili selezionate. Inoltre sono presenti i comandi necessari a riordinare la lista delle variabili.
L’ordine della variabili del macroblocco viene rispettato nella generazione dei file progetto di Fast
Builder.

Configurazioni
Questa pagina consente di definire le configurazioni di variabili del macroblocco. Sono presenti i
classici comandi Nuovo, Rinomina, Elimina. Ogni configurazione definita per il macroblocco è
identificata da un nome univoco nel macroblocco e costituisce una colonna della griglia della pagina.
Per ogni configurazione è possibile assegnare un valore alle singole variabili definite come di
configurazione, eventualmente accedendo agli archivi del software. La barra superiore mette inoltre
a disposizione gli strumenti utili a ordinare la lista configurazioni e a selezionare il profilo
predefinito. Tale profilo è quello assegnato automaticamente all’inserimento del macroblocco nel
disegno.

Titoli del cartiglio


All’inserimento della macro, il foglio assume i titoli specificati in questa pagina di dati del
macroblocco. È possibile personalizzare i titoli utilizzando le variabili del macroblocco stesso:
l’elenco viene visualizzato cliccando dentro la casella di testo.

Ausiliari
La scheda si attiva se il tipo d’impiego del macroblocco è impostato come Schemi funzionali ausiliari
e propone i parametri di utilizzo del macroblocco per il disegno dello schema utenze.
Dispositivi compatibili: consente di selezionare il set di dispositivi per cui lo schema funzionale
realizzato dal macroblocco è compatibile. Il macroblocco sarà selezionabile come schema funzionale
nell’utenza solo se il dispositivo di protezione della stessa è fra quelli spuntati nella lista.
N° di riferimenti ad ausiliari: indica per quanti riferimenti ad elementi ausiliari dell’utenza, o di più
utenze, il macroblocco è predisposto. Solo i macroblocchi con n° riferimenti maggiore o uguale a due
possono essere utilizzati come schemi funzionali condivisi.
Simbolo accessorio: se valorizzato, il simbolo accessorio viene caricato nell’elemento ausiliario
dell’utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […] consente la
selezione del simbolo da Libreria simboli.
Codice articolo accessorio: se valorizzato, il codice articolo accessorio viene caricato nell’elemento
ausiliario dell’utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […]
consente la selezione del codice articolo da archivio Materiali.

Impiego delle variabili negli attributi dei simboli dei macroblocchi


Come spiegato in precedenza (vedi “Variabili” a pagina 229) le variabili del macroblocco possono
essere impiegate per la scrittura degli attributi dei simboli (o blocchi attributi generici) presenti
all’interno di una variante grafica del macroblocco stesso. Per editare gli attributi dei simboli è
necessario aprire la variante grafica, da Libreria macroblocchi (bottone nel pannello inferiore di
anteprima) o dalla finestra di dialogo di modifica di un macroblocco, tramite il comando Apri
disegno variante.
Il disegno viene quindi aperto in ambiente grafico CAD. Selezionando un blocco attributi presente
nel disegno la palette Proprietà (comando EGPROP) mostra la consueta finestra di editazione
attributi. La parte inferiore della palette mostra la lista delle variabili previste per il macroblocco. In
questa sezione sono presenti i comandi di creazione/modifica delle variabili, del tutto analoghi a
quelli presenti nella finestra di dialogo di modifica dei macroblocchi propria della libreria (vedi
“Variabili del macroblocco” a pagina precedente). Per inserire le variabili agli attributi è sufficiente
238 Macroblocchi e Fast Builder
Inserire un macroblocco da libreria

selezionare l’attributo desiderato nella parte superiore della palette, quindi selezionare la variabile da
inserire nella parte inferiore della palette ed eseguire il comando Assegna la variabile all’attributo,
o tramite doppio clic sulla variabile desiderata. La variabile viene inserita nel testo dell’attributo
nella posizione indicata dal cursore di editazione. È naturalmente possibile editare manualmente il
testo degli attributi e inserire così le variabili. Per il corretto uso delle variabili il paragrafo “Variabili”
a pagina 229.

In modo del tutto analogo è possibile impiegare negli attributi le variabili speciali contatore
(#COUNT), MASTER (#MASTER), sezione (#SECTION) e colore (#WCOLOR) dei conduttori.
Per l’uso delle variabili speciali vedi il paragrafo “Variabili speciali” a pagina 230.

Per verificare la corretta formattazione degli attributi del blocco selezionato che contengono delle
variabili utilizzare il comando Verifica gli attributi del blocco. Una finestra segnala gli attributi
contenenti eventuali errori di formattazione del testo.
Se il disegno variante su cui si opera contiene delle variabili non presenti nella lista del macroblocco
è possibile inserirle direttamente in lista tramite il comando Completa la lista variabili dal disegno.
Il comando è presente nel menu contestuale della lista variabili.

Inserire un macroblocco da libreria


Per inserire un macroblocco nel disegno, selezionare il macroblocco desiderato nell’albero e lo si
trascini tramite drag&drop nel disegno.
In alternativa selezionare il macroblocco e utilizzare il comando Inserisci macroblocco.
Al termine dell’inserimento una finestra di editazione consentirà la modifica delle variabili del
macroblocco. Per i macroblocchi che prevedono più varianti grafiche è possibile selezionare la
variante da inserire agendo sulla lista a discesa presente nel pannello inferiore della palette di libreria.

Nota. Per i macroblocchi che non possiedono la spunta all’opzione Inserisci sempre il macroblocco
nel punto d’inserimento il punto di inserimento del macroblocco verrà richiesto all’utente a video.

Nota. I macroblocchi sono considerati tali dai vari comandi solo se inseriti da Libreria macroblocchi
parametrici o tramite Fast Builder. Se un macroblocco o parte di esso è copiato e incollato o inserito
nel disegno tramite comando INSERT non è più riconosciuto come macroblocco da Fast Builder e
dal comando di editazione variabili (vedi Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno).
Macroblocchi e Fast Builder 239
Creare e modificare un gruppo di macroblocchi

Creare e modificare un gruppo di macroblocchi


Un gruppo di macroblocchi è un insieme organizzato di macroblocchi che sarà possibile utilizzare
nella fase di creazione di un progetto di Fast Builder o da inserire direttamente tramite la Libreria
macroblocchi parametrici. Per creare o modificare un gruppo è possibile utilizzare la seconda scheda
della libreria macro ed agire sui comandi noti.

Nuovo

Modifica

Duplica

Cancella

Per ogni gruppo di macroblocchi è necessario specificare un nome ed è possibile assegnare


descrizione, categoria e sotto-categoria in modo analogo a quanto possibile per i macroblocchi. I
comandi di modifica del gruppo di macroblocchi consentono le seguenti operazioni.

Inserire nuovi macroblocchi nel gruppo.

Rimuovere i macroblocchi selezionati dalla lista del gruppo.

Modificare la posizione in lista delle macro. L’ordine della lista dei macroblocchi nel gruppo è
l’ordine con cui tali macroblocchi verranno inseriti nel disegno.

Modificare i dati del macroblocco selezionato nella lista del gruppo: variante e configurazione di
variabili grafica da utilizzare, numero di ripetizioni d’inserimento, impostare la macro come
MASTER del gruppo.

Nota. È possibile impostare uno dei macroblocchi della lista del gruppo come MASTER (vedi uso
della variabile speciale MASTER nel paragrafo “Variabili speciali” a pagina 230). All’atto
dell’inserimento del gruppo nel disegno da Libreria macroblocchi o in fase di creazione del progetto
di Fast Builder tutti gli altri macroblocchi del gruppo assumeranno automaticamente come MASTER
il macroblocco così contrassegnato. Per impostare il macroblocco MASTER è inoltre disponibile il
comando nel menu contestuale.

Aumenta/Diminuisce il numero di ripetizioni del macroblocco nel gruppo.

Nota. L’inserimento dei gruppi di macroblocchi da libreria avviene in modalità analoga


all’inserimento dei macroblocchi (vedi “Inserire un macroblocco da libreria” a pagina 238).

Importazione della libreria fogli in libreria macroblocchi


È possibile importare i fogli salvati in Libreria fogli (comando LIBFOG, vedi “Libreria fogli” a
pagina 142) in Libreria macroblocchi parametrici. I singoli fogli saranno importati come
macroblocchi con punto d’inserimento fisso nell’origine (vedi “Creare e modificare un
macroblocco” a pagina 234). I gruppi di fogli saranno importati come gruppi di macroblocchi. Per
importare la Libreria fogli eseguire il comando Importa la Libreria fogli, presente nel menu
contestuale della Libreria macroblocchi parametrici.

Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno


Per editare il valore le variabili di un macroblocco presente nel disegno è disponibile il comando
Edita variabili macroblocco.
Come editare le variabili di un macroblocco
1. Selezionare uno o più delle entità che compongono il macroblocco.
240 Macroblocchi e Fast Builder
Rimozione delle informazioni sui macroblocchi parametrici

2. Avviare il comando Edita variabili macroblocco.

Menu: Schemi>Fast Builder.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fast Builder.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: DDAMACRO.

Una finestra di dialogo, del tutto analoga a quella che consente l’editazione degli attributi di un
simbolo, permette di modificare le variabili del macroblocco selezionato.

Nota. Se attiva la selezione dei gruppi oggetti dei macroblocchi, la selezione di un macroblocco nel
disegno attiva la finestra di modifica delle variabili nella palette Proprietà (comando EGPROP per
attivare la palette).

Rimozione delle informazioni sui macroblocchi parametrici


Con la funzione Rimuovi vincoli disegno (vedi “Rimuovi vincoli” a pagina 79) è possibile rimuovere
anche le informazioni inerenti i legami delle entità con i relativi macroblocchi parametrici di
appartenenza. L'utilità nasce dall’esigenza di rendere la ricostruzione dello schema con Fast Builder
più snella eliminando sezioni dello schema che non devono essere soggette a ulteriori modifiche
esterne.
Dopo aver avviato la funzione con il comando RIMUOVIVIN selezionare l’opzione Macroblocchi
parametrici nel riquadro Schema; la rimozione può avvenire per il foglio corrente, il disegno
corrente o tutto lo schema multifoglio.

Fast Builder
Fast Builder è lo strumento tramite cui è possibile progettare e generare il disegno di uno schema
elettrico a partire da una lista organizzata di macroblocchi definita dall’utente. Uno schema elettrico
anche di grandi dimensioni è suddivisibile in parti elementari ripetute all’interno del disegno n-volte
e quasi sempre si differenziano fra loro per i soli dati riportati negli attributi dei simboli: sigle,
descrizioni, codici materiale, ecc. Tali parti elementari (avviamenti motore, schemi di collegamento
di un operando PLC, alimentazioni, …) sono i macroblocchi contenuti nella Libreria macroblocchi
parametrici (vedi “Macroblocchi parametrici” a pagina 229) e i dati con cui valorizzare gli attributi
dei simboli sono costituiti dalle variabili dei macroblocchi stessi. È facile intuire come la possibilità
di progettare lo schema semplicemente definendo la lista delle parti che lo compongono
(macroblocchi) corredate dai loro dati particolari (variabili) riduca in maniera drastica i tempi di
realizzazione e manutenzione del disegno.
Le funzioni di Fast Builder sono disponibili in un pannello che si aggancia al lato destro o sinistro
dell’ambiente grafico (palette di Fast Builder).
Come visualizzare la palette di Fast Builder
1. Selezionare Fast Builder.

Menu: Schemi > Fast Builder.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fast Builder.
Barra strumenti: scheda Schemi (selez. Utilità Fast Builder).
Riga di comando: FBUILDER.
Macroblocchi e Fast Builder 241
Creare un nuovo progetto per Fast Builder

palette di
Fast Builder

Creare un nuovo progetto per Fast Builder


Fast Builder utilizza un foglio di calcolo in formato .XLS come file di progetto e consente, inoltre,
di lavorare in maniera interattiva con il programma Microsoft Excel©. È possibile scegliere la
modalità di lavoro tramite il menu Utilità della palette di Fast Builder > Modalità di lavoro con Excel.
La modalità interattiva (opzione Microsoft Excel) necessita di Microsoft Excel©, mentre la modalità
alternativa (opzione Foglio di calcolo (*.xls, *xlsx)) prevede la selezione tramite finestra di dialogo
del file XLS/XLSX di progetto creato anche in un altro momento o postazione.

Definire la lista di macroblocchi che andranno a comporre lo schema è possibile tramite il comando
Crea un nuovo progetto. La finestra di dialogo che compare consente di definire la lista dei
macroblocchi, prevedere i cambi foglio da eseguire, verificare se i macroblocchi inseriti in un singolo
foglio eccedono i bordi del foglio stesso (le righe corrispondenti assumono una colorazione diversa).
I comandi presenti nel menu della finestra consentono di:

Inserire un macroblocco da Libreria macroblocchi


Quando si apre la libreria per la scelta del macroblocco è possibile di indicare la quantità di
macroblocchi, dello stesso tipo, da inserire compilando la casella posta sopra il riquadro di
anteprima, a destra.

Inserire un gruppo di macroblocchi da Libreria macroblocchi

Inserire un nuovo/cambio foglio (il programma si porta al foglio indicato o lo crea se non presente)

Cancellare le righe selezionate

È inoltre possibile copiare e incollare una o più righe tramite gli appositi comandi Copia, e Incolla,
o tramite i tasti di scelta rapida CTRL+C e CTRL+V. Normalmente, le nuove righe inserite o
incollate si posizionano alla fine della lista. Se tuttavia una riga è selezionata, le nuove righe inserite
andranno a posizionarsi subito al di sopra di questa.
I comandi Muovi Su, e Muovi giù, consentono di variare la posizione in lista delle righe selezionate.
È inoltre possibile modificare l’ordine in lista selezionando una o più righe, quindi trascinandole e
rilasciandole (drag&drop) nella posizione desiderata.

Nota. L’ordine in lista dei macroblocchi e dei cambi foglio è l’ordine esatto con cui verranno
eseguite le operazioni in fase di generazione dello schema elettrico.
242 Macroblocchi e Fast Builder
Creare un nuovo progetto per Fast Builder

Abilita/Disabilita operazione: presente nel menu contestuale, questa funzione consente di disabilitare,
o se disabilitate riabilitare, l’esecuzione delle operazioni relative alle righe selezionate. Nel foglio di
calcolo XLS generato le operazioni saranno contrassegnate dal carattere X nella colonna
Disabilitato. In conformità alle versioni antecedenti la release 2018, per disabilitare una riga del file
XLS è possibile contrassegnare il nome del Macroblocco con il prefisso //..

Una volta ultimate le modifiche alla lista selezionare il bottone Salva, presente al fondo della finestra,
per salvare il progetto su file XLS o trasferirlo al foglio di calcolo di Microsoft Excel©, a seconda
della modalità di lavoro scelta. Selezionare il bottone Annulla per annullare la creazione del progetto.

Come riportato in precedenza, la finestra di creazione di un nuovo progetto consente di controllare


che i macroblocchi inseriti in un singolo foglio rientrino nei margini di lavoro del foglio stesso.
Quando i macroblocchi fuoriescono dai margini (vedi “Parametri d’ingombro del macroblocco” al
paragrafo “Creare e modificare un macroblocco” a pagina 234) le righe corrispondenti assumono una
diversa colorazione. Per attivare/disattivare il controllo selezionare il comando Attiva controllo
dimensioni, presente nel menu contestuale della finestra.

Importazione di un progetto esistente


Al fianco del comando Crea un nuovo progetto, è possibile accedere al menu a discesa dei comandi
d’importazione di un progetto esistente.

I comandi disponibili sono i seguenti.


Importa progetto da Excel: consente di importare nella finestra presentata al paragrafo precedente
(vedi “Creare un nuovo progetto per Fast Builder” a pagina 241) un progetto presente in un file xls
o nel foglio di calcolo di Microsoft Excel©, secondo la modalità di lavoro scelta.

Importa progetto dal disegno:questo particolare comando rileva tutti i macroblocchi presenti nel
disegno correntemente aperto in ambiente grafico e ricostruisce nella finestra presentata al paragrafo
Macroblocchi e Fast Builder 243
Creare un nuovo progetto per Fast Builder

precedente (vedi “Creare un nuovo progetto per Fast Builder” a pagina 241) il progetto che serve a
rigenerare lo schema.

Alla conclusione dell’esecuzione di entrambi questi comandi si ottiene una lista di macroblocchi su
cui è possibile operare le modifiche necessarie e salvare un nuovo progetto per Fast Builder.

Controllo di revisione macroblocchi


La funzione Controllo di revisione macroblocchi, presente nel medesimo menù a discesa, avvia una
verifica di tutti i macroblocchi presenti nel disegno al fine rilevare quelli posti in revisione, cioè tutti
i macroblocchi che al loro inserimento nel disegno avevano indice di revisione inferiore a quello del
macroblocco definito in libreria (vedi “Creare e modificare un macroblocco” a pagina 234).

La finestra propone la lista dei macroblocchi da revisionare nel disegno. La spunta al fianco di ogni
macroblocco consente di abilitare/disabilitare la revisione del macroblocco stesso. La funzione
Ricerca facilita la selezione delle righe della lista sulla base di condizioni multiple. Confermando
l’operazione di revisione con OK, la procedura provvede alla sostituzione di tutti i macroblocchi
abilitati in lista con quelli aggiornati di libreria mantenendo inalterato per ogni macroblocco il valore
delle variabili. Questa procedura risulta utile al fine di aggiornare i macroblocchi del disegno con le
modifiche alle varianti grafiche dei macroblocchi in Libreria macroblocchi.

Il file di progetto: struttura e dati contenuti


Come detto in precedenza, Fast Builder utilizza il formato XLS come file di progetto. Una volta
creato come presentato al paragrafo precedente (vedi “Creare un nuovo progetto per Fast Builder” a
pagina 241), il progetto si presenta in forma simile a quanto riportato nell’esempio in figura.
244 Macroblocchi e Fast Builder
Creare un nuovo progetto per Fast Builder

Nota. La figura deriva dal foglio di calcolo di Microsoft Excel©. I colori possono differire se il file
di progetto viene aperto tramite un editor diverso.

Com’è facilmente intuibile, le righe compilate nel foglio di calcolo sono i cambi foglio e i
macroblocchi inseriti dall’utente in fase di creazione del progetto. Esse rappresentano le operazioni
che Fast Builder deve eseguire per generare il disegno dello schema elettrico. Le colonne di dati sono
suddivise per ambito funzionale e contraddistinte da colori diversi. Lo sfondo grigio presente in
talune celle indica che la cella non ha significato per la riga in cui si trova e quindi non è da compilare.
Un eventuale valore presente nella cella viene ignorato da Fast Builder.
Le colonne di colore azzurro corrispondono ai macroblocchi da inserire nel disegno così come
specificato in fase di progetto. Il nome del macroblocco da inserire è riportato nella colonna
Macroblocco. Le righe riportanti la parola riservata #SH corrispondono ai cambi foglio.

Nella colonna Riga macroblocco master è possibile specificare, per le righe relative ai soli
macroblocchi, il numero di riga di un eventuale macroblocco MASTER. Come spiegato nei paragrafi
precedenti, gli attributi dei simboli presenti nei macroblocchi possono essere compilati con i valori
delle variabili dei macroblocchi MASTER scritti nella forma <MASTER.nome_variabile> (vedi
“Variabili speciali” a pagina 230).
Macroblocchi e Fast Builder 245
Creare un nuovo progetto per Fast Builder

Se i macroblocchi sono stati inseriti nel progetto tramite un gruppo di macroblocchi, essi assumono
automaticamente come riga master quella del macroblocco specificato come MASTER nei dati di
libreria (vedi “Creare e modificare un gruppo di macroblocchi” a pagina 239).
Le colonne di colore crema permettono la valorizzazione dei dati relativi al foglio dove inserire i
macroblocchi e la scelta della variante grafica (ovviamente se il macroblocco prevede più di una
variante grafica).

È possibile specificare sigla, ubicazione, funzione e titolo per ogni nuovo/cambio foglio previsto in
fase progettuale. La modifica della sigla del foglio (e di ubicazione e funzione se nello schema è
attiva l’identificazione completa dei fogli per sigla, ubicazione, funzione) provoca la generazione di
un nuovo foglio se questo non esiste o un cambio foglio se questo è già presente nello schema. Se
nella riga corrispondente a un macroblocco non è specificato alcun dato di foglio, questo verrà
inserito nel foglio correntemente attivo. La parola riservata #SH provoca comunque la
creazione/cambio di foglio. Se i dati di foglio non sono specificati (celle vuote) un nuovo foglio verrà
creato di seguito all’ultimo foglio di schema.

La colonna Variante consente di selezionare la variante grafica da utilizzare per il macroblocco, se


questo ne prevede più di una. È possibile selezionare la variante grafica dalla lista a discesa della
cella.
246 Macroblocchi e Fast Builder
Creare un nuovo progetto per Fast Builder

Le colonne X e Y consentono di specificare un punto d’inserimento assoluto per il macroblocco alla


riga corrispondente.
La colonna Disabilitato consente di escludere una o più righe dalle operazioni di Fast Builder. Per
disabilitare una riga inserire il carattere X nella cella corrispondente della colonna Disabilitato.

Nota. Le colonne nelle sezioni azzurro e crema devono sempre essere presenti in un file di progetto
per Fast Builder. Se anche una sola delle colonne sopra descritte risulta assente, il file di progetto non
viene riconosciuto come valido.
Le colonne di colore verde, infine, consentono di assegnare un valore alle variabili dei macroblocchi
costituenti il progetto. Queste colonne dipendono dai macroblocchi presenti nel progetto e la loro
presenza serve esclusivamente a valorizzare le variabili. Se una colonna di variabile non è presente
o viene rimossa, Fast Builder non rileverà alcuna anomalia. Semplicemente la variabile
corrispondente viene ignorata.

Per assegnare il valore alla variabile compilare la cella corrispondente. Si ricorda che le celle di
colore grigio non hanno significato per il macroblocco corrispondente e la loro compilazione può
essere omessa.

La colonna Configurazione consente, per i macroblocchi che prevedono una o più configurazioni
di variabili, di selezionare la configurazione da applicare al macroblocco. È da notare che le variabili
del macroblocco definite come di configurazione (vedi “Creare e modificare un macroblocco” a
pagina 234) non compariranno nel file Excel©, e il loro valore nel disegno dipende unicamente dalla
configurazione selezionata. È possibile selezionare la configurazione dalla lista a discesa della cella.

La colonna Sezione fili consente la scelta della sezione da applicare applicare ai fili del macroblocco
parametrico. Per rendere parametrizzabile la sezione dei fili del macroblocco vedi “Scelta di sezione
e colore del filo tramite parametri e variabili” a pagina 231.
Macroblocchi e Fast Builder 247
Comandi di Fast Builder

Comandi di Fast Builder


A partire da un progetto generato come visto nei paragrafi precedenti, o a partire da un progetto
pre-esistente, è possibile eseguire uno dei comandi disponibili nella palette di Fast Builder che
saranno presentati di seguito.

Genera lo schema da progetto Excel


È il comando principale che consente, a partire dal file di progetto XLS/XLSX o tramite interattività
con Microsoft Excel©, a seconda della modalità di lavoro selezionata, di generare il disegno dello
schema elettrico. Se il disegno iniziale su cui si opera è vuoto, tutte le operazioni previste nel progetto
verranno eseguite e porteranno alla creazione dei fogli, all’inserimento dei macroblocchi e alla
compilazione delle variabili di questi ultimi. Se il disegno non è vuoto, Fast Builder riconosce i
macroblocchi già inseriti nello schema a partire dallo stesso progetto excel e non ne esegue il
reinserimento limitandosi all’aggiornamento delle variabili. Ciò non si verifica se almeno una delle
seguenti condizioni risulta verificata:
• è cambiata la variante grafica del macroblocco;
• la posizione del macroblocco nel disegno è diversa da quella specificata nel file XLS;
• il foglio del macroblocco nel disegno è diverso da quella specificato nel file XLS.

In questo caso il macroblocco viene rimosso e reinserito nella posizione e nella variante grafica
corretta. Si ricorda, come spiegato nei paragrafi precedenti, che le operazioni di cambio foglio (righe
del foglio di calcolo contrassegnate con la parola riservata #SH) portano a un nuovo foglio se questo
non esiste o a un cambio foglio se questo esiste.

Aggiorna lo schema da progetto Excel


Questo comando consente di modificare il valore delle variabili di un progetto excel da cui si è già
generato lo schema e di riportarle nei macroblocchi presenti nel disegno. L’operazione risulta
particolarmente utile in fase di modifica e manutenzione del disegno di uno schema già realizzato.
L’operazione aggiorna solamente le variabili dei macroblocchi, ogni altra operazione è ignorata.

Ricostruisci il progetto dal disegno


Questo comando provvede a rilevare tutti i macroblocchi presenti nel disegno corrente, siano essi
derivati da una generazione di schema eseguita tramite Fast Builder o inseriti dall’utente
direttamente nel disegno dalla Libreria macroblocchi parametrici (vedi “Inserire un macroblocco da
libreria” a pagina 238), e ricostruisce il progetto excel che servirebbe a rigenerare il disegno. Questa
operazione di reverse engineering serve a ottenere un progetto completo in assenza dell’originale,
completo anche degli eventuali macroblocchi inseriti manualmente dall’utente.

Aggiorna il progetto dal disegno


Questo comando consente di rilevare le modifiche eseguite alle variabili dei macroblocchi nel
disegno (vedi “Editazione delle variabili di un macroblocco nel disegno” a pagina 239) e di
aggiornare le celle corrispondenti nel progetto excel da cui il disegno è stato generato.

Note particolari sulla generazione di uno schema da Fast Builder


Si aggiungono alcune note di dettaglio sull’esecuzione del comando Genera lo schema da progetto
Excel, sullo stesso schema per più volte o su di un disegno non vuoto. Si fa notare che l’esecuzione
della generazione è nient’altro che l’esecuzione di una serie di operazione, cambi foglio e
inserimento macroblocchi con scrittura delle variabili, nell’ordine esatto in cui si presentano nel file
di progetto Excel (in modo analogo a quanto avviene per l’esecuzione di uno script di
programmazione). Supponiamo, ad esempio, di eseguire il comando di generazione schema su di un
disegno che possiede già un foglio 1 e che il file di progetto possegga le righe mostrate nella figura
seguente
248 Macroblocchi e Fast Builder
Comandi di Fast Builder

il comando eseguirà un cambio al foglio 1, che esiste già, e inserirà nel foglio il macroblocco
PARTENZA DISTRIBUZIONE indipendentemente da ciò che si trova nel foglio stesso.
All’atto dell’inserimento di un qualsiasi macroblocco, la riga corrispondente del progetto Excel
viene contrassegnata da un identificativo unico (ID). Tale ID serve a riconoscere il macroblocco per
le successive operazioni di generazione o aggiornamento. Per quanto riguarda la generazione, in
particolare, se un macroblocco viene riconosciuto come già inserito, Fast Builder ne evita il
reinserimento. L’ID è posto in una colonna nascosta del foglio di calcolo Excel (colonna ID
Macroblocco).

Attenzione. Tale colonna è a esclusiva gestione riservata di Fast Builder, la modifica da parte
dell’utente dell’ID dei macroblocchi provocherà il non riconoscimento dei macroblocchi presenti nel
disegno.

Da parte dell’utente è possibile agire direttamente nel file excel per aggiungere, togliere o modificare
righe al fine di generare lo schema desiderato. È importante far notare che se si copiano e incollano
righe di un progetto excel, ad esempio per duplicare un foglio di schema, gli ID delle nuove righe
aggiunte risulteranno duplicati. Fast Builder riconoscerà come valido il primo ID trovato e
provvederà a sostituire automaticamente quelli trovati duplicati e a inserire nel disegno il
macroblocco corrispondente. Per evitare problemi d’inserimento macroblocchi dove non desiderato
sarà cura dell’utente provvedere a cancellare l’ID dalle righe duplicate.
Per non incorrere in errori è comunque buona norma passare per la generazione di un nuovo progetto
importando il progetto pre-esistente (vedi “Importazione di un progetto esistente” a pagina 242) ed
eseguire nella finestra di Fast Builder le modifiche necessarie per poi salvare un nuovo progetto
Excel. Fast Builder provvederà automaticamente a risolvere qualsiasi eventuale anomalia.

Sincronizzazione delle variabili con progetto di PLC


Al termini delle operazioni Genera lo schema da progetto Excel e Aggiorna lo schema da progetto
Excel è possibile avviare una post-operazione che sincronizzi il valore delle variabili dei
macroblocchi con i dati presenti nel progetto di PLC collegato al disegno dello schema elettrico su
cui si sta operando. In particolare questa operazione consente di trasferire alle variabili dei
macroblocchi i dati tipici delle schede e degli operandi presenti nel progetto PLC (vedi la guida di
riferimento del programma Plc): descrizioni, note, pin, codici articolo. Affinché Fast Builder
riconosca il collegamento fra un macroblocco e il relativo operando nel progetto PLC il macroblocco
deve contenere un simbolo operando PLC (vedi Libreria simboli) avente stessi Unità e Gruppo (in
alternativa la sola Sigla), Tipologia e Indirizzo del relativo operando del progetto PLC. L’operazione
Macroblocchi e Fast Builder 249
Comandi di Fast Builder

di sincronizzazione trasferirà quindi i dati da PLC alle variabili dei macroblocchi in base al profilo
di sincronizzazione definito dall’utente. Per abilitare l’operazione di sincronizzazione apporre la
spunta all’opzione Sincronizza variabili con PLC, presente nel menu Utilità della palette di Fast
Builder. Per compilare o modificare il profilo delle variabili da sincronizzare selezionare il comando
Profilo variabili da sincronizzare con PLC, presente nel medesimo menu. Una finestra di dialogo
consentirà di associare ai dati PLC disponibili il nome della variabile in cui trasferire il dato.

Il progetto di esempio FastBuilderSample


A corredo della presente guida è possibile visionare il file di progetto per Fast Builder
[Link], presente nel percorso dei file di esempio di Electro Graphics nella cartella
< P e rc o r s o d i re t e > \ C o m m o n \ S a m p l e \ F a s t B u i l d e r ( i l p e r c o r s o p r e d e f i n i t o è
C:\ProgramData\Electro Graphics\R2024\Common\Sample\FastBuilder mentre è possibile leggere
il Percorso di rete corrente con il comando PRETE). Il progetto di esempio FastBuilderSample
utilizza i macroblocchi parametrici presenti in libreria nella categoria ESEMPI al fine di creare il
disegno di uno schema elettrico minimale.
Come generare lo schema di esempio
1. Creare in ambiente grafico un nuovo disegno vuoto.
2. Se non visibile aprire la palette Fast Builder con il comando FBUILDER.
3. Da Fast Builder avviare il comando Genera lo schema da progetto Excel e selezionare il file di
progetto [Link].

A questo punto lo schema elettrico si compone sulla base del progetto selezionato. Nell’uso dei
macroblocchi impiegati è di particolare interesse notare l’uso fatto degli offset d’inserimento (vedi
“Preferenze di posizionamento” al paragrafo “Libreria macroblocchi parametrici” a pagina 232).
• I fogli 1 e 2 dello schema sono composti da un unico macroblocco (PARTENZA
DISTRIBUZIONE e PARTENZA ALIMENTAZIONE PLC) posizionati entrambi nell’origine con
opzione Inserisci sempre il macroblocco nel punto d’inserimento attiva.
• I fogli da 3 a 6 sono tutti strutturati nella stessa modalità, quindi si descrive la costruzione del
solo foglio 6. Si può notare come il primo macroblocco inserito nel foglio sia ALIMENTAZIONE
RSTN con opzione Inserisci sempre il macroblocco nel punto d’inserimento attiva. Infatti, il
macroblocco viene inserito alle coordinate X,Y specificate nel Punto d’inserimento delle opzioni del
macroblocco. Tali opzioni d’inserimento inoltre prevedono che il macroblocco inserito
successivamente ad ALIMENTAZIONE RSTN assuma uno spostamento orizzontale (Offset
spostamento macroblocco successivo X) di 40mm. Infatti, il macroblocco MOTORE 1 inserito come
secondo nel foglio assume tale offset. Il secondo macroblocco MOTORE 1 viene inserito con un
ulteriore spostamento orizzontale dovuto alle opzioni del primo macroblocco MOTORE 1.
L’ultimo macroblocco del foglio, ALIMENTAZIONE PE, è inserito in posizione fissa.
• I fogli da 7 a 9 rappresentano un set d’ingressi e uscite per due schede PLC, le cui tabelline di
cross reference sono nel foglio 7. È di particolare interesse visionare l’uso fatto in questi fogli della
variabile speciale #MASTER (vedi Variabile speciale MASTER e rapporto gerarchico fra
macroblocchi spiegato al paragrafo “Variabili speciali” a pagina 230), utilizzata come legame fra il
macroblocco SCHEDA 32 utilizzato come MASTER e i macroblocchi OPERANDO INGRESSO e
OPERANDO USCITA.

Parametrizzazione dei bordi del foglio


Con l’introduzione della funzione Fast Builder si è reso necessaria la parametrizzazione dei bordi del
foglio per determinare l’area di lavoro propriamente utilizzata dalla nuova funzione.
In Parametri multifoglio (comando EGPREF), scheda Riferimenti è ora presente il riquadro Margini
del foglio dove si possono editare i valori predefiniti. Specificatamente i bordi del foglio sono
considerati rispetto alle dimensioni massime del foglio (Larghezza foglio e Altezza foglio).

Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari


Per la gestione dei macroblocchi parametrici dedicati al disegno degli schemi funzionali inseriti nello
schema unifilare delle utenze vedi “Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari” a
pagina 618.
250 Macroblocchi e Fast Builder
Comandi di Fast Builder
11
Gestione delle apparecchiature

In questo capitolo è descritto l’uso delle formazioni e la gestione delle apparecchiature in iDEA.

Le formazioni
Una formazione rappresenta un’apparecchiatura fisicamente composta da più parti elettriche ma
costituite in un unico insieme; le varie parti componenti, a livello simbolico grafico, sono dislocabili
in diverse posizioni nello schema elettrico. Possono essere gestiti in una formazione apparecchiature
come i relè, i pulsanti, i contattori, i selettori e anche i Plc.
Le formazioni sono composte da 1 elemento di comando e da n elementi riferiti, ma tutte le parti
dell'insieme mantengono rigorosamente la stessa sigla.
Un relè, ad esempio, può comprendere una bobina siglata K1 che comanda due contatti aperti e due
contatti chiusi, i quali assumeranno come sigla K1.
Sarà compito della procedura di cross reference (vedi “Tracciatura dei cross reference” a pagina 287)
mantenere i collegamenti tra i vari componenti.
Una formazione viene definita a seconda del contenuto del campo Formazione del simbolo
dell'elemento di comando.
iDEA gestisce l'inserimento di formazioni negli schemi come di seguito.
• Formazioni predefinite, già composte e configurate secondo apparecchiature reali presenti nel
mercato. Il campo Formazione conterrà un codice prelevato in archivio Formazioni preceduto dal
segno '#'.

• Formazioni indicanti il numero di contatti per tipo. Il campo Formazione conterrà un codice del
tipo 2/2/1 (2 contatti aperti, 2 chiusi, 1 di scambio).

• Formazioni indicanti il numero massimo di contatti globale. Il campo Formazione conterrà il


totale dei contatti senza specificarne il tipo.

• Formazioni libere, cioè si possono associare fino a 10 contatti per tipo. Il campo Formazione
deve essere vuoto.

Nota. Per il riconoscimento da parte di iDEA, i simboli dei componenti delle formazioni devono
essere della tipologia Elementi di comando, Elementi riferiti, Unità centrali PLC o Operandi PLC.

Elementi di comando
Gli elementi di comando sono simboli presenti in libreria che si vuole siano automaticamente
considerati come elementi aventi contatti ausiliari (elementi riferiti), e quindi generatori di
riferimento incrociato; tipico caso è la bobina avente una serie di contatti ausiliari controllati.
Per definire un elemento di comando si deve entrare nel setup del simbolo in Libreria simboli, settare
una delle seguenti tipologie nella casella Tipologia:
252 Gestione delle apparecchiature
Formazioni predefinite

• Elemento di comando
• Unità centrale PLC

e compilare le impostazioni nella scheda Elemento di comando, sempre all'interno del setup del
simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Gli elementi di comando si possono utilizzare nella composizione di una formazione predefinita in
archivio Formazioni (vedi “Archivio Formazioni” a pagina 253).

Elementi Riferiti
Gli elementi riferiti sono simboli presenti in libreria che si possono relazionare ad elementi di
comando (da questi comandati e controllati) nelle formazioni (o apparecchiature); tipico e classico
caso i contatti di un relè o gli elementi di commutazione di un contattore.
Per definire un elemento riferito si deve entrare nel setup del simbolo in Libreria simboli, settare una
delle seguenti tipologie nella casella Tipologia:
• Elemento riferito
• Operando PLC

e compilare le impostazioni nella scheda Elemento riferito, sempre all'interno del setup del simbolo
(vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).
Gli elementi riferiti si possono utilizzare nella composizione di una formazione predefinita in
archivio Formazioni (vedi “Archivio Formazioni” a pagina 253).

Formazioni di tipo Accessorio


Le formazioni di tipo Accessorio rappresentano dei blocchi di contatti ausiliari.
Esse sono composte solo da elementi riferiti e devono, quindi, essere associate nello schema ad altre
formazioni di tipo Base composte da un elemento di comando e da uno o più elementi riferiti.

Formazioni predefinite
Le formazioni predefinite sono formazioni standard, di base o accessorie, già composte e configurate
ma prive di codice materiale e perciò sono generiche. Sono utili per inserire velocemente nello
schema elettrico i simboli necessari alla rappresentazione di un’apparecchiatura.
Esse sono salvate nell'archivio Formazioni integrato nell'interfaccia Libreria simboli di iDEA, dove
si possono aggiungere altre formazioni personalizzate.
Per inserire nello schema un formazione predefinita, si deve inserire l'elemento di comando con uno
dei seguenti metodi.
• Attivare la finestra Formazioni dell'interfaccia Libreria simboli e fare doppio clic sulla
formazione; viene inserito il simbolo del comando, con il campo Formazione compilato. Vedi
"Inserimento formazioni dall'archivio Formazioni" a pagina 256. Per la preventivazione dovranno
essere codificate associandogli un articolo dell'archivio Articoli.
• Attivare l'archivio Articoli e trascinare nel disegno il codice materiale di una formazione; viene
inserito il simbolo del comando, con i campi Formazione e Codice principale già compilati. In questo
caso la formazione è già codificata con l’articolo scelto. Vedi "Inserimento formazioni dall'archivio
Articoli" a pagina 257.

Utilizzando le formazioni predefinite, il campo Formazione del simbolo dell'elemento di comando


contiene il codice con il quale la formazione è registrata in Archivio Formazioni.
Gestione delle apparecchiature 253
Archivio Formazioni

Dopo l’inserimento dell'elemento di comando, con la funzione Apparecchiatura (comando CONT)


è possibile visualizzare lo stato degli elementi riferiti delle apparecchiature inserite nello schema,
inserirli nel disegno, aggiornarli nel caso abbiano una piedinatura non attinente alla formazione
predefinita e, se necessario, inserire quegli elementi che sono ancora liberi e cioè non ancora inseriti
(vedi “Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258).

Archivio Formazioni
L'archivio Formazioni contiene l'elenco delle formazioni predefinite in iDEA e le relative specifiche.
Da questa finestra si possono inserire nello schema gli elementi di comando delle formazioni con il
campo Formazione compilato, mentre la codifica dei materiali deve essere eseguita
successivamente.
L'archivio delle formazioni è accessibile nell'interfaccia Libreria simboli attivabile dal menu Simboli
o dalla barra degli strumenti.
Come accedere all'archivio Formazioni
1. Scegliere Libreria simboli.

Menu: Disegna>Simboli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EGLIB.

2. Nella finestra Libreria simboli selezionare la scheda Formazioni.

Nel riquadro di sinistra della finestra Formazioni viene visualizzata una struttura grafica nella quale
si selezionano i gruppi di formazioni inserite.
Le formazioni possono essere di due tipi.
• Base: sono composte da un elemento di comando e da n elementi riferiti.
• Accessorio: sono composte solo da elementi riferiti e devono essere associate ad altre formazioni
di tipo Base presenti nello schema.

A destra, nella griglia superiore sono elencate le formazioni in archivio: per ognuna di esse, nella
griglia inferiore, sono visualizzati gli elementi che la compongono, distinti da una icona che ne
rappresenta lo stato.
254 Gestione delle apparecchiature
Archivio Formazioni

Elemento di comando

Elemento riferito - contatto aperto


Elemento riferito - contatto chiuso
Elemento riferito - contatto di scambio
Elemento riferito - contattore di potenza
Elemento riferito - segnalazione

Elemento di comando - unità centrale PLC


Operando PLC - ingresso

Operando PLC - uscita


Accessorio

Nota. Gli elementi riferiti con stato Accessorio non sono riportati nelle tabelle del cross reference.

L'ordinamento nell'elenco delle formazioni può essere eseguito secondo il codice o la descrizione,
facendo clic sull'intestazione della colonna in base alla quale si desidera eseguire l'ordinamento.

L'inserimento di nuove formazioni o l'editazione dei dati di quelle già presenti avviene attraverso la
finestra di dialogo Proprietà.

Creazione di una nuova formazione predefinita


Per l'inserimento di una nuova formazione selezionare Inserisce nella barra degli strumenti in alto o
dal menu a cursore nella lista delle formazioni. Nella finestra di dialogo Proprietà compilare i
seguenti campi.

Codice formazione: codice della formazione senza il carattere di identificazione formazione “#”.
Descrizione:descrizione della formazione.
Gruppo: gruppo di appartenenza selezionabile facendo clic sul pulsante nella casella.
Accessorio: la selezione di questa casella determina se la formazione è di tipo Accessorio, cioè
composta solo elementi riferiti (vedi “Formazioni di tipo Accessorio” a pagina 252).

Premendo il pulsante OK la formazione verrà memorizzata nell'archivio.


Selezionando ora la nuova formazione la griglia inferiore risulta vuota.
Premere l'icona Inserisci della griglia inferiore per inserire ogni elemento della formazione: un
elemento di comando o una unità centrale PLC e uno o più elementi riferiti o operandi PLC.
Nella finestra di dialogo Proprietà compilare i dati richiesti e premere OK per confermare.

Codice formazione: riportato il codice della formazione precedentemente creata.


Descrizione:riporta la descrizione della formazione.
Simbolo o Classe di simbolo: selezionare il pulsante della casella per aprire la Libreria.
Gestione delle apparecchiature 255
Archivio Formazioni

Nella barra degli strumenti della finestra Libreria blocchi è presente una lista a comparsa in cui
selezionare la tipologia del blocco da inserire: Elemento di comando, Elemento riferito, Unità
centrale PLC, Operando PLC,... Da notare che le tipologie Elemento riferito e Operando PLC sono
ulteriormente filtrabili per stato. Selezionando l'elemento da inserire nella formazione il programma
provvederà a riportare il codice nella finestra Proprietà ed a compilare i seguenti campi:

Descrizione:visualizza la descrizione del blocco selezionato.


specifica se si tratta di elemento comando, unità centrale PLC, contatto aperto, chiuso o di
Stato:
scambio, ingresso o uscita PLC, Accessorio.

Nota. Gli elementi riferiti con stato Accessorio non sono riportati nelle tabelle del cross reference.

Tipologia: specifica la tipologia del blocco, desunta dal setup del simbolo stesso.
Rappresentazione multipolare: indica che nella lista degli elementi della formazione questo elemento
viene rappresentato con l'icona di contattore di potenza.

Nota. Se si tenta di inserire un blocco di tipo Elemento di comando in una formazione che contiene
già un elemento di comando, viene visualizzato il messaggio che la formazione possiede già un
elemento di comando.

I restanti campi possono essere compilati dall'utente.

Funzione: funzione svolta dal componente e riportata poi nello schema.


Note: note tecniche del componente riportate poi nello schema
Disabilita codice materiale: selezionare questa casella per stabilire che tale componente sarà
disabilitato all’estrazione della distinta materiale.
Pin 1... Pin 8: compilare i pin necessari. Allo scopo può essere usata la finestra attivabile selezionando
il pulsante Marcatura.
Elemento riferito con piedinatura generica
Esistono in commercio contatti ausiliari con pin generici per esempio .3 e .4 che possono diventare
13 e 14 o 23 e 24, ecc. a seconda della loro posizione di aggancio alla formazione base. Per gestire
tali elementi senza dover definire tante formazioni quante le combinazioni di pin è possibile
utilizzare il carattere . (punto) nella definizione del pin. Pertanto alla definizione della formazione,
compilare i pin dell’elemento riferito con il carattere . (punto) seguito dal carattere che deve rimanere
256 Gestione delle apparecchiature
Inserimento formazioni dall'archivio Formazioni

fisso. In fase di inserimento dell’elemento riferito nello schema, il carattere . (punto) verrà
automaticamente sostituito con un indice dato dalla posizione di aggancio.

Similmente, nella definizione dei pin degli elementi riferiti si possono utilizzare una serie di tre
caratteri speciali (&, $, #): comprendendo uno o più di tali caratteri, il pin potrà essere definito di
volta in volta. Al momento dell'inserimento nel disegno di un contatto libero della formazione, verrà
richiesto il valore corretto che dovrà assumere ogni tipo di carattere speciale usato nella definizione
dei pin.
Elemento riferito accessorio
In alcuni casi è necessario inserire nello schema elettrico un elemento riferito che non venga preso
in considerazione dalle tabelline di cross reference poste presso l’elemento di comando. Alcuni
esempi in cui può essere utile un elemento riferito accessorio sono:
- drivers e schede aggiuntive per encoder, comunicazione,...;
- contattori e filtri, interblocchi,...;
- portafusibili e relativi fusibili;
- interruttori composti da contatto e sganciatore.

A tal fine è stato implementato lo stato denominato Accessorio. Un elemento riferito accessorio,
comunque, assume la stessa sigla dell’elemento di comando a cui punta e riporta a lato la posizione
del suo comando.

Modifica
L'icona Modifica selezionata nella barra degli strumenti principale della finestra Formazioni
permette di modificare i dati principali della formazione selezionata.
L'icona Modifica selezionata nella barra degli strumenti della griglia inferiore permette di modificare
i dati dell'elemento selezionato.

Duplica
L'icona Duplica selezionata nella barra degli strumenti principale della finestra Formazioni permette
di duplicare la formazione selezionata: verrà creata una nuova formazione che conterrà gli stessi
elementi.
Per duplicare un singolo elemento di una formazione selezionare l'icona Duplica della barra degli
strumenti della griglia inferiore.

Cancella
L'icona Elimina permette di eliminare dall'archivio una o più formazioni o uno o più elementi.

Trova
L'icona Trova permette di eseguire una rapida visualizzazione delle formazioni che rispondono ai
criteri di ricerca impostati. Nella finestra di dialogo Trova premere il pulsante Trova per avviare la
ricerca; premere il pulsante Cancella per cancellare i criteri di ricerca e visualizzare l'elenco
completo.

Chiudi
L'icona Chiudi, permette di chiudere l'archivio. Nello schermo rimane solo un bottone: passando con
il cursore sopra il bottone, o facendo clic a seconda della preferenza, la finestra Libreria simboli viene
nuovamente attivata.

Inserimento formazioni dall'archivio Formazioni


L'archivio Formazioni di iDEA (vedi “Archivio Formazioni” a pagina 253), integrato nell'interfaccia
Libreria simboli, permette di inserire nel disegno il simbolo dell'elemento di comando (o dell'unità
centrale PLC) della formazione selezionata.
La formazione inserita in questo modo non è codificata per la preventivazione.
Per l'inserimento degli elementi riferiti (o degli operandi PLC) si utilizza la funzione
Apparecchiatura (vedi “Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258).
Gestione delle apparecchiature 257
Inserimento formazioni dall'archivio Articoli

Come inserire una formazione nello schema


1. Scegliere Libreria simboli.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EGLIB.

2. Nella finestra Libreria simboli selezionare la scheda Formazioni.


3. Ricercare e selezionare la voce di formazione da considerare con doppio clic.
4. La finestra di libreria viene chiusa e si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al cursore,
per il posizionamento nel disegno. Indicare, quindi, il punto di inserimento del blocco.
5. Posizionare gli elementi riferiti come descritto nel paragrafo "Controllo delle apparecchiature
(comando CONT)" a pagina 258.

Inserimento formazioni dall'archivio Articoli


L'archivio Articoli di iDEA, integrato nell'interfaccia Archivi materiali, permette di inserire nel
disegno il simbolo dell'elemento di comando (o dell'unità centrale PLC) della formazione selezionata
completo di codice materiale compilato. La formazione inserita in questo modo, quindi, è già
codificata per la preventivazione. Per l'inserimento degli elementi riferiti (o degli operandi PLC) si
utilizza la funzione Apparecchiatura (vedi “Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a
pagina 258).
Come inserire una formazione nello schema
1. Scegliere Materiali.

Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.

2. Nella finestra Archivi materiali selezionare la scheda Articoli.


3. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli accertarsi che sia premuto il pulsante Visualizza
articoli associati a simboli.
4. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli selezionare Modalità di inserimento Inserisci
simbolo o formazione.

5. Ricercare l'articolo della formazione da inserire e tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto
il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il cursore sul disegno. Rilasciando il tasto del mouse
si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al cursore, per il posizionamento nel disegno. Indicare,
quindi, il punto di inserimento del blocco.
6. Posizionare gli elementi riferiti come descritto nel paragrafo "Controllo delle apparecchiature
(comando CONT)" a pagina 258.
258 Gestione delle apparecchiature
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)

Controllo delle apparecchiature (comando CONT)


Attraverso l'interfaccia Apparecchiature è possibile visualizzare la composizione degli elementi
delle apparecchiature presenti nello schema e inserire nuove formazioni.
Come accedere all'interfaccia Apparecchiature
• Scegliere Cont. appar. (Controllo apparecchiature).

Menu: Schemi>Cross reference.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: CONT.

Nella parte superiore della finestra vengono elencati tutti gli elementi di comando o unità centrali
PLC inseriti: per ognuno viene indicata la sigla, la posizione nello schema e la descrizione.
Nel riquadro Composizione viene indicata la formazione base dell'apparecchiatura. Se si tratta di una
formazione predefinita inserita dall'archivio Formazioni o dall'archivio Articoli, viene indicato il
codice della formazione. Se invece non si tratta di una formazione predefinita (Numero massimo di
contatti, Numero di contatti per tipo, Libera) viene riportato il messaggio “Formazione non
assegnata”.
Eventuali formazioni di tipo accessorio allegate alla formazione base vengono indicate nella cartella
Accessori.
Il riquadro Blocco di comando visualizza il blocco di comando dell'apparecchiatura selezionata;
vengono indicati i pin e la posizione nello schema. Se presenta delle incoerenze viene rappresentato
di colore rosso.
Il riquadro Dati generali visualizza:
• il codice della formazione, se si tratta di formazione predefinita;
• il costruttore, l'articolo e la serie della formazione se è codificata con un codice di articolo;
• il nome del blocco dwg dell'elemento di comando.

Selezionare il pulsante Visualizza legenda nella barra superiore per mostrare il riquadro Legenda,
dove si ricorda che l'elemento di comando nel riquadro Blocco di comando e gli elementi riferiti nel
riquadro inferiore, possono essere rappresentati con i seguenti colori.
Gestione delle apparecchiature 259
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)

• Verde: nel caso l'elemento non sia presente nello schema, quindi sia disponibile all'inserimento.
• Nero: nel caso l'elemento sia già inserito nello schema.
• Rosso: nel caso l'elemento sia inserito nello schema, ma non conforme; alcune impostazioni dei
blocchi nello schema non corrispondono alla formazione predefinita (es. cinque contatti aperti
inseriti con una formazione che ne prevede al massimo quattro).

Nel riquadro inferiore della finestra Apparecchiature vengono visualizzati gli elementi della
formazione (base o accessorio) selezionata nel riquadro Composizione.
Ogni elemento viene rappresentato con una grafica indicativa della tipologia (contatto aperto,
contatto chiuso, contatto scambio, contatto generico, ingresso PLC, uscita PLC) evidenziando,
inoltre, i legami tra contatti nel caso di contattori di potenza multipolari.
Viene segnalata una condizione di errore, ovvero rappresentazione degli elementi in rosso, nel caso
la piedinatura non sia attinente alla formazione predefinita.
Viene, inoltre, visualizzata la piedinatura degli elementi, l'indirizzo nel caso degli operandi PLC e la
relativa posizione nello schema.
Ciò permette di visualizzare tutte le posizioni, comprese quelle relative ai componenti non conformi,
tali che possano essere individuate per eventuali modifiche o cancellazioni.
Nel caso delle formazioni non predefinite (Numero massimo di contatti, Numero di contatti per tipo)
per cui sia stata assegnata al campo Formazione una composizione di contatti (esempio 4/4/3, cioè
4 aperti, 4 chiusi, 3 scambi), saranno rappresentati gli elementi comandati o riferiti in numero pari a
quanto specificato.
In particolare nel caso di formazioni inserite con il metodo Numero massimo di contatti, la
rappresentazione dei contatti sarà con un punto interrogativo per i contatti non ancora inseriti a
rappresentare che non si è ancora scelta la tipologia.

Inserimento di un nuova formazione


Può risultare utile inserire nello schema una nuova formazione posizionando gli elementi riferiti
nell’ordine di stesura del progetto indipendentemente che sia stato posizionato l’elemento di
comando. L’esigenza ha trovato soluzione all'interno dell’interfaccia Apparecchiature (comando
CONT), attraverso la funzionalità che consente l'inserimento in lista di una nuova formazione senza
che preventivamente nello schema ne sia inserito il suo simbolo di comando.
La procedura d'inserimento, avviata con il pulsante Inserisci, consente la scelta di una formazione
disponibile nell’archivio Formazioni (specificare il codice formazione) o la digitazione della
composizione della formazione nella forma C/A/S dove C è il numero di contatti chiusi previsti, A
i contatti aperti ed S i contatti di scambio (es.: 2/2/1).
È possibile, inoltre, selezionare un codice materiale: se a tale codice è associata una formazione
questa verrà impostata automaticamente. Un testo descrittivo può essere digitato nelle due caselle di
testo o prelevato dal Dizionario a cui si accede con il pulsantino a lato della casella di testo. Le due
descrizioni sono riportate nei due attributi Descrizione (FUNZIONE e FUNZIONE2) dell'elemento
di comando e, se inseriti prima di quest'ultimo, degli elementi riferiti.

La nuova formazione assumerà una sigla provvisoria nella forma fissa -K1, dove la lettera dipenderà
dalla designazione del simbolo di comando o sarà K come valore predefinito.
In seguito si potrà posizionare nel disegno ogni elemento riferito disponibile selezionandolo nel
riquadro inferiore (vedi “Inserimento di un elemento riferito nel disegno”). Per inserire, invece,
l’elemento di comando fare doppio clic nel riquadro Blocco di comando (il simbolo è di colore verde
se disponibile).
Una volta inserito il comando, se il simbolo viene siglato in modalità automatica, tutti i componenti
la formazione assumeranno automaticamente la nuova sigla.

Inserimento di un elemento riferito nel disegno


Tramite l'interfaccia Apparecchiatura si possono inserire gli elementi riferiti definiti delle
formazioni, che eventualmente non sono ancora stati disposti nello schema.
L'inserimento di un elemento riferito, dunque, è previsto per formazioni predefinite o formazioni
composte da un elemento di comando avente l'indicazione del numero di contatti per tipo assegnata
al campo Formazione.
Questi elementi disponibili sono rappresentati, nel riquadro inferiore della finestra Apparecchiature,
con il colore verde.
260 Gestione delle apparecchiature
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)

Prima dell’inserimento è possibile scegliere l’orientamento del simbolo; lasciando impostata la


selezione automatica, predefinita, il programma rileva l’orientamento dei fili nel punto di
inserimento selezionato e propone il simbolo opportuno.

Nota. La possibilità di scegliere l’orientamento del simbolo si basa sulla definizione di classe del
simbolo. Vedi "Classi di simboli" a pagina 209.

Quindi, fare doppio clic sull'elemento da inserire: la finestra Apparecchiature viene chiusa per
permettere il posizionamento del simbolo nel disegno.

Nel caso delle formazioni inserite con il metodo Numero massimo di contatti, la rappresentazione dei
contatti non ancora inseriti sarà con un punto interrogativo a rappresentare che non si è ancora scelta
la tipologia. In fase di inserimento nel disegno viene visualizzata la finestra Libreria blocchi che
mostra tutti i blocchi elementi riferiti e operandi PLC utilizzabili. Nella barra degli strumenti è
disponibile un sistema di filtraggio con cui affinare la ricerca del blocco necessario. Inserire il blocco
con doppio clic.

Nel menu contestuale attivabile facendo clic sul tasto destro del mouse quando il cursore è nel
riquadro degli elementi riferiti, si possono impostare le seguenti preferenze.
Riporta con descrizioni del comando: negli elementi riferiti inseriti viene riportata la stessa descrizione
compilata nel blocco di comando.
Riporta con ubicazione e funzione del comando: negli elementi riferiti inseriti viene riportata la stessa
ubicazione e la stessa funzione compilata nel blocco di comando.
Disabilita codice principale negli elementi riferiti: negli elementi riferiti inseriti viene disabilitato il
campo Codice principale; in tal modo i blocchi degli elementi riferiti non vengono riportati nella
distinta materiali.
Riporta il codice materiale degli ausiliari nei riferiti: il codice materiale degli elementi ausiliari è
riportato negli attributi del simbolo riferito (contatti) anziché essere concatenato nell’attributo
Codice principale del simbolo grafico di comando.

Dallo stesso menu sono presenti anche i seguenti comandi:

Edita attributi: permette di modificare velocemente gli attributi dell’elemento selezionato, già inserito
nel disegno, senza doverlo ricercare nello schema.
Riporta in disegno: permette di associare ad un simbolo precedentemente inserito nel disegno, i dati
sigla e pin dell’elemento selezionato.

Prima di avviare questa funzione aprire il foglio dove è contenuto il simbolo e avviare il comando
CONT. Nella finestra Apparecchiature selezionare dalla lista la formazione e l’elemento riferito
Gestione delle apparecchiature 261
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)

disponibile (in verde) da considerare; quindi avviare il comando Riporta in disegno e selezionare nel
disegno il simbolo al quale associare i dati. Il simbolo selezionato deve essere della stessa tipologia
dell’elemento riferito scelto. Questo simbolo sarà, in questo modo, ‘agganciato’ alla formazione
scelta.
Dopo l’associazione è necessario eseguire il comando Associa contatti non conformi (vedi pagina
262).
Questa procedura può essere utile quando si sono già inseriti nel disegnato dei simboli con dati non
compilati o standard e, in un secondo momento, si vuole compilarli con i dati degli elementi riferiti
di una formazione scelta.

Nota. Inserendo gli elementi riferiti dalla finestra Apparecchiature, all’interno del blocco viene
incorporato ‘al volo’ l'attributo RMAXC. È un attributo nascosto e serve per le formazioni che
vengono create nuove direttamente dal CONT, nello specifico quando nello schema elettrico si ha la
necessità di inserire prima gli elementi riferiti e poi in ultima l'elemento di comando; in tale attributo
viene scritto il codice formazione indicato manualmente dal progettista.
L’attributo RMAXC contiene il codice formazione basico e non il codice formazione accessoria.

Localizzazione dei contatti


In Apparecchiature c'è la possibilità di localizzare visivamente nello schema gli elementi di una
formazione già inseriti nello schema, anche non conformi, quindi quelli rappresentati in colore nero
e rosso.
Per localizzare nello schema l'elemento di comando di una formazione selezionata, fare doppio clic
nel riquadro Blocco di comando.
Per localizzare uno degli elementi riferiti già inseriti, invece, fare doppio clic sulla rappresentazione
nel riquadro inferiore della finestra.
A questo punto viene chiusa la finestra Apparecchiature e visualizzato uno zoom del disegno nella
zona dove è localizzato l'elemento che viene indicato con una freccia.

Selezione da disegno
La funzione Selezione da disegno, permette di puntare ad una apparecchiatura dell'elenco
selezionando uno dei suoi elementi nel disegno.
Selezionando l'icona relativa nella barra degli strumenti principale in Apparecchiature, la finestra
viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore l'elemento di comando o un elemento riferito
dell'apparecchiatura desiderata. Quando la finestra Apparecchiature viene visualizzata, in elenco è
selezionata tale l'apparecchiatura.

Aggiungi contatti a questa apparecchiatura


La funzione Aggiungi contatti a questa apparecchiatura, permette di incorporare nell'apparecchiatura
dell'elemento di comando selezionato, un elemento riferito già presente nel disegno.
Selezionando l'icona relativa nella barra degli strumenti principale in Apparecchiature la finestra
viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore il simbolo dell'elemento riferito desiderato.
Quando la finestra Apparecchiature viene visualizzata, nell'elenco degli elementi riferiti si noti i
nuovi elementi.

Rinomina formazione
La funzione Rinomina formazione consente di cambiare la sigla dei componenti una formazione.
L’operazione può essere avviata anche dal disegno: vedi “Rinomina sigla di formazione” a
pagina 282.

Controllo di conformità
La funzione Controllo di conformità, evidenzia con un segno rosso sull'icona nell'elenco le
formazioni che presentano delle non conformità. Per eseguire il controllo selezionare l'icona relativa
nella barra degli strumenti principale in Apparecchiature.
Per la risoluzione delle non conformità è possibile usare la funzione di Associa contatti non conformi
automatica o per singolo contatto o operando.
262 Gestione delle apparecchiature
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)

Associa contatti non conformi


La funzione Associa contatti non conformi, cerca di associare agli elementi non conformi, perché ad
esempio sono stati inseriti nel disegno dalla libreria simboli o si sono modificati i pin, elementi
previsti da una formazione ancora disponibili.
L'operazione è automatica per tutti gli elementi non conformi della formazione selezionata.
Per esempio, si possono aggiornare dei simboli presenti nel disegno che sono privi di piedinatura o
questa non è attinente alla definizione della formazione predefinita.
Con questa procedura è possibile aggiornare anche la piedinatura degli elementi di comando nel caso
questa non sia attinente alla formazione predefinita.
Per eseguire l'associazione selezionare l'icona relativa nella barra degli strumenti del riquadro
inferiore in Apparecchiature.

Nota. Questa procedura è prevista solo per gli elementi di comando di una formazione predefinita
o aventi l'indicazione del numero di contatti per tipo assegnata al campo Formazione.

È possibile associare ad un singolo elemento non conforme uno degli elementi disponibili,
selezionando Associa contatti non conformi dal menu a cursore dopo aver selezionato l'elemento
desiderato.

Associa nuova formazione


La funzione Associa nuova formazione, permette di cambiare la formazione selezionata con un'altra
compatibile.
Selezionando l'icona relativa nella barra degli strumenti del riquadro inferiore viene visualizzata la
finestra Elenco formazioni compatibili. Questa finestra mostra tutte le formazioni dell'archivio
Formazioni che possono andar bene perché contengono almeno tutti gli elementi della formazione
attuale già inseriti nello schema. Nella barra degli strumenti è disponibile un sistema di filtraggio con
cui affinare la ricerca della formazione necessaria.
Esempio
Si è inserita nello schema una formazione con quattro contatti aperti ma ora si necessita di una a sei
contatti aperti. Eseguire la funzione Associa nuova formazione: la finestra Elenco formazioni
compatibili elencherà tutte le formazioni con almeno quattro contatti aperti. Restringere la lista
usando il sistema di filtraggio disponibile nella barra degli strumenti impostando:
• Contatti utilizzabili: Uguale a.
• Aperti: 6.
• Chiusi: 0.
• Scambio: 0.

Selezionare la formazione opportuna per ritornare in Apparecchiature, quindi premere il pulsante


Aggiorna in basso a sinistra per apportare la modifiche nello schema.

Associa codice articolo


La funzione Associa codice articolo, permette di associare alla formazione selezionata un codice
articolo per preventivazione.
Selezionando l'icona relativa nella barra degli strumenti del riquadro inferiore viene visualizzata la
finestra Elenco materiali compatibili. Questa finestra mostra tutti i codici dell'archivio Articoli che
possono andar bene perché fanno riferimento ad apparecchiature di mercato con le caratteristiche
esatte della formazione selezionata. Nella barra degli strumenti è disponibile un sistema di filtraggio
con cui affinare la ricerca del codice necessario.
Se non vi sono articoli disponibili, anziché aprire la finestra Elenco materiali compatibili, viene
visualizzato il seguente messaggio:
Non ci sono articoli di magazzino associati alle formazioni compatibili con i simboli
inseriti.

Esempio
Si è inserita nello schema una formazione con una bobina, due contatti aperti due contatti chiusi; ogni
elemento è già inserito nello schema. Eseguire la funzione Associa codice articolo: la finestra Elenco
Gestione delle apparecchiature 263
Controllo delle apparecchiature (comando CONT)

materiali compatibili, elencherà tutte i codici di apparecchiature, di vari costruttori, che contengono
due contatti aperti e due chiusi.

Selezionare il codice opportuno del costruttore desiderato per ritornare in Apparecchiature, quindi
premere il pulsante Aggiorna in basso a sinistra per apportare la modifiche nello schema. Nei
riquadro Dati generali vengono riportate le informazioni Codice, Costruttore, Articolo, Serie.

Aggiungi elemento accessorio


La funzione Aggiungi elemento accessorio permette di aggiungere ad una apparecchiatura presente
nel disegno, codificata con codice articolo, una formazione di tipo accessorio (senza elemento di
comando). Si avvia dalla barra degli strumenti del riquadro inferiore. La finestra Elenco mostra tutti
i codici dell'archivio Articoli che possono andar bene perché fanno riferimento ad apparecchiature
di mercato di tipo accessorio, compatibili per costruttore e serie alla formazione principale.
Nella barra degli strumenti le caselle di selezione con cui affinare la ricerca della formazione
necessaria. Tramite le caselle Costruttore e Serie, è possibile comunque scegliere un accessorio di un
costruttore diverso dalla base. In tal caso la compatibilità reale non è verificata ed è lasciata al
disegnatore.

Selezionare la formazione accessoria opportuna per ritornare in Apparecchiature; nel riquadro


Composizione, la formazione aggiunta viene indicata nella cartella Accessori.
Premere il pulsante Aggiorna in basso a sinistra per apportare la modifiche nello schema.

Rimuovi elemento accessorio


La funzione Rimuovi elemento accessorio, può essere eseguita solo per le apparecchiature in cui sia
associata una formazione di tipo accessorio.
Dunque, rimuove dall'apparecchiatura selezionata una formazione di tipo accessorio (senza
elemento di comando).
Nel riquadro Composizione selezionare la formazione accessorio da staccare e poi premere l'icona
relativa nella barra degli strumenti del riquadro inferiore della finestra Apparecchiature.
Un messaggio di conferma chiede se si desidera rimuovere l'apparecchio, quindi viene eseguito il
comando.
Se non sono già stati eliminati in precedenza, si deve procedere con l'eliminazione dallo schema dei
blocchi riferiti all'accessorio: usare il comando Cancella simbolo.

Numerazione automatica dei bit


Per ogni formazione PLC selezionata è possibile compilare automaticamente i pin degli operandi,
qualora siano vuoti o si intenda modificarli.
Per eseguire questa funzione portare il cursore nel riquadro inferiore della finestra Apparecchiature,
sulla lista degli elementi riferiti, premere il tasto destro del mouse e selezionare Numerazione
automatica dei bit, dal menu a cursore.
264 Gestione delle apparecchiature
Morsettiere su apparecchiatura

Nella finestra di dialogo Numerazione automatica dei bit, compilare i seguenti campi.

Indirizzo: indirizzo della scheda in editazione.


Separatore: carattere separatore da utilizzare.
Bit: bit di partenza per la numerazione.
Formattazione: cifre da considerare per il numero del bit.
Numerazione: tipologia di numerazione (Decimale, Ottale, Esadecimale).

Premere OK per eseguire la numerazione. Negli operandi rappresentati viene riportato l'indirizzo in
modo da vedere il risultato in anteprima. Per apportare le modifiche negli operandi nello schema è
necessario premere il pulsante Aggiorna in basso a sinistra.

Modifica il costruttore di tutte le apparecchiature


La funzione Associa codice articolo, permette di associare alle apparecchiature inserite nello schema
un codice articolo per la preventivazione.
Selezionando l'icona relativa nella barra degli strumenti principale della finestra Apparecchiature
viene visualizzata la finestra in cui scegliere il costruttore e la serie necessaria, tra quelle disponibili
in archivio Articoli.
La procedura automatica cerca di associare ad ognuna delle formazioni selezionate in
Apparecchiature, codici di formazioni del costruttore e della serie scelta compatibili, perché fanno
riferimento ad apparecchiature di mercato con le caratteristiche esatte della formazione inserita.

Nota. Il buon risultato di una codifica effettuata per tutte le formazioni è condizionato alla presenza
in archivio Articoli dei codici di formazione (vedi sezione “Archivio Articoli” nella guida di
riferimento “Commesse e archivi”).

Questa funzione risulta utile per la codifica delle apparecchiature inserite nello schema qualora non
sia già stato assegnato il codice articolo o quando si voglia eseguire una sostituzione di codici.

Morsettiere su apparecchiatura
In alcuni casi può essere necessario rappresentare i punti di attestazione (Pin) di alcune
apparecchiature nello schema elettrico come fossero dei morsetti.
Una funzione permette di definire in automatico una morsettiera per ogni apparecchiatura di cui si
necessiti, composta da un morsetto per ogni pin.
Gestione delle apparecchiature 265
Morsettiere su apparecchiatura

Nei simboli multifilari è stata introdotta la gestione dell'attributo SIGLA_MOR (Sigla morsettiera).
In tale attributo è possibile riportare la sigla della morsettiera alla quale l'apparecchiatura appartiene.
Se l'analisi trova compilato l'attributo SIGLA_MOR è generata una morsettiera avente tale sigla
(ubicazione e funzione vengono prese quelle del simbolo). Per ogni pin del simbolo è definito un
morsetto corrispondente avente come numero morsetto la sigla dell'apparecchiatura e il pin del
morsetto stesso nella forma SIGLA:PIN. I morsetti appartenenti alla stessa apparecchiatura (quindi
alla stessa formazione) sono raggruppati come un morsetto multiplo caratterizzato dal carattere meno
('-') che precede l'indice di gruppo. In lista connessioni l'apparecchiatura è “vista” ancora una volta
come morsetti della morsettiera a cui appartiene.

Per assegnare l'attributo SIGLA_MOR è possibile personalizzare i simboli in libreria e inserire il


nuovo attributo. Per le sole formazioni è possibile assegnare la sigla morsettiera in modo più agevole
tramite l’interfaccia Apparecchiature (comando CONT). La sigla è assegnabile nei seguenti modi.
• Dalla finestra di creazione di una nuova formazione (comando Nuova dalla barra strumenti della
finestra Controllo apparecchiature).

• Selezionando una o più apparecchiature in lista ed eseguendo Assegna sigla morsettiera, dal
menu contestuale.
266 Gestione delle apparecchiature
Numero di contatti per tipo

Se non già presente nel blocco, l'attributo SIGLA_MOR viene aggiunto automaticamente e
posizionato al di sopra dell'attributo UBIC (Morsettiera).
Dopo aver eseguito l’analisi fili e morsettiere (comando FILI) le morsettiere definite sulle
apparecchiature sono gestite come le normali morsettiere definite con l’inserimento morsetti; sono
pertanto gestite in Cablo, vi si possono attestare dei cavi, sono disegnate da Traccia morsettiera,
Tabella morsettiera, Tabella posa cavi,...

Nota. Nella tracciatura delle morsettiere (comando DIMO11, vedi “Traccia morsettiera” a
pagina 397) i morsetti su apparecchiatura vengono rappresentati in forma analoga ai morsetti
standard, salvo non rispettare la rappresentazione a “larghezza crescente” dei morsetti multipli. È
possibile inserire dei blocchi personalizzati per tali morsetti costruendo il nome dei nuovi blocchi
secondo le regole apposite (vedi “Personalizzazione dei morsetti tracciati” a pagina 409) e
introducendo il carattere di riconoscimento meno ('-') fra il prefisso dei blocchi usati e la tipologia
del morsetto (es.: [Link]).

Numero di contatti per tipo


Si possono inserire formazioni indicanti il numero di contatti, per tipo, che sono previsti. Queste
formazioni sono definibili dall'utente: al momento dell'inserimento nello schema dell'elemento di
comando si potranno stabilire quanti contatti sono necessari per ogni tipo (aperti, chiusi, scambio) e
indicarli nel campo Formazione del simbolo.

Esempio
Indicare 3/3/2 nel campo Formazione per disporre di tre contatti aperti, tre chiusi e 2 di scambio.

Anche per queste formazioni sono disponibili tutte le utilità della funzione Apparecchiature (vedi
“Controllo delle apparecchiature (comando CONT)” a pagina 258).

Numero massimo di contatti


Si può scegliere di identificare la formazione dell'apparecchiatura specificando, nel campo
Formazione dell'elemento di comando, il numero massimo di contatti che la compone; questo
metodo è alternativo all'inserimento di formazioni predefinite dall' archivio Formazioni. Nella figura
seguente è rappresentato il contenuto del campo Formazione del blocco che identifica il numero
massimo di contatti.
Gestione delle apparecchiature 267
Formazioni libere

Nella finestra Apparecchiature (comando CONT) la rappresentazione dei contatti non ancora inseriti
sarà con un punto interrogativo a rappresentare che non si è ancora scelta la tipologia. In fase di
inserimento nel disegno viene visualizzata la finestra Libreria blocchi che mostra tutti i blocchi
elementi riferiti e operandi PLC utilizzabili. Nella barra degli strumenti è disponibile un sistema di
filtraggio con cui affinare la ricerca del blocco necessario. Inserire il blocco con doppio clic.

Formazioni libere
Il metodo Elemento di comando con formazione libera, prevede l'inserimento nello schema, da
Libreria simboli, di un blocco elemento di comando e alcuni blocchi di elementi riferiti ai quali si
associa la stessa sigla.
Il campo Formazione dell'elemento di comando, in questo caso, deve rimanere vuoto; questo
comporta che la formazione che si va a comporre non ha limiti nel numero e nella tipologia dei
componenti.
All'inserimento dalla libreria di blocchi di tipo Elemento riferito (o operando PLC) viene visualizzata
la finestra Elementi di comando che agevola la selezione della sigla da assegnare al componente.
Vengono elencate le sigle degli elementi di comando presenti nello schema: selezionando un
elemento in questo elenco si determina la sigla da assegnare all’elemento riferito.

Nota. La finestra Elementi di comando viene visualizzata se rimane spuntata la casella Mostra ad
ogni inserimento, nella stessa finestra. Può essere attivata anche scegliendo Elenco comandi, dal
menu Schemi>Cross reference. L'opzione Mostra ad ogni inserimento l'elenco degli elementi di
comando, può essere selezionata anche nella scheda Schemi della finestra Preferenze, attivabile con
Preferenze dal menu Strumenti e selezionando Preferenze ambiente grafico (vedi “Preferenze
ambiente grafico” a pagina 756).
Questo metodo può risultare più veloce nei casi in cui le apparecchiature non devono essere
codificate con articoli materiali perché non interessa la preventivazione.
Nella finestra Apparecchiatura le formazioni libere, vengono rappresentate con l'elemento di
comando e solo gli elementi riferiti già inseriti nello schema.

Elenco delle formazioni inserite


La finestra Elementi di comando, permette di visualizzare tutte le formazioni presenti nello schema
corrente. Per ognuna viene riportata la sigla, la posizione dell’elemento di comando all'interno dello
schema e la eventuale descrizione.
Nel riquadro di sinistra vengono elencate le famiglie presenti, dedotte dalla designazione del
componente di comando della formazione. Cliccando ogniuna di esse viene filtrata la lista delle
formazioni.
268 Gestione delle apparecchiature
Elenco delle formazioni inserite

Come visualizzare l'elenco delle formazioni


• Scegliere Elenco comandi.

Menu: Schemi>Cross reference.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra multifunzione: scheda Simboli.
Riga di comando: LCONT.

In basso a sinistra nella finestra, è presente la casella di spunta Visualizza gli elementi riferiti privi
di comando. Quando è selezionata questa opzione, vengono visualizzati in lista anche le formazioni
prive di elemento di comando; selezionando la famiglia <elementi comandati> la lista viene filtrata
in modo da vedere solo queste ultime.

Assegna sigla in inserimento simbolo


Ad ogni inserimento di un simbolo di tipo elemento riferito, dalla Libreria simboli di iDEA, viene
visualizzata la finestra Elementi di comando per agevolare la selezione della formazione, tra quelle
presenti nello schema, alla quale agganciare il simbolo inserito. Selezionando un elemento di
comando in elenco si determina anche la sigla da assegnare al simbolo.

Nota. Questa funzione è opzionale: nella scheda Cross reference in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Cross reference” a pagina 760) è presente l’opzione
Mostra ad ogni inserimento l’elenco degli elementi di comando.

Assegna sigla
Nel caso sia già inserito nello schema un simbolo (di tipo elemento riferito) che si desidera
agganciare ad una formazione esistente, è utile aprire la finestra Elementi di comando.
Tramite il pulsante Assegna sigla viene chiusa la finestra e quindi si può selezionare nello schema
tale simbolo da associare all’elemento di comando scelto nella lista.

Localizzazione dei componenti


Ogni componente selezionato nella lista di Inspector, può essere localizzato nel disegno
semplicemente con un doppio clic o selezionando l'icona Localizza nel disegno, dal menu a cursore
o dalla barra degli strumenti di Inspector.

Foglio avanti indietro


I comandi Foglio avanti e indietro permettono di mantenere aperta la finestra e nello stesso tempo
sfogliare lo schema per le operazioni di assegnazione di una formazione ai simboli che ne sono privi.
Il comando Nascondi riduce la finestra alla sola barra del titolo in modo da liberare spazio a video;
per riaprire l’intera finestra basta fare doppio clic sulla barra.
Gestione delle apparecchiature 269
Elenco delle formazioni inserite
270 Gestione delle apparecchiature
Elenco delle formazioni inserite
12
Siglatura dei simboli

In questo capitolo sono analizzate le informazioni riguardanti i metodi di siglatura dei simboli nello
schema e descritte tutte le funzioni di siglatura.

Informazioni di identificazione
Nella stesura di uno schema elettrico, qualsiasi sia la sua forma, oltre ad utilizzare la parte grafica
con i relativi segni, sono impiegate delle informazioni per l'identificazione e lo scopo dell’impiego
degli oggetti rappresentati. Queste informazioni sono trattate dalle Norme della serie CEI EN 81346
che sostituiscono gli argomenti già trattati nelle Norme CEI EN 61346, CEI 3-24, IEC 750.
I concetti delle informazioni interessanti gli oggetti sono:
• ubicazione: dove si trova
• funzione: obbiettivo
• prodotto: compito o scopo
• connessione: com’è collegato
• segnale: input od output
• documento: illustrazione delle informazioni

Definizioni
Per una corretta formazione e utilizzazione dei codici di identificazione, le definizioni delle
designazioni sono:
Funzione: funzione, o azione caratteristica o scopo di uno o più equipaggiamenti o un'installazione
che può essere generica o specifica.
Ubicazione: posizione fisica di un oggetto o assieme, essenziale per la univoca individuazione in una
costruzione o installazione, come pure in un equipaggiamento quando questo è complesso e con
elementi simili nella loro costituzione.
Codifica oggetti: serve per una distinzione appropriata del genere del materiale da identificare ed è
basata, secondo le Norme, sulla natura, la classe o il gruppo di un materiale, senza tener conto della
sua funzione nel circuito.
Numero di identificazione oggetti: serve per distinguere tra loro oggetti aventi la stessa codifica,
cioè della stessa natura; la numerazione è un attributo, non necessariamente in sequenza ininterrotta;
una serie particolare di numeri può essere destinata ad un oggetto od ad un insieme di oggetti.
Morsetti: identificazione delle parti conduttrici di un oggetto o equipaggiamento destinate alle
connessioni elettriche tra circuiti.
Segni di prefisso: più (+), uguale (=), lineetta (-), due punti (:) sono usati per individuare
rapidamente i codici di designazione di riferimento; possono essere usati altri segni di prefisso, oltre
a quelli delle norme.

Impiego delle informazioni


Le informazioni nella documentazione elettrotecnica, sia sotto forma di schema o disegno che in
forma tabulare, possono trovare il loro impiego come in:
• schemi di circuiti, accanto al segno grafico che contraddistingue un materiale o come notizia
generale;
• diagrammi funzionali, per l'individuazione degli ingressi ed uscite del sistema di comando e/o
controllo, nonché per l'esatta individuazione dei componenti del sistema comandato o controllato;
272 Siglatura dei simboli
Informazioni di identificazione

• elenchi materiali, per la relativa identificazione;


• tabelle morsettiere e connettori, per individuare le rispettive connessioni;
• elenchi cavi, per il riconoscimento degli stessi ed il relativo percorso;
• notizie descrittive, per l'univoco riconoscimento;
• manuali d'istruzione e di manutenzione, per la rapida e non ambigua individuazione;
• equipaggiamento, al completo o in parte, per poter reperire un dato materiale sugli schemi dei
circuiti, sui diagrammi funzionali o su altre documentazioni.

Codici delle designazioni


Anche se le Norme non lo affermano in modo determinante, si può notare dagli esempi illustrati dalle
Norme stesse e da criteri logici, che i principi fondamentali per la composizione delle designazioni
alfanumeriche si possono assumere come segue:
• le lettere maiuscole sono da preferirsi, questo per non creare equivoci (per.: C maiuscola e c
minuscola); come pure non dovranno essere utilizzate combinazioni;
• evitare l'uso di lettere maiuscole e minuscole (per es.: A b c D) per la ragione di possibili
ambiguità; le lettere possono avere un significato o essere casuali;
• non sono da utilizzare le lettere “I” e “O”, facilmente confondibili con i numeri uno e zero (CEI
EN 60445/5.1 CEI 14-7, IEC 61/2.1);
• i numeri possono essere dei puri numeri o avere un significato; i numeri possono iniziare con uno
zero;
• se in una designazione si dovrà usare una combinazione di codice letterale e numerico, il numero
dovrà seguire la lettera; in questo caso il numero è utilizzato per differenziare gli oggetti con lo stesso
codice letterale;
• una designazione concatenata, a più livelli, è formata da più referenze con struttura ad albero;
di conseguenza le referenze vanno dal livello più elevato (informazione grossolana) verso l'ultimo
livello (informazione fine);
• naturalmente non si possono omettere i rami intermedi in cui sono rappresentate le referenze
lungo la traiettoria;
• a ciascuna referenza, alfabetica o numerica, deve essere assegnata una determinata
informazione, preferibilmente con uno o due caratteri; ciò per non complicare la lettura dell'intera
informazione;
• il concetto delle referenze sarebbe che al variare del tipo di informazione venga cambiato il tipo
di carattere, in modo da distinguere il significato di ciascuna referenza; questo permetterebbe di
riconoscere rapidamente le informazioni e di discriminare le une dalle altre; si può ben notare che
quando un'identificazione è composta da caratteri delle stesso tipo, è difficile la lettura e la
decifrazione;
• qualora non sia possibile applicare la regola dell'alternanza dei caratteri al variare
dell'informazione, le soluzioni sono: distinguere le parti della designazione con la ripetizione del
segno di prefisso, oppure separare le parti con un punto; tali concetti sono illustrati più avanti;
comunque il metodo usato deve essere unico in tutta la documentazione dell'impianto o
equipaggiamento;
• per evidenziare in modo rapido due parti di una designazione, per esempio principale e
secondaria, può essere usato un punto come segno di separazione; nella pratica il punto di
separazione è usato sovente per identificare due entità facenti parte di un'unica informazione. Il punto
di separazione può servire, altresì, nel caso in cui due referenze continue hanno lo stesso tipo di
carattere.

Esempio
=A1=B=D2=C3
=A1.B.D2.C3
-A1-C-D4-1
-A1.C.D4.1
+G1+111+2
+G1.111.2
Siglatura dei simboli 273
Informazioni di identificazione

Si dovrà prestare la massima attenzione a non creare ambiguità, una designazione equivoca è una
informazione che non identifica l'oggetto considerato; questo può succedere quando ad un progetto
concorrono enti diversi, pertanto sono consigliati dei chiarimenti preliminari al fine di eliminare
spiacevoli inconvenienti, che si ripercuotono sull'impianto o equipaggiamento fornito.

Strutturazione delle informazioni


Affinché un progetto sia progettato, costruito, mantenuto o utilizzato in modo efficace, il sistema e
le informazioni relative al sistema sono normalmente divise in parti. Ciascuna di queste parti può a
sua volta essere divisa in altre parti. Questa suddivisione successiva in parti e l'organizzazione di tali
parti è detta strutturazione.
Si possono avere le seguenti strutture:
• Struttura orientata alla funzione, obiettivo.
• Struttura orientata all’ubicazione, dove.
• Struttura orientata al prodotto, scopo.

Le informazioni, per distinguerle le une dalle altre, sono dotate di proprio segno di prefisso, secondo
il tipo di informazione; ciò permette un’identificazione rapida degli oggetti stessi, sia sugli impianti,
sia nella relativa documentazione. I caratteri da usare come prefisso sono:

+ ubicazione: posizione fisica di un prodotto od unità di assemblaggio;


= funzione: obbiettivo di un sistema riguardante un equipaggiamento, un’installazione o un
impianto;
- prodotto: oggetto, componente, apparecchiatura, assieme;
: terminale: punto di connessione elettrica.
Designazione di riferimento a livello unico
Ad ogni oggetto che si trova all'interno di un altro oggetto deve essere attribuita una designazione di
riferimento a livello unico, unica rispetto all'oggetto in cui si trova. Una designazione a livello unico,
attribuita ad un oggetto, avrà un proprio segno di prefisso seguito da una lettera codice o da una
lettera codice e un numero o da un numero.
Esempi di designazioni di riferimento a livello unico:

Designazioni orientate all’ubicazione: +Q1 +BP +101 +BP05


Designazioni orientate alla funzione: =A1 =ABC =123 =TXT12
Designazioni orientate al prodotto: -A1 -RELAY -561 -K12
Designazioni di riferimento a più livelli
Una designazione di riferimento a più livelli è intesa a struttura ad albero, costituita da un certo
numero di nodi in modo concatenato. Una designazione di riferimento a più livelli è la
rappresentazione codificata del percorso dal vertice dell'albero fino all'oggetto. Essa è costituita
concatenando la designazione di riferimento a livello unico per ciascun oggetto rappresentato nel
percorso a partire da quello più in alto.
Esempi di designazioni di riferimento a più livelli:

Designazione orientate all’ubicazione: +Q1+H2+C3 +Q1.H2.C3


Designazione orientate alla funzione: =A1=B2=C3 =A1.B2.C3
Designazione orientate al prodotto: -A1-B2-C -A1.B2.C

Struttura orientata all’ubicazione e alla funzione


In conformità con la norma CEI EN 61346-1, nei programmi Electro Graphics, è possibile gestire una
strutturazione orientata all'ubicazione e alla funzione.
Struttura orientata all'ubicazione
Una struttura orientata all'ubicazione è basata sulla disposizione topografica del sistema. Una
struttura orientata all'ubicazione mostra la suddivisione del sistema in elementi costitutivi in
funzione dell'aspetto legato alla posizione.
Struttura orientata alla funzione
Una struttura orientata alla funzione è basata sullo scopo di un sistema. Una struttura orientata alla
funzione mostra la suddivisione del sistema in elementi costitutivi riguardo l'aspetto funzionale.
274 Siglatura dei simboli
Identificazione completa dei componenti di schema

Le designazioni di ubicazione e/o funzione dei componenti del progetto possono essere assegnate in
tutti i simboli di iDEA tramite la compilazione degli attributi Ubicazione (UBIC1, UBICC) e
Funzione (FUNZ1, FUNZ1C); vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331.

Struttura orientata al prodotto


Una struttura orientata al prodotto è basata sullo scopo o compito di un oggetto. Tutti gli oggetti
rappresentati sugli schemi devono avere una propria identificazione costituita da caratteri
alfanumerici che distinguono la classe o sottoclasse di appartenenza e la numerazione di
identificazione.

Nei programmi Electro Graphics, è possibile gestire la strutturazione orientata al prodotto con
designazioni a livello unico con la funzione di siglatura simboli.

Identificazione completa dei componenti di schema


L’identificazione completa dei componenti dello schema elettrico nasce dall’esigenza di estendere il
sistema di identificazione basato sull’unico dato di Sigla dei simboli, che, in taluni casi, può risultare
limitativo. Il criterio di identificazione completa fa riferimento a quanto espresso nella norma CEI
EN 61346-1 (CEI 3-43) dove vengono espressi i criteri di identificazione dei componenti di un
sistema. Ogni componente può essere identificato in base a tre aspetti diversi: un aspetto funzionale
(Funzione), un aspetto posizionale (Ubicazione), un aspetto legato al prodotto materiale che il
componente identifica (Sigla). Un componente può quindi essere univocamente definito
univocamente in base alla composizione della terna di questi tre aspetti propri di ogni componente.
Per ogni schema l’utente avrà quindi la possibilità di lavorare con l’identificazione dei componenti
basata sulla sola sigla, secondo il metodo classico utilizzato in tutte le precedenti versione
dell’ambiente grafico, oppure basandosi sul criterio di identificazione completa. Ciò comporta delle
importanti differenze da non trascurare. Si prendano come esempio i due morsetti rappresentati nella
seguente figura:

Essi hanno stessa sigla, stessa funzione ma diversa ubicazione. Con il criterio di identificazione
basato sulla sola sigla essi apparterranno alla stessa morsettiera indipendentemente dalla funzione e
ubicazione espresse. Con il criterio dell’identificazione completa essi invece appartengono a due
morsettiere diverse e come tali verranno gestiti in tutte le funzionalità del programma che prevedono
la gestione dei morsetti (tracciatura morsettiere, tabelle morsettiera, layout dei quadri, Cablo,…).
Un ulteriore esempio è quello proposto dai due elementi di comando che seguono:
Siglatura dei simboli 275
Siglatura simboli

Essi hanno stessa sigla, stessa ubicazione, ma appartengono a due funzioni diverse. Utilizzando il
criterio identificativo basato sulla sola sigla essi risulteranno non identificati univocamente e questa
situazione di errore verrà rilevata, ad esempio, in esecuzione delle procedure di siglatura dei simboli
o in fase di tracciatura dei cross reference delle formazioni, con relativa segnalazione degli errori
riscontrati (Sigla ripetuta). In presenza di identificazione completa, invece, i due simboli saranno
correttamente e univocamente identificati e le varie procedure non rileveranno alcun errore di
esecuzione.

Attivazione dell’identificazione completa dei componenti


L’identificazione completa dei componenti è una preferenza attivabile per ogni singolo file di schema
nella finestra di Parametri multifoglio > Riferimenti, sezione Impostazioni avanzate per la gestione
dello schema multifoglio (comando EGPREF, vedi “Riferimenti” a pagina 746). Selezionare quindi
la spunta Utilizza la terna Sigla+Ubicazione+Funzione per l’identificazione dei componenti di
schema. La preferenza è, per default, non selezionata.

Siglatura simboli
Con le impostazioni predefinite dall’installazione ogni simbolo appartenente alla Libreria simboli di
iDEA viene siglato automaticamente all’inserimento nel disegno; inoltre il programma si occupa di
mantenere aggiornate le sigle di tutti i simboli dello schema in seguito ad aggiunte, cancellazioni o
spostamenti. È comunque possibile disattivare le precedenti funzionalità e avviare la siglatura dei
simboli dello schema solo quando è più opportuno.

Nota. Se è attiva l’Identificazione completa per i componenti di schema, il comando produrrà una
siglatura univoca per i simboli a parità di funzione e ubicazione. Si avrà quindi una identificazione
univoca in base alla terna Sigla + Ubicazione + Funzione (vedi “Identificazione completa dei
componenti di schema” a pagina 274).

La funzione di Siglatura simboli (comando SIGLA) visualizza la finestra di dialogo Siglatura simboli
in cui si possono modificare i parametri di siglatura descritti di seguito. Confermando con OK i
simboli dello schema vengono siglati.
Come avviare la siglatura dei simboli
• Scegliere Sigla simboli.

Menu: Schemi>Siglatura simboli.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: SIGLA.

I parametri di siglatura dei simboli si possono modificare anche con la funzione Setup siglatura
simboli (comando SETSIGLA) la quale visualizza sempre la finestra di dialogo Siglatura simboli ma
non avvia la siglatura.
Come modificare i parametri di siglatura dei simboli
• Scegliere Setup sigla simboli.

Menu: Schemi>Siglatura simboli.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: SETSIGLA.
276 Siglatura dei simboli
Siglatura simboli

La prima scelta da effettuare è la Norma su cui si basa la tipologia di siglatura e l’ordine di siglatura
dei simboli in luogo della posizione all’interno del foglio.
Le norme che riguardano la designazione dei componenti sono:
• IEC 60750 (Abrogata il 13/03/1996)
• CEI 44-6 (Abrogata il 12/11/1998)
• CEI EN 61346-1 (Abrogata il 01/08/2012)
• CEI EN 81346-1 (2012)
• CEI EN 81346-2 (2020)

L’ordinamento si può stabilire per colonna (Alto-basso sinistra-destra) o per riga (Sinistra-destra
alto-basso).
Il riquadro Tipologia di siglatura elenca le tipologie di siglatura disponibili in base alla norma scelta.
Selezionando ognuna delle caselle viene aggiornata l'icona di esempio di siglatura applicata ad una
bobina e, nel contempo, vengono visualizzate nel riquadro Struttura della siglatura (nella parte
inferiore della finestra) le componenti che andranno a formare la sigla stessa.
Nel riquadro Opzioni è possibile predefinire l’Indice progressivo iniziale e definire la tipologia di
siglatura utente. Il bottone Opzioni avanzate apre una finestra con ulteriori preferenze come il
Separatore e il Prefisso utilizzati da alcune delle tipologie di siglatura e il formato dell’indice.
È possibile, inoltre, includere le morsettiere e le schede Plc nella procedura di siglatura
semplicemente attivando le caselle Sigla morsetti e connettori e Sigla unità PLC.
L’opzione Utilizza un indice progressivo per foglio indica che l'indice progressivo utilizzato è legato
al numero del componente nel foglio; se l’opzione non è selezionata, invece, è legato al numero del
componente nel disegno.
L’opzione Mantieni le sigle ripetute nei simboli di impianti, permette di stabilire se i simboli di im-
pianti aventi medesima sigla vengano mantenuti raggruppati, cioè mantengano una sigla uguale, an-
che in seguito a siglature successive.
Nel caso sia attiva la terna “Sigla+Ubicazione+Funzione” per la gestione dei fogli di schema (vedi
“Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89) è possibile scegliere cosa rappresentare
nella sigla del simbolo.
• Rappresenta il parametro [Foglio] nella forma estesa “=Funzione+Ubicazione-Foglio”.
• Ometti funzione ed ubicazione del foglio se uguali a quelle del simbolo siglato.
• Ometti sempre funzione ed ubicazione del foglio.
Siglatura dei simboli 277
Siglatura simboli

La procedura di siglatura considera tutti i simboli dello schema corrente che abbiano un attributo
definito come sigla del simbolo (etichetta SIGLA o SIGLAC). Nel caso in cui non si voglia effettuare
la siglatura su alcuni di questi simboli è sufficiente vincolarne la sigla (vedi “Vincolo della sigla dei
componenti” a pagina 281).

Per la composizione della sigla, oltre agli eventuali vincoli inseriti, viene estratta la lettera di
designazione di ogni simbolo facendo riferimento alle librerie simboli di iDEA, siano esse standard
che utente. Come accennato nella parte relativa al setup dei simboli (vedi “Setup dei simboli” a
pagina 203), è necessario designare correttamente i componenti indicandone la famiglia di
appartenenza ed il contrassegno, in quanto informazione fondamentale al calcolo della siglatura
(vedi “Designazione dei componenti” a pagina 205).

Si ricorda che nel caso in cui il simbolo rappresenti un elemento riferito (contatto, etc.) la sua
designazione deve essere pari a <elementi comandati>; nel caso fosse diversa verrà visto come un
qualsiasi simbolo slegato dall'elemento che lo comanda, visualizzando un messaggio di sigla
duplicata, indicando le posizioni degli elementi con sigla uguale (vedi “Sigle doppie” a pagina 277).

Se durante l’esecuzione della siglatura simboli la procedura riscontra la presenza di elementi


comandati con sigla vuota verrà emesso un messaggio nella finestra Localizza avvertimenti
indicandone la relativa posizione nel disegno del tipo:
Elemento riferito non siglato in: +3/G10

La procedura provvederà quindi al calcolo delle nuove sigle e all'aggiornamento dei simboli nel
disegno, mantenendo in qualsiasi caso intatti i collegamenti fra gli elementi di comando e i relativi
elementi comandati.

Indice con colonna e righe


Nel caso si utilizzi un tipo di siglatura che fa uso, nel calcolo della sigla, degli identificativi di
colonna e/o riga, è possibile inizializzare l’indice progressivo a 0; in questo modo il primo simbolo
siglato della colonna/riga non avrà l'indice progressivo ma soltanto la sigla composta dalle specifiche
indicate; i successivi avranno l'indice progressivo ad iniziare da 1.

Sigle doppie
Quando la siglatura automatica rileva due simboli aventi la stessa sigla (nel caso di identificazione
completa, anche stessa ubicazione e funzione), che non siano ovviamente degli elementi comandati,
visualizza un messaggio a video del tipo:
La sigla del simbolo S1 è ripetuta in posizione 1/B6.
Assegnare una nuova sigla al simbolo?

Premendo Si, o Si tutti per imporre lo stesso criterio per tutti i simboli con sigla doppia, oppure il tasto
INVIO alla richiesta, la procedura calcolerà automaticamente la sigla rispettando naturalmente i
criteri impostati nel setup siglatura.

Siglatura simboli personalizzata


Nella finestra Siglatura simboli, selezionando la tipologia di siglatura [Utente], nel riquadro Opzioni
viene attivata la lista a discesa Tipologia utente, dov’è possibile selezionare la tipologia di siglatura
personalizzata desiderata. Affianco alla lista a discesa sono disponibili tre pulsanti utili a creare,
modificare e cancellare i tipi di siglatura utente.
278 Siglatura dei simboli
Siglatura simboli

Come editare una tipologia utente


Selezionando l’icona Aggiungi tipologia utente si accede alla finestra di dialogo della nuova
tipologia di siglatura utente. In tale finestra è possibile editare un identificativo per la nuova tipologia
da creare e definire il profilo della siglatura da eseguire nella casella di testo Profilo di siglatura. Il
profilo è composto da una serie di parametri preceduti dal carattere %. Tutti i parametri sono
disponibili nella lista posta nella parte inferiore della pagina e inseribili nella casella di testo tramite
doppio clic del mouse o selezionando il tasto Aggiungi il parametro selezionato al profilo. Se nel
profilo vengono inseriti caratteri alfanumerici non preceduti da %, questi verranno semplicemente
riportati nelle nuove sigle create nella posizione assegnata.

Selezionando l’icona Modifica tipologia utente è possibile accedere al profilo di siglatura selezionato
tramite la finestra di dialogo precedentemente descritta. In tale finestra è possibile modificare il
profilo di siglatura. L’identificativo di siglatura invece, non potrà essere modificato.
Siglatura dei simboli 279
Norma per la siglatura dei simboli CEI EN 81346-2:2020

Selezionando l’icona Cancella tipologia utente è possibile rimuovere dalla lista la tipologia utente
selezionata.

Vincolo globale di siglatura


Nella finestra Siglatura simboli è possibile selezionare i due tasti Vincola tutto e Rimuovi i vincoli.
Tramite queste scelte è possibile inserire, o rimuovere, un vincolo sulla siglatura di tutti i simboli
dello schema, diverso dal vincolo Siglatura componente, disponibile con il comando di editazione
attributi di un simbolo (comando DDA); vedi “Vincolo della sigla dei componenti” a pagina 281.
Il vincolo globale della siglatura consente di operare un congelamento della siglatura dei simboli,
utile soprattutto quando si revisiona uno schema, prima di procedere con l’inserimento di nuovi
simboli per i quali si lascia attiva la funzione di aggiornamento automatico della siglatura (vedi
“Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli” a pagina 280).

Norma per la siglatura dei simboli CEI EN 81346-2:2020


È stata introdotta la possibilità di specificare per ogni simbolo in libreria la famiglia di siglatura
secondo CEI EN 81346-2:2020 in vigore dal 01/01/2020, in parallelo alla precedente CEI EN
81346-2:2012. La nuova norma oltre a modificare o sostituire alcune classi di definizione previste
dalla versione precedente, ha la peculiarità di prevedere un terzo livello di sottoclasse a tre caratteri
andando a dettagliare ulteriormente l’identificazione dei simboli nello schema elettrico.
Per impostare la famiglia, in maniera similare alla norma precedente, accedere alla finestra di setup
del simbolo nella Libreria simboli e selezionare la famiglia in corrispondenza al valore "Famiglia
(CEI EN 81346-2:2020)". Il bottone [...] consente la selezione dall'albero di famiglie e sottofamiglie
della norma con possibilità di ricerca rapida.

Nella Libreria simboli è disponibile l'utilità Aggiorna i simboli per la siglatura CEI EN 81346, al fine
di compilare la famiglia per tutti quei simboli che ne sono sprovvisti. Questa si avvia dal menu
contestuale che si apre con il tasto destro del mouse nel riquadro di sinistra della libreria.

Per eseguire la siglatura dei simboli secondo la nuova norma avviare la funzione Siglatura simboli
automatica (comando SIGLA) e selezionare la norma CEI EN 81346-2:2020.

Siglatura automatica dei simboli in fase di inserimento


Con le impostazioni predefinite dall’installazione ogni simbolo appartenente alla Libreria simboli
viene siglato automaticamente all’inserimento nel disegno.
La siglatura automatica è determinata dall’opzione Siglatura dei simboli, disponibile nella scheda
Disegno, riquadro Aggiornamento automatico (comando EGPREF).
280 Siglatura dei simboli
Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli

Se la precedente opzione dovesse essere disattivata, si può effettuare una siglatura automatica del
simbolo all’inserimento attivando (cioè pulsante premuto) l'icona Sigla nella finestra Libreria
simboli. Anche questa opzione è attiva in modo predefinito.

Attivata questa opzione, rimarrà attiva per qualsiasi inserimento di simboli fino alla disattivazione.
Per utilizzare correttamente tale metodo di siglatura, è importante fornire la base dati corretta su cui
calcolare le varie sigle, da associare poi ai simboli in fase di inserimento.
La configurazione dei parametri per la composizione della sigla si possono modificare tramite la
finestra di dialogo che si apre con il comando Setup siglatura.
Come accedere al setup siglatura
• Scegliere Setup siglatura.

Menu: Schemi>Siglatura simboli


Barra multifunzione: schema Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: SETSIGLA.

Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli


L’aggiornamento automatico della siglatura dei simboli è una operazione automatica dell’ambiente
grafico che analizza tutte le operazioni eseguite dall’utente nel disegno e modifica di conseguenza
la sigla dei simboli al fine di mantenerla sempre aggiornata correttamente seguendo gli stessi criteri
imposti nel comando principale di siglatura dei simboli (comando SIGLA) e modificabili anche con
il comando SETSIGLA. Ogni operazione di modifica del disegno (inserimento, cancellazione,
spostamento di simboli, editazione di attributi, imposizione di vincoli sulla sigla) provocherà la
reazione automatica del programma che andrà ad aggiornare le sigle dei simboli nella modalità
appropriata. L’attivazione dell’aggiornamento automatico solleva, quindi, l’utente dall’editazione
manuale della sigla dei simboli al fine di evitare errori di siglatura dovute a ripetute modifiche del
disegno.

Nota. L’aggiornamento automatico della siglatura dei simboli è controllato dalla preferenza
Siglatura dei simboli presente nella finestra dei Parametri multifoglio, scheda Disegno, riquadro
Aggiornamento automatico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757). La preferenza è, per
default, selezionata.

Limitazioni
L’aggiornamento automatico non è operativo nel caso in cui si lavori su di un disegno realizzato
tramite una versione precedente la 2009 o su cui non si è utilizzato l’aggiornamento automatico. In
tali casi, alla prima modifica dei simboli che richiede una nuova siglatura, un apposito messaggio di
avvertimento verrà visualizzato alla riga di comando. Per rendere operativo l’aggiornamento
automatico sarà, in questo caso, sufficiente eseguire almeno una volta la funzione di siglatura dei
simboli (comando SIGLA). L’aggiornamento si attiverà eseguendo la siglatura nei criteri imposti
nella finestra Siglatura simboli.
L’aggiornamento automatico della siglatura dei simboli non interviene in nessun caso nella siglatura
di morsetti, connettori ed simboli appartenenti ad unità PLC.
Siglatura dei simboli 281
Vincolo della sigla dei componenti

Vincolo della sigla dei componenti


Nel caso in cui non si voglia effettuare la siglatura su alcuni simboli per non modificare la sigla
assegnata in precedenza è sufficiente vincolarne la sigla.

Nota. Vedi anche “Vincolo globale di siglatura” a pagina 279.

Come vincolare la sigla di un simbolo del disegno


1. Alla riga di comando digitare dda e premere INVIO.
Riga di comando: DDA.

2. Selezionare il simbolo di cui si deve vincolare la sigla.


3. Nella finestra di editazione degli attributi attivare l’opzione Sigla componente nell'attributo
Vincolo.

4. Premere il pulsante OK per confermare.

Siglatura vincolata
La funzione Siglatura vincolata consente di attivare il vincolo Sigla componente in tutti i simboli in
modo automatico, oppure di eliminare il vincolo dai componenti in precedenza vincolati.
Come vincolare la sigla di tutti i componenti
1. Scegliere Vincola siglatura simboli.

Menu: Schemi>Siglatura simboli.


Barra multifunzione: schema Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: SIGLAVIN.

2. Una finestra di dialogo consentirà di scegliere se vincolare tutti i componenti o se rimuovere il


vincolo.
3. Premere OK per confermare la scelta.

Controllo sigle doppie


È stata prevista la possibilità di gestire eventuali conflitti creati da simboli con sigle uguali; quando
si presentano due simboli aventi la stessa sigla (nel caso di identificazione completa, anche stessa
ubicazione e funzione), che non siano ovviamente degli elementi comandati, verrà segnalato un
messaggio a video con la richiesta di assegnare una nuova sigla.
La sigla componente P1 +1/D2 duplicata in +1/E5
Nuova sigla al componente?
282 Siglatura dei simboli
Rinomina sigla di formazione

Premendo Si, o Si tutti per imporre lo stesso criterio per tutti i simboli con sigla doppia, oppure il tasto
INVIO alla richiesta, la procedura calcolerà automaticamente la sigla rispettando naturalmente i
criteri impostati nel setup siglatura.
Come controllare la presenza di sigle doppie
• Scegliere Controllo sigle doppie.

Menu: Schemi>Siglatura simboli.


Barra multifunzione: schema Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: SIGLEDOPPIE.

Nota. La funzione di controllo delle sigle doppie non è operativa se attivo l’aggiornamento
automatico della siglatura simboli (vedi “Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli” a
pagina 280).

Rinomina sigla di formazione


Questa funzione consente di cambiare la sigla di un insieme di componenti aventi la stessa sigla, e,
se attiva l’identificazione completa dei componenti (vedi “Identificazione completa dei componenti
di schema” a pagina 274) anche le stesse ubicazione e funzione, selezionandone uno qualsiasi di
questi. Successivamente alla selezione di uno dei componenti dell'assieme viene visualizzato il
riquadro di dialogo in cui specificare la nuova sigla. Premendo il pulsante OK si attiverà la procedura
di sostituzione delle sigle sui componenti dell'assieme. Nel caso in cui esistano già dei simboli con
tale sigla verrà visualizzato un messaggio di sigla duplicata.
Come rinominare la sigla dei componenti di una formazione
1. Scegliere Rinomina formazione.

Menu: Schemi>Siglatura simboli.


Barra multifunzione: schema Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: ASSIEME.

2. Selezionare un simbolo della formazione da risiglare.


3. Nella finestra di dialogo Rinomina formazione digitare la nuova sigla da associare ai simboli
della formazione e premere OK.

Nota. La funzione di rinomina formazione non è operativa se attivo l’aggiornamento automatico


della siglatura simboli (vedi “Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli” a pagina 280).

Siglatura manuale
La funzione Siglatura manuale consente di effettuare la siglatura, secondo la logica precedentemente
descritta, su un singolo gruppo di simboli del disegno.
Dopo aver selezionato la modalità di siglatura fra quelle visualizzate nella finestra di dialogo
Siglatura simboli, si può procedere con la siglatura premendo il pulsante OK. Dopo la scomparsa
della finestra di dialogo viene richiesto di selezionare tutti i simboli su cui effettuare la siglatura,
utilizzando i vari metodi di selezione offerti da iDEA.
Come avviare la siglatura simboli manuale
1. Scegliere Siglatura simboli manuale (o Manuale dal menu).

Menu: Schemi>Siglatura simboli.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: SIGLAMAN.
Siglatura dei simboli 283
Siglatura manuale

2. Selezionare uno fra i metodi di siglatura predefiniti e riportati nella finestra di dialogo Siglatura
simboli.
3. Fissare le impostazioni come già descritto in precedenza per la siglatura automatica.
4. Premere il pulsante OK per proseguire con la siglatura dei simboli.
5. Selezionare i simboli da siglare e alla fine premere INVIO.

Nota. La siglatura manuale non è operativa se attivo l’aggiornamento automatico della siglatura
simboli (vedi “Aggiornamento automatico della siglatura dei simboli” a pagina 280).
284 Siglatura dei simboli
Siglatura manuale
13
Cross reference

In questo capitolo è descritta la funzione di cross reference per le apparecchiature inserite in uno
schema.

Generalità
Nel caso i contatti di un apparecchio di comando o di potenza, per ragioni funzionali, non siano
disegnati insieme alla parte principale del componente (bobina, dispositivo meccanico, etc.), ma in
un'altra parte del foglio o su fogli diversi, si rendono necessarie le informazioni di riferimento per
reperire i singoli contatti utilizzati.
Le informazioni dei riferimenti dei contatti rappresentati in maniera distribuita vengono disposte con
tre rappresentazioni diverse.
Tabellina a croce
Ai piedi delle bobine di comando, dei contattori o relè e qualsiasi altro elemento di comando, si può
ottenere una tabellina a croce con indicate le posizioni degli elementi riferiti utilizzati (CEI EN
61082-2/[Link]).
Tabellina a contatti
In alternativa alla rappresentazione a croce si può avere una tabellina a contatti, dove oltre alle
posizioni degli elementi riferiti, viene indicata anche la piedinatura degli stessi (CEI EN
61082-2/[Link]).
Tabellina di riepilogo
La terza modalità di rappresentazione, prevede una tabella di riepilogo con indicata la sigla
dell'elemento di comando con relativa descrizione e posizione all'interno del disegno, e l'insieme
degli elementi riferiti completi di piedinatura e posizione (CEI EN 61082-2/[Link]).

Il cross reference viene eseguito su schemi composti da uno o più file di disegno.

Informazioni su Cross reference


La necessità di gestire i riferimenti incrociati tra elementi (tipico caso è l'apparecchiatura
bobina-contattore) è dovuta al fatto che normalmente gli schemi vengono disegnati con simboli in
rappresentazione distribuita; ciò significa che un elemento fisicamente composto da più parti
elettriche, ma costituito in un unico insieme, può essere rappresentato sullo schema con le varie parti
componenti frazionate e dislocate su varie parti dello schema stesso. In ogni caso tutte le parti
dell'insieme mantengono rigorosamente la stessa sigla.
Questo modo di rappresentazione semplifica il disegno, ma non permette l'individuazione immediata
dell'insieme delle parti che costituiscono un unico elemento elettrico.
Bisogna, quindi, ricorrere ad un metodo convenzionalmente detto cross reference per rappresentare,
con tabelle o con riferimenti, la situazione dell'insieme di un elemento rappresentato in modalità
distribuita.
Tale metodo definisce un elemento di comando e degli elementi dipendenti da questo o comandati.
In corrispondenza degli elementi di comando sarà tracciata una croce di riferimento o una tabellina
contatti dove saranno indicati i vari elementi che dipendono da essi (tipicamente contatti ausiliari,
contattori, etc.). In questa tabellina si indicheranno le posizioni in cui sono inseriti su schema gli
elementi comandati (contatti) ed il loro stato a riposo. La consultazione di tale tabella consente quindi
286 Cross reference
Informazioni su Cross reference

di conoscere la struttura d'assieme dell'elemento elettrico complesso e la dislocazione sullo schema


dei vari elementi che lo compongono.
Per gli elementi dipendenti o comandati invece, sarà indicato in corrispondenza dell'attributo
Riferimento incrociato (CROSS_REF), la posizione su schema dell'elemento di comando a cui sono
connessi.

Vengono automaticamente riconosciuti come elementi di comando tutti i simboli che nel setup hanno
selezionata una delle seguenti tipologie:
• Elemento di comando
• Unità centrale PLC

Per il setup vedi “Elemento di comando” a pagina 207. In iDEA sono tipicamente già configurati
come elementi di comando simboli come:
• bobina: tutti i tipi, relè termici;
• interruttore automatico con apertura per effetto termico;
• interruttore automatico magnetotermico;
• Plc - CPU.

Per quanto riguarda invece gli elementi riferiti, nel setup del simbolo deve essere selezionata una
delle seguenti tipologie:
• Elemento riferito
• Operando PLC

Per il setup vedi “Elemento riferito” a pagina 209. In iDEA sono tipicamente già configurati come
elementi riferiti simboli come:
• contatto aperto, chiuso, scambio;
• contattore aperto, chiuso (unifilare, bifilare, etc.);
• contatto termico ausiliare aperto, chiuso;
• contatto temporizzato aperto, chiuso.
• Plc - operandi I/O.

Nota. Nel setup dei simboli di tipo Elementi di comando è possibile definire i parametri per la
tracciatura delle tabelline di cross reference (vedi “Elemento di comando” a pagina 207).

Identificazione conforme alla norma CEI EN 61082-1


È possibile riportare la posizione dei cross reference anche conformemente alla norma CEI EN
61082-1. La posizione risulta nella forma /[Link].

Per attivare la nuova modalità di localizzazione dei componenti connessi accedere a Preferenze
(comando EGPREF) e selezionare Parametri multifoglio > Riferimenti. Attivare l’opzione
Identificazione dei riferiementi incrociati conforme alla norma CEI EN 61082-1.
Cross reference 287
Tracciatura dei cross reference

Tracciatura dei cross reference


La tracciatura dei cross reference avviene tramite la finestra di dialogo Cross reference che consente
una scelta semplice delle varie operazioni di tracciatura.

Tipo di tracciatura
Nella lista a comparsa è possibile selezionare uno tra i tre tipi di tracciatura dei cross reference:
Croce, Contatti, Tabella. Nel riquadro inferiore viene raffigurato un esempio della tabellina scelta.
Selezione
Se si seleziona l’opzione Manuale il programma chiede di selezionare l’elemento di comando per il
quale tracciare il cross reference. Se si seleziona l’opzione Foglio corrente, i cross reference vengono
tracciati per gli elementi di comando presenti nel foglio corrente. Se si seleziona l’opzione Globale,
invece, i cross reference vengono tracciati per tutto lo schema automaticamente.
Opzioni
Posiziona manualmente : se è selezionata il programma richiede di indicare la posizione in cui
tracciare la tabellina di cross reference per l’elemento di comando, altrimenti assume la posizione
indicata nel setup del simbolo in libreria. Questa opzione è disponibile solo per le tipologie di
tracciatura Croce e Contatti e se è selezionata la Selezione Manuale.
Mantieni la posizione precedente: se è selezionata il programma traccia la tabellina di cross reference
per l’elemento di comando nella posizione precedente. Questa opzione è disponibile solo per le
tipologie di tracciatura Croce e Contatti.
Inserisci i contatti disponibili: se è selezionata il programma riporta, nella tabellina di cross reference
tracciata presso l’elemento di comando, anche i contatti disponibili cioè quelli previsti dalla
formazione indicata ma non utilizzati nello schema.
Aggiorna la posizione del comando: se è selezionata il programma riporta negli elementi riferiti la
posizione dell’elemento di comando. Questa opzione è disponibile solo per le tipologie di tracciatura
Croce e Contatti.
Come eseguire il cross reference in modo globale
1. Scegliere Cross reference.

Menu: Schemi>Cross reference.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: CXR.

2. Nella finestra di dialogo Cross reference, lasciare impostate le opzioni di default e premere il
pulsante OK.
3. Per terminare premere il pulsante Chiudi.

In questo modo iDEA esegue la tracciatura dei cross reference in tutto lo schema.
288 Cross reference
Tracciatura dei cross reference

È possibile anche eseguire la tracciatura dei cross reference di un singolo elemento.


Come eseguire il cross reference per singola apparecchiatura
1. Scegliere Cross reference.

Menu: Schemi>Cross reference.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: CXR.

2. Nella finestra di dialogo Cross reference, selezionare l’opzione Singola del riquadro Selezione
e premere il pulsante OK.
3. Selezionare nel disegno l'elemento di comando.
4. Per terminare premere il pulsante Chiudi.

Nota. La tabellina di cross reference viene normalmente disegnata nel layer ‘Simboli’ del foglio in
cui è inserito l’elemento di comando. Se successivamente la tabellina viene spostata su un altro layer,
quindi anche su un altro foglio, è possibile che il layer venga rispettato anche in aggiornamento;
Questa funzionalità può essere attivata o disattivata tramite l'opzione Mantieni layer di appartenenza
durante gli aggiornamenti, presente nella scheda Cross reference in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Cross reference” a pagina 760).

Aggiornamento cross reference automatico


Dopo il tracciamento dei cross reference, in seguito allo spostamento di un elemento appartenente
ad una formazione (es.: bobina, contatto) la sua nuova e corretta posizione viene aggiornata
automaticamente, nel disegno corrente, senza procedere alla rigenerazione del cross reference.
Questa funzionalità può essere attivata o disattivata tramite l’opzione Aggiornamento automatico
Cross reference, presente nella scheda Disegno in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF,
vedi “Generali” a pagina 757).

Indicazione di posizione degli elementi


L’indicazione di posizione degli elementi all’interno dello schema elettrico è rappresentata secondo
la normativa CEI EN 61082; viene indicato in sequenza il numero del foglio, seguito da un separatore
“/” e, quindi, il numero di catenaria o colonna in cui è inserito l'elemento sul foglio oppure
l'indicazione di riga e colonna, a seconda della definizione del parametro di individuazione delle
zone del foglio nei Parametri multifoglio (vedi “Riferimenti” a pagina 746).
Supponiamo di aver definito tale parametro in maniera tale da esprimere la posizione con
Foglio/Riga+Colonna. Quindi, una bobina di nome K1 (siglatura sequenziale) inserita nello schema
generale nel foglio 3, alla riga J ed alla colonna 2, avrà l'indicazione “3/J2”; questa informazione
viene inserita nell’attributo Riferimento incrociato (CROSS_REF) dei contatti riferiti dalla bobina
in fase di tracciatura dei cross reference.

Tipi di tracciatura
La tracciatura delle tabelline di cross reference tra elementi di comando ed elementi riferiti avviene
in corrispondenza di ogni elemento di comando, nella posizione definita nel setup simbolo
dell’elemento di comando stesso. Nel setup simbolo sono inoltre configurabili i blocchi usati per la
tracciatura (vedi “Elemento di comando” a pagina 207).
Inoltre, nell’attributo Riferimento incrociato (CROSS_REF) di ogni elemento riferito presente nello
schema, viene compilata la posizione dell'elemento di comando a cui è legato.
In fase di elaborazione delle tabelle di cross reference viene effettuato il controllo sul superamento
del numero massimo di contatti attribuito ad ogni elemento generatore di riferimento e sulla
composizione della eventuale formazione.
Esiste inoltre la possibilità di tracciare o meno i contatti rimasti disponibili per ogni elemento
generatore; verranno segnalati i contatti disponibili solo in corrispondenza di quegli elementi
generatori per i quali è stato correttamente indicato il numero massimo di contatti aperti, chiusi o di
scambio o l'eventuale formazione.
Cross reference 289
Tracciatura dei cross reference

Croci
Se si usano le croci di riferimento, compariranno delle “x” per segnalare la presenza del contatto
disponibile; per gli elementi di scambio verrà segnalato una doppia “xx” sia come contatto aperto che
chiuso.

Il carattere indicante, nelle croci del cross reference, i contatti dell'apparecchiatura disponibili, si può
specificare nella scheda Cross reference in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi
“Preferenze ambiente grafico” a pagina 756).

Esempi
Con la configurazione predefinita:
• Rappresentazione dei contatti chiusi disponibili: carattere x;
• Rappresentazione dei contatti aperti disponibili: carattere x;
• Rappresentazione dei contatti di scambio disponibili: carattere xx;
quando si tracceranno i cross reference si avrà una rappresentazione per i contatti disponibili come
da figura seguente:

Se, invece si seleziona la seguente configurazione:


• Rappresentazione dei contatti chiusi disponibili: carattere nc;
• Rappresentazione dei contatti aperti disponibili: carattere na;
• Rappresentazione dei contatti di scambio disponibili: carattere ns;
quando si tracceranno i cross reference si avrà una rappresentazione per i contatti disponibili come
da figura seguente:
290 Cross reference
Tracciatura dei cross reference

Contatti
Nel caso si sfrutti invece la rappresentazione a contatti, compariranno i contatti con l’indicazione
della posizione assegnata.

Note. Nel caso di elementi di comando con molti contatti associati, quando si esegue il cross
reference in modalità Contatti, la tabellina rischia di venir tracciata sopra il cartiglio ed uscire anche
dal foglio. Per evitare tali casi è possibile stabilire l’altezza massima della collonna in modo che i
contatti vengano disposti su più colonne spaziate di una misura definibile. L’altezza massima e lo
scostamento si possono impostare, in Libreria simboli, nel setup del simbolo elemento di comando:
vedi “Elemento di comando” a pagina 207.
È possibile anche modificare la distanza tra i blocchi dei contatti in particolar modo se si utilizzano
blocchi personalizzati o altri simboli di rappresentazione. Nelle figure seguenti si può vedere
l’indicazione della distanza d che è impostabile in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF):
vedi “Schemi elettrici - Cross reference” a pagina 760.
Cross reference 291
Tracciatura dei cross reference

Tabelle
Un discorso a parte va fatto per il tracciamento delle tabelle contatti; scegliendo infatti il tipo di
tracciatura Tabella viene visualizzata una finestra con l'elenco degli elementi di comando di cui è
possibile tracciare la tabella contatti. Da questo elenco selezionando con doppio clic un elemento per
volta il programma richiede la posizione in cui tracciare la tabella dei contatti relativi all'elemento
in oggetto.
Tale tabella dà riferimenti relativi sia all'elemento stesso (sigla, posizione, dati specifici
dell'elemento) nonché ai riferimenti incrociati relativi ai dispositivi comandati (contatti e contattori);
di questi ultimi si ottiene la posizione nello schema, la numerazione della piedinatura (se è stata
indicata in fase di editazione o numerazione del contatto o contattore) ed, inoltre, il loro stato a riposo
(aperto, chiuso o scambio) nonché eventualmente quelli disponibili.
Se sono presenti contatti di scambio, vengono indicati in due sezioni aperto e chiuso adiacenti e con
le relative numerazioni di morsetto per ogni sezione di scambio. Come per le procedure precedenti
vengono segnalate eventuali condizioni di errore relative a mancanza di contatti definiti, al
superamento del numero massimo di contatti previsti o all'eventuale formazione non corretta.

Plc
Nella gestione dello stato a riposo dell'elemento riferito, sono inclusi gli elementi di ingresso Plc
(I-PLC) e gli elementi uscita Plc o segnalazioni (O-PLC), allo scopo di rappresentare le informazioni
di riferimenti incrociati, sia nella forma di tabellina con i contatti che nella forma a tabellina
semplificata.
È possibile quindi generare un cross reference di un Plc considerando come elemento di comando
l'unità di controllo, o CPU, e come elementi riferiti naturalmente gli ingressi e le uscite. Risulterà in
questo modo molto più semplice la stesura dello schema di un Plc perché, lavorando in questa
maniera, non si è più vincolati a disegnare l'intero Plc in un singolo foglio, ma sarà possibile
distribuire i vari elementi in vari fogli e poi utilizzare il cross reference per avere la rappresentazione
tabellare dei componenti che consentirà un'individuazione immediata, nello schema, dei vari
elementi distribuiti.
292 Cross reference
Messaggi del cross reference

Messaggi del cross reference


La procedura di cross reference effettua un controllo sui simboli, evidenzia i componenti non siglati
e segnala la loro posizione in modo da effettuare una rapida correzione.
Tutti i messaggi generati dal cross reference vengono visualizzati mediante la finestra di dialogo
Localizza avvertimenti. Il pulsante Localizza permette di visualizzare sul disegno il punto in cui c’è
l’errore per poter eseguire le modifiche.
La finestra Localizza errori può essere riaperta in seguito.
Come aprire la finestra Localizza avvertimenti
• Selezionare Visualizza errori.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: EGERRORS.

Di seguito riportiamo tutti i messaggi che possono essere visualizzati e le principali cause di errore.

Elemento non siglato in posizione 1/B5

• Il simbolo indicato non è siglato.

Nessun comando per l'elemento K1 in posizione 1/B5

• Il simbolo indicato (elemento riferito) non è associato ad alcuna formazione; nello schema non
è presente un simbolo di tipologia elemento di comando con la stessa sigla.

Elemento di comando K1 in posizione 1/B5 non conforme alla formazione

• Il simbolo indicato (elemento di comando) non è conforme alla formazione definita


nell’attributo Formazione del simbolo stesso.
• Il tipo di simbolo non è previsto nella formazione (es. bobina associata ad una formazione che
prevede un pulsante).
• Le sigle dei pin sono differenti da quelle previste nella formazione.

Elemento di comando K4 ripetuto in posizione 1/D2

• Il simbolo indicato è ripetuto in posizione indicata; nello schema sono presenti più di un simbolo
dello stessa tipologia con la stessa sigla.

Elemento riferito K1 in posizione 1/C4 non conforme alla formazione

• Il simbolo indicato (elemento riferito) non è conforme alla formazione definita nell’attributo
Formazione del simbolo dell’elemento di comando con la stessa sigla.
• Il tipo di simbolo non è previsto nella formazione (es. contatto aperto associato ad una
formazione che prevede solo due contatti aperti)
• Le sigle dei pin sono differenti da quelle previste nella formazione.

Utilità cross reference


Per quanto riguarda i cross reference sono disponibili una serie di comandi di utilità che permettono
all'utente di aggiornare lo schema in questione secondo le sue esigenze. Le utilità si possono avviare
dalla finestra di dialogo Utilità cross reference tramite un clic sul collegamento dell’utilità prescelta.
Cross reference 293
Personalizzazione dei blocchi di cross reference

Come attivare la finestra Utilità cross reference


• Scegliere Utilità cross reference.

Menu: Schemi>Cross reference.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: UTILCROSS.

Di seguito vengono descritte singolarmente le utilità disponibili.

Inserisci posizione dell'elemento di comando


Con questa utilità è possibile attribuire agli elementi comandati la posizione all'interno dello schema
dell'elemento di comando. L'inserimento della posizione dell'elemento di comando può avvenire o
in maniera globale, cioè attribuire la posizione degli elementi generatori ai rispettivi elementi riferiti,
oppure attribuire la posizione ad un singolo elemento riferito selezionato.

Rimuovi posizione dell'elemento di comando


Con questa utilità è possibile cancellare nell'elemento comandato il riferimento alla posizione del
rispettivo elemento di comando. La cancellazione delle posizioni degli elementi di comando può
avvenire globalmente, cancellando così da tutti gli elementi comandati o riferiti la posizione del
rispettivo elemento di comando, oppure singolarmente cancellando così da un elemento selezionato
la posizione del rispettivo elemento di comando.

Cancella croci e contatti


Con questa procedura è possibile cancellare in blocco tutte le tabelle di cross reference, croci o
contatti posti in prossimità del simbolo generatore, che sono state eventualmente tracciate dopo il
lancio della procedura di Cross reference.

Personalizzazione dei blocchi di cross reference


Nel tracciamento dei cross reference si fa uso di un blocco con attributi personalizzabile. I blocchi
usati per ogni elemento sono stabiliti nel setup del simbolo riferito: “Elemento riferito” a pagina 209.
Nel setup del simbolo sono visibili anche i nomi dei blocchi usati, i quali sono tutti salvati nella
cartella COMMON/LIBRARY/LIB di iDEA. La procedura di disegno dei cross reference gestisce
gli attributi presenti nel blocco impostato; le etichette di attributo che, se presenti, verranno utilizzate
sono le seguenti.

POS: posizione del blocco comando;


FUNZIONE: descrizione 1;
FUNZIONE2: descrizione 2;
NOTE: dati tecnici;
Etichetta utente 1;
Etichetta utente 2;
C1, C2, … Cn: pin;
E1, E2, … En: componente collegato al pin, se la connessione fra pin e componente non ha
diramazioni;
F1, F2, … Fn: filo collegato al componente.

Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF


Talvolta, in alcuni punti dello schema elettrico è utile mostrare dei dettagli costruttivi o particolari
di connessione che fanno riferimento a componenti o parti di schema realizzate su altri fogli o altri
disegni del progetto.
Ad esempio, al foglio 23 si ritiene necessario riportare un particolare di cablaggio di alcuni pin di una
scheda che si trova rappresentata completa al foglio 142.
Una funzione disponibile in iDEA crea una relazione tra un componente e il blocco di un suo
particolare di dettaglio.
294 Cross reference
Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF

Il componente di riferimento deve essere un blocco per schemi elettrici riconosciuto da iDEA; deve
pertanto essere un simbolo della libreria schemi elettrici o del catalogo utente con il set di attributi
standard (vedi “Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189). I particolari di dettaglio, invece,
possono essere normali blocchi AutoCAD, più o meno complessi, disegnati come necessario e
salvati nel disegno (comando BLOCCO) o in libreria simboli catalogo utente o in file esterno
(comando MBLOCCO).
I particolari di dettaglio riportati nello schema che fanno riferimento al medesimo componente
possono oltretutto essere diversi, e collocati in diversi punti dello schema.
Per agevolare la navigazione tra i diversi punti dello schema, è possibile saltare tra la vista del
dettaglio e quella del suo componente di riferimento con un semplice clic.
Questa funzionalità è particolarmente utile quando si pubblica lo schema su PDF per la consultazione
in ambienti diversi dall’ambiente grafico di disegno.

Per definire la relazione è necessario eseguire una funzione disponibile all’interno della finestra di
Inspector (comando INSPECTOR, vedi “Inspector” a pagina 68).
Mediante il comando Crea riferimento incrociato, avviabile dal menu contestuale di Inspector, è
possibile creare un collegamento persistente tra un blocco qualsiasi e un componente dello schema
elettrico.
Il comando richiede di selezionare un blocco e crea un riferimento incrociato tra l’elemento
selezionato in Inspector e il blocco selezionato nel disegno.

Blocco particolare di dettaglio Componente di riferimento su altro foglio


(simbolo in Libreria simboli/catalogo utente)

I blocchi di dettaglio, così marcati, visualizzano nel menu contestuale (selezionare il blocco e
premere il tasto destro del mouse) il comando Vai al collegamento per spostarsi velocemente al
foglio del riferimento principale. Nel menu è inoltre presente il comando Elimina collegamento per
rimuovere l’associazione.
Cross reference 295
Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF

La generazione del file PDF dello schema (comando SALVAPDF, vedi “Salva multifoglio in PDF”
a pagina 726) aggiunge un link selezionabile sull’area del blocco di dettaglio per individuare
rapidamente nello schema il componente di riferimento con un semplice clic.
296 Cross reference
Riferimenti incrociati personalizzati su schema PDF
14
Morsetti e connettori

In questo capitolo sono descritte le funzioni di inserimento e gestione dei morsetti e dei connettori
in uno schema.

Generalità
I morsetti sono componenti che offrono la possibilità di collegamento e di derivazioni di cavi e
conduttori sia rigidi che flessibili. Sono utilizzati, ad esempio, nei quadri, nelle sale di comando e
controllo, negli impianti per effettuare collegamenti, prove, controlli e sezionamenti senza
interruzioni del servizio.
I morsetti possono essere utilizzati singolarmente oppure in morsettiere, complessi di più morsetti
accostati, montati su guide profilate, che assicurano il collegamento dei componenti interni ad un
quadro con i componenti esterni.
Per l'elaborazione delle morsettiere (vedi “Morsettiere” a pagina 397), si devono pertanto inserire
nello schema i morsetti con le modalità descritte in questo capitolo.

Il connettore è in genere un dispositivo di connessione multicontatto che può essere paragonato in


linea di massima ad una serie di morsetti. Nel programma, si identifica come connettore, un insieme
di contatti associati alla stessa sigla del componente, in rappresentazione multifilare. I simboli grafici
utilizzati per rappresentare il connettore, sono i contatti femmina (presa) ed i contatti maschi (spina)
ed in rappresentazione congiunta presa e spina.

I terminali, sono i punti di intersezione delle apparecchiature con le linee di collegamento. La


marcatura dei terminali è un altro argomento di questo capitolo.

Definizione delle morsettiere


Per l'inserimento dei morsetti viene visualizza la finestra di dialogo Morsettiere nella quale è
possibile definire le morsettiere e configurare tutti i parametri (tipologie, ingombri, prefissi, etc.)
necessari per il disegno.
298 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere

Come aprire la finestra Morsettiere


• Selezionare Morsetti.

Menu: Schemi>Morsetti.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: MORSETTI.

Nel riquadro di sinistra della finestra Morsettiere viene visualizzata la lista delle morsettiere; nel
riquadro a destra è possibile vedere, per ognuna, l'elenco dei suoi morsetti già inseriti nello schema
e i dati di ognuno. Le funzioni Foglio indietro e Foglio avanti consentono la navigazione delle pagine
dello schema senza la necessità di chiudere la finestra.

I dati di definizione delle morsettiere vengono memorizzati in un file <nomeschema>.ltb. La lista dei
morsetti inseriti con i dati relativi viene salvata nel file <nomeschema>.tnl.

Definizione di una morsettiera


Prima di procedere con l’inserimento dei morsetti è necessario definire una nuova morsettiera tramite
il comando Nuovo, che si avvia dalla barra degli strumenti della finestra Morsettiere o dal menu
contestuale della lista delle morsettiere (riquadro di sinistra).
Di seguito sono riportati i campi interessati alla definizione di una nuova morsettiera visualizzati
nella finestra di dialogo di editazione dei dati della morsettiera; è obbligatoria la compilazione del
campo Sigla.

Sigla: rappresenta la sigla della morsettiera di appartenenza dei morsetti da inserire. Quando si
definisce una nuova morsettiera è necessario inserire una sigla univoca all’interno dello stesso
progetto.
Ubicazione: rappresenta l’identificativo di ubicazione della morsettiera da inserire. Tale valore viene
assegnato a tutti i morsetti che vengono inseriti e, nel caso di inserimento in box, a tutti i componenti
racchiusi dal box che contengono l’attributo appropriato.
Morsetti e connettori 299
Definizione delle morsettiere

Funzione: rappresenta l’identificativo di funzione della morsettiera da inserire. Tale valore di


funzione viene assegnato a tutti i morsetti che vengono inseriti. Nel caso di inserimento in box, il
valore di funzione viene esteso a tutti i componenti racchiusi dal box che contengono l’attributo
appropriato.
Descrizione: rappresenta una sommaria descrizione della morsettiera. Tale descrizione viene riportata
nel disegno quando si esegue la tracciatura della morsettiera.
Massimo morsetti: se diverso da zero, tale numero rappresenta il massimo numero di morsetti che è
possibile inserire con la sigla di morsettiera indicata. Se si cerca di inserire un numero di morsetti
superiore a quelli indicati, un messaggio di avvertimento in fase di tracciatura sul disegno avverte che
si è raggiunta la saturazione della morsettiera:
Il numero di morsetti richiesti supera la capacità massima della morsettiera...

Nella pagina Analisi dei collegamenti è possibile valorizzare la proprietà Tipologia di collegamento
che determina il modo in cui sono collegati i componenti ai lati quadro e campo della morsettiera.
La tipologia di collegamento può assumere i valori:
• Automatica: la tipologia di collegamento della morsettiera è determinata automaticamente
dall'analisi delle morsettiere sulla base delle ubicazioni dei componenti connessi alla morsettiera.
• Morsettiera in quadro: l’analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti appartenenti alla
stessa ubicazione della morsettiera e in lato campo tutti quelli con ubicazione diversa.
• Morsettiera in cassetta di giunzione: l'analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti aventi
ubicazione che precede l'ubicazione della morsettiera; riconosce in lato campo quelli aventi
ubicazione che segue.

Vedi anche “Orientamento quadro/campo dei componenti connessi” a pagina 406

Morsettiera d’interfaccia:serve per indicare che la morsettiera rappresenta l’interfaccia per uno
schema modello. Tale schema modello può poi essere correlato ad uno schema master. È presente
anche una casella a discesa che carica le morsettiere di confine trovate negli schemi correlati e
permette di associare le due morsettiere. Le due opzioni sono mutuamente esclusive. Vedi
“Morsettiere di interfaccia” a pagina 311.
Modificare una morsettiera
Attraverso il comando Modifica è possibile variare le principali caratteristiche della morsettiera. Le
modifiche dei campi funzione, ubicazione e numero massimo di morsetti agiscono all'inserimento
successivo.
Eliminare una morsettiera
Per rimuovere in modo definitivo una morsettiera è necessario rimuovere dal disegno tutti i morsetti
che ne fanno parte. Successivamente sarà possibile premere l'icona Elimina per rimuovere la sigla
della morsettiera e le informazioni ad essa collegate.
Eliminare dall’elenco le morsettiere vuote
In seguito alla cancellazione di tutti i morsetti di una morsettiera, la morsettiera stessa risulta vuota
ma ancora presente in elenco morsettiere. La funzione Elimina morsettiere vuote, disponibile nel
menu contestuale della lista morsettiere, provvede a eliminare dalla lista tutte le definizioni di
morsettiera a cui non corrisponde almeno un morsetto inserito nello schema.
Importa morsettiere da altri schemi
La funzione Importa file morsettiere e connettori, permette di importare la lista delle morsettiere e
dei connettori di un altro schema, con relative descrizioni. Per avviare il comando aprire il menu che
si apre con il tasto destro del mouse quando il cursore è sulla lista morsettiere (riquadro a sinistra).
Quindi è richiesto di selezionare il file LTB del progetto d’origine.

Impostazione dei morsetti


Per ogni morsettiera definita, i morsetti che ci si appresta ad inserire presentano le caratteristiche
impostate nella finestra di dialogo Morsettiera e riportate di seguito.
300 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere

Morsetto
Nel riquadro Morsetto è possibile selezionare un codice di morsetto prelevandolo dall'archivio
Morsetti e Connettori. In questo caso le impostazioni della finestra di dialogo verranno settate
automaticamente secondo il codice di morsetto selezionato disabilitandone la modifica. È consigliato
utilizzare sempre un codice morsetto prelevato dall’archivio Morsetti.

Codice morsetto: il pulsante a fianco della casella apre l’archivio relativo ai morsetti normali e
morsetti multipli per la scelta del codice del morsetto necessario.

Con la scelta di un codice morsetto dall’archivio, nelle caselle Descrizione e Tipo vengono
visualizzate le informazioni sul morsetto selezionato; sono automaticamente impostate anche le
caratteristiche associate al codice stesso (codici materiale e rappresentazioni grafiche).
Cancellando il codice morsetto le impostazioni vengono riabilitate.
Materiale
Se il campo Codice morsetto viene compilato, il codice principale e alternativo sono desunti
dall’archivio Morsetti e il riquadro Materiale non è visibile. Al contrario, o se il codice morsetto
compilato non è presente in archivio Morsetti, nel riquadro Materiale è possibile compilare il codice
principale e alternativo da associare a tutti i morsetti della morsettiera inseriti nello schema.

Codice principale: indica il codice principale del materiale, prelevabile dall'archivio Articoli di iDEA
tramite il bottone a fianco della casella.
Codice alternativo: indica l'eventuale codice alternativo del materiale.
Morsetti speciali
Questo riquadro è visualizzato solo se il codice morsetto è compilato con un codice presente in
archivio Morsetti. In questo caso è possibile indicare un tipo di morsetto alternativo per i morsetti PE
e N. Vedi “Uso di morsetti speciali per PE e N” a pagina 302.

Morsetti PE: premere il pulsante a fianco della casella Codice morsetto per la scelta del morsetto
nell’archivio Morsetti.
Morsetti N: premere il pulsante a fianco della casella Codice morsetto per la scelta del morsetto
nell’archivio Morsetti.
Numerazione
Nel riquadro Numerazione della finestra di dialogo Morsettiere, vanno impostati i dati relativi alla
numerazione dei morsetti appartenenti alla morsettiera selezionata.
Dalla lista a comparsa scegliere il tipo di numerazione per i morsetti da tracciare; le scelte possibili
sono riportate di seguito.

• 1, 2, 3,...: sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella di testo
Numero.
Morsetti e connettori 301
Definizione delle morsettiere

• A1, A2, A3,...: prefisso con valore corrispondente alla casella di testo Prefisso e sequenza
numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella di testo Numero.
• 1A, 2A, 3A,...: sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella
di testo Numero e suffisso con valore corrispondente alla casella di testo Suffisso.
• A1B, A2B, A3B,...: sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della
casella di testo Prefisso, seguita dal contenuto della casella di testo Numero e suffisso con valore
corrispondente alla casella di testo Suffisso.
• U1, V1, W1 oppure U1, V1, W1, PE1 oppure U1, V1, W1, X1, Y1: prefisso tipico della siglatura
di motori e sequenza numerica con primo valore corrispondente al contenuto della casella di testo
Numero.
• 1U, 1V, 1W oppure 1U, 1V, 1W, 1PE: sequenza numerica con primo valore corrispondente al
contenuto della casella di testo Numero e prefisso tipico della siglatura di motori.
• U,V, W oppure U, V, W, PE: prefisso tipico della siglatura di motori privo dell'indice numerico.
• L1, L2, L3, N, PE: prefisso tipico della siglatura di linee di alimentazione.
• R, S, T, N: prefisso tipico della siglatura di linee di alimentazione.
• numero morsetto = numero filo: nessun tipo di numerazione dei morsetti al lato del loro
inserimento; questa opzione può essere utile nel caso in cui si vogliono inserire dei morsetti che, in
fase di analisi dello schema, prenderanno come numero pin il numero del filo adiacente al morsetto
stesso.
• Personalizzata 1...9: sono infine disponibili dieci tipologie di numerazione personalizzabili.

Selezionando una questa tipologia è possibile premere il bottone ‘...’ posto a lato della lista, che apre
una finestra in cui indicare i valori, separati da virgola, da utilizzare nella numerazione. A questi
valori seguirà il numero sequenziale imposto dal programma. Ad esempio inserendo A,B,C i pin dei
morsetti assumeranno la numerazione A1, B1, C1, A2, B2, C2, A3,... Premendo OK la
configurazione viene salvata. Nella lista viene riportata la sequenza personalizzata in corrispondenza
della tipologia personalizzata.

Prefisso: la casella è attiva per indicare il prefisso da utilizzare se, nella lista Tipo numerazione, si è
selezionata una tipologia di numerazione che lo prevede.

Nota. Se in Prefisso o Suffisso si inserisce il carattere asterisco ‘*’ viene interpretato come
indicatore del numero del foglio.

Numero: la casella indica l'indice numerico di partenza del prossimo inserimento. Tale valore viene
posto di default pari al primo valore disponibile per la morsettiera selezionata o ad 1 nel caso si
introduca una nuova morsettiera.
Suffisso: la casella è attiva per indicare il suffisso da utilizzare se, nella lista Tipo numerazione, si è
selezionata una tipologia di numerazione che lo prevede.
Ripetizioni: è possibile indicare che lo stesso numero di morsetto venga ripetuto su più morsetti.
Impostando, ad esempio, 2 si potranno inserire nello schema due morsetti con medesima sigla e pin
per rappresentare due morsetti in ponte.
Simboli grafici
Nel riquadro Simboli grafici è possibile impostare le caratteristiche della rappresentazione dei
morsetti nello schema e della morsettiera che sarà possibile tracciare al termine dell'analisi dello
schema.
302 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere

Blocco principale: lascelta del tipo di simbolo da usare per la rappresentazione del morsetto avviene
selezionando la lista a comparsa che visualizza tutti i nomi dei blocchi utilizzabili ai fini della
rappresentazione grafica del morsetto. In tale lista vengono riportati i nomi dei blocchi presenti nella
libreria standard o utente nel cui setup è impostata la tipologia Morsetti (vedi “Setup dei simboli” a
pagina 203). Se il codice morsetto rappresenta un morsetto in archivio Morsetti, in tale lista a
comparsa appaiono solamente i quattro blocchi grafici orientati associati al codice morsetto
selezionato.
Anteprima: viene visualizzata l'anteprima del blocco selezionato in Blocco principale.
Categoria: è possibile definire la rappresentazione grafica della morsettiera, selezionabile tramite una
lista a comparsa; le opzioni sono Normale, Fusibile, Diodo, Sezionabile, Cortocircuitabile, Utente.
Vedi “Categorie personalizzate” a pagina 306.
Opzioni
Nel riquadro Opzioni è possibile impostare altre opzioni di tracciatura.

Box: selezionando questa casella, in fase di inserimento dei morsetti sul disegno, viene richiesta una
selezione rettangolare e su tutte le intersezioni tra il rettangolo appena disegnato e i conduttori del
disegno verranno inseriti i morsetti. Inoltre il contorno del rettangolo di selezione viene evidenziato
con una linea tratteggiata, eventualmente con l’indicazione testuale della funzione e ubicazione
utilizzate. I morsetti e le apparecchiature contenute all’interno del contorno assumono i valori di
ubicazione e funzione che sono stati impostati in precedenza.
Disabilita richiesta piani: abilita l’inserimento dei morsetti multipli in modalità automatica. Con tale
modalità il piano dei morsetti multipli è assegnato automaticamente in modo incrementale e il
gruppo, una volta riempito, incrementa a quello successivo compatibilmente con la scelta del codice
morsetto. Questa opzione è valida solo se si seleziona un codice di morsetto multiplo.
Ripetizioni=piani: se selezionata, in fase di inserimento il valore impostato nella casella Ripetizioni
viene interpretata anche per definire i livelli. Ad esempio, se Ripetizioni è 2 viene definito un livello
ogni 2 morsetti inseriti.
Numera [Link]: se selezionata, i pin dei morsetti sono compilati con una sigla composta dal
gruppo e dal livello; es.: 1.1, 1.2, 2.1, 2.2,....
Stesso valore per tutti i pin: nei morsetti con due o più pin, applica lo stesso numero a tutti i pin e rende
invisibile quelli successivi al primo. Ciò consente di utilizzare i morsetti a più pin come morsetti a
singolo pin.
Vincoli
Nel riquadro vincoli sono riportate alcune opzioni riguardanti la sigla del morsetto e i casi di morsetti
terminali o che impongono il numero del filo connesso.

Sigla vincolata: selezionando questa casella i morsetti verranno inseriti vincolandone la sigla.
L'inserimento di tale vincolo renderà ininfluente qualsiasi operazione di siglatura simboli nei
suddetti morsetti.
Cassetta di giunzione: selezionando questa casella i morsetti verranno inseriti compilando,
nell'attributo Morsettiera, il testo EXT. Questo rappresenta i morsetti di morsettiere esterne o
morsettiere terminali.
Numero filo = numero pin: selezionando questa casella di spunta i morsetti inseriti assolvono la
funzione di vincolo filo. Vedere il successivo paragrafo “Morsetto vincola filo” a pagina 321.

Importante. Si ricorda che i parametri così definiti rimarranno validi per tutti i morsetti che
verranno inseriti nello schema, sino ad una successiva modifica.

Uso di morsetti speciali per PE e N


Compilando la casella Codice morsetto, prelevando un codice dall'archivio Morsetti, viene
visualizzato il riquadro Morsetti speciali dove è possibile stabilire codici alternativi per i morsetti con
pin PE e N.
Morsetti e connettori 303
Definizione delle morsettiere

All’inserimento di tali morsetti si può selezionare una tipologia di numerazione adeguate, ad


esempio [U,V,W,PE], [R,S,T,N], [L1,L2,L3,N,PE], utente con N e/o PE.
Gestendo i morsetti di neutro e di PE con codici diversi dagli altri morsetti, nella distinta materiali
questi morsetti speciali risulteranno già catalogati con articoli differenti.

Morsetti multipli
Un morsetto multiplo è fondamentalmente un morsetto il cui numero di connessioni distinte sono
maggiori di due e sono generalmente disposte in piani.
In pratica con un solo morsetto multiplo si eseguono gli stessi collegamenti di due o più morsetti
normali e trovano spesso impiego nei casi in cui lo spazio è limitato oppure in condizioni particolari.
Se il codice morsetto individua un morsetto multiplo, all’atto dell’inserimento nel disegno una
piccola finestra di dialogo richiederà a quale piano assegnare i morsetti che progressivamente si
definiscono.

Nota. Per inserire nello schema morsetti multipli è necessario selezionare, nella casella Codice
morsetto, un morsetto di tipo multiplo già definito in archivio Morsetti.

Per distinguere i vari morsetti multipli è stato necessario introdurre il concetto di gruppo, in quanto,
i morsetti multipli possono essere inseriti con la stessa sigla della morsettiera utilizzata per i morsetti
normali. Un gruppo rappresenta in modo univoco nel disegno un morsetto multiplo, individuato da
un determinato codice morsetto e avente un certo numero di connessioni fino ad un massimo dettato
dal numero di piani del morsetto.
304 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere

Se si seleziona un pin che risiede su un morsetto multiplo e che possiede pertanto un determinato
codice morsetto e gruppo, tali valori vengono assunti come predefiniti all’inserimento di morsetti
successivi.
Nel caso in cui il gruppo selezionato abbia già tutti i piani occupati, verrà proposto il primo gruppo
avente almeno un piano libero, compatibilmente al codice morsetto selezionato (non è infatti
possibile avere codici morsetto diversi associati al medesimo gruppo).
In modo analogo, se viene scelto un pin avente un determinato gruppo, ma si sceglie un codice
morsetto diverso, non viene considerato il gruppo selezionato ma bensì viene mantenuto il codice
morsetto e creato un nuovo gruppo.
Se alla richiesta del piano nella fase dell'inserimento, non si desidera utilizzare uno dei piani liberi
visualizzati, è possibile premere il pulsante Nuovo per creare un nuovo gruppo nella morsettiera
corrente: verrà incrementato l’ultimo gruppo disponibile e si procederà ad inserire morsetti il cui
codice è stato inserito nella finestra di dialogo principale.
Se si desidera utilizzare l’inserimento dei morsetti multipli in modalità automatica è sufficiente
selezionare la casella Disabilita richiesta piani, nel riquadro Opzioni della finestra Morsettiere. Con
tale modalità il piano dei morsetti multipli è assegnato automaticamente in modo incrementale e il
gruppo, una volta riempito, incrementa a quello successivo compatibilmente con la scelta del codice
morsetto.
Per i morsetti multipli, nella lista dei morsetti della finestra di dialogo Morsettiere, vengono
compilati i dati relativi a Gruppo e Piano.

Morsetti multipli con simbolo e categoria personalizzati per piano


In archivio Morsetti è possibile creare morsetti di tipo Multiplo con simbolo e categoria (normale,
fusibile, diodo, …) personalizzati per ciascun piano.
L’archivio Morsetti fa parte dell’interfaccia Archivi cavetteria, che si attiva in iDEA dalla barra
multifunzione Preventivazione, gruppo Archivi (comando CAVETTERIA).
Per attivare la personalizzazione accedere alla finestra di modifica di un morsetto in archivio e
attivare la casella di spunta Personalizza simboli per piano. Tramite la lista a discesa Piano,
selezionare il piano da modificare e quindi selezionare simbolo e categoria.
Selezionando l’articolo morsetto per l’inserimento da comando Inserisci morsetti (comando
MORSETTI, vedi “Inserimento dei morsetti” a pagina 307) il simbolo morsetto non sarà più
modificabile nel comando ma nel disegno verrà inserito il simbolo corrispondente al piano come
previsto dall’articolo morsetto definito in archivio.

Morsetti passanti a più vie


I morsetti a più vie sono particolari morsetti con tre o più punti di connessione per i conduttori.
Questo particolare morsetto è disponibile in archivio Morsetti e connettori nella tipologia A più vie
con possibilità di indicare il numero di punti di connessione (pin) presenti sul morsetto stesso.
Morsetti e connettori 305
Definizione delle morsettiere

Un morsetto a più vie è rappresentato nel disegno tramite un gruppo di simboli morsetto normale,
tanti quanti sono i pin/punti di connessione del morsetto a più vie. Tali morsetti assumono
necessariamente tutti lo stesso numero morsetto e devono essere connessi direttamente fra loro
tramite lo stesso filo (condizione di equipotenzialità). Se tali condizioni non sono rispettate,
l’esecuzione dell’analisi dei fili (FILI) notifica un opportuno messaggio di avvertimento.
Per inserire nel disegno un morsetto a più vie si avvia sempre il comando Inserisci morsetti
(MORSETTI) e si procede in maniera del tutto simile a quanto avviene per i morsetti a più piani.
Dopo la scelta nel disegno dei punti di inserimento, la finestra di dialogo (vedi immagine che segue)
consente di selezionare il gruppo di appartenenza e l'indice di pin da assegnare ai singoli simboli
morsetto costituenti il morsetto a più vie. Come per il morsetto a più piani, infatti, i simboli che
compongono un morsetto a più vie sono accomunati dallo stesso indice di gruppo (attributo
GRP_MOR) caratterizzato da un carattere ‘+’ di prefisso. L’attributo Piano/N° pin (LIV_MOR)
identifica il punto di connessione nel morsetto a più vie.

L’analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356) riconosce i simboli costituenti un
singolo morsetto a più vie e li elabora al fine di ottimizzare la rappresentazione del morsetto nel
disegno delle morsettiere (comando DIMO11) e nella tabella morsettiera (comando DMOR1).

Nota. Il numero di righe corrispondenti ad un singolo morsetto a più vie nella pagina Morsettiere e
connettori di Cablo può non corrispondere al numero di relativi simboli morsetto presenti nel
disegno. Questo perché l’elaborazione dello schema ottimizza, come sopra ricordato, i dati presenti
in Cablo affinché riportino tutti i dati di connessione del morsetto nella forma più compressa
possibile. Nelle versioni 2017 e precedenti l’analisi dello schema attua un’elaborazione diversa dove
i dati di connessione dei simboli di un singolo morsetto a più vie vengono compressi in un unico
elemento della morsettiera. Con questo tipo di elaborazione si ottiene una rappresentazione più
compatta ma che, potenzialmente, non riporta tutti i dati di connessione del morsetto. Per tornare ad
elaborare i morsetti a più vie come in versione 2017 e precedenti applicare la spunta alla casella
Comprimi un gruppo morsetto a più vie in un unico morsetto nella rappresentazione della morsettiera,
presente nelle preferenze Elaborazione morsettiere (comando EGPREF, selezionare Preferenze
ambiente grafico > Schemi elettrici > Elaborazione morsettiere, vedi “Schemi elettrici -
Elaborazione morsettiere” a pagina 761).
306 Morsetti e connettori
Definizione delle morsettiere

Morsetti a tre o più connessioni


Al fine di rappresentare morsetti passanti a singolo livello o a più livelli aventi tre o più punti di
connessione per i connettori è stata introdotta la possibilità di creare in libreria simboli morsetto
aventi tre o più pin. La connessione equipotenziale fra i pin è realizzata tramite le funzioni del
comando Edita connessioni componente (comando EPIN, vedi “Edita connessioni componente” a
pagina 374). Si propone in figura l’esempio di un simbolo morsetto avente quattro pin.

Per questo simbolo tramite il comando EPIN viene stabilito il collegamento equipotenziale fra tutti
i pin del simbolo. Con una tale configurazione i fili connessi ai quattro pin del simbolo assumeranno
la stessa numerazione, caratteristica propria dei morsetti passanti.

L’elaborazione delle morsettiere (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) provvede ad
analizzare le connessioni lato quadro e campo alla morsettiera e a ripartire opportunamente i punti
di connessione dei morsetti. La rappresentazione della morsettiera che si ottiene tramite il comando
Traccia morsettiera (comando DIMO11, vedi “Traccia morsettiera” a pagina 397) è del tutto analoga
a quella realizzata per i morsetti a più vie. I simboli morsetto aventi tre o più pin possono essere
utilizzati in Archivio morsetti per la definizione dei morsetti multipli e ne viene gestita correttamente
la rappresentazione in morsettiera.

Nota. Se attiva la spunta Comprimi un gruppo morsetti a più vie in un unico morsetto nella
rappresentazione della morsettiera presente nella finestra delle opzioni del programma Preferenze
ambiente grafico, scheda Elaborazione morsettiere (vedi “Preferenze ambiente grafico” a
pagina 756) tutti i pin dei simboli vengono condensati in un unico elemento di morsettiera così come
per i morsetti a più vie.

Categorie personalizzate
Come già visto, è possibile definire la rappresentazione grafica della morsettiera, selezionabile
tramite la lista a comparsa Categoria; le opzioni sono: Normale, Fusibile, Diodo, Sezionabile,
Cortocircuitabile, Utente. La funzione Traccia morsettiere (vedi “Traccia morsettiera” a pagina 397)
utilizzerà un blocco diverso a seconda della categoria.
Nel caso si selezioni la categoria Utente si deve digitare nella casella di testo Utente, il nome del
blocco da utilizzare privo del prefisso. Il prefisso può essere impostato nelle preferenze di iDEA
Morsetti e connettori 307
Inserimento dei morsetti

(vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761). Questa informazione viene
inserita nell'attributo Note del simbolo del morsetto, elaborata ed utilizzata in fase di tracciamento
delle morsettiere, consentendo di individuare sagome grafiche diverse per la rappresentazione del
morsetto.
Ad esempio, mantenendo il prefisso predefinito MORS è possibile creare il blocco personalizzato
[Link]. Per utilizzare questo blocco, basta selezionare la categoria Utente e digitare MIO
nella casella Utente.

Per utilizzare morsetti con categoria personalizzata si consiglia comunque, di creare un nuovo
morsetto in archivio Morsetti; per il nuovo morsetto si può impostare la categoria Utente e indicare
il blocco da utilizzare in fase di tracciatura.
Per la personalizzazione dei blocchi dei morsetti tracciati vedi “Personalizzazione dei morsetti
tracciati” a pagina 409.

Elenco connettori
La funzione Elenco connettori permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i connettori
inseriti nello schema elettrico corrente. Vedi “Elenco delle morsettiere o dei connettori” a
pagina 322.

Archivio Morsetti
L'archivio Morsetti e connettori gestisce le tipologie dei morsetti utilizzabili negli schemi elettrici in
iDEA. Ogni codice morsetto presenta una serie di caratteristiche: quando il codice viene inserito
nella casella Codice morsetto della finestra di dialogo della gestione delle morsettiere, tutte opzioni
della finestra Morsettiere descritte in precedenza verranno impostate in automatico e bloccate.
L'archivio Morsetti e connettori fa parte degli Archivi Cavetteria ai quali si accede dalla barra degli
strumenti standard nel gruppo Archivi.
Le funzioni dell'archivio Morsetti e connettori sono descritte nella sezione “Archivi Cavetteria” nella
guida di riferimento “Commesse e archivi”.

Inserimento dei morsetti


La funzione di inserimento dei morsetti appartenenti alle morsettiere definite in precedenza avviene
in modo diverso a seconda se nella finestra di dialogo Morsettiere si è selezionata o meno la casella
di spunta Box (riquadro Opzioni).
Casella Box non selezionata
La funzione di inserimento richiede la selezione di un punto nel disegno; se nelle immediate
vicinanze di tale punto non è presente nessun conduttore (entità LINEA), il comando richiederà un
secondo punto. L'operatore a questo punto può scegliere se considerare tale punto come primo
vertice di una linea di selezione che dovrà risultare trasversale ai conduttori in cui inserire i morsetti.
In alternativa può scegliere di inserire un morsetto singolo slegato da qualsiasi conduttore, digitando
s e premendo INVIO alla richiesta:
<al punto>/Singolo:
308 Morsetti e connettori
Localizzazione e modifica dei morsetti inseriti

Nel primo caso selezionare il secondo vertice di tale linea. Verranno così inseriti i morsetti in
sequenza, in tutti i punti di intersezione fra la linea appena definita e i conduttori presenti nel disegno.
La direzione di inserimento dei morsetti è la stessa della linea di tracciatura; se ad esempio il primo
punto inserito è a sinistra rispetto al secondo, i morsetti verranno inseriti da sinistra verso destra.
Casella Box selezionata
Viene richiesta una selezione rettangolare sul disegno e su tutte le intersezioni tra il rettangolo appena
selezionato e i conduttori del disegno verranno inseriti i morsetti.
Inoltre il contorno del rettangolo di selezione viene evidenziato con una linea tratteggiata,
eventualmente con l’indicazione testuale della funzione e ubicazione utilizzate.
I morsetti e le apparecchiature contenute all’interno del contorno assumono i valori di ubicazione e
funzione che sono stati impostati a livello di morsettiera.

