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Riforma legislativa del 2012 L. 220/2012 entrata in vigore il 18 giugno 2013.

Modifica art. 1118 c.c.: Diritti dei partecipanti sulle cose comuni.

1. Il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga
altrimenti, proporzionale al valore dell'unit immobiliare che gli appartiene.
2. Il condomino non pu rinunziare al suo diritto sulle parti comuni.
3. Il condomino non pu sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la conservazione
delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d'uso della propria unit
immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali.
4. Il condomino pu rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di
condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o
aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere
al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua
conservazione e messa a norma.

Requisiti per il distacco:


1. dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento
2. o aggravi di spesa per gli altri condomini;

LA PERIZIA
Prima di distaccarsi dall'impianto il condomino deve affidare a un tecnico iscritto agli Albi e
con specifiche competenze in materia di impianti di riscaldamento la redazione di una
perizia con la quale dimostra che il distacco non comporta un aggravio di spese a chi resta
allacciato all'impianto comune. Nel documento deve essere dimostrato che il distacco non
provocher notevoli squilibri termici per il fabbricato.

LE SPESE
Il condomino che intende dire addio all'impianto centralizzato di riscaldamento deve
essere disponibile a sostenere le spese di manutenzione straordinaria dell'impianto
centralizzato e quelle per la sua conservazione e per la messa a norma. Non per del
tutto definito il perimetro della manutenzione, sia essa ordinaria o straordinaria. E questo
pu far insorgere delle controversie in condominio sulla ripartizione delle spese

L'ASSEMBLEA
Per staccarsi dall'impianto centralizzato, il condomino non ha bisogno del via libera
dell'assemblea. D'altra parte, l'assemblea potrebbe valutare se la perizia prodotta sia
soddisfacente o meno e in caso negativo disporre a proprie spese una seconda
perizia. In questo caso, una delibera assembleare potrebbe vietare il distacco, aprendo il
rischio di un contenzioso tra le parti.

Dal punto di vista della normativa statale dunque possibile per un


condmino staccarsi dal riscaldamento condominiale, purch si rispettino
determinate condizioni.

REGIONE PIEMONTE

A tal proposito riporto la Clausola di cedevolezza che troviamo nellarticolo 17 del D.Lgs
192/2005, ossia la normativa nazionale in materia di prestazione energetica degli edifici: le
norme del presente decreto e dei decreti ministeriali applicativi nelle materie di
legislazione concorrente si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano
ancora provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE fino alla data di entrata in
vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna regione e provincia autonoma.

La normativa regionale trae dunque legittimazione dalla clausola di cedevolezza del


D.Lgs 192/2005 e subentra a quanto viene prescritto dalla normativa nazionale in
materia di prestazione energetica degli edifici.

Regione Piemonte, che chiarisce bene la questione sul distacco dallimpianto


centralizzato di riscaldamento con la Circolare del 27 febbraio 2013, ritiene
inoltre che le novit apportate dalla L.220/2012 (la Legge inerente la
disciplina del condominio) non sono suscettibili di portare alcuna modifica,
deroga o sostituzione del quadro normativo regionale nellesercizio dei
pertinenti poteri di disciplina. La normativa regionale, essendo pi restrittiva,
prevale quindi anche sulla Legge nazionale inerente la disciplina del
condominio.

13. Negli edifici di cui alla Scheda 1 con un numero di unita abitative
superiore a 4 nellambito di attivita di cui alla lettera o. non possono
essere realizzati interventi finalizzati alla trasformazione da impianti
termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per
singola unita abitativa. A tale prescrizione non sono soggette le
attivit di cui alla lettera o. che interessano locali destinati ad
attivit commerciali, artigianali, di servizio e assimilabili, facenti parte
di edifici classificati nella categoria E(1) del d.p.r. 412/1993, qualora
prevedano linstallazione di sistemi di climatizzazione basati
esclusivamente su pompe di calore prive di sistemi di combustione e
aventi caratteristiche conformi a quanto indicato nell Allegato 4.