Nota. L’inserimento in box è permesso solamente con le rappresentazioni grafiche simmetriche


rispetto agli assi orizzontale e verticale: blocco principale = 030203, 030203V1, 030203V2,
030203V3, 030203V4.
Come inserire una serie di morsetti
1. Scegliere Morsetti.

Menu: Schemi>Morsetti.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: MORSETTI.

2. Nella finestra di dialogo Morsettiere selezionare l'icona Nuovo, dalla barra degli strumenti, per
definire una nuova morsettiera.
3. Nella finestra di dialogo Morsettiere, selezionare il bottone alla destra della casella Codice
morsetto per accedere all'archivio Morsetti dove effettuare la scelta del morsetto: verranno impostate
in automatico e bloccate le altre opzioni della finestra Morsettiere, descritte in precedenza.
4. È possibile anche non impostare un codice di morsetto ed impostare le preferenze della finestra;
in questo caso non è possibile la gestione dei morsetti multipli.
5. Dalla barra degli strumenti selezionare l'icona Inserisci morsetti oppure fare doppio clic in
corrispondenza della morsettiera in lista, a cui appartengono i morsetti da inserire.
6. Indicare nel disegno il punto di inserimento dei morsetti nei conduttori, oppure utilizzare la
disposizione automatica descritta in precedenza.
7. Premere INVIO per ritornare alla finestra di dialogo Morsettiere.
8. Scegliere Chiudi per terminare l'operazione.

Le funzioni Foglio indietro e Foglio avanti, che si avviano dalla barra degli strumenti, consentono
una più agevole navigazione delle pagine dello schema senza la necessità di terminare il comando
in corso.

Localizzazione e modifica dei morsetti inseriti


Per i morsetti già inseriti nello schema è prevista una funzione per localizzare un morsetto e la
possibilità di modificare i codici associati per i morsetti selezionati. Queste funzioni sono attivabili
dal menu a cursore attivabile nel riquadro della lista morsetti nella finestra di dialogo Morsettiere.
Morsetti e connettori 309
Morsetti in schemi unifilari

Localizzazione di uno morsetto


Ogni morsetto selezionato nella lista dei morsetti della finestra Morsettiere, può essere localizzato
nel disegno semplicemente con un doppio clic o selezionando l'icona Localizza nel disegno, dal
menu a cursore (fare clic sul tasto destro mouse). Viene visualizzato uno zoom del disegno nella zona
dove è localizzato l'elemento che viene indicato con una freccia.

Modifica singola o multipla


È possibile modificare i dati della morsettiera (sigla, descrizione, funzione, ubicazione) e quindi
apportare automaticamente la modifica nei morsetti dello schema: selezionare la morsettiera nel
riquadro a sinistra e il comando Modifica dalla barra degli strumenti o dal menu a cursore.

Inoltre, per ogni morsetto selezionato nella lista dei morsetti della finestra Morsettiere, è possibile
modificare il codice morsetto e il codice principale associati.
Per modificare i dati di un singolo morsetto selezionarlo nella lista e selezionare Modifica dal menu
a cursore, attivabile premendo il tasto destro del mouse.
Per compilare la stessa informazione in più morsetti, selezionarli con un clic tenendo premuto il tasto
CTRL sulla tastiera e selezionare Modifica dal menu a cursore.
Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui compilare le informazioni comuni; nel caso di
morsetti multipli (vedi “Morsetti multipli” a pagina 303) è possibile decidere da quale gruppo
iniziare la modifica. Premendo OK i dati vengono aggiornati in tutti i componenti in esame.

Morsetti in schemi unifilari


Per inserire dei morsetti su uno schema unifilare si deve tener conto che in questo tipo di schema un
filo rappresenta una linea elettrica composta da due o più fili; quindi la morsettiera elaborata da uno
schema unifilare dovrà riportare un numero di morsetti multiplo di quelli rappresentati nel disegno
(ogni filo in pratica ha il suo morsetto).
Rappresentazione di morsetti in schemi unifilari
1. Tramite la funzione Inserisci morsetti (vedi “Inserimento dei morsetti” a pagina 307), dalla
finestra Morsettiere è necessario inserire un morsetto nel filo, come rappresentato nella figura
seguente.
310 Morsetti e connettori
Morsetti in schemi unifilari

2. Editare gli attributi dei morsetti inseriti (comando DDA) e compilare nel campo Pin IN (1) i
valori di un pin per ogni filo, separati dal segno di due punti “:” (esempio: L1:N oppure L1:L2:L3:N).
3. Affinché nel lato campo del morsetto tracciato venga compilata la descrizione presente
nell’attributo Sigla utenza nella tabella unifilare (es: blocco DES_LU3), inserire a valle del morsetto
il simbolo Equipotenzialità. Questo simbolo è presente in Libreria simboli, nella pagina Terre ed
equipotenzialità della cartella Multifilare.

La successiva fase di Analisi dei fili o Analisi Morsettiere provvederà a riconoscere le morsettiere
unifilari e a predisporre il comando Traccia Morsettiere con le morsettiere elaborate secondo la
seguente rappresentazione.

Nota. Al fine di rispettare il corretto ordinamento dei pin della morsettiera (esempio L1, N, L2, N,
…), per la tracciatura della morsettiera, si consiglia di scegliere l'opzione Tipo di ordinamento
morsetti Posizionale.

È possibile escludere il riconoscimento dei morsetti unifilari, agendo sull'opzione Elabora morsetti
unifilari, dalla scheda Morsettiere di Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761).

Numerazione morsetti nell’unifilare


La funzione Numerazione morsetti (comando MSIGLA, vedi “Numerazione di morsetti e
connettori” a pagina 322) riconosce anche i morsetti disegnati nello schema unifilare, cioè i morsetti
aventi come Pin il formato multiplo del tipo [Link]. Le singole parti componenti il pin del morsetto
vengono numerate indipendentemente l'una dall'altra.
Morsetti e connettori 311
Morsettiere di interfaccia

Nota particolare: come per i morsetti standard, alcuni numeri morsetto particolari (es.:
L1,L2,R,N,ecc) sono esclusi a prescindere dalla numerazione. Affinché siano numerati
correttamente devono assumere un indice del tipo 1L1,1L2,1L3 ecc.

Collegamento di apparecchiature in schemi unifilari


Come per i morsetti, anche per le apparecchiature (dispositivi di protezione, motori, generatori, …)
è possibile definire dei collegamenti multipli su schema unifilare, applicando le medesime regole
viste più sopra ai pin dei simboli.
Vedi “Collegamento delle apparecchiature in schemi unifilari” a pagina 598.

Inserimento automatico dei morsetti


La tracciatura automatica dello schema utenze inserisce anche i morsetti ai capi dei fili nelle utenze
terminali. Vedi “Morsetti sulle linee terminali” a pagina 594.

Morsettiere di interfaccia
Nei caso in cui si presenti l’esigenza di realizzare lo schema elettrico di un cassetto di quadro che
successivamente viene utilizzato più volte all'interno di uno stesso quadro più complesso, è possibile
utilizzare la definizione delle morsettiere di interfaccia.
Il vincolo che deve possedere il cassetto è quello di esporre un'unica morsettiera come
interfacciamento con gli altri cassetti e con gli altri elementi circuitali del quadro completo.
Lo schema elettrico del cassetto, che diventa in tal modo elemento modulare, deve definire la
morsettiera esposta come Morsettiera di interfaccia.
Si procede con la stesura dello schema relativo al cassetto, si definiscono e si disegnano tutti i
morsetti della morsettiera di interfaccia. La morsettiera di interfaccia può essere definita sia nello
schema corrente, ma eventualmente anche in uno degli schemi esterni correlati. In tal modo lo
schema realizzativo del cassetto e della sua morsettiera di interfaccia potrà essere riutilizzato
successivamente in diversi schemi. La sigla della morsettiera di interfaccia è fittizia, la sigla
definitiva viene definita dalla morsettiera che la realizza effettivamente nello schema completo. Lo
schema del quadro completo può definire una o più morsettiere che realizzano la morsettiera di
interfaccia definita precedentemente.
Ad esempio è possibile realizzare uno schema CASS_X0 di un cassetto quadro in cui rappresento gli
elementi interni e in cui definisco una morsettiera di interfaccia X0. In un altro schema master, dopo
aver aggiunto CASS_X0 agli schemi correlati, è possibile definire le morsettiere X1, X2 e X3 come
morsettiere che realizzano X0. Così facendo il lato interno quadro delle morsettiere X1, X2 e X3 sarà
sempre lo stesso e recuperato dallo schema del cassetto.

L’analisi dello schema permetterà di ritrovare, anche se non tracciate, le tre morsettiere compliate sul
lato quadro. Si può procedere da Cablo con l'inserimento dei morsetti delle varie morsettiere già
definite per delineare i collegamenti lato campo.
La tracciatura delle morsettiere riporterà il lato quadro dello schema CASS_X e il lato campo come
realizzato nello schema completo

Nella definizione di una morsettiera è presente una opzione per indicare che rappresenta
un’interfaccia di uno schema modello. Tale schema modello può poi essere correlato ad uno schema
master. Nella finestra di proprietà morsettiera, è presente anche una casella a discesa che carica le
morsettiere di confine trovate negli schemi correlati e permette di associare le due morsettiere. Le
due opzioni sono mutuamente esclusive.
312 Morsetti e connettori
Connettori

Definizione di una morsettira di interfaccia Realizzazione di una morsettira di interfaccia

Connettori
Il comando Inserisci connettori, disegna spine e connettori sui fili di uno schema elettrico e segue in
linea di massima il funzionamento con le modalità operative già descritte per l’inserimento dei
morsetti.
Come attivare la finestra di inserimento connettori
• Scegliere Connettori o Inserimento connettori.

Menu: Schemi>Morsetti.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: CONNETTORI.

Gestione dei connettori di uno schema elettrico


Per l’inserimento dei connettori viene visualizzata una finestra di dialogo in cui è necessario prima
definire il connettore e poi inserire nel disegno i singoli elementi che lo compongono.
Morsetti e connettori 313
Connettori

La finestra di dialogo è suddivisa in due elenchi: quello superiore riporta le sigle dei connettori
definiti, mentre l’elenco inferiore, visualizza i pin del connettore selezionato (solo quelli inseriti
nello schema). Esiste la possibilità di ordinare gli degli elenchi in ordine crescente: selezionare un
campo in base al quale eseguire l'ordinamento. Le funzioni Foglio indietro e Foglio avanti
consentono la navigazione delle pagine dello schema senza la necessità di chiudere la finestra.

Creazione di un nuovo connettore


L’inserimento di una nuova sigla di connettore, avviene selezionando il pulsante Inserimento, oppure
richiamando il comando dal menu contestuale, attivabile mediante il tasto destro del mouse. Una
finestra di dialogo richiede l'inserimento delle seguenti informazioni per la definizione di un nuovo
connettore.

Sigla: è obbligatorio assegnare la sigla del connettore. Nel caso in cui la sigla digitata si già presente
nello schema elettrico (sia come connettore che come morsettiera) il programma segnala un
messaggio di avvertimento del tipo “Sigla non valida o già presente.”. Digitare quindi una nuova
sigla.
Sigla vincolata: selezionando questa casella viene imposto il vincolo alla modifica della sigla del
connettore.
Funzione: digitare la descrizione della Funzione del connettore, intesa come obiettivo o scopo
vincolato ad un oggetto od un insieme di oggetti.
Ubicazione: digitare l’ubicazione del connettore, intesa come locazione o posizione topografica.
Descrizione: digitare la descrizione del connettore.
Cassetta di giunzione: nel caso in cui tale casella di selezione presenti un segno di spunta o una X verrà
scritto nell’attributo Morsettiera di ogni pin del connettore, il testo EXT.
Numero filo = numero pin: l’attivazione di questa casella di spunta permette di inserire i pin del
connettore (morsetti) con funzione di numerazione del filo. All'esecuzione dell'analisi dello schema
si avrà, quindi, che il numero del pin sarà anche quello del filo.

Importante. Evitare di creare condizioni di corto circuito, inserendo pin di connettori uguali ad altri
pin già inseriti su fili equipotenziali diversi.

Codice: digitare il codice del connettore o utilizzare il pulsante di scelta per selezionarlo dall'archivio
Connettori. In questo caso le informazioni Descrizione e tipo verranno settate automaticamente
secondo il codice di morsetto selezionato

Nella pagina Analisi dei collegamenti è possibile valorizzare la proprietà Tipologia di collegamento:
determina il modo in cui sono collegati i componenti ai lati quadro e campo del connettore. La
tipologia di collegamento può assumere i valori:
• Automatica: la tipologia di collegamento della morsettiera è determinata automaticamente
dall'analisi delle morsettiere sulla base delle ubicazioni dei componenti connessi al connettore.
• Morsettiera in quadro: l’analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti appartenenti alla
stessa ubicazione del connettore; in lato campo tutti quelli con ubicazione diversa.
• Morsettiera in cassetta di giunzione: l'analisi riconosce in lato quadro tutti i componenti aventi
ubicazione che precede l'ubicazione del connettore; riconosce in lato campo quelli aventi ubicazione
che segue.

Vedi anche “Orientamento quadro/campo dei componenti connessi” a pagina 406

Inserimento del connettore nel disegno


Dopo aver creato un connettore si può procedere all’inserimento dei simboli grafici.
Con un doppio clic sulla lista connettori, si avvia la funzione di inserimento che richiede la selezione
di un punto nel disegno; se nelle immediate vicinanze di tale punto non è presente nessun conduttore
(entità grafica LINEA), il comando richiederà il secondo punto. L’operatore in questo momento può
decidere se considerare tale punto come primo vertice di una linea di tracciatura che dovrà risultare
trasversale ai conduttori sopra i quali inserire i pin del connettore. In alternativa può scegliere di
inserire un morsetto singolo slegato da qualsiasi conduttore, digitando s e premendo INVIO alla
richiesta:
<al punto>/Singolo:
314 Morsetti e connettori
Connettori

Nel primo caso selezionare il secondo vertice della linea elastica di inserimento: verranno così
inseriti i pin del connettore in sequenza ed in base alla selezione dalla finestra di dialogo Selezione
Pin.

Il programma seleziona automaticamente i pin del connettore in base alle linee intersecate dalla linea
elastica. L’operatore, può comunque intervenire nel cambiare la selezione.
Premendo successivamente il bottone Inserisci, i singoli pin del connettore vengono inseriti nel
disegno.
Per cambiare il simbolo del connettore è sufficiente fare un clic sull’icona desiderata prima di
premere il tasto Inserisci, permettendo così di scegliere una diversa rappresentazione grafica, tra
quelle previste. I simboli grafici utilizzati per rappresentare il connettore, sono i contatti femmina
(presa) ed i contatti maschi (spina) ed in rappresentazione congiunta presa e spina.

Localizzazione del connettore nel disegno


Con un doppio clic sull’elenco dei pin del connettore selezionato, si localizza quest’ultimo nel
disegno. Se il connettore si trova su un altro disegno dello schema, quest’ultimo viene aperto.

Modifica dei connettori inseriti


Per i connettori già inseriti nello schema è prevista la possibilità di modificare le informazioni
Codice, Descrizione, Funzione e Ubicazione associate agli elementi del connettore selezionato.
Nella lista dei connettori selezionare il connettore desiderato e quindi Modifica sulla barra degli
strumenti della finestra connettori.
Con la modifica del codice del connettore viene visualizzato un messaggio di conferma per ridefinire
i pin degli elementi già inseriti con i dati del nuovo connettore.
Si desidera ridefinire i pin degli elementi già inseriti?

Se il nuovo codice appartiene ad un connettore con un numero inferiore di pin viene visualizzato il
seguente messaggio.
Il connettore scelto possiede un numero di pin inferiore a quello richiesto dal disegno.
I pin non verranno aggiornati.

Aggiorna numerazione dei pin di un connettore


Può essere necessario aggiornare o correggere la numerazione dei pin di un connettore in archivio
connettori e quindi aggiornare gli elementi già disposti nello schema elettrico.
Morsetti e connettori 315
Connettori

La funzione Aggiorna numerazione pin da archivio, permette di effettuare la riassegnazione ordinata


dei numeri pin per un connettore inserito nello schema, applicando così eventuali modifiche o
correzioni eseguite in archivio connettori.
La funzione si avvia dalla finestra Connettori, selezionando il connettore da modificare e poi
premendo il tasto destro del mouse.

Elimina connettori non utilizzati


Se è necessario rimuovere dall'elenco della finestra Connettori, i connettori privi di simboli pin
inseriti nello schema, è disponibile la funzione Elimina connettori non utilizzati. L'utilità è presente
nel menù contestuale della finestra.

Rappresentazione tabellare del connettore

Importante. Come per i morsetti, le procedure di rappresentazione tabellare del connettore e layout
del connettore (descritta di seguito), sono attivabili solo dopo l'inserimento dei connettori nello
schema e la successiva analisi dello schema con elaborazione delle morsettiere. L'analisi dello
schema e delle morsettiere è descritta al capitolo “Analisi delle morsettiere” a pagina 387.

Per il riporto grafico del connettore viene predisposta una tabella con l’elenco di tutti i pin (sia quelli
inseriti che quelli disponibili), completa dei dati descrittivi del connettore e del numero filo e
posizione del piedino.
Il comando può essere attivato facendo un clic sull’icona Tabella, nella finestra di dialogo Connettori
e visualizza un riquadro in cui è possibile scegliere il prefisso del blocco da usare per la tabella.
Confermando, è richiesto il punto di inserimento nel disegno e successivamente disegnata la tabella.

Se il punto di inserimento del blocco tabella è inferiore ad una certa distanza dal cartiglio di base del
foglio, l’inserimento riparte dalla stessa coordinata Y del punto iniziale ad una distanza X pari a
quella della larghezza del simbolo più un offset (default = 5). Tali valori di offset sono memorizzati
nel file [Link], alla sezione Connettore:
[Connettore]
DistanzaMinima=50.0
Offset=5.0

Tipologie di tabelle diverse


Il tipo di tabella utilizzato è stabilito dal prefisso impostato nella finestra di tracciatura. La tracciatura
utilizza i seguenti blocchi:
• per la testata della tabella: PREFISSO + [Link]
316 Morsetti e connettori
Connettori

• per il corpo della tabella: PREFISSO + [Link]

Con i prefissi predefiniti vengono utilizzati i seguenti blocchi:


T_CNT1.dwg (testata), T_CNT2.dwg (corpo);
T_CNTa1.dwg (testata), T_CNTa2.dwg (corpo);
T_CNTb1.dwg (testata), T_CNTb2.dwg (corpo).

In ogni caso la procedura di disegno della tabella andrà a gestire gli attributi presenti. Le etichette di
attributo che, se presenti nel blocco corpo, verranno utilizzate sono:

COM_PN1: sigla del pin del connettore;


FIL_QU1: sigla del filo collegato;
POS_COM: posizione nello schema del pin del connettore;
SEZ_FIL: sezione del filo collegato;
COL_FL1: colore del filo collegato;
DES_FL1: descrizione del filo collegato;
DES_MOR: descrizione del pin connettore.

Nel blocco della testata della tabella, verranno utilizzate le seguenti etichette di attributo:

FUN_COM: funzione impostata per nel connettore;


UBI_COM: ubicazione impostata per nel connettore;
SIG_MOR: sigla del connettore;
DES_COS: costruttore del connettore ricavato dal codice del connettore stesso;
DES_MOR: descrizione del connettore estratta dal codice in archivio Morsetti;
TIP_MOR: tipologia del connettore;
DES_SIG: descrizione inserita per il connettore.
Personalizzazione della tabella connettore
Per personalizzare la grafica delle tabelle, è possibile personalizzare i blocchi predefiniti di iDEA.
Questi blocchi, come quelli standard, dovranno essere salvati nella cartella
COMMON/LIBRARY/LIB0 ed avere dei nomi composti nel modo citato, ad esempio:

T_CNTmio1.dwg (testata), T_CNTmio2.dwg (testata);


T_CNTcaio1.dwg (testata), T_CNTcaio2.dwg (testata).

Il prefisso (T_CNTmio, T_CNTcaio,....) va quindi indicato nella preferenza Prefisso blocco tabella
connettore, prima di eseguire la tracciatura.

Layout del connettore


Per la rappresentazione del layout del connettore viene predisposta una sagoma con l’elenco di tutti
i pin (sia quelli inseriti che quelli disponibili), completa dei dati descrittivi del connettore e del
numero filo e posizione del piedino.
Il comando può essere attivato facendo un clic sull’icona Sagoma, dalla finestra di dialogo
Connettori: viene visualizzata la finestra di dialogo Inserimento sagoma, dove è possibile selezionare
alcune informazioni da riportare nella sagoma.

Sagoma connettore: è possibile selezionare tra le sagome maschio, femmina e quella impostata in
magazzino (se presenti).
Seleziona sagoma nel disegno: selezionare questa opzione per aggiornare i dati di una sagoma già
presente nel disegno; di seguito viene riportato un esempio.
Riporta componente: è possibile riportare la sigla del componente a monte o a valle del connettore.
Riporta filo: è possibile riportare a lato dei pin la sigla dei fili che si connettono.
Riporta posizione: è possibile riportare a lato dei pin la loro posizione nel (foglio/rigacolonna).
Riporta descrizione : è possibile riportare la descrizione del componente a monte o a valle del
connettore.

Premendo OK viene richiesto il punto di inserimento nel disegno e successivamente disegnata la


sagoma.
Morsetti e connettori 317
Connettori

Per disegnare la sagoma di un nuovo tipo di connettore, occorre seguire attentamente la seguente
procedura.

Nota. Per creare una nuova sagoma è consigliabile partire da un blocco già fatto, esplodendolo ed
utilizzando, con le opportune modifiche, gli attributi già definiti.

Come disegnare una nuova sagoma per connettore


1. Disegnare la sagoma del connettore.
2. Definire gli attributi descrittivi necessari alle procedure automatiche del programma:
DES_COS, DES_MOR, TIP_MOR, DES_MOR, DES_SIG, CODICE2, FUN_COM, UBI_MOR e
SIG_MOR.
3. Gli attributi dei pin del connettore che andranno compilati dalla procedura che disegna la
sagoma, dovranno chiamarsi come il nome del pin con un prefisso “P”: es. P1A sarà l’etichetta
dell'attributo nel quale verrà scritto il numero del pin 1, il numero del filo, la descrizione e la
posizione (es. 1A – 101 Controllo 3/A02). Quindi se un connettore ha i pin numerati con A, B, C,
D, E, F, … le tag dell’attributo dovranno essere PA, PB, PC, PD, PE, PF, …
4. Memorizzare il blocco nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB6 del programma.

Come compilare una sagoma già presente nel disegno


Se la sagoma di un connettore è già presente nel disegno è possibile compilare in essa i dati di un
connettore selezionato.
1. Dalla finestra Connettori, selezionare il connettore che si desidera riportare nel disegno ed
avviare il comando di Inserimento sagoma.
2. A differenza della modalità di inserimento della sagoma, attivare la casella di spunta Seleziona
sagoma nel disegno e premere OK.
3. A questo punto è sufficiente selezionare il simbolo che rappresenta il connettore desiderato e i
dati verranno automaticamente riportati. Gli attributi che vengono compilati sono i medesimi di un
simbolo sagoma connettore.

Elenco connettori
La funzione Elenco connettori permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i connettori
inseriti nello schema elettrico corrente. Vedi “Elenco delle morsettiere o dei connettori” a
pagina 322.

Tabella di dettaglio del connettore


La tabella di dettaglio del connettore consente di rappresentare in forma tabellare le caratteristiche
costruttive del connettore selezionato con la distinta dei pin del connettore stesso corredati dai dati
di posizionamento nello schema e di cablaggio. Per disegnare la tabella selezionare il connettore da
rappresentare e avviare il comando Tabella dettaglio connettore dalla barra degli strumenti o dal menù
contestuale della lista connettori. La tabella è soggetta all’aggiornamento automatico delle tabelle
(comando TABUPDATE, vedi “Aggiorna tabelle” a pagina 82)

Archivio dei connettori


Le gestione dell’archivio dei connettori consente di stabilire un elenco di connettori con le relative
caratteristiche tecniche e commerciali; permette di gestire i connettori con la medesima logica dei
morsetti, con possibilità di inserire la piedinatura e le caratteristiche commerciali del materiale;
disegnare in forma grafica o tabellare i connettori posti sullo schema.
318 Morsetti e connettori
Connettori modulari

L'archivio Morsetti e connettori fa parte degli Archivi Cavetteria ai quali si accede dalla barra degli
strumenti standard nel gruppo Archivi.
Le funzioni dell'archivio Morsetti e connettori sono descritte nel paragrafo “Morsetti e connettori”
alla sezione “Archivi Cavetteria” della guida di riferimento “Commesse e archivi”.

Connettori modulari
I connettori modulari sono una tipologia di elementi di connessione elettrica messi a disposizione da
talune case costruttrici che consentono di aggregare all’interno di un contenitore comune, detto
telaio, un insieme di più connettori o spine predisposti per l’assemblaggio nel telaio stesso.
La gestione dei connettori in iDEA consente di definire i connettori modulari nel progetto e di
visualizzare la loro aggregazione nella Tabelle di dettaglio connettore e nella Tabella elenco
connettori.
Per definire un connettore modulare è sufficiente creare un nuovo connettore (comando
CONNETTORI, vedi “Creazione di un nuovo connettore” a pagina 313) e definirne la sigla nella
forma:
<Sigla telaio><Carattere separatore><Sigla connettore>

Ad esempio, creando tre nuovi connettori con sigla CN1.A, CN1.B, CN1.C si definisce un connettore
modulare di sigla CN1 che contiene tre connettori singoli A, B e C.

Nota. È possibile personalizzare il carattere separatore che separa la sigla del telaio dalla sigla dei
connettori contenuti. Per personalizzare il carattere separatore apri la pagina Morsetti dei Parametri
multifoglio (comando EGPREF, vedi “Morsetti” a pagina 753). Nel riquadro connettori modulari
attivare la gestione dei connettori modulari tramite la casella di spunta e cambiare il carattere
separatore predisposto.

Una volta creato un connettore con sigla nella forma vista sopra, la lista dei connettori evidenzia
l’aggregazione dei modulari creando un nodo apposito per il telaio del modulare stesso.
È possibile personalizzare i dati del telaio del connettore modulare attraverso il comando Modifica.
Una modifica dei dati Sigla, Ubicazione e Funzione viene automaticamente riportata in tutti i
connettori del modulare.
Il codice del telaio viene selezionato in archivio Morsetti e connettori fra gli articoli di tipologia
Telaio per connettori modulari (vedi “Commesse e archivi” al capitolo “Morsetti e connettori”).

Nota. I pin dei telai dei connettori modulari si possono assegnare nei dati in archivio; tipica infatti
è la presenza della connessione al PE.

Selezionando nella lista un telaio è possibile inserire nel disegno la sagoma associata in archivio al
telaio stesso (comando Sagoma dalla finestra di dialogo del comando Connettori).
Per rappresentare il dettaglio di pin e connessioni di tutti i connettori di uno stesso modulare si
selezioni la riga corrispondente al telaio del connettore modulare e si avvii il comando Tabella
dettaglio connettore (vedi “Tabella di dettaglio del connettore” a pagina 317). La tabella riporterà il
dettaglio di tutti i connettori del modulare evidenziandone l’aggregazione.
Morsetti e connettori 319
Gestione connettori scheda

Anche nel caso della tabella Elenco connettori viene evidenziata l’aggregazione dei connettori
modulari.

Gestione connettori scheda


Nella rappresentazione di una scheda o componente nello schema elettrico può essere necessario
identificare i connettori che raggruppano i terminali di connessione (pin).

A tal fine, per ogni pin dei simboli è possibile editare il dato Connettore componente, il quale
consente di identificare correttamente più pin di uno stesso simbolo, aventi anche lo stesso valore ma
appartenenti a connettori diversi.
320 Morsetti e connettori
Gestione connettori scheda

Per valorizzare il connettore componente dei pin di un simbolo, sia nel disegno corrente che in
libreria simboli, utilizzare il comando Gestione connessioni componente (comando EPIN, vedi
“Edita connessioni componente” a pagina 374) e modificare uno o più pin del simbolo
selezionandoli nella lista. Nella finestra di modifica dei pin compilare il dato Connettore; la lista a
discesa consente di selezionare una delle sigle connettore già assegnate ai pin del simbolo.
Il dato Connettore componente dei pin dei simboli viene elaborato dal comando di analisi dello
schema e delle morsettiere (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) e contribuisce ad
identificare i pin in tutte le funzionalità ed elaborati grafici dove i pin stessi sono rappresentati. Ad
esempio, i connettori dei pin sono visibili in Cablo come nell’esempio della figura che segue

e nelle varie stampe, elaborati grafici, esportazioni targhette ecc. disponibili in Cablo ed
nell’ambiente grafico di iDEA.
Morsetti e connettori 321
Morsetto vincola filo

Nota. Nei simboli PLC, per i soli pin per cui non è valorizzato il dato Connettore componente, esso
viene sostituito dal valore Riferimento scheda (attributo RIF_OPE, se non vuoto) che diviene
comune a tutti i pin del simbolo. Per informazioni sulla gestione del Riferimento scheda nei Plc vedi
la guida di riferimento “Plc”.

Morsetto vincola filo


È possibile inserire nello schema elettrico dei morsetti in modo che il filo sul quale sono inseriti
venga vincolato nella numerazione con il numero del morsetto stesso.
A tal fine, nella finestra Morsettiere, prima dell’inserimento dei morsetti è necessario selezionare la
casella di spunta Numero filo = numero pin.
La procedura di numerazione automatica dei fili, tratterà i morsetti inseriti in questo modo come dei
veri e propri vincoli filo.
La figura rappresenta un tipico caso di morsetti vincola filo.

Anche in uno schema, in cui i morsetti sono già presenti, è possibile editarne gli attributi (comando
DDA) e attivare l’icona Morsetto vincola filo, nella lista del campo Vincolo.

Importante. Non inserire più morsetti con tale caratteristica sullo stesso filo; un messaggio
indicherà la condizione di corto circuito fra i morsetti che vincolano il filo.

Nota. Nel caso un morsetto con vincolo sia inserito su un filo rinviato, la sigla del rinvio (IDENTIF.
RIFERIMENTO) deve essere uguale al pin del morsetto.

Rotazione del pin del morsetto


Spesso si presenta la necessità di dover inserire dei morsetti il cui numero, talvolta complesso,
difficilmente rientra nello spazio fra due fili di una derivazione. In tal caso diventa utile l'utilizzo di
una funzione che permette di ruotare, da verticale ad orizzontale e viceversa, il numero del morsetto.
322 Morsetti e connettori
Elenco delle morsettiere o dei connettori

Con il comando Ruota pin morsetto, dal menu Schemi>Morsetti, infatti, è possibile ruotare tutti i
numeri dei morsetti che si andranno a selezionare, portando il numero dalla posizione orizzontale
nella posizione verticale, o viceversa, con conseguente vantaggio per la lettura dello schema.

Elenco delle morsettiere o dei connettori


La funzione Elenco morsettiere permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutte le
morsettiere definite nello schema elettrico corrente.
La funzione Elenco connettori permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i connettori
inseriti nello schema elettrico corrente.
Entrambi le funzioni si avvalgono di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di
testo e del carattere da adottare.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva.
Come tracciare l'elenco delle morsettiere
• Avviare il comando ELMOR.
Riga di comando: ELMOR.

Come tracciare l'elenco dei connettori


• Avviare il comando ELCON.
Riga di comando: ELCON.

Esportazione della lista delle morsettiere o dei connettori


Nelle finestre di dialogo Morsettiere (comando MORSETTI, vedi “Definizione delle morsettiere” a
pagina 297) e Connettori (comando CONNETTORI, vedi “Connettori” a pagina 312) è presente la
funzione Copia che consente di copiare negli appunti la lista visualizzata per incollarla su Excel o
su file di testo.
La funzione Copia è disponibile nel menu contestuale delle liste morsetti e pin dei connettori.

Numerazione di morsetti e connettori


La funzione Numerazione morsetti e connettori, permette la riassegnazione ordinata dei numeri pin
per tutti i morsetti e i connettori inseriti nello schema. La funzione consente inoltre, per singola
morsettiera o connettore, di traslare (shift) il numero pin di uno o più morsetti o terminali di
connettore.
Morsetti e connettori 323
Numerazione di morsetti e connettori

Come avviare la numerazione morsetti e connettori


• Scegliere Numerazione morsetti e connettori.

Menu: Schemi>Morsetti.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.


Riga di comando: MSIGLA.

All’avvio del comando appare una finestra che consente la selezione dei simboli su cui operare e
l’impostazione delle preferenze di numerazione.

La lista superiore (1 in figura) consente la selezione delle morsettiere o connettori su cui operare. La
sigla completa della morsettiera (o connettore) selezionata è evidenziata nell’intestazione che
specifica anche il numero dei morsetti che la compongono. La lista a destra (2 in figura) mostra
invece, per esteso, tutti i morsetti appartenenti alla morsettiera (o terminali appartenenti al
connettore). Per ogni morsetto viene visualizzato il pin e la sua posizione nello schema.
Localizza
Dal menu contestuale della lista 2 è possibile localizzare nello schema il morsetto o connettore
selezionato attraverso il comando Localizza.

Numerazione
La funzione di numerazione viene attivata selezionando la scheda Numerazione.
324 Morsetti e connettori
Numerazione di morsetti e connettori

L’operazione viene eseguita alla selezione del tasto OK.


Attraverso le opzioni del riquadro Visualizza è possibile scegliere se rendere visibili in lista 1
solamente le morsettiere, solamente i connettori o entrambi. Le opzioni del riquadro Aggiorna
consentono di scegliere se applicare le operazioni di numerazione solo alle morsettiere e/o connettori
selezionati in lista 1 o a tutti gli elementi presenti in lista.
Di seguito vengono illustrate tutte le preferenze di esecuzione delle operazioni di numerazione.

Tipo di numerazione: consente di selezionare la tipologia di numerazione da applicare agli elementi


selezionati. Le scelte possibili sono:
• Progressiva: la numerazione dei simboli assume una progressione numerica a partire dal valore
specificato in Numero iniziale.
• Foglio - Progressiva: i pin dei simboli assumono un valore pari al foglio di appartenenza più un
indice progressivo per foglio.
• Foglio - Colonna: i pin dei simboli assumono un valore pari alla combinazione del foglio di
appartenenza con la colonna di appartenenza.
• Nessuna: i pin dei simboli valore vuoto.

Ordine di numerazione: consente di selezionare l’odine con cui verranno numerati i simboli: dall’alto
al basso e da sinistra verso destra o viceversa.
Numero iniziale: numero iniziale di numerazione dei pin.
Prefisso: testo che precede il numero progressivo.
Suffisso: testo che segue il numero progressivo.
Separatore: nelle numerazioni Foglio - Progressiva e Foglio - Colonna è il carattere (o i caratteri) che
separa il foglio dal numero progressivo o colonna.
Progressivo per foglio: nella numerazione Foglio - Progressiva consente di riavviare la numerazione
dei simboli per ogni singolo foglio.
Ruota il numero del morsetto/connettore: consente di ruotare di 90° gli attributi pin dei simboli
numerati.
Considera morsetti/connettori ripetitivi: se attiva questa preferenza, i simboli che prima
dell’esecuzione del comando presentavano una eguale numerazione, verranno numerati alla stesso
modo. Ad esempio: X1:3, X1:3 verranno rinumerati in X1:5, X1:5 anziché X1:5, X1:6.
Compila l’indice progressivo con lo stesso numero di cifre per tutti i morsetti: consente applicare a tutti
i pin dei simboli uno stesso numero di cifre dipendente dal numero dei simboli di cui si compone la
morsettiera o il connettore. Ad esempio per una morsettiera avente 100 morsetti sarà: X1:001 …
X1:021 … X1:100.
Morsetti e connettori 325
Numerazione di morsetti e connettori

Assegna lo stesso valore a tutti i pin del morsetto: nei morsetti con due o più pin, applica lo stesso
numero a tutti i pin e rende invisibile quelli successivi al primo. Ciò consente di utilizzare i morsetti
a più pin come morsetti a singolo pin.
Vincola i simboli numerati: consente di applicare il vincolo di numerazione a tutti i simboli numerati
al fine di evitare successive rinumerazioni indesiderate.

Shift
La funzione di shift del valore del pin dei morsetti o connettori viene attivata selezionando la scheda
Shift di morsetti e connettori.

L’operazione viene eseguita alla selezione del tasto OK.


Attraverso le opzioni del riquadro Visualizza è possibile scegliere se rendere visibili in lista
solamente le morsettiere, solamente i connettori o entrambi. Le opzioni del riquadro Esegui lo shift
consentono di scegliere se eseguire lo shift dei morsetti a partire dall’Elemento iniziale selezionato
o se applicare lo shift a tutti i gli elementi selezionati in lista 2.
L’ordinamento con cui verranno numerati i simboli può essere:
Alfanumerico: l'ordinamento viene effettuato sul numero morsetto seguendo il classico ordinamento
di stringhe alfanumeriche (precedenza ai numeri, successivamente le stringhe alfanumeriche del tipo
A1, A2, A10, le terne dei motori, U1, V1, W1, PE1, U2, etc., e alla fine i morsetti con PE).
Posizionale: l'ordinamento viene effettuato sulla base della posizione del morsetto nel disegno.
Questo dato, generato dall’analisi morsettiere, è modificabile nel programma Cablo.
Logico (es.: U1-V1-W1-U2-V2-W2): l’ordinamento “logico” dei morsetti è utile nei casi di avviamenti
motore (UVW, XYZ), alimentazioni (RSTN).

Di seguito vengono illustrate altre preferenze di esecuzione delle operazioni di numerazione.


Elemento iniziale: nel caso in cui si sia scelto di applicare lo shift a tutti gli elementi a partire
Dall’elemento iniziale selezionato è possibile scegliere tale elemento attraverso questa lista a
discesa. L’elemento iniziale è selezionabile anche dalla lista 2.
Numero di shift: valore dell’incremento da applicare alla numerazione dei pin dei morsetti/connettori.
Rinumera anche gli elementi con pin alfanumerico: questa preferenza, se attiva, consente di applicare
lo shift anche a quei simboli con pin avente testo alfanumerico (es. U1, PE1), altrimenti lo shift verrà
applicato solamente ai simboli con pin puramente numerico.
Non applicare il nuovo numero se già presente in lista: questa preferenza consente di evitare di
assegnare ad un simbolo una numerazione già presente in altri simboli della morsettiera/connettore
selezionata.
Vincola i simboli numerati: consente di applicare il vincolo di numerazione a tutti i simboli numerati
al fine di evitare successive rinumerazioni indesiderate.
326 Morsetti e connettori
Utilità morsetti

Vincolo di numerazione
È possibile applicare un vincolo ai simboli di morsettiere e connettori affinché non risentano delle
operazioni di numerazione o shift. Il vincolo si può applicare o rimuovere a tutti gli elementi delle
morsettiere e connettori selezionati in lista 1 dal menu contestuale. Il vincolo si può, inoltre, applicare
o rimuovere ai singoli elementi selezionati in lista 2 dal menu contestuale. Gli elementi che risultano
vincolati sono evidenziati in lista con l’icona del lucchetto chiuso.
Dal menu contestuale della lista 2 è inoltre possibile localizzare nello schema il morsetto o connettore
selezionato attraverso il comando Localizza.

Il vincolo ai morsetti può essere apposto o rimosso anche tramite la finestra Edita attributi (comando
DDA) modificando l'attributo VINCOLO (vincolo “Numero morsetto”).

Utilità morsetti
Dalla finestra Utilità morsetti è possibile attivare una serie di funzioni di utilità, che consentono
all'utente di gestire in modo efficiente e sicuro tutto ciò che riguarda i morsetti.
Come attivare le utilità morsetti
1. Scegliere Utilità morsetti.

Menu: Schemi>Morsetti.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Alla riga di comando: UTILMORS.

Di seguito vengono descritte singolarmente le utilità disponibili.

Numerazione pin morsetti


Effettua la numerazione dei pin dei morsetti come descritto al paragrafo “Numerazione di morsetti
e connettori” a pagina 322.

Shift morsetti
Questa procedura consente lo scorrimento (shift) della numerazione dei morsetti di una morsettiera
con identificazione numerica del numero del morsetto. Lo scorrimento può avvenire in avanti o
all'indietro a seconda se il valore sia positivo o negativo. Un riquadro di dialogo consente la scelta
della morsettiera, del numero iniziale e del numero di shift; sono, inoltre, presenti nel riquadro di
dialogo due liste di riepilogo che visualizzano le morsettiere e i morsetti relativi.

Elenco dei morsetti


Visualizza la finestra Morsettiere che riporta l'elenco dei morsetti come descritto al paragrafo
“Definizione delle morsettiere” a pagina 297.
La funzione Elenco connettori permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i connettori
inseriti nello schema elettrico corrente. Vedi “Elenco delle morsettiere o dei connettori” a
pagina 322.
Morsetti e connettori 327
Aggiorna morsetti da Cablo

Rotazione pin morsetti


Consente di ruotare la piedinatura dei morsetti come descritto al paragrafo “Rotazione del pin del
morsetto” a pagina 321.

Cancella il pin dei morsetti


Questo comando effettua la cancellazione del pin (attributo con etichetta C1) dei simboli selezionati
e riconosciuti come morsetti. La finestra di dialogo visualizzata permette varie metodi di selezione
al fine di modificare automaticamente solo i morsetti interessati.
Metodo di selezione
Per effettuare la cancellazione dell'attributo con etichetta C1 è possibile impostare il metodo di
selezione dei simboli. Tale selezione può essere effettuata in modo globale attivando il pulsante di
scelta Tutti oppure in modo singolo tramite Selezionare.
Filtro di selezione
I morsetti a cui svuotare il numero possono, inoltre, essere filtrati in fase di selezione secondo tre
metodi principali.

vengono selezionati tutti i morsetti scelti tramite il metodo di selezione.


Tutti i tipi di morsetto:
Per tipo di morsetto:viene effettuata la selezione di tutti i morsetti di un certo tipo.
Per sigla dispositivo: permette di specificare la sigla di un dispositivo a cui svuotare i numeri dei
morsetti. Selezionando quest'ultima opzione, viene attivata la casella di testo Sigla dispositivo. Se
viene scelto quest'ultimo filtro di selezione e non viene specificato alcun nome nella casella di testo
Sigla dispositivo, verrà richiesto di selezionare, tramite cursore, il morsetto a cui estrarre la sigla.

Cancella l'informazione numero morsetto = numero filo


Questa procedura cancella l'informazione interna al blocco del morsetto, la quale identifica che il
morsetto ha una condizione imposta dalla numerazione fili di numero morsetto uguale al numero filo.
Questa condizione viene memorizzata nel blocco morsetto durante l’inserimento se è stata
selezionata l’omonima tipologia di numerazione (vedi “Impostazione dei morsetti” a pagina 299).

Aggiorna morsetti da Cablo


La funzione Aggiorna morsetti da Cablo, permette di aggiornare le informazioni relative alla sigla e
al numero pin dei morsetti del disegno dopo aver effettuato delle modifiche dal programma Cablo
(modulo opzionale).
Come aggiornare i morsetti
• Scegliere Aggiorna morsetti da Cablo

Menu: Schemi>Morsetti.

Nota. Questa procedura non è disponibile in CADelet Impianti, Smart Impianti, ed Eplus.
328 Morsetti e connettori
Aggiorna morsetti da Cablo
15
Schema di interconnessione

In questo capitolo è presentata la gestione del progetto con suddivisione in ubicazioni e funzioni. Di
seguito sono trattati metodi di progettazione che semplificano la stesura dello schema elettrico in
iDEA: la realizzazione dello schema di interconnessione e la definizione dei fasci di cavi.
La rappresentazione dei cavi su disegno è uno strumento per disegnare velocemente la
rappresentazione di un cavo, gli elementi a cui è connesso e il dettaglio dei terminali, informazioni
necessarie da fornire al cablatore.

Strutturazione in ubicazioni e funzioni


Affinché un progetto sia progettato, costruito, mantenuto o utilizzato in modo efficace, il sistema e
le informazioni relative al sistema sono normalmente divise in parti. Ciascuna di queste parti può a
sua volta essere divisa in altre parti. Questa suddivisione successiva in parti e l'organizzazione di tali
parti è detta strutturazione.
In conformità con la norma CEI EN 61346-1, nei programmi Electro Graphics, è possibile gestire una
strutturazione orientata all’ubicazione e alla funzione.

Nota. La designazione dei componenti e la strutturazione in ubicazioni e funzioni fa parte delle


informazioni di identificazione: vedi “Informazioni di identificazione” a pagina 271.
Struttura orientata all'ubicazione
Una struttura orientata all'ubicazione è basata sulla disposizione topografica del sistema. Una
struttura orientata all'ubicazione mostra la suddivisione del sistema in elementi costitutivi in
funzione dell'aspetto legato alla posizione.
Struttura orientata alla funzione
Una struttura orientata alla funzione è basata sullo scopo di un sistema. Una struttura orientata alla
funzione mostra la suddivisione del sistema in elementi costitutivi riguardo l'aspetto funzionale.
Il risultato della suddivisione successive della stessa ubicazione o funzione può essere rappresentato
sotto forma di struttura ad albero. Ogni oggetto, rappresentato da un nodo, è identificato in modo
univoco dalla designazione di riferimento.
Ad ogni oggetto che si trova all'interno di un altro oggetto deve essere attribuita una designazione di
riferimento a livello unico, unica rispetto all'oggetto in cui si trova. Essa è costituita da un segno di
prefisso seguito da: una lettera codice, o una lettera codice e un numero, o un numero. Il prefisso è:
• + in una struttura orientata all'ubicazione;
• = in una struttura orientata alla funzione;
330 Schema di interconnessione
Strutturazione in ubicazioni e funzioni

Rappresentazione in FlowChart
La rappresentazione schematica riportata nella figura precedente è realizzata con il software Electro
Graphics Schema a blocchi - FlowChart. Con questo modulo è possibile creare rappresentazioni
grafiche e diagrammi. È particolarmente utile per creare diagrammi strutturali orientati alla
ubicazione o alla funzione degli schemi elettrici perché avviando FlowChart (comando FC) in iDEA
viene estratta la lista delle ubicazioni/funzioni utilizzate nello schema elettrico aperto. Quindi alle
figure disegnate possono essere assegnate le ubicazioni/funzioni già inserite.

Nota. Per l’uso di FlowChart vedere il capitolo “FlowChart” a pagina 813.

Assegnazione di ubicazione e funzione


Le designazioni di ubicazione e/o funzione dei componenti del progetto possono essere assegnate in
tutti i simboli di iDEA tramite la compilazione degli attributi Ubicazione (UBIC1, UBICC) e
Funzione (FUNZ1, FUNZ1C); a tal fine è presente il comando Gestione ubicazioni: vedi “Gestione
ubicazioni e funzioni” a pagina 331.
Tali informazioni sono, quindi, riportate negli elenchi simboli, negli elaborati per la distinta
materiali, nei cablaggi, nel computo metrico, nelle tabelle impianti, nella siglatura.
Quando l’ubicazione o la funzione è comune per tutti i simboli da inserire in un foglio dello schema,
l’informazione può essere compilata nel cartiglio del foglio stesso al momento della creazione del
foglio. Gli attributi del cartiglio da compilare sono Ubicazione (etichetta UBI_CAR) e/o Funzione
(etichetta FUN_CAR). In questo modo ai simboli inseriti viene automaticamente associata
l’ubicazione e/o la funzione, ma resa invisibile per default; è possibile rendere visibili gli attributi con
il comando DDA o UTILATT.

Nota. È possibile compilare Funzione e/o Ubicazione nei dati predefiniti del cartiglio (comando
CARTIGLIO, vedi “Dati generali del cartiglio” a pagina 124) al fine di riportare tali informazioni
automaticamente in tutti i fogli successivamente creati.

Per modificare l’ubicazione o la funzione in un foglio usare il comando Edita cartiglio dei fogli
selezionati, dall’interfaccia di Gestione fogli (vedi “Edita cartiglio dei fogli selezionati” a
pagina 103). Questa funzione aggiorna l’ubicazione e/o la funzione anche nei simboli presenti nel
foglio, purché presentino la stessa ubicazione e/o funzione presente nel cartiglio prima della
modifica.
Schema di interconnessione 331
Gestione ubicazioni e funzioni

Gestione ubicazioni e funzioni


La finestra Gestione ubicazioni e funzioni visualizza le ubicazioni e le funzioni in cui si suddividono
i componenti dello schema elettrico in progetto (vedi “Strutturazione in ubicazioni e funzioni” a
pagina 329).
Come aprire Gestione ubicazioni e funzioni
• Scegliere Gestione ubicazioni.

Menu: Disegna.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: UBIC.

Per creare una nuova ubicazione scegliere Nuovo e compilare la sigla e una descrizione
dell’ubicazione. Ogni ubicazione deve essere identificata con una sigla composta con il sistema delle
designazioni. Utilizzando il sistema a livello unico ogni ubicazione inserita potrà avere una sigla
univoca composta dal prefisso ‘+’ e da uno o più caratteri alfanumerici. Utilizzando il sistema a più
livelli ogni ubicazione avrà una sigla univoca costituita concatenando la designazione per ciascuna
ubicazione rappresentata nel percorso a partire dall’ubicazione generale. La rappresentazione ad
albero che viene creata in automatico nel riquadro Ubicazioni mostra i livelli della suddivisione in
ubicazioni.
Le stesse informazioni possono essere inserite anche per quanto riguarda le funzioni. In questo caso
si utilizza il prefisso ‘=’.
La griglia è di tipo editabile: basta fare clic sulla casella da editare e iniziare la digitazione.

Assegnazione di ubicazione o funzione


Per ogni ubicazione/funzione, nella prima colonna della griglia ci sono tre pulsantini che servono per
l'assegnazione della stessa ai componenti nel disegno.

Imposta ubicazione: permette di selezionare uno o più simboli presenti nel disegno.
Imposta con selezione a rettangolo: permette di selezionare più simboli tramite una finestra di
selezione rettangolare.
Imposta con selezione a poligono: permette di selezionare più simboli tramite una finestra di selezione
a segmenti.

Quindi il programma attribuisce ai componenti selezionati l'ubicazione o la funzione scelta e, a parte


il primo caso, consente di tracciare una linea di contorno tratteggiata o meno.
332 Schema di interconnessione
Gestione ubicazioni e funzioni

Come assegnare ubicazione o funzione a dei componenti


1. Scegliere Ubicazione.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: UBIC.

2. Nella finestra Gestione ubicazioni inserire l’ubicazione o la funzione necessaria, se non


presente.
3. Selezionata l’ubicazione o la funzione da applicare scegliere uno dei tre comandi Imposta.
4. Se si usa Imposta ubicazione, selezionare il o i componenti nel disegno e premere INVIO.
5. Se si usa Imposta con selezione, tracciare la finestra di selezione che racchiuda i simboli
interessati e premere INVIO. Premere ancora INVIO per tracciare il contorno oppure digitare No e
premere INVIO.

Tipologie di ubicazione
Quando si definiscono le ubicazioni nelle quali sono organizzati i componenti di uno schema
elettrico è possibile associare ad ognuna di esse una particolare tipologia.
La tipologia concorre all’ordinamneto gerarchico delle ubicazioni come illustrato nel seguente
paragrafo.

Ordinamento delle ubicazioni


L’ordine reciproco di due ubicazione aventi tipologia diversa è quindi stabilito in base all’ordine di
precedenza delle tipologie. L’ordine di precedenza delle tipologie, specificato di seguito, è fisso.

1° Quadro allacciato alla fornitura


2° Quadro generico di distribuzione
3° Cassetta di giunzione
4° Quadro di bordo macchina
5° Area/locale

L’ordinamento di ubicazioni aventi la medesima tipologia, è stabilito in base all’ordine di precedenza


delle tipologie nella lista ubicazioni e quindi alfanumerico in base al campo Sigla dell’ubicazione,
eventualmente modificato manualmente dal progettista tramite i comandi Muovi su, Muovi giù.
L’ordinamento globale cosi determinato influisce sull’analisi dello schema e impone la precedenza
delle ubicazioni per la determinazione del lato quadro/campo di connessione in morsettiera (vedi
“Orientamento quadro/campo dei componenti connessi” a pagina 406).
In secondo luogo influisce sull’acquisizione della rete dei cavi schema (vedi “Reti di cablaggio
macchina” a pagina 578).
Nel menu a cursore è disponibile il comando Ordina per sigla che resetta l’ordinamento manuale
impostando un ordinamento alfanumerico sul campo Sigla dell’ubicazione.

Ordinamento delle funzioni


È possibile ordinare gli elementi in lista secondo le proprie utilità anziché in modo alfanumerico
agendo sui tasti con le frecce direzionali presenti nella toolbar della finestra.
Nel menu a cursore è disponibile il comando Ordina per sigla che resetta l’ordinamento manuale
impostando un ordinamento alfanumerico sul campo Sigla della funzione.

Aggiornamento informazioni dallo schema


Nel caso le ubicazioni siano compilate nei componenti dello schema ma non risultino in elenco di
Gestione ubicazioni, è necessario eseguire Aggiorna informazioni dallo schema, selezionando il
comando dal menu che si attiva con il tasto destro del mouse della finestra Gestione ubicazioni.
Questa operazione permette di ricostruire la lista di ubicazioni e funzioni utilizzate nello schema
aperto.
Schema di interconnessione 333
Gestione interattiva di ubicazione e funzione negli schemi

Nota. Vengono incluse nell’elenco ubicazioni anche i locali definiti in Gestione locali (vedi
“Gestione locali” a pagina 437) usato principalmente per negli impianti planimetrici.

Un simile comando, oltre ad estrarre le nuove ubicazioni elimina quelle inutilizzate.

Utilità
Esportazione ed importazione
Le funzioni Esportazione ubicazioni su file e Importazione ubicazioni da file, sono avviabili dal
menu che si apre con il tasto destro del mouse.
La lista di ubicazioni e funzioni compilata in Gestione ubicazioni può essere esportata su un file
tramite il comando Esporta ubicazioni su file, presente nel menu contestuale: viene richiesto il nome
e la cartella in cui salvare il file, mentre l’estensione assegnata è .ubic.
Dunque, è possibile importare la lista di ubicazioni e funzioni utilizzate in un altro schema con il
comando Importa ubicazioni da file.
Ubicazioni con sagoma di carpenteria e codice materiale
L’ubicazione associata ai componenti dello schema elettrico spesso rappresenta il quadro in cui sono
montati. In tal caso è possibile associare all’ubicazione in esame una sagoma di carpenteria e il
codice articolo del quadro da utilizzare al fine di estrarre il materiale per il layout del quadro e la
distinta materiali.
In funzione della creazione dello schema di interconnessione dei quadri (vedi “Schema di
interconnessione” a pagina 334) è possibile associare anche un blocco di rappresentazione. Se
assegnato, nella prima colonna viene aggiunto il pulsantino che permette il posizionamento del
blocco nel disegno.

Tabelle lista ubicazioni e lista funzioni


La lista delle ubicazioni inserite in Gestione ubicazioni può essere riportata in forma tabellare nel
disegno tramite il comando Disegna tabella, disponibile nella finestra Gestione ubicazioni, scheda
Ubicazioni. La tracciatura si avvale di una finestra di dialogo che permette la scelta dello stile e
dell’altezza del testo, della distanza tra le righe e del numero di righe per colonna, del carattere da
adottare (normale, tutto maiuscolo, tutto minuscolo). Premendo OK viene richiesta la posizione su
cui tracciare la tabella riassuntiva. Le informazioni riportate sono Sigla dell’ubicazione e
descrizione.
Anche la lista funzioni può essere riportata in una tabella simile tramite il comando Disegna tabella,
disponibile nella scheda Funzioni.

Gestione interattiva di ubicazione e funzione negli schemi


La gestione di ubicazione e funzione in iDEA assegna automaticamente l’ubicazione e la funzione
ai simboli in base alla posizione degli stessi all’interno dei riquadri. In particolare i simboli assumono
l’ubicazione dei riquadri quando:
• vengono inseriti o spostati all’interno di un riquadro;
334 Schema di interconnessione
Schema di interconnessione

• viene modificata la forma di un riquadro in modo tale da includere simboli che prima della
modifica non erano contenuti all’interno del riquadro stesso.

Similmente è possibile attivare questo aggiornamento automatico per i riquadri funzione.

Nota. I valori di Ubicazione e Funzione vengono assegnati rispettivamente agli attributi UBIC1 e
FUNZ1 dei simboli unifilari o multifilari e agli attributi UBIC1C e FUNZ1C dei simboli impianti.

Nota. I simboli inseriti nel disegno da Libreria simboli o Archivio materiali assumono Ubicazione
e Funzione del riquadro contenitore quando inseriti all’interno di uno di essi; assumono Ubicazione
e Funzione del foglio quando inseriti esternamente ai riquadri.

Per attivare l’aggiornamento automatico di Ubicazione e Funzione dei simboli è necessario accedere
alla pagina Ubicazioni e funzioni dei Parametri di configurazione del disegno corrente (comando
EGPREF) e agire sulle opzioni disponibili: vedi “Ubicazioni e funzioni” a pagina 748.

Nota. La modifica di un nome ubicazione o funzione tramite il comando Gestione ubicazioni


comporta l’aggiornamento automatico dei riquadri presenti nello schema e associati all’ubicazione
o funzione modificata. La modifica della geometria di riquadro ubicazione o funzione comporta un
riposizionamento automatico del testo di titolo affinché rimanga opportunamente nella prossimità
del riquadro a cui è associato.

È possibile modificare l'ubicazione o la funzione di un riquadro editando il valore del testo di titolo
del riquadro direttamente sul disegno. Basta fare doppio clic sul testo per iniziare la modifica e
terminare con INVIO.

Schema di interconnessione
Lo schema di interconnessione descrive le connessioni in cavo esistenti tra componenti (morsettiere,
connettori o apparecchi generici) dislocati nelle varie ubicazioni presenti nello schema elettrico.

Definizioni
Lo schema di interconnessione è composto da blocchi con attributi che individuano le ubicazioni e
da linee orientate che li uniscono che identificano i fasci di cavi.
Schema di interconnessione 335
Schema di interconnessione

Ogni blocco individua un'ubicazione dello schema elettrico: le linee che uniscono i blocchi sono
definite come fasci di cavi e individuano i gruppi di cavi che collegano un’ubicazione dello schema
ad un’altra.
Ogni fascio è quindi l’insieme dei cavi che collega due ubicazioni diverse.
Il punto in cui, in prossimità di un blocco ubicazione, parte o arriva un fascio di cavi è detto punto
di attestazione. Alla creazione di un punto di attestazione, il programma inserisce nel blocco
ubicazione un attributo con etichetta J che identifica la connessione tramite morsettiera, connettore
o componente generico al quale saranno connessi i cavi definiti nel fascio.

A cosa serve lo schema di interconnessione


Molto spesso, nell’organizzazione di un impianto, sorge la necessità preliminare di definire la
struttura logico - funzionale dello stesso: a seguito di ciò si individuerà un insieme di apparecchiature
volte a realizzare una certa funzione, le quali saranno collocate all’interno di una zona omogenea, sia
essa un quadro od una parte di esso, detta ubicazione.
La mappatura dei collegamenti tra tali zone omogenee, può essere determinata preventivamente per
esigenze di cablaggio e per dar modo di predisporre le opere necessarie alla messa in opera
dell’impianto, prima che sia disponibile lo schema funzionale dell’impianto stesso.
Tale situazione è spesso un’esigenza contingente, ed a livello progettuale dà modo di definire il
layout operativo dell’impianto prima di aver sviluppato lo stesso nel dettaglio schematico; inoltre,
sarà sempre possibile l’editazione delle morsettiere di confine tra una ubicazione e l’altra,
semplicemente agendo sullo schema di interconnessione piuttosto che in maniera puntuale e molto
più onerosa, sullo schema funzionale.
Si ottiene infine, il tracciato dei cavi con relative targhette di identificazione, con il quale effettuare
parallelamente allo sviluppo dello schema dei quadri, la stesura dei cablaggi in cavo dell’impianto;
i cavi così definiti, sono poi disponibili per una corretta attestazione sulle morsettiere ricavate dallo
schema funzionale.

La costruzione dello schema di interconnessione serve quindi a definire:


• i cavi che interconnettono due diverse ubicazioni; per ogni fascio di cavi che unisce due
ubicazioni è possibile definire i cavi da cui è composto. Cablo permetterà in seguito di cablare
velocemente le connessioni che uniscono le due ubicazioni con i cavi definiti nel relativo fascio;
• il verso del collegamento in cavo tra le ubicazioni, per determinare univocamente le condizioni
di analisi, rimuovendo eventuali ambiguità nella risoluzione dello schema.

Il disegno dello schema interconnessioni permette di definire le ubicazioni (quadri, pulpiti, pannelli,
sensori…) presenti nello schema elettrico, introdurre le morsettiere e i connettori presenti in ciascuna
ubicazione e assegnare i fasci di cavi con cui tali elementi vengono collegati.
I fasci tracciati in ambiente grafico possiedono un blocco freccia (Extdir) che ne identifica
l’orientamento. L’orientamento introdotto da un fascio cavi permette di trasferire tale informazione
a tutti i cavi in esso contenuti e, di conseguenza, in tutti gli elaborati relativi (tabelle, lista cavi, ecc).
L’orientamento dei fasci introduce inoltre una direttrice per l’individuazione del percorso
quadro-campo nella ricostruzione delle morsettiere.
336 Schema di interconnessione
Definizione dei blocchi ubicazione

Il software consente di eseguire determinati controlli sulla coerenza tra lo schema interconnessioni
e lo schema elettrico disegnato: vengono rilevate incongruenze tra i cavi assegnati e le relative
informazioni dei fasci a cui appartengono.

Definizione dei blocchi ubicazione


La costruzione dello schema di interconnessione precede la stesura dello schema elettrico vero e
proprio e determina la gerarchia delle ubicazioni che andranno a caratterizzare lo schema stesso.

Uso di Gestione ubicazioni


Come primo passo è utile definire la lista delle ubicazioni presenti nello schema tramite il comando
Gestione ubicazioni (UBIC, vedi pagina 331). Ad ogni ubicazione è associabile un blocco
rappresentativo che identificherà univocamente l’ubicazione nello schema di interconnessione. Il
blocco è associabile editando i dati dell’ubicazione. Dalla finestra Gestione ubicazioni, è possibile
inserire il blocco nel disegno trascinando l’ubicazione desiderata sul foglio e premendo il tasto destro
del mouse.
Schema di interconnessione 337
Definizione dei blocchi ubicazione

Una volta disposti tutti i blocchi ubicazione nel disegno, si passa a tracciare i fasci di cavi che
andranno ad interconnettere le ubicazioni.

Uso di blocchi personalizzati


In alternativa all’uso di Gestione ubicazione, è possibile definire blocchi ubicazione personalizzati.
Per creare un blocco personale si consiglia di prendere come riferimento un blocco ubicazione di
iDEA, il quale dovrà essere esploso e modificato.
I blocchi ubicazione devono avere, almeno due attributi con etichetta UBIC1 e UBICDESC.
I blocchi creati possono essere salvati nel catalogo utente (vedi “Memorizzazione di blocchi e
macroblocchi nei cataloghi utente” a pagina 201) per essere disponibili in futuro.

Il comando Crea punti di attestazione, permette di creare un blocco ubicazione generico di forma
rettangolare. Questa funzione permette di inserire rapidamente nello schema i blocchi, indicando
semplicemente il loro ingombro massimo. I simboli che ne risultano sono comprensivi degli attributi
necessari.
Come creare un blocco ubicazione generico
1. Scegliere Crea punto di attestazione per fasci.

Menu: Schemi>Fasci di cavi


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Fasci Cavi.
Riga di comando: JBOX.

2. Indicare nel disegno i vertici opposti del riquadro che rappresenta il blocco.
3. All'inserimento del blocco rettangolare viene visualizzata la finestra per l'editazione degli
attributi. Compilare il campo Ubicazione (UBIC1).

Viene inserito un simbolo rettangolare delle dimensioni indicate e provvisto di un pin per ogni linea
elettrica, precedentemente tracciata, intersecata dalla selezione.
Nel caso tracciando il blocco si intersecano dei fasci di cavi disegnati in precedenza, allora vengono
creati anche i pin necessari a seconda dei fasci che il blocco interseca.
338 Schema di interconnessione
Fasci di cavi

Fasci di cavi
Il fascio è definito come l’insieme dei cavi che unisce due diverse ubicazioni rappresentate nello
schema elettrico. Nello schema di interconnessione, il fascio di cavi è rappresentato da una linea che
parte da un blocco ubicazione, in prossimità di un punto di attestazione J1 e termina presso un altro
blocco ubicazione in prossimità di un punto di attestazione J2.
Gli attributi J identificano le morsettiere o i connettori attraverso cui un’ubicazione si interfaccia con
le altre. Per rappresentare, invece, un’ubicazione che non prevede la presenza di morsettiere o
connettori di interfaccia basta omettere di compilare gli attributi J.

I comandi per il disegno e la modifica dei fasci di cavi sono disponibili nel menu Schemi>Fasci di
cavi, oppure dalla barra Automazione, gruppo Diagramma.

Come tracciare un fascio di cavi


1. Scegliere Traccia fascio cavi.

Menu: Schemi>Fasci di cavi


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Fasci Cavi.
Riga di comando: FAS.

2. Per tracciare correttamente il fascio, selezionare il primo punto (origine del fascio) presso il
blocco ubicazione da cui si intende partire. Affinché venga rilevato il blocco ubicazione è necessario
che si selezioni un punto nel raggio di 10mm dal bordo del blocco ubicazione.
Schema di interconnessione 339
Fasci di cavi

3. Il programma provvederà a richiedere un punto di attestazione che rappresenta, come sopra


specificato, la morsettiera o il connettore di interfaccia dell’ubicazione.

Nella casella Sigla indicare la sigla della morsettiera o del connettore; il bottone Nuovo permette di
creare una nuova morsettiera o un nuovo connettore.

Nota. Un punto di attestazione può essere identificato anche da più sigle di morsettiere o connettori,
separate da una virgola (ad esempio JN1,JN2).

Se l’ubicazione non prevede morsettiera, selezionare Crea punto di attestazione generico.


4. Terminare quindi la tracciatura presso il blocco ubicazione di destinazione del fascio di cavi. Il
programma, anche in questo caso, richiederà di specificare il punto di attestazione. La procedura
provvede in modo automatico a creare tutti gli attributi necessari.

Presso il punto di termine del fascio di cavi la procedura provvede ad inserire un particolare blocco
freccia (EXTDIR) che determina direzione del fascio di cavi, cioè determina univocamente quale
delle due ubicazione unite dal fascio è quella di origine e quale quella di destinazione.
La direzione dei fasci di cavo andrà ad influenzare, ad esempio, la determinazione degli elementi in
quadro e in campo per morsettiere e connettori.
340 Schema di interconnessione
Fasci di cavi

Le informazioni relative allo schema di interconnessione vengono acquisite da iDEA a seguito del
comando di Analisi fili (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356).

Edita fascio cavi


La funzione di disegno del fascio assegna automaticamente una sigla al fascio. La sigla e i dati del
fascio (descrizione, lunghezza,…) sono modificabili tramite il comando Edita fascio cavi, presente
nel menu Linee. Questo comando consente, inoltre, di compilare la lista dei cavi del fascio.
Come modificare i dati del fascio
1. Selezionare Edita fascio cavi.

Menu: Schemi>Fasci di cavi.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Fasci Cavi.
Riga di comando: EFAS.

2. Selezionare un punto lungo il fascio.

Rinvio di un fascio di cavi


Nel caso lo schema di interconnessione risulti complesso ed esteso, è possibile suddividerlo in più
di un foglio. A tal fine, i fasci di cavi che hanno origine in un foglio possono essere rinviati ad un
altro fogli dello schema mediante il comando Rinvii filo, usato per le linee elettriche (“Rinvii filo”
a pagina 164).
Questo facilita la stesura e la comprensione di schemi a blocchi anche complessi.

Lista dei cavi contenuti nel fascio


La lista dei cavi del fascio può essere agevolmente rappresenta sullo schema tramite il comando
Riporta lista cavi contenuti, che disegna una tabellina dei cavi collegata al fascio selezionato.
Come tracciare la lista dei cavi del fascio
1. Selezionare Tabella descrittiva cavi in fascio.

Menu: Schemi>Fasci di cavi.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee > gruppo Fasci Cavi.
Riga di comando: TABFAS.
Schema di interconnessione 341
Cablatura dei fasci

2. Selezionare un punto lungo il fascio e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
l’etichetta.

Rimozione di un fascio dallo schema di principio.


Per eliminare un fascio di cavi dal disegno è sufficiente eliminare il tratto di polilinea e il marcatore
con la sigla mediante i normali comandi CAD. In Cablo il comando Pulizia dei fasci di cavi rimuove
i fasci non utilizzati in CAD.

Rimuovi punto di attestazione


I punti di attestazione, riconoscibili dalle etichette J1, J2,...nei blocchi ubicazione vengono eliminati
con il comando Rimuovi punto di attestazione.
Come rimuovere un punto di attestazione
1. Selezionare Rimuovi punto di attestazione.

Menu: Schemi>Fasci di cavi.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: DELCPOINT.

2. Presso il blocco ubicazione selezionare la sigla del punto di attestazione da eliminare.

Converti in fascio cavi


Il comando Converti in fascio cavi (TRFASCIO) serve per definire un fascio di cavi su una linea
generica presente nel disegno, eventualmente disegnata in precedenza con il comando LINEA.
All’avvio del comando il programma selezionare nel disegno tutti i tratti contigui di linea che si
intende trasformare in un unico fascio e confermare con il tasto destro del mouse.

Fatta questa operazione, per definire i dati del fascio avviare il comando Edita cavo: vedi “Edita
fascio cavi” a pagina 340.

Cablatura dei fasci


Il comando Cablaggio su fascio, permette l'assegnazione dei cavi sullo schema di interconnessione.
In tal modo sarà notevolmente semplificata l'assegnazione dei cavi sulla lista di cablaggio,
operazione che si effettua nel programma Cablo (modulo opzionale).

L’assegnazione cavi dallo schema di interconnessione si realizza mediante la funzione Cablaggio su


fascio dal menu Schemi>Fasci di cavi (comando CABFAS). Il comando richiede di selezionare sullo
342 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno

schema di interconnessione il fascio i cui cavi si desidera assegnare. Cablo si aprirà automaticamente
sulla lista delle connessioni che collegano le morsettiere, o componenti, che rappresentano gli
elementi di origine e destinazione del fascio. Sarà quindi possibile assegnare i cavi appartenenti al
fascio selezionato che sono proposti nell’albero a fianco la lista.
Per ulteriori informazioni sul cablaggio dei fasci vedi la guida di riferimento di “Cablo”.

Rappresentazione cavo su disegno


Questa funzione è stata sviluppata con l'intento di fornire uno strumento per disegnare velocemente
la rappresentazione di un cavo, gli elementi a cui è connesso e il dettaglio dei terminali, informazioni
necessarie da fornire al cablatore.
L'operazione di rappresentazione del cavo verte nella definizione di un cavo, scelto tra quelli
disponibili nell'archivio Cavi di iDEA e dei punti di partenza e arrivo del cavo identificati con un
connettore o una morsettiera. In seguito è possibile disegnare una rappresentazione grafica del cavo
con i suoi dati di identificazione, i conduttori, i connettori o morsettiere di partenza e di arrivo.
Questo tipo di rappresentazione non è legata ad uno schema elettrico: un disegno può contenere
anche solamente tali rappresentazioni.
In Cablo infine si possono generare tutti gli elaborati riguardanti i cavi.
È disponibile anche una modalità avanzata di rappresentazione del cavo che prevede di definire il
cavo disegnando una linea di connessione tra due appositi blocchi rappresentanti gli elementi di
partenza e arrivo. In questo caso le informazioni relative agli elementi ai capi saranno più complete;
in tal caso è necessario eseguire l'analisi fili per riportare tutte le informazioni in Cablo.

Definizione del cavo


Per la definizione dei cavi avviare la funzione Lista cavi tramite il comando LCAVI.
Come avviare la lista dei cavi
1. Selezionare Lista cavi.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: LCAVI.

La finestra Lista cavi, presenta la scheda Cavi che riporterà la lista dei cavi definiti nel progetto. Dalla
barra degli strumenti scegliere Nuovo cavo e compilare le informazioni richieste.

Sigla cavo: sigla di riferimento del cavo. Il campo non può essere lasciato vuoto.

Funzione cavo: se compilato la funzione del cavodiventa parte integrante dei dato di identificazione
del cavo e comparirà in tutte le stampe o rappresentazioni in cui compare anche la sigla del cavo
stesso.

Fascio di appartenenza del cavo: fascio di cavi a cui si desidera associare il cavo editato. Se non si
desidera assegnare il cavo a un fascio selezionare [Non assegnato].

Descrizione: stringa descrittiva del cavo.

Schermatura: tipologia di schermatura del cavo. La lista a comparsa propone la scelta dei tipi di
schermatura previsti: per schermatura Interna si intende la situazione in cui sia presente un morsetto
in morsettiera dedicato allo schermo del cavo e lo schermo proseguirà al lato dispositivo; per
schermatura Esterna su quadro si intende la situazione in cui lo schermo del cavo è connesso alla
barra di terra di morsettiera; per schermatura Esterna su impianto si intende la situazione in cui lo
schermo è connesso a massa al lato dispositivo; per schermatura di Potenza si intende che il filo di
terra del cavo è connesso alla barra di terra della morsettiera. Le connessioni sulla barra di terra della
morsettiera vengono evidenziate graficamente. Il campo può essere vuoto.

Codice: codice dell'archivio dei cavi elettrici a cui deve fare riferimento la sigla del cavo sopra
assegnata. Si può essere aiutati nella ricerca del codice dall'archivio Cavi premendo il pulsante “...”
Schema di interconnessione 343
Rappresentazione cavo su disegno

a destra del campo. In questo caso viene visualizza la finestra dell'archivio Cavi in cui è possibile
eseguire la ricerca e riportare il codice facendo doppio clic sulla voce selezionata. Il programma
stesso provvederà a riportare il codice sul campo visualizzando l'eventuale descrizione, la
formazione e la designazione dello stesso.

Lunghezza: lunghezza del cavo in metri, da inserire ai fini della distinta materiali.

Livello disturbo: presso i grandi installatori viene adottata una suddivisione in livelli che di massima
corrisponde a quanto elencato nella finestra Livello disturbo, attivabile premendo il pulsante “...” a
destra del campo, che si propone come suggerimento. Il campo può essere lasciato vuoto.

Oltre all'identificazione del codice del cavo, per il tipo di rappresentazione che si sta elaborando è
indispensabile fornire le informazioni ai lati del cavo cioè di partenza e arrivo. Ai capi del cavo è
possibile avere principalmente un connettore o una morsettiera.

La finestra Seleziona punto di attestazione, che si apre tramite il pulsantino a lato della casella Sigla,
riporta gli elementi definiti precedentemente tramite le funzioni Connettori e Morsetti. Per definire
nuovi elementi usare il pulsante Nuovo connettore o Nuova morsettiera: in entrambe i casi sono
richiesti Sigla, Funzione, Ubicazione e le altre informazioni già descritte ampliamente nelle sezioni
della guida riguardanti l'inserimento morsetti e connettori nello schema elettrico.
Quindi, selezionare l'elemento connesso al punto di attestazione del cavo e confermare con OK.

Ubicazione e Funzione di partenza e arrivo sono rilevate in automatico dal connettore o morsettiera
scelto ma possono essere modificate.
Altre informazioni opzionali sono il codice del pressacavo, selezionabile dall'archvio Articoli
tramite il pulsantino e la distanza di inserimento.

Dopo la definizione del cavo e relativi punti di attestazione la finestra Lista cavi riporta, nel riquadro
inferiore, la rappresentazione completa delle attestazioni del cavo selezionato, consentendo di
puntualizzare ogni connessione agendo sui pulsanti che affiancano ogni conduttore. Il pulsantino '...'
apre un menu tramite cui è possibile effettuare le seguenti operazioni.
344 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno

Assegnare il pin: nel menu sono elencati i pin del connettore attestato (es.: A, B, C, ..., 1, 2, 3, ...);
fare clic per associare il pin al conduttore. Nel caso si attesti una morsettiera, la lista dei relativi pin
viene visualizzata solo se i morsetti sono presenti nello schema elettrico multifilare. In alternativa
usare Definisci morsetto.

Scollega: rimuove l'assegnazione del pin dal conduttore selezionato.

Scollega tutto: rimuove l'assegnazione del pin da tutti i conduttori del cavo selezionato.

Collega alla carcassa: in alternativa alla connessione ad uno dei pin del connettore/morsettiera
attestato o allo schermo, un conduttore può essere anche collegato alla carcassa.

Definisci morsetto: se il cavo è attestato ad una morsettiera è possibile specificare il pin del
morsetto connesso al conduttore selezionato.

Grazie ai pulsantini freccia su e freccia giù, la connessione può essere spostata sul conduttore che
precede o segue quello selezionato. Tali spostamenti sono attivi anche su selezione multipla di
conduttori.

Disegno della rappresentazione del cavo


Definito il cavo e stabilita la configurazione dei pin degli elementi attestati sarà possibile disegnare
la rappresentazione del cavo: aprire la finestra di Lista cavi con il comando LCAVI.
Per avviare il disegno del cavo premere il pulsante Disegna cavi in basso. La finestra Lista cavi viene
chiusa ed è richiesto di selezionare, sul foglio precedentemente aperto, il punto da cui il programma
rappresenterà la tabella del cavo. Si tenga presente che la tabella viene disegnata in automatico,
centrata orizzontalmente nel foglio e verticalmente in base alla coordinata Y del punto scelto.
La rappresentazione grafica riporta una rappresentazione centrale del cavo con i dati principali e, ai
lati, la lista dei conduttori del cavo riportante il colore di ognuno, i pin del connettore/morsettiera a
cui sono attestati. Ai lati sono inoltre riportate le sagome del connettore o della morsettiera con la
rappresentazione grafica dei pin e le loro identificazioni.
Schema di interconnessione 345
Rappresentazione cavo su disegno

Opzioni e personalizzazione della rappresentazione del cavo


In basso a sinistra nella finestra di Lista cavi è localizzato il pulsante Opzioni tramite cui è possibile
intervenire su alcuni parametri per personalizzare la rappresentazione grafica del cavo.

Larghezza colonna sagoma


Larghezza rettangolo pin
Distanza tra i fili
Spazio riservato sagome capicorda
Colore barra pin
Colore fili
Colore testi
Riporta conduttori cavo su sagome: se applicata la spunta alla casella, nella rappresentazione la sigla
dei conduttori del cavo viene riportata accodata alla sigla pin nelle sagome dei connettori, facilitando
l’associazione pin/conduttore in fase di costruzione del cavo.
Estendi la rappresentazione ai cavi connessi: se applicata la spunta alla casella, il disegno del cavo
selezionato viene esteso automaticamente a tutti cavi connessi allo stesso.
Colora i conduttori del cavo: le linee rappresentative dei conduttori assumo il colore dei conduttori
stessi.
Disegna le sagome dei connettori: consente di arricchire la rappresentazione del cavo con le sagome
dei conettori posti ai capi dei singoli conduttori.
Disegna le sagome dei capicorda: consente di arricchire la rappresentazione del cavo con le sagome
dei capicorda posti ai capi dei singoli conduttori. I capicorda e i relativi articoli materiali sono
associabili ai conduttori del cavo editando i dati delle connessioni in Cablo (modulo opzionale),
pagina Cablaggio e targhette connessioni o direttamente nel disegno tramite il comando Edita
connessioni componente (comando EPIN).
Inserisci la tabella di riepilogo: consente di creare una tabella di riepilogo degli articoli materiali
impiegati nel cavo. Nella rappresentazione del cavo sono inseriti dei cartellini aventi un indice di
legame con gli articoli presenti nella tabella.
Riporta la tabella di riepilogo sul lato destro del foglio.
Riporta morsetti e connettori nel riepilogo : si intendono codici articolo e quantità di morsetti e
connettori cui i cavi sono connessi, da riportare nella tabella di riepilogo della rappresentazione, se
attivata.
Compila il riepilogo con i codici fi archivio materiali: se non presente la spunta, vengono riportati nella
tabella di riepilogo i codici degli articoli nei loro archivi di provenienza (cavi, morsetti e connettori,
…).
Altezza dei testi
Altezza dei testi dei cartellini
Stile di testo

Nota. Nella rappresentazione del cavo, i dati descrittivi del cavo stesso vengono riportati come
attributi del blocco attributi che DCAVODIN. Segue la lista degli attributi gestiti.

SIG_CAV: Sigla del cavo; nel caso sia presente una funzione del cavo, viene anch’essa riportata in
questo attributo
FAS_CAV: Fascio di appartenenza del cavo
COD_CAV: Codice
FUN_CAV: Descrizione
DES_CAV: Descrizione (da archivio cavi)
TIP_CAV: Impiego tipico
FOR_CAV: Formazione
SIG_DES: Designazione
LUN_CAV: Lunghezza in m
RAC_ZN1: Raccordo/pressacavo al primo capo
DIS_ZN1: Distanza di inserimento del raccordo/pressacavo al primo capo
RAC_ZN2: Raccordo/pressacavo al secondo capo
DIS_ZN2: Distanza di inserimento del raccordo/pressacavo al secondo capo
NUM_FIL: conduttori del cavo occupati

La rappresentazione complessiva dei cavi appartenenti ad un fascio avviene selezionando il fascio


stesso nella scheda Fasci di cavi della finestra di dialogo e cliccando sul bottone Disegna fascio.
346 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno

La rappresentazione nel disegno sarà composta dai cavi che costituiscono il fascio e da un blocco di
testata riportante i dati del fascio stesso. I dati del fascio di cavi sono inseriti nel blocco attributi di
testata DFASCIODIN. Tale blocco gestisce i seguenti attributi.

SIG_CAV: Sigla del fascio


FUN_CAV: Descrizione
LUN_CAV: Lunghezza in m
COD_CAV: Codice guaina
RAC_ZN1: Codice fascette ai capi
DIS_ZN1: Distanza fascette ai capi
RAC_ZN2: Codice fascette centrali
DIS_ZN2: Distanza fascette centrali

Personalizzazione dei blocchi per la rappresentazione del cavo


La rappresentazione grafica del disegno utilizza blocchi dinamici. L'attivazione degli stati di
visibilità dei blocchi dinamici reagisce alla valorizzazione dei dati propri di cavi e fasci di cavi. Il
blocco attributi di rappresentazione del fascio di cavi ha nome DFASCIODIN, è presente nei percorsi
della Libreria simboli (si può leggere il percorso con il comando PRETE) e gestisce i seguenti stati
di visibilità.

TIE_SIDE+TIE_DIST: codice fascette ai capi e codice fascette centrali per spaziatura.


TIE_SIDE+TIE_NUM: codice fascette ai capi e codice fascette centrali per numero.
TIE_SIDE: solo codice fascette ai capi.
TIE_DIST: solo codice fascette centrali per spaziatura.
TIE_NUM: solo codice fascette centrali per numero.
BASE: nessun codice.

Il blocco attributi di rappresentazione del cavo ha nome DCAVODIN, è presente nei percorsi di
libreria simboli, e gestisce i seguenti stati di visibilità.
SH+CLAMP+STRIP: schermatura, pressacavi e sguainatura.
Schema di interconnessione 347
Rappresentazione cavo su disegno

SH+CLAMP: schermatura e pressacavi.


SH+STRIP: schermatura e sguainatura.
SH: solo schermatura.
CLAMP+STRIP: pressacavi e sguainatura.
CLAMP: solo pressacavi.
STRIP: solo sguainatura.
BASE: nessun dato.

Per compatibilità con eventuali personalizzazioni eseguite sui blocchi impiegati in versioni
antecedenti la 2020, sono ancora gestiti i blocchi DCAVO0 e DCAVO1; per continuare ad utilizzare
tali blocchi è necessario rimuovere dai percorsi di libreria i file [Link] e
[Link].

Definizione del cavo avanzata


Per aumentare la qualità della rappresentazione di un cavo, prima di tracciare la tabella schematica
come visto in precedenza, si può disegnare in un foglio di schema il cavo stesso, riportando anche i
blocchi che identificano gli elementi di partenza e arrivo della connessione.

In questo caso il cavo va definito tracciando nel disegno una linea con partenza e arrivo in prossimità
del bordo di un particolare blocco: il programma avvia automaticamente la definizione dell’elemento
di connessione connettore/morsettiera.

Nota. I blocchi di partenza e arrivo devono contenere, almeno due attributi con etichetta UBIC1 e
UBICDESC. Blocchi personalizzati posso essere creati e salvati nel catalogo utente (vedi
“Memorizzazione di blocchi e macroblocchi nei cataloghi utente” a pagina 201).
Per creare blocchi standard di forma rettangolare si può usare il comando JBOX: vedi “Definizione
dei blocchi ubicazione” a pagina 336.

La procedura si avvia eseguendo il comando Disegna cavo.


Come avviare il disegno di un nuovo cavo
1. Selezionare Disegna cavo.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Diagramma.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: CAVO.

2. Alla riga di comando viene richiesto di specificare il punto iniziale: per tracciare correttamente
il cavo, selezionare il punto di partenza presso il blocco da cui si intende partire. Affinché venga
rilevato il blocco è necessario selezionare un punto nel raggio massimo di 10mm dal bordo dello
stesso.
3. Il programma richiede un punto di attestazione che rappresenta, come sopra specificato, la
morsettiera o il connettore di interfaccia.
348 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno

Nella casella Sigla indicare la sigla della morsettiera o del connettore; il bottone Nuovo permette di
creare una nuova morsettiera o un nuovo connettore.

Nota. Un punto di attestazione può essere identificato anche da più sigle di morsettiere o connettori,
separate da una virgola (ad es. JN1,JN2).

Se non si intende prevedere un connettore o morsettiera, selezionare Crea punto di attestazione


generico. Disegnare quindi una linea con uno o più tratti, terminare la tracciatura presso il blocco di
arrivo del cavo e premere INVIO. Il programma, anche in questo caso, richiede di specificare il punto
di attestazione. La procedura provvede in modo automatico a creare tutti gli attributi necessari: nei
punti di connessione il programma aggiunge nel blocco di partenza e arrivo un attributo Jn (n è un
numero progressivo) che identifica proprio il punto di attestazione.

4. Presso il punto di termine del cavo la procedura provvede ad inserire un particolare blocco
freccia (EXTDIR) che determina la direzione del cavo, cioè determina univocamente quale delle due
ubicazioni unite dal cavo è quella di origine e quale quella di destinazione. La direzione del cavo
andrà ad influenzare, ad esempio, la determinazione degli elementi in quadro e in campo per
morsettiere e connettori.
5. Di seguito viene visualizzata la finestra Assegnazione cavi, con la distinta cavi progetto. Se
necessario, creare un nuovo cavo tramite il pulsante Nuovo cavo e compilare le informazioni
richieste come già visto nel precedente paragrafo “Definizione del cavo” a pagina 342.

Con la rappresentazione avanzata, al fine di far rilevare le informazioni disponibili nei blocchi di
partenza e arrivo riportati nel disegno occorre eseguire l’analisi schema automatica (comando FILI).

Rappresentazione di cavi multi-connettori e complessi


La funzione Disegna cavi consente anche il disegno di cavi multi-connettori e complessi.
È possibile, infatti, definire cavi ai cui capi sono collegati più di un connettore o una morsettiera. Tali
connettori vengono riportati nella rappresentazione corredati dai dati necessari per collegarli
correttamente ai conduttori del cavo.
L’assegnazione dei connettori o morsettiere ai capi del cavo viene operata, come già visto, editando
i dati del cavo selezionato nella finestra Lista cavi (finestra di gestione del comando LCAVI) o
creando un nuovo cavo. Premendo il pulsante Aggiungi connettore/morsettiera a lato delle caselle di
testo Sigla, viene visualizzata la finestra di selezione/creazione di morsettiere e connettori.
Selezionando un connettore o una morsettiera, la sua sigla viene riportata nella casella di testo.
Ripetendo l’operazione e selezionando un nuovo elemento dalla finestra, la nuova sigla viene
aggiunta alla prima, separata da un carattere ‘;’. L’assegnazione dei connettori al cavo avviene
confermando con il pulsante OK la modifica dei dati.
La finestra Lista cavi mostra ora la lista dei conduttori del cavo selezionato. Al di sopra dei capi di
partenza e arrivo dei conduttori è possibile vedere due liste a discesa contenenti la lista dei connettori
e morsettiere assegnate al cavo. Selezionando di volta in volta il connettore desiderato è possibile
associare i pin dello stesso ai conduttori del cavo, alla stessa maniera del comando nella precedente
versione.
Schema di interconnessione 349
Rappresentazione cavo su disegno

Per cavo complesso si intende un insieme di cavi i cui conduttori sono connessi a connettori comuni.
In presenza di cavi di questo tipo, la rappresentazione viene completata da tutti i cavi appartenenti
al complesso. Ogni conduttore sarà corredato dai dati di connessione ai connettori/morsetti. Per
costruire un cavo complesso è sufficiente associare due o più agli stessi connettori e morsettiere di
partenza o arrivo.
La rappresentazione su disegno assume la forma come nell’esempio di seguito riportato, dove si può
notare come il cavo W01 possegga due connettori al proprio capo di partenza di cui il secondo CN1A
è connesso ad un secondo cavo W02:

Avviando il disegno di più cavi selezionati, questi verranno tutti riportati nel disegno, collegando
assieme i cavi connessi. Selezionando il disegno di un fascio di cavi, verranno riportati nel disegno
tutti i cavi appartenenti a fascio selezionato.

Siglatura dei cavi secondo l’apparecchiatura


In Lista cavi (comando LCAVI) è disponibile una utilità per la compilazione automatica dei dati dei
cavi. Spesso la nomenclatura dei cavi sullo schema elettrico segue regole personalizzate atte a
facilitare l'individuazione dei collegamenti del cavo stesso. In particolare, per coloro che utilizzano
come marcatura dei cavi la sigla dell'apparecchiatura in campo ad esso collegata, è presente una
specifica utilità avviabile su una selezione di elementi cavo. L’utilità Assegna la sigla
dell'apparecchiatura a sigla cavo, disponibile nel menu che si apre con il tasto destro del mouse,
utilizza il campo Destinazione del cavo (automaticamente compilata dall'Analisi dello schema
350 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavo su disegno

secondo opzioni personalizzabili) per compilare i dati Sigla ed eventualmente Funzione dei cavi
selezionati. Se il campo Destinazione del cavo è vuoto o replicato, la sigla non viene modificata.
Eventuali marcatori cavo presenti nel disegno in ambiente grafico vengono automaticamente
aggiornati.

Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)


Tutte le connessioni definite con la rappresentazione cavo sono compilate automaticamente in Cablo
e gestite come le normali connessioni rilevate dallo schema elettrico multifilare.
In Cablo pertanto si possono generare tutti gli elaborati riguardanti i cavi:
• Liste e tabelle cavi su carta;
• Foglio di posa cavi;
• Tabella cavi;
• Schema di dettaglio cavo.

Si possono inoltre tracciare le morsettiere e i connettori riportanti i dati del cavo connesso ed estrarre
le etichette dei cavi. Se si utilizza la modalità avanzata di rappresentazione del cavo che prevede di
definire il cavo tracciando sullo schema una linea di connessione tra due appositi blocchi
rappresentanti gli elementi di partenza e arrivo, per riportare tutte le informazioni in Cablo, è
necessario eseguire l'analisi fili in CAD.

Riutilizzo in schemi funzionali di cavi già definiti sul planimetrico


Durante la progettazione di un impianto, i cavi già definiti, eventualmente anche dimensionati e
codificati durante la composizione e il dimensionamento della rete elettrica (nel software di calcolo
Ampère o nello schema planimetrico in CAD), possono essere richiamati e utilizzati per la
rappresentazione funzionale in uno schema multifoglio legato al medesimo progetto.

Nella finestra Lista cavi è possibile importare dei cavi già definiti tramite il comando Reti (comando
RETI, vedi “Reti” a pagina 523), per il calcolo elettrico del progetto corrente.
Una volta eseguita l’operazione sarà possibile assegnare i cavi importati alle connessioni dello
schema elettrico, nel disegno tramite il comando di Assegnazione cavi (comando SETCAVO, vedi
“Rappresentazione cavo su disegno” a pagina 342) o tramite Cablo.

Per importare i cavi all’interno della finestra di dialogo della funzione Lista cavi (comando LCAVI)
avviare Importa cavi da Reti, bottone presente nella barra degli strumenti della pagina Cavi.

Nella finestra di dialogo Seleziona cavi definiti in Reti, selezionare il tipo di rete da cui si desidera
importare i cavi nella lista a discesa.
È possibile ricercare il cavo per Sigla o Descrizione utilizzando la casella di testo di ricerca.
Schema di interconnessione 351
Tabella descrittiva dei cavi in fascio da comando Lista cavi

Apporre la spunta alle righe della lista corrispondenti ai cavi che si intendono importare. Da notare
che i cavi già importati sono contrassegnati da una casella rossa.
Infine, confermare la selezione per avviare l’importazione.

Tabella descrittiva dei cavi in fascio da comando Lista cavi


La lista dei cavi contenuti in un fascio può essere agevolmente rappresenta sullo schema tramite una
tabellina collegata al fascio selezionato.
Oltre che con l’apposito comando Tabella descrittiva cavi in fascio (comando TABFAS, vedi “Lista
dei cavi contenuti nel fascio” a pagina 340) è possibile tracciare la medesima tabella a partire dalla
lista dei fasci di cavi visualizzata con la funzione Lista cavi Lista cavi (comando LCAVI, vedi
“Rappresentazione cavo su disegno” a pagina 342).
Come tracciare la tabella di un fascio
1. Aprire la finestra Lista cavi tramite il comando LCAVI.
2. Accedere alla pagina Fasci di cavi.
3. Selezionare il fascio di cavi di cui si intende tracciare la tabella.
4. Eseguire la funzione Tabella descrittiva cavi in fascio presente nella barra degli strumenti.
5. Inserire la tabella nel foglio corrente.

Nella finestra di impostazione della tabella è possibile scegliere quali informazioni riportare nelle
colonne della tabella, rinominare le etichette (doppio clic sopra il testo) di ogni colonna e la larghezza
minima.
È possibile inoltre modificare tutte le impostazioni grafiche, come per le altre tabelle disegnate in
ambiente CAD.
La tabella descrittiva cavi in fascio può essere aggiornata automaticamente con la funzione
Aggiornamento automatico tabelle (comando TABUPDATE).

Rappresentazione cavi su schema con attestazione sui componenti


Nota. Questa funzione non è disponibile in CADelet Impianti, Smart Impianti, Smart Base e Eplus.
352 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavi su schema con attestazione sui componenti

La funzione Connetti cavo (comando CCAVO) consente di rappresentare le connessioni tra le


terminazioni (pin) dei componenti e i conduttori di un cavo disegnato nello schema elettrico con la
funzione Disegna cavo.

Questa funzione introduce una modalità alternativa alla funzione Definisci cavo (comando
SETCAVO, vedi “Definizione del cavo su disegno” a pagina 415) per connettere cavi disegnati nello
schema.

Prima di usare questa funzione è necessario aver già disegnato nel foglio corrente il cavo tramite la
funzione Disegna cavo (comando CAVO, vedi “Rappresentazione cavo su disegno” a pagina 342).
Ai sui lati devono essere presenti anche i componenti da collegare, con i pin di attestazione liberi
oppure anche semplici terminazioni di fili.

Come utilizzare il comando Connetti cavo


1. Avviare Connetti cavo dalla barra multifunzione o eseguire CCAVO alla riga di comando.
2. Selezionare un cavo disegnato tramite la funzione Disegna cavo (comando CAVO) nel foglio
corrente, in prossimità dell’estremità che si vuole collegare.
3. Selezionare i punti di connessione dei conduttori del cavo. Per selezionare i punti di connessione
dei conduttori del cavo sono disponibili due modalità. La modalità desiderata è selezionabile tramite
opzione presente a riga di comando.
• Seleziona: selezionare uno o più punti che si intendono connettere al cavo. Solitamente i punti
possono corrispondere con le terminazioni di un simbolo (pin) o fili presenti nel foglio corrente.
Selezionati tutti i punti di connessione necessari, terminare la selezione tramite INVIO.
• Intercetta: questa modalità consente, tramite corda elastica, di intercettare il gruppo di fili che si
intendono connettere al cavo. I punti di intersezione tra le linee costituenti i fili e la corda elastica
corrispondono ai punti di collegamento dei conduttori del cavo.

La progressiva selezione dei punti di connessione da parte del disegnatore concorre alla costruzione
del blocco di connessione dei conduttori. Tale blocco consente la connessione dei conduttori del cavo
selezionato ai fili presenti nel disegno.

Nota. L’elemento di connessione del cavo è un blocco attributi con nome che inizia tramite il
prefisso WRIF. Il blocco presenta una serie di attributi equivalenti ai normali pin dei simboli di
schema del tipo C1, C2, … Cn in numero pari ai conduttori del cavo che si intendono collegare. Il
comando CCAVO genera automaticamente un blocco con nome WRIF seguito da un indice
progressivo. È possibile comunque impiegare un qualsiasi blocco avente tali caratteristiche al fine
di connettere il cavo. Condizioni necessarie sono quindi il nome con prefisso WRIF e la presenza
degli attributi di tipo C.
Schema di interconnessione 353
Rappresentazione cavi su schema con attestazione sui componenti

Terminata la fase di selezione dei punti di connessione, una finestra di dialogo consente la selezione
dei conduttori del cavo da associare alle nuove connessioni realizzate. Nella lista visualizzata, i
conduttori sono selezionati in numero corrispondente ai punti di connessione individuati nel disegno.

Se il numero dei punti di connessione supera il numero dei conduttori del cavo, la terminazione
corrispondente verrà contrassegnata da una sigla provvisoria preceduta dal carattere “?”.

Le informazioni di connessione del cavo vengono utilizzate nelle rappresentazioni di cavi,


morsettiere e nelle stampe di Cablo a seguito dell’esecuzione del comando di Elaborazione dello
schema (comando ELABSCH, vedi “Elaborazione dello schema” a pagina 355).
354 Schema di interconnessione
Rappresentazione cavi su schema con attestazione sui componenti
16
Analisi dello schema

L'analisi dello schema prevista da iDEA elabora lo schema elettrico al fine di eseguire la
rappresentazione dei numeri di filo, dei rimandi filo, l'assegnazione delle sezioni ai vari conduttori
e la generazione automatica delle morsettiere di connessione e delle liste di cablaggio.

Nota. La numerazione fili automatica in CADelet Impianti, Smart Impianti ed Eplus è limitata a
trenta fogli; in Eplus Light è limitata a dieci fogli; in iDEA Light è limitata a cinquanta fogli.

Elaborazione dello schema


La funzione Elabora schema (comando ELABSCH) mette a disposizione una lista di comandi da
eseguire in modo sequenziale al fine di velocizzare le operazioni principali che si eseguono
solitamente per l’elaborazione dell’intero schema.
La funzione Elabora schema permette pertanto di risparmiare tempo avviando con un comando tutte
le funzioni di elaborazione dello schema elettrico. In questo modo si evita anche il rischio di
modificare lo schema e poi non effettuare la completa elaborazione.
Come avviare l’elaborazione dello schema
• Scegliere l’icona Elabora schema.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: ELABSCH.

Le operazioni che si possono eseguire sono:


• Numerazione dei fogli;
• Inserimento dei nodi;
• Siglatura dei simboli;
• Numerazione morsetti e connettori;
• Disegno dei cross reference;
• Analisi dei fili (comprende anche l’elaborazione delle morsettiere);
• Aggiornamento tabelle;
• Esporta distinta base;
• Pubblica su pdf.
356 Analisi dello schema
Analisi schema

Per tutte queste operazioni, tranne che per i nodi, è possibile accedere alla finestra di impostazioni
propria di ogni singola funzione, tramite il bottone Preferenze. Ogni operazione è attivabile o
disattivabile con un clic sull’icona posta prima della descrizione di funzione.

Analisi schema
L'analisi dello schema elabora lo schema elettrico effettuando l’analisi e la numerazione dei fili e la
generazione automatica delle morsettiere.
L'operazione di analisi dello schema ha valenza su tutti i fogli appartenenti allo schema, siano essi
inclusi in un unico disegno o appartenenti a più disegni diversi.
Tale procedura comprende due fasi attivabili tramite le rispettive caselle di controllo presenti nella
finestra di dialogo Analisi schema:
• Analisi dei fili: effettua l’analisi delle connessioni e la numerazione automatica dei fili secondo
le impostazioni e la configurazione dei parametri relativi alla numerazione fissati.
• Analisi delle morsettiere: produce le morsettiere e la lista di cablaggio; in seguito è possibile
tracciare la rappresentazione grafica delle morsettiere.

Nota. La numerazione fili automatica in CADelet Impianti, Smart Impianti ed Eplus è limitata a
trenta fogli; in Eplus Light è limitata a dieci fogli; in iDEA Light è limitata a cinquanta fogli.

Come avviare l'analisi automatica dello schema


• Scegliere Analisi schema.

Menu: Schemi>Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi
Riga di comando: FILI.

Si elencano di seguito le configurazioni preliminari dell'analisi schema dalla finestra di dialogo


Analisi schema.
Analisi dello schema 357
Analisi schema

Selezione dei fogli da analizzare


Per la selezione dei fogli da analizzare, nel riquadro Elabora, è possibile scegliere una delle seguenti
opzioni.

Foglio corrente:l’analisi considera solo il foglio corrente.


Tutto lo schema: indica il foglio finale dell'analisi fili.
Fogli selezionati : abilita la lista presente nella parte superiore della finestra, permettendo di
selezionare i fogli da analizzare.
Opzioni per l’analisi fili
Quando la casella Analisi fili, presenta un segno di spunta, all’avvio dell’analisi viene eseguita la
rilevazione delle connessioni. Se disattivata non viene effettuata la generazione delle morsettiere,
purché non sia stata già effettuata in precedenza. Le seguenti opzioni sono legate all’analisi dei fili.

Numerazione fili: effettua la numerazione automatica dei fili secondo le impostazioni e la


configurazione dei parametri relativi alla numerazione fissati.
Nascondi numero filo: quando si effettua la numerazione automatica dei fili è possibile evitare il
riporto grafico dei testi dei fili sullo schema.
Traccia posizione rinvii filo: per ogni segnalatore di rinvio filo (partenza o arrivo) compila la sigla del
filo e la posizione nello schema del rinvio filo complementare.
Riporta componente: questa opzione permette di riportare nel rinvio filo uscente le informazioni (sigla
e pin) del componente a cui va a collegarsi quel filo (vedi “Riporto del componente sul rinvio” a
pagina 170).
Vincola tutti i fili : imposta il vincolo in tutti i fili numerati; in tal modo le analisi successive
manterranno i fili assegnati in precedenza (vedi “Vincolo di tutti i fili” a pagina 372).
Rimuovi vincoli automatici: cancella tutti i vincoli filo inseriti nello schema nella fase di analisi fili
automatica. Tutti i fili vincolati manualmente dall'utente non verranno per nessun motivo modificati
lasciando lo schema com'era prima della numerazione automatica vincolata.
Reset informazioni fili disponibili: cancella il valore del primo numero-filo disponibile salvato per ogni
foglio. Nel caso di numerazione incrementale pura (1, 2, 3,...), per ogni foglio viene riportato un certo
numero di fili disponibili. Inserendo successivamente dei nuovi fili tale numero viene decrementato
finché non viene resettato.
358 Analisi dello schema
Analisi schema

Pin morsetto = numero filo:permette di assegnare ai morsetti che hanno l'attributo Pin (etichetta C1)
vuoto, il numero del filo associato al conduttore su cui sono inseriti (vedi “Cancella il pin dei
morsetti” a pagina 327).
Reset pin assegnati: svuota il pin dei morsetti precedentemente numerati con l’opzione Pin morsetto
= numero filo.
Impostazioni per la numerazione fili
Il bottone Sezioni filo apre la finestra in cui è possibile selezionare un profilo di sezioni filo da
utilizzare nello schema corrente: vedi “Sezione fili” a pagina 359.
Il bottone Setup apre la finestra con i parametri riguardanti la numerazione fili:vedi “Setup
numerazione fili” a pagina 370.

Filo inizio:
indica il filo iniziale della numerazione.
indica l'intervallo di fili disponibili; questa casella è abilitata solo nel caso di
Fili disponibili:
numerazione sequenziale (quando in Setup numerazione fili, la casella di controllo Sigla foglio, è
priva del segno di spunta).
Analisi morsettiere
Quando la casella Analisi morsettiere, presenta un segno di spunta, durante l’analisi viene eseguita
l’elaborazione delle morsettiere e delle liste di cablaggio. Se viene disattivata non potrà essere
effettuata la tracciatura delle morsettiere, purché non sia stata effettuata in precedenza.

Risultati
A procedura ultimata otterremo la numerazione fili secondo la configurazione dei parametri definita
in precedenza; la sigla assegnata al filo dipende dalla posizione della linea più in alto ed a sinistra
della sequenza di segmenti costituenti un unico filo, mentre la collocazione della sigla del filo
avviene alla mezzeria del segmento più lungo del filo; la progressione di numerazione viene
effettuata da sinistra a destra e dall'alto in basso per ogni foglio.
L'analisi collegamenti produce anche la lista di cablaggio, un elenco con tutte le apparecchiature che
si attestano su ogni filo dello schema visualizzabile nel programma Cablo (modulo opzionale).
Saranno inoltre state generate le morsettiere abilitandone la tracciatura con l’apposita funzione di
Traccia morsettiera (vedi “Traccia morsettiera” a pagina 397).
Riferimento automatico fili disponibili
Il programma riporta, a coordinate prestabilite e configurabili, i dati relativi ai fili utilizzati nel foglio
indicando:
• Filo iniziale: il primo filo del foglio corrente;
• Filo finale: l'ultimo filo del foglio;
• Fili disponibili dal: il primo filo disponibile che si può utilizzare.

L’attivazione del riporto di queste informazioni e le coordinate di inserimento sono impostate nel
riquadro Fili disponibili, nella scheda Numerazione fili di Parametri multifoglio (comando EGPREF,
vedi “Numerazione fili” a pagina 750).

Nel caso in cui venga effettuata una numerazione per foglio la voce Fili disponibili, riporta il filo
successivo all'ultimo numerato. Se la numerazione viene effettuata senza riportarne la sigla del
foglio, ma soltanto il numero incrementale, allora in tal caso i fili disponibili saranno tutti quelli
compresi fra l'ultimo numerato nel foglio corrente più quelli disponibili specificati nella finestra di
dialogo Analisi schema. Se nel foglio vengono vincolati alcuni fili con un numero compreso fra
quelli disponibili, ma non immediatamente successivi all'ultimo filo numerato automaticamente,
verranno riportati anche i fili disponibili intermedi togliendo, quindi, quelli già utilizzati.
Personalizzazione dei riferimenti fili disponibili
I dati relativi ai fili utilizzati nel foglio, riportati dall’analisi fili solitamente nell’angolo in basso a
destra sono blocchi personalizzabili. In particolare:

Filo finale: AvailWires0_IT.DWG


Filo iniziale: AvailWires1_IT.DWG
Fili disponibili dal: AvailWires2_IT.DWG
Filo disponibile: AvailWires3_IT.DWG
Analisi dello schema 359
Analisi schema

Fili disponibili: AvailWires4_IT.DWG

Gli attributi dei blocchi hanno l'etichetta DESC per permettere la traduzione automatica in lingue
diverse. Aggiungendo tale etichetta nel Profilo di traduzione utilizzato in fase di traduzione dello
schema elettrico gli attributi verranno automaticamente tradotti (vedi “Traduttore in ambiente
grafico” a pagina 784).

Per utilizzare blocchi diversi in base alla lingua attiva nello schema, creare un set di blocchi copia
dei predefiniti, per ogni lingua desiderata, distinguendoli con un suffisso utente (ad esempio creare
AvailWires0_DE.dwg, AvailWires1_DE.DWG,... ). Quindi, in Parametri multifoglio, scheda
Traduzioni (comando EGPREF, vedi “Traduzioni” a pagina 753) modificare la lingua dello schema
o personalizzare a questo punto il suffisso della lingua utilizzata (per l’esempio precedente impostare
DE).

Nota. Per personalizzare i blocchi in questione, essi dovranno essere inseriti in un disegno, esplosi,
personalizzati e salvati con il comando MBLOCCO nella cartella COMMON\LIBRARY\LIB0.

Reset analisi schema


Il bottone Reset, presente nella finestra Analisi schema (in basso) permette il reset di numerazione
fili, rinvii fili e morsettiere. Il reset della numerazione e dei rinvii può essere fatto globalmente, per
il foglio corrente e per i fogli selezionati, mentre le morsettiere sono sempre resettate globalmente

Nota. Non è necessario effettuare il reset dell'analisi effettuata in precedenza prima di analizzare lo
schema nuovamente; è sufficiente rilanciare la procedura di analisi schema dopo aver effettuato le
eventuali modifiche.

Vincolo del filo con il marcatore del cavo


Una opzione legata all’analisi dei fili dello schema elettrico introduce la possibilità di riconoscere i
cavi già associati alle linee elettriche tramite la funzione Associa cavo (comando SETCAVO, vedi
“Definizione del cavo su disegno” a pagina 415) e quindi di elaborare una sigla del filo uguale alla
sigla del cavo e del conduttore.
In tal modo il cablaggio del cavo funge anche da vincolo della sigla del filo, in modo tale che i fili
dopo l'analisi risultino avere la stessa numerazione delle anime del cavo. In dettaglio la sigla filo sarà
composta nella forma
Sigla cavo:Conduttore

(es.: W01:1) o, se presente la funzione del cavo, nella forma


=Funzione-Sigla cavo:Conduttore

(es.:=F1-W01:1).

L’opzione Considera i vincoli cavo come vincoli filo, da impostare prima dell’analisi, è presente in
Parametri multifoglio, scheda Numerazione fili (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a
pagina 750).

Sezione fili
Nella finestra Sezione fili (accessibile dalla finestra di Analisi schema) è possibile personalizzare
l'assegnazione tra sezioni dei conduttori e colore utilizzato per il loro tracciamento sullo schema.
Le associazioni colore/sezione sono definibili dall'operatore e sono utilizzate dall'analisi automatica
dei fili per una corretta estrazione della lista di cablaggio. È, così, possibile ottenere il duplice
risultato di poter stampare lo schema rappresentando fili a sezione diversa con spessore diverso
(eseguendo opportunamente l'associazione colore-spessore del pennino) ed, inoltre, l'informazione
sezione del conduttore è indicata per ogni filo nella lista di cablaggio per poter poi eventualmente
scegliere il tubetto corretto per il contenimento della targhetta o sigla del conduttore (nel caso si
utilizzino software di gestione di tubetti o targhette).
Per ogni sezione definita è riportata una casella di selezione Numera, normalmente selezionata.
Disattivando tale casella di selezione si intende che tutti i fili di quel colore non dovranno essere
360 Analisi dello schema
Analisi schema

numerati. La procedura effettuerà, comunque, l'analisi dello schema, compresa la generazione delle
morsettiere, evitando di numerare tutti i fili corrispondenti ai colori esclusi dalla numerazione.

Un altro modo per scegliere il profilo sezioni fili è avviare il comando Sezione fili, dal pannello
Proprietà dopo aver selezionato nel disegno un tratto di filo qualsiasi.

Gestione profili
È possibile accedere alla finestra Sezione fili da Preferenze ambiente grafico al fine di gestire i propri
profili personalizzati.
Accedere a Preferenze (comando EGPREF) Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici >
Archivio profili sezione fili: vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a pagina 759.
Profilo predefinito
Il profilo predefinito, valido per i nuovi schemi creati all’interno di nuove commesse, può essere
impostato nella configurazione dei parametri di commessa.
A tal fine avviare il software Commesse e dal menu Impostazioni scegliere Configurazioni. Per ogni
confugrazione è possibile editare i Parametri multifoglio e nella pagina Numerazione fili selezionare
il profilo predefinito.
Sezioni filo per “ponticelli in morsettiera” e “non definita”
Nei profili delle sezioni filo (vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a pagina 759) sono
presenti due particolari colori associabili ai fili dedicati a:
• Definire i collegamenti in ponticello fra morsetti.
• Assegnare ai fili la sezione non definita.

Se attive, le due sezioni risultano disponibili come valori [PONTICELLO] e [NON DEFINITA] nelle
liste a discesa per la selezione della sezione filo del comando di disegno filo (FILO) e nella palette
delle proprietà (EGPROP).
Se il filo di collegamento fra due morsetti della stessa morsettiera assume il colore della sezione
dedicata [PONTICELLO], l’analisi dell morsettiere (vedi “Analisi delle morsettiere” a pagina 387)
provvede ad impostare a ponticello il tipo ponte fra morsetti in Cablo. Se il tipo ponte è
successivamente modificato in Cablo, la modifica sarà permanente e non più variata da successive
analisi dello schema. Nei dati della connessione il collegamento di tipo ponticello ha valore di
sezione vuoto.
La sezione dedicata [NON DEFINITA] ha, come la precedente, valore vuoto nel collegamento e
trova impiego nella scelta della sezione dei fili nei macroblocchi parametrici (vedi “Macroblocchi
parametrici” a pagina 229).
Analisi dello schema 361
Dettagli in merito all’analisi dello schema

Gestione sezioni alfanumeriche (es. omologate UL-CSA)


Nella finestra Sezione fili, è possibile impostare anche sezioni alfanumeriche come ad esempio nel
caso delle sezioni secondo omologazione UL-CSA. In tal caso le sezioni da inserire sono del tipo
AWG08, AWG10,...

Lista dei segnali di riferimento dello schema elettrico


In Parametri di configurazione (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a pagina 750), scheda
Numerazione dei fili, è possibile gestire una lista di sigle dei potenziali usati con frequenza nello
schema (es. +12V, +24V, 0V,...). I segnali di riferimento presentano due caratteristiche peculiari.
• Sono inseriti nella lista delle sigle predefinite della finestra Inserimento vincoli filo (comando
VINFILO) al fine di valorizzare velocemente un vincolo con uno dei segnali standard.
• Per tutti i vincoli filo, siano essi normali, morsetti o pin vincola filo, l'analisi dei fili non solleverà
alcun avvertimento di vincolo duplicato sullo stesso filo o su fili diversi.

Categorie di fogli escluse dalla numerazione dei fili


In Parametri di configurazione (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a pagina 750), scheda
Numerazione dei fili, è possibile selezionare categorie di fogli da escludere dalla numerazione dei
fili.

Dettagli in merito all’analisi dello schema


Seguono alcune informazioni di dettaglio che è anche possibile ignorare, avviando l’analisi con le
impostazioni predefinite.

Distanza di ricerca
Distanza di ricerca morsetti
Se un filo è interrotto da un morsetto, ai fini della numerazione viene assunto come standard
un'indicazione uguale per il filo sia a monte che a valle del morsetto. Questa situazione vale finché
la distanza tra due estremi di un filo (ingresso uscita del morsetto) non supera il valore standard di
2.5mm; oltre questo limite si assume che il filo cambi di assegnazione da monte a valle del morsetto.
Tale valore standard proposto a 2.5mm, può essere modificato nel caso in cui si voglia numerare
separatamente tutti gli spezzoni del filo sezionato dai morsetti.
Distanza di ricerca pin
Il parametro Distanza di ricerca pin (valore predefinito 2.5 mm) concorre a definire l'intorno entro
cui un attributo pin (cioè gli attributi dei simboli per la connessione ai fili con etichetta composta dal
carattere prefisso C seguito da un indice numerico, es. C1, C2, C3,...Cn) viene considerato connesso
alla terminazione di un filo. Si ricorda che una linea (filo) si considera connessa ad un pin se uno dei
suoi due capi è interno al quadrato con centro nel punto di allineamento dell'attributo del pin e di lato
pari al doppio della distanza di ricerca.

Distanza di ricerca pin

È possibile variare il punto di attestazione del pin tramite il comando Edita connessioni componente
(vedi “Edita connessioni componente” a pagina 374). Modificando il valore del parametro Distanza
di ricerca pin è possibile aumentare o diminuire la precisione della ricerca di connessioni fra pin e
fili da parte del comando di Analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356).
362 Analisi dello schema
Dettagli in merito all’analisi dello schema

I parametri Distanza ricerca morsetti e Distanza ricerca pin sono modificabili nella scheda
Numerazione fili di Parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a
pagina 750). Distanza ricerca morsetti può essere modificato anche con il comando RICERCA.

Analisi
iDEA effettua un'analisi topologica dello schema elettrico individuando come fili le entità di tipo
linea tracciate sul layer relativo ai fili, ricostruendo il percorso elettrico associato, ed individuando
morsettiere ed apparecchiature che si connettono sul filo.
Vengono considerate come apparecchiature tutti i simboli connessi ai predetti fili purché abbiano la
struttura prevista dai simboli standard di iDEA (stessi attributi vedi “Caratteristiche dei simboli di
iDEA” a pagina 189). Per questo motivo è opportuno utilizzare simboli appropriati (come lo sono
quelli di libreria), per i quali sui vari punti di connessione con i fili dello schema è assegnato un
numero di pin.
È importante ricordare che un'apparecchiatura viene vista connessa al filo se, in un intorno del punto
di inserimento di un pin della stessa, esiste un punto terminale di un filo. In particolare l’estremo del
filo deve stare entro la Distanza di ricerca pin (vedi paragrafo precedente) dal punto di giustificazione
del numero di pin, affinché l'apparecchiatura sia considerata connessa al filo in esame e ciò
determinerà ovviamente la lista di cablaggio.
La procedura di Analisi fili automatica è in grado di rilevare situazioni di corto circuito tipicamente
causate da fili rinviati con identificazioni di percorso diverse ma che vengono collegati in punti
comuni. In tal caso la segnalazione di errore non permetterà il tracciamento della numerazione fili
del foglio corrente ma riporterà la segnalazione di errore. Lo stesso vale nel caso di utilizzo di
morsetti che vincolano il filo, se sono presenti più di uno in ogni filo. Vedi "Messaggi dell’analisi
schema" a pagina 366.

Attenzione. Nel caso di corto circuito tra fili, l'elaborazione viene eseguita soltanto su conferma da
parte dell'operatore e in alcuni casi viene interrotta.

Linee e nodi di connessione


Negli schemi multifoglio si definisce “filo” un collegamento equipotenziale fra i terminali, o pin, dei
simboli elettrici appartenenti allo schema stesso. Il collegamento è graficamente rappresentato per
mezzo di linee opportunamente disegnate nei layer dei fogli dedicati al disegno delle connessioni
elettriche aventi come nome identificativo il prefisso “F_”. Al disegno di tali linee sono dedicati i
comandi descritti nel capitolo "Linee elettriche" a pagina 149.
Definiamo “nodi” i punti di congiunzione o di diramazione delle linee elettriche appartenenti allo
stesso filo e quindi allo stesso potenziale. Un nodo è di congiunzione se connette 2 segmenti di linea,
di diramazione se connette tre o più segmenti. In particolare, due linee si considerano connesse se
hanno un punto terminale in comune o se un punto terminale di una giace sull’altra. Al fine
minimizzare l’effetto di eventuali imprecisioni grafiche, l’analisi dello schema considera comunque
connesse due linee la cui distanza rientri nel valore assoluto di 0,1 unità di disegno.
In nodi di congiunzione che sono solo semplici prosecuzioni del collegamento elettrico l’analisi dello
schema considera due linee così collegate come appartenenti allo stesso percorso di cablaggio.

Esempio di nodo di congiunzione di due linee

I nodi di diramazione (o semplicemente “nodi”), invece, definiscono una diramazione nella


connessione di terminali collegati allo stesso potenziale elettrico. I nodi di diramazione possono
essere di due tipi
• Nodi a T
• Nodi di connessione seriale/parallelo
Analisi dello schema 363
Dettagli in merito all’analisi dello schema

Un nodo del primo tipo identifica una connessione fra tre o più punti non aventi un ordine prestabilito
di connessione. Un nodo del secondo tipo identifica una connessione fra tre o più punti in cui l’ordine
di connessione è determinato dall’aspetto grafico del collegamento. La selezione del tipo di nodo da
inserire determina la lista delle connessioni estratte dal disegno nella fase di analisi delle morsettiere
e presenti quindi in Cablo per l’inserimento dei cavi e la gestione delle liste di cablaggio.
Schema di connessione tramite nodi a T
I nodi di tipo “a T “ sono costituiti da segmenti di linea ortogonali agli assi e non definiscono
graficamente un percorso certo di connessione fra terminali ma forniscono più semplicemente
l’informazione di connessione equipotenziale fra gli stessi. La sequenza di connessione fra i
terminali connessi viene quindi stabilita in fase di analisi dello schema sulla base delle seguenti
informazioni:
1. Ubicazione di appartenenza del simbolo
2. Componente di appartenenza del simbolo
3. Posizione del simbolo

Una serie di terminali connessi tramite nodi a T vengono inoltre considerati come connessi in serie
fra loro. Di seguito viene riportato un esempio di schema di connessione tramite nodi a T.

+U2 +U1 +U2 +U1


-X2 -X1 -X2 -X3
1 1 2 1

+U1 +U1 +U2 +U2


-X1 -X3 -X2 -X2
1 1 1 2

La figura riporta nella parte superiore come il disegnatore ha realizzato lo schema di connessione,
mentre nella parte inferiore viene riportato lo schema equivalente interpretato dalle procedure di
analisi dello schema. Si può notare come il programma aggreghi i terminali per ubicazione e
componente di appartenenza privilegiando quindi la connessione di terminali che si ipotizzano
ravvicinati fra loro.
Schema di connessione tramite nodi di tipo seriale/parallelo
I nodi di questo tipo determinano una condizione certa di collegamento. In particolare, i tratti
inclinati della connessione identificano graficamente il percorso di connessione fra terminali
connessi elettricamente fra loro. La figura seguente propone un esempio di connessione con nodi
seriali/parallelo.

1
-X1

-X2 -X2 -X2 -X2


1 2 3 4
364 Analisi dello schema
Dettagli in merito all’analisi dello schema

Le diramazioni di connessione graficamente rappresentate dai tratti di linea inclinati, non ortogonali
agli assi, determinano in maniera certa i percorsi di connessione fra terminali dei simboli.
Nell’esempio della precedente figura i morsetti sono connessi fra loro nella sequenza definita dal
disegnatore:
1. -X1:1, -X2:1
2. -X1:1, -X2:2
3. -X1:1, -X2:3
4. -X2:3, -X2:4

Tale lista rappresenta l’esatta sequenza di cablaggio riscontrabile a seguito dell’analisi dello schema
in Cablo.
Uso di nodi misti nello stesso filo
L’analisi dello schema non considera un errore l’uso di nodi a T e seriali/paralleli nello schema di
connessione dei terminali appartenenti allo stesso filo. Si propone di seguito un esempio.

+U2 +U1 +U2 +U1


-X2 -X1 -X2 -X3
1 1 2 1

+U1 +U2 +U2 +U1


-X1 -X2 -X2 -X3
1 1 2 2

L’analisi dello schema con configurazioni di nodi misti procede all’analisi preliminare delle
connessioni con nodi a T, quindi procede alla risoluzione delle connessioni di tipo seriale/parallelo.
Ai fini della corretta leggibilità dello schema è comunque buona norma attenersi all’uso di un singola
tipologia di nodo all’interno di un singolo filo.

Nozioni avanzate
Come sopra riportato i nodi di connessione si distinguono nelle due tipologia “a T” e
“seriali/paralleli”. Il primo tipo di nodo, come suggerito dal nome, si indentifica dalla disposizione
dei segmenti che lo compongono che sono ortogonali agli assi. Solitamente i segmenti di linea che
compongono il nodo sono 3, ma è comunque accettato un nodo a 4 rami purché composto da 4 linee
aventi tutte un punto terminale in comune.

I nodi seriali/paralleli sono caratterizzati da un segmento inclinato, solitamente a 45°, e da due


segmenti ortogonali agli assi. Seppur non rappresentabili direttamente tramite i comandi di disegno
dei fili, sono consentite configurazioni aventi uno o più segmenti obliqui e fino a due segmenti
ortogonali agli assi. Di seguito sono riportati alcuni esempi di nodi di serie/parallelo.
Analisi dello schema 365
Dettagli in merito all’analisi dello schema

In generale:
• Sono considerati nodi a T connessioni fra tre o più segmenti di linea ortogonali agli assi.
• Sono considerati nodi di serie/parallelo nodi fra uno o più segmenti di linea obliqui e al massimo
due segmenti di linea ortogonali agli assi.

Al fine di minimizzare l’effetto di eventuali imprecisioni grafiche, vengono considerati ortogonali


agli assi i segmenti di linea aventi come angolo di rotazione 0°, 90°, 180°, 270° rispetto all’asse X a
meno di un fattore di precisione pari a 22,5°. Come riportato nella figura che segue, sono considerati
ortogonali agli assi quei segmenti aventi angolo di rotazione compreso nei settori A, B, C, D, mentre
sono considerati obliqui quei segmenti di linea aventi angolo di rotazione compreso nei settori AB,
BC, CD, DA.

B [67.5°, 112.5°]

BC AB

C [157.5°, 202.5°] 0° A [-22.5°, 22.5°]

CD DA

D [247.5°, 292.5°]

Per la corretta lettura della sequenza di cablaggio dei nodi di serie parallelo è bene ricordare il criterio
di connessione degli elementi collegati al nodo stesso. In generale, due generici terminali connessi
ad un nodo di serie/parallelo sono da considerarsi direttamente connessi se i due segmenti che li
collegano al nodo sono entrambi ortogonali agli assi (entro i limiti sopra esposti) o formano
comunque fra loro un angolo maggiore di 90°.

Nell’esempio in figura i 3 elementi A,B,C sono connessi fra


loro tramite un nodo di parallelo. Il nodo è costituito da 3
ca
segmenti di linea. L’angolo ab compreso fra i segmenti A C
collegati agli elementi A e B è di 135° quindi A e B possono
dirsi connessi fra loro. L’angolo ca compreso fra i segmenti
ab bc
collegati agli elementi A e C è di 180°, inoltre i due segmenti
sono entrambi ortogonali agli assi, quindi A e C possono dirsi
connessi fra loro. L’angolo bc compreso fra i segmenti
collegati agli elementi B e C è di 45° quindi B e C sono da B
considerarsi come non direttamente collegati fra loro. Il nodo
dell’esempio da quindi origine a due connessioni distinte: A
connesso a B, A connesso a C.

Compatibilità delle coppie di rinvii filo


Nelle versioni antecedenti la 2022, l'analisi dei fili considerava collegati una coppia di rinvii
entrate/uscente solo se ambedue avevano la stessa direzione di percorrenza del filo. Dalla versione
2022, dopo aver dato priorità alla costituzione di coppie di rinvii aventi la stessa direzione di
percorrenza, l’analisi dello schema elabora i rinvii rimasti isolati e collega quelli aventi lo stesso
riferimento indipendentemente dalla direzione di rinvio. Nei casi in cui si verifica tale situazione
l'analisi dello schema solleva il messaggio di avvertimento:
Rinvio filo (A) in posizione (X) entrante con direzione opposta al rinvio di partenza.
366 Analisi dello schema
Messaggi dell’analisi schema

Messaggi dell’analisi schema


Al termine dell’analisi schema tutti i messaggi di notifica vengono visualizzati mediante la finestra
di dialogo Localizza avvertimenti. Il pulsante Localizza permette di visualizzare sul disegno il punto
a cui si riferisce l’eventuale errore o avvertimento, per poter eseguire le modifiche. La finestra
Localizza avvertimenti può essere riaperta in seguito avviando il comando EGERRORS o dalla barra
multifunzione.
Come aprire la finestra Localizza avvertimenti
• Scegliere Visualizza errori.

Menu: Schemi>Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Riga di comando: EGERRORS.

Nota. Nei parametri multifoglio (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a pagina 750) è
possibile personalizzare il livello di notifica dei messaggi di analisi dello schema.

Nel menu contestuale della finestra Localizza avvertimenti è presente l'opzione Ordinamento
alfanumerico che consente l'ordinamento alfanumerico dei messaggi presenti in lista.
Di seguito riportiamo tutti i messaggi relativi all’analisi fili e morsettiere e una breve spiegazione.

Messaggi di notifica dell’analisi fili

Vincolo X in posizione Y con riferimento non compatibile

Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi riferimento
diverso.

Vincolo X in posizione Y con sigla non compatibile

Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi sigla vincolata
diversa.

Vincolo X in posizione Y con ubicazione non compatibile

Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi ubicazione
diversa.

Vincolo X in posizione Y con funzione non compatibile

Il filo possiede valori diversi (A, B):sullo stesso filo sono inseriti due vincoli aventi funzione diversa.
Analisi dello schema 367
Messaggi dell’analisi schema

Connessione errata fra fili con diversi riferimenti (X, Y). Si consiglia di eseguire l''analisi
completa dello schema

Questo messaggio può essere notificato nel caso di analisi parziale dello schema (foglio corrente o
selezione parziale dei fogli) nel caso in cui l’analisi rilevi la connessione fra riferimenti identificativi
diversi provenienti da fogli non analizzati. Si consiglia di effettuare un’analisi totale dello schema
al fine di verificare l’effettiva presenza di una condizione di corto circuito.

Vincolo X in posizione errata Y

Un blocco vincolo è posizionato su di una linea che non gli compete. Ad esempio un blocco di
vincolo per i fasci cavo (ARIF3) su di un filo.

Sigla vincolata X replicata in posizione Y

Due o più blocchi di vincolo con gli stessi dati presenti su fili diversi.

Rinvio filo in posizione X con riferimento Y non compatibile con il riferimento del filo Z

Presenza di un blocco di rinvio filo con riferimento identificativo diverso dal blocco di vincolo del
filo stesso.

Rinvio filo X non connesso a linee in posizione Y

Blocco di rinvio filo non connesso a nessuna linea elettrica.

Rinvio filo X in posizione Y entrante con direzione opposta al rinvio di partenza

Dopo aver dato priorità alla costituzione di coppie di rinvii aventi la stessa direzione di percorrenza,
l’analisi elabora i rinvii rimasti isolati e collega quelli aventi lo stesso riferimento indipendentemente
dalla direzione di rinvio mostrando però questo messaggio di avvertimento.

Connessione anomala di attributi pin di tipo "C" e connettore di tipo "J"

Attributi di blocchi simbolo di tipo C (pin) e di tipo J (connettori) connessi assieme.

Cavo privo di vincolo identificativo

Linea di cavo (vedi comando Disegna cavo) privo del blocco vincolo identificativo.

Fascio di cavi privo di vincolo identificativo

Linea di fascio di cavi (vedi comando Traccia fascio cavi) privo del blocco vincolo identificativo.

Vincolo con riferimento vuoto in posizione Y

Blocco di vincolo privo di riferimento identificativo.

Vincolo X isolato non associato a linee in posizione Y, il vincolo verrà ignorato

Blocco di vincolo non giacente su di una linea elettrica.

Rinvio filo X isolato in posizione Y


368 Analisi dello schema
Messaggi dell’analisi schema

Blocco di rinvio filo uscente/entrante non accoppiato con un complementare rinvio filo
entrante/uscente avente lo stesso riferimento identificativo.

Rinvio filo X in posizione Y connesso a più elementi

Blocco di rinvio filo uscente/entrante accoppiato a due o più rinvii filo complementari
entranti/uscenti.

Sigla vincolata X replicata sullo stesso filo in posizione Y

Due o più blocchi di vincolo filo inseriti sullo stesso filo. I blocchi duplicati vengono ignorati
dall’analisi.

Connessione multipla a fascio fili X[…]

Questo messaggio segnala la connessione di una linea elettrica a più di un segnale di un fascio fili,
quindi un potenziale cortocircuito.

Filo vincolato X connesso ad un fascio fili

Filo vincolato connesso ad un segnale di un fascio fili. Questo schema di collegamento non è
consentito.

Connessione a livelli/fascio fili priva di vincolo con riferimento

Linea terminale di un filo con vincoli filo a livelli (vedi…) o segnale di un fascio fili (vedi…) privo
del proprio blocco di vincolo.

Connessione a riferimenti multipli (…). Correggere la posizione dei vincoli

Notifica di errore nel posizionamento di blocchi di vincolo filo con livelli.

Vincolo X a livelli/fascio fili duplicato in posizione Y

Notifica la presenza di più blocchi di vincolo filo con livelli o vincolo di fascio fili sullo stessa stessa
linea terminale.

Vincolo X a livelli/fascio fili duplicato o posto in posizione Y ambigua

Notifica di un errore potenziale nel posizionamento dei blocchi di vincolo per un filo con vincoli con
livelli o fascio fili.

Vincolo X a livelli/fascio fili in posizione Y ambigua, il vincolo verrà ignorato

Blocco di vincolo filo con livelli o vincolo di fascio fili posto in posizione errata, ad esempio su di
una diramazione di linea collegata ad un nodo di serie/parallelo (vedi “Schema di connessione
tramite nodi di tipo seriale/parallelo” a pagina 363).

Fascio fili privo di connessioni con vincoli identificativi

Linea di fascio fili priva di segnali connessi.


Analisi dello schema 369
Aggiornamento automatico della numerazione dei fili

Messaggi di notifica dell’analisi morsettiere

Vincolo conduttore X del cavo Y in posizione Z, presenza di vincoli multipli sulla stessa
connessione

Presenza di più di un blocco di vincolo cavo su disegno sulla stessa connessione (vedi Definisci cavo
su disegno…).

Vincolo conduttore X del cavo Y inserito in posizione Z ambigua

Blocco di vincolo cavo su disegno posizionato in posizione errata, ad esempio su di una connessione
ramificata con nodi a T.

Morsetto a più vie X: connessione del morsetto errata

Simboli di morsetto a più vie connessi in modo errato, non sono connessi tutti tramite lo stesso filo.

Morsetto a più vie X: numerazione del morsetto errata

Simboli di un morsetto a più vie con numero morsetto diverso.

Aggiornamento automatico della numerazione dei fili


L’aggiornamento automatico della numerazione dei fili elabora solo il foglio corrente e viene
eseguito in risposta alle seguenti operazioni.
• Disegno dei fili.
• Disegno di fasci filo.
• Inserimento di vincoli filo e rinvii filo.
• Modifica automatica delle connessioni.
• Taglio automatico dei conduttori a seguito di inserimenti o spostamenti dei simboli.

È possibile disattivare o riattivare l’aggiornamento automatico della numerazione fili in Preferenze


ambiente grafico > Generali tramite l’opzione Numerazione dei fili nel riquadro Aggiornamento
automatico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757).

Aggiornamento automatico dell’analisi morsettiere


L’aggiornamento automatico dell’analisi morsettiere provvede a mantenere aggiornati i dati di
analisi dello schema al fine di produrre elaborati grafici quali morsettiere, tabelle, loop diagram e altri
conformi con lo stato corrente dello schema elettrico. L’aggiornamento avviene all’esecuzione dei
seguenti comandi:
• Tracciatura morsettiere;
• Tracciatura tabelle morsettiera;
• Disegno dei loop diagram;
• Aggiornamento automatico delle tabelle;
• Avvio di Cablo;
• Comandi per l’inserimento di morsetti e connettori;
• Altri comandi.

È possibile disattivare o riattivare l’aggiornamento automatico delle morsettiere in Preferenze


ambiente grafico > Schemi elettrici > Elaborazione morsettiere (comando EGPREF, vedi “Schemi
elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761) tramite le seguenti opzioni.
370 Analisi dello schema
Setup numerazione fili

Attiva l'aggiornamento automatico dell'analisi morsettiere: abilita/disabilita le operazioni di


aggiornamento automatico.

Richiedi conferma per eseguire l'aggiornamento automatico: se attiva, prima dell’esecuzione di ogni
operazione di aggiornamento viene richiesta conferma all’utente. Rimuovere la spunta per eseguire
l’aggiornamento senza conferma.

Setup numerazione fili


La finestra dei parametri multifoglio Numerazione fili permette di configurare i parametri con cui
sarà realizzata l'analisi dei fili. Oltre che tramite il comando EGPREF, si può aprire dalla finestra
Analisi schema premendo il pulsante Setup, oppure con il comando SETFILI.
Come accedere ai parametri numerazione fili
Riga di comando: SETFILI.

La finestra dei parametri multifoglio Numerazione fili consente di configurare le caratteristiche di


numerazione, il colore del testo, la sezione dei conduttori; per cui potremo avere:
• una numerazione incrementale assoluta con numeri;
• una numerazione incrementale assoluta con numeri prefissati da caratteri qualsiasi;
• una numerazione incrementale per fogli;
• una numerazione per posizione su schema (per coordinate);
• una numerazione incrementale o posizionale con i numeri prefissati e seguiti da caratteri
qualsiasi.

Per tutte le informazioni vedi “Numerazione fili” a pagina 750.

Rinvii filo
Ai fini della continuità elettrica e del tracciamento dei riferimenti tra fili, nel caso ci siano fili che
proseguono su più fogli, è indispensabile l'inserimento delle segnalazioni di rinvio uscente o entrante
tramite il comando Rinvii filo (RINFILO) ed inserite come default ad esempio nelle linee di
alimentazione.

Nota. Per l'inserimento dei rinvii filo e dei vincoli filo, vedi “Rinvii filo” a pagina 164.

Dopo l’inserimento dei rinvii filo, mantenendo le impostazioni predefinite dell’installazione la loro
compilazione avviene automaticamente. Per ogni rinvio filo inserito nello schema elettrico, in
prossimità della congiunzione del rinvio con il filo, iDEA compila la posizione su schema del rinvio
filo corrispondente più vicino.

Nota. L’aggiornamento automatico delle informazioni di rinvio filo è controllato dalla preferenza
Cross reference presente nella finestra dei Parametri multifoglio, scheda Disegno, riquadro
Aggiornamento automatico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757). La preferenza è, per
default, selezionata.

Se l’aggiornamento automatico è disattivato la tracciatura dei rinvvi filo può avvenire durante
l’analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356).

Il criterio usato per l'indicazione delle posizioni relative tra rinvii filo è il seguente: per ogni rinvio
filo (uscente o entrante) si ricerca il rinvio corrispondente più vicino posto su altro foglio successivo
o precedente; nel caso la ricerca non dia alcun risultato, viene effettuata un'ulteriore ricerca sul foglio
di appartenenza.
Se nessuna delle ricerche viste ai punti precedenti da risultati, al termine dell’analisi automatica,
viene fornito un messaggio di segnalazione del tipo:
Analisi dello schema 371
Fili vincolati

Rinvio filo +24V (->) in posizione 3/A18 isolato

Si avrà, quindi, in corrispondenza della partenza del filo l'indicazione della posizione di arrivo e
viceversa nel punto di destinazione del filo.
Si precisa che a tale scopo viene utilizzato il secondo attributo delle frecce di rinvio filo; eventuali
indicazioni presenti saranno, quindi, sovrascritte e sostituite con la posizione schema corretta. Tali
indicazioni vengono tolte con l’operazione di reset analisi.
Navigazione rinvii filo con doppio click
Per spostarsi velocemente tra i punti di rinvio di un filo basta fare doppio clic sul simbolo di rinvio
nello schema elettrico: la visualizzazione passa al rinvio collegato. Vedi "Navigazione tra i rinvii
filo" a pagina 171).

Fili vincolati
Esiste la possibilità di vincolare un filo ad avere una sigla imposta anziché impostata
automaticamente dalla funzione di numerazione fili automatica.
Per il vincolare un filo si usa la funzione Edita fili (comando EFILI, vedi “Vincolo della sigla del filo”
a pagina 175).

Nota. Con il vincolo di un filo viene inserito nel filo stesso un blocco con due attributi, la cui grafica
è un'entità punto, non visibile per default; può essere visualizzata o nascosta nella necessità di
vedere o meno i vincoli richiamando la funzione Visualizzazione vincoli filo (vedi “Utilità fili” a
pagina 395).

Rinvii filo e vincolo sullo stesso filo


Il Riferimento (IDENTIF. RIFERIMENTO) definito nel vincolo di un filo è automaticamente
ripetuto (con lo stesso nome) sulle frecce di rinvio filo; viceversa, vincolando un filo già rinviato il
campo Riferimento risulta precompilato.
Nel caso un filo sia rinviato e si pone un vincolo per la sigla, la procedura di Analisi fili automatica
riporterà tale sigla impostata nel vincolo come numero del filo. Se si volesse numerare tale filo, su
tutto lo schema con una sigla diversa da questa, non è necessario modificare tutti i relativi blocchi
di rinvio e vincolo, è sufficiente invece specificare la nuova sigla con la funzione Edita filo (comando
EFILI).

Attenzione. Nel caso si inserisca un rinvio su un filo collegato ad un morsetto vincola filo (vedi
“Morsetto vincola filo” a pagina 321), il Riferimento del rinvio (IDENTIF. RIFERIMENTO) deve
essere uguale al pin del morsetto.

Numerazione manuale dei fili con i vincoli


L'inserimento di vincoli filo, oltre che con il comando EFILI, può essere eseguito con la funzione di
Numerazione manuale dei fili scegliendo l'opzione Vincolo; in tal modo al posto dei testi verranno
usati i vincoli quali elementi di rappresentazione dei fili. Così facendo, si potrà ugualmente eseguire
la procedura di analisi automatica, che rispetterà tutti i fili assegnati manualmente qualunque sia il
loro nome. In questo modo si dà, quindi, una soluzione ai casi nei quali non sarebbe possibile ottenere
la siglatura desiderata dei fili con i criteri automatici (vedi “Numerazione fili manuale” a
pagina 391).

Morsetti che impongono la sigla del filo


Talvolta può essere utile inserire nello schema alcuni morsetti che vincolano il numero di filo su cui
sono stati inseriti, forzandolo con il loro stesso numero. Per soddisfare tale esigenza è possibile:
• all'inserimento del morsetto, nella finestra Morsettiere, selezionare con una spunta la casella
Numero filo = numero pin.
• editare gli attributi (comando DDA) del morsetto già inserito nel filo e selezionare Morsetto
vincola filo, dalla lista attivabile selezionando il pulsante a fianco del campo Vincolo.

Vedi "Morsetto vincola filo" a pagina 321.


372 Analisi dello schema
Numerazione progressiva delle fasi

Pin vincola filo


È possibile vincolare il filo connesso ad un pin affinchè assuma il valore del pin stesso. Per attivare
il vincolo su uno o più pin di un simbolo utilizzare la funzione Edita connessioni componente
(comando EPIN, vedi “Edita connessioni componente” a pagina 374). Nella lista della finestra di
comando del dialogo, selezionare il pin su cui attivare il vincolo nella lista e utilizzare la funzione
Modifica presente nella barra degli strumenti. La casella di spunta Pin vincola filo consente di
attivare il vincolo al filo connesso al pin. A seguito dell’analisi dello schema, il filo assume
automaticamente una sigla pari al valore dell’attributo del pin.

Vincolo di tutti i fili


Da segnalare infine la possibilità, in fase di Analisi fili automatica, di operare il vincolo dei fili
numerati. In tal modo, eventuali analisi dello schema successive non apporteranno alcuna modifica
ai fili preimpostati anche se vengono variati (aggiunti o tolti) dei fili nelle zone oggetto di analisi.
Questo fatto risolve la tipica situazione del riporto sugli schemi di variazioni apportate in sede di
cablaggio o collaudo del quadro (dopo che è stata fatta un'analisi schema).
Se, infatti, all'ultima analisi (quella definitiva prima di cablare il quadro) si seleziona l'opzione di
Vincolo dei fili, nella finestra di dialogo Analisi schema, tutte le analisi successive dovute a
variazioni di schema non modificheranno i fili precedenti.

È possibile vincolare i numeri filo precedentemente assegnati dall’analisi, senza dover rilanciare la
numerazione. Allo scopo è sufficiente attivare l’analisi schema, selezionare la casella Vincola tutti i
fili, deselezionare la casella Numerazione fili e confermare l’elaborazione.

L'analisi vincolata inserisce in ogni filo un vincolo con le stesse caratteristiche di quelli inseriti
manualmente, solo che colore giallo invece di rosso.

Nota. Per togliere i vincoli filo importati dalla procedura di analisi, utilizzare il comando Reset
analisi ed attivare la casella di spunta Numerazione automatica vincolata. Vedi "Reset analisi
schema" a pagina 359.

Numerazione progressiva delle fasi


La numerazione progressiva delle fasi è una utilità dell’analisi dei fili (vedi “Analisi schema” a
pagina 356) che consente di assegnare ai fili connessi a valle di un simbolo una siglatura dipendente
e coerente con la sigla dei fili connessi a monte. Ad esempio, come di consuetudine, i fili a valle di
un sezionamento riprendono il riferimento della fase da cui derivano, come si può notare nella figura
di seguito proposta.
Analisi dello schema 373
Numerazione progressiva delle fasi

Nella sezione di schema di figura, ad esempio, la sigla dei fili a valle


delle apparecchiature assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Indice progressivo>

dove <Fase> è la sigla del filo collegato a monte del simbolo, quindi
L1, L2 o L3. L’indice progressivo è comune alle derivazioni di uno
stesso simbolo e trasmette l’informazione del raggruppamento delle
fasi (calata).
Al fine di poter eseguire correttamente la numerazione progressiva
delle fasi è necessario che la configurazione circuitale soddisfi due
requisiti essenziali:
• i fili principali devono essere vincolati. Nella figura seguente, ad
esempio, le linee principali hanno sigla vincolata L1, L2, L3;
• nel setup dei simboli deve essere applicata la spunta alla casella
Abilita la numerazione progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo
presente nella finestra di setup del simbolo in libreria, pagina
Avanzate, sezione Parametri (vedi “Avanzate” a pagina 206).

Nota. Per ogni simbolo si applica la regola generale dove per ogni pin
di ingresso Cn con n dispari il pin di uscita è Cn+1. Per esemplificare
le coppie di pin ingresso e uscita sono [C1,C2], [C3,C4], [C5,C6],
ecc. La fase del pin in ingresso è propagata al pin di uscita.

Per selezionare il formato da applicare alla sigla dei fili agire sulla
preferenza Numerazione progressiva delle fasi, presente nella finestra
dei Parametri multifoglio, scheda Numerazione fili, riquadro
Preferenze avanzate (comando EGPREF, vedi “Numerazione fili” a pagina 750). Le opzioni di
formattazione disponibili sono le seguenti.
• Nessuna: numerazione progressiva delle fasi disattivata.
• Progressiva: assume la forma <Fase><Separatore><Indice progressivo> (es. L1.1).
• Per foglio: assume la forma <Foglio><Fase><Separatore><Indice progressivo> (es. 2L1.1).
• Per foglio e colonna: assume la forma <Foglio><Fase><Separatore><Colonna> (es. 2L1.3).
Nel caso siano presenti più gruppi di fasi per colonna, al fine di evitare numerazioni uguali, i gruppi
successivi al primo vengono numerati nella forma
<Foglio><Fase><Separatore><Colonna><Separatore><Indice progressivo> (es. 2L1.3.1).
• Per apparecchiatura: assume la forma <Sigla apparecchiatura><Separatore><Fase> (es.
-FC1.L1).
• Per connessione: è una variante della siglatura progressiva delle fasi per apparecchiatura. In
q u e s t a m o d a l i t à l a s i g l a d e i f i l i a s s u m e l a f o r m a < S i g l a a p p a re c c h i a t u r a a
monte><Separatore><Sigla apparecchiatura a valle><Separatore><Fase> (es. -FC1.-KF1.L1).
La sigla dell'apparecchiatura a valle viene esplicitata nella composizione del testo solo se il filo
connette solamente due pin di simboli diversi. Nel caso in cui il filo presentasse diramazioni con
connessione di tre o più simboli, la sigla filo risultante conterrà esclusivamente la sigla
dell'apparecchiatura a monte.

Se applicata la spunta alla casella A livelli, disponibile solo per i formati Progressiva e Per foglio, la
sigla dei fili assume un formato tale da indicare il livello di distanza dalla linea principale. Il formato
applicato, nel caso di numerazione per foglio assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Indice livello 1><Indice livello 2><Indice livello 3>…

Nell’esempio di figura seguente, per la fase L1, si può notare come al primo livello la sigla del filo
assuma il valore 2L1.1 mentre al secondo livello assume il valore 2L1.1.1 per la prima derivazione
e 2L1.1.2 per la seconda derivazione.
374 Analisi dello schema
Edita connessioni componente

Edita connessioni componente


La funzione Edita connessioni componente (comando EPIN) permette di editare i dati estesi
memorizzati nei pin di ogni componente dello schema. In particolare, le informazioni memorizzabili
permettono di usufruire delle seguenti agevolazioni.
• Specificare in modo preciso il punto di attestazione del filo relativo ad uno specifico pin di un
componente.
• Aggiungere informazioni di connessione al collegamento (targhetta, sguainatura, capocorda)
per ottenere una tabella di cablaggio già compilata dopo l’analisi dello schema.
• Connettere fra loro due o più pin dello stesso simbolo.
• Attivare/disattivare l’opzione “Pin vincola filo”.

Una volta avviato, il comando richiede la selezione di un simbolo dello schema elettrico con pinatura
(simbolo contenente gli attributi con etichetta Cn quali C1, C2, ecc).
Come avviare edita connessioni componente
• Scegliere Edita connessioni componente.

Menu: Schemi > Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EPIN.
Analisi dello schema 375
Edita connessioni componente

Tali attributi appaiono nella lista della finestra di dialogo corrispondente con le informazioni ad essi
associate. Se si selezionano una o più righe, un segno grafico viene disegnato sul CAD in
corrispondenza del pin selezionato.
Si ricorda che in condizioni standard l’analisi dello schema considera un filo connesso ad
un’apparecchiatura se l’estremo del filo si trova entro un raggio standard di 2.5mm dal punto di
giustificazione del numero di pin.
È ora possibile definire un punto di attestazione preciso per singolo pin, in modo tale da svincolare
la terminazione del filo dalla posizione dell’attributo pin. Un punto di attestazione, una volta definito,
si riconosce dal marcatore a croce che appare quando si seleziona un pin. Un marcatore a forma di
quadrato indica invece l’area utile per la rilevazione del filo nel caso di pin senza punto di
attestazione associato.
Nella finestra di dialogo sono disponibili i seguenti comandi.
Definisci attestazione
Il pin scelto viene evidenziato a video, il controllo viene passato al CAD che richiede un punto da
associare al pin.
Il punto di attestazione è salvato relativamente alla posizione del blocco. Questo significa che la
posizione dell’attributo pin è ininfluente una volta definito il punto di attestazione.
Per definire rapidamente il punto di attestazione di tutti i pin eseguire il comando Definisci
attestazione per tutti i punti: verrà richiesto di specificare un punto per ciascun pin in lista.
Rimuovi attestazione (nel menu contestuale)
Vengono rimosse le informazioni sul punto di attestazione. Il pin torna a reagire con il raggio
standard.
Connetti
Consente di creare una connessione, cioè un legame di equipotenzialità, fra pin diversi dello stesso
simbolo. Ai fini dell'analisi dei fili e dell’elaborazione dello schema, due o più pin equipotenziali
portano alla generazione dello stesso numero filo per i fili ad essi connessi. Per stabilire una
connessione selezionare i pin interessati nella lista e cliccare Connetti nella barra degli strumenti. I
pin selezionati verranno connessi fra loro e il nuovo stato verrà evidenziato in lista da un ponticello
di collegamento.
Sconnetti
Per sconnettere uno o più pin è necessario selezionarli in lista e cliccare Sconnetti.
Modifica delle informazioni pin
Con il pulsante modifica o con doppio click su un pin si apre una finestra di dialogo con le
informazioni aggiuntive del pin. Queste informazioni comprendono:
• Pin
• Pin vincola filo: consente di attivare un vincolo al filo connesso al pin. A seguito dell’analisi dello
schema, il filo assume automaticamente una sigla pari al valore dell’attributo del pin.
• Tipologia di capocorda
376 Analisi dello schema
Connessione equipotenziale dei pin del simbolo

• Codice materiale capocorda


• Codice materiale targhetta
• Valore di sguainatura
• Connesso a: nella finestra di dialogo apporre la spunta ai pin da connettere tra loro o rimuovere
la spunta ai pin da sconnettere.

In seguito ad un’analisi dello schema (comando FILI) queste informazioni vengono riportate
automaticamente nella lista di cablaggio e gli elaborati relativi.

È importante precisare che le informazioni immesse con il comando Edita pin sono salvate solamente
sul simbolo editato. Questo è valido sia per le informazioni di cablaggio che per quelle relative al
punto di attestazione.
Se si desidera estendere le informazioni immesse in un simbolo a tutti i simboli uguali presenti nel
disegno corrente eseguire Riporta in tutti i simboli uguali, dal menu Utilità.
Se si desidera salvare le informazioni immesse in libreria per averle a disposizione negli inserimenti
dei nuovi schemi eseguire Riporta in libreria simboli, dal menu Utilità. In alternativa è possibile
modificare il simbolo tramite il comando Editor dei simboli grafici (comando ESIMB, vedi “Editor
dei simboli grafici” a pagina 83) e avviare in esso il comando Edita connessioni componente.

Connessione equipotenziale dei pin del simbolo


La funzione Edita connessioni componente (vedi “Edita connessioni componente” a pagina 374)
permette di creare una connessione, cioè un legame di equipotenzialità, fra pin diversi dello stesso
simbolo. Ai fini dell'analisi dei fili e dell’elaborazione dello schema, due o più pin equipotenziali
portano alla generazione dello stesso numero filo per i fili ad essi connessi.

Per stabilire la connessioni fra pin selezionare il simbolo da modificare ed avviare Edita connessioni
componente (comando EPIN). La finestra di dialogo mostra i pin del simbolo selezionato.

Per stabilire una connessione selezionare i pin interessati nella lista e cliccare Connetti, nella barra
degli strumenti. I pin selezionati verranno connessi fra loro e il nuovo stato verrà evidenziato in lista
da un ponticello di collegamento.
Per sconnettere uno o più pin è necessario selezionarli in lista e cliccare Sconnetti.

È possibile stabilire la connessione fra pin anche dalla finestra di modifica dei dati del pin selezionato
in lista. Selezionare un pin nella lista e cliccare Modifica nella barra degli strumenti. Nella finestra
Analisi dello schema 377
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

di modifica dei dati del pin è possibile valorizzare il dato Connesso a cliccando il bottone […]. Nella
finestra di dialogo apporre la spunta ai pin da connettere tra loro o rimuovere la spunta ai pin da
sconnettere.

Pin vincola filo


La casella di spunta Pin vincola filo, consente di attivare un vincolo al filo connesso al pin. A seguito
dell’analisi dello schema, il filo assume automaticamente una sigla pari al valore dell’attributo del
pin.
Per salvare le modifiche apportate al simbolo in libreria è possibile utilizzare la funzione Riporta in
libreria simboli, disponibile nel menù Utilità del comando Edita connessioni componente. In
alternativa è possibile modificare il simbolo tramite il comando Editor dei simboli grafici (comando
ESIMB, vedi “Editor dei simboli grafici” a pagina 83) e avviare in esso il comando Edita connessioni
componente. In questo modo le modifiche apportate ai pin saranno presenti nel blocco attributi in
libreria simboli per tutti i progetti.

Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico


L’analisi dei flussi di potenza è una funzione del software iDEA che permette di determinare i valori
di potenza e correnti richiesti in determinati punti dello schema elettrico al fine di consentire il
corretto dimensionamento di elementi sezionatori e di protezione, gruppi di alimentazione,
generatori, trasformatori e convertitori.

Nota. Questa funzione non è disponibile in iDEA Light e in Eplus Light.

L’analisi è volta a due funzioni.


• Calcolare la potenza elettrica (attiva e apparente) assorbita dai carichi collegati ad un dato
componente presente nello schema elettrico. Il valore della potenza assorbita deriva dai dati tecnici
dell’articolo materiale associato al simbolo nello schema elettrico.
• Calcolare i valori delle corrente conseguenti sulle linee di uscita del componente. Questa
seconda analisi dipende dalla definizione delle fasi sui pin dei simboli.
378 Analisi dello schema
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

L’analisi dei flussi di potenza è basata sull’analisi dei collegamenti elettrici dello schema che
connettono fra loro i vari simboli. Ogni singolo presente nello schema elettrico genera dei nodi di
connessione chiamati collettori. Ogni collettore è costituito da uno o più pin dello stesso simbolo. I
collettori possono essere di tipo:
• Ingresso: flusso di potenza entrante.
• Uscita: flusso di potenza uscente.
• Non definito: collettore generico per un simbolo privo di collettori di ingresso e uscita definiti.

I collettori di tipo ingresso o uscita sono definiti dall’utente tramite la funzione Edita connessioni
componente (comando EPIN, vedi “Edita connessioni componente” a pagina 374) mentre il
collettore di tipo non definito è generato intrinsecamente dall’analisi quando un simbolo non ha una
definizione utente. Il comando è finalizzato ad eseguire un calcolo della potenza come sommatoria
delle potenze dei carichi connessi a valle dei collettori di tipo uscita (nella figura d’esempio marcati
come OUT) che sono considerati i punti di analisi dello schema elettrico. Questo per conoscere, ai
fini del dimensionamento, la potenza richiesta da un interruttore, trasformatore, generatore, ecc. I
collettori di tipo ingresso (nella figura d’esempio marcati come IN) o generici (nella figura
d’esempio marcati con cerchio vuoto) sono quegli elementi che possono assorbire potenza. La
potenza e le altre caratteristiche elettriche sono presenti nei dati tecnici dell’articolo materiale
associato al simbolo (l’attributo Codice principale CODICE2 del simbolo dev’essere valorizzato!).
I dati elettrici associati al materiali sensibili all’analisi sono:
• Potenza assorbita [kW] (P)
• Tensione nominale [V] (Alternata/Continua) (Vn)
• Tensione secondario [V] (Alternata/Continua) (Vs): se diversa da 0 è utilizzato come dato di
tensione per i collettori di uscita del simbolo e torna utile per gli elementi di trasformazione
(trasformatori, convertitori, …)
• Fattore di potenza (Cos φ) (Induttivo/Capacitivo)

Si può dire quindi che la potenza ad un generico collettore di uscita è data dalla sommatoria degli
elementi ad esso connessi tramite un collettore d’ingresso o non definito. Il calcolo è vettoriale in
quanto è possibile definire nei dati tecnici un valore di fattore di potenza diverso da 1 ottenendo
quindi un valore di potenza reattiva non nullo.
Analisi dello schema 379
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

Il vettore complesso potenza apparente è calcolato come:

Il segno della parte immaginaria deriva dall’impostazione induttivo o capacitivo del carico.
Ku è il fattore di utilizzo del carico ed è il risultato della produttoria dei fattori di utilizzo dei
dispositivi che connettono il carico stesso al collettore di uscita del dispositivo in analisi. Tramite il
fattore di utilizzo è possibile modulare la potenza di un carico o di un ramo di carichi.

Nel caso di figura, ad esempio, il fattore di utilizzo di L1 nel calcolo della potenza al collettore di
uscita di K1 è pari a

Dati elettrici associati ad un articolo


Per assegnare o modificare i dati elettrici di un articolo materiale aprire la finestra di modifica
dell’articolo in Archivio materiali e nella pagina Dati tecnici valorizzare i dati sopra elencati. Le
tensione possono essere contrassegnate dalla spunta nella casella Continua per identificare un
dispositivo alimentato in corrente continua, altrimenti viene considerata corrente alternata. Il valore
Fattore di potenza (Cos φ) può essere contrassegnato dalla spunta nella casella Capacitivo per
indentificare un carico di tipo capacitivo.
380 Analisi dello schema
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

Fattore di utilizzo (Ku) di un simbolo


Il dato Fattore di utilizzo (Ku) è attribuibile ad ogni simbolo presente nello schema elettrico e
concorre a limitare la potenza apportata da un carico al suo collettore a monte. Il dato è valorizzato
nell’attributo Fattore di utilizzo (COE_UTI) di ogni simbolo. Il valore assegnabile è compreso tra 0
e 1. Il separatore decimale è il carattere punto. Per simboli privi dell’attributo COE_UTI o con valore
dello stesso vuoto il fattore di utilizzo viene considerato pari a 1. Per editare gli attributi del simbolo
utilizzare i comandi dedicati (es. comando DDA).

Definizione dei collettori


Il collettore è un gruppo costituito da uno o più pin di uno stesso simbolo ed è definito al fine di
direzionare nello schema elettrico il flusso/i di potenza che attraversano il simbolo. In altre parole i
collettori definiscono il modello di trasmissione della potenza dai pin di ingresso verso i pin di uscita
del simbolo. I collettori vengono definiti tramite la funzione Edita connessioni componente
(comando EPIN) e i dati di definizione, come per gli altri, risiedono nei dati estesi degli attributi del
blocco.

Ogni collettore è definito dai seguenti dati.


• Identificativo collettore: è un valore numerico intero comune a tutti i pin dello stesso collettore.
• Tipo: può essere Ingresso o Uscita.
• Alimentato da: valore significativo per i soli collettori di uscita, è valorizzato dall’identificativo
di un collettore d’ingresso e serve a definire il flusso di potenza fra i collettori di ingresso e uscita
all’interno del simbolo. Se il dato Alimentato da è non definito (come nel caso in figura del collettore
4) il collettore di uscita è da ritenersi isolato e le potenze dei carichi ad esso collegati non vengono
trasferite al collettore/i d’ingresso del simbolo.

Nota. Il dato Alimentato da, può assumere il valore Comando ed è significativo solo per simboli
riferiti all’interno di una formazione di simboli (contatti/bobina, operandi/scheda PLC, …). In questo
caso particolare la potenza calcolata al collettore di uscita non viene trasferita ad un collettore
d’ingresso del proprio simbolo ma al primo collettore d’ingresso del simbolo di comando. Questa
particolare configurazione risulta utile, ad esempio, per computare la potenza assorbita dai carichi di
una scheda PLC direttamente al simbolo di comando della scheda stessa.

Nel caso particolare di simboli aventi nel setup di libreria attivata l’opzione Abilita la numerazione
progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo (opzione introdotta al fine di abilitare il simbolo
per la funzione di analisi dei fili Numerazione progressiva delle fasi nelle varie modalità previste,
vedi “Numerazione progressiva delle fasi” a pagina 372) l’analisi dei collettori, nel caso di assenza
di collettori definiti dall’utente, provvede a generare autonomamente un collettore d’ingresso e un
collettore di uscita connessi fra loro rispettando le regole di numerazione fasi previste dal comando
di analisi dei fili. In particolare, il collettore d’ingresso raggruppa i pin con indice di tag dispari, il
collettore di uscita raggruppa i pin con indice di tag pari. Solo in questo caso particolare tra i due
collettori avviene il trasferimento delle fasi fra i fili in ingresso e quelli in uscita al simbolo (vedi
paragrafi successivi).
Analisi dello schema 381
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

Un simbolo che non ha collettori definiti dall’utente e non è attivato in libreria simboli per la
numerazione fasi, costituisce ai fini dell’analisi delle potenze un unico collettore di tipo generico (il
tipo generico non è disponibile all’utente) e funge da nodo d’ingresso per la definizione di un punto
di assorbimento della potenza e un nodo di connessione intermedio per i carichi connessi al collettore
di uscita a monte.
Come definire i collettori di un simbolo
I collettori vengono definiti tramite il comando Edita connessioni componente (comando EPIN). Per
definire o modificare un collettore selezionare uno o più pin in lista e eseguire la funzione Modifica.

Per definire un collettore nella finestra di dialogo valorizzare i seguenti dati.

Collettore: è possibile selezionare dalla lista a discesa il numero identificativo di uno dei collettori già
presenti nel simbolo o creare un nuovo collettore tramite il bottone +.
Tipo: selezionare il tipo di collettore, Ingresso o Uscita.
Alimentato da: attivo solo se Tipo assume il valore Uscita. Selezionare nella lista a discesa il numero
identificativo di uno dei collettori d’ingresso presenti nel simbolo oppure [No] (collettore di uscita
isolato) o Comando.

Attribuzione delle fasi e calcolo delle correnti


L’attribuzione delle fasi serve a definire il tipo di connessione della linea elettrica ai fini del calcolo
delle correnti. Sempre attraverso la funzione Edita connessioni componente (comando EPIN) è
possibile associare ad un pin la fase di connessione. I valori possibili sono i seguenti.
• L1: conduttore fase 1
• L2: conduttore fase 2
• L3: conduttore fase 3
382 Analisi dello schema
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

• N: conduttore di neutro
• PE: conduttore di protezione. Questo valore assume un significato particolare perché esclude le
connessioni al pin dall’analisi dei flussi di potenza. Questo consente di semplificare lo schema di
collegamento del simbolo.

Il valore di fase di un pin si propaga a tutti i pin connessi allo stesso filo. Si desume quindi che sullo
stesso filo non sono consentite connessioni di pin aventi valore di fase diversi. Come ricordato al
paragrafo precedente, i simboli per i quali nel setup simbolo è selezionata l’opzione Abilita la
numerazione progressiva delle fasi connesse ai pin del simbolo, propagano il valore di fase dai pin del
collettore di ingresso a quelli del collettore di uscita rispettando la regola di numerazione progressiva
delle coppie di pin (C1->C2, C3->C4, …).

L’esempio in figura rappresenta schematicamente la creazione del grafo dei collettori derivante da
una reale parte di schema elettrico. Da notare come le fasi definite in un elemento a monte di FC0
sono trasferite nei pin dei simboli a valle andando a definire il sistema di connessione dei singoli
collettori. I simboli morsetto, in questo caso, non hanno collettori definiti e rappresentano dei nodi
di collegamento trasparenti non apportando un contributo al calcolo delle potenze nel collettore a
monte.
Ad un singolo collettore può quindi essere associata, a seconda dei pin che lo compongono, una
singola fase o una combinazione di fasi che determinano il tipo di collegamento elettrico cui il
collettore è soggetto. Ad esempio:
• L1, L2, L3, N : connessione trifase con neutro
• L1, N : connessione fase-neutro
• L1, L2 : connessione fase-fase

Nel complesso sono gestiti i sistemi elettrici F+N, 2F, 2F+N, 3F, 3F+N.

Non tutte le combinazioni di connessione sono accettate (es. alternata+continua). L’assenza di


definizione delle fasi sui pin dei simboli o una combinazione errata delle stesse sui collettori provoca
il mancato calcolo delle correnti sulle fasi dei collettori.
In generale quindi, il vettore corrente su singola fase è calcolato come

dove:
Analisi dello schema 383
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

potenza apparente su singola fase, con NF numero di conduttori attivi (1, 2, 3) e

dove:
n è un divisore dipendente dal sistema di collegamento:
• 2F+N, 3F, 3F+N =√3
• 2F = 2
• negli altri casi = 1

VF è un vettore il cui angolo dipende dalla fase e dal sistema di connessione delle fasi.

Al collettore di uscita in analisi le correnti sulle fasi sono calcolate come sommatoria delle correnti
derivanti dai singoli carichi che sono visti tutti in parallelo.
Come definire le fasi per i pin di un simbolo
Le fasi vengono assegnate ai pin del simbolo tramite la funzione Edita connessioni componente
(comando EPIN) . Per assegnare le fasi selezionare uno o più pin in lista ed eseguire la funzione
Modifica.
Quindi, valorizzare il dato Fase selezionando dalla lista a discesa uno dei valori possibili.

Gestione della potenza per i simboli aventi collettori definiti dall’utente


Nel caso di simboli con definizione utente dei collettori le fasi non vengono trasferite dai collettori
di ingresso a quelli di uscita non avendo una corrispondenza esatta fra pin di ingresso e di uscita. In
questi casi, ai fini del calcolo delle correnti, i collettori d’ingresso vengono visti come carichi
equivalenti dei carichi a loro connessi a valle.
384 Analisi dello schema
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

Nell’esempio in figura il simbolo CN1 rappresenta un generico elemento di trasformazione. Il


collettore di uscita di FC0 vede un solo carico CN1 avente potenza equivalente pari alla somma delle
potenze di MA1 e MA2. Come si può intuire dalla figura, non avendo dati di corrispondenza fra le
fasi dei collettori di ingresso ed uscita in CN1, il calcolo delle correnti agli stessi collettori di uscita
viene ignorato.

Finestra di Analisi dei flussi di potenza


La funzione Analisi dei flussi di potenza (comando ELCAR) avvia una finestra che permette di
visualizzare i valori di potenza e correnti calcolati nei punti di controllo, cioè per tutti i simbolo aventi
uno o più collettori di tipo uscita, e fornisce gli strumenti necessari a interagire con lo schema e
modificare i dati sensibili all’analisi.
Come avviare l’analisi dei flussi di potenza
• Scegliere l’icona Flussi potenza.

Menu: Disegna.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Flussi potenza.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: ELCAR.

La finestra si compone di tre liste. La lista superiore elenca i punti di analisi rilevati che sono, come
sopra citato, tutti quei simbolo nello schema elettrico aventi uno o più collettori di tipo uscita. La lista
intermedia elenca tutti i carichi, cioè tutti i componenti dello schema elettrico connessi all’elemento
selezionato nella lista superiore aventi un articolo assegnato, che concorrono al calcolo della potenza
e delle correnti. La lista inferiore elenca eventuali messaggi di notifica delle anomalie che il comando
rileva nell’analizzare la rete elettrica.
Analisi dello schema 385
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

Funzioni comuni
Le liste superiore e intermedia sono caratterizzate da alcune funzioni disponibile in entrambi.

Localizza simbolo: localizza nel disegno il simbolo relativo all’elemento selezionato in lista.

Modifica dati tecnici: permette di accedere alla pagina Dati tecnici della finestra di modifica
dell’articolo in Archivio materiali per l’elemento selezionato in lista.

Edita pin simbolo: avvia la funzione Edita connessioni componente, per l’elemento selezionato
in lista.

Edita attributi: avvia il comando di Editazione attributi, per l’elemento selezionato in lista. L’uso
della funzione Edita attributi dalla finestra Analisi dei flussi di potenza provoca l’aggiunta
automatica dell’attributo Fattore di utilizzo (etichetta COE_UTI) per i simboli editati che ne sono
privi.

Dal menu contestuale delle due liste è possibile accedere alla funzione Gestione colonne. La finestra
Gestione colonne consente, per ognuna delle due liste, di attivare o disattivare le colonne disponibili
e cambiare l’ordine delle colonne attive. Sono le seguenti colonne.
• Componente: sigla del simbolo
• Ubicazione: ubicazione del simbolo
• Funzione: funzione del simbolo
• Descrizione: descrizione (1 e 2) del simbolo
• Note: note del simbolo
• Codice: codice dell’articolo materiale
• Descrizione articolo: descrizione dell’articolo materiale
• Collegamento: sistema di collegamento elettrico (F+N, 2F, …)
• Fasi: fasi rilevate per il collettore
• Tensione [V]
• Ku dispositivo: valore del fattore di utilizzo specificato nel simbolo
• Ku: valore del fattore di utilizzo risultante al componente selezionato
• Potenza max [kW]: potenza attiva massima del carico (KU=1)
• Potenza [kW]: potenza del carico (PMAX=P • KU )
386 Analisi dello schema
Analisi dei flussi di potenza sullo schema elettrico

• Potenza [kVA]: potenza apparente (S=P/cosf)


• I1 [A]: corrente di fase 1
• I2 [A]: corrente di fase 2
• I3 [A]: corrente di fase 3
• Imax [A]: la massima fra le 3 correnti di fase
• Ineu [A]: corrente di neutro

Altre funzioni
Altre funzioni generiche sono disponibili nella barra degli strumenti.

Aggiorna: aggiorna l’analisi allo stato corrente dello schema elettrico.

Nascondi finestra: riduce la finestra come bottone di richiamo al fine di agevolare le operazione
nell’area di disegno.

Trova: riduce la lista superiore alle righe che contengono il testo ricercato.

Esporta: esporta i dati della lista superiore in formato xls.

Esporta con dettaglio carichi: esporta i dati della lista superiore in formato xls. Ogni riga
corrispondente ad un componente è corredata dalla lista dei carichi ad esso connesso.

Modalità di lavoro con Excel: consente di selezionare fra modalità interattiva (opzione
Microsoft Excel) che necessita di Microsoft Excel©, e modalità alternativa (opzione Foglio di
calcolo (*.xls, *xlsx)) che l’esportazione dei dati direttamente su file.

Altre funzioni sono disponibili nel menu contestuale della lista superiore.

Raggruppa per funzione/ubicazione: consente di raggruppare per funzione e/o ubicazione i


componenti della lista superiore.

Nascondi in esecuzione comandi: riduce la finestra come bottone di richiamo in esecuzione di


funzioni che interagiscono con l’area di disegno (Localizza, Edita connessioni componente, …).

Lista dei messaggi


Seguono i possibili messaggi notificati dall’analisi.
Articolo non presente in archivio

Il codice di articolo materiale non è presente in Archivio materiali.

Connessione fasi multipla al pin …

I pin connessi allo stesso filo possiedono fasi assegnate diverse.

Collegamento anomalo per …

Lo schema di connessione delle fasi non è gestito.

Tensione non compatibile con il collettore a monte per …

Il carico è alimentato da corrente continua mentre il collettore a monte è in corrente alternata, o


viceversa.

Tensione errata per …


Analisi dello schema 387
Analisi delle morsettiere

La tensione del carico è diversa dalla tensione del collettore a monte.

Analisi delle morsettiere


L'analisi delle morsettiere è la procedura automatica che analizza le connessioni dei morsetti dello
schema elettrico, memorizza le morsettiere e consente di generare un disegno riassuntivo delle stesse
con elementi grafici parametrizzabili (morsetto normale, morsetto con fusibile, morsetto con diodo,
etc.), organizzato per sigla di morsettiera.
L'analisi delle morsettiere viene eseguita dalla funzione Analisi schema (vedi “Analisi schema” a
pagina 356).
Sono considerati “morsetti di connessione” i blocchi presenti in Libreria simboli (cartelle standard
o catalogo utente) con tipologia Morsetto. I morsetti possono essere inseriti nello schema con
l'inserimento rapido dalla finestra di dialogo Morsettiere (vedi “Inserimento dei morsetti” a
pagina 307).
La tracciatura delle morsettiere elaborate si effettua con la funzione Traccia morsettiera (vedi
“Traccia morsettiera” a pagina 397).
Non vengono riportati i numeri filo in CADelet Impianti, Smart Impianti e Eplus.

Orientamento delle apparecchiature


Per una corretta gestione della morsettiera, è possibile indicare nel campo Morsettiera di ogni
apparecchiatura connessa alla morsettiera (esclusi i morsetti) un'informazione che consenta di
orientare il collegamento. Infatti, dipendentemente da tale indicazione, un'apparecchiatura connessa
in morsettiera sarà rappresentata al lato quadro o al lato campo della morsettiera in esame. In
particolare, apparecchiature con indicazione EXT nel campo Morsettiera saranno sempre poste al
lato campo (a valle), mentre apparecchiature con indicazioni INT, o altro o vuote saranno poste al
lato quadro (a monte).
Quindi, considerato un collegamento tra due apparecchiature effettuato a mezzo di una o più
morsettiere, sarà sufficiente indicare nel campo Morsettiera di almeno una apparecchiatura
l'indicazione relativa all'orientamento con cui sarà, quindi, percorso il collegamento ai fini
dell'analisi dello stesso.

Importante. L’analisi dei collegamenti e la conseguente elaborazione delle morsettiere, si basa sul
principio che ogni apparecchiatura può essere attestata su una morsettiera, e che tipicamente le
apparecchiature sono entro dei quadri elettrici e i morsetti costituiscono delle morsettiere di quadro.
A partire da tale ipotesi quindi, avremo sempre delle apparecchiature sul lato a monte (o lato quadro)
di ogni morsettiera, e tipicamente dei morsetti a valle (o lato campo) di ogni morsettiera. Tale caso
generale, non richiede quindi alcuna indicazione di informazioni aggiuntive sull’attributo
morsettiera dei componenti interessati ad un collegamento con una morsettiera.

Per compilare EXT nel campo Morsettiera, oltre all'editazione con il comando DDA, è possibile
utilizzare la funzione Apparecchiatura esterna (comando EX, vedi “Apparecchiatura esterna” a
pagina 389).
388 Analisi dello schema
Analisi delle morsettiere

Morsettiere terminali esterne (prese utente)


È il tipico caso di una cassetta di consegna o di prelievo segnali utente, però sullo schema non è
rappresentata l'apparecchiatura fornitrice degli stessi (manca quindi, l'elemento collegato esterno).
Per soddisfare tale esigenza, all'inserimento del morsetto, nella finestra Morsettiere, selezionare con
una spunta la casella Cassetta di giunzione nel riquadro Vincoli. In questo modo viene indicata la
scritta EXT sull'attributo Morsettiera dei morsetti della morsettiera di giunzione. Utilizzare il
comando DDA per inserire EXT nei morsetti già inseriti.
Così facendo il morsetto stesso funge da elemento terminale di collegamento.

Cassette di giunzione
In taluni casi, sorge la necessità di introdurre dei morsetti di giunzione tra l'apparecchiatura e la prima
morsettiera di connessione in maniera tale che quest'ultima sia direttamente vista
dall'apparecchiatura. A tal fine, nell'attributo Morsettiera di tali morsetti di giunzione o cassette,
dovrà essere indicato il termine EXT; questo consente, infatti, di rendere trasparente tale attestazione
su morsettiera di cassetta poter proseguire il percorso di ricerca ed arrivare ad un successivo
morsetto, che sarà interpretato come morsetto di quadro su cui si attesterà l'apparecchiatura.
La tracciatura della morsettiere di giunzione può assumere due possibili configurazioni.
Nella situazione standard, la morsettiera di giunzione è vista come apparecchiatura dalla morsettiera
di quadro a cui si riferisce; per cui in fase di tracciamento della morsettiera di quadro, troveremo a
monte o a valle di questa (a seconda che trattiamo giunzioni provenienti da componenti in quadro o
esterni) l'indicazione di sigla e numero morsetto di giunzione.

In alternativa, sempre in presenza di morsettiere di giunzione, si può assumere come elemento


collegato a monte o a valle della morsettiera di quadro, l'apparecchiatura effettivamente connessa a
mezzo del morsetto di giunzione ed indicare il morsetto di giunzione quale elemento di collegamento
tra morsettiera di quadro e componente attestato a monte o a valle.
Analisi dello schema 389
Apparecchiatura esterna

Per attivare questo tipo di comportamento, prima di eseguire l’analisi dello schema, è necessario
modificare una preferenza di elaborazione delle morsettiere in Preferenze ambiente grafico > Schemi
elettrici > Elaborazione morsettiere (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Elaborazione
morsettiere” a pagina 761). Per la preferenza Morsetti di giunzione, selezionare l’opzione Salta i
morsetti di giunzione e ricerca il componente connesso.

Questa opzione rende trasparente il collegamento fra l'apparecchiatura esterna e la morsettiera in


quadro.

Apparecchiatura esterna
Per una corretta gestione della morsettiera, è possibile indicare nel campo Morsettiera di ogni
apparecchiatura connessa alla morsettiera (esclusi i morsetti) un'informazione che consenta di
orientare il collegamento.
Infatti, dipendentemente da tale indicazione, un'apparecchiatura connessa in morsettiera sarà
rappresentata al lato quadro o al lato campo della morsettiera in esame.
In particolare, apparecchiature con indicazione EXT nel campo Morsettiera saranno sempre poste al
lato campo (a valle), mentre apparecchiature con indicazioni INT, o altro o vuote saranno poste al lato
quadro (a monte).
Nel caso si debba assegnare, a molte apparecchiature simultaneamente il valore EXT sull'attributo
Morsettiera, è possibile avvalersi della funzione Apparecchiatura esterna.
Tale funzione richiede la selezione di tutti i simboli che dovranno essere intesi come esterni.
Come utilizzare la funzione Apparecchiatura esterna
1. Scegliere Apparecchiatura esterna.

Menu: Schemi>Morsetti.
Riga di comando: EX.

2. Selezionare le apparecchiature o le morsettiere da prendere in esame.

Per informazioni riguardanti l'identificazione delle apparecchiature nell'analisi dello schema vedi
“Analisi delle morsettiere” a pagina 387.
390 Analisi dello schema
Criteri di ricostruzione delle connessioni

Criteri di ricostruzione delle connessioni


L'analisi dello schema rileva tutte le connessioni elettriche determinando i due capi della connessione
nei pin delle apparecchiature, connettori o morsetti collegati.
Quando si disegnano le linee elettriche, si possono tracciare connessioni di tipo serie, parallelo o
tradizionali a T; per ulteriori informazioni vedi “Connessioni” a pagina 149.
Le connessioni di tipo serie e parallelo sono facilmente determinabili in quanto univoca è la coppia
capo 1 – capo 2 di cui sono composte. Nei casi di analisi di connessioni tradizionali (tipo T) l’analisi
è invece soggetta da incertezza in quanto ogni punto di connessione è identificato da un numero di
capo uguale a quello di tutti gli altri. La compilazione del file delle connessioni (file .clm) è stata
realizzata in modo tale da simulare una connessione di tipo seriale fra gli elementi collegati,
privilegiando la connessione fra elementi contigui appartenenti alla stessa ubicazione. A tal fine il
programma considera essenzialmente l'ordinamento per ubicazione e posizione dei componenti che
vengono sequenzialmente uniti da connessioni che risultano di tipo seriale. Di seguito è riportato un
esempio di elementi connessi a T e il suo equivalente con connessioni serie – parallelo, costruito così
come visto dalla procedura di compilazione di Cablo.

Se le connessioni interessano elementi di diversa ubicazione allora sono privilegiate le connessioni


fra elementi della stessa ubicazione, come evidenziato nell’esempio sottostante.
Analisi dello schema 391
Numerazione fili manuale

Gestione dei morsetti passanti


Nella compilazione del file connessioni, la procedura determina l’esistenza dei morsetti passanti, o
di giunzione, e agisce di conseguenza modificando le connessioni in cui sono inseriti. È riconosciuto
come morsetto di giunzione un morsetto che sia definito esterno (attributo Morsettiera compilato con
EXT o J) e sia posto fra un elemento, qualsiasi, in quadro ed un’apparecchiatura esterna (attributo
Morsettiera compilato con EXT), come mostrato nella figura che segue.

La procedura interpreta tale tipo di collegamento come di seguito.

Numerazione fili manuale


Attenzione. La Numerazione manuale dei fili non produce e non consente di generare
automaticamente né la lista di cablaggio, né le morsettiere.

Questa procedura permette la numerazione dei conduttori secondo un procedimento a puntamento,


guidato dall'operatore con un tipo di numerazione definito attraverso la procedura di Setup (vedi
“Setup numerazione fili” a pagina 370), in base ai settaggi correnti di numerazione. A prescindere,
quindi, da un eventuale prefisso e dalla posizione, il sistema propone come default il numero del filo
da cui far partire la numerazione (viene proposto come default il numero successivo a quello inserito
per ultimo); quindi, si daranno in sequenza i vari punti di inserimento dei numeri di identificazione
dei conduttori sullo schema. La procedura consente l'introduzione alternativa di testi o di vincoli filo.
Nel caso si adotti la numerazione con testi, ad ogni puntamento viene tracciata la scritta composta
sulla base dell'impostazione assegnata ai parametri di setup. Tali espressioni saranno scritte nel layer
relativo alla numerazione dei conduttori per ogni foglio; inoltre, rispetto al punto assegnato, saranno
immessi e spostati a destra o a sinistra di una quantità fissata in sede di settaggio dei parametri di
numerazione. In tal modo si può puntare sul conduttore ed il numero dello stesso sarà immesso
adiacente.
Nel caso, invece, si adotti l'opzione Vincolo filo, l'assegnazione non produrrà un effetto immediato
visibile, ma darà la possibilità di lanciare successivamente un'analisi automatica dello schema che
consentirà il rispetto dei fili imposti manualmente e, su quella base, la ricostruzione del percorso filo
e delle morsettiere di connessione in modo totalmente automatico.
Il comando in opzione Vincolo filo non consente duplicazioni di marcatori, in quanto effettua un
controllo di coerenza in linea.
Si esce dalla procedura di numerazione immettendo un INVIO in risposta alla richiesta di
assegnazione del punto.
Esempio:

Comando: numfili
392 Analisi dello schema
Esclusione di simboli dall'analisi

<testi>/Vincolo filo: T
Numerica/Alfabetica/Costante/Decrementa/Incrementa/Passo/Setup <1.1>: N
Numero iniziale: 1
Numerica/Alfabetica/Costante/Decrementa/Incrementa/Passo/Setup <1.1>: indicare il punto
d’inserimento del numero sul filo
Numerica/Alfabetica/Costante/Decrementa/Incrementa/Passo/Setup <1.2>: indicare il punto
d’inserimento del numero sul filo
...

In tal modo compariranno le scritte in sequenza 1.1, 1.2, 1.3, etc., nel caso la configurazione generale
preveda una numerazione per fogli.
Come visto dall'esempio è possibile effettuare numerazioni crescenti o decrescenti, alfabetiche o
numeriche, con passo variabile o ripetendo costantemente lo stesso numero (non nel caso a vincolo
filo).

Esclusione di simboli dall'analisi


In alcune situazioni si hanno nel progetto parti di schema che effettivamente sono già state realizzate,
oppure sono dispositivi che verranno inseriti nel progetto successivamente e che per il momento non
devono essere inclusi nella procedura di analisi, né tantomeno nelle liste di cablaggio e collegamento.
Per evitare che successivamente si verifichino delle incoerenze nell'analisi nelle tabelle morsettiera,
c'è la possibilità di escludere parti di schema dalla procedura di analisi automatica semplicemente.
A tal fine attivare il vincolo Escludi componente dall'analisi fili, editando gli attributi dei simboli in
questione con il comando DDA.

Per operare su più simboli conviene eseguire il comando Esclusione di simboli dall'analisi.
Come escludere dei simboli dall’analisi
1. Scegliere Escludi simboli da analisi.

Menu: Schemi>Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi > gruppo Utilità fili.
Riga di comando: LKA.

2. Selezionare nel disegno i simboli da escludere e premere INVIO.

Esclusione di fili dalla numerazione


La procedura di numerazione dei fili prevede la definizione delle sezioni dei fili in base al colore
utilizzato per la loro tracciatura nello schema. Ad ogni colore è associata una sezione definibile
Analisi dello schema 393
Navigatore del filo

dall'utente nella finestra dei parametri Numerazione fili. Dal riquadro Sezione fili, si possono editare
i profili di gestione delle sezioni: nella finestra di dialogo Sezioni è possibile associare a ciascuno dei
colori, personalizzabili, una sezione di filo e stabilire se i conduttori con tale colore/sezione saranno
numerati o meno dall’analisi fili.
È pertanto possibile escludere dalla numerazione alcune sezioni di filo.
Inoltre, per quanto riguarda i fili con colore corrispondente alla sezione da non numerare, si possono
considerare due casi opzionabili in base alla scelta disponibile sempre nei parametri Numerazione
fili.
• Ignora i fili con le sezioni da non numerare (predefinito): il numero non viene visualizzato sul
disegno, ne conteggiato, ne riportato nelle morsettiere e nei cablaggi; inoltre l’analisi non rileva le
connessioni delle apparecchiature attestate su tali fili.
• Nascondi la sigla per i fili con sezioni da non numerare: il numero non viene visualizzato sul
disegno, pur essendo conteggiato dall’analisi e riportato in tutti i database ricavati dall'analisi fili,
quali morsettiere e cablaggi.
Esclusione per categoria di foglio
Presente nelle impostazioni di progetto Parametri di configurazione (comando EGPREF), scheda
Numerazione dei fili, il bottone Categorie fogli escluse dalla numerazione dei fili consente di accedere
alla lista con spunte delle categorie di fogli. I fogli dello schema di categoria cui si appone la spunta
verranno esclusi dalla numerazione dei fili da parte dela funzione di Analisi dello schema (comando
FILI).

Vedi "Numerazione fili" a pagina 750.

Navigatore del filo


La funzione Navigatore del filo (comando WNAV) consente di visualizzare in una apposita finestra
la mappa degli elementi connessi al filo selezionato. In particolare, il comando, in un’apposita
finestra, visualizza in una struttura ad albero tutti gli elementi caratterizzanti il filo selezionato e le
sue connessioni: fogli attraversati, blocchi di rinvio filo, pin dei simboli connessi, ecc.

Come avviare la finestra di navigatore filo


• Scegliere Navigatore filo.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Schemi > gruppo Analisi schema.
Riga di comando: WNAV.
394 Analisi dello schema
Riepilogo fili

Per visualizzare i dati di un filo, selezionare nel disegno una delle linee o dei blocchi di rinvio filo
che lo compongono e avviare il comando (WNAV a riga di comando). In alternativa avviare il
comando e utilizzare la funzione Seleziona nella barra degli strumenti. Il comando richiede la
selezione nel disegno di una linea o di un rinvio appartenenti ad un filo del quale verranno
visualizzate le informazioni nella finestra. È possibile selezionare ripetutamente fili diversi nel
disegno le cui informazioni verranno accodate in finestra nell'ordine di selezione.
Per ogni filo selezionato una struttura ad albero mostra la sua composizione.
• Livello 1. Sigla del filo.
• Livello 2. Fogli attraversati dal filo.
• Livello 3. Vincoli, rinvii e connessioni ripartiti per foglio.
• Livello 4. Elementi connessi: rinvii collegati, pin connessi.

Per localizzare un elemento nel disegno fare doppio-click sul nodo corrispondente oppure
selezionare il nodo e utilizzare la funzione Localizza nella barra degli strumenti.
Per modificare gli elementi selezionati nell'albero utilizzare la funzione Edita presente nella barra
degli strumenti, la quale avvia la finestra di editazione attributi (vedi “Editazione attributi” a
pagina 64).

Sono disponibili anche le seguenti funzioni accessorie.


Aggiorna: provoca l'aggiornamento dei dati a partire dagli oggetti selezionati.
Svuota: elimina tutti i dati visualizzati.
Espandi/Comprimi: apre/chiude tutti i nodi dell'albero.

Riepilogo fili
Il comando Riepilogo fili, traccia a partire dal foglio corrente (ed eventualmente proseguendo sui
fogli successivi) un elenco riepilogativo di tutte le sigle filo utilizzate sullo schema (ottenute da
un'analisi automatica dello stesso).
In particolare, viene indicata la posizione, cioè la coordinata schema dove per la prima volta è stato
individuato il filo, la sezione ad esso associata, il colore, la designazione, la caratteristica. In merito
ai dati filo vedi “Cambia dati filo” a pagina 183.

Come tracciare una tabella Riepilogo fili


1. Posizionarsi su un foglio vuoto.
2. Scegliere Riepilogo fili.

Menu: Schemi>Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Elabora.
Barra strumenti: scheda Schemi > gruppo Utilità fili.
Riga di comando: REPFILI.
Analisi dello schema 395
Utilità fili

Utilità fili
Sono disponibili una serie di funzioni di utilità relative all'analisi fili automatica, che offrono
all'utente un aiuto in più nella fase di stesura dello schema e della numerazione dei fili.
Come avviare la finestra di dialogo Utilità fili
• Scegliere Utilità fili.

Menu: Schemi>Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Schemi > gruppo Utilità fili.
Riga di comando: UTILFILI.

Visualizza vincoli fili


Questa utilità rende visibili i vincoli dei fili inseriti finora nel disegno. Essendo i vincoli delle entità
punto di iDEA possono essere così visualizzati e successivamente disattivati. L'attivazione avviene
sempre tramite un doppio clic sulla casella relativa alla funzione da eseguire.

Nascondi vincoli fili


Questa utilità rende invisibili i vincoli dei fili inseriti finora nel disegno.

Visualizza il numero filo dei vincoli


Questa utilità rende visibile il numero filo dei vincoli filo presenti nel disegno.

Nascondi il numero filo dei vincoli


Questa utilità rende invisibile il numero filo dei vincoli filo presenti nel disegno.

Visualizza sigle filo


Questa funzione di utilità permette di visualizzare il numero in ogni tratto dei fili.

Modifica ordinamento numerazione sul foglio corrente


Il criterio utilizzato, dalla procedura di analisi automatica dello schema, per la definizione dei numeri
dei fili, permette di numerare i fili tracciati nel foglio partendo da sinistra verso destra e dall'alto verso
il basso; ordinamento tipicamente utilizzato negli schemi funzionali; talvolta tale ordinamento può
non essere soddisfacente se applicato agli schemi di potenza.
È stata, quindi, introdotta una seconda modalità, dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra,
utilizzabile per singolo foglio. Per utilizzare questo criterio di ordinamento dei fili è sufficiente
avviare l'utilità relativa nella finestra Utilità fili ed inserire in un punto qualsiasi del foglio il blocco
proposto (ORDFILI). Si può usare anche il comando ORDF.

Esclusione di simboli dall'analisi


Vedi "Esclusione di simboli dall'analisi" a pagina 392.

Marcatura delle connessioni, Elimina i marcatori delle connessioni,


Parametri di marcatura delle connessioni
Vedi "Marcatura connessioni" a pagina 186.

Altre utilità

Riposizionamento numeri filo


Questo comando è utilizzabile dopo aver eseguito la numerazione fili automatica e permette di
riposizionare i numeri già presenti presso i fili. Può essere utile quando la posizione del numero
stabilita da iDEA non soddisfa o si ha la necessità di fissarla in un’altro punto.
È possibile anche visualizzare la sigla del filo in più posizioni sul filo stesso.
396 Analisi dello schema
Altre utilità

Come riposizionare i numeri filo


1. Scegliere Riporta numero filo.

Menu: Schemi>Analisi schema.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Schemi > gruppo Analisi Schema.

Menu: TFILO.

2. Sono disponibili tre opzioni selezionabili da riga di comando o input dinamico.


• Sostituisci (predefinito): è il metodo classico che assegna una nuova posizione alla sigla filo ed
elimina la posizione (o le posizioni) precedente.
• Aggiungi: aggiunge una nuova posizione per la sigla filo senza rimuovere le precedenti.
• Rimuovi: elimina tutte le posizioni assegnate tramite comando TFILO. La sigla filo verrà
visualizzata nella posizione predefinita dal comando di analisi dei fili.

3. Selezionare il filo nel punto in cui spostare il numero oppure selezionare gli estremi della linea
elastica che intercetta i fili nei punti in cui si vuole posizionare i numeri filo.

Nota. La posizione assegnata manualmente viene mantenuta anche in seguito a numerazioni


successive o reset: il numero verrà solo aggiornato o cancellato.

Lettura del numero filo


Questo comando è utilizzabile dopo aver eseguito la numerazione fili automatica e permette di
leggere, alla riga di comando, il numero del filo selezionato.
Riga di comando: RFILO.
17
Morsettiere

In questo capitolo sono descritte le funzioni di tracciatura delle morsettiere elaborate con le funzioni
di analisi schema.

Generalità
iDEA consente di memorizzare le morsettiere e di generare un disegno riassuntivo delle stesse con
elementi grafici parametrizzabili (morsetto normale, morsetto con fusibile, morsetto con diodo, etc.),
organizzato per sigla di morsettiera.
La tracciatura delle morsettiere è una fase successiva all’analisi delle morsettiere che viene eseguita
dalla funzione Analisi schema; vedi “Analisi schema” a pagina 356 e “Analisi delle morsettiere” a
pagina 387. La tracciatura delle morsettiere prevede una serie di operazioni da eseguirsi in ordine
corretto; in particolare si dovrà:
• aver disegnato correttamente lo schema con i vari rinvii filo (vedi “Rinvii filo” a pagina 164);
• aver inserito tutti i morsetti (vedi “Inserimento dei morsetti” a pagina 307);
• aver eseguito la funzione Analisi schema, selezionando le caselle di controllo Analisi fili e
Analisi morsettiere e indicando i fogli su cui applicarla (vedi “Analisi schema” a pagina 356).

Si procede pertanto con la tracciatura delle morsettiere elaborate.

Traccia morsettiera
La funzione Traccia morsettiera consente di disegnare la rappresentazione grafica delle morsettiere
e dei connettori ottenuti dall'analisi automatica dello schema. Per le morsettiere possono venire
rappresentati anche i ponti rilevati tra i vari morsetti e i cavi connessi.
398 Morsettiere
Traccia morsettiera

Al lancio della funzione viene visualizzata la finestra di dialogo Tracciatura morsettiere, nella quale
sono elencate tutte le morsettiere elaborate nello schema dalla precedente analisi; per ognuna di esse
sono elencati i relativi morsetti.

Selezionando una morsettiera, tutti i relativi morsetti vengono selezionati per la tracciatura completa.
È previsto anche il caso di tracciamento parziale selezionando i singoli morsetti tenendo premuto il
tasto CTRL; attivando il menu con il tasto destro del mouse sulla lista dei morsetti, sono disponibili
i comandi:
Morsettiere 399
Traccia morsettiera

Seleziona tutto: seleziona tutti i morsetti della morsettiera per la tracciatura completa.
Seleziona: permette di specificare i morsetti estremi della zona che si intende disegnare.

L'ordinamento dei morsetti nella rappresentazione della morsettiera può essere scelto tra le seguenti
opzioni.

Alfanumerico: l'ordinamento viene effettuato sul numero morsetto seguendo il classico ordinamento
di stringhe alfanumeriche (precedenza ai numeri, successivamente le stringhe alfanumeriche del tipo
A1, A2, A10, le terne dei motori, U1, V1, W1, PE1, U2, etc., e alla fine i morsetti con PE).
Posizionale: l'ordinamento viene effettuato sulla base della posizione del morsetto nel disegno.
Questo dato, generato dall’analisi morsettiere, è modificabile nel programma Cablo.
Logico (es.: U1-V1-W1-U2-V2-W2): l’ordinamento “logico” dei morsetti è utile nei casi di avviamenti
motore (UVW, XYZ), alimentazioni (RSTN).
Indice utente definito in Cablo: l’ordinamento dei morsetti è quello definito manualmente nella finestra
Morsettiere e connettori in Cablo. Vedi guida di riferimento “Cablo”, capitolo “Morsettiere e
connettori”, paragrafo “Ordinamento dei morsetti”.

Per facilitare la scelta di sole morsettiere o di soli connettori da tracciare, si può scegliere il filtro alla
lista visualizzata (riquadro Visualizza, posto in basso a destra nella finestra di dialogo).
È possibile scegliere il profilo di tracciatura dalla lista; il pulsante Opzioni apre la finestra delle
preferenze Morsettiere con opzioni riguardanti la tracciatura delle morsettiere: vedi “Schemi elettrici
- Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763.

Le morsettiere già tracciate sono marcate nella lista con un pallino blu.

Morsettiera da tracciare
Morsettiera già tracciata

Come tracciare una morsettiera


1. Scegliere Traccia morsettiera.

Menu: Schemi>Morsettiere.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Morsettiere.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: DIMO11.

2. Viene visualizzata la finestra di dialogo Tracciatura morsettiere.


3. Nella lista di sinistra selezionare la morsettiera; a destra sono elencati i relativi morsetti:
selezionare quelli che si desidera tracciare.
4. Premere OK per eseguire la tracciatura.
5. Specificare il punto di inserimento.
6. Specificare un angolo di rotazione per la morsettiera selezionando un punto nel disegno.
7. Alla riapertura della finestra Tracciatura morsettiere, premere Chiudi per concludere.

Modalità di disegno della morsettiera


Sono disponibili quattro modalità di tracciatura della morsettiera. La scelta è impostabile nei profili
di tracciatura delle morsettiere che possono essere editati tramite il pulsante Opzioni (vedi “Schemi
elettrici - Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763).
Modalità Singola
La modalità di tracciatura predefinita è quella Singola percui viene effettuato sempre un
tracciamento globale della morsettiera senza controllarne la dimensione.
400 Morsettiere
Traccia morsettiera

Modalità Per segmenti


Per disegnare solo i morsetti posizionabili nello spazio determinato dall’asse tra i due punti di
selezione scegliere la modalità di tracciatura Per segmenti. In fase di tracciatura della morsettiera,
dopo la selezione dell’asse di tracciatura, per posizionare i morsetti rimanenti, è possibile indicare
un altro asse oppure continuare la tracciatura su un nuovo foglio come richiesto alla riga di comando:
Selezionare il primo punto o creare un nuovo foglio?:

digitare S e premere INVIO. iDEA provvederà ad inserire un nuovo foglio e richiederà i punti per
tracciare la morsettiera.
Modalità Una per foglio
Avviando la tracciatura di più morsettiere, quando è attiva la modalità Una per foglio, il comando
chiede la selezione nel foglio dello spazio destinato alla morsettiera. Se la rappresentazione della
morsettiera non può essere contenuta tutta nel foglio, viene proseguita nel foglio successivo con le
modalità classiche. Ogni morsettiera selezionata per il disegno viene rappresentata su di un nuovo
foglio. La sigla della morsettiera o connettore rappresentato viene riportato nel titolo del cartiglio.
Modalità Disegno automatico
La modalità di tracciatura Disegno automatico è stata introdotta al fine di realizzare una modalità di
disegno priva di interazione con l'utilizzatore, che sia fruibile poi per l'aggiornamento automatico.
Note sul disegno della morsettiera
È da tener presente che si può effettuare un tracciamento globale della morsettiera anche se questo
supera l'area grafica individuata dal foglio o disegno corrente su cui si sta lavorando; sarà sempre
possibile poi eventualmente scomporre la morsettiera in varie parti agendo con i normali comandi di
editazione (sposta, taglia,...).
Nel caso, invece, si tracci una parte di morsettiera, la rappresentazione riguarderà solamente i
morsetti selezionati; nel caso ci siano dei ponti o ponticelli tra tali morsetti e gli altri, saranno poste
le frecce di rinvio al morsetto connesso in ponte più vicino.

Per quanto riguarda il disegno della morsettiere di giunzione vedi “Cassette di giunzione” a
pagina 388.

Al posto dell'indicazione del filo lato campo, potranno essere introdotte altre indicazioni
selezionabili in Individuazione dei conduttori isolati nella scheda Morsettiere, attivabile con il
pulsante Opzioni (vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a pagina 761). Per un ulteriore
approfondimento vedi “Individuazione dei conduttori isolati” a pagina 413.

Morsettiera con rappresentazione del cavo


Nel caso, nella finestra delle opzioni Morsettiera, sia spuntata la casella Indicazione cavo, verrà
tracciato il collegamento a mezzo cavo verso un'apparecchiatura in campo e in quadro connessa a
mezzo cavi già definiti. La figura seguente riporta la tracciatura di un morsettiera di giunzione con
la rappresentazione dei cavi.
Morsettiere 401
Traccia morsettiera

Le informazioni riportate sono: la sigla del cavo, la descrizione, la lunghezza, la formazione, la


designazione, il tipo di schermo (se presente), il codice di archivio e il colore dei fili.

Nota. I blocchi di rappresentazione del cavo di nome mar_cav1.dwg (lato campo) e mar_cav2.dwg
(lato quadro), contenuti nella sottodirectory LIB0 o LIB, potranno essere ridefiniti per soddisfare
esigenze particolari.

La distanza dall'asse morsettiera alla quale è disegnato il collegamento in cavo è definibile nella
casella Distanza tra morsettiera e cavo (mm), nella scheda Morsettiere accessibile dal pulsante
Opzioni.
Rappresentazione del simbolo connesso al cavo
Nel caso, nella finestra delle opzioni Morsettiera (vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere”
a pagina 761), sia spuntata la casella Indicazione cavo, e anche Inserisci simboli lato campo e\o
Inserisci simboli lato quadro, oltre alla rappresentazione del cavo viene tracciato anche il simbolo
dell’apparecchiatura connessa al cavo in campo e\o in quadro.

Morsettiere con morsetti multipli


Come già visto nel capitolo dedicato ai morsetti un morsetto multiplo è fondamentalmente un
morsetto il cui numero di connessioni distinte sono maggiori di due e sono generalmente disposte in
piani (vedi “Morsetti multipli” a pagina 303).
L'uso di morsetti multipli deve essere impostato nella fase di inserimento dei morsetti nei fili
mediante la selezione di morsetti di tipo multiplo in archivio Morsetti.
In fase di tracciatura, le morsettiere con morsetti multipli vengono rappresentate come nella figura
seguente. Si noti che i morsetti multipli vengono rappresentati tutti alla fine della morsettiera, dopo
i morsetti singoli.
402 Morsettiere
Traccia morsettiera

Una opzione permette di disegnare o meno i pin dei piani non riportati nello schema elettrico.
L’opzione è disponibile nei dati del profilo di disegno: nella finestra Traccia morsettiere selezionare
il bottone Opzioni per aprire la pagina Disegno morsettiere della finestra Preferenze ambiente
grafico. Qui è possibile selezionare il profilo di tracciatura da modificare e quindi attivare o
disattivare l’opzione Inserisci i livelli liberi dei morsetti multipli.

Disegno della morsettiera per piani separati


Per il disegno della morsettiera per piani separati è disponibile una modalità automatica secondo la
quale i morsetti vengono suddivisi in tante rappresentazioni quanti sono il numero massimo di piani
dei morsetti multipli che la compongono. La morsettiera così ripartita per piani viene disegnata su
fogli diversi. Per i piani successivi al primo, dove in una data posizione non fosse presente nessun
morsetto perché non presente il livello corrispondente, il blocco di riempimento ombreggiato (blocco
MORS_FILLER.dwg) marcherà la posizione mancante. La sigla della morsettiera nel cartiglio del
foglio viene contrassegnata coll'indice del livello rappresentato.
Per attivare il disegno a livelli della morsettiera occorre editare un profilo di tracciatura morsettiere.
Nella finestra di Traccia morsettiere modificare il profilo di disegno: impostare Modalità di disegno
morsettiera in Disegno automatico e selezionare la casella Disegna per livelli.
Per definire un nuovo profilo di tracciatura delle morsettiere aprire la finestra dei profili con il
pulsante Opzioni; vedi “Schemi elettrici - Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763.

Ulteriori rappresentazioni
Oltre al modello di disegno già visto nelle figure precedenti, con la funzione Traccia morsettiera si
possono rappresentare le morsettiere con altri modelli personalizzabili e tabellari come quelle
visualizzate di seguito.
Sono disponibili diversi profili di disegno ed altri possono essere definiti. Il profilo di disegno della
morsettiera deve essere selezionato nella finestra Tracciatura morsettiera, prima della tracciatura.
Per modificare o creare un profilo di disegno, attivare la finestra delle opzioni morsettiera con il
pulsante Opzioni (vedi “Schemi elettrici - Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763); quindi
settare il PREFISSO corretto nella casella Prefisso del blocco morsettiera.
Rappresentazione normale (default)
Prefisso del blocco morsettiera: MORS;
blocco morsetto: [Link];
blocco testata: h_mors.dwg.
Rappresentazione 3D
Prefisso del blocco morsettiera: MORSA1;
Morsettiere 403
Traccia morsettiera

blocco morsetto: [Link];


blocco testata: h_mors.dwg.
Rappresentazione con tabellina colore fili e designazioni
Prefisso del blocco morsettiera: CMORS;
blocco morsetto: [Link];
blocco testata: h_cmors.dwg.
Rappresentazione tabellare
Prefisso del blocco morsettiera: TMORS;
blocco morsetto: [Link];
blocco testata: h_tmors.dwg.
Rappresentazione tabellare con ponti
Prefisso del blocco morsettiera: TPMORS;
blocco morsetto: [Link];
blocco testata: h_tpmors.dwg.
Rappresentazione normale con spazio riservato ai ponticelli
Prefisso del blocco morsettiera: PMORS;
blocco morsetto: [Link];
blocco testata: h_mors.dwg.

Nota. In questo tipo di rappresentazione il comando di disegno riserva, per il disegno dei ponticelli,
lo spazio definito nella casella Spazio riservato al disegno dei ponticelli (vedi “Schemi elettrici -
Elaborazione morsettiere” a pagina 761). Per non eseguire il disegno dei ponticelli è sufficiente
deselezionare l’opzione Disegna i ponticelli. I collegamenti eseguiti tramite ponticelli saranno
comunque rappresentati come normali ponti in morsettiera.

Nota. Tutti i blocchi sono salvati in \COMMON\LIBRARY\LIB0 o LIB.


Esempi
Le rappresentazioni della figura seguente si ottengono con i profili di disegno morsettiera il cui
Prefisso del blocco morsettiera è MORS, CMORS, TMORS o TPMORS.
404 Morsettiere
Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)

Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)


A mezzo del programma Cablo, la cui finestra può essere aperta direttamente in iDEA, è possibile
effettuare la modifica delle caratteristiche dei morsetti elaborati dallo schema, variarne l’ordine in
morsettiera, aggiungere o eliminare morsetti e tracciarli sul disegno.
Morsettiere 405
Anteprima morsettiere

È possibile, inoltre, aggiungere degli elementi accessori nella morsettiera come i diaframmi
separatori, i blocchetti terminali e altri blocchi personalizzati, che poi verranno riportati in
tracciatura.
Come avviare Cablo da iDEA
• Selezionare Cablo.

Menu: Schemi>Morsettiere.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.
Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: CABLO.

Le seguenti funzioni sono descritte nella guida di Cablo.

Traccia morsettiere da Cablo


Da Cablo, se avviato in ambiente grafico, è possibile tracciare le morsettiere. I vantaggi della
tracciatura delle morsettiere dall’interfaccia di Cablo stanno nella flessibilità di tracciatura, per cui
è possibile:
• tracciare le morsettiere dopo aver ordinato i morsetti come desiderato;
• tracciare le morsettiere con gli elementi accessori aggiunti: blocchi separatori e di testata.

Aggiornamento delle morsettiere tracciate


Se nell’interfaccia di Cablo si apportano delle modifiche ai dati di morsetti tracciati in precedenza,
è possibile eseguire l’operazione di Aggiorna morsettiere che provvede ad aggiornare tutte le
morsettiere tracciate nello schema aperto con i dati presenti in Cablo. Il comando Aggiorna
morsettiere è attivabile dal menu che si apre con un clic sul tasto destro del mouse posizionato sulla
griglia dei morsetti in Cablo.

Anteprima morsettiere
La funzione Anteprima morsettiere permette di visualizzare l'anteprima e stampare la
rappresentazione delle morsettiere tracciate, ottenute dall'analisi delle morsettiere, evitando così la
necessità di tracciarle nell'ambiente grafico.
Come avviare Anteprima morsettiere
1. Selezionare Anteprima morsettiere.

Menu: Schemi>Morsettiere.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Morsettiere.
Riga di comando: REPMOR.

2. Alla richiesta, selezionare il file [Link] ottenuto dall'analisi dello schema.

Di seguito viene visualizzata una finestra di dialogo con la lista delle morsettiere dello schema. Nella
scheda Opzioni si possono modificare le impostazioni delle stampe scegliendo se stampare o meno
alcune informazioni.
• Numero del filo.
• Descrizione degli elementi in quadro.
• Descrizione degli elementi in campo.
• Ubicazioni.

Selezionando Anteprima si ottiene una visualizzazione delle morsettiere selezionante, una per foglio,
con la stessa rappresentazione grafica che si ottiene eseguendo la tracciatura nello schema con il
comando Traccia morsettiera.
Il pulsante Stampa, avvia la stampa delle morsettiere selezionate nella scheda Morsettiere.
406 Morsettiere
Orientamento quadro/campo dei componenti connessi

Orientamento quadro/campo dei componenti connessi


Nell’analisi dello schema, durante la fase di analisi delle morsettiere, il programma elabora le
informazioni di cablaggio dei morsetti presenti nello schema elettrico e determina il lato di
collegamento dei componenti connessi alle morsettiere (o connettori). I lati di connessione previsti
sono due: quadro e campo. Per convenzione in lato quadro vengono posti i componenti collegati a
monte della morsettiera, in lato campo i componenti posti a valle della morsettiera.

Nota. Nella trattazione che segue i concetti espressi per le morsettiere hanno la stessa valenza anche
per i connettori.

L’elaborazione del cablaggio dipende dalla proprietà tipologia di collegamento di ogni singola
morsettiera (o connettore). La tipologia di collegamento determina due diversi modi di collegare i
componenti ai lati quadro e campo della morsettiera:
• Morsettiera di quadro: vengono posti in lato quadro tutti gli elementi appartenenti alla stessa
ubicazione della morsettiera e in lato campo tutti quelli con ubicazione diversa da quella della
morsettiera.
• Morsettiera in cassetta di giunzione: vengono posti in lato quadro tutti gli elementi con ubicazione
che precede l’ubicazione della morsettiera, vengono posti in lato campo quelli con ubicazione che
segue l’ubicazione della morsettiera.

Sulla base delle definizioni di lato quadro/campo e di tipologia di collegamento è intuibile che per
orientare la disposizione degli elementi connessi alla morsettiera è necessario un corretto uso
dell’ubicazione nei simboli (vedi “Identificazione completa dei componenti di schema” a
pagina 274). La tipologia di collegamento e l’ubicazione di appartenenza della morsettiera e le
ubicazioni degli elementi connessi alla stessa determinato gli orientamenti quadro/campo degli
elementi stessi.
La tipologia di collegamento può essere liberamente impostata per ogni singola morsettiera o
connettore. Per modificare la tipologia accedere alla pagina Analisi dei collegamenti della finestra
di modifica delle proprietà della morsettiera del comando Morsetti (vedi “Definizione delle
morsettiere” a pagina 297) o, in modo analogo, della finestra di modifica delle proprietà dei
connettori del comando Connettori (vedi “Connettori” a pagina 312).

La tipologia di collegamento può assumere i valori Morsettiera di quadro e Morsettiera in cassetta


di giunzione come sopra descritti. In aggiunta è possibile impostare il valore Automatica (valore
predefinito), nel qual caso la tipologia di collegamento è desunta in modo autonomo dalla procedura
di analisi delle morsettiere. Utilizzando questa impostazione si distinguono i due casi possibili:
• Uno o più morsetti della morsettiera sono connessi a simboli appartenenti alla stessa ubicazione
della morsettiera stessa: la tipologia assegnata è Morsettiera di quadro.
• Tutti i morsetti della morsettiera sono connessi a simboli aventi ubicazione diversa da quella
della morsettiera stessa: la tipologia assegnata è Morsettiera in cassetta di giunzione.

Nella figura seguente è proposto un tipico esempio di configurazione con due morsettiere
riconosciute come di quadro dalla procedura di analisi dello schema.
Morsettiere 407
Orientamento quadro/campo dei componenti connessi

+A
Lato campo Lato quadro
-K1

+A
-X1
-X1 -X2 -K1

+B
+B -X2
-X2 -X1 -K2

-K2

Nella figura seguente, invece, viene proposta una configurazione similare in cui però la morsettiera
-X2 viene riconosciuta come cassetta di giunzione in quanto connessa a soli elementi aventi
ubicazioni diversa da +B. In questo caso vengono analizzate le ubicazioni degli elementi connessi e
distinte in ubicazioni che precedono (a monte) o che seguono (a valle) l’ubicazione della morsettiera
in cassetta di giunzione. Nell’esempio +A viene riconosciuta come a monte rispetto a +B, mentre +C
viene riconosciuta come a valle rispetto a +B.

+A
Lato campo Lato quadro
-K1

+A
-X1
-X1 -X2 -K1

+B
+B -X2
-X2 -K2 -X1

+C

-K2

Criteri di ordinamento delle ubicazioni


Per l’ordinamento degli elementi connessi ai lati delle morsettiere in cassetta di giunzione è quindi
fondamentale impostare il corretto ordine delle ubicazioni. Di seguito vengono proposti i criteri di
ordinamento delle ubicazioni, posti in ordine di precedenza.

1. Schema di interconnessione delle ubicazioni: l’ordine di precedenza delle ubicazioni viene


determinato sulla base delle connessioni dei fasci di cavi dello schema di interconnessione delle
ubicazioni, se disegnato.
408 Morsettiere
Orientamento quadro/campo dei componenti connessi

2. Tipologia dell’ubicazione: è possibile associare ad ogni ubicazione una particolare tipologia.


L’ordine reciproco di due ubicazione aventi tipologia diversa è quindi stabilito in base all’ordine di
precedenza delle tipologie.
3. Ordinamento della lista ubicazioni: tramite il comando Gestione ubicazioni (vedi comando
Gestione ubicazioni…) è possibile determinare l’ordine della lista ubicazioni. Tale ordine impone
anche la precedenza delle ubicazioni per la determinazione del lato quadro/campo di connessione in
morsettiera. L’ordine predefinito delle ubicazione, se non variato dall’utente, è quello alfanumerico.

Nota. È importante rivedere gli argomenti base di questa gestione quali “Gestione ubicazioni e
funzioni” a pagina 331 e “Schema di interconnessione” a pagina 334.

Nell’esempio è evidente come l’analisi morsettiere standard consideri come elementi appartenenti al
quadro delle morsettiera tutti quelli aventi stessa ubicazione. Allo stesso modo, elementi aventi
ubicazione diversa sono posti in lato campo. L’analisi basata su file *.cns, invece, nel caso di
elementi appartenenti alla stessa ubicazione operava un orientamento basato sull’interpretazione
grafica del collegamento fra simboli. Tale criterio poteva portare in talune situazioni ad una errata
determinazione dei lati di connessione. Ai fini di una corretta lettura del collegamento in morsettiera
è quindi importante definire le ubicazioni costituenti lo schema elettrico, assegnare loro il corretto
ordine sulla base dei criteri sopra esposti, assegnare ad ogni simbolo la corretta ubicazione di
appartenenza.

Uso del valore EXT nell’attributo Morsettiera (UBIC) dei simboli


Per forzare la connessione in lato campo di un simbolo rispetto al morsetto al quale è connesso è
possibile attribuire il valore EXT all’attributo Morsettiera (etichetta UBIC) presente nei blocchi
attributo dei simboli dello schema elettrico. Indipendentemente dalle ubicazioni assegnate quindi, un
simbolo impostato come esterno (EXT nell’attributo UBIC) viene sempre posto nel lato campo delle
morsettiere. È possibile quindi orientare anche morsettiere e simboli aventi tutti la stessa ubicazione
o non aventi ubicazione assegnata. È comunque consigliato l’uso delle ubicazioni come sopra
indicato rispetto all’uso di EXT.

Uso del valore INT nell’attributo Morsettiera (UBIC) dei simboli


Al fine di risolvere alcune situazioni circuitali particolari è possibile usare il termine INT come
possibile valore per l'attributo Morsettiera (etichetta UBIC) nei simboli dello schema elettrico. Ai
fini dell'analisi delle morsettiere, l'impostazione di tale valore provoca il posizionamento dei simboli
a monte della morsettiera a cui sono collegati, in lato quadro. Il risultato è quindi speculare a quello
provocato dal valore EXT assegnato al medesimo attributo ed è indipendente dall'ubicazione
eventualmente assegnata al simbolo. È comunque consigliato l'uso delle ubicazioni come modo
preferenziale per orientare i componenti collegati alla morsettiera.

Assegnazione dei componenti appartenenti alla stessa ubicazione


Al fine di agevolare la lettura della lista delle connessioni da parte del cablatore è stato ulteriorimente
migliorato il criterio di assegnazione dei componenti appartenenti alla stessa ubicazione ai capi
destro e sinistro delle connessioni. Il nuovo criterio tende ad uniformare per quanto possibile il lato
di assegnazione di un componente nelle connessioni che interessano i suoi pin. Tale uniformità
rimane non garantita per situazioni circuitali complesse.
In particolare, per connessioni fra componenti aventi stessa ubicazione vengono introdotti i seguenti
criteri di ordinamento dei capi.
• I componenti aventi l'attributo Morsettiera (UBIC) del simbolo valorizzato con EXT questi
vengono posti possibilmente al capo destro.
• Morsetti e connettori vengono posti possibilmente al capo sinistro.
• Le apparecchiature sono poste possibilmente al capo destro.

Nel caso di connessioni fra componenti che presentano le medesime caratteristiche sopra citate la
procedura di analisi cerca di mantenere un dato componente sempre dallo stesso lato della
connessione.
Morsettiere 409
Personalizzazione dei morsetti tracciati

Personalizzazione dei morsetti tracciati


Nel tracciamento della morsettiera si fa uso di un blocco con attributi per rappresentare ogni morsetto
e gli elementi di collegamento.

I morsetti di categoria Normale, predefinita e indicata nella finestra di dialogo Morsettiere in fase di
inserimento dei morsetti nello schema, vengono rappresentati con il blocco [Link].

Se si è selezionata la categoria Utente, iDEA utilizzerà invece un blocco personalizzato che deve
essere precedentemente definito e registrato in Gestione blocchi morsetto. Il nome del blocco usato
per tracciare ogni morsetto deve essere composto in base alle caratteristiche del morsetto; per questo
si utilizza l’utilità presente in Gestione blocchi morsetto.
Tutti i blocchi utilizzabili da iDEA per la tracciatura dei morsetti e degli elementi accessori delle
morsettiere, devono essere definiti in Gestione blocchi morsetto: vedi “Gestione blocchi morsetto”
a pagina 773.
Esempio
Se dall'archivio Morsetti si seleziona un codice morsetto con le seguenti caratteristiche: categoria
Utente con sigla OPTO, piani 2, sezione (mm2) 4, in fase di tracciatura del morsetto del piano 1
viene utilizzato il blocco [Link]; in fase di tracciatura del morsetto del piano 2 viene
utilizzato il blocco [Link].
Nel caso non si selezioni un codice di morsetto in Archivio morsetti, per selezionare una categoria
utente, nel riquadro Simboli grafici della finestra di dialogo Morsettiere (vedi “Definizione delle
morsettiere” a pagina 297), si deve selezionare Utente nella lista a comparsa Categoria e digitare la
sigla della categoria utente nella casella di testo Utente. In tale modo, però non si può gestire sagome
diverse per sezioni diverse.

Uso di blocchi dinamici per il disegno della morsettiera


Nel disegno della morsettiera con la funzione Traccia morsettiera (comando DIMO11) si può
utilizzare anche i blocchi dinamici, in alternativa ai comuni blocchi con attributi per la
rappresentazione dei morsetti.
In particolare, vengono gestiti quattro stati di visibilità del blocco dinamico, in corrispondenza ai
quattro possibili stati di connessione del morsetto:
• UP+DOWN: morsetto connesso ai lati quadro e campo.
• UP: morsetto connesso solo in lato quadro.
• DOWN: morsetto connesso solo in lato campo.
• NONE: morsetto non connesso.
410 Morsettiere
Traccia morsettiera da elemento

Gli stati di visibilità del blocco dinamico sono gestiti solo se il blocco morsetto è registrato nella lista
dedicata in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda Gestione blocchi morsetto
(blocchi morsetto per la tracciatura delle morsettiere) e se fra le proprietà del morsetto (finestra di
modifica dei dati) è attiva la spunta Il blocco è privo delle linee indicanti i fili uscenti dal morsetto.
Vedi “Gestione blocchi morsetto” a pagina 773.

Traccia morsettiera da elemento


La funzione Traccia morsettiera da elemento permette di disegnare la zona parziale di morsettiera
attinente un simbolo selezionato evidenziando la sigla della morsettiera di appoggio.
Come tracciare una morsettiera attestata ad un elemento
1. Scegliere Traccia morsettiera da elemento.

Menu: Schemi>Morsettiere.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Morsettiere.


Riga di comando: DIMO12.

2. Selezionare nello schema il simbolo dell'elemento da tracciare. Appare la finestra di dialogo


Morsettiere; nella lista a comparsa Morsettiere del riquadro Morsettiera vengono elencate le
morsettiere attestate all'elemento da tracciare.
3. La procedura continua come per la normale tracciatura di una morsettiera.

Ponti a filo o in barretta


I collegamenti in ponticello fra morsetti, realizzati con ponti a filo o in barretta possono essere
disegnati nello schema elettrico e codificati per risultare nella lista dei materiali.
Tali connessioni possono essere disegnate tramite tratti di filo (vedi “Fili” a pagina 152) a cui deve
essere assegnata una apposita la sezione speciale [PONTICELLO] con colore configurabile.
Conseguentemente all’analisi dello schema, tutti i dati di questo particolare tipo di ponte risultano
in morsettiera e sono gestiti tramite Cablo.

Per utilizzare la sezione speciale [PONTICELLO] occorre attivare l’opzione Colore per ponticelli in
morsettiera nel profilo di sezione fili che si avvia da Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF,
vedi “Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili” a pagina 759).
Morsettiere 411
Ponti a filo o in barretta

Oltre a scegliere il colore è possibile decidere se i fili vengano numerati o meno.


Se attiva, la sezione risulta disponibile come valore [PONTICELLO] nelle liste a discesa per la
selezione della sezione filo della funzione di disegno filo (comando FILO) e nella palette delle
proprietà (si apre con il comando EGPROP).
Se il filo di collegamento fra due morsetti della stessa morsettiera assume il colore della sezione
speciale [PONTICELLO], l'analisi delle morsettiere provvede a impostare al ponticello il tipo Ponte
fra morsetti (proprietà visibile in Cablo). Se il tipo Ponte è successivamente modificato in Cablo, la
modifica sarà permanente e non più variata da successive analisi dello schema. Nei dati della
connessione il collegamento di tipo ponticello ha valore di sezione vuoto.
412 Morsettiere
Ponti a filo o in barretta
18
Cablaggi

In questo capitolo sono descritte le funzioni di interfacciamento di iDEA con il programma Cablo
per la gestione delle connesioni e i cablaggi.

Nota. Le funzioni di questo capitolo non sono utilizzabili nei pacchetti CADelet Impianti, Smart
Impianti, Smart Base e Eplus.

Salvataggio sincronizzato dei file di cablaggio


iDEA gestisce il salvataggio dei file di cablaggio in modo sincronizzato al disegno.
Ciò significa che i file di cablaggio generati dall’analisi dello schema (nel dettaglio i file .sch, .cpj,
.clm, .tlb) sono automaticamente salvati in un unico file ogni qual volta viene salvato uno dei disegni
dello schema (file .dwg). Il file viene nominato con il nome dello schema corrente ed estensione
.schx.
Questa gestione assicura la sincronizzazione dei dati di cablaggio con il disegno, evitando che
eventuali modifiche apportate ai cablaggi ed automaticamente salvate dal software, non siano
concordi con il disegno perché quest’ultimo non è stato salvato dal disegnatore.
Ora, se vengono aggiunti o modificati fogli, cavi, morsettiere, connettori, ma il disegno non viene
salvato, alla riapertura del progetto non saranno presenti.

Disattivazione della sincronizzazione


Questa modalità è attiva in modo predefinito ma può essere disabilitata: accedere alla finestra
Preferenze (comando EGPREF), selezionare Preferenze ambiente grafico > Generali ed agire
sull’opzione Salva i file di progetto con il salvataggio disegno.

Attenzione. Nel caso in cui si passi dalla modalità vecchia (file esplosi) alla modalità nuova (file
sincronizzati nel .schx), all'apertura di uno schema prevale il file .schx, che potrebbe non essere
aggiornato se nel frattempo sono state fatte modifiche mentre si era in modalità vecchia. In questi casi
si consiglia di rimuovere i file .schx prima di aprire gli schemi.

Individuazione dei conduttori isolati


iDEA permette l'individuazione dei conduttori isolati (cavi o fili di collegamento) utilizzati negli
impianti elettrici e negli equipaggiamenti che ne fanno parte, in conformità alle norme CEI 16-1. Tali
norme, definiscono i sistemi di individuazione mediante simboli da utilizzare per i conduttori isolati.
Sono considerati due tipi di individuazione.
• Individuazione principale
• Individuazione complementare

Lo scopo dell'individuazione di conduttori isolati è di permettere, se necessario, l'identificazione di


questi conduttori nel circuito di cui essi fanno parte, anche se essi sono stati distaccati dai morsetti
cui erano connessi.
Le modalità di individuazione dipendono dall'indicazione selezionata in Individuazione dei
conduttori isolati, nella scheda Morsettiere, in Preferenze ambiente grafico (vedi “Schemi elettrici -
Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763).
414 Cablaggi
Individuazione dei conduttori isolati

Individuazione principale
Sistema di individuazione che caratterizza ciascun conduttore o gruppo di conduttori senza tener
conto della loro funzione elettrica.
Individuazione dipendente
Sistema di individuazione dei conduttori o gruppi di conduttori basato sull'individuazione dei
morsetti ai quali i conduttori stessi sono connessi o degli equipaggiamenti ai quali sono connessi
gruppi di conduttori:

a) Individuazione dipendente dal morsetto vicino: sistema di individuazione nel quale il simbolo posto
ad una estremità del conduttore è uguale a quello del morsetto cui questa estremità e connesso.

b) Individuazione dipendente dal morsetto lontano: sistema di individuazione nel quale il simbolo
posto ad una estremità del conduttore è uguale a quello del morsetto cui è connessa l'altra estremità
del conduttore stesso.

c) Individuazione dipendente da entrambi i morsetti (vicino e lontano): sistema di individuazione nel


quale ogni estremità del conduttore è individuata utilizzando contemporaneamente sia il simbolo del
morsetto cui esso è connesso, sia quello del morsetto cui è connessa l'altra estremità.

Individuazione indipendente
Sistema di individuazione dei conduttori o di gruppi di conduttori indipendente da quello dei morsetti
cui sono connessi i conduttori o da quelli degli equipaggiamenti cui sono connessi i gruppi di
conduttori. Ad esempio si utilizza il numero di filo su quadro o il numero di filo nel cavo di
collegamento.

Individuazione mista
Sistema di individuazione che utilizza congiuntamente l'individuazione dipendente e quella
indipendente.

Individuazione complementare
Sistema di individuazione, generalmente impiegata come complemento all'individuazione
principale, e basato sulla funzione elettrica di ogni conduttore o gruppo di conduttori.
Cablaggi 415
Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)

Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)


Le funzioni per la gestione delle connessioni sono integrate nel programma Cablo (modulo
opzionale). Si può eseguire Cablo come programma indipendente o avviare le funzioni dall'ambiente
grafico CAD.

Nota. L'associazione dei cavi in ambiente grafico è utilizzabile solamente dopo aver eseguito
l'analisi dello schema e delle morsettiere e se è installato il programma Cablo.

Quindi, dopo l'inserimento dei morsetti e l'analisi dello schema (fili e morsettiere), è possibile
avviare l’interfaccia Cablo tramite il comando CABLO o Associacavo, definire l’elenco dei cavi
necessari ed effettuare il cablaggio degli stessi.
Come avviare Cablo da iDEA
• Selezionare Cablo.

Menu: Schemi>Cablaggi.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: CABLO.

Il cablaggio dei cavi può essere eseguito direttamente sul disegno con le interfacce messe a
disposizione da Cablo. Le seguenti funzioni sono descritte nella guida di Cablo.

Definizione del cavo su disegno


La funzione Definisci cavo, permette di assegnare un cavo alle connessioni disegnate nello schema
elettrico. Dopo aver eseguito il comando SETCAVO selezionare i fili da cablare tramite una linea che
li intercetta (allo stesso modo in cui si inseriscono morsetti, rinvii e vincoli). Di seguito viene
visualizzata l’interfaccia Cablo, con gli elementi da cablare già selezionati e pronti per l’associazione
del cavo.
Nei fili cablati viene posizionato un blocco identificativo con i dati del cavo che verranno elaborati
dall’analisi dello schema e resi disponibili anche in Cablo.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.
Riga di comando: SETCAVO.

Nel caso in cui il disegno dello schema elettrico sia disegnato rispettando la corretta sequenza di
cablaggio, ovvero con connessioni seriali/parallele, la funzione Associa cavo permette una completa
flessibilità nell'individuare e definire su quali congiunzioni attestare esattamente il cavo in questione.
I cavi possono essere definiti ad esempio anche su tutti i tratti serializzati di un filo comune a varie
apparecchiature.
416 Cablaggi
Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo

Associazione di un cavo con selezione automatica


Per collegare un cavo ad una morsettiera o un’apparecchiatura, può essere comodo utilizzare anche
la funzione Associacavo. Per utilizzare questa funzione, selezionare sullo schema i morsetti o
l’apparecchiatura da collegare ed eseguire il comando ASSOCIACAVO. Di seguito viene
visualizzata l’interfaccia Cablo, con gli elementi da cablare già selezionati e pronti per l’associazione
del cavo.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.
Riga di comando: ASSOCIACAVO.

Riporto degli elaborati sul disegno


Dopo le operazioni di cablaggio si possono riprodurre nel disegno, come fogli allegati allo schema,
i seguenti elaborati.
• Tabella posa cavi
• Tabella lista cavi
• Targhette componenti e connessioni
• Tabella apparecchiature con targhette
• Tabella di posa cavi da componente

Per ulteriori informazioni vedi la guida di riferimento “Cablo”, dove sono descritte in modo
completo tutte le funzioni di Cablo per il cablaggio e il riporto dei dati in CAD.

Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo


Tramite l’interfaccia del programma Cablo (modulo opzionale), dopo la connessione dei cavi, è
possibile riportare nel disegno la tabella cavi, con lo schema delle connessioni di ogni cavo e la lista
dei cavi del progetto, con le informazioni di utilizzo dei cavi.
Per ulteriori informazioni vedi la guida di riferimento “Cablo”.

Nota. Il tipo di foglio utilizzato è il Foglio posa cavi, previsto per la rappresentazione sinottica del
collegamento effettuato a mezzo di cavi definiti in precedenza in Cablo. Nel caso di cassette di
giunzione locali, la procedura evidenzierà la loro presenza nel campo morsetti esterni. La figura
seguente mostra un esempio di Tabella posa cavi.
Cablaggi 417
Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo
418 Cablaggi
Marcatura dei collegamenti

Marcatura dei collegamenti


La marcatura dei collegamenti si può effettuare dopo aver eseguito l'analisi dello schema e delle
morsettiere ed avere eseguito l'associazione dei cavi in Cablo (vedi “Interfacciamento con Cablo
(modulo opzionale)” a pagina 415).
Si utilizza per indicare sullo schema circuitale un collegamento tra quadri realizzato a mezzo di
morsetti e conduttori di collegamento o cavi.
Il tipo di indicazione, sotto forma di una scritta, dipende dall'indicazione selezionata in
Individuazione dei conduttori isolati (vedi “Individuazione dei conduttori isolati” a pagina 413),
nella scheda Morsettiere, in Preferenze ambiente grafico (vedi “Preferenze ambiente grafico” a
pagina 756).
Come eseguire la marcatura di un collegamento
1. Scegliere Marcatura conduttori.

Menu: Schemi>Cablaggi.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.


Riga di comando: MARKCOND.

2. Selezionare il morsetto a cui è collegato il primo filo del collegamento.


3. Premere INVIO. Indicare un punto di inserimento e la rotazione dell'etichetta.
4. Procedere selezionando a turno gli altri morsetti.

Marcatura dei cavi


La marcatura dei cavi consiste nel riportare sullo schema elettrico i dati di identificazione del cavo
che si attesta su un morsetto scelto sullo schema.

Il cavo deve essere stato, in precedenza, definito nel programma Cablo o nell’interfaccia Cavi in
iDEA (vedi “Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)” a pagina 415).
In effetti viene inserito un blocco di identificazione del collegamento all'interno del quale saranno
riportate le informazioni relative al cavo collegato al morsetto selezionato.
Come eseguire la marcatura di un cavo
1. Scegliere Marcatura cavo.

Menu: Schemi>Cablaggi.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.


Riga di comando: MARKCAVI.

2. Selezionare il morsetto a cui è collegato il primo filo del cavo da marcare.


3. Premere INVIO. Indicare un punto di inserimento e la rotazione dell'etichetta.
4. Procedere selezionando a turno gli altri morsetti.
Cablaggi 419
Marcatura cavo sul disegno

Nota. Quando si ha una apparecchiatura con più pin, il comando MARKCAVI distingue la
connessione selezionata. Se all’apparecchiatura sono collegati più cavi vengono tracciati i dati del
cavo connesso al pin selezionato.

Aggiornamento dei marcatori dei cavi


Per aggiornare i dati nei blocchi di marcatura dei cavi con i dati modificati in Cablo (Sigla, Codice,
Descrizione, Formazione, Designazione, Livello di disturbo, Tipo di schermatura, Funzione) è
necessario avviare l’interfaccia di Cablo.
Nella finestra Distinta cavi utilizzare il comando Aggiorna i marcatori dei cavi nello schema, dal
menu a cursore, attivabile premendo il tasto destro del mouse, con il cursore sopra la lista cavi.

Marcatura cavo sul disegno


La funzione Mostra dati cavo (comando MOSTRACAVO) traccia una rappresentazione con i dati del
cavo associato ai fili selezionati nello schema elettrico.
L’associazione del cavo deve essere avvenuta in precedenza tramite la funzione Definisci cavo su
disegno (comando SETCAVO, vedi “Definizione del cavo su disegno” a pagina 415) oppure tramite
Cablo (vedi “Interfacciamento con Cablo (modulo opzionale)” a pagina 415). Entrambi i metodi
associano alle linee elettriche i dati dei conduttori del cavo associato (blocchi di vincolo sulle linee
elettriche).
Per inserire i dati del cavo avviare il comando MOSTRACAVO e selezionare tramite linea elastica
le linee elettriche che si intendono marcare. Viene verificata la presenza di un cavo associato alle
linee intercettate e dove presente viene inserito il marcatore del conduttore. I marcatori dei conduttori
vengono infine raccordati con il blocco indicatore del cavo.
Come avviare la marcatura dati del cavo sul disegno
• Scegliere Marcatura cavo su disegno.

Menu: Schemi>Linee elettriche.


Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fili.
Barra strumenti: scheda Linee.
Riga di comando: MOSTRACAVO.

Nota. Lo stesso blocco informativo può essere inserito anche a seguito dell’esecuzione della
funzione Definisci cavo su disegno. A tal fine è sufficiente attivare l’opzione Cavo e conduttori nella
casella Marcatore del cavo all’interno della finestra Assegnazione cavi.

Profili di rappresentazione
420 Cablaggi
Tabella morsettiera

Profili di rappresentazione
È possibile personalizzare le caratteristiche di disegno della marcatura del cavo accedendo alla
finestra Profili di marcatura dei cavi su disegno. La finestra dei profili è accessibile in Preferenze
(comando EGPREF, selezionare Preferenze ambiente grafico > Schemi elettrici > Profili di
marcatura dei cavi nel disegno), o dalla finestra di dialogo del comando Definisci cavo su disegno,
tramite il bottone Opzioni relativo alla preferenza Marcatore del cavo: vedi “Schemi elettrici - Profili
di marcatura del cavo sul disegno” a pagina 766.

Tabella morsettiera
All’avvio della funzione Tabella morsettiera viene visualizzata la finestra di dialogo Tracciatura
tabella morsettiera, nella quale sono elencate tutte le morsettiere elaborate nello schema dalla
precedente analisi; per ognuna di esse sono elencati i relativi morsetti.
Selezionando una morsettiera, tutti i relativi morsetti vengono selezionati per la tracciatura completa.
È previsto anche il caso di tracciamento parziale selezionando i singoli morsetti tenendo premuto il
tasto CTRL.
L'ordinamento dei morsetti nella rappresentazione della morsettiera può essere scelto tra
Alfanumerico, Posizionale, Logico o Indice utente definito in Cablo.
Per il tracciamento della tabella morsettiera viene utilizzata una tabella opportunamente preparata
selezionabile tramite il pulsante Opzioni: è possibile selezionare il profilo desiderato ma anche
aggiungere un nuovo profilo per tabelle personalizzate o modificare quelli presenti:
• Orizzontale con cavo a monte e a valle (non modificabile ne cancellabile)
• Orizzontale con cavo a valle
• Verticale con cavo a monte e a valle
• Verticale con cavo a valle
• Orizzontale con ponti
• Verticale con ponti

Queste opzioni fanno parte della scheda Tabelle morsettiere in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF): per la descrizione di ogni opzione vedi “Schemi elettrici - Profili di tracciatura
morsettiere” a pagina 763.
Come compilare la tabella morsettiera
1. Selezionare il comando Tabella morsettiera.

Menu: Schemi>Cablaggi.
Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Morsettiere.
Riga di comando: DMOR1.

2. Nella finestra di dialogo Tracciatura tabella morsettiera, scegliere la sigla della morsettiera da
tracciare e l'ordine di tracciatura dei morsetti. Premere OK per continuare.
3. Nella finestra di dialogo Multifoglio è possibile indicare il titolo del nuovo foglio. Premere OK
per inserire il foglio automaticamente e tracciare la tabella.

Vengono tracciati automaticamente i cavi afferenti alla morsettiera specificata e viene utilizzato un
foglio per ogni morsettiera. Nel caso il numero di morsetti di una morsettiera ecceda la capacità del
foglio, la stesura della tabella continua in un foglio successivo.

La figura seguente mostra un esempio di tabella morsettiera orizzontale con cavo a monte e a valle.
Cablaggi 421
Rappresentazione delle connessioni di apparecchiature

Rappresentazione delle connessioni di apparecchiature


Al termine dello sviluppo dello schema elettrico può essere utile una rappresentazione delle
apparecchiature presenti, con tutte le loro connessioni. La funzione Traccia connessioni
422 Cablaggi
Loop Diagram

apparecchiatura, disegna il blocco di un’apparecchiatura scelta, nel quale vengono compilate le


informazioni per identificare l’apparecchio e, a fianco di ogni pin, le sigle del filo e delle
apparecchiature a cui si connette.

Attenzione. La tracciatura delle connessioni si può eseguire dopo aver eseguito correttamente
l’analisi dello schema (vedi “Analisi schema” a pagina 356).
Come tracciare le connessioni delle apparecchiature
1. Scegliere Traccia connesioni apparecchiatura.

Menu: Schemi>Cablaggi.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: APPCON.

2. Viene visualizzata la finestra di dialogo Inserisci dettaglio connessioni con la lista delle
apparecchiature dello schema. Selezionare una apparecchiatura da rappresentare con un doppio clic.
Oppure selezionarne più di una e premere OK.
3. Indicare un punto di inserimento del blocco.

Loop Diagram
La funzionalità Loop Diagram nasce dall’esigenza di ottenere una rappresentazione parziale dello
schema che contenga lo sviluppo dei collegamenti elettrici che connettono un componente al resto
dello schema stesso. Il disegno del Loop Diagram rappresenta quindi, in forma schematica, il
percorso dei collegamenti dal componente scelto dall’utente verso tutti i componenti ad esso
connessi, fornendo informazioni su morsettiere e connettori attraversati, eventuali cavi attestati,
terminali non connessi, ecc.
Cablaggi 423
Loop Diagram

Come tracciare il loop diagram di un’apparecchiatura


1. Scegliere Loop diagram.

Menu: Schemi>Cablaggi.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Cablaggi.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: LOOPD.

2. Viene visualizzata la finestra di dialogo Loop diagram. Selezionare una apparecchiatura da


rappresentare e premere OK.
3. Nel caso si sia scelto di indicare il punto d’inizio del disegno, indicare tale punto.

Personalizzazione
Il disegno del Loop Diagram è ampiamente personalizzabile da parte dell’utente, sia nelle
dimensioni di rappresentazione, sia nei blocchi attributi utilizzati. Nella scheda Opzioni si possono
modificare le dimensioni dell’area di disegno del grafico, del simbolo e delle conessioni.
L’area di disegno è lo spazio all’interno del foglio dove andrà ad essere realizzata la rappresentazione
del loop diagram. Si possono impostare i parametri Offset, Larghezza e Altezza dell’area di disegno:
vedi la figura seguente.

Nel riquadro Rappresentazione dei simboli sono disponibili i parametri che concorrono al disegno
dei simboli che rappresentano i singoli componenti di schema. In particolare, tali parametri
definiscono lo spazio dedicato alla rappresentazione di un simbolo e le distanze di disegno fra
simboli diversi. Le dimensioni possono variare in base alle esigenze di rappresentazione.

Larghezza: larghezza dello spazio di disegno di un simbolo.


Altezza minima: altezza minima dello spazio di disegno di un simbolo.
Distanza minima: distanza minima di inserimento fra i simboli.
Distanza sezioni: distanza di inserimento fra le sezioni che compongono la rappresentazione di un
Loop Diagram.

Nota. Se la rappresentazione di un Loop Diagram è troppo estesa per essere realizzata in forma
contigua, essa viene spezzata in più sezioni che vengono poste in successione su una o più pagine.

Nel riquadro Rappresentazione delle connessioni sono disponibili i parametri di disegno delle
connessioni elettriche fra simboli in un Loop Diagram.

Distanza minima: distanza minima di rappresentazione delle connessioni elettriche.


Tratto iniziale:lunghezza del tratto iniziale rettilineo di una connessione elettrica.
Tratto inclinato: lunghezza dei tratti inclinati nelle connessioni elettriche.
Spessore cavi: spessore delle connessioni elettriche sulle quali è attestato un cavo.
424 Cablaggi
Layout cavo precablato

Nel riquadro Parametri di disegno sono disponibili le seguenti opzioni.

Comuni consentiti: è possibile impostare il numero di connessioni riportate nel diagramma nel caso
di connssione a un filo comune. Se si imposta ‘0’ saranno tracciate tutte le connessioni del filo
comune. I pin collegati ad una connessione comune non disegnata in loopdiagram vengono
contrassegnati nel grafico con la segnalazione COM.

Rappresentazione terminali non connessi: questa opzione stabilisce se disegnare o no i pin dei
componenti che non sono connessi a un filo. I pin non connessi disegnati in loopdiagram vengono
contrassegnati nel grafico con la segnalazione X.

Simboli
Ogni elemento di schema inserito nel Loop Diagram viene rappresentato tramite un blocco con
attributi, associato alla famiglia simboli propria del componente. Tutti i blocchi impiegati sono
selezionabili da parte dell’utente: nella scheda Simboli, per ogni tipologia di simbolo di libreria è
possibile impostare un blocco per la rappresentazione nel loopdiagram: premere il bottoncino con i
tre punti per la scelta. Per alcune tipologie è impostato un blocco adeguato, per altre è impostato il
blocco DSYM con la grafica di un punto interrogativo che rappresenta un apparecchio generico. Per
particolareggiare il loopdiagram si suggerisce di creare nuovi blocchi personalizzati per le tipologie
di simboli utilizzate (usare il comando MBLOCCO).

Aggiornamento e modifica impostazioni


Per mantenere sempre la corretta corrispondenza tra rappresentazioni e schema elettrico a seguito di
modifiche apportate, i Loop Diagram sono aggiornabili in qualsiasi momento tramite le consuete
procedure di aggiornamento automatico delle tabelle.
È sufficiente avviare Aggiorna tabelle dalla barra multifunzione Utilità - gruppo Varie (comando
TABUPDATE, vedi “Aggiorna tabelle” a pagina 82), cliccare sull’opzione Modifica impostazioni
tabella o Aggiorna tabella, premere OK e quindi selezionare un elemento del diagram loop.

Layout cavo precablato


La funzione Layout cavo precablato, consente il disegno e la progettazione di specifici cablaggi
elettrici realizzati con cavi precablati in cui è necessario coniugare uno schema elettrico funzionale
dei collegamenti ed un disegno atto alla produzione del cavo stesso, con dettagli costruttivi
riguardanti materiali e caratteristiche di guaine, raccordi, pressacavo, ecc.
La tipologia di cavi precablati interessa prevalentemente i settori dell'automotive, del ferroviario, del
navale, delle macchine ed elettrodomestici.
I cavi definiti con questo strumento si integrano perfettamente con il software Cablo per quanto
riguarda tutte le esportazioni su fogli di calcolo e macchine tagliafili e gli elaborati grafici su carta
o disegno.
Con gli strumenti già presenti per l’estrazione dei cablaggi mediante Routing automatico, è possibile
ricavare lunghezze, caratteristiche e relativi percorsi di percorrenze dei singoli fili che compongono
un cavo precablato. Analogamente l’editazione della pinatura delle sagome di layout permette di
attribuire automaticamente la tipologia e la codifica dei capicorda connessi a ciascun filo.
Cablaggi 425
Layout cavo precablato

Fase 1 – Definizione dello schema elettrico funzionale


Il disegno dello schema funzionale viene eseguito con le normali funzioni di tracciatura dei fili. Può
essere rappresentato all’interno di uno schema elettrico completo della macchina oppure può essere
realizzato il solo insieme di connessioni elettriche interessate dal cavo. Elemento importante in
entrambi i casi è la caratterizzazione degli elementi di terminazione del cavo.
Ciascuna terminazione o capo del cavo, infatti, deve essere delimitata da apparecchiatura o
connettore avente sigla univoca. Nel caso in cui ad un capo del cavo vi sia un gruppo di capicorda
(occhielli, fastom) è consigliabile definire e identificare con un connettore fittizio tale gruppo,
questa operazione permette infatti di assegnare una sigla al gruppo di terminazioni.

Fase 2 – Disegno del layout cavo


Il comando Layout cavo precablato (comando CLAYOUT) attiva una consolle comandi che permette
di accedere agevolmente a tutte le funzionalità relative alla gestione dei cavi precablati.
Come avviare l’interfaccia Layout cavo precablato
• Scegliere Layout cavo precablato.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Automazione > gruppo Precablati.


Riga di comando: CLAYOUT.

L’elenco a discesa presenta tutti i cavi precablati definiti nello schema corrente. Se non è ancora stato
definito alcun cavo tramite apposito pulsante + è possibile aggiungerne uno. Tutti gli elementi
disegnati vengono associati al cavo selezionato tramite compilazione di attributi; in particolare gli
attributi presi in considerazione sono Sigla del cavo (etichetta SIGCAV) e Funzione del cavo
(etichetta FUNZ1).
Di seguito sono illustrati gli strumenti disponibili, tutti presenti nella finestra Layout cavo precablato.
Disegna tratto
Il comando richiede una serie di punti che verranno successivamente convertiti in un blocco formato
da una doppia linea. Tale blocco rappresenta un tratto di percorrenza del cavo, guaina rigida o
flessibile.
426 Cablaggi
Layout cavo precablato

È possibile personalizzare in un secondo momento il riempimento con il comando cad


TRATTEGGIO per simulare effetti di maglia o guaina.
I parametri che influenzano il disegno dei tratti rettilinei impostabili direttamente nella finestra di
dialogo sono:

Spessore del tratto: distanza tra le due linee parallele del tratto.
Raggio di curvatura: raggio dell’asse dei raccordi nel caso di tratti angolari.
Avvia editazione al termine della tracciatura: se attiva questa casella, al termine del disegno del tratto
o raccordo viene visualizzata la finestra di dialogo in cui è possibile introdurre le caratteristiche
fisiche dell’oggetto disegnato. In particolare è possibile modificare le seguenti proprietà.
Note: campo descrittivo per annotazioni.
Diametro: specifica la lunghezza del diametro del cavo in mm.
Lunghezza: specifica la lunghezza del tratto rettilineo, in mm. Non è necessario disegnare il layout
del cavo in scala, a ciascun elemento rettilineo può essere associata una lunghezza che verrà poi
considerata per la corretta estrazione delle liste di cablaggio e distinta dei materiali. Nel caso di giunti
e raccordi tale proprietà non è disponibile.
Materiale: codice materiale dell’accessorio. Necessario per estrarre una distinta di tutti materiali che
compongono il cavo.
Disegna raccordo
Il comando consente di disegnare un rettangolo che viene convertito in blocco e rappresenta un
raccordo tra tratti rettilinei. Gli attributi che vengono aggiunti in modo automatico permettono di
salvare le informazioni riguardanti le caratteristiche dell’accessorio.
Inserisci da libreria
Simile al comando precedente, consente di riportare un raccordo o un accessorio prelevandolo dalla
Libreria simboli. Alcuni simboli di esempio sono stati predisposti nella pagina di libreria che si avvia
premendo il pulsante. È possibile inserire raccordi per tratti rettilinei, fascette, pressacavi oppure
sagome connettori che possono essere compilate con i dati relativi ai connettori dichiarati all’interno
dello schema.
Inserisci etichette
Il comando permette di marcare con appositi cartellini i vari elementi costruttivi del cavo. Come
impostazione predefinita gli elementi rettilinei possiedono un particolare blocco
([Link]) che permette di esplicitare la lunghezza del tratto e gli elementi descrittivi
contenuti negli attributi del blocco.
Eliminando il blocco dalla libreria simboli il programma provvederà a disegnare il cartellino
predefinito.
Le impostazioni per questo cartellino sono personalizzabili in Preferenze (comando EGPREF, vedi
“Schemi elettrici - Cartellino per disegno layout cavo” a pagina 767).
Disegna tabella componenti
Una volta editati ed etichettati tutti gli elementi del cavo, è possibile estrarre una tabella costruttiva
di riepilogo, riportante i dati dei materiali e le note di ciascun segmento.

Fase 3 - Riporto delle sagome connettore


Ai capi del cavo disegnato è necessario riportare le sagome rappresentanti le apparecchiature o i
connettori presenti sullo schema funzionale.
Per inserire la sagoma di un connettore avviare la funzione Connettori dalla barra Schemi (comando
CONNETTORI). Quindi, selezionare il connettore che si desidera disegnare e avviare Inserimento
sagoma.
Nel caso la sagoma sia già stata inserita nel disegno è possibile compilare i suoi attributi con i dati
del connettore scelto: dopo aver avviato Inserimento sagoma selezionare la casella di spunta
Seleziona sagoma nel disegno e premere OK. A questo punto è sufficiente selezionare il simbolo che
rappresenta il connettore desiderato e i dati verranno automaticamente riportati. Gli attributi che
vengono compilati sono i medesimi di un simbolo sagoma connettore.
Cablaggi 427
Layout cavo precablato

Fase 4 – Infilaggio ed estrazione tabelle di cablaggio


Terminata la fase costruttiva del cavo o dei cavi precablati, l’assegnazione dei cablaggi avviene con
le medesime modalità della funzione Routing automatico dei quadri.

Nota. La funzione Routing automatico dei quadri, disponibile se è installata una licenza del software
Cablo, è trattata nel capitolo “Routing automatico dei quadri” della guida di riferimento “Cablo”.

Avviare pertanto il comando Routing automatico dei quadri, disponibile anche nel menu Utilità della
finestra Layout cavo precablato, e procedere con l’estrazione dei percorsi.

In fase di estrazione dei tratti di percorrenza verrà visualizzata la rete delle connessioni individuata
dal programma per l’infilaggio dei conduttori. Assicurarsi che tale rete attraversi tutti gli elementi del
cavo e connetta anche le sagome dei connettori eventualmente disegnati. Le modalità di aggancio
428 Cablaggi
Layout cavo precablato

alle sagome connettori rispecchiano le medesime regole della pinatura sagome nel routing
automatico dei quadri.
Eseguendo Aggiorna file per Cablo, i conduttori individuati all’interno del cavo e connessi ai
connettori vengono marcati come appartenenti al cavo precablato. A tali conduttori viene assegnata
la lunghezza ricavata dalla fase di infilaggio e anche le tipologie e codifiche di eventuali capicorda
se assegnati alle sagome di rappresentazione.

Rappresentazioni
In iDEA è possibile estrarre le lunghezze e i percorsi di ciascun conduttore con la Tabella
identificazione conduttori. Il disegno di tale tabella può essere avviato dal menu Utilità della finestra
di dialogo Layout cavo precablato.

In Cablo sono a disposizione le varie stampe e i riporti grafici del cavo. In particolare la tabella di
cablaggio per questa tipologia di cavi viene rappresentata in modo da evidenziare le connessioni dei
diversi conduttori.
Cablaggi 429
Layout cavo precablato
430 Cablaggi
Layout cavo precablato
19
Topografici di posa

In questo capitolo viene descritta la stesura dello schema topografico con l'ausilio delle funzioni
disponibili in iDEA.
Innanzitutto si ricordano gli argomenti utili per i disegni topografici, riportati in altri capitoli di
questa guida:
• funzioni per il disegno delle planimetrie dei locali in cui rappresentare l'impianto elettrico (muri,
porte, finestre,...): vedi “Disegno architettonico” a pagina 43;
• metodi di quotatura delle planimetrie: vedi “Quotatura dei disegni” a pagina 58.

Di seguito, invece, sono trattate le funzioni di utilità disponibili per la stesura del disegno e
l'inserimento automatico delle tabelle di documentazione.
Inoltre, è presentata una procedura per la disposizione di plafoniere sulla pianta di un fabbricato. In
essa viene assegnato l'illuminamento medio sul piano di lavoro che si vuole ottenere, sviluppando il
calcolo secondo il metodo del flusso totale.

Fogli per topografici di posa


La tracciatura dello schema planimetrico, effettuata con iDEA avviene sempre su di un foglio le cui
dimensioni rispecchiano le dimensioni reali della planimetria. Per tale motivo tutti i fogli
planimetrici dovranno essere creati in scala reale, facilitando in questo modo la rilevazione e la
valutazione delle aree e distanze dello schema tracciato; mentre l'unità di misura può essere scelta
fra quelle di uso comune: metri, centimetri o millimetri.
Nella finestra di dialogo Creazione fogli, si accede alla scheda Planimetrico. Qui sono elencati una
serie di fogli predefiniti ai quali possono essere aggiunti altri fogli con caratteristiche personalizzate.
Per ogni tipo di foglio è riportato in lista la descrizione con l’indicazione del formato, la scala, l’unità
di misura e la dimensione reale dell’area disponibile per il disegno. Dunque, con la scelta del foglio,
oltre la tracciatura della squadratura vengono impostati tutti i parametri di lavoro.
Da questa finestra, inoltre, si possono scegliere due tipologie di cartigli da inserire nella planimetria.
432 Topografici di posa
Fogli per topografici di posa

Come inserire un foglio per schema topografico


1. Scegliere Nuovo foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: FOGLI.

2. Nella finestra Creazione fogli selezionare la scheda Planimetrico e tra i formati di foglio
proposti, selezionare il foglio necessario.
3. Fare doppio clic oppure premere il pulsante OK. Viene inserito il foglio con la squadratura e
impostati tutti i parametri di lavoro.

Nota. La squadratura del foglio viene effettuata con una doppia polilinea perimetrale sul layer
BORDO.

Attiva richiesta setup ambiente:se questa casella è selezionata, con l’inserimento del foglio vengono
riproposti i parametri di lavoro attraverso la finestra di dialogo Setup ambiente al fine di poter
apportare delle variazioni. La finestra Setup ambiente può essere riaperta in qualsiasi momento dal
menu Disegna>Fogli, o eseguendo il comando SETAMB.
Layer predefiniti
I fogli di iDEA per schemi topografici prevedono una serie di layer creati all'inserimento secondo
quanto predefinito in Preferenze ambiente grafico, scheda Layer (vedi “Impianti - Layer predefiniti”
a pagina 768).

Configurazione dei parametri del foglio


Le impostazioni di ogni tipo di foglio possono essere modificate attraverso la finestra di dialogo
Edita foglio planimetrico, attivabile con il pulsante Modifica.
Topografici di posa 433
Fogli per topografici di posa

Titolo del foglio: descrizione che viene riportata nella lista dei tipo di foglio planimetrici.
Dimensioni
Formato: la lista a comparsa elenca i formati di foglio disponibili; oltre ai formati standard è possibile
scegliere il formato Personalizzato.
Larghezza : riporta la larghezza riferita al formato di foglio selezionato. La misura può essere
modificata per tutti i formati.
Altezza: riporta l’altezza riferita al formato di foglio selezionato. La misura può essere modificata per
tutti i formati.
Squadratura: questo parametro definisce la distanza della squadratura dal limite del foglio.
I dispositivi di stampa, qualsiasi essi siano, non sono in grado di stampare l'intera zona di un foglio.
Per questo motivo esiste la possibilità di personalizzare le dimensioni dei fogli planimetrici che si
vuole utilizzare oppure indicare questa distanza di riduzione della squadratura.
Bordo: questo parametro definisce la distanza della linea interna detta bordo dalla squadratura, linea
esterna perimetrale.
Caratteristiche
Linee di piegatura: selezionare la casella per riportare nella squadratura le linee di piegatura del foglio.

Nota. Secondo quanto stabilito dalla Norma UNI 938, eseguito il disegno, tutti i formati di
dimensioni superiori all'A4, per essere riposti, dovranno essere piegati in modo da ottenere un
formato A4. Per conformità a questa norma, iDEA prevede la creazione dei fogli topografici con la
tracciatura delle linee di piegatura. Suddette linee vengono riportate in corrispondenza del bordo
esterno della squadratura con lo scopo di facilitarne l'individuazione delle linee di piegatura. Il
formato e la modalità di piegatura che si otterrà sono descritti più precisamente dalla tabella UNI 938.

Margine di pinzatura: selezionare la casella per riservare un margine laterale a sinistra del foglio per
la pinzatura.
Larghezza: questo parametro definisce la larghezza del margine di pinzatura.
Disposizione del foglio: selezionare l’orientamento del foglio Orizzontale o Verticale.

Scala
Scala del disegno: in iDEA si disegna in scala reale e quindi si rappresentano le reali dimensioni degli
oggetti, espresse nell'unita di misura scelta. La scala del disegno rappresenta, quindi, il fattore di
ingrandimento del foglio scelto. Il foglio scelto si dovrà ingrandire fino a poterci disegnare all'interno
la planimetria con misure reali. Per calcolarla si devono conoscere le misure reali dello stabile e
determinare, date anche le dimensioni del foglio scelto, di quante volte il foglio deve essere
ingrandito.
434 Topografici di posa
Fogli per topografici di posa

Esempio. Si deve rappresentare uno stabile che si sviluppa in circa 30x20 m e si sceglie un foglio
A3 (420x297 mm) e l'unità di misura Centimetri. Impostando la scala del disegno a 100 (scala di
ingrandimento del foglio) si ottiene un'area di disegno sufficiente (42x29,7 m). La scala simboli
viene calcolata dal software a 10 e la scala di plottaggio da utilizzare in fase di stampa 1:10.

Scala simboli: è il fattore di ingrandimento dei simboli e viene calcolata dal software secondo la scala
del disegno e l’unità di misura. Può comunque essere modificato dal disegnatore.
Unità di misura
Selezionare l’unità di misura da utilizzare nel disegno.

Nota. Il disegno planimetrico in generale deve essere fatto in dimensioni reali espresse nell'unità di
misura scelta. La definizione del foglio imposta, quindi, dei parametri utilizzati da iDEA ai fini della
valutazione delle aree e delle lunghezze. Assegnando ad esempio scala 100 e unità di misura in
centimetri, avremo un adeguamento dell'altezza delle quote ed ogni unità di disegno esprimerà un
centimetro. Percui la configurazione delle variabili influenzerà il rilievo dello sviluppo dei percorsi,
la quotatura automatica ed il calcolo illuminotecnico.
Scala di plottaggio
Come già citato, in iDEA si disegna lo schema planimetrico a grandezza reale; il riporto entro un
foglio di dimensioni standard e nella scala corretta avviene all'atto del plottaggio del disegno. Infatti,
in tale situazione si indicherà come scala di plottaggio quanto riportato in questo riquadro, calcolato
a partire dalla scala del disegno e dall’unità di misura.
Colori
È possibile modificare il colore delle linea di squadratura e del bordo agendo sulle liste a comparsa.
Nota sulle dimensioni dei fogli
Ogni foglio topografico deve rispettare delle dimensioni tali che possa essere stampato nella sua
scala corretta. Tutti i dispositivi di stampa, da parte loro, permettono di riprodurre i disegni in formati
ben precisi e solitamente diversi dalle dimensioni standard dei fogli. Se si stampa una squadratura
in formato A3 reale, 420 mm di larghezza per 297 mm di altezza, non potrà essere riprodotta
fedelmente in scala 1:1 su di un foglio A3. I dispositivi di stampa qualsiasi essi siano, non sono in
grado di stampare l'intera zona di un foglio A3. Per questo motivo esiste la possibilità di
personalizzare le dimensioni dei fogli planimetrici che si vuole utilizzare.
È perciò possibile sostituire un foglio già inserito in un disegno, dopo aver cancellato quello
esistente; a tal fine basta selezionare e cancellare le linee del bordo.

Cartiglio per schema topografico


Secondo quanto stabilito dalle Norme UNI 8187 le intestazioni e le informazioni relative ai disegni,
eseguiti in formato A4 e superiori, vanno disposte in un riquadro ricavato nell'angolo inferiore destro
del [Link] questo riquadro, chiamato più comunemente cartiglio, è necessario indicare:
• il nome della ditta;
• il titolo del disegno;
• il numero della tavola;
• la scala di esecuzione;
• il nome dell'esecutore;
• altre informazioni a discrezione della ditta.

Per conformità a questa norma, iDEA prevede due tipi di cartigli per le planimetrie cart_pl.dwg e
cart_pl1.dwg; entrambi i cartigli rispondono alla normativa e possono essere inseriti per mezzo del
comando di creazione dei fogli.
Topografici di posa 435
Impostazione di un impianto

Come inserire un cartiglio per schemi topografici


1. Scegliere Nuovo foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: FOGLI.

2. Selezionare uno fra i due cartigli riportati nella scheda Planimetrico della finestra di dialogo
Creazione fogli.
3. Selezionare l'angolo in basso a destra della squadratura in cui inserire il cartiglio.
4. Confermare mediante il cursore la rotazione del cartiglio inserito.
5. Inserire i descrittivi di progetto riportandoli nelle apposite caselle di testo visualizzate nella
finestra di dialogo Editazione attributi.
6. Premere il pulsante OK per procedere con l'inserimento del cartiglio.

Cartigli predefiniti
I due blocchi dei cartigli per planimetrie possono essere variati in Parametri topografico, scheda
Cartiglio (vedi “Cartigli per topografico” a pagina 755).

Impostazione di un impianto
Anche nella realizzazione di schemi topografici la commessa raccoglie oltre ai file di disegno .dwg
tutti i file di supporto generati nelle diverse fasi di sviluppo. Per iniziare si procederà pertanto con la
creazione di una nuova commessa e di un disegno sul quale realizzare il progetto. Di seguito è
indispensabile definire l'ambiente di lavoro su cui effettuare la tracciatura dello schema topografico.

Attenzione. Cosa molto importante è partire sempre ad eseguire un progetto su un foglio di iDEA
e non su altri fogli importati, affinché vengano impostati tutti i parametri necessari.

Scelta del foglio topografico


Lo schema topografico si sviluppa su un unico foglio. Il formato di questo foglio dovrà essere scelto
in base al supporto di stampa: se si dispone di un plotter sarà possibile scegliere un foglio di formati
A0, A1 o A2, mentre se il disegno si dovrà ottenere con una stampante, si dovrà scegliere un foglio
di formato A3 o A4.
436 Topografici di posa
Impostazione di un impianto

Per la scelta e l'inserimento del foglio in iDEA si deve attivare la finestra di dialogo Creazione fogli
dove i fogli topografici sono nella scheda Planimetrico.
Oltre ai fogli di formato A0, A1, A2, A3, A4, disponibili, possono essere creati altri fogli con
caratteristiche personalizzate. Per ogni tipo di foglio è riportato in lista la descrizione, la scala, l’unità
di misura e la dimensione reale dell’area disponibile per il disegno. Dunque, con la scelta del foglio,
oltre la tracciatura della squadratura vengono impostati tutti i parametri di lavoro.

Importante. Si rammenta che con iDEA si disegna in scala reale e quindi si rappresentano le reali
dimensioni degli oggetti, espresse nell'unita di misura scelta.

La scala del disegno rappresenta il fattore di ingrandimento del foglio scelto. Le dimensioni reali del
foglio scelto dovranno permettere di disegnare all'interno la planimetria con misure reali. Quindi si
devono conoscere le misure reali dello stabile e il formato del foglio da stampare, per decidere le
dimensioni del foglio da utilizzare.
Esempio.
Si deve rappresentare uno stabile che si sviluppa in circa 30x20 m e si sceglie un foglio A3 (420x297
mm) e l'unità di misura Centimetri. Con una scala del disegno a 100 (scala di ingrandimento del
foglio) si ottiene un'area di disegno sufficiente (42x29,7 m). La scala simboli viene calcolata dal
software a 10 e la scala di plottaggio da utilizzare in fase di stampa 1:10.

La seguente procedura guida all'inserimento di un foglio in formato A3 su cui realizzare l'impianto.


Come creare un foglio di schema topografico
1. Scegliere Nuovo foglio.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Foglio.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: FOGLI.

2. Nella finestra Creazione fogli, selezionare la scheda Planimetrico e tra i formati di foglio
proposti, selezionare per esempio Foglio formato A3 420x297 UNI 936.
3. Fare doppio clic oppure premere il pulsante OK. Viene inserito il foglio con la squadratura e
impostati tutti i parametri di lavoro.

Nota. Per ulteriori informazioni vedi “Fogli per topografici di posa” a pagina 431.

Nella finestra Fogli sono disponibili, oltre ai fogli, due tipi di cartigli da inserire a corredo dei fogli
topografici. I blocchi si possono impostare in Parametri topografico (vedi “Cartigli per topografico”
a pagina 755). La dimensione in larghezza di entrambe è la dimensione minore di un foglio A4 ma
dopo l'inserimento possono essere scalati secondo il foglio utilizzato.

Nota. È possibile creare innumerevoli cartigli personalizzati: il modo più semplice è esplodere uno
dei cartigli predefiniti e salvarlo modificato nel catalogo utente (vedi “Cataloghi utente” a
pagina 200).

Disegno della planimetria


Tipicamente lo sviluppo di un progetto impiantistico viene impostato a partire da un rilievo
planimetrico sul quale andrà a collocarsi l'impianto elettrico.
Il disegno della planimetria può essere creato con gli strumenti di iDEA già menzionati, oppure
importato come blocco da un file esterno. Capita spesso, infatti, che il disegno della planimetria sia
già stato creato precedentemente oppure ottenuto da un collaboratore. In questi casi, inserito il foglio
con la squadratura, si può importare la planimetria dal file esterno con il comando Inserisci blocco
di iDEA.
Inserita nel disegno la planimetria conviene controllare la dimensione di almeno un lato dello stabile
per verificare che la misura ottenuta sia quella reale (ricordarsi dell'unità di misura scelta
all'inserimento del foglio; la si può controllare con il comando SETAMB). Per misurare una
Topografici di posa 437
Gestione locali

lunghezza digitare il comando DIST e selezionare i due unti di riferimento. Se esce una misura che
non concorda, il blocco della planimetria inserito deve essere scalato con il comando SCALA,
affinché le misure poi risultino reali.

Se si necessita di disegnare la planimetria iDEA dispone di tutte le funzioni necessarie quali muri,
porte, finestre, pilastri, colonne, nicchie. paraste, camini e quant'altro per la rappresentazione dei
locali. Vedi “Disegno architettonico” a pagina 43.

Altra cosa importante è poter quotare il disegno. iDEA permette di quotare in modo veloce e pratico
la planimetria tramite alcune funzioni di quotatura automatica. Una fra queste funzioni di quotatura,
ad esempio, permette di quotare le murature indicando la posizione della quota ed una linea che
sezionando la planimetria rileva i punti d'intersezione. Tali punti saranno i riferimenti della quota che
si andrà a tracciare. vedi “Quotatura dei disegni” a pagina 58.

Scala dei simboli


La scala dei simboli è impostata all’inserimento del foglio planimetrico.
Nel caso si desideri inserire i simboli con una scala diversa è possibile eseguire il comando Cambia
scala simboli (SC). Dalla finestra di dialogo Parametri inserimento simboli, si può modificare la scala
dei simboli e il metodo di inserimento sul disegno (Diretto o Riferito). Queste impostazioni possono
essere cambiate in qualsiasi momento andando ad influenzare le operazioni di immissione
successive.
Vedi “Scala simboli” a pagina 215.

Livelli altimetrici dei piani di lavoro


Al fine di semplificare la rappresentazione dell’impianto elettrico di un edificio a più piani
disegnando sulla medesima planimetria in 3D è possibile definire i livelli altimetrici dei piani di
lavoro che sostanzialmente sono i piani dell’edificio.
Dopo aver definito i piani di lavoro, quindi, quando si va a disegnare i condotti portacavi e inserire
i simboli dei componenti è possibile scegliere il piano in cui operare.
Il piano di lavoro può essere scelto per:
• Disegno dei condotti
• Posizionamento simboli
• Posizionamento composizioni
Definizione dei piani di lavoro
I piani di lavoro possono essere definiti nei parametri di configurazione del disegno corrente
(comando EGPREF, vedi “Impianti” a pagina 756). In Parametri di configurazione, pagina
Topografico - Impianti, si trova l'elenco degli Offset che indicano l'elevazione rispetto al piano zero.
Sono ammessi valori negativi per definire piani interrati. È sempre presente l'offset Base altezza zero.
L'elenco è automaticamente ordinato sul valore di altezza.

Gestione locali
Un locale è inteso come un’area (regione) chiusa, delimitata da una polilinea avente degli attributi
propri quali una posizione (indice di riferimento), un nome e una descrizione.
Tramite i comandi di Gestione locali è possibile assegnare il locale a tutti i simboli di impiantistica
dello schema. Nei simboli interni ad un locale l’attributo Ubicazione (UBICC) viene compilato con
il nome del locale; in tal modo l’ubicazione del simbolo diviene il nome del locale in cui sono inseriti.
Da Gestione locali si avvia la funzione di calcolo illuminotecnico Phos Pro per la disposizione, nel
locale selezionato, dei corpi illuminanti: vedi “Calcolo illuminotecnico PhosPro” a pagina 447.
Gestione locali ha validità a livello di schema e quindi, nei casi in cui il progetto si sviluppi su diversi
disegni collegati con lo stesso nome di schema, l’elenco locali è globale.
L’assegnazione dei locali permette la tracciatura della legenda dei simboli suddivisa per ubicazione
(vedi “Legenda simboli” a pagina 220). Sulla definizione del locale si basa anche il controllo della
dotazione minima d’impianto secondo la norma CEI (vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo
CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461).
438 Topografici di posa
Gestione locali

Dalla finestra di gestione locali è inoltre possibile accedere alle funzionalità di marcatura locale e di
disegno tabella locali.
Come avviare Gestione locali
• Selezionare Locali.

Menu: Impianti.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: GLOCALI.

Di seguito sono proposte tutte le funzionalità presenti nella finestra Gestione locali.

Definizione di un locale
Per definire un nuovo locale selezionare Nuovo, nella barra degli strumenti di Gestione locali. Nella
finestra dia dialogo Edita locali, indicare una sigla per la posizione e almeno il nome del locale e
premere OK. Alla riga di comando, iDEA richiede di selezionare i punti del perimetro del locale: fare
clic sul disegno per tracciare una linea di contorno che definisce il perimetro del locale. La linea
dovrebbe ad esempio rimarcare il perimetro interno dei muri di una stanza. Premere il tasto destro
del mouse per chiudere automaticamente il percorso.

Nota. La polilinea viene tracciata sul layer specificato in Opzioni, di default Locali. È possibile
rendere invisibile il perimetro e i marcatori dei locali rendendo invisibile il layer di appartenenza,
tramite il comando LAYER.

Nota. Il corretto utilizzo dei locali non prevede l’intersezione degli stessi. L’introduzione di
intersezioni di locali porta ad una assegnazione dell’ubicazione dei simboli non determinabile a
priori. Nella rappresentazione seguente, il corretto utilizzo dei locali è l’esempio a sinistra, mentre
l’esempio a destra è relativo ad una tracciatura sbagliata.
Topografici di posa 439
Gestione locali

Nota. Il dato Tipo (CEI 64-8), serve per qualificare il locale (ingresso, angolo cottura, lavanderia,...),
condizione necessaria per eseguire il controllo delle dotazioni minime d'impianto secondo la norma
CEI 64-8; vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461.

Per definire un nuovo locale è possibile anche selezionare un locale già definito e scegliere Duplica.
Modifica locale
Il comando Modifica, disponibile nella barra degli strumenti, permette di modificare i dati del locale
tramite la finestra Edita locali. Il perimetro del locale può essere modificato agevolmente tramite i
grip o il comando cad EDITP.
Elimina locale
Per eliminare un locale definito selezionarlo nella lista di Gestione locali e scegliere Elimina, dalla
barra degli strumenti. L’operazione elimina dal disegno la linea che rappresenta il perimetro del
locale, mentre non viene svuotato l’attributo Ubicazione dei simboli presenti all’interno del locale
ne il marcatore del locale.

Nota. Se è attiva l’opzione, l’attributo ubicazione nei i simboli non contenuti in un locale viene
svuotato durante l’aggiornamento globale.
Localizzazione dei locali
Ogni locale selezionato nella griglia di Gestione locali, può essere localizzato nel disegno
semplicemente selezionando l'icona Localizza, dal menu a cursore o dalla barra degli strumenti. La
finestra viene chiusa e viene visualizzato uno zoom del disegno nella zona del locale il cui perimetro
viene segnalato con una freccia.
Inserimento dei marcatori
Dopo la definizione dei locali, avviando questo comando viene proposto l'inserimento nel disegno
dei marcatori relativi ai locali selezionati. La procedura inserisce un blocco con tre attributi:
POSIZIONE con l’indice identificativo del locale, LOCALE con il nome del locale (ubicazione),
DESCRIZIONE con la descrizione del locale.
Aggiorna globale dello schema
Dopo la definizione dei locali, avviare il comando Aggiorna per assegnare il locale a tutti i simboli
di impiantistica dello schema. Nei simboli interni ad un locale l’attributo Ubicazione (UBICC) viene
compilato con il nome del locale.
Da Opzioni è possibile scegliere se, per tutti i blocchi esterni ad un qualsiasi locale, venga svuotato
l’attributo Ubicazione o meno.
Aggiorna i locali selezionati
Questo comando avvia l’aggiornamento dei simboli interni ai locali selezionati in Gestione locali.
Per selezionare più locali fare clic tenendo premuto il tasto CTRL o SHIFT.
Aggiorna i simboli selezionati
Questo comando avvia l’aggiornamento dei simboli selezionati nel disegno. Dopo aver avviato il
comando dal menu contestuale (si apre premendo il tasto destro del mouse quando è sulla lista), la
finestra Gestione locali viene chiusa per permettere la selezione dei simboli da aggiornare.
Inserisci corpi illuminanti
Questo comando avvia il programma Phos Pro per il calcolo illuminotecnico e l’inserimento dei
corpi illuminanti nel locale selezionato. Per la procedura del calcolo vedi “Calcolo illuminotecnico
PhosPro” a pagina 447.
Verifica dei locali secondo CEI 64-8
Vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461.

Listino dotazioni minime


Vedi “Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.” a pagina 461.

Seleziona da disegno
La funzione Selezione da disegno, permette di puntare ad un locale dell'elenco selezionando la
relativa linea nel disegno.
440 Topografici di posa
Inserimento dei simboli

Selezionando l'icona Seleziona da disegno, nella barra degli strumenti di Gestione locali, la finestra
viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore la linea perimetrale del locale desiderato.
Quando la finestra Gestione locali viene visualizzata, in elenco è selezionato tale locale.
Associa un nuovo locale ad una polilinea
Per definire locali con parti di perimetro curve, usare il comando Polilinea del CAD (comando
PLINEA) in modo da poter disegnare tratti curvi e tratti rettilinei. Quindi definire il locale utilizzando
il comando Associa un nuovo locale ad una polilinea. Questo comando richiede i dati del locale e di
seguito richiede di selezionare la polilinea disegnata.

Attenzione. La polilinea selezionata deve essere chiusa!


Aggiorna la lista dei locali
Questo comando serve per forzare una rilettura dei dati nel disegno per comporre la lista locali
qualora non fosse visibile pur essendo presenti nel disegno corrente locali definiti. Il comando si
avvia dal menu contestuale (si apre premendo il tasto destro del mouse quando è sulla lista).

Elenco dei locali


Dopo aver assegnato ai simboli della planimetria il locale di appartenenza, è possibile tracciare la
tabella riassuntiva.
Selezionando l’icona Inserisci la tabella locali, nella barra degli strumenti di Gestione locali, viene
visualizzata la finestra di dialogo Elenco Locali, che permette la selezione della corretta sequenza di
dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di testo e del
carattere da adottare.
Effettuata la selezione dei dati, premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella
riassuntiva.

Opzioni
Selezionando Opzioni nella barra degli strumenti si attiva la finestra di dialogo Opzioni dove è
possibile impostare alcune preferenze che riguardano la gestione dei locali. A livello grafico è
possibile indicare il nome e il colore del layer in cui viene tracciata la polilinea perimetrale del locale.
Un’altra casella di spunta controlla la seguente opzione: durante l’aggiornamento globale svuota
l’attributo ubicazione per tutti i simboli non contenuti in un locale.

Inserimento dei simboli


Completata la realizzazione della planimetria si passa alla fase di inserimento dei simboli.
Durante la stesura del topografico è utile tener presente che il posizionamento dei simboli potrà
essere fatto su vari layer, in modo da poter ottenere la rappresentazione dei vari tipi di impianto (luce,
forza motrice, sicurezza, etc.). Così facendo si ottiene una maggiore facilità di lettura dello schema
in quanto vengono evidenziati con colori diversi i vari layer ed, inoltre, sarà possibile organizzare ed
ottenere dei computi metrici frazionati per gruppi o singoli layer.
I fogli di iDEA prevedono già una serie di layer secondo quanto predefinito in Preferenze ambiente
grafico, - Impianti - Layer predefiniti (vedi “Impianti - Layer predefiniti” a pagina 768).
Altri possono essere aggiunti dall'utente in fare di disegno utilizzando gli strumenti di gestione dei
layer di iDEA (comando LAYER).

iDEA dispone di numerose librerie di simboli di impiantistica accessibili in Libreria simboli. Dalla
finestra Libreria simboli è possibile prelevare i simboli con un clic del mouse.
Oltre che dalle librerie di impiantistica standard è possibile prelevare i simboli dai cataloghi utente,
dove si possono prelevare simboli, gruppi di simboli o anche parti di impianto, salvati in precedenza.
Ultimata l'operazione di inserimento di un simbolo si può procedere inserendo altri simboli dalle
librerie oppure se si intende utilizzare lo stesso simbolo, sarà sufficiente premere INVIO; così
facendo verrà ripetuta tutta l'operazione di inserimento effettuata in precedenza, compresa la
preassegnazione del codice di magazzino o listino precedente (sempre se il tipo di simbolo è lo
stesso).
L'inserimento dei simboli dello schema riguarderà i vari impianti, illuminazione, forza motrice,
sicurezza, etc. nei loro layer di appartenenza.
Topografici di posa 441
Inserimento dei simboli

Posizionamento automatico simboli impianti


All’inserimento di un simbolo di impiantistica si attiva una funzione che permette di posizionare
facilmente il simbolo ad una determinata distanza da una linea, ad esempio un muro. Muovendo il
cursore, il simbolo agganciato scorre lungo il muro (entità linee, curve e polilinee in genere anche
appartenenti a un disegno importato come XRif) alla distanza assegnata e ruota secondo la direzione
della linea. Questa funzione è disponibile quando:
• è attiva la modalità Posizionamento automatico simboli impianti, opzione disponibile nella
scheda Impianti in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Impianti - Simboli e linee
di distribuzione” a pagina 767);
• è impostata la modalità di inserimento Diretto (vedi “Scala simboli” a pagina 215);
• nel setup del simbolo (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203) la Tipologia è Simbolo impianti,
e la modalità di inserimento Impianti (con rotazione) o Utente (con rotazione);

All’inserimento di un simbolo viene visualizzata la finestra di dialogo Inserimento simboli dove sono
disponibili le seguenti opzioni.

Punto medio: è possibile utilizzare il punto medio di un segmento come punto di inserimento del
blocco. In tal caso vengono richiesti due punti sul disegno e il simbolo viene posizionato nella
mezzeria del segmento così formato.
Distanza da parete : attiva e disattiva il posizionamento automatico e permette di specificare la
distanza di inserimento dal muro, il layer e la rotazione.
Filtro layer rilevati: è possibile indicare su quali layer rilevare le linee di riferimento per il
posizionamento automatico. Questo filtro è utile, ad esempio, su un disegno in cui ci sono altre linee
vicino al muro: per ‘seguire’ il muro è opportuno filtrare il layer del muro. Premere il pulsante ‘...’
per selezionare i layer da rilevare.
Rotazione automatica : se è selezionata, il simbolo viene ruotato automaticamente secondo la
direzione del muro. Altrimenti, la rotazione deve essere indicata dopo il punto di inserimento.
Mantieni rotazione attributi: se è selezionata, la rotazione del simbolo non comprende anche gli
attributi che mantengono la rotazione originale.
Elevazione: indica l’elevazione a cui viene inserito il simbolo. Se è indicata nel setup simbolo (vedi
“Setup dei simboli” a pagina 203) viene ripreso tale valore; se nel setup è 0 viene mantenuta l’ultima
misura usata. Nel setup del simbolo è possibile anche assegnare un’altezza di posa tra quelle definite
nei Parametri topografico del disegno. In tal modo non è necessario attribuire un valore assoluto di
elevazione ma l’assegnazione dipende dalla configurazione assegnata al disegno. La barra verticale
nella finestra di dialogo permettere di variare velocemente l’altezza di posa tra le elevazioni
predefinite. L’impostazione di mantenere una distanza prefissata dalla parete è attivata nel caso di
elevazione impostata Alta, Media o Bassa, disattivata se l’elevazione è Pavimento o Soffitto.

Nella casella a destra è possibile selezionare il piano di lavoro, nel caso si disegni in 3D su un edificio
a più piani. Selezionare un offset dall'elenco degli offset predeterminati (vedi “Livelli altimetrici dei
piani di lavoro” a pagina 437). Al valore di elevazione riferito al piano (offset) scelto, il software
somma il valore della casella Elevazione per calcolare il valore di elevazione finale.
442 Topografici di posa
Inserimento dei simboli

Posizionamento automatico simboli impianti non attivato


Se il Posizionamento automatico simboli impianti non è attivato, per l'inserimento di un simbolo
prelevato dalla libreria basta indicare il punto di inserimento e la rotazione.
Come inserire un presa (Posizionamento automatico disattivato)
1. Scegliere Libreria simboli.
Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.

2. Nella struttura ad albero a sinistra selezionare la cartella 6 Impiantistica e quindi una delle
pagine sottostanti.
3. Nel riquadro diapositive fare clic su uno fra i simboli visualizzati.
4. Selezionare il punto nel disegno in cui si desidera inserire il simbolo selezionato, quindi indicare
un angolo di rotazione, oppure, utilizzare il mouse per ruotare il simbolo e confermare con il tasto
sinistro dello stesso.

Come inserire una presa nel disegno in modalità Riferito


1. Aprire la Libreria simboli e scegliere la cartella Impiantistica e la pagina Interruttori e prese.
2. In libreria simboli, pagina Interruttori e prese, scegliere il simbolo della presa. Nella riga di
comando compare il messaggio:
Selezionare linea di riferimento:
3. Selezionando una linea, verrà assunto come punto di riferimento il vertice più vicino al punto
di selezione. Successivamente nella riga di comando viene richiesta:
Distanza:
4. Digitare la distanza lungo l'asse delle X dal punto di riferimento e premere INVIO per
confermare, oppure selezionare un punto alla distanza desiderata, lungo l'asse X, rispetto alla linea
confermandolo con il tasto sinistro del mouse. Nella riga di comando compare il messaggio:
Direzione:
5. Digitare l'angolo per individuare la direzione, rispetto al punto di riferimento, in cui si vuole
posizionare il simbolo e premere INVIO per confermare oppure assegnare la direzione selezionando
un punto mediante il mouse. Nella riga di comando compare il messaggio:
Scostamento:
6. Digitare lo spostamento lungo l'asse delle Y dal punto di riferimento e premere INVIO per
confermare; oppure selezionare un punto alla distanza desiderata lungo l'asse Y dal punto della linea
confermandolo con il tasto sinistro del mouse. Nella riga di comando compare il messaggio:
Rotazione:
7. Digitare l'angolo di rotazione per orientare il simbolo e premere INVIO per confermare oppure
orientarlo tramite mouse (la sagoma del simbolo ruota seguendo la posizione di quest'ultimo)
confermandolo con il tasto sinistro dello stesso.

Attributi dei simboli impianti


Ogni simbolo prelevato dalla libreria ha in dotazione una serie di attributi che lo definiscono nella
sua funzione. Inserito il simbolo nel disegno viene visualizzata la finestra di dialogo per l'editazione
degli attributi.
Topografici di posa 443
Inserimento dei simboli

In particolare:
Sigla dispositivo: può contenere la sigla per l'identificazione del componente.
Dati tecnici: può contenere dei dati di targa (tensione, corrente, potenza,...) o una specifica tenica, del
componente.
Ubicazione: l'attributo contiene l'ubicazione del materiale (inteso come locale), informazione utile,
per esempio, nel computo metrico.
Funzione: può contenere la funzione del materiale.
Codice alternativo: può contenere un codice alternativo al codice principale, oppure un codice di
lavorazione che, nella distinta materiali, potrebbe essere utilizzato come filtro per ottenere una
distinta alternativa.
Codice principale: l'attributo contiene il codice, di magazzino o listino, per l'estrazione della distinta
materiali e/o computo metrico. Di norma va selezionato direttamente da un listino accedendo a
Gestione listini tramite il menu che si apre premendo il pulsante con i puntini.

Elevazioni predefinite di simboli e condotti


Nella finestra di dialogo Parametri di configurazione - Impianto (comando EGPREF, vedi “Impianti”
a pagina 756) è possibile definire 5 diverse elevazioni di posa tipiche. Tali valori predefiniti
agevolano la scelta dell’altezza di installazione al momento del posizionamento dei simboli e il
disegno dei condotti portacavi.
Le elevazioni predefinite sono le altezze di posa tipicamente utilizzate nell’edilizia civile: Pavimento
(0 m), Bassa (prese – 0.3m), Media (interruttori – 1.2m), Alta (quadri – 2m) e Soffitto (2.7m). Le
elevazioni predefinite sono modificabili nell’apposita scheda Impianti.

Riporto dell’elevazione negli attributi dei simboli


Quando un simbolo di impianti viene inserito nel disegno ed ha una elevazione assegnata, è possibile
riportare l’altezza in metri nell’attributo Note.
A tal fine occorre attivare l’opzione Riporta elevazione se assegnata, disponibile in Preferenze
ambiente grafico, scheda Simboli e linee di distribuzione (comando EGPREF, vedi “Impianti -
Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767). È possibile anche personalizzare il prefisso
predefinito “h=”.
Il prefisso è valido anche nel riporto dell'altezza nei simboli inseriti con le composizioni (il riporto
dell’elevazione per le composizioni ha, invece, una opzione dedicata nella finestra Opzioni in
Libreria composizioni).

Rotazione automatica simboli impianti


Per l’inserimento dei simboli di impiantistica è disponibile una opzione per allineare gli attributi
descrittivi secondo la rotazione del simbolo.
È l’opzione Non ruotare ma capovolgi gli attributi se necessario, disponibile nella scheda Impianti in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione”
a pagina 767).
444 Topografici di posa
Inserimento dei simboli

Se questa opzione è attiva gli attributi classificati per essere posti sempre in orizzontale vengono
“allineati” (sempre inteso come rotazione) al simbolo stesso.
Si considerino i seguenti esempi.
Con opzione non attiva sono state inserite X2 e X5, con opzione attiva X3 e X6.

Nell’immagine sotto, Q1 e Q4 sono inseriti con lo stesso orientamento con cui sono salvati in libreria,
mentre Q2 e Q3 sono ruotati di 180°, e questo fa “scattare” il capovolgimento dell’attributi. Gli
attributi a cui è soggettata la regola sono sempre quelli dichiarati per la correzione della rotazione.

Layer di inserimento predefinito


È possibile associare a ciascun simbolo, nel suo setup, un layer di appartenenza preferenziale. In fase
di inserimento il simbolo verrà pertanto inserito sul layer preimpostato nel setup, indifferentemente
dal layer corrente.
Questa opzione è utile prettamente per simboli di impiantistica. Per il Setup simbolo vedi “Avanzate”
a pagina 206.

Nota. La lista dei layer disponibili è quella configurata in Preferenze ambiente grafico - Impianti -
Layer predefiniti (comando EGPREF, vedi “Impianti - Layer predefiniti” a pagina 768).

Colore dei layer


Nella finestra Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Impianti - Layer predefiniti”
a pagina 768), la pagina Layer consente di personalizzare la lista dei layer predefiniti nei fogli
planimetrici e scegliere il colore per ogni layer. Per la scelta dei colori oltre i primi 9 c'è l’opzione
Altro colore che apre la finestra di scelta colori windows. La finestra di scelta colori windows
permette di vedere i colori e il loro codice RGB ma non il codice Autocad che solitamente viene usato
per corrispondenza con i pennini delle stampanti. È stata pertanto introdotta la casella di testo Colore
indice in cui assegnare direttamente l'indice colore con codifica Autocad.
Topografici di posa 445
Attribuzione di area ed impianto agli elementi dello schema

Siglatura automatica dei simboli per impiantistica


In Parametri multifoglio, scheda Riferimenti, riquadro Impostazioni avanzate è presente la casella di
spunta Abilita la siglatura dei simboli per impiantistica, che consente di abilitare o meno la siglatura
simboli per i simboli di impiantistica. Quando non selezionata, la siglatura (sia da comando SIGLA
che da aggiornamenti automatici) ignora i simboli impianti. Questo consente di avere nello stesso
schema simboli di automazione e di impianti siglando i primi ed escludendo i secondi.
Vedi “Siglatura simboli” a pagina 275.

Particolari
Gestione sagome (dalla lista sulla barra scegliere Particolari) comprende oltre 450 simboli per la
rappresentazione di particolari di impianti, diagrammi, layout di uffici e segnalazioni. Con il metodo
del trascinamento è possibile piazzare rapidamente i simboli nei disegni.

Attribuzione di area ed impianto agli elementi dello schema


È possibile attribuire le informazioni di area ed impianto agli elementi dello schema topografico al
fine, poi, di suddividere gli elementi dell’impianto elettrico organizzandoli per Area e Impianto.
Questo metodo di raggruppamento dei componenti è utile sopratutto per l’organizzazione delle voci
nel computo metrico estratto dal progetto.
Le informazioni di Area e Impianto sono memorizzate in appositi attributi presenti nei simboli per
impiantistica:
• Attributo Area (etichetta AREAC)
• Attributo Impianto (etichetta IMPIANTOC)

Estrazione del computo metrico per Sigma


È possibile scegliere la modalità di suddivisione per Area e Impianto, in alternativa alla gestione per
Disegno e Layer di appartenenza, anche per l’estrazione del computo metrico.
Prima di avviare l’estrazione (comando EXTCOMP) è necessario operare la scelta nei Parametri di
configurazione progetto (comando EGPREF), attraverso le opzioni disponibili in Parametri
topografico - Impianto.
Per l’identificativo di area le opzioni sono:
• Nome del disegno
• Attributo AREAC

Per l’identificativo di impianto le opzioni sono:


• Nome del layer
• Attributo IMPIANTOC
446 Topografici di posa
Inserimento simboli da Listino

Per quel che riguarda l'estrazione dei cavi dal file utenze, se attiva l'opzione di estrarre l'identificativo
dagli attributi, Area viene compilata con la Zona dell'utenza e Impianto con la relativa caratteristica
Impianto. Ubicazione viene sempre compilata con il Quadro dell'utenza.

Inserimento simboli da computo preliminare


Se è attiva l'estrazione per Sigma secondo gli attributi AREAC, IMPIANTOC, le operazioni di
assegnazione codici dalle voci di computo preliminare in ambiente grafico aggiungono
automaticamente gli attributi necessari anche nei simboli che ne sono privi.

Inserimento simboli da Listino


La finestra Listino è il modulo in cui sono gestiti i listini con le voci di elenco prezzi per generare il
computo metrico di un impianto. Ad ciascuna voce di listino (per esempio Punto luce a deviatore con
cor. leg. in amb.<=16mq) è possibile associare una serie ordinata di simboli, prelevati dalla libreria
dei simboli di iDEA, che identificano nel topografico la lavorazione in oggetto.

Quindi, è sufficiente prelevare una voce di listino affinché iDEA proponga il posizionamento nel
disegno dei simboli ad essa collegati.
Se inoltre si considerano gli assiemi, che sono gruppi di voci di listino che identificano una
lavorazione complessa, si aumenta l’utilità perché prelevando un assieme dal listino si possono
posizionare i simboli previsti da tutte le voci assiemate.
Esempio
L'assieme DI_01 Uffici: Ufficio direzione contiene le seguenti voci di listino con simboli associati:
• Punto luce con corrugato leggero ambienti <= 16mq - (2 simboli)
• Punto presa bivalente 10-16A con corrugato leggero - (5 simboli)
• Posa di presa TV derivata con tubo corrugato leg. - (1 simboli)
• Posa di presa telefonica in tubo corrugato leggero - (2 simboli)
• Plafoniera dark 2 60° satinata da 2x36 Watt - (4 simboli)
Inserendo questo assieme nel disegno il programma propone il posizionamento dei 14 simboli
comprensivi di codifica.

I simboli inseriti dal listino, o da un preventivo come illustrato nel prossimo paragrafo, sono già
codificati e questo agevola l'estrazione automatica del computo di impianti elettrici dalla planimetria.
Come inserire una serie di simboli da Listino
1. Selezionare Listino.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica impianti.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: CVIEW.

2. Dalla barra degli strumenti Listino della finestra di Elenco prezzi, attivare l’opzione Inserisci
simboli, per l'inserimento automatico dei simboli associati.
Topografici di posa 447
Inserimento simboli da computo

3. Selezionare la voce di listino di cui si desidera inserire i simboli grafici.


4. Mantenendo il pulsante sinistro del mouse premuto, trascinare l'elemento direttamente sulla
planimetria.
5. Rilasciare il pulsante del mouse. La procedura visualizzerà una finestra di dialogo in cui è
possibile specificare il locale e il circuito da assegnare ai simboli che si inseriscono.
6. Indicare il punto d'inserimento e la rotazione per il primo simbolo presentato.
7. Inserire gli altri simboli presentati in sequenza, fino all'inserimento di tutti i simboli “necessari”
per la voce scelta.

Con lo stesso metodo è possibile inserire nel disegno i simboli assegnati alle voci che compongono
un assieme. Nel caso di inserimento di un assieme l'inserimento dei simboli viene esteso a tutte le
voci appartenenti all'assieme stesso. L’elenco dei simboli da inserire è raggruppato per codice voce
e la quantità di simboli è data dal prodotto della quantità dei simboli associati alle voci per la quantità
delle voci nella distinta dell’assieme.
La stessa regola vale anche se si inserisce nel disegno una voce di elenco prezzi la cui analisi costi
comprende altre voci con simboli associati.

Nota. Per l'associazione dei simboli grafici ed ulteriori informazioni vedere “Gestione listini” nella
guida in linea “Commesse e archivi”.

Inserimento simboli da computo


Con lo stesso presupposto su cui si basa l’inserimento simboli da listino (vedi “Inserimento simboli
da Listino” a pagina 446) è possibile inserire i simboli nel topografico a partire da un computo di
preliminare precedentemente composto nel programma di preventivazione Sigma (modulo
opzionale).
Come accedere al computo preliminare in iDEA
• Scegliere Simboli da computo preliminare.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: PRECMP.

Per ulteriori informazioni vedi “Inserimento simboli da computo preliminare” a pagina 712.

Calcolo illuminotecnico PhosPro


Il calcolo dell'illuminamento ha lo scopo di fornire un adeguato illuminamento al locale e può essere
impostato con rigore scientifico solo in pochi casi teorici. I metodi tradizionali per il calcolo del
flusso luminoso si basano sull'impiego del fattore di utilizzazione.

Impostazione del progetto per l'illuminazione degli interni


Per un impianto razionale, efficace e con un massimo rendimento il numero e la potenza delle
lampade occorrenti dipendono dalla superficie del locale, dall'illuminamento medio desiderato sul
piano di lavoro, dal tipo di apparecchio illuminante adottato, dalla larghezza e lunghezza del locale
in rapporto all'altezza delle sorgenti luminose, dal potere riflettente delle pareti e del soffitto ed infine
dal grado di manutenzione previsto per l'impianto.
448 Topografici di posa
Calcolo illuminotecnico PhosPro

La scelta e la collocazione delle sorgenti luminose e dei relativi apparecchi illuminanti sono
strettamente legate alla struttura architettonica dei locali da illuminare, con il colore e le proprietà
riflettenti delle pareti e dei pavimenti.
Il metodo del fattore di utilizzazione o del flusso totale, utilizzato in questa procedura, è basato sulla
conoscenza di una serie di fattori forniti dall'esperienza ed è di comodo impiego quando si conoscono
almeno approssimativamente i fattori di riflessione delle pareti e del soffitto. Si chiama fattore di
utilizzazione U il rapporto tra il flusso luminoso u effettivamente ricevuto ed utilizzato sul piano
di lavoro e quello totale e emesso dalle lampade nude:

Il fattore di utilizzazione è una grandezza adimensionale che indica in quale percentuale il flusso
emesso dalla sorgente venga effettivamente utilizzato (una parte va infatti perduta (e - u) in
quanto assorbita dalle pareti del locale e dall'apparecchio stesso). Questo fattore viene ricavato
sperimentalmente ed è funzione del tipo di corpo illuminante, del fattore di riflessione di pavimento,
soffitto e pareti, della struttura geometrica del locale e della distanza della sorgente luminosa sia dal
soffitto (hs) che dal piano di illuminazione (h) posto convenzionalmente a 0,8 m dal pavimento e
chiamato anche piano utile.
Le grandezze geometriche che, a parità di altre condizioni influiscono sul fattore di utilizzazione
possono essere utilmente caratterizzate da un numero puro chiamato indice del locale K. Per
l'illuminazione diretta, semi-diretta e mista l'indice del locale dipende dalle dimensioni dell'ambiente
(larghezza a, lunghezza b) e dall'altezza di sospensione h degli apparecchi illuminanti rispetto al
piano di lavoro. Esso è espresso dalla formula:

Per l'illuminazione indiretta e semi-indiretta al posto dell'altezza di sospensione h va, invece,


considerata l'altezza del soffitto H sul piano di lavoro e la formula diviene:

L'indice del locale K è inferiore a 1 per i locali alti e stretti, maggiore di 1 per quelli ampi e bassi. Il
fattore di utilizzazione U varia assai poco per valori di K maggiori di 5, per cui si potrà adottare per
K il valore di 5, senza commettere errori apprezzabili, anche quando dalla formula si ottiene un
valore maggiore.
Il calcolo del flusso luminoso
La formula risolutiva per il calcolo di un impianto di illuminazione col metodo del flusso totale è la
seguente:

essendo:
n il numero delle lampade;
 il flusso iniziale di ciascuna lampada nuda in lm;
 il flusso globale emesso dalle lampade nude, supposte tutte uguali, in lm;
E l'illuminamento medio sul piano di lavoro in lx;
A la superficie del piano utile in m2;
U il fattore di utilizzazione;
M il fattore di conservazione (manutenzione).
Topografici di posa 449
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione

Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione


La sequenza delle grandezze e degli elementi da definire o da calcolare può essere sintetizzata con
la procedura seguente.

Avvio del calcolo


Prima di avviare il calcolo illuminotecnico è consigliabile definire i locali in questione: vedi
“Gestione locali” a pagina 437.
La disposizione dei corpi illuminanti in un locale, tramite PhosPro, si avvia dall’intefaccia in cui
sono stati definiti i locali.
Come avviare il calcolo illuminotecnico da Gestione locali
1. Selezionare Locali.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Planimetria.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: GLOCALI.

2. In Gestione locali selezionare il locale in cui disporre i corpi illuminanti, quindi selezionare
l’icona Inserisci corpi illuminati.

In alternativa è possibile anche avviare il calcolo illuminotecnico definendo al momento il locale.


Come avviare il calcolo illuminotecnico diretto
1. Scegliere il comando Calcolo illuminotecnico.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: NPHOSPRO.

2. Alla riga di comando, iDEA richiede di selezionare i punti del perimetro del locale: fare clic sul
disegno per tracciare una linea di contorno che definisce il perimetro del locale. La linea dovrebbe
ad esempio rimarcare il perimetro interno dei muri di una stanza. Premere il tasto destro del mouse
per chiudere automaticamente il percorso.

Locali con orientamento non orizzontale


Se il locale non è parallelo all'asse orizzontale (asse X), affinché gli apparecchi rientrino in tale
orientamento è sufficiente orientare l'Ucs in base alla stanza.
Come ruotare l’Ucs
1. Alla riga di comando eseguire il comando UCS e premere INVIO.
2. Digitare le opzioni n (Nuovo), 3p (3punti), entrambi seguite da INVIO.
3. Alla richiesta:

Specificare nuovo punto di origine <0,0,0>:


Specificare punto sulla parte positiva dell'asse X

fare clic su tre punti della linea di perimetro del locale come in figura:
450 Topografici di posa
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione

Il risultato è visibile in figura seguente:

Come ripristinare l’Ucs globale


1. Alla riga di comando eseguire il comando UCS e premere INVIO.
2. Digitare le opzioni g (Globale) e premere INVIO.

Impostazione del progetto


All’avvio di PhosPro compare la finestra di dialogo PhosPro - Progettazione illuminotecnica. Nella
scheda Progetto compilare i dati del progetto e le caratteristiche del locale da illuminare:
• dimensioni;
• altezza del piano di lavoro;
• la distanza tra il soffitto e la lampada;
• coefficienti di riflessione delle pareti, del soffitto e del pavimento.

1. Nella scheda Locale identificare il livello di illuminamento di esercizio previsto per i vari tipi
di locale e attività secondo Norme UNI EN 12464-1 per gli ambienti di lavoro o UNI/TS 11826:2021
per l’illuminazione di interni residenziali domestici.
2. Nella scheda Corpi illuminanti definire le caratteristiche dell’apparecchio illuminante quali tipo
di lampada, flusso luminoso, potenza, codice principale del materiale.
È sufficiente premere il bottone Archivio apparecchi e selezionare il modello di lampada da
utilizzare. L’archivio degli apparecchi illuminanti è completo delle caratteristiche fotometriche ed
estendibile con l’importazione da file dei costruttori, su standard EULUMDAT: vedi “Archivio
apparecchi illuminanti” a pagina 454.

Nota. Se nell’archivio non sono presenti i tipi di lampade desiderate, compilare manualmente i dati
Flusso luminoso e Potenza con l’ausilio di un catalogo del costruttore.

Al fine della computazione e dell’estrazione dei materiali, il codice principale può essere compilato
con una voce di listino o un codice articolo selezionando il bottone a lato della casella di testo.
3. Nella scheda Risultati, premendo il tasto Calcolo si ottiene:
Topografici di posa 451
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione

• il calcolo del numero delle apparecchiature occorrenti (in relazione al flusso emesso  da ogni
sorgente luminosa) e del numero degli apparecchi illuminanti necessari, arrotondato per ragioni di
simmetria;
• il calcolo del coefficiente di utilizzazione U, che può essere variato manualmente, aggiornando
il calcolo;
• il calcolo dell'illuminamento medio;
• il calcolo del flusso totale  in lm;
• il calcolo della potenza assorbita dall'impianto P in W.

Nella casella Rotaz. indicare la rotazione che deve assumere ogni singolo apparecchio illuminante.
4. I risultati ottenuti vengono visualizzati nella relazione di calcolo che può essere stampata
premendo il tasto Stampa, oppure può essere salvata nel formato RTF premendo il tasto Salva ed
inserendo il nome del file nella finestra di dialogo Salva con nome.
Inoltre, premendo il tasto destro del mouse quando il cursore è situato sopra il riquadro della
relazione appare un menu popup che permette di eseguire le funzioni seguenti:
• selezionare l'intero testo della relazione;
• copiare negli appunti il testo precedentemente selezionato;
• stampare la relazione;
• impostare la pagina di stampa della relazione attraverso la finestra di dialogo Imposta pagina.
All'interno di questa finestra di dialogo, nella scheda Margini si possono impostare i margini della
pagina stampata; nella scheda Titolo può essere modificato il titolo della relazione. Premendo il
pulsante Carattere si possono selezionare il formato del carattere utilizzato nella relazione.
5. Premere il tasto OK per accedere alla finestra per la verifica del calcolo illuminotecnico.

Verifica del calcolo illuminotecnico


Chiusa la finestra di calcolo di Phos Pro la vista passa alla finestra che riporta il disegno del locale
su cui si impostato il calcolo con l’anteprima della disposizione dei corpi illuminanti risultanti dalla
precedente funzione.
Nel caso il locale sia di forma non rettangolare, la viene visualizzato un messaggio di conferma per
eliminare gli apparecchi esterni.
Alcuni apparecchi verranno rimossi in quanto non contenuti nell’area in esame.

Di seguito sono proposte tutte le funzionalità presenti nella finestra.


Imposta locale
Questo comando apre la finestra con i dati del progetto calcolato in precedenza. Si può accedere a
questa finestra per apportare delle modifiche, ad esempio cambiare il modello del corpo illuminante,
quindi rieseguire il calcolo e aggiornare il grafico. Vedi “Impostazione del progetto” a pagina 450.
Verifica
Questo comando avvia la verifica del progetto precedentemente calcolato e rappresentato nella
finestra del Phos Pro.
452 Topografici di posa
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione

Sono disponibili tre modalità di calcolo:

Diretto: misura l’illuminamento prodotto dai corpi illuminanti disposti nel progetto senza considerare
la riflessione delle pareti. Quindi verifica solo l’illuminamento diretto delle lampade sul piano di
lavoro, il pavimento, il soffitto e sulle pareti.
Semplificato : misura l’illuminamento prodotto dai corpi illuminanti disposti nel progetto
considerando anche la riflessione delle pareti fino a due iterazioni. Quindi viene verificato
l’illuminamento diretto delle lampade sommato a quello riflesso.
Accurato: è il metodo più preciso bensì più oneroso in termini di tempo. Misura l’illuminamento
prodotto dai corpi illuminanti disposti nel progetto considerando anche la riflessione delle pareti fino
a quattro iterazioni. Quindi viene verificato l’illuminamento diretto delle lampade sommato a quello
riflesso.

Il Reticolo è una griglia ideale che determina i punti in cui viene calcolato l’illuminamento. Più è
basso il passo del reticolo, più è fitta la griglia e quindi più sono i punti di calcolo e l’accuratezza del
grafico che rappresenta l’illuminamento.
Passo: in questa casella il passo del reticolo può essere impostato manualmente.
Passo reticolo automatico: questa opzione imposta un passo pari a un dodicesimo della larghezza del
locale.
Distanza minima dal bordo parete: compilando questa casella si può anche impostare una certo
margine di distanza dei punti dalle pareti.

Premere OK per avviare la verifica dell’illuminamento. Al termine della procedura, che può
impiegare un tempo variabile a seconda del metodo di calcolo scelto e della velocità di calcolo del
pc, viene aperta la finestra Risultati.
Risultati
La finestra Risultati viene aperta automaticamente dopo l’esecuzione della verifica e può essere
riaperta in seguito con il pulsante Risultati dalla barra degli strumenti.
Per le superfici orizzontali (pavimento, soffitto, piano di lavoro) e per ogni parete del locale, sono
elencati i valori calcolati di illuminamento medio, minimo, massimo e i rapporti tra minimo e medio,
minimo e massimo, medio e massimo.

Tali valori fanno riferimento ai valori di illuminamento calcolati in ogni parete.


Topografici di posa 453
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione

Per riportare nel grafico del locale tutti i valori (possono essere più o meno numerosi in base al
metodo di calcolo scelto) relativi alla parete selezionata nella finestra Risultati fare doppio clic o
selezionare il pulsante Visualizza i valori di illuminamento.

Per visualizzare nel grafico del locale le curve ISOLUX relative alla parete selezionata nella finestra
Risultati fare doppio clic o selezionare il pulsante Visualizza curve Isolux. Le curve isolux
rappresentano l’unione dei punti del piano aventi lo stesso valore d’illuminamento.
Visualizzazione 3D del locale
Per impostare la posizione di osservazione della vista 3D del locale, compresi i corpi illuminanti e i
dati calcolati, utilizzare le barre di scorrimento della finestra di Phos Pro. È possibile ruotare la vista
rispetto l'asse X con la barra di scorrimento orizzontale e rispetto al piano XY con la barra di
scorrimento verticale.

Utilità
Selezionando il pulsante Utilità, dalla barra degli strumenti di PhosPro, sono disponibili due utili
comandi.
Ripristina vista : serve per ripristinare la vista piana dall’altro del locale dopo aver spostato la
visualizzazione in 3D tramite le barre di scorrimento.
Elimina apparecchi non coerenti: serve per eliminare gli apparecchi che sono posizionati all’esterno
dell’area del locale.
Modifica della posizione ed eliminazione dei corpi illuminanti
Per spostare un corpo illuminante, selezionarlo con un clic e scegliere il comando Sposta apparecchio
che permette di spostarlo semplicemente con il mouse.
In alternativa, per modificare la posizione di un corpo illuminante o eliminarlo, selezionarlo con un
clic e scegliere Modifica apparecchio. Viene visualizzata la finestra Posizione apparecchio nella
quale si può impostare lo spostamento relativo o assoluto e la rotazione. Da questa finestra è
possibile, inoltre, eliminare l’apparecchio.
454 Topografici di posa
Calcolo illuminotecnico PhosPro - Esecuzione

Stampa della relazione di calcolo


La stampa della relazione di calcolo può essere effettuata selezionando il pulsante Stampa, dalla
barra degli strumenti di PhosPro.
La finestra che viene aperta riporta la relazione precompilata con tutti i dati e i lavori calcolati in
precedenza per il locale in esame. Il testo può essere modificato in ogni sua parte nel riquadro che è
un editor di testo: si può digitare nuovo testo, cancellare, copiare e incollare testi provenienti o verso
da altri programmi; è possibile ad esempio copiare tutto il testo e incollarlo in Word o da Word
aggiungere delle integrazioni.
Per allegare anche l’immagine correntemente visualizzata nella finestra di PhosPro selezionare la
casella Immagine corrente.

Riporto nel disegno


Dopo la verifica del calcolo illuminotecnico sul locale analizzato, dalla finestra di PhosPro si devono
riportare nel disegno la rappresentazione dei corpi illuminanti.
Riporta apparecchi
Dalla barra degli strumenti di PhosPro selezionare il pulsante Riporta apparecchi; viene visualizzata
la finestra Rappresentazione grafica nella quale selezionare il tipo di simbolo da posizionare nel
disegno, quindi premere OK.
Riporta Isolux
È possibile riportare, inoltre, le curve ISOLUX correntemente visualizzate nel grafico del locale
nella finestra di PhosPro. Dalla barra degli strumenti di PhosPro selezionare il pulsante Riporta
Isolux.
Le curve isolux che come già visto rappresentano l’unione dei punti del piano aventi lo stesso valore
d’illuminamento, vengono tracciate sul disegno nel layer ISOLUX. Se successivamente si desidera
rendere invisibili le curve sul disegno è sufficiente congelare tale layer con il comando LYOFF
(avviare il comando da tastiera e selezionare una delle curve Isolux).

Archivio apparecchi illuminanti


L’archivio apparecchi illuminanti è accessibile dalla finestra di impostazione del progetto di PhosPro
ed serve per la scelta dell’apparecchio illuminante da considerare per il calcolo illuminotecnico. Gli
apparecchi disponibili sono suddivisi per costruttore e per serie; per ognuno sono illustrate le
caratteristiche tecniche dell’apparecchio e della lampada e la caratteristica fotometrica, rilasciate dai
costruttori.
Topografici di posa 455
Composizioni di elementi scatolati

L’elenco degli apparecchi riporta nella griglia i principali dati tecnici delle lampade per cui è più
agevole identificare velocemente quella interessata semplicemente scorrendo l’elenco. Per una
ricerca più mirata è possibile utilizzare la casella di ricerca che permette di mostrare in griglia solo
le lampade nei cui dati tecnici è presente la stringa ricercata. Si potrà pertanto ricercare una lampada
in base al nome ma anche al codice, alle misure, alla potenza, al flusso luminoso, ecc.
Da tener presente che le lampade visualizzate nella lista, a cui avvengono applicate le ricerche, sono
quelle relative al costruttore o serie correntemente selezionato nel riquadro di sinistra della finestra.
Una ulteriore utilità permette di ordinare la lista in base a una delle colonne presenti semplicemente
cliccando sui titoli della colonna.
Come rendere disponibili altri apparecchi
I dati degli apparecchi illuminanti sono letti da file in formato EULUMDAT (estensione .ltd) forniti
direttamente dai costruttori. Ogni file EULUMDAT riporta le caratteristiche di uno specifico corpo
illuminante. Normalmente i costruttori forniscono dei file ZIP (estensione .zip) che contengono una
serie di file EULUMDAT.
Quindi, è possibile integrare l’Archivio apparecchi illuminanti di PhosPro copiando ulteriori file ZIP
(contenenti file EULUMDAT) nella cartella COMMON\DATABASE\LIGHT. Alla riapertura
dell’archivio corpi illuminanti i nuovi apparecchi verranno resi disponibili.

Aggiornamenti e integrazioni per l’archivio apparecchi illuminanti di PhosPro sono sempre


disponibili nell’area Download del sito web di Electro Graphics:
[Link]

Composizioni di elementi scatolati


La libreria composizioni di simboli per impianti permette di creare agevolmente delle combinazioni
di simboli per rappresentare elementi modulari scatolati (interruttori, prese) riquadrati dal
caratteristico bordo. Tale strumento riunisce un insieme di simboli base provenienti dalla libreria
simboli e li organizza in scatole portafrutti, permettendo il riporto in disegno con un riquadro
rappresentante la scatola stessa.
La seguente figura mostra un esempio di composizione realizzata da tre scatole rispettivamente per
due prese, due deviatori e un termostato.
456 Topografici di posa
Composizioni di elementi scatolati

La stessa composizione può eventualmente essere arricchita con più scatole indipendenti applicate
a diverse elevazioni, riproducendo pertanto una “colonna” di scatole portafrutti.
A ciascun elemento della composizione può essere associato una voce di computo o,
alternativamente, un codice materiale. Nella fase di inserimento in disegno i codici assegnati
vengono riportati automaticamente nei simboli in disegno per permettere la successiva estrazione del
preventivo, da elaborare in un secondo momento con il software Sigma (modulo opzionale).
In particolare, il progettista ha la possibilità di stabilire in che modo organizzare la codifica dei
materiali in base a come intende effettuare la preventivazione; la gestione delle composizioni mette
a disposizione le seguenti modalità.
• Associazione di una voce di computo alla scatola: questa modalità permette una rapida estrazione
di un preventivo di impianto, in quanto ad ogni scatola memorizza il codice del punto luce del listino
di interesse che si desidera computare.
• Associazione di codici materiali ai singoli simboli: questa modalità consente l’estrazione esatta dei
codici materiali di costruttori specifici. La procedura prevede che a ogni frutto all’interno della
scatola venga associato il corrispondente codice articolo della relativa casa costruttrice. Con analogo
procedimento il simbolo della scatola verrà associato ai materiali accessori di scatola portafrutti,
telaio e placca.

Il rettangolo che rappresenta la scatola portafrutti può essere connesso a condotti portacavi come
qualsiasi simbolo di impiantistica e può essere associato a uno o più utenze di distribuzione mediante
il comando RETI per permettere l’infilaggio dei cavi e il successivo controllo dello stipamento.
L’inserimento delle composizioni non altera le procedure di associazione dei simboli alle linee di
distribuzione. Quando un’utenza viene associata ad un simbolo, ad esempio una presa, che è stata
inserita dalla libreria composizioni, la sigla dell’utenza associata viene riportata sia sul simbolo che
sul simbolo della scatola.
Le modifiche ad una composizione nell’archivio dedicato vengono tutte automaticamente salvate.
Come avviare la Libreria composizioni
• Scegliere Libreria composizioni.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: IMPLIB.
Topografici di posa 457
Composizioni di elementi scatolati

Definizione di una composizione delle scatole


La composizione delle scatole è completamente personalizzabile. Di seguito sono illustrati gli
strumenti disponibili, tutti presenti nella finestra Libreria composizioni.
Nuova cartella
Le composizioni possono essere organizzate in una struttura gerarchica di cartelle e sottocartelle. Il
comando Nuova cartella permette di creare un nodo nel nodo principale delle Composizione o
all’interno della cartella selezionata. Alla cartella appena creata può essere assegnato un nome che
non può essere vuoto.
Nuova composizione
Tale comando inizializza un nuovo elemento che verrà inserito nella cartella selezionata. Il comando
richiama ripetutamente la libreria simboli per permettere la selezione dei simboli da inserire nella
medesima scatola (interruttori, prese, pulsanti). Si può interrompere l’inserimento in qualsiasi
momento premendo il pulsante di chiusura della finestra libreria.
Aggiungi scatola
Ad una composizione è possibile aggiungere più scatole a elevazioni diverse. Le varie scatole si
intendono posizionate in un’opportuna colonna della parete di riferimento. La funzione richiama
ripetutamente la libreria simboli e i simboli selezionati vengono collocati in una nuova scatola.
Ciascuna scatola può racchiudere più simboli grafici che vengono rappresentati nell’interfaccia
grafica mediante una struttura gerarchica.
Aggiungi simbolo
La funzione richiama ripetutamente la libreria simboli e permette di aggiungere simboli alla scatola
correntemente selezionata.
Elimina
Il comando consente l’eliminazione del simbolo o della scatola selezionata. All’interno di ciascuna
composizione deve essere definita almeno una scatola, pertanto il programma non consente
l’eliminazione della scatola se è l’unica definita.
Ripristina
Quando una composizione viene alterata (descrizione modificata, simboli aggiunti, rimossi o
riordinati) si attiva il pulsante Ripristina. Tale pulsante consente di annullare le modifiche apportate
alla composizione e riportarla allo stato precedente alle modifiche.
Il pulsante Ripristina non si attiva per le nuove composizioni.

Inserimento di una composizione di scatole nel disegno


Tramite il bottone Inserisci, la composizione correntemente visualizzata viene inserita nel disegno.
L’inserimento avviene nella modalità analoga all’inserimento di un simbolo di impianti. Le diverse
scatole di una composizione vengono riportate contemporaneamente nel disegno secondo le
458 Topografici di posa
Composizioni di elementi scatolati

preferenze impostate. L’inserimento avviene in modalità ripetitiva e può essere interrotto in qualsiasi
momento tramite il pulsante ESC della tastiera o il tasto destro del mouse.

Sono disponibili due modalità di disegno della composizione. La modalità di disegno può essere
impostata nella finestra Opzioni che si apre dal menu Utilità della libreria composizioni.

Editazione di una composizione


Per ogni scatola portafrutti definita in Libreria composizioni si possono editare i seguenti parametri.
Ovviamente, le modifiche non sono apportate alle composizioni già inserite nel disegno.
Elevazione
La scatola e i relativi simboli vengono inseriti nel disegno ad una particolare elevazione
predeterminata. Può essere scelta una delle elevazioni predefinite nei parametri del disegno oppure
un valore di elevazione personalizzata fissa. In seguito all’inserimento la coordinata Z dei simboli
corrisponderà all’elevazione impostata per permettere il computo corretto di condotti ed elementi
portacavi collegati a tale scatola.
Riporta elevazione
Il valore dell’elevazione può essere riportata sul simbolo inserito. Questa impostazione è definita per
ogni singola scatola dalla casella di spunta preposta e viene presa in considerazione solamente se
nelle Opzioni di inserimento (dal menu Utilità) il riporto dell’elevazione è impostato su “Secondo
impostazioni scatola”.
Colore
Consente la personalizzazione del colore del rettangolo che rappresenta la scatola portafrutti.
L’impostazione predefinita è DaLayer.
Raccorda con scatola precedente tramite condotto
Se in una composizione sono definite più scatole, è possibile predisporre una linea di connessione
portacavi tra una scatola e quella precedente. Tale linea rappresenta un condotto con destinazione
d’uso generale e senza materiale associato e permette di semplificare la tracciatura dei condotti
portacavi. Infatti è sufficiente interconnettere una sola delle scatole tracciate di ciascuna
composizione. In tal modo le scatole si intendono tra loro interconnesse ed è sufficiente rappresentare
il condotto di arrivo.
Materiali
Nell’archivio delle composizioni ciascun singolo simbolo grafico può essere associato ad uno o più
codici materiali o voci di computo. È possibile richiamare l’Archivio Materiali o l’Archivio dei
Listini regionali. La successiva estrazione del computo per Sigma (modulo opzionale) permetterà di
ricavare automaticamente tutti gli elementi associati. Sono disponibili fino a tre elementi codificati
che verranno poi concatenati nel simbolo interessato, in tal modo è possibile assegnare più accessori
materiali (scatola, placca, ecc) per un’estrazione completa orientata agli articoli materiali.
Drag&drop
L’ordinamento di frutti e scatole portafrutti di una composizione può essere agevolmente effettuato
mediante operazioni di drag&drop. Il trascinamento di una scatola trasferisce naturalmente anche
tutti i frutti in essa contenuti.
Tramite drag&drop è possibile anche riassegnare la cartella di appartenenza di composizioni e
cartelle nell’apposito albero.
Topografici di posa 459
Composizioni di elementi scatolati

Operazioni di copia e incolla


Mediante operazioni di copia e incolla è possibile trasferire singoli frutti o intere scatole tra
composizioni diverse. Tutte le modifiche vengono automaticamente salvate. Nel caso venga
effettuata un’operazione errata, il pulsante Ripristina permette di annullare le ultime modifiche.
Operazioni sul menu contestuale dell’albero delle composizioni
Dal menu contestuale che si apre con un clic destro nell’albero delle composizioni sono disponibili
i seguenti comandi.

Rinomina
Il comando permette di editare il nome della cartella. Il nome non può essere lasciato vuoto.

Duplica
Effettua la duplicazione di una composizione. Tutte le proprietà vengono copiate e la nuova
composizione così creata viene assegnata alla stessa cartella della composizione originale.

Elimina cartella/composizione
Con questo comando è possibile eliminare una composizione o una cartella. Tutto il contenuto della
cartella viene rimosso. Se la cartella contiene una o più composizioni un secondo avvertimento
notifica e richiede la conferma prima dell’esecuzione del comando.

Aggiorna
Ricarica la finestra con i dati di archivio. Il comando è necessario nel caso di condivisione di archivi
in rete con altri utenti per aggiornare l’interfaccia grafica a fronte di modiche effettuate da altri utenti.

Opzioni
Dal menu che si apre con il bottone Utilità, selezionando Opzioni è possibile avviare la finestra di
dialogo relativa alle opzioni della libreria.

Modalità di disegno
Sono disponibili due modalità di disegno della composizione. La modalità di disegno può essere
impostata nella finestra Opzioni che si apre dal menu Utilità della libreria composizioni.
• Scala simboli uniforme: è la modalità di disegno usata nelle precedenti versioni; i simboli
vengono disegnati secondo la scala simboli del disegno, il fattore scala impostato per il simbolo in
libreria simboli e l’ulteriore coefficiente specificato nella casella Correzione scala simboli. Il
rettangolo che rappresenta la scatola viene disegnato con delle dimensioni congrue per contenere
tutti i simboli della composizione.
• Moduli in cella prefissata: questa nuova modalità richiede di specificare le dimensioni della cella
che rappresenta un modulo della scatola (frutto di una scatola portafrutti) nelle caselle Larghezza
cella e Altezza cella. I simboli vengono quindi ridimensionati per essere centrati nelle celle indicate.
Ogni simbolo occupa un numero di celle pari al valore del parametro "Moduli occupati in libreria
composizioni" compilato nel setup simbolo in libreria simboli (tipicamente 1 modulo per una presa
bipasso, 2 per una presa schuko, ad esempio).
460 Topografici di posa
Composizioni di elementi scatolati

Allinea scatole con la stessa elevazione


Opzione utile per le composizioni formate da più scatole disposte affiancate. Se l’opzione è attiva,
quando si inserisce nella planimetria una composizione, le scatole che possiedono il medesimo
valore di elevazione sono disegnate affiancate.

Opzione non attiva Opzione attiva

Correzione scala simboli


Questo parametro permette di ridimensionare i simboli all’interno delle scatole. Agisce per i nuovi
inserimenti ed opera come ulteriore coefficiente correttivo in aggiunta al fattore di scala simboli e al
fattore scala impostato per il simbolo in libreria simboli.

Layer di inserimento scatole


Layer di riferimento per l’inserimento in disegno dei rettangoli rappresentanti le scatole. Nel caso in
cui tale impostazione sia assente il layer di riferimento è quello corrente.

Riporta elevazione
Il riporto dell’elevazione segue le medesime regole dei simboli impianti (vedi “Inserimento dei
simboli” a pagina 440) e può essere regolata attraverso questa opzione. Se l’opzione è impostata su
“Secondo indicazione scatola” l’impostazione viene regolata dalla casella di spunta impostabile per
ciascuna scatola. In tal modo è possibile riportare ad esempio l’indicazione solo per elevazioni non
predefinite.

La figura seguente mostra un particolare dell’impianto di un appartamento disegnato con ,l’ausilio


della libreria di composizione scatole (esempio Imp_elettrico_app_250 [Link] disponibile
all’interno della cartella degli esempi Imp i a n t i, i l cui percorso predefinito è
c:\ProgramData\Electro Graphics\R2017\Common\Sample\Impianti\).
Topografici di posa 461
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.

Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.


La norma CEI 64-8 VIII Ed. stabilisce le prescrizioni inerenti la sicurezza degli impianti elettrici e
definisce 3 livelli prestazionali per la realizzazione e/o rifacimenti degli impianti in ambito
residenziale.
Al fine di velocizzare il disegno di un impianto topografico iDEA permette di scegliere il livello di
dotazione previsto per il progetto, inserire i componenti previsti per ogni locale e verificare la
corretta dotazione minima prevista dalla norma.
La procedura di verifica si basa sull’analisi dei simboli contenuti nei locali; per tale motivo si è reso
necessario qualificare i simboli di impiantistica con una tipologia più dettagliata. Accedendo al setup
di un simbolo impianti in Libreria simboli, è possibile notare la presenza del dato Tipologia simbolo
impianti, visibile solo per simboli con tipologia Simbolo impianti. Le tipologie simbolo impianti
(Presa, Presa TV, Lampada, Citofono,...) sono essenzialmente quelle previste dalla norma, ma nulla
vieta, se si presentasse la necessità, di introdurne di nuove.
462 Topografici di posa
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.

Condizione necessaria per il controllo delle dotazioni minime d'impianto è definire e disegnare i vari
locali tipici e qualificarli tramite il dato Tipo (CEI 64-8) che identifica il tipo di locale previsto dalla
norma (ingresso, angolo cottura, lavanderia, ...). Questo deve essere fatto dall'interfaccia Gestione
locali (comando GLOCALI o dal pannello contestuale). Quindi, la simbologia può essere inserita
normalmente da Libreria simboli precedentemente o anche successivamente la verifica.

Listino dotazioni secondo CEI 64-8


I simboli previsti dalle dotazioni per ogni locale si possono inserire nell’impianto topografico
prelevandoli singolarmente dalla Libreria simboli, oppure si possono sfruttare gli assiemi.
Gli assiemi sono gruppi di voci di listino (chiamate anche voci di capitolato, per esempio Punto luce
a deviatore con cor. leg. in amb.<=16mq) e si possono trovare in Archivio assiemi a cui si accede
da Gestione locali tramite il bottone Listino dotazioni secondo CEI 64-8.

In Archivio assiemi, sono riportati i listini correntemente utilizzati nei programmi Electro Graphics
e per ognuno di essi gli assiemi definiti, quelli generici e anche quelli specifici per le dotazioni
minime da utilizzare per gli impianti residenziali.

Nel pannello di sinistra della finestra Archivio assiemi, l’opzione Ricerca assiemi CEI 64-8 fa in modo
che siano mostrati solo gli assiemi appositamente preparati per comporre le dotazioni minime a
norma. Un ulteriore filtro permette di visualizzare solo gli assiemi previsti in un preciso livello di
dotazioni e un preciso locale o per l’unità abitativa.

Nota. Gli assiemi disponibili per tutti i livelli (1, 2 e 3) sono visibili impostando Tutti i livelli;
selezionando un preciso livello si visualizzano solo gli assiemi specifici per tale livello.

L’opzione Area locale/unità serve per mostrare le dotazioni adatte a locali o unità abitative di una
determinata area (valore in m2 da digitare nella casella di testo).

Sfruttando la funzione per cui ad ogni voce di listino è possibile associare una serie di simboli, risulta
utile costituire degli assiemi perché avranno associati tutti i simboli dei materiali “necessari” ad una
dotazione per locale o unità abitativa.
Topografici di posa 463
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.

Scelta una voce di assieme che definisce la dotazione di un locale o servizio, saranno proposti in
sequenza tutti i simboli necessari, ognuno con le adeguate identificazioni, utili ad ottenere poi il
corrispondente Computo metrico. Basterà solo posizionarli uno ad uno nella planimetria.

Nota. Tutti i riferimenti riguardanti la gestione dei listini, l’associazione di simboli ad una voce di
listino e l’inserimento dei simboli delle voci di listino si possono trovare nella Guida di riferimento
“Commesse e archivi”, capitolo “Archivi computo” e “Inserimento simboli da Listino” a pagina 446.
Inserimento dei simboli previsti in un assieme/dotazione
Per inserire i simboli previsti per un locale, in Gestione locali selezionare il locale e quindi il pulsante
Listino dotazioni secondo CEI 64-8. Nella finestra Archivio assiemi controllare i parametri di ricerca
e trovare l’assieme interessato. Fare doppio clic sulla riga dell’assieme o premere il bottone OK in
basso a destra e indicare il punto d'inserimento e la rotazione per il primo simbolo presentato. Inserire
gli altri simboli presentati in sequenza, fino all'inserimento di tutti i simboli “necessari” per la voce
scelta.

Vedremo in seguito come creare un nuovo assieme per dotazione minima (vedi “Composizione di un
nuovo assieme” a pagina 465); per ora consideriamo di aver già inserito la simbologia.

Verifica dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8


La funzione di verifica delle dotazioni minime si avvia con il comando DOTCEI648 e anche dalla
finestra di Gestione locali (comando GLOCALI).

In avvio, esegue l’analisi dei locali presenti nella planimetria e compila una lista con i simboli
riscontrati nei locali stessi. Nella finestra di verifica viene compilata una lista, suddivisa locale per
464 Topografici di posa
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.

locale, dove vengono messi in evidenza il numero di elementi richiesti e il numero di elementi
presenti nel disegno. Il numero di elementi richiesti sarà, ovviamente, dipendente dal livello di
dotazione impostato, dal tipo di locale e dalla dimensione del locale stesso (rilevata dal disegno). Se
il numero di elementi inseriti nel locale è inferiore alla dotazione richiesta dal livello appare un’icona
di avviso.

Selezionando un qualsiasi elemento della lista viene localizzato nel disegno il locale corrispondente
e la libreria simboli nel pannello Proprietà (si apre agganciato ad un lato della finestra principale del
CAD), viene filtrata coerentemente con la tipologia di simbolo dell’elemento selezionato. In questo
modo, mantenendo aperta le finestra di verifica, è veloce aggiungere nel disegno eventuali elementi
mancanti: basta selezionare il simbolo più opportuno nella libreria e posizionarlo nella planimetria.
Il bottone di aggiornamento consente di riallineare i dati della finestra di verifica alla situazione del
disegno a seguito delle modifiche. In lista possono apparire anche messaggi di avviso (che non sono
errori) laddove siano rilevati dei simboli di tipo Lampada o Presa comandata privi di interruttore.
Selezionando tali avvisi viene localizzato nel disegno il simbolo lampada e la libreria viene filtrata
sul tipo simbolo Interruttore per permetterne l’inserimento.

Le impostazioni di riferimento per la verifica si possono impostare nella pagina Dotazioni minime
secondo CEI 64-8, presente nella finestra Parametri di configurazione - Parametri topografico, a cui
si accede dalla finestra di Verifica delle dotazioni minime o anche dalle preferenze del programma
(comando EGPREF, vedi “Dotazioni minime secondo CEI 64-8” a pagina 755).

In tale luogo è possibile impostare la norma di riferimento, il livello di dotazione per l’impianto, il
numero di unità abitative presenti nel disegno e la dimensione media delle unità stesse. Se non si
specificano tali parametri, per default il progetto sarà verificato a livello 1 e sarà considerato come
unica unità abitativa di area calcolata come somma delle aree dei singoli locali.
La finestra di verifica delle dotazioni minime consente di modificare il livello di analisi del progetto,
dando così la possibilità di verificare al volo la compatibilità dell’impianto ai tre livelli di dotazione.

Ulteriori verifiche vengono eseguite a livello di unità abitativa, quindi non più a livello di singolo
locale ma a livello di disegno planimetrico. Anche in questo caso, a seconda del livello impostato e
delle dimensioni dell’unità abitativa, viene verificata la presenza di alcune dotazioni (citofono,
allarme, domotica, ...).
Topografici di posa 465
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.

Infine, alcune verifiche vengono eseguite sulle utenze elettriche definite nel progetto e salvate nel file
UPEX collegato alla planimetria (solo se presente) al fine di verificare la presenza di un numero
minimo di circuiti terminali, di SPD, interruttori differenziali, ecc.

Sempre dalla finestra sono disponibili le seguenti funzionalità.


Localizza locale
Può essere utile poter localizzare del locale a cui appartiene un elemento selezionato in lista, come
già spiegato.
Copia negli appunti della lista delle verifiche
La copia negli appunti della lista delle verifiche è utile per poterle riportare, ad esempio, in Excel o
Word.
Tabella delle dotazioni presenti
È possibile creare una tabella delle dotazioni presenti a livello di singolo locale o globale del progetto
da posizionare a corredo della planimetria.

Parametri
Accesso rapido alla pagina di parametri topografico delle dotazioni minime.

Composizione di un nuovo assieme


In Archivio assiemi è possibile comporre nuovi assiemi con voci di listino a cui sono stati aggiunti
i simboli. Ogni listino ha una lista di assiemi associata e pertanto la finestra Archivio assiemi mostra
solo gli assiemi del listino correntemente selezionato nel riquadro di sinistra.
È possibile creare un nuovo assieme con il pulsante Nuovo disponibile nella barra degli strumenti
della griglia superiore. Nella finestra Assieme fornire un codice, una descrizione breve ed
eventualmente una descrizione estesa.
Al fine di caratterizzare il nuovo assieme è necessario attivare l’opzione L’assieme costituisce una
dotazione minima prevista dalla norma CEI 64-8 e compilare le seguenti informazioni.

Dotazione minima di impianto per: impostare se l’assieme è adeguato ad uno specifico livello di
prestazione (Livello 1, Livello 2, Livello 3) o per tutti (Tutti i livelli).
Dotazione minima per : selezionare Unità immobiliare se si tratta della dotazione minima da
considerare per l’intera unità immobiliare (es. assieme comprensivo di impianto citofonico, impianto
d’allarme, luci d’emergenza, ups); in alternativa selezionare il tipo di locale percui l’assieme è
destinato (es. Locale cucina).
Dimensioni del locale/unità immobiliare: è possibile indicare un’area minima (area > di ) e un’area
massima (area <= di ) tale da definire le dimensioni di locale per cui è adeguata la dotazione. Se si
tratta di una dotazione per unità immobiliare definire le dimensioni dell’intera unità immobiliare.
Secondo la norma la superficie considerata è quella calpestabile escludendo quelle esterne quali
terrazzi, portici, ecc. e le eventuali pertinenze.
466 Topografici di posa
Dotazioni minime d’impianto secondo CEI 64-8 VIII ed.

Definito il nuovo assieme occorre aggiungere nella griglia inferiore tutte le voci di listino correlate
utilizzando il pulsante Nuovo. Nella finestra che si apre scegliere un codice tramite il pulsantino della
casella Codice che accede al listino.

La finestra di dialogo per la visualizzazione e l'inserimento dei blocchi per ogni voce si attiva
selezionando la voce desiderata e l'icona riportata a lato dal menu contestuale.
20
Distribuzioni

In questo capitolo verranno descritte le funzioni per il disegno e la gestione dei condotti portacavi
nello schema topografico.

Condotti
I condotti costituiscono l'ossatura principale di un impianto elettrico; con essi si identificano tutti i
percorsi di condutture, canali, passerelle entro cui saranno collocati i cavi e linee elettriche che
alimentano le varie utenze o sottoquadri elettrici dell'impianto.
Tali percorsi saranno riportati sulla planimetria mediante delle linee indicanti lo sviluppo del
condotto dell'impianto. In seguito, ad ogni tratto di condotto possono essere associate una o più
utenze, realizzando così le linee dorsali principali, le varie derivazioni e le linee terminali.
Il comando di tracciatura dei condotti permette non soltanto la disposizione in pianta del cavidotto,
bensì uno sviluppo tridimensionale; ciò significa che la lunghezza rilevata dallo schema topografico
sarà sempre comprensiva delle relative salite e discese della conduttura.
Ogni condotto tracciato potrà essere codificato selezionando il giusto articolo dall'archivio
Portacavi, al fine di ottenere le quantità di tubo impiegato e il conteggio degli accessori (giunti,
raccordi, manicotti, supporti,...).
Come avviare il disegno dei condotti
• Scegliere il comando Disegna condotto.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DISCONDOTTO.

L'avvio della funzione di disegno dei condotti apre la finestra Condotti.

Arco Inserisci rinvio


Aggancia

Opzioni di
destinazione d’uso

Elevazione
menu Opzioni

Piano di lavoro

Distanza fissa Layer elementi


delle pareti

Di seguito sono illustrate le opzioni disponibili da selezionare prima di iniziare le tracciatura.


468 Distribuzioni
Condotti

Destinazione
La destinazione d’uso permette l’infilaggio automatico dei cavi di una rete definita tramite
l’interfaccia Reti: per questo vedi “Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso” a
pagina 575.
Il concetto di destinazione d’uso di un condotto definisce il suo modo d’uso, cioè la rete a cui è
destinato. La lista delle destinazioni è preassegnata, e si trovano tutte le tipologie di rete gestite
tramite l’interfaccia Reti: Rete elettrica, Cablaggio strutturato (rete dati), Diffusione sonora,
Antincedio, Rete telefonica, TV/SAT,...
La destinazione Multipla è una tipologia speciale ed è impiegata tipicamente per i canali con più
comparti. Tale tipologia attiva un pulsante dal quale si specifica nel dettaglio quali destinazioni
elementari assegnare.
A ciascuna destinazione è assegnabile una serie di parametri che ne agevolano la caratterizzazione
grafica: colore, layer di disegno, tipo linea. Le impostazioni grafiche associate a ciascuna
destinazione d’uso sono richiamabili dalla finestra di Preferenze ambiente grafico > Impianti >
Simboli e linee di distribuzione (comando EGPREF, vedi “Impianti - Impostazioni disegno condotti”
a pagina 769), oppure più comodamente dalla finestra di disegno condotti (bottone).
Ciascuna destinazione permette quindi di personalizzare le diverse tipologie riportate sul disegno. È
possibile anche associare per ogni destinazione un diverso tipo linea per ciascuna delle elevazioni
tipiche del disegno; in tal modo, ad esempio, si individuano in modo diverso i tubi interrati in
pavimento da quelli a parete. Se invece si desidera solamente caratterizzare sul disegno la diversa
tipologia di condotto (ad esempio tra canali e tubi), si può preassegnare un layer di appartenenza e
definire colore, spessore, tipolinea dedicati direttamente in CAD.
Nel tracciare un condotto, quando si varia la destinazione, oltre a recuperare le informazioni di
rappresentazione grafica vengono anche recuperati gli ultimi codici materiali di archivio, con relativi
accessori e identificativo usato. Diventa in questo modo agevole, ad esempio, assegnare un codice
per i canali sulla destinazione Multipla e un codice per le tubazioni sulla destinazione Rete elettrica
e commutare rapidamente tra le due impostazioni.
Identificativo
In questa casella inserire un nome per identificare il condotto che si sta tracciando. Questo nome
viene poi utilizzato per identificare il condotto nelle altre funzioni del programma. Può essere
inserito un nome con massimo 32 caratteri.

Nota. La gestione delle reti elettriche (comando RETI) considera continui i condotti uniti dallo
stesso identificativo di riferimento.
Tipologia
La lista riporta tutte le tipologie utilizzate in archivio Portacavi per raggruppare i portacavi:
Cavidotto rigido, Tubo corrugato pieghevole, Tubo rigido,...
Quando si sceglie il codice del portacavo la tipologia viene fissata di conseguenza. È anche possibile
selezionare la tipologia di portacavo e demandare al software la scelta del codice, in base alla
dimensione di canale più adeguata (vedi “Assegnazione automatica delle tratte” a pagina 479).
Per ogni tipologia di portacavo (condotto) presente in archivio portacavi, è impostata una o più pose
compatibili. Tali informazioni sono usate dal software per il controllo di compatibilità tra condotto
e utenze ad esso associate (vedi “Verifica della tipologia di posa” a pagina 510).

Per ogni tipologia di portacavo è possibile specificare anche il tipo linea e la descrizione estesa.
Se il tipolinea è compilato, quando si disegna un portacavi al cambiare della tipologia il software
imposta il tipo linea corrispondente. Il cambio di tipologia avviene quando viene modificato il codice
associato al condotto oppure modificandolo attraverso la relativa casella a discesa.
Codice
In questa casella deve essere indicato il codice del portacavo da utilizzare. Premere il pulsante con i
tre punti per aprire la finestra di dialogo di scelta del portacavo illustrata nel prossimo paragrafo (vedi
“Scelta del condotto” a pagina 472).
Nel caso si debba disegnare un condotto uguale ad uno già disegnato in precedenza, si può rilevare
il codice del precedente facendo clic sul pulsante Copia dati e selezionando nel disegno un tratto del
condotto di riferimento. Nel menu che si apre con il pulsantino a lato è possibile attivare l’opzione
Copia anche l’identificativo.
Distribuzioni 469
Condotti

Nel caso si debba disegnare un condotto uguale ad uno già disegnato in precedenza, si può rilevare
il layer del precedente facendo clic sul pulsante Copia anche layer e selezionando nel disegno un
tratto del condotto di riferimento.
Elevazione
Questa casella indica l’elevazione assoluta alla quale si sta tracciando il condotto. Modificando
questo valore, con il prossimo punto inserito, il condotto passa automaticamente all'elevazione
desiderata. Nel disegno si nota il cambio di elevazione in visualizzazione 3D.
È possibile assegnare una elevazione tra quelle definite nei Parametri topografico del disegno; in tal
modo non è necessario attribuire un valore assoluto di elevazione ma l’assegnazione dipende dalla
configurazione assegnata al disegno. La scelta dell’elevazione del condotto è agevolata dalla barra
che permettere di variare velocemente l’elevazione tra le elevazioni tipiche predefinite.

Nota. Le elevazioni predefinite sono state predisposte per le altezze di posa tipicamente utilizzate
nell’edilizia civile: pavimento (0 m), bassa (prese – 0.3m), media (interruttori – 1.2m), alta (quadri
– 2m) e soffitto (2.7m). Le elevazioni predefinite sono modificabili nei Parametri topografico, scheda
Impianti (comando EGPREF, vedi “Impianti” a pagina 756).

Nella casella a destra è possibile selezionare il piano di lavoro, nel caso si disegni in 3D su un edificio
a più piani. Selezionare un offset dall'elenco degli offset predeterminati (vedi “Livelli altimetrici dei
piani di lavoro” a pagina 437). Al valore di elevazione riferito al piano (offset) scelto, il software
somma il valore della casella Elevazione per calcolare il valore di elevazione finale
I piani di lavoro possono essere definiti nella stessa finestra delle elevazioni.
Distanza da parete
Come per l’inserimento dei simboli impianti è possibile attivare il mantenersi ad una distanza
prefissata da una parete (linee, archi e polilinee riconosciute nei pressi del cursore) e la lista di layer
su cui eseguire la scansione delle componenti architettoniche.
Tale opzione è disattivata nel caso in cui sia attiva la modalità di aggancio (OSNAP attivo).
Tracciatura di portacavi adiacenti
Per agevolare la tracciatura di cavidotti adiacenti o ad una distanza prefissata dalle pareti selezionare
la casella Considera la dimensione dei condotti assegnati. Al valore impostato nella casella Distanza
da parete, vengono sommate le dimensioni di ingombro del portacavo scelto. Come requisito
fondamentale, la scelta del codice del condotto deve essere già stata effettuata.

Indicatore
In questa casella sono indicate e si possono modificare le dimensioni del simbolo indicatore, inserito
all’inizio, alla fine e nelle giunzioni del condotto se attivate le relative opzioni.
470 Distribuzioni
Condotti

Disegna raccordi ad angoli retti


Questa opzione è utile quando si disegna in 3D. Tracciando un tratto che collega due punti ad altezze
diverse, essa determina se il collegamento viene eseguito con spostamento orizzontale e relativa
salita verticale anziché con un tratto obliquo diretto.

2 2

1 1

Inserisci giunzione all'inizio della sequenza


Questa opzione fa si che nel punto di inizio del tracciato venga inserito un elemento di giunzione. In
seguito può essere codificato con un materiale specifico (curva, giunto a T, raccordo,...).
Inserisci giunzione tra gli elementi rettilinei
Questa opzione fa si che in ogni punto inserito del tracciato venga inserito un elemento di giunzione.
In seguito può essere codificato con un materiale specifico (curva, giunto a T, raccordo,...).
Inserisci giunzione alla fine della sequenza
Questa opzione fa si che nel punto di fine del tracciato venga inserito un elemento di giunzione. In
seguito può essere codificato con un materiale specifico (curva, giunto a T, raccordo,...).
Inserisci indicatore al cambio di altezza
Questa opzione fa si che quando inizia una salita o una discesa del condotto, venga inserito un blocco
indicatore per fornire a chi legge la tavola planimetrica le quote di installazione dei vari condotti o
la variazione di altezza. Fare clic sul pulsante per impostare:
• indicatore con freccia a sinistra;
• indicatore con freccia a destra;
• nessun indicatore.

Le opzioni, selezionabili dal pulsantino posto a lato del pulsante di attivazione del riporto
dell’indicatore di variazione, permettono di scegliere tra:
• Indica altezza di arrivo;
• Indica dislivello.

I risultati sono visibili nella seguente figura d’esempio. I valori sono sempre riportati nell’unità di
misura corrente (in questo esempio centimetri).

Tracciati ad arco
Se il pulsante Arco è premuto, per ogni tratto disegnato è richiesto all’utente un ulteriore punto di
passaggio al fine di disegnare un tracciato ad arco.
Distribuzioni 471
Condotti

Le seguenti opzioni si possono utilizzare durante la tracciatura del condotto.


Aggancia
Questa funzione permette di agganciare un condotto ad un canale esistente. Avvicinando il cursore
alla linea di un condotto nel disegno, viene eseguito uno snap sul punto più vicino del condotto
permettendo di collegarsi perfettamente. La stessa funzione vale per agganciare il condotto a un
simbolo ubicato nel disegno; in questo caso l’elevazione del condotto passa all’elevazione del
simbolo.
Modalità di aggancio orientata ai simboli (con OSNAP)
Questa modalità, attivabile nel menu mostrato in figura, serve durante l’operazione di Aggancia.

L’attivazione di questa opzione mantiene le impostazioni di aggancio (OSNAP) favorendo una


connessione rapida tra due simboli e, inoltre, mantiene l’elevazione di lavoro costante in base al
punto selezionato.
Se l’elevazione corrente non corrisponde a nessuna dei simboli selezionati, una finestra di dialogo
invita a confermare l’altezza di raccordo orizzontale, scelta possibile tra l’elevazione corrente e le
elevazioni dei simboli selezionati.
Modalità di aggancio orientata ai simboli (senza OSNAP)
Analoga alla precedente, permette di operare senza Snap ad oggetto (OSNAP) attivi. Particolarmente
utile in planimetrie con un’alta densità di entità grafiche che influiscono negativamente sulla
selettività tramite OSNAP. Il programma, se rileva un simbolo impianti nelle vicinanze del clic da
parte dell’utente, aggancia in automatico il condotto portacavi al punto di inserimento di tale
simbolo.
Giustificazione del condotto in rendering 3D
Per quanto riguarda più l’aspetto del render 3D, è possibile indicare l'allineamento verticale dell'asse
tracciato ponendo un riferimento per il successivo sviluppo 3D del condotto.
La scelta si può specificare dal menu che si apre con il bottoncino posto a lato della casella del codice
(vedi la figura seguente). Le opzioni disponibili sono:
• Giustifica in basso
• Giustifica al centro
• Giustifica in alto
472 Distribuzioni
Condotti

Se ad esempio si seleziona Giustifica in basso, l'asse disegnato diventa il riferimento base del canale
3D che si ottiene con le funzioni di rendering del canale. In questo modo è più facile posizionare la
base del canale ad un'altezza prefissata.

Giustifica in alto

Giustifica al centro

Giustifica in basso

Asse di disegno del canale Render 3D del canale

Interrompi sequenza corrente


Per interrompere il condotto che si sta tracciando, senza che venga chiusa la finestra Condotti, basta
premere il tasto destro del mouse. Quindi si potrà tracciare un’altro ramo dello stesso condotto,
magari dopo aver cambiato tipo di portacavo, o impostare un nuovo identificativo e tracciare un
nuovo condotto.
Rinvio tratto di condotto
Al fine di impostare una continuità tra tratte di condotto disegnate in aree diverse del disegno è
possibile inserire alle estremità delle stesse dei blocchi di rinvio per segnalare che il percorso
continua in un’area o proviene da un’area diversa: vedi “Rinvio di un tratto di condotto” a
pagina 474.
Collegamento automatico di simboli ai portacavi
Una funzione di disegno automatico di canali portacavi permette di velocizzare notevolmente
l'interconnessione di prese e punti luce con le relative cassette di derivazione o quadri: vedi
“Collegamento automatico di simboli ai portacavi” a pagina 475.
Chiudi tracciatura condotti
Per chiudere la finestra per la tracciatura dei condotti selezionare l’icona Chiudi.

Scelta del condotto


Nella finestra di dialogo per la scelta del condotto utilizzare le caselle a sinistra per trovare
velocemente il cavidotto da utilizzare.
Distribuzioni 473
Condotti

Identificativo:nome identificativo del tratto di condotto in esame.


Condotti in // (Condotti in parallelo): numero di tubi o canaline adiacenti che costituiscono il
condotto. Tale numero viene considerato dal controllo dello stipamento (il fascio dei cavi viene
distribuito su più condotti), dall'estrazione dei materiali per la preventivazione (viene conteggiato il
numero reale di condotti), nel calcolo della lunghezza totale del condotto riportata nella Tabella
riassuntiva condotti e visualizzato nella Etichetta condotto.
Destinazione d’uso: è possibile scegliere la rete di appartenenza e rende possibile l’infilaggio
automatico dei cavi tramite il comando RETI.

Costruttore: costruttore del cavidotto.


Tipologia: lista di tutte le tipologie utilizzate in archivio Portacavi per raggruppare i portacavi:
Cavidotto rigido, Tubo corrugato pieghevole, Tubo rigido,...
Altezza/Diam. esterno: altezza del condotto se a sezione rettangolare o diametro esterno se a sezione
circolare.
Base/Diam. interno: larghezza di base del condotto se a sezione rettangolare o diametro interno se a
sezione circolare.
Serie: serie commerciale dei prodotti.

A seconda delle scelte vengono elencati i condotti disponibili in archivio Portacavi; nel riquadro
inferiore vengono elencati, per ogni condotto, gli accessori allegati (giunti, raccordi, manicotti,
supporti,...) che dovranno essere selezionati con una spunta per inserirli nel condotto e conteggiarli
nell’estrazione dei materiali.
Selezionando uno degli elementi di portacavo elencati e facendo clic sul tasto destro del mouse e
scegliendo Proprietà, si apre la finestra di dialogo per l’editazione dei dati del portacavo; le
modifiche vengono salvate nell’archivio Portacavi.
Selezionare il portacavo e premere OK in basso a destra per continuare la tracciatura.

Tracciatura del condotto


Per la tracciatura, considerando le descrizioni precedenti, seguire la seguente procedura che spiega
come tracciare un condotto.
474 Distribuzioni
Condotti

Come tracciare un condotto


1. Scegliere il comando Disegna condotto.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: DISCONDOTTO.

2. Nella finestra Condotti premere il bottone con tre punti nella casella Codice per aprire la finestra
di dialogo per la scelta del condotto da utilizzare.
3. Nella finestra di dialogo per la scelta del condotto, utilizzare le caselle di scelta a sinistra, per
cercare un cavidotto necessario. A seconda delle scelte vengono elencati i condotti disponibili; per
ogni condotto, se presenti, vengono elencati anche gli accessori allegati (giunti, raccordi, manicotti,
supporti,...).
4. Selezionare quindi con doppio clic il portacavo desiderato.
5. Ritornando nella finestra Condotti indicare l’elevazione da cui partire con la tracciatura. Quindi
fare clic sul disegno per tracciare il condotto.

6. Quando si intende tracciare un tratto in salita indicare la nuova elevazione nella finestra
Condotti. Quindi fare clic sul primo punto alla nuova altezza e di seguito continuare il tracciato.
7. Per collegare il condotto a un simbolo ubicato nel disegno selezionare il pulsante Aggancia e
avvicinare il cursore al simbolo, fare clic e continuare.
8. Fare clic cn il tasto destro del mouse per terminare la tracciatura.

Tracciati i condotti, di seguito si potranno definire le linee di distribuzione o utenze e indicare, per
ognuna, i tratti di condotto interessati dal percorso.

Rinvio di un tratto di condotto


Al fine di impostare una continuità tra tratte di condotto disegnate in aree diverse del disegno è
necessario inserire alle estremità delle stesse dei blocchi di rinvio per segnalare che il percorso
continua in un’area o proviene da un’area diversa.

Nota. Il riconoscimento della continuità tra più tratte di condotti è data dallo stesso identificativo di
riferimento.

È il caso di un condotto che parte da un quadro al Piano 1 ed arriva al quadro del Piano 2, quando i
piani sono disegnati in aree diverse. Nella planimetria del Piano 1 si procederà al disegno di una tratta
di condotto con un rinvio uscente all’estremità; nella planimetria del Piano 2 si continuerà
disegnando una tratta di condotto e quindi un rinvio entrante.
Distribuzioni 475
Condotti

Durante la tracciatura di un condotto, il comando Inserisci un rinvio uscente, disponibile nella


finestra Condotti, permette di inserire il blocco di rinvio uscente nell’ultimo punto selezionato: per
esso si deve indicare la Sigla identificativa (attributo Etichetta SIGLAC) che dovrà essere la stessa
nel rinvio entrante.

Il comando Inserisci un rinvio entrante, permette di completare il riferimento.

Nota. È necessario disegnare almeno un tratto di condotto prima di inserire il rinvio entrante (come
per il rinvio uscente).

Il programma considera un punto unico tutti i punti di rinvio con la medesima Sigla identificativa.
Se ad esempio un condotto passa dal Piano 1 al Piano 2 e prosegue dal Piano 2 al Piano 3, occorre
usare una Sigla per identificare il rinvio dal Piano 1 al Piano 2 e una diversa per identificare il rinvio
dal Piano 2 al Piano 3.

Collegamento automatico di simboli ai portacavi


La funzione di connessione automatica di canali/portacavi permette di velocizzare notevolmente
l'interconnessione di prese e punti luce con le relative cassette di derivazione o quadri.
Il comando Connetti in automatico una selezione di simboli si avvia dalla finestra di disegno
condotto (comando CONDOTTI) e interrompe la stesura del condotto corrente per richiedere una
selezione di simboli già disposti nella planimetria (simboli di tipo per impiantistica).
Successivamente viene richiesto un simbolo di partenza. Il simbolo di partenza può non far parte
della selezione precedente.
A questo punto il software elabora un collegamento per unire tutti i simboli cercando di ottimizzare
il quantitativo totale di portacavi.
476 Distribuzioni
Gestione tratte portacavi

I tratti di condotto disegnati in automatico assumono codice materiale e identificatore correntemente


selezionati. L'elevazione finale dei tratti tracciati dipende dal valore riportato nella finestra e l'altezza
degli archi tracciati è impostabile nella finestra Opzioni (pulsante a lato). Impostare Altezza dell'arco
di raccordo 0 per ottenere segmenti rettilinei come raccordi.

Estrazione dati dei portacavi per la distinta materiali


La funzione di Estrazione dati per distinta materiali (comando EXTDST), estrae anche i dati degli
elementi portacavi disegnati con l’apposita funzione di Disegna condotto (comando
DISCONDOTTO).
È possibile decidere di volta in volta se estrarre i portacavi o no e la modalità di conteggio delle
quantità: vedi “Estrazione dati dei portacavi per la distinta materiali” a pagina 694.

Definizione della rete elettrica


Dopo il disegno dei condotti la progettazione passa alla definizione della rete elettrica
L’interfaccia Reti - Rete elettrica (comando RETI) permette di aprire e manutentare una rete elettrica
generata con il software di calcolo reti elettriche Ampère (modulo opzionale). In tal modo si ha a
disposizione la potenza del software di calcolo. In assenza del modulo Ampère i comandi di gestione
reti permettono di realizzare e risolvere, con potenzialità ridotte, reti elettriche radiali.
Rete elettrica è in ogni caso lo strumento che permette l’infilaggio dei cavi nei condotti disegnati
nella planimetria.
Vedi “Rete elettrica” a pagina 524.

Gestione tratte portacavi


La finestra di gestione tratte portacavi consente di ottenere una visione d’insieme dello stato dei
condotti di un disegno planimetrico.
Gestione tratte portacavi è lo strumento da utilizzare dopo il disegno dei condotti (comando
CONDOTTI) e l’infilaggio dei cavi delle utenze elaborato con gli strumenti di gestione Reti
elettriche (comando RETI).
L’interfaccia visualizza in sintesi tutte le tratte di condotto, dove per tratta si intende l’insieme di
segmenti contigui di portacavi tra una diramazione e l’altra; tutti i segmenti che compongono una
tratta sono pertanto identificati da un unico identificativo, una stessa tipologia di portacavi e un
contenuto uniforme di cavi (utenze).
Il disegno seguente rappresenta una rete di canali con diramazioni ed è indicata ogni singola tratta.
Distribuzioni 477
Gestione tratte portacavi

Tratta

Tratta

Tratta
Tratta
Tratta

È importante tenere presente che questa modalità non prende in considerazione elementi di raccordo
e di giunzione dei canali portacavi. Tali pezzi vanno successivamente specificati con la funzione di
Modifica condotto (comando MODCONDOTTO), di norma quando le scelte sulle tratte sono già
vagliate.

L’assegnazione tratte automatiche, la funzione principale di gestione tratte, permette di guidare il


disegnatore nella selezione del portacavi adeguato in base alla situazione.
Dall’interfaccia Gestione tratte portacavi è possibile inoltre:
• controllare lo stato di riempimento delle tratte di condotto;
• modificare le informazioni associate ai condotti su tutti gli elementi rettilinei delle tratte
selezionate;
• avviare lo sviluppo 3D dei condotti e la visualizzazione rendering.

Come avviare gestione tratte di condotti


• Selezionare Gestione portacavi.

Menu: Impianti>Condotti.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Utenze.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: CONDOTTI.
478 Distribuzioni
Gestione tratte portacavi

La finestra principale si presenta divisa in due parti. Quella superiore presenta la lista delle tratte
rilevate nel disegno corrente con tutte le informazioni del condotto:
• Identificativo
• Tipologia
• Layer
• Stipamento
• Descrizione
• Condotto
• Note

La parte inferiore presenta il dettaglio del contenuto della tratta selezionata sopra; sono elencati i cavi
contenuti nel condotto identificati con:
• Utenza
• Descrizione
• Formazione

La barra superiore presenta alcuni filtri di visualizzazione. In particolare è possibile abilitare anche
la visualizzazione delle tratte prive di identificativo. Per convenzione tali tratte sono tratte di
percorrenza cavi che non devono essere veicolate all’interno di canaline e tubi, o che non devono
essere computati nel progetto. Altre liste a discesa permettono di limitare rapidamente la
visualizzazione ad un determinato identificativo o a una sola tipologia di portacavo.

Controllo dello stipamento


Nella prima colonna della lista è visualizzata un’icona che rappresenta lo stato del portacavo.
Un’icona di spia di colore diverso in base all’indice di stipamento, permette di individuare subito
eventuali portacavi saturi.
L’icona spia di colore verde indica che lo stipamento è conforme.

Nota. Se il portacavi è a sezione circolare, il programma verifica che il diametro interno del tubo
portacavi sia pari almeno a 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi. Se il
Distribuzioni 479
Gestione tratte portacavi

portacavi selezionato è a sezione non circolare, il programma verifica che il rapporto, tra la sezione
del portacavi e la sezione occupata dal fascio di cavi, non sia inferiore a 2.

L’icona spia di colore rosso indica un indice di stipamento non conforme.

L’icona punto esclamativo indica che nella tratta non sono stati rilevati cavi definiti nelle utenze
oppure i cavi definiti non sono presenti in archivio Cavi.
La mancanza dell’icona indica l’assenza completa di utenze all’interno della tratta.

L’analisi dello stato di stipamento di un portacavi è descritta al paragrafo “Controllo del coefficiente
di stipamento” a pagina 498.

Seguono le altre funzioni di gestione delle tratte di condotto portacavi.


Aggiorna
Ricostruisce l’interfaccia grafica rianalizzando l’intero disegno. Utile nel caso di modifiche
effettuate nel disegno mantenendo aperta la finestra principale di gestione tratte.
Seleziona
Consente di selezionare un’entità condotto sul disegno per poter localizzare e selezionare, nella lista,
una tratta specifica.
Seleziona tutto
Effettua la selezione di tutti gli elementi visibili della lista principale.

Modifica di portacavi
La funzione Modifica avvia la modifica delle tratte selezionate. Viene visualizzata la finestra di
selezione di un condotto portacavi con i filtri consueti. La modifica avrà luogo su tutti gli elementi
rettilinei delle tratte selezionate.
La finestra di selezione di un condotto portacavi è documentata al paragrafo “Modifica dei condotti
ed associazione delle giunzioni” a pagina 481.

Assegnazione automatica delle tratte


L’assegnazione del codice portacavo alle tratte presenti nel disegno può avvenire in modo automatico
tramite la funzione Assegnazione automatica.

Importante. In seguito all’assegnazione automatica, gli accessori precedentemente associati a


singole tratte potrebbero essere rimossi; pertanto si consiglia di procedere alla selezione di accessori
ed elementi di giunzione dopo aver provveduto alla codifica delle tratte. L’assegnazione di giunti ed
accessori di un canale si effettua con la funzione di Modifica condotto (comando
MODCONDOTTO, vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481),
avviabile anche dalla finestra Lista condotti (comando VEDICONDOTTI, vedi “Lista condotti” a
pagina 486).

Si avvia partendo da una selezione della lista. Questo permette di effettuare un primo filtro sugli
elementi che si desidera mantenere inalterati.
480 Distribuzioni
Gestione tratte portacavi

Sono disponibili diversi criteri per l’assegnazione delle tratte portacavi e si possono mettere a punto
nella finestra Assegnazione tratte automatica visualizzata in avvio del comando.
Assegnazione uniforme
Per assegnare lo stesso portacavi ad una serie di tratte è necessario selezionare una delle opzioni del
riquadro Assegnazione uniforme a parità di:
• Identificativo
• Layer
• Tipologia

Verrà cercata la migliore soluzione per le tratte aventi le caratteristiche selezionate. Nel caso in cui
nessuna delle caselle sia selezionata è possibile che ad ogni tratta della lista venga assegnato un
portacavi diverso.

Le liste presenti nella finestra di dialogo consentono inoltre di limitare la scelta automatica ad una
lista di costruttori e serie specifiche; è possibile considerare solo alcuni costruttori o serie particolari
o eventualmente estendere la ricerca a tutto l’archivio di portacavi disponibile. La ricerca fa
riferimento all’archivio Portacavi che può essere consultato e manutentato tramite la finestra di
Archivi cavetteria (comando CAVETTERIA).
Consenti cambio di tipologia e/o forma
Se la tratta possiede un condotto già assegnato, tipologia e/o forma (tubo, canale, passerella)
verranno mantenute anche nella selezione automatica; a meno che queste caselle non siano
selezionate.
Selezionare tali caselle amplia il ventaglio di selezione dei condotti a tutte le tipologie e/o forme.
Tubi
Per i cavidotti a tubo è possibile specificare i seguenti parametri utilizzati per la scelta del materiale
opportuno.
Distribuzioni 481
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni

Rapporto diametro minimo: indica il rapporto minimo tra diametro cavi e diametro interno che deve
soddisfare un tubo con cavi al suo interno.

Diametro minimo: indica il diametro minimo che deve soddisfare un tubo privo di cavi al suo interno

Canali
I seguenti parametri sono utilizzati per la scelta dei cavidotti di tipo canale e passerelle.

Rapporto stipamento minimo: indica il rapporto minimo tra area cavi e area interna dei canali.

Larghezza minima: indica la larghezza dei canali delle tratte senza cavi al loro interno

Per quel che riguarda le passerelle compartate, nella selezione automatica vengono cercati e
assegnati portacavi con un numero di comparti pari almeno al numero di comparti occupati dalle
relative utenze con comparto assegnato. Se, ad esempio, prima dell’assegnazione automatica una
tratta è costituita da una passerella con 3 comparti, ma solamente 2 possiedono cavi al loro interno,
è probabile che l’assegnazione automatica attribuisca una passerella con 2 comparti. Le destinazioni
d’uso dei singoli comparti vengono mantenute.

Sviluppo e rendering dei condotti


La funzione Sviluppo 3D, a partire dall’entità lineare tracciata con il comando condotto, crea in
automatico lo sviluppo in grafica tridimensionale dei canali portacavi selezionati.
Dopo aver generato lo sviluppo 3D è possibile nasconderlo o visualizzarlo in modo veloce con i
comandi Nascondi 3D e Visualizza 3D.
Questi strumenti sono disponibili anche nella finestra di visualizzazione dei Condotti (comando
VEDICONDOTTI), ma da Gestione tratte è possibile avviare il rendering di più condotti selezionati.

Vedi “Sviluppo 3D del condotto” a pagina 493.

Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni


Per variare il percorso o la lunghezza di un condotto tracciato nel disegno, basta semplicemente
spostare o allungare le linee tramite i comandi CAD o i grip.
A seguito della tracciatura è possibile associare ad ogni tratto di condotto un nuovo codice di
portacavo nel caso quello scelto in precedenza sia non corretto o mancante.
Inoltre, è necessario seguire la stessa procedura per associare un codice agli elementi di giunzione,
alle curve, alle scatole.

Nota. Gli elementi di giunzione, le curve, le scatole si possono codificare nelle giunzioni. Le
giunzioni sono rappresentate da elementi circolari o sferici che vengono inseriti nei punti di inizio,
fine e di giunzione del condotto, solo nel caso siano attive le opzioni durante la tracciatura del
condotto. Nella finestra di disegno condotti occorre pertanto attivare i pulsanti Inserisci giunzione.

La scelta di questi materiali avviene tra quelli disponibili nell'archivio Portacavi attraverso la finestra
di dialogo per la scelta del portacavo.
Come avviare la modifica di un condotto
• Scegliere il comando Modifica condotto.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: MODCONDOTTO.

Si può avviare Modifica condotto anche selezionando ogni segmento di condotto e ogni giunzione
da modificare e scegliendo Modifica condotto dal menu contestuale che si apre premendo il tasto
destro del mouse.
482 Distribuzioni
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni

Avviato il comando Modifica condotto, selezionare con il cursore tutti i tratti di condotto e le
giunzioni interessati alla modifica, ad esempio con una o più finestre di selezione. Premendo INVIO
(o il tasto destro del mouse) viene visualizzata la finestra di dialogo per la scelta del nuovo portacavo
da associare a tutti i tratti selezionati.

La finestra di modifica dei dati condotto propone, nel riquadro superiore, la lista di tutti gli elementi
che compongono il condotto stesso, suddivisi in Elementi rettilinei ed Elementi di giunzione,
raccordo, chiusura. Selezionando in lista uno di questi elementi è possibile andare a scegliere
l’articolo di Archivio portacavi e guide che lo definisce (vedi la guida di riferimento “Commesse e
archivi”, capitolo “Archivi cavetteria”, paragrafo “Portacavi e guide”).
Sono da impostare i dati generali del condotto:

nome identificativo del condotto in esame.


Identificativo:
numero di tubi o canaline adiacenti che costituiscono il condotto.
Condotti in // (condotti in parallelo):
Tale numero viene considerato dal controllo dello stipamento (il fascio dei cavi viene distribuito su
più condotti), dall'estrazione dei materiali per la preventivazione (viene conteggiato il numero reale
di condotti), nel calcolo della lunghezza totale del condotto riportata nella Tabella riassuntiva
condotti e visualizzato nella Etichetta condotto.
Destinazione d’uso: è possibile scegliere la rete di appartenenza a cui sono associate delle proprietà
grafiche e rede possibile l’infilaggio automatico dei cavi tramite il comando RETI.

Selezionando in lista uno degli elementi del condotto, nella parte inferiore delle finestra di dialogo
è possibile selezionare per esso un articolo di Archivio portacavi.
È necessario selezionare alcuni dati caratteristici dell’elemento di condotto editato per visualizzare
una lista degli articoli compatibili.

Costruttore: costruttore del condotto.


Tipologia: lista di tutte le tipologie utilizzate in Archivio portacavi e guide per raggruppare i condotti:
Cavidotto rigido, Tubo corrugato pieghevole, Tubo rigido,...
Serie: serie
commerciale dei prodotti.
Distribuzioni 483
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni

Altezza/Diam. esterno: altezza del condotto se a sezione rettangolare, diametro esterno se a sezione
circolare.
Base/Diam. interno: larghezza di base del condotto se a sezione rettangolare, diametro interno se a
sezione circolare.

Quindi, per assegnare un articolo è sufficiente eseguire un doppio clic sopra esso o premere il
pulsante Assegna. Per rimuovere l’articolo assegnato ad un elemento premere il pulsante Cancella.
Per ogni articolo selezionato, nella lista sottostante compaiono, se associati in archivio, i suoi
accessori. Per assegnare all’elemento di condotto gli accessori è sufficiente spuntare la casella
corrispondente.

Nota. Cambiando il codice di un condotto già disegnato, il software esegue un controllo di coerenza
sulle destinazioni d'uso dei comparti in relazione a quanto definito nei comparti predefiniti delle
Preferenze.
Scelta delle giunzioni
Anche per ricercare gli elementi di giunzione è necessario impostare le caratteristiche del condotto
a cui si collegano. Inoltre, nel riquadro Dati elemento di giunzione, selezionare le caratteristiche
specifiche della giunzione.

Giunzioni: indicare quanti punti di raccordo sono presenti nell'elemento di giunzione; ad esempio per
trovare manicotti e curve impostare 2 giunzioni, per i giunti a T impostare 3 giunzioni,...

Non complanare: selezionare questa casella se l’elemento di giunzione raccorda elementi rettilinei su
piani diversi. Ad esempio se è una giunzione che connette un condotto orizzontale con condotto
verticale.

Cambio sezione: selezionare questa casella se la giunzione collega condotti con sezioni diverse.

Orientamento scatola
Il pulsante Orientamento scatola è attivo quando si seleziona un elemento dichiarato in archivio
Portacavi come Scatola rettangolare o Scatola circolare (questi elementi sono disponibili, ad
esempio, nelle tipologie Cassetta di derivazione, Quadretto da parete). Nella finestra di dialogo che
si apre è possibile indicare l’orientamento spaziale della scatola rispetto ai piani X,Y,Z del disegno.
484 Distribuzioni
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni

Selezionare l’asse per la Base e quindi per la profondità. Al fine del corretto posizionamento vedere
anche i dati della scatola impostati in archivio Portacavi. Selezionando Non assegnato la scatola
viene orientata dal programma.

Dal menu contestuale della lista articoli, scegliendo Proprietà, si apre la finestra di dialogo per
l'editazione dei dati del portacavo; Le modifiche apportate vengono salvate nell'archivio Portacavi;
per i dettagli sui dati vedi “Archivio Portacavi” nella guida di riferimento “Commesse e archivi”.

Di seguito si vede la finestra di dialogo con i dati dell’elemento di giunzione Scatola di derivazione,
letti dall’archivio Portacavi. Si noti come viene indicata la base, l’altezza e la profondità della
scatola.
Distribuzioni 485
Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni

Queste impostazioni sono utilizzate da iDEA in fase di rappresentazione in 3D del condotto (vedi
“Sviluppo 3D del condotto” a pagina 493).

Gestione dei comparti


Per ogni condotto è possibile accedere alla pagina Comparti in cui impostare i dati dei comparti
previsti in archivio per il condotto selezionato. Se il condotto selezionato non prevede comparti, in
lista comparirà comunque un unico comparto che occupa, ovviamente, tutta la sezione del condotto.
L’argomento dei comparti nei condotti è spiegato in seguito: vedi “Gestione dei comparti nei
condotti” a pagina 516.

Modifica dell’altezza di un condotto


Il comando Modifica altezza condotto è utile per modificare l’altezza di una serie di tratti di condotto.
La procedura va effettuata in vista piana dall’alto (pianta) e con lo sviluppo 3D nascosto (vedi
“Visibilità degli sviluppi 3D dei canali” a pagina 488).
486 Distribuzioni
Lista condotti

Come modificare l’altezza di un condotto


1. Selezionare Modifica altezza condotto.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: ALTCONDOTTO.

2. Selezionare un punto lungo il tratto di condotto da modificare.


3. Digitare la nuova altezza. Il valore deve essere dell’unità di misura precedente.

La nuova altezza digitata viene applicata a tutti i tratti del condotto contigui al tratto in cui si effettua
la selezione e complanari; i tratti relativi a salite o discese interessati vengono automaticamente
adattati.

Lista condotti
È possibile utilizzare la funzione Visualizza lista condotti, per aprire una finestra in cui vengono
elencati tutti i condotti tracciati nel disegno. Per ogni condotto è riportato il proprio nome
identificativo, il layer di appartenenza, la tipologia.
Visualizza lista condotti elenca tutti i segmenti di condotto e pertanto può essere utile per modificare
le assegnazioni di singoli pezzi. Per avere una visione d’insieme dello stato dei condotti di un disegno
planimetrico utilizzare la finestra Gestione tratte portacavi (comando CONDOTTI) che consente di
editare intere tratte di condotto e controllarne lo stipamento dei cavi dopo l’infilaggio dei cavi delle
utenze elaborato con gli strumenti di gestione Reti elettriche (comando RETI): vedi “Gestione tratte
portacavi” a pagina 476.
Come visualizzare la lista dei condotti
• Selezionare Visualizza lista condotti.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: VEDICONDOTTI.

Dal riquadro di sinistra si può filtrare la lista secondo layer e tipologia.


Le operazioni che si possono eseguire sono descritte di seguito.
Distribuzioni 487
Lista condotti

Seleziona da disegno
La funzione Seleziona da disegno, permette di puntare ad un condotto dell'elenco selezionando la
relativa traccia nel disegno.
Selezionando l'icona Seleziona da disegno, nella barra degli strumenti della finestra Condotti, la
finestra viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore la traccia relativa al condotto
desiderato. Quando la finestra Condotti viene visualizzata, in elenco è visibile solo tale condotto; per
visualizzare l’elenco intero, chiudere e riaprire la finestra.

Modifica
La funzione Modifica, avvia la finestra di dialogo per modificare l’identificativo o associare dei
nuovi portacavi e i relativi elementi di giunzione scegliendo questi materiali tra quelli disponibili
nell'archivio Portacavi. Le modalità della modifica sono state illustrate nel paragrafo “Modifica dei
condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481. Il condotto selezionato viene evidenziato nel
disegno.

Rimuovi codice materiale


La funzione Rimuovi codice materiale, rimuove dal condotto selezionato i codici dei materiali
(portacavi e accessori) associati. Questa funzione può essere utile quando non si desidera che tali
materiali vengano compresi nell’estrazione del computo o della distinta materiali.

Elimina condotto
La funzione Elimina condotto, permette di eliminare dal disegno il condotto selezionato nella
finestra Condotti. All’avvio della procedura viene visualizzato un messaggio di conferma al quale si
deve rispondere Si per procedere. In tal caso iDEA, rimuove tutte le entità grafiche che costituiscono
il condotto nel disegno.
Le eventuali utenze ad esso associate non vengono rimosse dal progetto.

Evidenzia su disegno
La funzione Evidenzia sul disegno, consente di “evidenziare” nel disegno, il condotto selezionato,
così, da essere distinto fra le altre linee.
Nella lista dei condotti della finestra Condotti, selezionare il condotto desiderato, quindi selezionare
l'icona Evidenzia sul disegno, dalla barra degli strumenti.
La finestra Condotti viene chiusa e resa tratteggiata la linea da evidenziare.
Premere INVIO o il tasto destro del mouse per rientrare.

Disegna condotto
La funzione Disegna condotto, permette di avviare la tracciatura di tubi e canali: vedi “Tracciatura
del condotto” a pagina 473.

Seleziona entità grafiche


La funzione Seleziona entità grafiche, consente di selezionare nel disegno, tutti i tratti del condotto
scelto nella lista condotti, così da poter agevolmente avviare ad esempio uno spostamento dell’intero
condotto.
Nella lista dei condotti della finestra Condotti, selezionare il condotto desiderato, quindi selezionare
Seleziona entità grafiche, dalla barra degli strumenti.
La finestra Condotti viene chiusa e tutti i tratti del condotto risultano selezionati. A questo punto è
possibile avviare una modifica delle proprietà delle entità del condotto o spostarle. Premere ESC per
annullare la selezione.
488 Distribuzioni
Lista condotti

Modifica l’identificativo mediante selezione da disegno


La funzione Modifica l’identificativo mediante selezione da disegno, consente di modificare
l’identificativo di una serie di tratti di condotto. In questo modo, i tratti selezionati verranno
rinominati e faranno parte di un altro condotto.
Selezionando l'icona Modifica l’identificativo mediante selezione da disegno, nella barra degli
strumenti della finestra Condotti, la finestra viene chiusa: nel disegno selezionare con un il cursore
tutti i tratti di condotto desiderato e alla fine premere INVIO. Alla riga di comando immettere il
nuovo identificativo del condotto selezionato e premere INVIO.

Modifica l’identificativo del condotto selezionato


La funzione Modifica l’identificativo dei condotti selezionati, consente di modificare l’identificativo
dei condotto selezionato in lista. In questo modo, tutti i tratti del condotto selezionato verranno
rinominati e faranno parte di un altro condotto.

Selezionare un condotto in lista e quindi l'icona Modifica l’identificativo del condotto selezionato,
nella barra degli strumenti della finestra Condotti, la finestra viene chiusa: alla riga di comando
immettere il nuovo identificativo del condotto e premere INVIO.

Nel menu che si apre con il pulsante Strumenti, è disponibile il comando Modifica l’identificativo
mediante selezione da disegno.

Visualizza utenze contenute in un condotto


La funzione Utenze è utile per visualizzare la lista delle utenze “passanti” in un condotto selezionato.
Per avviare la funzione selezionare il condotto da esplorare, tra quelli riportati in lista e scegliere il
pulsante Utenze, dalla barra degli strumenti, oppure Visualizza utenze contenute, dal menu
contestuale.
La finestra Condotti si chiude e si apre l’interfaccia Gestione utenze in cui saranno filtrate in lista le
utenze in esame. A questo punto si potranno sfruttare le funzioni di Gestione utenze (funzione
OBSOLETA, usare la funzione RETI).

Sviluppo 3D del canale


La funzione Sviluppo 3D di un canale, a partire dall’entità lineare tracciata con il comando condotto,
crea in automatico lo sviluppo in grafica tridimensionale del canale. Il procedimento è descritto nel
paragrafo “Sviluppo 3D del condotto” a pagina 493.

Visibilità degli sviluppi 3D dei canali


Dopo aver generato lo sviluppo 3D dei canali è possibile nascondere o visualizzarlo in modo veloce
con i comandi Nascondi sviluppi 3D dei canali e Visualizza sviluppi 3D dei canali.

Analizza disegno corrente


La funzione Analizza disegno corrente, esegue un’analisi dello stato di tutti i segmenti di condotto
tracciati nel disegno corrente e riporta nella finestra Localizza avvertimenti una serie di messaggi di
informazione, avvertimento o errore se riscontra alcune incoerenze.
Questo comando è disponibile nel menu che si apre selezionando Strumenti dalla barra degli
strumenti.
Il pulsante Localizza permette di visualizzare sul disegno il tratto di condotto interessato dal
messaggio. Una freccia indica il segmento esatto fintantochè non si rigenera il disegno. In alternativa
al pulsante, fare doppio clic sul messaggio.
Di seguito riportiamo tutti i messaggi che possono essere visualizzati.
Linee di distribuzioni senza condotto assegnato
Distribuzioni 489
Lista condotti

Questo messaggio di avvertimento indica che è stata rilevata la presenza di una utenza o linea di
distribuzione che non è inserita in un condotto. È possibile associare una utenza ad un condotto
dall’interfaccia Rete elettrica (comando RETI). Lasciare invariato se si tratta di cavi che non passano
in un condotto.
Condotto senza linee di distribuzione

Questo messaggio informativo indica che è stata rilevata la presenza di un segmento di condotto a
cui non è associata alcuna utenza. È possibile associare una o più utenze ad un condotto da
dall’interfaccia Rete elettrica (comando RETI).
Condotto con codice articolo non assegnato

Questo messaggio informativo indica che è stata rilevata la presenza di un tratto di condotto a cui non
è associato il codice articolo. Per associare un codice condotto vedi “Modifica dei condotti ed
associazione delle giunzioni” a pagina 481.
Tratta di tubo con coeff. stipamento pari a n (>n1)

Questo messaggio di errore indica che è stata rilevata la presenza di un tratto di tubo (condotto a
sezione circolare) con coefficiente di stipamento superiore al valore di norma (vedi “Controllo del
coefficiente di stipamento” a pagina 498). È necessario ridurre lo stipamento dei cavi scegliendo un
condotto con dimensioni maggiori (vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a
pagina 481).
Tratta di canale con coeff. stipamento pari a n (>n1)

Questo messaggio di errore indica che è stata la presenza di un tratto di canale (condotto a sezione
rettangolare) con coefficiente di stipamento superiore al valore di norma (vedi “Controllo del
coefficiente di stipamento” a pagina 498). È necessario ridurre lo stipamento dei cavi scegliendo un
condotto con dimensioni maggiori (vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a
pagina 481).
Codice condotto non trovato in archivio: n

Questo messaggio di avvertimento indica che è stata rilevata la presenza di un tratto di condotto con
codice condotto non presente in archivio Condotti. È necessario inserire archivio Portacavi il
condotto con codice mancante con i dati presi da un catalogo del costruttore (vedi la guida
“Commesse e archivi” al capitolo “Archivi cavetteria”). Oppure è necessario cambiatre il codice
condotto (vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481).

La finestra Localizza avvertimenti può essere riaperta in seguito.


Come aprire la finestra Localizza avvertimenti
• Alla riga di comando digitare egerrors e premere INVIO.
Riga di comando: EGERRORS.

Converti entità in condotti


Questa utilità consente la conversione in condotti di una serie di linee semplici, disegnate con il
comando LINEA del CAD.
Questo comando è disponibile nel menu che si apre selezionando Strumenti dalla barra degli
strumenti.
Dopo aver avviato il comando, selezionare sul disegno tutti i tratti di linea da trasformare in condotto
e premere Invio. Premere Ok alla richiesta di conferma; quindi alla riga di comando il programma
chiede di digitare l’identificativo da associare al condotto; per associare il nuovo tratto ad un
condotto esistente digitare l’identificativo esistente.

Tabelle condotti
Dal menu che si apre tramite il pulsante Tabelle si può scegliere tra vari tipi di tabelle riportanti i dati
dei condotti disegnati.
• Tabella riepilogativa condotti
490 Distribuzioni
Etichetta e tabelle condotti

• Tabella contenuto tratte


• Tabella condotto
• Tabella passaggio utenze
• Tabella percorso cavi
• Tabella percorso cavi sintetica

Per la descrizione si rimanda al paragrafo “Etichetta e tabelle condotti” a pagina 490.

Chiudi
Per chiudere la finestra Condotti selezionare l’icona Chiudi.

Etichetta e tabelle condotti


Per i condotti sono disponibili le seguenti funzioni per la tracciatura di etichette e tabelle con i dati
dei condotti e delle utenze passanti in essi.

Etichetta condotto
Il comando Etichetta condotto permette di riportare sul disegno un prospetto contenente le
informazioni relative ad un tratto di canale portacavi rettilineo. I dati riportabili sono personalizzabili
mediante profili e riguardano sia il portacavo che gli accessori assegnati.
All’avvio del comando è necessario selezionare un tratto di canale portacavi. Il punto di selezione
corrisponde con il punto di origine del callout. La successiva richiesta permette di selezionare il
punto di inserimento dell’etichetta. La tracciatura della linea di raccordo permettere di introdurre
punti intermedi inseribili col pulsante destro del mouse.
Come inserire l’etichetta in un condotto
1. Selezionare Etichetta condotto.

Menu: Impianti>Condotti.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: ECONDOTTO.

2. Selezionare un punto lungo il condotto e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
l’etichetta.
3. Inserire altre etichette o premere ESC per terminare.

Nome delle utenze


contenute
Distribuzioni 491
Etichetta e tabelle condotti

L'etichetta condotto rientra negli elaborati aggiornabili automaticamente, reagisce quindi al


comando di Aggiorna tabelle (TABUPDATE, vedi “Aggiorna tabelle” a pagina 82).

Per personalizzare il profilo di disegno dell’etichetta accedere alla finestra Preferenze e selezionare
Preferenze ambiente grafico > Impianti > Parametri etichetta condotto (comando EGPREF, vedi
“Impianti - Parametri etichetta condotto” a pagina 770).

Nota. iDEA salva i file delle immagini in una apposita cartella (IMAGES) all’interno della cartella
di lavoro (o commessa). In questo modo si garantisce che spostando o rinominando la cartella di
lavoro vengano mantenuti i riferimenti esterni delle immagini e la visibilità di quest’ultime nel
disegno.

Tabella riepilogativa condotti


Dopo la tracciatura del condotto e l'assegnazione dei portacavi, è possibile tracciare un tabella
riassuntiva di tutti i condotti riportante il nome, il codice e la descrizione dell’articolo materiale e la
lunghezza di ogni condotto.
Dalla finestra attivabile con il comando VEDICONDOTTI (vedi “Lista condotti” a pagina 486)
selezionare Tabelle, dalla barra degli strumenti e quindi Tabella riepilogativa condotti.

Tabella condotto
È possibile tracciare un tabella riassuntiva riportante i materiali, la lunghezza e l'altezza da
pavimento di ogni tratto di un singolo condotto. Per fare questo, eseguire la funzione Tabella
condotto, dalla barra degli strumenti Topografico e come richiesto, selezionare il punto iniziale del
condotto e un'altro dove si intende inserire la tabella.
Come tracciare la tabella condotto
1. Selezionare Tabella condotto.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Condotti.


Barra strumenti: scheda Topografico > groppo Disegna condotto.
Riga di comando: TABCONDOTTO.

2. Selezionare il punto iniziale del condotto e di seguito un secondo punto dove si intende inserire
la tabella.
492 Distribuzioni
Etichetta e tabelle condotti

Nota. Quando ad un tratto di condotto non è stato associato il codice di materiale, nella descrizione
viene inserito un carattere punto interrogativo (?).

Ogni tratto del condotto viene riportato nella tabella con un numero progressivo: per favorire
l’identificazione è possibile far inserire, anche nel disegno, il numero in prossimità di ogni segmento.
Questa possibilità è controllata dalla selezione di una preferenza nella scheda Impianti in Preferenze
ambiente grafico (vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767). Tale preferenza
ha le seguenti opzioni:
• Non inserire marcatori di percorso sui condotti.
• Inserisci marcatori di percorso sugli elementi rettilinei dei condotti.
• Inserisci marcatori di percorso su tutti gli elementi rettilinei dei condotti.

Quando si ritraccia una tabella, i marcatori vengono automaticamente cancellati e reinseriti secondo
l’opzione scelta.

Tabella passaggio utenze


Con il termine ‘tratta’ si identifica un insieme di segmenti di condotto contigui senza diramazioni.
Vedi “Gestione tratte portacavi” a pagina 476.
Per la tracciatura della tabella passaggio utenze, i condotti presenti nel disegno vengono ‘divisi’ in
tratte; per ogni tratta vengono riportati i dati del condotto e delle utenze passanti.

Dalla finestra attivabile con il comando VEDICONDOTTI (vedi “Lista condotti” a pagina 486)
scegliere il condotto da sviluppare e selezionare Tabelle dalla barra degli strumenti e quindi Tabella
contenuto tratte.
Come richiesto, selezionare il punto iniziale del condotto e un'altro dove si intende inserire la tabella.
Alla riga di comando: TABUT1.

Tabella dettaglio tratte


La tabella dettaglio tratte riporta le tratte di condotto presenti nell’impianto e per ognuna elenca i dati
del portacavo e i principale dati delle utenze che passano all’interno.
Dalla finestra attivabile con il comando VEDICONDOTTI (vedi “Lista condotti” a pagina 486)
scegliere il condotto da sviluppare e selezionare Tabelle dalla barra degli strumenti e quindi Tabella
passaggio utenze.
Riga di comando: TABUT2.

Tabella percorso cavi


La tabella percorso cavi disegna una tabella in cui per ogni utenza si riporta la lista dei canali
interessati al passaggio del cavo, le tratte di condotto (per il significato di “tratta” vedi “Gestione
tratte portacavi” a pagina 476) e una serie di dati utenza selezionabili.

Dalla finestra Lista condotti (comando VEDICONDOTTI) selezionare Tabelle dalla barra degli
strumenti e quindi Tabella percorso cavi.
Distribuzioni 493
Sviluppo 3D del condotto

Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo dove è possibile selezionare la corretta sequenza
di dati da includere nella tabella descrittiva, impostazione il titolo, lo stile di testo, il carattere da
adottare e le dimensioni.

Nella tabella si posso riportare anche le informazioni relative all’ubicazione e alla descrizione
dell’origine e della destinazione delle utenze. Tali dati sono letti da eventuali simboli, posizionati in
qualsiasi punto del disegno, la cui sigla è stata riportata nei campi Origine e Destinazione nei dati
utenza: vedi “Utenze elettriche” a pagina 533.

Premendo OK è possibile selezionare la zona e un quadro per filtrare le utenze da riportare in tabella.
Inoltre, l’opzione Eseguire nuovamente la marcatura delle tratte portacavi fa si che le tratte vengano
risiglate per considerare eventuali canali aggiunti dopo una precedente tabella.
Proseguendo viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva quindi viene tracciata
la tabella in cui vengono riportate le colonne ordinate secondo l'ordine selezionato nella lista di
riepilogo.

Tabella percorso cavi sintetica


La tabella percorso cavi sintetica riporta le stesse informazioni della tabella percorso cavi omettendo
però il nome del condotti. La lista delle tratte di condotto è riportata in un unico campo.

Una finestra di dialogo permette di effettuare un filtro su layer e/o identificativo condotto da seguire
per determinare l’instradamento corretto della linea di distribuzione.

Rimuovi marcatore tratte


La funzione Rimuovi marcatore tratte, disponibile nel menu delle tabelle condotti, rimuove dal
condotto selezionato i marcatori (blocchetti nascosti) che identificano le tratte. Questa funzione può
essere utile quando non si desidera più considerare le tratte.

Sviluppo 3D del condotto


La funzione Sviluppo 3D di un condotto portacavi, a partire dall’entità lineare tracciata con il
comando CONDOTTO, crea in automatico lo sviluppo in grafica tridimensionale del canale.
Per visualizzare in 3D un disegno di un impianto topografico è importante:
• aver disegnato i muri e gli infissi con una determinata altezza; vedi “Disegno in 3D” a pagina 44;
• aver tracciato i canali con salite e discese indicando le opportune altezze nella casella Altezza
della finestra Condotti; vedi “Elevazione” a pagina 469 e “Disegna raccordi ad angoli retti” a
pagina 470.

Quindi, dalla finestra attivabile con il comando VEDICONDOTTI (vedi “Lista condotti” a
pagina 486) scegliere il condotto da sviluppare e avviare Sviluppo 3D di un canale, dalla barra degli
strumenti.
494 Distribuzioni
Sviluppo 3D del condotto

Nella finestra di dialogo Sviluppo canali, sono riportate delle impostazioni che possono essere
modificate a seconda del caso specifico come riportato di seguito.

Destinazione
Layer di destinazione: per ogni canale viene creato un nuovo layer utilizzato per lo sviluppo. In
seguito rendendo invisibili tali layer da gestione Layer (vedi “Gestione proprietà layer” a pagina 37)
si potrà nascondere lo sviluppo del canale mantenendo il percorso lineare. Eseguendo sviluppi
diversi su layer diversi è possibile visualizzare alternativamente soluzioni diverse per la stessa linea:
ad esempio di può creare uno sviluppo con un condotto rettangolare e successivamente modificare
le impostazioni ed eseguire uno sviluppo con un condotto circolare. Quindi si confronta.

Nota. Lo sviluppo del canale prende il colore dal layer; il colore predefinito è azzurro e può essere
cambiato da Gestione layer di iDEA.

Cancella il contenuto del layer: se è selezionata, alla creazione di un nuovo sviluppo viene cancellato
quello presente nel layer indicato.
Imposta orientamento: utilizzare questo pulsante per assegnare la direzione di orientamento ad alcuni
tratti di canale o accessori. Alla riga di comando viene richiesto di selezionare il canale rettilineo da
orientare: selezionare la linea del canale. Di seguito vengono visualizzati gli assi del canale:
selezionare l’asse dalla parte in cui imporre il lato ALTO del canale.
Ad esempio, un canale aperto a sezione rettangolare può essere sviluppato con l’apertura in alto e poi
impostare l’orientamento sul lato, come mostrato nel seguente esempio.
Distribuzioni 495
Sviluppo 3D del condotto

Opzioni di rendering
Segmenti nei raccordi: numero di segmenti per definire l’accuratezza della rappresentazione delle
superfici curve dei raccordi. Il valore predefinito è 10.
Segmenti per la sezione circolare : numero di segmenti per definire l’accuratezza della
rappresentazione delle superfici curve dei condotti a sezione circolare. Il valore predefinito è 12.
Impostazioni predefinite
Queste ultime impostazioni vengono utilizzate nel caso in cui i canali tracciati non possiedono codici
di portacavi validi; cioè quando al canale non è stato assegnato un materiale in fase di tracciatura o
successivamente: vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481. Se il
canale ha il materiale associato questi dati vengono letti dall’archivio Portacavi relativamente al
portacavo scelto.
Tipo di sezione: selezionare la sezione del canale da rappresentare, tra quelle disponibili (Tubo,
Rettangolare chiusa, Rettangolare aperta, Smussata chiusa,....).
Base/Diam.: misura in mm della base del canale. Se si tratta di un canale a sezione circolare, indicare
la misura del diametro della sezione.
Altezza: misura in mm dell’altezza del canale.
Raggio di curvatura: misura in mm del raggio di curvatura dei giunti curvi come deviazioni piane, in
salita e discesa a 90°.

Con il pulsante OK si avvia lo sviluppo in 3D del canale.


496 Distribuzioni
Sviluppo 3D del condotto

La visualizzazione che ne risulta dipende dalla visualizzazione corrente del disegno; la


rappresentazione in 3D viene visualizzata come Wireframe 2D. Se non è stata impostata in
precedenza, per una visualizzazione in 3D del disegno utilizzare una delle viste assonometriche
impostabili dal menu Visualizza>Punti di vista 3D:

SO assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Sud Ovest;

SE assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Sud Est;

NE assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Nord Est;

NO assonometrico: imposta il punto di vista assonometrico da Nord Ovest.

Per aggiungere un effetto realistico al disegno è possibile, inoltre, applicare un effetto di


ombreggiatura. Con le opzioni di ombreggiatura, agli oggetti vengono applicate una luce proveniente
da una fonte virtuale distante posizionata a sinistra dell'osservatore e una determinata quantità di luce
circostante.
Le principali sono disponibili dal menu di iDEA Visualizza>Stili visualizzazione:

Realistico: ombreggia gli oggetti e rende più accurati gli spigoli delle facce dei poligoni conferendo
agli oggetti un aspetto realistico.
Concettuale: ombreggia gli oggetti e smussa gli spigoli tra le facce poligonali. L'effetto è meno
realistico ma può rendere più visibili i dettagli del modello.

Nota. Le barre degli strumenti Viste, Stili di visualizzazione e Ombra di iDEA possono essere
attivate dal menu che si apre facendo clic con il tasto destro del mouse quando il cursore è sopra una
barra degli strumenti attiva.
Distribuzioni 497
Gestione utenze

In iDEA sono disponibili altri comandi per l’impostazione di viste 3D da qualsiasi punto di vista; per
i semplici vedi “Visualizzazione in 3D” a pagina 49.

Gestione utenze
Tramite i comandi della finestra Gestione utenze (comando EDIUTE) è possibile creare le utenze
dell’impianto, modificarne i dati, visualizzare anche le utenze create nel programma di calcolo
Ampère e assegnare ad ogni utenza il relativo percorso nei condotti tracciati nel disegno topografico.
Ogni utenza tracciata nello schema topografico può essere modificata nei suoi parametri in qualsiasi
istante. Si può variarne la lunghezza reale stirandone le linee che la compongono o cambiarne il
percorso. È possibile aggiungere nuove utenze, duplicando quelle esistenti ed associando la nuova
utenza ad un nuovo percorso. Si possono inoltre variare tutti i parametri associati ad ogni utenza
modificandone le caratteristiche elettriche e fisiche. Per poter modificare tali parametri è sufficiente
utilizzare i comandi della finestra di dialogo Gestione utenze.

Attenzione. Le funzioni di gestione utenze sono ora integrate nella interfaccia di Rete elettrica
(comando RETI) e pertanto rende obsoleto l’utilizzo della finestra di Gestione utenze, mantenuta
solo per compatibilità.
Vedi “Rete elettrica” a pagina 524.

La documentazione di gestione utenze può essere trovata nella documentazione di iDEA versione
2020 o precedente.

Calcolo e dimensionamento in Ampère


Il dimensionamento dei conduttori e delle protezioni può essere eseguito tramite il programma
Ampère.
Durante la definizione delle utenze, i dati relativi vengono salvati in un file nella directory di lavoro,
avente come nome lo stesso del file di schema ed estensione .UPEX.
Questo file può essere caricato dal programma di calcolo ed elaborato secondo le modalità indicate
nella sua guida di riferimento.
Una volta eseguiti i dimensionamenti necessari, lo stesso file conterrà tutti i dati che verranno letti a
loro volta da iDEA per le ulteriori operazioni sullo schema: etichettatura, controllo dei coefficienti
di stipamento, etc...

Avvio di Ampère
È possibile avviare il programma Ampère (per chi dispone della licenza) dal gruppo di programmi
di Electro Graphics, quindi aprire il file .UPEX del progetto desiderato.
498 Distribuzioni
Controllo del coefficiente di stipamento

Oppure, se si sta lavorando in iDEA ed è aperto lo schema topografico del progetto desiderato,
selezionando l'icona Ampère nella barra degli strumenti standard (scheda Topografico), viene
automaticamente aperto il lavoro sul programma di calcolo.

Impianto suddiviso in più file di disegno


Quando si intende eseguire un progetto sviluppando l'impianto elettrico su più file .dwg (per esempio
progettare l'impianto di uno stabile utilizzando un file .dwg per ogni piano) e poi eseguire il calcolo
in Ampère, procedere con il seguente metodo.

1. Alla generazione dei fogli topografici associare a tutti i file .dwg lo stesso file di schema .sch.
In questo modo la tracciatura delle linee di distribuzione scrive i dati in un unico file delle utenze
.UPEX.
2. Dopo la tracciatura dell'impianto, aprire in Ampère il file .UPEX ed eseguire la magliatura e il
calcolo della rete.
3. In iDEA riaprire i vari file .dwg per aggiornare il topografico con le etichette e le tabelle del
calcolo. I dati vengono letti automaticamente dal file delle utenze .UPEX.

Controllo del coefficiente di stipamento


Questa funzione ha lo scopo di verificare la corretta posa in opera dei cavi, valutando se i parametri
minimi sono conformi alle indicazioni delle Norme CEI 64-8. La sua esecuzione, pertanto, sarà
subordinata alla conoscenza della formazione dei cavi che può essere stata inserita nella finestra di
dialogo Dati dell'utenza al termine del tracciamento delle linee di distribuzione, oppure tramite
l'elaborazione del progetto in Ampère.

Ai fini di cui sopra, la norma riporta: “si raccomanda di prevedere la sfilabilità dei cavi: a tal fine
si consiglia che il diametro interno dei tubi protettivi sia pari almeno 1,3 volte il diametro del cerchio
circoscritto al fascio di cavi che essi sono destinati a contenere, con un minimo di 10mm. Per i canali
e le passerelle a sezione diversa dalla circolare si consiglia che il rapporto tra la sezione stessa e
l'area della sezione retta occupata dai cavi non sia inferiore a 2”.

La funzione Riempimento cavidotto, consente di controllare il coefficiente di stipamento dei cavi


all'interno di un singolo portacavi. Per avere una visione d’insieme dello stato dei condotti di un
disegno planimetrico utilizzare la funzione Gestione tratte (comando CONDOTTI, vedi “Gestione
tratte portacavi” a pagina 476).

Come avviare il controllo dello stipamento


1. Selezionare Verifica stipamento.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Topografico > gruppo Utenze.


Riga di comando: INGOMBRO.

2. Nella riga di comando verrà richiesto:


<selezionare linea>/Uscita:

3. Selezionare nel disegno la linea da controllare.

iDEA legge le caratteristiche di formazione e designazione dei cavi contenuti nella linea selezionata
e visualizza la finestra di dialogo Controllo del coefficiente di stipamento con le seguenti
informazioni:
• I dati del condotto definito sulla linea selezionata.
Identificativo: nome del cavidotto.
Cod. condotto: codice del cavidotto.
Distribuzioni 499
Controllo del coefficiente di stipamento

Numero tubi o canali: indica il numero di condotti su cui distribuire il fascio di cavi, é possibile
modificare il dato con conseguente aggiornamento dei dati di stipamento raggiunti.

Se non è stato definito in precedenza è necessario effettuare ora la scelta che sarà oggetto della
verifica; per scegliere il condotto premere il pulsante ‘...’ nella casella Cod. condotto per aprire
l’archivio Condotti (vedi “Scelta del condotto” a pagina 472).

• La sezione d’ingombro occupata dal fascio di cavi, calcolata come sommatoria della sezione
geometrica di ogni cavo, (dedotta dal campo diametro del cavo dall'archivio Cavi elettrici) e il
relativo peso.

Ingombro: sezione occupata dal fascio di cavi presente nell'utenza appena selezionata;
Peso [kg/m]: peso complessivo del fascio di cavi.
Coeff. di stipamento: coefficiente di stipamento calcolato come rapporto tra superficie occupata dal
fascio di cavi e superficie interna utile del portacavi; è calcolato se è definito il condotto.

Nel riquadro principale vengono elencate tutte le utenze trovate nel tratto di linea selezionato. Per
ognuna sono indicate formazione e designazione del cavo originale e di seguito formazione,
designazione, diametro e peso del cavo trovato in archivio Cavi.

In caso la designazione del cavo indicato nelle utenze non venga trovata in archivio Cavi, iDEA
considera il cavo con le caratteristiche più simili e visualizza il carattere (!) dopo la designazione.

In caso la formazione del cavo indicato nelle utenze non venga trovata in archivio Cavi, iDEA riporta
la scritta “nessun cavo rilevato in archivio cavi”.

Se il portacavi selezionato è a sezione circolare, il programma verifica che il diametro interno del
tubo protettivo sia pari almeno a 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi. In caso
contrario visualizza un avvertimento.
500 Distribuzioni
Controllo del coefficiente di stipamento

Se il portacavi selezionato è a sezione non circolare, il programma verifica che il rapporto, tra la
sezione del portacavi e la sezione occupata dal fascio di cavi, non sia inferiore a 2. In caso contrario
visualizza un avvertimento.

Premendo OK viene richiesto il punto di inserimento del blocco con i dati relativi allo stipamento.
La rappresentazione grafica è la seguente.

Per i portacavi a sezione circolare, anziché il coefficiente di stipamento, viene riportato nella
tabellina il Rapporto tra i diametri calcolato.

Condotto suddiviso in comparti


Se il condotto è suddiviso in comparti, allora la verifica sul coefficiente di stipamento viene eseguita
per ogni singolo comparto e la tabellina viene suddivisa in tante sezioni quanti sono i comparti propri
del condotto stesso.

Nel caso in cui uno o più comparti eccedano il limite di stipamento previsto i messaggi di avviso
recano il nome del comparto e il valore di riempimento raggiunto.

Lettura del coefficiente con CHI6


Per la lettura del coefficiente di stipamento in condotti già codificati e che contengono delle utenze,
è possibile utilizzare il comando CHI6. Con l'attivazione della finestra Informazioni articolo,
passando il cursore sopra i condotti nel disegno vengono visualizzate le informazioni dei codici
inseriti tra cui il coefficiente di stipamento.
Per ulteriori informazioni vedi “Informazioni articolo” a pagina 708.
Distribuzioni 501
Informazioni utenze con CHI6

Informazioni utenze con CHI6


Con l'attivazione della finestra Informazioni articolo (comando CHI6 vedi “Informazioni articolo”
a pagina 708), passando il cursore sopra i condotti nel disegno vengono visualizzate le informazioni
del canale tra cui il codice articolo, il costruttore e i dati tecnici, il coefficiente di stipamento e la lista
delle utenze passanti. Per ogni utenza passante è menzionata la sigla, il quadro di appartenenza, la
descrizione, il cavo (formazione e designazione).

Utilizzando CHI6 per linee di distribuzione senza condotto viene visualizzata solo la sezione
occupata dai cavi e la lista utenze.

Etichettatura delle linee


Affinche uno schema planimetrico sia completo ed agevolmente interpretato dall'installatore, deve
predisporre di disegni di dettaglio e di tabelle polivalenti indicanti dati precisi d'impianto.
L'etichettatura delle linee di distribuzione serve allo scopo di fornire tutti i dati necessari a chi visiona
lo schema planimetrico, indicandovi, per ogni conduttura o cavidotto, l'insieme delle utenze che vi
appartengono.

Come eseguire l'etichettatura linee


1. Scegliere Etichettatura linee.

Menu: Impianti>Linee di distribuzione.


Barra multifunzione: scheda Topografico > gruppo Utenze.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: ETICHETTA.
502 Distribuzioni
Etichettatura delle linee

2. Selezionare il cavidotto da etichettare in un punto desiderato e indicare la posizione su cui


disegnare la tabella descrittiva. Il posizionamento della tabella è guidato da un riquadro mobile che
descrive l'ingombro della tabella. Per introdurre punti intermedi della linea di raccordo fare clic sul
tasto destro del mouse. Per indicare il punto finale fare clic sul tasto sinitro del mouse.

Dopo aver selezionato il punto di inserimento viene tracciata la tabella in cui vengono riportate tutte
le utenze appartenenti al cavidotto, specificando, la formazione del cavo (se presente), la descrizione,
il circuito di appartenenza, il tipo di isolante, la potenza assorbita e la lunghezza. Oltre ai suddetti
dati, la tabella riporta tutte le caratteristiche elettriche e fisiche delle utenze in corrispondenza di
attributi normalmente invisibili. Ad esempio, se si volesse riportare il tipo di posa nella tabella, è
sufficiente rendere visibile, tramite la funzione Visibilità attributi (comando ATTV o UTILATT),
l'attributo Tipo di posa.

Nel caso in cui non venga selezionata una linea di distribuzione, bensì una linea o polilinea generica
nel disegno, non verrà riportata la tabella con tutti i dati relativi all'utenza, ma verrà inserito un blocco
in cui si riporta la descrizione e la lunghezza della linea.
Selezionando una linea la funzione chiede il punto di inserimento del blocco e successivamente la
descrizione e la lunghezza di questa linea. Selezionando, invece, una polilinea viene richiesto il
punto di inserimento e la descrizione, in quanto la lunghezza viene rilevata automaticamente.
Nel caso di etichettatura di linee e polilinee, potranno essere inseriti successivamente, tramite i
comandi Cavo per linea terminale e Conduttura per linea terminale, le tabelle per l'indicazione del
cavo e del tubo della linea.

Per la compilazione del codice principale, il programma ricerca i cavi in archivio che corrispondono
a Designazione + Formazione. Se il cavo non viene trovato viene visualizzato un messaggio a video
con le informazioni cercate in archivio.

Nota. È possibile stabilire in quale layer vengano disegnate le etichette indicando il layer in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF); nella scheda Impianti è presente la casella Layer
etichette utenza: vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767.
Estrazione delle informazioni per il computo metrico
Quando si esegue l’estrazione dei dati per il computo metrico è possibile selezionare l’opzione Estrai
dati linee dalle etichette, in modo che i dati delle linee elettriche vengono estratti dalle etichette
riportate sul disegno con Etichettatura linee, anziché dal database delle utenze (file UPEX): vedi
“Generazione del computo metrico” a pagina 704.

Personalizzazione delle etichette


La procedura di disegno dell’etichetta gestisce gli attributi presenti nel blocco [Link],
salvato nella cartella COMMON\LIBRAY\LIB. Tale blocco può essere personalizzato aggiungendo
o togliendo etichette. Segue la lista delle etichette di attributo che possono venire utilizzate.

FORCAV: Formazione
TIPCAV: Tipo di cavo
DEN_CAVO: Denominazione cavo
TIPOLINEA: tipo di linea (Cavo o condotto in sbarra)
SIGUTE: Sigla utenza
CIRCUITO: Circuito
DENOM: Denominazione
DENOM2: Denominazione 2
QUANT: Numero di cavi
POTASS
POT: Potenza assorbita
POTTOT: Potenza totale (calcolata alla corrente nominale e a cos fi unitario)
LUNLIN: Lunghezza linea
ADATTAMENTO: Adattamento
SFRIDO: Sfrido
SISTEMA: Sistema elettrico
VNOM: Tensione nominale
Distribuzioni 503
Etichettatura delle linee

TEMPERATURA: Temperatura ambiente


INTNPXIN: Interruttore Numero poli x Corrente nominale
CONDATTIVI: Numero di conduttori attivi
FATCON: Fattore di contemporaneità
COS_FI: Cos fi
TIP_POSA: Tipo di posa
CODICE: Codice articolo del cavo
NUM_POSA: Numero posa
NUM_DISPOSIZIONE: Numero disposizione
TIP_DISPOSIZIONE: Disposizione
TABELLAPOSA: Normativa della posa
MATERIALE: Materiale del cavo
COLL_FASI: Collegamento fasi
ZONUTE: Zona utenza
QUAUTE: Quadro utenza
SIGORG: Sigla dell’apparecchio di origine
SIGDST: Sigla dell’apparecchio di destinazione

Etichettatura con cartellino linee di distribuzione


Per rendere il disegno meno stipato è possibile etichettare le linee di distribuzione tramite semplici
cartellini con un indice di riferimento e riassumere tutti i dati delle utenze in una tabella tracciata a
parte: vedi “Etichettatura con cartellino linee di distribuzione” a pagina 505.

Etichettatura linee sintetica


L’etichettatura linee sintetica permette di indicare nel disegno dell’impianto elettrico le informazioni
salienti di un condotto e delle utenze in cavo in esso passanti. Questo tipo di etichettatura è stato
implementato sia per le linee in condotto, sia per le linee di distribuzione tracciate nel topografico e
non associate ad un condotto. Precisamente, le informazioni che vengono riportate nella nuova
tipologia di etichetta sono le seguenti.
• Eventuale indice moltiplicatore. Indica che il numero di condotti rappresentati dalla singola
entità grafica disegnata; serve ad indicare che un tratto di linea sul disegno rappresenta più condotti
uguali e paralleli.
• Misure di Altezza/Diametro esterno e Base/Diametro interno del condotto.
• Descrizione del condotto selezionato. Tale descrizione è quella riportata in archivio Portacavi.
• Sigla delle utenze in cavo passanti nel condotto. Queste sono riportate all’interno delle parentesi.

La figura che segue mostra un esempio di questa tipologia di etichettatura condotto.

L’etichettatura di linee di distribuzione prive di condotto riporta solamente le sigle delle utenze in
cavo associate alla linea.
Come eseguire l'etichettatura linee sintetica
1. Scegliere Etichetta linee sintetica.

Menu: Impianti>Linee di distribuzione.


Barra multifunzione: scheda Topografico > gruppo Utenze.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: ETICSINT.
504 Distribuzioni
Inserimento dati dall'archivio Cavi

2. Selezionare sul disegno la linea da etichettare in un punto desiderato e indicare la posizione su


cui disegnare l’etichetta.

Etichetta cavo
Una volta definita ed introdotta l'etichetta per la linea, si può attribuire a questa i dati relativi ai
conduttori (singoli o cavi) costituenti la linea.
Scegliendo il comando Etichetta cavo utenza terminale, da menu Impianti>Linee di distribuzione,
oppure selezionando l'icona relativa, viene richiesta la selezione della targhetta della linea immessa
precedentemente o la targhetta del tubo e viene introdotta un'ulteriore targhetta per i conduttori, ove
sono indicate le caratteristiche degli stessi, la lunghezza letta dalla targhetta precedente ed
eventualmente la codifica ai fini del computo metrico dell'elemento stesso. Come altrove indicato,
come codice può essere usato un dato presente a listino o dichiarato nell'archivio degli assiemi.

Etichetta tubo
Una volta definita ed introdotta l'etichetta per la linea, si può attribuire a questa i dati relativi alla
canalizzazione o tubo che conterrà i conduttori.
Scegliendo il comando Etichetta condotto utenza terminale, da menu Impianti>Linee di
distribuzione, oppure selezionando l'icona relativa, viene richiesta la selezione della targhetta della
linea e introdotta un'ulteriore targhetta per il tubo o canale ove sono indicate le caratteristiche dello
stesso, la lunghezza letta dalla targhetta precedente ed eventualmente la codifica ai fini del computo
metrico dell'elemento stesso. Come altrove indicato, come codice può essere usato un dato presente
a listino o dichiarato nell'archivio degli assiemi.

Inserimento dati dall'archivio Cavi


Per assegnare o aggiornare i dati del cavo in una etichetta di linea è sufficiente ricercare il cavo
desiderato in archivio Cavi ed importarlo nel disegno tramite Drag & Drop.
Obbiettivo di questa funzione sono le etichette di linea in un topografico o le tabelle descrizione
utenza in uno schema utenze.
Durante l’importazione viene visualizzata la finestra di dialogo Archivio cavi che consente di
visualizzare i dati relativi al codice ed alla formazione del cavo scelto, sia nel formato unipolare che
multipolare.

Se nel campo N° cavi il valore è maggiore di 1 allora la formazione del cavo assegnata all'utenza sarà
del tipo 1x(1x2.5) se il cavo è unipolare, oppure del tipo 1x[5G2.5] se multipolare.
Nel caso di drag per inserire nel disegno la tabellina dei materiali, il campo N° cavi determina il
valore dell'attributo QUANTITA nel blocco riga della tabellina.
Come assegnare un codice cavetteria ad una etichetta nello schema
1. Scegliere Cavetteria.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica impianti.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: CAVETTERIA.
Distribuzioni 505
Etichettatura con cartellino di linee e simboli

2. Ricercare e selezionare il cavo.


3. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e trascinando, portare il cursore
all'interno del disegno, quindi rilasciare il tasto del mouse.
4. Nella finestra Archivio cavi indicare il N° cavi e premere OK: alla tabella verranno associate le
informazioni del cavo selezionato.
5. Verrà richiesto di selezionare i simboli ai quali associare le informazioni: selezionare la tabella
da editare e premere INVIO.

È, inoltre, consentita la selezione multipla di voci nell'archivio tenendo premuto il tasto CTRL
durante il Drag & drop.

Disegno di tabelle per cavi e portacavi


È possibile disegnare delle tabelle riportanti i dati di cavi o portacavi non tracciati in disegno, allo
scopo di un loro conteggio nell'estrazione della distinta materiali e del computo.

Come inserire una tabella con i dati di un cavo


1. Scegliere Cavetteria.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica impianti.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: CAVETTERIA.

2. Dopo avere scelto il cavo, tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e
trascinando, portare il cursore all'interno del disegno in Ambiente grafico, quindi rilasciare il tasto
del mouse.
3. Nella finestra Archivio cavi indicare il N° cavi e premere OK.
4. Verrà richiesto di selezionare i simboli ai quali associare le informazioni: premere invece
INVIO.
5. Alla richiesta, fornire il punto di inserimento della tabella.
6. Dalla finestra di richiesta attributi fornire la quantità da intendersi in m.

Etichettatura con cartellino di linee e simboli

Etichettatura con cartellino linee di distribuzione


In alternativa ai sistemi di etichettatura visti in precedenza è possibile etichettare le linee di
distribuzione tramite semplici cartellini con un indice di riferimento e riassumere tutti i dati delle
utenze in una tabella tracciata a parte.
L’indice predefinito dei cartellini è numerico a due cifre. Dopo aver tracciato il primo cartellino è
possibile editarne l’indice con Edita attributi (comando DDA) e modificare il numero di cifre
(indicare 1, 01, 001,...) oppure impostare un formato alfabetico (indicare la lettera iniziale A, X,...)
o alfanumerico (indicare A1, X1,...). Per i cartellini tracciati di seguito il programma utilizzerà lo
stesso formato di indice, incrementato automaticamente (1, 2, 3,...; 01, 02, 03,...; A, B, C,...; A1, A2,
A3,...).
506 Distribuzioni
Etichettatura con cartellino di linee e simboli

Come eseguire l'etichettatura linee con i cartellini


1. Scegliere Cartellino utenze.

Menu: Impianti>Linee di distribuzione.


Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: BALLUTE.

2. Selezionare la linea da etichettare in un punto desiderato e indicare la posizione su cui disegnare


il cartellino.

I parametri grafici del cartellino possono essere modificati accedendo alla scheda Impianti della
finestra di dialogo delle Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF). Si possono modificare le
dimensioni, il colore, il layer e altre opzioni: vedi “Impianti - Simboli e linee di distribuzione” a
pagina 767.

Dopo la tracciatura di tutti i cartellini si procede con la tracciatura della tabella che riassume tutti i
dati delle linee di distribuzione etichettate con i cartellini. La funzione Elenco cartellini linee di
distribuzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta sequenza di
dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di testo, delle
dimensioni e del carattere da adottare.

Come tracciare l’elenco cartellini linee distribuzione


• Selezionare Tabelle e quindi la funzione Elenco cartellini linee di distribuzione all’interno di
Utilità impiantistica.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: UTILIMP.

In particolare, nella tabella si potranno riportare descrizione, tipologia e dimensioni del condotto, il
numero di condotti (moltiplicatore), la lista delle utenze passanti specificando per ognuna cavo,
formazione, lunghezza, conduttori attivi, disposizione dei conduttori, origine, destinazione, cos-fi,
tipo e tabella di posa, isolante, funzione, sigla del quadro e della zona, circuito, sistema elettrico,
potenza, interruttore.
Dalla stessa finestra si può inoltre effettuare l’esportazione della tabella su file CSV (apribile ad
esempio in Ms Excel).

Etichettatura di simboli con cartellino


Una funzione uguale alla precedente (vedi “Etichettatura con cartellino linee di distribuzione” a
pagina 505) permette di etichettare anche i simboli. Anche questa funzione è utile per rappresentare
più informazioni, in forma più chiara e senza ‘appesantire’ il disegno.
Distribuzioni 507
Tabelle ed elenchi dell’impianto

Come eseguire l'etichettatura simboli con i cartellini


1. Scegliere Cartellino simboli.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: BALLSIMB.

2. Selezionare un simbolo in un punto qualsiasi e indicare la posizione su cui disegnare il cartellino.

Nota. I simboli che sono elaborati sono tutti quelli salvati nella libreria di iDEA, aventi gli attributi
standard dei simboli per schemi o impianti (“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189).

Dopo la tracciatura dei cartellini si procede con la tracciatura della tabella che riassume tutti i dati
inseriti come attributi nei simboli etichettati. La funzione Elenco cartellini simboli si avvale di una
finestra di dialogo che permette la selezione della corretta sequenza di dati da includere nella tabella
descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di testo, delle dimensioni e del carattere da
adottare.
Come tracciare l’elenco cartellini simboli
• Scegliere Tabelle e quindi la funzione Elenco cartellini simboli all’interno di Utilità
impiantistica.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: UTILIMP.

Tabelle ed elenchi dell’impianto


Una serie di funzioni di utilità riguardanti l’impiantistica si possono avviare dalla finestra di dialogo
Utilità impiantistica. L’avvio della funzione avviene tramite un clic sul collegamento dell’utilità
prescelta.
Come attivare la finestra Utilità impiantistica
• Scegliere Tabelle.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: UTILIMP.

Di seguito vengono descritte singolarmente le utilità disponibili.

Aggiornamento delle tabelle


Si ricorda che per aggiornare le tabelle presenti nel disegno corrente, successivamente alla modifica
dello schema, è possibile utilizzare il comando Aggiorna tabelle: vedi “Aggiorna tabelle” a
pagina 82.

Tabelle impianto su elementi attivi in finestra di layout


Le funzioni di tracciatura delle tabelle di riepilogo impianti possono essere agevolmente utilizzate
anche all’interno delle finestre definite nel layout (spazio carta) di un progetto CAD. È possibile
riportare nelle tabelle solamente gli elementi che si desidera, attivando un sistema di filtro per layer
che rimane salvato per ogni singola finestra anche per successivi aggiornamenti dei dati.
508 Distribuzioni
Tabelle ed elenchi dell’impianto

Si ricorda che le finestre di layout sono oggetti che mostrano le viste o porzioni dello spazio modello.
Possono essere create, scalate e posizionate in un layout dello spazio carta. In ogni layout è possibile
creare una o più finestre di layout.

Le tabelle che si possono disegnare con il sistema di filtro sono:


• Elenco simboli (comando ELSIMB).
• Tabelle condotti e cavi avviabili dalla finestra Elenco condotti (comando VEDICONDOTTI).
• Tabelle avviabili dalla finestra Utilità impiantistica (comando UTILIMP).

La funzionalità prevede che all’interno della finestra di layout, si siano congelati i layer dei simboli
da ignorare.
Avviando la finestra di tracciatura della tabella, sempre all’interno della finestra di layout, è possibile
selezionare l’opzione Attivo solo su finestra corrente.
Se selezionata, il software prende in considerazione solamente gli elementi attivi e visibili nella
finestra corrente, ignorando tutti gli oggetti su layer congelati nella finestra corrente.

Nota. Questa impostazione si attiva solamente se il comando di disegno della tabella è avviato da
una finestra di Layout.

Quando si seleziona la casella Attivo solo su finestra corrente, la tabella viene disegnata su un layer
che è visibile solo ed esclusivamente sulla finestra attiva. Il layer creato può avere un prefisso
personalizzato impostabile nella casella Layer (prefisso) e un suffisso composto dal nome del layout
e eventuale incrementale di finestra (nel caso in cui un layout contenga più finestre). Tale layer è
disattivato in tutte le altre finestre presenti e future. È in ogni caso possibile personalizzare il nome
del layer una volta creato, il successivo aggiornamento automatico della tabella non verrà ostacolato.

Elenco cavi del disegno (estrazione da etichette)


La funzione Elenco cavi del disegno permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i dati
relativi ai cavi definiti nelle tabelle linee-utenze degli schemi unifilari e nelle etichette linee dei
topografici. Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di
testo e del carattere da adottare. È possibile effettuare la selezione dei dati dei cavi scegliendo uno
fra i tre metodi offerti. Possono essere selezionati, infatti, i dati di tutti i cavi inseriti nel disegno (solo
quelli relativi alla visualizzazione corrente oppure soltanto quelli selezionati manualmente).
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento
della tabella è guidato da un riquadro delle dimensioni d'ingombro della tabella, che segue lo
spostamento del cursore nell'area del disegno. Dopo aver scelto la posizione, viene tracciata la tabella
in cui vengono riportate le colonne ordinate secondo l'ordine selezionato nella lista di riepilogo.
Distribuzioni 509
Tabelle ed elenchi dell’impianto

Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: ELCAVI.

Nel caso in cui lo schema sia sviluppato su disegni diversi e si desideri stampare un'unica tabella
riassuntiva, utilizzare la funzione Elenco cavi totale (con lo stesso procedimento). I dati di
riferimento verranno letti dal database comune a tutti i disegni che compongono lo schema.

Elenco formazioni cavi (disegno)


La funzione Elenco formazioni cavi (disegno) permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di
tutti i cavi dello stesso tipo utilizzati nel disegno, riportandone la relativa lunghezza. I dati relativi al
tipo di cavo vengono rilevati dai blocchi descrittivi delle utenze, inseriti nelle tabelle dei fogli
unifilari o nelle etichette linee dei topografici. Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo, Tale
funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta sequenza di dati
da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di testo e del carattere
da adottare. È possibile effettuare la selezione dei dati dei cavi scegliendo uno fra i tre metodi offerti.
Possono essere selezionati, infatti, i dati di tutti cavi inseriti nel disegno (solo quelli relativi alla
visualizzazione corrente oppure soltanto quelli selezionati manualmente).
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento
della tabella è guidato da un riquadro, delle dimensioni d'ingombro della tabella, che segue lo
spostamento del cursore nell'area del disegno. Dopo aver scelto la posizione viene tracciata la tabella
in cui vengono riportate le somme delle lunghezze dei cavi rilevati.
Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: SOMMACAVI.

Nel caso in cui lo schema sia sviluppato su più disegni e si desideri stampare una tabella riassuntiva
unica, utilizzare la funzione Elenco formazioni cavi (schema). I dati di riferimento verranno letti dal
database comune a tutti i disegni che compongono lo schema.

Elenco cavi totale


La funzione Elenco cavi totale permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti i dati relativi
ai cavi definiti nel file di progetto .UPEX legato al disegno corrente.
Tale procedura traccia una tabella con le stesse modalità della funzione “Elenco cavi del disegno
(estrazione da etichette)” a pagina 508.
Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: ELCAVISCH.

Elenco formazioni cavi (schema)


La funzione Elenco formazioni cavi (schema) permette la tracciatura di una tabella riassuntiva di tutti
i cavi dello stesso tipo utilizzati nel progetto, riportandone la relativa lunghezza. I dati relativi al tipo
di cavo vengono rilevati dal file .UPEX legato al disegno corrente. Tale funzione si avvale di una
finestra di dialogo, che permette la scelta del titolo, dello stile del testo e del carattere da adottare con
le stesse modalità della funzione “Elenco formazioni cavi (disegno)” a pagina 509.
Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: SOMMACAVISCH.

Elenco delle potenze installate


La funzione di somma delle potenze permette la tracciatura di una tabella riassuntiva su cui verranno
riportate tutte le potenze rilevate dallo schema unifilare e dallo schema topografico.
La somma delle potenze verrà effettuata per sigle d'utenza e per ubicazione uguali.
Nel caso in cui venga effettuata questa funzione, in uno schema unifilare, verranno sommate tutte le
potenze assorbite relative alle utenze con sigla uguale. Nel caso questa venga effettuata in uno
schema topografico, verranno sommate tutte le potenze espresse, in kW o in W, nel campo note dei
simboli, suddivise per ubicazione. Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la
selezione della corretta sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione
del titolo, dello stile di testo e del carattere da adottare. È possibile effettuare la selezione delle
510 Distribuzioni
Tipo di posa

potenze tramite uno dei tre metodi offerti: possono essere selezionati tutti i simboli inseriti nel
disegno, solo quelli relativi alla visualizzazione corrente, oppure mediante selezione manuale.
Premendo OK viene richiesta la posizione per tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento della
tabella è guidato da un riquadro, delle dimensioni d'ingombro della tabella che verrà tracciata,
agganciato al cursore nell'area di disegno. Dopo aver scelto la posizione viene tracciata la tabella in
cui vengono riportate le utenze o le zone di ubicazione con le relative potenze assorbite.
Questa funzione si avvia dalla finestra Utilità impianti (comando UTILIMP) o con comando diretto.
Riga di comando: SOMMAPOT.

Elenco pose
Questa funzione è descritta al paragrafo “Elenco delle pose” a pagina 512.

Elenco locali
Questa funzione è disponibile anche in Gestione locali: vedi “Gestione locali” a pagina 437.

Legenda simboli
Questa funzione permette la generazione automatica della legenda simboli, tipicamente indicata
sugli schemi relativi ai piani di posa topografici dell'impianto elettrico. Vedi “Legenda simboli” a
pagina 220.

Elenco cartellini linee di distribuzione


Questa funzione è descritta al paragrafo “Etichettatura con cartellino linee di distribuzione” a
pagina 505.

Elenco cartellini simboli


Questa funzione è descritta al paragrafo “Etichettatura di simboli con cartellino” a pagina 506.

Tipo di posa
iDEA prevede un controllo di compatibilità tra le pose multiple assegnate ad una utenza e quelle
permesse dai condotti attraversati. Nell’assegnare il percorso di condutture in cui transita un’utenza,
una procedura guidata estrae le pose delle varie tipologie di cavidotti e le assegna all’utenza stessa.
Sarà poi il programma di calcolo a scegliere la posa più sfavorevole per il calcolo dei coefficienti di
prossimità.

Verifica della tipologia di posa


Per ogni tipologia di portacavo (condotto) presente in archivio, è impostata una o più pose
compatibili. Quando, ad un condotto, si associa una utenza per la quale è stata scelta una posa diversa
da quelle previste per il condotto, viene visualizzato un messaggio per effettuare la correzione.
Almeno una delle tipologie di posa dell’utenza “LINEA LUCI 1” è incompatibile con il
percorso assegnato. Si desidera correggere le tipologie di posa?

Premendo Si, viene visualizzata la finestra Pose compatibili per tipologia.


Distribuzioni 511
Tipo di posa

Per ognuna delle tipologie di portacavi (condotti) rilevate nel percorso dell’utenza è possibile
scegliere la posa, tra quelle disponibili. Ulteriori pose possono essere aggiunte; una può essere
impostata come predefinita.

Nota. In archivio Portacavi è possibile impostare le pose compatibili per ogni tipo di condotto,
sempre attraverso la finestra Pose compatibili per tipologia. Vedi la guida di riferimento “Commesse
e archivi”, capitolo “Archivi cavetteria”, paragrafo “Portacavi”.
Legenda riepilogativa
Dalla finestra dell’elenco condotti (comando VEDICONDOTTI) è possibile disegnare la legenda per
tipi linea, una tabella in cui sono rappresentati i tipi di linea usati e le descrizioni relative.

Indicazione del tipo di posa


L'indicazione del tipo di posa ha lo scopo di fornire a chi visiona lo schema planimetrico le
informazioni per l’installazione di una conduttura o cavidotto e delle utenze che vi passano.

Come tracciare la rappresentazione del tipo di posa


1. Scegliere Tipo di Posa.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Utenze.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: POSA.
512 Distribuzioni
Tabelle degli elaborati Ampère

2. Selezionare il cavidotto e poi il punto di inserimento in cui tracciare la rappresentazione della


posa nel disegno. Il posizionamento del simbolo è guidato da un riquadro mobile che ne descrive
l'ingombro.

Elenco delle pose


Dopo aver assegnato alle linee di distribuzione della planimetria il tipo di posa previsto, è possibile
tracciare una tabella riassuntiva di tutte le pose, riportante il numero identificativo, la descrizione e
la normativa di riferimento.

Tale funzione si avvale della finestra di dialogo Elenco pose, che permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di
testo e del carattere da adottare.
È possibile effettuare la selezione delle pose scegliendo uno fra i tre metodi offerti. Possono essere
selezionati, infatti, i dati di tutte le pose inserite nel disegno o solo quelle relative alla visualizzazione
corrente oppure soltanto quelle selezionate manualmente.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva.
Come tracciare una tabella con i dati delle pose
1. Scegliere Tabelle e quindi Elenco pose.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.


Barra strumenti: scheda Topografico > gruppo Utilità.
Riga di comando: POSE, UTILIMP.

2. Selezione le etichette da riportare, impostare la configurazione desiderata e premere OK.


3. Indicare la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva.
4. Viene tracciata la tabella in cui vengono riportate le colonne ordinate secondo l'ordine
selezionato nella lista di riepilogo. La prima colonna è riferita al numero della posa, la seconda alla
relativa descrizione e la terza relativa alla normativa a cui fa riferimento la posa.

Tabelle degli elaborati Ampère


Nota. Questa funzione è attiva solo se si dispone di un prodotto linea Ampère.

Alcuni elaborati di stampa del programma Ampère sono riproducibili su tabelle tracciate su un
disegno multifoglio di iDEA.
La funzione Tabelle Ampère, avviabile in iDEA, chiede di selezionare il file delle utenze e visualizza
la medesima finestra di dialogo per la stampa dei documenti usata in Ampère.
Tutte le tabelle sono completamente personalizzabili da parte dell'utente, che può decidere i campi
delle stampe dei vari prodotti che desidera esportare e il relativo layout sul disegno.
È possibile disegnare le seguenti tabelle:
• Potenze impianto
• Cavetteria
• Condotti in sbarra
• Componenti di guasto
• Motori
• Protezioni

Nota. Queste tabelle vanno tracciate su multifoglio.


Distribuzioni 513
Dettaglio ingombro cavi

Come tracciare una delle tabelle di Ampère


1. Aprire uno schema multifoglio esistente o creare un nuovo file in una commessa.

2. Selezionare Tabelle Ampère.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Tabelle.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: TABELLEAMP.

3. Nella finestra di dialogo Apri, selezionare il file di Ampère .UPEX da rappresentare.


4. Viene visualizzata la finestra di dialogo Documentazione di progetto: nella scheda Stampe
selezionare la tabella che si desidera tracciare.
5. Nella scheda Zone - Quadri - Utenze è possibile selezionare le zone, i quadri e le utenze da
considerare.
6. Selezionare il pulsante Tabella per avviare la tracciatura della tabella.
7. Nella finestra di dialogo Multifoglio è possibile indicare il titolo del nuovo foglio. Premere OK
per inserire il foglio automaticamente e tracciare la tabella.
8. La tabella viene inserita in automatico nel nuovo foglio; se necessario saranno automaticamente
creati nuovi fogli.

Aggiornamento delle tabelle


Per aggiornare le tabelle presenti nel disegno corrente, successivamente alla modifica delle utenze,
è possibile utilizzare il comando Aggiorna tabelle: vedi “Aggiorna tabelle” a pagina 82.

Personalizzazione delle tabelle


Per accedere alle opzioni di personalizzazione delle tabelle in ambiente grafico accedere alla scheda
Tabelle in Preferenze ambiente grafico, Per ulteriori informazioni vedi “Personalizzazione delle
tabelle multifoglio” a pagina 777.

Dettaglio ingombro cavi


Dopo aver definito le utenze del progetto e assegnato il percorso dei cavi nei canali disegnati nel
topografico è possibile realizzare una rappresentazione grafica della sezione di un canale e la
disposizione dei cavi che vi passano all’interno. La rappresentazione dell’ingombro dei cavi
all’interno del cavidotto risulta utile al progettista che intenda specificare al cablatore dove posare
ogni cavo all’interno di canali provvisti di setti separatori, per evidenziare percorsi riservati a diversi
livelli energetici, o per indicare le esatte sequenze di fase dei conduttori. In base al condotto
selezionato il programma propone la lista dei cavi multipolari e unipolari che risultano passanti
all’interno. Dai dati del condotto determina una sagoma della sezione del canale, proporzionata alle
dimensioni reali, che potrà essere posizionata nel disegno. Oltre al disegno della sezione sono
riportati, nei pressi, il nome identificativo del condotto, le misure e il codice materiale del prodotto.
All’interno della sagoma si potranno disegnare eventuali separatori e poi disporre le sagome di tutti
i conduttori proposte dal programma.
Come avviare la rappresentazione del dettaglio ingombro cavi
1. Scegliere il comando Dettaglio ingombro cavi.

Menu: Impianti>Condotti.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Utenze.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: RCAVI.

2. Selezionare la linea del cavidotto di cui rappresentare l’ingombro in un punto desiderato.


514 Distribuzioni
Dettaglio ingombro cavi

La finestra Dettaglio ingombro cavi, riporta i dati del cavidotto selezionato: l’identificativo, il
codice, il numero di elementi, la descrizione e le misure desunte dall’archivio Portacavi. Nella griglia
sottostante sono elencati i cavi passanti nel cavidotto: per ognuno è specificato il nome dell’utenza,
se il cavo è Unipolare o Multipolare, la formazione, la designazione e la sezione massima di
ingombro desunte dall’archivio Cavi.

Una icona nella prima colonna indica lo stato del cavo.


• L’icona OK indica che i dati del cavo sono reperibili nell’archivio Cavi e si può procedere alla
rappresentazione dell’ingombro.
• Dopo l’inserimento sul disegno della sagoma, viene posta l’icona della casella spuntata.
• Nel caso la designazione del cavo indicato nelle utenze non venga trovata in archivio Cavi, il
programma considera un cavo con la stessa formazione e visualizza l’icona con l’OK e il punto
esclamativo.
• Nel caso la formazione del cavo indicato nelle utenze non venga trovata in archivio Cavi, il
programma visualizza l’icona con il solo punto esclamativo e non permette la rappresentazione della
sagoma di ingombro per la mancanza dei dati necessari.
Come rappresentare il dettaglio ingombro cavi
1. Nella finestra Dettaglio ingombro cavi, scegliere Inserisci cavidotto e posizionare in un punto
qualsiasi del disegno il blocco sagoma della sezione del cavidotto.
2. Se il condotto è suddiviso in comparti, la sagoma del condotto risulterà suddivisa in tante sezioni
quanti sono i comparti stessi. La dimensione del comparto risulterà pari a quanto definito in Archivio
portacavi e guide (vedi “Gestione dei comparti” a pagina 485). Per ogni comparto viene inserito un
testo riportante la funzione associata al comparto stesso. Se per il condotto non sono definiti dei
comparti in archivio è sempre, ovviamente, possibile disegnare manualmente i setti separatori dentro
la sagoma del condotto stesso.
3. Alla riapertura della finestra selezionare una o più utenze in lista (per la selezione multipla tenere
premuto il tasto CTRL o SHIFT sulla tastiera) e premere Inserisci cavi.
4. Posizionare all’interno della sagoma del cavidotto i blocchi sagoma dei cavi. Se per i cavi viene
specificato un particolare comparto del condotto (vedi colonna Comparto nella lista utenze della
finestra) prestare attenzione a inserire il cavo all’interno del comparto corretto nella sagoma del
condotto.
Distribuzioni 515
Dettaglio ingombro cavi

Oltre al numero di indice, la sagoma di ogni conduttore riporta i seguenti dati: Sigla utenza,
Formazione, Designazione e Fase. È possibile visualizzare o meno tali attributi con Utilità attributi
(comando DDA o UTILATT).
In particolare, per i cavi unipolari può essere utile riportare la fase del conduttore per sottolineare la
giusta sequenza di posa.
Se per il canale sono stati definiti i comparti essi vengono disegnati e identificati con la loro funzione.

Tabella riassuntiva
Dopo aver composto la rappresentazione grafica del riempimento del cavidotto, è possibile tracciare
una tabella che riassuma le caratteristiche dei conduttori, identificati nel grafico per mezzo di un
indice. Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta
sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione del titolo, dello stile di
testo, delle dimensioni e del carattere da adottare. Premendo OK viene richiesta la posizione per
tracciare la tabella riassuntiva.

Tracciatura su un altro disegno


È possibile tracciare la rappresentazione del dettaglio d’ingombro cavi anche su un file di disegno
diverso da quello in cui è disegnato il condotto. È possibile ad esempio tracciare tutte le
rappresentazioni su un apposito disegno planimetrico o anche su un disegno multifoglio. Procedere
come segue.

1. Nel disegno dell’impianto avviare il comando Dettaglio ingombro cavi come visto in
precedenza.
2. Selezionare la linea del cavidotto di cui rappresentare l’ingombro in un punto desiderato.
516 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti

3. Mantenendo aperta la finestra Dettaglio ingombro cavi, aprire a video il disegno in cui effettuare
la rappresentazione. Per creare un nuovo disegno eseguire il comando COMMESSE.
4. Per Inserire un foglio eseguire il comando FOGLI. È possibile inserire un foglio planimetrico
per disporre tutte le rappresentazioni su un unico foglio, oppure è possibile anche creare un
multifoglio e riportare una rappresentazione per foglio.
5. Effettuare la rappresentazione come spiegato in precedenza.
6. Ripetere la procedura per altri canali.

Gestione dei comparti nei condotti


La gestione dei comparti nei condotti permette di stabilire come le linee elettriche sono posate
all’interno dei condotti.
La definizione dei comparti permette:
• la valutazione automatica dei circuiti in prossimità nel calcolo elettrico effettuato in Ampère;
• la rappresentazione affinata dell’ingombro cavi;
• la specificazione del calcolo dello stipamento dei condotti;
• il conteggio dei materiali relativi ai setti separatori di condotto e il riporto in computo metrico
e distinta materiali.

Definizione dei comparti per i condotti in archivio


L'archivio Portacavi e guide contiene tutti i dati relativi ai sistemi portacavi che si possono utilizzare
per il disegno dei condotti nello schema topografico di un impianto elettrico. Anche la gestione dei
comparti dei condotti si basa sui dati caratterizzanti il condotto utilizzato che sono stati definiti
nell’archivio Portacavi e guide.
Per accedere all’archivio Portacavi e guide in iDEA avviare Cavetteria dalla barra multifunzione
Preventivazione (comando CAVETTERIA).

Note. La definizione dei comparti è attiva solamente per i soli elementi di tipo rettilineo non circolari
(ad es. canaline, passerelle, ecc.).

Nella finestra di modifica dei dati di un portacavo è ora presente la pagina di definizione dei comparti
in cui è possibile modificare i seguenti dati.

N° di comparti: numero massimo di comparti disponibili per il condotto.


Distribuzioni 517
Gestione dei comparti nei condotti

Sezione del condotto occupata: (per ogni comparto) percentuale della sezione utile del condotto
occupata dal singolo comparto.
Comparto realizzato tramite accessorio separatore: (per ogni comparto) apponendo la spunta alla
casella si indica che il comparto viene creato inserendo nel condotto l’accessorio separatore.
Accessorio separatore: codice dell’accessorio separatore, selezionabile da Archivio materiali, che
serve a dividere in comparti separati il condotto.

Nota. Per ulteriori informazioni sull’archivio Portacavi e guide vedi la guida “Commesse e archivi”
al capitolo “Archivi cavetteria”.

Gestione dei comparti per i condotti disegnati


Per ognuno dei condotti disegnati nel disegno (comando DISCONDOTTO) e aventi le caratteristiche
per cui è possibile prevedere dei comparti all’interno, tramite la finestra di modifica dei condotti sarà
possibile stabilire se e come configurare ogni comparto.
Per accedere alla finestra di modifica dei condotti tracciati nel disegno corrente avviare la funzione
Modifica condotto (comando MODCONDOTTO) e selezionare i tratti del condotto da editare.

La finestra di modifica dei dati condotto propone, nel riquadro superiore, la lista di tutti gli elementi
che compongono il condotto selezionato, suddivisi in Elementi rettilinei ed Elementi di giunzione,
raccordo, chiusura. Selezionando in lista uno di questi elementi è possibile scegliere l’articolo di
Archivio portacavi e guide che lo definisce.

Inoltre, per ogni condotto è possibile accedere alla pagina Comparti in cui impostare i dati dei
comparti previsti in archivio per il condotto selezionato. Se il condotto selezionato non prevede
comparti, in lista comparirà comunque un unico comparto che occupa, ovviamente, tutta la sezione
del condotto.
518 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti

Nella pagina Comparti è possibile scegliere se attivare o meno l’uso dei comparti apponendo o meno
la spunta all’opzione Abilita l’uso dei comparti per questo condotto. Nel caso in cui l’uso dei comparti
non sia abilitato, il condotto verrà considerato come non compartimentato, indipendentemente da
quanto definito in archivio. Per ogni compartimento è possibile definire le seguenti caratteristiche.
Funzione del comparto
La funzione del comparto, che deve essere univoca per tutti i comparti del condotto, caratterizza ogni
comparto del condotto per stabilire quali cavi vi possano essere alloggiati. Il dato funzione del
comparto si rivela importante nello stabilire la prossimità fra due utenze che transitano all’interno
dello stesso condotto; se il condotto presenta due o più comparti, due utenze si considerano in
prossimità se condividono lo stesso comparto. Per ottenere questo accoppiamento, oltre a definire la
funzione di ogni comparto, all’atto dell’inserimento dati delle utenze si dovrà indicare per ognuna
la funzione, in modo che quando si procede all’infilaggio delle utenze in un condotto ognuna sia
associata automaticamente al comparto di pertinenza. Ne consegue che il calcolo delle linee
effettuato con il programma Ampère elabora il coefficiente di prossimità delle linee in base a quante
utenze sono associate allo stesso comparto in un condotto. Con lo stesso criterio viene eseguito anche
il calcolo del coefficiente di stipamento in ambiente grafico.

La funzione del comparto può essere digitata o scelta nella lista a discesa, fra le funzioni predefinite
previste in Preferenze ambiente grafico , alla scheda Impianti (comando EGPREF, vedi “Impianti -
Simboli e linee di distribuzione” a pagina 767).

Comparto in uso/non utilizzato


Per ognuno dei comparti previsti in archivio, tramite la casella di spunta Comparto in uso, si dichiara
che si intende inserire nel condotto l’accessorio separatore e quindi costituire il comparto. Se la
casella non viene spuntata si considera non inserito il separatore e quindi il comparto non viene
costituito.
Distribuzioni 519
Gestione dei comparti nei condotti

Accessorio separatore
È possibile indicare il codice dell’accessorio separatore prelevandolo in Archivio materiali. Il dato
risulta già precompilato in base al condotto selezionato.
Tramite il controllo Quantità è sempre possibile stabilire il numero di accessori separatori inseriti nel
condotto, qualora esso si unitario ma anche quando la separazione dei comparti viene effettuata
utilizzando più elementi montati in serie. Gli accessori separatori, nella quantità indicata, verranno
conteggiati nelle esportazioni verso Sigma (computo metrico) e Tabula (distinta materiali).

Definizione del comparto di posa per le utenze


Ogni linea (utenza) infilata in un condotto viene posata nel comparto di pertinenza quando nei dati
dell’utenza è stato indicato quale è tale comparto.
Per accedere ai dati delle utenze avviare la finestra di gestione Rete elettrica (comando RETI), con
l'elenco delle utenze dello schema. Per modificare una utenza usare il comando Modifica.
La scelta del comparto si effettua nella scheda Linea, compilando la casella Comparto condotto.

Comparto condotto: selezionare o digitare la funzione del comparto di condotto di posa dell’utenza.
Se la funzione comparto viene definita, l’utenza, nel suo percorso attraverso i condotti, verrà
considerata come giacente nel comparto di funzione assegnata. Si ricorda che sono considerate in
prossimità due utenze appartenenti solo allo stesso comparto.

Criteri di associazione delle linee ai comparti


Se è stato assegnato il comparto ad una utenza, la procedura che provvede ad associare in automatico
un percorso grafico alle utenze (Associa un percorso grafico lungo un condotto) discriminerà fra tutti
i percorsi dei condotti possibili, quello migliore che abbia almeno un tratto (almeno il 10% della
lunghezza) caratterizzato da un comparto di funzione pari a quello definito per l'utenza.

Nota. Come sopra detto, una utenza “preferenzialmente” attraversa un condotto nel comparto ad
essa associato. Se tale comparto non è presente, ecco come viene associata ad uno dei comparti
esistenti:
• se il condotto non ha i comparti abilitati, lo si intende composto da un unico comparto di
funzione non definita; tutte le utenze transitano di là;
• se un condotto ha i comparti definiti ma non quello associato all'utenze allora l'utenza viene
assegnata al comparto con funzione non definita (vuota), se presente, in alternativa viene assegnato
al primo comparto disponibile.
520 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti

Dettaglio ingombro cavi


Dopo aver definito le utenze del progetto e assegnato il percorso dei cavi nei canali disegnati nel
disegno planimetrico è possibile realizzare una rappresentazione grafica della sezione di un canale
e la disposizione dei cavi che vi passano all’interno. La rappresentazione dell’ingombro dei cavi
all’interno del cavidotto risulta utile al progettista che intenda specificare al cablatore dove posare il
cavo all’interno di canali provvisti di setti separatori, per evidenziare percorsi riservati a diversi
livelli energetici, o per indicare le esatte sequenze di fase dei conduttori. In base al condotto
selezionato, il programma propone la lista dei cavi multipolari e unipolari che risultano passanti
all’interno. Dai dati del condotto determina una sagoma della sezione del canale, proporzionata alle
dimensioni reali, che potrà essere posizionata nel disegno. Se per il canale sono stati definiti i
comparti essi vengono disegnati e identificati con la loro funzione. Sono inoltre riportati il nome
identificativo del condotto, le misure e il codice materiale del prodotto. All’interno della sagoma si
potranno disegnare eventuali separatori e poi disporre le sagome di tutti i conduttori proposte dal
programma.

La funzione Dettaglio ingombro cavi, si avvia dalla barra multifunzione Impiantistica o con il
comando RCAVI. Per ulteriori informazioni vedi “Dettaglio ingombro cavi” a pagina 513.

Controllo del coefficiente di stipamento


La funzione per il controllo del Coefficiente di stipamento di un condotto in cui si sono posate delle
linee specifica la verifica per ognuno dei comparti definiti nel condotto.
Se il condotto è suddiviso in comparti, allora la verifica sul coefficiente di stipamento viene eseguita
per ogni singolo comparto e la tabellina viene suddivisa in tante sezioni quanti sono i comparti propri
del condotto stesso.

Se i comparti non sono specificati la rappresentazione è globale.


Distribuzioni 521
Gestione dei comparti nei condotti

La funzione Verifica stipamento si avvia dalla barra multifunzione Impiantistica o con il comando
INGOMBRO. Per ulteriori informazioni vedi “Controllo del coefficiente di stipamento” a
pagina 498.

Tabelle
Anche le seguenti tabelle, che si ottengono da Lista condotti (comando VEDICONDOTTI)
presentano la colonna comparto dei condotti:
• Tabella percorso cavi.
• Tabella percorso cavi sintetica.
522 Distribuzioni
Gestione dei comparti nei condotti
21
Reti

In questo capitolo verranno descritte le funzioni utilizzabili per la definizione e la gestione delle reti
elettriche, reti dati in cablaggio strutturato e reti di cavi in un impianto di automazione industriale.

Reti

Nozioni di base
L’interfaccia Reti rappresenta il centro operativo per effettuare l’infilaggio automatico dei cavi di
impianto nei condotti portacavi definiti.
Tale infilaggio deriva fondamentalmente dall’analisi del reticolo dei condotti ed i relativi elementi
discreti di passaggio (quadri, scatole, cassette di derivazione, punti presa), che viene coniugato con
la rete di collegamenti e cavi definiti per l’impianto stesso.
La definizione e l’infilaggio dei cavi è suddivisibile in tre fasi principali.
1. Inserimento dei simboli che rappresentano i quadri di distribuzione, le cassette di derivazione ed
eventualmente tutte le relative terminazioni elettriche (prese, interruttori, corpi illuminanti).
2. Stesura del reticolo portacavi. Mediante il disegno dei condotti (comando DISCONDOTTO) è
necessario rappresentare tutte le condutture e giunti atte ad accogliere i cavi dell’impianto.
3. Una volta definita la rete elettrica con i cavi di connessione, ad esempio progettata con Ampère,
è essenziale associare tutti i punti di passaggio ai simboli grafici presenti sulla planimetria.

In tal modo il programma è in grado di procedere con l’infilaggio dei cavi sfruttando i percorsi più
idonei che connettono i relativi punti di passaggio lungo le condutture appropriate.
L’operazione di infilaggio consente anche di:
• associare in modo agevole le lunghezze dei cavi e delle linee di distribuzione, necessarie per il
corretto computo dei cavi e per il dimensionamento della rete elettrica;
• nel caso di linee di distribuzione a sbalzo, il programma permette di assegnare automaticamente
la lunghezza dalla testa montante;
• aggiornare i circuiti di prossimità;
• eseguire la verifica globale dello stipamento di tutti i tratti di portacavi, individuando
immediatamente la presenza di elementi condotti sottodimensionati.

Per la gestione reti sono utili le tecniche di disegno dell’impianto elettrico topografico illustrate nei
seguenti paragrafi:

• “Disegno dell’impianto orientato ai simboli”: vedi pagina 571.

• “Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso”: vedi pagina 575.

Avvio dell’interfaccia Reti


La gestione reti si opera nella finestra Reti.
524 Reti
Rete elettrica

Come avviare l’interfaccia Reti


• Selezionare Reti.

Menu: Impianti>Linee di distribuzione>Reti.


Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Utenze.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: RETI.

L’interfaccia grafica principale Reti è suddivisa in schede e ciascuna scheda rappresenta una
tipologia di rete. Le reti a disposizione sono:
• rete elettrica
• rete ausiliaria
• rete dati (cablaggio strutturato)
• rete EVAC (sistemi di evacuazione sonora/vocale in caso di emergenza)
• rete antincendio
• rete TV/SAT
• rete di cablaggio macchina

Ogni rete è rappresentata come l’albero dei punti di passaggio dei cavi, in particolare gli armadi o
quadri di distribuzione e i punti terminali.
Quando i simboli sono correttamente associati ai nodi e il reticolo portacavi correttamente disegnato,
la selezione di un nodo provoca l’evidenziazione nel disegno dei condotti in ingresso a tal nodo. Se
il nodo selezionato è un quadro verranno evidenziati i percorsi dei cavi dai quadri di partenza al
quadro selezionato. Se il nodo selezionato è un carico terminale verrà evidenziato il percorso dal
quadro di appartenenza del carico a tutti i simboli terminali associati.

Attenzione. L’evidenziazione dei percorsi è un'anteprima, nessuna modifica viene effettuata se non
viene avviata la procedura di salvataggio (vedi “Salva” a pagina 528).

Rete elettrica
L’interfaccia Reti - Rete elettrica permette di aprire e manutentare una rete elettrica generata con
Ampère (modulo opzionale). In tal modo si ha a disposizione la potenza del programma di calcolo.
In assenza del modulo Ampère i comandi di gestione reti permettono di realizzare e risolvere con
potenzialità ridotte reti elettriche radiali.
La rete elettrica evidenzia i seguenti nodi.
• Fornitura. Rappresenta il nodo di partenza della rete elettrica. Con Ampère è possibile definire
più forniture, in tal caso il numero di nodi fornitura corrisponderà con quello delle forniture definite
nel programma di calcolo.
• Quadri. Quadri di distribuzione, armadi e cassette, aventi ciascuna la propria sigla distintiva,
vengono rappresentati come nodi intermedi dell’albero. Il quadro deve essere associato ad uno e un
solo simbolo grafico sul disegno.
• Montanti. Le linee a sbalzo sono tipicamente connesse ad un quadro. Tale elemento può a sua
volta essere connesso ad altri quadri o carichi terminali. L’associazione in disegno va effettuata con
un simbolo che rappresenta la testa terminale della linea. Questo permette al programma di estrarre
correttamente la lunghezza totale della linea.
• Carico terminale. Il carico terminale può essere rappresentato sul disegno da uno o più
simboli. Più carichi possono essere rappresentati dal medesimo simbolo. Una funzione permette di
estrarre e decifrare la potenza dagli attributi di tali simboli. Un insieme di apparati comandati dallo
stesso collegamento (insieme di interruttori e corpi illuminanti relativi, ad esempio) deve essere
raggruppato dallo stesso attributo comando. In tal modo il programma è in grado di risolvere il
relativo schema di collegamento e permette di assegnare automaticamente lo stesso carico terminale
a tutti gli elementi del gruppo.
Reti 525
Rete elettrica

La figura seguente mostra la rete elettrica dell’impianto di un appartamento da 250mq (esempio


Imp_elettrico_app_250 [Link] disponibile all’interno della cartella degli esempi Impianti il cui
percorso è c:\ProgramData\Electro Graphics\R2024\Common\Sample\Impianti\).

Alla fornitura Bassa tensione è connesso il quadro Q1 da cui dipartono le linee elettriche dei carichi
terminali rappresentate con le restanti righe in griglia. I dati sono letti dal progetto calcolato con
Ampère e correlato al disegno.
Quella visibile in figura è una rete in cui è già stata effettuata la connessione delle linee ai simboli
(tutti gli elementi riportano l’icona led verde nella prima colonna), il calcolo e il salvataggio della rete
nel disegno.

Funzioni di gestione della rete elettrica


Segue la specifica delle funzioni di gestione della rete elettrica e di seguito un esempio operativo.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con le relative linee di distribuzione
associate vengono interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di
sincronizzazione avviene automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la
procedura di infilaggio cavi.
Nuovo quadro
Crea un nuovo elemento quadro sotto l’elemento selezionato. L’elemento selezionato deve essere
una fornitura, una linea a sbalzo oppure un altro quadro. Se tali condizioni sono soddisfatte vengono
generate due utenze: una linea di partenza dal quadro di origine (collegata al generale di quadro, con
un cavo e protetta da protezione), e un nuovo generale di quadro, senza protezione, a cui viene
assegnata una nuova sigla incrementale. Se l’elemento di partenza è la fornitura viene generata
solamente l’utenza generale di quadro. L’utente può variare in un secondo momento le caratteristiche
elettriche di ciascun elemento creato.
Nuovo montante
Crea una nuova partenza per una linea a sbalzo sotto l’elemento selezionato, che deve essere
necessariamente un elemento quadro. Il simbolo grafico da associare a tale elemento per una corretta
interpretazione del reticolo portacavi è l’elemento di terminazione (reale o ipotetico) della linea a
sbalzo.
Nuovo carico
Crea un nuovo carico terminale sotto l’elemento selezionato. L’elemento selezionato deve essere un
quadro o una linea a sbalzo. L’utenza viene creata con una sigla univoca. I dati di potenza e
526 Reti
Rete elettrica

descrizione primaria dell’utenza possono essere editati direttamente sulla griglia. La modifica di tutti
gli altri dati elettrici è invece demandata al comando di modifica.
Modifica
Avvia la modifica dei dati elettrici dell’elemento selezionato. La finestra visualizzata è quella di
modifica Dati utenza usata anche nelle altre funzioni di modifica utenze: vedi “Utenze elettriche” a
pagina 533.

Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento quadro la finestra di dialogo visualizza i dati
dell’utenza del cavo in arrivo al quadro stesso. Il cavo in arrivo a un quadro non appartiene al quadro
stesso ma a quello a monte. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è
presente un cavo a monte.

È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.

fare clic qui e...

...trascinare
fino a qui.

La modifica di un elemento si avvia anche con doppio clic sulla riga relativa.
Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Copia dati di posa e il codice cavo assegnati da una utenza ad un’altra
I comandi Copia dati di posa e cavo e Incolla dati di posa e cavo si possono eseguire dal menu che
si apre con il clic destro dopo aver selezionato l’utenza nella griglia. Il comando Incolla è abilitato
anche con selezione multipla.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Pannello cavi in entrata
La griglia sottostante la lista della rete elettrica riporta la lista di cavi considerati in “entrata” al
quadro selezionato. Tale griglia permette, sia la visualizzazione che l’editazione di tutte le utenze in
arrivo al quadro e pertanto è utile quando ci sono più utenze definita. Nel caso l’utenza sia unica è
lo stesso usare il comando Modifica presente nella barra degli strumenti.
Il bottone Edita cavo, posto nella prima colonna, avvia la modifica dei dati elettrici della linea
selezionata. La finestra visualizzata è quella di modifica Dati utenza usata anche nelle altre funzioni
di modifica utenze: vedi “Utenze elettriche” a pagina 533.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile solo nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse
quando si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di Zona e Quadro.
Reti 527
Rete elettrica

Modifica generale di quadro


Se si desidera modificare i dati dell’utenza generale di quadro è sufficiente premere il pulsante
relativo direttamente sulla riga della griglia: Modifica generale di quadro.

Nel caso in cui l’elemento selezionato sia un quadro con questo comando è possibile modificare i dati
elettrici dell’utenza che rappresenta il generale di quadro (arrivo al quadro).
I pulsanti di modifica sono disponibili anche nel menu contestuale.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.

Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Un quadro e un montante (elementi di distribuzione) sono associabili ad un solo simbolo grafico; non
è pertanto possibile associare più quadri ad un simbolo o più simboli ad un quadro. La riassegnazione
del simbolo scollega eventuali simboli associati precedentemente.
Il simbolo da associare a un montante deve essere quello che rappresenta la terminazione effettiva
sul topografico di impianto della linea a sbalzo.
Un’utenza terminale (carico) è invece associabile ad uno o più simboli grafici.
Inoltre più utenze terminali possono essere associate al medesimo simbolo. Se un’utenza terminale
viene associata ad un simbolo che in libreria simboli è stato definito come terminazione si potranno
elaborare le connessioni unipolari terminali. In questo caso il simbolo selezionato apparterrà a un
gruppo, quindi abbiamo più simboli associati e una finestra di dialogo chiederà di estendere la
selezione a tutto il gruppo. Confermare tale richiesta. Per ulteriori informazioni vedi “Gestione delle
connessioni terminali” a pagina 562.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad uno o più simboli (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.

Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’eliminazione è in realtà soggetta a varie
limitazioni: l’elemento da eliminare non deve avere elementi sottostanti e non devono essere presenti
collegamenti di tipo parallelo o anelli tra le utenze.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
528 Reti
Rete elettrica

Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi da un'utenza terminale.
Calcola
Per il calcolo corretto dello stipamento l’assegnazione delle formazioni cavi è essenziale.
L’assegnazione può avvenire assegnando manualmente i cavi da archivio in ambiente grafico o
mediante questo comando, che avvia il calcolo della rete elettrica. In particolare vengono propagate
le potenze delle utenze terminali nelle utenze della magliatura e vengono assegnate le sezioni
automatiche (formazione dei cavi) sulla base dell’ottimizzazione della caduta di tensione.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio delle utenze nei condotti. I dati relativi alle
linee di distribuzione vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano
i canali portacavi. Per ciascuna linea di distribuzione i tratti di condotti vengono scelti individuando
il percorso più breve che congiunge i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della
linea stessa. Il cavo o i cavi che congiungono due quadri, ad esempio, vengono stipati nelle
canalizzazioni che uniscono i simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
Seguono alcune note importanti.
• La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè
quella di Rete elettrica. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla Rete elettrica.
Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti
aventi la destinazione d’uso adeguata.
• Il programma informa in fase di salvataggio se due simboli, pur essendo da unire con un cavo e
presenti sul disegno, non sono raggiungibili con alcun canale portacavi tracciato. In tal caso
verificare, eventualmente con un punto di vista 3D assonometrico, la vicinanza degli estremi dei
condotti ai simboli e la loro destinazione d’uso.
• Un’utenza terminale può essere distribuita su più simboli grafici. In assenza di terminazioni
elettriche specifiche (vedi “Gestione delle connessioni terminali” a pagina 562) il cavo relativo viene
stipato su tutti i percorsi dal quadro di appartenenza ai simboli rappresentanti i simboli terminali.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi, manualmente o automaticamente con il comando Calcola.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità - Cambia file utenze correlato
L’utilità Cambia file utenze correlato dà la possibilità di selezionare il file utenze .UPEX da correlare
allo schema corrente.
Utilità - Vedi terminazioni di un simbolo
Vedi “Gestione delle connessioni terminali” a pagina 562.
Utilità - Visualizza marcatori sintetici
Avvia la compilazione automatica dei marcatori sintetici in tutte le tratte del disegno. Vedi
“Marcatori di contenuto delle tratte di condotto” a pagina 568.
Reti 529
Rete elettrica

Utilità - Anteprima magliatura


Apre la finestra della magliatura della rete, l’interfaccia in cui si può procedere al collegamento delle
utenze per definire la magliatura della rete elettrica. Questa operazione è equivalente all’operazione
di magliatura che si effettua nel programma di calcolo Ampère, da cui deriva l’efficace ed intuitiva
interfaccia che consente di realizzare la struttura radiale ad albero della rete.
Utilità - Aggiorna informazioni simboli
Quando un quadro viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a zona e quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Allo stesso modo quando una o più utenze terminali
vengono associate ad un simbolo grafico, la lista delle sigle utenze viene riportata negli attributi del
simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante questo comando è possibile riportare le
modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Leggi potenza dai simboli
Le potenze delle utenze terminali vengono aggiornate con i valori di potenza o corrente che sono
presenti nell’attributo Dati tecnici (etichetta NOTEC) dei simboli grafici associati.
Per ogni simbolo associato alle utenze della rete elettrica, viene letta la potenza indicata nell’attributo
Dati tecnici; in caso sia indicata la corrente la potenza viene calcolata.

Nota. Le potenze devono essere precompilate nell’attributo Dati tecnici dei simboli con
l'indicazione di W, kW o A.

La funzione Leggi la potenza dai simboli dell’utenza, applica alla potenza letta nei simboli dei
coefficienti di utilizzo predefiniti, al fine di calcolare una potenza totale coerente. Per modificare i
coefficienti di utilizzo accedere a Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Impianti -
Coefficienti di utilizzo” a pagina 771).
Utilità - Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Spostando o rinominando il file di calcolo utenze UPEX collegato ad un topografico d’impianto
viene meno il collegamento tra le utenze nel disegno e le utenze nel file di calcolo. Lo stesso accade
se le utenze sono calcolate in un multiprogetto e vengono spostate tra i vari file UPEX.
Per tutte le situazioni in cui si deve aggiornare il collegamento iniziale esiste una utilità di modifica
manuale dei riferimenti esterni.
La finestra di dialogo visualizzata dalla funzione Risolvi incongruenze con i file utenze associati,
elenca tutte le utenze disegnate e specifica, per ognuna, i file di riferimento di origine. Se tale file non
è attualmente disponibile l’utenza viene marcata con un punto esclamativo rosso a sinistra; a questo
punto è possibile selezionare l’utenza (o anche più contemporaneamente) e selezionare il nuovo file
UPEX di riferimento. Confermando con OK il programma ripristina i collegamenti mancanti.
Utilità - Verifica coerenza tra pose e condotti
Avvia un controllo di compatibilità tra le pose assegnate ad ogni linea di distribuzione e quelle
permesse dai condotti attraversati.
In archivio Portacavi è possibile impostare le pose compatibili per ogni tipo di condotto, attraverso
la finestra Pose compatibili per tipologia.
Per ulteriori informazioni vedi “Portacavi”, capitolo “Archivi cavetteria” della guida di riferimento
“Commesse e archivi” e “Tipo di posa” a pagina 510.
Utilità - Verifica correttezza intersezioni portacavi
Talvolta, se il riporto grafico dei canali portacavi viene effettuato con uno strumento diverso da Di-
segno condotto (ad esempio con operazioni di copia e incolla di un tratto di circuito), il mancato ta-
glio dei segmenti non consente una corretta individuazione delle tratte per l'infilaggio dei cavi. La
funzione Verifica correttezza intersezioni portacavi, permette di individuare le intersezioni tra i por-
tacavi tracciati e, se necessario, tagliare i tratti rettilinei in prossimità delle intersezioni, in modo da
identificare precisamente gli stacchi.
530 Reti
Rete elettrica

Il condotto montante
Nel condotto montante
è correttamente segmentato
non sono definiti gli stacchi
e può avvenire l’infilaggio
cavi nelle lampade

Utilità - Rinomina quadro


Permette di modificare l’identificazione di zona e quadro di un elemento.
Il comando è presente anche in menu contestuale.
Utilità - Opzioni
Attiva la finestra Preferenze ambiente grafico - Impianti.

Avvertimenti della fase di salvataggio


La procedura di salvataggio della rete elettrica sul disegno, attraverso una finestra di dialogo
dedicata, evidenzia errori e incongruenze rilevate durante l’analisi della rete. Alcuni messaggi
permettono, attraverso un doppio clic, di posizionarsi sull’origine del problema.
Percorso <Elemento 1> - <Elemento 2> non trovato.

Tra due simboli assegnati e collegati elettricamente non è stato trovato nessun percorso formato da
condotti. Verificare la destinazione d’uso dei condotti tracciati e la vicinanza delle estremità con i
simboli, aiutandosi eventualmente con una vista assonometrica 3D.
Partenza impropria per l'arrivo al quadro <Elemento>.

Nella rete elettrica definita in Ampère non è stata definita un utenza con cavo assegnato collegata dal
quadro di partenza esclusivamente al generale di quadro in questione
Elemento <Elemento> associato erroneamente a più blocchi.

Un quadro di distribuzione deve essere associato ad uno ed un solo simbolo grafico. Al contrario un
carico terminale può essere associato a più simboli.
Nessuno schema di collegamento trovato per il gruppo comando <Comando>
dell'utenza <Utenza>.

Il gruppo di simboli grafici di un particolare comando non ha trovato alcuna corrispondenza con gli
schemi di collegamento definiti in archivio.
Nessun elemento portacavi di destinazione adeguata connesso al simbolo
<Elemento>.

Nell’intorno del simbolo in questione non sono stati trovate estremità di condotti.
Reti 531
Rete elettrica

Esempio operativo
Segue un esempio operativo che riassume brevemente la procedura per il cablaggio di una rete
elettrica.

Nota. Come già indicato, per la stesura esecutiva della rete elettrica è opportuno attenersi ai seguenti
punti.
• Disegno dei condotti orientata ai simboli (vedi “Disegno dell’impianto orientato ai simboli” a
pagina 571).
• Destinazioni d’uso ben definite anche per i comparti. Assicurarsi che la destinazione d’uso dei
condotti destinati alla rete elettrica sia Rete elettrica oppure Multipla con opzione Rete elettrica
attiva; Nel caso di comparti è buona norma assegnare la destinazione d’uso al comparto in cui si
desidera stipare i cavi. In tal modo l’infilaggio automatico dispone i cavi nel comparto assegnato
consentendo il calcolo dello stipamento automatico e preciso (vedi “Infilaggio automatico dei cavi
secondo la destinazione d’uso” a pagina 575).

1. Definire la rete elettrica sfruttando il programma di calcolo Ampère o i comandi disponibili nella
finestra Rete elettrica.
2. Nel disegno del topografico d’impianto inserire i simboli che rappresentano i quadri di
distribuzione dell’impianto elettrico e le cassette di derivazione dei carichi terminali.
3. Disegnare i condotti (comando DISCONDOTTO) che congiungono le scatole e i quadri. Si
consiglia il disegno orientato ai simboli per un aggancio agevolato alle elevazioni di inserimento dei
simboli grafici (vedi “Disegno dell’impianto orientato ai simboli” a pagina 571). Assicurarsi che la
destinazione del condotto sia Rete elettrica oppure Multipla con Rete elettrica attiva. Nel caso di
comparti è buona norma assegnare la destinazione d’uso al comparto in cui si desidera stipare i cavi.
In tal modo l’infilaggio automatico dispone i cavi nel comparto assegnato consentendo il calcolo
dello stipamento automatico e preciso.
4. Avviare la finestra Rete elettrica (comando RETI).
5. Se non è stata definita una rete elettrica occorre generare i quadri di distribuzione e le utenza
terminali: usare i comandi Nuovo quadro e Nuovo carico.
6. Mediante il comando Seleziona oggetti a fianco di ogni elemento definito nella rete, associare
il simbolo corrispondente nel disegno.

7. Premere Salva per procedere all’analisi e infilaggio dei cavi.

Dopo l’elaborazione della rete elettrica sarà possibile effettuare l’anteprima dello stipamento dei
condotti del disegno; tramite il comando disponibile nel menu utilità è possibile avviare la
compilazione automatica dei marcatori sintetici in tutte le tratte del disegno.

Baricentro elettrico secondo Norma CEI 64-8/8-1


La parte 8-1 della Norma CEI 64-8 “Efficienza energetica degli impianti elettrici”, contiene
“prescrizioni e raccomandazioni per il progetto di un impianto elettrico nel quadro di un approccio
di gestione dell’efficienza energetica per ottenere il miglior servizio permanente funzionalmente
equivalente con il consumo di energia elettrica più basso e nelle condizioni di disponibilità di energia
e di equilibrio economico più accettabili”.

Posizionare cabine MT/BT o comunque centri di fornitura dell'energia elettrica in prossimità del
baricentro elettrico consente di ottenere la migliore soluzione contro le cadute di tensione, perdite di
potenza, lunghezza cavi. Il baricentro elettrico è il punto in cui si può supporre concentrata la potenza
assorbita dall’intero impianto. Nella pratica, determinare il baricentro elettrico risulta conveniente
per impianti estesi (come ad esempio grandi impianti industriali) e con carichi non uniformi. È quindi
il punto nel quale risulta più conveniente installare la relativa cabina di trasformazione. Ubicando la
cabina in posizione baricentrica risulteranno più corti i cavi di sezione maggiore, con evidente
riduzione delle perdite.
Il metodo di calcolo solitamente impiegato si basa sulla determinazione del punto cartesiano ottenuto
per media ponderata sulle potenze assorbite dai vari carichi. In definitiva la posizione del baricentro
elettrico è semplicemente dato dalla formula:
532 Reti
Rete elettrica

Xb = Sommatoria(Pi * xi) / Sommatoria(Pi)


Yb = Sommatoria(Pi * yi) / Sommatoria(Pi)

dove xi e yi sono riferite alla posizione del carico e Pi è la potenza assorbita dal carico.

In Gestione reti (comando RETI) una funzione agevola l’individuazione del baricentro elettrico di
una cabina o quadro. Il comando Localizza baricentro elettrico, è avviabile dal menu contestuale e
può essere eseguito dopo aver congiunto le cabine, quadri o carichi immediatamente a valle della
cabina da posizionare. Un indicatore a forma di freccia indicherà la posizione calcolata ottimale in
base alle potenze e i coefficienti di utilizzo in gioco.
Come localizzare il baricentro elettrico di una cabina
1. Nel disegno topografico posizionare i simboli di ogni cabina o quadro del livello sottostante la
cabina primaria di distribuzione da posizionare in seguito su suggerimento del calcolo che si va a
eseguire.
2. In Gestione reti definire la rete elettrica creando la cabina primaria di distribuzione (oggetto del
posizionamento) e un nuovo elemento quadro a per ogni cabina o quadro sottostante.
3. Sotto, creare almeno un carico terminale sotto ogni cabina o quadro terminali ed eseguire
Calcola per propagare le potenze alle cabine a monte.
4. Associare ad ogni elemento così definiti la sua rappresentazione simbolica sul disegno.
5. Infine, in Rete elettrica, selezionare la cabina primaria da posizionare, premere il tasto destro del
mouse e dal menu scegliere Localizza baricentro elettrico.
6. Può essere necessario spostare la finestra di Gestione reti per vedere il disegno e l’indicatore a
freccia che segnala il punto ottimale per il posizionamento della cabina primaria.

CAB 1

CAB 2
CAB 4
CAB 3
Baricentro elettrico
per posizionare la
CABINA PRIMARIA
Reti 533
Utenze elettriche

Infilaggio utenze nei condotti prestabiliti


Una opzione permette di ottenere instradamenti particolareggiati specificando quali tratte di
portacavi considerare per i cavi di determinate utenze.
A tal fine è necessario disegnare i condotti su layer distinti e specificare il layer giusto nei dati utenza.
Per esempio, si potrebbero disegnare i portacavi della rete di forza motrice nel layer FM, mentre
quelli della rete di emergenza nel layer EM. Pertanto, nei dati delle utenze di fm normale si indicherà
il layer FM e nelle altre EM.

L’opzione è Utilizza Impianto dell'utenza come layer per l'instradamento nei condotti, ed è
disponibile in Preferenze ambiente grafico - Impianti, che si apre da Utilità > Opzioni nella finestra
Reti elettriche.
Se questa opzione è attiva la funzione di instradamento dei cavi avviata nella finestra di gestione Rete
elettrica, considera solo i condotti disegnati sul layer specificato nel campo Impianto/layer
dell’utenza.

Cavo di alimentazione montante


Le utenze con cavo che alimentano una utenza montante con condotto in sbarra sono evidenziate
nell’albero della rete elettrica con un apposito tipo di nodo. A questo elemento può essere associato
un simbolo che individua l'arrivo del cavo e la partenza della blindo (una cassetta di giunzione ad
esempio).

Utenze elettriche
Come già illustrato in questo capitolo, l’interfaccia Reti-Rete elettrica permette di aprire e
manutentare una rete elettrica generata con il software di calcolo reti elettriche Ampère (modulo
opzionale). In tal modo si ha a disposizione la potenza del software di calcolo. In assenza del modulo
Ampère i comandi di gestione reti permettono di realizzare e risolvere, con potenzialità ridotte, reti
elettriche radiali.

Dalla finestra Rete elettrica si possono gestire fornitura, quadri, montanti e carichi terminali: vedi
“Rete elettrica” a pagina 524.
Alla creazione di una utenza viene visualizzata la finestra di dialogo Dati dell’utenza, visualizzata
anche per le modifiche.
534 Reti
Utenze elettriche

Di seguito vengono descritte tutte le parti che compongono la suddetta finestra.


Identificazione
In questo riquadro compilare il nome che identifica l’utenza, la zona e il quadro per una facile
localizzazione nella rete elettrica.
Generale
Potenza attiva nominale [kW]: in questa casella di testo si specifica il valore della potenza attiva
nominale del carico, espresso in kW. Se il carico non è direttamente collegato a valle del tratto
disegnato, l’utenza è semplicemente una distribuzione e pertanto la casella va lasciata vuota.
Coefficiente: specificare il fattore che, applicato alla somma delle potenze prelevate dai singoli
apparecchi utilizzatori, dà la potenza da prendere in considerazione per il dimensionamento dei
circuiti. Il dato inserito deve essere inferiore a 1 e maggiore di 0.
Fattore di potenza: specificare il fattore di potenza (cos) espresso con un valore maggiore di 0 ed
inferiore ad 1.
Tensione: la scelta della tensione nominale avviene selezionando una fra le opzioni di scelta proposte.
Selezionando l'opzione Utente, viene attivata la vicina casella di testo in cui specificare una tensione
nominale diversa tra quelle standard proposte.
Frequenza [Hz]: in questa casella impostare la frequenza della corrente elettrica di alimentazione. Se
l’utenza è alimentata in corrente continua impostare il valore 0; in questo caso viene bloccato il
campo Fattore di potenza a 1.
Sistema: indicare il sistema di rete da utilizzare fra TN-S, TN-C, TT, IT, Media o Alta tensione.
Circuito elettrico: in questo riquadro indicare il tipo di circuito. Selezionando F-N o 2F viene
visualizzato il riquadro per definire a quali fasi il carico viene collegata la linea o il carico.

Non considerare nel calcolo dei circuiti in prossimità: selezionare questa opzione se si intende escludere
l’utenza dalla valutazione del coefficiente di declassamento per prossimità e la portata delle altre
linee passanti nello stesso condotto venga abbassata.
Linea
Lunghezza reale [m]:riporta la lunghezza dell'utenza rilevata nello schema topografico. La misura
viene espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Reti 535
Utenze elettriche

Adattamento [%]: questa casella di testo specifica il coefficiente di adattamento della linea di
distribuzione espresso in forma percentuale. Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale
della linea concorrendo al calcolo della lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: questa casella di testo permette di specificare la lunghezza dello sfrido. Per sfrido si
intende la parte di materiale che viene scartata durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene
sempre espresso in metri e concorre, assieme al coefficiente di adattamento, al calcolo della
lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nello schema, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
Temperatura ambiente: corrisponde alla temperatura del terreno, nel caso si utilizzino le tabelle IEC
364-5-523 e posa “D interrata”. Il valore di default è 30°C. Si presti attenzione che nella posa
interrata i coefficienti di declassamento, per la temperatura, sono riferiti a valori diversi da 20°C.
Montante: selezionare questa casella di spunta se si tratta di una linea di distribuzione montante.

Dispositivo di protezione
La sezione relativa alla protezione a monte, include una casella su cui specificare la corrente
nominale della protezione (In [A]), ed una lista a comparsa che ne riporta il numero dei poli. Oltre
alle caratteristiche della protezione, viene riportata la corrente di utilizzo (Ib [A]) che viene calcolata
in base alla potenza assorbita, al fattore di potenza, al coefficiente di contemporaneità, alla tensione
nominale e dal numero di conduttori attivi scelti. Ciò può servire nel caso in cui si voglia confrontare
la taratura dell'interruttore con l'effettiva corrente utilizzata. In seguito viene riportata la formula
applicata per effettuare tale calcolo.

Selezionando le caselle relative alla potenza assorbita, al fattore di potenza, al coefficiente di


contemporaneità, alla tensione nominale, al numero di conduttori attivi ed al sistema di rete
utilizzato, vengono automaticamente definiti il numero di poli della protezione e la relativa taratura.
Per esempio, nel caso si scelga una tensione nominale di 400 V e un sistema di rete TN-S a tre
conduttori attivi, automaticamente il numero di poli della protezione diventano quattro.
La taratura della protezione viene scelta fra quelle standard, selezionando quella maggiore o uguale
alla corrente di utilizzo Ib precedentemente calcolata, verificando così la regola Ib < In (CEI 64-8 art.
433.2):

Nella scheda protezione è possibile scegliere l’opportuno dispositivo di protezione direttamente


dall’archivio Protezioni. Vedi “Protezione” a pagina 537.
Tipo di linea
In merito al tipo di linea selezionare l’opzione Cavo o Condotto in sbarre. Se l’utenza non ha una
linea in cavo connessa a valle, cioè è composta solo da un apparecchio all’interno di un quadro (es.
interruttori generali,...) allora selezionare l’opzione In quadro.
Linea
Funzione: questa casella di testo specifica la funzione assegnata all'utenza definita; tale stringa di
testo non può superare i 20 caratteri.
Impianto/layer: è possibile digitare un nome che definisce l’impianto o layer a cui appartiene l’utenza.
Nella lista a comparsa sono disponibili i layer predefiniti: vedi “Preventivazione” a pagina 772.
Partenza e Arrivo: è possibile indicare la sigla del quadro o cassetta da cui parte la linea elettrica e la
sigla della destinazione. Queste informazioni possono essere utili per la compilazione dei relativi
campi nella tabella percorso cavi (vedi “Tabella percorso cavi” a pagina 492).
Denominazione, Inf. aggiuntive: in queste caselle si possono inserire ulteriori descrizioni all'utenza.
Comparto condotto: funzione del comparto di condotto di posa dell’utenza. Se la funzione comparto
viene definita, l’utenza, nel suo percorso attraverso i condotti, verrà considerata come giacente nel
comparto di funzione assegnata. Si ricorda che sono considerate in prossimità due utenze
appartenenti solo allo stesso comparto. Per ulteriori informazioni sui comparti nei condotti vedi
“Gestione dei comparti nei condotti” a pagina 516.
536 Reti
Utenze elettriche

Cavo

Da calcolare con Ampère: questa casella, solitamente selezionata, permette di definire quali fra le linee
di distribuzione tracciate siano o meno oggetto di calcolo e dimensionamento successivo. Qualora
NON si volesse calcolare il cavo con Ampère è necessario creare un cavo in Archivio cavetteria ed
associarlo all'utenza che si sta editando, al fine di evitare errori di sintassi nella trascrittura della
formazione del cavo manualmente, che si potevano verificare nelle versioni precedenti.
Le utenze con linea da non calcolare con Ampère non sono incluse fra quelle proposte per il calcolo
nel programma Ampère, perché considerata come linea terminale.
Formazione: questa casella viene attivata solamente nel caso in cui la casella Da calcolare con
Ampère, non sia selezionata. Nel caso per questa linea non sia previsto il calcolo in Ampère, indicare
la formazione scegliendo il cavo in archivio Cavi attivabile con il bottone alla destra della casella di
testo.
Designazione: sigla di designazione del tipo di cavo.
Controlla coerenze cavo: selezionando questa casella il programma permette di selezionare le
designazioni coerenti con il Tipo cavo (Unipolare o Multipolare) e l’Isolante selezionati.
Isolante: comprende PVC, G e G5-G7 per la tabella IEC 448, PVC ed EPR per le tabelle CEI-UNEL
35024/1 e IEC 364-5-523. Per i cavi ad isolamento minerale (tabella CEI-UNEL 35024/2), le
tipologie sono:
- L(70): cavo Serie L per servizio leggero fino a 500 V rivestiti di materiale termoplastico;
- L(105): cavo Serie L per servizio leggero fino a 500 V esposto al tocco;
- H(70): cavo Serie L per servizio pesante fino a 500 V rivestiti di materiale termoplastico;
- H(105): cavo Serie L per servizio pesante fino a 500 V esposto al tocco.
Tipo cavo: cavo unipolare o multipolare. Il dato permette di filtrare le pose previste per la tipologia
unipolare o multipolare. Il tipo viene anche selezionato automaticamente dalla decodifica della
denominazione del cavo. Nel caso sia impostata la posa e venga modificato il tipo di cavo, il
programma passa alla posa analoga con tipo di cavo diverso. Questo dato viene utilizzato per la
valutazione del coefficiente di declassamento per prossimità e per il calcolo delle canalizzazioni.
Sezione minima: permette di impostare la sezione minima del conduttore da utilizzare durante il
calcolo. Nel caso in cui la posa scelta non preveda la sezione impostata, il dato non viene considerato.
Reti 537
Rete ausiliaria generica

Materiale: la scelta del materiale conduttore avviene selezionando uno fra i possibili materiali
proposti dai pulsanti di scelta: rame o alluminio. Per le tabelle CEI UNEL 35024 è previsto solo
rame.
Tabella di posa: indica la tabella di posa secondo cui devono essere calcolate le portate dei cavi
dell'utenza. Le tabelle previste sono: IEC 448, IEC 364-5-523, CEI UNEL 35024/1, CEI UNEL
35024/2 e CEI UNEL 35026. In base al tipo di tabella che viene selezionata vengono visualizzati i
diversi tipi di isolante previsto dalla tabella stessa.
Posa: per ogni utenza si possono assegnare fino a quattro differenti tipologie di posa per descrivere
il percorso dei cavi (caso in cui lo stesso cavo passa per condotti di diversa tipologia). Una di queste
è denominata principale, mentre le altre tre alternative. Sarà poi il programma di calcolo a scegliere
la posa più sfavorevole per il calcolo dei coefficienti di prossimità.
Disposizione: permette di selezionare la tipologia di disposizione dei cavi o delle passerelle quando
selezionate. Alcune pose prevedono una sola modalità di disposizione dei cavi (passerelle); altre
prevedono più disposizioni in alternativa tra di loro. In questo caso la lista a comparsa relativa viene
attivata e permette di eseguire la scelta. Il dato serve per il calcolo del coefficiente di declassamento
per prossimità per cavi installati in fascio o strato.
Cavi da archivio
Per poter realizzare una utenza con più cavi unipolari di diverso colore, tutti passanti all'interno di
una tubazione, è ora possibile selezionare singolarmente i cavi unipolari da archivio per ogni
conduttore di fase, per il conduttore di neutro e per il conduttore di PE.
In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile scegliere uno dei cavi usati
di recente tramite il pulsante Recenti.
È inoltre possibile indicare la quantità, utile per introdurre un moltiplicatore per i cavi di natura
generica da non calcolare con Ampère.

Archivio Cavi

Recenti

Quantità

Compatibilità di posa tra condotto e linea di distribuzione


Vedi “Tipo di posa” a pagina 510.
Protezione
Nella scheda Protezione, in base al tipo di protezione impostato nella scheda Generale, sono elencati
gli apparecchi di protezione. Se il tipo di protezione prevede la scelta di più dispositivi, come nel casi
del tipo Magnetotermico + Differenziale o del tipo Magnetico + Contattore + Termico, essi saranno
elencati.
Per ogni dispositivo da inserire, tramite il pulsante Seleziona è possibile accedere all’archivio
Protezioni per la scelta del dispositivo di protezione. La lista di dispositivi proposta risulta già filtrata
in base ai dati dell’utenza precedentemente impostati, in particolare nella scheda Generale, ossia
corrente nominale In, numero di poli e tipo di protezione (Magnetotermico,
Magnetotermico-Differenziale, Sezionatore,...). Eventualmente si può decidere di ripetere la ricerca
modificando i parametri nel riquadro di sinistra della finestra dell’archivio. Dopo la scelta i dati
principali della protezione scelta compaiono nel riquadro Dettagli di protezione (Tipo, Costruttore,
Sigla, Poli, In).
Il pulsante Cancella cancella la protezione scelta in precedenza.

Rete ausiliaria generica


Per agevolare la stesura dei cavi per i sistemi ausiliari all’impianto elettrico, come anche l’impianto
di domotica, è stata introdotta la possibilità, in modo analogo alla rete dati, di definire gli elementi
538 Reti
Rete ausiliaria generica

terminali di tale tipologia di impianti al fine di effettuare la distribuzione dei cavi negli appositi
portacavi tracciati.
La rete ausiliaria può essere sviluppata all’interno dell’interfaccia Reti (comando RETI) secondo il
metodo del cablaggio strutturato.
Le modalità di definizione dei punti di passaggio dell’impianto sono le medesime della rete elettrica.

Funzioni di gestione della rete ausiliaria


Tutte le funzioni disponibili per la rete ausiliaria hanno la stessa logica di funzionamento di quelle
disponibili per la rete elettrica.
Il programma permette di introdurre le varie unità e facilitare la loro identificazione mediante la
scelta della tipologia.
Mediante le apposite operazioni di aggancio è possibile associare tali unità ai simboli inseriti nella
planimetria di impianto.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con le relative linee di distribuzione
associate vengono interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di
sincronizzazione avviene automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la
procedura di infilaggio cavi.
Nuova unità
Crea un nuovo elemento unità sotto l’elemento selezionato, sia esso l’elemento Centrale della rete
(centro stella di cablaggio della rete) oppure un altra unità. Si può variare in un secondo momento le
caratteristiche di ciascuna elemento creato.
Modifica
Avvia la modifica dei dati dell’unità selezionata.

Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.

È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.

La finestra visualizzata riporta i seguenti dati.

Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.

Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.

Descrizione o denominazione utile a identificare l’elemento unità.

Tipo di unità:
per la rete ausiliaria sono previste le seguenti tipologie di unità.
• Quadro
• Centralina
• Concentratore
• Sensore
• Comando
• Segnalazione
• Attuatore
• Altro

Tali tipologie hanno lo scopo di facilitare, con una forma grafica, l'individuazione degli elementi
all'interno della rete.
Reti 539
Rete ausiliaria generica

Identificazione dei cavi di dorsale in arrivo


I cavi di dorsale tipicamente sono identificati con un codice univoco componibile con un prefisso,
un indice progressivo e un suffisso. Ogni parte, Prefisso, Indice e Suffisso è di libera impostazione
e può essere utilizzata o meno in base alla necessità.

Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.

Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.

Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.
Inoltre, il campo Indice sequenza permette di ordinare in modo personalizzato l’elenco dei cavi della
rete da disegnare in tabella (vedi pagarafo in seguito).

La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di una unità terminale
di segnalazione.
540 Reti
Rete ausiliaria generica

Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Chiudi anello
La rete ausiliaria consente di richiudere in anello una connessione tra due elementi che sono collegati
in modo gerarchico.
Dopo aver definito ad esempio una serie di elementi sensori, la chiusura di un anello è possibile
avviando l’apposito comando presente sul menu contestuale dell’ultimo sensore. Una finestra di
dialogo permetterà di scegliere a quale unità il programma dovrà predisporre il collegamento di
chiusura.

Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle, possono servire per la definizione di catene seriali di
apparecchiature.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.

Nota. È possibile associare il medesimo simbolo grafico a più unità definite nella rete.

Localizza simboli nel disegno


Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Reti 541
Rete ausiliaria generica

Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due centraline, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i simboli
che rappresentano le due centraline nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Rete elettrica. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla destinazione Rete
elettrica. Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei
comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.

Utilità
Le utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica: si rimanda alla descrizione nella guida
di riferimento.
La figura seguente mostra un semplice esempio di rete ausiliaria.

Ordinamento delle tabelle


Nelle informazioni che riguardano il cavo connesso in entrata ad ogni componente, è possibile
compilare il campo Indice sequenza che permette di ordinare in modo personalizzato l’elenco dei
cavi della rete da disegnare in tabella.
542 Reti
Reti dati

Il comando Assegna sequenza di ordinamento, disponibile dal menu Utilità, permette di assegnarlo
a tutti gli elementi come da visualizzazione corrente, ovvero rispettando la gerarchia dell’albero.
Mentre, il comando Reset sequenza di ordinamento, permette di svuotare il campo.
Per aggiungere il campo Indice di sequenza nella tabella riepilogativa, avviare il comando per
disegnare la tabella dal menu Utilità e selezionare l’etichetta colonna Indice. Usare i bottoni freccia
per fissare la posizione della colonna aggiunta.

Reti dati
Le reti dati possono essere sviluppate all’interno dell’interfaccia Reti secondo il metodo del
cablaggio strutturato.

Cablaggio strutturato
Il cablaggio strutturato è una metodologia di progetto e realizzazione degli impianti di
telecomunicazione (sia fonia sia dati) interni agli edifici (reti LAN). Si tratta quindi di un impianto
separato dall'impianto di distribuzione dell'energia (rete elettrica).
La struttura degli impianto è gerarchica a stella, cioè parte da un punto principale, raggiunge gli
armadi di piano e si dirama verso le postazioni di lavoro. A prescindere della complessità, può essere
rappresentato con più livelli di interconnessione quali, ad esempio, i distributori dei vari livelli
(Campus, Edificio, Piano), la work area con le prese utente (TO) e multiutente (MUTO) ed eventuali
Consolidation Point (CP).

L’interfaccia Reti - Rete dati permette definire l’impianto di tipi diversi di reti locali, quali ad
esempio rete pc, rete telefonica, rete tv,...
La rete di cablaggio strutturato evidenzia i seguenti nodi.
• Distributore. Indicato anche come armadio di permutazione, rappresenta il centro stella per
ciascun livello di connessione. Può essere indifferentemente:
- CD (Campus Distributor) Distributore di Campus.
- BD (Building Distributor) Distributore di Edificio.
- FD (Floor Distributor) Distributore di Piano.
- CP (Consolidation Point) Armadio di permutazione nei pressi dell’area di lavoro.
Reti 543
Reti dati

• Presa utente. Può essere:


- TO (Telecommunications Outlet) Presa utente a cui si collega un’apparecchiatura terminale.
- MUTO Gruppo di prese multiutente.

Funzioni di gestione della rete dati


Segue la specifica delle funzioni di gestione della rete dati secondo il metodo del cablaggio
strutturato.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con le relative linee di distribuzione
associate vengono interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di
sincronizzazione avviene automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la
procedura di infilaggio cavi.
Nuovo distributore (CD/DB/FD/CP)
Crea un nuovo elemento distributore sotto l’elemento selezionato. L’elemento selezionato deve
essere il centro stella di cablaggio oppure un altro distributore. L’utente può variare in un secondo
momento le caratteristiche di ciascun elemento creato.
Nuova presa utente
Crea un nuovo punto terminale connesso sotto l’elemento selezionato e composto da una o più prese
utente. L’elemento selezionato deve essere un distributore. L’utenza viene creata con una sigla
univoca. La descrizione può essere editata direttamente sulla griglia. La modifica di tutti gli altri dati
è invece demandata al comando di modifica.
Modifica
Avvia la modifica dei dati dell’elemento selezionato.

Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.

È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.

La finestra visualizzata riporta i seguenti dati.

Distributore di partenza: è indicata la zona e il quadro del distributore di partenza, cioè l’elemento da
cui proviene la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.

Descrizione: denominazione utile a identificare l’elemento distributore o prese.

Prefisso per terminazioni sottostanti, Suffisso per terminazioni sottostanti:queste sigle alfanumeriche
sono editabili solo per gli elementi di tipo distributore. Prefisso e Suffisso sono ripresi per comporre
il codice identificativo delle prese terminali a valle del distributore editato. Entrambi sono di libera
impostazione e possono essere omessi. Il suffisso è limitato a due caratteri.

Patch panel
Il distributore di rete dati permette di definire il numero di porte dati per ciascun patch panel
(sezionatori di collegamenti).
Ciascuna porta terminale definisce invece il numero incrementale di patch panel e il numero
incrementale di porta.
Quando viene effettuata una rinumerazione dei terminali la procedura compila il numero di porta
resettandolo ogni qualvolta il numero supera le porte disponibili sul distributore a monte.

Identificazione dei cavi di dorsale in arrivo


544 Reti
Reti dati

I cavi di dorsale tipicamente sono identificati con un codice univoco componibile con un prefisso,
un indice progressivo e un suffisso. Ogni parte, Prefisso, Indice e Suffisso è di libera impostazione
e può essere utilizzata o meno in base alla necessità.

Identificazione terminale
Ogni presa utente e relativo cavo sono invece identificati da una targhetta con un'etichetta contenente
la sequenza delle sigle impostate per ciascun elemento distributore, nei campi Prefisso e Suffisso per
terminazioni sottostanti, come descritto prima. L’identificativo viene ricalcolato con il comando
Numerazione prese utente, disponibile nel menu Utilità.

Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete dati (comando Salva). Sono comunque editabili.

Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.

Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete, sia un distributore (escluso il primo nodo) che un punto presa, è
necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi.

La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di un elemento
distributore.

La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di un elemento punto
presa utente multiplo da 6 prese.
Reti 545
Reti dati

Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi dall’elemento
selezionato.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due distributori, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i
simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
546 Reti
Reti dati

La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Cablaggio strutturato. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla Cablaggio
strutturato. Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei
comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità - Aggiorna informazioni simboli
Quando un elemento viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a Zona e Quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante
questo comando è possibile riportare le modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Numerazione prese utente
Avvia il ricalcolo dell’identificativo delle prese utente. Come già spiegato ogni presa utente e relativo
cavo sono identificati tramite un codice composto dalla sequenza delle sigle impostate per ciascun
elemento distributore, nei campi Prefisso e Suffisso per terminazioni sottostanti. Tra prefisso e
suffisso una parte numerale può essere progressiva a livello globale o resettarsi per ogni distributore.

Utilità - Rinomina quadro


Permette di modificare l’identificazione di zona e quadro di un elemento distributore.
Il comando è presente anche in menu contestuale.

Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda.
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Cambia file utenze correlato
Opzioni

La figura seguente mostra il cablaggio strutturato della rete dati in un appartamento da 250mq
(esempio Imp_elettrico_app_250 [Link] disponibile all’interno della cartella degli esempi Impianti
il cui percorso predefinito è c:\ProgramData\Electro Graphics\R2024\Common\Sample\Impianti\).
Reti 547
Reti dati

Esempio operativo
Segue un esempio operativo che riassume brevemente la procedura per il cablaggio strutturato di una
rete dati LAN all’interno di un’azienda.

1. Nel disegno del topografico d’impianto inserire i simboli che rappresentano gli armadi
distributori della rete e le cassette terminali o punti presa.
2. Disegnare i condotti (comando DISCONDOTTO) che congiungono le scatole e i quadri. Si
consiglia il disegno orientato ai simboli per un aggancio agevolato alle elevazioni di inserimento dei
simboli grafici (vedi “Disegno dell’impianto orientato ai simboli” a pagina 571). Assicurarsi che la
destinazione del condotto sia Cablaggio strutturato oppure Multipla con opzione Cablaggio
strutturato attiva. Nel caso di comparti è buona norma assegnare la destinazione d’uso al comparto
in cui si desidera stipare i cavi. In tal modo l’infilaggio automatico dispone i cavi nel comparto
assegnato consentendo il calcolo dello stipamento automatico e preciso.
3. Avviare la finestra Reti - Rete dati (comando RETI).
4. Si dovranno definire i seguenti distributori:
il punto di distribuzione generale DG sotto il centro stella di cablaggio.
• il distributore di edificio BD a valle del DG.
• il distributore di piano P1 - UFFICIO TECNICO a valle del BD.
• il distributore di piano P2 - UFFICIO AMMINISTRATIVO a valle del BD.

Mediante il comando Nuovo distributore creare la rete della figura seguente.

Ogni elemento viene creato con una sigla univoca; ogni caratteristica può essere editata in un
secondo momento.
Selezionare un elemento, premere il tasto destro del mouse e avviare il comando Rinomina quadro
per personalizzarne la sigla. Nominare i quadri come nella figura seguente. Per la semplicità della
rete si è deciso di non nominare le zone.
548 Reti
Reti dati

Selezionare il distributore di piano P1 e mediante il comando Nuova presa utente creare cinque punti
presa. Selezionare il distributore di piano P2 e creare quattro punti presa.
Mediante il comando Modifica editare ogni elemento della rete per impostare i seguenti dati.

Distributore DB
Descrizione: LAN Dati Edificio aziendale
Prefisso per terminazioni sottostanti:
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso DB, Indice 1, Suffisso LAN

Distributore P1
Descrizione: Piano 1 - Ufficio tecnico
Prefisso per terminazioni sottostanti: P1.
Suffisso per terminazioni sottostanti: A
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso P1, Indice 1, Suffisso UT

Distributore P2
Descrizione: Piano 2 - Ufficio amministrativo
Prefisso per terminazioni sottostanti: P2.
Suffisso per terminazioni sottostanti: A
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso P2, Indice 1, Suffisso UT

Per tutte le Prese utente


Descrizione: Punto prese
Identificazione dei cavi in arrivo: Prefisso e Suffisso sono automatici, Indice 1 Suffisso UT
Quantità: 6 (decidendo di predisporre 6 prese per ogni punto prese utente, tale è il numero dei cavi
in arrivo)

Per tutti gli elementi specificare il cavo selezionandolo dall’archivio e il numero di cavi in ingresso.
Nei punti presa utente.

5. Eseguire il comando Numerazione prese utente (menu Utilità) con Indice iniziale 1 e opzione
Reset al cambio distributore attiva.

6. Mediante il comando Seleziona oggetti a fianco di ogni elemento definito nella rete, associare
il simbolo corrispondente nel disegno.

7. Premere Salva per procedere all’analisi e infilaggio dei cavi.

Dopo l’elaborazione della rete elettrica sarà possibile effettuare l’anteprima dello stipamento dei
condotti del disegno.
Reti 549
Reti dati

Elenco prese dati


Da Utilità impianti un nuovo elenco permette di
elencare le prese utenze della rete dati
(cablaggio strutturato) e i relativi cavi.

La funzione Elenco prese dati si avvale di una


finestra di dialogo che permette la selezione
della corretta sequenza di dati da includere
nella tabella descrittiva, oltre l’impostazione
del titolo, dello stile di testo, delle dimensioni e
del carattere da adottare.
Come tracciare l’elenco prese dati
• Selezionare Tabelle e quindi la funzione
Elenco prese dati all’interno di Utilità
impiantistica.
scheda
Barra multifunzione:
Impiantistica > gruppo Tabelle.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: UTILIMP.

Dalla stessa finestra si può inoltre effettuare


l’esportazione della tabella su file CSV
(apribile ad esempio in Ms Excel).
550 Reti
Reti EVAC

Reti EVAC
Per agevolare la stesura dei cavi per i sistemi di evacuazione sonora/vocale in caso di emergenza (per
brevità denominato EVAC) è stata introdotta la possibilità, in modo analogo alla rete dati, di
introdurre gli elementi che possono comporre gli elementi terminali di tale tipologia di impianti al
fine di effettuare la distribuzione dei cavi negli appositi portacavi tracciati.
Le recenti norme obbligano certe tipologie di ambienti e strutture commerciali e industriali a
realizzarli, in abbinata con i più conosciuti sistemi di rilevazione automatica fumo e incendio. Il
sistema può essere utilizzato non solo per diffondere messaggi di allarme, ma anche altre
comunicazioni sonore in condizioni ordinarie, ad esempio la musica o annunci. Va da sé che in caso
di allarme la priorità massima spetta ai messaggi di emergenza.
I principali componenti di tale rete possono essere così riassunti.
• Centralina. Costituita generalmente da un armadio rack in cui sono installati tutti i componenti
destinati a generare i messaggi di allarme e a monitorare la funzionalità dell'impianto.
• Controller. Dispositivi per monitorare le linee degli altoparlanti e degli eventuali amplificatori,
memorizzare messaggi vocali, distribuire i segnali audio. In impianti di grandi dimensioni più
controller sono connessi tra loro per gestire correttamente i flussi audio.
• Diffusori acustici.
• Amplificatori. Dispositivi utilizzati per amplificare i segnali audio che devono attraversare
aree molto estese.
• Postazioni microfono. Dispositivi per immettere nel sistema segnali sonori o di allarme
• Router. Dispositivi usati tipicamente per multiplexare le singole postazioni.

Le reti EVAC possono essere sviluppate all’interno dell’interfaccia Reti secondo il metodo del
cablaggio strutturato come per le reti dati: vedi “Cablaggio strutturato” a pagina 542.

Funzioni di gestione della rete EVAC


Tutte le funzioni disponibili per le reti EVAC hanno la stessa logica di funzionamento di quelle
disponibili per la rete dati vedi “Funzioni di gestione della rete dati” a pagina 543.
Il programma permette di introdurre le varie unità e facilitare la loro identificazione mediante la
scelta della tipologia di componente.
Mediante le apposite operazioni di aggancio è possibile associare tali unità ai simboli inseriti nella
planimetria di impianto. Si ricorda che tale tipologia di impianto deve essere cablata con cavi
resistenti al fuoco e che ogni area di diffusione di emergenza deve essere realizzata in ridondanza,
posando due linee per ogni zona e alternando i diffusori acustici all'interno dell'ambiente.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con le relative linee di distribuzione
associate vengono interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di
Reti 551
Reti EVAC

sincronizzazione avviene automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la


procedura di infilaggio cavi.
Nuova unità
Crea un nuovo elemento unità sotto l’elemento selezionato, sia esso l’elemento Centrale di diffusione
sonora (centro stella di cablaggio della rete) oppure un altra unità. L’utente può variare in un secondo
momento le caratteristiche di ciascun elemento creato.
Modifica
Avvia la modifica dei dati dell’elemento selezionato.

Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.

È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.

La finestra visualizzata riporta i seguenti dati.

Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.

Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.

Descrizione o denominazione utile a identificare l’elemento unità.

Tipo di unità:una unità di rete EVAC può essere un dispositivo dei seguenti tipi, identificati nella
griglia con una icona rappresentativa.
• Controller
• Altoparlante
• Postazione microfono
• Amplificatore
• Router
• Altro

Identificazione dei cavi di dorsale in arrivo


I cavi di dorsale tipicamente sono identificati con un codice univoco componibile con un prefisso,
un indice progressivo e un suffisso. Ogni parte, Prefisso, Indice e Suffisso è di libera impostazione
e può essere utilizzata o meno in base alla necessità.

Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.

Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.
552 Reti
Reti EVAC

Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.

La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di una unità
altoparlante.

Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Sposta a monte o a valle
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento,
possono servire per la definizione di catene seriali di apparecchiature.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Reti 553
Reti EVAC

Localizza simboli nel disegno


Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due distributori, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i
simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Diffusione sonora (EVAC). L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla
destinazione Diffusione sonora (EVAC). Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma
cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.

Utilità - Aggiorna informazioni simboli


Quando un elemento viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a Zona e Quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante
questo comando è possibile riportare le modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Rinomina quadro
Permette di modificare l’identificazione di zona e quadro di un elemento della rete.
Il comando è presente anche in menu contestuale.

Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda.
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Cambia file utenze correlato
Opzioni
554 Reti
Reti antincendio

La figura seguente mostra il cablaggio strutturato della rete antincendio in un edificio pubblico.

Reti antincendio
Altra rete ausiliaria che è possibile introdurre è quella di allarme antincendio. Tale impianto prevede
la definizione dell’insieme di dispositivi elettronici predisposti per rilevare la presenza di un incendio
dentro un edificio, per segnalare l'allarme a tutti i presenti e ai soccorritori esterni.
Le modalità di definizione dei punti di passaggio dell’impianto sono le medesime delle altre reti
ausiliarie: rete dati (vedi “Reti dati” a pagina 542), rete EVAC (vedi “Reti EVAC” a pagina 550).
Gli impianti di allarme incendio possono venire installati e messi in funzione negli stabilimenti
industriali, edifici pluripiano, magazzini e centri commerciali, complessi alberghieri, ospedali e
cliniche sanitarie e enti pubblici. Un impianto di allarme incendio è fondamentalmente formato da
una centralina di allarme, la quale riceve il segnale da una serie di dispositivi di rivelazione e dalla
quale escono i segnali di allarme con una serie di dispositivi di segnalazione (ad esempio sirene e
collegamenti ai soccorritori esterni).
Le reti antincendio possono essere sviluppate all’interno dell’interfaccia Reti secondo il metodo del
cablaggio strutturato come per le reti dati: vedi “Cablaggio strutturato” a pagina 542.

Funzioni di gestione della rete antincendio


Tutte le funzioni disponibili per le reti antincendio hanno la stessa logica di funzionamento di quelle
disponibili per la rete dati vedi “Funzioni di gestione della rete dati” a pagina 543.
Il programma permette di introdurre le varie unità e facilitare la loro identificazione mediante la
scelta della tipologia.
Mediante le apposite operazioni di aggancio è possibile associare tali unità ai simboli inseriti nella
planimetria di impianto. Si ricorda che tale tipologia di impianto deve essere cablata con cavi
resistenti al fuoco e che ogni area di diffusione di emergenza deve essere realizzata in ridondanza,
posando due linee per ogni zona e alternando i diffusori acustici all'interno dell'ambiente.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con le relative linee di distribuzione
associate vengono interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di
sincronizzazione avviene automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la
procedura di infilaggio cavi.
Reti 555
Reti antincendio

Nuova unità
Crea un nuovo elemento unità sotto l’elemento selezionato, sia esso l’elemento Centrale di controllo
antincendio (centro stella di cablaggio della rete) oppure un altra unità. Si può variare in un secondo
momento le caratteristiche di ciascuna elemento creato.
Modifica
Avvia la modifica dei dati dell’unità selezionata.

Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.

È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.

La finestra visualizzata riporta i seguenti dati.

Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.

Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.

Descrizione o denominazione utile a identificare l’elemento unità.

Tipo di unità: una unità di rete antincendio può essere un dispositivo dei seguenti tipi, identificati nella
griglia con una icona rappresentativa.
• Unità di controllo
• Rilevatore di fumo
• Pulsante
• Segnalazione

Identificazione dei cavi di dorsale in arrivo


I cavi di dorsale tipicamente sono identificati con un codice univoco componibile con un prefisso,
un indice progressivo e un suffisso. Ogni parte, Prefisso, Indice e Suffisso è di libera impostazione
e può essere utilizzata o meno in base alla necessità.

Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.

Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.

Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
556 Reti
Reti antincendio

clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.

La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di un elemento
distributore.

Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Chiudi anello
Una particolarità in tale tipologia di rete è la necessità di creare anelli (loop) per motivi di sicurezza.
Dopo aver indicato al programma una catena di elementi rilevatori, la chiusura di un anello è
possibile avviando l’apposito comando presente sul menu contestuale dell’ultimo rilevatore. Una
finestra di dialogo permetterà di scegliere a quale unità il programma dovrà predisporre il
collegamento di chiusura.
Reti 557
Reti antincendio

Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
Sposta a monte o a valle
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento,
possono servire per la definizione di catene seriali di apparecchiature.
Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due distributori, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i
simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Antincendio. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla destinazione
Antincendio. Nel caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze
nei comparti aventi la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
558 Reti
Rete TV/SAT

Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.

Utilità - Aggiorna informazioni simboli


Quando un elemento viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a Zona e Quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante
questo comando è possibile riportare le modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Rinomina quadro
Permette di modificare l’identificazione di zona e quadro di un elemento della rete.
Il comando è presente anche in menu contestuale.

Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda.
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Cambia file utenze correlato
Opzioni

La figura seguente mostra il cablaggio strutturato della rete antincendio in un appartamento da


250mq (esempio Imp_elettrico_app_250 [Link] disponibile all’interno della cartella degli esempi
Impianti il cui percorso predefinito è c : \ P ro g r a m D a t a \ E l e c t ro
Graphics\R2024\Common\Sample\Impianti\).

Rete TV/SAT
Altra tipologia di rete che è possibile definire in modo indipendente all’interno del progetto di
impianto planimetrico è quella di TV/SAT. Tale impianto prevede la definizione dell’insieme di
dispositivi elettronici attivi e passivi predisposti per la distribuzione del segnale TV nelle diverse
modalità di impianto previsti.
Anche la rete TV/SAT può essere sviluppata all’interno dell’interfaccia Reti (comando RETI)
secondo il metodo del cablaggio strutturato.
Le modalità di definizione dei punti di passaggio dell’impianto sono le medesime della rete dati: vedi
“Reti dati” a pagina 542.
Reti 559
Rete TV/SAT

Funzioni di gestione della rete TV/SAT


Tutte le funzioni disponibili per la rete TV/SAT hanno la stessa logica di funzionamento di quelle
disponibili per la rete dati.
Il programma permette di introdurre le varie unità e facilitare la loro identificazione mediante la
scelta della tipologia di componente.
Mediante le apposite operazioni di aggancio è possibile associare tali unità ai simboli inseriti nella
planimetria di impianto.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con le relative linee di distribuzione
associate vengono interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di
sincronizzazione avviene automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la
procedura di infilaggio cavi.
Nuova unità
Crea un nuovo elemento unità sotto l’elemento selezionato, sia esso l’elemento Centrale della rete
(centro stella di cablaggio della rete) oppure un altra unità. Si può variare in un secondo momento le
caratteristiche di ciascuna elemento creato.
Modifica
Avvia la modifica dei dati dell’unità selezionata.

Attenzione. Nel caso di editazione di un elemento distributore la finestra di dialogo visualizza i dati
del cavo in ingresso. Per il primo quadro della rete non è abilitata la modifica perché non è presente
un cavo a monte.

È possibile selezionare più componenti facendo clic sulla colonna di bordo sinistro della griglia
tenendo premuto il tasto CTRL; per selezionare componenti su righe consecutive fare clic sempre
sulla colonna di bordo sinistro e trascinare il mouse.

La finestra visualizzata riporta i seguenti dati.

Unità di partenza: è indicata la zona e il quadro dell’unità di partenza, cioè l’elemento da cui proviene
la dorsale in arrivo all’elemento selezionato.

Unità di destinazione: è indicata la zona e il quadro dell’unità di destinazione, cioè l’unità a cui
connesso a valle l’elemento selezionato.

Descrizione o denominazione utile a identificare l’elemento unità.

Tipo di unità:
per la rete TV/SAT sono previste le seguenti tipologie di unità.
• Centralina
• Amplificatore
• Presa
• Antenna/parabola
• Altro

Tali tipologie hanno lo scopo di facilitare, con una forma grafica, l'individuazione degli elementi
all'interno della rete.

Identificazione dei cavi di dorsale in arrivo


I cavi di dorsale tipicamente sono identificati con un codice univoco componibile con un prefisso,
un indice progressivo e un suffisso. Ogni parte, Prefisso, Indice e Suffisso è di libera impostazione
e può essere utilizzata o meno in base alla necessità.

Linea
I dati della linea sono elaborati dal programma quando si effettua l’infilaggio automatico dei cavi
della rete (comando Salva). Sono comunque editabili.
560 Reti
Rete TV/SAT

Lunghezza reale [m]: riporta la lunghezza del cavo di arrivo rilevata nel topografico. La misura viene
espressa sempre in metri ed è comprensiva degli sviluppi in salita ed in discesa della linea.
Adattamento [%]: specifica il coefficiente di adattamento del cavo espresso in forma percentuale.
Questo valore verrà moltiplicato per la lunghezza reale della linea concorrendo al calcolo della
lunghezza proposta insieme allo sfrido.
Sfrido [m]: è possibile specificare la lunghezza dello sfrido, cioè la parte di cavo che viene scartata
durante il cablaggio dell'impianto. Lo sfrido viene sempre espresso in metri e concorre, assieme al
coefficiente di adattamento, al calcolo della lunghezza proposta della linea.
Lunghezza [m]: riporta la lunghezza che viene calcolata moltiplicando la lunghezza reale della linea,
rilevata nel disegno, al coefficiente di adattamento, sommandola poi alla lunghezza dello sfrido.

Cavi in entrata
Per ogni elemento della rete è necessario indicare il codice del cavo in arrivo e specificare il numero
di coppie o numero di fibre.
Tramite il pulsantino di selezione a lato della casella Cavo si accede all’archivio Cavi che
opportunamente visualizza i cavi di tipo Dati e in cui è possibile ricercare e selezionare con doppio
clic il cavo necessario. In alternativa alla selezione con apertura dell’archivio Cavi è possibile
scegliere uno dei cavi usati di recente tramite il pulsante Recenti.
Nel campo Quantità indicare il numero di cavi in arrivo.

La figura seguente mostra la finestra Dati visualizzata per la modifica dei dati di una unità presa
terminale.

Duplica
Duplicare l’elemento selezionato in griglia. Il nuovo elemento viene aggiunto in griglia dopo
l’ultimo presente; si dovrà quindi modificarne le proprietà.
Spostamento
I comandi Sposta su e Sposta giù, disponibili sul menu contestuale di ciascun elemento, possono
servire per imporre un ordine personalizzato ai circuiti uscenti da un quadro o distributore di segnali.
I comandi Sposta a monte e Sposta a valle sono attivi per modificare catene seriali di apparecchiature.
Reti 561
Rete TV/SAT

Rinomina quadro
Questo comando è disponibile nel menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse quando
si seleziona un elemento della rete e permette di editare le informazioni di ubicazione Zona e Quadro.
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Elimina
Consente l’eliminazione dell’elemento selezionato. L’elemento da eliminare non deve avere
elementi sottostanti.
Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
Rappresenta l’operazione fondamentale di infilaggio dei cavi nei condotti. I dati relativi ai cavi della
rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che rappresentano i canali portacavi.
Per ciascuna linea i tratti di condotti vengono scelti individuando il percorso più breve che congiunge
i simboli grafici che rappresentano gli elementi estremi della linea stessa. Il cavo o i cavi che
congiungono due centraline, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni che uniscono i simboli
che rappresentano le due centraline nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di TV/SAT. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla destinazione TV/SAT. Nel
caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi
la destinazione d’uso adeguata.
Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse.
Per ottenere un feedback immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che
rappresentano lo stato di stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.

Utilità
Le utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica: vedi “Funzioni di gestione della rete
elettrica” a pagina 525.

La figura seguente mostra un semplice esempio di rete TV/SAT.


562 Reti
Gestione delle connessioni terminali

Gestione delle connessioni terminali


La gestione delle connessioni terminali permette di valutare con precisione l’infilaggio, il percorso,
lo stipamento e il computo dei cavi unipolari per il collegamento delle apparecchiature dell’impianto
elettrico.
Nella figura seguente è riportato ad esempio lo schema di collegamento di un punto invertito: in
ciascuna tratta di condotto vengono riportati gli indicatori dei conduttori, in particolare si
riconoscono i conduttori di fase, neutro, PE e i vari ritorni del punto luce, raggruppati dal gruppo con
sigla “e”.
Il software identifica i collegamenti unipolari corretti sulla base della composizione dei gruppi
comandi (gruppi di interruttori, pulsanti, lampade, etc.) e i relativi schemi di collegamento.

Elaborazione automatica delle connessioni terminali


Vediamo i passi necessari per elaborare automaticamente le connessioni terminali.
Innanzitutto è necessario impostare l’opportuna terminazione nel setup dei simboli terminali.
Interruttori, prese, pulsanti, lampade, sensori e centraline elettriche devono essere correttamente
caratterizzati nell’appropriata scheda Impianti del Setup del simbolo (in Libreria simboli).
Reti 563
Gestione delle connessioni terminali

È possibile impostare fino a tre tipi di terminazioni diverse per un simbolo; è possibile creare pertanto
un simbolo grafico che elettricamente parlando rappresenta un gruppo composto ad esempio da una
presa, un interruttore semplice e un pulsante.
La lista delle terminazioni è ampliabile attraverso la finestra Gestione terminazioni di Preferenze
ambiente grafico - Impianti. Vedi “Gestione terminazioni e schemi di collegamento” a pagina 565.

I simboli terminali vengono normalmente inseriti nella planimetria di impianto con i consueti
strumenti. Si definiscono gruppi comando l’insieme di apparecchiature che fanno parte dello stesso
schema di collegamento. Ad esempio indichiamo con gruppo comando, in questo contesto, l’insieme
dei corpi illuminanti e l’interruttore semplice che li azionano, oppure l’insieme composto dal relè, i
pulsanti e i corpi illuminanti connessi tra loro. Per individuare il gruppo comando è stato introdotto
un insieme di attributi con descrizione Comando (etichette COM1, COM2, etc.) che permettono di
designare con la stessa sigla tutti gli apparecchi appartenenti al gruppo.
Mediante la finestra di editazione attributi (comando DDA) risulta agevole marcare i vari gruppi
comando riportati nel layout d’impianto. La casella a discesa presente nella finestra di editazione
attributi in corrispondenza agli attributi Comando permette di elencare tutti i comandi utilizzati nel
disegno corrente ed eventualmente avviare la generazione di un nuovo comando.

Sebbene sia possibile assegnare un valore qualsiasi all’attributo comando, si consiglia di utilizzare
lettere singole o brevi gruppi di lettere al fine di rendere lo schema più leggibile.
Se un simbolo prevede più terminazioni nel setup di libreria simboli, ciascuna terminazione può
essere associata ad un diverso gruppo comando mediante gli attributi Comando 1, Comando 2, etc.
I punti luce inseriti direttamente con l’inserimento blocchi da listino o assiemi possono assumere il
gruppo comando automaticamente (vedere relativa impostazione in listino).
Una volta inseriti i simboli e assegnati i gruppi comando è possibile disegnare i condotti mediante
l’apposito comando. Si consiglia di attivare la modalità di aggancio orientata ai simboli dalla finestra
di disegno condotti (“Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso” a pagina 575).
564 Reti
Gestione delle connessioni terminali

Questa modalità permette di mantenere attivo l’OSNAP per un migliore aggancio grafico tra condotti
e simboli grafici e di fa prevalere l’elevazione del condotto impostata dalla finestra.

Nota. Nel tracciare i condotti è importante che la destinazione d’uso comprenda Rete elettrica, in
caso contrario le procedure automatiche non considereranno validi i canali portacavi.

Tramite l’interfaccia Reti - Rete elettrica (comando RETI, vedi “Reti” a pagina 523) è possibile
abbinare il circuito elettrico ai simboli inseriti sulla planimetria. Lo schema elettrico può provenire
dal programma di calcolo reti Ampère o essere generato attraverso i comandi presenti nella finestra,
in ogni caso l’attenzione va ora rivolta all’utenza terminale e al quadro di distribuzione da cui essa
si propaga, elementi che devono essere associati ai simboli grafici.
Il comando Salva in Rete elettrica esegue l’infilaggio vero e proprio delle linee di distribuzione,
compresi i collegamenti terminali.

Esempio Punto interrotto semplice


Segue, a titolo di esempio, la procedura per l’assegnazione e il cablaggio di un punto interrotto
semplice.

1. Inserire sulla planimetria un simbolo per rappresentare il quadro di distribuzione, un simbolo per
la cassetta di giunzione, un interruttore semplice e un corpo illuminante.
2. Con Edita attributi (comando DDA) assegnare a interruttore e lampada lo stesso gruppo
comando (ad esempio “a”).
3. Tracciare le canalizzazioni (comando DISCONDOTTO) che congiungono i simboli inseriti.

4. Avviare la finestra Rete elettrica (comando RETI).


5. Generare un nuovo quadro di distribuzione (Q1) e un’utenza terminale (C1): usare i comandi
Nuovo quadro e Nuovo carico.
6. Mediante il comando Seleziona oggetti a fianco dell’elemento quadro associare il simbolo del
quadro elettrico.
7. Mediante il comando Seleziona oggetti a fianco dell’elemento terminale associare il simbolo
dell’interruttore. Considerato che al gruppo comando è associato anche il corpo illuminante, una
finestra di dialogo chiederà di estendere la selezione a tutto il gruppo. Confermare tale richiesta.
8. Premere Salva per procedere all’analisi e infilaggio dei cavi. Si noti che in presenza di una
cassetta di giunzione la lunghezza di dimensionamento della linea di distribuzione letta dal disegno
viene misurata dal quadro di distribuzione alla cassetta di giunzione.

9. Con il comando Utilità - Visualizza marcatori sintetici è possibile ottenere un feedback a video
della presenza dei vari conduttori nelle tratte di portacavi.
Reti 565
Gestione delle connessioni terminali

Gestione terminazioni e schemi di collegamento


Lo schema di collegamento rappresenta l’informazione fondamentale per permettere al programma
di congiungere con cavi unipolari un insieme di apparecchi ubicati nel disegno.
Distinguiamo 3 tipologie di elementi per la definizione completa di uno schema di collegamento:
• Terminazione: identifica la tipologia di apparecchio terminale.
• Collegamento: identifica il gruppo di conduttori (fasi, neutri, ritorni) che congiungono in modo
univoco due terminazioni.
• Schema di collegamento: insieme univoco di terminazioni con i relativi collegamenti tra i vari
elementi.

L'utilità Schemi di collegamento consente di delineare la struttura di una rete elettrica definendone
i punti base, ovvero le terminazioni, e il modo in cui essi sono collegati, ovvero i collegamenti. Gli
schemi di collegamento sono personalizzabili mediante profili.
Per accedere a tale funzionalità selezionare la voce Schemi di collegamento disponibile nel menu
Utilità della scheda Rete elettrica visualizzabile lanciando il comando RETI. Le impostazioni delle
terminazioni e degli schemi di collegamento sono richiamabili anche dalla finestra di Preferenze
ambiente grafico > Impianti > Gestione terminazioni e schemi di collegamento (comando EGPREF).

La finestra di dialogo principale è composta da due schede: Terminazioni e Schemi di collegamento


selezionabili nella parte inferiore della finestra. Entrambe presentano una lista con profili
precompilati che si possono modificare e/o duplicare, ma non eliminare; vi è, inoltre, la possibilità
di definire profili completamente nuovi, ovvero personalizzati.
Terminazioni
Tutti i profili i terminazione disponibili sono presenti nella lista visualizzabile nella scheda
Terminazioni della finestra di dialogo principale.
La personalizzazione di una terminazione richiede le seguenti informazioni.
566 Reti
Gestione delle connessioni terminali

Tipologia: selezionabile da una lista a discesa precompilata.


Descrizione: che deve essere univoca.

Schema di collegamento
Tutti i profili schema di collegamento disponibili sono presenti nella lista visualizzabile nella scheda
Schemi di collegamento della finestra di dialogo principale.

Ogni schema di collegamento è caratterizzato da una descrizione univoca editabile nella casella
Descrizione della finestra di dialogo Schema di collegamento.
La personalizzazione di uno schema di collegamento si articola in due fasi descritte di seguito.
• Fase 1: Scelta delle terminazioni
Nella parte superiore della finestra di dialogo Schema di collegamento vi è una lista delle
terminazioni che compongono lo schema corrente.
Per aggiungere una terminazione basta selezionare la relativa voce nel popup menu che si apre
cliccando il pulsante Aggiungi nella barra degli strumenti superiore ed elenca tutti i profili di
terminazione disponibili suddivisi per tipologia.
Per eliminare una terminazione in lista basta selezionarla e cliccare il pulsante Elimina nella barra
degli strumenti superiore.
Ogni terminazione può essere multipla, ovvero possono esserci più istanze con quel profilo presenti
nello schema corrente (per esempio: se lo schema corrente ha N terminazioni Lampada, è sufficiente
inserire una sola volta in lista il relativo profilo e specificare l'attributo Multiplo cliccando il relativo
pulsante nella barra degli strumenti superiore).

• Fase 2: Definizione dei collegamenti


Nella parte inferiore della finestra di dialogo Schema di collegamento vi è una lista dei collegamenti
che compongono lo schema corrente. Ogni collegamento è caratterizzato dalle seguenti
informazioni.

Tipologia: selezionabile da una lista a discesa precompilata.


Punto iniziale:ovvero la terminazione da cui il collegamento inizia.
Punto finale: ovvero la terminazione in cui il collegamento termina.

È possibile aggiungere nuovi collegamenti mediante il pulsante Nuovo nella barra degli strumenti
inferiore; modificare ed eliminare collegamenti in lista selezionandoli e cliccando i relativi pulsanti
sempre nella barra degli strumenti inferiore.

Nota. Le tipologie di collegamento sono personalizzabili mediante la finestra di dialogo Elenco dei
collegamenti attivabile cliccando il pulsante Gestione collegamenti nella barra degli strumenti della
finestra di dialogo principale. La personalizzazione di un collegamento richiede:
Reti 567
Gestione delle connessioni terminali

• l'aggiunta di un nuovo collegamento, cui è associata una descrizione univoca, nella lista
Collegamenti (a sinistra);
• la definizione dei conduttori che lo caratterizzano aggiungendoli nella lista 'conduttori' (a
destra).

Esempio. Per aggiungere il collegamento F+N (fase-neutro) cliccare il pulsante Aggiungi sotto la
lista Collegamenti e inserire la descrizione F+N nella finestra di dialogo Collegamento che si apre,
quindi selezionare la voce F+N nella lista Collegamenti, cliccare il pulsante Aggiungi sotto la lista
Conduttori e selezionare prima un conduttore Fase e poi un conduttore Neutro nella finestra di
dialogo Conduttore che si apre.

Esempio Definizione di uno schema di collegamento


Supponiamo dei voler definire lo schema di collegamento Lampada con interruttore semplice: esso
si compone di due terminazioni (interruttore semplice e lampada) e di quattro collegamenti.
1. Scelta delle terminazioni: cliccando il pulsante Aggiungi nella barra degli strumenti superiore
si apre un popup menu (Tipo > Descrizione) nel quale selezioniamo la voce Interruttore/deviatore >
Interruttore semplice per inserire la terminazione interruttore semplice e, analogamente, Lampada >
Lampada per inserire la terminazione lampada.
La terminazione Lampada è multipla, ovvero nel circuito elettrico associato ci possono essere N
terminazioni di profilo Lampada, per settare tale informazione basta selezionare la voce Lampada
dalla lista delle terminazioni e cliccare sul pulsante Quantità multipla nella barra degli strumenti
superiore.
2. Definizione dei collegamenti: il primo collegamento che caratterizza il nostro schema va dalla
terminazione <Quadro> (inserita di default, che rappresenta la scatola di derivazione/quadro
all'origine del nostro schema di collegamento) alla terminazione Interruttore semplice, per definirlo
basta cliccare il pulsante Nuovo nella barra degli strumenti inferiore quindi selezionare la voce F
(fase) nella lista a discesa Collegamento (che elenca tutte le tipologie di collegamento disponibili),
la voce <Quadro> nella lista a discesa Da (che indica dove il collegamento inizia) e la voce
Interruttore semplice nella lista a discesa A (che indica dove il collegamento termina).
Analogamente definiamo i collegamenti:
- R (ritorno) da Interruttore semplice a Lampada
- N (neutro) da Lampada a <Quadro>
- PE (conduttore di PE) da Lampada a <Quadro>

Per completare la definizione del nostro schema indichiamone la descrizione Lampada con
interruttore semplice nell'apposita casella in alto e confermiamo la creazione del profilo premendo
il pulsante OK in basso a destra.

Conduttori unipolari preferenziali


Un cavo unipolare presente in archivio Cavi può essere designato come conduttore preferenziale in
fase di esportazione dei cavi per Sigma da ambiente grafico. È possibile indicare cavi distinti per
568 Reti
Marcatori di contenuto delle tratte di condotto

fase, neutro, PE e conduttori di ritorno. A ciascuna tipologia preferenziale è possibile associare una
sola coppia di designazione e sezione: se si tenta di assegnare una tipologia preferenziale già
assegnata ad un altro cavo con medesima designazione e sezione, una finestra di dialogo chiederà di
procedere con la sostituzione del conduttore preferenziale in questione.

Estrazione dati preventivo Sigma


Per le linee di distribuzione senza cavi vincolati da archivio il programma provvederà ad estrarre i
codici dei cavi commerciali in accordo con sezioni e designazioni corrispondenti definite in archivio
cavi. Nel caso di linee di distribuzione con cavi unipolari i conduttori di fase, neutro e PE verranno
estratti compatibilmente con la scelta dei conduttori preferenziali definiti.
Nella finestra di generazione del computo è presente l’opzione Estrai collegamenti unipolari
terminali (vedi “Generazione del computo metrico” a pagina 704). Questa opzione consente di
esportare in Sigma le “cordine” unipolari di collegamento tra le varie terminazioni elettriche se
connesse alla rete elettrica e riconosciute dagli schemi di collegamento definiti (vedi “Gestione delle
connessioni terminali” a pagina 562). In tal caso vengono considerate le tipologie preferenziali di
fase, neutro, PE, ritorno.

Marcatori di contenuto delle tratte di condotto


La funzione Marcatura conduttori ha lo scopo di fornire l’indicazione completa del cablaggio dei fili
unifilari infilati in una o più tratte di condotto elettrico.
Essa permette di riportare sui dei marcatori le informazioni sintetiche relative a conduttori di fase,
neutro, ritorni con eventuali comandi e terra, per ciascun circuito presente in un condotto elettrico.
L’operazione è agevolata nel caso in cui le utenze siano già assegnate e infilate all’interno dei
condotti tramite l’interfaccia Reti, in tal caso i conduttori corrispondenti al collegamento elettrico
delle utenze vengono automaticamente riportati: vedi “Gestione delle connessioni terminali” a
pagina 562.
In alternativa è necessario definire sulle singole tratte quali conduttori di fase, neutro e ritorni infilare.
Di seguito sono illustrate le modalità operative per la marcatura manuale delle linee terminali od
eventualmente per l’editazione di una marcatura effettuata in automatico.

Nel disegno seguente sono raffigurati i collegamenti necessari nel caso di un elementare schema di
accensione lampada mediante interruttore semplice.
Reti 569
Marcatori di contenuto delle tratte di condotto

Il conduttore di ritorno indica la fase che viene interrotta dalla presenza dell’interruttore e viene
raffigurato con una linea più corta rispetto al conduttore di fase. Nella raffigurazione del ritorno può
essere eventualmente riportato il comando, ovvero la lettera che riunisce il gruppo di lampade
comandate dall’interruttore.
La figura seguente mostra lo schema elettrico con le etichette.

Come disegnare i marcatori di contenuto in un condotto


• Selezionare Marcatori tratte.

Menu: Impianti>Linee di distribuzione.


Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: MARCONDOTTO.

All'avvio del comando sono presentate, alla riga di comando e vicino al cursore se posizionato
nell’area del disegno, le opzioni illustrate di seguito.

Inserisci
Richiede di selezionare nel disegno un tratto di condotto e visualizza la finestra di dialogo Contenuto
tratta per l’editazione dei conduttori, per aggiungere, modificare o rimuovere collegamenti. Se le
modifiche vengono confermate con OK il blocco con i dati di marcatura viene inserito giacente al
condotto, nel punto inizialmente selezionato. Nel caso di inserimento con modalità callout,
opzionabile nella finestra Contenuto tratta, viene richiesto un punto in cui disegnare il blocco di
marcatura.

Modifica
570 Reti
Marcatori di contenuto delle tratte di condotto

Questa opzione funziona come la precedente, ma nel caso in cui il blocco di marcatura sia già
presente sul disegno, l’aggiornamento avviene nella medesima posizione precedente, senza
interazione dell'utente.

Sposta
Se i dati di marcatura sono già presenti sul tratto selezionato, questa opzione permette di modificare
la posizione del marcatore senza richiamare la finestra di editazione.

Automatico
Questa opzione ha il duplice scopo di disegnare in forma automatica tutti i marcatori nelle tratte di
condotto in cui sono state definite delle utenze e aggiornare i marcatori presenti al variare delle
caratteristiche delle utenze stesse.

Pulisci
Questa opzione permette di rimuovere dal disegno tutti i marcatori e cancellare tutti i dati relativi
all’infilaggio dei collegamenti.

Finestra di contenuto tratta


La finestra visualizzata dalla funzione di marcatura conduttori serve per l'editazione dei conduttori
infilati nella tratta di condotto selezionato.

La finestra è divisa in due parti. La parte di sinistra visualizza la lista delle utenze i cui collegamenti
interessano il tratto selezionato, essendo stati infilati nel condotto in precedenza. Per ciascuna utenza
è possibile visualizzare, nella lista a destra, i singoli collegamenti che sono presenti nel tratto. Un
collegamento rappresenta un insieme di conduttori fisicamente infilati nella conduttura elettrica:
queste informazioni saranno riportate nel disegno in forma di etichetta.
Per specificare i conduttori presenti è possibile usare l'icona Aggiungi connessione (terza icona nella
barra strumenti di sinistra) e selezionare le opzioni interessate.
In alternativa è possibile usare l'icona Nuovo (prima icona nella barra strumenti di destra) che
permette di aggiungere una connessione per volta ma anche specificare il comando.
Quando si aggiunge un collegamento ad un utenza valgono le seguenti considerazioni:
• collegamenti con conduttori di ritorno possono essere aggiunti solo ad utenze terminali;
• il numero di fasi deve essere inferiore a quelle definite nei dati elettrici dell’utenza.

Se un collegamento possiede al suo interno almeno un conduttore di ritorno, la funzione di editazione


(seconda icona nella barra di destra) permette di editare la sigla di comando riportata per agevolare
la lettura dei circuiti interessati a tale conduttore.

È possibile anche eseguire la marcatura di un condotto vuoto, selezionando le utenze da infilare tra
quelle del progetto collegato al disegno. La prima icona nella barra degli strumenti di sinistra apre
una finestra con la lista delle utenze del file UPEX collegato al disegno: è quindi possibile
Reti 571
Disegno dell’impianto orientato ai simboli

selezionare una utenza con doppio clic. Di seguito vanno specificati ulteriormente i conduttori
passanti al fine di indicare anche l'eventuale presenza di fili di ritorno.
L'utenza selezionata in lista comprende le seguenti proprietà.

Sezione : il programma propone come sezione per i conduttori la sezione ricavata dall’utenza
associata. Se i conduttori devono avere sezioni minori è sufficiente modificarne il valore.

Disegna marcatore con callout: se questa opzione è attiva il blocco dei dati di marcatura viene
disegnato in un punto indicato dal disegnatore, collegato al condotto con una linea di estensione
(come la quotatura ). Altrimenti i dati di marcatura vengono disegnati giacenti al condotto.
Elenco dei collegamenti
La finestra Elenco dei collegamenti si apre nella finestra riportante i conduttori presenti nel condotto,
con l'icona in alto a destra. Essa permette di visualizzare l’associazione tra un collegamento
mnemonico e i conduttori che effettivamente ne fanno parte. È possibile aggiungere collegamenti
personalizzati, mentre non è possibile modificare e rimuovere i collegamenti predefiniti.

Disegno dell’impianto orientato ai simboli


Il disegno dell’impianto orientato ai simboli è la modalità di disegno dei simboli e della rete di
condotti che utilizza i più attuali strumenti messi a disposizione da iDEA. Di seguito sono richiamati
i concetti fondamentali e illustrato un esempio pratico.

Elevazioni predefinite
Le elevazioni predefinite permettono di agevolare la scelta dell’altezza di installazione al momento
del posizionamento dei simboli e il disegno dei condotti portacavi. Vedi “Elevazioni predefinite di
simboli e condotti” a pagina 443.

Inserimento dei simboli


Il setup di un simbolo per impiantistica consente di assegnare l’elevazione di posa del simbolo con
la possibilità di selezionarla tra quelle predefinite nei parametri topografico del disegno. In tal modo
non è necessario attribuire un valore assoluto di elevazione ma l’assegnazione dipende dalla
configurazione assegnata al disegno. Un’ulteriore casella di spunta permette di notificare al
programma quali simboli per impianti non richiedono rotazione sul disegno in fase di inserimento.
572 Reti
Disegno dell’impianto orientato ai simboli

Nella finestra di inserimento di simboli di impiantistica si consiglia di sfruttare le seguenti utilità.


• La barra verticale nella finestra di dialogo permettere di variare velocemente l’elevazione di
posa tra le misure predefinite.
• L’impostazione di mantenere una distanza prefissata dalla parete (opzione Distanza da parete)
è attivata nel caso di elevazione impostata Alta, Media o Bassa, disattivata se l’elevazione è
Pavimento o Soffitto.
• È possibile utilizzare il punto medio di un segmento come punto di inserimento del blocco. In
tal caso vengono richiesti due punti sul disegno e il simbolo viene posizionato nella mezzeria del
segmento così formato.

Scelta dell’elevazione di posa del simbolo

Disegno dei condotti


La funzione di disegno dei condotti semplifica e velocizza la tracciatura dei condotti secondo la
tecnica di disegno orientato ai simboli.
Di seguito sono richiamte le opzioni più utili disponibili nella finestra di disegno Condotti.
Reti 573
Disegno dell’impianto orientato ai simboli

Arco Inserisci rinvio


Aggancia Opzioni di
destinazione d’uso

Elevazione
menu Opzioni

Piano di lavoro

Distanza fissa Layer elementi


delle pareti

• Destinazione d’uso (vedi anche “Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso”
a pagina 575).
• Elevazione: indica l’elevazione dal pavimento alla quale si sta tracciando il condotto. La scelta
dell’elevazione del condotto è agevolata dalla barra che permettere di variare velocemente
l’elevazione tra le elevazioni tipiche predefinite. Nella casella a destra è possibile selezionare il piano
di lavoro, nel caso si disegni in 3D su un edificio a più piani. Selezionare un offset dall'elenco degli
offset predeterminati (vedi “Livelli altimetrici dei piani di lavoro” a pagina 437).
• Aggancia: permette di agganciare un condotto ad un canale esistente o a un simbolo nel disegno
e in questo caso l’elevazione del condotto passa all’elevazione del simbolo.
• Modalità di aggancio orientata ai simboli: favorisce la connessione rapida tra due simboli.

Le precedenti funzioni sono documentate in questa guida nella parte dedicata al disegno dei condotti:
vedi “Condotti” a pagina 467.

Esempio
1. Posizionare nella planimetria una serie di simboli con elevazione di posa adeguata (automatica
se impostata nel setup simboli): centralino (Media - 120cm), scatola di derivazione (Bassa - 30cm),
interruttore (Media - 120cm), lampada (Soffitto - 270cm).

Lampada

Interruttore

Centralino Derivazione

2. Avviare quindi la funzione Disegna condotti per tracciare i condotti che collegano gli
apparecchi.
574 Reti
Disegno dell’impianto orientato ai simboli

3. Consideriamo di dover disegnare una distribuzione a livello del pavimento con delle opportune
alzate di collegamento. Nella finestra condotti attivare il bottone Disegna raccordi ad angoli retti e
tramite il cursore a sinistra selezionare l’elevazione Pavimento: nella casella Elevazione viene
compilato il valore predefinito 0cm. Controllare che sia selezionata l’opzione Modalità di aggancio
orientata ai simboli (dal menu Opzioni: vedi figura precedente).
4. Iniziare la tracciatura selezionando un punto sul simbolo del centralino e quindi sul simbolo
della scatola di derivazione; essendo le elevazioni dei simboli diverse da 0cm il programma chiede
conferma per disegnare il condotto a 0cm.
5. Ora si può disegnare di seguito o staccare con il tasto destro del mouse (come in questo
esempio); in entrambe i casi il programma disegna una tratta di condotto che parte dal centralino e
si porta alla quota 0cm sulla verticale del simbolo, va alla scatola e sale per collegarsi ad essa.
6. Continuare la tracciatura selezionando la scatola e l’interruttore.
7. A questo punto selezionare l’elevazione Soffitto affinché il condotto non passi per il pavimento
e selezionare l’interruttore e la lampada.

8. Impostando una vista assonometrica 3D si potrà notare l’andamento reale del condotto. Si noterà
quindi la distribuzione alla quota pavimento da cui dipartono le salite verso il simbolo del centralino,
della cassetta e dell’interruttore. Per la lampada non c’è cambio di quota perché il simbolo è
posizionato alla stessa elevazione impostata per la distribuzione del condotto dopo il “passaggio” per
l’interruttore.
Reti 575
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso

Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso


L’infilaggio automatico dei cavi di gestione reti (comando RETI, vedi “Reti” a pagina 523) avviene
sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta.
Destinazione d’uso del condotto
Il concetto di destinazione d’uso di un condotto definisce il suo modo d’uso.
La lista delle tipologie di destinazione sono preassegnate:
• Rete elettrica
• Cablaggio strutturato
• Difusione sonora (EVAC)
• Antincendio
• Rete telefonica
• TV/SAT
• Domotica
• Fonia

La destinazione d’uso va associata al condotto in fase di tracciatura tramite la finestra di disegna


condotto (comando DISCONDOTTO, vedi “Condotti” a pagina 467) ed in seguito si può modificare
con l’editazione delle proprietà di un condotto già tracciato tramite la finestra Condotti (comando
VEDICONDOTTI, vedi “Modifica dei condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481).

Oltre a quelle citate sopra, è definita anche la destinazione Multipla. Quest’ultima è una tipologia
speciale ed è impiegata tipicamente per i canali con più comparti. Selezionando tale tipologia nella
finestra di disegno condotto si attiva un pulsante dal quale si specifica nel dettaglio quali destinazioni
elementari assegnare.

Nel tracciare un condotto, quando si varia la destinazione, oltre a recuperare le informazioni di


rappresentazione grafica vengono anche recuperati gli ultimi codici materiali di archivio, con relativi
accessori e identificativo usati. Diventa in questo modo agevole, ad esempio, assegnare un codice per
i canali sulla destinazione Multipla e un codice per le tubazioni sulla destinazione Rete elettrica e
commutare rapidamente tra le due impostazioni.

Nota. Al fine di impostare una continuità tra tratte di condotto disegnate in aree diverse del disegno
è necessario inserire alle estremità delle stesse dei blocchi di rinvio per segnalare che il percorso
continua in un’area o proviene da un’area diversa: vedi “Rinvio di un tratto di condotto” a
pagina 474.
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso
La ricerca dei percorsi per l’infilaggio automatico dei cavi della gestione reti avviene sui condotti che
possiedono la destinazione d’uso corretta.
In particolare:
• i cavi della Rete elettrica (vedi “Rete elettrica” a pagina 524) verranno stipati nei condotti o nei
comparti di condotto con destinazione Rete elettrica.
576 Reti
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso

• i cavi della Rete ausiliaria (vedi “Rete ausiliaria generica” a pagina 537) verranno stipati nei
condotti o nei comparti di condotto con destinazione Rete elettrica.
• i cavi della Rete dati (vedi “Reti dati” a pagina 542) verranno stipati nei condotti o nei comparti
di condotto con destinazione Cablaggio strutturato.
• i cavi della Rete EVAC (vedi “Reti EVAC” a pagina 550) verranno stipati nei condotti o nei
comparti di condotto con destinazione Diffusione sonora (EVAC).
• i cavi della Rete Antincendio (vedi “Reti antincendio” a pagina 554) verranno stipati nei
condotti o nei comparti di condotto con destinazione Antincedio.
• i cavi della Rete TV/SAT (vedi “Rete TV/SAT” a pagina 558) verranno stipati nei condotti o nei
comparti di condotto con destinazione TV/SAT.

L’eventuale canalizzazione multiuso, quindi con destinazione Multipla deve essere abilitata a
seconda dei casi per la tipologia di rete in esame e/o per Cablaggio strutturato. Nel caso di condotti
con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi la destinazione
d’uso adeguata.
Associazione delle destinazioni d’uso ai comparti dei condotti
Tramite la finestra Comparti dei condotti, accessibile dalla finestra Preferenze ambiente grafico >
Impianti > Comparti predefiniti (comando EGPREF, vedi “Impianti - Comparti predefiniti dei
condotti” a pagina 769) è possibile associare ad ogni funzione di comparto la sua destinazione d’uso
selezionabile tra quelle predefinite.
Questa associazione serve per la funzione automatica di infilaggio dei cavi nei condotti ottenibile con
la gestione reti (comando RETI). In tale operazione i cavi della rete elettrica saranno destinati ai
compariti con destinazione Rete elettrica mentre i cavi della rete dati saranno infilati nei comparti
con destinazione Cablaggio strutturato.

Caratteristiche grafiche delle destinazioni d’uso


A ciascuna destinazione d’uso è assegnabile una serie di parametri che ne agevolano la
caratterizzazione grafica, come ad esempio il colore o il layer di appartenenza.
Le impostazioni grafiche associate a ciascuna tipologia sono richiamabili dalla finestra di Preferenze
ambiente grafico > Impianti > Impostazioni disegno condotti (comando EGPREF, vedi “Impianti -
Impostazioni disegno condotti” a pagina 769), oppure più comodamente direttamente dalla finestra
di disegno condotti.
Reti 577
Infilaggio automatico dei cavi secondo la destinazione d’uso

Ciascuna destinazione permette quindi di personalizzare le diverse tipologie riportate sul disegno. È
possibile anche associare per ogni destinazione un diverso tipo linea per ciascuna delle elevazioni
tipiche del disegno; in tal modo, ad esempio, si individuano in modo diverso i tubi interrati in
pavimento da quelli a parete. Se invece si desidera solamente caratterizzare sul disegno la diversa
tipologia di condotto (ad esempio tra canali e tubi), si può preassegnare un layer di appartenenza e
definire colore, spessore, tipolinea dedicati direttamente in CAD.
Gestione dei comparti per i condotti disegnati
Per editare la destinazione d’uso dei condotti tracciati nel disegno corrente avviare la funzione
Modifica condotto (comando MODCONDOTTO) e selezionare i tratti del condotto da editare.
La finestra di modifica dei dati condotto propone, nel riquadro superiore, anche la destinazione d’uso
del condotto (Destinazione). Inoltre, per ogni condotto è possibile accedere alla pagina Comparti in
cui impostare i dati dei comparti previsti in archivio per il condotto selezionato.

È possibile scegliere se attivare o meno l’uso dei comparti apponendo o meno la spunta all’opzione
Abilita l’uso dei comparti per questo [Link] caso in cui l’uso dei comparti non sia abilitato, il
condotto verrà considerato come non compartimentato, indipendentemente da quanto definito in
archivio.
Se il condotto selezionato non prevede comparti, in lista comparirà comunque un unico comparto che
occupa, ovviamente, tutta la sezione del condotto.

Personalizzazione dei percorsi cavi


Una funzione permette di personalizzare il percorso dei cavi all'interno dei canali di una rete.
578 Reti
Reti di cablaggio macchina

L'infilaggio automatico dei cavi nei condotti, ottenibile con la gestione reti (comando RETI), può
essere condizionato predisponendo i condotti ad alloggiare solo i cavi di un certo di impianto o, al
contrario, ad escluderli.
Si ricorda che al condotto è anche possibile assegnare la Destinazione d'uso, che vincola il canale ad
alloggiare cavi di una determinata tipologia di rete (Rete elettrica, Cablaggio strutturato, Diffusione
sonora, Antincendio, Rete telefonica, TV/SAT, Domotica e Fonia).
Con la specifica dell'impianto è ora possibile stabilire una differenziazione all'interno della stessa
rete. A tale scopo è necessario assegnare ad ogni elemento rettilineo di condotto una specifica
predisposizione tramite la finestra di modifica condotto avviata da Gestione tratte portacavi
(comando CONDOTTI) o con il comando MODCONDOTTO. Le scelte possibili sono le seguenti.
• Predisposto per tutti gli impianti
Il condotto non possiede alcuna predisposizione ed è adibito all'infilaggio di tutti i cavi in modo
coerente con la destinazione d'uso assegnata.
• Predisposto per impianto...
Dopo aver inserito un testo nel campo specificato, il passaggio in questo tratto sarà riservato ai
cavi/utenze che possiedono un campo Impianto compilato e uguale da quello specificato. Si consiglia
di utilizzare questa opzione quando la rete di condotti è molto articolata ed è necessario
personalizzare il percorso di una gran quantità di impianti. Assegnare in tal caso la corretta
predisposizione a tutti i tratti interessati al condizionamento.
• Non predisposto per impianto...
Dopo aver inserito un testo nel campo specificato, il passaggio in questo tratto sarà interdetto ai
cavi/utenze che possiedono un campo Impianto compilato e uguale a quello specificato. Si consiglia
di utilizzare questa opzione quando l'obiettivo primario è quello di evitare uno specifico percorso ad
una determinata categoria di cavi

È possibile specificare il campo Impianto ai cavi di tutte le tipologie di rete. Non è possibile
personalizzare il passaggio di cavi con campo Impianto non assegnato. L'informazione Impianto e
Predisposizione è riportata, per comodità, nelle finestre di Reti (comando RETI) e Gestione tratte
portacavi (comando CONDOTTI).

Reti di cablaggio macchina


La pagina Cablaggio macchina dell’interfaccia Reti è riservata alle operazioni di infilaggio dei cavi
definiti nella parte circuitale dello schema elettrico nei condotti portacavi definiti in un layout di
impianto o 3d di una macchina utensile.

Premessa
Prima di procedere alle operazioni di infilaggio è necessario associare i disegni dello schema
circuitale e del layout di impianto allo stesso file di schema (.sch) tramite il comando SCHEMA (vedi
“Gestione schema” a pagina 96).
L’esatta interpretazione delle connessioni è possibile solamente dopo aver effettuato l’analisi dello
schema (comando FILI, vedi “Analisi schema” a pagina 356) che compila i file per il cablaggio dei
cavi.

Tipologie di ubicazione
Quando si definiscono le ubicazioni nelle quali sono organizzati i componenti di uno schema
elettrico, tramite la funzione Gestione ubicazioni (comando UBIC), è ora possibile associare ad
ognuna di esse una particolare tipologia. L’ordine reciproco di due ubicazione aventi tipologia
diversa è quindi stabilito in base all’ordine di precedenza delle tipologie. L’ordine di precedenza
delle tipologie, specificato di seguito, è fisso.
Reti 579
Reti di cablaggio macchina

1. Quadro allacciato alla fornitura


2. Quadro generico di distribuzione
3. Cassetta di giunzione
4. Quadro di bordo macchina
5. Area/locale

L’ordinamento di ubicazioni aventi la medesima tipologia, è stabilito in base all’ordine di precedenza


delle tipologie nella lista ubicazioni e quindi alfanumerico in base al campo Sigla dell’ubicazione,
eventualmente modificato manualmente dal progettista tramite i comandi Muovi su, Muovi giù.
L’ordinamento globale cosi determinato influisce sull’acquisizione della rete di cablaggio macchina.

In particolare, ai fini dell’acquisizione della rete di cablaggio macchina sono prese in esame le
seguenti due tipologie di ubicazione.
Quadro allacciato alla fornitura
Gli elementi appartenenti a questa ubicazione vengono considerati il punto di partenza della rete
dello schema elettrico. La rete dello schema si sviluppa partendo da questa tipologia di quadri e
connette tutti i quadri.

Nota. È necessario che nello schema elettrico acquisito sia presente un componente con la cui
ubicazione è della tipologia Quadro allacciato alla fornitura.
Area/locale
Gli elementi appartenenti a questa ubicazione sono in genere motori e sensori di bordo macchina e
non sono inseriti all’interno di un quadro specifico.
Apparecchiature con ubicazione non compilata e attributo Morsettiera compilato EXT sono
automaticamente considerate in questa tipologia di ubicazione.
In un layout di impianto o macchina queste apparecchiature devono essere riportate singolarmente
nel disegno. Tutte le altre apparecchiature vengono invece rappresentate mediante i relativi quadri
elettrici di appartenenza.

Avvio dell’interfaccia Reti - Cablaggio macchina


La gestione cablaggio macchina si opera nella finestra Reti.
Come avviare l’interfaccia Reti - Cablaggio macchina
1. Selezionare Reti.

Menu: Impianti>Linee di distribuzione>Reti.


Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Utenze.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: RETI.
580 Reti
Reti di cablaggio macchina

2. Nell’interfaccia Reti, attivare la pagina Cablaggio macchina.

Genera da schema elettrico


Il file dei cablaggi dello schema multifoglio viene elaborato e convertito in una rete formata dai
quadri e dagli elementi di bordo macchina rilevati. Tali elementi vengono connessi con i cavi
appropriati definiti sullo schema elettrico.
Questo comando va eseguito anche dopo ogni variazione di uno schema elettrico o alterazione delle
tipologie di ubicazione. Infatti in tal caso la gerarchia di quadri, elementi di bordo macchina e le
connessioni dei cavi possono aver subito delle alterazioni.
A questo punto le operazioni di associazione ai simboli grafici presenti nel comando Reti permettono
di associare ciascun elemento di passaggio (quadro, apparecchiatura) ad un blocco inserito nel layout
di impianto.

La figura seguente mostra il layout di un impianto di automazione in cui è stato eseguita la posa dei
cavi acquisiti dallo schema elettrico (esempio Cavi [Link] disponibile all’interno della cartella
d e g l i e s e m p i I m p i a n t i i l c u i p e r c o r s o p r e d e f i n i t o è c : \ P ro g r a m D a t a \ E l e c t ro
Graphics\R2024\Common\Sample\Impianti\).

Funzioni di gestione dei cablaggio macchina


Segue la specifica delle funzioni di gestione dei cablaggio macchina.
Sincronizza
Il comando permette di aggiornare la finestra di dialogo con le informazioni contenute nel disegno
corrente. Il reticolo di condotti e i simboli dell’impianto con i relativi cavi associati vengono
interpretati e visualizzati nella finestra di dialogo. L’operazione di sincronizzazione avviene
automaticamente al primo avvio di comando e prima di eseguire la procedura di infilaggio cavi
(comando Salva).
Seleziona oggetti
Comando fondamentale che permette di associare ad un elemento della rete la sua rappresentazione
simbolica sul disegno. Si avvia tramite il pulsante nella prima colonna della griglia e da menu
contestuale.
Gli elementi non associati al un simbolo presentano, nella prima colonna della griglia, una icona led
grigia. Gli elementi già associati presentano una icona led verde.
Localizza simboli nel disegno
Per un elemento associato ad un simbolo (icona led verde), tramite questo comando è possibile
individuare agevolmente sul disegno i simboli a cui esso è associato. Si avvia tramite il pulsante sulla
griglia e da menu contestuale.
Reti 581
Reti di cablaggio macchina

Scollega
Mediante tale comando è possibile rimuovere i simboli grafici associati all’elemento selezionato.
Scollega selezionati
Questa funzione permettere di dissociare una selezione manuale di elementi.
Salva
L’infilaggio dei cavi, ovvero l’attribuzione dei cavi ai relativi condotti portacavi, avviene con il
comando Salva.
I dati relativi ai cavi della rete vengono salvati nel disegno all’interno delle linee grafiche che
rappresentano i canali portacavi. Per ciascun cavo i tratti di condotti vengono scelti individuando il
percorso più breve che congiunge i simboli grafici che rappresentano gli componenti cablati dallo
stesso. Il cavo o i cavi che congiungono due quadri, ad esempio, vengono stipati nelle canalizzazioni
che uniscono i simboli che rappresentano i due quadri nel disegno.
La ricerca dei percorsi avviene sui condotti che possiedono la destinazione d’uso corretta, cioè quella
di Rete elettrica. L’eventuale canalizzazione Multiuso deve essere abilitata alla Rete elettrica. Nel
caso di condotti con comparti definiti, il programma cercherà di infilare le utenze nei comparti aventi
la destinazione d’uso adeguata.
Una finestra di localizzazione avvertimenti permette di visualizzare eventuali anomalie riscontrate
nella fase di salvataggio.
Le lunghezze dei cavi correttamente attestati vengono aggiornate e riportate anche nel relativo file
per Cablo. Tracciando o aggiornando le tabelle relative alle liste cavi sullo schema multifoglio,
verranno riportate le lunghezze corrette.

Nota. Due tipologie di rete (ad esempio Rete elettrica generata da Ampère e Cablaggio macchina
generata da schema multifoglio) possono condividere lo stesso simbolo di rappresentazione di un
quadro. In altre parole un simbolo associato ad un quadro definito nel file utenze di Ampère può
essere utilizzato anche come punto di attestazione per un quadro (con uguale o diversa sigla) definito
dallo schema elettrico al fine di procedere con l’infilaggio dei diversi cavi definiti.
Pannello cavi in entrata
La griglia sottostante la finestra di gestione Cablaggio macchina, riporta la lista di cavi considerati
in “entrata” al quadro selezionato. Tale griglia permette sia la visualizzazione che l’editazione delle
linee in arrivo al quadro.
Il bottone Edita cavo, posto nella prima colonna, permette di editare i dati della lunghezza del cavo:
la lunghezza reale, la percentuale di adattamento e lo sfrido che sevono per calcolare la lunghezza
totale da computare. Da tener presente che la funzione Salva aggiorna sempre la lunghezza reale con
il valore calcolato dal disegno, mentre non modifica adattamenti e sfridi.

Stipamento
Effettua l’anteprima dello stipamento globale di tutti i condotti del disegno, valutando la sezione
occupata dal fascio dei cavi infilati. Una finestra di dialogo richiede il nome del layer su cui effettuare
l’anteprima. Eventuali rappresentazioni precedenti vengono rimosse. Per ottenere un feedback
582 Reti
Reti di cablaggio macchina

immediato i tratti di condotto vengono evidenziati con linee colorate che rappresentano lo stato di
stipamento. Sono contraddistinti tre colori:
• verde: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è sotto la
metà.
• giallo: rispetto al valore limite normato di coefficiente stipamento, il valore nel tratto è tra la
metà e il valore stesso.
• rosso: il coefficiente di stipamento supera il valore normato (valore limite di stipamento).

Importante. Prima di procedere con l’anteprima è necessario aver effettuato il salvataggio delle
linee sul disegno ed aver assegnato i cavi.
Stipamento OFF
Spegne il layer su cui è stata precedentemente attivata l’anteprima stipamento.
Utilità - Aggiorna informazioni simboli
Quando un elemento viene associato ad un simbolo grafico, le informazioni relative a Zona e Quadro
vengono riportate sugli attributi del simbolo. Se tali informazioni vengono modificate, mediante
questo comando è possibile riportare le modifiche su tutti i simboli del disegno.
Utilità - Numerazione prese utente
Avvia il ricalcolo dell’identificativo delle prese utente. Come già spiegato ogni presa utente e relativo
cavo sono identificati tramite un codice composto dalla sequenza delle sigle impostate per ciascun
elemento distributore, nei campi Prefisso e Suffisso per terminazioni sottostanti. Tra prefisso e
suffisso una parte numerale può essere progressiva a livello globale o resettarsi per ogni distributore.
Utilità - Rinomina quadro
Permette di modificare l’identificazione di zona e quadro di un elemento distributore.
Il comando è presente anche in menu contestuale.

Alte utilità
Altre utilità attive sono identiche a quelle per la rete elettrica a cui si rimanda (vedi “Rete elettrica”
a pagina 524).
Cambia file utenze correlato
Risolvi incongruenze con i file utenze associati
Verifica correttezza intersezioni portacavi
Opzioni
22
Schema utenze

In questo capitolo sono descritte le funzioni per la creazione automatica e manuale dello schema
utenze unifilare o multifilare.

Generalità
Preliminarmente all'attività di calcolo della rete, solitamente si realizzano i topografici di posa
dell'impianto. I dati introdotti sul topografico definendo le utenze vengono memorizzati sul database
delle Utenze [Link] e, quindi, sono disponibili per elaborazioni di calcolo e
dimensionamento nel programma Ampère. Ritornando in ambiente grafico di iDEA è possibile
riportare i dati delle utenze in uno schema unifilare o multifilare.

Unifilare

Schema
utenze
Topografico Ampère
Definizione Calcolo della rete Multifilare
utenze

Semplici reti possono essere definite, magliate e disegnate su schema utenze unifilare/multifilare
interamente tramite l’interfaccia Gestione schema utenze in ambiente grafico di iDEA.
584 Schema utenze
Tracciatura dello schema unifilare

Tracciatura dello schema unifilare


La stesura dello schema unifilare di potenza viene effettuata utilizzando come base un apposito
foglio chiamato Foglio di potenza di formato A3 in uno schema di tipo multifoglio su un file di
disegno .dwg nuovo rispetto al file dello schema elettrico o del topografico.
Lo schema unifilare di potenza può essere creato e compilato in ogni sua parte in modo automatico
con la funzione Gestione schema utenze, oppure manualmente.

Attenzione. Si può utilizzare il modo automatico quando si hanno a disposizione tutti i dati relativi
alle caratteristiche elettriche e fisiche delle utenze definite con il programma Ampère. In modo
manuale, invece, quando la definizione dei dati spetta all'operatore.

Per creare un nuovo disegno eseguire il comando COMMESSE indicando un nuovo nome al file che
si vuole creare.

Tracciatura automatica dello schema unifilare


Vediamo in primo luogo la tracciatura automatica di uno schema unifilare a partire dal file di un
progetto .UPEX creato in un topografico ed elaborato in Ampère.
Innanzitutto, dopo la creazione del nuovo file di disegno non è necessario inserire un foglio di tipo
di potenza; si può inserire comunque, come primo foglio del documento, un foglio di tipo
Frontespizio.
Per tracciare lo schema unifilare avviare la funzione Gestione schema utenze, (vedi “Gestione
schema utenze” a pagina 585). Nella finestra Gestione schema utenze, è necessario selezionare
l’opzione Unifilare, nel riquadro Modalità di tracciatura, selezionare con un segno di spunta le
caselle delle utenze da tracciare e premere il pulsante Disegna.

Avviata la procedura (se non è selezionata l'icona Inserimento manuale) essa provvederà ad inserire
i fogli necessari, a disporre tutte le utenze, i simboli della fornitura, delle protezioni, delle terre,
nonché compilare le sigle delle protezioni e i dati delle utenze calcolati in Ampère.

Tracciatura automatica dello schema multifilare


La stesura dello schema multifilare di una rete calcolata in Ampère viene effettuata utilizzando come
base lo stesso tipo di foglio usato per lo schema unifilare.
Quando si hanno a disposizione tutti i dati relativi alle caratteristiche elettriche e fisiche delle utenze
definite con il programma Ampère, lo schema multifilare di potenza può essere creato e compilato
in ogni sua parte in modo automatico con la funzione Gestione schema utenze.
Schema utenze 585
Gestione schema utenze

Per creare un nuovo disegno eseguire il comando COMMESSE indicando un nuovo nome al file che
si vuole creare.

Vediamo ora la tracciatura automatica di uno schema multifilare a partire dal file di un progetto
.UPEX elaborato in Ampère. Tale procedura viene avviata dalla funzione Gestione schema utenze
(vedi “Gestione schema utenze” a pagina 585)
Dopo la creazione del nuovo file di disegno non è necessario inserire i fogli di potenza; si può inserire
comunque, come primo foglio del documento, un foglio di tipo Frontespizio.
Nella finestra Gestione schema utenze, per tracciare lo schema multifilare è necessario selezionare
l’opzione Multifilare, nel riquadro Modalità di tracciatura.
Dopo aver selezionato con un segno di spunta le caselle delle utenze da tracciare, premere il pulsante
Disegna.

Avviata la procedura essa provvederà ad inserire i fogli necessari, a disporre tutte le utenze, i simboli
della fornitura, delle protezioni, delle terre, nonché compilare le sigle delle protezioni e i dati delle
utenze calcolati in Ampère.

Nota. É possibile stabilire che i simboli dello schema multifilare tracciato in automatico vengano
inseriti con una scala diversa da quella predefinita nel disegno. In Preferenze ambiente grafico,
scheda Unifilare (vedi “Schemi elettrici - Schema unifilare” a pagina 761), selezionare la casella
Utilizza scala simboli indipendente dai parametri disegno e indicare una scala alternativa nella
casella di testo. Impostando ad esempio 0,8 i simboli avranno una dimensione ridotta che in certi casi
rende meno ‘compresso’ lo schema.

Gestione schema utenze


Gestione schema utenze è l’interfaccia che permette di:
• aprire file di utenze generati con la tracciatura degli impianti topografici o elaborati nel
programma di calcolo utenze Ampère;
• creare nuove utenze, organizzate in zone e quadri ed editarne le caratteristiche;
• effettuare il collegamento delle nuove utenze, cioè definire come sono connesse per formare la
rete elettrica, funzione pari alla magliatura utenze che si effettua in Ampère;
• disegnare, in modo automatico, lo schema unifilare e multifilare;
• disegnare, in modo semi-automatico, lo schema unifilare e multifilare.

Come avviare Gestione schema utenze


• Scegliere Schema utenze.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.


Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: NVLINEE.

L’interfaccia visualizza, nel riquadro di sinistra, una struttura ad albero che riporta il nome del file
di progetto ed elenca le zone e i quadri in cui sono organizzate le utenze.
Nel riquadro di destra vengono elencate le utenze del progetto rappresentate a rami secondo come
sono state connesse (o magliate). Ognuna presenta una casella selezionabile con un segno di spunta
per le operazioni di tracciatura o aggiornamento.
La selezione di una zona o un quadro, nel riquadro di sinistra, permette di selezionare le rispettive
utenze nel riquadro di destra.
Le utenze prive delle informazioni di zona e/o quadro sono raggruppate nel nodo Zona non assegnata
e/o Quadro non assegnato.
Alla base della finestra ci sono i controlli per il disegno dello schema utenze: a destra i pulsanti
Disegna ed Aggiorna tutto; a sinistra l’opzione Unifilare o Multifilare per scegliere il tipo di schema
che si vuole ottenere.
586 Schema utenze
Gestione schema utenze

Come compilare in modo automatico lo schema unifilare/multifilare


1. Scegliere Schema utenze.

Menu: Impianti.
Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.
Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: NVLINEE.

2. Se non è già aperto, scegliere Apri e cercare il file con estensione .UPEX relativo allo schema
planimetrico realizzato precedentemente, oppure creato mediante il programma di calcolo Ampère.
Selezionarlo effettuando un doppio clic o premendo il pulsante OK.
3. Nella finestra Gestione schema utenze, selezionare quali utenze, fra quelle elencate nella finestra
di dialogo, dovranno essere inserite nel foglio corrente. Premere il pulsante destro del mouse e
scegliere Seleziona tutto, per selezionarle tutte.
4. Nel riquadro Modalità di tracciatura, posto in basso a sinistra, selezionare l’opzione Unifilare o
Multifilare a seconda del tipo di schema necessario.
5. Accertarsi che nel menu che si apre con il bottone Strumenti l’opzione Inserimento manuale
NON presenti un segno di spunta, mentre Sigla SI.

Nota. Se è selezionata la modalità di tracciatura Multifilare, l’opzione Inserimento manuale è


disattivata.

6. Premere il pulsante Disegna.


7. Nella finestra di dialogo Creazione fogli è possibile indicare il titolo del nuovo foglio. Premere
OK per inserire il foglio automaticamente e tracciare le tabelle.
Compilazione in modo semiautomatico dello schema unifilare
È possibile anche tracciare lo schema unifilare in modo semiautomatico per decidere come tracciare
le utenze e la loro disposizione. In questo caso si devono inserire manualmente i fogli di tipo
Unifilare ed accedere, poi, a Gestione schema utenze.

Nota. Non è possibile la tracciatura semiautomatica dello schema multifilare.

1. Nella finestra di dialogo Gestione schema utenze, selezionare le utenze da tracciare e seguire la
seguente procedura.
2. Nel riquadro Modalità di tracciatura, posto in basso a sinistra, selezionare l’opzione Unifilare.
Schema utenze 587
Gestione schema utenze

3. Accertarsi che nel menu che si apre con il bottone Strumenti entrami le opzioni Inserimento
manuale e Sigla presentino un segno di spunta.
4. Premere il pulsante Disegna.
5. Selezionare un punto nello schermo all'altezza della linea guida visualizzata in prossimità della
mezzeria della colonna in cui si desidera inserire la prima utenza. A seguire inserire le altre utenze
proposte.
6. Per ogni utenza sarà tracciata la calata, inserito il simbolo della protezione ed eventuali
identificatori linee; verrà compilata automaticamente la tabella dati linee utenze con tutti i dati
relativi alla linea e alla protezione.

Di seguito vengono descritte tutte le funzioni presenti nella finestra Gestione schema utenze.

Apertura di un file di utenze


Per accedere alle utenze generate con la tracciatura degli impianti topografici o elaborate nel
programma di calcolo utenze Ampère occorre aprire il file .UPEX salvato nella stessa cartella dello
schema topografico o dove è stato salvato il progetto di Ampère. Il bottone Apri posto nella barra
degli strumenti permette di scegliere il file .UPEX opportuno.

Definizione e collegamento di utenze


In alternativa all’apertura di un file di utenze già definito, oppure per apportare integrazioni al
progetto aperto, è possibile definire nuove utenze direttamente all’interno dell’interfaccia Gestione
schema utenze. Questo argomento è descritto al prossimo paragrafo: vedi “Definizione e
collegamento di utenze” a pagina 600.

Disegna
Il pulsante Disegna, collocato in basso a destra, avvia la tracciatura delle utenze selezionate e la
compilazione dei relativi dati sullo schema utenze.
Se non si è selezionato Inserimento manuale, all'avvio della procedura il programma inserirà un
nuovo foglio per cui ne richiede la sigla. Seguirà la tracciatura automatica delle utenze selezionate
e l'inserimento dei fogli necessari.

Nota. La tracciatura automatica, compila nei cartigli l’ubicazione con il nome di zona e quadro delle
utenze.

Rientrando nella finestra Gestione schema utenze, i segni di spunta nelle caselle a fianco delle utenze
indicano che tali utenze sono già inserite nel disegno.

Aggiorna tutto
Nel caso di eventuali modifiche apportate al progetto dal programma di calcolo Ampère, è possibile
aggiornare i dati tecnici delle utenze che siano già state inserite in uno schema unifilare o multifilare.
Nella finestra Gestione schema utenze, le utenze già tracciate presentano la casella con spunta e
disabilitata. Per aggiornare tali utenze si devono riattivare con un clic: la casella a fianco delle utenze
rimane spuntata ma viene riabilitata.
Selezionare, quindi, il pulsante Aggiorna tutto per eseguire l'aggiornamento.

Nota. Le informazioni riguardanti gli apparecchi di protezione inserite manualmente nella Tabella
descrittiva vengono cancellate o meno dall’aggiornamento in base all’opzione Svuota attributi dei
dispositivi non utilizzati, che si trova nella finestra Proprietà. L’opzione è predefinitamente
selezionata.

Inserimento manuale
Il modo di tracciamento predefinito è automatico, percui le utenze selezionate vengono tracciate
automaticamente dal programma.
Se si desidera eseguire una tracciatura manuale, controllare nel menu che si apre con il bottone
Strumenti che l’opzione Inserimento manuale, presenti un segno di spunta (si attiva e disattiva con
un clic). In tal caso i fogli unifilari non vengono inseriti automaticamente e per ogni utenza
selezionata il programma chiede di indicare nello schema il punto di inserimento.
588 Schema utenze
Gestione schema utenze

Nota. Non è possibile la tracciatura manuale dello schema multifilare. Se è selezionata la modalità
di tracciatura Multifilare, l’opzione Inserimento manuale è disattivata.

Sigla
Attivando l'opzione Sigla, presente nel menu che si apre con il bottone Strumenti, sarà possibile
effettuare la siglatura automatica dei simboli inseriti durante la fase di tracciatura dello schema
utenze. Tale sigla viene calcolata secondo il metodo di siglatura selezionato mediante la funzione di
Setup siglatura (vedi “Siglatura simboli” a pagina 275).

Schema unifilare generale


Dalla barra degli strumenti della finestra Gestione schema utenze, è possibile anche selezionare
l'icona Traccia sul disegno lo schema unifilare generale.
Questa funzione viene descritta al paragrafo “Schema generale unifilare” a pagina 609 e può essere
avviata direttamente anche dalla barra degli strumenti generale di iDEA. L'utilità di lanciare la
funzione dalla finestra Gestione schema utenze sta nel fatto che da qui è possibile aprire qualsiasi
progetto, mentre lanciandola dalla barra generale è possibile tracciare solo lo schema del progetto
relativo al disegno aperto.

Tracciatura dello schema per quadri


Nella scheda Quadri, si visualizza la lista dei quadri del progetto; per ognuno è indicata la zona, il
numero di utenze già tracciate sul totale delle utenze del quadro e i fogli in cui sono state tracciate.
Nella colonna Utenze tracciate, viene evidenziato lo stato di tracciatura.

La selezione nella scheda Quadri è utile per tracciare tutte le utenze di un quadro. Premendo il
pulsante Disegna il programma propone un nuovo foglio di partenza con sigla progressiva rispetto
ai fogli già presenti nello schema.
Nel caso alcune utenze di un quadro siano già state tracciate in precedenza, è possibile riavviare la
tracciatura di tutte le utenze del quadro dal foglio di partenza.
Esempio
Nel foglio 5 sono state tracciate 3 utenze del quadro Q1 e nel seguente foglio 6 alcune utenze del
quadro Q2.

Volendo tracciare le restanti utenze di Q1, è possibile ripartire dal foglio 5 con la tracciatura di tutte
le utenze del quadro.
Per utilizzare questo metodo, selezionare il quadro Q1 in lista, premere il tasto destro del mouse e
fare clic su Disegna dal foglio 5.
Schema utenze 589
Gestione schema utenze

Il programma chiede la conferma per eliminare le 3 utenze tracciate in precedenza nel foglio 5, quindi
inizia a tracciare in automatico le utenze. Terminato lo spazio chiede la conferma per eseguire uno
shift foglio ed inserire i fogli necessari alle restanti utenze. Al termine le utenze di Q2 sono state
spostate nel foglio seguente.

Nota. La tracciatura automatica compila, nel campo Ubicazione del cartiglio di ogni foglio, il nome
di zona e quadro delle utenze. La richiesta da parte del programma di eseguire uno shift foglio per
l’inserimento dei fogli necessari al disegno automatico delle utenze si basa sul controllo
dell’ubicazione definita nel cartiglio di ogni foglio. Questo significa che la procedura di tracciatura
automatica, avviata da un foglio esistente, può eseguire lo shift quando incontra un foglio su cui è
dichiarata una ubicazione diversa da quella delle utenze che sta disegnando.

Il messaggio di conferma visualizzato è come il seguente:


Il foglio 6 non possiede l’ubicazione richiesta. Effettuare uno shift dei fogli successivi?

Strumenti
Nel menu che si apre con il bottone Strumenti, sono disponibili una serie di funzioni utili.
Utenze a valle da selezionare
La lista a comparsa attivabile con N° utenze a valle da selezionare, nel menu che si apre con il bottone
Strumenti, permette di indicare quanti livelli di utenze a valle si desidera vengano selezionati in
modo automatico quando si seleziona un'utenza in lista.
Ad esempio il progetto corrente contiene l'utenza Fornitura, a valle della quale sono collegati due
quadri e relativi sottoquadri. Scegliendo Utenze a valle 1 e selezionando Fornitura vengono
automaticamente selezionate anche le utenze immediatamente a valle. Scegliendo Utenze a valle 2
e selezionando Fornitura, invece, vengono automaticamente selezionate le utenze immediatamente
a valle e anche le relative sottoutenze di primo livello.
Adatta attributi
Il comando Adatta attributi sul foglio corrente, adatta la larghezza delle informazioni già compilate
nella tabella linee utenze del foglio corrente in modo da evitare che fuoriescano dalla larghezza della
colonna e sovrapposizioni. Il comando Adatta attributi si avvia dalla barra degli strumenti della
finestra Gestione schema utenze (comando NVLINEE).

In Preferenze ambiente grafico, scheda Unifilare, (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici -
Schema unifilare” a pagina 761) è possibile attivare l’opzione Adatta attributi in caso di
sovrapposizioni. La funzione sarà automatica per gli schemi unifilari tracciati in seguito.
590 Schema utenze
Gestione schema utenze

Schema a blocchi della magliatura quadri


Questa funzione viene descritta al paragrafo “Schema a blocchi della magliatura quadri” e può essere
avviata dalla barra degli strumenti della finestra Gestione schema utenze.
Aggiorna elementi selezionati
Se si desidera forzare un aggiornamento dei dati di alcune utenze già tracciate, utilizzare il comando
Aggiorna elementi selezionati del menu Strumenti. Selezionare la casella delle utenze da aggiornare
in modo che la spunta diventi rossa anziché griglia ed avviare il comando. Il programma aggiornerà
i blocchi nel disegno in automatico.
Compila attributi manualmente
Se si desidera riportare i dati di una utenza selezionata in lista nei simboli di una utenza già tracciata
nello schema, utilizzare il comando Compila attributi manualmente del menu Strumenti. Alla riga di
comando verrà richiesto di selezionare la protezione da editare: selezionare il simbolo e premere
INVIO. Di seguito verrà richiesto di selezionare la tabella Linee Utenze in corrispondenza
dell’utenza da aggiornare: selezionare l'etichetta di uno dei dati descrittivi, già compilati nella tabella
(ad esempio selezionare la sigla dell’utenza) e premere INVIO. I dati dell’utenza selezionata in
Gestione schema utenze saranno riportati nell’utenza nel disegno.
Recupera allineamento con il file utenze
La funzione Recupera allineamento con il file utenze, è utile quando risulta impossibile aggiornare
i dati compilati nelle tabelle dello schema utenze. Questo problema, dovuto alla perdita degli
identificativi, viene risolto riallineando i dati tramite il confronto del nome dell’utenza. Allo stesso
modo si possono risolvere i casi in cui si siano eseguite operazioni di copia-incolla di parti di schema
utenze.
Ricostruisci lo schema utenze
Nel caso sia disponibile solamente il disegno di uno schema utenze unifilare mentre non si disponga
del relativo file delle utenze UPEX è possibile ricreare quest’ultimo proprio a partire dal disegno.
A tal fine, nel menu che si apre con il bottone Strumenti, è disponibile la funzione Ricostruisci lo
schema utenze.
Tale funzione si basa sulla lettura delle informazioni compilate nella tabella dello schema utenze
corrente.

Attenzione. Questa funzione riconosce solamente utenze di uno schema unifilare o multifilare
disegnato in automatico con un CAD Electro Graphics (CADelet, Smart, iDEA, Eplus) versione
2011 o successiva. Non sono riconosciute utenze disegnate manualmente o di versioni precedenti la
2011.

Il risultato della scansione sarà visibile nella finestra di Gestione schema utenze e sarà pertanto
possibile salvare i dati nel file utenze corrente.

Comandi di selezione nel menu a cursore


Nel menu a cursore del riquadro delle utenze sono presenti i seguenti comandi.

Localizza nel disegno: spiegato di seguito.


Aggiorna elementi selezionati: spiegato in precedenza.
Compila attributi manualmente: spiegato in precedenza.
Seleziona tutto: seleziona tutte le utenze, per esempio per la tracciatura o l’aggiornamento globale.
Cancella la selezione: deseleziona le utenze selezionate.
Inverti la selezione: deseleziona le utenze selezionate e selezionate le altre.
Seleziona circuito preferenziale: seleziona tutte le utenze del circuito preferenziale.
Seleziona circuito normale: seleziona tutte le utenze del circuito normale.

Localizza nel disegno


Ogni utenza selezionata nella lista, può essere localizzata nel disegno unifilare semplicemente
selezionando Localizza nel disegno, dal menu a cursore o premendo F3.
Viene visualizzato uno zoom del disegno nella zona dove è localizzato l'elemento che viene indicato
con una freccia.
Schema utenze 591
Gestione schema utenze

Proprietà
L'icona Proprietà attiva la finestra Proprietà nella quale si possono specificare i parametri di
tracciatura dello schema utenze.

Opzioni di disegno generali schema utenze


Nelle caselle di testo Distanza si possono settare i parametri di disegno evidenziati nel disegno
mostrato nella parte inferiore della finestra. Per le distanze C e D è possibile fornire una misura in
millimetri oppure indicare una misura percentuale come 50%, 40%. Indicando una misura
percentuale, si fa riferimento alla larghezza della colonna, impostata nei parametri multifoglio; il
vantaggio è che se si modifica la larghezza colonna non serve modificare anche le proprietà per
l’unifilare/multifilare.

Calata: attivando questa casella, una linea di “calata” verrà tracciata dal punto di inserimento del
simbolo fino alla sommità della tabella Linee-Utenze.
Rinvii filo: attivando questa casella, vengono tracciati in modo automatico i rinvii filo delle utenze
disegnate.
Identificazione dei conduttori: attivando questa casella, vengono inseriti gli identificatori delle linee.
Linee guida: attivando questa casella durante la tracciatura viene visualizzata una linea guida che
suggerisce il punto di inserimento dell'utenza, così da ottenere un disegno ordinato.
592 Schema utenze
Gestione schema utenze

Segna utenze già inserite: se selezionata, vengono inseriti i segni di spunta nelle caselle a fianco delle
utenze già inserita nel disegno; al contrario sia nella scheda Utenze che Quadri non vengo segnate
le utenze già tracciate.
Assegna sigla utenza a dispositivi: selezionando questa casella nella tracciatura automatica dello
schema utenze il nome utenza viene riportato nel campo Sigla del dispositivo. In tal caso la sigla
viene vincolata.
Adatta attributi in caso di sovrapposizioni: attiva l’adattamento della larghezza delle informazioni
compilate negli attributi della tabella utenza in modo da evitare che sbordino dalla larghezza della
colonna.
Svuota attributi nei dispositivi non utilizzati: in fase di tracciatura automatica, il programma svuota gli
attributi dei simboli riferiti a dispositivi non rilevati nel file utenze corrente perché inseriti
manualmente nel disegno.
Notazione ANSI 50-51-51N in media: attiva l’uso di simboli secondo la norma ANSI per i simboli in
Media tensione.
Nuovi segni grafici per automatici e differenziali: attiva l’uso dei segni grafici per gli interrutori
automatici e degli interruttori differenziali, secondo l’errata corrige della norma CEI 64-8 7a
edizione.
Inserisci tabellina fornitura: attiva la tracciatura, a monte della prima utenza di schema, di una tabellina
riepilogativa dei dati di fornitura del progetto.

Opzioni di tracciatura unifilare


Tracciatura unifilare per partenze: se è selezionata, il disegno automatico dello schema riporta prima
tutte le utenze di partenza.
Traccia linea PE: attiva il disegno della linea di PE.
Offset di tracciatura linea PE: determina il valore di scostamento tra la coordinata Y del capo inferiore
della linea verticale e la coordinata Y della linea orizzontale di PE.
Schema utenze 593
Gestione schema utenze

per attivare la numerazione


Numerazione fasi linea di distribuzione / Numerazione fasi linea terminale:
dei fili occorre selezionare una numerazione fasi per le linee di distribuzione e/o linee terminali.
Modalità numerazione fasi: selezionare la modalità di numerazione fili tra quelle normalmente
utilizzate.
Opzioni di tracciatura multifilare
Utilizza scala simboli indipendente: se selezionata, la tracciatura automatica dello schema utenze,
anziché usare la scala simboli impostata nel disegno corrente (comando SETAMB), utilizza quella
indicata nella casella successiva.
Scala: scala simboli utilizzata se è selezionata l’opzione precedente.
Riporta sezioni filo: se selezionata le sezioni dei fili disegnati automaticamente assumono la stessa
sezione del cavo calcolato, o scelto, nel programma Ampère per il progetto aperto.
In questo modo, tracciando successivamente la Tabella morsettiera, essa riporterà la sezione del cavo
corretta pari alla Tabella linea utenza.
Opzioni di tracciatura per quadri
Pagina di frontespizio per ogni quadro: attiva l’inserimento di un foglio di frontespizio prima di ogni
quadro. Questa opzione è valida solo per il disegno dello schema utenze in modalità per quadro.
Inserisci tabellina quadro di provenienza: attiva la tracciatura di una tabellina riepilogativa dei dati del
quadro di provenienza per la prima utenza di ogni quadro. Questa opzione è valida solo per il disegno
dello schema utenze in modalità per quadro.
Tracciatura limitata ai cavi in uscita: se si attiva tale opzione pertanto saranno tracciate le utenze fino
alle condutture di confine, similmente alla rappresentazione in magliatura; non saranno tracciare le
utenze fisicamente esterne al quadro o armadio come ad esempio le linee montanti. Questa opzione
è disponibile solo per la tracciatura per quadri; pertanto quella avviata selezionando un quadro nella
scheda Quadri della finestra di disegno dello schema utenze.
Inserisci morsetti sulle linee terminali: se è selezionata, la tracciatura automatica dello schema utenze
inserisce dei morsetti ai capi dei fili nelle utenze terminali: vedi “Morsetti sulle linee terminali” a
pagina 594.
Inserisci morsetti per partenze ad altri quadri: se è selezionata, la tracciatura automatica dello schema
utenze inserisce dei morsetti ai capi dei fili prima del rinvio uscente verso altri quadri.
Non tracciare equipotenzialità nelle partenze: se è attivo l'inserimento dei morsetti sulle partenze per
altri quadri, questa opzione evita l'inserimento del simbolo di equipotenzialità sulle utenze uscenti
dal quadro elettrico.
Inserisci morsetti d’ingresso ai quadri: se è selezionata, la tracciatura automatica dello schema utenze
inserisce dei morsetti ai capi dei fili in ingresso al quadro.
Numerazione dei morsetti: se si attiva l’inserimento morserti è possibile selezionare la tipologia di
numerazione che può comprendere o meno la sigla di fase e un indice progressivo.
Disegna la morsettiera di quadro: attiva il disegno della morssettiera composta dai morsetti inseriti
nello schema utenze e appartenenti al quadro. Vedi “Disegno della morsettiera di quadro” a
pagina 594.
Profilo morsettiera: è possibile selezionare il profilo di disegno della morsettiera, tra qualli disponibili
(vedi “Schemi elettrici - Profili di tracciatura morsettiere” a pagina 763).
594 Schema utenze
Gestione schema utenze

Etichette attributi dispositivi


È possibile personalizzare alcuni attributi dei dispostitivi durante la tracciatura automatica dello
schema unifilare/multifilare. Cioè è possibile stabilire che alcune informazioni relative ai dati utenza,
vengano compilate negli attributi del simbolo della protezione. Per alcuni dati utenza si può digitare
il nome dell’etichetta dell’attributo di destinazione.

Dati di progetto in disegno schema unifilare


Nella generazione dello schema utenze unifilare e multifilare i dati generali di progetto riportati nei
cartigli o nel foglio di frontespizio sono ricercati nei dati della commessa di progetto.
In assenza di commessa o se i dati di commessa sono incompleti (cioè la commessa esiste ma nei dati
commessa non sono compilati il titolo, la ditta, la ditta esecutrice, il committente, il luogo), vengono
riportati i dati di progetto imposti in Ampère dalla finestra Dati progetto accessibile dal menu File o
dalla finestra di stampa documenti.

Morsetti sulle linee terminali


Con la tracciatura automatica dello schema multifilare utenze, se nella finestra Proprietà è attiva
l'opzione Inserisci morsetti sulle linee terminali, i morsetti inseriti vengono siglati e numerati
automaticamente. La sigla dipende dal setup siglatura dello schema corrente (comando SETSIGLA)
mente i pin sono compilati con il collegamento fase dell’utenza. L’inserimento e la compilazione dei
morsetti vale per la tracciatura automatica sia dello schema unifilare sia multifilare. Nello schema
unifilare, in una utenza trifase i pin posso essere del tipo L1:L2:L3:N mentre per le monofasi si
possono avere L1:N, L2:N, L3:N,... in base al conduttore usato.
Per semplificare la loro individuazione nello schema, i morsetti tracciati in automatico nelle linee
terminali possono essere siglati con la sigla di fase e/o un indice progressivo secondo la la tipologia
di numerazione selezionata nella finestra Proprietà.

Disegno della morsettiera di quadro


Nel disegno dello schema utenze unifilare (comando NVLINEE), in modalità per quadri, è possibile
inserire alla fine dei fogli di ogni singolo quadro il disegno della morsettiera di quadro, corredato dai
morsetti unifilari inseriti e dai cavi collegati verso campo, cioè in uscita dal quadro.
Per attivare il disegno delle morsettiere di quadro occorre applicare la spunta all'opzione Disegna la
morsettiera di quadro, nella finestra Proprietà dell’interfaccia Schema utenze.
La morsettiera viene disegnata in modalità Disegno automatico (vedi “Modalità di disegno della
morsettiera” a pagina 399) ed è possibile selezionare il profilo di disegno della morsettiera
impiegato; il profilo di tracciatura predefinito, SLD1, utilizza blocchi particolari riportanti i soli dati
utili alla rappresentazione.
Sono disponibili inoltre le opzioni:
• Inserisci morsetti di partenza per altri quadri
• Inserisci morsetti di ingresso ai quadri

La morsettiera è soggetta agli aggiornamenti automatici via comando TABUPDATE (vedi


“Aggiorna tabelle” a pagina 82).
Schema utenze 595
Gestione schema utenze

Utenza non connessa a morsettiera


Potrebbe essere necessario disegnare la morsettiera, ma escludere dall’inserimento automatico dei
morsetti, specifiche utenze, elementi di interno quadro che tipicamente già possiedono specifici
terminali. A tal fine è stata aggiunta l’opzione Utenza non connessa a morsettiera, disponibile nelle
proprietà dell’utenza aperta con l’applicazione di calcolo Ampère. L’opzione NON è disponibile in
ambiente grafico iDEA.

Tabelline fornitura e quadro di provenienza


Il disegno dello schema utenze è stato arricchito dalla possibilità di tracciare, a monte della prima
utenza di schema, una tabellina riepilogativa dei dati di fornitura del progetto. In particolare:
• Tensione
• Corrente di corto 3F massima (Ik max)
• Sistema (in caso di fornitura BT o DC)
• Corrente di corto 1F massima (Ik1ft max) (in caso di fornitura MT e AT).
• Potenza
• Fattore di potenza
• Ib
• Resistenza di terra (in caso di fornitura BT, DC, Impedenza nota).
• Reattanza di terra (in caso di fornitura BT, DC, Impedenza nota).
• Cavo di ingresso del quadro, se presente (designazione, formazione e codice cavo).
596 Schema utenze
Gestione schema utenze

Se si effettua la tracciatura in modalità di disegno per quadro, una simile tabellina può essere
disegnata anche per la prima utenza di ogni quadro riportante i dati del quadro di provenienza:
• Zona
• Quadro
• Tensione
• Corrente di corto a valle massima (Ikv max)
• Caduta di tensione
• Cavo di ingresso del quadro (designazione, formazione e codice cavo)
Schema utenze 597
Gestione schema utenze

L'inserimento delle tabelle è opzionale e attivabile nella finestra Proprietà selezionando


rispettivamente le opzioni Inserisci tabellina fornitura e Inserisci tabellina quadro di provenienza (non
attive per default).

Schemi unifilari da progetto Ampère con gestione di elementi in campo


Le utenze elettriche gestite nei software Electro Graphics, sia Ampère per il calcolo, che CADelet,
Smart, iDEA ed Eplus per il disegno, sono sempre state organizzate in zone e quadri di appartenenza.
La magliatura della rete elettrica in Ampère evidenzia le utenze fisicamente poste all’interno di un
quadro o armadio da quelle poste fuori dell’involucro, ma che sono associate allo stesso quadro.
Normalmente sono fisicamente nella parte interna di un quadro le utenze con solo protezioni e le
condutture determinano il confine esterno. A valle di una conduttura, le utenze collegate (assegnate
comunque allo stesso quadro) sono considerate fisicamente esterne al quadro, e son dette anche
elementi in campo.
598 Schema utenze
Collegamento delle apparecchiature in schemi unifilari

La logica di elemento interno al quadro o in campo può essere considerata anche nella tracciatura
dello schema unifilare utenze. Nelle opzioni di disegno della funzione Schema utenze è presente la
proprietà Tracciatura limitata ai cavi in uscita. Se si attiva tale opzione pertanto saranno tracciate le
utenze fino alle condutture di confine, similmente alla rappresentazione in magliatura; non saranno
tracciare le utenze fisicamente esterne al quadro o armadio come ad esempio le linee montanti. Si
tenga presente che questa opzione è disponibile solo per la tracciatura per quadri; pertanto quella
avviata selezionando un quadro nella scheda Quadri della finestra di disegno dello schema utenze.

Collegamento delle apparecchiature in schemi unifilari


Come per i morsetti, anche per le apparecchiature (dispositivi di protezione, motori, generatori, …)
è possibile definire dei collegamenti multipli, compilando nel campo Pin dei simboli dello schema
elettrico unifilare (editare gli attributi del simbolo con il comando DDA) i valori di un pin per ogni
filo, separati dal segno di due punti “:” (esempio: L1:N oppure L1:L2:L3:N).
Schema utenze 599
Numerazione fasi su schema unifilare

Nell’esempio in figura è presentato uno schema di


collegamento unifilare fra la morsettiera XM ed il
motore M1.

Si può notare come il pin (attributo C1) del motore


sia valorizzato nella forma U:V:W. Come nel caso
del morsetto quindi, anche nell’attributo pin il
carattere “:” assume la valenza di separatore fra i
diversi terminali del simbolo, in questo caso U, V e
W. L’analisi dello schema e delle morsettiere (vedi
“Analisi schema” a pagina 356) interpreta i
collegamenti fra i simboli connettendo al primo
terminale del morsetto il primo terminale del motore,
al secondo del morsetto il secondo del motore, ecc.
Nel caso sia presente sul filo un vincolo parametrico
multiplo (vedi “Vincoli parametrici e vincoli
multipli” a pagina 176) vengono assegnate alle
connessioni fra i simboli le sigle filo espresse
progressivamente dal vincolo stesso. Nell’esempio
in figura è presente sul filo un vincolo parametrico
multiplo valorizzato nella forma [U,V,W]1 il quale
identifica le tre sigle filo U1, V1, W1. Nella
rappresentazione della morsettiera posta al fianco
dello schema circuitale si possono notare i tre
morsetti espressi in forma unifilare nello schema
elettrico connessi ai tre terminali del motore. Ogni
morsetto riporta l’indicazione della sigla del filo a
cui è connesso.

I dati di collegamento e di siglatura dei fili sono disponibili in Cablo per l’esportazione delle targhette
per fili e morsetti (vedi guida di riferimento di Cablo, al capitolo “Cablaggio e targhette”).

Come per l’analisi dei morsetti è necessario anche per l’analisi delle apparecchiature attivare
l’opzione “Elabora morsetti e pin unifilari” nella scheda Elaborazione morsettiere di Preferenze
ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere” a
pagina 761).

Numerazione fasi su schema unifilare


Durante la tracciatura dello schema unifilare è possibile attivare la numerazione dei fili unifilari ed
evidenziare in tal modo le informazione sulle fasi tracciate.
Tali impostazioni possono essere impostate nella finestra delle proprietà per lo schema utenze, quindi
dopo aver avviato la funzione Schema utenze (comando NVLINEE). All’interno della finestra
Schema utenze, il bottone Proprietà attiva la finestra nella quale si possono specificare i parametri
di tracciatura dello schema utenze: vedi “Proprietà” a pagina 591.
È possibile personalizzare l’indicazione delle fasi a seconda che le utenze rappresentino delle linee
di distribuzione o delle linee terminali.
Nella casella di selezione Modalità numerazione fasi, sono state predisposte alcune modalità di
numerazione fili normalmente utilizzate in queste tipologie di schema.
Per attivare la numerazione dei fili selezionare una numerazione fasi per le linee di distribuzione e/o
linee terminali, selezionare la modalità desiderata e procedere con la normale tracciatura.
Di seguito, eseguire un’analisi dello schema al termine della tracciatura dello schema unifilare per
avviare ed evidenziare la numerazione dei fili.

Nota. Queste opzioni sono utilizzabili in ambiente grafico CAD, mentre non è disponibile applicare
la numerazione dei fili direttamente dal programma Ampère.

Nella figura seguente si vede un esempio di numerazione unifilare con il mantenimento orizzontale
della sigla filo.
600 Schema utenze
Definizione e collegamento di utenze

Definizione e collegamento di utenze


In alternativa all’apertura di un file di utenze già definito, oppure per apportare integrazioni al
progetto aperto, è possibile definire nuove utenze direttamente all’interno dell’interfaccia Gestione
schema utenze (comando NVLINEE, vedi “Gestione schema utenze” a pagina 585).
Questi strumenti offrono l’opportunità di:
• definire una rete (uno o più quadri) creando e configurando tutte le utenze componenti;
• collegare le utenze per realizzare la magliatura dello schema;
• infine disegnare completamente in automatico lo schema unifilare/multifilare o lo schema
generale.

Il disegno di semplici reti elettriche, quando non si ha la necessità di effettuare calcoli e verifiche,
può pertanto essere realizzato interamente tramite l’interfaccia Gestione schema utenze, senza
accedere al programma di calcolo reti elettriche Ampère.
Le utenze che si possono definire sono utenze di distribuzione con o senza protezione e cavo o
condotto in sbarra e utenze terminali con carico generico.

Nota. Per realizzare una rete più complessa (altre tipologie di utenze, reti in parallelo,...) e
l’elaborazione completa, si dovrà procedere tramite il programma di calcolo Ampère.

Tramite la finestra Magliatura rete, è possibile definire la magliatura della rete secondo cui il sistema
effettuerà la propagazione automatica delle potenze e delle correnti ai vari livelli di sottoquadro. Non
vengono invece calcolati altri parametri, quali le sezioni dei cavi ed eseguite le verifiche.

Definizione e modifica delle utenze


Nota. Se all’avvio di Gestione schema utenze non viene aperto un file, il programma provvede a
crearne uno nuovo con lo stesso percorso e nome dello schema corrente ed estensione UPEX.

Per la creazione di una nuova utenza il bottone Nuovo, posto nella barra degli strumenti, apre la
finestra di dialogo Dati utenza in cui definirne le caratteristiche.

La stessa finestra si apre anche per la modifica dei dati, tramite il bottone Modifica.
Per creare una nuova utenza a partire da una già definita è utile usare il comando Duplica.
Schema utenze 601
Definizione e collegamento di utenze

Infine per l’eliminazione di una utenza obsoleta c’è il comando Elimina posto nel menu che si apre
con il tasto destro del mouse quando si è selezionata nella lista l’utenza da eliminare.
La finestra Dati utenza è la medesima che si apre per la definizione delle utenze quando si disegna
l’impianto elettrico nello schema topografico (vedi “Utenze elettriche” a pagina 533). Tutti i dati
sono suddivisi in quattro pagine a schede: Generale, Linea, Cavo, Protezione.

Nota. Tutti i comandi di editazione sono disponibili anche nel menu che si apre dopo aver
selezionato una utenza e cliccato il tasto destro del mouse.
Come inserire un nuova utenza
1. Dalla barra degli strumenti selezionare l’icona Nuovo.
Viene visualizzata la finestra di editazione utenza: nel riquadro Identificazione compilare il nome che
identifica l’utenza, la zona e il quadro per una facile localizzazione nella rete elettrica.
2. Nella scheda Generale, per creare una utenza distribuzione non assegnare alcuna potenza o
corrente all’utenza. Assegnare invece tali dati per definire una utenza terminale.
3. Se è previsto un cavo, nella scheda Cavo assegnare dati del cavo e la tipologia di posa.
4. Nella scheda Protezione assegnare i dati della protezione e procedere con la scelta tramite il
pulsante Seleziona.
5. Premere il pulsante OK per terminare l’inserimento di una nuova utenza.

Le utenze poste nella lista delle utenze non magliate possono essere magliate come descritto di
seguito.

Ricostruzione file utenze dal disegno


Nel caso sia disponibile solamente il disegno di uno schema utenze unifilare mentre non si disponga
del relativo file delle utenze UPEX per paterne rielaborare, è possibile ricreare quest’ultimo proprio
a partire dal disegno.
A tal fine, nel menu che si apre con il bottone Strumenti, è disponibile la funzione Ricostruisci lo
schema utenze.
Tale funzione si basa sulla lettura delle informazioni compilate nella tabella dello schema utenze
corrente.

Attenzione. Questa funzione riconosce solamente utenze di uno schema unifilare o multifilare
disegnato in automatico con un CAD Electro Graphics (CADelet, Smart, iDEA, Eplus) versione
2011 o successiva. Non sono riconosciute utenze disegnate manualmente o di versioni precedenti la
2011.

Il risultato della scansione sarà visibile nella finestra di Gestione schema utenze e sarà pertanto
possibile salvare i dati nel file utenze corrente.

Collegamento delle utenze (magliatura)


Una volta definite le utenze o aperto un file UPEX generato dal disegno del topografico di posa, si
può procedere al collegamento delle utenze per definire la magliatura della rete elettrica. Questa
operazione è equivalente all’operazione di magliatura che si effettua nel programma di calcolo
Ampère, da cui deriva l’efficace ed intuitiva interfaccia che consente di realizzare la struttura radiale
ad albero della rete.
La finestra Magliatura rete
La finestra Magliatura rete è l’interfaccia per effettuare la magliatura utenze. La struttura della rete
e la sua rappresentazione in magliatura tende ad evidenziare l’importanza dei quadri. Infatti, essi
sono rappresentati da riquadri colorati contenenti le utenze che li costituiscono, rendendo la rete di
facile lettura e identificazione dei suoi elementi.
Il foglio grafico della magliatura dispone di veloci funzionalità di zoom e di pan e permette di
rappresentare la rete dei quadri racchiusi o esplosi con il dettaglio di tutte le utenze oppure situazioni
miste con alcuni quadri racchiusi ed altri aperti. Ruotando la rotellina del mouse si aziona lo zoom,
mentre tenendola premuta e muovendo il mouse si attiva il pan.
602 Schema utenze
Definizione e collegamento di utenze

Anche la fornitura è rappresentata nella magliatura, permettendo di avere sempre a disposizione le


(tramite un doppio clic sull’immagine) informazioni più importanti che la riguardano.
Come magliare una utenza
1. Dalla lista delle utenze non magliate selezionare quella interessata e trascinarla (operazione di
Dra&Drop) all’interno della magliatura. Portando il cursore sopra la fornitura o un’utenza in
magliatura, l’icona mostra le opzioni di inserimento, ossia:
• Collega sotto;
• Collega sopra;
• Collega a sinistra;
• Collega a destra.

2. Rilasciare l’utenza per completare il collegamento.

Nella barra degli strumenti principale sono disponibili i bottoni per ulteriori funzioni.

Annulla, Ripristina: la coppia di comandi permette di retrocedere o di avanzare di alcuni passi le


modifiche appena applicate alla rete. In caso di errore di editazione, o di collegamento, etc, il
programma si riposiziona allo stato precedente. Sono gestiti fino ad un massimo di cinque passi.

Smaglia: l’utenza o le utenze selezionate vengono eliminate dalla magliatura e riposte nella lista
delle utenze non magliate del pannello utenze. Le utenze possono essere in seguito rimagliate
inserendole nella magliatura come visto in precedenza;

Calcola: definite le caratteristiche della fornitura, e magliata la rete, il sistema effettua la


propagazione automatica delle potenze e delle correnti ai vari livelli di sottoquadro. Non vengono
invece calcolati altri parametri quali le sezioni dei cavi ed eseguite le verifiche.

Salva: salva la magliatura.

Disegna: dopo aver definito e calcolato la rete elettrica è possibile avviare direttamente dalla
finestra Magliatura il disegno dello schema utenze unifilare. La procedura avviata considera le
Schema utenze 603
Definizione e collegamento di utenze

utenze precedentemente selezionate nella magliatura. Per una rapida selezione utilizzare il pannello
Quadri a destra.

Chiudi: chiude la finestra.

Strumenti di visualizzazione nella finestra Magliatura rete


In progetti aventi centinaia di utenze che si sviluppano principalmente nel senso orizzontale della
magliatura, muoversi agevolmente tra tutte le utenze e confrontare i dati tra utenze differenti può
essere cosa ardua. Da queste considerazioni è nata la possibilità di suddividere in due parti autonome
la finestra di lavoro ottenendo una doppia vista della rete. Come riportato nella prossima figura, è
facile confrontare informazioni su utenze distanti tra loro o utilizzare una delle due viste come
“mappa” (1) e l’altra a risoluzione normale (2).

La barra di comando in basso alla magliatura contiene i comandi di zoom e di duplicazione vista della
magliatura. Come si può confrontare in figura, partendo da sinistra verso destra troviamo i seguenti
comandi.

• Vedi tutto: ridimensiona la rete in modo da adattarla alle dimensioni della finestra (come la vista
1 riportata in figura).
• Barra di scorrimento: attiva lo zoom della finestra, equivalente all’uso della rotellina del mouse.
• Scala unitaria: ridimensiona la rete al valore 100% (come la vista 2 riportata in figura).
• Doppia finestra/Finestra singola: crea due viste della rete oppure ritorna ad una vista unica.
• Lega finestre/Slega finestre: comando attivo solo con due viste, assicura che l’utenza attiva in
una vista sia visibile anche nell’altra. Questa situazione è utile quando si vuole utilizzare una vista
come “mappa” della rete a zoom basso, e l’altra a scala unitaria al fine di leggere comodamente i
valori dei campi a fianco delle utenze. Con le finestre non legate, è possibile poter confrontare i valori
di due utenze che si trovano distanti nel progetto, quindi non visibili contemporaneamente in una
singola vista.
604 Schema utenze
Elementi accessori

Pannello utenze
Nel pannello di sinistra tramite i pulsanti superiori si
attivano le funzioni relative a:
• Utenze magliate: mostra la lista delle utenze
presenti in magliatura.
• Utenze non magliate: mostra le utenze del progetto
che ancora non sono state magliate.
• Applica filtri: apre un riquadro con una serie di filtri
per trovare velocemente la o le utenze desiderate. I
filtri vengono applicati rispettivamente all’insieme di
utenze attivo dalle funzioni viste in precedenza. La
casella di testo Cerca identificativo utenza agisce sugli
identificativi delle utenze, quindi sul nome utenza,
quadro e zona. Il filtro funziona anche con parole
composte, ad esempio:”sez gen”, separate da spazio.
La lista a discesa Utenze contiene le varie tipologie di
utenze distribuzione ed utenze terminali. Gli elementi
a fondo bianco rappresentano tutte le Distribuzioni e
tutte le Terminali.
Con il rispettivo significato dei nomi, completano il
riquadro filtri le liste a discesa di Impianto/Layer,
Sistema elettrico, Circuito elettrico, Tipologia
protezione, Corrente nominale. La casella di spunta
Filtro zona-quadro visualizza le utenze appartenenti
alla zona e quadro attive.
Pannello quadri
Il pannello a destra rappresenta lo schema radiale ad albero dei quadri in progetto, simile alla
magliatura quadri. Oltre a favorire la navigazione veloce nella rete con la semplice selezione di un
quadro, permette tramite un doppio clic di accedere alla finestra Modifica dati quadro. Essa
rappresenta il contenitore di tutte le informazioni più importanti appartenenti ad un quadro:
sovratemperatura, carpenteria e poteri di interruzione. Si può passare alla finestra CEI 17-43 per
l’editazione delle caratteristiche dei quadri non di serie ANS e dei quadri per uso domestico CEI
23-51, oppure alla finestra Carpenteria per associare una struttura al quadro.
Da questa finestra è possibile anche assegnare una foto al quadro, visualizzata in magliatura quando
il quadro è in modalità ‘chiuso’. Può essere utile per realizzare facilmente uno schema a blocchi di
buon effetto da presentare ai propri clienti.
Fornitura
La Fornitura definisce la tipologia ed i dati elettrici della linea a monte a cui è collegata la rete
elettrica in progetto.
La finestra della fornitura viene aperta facendo doppioclic sopra l’area Fornitura in magliatura. I dati
più importanti da definire sono:
• la tipologia (Bassa tensione, Impedenza nota, Media/Alta tensione, Corrente continua;
• il sistema elettrico (TN, TT, IT);
• i parametri di terra lato impianto e lato fornitura;
• la tensione nominale di alimentazione;
• le correnti di guasto nel punto di fornitura.

Elementi accessori
La tracciatura automatica dello schema unifilare (comando NVLINEE) gestisce fino a cinque
accessori, opportunamente specificati nel programma Ampère (modulo opzionale), che vengono
disegnati in serie al dispositivo di protezione dell’utenza.
Schema utenze 605
Elementi accessori

A tal fine in Libreria simboli Unifilare è stata presente la cartella Accessori; altri simboli per
accessori personalizzati possono essere salvati nei cataloghi utente. Nel setup dei simboli accessori,
nella scheda Avanzate (vedi figura), è necessario specificare i parametri Punto di inserimento come
accessorio, e Altezza occupata, per indicare al programma di inserire il blocco con riferimento il
punto di connessione a monte o a valle del dispositivo di protezione e l’altezza da riservare per
l’inserimento di un ulteriore accessorio a valle.

L’impostazione degli accessori disegnati in ambiente grafico è gestita nel programma Ampère, nella
finestra di modifica dell’utenza. Nel riquadro Tracciatura schema - elementi accessori all’utenza, si
possono scegliere fino a quattro accessori specificando il codice articolo prelevato dall’archivio
Articoli e il blocco DWG prelevato dalla Libreria simboli; se si seleziona un articolo che in archivio
ha un simbolo associato allora il blocco DWG viene precaricato.
Le utenze con accessori riportano in magliatura un’icona dentificativa (vedi figura).
606 Schema utenze
Elementi accessori

Nel caso si preveda che l’utenza con accessorio occuperà nello schema più di una colonna, è possibile
indicare il numero delle colonne da riservare all’utenza, così da lasciare lo spazio per il disegno di
accessori complessi.
Nella seguente figura è illustrato una parte di schema unifilare tracciato con un macroblocco
personalizzato come accessorio; in questo caso sono state riservate tre colonne.

Personalizzazioni
La possibilità di scegliere un macroblocco personalizzato (porzione di schema) e di occupare più
colonne dello schema utenze, consente di predisporre per la tracciatura automatica di uno schema
unifilare con rappresentazione delle utenze calcolate in Ampère, corredate della strumentazione e dei
circuiti di controllo dell’impianto. A tal fine sta all’ingegno del disegnatore costruire e salvare i
blocchi nel catalogo utente e riservare lo spazio adeguato.
Si tenga presente che il programma di tracciatura dello schema inserisce il blocco accessorio
considerando come punto di inserimento un punto sottostante il blocco della protezione.
Schema utenze 607
Edita utenza su schema

Attenzione. Gli accessori non vengono tracciati nello schema multifilare.

Nota. Per ulteriori informazioni sulla creazione di blocchi e macroblocchi, vedi “Memorizzazione
di blocchi e macroblocchi nei cataloghi utente” a pagina 201.

Edita utenza su schema


La funzione Edita utenza su schema permette di modificare i dati delle utenze disegnate in uno
schema unifilare o multifilare.
Come avviare la modifica dei dati di una utenza
1. Selezionare Edita utenza su schema

Menu: Impianti.
Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.
Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: DDALU.

2. Nello schema unifilare/multifilare, selezionare uno dei dati della tabella dati relativa all’utenza
da modificare.
3. Viene visualizzata la finestra di dialogo Gestione utenze con l’utenza selezionata.
608 Schema utenze
Schema a blocchi della magliatura quadri

Nel caso lo schema unifilare/multifilare sia stato tracciato in una sessione di lavoro precedente, il
programma richiede di selezionare il file UPEX dello schema aperto.
Viene visualizzata la finestra Dati utenza (vedi “Utenze elettriche” a pagina 533) dove è possibile
modificare i dati dell’utenza.

Nota. Tali modifiche possono essere eseguite, con il medesimo risultato, anche dal programma
Ampère.

Schema a blocchi della magliatura quadri


Il comando Schema a blocchi magliatura, avviabile dalla finestra Gestione schema utenze, permette
di tracciare lo schema a blocchi della magliatura quadri della rete elettrica creata con il programma
di calcolo Ampère, in un foglio di disegno potendo poi stamparla su plotter.
È possibile utilizzare sia un foglio di uno schema multifoglio oppure, meglio, un foglio topografico
del formato necessario.
Lo schema a blocchi letto dal file delle utenze .UPEX viene generato nel modulo FlowChart. In
FlowChart è possibile eseguire delle modifiche grafiche allo schema con gli strumenti riportati nel
modulo di Electro Graphics; si può ad esempio eseguire spostamenti, tagli, integrazioni, impostare
dei colori ai blocchi. Quindi tramite il comando Riporta in CAD, attivabile dalla barra degli strumenti
di FlowChart, lo schema viene proposto per l’inserimento nel disegno aperto dove è richiesta la
selezione del punto di inserimento.
Come tracciare sul disegno lo schema a blocchi
1. Selezionare Schema utenze.,

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.


Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: NVLINEE.

2. Se non è già aperto scegliere Apri e cercare il file con estensione .UPEX relativo allo schema
unifilare elaborato con il programma di calcolo Ampère. Selezionarlo effettuando un doppio clic o
premendo il pulsante OK.
3. Nella finestra Gestione schema utenze, dalla barra degli strumenti, selezionare il comando
Schema a blocchi magliatura.
Schema utenze 609
Schema generale unifilare

4. Nella finestra di FlowChart viene rappresentato lo schema a blocchi. Qui è possibile apportare
delle modifiche grafiche.
5. Dalla barra degli strumenti di FlowChart, selezionare il comando Riporta in CAD.

6. Scegliere la posizione, nel foglio, per la tracciatura. In questa operazione si è aiutati dal riquadro
che indica le dimensioni finali dello schema.
Fare clic per confermare la posizione.

Nota. Per ulteriori informazioni sullo schema a blocchi dei quadri si rimanda al manuale di
riferimento del programma Ampère.
Per ulteriori informazioni su FlowChart si rimanda al capitolo “FlowChart” a pagina 813.

Schema generale unifilare


La funzione Schema unifilare generale (comando SGU) permette di tracciare lo schema unifilare del
file utenze correlato allo schema.
Se il file utenze è stato creato con Ampère è possibile collegarlo al disegno corrente mediante la
funzione Cambia file utenze correlato, avviabile dal menu della finestra Reti (comando RETI).
La finestra di dialogo permette di filtrare la zona o il quadro da riportare nel disegno. Senza filtri attivi
verrà tracciato l'intero schema unifilare del progetto.
La tracciatura è regolata dai parametri personalizzabili salvati in profili. È infatti possibile
personalizzare la configurazione in più profili in cui salvare e recuperare i parametri di tracciatura.
L'elaborato può essere aggiornato in qualsiasi momento sfruttando il comando Aggiorna tabelle
(comando TABUPDATE). Se vengono modificati i parametri di tracciatura del profilo utilizzato, il
nuovo disegno rispetterà tali nuovi valori. Eventuali filtri attivi su zone e quadri vengono mantenuti.
610 Schema utenze
Schema generale unifilare

Come tracciare la magliatura


1. Selezionare Magliatura SGU.

Menu: Impianti.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Utenze.


Barra strumenti: gruppo Topografico.
Riga di comando: SGU.

2. Nella finestra di dialogo Apri, selezionare il file di Ampère .UPEX con le Utenze da
rappresentare.
3. La finestra di dialogo successiva richiede il quadro e la zona da tracciare: lasciare la selezione
su <tutti> per tracciare l'intera magliatura oppure selezionare un quadro nella lista a comparsa
contenete tutti i quadri definiti in Ampère; esattamente tutte le combinazioni zona-quadro presenti
nel progetto. Premere OK.

4. Scegliere la posizione, nel foglio, per la tracciatura. In questa operazione si è aiutati dal riquadro
che indica le dimensioni finali dello schema.
Fare clic per confermare la posizione. Si ottiene lo schema della magliatura come nella figura
seguente.
Schema utenze 611
Schema generale unifilare

Parametri di tracciatura
Si riportano di seguito i parametri di tracciatura dello schema che possono essere personalizzati. Le
lettere permettono di individuare il parametro nel disegno di esempio.

- Sviluppa in verticale: se la casella è selezionata lo


schema elettrico viene disegnato con la fornitura
verso sinistra
- Larghezza cella (A): dimensione di ingombro
massimo dell'utenza
- Lunghezza cella (B): dimensione di ingombro
massimo dell'utenza
- B o r d o p e r c o n t o r n o q u a d r o (C): rientro
necessario al disegno del bordo di contorno del
quadro
- Distanza calata (D)
- Estensione barra (E)
- Distanza per utenze terminali (F): corrisponde
alla distanza di separazione tra quadri diversi
- Altezza testi : rappresenta l'altezza dei testi
etichette riportati
- Posizione etichette X: posizione di partenza dei
testi
- Posizione etichette Y: posizione di partenza dei
testi
- Allineamento a sinistra: permette di
personalizzare la giustificazione dei testi
- Etichette: una finestra di dialogo permette di
selezionare la lista di etichette da riportare nella
cella dell'utenza

Preferenze
L'utente ha a disposizione una serie di parametri per la personalizzazione della magliatura.
Accedere a Preferenze ambiente grafico, dalla barra degli strumenti o con il comando EGPREF e
scegliere la scheda Unifilare (vedi “Schemi elettrici - Schema unifilare” a pagina 761)
Per variare le dimensioni di una utenza variare i parametri Altezza riga e Larghezza colonna. La
casella di spunta Tabella descrittiva attiva o no la visualizzazione dei dati elettrici a fianco di ogni
utenza. Sono disponibili quattro profili già inizializzati con i dati più importanti, precisamente:
• Formazione, Lunghezza, Ib, Iz, C.d.T. totale (blocco [Link]);
• Formazione, Lunghezza, Ib, Iz, C.d.T. a Ib (blocco [Link]);
• Costruttore, Tipo, PdI, Icc trifase, C.d.T. a Ib (blocco [Link]);
• Collegamento fasi, Formazione, Cos-fi, C.d.T. a Ib, [Link]à (blocco
[Link]);
• Denominazione 1, Denominazione 2, Tipo, Formazione, Lunghezza (blocco [Link]).

Le rimanenti caselle di spunta permettono di inserire o meno nel disegno, l'indicazione del guasto a
fondo linea e l'indicazione dei tipi di conduttori.
Il pulsante Predefinito ripristina i valori di default dei profili.

Nota. Per l'impostazione delle preferenze vedi “Preferenze ambiente grafico” a pagina 756.

Personalizzazione delle tabelle dei dati


Le tabelle riportanti le caratteristiche elettriche e fisiche delle utenze contengono attributi
normalmente spenti e quindi invisibili. Per riportare ulteriori dati dopo la tracciatura, basta
“accendere”, tramite la funzione Visibilità attributi (vedi “Utilità attributi” a pagina 71), quelli
desiderati.
612 Schema utenze
Inserimento dati dagli archivi dispositivi

L'utente può inoltre personalizzare i blocchi .dwg dei suddetti profili (rispettivamente [Link],
[Link], [Link], [Link]) per variare la disposizione e la visibilità dei dati
(attributi presenti all’interno dei blocchi); i blocchi sono salvati nella cartella <percorso di
rete>\COMMON\LIBRARY\LIB.

Nota. I blocchi modificati dovranno mantenere lo stesso nome, pertanto si consiglia di effettuare una
copia di backup prima della modifica.

Inserimento dati dagli archivi dispositivi

Inserimento dati dall'archivio Protezioni


Nella fase di creazione manuale di uno schema unifilare di potenza, dopo l'inserimento dei simboli
dalla libreria Unifilare, è possibile importare tutti i dati relativi alle protezioni dall'archivio
Protezioni. In questo modo vengono compilati in automatico i campi del simbolo e della tabella
sottostante. La stessa procedura può, inoltre, essere utilizzata per un aggiornamento di uno schema
unifilare completo, creato in precedenza o tracciato in automatico tramite Gestione schema utenze.
Dopo aver creato un nuovo foglio di tipo Unifilare di potenza, tracciato le calate ed inserito i simboli
dalla libreria eseguire la procedura seguente in Ambiente grafico.

Nota. il valore del potere di interruzione potrà essere scelto al valore di tensione e secondo la norma
(CEI 23.3 o CEI 17.5) specificabili attraverso le liste a comparsa presenti nella barra degli strumenti
della finestra Protezioni.
Come compilare i dati delle protezioni nello schema unifilare
1. Posizionarsi sullo schema da editare.
2. Selezionare Dispositivi.

Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: PROTEZIONI.

3. Nell'archivio Protezioni ricercare e selezionare la protezione da importare.


4. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e trascinando, portare il cursore
all'interno del disegno in Ambiente grafico, quindi rilasciare il tasto del mouse.
5. Alla riga di comando verrà richiesto di selezionare le protezioni da editare:

Selezionare le protezioni:
Selezionare oggetti:

selezionare i simboli e premere INVIO.


6. Alla riga di comando verrà richiesto di selezionare le tabelle Linee Utenze in corrispondenza di
ogni protezione selezionata:
Selezionare le tabelle Linee Utenze:
Selezionare oggetti:

selezionare l'etichetta di uno dei dati descrittivi, già compilati nella tabella (ad esempio selezionare
le etichette dei nomi), per ogni utenza e premere INVIO.

Inserimento dati dall'archivio SDP


Con le stesse modalità viste per l’inserimento dati delle protezioni è possibile inserire nello schema
utenze anche i dati relativi agli scaricatori di sovratensione (SPD).
In questo caso si fa riferimento all'archivio SPD, che si apre sempre nella finestra Dispositivi dove
individuare ed aprire la cartella SPD. Dopo aver selezionato l’apparecchio da importare trascinarlo
tramite Drag & Drop all'interno del disegno, selezionare i simboli degli SPD confermando con
Schema utenze 613
Personalizzazione della tabella linee-utenze

INVIO e di seguito selezionare nella tabella l'etichetta di uno dei dati descrittivi, già compilati (ad
esempio selezionare le etichette dei nomi).

Inserimento dati dall'archivio Trasformatori


Con le stesse modalità viste per le protezioni e gli SPD è possibile compilare nella tabella dello
schema unifilare di potenza anche i dati dei trasformatori. La fonte dei dati in questo caso è l'archivio
Trasformatori, anch’esso presente nell’interfaccia Dispositivi.

Personalizzazione della tabella linee-utenze

Avvia filmato dimostrativo

Nei fogli di tipo Unifilare, oltre la squadratura e il blocco del cartiglio di base è presente il blocco
della tabella linee-utenze, nella quale vengono inseriti i dati delle utenze. I dati di ogni utenza sono
compilati in un blocco inserito automaticamente dal programma in ogni colonna-utenza; questo
blocco è detto delle descrizioni.
I blocchi standard per la tabella sono TAB_LU3, TAB_LU4; i blocchi standard per le descrizioni
sono DES_LU3, DES_LU4.

Personalizzazione di una tabella


È possibile personalizzare la tabella linee-utenze per inserire dei testi personalizzati, ridistribuire i
dati nella tabella, aggiungere o eliminare alcuni campi. Se si variano i campi della tabella si dovrà
personalizzare anche il blocco delle descrizioni per allineare le modifiche.
È disponibile una procedura di iDEA che facilita la personalizzazione di una tabella linee-utenze.
Questa funzione può essere avviata dalla finestra Creazione fogli o con un apposito comando.
Come avviare la personalizzazione della tabella unifilare
• Scegliere Modifica tabella utenze.
Barra multifunzione: scheda Progetto > Personalizza.
Riga di comando: TABLU.
Oppure avviare il comando Nuovo foglio e dalla barra degli strumenti della finestra Creazione
fogli, selezionare l’icona Editazione tabella unifilare.
614 Schema utenze
Personalizzazione della tabella linee-utenze

Viene visualizzata la finestra Editazione tabella utenze: selezionare la tabella che si desidera editare.
Ad esempio selezionare TAB_LU4 per modificare la tabella originale o per creare una nuova tabella
sul modello di questa. Premere Edita per continuare.

Nell’ambiente grafico di iDEA viene visualizzata la tabella utenze: in corrispondenza della prima
colonna è visibile il blocco descrittivo dei dati utenza. Viene inoltre aperta la finestra di dialogo
Editazione tabella utenze.

La finestra di dialogo Editazione tabella utenze, riporta la lista di tutte le informazioni che possono
essere compilate nella tabella utenze se sono presenti le corrispondenti etichette di attributo.
Di seguito sono descritti gli strumenti disponibili.

Localizza: facendo doppio clic su una informazione in lista, la finestra Editazione tabelle utenze,
si riduce e viene eseguito uno zoom che evidenzia l’attributo del blocco dati che riporta tale
informazione.

Rendi visibile l’attributo selezionato: gli attributi con l’icona verde chiaro corrispondono ad
informazioni che risulteranno visibili nella tabella utenze.

Rendi invisibile l’attributo selezionato: gli attributi con l’icona verde scuro corrispondono ad
informazioni che risulteranno non visibili nella tabella utenze.

Sposta l’attributo selezionato: questa funzione serve per facilitare lo spostamento di un


attributo del blocco dei dati dell’utenza. All’avvio la finestra Editazione tabella utenze, viene chiusa
e si nota l’attributo agganciato al cursore. Muovendo il mouse è possibile spostare l’attributo e quindi
fare clic per indicare un nuovo punto di inserimento. Prima di eseguire questa operazione è
opportuno aver eseguito uno zoom sull’attributo da spostare facendo doppio clic sull’informazione
relativa.
Schema utenze 615
Personalizzazione della tabella linee-utenze

Centra l’attributo selezionato rispetto ad un rettangolo: questa funzione serve per facilitare
il collocamento di uno degli attributi all’interno di una casella della tabella. All’avvio la finestra
Editazione tabella utenze, viene chiusa e alla riga di comando iDEA chiede di selezionare un primo
punto e poi un secondo tali da identificare un rettangolo. L’attributo viene centrato nel rettangolo
indicato. Prima di eseguire questa operazione è opportuno aver eseguito uno zoom sull’area
interessata.

Inserisci il titolo tabella in un rettangolo: questa funzione serve per facilitare il collocamento
del testo descrittivo di uno degli attributi all’interno di una casella della tabella. All’avvio la finestra
Editazione tabella utenze, viene chiusa e alla riga di comando iDEA chiede di selezionare un primo
punto e poi un secondo tali da identificare un rettangolo. Nel rettangolo indicato, viene riportato il
testo della colonna Titolo tabella predefinito. Prima di eseguire questa operazione è opportuno aver
eseguito uno zoom sull’area interessata.

Quando si devono eseguire operazioni di modifica dei blocchi non è possibile chiudere la finestra di
dialogo Editazione tabella utenze. È opportuno quindi ridurla nelle dimensioni usando il seguente
comando.

Riduci finestra: riduce le dimensioni della finestra per permettere operazioni di modifica. Per
riapre la finestra passare il cursore sulla testata.

Tutti gli elementi che costituiscono il blocco della tabella sono per default inseriti nel layer TABLE
e non possono essere spostati. Tutti gli elementi che costituiscono il blocco dei dati dell’utenza sono
per default inseriti nel layer DESC e non possono essere spostati. È possibile aggiungere altri
elementi a due blocchi ma questi devono essere disegnati sullo stesso layer. Per facilitare la selezione
del layer corretto per blocco Tabella e blocco Dati sono disponibili le seguenti funzioni.

Setta il layer della tabella: attiva il layer degli elementi del blocco della tabella.

Setta il layer delle descrizioni: attiva il layer degli elementi del blocco dei dati descrittivi.

Nel riquadro Tabella viene indicato il nome del blocco della tabella editata. Per salvare le modifiche
su una nuova tabella, senza quindi alterare la tabella di origine, digitare un nome nuovo. Il nome del
blocco non deve superare gli otto caratteri.
Sono indicate anche le coordinate di inserimento del blocco tabella. Per spostare il punto di
inserimento della tabella rispetto al foglio, digitare le coordinate nelle caselle X e Y.

Nel riquadro Descrizioni viene indicato il nome del blocco dati descrittivi editato. Per salvare le
modifiche su un nuovo blocco, senza quindi alterare quello di origine, digitare un nome nuovo. Il
nome del blocco non deve superare gli otto caratteri.
Sono indicate anche le coordinate di inserimento del blocco tabella. Per spostare il punto di
inserimento del blocco dati rispetto al foglio, digitare le coordinate nelle caselle X e Y.

Nota. I nomi e le coordinate di inserimento dei blocchi per la tabella linee utenze vengono salvati
nei parametri multifoglio del disegno (vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749).

Con gli strumenti illustrati in precedenza e gli strumenti di base CAD, è possibile modificare la
tabella per ottenere le dimensioni desiderate, inserire testi descrittivi per qualsiasi necessità,
cambiare i colori, ecc. Ad esempio è possibile creare una tabella più lunga del foglio standard da
utilizzare in abbinamento ad una squadratura personalizzata (vedi “Creazione di squadrature
personalizzate” a pagina 122), per ottenere uno sviluppo dello schema unifilare su foglio continuo.
616 Schema utenze
Personalizzazione della tabella linee-utenze

Dopo aver eseguito tutte le modifiche opportune, al fine di salvare i due blocchi con i nomi indicati
nel riquadro Tabella e Descrizioni premere l’icona Salva.

Salva i blocchi e le impostazioni: iDEA chiede conferma per salvare le impostazioni correnti
nei blocchi indicati. Premendo OK i blocchi vengono salvati oppure creati se si sono modificati i
nomi. Inoltre, vengono automaticamente aggiornati i parametri multifoglio del disegno per
impostare l’uso dei nuovi blocchi.

Al termine delle operazioni, dopo aver salvato per mantenere le modifiche, scegliere Chiudi per
chiudere la finestra Editazione tabella utenze.

Chiudi: iDEA chiede conferma per chiudere la finestra di editazione e il disegno di supporto.

Attenzione. I blocchi delle tabelle predefiniti sono costruiti in modo che le colonne della tabella
utenze, corrispondano alle colonne della squadratura del foglio. Nel caso si disegni una tabella con
colonne che non corrispondono per posizione e larghezza alle colonne della squadratura è necessario
compilare la casella Larghezza colonne, nella scheda Tabelle nei Parametri multifoglio del disegno:
per ulteriori informazioni vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749.

Lista delle informazioni disponibili


La procedura di disegno dello schema andrà a gestirne gli attributi presenti nel blocco delle
descrizioni. Le etichette di attributo che, se presenti, verranno utilizzate sono riportate nella finestra
di dialogo Editazione tabella utenze.

Impostazione della tabella personalizzata


La tabella utilizzata all’inserimento di un foglio di potenza unifilare è definita dai blocchi impostati
nei parametri multifoglio del disegno. Per utilizzare una tabella personalizzata, prima
dell’inserimento del foglio, si devono modificare tali impostazioni.

Nota. La nuova tabella verrà utilizzata solo nel disegno modificato. Per impostare come predefinita
la tabella personalizzata vedi “Impostazione di una tabella per i nuovi progetti” a pagina 617.
Come impostare una tabella personalizzata nel disegno corrente
1. Scegliere Preferenze.

Menu: Strumenti.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.

2. Nella finestra Preferenze, selezionare Parametri multifoglio (Disegno corrente).


Schema utenze 617
Personalizzazione dei blocchi dispositivi

3. Nella scheda Tabelle, digitare i nuovi nomi nelle caselle Nome e Descrizione. Se sono cambiati
i riferimenti modificare le coordinate (vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749).
4. Premere OK per confermare e chiudere la finestra Multifoglio.
5. Premere OK chiudere la finestra Preferenze.
6. Salvare il disegno corrente.

Impostazione di una tabella per i nuovi progetti


Per impostare un nuova tabella predefinita, affinché venga utilizzata nei nuovi progetti, si deve
operare in ambito del programma Commesse, in cui generare una nuova configurazione di parametri
personalizzata. Alle nuove commesse sarà possibile associare la nuova configurazione di parametri
con la tabella personalizzata.
Come definire una nuova configurazione
1. Avviare il programma Commesse: dal menu Start di Windows, scegliere Programmi, quindi dal
gruppo di programmi Electro Graphics selezionare Commesse.
2. Da menu Impostazioni, scegliere Configurazioni, oppure selezionare l’icona relativa.

3. Dal menu File della finestra Configurazioni, selezionare Nuovo.


4. Assegnare il nome per la nuova configurazione e premere pulsante OK.
5. Selezionare dalla lista la configurazione appena inserita e premere il pulsante Multifoglio.
6. Nella scheda Tabelle, digitare i nuovi nomi nelle caselle Nome e Descrizione. Se sono cambiati
i riferimenti modificare le coordinate (vedi “Tabelle unifilari” a pagina 749).
7. Premere OK.

Al fine di rendere la configurazione appena creata come predefinita per ogni nuova commessa o
nuovo disegno dal menu File selezionare Imposta come predefinita.

A questo punto, al fine di verificare l'esatto riporto della nuova configurazione in ambiente grafico
iDEA, sarà sufficiente creare una nuova commessa con associata la configurazione di parametri
personalizzata, creare un nuovo file di disegno e generare un foglio di schema unifilare.

Nota. È possibile anche modificare una configurazione di parametri esistente.

Schemi unifilari di power center


È stata predisposta una tabella linee utenze, da usarsi tipicamente su schemi di power center, che
include le regolazioni di dispositivi di sgancio (TAB_LU_PC + DES_LU_PC) e che può essere
impostata nei Parametri multifoglio, scheda Tabelle. Si ricorda che si possono creare altre tabelle
linee utenze personalizzate e attivare le etichette desiderate come descritto nei paragrafi precedenti.

Personalizzazione dei blocchi dispositivi


I blocchi usati per la rappresentazione dei dispositivi di protezione nello schema utenze unifilare
possono essere personalizzati. In particolare per ogni tipologia di dispositivo (contatore,
magnetotermico, differenziale,...) è possibile cambiare il blocco DWG associato.
Per la modifica è necessario accedere alle Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda
Unifilare.
Come modificare i blocchi dei dispositivi
1. Scegliere Preferenze.

Menu: Strumenti.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.
618 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

2. Nella finestra Preferenze, selezionare Preferenze ambiente grafico. Nella scheda Unifilare
premere il pulsante Blocchi schema unifilare (vedi “Schemi elettrici - Schema unifilare” a
pagina 761).
3. Nella finestra di dialogo per ognuno delle tipologie in lista è possibile scegliere il blocco di
rappresentazione con accesso alla Libreria simboli. Nella casella Blocco predefinito rimane indicato
il blocco di default il quale può essere ripristinato con il pulsantino a lato.

Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari


Il disegno automatico dello schema unifilare per quadri, sia in iDEA (Gestione schema utenze,
comando NVLINEE) che in Ampère (Stampa schema utenze), è stato completato con la possibilità
di associare ai circuiti di potenza dello schema unifilare classico i circuiti ausiliari che realizzano le
funzioni di comando e controllo presenti all’interno del quadro elettrico. L’associazione di questi
circuiti, definiti schemi funzionali ausiliari, avviene in Ampère a livello di singola utenza e la
realizzazione dello schema garantisce il corretto collegamento fra gli elementi di comando e
controllo e i dispositivi nello schema di potenza.

Nota. Per poter eseguire l’associazione il prodotto Ampère o Ampère Professional deve essere
compreso nella licenza installata.

Associazione dei circuiti funzionali ausiliari da riportare nello schema


unifilare
La gestione degli elementi ausiliari al dispositivo di protezione avviene in Ampère nella finestra di
modifica dei dati dell’utenza, scheda Protezione. Al dispositivo di protezione dell’utenza sono
associabili un massimo di cinque elementi ausiliari. Nel caso di dispositivi di protezione composti
(es. magnetotermico + differenziale) sono associabili cinque elementi ausiliari al primo componente
il dispositivo di protezione e un elemento ausiliario per ogni componente successivo.
Ogni elemento ausiliario è caratterizzato da:
• Schema funzionale ausiliario: è un circuito associato all’utenza e al suo dispositivo di
protezione che completa lo schema unifilare delle utenze del progetto con caratteristiche non
presenti nella rete definita e dimensionata in Ampère. Tipicamente sono i circuiti di comando e
controllo dei dispositivi di sezionamento e protezione della rete.
• Simbolo: identifica la presenza di un elemento ausiliario collegato al dispositivo di protezione.
Il simbolo viene inserito in prossimità del simbolo del dispositivo di protezione nello schema
unifilare.
Schema utenze 619
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

• Codice: codice articolo di archivio Materiali dell’elemento ausiliario. Se presente, viene inserito
nell’attributo Codice principale del simbolo e utilizzato dalla funzione di estrazione dei dati per la
compilazione della distinta dei materiali.

Ampère: dettaglio della finestra di editazione utenza

Schema utenze
dettaglio dei circuito di potenza

Schema utenze
dettaglio circuito
funzionale ausiliario

Nell’immagine soprastante si propone un semplice esempio di interruttore magnetotermico con


bobina di sgancio e relativo circuito di segnalazione. Nell’esempio la chiusura del pulsante di
sicurezza 2SF1 provoca lo sgancio dell’interruttore magnetotermico tramite la il relè 2KF1 un cui
contatto accende la spia luminosa di segnalazione 2PG1. In questo caso lo schema funzionale
ausiliario è costituito dal macroblocco parametrico AUX_RELEASE selezionato dalla Libreria
macroblocchi parametrici (vedi “Libreria macroblocchi parametrici” a pagina 232). Il simbolo
L41717 è presente nella Libreria simboli di iDEA e viene inserito nella posizione del simbolo del
dispositivo di protezione per indicare la presenza della bobina di sgancio. Si può notare come la sigla
2KF1 accomuni tutti gli elementi propri del relè e come il circuito ausiliario sia valorizzato dal nome
e dalla descrizione dell’utenza a cui fa riferimento.

Gli elementi ausiliari sono associabili ai dispositivi di protezione nella scheda Protezione della
finestra di modifica dei dati utenza in Ampère. In corrispondenza di ogni componente del dispositivo
di protezione accedere alla griglia Ausiliari.
• Codice: editare il codice di articolo materiale o tramite il bottone […] selezionare il codice da
archivio Materiali.
• Simbolo: editare il nome del simbolo accessorio o tramite il bottone […] selezionare il simbolo
da Libreria simboli.
620 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

• Schema funzionale: il bottone […] consente l'accesso al menu delle funzioni di selezione dei
macroblocchi parametrici che realizzano gli schemi funzionali ausiliari.
- Seleziona schema funzionale ausiliario: è possibile selezionare un macroblocco dalla
Libreria macroblocchi parametrici. Vengono proposti per la selezione solo i macroblocchi con
tipo di impiego Schemi funzionali ausiliari e compatibili con il dispositivo di
protezione/sezionamento cui devono essere associati.
- Seleziona schema funzionale condiviso: gestione degli schemi funzionali ausiliari condivisi
da più elementi ausiliari appartenenti alla stessa utenza o a utenze diverse. Vedi il paragrafo
seguente.
- Elimina riferimenti ausiliari: rimuove i dati dell'elemento ausiliario selezionato.

Schemi funzionali condivisi


L'esempio proposto nel precedente paragrafo ricade nel caso più semplice gestito: lo schema
funzionale ausiliario ha riferimenti ad un solo elemento ausiliario di una singola utenza.
Casi più complessi richiedono che lo stesso schema funzionale riporti informazioni con riferimento
a più elementi accessori della stessa utenza o di utenze diverse. Si propone di seguito l'esempio di
due utenze, P1A e P1B, che implementano l'alimentazione di due pompe in una centrale termica. Il
dispositivo di protezione delle utenze è del tipo MT+C magnetotermico + contattore. Ogni
componente del dispositivo di protezione possiede un riferimento nello schema funzionale ausiliario:
gli interruttori magnetotermici sono associati ai contatti di chiusura 2QB4 e 2QB5, i contattori sono
comandati dai relè 6KF1 e 6KF2. Nel caso particolare dell'esempio proposto è stato necessario
realizzare uno schema condiviso dalle due utenze perché entrambi i circuiti di alimentazione delle
pompe sono possono essere attivati dalla stessa linea di alimentazione temporizzata.

Schema utenze unifilare

Schema funzionale

È possibile associare un elemento ausiliario ad uno schema funzionale condiviso dalla scheda
Protezione della finestra di modifica dei dati dell'utenza, griglia Ausiliari. Nella colonna Schema
funzionale tramite il bottone […] selezionare la funzione Schema funzionale condiviso.
Schema utenze 621
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

La finestra della funzione consente la gestione degli schemi funzionali condivisi dalle utenze
appartenenti al quadro dell'utenza selezionata. Non è possibile condividere uno schema funzionale
fra utenze di quadri diversi. In lista sono proposti tutti i macroblocchi parametrici per schemi
funzionali ausiliari condivisi già inseriti nel quadro. Selezionando uno schema funzionale la lista
inferiore mostra le utenze che lo occupano, il dispositivo di protezione e il simbolo accessorio (se
presente) in esso riferiti. Per ogni schema funzionale è possibile monitorare lo stato di occupazione
dei riferimenti tramite l'icona nella prima colonna e la colonna Riferimenti riportante per ogni
schema funzionale il dato <Numero riferimenti occupati>/<Numero riferimenti totali>.

Nella barra degli strumenti sono disponibili le funzioni di gestione della lista.
• Nuovo: selezione di un macroblocco da libreria macroblocchi parametrici (vedi “Libreria
macroblocchi parametrici” a pagina 232). Verranno proposti per la selezione solo i macroblocchi con
tipo di impiego Schemi funzionali ausiliari e con numero di riferimenti ad elementi ausiliari
maggiore o uguale a due.
• Duplica: consente di duplicare lo schema funzionale selezionato in lista.
• Elimina: rimuove lo schema funzionale selezionato in lista.

Per associare lo schema funzionale all'elemento ausiliario dell'utenza, selezionare lo schema in lista
e cliccare il bottone OK.

Macroblocchi parametrici per schemi funzionali ausiliari


Gli schemi funzionali ausiliari sono costituiti da macroblocchi parametrici e rispettano le regole di
costruzione dello schema elettrico di Fast Builder. Per il dettaglio delle caratteristiche dei
macroblocchi parametrici e Fast Builder vedi “Macroblocchi parametrici” a pagina 229. In questo
paragrafo sono approfondite solo le caratteristiche dei macroblocchi parametrici dedicate alla
realizzazione degli schemi funzionali ausiliari.
Affinché un macroblocco sia selezionabile come schema funzionale deve assumere il tipo d'impiego
Schemi funzionali ausiliari, proprietà presente nella scheda Generale della finestra di modifica dei
dati del macroblocco in Libreria macroblocchi (comando MACROLIB, vedi “Creare e modificare
un macroblocco” a pagina 234)
622 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

La scheda Ausiliari, attiva solo se Tipo d'impiego ha valore Schemi funzionali ausiliari, permette di
modificare le caratteristiche proprie dei macroblocchi impiegati nel disegno dello schema utenze.

Dispositivi compatibili: consente di selezionare il set di dispositivi per cui lo schema funzionale
realizzato dal macroblocco è compatibile. Il macroblocco sarà selezionabile come schema funzionale
nell'utenza solo se il dispositivo di protezione della stessa è fra quelli spuntati nella lista.

N° di riferimenti ad ausiliari: indica per quanti riferimenti ad elementi ausiliari dell'utenza, o di più
utenze, il macroblocco è predisposto. Solo i macroblocchi con n° riferimenti maggiore o uguale a due
possono essere utilizzati come schemi funzionali condivisi (vedi “Schemi funzionali condivisi” a
pagina 620).
Schema utenze 623
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

Simbolo accessorio: se valorizzato, il simbolo accessorio viene caricato nell'elemento ausiliario


dell'utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […] consente la
selezione del simbolo da Libreria simboli.

Codice articolo accessorio:se valorizzato, il codice articolo accessorio viene caricato nell'elemento
ausiliario dell'utenza contestualmente alla selezione del macroblocco da libreria. Il bottone […]
consente la selezione del codice articolo da archivio Materiali.

Nota. La costruzione automatica dello schema unificare potrebbe necessitare nei fogli dedicati agli
schemi funzionali ausiliari di parti comuni a più schemi funzionali come, ad esempio, le linee di
alimentazione. A tal fine è stato introdotto un parametro aggiuntivo fra i dati presenti nella scheda
Disegno che consente di selezionare un ulteriore macroblocco da libreria. La procedura di disegno
automatica assicura che questo prerequisito sia presente nel foglio ove il macroblocco schema
funzionale ausiliario viene inserito.

Per selezionare il macroblocco richiesto compilare il parametro Richiede presenza macroblocco nel
foglio; i bottoni a lato della casella di testo consentono la selezione del macroblocco da libreria o la
rimozione del dato impostato.
Il parametro Richiede presenza macroblocco nel foglio, se compilato, è utilizzato anche nella
costruzione dello schema da Fast Builder (vedi “Fast Builder” a pagina 240).
Uso delle variabili dei macroblocchi dedicate agli schemi funzionali ausiliari
La procedura di disegno automatico dello schema delle utenze per quadri gestisce un particolare
gruppo di variabili di macroblocco al fine di trasferire nel disegno informazioni proprie delle utenze
dello schema di Ampère. Queste variabili dedicate sono disponibili solo se il macroblocco ha tipo
d’impiego Schemi funzionali ausiliari. Per il dettaglio dell’uso delle variabili nei macroblocchi
parametrici vedi “Impiego delle variabili negli attributi dei simboli dei macroblocchi” a pagina 237.
624 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

Le variabili dedicate sono:


• ACC<n>.UNIT: identificativo dell’utenza.
• ACC<n>.DESC: descrizione dell’utenza (Denominazione 1).
• ACC<n>.LOCATION: ubicazione dell’utenza, assume la forma normalizzata +[Link].
• ACC<n>.MAIN_DEVICE: sigla del simbolo del dispositivo di protezione.
• ACC<n>.AUX_DEVICE: sigla del simbolo dell'elemento accessorio.

La tag <n> è l’indice dell’elemento ausiliario n-esimo che ha riferimento nel macroblocco. Per ogni
macroblocco sono disponibili un numero di gruppi di variabili pari al valore del parametro N° di
riferimenti ad ausiliari (vedi “Schemi funzionali condivisi” a pagina 620). In particolare le variabili
ACC<n>.MAIN_DEVICE e ACC<n>.AUX_DEVICE consentono, se impiegate nell’attributo
SIGLA dei simboli, di legare correttamente le formazioni di simboli tanto da ottenere i riferimenti
incrociati fra i circuiti nei fogli di schema unifilare e i circuiti collegati nei fogli di schemi funzionali
ausiliari.

Note sul disegno automatico dello schema utenze


Ordine d'inserimento dei macroblocchi nello schema
I macroblocchi degli schemi funzionali ausiliari vengono inseriti nel disegno rispettando l'ordine
delle utenze cui fanno riferimento. Al fine di ottimizzare l'impaginazione dello schema, la procedura
automatica di disegno raggruppa i macroblocco per Macroblocco richiesto, se specificato.
Assegnazione delle sigle dei simboli
La procedura automatica di disegno provvede a riassegnare la sigla dei simboli del macroblocco
mantenendo i legami di formazione per simboli (elementi di comandi ed elementi riferiti) con sigla
uguale. Nel caso in cui un simbolo del macroblocco sia legato in formazione con il simbolo del
dispositivo di protezione o di un suo accessorio, l'attributo SIGLA dev'essere valorizzato con le
variabili ACC<n>.MAIN_DEVICE o ACC<n>.AUX_DEVICE. Dove non sia possibile
predeterminare una sigla simbolo definitiva viene assegnata una sigla fittizia che comunque rispetta
l'univocità e il legame delle formazioni. Un successivo comando di siglatura automatica può
correggere e finalizzare la sigla dei simboli. Si ricorda che nella funzione Stampa schema utenze di
Ampère la siglatura automatica, se abilitata tramite nelle preferenze, viene eseguita contestualmente
alla generazione del disegno. In ambiente grafico iDEA, invece, è opportuno completare il disegno
generato con l'esecuzione dei comandi di elaborazione dello schema:
• Siglatura dei simboli (comando SIGLA)
Schema utenze 625
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari

• Cross reference (comando CXR)


• Analisi dei fili (comando FILI)

È possibile inoltre utilizzare il comando comprensivo di elaborazione dello schema elettrico


(comando ELABSCH).
626 Schema utenze
Disegno automatico degli schemi funzionali ausiliari
23
Quadri

In questo capitolo sono descritte le funzioni dedicate al layout dei quadri, la verifica delle
sovratemperature secondo la norma CEI 17-43 (IEC 60890), valida per i quadri non di serie (ANS).

Generalità
In questo capitolo viene presentata la disposizione automatizzata di elementi coordinati fra loro che
costituiscono un armadio di comando, un allestimento elettronico, un frontale quadro, una
pulsantiera o qualsiasi altro elemento meccanico mediante alcune funzioni che supportano la
generazione di tutto quello che è necessario.
Risulta, quindi, possibile ubicare sul disegno tutti i componenti secondo le proprie esigenze ed
impostazioni in modo da ottenere una disposizione guidata di un armadio; possono essere richiamati
e posizionati sugli armadi i componenti utilizzati su schema al quale è stato assegnato un codice
materiale presente a magazzino articoli secondo le dimensioni dei vari costruttori, con eliminazione
di errori nella riproduzione dei disegni e con riduzione del tempo di lavoro.
Una volta effettuata la scelta delle apparecchiature entro quadro, sarà dedotta la potenza dissipata
dalle stesse e si potrà procedere alla verifica della sovratemperatura interna del quadro, date le
dimensioni e le condizioni di esposizione dell'armadio stesso secondo il metodo previsto dalla norma
CEI 17-43.

Specifica dei componenti


In funzione del disegno del layout del quadro devono essere specificati i componenti scelti attraverso
la codifica del materiale, immettendo il dato relativo al codice articolo nel campo Codice principale
dei simboli grafici inseriti nello schema elettrico.
628 Quadri
Disegno di un layout di quadro

Nota. Se si importa un progetto da Ampère, dove sono state inserite le protezioni, l'assegnazione del
codice articolo è automatica.

Inoltre, tutti gli articoli che intervengono nella layout del quadro devono avere indicate le dimensioni
d'ingombro della sagoma o un blocco rappresentativo, specificate nella finestra proprietà
dell'articolo in Archivio materiali.
I componenti che non devono essere considerati per il layout, come ad esempio i fusibili, devono
invece avere il carattere ‘|’ (pipe) compilato nel campo Sagoma dei dati di archivio.
Le informazioni possono essere editate anche dall’interfaccia Layout quadri con il comando Edita
sagoma componente: vedi “Editazione della sagoma dell’articolo” a pagina 637.

Disegno di un layout di quadro


Una volta terminato lo schema elettrico ed assegnato ad ogni simbolo grafico l'esatto codice di
materiale è possibile comporre il layout del quadro.
Per tracciare il layout del quadro la prima operazione è creare un nuovo foglio. La tracciatura del
layout del quadro va solitamente eseguita in un foglio di tipo multifilare (comando FG1).
Carpenteria del quadro
Dall’Archivio carpenteria si possono posizionare nel disegno le sagome di carpenteria dell’armadio
del quadro o della console. Dalla lista Archivio articoli si possono prelevare singoli elementi mentre
da Archivio strutture si possono inserire armadi e quadri completi. Per ulteriori informazioni vedi
“Archivio carpenteria” a pagina 658.
Layout quadri
Si passa poi all'inserimento delle sagome delle apparecchiature. iDEA dispone di una funzione di
composizione guidata del layout quadro del progetto di cui si è già tracciato lo schema elettrico
multifilare o unifilare. Dall’interfaccia Layout quadri, si può disegnare la carpenteria, le canaline e
le guide e infine posizionare i componenti.
Per ulteriori informazioni vedi “Layout quadri” a pagina 628.
Gestione sagome
I simboli per i layout quadro si possono prelevare anche da Gestione sagome (barra degli strumenti
Archivi), una libreria di circa 6000 sagome di carpenteria e apparecchi dei maggiori costruttori.
Per ulteriori informazioni vedi “Gestione sagome” a pagina 211.
Materiali di layout estratti dalle ubicazioni
Quando si definiscono le ubicazioni nello schema elettrico è possibile assegnare ad ogniuna un
codice articolo e una sagoma corrispondente al quadro o armadio che rapprresenta. Quando si esegue
l’estrazione dei materiali per il layout del quadro, iDEA provvede ad inserire in lista anche tali
materiali, anche se nel disegno non è presente il blocco sagoma. Vedi “Gestione ubicazioni e
funzioni” a pagina 331.
Ubicazione e funzione della carpenteria quadro in distinta materiali
Gli elementi di carpenteria, le canaline, le guide e gli accessori, assumono, le informazioni
Ubicazione e Funzione compilate nel cartiglio del foglio nel quale vengono disegnati.
Ubicazione e/o Funzione devono a tal fine essere compilate almeno nel cartiglio del foglio.
Queste informazioni possono poi essere modificate tramite il pannello Proprietà (comando EGPROP,
vedi “Pannello Proprietà contestuali” a pagina 12) o il comando di Edita attributi (comando DDA,
vedi “Editazione attributi” a pagina 64).
Questa funzionalità risulta utile sopratutto per poter includere gli elementi di carpenteria dei quadri
nei raggruppamenti all’interno della distinta materiale.

Layout quadri
L’interfaccia Layout quadri consente la disposizione delle sagome dei componenti per la
rappresentazione del layout dei quadri. Le informazioni per l’estrazione delle sagome sono acquisite
dai simboli inseriti nello schema aperto: sono elaborati tutti i componenti che hanno gli attributi Sigla
dispositivo e il Codice principale non vuoti. Tramite il codice articolo iDEA estrae i dati della
sagoma, o le dimensioni se questa non è definita, dall’archivio Articoli.
Quadri 629
Layout quadri - Carpenteria

Come accedere alla tracciatura del layout quadri


• Selezionare Layout quadro.

Menu: Schemi>Layout.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Layout.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: DLAYOUT.

In Layout quadri sono a disposizione vari strumenti per il disegno del quadro.
• Strumenti per il disegno della carpenteria quadro, guide, canaline: vedi “Layout quadri -
Carpenteria” a pagina 629.
• Uno strumento per la disposizione automatica dei componenti su guida: vedi “Layout quadri -
Modalità quadro” a pagina 631.
• Uno strumento per la disposizione manuale dei componenti: vedi “Layout quadri - Modalità
globale” a pagina 634.
• Uno strumento per il disegno automatico della piastra (o dima) di foratura a partire dalla
disposizione dei componenti nel layout: vedi “Piastre di foratura” a pagina 645.

Layout quadri - Carpenteria


Prima del posizionamento dei componenti elettrici è possibile inserire nel disegno un armadio o un
quadro selezionandolo dall’Archivio carpenteria (vedi “Archivio carpenteria” a pagina 658) e
disegnare all’interno le canaline e le guide.

Attenzione. Queste operazioni sono indispensabili per disegnare i componenti in Modalità quadro.

Nel riquadro di sinistra della finestra Layout quadri sono disponibili i pulsanti per avviare queste
funzioni.

Inserimento di un telaio
Per inserire la sagoma di un armadio o quadro, nel riquadro Strumenti della finestra Layout quadri
(a sinistra), premere il pulsante Inserisci telaio o struttura.
Viene aperta la finestra Archivio carpenteria dove è possibile accedere alla lista Archivio strutture e
selezionare con doppio clic l’armadio o quadro da usare. In tal modo vengono proposti per
l’inserimento il blocco del telaio e gli altri elementi che compongono l’armadio o quadro (porta,
pannelli, accessori,...).
630 Quadri
Layout quadri - Carpenteria

In alternativa si può inserire solo un telaio prelevandolo dalla lista Archivio articoli.
Dopo l’inserimento del telaio dell’armadio o quadro viene data la possibilità di inserire le sagome
degli elementi compatibili. A tal fine, scegliendo il pulsante Inserisci elementi compatibili con il
telaio, viene riaperto l’Archivio carpenteria e mostrati solo gli elementi che possono essere
assemblati.

Tracciatura di canaline
Per tracciare le canaline all’interno del quadro, nel riquadro Strumenti della finestra Layout quadri,
selezionare il pulsante Traccia canalina.

Alla chiusura della finestra Layout quadri, nella finestra Inserimento canalina si possono impostare
le caratteristiche della canalina desiderata.

Canalina: per prima cosa selezionare un codice canalina dall'archivio Portacavi, richiamabile
direttamente dal pulsante posto nella casella. In alternativa è possibile indicare le dimensioni della
canalina digitandole nelle caselle Base e Alt. (altezza).
Colore: è possibile indicare il colore del canale.
Allineamento: controlla la posizione del punto di selezione durante la tracciatura in relazione alla
canalina: scegliere Alto, Centro o Basso.
Elevazione: selezionare l’elevazione della canalina; le opzioni Simboli, Pannelli e Porte sono
riportate solo se nel foglio corrente è presente un telaio di armadio o quadro; scegliere Utente per
indicare una misura alternativa.
Capovolto: se si seleziona questa casella, la canalina viene disegnata capovolta.
Quadri 631
Layout quadri - Modalità quadro

Fintantochè è aperta la finestra Inserimento canalina, fare clic sul disegno per tracciare i tratti di
canalina. Premendo il tasto destro del mouse si ritorna alla finestra Layout quadri.

Tacciatura di guide
Per tracciare le guide all’interno del quadro, nel riquadro Strumenti della finestra Layout quadri,
selezionare il pulsante Traccia guida.

Alla chiusura della finestra Layout quadri viene visualizzata la finestra Inserimento guida in cui si
possono impostare le caratteristiche della guida desiderata.

Guida: per prima cosa selezionare un particolare codice guida dall'archivio Portacavi e guide,
richiamabile direttamente dal pulsante posto nella casella. In alternativa è possibile indicare le
dimensioni della canalina digitandole nelle caselle Base e Alt. (altezza).
Colore: è possibile indicare il colore della guida.
Allineamento: controlla la posizione del punto di selezione durante la tracciatura in relazione alla
guida: scegliere Alto, Centro o Basso.
Elevazione: selezionare l’elevazione della guida; le opzioni Simboli, Pannelli e Porte sono riportate
solo se nel foglio corrente è presente un telaio di armadio o quadro; scegliere Utente per indicare una
misura alternativa.
Capovolto: se si seleziona questa casella la guida viene disegnata capovolta.

Fintantochè è aperta la finestra Inserimento guida, fare clic sul disegno per tracciare i tratti di guida
all’interno dell’armadio o quadro. Premendo il tasto destro del mouse si ritorna alla finestra Layout.

Lunghezza di canaline e guide

Nota. Quando si disegna un tratto di canalina o di guida è possibile anche digitare da tastiera la
misura del tratto. La misura che si va a digitare deve essere sempre la lunghezza reale del profilato,
in millimetri. É il software che calcola la lunghezza di disegno corretta, sulla base della scala di
layout corrente.

Per modificare la lunghezza di una canalina o una guida già tracciata nel disegno, nel riquadro
Strumenti della finestra Layout quadri, selezionare il pulsante Stira canalina o guida.
Alla chiusura della finestra Layout quadri selezionare, tramite una finestra di selezione, una o più
canaline/guide da allungare o accorciare; è possibile stirare contemporaneamente più elementi solo
se hanno lo stesso orientamento. Dopo la selezione premere il tasto destro del mouse e muovere il
cursore per definire la nuova lunghezza; per precisione si possono usare snap e snap ad oggetto (F9,
F3).
Per fissare la dimensione premere il tasto destro del mouse: si ritorna alla finestra Layout quadri.

Layout quadri - Modalità quadro


La Modalità quadro consente la disposizione delle sagome dei componenti previsti nel layout quadro
con inserimento automatico nelle guide precedentemente disegnate.
Questa tecnica è usata principalmente per i quadri di impiantistica.
Nelle proprietà di un articolo, definite in archivio Articoli, è possibile indicare se il componente va
montato in guida oppure no (vedi “Specifica dei componenti” a pagina 627).
In base a tale proprietà, nel riquadro di sinistra i componenti sono suddivisi secondo il tipo di
installazione. I componenti visibili sono quelli relativi all’ubicazione selezionata nella casella
Ubicazione.
632 Quadri
Layout quadri - Modalità quadro

Su guida
In questa lista sono elencati i componenti con l’opzione Inserimento in guida selezionata. Tali
componenti verranno disegnati automaticamente sulle guide disegnate all’interno del quadro.
Non su guida
In questa lista sono elencati i componenti con l’opzione Inserimento in guida non selezionata. Tali
componenti possono essere disegnati nel quadro con posizionamento manuale.
Non definiti
In questa lista sono elencati i componenti con codice articolo attualmente non presente in archivio;
oppure per esso non sono associate le dimensioni o il blocco della sagoma. Nel primo caso è
necessario modificare il codice principale del simbolo nello schema. Nel secondo caso è necessario
editare le caratteristiche tecniche dell’articolo tramite il comando Edita, disponibile nel menu a
cursore (vedi “Quantità (Modalità globale)” a pagina 642). Le modifiche apportate sono registrate in
archivio Articoli. Tali componenti non possono essere disegnati nel quadro.

Nel caso componenti normalmente montati in guida vengano riportati nella lista Non su guida è
possibile selezionarli, premere il tasto destro del mouse e scegliere Considera su guida: in tal modo
i componenti selezionati saranno riportati nella lista Su guida e la modifica sarà registrata in archivio
Articoli con l’attivazione dell’opzione Inserimento in guida.
L’operazione inversa è disponibile per i componenti normalmente non montati in guida che vengono
erroneamente riportati nella lista Su guida; il comando da scegliere nel menu a cursore in questo caso
è Considera non su guida: la modifica sarà registrata in archivio Articoli con la disattivazione
dell’opzione Inserimento in guida.

Nel riquadro di destra sono elencati i quadri presenti nel foglio corrente e, per ognuno, le guide
rilevate all’interno con l’indicazione della lunghezza.

Nota. Come già accennato, per operare in modalità quadro è necessario aver inserito il telaio del
quadro e disegnate all’interno le guide (vedi “Layout quadri - Carpenteria” a pagina 629).

Composizione temporanea del quadro


Per la composizione temporanea del quadro, l’operazione da effettuarsi è selezionare uno o più
componenti nella lista Su guida, selezionare la guida di destinazione nel riquadro a destra e premere
il pulsante di inserimento (freccia verde verso destra). L’inserimento può essere effettuato anche
tramite Drag & Drop, cioè trascinando la selezione sopra l’icona della guida.
Quadri 633
Layout quadri - Modalità quadro

Nel caso la guida selezionata non abbia una lunghezza utile sufficiente il programma chiede la
conferma per inserire i componenti in eccesso sulle guide successive se disponibili.

L’operazione per la composizione è valida anche per i componenti della lista Non su guida, con la
differenza che essi vanno riportati ‘sotto’ l’icona Non su guida riferita al quadro selezionato.

Per cancellare dalla composizione uno o più componenti basta selezionarli nel riquadro a destra e
premere il pulsante di cancellazione (freccia verde verso sinistra). Essi vengono riportati nella lista
di appartenenza.

Riporto nel disegno della composizione


Dopo aver composto il quadro trasferendo i componenti nelle guide di destinazione, è necessario
riportare il tutto nel disegno.
Premendo il pulsante Riporta in CAD, posto nella parte inferiore della finestra, tutti gli elementi
disposti nelle guide vengono disegnati in automatico secondo la posizione stabilità durante la
composizione temporanea del quadro. I componenti Non su guida, previsti nella composizione,
vengono proposti per il posizionamento manuale nel disegno del quadro.

Modifica alla composizione del quadro


In qualsiasi momento è possibile effettuare una modifica alla composizione del quadro. È possibile
aggiungere o cancellare componenti, oppure variarne l’ordine nella guida o spostarli in un’altra
guida. Queste operazioni si possono effettuare semplicemente tramite Drag & Drop, cioè trascinando
i componenti da una guida all’altra, all’interno del riquadro di destra.

Per apportare le modifiche nel disegno basta premere il pulsante Riporta in CAD e il programma
aggiornerà in automatico il disegno del layout del quadro aggiungendo, cancellando o spostando le
sagome.
634 Quadri
Layout quadri - Modalità globale

Comprimi dispositivi in spostamenti e rimozioni


L’opzione Comprimi dispositivi in spostamenti e rimozioni, stabilisce quanto segue: quando per
esempio si elimina un componente che risiede tra altri in una guida, se l’opzione è selezionata le
sagome dei componenti rimasti vengono ridistribuiti nella guida in modo da sfruttare lo spazio
liberato. Al contrario se l’opzione non è selezionata rimarrà lo spazio vuoto nella guida.
Ridisegno delle sagome
Nel caso si modifichino i parametri delle sagome (scala, altezze testi, ecc) è utile una funzionalità di
ridisegno di tutte le sagome tracciate nel layout che verranno ridisegnate, nella medesima posizione,
con le opzioni correntemente impostate.
La funzione può essere avviata nel menu contestuale che si apre nel riquadro di composizione del
quadro (riquadro di destra).

Layout quadri - Modalità globale


La Modalità globale consente la disposizione delle sagome dei componenti previsti nel layout quadro
libera dal vincolo dell’inserimento automatico in guida.
Questa tecnica è usata principalmente per i quadri di automazione.

Nel riquadro di sinistra, una struttura ad albero elenca le ubicazioni e le funzioni in cui sono
organizzati i componenti dello schema.

Nota. L’ubicazione (collocazione del componente nell'impianto o nel quadro) e la funzione (finalità
del dispositivo all’interno del circuito), possono essere compilate negli attributi Ubicazione e
Funzione dei simboli (vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331).
Quadri 635
Layout quadri - Modalità globale

Nel riquadro di destra vengono elencati i componenti del progetto relativi all’ubicazione e alla
funzione selezionate con un segno di spunta, permettendo così di restringere la visualizzazione in
elenco ai componenti interessati. Quando non è selezionata alcuna ubicazione e funzione si vede
l’elenco completo. Selezionando ubicazione e/o funzione <vuoto>, vengono elencati i componenti
privi di tali informazioni.

Nota. Nella barra superiore è presente un’ulteriore sistema di filtro per tipologia di componente.

Per ogni componente sono riportate le seguenti informazioni: Sigla, Quantità, Descrizione,
Ubicazione, Funzione, Posizione.
Per mezzo di differenti icone, visibili nella prima colonna, viene rappresentato lo stato del
componente.
• Il componente ha tutte le informazioni ed è pronto per la tracciatura.

• Il componente è già disegnato nel layout.

• Il componente ha compilato un codice articolo al quale sono associate le dimensioni della


sagoma ma non è associato il blocco della sagoma. Se si procede alla tracciatura viene utilizzata una
sagoma generica, rettangolare o circolare, dimensionata secondo le dimensioni compilate in
archivio.
• Il componente ha compilato un codice articolo al quale è associato il blocco della sagoma ma
non sono associate le dimensioni. In questo caso è possibile tracciare la sagoma non è possibile
tracciare la dima di foratura.
• Il componente ha compilato un codice articolo attualmente non presente in archivio.
• Il componente ha compilato un codice articolo al quale non sono associate le dimensioni della
sagoma e nemmeno il blocco. È necessario editare le proprietà dell’articolo tramite il comando Edita
presente nella barra degli strumenti o nel menu a cursore (vedi “Quantità (Modalità globale)” a
pagina 642). Le modifiche apportate sono registrate nell’archivio Articoli.

In basso a destra, viene visualizzata l’anteprima della sagoma del componente selezionato in lista,
se questo ne è fornito.

Modalità di inserimento
Dalla lista a comparsa Modalità di inserimento è possibile scegliere il metodo di posa delle sagome.
Inserimento manuale
I componenti selezionati vengono proposti singolarmente per il posizionamento nel disegno: per
ognuno si deve indicare la posizione e la rotazione.
Inserimento assiale
I componenti selezionati vengono posizionati in automatico in sequenza, specificando solo l’asse su
cui si desidera riportare i componenti. Le sagome vengono posizionate lungo l’asse a partire dal
bordo sinistro o centrate a seconda dell’opzione Centra rispetto all’asse. L’orientamento è
determinato dall’orientamento dell’asse specificato. Vengono inseriti solo i componenti
posizionabili nello spazio determinato dai due punti di selezione dell’asse; di seguito è richiesto di
selezionare un altro asse per posizionare i rimanenti, fino alla riapertura della finestra Layout.
Inserimento su guida
I componenti selezionati vengono posizionati in automatico in sequenza, specificando solo
l’ingombro della guida di riferimento in cui collocarli. Sono richiesti due punti che determinano
l’area della guida. Le sagome vengono posizionate lungo l’asse orizzontale dell’area selezionata a
partire dal bordo sinistro o centrate a seconda dell’opzione Centra rispetto all’asse. L’orientamento
è solo orizzontale. Vengono inseriti solo i componenti posizionabili nello spazio lineare determinato
dall’area di selezione; di seguito si dovrà selezionare un altro tratto di guida per posizionare i
rimanenti, fino alla riapertura della finestra Layout.
Inserimento in griglia
Permette di specificare le dimensioni di una griglia d’ingombro e il posizionamento dei componenti
avviene in modo automatico. Selezionando questa modalità si attiva il riquadro Griglia: vedi
“Inserimento in griglia (Modalità globale)” a pagina 641.
636 Quadri
Layout quadri - Modalità globale

Inserimento su guida DIN


I componenti selezionati vengono posizionati in automatico, in sequenza, selezionando solo la guida
in cui collocarli. Le sagome vengono posizionate lungo l’asse orizzontale della guida selezionata a
partire dal bordo sinistro. Vengono inseriti solo i componenti posizionabili nello spazio lineare
determinato dalla guida; di seguito si dovrà selezionare un altra guida per posizionare i rimanenti,
fino alla riapertura della finestra Layout.

Elevazione
Se nel foglio corrente è inserito un telaio di armadio o quadro, selezionando una voce nel riquadro
Elevazioni si imposta l’elevazione alla quale inserire i successivi elementi.

Nota. A tal fine, nelle proprietà del telaio registrato in Archivio carpenteria, devono essere indicate
le misure Profondità, Elevazione simboli, Elevazione pannelli (vedi “Archivio carpenteria” a
pagina 658).

Quindi, prima di inserire i componenti elettrici o tracciare le guide selezionare Simboli, per inserire
i pannelli del quadro selezionare Pannelli,... Le elevazioni sono considerate rispetto alla base del
telaio (fondo). Per impostare una elevazione diversa selezionare Utente e digitare la nuova misura
nella casella di testo vicina.

Tracciatura dei componenti


Se nel foglio corrente è inserito un telaio di armadio o quadro, nel riquadro Elevazioni (in basso a
destra) selezionare Simboli per impostare l’elevazione dei componenti nel quadro; altrimenti è
possibile selezione l’elevazione Utente e digitare un valore.

Nella lista della finestra Layout quadri - Modalità globale la selezione dei componenti può essere
fatta singolarmente, facendo un clic sulla riga del componente.

Nota. Per inserire più componenti fare clic tenendo premuto il tasto CTRL, premere il tasto destro
del mouse e scegliere Inserisci. Nel menu attivabile sulla lista con il tasto destro del mouse, è
disponibile il comando Seleziona tutti.

La tracciatura delle sagome dei componenti selezionati avviene dopo aver premuto il pulsante
Inserisci, disponibile anche nel menu a cursore attivabile con il tasto destro del mouse. In alternativa
trascinare gli elementi nel disegno con Drag & Drop. Viene così richiesto di selezionare i punti nel
disegno a seconda della modalità di inserimento impostata. Nel caso di inserimento tramite guida o
asse, un opportuno snap ad oggetto agevola il posizionamento dei componenti.
In ogni sagoma inserita vengono compilati gli attributi del blocco con le informazioni Sigla
dispositivo, Descrizione 1 e Descrizione 2 lette dagli attributi del simbolo nello schema elettrico.
Queste informazioni possono risultare visibili o meno a seconda di quanto impostato nelle opzioni
di testo: vedi “Layout quadri - Impostazioni e utilità” a pagina 637.
Nel caso si selezioni un componente con articolo privo di sagoma, o se il blocco sagoma non è
disponibile nelle librerie di iDEA, verranno comunque considerate le dimensioni specificate nella
scheda Simboli delle proprietà dell’articolo in archivio, per la tracciatura di una forma rettangolare
o circolare. Nel caso non siano disponibili nemmeno le dimensioni, viene visualizzato un messaggio
del tipo:
Nessuna delle entità selezionate può essere tracciata!
Controllare che i dati sagoma siano compilati correttamente.

In questi casi provvedere, mediante il pulsante Edita, alla correzione dei dati del componente (vedi
“Editazione della sagoma dell’articolo” a pagina 637).
Lo stesso messaggio viene visualizzato anche se il codice articolo non è presente nell'archivio
Articoli.
Quadri 637
Layout quadri - Impostazioni e utilità

Layout quadri - Impostazioni e utilità

Editazione della sagoma dell’articolo


Selezionare un solo componente dalla lista e premere il pulsante Edita sagoma associata, presente
nella barra degli strumenti o nel menu a cursore, per richiamare la finestra con i dati dell’articolo
associato. La finestra è quella di editazione dell’archivio Articoli e viene aperta nella scheda Simboli.

Tali informazioni definiscono gli ingombri del componente (altezza, larghezza o diametro,
profondità), il blocco dwg della sagoma, la scala di inserimento e la possibilità di inserirlo
automaticamente in guida.

Nota. Le dimensioni del componente sono utilizzate, qualora manchi il blocco dwg, per disegnare
automaticamente una sagoma parallelepipeda, se sono indicate le misure di larghezza e altezza e
profondità o di forma cilindrica, se viene indicata solo il diametro e la profondità.

Dopo la conferma dei dati eventualmente modificati, risultano aggiornati tutti i componenti che
hanno lo stesso codice materiale facenti parte del corrente layout.

Dispositivi accoppiati in layout quadro


Nel disegno dei quadri sono considerati accoppiati i dispositivi i cui codici materiale sono
concatenati nell’attributo “Codice principale” (CODICE2) dello stesso simbolo, come nel caso dei
codici relè + contatti accessori nelle formazioni. In questo caso il primo codice rappresenta il
dispositivo principale mentre i codici successivi sono i dispositivi accoppiati.

In Ampére sono accoppiati i dispositivi di protezione appartenenti ad una stessa utenza. Anche qui,
il primo dispositivo è considerato il principale, i successivi gli accoppiati. Nel caso MT+D, ad
esempio, l’interruttore magnetotermico è il dispositivo principale, lo sganciatore differenziale è il
dispositivo accoppiabile.

Nella finestra Layout quadri i dispositivi accoppiati costituiscono un unico elemento di disegno e
vengono inseriti insieme sulla guida selezionata.
Nel disegno automatico su guida, i dispositivi accoppiabili sono disposti automaticamente a destra
o a sinistra del dispositivo principale secondo una opzione presente nei dati dell'articolo in archivio
materiali. In archivio materiali, per ogni articolo per cui sia stata definita una sagoma di
rappresentazione nel layout dei quadri è presente (pagina “Simboli”, riquadro "Sagoma") l'opzione
Accoppiabile.
638 Quadri
Layout quadri - Impostazioni e utilità

Tale dato è disponibile solo se il tipo di inserimento del dispositivo è “In guida” e i valori possibili
sono:
• No: il dispositivo non è accoppiabile;
• A destra: il dispositivo è accoppiabile ed è agganciato a destra del dispositivo principale;
• A sinistra: il dispositivo è accoppiabile ed è agganciato a sinistra del dispositivo principale.

Note. Durante la disposizione in guida delle sagome dei dispositivi, la procedura rileva
automaticamente nel disegno le dimensioni dei blocchi correggendo autonomamente le dimensioni
indicate nella pagina Simboli della scheda materiali dell’articolo del dispositivo. Ciò non è previsto
per i dispositivi accoppiati per i quali vengono considerate solamente le dimensioni indicate nella
scheda dei materiali nella pagina Simboli. È importante quindi valorizzare tali dati al fine di
permettere una corretta disposizione dei dispositivi sulle guide dei quadri. In particolare, il valore
della larghezza determina lo spostamento laterale necessario per il corretto posizionamento della
sagoma del blocco accoppiabile. È inoltre bene ricordare che il punto di inserimento del blocco di
sagoma deve essere collocato nel lato sinistro dell'ingombro della sagoma stessa, in posizione
verticale mediana. Attenzione a questo fattore se si creano blocchi sagoma personalizzati!

Specifiche del blocco sagoma


Un blocco sagoma deve essere disegnato con l'ausilio dei comandi CAD, in scala 1:1 ed unità di
misura espressa in millimetri e memorizzato come blocco, mediante il comando MBLOCCO, nella
cartella COMMON/LIBRARY/LIB6 di iDEA, oppure in una delle librerie utente. Il blocco sagoma
deve avere almeno tre attributi di etichetta NOME, DESC1 e DESC2 allo scopo di contenere
rispettivamente le informazioni di Sigla dispositivo, Descrizione e Note tecniche.

I blocchi standard [Link] e [Link] rappresentano i componenti di forma rettangolare.


Il primo con la rappresentazione della sigla all'esterno della sagoma e l'altro con la sigla del
Quadri 639
Layout quadri - Impostazioni e utilità

dispositivo all'interno della sagoma. I blocchi standard [Link] e [Link] rappresentano


i componenti di forma circolare; il primo con la rappresentazione della sigla all'esterno della sagoma
e l'altro con la sigla del dispositivo all'interno della sagoma. I blocchi standard possono essere
impostati nella finestra Opzioni: vedi “Opzioni” a pagina 639.

Scala di inserimento sagome


All'inserimento di sagome dall’interfaccia Layout quadri è considerato anche il fattore di scala che
è impostato nella scheda Simboli delle proprietà articolo (in archivio materiali) di cui sono
rappresentazione. Tale valore di scala viene pertanto moltiplicato per il valore Scala layout quadri,
impostato nelle opzioni di Layout quadri.

Nota. Nel caso in cui blocchi sagoma associati ai codici materiali siano in scala diversa da quella
reale, potrebbe essere difficoltoso disegnare il layout del quadro in una scala uniforme. Per ovviare
a questo inconveniente, prima di inserire la sagoma con le procedure di layout quadri, controllare ed
adeguare la Scala nella scheda Simboli della proprietà articolo.

Scala personalizzata per il foglio corrente


È possibile impostare una scala di inserimento delle sagome, personalizzata, valida solo per il foglio
corrente. In questo modo è possibile disegnare dettagli grafici con scale diverse all’interno di uno
stesso disegno. qui è possibile farlo solo nei fogli necessari.
Per sfruttare questa possibilità variare la scala layout quadri desiderata e attivare la casella Scala
personalizzata per il foglio corrente.
L’impostazione condiziona, nel foglio corrente, disegno di canaline e guide, inserimento sagome da
archivio, gestione del layout quadro.
Per annullare la modifica di scala personalizzata posizionarsi sul foglio desiderato e disattivare la
casella di spunta.

Nota. Per impostare scale di layout diverse su disegni appartenenti allo stesso schema elettrico,
applicare configurazioni differenziate (vedi “Configurazioni di progetto” a pagina 743).

Dimensione delle quote


Al fine di agevolare l’adattamento della dimensione degli elementi (testo, frecce, sfalsamenti) delle
quote la variabile di sistema Scala di quota lineare (DIMLFAC) è legata alla scala di layout quadri.
Pertanto quando si varia la scala di layout il software aggiorna la variabile del CAD. È comunque
possibile personalizzare DIMLFAC dopo aver variato la scala di layout.
Questa impostazione non può considerare l’impostazione di scala personalizzata per foglio.

Opzioni
Nella finestra Opzioni, richiamabile dal menu Utilità nella barra degli strumenti della finestra Layout
quadri, è possibile impostare alcuni parametri poi utilizzati per l'inserimento di tutte le sagome nel
disegno, siano esse di tipo standard (definite con altezza, larghezza e profondità) o di tipo sagoma
(blocchi grafici predefiniti).
640 Quadri
Layout quadri - Impostazioni e utilità

Opzioni di tracciatura
Scala layout quadri : fattore di scala utilizzato per la tracciatura dei del layout. Le sagome dei
componenti vengono inserite con questa scala. Il valore predefinito è 10 quindi il layout viene
disegnato in scala 1:10.
Scala personalizzata per il foglio corrente: è possibile impostare una scala di inserimento delle sagome
personalizzata valida solo per il foglio corrente; vedi “Scala personalizzata per il foglio corrente” a
pagina 639.
Scostamento primo elemento: è possibile impostare un scostamento del primo componente inserito
rispetto al punto iniziale dell’asse. Questa opzione vale nel caso di inserimento automatico in guida
o in asse.
Scostamento tra elementi: è possibile impostare un certo scostamento o distanza tra componenti
successivi inseriti. Questa opzione vale nel caso di inserimento automatico in guida o in asse.
Includi sagome estratte dal file di Tabula: è possibile, o meno, includere nella lista di disegno le sagome
di materiali aggiunti tramite una lista preliminare di materiale cmposta in Tabula, anche se non
presenti nello schema elettrico.
Centra gli elementi sull’asse: permette di porre i componenti selezionati in posizione centrale rispetto
alla guida o asse selezionato sul disegno. In tal caso non è possibile usufruire della possibilità di
inserimento a partire dall’ultimo elemento.
Traccia a partire dall’ultimo elemento inserito: se spuntata viene memorizzata la posizione dell’ultimo
elemento per inserire in successione gli elementi successivi fino al completamento della guida o
dell’asse indicato. Una volta esaurita la guida la procedura prosegue con la richiesta di un nuovo
supporto.
Opzioni di testo
Le opzioni di testo fanno riferimento agli attributi automaticamente compilati nelle sagome.

Nascondi le sigle: se la casella è selezionata, non vengono visualizzate le sigle affianco dei blocchi
nel quadro.
Altezza sigle : altezza del testo della sigla componente (attributo NOME). La sigla è ripresa
automaticamente dal simbolo nello schema elettrico.
Adattamento: al fine di migliorare l’aspetto grafico e la disposizione delle informazioni riportate
automaticamente in prossimità delle sagome dei componenti è possibile adattare il testo della Sigla
dispositivo. In particolare sono presenti le seguenti possibilità.
• Imponi altezza: l’altezza del testo dipende dal valore impostato nell’opzione di testo Altezza
sigle.
• Ridimensiona: il testo viene scalato per comprimerlo entro la larghezza della sagoma se
necessario.
• Adatta in larghezza: il testo viene adattato alla larghezza della sagoma se necessario.
• Nessun adattamento: mantiene altezza e caratteristiche dell'attributo SIGLA originale senza
alcuna alterazione.

Nascondi le descrizioni: se la casella è selezionata, non vengono visualizzate le descrizioni affianco


dei blocchi nel quadro.
Altezza descrizioni: altezza del testo delle descrizioni (attributi DESC1 e DESC2). Le descrizioni
sono riprese automaticamente dalle descrizioni del componente nello schema elettrico.
Quadri 641
Layout quadri - Impostazioni e utilità

se la casella è selezionata, il contenuto del campo Dati


Inserisci le note tecniche nelle descrizioni:
tecnici (NOTE) del simbolo sullo schema elettrico viene riportato nel campo Descrizione 2 (DESC2)
della sagoma nel layout del quadro.

Nota. Gli attributi di ogni sagoma del layout si possono rendere visibili o invisibili con il comando
UTILATT.
Blocchi di sagoma predefiniti
Qualora nei dati dell’articolo materiale relativo ad un componente manchi il blocco dwg per
disegnare la sagoma, ma siano disponibili le dimensioni di ingombro, il programma disegna una
sagoma standard scalata secondo tali misure. I due blocchi standard possono essere personalizzati
(vedi “Specifiche del blocco sagoma” a pagina 638).
Sagoma parallelepipeda: si può selezionare il blocco standard usato per i componenti senza blocco
sagoma ma con altezza, larghezza e profondità disponibili.
Sagoma cilindrica: si può selezionare il blocco standard usato per i componenti senza blocco sagoma
ma con diametro e profondità disponibili.
Blocchi canaline e guide
Per il disegno della canalina viene utilizzato un blocco di base che viene ridimensionato secondo le
misure definite in fase di disegno. Lo stesso vale per il disegno di una guida. I due blocchi standard
possono essere personalizzati.
Canalina: si può selezionare il blocco standard usato per il disegno di una canalina.
Guida: si può selezionare il blocco standard usato per il disegno di una guida.

Inserimento in griglia (Modalità globale)


Le opzioni per l’inserimento in griglia dei componenti vengono visualizzate solo quando è
selezionata la modalità di inserimento in griglia. Nelle caselle presenti è possibile impostare i dati per
la griglia (ideale) secondo cui il programma posiziona i componenti del disegno.

Nota. In questo tipo di inserimento i componenti vengono disposti in forma rettangolare: per ognuno
è disponibile un’area (cella) uguale per tutti.

Punto di inizio disegno:


nelle caselle X e Y indicare le coordinate del punto di inizio della griglia.
Premere il bottone Seleziona per indicare il punto con il cursore nel disegno.

Dimensioni delle celle: nelle caselle Larghezza e Altezza digitare la larghezza e l’altezza di una cella,
cioè l’area in cui inserire un componente. Premere il bottone Seleziona per indicare l’area con il
cursore nel disegno.
Numero di colonne della griglia: digitare il numero di colonne della griglia. Sarà lo stesso numero di
componenti posizionati in linea. I seguenti saranno posizionati sotto.
642 Quadri
Layout quadri - Impostazioni e utilità

Quantità (Modalità globale)


A ogni apertura della finestra Layout quadri le quantità dei componenti vengono desunte dal numero
di simboli presenti nello schema elettrico aperto. La quantità di ogni componente è visibile nella lista
componenti e rappresenta il numero dei pezzi disponibili per la tracciatura.
Selezionare un solo componente dalla lista e premere il pulsante Quantità, presente nella barra degli
strumenti, per richiamare una finestra nella quale modificare la quantità del componente.

Attenzione. Le modifiche alle quantità di ogni componente vengono perse quando si chiude la
finestra Layout.

Localizzazione dei componenti (Modalità globale)


Il simbolo nello schema elettrico, di ogni selezionato nella griglia della finestra Layout, può essere
localizzato nel disegno semplicemente selezionando Localizza simbolo, dal menu a cursore o dalla
barra degli strumenti di Layout. Viene visualizzato uno zoom dello schema nella zona dove è
localizzato l'elemento, il quale viene indicato con una freccia.
Allo stesso modo, per localizzare il blocco sagoma nel layout del quadro, selezionare Localizza
sagoma.

Legame tra simboli e sagome in layout


Con la tracciatura della sagoma di un componente viene creato un legame univoco tra la sagoma e
il simbolo disposto nello schema elettrico del componente stesso. Ad ogni modifica delle
informazioni contenute negli attributi Sigla dispositivo e Descrizione, queste vengono
automaticamente aggiornate anche nella sagoma di layout.
Quindi, se dopo la tracciatura del layout del quadro si esegue una siglatura dello schema o si
modificano le descrizioni di alcuni simboli, le nuove sigle e le descrizioni aggiornate verranno
compilate in automatico anche nel layout del quadro, mantenendolo aggiornato.
Allo stesso modo se si cancella un simbolo nello schema elettrico, nel layout viene rimossa la relativa
sagoma.

Nota. Questa funzionalità di legame può essere attivata o disattivata tramite l’opzione
Aggiornamento automatico Layout quadri, presente nella scheda Disegno in Preferenze ambiente
grafico (comando EGPREF, vedi “Generali” a pagina 757).
Rigenerazione dei legami di layout
Nel caso si apra uno schema creato con una versione precedente di iDEA, può essere necessario
ricostruire gli accoppiamenti tra simboli elettrici e sagome di layout presenti nel disegno. Eseguire
Rigenerazione dei legami di layout, selezionando il comando dal menu che si attiva con il tasto destro
del mouse sulla lista della finestra Layout.

Gestione ubicazioni (Modalità globale)


Il pulsante Gestione ubicazioni, presente nella barra degli strumenti della Modalità globale,
visualizza la finestra per la gestione delle ubicazioni e funzioni di iDEA.

Nota. Nei software Electro Graphics è possibile gestire una strutturazione orientata all'ubicazione e
alla funzione secondo la norma CEI EN 61346-1. Per maggiori informazioni sull’organizzazione e
la compilazione di ubicazioni e funzioni vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331.

In Gestione ubicazioni sono elencate tutte le ubicazioni o le funzioni in cui si suddividono i


componenti dello schema elettrico in progetto. Per ognuna è possibile associare la sagoma e il codice
materiale del quadro da utilizzare.
Ad esempio, gestendo uno schema elettrico a ubicazioni è possibile associare ad una serie di
componenti l’ubicazione +Q1 che rappresenta il quadro in cui sono montati. In questo caso,
associando all’ubicazione +Q1 la sagoma e il codice articolo dell’armadio da utilizzare, il blocco del
materiale sarà disponibile per la tracciatura del layout del quadro, oltre che in distinta materiali.

Nella struttura ad albero del riquadro di sinistra della finestra Layout, le ubicazioni o le funzioni che
hanno associata la sagoma e il codice articolo, sono rappresentate da un’icona con un bollino blu.
Quadri 643
Layout quadri - Impostazioni e utilità

Il pulsante Inserisci sagoma quadro associata, presente nella barra degli strumenti, permette di
posizionare nel disegno la sagoma associata all’ubicazione o alla funzione selezionata. Se si
seleziona una ubicazione o una funzione che non ha associata una sagoma viene visualizzato un
messaggio di avvertimento.

Elenco dispositivi
La funzione Elenco dispositivi può essere utilizzata in uno schema elettrico in cui è stato già tracciato
lo schema utenze originato dal file .UPEX legato al disegno corrente. Tale utilità permette la
tracciatura di una tabella riassuntiva dei dati identificativi delle utenze rappresentate nello schema e
può essere utile a corredo del layout del quadro elettrico relativo. I dati che si possono includere sono:
• Sigla del simbolo nello schema elettrico (schema utenze e layout quadro);
• Nome, Denominazione 1, Denominazione 2 e Ubicazione dell’utenza;

Il comando, disponibile nel menu Utilità, avvia la finestra di disegno tabelle di iDEA che permette
la selezione della corretta sequenza di dati da includere nella tabella descrittiva e il loro ordine, oltre
l’impostazione del titolo, dello stile di testo e del carattere da adottare. È possibile effettuare la
tracciatura globale o filtrata per ubicazione e funzione dell’utenza.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva. Il posizionamento
della tabella è guidato da un riquadro delle dimensioni d'ingombro della tabella.

Localizza sagome incongruenti


In fase di stesura e manutenzione di uno schema è operazione comune la variazione del codice
materiale di un dispositivo di cui si era già disegnato il layout. Il cambio di codice materiale necessita
pertanto quasi sicuramente del cambio della sagoma, se non addirittura una ridisposizione del layout
stesso. Queste incongruenze rilevate nello schema corrente sono ora rilevabili tramite la funzione
Localizza sagome incongruenti con i dati di archivio.
Il comando, disponibile nel menu Utilità, avvia una finestra che permette di localizzare agevolmente
le sagome di layout che non corrispondono a quelle definite in archivio materiali per un determinato
elemento di schema.
Tali incongruenze sono evidenziate anche nella finestra della modalità globale con un icona formata
da una croce bianca su pallino rosso.

Esclusione di sagome da layout


È possibile escludere la rappresentazione di certi componenti dal layout del quadro.
Nelle proprietà di ogni articolo in archivio Articoli, nel riquadro Sagoma della scheda Simboli, è
possibile selezionare l’opzione Non rappresentare in layout quadro. In tale modo tutti i componenti
con il codice materiale editato sono esclusi dalla lista dei componenti da riportare nel layout quadro,
pertanto non sono elencati nella finestra Layout quadri (comando DLAYOUT).
Oltre che dall’archivio materiali, i dati di un articolo possono essere modificati anche tramite il
bottone Edita sagoma associata nella finestra Layout quadri (vedi “Editazione della sagoma
dell’articolo” a pagina 637).

Gestione di sagome plurime per elementi distribuiti sul quadro


Gli articoli materiali di tipo Kit sono articoli materiale presenti nel magazzino a cui sono agganciati
altri articoli di magazzino, solitamente parti accessorie.
644 Quadri
Tabella riepilogativa del quadro

Quando un componente con un codice materiale di tipo Kit è presente nello schema elettrico, la
funzione layout dei quadri consente il disegno della sagoma associata al codice principale e anche
delle sagome associate ai codici accessori del kit.

Questa funzionalità permette di gestire articoli di magazzino che necessitano di più componenti
grafici per la rappresentazione su layout quadro; un classico esempio è rappresentato dagli
interruttori sezionatori con montaggio a pannello. Per accomunare diverse sagome allo stesso
articolo è sufficiente creare uno o più articoli con nuovi codici articolo associandoli alle sagome di
layout aggiuntive e poi aggiungerli come codici fittizi in kit all'articolo principale. In fase di layout
quadro gli elementi grafici del kit verranno predisposti all'inserimento in disegno. L'opzione Codice
fittizio consente di escluderli dalle operazioni di estrazione distinta base.

Possibilità di nascondere le canaline in stampa


È possibile rappresentare le canaline in layout quadri ma renderle invisibili in fase di stampa.
A tal fine, prima di disegnare le canaline, accedere alla finestra Opzioni e selezionare il blocco
canalina CANAL_GHOST come alternativa al blocco predefinito.
Prima di avviare la stampa basta spegnere il layer GHOST da Gestione layer (comando LAYER).

Tabella riepilogativa del quadro


Questa funzione effettua una scansione di tutti i simboli di layout quadro presenti sul foglio corrente,
ne estrae i dati identificativi di sigla e descrizioni e li riporta in una tabella.
Tale funzione si avvale di una finestra di dialogo che permette la selezione della corretta sequenza
dei dati da includere nella tabella descrittiva oltre che la scelta delle proprietà grafiche della tabella.
Premendo OK viene richiesta la posizione su cui tracciare la tabella riassuntiva.
Come tracciare la tabella riepilogativa
1. Scegliere Tabella riepilogativa quadro.

Menu: Schemi>Layout.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Layout.


Riga di comando: NUMLAYOUT.

2. Nella finestra di dialogo impostare i parametri, ad esempio i campi da stampare, lo stile di testo,
etc...
3. Confermare le scelte premendo il pulsante OK.
4. Fare un clic con il mouse per specificare il punto di inserimento della tabella.

Nota. Se attiva la colonna Nr. (Numero) tutte le sigle degli elementi rilevati vengono nascoste e
sostituite con un indice progressivo che viene visualizzato a video. La tabellina permette poi di
associare a ciascun cartellino numerico le sigle e le descrizioni corrispondenti.

La tabella reagisce agli aggiornamenti automatici di tutte le tabelle tramite la funzione di


aggiornamento tabelle Aggiorna tabelle (comando TABUPDATE);.
Quadri 645
Disegno di canaline e guide

Disegno di canaline e guide


All’interno di un armadio è possibile raffigurare le canaline portacavi e le guide per il montaggio dei
componenti.
iDEA dispone di una funzione per il disegno di canaline e guide che può essere avviata dalla finestra
Layout quadri tramite i pulsanti Traccia canalina e Traccia guida. In alternativa, si può avviare la
funzione con il comando DCAN.
Come tracciare una canalina o una guida
1. Selezionare Disegna canalina o guida.

Menu: Schemi>Layout.

Riga di comando: DCAN.

2. Alla riga di comando viene visualizzato la richiesta:


Tipo di tracciatura [Canalina/Guida] <Canalina>

3. Premere INVIO per avviare la finestra Inserimento canaline oppure digitare G e premere INVIO
per avviare la finestra Inserimento guida.
4. Nella finestra di dialogo Inserimento canalina/guida, selezionare l'articolo portacavi nella
casella Canalina, selezionare il riferimento e il colore.
5. Fintantochè è aperta la finestra Inserimento canalina/guida, fare clic sul disegno per tracciare i
tratti di canalina/guida.
6. Premere il tasto destro del mouse per terminare.

Per ulteriori informazioni vedi “Tracciatura di canaline” a pagina 630.

Piastre di foratura
Dopo aver disegnato il layout di un quadro, con tutti gli apparecchi, gli strumenti, le guide e le
canaline utilizzando gli strumenti dell’interfaccia Layout (vedi “Layout quadri” a pagina 628), è
possibile tracciare in automatico il layout del relativo pannello, completo delle dime di foratura per
i componenti.
La funzione Piastre di foratura richiede di selezionare il layout del quadro, cioè due punti che
definiscono l’area del pannello frontale. Di seguito il programma propone il disegno del rettangolo
del pannello all’interno del quale, per ognuna delle sagoma rilevate, viene disegnato il profilo del
foro.
Come tracciare il layout delle piastre di foratura
1. Selezionare Piastre di foratura.

Menu: Schemi>Layout.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Carpenteria.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: FORAT.

2. Nella finestra di dialogo Piastre di foratura sono disponibili alcune opzioni di disegno.
646 Quadri
Piastre di foratura

Se è stata seleziona la casella Selezione manuale delle sagome di layout, dopo la selezione dell’area
del pannello verrà richiesto di selezionare, nel layout quadro, le sagome di cui tracciare le forature.
Altrimenti, verranno considerate tutte le sagome rilevate nell’area definita dal riquadro di selezione
del pannello.
È possibile far disegnare anche i fori per il fissaggio delle guide e delle canaline. Per entrambi è
possibile stabile anche lo scostamento dal lato della piastra e il diametro di foratura. Selezionando,
invece, la caselle Escludi, canaline e guide si possono ignorare.
3. Premere OK, quindi portare il cursore sul disegno del layout del quadro e selezionare i punti
opposti dell’area del pannello.

4. Spostare il cursore e posizionare la sagoma del pannello nel foglio.


Quadri 647
Piastre di foratura

Layout pannello Layout forature Layout forature


Layout pannello Layout forature Layoutquotatature
con forature

Quotatura del pannello


È possibile inserire velocemente le quotature nel pannello utilizzando le funzioni di iDEA: vedi
“Quotatura dei disegni” a pagina 58. In particolare, dato che i fori vengono disegnati dal programma
comprensivi di marcatori può essere agevole utilizzare la quotatura automatica marcatori: vedi
“Quotatura automatica con marcatori” a pagina 60.

Su cosa si basano le dimensioni dei fori


Per il disegno delle forature il programma rileva i blocchi delle sagome selezionate nel layout
componenti del quadro e ricerca relativo simbolo nello schema elettrico. Sono gestiti due casi.
• Caso 1. Il simbolo nello schema elettrico ha il codice principale compilato con un codice
dell’archivio Articoli. In tal caso il programma rileva il codice articolo e cerca nell’archivio articoli
le dimensioni compilate nel riquadro Foratura pannello.

• Caso 2. Il simbolo nello schema elettrico ha il codice principale non compilato. In tal caso il
programma rileva il nome del blocco della sagoma e cerca nell’archivio articoli le dimensioni
compilate nelle proprietà del primo articolo con tale blocco associato come sagoma.
648 Quadri
Piastre di fondo

Nota. Vedi il capitolo “Archivi materiali”, paragrafo “Archivio articoli” della guida “Commesse e
archivi”.

Nota. Se il foro non viene disegnato, le possibili cause sono le seguenti:


• la ricerca di un articolo con tale blocco associato come sagoma ha esito negativo. In tale caso
viene visualizzato un messaggio;
• nelle proprietà Sagoma dell’articolo è selezionata l’opzione Escludi sagoma da piastre di
foratura, secondo la quale la sagoma in oggetto non prevede foratura del pannello.

Piastre di fondo
La funzione per la tracciatura automatica di piastre di foratura o dime di foratura (vedi “Piastre di
foratura” a pagina 645) è utilizzabile anche per il disegno delle piastre di fondo dei quadri o pannelli.
Vengono pertanto elaborati i dati di foratura disponibili per le guide, le canaline e le apparecchiature
che vanno montate sulla piastra di fondo (trasformatori, inverter, interruttori scatolati,...).
La definizione dei dati di foratura per quanto riguarda gli elementi di tipo guida o canalina è da
effettuarsi nell’apposito archivio Portacavi e guide (vedi il capitolo “Archivi cavetteria”, paragrafo
“Archivio portacavi e guide” della guida “Commesse e archivi”). I dati di foratura di altre
apparecchiature che vanno montate direttamente sulla piastra del quadro o pannello e per le quali
devono essere predisposti dei fori, devono essere preventivamente definiti tramite la funzione Edita
foratura sagoma.

Edita foratura sagoma


La funzione Edita foratura sagoma, permette di definire i dati di foratura delle apparecchiature da
montare direttamente sulla piastra del quadro o pannello e per le quali devono essere predisposti dei
fori. Con questo strumento si deve stabilire, per ogni tipo di sagoma (blocco DWG), dove sono
necessari i fori. Una volta definita la disposizione dei fori per una sagoma è ovviamente possibile
salvare il blocco in modo che la volta successiva non si debba ripetere l’operazione.
La funzione Edita foratura sagoma può essere avviata dalla finestra Piastra di foratura (comando
FORAT, vedi “Piastre di foratura” a pagina 645) o direttamente dalla barra degli strumenti
Schemi>Layout quadri.

Impostazione dei fori nelle sagome


Dopo aver posizionato nel layout del quadro la sagoma dell’apparecchiatura che necessita di foratura
utilizzare il comando Edita pinatura sagome per posizionare i fori ‘al volo’. Avviare il comando e
selezionare nel disegno la sagoma da editare. Nella finestra Edita foratura sagoma elenca i fori
definiti per la sagoma e per ognuno si può indicare la misura del diametro del foro in mm e la sigla
della filettatura. Se la sagoma selezionata non contiene fori prestabiliti, la lista risulta vuota. Si
possono effettuare le operazioni descritte di seguito.
Seleziona
Permette di selezionare dal disegno un’altra sagoma per editarne i fori.
Aggiungi foro
Permette di aggiungere un foro alla sagoma selezionata; premere il pulsante e fare clic in
corrispondenza del punto in cui definire il foro tenendo conto che in tal punto sarà riportato il foro
al momento di disegnare la piastra di foratura.
Rimuovi pin
Elimina il foro selezionato nella finestra.
Diametro
Nella seconda colonna, scrivere la misura del foro in millimetri che verrà utilizzata per la dimensione
del foro nella piastra di foratura.
Foratura
Nella terza colonna scrivere la sigla della filettatura che apparirà in forma di quota nel disegno della
piastra forata.
Nella seguente immagine si vede la fase di editazione dei fori per un blocco sagoma.
Quadri 649
Calcolo sovratemperatura nei quadri

Riutilizzo delle impostazioni fori


Le seguenti utilità, disponibili premendo il pulsante Utilità nella finestra di Edita foratura sagoma,
sono molto utili per il riutilizzo delle definizioni fori ed avere sagome con tutti i fori definiti con il
minimo impiego di tempo.
Utilità - Nascondi informazioni foratura
Nasconde a video le etichette del diametro del foro. Nel disegno della piastra di foratura risulteranno
comunque visibili.
Utilità - Visualizza informazioni foratura
Visualizza a video le etichette del diametro del foro se precedentemente nascoste.
Utilità - Riporta fori sulle sagome selezionate
Permette di riportare tutti i fori definiti nella sagoma corrente, in altre sagome a scelta; dopo aver
avviato il comando selezionare nel layout del quadro le sagome interessate. Ovviamente si
selezioneranno sagome graficamente uguali o simili alla sagoma per la quale sono stati definiti i fori.
Utilità - Riporta fori su tutte le sagome uguali
Permette di riportare tutti i fori definiti nella sagoma corrente, in tutte le altre sagome uguali presenti
nel layout del quadro nel disegno corrente.
Utilità - Riporta fori in libreria simboli
L’impostazione dei fori di una sagoma può risultare un’operazione lunga ma che si potrà eseguire una
sola volta.
L’utilità Riporta fori in libreria simboli, salva le modifiche nel blocco dwg residente nella libreria di
iDEA. In tale modo, se in disegni successi verrà riutilizzata tale sagoma, essa verrà inserita nel layout
già munita di fori.

Calcolo sovratemperatura nei quadri


La verifica della sovratemperatura interna del quadro viene effettuata utilizzando il metodo riportato
nella norma CEI 17-43 (IEC 60890) “Metodo per la determinazione delle sovratemperature,
mediante estrapolazione, per le apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa
tensione (quadri BT) non di serie (ANS)”.

Nota. Questa funzione può essere eseguita in iDEA, a partire dai dati delle apparecchiature presenti
nello schema elettrico aperto. Può altresì essere eseguita nel software di calcolo reti elettriche
Ampère. In Ampère è possibile anche eseguire la verifica secondo la norma CEI 23-51 per i quadri
di uso domestico e similare e stampare direttamente su carta le verifiche. Di seguito sono descritte
le operazioni da seguire per la verifica in iDEA: nell’interfaccia di calcolo la norma applicata è
vincolata alla CEI 17-43 e non si attiva il pulsante per la stampa diretta su carta. Per le istruzioni in
650 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri

merito al calcolo della sovratemperatura dei quadri da Ampère, vedere la guida di riferimento di
Ampère.

Il metodo proposto consente di calcolare la sovratemperatura dell'aria all'interno del quadro rispetto
alla temperatura ambiente, sia nella parte superiore del quadro che a metà altezza e di approssimarne
l'andamento attraverso una curva di interpolazione.
È possibile applicare la norma a quadri metallici e in materiale isolante (chiusi) aventi qualunque
spessore o grado di protezione purché:
• la somma delle correnti dei circuiti di alimentazione non superi i 1600A;
• le condutture con elevata intensità di corrente siano disposte in modo da non indurre perdite
parassite sulle strutture del quadro;
• non ci siano più di tre separatori orizzontali per scomparto;
• nei quadri con griglia di ventilazione la sezione dell'apertura sia almeno 1,1 volte quella di
entrata;
• gli apparecchi installati non ostacolino la circolazione dell'aria.

I dati necessari per eseguire il calcolo sono:

• dimensioni del quadro (altezza, larghezza e profondità);


• tipo di installazione (singolo, addossato, etc.);
• numero dei separatori orizzontali interni;
• potenza effettivamente dissipata dai dispositivi incorporati;
• potenza effettivamente asportata da eventuali dispositivi di ventilazione forzata o di
refrigerazione.

Dopo aver valutato:

• la superficie di raffreddamento Ae, data dalla somma delle singole superfici moltiplicate
ciascuna per il fattore di superficie (fattore che tiene conto del tipo di installazione);
• la potenza dissipata dalle apparecchiature (valori riportati a catalogo dai fabbricanti riferiti a
corrente nominale e dedotte dal database delle protezioni o a magazzino materiali) tenendo conto di
un eventuale coefficiente di contemporaneità;
• la potenza dissipata dai trasformatori;
• la potenza dissipata dalle condutture poste all'interno del quadro per le quali si calcola la potenza
dissipata alla portata ammissibile per posa in canaletta aperta e cavi unipolari tenendo eventualmente
conto di un coefficiente di contemporaneità;
• la potenza dissipata da eventuali altri dispositivi elettronici;
• la potenza asportata da eventuali dispositivi di ventilazione forzata o di refrigerazione.

Note tali grandezze può calcolare la sovratemperatura a metà del quadro tramite la formula:
Dt0,5 = k * d * Px

i cui coefficienti si ricavano dalle tabelle riportate dalla norma CEI 17-43 e memorizzate per valori
campionati su apposito database.
La sovratemperatura alla sommità si calcola moltiplicando la sovratemperatura alla metà del quadro
per il coefficiente di distribuzione della temperatura.
Dt1,0 = c* Dt0,5

La curva di sovratemperatura si ottiene poi per interpolazione tenendo conto della superficie di
raffreddamento effettiva (superiore o meno a 1.25 m2) e della presenza di aperture di ventilazione.
Quadri 651
Calcolo sovratemperatura nei quadri

Come eseguire il calcolo della sovratemperatura di un quadro


1. Scegliere il comando Sovratemperatura quadri.

Menu: Schemi>Layout.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Layout.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: C1743.

2. Alla riga di comando viene visualizzato il messaggio:


Selezionare il quadro:

È possibile, quindi, selezionare il blocco del quadro o armadio nel disegno al fine di rilevarne le
misure e la sigla dell’ubicazione di appartenenza. Se non presente premere INVIO o ESC.
Viene visualizzata la finestra Sovratemperatura quadro.

3. Nella scheda Documento si richiede di compilare i seguenti dati:

Ubicazione: la lista riporta le sigla delle ubicazioni definite nello schema corrente da cui selezionare
la sigla dell’ubicazione del quadro in esame. Se si è selezionato il blocco nel disegno la sua
ubicazione, se assegnata, è impostata in automatico.
Descrizione: descrizione breve da riportare nel documento.
Data: data in cui viene eseguito il calcolo.
Dati del quadro: numero di matricola, nome del cliente, riferimento dell'impianto in cui va installato,
costruttore del quadro.
Temperatura ambiente: i valori disponibili sono: 25, 30, 35 e 40°C (il valore di default è 35°C).
Temperatura massima interna: temperatura massima interna accettata. Il valore predefinito è 55°. La
temperatura effettiva risultante dal calcolo verrà visualizzata in rosso se superiore alla temperatura
massima accettata: vedi Temperatura senza refrigirazione e Temperatura con refrigirazione nel
riquadro Risultati.
Corrente di corto circuito: valore efficace della corrente di corto circuito presunta nel punto di
installazione del quadro (il valore di default è 4,5 kA).
652 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri

Numero dei circuiti separati: numero dei circuiti all'interno del quadro. I valori disponibili sono: 1, 2,
3, 4 (il valore di default è 1).

4. Nella scheda Schema si può procedere alla verifica della potenza dissipata dai componenti
acquisiti.

Nota. In iDEA la scelta della norma applicata è vincolata alla CEI 17.43 (quadri non di serie - ANS).
Per poter selezionare la norma CEI 23-51 (quadri per uso domestico e similari) occorre avviare il
calcolo dal programma Ampère (modulo opzionale).

L’opzione Leggi i dati dal file utenze .UPEX, attiva l’acquisizione delle potenze dissipate dalle
utenze presenti nel file di calcolo rete associato allo schema corrente, anziché dai componenti nello
schema elettrico. È pertanto utile in progetti di impiantistica in cui si calcola la rete elettrica con
Ampère e di seguito si traccia lo schema utenze unifilare o multifilare in iDEA. Se la casella Leggi
i dati dal file utenze .UPEX, risulta disabilitata avviare il comando NVLINEE ed aprire il file utenze
UPEX (vedi “Apertura di un file di utenze” a pagina 587) (non è indispensabile tracciare lo schema
utenze).
Quando è attiva la lettura dei dati dal file utenze .UPEX è possibile scegliere tra il calcolo secondo
la Corrente nominale o la Corrente di impiego; considerando la potenza dissipata rispetto alle
correnti di impiego, si ottiene un calcolo della sovratemperatura che si avvicina maggiormente alla
situazione reale.
Quando è attiva la lettura dei dati dal file utenze .UPEX viene visualizzato il riquadro Potenza
acquisita dalle utenze, con l’elenco di tutte le potenze raggruppate per quadro di appartenenza. Una
casella di spunta, al fianco di ogni ubicazione, consente la selezione della stessa allo scopo di
determinare la somma della potenza dissipata totale.
Quando NON è attiva la lettura dei dati dal file utenze .UPEX viene visualizzato il riquadro
Informazioni sui dati elaborati dai disegni, con l’elenco di tutti i componenti che determinano la
potenza acquisita dallo schema, raggruppati per ubicazione. La funzione acquisisce i simboli di
iDEA presenti nei disegni dello schema corrente, con codice principale compilato e non disabilitato
(vedi “Disabilita codice articolo” a pagina 708).
Per ogni componente della lista, vengono visualizzati i dati tecnici rilevati dall’archivio Articoli
quali
• Codice principale;
• Descrizione;
• Potenza dissipata;
• Temperatura massima di utilizzo;

e i dati aquisiti dallo schema elettrico


• Quantità;
• Sigla;
• Posizione nello schema.

Nota. Gli elementi in quadro codificati con un codice materiale con distinta base di tipo kit sono
aggiunti all'elenco dei componenti per il calcolo della sovratemperatura. Gli elementi in quadro
associati ad una distinta base NON di tipo kit non sono aggiunti all'elenco dei componenti per il
calcolo della sovratemperatura; pertanto l'elemento principale della distinta deve contenere i dati
tecnici totali.

Nel riquadro sottostante sono riportati i messaggi informativi e le eventuali condizioni di errore; i
componenti con errori sono evidenziati nella lista con un’apposita icona.

Componenti con temperatura di utilizzo inferiore alla temperatura media del quadro
L’articolo associato al componente riporta un valore di temperatura di utilizzo inferiore alla
temperatura media calcolata dal software all’interno del quadro in esame; è necessario editare il dato
tecnico in archivio Articoli o associare al componente un codice articolo opportuno.

Componenti con potenza dissipata nulla


Quadri 653
Calcolo sovratemperatura nei quadri

L’articolo associato al componente riporta un valore di potenza dissipata nullo; è necessario editare
il dato tecnico in archivio Articoli o associare al componente un codice articolo opportuno.

Componenti con codice articolo non presente in archivio articoli


Il componente nello schema ha associato un codice articolo non presente in archivio Articoli; è
necessario aggiornare l’archivio Articoli o associare al componente un codice articolo opportuno.

Componenti privi di codice articolo


Il componente nello schema non ha associato un codice articolo; è necessario associare al
componente un codice articolo opportuno.

Quando è necessario editare i dati tecnici di un componente selezionato in lista è possibile fare
doppio clic o scegliere il comando Edita dati tecnici, disponibile nel menu che si apre con il tasto
destro del mouse. Viene aperta la pagina Dati tecnici corrispondente al codice articolo del
componente selezionato: i dati modificati sono salvati in archivio Articoli e sono validi per tutti i
componenti con tale codice.

Il comando Copia negli appunti, disponibile nel menu contestuale, copia i dati dei componenti
elaborati dai disegni e visualizzati nella struttura ad albero della pagina Schema. Questo comando
copia solamente gli elementi visualizzati. Per copiare i dati di tutti i componenti eseguire prima il
comando Apri tutto. Questi comandi sono disponibili nel menu contestuale che si apre con il tasto
destro del mouse quando il cursore è nella struttura ad albero.

Nel riquadro Potenza dissipata dai componenti, viene visualizzata la potenza dissipata totale
acquisita, il coefficiente di contemporaneità su cui è possibile intervenire, e la potenza effettiva
dissipata dai componenti per procedere alla verifica.

5. La scheda Conduttori consente di specificare la lunghezza dei conduttori interni al quadro, per
il calcolo della potenza dissipata, tenendo conto del fattore di contemporaneità.

Nota. Sono considerati i seguenti riferimenti normativi:


• resistenza ad 80°C per cavi unipolari in corrente alternata (CEI-UNEL 35023-70);
• per la portata dei cavi è considerata il tipo di posa “Cavi in tubo in aria”, con tipo di isolamento
PVC, numero conduttori caricati 3, secondo la norma CEI-UNEL 35024/1.

6. La scheda Sbarre, consente di specificare fino a tre tipologie di sbarre di rame nude con
disposizione verticale e fino a tre tipologie di sbarre di rame nude per la connessione con i dispositivi
(orizzontali). Le tipologie sono estratte dalle tabelle presenti nella norma, compresa l'opzione con
due conduttori per fase. Per ciascuna tipologia in lista è riportata la portata ed è possibile
personalizzarne la lunghezza. Il fattore di carico, richiesto, rappresenta il rapporto medio tra la
corrente di funzionamento e la portata massima delle sbarre. Il programma permette in questo modo
di stimare la potenza dissipata dalle sbarre così definite.
654 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri

7. La scheda Apparecchiature, consente di specificare la potenza dissipata da componenti generici


che dissipano una potenza significativa (es. trasformatori, comandi, protezioni, relè, strumenti di
misura, etc...), non acquisiti dallo schema elettrico. Anche per questi componenti è possibile
intervenire nel coefficiente di contemporaneità.
Inoltre è possibile indicare una potenza associata ad eventuali elementi refrigeranti affinché venga
sottratta alla potenza dissipata effettiva. Questa impostazione risulta disponibile se non sono definiti
dispositivi di ventilazione forzata o condizionamento nella scheda Raffreddamento.

8. La scheda Raffreddamento, consente di definire gli elementi refrigeranti necessari a limitare la


temperatura massima interna dell’involucro (vedi “Verifica termica con ventilazione forzata e
condizionamento” a pagina 657).

9. La scheda Quadro, consente di specificare i seguenti dati:


• codice della struttura del quadro dall’archivio Carpenterie oppure compilare le dimensioni del
quadro (altezza, larghezza e profondità) in mm;
• tipo di installazione per il calcolo del fattore di superficie b (la superficie di fondo non viene
presa in considerazione e per la parete anteriore il fattore b è sempre 0,9);
• numero di diaframmi orizzontali (da 0 a 3);
• aperture di ventilazione in cm2 (disponibile solo quando la superficie di raffreddamento
effettiva è maggiore di 1,25m2);
• apertura minima di uscita dell'aria che dovrebbe essere almeno 1,1 volte quella delle aperture di
entrata dell'aria;
• tipo di involucro;
• scomparti fittizi (da utilizzare quando gli involucri, senza diaframmi verticali o senza scomparti
individuali, hanno una superficie effettiva di raffreddamento superiore a 11,5m2 o una larghezza
superiore a 1,5m per dividerli in scomparti fittizi).

10. È sempre possibile passare da una scheda all'altra, per effettuare modifiche dei dati
precedentemente inseriti. Infine, premere OK per salvare i dati.

11. Alla chiusura della finestra Sovratemperatura quadro con salvataggio dei dati, selezionare una
delle opzioni disponibili:
• Crea un nuovo foglio per la relazione di calcolo
• Aggiorna i dati di calcolo del foglio corrente
e continuare con OK oppure annullare il disegno con Annulla.

Il foglio con la relazione di calcolo che si può ottenere è dettagliato secondo quanto previsto dalla
norma e riporta anche il grafico dell'andamento della sovratemperatura all'interno del quadro in
esame.
La figura seguente mostra un riepilogo di calcolo della sovratemperatura nei quadri.
Quadri 655
Calcolo sovratemperatura nei quadri

Foglio di sovratemperatura quadri orizzontale o verticale


Per la stampa della verifica di sovratemperatura quadri CEI 17.43 è possibile scegliere il tipo di
foglio da disegnare: orizzontale o verticale.
656 Quadri
Calcolo sovratemperatura nei quadri

Le due opzioni Sviluppo orizzontale, e Sviluppo verticale, sono disponibili nella finestra Parametri
multifoglio, scheda Riquadro iscrizioni (comando EGPREF): vedi “Fogli” a pagina 748.

Controllo della massima temperatura dei componenti


Attraverso l’archivio Articoli è possibile impostare una temperatura di esercizio massima di
funzionamento per ciascun articolo. Nella funzione di Sovratemperatura quadro è compreso il
controllo affinché tutti i componenti abbiano temperatura massima d’esercizio minore alla
temperatura assoluta ricavata (temperatura ambiente + variazione calcolata).
Per utilizzare questa funzionalità è necessario che i componenti grafici possiedano un codice
principale di un articolo avente una temperatura massima di utilizzo impostata e maggiore di zero.
Tale temperatura viene utilizzata per accertare l'utilizzo del componente alla temperatura calcolata.
Nella scheda Schema della funzione Sovratemperatura quadro, la procedura provvede ad evidenziare
i componenti che non soddisfano la condizione di temperatura di esercizio, aventi una temperatura
massima di utilizzo minore di quella calcolata, ed espande i rami di tali elementi.
Questa verifica permette una rapida individuazione degli elementi che non supportano la temperatura
dell’armadio. Nei messaggi di verifica visualizzati si potrà leggere l’esito dell'analisi, come ad
esempio:
3 componenti la cui temperatura massima di utilizzo è inferiore alla temperatura media
del quadro (63,6 °C)

Esclusione di componenti dalla verifica a sovratemperatura


Nella scheda Dati tecnici di ogni articolo materiale presente in archivio Articoli è presente la casella
di spunta Escludi dal calcolo della sovratemperatura.
Tale opzione permette di escludere l'elemento dal calcolo della sovratemperatura secondo la norma
CEI17-43.

Vincolo per l’esclusione dal calcolo di sovratemperatura


Nei simboli di iDEA l’attributo Vincolo (etichetta VINCOLO) viene utilizzato per vincolare o
imporre certe condizioni. Ricordiamo che per modificare gli attributi di un simbolo nello schema
elettrico si deve usare la funzione Editazione attributi simbolo (comando DDA).
Un vincolo permette di ignorare la potenza dissipata del componente nel calcolo della
sovratemperatura quadro. Il caso tipico per cui è utile questo vincolo è quello dei dispositivi di
protezione associati alle utenze di tipo SPD: in tal caso l’utenza è passiva e non concorre ad alcuna
dissipazione.

Nota. Le utenze SPD tracciate in automatico nello schema unifilare attivano in modo automatico
questo vincolo.
Quadri 657
Verifica termica con ventilazione forzata e condizionamento

Verifica termica con ventilazione forzata e condizionamento


La funzione di calcolo e verifica della sovratemperatura quadri (vedi “Calcolo sovratemperatura nei
quadri” a pagina 649) può anche calcolare e valutare una unità di raffreddamento, se necessaria.

Raffreddamento
Nel caso in cui la temperatura massima del quadro elettrico sia superiore alla massima permessa, è
possibile intervenire nella scheda Raffreddamento per individuare il metodo migliore per abbassare
la temperatura del quadro. In alternativa alla condizione predefinita di Ventilazione naturale, è
possibile scegliere tra Ventilazione forzata e Condizionamento.
Ventilazione forzata
La formula generale di scambio termico con l'aria, usata nel calcolo è la seguente:
Pr = F x (Ti - Te) / Ka

Dove:

Pr: potenza evacuata


F: flusso d'aria in m³/h
Ti: temperatura interna
Te: temperatura esterna
Ka: costante dell'aria

I valori tipici di Ka espressi in m³K/Wh sono i seguenti:


0..100m: 3,1
100..250m: 3,2
250..500m: 3,3
500..750m: 3,4
750..1000m: 3,5
1000..1250m: 3,6
658 Quadri
Archivio carpenteria

1250.. 1500m: 3,8


1500..2000m: 4,1

È possibile impostare un valore di altitudine o imporre una costante dell'aria personalizzata.


Il software calcola il flusso d'aria minimo per garantire una potenza refrigerante sufficiente a
riportare la variazione di temperatura entro i limiti impostati. Con il pulsante Seleziona viene avviata
la scelta di un ventilatore dall'archivio degli elementi di carpenteria. Viene considerato il flusso d'aria
netto nelle elaborazioni e il filtro di ricerca impostato garantisce un flusso minimo necessario. Se un
elemento soddisfa le impostazioni ricercate e viene selezionato i dati di sovratemperatura vengono
aggiornati considerando il flusso d'aria e la potenza refrigerante conseguente.
Se l'elemento in archivio carpenteria possiede un blocco associato, è possibile inserirlo nel disegno
con il comando Inserisci riferimento in CAD. Nel caso in cui non sia presente un blocco l'operazione
permette di inserire un blocchetto tabella con i dati relativi. Questa operazione permette anche di
associare il codice del materiale per l'esportazione dei materiali in Tabula.
Condizionamento
Analogamente alla gestione dei ventilatori, è possibile selezionare un condizionatore per asportare
la potenza necessaria per il raffreddamento del quadro.
In particolare se un elemento di carpenteria è definito come tipologia Chiller, è possibile inserire la
capacità di raffreddamento secondo la norma DIN 3168.

Capacità di raffreddamento L35/L35: potenza asportabile limite per mantenere temperatura interna ed
esterna pari a 35ºC.
Capacità di raffreddamento L35/L50: potenza asportabile limite per mantenere una temperatura interna
di 35ºC con una temperatura esterna di 50ºC. Questo valore di potenza refrigerante è considerata ai
fini del calcolo della sovratemperatura.

Valgono le medesime opzioni di scelta in archivio carpenteria con filtro preimpostato sulla potenza
refrigerante minima richiesta.

Relazione di calcolo
Il foglio con la relazione di calcolo che si ottiene è dettagliato secondo quanto previsto dalla norma
e riporta anche il grafico dell'andamento della sovratemperatura all'interno del quadro in esame.
In presenza di ventilazione forzata o condizionamento, nel foglio di sovratemperatura in ambiente
grafico verrà riportata l'indicazione della potenza dissipata totale e della potenza refrigerante
asportata. L'indicazione del metodo di raffreddamento viene riportato in corrispondenza
dell'etichetta Aperture di ventilazione.

Archivio carpenteria
Archivio carpenteria raccoglie i componenti di carpenteria per il disegno di layout di quadri e armadi
in iDEA e le loro specifiche. Si può accedere alla finestra dell’archivio in modo diretto per inserire
nel disegno i blocchi sagoma, oppure da altre finestre di editazione degli elementi di layout.
Come accedere all'Archivio carpenteria
• Scegliere Carpenteria.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Carpenteria.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: CARP.

La finestra Archivio carpenteria è composta dalle schede Archivio articoli e Archivio strutture.

Archivio articoli
La lista Archivio articoli riporta tutti i materiali che possono essere utilizzati nella costruzione di un
quadro o un armadio. Nel riquadro di sinistra della finestra viene visualizzata una struttura grafica
nella quale si seleziona il costruttore, la serie e il tipo di materiale.
Un elemento di carpenteria può essere:
Quadri 659
Archivio carpenteria

• Telaio
• Base
• Porta
• Pannello
• Zoccolo
• Accessorio
• Guida
• Canalina

A destra sono elencati gli articoli di carpenteria: per ognuno di essi sono riportati, nella griglia, i dati
principali. L'ordinamento dell'elenco può essere eseguito secondo il codice o la descrizione, facendo
clic sull'intestazione della colonna in base alla quale si desidera eseguire l'ordinamento.
L'inserimento di nuovi materiali o l'editazione dei dati di quelli già presenti avviene attraverso la
finestra di dialogo Articolo di carpenteria, nella quale compilare i diversi campi. Premendo il
pulsante OK la voce verrà memorizzata nell'archivio.
I comandi Nuovo, Modifica o Duplica sono selezionabili dalla barra degli strumenti.
Per eliminare un articolo scegliere Elimina.

Ricerca
Il pulsante Ricerca, disponibile nella barra degli strumenti attiva un riquadro che permette di eseguire
una rapida visualizzazione degli articoli che rispondono ai criteri di ricerca impostati. La ricerca può
essere eseguita nei campi Codice articolo, Descrizione e Sagoma.
Attivando l’opzione Attiva ricerca per dimensione, è possibile anche fornire le dimensioni
dell’articolo da ricercare.
Premere il pulsante Ricerca per avviare la ricerca. Premere il pulsante Cancella per cancellare i criteri
di ricerca e visualizzare l'elenco completo.

Inserimento nel disegno di un articolo di carpenteria


L’inserimento nel disegno corrente delle sagome di layout di singoli articoli di carpenteria, per un
armadio o quadro, si effettua dalla finestra Archivio articoli. Ovviamente l’articolo selezionato deve
avere una sagoma associata ed essa deve essere presente nelle librerie.
660 Quadri
Archivio carpenteria

Come inserire nel disegno una sagoma di carpenteria


1. Ricercare e selezionare l'articolo da inserire.
2. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il
cursore sul disegno. Rilasciando il tasto del mouse si presenta la sagoma del simbolo, agganciata al
cursore, per il posizionamento nel disegno.
3. Indicare, quindi, il punto di inserimento del blocco.

Nota. Per inserire più articoli fare clic tenendo premuto il tasto CTRL e premere il pulsante Inserisci.

Creazione di un nuovo articolo di carpenteria


Per l'inserimento di un nuovo articolo di carpenteria selezionare Nuovo nella barra degli strumenti
della finestra Archivio articoli o dal menu a cursore nella lista. Nella finestra di dialogo Articolo di
carpenteria, compilare i seguenti campi.
Dati articolo
Codice articolo: codice principale del materiale. Premere il pulsante “...” a destra del campo per aprire
l'archivio Articoli in cui è possibile eseguire la ricerca e riportare il codice facendo doppio clic su tale
riga.
Costruttore: codice del costruttore del componente; si può essere aiutati nella ricerca del codice
Costruttore premendo il pulsante “...” a destra del campo. In questo caso viene visualizzata la finestra
dell'archivio Costruttori in cui è possibile eseguire la ricerca e riportare il codice facendo doppio clic
su tale riga. Il programma stesso provvederà a riportare il codice sul campo visualizzando l'eventuale
descrizione dello stesso.
Serie: serie commerciale del prodotto. Nella lista a comparsa può essere selezionata una delle serie
già presenti in archivio.
Tipo: tipo di carpenteria. Le tipologie previste sono: Telaio, Base, Porta, Pannello, Zoccolo,
Accesorio, Guida, Canalina.
Descrizione: descrizione del componente. Si può inserire una voce dal Dizionario premendo il
pulsante “...” a destra nella casella.
Sagoma: nome del blocco sagoma da utilizzare in fase di stesura del layout. Si può essere aiutati nella
ricerca del blocco in Gestione sagome premendo il pulsante “...” a destra nella casella. Il programma
stesso provvederà a riportare il codice sul campo, visualizzando l'anteprima dello stesso nel riquadro
inferiore.
Altezza: altezza del componente espressa in millimetri;
Larghezza: larghezza del componente espressa in millimetri;
Profondità: profondità del componente espressa in millimetri.
Scala: impostare il fattore di scala utilizzato per la tracciatura della sagoma di layout.
Elevazione simboli: elevazione, dal piano base dell’armadio, alla quale vengono inseriti i componenti,
espressa in millimetri. Questo campo è presente solo per gli articoli Telaio.
Elevazione pannelli: elevazione, dal piano base dell’armadio, alla quale vengono inseriti i pannelli,
espressa in millimetri. Questo campo è presente solo per gli articoli Telaio.
Articoli compatibili
Se l’articolo di carpenteria è del tipo Telaio si attiva la scheda Articoli compatibili. Nella lista degli
articoli compatibili vanno aggiunti tutti i componenti per quadri o armadi che possono essere abbinati
al telaio in editazione. Ad esempio tutte le porte, i pannelli o gli accessori che si possono montare.
Per inserire uno o più articoli scegliere il pulsante Inserisci. Viene aperta la finestra dell’Archivio
carpenteria con tutti gli articoli già definiti. Per prelevare un articolo fare doppio clic; per prelevare
più materiali fare clic tenendo premuto il tasto CTRL e premere il pulsante Inserisci.

Con le funzioni Copia e Incolla è possibile copiare la lista di articoli compatibili da un telaio ad un
altro tramite gli appunti di Windows. Il pulsante Copia, presente nella barra degli strumenti della lista
Articoli compatibili copia negli appunti i codici dei materiali selezionati.
Il pulsante Incolla, invece, inserisce nella lista gli articoli di carpenteria i cui codici sono stati copiati
negli appunti.

Esempio. Se la lista articoli compatibile di un certo telaio ve bene anche per un’altro telaio,
selezionare tutti i materiali in lista, fare clic su Copia, entrare nella lista Articoli compatibili dell’altro
telaio e cliccare su Incolla.
Quadri 661
Archivio carpenteria

Nota. È possibile anche usare Notepad per definire una lista di codici separati dal carattere ‘|’ e
copiarla negli appunti di Windows per poi incollarla in Articoli compatibili.

Per visualizzare l’anteprima del blocco DWG relativo ad un articolo di carpenteria selezionato nella
lista Articoli compatibili, premere il tasto destro del mouse e scegliere Anteprima dal menu
contestuale.
Guide e canaline
Per quanto riguarda le guide e le canaline, se si compila la casella Lunghezza quando si inserisce
l’articolo nel disegno viene disegnato un tratto di guida o canalina lungo quanto predefinito. Se la
casella Lunghezza rimane a 0 mm, in fase di inserimento dell’articolo nel disegno, il programma
chiede di indicare due punti per specificare la lunghezza del tratto.

Archivio strutture
La lista Archivio strutture riporta una serie di insiemi di articoli di carpenteria che costituiscono la
struttura di un armadio o un quadro.
I dati di ogni struttura possono essere editati dalla finestra di dialogo che si apre coi i comandi Nuovo,
Modifica o Duplica.
Per eliminare un articolo scegliere Elimina.

Inserimento nel disegno di un armadio completo


L’inserimento nel disegno corrente delle sagome di layout di un armadio completo o un quadro si
effettua dalla finestra Archivio strutture.
Come inserire nel disegno un armadio
1. Ricercare e selezionare l'armadio da considerare.
2. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il
cursore sul disegno. Rilasciando il tasto del mouse si presenta la sagoma dell’armadio, agganciata al
cursore, per il posizionamento nel disegno. In alternativa premere Inserisci, nella barra degli
strumenti.
3. Indicare, quindi, il punto di inserimento del macroblocco.

Nota. Per l’inserimento automatico di tutte le sagome componenti l’armadio è necessario che
ognuna abbia indicate le coordinate di posizionamento (vedi paragrafo seguente).
662 Quadri
Archivio carpenteria

Creazione di una nuova struttura


La griglia superiore della finestra elenca le strutture già definite.
Per definire un nuovo armadio selezionare Nuovo nella barra degli strumenti della finestra Archivio
strutture o dal menu a cursore nella lista. Nella finestra di dialogo Struttura di carpenteria, compilare
i seguenti campi.

Codice struttura: codice alfanumerico di 20 caratteri che identifica univocamente l’armadio o quadro.
Codice telaio: codice materiale del telaio della struttura. Premere il pulsante “...” a destra del campo
per aprire l'Archivio carpenteria in cui è possibile eseguire la ricerca e riportare un codice di telaio
facendo doppio clic.
Descrizione: descrizione dell’armadio o quadro.

Dopo aver confermato con OK, nella griglia superiore della finestra Archivio strutture, viene
aggiunta una nuova struttura o armadio. A tal punto, nella griglia inferiore, è necessario definire tutti
i componenti che vanno assemblati al telaio della nuova struttura.
Definizione della lista componenti
Per inserire uno o più articoli scegliere il pulsante Aggiungi elementi. Viene aperta la finestra
dell’Archivio carpenteria in cui prelevare un articolo facendo doppio clic.

Nota. Per prelevare più materiali fare clic tenendo premuto il tasto CTRL e premere il pulsante
Inserisci.

Premere il pulsante Aggiungi elementi compatibili, per aprire l'Archivio carpenteria filtrato su i
componenti compatibili con il telaio della struttura. I materiali disponibili sono quelli elencati,
appunto, come elementi compatibili quando si è definito il telaio (vedi “Articoli compatibili” a
pagina 660).
Spesso si presenta il caso che una struttura prevede più elementi uguali; per duplicare un elemento
già presente in lista usare il pulsante Duplica elemento.

Nel caso si debba eliminare degli elementi dalla lista usare il pulsante Rimuovi elementi.
Coordinate per l’assemblaggio automatico
Per ogni elemento della struttura è possibile indicare il punto di inserimento, rispetto al punto di
inserimento del telaio. La presenza di tali dati fa si che quando da Archivio strutture si inserisce nel
disegno un armadio o quadro, tutti gli elementi vengano disegnati automaticamente per formare la
struttura completa.
Scegliere il pulsante Coordinate di inserimento dalla barra degli strumenti inferiore e compilare i dati
nella finestra di dialogo; abilitare con una spunta il posizionamento automatico.
Quadri 663
Archivio carpenteria

Se i dati di inserimento non sono compilati, o è disabilitato l’inserimento automatico, all’inserimento


dell’armadio o quadro il programma propone singolarmente i vari elementi e richiede il
posizionamento manuale di ognuno. Per decidere l’ordine con cui il programma propone i
componenti privi di coordinare di inserimento, utilizzare i pulsanti Sposta elementi su e Sposta
elemento giù.

Anteprima di un componente
La sagoma di ogni componente è definita nella lista Archivio articoli (vedi “Creazione di un nuovo
articolo di carpenteria” a pagina 660).
Per visualizzare l’anteprima del blocco DWG relativo ad un articolo di carpenteria selezionato in
Articoli strutture, premere il tasto destro del mouse e scegliere Anteprima dal menu contestuale. Il
telaio può essere visualizzato dalla griglia superiore; gli altri componenti possono essere visualizzati
selezionandoli nella griglia inferiore.

N o ta . I b l o c c h i s a g o m a d e i m a t e r i a l i s o n o s a l v a t i n e l l a c a r t e l l a d e l l e s a g o m e
(COMMON\LIBRARY\LI6). Se non sono attualmente presenti l’anteprima non è disponibile e non
verranno inseriti.
Codifica per la distinta materiali
Ai fini dell’estrazione dei materiali per la compilazione della distinta materiali, è possibile abilitare
il riporto nel disegno del codice materiale di ogni elemento dell’armadio o quadro. In tal caso,
eseguendo l’estrazione della distinta materiali () ogni componente presente nel disegno, con sagoma
e codice abilitato, verrà conteggiato.
Per abilitare o disabilitare il codice di un componente selezionato nella griglia inferiore dell’Archivio
strutture, premere il tasto destro del mouse e fare clic su Abilita inserimento codice.
664 Quadri
Archivio carpenteria

Nota. I componenti privi di sagoma associata, non vengono estratti per la distinta materiali anche
se l’inserimento del codice è abilitato.
Controllo presenza materiale
Se il codice di carpenteria, inserito in precedenza nelle strutture, non è attualmente presente in
Archivio articoli carpenteria, nella prima colonna della lista della struttura viene riportata una icona
con il punto interrogativo anziché l’icona normale a forma circolare verde.

Acquisizione e definizione delle strutture di carpenteria direttamente


da disegno
Quello proposto di seguito è un metodo per definire nuove strutture di carpenterie.
La nuova struttura da salvare deve essere prima composta nel disegno prelevando gli elementi
necessari (telaio, pannelli, guide, canaline, porta,...) obbligatoriamente dall’archivio Carpenteria -
Articoli (vedi “Inserimento nel disegno di un articolo di carpenteria” a pagina 659).
Inserendo gli articoli si va a comporre la struttura desiderata posizionando i pezzi nella corretta
posizione.
Dopo aver terminato la composizione, dalla barra degli strumenti di Archivio strutture, avviare il
comando Acquisisci struttura da CAD.

La finestra Archivio carpenteria viene resa trasparente in modo da mostrare il disegno e permettere
la selezione tutti gli elementi che compongono la struttura preparata. Alla fine della selezione
premere INVIO o il tasto destro del mouse. Viene visualizzata la finestra Struttura di carpenteria,
nella quale sarà già indicato il telaio rilevato nella selezione; compilare quindi un nuovo codice e la
descrizione e premere OK.

Grado di protezione e dissipazione


Per ogni struttura definita in Archivio carpenteria è possibile predisporre il grado di protezione IP e
le potenze dissipabili alle temperature predefinite in base al tipo di montaggio. Questi dati sono
quindi utilizzati dalla funzione di verifica della sovratemperatura del quadro secondo la norma CEI
23-51 che si può eseguire nel programma Ampère.
Quadri 665
Connessioni retro pulsantiera

Armadi componibili
Negli armadi componibili, la dissipazione dipendente da come è composta la struttura. In Archivio
strutture ci si troverà a definire varie strutture composte con lo stesso tipo di telaio che date le
differenze di composizione avranno diverse dati di dissipazione e quindi di protezione.
Ad esempio si può avere una struttura di un armadio con protezione IP 40 e una seconda uguale ma
con aggiunta la guarnizione che determina una protezione IP 43.
Pertanto, essendo i dati di protezione e dissipamento dipendenti da come è strutturato il quadro essi
vanno compilati nella finestra delle proprietà della struttura.
All’interno della finestra di dialogo Struttura di carpenteria, alla scheda Potenza dissipabile,
compilare la casella Grado di protezione. Nella griglia sottostante definire le tipologie di montaggio
e compilare le relative potenze dissipabili (espresse in Watt) alle sei temperature ambiente
normativate (15°C, 20°C, 25°C, 30°C, 35°C, 40°C).
La norma prevede sette tipi di montaggio:
• Esposizione su tutti i lati;
• montaggio a parete;
• Montaggio su un fianco;
• Esposto su un fianco e anteriormente;
• Esposto anteriormente e posteriormente;
• Esposto anteriormente;
• Esposto anteriormente con lato superiore coperto.

Per inserire le potenze premere il pulsantino Nuovo e selezionare il tipo di montaggio o anche più di
uno se prevedono i medesimi dati. Quindi compilare le sei potenze dissipabili.
Centralini
I centralini sono quadri con un unico tipo di assemblaggio percui si può avere un’unica struttura; di
conseguenza, se si dispone dei dati di dissipazione e protezione, essi possono essere imputati nella
finestra delle proprietà del telaio anche senza definire la struttura.

Connessioni retro pulsantiera


Dopo aver realizzato un pannello pulsanti tramite l’interfaccia Layout quadri (comando DLAYOUT,
vedi “Layout quadri” a pagina 628) è possibile eseguire una rappresentazione dei contatti retrostanti
attraverso la funzione Connessioni retro pulsanteria.
666 Quadri
Connessioni retro pulsantiera

Come disegnare il retro pulsanteria


• Selezionare Connessioni retro pulsanteria.

Menu: Schemi>Layout.

Barra multifunzione: scheda Quadri > gruppo Layout.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: RETROPULS.

All’avvio della funzione di disegno essa richiede di selezionare un rettangolo di ingombro che
rappresenta la piastra del pannello. Tramite il cursore selezionare gli angoli estremi (opposti) del
pannello in modo da includere tutti i componenti posizionati in precedenza con la funzione di Layout
quadri. Le sagome di layout che vengono rilevate all’interno di tale rettangolo pilotano il disegno dei
relativi blocchi di contatti con il riporto di pin e collegamenti.
Se le sagome selezionate vengono correttamente riconosciute nello schema corrente, il programma
richiede un punto per iniziare a tracciare la versione speculare del pannello. A questo punto è
possibile anche scegliere l’opzione Nuovo foglio (digitare N da tastiera e premere INVIO) per
proseguire con l’inserimento di un nuovo foglio in cui indicare il punto di inserimento della piastra.

Nella figura seguente si vede a sinistra il layout di un pannello di pulsanteria, disegno realizzato
tramite il comando DLAYOUT. A destra è stato posizionato il disegno del retro pulsanteria con
specificate le connessioni dei pulsanti.

Le informazioni da riportare nei contatti sono personalizzabili secondo l’elenco a discesa presente
nella finestra Opzioni di Layout quadro.
La finestra Opzioni, è richiamabile dal menu Utilità nella barra degli strumenti della finestra Layout
quadri (comando DLAYOUT).
Le opzioni disponibili sono:
• Filo: per ogni connessione viene specificata la sigla del filo connesso.
• Componente: per ogni connessione viene specificata la sigla e il pin del componente connesso
all’altro capo del filo.
• Filo - Componente: per ogni connessione viene specificata la sigla del filo connesso seguita dalla
sigla e il pin del componente connesso all’altro capo del filo.
• Utilizza scala personalizzata: è possibile utilizzare una scala personalizzata per i blocchi
rappresentativi, diversa da quella impostata per il layout generico del quadro.
• Disegna i simboli all'interno del contatto: attivare questa opzione per riportare il disegno del
simbolo di schema (contatto, lampada,...) all'interno del riquadro del contatto.

opzione non attiva opzione attiva


Quadri 667
Layout quadro da lista preliminare

Layout quadro da lista preliminare


È possibile realizzare il layout di un quadro, armadio o pannello comandi anche a partire da una lista
preliminare di materiali, in assenza dello schema elettrico.
A tale scopo, la funzione di Layout quadro (comando DLAYOUT, vedi “Layout quadri” a
pagina 628) può acquisire i componenti di una lista preliminare predefinita con il software Tabula
(modulo opzionale).
L’esempio seguente spiga come realizzare un layout da lista preliminare.

1. In archivio materiali è necessario che per gli articoli interessati siano definiti i blocchi sagoma
e le dimensioni d’ingombro opportune.
2. In Tabula definire una lista preliminare con i componenti del quadro da disegnare: creare una
nuova distinta materiali, aprire l'archivio Articoli, ricercare gli articoli che si desiderano inserire nel
quadro e trascinarli in lista tramite Drag & Drop. È possibile anche sfruttare le funzioni di Esporta
e Importa da Excel.
3. In ambiente grafico, se non già presente creare un nuovo disegno che per semplicità può essere
salvato nella cartella della distinta e con nome uguale.

Nota. In particolare il nome dello schema associato al disegno deve essere uguale alla distinta; se
necessario usare il comando SCHEMA per editare il nome schema.

4. Avviare l’interfaccia Layout quadri (comando DLAYOUT, vedi “Layout quadri” a pagina 628).
Per attivare la nuova funzione aprire la finestra Opzioni, dal menu Utilità nella barra degli strumenti
della finestra Layout quadri e selezionare la casella Includi sagome estratte dal file Tabula.
5. Nella lista dei componenti all’interno della finestra Layout quadri riporterà le sagome con cui
disegnare il layout.

Per informazioni sulla funzione di disegno del layout quadri vedi vedi “Layout quadri” a pagina 628.

Questa funzione può essere usata anche nel caso i componenti del quadro siano stati estratti dallo
schema elettrico e sia necessario solamente aggiungere altri elementi alla lista quali carpenterie e
accessori. In tal caso si può agire sulla distinta materiali estratta prima di disegnare il layout.
668 Quadri
Layout quadro da lista preliminare
24
Gestione sinottici d’impianto

Avvia filmato dimostrativo

Nota. Le funzioni descritte nel presente capitolo non sono disponibili in iDEA Light.

Generalità
Nei casi in cui il progetto sia di dimensioni ragguardevoli risulta particolarmente importante fornire
oltre agli schemi elettrici specifici e ai layout di quadro, anche delle ulteriori rappresentazioni
d’insieme dell’intero impianto. Queste rappresentazioni possono comprendere:
• schemi a blocchi per ubicazioni e quadri
• P&ID
• schemi funzionali
• layout macchina
• posizionamento su topografico o macchina di sensori e attuatori
• network diagram

Lo schema elettrico diventa, in quest’ottica, uno dei dettagli di impianto in cui i quadri definiti e gli
elementi di bordo macchina come sensori e motori vengono prima collocati ed in seguito aggiornati
nelle altre rappresentazioni. In mancanza di uno schema elettrico la definizione degli elementi
monitorati può avvenire ad un livello ulteriore, sfruttando la definizione di ubicazioni, funzioni e
sigle nel modulo Tabula.

La funzione di gestione dei sinottici di impianto permette in sintesi le operazioni che seguono.
1 - Definizione degli elementi
Definizione di ubicazioni, quadri e sigle di apparecchiature di bordo macchina. La definizione può
avvenire attraverso uno dei seguenti documenti.
• uno schema elettrico già tracciato;
• una distinta materiali definita in Tabula o estratta dallo schema di una macchina già realizzata;
• una rete elettrica calcolata in Ampère.
2 - Inserimento degli elementi
Dopo la definizione si procede ad inserire tali elementi in uno schema elettrico come elementi
discreti, oppure collegare gli elementi definiti a simboli grafici di uno schema già realizzato.

Scelta una diversa rappresentazione dell’impianto, è possibile inserire nel disegno simboli
rappresentativi dei quadri o dei singoli elementi. Rappresentazioni che possono prevedere schemi a
blocchi, collocazione di sonde e sensori in un topografico o un layout di macchina, schemi funzionali
o di interfacciamento rete, schemi P&ID. Sono previste quattro rappresentazioni diverse per uno
schema e ciascuna rappresentazione possiede settaggi indipendenti, al fine di personalizzare sia i
simboli grafici che gli elementi da visualizzare e monitorare.

Se i quadri provengono da un progetto di Ampère è possibile riportare nei simboli le principali


caratteristiche elettriche ricavate dal software di calcolo.
670 Gestione sinottici d’impianto
Generalità

Le connessioni presenti tra gli elementi di ciascuna rappresentazione possono essere tracciate
automaticamente sul disegno secondo varie modalità, riportando tutte le informazioni dei cavi, se
definiti; in particolare tali connessioni possono essere estratte dallo schema elettrico oppure dal
progetto Ampère ad esso collegato.
3 - Aggiornamenti
Aggiornamenti effettuati allo schema elettrico o al file della distinta materiali vengono facilmente
riportati su tutte le rappresentazioni di un elemento modificato.

Sono di seguito illustrati degli esempi delle modalità grafiche disponibili.


Dettaglio di schema elettrico

Dettaglio di posizionamento su topografico


Gestione sinottici d’impianto 671
Avvio e sincronizzazione

Dettaglio di schema a blocchi

Avvio e sincronizzazione

Avvio
La funzione di gestione dei sinottici di impianto si avvia in ambiente grafico digitando da tastiera il
comando SINOT o dalle barre degli strumenti.
La funzione può essere avviata anche dal menu contestuale tra gli Strumenti in linea.
Come avviare la gestione sinottici
• Selezionare Sinottici.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Topografico.
Riga di comando: SINOT.

Le rappresentazioni dei sinottici di impianto si gestiscono da un pannello che si attiva affiancato


all’area di lavoro; nella parte superiore una casella a discesa permette di passare tra le varie modalità
di rappresentazione disponibili.
• Schema elettrico
• Schemi a blocchi
• Layout d’impianto
• Connessione al P&ID
• Diagramma di rete
672 Gestione sinottici d’impianto
Avvio e sincronizzazione

Barra degli strumenti

Modalità di rappresentazione

Elenco delle ubicazioni

Elenco dei componenti


(distinta materiali)

Clic per inserire il componente


nel diagramma

Clic per collegare il componente


definito in ad un simbolo già
presente nel diagramma

Info e anteprima del componente


selezionato

Sincronizzazione con il disegno


La sincronizzazione con il disegno viene eseguita automaticamente all’apertura del pannello, ma può
essere avviata anche in seguito dalla barra degli strumenti del pannello.
La sincronizzazione estrae le ubicazioni e gli elementi discreti da tutti gli schemi correlati
dell’impianto corrente ed aggiorna i dati del pannello. Viene inoltre estratta la distinta materiali per
Tabula di tutti gli schemi correlati. Eventuali simboli contrassegnati con il simbolo di non estrazione
sull’attributo Codice principale vengono esclusi (vedi “Disabilita codice articolo” a pagina 708).
Ulteriormente vengono aggiornati i blocchi della rappresentazione selezionata come corrente,
riportando gli attributi dell’elemento di schema nel blocco di rappresentazione alternativa. Nei
simboli che identificano le ubicazioni vengono aggiornate le descrizioni. Nel caso di elementi
discreti rappresentati di bordo macchina (sensori, motori,...) vengono riportate oltre alle descrizioni,
la sigla, le note, eventuali attributi utente definiti e un attributo di cross-reference riportante la
posizione sullo schema.
Blocchi rilevati sul disegno ma non associati ad alcun elemento della distinta materiali vengono
evidenziati con un carattere punto di domanda. Tali blocchi possono essere il risultato di operazioni
di copia e incolla o di eliminazione di parti di schema.

Modalità schema elettrico


In questa modalità vengono visualizzati tutti gli elementi che compongono lo schema, raggruppati
per le rispettive ubicazioni, siano essi effettivamente presenti sul disegno oppure solo definiti o
importati nel file di preventivazione di Tabula. Se il simbolo è presente nello schema elettrico è
possibile effettuare una operazione di localizzazione, in caso contrario è possibile inserire il blocco
definito o collegare l’elemento ad un blocco già precedentemente inserito.

Altre rappresentazioni
Nelle ulteriori rappresentazioni è possibile personalizzare gli elementi di impianto che si desidera
monitorare e raffigurare. Ciascuna ubicazione definita può pertanto essere “esplosa” per permettere
di raffigurare gli elementi in essa contenuti. Inoltre è possibile intervenire sulla visualizzazione di
ciascuna famiglia di simboli al fine di individuare solamente quei componenti che richiedono una
raffigurazione grafica.
Gestione sinottici d’impianto 673
Posizionamento dei componenti

Importante. I blocchi utilizzati nelle varie modalità grafiche alternative non devono possedere
attributi tipici di schema elettrico (vedi “Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189). Si
consiglia di utilizzare il set di attributi dei simboli di impiantistica per le varie rappresentazioni
sinottiche (attributi con etichetta SIGLAC, UBICC, FUNZIONEC, ecc), in tal modo si può sfruttare
interamente il riporto delle informazioni dallo schema elettrico alla rappresentazione sinottica.

Posizionamento dei componenti


Per realizzare una delle rappresentazioni dei sinottici occorre posizionare nel disegno i simboli dei
componenti la distinta materiali (ubicazioni o singoli materiali) oppure collegare i componenti se i
blocchi sono già presenti nel disegno.
Per inserire nel disegno i simboli rappresentativi dei quadri o dei singoli elementi fare clic sull’icona
posta nella prima colonna dell’elenco componenti. Il programma chiede di posizionare il simbolo nel
disegno e al termine l’icona risulterà di colore verde anziché grigia.
I componenti vanno posizionati nel disegno al fine di creare il diagramma desiderato.
Nella figura seguente si vede il posizionamneto di componenti per la rappresentazione dello schema
a blocchi.

È possibile selezionare più componenti facendo clic e poi trascinando il mouse sulla colonna di bordo
sinistro della griglia. Il comando sul menu contestuale permette, poi, di inserire in sequenza tutti i
simboli selezionati non ancora rappresentati.

fare clic qui e...

...trascinare
fino a qui.
674 Gestione sinottici d’impianto
Riporto delle connessioni

Se la casella Seleziona blocchi da libreria simboli del menu contestuale è selezionata, alla richiesta di
inserimento simboli verrà visualizzata la Libreria simboli in cui è possibile selezionare di volta in
volta il blocco desiderato.
La casella Memorizza i blocchi quando vengono collegati, sempre nel menu contestuale, permette di
memorizzare direttamente nelle opzioni le associazioni effettuate di collegamento tra elementi e
simboli già presenti sul disegno, al fine di riproporre il medesimo blocco alla richiesta di inserimento
di un componente della stessa famiglia.
Collega simbolo grafico
Nel caso in cui nel disegno siano già posizionati i blocchi del diagramma, perché disegnato in altra
sede o importato, è possibile riportare in tali blocchi rappresentativi i dati dei quadri o dei singoli
elementi dello schema corrente. Fare clic sull’icona Collega simbolo grafico (simbolo collegamento)
posta nella prima colonna dell’elenco componenti. Il programma chiede semplicemente di
selezionare il simbolo nel disegno e ne compila gli attributi, se disponibili.

Contrassegna componente come riferimento schema


Il comando Contrassegna come riferimento schema, è attivo se la modalità attiva è diversa da
“Schema elettrico” e permette di contrassegnare uno o più simboli come elementi non ancora
presenti nello schema elettrico.
Tale contrassegno equivale a definire un elemento in preventivo in Tabula (lista preliminare) e può
contenere già tutte le informazioni descrittive e di codifica materiale definitive.
Nell’immagine seguente sono rappresentati due simboli contrassegnati come riferimenti schema e la
relativa esportazione per Tabula: la quantità disegno rimane 0 e viene evidenziata la sola quantità
preliminare.

In tal modo i simboli possono essere inseriti o collegati a simboli nello schema elettrico realizzato
successivamente.
Le operazioni di copia e incolla dei simboli che sono stati contrassegnati mantengono le proprietà di
contrassegno, pertanto è sufficiente effettuare tale operazione una sola volta. Dopo aver
contrassegnato i simboli desiderati o dopo le operazioni di modifica fatte nel disegno è sufficiente
sincronizzare la finestra Gestione sinottici per aggiornare la visualizzazione.
Si suggerisce di improntare un nuovo progetto definendo in via preventiva le ubicazioni
dell’impianto e le relative proprietà con il comando Gestione ubicazioni (UBIC).

Riporto delle connessioni


Terminato l’inserimento dei blocchi rappresentativi delle ubicazioni e/o dei componenti, è possibile
tracciare delle linee simboliche che rappresentano le connessioni effettivamente esistenti tra questi
elementi. In particolare le connessioni possono essere estratte dalle seguenti fonti.
• Lo schema elettrico, dopo aver eseguito l’Analisi schema.
• La magliatura utenze della rete calcolata in Ampère e correlata allo schema, qualora le
ubicazioni corrispondano ai quadri ivi definiti.

Dalla barra del pannello si avvia il comando Riporta le connessioni tra gli elementi inseriti che attiva
la finestra Opzioni di connessione.
Gestione sinottici d’impianto 675
Riporto delle connessioni

Opzioni di connessione
Nella finestra delle opzioni di connessione occorre impostare la
sorgente da cui estrarre i dati delle connessioni per la costruzione
del diagramma. Le due opzioni, come già visto, sono:
• Schema elettrico
• File utenze di Ampère

Nel caso in cui le connessioni siano estratte dallo schema


elettrico, è possibile filtrare quali connessioni riportare sulla base
del dato Impiego dei cavi definiti.

Nota. Il dato Impiego tipico è definito nelle proprietà dei cavi in


archivio Cavi.

La lista di tutti i dati Impiego trovati nei cavi dello schema viene
riportata nella finestra di dialogo e si può attivare togliendo la
spunta dalla casella Riporta tutti i cavi.
Rigenera tutte le connessioni
Nel caso in cui l’utente proceda con una personalizzazione
manuale del posizionamento delle linee grafiche di connessione
dopo aver avviato il comando una prima volta, può essere
necessario salvare tali modifiche. Se la casella Rigenera tutte le
connessioni non è spuntata, infatti, vengono mantenute le linee di
connessioni che sono ritenute valide sulla base del grafico da
riportare, sono rimosse le linee rilevate invalide o non più presenti e sono aggiunte le connessioni
mancanti. Se tale casella è spuntata, invece, vengono rimosse tutte le linee di connessioni presenti
sul disegno corrente prima di procedere con la ritracciatura delle stesse.
Colore
Identifica il colore con cui vengono create le linee di connessione
Layer
Identifica il layer su cui vengono inserite le linee di connessione. È disattivato se il disegno corrente
è un multifoglio.
Layer = impiego del cavo, se definito
I cavi di uno schema elettrico possono essere caratterizzati da un campo Impiego, che può essere
utilizzato anche come layer di inserimento per agevolare la personalizzazione di colore, spessore e
tipo linea a seconda della tipologia di cavo. Ad esempio cavi di controllo, di energia e di rete possono
essere definiti su layer diversi e caratterizzati quindi da caratteristiche grafiche diverse.
Tipo linea
Identifica il tipo linea da assegnare alle entità grafiche. Vengono visualizzate in lista le tipologie
estratte dal disegno corrente.
Stile di connessione
Il programma unisce con delle linee grafiche i blocchi che sono rilevati come connessi dallo schema
elettrico dell’impianto. Sono attualmente disponibili tre modalità grafiche per le linee di
connessione.

• Spline
Connette i simboli utilizzando entità spline come visibile in figura.
676 Gestione sinottici d’impianto
Riporto delle connessioni

• Polilinea
Lo stile è simile al precedente, ma le entità sono polilinee, più semplici da personalizzare nel caso
in cui l’utente necessiti di un posizionamento più accurato delle connessioni.

• Polilinea a L
Questo stile è stato ideato per la costruzione di schemi a blocchi gerarchici. I blocchi che vengono
rilevati sottostanti ad altri, ovvero a coordinate grafiche y inferiori, vengono connessi con tratti a L
cercando per quanto possibile di evitare sovrapposizioni. Blocchi che invece sono rilevati come
laterali (valori di ascisse confrontabili) sono connessi con tratti a Z.
Gestione sinottici d’impianto 677
Riporto delle connessioni

Identifica tutti i cavi


Se questa casella è spuntata viene tracciata una linea per ogni cavo definito sullo schema elettrico.
Tra due quadri possono in tal caso essere tracciate più linee di congiunzione. Per riportare le
informazioni del cavo è possibile scegliere un blocco marcatore da inserire lungo la linea grafica. Gli
attributi attualmente compilati sono:

SIG_CAV: Sigla del cavo


FUN_CAV: Funzione del cavo
FOM_MAZ: Formazione

Tali blocchi marcatori, per venir riconosciuti dal programma, devono essere nominati con un prefisso
CABLE_MARK nel nome del file e salvati nella cartella della libreria simboli (<Percorso
librerie>\Library\Lib0\CABLE_MARK*.dwg).

Disegna cavo
Il comando Disegna cavo, disponibile per il disegno concentrato di un cavo in uno schema
multifoglio, è disponibile per definire i cavi di impianto direttamente dallo schema a blocchi.
Per le opzioni di tracciatura si rimanda alla sezione relativa: vedi “Definizione del cavo” a
pagina 342.
Se disegnato però in uno schema a blocchi (disegno non multifoglio) il comportamento del comando
subisce delle modifiche. In particolare si devono tenere presente i seguenti accorgimenti:
• non vengono richiesti e non sono necessari pin di connessioni tra i blocchi (attributi J<n> di
connessione cavo su schema);
• non è possibile effettuare rinvii del cavo;
• il cavo deve essere realizzato da un’unica entità (polilinea).

L’origine e la destinazione del cavo a questo punto vengono interpretate direttamente dal disegno e
le informazioni di sigla, ubicazione e funzione lette direttamente dai simboli dei disegno sinottico.
La lettura di tali dati avviene durante l’operazione di sincronizzazione.

Nella figura sono rappresentati i dati di un cavo definito su schema a blocchi; origine e destinazione
vengono interpretate dal disegno, compilate e vincolate per le successive operazioni.
678 Gestione sinottici d’impianto
Riporto delle connessioni

Sono ammesse operazioni di copia e incolla di porzioni di schema a blocchi contenenti anche cavi.
È sufficiente modificare le sigle dei cavi (etichetta CBLMARK del marcatore cavo) per definire i
nuovi cavi. L’operazione di sincronizzazione recupera anche la lista aggiornata dei cavi definiti.
Quando possibile si consiglia di utilizzare cavi con pin connettore predefiniti (cavi connettore)
abbinati alla loro definizione su schema a blocchi. Ciò è realizzabile nel caso di connessione con
sensori o motori con pinatura assegnata e invariabile. In tal modo la sola definizione del cavo è
sufficiente al suo cablaggio in fase di analisi dello schema.
Esempio di utilizzo dei cavi connettore
Nell’esempio seguente è stato definito un cavo connettore per un utilizzo tipico con un motore,
pertanto sono stati riportati U, V, W come pin per i conduttori.

Il cavo in questione è stato definito e tracciato nello schema a blocchi tra due simboli di
rappresentazione (inverter e motore). Una volta disegnato lo schema elettrico, con l’ausilio della
finestra sinottici in modalità schema elettrico i due simboli elettrici sono stati collegati ai relativi
elementi.
L’analisi dello schema riconosce origine e destinazione dei cavi e cerca la corrispondenza dei pin con
la definizione in archivio cavi procedendo al cablaggio automatico del cavo
Nella figura seguente il dettaglio della connessione come appare nella finestra di Cablo.
Con il comando Marcatura cavo su disegno (comando MOSTRACAVO) è possibile evidenziare
sullo schema la presenza del cavo definito tra le apparecchiature.
Suggerimento: si possono salvare in libreria macroblocchi porzioni di schema con i marcatori di cavo
presenti e non compilati. A cablaggio ultimato è sufficiente procedere con l’aggiornamento dei
marcatori (comando AGGCAVI) per far apparire l’informazione sullo schema.
Gestione sinottici d’impianto 679
Funzioni

Note per l’utilizzo con schemi correlati


Nel caso di impianti di grandi dimensioni suddivisi in diversi schemi correlati, è buona norma
definire uno schema principale (master) per rappresentare lo schema a blocchi dell’intero impianto
e diversi schemi elettrici correlati (slave) per rappresentare le diverse parti dell’impianto da
realizzare. In tal caso la definizione dei cavi sullo schema a blocchi provocherà una distinta ti tutti i
cavi di impianto nello schema master.
Per distinguere quali cavi riportare nei corretti schemi slave è necessario procedere come segue.
1. definire tramite il comando Gestione ubicazioni dello schema principale una funzione specifica
per ciascun disegno slave.
2. In ciascuno schema correlato (slave) con lo stesso comando definire la funzione specifica per lo
schema. Assicurarsi che una funzione non sia condivisa da più di uno schema slave.
3. Definire e tracciare i cavi nello schema a blocchi di impianto. Assicurarsi che origine e
destinazione siano correttamente compilati. In tal modo lo schema principale avrà la lista cavi di
impianto completa.
4. In cablo utilizzare sui singoli schemi slave il comando Importa cavi da schema correlato
principale per riportare solamente i cavi che trovano corrispondenza con le funzioni definite nel
singolo schema slave. In tal modo si eviterà l’importazione dei cavi che sono destinati agli altri
schemi correlati.

Funzioni
Il menu che si apre dalla barra degli strumenti del pannello permette di avviare una serie di comandi
e funzioni riportati di seguito.
680 Gestione sinottici d’impianto
Funzioni

Apri in Tabula
La funzione Apri in Tabula, avvia il programma di gestione distinta materiali (se il modulo è presente
nella licenza in uso) al fine di editare o stampare la distinta estratta. Prima di riavviare il comando
di gestione dei sinottici di impianto è necessario chiudere eventuale file aperto in Tabula.

Importa lista preliminare


La funzione Importa lista preliminare, permette di importare un file di Tabula nel progetto
correntemente aperto. Questa funzione è utile in avvio di progetto per importare una distinta di
elementi (quadri, pompe, sensori,...) da uno schema diverso o realizzata esternamente mediante
Tabula.
Ricordiamo di seguito alcuni punti.

A volte si rende necessario creare una o più liste preliminari di prelievo stabilendo che materiali
occorrono per il progetto, in modo da riuscire ad ordinare la maggior parte dei materiali, prima di
elaborare lo schema funzionale dal quale ricavare le liste definitive.
Compilando queste lista con articoli aventi un simbolo allegato, risulta possibile accedervi
dall’ambiente grafico e disporre nel disegno la simbologia dei materiali preventivati.
Per comporre una lista preliminare è necessario accedere al programma Tabula di Electro Graphics,
creare un file di distinta e aprire l'archivio materiali. Dall'archivio Articoli si possono prelevare i
materiali desiderati, appurando che i codici inseriti in lista siano comprensivi di blocco dwg ed
indicandone le quantità relative.

Nota. Questa operazione può essere effettuata su un altro computer e da una persona allo scopo
dedicata.
Come comporre una lista preliminare
1. Accedere al programma Tabula e creare una nuova distinta materiali.
2. Aprire l'archivio Articoli dal menu Archivi materiali di Tabula. Ricercare le voci che si
desiderano inserire nella lista preliminare ed trascinarle tramite Drag & Drop.
3. Per ogni voce selezionata verrà visualizzata la finestra Articolo nella quale andrà specificata la
quantità relativa.
4. Al termine delle operazione salvare il file di distinta materiali.

In ambiente grafico è quindi possibile accedere alla lista preliminare e inserire nel disegno la
simbologia dei componenti con blocco associato.
Gestione sinottici d’impianto 681
Opzioni

Come riportare nel disegno la lista preliminare


1. Selezionare Sinottici.
2. Importare la distinta materiali in progetto con la funzione Importa lista preliminare.
3. Posizionare i componenti la distinta come già illustrato nel precedente paragrafo
“Posizionamento dei componenti” a pagina 673.

I componenti riportati in ambiente grafico sono solo quelli aggiunti in lista nel programma Tabula,
che abbiano un blocco associato. Nessun componente precedentemente estratto dal disegno, viene
comunque riportato.

Importa quadri da file di Ampère


Il comando Importa quadri da file di Ampère, permette di importare o aggiornare nello schema
corrente tutti i quadri che sono definiti del file utenze correlato allo schema. Se il file appartiene ad
un multiprogetto (insieme di file), vengono importati i quadri di tutti i file appartenenti al
multiprogetto. Nel caso in cui non esista un file utenze correlato viene avviata una finestra di dialogo
con cui sarà possibile selezionarne uno. È in seguito possibile cambiarlo con il comando Cambia file
utenze correlato, presente nelle utilità dell’interfaccia di Rete elettrica (comando RETI, vedi “Utilità
- Cambia file utenze correlato” a pagina 528).

Riporta informazioni dei quadri da file di Ampère


Se nella modalità di rappresentazione corrente sono stati inseriti dei blocchi rappresentanti dei quadri
elettrici, ad esempio in uno schema a blocchi, questo comando permette di risalire alle informazioni
elettriche del quadro dal file utenze correlato allo schema e riportarle nei blocchi stessi. Di seguito
sono elencare le informazioni riportate e il nome degli attributi che sono interessati.

Tensione nominale del quadro: TENNOM


Caduta di tensione complessiva: CADTOT
Corrente di corto circuito: ICCMTE
Frequenza di lavoro: FRQMON
Corrente nominale: CORNOM
Potenza dissipata: POTDIS
Sistema elettrico: SISCOL

Elimina tutte le connessioni


Dopo aver riportato le linee di connessione logica presenti tra i vari blocchi presenti sulla
rappresentazione, mediante questo comando è possibile individuare e rimuovere tutte le linee e gli
eventuali marcatori dei cavi rappresentati.

Analisi schema
Questo comando avvia l’analisi dello schema elettrico per siglare i fili ed elaborare le connessioni e
le morsettiere. Per avere un grafico completo delle connessioni logiche tra elementi e quadri è
necessario che le informazioni di connessioni di fili e morsettiere siano aggiornate.

Esporta diagramma in FlowChart


Gli elementi che sono stati evidenziati a livello di impianto (quadri ed elementi di bordo macchina)
vengono rappresentati in forma di grafico gerarchico attraverso il modulo FlowChart. La costruzione
di tale diagramma ha origine dall’analisi dello schema elettrico che deve essere presente. Prima di
procedere una finestra di dialogo richiede il nome del quadro di fornitura, quello cioè che dovrà
essere utilizzato come radice del grafico.
Il modulo FlowChart e il suo editor è descritto nel capitolo “FlowChart” a pagina 813.

Opzioni
Vedi paragrafo seguente “Opzioni” a pagina 681.

Opzioni
La finestra opzioni si attiva dalla barra degli strumenti del pannello.
682 Gestione sinottici d’impianto
Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente

Sono disponibili 4 modalità grafiche di rappresentazione distinte, e per ciascuna modalità si possono
impostare:
• il nome descrittivo della rappresentazione;
• il blocco grafico predefinito che identifica un quadro elettrico;
• il blocco grafico predefinito che identifica un elemento di schema (ad es. un sensore) se non è
definito un blocco relativo alla famiglia del simbolo;
• il blocco grafico per ciascuna famiglia di simbolo (motori, sensori,...).

Una casella di spunta, posta a lato dell’identificazione di ogni famiglia di simbolo, serve per
escludere dalla rappresentazione determinate famiglie di simboli (morsetti ed elementi comandati
sono esclusi per impostazione predefinita). Per escludere rapidamente una famiglia di simboli è
possibile intervenire anche sullo schema, tramite il menu contestuale aperto selezionando ciascun
componente.
Si possono inoltre gestire informazioni personalizzate acquisite dai disegni. Questo argomento è
dettagliato al prossimo paragrafo: vedi “Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente” a
pagina 682.

Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente


Talvolta uno schema a blocchi o un diagramma P&ID in formato dwg contiene svariati riferimenti
(sigle, descrizioni e dati tecnici) che devono essere riportati all'interno dello schema elettrico.
Può inoltre capitare che questi riferimenti varino con le scelte progettuali e si renda necessaria una
sincronizzazione di tutte le informazioni che sono già state riportate nello schema.
Per agevolare queste operazioni sono state aggiunte delle funzionalità nella gestione sinottici per
permettere di definire degli attributi arbitrari come origine dati per lo schema elettrico.

Dalla finestra Opzioni, che si attiva dalla barra degli strumenti del pannello è presente il pulsante
Origine dati attributi che permette di gestire la fonte da cui attingere le informazioni per il riporto delle
Gestione sinottici d’impianto 683
Gestione di informazioni prese da disegni dell'utente

informazioni nello schema elettrico. Se, ad esempio, si desidera che le elettrovalvole dello schema
riportino la sigla P&I, la descrizione e le note prelevate da un disegno dwg fornito dall’ufficio
meccanico, è necessario preliminarmente aggiungere tale disegno allo schema complessivo (con il
comando SCHEMA).
Avviato il comando Sinottici, entrare in Opzioni e selezionare la modalità più attinente (Connessione
al P&I). Impostare su tale modalità l’origine dei dati per gli attributi desiderati (esempio in figura).

Successivamente premere il pulsante Compilazione attributi per definire il nome delle etichette che
il programma dovrà leggere dai blocchi del disegno ricevuto.
684 Gestione sinottici d’impianto
Schema P&ID con simbologia ISA

I diagrammi P&I sono disegnati usando simboli e modalità di identificazione degli strumenti definiti
da apposite norme. Spesso la sigla di uno strumento P&I è suddivisa in due attributi: Funzione e
Numero. Utilizzare il formato <TAG>|<NUMBER> per differenziare le informazioni su due
attributi: la prima parte <TAG> rappresenta il valore dello strumento o funzione, la seconda parte
<NUMBER> rappresenta il valore del numero di anello o loop. Il programma unirà le due
informazioni in un’unica sigla da riportare sull’attributo SIGLA_P&I del simbolo nello schema
elettrico.

Strumento in P&I Strumento in Schema elettrico

Una volta definite le modalità di lavoro è possibile connettere le coppie di elementi già tracciati
(schema e P&I) con il comando Collega simbolo grafico (simbolo collegamento), oppure utilizzare
il comando Contrassegna come riferimento schema per marcare l’elemento dello schema P&I per
procedere all’inserimento su schema elettrico in un secondo momento.
Gli attributi definiti come origine dei dati verranno riportati sullo schema elettrico e aggiornati ogni
qualvolta verrà avviato il comando Sincronizza con il disegno sulla rappresentazione che funge da
origine dati.

Schema P&ID con simbologia ISA


Il Piping and Instrumentation Diagram o Process and Instrumentation Diagram (abbreviato P&ID o
P&I), spesso in italiano nominato schema di marcia o schema meccanico, è un disegno che mostra
le interconnessioni tra le apparecchiature di un processo, il sistema delle tubazioni di
interconnessione e la strumentazione utilizzata per il controllo del processo stesso.

In Libreria simboli è presente la cartella 14 P&ID ISA contenente tutta la simbologia per realizzare
diagrammi P&ID secondo norma ISA.

Un P&ID può essere disegnato tramite l’inserimento dei simboli dalla libreria simboli oppure da una
lista di materiali tramite l’interfaccia di Gestione sinottici come vediamo di seguito.

Disegno di P&I da lista preliminare


Sfruttando le funzioni si esportazione/importazione per foglio di calcolo disponibili nel programma
Tabula, diventa semplice compilare una lista preliminare di valvole, sensori e pompe definite in uno
Gestione sinottici d’impianto 685
Schema P&ID con simbologia ISA

schema meccanico al fine di riportare i relativi simboli elettrici nello schema ed eventualmente
connettere tali simboli alle loro rappresentazioni alternative di layout o P&I.
Mediante il comando Importa distinta da Excel, alcune informazioni, se non presenti, vengono
recuperate dal materiale associato al codice principale. In particolare viene recuperato il simbolo
grafico di schema, opportunamente configurato nei dati articolo in archivio materiali.
In tal modo, sfruttando l’inserimento di una lista preliminare tramite l’interfaccia di Gestione
sinottici (comando SINOT), i simboli corretti possono essere inseriti in modo agevole nello schema
elettrico.
Allo stesso modo l’elemento di lista preliminare può essere associato al simbolo relativo nello
schema di rappresentazione P&I qualora quest’ultimo sia già disegnato o fornito da terzi. È
sufficiente aprire il disegno dello schema meccanico, avviare il comando Gestione sinottici
(comando SINOT), scegliere la rappresentazione adeguata nella casella a discesa e collegare gli
elementi desiderati.

1. In archivio materiali configurare i simboli opportuni nei dati degli articoli.

2. In Tabula definire una lista preliminare: creare una nuova distinta materiali, aprire l'archivio
Articoli, ricercare le voci che si desiderano inserire nella lista preliminare ed trascinarle tramite Drag
& Drop. È possibile anche sfruttare le funzioni di Esporta e Importa da Excel).

3. In iDEA avviare l’interfaccia Gestione sinottici (comando SINOT, vedi “Avvio e


sincronizzazione” a pagina 671), scegliere la rappresentazione “Connessione al P&I” nella casella a
discesa ed importare la distinta materiali in progetto con la funzione Importa lista preliminare: vedi
“Funzioni” a pagina 679.
Posizionare nel disegno i componenti la distinta o collegarli se già presenti: vedi “Posizionamento
dei componenti” a pagina 673.

Sigla P&I
L’attributo Sigla P&I (etichetta SIGLA_P&I) è presente nei simboli di iDEA utilizzati in schemi
elettrici in ambito pneumatico, quindi tipicamente elettrovalvole, sensori, attuatori pneumatici.
686 Gestione sinottici d’impianto
Schema dei quadri di distribuzione

Tale informazione può essere compilata anche nei componenti nella distinta materiali in Tabula, per
cui quando si importa una lista preliminare in ambiente grafico tramite Gestione sinottici,
l’informazione è già disponibile.

La Sigla P&I compilata nel simbolo elettrico normalmente rappresenta la concatenazione del codice
strumento e del numero identificativo (tag) dello strumento all’interno del relativo schema
pneumatico P&ID. Quando mediante Gestione sinottici un componente di schema elettrico viene
collegato ad un identificatore della strumentazione di controllo (simbolo con tipico cerchietto diviso
in due parti), l’attributo con etichetta SIGLA_P&I dell’elemento di schema elettrico viene
frazionato: il codice strumento viene riportato nell’attributo con etichetta TYPE_P&I e
l’identificativo numerico nell’attributo con etichetta TAG_P&I del corrispondente simbolo
identificativo dello schema pneumatico.

Simbolo schema elettrico Simbolo schema P&I

Per aggiornare e sincronizzare tutte le sigle degli strumenti tra schema elettrico e schema P&I
eseguire Sincronizza con il disegno in Gestione sinottici (comando SINOT).

Schema dei quadri di distribuzione


Il comando Disegna schema quadri, attraverso
un percorso guidato, permette di riportare un
grafico delle intercorrelazioni presenti tra i
quadri definite nel file utenze correlato al file di
schema.

Quando si avvia il comando, disponibile nella


barra degli strumenti, viene visualizzata una
finestra di dialogo in cui si deve impostare il
Riferimento superiore sinistro, ovvero le
coordinate X e Y del riquadro all’interno del
quale verrà posizionato il grafico. Fare clic sul
bottoncino di selezione a destra delle caselle e
selezionare il punto nel foglio di disegno
corrente.
G l i s c o st a m e n t i X e Y, ch e s i p o s s o n o
modificare nella stessa finestra, si riferiscono
alle distanze assolute di riferimento tra i blocchi
identificativi dei singoli quadri.
La casella di spunta Rappresentazione centrata, permette di rappresentare l’albero dei quadri in
modalità graficamente bilanciata.
Gestione sinottici d’impianto 687
Schema dei quadri di distribuzione

Al primo avvio la funzione di disegno, se non già presente, è richiesto richiede di selezionare il file
utenze di Ampère da correlare allo schema. È possibile cambiare in qualsiasi momento il file
correlato utilizzando l’apposito comando Cambia file utenze correlato presente nell’interfaccia di
Gestione reti elettriche (comando RETI, vedi “Funzioni di gestione della rete elettrica” a
pagina 525).
I blocchi rappresentativi dei quadri definiti vengono posizionati nel disegno, in opportuno ordine
gerarchico, rispettando i parametri di inserimento e l’ordine dei quadri nella magliatura utenze di
Ampère. Il blocco grafico utilizzato per ogni quadro è quello che corrisponde al blocco Ubicazione
nel profilo di lavoro corrente ed è personalizzabile nelle opzioni dei sinottici (vedi “Opzioni” a
pagina 681). Le informazioni elettriche relative ai singoli quadri vengono compilate per ciascun
blocco disegnato e vengono disegnate tutte le connessioni secondo le impostazioni della finestra
Opzioni di connessione che viene aperta. La modalità di riporto delle connessioni possono essere
differenti e possono avere come fonte l’analisi dello schema elettrico o la rete elettrica calcolata in
Ampère come per le latre rappresenzazioni che di ottengono in Gestione sinottici: vedi i dettagli della
finestra Opzioni di connessione al paragrafo “Riporto delle connessioni” a pagina 674.
In seguito a modifiche effettuate al file di progetto è possibile che nuovi quadri vengano aggiunti,
oppure che le informazioni elettriche dei quadri cambino.
In tal caso quando si avvia nuovamente il disegno dello schema quadri, la funzione avvia la
sincronizzazione delle ubicazioni presenti sui sinottici. Se il grafico è già stato tracciato, le
informazioni dei quadri vengono aggiornate e viene avviato l’inserimento manuale e sequenziale dei
blocchi quadri aggiunti e non trovati sul disegno.
688 Gestione sinottici d’impianto
Schema dei quadri di distribuzione
25
Preventivazione

In questo capitolo sono descritte le funzioni per l’interfacciamento di iDEA con Tabula, software per
la gestione della distinta materiali e Sigma, software per la gestione del computo metrico.

Interfacciamento con Tabula


Tabula, software di gestione della distinta dei materiali, consente di gestire le informazioni estratte
dai disegni necessarie per le diverse elaborazioni (sia per quanto riguarda le specifiche di produzione,
che per la preventivazione) che corredano il progetto.

Nota. Tabula è un software Electro Graphics che viene installato se presente nella licenza acquistata.

Quello rappresentato di seguito è lo schema del flusso di lavoro. Nei paragrafi seguenti viene
descritto ogni processo.

Estrazione dati
Distinta materiali

Codifica del materiale Aggiorna disegno Tabula


Codice principale da Distinta materiali Programma di gestione e
compilato nei simboli stampa Distinta materiali

Codifica del materiale


Per poter estrarre una distinta materiali dal disegno è necessario specificare i componenti scelti
attraverso la codifica del materiale. Questo consiste, nell'immettere nel campo Codice principale dei
simboli inseriti, il codice del materiale.
Vedi “Codifica del materiale” a pagina 689.
Estrazione dati distinta materiali
Il collegamento tra il disegno e la distinta materiali viene eseguito tramite la funzione di Estrazione
dati per distinta materiali, la quale estrae dagli attributi dei simboli nei disegni, le informazioni
necessarie a compilare il file della distinta ([Link]).
Vedi “Estrazione dei dati per la distinta materiali” a pagina 693.
Aggiorna disegno da distinta materiali
La funzione Aggiorna disegno da distinta materiali, legge la distinta materiali elaborata con il
programma Tabula per trasferire i dati eventualmente variati o integrati, aggiornando i campi di tutti
i simboli che hanno concorso alla generazione della distinta.
Vedi “Aggiorna disegno da distinta materiali” a pagina 693.

Codifica del materiale


L'Archivio articoli è il magazzino da cui prelevare i codici articolo per la codifica dei materiali
inseriti nello schema. La fase di assegnazione del codice articolo agli elementi dello schema è
690 Preventivazione
Codifica del materiale

facilitata attraverso un accesso diretto al magazzino sia in fase di inserimento del simbolo che
successivamente. Per ogni simbolo di libreria, può altresì essere impostato un codice articolo
predefinito (vedi “Setup dei simboli” a pagina 203).

Nota. Per la gestione dell'archivio articoli vedere il capitolo “Archivi Materiali” nella guida di
riferimento “Commesse e archivi”.

Per assegnare un codice articolo ad un simbolo, nella finestra di modifica degli attributi del simbolo
che viene visualizzata all'inserimento, selezionare il bottoncino a fianco del campo Codice
principale. Dal menu visualizzato selezionare Materiali per accedere alla finestra Articoli dove
ricercare l'articolo e importarlo con un doppio clic.

Nota. Quando si associa un codice materiale ad un simbolo tramite la finestra di editazione attributi
può essere utile accedere alla lista degli articoli già utilizzati nel progetto corrente. A tal fine
selezionare il bottoncino nei campi Codice principale o Codice alternativo e dal menu scegliere
Articoli utilizzati nel progetto.

Se i simboli sono stati inseriti senza compilare il Codice principale, è possibile associarlo sempre
tramite la finestra di editazione attributi (comando DDA, vedi “Editazione attributi” a pagina 64) o
anche tramite Drag & Drop dall'archivio Articoli: è sufficiente ricercare la voce desiderata
nell'archivio Articoli e trascinarla nel disegno. Quindi selezionare i simboli interessati e premere
INVIO.
Come assegnare un codice articolo a simboli nel disegno
1. Scegliere Materiali.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica schemi.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.

2. Nella finestra Archivi materiali selezionare la scheda Articoli.


3. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli accertarsi che non siano premuti i pulsanti
Visualizza articoli associati a sagome e Visualizza articoli associati a simboli.
4. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli selezionare Modalità di inserimento Inserisci
codice articolo.
Preventivazione 691
Codifica del materiale

5. Usando i vari medoti di ricerca e filtro, ricercare e selezionare l'articolo da considerare.


6. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e trascinando, portare il cursore
all'interno del disegno, quindi rilasciare il tasto del mouse.
7. Verrà richiesto di selezionare i simboli ai quali associare le informazioni: selezionare uno o più
simboli e premere INVIO.
8. Verranno assegnate ai simboli le informazioni di magazzino del codice selezionato;
precisamente, se presenti a magazzino, verranno compilati i campi Codice principale, Codice
alternativo e Dati tecnici.

Concatenazione codici e dati tecnici


Nell’operazione di Drag & Drop di un codice materale da archivio Articoli, con opzione Inserisci
codice articolo attiva, se il codice materiale del simbolo di destinazione è già assegnato viene
richiesto di selezionare una delle seguenti opzioni.
• Sostituisci il codice precedente: esegue la sostituzione dei codici principale e codice alternativo
e Dati tecnici.
• Aggiungi al codice precedente: il nuovo codice principale, il codice alternativo e i dati tecnici
sono concatenati ai rispettivi attributi precedenti. Se uguali viene incrementata la quantità del singolo
articolo.

Scelta dei dati tecnici da riportare nel simbolo


È possibile scegliere quali dati del materiale scelto vengano compilati negli attributi disponibili nel
simbolo. Apire la finestra Proprità articoli, dal menu Utilità nella barra degli strumenti della griglia
Articoli, e fare clic su Compilazione attributi simbolo. Per una serie di dati dell’articolo è possibile
scegliere l’etichetta dell’attributo di destinazione nel simbolo; sono disponibili le etichette degli
attributi standard Electro Graphics e anche eventuali attributi utente.
L’impostazione è valida per tutti i progetti.

Codifica di più simboli con articoli distinti


L’operazione di codifica tramite Drag & Drop è consentita anche con la selezione multipla di articoli
nel magazzino da riportare in altrettanti simboli distinti: rientrando nel disegno si devono
selezionare, nell'ordine, i vari simboli i quali vengno compilati con l’articolo corrispondente.
692 Preventivazione
Codifica del materiale

Codifica di simboli con più codici articolo


Editando gli attributi Codice principale e Codice alternativo dei simboli (comando DDA), viene
visualizzata la finestra Articoli che consente l’associazione di uno o più codici allo stesso simbolo.
Questa finestra di archivio prevede una griglia superiore ove vengono elencati i codici da
concatenare nell’attributo del simbolo. Nella griglia inferiore (archivio) è possibile ricercare un
codice articolo ed aggiungerlo alla lista facendo doppio clic o trascinandolo tramite drag&drop.

Nota. Per le ricerche nella griglia di archivio si possono usare gli strumenti Preferiti e Trova o
digitare nella casella di ricerca dinamica il codice o la descrizione, dopo aver cliccato nella testata
della colonna Codice o Descrizione (il titolo della colonna desiderata deve risultare in grassetto).

Operando sul bottone posto al fianco degli articoli in lista (croce rossa), è possibile rimuovere i codici
selezionati dalla lista. Confermando la modifica eseguita (OK) i codici degli articoli in lista vengono
automaticamente concatenati nell’attributo editato.

Dal menu contestuale su un codice selezionato (in lista superiore), è possibile localizzare l'articolo
nella griglia sottostante.

Codici alternativi
Quando si sceglie un codice dall'archivio Articoli per codificare un simbolo nel disegno, è possibile
selezionare quale codice alternativo riportare nel relativo attributo, tra quelli disponibili (codice
alternativo, codice alternativo 2 o codice alternativo 3). La scelta viene effettuata nel menu
contestuale della finestra Articoli.

Per attivarne la visibilità nel disegno è possibile utilizzare la funzione Converti attributi multilinea,
presente in Libreria simboli nel menu Utilità, che consente di convertire anche l'attributo Codice
alternativo (CODICE1) in multilinea.

Nota. Il codice alternativo multiplo è gestito anche nella finestra della funzione Interroga codice
(comando CHI6, vedi “Informazioni articolo” a pagina 708) , nella finestra dell'elenco dei documenti
allegati ai materiali per la composizione del libretto (comando DOCMAT, vedi “Fascicolo tecnico
d’impianto o libretto macchina” a pagina 718; le opzioni per attivare in alternativa i 3 codici
Preventivazione 693
Estrazione dei dati per la distinta materiali

alternativi assegnati ai materiali sono disponibili nel menu contestuale) e le annotazioni e la tabella
elenco documenti in Stampa del multifoglio su PDF (vedi “Salva multifoglio in PDF” a pagina 726).

Estrazione dei dati per la distinta materiali


Il collegamento tra il disegno e la distinta materiali viene eseguito tramite la funzione di Estrazione
dati per distinta materiali, la quale estrae dagli attributi dei simboli nei disegni, le informazioni
necessarie a compilare il file della distinta ([Link]).
I valori estratti vengono confrontati con l'archivio Articoli (magazzino). I simboli presi in
considerazione sono quelli disponibili nelle librerie standard di iDEA e qualsiasi altro simbolo
definito dall'utente che mantenga la struttura di attributi standard di iDEA (vedi “Caratteristiche dei
simboli di iDEA” a pagina 189).

Il file della distinta prende lo stesso nome dello schema, estensione .tab, e viene salvato nella stessa
cartella dello schema corrente. Nel caso questo file sia già presente, viene automaticamente
aggiornato con i dati modificati e i nuovi materiali.

La finestra di dialogo dell’esportazione permette di scegliere se effettuare l’esportazione per il


disegno corrente, per tutti i disegni dello schema o, qualora presenti, per tutti gli schemi correlati
(vedi “Schemi correlati” a pagina 97).
Selezionando l’opzione Esporta cavi di schema, in distinta materiali sono aggiunti anche i codici dei
cavi definiti in Cablo realtivamente allo schema corrente.
Selezionando l’opzione Esporta i portacavi in distinta materiali sono aggiunti anche i codici dei
portacavi disegnati con l’apposita funzione di Disegna condotto (comando DISCONDOTTO,
“Condotti” a pagina 467).
L’ultima opzione permette di avviare il sofware Tabula (se disponibile nella licenza installata)
aprendo automaticamente il file .tab. Il file tab può altresì essere aperto manualmente in Tabula o
importato in una distinta già aperta.
Il bottone Opzioni attiva la finestra delle preferenze di preventivazione (vedi “Preventivazione” a
pagina 772).
Come eseguire l'estrazione dei dati per la distinta materiali
• Selezionare Distinta.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Distinta Materiali.


Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: EXTDST.

All’avvio dell’estrazione viene richiesta la conferma per procedere con l’estrazione o


l’aggiornamento della distinta. Scegliendo Sì, il file della distinta viene collocato nella stessa
directory del file di schema; un messaggio indicherà tale percorso.
Informazioni
Per l’estrazione della distinta materiali, per ogni simbolo grafico, vengono presi in considerazione
gli attributi Sigla dispositivo, Descrizione 1 e 2, Dati tecnici, Funzione, Ubicazione, Codice
alternativo, Codice principale e Quantità. I primi tre costituiscono la descrizione generale del
componente, mentre l'informazione contenuta nell'attributo Codice principale viene utilizzata per
creare il legame con l’archivio materiali.
Morsetti e connettori
Nella distinta materiali, morsetti e connettori presenti nello schema elettrico sono sempre conteggiati
ed accorpati a parità di Ubicazione + Funzione + Sigla + Codice materiale.

Aggiorna disegno da distinta materiali


La funzione Aggiorna disegno da distinta materiali, legge la distinta materiali elaborata con il
programma Tabula per trasferire i dati eventualmente variati o integrati, aggiornando i campi di tutti
i simboli che hanno concorso alla generazione della distinta.
694 Preventivazione
Aggiorna disegno da distinta materiali

Come eseguire l'aggiornamento del disegno da distinta materiali


• Selezionare Aggiorna disegno da distinta materiali Tabula.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Distinta Materiali.


Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: UPDIS.

Il file della distinta viene ricercato nella stessa cartella del file di schema.
I campi Sigla dispositivo, Descrizione, Dati tecnici, Ubicazione, Codice alternativo e Codice
principale saranno aggiornati con le informazioni provenienti dalla distinta.
La procedura di Aggiorna disegno da distinta materiali consente quindi una corrispondenza
biunivoca tra il disegno e i dati da esso estratti per organizzare la distinta materiali.
Un utilizzo del riporto automatico su disegno potrebbe consentire la codifica del materiale in fase di
elaborazione della distinta (senza specificare quindi alcun codice in fase di disegno dello schema) e,
quindi, di far eseguire questa operazione su un altro computer ed a una persona allo scopo dedicata,
per poi reintrodurre i dati sul disegno di partenza integrandolo, così, con tutte le informazioni.

Estrazione dati dei portacavi per la distinta materiali


La funzione di Estrazione dati per distinta materiali (comando EXTDST), estrae anche i dati degli
elementi portacavi disegnati con l’apposita funzione di Disegna condotto (comando
DISCONDOTTO).
La finestra di dialogo dell’esportazione riporta l’opzione Esporta i portacavi, con cui si può decidere
di volta in volta se estrarre i portacavi o no.

L’esportazione della quantità dei materiali associati a portacavi e relativi accessori dipende dalle
proprietà impostate in archivio Portacavi e dalla modalità di esportazione delle quantità impostata in
Preferenze ambiente grafico.
I portacavi che possiedono la proprietà Lunghezza nulla sono quantificati in base alla lunghezza dei
segmenti in disegno, mentre i portacavi che possiedono una lunghezza non nulla sono quantificati in
pezzi sulla base alla seguente formula:

(lunghezza in disegno / lunghezza del portacavo) [arrotondato per eccesso] * N°


Condotti in parallelo.

Esempio 1
Lunghezza portacavo in archivio: 0 m
Lunghezza portacavo in disegno: 10 m
Quantità materiale esportata: 10 m
Esempio 2
Lunghezza portacavo in archivio: 2 m
Lunghezza portacavo in disegno: 10 m
Quantità materiale esportata: 10 / 2 = 5 pz

Il calcolo della quantità dipende anche dalla modalità di disegno dei portacavi. Un codice portacavo
può essere associato a segmenti di condotto diversi. In fase di esportazione è possibile definire se
mantenere i portacavi separati per segmento oppure sommare le lunghezze dei segmenti. Questa
modalità di calcolo differenziata è impostabile in Preferenze ambiente grafico - Preventivazione
(bottone Opzioni nella finestra di estrazione dati distinta o comando EGPREF, vedi
“Preventivazione” a pagina 772) tramite l’opzione Estrazione quantità portacavi; le opzioni
disponibili sono:
• In base alla somma della lunghezza dei segmenti di condotto
• Per singolo segmento di condotto
Preventivazione 695
Tabelle materiali Tabula

Esempio
Lunghezza portacavo in archivio: 3 m
Lunghezza segmento A: 10 m
Lunghezza segmento B: 10 m

Esportazione modo 1 - Quantità in base alla somma della lunghezza dei segmenti di condotto:
(10 + 10) / 3 = 7 pz

Esportazione modo 2 - Quantità Per singolo segmento di condotto:


10/3 + 10 / 3 = 4 + 4 = 8 pz

Un segmento di condotto è identificato dalla combinazione di Sigla, Codice condotto, codici


accessori e codice separatore separati dal carattere “ ; ” con indicazione della quantità degli accessori
tra parentesi quadre:
Segmento = Sigla;Codice condotto;Codice accessorio 1[Q.tà];Codice accessorio
2[Q.tà]; Codice accessorio 3[Q.tà]; Codice accessorio 4[Q.tà];Codice accessorio
separatore[Q.tà]

La quantità degli accessori dipende dall’opzione Per quantità di singolo modulo, specificata nei dati
accessori di ogni portacavo in archivio.

Se l’opzione è attiva viene riportata in distinta la quantità impostata in archivio.


Se l’opzione è disattiva viene riportata in distinta una quantità unitaria.

La distitna materiale estratta riporta, per gli articoli di tipo portacavo le proprietà estratte dal condotto
nel disegno secondo lo schema seguente.

(Proprietà in distinta: proprietà nel disegno)

Sigla:Identificativo del condotto


Funzione: Layer in cui è tracciato il condotto
Ubicazione: dicitura “Canali”
Descrizione: Tipologia del condotto

Tabelle materiali Tabula


I documenti elaborati con il programma Tabula sono riproducibili in tabelle disegnate in un
multifoglio iDEA.
In iDEA il comando Tabelle materiali Tabula, richiama la finestra per la gestione delle stampe di
Tabula del file selezionato. Tutte le tabelle sono completamente personalizzabili da parte dell'utente
696 Preventivazione
Tabelle materiali personalizzabili

che può decidere i campi da inserire in tabella e il layout grafico. La scelta del profilo da utilizzare
nello schema corrente va effettuata nella finestra Parametri multifoglio - Tabelle.
È possibile disegnare le seguenti tabelle:
• Lista parti (attiva solo se si dispone del prodotto Tabula).
• Lista dei componenti.
• Lista materiali.
• Distinta materiali (attiva solo se si dispone del prodotto Tabula).
• Lista di montaggio (attiva solo se si dispone del prodotto Tabula).
• Lista ricambi.
Come tracciare una delle tabelle materiali disponibili
1. Selezionare Tabelle materiali Tabula.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Distinta Materiali.


Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: TABELLEDST.

2. Nella finestra di dialogo Apri, selezionare il file di distinta .tab estratto con la funzione
Estrazione distinta materiali Tabula, già elaborato in Tabula o meno.
3. Viene visualizzata la finestra di dialogo Stampa: in questa finestra è necessario filtrare gli articoli
da stampare selezionando le proprietà nel primo riquadro a sinistra, selezionare il tipo di tabella nella
lista Stampe predefinite del riquadro centrale, selezionare le opzioni opportune in base a cosa si
intende riportare in tabella.

Nota. La descrizione delle varie opzioni è disponibile nella parte della guida di Tabula.

4. Infine premere il bottone Tabella: la tabella viene inserita in automatico nel nuovo foglio; se
necessario saranno automaticamente creati nuovi fogli.

Ordinamento nelle tabelle materiali


Le tabelle di distinta materiali, escluse le quelle ordinate per Sigla del componente, possono avere
gli elementi ordinati secondo Codice materiale, Costruttore, Fornitore, Fornitore alternativo.
L'opzione Stampa per ubicazione precede l'opzione di ordinamento: l'ordinamento avviene nella
sottolista dei materiali preordinati per ubicazione.
L'ordinamento per Costruttore, Fornitore, Fornitore alternativo dipende dall’opzione selezionata nel
riquadro Materiale della pagina Opzioni.

Aggiornamento delle tabelle


Per aggiornare le tabelle presenti nel disegno corrente, successivamente alla modifica della distinta,
è possibile utilizzare il comando Aggiorna tabelle: vedi “Aggiorna tabelle” a pagina 82.

Personalizzazione delle tabelle


È possibile scegliere il profilo di personalizzazione da utilizzare nella tracciatura delle tabelle
materiali per lo schema corrente in Parametri multifoglio. I profili sono editabili, invece, in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF) - Schemi elettrici - Tabelle. Per ulteriori
informazioni vedi “Personalizzazione delle tabelle multifoglio” a pagina 777.

Tabelle materiali personalizzabili


I documenti elaborati con il programma Tabula sono riproducibili in tabelle disegnate in un
multifoglio di iDEA a corredo dello schema elettrico, con la funzione Tabelle materiali Tabula
(comando TABELLEDST).
Con questa funzione è possibile definire e disegnare tabelle materiali completamente
personalizzabili senza la necessità di definire dei blocchi dwg.
Preventivazione 697
Inserimento di tabelle riportanti articoli materiali

Nota. Le tabelle personalizzabili di cui si tratta in questo argomento sono disponibili in iDEA solo
se la licenza installata comprende il pacchetto Tabula.

L’avvio del comando visualizza la finestra per la gestione delle stampe di Tabula con i dati del file
di distinta materiali collegato allo schema elettrico corrente. Eventualmente è possibile aprire un file
distinta (.TAB) diverso tramite il pulsante Apri disponibile nella barra degli strumenti dei questa
finestra.

La descrizione delle numerose opzioni di questa finestra è disponile nel capitolo “Stampa” della
guida all’uso “Tabula”, presente in formato PDF nella cartella Manuali del disco.
Di seguito sono illustrate le funzionalità di disegno di tabelle personalizzate.

Tabelle personalizzate
Oltre ai modelli predefiniti (gruppo Stampe predefinite) è possibile creare modelli di stampa
personalizzati tramite il bottone Nuovo modello di stampa, presente nella barra degli strumenti. Per
ogni modello personalizzato è possibile specificare il nome (comando Rinomina) e definire le
colonne da stampare e l’orientamento della pagina tramite la finestra che si apre con il bottone
Modifica. Qui sono elencati tutti i campi disponibili per la stampa e corrispondono alle informazioni
elaborate per ogni articolo. Fare clic nella icona presente nella prima colonna per scegliere se
includere nella tabella o no un campo e modificare se necessario la dimensione riservata alla colonna;
tramite i pulsanti Sposta su e Sposta giù è possibile modificare l’ordine dei campi.

Nota. La colonna Blocco attivabile nelle stampe personalizzate riporta nella tabella il nome del
simbolo eventualmente associato all’articolo materiale; diversamente, nella stampa documento
eseguita in Tabula riporta il simbolo grafico.

Nota. Le colonne Immagine e Componenti schema non vengono compilate in iDEA.

Il bottone Duplica modello disponibile nella barra degli strumenti della finestra principale è utile per
copiare un modello personalizzato esistente per poi modificarlo. La lista delle stampe personalizzate
è ordinabile tramite i comandi Sposta in alto, Sposta in basso.

Per procedere con il disegno della tabella selezionare un modello di stampa ponendo la spunta nella
casella di selezione e premere il bottone Tabella.
Viene visualizzata una finestra per ulteriori impostazioni grafiche.

Prima di procedere al disegno della tabella occorre stabilire dove iniziare la tracciatura. È possibile
iniziare il disegno nel foglio corrente oppure su un nuovo foglio che si può aggiungere con il bottone
nuovo foglio. I due bottoni Foglio indietro e Foglio avanti, permettono di spostarsi tra i fogli dello
schema senza dover chiudere la finestra.

È possibile scegliere il profilo di personalizzazione da utilizzare nella tracciatura delle tabelle. Le


modifiche alle preferenze vengono salvate in automatico nel profilo corrente; per salvarle in un
nuovo profilo semplicemente premere il pulsante Salva profilo e assegnare ad esso un nuovo nome.
Tutti i profili tranne quello predefinito possono essere rimossi mediante il pulsante Elimina profilo.
Inoltre, un pulsante di Reset permette di rigenerare le impostazioni predefinite.

Il numero delle colonne è determinato dai campi attivi nel modello della stampa personalizzata.
L'opzione Imposta larghezza minima, determina la larghezza minima totale della tabella: in questo
caso la larghezza delle colonne viene ricalcolata proporzionalmente.
Infine, confermando con il bottone OK la tabella viene inserita in automatico nel nuovo foglio; se
necessario saranno automaticamente creati nuovi fogli.

Inserimento di tabelle riportanti articoli materiali


È possibile inserire nel disegno tabelle riportanti articoli di materiali, di cui non sono stati inseriti i
simboli nel disegno, allo scopo di un loro conteggio nell'estrazione della distinta materiali e del
computo.
698 Preventivazione
Inserimento di tabelle riportanti articoli materiali

Come inserire una tabella con articoli materiali


1. Scegliere Materiali.

Menu: Strumenti>Archivi.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica Schemi.
Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: MATERIALI.

2. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli accertarsi che non siano premuti i pulsanti
Visualizza articoli associati a sagome e Visualizza articoli associati a simboli.
3. Nella barra degli strumenti della scheda Articoli selezionare Modalità di inserimento Inserisci
codice articolo.

4. Ricercare e selezionare l'articolo da inserire.


5. Tramite Drag & Drop, cioè tenendo premuto il tasto del mouse e trascinando, portare il cursore
all'interno del disegno in Ambiente grafico, quindi rilasciare il tasto del mouse.
6. Verrà richiesto di selezionare i simboli ai quali associare le informazioni: premere, invece
INVIO.
7. Alla richiesta, fornire il punto di inserimento della tabella.
8. Dalla finestra di richiesta attributi fornire la quantità.

Nota. La prima tabella inserita riporta il titolo dei campi; in inserimenti successivi dare come punto
di inserimento della nuova tabella, l'angolo inferiore sinistro della tabella precedente.

Aggiornamento da Tabula
Affinché l’aggiornamento del disegno da una distinta materiali modificata in Tabula (vedi
“Aggiornamento da Tabula” a pagina 698) aggiorni anche i dati delle tabelline materiali occorre che
sia selezionata l’opzione Compila blocchi descrittivi in aggiornamento da Tabula, presente nella
scheda Preventivazione in Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Preventivazione”
a pagina 772).

Personalizzazione delle tabelle


Ogni tabella di materiali è composta da due tipi di blocchi: QUANT0Q, usato per la testata della
tabella e QUANT1Q usato per ogni riga della tabella.
Per personalizzare la tabella è possibile esplodere e modificare i due blocchi, che sono salvati in
<percorso di rete>/COMMON/LIBRARY/LIB0/.
Segue la lista degli attributi compilabili nei blocchi.

FUNZIONE: disponibile per indicare la funzione dell'articolo.


UBIC1: disponibile per indicare l'ubicazione dell'articolo.
QUANTITA: disponibile per indicare la quantità dell'articolo.
Preventivazione 699
Gestione dei materiali in più livelli di distinta

I seguenti attributi sono compilati automaticamente a seguito del drag&drop dall'archivio Articoli o
Cavi.

NMAXC: compilato con il codice della formazione se compilata nel campo Blocco dell'articolo.
CODICE1: compilato con il codice principale dell'articolo.
CODICE1C: compilato con il codice principale dell'articolo.
CODICE2: compilato con il codice alternativo dell'articolo.
CODICE2C: compilato con il codice alternativo dell'articolo.
CODICE: compilato con il codice principale per articoli di tipo Distinta base (come CODICE2).
Compilato con quanto presente nel campo Designazione se l'origine è l'archivio Cavi.
base (come CODICE2).
DES_BRV: compilato con quanto presente nel campo Descrizione dell'articolo.
UNI_MIS: compilato con quanto presente nel campo U.M. dell'articolo.
NOTE: compilato con quanto presente nel campo Note dell'articolo.

I seguenti attributi sono compilati solo se l'origine è l'archivio Cavi (drag&drop da l'archivio Cavi).

TIPCAV: compilato con quanto presente nel campo Designazione se l'origine è l'archivio Cavi.
FORCAV: compilato con la formazione del cavo se l'origine è l'archivio Cavi.
SEZLIN: compilato con quanto presente nel campo Formazione se l'origine è l'archivio Cavi.

Gestione dei materiali in più livelli di distinta


All’interno di alcune realtà aziendali nasce l’esigenza di organizzare i materiali utilizzati in una
struttura gerarchica codificata e piramidale. Linee di produzione, macchine, gruppi funzionali ed
elementi di bordo macchina vengono talvolta catalogate con codifiche interne al fine di un’agevole
gestione amministrativa/commerciale.
A questo scopo è utile sfruttare l’albero gerarchico delle funzioni in Gestione ubicazioni (comando
UBIC, vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331).
Sfruttando infatti i caratteri separatori (+, - e .) è possibile definire una struttura piramidale libera
delle funzioni che possa ben rappresentare le aree di insieme dell’intero impianto. Ciascuna funzione
così definita può essere associata ad un codice articolo che rappresenterà il gruppo funzionale
all’interno del gestionale aziendale.

Nella stesura dello schema elettrico l’assegnazione della funzione nei simboli viene eseguita nelle
modalità consuete. Si dovrà porre particolare attenzione nell’assegnare il corretto livello di funzione
a ciascun elemento schematico.

Elemento di raggruppamento
Per ogni ubicazione o funzione definita è disponibile la proprietà Elemento di raggruppamento che,
se attiva, indica che un’ubicazione o funzione rappresenta solamente un nodo per concentrare altri
elementi e non deve essere associato a simboli o esportazioni. Nelle liste di ubicazioni/funzioni
presenti nelle diverse funzioni di editazione in iDEA (ad esempio in editazione attributi, sinottici,
ecc) tali elementi non vengono visualizzati.
Saranno visibili e le funzioni dei soli elementi terminali.
700 Preventivazione
Gestione dei materiali in più livelli di distinta

Codifica di lavorazioni in Libreria fogli


Un metodo di lavoro proponibile prevede l’inserimento nello schema elettrico di un gruppo di fogli,
salvato in Libreria fogli, riferiti ad una certa lavorazione codificata con un unico codice materiale.
Al termine del disegno la distinta materiale dello schema potrà riportare il codice unico della
lavorazione in alternativa ai codici materiale dei singoli componenti.
Codifica dei gruppi di fogli
Una funzionalità di Libreria fogli (comando LIBFOG, vedi “Libreria fogli” a pagina 142) permette
di assegnare ad ogni gruppo di fogli un codice materiale che può identificare, per esempio, la
macchina o la parte di macchina a cui fa riferimento lo schema inglobato nel gruppo. Per
l’assegnazione del codice editare i dati del gruppo di fogli ed accedere all’archivio Articoli tramite
il pulsantino a destra della casella Codice articolo.

Distinta materiali
Nell'esportazione della distinta materiali in Tabula (comando EXTDIS), per i gruppi di fogli
codificati, è data la possibilità di estrarre tutti i codici dei simboli (modalità classica) o solo il codice
del gruppo di fogli. L’opzione, da impostare prima dell’estrazione, è presente in Preferenze ambiente
grafico, scheda Preventivazione (comando EGPREF): Estrai per gruppi di fogli codificati.

Assegnazione della funzione al gruppo di fogli


In Libreria fogli è possibilite anche assegnare a ogni gruppo di fogli che si va ad inserire nel disegno
una funzione particolare.
L’opzione che si deve attivare è presente nella finestra Proprietà della Libreria fogli ed è
rappresentata dalla casella di selezione Assegna una funzione ai simboli del gruppo di fogli inserito.
Preventivazione 701
Interfacciamento con Sigma

Quando viene avviato l’inserimento di un gruppo fogli da Libreria fogli, se tale elemento possiede
un codice materiale associato e se è attiva l’opzione di assegnazione dinamica della funzione, una
finestra richiede quale funzione assegnare. È possibile editarne una di nuova o scegliere dalla lista
delle funzioni già presenti nello schema corrente.
La funzione sarà riportata in tutti i simboli e nei cartigli del gruppo di fogli.
Le informazioni di funzione e codice materiale assegnato nelle proprietà del gruppo di fogli vengono
inoltre associate e salvate automaticamente nelle informazioni di Gestione ubicazioni: il codice
pertanto verrà associato alla funzione appena inserita in elenco funzioni.

Distinta materiale: codifica funzionale impianto


Gli strumenti e le opzioni presentate sopra, permettono di ottenere una distinta materiali organizzata
in più livelli funzionali annidati.
In Tabula la funzione Codifica funzionale dell’impianto, disponibile nel menu Utilità, permette di
visualizzare l’albero dei codici materiale estratti dalla gerarchia delle funzioni. Ciascun articolo
associato alle funzioni diventa un nodo che può essere esplorato fino alla individuazione delle
quantità degli elementi di schema codificati.

Interfacciamento con Sigma


Sigma è un software di computazione e stima dei lavori con cui redigere il computo metrico, la lista
dei materiali utilizzati e i relativi tempi di installazione.

Nota. Sigma è un programma Electro Graphics che viene installato se presente nella licenza
acquistata.

È possibile interfacciare iDEA con il programma di gestione di computo metrico Sigma estraendo
dal disegno la lista dei materiali utilizzati per l’elaborazione del computo.
702 Preventivazione
Interfacciamento con Sigma

Estrazione
preventivo Sigma
Sigma
Codifica del materiale
Programma di
Codice principale gestione e stampa del
compilato nei simboli Computo metrico

Nota. Vedere anche la guida di riferimento “Sigma”.

Solitamente il computo metrico viene estratto per progetti riguardanti l’impiantistica e quindi dal
disegno di un impianto topografico oppure da uno schema elettrico unifilare.

Codifica del materiale


Per estrarre il computo metrico dal disegno è necessario codificare tutti simboli interessati
compilando nell'attributo Codice principale il codice della voce di listino desiderata. Le voci di
computo si possono prelevare nel Listino.
Una voce di computo o listino descrive una lavorazione, con riporto dell’unità di misura, del prezzo
e l’elenco dei materiali e della manodopera necessari alla realizzazione (analisi costi).
La codifica dei simboli con voci di listino si ha normalmente nel caso degli impianti topografici.
La fase di assegnazione di una voce di computo agli elementi dello schema è facilitata attraverso un
accesso diretto al listino sia in fase di inserimento del simbolo che successivamente. Per ogni simbolo
di libreria, può altresì essere impostato, nel setup, una voce di computo predefinita (vedi “Setup dei
simboli” a pagina 203).
Come assegnare una voce di computo ad un simbolo in fase di inserimento
1. Avviare la Libreria simboli.
Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.
Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: EGLIB.

2. Alla pagina Interruttori e prese selezionare un simbolo interruttore ed inserirlo nello schema.
3. Viene visualizzata la finestra di modifica degli attributi del simbolo. Selezionare il bottoncino a
fianco del campo Codice principale.

4. Dal menu contestuale visualizzato, selezionare Listini. Viene visualizzata la finestra Listino.
Preventivazione 703
Interfacciamento con Sigma

5. Fare clic sulla testata della colonna Descrizione per l’ordinamento e disabilitare l'icona Abilita
l'inserimento automatico dei simboli associati, come in figura.

6. Nella casella di ricerca (in alto) digitare, ad esempio, Punto luce e premere INVIO.
7. Vengono visualizzate le voci di tipo Punto luce.
8. Nella lista delle voci selezionare una voce del tipo Punto luce e confermare con OK, il bottone
in basso a destra.
9. La visualizzazione ritorna alla finestra di modifica degli attributi del simbolo interruttore.
10. Premere OK per confermare.

Se i simboli sono stati inseriti senza compilare il Codice principale, è possibile associarlo con
trascinamento da Gestione listini.
Come assegnare una voce di listino a simboli già inseriti
1. Eseguire il comando DDA.
2. Selezionare il simbolo da editare.
3. Viene visualizzata la finestra di modifica degli attributi del simbolo. Selezionare il bottoncino a
fianco del campo Codice principale.
4. Dal menu contestuale visualizzato, selezionare Listini. Viene visualizzata la finestra Listino in
cui selezionare la voce.
5. Premere OK per confermare.

È possibile compilare il Codice principale dei simboli anche tramite trascinamento da Listino.
Come assegnare una voce di listino a simboli
1. Selezionare Listino.

Menu: Strumenti>Archivi.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Codifica impianti.


Barra strumenti: scheda Archivi.
Riga di comando: CVIEW.

2. Fare clic sulla testata della colonna Descrizione per l’ordinamento e disabilitare l'icona Abilita
l'inserimento automatico dei simboli associati (icona a lato).
704 Preventivazione
Generazione del computo metrico

3. Nella lista delle voci selezionare una voce del tipo necessario e tramite Drag & Drop, cioè
tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il cursore sul disegno. Rilasciando
il tasto del mouse verrà richiesto di selezionare i simboli da editare.
4. Selezionare uno o più simboli da codificare e premere INVIO.

Codifica con codici dell'archivio Articoli


È possibile che i componenti di uno schema, normalmente nel caso degli schemi unifilari, siano
codificati con codici dell'archivio Articoli. Questo è il caso che si verifica quando il Codice
principale nei simboli viene inserito automaticamente:
• tracciando lo schema unifilare di un progetto elaborato con Ampère;
• costruendo l'unifilare manualmente e inserendo i dati delle protezioni dall'archivio Protezioni.

In questi casi, estraendo i dati per Sigma, vengono riportati nel computo metrico solo gli articoli
materiali codificati, inseriti su nuove voci di computo; quindi nel computo non figurerà la
manodopera.
Se agli articoli materiali è associata anche una voce di listino questa viene automaticamente inserita
nel computo, ed in Analisi costi vengono inseriti l'articolo stesso e la manodopera associata alla voce
di listino. Gli articoli eventualmente presenti in Analisi costi della voce di listino abbinata non
saranno presi in considerazione.
Per controllare o inserire il codice di listino allegato al codice articolo, accedere all'archivio Articoli,
aprire la scheda dell'articolo desiderato e consultare la scheda Computo.

Generazione del computo metrico


Il collegamento tra il disegno e il computo metrico viene eseguito tramite la funzione Estrazione dati
preventivo Sigma: vedi “Generazione del computo metrico” a pagina 704.

Generazione del computo metrico


Dopo la codifica dei materiali vista nel precedente paragrafo (vedi “Interfacciamento con Sigma” a
pagina 701), è possibile generare il computo metrico del progetto.
Il collegamento tra il disegno e il computo metrico viene eseguito tramite la funzione Estrazione dati
preventivo Sigma.
In genere, il computo metrico viene estratto da uno schema utenze unifilare o uno schema
topografico.
Nell’estrazione dati da uno schema unifilare attivare l’opzione Estrazione dati dei quadri, per
riportare nel computo gli articoli delle protezioni codificate.
Mentre, per estarre i dati da uno schema topografico attivare l’opzione Estrazione dati delle linee di
distribuzione, e quindi scegliere la modalità di estrazione dei dati.

• Estrai dati linee dalle etichette presenti: i dati per il computo metrico delle linee elettriche vengono
estratti dalle etichette tracciate nel disegno (vedi “Etichettatura delle linee” a pagina 501). In questo
modo sono considerate le modifiche o le compilazioni ‘manuali’ nelle etichette.
• Estrai dati dal file utenze se presenti sui disegni: i dati per il computo metrico delle linee elettriche
vengono estratti dal database delle utenze (file UPEX), ma solo se riportate anche sul disegno. Le
utenze aggiunte tramite il software Ampère, ma non riportate nel disegno, non vengono rilevate.
• Estrai dati dal file utenze: i dati per il computo metrico delle linee elettriche vengono estratti dal
database delle utenze (file UPEX), indipendentemente dalla loro presenza sul disegno. Sono pertanto
considerati i dati elaborati in Ampère.

Estrai collegamenti unipolari terminali: questa opzione consente di esportare in Sigma le “cordine”
unipolari di collegamento tra le varie terminazioni elettriche, se connesse alla rete elettrica e
riconosciute dagli schemi di collegamento definiti (vedi “Gestione delle connessioni terminali” a
pagina 562). In tal caso vengono considerate le tipologie preferenziali di fase, neutro, PE, ritorno.

Estrai layer dal file utenze: il campo Layer della voce di computo viene compilato con l’informazione
Impianto/layer presente nei dati dell'utenza, in alternativa al nome del layer in cui è disegnata
Preventivazione 705
Generazione del computo metrico

l’etichetta linea. Questa opzione è attivabile solo quando è selezionata l’opzione Estrai dati dal file
utenze se presenti nel disegno.

Utilizza zone e quadri come ubicazioni:i campi Ubicazione e Note della voce di computo vengono
compilati rispettivamente con le informazioni di Zona + Quadro e Sigla dell'utenza. Questa opzione
è attivabile solo quando sono attive le opzioni Estrai dati dal file utenze se presenti nel disegno o
Estrai dati dal file utenze.

se nelle analisi costi delle voci di listino sono presenti codici


Utilizza eventuali codici di ricodifica:
materiali che in magazzino possiedono un codice di sostituzione, la sostituzione avviene
automaticamente. Vedi “Estrazione dati per distinta e computo su articoli ricodificati” a pagina 707.

Avvia Sigma al termine dell’operazione: al termine dell’estrazione è possibile avviare automaticamente


il programma Sigma e aprire un nuovo computo con i dati esportati. In alternativa è possibile
accedere a Sigma in un secondo momento e aprire il file .exc creando così un nuovo file di computo
.dcm, oppure importarlo in un file di computo esistente. I valori estratti vengono sempre confrontati
con i listini.

Non sovrascrivere il computo se presente: questa opzione permette di effettuare un aggiornamento del
computo se già presente. In seguito a modifiche del disegno è possibile ripetere l’esportazione ed
aprire il computo senza perdere le precedenti modifiche operate in Sigma. Se questa opzione non è
selezionata l’eventuale computo presente viene sovrascritto perdendo eventuali modifiche operate in
Sigma.

Come generare il computo metrico


1. Selezionare Computo metrico.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Computo Metrico.


Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: EXTCOM.

2. Nella finestra di dialogo Estrazione dati preventivo Sigma selezionare la casella Estrazione dati
dei Quadri (schema unifilare), o la casella Estrazione dati delle linee di distribuzione oppure
entrambe, secondo le esigenze e confermare con OK.
706 Preventivazione
Generazione del computo metrico

3. In fase di esecuzione del comando potrebbero apparire dei messaggi di avvertimento nel caso
le informazioni di qualche campo, soggetto ad estrazione, superino le dimensioni previste per quel
campo e fissate nel file di estrazione.
4. Al termine dell'esportazione viene visualizzato un messaggio che chiede se si desidera aprire il
computo appena esportato. Premendo Si viene avviato il programma Sigma e aperto
automaticamente il computo con i dati esportati.

I dati estratti dal disegno sono quelli relativi ai simboli della libreria di iDEA e gli elementi a misura
(cavi e condotti).
Simboli
• I simboli considerati sono quelli disponibili nelle librerie standard di iDEA e qualsiasi altro
simbolo definito dall'utente che mantenga la struttura di attributi standard di iDEA (vedi
“Caratteristiche dei simboli di iDEA” a pagina 189).

In particolare, di ogni simbolo vengono presi in considerazione l’attributo Dati tecnici e gli attributi
Ubicazione, Codice alternativo, Codice principale e Quantità. Quest'ultimi di modalità invisibile,
cioè le informazioni concernenti l'attributo non vengono visualizzate nel disegno quando il simbolo
viene inserito. Il primo costituisce una descrizione del componente, mentre l'informazione contenuta
nell'attributo Codice principale verrà utilizzata per creare il legame con il listino.

Nota. In linea generale, da tutti i simboli presenti nello schema, vengono rilevati i codici materiali
compilati negli attributi con etichetta CODICE2, CODICE2C e CODICE.
Cavetteria
• Vengono rilevati tutti i condotti tracciati con la funzione Disegna condotti con riferimento
all’archivio Portacavi.
• Vengono rilevati tutti gli elementi di tipo Guida e Canalina tracciati con la funzione Disegna
guide e Disegna canaline in Layout quadri.
• Per quanto riguarda i cavi, vengono decodificate la Designazione e la Formazione dell’utenza e
riportato nel computo il cavo corrispondente trovato in archivio Cavi. Se il cavo non viene trovato
viene visualizzato un messaggio con le informazioni cercate in archivio.

Raggruppa i materiali per ubicazione


Può essere necessario estrarre la lista dei materiali che compongono un quadro eletrico per ottenere
un computo metrico nel quale gli articoli vengono assiemati in base alla loro ubicazione quindi per
quadro, sottoquadro o centralino di appartenenza, per l’appunto. Si otterà un elenco di voci i cui
prezzi sono calcolati in base ai materiali che compongono ogni ubicazione.
Questa funzione è tipicamente utilizzata per estrarre un elenco prezzi dallo schema utenze di uno o
più quadri tracciato dopo l’elaborazione di una rete elettrica con il programma di calcolo Ampèere
o composto manualmente.

Per ottenere il fine proposto, in avvio della funzione Estrazione preventivo di Sigma (comando
EXTCOMP), è necessario selezionare l’opzione Estrazione dati dei quadri (schema unifilare) e
l’opzione Raggruppa i materiali per ubicazione.

Con questa modalità i codici articolo aquisiti dai simboli presenti nello schema elettrico (tipicamente
lo schema utenze) vengono raggruppati all’interno di nuove voci di elenco prezzi. Per ogni
ubicazione relativa a tali simboli viene aggiunta in elenco prezzi una nuova voce, con codice e
descrizione pari all’ubicazione assegnata ai simboli nel disegno. I codici articolo aquisiti dai simboli
vanno a comporre l’analisi costi delle voci stesse.

Esempio. Si consideri uno schema unifilare composto dalle utenze del quadro di controllo
(ubicazione +Q1) e quelle della console (ubicazione +C1). L’estrazione dati per il preventivo in
Sigma genera un computo composto dalle voci +Q1 e +C1; l’analisi costi delle due voci saranno
formate rispettivamente dai codici articoli con cui sono stati codifciati i componenti del quadro +Q1
e della console +C1.
Preventivazione 707
Estrazione dati per distinta e computo su articoli ricodificati

Note in merito alla funzionalità di raggruppamento di materiali per ubicazione


• Per gli articoli con abbinate una voce di computo e/o una voce di manodopera (impostazione
disponibile nei dati dell’articolo in archivio Articoli) tali voci vengono inserite in Analisi costi.
• Non sono comprese nel raggruppamento eventuali voci di listino codificate nel codice dei
simboli aquisiti dallo schema.
• La modalità di raggruppamento non è valida per l’estrazione di un computo di variante e per
l’aggiornamento di un computo preliminare.
• Le quantità dei materiali importati sono conservate nell’analisi costi, mentre le voci di elenco
prezzi, generate dalle ubicazioni, sono mantenute in quantità unitaria. Eventuali importazioni
successive nella modalità “Aggiungi al computo i dati estratti dai disegni” modificheranno le
quantità degli elementi in analisi, senza modificare le quantità delle voci in elenco prezzi.
• L’opzione di importazione “Aggiorna nel computo i dati estratti dai disegni” esegue
l’aggiornamento delle quantità di materiali e voci importate dai disegni. Terminata la procedura di
importazione gli elementi importati a quantità nulla vengono eliminati.
• Se l’ubicazione del simbolo (attributo con etichetta UBIC1) è vuota, viene aquisito l’attributo
Morsettiera (etichetta UBIC) e definita l’ubicazione “Esterno” se esso è pari a “EXT” oppure
“Quadro” in alternativa.
• Se l’ubicazione non ha una descrizione associta, la descrizione della voce di elenco prezzi sarà
pari al codice.
• Al termine dell’importazione viene eseguito il ricalcolo dei prezzi dell’analisi costi per
aggiornare i prezzi delle voci di ubicazione.

Utilizza la descrizione delle ubicazioni


Nell’estrazione dei dati per il preventivo in Sigma, l’informazione Ubicazione (attributo con
etichetta UBIC1) compilata nei componenti acquisiti dal disegno va a definire le ubicazioni anche
all’interno dell’elenco prezzi. Selezionando l’opzione Utilizza la descrizione delle ubicazioni, le
ubicazioni in Sigma, anzichè essere nominate con il codice dell’ubicazione nel disegno, verranno
nominate con la descrizione dell'ubicazione corrispondente nell'elenco Locali/Ubicazioni del
disegno. Le ubicazioni nel disegno possono essere gestite con la funzione Gestione ubicazioni
(comando UBIC) negli schemi elettrici e con la funzione Gestione locali (comando GLOCALI) nei
disegni di impiantistica.

Nota. La funzione di estrazione del computo preliminare (comando PRECMP) non risente di questa
opzione.

Estrazione dati per distinta e computo su articoli ricodificati


Quando si effettua l’importazione di un nuovo listino fornito dal costruttore (listino Metel), al fine
di aggiornare i prezzi degli articoli in magazzino, è possibile che gli articoli fuori produzione
vengano marcati “Fuori produzione” e integrati con il nuovo codice il quale viene scritto nel campo
Sostituito con, nella finestra Proprietà dell’articolo.

Nota. La ricodifica degli articoli può avvenire in automatico quando si importa un file METEL di
un costruttore che ha distribuito anche la lista di ricodifica (file allegato al file METEL, letto in
automatico).

Distinta materiali
Quando si esegue l’estrazione della distinta materiali da un disegno in cui i componenti sono stati
codificati con codici articolo attualmente impostati in archivio come Fuori produzione, è possibile
che il programma effettui una sostituzione automatica considerando il codice di ricodifica, se
disponibile in archivio.
Per attivare la ricodifica automatica attivare l’opzione Utilizza eventuali codici di ricodifica, in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF), scheda Preventivazione.

Nota. L’opzione è disattivata per default.


708 Preventivazione
Disabilita codice articolo

Computo metrico
La medesima possibilità è disponibile anche in fase di estrazione del computo metrico, procedura in
cui il programma converte gli articoli presenti nelle analisi costi delle voci di listino.
L’opzione di ricodifica (Utilizza eventuali codici di ricodifica) è disponibile nella finestra di
estrazione del computo, richiamata dalla funzione Computo metrico.

Disabilita codice articolo


Talvolta può essere utile escludere, dalla distinta materiali o dal computo metrico, alcuni blocchi
inseriti nel disegno.
Il comando Disabilita codice, aggiunge un prefisso all'attributo Codice principale dei blocchi
selezionati, in modo tale da escludere la presenza del componente negli elenchi della distinta
materiali o del computo metrico.
Come disabilitare l'estrazione di alcuni componenti
1. Scegliere Disabilita codice articolo.

Menu: Strumenti>Preventivazione.
Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: DCOD.

2. Alla richiesta, selezionare con un clic o una finestra di selezione i simboli che non devono
comparire nel computo.
3. Premere INVIO.

Nota. Il prefisso può essere definito dall'utente selezionandolo nella casella Carattere di
disabilitazione del codice principale, nella scheda Preventivazione in Preferenze ambiente grafico
(comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a pagina 772).

Riabilitazione del blocco fantasma


Per riportare i blocchi, precedentemente esclusi dalla distinta materiali o dal computo metrico, allo
stato normale è sufficiente eseguire il comando Abilita codice che annulla la funzione del precedente
comando Disabilita codice.
Come riabilitare l'estrazione di alcuni componenti
1. Scegliere Abilita codice articolo.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra strumenti: scheda Preventivazione.


Riga di comando: ECOD.

2. Alla richiesta, selezionare con un clic o una finestra di selezione i simboli che devono
ricomparire nel computo.
3. Premere INVIO.

Informazioni articolo
Per un veloce controllo dei materiali codificati nei simboli di schemi o impianti è possibile utilizzare
la funzione Informazioni articolo. Con l'attivazione della finestra Informazioni articolo, passando il
cursore sopra i simboli nel disegno, vengono visualizzate le informazioni dei codici inseriti.
In particolare, se presenti, vengono visualizzate le seguenti informazioni:
• Codice principale (codice di materiale o di listino).
• Costruttore.
• Gruppo.
• Descrizione del codice.
Preventivazione 709
Informazioni articolo

• Coefficiente di stipamento o rapporto diametri: solo se si seleziona un condotto con utenze


inserite.
• Figura allegata.
• File del documento allegato.

• Se si punta a un condotto vengono visualizzati, oltre ai dati del condotto, il coefficiente di


stipamento e la lista delle utenze passanti. Per ogni utenza passante è menzionata la sigla, il quadro
di appartenenza, la descrizione il cavo (formazione e designazione).

• La lista delle utenze passanti è visualizzata anche puntando ad una linea di distribuzione.

Per aprire il documento allegato fare clic sull’icona Documento allegato: viene automaticamente
avviato il programma predefinito a seconda del tipo di documento. Il documento allegato può essere
definito in Archivio materiali (vedi guida di riferimento “Commesse e archivi”, capitolo “Archivi
materiali).

Se il simbolo puntato non ha compilato il codice principale viene visualizzata la descrizione:


<Articolo non codificato>

Se si sta lavorando su uno schema multifoglio, si può passare al foglio precedente o successivo
agendo sui pulsanti con le frecce nella finestra Informazioni articolo.
Con il terzo pulsante si apre un eventuale documento allegato all’articolo. Ad ogni articolo può
essere allegato un file dalla sua scheda proprietà in archivio Articoli (vedi la guida “Commesse e
archivi”, capitolo “Archivi materiali”).
710 Preventivazione
Visualizzazione della lista codici associati

Come usare Informazioni articolo


1. Scegliere Informazioni articolo.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra strumenti: scheda Preventivazione.


Riga di comando: CHI6.

2. Passare il cursore sopra i simboli da controllare: nella finestra Informazioni articolo vengono
visualizzati i dati trovati.
3. Chiudere la finestra per terminare la funzione.

Visualizzazione della lista codici associati


Di fronte all’esigenza di riportare sullo schema elettrico il maggior numero di informazioni possibile,
il programma offre la possibilità di rendere visibile la lista dei codici materiali associati ad un
simbolo mediante l’attributo Codice principale (etichetta CODICE2).
Tale possibilità è offerta dallo strumento Converti in attributo multilinea, eseguibile dal menu Utilità
della Libreria simboli. La funzionalità converte l’attributo Codice principale dei simboli per schemi
in un attributo multilinea e lo rende visibile. In tal modo un’eventuale lista di codici associati al
simbolo grafico appaiono sotto forma di lista a fianco del simbolo stesso.

Lista
codici
materiale

Vedi “Attributi multilinea” a pagina 74.

Attivazione della memoria dati


Tale funzione permette di attivare o disattivare la memorizzazione automatica del contenuto degli
attributi CODICE1, CODICE2, CODICE1C e CODICE2C nell'inserimento sequenziale dei simboli.
Se viene effettuato un inserimento di un simbolo, a cui sia stato associato un certo codice di
magazzino e/o alternativo, tale codice verrà riportato in tutti gli altri simboli inseriti
successivamente. Nel caso la funzione di memorizzazione fosse disattivata, l'inserimento dei simboli
successivi non apporterebbe alcuna modifica ai suddetti attributi, se non l'inserimento dell'eventuale
codice precedentemente editato in fase di setup del simbolo.
Come attivare la memoria dati
1. Selezionare Ripeti codice.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Riga di comando: MEMDATI.


Preventivazione 711
Componenti non codificati

2. Alla richiesta visualizzata alla riga di comando premere INVIO.

Componenti non codificati


Il comando Componenti non codificati, consente di visualizzare e ricercare tutti i componenti del
disegno privi delle informazioni di materiale.
Tale comando può essere utilizzato, quando per dimenticanza del disegnatore, oppure a seguito di
modifiche, uno o più blocchi non vengono codificati (attributi CODICE1, CODICE1C, CODICE2
e CODICE2C).
La finestra di dialogo visualizza una lista con tutte le seguenti informazioni:
• sigla del componente non codificato;
• posizione nel foglio;
• descrizione letta dall'attributo Funzione oppure dalla descrizione della legenda simboli.

Con un doppio clic sulla sigla del componente non codificato è possibile la ricerca dello stesso.
Il pulsante Salva con nome, consente di salvare la lista dei componenti non codificati in formato
ASCII.
Come ricercare i componenti non codificati
1. Scegliere Componenti non codificati.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Riga di comando: NOCODICE2.

2. Nella finestra Elenco componenti non codificati selezionare con un doppio clic il componente
da ricercare.
3. Procedere alla codifica del componente.
4. Ripetere la sequenza dei comandi dal punto 1 fino alla comparsa del messaggio:

Nessun componente non codificato

Questo indica che nel disegno tutti i componenti hanno le informazioni di materiale.

Importante. Dalla lista degli elementi non codificati sono esclusi gli elementi riferiti (es. contatti).

Distinta materiali conto lavorazione


È possibile identificare alcuni fra i materiali utilizzati nello schema in modo che possano essere
riportati in una distinta materiali alternativa. Questa distinta alternativa può essere utilizzata come
elenco dei materiali in conto lavorazione o come lista delle apparecchiature soggette a manutenzioni
periodiche o per estrapolare dall'elenco dei materiali un certo gruppo di articoli.

Nota. Per la gestione delle distinte materiali si deve utilizzare il programma Electro Graphics
Tabula, modulo opzionale.

Assegnazione del codice di lavorazione


Per effettuare questo tipo di distinta alternativa è necessario assegnare all'attributo Codice alternativo
dei simboli, un codice identificativo detto Codice di lavorazione. Ogni codice di lavorazione
identifica una distinta materiali alternativa, sottoinsieme della distinta materiali generale.
L’assegnazione del codice di lavorazione va effettuata prima dell’estrazione dei dati della distinta
(comando Estrazione dati distinta materiali Tabula, dal menu Preventivazione).
L'assegnazione del codice di lavorazione per una distinta alternativa a simboli inseriti nel disegno,
può essere effettuata in iDEA tramite il comando Codice di lavorazione.
Questo comando apre una finestra in cui è possibile definire e selezionare il codice di lavorazione
ed assegnarlo ai simboli nel disegno.
712 Preventivazione
Inserimento simboli da computo preliminare

Come assegnare un codice di lavorazione


1. Scegliere Codice di lavorazione.

Menu: Strumenti>Preventivazione

Riga di comando: CODEW.

2. Nella finestra aggiungere, se necessario, il codice da utilizzare.


3. Selezionare il codice di lavorazione e avviare Riporta su disegno dalla barra degli strumenti.
4. Nel disegno selezionare i simboli a cui assegnare il codice e premere INVIO.

È possibile definire la lista dei codici di lavorazione anche in Preferenze ambiente grafico, scheda
Preventivazione (comando EGPREF, vedi “Preventivazione” a pagina 772).
In seguito all’estrazione della distinta materiali e la sua apertura nel programma Electro Graphics
Tabula, sarà possibile visualizzare ed estrarre la distinta materiali generale e le distinte in conto
lavorazione specificate. Per ulteriori informazioni vedi la Guida di riferimento di Tabula.

Inserimento simboli da computo preliminare


È possibile creare un nuovo computo preliminare in Sigma o importare un computo metrico in un
nuovo computo e procedere all’inserimento e alla successiva editazione dei simboli grafici associati
a tale elaborato nell’ambiente grafico di iDEA. La collocazione dei simboli avviene mediante
semplici operazioni di Drag & Drop direttamente da un’anteprima del computo opportunamente
filtrato, ulteriori funzioni di controllo dedicate permettono di monitorare lo stato dei costi durante la
fase esecutiva sul disegno.

Composizione del computo preliminare


Per comporre un computo è necessario accedere al programma Sigma di Electro Graphics (modulo
opzionale) e creare un nuovo computo.
Nel Listino, che si apre dal menu Archivi di Sigma, ricercare le voci da inserire nel computo
preliminare ed trascinarle tramite Drag & Drop. Allo stesso modo è possibile inserire assiemi
dall’archivio Assiemi.

Attenzione. Le voci di listino utilizzate devono avere i blocchi dwg associati; per associare i
blocchi dwg alle voci di listino vedere la guida “Commesse e archivi”, capitolo “Archivio computo”,
paragrafo “Simboli grafici associati alle voci di listino”.

Per ogni voce inserita nel computo, viene visualizzata la finestra nella quale va specificata la quantità
Preventivo. Al fine di recuperare liste di materiali da altri lavori è possibile utilizzare il comando
Importa computo (dal menu File).
Al termine della composizione salvare il file di computo.

Nota. Per ulteriori informazioni sulla composizione di un computo vedi la guida di riferimento
“Sigma”.

Inserimento dei simboli nel topografico


In iDEA è quindi possibile accedere al computo e inserire nel disegno la simbologia delle voci con
blocchi associati.
Come accedere al computo in iDEA
1. Selezionare Simboli da computo preliminare.

Menu: Strumenti>Preventivazione.

Barra multifunzione: scheda Impiantistica > gruppo Simboli.


Barra strumenti: scheda Preventivazione.
Riga di comando: PRECMP.

2. Dalla finestra Apri scegliere il file desiderato.


Preventivazione 713
Inserimento simboli da computo preliminare

3. Una finestra di dialogo chiede di scegliere se aprire un computo per l’inserimento simboli in
ambiente grafico oppure se visualizzare l'anteprima del computo estratto dallo schema corrente.

L’interfaccia per l’inserimento dei simboli nel disegno visualizza l’elenco delle voci lette dal
computo preliminare: per ognuna vengono visualizzate la quantità a preventivo, la quantità a
disegno, il prezzo della voce e l’importo parziale calcolato in base alla quantità a disegno.
Prima dell’inserimento dei simboli le quantità a disegno e gli importi sono a zero.
Oltre le voci di computo singole vengono visualizzati in griglia anche gli assiemi, non esplosi,
inseriti nel computo.
Nel riquadro di sinistra è possibile selezionare una delle ubicazioni citate nel computo visualizzando
quindi solo le voci con materiali dislocati in tali aree. Oltre che per Ubicazione (filtro predefinito),
la lista delle voci può essere filtrata per Area, Impianto,...: dalla lista a comparsa che si apre facendo
clic sul link Filtra per è possibile selezionare il tipo di raggruppamento.

Nota. I prezzi mostrati per default si riferiscono alla classe di prezzo 1. Per visualizzare i prezzi
riferiti ad una classe di prezzo alternativa, scegliere la classe dalla lista a comparsa presente nella
barra degli strumenti.

La griglia inferiore visualizza l'elenco delle dislocazioni della voce selezionata nella griglia
superiore, con le quantità parziali riferite al filtro selezionato nel riquadro di sinistra.

1
3

Come disporre nel disegno i simboli relativi alle voci in computo


1. Dal riquadro di sinistra selezionare il filtro per la lista delle voci: di norma si seleziona
l’ubicazione relativa ai materiali da inserire in un certo locale.
2. Nella griglia superiore selezionare la voce interessata tra quelle filtrate.
3. Nella griglia inferiore fare clic sulla riga interessata e tramite Drag & Drop, cioè tenendo
premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando, portare il cursore sul disegno.
In alternativa premere il pulsante Inserisci in disegno, disponibile nella barra degli strumenti,
Quindi rilasciare e indicare il punto d'inserimento e la rotazione per il primo simbolo presentato.
714 Preventivazione
Inserimento simboli da computo preliminare

4. Inserire gli altri simboli proposti in sequenza, fino all'inserimento di tutti i simboli preassociati
alla voce scelta.
Nel caso di inserimento di un assieme, l'inserimento dei simboli viene esteso a tutte le voci
appartenenti all'assieme stesso.

Nota. I simboli inseriti assumono i dati layer ed ubicazione come indicato nel computo. Se
l’informazione Layer manca si considera il layer compilato nel blocco associato alla voce in listino.
Scomparsa automatica della finestra
Durante il trascinamento di un simbolo la finestra è ridotta alla dimensione della barra del titolo. Per
ripristinare lo stato originale della finestra fare clic sulla barra del titolo. Per disattivare o attivare la
scomparsa automatica scegliere il comando Nascondi automaticamente nel menu contestuale,
attivabile facendo clic sul tasto destro del mouse quando il cursore è all’interno della finestra
Computo.
Voci senza blocchi dwg associati
Nel caso il computo preliminare sia composto da voci prive di blocchi dwg associati, in fase di
inserimento nel disegno il programma propone di selezionare dei simboli presenti nel topografico per
codificarli con il codice della voce scelta. questa operazione risulta equivalente alla codifica da
listino (vedi “Codifica del materiale” a pagina 702).

Nota. Le voci con simboli dwg associati sono identificate dal simbolo del dwg a lato del codice voce.

Se anziché selezionare i simboli per la codifica si preme INVIO o il tasto destro del mouse, il
programma permette di inserire una tabellina riportante i dati della voce: alla richiesta, fornire il
punto di inserimento della tabella ed indicare la quantità.

Aggiornamento delle quantità


Premere il pulsante Aggiorna dalla barra degli strumenti della finestra Computo, per aggiornare le
quantità dei componenti inseriti nel disegno. Vengono pertanto aggiornate le quantità a disegno delle
singole voci e ricalcolati gli importi che ne derivano.
Preventivazione 715
Inserimento simboli da computo preliminare

Nel riquadro di sinistra, vengono indicati l’importo attuale dell’intero computo e l’importo parziale
per ogni ubicazione (o area, impianto,...) dato dagli elementi già inseriti nel disegno, permettendo di
monitorare lo stato dei costi durante la fase esecutiva sul disegno.
Se i simboli relativi ad una voce presente in computo preliminare vengono inseriti nel disegno in
numero maggiore rispetto alla quantità Preventivo, la quantità Disegno sarà superiore e quindi la
differenza maggiore di zero.
Tutti i materiali relativi a simboli codificati inseriti nel disegno ma non prelevati dal computo
preliminare, eseguendo il comando Aggiorna vengono aggiunti nel computo con quantità Preventivo
a zero. Per ogni simbolo, oltre al codice voce, vengono riportati l’ubicazione, il layer di appartenenza
e ovviamente il nome del disegno.
Assiemi
L'aggiornamento degli assiemi avviene solamente se sussistono le seguenti condizioni.
• Le voci che compongono l'assieme deve mantenere il collegamento al codice assieme nel campo
codice alternativo, devono corrispondere in tipo e numero alla distinta dell'assieme nell'archivio
assiemi.
• Le voci che compongono l'assieme devono avere tutte la stessa ubicazione.

Se si cancella un simbolo inserito nel disegno da un assieme, oppure si modifica l'ubicazione o il


codice assieme di riferimento la procedura di aggiornamento non riconosce più l'assieme nella sua
integrità, di conseguenza le voci vengono importate separatamente.

Salvataggio del computo


Quando la lista delle voci viene rilevata dal disegno, oppure aggiornata con elementi presenti nel
disegno ma non in lista, è possibile salvare il computo tramite il bottone Salva presente nella barra
degli strumenti.

Opzioni di esportazione e importazione del computo preliminare


All’interno della finestra del computo preliminare, tramite il bottone Opzioni nella barra degli
strumenti, è possibile impostare le opzioni di esportazione e di importazione del computo.
716 Preventivazione
Estrazione disegno comparativo

Le opzioni di esportazione corrispondono alle opzioni della funzione Estrazione preventivo Sigma:
(comando EXTCOM, vedi “Generazione del computo metrico” a pagina 704).
Le opzioni di importazione corrispondono alle opzioni della funzione di importazione da disegno in
Sigma.

Estrazione disegno comparativo


È possibile estrarre in automatico un disegno ottenuto per confronto tra due stati successivi del
processo di progettazione, soprattutto per quanto riguarda gli impianti topografici. Al lato pratico,
una volta modificata una planimetria con uno schema topografico esecutivo, si può ottenere un
disegno contenente le parti aggiunte, sottratte o modificate, confrontando il disegno di partenza con
quello modificato.
Una funzione di visualizzazione permette di vedere gli elementi aggiunti, sottratti o modificati e di
estrarre il file di computo della variante per Sigma.

Questo comando permette di effettuare una “differenza grafica” tra due disegni in revisione diversa
che si riferiscono allo stesso impianto.
Sempre maggiore diviene l’esigenza di identificare e documentare tutte le lavorazioni effettuate in
corso d’opera, pertanto si supponga di possedere la pianta del disegno e il relativo computo metrico,
quest’ultimo ottenuto dall’insieme delle lavorazioni estratte automaticamente dal disegno e dalle
voci aggiunte manualmente mediante Sigma.
In un secondo momento l’impianto, in una nuova variante, necessita di una serie di piccole
variazioni. Nascono pertanto le seguenti esigenze:
• Visualizzare in forma grafica elementi e simboli in aggiunta, in sottrazione o in modifica rispetto
alla variante precedente
• Stilare un computo della variante stessa, con il riporto delle lavorazioni che sono state aggiunte
e rimosse
• Aggiornare il computo metrico originale correggendo le quantità delle singole voci e
adeguandolo alla nuova variante

Le operazioni da eseguire sono le seguenti


Definiamo “disegno in variante precedente” il disegno obsoleto che è stato successivamente
variato, e “disegno corrente” quello rappresentante il progetto attuale.
I due disegni possono risiedere in percorsi diversi o nel medesimo percorso, il disegno in variante
precedente non deve però essere aperto in alcun ambiente CAD.
1. Aprire il disegno corrente e avviare la funzione Estrazione disegno comparativo (comando
VARIANTE).
2. Con il bottone Sfoglia scegliere il disegno in variante precedente.
3. Specificare un nome per la variante: tale testo rappresenta sia il nome del disegno che viene
creato dal comando per riportare tutte le modifiche grafiche rilevate tra i due disegni, sia l’eventuale
nome del file di estrazione per le operazioni in Sigma.
La Distanza minima di rilevazione individua la distanza in unità di disegno al di fuori della quale due
blocchi vengono identificati come modificati.
Se non si desidera estrarre alcuna informazione per Sigma, la casella Estrai file variazioni computo,
può essere deselezionata.
Se si seleziona la casella Apri al termine della generazione, il disegno con le differenze grafiche verrà
automaticamente aperto in CAD con la relativa finestra di controllo per la visualizzazione degli
elementi in variante. In ogni caso è sempre possibile aprire il disegno mediante editor grafico in
qualsiasi momento ed eseguire il comando Visualizza finestra editazione disegno comparativo
(EVARIANTE).
Si consiglia di effettuare uno zoom esteso per visionare tutte le entità rilevate. La finestra di controllo
permette di visualizzare o nascondere le seguenti tipologie di entità:
• Elementi in aggiunta: entità grafiche che sono state rilevate nel disegno corrente e non in quello
in variante precedente.
• Elementi in sottrazione: entità grafiche che sono state rilevate nel disegno in variante precedente
e non in quello corrente.
Preventivazione 717
Estrazione disegno comparativo

• Elementi in modifica: entità grafiche che sono state rilevate in entrambi i disegni, ma le cui
proprietà sono variate. Le proprietà monitorate per i blocchi sono il punto di inserimento e il
contenuto dell’attributo codice principale.

Suggerimenti per l’utilizzo del disegno variante


Si supponga di voler riportare sul disegno corrente gli elementi che sono stati rimossi dalla variante
precedente. A tal proposito è sufficiente aprire il disegno delle variazioni, filtrare solamente gli
elementi in sottrazione e marcare tale elementi per essere identificati. Nell’immagine di esempio
sono stati riquadrati e retinati.

A questo punto è possibile inserire il disegno delle variazioni come Xrif nel disegno corrente, con
punto di inserimento 0,0 e scala unitaria.
L’effetto è quello visualizzato in figura.

Utilizzo del file variazioni computo


Il file di estrazione computo con estensione .exc estratto dalla procedura ha un duplice scopo.
718 Preventivazione
Fascicolo tecnico d’impianto o libretto macchina

• Creare un computo con tutte le variazioni rilevate tra i due disegni. A tal proposito è sufficiente
eseguire il comando Nuovo computo di variante con il programma Sigma e importare il file .exc
relativo alla variante.
• Aggiornare il computo del progetto con le nuove quantità correnti. Mediante il comando
importazione da disegno effettuata sul computo originale è possibile correggere le quantità in
variante precedente addizionando gli elementi in aggiunta e rimuovendo gli elementi in sottrazione.

Fascicolo tecnico d’impianto o libretto macchina


È possibile estrarre automaticamente tutti i documenti tecnici dei dispositivi a partire dallo schema
elettrico in iDEA, dalla distinta materiale in Tabula o dall’analisi costi del computo metrico in Sigma.
Tale procedura è utile per la creazione della documentazione di supporto o per la stesura del fascicolo
tecnico d’impianto o libretto macchina, contenente i dati identificativi delle apparecchiature e la
manutenzione dei mezzi di progetto.
Associazione di un documento ai materiali
È possibile allegare ad ogni articolo uno o più documenti in formato .doc, .pdf, .rtf, .txt, .zip per
fornire materiale descrittivo in merito ai marchi di certificazione dell’articolo, le normative a cui
rispondono le caratteristiche dell'apparecchio e una scheda tecnica per l’estrazione libretto macchina
o fascicolo tecnico d’impianto.
Per associare un documento ad un articolo accedere all’archivio Articoli (scegliere Archivi materiali
dal menu Archivi) aprire la finestra di modifica dei dati dell’articolo desiderato e precisamente la
scheda Documenti.
I pulsanti nella barra degli strumenti permettono di aggiungere o eliminare file. Il file di documento
aggiunto viene copiato automaticamente nella cartella dei documenti associati impostata nella
finestra Proprietà articoli (comandi nel menu a cursore). Se si fa clic su Apri viene aperto il
documento.
Per ogni documento aggiunto è possibile assegnare la lingua tra quelle correntemente disponibili
(impostabili nella finestra di Imposta pagina). Quando viene compilato il libretto tecnico di un
progetto, in base alla lingua selezionata in fase di stampa, verranno caricati i documenti tecnici
opportuni.

Estrazione dell’elenco dei documenti


L’estrazione dei documenti tecnici può essere effettuata in ambiente grafico, nel programma Tabula
oppure in Sigma.
Come estrarre l’elenco dei documenti dallo schema elettrico in ambiente grafico
1. Aprire lo schema elettrico in ambiente grafico.
2. Scegliere Estrai documentazione allegata.

Menu: Strumenti>Preventivazione.
Barra multifunzione: scheda Preventivazione > gruppo Distinta materiali.
Riga di comando: DOCMAT.

Eseguendo l’estrazione, tutti i materiali del progetto ai quali è associato un documento in archivio,
vengono riportati nella finestra Elenco documenti allegati ai materiali. Per ognuno sono elencate le
seguenti informazioni: sigla, codice, descrizione, costruttore, gruppo, famiglia, documento allegato,
marchio e normativa.
Preventivazione 719
Fascicolo tecnico d’impianto o libretto macchina

Per visualizzare una lista di materiali univoci, omettendo quindi la sigla delle apparecchiature,
togliere la spunta Sigla dal menu a cursore che si apre premendo il tasto destro del mouse quando il
cursore è sopra la griglia. Anche le informazioni Funzione e Ubicazione sono opzionali ma vincolate
alla presenza dell’informazione Sigla, secondo le seguenti combinazioni:
• Funzione - Ubicazione - Sigla
• Ubicazione - Sigla
• Sigla

Tra tutti i materiali presenti in lista, quelli considerati per la produzione della documentazione tecnica
presentano un segno di spunta nella casella della prima colonna. La selezione può essere fatta con
un clic; utilizzare anche i pulsanti Seleziona tutto e Deseleziona tutto, disponibili nella barra degli
strumenti.

Nota. Se un articolo ha più codici alternativi, è possibile scegliere quale mostrare nella colonna
Codice alternativo della lista, tramite le opzioni disponibili nel menu contestuale.

Si possono produrre i seguenti documenti.


Stampa dei documenti
Tutta la documentazione selezionata viene inviata alla stampa su carta tramite la stampante
predefinita in Windows. In alternativa è possibile stampare in un unico file in formato PDF.
Crea indice
Il comando Crea indice genera un file in formato HTML che riporta un sommario di tutti i materiali,
le loro descrizioni e il link al documento tecnico per un rapido accesso a tutte le informazioni delle
apparecchiature. Facendo clic sul link viene infatti aperto il relativo documento. Nella finestra
Esportazione elenco documenti è possibile scegliere quali dati riportare nel documento. Con il
pulsante Opzioni si accede alle impostazioni di pagina (vedi “Imposta pagina” al capitolo
“Configurazioni comuni” nella guida “Commesse e archivi”).
Il file di indice e i documenti allegati vengono salvati nella cartella DOCS all’interno della commessa
o della cartella del progetto.
720 Preventivazione
Fascicolo tecnico d’impianto o libretto macchina
26
Stampa e pubblicazione

Il presente capitolo descrive le funzioni per riprodurre uno schema realizzato con iDEA, in formato
cartaceo, oppure in formato elettronico su file Adobe PDF, o su file DWF per la visione con un
browser Internet.

Generalità
Uno schema realizzato con iDEA può essere riprodotto in formato cartaceo mediante un plotter o una
stampante di sistema per Windows, oppure in formato elettronico su file Adobe PDF, o su file DWF
per la visione con un browser Internet.
Di seguito sono descritte le operazioni necessarie ad ottenere correttamente gli elaborati; per quanto
riguarda la personalizzazione della stampa, le configurazioni particolari, la descrizione delle
innumerevoli opzioni e funzioni delle finestre di dialogo che riguardano la stampa, si rimanda alla
guida in linea accessibile dalle finestre di dialogo.
Prima di iniziare con la procedura di stampa, assicurarsi che:
• si disponga di stampante o plotter, collegati, accesi, con carta e pronti in linea;
• la stampante o il plotter siano correttamente configurati in iDEA;
• la stampa con il comando Stampa dal menu File di iDEA esca correttamente.

Stampa dei progetti


La stampa degli schemi multifoglio e topografici in iDEA si effettua attraverso la finestra di dialogo
Stampa fogli. Tramite questa interfaccia è possibile ottenere stampe su carta oppure su file in formato
PDF o DWF.
722 Stampa e pubblicazione
Stampa dei progetti

Come avviare la stampa


• Scegliere Stampa fogli.

Menu: File.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Stampe.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: NSTAMPE.

Selezione dei fogli


Nel riquadro superiore, nel caso si tratti di uno schema multifoglio, vengono elencati tutti i fogli. È
possibile selezionare i fogli da stampare oppure selezionare una delle opzioni del riquadro Stampa:
Tutto lo schema, Fogli dispari, Fogli pari.
Se si va a stampare un impianto su foglio topografico viene riportato un unico foglio riferito al
modello corrente.
Dispositivo di stampa
Visualizza il dispositivo di stampa attualmente configurato. L’icona accanto al nome del dispositivo
specifica se si tratta di stampante o plotter, driver PDF o drive DWF.

Plotter o stampante: stampa su carta

Driver PDF: stampa su file PDF

Driver DWF: stampa per WebSheet

Per selezionare il dispositivo di stampa e configurare tutti i parametri di stampa, premere il pulsante
Impostazioni, tramite cui si accede alla finestra Imposta pagina; vedi “Imposta pagina” a pagina 723.

Nel caso sia selezionato il driver PDF, risulta attiva anche la casella Frontespizio; se è selezionata,
come primo foglio della stampa, viene inserito un frontespizio con i dati e il logo impostati in
Anagrafica ditta (vedi “Anagrafica ditta” a pagina 742) e alcuni dati ripresi dalla commessa.
Opzioni
Nel riquadro Opzioni si possono selezionare:
Stampa e pubblicazione 723
Imposta pagina

Ordine invertito: per invertire l’ordine di stampa dei fogli.


Numero di copie: per impostare il numero di copie che si vuole ottenere per ogni foglio.
Nascondi marcatori e vincoli filo: affinché eventuali marcatori e vincoli filo visibili sul disegno non
vengano stampati.
Nel caso sia impostato il driver PDF, risulta attiva anche la casella Crea file separati; se è selezionata
e lo schema da stampare è composto da più disegni viene creato un file PDF per ogni disegno. In
questo caso è possibile indicare anche un Prefisso e un Suffisso per il nome di ogni file PDF.
Filigrana
La stampe multifoglio permettono di inserire una scritta o un blocco personalizzato che viene inserito
durante il processo di stampa su carta o in formato PDF. Utile per inserire filigrane nelle stampe di
documenti non definitivi.
Dalla lista a discesa Filigrana è possibile selezionare una delle ‘scritte standard’. Ulteriori blocchi di
testo e/o disegni possono essere creati con il comando MBLOCCO e salvati nella cartella
COMMON\LIBRARY\LIB0; il nome dei blocchi deve avere come prefisso “ PrnMark ” (es.:
PrnMarkRiservato, PrnMarkDaApprovare,...).
Anteprima
Prima di avviare la stampa è possibile visualizzare un'anteprima di stampa del foglio corrente.
Stampa
Dopo aver controllato le precedenti impostazioni premere Stampa per avviare la stampa.

Imposta pagina
La finestra di dialogo Imposta pagina di iDEA consente di specificare il dispositivo di stampa e le
impostazioni del layout di pagina.
Si può accedere alla finestra Imposta pagina dal menu File, oppure dalla finestra Stampa fogli, di
iDEA, attraverso il pulsante Impostazioni.

Stampante/plotter
Visualizza il dispositivo di stampa attualmente configurato. Nell'elenco Nome sono visualizzati i
nomi delle stampanti di sistema disponibili e i nomi dei file PC3. A seconda del driver di stampa
selezionato si otterrà una stampa dell'elaborato su carta, su file PDF o su file DWF.
724 Stampa e pubblicazione
Imposta pagina

Il pulsante Proprietà, visualizza l'Editor di configurazione plotter che consente di controllare o


modificare la configurazione del plotter corrente, le porte, il dispositivo e le impostazioni dei
supporti.
Il disegno mostra una rappresentazione dell'area di stampa effettiva rispetto alle dimensioni del
foglio e all'area di stampa.
Dimensioni foglio
Visualizza le dimensioni standard del foglio disponibili per il dispositivo di stampa selezionato.
Selezionare dall’elenco il formato foglio utilizzato per la stampa.
Area di stampa
Selezionare Estensione, per stampare l'area di disegno che include tutti gli oggetti del disegno.
Selezionando, invece, Finestra scegliere il pulsante Finestra< e usare il dispositivo di puntamento per
indicare le coordinate dell'angolo in basso a sinistra (Primo angolo) e quello in alto a destra (Secondo
angolo) dell'area del disegno che si desidera stampare.
Le opzioni Limiti, Schermo e Visualizza non sono solitamente utilizzate nel nostro lavoro.
Offset di stampa
Specifica lo sfalsamento dell'area di stampa rispetto all'angolo inferiore sinistro del foglio. È
possibile sfalsare l'origine digitando un valore positivo o negativo. Selezionare la casella Stampa
centrata, per calcolare automaticamente i valori di sfalsamento X e Y necessari per centrare la stampa
sul foglio. Nelle caselle X e Y, specificare l'origine dell'area di stampa nella direzione X e Y.
Scala di stampa
Controlla le dimensioni relative delle unità di disegno rispetto alle unità di stampa. Per stampare uno
schema elettrico multifoglio si consiglia di selezionare Adatta al foglio. Per stampare uno schema
topografico o planimetrico invece si può selezionare una scala standard oppure creare la scala
Personalizzato e digitare il numero di millimetri corrispondente al numero di unità di disegno.
Tabella stili di stampa (assegnazione delle penne)
Imposta la tabella stili di stampa, modifica una tabella stili di stampa esistente o ne crea una nuova.
La lista a discesa visualizza l'elenco delle tabelle stili di stampa disponibili. Se si seleziona Nuovo,
visualizza l'autocomposizione Aggiungi tabella stili di stampa che consente di creare una nuova
tabella stili di stampa.
Per modificare una tabella stili di stampa scegliere Modifica: visualizza la finestra Editor tabella stili
di stampa, in cui è possibile visualizzare o modificare la tabella stili di stampa attualmente assegnata.

Nota. È disponibile un’opzione per leggere le tabelle stili di stampa salvate nella cartella del disegno,
oltre a quelle generali: vedi “Stampa” a pagina 758.
Opzioni ombreggiatura finestra
Specifica la modalità di stampa delle finestre ombreggiate e sottoposte a rendering e ne determina il
livello di risoluzione e il valore dpi.
Stampa ombra: specifica la modalità di stampa della vista: Come visualizzata, Wireframe, Nascosta,
Rendering.
Qualità: specifica la risoluzione di stampa delle finestre ombreggiate e sottoposte a rendering. Le
opzioni: Bozza, Anteprima, Normale, Presentazione, Massimo, Personalizzata.
DPI: specificare la risoluzione se si sceglie Personalizzata nella casella Qualità.

Opzioni
Specifica le opzioni per gli spessori di linea, gli stili di stampa, le linee nascoste e l’ordine di stampa
degli oggetti.

Stampa spessori linea oggetto: specifica se vengono stampati gli spessori assegnati agli oggetti e ai
layer.
Stampa con stili di stampa: specifica se stampare gli stili di stampa applicati ad oggetti e layer. Quando
si seleziona questa opzione, viene selezionata automaticamente anche l'opzione Stampa spess. linea
oggetto.
Stampa spazio carta dopo : stampa prima la geometria dello spazio modello. Generalmente, la
geometria dello spazio carta viene stampata prima di quella dello spazio modello.
Nascondi oggetti spazio carta: stampa le viste nello spazio modello senza le linee nascoste.
Stampa e pubblicazione 725
Imposta pagina

Orientamento del disegno


Specifica l'orientamento del disegno sul foglio per i plotter che supportano l'orientamento orizzontale
o verticale. Selezionando Verticale, Orizzontale o Stampa capovolta, è possibile modificare
l'orientamento del disegno per ottenere una rotazione di 0, 90, 180 o 270 gradi. L'icona del foglio
indica l'orientamento del supporto del foglio selezionato. La lettera indica l'orientamento del disegno
sulla pagina.

Attenzione. La guida in linea attivabile dalla finestra di dialogo Imposta pagina, riporta tutte le
informazioni dettagliate sulle funzioni di stampa.

Tabella stili di stampa [Link]


Per ottenere i migliori risultati nella stampa degli schemi elettrici di iDEA, è stata preparata la tabella
stili di stampa [Link] con le impostazioni di tutte le penne a colore nero e spessore relativo al
colore degli elementi del disegno.

Colore Spessore
rosso 0,25 mm
giallo 0,2 mm
verde 0,25 mm
ciano 0,25 mm
blu 0,35 mm
magenta 0,7 mm
bianco 0,5 mm
160 0,25 mm
210 0,25 mm
254 0,25 mm

Si consiglia pertanto di selezionare [Link] nella casella Tabella stili di stampa nella finestra di
dialogo Imposta pagina e selezionare la casella Stampa con stili di stampa, nel riquadro Opzioni.

Stampa del multifoglio


Per stampare uno schema multifoglio si utilizza la funzione Stampe fogli, di iDEA come descritto
in precedenza.
In particolare, in Imposta pagina, nella scheda Impostazioni layout, scegliere:
• Dimensione foglio: nella lista a discesa scegliere il foglio disponibile alla stampa.
• Scala di stampa: selezionare Adatta al foglio.

Stampa degli schemi topografici


Per stampare uno schema topografico si utilizza la funzione Stampe fogli, di iDEA come descritto
in precedenza.
Il disegno dello schema topografico in iDEA si effettua in scala reale. Quindi, per il riadattamento
del disegno al formato foglio di dimensioni stampabile (A0, A1, A2, A3,...), in Imposta pagina va
indicata la scala di stampa riportata da iDEA nella finestra Setup ambiente.
Come controllare la scala di stampa
1. Scegliere Setup ambiente.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.


Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: SETAMB.

2. Nella finestra di dialogo Setup ambiente, in basso viene indicata la Scala di plottaggio.

In particolare, in Imposta pagina scegliere:


• Dimensione foglio: nella lista a discesa scegliere il foglio del formato scelto in fase di inserimento
del foglio, all’inizio del progetto.
• Scala di stampa: scegliere Personalizzato, dalla lista a discesa e specificare nelle caselle di testo
i valori specificati nel riquadro Scala di plottaggio, nella finestra di dialogo Setup ambiente.
726 Stampa e pubblicazione
Stampe su file Adobe PDF per Acrobat Reader

Stampe su file Adobe PDF per Acrobat Reader


È possibile stampare su file in formato Adobe PDF tutti i documenti ottenibili dai software Electro
Graphics. Questa possibilità, semplifica le operazioni di salvataggio delle informazioni su un
supporto di utilizzo ormai universale, facilmente accessibile ed utilizzabile attraverso il programma
di libera divulgazione Acrobat Reader®.
Si può generare così un solo file per tutti i fogli dello schema e concatenare anche gli elaborati di
Tabula, Cablo, Ampère, Sigma, PLC e Traduttore (liste materiali, dimensionamenti, computi metrici,
etc.).
In tal modo le informazioni possono facilmente essere distribuite in azienda o a clienti, evitando di
condividere i file originali dei documenti, con il rischio di modifiche non autorizzate.
Come stampare su file PDF
• Avviare la funzione Stampa fogli; in Dispositivo di stampa, premere Impostazioni e come
Dispositivo di stampa, selezionare un driver PDF disponibile. Settare gli altri parametri e procedere
come per la stampa multifoglio su carta.

Gli schemi multifoglio possono essere stampati su file PDF anche con la funzione Salva multifoglio
in PDF (comando SALVAPDF): vedi “Salva multifoglio in PDF” a pagina 726.

Salva multifoglio in PDF


La funzione Salva multifoglio in PDF consente di semplificare e velocizzare l'esportazione di uno
schema elettrico multifoglio in formato pdf.
Salva multifoglio in PDF si avvia con il comando SALVAPDF oppure con l’apposita icona dalle
barre degli strumenti.

Nota. I disegni non multifoglio (disegni planimetrici) non possono essere stampati con questo
comando; utilizzare il comando STAMPE e selezionare il driver egPDF.

La finestra di dialogo permette di personalizzare il formato del foglio, la tabella degli stili di stampa,
l'attivazione degli spessori linea.
Stampa e pubblicazione 727
Salva multifoglio in PDF

Se il comando viene eseguito in modalità autonoma, permette di scegliere se esportare tutti i fogli
dello schema o il foglio corrente. Se il comando viene eseguito dalla finestra di Elenco fogli, viene
data la possibilità di stampare i fogli precedentemente selezionati.
Con le opzioni Elementi da stampare è possibile scegliere Estensioni o Vista multifoglio, cioè
secondo i limiti di finestra del foglio (valori impostati nei parametri multifoglio).
Seguono altre opzioni.

Nascondi marcatori e vincoli: Consente di non visualizzare nel PDF eventuali marcatori e vincoli
visibili sul disegno (vincoli filo, marcatori cavo, fascio, ecc. ).

Inserisci riferimenti incrociati:


attivando questa opzione si genera un documento interattivo in cui è
possibile la navigazione tra i vari elementi dello schema. In particolare vengono gestiti i seguenti
riferimenti incrociati:
• Navigazione tra i rinvii filo
• Navigazione tra elementi riferiti (es. contatti) ed elementi di comando (es. bobine)
• Navigazione tra simboli nello schema elettrico e relative sagome nel layout quadro.

I segnalibri sono visualizzati nel pannello Segnalibri della finestra del visualizzatore di PDF Adobe
Acrobat Reader. Ogni segnalibro rimanda a una visualizzazione o pagina differente del documento:
vedi “Segnalibri di Acrobat Reader” a pagina 729.

Riporta annotazioni con i materiali assegnati: consente di stampare, a fianco ad ogni simbolo con
codice materiale assegnato, una icona che apre una finestra popup per visualizzare il codice, o i
codici, materiale assegnati e la loro descrizione prelevata in archivio materiali.

Aggiungi la tabella ed i documenti allegati ai materiali: selezionando questa opzione, nello stesso file
PDF dello schema elettrico vengono accodate ulteriori pagine con l’elenco dei documenti tecnici
allegati ai materiali e, di seguito, tutti i documenti allegati di formato PDF.
728 Stampa e pubblicazione
Salva multifoglio in PDF

L’elenco documenti tecnici allegati ai materiali riporta per ogniuno le seguenti informazioni:
Ubicazione, Sigla, Codice, Descrizione, Costruttore, Documento. In particolare Documento
corrisponde al nome del file e contiene il link che apre la pagina relativa al documento PDF accodato.
I documenti allegati di formato non PDF e i documenti PDF che risultano assere protetti, sono
aggiunti nella sezione Allegati del PDF e sono comunque apribili tramite doppio clic sul nome del
file. Si tenga presente che per visualizzare la sezione Allegati del Pdf è necessario utilizzare un
visualizzatore PDF che gestisca tale funzionalità (es. Adobe Acrobat Reader).
Inoltre, nella sezione Segnalibri del PDF vengono aggiunti i segnalibri che si riferiscono all’elenco
documenti ed ai documenti allegati.
Nello schema elettrico stampato nel PDF, a fianco dei simboli con associato un codice materiale con
documenti allegati, è visualizzata una icona a forma di fermaglio con il link che apre la pagina del
primo documento allegato al materiale: un richiamo diretto tra componenti e relativa scheda tecnica.
Un'ulteriore opzione permette di personalizzare il livello di zoom nella navigazione da un elemento
all'altro. Uno fattore di zoom del 100% corrisponde ad uno zoom a pagina intera. Un valore maggiore
permette di localizzare meglio l'elemento di rimando.
Nel documento PDF generato la lista dei fogli dello schema viene visualizzata nel pannello
Segnalibri e questo permette di visualizzare velocemente il foglio desiderato. Per avviare la
navigazione tra elementi dello schema come accennato sopra basta fare clic sopra il simbolo quando
il cursore si trasforma in indicatore.

Stampa codice alternativo:nelle annotazioni dei materiali assegnati è possibile scegliere di stampare
il codice alternativo anzichè il principale; in presenza di codici alternativi multipli è possibile
scegliere quale stampare, tra i codici disponibili. La stessa scelta determina il codice stampato nella
tabella elenco dei documenti allegati ai materiali.

Elenco fogli strutturato: aggiunge i segnalibri dei fogli raggruppati per Pagine, Disegni, Titoli,
Ubicazioni, Funzioni, Categorie.

Elenco componenti strutturato: aggiunge i segnalibri dei componenti dello schema (compresi i
morsetti; aumenta il tempo di creazione del PDF).

Stili di testo
Spesso sorge l’esigenza di generare dei file pdf con testi selezionabili e ricercabili. I normali font
AutoCAD (.shx) sono riprodotti sul file pdf come grafica vettoriale, pertanto i testi e gli attributi che
utilizzano tali caratteri non sono selezionabili dall’utente. Per superare questo limite gli stili dei
caratteri impiegati in testi e attributi devono utilizzare font TrueType del sistema operativo.
Per agevolare questa operazione è stata introdotta un’opzione di conversione attivabile dall’utente
che rileva gli stili di testo che contengono font .shx e li converte in un font TrueType selezionato
dall’utente.
La spunta sulla casella Converti stili .shx in, attiva una lista a discesa con i caratteri TrueType rilevati.
Nel caso in cui il disegno contenga caratteri non occidentali (cinesi, russi) assicurarsi che il font
selezionato sia comprensivo di tali caratteri.

Attenzione. La conversione degli stili avviene nel disegno in modo permanente. Dopo aver
effettuato la stampa non salvare il disegno convertito, se si desidera mantenere gli stili impostati
precedentemente. Oppure attivare l’opzione Ripristina stile testo al termine, che consente di
riattivare nel disegno lo stile di testo originale .

È possibile in alternativa, convertire solamente gli attributi che si desidera rendere ricercabili. A tal
fine è necessario aggiungere nella finestra Stile di testo (si avvia dal menu Formato>Stile di testo o
con il comando STILE, vedi “Creazione e modifica di stili di testo” a pagina 53) uno stile TrueType
e poi assegnarlo con Utilità attributi (comando UTILATT, vedi “Utilità attributi” a pagina 71) agli
attributi desiderati.

Pubblica il file PDF in EG Cloud: è possibile pubblicare un file PDF da iDEA in EG Cloud al fine di
scambiare informazioni inerenti lo schema elettrico tramite annotazioni apponibili al disegno
pubblicato nel PDF stesso, ad esempio recuperare le annotazioni aggiunte tramite l’app Acronis®
Cyber Files. Selezionare questa opzione prima di confermare il salvataggio.
Stampa e pubblicazione 729
Salva multifoglio in PDF

Infine, come nome del file PDF viene proposto il nome del file di schema con estensione pdf; tramite
il pulsante a destra della casella è possibile scegliere una nuova destinazione e nome di salvataggio.

Stampa filtrata per ubicazione, funzione o gruppo


La funzione Salva multifoglio in PDF consente di selezione una delle ubicazioni su cui è organizzato
lo schema multifoglio e quindi stampare tutti i fogli in cui sono presenti componenti associati
all'ubicazione scelta.
Opzioni simili permettono di scegliere una delle funzioni dello schema elettrico o un gruppo di fogli
su cui è organizzato lo schema multifoglio e quindi stampare solo i fogli del gruppo scelto.
Le opzioni di filtro sono poste nel riquadro superiore a sinistra. Il bottone Filtro apre la finestra di
scelta che apre la finestra di scelta.

Il filtro per gruppo elenca i gruppi rilevati secondo l’attributo di gruppo impostato nel cartiglio
corrente. Per definire un gruppo è necessario che uno degli attributi del cartiglio corrente sia
impostato come Attributo di gruppo. Ad esempio se si è impostato TITOLO come attributo di
gruppo, si potranno filtrare i fogli che hanno lo stesso titolo; si può anche aggiungere nel cartiglio
un attributo, chiamato ad esempio GRUPPO, ed usarlo per raggruppamenti personalizzati.
Per maggiori informazioni sull’attributo di gruppo vedi “Modifica del cartiglio” a pagina 117.
Nella finestra Seleziona elementi da stampare (vedi anche figura precedente) è presente l’opzione
Salva un file pdf per ogni ubicazione/funzione/gruppo: la selezione produce un file pdf per ogni
ubicazione, funzione o gruppo selezionato. I Caratteri di separazione sono inseriti come separatori
per la composizione del nome del file pdf; pertanto il nome del file pdf è composto dal nome indicato
dall’utente + caratteri di separazione + codice dell'ubicazione/funzione/gruppo.

Stampa PDF con testi non commentabili


In un file PDF, per i testi che utilizzano font SHX, il lettore del PDF permette di aggiungere dei
commenti. Per disattivare o attivare la creazione di tali commenti aggiuntivi eseguire da tastiera la
variabile PDFSHX e porre a 1 per disattivare i commenti o a 0 per mantenere la funzione.

Salva PDF in formato PDF/A


PDF/A è uno standard internazionale (ISO19005), sottoinsieme dello standard PDF, appositamente
pensato per l'archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici. Garantisce che il documento
sia visualizzabile sempre allo stesso modo, anche a distanza di tempo e con programmi software
diversi. Un file PDF/A contiene tutte le informazioni necessarie a visualizzare il documento con lo
stesso layout di quando è stato generato. Tutto il contenuto visibile del documento deve essere
incluso nel file: il testo, le immagini, i vettori grafici, i fonts, i colori ecc. Un documento PDF/A non
può contenere macro-istruzioni o riferimenti ad elementi od informazioni (come i font) esterni al file
stesso.
Per produrre un PDF/A con iDEA è necessario attivare l’opzione Salva in formato PDF/A che consente
di creare un file PDF in formato PDF/A utile per la conservazione di lungo periodo del documento.

Segnalibri di Acrobat Reader


Un segnalibro è un tipo di link con testo rappresentativo visualizzato nel pannello Segnalibri della
finestra del visualizzatore di PDF Adobe Acrobat Reader. Ogni segnalibro rimanda a una
visualizzazione o pagina differente del documento. I segnalibri vengono generati automaticamente
durante la creazione del PDF secondo le opzioni selezionate.
L’elenco dei segnalibri viene visualizzato nell’apposito riquadro della finestra del visualizzatore di
PDF Adobe Acrobat Reader.
730 Stampa e pubblicazione
Salva multifoglio in PDF

Riquadro dei Segnalibri in Adobe Acrobat Reader

In base alle informazioni compilate nel cartiglio dei fogli dello schema e nei simboli dei componenti,
i segnalibri generati in automatico vengono visualizzati raggruppati con le seguenti modalità.
• Fogli: i fogli dello schema vengono elencati secondo diverse modalità utili per rintracciare più
velocemente il foglio che si vuole visualizzare. Oltre all’elenco completo per numero e titolo del
foglio (Pagine), i fogli sono elencati anche raggruppandoli per titolo uguale (Titolo), per disegno di
appartenenza (Disegni), ubicazione (Ubicazione), funzione (Funzione), categoria (Categoria),
combinazione di funzione e ubicazione (Funzione + Uicazione).

Nota. I segnalibri dei fogli riportano il numero del foglio e possono essere compilati con la terna
Funzione + Ubicazione + Sigla. A tal fine è necessario attivare l'opzione Usa la terna "Sigla + Funzione
+ Ubicazione" per la gestione dei fogli dello schema , presente nei Parametri multifoglio, scheda
Riferimenti, Impostazioni avanzate per la gestione dello schema multifoglio (comando EGPREF,
vedi “Riferimenti” a pagina 746).

• Componenti: i componenti dello schema vengono elencati raggruppati per rintracciare più
velocemente il punto in cui sono rappresentati nello schema. Il raggruppamento avviene per
ubicazione del componente e quindi per i tipi standard: Apparecchiature, Morsetti, Connettori e
Componenti di layout quadro (Layout). Ogni segnalibro è identificato con una stringa composta dalla
concatenazione degli attributi Sigla + Descrizione 1 + Descrizione 2 del componente. Per i
componenti di tipo Morsetto è specificata anche la pinatura.
Con un clic sul segnalibro di un componente il visualizzatore PDF apre la pagina del multifoglio in
cui è localizzato il simbolo ed effettua un ingrandimento dell’area in oggetto.

Pdf multilingua
La funzione Salva multifoglio in PDF permette di generare un pdf consultabile in più lingue.
Per poter sfruttare questa funzionalità è necessario aver eseguito la traduzione dello schema in
modalità Multilayer (comando TRAD, vedi “Traduzione multilayer” a pagina 789).
Inoltre, è necessario attivare la seguente impostazione del driver Pdf. Avviare Stampa dal menu File
(o comando STAMPA), selezionare DWG To PDF.pc3 nella casella Nome del riquadro
Stampante/plotter e fare clic sul bottone Opzioni PDF. Infine attivare l’opzione Includi informazioni
sui layer.
Stampa e pubblicazione 731
Salva multifoglio in PDF

Dopo le precedenti impostazioni è possibile avviare la funzione Salva multifoglio in PDF e


selezionare la casella Pdf multilingua.
Nel Pdf multifoglio creato, aprendo il pannello dei segnalibri si possono selezionare i segnalibri che
attivano le singole lingue previste in traduzione.

Nota. Le funzionalità di PDF dinamico, riferimenti incrociati, note contestuali, multilingua e 3D


sono garantiti solamente se vengono utilizzati Acrobat Reader o Acrobat Pro come visualizzatori.
Altri visualizzatori pdf potrebbero non essere in grado di garantire tutte le funzionalità.

Documenti allegati in formato Pdf protetto


I documenti allegati ai materiali, in formato PDF con protezione password, non sono concatenabili
alla stampa PDF.
Inoltre, nel pannello Segnalibri del visualizzatore PDF Adobe Acrobat Reader, i file PDF con
Protezione password per le autorizzazioni sono aggiunti la lista Documenti allegati, mentre i file pdf
con Protezione password di apertura documento non lo sono.
Al termine del processo di stampa viene visualizzata una finestra con l'elenco dei file non apribili o
con protezione password di apertura documento; l'elenco visualizzato può essere copiato negli
appunti.

Apertura Pdf multifoglio tramite comando Windows


Un file PDF generato da stampe multifoglio di iDEA può essere aperto in Windows anche tramite
un'istruzione alla riga di comando di Windows. Tale metodo, che può essere usato anche da software
732 Stampa e pubblicazione
PDF 3D

di terze parti, permette di specificare una sigla e pertanto di aprire la pagina del multifoglio che
contiene il componente con la sigla ricercata.
L’esempio seguente è il comando di avvio tramite Acrobat Reader, che apre il PDF
progetto_automazione.pdf alla pagina che contiene l’elemento di sigla M17 :
[Link] /A "nameddest=M17" "progetto_automazione.pdf"

PDF 3D
Con PDF 3D si identificano quei file in formato pdf che incorporano uno o più modelli di grafica
solida che l'utente può visualizzare tramite l'applicazione Adobe PDF Reader©. Il modello 3D
rappresenta nel pdf un contenuto attivo in quanto è possibile eseguire operazioni di zoom, panning,
rotazione, cambio di vista e di stili di visualizzazione. Il modello si compone di oggetti organizzati
gerarchicamente in un albero visibile in Adobe PDF Reader© nella palette "Albero modello". Ogni
oggetto è selezionabile sia nell'albero modello che nell'area di disegno e può essere corredato da
informazioni supplementari visibili nel riquadro Proprietà/Valore della palette.

Pdf 3D per la rappresentazione del layout dei quadri


È possibile produrre un file pdf contenente il modello 3D di uno o più fogli di layout quadri. Il
modello 3D esportato è finalizzato a rappresentare tutti gli oggetti che compongono il quadro quali
dispositivi, morsettiere, elementi di carpenteria corredati dai dati identificativi e descrittivi del
materiale, dove presenti.

Al fine di semplificare la ricerca nell'albero modello, la struttura organizza gli oggetti in cinque
sotto-nodi principali, presenti se viene rilevato almeno un oggetto ad esso associato.
• Dispositivi: sagome di layout di apparecchiature e connettori, ogni nodo è identificato dalla
sigla del componente corrispondente.
• Morsettiere: sagome di layout dei morsetti, ogni nodo è identificato da sigla e pin del morsetto
corrispondente. I morsetti sono raggruppati da nodi principali corrispondenti alla morsettiera di
appartenenza.
• Carpenteria quadri: sagome di quadri, guide e canaline.
• Altri elementi grafici: tutti gli oggetti del foglio non compresi nei gruppi precedenti.
• Cartiglio e squadratura: blocchi attributi di cartiglio e squadratura del foglio.

I nodi dell'albero corrispondenti a dispositivi, morsetti, elementi di carpenteria dei quadri, guide e
canaline sono corredati da proprietà descrittive, lette dai simboli del disegno e visualizzate nel
riquadro Proprietà/Valore:
Stampa e pubblicazione 733
PDF 3D

• Sigla
• Ubicazione
• Funzione
• Posizione
• Disegno
• Descrizione (1 e 2)
• Note
• Costruttore
• Serie
• Articolo (descrizione)
• Codice
• Quantità (guide e canaline)

Come generare un Pdf 3D del layout dei quadri


Il modello 3D di fogli di layout quadri è generabile in iDEA tramite i seguenti strumenti.

Nota. Questa funzione non è disponibile in iDEA Light e in Eplus Light.


Pannello Elenco fogli
Nel pannello Elenco fogli selezionare i fogli da salvare nel file pdf e da menu contestuale eseguire
la funzione Salva in PDF 3D. La finestra di dialogo richiede la selezione del percorso del file pdf. Il
bottone Opzioni consente l'accesso alla finestra delle opzioni (vedi “Opzioni di pubblicazione del pdf
3D” a pagina 735).

Nota. Il pannello Elenco fogli si avvia in automatico, dalla barra multifunzione Utilità o con il
comando EGLFOG.

Salva multifoglio in PDF


Nella finestra di dialogo della funzione Salva multifoglio in PDF (comando SALVAPDF) aggiungere
la spunta alla casella Aggiungi il modello 3D dei fogli di layout quadri; il bottone […] consente
l'accesso alla finestra delle opzioni (vedi “Opzioni di pubblicazione del pdf 3D” a pagina 735).
Al file pdf dello schema elettrico generato verranno accodati i fogli contenenti i modelli 3D dei fogli
di schema di categoria Layout quadri.
Tali fogli sono indicizzati nel file pdf dal segnalibro Layout 3D.
Ampère
È possibile eseguire la pubblicazione di un pdf 3D anche dalla finestra Disegno dei quadri, all’interno
del software Ampère. Nella barra degli strumenti selezionare la funzione Salva in PDF 3D. La
734 Stampa e pubblicazione
PDF 3D

finestra di dialogo richiede la selezione del percorso del file pdf. Il bottone Opzioni consente
l'accesso alla finestra delle opzioni (vedi “Opzioni di pubblicazione del pdf 3D” a pagina 735).

Pdf 3D del disegno planimetrico


La funzione Salva PDF 3D della planimetria (comando PDF3DCOND) è finalizzato alla produzione
di un file pdf con modello 3D del disegno nel file dwg nel suo complesso con particolare attenzione
alla rappresentazione dei condotti in formato tridimensionale (vedi “Sviluppo 3D del condotto” a
pagina 493). Il modello generato contiene solo gli oggetti del file dwg visibili, di conseguenza non
sono pubblicati nel file pdf tutti quegli oggetti residenti in layer spenti o congelati. Questo al fine di
consentire una selezione delle parti di disegno da rapprensentare. Gli oggetti pubblicati sono
raggruppati nell'albero modello in nodi corrispondenti al layer di appartenenza nel disegno
planimetrico.

Se dotati di rappresentazione 3D nel disegno dwg, i condotti sono rappresentati in forma


tridimensionale nel modello 3D del file pdf. È necessario quindi che ogni condotto sia caratterizzato
da un codice di archivio Portacavi e guide corrispondente ad un articolo di condotto portacavi
corredato dai dati geometrici necessari per la rappresentazione tridimensionale (vedi “Modifica dei
condotti ed associazione delle giunzioni” a pagina 481). Ogni tratta di condotto è gestita come
singolo oggetto selezionabile sia nell'area di disegno del modello 3D che nell'albero modello del file
pdf. Ogni tratta è arricchita da proprietà specifiche riportate nel riquadro Proprietà/Valore.
• Condotto: nome del condotto
• Numero: moltiplicatore
• Costruttore
• Descrizione (dell'articolo condotto)
• Diametro interno (o Base)
• Diametro esterno (o Altezza)
• Codice
• Utenza: vengono elencate le utenze che attraversano la tratta di condotto selezionata,
l'informazione è scritta nella forma [Nome utenza/Formazione cavo/Designazione cavo]. Al fine di
visualizzare i dati utenza è necessario che le utenze siano associate ai condotti rappresentati nel
disegno (vedi “Rete elettrica” a pagina 524).

Anche i simboli inseriti nel disegno planimetrico sono corredati da proprietà informative.
• Sigla
• Ubicazione
• Funzione
Stampa e pubblicazione 735
Codice QR

• Note
• Costruttore
• Articolo (Descrizione)
• Codice
Come generare un Pdf 3D del disegno planimetrico
Per generare il pdf 3D del disegno planimetrico avviare la funzione Salva PDF 3D della planimetria,
dalla barra multifunzione o eseguire il comando PDF3DCOND da riga di comando. La finestra di
dialogo richiede la selezione del percorso del file pdf. Il bottone Opzioni consente l'accesso alla
finestra delle opzioni (vedi “Opzioni di pubblicazione del pdf 3D” a pagina 735).

Opzioni di pubblicazione del pdf 3D


È possibile modificare le seguenti impostazioni di generazione del file pdf 3D pubblicato. La finestra
delle opzioni è attivabile dalla finestra di dialogo Salva in PDF 3D o dalla finestra di dialogo Salva
in PDF (vedi i paragrafi precedenti).

Colore di sfondo: colore di sfondo del modello 3D.


Margini: margine di stampa del foglio in cui il modello 3D è inserito.
Vista predefinita: consente di selezionare la vista predefinita all'attivazione del modello 3D. Le viste
disponibili sono le viste da 1 a 4, ortogonali, e la vista piana.
Disegna il contorno degli oggetti: se attiva, il modello viene visualizzato con "Modalità rendering
modello" del tipo "Contorno uniforme", se non attiva con modalità "Uniforme".
Crea immagine di anteprima: se attiva, il modello 3D generato dal disegno è corredato da un'immagine
di anteprima. L'anteprima è visualizzata in Adobe PDF Reader© quando il modello 3D è disattivato.
L'anteprima è inoltre visualizzata in sostituzione del modello 3D in tutti i software visualizzatori di
file pdf dove la rappresentazione 3D non è gestita.
Attiva automaticamente contenuto 3D: se attiva il modello 3D viene attivato automaticamente
all'apertura del file pdf. Se disattiva all'apertura del file pdf viene visualizzata l'immagine di
anteprima del modello, se presente.
Esporta cartiglio e squadratura: se attiva, il modello 3D esportato contiene anche gli oggetti cartiglio
e squadratura del foglio.

Codice QR

Codice QR dell’anagrafica ditta


L’archivio Ditte, disponibile in tutti i software Electro Graphics, permette di salvare le informazioni
di anagrafica ditta riferite al progettista e ai committenti.
Ad ogni commessa o progetto in particolare è possibile associare le opportune anagrafiche di
progettista e committente selezionandole dall’archivio al fine di riportarne i dati nei documenti
stampati.

La scelta o l’inserimento dei dati di anagrafica ditta può avvenire nel modulo di gestione Commesse
(accesso dal menu Impostazioni), in iDEA (accesso dalla funzione Preferenze o con il comando
736 Stampa e pubblicazione
Codice QR

EGPREF), in Tabula, Cablo, Ampère (accesso dal menu File) e da Solergo (accesso da Committente
e Tecnico responsabile).

Ai dati di ogni ditta è possibile associare anche l’immagine di un codice QR, anch'esso utilizzabile
nei documenti prodotti in abbinamento ai dati della ditta, ad esempio nei frontespizi.
La scheda Codice QR della finestra di editazione permette di generare 3 diversi tipi di codice.
• Contatto: genera un biglietta da visita standard (VCARD) compilato di default dai dati
precedentemente compilati relativi alle generalità della società (nome società, indirizzo, telefono,
sito web...etc) che possono essere variati.
• Link: genera un collegamento ad un documento nel web; predefinito è l'indirizzo del sito web
della società.
• E-mail: genera una e-mail precompilata da inviare; di default è compilata l’indirizzo e-mail della
società ma è possibile editare oggetto e corpo del messaggio.

Inserimento codice QR in CAD


Il codice QR della ditta associata al progetto aperto può essere inserito anche in un disegno. Il
comando QR eseguito da tastiera o scelto dalla barra multifunzione Utilità, permette di inserisce una
immagine del codice QR.
Stampa e pubblicazione 737
Configurazione di un plotter o una stampante

Configurazione di un plotter o una stampante


iDEA supporta i dispositivi di stampa utilizzando i driver del plotter HDI di Autodesk o i driver della
stampante di sistema per Windows.

Configurazione di una stampante di sistema per Windows


Per i plotter e le stampanti di sistema per Windows non è necessario eseguire operazioni di
configurazione aggiuntive per l'uso con prodotti CAD. I plotter e le stampanti di sistema per
Windows sono sempre disponibili nell'elenco dei dispositivi di stampa visualizzati nella finestra di
dialogo Stampa e sono contrassegnati da un'icona di stampante, come mostrato nella figura riportata
di seguito.

Dispositivo di base di AutoCAD

Stampante di sistema di Windows

Per migliorare le prestazioni e la qualità di stampa dei plotter Hewlett-Packard DesignJet, è


necessario installare il driver della stampante di sistema per Windows disponibile sul CD di iDEA o
scaricabile dal sito Web di Hewlett-Packard.
Per modificare le impostazioni relative al driver della stampante di sistema per Windows, scegliere
Proprietà nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, quindi
selezionare Proprietà personalizzate nell'Editor di configurazione plotter.
È possibile applicare le modifiche apportate alle impostazioni del driver della stampante di sistema
per Windows solo alla stampa corrente oppure salvarle in un file di configurazione plotter per
riutilizzarle successivamente. In questo caso, è sufficiente selezionare il file di configurazione plotter
dall'elenco Nome della finestra di dialogo Stampa.
738 Stampa e pubblicazione
Configurazione di un plotter o una stampante

Configurazione di un driver del plotter Heidi (HDI) di Autodesk


I driver del plotter ADI di iDEA sono stati sostituiti dai driver del plotter HDI di Autodesk. È
possibile utilizzare l'autocomposizione Aggiungi plotter presente in Gestione plotter per configurare
i dispositivi di stampa supportati dal driver HDI di Autodesk. Questa autocomposizione consente di
creare un file di configurazione plotter (PC3) contenente le informazioni specifiche del dispositivo,
ad esempio il nome del driver, il modello, il tipo di supporto e le dimensioni del foglio standard.
Configurazione di un plotter collegato al computer
1. Dal menu File di iDEA, scegliere Gestione plotter.
2. Nella cartella Plotters, fare doppio clic sull'icona Autocomposizione Aggiungi plotter.
3. Nella finestra Aggiungi plotter - Introduzione, scegliere Avanti.
4. Nella finestra Aggiungi plotter - Inizia, scegliere Questo computer per configurare un plotter
collegato direttamente al computer, quindi scegliere Avanti.
5. Nella finestra Aggiungi plotter - Modello plotter, nell'area Produttori, scegliere il produttore del
plotter.
6. Nell'area Modelli, scegliere il modello del plotter, quindi scegliere Avanti.
7. Nella finestra Aggiungi plotter - Importa PCP o PC2, scegliere Avanti.
8. Nella finestra Aggiungi plotter - Porte, scegliere la porta a cui è collegato il plotter, quindi
scegliere Avanti.
9. Nella finestra Aggiungi plotter - Nome plotter, digitare il nome del plotter o scegliere Avanti per
accettare il nome di default.
10. Nella finestra Aggiungi plotter - Fine, scegliere Fine.

Nella cartella Plotters viene creato un nuovo file di configurazione plotter. Per utilizzare questa
configurazione, selezionare il file di configurazione plotter dall'elenco Nome nella scheda
Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Stampa.
Configurazione di un plotter collegato ad un server di rete
1. Dal menu File di iDEA, scegliere Gestione plotter.
2. Nella cartella Plotters, fare doppio clic sull'icona Autocomposizione Aggiungi plotter.
3. Nella finestra Aggiungi plotter - Introduzione, scegliere Avanti.
4. Nella finestra Aggiungi plotter - Inizia, scegliere Server plotter di rete per configurare un plotter
collegato ad un server di rete, quindi scegliere Avanti.
5. Nella finestra Aggiungi plotter - Plotter di rete, digitare il nome del server di rete (UNC) che
verrà utilizzato per la gestione del dispositivo di stampa.
6. Nella finestra Aggiungi plotter - Modello plotter, nell'area Produttori, scegliere il produttore del
plotter. Nell'area Modelli, scegliere il modello del plotter, quindi scegliere Avanti.
7. Nella finestra Aggiungi plotter - Importa PCP o PC2, scegliere Avanti.
8. Nella finestra Aggiungi plotter - Nome plotter, digitare il nome del plotter o scegliere Avanti per
accettare il nome di default.
9. Nella finestra Aggiungi plotter - Fine, scegliere Fine.

Nella cartella Plotters viene creato un nuovo file di configurazione plotter. Per utilizzare questa
configurazione, selezionare il file di configurazione plotter dall'elenco Nome nella scheda
Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Stampa.

Se il dispositivo non è elencato come driver Heidi di Autodesk


Se il produttore del dispositivo non è presente nell'elenco visualizzato nell'autocomposizione
Aggiungi plotter, è possibile:
• Contattare il produttore del dispositivo di stampa (accedere al sito internet) per verificare se è
disponibile un driver Heidi di Autodesk. In tal caso, nella pagina Modello dell'autocomposizione
Aggiungi plotter, scegliere Disco driver per installare il driver del produttore.
• Controllare se esiste un driver di sistema per Windows in grado di supportare il dispositivo di
stampa. In tal caso, installare il driver di sistema per Windows utilizzando l'autocomposizione
Aggiungi stampante di Windows, che configurerà automaticamente il dispositivo per l'uso con
iDEA.
Stampa e pubblicazione 739
Specifica delle assegnazioni delle penne

• Consultare il manuale relativo al dispositivo di stampa per verificare se è in grado di emulare un


dispositivo di stampa Heidi di Autodesk supportato o una stampante di sistema per Windows. In tal
caso, seguire le istruzioni fornite dal produttore per impostare sul dispositivo di stampa la modalità
di emulazione. Installare quindi il driver di sistema per Windows o il driver Heidi di Autodesk.

Specifica delle assegnazioni delle penne


Per determinare gli spessori di linea, i tipi di linea ed il colore di un disegno durante la stampa, si
utilizza il file della tabella stili di stampa. Questo file utilizza i colori del disegno per controllare
durante la stampa gli spessori di linea, il colore, la retinatura, la scala dei grigi, la simulazione
digitale, i tipi di linea, gli stili di fine linea e di congiunzione linea, i modelli di riempimento ed i
numeri delle penne. Le tabelle stili di stampa sono indipendenti dal dispositivo e vengono associate
in fase di stampa mediante l'elenco Tabella stili di stampa (assegnazione delle penne) visualizzato
nella finestra di dialogo Imposta pagina.

Selezionare uno o più


colori.
Utilizzare il tasto Ctrl o
Maiusc per selezionare
più colori

Selezionare la proprietà di
stampa da modificare

Modificare i valori dello


spessore di linea di
default per la tabella stili
di stampa corrente

Come specificare le assegnazioni delle penne mediante una tabella stili di stampa
1. Dal menu File di iDEA, scegliere Imposta pagina.
2. Nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, scegliere l'elenco
Tabella stili di stampa (assegnazione delle penne).
3. Scegliere dall'elenco una tabella stili di stampa da collegare al disegno per la stampa.

Durante la stampa del disegno vengono utilizzate le informazioni relative agli spessori di linea, ai
colori, alla retinatura, alla scala dei grigi, alla simulazione digitale, ai tipi di linea, agli stili di fine
linea e congiunzione linea, ai modelli di riempimento ed ai numeri delle penne ricavate dalla tabella
stili di stampa collegata.
Come modificare le assegnazioni delle penne mediante una tabella stili di stampa
1. Nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, scegliere l'elenco
Tabella stili di stampa (assegnazione delle penne).
2. Selezionare dall'elenco una tabella stili di stampa, quindi scegliere Modifica per modificare la
tabella stili di stampa corrente utilizzando l'Editor tabella stili di stampa.
740 Stampa e pubblicazione
Specifica delle assegnazioni delle penne

3. Nell'Editor tabella stili di stampa, scegliere un colore di iDEA dall'elenco degli stili di stampa,
quindi modificare le impostazioni per tale colore utilizzando i campi presenti nell'area Proprietà. Ad
esempio, per stampare in nero il colore di iDEA, impostare su Nero il campo Colore nell'area
Proprietà.
4. Nell'Editor tabella stili di stampa, scegliere Salva e chiudi per salvare le modifiche apportate alla
tabella stili di stampa.
Stampa in nero di tutti i colori
Per stampare in nero tutti i colori del disegno, è possibile utilizzare le tabelle stili di stampa Electro.
ctb o [Link], oppure impostare su Nero il campo Colore di tutti i colori, nell'area Proprietà
della tabella stili di stampa.
Come creare le assegnazioni delle penne in una nuova tabella stili di stampa
1. Nella scheda Dispositivo di stampa della finestra di dialogo Imposta pagina, scegliere Nuova per
avviare l'autocomposizione Aggiungi tabella stili di stampa.
2. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Inizia, scegliere Inizia da
zero.
3. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Nome file, digitare il nome
della nuova tabella stili di stampa.
4. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Fine, scegliere Editor
tabella stili di stampa.
5. Nell'Editor tabella stili di stampa, impostare le proprietà di stampa per i colori di iDEA.
6. Nell'Editor tabella stili di stampa, scegliere Salva e chiudi per salvare le modifiche.
7. Nella finestra Aggiungi tabella stili di stampa dipendente dal colore - Fine, scegliere Fine.

La nuova tabella stili di stampa viene collegata al disegno e può essere utilizzata per la stampa.
27
Parametri e preferenze

In questo capitolo vengono riportate le utilità per l'impostazione dei percorsi di rete in cui iDEA
ricerca i database e le librerie, i parametri relativi al disegno aperto, le preferenze operative di iDEA.
Infine sono descritte le procedure per la personalizzazione delle tabelle di Tabula e Ampère che si
possono tracciare nel disegno.

Preferenze
Le impostazioni e le preferenze che influiscono sul disegno e l’elaborazione di schemi ed impianti
elettrici in iDEA possono essere modificate nelle finestre di dialogo che si attivano dalla finestra
Preferenze.

Le configurazioni di parametri di default sono associate alla commessa al momento della creazione.
Nel programma Commesse è possibile gestire più configurazioni di parametri da associare, per
esempio a commesse di clienti differenti (vedere anche la guida di riferimento “Commesse e
archivi”).
Come accedere alle impostazioni delle preferenze di iDEA
1. Selezionare Preferenze.

Menu: Strumenti.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Personalizza.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: EGPREF.

2. Nella finestra di dialogo Preferenze sono visibili i collegamenti per attivare le finestre di dialogo
relative a:
• Anagrafica ditta.
742 Parametri e preferenze
Anagrafica ditta

• Percorsi di rete.
• Imposta pagina.
• Parametri di configurazione del progetto corrente.
• Importa/esporta parametri correnti.
• Preferenze ambiente grafico.

Le finestre di dialogo relative si attivano facendo doppio clic sui collegamenti.


3. Effettuare le impostazioni desiderate.
4. Scegliere OK per memorizzare le impostazioni.
5. Salvare il disegno corrente.

Accesso veloce
Tramite il bottone nella barra di stato dell'applicazione (in basso a destra) è possibile accedere in
modo rapido a:
• Percorsi di rete
• Parametri di configurazione del disegno corrente
• Preferenze ambiente grafico

Anagrafica ditta
Selezionando Anagrafica ditta viene visualizzata una finestra di dialogo con i dati anagrafici della
ditta corrente.
Nella lista a comparsa Società si possono selezionare le ditte registrate nell'archivio Ditte
Il pulsante Ditte permette di accedere all'archivio Ditte in cui salvare i dati delle anagrafiche ditte,
modificarli e selezionare la ditta corrente.
Selezionando una ditta in lista e premendo Seleziona ditta, nella barra degli strumenti si rende
corrente tale ditta e i dati vengono riportati nella finestra principale.
Selezionando una ditta in lista e premendo Modifica, nella barra degli strumenti si possono
modificare i dati di tale ditta tra cui anche il logo.

Imposta pagina
Scegliendo Imposta pagina viene visualizzata una finestra di dialogo per le impostazioni generali
delle stampe degli archivi e degli elaborati nei programmi Electro Graphics non CAD.
Per informazioni dettagliate vedi la guida “Commesse e archivi”, capitolo “Configurazioni comuni”,
paragrafo “Imposta pagina”.

Percorsi di rete
Scegliendo Percorsi di rete viene visualizzata una finestra di dialogo che permette di specificare le
cartelle in cui il programma deve cercare le librerie dei simboli e i database.
Parametri e preferenze 743
Importa/esporta parametri correnti

Il percorso dei file di configurazione specifica dove iDEA legge i dati generali di configurazione.
Il percorso dei database specifica dove iDEA legge i dati dell’Archivio moduli fotovoltaici,
l’Archivio inverter, l’Archivio cavi, l’Archivio dati climatici e l’Archivio articoli. Come predefinito
è il medesimo percorso specificato per i file di configurazione. In alternativa si può specificare un
percorso differente, ad esempio in una unità di rete condivisa. Se è stata attivata una gestione con
server di rete degli archivi Electro Graphics, è possibile scegliere l’identificativo del server da
utilizzare.
Se si modificano i percorsi di rete è necessario riavviare il programma.

Condivisione degli archivi in rete


La condivisione degli archivi da parte di più utenti all'interno di una rete aziendale permette di
agevolare il lavoro garantendo un l’utilizzo, in tutte le postazioni, dei medesimi archivi sempre
aggiornati.

Nota. Per l’utilizzo dei archivi in rete è richiesta una rete LAN locale con protocollo TCP/IP
installato, configurato e funzionante.

Per informazioni dettagliate vedi la guida di installazione e aggiornamento.

Importa/esporta parametri correnti


L’insieme dei Parametri multifoglio e Parametri topografico del disegno corrente possono essere
salvati in una configurazione che viene esportata e resa disponibile per altri disegni.
Tali configurazioni sono salvate nella lista Configurazioni, alla quale si può accedere dal programma
Commesse (vedi la guida di riferimento “Commesse e archivi” al capitolo “Configurazioni
comuni”).

Nota. Alla creazione di ogni commessa si può scegliere una configurazione di default per i disegni
di tale commessa.

Per l’importazione nel disegno corrente il programma richiede di selezionare la configurazione dalla
suddetta lista.
Per l’esportazione viene richiesto solo il nome con cui identificare la nuova configurazione
all’interno della lista Configurazioni nel programma Commesse.

Configurazioni di progetto
Le configurazioni di parametri di default sono associate alla commessa di lavoro al momento della
creazione. Nel programma Commesse è possibile gestire più configurazioni di parametri da
associare, per esempio, a commesse di clienti differenti (vedi la guida di riferimento “Commesse e
archivi” al capitolo “Configurazioni”).

In iDEA tutti i parametri e le preferenze correnti sono organizzati in due finestre. Le impostazioni e
le preferenze che influiscono sull'ambiente di disegno, sulla gestione del multifoglio e
sull'elaborazione dei dati nei software Electro Graphics, possono essere modificate nelle finestre di
dialogo che si attivano dalla finestra Preferenze (comando EGPREF).
Parametri di configurazione
Permette di modificare i parametri relativi alla struttura grafica del multifoglio e di gestione dello
schema elettrico nel progetto aperto. Qui è possibile modificare anche i parametri riferiti al disegno
delle planimetrie e degli schemi topografici. Nelle precedenti versioni la maggior parte di questi
parametri erano divisi tra le finestre Parametri multifoglio e Parametri topografico ma non hanno
subito sostanziale modifica di utilizzo.
Preferenze ambiente grafico
Permette di modificare impostazioni, personalizzazioni e parametri che influiscono sull'ambiente di
disegno, l'elaborazione dei dati in iDEA e alcune opzioni di interfacciamento con gli altri software
Electro Graphics. Le preferenze ambiente grafico non sono legate al progetto corrente come i
parametri di configurazione, quindi la modifica è valida per i disegni aperti e per quelli che saranno
744 Parametri e preferenze
Configurazioni di progetto

aperti in seguito. Queste preferenze possono essere modificate anche dal programma Commesse e
da altri software Electro Graphics che si interfacciano con l’ambiente grafico.

Organizzazione dei profili di lavoro


All’interno dei Parametri di configurazione è presente la scheda Organizzazione dei profili di lavoro.
In questa scheda è possibile impostare i profili di lavoro dei vari moduli e salvare l'insieme delle
impostazioni all'interno di un'unica configurazione utente.
La configurazione così impostata può essere assegnata ad una commessa al fine di ritrovarsi
l'ambiente di lavoro prestabilito nei progetti creati in tale commessa.
In particolare i profili di lavoro che sono profilabili sono i seguenti.
• Impostazioni di pagina
• Tabelle multifoglio
• Opzioni Gestione Plc
• Siglatura simboli
• Elaborazione delle morsettiere
• Opzioni di stampa di Tabula
• Opzioni di Ampère
• Opzioni di stampa di Sigma

Tutte la finestre di dialogo che contengono impostazioni profilabili evidenziano il riquadro seguente
per la gestione dei profili:

Rimane sempre disponibile un profilo Predefinito. Tale profilo Predefinito non è rinominabile e non
è eliminabile. Prima di effettuare delle modifiche alle impostazioni di ciascun prodotto si consiglia
di duplicare il profilo predefinito con l'apposito comando e assegnare una descrizione correlata al
cliente della commessa di lavoro. In tal modo sarà poi facile richiamare tali impostazioni o assegnarle
ad un progetto da effettuare allo stesso cliente.
È possibile rinominare la descrizione del profilo o rimuovere l'intero profilo. Eventuali progetti che
facevano riferimento ad un profilo che è stato rimosso verranno automaticamente connessi a quello
predefinito.
Tutte le personalizzazioni effettuate sono in ogni caso recuperabili da una versione all'altra attraverso
l'aggiornamento da versioni precedenti.
Si riportano di seguito in dettaglio gli elementi personalizzabili.
Impostazioni di pagina
Attraverso questa profilatura è ad esempio possibile personalizzare il frontespizio e le intestazioni
delle stampe, oppure la lingua delle stampe stesse. Una volta creato un frontespizio dedicato ad un
committente e assegnato ad un profilo, sarà facile richiamarlo all'interno di un'altra commessa.
Tabelle multifoglio
Il profilo scelto determina la grafica delle tabelle multifoglio: vedi “Schemi elettrici - Tabelle
multifoglio” a pagina 761.
Opzioni Gestione Plc
Blocchi grafici per ingressi e uscite, tipologie operandi e tutte le impostazioni correlate ad un
progetto di schede plc sono salvabili all'interno di un unico profilo di impostazioni.
Siglatura simboli
Le operazioni di profilatura permettono di assegnare ad una commessa una particolare modalità di
siglatura simboli.
Il comando SIGLA per la siglatura dei simboli in ambiente grafico consente di salvare le
impostazioni corrente in un profilo o di richiamare un profilo salvato precedentemente. Tali comandi
sono disponibili sulla barra superiore della finestra.
Parametri e preferenze 745
Parametri di configurazione multifoglio

Elaborazione delle morsettiere


Anche le preferenze per l'elaborazione relative all'analisi delle morsettiere sono profilabili e variabili
quindi da schema a schema.
Opzioni di stampa di Tabula
All'interno di un profilo di stampe di Tabula è possibile disabilitare determinate stampe al fine di
creare una lista delle sole stampe di interesse. Esiste il comando Visualizza stampe disabilitate, in
menu Utilità per visualizzare tutte le stampe presenti.

Nota. Le etichette Sottotitolo e Sigla quadro sono informazioni del progetto e non vengono salvate
nei profili.
Opzioni di Ampère
Ampère consente l'editazione di 8 profili fissi per il salvataggio della finestra Proprietà. In
configurazione è possibile assegnare un determinato profilo di avvio per i nuovi progetti.
Opzioni di stampa di Sigma
Le opzioni di stampa di Sigma sono salvate all'interno del file progetto del programma. È possibile
salvare le impostazioni di un progetto con un profilo mnemonico che può essere utilizzato come
profilo di avvio per nuovi progetti.

Parametri di configurazione multifoglio


All’interno della finestra Parametri di configurazione, nelle schede del gruppo Parametri multifoglio
è possibile modificare i parametri relativi alla struttura grafica del multifoglio e di gestione dello
schema aperto.
Si ricorda che le impostazioni di default vanno stabilite nel programma Commesse tramite le
Configurazioni.
Di seguito prendiamo in analisi i vari parametri.

Formato documenti
Nella scheda Formato documenti inserire le informazioni relative al formato dei documenti.
Squadrature
Multifilare: individua il nome del blocco che sarà utilizzato quale profilo di squadratura nella
generazione del foglio multifilare.
Funzionale: individua il nome del blocco che sarà utilizzato quale profilo di squadratura nella
generazione del foglio funzionale.

È da sottolineare il fatto che questi blocchi, se diversi da quelli di default, devono essere definiti
tenendo conto delle impostazioni delle colonne, delle righe e della modalità di gestione, delle
posizioni degli elementi sullo schema (Foglio/Colonna oppure Foglio/Riga+Colonna) adeguando le
indicazioni di righe e colonne eventualmente presenti sui bordi di squadratura dei fogli in oggetto.
Una funzione permette di generare nuovi blocchi squadratura in modo assistito: vedi “Creazione di
squadrature personalizzate” a pagina 122.

Frontespizio: individua il nome del blocco che sarà utilizzato, quale profilo di squadratura, nella
generazione del foglio di frontespizio.
Unifilare e linee di terra: individua il nome del blocco che sarà utilizzato quale profilo di squadratura
nella generazione del foglio unifilare e per il foglio delle linee di terra.

Nota. Premendo il pulsante accanto ad ogni lista a comparsa viene visualizzata un'anteprima del
blocco.
Simbologia
Scala dei simboli: indica la scala di default con la quale saranno inseriti i simboli sui vari schemi o
impianti; tale parametro potrà poi essere variato all'interno del disegno.
746 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio

Modulo base per i simboli: è la distanza tra le linee di collegamento dei pin nei simboli elettrici in
rappresentazione multifilare e la distanza assunta tra le linee in un fascio multifilare; il valore di
default è quello che consente un corretto uso della libreria standard. Una variazione a tale parametro
comporta, ai fini di un corretto funzionamento delle procedure di inserimento simboli e tracciamento
linee, una nuova definizione dei simboli in libreria.
Memoria dati per inserimenti ripetitivi: abilita o meno l'utilizzo come default del codice magazzino e
codice alternativo indicati nel precedente inserimento di un simbolo, nel caso si utilizzi un simbolo
uguale. Tale possibilità è particolarmente utile nel caso di inserimenti ciclici degli stessi simboli (ad
esempio: bobine, pulsanti, interruttori, etc.).
Colori
Selezionare il colore da utilizzare per gli oggetti nei tre layer standard del multifoglio, Simboli, Testi
e Fili, su cui sarà strutturato lo schema elettrico. Il colore predefinito è Da layer, percui gli oggetti
assumeranno il colore assegnato al layer tramite la funzione iDEA Gestione proprietà layer
(comando LAYER).
Fogli
È possibile impostare il formato della sigla dei fogli; il programma aggiunge una serie di ‘0’ alla sigla
numerica indicata dall’operatore fino a completare la lunghezza caratteri definita. In tal modo tutte
le sigle dei fogli avranno una lunghezza caratteri fissa. Per esempio vedi la seguente tabella.

Formato - 1 01 001 0001 00001 000001


Sigla inserita Sigla formattata
5 5 5 05 005 0005 00005 000005
15 15 15 15 015 0015 00015 000015
200 200 200 200 200 0200 00200 000200
A5 A5 A5 A5 A05 A005 A0005 A00005
8X 8X 8X 8X 08X 008X 0008X 00008X

Parametri di individuazione indipendenti dagli altri disegni


Talvolta esiste l’esigenza di correlare allo stesso schema disegni provenienti da fonti diverse, con
diverse squadrature, riferimenti e cartigli. A tal proposito è possibile mantenere distinti i parametri
di individuazione del foglio per il disegno corrente, anziché salvare gli stessi per tutti i disegni dello
schema.

Parametri di individuazione indipendenti dagli altri disegni di uno schema: quando questa opzione è
selezionata, i riferimenti incrociati di rinvii e cross reference risentono delle impostazioni di formato
definite nel disegno in cui è presente il componente di destinazione del riferimento, anche se diverso
dal disegno del componente di origine.

Riferimenti
Nella scheda Riferimenti inserire le informazioni relative ai dati costituenti la griglia del foglio.
Dimensione delle zone
Larghezza foglio e Altezza foglio: sono definibili la larghezza e l'altezza dell'area che individua il foglio
all'interno del multifoglio; non esistono limitazioni sulle dimensioni dei fogli.
Larghezza colonne e Offset sinistro colonne: questi due parametri definiscono la larghezza della
colonna, assunta come passo base orizzontale, ai fini della determinazione della posizione di un
elemento sullo schema e l'eventuale bordo sinistro, da considerare vuoto (utilizzabile ad esempio per
la pinzatura o rilegatura degli schemi) e da cui iniziare la valutazione del numero di colonna. Il
numero di colonna, se impostato maggiore o uguale a 10 è al massimo composto da due cifre e va,
quindi, da 00 fino a 99; perciò la dimensione della colonna deve essere tale da non generare più di
100 colonne una volta fissata la larghezza del foglio ed il bordo sinistro di pinzatura. Se il numero
di colonna è inferiore o uguale a 9, la rappresentazione sarà del tipo 0, 1, 2, 3, etc. invece di 00, 01,
02,..., 10, 11.
Larghezza righe e limite superiore righe: questi due elementi, similmente ai precedenti, definiscono la
larghezza della riga assunta come passo base verticale ai fini della determinazione della posizione di
un elemento sullo schema e il punto di partenza da cui iniziare la valutazione della prima riga; le righe
Parametri e preferenze 747
Parametri di configurazione multifoglio

vengono identificate con le 26 lettere dell'alfabeto internazionale indicando con 'A' la prima e
procedendo dall'alto verso il basso.
Dimensione della zona ausiliaria
Sono definiti i parametri base del foglio funzionale.
Coordinate di inizio x e y: viene assegnato il punto iniziale in basso a sinistra per la costruzione della
zona ausiliaria.
Larghezza e altezza zona ausiliaria: Impostare la lunghezza delle linee orizzontali e la distanza tra le
due linee di alimentazione standard
Individuazione zone del foglio
Individua la modalità con la quale saranno indicate le posizioni degli elementi sullo schema nelle
procedure che utilizzano tali identificativi (cross reference, rinvii filo, etc.). La posizione di un
elemento può essere indicata per:
• Foglio;
• Foglio/Colonna;
• Foglio/Riga Colonna;
• Foglio/Riga numerica;
• Colonna;
• Foglio/Riga Colonna senza il carattere alfabetico I per le righe;
• Foglio/Riga Colonna con i caratteri alfabetici minuscoli per le righe;
• Foglio/Riga Colonna con i caratteri alfabetici minuscoli e senza il carattere I per le righe;
• Foglio/Colonna lettera (es. 1/A);
• Foglio/Colonna lettera senza IO (es. 1/A);
• Foglio/Riga numerica Colonna (es. 1/1A).

Nota. Tutti i blocchi da utilizzare come squadrature, cartigli, tabelle, frontespizi, etc., devono essere
creati in iDEA e memorizzati come blocchi nella sottodirectory COMMON\LIBRARY\LIB.
Impostazioni avanzate per la gestione dello schema multifoglio
Usa la terna Sigla+Ubicazione+Funzione per l’identificazione dei componenti di schema: questa opzione
attiva l’uso dei dati di ubicazione e funzione per l’identificazione completa dei componenti. Per
maggiori informazioni vedi “Identificazione completa dei componenti di schema” a pagina 274.
Usa la terna “Sigla + Ubicazione + Funzione” per la gestione dei fogli dello schema: questa opzione attiva
l’uso dell’identificazione completa dei fogli dello schema. Per maggiori informazioni vedi
“Identificazione completa dei fogli di schema” a pagina 89.
Ordina i fogli per disegno: questa opzione permette di svincolare l'ordine dei fogli di uno schema
composto da più disegni. Una volta determinato l'ordine dei disegni le elaborazioni e i report generati
procederanno con l'ordine imposto dal nome del disegno e numero del foglio. Tale impostazione
influenza l'ordine di elaborazione di:
• Sequenza fogli e tabelle relative
• Stampe
• Riferimenti incrociati
• Risoluzione dei rinvii filo
• Siglatura dei simboli

Abilita la siglatura dei simboli per impiantistica: questa opzione consente di abilitare o meno la siglatura
simboli per i simboli di impiantistica. Quando non selezionata, la siglatura (sia da comando SIGLA
che da aggiornamenti automatici) ignora i simboli impianti. Questo consente di avere nello stesso
schema simboli di automazione e di impianti siglando i primi ed escludendo i secondi.
Identificazioni dei riferimenti incrociati conforme alla norma CEI EN 61082-1: questa opzione consente di
abilitare o meno la nomenclatura citata per l’identificazione delle informazioni di cross reference. Se
attivata, il dato di posizione espresso in tutti i riferimenti incrociati (cross reference) viene espresso
nella forma /[Link] conformemente alle specifiche della norma CEI EN 61082-1 (aprile
2016) al paragrafo 5.8.
748 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio

Ubicazioni e funzioni
Nella scheda Ubicazioni e funzioni si trovano le opzioni per gestire l’assegnazione automatica di
ubicazione e funzione ai simboli in base alla posizione degli stessi all’interno dei riquadri. Per
maggiori informazioni vedi “Gestione interattiva di ubicazione e funzione negli schemi” a
pagina 333.

Aggiornamento automatico ubicazione simboli: consente di attivare l’aggiornamento automatico per


l’ubicazione dei simboli.

Aggiornamento automatico funzione simboli: consente di attivare l’aggiornamento automatico per la


funzione dei simboli.

Entrambe queste opzioni possono assumere tre valori selezionabili dalla lista a discesa.
• Nessuno: l’aggiornamento automatico è disattivato.
• Riquadri: l’aggiornamento automatico è attivato e risponde ai dati di Ubicazione e Funzione dei
riquadri come sopra descritto.
• Riquadri e cartiglio del foglio: quando è selezionata questa scelta, i simboli assumono Ubicazione
e Funzione quando posizionati all’interno di un riquadro come nel caso precedente. Quando
posizionati esternamente ai riquadri invece assumo l’ubicazione e la funzione del foglio in cui si
trovano, se definiti.

Nella pagina di preferenze Ubicazioni e funzioni sono presenti inoltre le seguenti opzioni relative
all’aggiornamento automatico.

Nascondi ubicazione e/o funzione quando aggiornati : consente di rendere invisibili gli attributi
ubicazione/funzione quando modificati tramite aggiornamento automatico in quanto il loro valore è
comunque visualizzato nel testo titolo del riquadro o nel cartiglio del foglio.

Aggiorna ubicazioni e/o funzioni dei simboli dopo il comando “Gestione ubicazioni” (UBIC): consente di
aggiornare i simboli la cui ubicazione/funzione è stata modificata tramite il comando Gestione
ubicazioni (comando UBIC, vedi “Gestione ubicazioni e funzioni” a pagina 331).

Richiedi conferma per eseguire l'aggiornamento dei simboli: opzione disponibile solo se attivata la
precedente. Se attivata, le operazioni di aggiornamento dei simboli avvengono solo dopo che il
messaggio di richiesta viene confermato dall’utente.

Seguono ulteriori opzioni che permettono di personalizzare il disegno dei riquadri.

Colore dei riquadri ubicazione: consente di selezionare il colore di disegno dei riquadri ubicazione.

Colore dei riquadri funzione: consente di selezionare il colore di disegno dei riquadri funzione.

Stile di linea dei riquadri: consente di specificare lo stile linea con cui vengono disegnati i riquadri
ubicazione e funzione.

Stile di testo dei riquadri:


consente di specificare lo stile testo utilizzato per il titolo del riquadro
riportante il nome dell’ubicazione o funzione.

Altezza testo dei riquadri: consente di specificare l’altezza del testo di cui al punto precedente.

Fogli
Nella scheda Fogli inserire le informazioni relative al riquadro delle iscrizioni del foglio.
Cartiglio
Nome: scegliere o immettere il nome del blocco utilizzato, quale cartiglio, che verrà inserito in ogni
foglio dello schema multifoglio.
X, Y: indicare le coordinate a cui inserire il cartiglio. Dipendono dal punto di origine stabilito quando
si definisce il blocco del cartiglio scelto.
Parametri e preferenze 749
Parametri di configurazione multifoglio

Attenzione. È da tener presente che il blocco del cartiglio per il multifoglio di iDEA deve essere
definito con precisi criteri e modalità: vedi “Personalizzazione del cartiglio” a pagina 116.
Margini del foglio
È possibile personalizzare il bordo del foglio escluso dall’area di lavoro considerata dal programma
per le operazioni sullo schema multiofglio.
Foglio testata
Tabella riassuntiva del quadro: definisce il nome del blocco da utilizzare quale tabella riassuntiva dei
dati del quadro o impianto sul foglio di presentazione o di frontespizio.
Nome cartiglio del foglio testata: definisce il nome del blocco da utilizzare quale cartiglio generale sul
foglio di presentazione o di frontespizio.
Foglio tabella cavi
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella di posa cavi (inserita in automatico
dalla funzione di tracciatura Tabella cavi; vedi “Tabella posa cavi e lista cavi con Cablo” a
pagina 416).
Foglio: definisce il nome del blocco da utilizzare per il foglio base, quindi la squadratura e la tabella
in cui vengono disegnati i dati dei cavi.
Dati cavo: definisce il nome del blocco da utilizzare per la compilazione dei dati del cavo (blocco
centrale).
Dati conduttore : definisce il nome del blocco da utilizzare per la compilazione dei dati di ogni
conduttore del cavo (blocchi laterali).
Foglio sovratemperatura quadri CEI 17-43
Per la stampa della verifica di sovratemperatura quadri CEI 17.43 è possibile scegliere il tipo di
foglio da disegnare: a Sviluppo orizzontale o Sviluppo verticale.

Il foglio orizzontale utilizza il blocco [Link] ; il foglio verticale utilizza il blocco


C E I 1 7 4 3 V. D W G. E n t r a m b i s o n o s a l v a t i n e l l a c a r t e l l a < p e r c o r s o d i
rete>\COMMON\LIBRARY\LIB.
Blocchi descrizione di riga e colonna
Selezionare i blocchi da impiegare come marcatori descrittivi di riga o colonna (vedi “Marcatori
descrittivi delle funzionalità di riga o colonna” a pagina 146). Per i blocchi selezionati è possibile
specificare la posizione d'inserimento. Per i blocchi descrizione di colonna è possibile specificare il
valore Y, mentre X è calcolato come mezzeria della posizione di colonna. Per i blocchi descrizione
di riga è possibile specificare il valore X, mentre Y è calcolato come mezzeria della posizione di riga.

Tabelle unifilari
Nella scheda Tabelle unifilari inserire le informazioni relative alle tabelle per gli schemi unifilari.
Linee utenze
Tabella: individua il blocco che sarà utilizzato quale tabella utenze nella definizione del foglio per
schemi unifilari del quadro. Oltre ai blocchi predefiniti si possono creare tabelle personalizzate.
Quando si seleziona una tabella che corrisponde ad una configurazione salvata il programma
propone di caricare le impostazioni salvate con la tabella scelta. Premendo Si vengono settati in
automatico gli altri dati del riquadro.
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella linee-utenze sui fogli.
Descrizioni: individua il blocco che sarà utilizzato quale elemento descrittivo di ogni colonna o
utenza, nella tabella utenze del foglio per schemi unifilari del quadro. Anche in questo, come nel
precedente caso, il blocco può essere personalizzato ed è possibile assegnare la sua coordinata y di
inserimento sul foglio in maniera tale da inserirsi correttamente nella griglia, definita dalla tabella
linee o utenze sopra definita.
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco descrittivo della tabella linee-utenze;
l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna su cui viene inserito un simbolo unifilare.
Larghezza colonne: nel caso la larghezza delle colonne della tabella linee utenze sia diversa dalla
larghezza delle colonne del foglio, indicare la misura corretta. Se il valore rimane a 0 la larghezza
viene considerata pari alla larghezza impostata nella casella Larghezza colonne, nella scheda
Riferimenti (vedi “Riferimenti” a pagina 746).
750 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio

Salva: premere questo pulsante per salvare la configurazione dei dati impostati nel riquadro Linee
utenze.
Linee utenze MT
Tabella: individua il blocco che sarà utilizzato quale tabella utenze MT nella definizione del foglio
per schemi unifilari del quadro. Oltre ai blocchi predefiniti si possono creare tabelle personalizzate.
Quando si seleziona una tabella che corrisponde ad una configurazione salvata il programma
propone di caricare le impostazioni salvate con la tabella scelta. Premendo Si vengono settati in
automatico gli altri dati del riquadro.
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella linee-utenze sui fogli.
Descrizioni: individua il blocco che sarà utilizzato quale elemento descrittivo di ogni colonna o
utenza, nella tabella utenze del foglio per schemi unifilari del quadro. Anche in questo, come nel
precedente caso, il blocco può essere personalizzato ed è possibile assegnare la sua coordinata y di
inserimento sul foglio in maniera tale da inserirsi correttamente nella griglia, definita dalla tabella
linee o utenze sopra definita.
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco descrittivo della tabella linee-utenze;
l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna su cui viene inserito un simbolo unifilare.
Larghezza colonne: nel caso la larghezza delle colonne della tabella linee utenze sia diversa dalla
larghezza delle colonne del foglio, indicare la misura corretta. Se il valore rimane a 0 la larghezza
viene considerata pari alla larghezza impostata nella casella Larghezza colonne, nella scheda
Riferimenti (vedi “Riferimenti” a pagina 746).
Salva: premere questo pulsante per salvare la configurazione dei dati impostati nel riquadro Linee
utenze.
Punto inserimento protezione
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco dell’elemento protezione, se presente
nell’utenza da tracciare nello schema; l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna su
cui viene inserita l’utenza.
Tabella terre
Tabella: individua il blocco che sarà utilizzato quale tabella utenze nella definizione del foglio per
schemi unifilari del quadro. Anche in questo, come nei precedenti casi, il blocco va definito su layer
0 ed è possibile assegnare anche le sue coordinate di inserimento sul foglio.
X e Y: sono configurabili le coordinate di inserimento della tabella linee-utenze sui fogli.
Descrizioni: individua il blocco che sarà utilizzato quale elemento descrittivo di ogni colonna od
utenza, nella tabella utenze, del foglio per schemi unifilari del quadro. Anche in questo come nei
precedenti casi il blocco va definito su layer 0 ed è possibile assegnare la sua coordinata y di
inserimento sul foglio in maniera tale da inserirsi correttamente nella griglia definita dalla tabella
linee o utenze sopra definita.
Y: è configurabile la coordinata Y di inserimento del blocco descrittivo della tabella linee-utenze;
l'allineamento sull'asse X dipende dal centro della colonna sui cui viene inserito un simbolo unifilare.
Tabelle multifoglo
È possibile scegliere il profilo da utilizzare, nella tracciatura delle tabelle materiali per lo schema
corrente. I profili sono editabili in Preferenze ambiente grafico - Schemi elettrici - Tabelle
multiofglio: vedi “Personalizzazione delle tabelle multifoglio” a pagina 777.

Numerazione fili
Nella scheda Numerazione fili si possono configurare i parametri con cui sarà realizzata l'analisi dei
fili di iDEA. A questa finestra si può accedere anche dalla finestra Analisi schema (comando FILI)
tramite il bottone Setup.
Disegno
Distanza ricerca morsetti: valore predefinito della distanza minima in cui due terminali di filo sono
visti come collegamento unico. Se i due terminali sono più distanti la procedura di analisi di iDEA
considera due connessioni; per questo motivo i simboli che tagliano il filo per meno della distanza
di ricerca generano una sola connessione anche se hanno due pin (morsetti).
Distanza ricerca pin: parametro (valore predefinito 2.5 mm) che concorre a definire l'intorno entro cui
un attributo pin (cioè gli attributi dei simboli per la connessione ai fili con etichetta composta dal
carattere prefisso C seguito da un indice numerico) viene considerato connesso alla terminazione di
un filo. Si ricorda che una linea (filo) si considera connessa ad un pin se uno dei suoi due capi è
Parametri e preferenze 751
Parametri di configurazione multifoglio

interno al quadrato con centro nel punto di allineamento dell'attributo del pin e di lato pari al doppio
della distanza di ricerca.

Distanza di ricerca pin

È possibile variare il punto di attestazione del pin tramite il comando Edita connessioni componente
(comando EPIN). Modificando il valore del parametro Distanza di ricerca pin è possibile aumentare
o diminuire la precisione della ricerca di connessioni fra pin e fili da parte del comando di Analisi
dello schema (comando FILI).
Offset tratti inclinati: dimensione del tratto inclinato tracciato opzionalmente alla connessione di una
linea elettrica che si dirama da un’altra linea.
Raggio archetti: raggio degli archetti tracciati opzionalmente all’incrocio di una linea elettrica che
passa sopra un’altra linea.
Testo
Altezza: configura l'altezza in millimetri del testo rappresentativo del numero del filo sia per la
numerazione fili automatica che per la numerazione fili manuale.
Distanza dal filo: configura la distanza in millimetri del testo di numerazione dal filo.
Posizione: configura la posizione del testo rispetto al filo (sinistra o destra).
Colore: il colore indicato sarà quello utilizzato per il testo della numerazione dei fili sia manuale che
automatica.
Stile di testo: personalizza il nome dello stile del testo della sigla fili.
Fattore di larghezza: fattore di larghezza del testo della sigla fili.
Mantieni il testo del filo orizzontale: applicare la spunta alla casella per mantenere il testo dei fili
orizzontale anche per le linee verticali. Nel caso il filo sia vincolato con un vincolo multiplo i testi
delle singole sigle risulteranno elencate una sopra l’altra.
Metodo di ordinamento
Alto basso - sinistra destra: imposta l'ordinamento della numerazione dei fili attraverso il foglio dando
la priorità verticale.
Sinistra destra - alto basso: imposta l'ordinamento della numerazione dei fili attraverso il foglio dando
la priorità orizzontale.
Modalità di numerazione
L'identificativo del filo è composto, nell'ordine, da un prefisso, un separatore ed un indice numerico
nel caso l’opzione Formato selezionata sia Indice progressivo, mentre se risulta selezionata una delle
opzioni posizionali, l'indice numerico è sostituito con la composizione ottenuta aggiungendo
all'indice determinato sulla base della posizione in cui si è sul foglio.

Formato: consente di selezionare il formato da applicare alla numerazione di tutti i fili dello schema,
esclusi i vincolati. I formati disponibili sono:
• Indice progressivo: i fili vengono numerati con indice progressivo su tutto lo schema.
• Foglio + Indice: i fili assumono una sigla nella forma
<foglio><separatore><indice>
dove l’indice è progressivo per foglio.

• Foglio + Colonna + Indice: i fili assumono una sigla nella forma


<foglio><separatore><colonna><indice>
752 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione multifoglio

dove l’indice è progressivo per colonna nel foglio del filo.


• Utente: questa selezione consente di attivare la casella di testo Utente dove editare un formato
personalizzato con le regole dei Vincoli filo parametrici (vedi “Vincoli parametrici e vincoli
multipli” a pagina 176).

Separatore: individua il carattere alfanumerico da interporre tra il prefisso ed il numero del filo,
oppure tra la sigla del foglio e il numero del filo. Questa casella può essere vuota.
Prefisso: sequenza di caratteri da anteporre alla sigla del filo.
Suffisso: sequenza di caratteri da accodare alla sigla del filo.
Formato indice: è possibile impostare il formato della sigla dei fili; il programma aggiunge una serie
di ‘0’ alla sigla numerica elaborata fino a completare la lunghezza caratteri definita. In tal modo tutte
le sigle dei fili avranno una lunghezza caratteri fissa.
Fili disponibili
La numerazione automatica dei fili dello schema elettrico scrive le indicazioni relative ai fili
disponibili oltre a quelli già utilizzati sulla pagina.
Inserisci: la tracciatura delle indicazioni dei fili disponibili, attiva per default, può essere omessa
togliendo il segno di spunta.
X e Y: se la casella Inserisci è selezionata è possibile stabilire la posizione in cui saranno scritte le
informazioni.
Sezione fili
Per quanto riguarda i fili con colore corrispondente alla sezione da non numerare (opzione
configurata nel profilo di Sezione fili), si possono considerare due casi opzionabili in base alla scelta
disponibile nella finestra dei parametri Numerazione fili.
• Ignora i fili con le sezioni da non numerare (predefinito): il numero non viene visualizzato sul
disegno, ne conteggiato, ne riportato nelle morsettiere e nei cablaggi; inoltre l’analisi non rileva le
connessioni delle apparecchiature attestate su tali fili.
• Nascondi la sigla per i fili con sezioni da non numerare : il numero non viene visualizzato sul
disegno, pur essendo conteggiato dall’analisi e riportato in tutti i database ricavati dall'analisi fili,
quali morsettiere e cablaggi.
Preferenze avanzate
Considera i vincoli cavo come vincoli filo: attiva il riconoscimento dei cavi già associati alle linee
elettriche tramite la funzione Associa cavo; in questo modo l’analisi fili elabora una sigla del filo pari
alla sigla del cavo e del conduttore.

Considera equipotenziali i segnali aventi lo stesso nome ma appartenenti a fasci fili diversi: il nome del
fascio fili non comparirà nella sigla del filo; se attivata questa opzione l’analisi dello schema
(comando FILI) considera come ad unico potenziale tutti i fili aventi lo stesso nome, anche se
appartenenti a fasci fili diversi. Nel nome del segnale riportato nelle connessioni in Cablo o nei vari
riferimenti (ad esempio nel disegno delle morsettiere) verrà omesso in nome del fascio fili di
appartenenza.

Numerazione progressiva delle fasi : selezionare il formato di sigla da applicare nel caso di
Numerazione progressiva delle fasi (vedi “Numerazione progressiva delle fasi” a pagina 372):
• Nessuna: numerazione progressiva delle fasi disattivata.
• Progressiva: assume la forma
<Fase><Separatore><Indice progressivo>
• Per foglio: assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Indice progressivo>
• Per foglio e colonna: assume la forma
<Foglio><Fase><Separatore><Colonna>
Nel caso siano presenti più gruppi di fasi per colonna, al fine di evitare numerazioni uguali, i
gruppi successivi al primo vengono numerati nella forma
<Foglio><Fase><Separatore><Colonna><Separatore><Indice progressivo>
Parametri e preferenze 753
Parametri di configurazione multifoglio

• Per apparecchiatura: assume la forma


<Foglio><Fase><Separatore><Indice progressivo>
• Con livello: consente di attivare la Numerazione progressiva delle fasi per livelli.

apre la lista delle sigle dei potenziali usati con


Lista dei segnali di riferimento dello schema elettrico:
frequenza nello schema (es. +12V, +24V, 0V, ...). Nella barra degli strumenti della finestra di dialogo
sono presenti le classiche funzioni Nuovo, Modifica, Duplica, Cancella per inserire, modificare,
rimuovere elementi dalla lista dei segnali.
I segnali di riferimento presentano due caratteristiche peculiari:
• Sono inseriti nella lista delle sigle predefinite della finestra Inserimento vincoli filo (vedi
“Inserimento vincoli filo” a pagina 177) al fine di valorizzare velocemente un vincolo con uno dei
segnali standard.
• Per tutti i vincoli filo, siano essi normali, morsetti o pin vincola filo, l'analisi dei fili non solleverà
alcun avvertimento di vincolo duplicato sullo stesso filo o su fili diversi.

apre la lista delle categorie di fogli. I fogli dello


Categorie fogli escluse dalla numerazione di fili:
schema di categoria cui si appone la spunta verranno esclusi dalla numerazione dei fili da parte della
funzione di Analisi dello schema (comando FILI).

Livello di notifica dei messaggi di analisi dei fili: apre la finestra di dialogo Messaggi di analisi dei fili
dove sono elencati, raggruppati per argomento, tutti i messaggi di notifica che l’analisi dello schema
può generare (vedi “Messaggi dell’analisi schema” a pagina 366). Per ogni messaggio è possibile
selezionare il livello di notifica da applicare, in ordine crescente di attenzione:
• Ignora: il messaggio non verrà mai visualizzato.
• Messaggio
• Avviso
• Errore

In questo modo è possibile personalizzare la gravità assegnata a ciascun messaggio. Scegliere Ignora
se non si desidera alcun avvertimento per una tipologia di messaggio. Il pulsante Predefinito riporta
allo stato originale tutti i messaggi.

Morsetti
Nella scheda inserire le informazioni relative ai morsetti.

Morsetto standard: permette di configurare il codice del simbolo utilizzabile come elemento morsetto
e riconosciuto quindi come tale dalle procedure di generazione della morsettiera o lista cavi.
possono essere individuati altri quattro simboli da utilizzarsi in alternativa.
1°... 4° Morsetto utente:
Saranno quindi disponibili in Inserimento morsetti e in archivio Morsetti con il nome Utente 1...4.

Nota. Il pulsante accanto ad ogni casella visualizza l'anteprima del blocco selezionato.

Connettori modulari
La casella di spunta consente di attivare la gestione dei connettori modulari (vedi “Connettori
modulari” a pagina 318). Per attivare la gestione dei connettori modulari applicare la spunta alla
casella e impostare il carattere separatore da utilizzare nella sigla dei connettori.

Metodo di ordinamento morsettiere


Alto basso - sinistra destra: imposta l'ordinamento dei morsetti nella morsettiera secondo la loro
posizione nel foglio dando la priorità verticale.
Sinistra destra - alto basso: imposta l'ordinamento dei morsetti nella morsettiera secondo la loro
posizione nel foglio dando la priorità orizzontale.

Traduzioni
Nella scheda Traduzioni si possono impostare alcune preferenze per la traduzione multilayer.
754 Parametri e preferenze
Parametri di configurazione topografico

Lingua principale: selezionare dalla lista la lingua corrente per il progetto. La lingua Predefinita
corrisponde alla lingua principale del dizionario, cioè alla lingua del pacchetto software Electro
Graphics installato e può essere: Italiano, Inglese o Brasiliano.
Selezionando una lingua diversa, si definisce anche il prefisso; questo parametro è riferimento per il
programma per l’uso di impostazioni che variano a seconda della lingua corrente. Per esempio il
suffisso dei blocchi dipendenti dalla lingua. Vale anche per la tracciatura delle tabelle in un disegno
multifoglio o planimetrico, quali ad esempio tabelle materiali, elenchi fogli, elenchi revisioni,
elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc.
Layer: è possibile modificare il nome del layer associato ad ogni lingua gestita; in tali layer sono
inseriti i testi della traduzione multilayer nei disegni.
Lingua: nome della lingua. Non modificabile.
Descrizione riportata: la descrizione della lingua utilizzata per identificare le lingue nelle diverse
funzioni nel software (es. Cambia lingua, Stampe pdf multilingua,...).
Ordinamento: l'elenco delle lingue è ordinabile tramite i pulsanti Sposta in alto / Sposta in basso.
Aggiungi lingua: aggiunge una lingua all'elenco lingue di progetto. Selezionare la lingua dall'elenco
lingue attive. Per attivare ulteriori lingue premere il pulsante Lingue aggiuntive ed applicare la
spunta alle lingue desiderate nella finestra che si apre.

Rimuovi lingua: elimina la lingua selezionata dall'elenco lingue di progetto.

Dizionario preferenziale
Dizionario preferenziale e Profilo di traduzione preferenziale, sono impostabili al fine di presettare
determinati valori in fase di traduzione schema.
Il dizionario preferenziale viene impostato nel richiamo dizionario dalla editazione attributi.
Il profilo di traduzione viene impostato all'avvio della funzione di traduzione dello schema (comando
TRAD).
La scelta del dizionario preferenziale, imposta la descrizione delle lingue che compariranno
nell’elenco di selezione del comando di cambio lingua corrente (comando CLINGUA).

Profili di lavoro
Vedi “Organizzazione dei profili di lavoro” a pagina 744.

Parametri di configurazione topografico


All’interno della finestra Parametri di configurazione, nelle schede del gruppo Parametri topografico
è possibile modificare i parametri e le preferenze relative al disegno degli impianti elettrici. Le
informazioni editabili, infatti, si riferiscono al disegno delle planimetrie nei schemi topografici. Le
modifiche sono valide per il disegno aperto.
Si ricorda che le impostazioni di default vanno stabilite nel programma Commesse tramite le
Configurazioni.

Quote
Nella scheda Quote vanno impostate le preferenze riguardanti le quote da utilizzare nella quotatura
della planimetria.
Tipo di linea
Fattore di scala globale (LTSCALE): impostare il Fattore di scala globale per modificare la scala del tipo
di linea globalmente sia per i nuovi oggetti che per quelli esistenti.
Parametri e preferenze 755
Parametri di configurazione topografico

Frecce
Punte delle frecce: consente di indicare un tipo di blocco marcatore delle linee di quota a scelta tra
freccia, punto, lineetta, lineetta architettonica. Altri blocchi utilizzabili possono essere definiti
dall'utente, i quali devono essere creati come blocchi ad Ambiente grafico e memorizzati nella
sottodirectory LIB0 del programma.

Nota. Per disattivare un nome di blocco definito (barra, punto, etc.), attribuire alla variabile il valore
di un punto singolo '.').
Altezza del testo
Quota: imposta l'altezza (in centimetri) con cui saranno definiti e quindi plottati i testi di quota.
Quota complessiva: imposta l'altezza (in centimetri) con cui saranno definiti e quindi plottati i testi
di quota complessiva.
Linee di estensione
Estendi sopra le linee di quota: configura l'estensione della linea di estensione (in centimetri) oltre la
linea di quota.
Offset dall'origine: imposta l'offset (in centimetri) della linea di estensione dal punto di individuazione
della quota.
Estendi oltre la linea di quota: imposta l'estensione in centimetri della linea di quota oltre la linea di
estensione.
Incremento della linea di quota: imposta l'incremento (in centimetri) tra le linee di quota e quindi la
distanza tra le quote continue e la quota complessiva.

Stili di testo
Nelle caselle della scheda Stili di testo vengono configurate le caratteristiche degli stili di testo
adottati successivamente e richiamabili durante la fase di editazione del disegno.

In particolare ALT0 è vincolato ad avere altezza di default 0 ed è lo stile di testo più frequentemente
usato. Si possono definire gli stili ALT2, ALT3 e ALT4 richiamabili da menu nell'editore di disegni.
Se per uno stile di testo si specifica un'altezza, il CAD non visualizza il messaggio di richiesta
Altezza durante la creazione di un testo su riga singola. Quando l'altezza è impostata su 0, viene
chiesto di indicare l'altezza ogni volta che si crea un testo su riga singola.

Cartigli per topografico


Nelle caselle della scheda Cartigli per topografico si possono impostare i blocchi per i cartigli per
foglio topografico. Tali cartigli si possono inserire nel disegno planimetrico corrente tramite la
finestra Creazione fogli (comando FOGLI, vedi “Fogli per topografici di posa” a pagina 431).
Premere il bottoncino ‘...’ a lato delle caselle per scegliere un blocco personalizzato. A lato viene
visualizzata l’anteprima del blocco impostato.

Dotazioni minime secondo CEI 64-8


Al fine di eseguire, nel progetto corrente, la verifica della dotazione minima d’impianto secondo la
norma CEI 64-8 è necessario attivare l’opzione L’impianto è realizzato rispettando le dotazioni minime
previste dalla norma CEI 64-8 VII° edizione e compilare le seguenti informazioni.

Dotazione minima di livello: impostare lo specifico livello di prestazione (Livello 1, Livello 2, Livello
3) richiesto per il progetto corrente.

N° unità immobiliari presenti nel progetto: è possibile che il progetto corrente presenti più di una unità
immobiliare. In tal caso occorre specificarne il numero affinché il programma conteggi in modo
adeguato le dotazioni richieste per unità immobiliare.

Superficie calpestabile per singola unità: secondo la norma la superficie considerata, espressa in metri
cubi, è quella calpestabile escludendo quelle esterne quali terrazzi, portici, ecc. e le eventuali
pertinenze.

Nota. Se nel progetto corrente sono presenti più unità immobiliari il programma di verifica le
considera di uguale superficie.
756 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

Impianti
Nella finestra Impianti è possibile definire alcune impostazioni relative agli impianti elettrici.
Offset
Al fine di semplificare la rappresentazione dell’impianto elettrico di un edificio a più piani
disegnando sulla medesima planimetria in 3D è possibile definire i livelli altimetrici dei piani di
lavoro che sostanzialmente sono i piani dell’edificio.
Il piano di lavoro può essere scelto per:
• Disegno dei condotti
• Posizionamento simboli
• Posizionamento composizioni

Nell'elenco Offset definire i piani di lavoro indicando, per ogniuno, l'elevazione rispetto al piano
zero. Sono ammessi valori negativi per definire piani interrati. È sempre presente l'offset Base altezza
zero. L'elenco è automaticamente ordinato sul valore di altezza.
Elevazioni predefinite
È possibile definire cinque diverse elevazioni di posa tipiche. Al momento del posizionamento dei
simboli di impiantistica e il disegno dei condotti portacavi, tali valori predefiniti agevolano la scelta
della corretta altezza di installazione e si otterrà velocemente il disegno dell’impianto in 3D.
Le elevazioni predefinite sono state predisposte per le altezze di posa tipicamente utilizzate
nell’edilizia civile e sono modificabili a necessita:
• Pavimento (0 m);
• Bassa (prese – 0.3m);
• Media (interruttori – 1.2m);
• Alta (quadri – 2m);
• Soffitto (2.7m).

Disegno dei marcatori delle tratte dei condotti


È possibile modificare i valori predefiniti utilizzati dalla funzione di disegno dei marcatori delle tratte
dei condotti.

Sezione dei conduttori predefinita.

Diametro dei condotti predefinito.

Fattore di scala.

Layer di inserimento.

Preferenze ambiente grafico


Le preferenze ambiente grafico comprendono impostazioni, personalizzazioni e parametri che
influiscono sull'ambiente di disegno, l'elaborazione dei dati in iDEA e alcune opzioni di
interfacciamento con gli altri programmi Electro Graphics. Le preferenze ambiente grafico non sono
legate al disegno come i parametri multifoglio e topografico, quindi la modifica è valida per i disegni
aperti e per quelli che saranno aperti in seguito.
Le preferenze ambiente grafico possono essere modificate anche dal programma Commesse e da altri
programmi Electro Graphics che si interfacciano con l’ambiente grafico.
Condivisione delle preferenze
La maggior parte di tali preferenze vengono salvate nel file di configurazione [Link] che viene
letto dalla cartella COMMON indicata nei percorsi di rete (vedi “Percorsi di rete” a pagina 742);
quindi se più postazioni di iDEA lavorano con un percorso di rete comune, condividono anche le
preferenze. Una delle preferenze permette di impostare la lettura del file di configurazione nella
cartella COMMON locale, ignorando il percorso di rete. Questo permette di avere nella propria
Parametri e preferenze 757
Preferenze ambiente grafico

postazione preferenze diverse dalle altre postazioni lavorando comunque con gli stessi archivi e
librerie simboli.

Attenzione. Di seguito sono descritte le preferenze di tutte le funzioni dell'ambiente grafico dei
prodotti Electro Graphics. Pertanto nei prodotti che non comprendono alcune funzioni le relative
preferenze sono ininfluenti.

Generali
Nella scheda Generali inserire le informazioni relative alle impostazioni generali di tutti i disegni.
Impostazioni
All’apertura di ogni disegno iDEA effettua le seguenti impostazioni, se attive.

Impostazione del sistema di misura : vengono impostate: unità di misura in decimali; 4 cifre di
precisione per le unità; formato degli angoli in gradi; 2 cifre per la precisione degli angoli; la
misurazione antioraria per la direzione degli angoli.
Impostazione dei limiti del disegno: se questa casella è selezionata, il programma imposta
automaticamente i limiti del disegno ad ogni apertura.
Impostazione dello snap: se questa casella è selezionata, il programma imposta automaticamente gli
snap ad ogni apertura.
Impostazione della griglia: se questa casella è selezionata, il programma attiva automaticamente la
griglia ad ogni apertura.

Nota sull’uso dei prototipi. Se le precedenti opzioni non sono selezionate iDEA considera le
impostazioni del file di prototipo, se disponibile. Per utilizzare un file di prototipo, creare un disegno
con tutte le impostazioni che si intente precaricare all’avvio di ogni nuovo disegno e salvare il file
dwg nominandolo [Link] nella cartella dove è localizzato l’eseguibile di iDEA, ad esempio nella
cartella C:\Programmi\Electro Graphics\Serie 2024\iDEA.
Tale file funge da prototipo.

Taglio automatico in linea: se questa casella è selezionata, quando si usano i comandi CAD Copia,
Sposta, Taglia, Copia, Incolla e i grip, per copiare o spostare simboli di iDEA, il programma esegue
il taglio e il ripristino dei fili.
Mantieni impostazioni Osnap durante i comandi: se questa casella è selezionata, gli Osnap impostati
non vengono resettati all’esecuzione dei comandi di iDEA.
Utilizza vecchie convenzioni per stile SIMPLEX: dalla versione 2012 il font [Link] consente
di tracciare i caratteri in apice 1 2 3 senza ricorrere ai vecchi codici %%190,.... Questo consente di
passare a caratteri True Type senza imperfezioni. Per mantenere la piena compatibilità con le versioni
precedenti è ancora possibile utilizzare le vecchie convenzioni.
Interfaccia
Visualizza toolbar Electro Graphics all’avvio: se questa casella è selezionata, la barra degli strumenti
Electro Graphics viene aperts all’avvio del programma.
Mostra finestra di dialogo Avvio: se questa casella è selezionata, all’avvio di iDEA viene visualizzata
la finestra di dialogo Avvio rapido, nella quale è possibile selezionare uno degli ultimi lavori.
File recenti salvati: è possibile impostare il numero massimo di file recenti elencati nella finestra di
dialogo Creazione o apertura di un disegno in iDEA e nella lista dei file recenti riportati nella finestra
di avvio di altri software Electro Graphics (linea Ampère e Sigma).
Restrizioni d’accesso
Accesso condizionato: se questa casella è selezionata è attivo il controllo dell’utente all’accesso di
parti sensibili del programma.
Salvataggio password: se questa casella è selezionata la password viene salvata.
Cambia password: selezionare questo bottone per cambiare la password dell’utente al momento
utilizzato. Nella finestra di dialogo che viene visualizzata digitare in entrambe le due caselle attive,
la nuova password e premere OK.
Aggiornamento automatico
Layout quadro: se questa casella è selezionata è attivo il legame tra simboli dello schema e relativa
sagoma nel layout, eventualmente tracciato nello stesso disegno. Ad ogni modifica delle
758 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

informazioni contenute negli attributi del simbolo vengono automaticamente aggiornate anche nella
sagoma nel layout.
Cross reference : se questa casella è selezionata è attivo l’aggiornamento automatico delle
informazioni di cross reference. Ad ogni modifica che riguarda gli elementi collegati in formazione,
le relative informazioni di posizione e stato vengono automaticamente aggiornate nelle tabelline di
cross reference e nei simboli. L’aggiornamento comprende anche i rinvii filo.
Filo (attr. S1) nei rinvii: se questa casella è selezionata con l'aggiornamento automatico dei cross
reference, viene aggiornato anche l'attributo Sigla filo (etichetta S1) nei blocchi di rinvio filo.
Elim. simboli associati: se questa casella è selezionata e si cancella un simbolo nello schema elettrico,
viene rimossa anche la relativa sagoma eventualmente presente nel layout del quadro.
Siglatura dei simboli: se questa casella è selezionata è attivo il processo che analizza tutte le operazioni
eseguite dall’utente nel disegno e modifica di conseguenza la sigla dei simboli al fine di mantenerla
sempre aggiornata correttamente seguendo gli stessi criteri imposti nel comando principale di
siglatura dei simboli (comando SIGLA).
Numerazione dei fili: attiva la numerazione automatica dei fili nel foglio corrente di lavoro a seguito
delle modifica apportate allo schema elettrico. Vedi “Aggiornamento automatico della numerazione
dei fili” a pagina 369.
Stampa
Ricerca automatica file .ctb: se questa casella è selezionata, le tabelle stile di stampa (impostazioni stili
di penna applicate al momento della stampa del disegno) vengono ricercate anche nella cartella del
disegno. Le tabelle trovate sono rese disponibili, assieme alle predefinite, nella apposita casella in
Imposta pagina.
Avanzate
Salva i file di progetto con il salvataggio disegno: iDEA gestisce il salvataggio dei file di cablaggio in
modo sincronizzato al disegno: vedi “Salvataggio sincronizzato dei file di cablaggio” a pagina 413.
Questa nuova modalità è attiva in modo predefinito ma può essere disabilitata tramite questa
opzione.
File di impostazioni locale ([Link]): se questa casella è selezionata, le impostazioni del programma
vengono lette in locale anche se si stanno condividendo gli archivi e le librerie con altre postazioni
della rete. Queste impostazioni riguardano principalmente le preferenze ambiente grafico, le
impostazioni di siglatura simboli, analisi fili, stampa.
Utilizza finestra attributi Electro Graphics: se questa casella è selezionata, avviando il comando di
editazione attributi DDATTE, si apre la finestra di editazione attributi di iDEA con i collegamenti
agli archivi anziché quella stile AutoCAD.
Attiva protezione intranet
Disattiva anteprima simboli

Schemi elettrici - Fili


Nella scheda Fili è possibile editare le impostazioni dei fili per gli schemi multifilari.

Sezione predefinita: impostare la sezione predefinita (in mm2) nel disegno di linee elettriche.
Lista delle caratteristiche per fili e canaline per il cablaggio automatico dei quadri: è possibile definire
una lista di caratteristiche da associare ad un filo per determinare se si tratta di un filo di potenza,
oppure di segnale, o altre tipologie. Questa informazione può essere associata al filo con il comando
Cambia dati filo (vedi “Cambia dati filo” a pagina 183). Una caratteristica può essere associata anche
alle canaline del layout quadro; nell’elaborazione del cablaggio automatico dei quadri i fili vengono
instradati nelle canaline con caratteristica corrispondente.
Disegno dei fili
Selezione automatica dei fili: se questa casella è selezionata, è attiva l’utilità che estende la selezione
dalla singola linea selezionata a tutto il filo a cui essa appartiene nel foglio corrente. Questa funzione
è utile quando si intende modificare le caratteristiche di un filo ed elimina la necessità di dover
selezionare manualmente tutti i singoli tratti: vedi “Modifica assistita delle linee elettriche” a
pagina 162
Modifica delle connessioni: se questa casella è selezionata, è attiva l’utilità di reazione automatica alla
stiratura da parte dell’utente di uno dei capi di una linea che compone un filo di schema. Per sfruttare
questa modalità occorre selezionare l'intero filo, pertanto è bene sia selezionata l’opzione
Parametri e preferenze 759
Preferenze ambiente grafico

precedente; quindi, basta selezionare il grip finale del filo e muoverlo nella posizione desiderata: vedi
“Modifica assistita delle linee elettriche” a pagina 162.
Abilita la navigazione con doppio clic: se questa casella è selezionata, è possibile spostarsi velocemente
tra i punti di rinvio di un filo facendo doppio clic sul simbolo di rinvio nello schema elettrico: la
visualizzazione viene trasferita all’area di schema del rinvio complementare.
Inserimento automatico dei nodi: se questa casella è selezionata, a seguito della tracciatura di qualsiasi
filo o linea elettrica o di una modifica automatica delle connessioni, il programma aggiorna
automaticamente il disegno dei nodi di connessione dei fili del foglio corrente.
Non cancellare automaticamente i nodi inseriti dall’utente tramite il comando CNT: se questa casella è
selezionata, i nodi inseriti manualmente non vengono cancellati con la tracciatura automatica. Nel
caso contrario, tutti i nodi di connessione inseriti con i comandi CNT, NODI e NODIG, sono
cancellati e inseriti solo dove necessario.
Comando VINFILO con richiesta degli attributi del blocco vincolo: se attiva, il comando di inserimento
vincoli (comando VINFILO, “Inserimento vincoli filo” a pagina 177) richiede i dati di vincolo
tramite la finestra di editazione attributi, come da versione 2015 e precedenti.
Mantieni posizione filo compatibile con le versioni precedenti
consente di specificare il nome del tipo di linea utilizzato per
Tipo di linea per il disegno dei fasci fili:
il disegno dei fasci fili (vedi “Fascio fili” a pagina 172). Lasciando la casella di testo vuota, il fascio
fili assume il tipo linea corrente del CAD. Il carattere riservato * impone l’utilizzo del tipo linea
predefinito per il fascio fili (tipo linea EG_BUS).
Blocco di connessione ai fasci fili: consente di selezionare la famiglia personalizzata di blocchi per i
punti di connessione ai fasci di fili.
Colore del blocco di connessione ai fasci fili: permette di selezionare il colore da applicare al blocco
di connessione ai fasci di fili. Il colore sarà visibile solo per le entità del blocco che hanno colore Da
blocco.

Schemi elettrici - Archivio profili sezione fili


Nella finestra Sezione fili è possibile personalizzare l'assegnazione tra sezioni dei conduttori e colore
utilizzato per il loro tracciamento sullo schema, definendo più profili.
Il profilo utilizzato per l’analisi fili dello schema corrente deve, quindi, essere selezionato tramite la
finestra di Analisi schema (comando FILI): vedi “Sezione fili” a pagina 359.

Seleziona un profilo
Salva un profilo

Elimina un profilo

Modifica il profilo
corrente
760 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

Le associazioni colore/sezione sono definibili dall'operatore e saranno poi utilizzate dall'analisi


automatica dei fili per una corretta estrazione della lista di cablaggio.
Sarà, così, possibile ottenere il duplice risultato di poter stampare lo schema rappresentando fili a
sezione diversa con spessore diverso (eseguendo opportunamente l'associazione colore-spessore del
pennino) ed, inoltre, l'informazione sezione del conduttore sarà indicata per ogni filo nella lista di
cablaggio per poter poi eventualmente scegliere il tubetto corretto per il contenimento della targhetta
o sigla del conduttore (nel caso si utilizzino software di gestione di tubetti o targhette).
Per ogni sezione definita è riportata una casella di selezione Numera, normalmente selezionata.
Disattivando tale casella di selezione si intende che tutti i fili di quel colore non dovranno essere
numerati. La procedura effettuerà, comunque, l'analisi dello schema, compresa la generazione delle
morsettiere, evitando di numerare tutti i fili corrispondenti ai colori esclusi dalla numerazione.

Al profilo sono associate ulteriori preferenze.


Colore per ponticelli in morsettiera: la casella di spunta attiva la possibilità di assegnare ai fili la
sezione speciale [PONTICELLO]. I fili a cui è associata questa sezione speciale vengono considerati
“ponticelli in barretta” dall’elaborazione delle morsettiere. È possibile scegliere un colore e decidere
se i fili vengono numerati o meno.

Colore per sezione non definita: la casella di spunta attiva la possibilità di assegnare ai fili la sezione
speciale [NON DEFINITA]. I fili a cui è associata questa sezione speciale vengono elaborati
dall’analisi fili mantenendo vuota la sigla. È possibile scegliere un colore e decidere se i fili vengono
numerati o meno. I fili con sezione [NON DEFINITA] sono usati nella creazione di macroblocchi
parametrici di FastBuilder: vedi “Macroblocchi parametrici” a pagina 229.

Schemi elettrici - Cross reference


Nella scheda Cross reference inserire le informazioni relative ai cross reference.

Mostra ad ogni inserimento l'elenco degli elementi di comando: se questa casella è selezionata, ad ogni
inserimento di un simbolo comandato (ad esempio i contatti) viene visualizzato un riquadro di
dialogo con l'elenco delle sigle dei componenti di comando (ad esempio le bobine).
Concatena le descrizioni degli operandi plc: se questa casella è selezionata, nella tabellina di cross
reference a contatti inserite presso le unità plc sono riportate, concatenate, le informazioni inserite
in entrambi i campi Commento degli operandi, anziché solo uno.
Mantieni layer di appartenenza durante gli aggiornamenti: se questa casella è selezionata, le tabelline di
cross reference spostate di layer, o anche di foglio, mantengono il proprio layer anche dopo un
aggiornamento.
Verifica la conformità delle formazioni mediante il nome del blocco riferito: se questa casella è
selezionata, la funzione Controllo apparecchiature (comando CONT) verifica la conformità delle
formazioni inserite nello schema mediante lo Stato e il nome del blocco dell’elemento riferito. Se
deselezionata la verifica avviene solo sullo Stato; pertanto si può inserire nel disegno un simbolo
differente da quello previsto nella formazione definita, purché abbia il medesimo Stato (caratteristica
selezionata nel setup simbolo in libreria).
Ordina la tabellina dei contatti secondo la piedinatura della formazione: se questa casella è selezionata,
nella tabellina di cross reference i contatti vengono riportati ordinati per pin/indirizzo
indifferentemente se occupati o meno.
Ordina la tabellina degli operandi PLC secondo la piedinatura della scheda : se questa casella è
selezionata, nella tabellina di cross reference gli operando PLC vengono riportati ordinati per
pin/indirizzo indifferentemente se occupati o meno.
Rappresentazione dei contatti chiusi disponibili: specifica il carattere per i contatti chiusi disponibili,
da indicare nella tracciatura del cross reference del tipo croce.
Rappresentazione dei contatti aperti disponibili: specifica il carattere per i contatti aperti disponibili, da
indicare nella tracciatura del cross reference del tipo croce.
Rappresentazione dei contatti di scambio disponibili: specifica il carattere per i contatti di scambio
disponibili, da indicare nella tracciatura del cross reference del tipo croce.
Scala di riferimento per le tabelline di cross reference: specifica la scala per la tracciatura delle tabelline.
Distanza dei contatti aperti/chiusi nelle tabelline: distanza tra il blocco di un contatto aperto o chiuso e
il precedente, nella tabellina tracciata dal cross reference del tipo contatti.
Parametri e preferenze 761
Preferenze ambiente grafico

Distanza dei contatti di scambio nelle tabelline: distanza tra il blocco di un contatto di scambio e il
precedente, nella tabellina tracciata dal cross reference del tipo contatti.
Distanza degli operandi nelle tabelline delle schede PLC: distanza tra il blocco di un operando e il
precedente, nella tabellina tracciata dal cross reference presso il blocco di una scheda PLC.

Nota. Se i parametri Distanza dei contatti vengono posti a zero, viene calcolata come distanza dei
contatti aperti, chiusi o di scambio nelle tabelline di cross reference il valore predefinito.

Schemi elettrici - Schema unifilare


Nella scheda Schema unifilare inserire le informazioni relative alla tracciatura degli schemi unifilari
di progetti elaborati con il software di calcolo rete elettrica Ampère.
Schema unifilare generale
In queste opzioni è possibile modificare la tracciatura in un foglio iDEA dello schema unifilare
generale generato dal un progetto elaborato con Ampère: vedi “Schema generale unifilare” a
pagina 609.
Altezza riga: fissa l'altezza del grafico che rappresenta ogni utenza.
Larghezza colonna: fissa la larghezza del grafico che rappresenta ogni utenza.
Tabella descrittiva: questa a casella di spunta attiva la visualizzazione o meno dei dati elettrici a fianco
di ogni utenza
Tipologia tabella: scegliere il profilo dei dati elettrici da visualizzazione a fianco di ogni utenza.
Compilazione dati aggiuntivi dispositivo: se è selezionata, la tracciatura dello schema utenze unifilare
vengono riporta, a lato del dispositivo di protezione, le informazioni sgancio termico, sgancio
magnetico, sgancio differenziale e tipo di curva caratteristica.
Indicazione del guasto a fondo linea: permette di inserire nel disegno i simboli che indicano il guasto
a fondo linea.
Indicazione dei conduttori: permette di inserire nel disegno l'indicazione dei tipi di conduttori.

Il pulsante Predefinito imposta i valori di default.


Tracciatura multifilare automatica
Utilizza scala simboli indipendente dai parametri disegno: permette stabilire che i simboli dello schema
multifilare tracciato in automatico vengano inseriti con una scala diversa da quella predefinita nel
disegno. Nella casella di testo indicare la scala alternativa.
Inserisci morsetti sulle utenze terminali: se questa casella è selezionata nelle calate per le linee
terminali vengono inseriti i morsetti terminali.
Blocchi schema unifilare
Vedi “Schemi elettrici - Blocchi schema unifilare” a pagina 761.

Schemi elettrici - Blocchi schema unifilare


I blocchi usati per la rappresentazione dei dispositivi di protezione nello schema utenze unifilare
possono essere personalizzati. Nella finestra di dialogo visualizzata, per ogni tipologia di dispositivo
in lista(contatore, magnetotermico, differenziale,...) è possibile cambiare il blocco di
rappresentazione con accesso alla Libreria simboli. Nella casella Blocco predefinito rimane indicato
il blocco di default il quale può essere ripristinato con il pulsantino a lato.
Vedi “Personalizzazione dei blocchi dispositivi” a pagina 617.

Schemi elettrici - Tabelle multifoglio


Nella scheda Tabelle multifoglio inserire le informazioni relative alla personalizzazione delle tabelle
di stampa tracciabili in ambiente grafico e ottenute con i prodotti Tabula, Cablo ed Ampère.
Per ulteriori informazione sulla personalizzazione delle tabelle vedi “Personalizzazione delle tabelle
multifoglio” a pagina 777.

Schemi elettrici - Elaborazione morsettiere


Nella scheda Elaborazione morsettiere inserire le informazioni relative all’analisi delle morsettiere.
È possibile gestire più profili di elaborazione delle morsettiere; in fase di tracciatura è possibile
scegliere quale profilo usare. È possibile duplicare il profilo corrente per ottenere un nuovo profilo
da personalizzare, editarne il nome o eliminarlo.
762 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

Attiva l’aggiornamento automatico dell’analisi morsettiere: se attiva, il programma provvede a


verificare eventuali variazioni dello schema elettrico e, se necessario, avvia la procedura di analisi
morsettiere al fine di aggiornare il file delle connessioni (*.clm) e il file delle morsettiere (*.tbl); vedi
“Aggiornamento automatico dell’analisi morsettiere” a pagina 369.
Richiedi conferma per eseguire l''aggiornamento automatico: se attiva, viene richiesta una conferma
utente per convalidare l’esecuzione dell’aggiornamento automatico dell’analisi morsettiere, quando
necessario.
Decodifica attributi C1-d1, C2-D2,...: casella che abilita la memorizzazione sui morsetti anche dei pin
da D1 a D80.
Morsetti di giunzione: consente di personalizzare il comportamento dell’analisi delle morsettiere in
presenza di collegamenti fra apparecchiatura esterna e morsettiera in quadro attraverso una
morsettiera esterna di giunzione. La preferenza può assumere i seguenti valori:
• Ignora i morsetti di giunzione: la morsettiera in quadro viene collegata alla morsettiera esterna.
• Salta i morsetti di giunzione e ricerca il componente connesso: la morsettiera in quadro viene
collegata all’apparecchiatura esterna. La morsettiera esterna di giunzione risulta “trasparente” ai fini
del collegamento.
• Ricerca solo la descrizione del componente connesso: la morsettiera in quadro viene collegata
alla morsettiera esterna ma riporta comunque la descrizione dell’apparecchiatura esterna collegata.

Elabora morsetti e pin unifilari (es.: U:V:W:PE): attivare la casella di spunta per elaborare, in fase di
analisi delle morsettiere, morsetti e pin dei simboli inseriti nello schema unifilare aventi la
formattazione propria dei collegamenti multipli (es.: U:V:W:PE) (vedi “Morsetti in schemi unifilari”
a pagina 309).
Escludi ponti tra morsetti aventi numeri filo diversi: se questa casella è selezionata non vengono
considerati i ponti tra numeri filo diversi; condizione che si verifica, ad esempio, alla presenza di
morsetti che sezionano il filo (con due pin).
Concatenata la seconda descrizione dei componenti in morsettiera: se questa casella è selezionata,
l’analisi delle morsettiere concatena entrambe i campi Descrizione (attributi FUNZIONE e
FUNZIONE2 dei simboli) dei componenti collegati a monte e a valle dei morsetti e i campi
Descrizione del simbolo morsetto stesso. La descrizione viene riportata nella morsettiera tracciata e
in tabella morsettiera. Di conseguenza è possibile attivare anche l’opzione Con doppio spazio, in
modo tale che sia possibile eseguire la traduzione del testo in modalità multilayer con separatore di
frase “doppio spazio” (vedi “Traduttore in ambiente grafico” a pagina 784). Quest’ultima opzione è
utile affinché il traduttore consideri le due descrizioni accodate come frasi distinte, anziché
considerare un’unica frase. Tale distinzione può essere basilare per la corretta traduzione dei testi in
lingua straniera.
Riporta ubicazione e funzione dei componenti connessi, se diversi da quelli di morsettiera: se attiva
l'identificazione completa dei componenti per funzione, ubicazione e sigla, in fase di analisi
m o r s e t t i e r a i c o m p o n e n t i c o n n e s s i a l m o r s e t t o v e n g o n o i d e n t i f i c a t i n e l l a fo r m a
=Funzione+Ubicazione-Sigla. L'identificativo dei componenti così registrato viene riportato nelle
rappresentazioni delle morsettiere e nelle tabelle morsettiera. L’opzione consente di omettere i dati
di Funzione e Ubicazione per limitare i testi introdotti nelle rappresentazioni.
Numero massimo di componenti connessi per lato di rilevazione: questa opzione consente di specificare
il numero massimo di sigle dei componenti da riportare per i lati di connessione quadro e campo delle
morsettiere. Se il numero di elementi connessi supera quello specificato non viene riportato nulla nel
lato di rilevazione. Se l’opzione non viene attivata l’analisi morsettiere riporterà tutti gli elementi
connessi fino a saturazione dello spazio disponibile per il dato.
Considera sempre la gerarchia delle ubicazioni per ordinare i componenti quadro/campo in morsettiera:
questa preferenza consente di alterare le regole di orientamento delle morsettiere (vedi
“Orientamento quadro/campo dei componenti connessi” a pagina 406). Se attivata, l’elaborazione
delle morsettiere non considera se il morsetto sia connesso o meno a elementi interni alla sua
ubicazione e ripartisce sempre gli elementi collegati a monte e a valle secondo le caratteristiche
definite per ogni ubicazione.
Considera la gerarchia delle ubicazione per determinare origine e destinazione dei cavi: i dati di origine
e destinazione dei cavi presenti in lista cavi vengono determinati in base all’ordine delle ubicazioni
dei componenti connessi ai cavi stessi (vedi “Orientamento quadro/campo dei componenti connessi”
a pagina 406).
Parametri e preferenze 763
Preferenze ambiente grafico

Comprimi un gruppo morsetto a più vie in un unico morsetto nella rappresentazione della morsettiera: se
attiva, i simboli morsetto appartenenti ad uno stesso gruppo di un morsetto passante a più vie
vengono compressi in un unico blocco morsetto nella rappresentazione della morsettiera.
Ignora i collegamenti (ponti) tra morsetti a più vie dello stesso gruppo: le linee di collegamento fra i
simboli componenti un gruppo morsetti a più vie vengono ignorate nell’analisi di ricerca dei ponti
in morsettiera aumentando il dettaglio nella precisione di rapprentazione dei ponti stessi.

Schemi elettrici - Profili di tracciatura morsettiere


In questa scheda è possibile gestire i profili di disegno per morsettiere e tabelle morsettiera. Questa
finestra è accessibile anche dalla funzione Traccia morsettiera (vedi “Modalità di disegno della
morsettiera” a pagina 399).
Profili di tracciatura per morsettiere
È possibile gestire più profili di tracciatura delle morsettiere. In fase di tracciatura è possibile
scegliere quale profilo usare.
Oltre al profilo predefinito, altri possono essere creati con blocchi e parametri personalizzati
utilizzando i pulsanti Aggiungi, Modifica, Duplica Cancella presenti nella finestra.
I dati possono essere editati nella finestra Dati di profilo morsettiera che riporta i dati seguenti.
Profilo
Nome: nome descrittivo del profilo.

Modalità di disegno
Modalità di disegno morsettiera: è possibile impostare la modalità predefinita usata quando si traccia
una morsettiera. Le opzioni sono:
- Singola
- Per segmenti
- Una per foglio
- Disegno automatico.
Le quattro modalità sono spiegate nel paragrafo riguardante la funzione Traccia morsettiera (vedi
“Modalità di disegno della morsettiera” a pagina 399).
Prefisso del blocco per tracciatura morsettiere: prefisso utilizzato nei nomi dei blocchi
(personalizzabili) per la rappresentazione delle morsettiere.
Prefisso del blocco per tracciatura connettori: prefisso utilizzato nei nomi dei blocchi
(personalizzabili) per la rappresentazione dei connettori.
Modalità di tracciatura ponti: dalla lista a discesa è possibile selezionare una delle seguenti modalità:
- Riporta i ponti
- Riporta i ponti (gestione morsetti sezionabili): come la precedente, ma riporta i ponti in lato campo
quando non rappresentabili in lato quadro per evitare la connessione impropria di potenziali diversi.
- Riporta solo i ponti rilevati in quadro
- Riporta solo i ponti rilevati in campo
- Riporta rispettando il lato di rilevazione
- Non riportare i ponti
Preferenze di disegno automatico
La modalità di disegno morsettiera Disegno automatico è stata introdotta al fine di realizzare una
modalità di disegno priva di interazione con l'utilizzatore, che sia fruibile poi per l'aggiornamento
automatico. Tale modalità attiva l'editazione dei dati base necessari al disegno.
Punto base X e Y: coordinate di inserimento.
Estensione: estensione massima della rappresentazione.
Scostamento: distanza nella quale viene proseguita la rappresentazione della morsettiera una volta
che l'estensione massima viene raggiunta. Tale parametri è per default zero e tale valore implica che
una volta raggiunta l'estensione massima della rappresentazione il disegno prosegue a nuova pagina.
Quando la rappresentazione non può più essere contenuta nei limiti della zona ausiliaria del foglio
prosegue a nuova pagina.
Orientamento: rappresentazione orizzontale o verticale.
Disegno per livelli : i morsetti vengono suddivisi in tante rappresentazioni, ripartite su fogli
consecutivi, quanti sono il numero massimo di piani dei morsetti multipli che compongono al
morsettiera. Per i piani successivi al primo, dove in una data posizione non fosse presente nessun
morsetto perché non presente il livello corrispondente, il blocco di riempimento ombreggiato
764 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

MORS_FILLER marcherà la posizione mancante. La sigla della morsettiera nel cartiglio del foglio
viene contrassegnata coll’indice del livello rappresentato.
Preferenze di disegno
Mostra descrizione elementi in campo: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate, vengono riportate
le descrizioni delle apparecchiature collegate a valle dei morsetti.
Nascondi sigla lato campo: nasconde la sigla del componente lato campo durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi filo lato campo: nasconde il filo del componente lato campo durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi sigla lato quadro: nasconde la sigla del componente lato quadro durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi filo lato quadro: nasconde il filo del componente lato quadro durante la tracciatura delle
morsettiere.
Nascondi sigle ponti: se questa casella è selezionata, nel caso di morsetti in ponte, nella morsettiera
tracciata vengono riportate le sigle delle apparecchiature collegate solo nel primo morsetto.
Inverti il lato di tracciatura dei ponti: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate, vengono disegnati i
ponti al lato opposto.
Disegna i ponticelli: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate, vengono disegnati i ponticelli cioè i
ponti tra morsetti realizzati con ponticelli o jumpers anziché con spezzoni di filo. I ponticelli si
possono definire solo in Cablo. Se questa opzione non è selezionata i collegamenti eseguiti tramite
ponticelli saranno comunque rappresentati come normali ponti in morsettiera.
Inverti il lato di tracciatura dei ponticelli: se applicata la spunta, la morsettiera riporta i ponticelli
invertiti rispetto alle coordinate di inserimento.
Riporta le informazioni cavo: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate vengono rappresentati i cavi
eventualmente cablati. Le informazioni riportate sono: sigla del cavo, descrizione, lunghezza,
formazione, designazione, codice di archivio e colore dei fili.
Inserisci simboli lato campo: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate con l’indicazione del cavo
(opzione Cavo), viene rappresentato anche il simbolo dell’eventuale apparecchio connesso al cavo
lato campo.
Inserisci simboli lato quadro: se è selezionata, nelle morsettiere tracciate con l’indicazione del cavo
(opzione Cavo), viene rappresentato anche il simbolo dell’eventuale apparecchio connesso al cavo
lato quadro.
Inserisci i livelli liberi dei morsetti multipli: nella tracciatura di morsettiere composte di morsetti
multipli (a più piani) questa opzione permette di disegnare o meno i pin dei piani non riportati nel
schema elettrico.
Mantieni contigui i morsetti dello stesso gruppo: selezionando questa opzione gli elementi di morsetti
multipli (a più piani) vengono riportati in tabella sempre uno in seguito all’altro; altrimenti possono
essere riportati secondo l’ordinamento scelto prima della tracciatura della tabella.
Individuazione dei conduttori isolati: identifica il tipo di individuazione dei conduttori isolati. In merito
a questa alla modalità di individuazione dei conduttori isolati vedi “Individuazione dei conduttori
isolati” a pagina 413.
Geometria della rappresentazione
Larghezza della morsettiera: larghezza totale della rappresentazione della morsettiera.
Passo di tracciatura ponti: permette infatti di variarne la distanza tra le linee che rappresentano due
ponti.
Attiva il posizionamento dei ponticelli con distanza dal centro: se applicata la spunta alla casella, il
disegno ponticelli in morsettiera inizia a una distanza pari al valore Distanza ponticelli dal centro
morsettiera, con passo pari al valore Passo di tracciatura ponticelli, con uno spazio riservato pari al
valore Spazio per il disegno dei ponticelli. Se non attivata, i ponticelli vengono disegnati nello spazio
riservato ai ponti a filo.
Distanza ponticelli dal centro morsettiera : distanza di inizio disegno dei ponticelli dal punto di
inserimento dei blocchi morsetto.
Passo di tracciatura ponticelli: distanza di disegno delle linee dei ponticelli fra due livelli consecutivi
di collegamenti fra morsetti.
Spazio per il disegno dei ponticelli: questa casella interviene nella tracciatura delle morsettiere con
ponticelli. Permette infatti di variare la distanza tra il centro della morsettiera tracciata e l'indicazione
dei ponticelli presenti.
Parametri e preferenze 765
Preferenze ambiente grafico

Distanza cavi dal centro della morsettiera: questa casella interviene nella tracciatura delle morsettiere
con indicazione di cavo. Permette di variarne la distanza di inizio disegno dei marcatori identificativi
dei cavi dal punto di inserimento dei blocchi morsetto.
Distanza simboli dal centro della morsettiera: distanza di inserimento dei simboli delle apparecchiature
connesse alla morsettiera dal punto di inserimento dei blocchi morsetto.
Gestione blocchi morsetto
Il pulsante Gestione blocchi morsetto apre la finestra Gestione blocchi dove devono essere registrati
tutti i blocchi utilizzati in fase di tracciatura delle morsettiere in iDEA. Vedi “Gestione blocchi
morsetto” a pagina 773.
Profili di tracciatura per tabelle morsettiera
È possibile gestire più profili di tracciatura delle tabelle morsettiera. In fase di tracciatura della
tabella è possibile scegliere quale profilo usare.
I profili predefiniti sono:
• Orizzontale con cavo a monte e a valle
• Orizzontale con cavo a valle
• Orizzontale con ponti
• Verticale con cavo a monte e a valle
• Verticale con cavo a valle
• Verticale con ponti

Altri possono essere creati con blocchi e parametri personalizzati.


È possibile creare nuove tabelle e definire quindi nuovi profili utilizzando i pulsanti Aggiungi,
Modifica, Duplica Cancella presenti nella maschera: vedi “Personalizzazione della tabella
morsettiera” a pagina 780.

Schemi elettrici - Gestione blocchi morsetto


Gestione blocchi morsetto apre la finestra Gestione blocchi dove devono essere registrati tutti i
blocchi utilizzati in fase di tracciatura delle morsettiere in iDEA. Vedi “Gestione blocchi morsetto”
a pagina 773.

Schemi elettrici - Profili per foglio di posa dei cavi


È possibile gestire più profili di tracciatura del foglio di posa dei cavi. In fase di tracciatura è possibile
scegliere quale profilo usare.
Oltre al profilo predefinito, altri possono essere creati con blocchi e parametri personalizzati
utilizzando i pulsanti Aggiungi, Modifica, Duplica Cancella presenti nella finestra.
I dati possono essere editati nella finestra Dati di profilo foglio di posa cavi che riporta i dati seguenti.
Profilo
Nome: nome descrittivo del profilo.

Blocchi
Blocco tabella: blocco che costituisce la squadratura del foglio e la tabella in cui sono inseriti i dati
dei cavi; tale blocco non deve contenere il cartiglio di base del foglio perchè esso viene aggiunto da
iDEA secondo quanto impostato nei parametri del disegno corrente.
Blocco cavo: blocco del corpo centrale di rappresentazione del cavo.
Blocco riga conduttore: blocco di rappresentazione dei conduttori del cavo; le etichette di attributo
presenti in questo blocco definiscono le informazioni visualizzate per ogni conduttore nella tabella.
766 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

Dimensioni geometriche
Selezionando una delle seguenti righe viene
visualizzato un disegno rappresentativo della
geometria con indicati i vari parametri richiesti.
H Altezza blocco riga: altezza totale del blocco riga
conduttore.
X1 Limite sinistro: distanza dal bordo sinistro del
foglio.
X2 Limite sinistro dati: distanza dal bordo sinistro del
foglio
Y1 Limite superiore: distanza dal bordo superiore del
foglio.
Y3 Limite inferiore: distanza dal bordo inferiore del
foglio raggiunta la quale la rappresentazione del
cavo prosegue a nuova pagina.
D1 Larghezza dati quadro: larghezza destinata alla
visualizzazione dei dati dei conduttori lato quadro
(a sinistra).
W Lunghezza linea conduttori.
C Larghezza blocco cavo.
D2 Larghezza dati campo: larghezza destinata alla
visualizzazione dei dati dei conduttori lato campo (a
destra).
D3 Larghezza descrizione campo: larghezza destinata
alla visualizzazione alla descrizione dei dei
conduttori lato campo (a destra).
Xs Posizione inserimento simbolo.

Preferenze di compilazione
Aggiungi Descrizione 2 ai componenti in campo.
Rappresenta anche i conduttori disponibili.
Ordinamento per posizione foglio.
Individuazione dei conduttori isolati: identifica il tipo di individuazione dei conduttori isolati. In merito
alla modalità di individuazione dei conduttori isolati vedi “Individuazione dei conduttori isolati” a
pagina 413.

Schemi elettrici - Profili di marcatura del cavo sul disegno


In questa finestra è possibile personalizzare le caratteristiche di disegno della marcatura del cavo
(comando MOSTRACAVO, vedi “Marcatura cavo sul disegno” a pagina 419).
Parametri di marcatura dei cavi sul disegno
Profilo attivo: consente di impostare il profilo di
disegno impiegato dal comando per le successive
esecuzioni.
Bottone Salva profilo : consente di salvare le
impostazioni correnti della finestra in un nuovo
profilo che viene reso disponibile nella lista a discesa
della preferenza Profilo attivo.
Bottone Cancella profilo: elimina dalla lista il profilo
attivo.
Blocco cavo: blocco utilizzato come marcatore dei
dati del cavo.
Attributi del blocco cavo con disposizione verticale:
spuntare la casella se gli attributi del blocco cavo
hanno una rotazione verticale (es.: 90°, 180°).
Consente di inserire correttamente il marcatore
relativamente all’asse di inserimento dei blocchi di
marcatura dei conduttori.
Blocco conduttore: blocco utilizzato come marcatore
dei dati per i conduttori del cavo.
Parametri e preferenze 767
Preferenze ambiente grafico

Colore blocchi: consente di selezionare il colore da assegnare ai blocchi attributi della


rappresentazione. Il colore assegnato sarà visibile solo alle entità dei blocchi aventi come colore
predefinito Da blocco.
Distanza blocco cavo dal filo più vicino: determina la distanza di inserimento del blocco cavo dalla
linea elettrica più prossima. E’ possibile distinguere il valore della distanza nei casi di asse di
inserimento dei blocchi conduttore con disposizione orizzontale e verticale.
Disegna la linea guida dei blocchi conduttore: abilita/disabilita l’inserimento della linea guida di
congiunzione dei blocchi conduttore.
Disegna la linea guida del blocco cavo: abilita/disabilita l’inserimento della linea guida di
congiunzione del blocco cavo ai blocchi conduttore.
Colore linee: consente di selezionare il colore delle linee guida.
Tipo linea: consente di selezionare il tipo linea impiegato per le linee guida.
Riunisci in un gruppo le entità della rappresentazione: abilita/disabilita la costituzione di un gruppo che
riunisce tutte le entità costituenti la rappresentazione di marcatura.
Il bottone Predefinito consente di attribuire a tutti i parametri il proprio valore predefinito.
Selezionare OK per confermare le modifiche e chiudere la finestra. Selezionare Applica per
confermare le modifiche senza chiudere la finestra. Selezionare Annulla per annullare le modifiche.

Schemi elettrici - Cartellino per disegno layout cavo


In questa finestra è possibile personalizzare le caratteristiche di disegno dei cartellini tracciabili con
la funzione Layout cavo precablato (comando CLAYOUT, vedi “Layout cavo precablato” a
pagina 424): tipo di terminazione, dimensioni, colore, layer, utilizzo di indici globali.

Crea gruppo entità: se tale casella è selezionata, tutte le entità rappresentanti il cartellino (immagine,
linee, testi) vengono riunite in un gruppo. In tal modo la selezione dell’intero oggetto è facilitata.

Schemi elettrici - WebSheet


Nella scheda WebSheet inserire le informazioni relative alla personalizzazione delle pagine Internet
generate in ambiente grafico.
Impostazione della pagina
Titolo della pagina: inserire un titolo da inserire nella pagina Internet.
Posizione della legenda: scegliere la posizione della legenda con la lista dei fogli dello schema; le
opzioni sono: A sinistra, In alto, A destra, In basso.
Modello: scegliere il modello di pagina Internet per quanto riguarda lo stile grafico.

Impostazioni del browser


Predisponi per lo scaricamento automatico di Autodesk Express Viewer: selezionare questa casella per
avviare in automatico lo scaricamento del plug-in di Autodesk, necessario per la visualizzazione dei
file, se non già installato nel pc in cui viene visualizzato il multifoglio.

Impianti - Simboli e linee di distribuzione


Nella scheda Impianti inserire le informazioni relative alle linee di distribuzione.
Linee di distribuzione
Percentuale di adattamento [%]: percentuale di adattamento da sommare alla lunghezza reale
dell'utenza, misurata nello schema topografico per il calcolo della lunghezza proposta.
Sfrido [m]: lunghezza espressa in metri riguardante lo sfrido; valore da sommare alla lunghezza reale
misurata nello schema topografico.
Scala per immagini raster: questa casella permette l’inserimento di un fattore di scala per le immagini
inserite nel disegno.
Utilizza la virgola come separatore decimale: se selezionata nei numeri tracciati nel disegno, come
separatore decimale, viene utilizzata la virgola anziché il punto.
Disabilita inserimento dei simboli di salita e discesa: se attivata, disabilita l'inserimento del simbolo di
salita o discesa durante il comando Linee di distribuzione.
Casella di scelta per l’inserimento dei marcatori di percorso sui condotti: da questa casella selezionare
l’opzione desiderata in merito all’inserimento dei marcatori di percorso sui condotti.
• Non inserire marcatori di percorso sui condotti.
• Inserisci marcatori di percorso sugli elementi rettilinei dei condotti.
768 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

• Inserisci marcatori di percorso su tutti gli elementi dei condotti.


Attiva filtro avanzato in assegnazione percorso utenza: durante la selezione del percorso di una utenza
in condotto il programma visualizza una sequenza di messaggi permettendo di filtrare tra i layer,
quando ci sono condotti sovrapposti e determinare l’utenza a monte, nei condotti derivati. Queste
richieste, effettivamente non sempre necessarie, possono essere attivate o disattivate tramite questa
preferenza.
Layer etichette utenza: in questa casella è possibile stabilire in quale layer vengano disegnate le
etichette delle linee di distribuzione (comando Etichettatura linee).

Impostazioni disegno condotti


Vedi “Impianti - Impostazioni disegno condotti” a pagina 769.
Coefficienti di utilizzo
Vedi “Impianti - Coefficienti di utilizzo” a pagina 769.
Comparti condotti
Vedi “Impianti - Comparti predefiniti dei condotti” a pagina 769.
Etichetta condotto
Vedi “Impianti - Parametri etichetta condotto” a pagina 770.
Posizionamento automatico simboli impianti
Attivo: se questa casella è selezionata, all’inserimento di un simbolo di tipo Impianti, si attiva una
funzione che permette di posizionare facilmente il simbolo ad una determinata distanza dal muro
(entità linee, curve e polilinee in genere).
Correggi la rotazione dei seguenti attributi (es: NOTEC, SIGLAC): elencare, separati da una virgola, le
etichette degli attributi che si desidera vengano mantenuti orizzontali quando si inseriscono nel
disegno dei simboli con l’utilità di posizionamento automatico.

Attenzione. È possibile che ruotando più attributi i testi risultino sormontati per il motivo che la
rotazione è per singolo attributo.

Per conoscere le etichette degli attributi dei simboli per impianti vedi “Caratteristiche dei simboli di
iDEA” a pagina 189.

Non ruotare ma capovolgi gli attributi se necessario : controlla la rotazione degli attributi
all’inserimento automatico dei simboli impianti.
Riporta elevazione se assegnata: se questa casella è selezionata, quando un simbolo di impianti viene
inserito nel disegno ed ha una elevazione assegnata, l’altezza in metri viene scritta nell’attributo Note
del simbolo.
Prefisso: prefisso dell’elevazione scritta nelle note del simbolo.

Cartellini
Per rendere il disegno meno stipato è possibile etichettare le linee di distribuzione tramite semplici
cartellini con un indice di riferimento e riassumere tutti i dati delle utenze in una tabella tracciata a
parte. I due pulsanti permettono di impostare le loro caratteristiche: tipo di terminazione, dimensioni,
colore, layer, utilizzo di indici globali.

Impianti - Layer predefiniti


Nella scheda Layer predefiniti è possibile personalizzare i layer creati nei fogli planimetrici per la
realizzazione dei topografici di posa. Nella lista alcuni layer sono già presenti, altri possono essere
aggiunti con il pulsante Aggiungi o modificati con il pulsante Modifica. Per ogni layer è possibile
impostare il nome e il colore. Per impostare il colore fare doppio clic sul colore per accedere alla lista
colori standard o assegnare l’indice di codice con codifica AutoCAD nella casella di testo Colore
indice. Per eliminare un layer dalla lista utilizzare il pulsante Elimina.
I pulsanti sono disponibili nella barra degli strumenti sopra la lista.
Parametri e preferenze 769
Preferenze ambiente grafico

Impianti - Impostazioni disegno condotti


La lista delle tipologie di destinazione d’uso di un condotto sono preassegnate, ma a ciascuna
tipologia è assegnabile una serie di parametri che ne agevolano la caratterizzazione grafica.
Per ciascuna destinazione è possibile personalizzare il layer di appartenenza e il colore; in questo
modo si possono distinguere gli elementi con diversa destinazione d’uso.
Per lo stesso fine, per ogni destinazione è possibile associare un diverso tipo linea per ciascuna delle
elevazioni tipiche del disegno; ad esempio, può servire per individuare in modo diverso i tubi
interrati in pavimento (con elevazione Pavimento) da quelli a parete (con elevazione Parete).

Impianti - Coefficienti di utilizzo


La funzione Leggi la potenza dai simboli dell’utenza, utilità di gestione rete elettrica (vedi “Utilità
- Leggi potenza dai simboli” a pagina 529), applica alla potenza letta nei simboli dei coefficienti di
utilizzo predefiniti, al fine di calcolare una potenza totale coerente. Se non viene applicato un
coefficiente di utilizzo le sezioni dei cavi potrebbero risultare sovrastimate in confronto alla reale
situazione di utilizzo. In alternativa si può impostare il coefficiente di utilizzo o contemporaneità in
fase di calcolo della rete elettrica in Ampère.
I simboli sono discriminati in base alla famiglia CEI EN 61346 impostata nella scheda di setup
simbolo in Libreria simboli. Attualmente sono applicati tre coefficienti di utilizzo diversi in base a
tre categorie di simboli:
• Prese monofasi: sono considerati tutti i simboli con famiglia X. Il programma rileva il sistema
monofase dall’utenza a cui si sta associando la potenza.
• Prese trifasi: sono considerati tutti i simboli con famiglia X. Il programma rileva il sistema
trifase dall’utenza a cui si sta associando la potenza.
• Lampade: sono considerati tutti i simboli con famiglia E.

Impianti - Comparti predefiniti dei condotti


Questa finestra elenca le funzioni di utilizzo comuni previste per la caratterizzazione dei comparti
all’interno dei condotti delle linee di distribuzione. Per ogni fuzione è possibile personalizzare il
nome e associare la destinazione d’uso selezionandola tra quelle predefinite non modificabili:
• Rete elettrica - (destinazione per i cavi di Rete elettrica)
• Cablaggio strutturato - (destinazione per i cavi di Cablaggio strutturato)
• Rete telefonica - (destinazione attualmente non gestita)
• TV/SAT - (destinazione attualmente non gestita)
• Domotica - (destinazione attualmente non gestita)
• Fonia - (destinazione attualmente non gestita)

La destinazione d’uso serve per la fuzione automatica di infilaggio dei cavi nei condotti ottenibile
con la gestione reti (comando RETI). Per ulteriori informazioni vedi il capitolo “Reti” a pagina 523 .
770 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

Impianti - Parametri etichetta condotto


La finestra di personalizzazione Parametri etichetta condotto
permette di personalizzare il profilo di disegno dell’etichetta
condotto. Comprende le seguenti opzioni.

Layer: layer di appartenenza delle entità grafiche appartenenti


all’etichetta.
Stile di testo: stile applicato ai testi descrittivi.
Margini: spazio applicati ai bordi di tutti gli elementi testuali.
Immagine : se al codice materiale del condotto è assegnata
un’immagine, con questa opzione è possibile riportarla sul
disegno.
Larghezza (immagine/griglia) : nel caso di immagine attiva e
presente in archivio, tale valore viene utilizzato come larghezza
massima al fine del ridimensionamento. Inoltre, nel caso in cui si
scelga di riportare la lista utenze in formato griglia, tale valore
rappresenta la larghezza della griglia.
Altezza immagine: altezza massima dell’immagine se presente.
Gruppo elenco utenze: parametri validi nel caso in cui l’etichetta
Elenco utenze sia attiva.
In griglia : se questa opzione è attiva, le sigle delle utenze
contenute nel condotto vengono rappresentate in formato
tabellare.
Colonne: numero di colonne per la rappresentazione tabellare
dell’elenco utenze.
Crea gruppo entità : se tale casella è selezionata, tutte le entità
rappresentanti il prospetto del condotto (immagine, linee, testi)
vengono riunite in un gruppo. In tal modo la selezione dell’intera tabellina viene facilitata.

La finestra di dialogo evidenzia la lista delle etichette riportabili nel prospetto. Le etichette sono
disattivabili e riordinabili liberamente. Ciascuna etichetta può essere personalizzata in colore e
altezza.

Nota. Tutte le dimensioni assolute presenti in tale finestra vengono scalate sul disegno rispetto alla
scala dei simboli.

Le modifiche vengono salvate in automatico nel profilo corrente. È possibile salvare le impostazioni
in un nuovo profilo diverso semplicemente premendo il pulsante Salva profilo e assegnando un
nuovo nome al profilo. Tutti i profili tranne quello predefinito possono essere rimossi mediante
l’apposito pulsante Elimina profilo. Un pulsante di Reset permette di rigenerare le impostazioni
predefinite dell’etichetta.
Parametri e preferenze 771
Preferenze ambiente grafico

Impianti - Parametri etichetta simbolo


La finestra di personalizzazione Parametri etichetta simbolo
permette di personalizzare il profilo di disegno dell’etichetta
disegnata con il comando ETSIMB (vedi “Etichetta simbolo” a
pagina 224). Comprende le seguenti opzioni.

Layer: layer di appartenenza delle entità grafiche appartenenti


all’etichetta.
Stile di testo: stile applicato ai testi descrittivi.
Margini: spazio applicati ai bordi di tutti gli elementi testuali.
Immagine: se al codice materiale associato al simbolo è assegnata
un’immagine, con questa opzione è possibile riportarla sul
disegno. Se il simbolo contiene più codici materiali viene
visualizzata solo l’immagine del primo codice.
Larghezza (immagine/griglia): nel caso di disegno dell’immagine,
tale valore viene utilizzato come larghezza massima al fine del
ridimensionamento.
Altezza immagine: altezza massima dell’immagine se presente.
Colonne: numero di colonne per la rappresentazione tabellare
dell’elenco utenze.
Crea gruppo entità : se tale casella è selezionata, tutte le entità
rappresentanti l’etichetta simbolo (immagine, linee, testi)
vengono riunite in un gruppo. In tal modo la selezione dell’intera
tabellina viene facilitata.
Etichette: lista delle etichette riportabili nella tabella. Le etichette sono disattivabili e riordinabili
liberamente. Ciascuna etichetta può essere personalizzata in colore e altezza.

Nota. Tutte le dimensioni assolute presenti in tale finestra vengono scalate sul disegno rispetto alla
scala dei simboli.

Le modifiche vengono salvate in automatico nel profilo corrente. È possibile salvare le impostazioni
in un nuovo profilo semplicemente premendo il pulsante Salva profilo e assegnando un nuovo nome
al profilo. Tutti i profili tranne quello predefinito possono essere rimossi mediante l’apposito
pulsante Elimina profilo. Un pulsante di Reset permette di rigenerare le impostazioni predefinite
dell’etichetta.

Impianti - Cartellino per linee di distribuzione


Questa finestra permette di personalizzare l’etichetta disegnata con la funzione Cartellino utenze
(comando BALLUTE, vedi “Etichettatura con cartellino di linee e simboli” a pagina 505).
Le proprietà modificabili comprendono: tipo di terminazione, dimensioni, colore, layer, utilizzo di
indici globali.
Se la casella Crea gruppo entità è selezionata, tutte le entità rappresentanti il cartellino (immagine,
linee, testi) vengono riunite in un gruppo. In tal modo la selezione dell’intero oggetto è facilitata.

Impianti - Cartellino per simboli grafici


Questa finestra permette di personalizzare l’etichetta disegnata con la funzione Cartellino utenze
(comando BALLSIMB, vedi “Etichettatura con cartellino di linee e simboli” a pagina 505).
Le proprietà modificabili comprendono: tipo di terminazione, dimensioni, colore, layer, utilizzo di
indici globali.
Se la casella Crea gruppo entità è selezionata, tutte le entità rappresentanti il cartellino (immagine,
linee, testi) vengono riunite in un gruppo. In tal modo la selezione dell’intero oggetto è facilitata.

Impianti - Coefficienti di utilizzo


Questa finestra permette di modificare il valore predefinito del dato Coefficiente di utilizzo
compilato per ognuna delle tipologie standard di componenti di impiantistica. Il Coefficiente di
utilizzo è riportato nei dati dell’utenza definita dal componente (simbolo della libreria impianti di
iDEA) posizionato nel disegno ed elaborato dal software di calcolo Ampère.
772 Parametri e preferenze
Preferenze ambiente grafico

Le tipologie standard di componenti di impiantistica sono:


• Prese monofasi
• Prese trifasi
• Lampade
• Altri simboli

Impianti - Terminazioni e schemi di collegamento


Gestione delle terminazioni e schemi di collegamento: vedi “Gestione terminazioni e schemi di
collegamento” a pagina 565.

Preventivazione
Nella scheda Preventivazione è possibile modificare le impostazioni e preferenze delle funzioni
relative alla codifica dei materiali e la generazione di distinta materiali e computo metrico.
Materiali
Decodifica delle note tecniche dal codice principale di magazzino: se questa casella è selezionata,
quando si associa un codice articolo ad un simbolo, nell’attributo Dati tecnici (NOTEC) vengono
inserite eventuali note tecniche del tipo 3x63A, 1x58W, etc. Per esempio, con un codice articolo
relativo ad una plafoniera, in cui nella descrizione esista un testo del tipo 1x58W, nell’attributo
NOTEC, dei simboli selezionati, verrà riportato 1x58W.
Compila blocchi descrittivi in aggiornamento da Tabula: se questa casella è selezionata, in fase di
aggiornamento del disegno da una distinta materiali modificata in Tabula (vedi “Aggiornamento da
Tabula” a pagina 698) vengo aggiornate anche le tabelline disegnate con la funzione descritta al
paragrafo “Inserimento di tabelle riportanti articoli materiali” a pagina 697.
Utilizza eventuali codici di ricodifica: quando si esegue l’estrazione della distinta materiali da un
disegno in cui i componenti sono stati codificati con codici articolo fuori produzione ricodificati è
possibile indicare al programma di considerare il codice di ricodifica. In pratica se il disegno è
codificato con un codici che in magazzino possiedono un codice di sostituzione, la sostituzione
avviene automaticamente.
Escludi dalla legenda simboli i componenti con codice disabilitato: se questa casella è selezionata, i
simboli con l’attributo Codice principale disabilitato con l’apposito carattere (vedi “Disabilita codice
articolo” a pagina 708), non vengono riportati nella legenda simboli (comando LEGENDA) e nella
legenda simboli multifoglio (comando MLEGENDA).
Codice di lavorazione: valore del codice di lavorazione per la distinta materiali alternativa.
Avanzate
Identifica blocchi sconosciuti in distinta materiali: selezionando questa casella, risulta possibile
identificare nella distinta materiali, i simboli privi di codice mediante la descrizione del blocco in
legenda simboli (comando LEGENDA).
Prediligi etichetta ALIAS in estrazione per Tabula: se questa casella è selezionata, in fase di estrazione
dei dati per la distinta materiali, anziché l’attributo SIGLA viene letto l’attributo ALIAS.
Crea distinta base anche in formato .dbf durante l’esportazione: se questa casella è selezionata,
l’estrazione della distinta materiali crea, nello stesso percorso del file .TAB, un ulteriore file con
estensione .DBF. Tale file ha medesima struttura della distinta ma testi di tipo ANSI anziché
UNICODE, quindi risulta apribile anche con Excel o con altri software.
Estrai per gruppi di fogli codificati: nell'esportazione della distinta materiali in Tabula (comando
EXTDIS), per i gruppi di fogli codificati, è data la possibilità di estrarre tutti i codici dei simboli
(modalità classica) o solo il codice del gruppo di fogli (vedi “Codifica di lavorazioni in Libreria
fogli” a pagina 145).
Assegna l'ubicazione generica “Cavetteria” a cavi e relativi accessori: in estrazione dei dati per la
distinta materiali è possibile scegliere di catalogare cavi e relativi accessori, nell'ubicazione generica
“Cavetteria”, anziché nell'ubicazione di origine assegnata ai cavi (opzione predefinita).
Disabilita il codice della distinta base nella distinta estimativa: interviene nella stampa e nella
visualizzazione della distinta estimativa; se disattivata riporta, sia nella voce assieme che negli
articoli che la compongono, i rispettivi codici che li identificano. Se viene attivata evita di scrivere
il codice assieme riportandone solamente i codici degli articoli che la compongono.
Parametri e preferenze 773
Gestione blocchi morsetto

Carattere di disabilitazione del codice principale: specifica il carattere da utilizzare nell'esclusione dei
simboli dall'estrazione della distinta materiali ed il computo metrico Sigma e dalla tracciatura delle
legende simboli.
Estrazione quantità portacavi: imposta la modalità di calcolo della quantità dei portacavi nel disegno.
Per informazioni vedi “Estrazione dati dei portacavi per la distinta materiali” a pagina 694. Le
opzioni disponibili sono:
• In base alla somma della lunghezza dei segmenti di condotto
• Per singolo segmento di condotto

Gestione attributi personalizzati: lista degli attributi personalizzati; è possibile attivare la creazione
dell’attributo con l’etichetta specificata. Per ulteriori informazioni sulla personalizzazione delle
tabelle vedi “Attributi personalizzati nei simboli” a pagina 76.

Traduzione stampe
La finestra Traduzioni che consente di editare le i testi usati per Titoli e Descrizioni nelle stampe dei
documenti e nelle tabelle; in questo modo è possibile ottenere stampe con diciture in lingue diverse
dall'italiano o con titoli personalizzati. In particolare nella scheda Titoli stampe sono presenti i titoli
dei documenti, mentre nella scheda Descrizioni stampe si possono impostare le diciture relative ai
vari campi stampati.

Nota. Nel caso un testo non presenti la traduzione nella lingua selezionata per una stampa, di norma
viene riportato il testo predefinito. Affinché venga invece stampato un testo vuoto, piuttosto che non
tradotto, è necessario premere il pulsante Testo vuoto, il quale inserisce nella casella del testo la
dicitura “<NULL>”.

Gestione blocchi morsetto


In Gestione blocco morsetto, sono registrati tutti i blocchi utilizzati in fase di tracciatura delle
morsettiere in iDEA. Questi blocchi riguardano i morsetti, di tutti i tipi, e gli accessori delle
morsettiere.
Gestione blocchi morsetto è una finestra attivabile dal pulsante presente nella scheda Morsettiere in
Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF, vedi “Schemi elettrici - Gestione blocchi morsetto”
a pagina 765).

I morsetti già inseriti in Gestione blocchi morsetto, possono essere modificati, duplicati o eliminati
con i comandi della barra degli strumenti della finestra. Per ogni blocco viene proposta l’anteprima
in cui compare la parte grafica e gli attributi; le informazioni di ogni blocco sono editabili in una
finestra di dialogo di definizione del morsetto.
Oltre a quelli già presenti è possibile aggiungere la definizione di nuovi morsetti personalizzati: oltre
a creare il blocco dwg, esso deve essere definito con il comando Nuovo.

Nota. Per creare un blocco di morsetto personalizzato conviene esplodere e modificare uno dei
blocchi morsetto predefiniti, ad esempio [Link] salvato nella cartella
COMMON/LIBRARY/LIB visibile di seguito (il blocco originale ha orientamento verticale; qui è
visualizzato orizzontale solo per motivi grafici).
774 Parametri e preferenze
Gestione blocchi morsetto

Nome blocco morsetto: selezionare, tramite il pulsante ‘...’ il file .dwg del blocco corrispondente. A
destra della casella sono presenti due pulsanti: il primo apre la finestra Composizione automatica
nome blocco morsetto, (vedi “Nomi dei blocchi morsetto” a pagina 775); il secondo visualizza
l’anteprima del blocco scelto.

Nota. Il pulsante Anteprima non è visibile se il blocco scelto nella casella Nome blocco morsetto,
non è presente nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB.

Larghezza blocco: larghezza del corpo del blocco.


Altezza blocco: altezza del corpo del blocco senza pin.

Il blocco è privo della linea perimetrale: applicare la spunta alla casella per indicare che il blocco
morsetto non ha la linea di perimetro, la quale verrà disegnata dalla procedura di disegno della
morsettiera . I blocchi corrispondenti ad un singolo morsetto passante a più vie (vedi “Morsetti
passanti a più vie” a pagina 304) saranno riquadrati all’interno della stessa linea di perimetro.
Il blocco è privo delle linee indicanti i fili uscenti dal morsetto: applicare la spunta alla casella per
indicare che il blocco morsetto non ha le caratteristiche linee indicanti i fili collegati al morsetto. Esse
saranno disegnate dalla procedura di disegno della morsettiera solo dove necessario, cioè solo
quando esiste un’effettiva connessione al capo del morsetto.
Parametri e preferenze 775
Gestione blocchi morsetto

I dati di definizione dei blocchi dei morsetti vengono salvati nel file di definizione [Link], che si
trova nella cartella COMMON dei programmi Electro Graphics.

Nomi dei blocchi morsetto


Ogni blocco morsetto deve essere salvato nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB ed avere un
nome composto nel modo:
PREFISSO + Pn + C + S + .dwg

dove:
PREFISSO = per default è MORS e rappresenta la tracciatura di layout normale. È possibile
selezionare TMORS o TPMORS per tracciature di tipo tabellare o aggiungere una sigla
personalizzata con significato desiderato. In fase di tracciatura viene utilizzato il blocco con prefisso
pari a quello indicato nella scheda Morsettiera in Preferenze ambiente grafico.
Pn = piano se si tratta di un morsetto multiplo: P1, P2, P3,... P8 (max 8 piani);
C = sigla della categoria. È possibile definire categorie personalizzate (max 4 caratteri);
S = sezione del morsetto: 1, 1-5 (equivale a 1,5), 2, 2-5,....

Le informazioni Pn e S possono essere omesse. Se Pn non è indicata, non verrà evidenziato il fatto
che il morsetto è di tipo multiplo.

La finestra Composizione automatica nome blocco morsetto, accessibile dalla finestra di definizione
del morsetto, facilita la composizione del nome del blocco del morsetto secondo le regole sopra
riportate.

Prefisso del blocco: scegliere il prefisso; è possibile anche digitare un prefisso personalizzato.

Per indicare la tipologia del morsetto scegliere tra:


• Morsetto normale/connettore
• Morsetto multiplo
• Morsetto a più vie
• Morsetto a più vie (sintetico)
• Apparecchiatura in morsettiera

Piano/n° pin: per i morsetti di tipologia Multiplo è richiesto di indicare il piano del morsetto nel caso
di morsetti multipli. Lasciare a 0 per i morsetti normali.
Categoria del morsetto: selezionare una fra le categorie di morsetto predefinite (Normale, Fusibile,
Diodo, Cortocircuitabile) oppure selezionare la categoria Utente: si attiva la casella inferiore in cui
digitare una sigla personalizzata con massimo 4 caratteri.
Sezione: selezionare la sezione del morsetto tra quelle normalizzate.

In alto si può leggere il nome del blocco ottenuto dalle impostazioni; a lato del nome un pulsante
visualizza l’anteprima del blocco scelto.
776 Parametri e preferenze
Gestione blocchi morsetto

Nota. Se il nome si presenta in colore rosso e non è visibile il pulsante Anteprima, significa che il
blocco con tale nome non è presente nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB. Quindi deve essere
creato.

Note sui blocchi per il layout dei morsetti


In fase di tracciatura delle morsettiere, per ogni morsetto, viene identificato il nome di
rappresentazione con la formula vista in precedenza e con tale nome il programma accede ai dati di
Gestione blocchi morsetto, per dedurne le caratteristiche di altezza e larghezza.
Nel caso in cui non esista un blocco con nome ottenuto con la concatenazione di tutte le proprietà
“PREFISSO + Pn + C + S”, il programma cercherà di usare un nome con proprietà ridotte
“PREFISSO + Pn + C”, fino a cercare un nome minimo dato da “PREFISSO + 1".
Se neanche quest'ultimo è disponibile, verrà utilizzato il nome di default MORS1.

Ad esempio, se il programma non trova un blocco che identifica il primo piano di un morsetto
multiplo con diodo da 4 mm2 ([Link]), viene cercato iterativamente il blocco che riporti le
altre caratteristiche richieste (quindi [Link] o [Link] ed infine [Link]).

Attributi gestiti sul blocco del morsetto tracciato


La procedura di disegno della morsettiera andrà a gestirne gli attributi presenti nel blocco del
morsetto impostato. Le etichette di attributo che, se presenti, verranno utilizzate sono le seguenti.

NMOR: numero del morsetto;


GRP_MOR: gruppo del morsetto;
LIV_MOR: livello del morsetto (compilato solo se si tratta di un morsetto multiplo);
T_MOR: codice della categoria del morsetto;
SEZ_FIL: sezione filo;
M_QUA: morsetto eventuale di giunzione lato quadro;
S_QUA: sigla e pin elemento lato quadro (sigla, gruppo e pin se si tratta di un operando Plc);
U_QUA: ubicazione elemento lato quadro;
DES_QUA: descrizione elemento lato quadro;
DES_MOR: descrizione del morsetto/connettore;
F_APP: filo lato campo;
F_QUA: filo lato quadro;
S_APP: sigla e pin elemento lato campo o su altro quadro (sigla, gruppo e pin se si tratta di un
operando Plc);
M_APP: morsetto eventuale di giunzione lato campo o su altro quadro;
U_APP: ubicazione elemento lato campo o su altro quadro;
D_APP: descrizione elemento lato campo o su altro quadro;
COL_FL1: colore del filo;
DES_FL1: descrizione del filo;
POS_MOR: posizione morsetto nel multifoglio;
CODICE1: codice alternativo (compilato solo se si tratta di un accessorio);
CODICE2: codice principale (compilato solo se si tratta di un accessorio);
COD_MOR: codice morsetto da Archivio morsetti e connettori;
UBIC1: ubicazione assegnata alla morsettiera;
FUNZ1: funzione assegnata alla morsettiera;
SIGRIF: sigla della morsettiera, utilizzata per l'esportazione dei dati verso Tabula;
TIP_MOR: tipologia del morsetto;
SEZ_MOR: sezione del morsetto.

Blocco di testata della morsettiera


Similmente ai blocchi dei morsetti, potrà essere personalizzato il blocco di testata morsettiera nel
quale vengono scritti di default la sigla, la descrizione, la funzione e l'ubicazione della morsettiera;
tali dati vengono letti dal database di definizione della morsettiera. Le etichette di attributo che, se
presenti, verranno utilizzate sono le seguenti.

SIG_MOR: sigla della morsettiera;


DES_MOR: descrizione della morsettiera;
FUN_COM: funzione della morsettiera;
Parametri e preferenze 777
Personalizzazione delle tabelle multifoglio

UBI_COM: ubicazione della morsettiera.

Il nome del blocco della testata risulta pari alla concatenazione di “H_” con il PREFISSO del blocco
morsetto utilizzato (ad esempio H_MORS).

Blocchi di rappresentazione cavo


I blocchi di rappresentazione del cavo di nome mar_cav1.dwg (lato campo) e mar_cav2.dwg (lato
quadro), contenuti nella cartella COMMON/LIBRARY/LIB, potranno essere ridefiniti per
soddisfare esigenze particolari. Le etichette di attributo che, se presenti, verranno utilizzate sono le
seguenti.

SIG_CAV: sigla del cavo;


FNZ_CAV: funzione del cavo;
COD_CAV: codice del cavo;
FUN_CAV: funzione del cavo;
LUN_CAV: lunghezza del cavo;
SIG_DES: designazione del cavo;
FOR_CAV: formazione cavo;
LIV_DIS: livello di disturbo;
SCHERMO: tipo di schermatura del cavo.

Nota. Se nel blocco cavo D_CAVO.DWG l'attributo FNZ_CAV non è presente i dati Sigla e
Funzione del cavo vengono riportati concatenati nella forma Funzione-Sigla all’interno
dell’attributo SIG_CAV.

Personalizzazione delle tabelle multifoglio


In Preferenze ambiente grafico, scegliere Schemi elettrici>Tabelle multifoglio per accedere alla
personalizzazione delle tabelle multifoglio.
Le tabelle, personalizzabili, sono quelle che si tracciano con i comandi Tabelle materiali Tabula e
Tabelle Ampère. La figura illustrativa, riportata di seguito, aiuta a comprendere il legame tra i vari
parametri e la costruzione della tabella.

Ciascuna tabella è costituita da tre blocchi: un blocco testata, contenente i titoli di ciascuna colonna,
un blocco campi, contenente i valori dei valori della tabella ed un blocco note, aggiunto in coda
all'ultimo blocco campi e contenente informazioni varie, note o riporti.
778 Parametri e preferenze
Personalizzazione delle tabelle multifoglio

In ciascun foglio è possibile incolonnare una tabella creando un numero arbitrario di colonne
principali equispaziate.
Di seguito si riportano i parametri delle tabelle ed il loro significato.

Altezza blocco testata: indica l'altezza del blocco che contiene i titoli della tabella ed è posizionato sul
lato superiore di ciascuna colonna.
Altezza blocco campi: rappresenta l'altezza del blocco che contiene i valori della tabella da riportare
e che viene ripetuto in sequenza a raggiungere il termine della colonna.
Larghezza colonna: indica la larghezza di ciascuna colonna principale e generalmente coincide con
la larghezza del blocco testata e del blocco campi.
Righe per colonna: ogni colonna è formata da un blocco testata ed una serie di blocchi campi, il cui
numero è indicato da questo parametro.
Numero di colonne: rappresenta il numero di colonne principali contenute in ciascun foglio di
disegno.
Distanza tra colonne: nel caso di stampe a più colonne, tale parametro indica lo scostamento tra una
colonna principale e l'altra.
Punto di inserimento: rappresenta il punto in coordinate cartesiane dell'angolo superiore sinistro, in
cui viene inserito il primo blocco della tabella all'interno del foglio.
Predefinito: il pulsante Predefinito permette di ripristinare tutte le informazioni della tabella corrente.
Affinché l'operazione abbia successo si consiglia di non apportare modifiche ai blocchi originali
della tabella, ma di effettuare eventuali modifiche su copie degli stessi.
Avanzate: il pulsante Avanzate permette di personalizzare il formato dei campi numerici. È possibile
impostare il carattere per la separazione dei decimali, per la separazione delle migliaia e l'eventuale
riempimento con zeri nella parte decimale.

È prevista la possibilità di creare ed editare dei profili di tracciatura selezionabili nella casella Profilo.
I profili sono comuni a tutte le installazioni che usano lo stesso percorso di rete per la cartella di
archivi e librerie. Quando si duplica un profilo viene generato un set nuovo di blocchi per ciascuna
tipologia di tabella; è poi possibile personalizzare tali blocchi aprendo i relativi file DWG localizzati
in <percorso di rete>/COMMON/LIBRARY/LIB.
Le impostazioni delle tabelle sono salvate nel file di configurazione [Link] che risiede nella
cartella <percorso di rete>\COMMON oppure nel percorso originale di installazione della cartella
COMMON secondo l’attivazione della preferenza File di impostazioni locale (vedi “Generali” a
pagina 757).

Come personalizzare una tabella


Per personalizzare una particolare tabella è necessario ridefinire i blocchi che la compongono e
variare di conseguenza i parametri associati alle dimensioni e al posizionamento degli stessi.
Copiare, pertanto la triade di blocchi che compongono la tabella che si intende personalizzare e
modificare i blocchi.

Nota. Per essere modificati, i blocchi dovranno essere inseriti in un disegno, esplosi, modificati e
salvati con il comando MBLOCCO nella cartella <percorso di rete>\COMMON\LIBRARY\LIB0.
Vedi “Blocchi e attributi” a pagina 63.

Si consiglia di mantenere la seguente convenzione nel nominare i blocchi così creati:

Blocco testata: PPP_xx_H.dwg


Blocco campi: PPP_xx_R.dwg
Blocco note: PPP_xx_T.dwg

Dove PPP rappresenta il prefisso originale del blocco e identifica il tipo di tabella (es. 003 nel caso
di Lista materiali di Tabula), xx è un numero progressivo con cui l'utente può diversificare i vari
blocchi relativi alla stessa tipologia di tabella.
Ciascun blocco deve contenere degli attributi che verranno compilati con i valori ricavati dalla
relativa tabella.
Per convenzione, un blocco titoli deve contenere degli attributi aventi come etichetta il nome del
campo del database di origine ed il prefisso “T_”, (ad es. T_CODICE2), un blocco campi deve invece
Parametri e preferenze 779
Personalizzazione delle tabelle multifoglio

avere attributi aventi come etichetta il nome del campo del database di origine ed il prefisso “R_”
(ad es. R_CODICE2).
Attributi disponibili per le tabelle materiali
La procedura di disegno della tabella andrà a gestire gli attributi presenti nel blocco campi che la
compongono. Pertanto, oltre alle informazioni compilate di default, si possono riportarne altre. Le
etichette di attributo che, se presenti, verranno utilizzate sono riportate di seguito.

CODICE2: Codice articolo


SIG_RIF: Sigla
UBI_RIF: Ubicazione
FUN_RIF: Funzione
POS_RIF: Posizione
NOT_RIF: Note tecniche
DES_RIF: Descrizione
DE2_RIF: Descrizione aggiuntiva
DESC: Descrizione articolo rilevata in archivio materiali
KIT_PRO: Kit
QTA_RIF: Quantità
QTA_ALT: Quantità disegno
CODICE1: Codice alternativo
UM: Unita di misura.
DES_COS: Costruttore
CODICE3: Codice distinta
COD_DSB: Tipo prodotto (normale, distinta, elemento di distinta)

Le seguenti etichette possono essere utilizzate solo se si dispone del prodotto Tabula.

DWG_NOM: Disegno
NOM_BLK: Blocco
COD_COS: Codice costruttore
POS_MAG: Posizione magazzino
QTA_CAR: Quantità carico
QTA_SCA: Quantità scarico
COD_CAT: Codice categoria
PREZZO: Prezzo
DAT_PRE: Data prezzo
COD_FOR: Codice fornitore
QTA_CRT: Q.tà cartone
QTA_ORD: Ordine minimo
QTA_MIN: Q.tà minima
MAR_RIF: Marchio
NOR_RIF: Norme
STA_PRO: Stato prodotto
FORN: Fornitore
QTA_UNI: Quantità elemento di distinta
IMP_RIF: Importo
IMP_ALT: Importo disegno
QTA_NEG: Q.tà negativa
Casi particolari
Nel caso della tabella Lista parti, la presenza di un attributo avente come etichetta “D_NOM_BLK”
permette di inserire la sagoma del blocco relativo, prelevata dal disegno o dalle librerie di simboli
dei prodotti Electro Graphics.
La presenza dell'etichetta R_NOM_BLK, come da convenzione, inserisce solamente il nome del
blocco.

Nota. Per una descrizione particolareggiata dei campi e del loro significato è possibile utilizzare
come strumento l'esporta database in formato ASCII, in cui è possibile trovare la relazione tra il nome
780 Parametri e preferenze
Personalizzazione della tabella morsettiera

dei campi e la funzione da essi svolta. Vedi “Esporta database” al capitolo “Gestione archivi” della
guida di riferimento “Commesse e archivi”.
Condivisione delle impostazioni
Chi lavora condividendo gli archivi e la libreria simboli con altre postazioni CAD, può scegliere se
continuare a condividere anche le impostazioni delle tabelle (situazione predefinita), oppure no.
Secondo la preferenza File di impostazioni locale presente nella scheda Disegno di Preferenze
ambiente grafico (vedi “Generali” a pagina 757), le impostazioni delle tabelle sono salvate nel file
di configurazione [Link] che risiede nella cartella <percorso di rete>\COMMON oppure nel
percorso originale di installazione della cartella COMMON (locale).

Personalizzazione della tabella morsettiera


In Preferenze ambiente grafico, scegliere Schemi elettrici>Profili di tracciatura morsettiere per
accedere alle opzioni di personalizzazione della tabella morsettiera: vedi “Schemi elettrici - Profili
di tracciatura morsettiere” a pagina 763.
I dati di un profilo di tracciatura della tabella morsettiera possono essere editati nella finestra Dati di
profilo tabella che riporta i seguenti dati.

Nome profilo tabella: nome descrittivo del profilo.


Blocco tabella: blocco .dwg utilizzato per la tabella. Per la selezione fare clic sul pulsante ‘...’ a destra
nella casella. Si può controllarne l’anteprima con il pulsante a lato.
Blocco riga: blocco .dwg utilizzato per compilare i dati inseriti nelle righe della tabella. Per la
selezione fare clic sul pulsante ‘...’ a destra nella casella. Si può controllarne l’anteprima con il
pulsante a lato.
Larghezza tabella: indicare la larghezza totale del blocco utilizzato per la tabella.
Passo riga: indicare la distanza tra due righe consecutive nella tabella.
Spazio utile di inserimento righe: indicare lo spazio riservato all’inserimento delle righe della tabella.
È possibile pertanto limitare la compilazione della tabella ad un determinato spazio. I morsetti
eccedenti saranno tracciati su una nuova pagina.
Punto di inserimento riga: nelle caselle X e Y indicare le coordinate del punto di inserimento della
prima riga. Nelle tabelle orizzontali è in basso a sinistra della riga del primo morsetto; nelle tabelle
orizzontali è in alto a sinistra della riga.
Struttura tabella: indicare se la tabella è orizzontale o verticale.
Max caratteri campi Origine/Destinazione : è possibile indicare il numero massimo di caratteri
considerati nella tracciatura delle informazioni dei campi descrittivi Origine e Destinazione; può
essere comodo per evitare una sovrapposizione dei testi in certe tabelle o se le descrizioni sono molto
lunghe.
Mantieni contigui i morsetti dello stesso gruppo: selezionando questa opzione gli elementi di morsetti
multipli (a più piani) vengono riportati in tabella sempre uno in seguito all’altro; altrimenti possono
essere riportati secondo l’ordinamento scelto prima della tracciatura della tabella.

Nota. Per creare i blocchi di tabella e riga personalizzati si consiglia di esplodere e modificare uno
dei blocchi tabella e riga predefiniti (ad esempio Tm_tab1.dwg e Tm_blk1.dwg).
Questi blocchi, come quelli standard, dovranno essere salvati nella cartella <percorso di
rete>/COMMON/LIBRARY/LIB0 o LIB.

Attributi gestiti sul blocco del morsetto tracciato


La procedura di disegno della tabella morsettiera andrà a gestirne gli attributi presenti. Le etichette
di attributo che, se presenti, verranno utilizzate sono:
Blocco tabella (ad esempio Tm_tab1.dwg)
SIG_MOR: sigla morsettiera
DES_MOR: descrizione morsettiera
FUN_COM: funzione morsettiera
UBI_COM: ubicazione morsettiera

SIG_CAVx: sigla cavo lato campo;


FNZ_CAVx: funzione del cavo lato campo;
FNZ_CAV_Q: funzione del cavo lato quadro;
Parametri e preferenze 781
Personalizzazione della tabella morsettiera

DESC_CAVx: descrizione cavo lato campo;


LUN_CAVx: lunghezza cavo lato campo;
FOR_CAVx: formazione cavo lato campo;
T_CAVOx: tipo cavo lato campo;
CAVO_DA: origine cavo lato campo;
CAVO_A: destinazione cavo lato campo;
SIG_CAV_Qy: sigla cavo lato campo;
DESC_CAV_Qy: descrizione cavo lato campo;
LUN_CAVx_Qy: lunghezza cavo lato campo;
FOR_CAV_Qy: formazione cavo lato campo;
T_CAVO_Qy: tipo cavo lato campo.

Blocco morsetto (ad esempio Tm_blk1.dwg)


SEZ_FIL: sezione filo;
FIL_MOR: sigla filo lato quadro;
UBIC: ubicazione morsetto;
DES_MOR: descrizione morsetto;
ORG_FIL: componenti lato quadro;
U_QUA: ubicazione lato quadro;
NOISE: livello disturbo;
TIPO: tipo morsetto;
TIP_MOR: tipo morsetto (ricavato dai dati del morsetto in archivio Morsetti);
SCHERMO: schermo;
PONTE: indice ponte morsetto;
MORS: sigla morsetto;
DEST_FIL: componenti lato campo;
U_APP: ubicazione lato campo;
DESC_MORS: descrizione lato campo;
FIL_CAM: sigla filo lato campo;
DES_QUA: descrizione lato quadro;
SEZ_MOR: sezione morsetto;
GRP_MOR: gruppo del morsetto multipiano;
LIV_MOR: livello del morsetto multipiano.

Nel blocco morsetto sono gestiti due ulteriori tipi di attributi: PONx (PON1, PON2, … PONm) e
JUMy (JUM1, JUM2, … JUMn); essi servono a rappresentare nella tabella eventuali connessioni in
ponte fra i morsetti (attributi PONx) ed eventuali ponti eseguiti tramite ponticelli (attributi JUMy).
La rappresentazione dei ponti è simile a quella prodotta dalla Tracciatura morsettiere. L’indice che
segue i prefissi PON e JUM sta ad indicare il livello di rappresentazione di ponti e ponticelli.
Eventuali livelli di ponte che eccedano quelli previsti dagli attributi non saranno rappresentati.
782 Parametri e preferenze
Personalizzazione della tabella morsettiera

Esempio Tabella orizzontale (profilo Orizzontale con cavo a monte e a valle)

Esempio Tabella verticale (profilo Verticale con cavo a monte e a valle)


28
Traduzioni

In questo capitolo viene esposta la funzione di traduzione e le funzioni di collegamento fra il disegno
ed il dizionario.

Traduzione dei testi e degli attributi


L'operazione di traduzione dei testi del disegno e degli attributi descrittivi dei simboli consiste nella
loro sostituzione o accodamento con testi redatti in lingue diverse. Le frasi con le relative traduzioni
nelle lingue disponibili sono conservate nell'archivio Dizionari: vedi “Archivio dei dizionari” a
pagina 790.
Il processo di traduzione esegue la ricerca dei testi da tradurre nel dizionario e li sostituisce oppure
li accoda con i testi trovati in altre lingue. I testi non rilevati nel dizionario selezionato sono
memorizzati in un archivio separato di Voci non tradotte, salvato nel percorso della commessa o del
progetto per consentire di provvedere alla compilazione delle traduzioni. Per inserire in disegno
questi nuovi testi bisognerà ripetere l'operazione di traduzione.
Come tradurre i testi e gli attributi di un progetto
1. In iDEA eseguire la funzione Traduttore (comando TRAD) per eseguire la traduzione di testi e
attributi presenti nel progetto aperto.
2. Al termine della traduzione si apre la lista dei testi non tradotti. Se non si avvia automaticamente,
perchè è stata disattivata l’opzione, eseguire la funzione Voci non tradotte (comando TRADUCI)..
3. Nella tabella delle voci non tradotte compilare le traduzioni delle voci nelle caselle che
corrispondono alla lingua desiderata.
4. Ritornare nel disegno e rilanciare la procedura di traduzione.

Nei paragrafi seguenti viene data la descrizione delle fasi e degli strumenti per la traduzione.

Scelta delle lingue


La traduzione dei testi e degli attributi in un progetto può essere eseguita sulle lingue attive. Per
attivare le lingue nel progetto aperto accedere a Parametri di configurazione del progetto corrente
(comando EGPREF) ed aprire la pagina Traduzioni.
784 Traduzioni
Traduttore in ambiente grafico

Parametri di configurazione per la gestione delle lingue

La tabella Lingue di progetto elenca le lingue attive per il progetto corrente ed è possibile apportare
le modifiche necessarie.

Lingua principale: selezionare dalla lista la lingua corrente per il progetto. La lingua Predefinita
corrisponde alla lingua principale del dizionario, cioè alla lingua del pacchetto software Electro
Graphics installato e può essere: Italiano, Inglese o Brasiliano.
Selezionando una lingua diversa, si definisce anche il prefisso; questo parametro è riferimento per il
programma per l’uso di impostazioni che variano a seconda della lingua corrente. Per esempio il
suffisso dei blocchi dipendenti dalla lingua. Vale anche per la tracciatura delle tabelle in un disegno
multifoglio o planimetrico, quali ad esempio tabelle materiali, elenchi fogli, elenchi revisioni,
elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc.
Layer: è possibile modificare il nome del layer associato ad ogni lingua gestita; in tali layer sono
inseriti i testi della traduzione multilayer nei disegni.
Lingua: nome della lingua. Non modificabile.
Descrizione riportata: la descrizione della lingua utilizzata per identificare le lingue nelle diverse
funzioni nel software (es. Cambia lingua, Stampe pdf multilingua,...).
Ordinamento: l'elenco delle lingue è ordinabile tramite i pulsanti Sposta in alto / Sposta in basso.
Aggiungi lingua: aggiunge una lingua all'elenco lingue di progetto. Selezionare la lingua dall'elenco
lingue attive. Per attivare ulteriori lingue premere il pulsante Lingue aggiuntive ed applicare la
spunta alle lingue desiderate nella finestra che si apre.

Rimuovi lingua: elimina la lingua selezionata dall'elenco lingue di progetto.

Traduttore in ambiente grafico


La procedura di traduzione di iDEA consente di elaborare i testi presenti sul disegno a mezzo
selezione manuale o globale.
Sono possibili due modalità di traduzione:
Traduzioni 785
Traduttore in ambiente grafico

• Sostituzione testo: le traduzioni degli attributi vengono inserite negli attributi di destinazione
specificati. Le traduzione dei testi sono poste in elenco nel disegno.
• Multilayer: le voci tradotte sono poste su diversi layer e sono visualizzabili uno alla volta.

In entrambe le modalità la traduzione effettua la conversione sulla base delle corrispondenze tra i vari
termini (frase per frase) indicate nel Dizionario.
La lunghezza massima prevista per ogni testo è di 240 caratteri.
Come avviare la procedura di traduzione in Ambiente grafico
• Selezionare Traduttore.

Menu: Strumenti > Traduzioni.


Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Traduzioni.
Riga di comando: TRAD.

Nella finestra di dialogo visualizzata è possibile definire una serie di parametri relativi ai testi e le
modalità di traduzione.

Innanzitutto nella lista a discesa Dizionario in uso selezionare il dizionario da usare nella traduzione,
tra quelli disponibili; è infatti possibile gestire più dizionari (vedi “Archivio dei dizionari” a
pagina 790).
Quindi selezionare la Lingua corrente, corrispondente alla lingua dei testi nel progetto.
Nel riquadro Traduzioni selezionare le lingue nelle quali si vuole che il testo venga tradotto; la lista
dipende dalla configurazione del progetto (vedi “Scelta delle lingue” a pagina 783) e si possono
selezionare una o più.

Nel riquadro Modalità di selezione, impostare la modalità di selezione dei testi da tradurre.
Manuale: per eseguire la traduzione solamente di alcuni testi o simboli; all’avvio viene richiesto di
selezionare gli oggetti con un clic o con una finestra di selezione multipla e dare INVIO.
Foglio corrente: per tradurre solo i testi o gli attributi presenti nel foglio corrente.
Tutto il disegno: per avviare la traduzione per tutto il disegno aperto.
Tutto lo schema: per avviare la traduzione per tutti i disegni appartenenti allo schema corrente.

Nel riquadro Testi/Attributi, si possono selezionare le seguenti opzioni.


Escludi gli attributi: permette di escludere dalla traduzione gli attributi dei simboli.
Escludi i testi: permette di escludere dalla traduzione i testi.

Nella scheda Modalità, è possibile selezionare la modalità di traduzione:


786 Traduzioni
Traduttore in ambiente grafico

• Sostituzione testo: le traduzioni degli attributi vengono inserite negli attributi di destinazione
specificati; se si selezionano più lingue di traduzione, le voci di ogni lingua vengono accodate. Le
traduzione dei testi sono poste in elenco nel disegno.
• Multilayer: gli attributi tradotti vengono posti su layer distinti per lingua; sarà poi possibile
attivare una lingua alla volta e visualizzare quindi lo schema in una lingua o in un’altra con un
semplice clic. Gli elementi di tipo Testo vengono convertiti in attributi e non è poi possibile
ripristinarli come testi.

In entrambe le modalità la traduzione effettua la conversione sulla base delle corrispondenze tra i vari
termini (frase per frase) indicate nel dizionario in uso selezionato.

Nel riquadro inferiore sono elencati gli attributi soggetti a traduzione; tramite il pulsante Aggiungi
è possibile aggiungere altri attributi indicandone l’etichetta.
Se è attiva la modalità di traduzione Sostituzione testo, per ognuno degli attributi da tradurre viene
indicato anche l’attributo di destinazione che può essere il medesimo o un altro. Pertanto è possibile
stabilire che una voce presente in un attributo di un simbolo venga inserita tradotta in un altro
attributo del simbolo stesso.

Esempio. Le voci in italiano presenti in FUNZIONE (Attributo da tradurre) possono essere tradotte
in inglese e salvate in FUNZIONE2 (Attributo di destinazione). In questo modo si possono
visualizzare nello schema contemporaneamente il testo in italiano e in inglese.

La lista degli attributi da tradurre può essere salvata su un profilo e utilizzata in altri schemi; per
aggiungere un nuovo profilo o eliminare quello selezionato usare i pulsanti Nuovo e Rimuovi.
Traduzioni concatenate
È possibile tradurre come unica frase le stringhe concatenate presenti in due o più attributi. In questo
modo, anche le descrizioni complesse inserire su più attributi potranno essere tradotte correttamente
senza compromettere il senso compiuto della frase. La traduzione di attributi concatenati è valida sia
per entrambi le modalità di traduzione: Sostituzione testo e Multilayer. Per sfruttare la nuova opzione
occorre modificare i profili di traduzione e configurare Attributo da tradurre e Attributo di
destinazione scrivendo in entrambi i nomi delle etichette degli attributi da concatenare, separati dal
carattere ‘+’. Ad esempio per la traduzione concatenata degli attributi Descrizione 1 e 2 (etichette
FUNZIONE e FUNZIONE2) di un simbolo standard di schema elettrico impostare Attributo da
tradurre = FUNZIONE+FUNZIONE2 e Attributo di destinazione = FUNZIONE+FUNZIONE2.
Traduzioni 787
Traduttore in ambiente grafico

Opzioni
Nella scheda Opzioni della finestra Traduttore, si possono impostare i parametri relativi alla modalità
di inserimento.

Cambia stile: permette di impostare lo stile di testo da asssociare ai testi tradotti. Il nuovo stile deve
essere selezionato nella lista a comparsa a fianco. Questa opzione è utlizzabile in traduzioni in
modalità sostituzione testo; ad esempio si può sfruttare questa funzione per cambiare lo stile a dei
testi, anche senza cambiare lingua, traducendo da italiano a italiano.
Separatore: scegliere dalla lista a comparsa il carattere separatore da utilizzare tra le voci di
traduzione di lingue differenti. Viene utilizzato solo con la modalità Sostituzione testo.
Separatore di frase: scegliere dalla lista a comparsa il carattere che il programma deve riconoscere
come separatore di frase. I testi con questo separatore vengono tradotti come singole frasi sequenziali
anziché come frase unica. Questo evita di dover riportare in Dizionario frasi complesse.

Nel riquadro Caratteri, si può impostare la scrittura del testo in caratteri tutti maiuscoli o anche tutti
minuscoli.
Nel riquadro Operazioni sul testo, si può impostare l’eventuale sopra o sottolineatura dei testi.
Nel riquadro Opzioni di traduzione, si possono selezionare le seguenti opzioni.

Aggiungi voci non tradotte nel file “[Link]”: attiva la compilazione della lista delle voci non
tradotte nel file [Link].
Apri il file delle voci non tradotte al termine della traduzione: se questa opzione è attiva, dopo
l'esecuzione del comando Traduttore, la lista Voci non tradotte è automaticamente aperta.
Mantieni il contenuto delle lingue prive di traduzione: se questa opzione è attiva, eventuali testi non
traducibili, cioè che non sono presenti in Dizionario e/o non sono tradotti nelle lingue prese in esame,
non vengono eliminati.
Elimina il contenuto delle lingue non selezionate: se questa opzione è attiva, eventuali testi appartenenti
a lingue che non sono considerate nella traduzione corrente, sono eliminati.
Attiva offset per l’inserimento dei testi tradotti: se questa opzione è attiva, è possibile impostare un
offset verticale nella traduzione multilayer dei testi. L’introduzione di un offset verticale nella
traduzione consente di definire a quale distanza porre la traduzione di un testo, permettendo in questo
modo di distribuire una nota descrittiva su più righe al posto della riga singola. Questa opzione
permette di vedere sia l’informazione originale sia le traduzioni, nel caso si attivi (manualmente) la
visibilità dei layer riferiti alle lingue di traduzione (LNG_ENG, LNG_FRA, LNG_DEU, LNG_SPA,
LNG_ALT).

Nota. L’offset è valido solo per la seconda lingua di traduzione selezionata.

Nota. Le ultime due opzioni sono attivabili solo quando è selezionata la modalità di traduzione
Multilayer.

Escludi voci contenenti solo sigle: se questa opzione è attiva, le voci contenenti solo sigle non vengono
tradotte e nemmeno aggiuinte alla lista delle voci non tradotte.
Traduzione dei testi in modalità multilayer
In modalità Multilayer, gli elementi di tipo Testo (non gli attributi) vengono convertiti in attributi:
attenzione che poi non è possibile ripristinarli come testi.
Traduzione dei testi multilinea
Per eseguire la traduzione di testi inseriti con la funzione Testo multilinea, essi devono essere esplosi
con il comando ESPLODI; quindi la corrispondenza in Dizionario viene ricercata riga per riga.
Traduzione usata come utilità di sostituzione testi
Il traduttore testi controlla la corrispondenza tra voci contraddistinte da una lingua; oltre alla
traduzione in lingua può, quindi, essere sfruttato per transcodificare delle informazioni scritte a
seconda della necessità che si presenta.
Per esempio se si vuole trasformare una sequenza numerica rappresentante i pin di collegamento di
un connettore con le indicazioni a colori (1 — rosso, 2 — blu,...), sarà sufficiente sfruttare il
dizionario per creare una corrispondenza tra questi termini e, quindi, lanciare la procedura traduttore.
788 Traduzioni
Traduttore in ambiente grafico

Traduzione di una selezione di fogli


La funzione di traduzione dei testi dello schema multifoglio si può avviare anche dalla finestra di
Gestione fogli (comando SF) e in tal caso viene eseguita limitatamente ai fogli selezionati. Quindi,
dopo aver selezionato i fogli da tradurre, dal menu che si apre con il tasto destro del mouse avviare
il comando Traduttore.

Voci non tradotte


Durante la traduzione il testo di ogni singolo attributo o linea di testo interessato, viene ricercato nel
Dizionario in uso scelto, nella colonna della lingua corrente scelta; se trovato viene sostituito con il
testo corrispondente abbinato alle lingue scelte, se presente.

Nota. Il testo nella lingua corrente deve essere presente in Dizionario uguale carattere per carattere.
Viene considerata l'intera frase e non le singole parole.

Oltre alla ricerca in Dizionario, l'operazione di traduzione ripete la ricerca nel file di nome
[Link] presente nella stessa commessa (o cartella) del progetto aperto.
Al termine della traduzione, viene generata la lista di tutte le voci non tradotte per l'assenza, o la
mancanza delle corrispondenze nel dizionario usato e salvata nel file di nome [Link] del
progetto.
È anche possibile disattivare questa funzione, togliendo la spunta alla casella Aggiungi voci non
tradotte nel file [Link] che si trova nella scheda Opzioni della finestra Traduttore. In questo
caso però può risultare difficile trovare i testi non tradotti per poi inserire manualmente le traduzioni
nel dizionario.

Il file delle voci non tradotte [Link] potrà successivamente essere aperto per tradurre le voci
presenti, aggiungerne, modificale o cancellarle.
Se è attiva l'opzione Apri il file delle voci non tradotte al termine della traduzioni, il file è aperto
automaticamente; altrimenti scegliere Voci non tradotte, dalla barra Utilità, gruppo Traduzioni, o
eseguire il comando OPENDICT.
Per editare il file Voci non tradotte [Link] è sempre possibile utilizzare anche l’applicazione
Traduttore dal gruppo delle applicazioni Electro Graphics. Il comando Apri voci non tradotte, in
Traduttore, consente l'apertura anche dei file in formato .edi, .udi, corrispondenti alle precedenti
versioni del formato, che saranno convertiti in formato .dct.

Dalla versione 2022 non è più necessario importare il file delle voci non tradotte nel dizionario per
poter eseguire le traduzioni. Dopo l’operazione di traduzione delle voci non tradotte, se si esegue
nuovamente la traduzione del progetto verranno tradotti i testi aggiornati che il software trova nel
[Link].
Per salvare il contenuto del file Voci non tradotte nel dizionario, in modo siano disponibili per altri
progetti, utilizzare Utilità > Salva in dizionario.
Traduzioni 789
Traduzione multilayer

Migrazione da disegni con traduzioni personalizzate


L'apertura di disegni di versioni precedenti la 2022, in cui sono state personalizzate le lingue e i layer
di traduzione potrebbe necessitare di un'intervento da parte del operatore per assegnare alla
descrizione la corretta lingua di traduzione. La finestra Traduttore, che si apre per la traduzione di
un disegno, evidenzia la reale lingua di traduzione se differisce dalla descrizione assegnata. In tal
caso è necessario accedere ai Parametri di configurazione del progetto corrente (comando EGPREF)
ed aprire la pagina Traduzioni. Il pulsante Modifica lingua permette di associare al layer già presente
nel disegno, la lingua corretta.

Traduzione multilayer
Con la traduzione multilayer, vengono utilizzati un layer per ogni lingua in cui sono poste le voci
tradotte. Dopo avere eseguito la traduzione dei testi avendo selezionato la modalità Multilayer (vedi
“Traduttore in ambiente grafico” a pagina 784), tramite la finestra Lingua attiva, è possibile attivare
una lingua alla volta e visualizzare quindi lo schema in una lingua o in un’altra con un semplice clic.
Come attivare la finestra Lingua attiva
• Selezionare Cambia lingua.

Menu: Strumenti.

Barra multifunzione: scheda Utilità > gruppo Traduzioni.


Barra strumenti: scheda Schemi.
Riga di comando: CLINGUA.
790 Traduzioni
Archivio dei dizionari

Archivio dei dizionari


L’archivio Dizionari contiene le voci utilizzate nella traduzione dei testi nei disegni che può essere
eseguita in iDEA, ma anche in Tabula, Cablo e Plc se inclusi nella licenza installata.
Per aprire l'archivio Dizionari in ambiente grafico il pulsante dedicato è disponibile nella barra
multifunzione Utilità.
In Traduttore si avvia dal menu Archivi.
Traduzioni 791
Archivio dei dizionari

Oltre al dizionario fornito di base è possibile definire altri dizionari, in modo da poter usare dizionari
diversi in base al progetto o al cliente, ad esempio.
Ogni dizionario contiene di base 7 lingue: Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Generico,
Brasiliano. Ulteriori lingue possono essere scelte con il bottone Lingue aggiuntive, come descritto
in seguito.
La finestra Dizionari mostra la barra multifunzione con i comandi relativi al dizionario corrente,
sotto della quale si possono visualizzare i dizionari, che se presenti, sono elencati in modalità
multipagina.
La griglia dei testi del dizionario mostra in ogni riga una voce da tradurre e le sue traduzioni nelle
differenti lingue identificate dalle differenti colonne. Cliccare sul titolo di colonna per ordinare
l'elenco delle voci; la colonna ordinata appare colorata.
Nel pannello sotto la griglia è disponibile la casella Trova per ricercare i testi all’interno delle voci:
la ricerca avviene su tutte le lingue del dizionario corrente.
Lingua principale del dizionario
La lingua principale del dizionario corrisponde alla lingua del pacchetto software Electro Graphics
installato e può essere: Italiano, Inglese o Brasiliano. Le voci dei dizionari devono contenere i testi
nella lingua principale per assicurare l'univocità delle traduzioni. Le operazioni di importazione da
dizionario o foglio di calcolo richiedono che sia sempre presente e compilata la lingua principale del
dizionario.

Aggiunta e modifica di voci nel dizionario


La funzione Nuova voce, che si avvia dalla barra degli strumenti aggiunge una riga vuota al
dizionario correntemente visualizzato. Di seguito è possibile digitare i testi direttamente nella griglia,
in corrispondenza delle colonne della lingua principale e delle altre lingue interessate. Per salvare il
testo premere INVIO. Il salvataggio avviene automaticamente anche selezionando un'altra cella
oppure avviando un comando.
Se il testo nella lingua principale è già presente il salvataggio è rifiutato e compare il messaggio del
tipo "Voce già esistente.". In questo caso bisogna modificare il testo da inserire oppure annullare
l'inserimento tramite il tasto ESC dalla tastiera.
L'editazione delle voci di un dizionario è possibile direttamente in griglia o mediante una finestra di
dialogo, con il comando Modifica.
La funzione Duplica voce copia il contenuto della riga selezionata in una nuova riga del dizionario.
Il testo nella lingua principale è modificato con l'aggiunta del contatore incrementale per garantire
l'univocità della traduzione; è quindi possibile proseguire con l’editazione dei testi nella griglia.
La funzione Elimina voce elimina le righe selezionate previa conferma. Per selezionare più righe
tenere premuto il tasto CTRL tasto SHIFT e cliccare sulla riga.
792 Traduzioni
Archivio dei dizionari

Le funzioni Copia e Incolla, disponibili in menu contestuale, sono utili per copiare o incollare le righe
selezionate tramite gli appunti di sistema.

Voce con caratteri jolly


Una voce con caratteri jolly consente di tradurre testi diversi aventi una o più parti in comune. Il
traduttore riconosce come speciali i caratteri * e ?. Il primo identifica una sequenza di caratteri di
lunghezza variabile, mentre il secondo un carattere singolo. Usando i caratteri jolly è possibile
inserire in dizionario testi di cui va digitata la parte di testo da tradurre mentre vanno utilizzati i
caratteri jolly per indicare una parte di testo da riportare esatta nella lingua di destinazione. Non
occorrerà pertanto inserire in dizionario tante varianti di frasi ma una generica.
Ad esempio: la voce con caratteri jolly motore*kW servirà alla traduzione sia di motore 15kW che
alla traduzione di motore DC 1,5kW.

Per ulteriori informazioni vedi “Traduzione di voci con caratteri speciali jolly” a pagina 794

Al fine di attivare la gestione dei carattieri jolly, per ogni voce con caratteri jolly è necessario
selezionare Voce con caratteri jolly dal menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse
dopo aver selezionato la voce. Le voci con caratteri jolly sono contradistinte dall’icona * nella prima
colonna della griglia.
Con Caratteri jolly nella barra degli strumenti è possibile filtra le voci del dizionario corrente per le
quali sia stata attivata l'opzione Voce con caratteri jolly.

Creazione e modifica dei dizionari


Per aggiungere un nuovo dizionario vuoto selezionare Nuovo dizionario dalla barra degli strumenti.
Il nome, inizialmente Dizionario n° <progressivo>, può essere cambiato in ogni momento con la
funzione Rinomina dizionario.
Non vi è alcun limite al numero di dizionari in archivio.
Lingue aggiuntive
Ogni dizionario contiene di base le seguenti 7 lingue: Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo,
Generico, Brasiliano. Ulteriori lingue possono essere scelte con il bottone Lingue aggiuntive.
Nell’elenco delle lingue disponibili selezionare con una spunta le lingue da aggiungere ai dizionari.
Le lingue selezionate saranno aggiunte in tutti i dizionari compreso l'archivio delle traduzioni delle
stampe. Togliendo la selezione ad una lingua aggiuntiva già selezionata, essa viene nascosta nei
dizionari; i testi non vengono eliminati e se si seleziona nuovamente essi saranno ripristinati.

Ordinamento colonne
La funzione Ordinamento colonne, disponibile dal menu Utilità mostra l'elenco delle lingue attive;
selezionare una lingua ed utilizzare i pulsanti Sposta in alto / Sposta in basso per modificare
l'ordinamento.
La modifica è applicata per tutti i dizionari.
Elimina dizionario
Nel caso si intenda eliminare in modo permanente il dizionario corrente, è possibile selezionare la
funzione Elimina dizionario, presente nel sottomenu del pulsante Nuovo dizionario.
Questa funzione è disponibile solamente per l’ultimo dizionario aggiunto.
Traduzioni 793
Archivio dei dizionari

Traduzione automatica di testi


Per agevolare la traduzione dei testi nel dizionario la funzione Traduzione permette di eseguire una
traduzione automatica che si basa sul noto strumento Bing Traslator di Microsoft.
Per prima cosa è necessario selezionare nel dizionario le righe da tradurre; quindi avviare la funzione
Traduzione, dalla barra degli strumenti.
Selezionare la lingua da tradurre e la lingua di traduzione.
Per maggiori informazioni vedi “Traduzione automatica di testi tramite Bing Translator” a
pagina 795.

Utilità di importazione ed esportazione testi


Le seguenti funzioni si possono avviare dal menu Utilità.

Importante. Per eseguire le operazioni di importazione è necessario che sia sempre attiva, presente
e compilata la lingua principale del dizionario (italiano, inglese, brasiliano).
Sposta contenuto su altra lingua
Questa funzione scambia tutti i testi tra due lingue. Può essere utile per riposizionare i testi nella
colonna lingua corretta dopo le operazioni di importazione da versioni precedenti oppure da foglio
di calcolo. All’avvio selezionare le due lingue tra cui spostare tutti i testi.

Importa da altro dizionario


Questa funzione copia nel dizionario corrente tutti i testi dell'intero dizionario selezionato. All’avvio
selezionare il dizionario di origine.
Importa da voci non tradotte
Questa funzione copia nel dizionario corrente tutti i testi da un file di tipo Voci non tradotte.
Il file Voci non tradotte viene generato in seguito alla traduzione di un progetto, con tutte le voci che
non hanno trovato una traduzione nel dizionario utilizzato; è salvato nella cartella del progetto ed ha
estensione DCT.
Il file Voci non tradotte può essere aperto automaticamente dopo la traduzione o in seguito, tramite
il modulo Traduttore di Electro Graphics. L’operazione da eseguire nel file Voci non tradotte è
aggiungere le traduzioni mancanti in modo che la successiva traduzione del progetto trovi anche le
traduzioni mancanti in precedenza. Importare nel dizionario il file Voci non tradotte garantisce le
traduzioni nei progetti successivi.
All’avvio selezionare il file di tipo Voci non tradotte (*.dct, *.edi, *.udi) da cui copiare tutti i testi nel
dizionario corrente.
Come si vede oltre ai file DCT è possibile accedere anche ai file generati nelle versioni precedenti
la 2022, con estensione EDI e UDI.
Esporta su Excel/Foglio di calcolo
Per agevolare la modifica di un dizionario è possibile esportare su un foglio di calcolo i testi presenti
nel dizionario corrente. Una finestra permette di selezionare la modalità, se direttamente su
applicazione Microsoft Excel o su file .XLS. Attendere l’esportazione di tutto l’archivio.
Importa da Excel/Foglio di calcolo
Una volta compilato il foglio di calcolo con le traduzioni desiderate la funzione inversa permette di
importare i dati nel dizionario corrente.
La prima riga del foglio di calcolo deve contenere i nomi delle lingue, ordinati nelle diverse colonne,
come nel dizionario di destinazione. Inoltre, la presenza della colonna della lingua principale del
dizionario è necessaria.
794 Traduzioni
Traduzione di voci con caratteri speciali jolly

Traduzione di voci con caratteri speciali jolly


La traduzione dei testi riconosce alcuni caratteri speciali (caratteri jolly) al fine di tradurre frasi
diverse aventi una o più parti in comune. Il traduttore riconosce come speciali i caratteri * e ?. Il
primo identifica una sequenza di caratteri di lunghezza variabile, mentre il secondo un carattere
singolo.
Usando i caratteri jolly è possibile inserire in dizionario testi di cui va digitata la parte di testo da
tradurre mentre vanno utilizzati i caratteri jolly per indicare una parte di testo da riportare esatta nella
lingua di destinazione. Non occorrerà pertanto inserire in dizionario tante varianti di frasi ma una
generica. Si propongono alcuni esempi al fine di semplificare la comprensione dell’uso delle voci
con caratteri jolly.
Esempio
Sia presente in dizionario la voce, in italiano, con caratteri jolly
motore*kW

e le sue corrispondenti traduzioni in Inglese e Francese


motor*kW
moteur*kW

Tale voce servirà a tradurre sia il testo


motore 15 kW

che il testo
motore DC 1,5 kW

e le loro traduzioni risulteranno, rispettivamente in inglese e francese, come


motor 15 kW, moteur 15 kW,
motor DC 1,5 kW, moteur DC 1,5 kW

La voce di traduzione con caratteri jolly

Italiano: motore???kW Inglese: motor???kW

servirà a tradurre il testo in italiano


motore 1 kW

ma non il testo
motore 10 kW

in quanto tra la parola motore e la parola kW devono essere presenti necessariamente 3 caratteri
identificati dai 3 caratteri ? (punto interrogativo).

Una voce può presentare anche più di un carattere jolly; ad esempio la voce
relè ausiliario * Vac, serie *, costruttore *, codice interno ????

può tradurre un testo del tipo


relè ausiliario 230 Vac, serie 5TT4, costruttore Siemens, codice interno R027

Nota. Per una corretta traduzione di testi e attributi, le traduzioni nelle varie lingue di una voce con
caratteri jolly devono presentare un posizionamento coerente dei caratteri jolly stessi. Un esempio
di incoerenza in una voce con traduzioni in italiano ed inglese è il seguente:
Traduzioni 795
Traduzione automatica di testi tramite Bing Translator

Italiano: motore*kW Inglese: motor*kW*red

In questo caso il secondo carattere * (asterisco) verrebbe necessariamente ignorato. Se il programma


rileva incoerenze a seguito della modifica delle traduzioni di una voce in Dizionario, alla conferma
da parte dell’utente tramite OK, verrà visualizzato un messaggio di avvertimento.

Nota. In una voce con caratteri jolly, per inserire all’interno dei testi i caratteri * e ?, tale che essi
non vengano considerati come caratteri jolly bensì facenti parte del testo da tradurre, occorre porli
tra virgolette (es.: “*” e “?”).

Le voci di traduzione con caratteri jolly vanno aggiunte nel dizionario: vedi “Voce con caratteri jolly”
a pagina 792.

Traduzione automatica di testi tramite Bing Translator


La produzione di elaborati con testi in più lingue è di norma. Per agevolare la traduzione dei testi
negli elaborati dei software Electro Graphics è stata sviluppata una utilità che permette di eseguire
una traduzione automatica che si basa sul noto strumento Bing Traslator di Microsoft.
La funzionalità di traduzione automatica è disponibile nella lista delle voci non tradotte e dunque
anche nel dizionario.
Voci non tradotte
Nella finestra lista delle voci non tradotte si effettuano le traduzioni dei testi non tradotti, estratti dai
disegni in iDEA e dai rispettivi elaborati in Tabula, Cablo, Ampère, Sigma, Solergo.
Quando si apre il file [Link] generato con l’estrazione delle voci da tradurre, sia in iDEA che
nel modulo Traduttore, si apre la finestra Voci non tradotte.
Nella barra degli strumenti della finestra Voci non tradotte, è presente l’icona di avvio dell’utilità di
traduzione automatica tramite Bing Translator.

Nota. È necessario selezionare le righe da tradurre prima di eseguire il comando Traduzione tramite
Bing Translator.

Quindi è richiesto di selezionare le lingue di provenienza e di destinazione per la traduzione. La


finestra Traduttore che viene visualizzata, elenca nella prima colonna i testi da tradurre e nella
seconda colonna i testi tradotti. Se le lingue indicate in precedenza non corrispondono ad alcuna
lingua disponibile è necessario eseguire la selezione manualmente nelle caselle Traduci da lingua, e
A lingua.
Il bottone Avvia esegue la traduzione automatica di una riga alla volta. È possibile sospendere il
processo di traduzione tramite lo stesso pulsante che assumerà la funzionalità di annullamento. I testi
già compilati non saranno ritradotti.
Il bottone Reset esegue la cancellazione di tutte le traduzioni.
Dopo la traduzione automatica, i testi tradotti possono ulteriorimente essere modificati manualmente
editandoli direttamente nella griglia.
796 Traduzioni
Lingua applicata al disegno delle tabelle

Infine premere il bottone Importa per riportare le traduzioni nell’interfaccia di origine.


Archivio dei dizionari
L’archivio dei dizionari è la base dati di tutte le traduzioni nei software Electro Graphics. Si avvia
da tutti i software Electro Graphics: vedi “Archivio dei dizionari” a pagina 790. Nella barra degli
strumenti è presente l’icona di avvio dell’utilità di traduzione automatica tramite Bing Translator.
Anche qui, è necessario selezionare le righe da tradurre prima di eseguire il comando Traduzione
tramite Bing Translator e procedere come già visto.

Lingua applicata al disegno delle tabelle


Per la tracciatura delle tabelle in un disegno multifoglio o planimetrico, quali ad esempio tabelle
materiali, elenchi fogli, elenchi revisioni, elenchi e legende simboli, elenchi utenze, ecc. iDEA
utilizza come riferimento la Lingua principale impostata nella pagina Traduzione dei Parametri
multifoglio del disegno (comando EGPREF, vedi “Traduzioni” a pagina 753). In base a tale
impostazione il programma riporta i titoli delle colonne nella lingua scelta.
Selezionando Imposta pagina, nella finestra di avvio delle preferenze, nella pagina Layout il pulsante
Traduzioni consente di editare le traduzioni dei Titoli e le Descrizioni usate nelle tabelle.

Traduzioni titoli e descrizioni in stampe e tabelle


Nella finestra di Preferenze ambiente grafico (comando EGPREF) è possibile personalizzazione le
traduzioni di titoli e descrizioni delle stampe e delle tabelle.
Selezionando la voce Traduzione stampe, presente nel menu laterale, viene visualizzata la finestra
di dialogo che consente di editare Titoli e Descrizioni usate nelle stampe per ogni lingua attiva. Le
lingue sono attivabili tramite il comando Imposta pagina in pagina Layout; in questo modo è
possibile personalizzare le stringhe che solitamente rimangono fisse e quindi ottenere stampe con
diciture in lingue diverse dall'italiano o con titoli personalizzati. In particolare nella scheda Titoli
stampe sono presenti i titoli dei documenti, mentre nella scheda Descrizioni stampe si possono
impostare le diciture relative ai vari campi stampati.

Legende simboli, elenco fogli e tabelle con descrizioni bilingue


Alcune tabelle che si possono disegnare in ambiente grafico sono state esplicitamente pensate per la
stesura bilingue di uno schema elettrico. In particolare si riportano di seguito le tabelle interessate.

Legenda simboli
In avvio della funzione di Legenda simboli (comando LEGENDA), sono disponibili alcune
impostazioni sulla descrizione dei simboli su più righe. Si ricorda che la legenda può riportare le due
descrizioni predisposte nel setup di ogni simbolo in libreria. Quindi è possibile utilizzare le due
descrizioni della legenda dei simboli su due righe distinte (nel caso rappresentino descrizioni in due
lingue diverse) oppure attivare la traduzione in una determinata lingua.
Traduzioni 797
L’applicazione Traduttore

Nel secondo caso è necessario provvedere alla traduzione delle descrizioni all'interno delle tabelle
di traduzione dei titoli delle stampe in Preferenze ambiente grafico - Traduzioni stampe (comando
EGPREF, vedi “Traduzione stampe” a pagina 773).

Elenchi fogli dello schema


Nelle tabelle di elenco fogli e revisioni relativi all'intero schema è possibile attivare una colonna
speciale Titolo/Title (i titoli sono sempre personalizzabili) che consente la concatenazione di due
attributi del cartiglio. Gli attributi sono impostabili attraverso la finestra Opzioni che si attiva dalla
finestra di disegno della tabella.

Tabelle materiali personalizzate


Nel caso in cui sia necessario riportare la lista materiali in due lingue, selezionare la prima lingua in
Lingua dell'articolo nelle Opzioni principali del report; la seconda lingua può quindi essere scelta
nella casella a discesa della scheda Personalizzate.

L’applicazione Traduttore
L’applicazione Traduttore permette di aprire la finestra Voci non tradotte per le operazioni di
traduzione delle voci non tradotte risultanti dalla traduzione di un progetto. Si ricorda che in
alternativa, la finestra Voci non tradotte può essere aperta direttamente in iDEA.
Come avviare il modulo Traduttore
• Dalla lista delle applicazioni di Windows scegliere Electro Graphics Serie 2024, quindi
Traduttore.

Voci non tradotte


Il file delle voci non tradotte ([Link]), generato automaticamente dalla procedura di
traduzione in Ambiente grafico, funge da file di scambio dati tra il disegno e il Dizionario.
[Link] contiene tutti i testi presenti nel disegno che non sono stati tradotti perché non sono
presenti nel Dizionario o non hanno la traduzione nelle lingua selezionata in fase di traduzione.
In particolare se una voce non è presente in Dizionario nemmeno nella lingua corrente, tale voce
viene inserita nel file [Link] nella colonna della lingua corrente.
798 Traduzioni
L’applicazione Traduttore

Tutte le funzioni di editazione disponibili all’interno della finstra Voci non tradotte sono uguali a
quelle disponibili nella finestra dell’archivio dei dizionari: vedi “Archivio dei dizionari” a
pagina 790.
29
View Sheet

View Sheet permette di ottenere una rapida anteprima dei fogli presenti nel disegno di uno schema
multifoglio creato con uno dei Prodotti CAD Electro Graphics. Fornisce inoltre alcuni comandi di
base per la sua modifica e pubblicazione.

View Sheet
View Sheet permette di ottenere una rapida anteprima dei fogli presenti nel disegno di uno schema
multifoglio creato con uno dei Prodotti CAD Electro Graphics. Fornisce inoltre alcuni comandi di
base per la sua modifica e pubblicazione. View Sheet è comunque in grado di visualizzare un
qualsiasi disegno in formato dwg.
Come avviare View Sheet da ambiente grafico
• Selezionare ViewSheet.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Moduli.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: VSHEET.

View Sheet può essere avviato anche come programma indipendente, senza il bisogno di avviare l'
ambiente grafico CAD.
Come avviare View Sheet indipendente
• Dal menu delle applicazioni di Windows, scegliere Electro Graphics Serie 2024 e selezionare
Utilità e View Sheet dal menu.

All’avvio di View Sheet viene aperta la finestra con la quale si potrà sfogliare il contenuto del file
di disegno.
800 View Sheet
View Sheet

Nota. La visualizzazione dei fogli e delle informazioni relative si riferiscono all’ultimo salvataggio
su disco del disegno relativo.

In particolare nel riquadro a sinistra (lista dei fogli), vengono elencate le sigle dei fogli presenti nel
disegno, il titolo letto dal cartiglio e tutte le altre informazioni relative agli attributi inseriti nel
cartiglio di ogni singolo foglio. È possibile personalizzare la visualizzazione delle colonne desiderate
e l’ordine relativo. Selezionando Impostazione colonne dal menu Visualizza appare una finestra di
dialogo con la lista delle informazioni disponibili all’interno del disegno corrente.

Delle caselle di spunta accanto ad ogni voce permettono di abilitare o meno la visualizzazione sulla
colonna relativa. Inoltre le frecce a lato permettono di cambiare l’ordine di apparizione delle colonne.

Selezionando dalla lista il foglio desiderato verrà aggiornata l'anteprima grafica dello stesso nel
riquadro principale della finestra View Sheet.
In View Sheet è, inoltre, possibile:
View Sheet 801
View Sheet

• aprire un qualsiasi file di disegno .dwg;


• eseguire una stampa dei fogli selezionati;
• eseguire Zoom e Pan come nell'ambiente grafico CAD;
• modificare il disegno tramite alcuni comandi di base.

Comandi di apertura e salvataggio


Di seguito vengono descritti comandi, funzionalità e modalità operative disponibili in View Sheet. I
comandi sono reperibili nella barra degli strumenti posta al di sopra dell’area di disegno.

Apri
Consente l’apertura di un disegno in formato dwg in AutoCAD.
Salva
Salva le modifiche apportate al disegno. Il disegno viene salvato nel formato dwg di AutoCAD 2004.
Salva in PDF
Consente di esportare il disegno dello schema in formato PDF. La finestra di dialogo del comando
consente di selezionare il nome del file PDF da creare e di personalizzare alcuni parametri di
esportazione. Il nome del file proposto come predefinito per l’esportazione è pari al nome del file di
disegno con estensione .pdf.
I parametri personalizzabili sono i seguenti.

Stampa fogli selezionati: consente di creare il file pdf con i soli fogli selezionati nella spalla di elenco
fogli. Per selezionare più fogli in lista mantenere premuto il tasto Ctrl e cliccare sui fogli da esportare.

Stampa monocromatica: selezionare questa opzione per creare un pdf in bianco e nero. In alternativa
la stampa ripropone i colori degli oggetti del disegno.

Stampa con spessori linea: selezionare questa opzione per visualizzare gli spessori linea degli oggetti
nel disegno. In alternativa tutti gli oggetti avranno spessore linea uniforme.

Margini: consente di regolare la spaziatura ai margini del foglio.


Stile di visualizzazione nascosto: selezionare questa opzione per nascondere nel PDF le linee
nascoste nel disegno in presenza di oggetti solidi o entità coprenti.

Salva in formato PDF/A: consente di creare un file PDF in formato PDF/A utile per la conservazione
di lungo periodo del documento.

al termine del processo di esportazione il file PDF viene aperto


Apri il PDF al termine della stampa:
tramite il programma di sistema predefinito.

Nota. Per la corretta rappresentazione dei testi nel file PDF è necessario che siano correttamente
specificati i percorsi di ricerca per i caratteri di AutoCAD (shx, ttf) nella finestra Proprietà (vedi “La
finestra Proprietà” a pagina 803).

Comandi di zoom e pan


Consentono di aumentare o diminuire il fattore di scala per la visualizzazione del disegno.

Zoom estensioni
Esegue uno zoom per visualizzare l'estensione massima di tutti gli oggetti.
Zoom finestra
Esegue uno zoom che consente di visualizzare l'area definita da una finestra rettangolare. La finestra
di selezione viene definita a schermo dall’utente ed è definita fra due vertici di cui il primo alla
pressione del tasto destro del mouse ed il secondo al rilascio del medesimo tasto.
802 View Sheet
View Sheet

Zoom in
Raddoppia la scala di visualizzazione ingrandendo la vista corrente. E’ possibile eseguire il
comando ripetitivo Zoom in tramite rotazione della rotellina del mouse.
Zoom out
Dimezza la scala di visualizzazione rimpicciolendo la vista corrente. E’ possibile eseguire il
comando ripetitivo Zoom out tramite rotazione della rotellina del mouse.
Pan tempo reale
Consente lo spostamento della vista corrente. Per spostare la vista selezionare selezione un punto
base nella vista e trascinare la vista stessa mantenendo premuto il tasto destro del mouse. E’ possibile
eseguire il comando Pan tempo reale tramite la pressione prolungata della rotellina del mouse.

Selezione degli oggetti nel disegno


Per selezionare un oggetto nel disegno spostare il cursore del mouse su di esso e cliccare. Per
selezionare uno o più oggetti tramite finestra di selezione cliccare una volta nel disegno per
selezionare il primo vertice della finestra e una seconda volta per selezionare il secondo vertice della
finestra. Gli oggetti contenuti all’interno della finestra di selezione vengono selezionati e attivati i
relativi grip.

Nota. Se la finestra di selezione viene costruita da sinistra a destra vengono selezionati solo gli
oggetti completamente contenuti in essa. Se la finestra di selezione viene costruita da destra a sinistra
vengono inclusi nella selezione anche gli oggetti parzialmente contenuti in essa.

Per gli oggetti selezionati vengono attivati i punti di grip. Cliccando sopra un punto di grip è possibile
modificare la posizione di un oggetto come blocchi attributi, attributi, testi, ecc. o alterare la forma
di un oggetto come ad esempio una linea, un cerchio, ecc.
Per annullare la selezione premere il tasto ESC.

Modalità di snap
Nei comandi che richiedono la selezione di punti nel disegno, può risultare utile attivare le modalità
operative di snap e ortogonale.
Modalità snap
Vincola la selezione dei punti a video a intervalli specificati. Attivare/Disattivare tramite il bottone
nella barra degli strumenti o tramite il tasto F9.
Snap ad oggetto
Gli snap ad oggetto consentono di specificare posizioni precise sugli oggetti ogni volta che viene
richiesto un punto all'interno di un comando. Quando il cursore si avvicina ad un punto sensibile
questo viene “catturato” e la posizione vincolata. Gli snap ad oggetto consentono la selezione di punti
di fine linea, lungo le linee e il centro di cerchi o archi. Attivare/Disattivare tramite il bottone nella
barra degli strumenti o tramite il tasto F3.
Modalità ortogonale
Limita il movimento del cursore alle direzioni orizzontale e verticale. Attivare/Disattivare tramite il
bottone nella barra degli strumenti o tramite il tasto F8.

Comandi di modifica del disegno


I comandi di modifica forniscono gli strumenti di base per alterare il disegno aperto in View Sheet.
Nell’esecuzione di un comando, l’eventuale richiesta di operazioni utente viene notificata tramite
messaggi nella barra di stato posta al di sotto dell’area di disegno. Per annullare un comando prima
della sua conclusione premere il tasto ESC.
Cancella
Consente la cancellazione di oggetti nel disegno. Selezionare gli oggetti da cancellare nel disegno
tramite finestra di selezione e premere il bottone Cancella o tasto CANC.
Sposta
Consente lo spostamento di oggetti nel disegno. Selezionare gli oggetti da cancellare nel disegno
tramite finestra di selezione e premere il bottone Sposta. Il comando richiede quindi la selezione di
un primo punto base per lo spostamento e di un secondo punto di destinazione.
View Sheet 803
Esecuzione di View Sheet da Gestione risorse di Windows

Linea
Consente di disegnare una linea nel foglio attivo. Il comando richiede la selezione dei punti di inizio
e fine della linea. Dopo il disegno di una linea il comando prosegue richiedendo un ulteriore punto
per il disegno di una nuova linea avente come punto iniziale quello finale della linea appena inserita.
Per interrompere il comando premere il tasto ESC.
Cerchio
Consente di disegnare un cerchio. Il comando richiede un primo punto che corrisponde al centro del
cerchio e un secondo punto per determinare il valore del raggio.
Testo
Consente di inserire un testo nel foglio corrente. Il comando richiede la selezione del punto di
inserimento del testo nel disegno, quindi una finestra di dialogo permette di editare il testo da inserire
e di personalizzare il testo tramite alcuni parametri:
• Altezza del testo
• Fattore di larghezza
• Giustificazione orizzontale e verticale
• Colore

Per modificare un testo dopo l’inserimento selezionarlo nel disegno e avviare il comando Testo o
eseguire doppio click del mouse sul testo selezionato.
Edita attributi
Consente di modificare il valore degli attributi di un blocco attributi presente nel disegno. Per
eseguire il comando selezionare uno o più blocchi attributi nel disegno e selezionare Edita Attributi.
La finestra di dialogo presenta la lista degli attributi comuni ai blocchi selezionati. Nella griglia della
finestra editare il valore dell’attributo identificato dalla relativa etichetta. Confermare la modifica
con OK. Per editare gli attributi di un blocco nel disegno è possibile anche selezionarlo nel disegno
ed eseguire doppio click del mouse su di esso .
Cambia colore
Consente di modificare il colore degli oggetti selezionati nel foglio attivo. Selezionare gli oggetti da
modificare nel foglio corrente e avviare Cambia colore. La finestra di dialogo consente di selezionare
il colore da assegnare agli oggetti.
Annulla e Ripristina
Questi due comandi consentono l’annullamento dell’ultima modifica apportata al disegno o il
rispristino della stessa se annullata.

La finestra Proprietà
Il comando Proprietà, presente anche nel menu Visualizza, attiva la finestra di dialogo Proprietà in
cui è possibile le gestione dei caratteri e il colore dello sfondo di visualizzazione dei disegni. View
Sheet permette la gestione di diversi tipi di caratteri esterni al disegno: caratteri di AutoCAD (*.shx)
e caratteri True Type di Windows. Per attivare l'uso dei caratteri di AutoCAD è sufficiente inserire
il percorso di ricerca dei font utilizzando il pulsante Sfoglia della scheda Caratteri. Il pulsante
Predefinito recupera l'informazione relativa al percorso direttamente dalle informazioni di sistema.
Nella scheda Colori è possibile selezionare dalla lista il colore dello sfondo in cui vengono
visualizzati i fogli.

Esecuzione di View Sheet da Gestione risorse di Windows


View Sheet può essere avviato anche da Gestione risorse di Windows.
Sarà quindi possibile ottenere l'anteprima del contenuto del file di disegno selezionato senza doverlo
per forza aprire con l'ambiente grafico CAD.
Come avviare View Sheet da Gestione risorse di Windows
1. Avviare Gestione risorse di Windows, posizionandosi all'interno della directory contenente il
file di disegno di cui si desidera visualizzare i fogli.
2. Selezionare il file di disegno desiderato e premere il tasto destro del mouse.
3. Dal menu a cursore, selezionare il comando View Sheet.
804 View Sheet
Libera distribuzione

4. Verrà aperta la finestra View Sheet, attraverso la quale si potrà sfogliare il contenuto del disegno.

Per poter attivare il comando View Sheet da Gestione risorse, precedentemente deve essere stato
avviato View Sheet almeno una volta dall'ambiente grafico dei programmi CAD di Electro Graphics
o dal menu delle applicazioni di Windows.

Libera distribuzione
View Sheet è di libera divulgazione e può essere distribuito a chi necessita di visualizzare i file di
disegno .dwg creati con i prodotti Electro Graphics.
Il pacchetto di installazione di View Sheet è disponibile nel disco Prodotti Electro Graphics Serie
2024: la versione per Windows 32bit si trova nella cartella x32, la versione per Windows 64bit si
trova nella cartella x64.
Come installare View Sheet in un pc
1. Avviare il pacchetto di installazione di View Sheet.
2. Successivamente premere il pulsante Avanti dalla finestra di dialogo Benvenuti, specificare la
directory di installazione e premere il pulsante Fine.
3. Il programma View Sheet verrà avviato in modo automatico.
30
AutoSheet Generation

AutoSheet Generation permette il riutilizzo di singoli fogli di un multifoglio di iDEA per la creazione
di nuovi schemi.

Nota. Le funzioni descritte nel presente capitolo non sono disponibili in iDEA Light.

Generalità
L'AutoSheet Generation è una potente utilità nata con l'intenzione di facilitare e velocizzare la
creazione di nuovi schemi, fornendo ai prodotti Electro Graphics un'elevata scalabilità e un agevole
riutilizzo di lavori compiuti precedentemente o ottenuti da terze parti. Tale modulo permette,
attraverso procedure automatiche, di velocizzare al massimo la creazione di uno schema multifoglio
partendo unicamente da disegni o schemi precedenti.
La composizione della struttura multifoglio viene effettuata assemblando i singoli fogli contenuti in
un numero variabile di disegni diversi. Una comoda interfaccia grafica permette di selezionare i fogli
desiderati, rinominarli, duplicarli e personalizzarli con un numero variabile di titoli.
Procedure automatiche provvederanno a ricomporre il nuovo schema rispettando i parametri
multifoglio della commessa corrente e conservando, dove possibile, gli automatismi e i legami
presenti nei fogli degli schemi originali.

Avvio di AutoSheet Generation


AutoSheet Generation è un modulo dei prodotti Electro Graphics e si presenta come un programma
indipendente per la fase di creazione del progetto. Il file generato dovrà poi essere importato in
ambiente grafico di iDEA per l'autocomposizione del nuovo schema.
Come avviare il programma AutoSheet Generation
• Dal menu delle applicazioni di Windows, scegliere Electro Graphics Serie 2024 e selezionare
AutoSheet Generation.

Creazione di un progetto
Per creare un nuovo file di progetto in AutoSheet Generation per la successiva autocomposizione del
nuovo schema in ambiente grafico iDEA, si devono aprire una serie di schemi già fatti, scegliere da
questi i fogli interessati e salvare il progetto in un file con estensione .asg.

Scegliere Nuovo per chiudere tutti i disegni correnti e iniziare un nuovo progetto.

È possibile aprire in sequenza più disegni e navigare tra di loro selezionandoli dalla relativa lista a
scomparsa, che visualizza il nome del file disegno relativo.
806 AutoSheet Generation
Creazione di un progetto

Nota. Se erroneamente si apre lo stesso disegno più volte, la lista a scomparsa si posiziona
automaticamente sulla lista di fogli del file relativo. Se si aprono più disegni aventi uguale nome e
percorso diverso, un suffisso applicato al nome del file discrimina i diversi disegni.

Cliccando sulle intestazioni di colonna della lista è possibile ordinare la visualizzazione secondo la
colonna desiderata.
Per scegliere uno o più fogli dal disegno di partenza e riportarli nel nuovo progetto è sufficiente fare
un doppio clic sul foglio desiderato oppure selezionarlo e trascinarlo nella lista a destra tenendo
premuto il tasto sinistro del mouse.
I fogli così selezionati vengono aggiunti in coda alla lista dei fogli del nuovo progetto secondo
l'ordine di partenza, e a tali fogli verrà assegnata una nuova sigla sequenziale, questo per assicurare
a ciascun foglio una sigla univoca.

Per ottenere un progetto corretto, infatti, le sigle dei fogli non devono essere doppie. Selezionando
Controlla sigle doppie dal menu contestuale è possibile evidenziare la presenza di sigle doppie con
l'indicazione di un punto esclamativo accanto alle sigle dei fogli incriminati.
AutoSheet Generation 807
Gestione dei fogli del progetto

Le colonne della lista dei fogli relativi al nuovo progetto presentano la nuova sigla del foglio, la sigla
del foglio originale da cui provengono, una breve descrizione del foglio e il disegno di appartenenza.
Cliccando sull'intestazione di una colonna è possibile personalizzare l'ordine di visualizzazione.
Il progetto può essere salvato mediante l'apposito comando Salva posto sul menu o sulla barra
strumenti. Il file progetto ha estensione .asg e contiene tutte le informazioni necessarie per riaprire
il progetto e potervi apportarvi delle modifiche oppure è possibile aprirlo in ambiente grafico e
procedere alla creazione del nuovo disegno.

Importante. Non intervenire manualmente sull'editazione del file .asg.

Se esistono sigle doppie non è possibile salvare il progetto e viene lanciato automaticamente il
Controllo sigle doppie.
Per chiudere un disegno singolo perché non utilizzato, è sufficiente selezionarlo e scegliere Chiudi
disegno dal menu File. Non è possibile chiudere il disegno se il progetto contiene alcuni fogli del
disegno che si intende chiudere. In tal caso è necessario eliminare i fogli associati a tale disegno e
ripetere l'operazione di chiusura.
Come creare un file di progetto con AutoSheet Generation
1. Se è aperto un progetto, dal menu File, scegliere Nuovo per chiuderlo e creare un nuovo file di
progetto.
2. Dal menu File, scegliere Apri.
3. Nella finestra Apri selezionare lo schema da cui prelevare dei fogli da riutilizzare. È possibile
aprire, come detto, file di disegno selezionando nella casella Tipo file “Disegno di AutoCAD
(*.dwg)”, oppure aprire file di progetto precedenti selezionando nella casella Tipo file “File di
AutoSheet Generation (*.asg)”.
4. Nella lista di sinistra vengono elencati i fogli presenti nello schema aperto. Per ognuno è
riportata la sigla e il titolo, se presente. Se la finestra dell'anteprima è attiva, selezionando un foglio
viene visualizzata l'anteprima dove si può eseguire Zoom e Pan.
5. Selezionare i fogli desiderati e trascinarli uno ad uno nella lista di destra.
6. Aprire altri disegni da cui prelevare dei fogli da riutilizzare.
7. Dal menu File, scegliere Salva con nome per salvare il file di progetto. è consigliabile salvare il
file all'interno di una nuova commessa di lavoro.

Gestione dei fogli del progetto


I fogli importati nel nuovo progetto possono essere:
• visualizzati nel riquadro di anteprima;
• editati rinominando il Nome e il Titolo;
• eliminati dal progetto;
• spostati in alto o in basso nella lista.

Anteprima del foglio selezionato


Se l'anteprima è abilitata, la selezione di un foglio, sia esso nella lista dei disegni originali che in
quella del disegno progetto, genera la visualizzazione del foglio stesso.
Come abilitare l'anteprima
• Dal menu Modifica selezionare Anteprima, oppure dalla barra degli strumenti selezionare
l'icona relativa.

Per permettere un'accurata visione del disegno, l'anteprima è dotata di operazioni di zoom e di
spostamento del disegno.
Naturalmente se il disegno originale è corrotto o è assente non sarà visualizzata alcuna anteprima.
L'anteprima è agganciabile a lato o in basso alla finestra di dialogo principale, oppure è possibile
lasciarla come finestra separata. In tale stato la selezione di un foglio provoca la visualizzazione della
finestra in primo piano.
808 AutoSheet Generation
Gestione dei fogli del progetto

Se non si desidera visualizzare l'anteprima del foglio selezionato è possibile escluderla premendo
l'apposito pulsante nella barra degli strumenti oppure da Anteprima del menu Visualizza.

Rinomina dei fogli


Nella lista dei fogli del nuovo progetto, la prima colonna rappresenta la sigla che avrà il nuovo foglio
del disegno che verrà creato. La seconda colonna rappresenta la sigla del foglio originale.
Scegliendo Rinomina come foglio originale dal menu contestuale è possibile rinominare i fogli
selezionati come i fogli originali da cui provengono.
Per rinominare manualmente un foglio è possibile scegliere Rinomina dal menu contestuale (F2)
oppure selezionare Modifica. In questo caso viene visualizzata la finestra di dialogo Modifica dati
che permette di modificare, oltre alla sigla, il titolo del foglio. Le varie caselle di testo relative al titolo
vengono associate in fase di ricostruzione del nuovo disegno, agli attributi TITOLO, TITOLO1 e
TITOLO2 contenute nel cartiglio selezionato.

Scegliendo Rinomina fogli dal menu principale si accede alla finestra di dialogo Proprietà che guida
l'utente nel rinominare, secondo particolari esigenze, tutti i fogli oppure solamente quelli selezionati.
AutoSheet Generation 809
Generazione del multifoglio in iDEA

Tra le opzioni da prevedere nella rinomina automatica:


• eventuale prefisso;
• ordine crescente/decrescente;
• inizio con un certo valore.

Tale stato può essere il risultato di una rinomina automatica parziale dei fogli o di un ripristino dei
nomi originali. In questo stato non sarà possibile salvare il progetto, e quindi non sarà possibile
utilizzarlo in ambiente grafico.

Scegliendo Elimina il foglio selezionato viene eliminato dal nuovo progetto.

Se si desidera spostare il foglio selezionato in alto o in basso mantenendo inalterata la sigla del foglio
è possibile premere sulle frecce relative o premere i tasti PgUp o PgDown.

Informazioni tecniche
AutoSheet Generation riconosce solamente i fogli costruiti attraverso le utilità multifoglio
dell'ambiente grafico dei prodotti Electro Graphics con modalità del multifoglio per layer. In
particolare permette di ricostruire i seguenti fogli:
• Foglio multifilare.
• Foglio ausiliare.
• Foglio frontespizio.
• Foglio unifilare.
• Foglio terre.
• Foglio cavi.
• Foglio morsettiera.
• Foglio sovratemperatura quadri.

Generazione del multifoglio in iDEA


Dopo la creazione in AutoSheet Generation, il file di progetto [Link] deve essere aperto in
ambiente grafico di iDEA per l'autocomposizione del nuovo schema multifoglio.

Attenzione. Durante la fase della generazione del multifoglio in iDEA è necessario che i file degli
schemi, dai quali verranno copiati i fogli, siano presenti nello stesso percorso in cui erano situati in
fase di creazione del file di progetto .asg nel programma AutoSheet Generation!

Dovendo generare un nuovo schema elettrico a partire dal file .asg, la prima si deve avviare e creare
un nuovo file in una commessa (è bene che la commessa sia stata creata per prima e che vi sia già
stato salvato il file .asg).
810 AutoSheet Generation
Generazione del multifoglio in iDEA

Come creare un file in una commessa


1. Scegliere Commesse.
Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Inizia.
Barra strumenti: scheda Fogli.
Riga di comando: COMMESSE.

2. Dalla casella di riepilogo Commessa, scegliere la commessa creata in precedenza o premere il


bottone Commesse per creare una nuova commessa.
3. Nella casella Nome file digitare il nome del nuovo disegno.

Per lanciare la procedura di composizione dei fogli, eseguire il comando Importa da AutoSheet
Generation.

Nota. Prima di avviare la procedura di autocomposizione dello schema è possibile impostare dei
parametri personalizzati come, ad esempio, il cartiglio da utilizzare nel nuovo schema. Impostare il
nuovo cartiglio nei Parametri multifoglio del disegno corrente (vedi “Impostazione del cartiglio
predefinito” a pagina 120).
Come generare un nuovo schema con l'autocomposizione
1. Scegliere Importa da AutoSheet Generation.

Menu: Disegna>Fogli.

Barra multifunzione: scheda Schemi > gruppo Fogli.


Barra strumenti: scheda Fogli > gruppo Utilità fogli.
Riga di comando: AUTOSHT.

2. Viene visualizzata la finestra di dialogo Apri. Ricercare e selezionare il file di progetto di


AutoSheet Generation con estensione .asg e premere Apri.
3. All'avvio della procedura viene visualizzata la finestra di dialogo AutoSheet Generation che
consente di settare alcuni parametri per facilitare l'automatizzazione dello schema risultante.

Siglatura simboli: attivare la casella di selezione Avvia siglatura simboli per avviare la procedura di
siglatura automatica al termine dell'autocomposizione al fine di mantenere legate le sigle di elementi
comandati e di comando.
Rimuovi vincoli: selezionare la casella di selezione Rimuovi vincolo Sigla per eliminare qualunque
vincolo sulle sigle dei componenti.

Premere OK per continuare.


4. Ha inizio la procedura di importazione dei fogli dagli schemi precedenti. Viene visualizzata la
finestra di dialogo con i dati per i cartigli inseriti nel nuovo schema. Compilare le caselle di testo e
premere OK per confermare.
AutoSheet Generation 811
Generazione del multifoglio in iDEA

5. Al termine dell'autocomposizione, se è stata selezionata l'opzione Avvia siglatura simboli, viene


avviata la procedura di siglatura automatica e perciò viene visualizzata la finestra di dialogo Siglatura
simboli. Selezionare la tipologia di siglatura desiderata e premere OK per continuare.
6. Al termine si ottiene un nuovo schema multifoglio composto dai fogli selezionati dagli schemi
già fatti.

Nota. Per maggiori indicazioni sulla siglatura simboli automatica e la relativa finestra di dialogo,
consultare “Siglatura simboli” a pagina 275.
812 AutoSheet Generation
Generazione del multifoglio in iDEA
31
FlowChart

FlowChart è un'applicazione per la creazione di rappresentazioni grafiche e diagrammi.

FlowChart
FlowChart è un'applicazione per la creazione di rappresentazioni grafiche e diagrammi. Consente di
creare diagrammi tecnici e schemi a blocchi che documentino e organizzino progetti, schemi,
processi e sistemi complessi. I diagrammi creati con il modulo FlowChart consentono di presentare
in maniera visiva e comunicare informazioni in modo più chiaro, conciso ed efficace di quanto
potrebbero fare gli schemi da soli.
Tutti gli elaborati possono essere stampati su carta, salvati in formato WMF ed esportati su un
disegno DWG in uno dei programmi CAD di Electro Graphics (CADelet, Smart, Eplus, iDEA).
FlowChart è particolarmente utile per creare diagrammi strutturali orientati alla ubicazione o alla
funzione degli schemi elettrici perché avviando FlowChart in CAD viene estratta la lista delle
ubicazioni/funzioni utilizzate nello schema elettrico aperto. Quindi alle figure disegnate possono
essere assegnate le ubicazioni/funzioni già inserite.
Il modulo FlowChart viene utilizzato anche per la generazione dello schema a blocchi con i dati del
file delle utenze .UPEX generati in Ampère e i disegni di layout impianto e schema elettrico generati
in Solergo. Dopo l’apertura è possibile eseguire delle modifiche grafiche allo schema con gli
strumenti di FlowChart; si può ad esempio eseguire spostamenti, tagli, integrazioni, impostare dei
colori ai blocchi. Quindi tramite il comando Riporta in CAD, lo schema viene proposto per
l’inserimento nel disegno.

Attenzione. Gli strumenti di disegno per la creazione delle forme e dei testi, cioè Rettangolo,
Rombo, Cerchio, Collegamento, Testo, sono attivi solo in modalità avanzata di FlowChart. La
modalità avanzata di FlowChart è attivabile dal menu ? tramite l’apposito codice di attivazione,
rilasciato ai clienti Electro Graphics in contratto di assistenza.

Avvio dei FlowChart


FlowChart può essere avviato, dopo aver aperto un disegno, in ambiente grafico di uno dei
programmi CAD di Electro Graphics.
Come avviare il modulo FlowChart da ambiente grafico
• Selezionare Avvia FlowChart.

Menu: Disegna>Simboli.

Barra multifunzione: scheda Progetto > gruppo Moduli.


Barra strumenti: scheda Simboli.
Riga di comando: FC.

FlowChart può essere avviato anche come applicazione indipendente, senza il bisogno di avviare l'
ambiente grafico CAD.
814 FlowChart
Creazione e apertura di disegni

Come avviare FlowChart indipendente


• Dal menu Start di Windows, scegliere Programmi, quindi dal gruppo Electro Graphics > Serie
selezionare FlowChart.

All’avvio di FlowChart viene aperta la finestra di disegno con la barra degli strumenti e il menu a
tendina nello stile delle applicazioni CAD.

L’interfaccia di FlowChart
La schermata iniziale di FlowChart, visualizzata all’avvio del programma, contiene la barra dei menu
e la barra degli strumenti nella parte superiore, mentre nella parte inferiore c’è la barra di stato nella
quale vengono visualizzati le richieste del programma durante l’esecuzione dei comandi.

Il menu a cursore viene visualizzato in corrispondenza del cursore quando si preme il tasto destro del
mouse. A seconda se ci sono degli oggetti selezionati o meno sono attivi o meno alcuni comandi.

Creazione e apertura di disegni


All’avvio di FlowChart si presenta l’area di disegno nella quale si può iniziare subito a disegnare. Per
creare un nuovo disegno scegliere Nuovo dal menu File oppure l’icona dalla barra degli strumenti.

Se, invece, si desidera aprire un file di disegno di FlowChart esistente, scegliere Apri dal menu File
oppure l’icona dalla barra degli strumenti.

Nota. Se vi è un altro disegno aperto, un messaggio chiede di salvarlo poiché in FlowChart può
essere aperto un solo disegno alla volta.
FlowChart 815
Strumenti di disegno

Per aprire un disegno viene visualizzata la finestra di dialogo Apri. I file che si possono aprire sono
solo quelli del formato di FlowChart e cioè quelli con estensione .fc.

Strumenti di disegno
Per creare dei disegni in FlowChart è necessario inserire delle forme sull’area di lavoro. Le forme
che si possono inserire nel disegno sono disponibili dal menu a tendina Disegna e sulla barra degli
strumenti. Di seguito sono riportate le forme disponibili.
Linea
Per disegnare una linea fare clic sul disegno per indicare il primo estremo della linea. due punti
estremi della linea. Appare la linea che si ridimensiona al movimento del cursore: fare clic per
indicare l’altro estremo della linea.
Arco
Per disegnare un arco fare clic sul disegno per indicare il primo estremo dell’arco e di seguito
indicare il punto del centro. Appare l’arco che, fissi i punti già indicati, si ridimensiona al movimento
del cursore: fare clic per indicare l’estremo terminale dell’arco.
Rettangolo (disponibile solo in modalità avanzata)

Rombo (disponibile solo in modalità avanzata)

Cerchio (disponibile solo in modalità avanzata)


Per disegnare una delle forme Rettangolo, Rombo, Cerchio fare clic nel disegno per indicare il punto
del centro della forma. Appare la forma che si ridimensiona al movimento del cursore: fare clic per
indicare la dimensione della forma.
Polilinea
Una polilinea è costituita da una sequenza di segmenti di linea collegati come oggetto unico. Per
disegnare una polilinea una fare clic sul disegno per indicare i punti dei segmenti e alla fine terminare
premendo INVIO sulla tastiera.
È possibile disegnare una polilinea chiusa per creare un poligono. Per chiudere una polilinea,
terminare il disegno specificando il punto iniziale dell'ultimo lato del poligono, quindi premere
INVIO; nella finestra Proprietà selezionare l’opzione Chiusa (scheda Entità) e scegliere un colore di
riempimento.
Spline
Il comando Spline consente la rappresentazione grafica di una curva di Beziér lineare (grado 1),
quadratica (grado 2) o cubica (grado 3); la tipologia di curva è determinata dal grado N specificato
(su richiesta) all'inizio della fase di tracciatura in ambiente FlowChart (N+1 è il numero di vertici del
poligono di controllo, ovvero quelli necessari per la tracciatura della spline)
Testo (disponibile solo in modalità avanzata)
Con lo strumento Testo è possibile inserire nel disegno dei testi. Nella finestra di dialogo che si apre,
digitare il testo nel riquadro Descrizione. La larghezza del blocco di testo è determinata dalla
larghezza del riquadro Descrizione e non può essere modificata.
Collegamento (disponibile solo in modalità avanzata)
Lo strumento Collegamento serve per tracciare una linea di collegamento provvista di freccia
terminale tale da collegare due forme rettangolo, rombo, cerchio. Il collegamento viene definito
automaticamente tra i due punti più vicini dei due oggetti. in seguito muovendo uno dei due oggetti
collegati, il collegamento viene automaticamente spostato, allungato o diminuito per mantenere il
contatto.
Per disegnare un collegamento selezionare l’icona Collegamento nella barra degli strumenti: di
seguito selezionare con un clic le due forme da collegare. Nel punto di collegamento della seconda
forma selezionata viene disegnata un freccia. Le dimensioni e l’ampiezza della freccia dipendono
dalle impostazioni in Proprietà disegno.
816 FlowChart
Strumenti di disegno

Rettangolo
Il comando Disegna rettangolo con procedura assistita, disponibile nella barra degli strumenti,
semplifica la tracciatura di una forma rettangolare bidimensionale inserendo le dimensioni reali in
metri di base ed altezza. Dopo aver confermato con OK fare clic nel disegno per indicare il punto di
inserimento dell’angolo inferiore sinistro del rettangolo. Dopo la tracciatura si può usare il comando
Proprietà per associare un colore e un riempimento al rettangolo.

Aggiunta di immagini
Nel disegno di FlowChart è possibile inserire anche delle immagini acquisendole da file in formato
.jpg. Le immagini possono essere inserite in un forma rettangolo. Quindi dopo aver inserito una
forma rettangolo selezionare solo tale forma e scegliere il comando Proprietà nella barra degli
strumenti. Nella scheda Immagine è possibile aprire un file di immagine presente in qualsiasi
cartella. L’immagine scelta viene riportata nel disegno nell’area definita dalla forma.

Attenzione. L’immagine viene inserita come riferimento esterno; al salvataggio del file di
FlowChart ([Link]), nella stessa posizione viene salvata una cartella con nome uguale al file fc e
suffisso ‘_files’, contenente tutti i file di immagini utilizzati. È quindi necessario che la cartella delle
immagini sia sempre disponibile altrimenti le immagini non vengono visualizzate.

Blocchi e attributi
È possibile definire e salvare blocchi con attributi esattamente come avviene nell’ambiente grafico
CAD. I blocchi salvati su file possono essere inseriti in altri disegni.
Inserisci attributo
Inserisce un attributo nel disegno, cioè un'etichetta che consente di associare i dati ad un blocco. Per
inserire un attributo scegliere il comando dalla barra degli strumenti ed indicare il punto di
inserimento. Nella finestra di dialogo impostare le modalità degli attributi e digitare le informazioni
Etichetta Messaggio Valore e le opzioni di testo. Una volta creato l’attributo, è possibile selezionarlo
come oggetto durante la creazione di una definizione di blocco. Quando un attributo è incorporato
in un blocco, si può specificarne il valore tramite lo strumento Proprietà.
Crea blocco
Crea una definizione di blocco a partire dagli oggetti selezionati. È possibile inoltre associare
informazioni (attributi) ad un blocco (vedi sopra).
1. Nel disegno selezionare gli oggetti che compongono il nuovo blocco.
2. Dalla barra degli strumenti avviare il comando Crea blocco.
3. Specificare il punto da usare come punto di origine per il nuovo disegno.

Gli oggetti selezionati vengo raggruppati in blocco. Gli eventuali attributi compresi nella selezione
del blocco sono resi invisibili: usare il comando Proprietà per specificarne il valore.
Salva blocco
Dopo aver definito un blocco in un disegno è possibile salvarlo come file di disegno per essere
inserito in altri disegni. I blocchi possono essere salvati in cartelle e creare così una libreria simboli
personalizzata.
1. Selezionare nel disegno un blocco già definito con Crea blocco.
2. Aprire il menu a cursore (clic sul tasto destro del mouse) e scegliere Salva blocco su disco.
3. Nella finestra Salva con nome specificare un nome e scegliere la cartella nella quale salvarlo.

Nota. Un file di blocco è esattamente uguale ad un file di disegno. Per creare un blocco da utilizzare
in altri disegni è possibile anche disegnare gli elementi in un nuovo disegno e quindi salvare il tutto
con Salva con nome.
Inserimento di blocchi
Tramite Inserisci blocco è possibile importare nel disegno aperto blocchi creati in precedenza in
FlowChart.
1. Dal menu Disegna e dal menu a cursore (clic sul tasto destro del mouse) e scegliere Inserisci
blocco.
2. Nella finestra Apri selezionare la cartella ed il file .fc da importare.
FlowChart 817
Strumenti di supporto

3. Indicare nel disegno il punto di inserimento.

Importazione di altri disegni


Nel disegno aperto è possibile importare altri disegni creati con FlowChart, in precedenza. Ad
esempio nel caso di uno schema a blocchi con aree uguali, oltre allo strumento di copia oggetti, si
può importare più volte il disegno di un unità preparato a priori.
Dal menu File scegliere Importa e dalla finestra Apri cercare e selezionare il file di disegno da
importare. In alternativa è possibile usare anche Inserisci blocco (dal menu Disegna): in questo caso
il disegno importato rimane conglobato in blocco.

Nota. È possibile importare solo disegni creati con FlowChart.

Strumenti di supporto
I comandi Zoom, disponibili nella barra degli strumenti, permettono di ingrandire o ridurre le
dimensioni del disegno.

Il comando Zoom estensioni visualizza l’intero disegno, cioè tutti gli oggetti occupando tutta l’area
della finestra di Flowchart.

Il comando Zoom finestra consente di ingrandire un’area della finestra specificando i due angoli
opposti di una finestra rettangolare. Il centro della finestra diviene il nuovo centro di visualizzazione
e l’area al suo interno viene ingrandita o ridotta per riempire al massimo la visualizzazione.
La lista a comparsa presente nella barra degli strumenti permette di selezionare un fattore di zoom
predefinito.
L’attivazione della modalità Snap limita i movimenti del cursore agli intervalli della griglia.
La griglia è un modello a punti che si estende su l’intera area della finestra di disegno. La griglia aiuta
ad allineare gli oggetti e visualizzare la distanza che li separa.
Per attivare o disattivare lo snap su griglia fare clic sull’icona Snap nella barra degli strumenti.
L’intervallo di snap è impostabile dalla finestra Proprietà disegno. A seconda del fattore di zoom la
griglia può non essere visibile, anche se è attivo lo snap.

Nota. Per creare un disegno in modo veloce e accurato posizionare le forme dopo aver attivato lo
snap su griglia.

L’attivazione della modalità Orto è utile per la tracciatura di linee perfettamente orizzontali o
verticali vincolando lo spostamento del cursore alla direzione verticale o orizzontale. Disattivare
Orto per disegnare le altre forme.

Per annullare l’azione o le azioni più recenti è possibile usare il comando Annulla, disponibile nella
barra degli strumenti.

Per ripristinare le azioni annullate usare il comando Ripristina.

Misura della distanza


È possibile recuperare la distanza tra due punti specificati sul disegno tramite il comando Distanza
disponibile nella barra degli strumenti. Dopo aver avviato il comando specificare il primo e il
secondo punto della distanza che si desidera calcolare. Sulla barra di stato di FlowChart (in basso
nella finestra) verrà visualizzato un breve rapporto.

Selezione degli oggetti


Per selezionare un singolo oggetto basta fare clic in un punto qualsiasi dell’oggetto sia bordo che area
interna nel caso delle forme. Selezionando più oggetti si crea un gruppo di selezione.
Quando un oggetto è selezionato sono visibili i punti di grip cioè quei quadratini che appaiono in
posizioni diverse a seconda dell’oggetto. I grip definiscono dei punti di selezione con cui è possibile
spostare o ridimensionare l’oggetto.
818 FlowChart
Proprietà disegno

Per selezionare più oggetti occorre racchiuderli in una finestra di selezione. Trascinando la finestra
da sinistra verso destra si selezionano gli oggetti all’interno dell’area di selezione. Trascinandola da
destra verso sinistra si selezionano sia gli oggetti che si trovano all’interno dell’area di selezione, sia
quelli che la intersecano.

Proprietà disegno
Quando nel disegno non è selezionato alcun oggetto, selezionando l’icona Proprietà dalla barra degli
strumenti, viene visualizzata la finestra di dialogo Proprietà disegno. Da qui è possibile impostare le
seguenti proprietà.
Impostazioni
Intervallo di snap: indicare con un numero reale positivo l’intervallo di snap.
Dimensione del cursore: questa casella controlla la dimensione in pixel della croce del cursore.
Freccia
Dimensione: dimensione della freccia usata nei collegamenti di forme. Variando questo valore
vengono aggiornate in automatico tutte le frecce del disegno.
Angolo: controlla l’angolo della freccia usata nei collegamenti di forme. Variando questo valore
vengono aggiornate in automatico tutte le frecce del disegno.
Colore di sfondo
È possibile indicare il colore predefinito delle forme. Dopo la creazione di ogni forma è possibile
variare il colore per ognuna.
Colore
Scegliere un colore da applicare al bordo facendo clic sul riquadro colorato.
Riempimento
Il riempimento può essere attivato tramite la casella Attiva; quindi scegliere un colore da applicare
all’area interna della forma facendo clic sul riquadro colorato.

Modifica delle forme


I seguenti comandi permettono di copiare e modificare le forme inserite disegno.

Copia
È possibile copiare un oggetto o tutti gli oggetti selezionati con il comando Copia, disponibile nella
barra degli strumenti.

Nota. È necessario selezionare gli oggetti da copiare prima di selezionare Copia.

Il gruppo di selezione viene copiato in posizione spostata dagli oggetti originali mantenendo la
selezione sui nuovi oggetti. A questo punto è possibile spostare gli oggetti copiati.

Sposta
Per spostare un oggetto o tutti gli oggetti selezionati si può usare il comando Sposta, disponibile nella
barra degli strumenti.

Nota. È necessario selezionare gli oggetti da spostare prima di selezionare Sposta.


FlowChart 819
Modifica delle forme

Avviato il comando indicare con il cursore il punto base di spostamento; quindi trascinare gli oggetti
per spostali nella nuova posizione e fare clic. Quando si sposta una forma che è collegata ad un’altra,
la linea di collegamento viene strecciata e spostata automaticamente per mantenere la connessione.

Spostamento tramite grip


Un modo veloce per spostare un oggetto (forma, linea, testo) è costituito dall’uso dei grip di base.
Dopo avere selezionato l’oggetto da spostare, selezionare il grip di base. Quindi trascinare l’oggetto
per spostalo nella nuova posizione e fare clic.

Ruota
È possibile ruotare un oggetto o tutti gli oggetti selezionati con il comando Ruota, disponibile nella
barra degli strumenti. Dopo aver selezionato gli oggetti avviare il comando; indicare il punto base
della rotazione e digitare l’angolo di rotazione in gradi.

Scala
Per ingrandire o ridurre un oggetto o tutti gli oggetti selezionati usare il comando Scala, disponibile
nella barra degli strumenti. Dopo aver selezionato gli oggetti avviare il comando; indicare il punto
base e digitare il fattore di scala: un numero maggiore di 1 provoca l’ingrandimento mentre un valore
inferiore determina una riduzione.

Ridimensionamento tramite grip


È possibile ridimensionare gli oggetti anche stirandoli utilizzando i grip. Dopo avere selezionato
l’oggetto da ridimensionare, selezionare uno dei non di base. Quindi trascinare il cursore affinché
l’oggetto assume la dimensione o forma desiderata e fare clic.

Cancella
È possibile cancellare oggetti selezionati nel disegno utilizzando diversi metodi. Selezionarli e
scegliere il comando Cancella disponibile nella barra degli strumenti oppure premere CANC sulla
tastiera.

Proprietà degli oggetti


Per ogni oggetto è possibile modificare le caratteristiche grafiche.
Per attivare la finestra delle proprietà selezionare l’icona Proprietà sulla barra degli strumenti, dopo
aver selezionato l’oggetto o gli oggetti da modificare. Nel caso si selezionino oggetti diversi, saranno
820 FlowChart
Salvataggio dei disegni

disponibili solo le proprietà comuni: le modifiche saranno applicate a tutti gli oggetti selezionati. Di
seguito sono elencate le proprietà disponibili.
Rombo e cerchio
Colore: scegliere un colore da applicare al bordo facendo clic sul riquadro colorato.
Riempimento: può essere attivato tramite la casella Attiva; scegliere un colore da applicare all’area
interna della forma facendo clic sul riquadro colorato.
Testo: nel riquadro Descrizione è possibile digitare un testo descrittivo da visualizzare vicino la
forma allineato come si può scegliere nella lista Allineamento. Al centro della forma si può
visualizzare un dicitura compilata nella casella Sigla.
Rettangolo
Nel caso del rettangolo, oltre alle proprietà presenti nella forma rombo e cerchio, è possibile
impostare una immagine. L’immagine deve essere scelta premendo il pulsante Sfoglia. Per bloccare
le proporzioni in fase di ridimensionamento della forma selezionare la casella Mantieni proporzioni.
Linea e collegamento
Colore: scegliere un colore da applicare alla linea facendo clic sul riquadro colorato.
Stile linea: può essere selezionato uno stile di linea tra Continua, Tratteggiata, Puntinata.

Testo
Colore: scegliere un colore da applicare al testo facendo clic sul riquadro colorato.
Testo: nel riquadro Descrizione digitare il testo da visualizzare allineato come si può scegliere nella
lista Allineamento. L’altezza del testo va specificata nella casella Altezza.

Nota. Se FlowChart viene eseguito in Ambiente grafico, nella lista della casella Sigla si può
selezionare una ubicazione o una funzione tra quelle estratte dallo schema corrente.

Ordine di sovrapposizione
L’ordine di sovrapposizione determina il modo in cui alcune forme si sovrappongono ad altre nel
disegno. Per cambiare l'ordine di sovrapposizione, utilizzare i comandi Porta in primo piano e Porta
in secondo piano, dal menu contestuale che si apre con il tasto destro del mouse.
Il comando Porta in primo piano, sposta le forme selezionate nella prima posizione dell'ordine di
sovrapposizione delle forme del disegno. Se sono selezionate più forme, tutte vengono spostate in
avanti, rimanendo tra loro nello stesso rapporto all'interno dell'ordine di sovrapposizione.
Il comando Porta in secondo piano, sposta le forme selezionate dietro alle altre forme nell'ordine di
sovrapposizione. Se sono selezionate più forme, esse mantengono la stessa posizione rispetto alle
altre nell'ordine di sovrapposizione.

Salvataggio dei disegni


Quando si lavora su un disegno è opportuno salvarlo spesso: dal menu File selezionare il comando
Salva.

Per salvare una copia del disegno corrente su un nuovo file selezionare il comando Salva con nome,
dal menu File o dalla barra degli strumenti.

Riporta in CAD
Quando si avvia il modulo FlowChart dall’ambiente grafico di uno dei programmi CAD di Electro
Graphics (CADelet, Smart, iDEA, Eplus) è attivo, sulla barra degli strumenti, il comando Riporta in
CAD. Questo comando permette di trasferire l’intero disegno aperto in FlowChart nel disegno aperto
in CAD.

Avviato il comando, viene visualizzato il disegno CAD ed è richiesto di scegliere la posizione, per
la tracciatura. Si deve indicare una finestra che delinea l’area in cui riportare il disegno facendo clic
per indicare i due angoli opposti.

Nota. L’interfaccia di FlowChart e il riporto su CAD viene utilizzata, nei programmi CAD, anche
dalla funzione per la tracciatura dello schema a blocchi della magliatura quadri.
FlowChart 821
Esporta su WMF

Esporta su WMF
Il formato WMF viene utilizzato da molte applicazioni Windows. I file WMF (Windows Metafile
Format) contengono informazioni in formato vettoriale o in formato raster. I formati vettoriali
consentono di eseguire panoramiche e di zoommare in maniera più rapida rispetto agli altri formati.
Per creare un file in formato WMF, scegliere Esporta dal menu File. Nella finestra di dialogo Salva
con nome, selezionare una cartella, digitare un nome di file e scegliere Salva. Al nome del file viene
aggiunta automaticamente l'estensione .wmf.

Stampa dei disegni


Il comando Stampa del menu File di FlowChart apre la finestra di stampa di Windows con le relative
opzioni che prevedono la possibilità di personalizzare la scelta della stampante, e il numero delle
copie.
dalla lista a comparsa del riquadro Stampante selezionare la stampante da utilizzare. Premere il
pulsante Proprietà per accedere alle proprietà della stampante selezionata.
Per eseguire la stampa premere il pulsante Stampa.

Salvataggio di layout e schema su file DWG


È possibile salvare su file in formato DWG il disegno di layout o lo schema elettrico unifilare
dell’impianto. Il file salvato potrà essere aperto con qualsiasi programma CAD che supporti lo
standard Autodesk AutoCAD DWG versione 2000 o superiore.

Balla barra degli strumenti dell’editor selezionare Esporta il disegno su di un nuovo file DWG.

Esportazione di layout e schema di Solergo in CAD


Se si utilizza il programma Solergo di Electro Graphics è possibile importare in ambiente grafico
CAD (CADelet\Smart\iDEA\Eplus) il disegno di layout o lo schema elettrico unifilare dell’impianto
fotovoltaico. A tal fine seguire la seguente procedura.
1. Salvataggio del disegni
In Solergo, nella finestra grafica del layout o dello schema elettrico, aprire il menu a cursore con un
clic nel tasto destro del mouse e selezionare File>Salva con nome. Viene creato un file con estensione
.FC (file di Electro Graphics FlowChart).
2. Avvio del programma CAD
Avviare l’ambiente grafico CAD installato (CADelet\Smart\iDEA\Eplus) ed aprire il file di disegno
desiderato.
2. Avvio di FlowChart in CAD
Avviare FlowChart dalla barra degli strumenti Simboli o, da tastiera, con il comando FC.
3. Riporto in CAD
Aprire il file .FC salvato in Solergo e dalla barra degli strumenti di FlowChart selezionare Riporta
in CAD. La visualizzazione passa al disegno CAD dove si deve indicare una finestra che delinea
l’area in cui riportare il disegno: fare clic per indicare i due angoli opposti.
822 FlowChart
Esportazione di layout e schema di Solergo in CAD
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
ELECTRO GRAPHICS Srl
Viale G. Mazzini, 4
35018 San Martino di Lupari (PD) - ITALY
Tel. 049.9461138 - Fax 049.9461190
Internet: [Link]
E-mail: info@[Link]

Potrebbero piacerti anche